# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c3cd397b-5b8a-5c8b-9143-c2a7af9d2249
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-09-05
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 05.09.2016 12.2016.98
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2016-98_2016-09-05.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2016.98

  	
  Lugano

  5 settembre 2016/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Balerna

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. SE.2014.146
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 - promossa con petizione 10
aprile 2014 da

 

	
   

  	
   CO 1 

   CO 2 

  entrambi rappr. da RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE
  1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

volta
ad accertare l’inesistenza del credito di fr. 21'600.- oltre interessi vantato dalla
convenuta nei confronti degli attori di cui ai PE n. __________ dell’UE di
Lugano e n. __________ dell’UEF di Bellinzona nonché ad ottenere l’annullamento
delle esecuzioni e la cancellazione delle stesse;

ed ora sull’istanza
di ricusa presentata dalla convenuta il 27 luglio 2015 (poi completata il
12 novembre 2015) nei confronti del Pretore avv. Francesco Trezzini, avversata
da quest’ultimo e dagli attori, e che il Pretore del Distretto di Lugano,
sezione 2, avv. Marco Peverelli, ha respinto con decisione 13 giugno 2016,
ponendo a carico della convenuta la tassa di giustizia e le spese in
complessivi fr. 300.- nonché l’indennità per ripetibili di fr. 400.- (inc. n.
SO.2015.5113);

 

reclamante la
convenuta, che con atto 4 luglio 2016 ha chiesto, previo conferimento
dell’effetto sospensivo, di accertare la nullità del querelato giudizio e in
via subordinata di annullarlo, con protesta di tasse, spese e accresciute ripetibili;

 

preso atto che con
scritto 22 agosto 2016 la convenuta ha altresì instato di essere posta al
beneficio dell’assistenza giudiziaria nel senso di essere esentata dal
pagamento dell’anticipo per le spese processuali della procedura ricorsuale;

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                  che nell’ambito
della causa a procedura semplificata (inc. n. SE.2014.146) promossa il 10
aprile 2014 da CO 1 e da CO 2, volta ad accertare l’inesistenza del credito di
fr. 21'600.- oltre interessi vantato nei loro confronti per presunti
“disservizi, inadempienze e violazioni contrattuali” di cui ai PE n. __________
dell’UE di Lugano e n. __________ dell’UEF di Bellinzona nonché ad ottenere
l’annullamento delle esecuzioni e la cancellazione delle stesse, la convenuta RE
1 con istanza il 27 luglio 2015 (poi completata il 12 novembre 2015) ha chiesto
la ricusa del giudice adito, il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1,
avv. Francesco Trezzini;

 

                                  che con la decisione 13 giugno
2016 qui impugnata (oggetto dell’inc. n. SO.2015.5113) il Pretore del Distretto
di Lugano, sezione 2, avv. Marco Peverelli, ha respinto l’istanza di ricusa, rilevando
che la convenuta non aveva fornito alcuna prova, anche solo indiziaria, a
sostegno delle accuse mosse al Pretore avv. Francesco Trezzini, che le
allegazioni della convenuta non avevano trovato riscontro nemmeno nel fascicolo
dell’inc. n. SE.2014.146 e che in particolare l’accusa di quest’ultima secondo
cui in quell’incarto il Pretore avesse predisposto almeno un’udienza a cui essa,
senza essere stata citata, non aveva potuto partecipare, era risultata
infondata;

 

                                  che con il reclamo 4 luglio 2016
che qui ci occupa la convenuta ha chiesto, previo conferimento dell’effetto
sospensivo, di accertare la nullità del querelato giudizio e in via subordinata
di annullarlo: essa ha da una parte evidenziato che in Ticino tutta la
magistratura risultava essere controllata / lottizzata dal potere politico e
dalle lobby retrostanti (e ciò sia nella procedura di selezione, sia in quella
di nomina, sia in quella di rielezione, tutte ritenute incostituzionali) e non
poteva così essere considerata indipendente ai sensi dell’art. 30 cpv. 1 Cost.
e 6 n. 1 CEDU, ciò che valeva dunque anche per i Pretori avv. Marco Peverelli e
Francesco Trezzini, quest’ultimo oltretutto nominato grazie alla “loggia __________
(ma anche __________)”, che ospitava notoriamente fondi riciclati dai clienti __________
e __________ che l’avevano poi pubblicamente infangata con calunnie mostruose,
e dunque senz’altro condizionato allorché, come nel caso di specie, si trattava
di decidere su posizioni riguardanti la banca o persone a lei vicine;
dall’altra ha rilevato che tutti i fatti contestati al Pretore avv. Francesco
Trezzini ritenuti non provati nella decisione sulla ricusa erano in realtà di
pubblico dominio, ovvero emergevano da sentenze definitive, ovvero dai media
che avevano ampiamente riportato sulla vicenda dei riciclatori che l’avevano
calunniata per vendicarsi di essere stati segnalati per riciclaggio; e infine ha
lamentato la violazione del suo diritto di essere sentita ex art. 29 Cost.
poiché il Pretore avv. Marco Peverelli avrebbe potuto e dovuto convocare le
parti personalmente per un’udienza;

 

                                  che giusta l’art. 50 cpv. 2 CPC
la decisione sulla domanda di ricusazione ai sensi dell’art. 47 e segg. CPC è impugnabile mediante reclamo, ritenuto che giusta
l’art. 48 lett. b n. 2 LOG l’autorità competente ad occuparsi del reclamo
contro la decisione sulla domanda di ricusa in materia di diritto delle
obbligazioni è la seconda Camera civile del Tribunale d’appello;

 

                                  che nel caso concreto, essendo
stata per l’appunto impugnata una decisione su una domanda di ricusazione
nell’ambito di una causa in materia di diritto delle obbligazioni, il reclamo
inoltrato dalla convenuta, presentato tempestivamente, è senz’altro ricevibile,
almeno da questo punto di vista;

 

                                  che la ricusa si inserisce nel
quadro delle misure volte a garantire uno svolgimento ordinato del processo. La
garanzia del diritto a un tribunale indipendente e imparziale, istituita
dall’art. 30 cpv. 1 Cost. e dall’art. 6 CEDU - che su questo punto hanno la
medesima portata - permette di esigere la ricusa di un giudice la cui
situazione o comportamento possono suscitare dubbi sulla sua imparzialità; essa
mira ad evitare che circostanze estranee al processo possano influenzare il
giudizio a favore o a detrimento di una parte (DTF 138 I 1 consid. 2.2). La
ricusa rimane tuttavia una misura d’eccezione che, per non intralciare il buon
funzionamento della giustizia, dev’essere ammessa soltanto in presenza di
motivi gravi ed oggettivi che permettono di dubitare dell’imparzialità del
giudice. Non è necessario che venga accertata un’effettiva prevenzione del
giudice, dato che una disposizione d’animo non può essere dimostrata: bastano
circostanze concrete idonee a suscitare l’apparenza di una prevenzione e a far
sorgere un rischio di parzialità. Ciononostante, ai fini del giudizio possono
venir tenute in considerazione solo circostanze constatate oggettivamente: la
semplice affermazione della parzialità basata sui sentimenti soggettivi di una
parte non è sufficiente per fondare un dubbio legittimo (DTF 138 I 1 consid.
2.2, 134 I 238 consid. 2.1). In altre parole, la parte può personalmente
risentire certi atteggiamenti del magistrato come determinati da parzialità, ma
decisivo è unicamente sapere se le sue apprensioni soggettive possono
considerarsi oggettivamente giustificate (TF 29 novembre 2007 1B_222/2007
consid. 3.2.3, in RtiD 2008 II p. 23 segg., 3 febbraio 2010 4A_486/2009 consid.
2);

 

                                  che nel caso di specie il rilievo
della convenuta secondo cui la decisione qui impugnata doveva essere dichiarata
nulla o annullata siccome in Ticino tutta la magistratura, e dunque anche i
Pretori avv. Marco Peverelli e Francesco Trezzini, risultava essere controllata
/ lottizzata dal potere politico e dalle lobby retrostanti (e ciò sia nella
procedura di selezione, sia in quella di nomina, sia ancora in quella di rielezione)
e non poteva pertanto essere considerata indipendente ai sensi dell’art. 30
cpv. 1 Cost. e 6 n. 1 CEDU, è manifestamente infondato: la procedura di
selezione, di nomina e di rielezione dei magistrati adottata nel Cantone Ticino,
che prevede la nomina di questi ultimi da parte del Gran Consiglio, oltretutto
previo esame e preavviso delle nuove candidature ad opera di una Commissione di
esperti indipendenti, per 10 anni rinnovabili (art. 59 lett. m e 80 seg. Cost.
TI e art. 2 segg. LOG), è in effetti conforme ai principi di indipendenza e di
imparzialità di rango costituzionale e convenzionale menzionati (per altro anche
la procedura di nomina dei giudici del Tribunale federale è disciplinata da disposizioni
analoghe, cfr. art. 5 segg. LTF, secondo cui la nomina di questi ultimi da
parte dell’Assemblea federale avviene per 6 anni rinnovabili): la dottrina e la
giurisprudenza hanno del resto già avuto modo di stabilire che l’indipendenza
di un magistrato non è di per sé messa in dubbio dal solo fatto che egli sia
stato nominato dal potere esecutivo o da quello legislativo (Steinmann, Die schweizerische
Bundesverfassung, St. Galler Kommentar, 3ª ed., n. 15 ad art. 30 Cost.; cfr.
pure DTF 119 Ia 81 consid. 4), ossia da gremii formati da persone appartenenti
a partiti politici o a lobby, che la sua appartenenza ad un partito politico (o
a una lobby) rispettivamente il sostegno di quest’ultimo (o di una lobby) alla
sua nomina non costituisce di principio un motivo di ricusa (Steinmann, op. cit., n. 18  e 21 ad art.
30 Cost.; TF 17 marzo 2005 1P.711/2004 consid. 3.4, 29 novembre 2006
1P.667/2006 consid. 3.1, 25 settembre 2012 1B_460/2012 consid. 3, 8 gennaio
2015 4A_519/2014 consid. 5.1) e che la partecipazione alla procedura di nomina
da parte di una Commissione di esperti indipendenti con il compito di
preavvisare le nuove candidature costituisce una valida soluzione per garantire
l’indipendenza della giustizia (TF 8 gennaio 2015 4A_519/2014 consid. 5.2);

 

                                  che la circostanza addotta in
questa sede dalla convenuta, volta di fatto - nonostante una tale richiesta non
sia poi stata formalizzata nel petitum - a riformare il querelato
giudizio nel senso di accogliere la domanda di ricusa, secondo cui il Pretore
avv. Francesco Trezzini non sarebbe stato indipendente siccome nominato grazie alla
“loggia __________ (ma anche __________)” e dunque sarebbe stato condizionato
allorché, come nel caso di specie, si trattava di decidere su posizioni
riguardanti la banca o persone a lei vicine, è nuova e con ciò irricevibile
(art. 326 cpv. 1 CPC); essa è in ogni caso rimasta allo stadio di puro parlato;

 

                                  che, sempre nell’ottica della richiesta
- non formalizzata nel petitum - di riforma del querelato giudizio nel
senso di accogliere la domanda di ricusa, è manifestamente a torto che la
convenuta ha rilevato che la circostanza appena evocata e tutti i fatti (che
qui non è necessario riassumere) contestati al Pretore avv. Francesco Trezzini
ritenuti non provati nella decisione sulla ricusa erano in realtà di pubblico
dominio, ovvero emergevano da sentenze definitive, ovvero dai media che avevano
ampiamente riportato sulla vicenda dei riciclatori che l’avevano calunniata per
vendicarsi di essere stati segnalati per riciclaggio: la circostanza di cui si
è detto e gli altri fatti su cui la convenuta si era allora prevalsa non sono
in effetti né notori, né sono conosciuti da questa Camera, per cui la convenuta
avrebbe dovuto versare agli atti le prove a sostegno delle sue allegazioni, ciò
che a detta del Pretore avv. Marco Peverelli, il cui assunto per il resto non è
stato qui censurato, essa ha omesso di fare;

 

                                  che pure manifestamente infondato
è infine l’ulteriore rimprovero mosso dalla convenuta al Pretore avv. Marco
Peverelli, volto in sostanza all’annullamento della sua decisione, di aver
violato il suo diritto di essere sentita ex art. 29 Cost. per non aver a suo
tempo convocato le parti personalmente per un’udienza: dagli atti non risulta
in effetti che la convenuta abbia mai chiesto di essere convocata a un’udienza
e nessuna disposizione imponeva al giudice di indire d’ufficio una tale udienza;

 

                                  che alla luce di quanto precede
il reclamo della convenuta, manifestamente irricevibile e/o manifestamente infondato,
deve essere respinto già nell’ambito dell’esame preliminare dell’art. 322 cpv.
1 CPC, senza necessità di notificarlo alla controparte o al giudice ricusato
per le eventuali osservazioni di risposta;

 

                                  che le spese processuali di
questo giudizio devono essere poste a carico della convenuta, che è risultata soccombente
(art. 106 CPC): la sua domanda volta alla concessione dell’assistenza
giudiziaria per la procedura di secondo grado non può in effetti trovare accoglimento
già per il fatto che il gravame appariva sin dall’inizio manifestamente privo
di possibilità di esito favorevole (art. 117 lett. b CPC); 

 

                                  che agli attori, che non sono
stati richiesti di esprimersi sul rimedio giuridico, non vengono assegnate
ripetibili;

 

                                  che l’emanazione del presente
giudizio rende priva d’oggetto la domanda di conferimento dell’effetto sospensivo
formulata con il reclamo (richiesta che in ogni caso sarebbe stata destinata
all’insuccesso, cfr. II CCA 11 febbraio 2015 inc. n. 12.2015.5).

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati l’art. 106 CPC e la LTG

 

 

decide: 

 

 

                             1.  Il reclamo 4 luglio 2016
dell’RE 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile. 

 

 

                             2.  La domanda di assistenza
giudiziaria 22 agosto 2016 dell’RE 1 è respinta.

 

 

                             3.  Le spese processuali della
procedura di reclamo di complessivi fr. 300.- sono a carico della reclamante.
Non si attribuiscono indennità o ripetibili.

 

 

                             4.  Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 2, e alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione
1

 

 

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                 Il vicecancelliere

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso inferiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,  1000 Losanna 14, entro
30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100
cpv. 1 LTF), se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 LTF). Il ricorso è ammissibile contro le decisioni che
pongono fine al procedimento (art. 90 LTF), contro una decisione che concerne
soltanto talune conclusioni, se queste possono essere giudicate
indipendentemente dalle altre, o che pone fine al procedimento soltanto per una
parte dei litisconsorti (art. 91 LTF), oppure ancora contro decisioni
pregiudiziali e incidentali notificate separatamente e concernenti la
competenza o domande di ricusazione (art. 92 cpv. 1 LTF). Qualora non sia dato
il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso
sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che
intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso
in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e
medesima istanza (art. 119 LTF).