# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0a988f41-5116-5517-a447-d805000172cb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 09.03.2010 (publiziert) 60.2005.49
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2005-49_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2005.49

   

  	
  Lugano

  4 aprile 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per
statuire sul ricorso 17.2/4.3.2005 presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1, ,

  patr. da: avv.
  PR 1, ,

   

  
	
   

  	
  per denegata
  giustizia in relazione ad un sequestro di un bronzo romano eseguito in
  relazione ad una richiesta di assistenza internazionale presentata a suo
  tempo da parte della __________;

  	 

 

	
   

  	
   

  

premesso che lo
scritto 17.2.2005 indirizzato al Ministero pubblico è stato trasmesso per competenza
a questa Camera come richiesto dal ricorrente medesimo;

 

premesso inoltre
che questa Camera, con scritto 23.2.2005, ha imposto un termine per la presentazione
dello scritto 17.2.2005 in lingua italiana, ovvero la lingua ufficiale del
Canton Ticino;

 

ritenuto che nel
termine fissato il ricorrente ha, per il tramite del proprio patrocinatore,
inviato la traduzione del proprio scritto 17.2.2005;

 

considerato che
la richiesta di assistenza giudiziaria o di gratuito patrocinio va trasmessa
per decisione all’PI 1;

 

preso atto delle
osservazioni 14/16.3.2005 dell’PI 1, che nega l’esistenza di un diniego di
giustizia ritenuto come il sequestro del bronzo romano è avvenuto in esecuzione
di una domanda di assistenza internazionale, ancora attuale in quanto
l’autorità rogante non l’ha ritirata e neppure ha comunicato che il
procedimento penale estero sia divenuto privo d’oggetto;

 

preso atto delle
osservazioni 17/18.3.2005 del procuratore pubblico ora competente, nelle quali
ricorda come il sequestro del bronzo romano sia da ricondurre ad una richiesta
d’assistenza del 25.11.2002 per un procedimento a carico di __________ __________
ed altri a seguito della quale il Ministero pubblico del Canton __________ ha deciso
di entrare nel merito con decisione del 20.2.2003; con scritto 23.4.2004 il qui
ricorrente ha rivendicato la proprietà del bronzo sequestrato presso la __________
di __________; per il procuratore pubblico osservante la documentazione prodotta
dal qui ricorrente a sostegno della propria proprietà non è sufficiente: ad
ogni buon conto egli ha trasmesso alle autorità roganti la rivendicazione del
qui ricorrente, senza ricevere indicazioni specifiche; il procuratore pubblico
conclude chiedendo di respingere il ricorso;

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

 

in fatto

 

                                   a.   Con
richiesta del 25.11.2002, la __________, per il tramite del __________, ha
chiesto al __________ (__________) assistenza internazionale in un procedimento
penale aperto contro __________ __________ ed altri coindagati per i reati di
associazione a delinquere (art. 416 __________), ricettazione (art. 648 __________)
e omessa denuncia di reperti archeologici (art. 87 e 124 del __________). Queste
imputazioni si riferirebbero a delle transazioni illecite in ordine a reperti
archeologici clandestini o a beni d’arte sottratti ed inviati in territorio
estero senza autorizzazione. Nel quadro della loro procedura penale interna
(inc. __________), le autorità __________ dispongono di intercettazioni
telefoniche, dalle quali emergerebbe l’invio di oggetti d’arte ad un antiquario
__________, mentre che altri oggetti sono stati inviati a __________ presso una
ditta di trasporto __________ (__________). Con la richiesta d’assistenza l’autorità
rogante ha chiesto delle perquisizioni, i relativi sequestri, nonché
l’identificazione e l’audizione delle persone operanti in __________.

 

 

                                   b.   Con
decisione di entrata in materia del 20.2.2003 (inc. ROG __________), l’allora
procuratore pubblico competente ha disposto delle perquisizioni, dei sequestri
e l’interrogatorio di due persone residenti a __________. Il procuratore
pubblico ha chiesto alle autorità __________ l’assistenza giudiziaria
intercantonale per procedere alla perquisizione presso la ditta di trasporti __________.
Nel corso della perquisizione operata in quel cantone il 17.6.2003, presso la
ditta di trasporti __________ è stato rinvenuto e sequestrato un bronzo, ivi
portato e depositato a nome dell’accusato __________ __________ (documentazione
fotografica doc. AI 14). 

 

 

                                   c.   Dopo
l’audizione dell’antiquario __________, il procuratore pubblico allora
competente ha emanato un decreto di non luogo a procedere (NLP __________) a
suo favore in data 12.11.2003. La posizione penale di un altro coimputato
residente in __________ è stata definita in sede penale direttamente a __________,
come comunicato dalla __________ con scritto 23.11.2003 (AI 26) e come
anticipato dal patrocinatore __________ (AI 21). 

 

 

                                   d.   Con
decisione di chiusura del 15.1.2004, l’allora procuratore pubblico ha trasmesso
della documentazione alle autorità roganti __________. 

 

 

                                   e.   Con
scritto 23.4.2004, il patrocinatore del qui ricorrente ha inviato al Ministero
pubblico __________ copia dello scritto 15.4.2004 alle autorità __________, con
il quale ha rivendicato, a nome e per conto del qui ricorrente, la proprietà
del bronzo sequestrato a __________ presso la ditta __________ e ne ha chiesto il
dissequestro. Il patrocinatore ha sostenuto che il qui ricorrente avrebbe
ricevuto in dono la statuetta in bronzo dal proprio zio, __________ __________,
deceduto e già residente a __________, che a sua volta l’aveva ricevuto da suo
padre, con un possesso pacifico di anni. A comprova del precedente possesso e
proprietà da parte dello zio, ha allegato una dichiarazione della sorella del defunto
__________ __________, madre del qui ricorrente, che dichiara di aver visto
l’oggetto presso l’abitazione di quest’ultimo (allegata all’AI 34). Il qui ricorrente,
divenuto a suo dire proprietario del bronzo in virtù di un contratto di
donazione manuale, l’avrebbe messo a disposizione di __________ __________
presso la ditta __________, per essere mostrato all’acquirente potenziale. In
conclusione, il patrocinatore ha chiesto il dissequestro del bronzo. Dopo
l’invio della procura del qui ricorrente e di un sollecito, l’allora procuratore
competente ha risposto, con scritto 5.11.2004, che la richiesta di dissequestro
doveva essere indirizzata direttamente alle autorità penali roganti. 

 

 

                                    f.   Con
scritto 19.11.2004 (AI 38), l’attuale procuratore pubblico ha indirizzato una
richiesta alle autorità roganti, esponendo la rivendicazione del qui
ricorrente, e chiedendo loro di pronunciarsi sulla richiesta di dissequestro.
Questa domanda, con la comminatoria di un termine di dieci giorni per rispondere,
è stata ribadita con ulteriore scritto del 21.2.2005 (AI 41), a seguito dello
scritto 17.2.2005 all’origine della presente procedura ricorsuale.

 

 

                                   g.   Con
scritto 23.2.2005, la __________ ha comunicato che gli atti dell’inchiesta
interna __________ sono stati trasmessi alla __________. Alla risposta è allegata
una relazione ad opera del __________ del 22.2.2005 (all. 1 all’AI 45) in virtù
della quale il sequestro sul bronzo dovrebbe essere mantenuto. In questo
scritto si ricostruiscono le circostanze del sequestro del bronzo, le
dichiarazioni della persona della ditta di trasporti __________, evidenziando
le circostanze in cui il bronzo è stato consegnato per conto di __________ __________.
Da un esame della __________, il bronzo sarebbe autentico e proverrebbe dall’__________.
__________ __________, sentito dalle autorità __________, si è avvalso della
facoltà di non rispondere. Con riferimento alle norme __________, la __________
rileva che per oggetti di questo genere un eventuale proprietario dovrebbe
poter dimostrare un possesso pacifico antecedente il 1909. In conclusione, non
solo viene contestata la rivendicazione del qui ricorrente, ma si chiede
addirittura la restituzione definitiva allo Stato __________ del bronzo. 

                                         Il
verbale di esame tecnico della __________ del 22.7.2003 (all. 2 all’AI 45)
identifica nel bronzetto il __________; aggiunge poi che “il pezzo proviene
con quasi totale certezza dal territorio dell’__________ ed è databile in età
ellenistico-romanico”.

 

 

                                   h.   Con
scritto 14.3.2005, il procuratore pubblico attualmente competente ha sollecitato
la __________ a prendere posizione entro il termine di 10 giorni sulla
richiesta di dissequestro. 

 

 

in diritto

 

                                   1.   La
competenza di questa Camera e le norme applicabili per istruire un ricorso per
ritardata o denegata giustizia nell’espletazione di una domanda di assistenza
internazionale risulta dai combinati disposti degli art. 4 LALAIMP (per la
competenza), 2 LALAIMP e 286 CPP per la procedura (decisione CPR 30.7.2001,
inc. __________).

 

 

                                   2.   Si
configura una situazione di denegata giustizia quando l’autorità cui compete
l’emanazione di una decisione non vi pone mano o, pur dimostrandosi pronta a
statuire, non lo fa tempestivamente e in modo adeguato alla natura delle cose e
delle circostanze (DTF 117 Ia 164, decisione TF 1P.729/2003 del 25.3.2004). Vi
è ritardata giustizia quando il ritardo non è contenuto nei limiti normali a
dipendenza dei bisogni dell’istruttoria e della complessità delle questioni di
fatto e di diritto. Soltanto in minor misura può venir considerato il numero
delle pratiche pendenti dinanzi all’autorità chiamata alla decisione (REP. 1998
p. 350, decisione CPR 30.7.2001, inc. __________).

 

 

                                   3.   Nel
presente caso, la richiesta di dissequestro è stata presentata all’autorità __________
incaricata dell’assistenza internazionale (ovvero il Ministero pubblico del
Canton __________) per la prima volta in data 23.4.2004: il 15.4.2004 era stata
inviata all’autorità cantonale __________, intervenuta solo in virtù delle
norme del concordato sull’assistenza intercantonale. 

                                         Essendo
il sequestro del bronzo disposto in base ad una richiesta di assistenza internazionale,
la decisione di dissequestro o di trasmissione del bronzo, di competenza delle
autorità __________, deve comunque tener conto dell’autorità rogante. 

                                         In
questo contesto, il procuratore pubblico attualmente competente ha portato a
conoscenza dell’autorità estera rogante la rivendicazione del qui ricorrente,
chiedendo una presa di posizione, con scritto 19.11.2004 (AI 38).

                                         Una
presa di posizione è pervenuta unicamente in data 23.2.2005 da parte della __________.

                                         Presa
di posizione parziale, in quanto ha comunicato come l’inchiesta è stata
trasmessa per competenza ad altra __________, quella presso il __________. 

                                         A
seguito di questa risposta, il magistrato inquirente ha immediatamente
rinnovato la richiesta di presa di posizione alla nuova autorità competente per
l’inchiesta __________. 

                                         Dal
punto di vista dei tempi, considerato anche il contesto dell’assistenza
internazionale, non si può quindi muovere nessun rimprovero al Ministero
pubblico, ed in particolare al procuratore pubblico attualmente incaricato di
espletare la domanda di assistenza.

 

 

                                   4.   Questo
vale anche nel merito. In effetti difficilmente il procuratore pubblico avrebbe
potuto, volendolo, decidere sia in un senso (del dissequestro), sia nell’altro
(decisione di chiusura e trasmissione del bronzo alle autorità roganti). 

Quale unico elemento a sostegno della richiesta di dissequestro è stata
inviata una scarna dichiarazione, posteriore al sequestro, della madre del qui
ricorrente (allegata all’AI 34). Poco, anche dal punto di vista civile, per
giustificare con successo una rivendicazione di un oggetto mobile trovato
presso una ditta di spedizioni, ivi consegnato da una persona tuttora
sconosciuta, per conto non del qui ricorrente (e rivendicante) ma di una delle
persone indagate in __________, che interrogata (ma non a proposito di questo
specifico oggetto) si è avvalsa della facoltà di non rispondere (verbale all. 3
all’AI 45).

Quale unico elemento a sostegno della richiesta di mantenimento del
sequestro di un oggetto non indicato nella richiesta di assistenza, consegnato
alla ditta di spedizione di __________ successivamente alla domanda di
assistenza medesima, c’è unicamente il verbale di esame tecnico da parte della __________
(all. 2 dell’AI 45), che però è tanto categorico quanto apodittico, e quindi
non certo atto a dimostrare la provenienza __________ dell’oggetto, affermata
con certezza ma per nulla argomentata. Di nessun valore è al contrario la
relazione 22.2.2005 redatta dal __________. L’autorità rogata non può certo acriticamente
consegnare ad uno Stato estero un oggetto di valore, originariamente non
richiesto in rogatoria, sulla sola base di una categorica ed apodittica presa
di posizione di un ufficio amministrativo.

In simile situazione di incertezza, al procuratore pubblico
competente non resta che sollecitare, così come fatto (AI 47), le autorità
roganti ora competenti a determinarsi ulteriormente, sia sulla rivendicazione,
sia sulle ragioni per un’eventuale consegna dell’oggetto. 

In questa circostanza, converrà anche al qui ricorrente sostanziare
meglio la propria richiesta di rivendicazione, già solo per suffragare la
propria legittimazione ricorsuale, che (in considerazione della natura del
ricorso) qui può rimanere indecisa.

 

 

                                   5.   La
tassa di giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente, salvo
concessione del gratuito patrocinio da parte dell’autorità competente.

 

 

 

 

 

 

Per tutti questi
motivi,

richiamati gli
art. 29 cpv. 1 CF, 16, 17, 17a, 63, 74a, 77, 78, 80a e 80d AIMP, 2 e 4 LALAIMP,
286 CPP, sulle spese l’art. 39 lit. f LTG, ed ogni altra norma applicabile,  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 500.-- e le spese di CHF 120.--, per complessivi CHF 620.--
(seicentoventi), sono poste a carico di RI 1, __________.

 

 

                                   3.   Intimazione:

                                      

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  PI 1 

   

  

Per la Camera
dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             La
segretaria