# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cf4f3d4e-8867-566e-a161-a87e7d7dd2f3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-04-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 22.04.2015 80.2014.282
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2014-282_2015-04-22.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2014.282

  80.2014.283

  	
  Lugano

  22 aprile 2015

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Antonio
  Saredo-Parodi

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 3 novembre 2014 contro la decisione dell’8 ottobre 2014 in materia di IC e IFD 2011/2012.

  

 

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   Nelle dichiarazioni
fiscali 2011 e 2012 RI 1, classe 1980, faceva valere le seguenti spese
professionali:

                                         veicolo privato                                                   fr.          6'776.-

                                         doppia economia domestica                           fr.          3'200.-

                                         altre spese professionali
– forfait                   fr.          2'500.-

                                         totale                                                                   fr.        12'476.-

 

 

                                  B.   Con
decisioni di tassazione IC/IFD 2011 e 2012 del 26 marzo 2014, l’RS 1 negava le
deduzioni per l’uso del veicolo privato e per la doppia economia domestica con
la seguente motivazione: 

                                         Premessa:
il contribuente è stipendiato dalla ditta “__________SA”, che ha gli uffici e
la sede operativa a __________, ove egli ha il domicilio. 

                                         Egli
richiede le spese (viaggio e pasti) relativi al tragitto __________ -__________,
a motivo del fatto che la sua attività la svolge in quest’ultimo comune nei
locali affittati alla ditta “__________Sagl”, di cui è (parzialmente) il titolare.
Giova precisare che l’“__________SA” (che gli versa lo stipendio) non ha alcun
stabilimento d’impresa in quel luogo.

                                         A
norma di legge le spese cui il contribuente ha diritto sono quelle che presentano
una connessione diretta con il reddito conseguito (ed imposto), ed è indubbio
che egli non ha la necessità di doversi recare a __________ per conseguire
“questo” introito; nella fattispecie la scelta di svolgere il lavoro in questo
Comune rappresenta una scelta personale, per motivi che esulano dall’attività
da cui egli trae profitto.

                                         Ne
consegue che la presente deduzione, così come quella legata ad i pasti (cod.
408) non può essere ammessa. 

 

 

                                  C.   Il contribuente
impugnava le suddette decisioni, con reclamo del 17 aprile 2014, lamentando la
mancata deduzione relativa al veicolo privato ed alla doppia economia
domestica. Sottolineava che l’accordo con la ditta __________ SA, per la quale
lavora, prevede che l’attività venga svolta a __________, nei locali del negozio
di cui il contribuente è gerente. 

 

 

                                  D.   L’autorità di
tassazione, con decisioni dell’8 ottobre 2014, accoglieva parzialmente il
reclamo, ammettendo unicamente la deduzione per “bicicletta, cicolomotore o
motoleggera” di fr. 700.- “come spesa di trasferta nel comune di domicilio di __________”.
Per il resto, ribadiva di non riconoscere “come luogo d’attività __________”. 

 

 

                                  E.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente la deduzione
della spese di trasferta con il veicolo privato e per la doppia economia
domestica, spese che gli sarebbero state riconosciute nei precedenti periodi
fiscali.

                                         Il ricorrente ribadisce di
svolgere la propria attività lucrativa, stipendiata dalla società __________
SA, presso i locali della società __________ Sagl a __________ ed allegando un
contratto di lavoro che prevede esplicitamente questa dislocazione. A suo dire,
negli uffici di __________ “non ci sarebbe neppure la possibilità di insediare
un’ulteriore posto di lavoro”. Egli si recherebbe pertanto a __________ quotidianamente
ma “l’attività del piccolo negozio del quale [è] socio gerente, non [gli]
permette di percepire uno stipendio”, sicché avrebbe “dovuto ripiegare alla
possibilità d’impiego concessami dalla __________ SA”. 

                                  F.   Nelle sue
osservazioni del 7 novembre 2014, l’Ufficio di tassazione conferma il proprio
operato, proponendo di respingere il gravame, poiché “il contribuente è socio e
gerente della ditta __________ SA, negozio d’abbigliamento e attrezzature sportive,
con sede in __________ a __________ per cui lavora, percependo lo stipendio
dalla fiduciaria __________ SA con gli uffici a __________. La ditta __________
SA non ha dipendenti a suo carico, in quanto la società presenta perdite”. 

                                         Il ricorrente, nella
replica del 14 novembre 2014, ribadisce nuovamente la propria posizione,
confermando che il negozio, “vista la concorrenza dei grandi magazzini non ha
la possibilità di stipendiar[lo]”, ragione per cui ha “trovato un accordo con
la fiduciaria __________ SA di __________ per svolgere l’attività a __________”.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Sia secondo l’art. 25 cpv.
1 LT sia secondo l’art. 26 cpv. 1 LIFD, le spese professionali deducibili sono:

·        
le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro;

·        
le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in
caso di lavoro a turni;

·        
le altre spese necessarie per l’esercizio della professione;

·        
le spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione
connessi con l’esercizio dell’attività professionale.

 

                                         1.2.

                                         Le stesse sono precisate
dal decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche (quello
valido per il periodo fiscale 2011 esame è del 21 dicembre 2010, mentre quello
relativo al periodo 2012 data del 20 dicembre 2011), segnatamente dagli
articoli 4 e seguenti, che concernono le spese di trasporto, le spese
supplementari di doppia economia domestica e le spese di alloggio. Analoghe
deduzioni sono previste, per l’imposta federale diretta, dall’ordinanza sulla
deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti un’attività
lucrativa dipendente, del 10 febbraio 1993 (cfr. articoli 5, 6 e 9) e dalla
relativa appendice, aggiornata di periodo in periodo.

 

 

 

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Sono considerate spese
di trasporto quelle causate al contribuente per trasferirsi dal luogo di domicilio
a quello in cui lavora. Le relative deduzioni sono stabilite come segue: 

·        
per l’uso di mezzi di trasporto pubblici: la spesa effettiva; 

·        
per l’uso della bicicletta, di un ciclomotore o di una motoleggera
con targa di controllo su fondo giallo: fino a fr. 700.– l’anno, ma al massimo
il costo del mezzo di trasporto pubblico; 

·        
per l’uso di una motocicletta con targa di controllo su fondo
bianco o di un’automobile privata: le spese del mezzo pubblico disponibile
(art. 4 cpv. 1 DE 2011 e 2012).

                                         Eccezionalmente, se nessun
mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può servirsene (es.
infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario sfavorevole,
ecc.) è ammessa una deduzione fino a 40 cts. il km per le motociclette con
targa di controllo su fondo bianco e 70 cts. il km per le automobili
(limitatamente a percorrenze fino a 15'000 km) rispettivamente 65 cts. il km (per la parte di percorrenza che eccede i 15'000 km) (art. 4 cpv. 2 DE 2011 e 2012). 

                                         Anche per l’IFD è
deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico per il trasporto dal luogo di
domicilio a quello di lavoro (art. 5 cpv. 1 Ordinanza sulla deduzione delle
spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente,
del 10 febbraio 1993). Lo stesso vale in caso di uso di un veicolo privato
(art. 5 cpv. 2 Ordinanza del 10 febbraio 1993), a meno che non sia disponibile
un mezzo di trasporto pubblico o non sia ragionevole pretendere che il
contribuente ne faccia uso. In tal caso possono essere dedotte le spese
effettive secondo l’appendice dell’ordinanza, che viene periodicamente
aggiornata (per i periodi fiscali 2011 e 2012: fr. 700.– all’anno per la
bicicletta e il motorino, fr. 0,40 al km per la motocicletta e fr. 0,70 al km
per l’automobile). La deduzione chilometrica per il viaggio di andata e ritorno
a mezzogiorno è limitata alla deduzione massima accordata per i pasti fuori
casa (art. 5 cpv. 3 2a frase Ordinanza del 10 febbraio 1993).

 

                                         2.2.

                                         Per l’imposta cantonale,
sono considerate spese supplementari per doppia economia domestica
quelle causate al contribuente quando non può consumare un pasto principale al
proprio domicilio; la relativa deduzione è ammessa se il luogo di lavoro è a
notevole distanza da quello di domicilio oppure quando, per le condizioni
imposte dall’attività professionale, la pausa per i pasti è tale da non permettere
al contribuente di rientrare a domicilio (art. 5 cpv. 1 DE 2011 e 2012).

                                         Se il contribuente rientra
ogni giorno a domicilio, per ogni pasto principale consumato fuori casa ha
diritto ad una deduzione di fr. 15.– il giorno o fr. 3'200.– l’anno se i pasti
a mezzogiorno sono consumati regolarmente fuori casa (art. 5 cpv. 2 lett. a
DE 2011 e 2012).

                                         Se il costo dei pasti è
ridotto poiché consumati in parte o totalmente nella mensa del datore di lavoro
oppure se quest’ultimo versa un contributo per ridurne il prezzo, la deduzione
è ammessa solo nella misura della metà; se la riduzione di prezzo è tale che il
contribuente non ha palesemente più alcuna spesa supplementare, non è ammessa
alcuna deduzione per quel pasto (art. 5 cpv. 3 DE 2011 e 2012).

                                         Per l’IFD le spese
supplementari per pasti possono essere prese in considerazione quando il
contribuente non può prendere il pasto principale a casa propria, poiché il
luogo di domicilio e quello di lavoro si trovano a notevole distanza o perché
la pausa del pasto è troppo breve (art. 6 cpv. 1 lett. a dell’Ordinanza del 10
febbraio 1993). 

                                         Per i periodi fiscali 2011
e 2012 la deduzione massima è di fr. 3'200.– all’anno (cfr. appendice
dell’ordinanza del 10 febbraio 1993).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Nella fattispecie, il
ricorrente ha percepito, nei periodi fiscali litigiosi, uno stipendio dalla
fiduciaria __________ SA. Sostiene però di svolgere la propria attività nel
negozio di articoli sportivi della __________ Sagl, società di cui è parzialmente
proprietario e gerente, a __________. Quest’ultima società non ha pagato alcuno
stipendio, negli esercizi in questione, ed ha chiuso i conti con delle perdite.
Secondo la replica del ricorrente alle osservazioni dell’autorità fiscale sul
ricorso, egli avrebbe “trovato un accordo con la fiduciaria __________ SA di __________
per svolgere l’attività a __________”, in considerazione dell’impossibilità del
negozio di pagargli lo stipendio, “vista la concorrenza dei grandi magazzini”. 

                                         Le parti sono dunque
sostanzialmente concordi nel sostenere che il contribuente ha lavorato nel
negozio di abbigliamento ed attrezzature sportive di __________, senza tuttavia
percepire alcuno stipendio. La retribuzione gli sarebbe per contro stata versata
dalla __________ SA. 

 

                                         3.2.

                                         L'imposta sul reddito colpisce il reddito netto, dopo la deduzione
delle spese di acquisizione, delle deduzioni generali e delle deduzioni
sociali. Costituiscono spese di acquisizione del reddito i costi che il
contribuente non può ragionvevolmente evitare e che sono essenzialmente causati
dalla realizzazione del reddito. In altri termini, occorre che la spesa sia
economicamente necessaria per l’ottenimento del reddito e non si possa esigere
dal contribuente che vi rinunci (cfr. p. es. DTF 124 II 29 consid. 3a p. 32). Si
tratta di dedurre da ogni categoria di reddito lordo le spese che hanno
permesso di conseguirlo. Tali spese devono dunque presentare un nesso causale
diretto con l’acquisizione del reddito in questione (cfr. la sentenza del
Tribunale federale del 14 febbraio 2013 n. 2C_620/2012, in RDAF 2013 II 197,
consid. 3.5, con riferimento a : Noël, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire
de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 10 ad art. 25 LIFD).

 

                                         3.3.

                                         È chiaro che, se il
ricorrente era, nei periodi fiscali in questione, effettivamente dipendente
della __________ Sagl, quale venditore di articoli sportivi, le deduzioni
richieste non potrebbero essergli negate, in quanto sarebbero causalmente
legate al conseguimento del reddito del lavoro. Se invece era dipendente della __________
SA, e quindi svolgeva l’attività di fiduciario, le deduzioni non sarebbero
giustificate, in quanto questa società ha la propria sede ed i propri uffici a __________,
proprio in un immobile di proprietà del ricorrente (cfr. modulo 7 allegato alla
dichiarazione d’imposta relativo alla part. n. __________ RFD di __________).

                                         Ora, le indicazioni, che
si ricavano dagli atti e dalle affermazioni del ricorrente, sono tutt’altro che
univoche. RI 1 ricopre la posizione gerente della società __________ Sagl di
cui è in parte proprietario, assieme al padre che ne detiene la maggioranza
tramite la società __________ SA. La __________ Sagl è in perdita ed, a detta
del ricorrente stesso, non può pagare nessun salario.

                                         Se, in un primo tempo, il
contribuente sosteneva che la __________ SA lo retribuiva per l’attività svolta
“per la stessa a __________”, spiegando che negli uffici di __________ “non avrebbe
nemmeno il posto per far[lo] lavorare” (cfr. in particolare il reclamo del 17
aprile 2014), in seguito ha ammesso di lavorare, nel “piccolo negozio in __________
a __________”, per la __________ Sagl, la quale tuttavia “non ha la possibilità
di stipendiar[lo]”, ragione per cui ha “trovato un accordo con la fiduciaria __________
SA per svolgere l’attività a __________”.

                                         Chiaramente, la __________
SA, il cui scopo consiste nell’esercizio di attività fiduciaria nel campo
dell’amministrazione, degli incassi e delle rappresentanze (cfr. scopo sociale
secondo statuti), non dovrebbe avere alcun interesse a retribuire il gerente di
un negozio di articoli sportivi, a meno che in questo negozio non vi sia
effettivamente una succursale dei suoi uffici. Ma, tenuto conto del fatto che
la __________ Sagl non gli versa alcuno stipendio, non si può escludere che, in
considerazione della vicinanza fra il contribuente e i soci delle due persone
giuridiche, la __________ SA abbia versato lo stipendio all’insorgente solo per
poter aumentare i costi, ritenuto che la __________ Sagl era già in perdita
anche senza versare alcuno stipendio. Il sospetto dell’autorità fiscale è in sostanza
che il contratto di lavoro fra la __________ SA ed il contribuente sia un negozio
elusivo, cioè che le due società abbiano concordato lo spostamento di un costo
dall’una all’altra, per conseguire un vantaggio fiscale. Il sospetto è avvalorato
dalla circostanza che, nel periodo fiscale 2013, il ricorrente ha percepito lo
stipendio, per l’identico ammontare (fr. 45'060.– lordi; fr. 39'429.– netti)
non più dalla __________ SA bensì proprio dalla __________ Sagl. 

 

                                         3.4.

                                         Stando così le cose, prima
di risolvere la questione della deduzione delle spese professionali fatte
valere dal ricorrente, dovrebbe essere chiarito se la __________ SA non abbia
dedotto un costo che in realtà non era di sua pertinenza e che quindi non era
giustificato dall’uso commerciale. La società in questione avrebbe in tal modo
effettuato una prestazione valutabile in denaro ad una persona vicina. In tale
eventualità, l’inclusione di tale costo nel conto economico potrebbe pure aver
comportato una sottrazione d’imposta da parte della __________ SA, se non anche
una frode fiscale.

                                         Per poter chiarire la
fattispecie, si richiedono ulteriori accertamenti, per i quali gli atti sono
rinviati all’Ufficio di tassazione, che coinvolgerà nella procedura anche
l’Ufficio di tassazione delle persone giuridiche. Per stabilire se il
ricorrente abbia lavorato a __________ quale fiduciario alle dipendenze della __________
SA o invece quale gerente di un negozio per la __________ Sagl, dovranno in
particolare essere interpellati i soci delle due persone giuridiche ed i
dipendenti della __________ SA. Inoltre, dovranno essere intraprese verifiche
in merito alla formazione professionale ed alle esperienze lavorative del
contribuente, allo scopo di stabilire se egli possa aver svolto delle mansioni
per conto di una fiduciaria.

                                         Alla luce di questi e di
altri accertamenti, che dovesse reputare necessari, l’autorità fiscale potrà
pronunciarsi sull’eventuale esistenza di una distribuzione dissimulata di utile
da parte della __________ Sagl e, di riflesso, sul diritto del ricorrente alla
deduzione delle spese professionali rivendicate. 

 

 

                                   4.   Visto l’esito del
ricorso, non si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   La decisione su reclamo
dell’8 ottobre 2014 è annullata e gli atti sono rinviati all’Ufficio di
tassazione per una nuova decisione, al termine degli accertamenti indicati.

 

                                   2.   Non si prelevano né tassa
di giustizia né spese processuali.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
  -;

  -;

  -;

  -.

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per conoscenza:

                                         - municipio di.

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: