# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4b87900e-cc2f-5acc-a456-eee26f16d4f7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-10-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 11.10.2002 INC.2001.2319
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-2319_2002-10-11.html

## Full Text

N. 23.2001.19/20 M                                                   Lugano,
11 ottobre 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per
statuire sul reclamo inoltrato in data 29 aprile 2002 da

____________,                   

(difeso di fiducia dall’avv. dott. __________)

e sul reclamo
inoltrato in data 29/30 aprile 2002 da

Banca
____________,      Lugano

(patrocinata di fiducia
dall’avv. __________)

avverso la
decisione 18 aprile 2002, tramite la quale il Procuratore Pubblico avv.
__________ ha disposto la disgiunzione dei procedimenti penali, rispettivamente
delle informazioni preliminari, avviati nei confronti dell’accusato reclamante
e di ____________ (avv. __________), ____________ (avv.
__________), ____________ (avv. __________) e ____________ (avv.
dott. __________);

viste le
osservazioni 2/3 rispettivamente 3/6 maggio 2002 di ____________, 7/8 maggio
2002 di ____________ e 10 maggio 2002 del Procuratore Pubblico, e preso atto
che le parti lese __________ e __________, con scritto 2 maggio 2002 del loro
patrocinatore, hanno dichiarato di rinunciare a formulare osservazioni;

constatato il
silenzio degli ulteriori destinatari della decisione impugnata;

avuti a
disposizioni gli atti formanti l’inc. MP __________/ES/ES;

ritenuto

in fatto:

A.

____________
è stato in detenzione preventiva dall’11 giugno 2001 al 31 gennaio 2002, in
quanto sospetto autore – in correità con ____________ – di appropriazione
indebita, truffa, falsità in documenti, amministrazione infedele e istigazione
a falsa testimonianza in connessione con la sua attività di direttore della
Banca ____________ di Lugano (su quanto precede v., più in esteso, decisione 3
dicembre 2001, inc. Giar 23.2001.12, consid. A p. 1-2; decisione 15 aprile
2002, inc. Giar 23.2001.17/18, consid. A p. 2). 

 

B.

Con decisione
3 aprile 2002 (inc. Giar 23.2001.17 doc. 2), il Procuratore Pubblico aveva
chiuso l’istruzione formale nei confronti di ____________, disponendo nel
contempo “la disgiunzione dei procedimenti penali, rispettivamente delle
informazioni preliminari, avviati nei confronti dei suddetti indagati” (loc.
cit.), ossia dell’accusato reclamante e delle altre persone menzionate in
epigrafe. Ritenendole insufficientemente motivate, in accoglimento dei reclami
inoltrati da ____________ e dalla parte civile Banca ____________ contro detta
decisione (incc. Giar 23.2001.17 e 23.2001.18, in entrambi doc. 1), questo
giudice aveva annullato tanto la chiusura formale dell’istruttoria quanto la
disgiunzione dell’incarto riguardante ____________ da quelli concernenti gli
altri accusati o indiziati, rinviando gli atti per nuova decisione (v.
decisione 15 aprile 2002, inc. Giar 23.2001.17/18, passim).

 

C.

In data 18
aprile 2002, il Procuratore ha riproposto una nuova decisione di disgiunzione
dei vari procedimenti penali (doc. 2 in entrambi gli incc. Giar 23.2001.19/20),
questa volta motivando in dettaglio la propria scelta: ____________,
____________ e ____________ sarebbero figure secondarie. Almeno per i primi
due, in caso di rinvio a giudizio entrerebbe in linea di conto al più un
decreto d’accusa (loc. cit., pto. 2 p. 2); ed anche le ipotesi accusatorie a
carico di ____________ sarebbero “di scarsa entità rispetto a quanto ipotizzato
a carico di ____________, per cui risulterebbe pure per lei iniquo mantenere
connesso il procedimento aperto nei suoi confronti con quello in essere a
carico di ____________” (loc. cit., pto. 3 p. 2). La disgiunzione dell’incarto
a carico di ____________, invece, sarebbe la conseguenza del fatto che contro
quest’ultimo si prospetterebbe “un decreto d’abbandono, che verrà emanato dopo
la chiusura dell’istruzione formale” (loc. cit., pto. 5 p. 3).

 

D.

Contro
quest’ultima decisione insorgono nuovamente tanto ____________ (inc. 23.2001.19
doc. 1) quanto la Banca ____________ (inc. 23.2001.20 doc. 1).

L’accusato
____________ teme in particolare che “il Procuratore scelga un’ambigua
strategia processuale, cercando di rinviare la sua decisione sulla posizione
del correo ____________, nel malcelato intento di fare uso di tale ambiguità
durante lo svolgimento di quello che vorrebbe fosse un processo a carico del
solo reclamante” (reclamo ____________, cit., pto. 3 p. 4). Motivando la
disgiunzione con la “futura intenzione di prosciogliere” ____________ (loc.
cit., pto. 4 p. 4; virgolette in originale), il Procuratore Pubblico si
appoggerebbe su un motivo non previsto dalla legge, “anche perché lascerebbe
aperta l’ipotesi, manifestamente abusiva, di un successivo cambiamento di idea,
a disgiunzione e processo avvenuto” (ibid.). La disgiunzione, inoltre, potrebbe
essere di pregiudizio per i diritti di altro accusato e delle parti lese, e
pertanto contrario all’art. 35 cpv. 2 CPP: per l’accusato, l’ipotesi di
pregiudizio si realizzerebbe qualora ____________ si dovesse presentare ancora
“ingiudicato” (virgolette in originale) a deporre nel processo contro
____________; per le parti civili che, tramite inoltro di atto d’accusa
privato, ottenessero lo svolgimento di un processo a carico anche di
____________, non dovrebbe essere vanificata la possibilità che gli incarti
vengano ricongiunti per contemporaneo dibattimento (loc. cit., pto. 5 p. 5).
Postula, in conclusione, il puro e semplice annullamento della nuova decisione
di disgiunzione (petitum, p. 6), senza tuttavia opporsi – anzi:
accettando esplicitamente – la disgiunzione dei procedimenti minori a carico di
____________, ____________ e ____________ (loc. cit., pto. 2 p. 3).

Secondo la
Banca ____________, rilevato come “a mente del PP, l’incarto – ed è quanto
emerge tra le righe dell’impugnata decisione – è maturo per la decisione di
rinvio a giudizio o di abbandono [...]” (reclamo ____________, cit., pto. 9 p.
3), il Procuratore Pubblico “dovrebbe procedere come previsto agli artt. 198 e ssgg
CPP: ossia notificare la chiusura dell’istruzione formale e quindi procedere,
nei trenta giorni, alla pronuncia dell’abbandono risp. alla notificazione
dell’atto d’accusa (risp. dei decreti d’accusa). La banca ritiene che il PP non
possa evocare l’abbandono in una decisione di disgiunzione senza concretizzare
la sua intenzione in un atto formalmente impugnabile” (ibid.). In sunto, la
parte lesa Banca ____________ mira a che tutte le decisioni di merito
intervengano contemporaneamente: un abbandono nei confronti di ____________
pronunciato dopo la celebrazione del pubblico dibattimento nei confronti di
____________ vanificherebbe gli effetti che la legge prevede in caso di atto
d’accusa privato coronato da successo: “garantire l’indivisibilità del
procedimento penale” (loc. cit., pto. 11 p. 4). Quantunque essa non condivida
la decisione del magistrato inquirente, e sebbene il petitum chieda
anche qui il puro e semplice annullamento della decisione impugnata (loc. cit.,
p. 4), la Banca ____________ non contesta comunque la disgiunzione “nella
misura in cui interessa le sig.re ____________, ____________ e il sig.
____________” (loc. cit., pto. 6 p. 2).

 

E.

Il coaccusato
____________, dal canto suo, rileva che siccome “l’art. 35 CPP non dà nessuna
indicazione circa il momento in cui debba rispettivamente possa essere ordinata
la disgiunzione di procedimenti penali [...], il PP non viola dunque la legge
se ordina la disgiunzione dei procedimenti prima della chiusura
dell’istruttoria formale e quindi dell’emanazione delle decisioni di propria
competenza; anzi, questa è senza ombra di dubbio la soluzione proceduralmente
più corretta” (osservazioni ____________ 3/6 maggio 2002, inc. Giar. 23.2001.20
doc. 5, ad 2 p. 2). Inoltre, seppur “in linea teorica si può capire la
preoccupazione del reclamante di garantire e garantirsi in tempo utile
chiarezza sulla posizione degli altri coaccusati” (osservazioni ____________
2/3 maggio 2002, inc. Giar 23.2001.19 doc. 6, ad 3 p. 3), sottolinea la
dichiarata intenzione del magistrato inquirente di voler emanare la decisione
di abbandono nei propri confronti “non appena chiusa l’istruzione formale, nel
pieno rispetto dell’art. 198 CPP” (loc. cit., p. 4). Sarebbe anzi ____________
“l’unica persona che subirebbe un inammissibile pregiudizio dei propri diritti
[...] nel caso in cui la disgiunzione del procedimento penale che lo concerne
non venisse confermata” (loc. cit., ad 5 p. 4).

 

F.

____________,
preso atto che entrambi i reclamanti – anche se soltanto in sede di narrativa –
non si oppongono alla disgiunzione del suo procedimento da quello degli altri
accusati, ma concentrano la propria attenzione essenzialmente sulla
disgiunzione delle posizioni ____________ e ____________, dichiara di
rimettersi alla decisione di questo giudice, “nella misura in cui
l’accoglimento del reclamo non porterà nocumento alla signora __________ ”
(scritto 7 maggio 2002, inc. Giar 23.2001.19 doc. 10 pto. 3 p. 2; idem
in doc. 6 nell’inc. Giar 23.2001.20)

 

G.

Il
Procuratore Pubblico, infine, chiede la conferma della decisione impugnata:
ricorda che essa è stata presa “in modo da rendere chiaro prima della chiusura
dell’istruzione formale quale sarebbe stato l’esito dei due procedimenti. È
vero che potevasi anche procedere anche congiuntamente per ____________ e
____________ e, a chiusura dell’istruzione formale decretata, procedere
emanando due decisioni separate. In tal caso però vi sarebbe stata una
disgiunzione de facto che avrebbe anch’essa potuto essere oggetto di
contestazione. Per evitare un inghippo procedurale dopo l’emanazione delle
decisioni di merito si è preferito procedere con la disgiunzione preventiva”
(osservazioni 10 maggio 2002, inc. Giar 23.2001.19 p. 1).

 

H.

Va
esplicitamente menzionato che il Procuratore Pubblico, preso atto del reclamo
inoltrato da ____________, risulta aver scritto al medesimo reclamante in data
30 aprile 2002, assicurandogli “una contemporanea chiusura dei procedimenti a
carico dei due prevenuti rispettivamente il formale rispetto del termine di 30
giorni previsto dall’art. 198 CPP per l’adozione delle decisioni in merito alla
prosecuzione del procedimento” (v. lettera 3 maggio 2002 del difensore di
____________ a questo giudice, inc. Giar 23.2001.19 doc. 8). Dopo riflessione,
il reclamante ____________ ha nondimeno ritenuto di dover mantenere il proprio
gravame, chiedendone formale accoglimento (v. scritto 13 maggio 2002, inc. Giar
cit., doc. 12).

Considerato

in diritto:

1.

Come già esposto nella precedente decisione 15 aprile 2002
(incc. Giar 23.2001.17/18, consid. 1 p. 3 s.), il processo penale svizzero è
retto dal principio dell’indivisibilità del perseguimento penale, secondo il
quale non si può frazionare un’azione penale, in caso di pluralità di
infrazioni commesse dallo stesso accusato, per istruire distinti procedimenti
per ognuna di esse, oppure per esercitarla separatamente contro singoli
accusati. Di principio, quindi, un procedimento va ritenuto indivisibile
allorché più incriminazioni sono contemporaneamente mosse alla stessa persona,
ed anche quando concerne più persone in qualità di autori o coautori,
istigatori e complici. Solo preminenti divergenti motivi consentono in tali
casi l’eccezione della disgiunzione, quando la ponderazione degli interessi in
gioco la fanno più favorevole, oppure quando la connessione può risultare
iniqua per un accusato: in questa prospettiva, è necessario che il mantenimento
della congiunzione abbia la conseguenza di gravi inconvenienti, sia per
l’istruzione formale, sia per il pubblico dibattimento, ad esempio quando
l’autore si trovi in carcere preventivo ed il correo sia latitante, oppure quando
un accusato è solo coautore in un reato minore o marginale rispetto agli altri
maggiormente aggravati (Rep. 1980 pag. 371 ss., 1997 n. 93), oppure quando
rispetto all’accusato una parte delle imputazioni sono oggetto di non luogo a
procedere (decisioni 15 dicembre 1993 in re E.O., Giar 982.93.1; 3 luglio 1997
in re I.K., Giar 119.93.16 = Rep. 130 [1997] n. 93).

E' quanto in
sostanza disposto dagli art. 35 e 36 CPP (che hanno ripreso i previgenti art.
10 e 11 CPP/1941), che proclamano il principio della congiunzione personale e
fattuale, consentendo trattazione separata di "cause" di per
sé connesse, "per motivi di opportunità" e "purché ciò
non pregiudichi i diritti degli altri accusati". Il magistrato
competente (il Procuratore pubblico nella fase predibattimentale, essendo
riservato gravame in questa sede) può allora "in via eccezionale"
procedere alla disgiunzione, con decisione diretta "limitata dal
pregiudizio che essa può comportare per altri accusati" (Rapporto 8
novembre 1994 della Commissione speciale del Gran Consiglio per l'esame del
Codice di procedura penale, ad art. 35, pag. 24)(come qui, verbatim,
decisione 20 febbraio 2002 in re R., inc. Giar 991.98.14, consid. 2 p. 5;
integralmente riportato dal reclamante ____________, v. reclamo, cit., pto. 1
p. 2).

 

2.

Trattandosi,
come visto al considerando precedente, di decisione con importanti riflessi
pratici sulla posizione dell’accusato e delle altre parti, essa è impugnabile.
Poiché decisione attinente alla fase istruttoria predibattimentale, essa è
impugnabile con reclamo al Giudice dell’istruzione e dell’arresto (decisione 6
marzo 2002 in re G. e V., incc. Giar 803.98.4 e 804.98.6, consid. 5 p. 3). Ne
discende, allora, che la decisione di disgiunzione deve essere sufficientemente
motivata ed indicare i rimedi di diritto, con relativi termini per proporli (art.
6 CPP; per una costellazione simile, il decreto di sequestro, v. Rep. 130
[1997] n. 101 consid. 6 p. 298).

La
legittimazione dei reclamanti, entrambi parti al procedimento, non fa dubbio.
Una trattazione congiunta di entrambi i reclami si impone in considerazione
dell’identità della decisione impugnata e delle censure sollevate,
complementari laddove non identiche.

 

3.

La nuova
decisione di disgiunzione del Procuratore Pubblico, ora impugnata, soddisfa
senz’altro le condizioni poste dall’art. 6 CPP: essa è dettagliatamente
motivata con riferimento a tutte le parti. Spiega, in altre parole, perché a
dire del magistrato inquirente si debba procedere ad una disgiunzione dei vari
procedimenti: in ragione del ruolo secondario ricoperto da ____________,
____________ e ____________, e per l’esito sostanzialmente divergente per i due
accusati principali ____________ e ____________.

 

4.

È senz’altro
vero, come afferma il coaccusato ____________ nelle proprie osservazioni al
reclamo della Banca ____________ (cit., ad 2 p. 2), che la legge non dà alcuna
indicazione “circa il momento in cui debba rispettivamente possa essere
ordinata la disgiunzione di procedimenti penali” (ibid.). Dalla lettura dell’art.
35 CPP parrebbe effettivamente che la disgiunzione possa essere pronunciata sia
prima che dopo la chiusura dell’istruttoria. Ed è anche comprensibile che,
soprattutto in un incarto complesso come il presente, il Procuratore Pubblico
abbia inteso evitare inghippi procedurali in quella delicata fase transitoria
successiva alla chiusura dell’istruttoria (si pensi, tra l’altro, alle non
chiare competenze residue del magistrato ormai solo requirente).

Ciò permette
di concludere, interlocutoriamente, che in linea di massima una decisione di
disgiunzione presa prima della chiusura non è di per sé contraria alla legge.

Il nocciolo della questione, tuttavia, non è unicamente
quello di sapere se una disgiunzione antecedente la chiusura dell’istruttoria
sia possibile, quanto piuttosto se essa sia necessaria ed opportuna nel caso di
specie, viste le condizioni poste dall’art. 35 CPP (v. supra, consid.
1).

 

5.

a)        Merita anzitutto
confutazione esplicita uno degli argomenti apportati dal coaccusato
____________ a sostegno del modo di procedere seguito dal Procuratore Pubblico:
che la prospettiva di una decisione di non luogo a procedere (e, quindi, di
abbandono) nei confronti di uno degli indiziati/accusati imponga, per ragioni
di opportunità, la disgiunzione (v. osservazioni al reclamo ____________, cit.,
ad 1 p. 2). La lettura che ____________ dà della giurisprudenza riportata supra
(consid. 1 in fine) è errata: la disgiunzione che detta giurisprudenza vuole
tutelare è unicamente quella ordinata quando sussista effettivamente la
prospettiva di un non luogo a procedere (o abbandono) nei confronti di uno
degli indiziati rispettivamente accusati, ma non sia invece possibile chiudere
in parallelo gli altri incarti e decidere sul merito degli stessi, ad esempio
perché il correo è latitante, oppure perché solo nei suoi confronti si
impongono ulteriori accertamenti. In tali circostanze, l’incarto contro il
correo – non ancora maturo per un giudizio di merito – dovrebbe ovviamente
rimanere aperto; e senza disgiunzione, dovrebbe pure rimanere aperto anche
l’altro incarto. Ciò, tuttavia, sarebbe causa di grave danno per colui nei
confronti del quale si prospetta un proscioglimento da ogni accusa, ma che
senza colpa non può ottenere chiarimento definitivo della propria posizione.
Tra l’altro, il ragionamento – qui riferito alla prospettiva di non luogo a
procedere o abbandono – vale, in termini analoghi, in tutti i casi in cui sia
possibile definire il destino del procedimento contro uno degli indiziati o
accusati in modo indipendente dagli altri, ad esempio con decreto d’accusa
invece che con atto d’accusa: anche in questi casi potrebbe verificarsi grave
danno per colui che potrebbe vedere tempestivamente definita la propria
posizione, quand’anche con condanna, ma in assenza di disgiunzione si vede
costretto ad attendere l’evoluzione dell’inchiesta nei confronti degli altri.

Se, invece – come qui – i diversi incarti possono essere
chiusi, poiché tutti maturi per una decisione nel merito, allora la
disgiunzione non è più necessaria: come questo Ufficio aveva già avuto modo di
sottolineare a proposito del caso, per certi versi analogo, di un dissequestro
ex art. 165 cpv. 3 CPP, “è necessario evitare che il magistrato inquirente vi
faccia ricorso in modo indiscriminato, segnatamente per evitare di prendere una
decisione di merito, quando questa fosse possibile entro termini ragionevoli.
In altre parole, quando il Procuratore Pubblico, invece che tranciare sul
merito, procede al dissequestro di beni nelle mani della parte lesa sulla
scorta di una ponderata analisi degli elementi di giudizio raccolti durante
l’istruttoria, egli disattende in un certo senso l’ordine temporale naturale
della procedura penale, che vuole che a quel punto il magistrato inquirente
proceda al deposito degli atti, alla chiusura dell’istruttoria ed alla propria
decisione di merito (artt. 196-198 CPP)” (decisione 6 maggio 1999 in re T.G.O.
AG et al., inc. Giar 236.96.2, consid. 3b p. 5; v. anche reclamo ____________,
cit., pto. 9 p. 3).

b)        In questo contesto è
di assoluta ovvietà che la decisione sostanziale di competenza del Procuratore
Pubblico – messa in stato d’accusa rispettivamente abbandono (art. 198 cpv. 1
CPP) – non esige esplicita e separata disgiunzione preventiva. Se tale
decisione scaturisce diversa per le varie persone coinvolte, la disgiunzione è
immanente nella singola decisione di merito (v. anche reclamo ____________,
cit., pto. 4 p. 4; reclamo ____________, pti. 8-9 p. 3). E la disgiunzione,
coerentemente, non è più impugnabile come tale: nella misura in cui è
legittimata, la parte dissenziente si difenderà in aula, rispettivamente
proporrà un atto d’accusa privato (o ancora, nella simile situazione del non
luogo a procedere, proporrà istanza di promozione dell’accusa, art. 186 CPP),
facendo valere tra l’altro l’imprescindibilità di un giudizio unico per i vari
indiziati/accusati.

c)         Quanto precede
permette di concludere che, se l’intenzione del Procuratore Pubblico, al
momento di decidere la disgiunzione degli incarti riguardanti i coaccusati
____________ e ____________, era quella di mettere in stato d’accusa il primo e
di abbandonare il procedimento contro il secondo, allora la disgiunzione
preventiva, come lui medesimo la chiama, dei due incarti si appalesa non solo
superflua, bensì – nella misura in cui concorre a stravolgere l’ordine
temporale naturale della procedura penale – altamente inopportuna. 

 

6.

a)        Resta da vedere se,
oltre che inopportuna, la disgiunzione non sia addirittura dannosa, o se invece
risponda a esigenze di opportunità per ____________. È ciò che la legge
intende, quando afferma che “il magistrato competente può, per motivi di
opportunità, e purché ciò non pregiudichi i diritti degli altri accusati,
ordinare che le cause connesse siano trattate separatamente” (art. 35 cpv. 2
CPP): devono, in altre parole, essere soddisfatte condizioni positive (motivi
di opportunità a favore di almeno un accusato) e condizioni negative (nessun
pregiudizio per gli altri accusati).

b)        Va preventivamente rilevato – nell’ottica del paventato
pregiudizio per gli altri accusati – che dopo la disgiunzione, le parti (in
particolare, ogni singolo accusato) non hanno più la possibilità di controllare
la gestione formale dell’incarto altrui. Viene allora effettivamente a crearsi
la possibilità che uno dei due incarti resti aperto sine die, come
temono entrambi i reclamanti. Se ciò accadesse, ne potrebbero scaturire gravi
danni sia per ____________, sia per la Banca ____________: l’accusato
____________ teme principalmente che egli possa essere portato a giudizio con
il (preteso) correo ____________ ingiudicato, ciò che potrebbe condizionare le
deposizioni di quest’ultimo in considerazione della “ambiguità della sua
posizione di prevenuto che da una parte deporrebbe di fronte ad una corte che
giudica quei fatti, ma senza poterlo condannare o assolvere, e dall’altra sa
che la sua sorte dipenderà dal futuro giudizio di una delle parti processuali,
il Procuratore pubblico, al quale la versione dei fatti fornita in seconda
battuta fa evidentemente comodo” (reclamo ____________, cit., pto. 3 p. 4),
mentre la Banca ____________ sottolinea come potenzialmente assai dannosa la
prospettiva che un suo eventuale atto d’accusa privato contro ____________ –
seppur accolto dalla competente autorità giudiziaria – possa non portare a giudizio
entrambi gli accusati contemporaneamente (v. reclamo ____________, cit., pto.
11 p. 4).

Inoltre, pur
dando per scontata la buona fede del Procuratore Pubblico quando assicura di
voler emanare le proprie decisioni di “merito” contemporaneamente per entrambi
gli accusati (v. supra, consid. H, con rinvii), non appare per nulla
convincente doversi accontentarsi della sua parola. Può accadere l’imprevisto –
ad esempio, un nuovo fatto che costringa ad eventuali approfondimenti solo nei
confronti di uno dei due coaccusati –: in tal caso, il Procuratore Pubblico si
troverebbe a non poter più mantenere la propria promessa, nemmeno se lo
volesse.

c)         Si tratta, a non dubitarne, di inconvenienti di peso,
neppure controbilanciati da beneficio alcuno per nessuna delle parti. In
particolare, con riferimento a ____________, non si ravvisano quelle condizioni
di opportunità che, sulla scorta della giurisprudenza schizzata sopra (consid.
1), permettano di affermare che una contrapposizione degli interessi di tutte
le parti in gioco debba far prevalere l’eccezione sulla regola.

La mera
chiusura dell’istruttoria fa infatti comunque nascere, per il Procuratore
Pubblico, l’obbligo di decidere entro trenta giorni quale destino intenda
riservare ai due accusati: messa in stato d’accusa, oppure abbandono. Tale suo
obbligo non viene in alcun modo influenzato da un’eventuale disgiunzione dei
due procedimenti: se rispetta la promessa di voler decidere contemporaneamente
per entrambi gli accusati, e procede dunque a chiudere in parallelo entrambe le
istruttorie, dovrà esprimersi in ogni caso entro il medesimo termine di trenta
giorni, con o senza disgiunzione. Pertanto, e contrariamente a quanto afferma
apoditticamente ____________ (v. sue osservazioni al reclamo di ____________, cit.,
ad 2 p. 2), l’esplicita disgiunzione del procedimento che lo riguarda da quello
contro ____________ non è né un atto dovuto, né tantomeno un atto necessario.

 

7.

In conclusione, atteso che la decisione impugnata è di per
sé superflua, e comporta per le parti unicamente pregiudizi, nessuno avendo
saputo evidenziare un solo motivo che la facesse apparire opportuna, i reclami
inoltrati da ____________ e dalla Banca ____________ meritano accoglimento, ciò
che avviene con la presente decisione definitiva e con conseguenza di tassa e
spese a carico del coaccusato ____________, soccombente. Essendosi quest’ultimo
esplicitamente opposto ai reclami, sposando la tesi della pubblica accusa poi
smentita, vanno poste a suo carico pure le ripetibili protestate dai reclamanti.
____________, chiamata ad osservare ai reclami poiché la decisione unica del
Procuratore Pubblico toccava anche la sua posizione, si è rimessa al giudizio
di questo Ufficio, a patto che un eventuale accoglimento dei reclami non le
fosse di pregiudizio. Una siffatta presa di posizione, in concreto indifferente
all’esito dei gravami, non merita il riconoscimento delle protestate
ripetibili.

8.

Va rammentato che la decisione qui annullata, diversamente
da quanto prevedeva la decisione 3 aprile 2002 annullata da questo giudice con
la citata decisione 15 aprile 2002, dispone unicamente la disgiunzione dei vari
procedimenti, ma non più la contestuale chiusura di tutti gli incarti.
Pertanto, la chiusura dovrà comunque essere ordinata separatamente.

Va infine precisato, per definitiva chiarezza, che sebbene
i reclamanti abbiano formalmente chiesto l’annullamento in toto della
decisione impugnata, hanno entrambi segnalato, in sede di motivazione dei loro
gravami, che lo scopo perseguito con le loro impugnative era soprattutto di
impedire la disgiunzione degli incarti riguardanti ____________ e ____________,
lasciando trasparire – in termini più o meno espliciti – che avrebbero anche
accettato la disgiunzione da questi due degli altri incarti riguardanti ____________,
____________ e ____________ (v. reclamo ____________, cit., pto. 2 p. 3;
reclamo Banca ____________, cit., pto. 6 p. 2). Nulla osta, allora, a che la
decisione impugnata venga annullata, limitatamente alla disgiunzione dei due
incarti principali.

*   *   *

Per i quali
motivi

richiamate le
norme di legge menzionate ed in applicazione degli artt. 280 ss. CPP

d e c i d e :

1.     
I reclami 29 aprile 2002 di ____________ e 29/30 aprile 2002 della Banca
____________ sono parzialmente accolti.

§               Di
conseguenza, la decisione 18 aprile 2002 di disgiunzione dei procedimenti
condotti nei confronti dei vari accusati o indiziati è annullata, nella misura
in cui sancisce la disgiunzione dei procedimenti contro ____________ e contro
____________.

§§             Per
il rimanente, e meglio per quanto riguarda la disgiunzione dei procedimenti
contro ____________, ____________ e ____________ da quelli condotti contro
____________ e ____________, la decisione impugnata è confermata.

§§§           L’incarto torna
al Procuratore Pubblico per la chiusura formale dei vari procedimenti. 

2.     
La tassa di giustizia, pari a fr. 300.—, e le spese giudiziarie pari a
fr. 100.—, in tutto fr. 400.—, sono poste a carico di ____________, che verserà
ai reclamanti l’importo di fr. 400.— ciascuno a titolo di ripetibili. Non si
riconoscono ripetibili alle altre parti.

3.      La
presente decisione è definitiva.

4.      Intimazione:

-        
avv. dott. __________, per sé, per l’accusato ____________ e per
____________, con copia delle osservazioni di ____________, ____________ e del
magistrato inquirente;

-        
avv. __________, per sé e per l’accusato ____________, con copia
delle osservazioni di ____________ e del magistrato inquirente;

-        
avv. __________, per sé e per ____________, con copia delle
osservazioni di ____________ e del magistrato inquirente;

-    avv.
__________, per sé e per la parte civile Banca ____________, con copia delle
osservazioni di ____________, ____________ e del magistrato inquirente;

-        
Procuratore Pubblico avv. __________, con copia delle
osservazioni di ____________ e di ____________;

5.     
Comunicazione per conoscenza, nel solo dispositivo:

-        
avv. __________, per sé e per ____________;

-        
avv. __________, per sé e per le parti civili __________ e
__________;

-        
avv. dott. __________, per sé e per la parte lesa __________;

-        
avv. __________, per sé e per le parti __________, __________ e
__________;

-        
avv. __________, per sé e per la parte lesa __________.

giudice __________