# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6925221b-2ada-5937-85c6-5c990b1881e5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-04-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 07.04.2016 12.2015.228
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2015-228_2016-04-07.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2015.228

  	
  Lugano

  7 aprile 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente della seconda Camera civile del
  Tribunale d'appello

  
	
  quale
  giudice unico (art. 48b lett. b LOG)

  
						

 

 

sedente
per statuire nella causa inc. n. SE.2015.64
(procedura semplificata) della Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud
promossa con istanza 7 novembre 2015 da

 

	
   

  	
  AP 1, 

  AP 2, 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AO 1 

  rappr.
  da RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

volta ad ottenere
l’annullamento della disdetta del contratto di locazione avente quale oggetto
l’appartamento di 3,5 locali nello stabile sito in Viale a M;

 

domanda alla quale si è
opposta la convenuta in occasione dell’udienza del 30 novembre 2015 e che il
Pretore ha respinto con decisione 1° dicembre 2015;

 

appellanti gli istanti
che, con atto di appello 29 dicembre 2015, formulano una serie di critiche al
giudizio pretorile e lamentano omissioni da parte del giudice di prime cure;

 

 

ritenuto

 

in fatto e in diritto:

 

                                  che a partire dal mese
di febbraio 2012 AP 2 e AP 1 conducono in locazione l’appartamento di 3,5
locali dello stabile sito in Viale a M. Il contratto prevede una pigione
mensile di fr. 1'100.-, oltre spese accessorie e di riscaldamento;

 

                                  che in data 27 luglio 2015 la locatrice AO 1 ha notificato ai
conduttori su modulo ufficiale la disdetta per mora con effetto a decorrere dal
31 agosto 2015, che è stata prontamente contestata dinnanzi al competente
Ufficio di conciliazione in materia di locazione di __________;

                                  che, ottenuta l’autorizzazione
ad agire giusta l’art. 209 cpv. 4 CPC (inc. n. 92/15 UC __________), con atto
denominato “risposta riconvenzionale” del 7 novembre 2015 i conduttori
hanno contestato la disdetta chiedendo altresì l’adeguamento del canone di
locazione con effetto retroattivo; 

 

                                  che con giudizio 1°
dicembre 2015 il Pretore ha respinto la domanda: accertato come la richiesta di
riduzione della pigione risultasse irricevibile per carenza di preventiva
conciliazione, il primo giudice non ha intravvisto alcun motivo di annullamento
della disdetta a fronte della manifesta situazione di mora dei conduttori;

 

                                  che con appello 29
dicembre 2015 i conduttori insorgono contro il giudizio pretorile formulando
una serie di critiche e lamentele sull’operato del primo giudice che, visto
l’esito del giudizio, è superfluo riassumere;

che l’appello non è stato intimato alla controparte e la procedura, non ponendo
questioni di principio e non risultando di rilevante importanza, può essere
decisa dalla Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b lett. b cfr. 3
LOG);

che con l’appello possono essere censurati l’errata applicazione del diritto e
l’errato accertamento dei fatti (art. 310 CPC); l’atto di appello deve
contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato
(art. 310 e 311 cpv. 1 CPC); l’appellante deve spiegare non perché le sue
argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o censurabili le
motivazioni del Pretore;

che la dottrina e la giurisprudenza ne hanno in particolare dedotto, per quanto
qui interessa, che l’appellante deve confrontarsi criticamente con la decisione
impugnata spiegando per quali ragioni di fatto e di diritto la stessa sarebbe
errata e con ciò da riformare (decisione del TF 4A_659/2011 del 7 dicembre 2011
consid. 4; II CCA 23 febbraio 2012 inc. n. 12.2012.13, 24 febbraio 2012 inc. n.
12.2011.177, 17 ottobre 2012 inc. n. 12.2012.123, 18 aprile 2013 inc.
12.2011.119; Reetz/Theiler, in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger,
ZPO Kommentar, 3ª ed., n. 36 ad art. 311; ZPO-Rechtsmittel-Kunz, n. 92 ad art. 311); inammissibile
per insufficiente motivazione è l’appello che contiene critiche generiche alla
decisione impugnata o che rinvia semplicemente a quanto già esposto in prima
sede (decisione del TF 4A_290/2014 del 1° settembre 2014 consid. 3.3);

che nel caso concreto gli appellanti hanno presentato un breve testo di appello
con il quale confusamente si dolgono in merito all’iter procedurale seguito e
alla parallela procedura avviata dalla locatrice dinanzi alla medesima Pretura
con domanda di espulsione, ribadiscono l’intenzione di pagare il dovuto a
condizione che la proprietaria faccia seguito agli obblighi di ripristino dei
difetti e sottolineano di essere stati costretti a chiedere ripetutamente
interventi urgenti di riparazione subendo disagi e danni a seguito
dell’inadempienza contrattuale della controparte;

che tale modo di procedere è inammissibile e comporta l’irricevibilità
dell’appello per carente motivazione, non essendo adempiuti i presupposti dell’art.
311 cpv. 1 CPC: gli appellanti non si confrontano infatti minimamente con la
sentenza pretorile;

che in particolare gli appellanti neppure accennano alla questione della mora
conseguente il mancato deposito delle pigioni ai sensi di legge (art. 259g CO)
o alla conclusione pretorile in merito all’assenza dei requisiti per invocare
una compensazione della pigione con pretese derivanti dai lamentati difetti;

che gli accertamenti e le conclusioni del primo giudice non risultano quindi
validamente criticati con l’appello, che va pertanto considerato irricevibile,
ciò che comporta la conferma della sentenza impugnata;

che peraltro, con decisione 6 aprile 2016, questa Camera ha confermato il
giudizio 12 novembre 2015 con il quale il Pretore ha ordinato l’espulsione dei
conduttori con le comminatorie di rito (inc. SO.2015.771, n. 12.2015.214); 

che le spese processuali seguono la soccombenza (art. 106 CPC) e
sono fissate in conformità all’art. 9 cpv. 3 LTG; il valore litigioso della
procedura di appello, importo determinante anche ai fini di un eventuale
ricorso al Tribunale federale, ammonta a fr. 47'880.-, corrispondente al canone di
locazione fino al prossimo termine di disdetta (DTF 119 II 147 consid. 1);

che agli appellanti sono accollate spese processuali di fr. 200.-, già
anticipate, fissate in conformità dei parametri previsti dalla legge sulla
tariffa giudiziaria (LTG), tenuto conto delle particolari circostanze, mentre
non si assegnano ripetibili alla controparte alla quale l'appello non è stato
notificato.

 

 

Per questi motivi, 

 

 

decide:                 1.  L'appello 29 dicembre 2015 di AP 1 e AP 2 è irricevibile.

 

                             2.  Le spese
processuali di complessivi fr. 200.- sono poste a carico degli appellanti in
solido. Non si assegnano ripetibili.

                                 

                             3.  Notificazione:

	
   

  	
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  - 

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura della
giurisdizione di Mendrisio sud

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d'appello

Il
vicepresidente               

 

D.
Bozzini

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle cause a carattere pecuniario in materia di
locazione con un valore litigioso superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF).
Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli
stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117
LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario
sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi
con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).