# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 95b513d9-ea51-5ce5-9dd2-40ff36ce01cb
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-08-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.08.2011 D-1848/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1848-2010_2011-08-16.pdf

## Full Text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t

T r i buna l   adm in i s t r a t i f   f édé ra l

T r i buna l e   ammin i s t r a t i vo   f ede ra l e

T r i buna l   adm in i s t r a t i v   f ede ra l

Corte IV
D­1848/2010

Sen t e n z a   d e l   1 6   a go s t o   2 0 1 1

Composizione Giudici Pietro Angeli­Busi (presidente del collegio), 
Walter Stöckli, Gérald Bovier; 
cancelliera Antonella Guarna.

Parti A._______, nato il (…),
Sri Lanka,   
ricorrente, 

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), 
Quellenweg 6, 3003 Berna,  
autorità inferiore. 

Oggetto Esecuzione dell'allontanamento; 
decisione dell'UFM del 25 febbraio 2010 / N […].

D­1848/2010

Pagina 2

Fatti:

A. 
Il  (…),  l'interessato  –  di  etnia  tamil,  originario  di B._______  (Sri Lanka), 
con  ultimo  domicilio  a  C._______,  rispettivamente  D._______  (nella 
provincia  di  B._______)  –  ha  presentato  una  domanda  di  asilo  in 
Svizzera.  Ha  dichiarato,  in  sostanza  e  per  quanto  è  qui  di  rilievo  (cfr. 
verbali  di audizione del 20 ottobre 2008  [di  seguito:  verbale 1] e del 12 
gennaio 2010 [di seguito: verbale 2]) di essere espatriato nell'agosto del 
2008 per il timore di essere catturato e ucciso dai militari cingalesi, i quali 
avrebbero nutrito il sospetto che egli fosse una spia del "Liberation Tigers 
of Tamil Eelam" (LTTE). Dapprima, nel  (…),  l'interessato avrebbe subito 
un'aggressione  da  parte  di  detti militari  durante  un  controllo  stradale  e, 
successivamente, il (…), l'interessato sarebbe scampato alla visita al suo 
domicilio da parte dei medesimi. L'interessato si sarebbe quindi rifugiato 
presso  lo  (…)  ad C._______ e  il  (…),  grazie  all'aiuto  del  padre,  che  gli 
avrebbe  procurato  un  lascia  passare,  egli  sarebbe  partito  in  aereo  per 
E._______  (Sri Lanka) e si sarebbe poi  recato da sua zia a F._______. 
Tuttavia,  non potendosi  registrare da solo e con una carta di  identità di 
B._______  alla  Polizia  al  fine  di  rimanere  a  F._______  e  temendo  le 
domande  che  la  Polizia  avrebbe  potuto  porgli,  l'interessato  avrebbe 
deciso di espatriare definitivamente dal suo Paese di origine il (…).  

B. 
Con  decisione  del  25  febbraio  2010  (notificata  all'interessato  il 
27 febbraio 2010; cfr. A 17/1), l'UFM ha respinto la succitata domanda di 
asilo. Detto Ufficio  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato 
dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  il  suo  Paese  di 
origine, ossia lo Sri Lanka, siccome lecita, esigibile e possibile.

C. 
Il  23  marzo  2010,  l'interessato,  ha  inoltrato  ricorso  al  Tribunale 
amministrativo  federale  (di  seguito:  il  Tribunale)  contro  la  menzionata 
decisione dell'UFM. Ha chiesto l'annullamento della decisione impugnata, 
limitatamente al punto di questione dell'esecuzione dell'allontanamento, e 
la  concessione  dell'ammissione  provvisoria.  Ha,  altresì,  presentato  una 
domanda  di  esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali.

D­1848/2010

Pagina 3

D. 
Con  decisioni  incidentali  del  4 maggio  2010,  il  Tribunale  ha  rinunciato, 
ritenuta  la  sussistenza  di  motivi  particolari  (art.  63  cpv.  4  della  legge 
federale  del  20  dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  [PA, 
RS 172.021]),  a  chiedere  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili  spese  processuali  ed  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a 
presentare una risposta al ricorso.

E. 
In data 1° giugno 2010, nell'ambito della sua  risposta,  l'autorità  inferiore 
ha  proposto  la  reiezione  del  gravame.  Tali  osservazioni  sono  state 
trasmesse al ricorrente per informazione dal Tribunale il giorno seguente.

Diritto:

1. 

1.1. Le procedure in materia di asilo sono rette dalla PA, dalla  legge del 
17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32) 
e  dalla  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  federale  (LTF,  RS 
173.110),  in  quanto  la  legge  del  26  giugno  1998  sull'asilo  (LAsi, 
RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

1.2.  Il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni 
dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di 
estradizione  da  parte  dello  Stato  abbandonato  dal  richiedente  l'asilo  in 
cerca di protezione (art. 31 e 33 lett. d LTAF, art. 105  LAsi e art. 83 lett. d 
cifra 1 LTF).

2. 

2.1.  Vi  è  motivo  di  entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni di ammissibilità di cui agli art. 48 cpv. 1, come pure 52 PA e 
all'art. 108 cpv. 1 LAsi.

2.2.  Il  ricorso  del  23  marzo  2010  verte  solo  sulla  questione  relativa 
all'esecuzione dell'allontanamento. Ne discende che  l'oggetto del  ricorso 
consiste  unicamente  nella  questione  relativa  all'esecuzione 
dell'allontanamento,  mentre  che  la  decisione  impugnata  è  cresciuta  in 
giudicato in materia di asilo e riguardo alla pronuncia dell'allontanamento. 
Di  conseguenza,  il  Tribunale  si  limiterà  all'esame  dei  punti  4  e  5  del 
dispositivo  della  decisione  querelata  relativi  all'esecuzione 
dell'allontanamento del ricorrente. 

D­1848/2010

Pagina 4

3. 

3.1. Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 37 LTAF, 
nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della  decisione 
impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il  procedimento  può 
svolgersi in tale lingua.

3.2. Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano ed 
il  ricorso  è  stato  presentato  in  tale  lingua,  di  modo  che  la  presente 
sentenza va redatta in italiano.

4. 
Il  Tribunale  esamina  liberamente  l'applicazione  del  diritto  federale, 
l'accertamento  dei  fatti  e  l'inadeguatezza,  senza  essere  vincolato  dai 
motivi  invocati  dalle  parti  (art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  della 
decisione impugnata (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR, Droit 
administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5). 

5. 

5.1.  Nella  decisione  impugnata,  in  merito  all'esecuzione 
dell'allontanamento  del  richiedente  nel  suo  Paese  di  origine,  l'UFM  ha 
considerato,  da  un  lato,  che  l'allontanamento  di  costui  –  originario  di 
B._______ – non sarebbe ragionevolmente esigibile nel Nord del Paese, 
in  quanto  il  conflitto  alla  base  della  guerra  civile  resterebbe  irrisolto,  in 
particolare la questione dell'autonomia regionale per la minoranza tamil al 
Nord  e  all'Est  del  Paese,  nonché  in  considerazione  della  situazione 
invariata  in  dette  regioni  sotto  il  profilo  della  sicurezza  e  dei  diritti 
dell'uomo.  Dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  richiedente  sarebbe  esigibile  verso  F._______. 
Infatti,  in detta città,  il richiedente avrebbe una (…) paterna – presso cui 
egli  avrebbe  vissuto  tra  (…) e  (…) –  che  vi  vivrebbe da  (…) anni  con  i 
suoi  (…)  figli  e  vi  eserciterebbe  un'attività  lavorativa  in  una  fabbrica  di 
(…). Peraltro,  l'interessato godrebbe di una buona formazione scolastica 
e  di  competenze  nell'(…).  Infine,  dal  punto  di  vista  tecnico  e  pratico, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  del  richiedente  verso  detto  Paese 
sarebbe possibile.

5.2. Nel  gravame,  il  ricorrente  contesta  di  potersi  realmente  stabilire  a 
F._______  ed  evidenzia  che  l'UFM  non  avrebbe  adeguatamente 

D­1848/2010

Pagina 5

analizzato  l'effettiva esistenza di motivi  individuali  favorevoli all'esigibilità 
della  sua  presa  di  domicilio  in  detta  città.  Segnatamente,  richiamata  la 
presa  di  posizione  dell'Organizzazione  svizzera  di  aiuto  ai  rifugiati 
(OSAR)  dell'8  dicembre 2009,  i  tamil  del  Nord  dello  Sri  Lanka  non 
avrebbero  la  reale possibilità di stabilirsi  in un'altra  regione del Paese e 
sarebbero  esposti  al  rischio  di  arresti  arbitrari  per  il  solo  fatto  di 
appartenere a detta etnia, di provenire dal Nord del Paese e di rientrare 
dall'estero  in  Sri  Lanka.  Infatti,  diversi  rapporti,  come  ad  esempio  il 
Bollettino dell'Agenzia britannica del febbraio 2010, indicherebbero che le 
forze  di  sicurezza  e  la  Polizia  tenderebbero  a  sospettare 
automaticamente  di  simpatie  per  il  LTTE,  chiunque  sia  di  etnia  tamil  e 
provenga dalle zone controllate un tempo da questo movimento. Peraltro, 
la popolazione tamil di dette zone sarebbe costretta a vivere confinata in 
veri  e  propri  campi  di  detenzione  controllati  dai militari  governativi  ed  a 
subire gravissime discriminazioni e sistematici sospetti. Di conseguenza, 
il  ricorrente sostiene che non vi sarebbe alcuna garanzia che egli possa 
risiedere  legalmente  a  F._______.  Inoltre,  richiamata  la  giurisprudenza 
del  Tribunale  (cfr. DTAF 2008/2),  fa  valere  che  la  sola  presenza  di  una 
(…) e le condizioni socio­economiche della stessa – da sola, con (…) figli 
minorenni  a  carico  in  un  contesto  difficile  quale  quello  della  città  di 
F._______ – non comproverebbero l'esistenza di una solida rete familiare 
e  renderebbero  impensabile  il  suo  reinserimento,  giacché  egli  si 
troverebbe  senza  una  concreta  possibilità  di  guadagno  o  una  garanzia 
reale di alloggio, nonché ritenuti altresì i gravi problemi che implicherebbe 
per sua (…) e i suoi figli l'accoglimento del ricorrente a casa loro, essendo 
costui rifugiato del Nord. Infatti,  il breve soggiorno dell'insorgente presso 
sua (…) si sarebbe svolto nella clandestinità, in quanto egli non avrebbe 
potuto  registrarsi  presso  le  autorità  locali,  a  causa  dei  timori  legati  al 
possesso di una carta d'identità del Nord del Paese e, se si registrasse, 
egli sarebbe sottoposto ad un dettagliato interrogatorio con il forte rischio 
di essere sospettato di  simpatie per  il  LTTE. Del  resto,  il  ricorrente – di 
etnia tamil ed originario del Nord – subirebbe i pregiudizi di cui sarebbero 
vittime  i  tamil  del  Nord  rifugiati  interni.  Per  questi motivi,  la  valutazione 
dell'UFM circa  l'esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento,  in  ragione 
dell'esistenza  a  F._______  di  sua  (…),  sarebbe  sommaria,  infondata  e 
non  sarebbe adeguatamente motivata ed  il  suo  rinvio  in detto Paese  lo 
esporrebbe ad un rischio concreto per la sua vita, ragion per cui dovrebbe 
essere considerato inesigibile. 

5.3. Nella risposta al ricorso, l'UFM ha osservato che l'atto ricorsuale non 
conterrebbe  fatti  o mezzi di prova nuovi  che potrebbero giustificare una 

D­1848/2010

Pagina 6

modifica della sua posizione. Ha, di conseguenza, rinviato ai considerandi 
della decisione impugnata, confermandoli pienamente. 

6. 

6.1.  L'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art.  83  della 
legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20), al 
quale  rinvia  l'art.  44  cpv.  2  LAsi.  Giusta  tale  norma,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  deve  essere  possibile  (art.  83  cpv.  2  LStr), 
ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 
4 LStr).

6.2. 

6.2.1. Ritenuto segnatamente il diniego in favore del ricorrente dell'asilo e 
della  qualità  di  rifugiato  nella  decisione  di  prima  istanza,  regolarmente 
cresciuta  in  giudicato,  in  assenza  di  una  contestazione  da  parte  del 
medesimo  tramite  l'atto  ricorsuale  del  23 marzo 2010,  non  emergono 
dalle  carte  processuali  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  dell'insorgente  in  Sri  Lanka  dal  profilo  della 
condizione  di  ammissibilità  secondo  l'art.  83  cpv.  3  LStr  possa  violare 
l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera 
del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS 101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo 
statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30) e  l'art. 5 LAsi 
(divieto di respingimento). 

6.2.2.  La  portata  dell'art.  83  cpv.  3  LStr  non  si  esaurisce,  altresì,  nella 
massima  del  divieto  di  respingimento.  Anche  altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione  del 
rimpatrio,  in  particolare  l'art.  3  della Convenzione  del  4 novembre  1950 
per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali 
(CEDU,  RS 0.101)  o  l'art.  3  della  Convenzione  del  10  dicembre  1984 
contro  la  tortura ed altre pene o  trattamenti crudeli,  inumai o degradanti 
(Conv.  tortura, RS 0.105). L'applicazione di  tali disposizioni presuppone, 
peraltro,  l'esistenza  di  serie  e  concrete  ragioni  per  ritenere  che  lo 
straniero  possa  essere  esposto,  nel  Paese  verso  il  quale  sarà 
allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli; spetta al ricorrente di 
rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni.

D­1848/2010

Pagina 7

Nel  caso concreto non è dato  rilevare alcun serio  indizio  secondo cui  il 
ricorrente  possa  essere  esposto,  in  caso  di  rimpatrio  a  F._______,  al 
rischio  reale  ed  immediato  di  un  trattamento  contrario  a  siffatte 
disposizioni. In altri termini, quest'ultimo non ha saputo fornire un insieme 
di  indizi  oppure  presunzioni  non  contraddette,  sufficientemente  gravi, 
precisi e concordanti quo ad un pericolo di esposizione personale ad atti 
o  fatti  che  si  ritengono  contrari  alle  disposizioni  sopraccitate.  Infatti,  il 
timore  per  il  ricorrente  di  registrarsi  presso  le  autorità  del  Paese  e,  di 
conseguenza,  di  essere  esposto  al  rischio  di  arresti  arbitrari  o  a 
gravissime  discriminazioni,  in  considerazione  della  sola  appartenenza 
all'etnia  tamil, della sua provenienza dal Nord del Paese o per  il  fatto di 
essere  stato  all'estero,  poiché  sospettato  automaticamente  di  simpatie 
per il movimento LTTE (cfr. ricorso pagg. 2­3), si riduce ad una semplice 
affermazione  di  parte  non  corroborata  da  alcun  elemento  oggettivo, 
nonché inconsistente a comprovare l'esistenza di qualsivoglia trattamento 
contrario  all'art. 3 CEDU  o  all'art. 3 Conv.  tortura  (cfr.  sentenza  del 
Tribunale D­3865/2010 del 23 marzo 2011 consid. 10.3). Del resto, se da 
un  lato,  secondo  l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per  i Rifugiati 
(ACNUR),  le  violazioni  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali 
attualmente commesse in Sri Lanka concernono in particolare i giovani di 
etnia tamil, originari del Nord, sospettati di aver fatto parte del LTTE o di 
essere legati ai membri dell'élite del LTTE oppure incapaci di presentare 
dei  documenti  di  identità  valevoli  (cfr.  Sentenza  del  Tribunale  D­
7101/2010 del 4 novembre 2010 pag. 11 e relativi  riferimenti, nonché E­
3603/2010 del 22 febbraio 2011 consid. 3.4.3), dall'altro lato, il ricorrente 
non  ha  dimostrato  di  rientrare  in  una  delle  suddette  fattispecie.  Inoltre, 
secondo l'Ambasciata di Svizzera a E._______, l'obbligo di registrarsi per 
le persone di etnia  tamil è stato  tolto  il 31 dicembre 2009 (cfr. sentenza 
del  Tribunale  E­3603/2010  del  22  febbraio  2011  consid. 3.4.4).  Ne 
discende  che  i  rischi  addotti  dal  ricorrente  legati  ad  un'eventuale 
registrazione  presso  le  autorità  di  F._______  sono  manifestamente 
infondati. 

6.2.3.  Pertanto,  come  rettamente  ritenuto  nel  giudizio  litigioso, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  ai  sensi  delle  norme  del 
diritto  pubblico  internazionale  nonché  della  LAsi  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr).

6.3. 

6.3.1.  Giusta  l'art.  83  cpv.  4  LStr,  l'esecuzione  non  può  essere 
ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di provenienza, 

D­1848/2010

Pagina 8

lo  straniero  venisse  a  trovarsi  concretamente  in  pericolo  in  seguito  a 
situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 
medica (cfr. Giurisprudenza ed  informazioni della Commissione svizzera 
di  ricorso  in materia  di  asilo  [GICRA]  2005  n.  24  consid.  10.1,  nonché 
DTAF 2007/10 e relativi riferimenti).

6.3.2.  Secondo  la  giurisprudenza  del  Tribunale,  l'esecuzione 
dell'allontanamento nella provincia del Nord, ed in particolare nei distretti 
di  Kilinochchi,  Mannar,  Vavuniya,  Mullaitivu  e  Jaffna,  nonché  nella 
provincia  dell'Est,  ovvero  nei  distretti  di  Trincomalee,  Batticaloa  ed 
Ampara, è inesigibile (cfr. DTAF 2008/2).

Attualmente,  l'esigibilità  dell'allontanamento  verso  lo  Sri  Lanka  è  stata 
consolidata con la sconfitta degli ultimi gruppi di ribelli del LTTE nel Nord­
Est del Paese e con la fine delle ostilità ufficializzata il 18 maggio 2009. In 
siffatte  condizioni,  sebbene  non  si  possa  negare  l'esistenza  in  detto 
Paese  di  situazioni  di  sicurezza  delicate,  segnatamente  arresti  e  fermi 
verso individui di etnia tamil sospettati di voler ancora perpetrare la causa 
del LTTE, vi è ragione di ritenere che in Sri Lanka non vige più in maniera 
generale una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata 
che  coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale e che permetterebbe di presumere l'inesigibilità dell'esecuzione 
dell'allontanamento  per  tutti  i  cittadini  di  detto  Paese  (cfr.  sentenze  del 
Tribunale D­6016/2007 del 2 giugno 2009 consid. 17.3; D­7101/2010 del 
4  novembre  2010  pagg.  10­11;  E­7831/2010  del  30  novembre  2010 
pag. 10; E­3603/2010 del 22 febbraio 2011, consid. 3.4.3). 

Ad ogni modo, può essere lasciata aperta l'analisi della situazione attuale 
dello Sri Lanka, dopo  la sconfitta del LTTE nel Nord­Est del Paese e  la 
fine delle ostilità, ritenuto che, come verrà esposto nel considerando che 
segue,  il  ricorrente  dispone  di  un'alternativa  di  soggiorno  interna  a 
F._______, avuto riguardo alla sua situazione personale (cfr. cons. 6.3.3). 

6.3.3.  Infatti,  il  ricorrente è partito alla volta di E._______ e si è rifugiato 
presso sua (…) paterna, rispettivamente (…) di suo padre, a F._______, 
dove  ha  vissuto  (…)  giorni,  prima  di  espatriare  definitivamente  dal  suo 
Paese  (cfr.  verbale  1  pag.  4  e  verbale  2  D14).  Orbene,  senza  voler 
minimizzare la situazione in cui verserebbe la parente del ricorrente – in 
quanto sola e con (…) figli minorenni a carico come pretende il medesimo 
(cfr. verbale  2  D13  e  ricorso  pagg.  4­5)  –  il  Tribunale  rileva  che  la 
presenza della stessa è suscettibile di garantire al medesimo il sufficiente 
e necessario aiuto per il suo adeguato reinserimento. Difatti, al momento 

D­1848/2010

Pagina 9

del suo rientro  in patria,  l'insorgente potrà beneficiare di un alloggio e di 
un minimo sostentamento da parte della (…) – come del resto è avvenuto 
prima  del  suo  espatrio  –  quale  base  per  poi  costruire  il  suo  futuro  in 
maniera autonoma. Peraltro, ritenuto che la (…) vive a F._______ da ben 
(…)  anni  e  dispone  di  un'attività  lavorativa  in  seno  ad  una  azienda 
alimentare, ella potrà contribuire al pronto reinserimento del ricorrente nel 
mondo  del  lavoro,  avuto  altresì  riguardo  alla  situazione  favorevole  del 
medesimo,  il  quale  è  giovane,  ha  una  formazione  scolastica  più  che 
decennale,  ha  seguito  un  corso di  (…) di  un anno ed ha un'esperienza 
lavorativa come (…) (cfr. verbale 1 pag. 2 e verbale 2 D17­D18). Inoltre, 
anche il  figlio sposato di sua (…), ovvero il (…) del ricorrente – che vive 
nella  medesima  regione  e  che  quindi  è  inserito  nel  tessuto  sociale – 
costituisce un altro appoggio a cui l'insorgente può riferirsi (cfr. verbale 2 
D13). Per di più, al nord del Paese, vivono ancora i suoi (…), (…) e (…) 
paterni e materni, nonché (…) (cfr. verbale 1 pag. 2 e verbale 2 D12) che 
potranno altresì contribuire al rientro del ricorrente in Patria. Infatti, come 
suo  padre  l'avrebbe  accompagnato  in  aereo  a  E._______  in  occasione 
della sua  fuga nel  (…) (cfr. verbale 1 pag. 4),  il medesimo potrà andare 
ad  accoglierlo  al  momento  del  suo  rientro  in  Patria,  a  F._______.  Del 
resto, l'insorgente potrà, se necessario, rivolgersi ai suoi parenti all'estero 
per beneficiare di un aiuto economico (cfr. verbale 1 pag. 2), come pure 
richiedere  un  adeguato  aiuto  al  ritorno  ai  sensi  dell'art.  93  cpv.  1 
lett. d LAsi, al  fine di  favorire  il suo reinserimento.  In siffatte circostanze, 
ne  discende  che  il  ricorrente  beneficia  di  una  solida  rete  familiare  e 
sociale  suscettibile  di  apportargli  il  necessario  sostegno,  come  pure  di 
concrete garanzie di alloggio e di  reddito.  Inoltre,  il Tribunale  rileva che, 
contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, non vi sono ostacoli di 
ordine  amministrativo  che  potrebbero  impedire  l'effettivo  reinserimento 
del  medesimo  a  F._______,  segnatamente  in  merito  all'asserita 
impossibilità di registrarsi presso le autorità di Polizia (cfr. consid. 6.2.2). 
Infine,  l'insorgente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi 
problemi  di  salute  tali  da  giustificare  un'ammissione  provvisoria  (cfr. 
GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa 
emerga  la  necessità  di  una  sua  permanenza  in  Svizzera  per  motivi 
medici. Pertanto, alla luce delle sopraesposte considerazioni, v'è ragione 
di  concludere  che  il  ricorrente  dispone  di  un'alternativa  di  soggiorno 
interna  a  F._______,  dove  –  conformemente  ai  dettami  posti  dalla 
giurisprudenza – il rinvio non è inesigibile e dove egli può godere di una 
rete  familiare  e  sociale,  come  ha  rettamente  ritenuto  l'autorità  inferiore. 
Quest'ultima, infatti, contrariamente a quanto fatto valere dal ricorrente in 
sede  di  ricorso  (cfr.  ricorso  pagg.  2  e  5),  ha  esposto  in  modo 
sufficientemente  esaustivo  i  fatti  ed  i  motivi  alla  base  della  sua 

D­1848/2010

Pagina 10

valutazione  per  consentire  al  ricorrente  di  comprendere  la  portata  della 
decisione  impugnata,  in  particolare  relativa  all'esigibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento,  nonché di  ricorrere  con  criteri  adeguati. Dunque,  le 
argomentazioni  dell'UFM  sono  da  considerarsi  complete  e  rispettose 
dell'obbligo  della  motivazione  ai  sensi  della  legge  (art. 35 PA).  In 
conclusione,  visto  tutto  quanto  precede,  il  Tribunale  considera  che 
l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto,  siccome  adempiuti,  i 
presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con  riferimento  alle 
effettive possibilità per  il ricorrente di un adeguato reinserimento nel suo 
Paese d'origine, segnatamente a F._______.

6.4. Di conseguenza, l'esecuzione dell'allontanamento è ragionevolmente 
esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr).

6.5.  Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 2 Str).  Infatti,  il  ricorrente,  usando  della  dovuta  diligenza 
(art. 8 cpv. 4  LAsi;  DTAF 2008/34  consid.  12  pagg.  513­515),  potrà 
procurarsi ogni documento necessario al rimpatrio, oltre all'originale della 
sua carta d'identità che ha depositato agli atti (cfr. risultanze processuali). 
L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

7. 
In  considerazione  di  quanto  precede,  il  gravame  va  disatteso  e  la 
querelata decisione confermata.

8. 
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali  di  CHF  600.­,  che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3  lett. b del regolamento sulle  tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

D­1848/2010

Pagina 11

Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale 
pronuncia:

1. 
Il ricorso è respinto.

2. 
Le  spese  processuali  di  CHF  600.­,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  data  di 
spedizione della presente sentenza.

3. 
Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità 
cantonale competente. 

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Pietro Angeli­Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: