# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8d16f134-191d-5618-89b4-554f1d06b66e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-06-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.06.2020 32.2019.212
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2019-212_2020-06-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2019.212

   

  cs

  	
  Lugano

  15 giugno 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 6 novembre (recte: dicembre) 2019
di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 7 novembre 2019 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                                  A.   RI
1, nato nel 1971, da ultimo architetto indipendente, con decisione del 7
novembre 2016 è stato posto al beneficio di una rendita intera (grado
d’invalidità del 78%) con effetto dal 1° settembre 2014 (doc. 80 e 82 incarto
AI). 

 

                                  B.   Nell’ambito
della procedura di revisione avviata nel corso del 2017 (doc. 83 e seguenti
incarto AI), il 21 luglio 2017 (doc. 86 incarto AI) ed il 25 agosto 2017 (doc.
91 incarto AI), l’UAI ha interpellato RI 1 al fine di ottenere informazioni e
documenti circa la sua situazione economica. L’interessato, in seguito
all’inoltro di una diffida in data 18 ottobre 2017 (doc. 92 incarto AI), ha
scritto un’e-mail all’amministrazione indicando che avrebbe trasmesso a breve quanto
richiesto (doc. 93 incarto AI). Dopo aver nuovamen-te scritto all’assicurato in
data 16 gennaio 2018 (doc. 96 incarto AI) ed averlo diffidato il 12 marzo 2018
(doc. 97 incarto AI), l’amministrazione, in assenza di qualsiasi risposta da
parte di RI 1, con progetto di decisione del 26 marzo 2018, ha soppresso la
rendita (doc. 98 incarto AI). 

 

                                  C.   Con
scritto del 4 maggio 2018 RI 1 ha trasmesso all’UAI alcuni atti ed ha chiesto la
concessione di un paio di mesi per poter completare l’invio della
documentazione richiesta (doc. 102 incarto AI). Il 16 luglio 2018
l’amministrazione ha fissato un termine al 31 agosto 2018 per produrre alcuni
documenti (doc. 113 incarto AI).

 

                                  D.   Il
24 settembre 2018 l’amministrazione ha diffidato RI 1 a produrre le
informazioni ed i documenti richiesti, con l’indicazione delle conseguenze in
caso di mancato adempimento dei suoi obblighi (doc. 123 incarto AI). In assenza
di risposta, l’UAI con progetto dell’8 ottobre 2018, ritrasmesso per conoscenza
all’interessato per Posta A poiché non aveva ritirato la raccoman-data (doc.
127 incarto AI), ha soppresso la rendita AI con effetto dalla fine del mese che
segue l’intimazione della decisione (doc. 124 incarto AI). Con decisione del 16
novembre 2018, anch’essa trasmessa dapprima per raccomandata ed in seguito
tramite posta A (il 3 gennaio 2019; doc. 131 incarto AI), ha confermato la
soppressione della rendita (doc. 129 incarto AI). 

 

                                  E.   In
data 10 aprile 2019 RI 1 ha informato l’amministrazione di essere stato in cura
presso l’Ospedale __________ di __________ dove dal mese di settembre 2017 e per
un periodo di 2 mesi dapprima è stato sottoposto ad una radioterapia e ad una
chemioterapia ed in seguito, fino al mese di novembre 2018, ad una
chemioterapia. L’assicurato ha evidenziato di aver passato un periodo difficile
sia a livello fisico che mentale, di essersi chiuso in sé stesso e di essersi
lasciato andare. Egli ha allegato un certificato del curante, dr. med. __________,
del 10 aprile 2019, che ha diagnosticato la presenza di un tumore cerebrale e di
un’inabilità lavorativa dell’80% dal 19 marzo 2014 (doc. 135 incarto AI). L’UAI
ha chiesto all’interessato di compilare una nuova domanda di prestazioni e di
allegare le informazioni non fornite in precedenza (doc. 134 incarto AI).

                                         Il
18 aprile 2019 RI 1 ha inoltrato la nuova domanda di prestazioni ed in seguito
ha trasmesso ulteriore documentazione (doc. 139, 140, 145, 146, 152 e 158
incarto AI). 

                                  F.   Con
decisione del 7 novembre 2019 (doc. 180 incarto AI), preavvi-sata dal progetto
del 3 settembre 2019 (doc. 174 incarto AI), l’UAI ha posto l’interessato al
beneficio di una rendita intera con versamento della prestazione dal 1° ottobre
2019 (sei mesi dopo l’inoltro della nuova domanda). Gli sono inoltre state
riconosciute le rendite completive per i figli __________ e __________ dal 1°
ottobre 2019, con l’indicazione di voler inoltrare appena possibile la
dichiarazione di frequenza scolastica della figlia. 

 

                                  G.   RI
1 è insorto al TCA contro la predetta decisione chiedendo che venga modificata
nel senso che il diritto alla rendita d’invalidità ed alla rendita completiva
per tutti i suoi figli, compreso __________, nato nel 1998 (pag. 63 incarto AI),
sia riconosciuta dal 1° gennaio 2019, subordinatamente dal 1° maggio 2019 (doc.
I). 

                                         Il
ricorrente contesta la soppressione della rendita d’invalidità dal 1° gennaio
2019 e la circostanza che a suo figlio __________ non sia più riconosciuto il
diritto ad una rendita seppure sia ancora agli studi fino almeno al 31 dicembre
2019. 

                                         L’insorgente
rileva che mentre stava combattendo contro la sua malattia mediante sedute di
radio- e chemioterapia, l’UAI ha avviato una procedura di revisione alla quale,
a causa della patologia e delle pesanti cure cui è stato sottoposto, non è
stato in grado di dare seguito. Senza solleciti e senza informarlo delle
conseguenze dalla mancata collaborazione, in contrasto con quanto prevede
l’art. 43 cpv. 3 LPGA, l’amministrazione gli ha trasmesso un progetto di
soppressione della rendita l’8 ottobre 2018 e la decisione il 16 novembre 2018,
a cui non ha potuto rispondere per i motivi sopra elencati. Per motivi di
salute e a causa delle cure subite, l’assicurato afferma di non essere riuscito
ad impugnare la decisione. Non appena lo stato di salute e le cure glielo hanno
permesso, è stato in grado di formulare delle osservazioni nel corso del mese
di aprile 2019. Invece di concedergli la restituzione dei termini, l’UAI ha
domandato di compilare una nuova domanda, che ha portato al ripristino della
rendita intera con l’emanazione della decisione impugnata.

                                         L’assicurato
sostiene che il diritto ad una rendita dal 1° gennaio 2019 gli è stato
soppresso a torto, poiché doveva poter beneficia-re della restituzione dei
termini secondo quanto disposto dall’art. 41 LPGA ed in particolare ritenuto
che nel periodo in cui l’UAI ha avviato la revisione e spedito il progetto di
decisione e la decisione, era completamente impossibilitato a reagire e meglio
a difendere i suoi interessi personalmente o tramite un’altra persona.
Quest’ultima variante, all’epoca, neppure gli era venuta in mente. Le
osservazioni prodotte successivamente hanno poi portato al ripristino della
rendita. L’UAI ha commesso un errore nel sopprimergli la prestazione, mancando
di applicare quanto previsto dall’art. 43 cpv. 3 LPGA. Per cui neppure va
applicato il termine di attesa di 6 mesi, ma la rendita va riattivata perlomeno
dal 1° maggio 2019. 

 

                                  H.   Con
risposta del 16 gennaio 2020 l’UAI ha proposto la reiezione del ricorso (doc.
IV). 

                                         Circa
il diritto alla rendita completiva per __________, l’amministrazione evidenzia
di non avere riconosciuto la prestazione in suo favore poiché neppure con il ricorso
l’insorgente ha prodotto una qualsiasi attestazione comprovante la frequenza di
una formazione e lo ha nuovamente invitato a produrre i necessari documenti al
fine di poter esaminare il suo diritto ad una rendita completiva. 

                                         Per
quanto concerne la soppressione della rendita con effetto dal 1° gennaio 2019,
l’UAI sostiene che la censura è irricevibile poiché la decisione del 16
novembre 2018 è cresciuta in giudicato e non è oggetto della presente
procedura. Relativamente alla mancata concessione della restituzione dei
termini ai sensi dell’art. 41 LPGA e del fatto che lo scritto del mese di
aprile 2019 fosse da considerare quale contestazione al preavviso ed alla
decisione di soppressione, l’UAI evidenzia che la questione è stata sollevata
per la prima volta con il ricorso. La domanda del mese di aprile 2019 non
contiene una richiesta di restituzione dei termini ai sensi dell’art. 41 LPGA.
Nel merito, l’amministrazione ritiene che comunque le condizioni per una
restituzione dei termini non sono date.

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

1.    La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione
giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid.
5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11
luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007
del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I
707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00
del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10
ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22
dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014
del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8 settembre 2015 = SVR 2015, EL Nr.
13, pag. 37 e seguenti).

 

nel
merito

 

                                   2.   Oggetto
del contendere da una parte è la richiesta di assegnare anche per __________
una rendita completiva per figli e di riconoscere al ricorrente la rendita d’invalidità,
unitamente alle tre rendite per i figli, dal 1° gennaio 2019, subordinatamente
dal 1° maggio 2019, d’altra parte è la richiesta di restituzione dei termini
per contestare la decisione di soppressione di rendita del 7 novembre 2019. 

 

                                         Diritto
alla rendita completiva per il figlio __________

 

                                   3.   Ai
sensi dell’art. 35 cpv. 1 LAI le persone legittimate alla rendita d’invalidità
hanno diritto a una rendita completiva per ogni figlio che, qualora esse
fossero morte, avrebbe diritto a una rendita per orfani dell’assicurazione per
la vecchiaia e i superstiti. Secondo l’art. 35 cpv. 4 LAI la rendita completiva
per i figli è versata come la rendita cui è connessa.

 

                                         Per
l’art. 25 cpv. 4 LAVS, applicabile in virtù del rinvio di cui all’art. 35 cpv.
1 LAI, il diritto alla rendita per orfani nasce il primo giorno del mese
successivo a quello della morte del padre o della madre. Si estingue quando
l’orfano compie i 18 anni o muore. 

                                         L’art.
25 cpv. 5 LAVS prevede che per i figli ancora in formazione, il diritto alla
rendita dura fino al termine della stessa, ma al più tardi fino a 25 anni
compiuti. Il Consiglio federale può stabilire che cosa si intende per
formazione. Sulla base di questa delega legislativa
l’esecutivo federale ha stabilito che la formazione è considerata conclusa
anche se è abbandonata o interrotta o se nasce il diritto a una rendita
d'invalidità (art. 49ter cpv. 2 OAVS).

 

                                         Le
direttive sulle rendite (DR) prevedono al marginale 4306 che “se la persona
avente diritto alla prestazione o il suo rappresen-tante fa valere che un
figlio sta seguendo una formazione scolastica o professionale deve presentare,
secondo il caso, un contratto di tirocinio o un attestato del datore di lavoro,
un certificato dell’istituto scolastico, un attestato della segreteria dell’università
o della scuola superiore, un libretto di frequenza di corsi universitari
debitamente compilato, un attestato di esami semestrali intermedi o un
certificato semestrale intermedio rilasciato da un istituto scolastico privato,
un attestato d’iscrizione a corsi ecc. Questa formalità deve essere adempiuta
sia per periodi in cui si percepisce una rendita sia per quelli in cui la
rendita è stata rinviata”.

 

                                         Per
il marginale 4307 DR i documenti devono fornire informazioni sul genere e la
durata presumibile della formazione e, in caso di formazione pratica (p. es.
volontariato), sulla remunerazione pattuita (salario d’apprendista, indennità
di volontariato ecc.). Se non possono essere ottenute indicazioni precise sulla
durata presumibile dello studio, si deve verificare all’inizio di ogni semestre
se l’interessato prosegue gli studi (attestato d’immatri-colazione rilasciato
dall’istituto scolastico, libretto di frequenza di corsi universitari
debitamente compilato). 

 

                                   4.   In
concreto l’insorgente, come rileva l’UAI in sede di risposta, si limita ad
affermare che __________, “dopo gli studi di lingua in __________ ad oggi
frequenta ancora una scuola a __________ perlomeno sino alla fine del corrente
anno 2019” (doc. I). 

                                         Egli
non ha allegato alcuna documentazione a sostegno delle sue affermazioni,
neppure nel termine di 10 giorni per produrre ulteriori eventuali nuovi mezzi
di prova, peraltro non ritirato e rinotificato per Posta A (doc. V) e ciò
malgrado l’indicazione della Cassa, ancora con la risposta di causa (punto 5,
doc. IV), di voler trasmettere la necessaria documentazione attestante la
frequenza di una formazione da parte del figlio __________ al fine di
verificarne il diritto. 

 

                                         Ora, pur essendo la procedura retta dal principio
inquisitorio (DTF 145 V 90, consid. 3.2; art. 43 LPGA), va comunque rammentato
che questo principio non è incondizionato, ma trova il suo correlato nell'obbligo
delle parti di collaborare. Questo obbligo comprende in particolare quello
di motivare le pretese di cui le parti si avvalgono e quello di apportare,
nella misura in cui può essere ragionevolmente richiesto da loro, le prove
dettate dalla natura della vertenza o dai fatti invocati: in difetto di ciò
esse rischiano di dover sopportare le conseguenze dell'assenza di prove (DTF
145 V 90, consid. 3.2).

                                         L'obbligo
di accertamento d'ufficio dei fatti, correlato dal dovere di collaborazione
delle parti, non rende comunque privo d'efficacia il principio secondo cui l'onere
della prova incombe alla parte che da un fatto deriva un suo diritto e
del conseguente fardello in caso di mancata prova. L'art. 8 CC prevede infatti
che, ove la legge non disponga altrimenti, chi vuol dedurre il suo diritto da
una circostanza di fatto da lui asserita deve fornirne la prova.

 

                                         In
concreto l’insorgente non solo non produce alcuna documenta-zione a sostegno
delle sue affermazioni, ma non indica neppure quale formazione starebbe
seguendo suo figlio e presso quale scuola. 

 

                                         A
ragione, pertanto, in assenza di qualsiasi attestazione di frequenza,
l’amministrazione non ha potuto riconoscere alcuna rendita completiva per il
figlio __________. 

 

                                         Resta
comunque la possibilità, per il ricorrente, di inoltrare la documentazione direttamente
all’amministrazione che la vaglierà e che, nel rispetto dei termini di
perenzione (cfr. art. 24 cpv. 1 LPGA), stabilirà l’eventuale diritto alla
prestazione.

 

                                         Diritto
alla rendita AI dal 1° gennaio 2019, subordinatamente dal 1° maggio 2019

 

                                   5.   Con
il ricorso l’insorgente chiede che la rendita AI e le rendite completive per i
figli siano versate dal 1° gennaio 2019, rispettivamente dal 1° maggio 2019 e
non dal 1° ottobre 2019 come stabilito dall’UAI.

 

                                         In
concreto con decisione del 16 novembre 2018 l’UAI ha soppresso il diritto alla
rendita AI con effetto alla fine del mese che segue l’intimazione della
decisone (doc. A9), ossia per il 31 dicembre 2018. Il ricorrente non ha
impugnato questa decisione che conseguentemente è cresciuta in giudicato. 

 

                                         In
data 18 aprile 2019 egli ha inoltrato una nuova domanda di prestazioni (cfr.
pag. 429 incarto AI).

 

                                         Rammentato
che per l’art. 29 cpv. 1 LAI il diritto alla rendita nasce al più presto dopo
sei mesi dalla data in cui l’assicurato ha rivendicato il diritto alle
prestazioni conformemente all’articolo 29 capoverso 1 LPGA (secondo cui colui
che rivendica una presta-zione deve annunciarsi all’assicuratore competente
nella forma prescritta per l’assicurazione sociale interessata), ma al più
presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni, la decisione
dell’amministrazione, di principio, è corretta. 

 

                                         L’interessato
sostiene tuttavia che nel corso del mese di aprile 2019 egli avrebbe fatto
valere una richiesta di restituzione dei termini per poter contestare la decisione
del 16 novembre 2018 e del progetto dell’8 ottobre 2018 e non si sarebbe
limitato ad inoltrare una nuova domanda di prestazioni. 

                                         Restituzione
dei termini

 

                                   6.   Ai
sensi dell’art. 41 LPGA se il richiedente o il suo rappresentante è stato
impedito, senza sua colpa, di agire entro il termine stabilito, lo stesso è
restituito, sempre che l'interessato lo domandi adducendone i motivi entro 30
giorni dalla cessazione dell'impedimento e compia l'atto omesso (cfr. pure art.
14 Lptca).

 

                                         La
giurisprudenza sviluppata in relazione alla restituzione di termini, che ha mantenuto
la sua validità anche nel contesto dell'art. 41 LPGA (cfr. STF C 124/06 del 25
gennaio 2007 consid. 2 in fine; STCA 38.2007.92 del 29 maggio 2008 consid.
2.5.; STCA 38.2005.10 del 13 aprile 2005), prevede che per impedi-mento
senza colpa bisogna intendere non solo l'impossibilità di agire oggettiva nel
senso della forza maggiore, bensì anche l'impossibilità soggettiva che risulta
da circostanze personali o da un errore scusabile. Queste circostanze devono
comunque essere valutate oggettivamente. In definitiva, al richiedente non deve
potere essere rimproverata una negligenza.

                                         L’assenza
di colpa deve essere manifesta (cfr. STF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015 consid.
4.2.; STF 8C_898/2009 del 4 dicembre 2009 consid. 2; STFA I
393/01 del 21 novembre 2001; DTF 96 II 265 consid. 1a).

 

                                         La
giurisprudenza federale ammette in particolare che il decesso o una grave
malattia contratta improvvisamente possa costituire un impedimento non colposo.
Non basta, però, che l'interessato medesimo sia stato impedito di agire entro
il termine stabilito, lo stesso dovendo oltre a ciò essere pure stato
impossibilitato ad incaricare un terzo di compiere gli atti di procedura
necessari (cfr. STF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015 consid. 4.2.;
RDAT II-1999 n. 8, pag. 32; DTF 119 II 86, consid. 2a, DTF 112 V 255, consid. 2a;
cfr., pure, STFA K 34/03 del 2 luglio 2003). 

                                         Per
la questione dell'impedimento senza colpa non fa differenza se esso colpisce
l'assicurato oppure il suo rappresentante, quest'ultimo - a maggior ragione se
integrato in una struttura più grande - dovendosi organizzare, segnatamente con
la designazio-ne immediata di un sostituto laddove questa possibilità è ammes-sa
in modo tale da garantire il rispetto dei termini anche in caso di proprio
impedimento (cfr. STF 9C_749/2012 del 26 novembre 2012 consid. 3).

 

                                         Deve
ancora essere sottolineato che l'istituto della restituzione in intero
costituisce un rimedio di carattere straordinario che incide profondamente
nella sicurezza del diritto, per cui occorre valutare l'adempimento dei
requisiti con rigore e seguire criteri restrittivi (cfr. STFA K 34/03 del 2
luglio 2003; STCA 38.2016.33 del 30 giugno 2016, consid. 2.4).

 

                                         Cfr.
anche sentenza 9C_54/2017 del 2 giugno 2017.

 

                                   7.   Nel
caso che ci occupa con decisione del 16 novembre 2018, preavvisata dal progetto
dell’8 ottobre 2018, l’UAI ha soppresso il diritto alla rendita AI con effetto
dalla fine del mese che segue l’intimazione della decisione (doc. 129 incarto
AI). Il 3 gennaio 2019 l’UAI ha ritrasmesso al ricorrente copia della decisione
per posta A, poiché l’interessato non aveva ritirato la raccomandata (pag. 412
incarto AI). 

 

                                         In
data 10 aprile 2019 l’assicurato ha scritto all’UAI indicando che “come
discusso telefonicamente, le scrivo per confermarle quanto discusso: -
Settembre 2017 ho fatto presso il __________ di __________ per un periodo di 2
mesi di radio terapia cin concomitanza della chemio. – Da ottobre 2017 fino a
novembre 2018 ho fatto dei trattamenti di chemio. Questo periodo è stato molto
difficile a livello fisico e mentale e purtroppo mi sono chiuso in me stesso e
mi sono lasciato un po' andare. Adesso sto un pochino meglio e devo cercare di
riprendere il controllo della mia vita, anche se non è facile. Il dott.
__________ vi farà avere tutti i certificati necessari per comprovare quanto
detto” (doc. 135). Alla lettera l’insorgente ha allegato un certificato del
dr. med. __________ che ha diagnosticato la presenza di un tumore cerebrale e
di un’incapacità al lavoro dell’80% dal 18 marzo 2014 in poi (pag. 418 incarto
AI). 

 

                                         Il
15 aprile 2019 l’amministrazione ha chiesto all’insorgente di compilare il
formulario ufficiale per l’inoltro della nuova domanda di prestazioni e di
trasmettere la documentazione e le informazioni elencate nella distinta
allegata allo scritto del 16 luglio 2018 (pag. 416 incarto AI). 

 

                                         Il
18 aprile 2019 l’interessato ha inoltrato la richiesta di prestazioni (pag. 429
incarto AI), ribadendo che da settembre a ottobre 2017 ha fatto una
radioterapia con chemioterapia e fino a fine 2018 ha subito una chemio terapia
presso l’Ospedale __________ di __________ (pag. 431 incarto AI).
Successivamente l’insorgente ha prodotto numerosa documentazione economica
sulla cui base l’amministrazione, il 7 novembre 2019, ha poi deciso di
ripristinare il diritto alla rendita intera dal 1° ottobre 2019 (6 mesi dopo
l’inoltro della nuova domanda). 

                                   8.   Questo
Tribunale, per i motivi che seguono, deve concludere che anche se si volesse
seguire la tesi del ricorrente secondo cui lo scritto del 10 aprile 2019
andrebbe considerato quale domanda di restituzione dei termini del progetto di
decisione dell’8 ottobre 2018, rispettivamente della decisione del 16 novembre
2018, la sua richiesta andrebbe comunque respinta. 

 

                                         Infatti,
a prescindere dalla circostanza che la questione è comunque stata sollevata per
la prima volta con il ricorso e pur comprendendo la difficile situazione in cui
si trovava l’assicurato a causa di una gravissima patologia, dagli atti medici
non emerge che l’interessato, nel periodo in esame, non sarebbe stato in grado
di contestare i provvedimenti emessi dall’UAI o di delegare tale incombenza ad
un suo rappresentante.

 

                                         Il
dr. med. __________, capo servizio presso l’Istituto __________, il 10 maggio
2019 ha evidenziato che la cura chemioterapica cui il ricorrente è stato
sottoposto è durata fino al 9 novembre 2018 (pag. 596 incarto AI), ossia una
data precedente l’emissione della decisione di soppressione della rendita (16
novembre 2018). Da allora è stato sottoposto a controlli regolari di follow up
che vengono discussi al __________ del __________ __________ (pag. 596 incarto
AI) ed il medico curante dr. med. __________ ed il caposervizio __________, dr.
med. __________, lo hanno comunque giudicato abile al lavoro al 20% dal gennaio
2014 (cfr. pag. 418 e 576 incarto AI).

 

                                         Dagli
atti non risulta pertanto che egli fosse impossibilitato ad impugnare la
decisione dell’UAI entro 30 giorni dalla sua notifica al TCA o di affidare tale
compito ad un suo rappresentante, ad esempio sua moglie, direttrice di una
società __________ con succursale ad __________, di cui l’assicurato è gerente (cfr.
pag. 289, 353 e 578 incarto AI).

 

                                         In
ogni caso, anche se fosse stato impedito di impugnare la decisione entro 30
giorni dalla notifica, va comunque rilevato che il medesimo dr. med. __________
ha pure affermato che il ricorrente alla visita del 16 gennaio 2019 era in “ottime
condizioni generali. A parte una lieve astenia non si lamenta di particolari
nuovi disturbi. Persiste astenia e ridotta caricabilità, perdita di
concentrazione, comparse con la radioterapia cerebrale. La RM del 09.01.2019
non ha permesso di evidenziare alterato segnale in cambiamento rispetto ai
precedenti esami. Anzi, rispetto a quanto era visibile a fine 2017 inizio 2018,
mi sembra che l’alterato segnale sia in regressione” (pag. 597 incarto AI).

                                         Il
4 giugno 2019, periodo durante il quale l’insorgente nell’ambito della nuova
domanda ha interagito senza particolari difficoltà con l’amministrazione, la
dr.ssa med. __________, Capoclinica presso il __________, ha accertato una “stabilità
del quadro RM rispetto all’esame di riferimento” del 9 gennaio 2019 (pag.
604 incarto AI [“Confronto con il precedente esame RM del 09.01.2019”]).

 

                                         Per
cui l’interessato, nell’ipotesi a lui più favorevole, avrebbe comunque potuto e
dovuto inoltrare l’eventuale domanda di restituzione dei termini, unitamente al
compimento dell’atto omesso, entro 30 giorni dal 16 gennaio 2019, data a
partire dalla quale, trovandosi in ottime condizioni generali, avrebbe potuto agire
personalmente o incaricare qualcuno di rappresentarlo. 

 

                                         Lo
scritto del 10 aprile 2019 è pertanto tardivo e non può in nessun modo
assurgere a domanda di restituzione dei termini. 

 

                                   9.   Alla
luce di tutto quanto sopra esposto il ricorso va respinto, mentre la decisione
impugnata merita conferma. 

 

                                10.   Secondo
l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle
spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009
del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008). 

 

                                         In concreto, visto l’esito
del ricorso, le spese per fr. 500.-- vanno messe a carico del ricorrente.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese per complessivi fr.
500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il giudice delegato                                                Il
segretario di Camera

 

Ivano Ranzanici                                                   Gianluca
Menghetti