# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fefc62e3-f15a-5af2-8851-34023e994f16
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-08-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 26.08.2014 14.2014.151
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2014-151_2014-08-26.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2014.151

  	
  Lugano

  26 agosto 2014/lw

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

   

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Baur
  Martinelli

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG)
nella causa SO.2013.1104 (fallimento senza preventiva esecuzione) della Pretura
del Distretto di Bellinzona promossa con istanza 4 ottobre 2013 da:

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinata dall’avv. PA 1,)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sul reclamo del 15 luglio 2014 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 1° luglio 2014 dal Pretore aggiunto;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Con istanza del 4 ottobre 2013 la CO 1 ha chiesto il fallimento senza preventiva esecuzione di RE 1 facendo valere un credito
di fr. 61'934.45 per il mancato pagamento di contributi paritetici.

 

                            B.  All’udienza di discussione del 25 novembre 2013 l’istante si è confermata nella sua domanda, rilevando che lo scoperto ammontava
ancora a fr. 36'374.20 oltre interessi e accessori, mentre la convenuta ha
proposto un pagamento mediante versamenti rateali mensili, ciò che l’istante ha
accettato, a condizione che, ove i termini di pagamento non fossero stati
rispettati, essa avesse potuto chiedere l’emissione della decisione con
semplice lettera.

 

                            C.  Con
scritto del 30 giugno 2014 l’istante ha comunicato alla Pretura il mancato
rispetto delle rate concordate, per cui con decisione 1° luglio 2014 il Pretore
aggiunto del Distretto di Bellinzona ha dichiarato il fallimento di RE 1 a far tempo da mercoledì 2 luglio 2014 alle ore 09.00, ponendo la tassa di giustizia di
fr. 150.– a carico della massa fallimentare.

 

                            D.  Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 15 luglio 2014 per ottenere l’annullamento del fallimento, asserendo di avere pagato tutti
i debiti per cui l’istante aveva chiesto il fallimento. A controparte il
reclamo non è stato intimato, i suoi crediti essendo stati saldati.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La
sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di
prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è
dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG).

 

                                  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv.
2 CPC). Presentato il 15 luglio 2014 contro la sentenza notificata al patrocinatore di RE 1 l’8 luglio 2014, in concreto il reclamo è tempestivo.

 

                            2.  La
Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della
giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con
il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento
manifestamente errato dei fatti. Sono di regola inammissibili conclusioni,
allegazioni di fatti e mezzi di prove nuovi, fatte salve speciali disposizioni
di legge (art. 326 cpv. 2 CPC). In materia di fallimento le parti possono
avvalersi senza restrizioni di fatti nuovi – detti pseu­donova o “unechte
Nova” –, se questi si sono verificati anteriormente alla
decisione di prima istanza (art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF). Ove invece
invochi fatti successivi – detti nova autentici o
in senso proprio, oppure “echte Nova” – il debitore deve
inoltre rendere verosimile la propria solvibilità (art. 174 cpv. 2 LEF). Queste
regole valgono anche in materia di fallimento senza preventiva esecuzione,
l’art. 194 cpv. 1 LEF rinviando all’art. 174 LEF (sentenze del Tribunale
federale 5A_711/2012 del 17 dicembre 2012, consid. 5.2, e 5A_14/2011 del 9 agosto 2011 consid. 3.4, con rimandi).

 

                                  Nel
caso specifico, RE 1 produce con il reclamo tre documenti (doc. EE-GG) che
attestano diversi pagamenti successivi alla dichiarazione di fallimento. Per i
suddetti motivi sono quindi in sé ricevibili ma il fallimento potrà essere annullato
solo se la reclamante, oltre a dimostrare la ripresa dei suoi pagamenti, avrà reso
verosimile la propria solvibilità (v. sotto consid. 4).

 

                             3.  In
virtù dell’art. 190 cpv. 1 n. 2 LEF, il creditore può chiedere al giudice la
dichiarazione di fallimento senza preventiva esecuzione contro il debitore
soggetto alla procedura di fallimento che abbia sospeso i suoi pagamenti.

 

                           3.1  La
nozione di sospensione dei pagamenti è una nozione giuridica indeterminata che
conferisce al giudice del fallimento un ampio potere di apprezzamento. Per
ammettere la sospensione dei pagamenti occorre che il debitore non paghi debiti
incontestati ed esigibili, lasci moltiplicare le esecuzioni promosse nei suoi
confronti interponendo sistematicamente opposizione, oppure ometta di pagare
anche debiti di minima importanza. Non occorre tuttavia che il debitore
interrompa tutti i suoi pagamenti, è sufficiente che il rifiuto di pagare verta
su una parte essenziale delle sue attività commerciali. Perfino un solo debito
permette di ammettere una sospensione dei pagamenti, se il debito è importante e
se il rifiuto di pagare è durevole; ciò può essere segnatamente il caso quando
il debitore rifiuta di tacitare il suo principale creditore (sentenze del
Tribunale federale 5A_711/2012 [citata sopra al consid. 2], consid. 5.2, e
5A_439/2010 dell’11 novembre 2010 consid. 4, con rinvii). La sospensione dei
pagamenti non deve essere soltanto di natura passeggera, ma deve trattarsi di
una situazione durevole (sentenza del Tribunale federale 5A_14/2011 [citata
sopra al consid. 2], consid. 3.1, con rimandi).

 

                           3.2  Con il reclamo RE 1 ha prodotto uno scritto 15 luglio 2014 (doc. EE), con cui l’istante attesta che la debitrice ha pagato
fr. 8'607.– a saldo delle esecuzioni n. __________, __________ e __________
e che non risultano più a quella data contributi scoperti a carico della
fallita. Altri due creditori confermano poi la ripresa dei pagamenti da parte
della reclamante (doc. FF e GG). Si può così ritenere che la causa di
fallimento dell’art. 190 cpv. 1 n. 2 LEF non sussiste più.

 

                             4.  Come
già menzionato (sopra consid. 2), essendo la ripresa dei pagamento successiva
alla dichiarazione del fallimento, occorre inoltre verificare il requisito
della solvibilità – condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della
decisione impugnata (art. 174 cpv. 2 LEF).

 

                           4.1  Un
fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla
conclusione che esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle
allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4c). Concretamente è pertanto
sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità
del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non
devono essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la
possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata a
priori (FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera
(sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2).

 

                                  L’illiquidità
dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori
alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’insolvibilità
può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al
decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di
pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa
verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti
pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici
dichiarazioni del debitore sono insufficienti (Giroud
in:
Bas­ler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF).

 

                           4.2  Dall’estratto
delle esecuzioni dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Bellinzona al 19 agosto 2014 si evince che nei confronti della reclamante sono pendenti 25 esecuzioni
per un importo complessivo di fr. 395'862.33. Per due esecuzioni, per le
quali nel corso del 2013 è stata emessa la comminatoria di fallimento, la
reclamante sostiene di essere in procinto di trovare un accordo con i relativi
creditori, il che appare verosimile, visto che il fallimento non è ancora stato
chiesto. Ciò vale anche per l’esecuzione n. __________, che d’altronde verte su
un importo modesto di fr. 823.25. Due altre procedure risultano per ora
sospese, una da un ricorso all’Autorità di vigilanza e l’altra in attesa della
produzione dell’attestato di passaggio in giudicato della sentenza di rigetto
dell’opposizione. Un’ulteriore esecuzione (n. __________) è stata pagata
l’11 giugno 2014 mentre in un’altra (n.  __________), promossa dalla __________
__________ e giunta alla domanda di realizzazione, la reclamante asserisce di
versare acconti, il che appare verosimile vista la diminuzione del capitale
dagli iniziali fr. 19'315.30 agli attuali fr. 17'529.50. Nelle
rimanenti 19 esecuzioni (per totali fr. 342'827.30) la reclamante ha interposto
opposizione. Dall’estratto dell’Ufficio esecuzione di Lugano al 19 agosto 2014
– ricordato che la reclamante ha spostato la sede da __________ a il 3 febbraio
2014 (v. estratto dal Registro di commercio, doc. B) – si evince che nei
confronti di quest’ultima sono pendenti 9 esecuzioni per complessivi
fr. 72'444.–, tutte colpite anch’esse da opposizione. Da ambedue gli
estratti non si evincono attestati di carenza di beni a carico della convenuta.

 

                           4.3  Determinante
nella fattispecie è che la reclamante ha reso verosimile di aver pagato, tra
giugno del 2013 ed agosto del 2014, fr. 109'401.30 (doc. da M a V e da FF
a OO) – in particolare fr. 14'139.– (e non fr. 13'105.50)
nell’esecuzione n. __________ (doc. R) –, di aver accettato, con il consenso
della procedente, di liberare un deposito di garanzia affitti ad estinzione
dell’esecuzione n. __________ di fr. 10'380.– (doc. V) e saldato tre
esecuzioni della CO 1 (n. __________, __________ e __________) per oltre
complessivi fr. 45'000.– (doc. EE, MM e PP). In tutto, la reclamante risulta
quindi aver estinto in tale lasso di tempo esecuzioni per oltre
fr. 160'000.– a fronte di un saldo attuale delle esecuzioni non sospese da
opposizione di circa fr. 53'000.–. Tra gli estratti al 15 luglio 2014
prodotti dalla reclamante (doc. MM e QQ) e quelli al 19 agosto 2014 assunti
d’ufficio dalla Camera, il totale delle esecuzioni è diminuito di quasi
fr. 20'000.–. Ciò indizia indubbiamente a favore di una certa solvibilità
della reclamante.

 

                           4.4  Vero è che il numero e l’ammontare elevati di esecuzioni sospese da
opposizione (28 per fr. 415'271.30) potrebbero lasciare pensare che la
reclamante interponga sistematicamente opposizione per ovviare a seri problemi
di liquidità. Sennonché la reclamante ha reso verosimile che in quattro
esecuzioni (n. __________, __________, __________ e __________)
il tentativo del procedente di far rigettare l’opposizione da essa interposta è
fallito (doc. Z a CC). Nella seconda e nella terza procedura, d’altronde, uno
dei motivi del rigetto dell’opposizione è stato il fatto che la società escussa
aveva reso verosimile che la firma sul contratto invocato quale titolo di
rigetto non fosse del suo amministratore unico, ciò che conferisce una certa
parvenza di attendibilità all’affermazione della reclamante secondo cui parte
dei crediti posti in esecuzione nei suoi confronti sarebbero riconducibili ad
atti di gestione non autorizzati eseguiti da due suoi dipendenti – __________ e
__________ –, che nel giugno del 2013 hanno rassegnato le dimissioni,
rinunciando a tutte le pretese salariali arretrate (doc. G e H). Per quanto
attiene alle altre esecuzioni la maggior parte di esse risultano sospese da
opposizione già dall’anno scorso, sicché il loro incasso non appare imminente.

 

                           4.5  Tutto
considerato ciò porta a ritenere che la reclamante pare disporre di sufficiente
liquidità per far fronte, a breve, ai suoi impegni avverati o quanto meno che
la sua situazione finanziaria è sensibilmente migliorata. Si può quindi
affermare che la capacità di pagamento della convenuta appare più probabile che
la sua incapacità di pagamento. Ad ogni modo la possibilità che l’azienda
sopravviva economicamente non può essere negata a priori (v. sopra
consid. 4.1). Le precedenti considerazioni portano a concludere che il
presupposto della solvibilità è stato reso sufficientemente verosimile, sicché
il fallimento di RE 1 va annullato.

 

                             5.  La
tassa di giustizia è posta in ambo le sedi a carico della reclamante (art. 48,
61 cpv. 1 OTLEF e 106 cpv. 1 CPC), come pure le spese dell’Ufficio esecuzione e
fallimenti. Alla controparte non si assegnano ripetibili, il reclamo non essendole
stato intimato per osservazioni.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:             I.  Il
reclamo è accolto e di conseguenza:

                                  1.   La
dichiarazione di fallimento (inc. n. SO.2013.1104) pronunciata il 2 luglio 2014 dal Pretore aggiunto del Distretto di Bellinzona nei confronti di RE 1, , è
annullata.

                                  2.   La
tassa di giustizia di prima sede di fr. 150.–, da anticipare come di rito,
è posta a carico di  RE 1.

                                  3.   Le
spese dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Bellinzona, da anticipare come di
rito, sono poste a carico di RE 1.

 

                             II.  La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 250.– è posta a carico di RE
1.

 

 

                            III.  Notificazione
a:

	
   

  	
  –        

  –        

  –       Ufficio esecuzione e fallimenti di Bellinzona,
  Bellinzona;

  –       Ufficio esecuzione di Lugano, Lugano;

  –       Ufficio
  cantonale del Registro di commercio, Biasca;

  –       Ufficio
  del Registro fondiario del Distretto di Bellinzona, Bellinzona.

  

 

                                  Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il termine di ricorso è
sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 2 LTF).