# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1e276e38-ae3b-5573-9b70-020fd4223da4
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-12-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.12.2010 D-8650/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-8650-2010_2010-12-22.pdf

## Full Text

Bundesverwaltungsgericht

Tribunal administratif fédéral

Tribunale amministrativo federale

Tribunal administrativ federal

Corte IV
D-8650/2010

Sentenza del 22 dicembre 2010

Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Robert Galliker; 
cancelliera Vera Riberti.

Parti A._______, nato il(…), alias
B._______, nato il (…),
Nigeria,
ricorrente, 

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), 
Quellenweg 6, 3003 Berna,  
autorità inferiore

Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 16 dicembre 2010 / N […].

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Visto:

La domanda d'asilo che l'interessato ha inoltrato in data (...) in Svizzera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso al 
richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento circa 
la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro della sua 
istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi�natoria che, 
in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu�sabili, non si 
entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 2 dicembre 2010 e del 16 dicembre 2010;

il verbale di decisione dell'UFM del 16 dicembre 2010, notificata 
all'interessato lo stesso giorno (cfr. risultanze processuali);

il ricorso inoltrato il 17 dicembre 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, 
data d'entrata 20 dicembre 2010);

gli atti dell'UFM pervenuti al Tribunale amministrativo federale (di seguito: 
il Tribunale) in data 21 dicembre 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della 
ver�tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal�la 
legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 
RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 
142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in virtù 
dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA 
prese dalle autorità menzionate agli art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità 
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un 
interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato ad 
aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma 
e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, 
con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la 
decisione è motivata solo sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio di scritti;

che il modo di procedere che consiste nel non separare i verbali di 
audizione e di decisione va ammesso (DTAF 2010/3 consid. 3);

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, 
l'inte�ressato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano con ultimo 
domicilio a C._______ (cfr. verbale d'audizione del 2 dicembre 2010, pag. 
1);

che, in sostanza e per quanto qui di rilievo, egli ha raccontato che 
avrebbe lasciato la Nigeria il mese di (...) per il timore di essere ucciso a 
seguito della morte che egli avrebbe causato ad un conoscente 
difendendosi dall'aggressione di quest'ultimo in occasione di (...), o 
meglio di un litigio riguardo alla conversione dall'Islam al cristianesimo del 
ricorrente medesimo (cfr. verbale di audizione del 2 dicembre 2010, pagg. 
4 seg.);

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che il 
richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in materia d'asilo 
alcun documento d'identità o di viaggio o comunque suscettibile di 
identificarlo; che, dall'altro lato, detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle 
eccezioni previste al�l'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

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che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata 
do�manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato 
l'al�lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione 
dell'allontanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha ribadito quanto già dichiarato in 
occasione delle audizioni, sostenendo di aver fornito motivi scusabili che 
spiegano la mancata consegna di un documento d'identità e che la sua 
vita in Nigeria sarebbe in grave pericolo;

che, in conclusione, egli ha chiesto l'annullamento della decisione 
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo e, in 
subordine, la concessione dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, 
presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa dal versamento anticipato delle presumibili spese processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
do�manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun 
docu�mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione 
del�la do�manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si ap�plica se il 
richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del 
ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e 
all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori 
chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un 
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, 
segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di 
particolari formalità amministrative; che non lo sono, per contro, quelli 
emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, 
il certificato di na�scita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(cfr. DTAF 2007/7, consid.5 e 6);

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che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di quasi un mese dalla 
pre�sentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che, per di più, egli si è inizialmente limitato a dichiarare di non avere mai 
richiesto né il passaporto né la carta d'identità e che in Nigeria non 
disporrebbe di nessun altro documento (cfr. verbale di audizione del 
2 dicembre 2010, pagg. 3 e 4); che successivamente egli ha per contro 
asserito, in maniera peraltro alquanto vaga, di aver una carta nigeriana 
ma che non saprebbe dove questa si trovi e che non avrebbe contattato 
né la moglie né lo zio al fine di procurarsela (cfr. verbale di audizione del 
16 dicembre 2010, pagg. 2, 7 e seg.);

che, oltre a ciò, interrogato sul proprio viaggio d'espatrio, egli ha 
semplicemente raccontato di essere partito da D._______ il (...), andando 
in Niger e, dopo (...), in Algeria ed in seguito in Marocco, da dove poi 
sarebbe partito a bordo di (...), con (…), arrivando in Spagna; che dopo 
essersi recato in treno a E._______ avrebbe proseguito per la Francia, 
arrivando in Svizzera (a F._______), giungendo, sempre in treno, a 
G._______ (cfr. verbale di audizione del 2 dicembre 2010, pag. 6); che 
egli sostiene di non essere mai stato controllato o fermato dalla polizia in 
nessuno dei paesi attraversati e che quando passava la polizia in treno, 
egli si sa�rebbe nascosto nel bagno (cfr. verbale di audizione del 
2 dicembre 2010, pagg. 6 e 7 e verbale di audizione del 
16 dicem�bre 2010, pag.3); che in occasione della seconda audizione 
egli ha raccontato che sarebbe stato seguito dalla polizia in H._______, 
dopo lo sbarco, dalla quale sarebbe riuscito a fuggire (cfr. verbale di 
audizione del 16 dicembre 2010, pag. 4);

che alla luce di quanto esposto, il racconto del ricorrente risulta 
inverosimile e vi è ragione di concludere che egli stia dissimulando i 
propri documenti per i bisogni di causa;

che, inoltre, il ricorrente non appare avere addotto in sede di ricorso, 
all'infuori di generiche censure, argomenti o prove che sembrino 
suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui 
all'impugnata decisione (di non entrata nel merito della domanda d'asilo 
giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, pertanto, non avendo né esibito alcun documento d'identità, né 
fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli stessi, 

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l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in�sorgente 
non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in 
applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in 
base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità di 
rifugiato del richiedente;

che con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha 
introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una procedura 
sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno 
della qualità di rifugiato, nonostante che la stessa termini con una 
decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5);

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza 
di una sufficiente intensità dei pregiudizi, dall'inattualità degli stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente di essere espatriato dalla 
Nigeria temendo per la sua vita poiché sarebbe ricercato a causa della 
morte di un conoscente che egli avrebbe causato;

che l'autore del gravame non ha presentato, all'infuori di generiche 
censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa 
valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata 
nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, a mente di questo Tribunale, come rettamente evidenziato 
dall'autorità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno 
della sua domanda d'asilo non presenta alcun elemento di 
verosimiglianza;

che, infatti ed a titolo d'esempio, egli ha reso delle dichiarazioni alquanto 
vaghe e contraddittorie circa la morte del conoscente e si è limitato a 
mere congetture circa il fatto di essere ricercato, ritenuto che ciò gli 
sarebbe semplicemente stato riferito dallo (...), o a seconda delle 
dichiarazioni dalla (...), e che addirittura, secondo il suo racconto, sarebbe 
apparso (...) che egli sarebbe ricercato dalla polizia (cfr. verbale di 
audizione del 2 dicembre 2010, pag. 5 e verbale di audizione, pagg. 5 
segg.);

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che, visto quanto sopra e gli elementi già ritenuti nella decisione 
impugnata, con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, i motivi d'asilo resi 
dal ricorrente a sostegno della sua domanda d'asilo risultano inverosimili;

che, di conseguenza, non appaiono elementi ai sensi 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulteriori 
accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente;

che inoltre non appaiono necessarie misure di istruzione complementari 
ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'esecuzione 
dell'allontanamento del ricorrente (cfr. DTAF 2009/50 consid. 8);

che dalle carte processuali non sembrano nemmeno emergere dei motivi 
per ritenere che il ricorrente possa essere esposto in patria a seri 
pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi o a trattamenti vietati dall'art. 3 della 
Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà 
fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o dall'art. 3 della 
Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani 
o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è entrato 
nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi;

che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla 
Sviz�zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché 
art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 LStr giusto il 
quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 
2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigibile (art. 
83 cpv. 4 LStr);

che, in considerazione di quanto precede, come detto, l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e 
art. 83 cpv. 3 LStr);

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che, inoltre, notoriamente, la situazione vigente in Nigeria non appare 
caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che 
coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio 
nazionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane e, 
rispetto a quanto dichiarato, possiede perlomeno una formazione 
sco�lastica di base, in quanto ha frequentato la scuola primaria (senza 
però terminare quella secondaria), nonché un'esperienza professiona�le 
come (...), come pure una rete sociale in patria, costituita, a suo dire, 
dalla moglie, i genitori, un fratello ed una sorella ed uno zio (cfr. verbale 
d'audizione del 2 dicembre 2010, pag. 3);

che l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi 
di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. 
sulla pro�blematica GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio 
degli atti emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi 
medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e 
art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il ri�corrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi 
ogni do�cumento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione 
dell'al�lontanamento è dunque pure possibile;

che, per conseguenza, anche in materia d'allontanamento e relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità 
inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il 
diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di 
prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti 
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 
LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda 
d'esenzione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto;

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che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 
1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese 
ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe�derale del 21 
febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. 
Il ricorso è respinto.

2. 
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente decisione.

3. 
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento
- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N [...] (per corriere 

interno; in copia)
- I._______(in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: