# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bdb65423-d3fc-51d4-86fe-424620a34a35
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-01-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 14.01.2003 15.2002.156
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2002-156_2003-01-14.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2002.156

  	
  Lugano

  14 gennaio 2003

  FP/fc/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente,

  Pellegrini e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina

  

 

 

statuendo sulla segnalazione/denuncia 6 novembre 2002
di

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr. dallo studio legale __________ 

   

  
	
   

  	
   

  Contro

  	 

 

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti
di Locarno nell’ambito delle esecuzioni in via di realizzazione del pegno
manuale n. __________ e n. __________ promosse nei suoi confronti da

 

	
   

  	
  __________ 

  __________

  patr. dall’avv. __________

  

 

 

 

viste le
osservazioni

20 novembre 2002
dell’UEF di Locarno

2 dicembre 2002
dell’avv. __________

ritenuto

 

 

 

in
fatto:

 

A.    
In data 8 luglio 1999 il __________ e
__________ – in veste di locatori – e __________, quale conduttrice,
stipulavano un contratto di locazione inerente le part. n. __________ e n.
__________ RFD di __________ sulle quali è ubicato il ristorante __________,
nonché l’appartamento della gerente dell’esercizio pubblico. 

 

 

                                           B.   Il 1° ottobre 2001 l’UEF di Locarno, su richiesta dei locatori e
a garanzia dei canoni locatizi scaduti, allestiva un verbale di inventario
degli oggetti vincolati da diritto di ritenzione situati nei locali
appigionati.

 

 

                                           C.   In data 18
ottobre 2001 __________ presentava presso la Pretura della giurisdizione di
Locarno Città un’istanza di autofallimento, che veniva decretato il 25 ottobre
2001.Il 29 ottobre 2001 l’UEF di Locarno consegnava all’avv. __________ le
chiavi per accedere ai locali tecnici in sostanza occupati dalla propria
inquilina __________, ed in particolare alle valvole ed apparecchiature
elettriche, come pure all’impianto di riscaldamento. Il legale veniva reso
attento che tutti i beni che si trovavano nei locali appartenevano alla massa
fallimentare.

 

 

                                           D.   La procedura di fallimento veniva chiusa per mancanza di attivo, non
avendo alcun creditore anticipato l’importo di fr. 3000.-- a copertura delle
spese di liquidazione, come richiesto con pubblicazione __________ sul FUCT.

 

 

                                           E.   Con decreto 8
marzo 2002 il Pretore della giurisdizione di Locarno Città ordinava lo sfratto
immediato di __________ dallo stabile __________ di __________ 

 

                                           F.    Il 29 aprile
2002 il medesimo Pretore respingeva la petizione 26 marzo 2002 di __________
(madre di __________) tendente al riconoscimento della proprietà della
maggioranza dei beni inventariati presso l’ente locato e oggetto del diritto di
ritenzione.

 

                                           G.   L’ufficio ha di conseguenza indetto per il 6 giugno 2002 l’incanto
dei beni inventariati presso __________. In data 3 giugno 2002 la debitrice
pagava l’importo di fr. 52'974.70 a saldo delle esecuzioni n. __________ e n.
__________, promosse nei suoi confronti dall’avv. __________ e dal dr.
__________, chiedendo nel contempo di poter asportare gli oggetti di sua
proprietà e inventariati a garanzia del diritto di ritenzione.

 

 

                                           H.   Il 3 giugno
2002 i funzionari dell’UEF di Locarno __________ e __________ si recavano
presso la __________ per la riconsegna degli oggetti inventariati. Tuttavia,
malgrado la presenza di due agenti della polizia comunale di __________, l’avv.
__________ si rifiutava di riconsegnare gli oggetti inventariati sino a
liquidazione di tutte le pretese vantate dai locatori. Lo stesso giorno l’UEF
di Locarno riconsegnava al legale tutte le chiavi dell’immobile, essendo le
esecuzioni, assistite dal diritto di ritenzione, state saldate.

 

 

                                           I.     Con atto 6 novembre 2002 __________ ha censurato il modus operandi
dell'UEF di Locarno nell’ambito delle procedure esecutive n.__________ e n.
__________, promosse nei suoi confronti dall’avv. __________ e dal dr.
__________, per il fatto che l'organo d'esecuzione avrebbe riconsegnato le
chiavi ai creditori dopo l’estinzione di tutte le esecuzioni. Tale circostanza
le avrebbe impedito di ritornare in possesso dei propri beni, già oggetto del
diritto di ritenzione. Essa chiede quindi che venga promosso un procedimento
disciplinare nei confronti dei funzionari dell’UEF di Locarno.

 

 

                                           L.    Delle
osservazioni delle altre parti coinvolte nella procedura si dirà, se del caso,
in seguito.

 

 

Considerando

 

in diritto:

 

                                           1.    L'Autorità cantonale di vigilanza esercita il potere
disciplinare sugli organi d'esecuzione forzata in conformità dell'art. 14 LEF
(art. 11 LALEF).

                                           2.    Il procedimento disciplinare - per il quale non si applica
l'art. 6 § 1 CEDU (cfr. Joëlle Pralus-Dupuy,
Discipline: Application de l'article 6 de la Convention EDH devant le conseil
de l'Ordre [des avocats], in: JCP G 1999, II, 10102, ad A n. 1 e nota 6 [p.
1091]), non trattandosi di contenzioso di carattere penale o civile, tanto per
i funzionari e gli impiegati dello Stato (art. 2 cpv. 3 LALEF) quanto per gli
organi di esecuzione e fallimento non sottoposti alla LORD (art. 7 LALEF) - è
retto dalla LPR (art. 11 cpv. 2 LALEF) e può essere promosso d'ufficio
dall'Autorità cantonale di vigilanza o su segnalazione/denuncia di ogni
interessato al corretto funzionamento del diritto esecutivo federale (Flavio
Cometta, Commentario alla
LPR, Lugano 1998, n. 2.5.a-b ad art. 3, p. 86).

 

 

                                           3.    La segnalazione/denuncia deve essere formulata in forma scritta
e firmata dal denunciante o dal suo rappresentante (in questo caso va unita la
procura, in conformità dell'art. 7 cpv. 2 LPR). Il denunciante non assume
qualità di parte nella procedura disciplinare (art. 11 cpv. 4 LALEF). La
segnalazione/denuncia anonima, tanto verbale che scritta ma priva di firma, non
sarà presa in considerazione: in siffatta evenienza non vi sarà pertanto alcun
atto istruttorio e nemmeno sarà aperto un incarto. Lo stesso vale per
segnalazioni del tutto generiche, oppure d'acchito inconsistenti o espressione
di spirito querulomane (Cometta,
op. cit., n. 2.5.c-d ad art. 3, p. 87): in tal caso non occorre in linea di
principio aprire un incarto per ogni segnalazione, bastando la trattazione in
via di corrispondenza o anche semplicemente per telefono (cfr. mutatis mutandis
Rapporto delle Commissioni della gestione sulla loro attività nel 1997/98,
dell'8 e 26 maggio 1998, in: FF 1999, p. 2199, n. 53).

 

 

                                           4.    Nel caso di
specie la segnalante ha censurato l’operato dell'UEF di Locarno nell’ambito
delle citate procedure esecutive promosse nei suoi confronti dall’avv.
__________ e dal dr. __________ per il fatto che l'organo d'esecuzione avrebbe
riconsegnato le chiavi ai creditori dopo l’estinzione di tutte le esecuzioni.
Tale circostanza avrebbe impedito alla debitrice di ritornare in possesso dei
propri beni, già oggetto del diritto di ritenzione.

 

 

                                           5.    Orbene
dall’esame degli atti è emerso che il 29 ottobre 2001 l’UEF di Locarno ha
consegnato all’avv. __________ le chiavi per accedere agli spazi occupati dalla
propria inquilina e in particolare alle valvole ed apparecchiature elettriche,
come pure all’impianto di riscaldamento. Il legale veniva tuttavia reso attento
che tutti i beni che si trovano nei locali appartenevano alla massa
fallimentare. La consegna delle chiavi in oggetto è avvenuta dopo la
sostituzione da parte dell’Ufficio, a seguito del fallimento di __________, di
tutti i cilindri delle serrature dell’immobile. Dagli atti risulta inoltre che
a seguito dell’istanza 28 gennaio 2002 presentata dall’avv. __________ e dal
dr. __________, la locatrice è stata sfrattata l’8 marzo 2002 dallo stabile.

 

 

                                          6.    Come si evince dalla ricevuta dell’UEF di Locarno la debitrice
ha pagato il 3 giugno 2002 a saldo delle esecuzioni n. __________ e __________
promosse dai locatori per l’incasso delle pigioni arretrate, l’importo di
fr.52'974.70. Lo stesso giorno l’Ufficio riconsegnava all’avv. __________,
comproprietario dell’immobile, le chiavi ancora in suo possesso, essendo
decadute le due esecuzioni a sostegno del diritto di ritenzione. 

 

 

                                           7.    L’UEF di Locarno riconsegnando le chiavi al comproprietario
dell’immobile ha agito correttamente, essendo terminate le proprie incombenze,
che va qui ricordato sono di natura unicamente esecutiva, con il saldo delle
esecuzioni n.__________ e n. __________. Le stesse non potevano in alcun modo
essere riconsegnate alla debitrice, in quanto con decreto 8 marzo 2002 il
Pretore della giurisprudenza di Locarno Città ha ordinato lo sfratto immediato
della stessa dallo stabile __________ di __________.

                                                  Il fatto che
l’avv. __________ si opponga alla riconsegna dell’inventario, come si evince
dalla lettera 24 giugno 2002 indirizzata all’UEF di Locarno e prodotta dalla
ricorrente quale doc D1, non è quindi addebitabile all’operato dell’Ufficio in
questione. I diritti della segnalante potranno, se del caso, trovare tutela
presso le competenti autorità civili o penali.

                                           

 

                                           8.    Di conseguenza visto l’esito dell’istruttoria, nonché le
considerazioni testé esposte, non essendo stati rilevati atteggiamenti
sanzionabili giusta l’art. 14 cpv.2 LEF e tali da giustificare l’apertura di un
procedimento disciplinare nei confronti di funzionari dell’UEF di Locarno, la
segnalazione è da ritenere evasa.

 

 

                                           9.    Alla segnalante __________, ancorché difetti la qualità di parte
nella procedura disciplinare, viene comunicata copia di questa sentenza per
conoscenza.

                                                  Non si prelevano
spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si
assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF);

 

 

Richiamati gli art. 14 cpv. 2 LEF e 11 LALEF

 

 

pronuncia:

 

                                           1.    La segnalazione/denuncia 6 novembre 2002 __________, è evasa nel
senso che non vi sono i presupposti per una sanzione disciplinare nei confronti
dell'UEF di Locarno.

 

 

                                           2.    Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

 

                                           3.    Comunicazione:   - __________

                                                                              

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                                Il
segretario