# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 50c6e0ad-2ce3-5610-9760-85f1f1212e29
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-09-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 24.09.2002 52.2001.210
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-210_2002-09-24.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00210

  	
  Lugano

  24 settembre
  2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Werner Walser, Raffaello
  Balerna, quest'ultimo in sostituzione del giudice Stefano Bernasconi, assente

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso  5
giugno 2001 di

 

 

	
   

  	
  __________ patr. da: avv.
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 22 maggio 2001 del Consiglio di Stato
  (no. 2466), con la quale veniva accertata la parziale natura boschiva del
  mappale no __________ RF di __________, facendo divieto di trasformare il
  bosco in giardino;

  

 

 

viste le risposte:

-    13 giugno 2001 del
Municipio di __________;

-        5 luglio 2001 del
Consiglio di stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                                  A.   __________
è proprietario della particella no __________ RF di __________, di complessivi
mq. 2'495, ubicata in località __________.

                                         Costatato
che erano in corso attività edilizie non autorizzate, il 15 marzo 2001 il municipio
di __________ intimava al proprietario l'immediata sospensione di qualsiasi
lavoro in corso sul mappale in questione, limitatamente alla zona interessata
dal bosco, in attesa dell'accertamento forestale. In occasione di un sopralluogo
del 9 maggio 2001 è poi stato verificato che, nonostante l'ordine di
sospensione, i lavori erano proseguiti e il campo di bocce praticamente
terminato.

                                         Su
richiesta dell'esecutivo comunale, il 20 luglio 2001 __________ inoltrava una
domanda di costruzione in sanatoria, avente quale oggetto la sistemazione
esterna - campo di bocce al mappale no __________. Preso atto delle opposizioni
del dipartimento del territorio, il Municipio di __________ respingeva la
domanda con decisione 12 settembre 2001.

                                         A dipendenza
del ricorso inoltrato dall'istante, la decisione è stata annullata per il fatto
che la documentazione allegata alla domanda di costruzione presentata al municipio
era insufficiente.

 

 

                                  B.   Con
decisione 22 maggio 2001 il Consiglio di Stato accertava la parziale natura
boschiva del mappale no __________ RF di __________, facendo divieto di trasformare
il bosco in giardino.

 

 

                                  C.   Con ricorso
5 giugno 2001, __________ postula l'annullamento della predetta decisione,
chiedendo che l'intero mappale sia dichiarato estraneo all'area boschiva. Il ricorrente
sostiene che a registro fondiario non sarebbe indicata alcuna superficie boschiva
e, al momento dell'acquisto, vi sarebbe stato un giardino in buono stato di
manutenzione, ritenuto che solo le scarpate sulla strada e lungo il confine
ovest avrebbero presentato una vegetazione trascurata. Il giardino avrebbe
sempre presentato una serie di terrazzamenti, sorretti da muri di sostegno,
mentre nella parte superiore da tempo esistevano un campo da bocce e un'attrezzatura
per l'allenamento di golf-polo. Nell'ambito dei lavori di riattazione della
villa sarebbero pure stati fatti alcuni interventi nel giardino, intesi a
risistemare lo stesso, senza però modificarne lo stato preesistente, in
particolare senza procedere a dissodamenti. Per il resto, sostiene che
l'esistenza di alberi non sarebbe sufficiente per qualificare parte del fondo
quale bosco, come fatto con la decisione impugnata, perché in realtà tratterebbesi
di un parco-giardino ai sensi della legislazione forestale.

                                       

 

                                  D.   Con
risposta 13 giugno 2001 il Municipio di __________ si è rimesso al giudizio del
tribunale amministrativo.

 

                                         Con
risposta 5 luglio 2001 la Divisione dell'ambiente del Dipartimento del
territorio postula la reiezione del gravame.

                                         Rileva
che l'esistenza del bosco, di estensione doppia rispetto a quanto accertato con
la decisione contestata, risultava già nel piano dei boschi del 1972, piano poi
confermato nel 1981 con il piano indicativo dei boschi del comune di
__________, a sua volta ripreso nel PR approvato nel 1987. La presenza di terrazzamenti
non sarebbe poi in contrasto con la qualifica del bosco, trattandosi di una
caratteristica della zona, testimonianza di una gestione agricola risalente al
passato.

                                         Per
quanto riguarda il campo di bocce, questo sarebbe stato realizzato di recente,
senza alcuna autorizzazione e non figurerebbe neppure nel piano catastale. 

                                         La
superficie boschiva sarebbe comunque stata correttamente determinata mediante
la procedura d'accertamento, fondandosi sulle circostanze oggettive verificate
in loco dal tecnico della sezione forestale e sul concetto di bosco come
stabilito dal diritto federale. Il bosco in oggetto adempirebbe tanto i
requisiti quantitativi, essendo parte di un più vasto complesso boschivo composto
da castagni e querce, quanto quelli qualitativi, svolgendo un'importante
funzione di protezione paesaggistica e contro i pericoli naturali, essendo pure
inserito nel perimetro dei boschi con particolare funzione protettiva. 

                                      

 

 

 

 

 

Considerato                   in diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 42 cpv. 2
della legge cantonale sulle foreste (LCFo); la legittimazione attiva del
ricorrente è pure pacifica in quanto direttamente e personalmente toccato dalla
decisione impugnata (art. 43 PAmm), mentre il gravame è tempestivo (art. 46
PAmm). 

 

 

                                   2.   Per l'art.
10 della Legge federale sulle foreste (LFo), chi comprova un interesse degno di
protezione può far accertare dal Cantone il carattere forestale di un fondo. La
decisione d'accertamento del carattere forestale stabilisce se una superficie
coperta o non coperta da alberi è considerata foresta oppure no e ne indica le
coordinate, indicando in un piano l'ubicazione e l'estensione dei fondi
interessati (art. 12 Ordinanza sulle foreste, OFo).

                                         Giusta
l'art. 4 LCFo, il Consiglio di Stato decide sulla domanda di accertamento del
carattere forestale di un fondo, ritenuto che esso può procedere d'ufficio
(cpv. 2).

                                         Scopo
della procedura è chiarire se un fondo o parte di esso adempia i presupposti
per essere considerato bosco a'sensi della legislazione forestale (DTF 122 II
279). Per l'art. 2 LFo, si considera foresta ogni superficie coperta da alberi
o arbusti forestali, che possa svolgere funzioni forestali, ritenuto che
l'origine, il genere di sfruttamento e la designazione nel registro fondiario
non sono elementi rilevanti al riguardo. Sono pure considerate foreste i boschi
pascolati, i pascoli alberati e le selve (cpv. 2). Non sono per contro
considerati foreste i gruppi isolati di alberi e di arbusti.

                                         In
applicazione dell'art. 1 LFo, l'art. 3 LCFo prescrive che una superficie
coperta da alberi, che può svolgere funzioni forestali (funzione protettiva,
sociale o economica: art. 1 LFo), è da considerare bosco quando abbia
un'estensione di almeno 800 mq, una larghezza di almeno 12 m e un'età di almeno
20 anni.

                                         Determinante
per stabilire se si tratti di bosco è il momento della decisione, ritenuto
comunque che può essere considerato bosco anche un fondo privo di alberi
qualora le superfici siano state disboscate senza autorizzazione (DTF 120 Ib
342).  

                                      

                                   3.   Il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo è proponibile
contro la violazione del diritto. Costituiscono in particolare violazione del
diritto l’errata o la mancata applicazione di una norma stabilita dalla legge o
risultante implicitamente da essa e l’apprezzamento giuridico erroneo di un
fatto (art. 61 PAmm). 

                                         Con il
ricorso può essere impugnato ogni accertamento inesatto o incompleto dei fatti
rilevanti per la decisione (art. 62 PAmm).

 

                                         Dagli
atti e dal sopralluogo esperito dal giudice delegato in data 14.5.02 risulta
che la superficie alberata di cui trattasi è parte di una più vasta zona
boschiva, sicché adempie i criteri quantitativi per essere qualificato bosco
(vedasi in particolare la fotografia aerea 27.6.77, nonché la decisione di
accertamento dell'area forestale sulla confinante particella no 1257 del 22
marzo 1988). Pure adempiuti sono i presupposti qualitativi, essendo la superficie
stessa inserita nel perimetro dei boschi con particolare funzione protettiva
(scheda BPFP: doc. 5). 

 

                                         Il
ricorrente sostiene che, sulla scorta di una planimetria reperita presso l'UTC
e precedente agli accertamenti contestati, il mappale __________ sarebbe
escluso dall'area forestale.

                                         A torto:
confrontando questo documento - allestito in data non nota - con le altre planimetrie
in atti risulta chiaramente che sull'attuale mappale __________ il bosco si
estendeva in misura ben maggiore di quanto rilevato con la decisione impugnata.
Nella parte a confine dei mappali __________ e __________, il bordo del bosco
si trovava spostato verso ovest, mentre a sud del mappale __________
costeggiava la strada, estendendosi verso est fin sotto l'abitazione che,
all'epoca, era di dimensioni minori, ancora non essendovi il corpo ovest.

                                         Vero per
contro che il bosco era di estensione minore sul mappale no __________: ciò ha
però un interesse relativo nella presente vertenza, in quanto fa comunque stato
il limite accertato con la decisione del 1988.

                                         Si rileva
poi che l'esistenza dell'area boschiva di cui trattasi già era stata rilevata
nel piano dei boschi del 1972, poi confermato nel 1981 con il piano indicativo
dei boschi ripreso nel PR di __________ approvato nel 1987: quand'anche questi
piani non fossero vincolanti ma solo indicativi, trattasi pur sempre di indizi
tutti coerenti a sostegno della decisione impugnata. Anche dalle fotografie
prodotte dal ricorrente e precedenti ai lavori da lui eseguiti risulta in modo
chiaro che si tratta di bosco anziché di giardino.

 

 

                                   4.   A mente
del ricorrente l'alberatura sul proprio fondo non sarebbe bosco bensì
parco-giardino. In effetti parte del mappale può essere considerato
parco-giardino, ma ciò non implica che questo debba valere per tutto il fondo.
Intanto va rilevato che, nella parte accertata quale bosco, vi sono alcune
querce, un frassino, un tiglio e un pino strobo, alberi certamente del bosco
più che del giardino. Pure la situazione risultante dalle fotografie in atti,
precedenti agli interventi, è chiaramente quella di un bosco. 

                                         Neppure
l'asserita esistenza del campo di bocce muta la situazione: quello attuale,
costruito senza autorizzazione ed in flagrante dispregio dell'ordine municipale
di sospensione dei lavori non può evidentemente far testo. Per quanto riguarda
quest'opera, che a mente del ricorrente sarebbe stata già esistente - ma che
comunque non appare sulle fotografie in atti - la stessa non figura nel catasto
e neppure risulta mai essere stata autorizzata, sicché egli non se ne può
comunque prevalere a sostegno della propria tesi.

 

 

                                   5.   Per quanto
riguarda l'argomentazione che il proprietario può adottare le misure necessarie
per contenere ed impedire l'aspetto dinamico della foresta, con richiamo alla
STF 118 Ib 618, va osservato che, proprio in virtù del concetto dinamico della
foresta, è possibile che il bosco si riappropri di un fondo privo di
vegetazione, in modo tale che il carattere forestale riprenda il sopravvento;
il proprietario deve quindi intervenire prima che questo succeda, in difetto di
che ha da prevalere il bosco. Il solo fatto che, in concreto, il ricorrente
abbia provveduto - peraltro senza chiedere le necessarie autorizzazioni e in
parte pure in contrasto con l'ordine di sospensione dei lavori - a eseguire dei
lavori che pretende essere di semplice manutenzione non è certo atto a impedire
che sia riconosciuto il carattere boschivo del fondo nella misura in cui al
momento in cui i lavori sono stati intrapresi siffatto carattere già si era
chiaramente manifestato.

                                         E sempre
dalle fotografie prodotte dal ricorrente che fissano la situazione prima dei
lavori, si deduce che, in effetti, i proprietari precedenti hanno provveduto
alla manutenzione del fondo a giardino, ma solo per una parte, ad esclusione dell'area
contestata che ne è risultata abbandonata. 

                                         Considerando
questa porzione quale limite dell'area boschiva, la Sezione forestale ha fatto
un uso corretto del proprio potere d'apprezzamento, sicché la decisione del
Consiglio di Stato non viola il diritto.

                                       

                                         Neppure
può indurre a diversa conclusione che a registro fondiario il fondo non sarebbe
indicato quale parzialmente boschivo, tale elemento non essendo di alcuna rilevanza
(art. 2 LFo). 

 

                                         Ne
discende che, nella misura in cui contesta l'accertamento del limite dell'area
boschiva, il ricorso va respinto. Tasse e spese sono poste a carico del
ricorrente, secondo soccombenza. 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 2, 3, 10 LFo, 12 OFo, 4, 41, 42 LCFo,
28, 43, 46, 61, 62 PAmm;

 

 

pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, in complessivi fr. 1'000.-, sono a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione, nella misura in cui è fondato sul diritto pubblico federale,
è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale a Losanna nel termine
di 30 giorni dall'intimazione. 

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario