# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1b7fd9e5-a1a7-5d8c-84c5-7f885b02e68a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-08-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.08.2023 38.2023.32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2023-32_2023-08-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  38.2023.32

   

  RS

  	
  Lugano

  21 agosto 2023         

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sull’istanza del 10 maggio 2023 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

  
	
   

  	 

chiedente la revisione della
sentenza emessa il 6 marzo 2023 da questo Tribunale (inc. 38.2022.100) nella
causa da lei promossa con ricorso del 30 novembre 2022

 

                                  contro

                                                                   

	
   

  	
  la decisione su opposizione dell’11
  novembre 2022 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione contro
  la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  Con sentenza 38.2022.100 del 6
marzo 2023 questa Corte ha stabilito che la Cassa CO 1 (in seguito: Cassa)
aveva a ragione negato a RI 1, già allora rappresentata da RA 1, il diritto
alle indennità per insolvenza richieste il 31 agosto / 2 settembre 2022, in
quanto non aveva rispettato l'obbligo di ridurre il danno ex art. 55 cpv. 1
LADI. Il TCA ha precisato che la medesima avrebbe dovuto rivendicare nei
confronti della società datrice di lavoro, la __________, l’integrale e
puntuale versamento del salario in maniera più incisiva già durante l'esistenza
del contratto di lavoro, valido fino al 31 marzo 2022. 

 

                                  Il giudizio 38.2022.100 è
cresciuto incontestato in giudicato.

 

                          1.2.  Il 10 maggio 2023 RI 1, tramite il
proprio rappresentante, ha inoltrato a questa Corte un’istanza di revisione
della sentenza 38.2022.100 del 6 marzo 2023, chiedendo di riconoscerle il
diritto alle indennità per insolvenza per i mesi da dicembre 2021 a marzo 2022.

                                  A
motivazione della propria richiesta l’istante ha addotto:

 

" (…) Nella
risposta di causa del 10 dicembre 2022 la Cassa CO 1 (Doc. IV) non ha prodotto
tutta la documentazione inerente il caso e poiché l’istante si è ora procurato
i documenti mancanti ne chiede la riforma a norma dell’art. 61 lett. i LPGA.

(…).

In concreto l’istante ha potuto avere nei
giorni scorsi dalla __________ la documentazione che comprova l’insolvenza
della __________ presso la quale l’istante RI 1 ha lavorato fino al 31.03.2022.

La pratica di insolvenza è stata curata
dalla predetta __________ per il pagamento degli stipendi da parte della Cassa
Insolvenza inerenti i mesi di:

-       
Dicembre 2021

-       
Gennaio 2022

-       
Febbraio 2022

-       
Marzo 2022

 

Doc. A

Istanza di fallimento del giorno 8 aprile 2022 inoltrata dalla __________
dalla quale si evince come

i fatti già esistenti all’epoca della procedura principale, ma
che non erano stati addotti, poiché, tenuto conto di un minimo di diligenza,
non erano noti all’istante: si tratta quindi di nova in senso improprio

 

Doc. B

Conferma della Pretura di __________ - incarto __________

Doc. C

A seguito di quanto sopra esposto la cassa cantonale ha poi
versato l’indennità d’insolvenza al signor __________ come da richiesta del 26
aprile 2022 inoltrata dalla __________. (…)” (Doc. I)

                          1.3.  Il 5 giugno 2023 la Cassa ha
postulato la reiezione dell’istanza di revisione della sentenza emanata dal TCA
con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto
(cfr. doc. III).

 

                          1.4.  RA 1, per conto dell’istante, il 7
luglio 2023, ha indicato segnatamente che “la mia assistita non ritiene di
avere alcuna responsabilità nella pratica in esame. Infatti ella si occupava
delle registrazioni contabili, mentre per la parte amministrativa fiscale e di
consulenza, la __________ era seguita dallo __________. Prove: Doc. E Lettera
di __________ del 16 febbraio 2021” (cfr. doc. VI).

 

                          1.5.  Il doc. VI è stato trasmesso per
conoscenza alla Cassa (cfr. doc. VII).

 

considerato                 in diritto

 

                          2.1.  Giusta l'art. 61 lett. i LPGA le
decisioni devono essere sottoposte a revisione se sono stati scoperti nuovi
fatti o mezzi di prova oppure se il giudizio è stato influenzato da un crimine
o da un delitto.

 

                                  L’art. 61 lett. i LPGA impone ai
Cantoni soltanto di prevedere, di principio, la possibilità di una revisione in
presenza dei due motivi classici, ossia quando sono scoperti fatti o mezzi di
prova nuovi oppure nel caso in cui un crimine o un delitto abbia avuto
influenza sulla decisione. Per il resto la procedura di revisione è regolata
dal diritto cantonale che può anche contemplare altri motivi di revisione
rispetto a quelli menzionati all’art. 61 lett. i LPGA (cfr. STF 8C_683/2021 del
13 luglio 2022 consid. 4.3.1.)

 

                                  L’art.
24 Lptca della Legge ticinese di procedura per le cause davanti al Tribunale
cantonale delle assicurazioni (Lptca) enuncia che contro le decisioni del
Tribunale cantonale delle assicurazioni è ammessa la revisione:

 

                                  a)
se sono stati scoperti fatti nuovi o nuovi mezzi di prova;

                                  b)
se un crimine o un delitto ha influito sul giudizio.

 

                                  A
norma dell'art 25 cpv. 1 Lptca, poi, la domanda di revisione deve essere
presentata, con l'indicazione dei motivi e dei mezzi di prova, entro il termine
massimo di 90 giorni dalla data in cui sono state conosciute le circostanze
nuove previste dalle lett. a) e b) dell'art. 24. Nel caso dell’art. 24 lett.
a), la domanda di revisione deve inoltre essere interposta entro 10 anni dalla
notificazione della sentenza. 

 

                                  I termini entro i quali
un’istanza di revisione ai sensi dell’art. 61 lett. i LPGA deve essere
inoltrata davanti al Tribunale cantonale sono, in effetti, regolati dal diritto
cantonale conformemente all’art. 61, prima frase, LPGA (cfr. STF 8C_709/2020 del
6 settembre 2021 consid. 3.1.2., pubblicata in SVR 2022 UV Nr. 7 pag. 27).

 

                          2.2.  Perché
il TCA possa rivedere una sua sentenza cresciuta in giudicato, è dunque
necessario che siano stati scoperti fatti nuovi o nuovi mezzi di prova.

 

                                  Un
fatto è da considerarsi nuovo se esisteva già al momento in cui il giudizio è
stato emanato, ma non è stato portato a conoscenza del Tribunale, poiché non
era noto al ricorrente malgrado la sua diligenza. Ne discende che non è data
alcuna revisione laddove l'istante, se avesse usato l'attenzione che da lui si
poteva esigere, avrebbe potuto addurre il fatto ora invocato già nell'ambito
della precedente procedura. Inoltre, un simile fatto deve essere rilevante,
vale a dire suscettibile di modificare la fattispecie posta a fondamento della
decisione dedotta in revisione e condurre ad un giudizio diverso sulla base di
un apprezzamento giuridico corretto (cfr. STF 9F_2/2021 del 7 dicembre 2021
consid. 2.2., pubblicata in SVR 2022 IV Nr. 26 pag. 85; STF 8C_549/2015 del 28
ottobre 2015 consid. 4.1.; 4.2.).

 

                                  Per
quanto riguarda i nuovi mezzi di prova, essi devono servire a dimostrare nuovi
fatti rilevanti in grado di giustificare la revisione oppure fatti che già
erano conosciuti in precedenza, ma che però non avevano potuto essere stabiliti
con certezza. Anche in quest'ultimo caso l'istante deve dimostrare che tale
circostanza non sia stata cagionata dalla sua negligenza (cfr. STF 9F_2/2021
del 7 dicembre 2021 consid. 2.3., pubblicata in SVR 2022 IV Nr. 26 pag. 85; STF
8C_549/2015 del 28 ottobre 2015 consid. 4.1.; 4.3.; DTF 127 V 353 consid. 5b).

 

                                  Costituisce,
dunque, fatto nuovo o nuovo mezzo di prova soltanto il fatto o il mezzo di
prova che non era già conosciuto nella precedente procedura o che non avrebbe
potuto venir prodotto dall'interessato anche qualora quest'ultimo avesse dato
prova della necessaria diligenza (cfr. STF 8C_273/2016 del 7 giugno 2016
consid. 3; STFA C 175/04 del 29 novembre 2005 consid. 2.2.).

                                  In
una sentenza C 223/06 del 16 gennaio 2008 il Tribunale federale ha così
illustrato i principi che stanno alla base della revisione di una sentenza:

 

"
3.2 La nozione di fatti o mezzi di
prova nuovi si apprezza allo stesso modo in caso di revisione (processuale) di
una decisione amministrativa (art. 53 cpv. 1 LPGA), di revisione di un giudizio
cantonale (art. 61 lett. i LPGA) o di revisione di una sentenza fondata
sull'art. 137 lett. b OG (cfr. sentenza U 397/05 del 24 gennaio 2007, consid.
4.2 con riferimento).

Sono nuovi ai sensi di queste disposizioni solo i
fatti già esistenti all'epoca della procedura precedente, ma che non erano
stati allegati poiché non ancora noti nonostante tutta la diligenza del caso; i
fatti verificatisi dopo la fine del processo, e comunque dopo il momento in
cui, secondo le regole di procedura applicabili, potevano ancora essere
addotti, non vanno invece considerati e non possono quindi fondare una domanda
di revisione (DTF 121 IV 317 consid. 2 pag. 321; 118 II 199 consid. 5 pag. 204; 110 V 138 consid. 2 pag.
141; 108 V 170 consid. 1 pag. 171; Elisabeth Escher, Revision und Erläuterung,
in: Thomas Geiser/Peter Münch [a cura di], Prozessieren vor Bundesgericht, 2a
ed., Basilea e Francoforte 1998, n. 8.21; René A. Rhinow/Beat Krähenmann,
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, Basilea e Francoforte
1990, n. 43 B I c, pag. 132). I fatti
nuovi devono inoltre essere rilevanti, vale a dire devono essere di natura tale
da modificare la fattispecie alla base della sentenza contestata e da condurre
a un giudizio diverso in funzione di un apprezzamento giuridico corretto. 

Per quanto concerne i nuovi mezzi di prova, gli stessi
devono servire a comprovare i fatti nuovi che giustificano la revisione oppure
fatti già noti e allegati nel procedimento precedente, che tuttavia non avevano
potuto venir provati, a discapito del richiedente (DTF 127 V 353 consid. 5b
pag. 358). Se i nuovi mezzi sono destinati a provare dei fatti sostenuti in
precedenza, il richiedente deve pure dimostrare di non essere stato in grado di
invocarli in tale procedimento. Una prova deve essere considerata concludente
quando bisogna ammettere che essa avrebbe condotto il giudice a statuire in
modo diverso se egli ne avesse avuto conoscenza nella procedura principale. È
decisiva la circostanza che il mezzo di prova non serva solamente
all'apprezzamento dei fatti, ma alla determinazione degli stessi. Come già
rilevato dai primi giudici, non costituisce pertanto motivo di revisione il
semplice fatto che il tribunale potrebbe aver mal interpretato fatti conosciuti
all'epoca del procedimento principale dal momento che la revisione non può
determinare la correzione di una decisione apparentemente erronea agli occhi
del richiedente. 

L'apprezzamento inesatto deve, al contrario, essere la
conseguenza dell'ignoranza o della carenza di prove riguardanti fatti
essenziali per la sentenza (DTF 127 V 353 consid. 5b pag. 358; 110 V 138
consid. 2 pag. 141, 291 consid. 2a pag. 293; 108 V 170 consid. 1 pag. 171; cfr.
pure DTF 118 II 199 consid. 5 pag. 205)."

 

                                  In
proposito cfr. pure STF 8C_529/2020 del 3 maggio 2021 consid. 2.2.-2.3.; STF
8C_197/2020 dell’11 maggio 2020 consid. 3.2.-3-3-; STF 8C_244/2017 del 24
aprile 2017; STF 8C_120/2017 del 20 aprile 2017 consid. 2.

 

                                  Con giudizio 8C_ 562/2020 del 14
aprile 2021 l’Alta Corte ha evidenziato:

 

" (…)

3.1. Selon
l'art. 53 al. 1 LPGA, les décisions et les décisions sur opposition
formellement passées en force sont soumises à révision si l'assuré ou
l'assureur découvre subséquemment des faits nouveaux importants ou trouve des
nouveaux moyens de preuve qui ne pouvaient pas être produits auparavant.  

 

3.2. La
notion de faits ou moyens de preuve nouveaux s'apprécie de la même manière en
cas de révision (procédurale) d'une décision administrative (art. 53 al. 1
LPGA), de révision d'un jugement cantonal (art. 61 let. i LPGA) ou de révision
d'un arrêt fondée sur l'art. 123 al. 2 let. a LTF (qui correspond à
l'ancien art. 137 let. b OJ et auquel s'applique la jurisprudence
rendue à propos de cette norme, cf. ATF 144 V 245 consid. 5.1 p. 248 s.). La révision suppose ainsi la
réalisation de cinq conditions: 1° le requérant invoque un ou des faits; 2° ce
ou ces faits sont "pertinents", dans le sens d'importants
("erhebliche"), c'est-à-dire qu'ils sont de nature à modifier l'état
de fait qui est à la base du jugement et à conduire à un jugement différent en
fonction d'une appréciation juridique correcte; 3° ces faits existaient déjà
lorsque le jugement a été rendu: il s'agit de pseudo-nova (unechte Noven),
c'est-à-dire de faits antérieurs au jugement ou, plus précisément, de faits qui
se sont produits jusqu'au moment où, dans la procédure principale, des
allégations de faits étaient encore recevables; 4° ces faits ont été découverts
après coup (nachträglich), soit postérieurement au jugement, ou, plus
précisément, après l'ultime moment auquel ils pouvaient encore être utilement
invoqués dans la procédure principale; 5° le requérant n'a pas pu, malgré toute
sa diligence, invoquer ces faits dans la procédure précédente (ATF 143 III 272 consid. 2.2 p. 275 s. et les références).  

 

3.3. Quant
aux preuves concluantes, elles supposent en bref aussi la réunion de cinq
conditions: 1° elles doivent porter sur des faits antérieurs (pseudo-nova); 2°
elles doivent être concluantes, c'est-à-dire propres à entraîner une
modification du jugement dans un sens favorable au requérant; 3° elles doivent
avoir déjà existé lorsque le jugement a été rendu (plus précisément jusqu'au
dernier moment où elles pouvaient encore être introduites dans la procédure
principale); 4° elles doivent avoir été découvertes seulement après coup; 5° le
requérant n'a pas pu les invoquer, sans faute de sa part, dans la procédure
précédente (ATF 143 III 272 consid. 2.2 p. 276). Ce qui est décisif, c'est que le moyen de
preuve ne serve pas à l'appréciation des faits seulement, mais à
l'établissement de ces derniers. Ainsi, il ne suffit pas qu'un nouveau rapport
médical donne une appréciation différente des faits; il faut bien plutôt des
éléments de fait nouveaux, dont il résulte que les bases de la décision
entreprise comportaient des défauts objectifs. Pour justifier la révision d'une
décision, il ne suffit pas que le médecin ou l'expert tire ultérieurement, des
faits connus au moment de la décision principale, d'autres conclusions que
l'administration ou le tribunal. Il n'y a pas non plus motif à révision du seul
fait que l'administration ou le tribunal paraît avoir mal interprété des faits
connus déjà lors de la décision principale. L'appréciation inexacte doit être,
bien plutôt, la conséquence de l'ignorance ou de l'absence de preuve de faits
essentiels pour la décision (ATF 127 V 353 consid. 5b p. 358 et les références; arrêt 8C_687/2017 du 24
octobre 2018 consid. 3). (…)”

 

                                  In proposito cfr. anche STF
8C_709/2020 del 6 settembre 2021 consid. 3.1.1., pubblicata in SVR 2022 UV Nr.
7 pag. 27.

 

                          2.3.  L’assicurata, a sostegno della
propria istanza di revisione relativa alla sentenza del TCA 38.2022.100 del 6
marzo 2023 e tendente al riconoscimento delle indennità per insolvenza da
dicembre 2021 a marzo 2022 ha fatto valere sostanzialmente che i documenti –
che non erano stati prodotti dalla Cassa convenuta nella procedura relativa
alla vertenza 38.2022.100 – raccolti nei giorni precedenti l’istanza di
revisione del 10 maggio 2023 presso __________ comprovano che l’istanza di
fallimento era stata inoltrata nei confronti della __________ da quest’ultima __________
già l’8 aprile 2022 (cfr. doc. I; A). 

                                  È stato, inoltre, puntualizzato
che a seguito dell’istanza di fallimento l’amministrazione ha in effetti
versato ad __________ (anch’egli dipendente della __________ fino al mese di
aprile 2022) l’indennità per insolvenza richiesta il 26 aprile 2022 (cfr. doc.
I; C).

 

                                  Questo Tribunale rileva che
l’istanza di fallimento interposta alla Pretura di __________, da parte di __________,
rappresentato da __________, la relativa data (8 aprile 2022), come pure la
richiesta di indennità per insolvenza del 26 aprile 2022 da parte dell’ex
collega concernono fatti già esistenti al momento in cui il TCA ha emesso il
giudizio 38.2022.100 del 6 marzo 2023.

 

                                  La questione di sapere se la
parte istante, usando l’attenzione che si poteva esigere dalla stessa, avrebbe
potuto addurre tali circostanze già nella precedente procedura dinanzi al TCA
oppure no può nel caso in esame restare insoluta.

 

                                  Va comunque evidenziato che
l’assicurata non ha fornito alcuna ragione per la quale, malgrado la sua
diligenza, i fatti in questione riguardanti un ex collega non le fossero noti.

 

                                  In ogni caso, come sottolineato
dalla Cassa (cfr. doc. III pag. 4), anche volendo considerare per ipotesi, che
gli elementi di fatto addotti dall’istante possano essere considerati dei nuovi
fatti e delle prove nuove giusta gli art. 61 lett. i LPGA e 24 lett. a Lptca
(cfr. consid. 2.1.; 2.2.), gli stessi non sono rilevanti ai sensi della
giurisprudenza (cfr. consid. 2.2.), e meglio non sono suscettibili di far emergere
una differente fattispecie riguardo all’obbligo di ridurre il danno ex art. 55
cpv. 1 LADI tramite sforzi per recuperare il salario solleciti, continui e incisivi
rispetto alla situazione fattuale in merito alla quale si è pronunciato il TCA
con il giudizio 38.2022.100 del 6 marzo 2023.

 

                                  In particolare l’inoltro
dell’istanza di fallimento dell’8 aprile 2022 da parte di un altro dipendente
della __________ (la cui causa è poi stata stralciata dai ruoli a causa del
mancato pagamento dell’anticipo spese; cfr. doc. B; C1; III pag. 4) e l’assegnazione
a quest’ultimo delle indennità per insolvenza richieste il 26 aprile 2022 sono
ininfluenti per l’istante.

                                  In proposito giova osservare che
in una sentenza 8C_211/2014 del 27 luglio 2014, pubblicata in DLA 2014 N. 13 pag.
226 segg., il Tribunale federale ha specificato che gli sforzi per ottenere
quanto dovuto devono essere effettuati personalmente da ogni assicurato. Ad
esempio in quell’occasione l’assicurata aveva sì intrapreso tutti i passi fino alla
comminatoria di fallimento, tuttavia la stessa è stata ritenuta gravemente
negligente, in quanto successivamente ha lasciato trascorrere nove mesi e mezzo
prima che, aderendo alla richiesta di un altro debitore, venisse promossa la
domanda di fallimento.

 

                                  Cfr. pure STCA 38.2022.1 del 21marzo
2022 consid. 2.3.

 

                                  È da ogni lavoratore che si esige
una coerente e costante prosecuzione dei passi intrapresi per rivendicare i
propri diritti salariali, che in definitiva devono sfociare, in particolare,
negli stadi previsti dalle disposizioni in materia di esecuzione forzata. In
altre parole, i dipendenti devono comportarsi come se l'indennità per insolvenza
non esistesse. In tale contesto, il criterio della rapidità di reazione del
singolo lavoratore gioca un ruolo preponderante. Occorre evitare che
l’assicurato resti inattivo in attesa che venga pronunciato il fallimento del
suo ex datore di lavoro (cfr. STF 8C_367/2022 del 7 ottobre 2022 consid. 3.2.; STF
8C_158/2019 del 5 agosto 2019, pubblicata in RtiD I-2020 N. 48 pag. 268 segg.).

 

                                  Nemmeno
è di ausilio a RI 1 il fatto che “(…) si occupava delle registrazioni
contabili, mentre per la parte amministrativa fiscale e di consulenza, la __________
era seguita dallo __________” (cfr. doc. VI; consid. 1.4.).

                                  Nella sentenza 38.2022.100 del 6
marzo 2023 consid. 2.4., di cui l’istante ha chiesto la revisione, il TCA ha
già precisato che “(…) la ricorrente, conformemente a quanto rilevato dalla
parte resistente (cfr. doc. 40), considerata la sua funzione in seno alla
società di segretaria amministrativa (cfr. consid. 2.3.), avrebbe dovuto sapere
che gli affari della __________ non fossero in una fase favorevole con conseguenti
condizioni economiche difficili, perlomeno a decorrere dagli ultimi mesi del
2021, visto che gli attestati carenza beni a carico della SA ad agosto 2022
ammontavano a fr. 145'411.70 (cfr. doc. 67)”.

 

                                  È del resto utile ricordare che
le censure presentabili in un ricorso a un tribunale non possono essere fatte
valere in un secondo tempo in una domanda di revisione – rimedio giuridico
straordinario (cfr. STF 9F_2/2017 del 4 maggio 2017 consid. 1.1.; STF
8C_672/2018 del 7 novembre 201; STF 8F_5/2011 del 20 gennaio 2012 consid. 1;
STF 8F_9/2010 del 10 marzo 2011 consid. 3.3.).

                                  La revisione non serve, infatti,
semplicemente alla continuazione della procedura, né a poter correggere
successivamente errori o omissioni delle parti processuali. L’impossibilità di
addurre fatti e prove già nella precedente procedura va peraltro ammessa
soltanto con riserbo (cfr. STF 8C_197/2020 dell’11 maggio 2020 consid. 3.4.).

                                  In
una sentenza 9F_2/2011 del 29 settembre 2011 in ambito di
assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti la nostra Massima Istanza ha,
altresì, precisato che l'inoltro di un'istanza di revisione non
consente di ridiscutere liberamente la sentenza di cui è chiesta la revisione.

 

                                  Stante
quanto precede, l'istanza di revisione del 10 maggio 2023 deve essere respinta.

 

                          2.4.  L’art. 61
lett. a LPGA, valido fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve
essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la
tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla
parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e di regola pubblica. Dalla medesima data è stato introdotto l’art. 61
lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a
prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo
prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese
processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato. 

                                  L’oggetto
della lite sottoposta all’esame di questo Tribunale concerne la fondatezza
della richiesta di revisione della sentenza 38.2022.100 del 6 marzo 2023. 

                                  In alcune sentenze relative
all’assicurazione contro gli infortuni il Tribunale federale ha indicato che
tale evenienza non riguarda in sé l'assegnazione o il rifiuto
di prestazioni pecuniarie (cfr. STF 8C_709/2020
del 6 settembre 2021 consid. 2.2., pubblicata in SVR 2022 UV Nr. 7 pag. 27; STF
8C_529/2020 del 3 maggio 2021 consid. 1.3.; STF 8C_232/2020 del 6 ottobre 2020
consid. 1.3.).

 

                                  Nella concreta fattispecie la
questione di sapere se si tratti o meno di una controversia relativa a
prestazioni secondo l’art. 61 lett. fbis LPGA può, ad ogni modo,
restare aperta. 

                                  Nel caso sia una lite di
prestazioni, non verrebbero accollate spese, in quanto la LADI non ne prevede
l’applicazione.

                                  Anche qualora la causa non
riguardasse prestazioni, non verrebbero comunque imposte spese. 

                                  In effetti il Tribunale federale,
in una sentenza 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 consid. 4.4.1., ha evidenziato
che “(…) eliminando il principio della gratuità generalizzata di cui
all'art. 61 lett. a LPGA, il legislatore federale non ha voluto imporre in
maniera generalizzata per tutta la Svizzera l'applicazione di spese giudiziarie
al di fuori del campo di applicazione dell'art. 61 lett. f bis LPGA,
ma ha lasciato ai Cantoni la libertà di disciplinare la questione. Nulla
impedisce a un Cantone in tale contesto di prevedere la gratuità della procedura
integralmente o soltanto per alcune controversie (FF 2018 1334; BU 2018 S 668
segg; BU 2019 N 329 segg.). Se però un Cantone desidera imporre spese al di
fuori del campo di applicazione dell'art. 61 lett. f bis LPGA,
trattandosi di un tributo causale, deve prevedere una base legale formale
chiara ed esplicita (art. 127 Cost.; DTF 145 I 52 consid.
5.2; 143 I 227 consid.
4.3.1; 124 I 241 consid.
4a, con riferimenti; UELI KIESER, Kommentar zum Bundesgesetz über den
Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts ATSG, 2020, n. 209 ad art.
61 LPGA).”

 

                                  Nel Cantone Ticino, come rilevato
dall’Alta Corte nella citata STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 consid. 4.4.3.,
“vige tuttora il principio della gratuità generalizzata (art. 29 cpv. 1
Lptca/TI)”.

 

                                  In proposito cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF
9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16
febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; Ares Bernasconi,
Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les
tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in RSAS 2/2022 pag. 107.

 

                                  Ne
discende che nel presente caso non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA
38.2022.13 dell’11 maggio 2022 consid. 2.5.).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

1.     L’istanza
di revisione del 10 maggio 2023 è respinta.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti