# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7eb046bb-5c06-5495-8f86-fdc37b130070
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-01-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 21.01.2003 52.2002.186
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2002-186_2003-01-21.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2002.186

   

  	
  Lugano

  21 gennaio
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Paolo Bianchi, vicecancelliere 

  

 

 

statuendo sul ricorso 2 maggio 2002 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 17 aprile 2002, no. 1750, del Consiglio
  di Stato, statuente, quale autorità di vigilanza sui comuni, sull'istanza
  d'intervento 29 agosto 2001 del comune di __________, in materia di
  determinazione di domicilio;

  

 

 

viste le risposte:

-    16 maggio 2002 del
Dipartimento delle istituzioni;

-    22 maggio 2002 del
municipio di __________; 

-    31 maggio 2002 del
municipio di __________; 

           

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   A far tempo
dal mese di settembre del 2000, il qui ricorrente __________ ha trasferito il
proprio domicilio da __________ a __________, entrambi comuni in cui possiede
da parecchi anni un'abitazione. 

                                         Fondandosi
sulle indicazioni fornite dall'insorgente nell'ambito di un ricorso interposto
contro la tassa di raccolta dei rifiuti, con decisione formale 16 maggio 2001
il municipio di __________ ha ritenuto adempiti i presupposti per considerare
l'insorgente stesso domiciliato nel proprio comune, preavvisando l'inoltro al comune
di __________ di una richiesta in tal senso. La risoluzione non è stata
impugnata. Opposto al diniego del municipio di __________ di trasferire gli
atti, il comune di __________, con istanza 29 agosto 2001, ha chiesto
l'intervento del Consiglio di Stato per determinare in via definitiva il
domicilio del ricorrente. 

 

      

                                   B.   Con
giudizio 17 aprile 2002 il Consiglio di Stato ha evaso la suddetta istanza,
stabilendo che __________ è domiciliato a __________ e invitando il comune di
__________ a trasmettere gli atti di domicilio all'ufficio controllo abitanti
di __________. 

                                          In
sostanza, sulla base degli accertamenti istruttori esperiti, il Governo ha
ritenuto che l'insorgente abbia mantenuto a __________ i rapporti personali,
affettivi e professionali più intensi mentre che a __________ si rechi per
trascorrere il tempo libero. 

 

 

C.  Contro la predetta pronuncia governativa, __________ si aggrava
ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento. 

      Sostiene di pernottare a __________ con una delle figlie, pure
domiciliata in questo comune, mentre la moglie e l'altra figlia avrebbero
intenzione di trasferirsi non appena quest'ultima avrà terminato la scuola che
frequenta a __________. Dal profilo professionale, adduce di curare la parte
commerciale della propria attività di negoziante di vini a __________, mentre a
__________ avrebbe solo le cantine. Il centro dei suoi interessi sarebbe
pertanto a __________, dove vanta peraltro le migliori amicizie ed è anche
membro della locale commissione della gestione. 

                                  D.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato e il municipio di __________,
senza formulare osservazioni. Il municipio di __________ postula invece, in
sostanza, l'annullamento della risoluzione governativa impugnata. 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo a giudicare le decisioni emanate
dal Consiglio di Stato agente quale autorità di vigilanza sui comuni e la legittimazione
attiva dell'insorgente discendono dall'art. 207 cpv. 2 LOC. Il ricorso, tempestivo
(art. 46 cpv. 1 PAmm), è dunque ricevibile in ordine. 

Il giudizio può inoltre essere reso sulla
base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

2.   In via
preliminare, ci si potrebbe invero chiedere se l'atto 29 agosto 2001 del comune
di __________, trattato come istanza di intervento, non configurasse piuttosto
gli estremi di un ricorso contro la decisione 24 agosto 2001 con cui il
municipio di __________ non ha aderito alla richiesta di trasferimento del
domicilio del ricorrente avanzata dal suddetto comune. L'istanza di intervento
è infatti un rimedio di diritto sussidiario, riservato ai casi in cui non sia
possibile promuovere una normale procedura ricorsuale (art. 196a cpv. 1 LOC).
D'altra parte, alla procedura prevista dall'art. 16 cpv. 2 del Regolamento sul
controllo degli abitanti e delle imprese avrebbe semmai potuto appellarsi il comune
di __________, non già quello di __________. 

Ci si potrebbe pure interrogare sul valore
pregiudiziale della risoluzione 16 maggio 2001 del municipio di __________, che
ha stabilito il domicilio del ricorrente nel medesimo comune. Siccome tale
decisione è cresciuta in giudicato, il Consiglio di Stato avrebbe anche potuto,
se non addirittura dovuto, prescindere da un esame di merito della fattispecie,
in assenza di fatti nuovi. Appare inoltre dubbio il fatto che, in questa sede,
il ricorrente possa, seppur indirettamente, rimettere in discussione la suddetta
risoluzione, che allora non aveva impugnato. D'altro canto, va tuttavia rilevato
che, in sostanza, è comunque stato lo stesso comune di __________ a chiedere al
Governo un riesame di merito della propria decisione 16 maggio 2001.  

Ad ogni modo, le questioni a cui si è
accennato possono rimanere aperte, perché, per i motivi esposti in seguito,
risultano comunque ininfluenti per l'esito dell'impugnativa.  

 

 

                                   3.   L'art. 24
cpv. 1 Cost. garantisce la libertà di domicilio, disponendo che ogni persona di
cittadinanza svizzera può stabilirsi in qualsiasi luogo del Paese. Tale norma
non conferisce tuttavia il diritto di designare come domicilio (residenza) un
luogo qualsiasi, con il quale non si intrattengono particolari rapporti. 

                                         Sul piano
cantonale, l'art. 6 LOC stabilisce che è domiciliato in un comune chi vi risiede
con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente. Il concetto di domicilio della
LOC, ripreso dall'art. 2 LT, si riallaccia al concetto di domicilio civile
retto dall'art. 23 CC. Anch'esso postula quindi l'adempimento di due condizioni
cumulative: quella oggettiva della residenza effettiva in un determinato luogo
e quella soggettiva dell'intenzione concretamente manifestata dall'interessato
di stabilirvisi durevolmente (cfr. DTF 97 I 3, consid. 3; RDAT 1982, p. 71 ss;
Bucher, Berner Kommentar zum ZGB, N. 3 ss ad art. 23; Grossen, Das Recht der
Einzelpersonen, in: Schweizerisches Privatrecht, vol. II, p. 286 ss).

Vi è residenza, secondo le norme succitate,
quando una persona soggiorna per un certo periodo in un determinato luogo, costituendo
ed intrattenendo con esso rapporti di intensità tale da farlo apparire come il
centro delle sue relazioni personali.

L'intenzione di stabilirsi nel luogo di
residenza deve emergere dall'insieme delle circostanze e dev'essere
riconoscibile per i terzi. La semplice manifestazione di volontà non è
sufficiente. Non basta in particolare dichiarare di voler costituire il proprio
domicilio in un determinato luogo. Tanto per l'art. 23 CC, quanto per l'art. 6
LOC l'intenzione dev'essere suffragata dall'effettiva residenza nel luogo
prescelto.

L'accertamento operato dal municipio giusta
l'art. 6 LOC circa l'esistenza del domicilio di una determinata persona rientra
nell'ambito dei compiti conferiti all'esecutivo comunale dall'art. 106 lett. e
LOC, norma che obbliga quest'ultimo a tenere ed aggiornare i cataloghi civici,
i ruoli della popolazione e gli altri registri che la legge gli impone di
allestire (ad es. l'elenco dei contribuenti prescritto dall'art. 195 LT). Tale
accertamento non si limita a determinare il luogo in cui l'interessato risiede
e che ha concretamente posto al centro delle sue relazioni personali, ma si
pronuncia anche sull'aspetto soggettivo, ovvero sull'intenzione di stabilirvisi
durevolmente, che può essere dedotta dalle circostanze oggettive.

 

 

4.   4.1. In
concreto, l'insorgente ha sempre avuto il proprio domicilio a __________, dove
è cresciuto, si è formato una famiglia, possiede un'abitazione ed esercita la
propria attività professionale. Nel corso del mese di settembre del 2000 egli
ha trasferito il domicilio a __________, dove è pure proprietario di una casa.
Nell'ambito dell'impugnativa 2 aprile 2001 interposta contro la tassa di
raccolta dei rifiuti intimatagli dal comune di __________, l'insorgente ha
contestato l'applicazione dei parametri previsti per i non domiciliati,
asserendo di abitare regolarmente a __________ con la famiglia, di gestire nel
medesimo comune un negozio di generi alimentari e vini e di possedere a
__________ solo una casa di vacanza. 

      Sulla
scorta di tali inequivocabili indicazioni, non presta certamente il fianco a
critiche la decisione del municipio di __________ di considerare l'insorgente
domiciliato nel proprio comune, centro delle sue relazioni personali ed anche
professionali. È del resto significativo che egli non abbia impugnato questa
risoluzione, ritenendo l'esito scontato. 

 

      4.2. La
pretesa di rimettere in discussione dopo pochi mesi la deduzione tratta dall'esecutivo
di __________, senza per giunta invocare qualsivoglia cambiamento delle
circostanze, appare infondata. L'audizione esperita dalla Sezione degli enti locali,
per quanto attendibile, conferma del resto che le relazioni più intense rimangono
a __________. Qui continuano infatti ad essere domiciliate e a vivere effettivamente
la moglie e una figlia, studentessa a __________, mentre l'altra figlia, che pure
ha trasferito il domicilio a __________, si trovava in Germania, al momento dell'audizione,
per un soggiorno linguistico. Dal punto di vista professionale, l'attività di
commerciante dell'insorgente ruota incontestabilmente attorno al negozio e alle
cantine situate a __________. Il suo ruolo nella gestione del commercio di famiglia
non può del resto venir minimizzato, considerati l'età dell'anziana madre ed il
decesso delle due zie, che, a suo dire, si occupavano del negozio, nonché la
menomazione fisica della moglie. 

Le affermazioni dell'insorgente circa il suo
costante pernottamento a __________, dove trascorrerebbe anche di giorno la
maggior parte del tempo, avendo ridotto l'attività professionale, non trovano
invero riscontro oggettivo nei dati relativi al consumo di elettricità, assunti
dal Consiglio di Stato. Al contrario, dal momento del trasferimento di
domicilio si è registrato un calo, tutto sommato anche sensibile, dei consumi
nell'abitazione di __________, rispetto agli anni precedenti. Le autorità di
__________ hanno peraltro ribadito a più riprese di aver constatato la presenza
regolare del ricorrente in paese, notandolo anche durante i fine settimana, confutando
così le allegazioni dell'usciere comunale di __________, almeno parzialmente di
indirizzo opposto. Ad ogni buon conto, in genere, il criterio qualitativo
dell'intensità delle relazioni famigliari è prevalente sull'aspetto
quantitativo del tempo trascorso in un determinato luogo. 

L'assidua frequentazione di __________ da
parte di tutta la famiglia durante i week-end non permette di configurare tale
comune diversamente che quale luogo di residenza secondaria. Nemmeno i rapporti
d'amicizia intrattenuti in questo comune portano a diversa conclusione. Infine,
l'asserita intenzione di andare ad abitare nel villaggio dell'alta valle in
pianta stabile con l'intera famiglia è irrilevante, fintanto che non sarà
seguita da fatti concreti.  

 

 

5.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, è dunque nel comune di __________
che deve essere individuato il centro degli interessi del ricorrente e pertanto
il suo domicilio, ai sensi degli art. 6 LOC e 23 CC.

      Il
ricorso va di conseguenza respinto e la risoluzione governativa impugnata confermata.
La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm). 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 24 Cost.; 23 CC; 6, 106, 207 LOC; 3,
18, 28, 43, 46, 60 e 61 PAmm; 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, per complessivi fr. 900.--, sono a carico del ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________ 

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario