# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fac0fd4c-cf3b-5f2a-ae05-2502d1d995e6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-01-24
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 24.01.2023 60.2022.284
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2022-284_2023-01-24.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2022.284

   

  	
  Lugano

  24 gennaio 2023/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

   

   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Nicola Respini, presidente,

  Ivano Ranzanici, Giovan Maria Tattarletti

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 17/18.10.2022 presentato da

 

 

	
   

  	
   RE 1, , 

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  il decreto 10.10.2022 del giudice Elisa Bianchi
  Roth, Pretura penale, con cui ha stralciato dai ruoli il procedimento penale
  conseguente alla sua opposizione 11/12.4.2022 al decreto di accusa DA
  1920/2022 del 5.4.2022 dell’allora procuratore pubblico Arturo Garzoni
  emanato a suo carico per il reato di ripetute gravi infrazioni alle norme
  della circolazione (inc. 81.2022.210);

  

 

 

richiamati gli scritti 21/24.10.2022 e
9/10.11.2022 (duplica) del procuratore pubblico Anna Fumagalli – che, senza
osservazioni, si è rimesso al giudizio della Corte –, 21/24.10.2022 e
7/8.11.2022 (duplica) del giudice – che, osservato, ha postulato la reiezione
del gravame – e 31.10./2.11.2022 (replica) e 8/9.11.2022 di RE 1 – che si è
confermato nelle sue argomentazioni rispettivamente ha prodotto copia di un
certificato medico –;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

 

in fatto

 

                                   a.   Con
decreto DA 1920/2022 del 5.4.2022 il magistrato inquirente ha posto RE 1 in
stato di accusa davanti alla Pretura penale siccome ritenuto colpevole di
ripetute gravi infrazioni alle norme della circolazione [“per aver ripetutamente violato gravemente le norme
medesime cagionando un serio pericolo per la sicurezza altrui, in particolare
per aver circolato con l’autovettura __________ targata __________: 1.1 a __________,
autostrada A2, il 12.01.2021, alla velocità di 159 Km/h (dedotto il margine di
tolleranza) accertata dalla Polizia mediante apparecchio radar, malgrado il
vigente limite di 100 Km/h; 1.2 a __________, autostrada A2, il 5.02.2021, alla
velocità di 115 Km/h (dedotto il margine di tolleranza) accertata dalla Polizia
mediante apparecchio radar, malgrado il vigente limite di 80 Km/h”]. Ha proposto
la sua condanna alla pena pecuniaria di CHF 3'600.00 (novanta aliquote a CHF
40.00 /aliquota), pena sospesa condizionalmente per un periodo di prova di tre
anni, alla multa di CHF 700.00 ed al pagamento della tassa di giustizia e delle
spese.

 

 

                                  b.   Con
scritto 11/12.4.2022 RE 1, per il tramite del suo difensore avv. __________, __________,
si è opposto al decreto.

 

 

                                   c.   Il
12.4.2022 il pubblico ministero ha confermato il decreto di accusa e ha
trasmesso gli atti alla Pretura penale per il dibattimento.

 

 

                                  d.   Con
decreto 12.7.2022 il giudice ha assegnato al procuratore pubblico e
all’imputato un termine di dieci giorni per presentare e motivare eventuali
istanze probatorie con l’avvertenza che da istanze probatorie tardive avrebbero
potuto derivare spese ed indennità.

 

 

                                   e.   Il
medesimo giorno il giudice ha citato le parti a comparire nell’aula delle
udienze il 12.9.2022 per procedere al dibattimento, con l’avvertenza che, se
l’opponente non compariva, senza comunicare valide ragioni per l’assenza, né si
faceva rappresentare (art. 127 cpv. 5 CPP), l’opposizione era considerata
ritirata (art. 356 cpv. 4 CPP).

 

                                         Il
dibattimento è stato rinviato al 10.10.2022 (su richiesta del legale
dell’imputato, per precedenti impegni al Ministero pubblico).

 

 

                                    f.   Con
decreto 1.9.2022 il giudice ha parzialmente accolto l’istanza probatoria
presentata il 22/25.7.2022 dall’imputato personalmente, successivamente
completata e precisata dal suo legale.

 

 

                                  g.   Con
ulteriori scritti 8/9.9.2022 e 15/16.9.2022 RE 1 personalmente ha chiesto
ulteriori prove. Ha inoltre informato che l’avv. __________ non lo patrocinava
più nel procedimento.

 

 

                                  h.   Con
scritto 4/5.10.2022 l’imputato ha segnatamente addotto, all’indirizzo del
giudice, di non avere ancora ricevuto quanto richiesto, ovvero – a suo dire –
il materiale fotografico mancante. Ha indicato che doveva avere il tempo di preparare
la sua difesa e che il procedimento penale fissato per il 10.10.2022 era
vicino.

 

 

                                    i.   In
data 5.10.2022 il giudice ha comunicato a RE 1 che le fotografie digitali
richieste erano state trasmesse il 12.9.2022 all’allora suo difensore, a cui
l’imputato era invitato a rivolgersi. Le altre domande erano respinte, come da
precedenti decreti.

 

 

                                    j.   Il
dibattimento si è aperto il 10.10.2022 alle ore 14:00. Dal verbale del
dibattimento risulta che nessuno è comparso e che alle ore 14:20 il giudice ha
preso atto dell’assenza ingiustificata dell’imputato ed ha considerato ritirata
l’opposizione al suddetto decreto di accusa; avrebbe proceduto allo stralcio
della procedura con decreto separato in applicazione dell’art. 356 cpv. 4 CPP.

 

 

                                   k.   Con
decreto 10.10.2022 il giudice ha stralciato dai ruoli il procedimento penale
conseguente all’opposizione dell’imputato al decreto di accusa DA 1920/2022 del 5.4.2022, divenuto definitivo.

 

                                         Il
giudice ha indicato che RE 1 non era ingiustificatamente comparso al
dibattimento del 10.10.2022 al quale era stato regolarmente citato. L’imputato
era consapevole che il 10.10.2022 si sarebbe tenuto il dibattimento, come da
sua lettera 4.10.2022 (“il procedimento fissato per il dieci ottobre è
vicino”). Venerdì 7.10.2022 l’imputato aveva preannunciato telefonicamente
alla cancelleria della Pretura penale che si sarebbe dovuto ospedalizzare al
più presto. Nonostante le indicazioni della cancelleria, reiterate ancora nella
mattina del 10.10.2022 telefonicamente, l’imputato non aveva fatto pervenire
entro il dibattimento (iniziato alle ore 14:00 e terminato alle ore 14:20)
alcun certificato medico. L’imputato non aveva motivato e documentato in tempo
utile il proprio impedimento a comparire al dibattimento del 10.10.2022. Di
modo che la sua opposizione al decreto era considerata ritirata.

 

 

                                    l.   Il
10.10.2022, alle ore 15:49, sono stati spediti alla Pretura penale, da un apparecchio
fax della posta, scritti redatti da medici dell’__________, __________ (di data
10.10.2022, 19.10.2015, 28.10.2014) inerenti a RE 1. La lettera di dimissione 10.10.2022
riportava che quest’ultimo era stato visitato quel giorno e che la diagnosi
conclusiva era “insonnia”.

 

 

                                 m.   L’11.10.2022,
alle ore 12:43, sono stati inviati alla Pretura penale, da un apparecchio fax
della posta, il citato scritto 10.10.2022 con la diagnosi conclusiva “insonnia”
e lo scritto 11.10.2022, sempre dello stesso nosocomio, da cui risultava che RE
1 era stato visitato l’11.10.2022 e che la diagnosi conclusiva era “covid-19”.

 

 

                                  n.   Con
gravame 17/18.10.2022 RE 1 si aggrava contro il decreto 10.10.2022 del giudice
della Pretura penale e postula di essere giustificato assente per motivi
sanitari e di ordine pubblico, di revocare il decreto di stralcio, di
concedergli quindici giorni per rimettersi dalla malattia e di aggiornare un
nuovo dibattimento.

 

                                         Il
reclamante adduce che si sarebbe preparato al dibattimento previso per il
10.10.2022 scambiando corrispondenza con il giudice. Il 7.10.2022 sua moglie
avrebbe avuto un malore. Alle ore 17:00 avrebbe chiamato un’ambulanza. Alle ore
21:00 si sarebbe recato al pronto soccorso per avere notizie della moglie. Per
errore avrebbe utilizzato una mascherina chirurgica. Avrebbe riportato la
moglie a casa. Lunedì mattina, alle ore 02:00, si sarebbe recato al pronto
soccorso. Avrebbe avuto febbre, mal di gola e mal di testa. Per l’accesso al
pronto soccorso non sarebbe stata applicata la procedura di triage. In caso di
corretto triage gli sarebbe stato diagnosticato il covid-19, come da documento
11.10.2022. La diagnosi di insonnia sarebbe stata piuttosto anomala. Gli
sarebbe stato rifiutato di fare un tampone. La mattina del 10.10.2022 avrebbe
cercato di far pervenire dalla posta di __________ un fax. Essa avrebbe chiuso
alle ore 11:00. Al pomeriggio avrebbe cercato di trasmettere un certificato di
malattia, ma il report avrebbe dato errore di trasmissione. Il
certificato 11.10.2022 parlerebbe chiaramente di contagio da covid-19. Un msg
del medico cantonale avrebbe consigliato l’isolamento totale a tutela della
popolazione più debole. Avrebbe tentato di spiegare la situazione alla Pretura
penale. Invano. Il giudice avrebbe stralciato il procedimento senza neppure
attendere le certificazioni mediche. Sulla base del buon senso e di
responsabilità sulle direttive del medico cantonale, sulla legge 818.101, egli avrebbe
agito in perfetta buona fede, privilegiando, come portatore di una malattia
trasmissibile, di mettersi in quarantena e di evitare contatti. Lo stralcio in
virtù di un’assenza giustificata in periodo di pandemia, ove nelle ultime tre
settimane i contagi in Ticino raddoppierebbero di settimana in settimana, con
numeri da paura e con il sistema sanitario in difficoltà, apparirebbe senza
dubbio fuori luogo. Anche perché la confacente documentazione sarebbe giunta il
giorno successivo; avrebbe avvisato telefonicamente la mattina del 10.10.2022.

 

 

                                  o.   Delle
ulteriori argomentazioni e della replica, così come delle osservazioni, si dirà
– se necessario per il giudizio – in seguito.

 

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Giusta
l’art. 393 cpv. 1 lit. b CPP il reclamo può essere interposto – entro il
termine di dieci giorni – contro i decreti e le ordinanze, nonché gli atti
procedurali dei tribunali di primo grado; sono eccettuati le decisioni
ordinatorie e i casi in cui è espressamente escluso dal CPP o quando è prevista
un’altra impugnativa.

 

                                         Con
il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1
lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2
LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e
l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto oppure incompleto dei fatti
(art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e, ancora, l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c
CPP).

 

                                         Il
reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (secondo l’art. 396 cpv.
1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed
all’art. 385 CPP per la motivazione.

 

                                         Esso
deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,
i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati
(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

                                         1.2.

                                         Il
reclamo, presentato in data 17.10.2022 contro il decreto 10.10.2022 del giudice,
è tempestivo (perché introdotto nel
termine di dieci giorni in applicazione dell’art. 396 cpv. 1 CPP).

 

                                         1.3.

                                         L’impugnativa è proponibile: la decisione del
tribunale di primo grado – che, qualora l’imputato ingiustificatamente non
compare al dibattimento, evade il procedimento penale come se l’opposizione
fosse stata ritirata (N.
SCHMID / D. JOSITSCH, Handbuch des
schweizerischen Strafprozessrechts, 3. ed., n. 1372) – è impugnabile, ai sensi degli art. 393 ss. CPP, alla
giurisdizione di reclamo (BSK StPO – F. RIKLIN, 2. ed., art. 356 CPP n. 2; ZK StPO
– C. SCHWARZENEGGER, 3. ed., art. 356 CPP n. 2).

 

                                         1.4.

                                         Il
reclamante, imputato nel procedimento penale, ha un interesse giuridicamente
protetto secondo l’art. 382 cpv. 1 CPP all’annullamento oppure alla modifica del
decreto che ha messo fine al procedimento a suo carico, dichiarando definitivo il
decreto di accusa.

 

                                         1.5.

                                         Le
esigenze di forma e motivazione del gravame sono rispettate.

 

                                         L’impugnativa
è quindi, in queste circostanze, ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Gli
art. 352 ss. CPP regolano la procedura del decreto di accusa.

 

                                         Esso
può essere impugnato entro dieci giorni [termine legale (ZK StPO – C.
SCHWARZENEGGER, op. cit., art. 354 CPP n. 2; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, 3. ed., art. 354 CPP n. 2) e come tale
improrogabile ex art. 89 cpv. 1 CPP (ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER / C. GRÜNIG, op.
cit., art. 89 CPP n. 3; StPO
Praxiskommentar – N. SCHMID / D.
JOSITSCH, op. cit., art. 354 CPP n. 2)] con opposizione scritta al pubblico
ministero da: a. l’imputato; b. altri diretti interessati; c. il pubblico
ministero superiore o generale della Confederazione o del Cantone nel
rispettivo procedimento federale o cantonale (art. 354 cpv. 1 CPP). Ad
eccezione di quella dell’imputato, l’opposizione deve essere motivata; se non
vi è valida opposizione, il decreto di accusa diviene sentenza passata in
giudicato (art. 354 cpv. 2/3 CPP).

 

                                         L’opposizione
non è un rimedio di diritto stricto sensu, ma consente soltanto di
avviare il procedimento giudiziario nel corso del quale si stabilirà se le
imputazioni figuranti nel decreto di accusa sono giustificate (DTF 142 IV 158
consid. 3.4.; 140 IV 82 consid. 2.6.; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID
/ D. JOSITSCH, op. cit., art. 354 CPP n. 1; messaggio 21.12.2005 concernente l’unificazione del diritto
processuale penale, in FF 2006 p. 1194).

 

                                         Se
è fatta opposizione, il caso passa nuovamente nelle mani del pubblico ministero
(messaggio 21.12.2005 concernente
l’unificazione del diritto processuale penale, in FF 2006 p. 1194), che assume le ulteriori prove necessarie al giudizio
sull’opposizione (art. 355 cpv. 1 CPP). Una volta assunte, egli decide se: a.
confermare il decreto di accusa; b. abbandonare il procedimento penale; c.
emettere un nuovo decreto di accusa; oppure d. promuovere l’accusa presso il
tribunale di primo grado (art. 355 cpv. 3 CPP).

 

                                         Se
decide di confermare il decreto di accusa [anche segnatamente nell’ipotesi in
cui non ritenga valida l’opposizione (decisione TF 6B_1230/2020 del 29.4.2021
consid. 3.3.1.)], il pubblico ministero trasmette senza indugio gli atti al
tribunale di primo grado affinché svolga la procedura dibattimentale; in tal
caso, il decreto di accusa è considerato atto di accusa (art. 356 cpv. 1 CPP). 

 

                                         2.2.

                                         Le
citazioni del pubblico ministero, dell’autorità penale delle contravvenzioni e
delle autorità giudicanti sono emesse per scritto (art. 201 cpv. 1 CPP). Le
citazioni contengono l’indicazione delle conseguenze giuridiche di un’assenza
ingiustificata (art. 201 cpv. 2 lit. f CPP). Chi è oggetto di una citazione
emessa da un’autorità penale deve darvi seguito (art. 205 cpv. 1 CPP)
[decisione TF 6B_365/2018 del 5.7.2018 consid. 2.1.]. Colui che è impedito [per
ragioni oggettive o soggettive (decisione TF 6B_600/2022 del 17.8.2022 consid.
1.3.)] di dar seguito a una citazione deve comunicarlo senza indugio all’autorità
citante; l’impedimento deve essere motivato e per quanto possibile provato
(art. 205 cpv. 2 CPP) [BSK StPO – J. WEBER, op. cit., art. 205 CPP n. 1 ss.; ZK
StPO – U. WEDER, op. cit., art. 205 CPP n. 6/6a]. Una citazione può essere
revocata per gravi motivi; la revoca ha effetto soltanto dal momento in cui è
stata notificata al citato (art. 205 cpv. 3 CPP).

 

                                         2.3.

                                         Ai
sensi dell’art. 93 CPP vi è inosservanza di un termine quando una parte non
compie tempestivamente un atto procedurale oppure non compare a un’udienza. Il
motivo dell’inosservanza del termine o della non comparsa è irrilevante (BSK
StPO – C. RIEDO, op. cit., art. 93 CPP n. 5; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER / C.
GRÜNIG, op. cit., art. 93 CPP n. 2; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH,
op. cit., art. 93 CPP n. 2).

 

                                         Se
il termine fissato non è osservato, per esempio se l’imputato non si presenta
all’udienza, si realizzano le conseguenze previste dalla legge, come il fatto
che l’opposizione al decreto di accusa sia considerata ritirata (art. 355 cpv.
2 e 356 cpv. 4 CPP) [BSK StPO – J. WEBER, op. cit., art. 205 CPP n. 9; StPO
Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit., art. 355 CPP n. 4].

 

                                         2.4.

                                         Ex
art. 356 cpv. 4 CPP, se l’opponente ingiustificatamente non compare al dibattimento
né si fa rappresentare, l’opposizione è reputata ritirata (BSK StPO – F.
RIKLIN, op. cit., art. 356 CPP n. 5).

 

                                         L’art.
356 cpv. 4 CPP, il cui tenore coincide con quello dell’art. 355 cpv. 2 CPP
(secondo cui se, pur essendo stato citato a un interrogatorio, l’opponente
ingiustificatamente non compare, l’opposizione è considerata ritirata), si
applica unicamente all’opponente privato (BSK StPO – F. RIKLIN, op. cit., art.
356 CPP n. 5; ZK StPO – U. WEDER, op. cit., art. 205 CPP n. 21; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID / D.
JOSITSCH, op. cit., art. 356 CPP n. 5).

 

                                         Qualora
l’opponente privato non si presenti al dibattimento ingiustificatamente, il
giudice non entra nel merito dell’opposizione: quest’ultima viene considerata
ritirata ed il decreto di accusa viene confermato, senza svolgimento della
procedura contumaciale (messaggio 21.12.2005 concernente l’unificazione del
diritto processuale penale, in FF 2006 p. 1194 s.; BSK StPO – F. RIKLIN, op.
cit., art. 356 CPP n. 5; ZK StPO – C. SCHWARZENEGGER, op. cit., art. 356 CPP n.
3; N. SCHMID / D. JOSITSCH, Handbuch des
schweizerischen Strafprozessrechts, op. cit., n. 1372).

 

                                         Il
decreto di accusa è compatibile con la garanzia della via giudiziaria (art. 29a
Cost.) e con il diritto all’accesso ad un tribunale con pieno potere d’esame (art.
6 cifra 1 CEDU) esclusivamente per il fatto che dipende da ultimo dalla volontà
dell’interessato se egli intenda accettarlo o, con opposizione, fare uso del
suo diritto di sottoporlo ad un esame giudiziario (decisione TF 6B_324/2022 del
16.12.2022 consid. 2.3.1.; DTF 142 IV 158 consid. 3.1.).

 

                                         L’opposizione
al decreto di accusa può pertanto essere considerata ritirata per atti
concludenti soltanto se dal comportamento complessivo dell’interessato si può
concludere, secondo il principio della buona fede, che, con il suo disinteresse
alla continuazione del procedimento, abbia rinunciato consapevolmente ai
diritti a lui spettanti come parte (decisioni TF 6B_1456/2021 del 7.11.2022 consid.
2.1.; 6B_463/2021 del 2.11.2022 consid. 3.3.2.; DTF 146 IV 286 consid. 2.2.; 146
IV 30 consid. 1.1.1.; 142 IV 158 consid. 3.1.; ZK StPO – U. WEDER, op. cit.,
art. 205 CPP n. 21a; ZK StPO – C. SCHWARZENEGGER, op. cit., art. 356 CPP n. 3).

 

                                         Il
ritiro – fittizio – dell’opposizione al decreto di accusa per assenza
ingiustificata presuppone dunque che l’imputato [che deve essere
sufficientemente informato, in un modo a lui comprensibile, sugli effetti
dell’eventuale assenza ingiustificata alla prevista udienza (decisioni TF
6B_324/2022 del 16.12.2022 consid. 2.3.1.; 6B_1456/2021 del 7.11.2022 consid.
2.1.)] sia consapevole delle conseguenze della sua omissione e che rinunci ai
diritti a lui spettanti conoscendo la situazione giuridica determinante (decisioni
TF 6B_324/2022 del 16.12.2022 consid. 2.3.1.; 6B_1456/2021 del 7.11.2022
consid. 2.1.). La finzione legale trova applicazione, altrimenti detto, solo se
l’opponente è effettivamente a conoscenza della citazione e quindi delle
conseguenze della mancata comparizione, riservato l’abuso di diritto (decisione
TF 6B_363/2022 del 26.9.2022 consid. 2.1.; DTF 146 IV 30 consid. 1.1.1.).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Si
è detto che il 12.7.2022 il giudice ha citato le parti a comparire nell’aula
delle udienze il 12.9.2022 (dibattimento successivamente rinviato al
10.10.2022) per procedere al dibattimento, con l’avvertenza che, se
l’opponente non compare, senza comunicare valide ragioni per l’assenza, né si
fa rappresentare (art. 127 cpv. 5 CPP), l’opposizione è considerata ritirata
(art. 356 cpv. 4 CPP) [testo in grassetto nella citazione 12.7.2022].

 

                                         Tale
citazione – correttamente intimata all’imputato (fatto non contestato) – conteneva
le necessarie indicazioni circa le conseguenze giuridiche di un’eventuale
mancata comparsa al processo. Si poteva infatti comprendere, chiaramente ed inequivocabilmente,
che l’opposizione al decreto di accusa era reputata ritirata se l’opponente non
comunicava fondate ragioni per l’assenza.

 

                                         Dal
decreto di stralcio (ma non dagli atti del procedimento, che non riportano tali
informazioni) risulta che il 7.10.2022 RE 1 avrebbe preannunciato
telefonicamente alla cancelleria della Pretura penale che si sarebbe dovuto ospedalizzare
al più presto e che la mattina del 10.10.2022 la cancelleria gli avrebbe
telefonicamente ripetuto di trasmettere un certificato medico.

                                         Ora,
l’obbligo di documentazione (art. 76 CPP) [decisione TF 6B_1318/2019 del
23.6.2021 consid. 2.5.2.; BSK StPO – P. NÄPFLI, op. cit., art. 76 CPP n. 7 s.;
BSK StPO – M. SCHMUTZ, op. cit., art. 100 CPP n. 1; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER /
R. NADIG / R. SCHNEEBELI, op. cit., art. 76 CPP n. 1; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER
/ C. GRÜNIG, op. cit. art. 100 CPP n. 1] imponeva di mettere agli atti – ovvero
di mettere per scritto – lo scambio di comunicazioni orali, posto come esse
sono di manifesta rilevanza per il caso. Solo qualora la cancelleria avesse
detto a RE 1 di produrre, entro l’inizio del dibattimento (ore 14:00 del
10.10.2022), un certificato attuale attestante esplicitamente che egli, per
motivi di salute, era impossibilitato a partecipare al dibattimento quel giorno
a quell’ora, si sarebbe eventualmente potuto dedurre, in caso di mancata
trasmissione dell’atto, che si fosse disinteressato al procedimento promosso a
suo carico.

 

                                         In
queste circostanze, in difetto di informazioni precise sul contenuto delle
conversazioni telefoniche, non si può concludere, pur in mancanza di un
certificato medico presentato tempestivamente, che RE 1 abbia manifestato il
suo disinteresse al procedimento penale, ossia che abbia consapevolmente
rinunciato ai suoi diritti. Dall’incarto si evince peraltro che egli ha
ripetutamente chiesto l’assunzione di prove. Ancora con scritto 4/5.10.2022
l’imputato ha adito il giudice in relazione a mezzi di prova, facendo
riferimento al fatto che il dibattimento fissato per il 10.10.2022 era vicino.
Condotta che manifestamente non attesta(va) indifferenza nei confronti della
procedura penale.

 

                                         Fin
da adesso si rende comunque attento RE 1 che soltanto un certificato medico
attuale, da presentarsi prima del dibattimento (ZK StPO – U. WEDER, op. cit.,
art. 205 CPP n. 6a), che si esprime sulla capacità dibattimentale dell’imputato
[“L’imputato che è fisicamente e mentalmente in grado di seguire il
dibattimento è considerato idoneo al dibattimento” (art. 114 cpv. 1 CPP]
per il giorno e l’ora previsti, potrà semmai giustificare un’assenza. Si rileva
che un certificato di inabilità lavorativa non basta, di principio, a legittimare
l’assenza al dibattimento, ritenuto che l’inabilità lavorativa non pregiudica
necessariamente la capacità dibattimentale. Anche certificati generici di
malattia/infortunio non sono sufficienti per comprovare, ovvero giustificare,
un’assenza.

 

                                         Si
ricorda inoltre che il principio della buona fede, che vale per tutte le parti
al procedimento (decisione TF 6B_1003/2018 del 18.12.2018 consid. 1.2.2.),
imputato compreso, impone di comportarsi correttamente nell’esercizio dei
propri diritti e nell’adempimento dei propri obblighi (art. 2 cpv. 1 CC),
considerato che il manifesto abuso del proprio diritto non è protetto (art. 2
cpv. 2 CC).

 

                                         3.2.

                                         Il
decreto 10.10.2022 del giudice è annullato: non si può ritenere che l’imputato
abbia consapevolmente rinunciato ai suoi diritti e che quindi sia ingiustificatamente
non comparso al dibattimento.

 

                                         La
finzione di cui all’art. 356 cpv. 4 CPP è annullata, nel senso che
l’opposizione interposta dall’imputato al decreto di accusa DA 1920/2022 del 5.4.2022 non può essere reputata ritirata.

 

                                         Gli
atti dell’incarto sono ritornati al giudice per i suoi incombenti.

 

 

                                   4.   Il
gravame è accolto. Non si prelevano tassa di giustizia e spese (art. 428 cpv. 4
CPP). A RE 1 non si riconosce un’indennità (art. 436 cpv. 1 CPP i.c.c. art. 430
cpv. 1 lit. c CPP).

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 379 ss. e 393 ss.
CPP ed ogni altra disposizione applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                 1.   Il
reclamo è accolto. Di conseguenza:

 

                                    §   Il
decreto 10.10.2022 del giudice Elisa Bianchi Roth, nel procedimento inc.
81.2022.210, è annullato.

 

                                 §§   Gli
atti dell’inc. 81.2022.2010 sono ritornati al giudice per i suoi incombenti.

 

 

                                 2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese. A RE 1 non si assegna un’indennità.

 

 

 

                                 3.   Rimedio
di diritto:

                                       Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95
 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art.
81 LTF.

 

 

                                 4.   Intimazione:

                                      

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                         La
cancelliera