# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3b8d4b98-ce6e-5eb8-8264-85cabb1ef188
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-06-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 24.06.2021 11.2021.7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2021-7_2021-06-24.html

## Full Text

Incarti n.

  11.2021.7

  11.2021.9

  	
  Lugano,

  24 giugno 2021/jh 

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F.
  Bernasconi

  

 

 

sedente
per statuire nella causa CA.2019.54 (modifica di contributo alimentare:
provvedimenti cautelari) della Pretura del Distretto di Vallemaggia promossa
con istanza del 15 ottobre 2019 da

 

	
   

  	
   AP
  1  

  (patrocinato
  dall'avv.  PA 2 )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AO
  1  

  (rappresentato
  dalla madre  RA 1 ,

  e
  già patrocinato dall'avv.   ),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sull'appello
del 25 gennaio 2021 presentato da AP 1 contro il decreto cautelare emesso dal
Pretore il 30 dicembre 2020;

 

Ritenuto

 

in fatto:                   A.   In esito a un tentativo di
conciliazione chiesto da AO 1 (9 giugno 2015) nei confronti del padre AP 1 (1987)
davanti al Pretore aggiunto della giurisdizione di Locarno Campagna, le parti
hanno raggiunto il 9 febbraio 2017 un accordo in base alla quale il convenuto
si impegnava a versare per il figlio un contributo alimenta­re di fr. 200.–
mensili dal 1° luglio 2016 al 28 febbraio 2017 (assegni familiari compresi), di
fr. 200.– mensili dal 1° marzo 2017 al 31 agosto 2018 (assegni familiari
non compresi) e di fr. 300.– mensili dal 1° settembre 2018 in poi (assegni
familiari non compresi). Altri fr. 400.– che AP 1 aveva erogato a AO 1 tra
il 1° luglio e il 28 febbraio 2017 sono rimasti “acquisiti per il
sostentamento del figlio” (inc. CM.2016.169).

 

                                  B.   Il 15 ottobre 2019 AO
1 ha promosso causa contro AP 1 dinanzi al Pretore del Distretto di Vallemaggia
perché il contribu­to di mantenimento in suo favore fosse aumentato retroattivamente dal 25 agosto 2018 a fr. 1600.–
mensili indicizzati e perché il convenuto fosse tenuto a versargli fr. 574.40
per spe­se straordinarie, fr. 195.– per un premio della cassa malati e
fr. 1200.– per assegni familiari arretrati. Nell'ambito di tale causa il
Pretore ha emesso il 30 dicembre 2020 un decreto cautelare in cui ha condannato
AP 1 a erogare per il figlio, pendente causa, un contributo di fr. 1440.–
mensili (assegni familiari non compresi). Le spese del decreto cautelare, di
fr. 823.–, sono state poste a carico di AP 1, ammesso al beneficio del gratuito
patrocinio.

 

                                  C.   Contro il decreto
cautelare appena citato AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 25
gennaio 2021 nel quale propone che, conferitogli il beneficio del gratuito
patrocinio anche in seconda sede, il contributo alimentare per il figlio sia
ricondotto a fr. 775.45 mensili (assegni familiari compresi). Una
richiesta di effetto sospensivo contenuta nell'appello è stata respinta dal
presidente di questa Camera con decreto del 2 mar­zo 2021. L'appello non è
stato comunicato a AO 1 per osservazioni.

 

                                  D.   Il 18 giugno 2021 AP
1 ha comunicato a questa Camera di avere sottoscritto un accordo cautelare nell'ambito
di un'udienza tenutasi il 17 giugno 2021 davanti al Pretore del Distretto di
Vallemaggia, impegnandosi a versare un contributo alimentare per il figlio di
fr. 806.90 mensili in gennaio e febbraio del 2021, di fr. 700.– mensili dal mar­zo
al giugno del 2021 e di fr. 315.– mensili dal luglio del 2021 in poi (assegni
familiari non compresi). In conseguenza di ciò egli dichiara di ritirare
l'appello presentato contro il decreto cautelare del 30 dicembre 2020, pur
mantenendo la richiesta di gratuito patrocinio.

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Il ritiro di un appello,
ovvero la dichiarazione con cui una parte rinuncia unilateralmente alle proprie
richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC,
indipendente-mente dai motivi che possono avere indotto quella parte a rece-dere
dalla lite (sentenza del Tribunale federale 4A_602/2012 e 4A_604/2012 dell'11
marzo 2013 consid. 5.2). Nelle condizioni descritte il giudice prende atto
della dichiarazione di ritiro e stralcia la
causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).

 

                                   2.   Desistenza equivale
a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea
di principio – il pagamento 

delle spese giudiziarie dovute all'introduzione del suo ricorso (art. 106 cpv.
1 seconda frase CPC). Ciò non lascia spazio a sindacati di equità in materia di
oneri processuali. Nella fattispecie l'appellante andrebbe tenuto così a farsi
carico dei costi dovuti alla procedura di appello, ma viste le condizioni
economiche difficili in cui egli versa si rinuncia – eccezionalmente – a ogni
prelievo. Non si pone inoltre di problema di ripetibili, AO 1 non essen­do
stato chiamato a formulare osservazioni nemmano sulla richiesta di effetto
sospensivo.

 

                                   3.   Rimane la questione legata
al gratuito patrocinio davanti a questa Camera, richiesta esplicitamente
mantenuta da AP 1 nella lettera in cui dichiara di ritirare l'appello. Tale
doman­da si rivela tuttavia priva d'interesse. Il diritto al gratuito
patrocinio è di natura altamente personale (riferimenti di giurisprudenza in:
RtiD II-2006 pag. 614 in basso). Di conseguenza, qualora un beneficiario del
gratuito patrocinio in un processo perda – per un motivo qualsiasi – la qualità
di parte, il beneficio del gratuito patrocinio si estingue (sentenza del
Tribunale federale 5P.220/2003 del 23 dicembre 2003 consid. 3.1; più
recentemente: sentenza 9C_852/2017 del 25 giugno 2018 consid. 3.1 con richiami;
RtiD II-2006 pag. 614 in basso con numerosi rinvii). Tale principio vale a
maggior ragione se al momento di perdere la qualità di parte il richiedente non
ha ancora ottenuto il gratuito patrocinio, poiché in simili condizioni viene
meno addirittura un interesse alla decisione sul conferimento del beneficio
(loc. cit.). Nella fattispecie AP 1 ha perduto la qualità di parte davanti a
questa Camera allorché ha ritirato l'appello, ponendo fine al processo. E quando
ha ritirato l'appello egli non fruiva del gratuito patrocinio. In condizioni
del genere è venuto meno un suo interesse a ottenere una decisione in
proposito.

 

Per questi motivi,

 

decreta:                   1.   Si prende atto del ritiro
dell'appello. La causa è stralciata dal ruolo per desistenza.

 

                                   2.   Non si riscuotono spese.

 

                                   3.   La richiesta di gratuito
patrocinio è dichiarata senza interesse.

 

                                   4.   Notificazione:

	
   

  	
  –
  avv.   ;

  –  
  .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Vallemaggia.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso
in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116
LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso
durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto
sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).