# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f424a967-529c-54f1-a670-aca5aa4daa07
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-03-31
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht I. Strafkammer 31.03.2021 SK1 2018 11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_004_SK1-2018-11_2021-03-31.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Sentenza del 31 marzo 2021

N. d'incarto SK1 18 11

Istanza Prima Camera penale

Composizione Moses, presidente
Cavegn e Michael Dürst
Baldassarre, attuario

Parti A._____
appellante

B._____
accusatrice privata
rappresentata da C._____ SA
patrocinata dall'avv. Marco Cereda
Piazza Simen 6, casella postale 1065, 6501 Bellinzona

contro

D.________
appellato
difeso dall'avv. Roberto A. Keller
Piazza della Grida, 6535 Roveredo

Oggetto incendio colposo giusta l'art. 222 cpv. 1 CP

Atto impugnato decisione Tribunale regionale Moesa dell'08.02.2018, comunicata 
il 05.03.2018 (n. d'incarto 515.17.07)

Comunicazione 16 luglio 2021

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Ritenuto in fatto:

A. Il Tribunale regionale Moesa ha prosciolto D.________ (in seguito: imputato) 
dall'accusa d'incendio colposo giusta l'art. 222 cpv. 1 CP con decisione 
dell'8 febbraio 2018, comunicata oralmente il giorno stesso. La A._____ (in seguito: 
Procura pubblica) ha interposto appello, chiedendo la condanna dell'imputato. 

B. In sede d'appello è stata in un primo momento disposta la procedura scritta, 
nell'ambito della quale ha avuto luogo uno scambio di allegati. In ossequio alla 
nuova giurisprudenza del Tribunale federale relativa ai requisiti necessari per la 
disposizione della procedura scritta, il Presidente della Prima Camera penale del 
Tribunale cantonale dei Grigioni ha citato le parti al dibattimento del 31 marzo 2021 
con decreto del 19 gennaio 2021.

C. Con scritto del 26 gennaio 2021 il patrocinatore dell'imputato ha chiesto alla 
Corte d'indicare e documentare il livello di competenza nella lingua italiana della 
Giudice a latere Ursula Michael Dürst, nonché di garantire che la medesima sia in 
grado di seguire il processo. Il patrocinatore dell'imputato ha contestualmente 
dichiarato di non ritenere la Prima Camera penale costituita legalmente in assenza 
di una tale formale assicurazione. Con scritto del 10 marzo 2021 il patrocinatore 
dell'imputato ha essenzialmente sostenuto che l'assenza di un riscontro da parte 
del Presidente della Prima Camera penale in merito alla questione delle 
competenze linguistiche della Giudice a latere Michael Dürst costituirebbe a suo 
avviso un atto di denegata giustizia, chiedendo contestualmente al medesimo di 
esprimersi con urgenza in merito. Il 16 marzo 2021 il patrocinatore dell'imputato ha 
quindi avvisato il Presidente della Prima Camera penale di aver informato la 
Commissione di giustizia del Gran Consiglio, quale Autorità di vigilanza sul 
Tribunale cantonale, della circostanza che le sue precedenti istanze sarebbero 
rimaste inevase, allegando la relativa missiva.

D. In data 18 marzo 2021 il Presidente della Prima Camera penale ha ricordato 
al patrocinatore dell'imputato che, non avendo il medesimo chiesto una modifica 
della composizione delle Corte o presentato una formale istanza di ricusa, 
un'eventuale richiesta in tal senso verrebbe trattata in corso d'udienza, sempreché 
il tribunale non ricevesse tempestiva comunicazione che lo scritto 10 marzo 2021 
sia da interpretare come tale.

E. In un ulteriore inoltro del 24 marzo 2021 il patrocinatore dell'imputato ha 
sostanzialmente postulato l'aggiornamento del dibattimento d'appello sulla base di 
quanto già lamentato nelle precedenti missive (cfr. lett. C supra), senza tuttavia 
formulare istanze in relazione alla questione sollevata.

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F. Il 25 marzo 2021 il Presidente della Prima Camera penale ha respinto la 
domanda di aggiornamento del dibattimento d'appello, ricordando che il momento 
preposto per esporre le proprie posizioni nell'ambito di una procedura orale è – di 
principio – il dibattimento d'appello, eccezion fatta per istanze di ricusa ex art. 59 
cpv. 1 CPP. Il Presidente della Prima Camera penale ha quindi ribadito che la 
presentazione di una relativa istanza sarebbe nella discrezione del patrocinatore 
dell'imputato.

G. In sede d'appello l'imputato ha innanzitutto chiesto in via pregiudiziale di 
essere informato in merito alle conoscenze linguistiche della Giudice a latere 
Michael Dürst. Ottenute le relative informazioni dalla Corte, l'imputato ha quindi 
formulato un'istanza di esclusione contro la stessa. Dopo aver deliberato sulla 
questione, la Prima Camera penale ha deciso di trattare l'istanza con decisione 
separata in assenza della giudice interessata e di proseguire al contempo l'esame 
dell'appello nell'attuale composizione, in applicazione analogica dell'art. 59 
cpv. 3 CPP. Nel merito, la Procura pubblica ha chiesto la condanna dell'imputato a 
una pena pecuniaria sospesa di 10 aliquote giornaliere di CHF 250.00 ciascuna e a 
una multa di CHF 500.00 per il reato di incendio colposo. La difesa ha postulato il 
proscioglimento.

H. Il dispositivo della sentenza è stato comunicato in data 1° aprile 2021.

I. L'istanza di esclusione presentata in sede dibattimentale dall'imputato contro 
la Giudice a latere Ursula Michael Dürst è stata ritirata il 28 aprile 2021 e stralciata 
dai ruoli con decreto del 15 giugno 2021 (incarto SK1 21 40).

Considerando in diritto:

1. Il giudice di prime cure ha dichiarato inammissibile l'azione civile dell'accusa-
trice privata (act. E.1 dispositivo n. 4). Non avendo quest'ultima interposto appello 
o appello incidentale, si costata il passaggio in giudicato del relativo dispositivo della 
decisione impugnata.

2. La difesa rimprovera a più riprese all'accusa di discostarsi in modo illecito 
dagli accertamenti di fatto operati dal Tribunale regionale (ad esempio act. H.2 
pag. 9 terzo paragrafo: "[n]el processo d'appello la Procura pubblica ha tentato – 
molto abilmente, sia ben chiaro – di introdurre un'alterazione dei fatti che però non 
potete considerare, perché i fatti stabiliti dalla prima istanza non sono stati conte-
stati"). Al riguardo, giova ricordare che la circostanza che la Procura pubblica non 
abbia contestato singoli fatti accertati dall'istanza precedente non impedisce in al-

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cun modo all'istanza d'appello di accertare liberamente la fattispecie (cfr. art. 398 
cpv. 2 CPP).

3.1. L'imputato è essenzialmente accusato di aver attivato la sauna del 
E.________ ed essersi quindi allontanato dalla stessa per circa 25 minuti, senza 
essersi sufficientemente sincerato che la struttura fosse pronta per l'uso e ignorando 
in particolare l'indicazione "piscina chiusa per manutenzione". In tal modo egli sa-
rebbe venuto meno al suo dovere – previsto anche nel manuale del costruttore della 
stufa – di verificare accuratamente prima di ogni seduta l'assenza di oggetti inap-
propriati nella cabina o sulla stufa della sauna. Poiché il custode del condominio 
avrebbe lasciato un secchio di plastica sulla predetta stufa e omesso di disattivarla, 
si sarebbe conseguentemente sviluppato un incendio. Quest'ultimo avrebbe quindi 
richiesto l'intervento dei vigili del fuoco e cagionato danni stimati in CHF 63'200.00 
(cfr. act. PP 1, 2).

3.2. Nell'evenienza è incontestato che l'imputato abbia attivato la stufa della 
sauna dopo aver lanciato uno sguardo fugace nella cabina della stessa e non abbia 
visto il secchio di plastica depositato sulla stufa, come è anche incontestato che si 
sia quindi sviluppato un incendio e che quest'ultimo abbia cagionato un danno ma-
teriale al condominio. A sua volta incontestata è infine la circostanza che il custode 
abbia depositato un secchio sulla stufa della sauna e sia stato condannato tramite 
decreto d'accusa per il comportamento negligente così assunto. Contestata è in-
vece la questione a sapere se l'imputato con il suo comportamento si sia reso col-
pevole del reato di incendio colposo di cui all'art. 222 cpv. 1 CP (act. H.1 n. 2).

4.1. Giusta l'art. 222 cpv. 1 CP chiunque per negligenza cagiona un incendio, se 
dal fatto deriva danno alla cosa altrui o pericolo per l'incolumità pubblica, è punito 
con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.

4.2. Commette per negligenza un crimine o un delitto colui che, per un'imprevi-
denza colpevole, non ha scorto le conseguenze del suo comportamento o non ne 
ha tenuto conto. Un comportamento è imprevidente se l'autore non ha usato le pre-
cauzioni alle quali era tenuto secondo le circostanze e le sue condizioni personali 
(cfr. art. 12 cpv. 3 CP). Un comportamento viola i doveri di prudenza quando l'au-
tore, al momento dei fatti, avrebbe potuto e dovuto, in considerazione delle circo-
stanze e delle sue conoscenze e capacità, rendersi conto di mettere in pericolo il 
bene giuridicamente protetto e di eccedere i limiti del rischio ammissibile. Laddove 
esistono norme di sicurezza specifiche che impongono un determinato comporta-
mento al fine di prevenire incidenti, il dovere di prudenza deve essere stabilito in 
primo luogo sulla base di tali norme (DTF 143 IV 138 consid. 2.1; TF 6B_283/2020 

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del 02.11.2020 consid. 2.4.3). Ciò non esclude che un obbligo di diligenza possa 
essere dedotto dai principi generali del diritto, quali il cosiddetto "Gefahrensatz", 
ovverosia il principio secondo cui chi crea una situazione di pericolo è tenuto ad 
adottare tutte le misure di sicurezza necessarie affinché non abbia a prodursi un 
danno a terzi (DTF 135 IV 56 consid. 2.1; TF 6B_63/2020 del 10.03.2021 con-
sid. 3.3.1).

5. La pubblica accusa ritiene che la circostanza che ogni apparecchio gene-
rante calore celi il pericolo di provocare un incendio costituirebbe esperienza di vita 
comune (cfr. act. H.1 n. 3). In virtù del precitato "Gefahrensatz" ne discenderebbe il 
dovere dell'utente di verificare sempre l'assenza di materiali infiammabili in prossi-
mità della stufa di una sauna prima dell'utilizzo della stessa. Secondo la Procura 
pubblica, il predetto dovere sarebbe di carattere notorio (cfr. act. H.1 n. 4 prima 
parte).

Il dovere di diligenza così circoscritto sarebbe stato violato dall'imputato, avendo il 
medesimo attivato la sauna senza sincerarsi con la dovuta accuratezza che all'in-
terno della cabina – e segnatamente in prossimità della stufa – non vi fosse mate-
riale infiammabile, lasciando quindi la struttura incustodita per circa 25 minuti (cfr. 
act. H.1 n. 4 seconda parte). 

Limitandosi a lanciare un'occhiata fugace all'interno della sauna, l'imputato avrebbe 
peraltro anche già disatteso le istruzioni relative all'utilizzo della stufa della stessa, 
le quali prevedrebbero che prima di ogni utilizzo l'utente debba controllare che nella 
cabina, sulla stufa o al suo interno non vi siano oggetti inappropriati (cfr. act. H.1 
n. 5).

La circostanza che l'imputato utilizzasse da anni la sauna in esame confidando che 
tutto fosse in regola non sarebbe atta a scusare il suo comportamento, comportando 
la pratica da lui messa in atto un certo rischio (cfr. act. H.1 n. 11 prima parte). Con-
siderate infine le circostanze personali dell'imputato – in particolare la sua profes-
sione di consulente assicurativo –, la Procura pubblica sostiene che si debba poter 
pretendere dal medesimo la conoscenza delle elementari regole di diligenza nell'im-
piego di apparecchi generanti calore e il rischio insito nell'utilizzo di una sauna (cfr. 
act. H.1 n. 11 seconda parte). 

6.1. Onde poter determinare l'imprevidenza di un comportamento occorre innan-
zitutto circoscrivere il dovere di diligenza che il medesimo potrebbe aver violato.

6.2. In relazione a eventuali disposizioni specifiche, si rileva che la Procura pub-
blica si fonda esclusivamente sulle istruzioni per l'uso della stufa della sauna. 

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Nell'evenienza, non sussiste alcun indizio che tali istruzioni fossero note all'imputato 
o gli siano anche soltanto state rese accessibili. Non essendo di pubblico dominio, 
le istruzioni per l'uso non costituiscono quindi una fonte per il riconoscimento di un 
dovere di diligenza (cfr. DTF 133 IV 158 consid. 5.1; TF 6B_261/2018 del 
28.01.2019 consid. 5.1). Le raccomandazioni e le avvertenze contenute in simili 
opuscoli sono inoltre anche inadatte a istituire un dovere di diligenza degli utenti per 
il fatto di essere primariamente – se non esclusivamente – volte a escludere o limi-
tare la responsabilità dei produttori (Marc Thommen/Martina Farag-Jaussi, Feuer 
und Flammen für Brandschutzvorschriften, in: sui generis 2020, pagg. 132 segg., 
pag. 140, con rimandi giurisprudenziali e dottrinali). Non sono infine identificabili – 
né sono peraltro addotte dalla pubblica accusa – altre disposizioni specifiche che 
prescrivano in modo sufficientemente concreto un determinato comportamento de-
gli utenti in circostanze come quelle della presente fattispecie (cfr. a tal riguardo 
Thommen/Farag-Jaussi, op. cit., pag. 139).

6.3.1. Un dovere di diligenza fondato sul "Gefahrensatz" sussiste invece unica-
mente entro i limiti di quanto è ragionevolmente esigibile; segnatamente non sono 
richieste misure di protezione che eccedono quanto usualmente necessario e pos-
sibile (TF 6B_261/2018 del 28.01.2019 consid. 5.1; TF 6B_1025/2019 del 
03.12.2019 consid. 2.3.2). Assenti indizi concreti atti a mettere seriamente in dubbio 
la sicurezza dell'uso, appare quindi eccessivo pretendere che il consumatore adotti 
misure di sicurezza particolari ogniqualvolta attivi una sauna. In altre parole, la man-
cata adozione di tali misure non supera in ogni caso la soglia del rischio ammissibile. 
Non dovendo l'utente aprioristicamente presumere di causare un pericolo attivando 
semplicemente una sauna, l'esperienza di vita comune imporrebbe al medesimo di 
procedere con particolare cautela soltanto in presenza d'indizi del tipo appena de-
scritto (cfr. in tal senso anche PTC 1960 n. 65 pagg. 165 in fine e 166).

6.3.2. Nella fattispecie la circostanza che siano stati effettuati lavori di pulizia nella 
sauna non può costituire un indizio dell'intensità appena illustrata. Del resto, il car-
tello affisso alla porta d'entrata indicava solamente una chiusura per manutenzione 
della piscina, senza fare esplicito riferimento alla sauna. 

6.3.3. Assenti altri indizi concreti atti a mettere seriamente in dubbio la sicurezza 
dell'uso della sauna in esame, il controllo sommario effettuato dall'imputato era suf-
ficiente.

7.1. Un ulteriore requisito della responsabilità per negligenza è la prevedibilità 
dell'evento. 

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7.2. La domanda a sapere se una persona avrebbe dovuto prevedere – almeno 
a grandi linee – che il comportamento da essa assunto fosse atto a causare l'evento 
imputato dev'essere valutata in base al criterio dell'adeguatezza, ovverosia secondo 
l'andamento ordinario delle cose e l'esperienza di vita generale (TF 6B_410/2015 
del 28.10.2015 consid. 1.3.2; DTF 135 IV 56 consid. 2.1). L'adeguatezza dev'es-
sere in ogni caso esclusa laddove il comportamento (con-)causale assunto da terzi 
è talmente errato o foriero di pericolo da risultare improbabile e talmente incisivo da 
dover essere considerato come causa immediata dell'evento (cfr. DTF 135 IV 56 
consid. 2.1; Marcel Alexander Niggli/Stefan Maeder, in: Niggli/Wiprächtiger [edit.], 
Basler Kommentar, Strafrecht I, 4.a ed., n. 113 e 115 ad art. 12 CP). 

7.3. Nella fattispecie gli utenti della sauna in esame non avrebbero dovuto aspet-
tarsi che sulla stufa della medesima fosse depositato materiale infiammabile, tanto-
meno materiale atto a provocare l'incendio dell'intera struttura. Una stufa non è in-
fatti in nessuna occasione il luogo adatto su cui posare oggetti – tantomeno un sec-
chio di plastica – e non lo è certamente laddove l'impianto può essere in qualsiasi 
momento attivato da terzi o è addirittura già attivo. La presenza di un secchio di 
plastica sulla stufa in esame costituiva pertanto un comportamento talmente errato 
e pericoloso da dover esser considerato improbabile e talmente incisivo da costituire 
la causa immediata del verificarsi dell'evento. Inoltre, lo svolgimento di lavori di pu-
lizia – anche qualora fosse stato riconoscibile per l'imputato – non implica in alcun 
modo che oggetti infiammabili siano posati e lasciati incustoditi su una stufa. 
L'evento non era quindi prevedibile per l'imputato.

7.4. La presenza del secchio sulla stufa non era prevedibile dall'imputato a pre-
scindere dalla sua professione di consulente assicurativo. Quest'ultima non lasce-
rebbe peraltro nemmeno necessariamente presumere particolari conoscenze in re-
lazione ai rischi legati all'utilizzo di saune. Eccezion fatta per il caso in cui vi fossero 
stati indizi concreti atti a mettere in dubbio la sicurezza dell'uso della struttura in 
esame, la predetta conclusione s'impone altresì a prescindere dalla persona che ha 
depositato il secchio di plastica sulla stufa e pertanto anche senza riguardo per 
quanto sostenuto dalla difesa in merito all'impiego di un custode da parte dei con-
domini e alla rimunerazione del medesimo. Lo stesso vale per tutte le considerazioni 
della pubblica accusa e della difesa in merito alle pulizie in corso, all'asserita mano-
missione a posteriori del cartello indicante la chiusura della piscina, nonché alla 
questione dell'illuminazione della struttura. Irrilevanti ai fini del giudizio, tali questioni 
non necessitano di ulteriore approfondimento.

8. In sintesi, l'imputato non ha violato alcun dovere di diligenza. Egli dev'es-
sere pertanto prosciolto dall'accusa d'incendio colposo.

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9. Le spese della procedura preliminare e della procedura di prima istanza, 
così come l'indennità forfettaria di CHF 3'000.00 riconosciuta in prima istanza, sono 
confermate e poste a carico dello Stato, essendo l'imputato prosciolto.

10.1. In applicazione dell'art. 7 cpv. 1 OECP (CSC 350.210) la tassa di giustizia 
per la procedura d'appello è fissata in CHF 3'000.00. Prevalendo l'imputato integral-
mente nella procedura d'appello, le spese della relativa procedura rimangono a loro 
volta a carico dello Stato (art. 426 cpv. 1 e 428 cpv. 1 CPP).

10.2. L'imputato pienamente o parzialmente prosciolto ha diritto a un'indennità 
per le spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali 
(art. 429 cpv. 1 lett. a CPP; cfr. anche art. 2 cpv. 2 n. 2 OOA [CSC 310.250]).

Nella nota d'onorario inoltrata in sede dibattimentale d'appello l'imputato quantifica 
le spese di patrocinio da lui sostenute nella relativa procedura in CHF 10'008.00 
(IVA inclusa), facendo valere un dispendio lavorativo del patrocinatore di 30 ore e 
25 minuti alla tariffa oraria di CHF 270.00 (act. G.1 pag. 1; cfr. in merito con-
sid. 10.2.1 infra). Agli atti non figura tuttavia una convenzione relativa all'onorario.

In aggiunta all'onorario, l'imputato fa valere disborsi del patrocinatore dell'importo 
complessivo di CHF 1'080.70, di cui CHF 210.00 per costi di trasferta relativi al di-
battimento d'appello, CHF 786.00 relativi a "spese di scritturazione e cancelleria", 
CHF 71.70 per disborsi postali, CHF 5.00 per disborsi telefonici e CHF 8.00 per fax 
e e-mail, act. G.1 pag. 1; cfr. consid. 10.2.2 infra).

10.2.1. Giusta l'art. 3 cpv. 1 OOA si considera corrente una tariffa oraria fra 
CHF 210.00 e CHF 270.00. In assenza di un accordo sull'onorario, come nella fat-
tispecie, il Tribunale cantonale dei Grigioni applica per prassi la tariffa oraria me-
diana di CHF 240.00 (cfr. fra tante TC GR ZK1 16 133 del 24.11.2016 consid. 2.c 
con rinvii). 

Per quanto concerne il dispendio lavorativo allegato, si rileva innanzitutto che le 
9 ore e 30 minuti fatte valere per le osservazioni scritte del 31 luglio 2018 (act. G.1 
pag. 2 settima riga) – sebbene possano apparire eccessive alla luce della previa 
conoscenza dell'incarto da parte del patrocinatore dell'imputato e della complessità 
del caso – non risultano del tutto inadeguate. Esse sono pertanto riconosciute. Ec-
cezion fatta per le posizioni in seguito illustrate, anche le altre posizioni della nota 
d'onorario sono da riconoscere integralmente.

Tenendo segnatamente conto della circostanza che già l'onorario fatturato per le 
osservazioni scritte del 31 luglio 2018 era al limite di quanto possa essere ricono-

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sciuto necessario – e che la situazione fattuale e giuridica della causa di merito è 
rimasta sostanzialmente inalterata dall'inoltro delle medesime –, il dispendio lavo-
rativo di 6 ore fatto valere per la preparazione del dibattimento e la relativa confe-
renza tra l'imputato e il patrocinatore si rivela eccessivo. Considerata tuttavia la ne-
cessità di entrare nuovamente nella materia della causa in esame dopo un periodo 
relativamente lungo d'inattività di questa Corte, di prepararsi diligentemente al di-
battimento e di coordinarsi adeguatamente con il cliente, si riconosce necessario un 
dispendio temporale del patrocinatore dell'imputato di 4 ore.

Assente qualsiasi motivo plausibile atto a giustificarla – segnatamente un inoltro o 
un altro atto procedurale nei giorni successivi –, la posizione "conferenza con cliente 
+ moglie" del 31 luglio 2019 (un'ora e 30 minuti; act. G.1 pag. 2 quintultima riga), 
dev'essere invece integralmente cassata.

Non concernendo la presente procedura, bensì la procedura dinanzi all'Autorità di 
vigilanza, le posizioni relative alla lettera inoltrata dal patrocinatore dell'imputato alla 
Commissione di giustizia e sicurezza del Gran Consiglio (posizioni "lettera a Com-
missione di giustizia", "copia a cliente" e "copia a Assista" del 16 marzo 2021, dal 
dispendio lavorativo complessivo di 55 minuti; act. G.1 pag. 3 in mezzo) sono a loro 
volta da cassare integralmente.

Considerata la durata del dibattimento d'appello e la distanza tra Roveredo e Coira, 
il dispendio temporale di 7 ore fatturato dal patrocinatore dell'imputato per la tra-
sferta e il dibattimento d'appello (act. G.1 pag. 3 penultima riga) dev'essere infine 
ridotto di un'ora a 6 ore.

Il dispendio temporale fatturato nella nota d'onorario è pertanto ridotto di 5 ore e 
25 minuti a 25 ore complessive.

Si riconosce pertanto un onorario del patrocinatore dell'imputato di CHF 6'000.00 
per la procedura d'appello (25 ore x CHF 240.00).

10.2.2. Per consolidata prassi, laddove gli esborsi allegati si rivelano eccessivi 
senza concreta o perlomeno plausibile giustificazione, il Tribunale cantonale dei Gri-
gioni riconosce un supplemento forfettario pari al 3% dell'onorario riconosciuto (cfr. 
fra tante TC GR ZK1 18 30 del 21.06.2019 consid. 15.1).

Complessivamente, gli esborsi fatturati (di CHF 1'080.70) sono eccessivi, posto 
come il valore di riferimento del 3% dell'onorario è superato di CHF 680.45 
(CHF 900.70 sulla base delle spese di patrocinio necessarie). Non sono addotti o 
ravvisabili motivi per tale eccesso. Particolarmente eccessive appaiono le "spese di 

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scritturazione e cancelleria", di CHF 786.00. Qualora tale importo dovesse com-
prendere anche il costo del lavoro della cancelleria, si ricorda che il compenso per 
le relative spese dev'essere già compreso nell'onorario del patrocinatore. Qualora 
ciò non fosse il caso, si dovrebbe invece dedurre che il patrocinatore abbia fatturato 
al suo mandante CHF 6.00 per ogni pagina nel caso di lettere e memorie e 
CHF 2.00 per ogni foglio nel caso di fotocopie. Ciò peraltro oltre ad aver fatturato 
CHF 2.00 per ogni messaggio di posta elettronica (sul tutto act. G.1 pag. 2 e 3, co-
lonne "lettera (pagina)", "fotocopie" e "cancelleria", nonché "fax + email"). Perlo-
meno per quanto concerne la professione forense nel Cantone dei Grigioni, gli im-
porti usuali – e pertanto riconoscibili come adeguati e necessari – sono sensibil-
mente inferiori. 

Si riconoscono pertanto esborsi pari al 3% dell'onorario riconosciuto, ovverosia per 
l'importo di CHF 180.00 (3% di CHF 6'000.00). Appare nella fattispecie corretto ag-
giungere a tale importo gli esborsi relativi alla trasferta da Roveredo a Coira per il 
dibattimento d'appello, di CHF 210.00. Sono pertanto complessivamente ricono-
sciuti esborsi dell'importo di CHF 390.00.

10.2.3. L'indennità dell'imputato per le spese di patrocinio della procedura d'appello 
dev'essere pertanto fissata in CHF 6'390.00 complessivi (CHF 6'000.00 + 
CHF 390.00). Sommandovi l'IVA di CHF 492.05 (7.7% di CHF 6'390.00), ne conse-
gue che lo Stato è tenuto a risarcire all'imputato per la relativa procedura l'importo 
di CHF 6'882.05.

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La Prima Camera penale pronuncia:

1. È costatato il passaggio in giudicato della sentenza dell'8 febbraio 2018 del 
Tribunale regionale Moesa come segue:

1. […]

2. […]

3. […]

4. L'azione civile dell'accusatore privato E.________ è inammissibile.

5. [Comunicazione]

2. D.________ è prosciolto dall'accusa d'incendio colposo.

3. Le spese della procedura preliminare, di CHF 1'154.95, rimangono a carico 
del Cantone dei Grigioni (Procura pubblica).

4. Le spese del procedimento di prima istanza, di CHF 1'500.00, rimangono a 
carico del Cantone dei Grigioni (Tribunale regionale Moesa).

5. Le spese della procedura d'appello, di CHF 3'000.00, rimangono a carico del 
Cantone dei Grigioni (Tribunale cantonale). 

6. A D.________ sono riconosciute un'indennità di CHF 3'000.00 per la 
procedura di prima istanza (cassa del Tribunale regionale Moesa) e 
un'indennità di CHF 6'882.05 per la procedura d'appello (cassa del Tribunale 
cantonale).

7. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia penale ai 
sensi dell'art. 78 LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 
Losanna 14, per scritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione con 
il testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per 
l'ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno 
stato gli artt. 29 segg., 78 segg. e 90 segg. LTF.

8. Comunicazione a: