# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0b3f81e8-5b6a-5230-bcfa-f3b1f47723ba
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-12-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 03.12.2018 80.2018.110
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2018-110_2018-12-03.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2018.110

  80.2018.111

  80.2018.112

  	
  Lugano

  3 dicembre 2018

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi - Gianola, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

  rappr.
  da:   RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 15 giugno 2018 contro la decisione del 15 maggio 2018 in materia di richiesta
  di garanzia IC/IFD e IComunale 2009-10-11-12-13-14-15.

  

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   In data 15 maggio
2018 la Divisione delle contribuzioni e per essa l’Ufficio esazione e condoni
trasmetteva a RI 1 5 richieste di garanzia:

·                  
fr. 13'000'000.- più interessi del 3% dal 16.5.2018 ai fini
dell’IFD e delle spese per gli anni fiscali 2009-2015 (multe comprese);

·                  
fr. 19'000'000.- più interessi del 2.5% dal 16.5.2018 ai fini
dell’IC e delle spese per gli anni fiscali 2009-2015 (multe comprese);

·                  
fr. 16'000'000.- più interessi del 2.5% dal 16.5.2018 ai fini
dell’IC (Comune di __________) e delle spese per gli anni fiscali 2009-2015
(multe comprese);

·                  
fr. 70'000.- più interessi del 2.5% dal 16.5.2018 ai fini dell’IComunale
(Comune di __________) e delle spese per gli anni fiscali 2012-2015 (multe
comprese);

·                  
fr. 15'000.- più interessi del 2.5% dal 16.5.2018 ai fini
dell’IComunale (Comune di __________) e delle spese per gli anni fiscali
2013-2015 (multe comprese).

 

                                         A motivazione delle
richieste di garanzia l’autorità indicava:

 

“Nell’ambito di accertamenti esperiti dalla Divisione
federale affari penali e inchieste sono emersi importanti elementi non
dichiarati e sottratti all’imposizione del fisco. L’attività del contribuente
sembrerebbe strutturata in maniera tale da permettere a quest’ultimo di
sottrarre, in modi diversi, i propri beni patrimoniali all’esecuzione del fisco
rendendo la stessa più difficile. Il credito ed il pagamento dell’imposta
sembrerebbero oggettivamente minacciati”.

 

 

                                  B.   Con ricorso 15.6.2018
RI 1 si aggrava, per il tramite dell’avv. RA 1 contro le cinque richieste di
garanzia emesse per complessivi fr. 48'085'000.-. 

                                         Nel gravame il
ricorrente precisa di essere stato domiciliato in Ticino, a __________, nel
periodo compreso tra il 2006 ed il 31.5.2017. In merito alla sua situazione
fiscale sostiene di essere stato – per tale lasso di tempo – illimitatamente
imponibile in Ticino ed anche di aver pattuito un apposito ruling con le
autorità fiscali nel 2012 confermato ed esteso nel 2015.

                                         Con tale ruling,
sottoposto dall’allora rappresentante fiscale del contribuente, la __________,
all’Ufficio di tassazione di __________ – che lo aveva accettato – con effetto
a decorrere dal 1°.1.2011, si confermava che la società Holding __________ (con
sede nelle __________), con le relative partecipazioni, non fosse in alcun modo
imponibile in Svizzera, rispettivamente in Ticino. Si attestava inoltre che le
“(...) eventuali prestazioni in denaro tra le società figlie della holding
non avevano alcun influsso fiscale in Svizzera e per il ricorrente. Con ulteriore
richiesta del 15 giugno 2015 __________ sottoponeva una nuova informativa
vincolante all’Ufficio di tassazione competente in merito alla scissione della
summenzionata holding, __________. Veniva in particolare chiesto se la precedente
decisione del 10 febbraio 2012 manteneva ancora la sua efficacia e se la stessa
valesse mutatis mutandis anche per la società __________ anch’essa con sede
nelle __________”. Le richieste, secondo quanto indicato nell’esposto ricorsuale
sarebbero state avallate da parte dell’Ufficio di tassazione di __________. 

                                         Nel gravame viene
precisato che il 7/8.5.2018 è stata avviata un’inchiesta fiscale speciale nei
confronti di RI 1 (v. art. 190 LIFD). L’insorgente spiega di essere sospettato della
sottrazione di importanti somme d’imposta sul reddito (artt. 175 e 176 LIFD) per
non aver dichiarato parte dei propri redditi nei periodi fiscali 2011 – 2015. 

                                         Il 15.5.2018 le autorità
resistenti hanno emanato le richieste di garanzia per il consistente importo
indicato: tali decisioni sarebbero già di primo acchito da annullare poiché non
sufficientemente motivate. In particolare lamenta la violazione del diritto ad
una motivazione: l’autorità non avrebbe fornito alcun elemento (né dato)
concreto per contestualizzare la fattispecie. Per la costituzione di una
garanzia è inoltre necessario che vi sia un credito fiscale da assicurare:
l’esistenza del credito fiscale e dell’assoggettamento devono apparire sufficientemente
verosimili. 

                                         Unicamente con le
osservazioni presentate nel contesto della procedura pendente presso il
Tribunale penale federale inerente il sequestro di documenti per opera della
DAPI, il Direttore dell’AFC avrebbe motivato gli asseriti sospetti, indicando che
il ricorrente non avrebbe dichiarato le Finders Fees pagategli dalle
società svizzere del Gruppo e che il suo reddito avrebbe dovuto essere tassato
alla luce delle entrate della __________. 

                                         Le considerazioni delle
autorità fiscali circa una sottrazione d’imposte sarebbero del tutto errate: in
primo luogo perché __________ sarebbe una persona giuridica indipendente e a sé
stante e, secondariamente, anche nella denegata ipotesi in cui si volesse
trattare in maniera trasparente tale società, i suoi redditi dovrebbero al
massimo essere imputati alla società madre oppure alla __________. e non al
ricorrente. Nel ruling sottoposto alle autorità fiscali sarebbe inoltre
stato espressamente indicato che le eventuali prestazioni in denaro tra le
società figlie della __________ non avrebbero avuto alcuna conseguenza fiscale
per il ricorrente. Da ultimo si indica che il Giudice deve discostarsi dalla
valutazione dell’autorità fiscale se l’ammontare richiesto appare
manifestamente eccessivo: l’importo appare esorbitante, giacché non dovuto e
senza che vi sia una reale connessione con la situazione finanziaria di RI 1.
Si evidenzia inoltre che le garanzie richieste comprendono pure un periodo
(2009-2011) neppure sotto esame dell’autorità inquirente.

 

 

                                  C.   Con osservazioni
5.9.2018 la Divisione delle contribuzioni chiede che il ricorso presentato
venga integralmente respinto. L’autorità fiscale precisa che il ricorrente si è
trasferito all’estero il 31.5.2017. La residenza all’estero, ossia l’assenza di
domicilio in Svizzera è una condizione sufficiente affinché le autorità fiscali
possano richiedere delle garanzie per i propri crediti d’imposta non ancora
scaduti (v. art. 169 cpv. 1 LIFD e art. 248 cpv. 1 LT). Nei confronti di RI 1
la Divisione affari penali e inchieste (DAPI) dell’AFC ha avviato un’inchiesta
fiscale ex art. 190 LIFD. Il fisco indica: “Già soltanto dalla lettura delle
osservazioni del 28 maggio 2018 presentate dall’AFC (si veda il doc. 11 quale
allegato al ricorso) è possibile evincere come vi fossero delle giustificate
premesse per considerare l’esistenza di fondati sospetti in merito ad una
sottrazione d’imposta da parte del ricorrente e, di conseguenza, vi potesse
essere una cosiddetta “Gefährdung des Steuerbezuges” (...) ciò che ha
giustificato, in concreto, le richieste di garanzia”. In relazione
all’ammontare di quanto richiesto in garanzia, il fisco indica, basandosi sulla
giurisprudenza del Tribunale federale che, se può essere richiesto in garanzia
dall’autorità fiscale un importo necessario ad assicurare tutto il possibile e
verosimile substrato imponibile riconducibile a un contribuente, niente si
oppone a che tale importo esatto, comunque provvisorio in attesa della
risolutiva definizione del dovuto d’imposta, vada a coprire l’intera somma presumibilmente
ottenibile sulla base dei conteggi esperiti. La Divisione delle contribuzioni
conclude che anche per quanto attiene all’argomentazione legata alla società __________,
rispetto al contribuente persona fisica, ciò non andrebbe ad inficiare la legittimità
delle richieste di garanzia, ritenuto che a RI 1 sono riconducibili tutte le
innumerevoli società da lui costituite. Allegato alle osservazioni veniva
trasmessa una tabella ricapitolativa del calcolo degli importi complessivi
richiesti.

 

 

                                  D.   Con replica spontanea
17/18.9.2018 l’avv. __________ precisa che l’autorità fiscale avrebbe omesso di
indicare – nelle osservazioni – che affinché una richiesta di garanzie ex art.
169 LIFD sia valida non solo deve sussistere almeno uno dei motivi di garanzia menzionati
nelle norme, ma deve anche essere resa verosimile l’esistenza di un credito
d’imposta e che l’ammontare richiesto non appaia manifestamente eccessivo.
L’esistenza del credito fiscale e dell’assoggettamento devono apparire
sufficientemente verosimili sulla scorta di atti oggettivi. Il ricorrente rimprovera
inoltre all’autorità fiscale di non essersi espressa sulla verosimiglianza del
credito in relazione con il Ruling 2012 a favore del contribuente ed in
particolare la conferma che la società holding (la __________.) con le relative
partecipazioni non era in alcun modo imponibile né in Svizzera né in Ticino.
Nel ruling in parola si attestava anche che le eventuali prestazioni in
denaro tra le società figlie della holding non avrebbero avuto alcun influsso
fiscale in Svizzera e per il ricorrente. Il patrocinatore dell’insorgente
precisa: “(...) il Ricorrente, quale organo di __________, ha concluso il
contratto sul quale si fondano i pagamenti ricevuti da __________: la __________
ha pagato le controprestazioni dovute a __________, come prescritto dal contratto
e quest’ultima le ha regolarmente contabilizzate quali propri redditi, cosicché
gli stessi devono essere attribuiti a __________ e non al ricorrente”.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         La richiesta di garanzia è
formulata dall’Ufficio esazione e condoni, sia quando ha per oggetto un’imposta
cantonale o comunale (art. 20 cpv. 1 del Regolamento della Legge tributaria
ticinese RL 640.110; numerazione precedente RL 10.2.1.1.1) sia quando è
riferita al pagamento di un’imposta federale diretta (art. 4 cpv. 5 del
Regolamento di applicazione della Legge federale sull’imposta federale diretta,
RL 642.150; numerazione precedente RL 10.2.5.1.).

                                         Contro tale decisione,
l’interessato ha facoltà di ricorso alla Camera di diritto tributario. Per le
imposte cantonali e comunali, la competenza è data dall’art. 248 cpv. 3 LT; per
le imposte federali dirette, dall’art. 169 cpv. 3 LIFD, che attribuisce al
contribuente il diritto di impugnare la richiesta di garanzia dinanzi alla commissione
cantonale di ricorso (art. 4 cpv. 6 del Regolamento di applicazione della Legge
federale sull’imposta federale diretta).

                                                                                                                         

                                         1.2.

                                         Il ricorrente censura le
decisioni principalmente per due ragioni: lamenta una violazione del diritto di
essere sentito, in quanto le richieste di garanzia non sarebbero, a suo dire,
motivate e già solo per questo sarebbero da annullare.

                                         RI 1 si aggrava poi anche
contro le richieste di garanzia in quanto tali, ritenendole non giustificate
nel caso concreto.

 

                                      

                                    2.   2.1. Violazione del diritto di essere
sentito

                                         Per ciò che
concerne le richieste di garanzia datate 15 maggio 2018, il ricorrente lamenta
innanzitutto la violazione del diritto di essere sentito sancito dall’art. 29
cpv. 2 Cost. Ritiene che le decisioni di garanzia non siano sufficientemente motivate.

 

                                         2.2.

                                         2.2.1.

                                         La giurisprudenza ha
dedotto dal diritto di essere sentito di cui all’art. 29 cpv. 2 Cost. il
diritto di ottenere una decisione motivata. In tale ambito, è sufficiente che
l’autorità menzioni, perlomeno brevemente, i motivi che l’hanno guidata e sui
quali ha fondato la propria decisione, di modo che l’interessato possa rendersi
conto della portata della decisione medesima ed impugnarla in coscienza di causa
(DTF 129 I 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b).

 

                                         2.2.2.

                                         Nell’ambito della
costituzione di garanzia fiscale, la relativa domanda deve indicarne i motivi,
poiché ogni decisione deve essere motivata. Una motivazione susseguente è
comunque possibile. I motivi di una domanda di garanzia sono l’assenza di domicilio
in Svizzera oppure la messa in pericolo dei diritti del fisco. In applicazione
dei principi generali di procedura, la domanda non può limitarsi all’indicazione
dei motivi della richiesta di garanzia. Una breve motivazione deve precisare le
ragioni della domanda affinché l’interessato possa esercitare il suo diritto di
ricorso con coscienza di causa. Una motivazione sommaria e succinta non è sufficiente.
Contrariamente ad altri vizi di forma l’insufficienza di motivazione può
comunque essere sanata nell’ambito della procedura ricorsuale (Curchod P., Commentaire romand LIFD [a
cura di Noel/ Aubry-Girardin], Basilea 2017, n. 31-32 ad art. 169 LIFD).

 

                                         2.3.

                                         La motivazione delle
decisioni impugnate (riportata in narrativa), sebbene breve, indica
indubbiamente i motivi essenziali che hanno indotto l'Autorità fiscale a ritenere
in pericolo la riscossione del credito fiscale. Detta motivazione ha quindi
permesso al contribuente di tutelarsi adeguatamente, inoltrando un ricorso debitamente
motivato. 

                                         È invece vero che la
decisione impugnata non dà indicazioni sul calcolo delle imposte da garantire.
La PI 1, vi ha però rimediato in sede di ricorso: in data 5 settembre 2018 ha
infatti trasmesso uno schema dove vengono riportati i calcoli anno per anno
(dal 2009 al 2015) per le imposte federali dirette, le imposte cantonali e le
imposte comunali, dovute o presunte, le multe e gli interessi scoperti. Il ricorrente
ha avuto la possibilità di replicare e di pronunciarsi sugli argomenti addotti
dall'Autorità fiscale. In simili circostanze, l’eventuale vizio di forma
iniziale potrebbe senz’altro essere considerato sanato nell’ambito della
procedura ricorsuale, in maniera rispettosa dell’art. 29 cpv. 2 Cost. fed.
(decisioni TF n. 2A.324/2005 e 2A.325/2005 del 30 novembre 2005; ASA 67 p. 722
consid. 3b).

                                                                                

                                         Ne consegue che nel caso
di specie non vi è violazione del diritto di essere sentito del ricorrente.

 

 

                                   3.   3.1. Garanzie fiscali

                                         Giusta gli artt. 248 cpv.
1 LT e 169 cpv. 1 LIFD, se il debitore d’imposta o di multa non ha domicilio in
Svizzera o se i diritti del fisco sembrano pregiudicati, l’autorità fiscale può
chiedere in ogni tempo, anche prima che l’imposta sia accertata definitivamente,
delle garanzie, impregiudicato il diritto di chiedere il sequestro.

 

                                         3.2.

                                         La norma in questione
prevede due tipi di casistiche che possono dar luogo a delle garanzie fiscali.
Il motivo generale per cui vengono richieste delle garanzie si basa sul
pericolo che il credito fiscale non venga corrisposto (sentenza TF 2A.611/2006
del 18.4.2007 consid. 4.1.). La legge ammette la costituzione di garanzie nel
caso in cui il contribuente non ha un domicilio in Svizzera. Questo motivo
particolare di costituzione di garanzie trova la sua ragione nel fatto che una
pretesa di diritto pubblico della Confederazione, di un Cantone oppure di un
Comune non può essere eseguita all’estero. Ad oggi unicamente la Convenzione
tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica d'Austria intesa ad evitare la
doppia imposizione nel campo delle imposte sul reddito e sulla sostanza (SR
0.672.916.31) prevede un’assistenza fiscale in materia di incasso (StR 72/2017
p. 248; sentenza TF 2C_669/2016 dell’8.12.2016).

                                         Le garanzie possono, come
visto, essere richieste anche quando i diritti del fisco appaiono minacciati
(in maniera simile a quanto previsto dall’art. 271 cpv 1 cifra 2 LEF). Secondo
il diritto attuale, l’autorità fiscale non ha più bisogno di comprovare che il
comportamento del contribuente metta in pericolo il pagamento dell’imposta, ma
unicamente che il pagamento risulta minacciato, oppure deve rendere verosimile
che una tale minaccia esista. L’insieme delle circostanze è determinante. Il
pagamento del credito fiscale appare minacciato quando ad esempio il contribuente
ha l’intenzione di lasciare la Svizzera oppure di preparare la sua partenza,
oppure ancora se esiste un pericolo di fuga. Le garanzie possono anche essere
giustificate nel caso in cui il contribuente dissimuli in maniera sistematica
il suo reddito e il suo patrimonio nell’ambito della procedura di tassazione,
induca in errore l’autorità fiscale in relazione ai suoi redditi (Curchod P., op. cit., n. 15-19 ad art.
169 LIFD).

 

                                         3.3.

                                         Secondo la giurisprudenza
sviluppatasi attorno all’art. 118 del previgente decreto concernente l’imposta
federale diretta, che conserva su questo punto tutta la sua validità, affinché
una richiesta di garanzia risulti giustificata è necessario che sia resa
verosimile l’esistenza di un credito d’imposta, che sussista uno dei motivi menzionati
sopra e che la somma richiesta non appaia, a prima vista, manifestamente
eccessiva (decisione TF n. 2A.326/1997 del 1° aprile 1998, in: RDAT II-1998 n.
20t). Nel contesto di tale procedura, la Camera di diritto tributario valuta
semplicemente a titolo pregiudiziale ed in modo sommario i suddetti aspetti,
limitandosi ad un esame della verosimiglianza (cfr. Allidi, La costituzione della garanzia e le altre forme di
garanzia del diritto fiscale, la responsabilità solidale, in: Bernasconi/Pedroli
[a cura di], Lezioni di diritto fiscale svizzero, Edizione speciale della RDAT,
Agno 1999, p. 304; StR 72/2017 p. 248; Curchod
P., op. cit., n. 29-32 ad art. 169 LIFD).                                            

                                         Proprio per la natura
giuridica dell’istituto della richiesta di garanzia, l’eventuale esame degli
ulteriori aspetti concernenti il credito fiscale, come quelli riferiti
all’accertamento definitivo dell’obbligazione tributaria oppure alla
determinazione dell’imposta realmente dovuta sono demandati alla procedura
ordinaria di tassazione e a quella di reclamo e di ricorso. Neppure tutte le
altre eccezioni concernenti la successiva esecuzione (attraverso il sequestro)
della decisione di garanzia possono essere fatte valere nella procedura di
ricorso contro la garanzia, ma semmai nelle procedure previste dalla Legge
federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF; RS 281.1), come per esempio
quando il contribuente contesta l’esistenza dei beni oggetto di un sequestro
per garanzia (Allidi, loc. cit.).

 

                                         3.4.

                                         Nell’ambito delle
procedure amministrative vige il principio del convincimento completo.
Nell’ambito delle procedure di tassazione (ex art. 130 LIFD), non vi è la
necessità della certezza assoluta. È sufficiente che l’autorità di tassazione,
dopo l’esame oggettivo degli elementi di prova si convinca dei fatti con la probabilità
che rasenti la certezza. Il convincimento può basarsi su indizi senza
necessitare di prove dirette. 

Nelle procedure di recupero d’imposta vige
il medesimo principio. 

La procedura di garanzia ai sensi
dell'articolo 169 LIFD è una misura provvisoria; non ha alcuna influenza
sull'esistenza e sull'importo del credito d'imposta. Poiché il pericolo è
necessariamente imminente, il provvedimento di blocco o di sequestro deve poter
essere ordinato rapidamente, ma deve anche essere modificato o revocato in
qualsiasi momento se le circostanze suggeriscono una valutazione diversa. La
necessaria rapidità della procedura di sequestro fiscale incide sulle prove. La
prassi richiede solo, ma almeno, che le circostanze giuridiche pertinenti
(soggetto passivo, imposta dovuta, motivo della garanzia) siano rese credibili
(sentenza del TF 2C_669/2016 e 2C_670/2016 dell’8.12.2016, in StR 72/2017 p. 245,
consid. 2.3.2).

                                         La credibilità è data
quando l’esistenza di un fatto rilevante è stabilita con un "certo grado
di verosimiglianza" sulla base di indizi oggettivi. La possibilità che le
cose possano essersi svolte diversamente non deve essere esclusa. Un fatto è
già credibile se alcuni elementi depongono a favore della sua esistenza, anche
se l’autorità non può ancora escludere che non si sia effettivamente verificato
(DTF 142 II 49 E. 6.2 pag. 58 con riferimenti). Ciò che si deve ammettere che l’autorità
di tassazione potesse esaminare, limitandosi alla semplice verosimiglianza,
deve essere ammesso che possa essere sottoposto dall’autorità giudiziaria
cantonale ad una pura valutazione prima facie. In caso di ricorso, anche
il Tribunale federale opera in quest’ambito una valutazione prima facie
(StR 72/2017 p. 249, v. consid. 2.3.4. e riferimenti giurisprudenziali ivi
citati; in merito anche sentenza TF 2C_543/2018 del 30.10.2018 consid. 2.2.).

 

                                         3.5.

                                         3.5.1.

                                         Come visto, essendo
confrontati ad una misura provvisoria, nell’esame delle decisioni di garanzia è
sufficiente che le circostanze giuridiche pertinenti, ossia il contribuente, l’imposta
dovuta ed il motivo della garanzia siano rese credibili (StR 72/2017 p. 249).

 

                                         3.5.2.                                                                       

                                         Nel caso esposto in
narrativa è un dato assodato ed incontestato che il contribuente ha lasciato la
Svizzera (e meglio il Comune di __________ in Ticino) per __________ (__________)
il 31.5.2017 (v. anche banca dati MOVPOP). Egli era giunto in Ticino il
1°.6.2008 dall’__________. In tale lasso di tempo egli è stato illimitatamente
imponibile fiscalmente in Svizzera, come del resto attestato anche nel ricorso
a pagina 2.

                                         Il
domicilio all’estero del contribuente è uno dei motivi per i quali poter
richiedere la costituzione di garanzie ai sensi degli art. 169 LIFD e 248 LT.

                                         

                                         3.6.

                                         3.6.1.

                                         Come
correttamente indicato da parte della Divisione delle contribuzioni nelle
proprie osservazioni 5.9.2018, nei confronti di RI 1 è stata aperta una
procedura d’inchiesta fiscale speciale ex art. 190 LIFD da parte della DAPI
l’8.5.2018. In particolare (cfr. allegato 10 al ricorso), il qui ricorrente è
sospettato, nel periodo 2011 – 2015 di aver: “(...) commesso sottrazione
(art. 175, 176 LIFD) di importanti somme d’imposta sul reddito, in quanto non
avrebbe dichiarato una parte dei propri redditi”. Nel documento n. 11
prodotto dal ricorrente in allegato al ricorso, e meglio le osservazioni
28.5.2018 dell’AFC al Tribunale penale federale al reclamo presentato dal
contribuente al sequestro di documenti avvenuto in seguito alla perquisizione
del 17.5.2018 nel suo appartamento sito in via __________, viene dettagliata la
fattispecie alla base dell’apertura dell’inchiesta fiscale speciale e meglio
alle pagine da 3 a 8. 

                                         A
pagina 5 si può leggere: “Riassumendo abbiamo un contribuente, persona fisica,
ticinese, il quale svolge una determinata attività, il cui (limitato) reddito
generato è valutato in base a un ruling nel cantone di domicilio, quando questo
reddito deve essere tassato. Per contro è stato possibile ricostruire che __________
ha generato attraverso la __________. Ulteriori, enormi redditi di ca. 50'000’000,
che non sono stati (integralmente) imposti. L’irrisoria imposizione è dovuta al
fatto che l’autorità fiscale ticinese non ha ricevuto le necessarie
informazioni per valutare la fattispecie”.

                                          

                                         3.6.2.

                                         Nelle osservazioni DAPI al
Tribunale penale federale viene indicato (allegato 11 al ricorso, p. 4): “Per
quanto riguarda i sospetti fondati, la DAPI ritiene le seguenti fattispecie
rilevanti dal punto di vista dell’inchiesta fiscale speciale: da un lato le
finder fees che il reclamante ha incassato, dall’altro la cifra d’affari non contabilizzata
dalle __________. Per quanto riguarda invece la procedura penale amministrativa
(reati contro la LIP), il sospetto fondato deriva dalla rinuncia agli utili da
parte delle società suesposte ed accreditate alla società __________”.

                                         

                                         3.6.3.

                                         Per quanto riguarda la
questione delle finder fees, secondo la DAPI, emergerebbe che le società
riconducibili al ricorrente (e meglio __________) hanno versato delle finders
fees (ossia commissioni legate all’intermediazione/facilitazione di
transazioni) ad una società __________ detenuta indirettamente da RI 1, la __________.
Nel periodo compreso tra il 2011 ed il 2016 sarebbero stati versati
61'089'615.- franchi svizzeri a titolo di finder fees alla sopraccitata
società __________. A sua volta questa società __________ avrebbe
contabilizzato un costo e riversato tali importi ad una società anch’essa
riconducibile indirettamente al ricorrente, la __________. Secondo la DAPI tali
pagamenti devono essere considerati proventi da attività lucrativa, poiché una
terza persona indipendente avrebbe potuto richiederli a titolo di
retrocessioni. La DAPI è dell’avviso che senza l’intermediazione
dell’insorgente, il gruppo __________ non avrebbe mai potuto realizzare gli
utili conseguiti. Il controvalore dell’attività lucrativa di RI 1 avrebbe
dovuto corrispondere a quanto incassato dalla società di sede da lui detenuta e
ultima beneficiaria di tali fondi la __________ (ammontare stimato nel periodo
2011 – 2016 di fr. 52'788'299.-, cfr. pag. 4 allegato n. 11).

 

                                         3.6.4.                              

                                         Per quanto riguarda invece
la cifra d’affari non contabilizzata dalle società del __________, dalle
osservazioni DAPI emerge che nel 2014 il modello di business del gruppo
riconducibile a RI 1 è stato modificato: una parte del patrimonio gestito (3
miliardi di USD) è stato immesso in sette fondi di investimento privati, apparentemente
amministrati dalla __________. I sette fondi d’investimento versano delle
commissioni a __________ che, non disponendo di adeguato personale, acquista
dei servizi dalle società svizzere del __________, versando importi a titolo di
advisory fees. In sostanza sarebbero stati riversati a questo titolo
alle società del gruppo in Svizzera, tra il 2014 ed il 2016 fr. 38'124'171.-.
Secondo la DAPI __________ sarebbe stata interposta con il solo scopo di
diminuire il carico fiscale del gruppo svizzero (tale società non disponeva né
di infrastruttura né di personale).

 

 

                                         3.6.5.

                                         Ora
l’apertura dell’inchiesta summenzionata ed i sospetti che gravano sulla persona
del ricorrente, sono sufficienti, ad un’analisi prima facie per ritenere
che in concreto siano dati entrambi i motivi che giustificano l’adozione di
garanzie fiscali e meglio la minaccia che il credito fiscale sia
in concreto messo in pericolo nonché l’assenza di domicilio in Svizzera. Vi
sono infatti significativi indizi per ritenere che il ricorrente abbia
dissimulato sistematicamente elementi del proprio reddito. Una tale situazione
è già di per sé sufficiente per considerare il pagamento del credito fiscale
oggettivamente minacciato (RDAT II-1998 n. 20t, consid. 4c; ASA 65 p. 386 = StE
1996 B 99.1 n. 5), senza dimenticare inoltre che una richiesta di garanzia si
rileva altresì legittima ogni volta che il contribuente deve aspettarsi, come
nella fattispecie, delle imposte suppletorie e delle multe considerevoli (Curchod, in: Noël/Aubry Girardin [a
cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2017, n. 22
ad art. 169 LIFD, p. 1450 e riferimenti citati).

 

                                         Le contestazioni
dell’insorgente in merito all’interpretazione del ruling ed ai rapporti tra le
sue società potranno essere esaminate nell’ambito della procedura di ricorso
contro le decisioni di tassazione e/o di ricupero d’imposta.

 

                                         3.7.

                                         3.7.1.

                                         Per quanto concerne
l’imposta dovuta, il contribuente giudica ad ogni modo eccessivo l’ammontare
complessivo richiesto in garanzia, per oltre 48 milioni di franchi svizzeri.
Per suo conto l’autorità fiscale ha quantificato l’importo da richiedere in
garanzia sulla base delle prime emergenze istruttorie della DAPI come anche di
uno schema                                   dove vengono riportati i calcoli
anno per anno (dal 2009 al 2015) per le imposte federali dirette, le imposte
cantonali e le imposte comunali, dovute o presunte, le multe e gli interessi
scoperti.

 

                                         3.7.2.

                                         Come visto la costituzione
di garanzie è giustificata, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale,
quanto esiste uno dei motivi indicati dalla legge, quando la pretesa fiscale
appare plausibile e l’importo della garanzia non sembra manifestamente eccessivo
(sentenza TF 2C_235/2013 del 26.10.2013, consid. 2.4.).

 

                                         In merito al calcolo
dell’ammontare delle garanzie l’autorità fiscale ha allestito uno schema che si
basa sulle prime emergenze istruttorie. Il fisco ha documentato mediante
calcoli le somme richieste in garanzia per oltre fr. 48'000'000.-. 

                                         

3.7.3.

Per quanto è dato di
sapere a questo stadio della procedura, simili somme sono senz’altro elevate,
ma non sproporzionate, considerato che la garanzia richiesta deve poter coprire
l’ammontare massimo del tributo che essa ha per scopo di assicurare (decisione
TF n. 2A.352/1995 del 9 gennaio 1995, in: RDAT II-1995 n. 19t), compresi gli
interessi di ritardo e le multe.

Va infine evidenziato
che l’efficacia di una richiesta di garanzia dipende in larga misura anche
dalla sua imprevedibilità e dalla rapidità con cui il provvedimento viene
adottato e che tale procedura non pregiudica comunque la determinazione
dell’imposta effettivamente dovuta, da stabilire in sede di tassazione e di recupero
d’imposta.

 

                                         Ci si trova infatti confrontati
ad una misura provvisoria: la stessa non ha alcuna influenza sull’esistenza e
sull’importo del credito d’imposta. Il provvedimento può infatti essere
modificato o revocato in qualsiasi momento se le circostanze suggeriscono una
valutazione diversa.

                                         

                                         3.7.4.

                                         L’esame esperito prima
facie da questa Camera conduce a confermare le decisioni impugnate,
ritenuta l’esistenza dei motivi esatti dalla legge per costituire delle
garanzie, la plausibilità della pretesa fiscale e del suo importo, con la conseguenza
che il ricorso deve essere respinto.

 

                                         Le censure espresse da
parte del ricorrente potranno senz’altro essere riproposte da quest’ultimo
nell’ambito delle procedure che lo vedono coinvolto.

 

 

                                   4.   Il ricorso è
respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente,
soccombente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                      

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.  2’500.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.    500.–

                                         per un totale di                                                      fr. 3’000.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LA

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: