# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 883a225e-5225-5496-9e29-d200c646a0fd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-08-13
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 13.08.2019 9.2018.169
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2018-169_2019-08-13.html

## Full Text

Incarto n.

  9.2018.169

  	
  Lugano

  13 agosto 2019

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Camera di protezione del
  Tribunale d'appello

  
	
  Franco
  Lardelli

  
	
  giudice
  unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 LOG

  
						

 

	
  assistito
  dalla

  vicecancelliera

  	
   

  Mecca

  

 

 

sedente
per statuire nella causa che oppone

 

	
   

  	
  RE
  1 

  RE
  2 

  tutti
  patr. da: PAR 1 

   

  

 

	
   

  	
  all’

  

 

	
   

  	
  Autorità
  regionale di protezione __________, 

   

  e
  a 

   

  CO
  2 

  CO
  3 

  

 

	
   

  	
  per
  quanto riguarda l’esercizio delle relazioni personali dei nonni con i nipoti

  

 

 

 

giudicando
sul reclamo del 12 novembre 2018 presentato da RE 1 e RE 2 contro la decisione
emessa l’11/12 ottobre 2018 dall'Autorità regionale di protezione __________;

 

letti ed esaminati gli atti,

 

ritenuto

 

in fatto

                                  A.   PI 1, nata il 2011, e
PI 2, nato il 2012, sono figli di CO 2 e CO 3, domiciliati a __________.

 

 

                                  B.   I reclamanti RE 1 e RE
2 sono i genitori di CO 2, nonché i nonni materni dei minori PI 1 e PI 2.

 

 

                                  C.   I rapporti personali
tra i signori RE 1RE 2 e i signori CO 2CO 3 si sono inaspriti, causando un
distanziamento delle due famiglie. Con scritti 20 settembre 2017 e 6 ottobre
2017 i signori CO 2CO 3 hanno diffidato i signori RE 1RE 2 di mettere fine allo
“stalking” nei confronti della loro famiglia.

 

 

                                  D.   In assenza di accordi
diretti tra le parti, con istanza 12 dicembre 2017 i signori RE 1RE 2 hanno
chiesto all’Autorità regionale di protezione __________ (in seguito Autorità di
protezione) l’autorizzazione affinché i loro abiatici PI 1 e PI 2 “gli
rendano visita al loro domicilio in __________ una volta ogni due settimane,
possibilmente la domenica dalle ore 09.00 alle ore 14.00”.

 

 

                                  E.   Con osservazioni 14
marzo 2018 i genitori CO 2CO 3 hanno chiesto la reiezione della predetta
istanza, indicando che le “incursioni” dei nonni ingenerebbero nei
piccoli “situazioni di stress e di disagio (…), con effetti nefasti
sulla serenità famigliare dei coniugi CO 2CO 3 e dei minori”.

 

 

                                  F.   In sede di udienza 24
maggio 2018 l’Autorità di protezione ha sentito i signori RE 1RE 2 e il legale
dei signori CO 2CO 3. In occasione separata, il 26 luglio 2018, sono stati
sentiti di persona anche i signori CO 2CO 3.

 

 

                                  G.   Su richiesta dell’Autorità
di protezione, in data 21 settembre 2018 la direttrice didattica dell’Istituto
scolastico di __________, signora __________, ha presentato un rapporto sulla
situazione scolastica dei minori PI 1PI 2.

 

 

                                  H.   Con decisione 12
ottobre 2018 l’Autorità di protezione ha respinto l’istanza 12 dicembre 2017
dei signori RE 1RE 2, concludendo che “non si ravvedano circostanze
straordinarie e nemmeno appare dai fatti e dai documenti dell’incarto che le
relazioni personali coi nonni o con la bisnonna servano al bene dei figli ma
tantomeno gli istanti hanno fornito elementi in tal senso”.

 

 

                                    I.   Contro quest’ultima
decisione sono insorti i signori RE 1RE 2 con reclamo 12 novembre 2018,
rilevando che nella concessione di relazioni personali tra i nonni e gli
abiatici non vi sarebbe nessun elemento tale da ledere il bene dei minori.

 

 

                                   J.   Con scritto 23
novembre 2018 l’Autorità di protezione ha comunicato di non formulare delle
osservazioni in merito al reclamo e di rimettersi al giudizio della Camera di
protezione.

 

 

                                  K.   Con osservazioni 10
dicembre 2018 i signori CO 2CO 3 hanno chiesto la reiezione del reclamo e la
conferma della decisione impugnata e fanno valere che il rapporto problematico
tra la signora CO 2 e i suoi genitori esporrebbe i minori a un “conflitto di
lealtà”, ciò che comprometterebbe il loro equilibrio e non servirebbe pertanto al
loro bene.

 

 

                                  L.   Con replica 27
dicembre 2018 i reclamanti contestano le tesi fatte valere dai signori CO 2CO 3
con le osservazioni e ritengono “abusivo” il comportamento assunto dai
genitori che, a loro dire, “ingenerebbero dei conflitti d’interesse nei figli”
per “sostanziare un impedimento alle relazioni con i nonni”.

 

 

                                  M.   L’Autorità di
protezione, in data 3 gennaio 2019, ha comunicato di rinunciare a formulare una
duplica.

 

 

                                  N.   Con duplica 14
gennaio 2019, i signori CO 2CO 3 (a titolo personale, dopo la revoca del
mandato di patrocinio all’avv. __________) si sono riconfermati nelle loro
osservazioni del 10 dicembre 2018, aggiungendo che il più recente peggioramento
dei rapporti con i reclamanti è sfociato in una procedura cautelare davanti al
giudice civile competente.

 

 

Considerato

 

 

in diritto

 

                                   1.   Le decisioni delle
Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni e minorenni sono
impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale di
appello, che decide nella composizione di un giudice unico [art. 450 CC in
relazione agli art. 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC; art. 2 cpv. 2 Legge
sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e
dell’adulto (LPMA); art. 48 lett. f n. 7 LOG].

 

                                         Riguardo alla
procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC,
occorre riferirsi, in via sussidiaria, alle Legge sulla procedura
amministrativa, in particolare alle norme concernenti le azioni connesse con il
diritto civile di competenza dell’autorità amministrativa (art. 99 LPAmm; cfr.
Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611 del 7 marzo 2012 concernente la
modifica della LTut, pag. 8) e, in via ancor più sussidiaria, alle disposizioni
del diritto processuale civile (CPC; v. art. 450f CC).

 

 

                                   2.   Secondo l’art. 274a
CCS in “circostanze straordinarie” il diritto alle relazioni personali può
essere accordato anche ad altre persone, segnatamente ai parenti, in quanto ciò
serva al bene del figlio. “Circostanze straordinarie” sono – tra l’altro – cambiamenti
famigliari che non permettono più a tali parenti di mantenere un rapporto
instauratosi con il minorenne, come per esempio in caso di separazione o
divorzio dei genitori (Hegnauer in:
Berner Kommentar, edizione 1991, n. 19 ad art. 274a CC).

                                         Il ricorso all’art. 274a
CCS implica che genitori e terzi non abbiano raggiunto un accordo sui contatti
sollecitati. Si tratta quindi per definizione di una situazione conflittuale,
suscettibile di compromettere l’equilibrio del minore (Meier/Stettler, Droit de la filiation, 6. Edizione, pag. 632).
Diversamente dalle relazioni personali tra genitore e figlio, infatti, le
relazioni tra i terzi e il figlio devono orientarsi esclusivamente al bene di
quest’ultimo; l’interesse dei terzi che desiderano intrattenere relazioni
personali con il minorenne importa poco (Hegnauer
in: Berner Kommentar, op. cit., n. 15 ad art. 274a CC; analogamente: I
CCA, sentenza inc. 11.2004.116 del 26 marzo 2007, consid. 5). In concreto solo
l'interesse del figlio è determinante, non quello della persona con la quale
costui può o deve intrattenere delle relazioni personali (FamPra.ch 1/2004,
pag. 159).

 

                                   3.   Nel suo
apprezzamento, l'Autorità – in virtù del principio inquisitorio illimitato che
governa il diritto di filiazione – non è vincolata né alle dichiarazioni delle
parti né alle prove da loro fornite (DTF 130 III 734, consid. 2.2.2-2.2.3; 129
III 417, consid. 2.1.1.-2.1.2; 128 III 411, consid. 3.2.1; 122 III 408, cons.
3d).

                                         Il citato principio vale
anche per la regolamentazione delle relazioni personali (decisioni del
Tribunale federale 5A_69/2011 del 27 febbraio 2012 consid. 2.3; 5C.58/2004
del 14 giugno 2004 cons. 2.1.2).

 

                                         Esso impone all’Autorità
di chiarire i fatti e prendere in considerazione d’ufficio tutti gli elementi
che possono essere importanti per rendere una decisione conforme al bene del
minore. L’Autorità può istruire la fattispecie secondo il proprio apprezzamento,
amministrando le prove finanche in modo inabituale, sollecitare rapporti, di
propria iniziativa, anche se tale modo di procedere non è previsto dal diritto
di procedura cantonale (FamKomm Erwachsenenschutz, Steck, art. 446 CC n. 11; DTF 128 III 411, consid. 3.2.1).

 

 

                                   4.   Nel caso concreto, per
i motivi che seguono, non risultano date le condizioni per l’introduzione di
relazioni personali tra i minori PI 1PI 2 e i loro nonni materni, così come
richiesto dai reclamanti.

 

                               4.1.   I genitori di PI 1 e PI
2 sono coniugati e la famiglia vive congiuntamente. In virtù dell’art. 301 CC,
i genitori – nella misura dell’autorità parentale che loro compete – in considerazione
del bene dei figli, ne dirigono le cure e l’educazione, e, riservata la loro
capacità, prendono le decisioni necessarie.

                                         Alla luce del
deterioramento dei rapporti famigliari tra la signora CO 2 e i propri genitori –
i qui reclamanti – è subentrato un distacco tra le due famiglie, circostanze
che hanno portato anche ad un conseguente allontanamento tra signori RE 1RE 2 e
i loro abiatici. Nel caso in esame non si è in presenza di “circostanze
straordinarie” ai sensi dell’art. 274a CC (dato che la situazione della
famiglia CO 2CO 3, segnatamente quella dei figli, è rimasta immutata come tale).
bensì di una limitazione dei contatti tra i figli e i nonni materni. Quest’ultima
dipende dalla semplice decisione dei genitori, ai quali compete definire con
quale frequenza i figli abbiano ad avere contatti con terze persone, inclusi i
nonni. Detta decisione spetta solo ai signori CO 2CO 3 nella misura della loro
autorità parentale e si deve presumere che sia stata presa, come tale, in
considerazione del bene dei figli.

 

                               4.2.   Il rapporto personale
tra i terzi e il figlio trova la sua giustificazione unicamente nell’interesse
del figlio, a esclusione degli interessi dei terzi. Non è sufficiente che il
bene del figlio non sia pregiudicato dai contatti con i terzi; necessario è
piuttosto che questi contatti si ripercuotano positivamente sul figlio. Nel
caso dei nonni, si può in generale presumere che le relazioni personali servano
al bene del figlio. Qualora sussistano conflitti tra i nonni e i genitori, è
fondamentale che i partecipanti non ripercuotano le loro dispute sul figlio in
un modo che sia pregiudizievole per il loro bene (Meier/Stettler, Droit de la filiation, 6ͣ ed., n. 979
pag. 631; FamPra.ch 4/2018 pag. 1051; DTF 5A_380/2018 del 16 agosto 2018; DTF
5A_355/2009 del 3 luglio 2009).

 

                                         La situazione di forte
conflitto tra i genitori e i nonni materni è palese e incontestata. I
reclamanti non hanno dimostrato che le diatribe in atto non si ripercuotono
negativamente sul bene dei loro abiatici. Anzi, dagli atti traspare che i
partecipanti non riescono a contenere i loro conflitti, bensì gli effetti di
questi ultimi hanno già portato al coinvolgimento di terzi, segnatamente la
direzione e i docenti dell’istituto scolastico frequentato dai bambini. Il
fatto che questi ultimi risentano di tale situazione traspare anche dal
rapporto della signora __________, direttrice didattica dell’Istituto
scolastico di __________. Essa riferisce di una situazione di agitazione della
piccola PI 1, di fronte alla presenza – in una circostanza – dell’automobile
della nonna nei pressi della scuola, che ha reso necessario tranquillizzare e
allontanare la bambina.

 

                                         Dagli atti si evince pertanto
che, al momento dell’emanazione della decisione impugnata, l’esercizio delle
relazioni personali con i nonni non servirebbe al bene dei minori, anzi,
rischierebbe di pregiudicarlo. È proprio di fronte all’acceso conflitto tra la
madre e i reclamanti che l’esercizio di relazioni personali potrebbe esporre i
bambini ad un conflitto di lealtà nei confronti della loro madre. Inoltre, non
si può escludere che durante i diritti di visita vi possa essere un coinvolgimento
dei minori nel conflitto tra la madre e i nonni, ciò che contrasterebbe
parimenti con il bene e l’equilibrio dei bambini.

 

 

                                   5.   Alla luce di quanto
sopra, mancando le “circostanze straordinarie” e in quanto non corrispondenti
al bene dei minori (almeno attualmente e intanto che persistono i rapporti
conflittuali tra le parti), non vi è spazio per una concessione di relazioni
personali tra i reclamanti e i loro abiatici. La decisione impugnata risulta
pertanto giustificata ai fini della salvaguardia del bene dei minori e il
reclamo deve essere respinto.

 

 

                                   6.   Tasse e spese
seguono la soccombenza e vanno pertanto poste a carico dei reclamanti, in
solido. I reclamanti sono tenuti a rifondere congrue ripetibili ai signori CO 2
e CO 3.

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il reclamo è
respinto.

 

                                   2.   Gli oneri del
reclamo consistenti in:

                                         a)  tassa di giustizia    fr. 300.–

                                         b)  spese                       fr.  
50.–

                                                                                fr.
350.–

 

                                         sono posti a carico di RE
1 e RE 2, che rifonderanno, in solido, a CO 2 e CO 3 fr. 500.– a titolo di
ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -
  

  -
  

  -
  

  

 

                                         Comunicazione:

                                         -

 

 

 

Il
presidente                                                         La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95
 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72
segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è
ammissibile solo se il valore litigioso
ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge
tale importo, il ricorso in materia
civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.