# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6d60837f-1887-59a6-a218-f1d841e0db6f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-06-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Corte di appello e di revisione penale 08.06.2016 17.2016.30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2016-30_2016-06-08.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2016.30

  	
  Locarno

  8 giugno 2016/cv 

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di appello e di revisione penale

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Giovanna Roggero-Will, presidente,

  Damiano Stefani e Giovanni Celio

  

 

	
  segretario:

  	
  Orio Filippini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza di revisione presentata il
 23 febbraio 2016 da

 

	
   

  	
  IS 1

  rappr. dall' PA 1 

  

 

	
   

  	
  contro il decreto d’accusa 218/2011
  emanato nei suoi confronti il 28 settembre 2011 dal procuratore pubblico PP 1

  

 

esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto

 

 

in
fatto:                    A.   Come risulta dal “rapporto
incidente stradale n. 1427599” (cfr. AI 12 in inc. MP DAC 218/2011,
allegato al doc. CARP IV), in data 12 maggio 2011, IS 1, di professione
educatrice, alla guida del veicolo Suzuki targato __________, stava
accompagnando a casa __________, persona affetta da un grave ritardo mentale e
che, pertanto, richiedeva un’assistenza costante da parte di personale
specializzato.

Nei pressi della stazione di Lugano, circolando su Via Maraini in direzione di
Paradiso, IS 1, nell’affrontare una curva leggermente piegante a sinistra,
perdeva improvvisamente il controllo del mezzo meccanico, il quale, dopo aver
effettuato un testa-coda e dopo aver invaso la corsia di contromano, saliva sul
marciapiede e andava a collidere con la ringhiera metallica, posta sul ciglio
della strada. Quest’ultima non riusciva a contenere l’urto della vettura che
cadeva nel vuoto da un’altezza di ca. 6,5 m capovolgendosi ed atterrando sul
tetto con conseguente compressione dell’abitacolo.

A seguito dell’impatto, __________ ha riportato lesioni che ne hanno provocato
l’immediato decesso, mentre IS 1 riportava un trauma cranico con emorragia
cerebrale e alcune fratture (alle vertebre, alle costole nonché alla mano
destra).

La conducente è stata sottoposta ad un prelievo di sangue, il cui esame ha
evidenziato una positività al THC (nella misura del 1,8 µg/l). Al riguardo IS 1
ha dichiarato agli inquirenti di avere fumato uno spinello 2 o 3 giorni prima
dell’incidente.

 

                                  B.   Con
DA 218/2011 del 28 settembre 2011, il procuratore pubblico - dopo esame del
rapporto di polizia e della documentazione fotografica in atti nonché dopo
audizione della prevenuta - ha ritenuto IS 1 colpevole di:

 

-  omicidio
colposo,

   per avere, il 12 maggio 2011, a Lugano su via Maraini, per negligenza,
cagionato la morte della compagna di viaggio __________ (1986) mentre, alla guida del
veicolo Suzuki targato __________, a causa della velocità inadeguata alle condizioni
del fondo
stradale bagnato, in una curva per lei piegante a sinistra, perdeva la padronanza del
veicolo il quale, entrando in rotazione su se stesso, invadeva la corsia di
contromano delimitata dalla linea di sicurezza e da una superficie vietata, salendo poi
sull'adiacente marciapiede per poi cozzare, con l'angolo posteriore destro, contro l'esistente ringhiera la
quale cedeva facendo in tal modo precipitare il veicolo in un sottostante spiazzo (altezza di ca. 6,5
m), finendo sul tetto e schiacciando così al
suo interno la passeggera la quale riportava ferite tali da provocarne
il pressoché immediato decesso;

 

-  guida
in stato di inattitudine, 

   per avere, il 12 maggio 2011, a Lugano, condotto
la summenzionata vettura Suzuki targata __________ essendo sotto l'influsso di
sostanze stupefacenti, così come emerge dall'analisi tossicologica del 17.06.2011 risultata positiva alla
cannabis;

 

-  ripetuta
contravvenzione alla LF sugli stupefacenti, 

   per avere, da marzo al 12
maggio 2011 a Lugano, senza essere autorizzata, ripetutamente consumato della marijuana, in
occasione di fumate collettive.

 

                                         Il
procuratore pubblico ne ha, pertanto, proposto la condanna alla pena pecuniaria
- sospesa condizionalmente per un periodo di prova 3 anni - di fr. 15’000.-
(corrispondente a 150 aliquote giornaliere da fr. 100.-) nonché alla multa di
fr. 1’000.-.

Non avendo la prevenuta sollevato opposizione, il DA è passato in giudicato.

                                  C.   Con istanza di
revisione 23 febbraio 2016, IS 1 chiede l’annullamento integrale del DA e il
rinvio degli atti al Ministero pubblico perché proceda “a completare
l’istruzione e a pronunciare una nuova decisione”.

In particolare, l’istante sostiene che, improvvisamente, nel gennaio 2013, sono
in lei riaffiorati i ricordi dell’incidente e, in particolare, del fatto che:

 

“l’incidente era stato provocato dalla stessa
passeggera poi deceduta, la quale (afflitta da gravi problemi psichici e
comportamentali) aveva interferito con la guida del veicolo, in particolare
manipolando la leva del cambio

(istanza, doc. CARP I, pag. 5).

 

L’istante ha, al riguardo,
prodotto uno scritto della sua psichiatra, dr.ssa __________, che ha confermato
che questi ricordi le sono stati comunicati dalla paziente in data 4 gennaio
2013.

A dire dell’istante, il motivo di revisione consiste, quindi, in un nuovo mezzo
di prova - e meglio in un suo nuovo interrogatorio vertente sui suoi ricordi
dell’accaduto - che potrebbe escludere, o almeno ridurre in modo importante, le
sue responsabilità (istanza, doc. CARP I, pag. 6-7).

IS 1 sostiene poi ancora che, con il nuovo giudizio, andrà rivista anche la sua
condanna per il reato di guida in stato d’inattitudine, ritenuto che il PP, nel
valutare la concentrazione di THC riscontrata nel suo sangue, non ha tenuto
conto del margine d’errore del 30% stabilito dalle direttive USTRA 2004
(istanza, doc. CARP I, pag. 7).

 

                                  D.   Con
osservazioni 26 febbraio 2016, il procuratore pubblico ha postulato la
reiezione dell’istanza di revisione.

                                  E.   Con
scritto 15 marzo 2016, il patrocinatore degli eredi fu __________ ha rimarcato
come non risultino in concreto adempiuti i presupposti per l’accoglimento
dell’istanza di revisione.

 

 

 

 

Considerando

 

in
diritto:                  1.   Per l’art. 410 cpv. 1 lett. a CPP,
chi è aggravato da una sentenza passata in giudicato, da un decreto d’accusa,
da una decisione giudiziaria successiva o da una decisione emanata nella
procedura indipendente in materia di misure può chiedere la revisione se sono
dati nuovi fatti o nuovi mezzi di prova anteriori alla decisione e tali da
comportare l’assoluzione oppure una punizione notevolmente più mite o
notevolmente più severa del condannato oppure la condanna della persona
assolta.

                                   a.   Per
giustificare una domanda di revisione, i fatti o i mezzi di prova devono essere
nuovi e rilevanti.

                                         Un
fatto o mezzo di prova è nuovo quando non era noto al giudice al momento della
sentenza, ossia quando non gli era stato per nulla sottoposto (Messaggio, pag.
1222; Piquerez/Macaluso, Procédure pénale suisse, 3a edizione,
Ginevra/Zurigo/Basilea 2011, n. 2093; DTF 130 IV 72 consid. 1; 122 IV 66
consid. 2a, 120 IV 246 consid. 2a, 117 IV 40 consid. 2a pag. 47, 116 IV 353
consid. 3a).

                                         I
fatti o i mezzi di prova nuovi sono rilevanti ove siano idonei a comportare una
significativa modifica della qualifica giuridica o dell’entità della pena
(Messaggio, pag. 1222), ossia suscettibili di inficiare gli accertamenti alla
base della prima sentenza in modo da far presagire, sulla scorta del nuovo
stato di fatto, un giudizio sensibilmente più favorevole al condannato (Piquerez/Macaluso, op. cit., n. 2095; Hauser/Schweri/Hartmann,
Schweizerisches Strafprozessrecht, 6a edizione, Basilea 2005, § 102 n. 24; DTF
130 IV 72 consid. 1; 122 IV 66 consid. 2a con richiami; STF 6B_455/2011 del 29
novembre 2011, consid. 1.2; 6B_242/2009 del 6 agosto 2009 consid. 2).

                                  b.   Per
l’art. 411 cpv. 1 seconda frase CPP, l’istanza deve definire e comprovare i
motivi di revisione invocati. Tale norma rinvia all’art. 385 cpv. 1 CPP,
secondo cui la motivazione deve indicare i punti della decisione impugnati, i
motivi a sostegno di una diversa conclusione e i mezzi di prova invocati.

Nel caso di cui all’art. 410 cpv. 1 lett. a CPP, l’istante è in
particolare tenuto a rendere verosimile l’esistenza di un fatto o di un mezzo
di prova nuovo e suscettibile di far vacillare gli accertamenti alla base del
giudizio impugnato (Heer, in Basler Kommentar, Schweizerische
Strafprozessordnung, 2a edizione, Basilea 2014, ad art. 412 n. 2 e 5;
Fingerhuth, in Kommentar zur StPO, 2a edizione, Zurigo 2014, ad art. 411 n. 3).

Se, come in concreto, il mezzo di prova invocato dall’istante consiste in sue
nuove dichiarazioni che contraddicono quelle rilasciate durante il procedimento
ordinario, egli dovrà rendere verosimile l’esistenza di circostanze particolari
che lo hanno indotto al cambiamento di versione (cfr. Heer, in op. cit., ad
art. 412 n. 3).

Giusta l’art. 412 cpv. 1 e 2 CPP la Corte d’appello e revisione penale procede
ad un esame preliminare dell’istanza e non entra nel merito se essa è
manifestamente inammissibile o infondata.

                                   2.   L’istanza
di revisione dev’essere dichiarata inammissibile nella misura in cui IS 1
contesta la condanna per il reato di guida in stato di inattitudine.

Con la censura secondo cui il procuratore pubblico, nell’accertare la
concentrazione di THC nel sangue, non ha tenuto conto del margine di errore del
30% stabilito dalle direttive dell’USTRA, l’istante solleva, infatti, una
questione di natura giuridica, non suscettibile di fondare una revisione (cfr.
DTF 137 IV 59 consid. 5.1.1).

                                   3.   L’istante
chiede, poi, di essere nuovamente interrogata sui ricordi dell’incidente
asseritamente riaffiorati nel gennaio del 2013, dai quali - a suo dire - emerge
che l’incidente è stato causato dal comportamento di __________ che ha
interferito con la guida, manipolando la leva del cambio.

                                         Su
questo punto l’istanza è da respingere. Infatti, IS 1 non ha reso verosimile -
ad esempio, tramite un referto psichiatrico fondato su considerazioni
medico-scientifiche - né l’effettiva emergenza dei nuovi ricordi né il loro
eventuale grado di attendibilità (è, infatti, risaputo che esiste un meccanismo
di difesa che fa si che - rielaborando col tempo accadimenti difficili da
sopportare - si tenda, inconsciamente, a cercare spiegazioni che permettano di
alleviare il peso delle proprie responsabilità).

                                   
La dichiarazione 22 ottobre 2015 della dr.ssa __________ è manifestamente
insufficiente ritenuto come, non soltanto la psichiatra abbia scritto di essere
stata soltanto informata dalla paziente dei nuovi ricordi durante un colloquio
telefonico avvenuto nel corso del mese di gennaio 2013, ma abbia anche (e
soprattutto) aggiunto di non potersi esprimere sulla loro attendibilità “vista
la compresenza di una reazione da stress, ma anche di un severo politrauma”
(cfr.doc. 4 allegato all’istanza).

                                   
Nemmeno basta a sostanziare la tesi dell’istante  lo scritto 1° settembre 2015
dello psicologo __________ (cfr. doc. 5 allegato all’istanza) ritenuto che
questi ha affermato come sia possibile -“può accadere” - che nuovi
ricordi emergano a due anni dall’evento e, poi, ad accentuare tale affermazione
con l’aggiunta secondo cui ciò è “ abbastanza usuale dopo forti traumatismi”
senza supportare tale sua opinione con considerazioni scientifiche riferite
alla situazione specifica dell’istante.

Ne discende che, su questo punto, l’istanza è da respingere.

 

                                   4.   Gli
oneri processuali seguono la soccombenza (art. 428 cpv. 1 CPP) e sono posti a
carico dell’istante.

 

 

 

Per questi
motivi,

 

 

visti gli
art.                      3 cpv. 2 lett. b, 81, 410 segg., 428 CPP

                                         nonché,
sulle spese e sulle ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG,

 

 

pronuncia:              1.   Nella
misura della sua ammissibilità, l’istanza è respinta.

 

                                   2.   Gli
oneri processuali, consistenti in:

 

-  tassa di giustizia                    fr.           600.-

-  spese complessive                fr.           200.-

                                                     fr.           800.-

 

sono posti a carico
dell’istante.

 

 

                                   3.   Intimazione a:

	
   

  	
   

  

 

                                             

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente                                                        Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,
contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione
e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione
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Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non
sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,
il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.