# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 98ada868-93cb-508f-a420-2842634e49ac
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-05-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.05.2004 38.2004.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2004-1_2004-05-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2004.1

   

  rs/tf

  	
  Lugano

  27 maggio
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 5 gennaio 2004 di

 

	
   

  	
  _RICO1 

  rappr. da: RAPP1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 17 dicembre 2003 emanata
  da

  
	
   

  	
  _CON1 

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 21 novembre 2003 l'Ufficio regionale di collocamento (URC) di
__________ ha sospeso l'assicurato per 14 giorni dal diritto all'indennità di
disoccupazione, argomentando:

 

" 
Tra gli obblighi dell'assicurato/a, rientra
quello di cercare personalmente un'occupazione adeguata (art. 16 LADI), se
necessario anche fuori dalla professione precedente (art. 17 LADI) ed anche
fuori dal proprio luogo di domicilio (art. 16 cpv. 2 lett. f LADI). L'assicurato/a
deve finalizzare i propri sforzi di ricerca, di regola sottoforma di domande
d'impiego ordinarie. Annunciandosi per riscuotere le indennità giornaliere deve
provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare
un'occupazione (art. 26 OADI). L'obbligo di cercare lavoro nasce già prima
dell'inizio della disoccupazione. Nel presente caso l'assicurato si è
annunciato il 24.10.03 presso il Comune di __________ e al 30.10.03 presso URC
__________. L'assicurato ha concluso il rapporto di lavoro a durata determinata
dal 01.03.03 al 30.10.03 c/o La __________, dove era occupato a tempo pieno
quale chef de rang. Quest'attività è a carattere stagionale. A partire dal
2000, l'assicurato è, infatti, occupato presso lo stesso datore di lavoro per
il periodo estivo (marzo-ottobre). Per questa categoria di lavoratori vige la
seguente disposizione:

 

"I disoccupati stagionali, come gli altri
assicurati, sono tenuti a ricercare un impiego già prima della loro iscrizione
in disoccupazione. Essi devono fare il possibile per reperire un impiego
duraturo nella loro professione o in altre occupazioni; in via subordinata e
quale sforzo minimo, essi devono almeno ricercare degli impieghi di breve
durata per la "stagione morta" in un'attività realmente esistente sul
mercato del lavoro (anche fuori dalla propria professione). Tale obbligo non è
limitato al periodo immediatamente precedente l'inizio della disoccupazione
controllata ma si estende a tutto il periodo durante il quale hanno lavorato.
L'obiettivo è quello di spingere l'assicurato a svolgere ricerche mirate e non
"ricerche alibi" a tappeto. Gli sforzi durante l'anno dovranno
consistere essenzialmente nel rispondere a offerte di lavoro durature che
dovessero apparire sul mercato del lavoro e che vengono normalmente portate
all'attenzione di ogni potenziale interessato tramite annunci su giornali,
riviste settoriali o in altro modo.

 

Nel periodo immediatamente precedente la fine
del lavoro stagionale – rispettivamente inizio della disoccupazione – gli
sforzi per il reperimento di un nuovo posto di lavoro dovranno essere
maggiormente intensi e valutati secondo la prassi applicata a tutti gli
assicurati (esame rigoroso degli ultimi 3 mesi)".

 

Nel presente caso l'assicurato ha eseguito e
fornito sistematicamente solo 4 attestazioni timbrate per ogni mese, sebbene
che era a conoscenza delle disposizioni di cui sopra avendo ricevuto in data
30.10.02 il "Promemoria ricerche di lavoro" (vedi allegato). In
occasione del colloquio di (re)iscrizione del 10.11.03, è dato modo
all'assicurato di giustificare, secondo il diritto di essere sentito, i motivi
per i quali non ha ossequiato a tale disposizione. Essenzialmente non ha
seguito la direttiva poiché l'impegno professionale gli lascia poco tempo per
attivarsi al meglio nella ricerca di un'occupazione (vedi allegato). Tale
motivazione non può essere accolta per cui considerato quanto previsto dalla
Legge, gli vengono comminati 14 (quattordici) giorni di sospensione dal diritto
delle indennità (3+3+3+1+1+1+1+1)." (Doc. _)

 

                               1.2.   A seguito
dell'opposizione interposta dal __________ per conto dell'assicurato (cfr. doc.
_), l'URC, il 17 dicembre 2003, ha emanato una decisione su opposizione con la
quale ha ribadito il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   L'assicurato,
sempre tramite il suo patrocinatore, ha tempestivamente impugnato la decisione
su opposizione dinanzi al TCA, esprimendosi come segue:

 

" 
(…)

 

a. Il sig. __________ ha
una età di 56 anni e lavora come cameriere nel centro __________, con piena
soddisfazione dal suo datore di lavoro che sistematicamente gli rinnova il
contratto di lavoro annualmente in anticipo.

 

b. L'articolo 16 § 2
lettera d della LADI, sul concetto d'occupazione adeguata che l'assicurato è
tenuto ad accettare dice testualmente: Non è considerata adeguata e di
conseguenza è esclusa dall'obbligo di accettazione un'occupazione che
compromette considerevolmente la rioccupazione dell'assicurato nella sua
professione, sempre che una simile prospettiva sia realizzabile in tempi
ragionevoli;

E' evidente, che
l'accettazione di un lavoro al di fuori del settore ristorazione, avrebbe
creato non pochi problemi di reinserimento al sig. __________, tenendo conto
oltre tutto dell'età non più giovanissima. Inoltre, bisogna tener conto della
specifica formazione dell'assicurato DOC _, se aggiungiamo che durante il
periodo invernale il settore alberghiero è praticamente in letargo nel Cantone
Ticino, potremmo dedurre quanto siano infondate le pretese del collocatore e
dell'URC di __________, che il ricorrente avesse la pur minima possibilità di
trovare un altro lavoro solo per qualche mese, e tanto meno nel poter
giustificare un numero determinato di ricerche lavorative è vessatorio e
disonesto, e chiunque pretenda una cosa così ragionevole non ha altro che
incitare l'assicurato a delinquere fornendo degli alibi che niente hanno a che
fare con lo scopo della legge LADI.

 

c. Per poter meglio capire
lo spirito del legislatore, basterebbe semplicemente leggere quanto riportato
all'articolo 17 che dice in chiare lettere: Obblighi dell'assicurato e
prescrizioni di controllo:

1. L'assicurato che fa
valere prestazioni assicurative deve, con l'aiuto dell'ufficio del lavoro
competente, intraprendere tutto quanto si possa ragionevolmente pretendere
da lui per evitare o abbreviare la disoccupazione. In particolare, è suo
compito cercare lavoro, se necessario anche fuori della professione precedente.
Egli deve poter comprovare tale suo impegno". Dalla
lettura di questo articolo di legge si evince che l'URC è tenuto al sostegno
con l'aiuto diretto al disoccupato, dai documenti finora prodotti, non solo non
mi risulta che questo sia mai avvenuto, ma che è stato intralciato il lavoro di
ricerca mirata del lavoro da parte dell'istante. Inoltre, accettare un altro
lavoro con in mano un contratto firmato per il prossimo anno significava o
mentire al nuovo datore di lavoro o rompere un contratto già firmato con le
nefaste conseguenze giuridiche nonché con l'aberrazione morale per una persona
che crede tutt'oggi come il sig. __________, nel valore della parola
data." (Doc. _)

 

                               1.4.   L'autorità
amministrativa, nella sua risposta di causa del 12 gennaio 2004, ha postulato
l'integrale reiezione dell'impugnativa e ha, in particolare, osservato:

 

" 
(…)

 

Nella fattispecie, il signor __________ si è iscritto al
collocamento dal 1 novembre 2003 al suo 3° termine quadro.

 

I       dal 01.01.1999 al
31.12.2000                   ID percepite  231.1

II      dal 01.01.2001 al
31.12.2002                   ID percepite  134.0

III     dal 03 01.2003 al 31.12.2004                   ID
percepite    73.2 al 18.12.2003

 

Nel 2000, ha iniziato un'attività a carattere stagionale presso il
Centro __________, questa ha avvio sempre a marzo con termine al 31.10 di ogni
anno come indicato dall'assicurato nel suo Curriculum Vitae (doc. _ cap. 3 attività professionali), nonché dai contratti di lavoro
per le stagioni 2002, 2003 e 2004 in nostro possesso (doc. _).

 

L'assicurato è stato adeguatamente informato sulle modalità di
ricerche, che nel suo caso, dovevano essere svolte durante tutto l'anno al fine
di evitare la ricaduta in disoccupazione durante la stagione "morta".

 

II nostro Ufficio, dopo aver valutato le stesse, le ha ritenute
insufficienti riguardo all'obiettivo che dovevano perseguire. L'esame di questi
sforzi ha seguito la corretta procedura dando modo all'assicurato, secondo il
diritto di essere sentito, di esprimere le sue giustificazioni in merito.

 

Le argomentazioni addotte dal ricorrente nell'atto ricorsuale, non
portano elementi pertinenti atti a modificare la nostra decisione contestata.

 

A titolo abbondanziale ci permettiamo far osservare che
l'assicurato al termine della stagione 2000 - 2001, per il successivo periodo
invernale, aveva lavorato presso il __________, ossia da novembre 2001 a
febbraio 2002, per poi rientrare presso il Centro __________ per la stagione
2002 - 2003 (doc. _ cap. 3 attività professionali).

 

Dopo la sua reiscrizione in disoccupazione del 1 novembre 2003,
dal mese di dicembre 2003 collabora parzialmente beneficiando della
compensazione salariale (GI) presso il __________ (doc. _).

 

Questo a dimostrazione che è possibile trovare un'attività nel
proprio settore professionale durante la stagione invernale. Ciò va a
sconfessare l'affermazione del ricorrente al cpv b. del ricorso dove cita: "che
il settore alberghiero è praticamente in letargo".

 

Aggiungiamo che il nostro Ufficio ha proposto delle possibilità
lavorative nel settore della ristorazione al signor __________, il tutto nel
chiaro tentativo di potergli offrire delle opportunità per un impiego duraturo,
così da evitare le ripercussioni che caratterizzano gli impieghi stagionali nei
confronti della Legge assicurazione contro la disoccupazione." (Doc. _)

 

                               1.5.   Pendente
causa il TCA ha chiesto all'URC di trasmettere l'incarto completo relativo
all'assicurato, in particolare i documenti concernenti le ricerche di impiego
compiute dall'insorgente dal mese di marzo al mese di ottobre 2003 e nel
periodo successivo (cfr. doc. _).

 

                                         L'amministrazione
ha inviato quanto richiesto il 2 aprile 2004 (cfr. doc. _).

 

                               1.6.   Al
patrocinatore del ricorrente è stato fissato, tramite lettera raccomandata, un
termine di 10 giorni per consultare il relativo incarto (cfr. doc. _).

                                         Il
rappresentante dell'assicurato non ha ritirato il plico postale, per cui il TCA
gli ha ritrasmesso il doc. _ per posta A (cfr. doc. _).

 

                                         La
parte insorgente è rimasta silente.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle
prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai
sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; RS 830.1).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 52 cpv. 1 della LPGA le decisioni emesse in virtù dell'art. 49 LPGA
possono essere impugnate entro trenta giorni mediante opposizione all'istanza
che le ha notificate.

                                         In virtù
del fatto che in via di principio, le norme di procedura entrano in vigore
immediatamente (cfr. SVR 2004 AHV Nr. 3 consid. 3.2.; SVR 2003 IV Nr. 25,
consid. 1.2, pag. 76; STFA del 27 gennaio 2004 nella causa P., I 474/03,
consid. 2.3.; DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a; RAMI 1998 KV no.
37 pag. 316 consid. 3b), tutte le decisioni emanate dopo il 1° gennaio 2003
sono rette dalla procedura di opposizione. Per fissare il momento
dell'emanazione della decisione è determinante la sua consegna alla posta (vedi
DTF 119 V 95 consid. 4a) (cfr. lettera 29 novembre 2002 del TFA alle autorità
di ricorso cantonali nel campo delle assicurazioni sociali).

                                         La
procedura d'opposizione si applica a tutti i campi delle assicurazioni sociali,
ad eccezione della previdenza professionale.

 

                                         L'art. 52
cpv. 2 LPGA stabilisce che le decisioni su opposizione vanno pronunciate entro
un termine adeguato. Sono motivate e contengono un avvertimento relativo ai
rimedi giuridici.

 

                                         Inoltre,
secondo l'art. 52 cpv. 3 LPGA, la procedura d'opposizione è gratuita e di
regola non sono accordate ripetibili. 

 

                               2.3.   La decisione
impugnata del 17 dicembre 2003 è stata emanata dall'URC di __________. 

                                         Gli URC,
in virtù dell'art. 85b LADI e sulla base delle competenze conferite loro
tramite una direttiva interna dalla Sezione del lavoro, sono competenti a
infliggere agli assicurati delle sospensioni dal diritto alle indennità di
disoccupazione a causa di ricerche di lavoro insufficienti e, in modo più
generale, a sanzionare gli assicurati che non si attengono alle prescrizioni di
controllo ai sensi dell'art. 17 LADI (cfr. la sentenza del TCA del 20 novembre
2003 nella causa B. __________).

 

                                         Il
Consiglio di Stato del Cantone Ticino, il 15 ottobre 2003, ha comunque già
modificato il Regolamento della legge sul rilancio dell'occupazione e sul
sostegno ai disoccupati del 4 febbraio 1988 precisando espressamente all'art.
2a lett. e i compiti delegati agli URC dalla Sezione del lavoro (cfr.
Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi del 17 ottobre 2003,
38/2003, pag. 281-282). Tale modifica è stata approvata dalla Confederazione, e
meglio dal Dipartimento federale dell'economia, il 5 novembre 2003 (cfr.
scritto del 5 novembre 2003 del Consigliere federale __________ di cui all'inc.
__________).

 

                                         Il
ricorso contro la decisione su opposizione del 17 dicembre 2003, inoltrato
dall'assicurato il 5 gennaio 2004, ovvero entro 30 giorni dall'emissione del
citato provvedimento (cfr. art. 60 LPGA), è pertanto ricevibile.

                                         Questa
Corte entra, di conseguenza, nel merito del ricorso.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.4.   Oggetto
della presente vertenza è la questione di sapere se l'assicurato deve essere o
meno sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione per insufficienti
ricerche di lavoro compiute nei mesi da marzo a ottobre 2003 precedenti la
reiscrizione in disoccupazione.

 

                                         Il 1°
luglio 2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal
popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N.14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg., RU
N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

                                         Dal
profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio
le norme di diritto materiale in vigore al momento in cui si realizza la
fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1; DTF 128 V 315=SVR 2003
ALV Nr. 3; DTF 127 V 467 consid. 1; DTF 126 V 166 consid. 4b; STFA del 10
settembre 2003 nella causa Cassa pensioni dei dipendenti dello Stato del
Cantone Ticino c/ C., B 28/01; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A.,
K 133/01).

                                         Ciò vale
anche in caso di cambiamento delle norme di diritto, a meno che vi sia una
regolamentazione transitoria contraria (cfr. DTF 127 V 309 consid. 3b).

 

                                         Nel caso
concreto l'assicurato, dopo il termine del contratto di lavoro di durata
determinata - dal 13 marzo al 31 ottobre 2002 - con l'Hotel __________ si è
annunciato per il collocamento il 25 ottobre 2002 (cfr. doc. _). Egli ha
controllato la disoccupazione fino al 28 febbraio 2003, in quanto dal 1° marzo
2003 ha ripreso l'attività presso il precedente datore di lavoro, con il quale,
già il 20 ottobre 2002, aveva concluso un nuovo contratto di impiego valido
fino al 31 ottobre 2003 (cfr. doc _).

                                         L'insorgente,
il 1° novembre 2003, si è reiscritto in disoccupazione (cfr. doc. _).

                                         L'URC ha
conseguentemente controllato le ricerche di lavoro effettuate dall'assicurato
dal mese di marzo al mese di ottobre 2003 e, ritenendole insufficienti, l'ha
sospeso per 14 giorni dal diritto alle indennità di disoccupazione con il
provvedimento del 21 novembre 2003, poi confermato dalla decisione su
opposizione del 17 dicembre 2003, impugnata dinanzi al TCA (cfr. doc. _).

 

                                         Determinanti
ai fini della presente vertenza sono, dunque, gli sforzi al fine di reperire
una nuova occupazione relativi ai mesi da marzo a ottobre 2003.

 

                                         Ciascuno
dei mesi citati costituisce un avvenimento unico. Torna, quindi, applicabile il
diritto in vigore in ogni mese da esaminare. 

 

                                         In simili
condizioni ai mesi da marzo a giugno vanno applicate le disposizioni della LADI
in vigore fino al 30 giugno 2003, mentre relativamente ai mesi da luglio a
ottobre 2003 deve essere presa in considerazione la terza revisione della LADI,
in vigore dal 1° luglio 2003.

 

                                         La terza
revisione della LADI non ha comunque sostanzialmente modificato né l'obbligo
per gli assicurati di cercare un impiego adeguato, né il principio di
sanzionare la violazione di questo dovere, vigenti precedentemente al 1° luglio
2003. Pertanto resta valida la giurisprudenza elaborata fino al 30 giugno 2003.

 

                               2.5.   Come appena visto, tra gli
obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente un'occupazione
adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario anche fuori della professione
precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche fuori del proprio luogo di
domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà dunque presentare al servizio competente le prove
documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA del 29
gennaio 1992 nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo l'art. 26 OADI in
vigore fino al 30 giugno 2003:

 

" 
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di
regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie. (cpv. 1)

 

Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato
deve provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare
lavoro. In seguito, deve fornire tale prova per ogni periodo di controllo.
(cpv. 2)

 

Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell’assicurato. (cpv. 3)"

 

                                         L'art. 26 OADI, valido dal
1° luglio 2003, ha il seguente tenore:

 

" 
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di
regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie. (cpv.1)

 

Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato
deve provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare
lavoro. (cpv. 2)

 

Egli deve fornire tale prova
per ogni periodo di controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese
seguente o il primo giorno lavorativo successivo a tale data. In caso
contrario, il servizio competente gli accorda un termine adeguato per
rimediarvi. Nel contempo lo informa per scritto che, se lascia scadere il
termine senza una giustificazione valida, le ricerche di lavoro non potranno
essere prese in considerazione.
(cpv. 2bis)

 

Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell’assicurato. (cpv. 3)"

 

                                         Conformemente al principio
dell'obbligo della riduzione dei danni ancorato nel diritto delle assicurazioni
sociali (cfr. Maurer, Sozialversicherungsrecht, Band I, 1979 p. 323), la LADI
ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue
possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

                                         Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata.

 

                                         La giurisprudenza federale
ha stabilito che questo motivo di sospensione è dato anche quando l'assicurato
non si attiene all'obbligo della ricerca di un lavoro prima di essere
disoccupato. L'assicurato deve così, ad esempio, adoperarsi già durante il
periodo di disdetta (e cioè a partire dal momento in cui gli viene notificato
il licenziamento) per trovare una nuova occupazione (cfr. DLA 1966 N° 11 e N°
21; DLA 1977 N° 33; DLA 1987 pag. 41, DTF del 29 gennaio 1992 nella causa E.R.,
C 77/91; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure
art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).

                                         In una
sentenza del 23 gennaio 2003 nella causa C. (C 280/01) il TFA ha riconfermato
questo principio, argomentando:

 

" 
Nach der Rechtsprechung muss die versicherte
Person bereits vor der Beendigung der bisherigen Erwerbstätigkeit (ARV 1993/94
Nr. 26 S. 184 Erw. 2b) und vor der Meldung beim Arbeitsamt (ARV 1982 Nr. 4 S.
40 Erw. 2b) eine neue Stelle suchen, um die drohende Arbeitslosigkeit nach
Möglichkeit zu verhindern oder zu verkürzen. Sie kann sich insbesondere nicht
damit exkulpieren, nicht gewusst zu haben, dass sie schon vor Aufnahme der
Stempelkontrolle zur ernsthaften Arbeitsuche verpflichtet war und nicht darauf
aufmerksam gemacht worden sei."

(STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01)

 

                                         Anche gli
assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,
n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo, op. cit., pag. 17).

 

                               2.6.   Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa C.P.-B., C
49/00).

                                         Il
disoccupato, per ogni periodo di controllo, deve, infatti, fornire
all'amministrazione la prova d'aver compiuto un certo numero di ricerche di
lavoro qualitativamente valide (cfr. DTF 124 V 231; DTF 120 V 74; DLA 1993/1994
pag. 55; DTF 112 V 217; DLA 1987 n. 2 p. 40; DLA 1986 n. 26 p. 101).

                                         Secondo costante giurisprudenza
cantonale, gli assicurati, durante ogni periodo di controllo, devono
comprovare, di regola, almeno 4 ricerche qualitativamente valide (cfr. per
tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., AD 247/86). Il TFA, in una
sentenza del 13 luglio 1987, ha approvato questo principio (cfr. STFA nella
causa M.Z., C 33/87).

 

In una sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E. (C 286/02), il TFA ha ritenuto sufficienti quattro ricerche di lavoro
compiute da un assicurato durante uno dei tre mesi di disdetta, osservando:

 

" 
(…)

Mit der Vorinstanz sind die fünf
Arbeitsbemühungen während des Monats November als genügend und die drei,
eventuell vier Bewerbungen im Dezember 2001 als gerade noch ausreichend zu
qualifizieren. Dies insbesondere angesichts des in diesem Monat knappen
Angebots an Arbeitsstellen und der Tatsache, dass sich der Versicherte nicht
darauf beschränkte, sich bloss telefonisch nach offenen Stellen zu erkundigen,
sondern sich in der Regel schriftlich bewarb. Dem geringen Fehlverhalten des
Beschwerdegegners, sich während des letzten Monats in der Kündigungsfrist nur
um eine oder zwei Stellen beworben zu haben, hat das kantonale Gericht mit der
am unteren Rand des leichten Verschuldens liegenden Einstellung von 3 Tagen
angemessen Rechnung getragen. Diese Bemessung der Einstelldauer ist unter
Berücksichtigung des nicht nur der Verwaltung, sondern auch der Vorinstanz
zustehenden Ermessens, in welches das Eidgenössische Versicherungsgericht ohne
triftigen Grund nicht eingreift (BGE 123 V 152 Erw. 2 mit Hinweisen), nicht zu
beanstanden." 

(STFA del 3 luglio 2003
nella causa AWA contro E., C 286/02)

 

                                         In una
sentenza del 3 agosto 2000 nella causa K. (C 399/99), la nostra Alta Corte ha
inoltre avuto modo di rilevare quanto segue:

 

" 
1.- Das kantonale Gericht hat die vorliegend
massgebenden Bestimmungen über die Pflicht zur Stellensuche (Art. 17 Abs. 1
AVIG), die Einstellung in der Anspruchsberechtigung bei ungenügenden
Arbeitsbemühungen (Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG), die verschuldensabhängige Dauer
der Einstellung (Art. 30 Abs. 3 AVIG und Art. 45 Abs. 2 AVIV) sowie die
Rechtsprechung zu Qualität und Quantität der Arbeitsbemühungen (vgl., nebst den
erwähnten BGE 120 V 76 Erw. 2 und 112 V 217 Erw. 1b, BGE 124 V 231 Erw. 4a)
zutreffend dargelegt. Darauf kann verwiesen werden.

Richtig ist auch, dass gemäss Verwaltungspraxis
in der Regel durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen pro Monat verlangt werden
(Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, Bd. I, N. 15 zu Art.
17). Eine allgemein gültige Aussage über die erforderliche Mindestanzahl an
Bewerbungen ist indes nicht möglich. Das Quantitativ beurteilt sich vielmehr
nach den konkreten Umständen (Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Bd. Soziale Sicherheit, Fn
1330). Zu berücksichtigen sind namentlich Alter, 

Schul- und Berufsbildung der versicherten Person
sowie die Verhältnisse im für diese in Betracht kommenden
Arbeitsmarkt. (…)"

 

Questa giurisprudenza è stata confermata in una
sentenza del 6 agosto 2002 nella causa Z. (C 338/01), nella quale il TFA ha
ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un mese ed ha rilevato:

 

" 
(…)

Verwaltung und Vorinstanz sind zu Recht davon
ausgegangen, dass sich die 1963 geborene Versicherte, welche eine Beschäftigung
als Hausangestellte, Textilarbeiterin oder Raumpflegerin suchte, im Monat
Februar 2000 nicht genügend um zumutbare Arbeit bemüht hat, indem sie am 1.
Februar drei, zwischen 2. und 23. Februar 2000 keine einzige und insgesamt im
Monat Februar 2000 lediglich sechs Stellenbewerbungen nachgewiesen hat. Dass
für die in der Stadt Zürich wohnhaft gewesene Beschwerdeführerin zwischen 2.
und 23. Februar 2000 in den nachgefragten Beschäftigungsbereichen - trotz
erfahrungsgemäss breitem Stellenangebot in diesem Arbeitsmarktsegment - kein
einziges zumutbares Stellenangebot vorhanden gewesen sein soll, wie sie im
vorinstanzlichen Verfahren geltend gemacht hat, ist nicht glaubwürdig. Weiter
bestreitet sie mit Blick auf die vom 7. Februar bis 8. April 2000 einstweilen
in einem befristeten Arbeitsverhältnis in der Confiserie Sprüngli ausgeübte
teilzeitliche Zwischenverdiensttätigkeit zu Recht nicht, sich der fortdauernden
Verpflichtung zur unverminderten Stellensuche bewusst gewesen zu sein. Soweit
die Beschwerdeführerin neu behauptet, aus der Klausel "mit Option auf
Weiterbeschäftigung" (auf dem befristeten Arbeitsvertrag vom 7. Februar
2000) habe sie schliessen dürfen, dass sie in dieser Firma werde weiter
arbeiten können, vermag sie sich nicht gegen den Vorwurf der ungenügenden
Arbeitsbemühungen zu rechtfertigen, zumal sie selber in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde auf den hinsichtlich der Weiterbeschäftigung
erforderlichen neuen Arbeitsvertragsabschluss vom 8. Mai 2000 hinweist, wodurch
sie erstmals wieder in ein unbefristetes Vollzeit-Arbeitsverhältnis eintreten
konnte. (…)" (STFA del 6 agosto 2002 nella causa Z., C 338/01)

 

In un'altra sentenza del 23 gennaio 2003 nella
causa C. 

(C 280/01) il TFA ha ritenuto insufficienti
quattro ricerche di lavoro in un periodo di tre mesi ed ha ancora precisato:

 

" 
(…)

Dieser Pflicht zur Schadenminderung ist der
Beschwerdeführer insofern nicht ausreichend nachgekommen, als er während der
drei Monate vor Beginn der Teilarbeitslosigkeit am 1. März 2000 insgesamt nur
vier Stellenbewerbungen nachweisen kann. Zwar schreiben weder Gesetz noch
Verordnung eine Mindestanzahl von Bewerbungen vor. Viele Arbeitslosenkassen
verlangen durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen im Monat (Gerhards, Kommentar
zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 15 zu Art. 17 AVIG; Chopard, Die
Einstellung in der Anspruchsberechtigung, Diss. Zürich 1998, S. 140).

Selbst wenn dies keine gefestigte Praxis darstellt,
sind bloss vier Bewerbungen in einem Zeitraum von drei Monaten in quantitativer
Hinsicht eindeutig ungenügend. Wenn das KIGA den Beschwerdeführer unter diesen
Umständen für 9 Tage, also im mittleren Bereich des leichten Verschuldens, in
der Anspruchsberechtigung eingestellt hat, lässt sich dies nicht beanstanden.
(…)" 

(STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01)

 

In una sentenza del 26 maggio 2003 nella causa M.
(C 98/02), il TFA ha ritenuto non colpevole un assicurato che aveva compiuto,
durante due periodi di controllo, sei ricerche di lavoro lavorando a tempo
pieno in un programma di occupazione temporanea.

 

Il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella
causa R. (C 319/02), ha ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un
mese ed ha rilevato:

 

" 
(…)

En l'occurrence, il y a lieu de constater que les
démarches (six) entreprises par le recourant durant la période de contrôle du
mois de novembre 2000 se situe en deça du nombre requis par la pratique
administrative. En outre, cette insuffisance n'est pas compensée par la qualité
des offres d'emploi. Comme le constatent les premiers juges, cinq recherches
ont été effectuées par téléphone. Enfin, les recherches se concentrent sur
trois jours seulement dans le mois (2, 9 et 30 novembre 2000). S'agissant de
démarches qui pour la plupart d'entre elles - et à la différence d'offres
écrites - ne nécessitaient aucune préparation particulière, on pouvait attendre
de l'assuré un effort plus soutenu sur l'ensemble de la période de contrôle.

 

Il n'est pas contesté non plus que le recourant
s'est vu assigner des objectifs de recherches d'emploi qui sont compatibles
avec son invalidité et qui lui permettent de mettre en valeur sa longue
expérience professionnelle. En accord avec l'assuré, il a été convenu qu'il
devait en priorité offrir ses services à des entreprises pour l'établissement
de métrés, de devis, ou encore pour la surveillance des travaux. Or, aucune des
recherches du mois de novembre 2000 n'entre dans le cadre des objectifs fixés,
puisqu'elles visent des emplois dans les domaines du marketing, de la
surveillance (pour une entreprise spécialisée en matière de sécurité), de
l'édition (travail à l'écran), du service après vente, ainsi que des emplois de
jardinier et de chauffeur. Il faut bien admettre cependant que l'assuré avait
fort peu de chances, compte tenu de son âge et de la limitation importante de
sa capacité résiduelle de travail, de trouver un emploi dans une activité ne
faisant pas appel aux connaissances acquises au cours de sa carrière
professionnelle. (…)"

(STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02)

 

In un'altra sentenza dell'11 luglio 2003 nella
causa D. (C 63/03) la nostra Alta Corte, dopo avere ricordato che i giudici di
prima istanza avevano ritenuto che l'obiettivo fissato ad un'assicurata
dall'amministrazione di effettuare dieci ricerche di lavoro mensili non era
sproporzionato, ha ritenuto insufficienti tre ricerche di lavoro durante un
periodo di controllo:

 

" 
(…)

En substance, les premiers juges ont relevé que
la législation ne fixe aucun critère quantitatif aux recherches d'emploi que
l'on est en droit d'attendre d'un chômeur. Cela étant, ils ont considéré que
l'objectif assigné à la recourante par l'ORP, à savoir effectuer dix recherches
d'emploi mensuelles, n'était pas disproportionné et pouvait être atteint au
moyen d'efforts raisonnables, s'agissant du domaine du secrétariat. (…)" (STFA dell'11 luglio 2003 nella causa D., C 63/03)

 

La giurisprudenza cantonale più sopra ricordata
ha dunque fissato semplicemente una linea di riferimento e non ha carattere
assoluto ("di regola") e, secondo quanto stabilito dal TFA nelle
sentenze appena citate, occorre valutare, nel singolo caso concreto, quante
ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, a seconda delle condizioni
particolari di ogni singola fattispecie (cfr. STCA del 28 gennaio 2003 nella
causa K., inc. __________).

A proposito dei compiti dei consulenti del
personale, in una sentenza del 5 ottobre 2000 nella causa B. (inc. __________)
il TCA ha ricordato che:

 

" 
Riguardo al desiderio dell'assicurato di seguire
altri tipi di programmi occupazionali, va pure ricordato che spetta ai
consulenti degli URC di decidere di volta in volta quali sono le misure più
idonee per favorire un rapido collocamento dei singoli assicurati (cfr. art. 85
cpv. 1 lett. a e c LADI; art. 85 b LADI, art. 17 cpv. 3 LADI)." 

 

                                         Giusta l'art. 17 cpv. 1 in
fine LADI, l'assicurato deve comprovare il suo impegno per trovare un nuovo
posto di lavoro, fornendo al servizio competente le prove relative agli sforzi
intrapresi a tal fine (cfr. art. 26 cpv. 2 OADI; cfr. DLA 1988 p. 95; DTF 120 V
74). La prova degli sforzi volti al reperimento di una nuova occupazione deve
essere fornita, giusta l'art. 26 cpv. 2 OADI, al servizio competente. Nel
Cantone Ticino, sulla base dei combinati disposti dell'art. 30 cpv. 2, 85 e 85b
LADI, questa competenza è stata delegata agli URC (cfr. consid. 2.3.; D.
Cattaneo, op. cit., pag. 92-93).

 

                                         La legge non prevede
nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire
effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi
datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla
fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

                                         L'obbligo
a comprovare le ricerche di lavoro è stato ribadito dal TFA in una sentenza del
23 gennaio 2003 nella causa C.

                                         (C
280/01), nella quale ha osservato:

 

"  Selbst wenn sich der Versicherte sodann tatsächlich bei 10
potentiellen Arbeitgebern oder Arbeitgeberinnen gemeldet hätte, kann er sich
nur auf jene Arbeitsbemühungen berufen, welche er nachzuweisen vermag (Art. 17
Abs. 1 Satz 3 AVIG in Verbindung mit Art. 26 Abs. 2 AVIV; Gerhards, a.a.O., N
22 zu Art. 17 AVIG)."

 

                                         Concretamente ciò
significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di ricerca personale
il disoccupato non può limitarsi ad un puro e semplice elenco dei datori di
lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è necessario che il
datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo "timbro" sul
formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra forma scritta, che la
ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del 28.1.1987 nella causa
S.P., AD 5/87).

                                         Inoltre
il TFA ha avuto occasione di rilevare che sul modulo utilizzato per comprovare
le ricerche compiute o sulle eventuali dichiarazioni dei potenziali datori di
lavoro deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il
disoccupato si è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre
1999 nella causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

                                         L'assicurato potrà
servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dall'UFSEL (Ufficio
federale dello sviluppo economico e del lavoro; dal 1° luglio 1999 Segretariato
di stato dell'economia, SECO).

                                         In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95). 

                                         In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000 pag. 156 segg., il TFA ha
ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno l'assicurato che effettua le
ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

In merito alle ricerche di lavoro compiute
esclusivamente per telefono e alla continuità delle ricerche durante un periodo
di controllo, il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R. (C
319/02), ha avuto modo di rilevare:

 

" 
(…)

Pour trancher le point de savoir si l'assuré a
fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir
compte aussi bien de la quantité que de la qualité de ses recherches (ATF 124 V
231 consid. 4a et l'arrêt cité). Sur le plan quantitatif, la pratique
administrative exige dix à douze offres d'emploi par mois en moyenne. On ne
peut cependant pas s'en tenir à une limite purement quantitative et il faut
bien plutôt examiner, au regard des circonstances concrètes, la qualité des
démarches (Nussbaumer, op. cit., note de bas de page 1330). Sur le plan
qualitatif, on peut attendre d'un assuré qu'il ne se contente pas de démarches
par téléphone, mais qu'il réponde également à des offres d'emploi par écrit
(Chopard, op. cit., p. 139 sv.). La continuité des démarches joue également un
certain rôle, même si l'on ne saurait exiger d'emblée que l'assuré répartisse
ses démarches sur toute une période de contrôle. S'agissant d'offres écrites,
il peut au contraire être rationnel et judicieux de préparer ses postulations
de manière concentrée sur quelques jours dans le mois, eu égard à la
périodicité des offres d'emplois dans les journaux et compte tenu du fait que
les délais de postulation sont en général relativement longs (arrêt non publié
du 5 juillet 1988 dans la cause R., C 14/88). (…)" 

(STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02)

 

                               2.7.   Riguardo ai
lavoratori anziani il Tribunale federale delle assicurazioni ha più volte
ribadito che essi non sono esentati dal compiere ricerche di lavoro. 

                                         Infatti
secondo l'art. 17 cpv. 4 LADI il Consiglio federale può esonerare parzialmente
dai loro obblighi gli assicurati di una certa età. Per principio dunque
l'obbligo di cercare lavoro esiste anche per loro (cfr. STFA del 19 ottobre
1993 nella causa F.B., C 151/93; RDAT 1986 pag. 174; STFA del 24 novembre 1993
nella causa W.E., C 167/93).

                                         L'art. 17
cpv. 1 LADI stabilisce che l'assicurato deve intraprendere tutto ciò che si può
ragionevolmente pretendere da lui per evitare o abbreviare la disoccupazione
tenuto conto della sua situazione personale - età, formazione scolastica e
professionale, conoscenze linguistiche - e di quella del mercato del lavoro
(cfr. DTF 120 V 78/79; D. Cattaneo, op. cit., pag. 28-29).

                                         Il TCA
constata che il TFA in una sentenza pubblicata in DTF 120 V 74 segg. ha
ribadito, trattandosi nel caso di specie di un lavoratore di 63 anni, la
necessità di considerare l'età, la formazione e la situazione del mercato del
lavoro.

                                         La stessa
Alta Corte nella decisione pubblicata in DTF 124 V 225 segg., concernente
un'assicurata di 54 anni, ha inoltre rilevato che:

 

" 
Die Beschwerdegegnerin weist im Monat Juni 1994
lediglich drei Bewerbungen auf. Dies ist quantitativ ungenügend, verlangen doch
einige Kassen durchschnittlich 10 bis 12 Bemühungen im Monat (Gerhards,
a.a.O. N 15 zu Art. 17).  Das Alter der Versicherten erschwert zwar die
Erfolgsaussichten, hindert sie aber nicht daran, intensiver nach einer Stelle
Ausschau zu halten (ARV 1980 Nr.- 45 S. 112 Erw. 2; Gerhards,
a.a.O.,. N 14 zu Art. 17).  Massgebend ist einzig die ausreichende Intensität
der Bemühungen und nicht deren Erfolg." (DTF 124 V 234)

 

                                         Anche relativamente ad assicurati ticinesi il TFA ha implicitamente
sancito che nella commisurazione della sanzione occorre tenere conto dell'età.
Infatti nel caso di due assicurati di 62, rispettivamente 61 anni, i quali
erano stati sospesi dal diritto alle indennità di disoccupazione per mancate
ricerche durante un periodo di controllo, la nostra Massima Istanza ha
confermato la penalità minima di 2 giorni inflitta loro dall'amministrazione e
confermata dal TCA (cfr. STFA del 19 ottobre 1993 nella causa F.B., C 151/93;
STFA del 24 novembre 1993 nella causa W.E., C 167/93).

 

                               2.8.   L'art. 30
cpv. 1 lett. c LADI sanziona dunque una violazione dell'obbligo di ridurre il
danno fissato all'art. 17 cpv. 1 LADI (cfr. DLA 1981 pag. 126).

                                         In una
sentenza del 17 marzo 1998 nella causa H. il Tribunale federale delle
assicurazioni ha ribadito questo concetto ed ha avuto modo di formulare le
seguenti osservazioni circa la natura, il carattere e lo scopo della
sospensione:

 

"  Mittels
Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll dieser Pflicht zum Durchbruch
verholfen werden. Praxisgemäss handelt es sich dabei nicht um eine
strafrechtliche, sondern eine verwaltungsrechtliche Sanktion (BGE V 151 Erw.
1c; ARV 1990 Nr. 20 S. 133 Erw. 2b; vgl. auch Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 2 zu Art. 30). Mit der Verknüpfung von
Schadenminderungspflicht und Sanktion will das AVIG Arbeitslose zur
Stellensuche anspornen. Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll den
Versicherten davon abhalten, die Arbeitslosenversicherung missbräuchlich in
Anspruch zu nehmen. Wenn er sich nicht genügend um Arbeit bemüht, nimmt er in
Kauf, länger arbeitslos zu bleiben. Dadurch erwächst der Versicherung insofern
ein Schaden, als sie länger Leistungen erbringen muss. Zweck der Einstellung in
der Anspruchsberechtigung ist eine angemessene Mitbeteiligung des Versicherten
an diesem Schaden, den er durch sein pflichtwidriges Verhalten der
Arbeitslosenversicherung natürlich und adäquat kausal verursacht hat (BGE 122 V
40 Erw. 4c/aa und 44 Erw. 3c/aa; Gerhards, a.a.O., n 2 und 51 zu Art.
30). Ohne die einstellungsrechtliche Sanktion käme Art. 17 Abs. 1 AVIG im
Taggeldrecht nicht zum Tragen.

  Wüsste nämlich eine
arbeitslose Person zum voraus, dass ungenügende Bemühungen bezüglich ihrer
Leistungen keine Folgen zeitigten, fehlte ein wesentlicher Ansporn, dem
gesetzlichen Gebot zur Stellensuche nachzuleben." (DTF 124 V 227- 228)

 

                                         In questa
sentenza (cfr. DTF 124 V 228- 230 ) il TFA ha pure avuto modo di sancire la
conformità dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI con le disposizioni della
Convenzione OIL: Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (al
proposito cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte
sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).

                                         In una
sentenza del 4 agosto 2003 nella causa S. (C 221/02) l'Alta Corte ha, tra
l'altro, ribadito che:

 

" 
(…)

2.2 Anche nell'ambito dell'assicurazione contro
la disoccupazione, così come negli altri ambiti delle assicurazioni sociali,
all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 125 V 199 consid. 6b;
Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
Bundesgesetz über die obligatorische Arbeitslosenversicherung und
Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, pag. 48). La violazione di questo
obbligo viene sanzionata per evitare l'ottenimento abusivo di prestazioni da
parte dell'assicurazione contro la disoccupazione (DLA 1998 no. 34 pag. 187
consid. 2b e riferimenti). Con lo strumento della sospensione, quale sanzione
amministrativa e non penale (DLA 1993/1994 no. 3 pag. 22 consid. 3d con
riferimenti), il legislatore ha così voluto regolamentare la partecipazione
dell'assicurato al danno da lui provocato (DTF 126 V 523; Gerhards, Kommentar
zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. I, no. 2 ad art. 30) e scaricare, per
motivi di equità, la comunione dei contribuenti dagli effetti negativi di
comportamenti ingiustificati (Jacqueline Chopard, Die Einstellung in der
Anspruchsberechtigung, tesi Zurigo 1998, pag. 24 seg.). (…)"

(cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa S., C
221/02)

 

                               2.9.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI
la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione del diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in
caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave (cfr. art.
45 cpv. 2 OADI).

                                         La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace
in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv.
2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità
entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della
sospensione è prolungata in modo adeguato.

                                         L'art. 45 cpv. 3 OADI
stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato senza
valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha rifiutato un
lavoro idoneo.

 

                                         Per quel
che concerne la sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata
sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione
da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni
per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e dell'UCL prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate
ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di
lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per i periodi
successivi, visto l'art. 45 cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à
l'indemnité de chômage (IC) del SECO in vigore dal 1° gennaio 2003, D68 punto
1; Lista delle sospensioni URC/UCL aggiornate dal SECO al 25.01.1999).

Queste direttive sono conformi alla legge (cfr.
D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento
alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed.
OCST, Pregassona 2000, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione
su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA. Anche il TFA ha
approvato il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. la sentenza del 23
gennaio 2003 nella causa C., C 280/01, nella quale l'Alta Corte ha confermato
la sanzione di 9 giorni di sospensione dal diritto alle indennità di
disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un assicurato che aveva saputo
comprovare unicamente quattro ricerche di lavoro svolte nei tre mesi di disdetta
del precedente rapporto di lavoro; la sentenza del 6 agosto 2002 nella causa
Z., C 338/01, nella quale il TFA ha confermato 4 giorni di sospensione per
insufficienti ricerche in un periodo di controllo; la sentenza del 2 maggio
2003 nella causa X., C 275/02, nella quale la nostra Massima Istanza ha
confermato una sanzione di 15 giorni di sospensione per mancate ricerche
durante tre mesi di disdetta; la sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E., C 286/02, nella quale l'Alta Corte ha confermato 3 giorni di
sanzione per insufficienti ricerche di lavoro durante uno dei tre mesi di
disdetta; la sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02, nella quale
l'Alta Corte ha confermato la sanzione di 5 giorni di sospensione dal diritto
alle indennità di disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un
assicurato, nato nel 1939, che aveva saputo comprovare unicamente sei ricerche
di lavoro, di cui cinque svolte per telefono, durante un periodo di controllo
nel corso del quale egli aveva, tra l'altro, lavorato cinque giorni, per un
totale di trentaquattro ore; la sentenza dell'11 luglio 2003 nella causa D., C
63/03, nella quale il TFA ha confermato una sanzione di 4 giorni di sospensione
per insufficienti ricerche di lavoro durante un periodo di controllo e la
sentenza del 2 marzo 2004 nella causa B., C 305/02, nella quale l'Alta Corte ha
confermato 4 giorni di sospensione per insufficienti ricerche durante il
periodo di disdetta).

 

                             2.10.   Nella già
citata sentenza H. del 17 marzo 1998, il Tribunale federale delle assicurazioni
ha stabilito che è possibile sospendere l'assicurato che commette (soltanto)
una colpa lieve non compiendo sufficienti ricerche di lavoro. L'Alta Corte ha
al proposito rilevato:

 

"  b) Die
Vorinstanz hat erwogen, bloss drei Stellenbewerbungen im Monat Juni 1994
vermöchten wohl qualitativ, nicht aber quantitativ zu genügen.  Indessen sei
der Beschwerdegegnerin aufgrund einer lange dauernden Krankheit gekündigt
worden; zudem finde sie im Alter von 54 Jahren bei der gegenwärtigen Lage auf
dem Arbeitsmarkt kaum noch eine Stelle.  Sodann habe das Arbeitsamt ihr bei der
Stellensuche nicht geholfen und jeweils drei Bewerbungen in den vorangegangenen
Monaten ungeahndet gelten lassen.  Insgesamt sei das Verhalten der Versicherten
deshalb bloss leichtfahrlässig.  Analog zur Invaliden-, Unfall- und
Militärversicherung, welche Leistungen nur bei Vorsatz und Grobfahrlässigkeit
kürzten, sei deshalb vorliegend von einer Einstellung in der
Anspruchsberechtigung abzusehen.  Das Verwaltungsgericht des Kantons Bern
pflege unangefochtenerweíse dieselbe Praxis.

  Demgegenüber macht die
Kasse geltend, eine Einstellung habe bei jedem Verschulden zu erfolgen.  Dass
die Verwaltung der Versicherten nicht geholfen habe, entbinde diese nicht von
der Pflicht zur Stellensuche.  Da zudem eine Überprüfung der Bewerbungen nur
stichprobenweise möglich sei, könne die Beschwerdegegnerin nichts zu ihren
Gunsten aus dem Umstand ableiten, dass die Kasse die jeweils bloss zwei oder
drei Bewerbungen der vorangehenden Monate nicht beanstandet habe.

 

  c)  Die Vorinstanz
beruft sich für ihre Auffassung, wonach eine Einstellung in der
Anspruchsberechtigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten
zulässig sei, auf die Praxis des Verwaltungsgerichts des Kantons Bern. Dieses
führte in einem Entscheid aus dem Jahre 1990 (BVR 1991 S. 82 ff.) aus, im
Sozialversicherungsrecht werde als allgemeiner Grundsatz anerkannt, dass
Leistungen gekürzt oder sogar für gewisse Fälle verweigert werden könnten, wenn
Versicherte die Leistungspflicht vorsätzlich oder grobfahrlässig verursacht
oder verlängert hätten (vgl.  Art. 7 IVG, Art. 37 und 39 UVG, Art. 7 aMVG, Art.
35 BVG und - betreffend die Krankenkassen BGE 107 V 228 Erw. 2a).  Dies müsse
gleihermassen für den Bereich der Arbeitslosenversicherung gelten.  Auch
bezüglich solcher Leistungen könne daher eine Kürzung (oder befristete
Verweigerung) der Entschädigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem
Verhalten verfügt werden, nicht aber bei bloss leichter Fahrlässigkeit, da insbesondere
nicht einzusehen sei, weshalb in diesem Zweig die Anforderungen an die
Sorgfaltspflicht des einzelnen derart strenger sein sollten Als in den übrigen
Bereichen der Sozialversicherung (BVR 1991 S. 83 f. Erw. 4b).

  d) Die im genannten
Entscheid zitierten Bestimmungen des IVG, UVG, aMVG und BVG statuieren alle den
Grundsatz, dass bei vorsätzlicher oder grobfahrlässiger Herbeiführung des
Versicherungsfalles durch den Versicherten die Leistungen gekürzt oder
verweigert werden können.  Sie schliessen von Gesetzes wegen zugleich
Sanktionen für leichtfahrlässiges Verhalten aus.  Im
Arbeitslosenversicherungsrecht hingegen fehlt eine derartige Beschränkung des
-sanktionsbedrohten Verhaltens auf Grobfahrlässigkeit und Vorsatz.  Die
Einstellung in der Anspruchsberechtigung ist ausdrücklich "nach dem Grad
des Verschuldens" zu bemessen (Art. 30 Abs. 3 AVIG).  Eine Absicht, das
Verschulden bei leichter Fahrlässigkeit von jeglicher Sanktion auszunehmen, ist
im Unterschied zum Wortlaut der zitierten Bestimmungen aus den andern
Sozialversicherungszweigen nicht erkennbar.  Folgerichtig unterscheidet Art. 45
Abs. 2 AVIV nach leichtem, mittelschwerem und schwerem Verschulden.  Es
widerspräche daher dem Arbeitslosenversicherungsgesetz, wenn die leichte
Fahrlässigkeit als eine der Formen des Verschuldens ausgeklammert würde. 
Darauf weist auch die Botschaft zum Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und die Insolvenzentschädigung vom 2. Juli 1980 in BB1
1980 IlI S. 588 ff. hin, in der ausdrücklich von Einstellungen gesprochen wird,
die nicht pönalen Charakter hätten (vgl. auch Gerhards, a.a.O., N 2 zu
Art. 30).  Beispielsweise stehe es dem Versicherten frei und sei auch nicht
ehrenrührig, sich ungenügend um eine Arbeitsstelle zu bemühen oder eine
zumutbare Arbeit abzulehnen.  Der Arbeitslosenversicherung entstehe hieraus
trotzdem ein Schaden, der zu einer angemessenen Leistungsreduktion führen
müsse.  Gerade um unterschiedlichen Verhältnissen und Verschuldensgraden mit
der nötigen Differenzierung Rechnung tragen zu können, sei die Spanne der
Einstellungsfristen möglichst weit zu fassen.  Daher hat auch leichte
Fahrlässigkeit bei ungenügenden Arbeitsbemühungen nach Art. 30 Abs. 1 lit. c
AVIG zu einer Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu führen.

 

  e) Aus diesen Ausführungen
folgt, dass die Praxis des Berner Verwaltungsgerichts zu Art. 30 Abs. i lit. c
AVIG (BVR 1991 S. 83 f.), welcher sich die Vorinstanz anschloss der Regelung
des Arbeitslosenversicherungsgesetzes und der besicht des Gesetzgebers zuwiderläuft.
er kantonale Escheid verletzt daher insoweit Bundesrecht, als er die leichte
Fahrlässigkeit  von Sanktionen befreit." (DTF 124 V 231-233)

 

                                         Nella
sentenza citata il TFA ha poi stabilito che tre ricerche di lavoro
qualitativamente valide in un periodo di controllo sono insufficienti ed ha
sottolineato:

 

"  Die
Beschwerdegegnerin weist im Monat Juni 1994 lediglich drei Bewerbungen auf.
Dies ist quantitativ ungenügend, verlangen doch einige Kassen durchschnittlich
10 bis 12 Bemühungen im Monat (Gerhards, a.a.O. N 15 zu Art. 17).  Das Alter der Versicherten erschwert zwar die
Erfolgsaussichten, hindert sie aber nicht daran, intensiver nach einer Stelle
Ausschau zu halten (ARV 1980 Nr.- 45 S. 112 Erw. 2; Gerhards,
a.a.O.,. N 14 zu Art. 17).  Massgebend ist einzig die ausreichende Intensität
der Bemühungen und nicht deren Erfolg.  Dass die Verwaltung keine aktive
Hilfeleistung geboten hat, vermag die Beschwerdegegnerin ebenfalls nicht von
der ihr obliegenden Pflicht zur Schademinderung zu befreien.  Die von der
Verwaltung verfügte Einstellung im unteren Bereich des leichten Verschuldens
ist Rechtens und trägt den gesamten Umständen des Falles angemessen Rechnung. 
Damit ist der Entscheid der Vorinstanz aufzuheben." (DTF 124 V 234)

 

                                         La Cassa
di disoccupazione aveva sospeso l'assicurata per 3 giorni dal diritto
all'indennità di disoccupazione.

                                         Infine,
nella sentenza citata, il TFA ha stabilito che l'amministrazione prima di
applicare l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, non deve raccomandare all'assicurato
di intensificare le ricerche di lavoro ed ha rilevato:

 

"  Eine
der Einstellung vorangehende Mahnung ist in der Arbeitslosenversicherung nicht
vorgesehen.  Insofern besteht ein Unterschied zur Invalidenversicherang, welche
in Art. 31 IVG ausdrücklich ein Mahn- und Bedenkzeitverfahren vorsieht (vgl. 
BGE 122 V 218).  Dieses Verfahren ist unter anderem deswegen sinnvoll, weil der
Versicherte sonst unter Umständen von einem ablehnenden Verwaltungsakt
überrascht würde.  Anders sind die Verhältnisse in der Arbeitslosenversicherung;
hier wird der Versicherte von Anfang an auf seine Pflichten, insbesondere auf
diejenige zur Stellensuche, aufmerksam gemacht (Art. 19 Abs. 4 AVIV in der bis
Ende 1996 gültig gewesenen Fassung, nunmehr Art. 20 Abs. 4 AVIV).  Ferner
pflegt er wegen der Erfüllung der Kontrollvorschriften Kontakt zum zuständigen
Arbeitsamt.  Deshalb ist es nicht notwendig, vor einer Einstellung eine Mahnung
auszusprechen, auch dann nicht, wenn die Verwaltung in den vorangegangenen
Kontrollperìoden ungenügende Arbeitsbemühungen nicht sanktioniert hat.  Das
Eidgenössische   Versicherungsgericht hat denn auch in ständiger Praxis (nicht
veröffentlichte Urteile M. vom 23. Juni 1989, C 20/890 und N. vom 6. August
1985, C 8/85; vgl. auch Gerhards, &.&.O., N 61 zu Art. 30) festgehalten,
dass eine Einstellung verfügt werden muss, wenn der entsprechende Tatbestand
erfüllt ist; eine blosse Verwarnung ist unzulässig.  Von dieser Rechtsprechung
abzuweichen besteht vorliegend kein Anlass." (DTF 124 V 233)

 

                             2.11.   In una
sentenza del 22 ottobre 2002 nella causa N. (C 305/01), non pubblicata, il TFA
ha ribadito la necessità di compiere delle ricerche di lavoro nel periodo
precedente l'annuncio al collocamento. Al riguardo la nostra Massima Istanza ha
osservato:

 

" 
(…)

1. L'assuré faisant valoir des prestations
d'assurance doit, avec l'assistance de l'office du travail compétent,
entreprendre tout ce qu'on peut raisonnablement exiger de lui pour éviter le
chômage ou l'abréger. Il lui incombe en particulier de chercher du travail, au
besoin en dehors de la profession qu'il exerçait précédemment (art. 17 al. 1
LACI).

Aux termes de l'art. 30 al. 1 let. c LACI, le
droit de l'assuré à l'indemnité est suspendu lorsqu'il est établi que celui-ci
ne fait pas tout ce qu'on peut raisonnablement exiger de lui pour trouver un
travail convenable. Cette disposition trouve notamment application lorsque
l'assuré n'effectue pas suffisamment de recherches d'emploi pendant le délai de
résiliation de son contrat de travail (DTA 1993 no 9 p. 87 consid. 5b, 1993 no
26 p. 184 consid. 2b, 1987 no 2 p. 41 consid. 1).

 

2. L'intimé a admis, en procédure cantonale, ne
pas avoir effectué de recherches d'emploi pendant le délai de résiliation de
son contrat de travail, soit du 25 juillet au 30 septembre 2000, ainsi qu'au cours
des mois de novembre et décembre 2000. Les premiers juges ont considéré qu'il
n'encourait qu'une seule mesure de suspension dans l'exercice du droit à
l'indemnité de chômage, dont il convenait de fixer la durée au terme d'une
appréciation globale de son comportement pour l'ensemble des mois d'août à
décembre 2000.

 

3.

3.1 La suspension du droit à l'indemnité de
chômage prévue à l'art. 30 LACI n'a pas un caractère pénal. Elle constitue une
sanction de droit administratif destinée à combattre les abus en matière
d'assurance-chômage. Comme telle, cette mesure peut être prononcée de manière
répétée, sans que soit applicable l'art. 68 CP (ATF 123 V 151 consid. 1c).
Plusieurs mesures de suspension distinctes peuvent ainsi être prononcées, sauf
- et exceptionnellement - en présence de manquements qui procèdent d'une
volonté unique et qui, se trouvant dans un rapport étroit de connexité
matérielle et temporelle, apparaissent comme l'expression d'un seul et même
comportement (DTA 1999 no 33 p. 197 sv. consid. 3b, 1993 no 3 p. 22 consid. 3d
et p. 25 consid. 5b; arrêt non publié F. du 25 novembre 1997 [C 61/97] consid.
5a).

 

3.2 En ce qui concerne plus particulièrement les
mesures de suspension en raison de recherches d'emploi insuffisantes, le
Tribunal fédéral des assurances a admis, avant l'abrogation de la loi fédérale
du 22 juin 1951 sur l'assurance-chômage (LAC) et l'entrée en vigueur de la
LACI, que des décisions de suspension distinctes pouvaient être prises, même
rétroactivement, pour chaque mois pendant lequel l'assuré avait contrevenu à
ses obligations. Selon la pratique de l'époque, en effet, l'examen des
recherches d'emploi effectuées par les personnes assurées était mensuel, bien
qu'il n'existât pas de réglementation légale sur ce point (arrêt non publié F.
du 16 novembre 1981 [C 114/80]). Il n'y a pas lieu de modifier cette
jurisprudence, implicitement confirmée à plusieurs reprises (cf. parmi
d'autres, les arrêts non publiés C. du 2 décembre 1999 [C 282/98], O. du 7
octobre 1998 [C 82/98] et B. du 4 décembre 1997 [C 128/97]), d'autant que
l'obligation de remettre chaque mois à l'office compétent la preuve des efforts
entrepris en vue de trouver un emploi est aujourd'hui expressément prévue par
l'art. 26 al. 2 OACI (cf. également art. 26 al. 3 et 27a OACI). 

 

4. Après avoir négligé d'effectuer des recherches
d'emploi pendant le délai de résiliation de son contrat de travail, ce qui
justifie une première mesure de suspension dans l'exercice du droit à
l'indemnité de chômage, l'intimé a entrepris plusieurs démarches en vue de
trouver du travail, de manière à remplir provisoirement ses obligations
vis-à-vis de l'assurance-chômage. Il lui appartenait toutefois de poursuivre
ses efforts pendant les mois de novembre et décembre 2000, sans quoi il
encourait de nouvelles mesures de suspension pour chacune de ces périodes de
contrôle, conformément à la jurisprudence exposée ci-dessus (consid. 3). Les
trois décisions administratives litigieuses étaient donc en principe
justifiées, contrairement à l'avis des premiers juges, le SPP et le Groupe
réclamations n'ayant par ailleurs pas fait un usage critiquable de leur pouvoir
d'appréciation en fixant la durée de la suspension à 10 jours pour les mois
d'août et septembre 2000, 5 jours pour le mois de novembre 2000, et 5 jours pour
le mois de décembre 2000 (après rectification, par le Groupe réclamations, de
la sanction prononcée par le SPP)." (STFA del 22 ottobre 2002 nella causa
N., C 305/01)

 

                                         In
un'altra sentenza del 15 dicembre 2003 nella causa P., C 200/03, il TFA ha confermato
ancora una volta la necessità di compiere delle ricerche di lavoro
precedentemente all'iscrizione in disoccupazione. Al riguardo, l'Alta Corte ha
osservato:

 

"  (…)

3.

Nach Art. 17 Abs. 1 AVIG muss der Versicherte,
der Versicherungsleistungen beanspruchen will, mit Unterstützung des
zuständigen Arbeitsamtes alles Zumutbare unternehmen, um Arbeitslosigkeit zu
vermeiden oder zu verkürzen.

Insbesondere ist er verpflichtet, Arbeit zu
suchen, nötigenfalls auch

 ausserhalb seines bisherigen Berufes. Er muss seine
Bemühungen nachweisen können. Gemäss Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG ist der
Versicherte in der Anspruchsberechtigung einzustellen, wenn er sich persönlich
nicht genügend um zumutbare Arbeit bemüht.

 

3.1 Gemäss Rechtsprechung ist der
Einstellungsgrund nach Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG schon dann gegeben, wenn die
versicherte Person vor Eintritt der Arbeitslosigkeit ihren Obliegenheiten nicht
nachgekommen ist. Sie hat sich daher bereits während der Kündigungsfrist um
einen neuen Arbeitsplatz zu bewerben (ARV 2003 Nr. 10 S. 119 Erw. 1 mit
Hinweisen).

Dies wird in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde
nicht grundsätzlich in Frage gestellt. Geltend gemacht wird vielmehr, die
Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen ungenügenden Arbeitsbemühungen
setze voraus, dass die Verwaltung die versicherte Person auf die Pflicht, sich
um eine neue Anstellung zu bewerben, und die bei Unterlassung drohende Sanktion
aufmerksam gemacht habe. Ohne diesen Hinweis könne die versicherte Person den
besagten Einstellungstatbestand nicht erfüllen.

 

3.2 Nach konstanter Praxis des Eidgenössischen
Versicherungsgerichts, von der abzuweichen kein Anlass besteht, muss sich die
versicherte Person gemäss ihrer Schadenminderungspflicht auch die vor der
Meldung auf dem Arbeitsamt unterlassenen Stellenbewerbungen entgegenhalten
lassen (ARV 1982 Nr. 4 S. 40 Erw. 2b, 1981 Nr. 29 S. 127 Erw. 2a; zuletzt:
unveröffentlichte Urteile C. vom 23. Januar 2003, C 280/01, und S. vom 22.
Oktober 1998, C 267/98). Die Pflicht der Versicherungsleistungen beanspruchenden
Person zur Arbeitssuche - als Teil der Schadenminderungspflicht - ergibt sich
direkt aus dem Gesetz (Art. 17 Abs. 1 AVIG). Die versicherte Person kann sich
daher insbesondere nicht damit exkulpieren, nicht gewusst zu haben, dass sie
schon vor Aufnahme der Stempelkontrolle zur ernsthaften Arbeitssuche
verpflichtet war und nicht darauf aufmerksam gemacht worden sei
(unveröffentlichte Urteile C. vom 23. Januar 2003, C 280/01, und S. vom 22.
Oktober 1998, C 267/98; vgl. auch ARV 1980 Nr. 44 S. 109). Diese
Rechtsauffassung verstösst entgegen der Verwaltungsgerichtsbeschwerde nicht
gegen die Europäische Menschenrechtskonvention. Sodann ist auch BGE 124 V 233
Erw. 5b nicht so zu verstehen, dass nur ein ab der Anmeldung gezeigtes
Verhalten die Schadenminderungspflicht verletzen und zu einer Einstellung
führen kann. Die weiteren Vorbringen des Beschwerdeführers rechtfertigen
ebenfalls keine andere Betrachtungsweise. Das gilt namentlich auch für den
Hinweis auf die gesetzliche Regelung, wonach die versicherte Person die
Kontrollvorschriften erst ab der Anmeldung zu erfüllen hat (Art. 17 Abs. 2
AVIG). Zweck der Kontrollvorschriften ist es, die versicherte Person dazu zu
bringen, sich den offiziellen Vermittlungseinrichtungen zur Verfügung zu
stellen, und die materiellen Anspruchsvoraussetzungen der Arbeitslosigkeit und
der Vermittlungsfähigkeit überprüfen zu können (Thomas Nussbaumer,
Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],
Soziale Sicherheit, Rz 259). Dies schliesst eine Einstellung in der
Anspruchsberechtigung wegen vor der Anmeldung unterlassenen Arbeitsbemühungen
nicht aus. Gemäss Art. 20 Abs. 1 lit. d AVIV hat die versicherte Person denn
auch bei der Anmeldung den Nachweis ihrer Bemühungen um Arbeit vorzulegen. Dies
verdeutlicht, dass die Pflicht zur Stellensuche bereits vor der Anmeldung und
den damit gegebenenfalls verbundenen behördlichen Hinweisen besteht. Wollte man
der vom Beschwerdeführer vertretenen Auffassung folgen, stünde es im Belieben
der versicherten Person, nach Erhalt der Kündigung mit der Anmeldung - diese
ist spätestens am ersten Tag, für den Arbeitslosenentschädigung beansprucht
wird, vorzunehmen (Art. 17 Abs. 2 in Verbindung mit Art. 7 Abs. 2 lit. a AVIG)
- zuzuwarten und damit vorläufig auf Arbeitsbemühungen verzichten zu können,
ohne deswegen eine Einstellung gewärtigen zu müssen. Dies widerspricht der
Zielrichtung des Gesetzes.

 

4.

Das Anstellungsverhältnis des Beschwerdeführers
war bis 31. Dezember 2002 befristet, welcher Beendigungszeitpunkt ihm überdies
durch Mitteilung des Arbeitgebers vom 24. September 2002 bestätigt wurde. Dies
ist ebenso unbestritten wie die Feststellung im Einspracheentscheid und im
kantonalen Gerichtsentscheid, wonach der Versicherte für die drei folgenden
Monaten Oktober bis Dezember 2002 gesamthaft sechs Stellenbewerbungen
aufzuweisen hat.

Wie das beco im Einspracheentscheid vom 7. April
2003 zutreffend dargelegt hat, ist eine allgemein gültige Aussage über die
erforderliche Mindestanzahl an Bewerbungen nicht möglich. Ob die Arbeitsbemühungen
quantitativ genügen, beurteilt sich vielmehr nach den konkreten Umständen
(Nussbaumer, a.a.O., S. 256 Fn 1330; vgl. auch ARV 1990 Nr. 5 S. 38).

Im vorliegenden Fall führt dies mit Verwaltung
und Vorinstanz zu der Feststellung, dass lediglich sechs Bewerbungen in einem
Zeitraum von drei Monaten selbst dann nicht zu genügen vermögen und dies der
versicherten Person zum Verschulden gereicht, wenn sie in diesem Zeitraum noch
in der bisherigen vollzeitlichen Anstellung tätig war und deshalb die Stellensuche
allenfalls erschwert war. Der Beschwerdeführer ist nach der Beendigung des
bestehenden Arbeitsverhältnisses arbeitslos geworden und hat Leistungen der
Arbeitslosenversicherung in Anspruch genommen, wofür die unterlassenen
Arbeitsbemühungen als mit kausal zu betrachten sind. Es hat daher eine
Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu erfolgen.

Soweit der Beschwerdeführer hiegegen vorbringt,
die Verwaltung habe ihn ungenügend und falsch über seine Pflichten informiert,
weshalb keine Sanktion erfolgen dürfe, kann ihm ebenfalls nicht gefolgt werden.
Eine allenfalls unvollständige Information vermöchte ihn im Lichte der
vorstehenden Darlegungen (Erw. 3.2) nicht zu entlasten. Was die angeblich
falsche Auskunft betrifft, hat der Versicherte im kantonalen Verfahren ein
Telefonat mit der Verwaltung erwähnt. Dieses betraf aber nach seiner eigenen
Darstellung den Zeitpunkt der Anmeldung und nicht die hier interessierende
Frage der Arbeitsbemühungen, weshalb sich daraus von vornherein auch nach Treu
und Glauben nichts zu seinen Gunsten ergibt. Dies gilt unbesehen von der
Richtigkeit der Auskunft und ohne dass die weiteren Voraussetzungen für den
Vertrauensschutz infolge falscher behördlicher Auskunft (vgl. BGE 127 I 36 Erw.
3a, 126 II 387 Erw. 3a, 121 V 66 Erw. 2a mit Hinweisen; RKUV 2000 Nr. KV 126 S.
223) geprüft werden müssten.

 

5.

Die Dauer der Einstellung bemisst sich nach dem
Grad des Verschuldens (Art. 30 Abs. 3 AVIG) und beträgt 1 bis 15 Tage bei
leichtem, 16 bis 30 Tage bei mittelschwerem und 31 bis 60 Tage bei schwerem
Verschulden (Art. 45 Abs. 2 AVIV).

Der Beschwerdeführer hat sich während immerhin
drei Monaten nicht genügend um Arbeit bemüht. Verwaltung und Vorinstanz haben
deswegen mit einer der Praxis entsprechenden pauschalen, aber ausreichenden
Begründung auf ein leichtes Verschulden im mittleren Rahmen geschlossen und die
Dauer der Einstellung auf 10 Tage festgesetzt. Ein triftiger Grund, welcher
eine abweichende Ermessensausübung als näher liegend erscheinen liesse (BGE 126
V 362 Erw. 5d mit Hinweis), wird nicht geltend gemacht und ergibt sich auch
nicht aus den Akten. Dies führt zur Abweisung der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde" 

                                         (STFA del
15 dicembre 2003 nella causa P., C 200/03).

 

                             2.12.   Il 1° gennaio
2003 è entrato in vigore l'art. 27 LPGA (Informazione e consulenza).

                                         Questa
nuova importante disposizione legale ha il seguente tenore:

 

" 
Gli assicuratori e gli organi esecutivi delle
singole assicurazioni sociali, nei limiti delle loro competenze, sono tenuti ad
informare le persone interessate sui loro diritti e obblighi (cpv. 1).

Ognuno ha diritto, di regola gratuitamente, alla
consulenza in merito ai propri diritti e obblighi. Sono competenti in materia
gli assicuratori nei confronti dei quali gli interessati devono far valere i
loro diritti o adempiere i loro obblighi. Per le consulenze che richiedono
ricerche onerose, il Consiglio federale può prevedere la riscossione di
emolumenti e stabilirne la tariffa (cpv. 2).

Se un assicuratore constata che un assicurato o i
suoi congiunti possono rivendicare prestazioni di altre assicurazioni sociali,
li informa immediatamente (cpv. 3)".

 

                                         L'art. 27
LPGA sancisce, in particolare, per l'amministrazione un dovere di carattere
collettivo, generale e permanente di fornire informazioni - ad esempio tramite
opuscoli informativi; cfr. DLA 2002 pag. 194 - (cpv. 1) e il diritto soggettivo
e individuale dell'assicurato alla consulenza (cioè un parere su ciò che
conviene fare) su un caso preciso, che può essere fatto valere in giustizia
(cpv. 2) (su questi aspetti cfr., in particolare, E. Imhof - Ch. Zünd,
"ATSG und Arbeitslosenversicherung" in SZS 2003 p. 291 seg.
(306); E. Imhof, "Anhang zur Vertiefung von art. 27 ATSG über Aufklärung,
Beratung und Kenntnisgabe" in SZS 2002 p. 315 seg. (315-318); R.
Spira, "Du droit d'être renseigné et conseillé par les assureurs et les
organes d'exécution des assurances sociales art. 27 LPGA" in SZS
2001 p. 524 seg. (527); U. Kieser, "ATSG - Kommentar", ad art. 27 p.
317 e p. 318-321).

 

                                         In
materia di assicurazione contro la disoccupazione questa disposizione della
LPGA ha apportato notevoli miglioramenti per gli assicurati nel senso che
l'obbligo di informare non è più limitato ad alcuni aspetti puntuali, fissati
nelle disposizioni legali (cfr. DTF 124 V 125, in particolare 221-222; DLA 2000
p. 95) ma è stato generalizzato (cfr. E. Imhof - Ch. Zünd, art. cit., in SZS
2003 p. 307).

 

                                         Così
l'art. 20 cpv. 4 OADI, valido fino al 31 dicembre 2002 ("avverte
l'assicurato riguardo ai suoi obblighi secondo l'articolo 17 LADI, in particolare
all'obbligo di adoperarsi per trovare lavoro". Per un caso di
applicazione, cfr. STFA del 13 agosto 2003 nella causa A., C 133/02) è stato
abrogato e sostituito dall'art. 19a OADI, il quale prevede che:

 

" 
1 Gli organi
esecutivi di cui all'articolo 76 capoverso 1 lettere a-d LADI informano gli
assicurati sui loro diritti e obblighi, in particolare, sulla procedura di
annuncio e sull'obbligo di evitare o abbreviare la disoccupazione.

 

2 Le casse
informano gli assicurati sui diritti e sugli obblighi derivanti dai settori di
competenza delle casse (art. 81LADI).

 

3 I servizi
cantonali e gli uffici regionali di collocamento (URC) informano gli assicurati
sui diritti e sugli obblighi derivanti dai rispettivi settori di competenza
(art. 85 e 85b LADI"

 

                                         (cfr. E.
Imhof, art. cit., in SZS p. 317-318).

 

                                         La
giurisprudenza federale citata (DTF 124 V 215, DLA 2000 pag. 95; STFA del 23
giugno 1998 nella causa E., C 216/98; STFA del 13 agosto 2003 nella causa A., C
113/02) non può così più essere mantenuta (cfr. R. Spira, art. cit., p. 529 e
p. 530).

 

                                         Inoltre,
l'entrata in vigore dell'art. 27 LPGA ha molto ridimensionato il principio,
precedentemente in vigore, secondo cui non è possibile invocare l'ignoranza
della legge per ricavarne dei vantaggi. 

                                         Il
giudice federale emerito R. Spira ("Du droit d'être renseigné …" in
SZS 2001 p. 524 seg., in particolare p. 531) sottolinea che la presunzione
della conoscenza della legge è stata rovesciata. (Al riguardo vedi pure U.
Kieser, op. cit., ad art. 27 p. 319; sul principio appena citato cfr., invece,
Pratique VSI 2003 p. 207 segg. (210); DLA 2002 p. 113 (115); DLA 2000 p. 99;
DTF 124 V 220; STFA del 31 gennaio 2003 nella causa V., H 5/02; STFA del 28
novembre 2000 nella causa P.S., H 407/99; DTF 124 V 220).

 

                                         Questo
Tribunale, in una sentenza del 20 novembre 2003 nella causa B., inc.
__________, chinandosi su un caso di mancate ricerche di lavoro prima
dell'iscrizione in disoccupazione, ha stabilito che anche dopo l'entrata in
vigore della LPGA e conformemente alla giurisprudenza del TFA deve essere
sanzionato con una sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione
l'assicurato che non ha intrapreso sforzi al fine di reperire un impiego prima
di annunciarsi per il collocamento anche se egli ignorava questo obbligo,
riservata l'ipotesi in cui egli si è rivolto all'amministrazione per chiedere
informazioni sui suoi diritti e doveri, argomentando:

 

" 
(…).

Malgrado le importanti modifiche appena esposte,
il TCA ritiene che comunque nulla sia mutato, dopo l'entrata in vigore della
LPGA, circa la possibilità di sanzionare gli assicurati che non hanno
effettuato ricerche di lavoro prima di iscriversi per il collocamento, anche in
caso di ignoranza dalla legge.

Da una parte infatti il nuovo art. 19a OADI ha
generalizzato l'obbligo di informazione che prima esisteva quasi esclusivamente
per quel che riguarda le ricerche di lavoro.

Questa norma non ha tuttavia esteso temporalmente
(e cioè anticipato) il momento a partire dal quale gli organi di esecuzione
devono informare gli assicurati riguardo all'obbligo di cercare lavoro.

L'OADI contiene inoltre tuttora altre
disposizioni: l'art. 26 cpv. 2 ("annunciatosi per riscuotere l'indennità
giornaliera, l'assicurato deve provare il servizio competente gli sforzi che ha
intrapreso per trovare lavoro. In seguito, deve fornire tale prova per ogni
periodo di controllo". Cfr. STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N., C
305/01 e l'art. 45 cpv. 1 lett. a ("la sospensione del diritto
all'indennità ha effetto al primo giorno dopo la cessazione del rapporto di
lavoro qualora la disoccupazione sia imputabile all'assicurato o se egli non si
è sufficientemente adoperato per trovare un'occupazione adeguata prima della
disoccupazione") che impongono di sanzionare anche coloro che non
presentano ricerche di lavoro per il periodo che precede l'iscrizione per il
collocamento.

Inoltre e soprattutto, il fondamentale principio
dell'obbligo di ridurre il danno (cfr. consid. 2.6), valido per tutti i settori
del diritto delle assicurazioni sociali (e consacrato esplicitamente su un
aspetto particolare all'art. 21 cpv. 3 LPGA), a mente del TCA, resta attuale
anche dopo l'entrata in vigore della legge sulla parte generale.

Infine non va ignorato che, nell'ambito del
diritto civile l'art. 329 cpv. 3 CO stabilisce che se il contratto è disdetto,
il datore di lavoro deve concedere al lavoratore il tempo necessario per cerca
un altro lavoro. Dal profilo dell'assicurazione contro la disoccupazione, si
può dunque ragionevolmente pretendere che l'assicurato inizi a cercare lavoro
ancora prima di essere ufficialmente informato dai servizi addetti al
collocamento"

                                         (STCA
20.11.2003 succitata, consid. 2.14.). 

 

                                         Questa
Corte ha confermato tale principio in una sentenza del 19 gennaio 2004 nella
causa L., inc. n. __________, non cresciuta in giudicato. 

 

                             2.13.   Nella
concreta evenienza l'assicurato, dal 2000, svolge un'attività a carattere
stagionale alle dipendenze dell'Hotel __________, in qualità di cameriere (cfr.
doc. _). 

                                         Nei mesi
di inattività egli fa capo alle prestazioni dell'assicurazione contro la
disoccupazione.

                                         Il 20
ottobre 2003, prima che terminasse la stagione lavorativa (da marzo a ottobre
2003), l'assicurato ha concluso un nuovo contratto di lavoro con il medesimo
datore di lavoro della durata di 8 mesi, e meglio dal 1° marzo al 31 ottobre
2004 (cfr. doc. _ allegato a doc. _).

                                         Il
ricorrente, 1° novembre 2003, si è poi riannunciato per il collocamento presso
l'URC di __________, alla ricerca di un posto di lavoro quale chef de rang,
cameriere AFC (cfr. doc. _).

 

                                         Al
momento della sua iscrizione in disoccupazione, l'insorgente ha presentato
all'amministrazione gli sforzi intrapresi allo scopo di trovare una nuova
occupazione durante i mesi in cui ha lavorato presso l'Hotel __________.

                                         Nel
periodo preso in considerazione egli ha complessivamente effettuato 32 ricerche
di impiego (4 ricerche al mese da marzo a ottobre 2003, cfr. doc. _).

 

                                         L'URC ha
ritenuto insufficiente la qualità delle ricerche di lavoro compiute
dall'assicurato, in quanto egli ha effettuato unicamente delle ricerche
personalmente, comprovate da timbri, senza dare seguito al "Promemoria
ricerche di lavoro" consegnatogli il 30 ottobre 2002 (cfr. doc. _).

                                         Di
conseguenza l'amministrazione con decisione formale del 21 novembre 2003 (cfr.
consid. 1.1.) gli ha inflitto una sospensione di 14 giorni dal diritto alle
indennità di disoccupazione a decorrere dal 1° novembre 2003.

                                         Tale
provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 17 dicembre
2003 (cfr. consid. 1.2.).

 

                                         Prima di
emanare la sanzione, e meglio il 10 novembre 2003, dopo che l'assicurato ha
presentato all'URC le sue ricerche di impiego dei mesi da marzo a ottobre 2003,
è stato redatto il seguente verbale:

 

" 
(…) la mia attività professionale ricade sotto
lo statuto di stagionale. Infatti, da marzo 2000 collaboro con il Centro
__________, come chef de rang. L'attività ha inizio sempre dal 01.03.AA al
31.10.AA Al termine della stagione il DL mi sottopone già un nuovo contratto
per la stagione successiva, oggi produco il contratto dal 01.03.04 al 31.10.04
possibile sino al 31.12.04. Ho eseguito le ricerche di lavoro (4 per ogni mese)
da marzo 03 a ottobre 03, tutte presentandomi di persona. Il consulente del
personale signor __________ mi informa che avrei anche dovuto rispondere a
degli annunci media, per delle occupazioni adeguate anche fuori dalla mia
professione (vedi direttiva 114c e 197a consegnate in data odierna). Lo scorso
anno ho ricevuto delle indicazioni di massima dal precedente consulente, su
come eseguire le ricerche di lavoro. Non posso affermare che non mi sia stato
detto di eseguire delle ricerche in risposta agli annunci. Ho difficoltà nel
poter eseguire le ricerche in risposta ad annunci media, siccome il mio lavoro
mi occupa molto tempo. Sono informato che la mia situazione sarà riesaminata
all'interno dell'URC, per una possibile sospensione per ricerche
qualitativamente e quantitativamente scarse." (Doc. ­­_ allegato a doc. _)

                                         

                                         L'art. 42
LPGA prevede che le parti hanno il diritto di essere sentite. Non devono
obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante
opposizione.

 

                                         A tale proposito in una
sentenza del 23 giugno 2003 nella causa S. (C 49/03) l'Alta Corte ha rilevato
che:

 

"  Die
Sache geht daher an die Arbeitslosenkasse zurück, damit sie nach Erfüllung des
Gehörsanspruchs erneut über eine allfällige Einstellung in der
Anspruchsberechtigung wegen selbstverschuldeter Arbeitslosigkeit befinde. In
diesem Rahmen kommt nunmehr Art. 42 Satz 2 ATSG zur Anwendung, wonach die
Gewährung des rechtlichen Gehörs ins Einspracheverfahren verschoben ist
(Kieser, a.a.O. Art. 42 Rz. 24)."

 

                                         In una sentenza del 22
dicembre 2003 nella causa J. (H 272/03) il TFA, al consid. 3.3., si è così
espresso:

 

" 
(…)

Selon un principe général de la procédure administrative,
l'autorité n'est pas tenue d'entendre les parties avant de prendre une décision susceptible d'être frappée
d'opposition (art. 30 al. 2 let. b PA). Ce principe est aujourd'hui
spécifiquement consacré, en matière d'assurances sociales, à l'art. 42 2ème
phrase LPGA." 

 

                                         Il
diritto di essere sentito dell'assicurato è dunque stato rispettato.

 

                                         Nella
presente fattispecie il TCA constata che l'amministrazione ha dato al
ricorrente la possibilità di esprimersi il 10 novembre 2003, ossia prima di pronunciare
la sanzione.

 

                                         Pertanto
il diritto di essere sentito dell'assicurato è stato ossequiato già prima
dell'emanazione della decisione formale, conformemente alla chiara
giurisprudenza federale emessa prima dell'entrata in vigore della LPGA (cfr. STFA
del 6 agosto 2002 nella causa C, C91/02, consid. 1a; RAMI 2002
pag. 77, consid. 3d, pag. 83; SVR 2002 ALV Nr. 4 pag. 9; DTF 126 V 130 = SVR
2001 ALV Nr. 12 pag. 37), che mantiene comunque, in talune circostanze, la sua
validità anche successivamente (cfr. U. Kieser, op. cit., ad art. 42, n. 1-28;
Th. Locher, "Grundriss des Sozialversicherungsrechts", Ed. Staempfli
Verlag AG, Berna 2003, pag. 447-448 n° 21 e 22).

 

                             2.14.   Per
quanto attiene agli assicurati che entrano in disoccupazione al termine di
un'attività stagionale (per es. nell'edilizia o nella ristorazione), va
osservato che, per un certo periodo, l'UCL ha applicato anche a costoro la
giurisprudenza relativa ad assicurati che si annunciano in disoccupazione e
dichiarano la loro disponibilità ad essere collocati solamente durante qualche
mese, prima di assolvere il servizio militare o effettuare un soggiorno di
perfezionamento all'estero o intraprendere un'altra formazione o lasciare
definitivamente il nostro paese. 

                                         Il TFA considera queste
persone inidonee al collocamento (e quindi rifiuta loro il diritto
all'indennità di disoccupazione), poiché, se si prescinde dal campo delle
attività per le quali non sono richieste una formazione o un'esperienza
professionale, bisogna ammettere che un datore di lavoro è poco incline,
generalmente, a prendere in considerazione un'offerta di servizio di durata
limitata, mentre cerca di attribuire un posto di lavoro duraturo (cfr. DLA 2000
pag. 152; DLA 1995 pag. 57; DTF 123 V 218; DTF 120 V 288; DLA 1991 pag. 24; DLA
1990 pag. 25; DLA 1988 pag. 23; DLA 1992 pag. 124; DLA 1992 pag. 127; DTF 110 V
209; Prassi AD 98/1 fogli 7.1-7.3; J.L. Plattet, "L'assurance-chômage au
quotidien", pag. 56-58; B. Despland, "Votre sécurité sociale, pag.
155-156; DTF del 2 maggio 1997 nella causa P.F.; D. Cattaneo, Alcuni
compiti …, pag. 19 segg.).

                                         In una sentenza del 18
novembre 1998 nella causa F.B., il TCA ha stabilito che la giurisprudenza
appena menzionata non deve essere applicata agli assicurati che terminano
un'attività stagionale e che hanno un impiego per la stagione seguente. In
questo caso, l'idoneità al collocamento non deve più essere esaminata (cfr. DLA
2000 pag. 152; DTF 110 V 207; DTF 120 V 390-391; DTF 123 V 217-218; DTF 111 V
38; D. Cattaneo, Alcuni compiti …, pag. 24).

 

                                         Tuttavia, alla luce della
giurisprudenza federale citata, questo Tribunale ha deciso che proprio nel caso
di assicurati che controllano la disoccupazione tra una stagione e l’altra o
durante le vacanze scolastiche, e quindi si annunciano in disoccupazione
soltanto alcuni mesi ogni anno, le esigenze relative alla ricerca costante di
un impiego duraturo devono essere molto severe, al fine di evitare che venga
decretata la loro inidoneità al collocamento dal profilo soggettivo. In
particolare questi assicurati devono svolgere tali ricerche durante tutto il
periodo in cui lavorano e devono ricercare un'occupazione annuale - o almeno
un'occupazione, di breve durata, per la "stagione morta" fuori dalla
propria professione e in un'attività realmente esistente sul mercato del
lavoro. Essi sono pure tenuti ad accettare un impiego annuale duraturo
ufficialmente assegnato (cfr. STCA del 17 aprile 2001 nella causa M.-B.,
38.2000.190; STCA del 17 aprile 2001 nella causa V.-S.; STCA del 16 marzo 2000
nella causa P.B.; STCA del 21 settembre 1999 nella causa A.T. contro URC di
__________, STCA del 21 aprile 1999 nelle cause T.B. de S.P. contro UCL e N.Q
contro UCL; DTF 120 V 385; D. Cattaneo, Alcuni compiti …,
pag. 21; 24-25).

                                         Il TCA ha
pure stabilito che l'amministrazione, per valutare se sono stati compiuti
sufficienti sforzi per reperire un impiego e decidere un'eventuale sanzione,
deve riferirsi a tutto il periodo in cui viene esercitata un'attività lucrativa
e non solo agli ultimi mesi di lavoro (cfr. STCA del 17 agosto 2001
nella causa M., __________; STCA del 17 aprile 2001 nella causa M.-B.,
__________; STCA del 17 aprile 2001 nella causa V.-S., __________).

 

                             2.15.   Nel caso in
esame l'assicurato che dal 2000 lavora alle dipendenze dell'Hotel __________,
quale cameriere, in virtù di contratti di impiego di durata determinata, da
alcuni anni ricorre periodicamente alle prestazioni dell'assicurazione contro
la disoccupazione (cfr. doc. _).

 

                                         Per
quanto qui di interesse, terminata la stagione alla fine del mese di ottobre
2003, il ricorrente, il 1° novembre 2003, si è annunciato per il collocamento
(cfr. doc. _).

 

                                         Dagli
atti risulta, inoltre, che durante tutto il periodo in cui ha lavorato presso
l'Hotel di __________, quindi nei mesi da marzo a ottobre 2003, l'assicurato ha
effettivamente compiuto delle ricerche di impiego, in qualità di cameriere,
presentandosi di persona presso i potenziali datori di lavoro.

                                         Nel mese
di marzo le ricerche sono state effettuate nei giorni del 5, 12, 20 e 27,
interpellando un grotto, un bar e un'osteria di __________, oltre a un
ristorante di __________.

                                         Per il
mese di aprile gli sforzi sono stati intrapresi nei giorni del 2, 8, 16 e 23
presso quattro esercizi pubblici, di cui tre siti a __________. Dal formulario
relativo alla prova degli sforzi personali intrapresi per trovare lavoro non
emerge invece dove si trovi l'esercizio pubblico interpellato dall'assicurato
l'8 aprile.

                                         Le
ricerche del mese di maggio sono state presentate a tre ristoranti e un bar
l'8, 16, 20 e 28 a __________a, __________ e __________. Il relativo modulo non
riporta il paese dove è stata effettuata la ricerca dell'8 maggio.

                                         Nel mese
di giugno l'insorgente ha intrapreso le ricerche di lavoro i giorni del 4, 11,
18 e 26 in due ristoranti, in uno snack bar e in un bar pizzeria di __________
e di __________.

                                         Per il
mese di luglio gli sforzi sono stati compiuti nei giorni del 3, 9, 16, 18 in
quattro esercizi pubblici a __________, __________, __________ e __________.

                                         Le
domande di impiego del mese di agosto sono state effettuate nei giorni del 16,
20, 28, 30 in un albergo e in tre ristoranti a __________, __________ e
__________.

                                         Nel mese
di settembre l'assicurato ha compiuto le ricerche nei giorni del 4, 11, 18 e 25
in 4 ristoranti di __________ e __________.

                                         Infine
per il mese di ottobre gli sforzi finalizzati al reperimento di un'occupazione
sono stati intrapresi il 2, 9, 16 e 23 in 4 ristoranti di __________ e
__________ (cfr. doc. _).

 

                                         L'URC ha
ritenuto le ricerche di impiego compiute dall'assicurato, indipendentemente
dall'aspetto quantitativo, non valide qualitativamente, dato che non
ossequiavano le esigenze indicate nel "Promemoria ricerche di lavoro"
consegnatogli il 30 ottobre 2002 (cfr. consid. 1.1.; 1.4.; doc. _).

 

                                         Chiamato
ora a pronunciarsi, il TCA ritiene che, effettivamente, le modalità secondo le
quali il ricorrente ha ricercato una nuova occupazione non sono esenti da
critica. Questo Tribunale ha infatti già indicato in più occasioni la necessità
di compiere ricerche mirate rispondendo agli annunci apparsi sui giornali
(cfr., ad esempio, STCA del 19 gennaio 2004 nella causa Z.B., inc. n.
__________, consid. 2.12.).

 

                                         Inoltre
l'assicurato ha svolto quasi tutte le ricerche di lavoro nella zona limitrofa
al suo domicilio di __________. Infatti delle totali 32 ricerche solo quattro
sono state compiute nel __________ e nel __________.

 

                                         Tuttavia
questa Corte osserva che nel passato, precisamente nel corso dei mesi da
novembre 2002 a febbraio 2003, l'assicurato aveva ricercato una nuova occupazione
quale cameriere secondo delle modalità del tutto analoghe a quelle utilizzate
nel corso del periodo immediatamente successivo, qui in discussione. Egli
aveva, in effetti, presentato 4 ricerche mensili, corrispondenti a offerte
spontanee a ristoranti e a una gelateria effettuate esclusivamente nel
__________; cfr. doc. _). 

                                         Non
risulta che questo modo di procedere sia stato anche solo biasimato dai
funzionari dell'URC di __________. Al contrario in occasione dei colloqui
mensili del 27 novembre 2002, 21 gennaio 2003 e 17 febbraio 2003 è stato
indicato: "ricerche OK" (cfr. atti al doc. _). 

                                         Dal
verbale del 30 ottobre 2002 non emerge poi che al ricorrente siano state
impartite istruzioni particolari in merito alle modalità di ricerca di un
impiego. Si evince, in modo generico, soltanto che l'assicurato è stato
informato circa le regole delle ricerche di lavoro da svolgere in caso di
contratto a tempo determinato, con menzionato tra parentesi "Promemoria
firmato in incarto" (cfr. doc. _. Effettivamente tale Promemoria,
sottoscritto dall'insorgente il 30 ottobre 2002, è agli atti. Esso indica in
particolare:

 

" 
(…) i disoccupati stagionali devono fare il
possibile per reperire un impiego duraturo nella loro professione o in altre
occupazioni; in via subordinata e quale sforzo minimo, essi devono almeno
ricercare degli impieghi di breve durata per la "stagione morta" in
un'attività realmente esistente sul mercato del lavoro (anche fuori dalla
propria professione).

Gli sforzi durante l'anno devono in particolare
consistere nel rispondere ad offerte di lavoro durature presenti sul mercato
del lavoro e che vengono normalmente portate all'attenzione di ogni potenziale
interessato tramite annunci su giornali, riviste settoriali o in altro modo.
Gli assicurati non sono tenuti a presentare offerte spontanee presso datori di
lavoro che non cercano nuovo personale ma a rispondere a delle reali offerte
presenti sul mercato.

Eventuali ricerche di lavoro effettuate presso
datori di lavoro che non sono alla ricerca di personale o che sono solitamente
inattivi tra una stagione e l'altra, non verranno prese in considerazione, al
momento dell'iscrizione agli URC, nel computo degli sforzi intrapresi per
evitare o abbreviare la disoccupazione." (Doc. _ allegato a doc. _)

 

                                         La copia
del "Promemoria ricerche di lavoro" consegnata all'assicurato è però
irrilevante, nella misura in cui, nei tre successivi incontri (27 novembre
2002; 21 gennaio 2003; 17 febbraio 2003; cfr. doc. _), il consulente del
personale competente ha sempre considerato valide le ricerche di impiego
prodotte dal ricorrente.

 

                                         All'assicurato
non è nemmeno stato richiesto di ampliare i propri sforzi ad altri settori del
mercato del lavoro e/o ad altre zone geografiche del Cantone.

                                         Inoltre
l'insorgente non è mai stato invitato ad aumentare il numero di ricerche
mensili.

 

                                         Al
riguardo giova rilevare che quando si esaminano le ricerche degli assicurati
che si ripresentano per il collocamento alla conclusione della stagione
lavorativa deve comunque essere dato più peso all'aspetto qualitativo delle
medesime rispetto a quello quantitativo (cfr. RDAT II/2001 N. 92; STCA del 17
aprile 2001 nella causa M.-B., __________).

 

                                         In queste
condizioni, il Tribunale ritiene che l'assicurato - a fronte dell'atteggiamento
consenziente mostrato dall'amministrazione - era legittimato, in buona fede, a
credere che il suo modo di agire fosse corretto sia dal profilo quantitativo
che qualitativo, perlomeno, in primo luogo, per quanto attiene al fatto di
esclusivamente presentarsi personalmente e spontaneamente al potenziale datore
di lavoro, e ciò indipendentemente dalla pubblicazione o meno nel periodo
determinante di offerte di lavoro sui quotidiani; in secondo luogo per quanto
concerne la zona geografica in cui ha effettuato le ricerche e il settore
professionale limitato in cui ha cercato un impiego. 

                                      

                                         Del
resto, in una sentenza dell'8 ottobre 2002 nella causa M., inc. __________,
cresciuta in giudicato - riguardante un assicurato, al suo quarto termine
quadro, al quale l'URC rimproverava di non avere esteso i propri sforzi anche
al di fuori del suo abituale campo di attività - il TCA ha ridotto i giorni di
sospensione da 3 a 1 constatato che l'interessato aveva effettuato le ricerche
di un nuovo impiego secondo le indicazioni della propria collocatrice, e ciò
malgrado egli avesse preso parte a più di un incontro informativo organizzato
dall'amministrazione ed avesse ricevuto il promemoria inerente le ricerche di
lavoro. 

                                         È
soltanto dopo che l'assicurato era stato esplicitamente invitato ad ampliare il
raggio delle proprie ricerche, che questa Corte ha riconosciuto l'esistenza di
una violazione dell'obbligo di ridurre il danno. 

 

                                         La
fattispecie sub judice si differenzia peraltro da quella oggetto della
sentenza federale del 28 novembre 2003 nella causa B., C 293/02, riguardante
un'assicurata grigionese che aveva omesso, nonostante le istruzioni ricevute
dall'URC competente, di presentarsi presso alcune ditte ticinesi in vista della
possibile conclusione di un rapporto di lavoro. L'assicurata aveva segnatamente
fatto valere d