# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f0ffb455-d493-5e69-a8c1-2877b68ee51b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-08-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 11.08.2015 11.2014.48
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2014-48_2015-08-11.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2014.48

  	
  Lugano

  11 agosto 2015/jh

   

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente,

  Giani
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Fasola 

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SO.2013.176 (protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6,
promossa con istanza del 15 gennaio 2013 da

 

	
   

  	
  AO 1 

  (patrocinata
  dall'avv. PA 2) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinato
  dall'avv. PA 1),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sull'appello
del 12 giugno 2014 presentato da AO 1 contro la decisione emessa dal Pretore aggiunto
il 30 maggio 2014; 

 

Ritenuto

 

in fatto:                A.  AP 1 (1960) e AO 1 (1966) si
sono sposati a __________ il 14 settembre 2000. Dal matrimonio sono nate C__________,
il 31 marzo 2002, e L__________, il 25 marzo 2004. Il marito è socio e gerente
della AP 1 Sagl, attiva nella vendita e riparazione di elettrodomestici. La moglie lavora a tempo parziale per lo Stato
del Cantone Ticino ed esercita parallelamente l'attività di __________ in
proprio.

 

                            B.  In esito a un'istanza di
misure a protezione del­l'unio­ne coniugale presentata il 17 gennaio 2012 da AO
1, con sentenza del 16 gennaio 2013 Il Pretore aggiunto del Distretto di
Lugano, sezione 6, ha omologato un accordo in cui i coniugi dichiaravano di vivere
separati dal 20 settembre 2011 e pattuivano l'assegnazione dell'alloggio
coniugale alla moglie (proprietà per piani n. 18 632
della particella n. 302 RFD di __________), alla quale sono state affidate le
figlie, riservato il diritto di visita paterno (inc. SO.2012.191).

 

                            C.  Nel frattempo, il 15 gennaio
2013, AO 1 si è rivolta nuovamente al Pretore per ottenere un contributo ali­mentare
di fr. 3136.– mensili, uno di fr. 1971.– mensili per C__________ e uno
di fr. 1817.– mensili per L__________, assegni familiari non compresi, oltre a
un contributo straordinario di fr. 2537.50 per le figlie. Chiamato a esprimersi
per scritto, con memoriale del 13 febbraio 2013 AP 1 ha offerto unicamente
un contributo alimentare di fr. 615.– mensili per ogni figlia, assegni
familiari non compresi. Alla discussione del 18 febbraio 2013 il Pretore
aggiunto ha omologato un accordo raggiunto dai coniugi sull'assegnazione dell'alloggio
coniugale al marito e ha preso atto che AP 1 si impegnava a versare, pendente
causa, un contributo ali­mentare per moglie e figlie di complessivi fr. 3200.–
mensili. Per il resto le parti hanno riaffermato i loro punti di vista. 

 

                            D.  Ultimata l'istruttoria, il
18 marzo 2014 i coniugi hanno rinunciato alle arringhe finali, limitandosi a
conclusioni scritte. Nel suo allegato del 6 maggio 2014 l'istante ha aumentato la
richiesta di contributo alimentare per sé a fr. 3529.35 mensili “oltre agli
oneri fiscali” dal 1° agosto al 31 dicembre 2012 e a fr. 3393.75 mensili dopo
di allora, confermando la citata richiesta di contributo alimentare per le
figlie. Nel proprio memoriale conclusivo di quello stesso giorno il convenuto
ha offerto un contributo alimentare di fr. 295.– mensili per C__________ e
uno di fr. 331.– mensili per L__________.

                                

                            E.  Statuendo con sentenza del
30 maggio 2014, il Pretore aggiunto ha condannato AP 1 a versare un contributo
alimentare per la moglie di fr. 450.75 mensili dal 1° agosto al 

                                  31 dicembre 2012,
di fr. 676.85 mensili dal 1° gennaio al 

                                  31 dicembre 2013 e di
fr. 694.60 mensili dal 1° gennaio 2014 in poi, come pure un contributo
alimentare per C__________ di fr. 2010.– mensili dal 1° agosto 2012 e uno di
fr. 1650.– mensili per L__________, sempre dal 1° agosto 2012, assegni
familiari non compresi. Egli ha obbligato inoltre il convenuto a versare all'istante
fr. 2464.65 per spese straordinarie in favore delle figlie. Gli oneri
processuali di complessivi fr. 3000.– sono stati posti per un quinto a carico
del­l'istante e per la rimanenza a carico del convenuto, tenuto a rifondere
alla moglie fr. 4800.– per ripetibili ridotte.

 

                             F.  Contro la sentenza appena
citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 12 giugno 2014 nel
quale chiede che – previa concessione dell'effetto sospensivo – la decisione
impugnata sia riformata, sopprimendo il contributo alimentare per la moglie e riducendo
quello in favore delle figlie come segue:

                                  per C__________:

                                  fr. 422.10
mensili dal 1° agosto al 31 dicembre 2012,
più l'assegno familiare e 

                                  fr. 440.70
mensili dal 1° gennaio 2013, più l'assegno familiare;

                                  per L__________:

                                  fr.
346.500 mensili dal 1° agosto al 31 dicembre 2012, più l'assegno familiare e 

                                  fr.
361.80 mensili dal 1° gennaio 2013, più l'assegno familiare.

                                  Egli
postula altresì l'annullamento della partecipazione alle spese straordinarie per
le figlie. Con decreto del 9 luglio 2014 il presidente di questa Camera ha conferito
all'appello effetto sospensivo per i contributi alimentari dovuti dal 1° agosto
2012 al 31 maggio 2014, ma non per il resto. Nelle sue osservazioni
del 14 luglio 2014 AO 1 propone di respin­gere l'appello.

 

Considerando

 

in diritto:              1.  Le misure a protezione dell'unione
coniugale sono impugnabili con appello, trattandosi di procedura sommaria (art.
271 lett. a CPC), entro 10 giorni dalla notificazione della sentenza (art. 314
cpv. 1 CPC). Se esse vertono su questioni meramente patrimoniali, nondimeno, l'appello
è ammissibile soltanto se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione
riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Nella
fattispecie tale presupposto è dato, ove appena si consideri l'entità dei contributi
in discussione (la differenza tra la richiesta dell'istante e l'offerta del
convenuto calcolata sull'arco di vent'anni, la durata di misure a protezione
dell'unione coniugale essendo incerta: art. 92 cpv. 2 CPC). Quanto alla
tempestività dell'appello, la decisione del Pretore
aggiunto è pervenuta al patrocinatore del convenuto il 2 giu­gno 2014.
Presentato il 12 giugno 2014 (data del timbro postale sulla busta d'invio),
l'appello in esame è quindi ricevibile.

 

                             2.  Litigiosi rimangono, anche in
questa sede, il contributo alimentare per la moglie e quello per le figlie. A
tal fine il Pretore aggiunto ha accertato il reddito del marito quale dipendente
della propria ditta in fr. 5855.60 mensili (senza gli assegni familiari) nel
2012 e in fr. 5919.50 mensili (senza assegni familiari) nel 2013, constatando
che dal 2008 al 2014 costui aveva percepito anche gratifiche per una media di
fr. 3500.– mensili. Tuttavia il primo giudice ha appurato che durante la vita in comune la famiglia non destinava l'intero stipendio del marito al proprio mantenimento,
ma accantonava risparmi. Egli ha ritenuto così che AP 1 andasse chiamato a
sostentare la famiglia in base al reddito effettivo che devolveva a tale
scopo durante la comunione domestica, esclusa la quota destinata al risparmio, in
modo da finanziare il livello di vita sostenuto dalla
moglie prima della separazione. 

 

                                  Premesso
ciò, il Pretore aggiunto ha calcolato il fabbisogno minimo del marito in fr. 3443.45 mensili (minimo esistenziale
del diritto esecutivo fr. 1200.–, oneri ipotecari fr. 38.85, ammortamento
fr. 79.95, spese accessorie fr. 181.85, premio
della cassa malati fr. 288.45, assicurazione dello stabile fr. 32.15, assicurazione dell'automobile fr. 192.85, imposta di circolazione fr. 63.90, assicurazione dell'economia
domestica fr. 36.55, assicurazione sulla vita fr. 288.50, protezione giuridica
fr. 40.40, onere fiscale 

fr. 1000.–). Quanto alla moglie, egli ne ha definito il reddito in 

fr. 3365.40 (fr. 1228.80 quale funzionaria del Cantone, 

fr. 2136.60 da attività lucrativa indipendente) e il fabbisogno minimo in fr.
3930.– mensili (minimo esisten­ziale del diritto esecutivo per genitore
affidatario fr. 1350.–, pigione con spese
accessorie fr. 826.15, posteggio fr. 120.–, premio della cassa malati 

fr. 284.50, franchigia della cassa malati e costi della salute 

fr. 42.55, tassa rifiuti fr. 29.35, assicurazione dell'automobile fr. 119.30,
imposta di circolazione fr. 63.90, assicurazione dell'economia domestica fr.
36.60, assicurazione RC privata fr. 16.90, 

                                  protezione giuridica fr. 40.40, onere
fiscale fr. 1000.–), portato a fr. 4060.– mensili dal 1° gennaio 2014, visto
l'aumento a 

fr. 412.75 del premio per la cassa malati.

 

                                  Il
fabbisogno in denaro delle figlie, infine, è stato stimato dal Pretore aggiunto
sulla scorta dalle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e
dell'orientamento professionale del Canton Zurigo in fr. 2010.– mensili per C__________
e in fr. 1650.– mensili per L__________. Fondandosi su tali accertamenti, il
primo giudice ha obbligato così il convenuto a versare un contributo alimentare
per la moglie di fr. 450.75 mensili dal 1°
agosto al 31 dicembre 2012, di fr. 676.85 mensili dal 1° gennaio al
31 dicembre 2013 e di fr. 694.60 mensili dal 1° gennaio 2014 in poi, come pure
uno di fr. 2010.– mensili per C__________ e uno di fr. 1650.– mensili per
L__________ assegni familiari non compresi. Egli ha condannato inoltre AP 1 a
versare alla moglie fr.  2464.65 di contributo per le spese straordinarie
delle figlie.

 

                             3.  L'appellante chiede di accertare
il proprio fabbisogno in 

fr. 5117.– mensili, rimproverando al Pretore aggiunto di avere ridotto il costo
dell'alloggio (ovvero l'onere ipotecario) da fr. 1000.– a fr. 38.85 mensili,
così come le spese accessorie da fr. 306.85 a fr. 181.85 mensili. Egli chiede
inoltre di riconoscergli il premio dell'assicurazione RC (fr. 11.80) e l'imposta
di circolazione di quattro motociclette (fr. 41.15), la franchigia della cassa
malati (fr. 125.–), gli interessi di un prestito elargitogli dalla propria ditta
per l'acquisito di un immobile a __________ (fr. 187.50), gli oneri ipotecari
(fr. 141.65), il premio per l'assicurazione dello stabile 

(fr. 39.80) e dell'economia domestica di tale abitazione (fr. 17.60). Simili
pretese vanno esaminate singolarmente.

 

                                  a)   Per
quel che è dell'onere ipotecario gravante l'abitazione a __________, è fuori
dubbio che dopo la fine della comunione domestica entrambi i coniugi debbano
beneficiare – possibilmente – di condizioni abitative paritarie (Rep. 1994 pag. 300
consid. 4, 1995 pag. 142 n. 21). Tuttavia l'uguaglianza non si rispetta
necessariamente riconoscendo ad ambedue lo stesso costo dell'alloggio, bensì
riconoscendo abitazioni – per quanto possibile – equivalenti dal profilo qualitativo
(I CCA, sentenza inc. 11.2010.37 del 16 settembre 2013, consid. 13b con richia­mo).
Né la parità di trattamento è destinata a riconoscere costi inesistenti (I CCA, sentenza inc. 11.2010.108 dell'11 gennaio 2012,
consid. 5a). Posto ciò, in concreto per l'abitazione coniugale di __________ l'interessato
spende non più di fr. 38.55 mensili, corrispondenti nel 2013 agli interessi
ipotecari (doc. 27). Nulla giustifica di includere nel suo fabbisogno minimo un
costo superiore all'ammontare della spesa effettiva (sentenza del Tribunale
federale 5A_266/2015 del 24 giugno 2015, consid. 7.2.2.3 con
riferimenti), tanto meno se si pensa che dal profilo qualitativo l'appartamento
locato dalla moglie a __________ appare sostanzialmente equivalente all'abitazione
occupata dal solo marito.

 

                                  b)
 In merito alle spese accessorie, un coniuge che vive in casa
propria deve assumere – per comune esperienza – la manutenzione ordinaria dello
stabile, alla stregua di qualsiasi proprietario immobiliare (RtiD I-2015 pag.
867 consid. 5a). Se non che, nella fattispecie il Pretore aggiunto ha riconosciuto
proprio nel fabbisogno minimo di AP 1 i costi comprovati. Il convenuto non indica
a quali altri esborsi egli debba far fronte. Insufficientemente motivato, su
questo punto l'appello sfugge finanche a ulteriore disamina.

                                  

                                  c)   Per
quel che riguarda il premio della cassa malati, l'appellante si limita a
esporre la cifra di fr. 323.95 mensili, ma non spiega perché l'importo
riconosciuto dal primo giudice 

(fr. 288.45 mensili) sarebbe erroneo, tanto meno ove si pensi che tale cifra
figura sul conteggio del gennaio 2013 (doc. 2) 1° foglio). Né egli illustra a
che cosa si riferisca la richiesta di pagamento di fr. 35.50 mensili “per
LCA”, limitata a tre mesi, di cui al doc. 27 (2° foglio). Quanto alla
franchigia, l'interessato non si confronta con l'argomentazione del Pretore
aggiunto, secondo cui egli non soffre di particolari problemi di salute. E una franchigia
va inserita nel fabbisogno minimo solo qualora l'assicurato sia solito esaurirla
(RtiD II-2004 pag. 589 consid. 8c), ciò che in concreto non è reso verosimile
(contrariamente a quanto ha reso verosimile la moglie), il fatto
di esibire la polizza di assicurazione non essendo sufficiente al
proposito (I CCA, sentenza inc. 11.2013.18 del 16 aprile 2015, consid. 6). Il
precetto della parità di trattamento non serve per altro – come detto – a
riconoscere nel fabbisogno minimo di un coniuge spese virtuali.

 

                                  d)  Per
quanto attiene ai costi delle motociclette, a ragione l'appellante ricorda invece
che la fine della vita in comune non preclude a un coniuge il diritto di
mantenere, per quanto le condizioni economiche della famiglia lo permettano, il
tenore di vita precedente. Il coniuge che durante la vita in comune aveva a
disposizione un veicolo ha diritto così di vedersi inserire nel proprio fabbisogno
i costi del veicolo anche dopo la separazione (RtiD I-2010 pag. 699 n. 20c con
richiami; 

I CCA, sentenza inc. 11.2014.8 del 17
novembre 2014, consid. 7e). Nel caso specifico la moglie ha contestato la
spesa del convenuto (“ognuno si paga i propri hobby”: memoriale conclusivo,
pag. 9), ma non ha preteso che durante la comunione domestica il marito non avesse
in dotazione le quattro moto. E siccome anche al marito dev'essere garantito il
tenore di vita sostenuto durante la comunione domestica, ciò che il bilancio
della famiglia consente, la spesa di complessivi 

fr. 152.95 mensili – verosimile (doc. 32 e 33) – va ammessa nel fabbisogno del
convenuto.

 

                                  e)   In
merito all'abitazione secondaria di __________, l'appellante non revoca in
dubbio che i relativi costi siano sorti dopo la fine della comunione domestica,
al punto da giustificarli con l'affermazione che “erano già in previsione”. La
moglie contesta l'assunto (osservazioni, pag. 5 a metà), che per di più è nuovo
e come tale irricevibile (art. 317 cpv. 1 lett. b CPC), oltre che non reso verosimile.
L'abitazione di __________, in effetti, non faceva parte del tenore di vita
della famiglia e nel fabbisogno del marito non può essere incluso un debito contratto
dopo la separazione dei coniugi. Senza trascurare che l'appellante cade in
palese contraddizione, giacché da un lato pretende di mantenere il tenore di
vita precedente inserendo un tale costo nel proprio fabbisogno, e dall'altro lato
lamenta un ammanco nel bilancio familiare, dimenticando che in tal caso solo le
spese strettamente necessarie possono essere riconosciute. Ne segue, in
definitiva, che il fabbisogno dell'appellante si attesta a fr. 3596.40 mensili.

 

                             4.  AP 1 critica altresì il
fabbisogno della moglie, chie­dendo di ridurlo da fr. 3930.– mensili, rispettivamente

fr. 4060.– mensili, a fr. 3217.45 mensili. Fa valere che l'onere fiscale di fr. 1000.–
stimato dal primo giudice è inverosimile a fronte di un reddito della moglie di fr. 3356.40 mensili e va ricondotto a fr. 200.–.
Per l'appellante, inoltre, nemmeno la franchigia della cassa malati dev'essere ammessa,
sia perché a lui la franchigia non è stata riconosciuta, sia perché neppure la
moglie accusa particolari problemi di salute.

 

                                  a)   Per
quel che concerne l'onere fiscale, il Pretore ha ripreso la stima di fr. 1000.–
mensili prospettata dalla moglie sulla scorta della richiesta d'acconto 2012
relativa all'imposta cantonale (doc. OO). È vero che quella richiesta si
riferiva a entrambi i coniugi ed è altrettanto vero che, si considerasse il solo
reddito della moglie, un carico fiscale di fr. 1000.– mensili appare poco verosimile.
Resta il fatto che la moglie deve pagare ormai le imposte federali, cantonali e
comunali non solo sul reddito conseguito, ma anche sui contributi di mantenimento che riceve (art. 22 lett. f LT e
23 lett. f LIFD), il cui ammontare è dedotto dal reddito del coniuge
debitore 

(art. 32 cpv. 1 lett. c LT e 33 cpv. 1 lett. c LIFD). Tenuto conto di ciò,
l'onere tributario di fr. 1000.– mensili non può dirsi privo di verosimiglianza.

 

                                  b)  Circa
la franchigia della cassa malati, già si è detto che la moglie ha –
contrariamente al marito – documentato la spesa (doc. N1), onde la
verosimiglianza delle premesse per il suo riconoscimento (sopra, consid. 3c). Se
ne conclude che il fabbisogno minimo della moglie va confermato in fr. 3930.–
mensili fino al 31 dicembre 2013 e in fr. 4060.– mensili dopo di allora.

 

                             5.  Riguardo alle figlie, l'appellante
rimprovera al Pretore aggiunto di avere fissato i contributi alimentari senza
tenere conto del suo diritto di visita più esteso rispetto a quello usuale.
Egli rammenta di ospitare le figlie due notti la settimana, oltre a un fine
settimana 

                                  su due, provvedendo
mediamente a quattro pasti la settimana contro i due usuali. Ciò sgrava la madre
dei costi del vitto – egli soggiunge – nella misura del 30%, di modo che il contributo
alimentare per C__________ va ridotto di fr. 106.50 mensili e quello per L__________
di fr. 85.50 mensili.

 

                                  a)   Nella
fattispecie AP 1 ospita le figlie due notti infrasettimanali, il mercoledì
e il giovedì (con cena), e un fine settimana su due (dal sabato mattina al
lunedì). Si tratta di incontri più estesi di quelli abitualmente
riconosciuti, nel Cantone Ticino, a un genitore non affidatario con figli in
età scolastica (RtiD I-2005 pag. 778 n. 58c). Ora, nell'ambito di un consueto
diritto di visita (di norma, un fine settimana su due) il genitore non
affidatario deve provvedere mediamente a un pranzo e a una cena la settimana,
senza che ciò giustifichi – per principio – riduzioni del contributo alimentare
a suo carico (RtiD I-2013 pag. 718 consid. 7, II-2012 pag. 795 consid. 8). Nella
fattispecie però il diritto di visita comprende due sere la settimana con
pernottamento più della regola. Per rapporto all'ordinario diritto di visita quindicinale, in cui il genitore non
affidatario deve farsi carico di due pranzi e due cene in 15 giorni (due pasti
la settimana in media), nel caso specifico l'appellante offre alle figlie due
cene supplementari la settimana. La madre si vede sgravare così, ogni
settimana, di due pasti sui 12 cui essa dovrebbe provvedere se il marito
beneficiasse soltanto di un abituale diritto di visita (due pasti settimanali rimangono
– come detto – a carico del genitore non
affidatario). Di ciò è giusto tenere conto, inserendo nel fabbisogno
minimo del marito un sesto delle spese per il vitto previste dalle
raccomandazioni edite dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento
professionale del Canton Zurigo.

 

                                        La stessa cifra va
tolta dal contributo alimentare che l'appellante deve versare nelle mani della
moglie (analogamente: RtiD I-2013 pag. 719 consid. 7c, II-2012 pag. 795 consid.
8). Il fabbisogno in denaro delle figlie non muta, ma il genitore non
affidatario si vede riconoscere una quota di tale fabbisogno nella misura in
cui sgrava l'altro genitore. Per quanto riguarda C__________, l'appellante
assicura così il vitto fino a concorrenza di fr. 52.– mensili (dei fr. 315.–
previsti dalla tabella 2012 correlata alle note raccomandazioni) e per quel che
è di L__________ fino a concorrenza di fr. 55.– mensili (dei fr. 335.– previsti
dalla medesima tabella).

 

                                  b)  Come
si vedrà in appresso (consid. 6d), nel fabbisogno in denaro di C__________
vanno inseriti nondimeno fr. 77.– mensili per le ricorrenti cure di
psicoterapia. Il fabbisogno in denaro di lei passa di conseguenza a fr. 2087.–
mensili, mentre quello di L__________ va confermato in fr. 1650.– mensili. AP 1
essendo abilitato a trattenere dal contributo di mantenimento fr. 52.–
mensili per il vitto di C__________ e fr. 55.– mensili per quello di L__________,
in ultima analisi egli deve versare fr. 2035.– mensili per la figlia
maggiore e fr. 1595.– men­sili per la minore.

 

                             6.  Per
quel che attiene alle spese straordinarie delle figlie (art. 286 cpv.
3 CC), il Pretore aggiunto ha riconosciuto le tasse di iscrizione ai corsi seguiti
dalle ragazze (fr. 1675.–), i costi per la psicoterapia di C__________ (fr. 920.–),
le quote delle associazioni cui le figlie aderiscono (fr. 120.–), le spese per
l'acquisto di sci e di una chitarra (fr. 462.–) e quelle per le cure di
ortodonzia in favore di C__________ (parte non rimborsata dalla cassa malati:
fr. 1752.25) per complessivi fr. 4929.25, di cui la metà a carico del
convenuto (fr. 2464.65). L'appellante contesta ciò, facendo valere – sostanzialmente
– che non si tratta di esborsi straordinari né imprevisti, ma di bisogni già
noti al momento in cui è stato fissato il contributo alimentare, senza
dimenticare che egli non è nemmeno stato interpellato al momento dell'assunzione
dei costi.

 

                                  a)   I criteri per
il riconoscimento di spese straordinarie sulla base dell'art. 286 cpv. 3 CC
sono già stati riassunti dal primo giudice. Al riguardo basti rammentare che tali
spese devono riferirsi a esigenze specifiche, limitate nel tempo, esigenze che
non sono state prese in considerazione quando è stato fissato (o è stato modificato
l'ultima volta) il contributo alimentare ordinario e che quest'ultimo non
permette di coprire. Se l'esigenza è già nota o prevedibile al momento in cui è
fissato il contributo alimentare ordinario, essa va presa in considerazione nell'ambito
di tale contributo (sentenza del Tribunale federale 5C. 204/2002 del 31 marzo
2002, consid. 5.1 in: Fam.Pra.ch 2003 pag. 731).

 

                                  b)  Per converso,
un genitore affidatario non può affrontare spese per i figli a piacimento
e pretenderne poi
automaticamente il rimborso dall'altro. Al contrario: dandosi una spesa straordinaria,
egli deve rivolgersi di volta in volta al giudice, il quale stabilisce una
somma precisa a copertura di esigenze documentate e quantificate, determinando
la chiave di riparto secondo le concrete possibilità di entrambi i genitori (I
CCA, sentenza inc. 11.2011.85 del­l'11 ottobre 2012, consid. 8). Nel caso
specifico l'appellante si duole a ragione di non essere stato previamente interpellato
sui costi. Non asserisce tuttavia che questi fossero inutili e che non possano
essere assunti nell'interesse delle figlie nell'ambito di un normale sviluppo
educativo o sportivo. L'omissione può dunque ritenersi sanata.

 

                                  c)   Nelle
circostanze descritte il costo di attività che fanno parte della normale
offerta scolastica, come la settimana verde (doc. T, 2° foglio) o quella bianca
(doc. T, 9° foglio), rientra nel fabbisogno ordinario del figlio. Straordinaria
è invece la spesa per attività extrascolastiche come la partecipazione a corsi
di chitarra (doc. T, 2° foglio: fr. 700.–), a corsi estivi (doc. T, 5° e
6° foglio: fr. 100.– ) o a trasferte organizzate da associazioni sportive per corse
d'orientamento (doc. T, 4°,7° e 9° foglio: fr. 560.–). Tali costi, in
altri termini, non possono ritenersi compresi nelle “altre spese” previste
dalle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento
professionale del Canton Zurigo (Empfeh­lungen zur Bemessung von Unterhaltsbei­trägen
für Kinder, Zurigo 2000, pag. 11). Compresa in quella voce è invece l'ordinaria
quota di iscrizione a sodalizi sportivi o a organizzazioni analoghe (doc. T,
30° foglio).

 

                                  d)  Relativamente
ai costi della psicoterapia in favore di C__________, dagli atti risulta che la
ragazza segue tali corsi almeno dal­l'agosto del 2011, quando i genitori vivevano
ancora assieme. Trattandosi di una spesa prevedibile e ricorrente, già nota al
momento in cui è stato chiesto il contributo alimentare, l'esborso non andava
riconosciuto come spesa straordinaria, bensì calcolato nel fabbisogno in denaro
della figlia. In virtù del principio inquisitorio illimitato che governa il
diritto di filiazione, la spesa di fr. 77.– mensili, documentata (doc. T, dall'11°
al 14° foglio), va inclusa così nell'ordinario contributo alimentare.

 

                                  e)   Carattere
straordinario hanno di contro le spese per cure di ortodonzia non coperte della
cassa malati (fr. 1752.25: doc. LL), di norma imprevedibili e temporanee (v.
Wullschleger in: Schwenzer, FamKommentar Scheidung, vol. I, 2ª edizione, n. 19 ad art. 286 CC), e per l'acquisto di strumenti musicali o di specifici articoli
sportivi, come gli sci (doc. T, 32°
e 33° foglio; Emp­feh­lungen zur Bemessung von
Unterhaltsbeiträgen für Kinder, op. cit., pag. 13). In definitiva la quota di spese straordinarie a carico del convenuto
ammonta così a fr. 1787.15. L'appello va accolto entro tali limiti.

 

                             7.  AP 1 invoca la garanzia del
proprio fabbisogno minimo, sostenendo che con un reddito di fr. 5855.60 mensili
nel 2012 e di fr. 5919.50 mensili in seguito tale fabbisogno 

(fr. 5117.– mensili) non è coperto. Di conseguenza – egli afferma – con il proprio
margine disponibile egli può partecipare soltanto al mantenimento delle figlie,
senza nulla dovere alla moglie. L'argomentazione è infondata. Che nel caso in
cui un bilancio coniugale registri un ammanco il coniuge debitore di un contributo
alimentare ha diritto di conservare l'equivalente del proprio minimo
esistenziale calcolato secondo la legge federale sulla esecuzione e sul
fallimento è pacifico (DTF 140 III 339 consid. 4.3 con numerosi rinvii). A
prescindere dal fatto però che in concreto il fabbisogno minimo di AP 1 non
eccede fr. 3596.40 mensili (sopra, consid. 3e), il Pretore aggiunto ha accertato,
oltre allo stipendio di fr. 5855.60 mensili nel 2012 e di 

fr. 5919.50 mensili nel 2013, l'incasso di gratifiche tra il 2008 e il 2014 per
una media di fr. 3500.– mensili. Il reddito del convenuto ammontava perciò a
fr. 9355.60 mensili nel 2012 ed è passato a fr. 9419.50 mensili dal 2013.

 

                                  Ne discende che all'appellante rimangono,
una volta versati i contributi alimentari per moglie e figlie di complessivi
fr. 4080.75 mensili nel 2012, fr. 4324.85 nel 2013 e fr. 4324.60 mensili da allora
in poi, rispettivamente fr. 5274.85, fr. 5030.75 e fr. 5031.– mensili con
cui può finanziare senza problemi il proprio fabbisogno minimo di fr. 3596.40
mensili. Certo, il Pretore aggiunto ha rilevato che durante la vita in comune
non tutto lo stipendio del marito era destinato al mantenimento famiglia. A
quanto ammontasse la quota destinata al risparmio non è dato tuttavia di sapere.
Né l'appellante pretende che la sostanza accantonata, di 

fr. 704 600.– nel 2011 (tassazione agli
atti), generi redditi insufficienti per finanziare il proprio fabbisogno minimo.
E quand'anche i redditi non fossero sufficienti, nelle condizioni illustrate
egli sarebbe tenuto a usare parte della sostanza (RtiD II-2013 pag. 789 consid.
4 con riferimenti di giurisprudenza). Sia come sia, egli non può seriamente asserire
di essere costretto a vivere sotto il minimo esistenziale e dirsi sprovvisto di
mezzi sufficienti per far fronte ai contributi alimentari o alla quota di spese
straordinarie per le figlie. Su questo punto l'appello denota la sua inconsistenza.

 

                             8.  Le spese del giudizio
odierno seguono la reciproca soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC). L'appellante
ottiene una leggera diminuzione del contributo alimentare per L__________ e una
riduzione della sua quota di partecipazione alle spese straordinarie per le
figlie, ma esce sconfitto sul resto. Si giustifica così che sopporti quattro
quinti degli oneri processuali e che rifonda alla controparte un'adeguata inden­nità
per ripetibili ridotte. Nel complesso il giudizio odierno non
influisce apprezzabilmente, invece, sul dispositivo relativo alle spese giudiziarie e alle ripetibili di prima sede, che può rimanere
invariato.

 

                             9.  Circa i rimedi giuridici
esperibili sul piano federale contro la presente sentenza (art. 112 cpv. 1
lett. d LTF), il valore litigioso raggiunge agevolmente la soglia di
fr. 30 000.– ai fini dell'art. 74
cpv. 1 lett. d LTF.

 

Per questi motivi,

 

decide:                  I.  L'appello è parzialmente
accolto, nel senso che la sentenza impugnata è così riformata:

                                   3.  AO
1 è condannato a versare anticipatamente dal 1° agosto 2012 un contributo
alimentare per la figlia C__________ di fr. 2035.– mensili, assegni familiari
non compresi, e un contributo alimentare per la figlia L__________ di fr.
1595.– mensili, assegni familiari non compresi.

                                         4.  AP
1 è condannato a versare a AO 1 la somma di fr. 1787.15 per spese straordinarie
delle figlie.                              

Per il resto
l'appello è respinto e la decisione impugnata è confermata.

                                

                             II.  Le spese processuali
di fr. 1500.–, da anticipare dall'appellante, sono poste per quattro quinti a
carico dell'appellante medesimo e per il resto a carico della controparte, cui
l'appellante rifonderà fr. 2000.– per ripetibili ridotte.

 

                                

                            III.  Notificazione a:

	
   

  	
  –
  avv.;

  –
  avv..

  

                                  Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                 Il vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90
a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni
dalla notificazione della decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario
invece il ricorso in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore
litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;
quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia
civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso
in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso
durante le ferie giudiziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).