# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fdfa7ff4-ac33-5e7d-905c-a08ceed7e7ff
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-02-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 09.02.1999 12.1998.277
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1998-277_1999-02-09.html

## Full Text

Incarto n.

  12.98.00277

  	
  Lugano

  9 febbraio 1999/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

 

sedente
per statuire sul ricorso 11 dicembre 1998 presentato da

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr.
  dall’amministratrice unica __________

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 25 novembre 1998 della 

   

  Sezione
  del Registro fondiario e commercio,
  quale Autorità di vigilanza sul registro di commercio, Bellinzona

   

  

 

 

che
respinge un ricorso della qui ricorrente nei confronti della decisione
dell’Ufficio del Registro di commercio di Locarno con la quale la __________ è
stata sciolta d’ufficio poiché priva della del domicilio legale alla sede
statutaria.

 

Viste
le osservazioni 15 gennaio 1999 dell’Autorità di vigilanza sul registro di
commercio.

 

 

Letti
ed esaminati gli atti e la documentazione prodotta

 

 

 

 

Considerato

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                         che la società __________
è stata sciolta con decisione dell’Ufficio del registro di commercio di Locarno
poiché priva di recapito presso il domicilio della sede statutaria senza che la
situazione legale fosse stata ripristinata nei termini assegnatile con invito
scritto del __________ e diffida pubblicata nel FUSC del __________; 

 

                                         che il ricorso contro la
decisione di scioglimento dell’Ufficio del registro di commercio di Locarno è
stato respinto, con pronuncia 25 novembre 1998, della Sezione del registro
fondiario e di commercio quale Autorità di vigilanza sul registro di commercio;

 

                                         che contro tale decisione
la società __________ si è aggravata, con tempestivo ricorso, a questa Camera
civile - competente ai sensi dell’art. 22 litt. a n. 6 LOG - argomentando di
aver sempre avuto la sua sede all’indirizzo conosciuto e che solo, per
razionalizzare il lavoro, era stato scelto un recapito presso l’amministratrice
unica; di non aver con ciò cagionato danno a terzi; di ritenere più costoso il
dover ricostituire una nuova società che operare con quella già esistente;

 

                                         che l’Autorità di
vigilanza ha chiesto la reiezione del ricorso;

 

                                         che, per gli art. 42 e 43
ORC, una persona giuridica deve disporre, nel luogo della sede statutaria, di
un proprio ufficio o almeno di un domicilio legale dove possa essere raggiunta e
dove possano esserle notificati dei procedimenti di ingiunzione ufficiali;

 

                                         che quando questa esigenza
non è più adempiuta vengono a mancare le condizioni necessarie per l’iscrizione
(DTF 94 I 562 consid. 4 e 5) e l’Ufficiale del registro di commercio,
venutone a conoscenza, è obbligato ad intervenire (art. 941 CO; His,
Berner Kommentar, ad art. 941 CO n.  9) diffidando la persona giuridica
affinché abbia a ristabilire la situazione legale  (art. 88a cpv. 1 ORC) e
avvertendola che, non ottemperando alla diffida, verrà pronunciato il suo
scioglimento (art. 88a cpv. 2 e 86 cpv. 2 ORC);

 

                                         che questa procedura è
destinata ad assicurare il rispetto delle norme imperative di diritto
commerciale adottate nell’interesse pubblico e dei terzi (His, op. cit.,
ad art. 927 CO n. 43); 

 

                                         che il termine impartito
dall’Ufficio del registro di commercio è perentorio ed il suo non rispetto da
parte della società anonima comporta il suo scioglimento senza che poi sia
possibile domandare la revoca di questa conseguenza;

 

                                         che, avendo l’Ufficio del
registro di commercio ossequiata la procedura imposta dall’ORC, le
argomentazioni della ricorrente cadono nel vuoto;

 

                                         che infatti scegliendo il
recapito della società presso il domicilio dell’amministratrice unica,
domicilio situato in un comune diverso da quello della sua sede statutaria, si
è posta in contrasto con le norme imperative degli art. 42 e 43 ORC;

 

                                         che la pretesa
razionalizzazione del lavoro dell’amministratrice, o qualsiasi altro motivo
anche in sé ragionevole e comprensibile, non può permettere che la società
anonima abbia un recapito all’infuori del domicilio della sua sede statutaria;

 

                                         che, proprio per
l’imperatività della norma che è, come visto, condizione essenziale per
l’iscrizione a registro di commercio della società non interessa se la sua
violazione abbia o meno cagionato danni a terzi ritenuto, comunque che, nel
caso di specie, le notifiche alla società ne risultavano pregiudicate
ritornando al mittente con l’indicazione “ditta cessata”;

 

                                         che gli oneri finanziari
supplementari per la costituzione di una nuova società sono stati causati
unicamente dalla negligenza dell’amministratrice che non si è adeguata alle
diffide dell’Ufficio del registro di commercio e nemmeno si è data la pena di
porre la società sciolta in consonanza con la legge nei tre mesi successivi
allo scioglimento ponendosi nella condizione di poter chiedere la revoca dello
scioglimento (art. 86 cpv. 3 ORC);

 

                                         che il ricorso, infondato
in ogni suo punto, deve così essere respinto con l’addebito della tassa di
giustizia e delle spese;

 

 

 

 

 

Per i quali motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso 11
dicembre 1998 __________ è respinto.

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese in complessivi Fr. 100.-, già anticipati dalla ricorrente,
rimangono a suo carico.

 

                                   3.   Intimazione
a:      -   __________

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          Il
segretario