# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 506434b4-6534-50f3-b41f-3f9589b7f890
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-11-30
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 30.11.1998 12.1998.179
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1998-179_1998-11-30.html

## Full Text

Incarto n.

  12.98.00179

  	
  Lugano

  30 novembre 1998/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente
per giudicare nella causa ordinaria appellabile OA.97.282 della Pretura del distretto di Lugano, sezione 3,
promossa con petizione 22 aprile 1997 da

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  dall’avv. __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  dall’avv. __________ 

   

  

 

con cui l’attrice ha
chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 9’408.35 oltre
interessi a titolo di risarcimento del danno conseguente a incidente della
circolazione;

 

Domanda avversata dalla
convenuta, che ha postulato la reiezione della petizione e che il Pretore con
sentenza 16 luglio 1998 ha accolto;

 

Appellante la convenuta,
che con atto di appello del 14 settembre 1998 chiede la riforma del querelato
giudizio nel senso di respingere la petizione;

 

Mentre l’attrice con
osservazioni del 16 ottobre 1998 postula la reiezione del gravame protestando
spese e ripetibili;

Letti ed esaminati gli atti e i
documenti prodotti,

posti a giudizio i seguenti punti di
questione

 

 

1.     - se deve essere accolto
l’appello

2.     - tassa di giustizia e
ripetibili

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                   A.   Il
12 giugno 1996 alle ore 01.15 circa l’attrice in territorio di __________
procedeva sulla corsia di sorpasso dell’autostrada in direzione nord alla guida
della propria vettura Opel Kadett, allorché, mentre si accingeva a rientrare
sulla normale corsia di marcia, è andata a collidere dopo una brusca frenata
con una vettura Honda Civic, assicurata dalla convenuta, che era ferma a
ridosso del guidovia centrale, essendo il conducente __________ da poco rimasto
vittima di un sinistro in cui ha perso la vita.

 

 

                                   B.   Con
la petizione l’attrice ha chiesto il risarcimento del danno subito di fr.
9’408.35, sostenendo che il sinistro sarebbe stato causato dall’inopinata
presenza della Honda Civic, ferma in mezzo alla carreggiata con le luci spente
e non altrimenti segnalata, mentre nulla potrebbe esserle rimproverato, avendo
essa circolato a norma delle prescrizioni e correttamente reagito quando
inaspettatamente ha scorto l’ostacolo. 

 

 

                                   C.   Nella
risposta del 21 maggio 1997 la convenuta si è opposta alla petizione,
sostenendo che l’attrice avrebbe avuto a disposizione un tratto di visibilità
tale da consentirle di arrestarsi senza collidere con la Honda Civic.

                                          Essa
avrebbe inoltre circolato ad una velocità non adeguata alle condizioni di
visibilità e colpevolmente non avrebbe notato le tracce di frenata lasciate dal
veicolo di __________.

 

 

                                   D.   Nel
giudizio qui impugnato il Pretore ha attribuito la responsabilità del sinistro
alla vettura di __________, che avrebbe causato una situazione di pericolo
stazionando sulla carreggiata dell’autostrada, non risultando dagli atti che il
luogo del sinistro fosse in qualche modo segnalato e non potendosi ritenere a
carico dell’attrice una velocità inadeguata o la mancanza di attenzione alle
condizioni della circolazione, dal che la condanna della convenuta al
risarcimento del danno, rimasto incontestato nel suo ammontare.

 

 

                                   E.   Con
l’appello la convenuta chiede la riforma della sentenza pretorile nel senso di
respingere la petizione.

                                          Nelle
vicinanze della vettura di __________ vi sarebbero state almeno 4 altre vetture
ferme con le luci di segnalazione in funzione, così da attirare l’attenzione
dei veicoli in transito, prova ne sarebbe il fatto che l’attrice si sarebbe
spostata sulla corsia di sorpasso proprio per evitare tale situazione, manovra
che non avrebbe comunque dovuto effettuare data la situazione di pericolo
generale. Alla luce di tale situazione di pericolo la velocità dell’attrice
sarebbe stata inadeguata, non consentendole di fermarsi entro lo spazio
visibile.

 

 

                                   F.   Delle
osservazioni 16 ottobre 1998 dell’attrice, che postula la reiezione del gravame
con protesta di spese e ripetibili, si dirà, per quanto necessario, nei
successivi considerandi di diritto.

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto:

 

 

                                    1.   Secondo
l’art. 61 cpv. 2 LCS un detentore (e con esso l’assicuratrice RC: art. 65 cpv.
1 LCS) risponde verso un altro dei danni materiali solo se la parte lesa prova
che il danno è stato causato dalla colpa o dalla temporanea incapacità di discernimento
del detentore convenuto, di una persona per la quale questi è responsabile o da
un difetto del veicolo del convenuto.

                                          Ai
sensi dell’art. 59 LCS il detentore è liberato dalla responsabilità civile se
prova che l’infortunio è stato cagionato da forza maggiore oppure da colpa
grave della parte lesa o di un terzo, senza che vi sia colpa da parte sua o
delle persone per le quali è responsabile e senza che un difetto del veicolo a
motore abbia contribuito a cagionare l’infortunio (cpv. 1).

                                          Se
il detentore che non può liberarsi dalla responsabilità civile in virtù del
capoverso 1 prova che una colpa della parte lesa ha contribuito a causare
l’infortunio, il giudice determina il risarcimento considerando tutte le
circostanze (cpv. 2), ovvero di regola assegnando un indennizzo parziale dopo
valutazione delle colpe concomitanti (II CCA 3 febbraio 1994 in re M. e
R. SA/M. e Z.).

 

 

                                    2.   La
convenuta e appellante a questo stadio della causa nemmeno tenta di contestare
l’accertamento pretorile -peraltro ineccepibile- secondo cui esisterebbe una
responsabilità del detentore del veicolo da lei assicurato per avere creato
nella concreta fattispecie una situazione pericolosa sulle corsie di marcia
dell’autostrada a seguito della perdita di controllo del veicolo stesso da
parte del conducente, verosimilmente attribuibile all’eccessiva velocità alla
quale questi procedeva (160 - 170 km/h secondo la perizia privata della stessa
parte convenuta; doc. 3, punto 5, pag. 5).

                                          Ne
consegue da un lato che essa ai sensi dell’art. 59 LCS sopporta il pieno onere
della prova di un’eventuale colpa concomitante dell’attrice -è pertanto del
tutto inconferente oltre che infondata l’invocazione in proprio favore
dell’appellante dell’art. 8 CC (punto 3, pag. 5)- e dall’altro lato che, stante
detta responsabilità ascrivibile alla convenuta, è a priori escluso che la
causa possa terminare, come da lei ingiustificatamente auspicato, con la totale
reiezione della pretesa dell’attrice, entrando semmai in linea di conto -nella
per la convenuta migliore delle ipotesi- un parziale accoglimento della
petizione.

 

 

                                    3.   Ciò
premesso, le generiche doglianze della convenuta al riguardo del comportamento
dell’attrice non permettono di reputare fornita la prova della di lei
responsabilità.

 

                                 3.1   L’appellante
tenta dapprima di dimostrare che la Honda Civic di __________ era visibile per
effetto delle luci intermittenti delle vetture in sosta, o almeno che dalla
vista di tali luci l’attrice avrebbe dovuto attendersi la presenza di un
ostacolo sulla carreggiata.

                                          A
sostegno di questa sua tesi essa -riproducendone una parte- invoca la
deposizione resa da __________ in sede di interrogatorio di polizia.

                                          A
torto.

                                          La
lettura integrale di questa deposizione, resa a poche ore dall’incidente in uno
stato di concitazione che emerge chiaramente dal testo verbalizzato non
permette infatti, confrontata con altre deposizioni, di ricostruire con la
necessaria certezza un’attendibile sequenza degli avvenimenti: non si capisce
in che posizione si trovavano le vetture con i lampeggianti rispetto al veicolo
di __________, e se (ed eventualmente in quale misura) lo illuminavano, non si
può dedurre se all’attrice siano effettivamente stati fatti dei comprensibili
segnali di pericolo, ma soprattutto non si afferma che qualcuno si premurò di
posare ad adeguata distanza il triangolo di segnalazione, che per legge
costituisce tuttora l’esatto modo di segnalare che vi è un veicolo in sosta in
un luogo pericoloso (art. 23 cpv. 2 ONC), mentre le luci lampeggianti -che in
situazione di guida notturna possono addirittura risultare fastidiose ed
impedire per abbagliamento la vista di oggetti non illuminati- non hanno da
sole questa funzione (art. 23 cpv. 3 lit. a ONC).

                                          Dalle
deposizioni si deduce invece che sussisteva una reale situazione di pericolo e
di mancanza di visibilità, dal momento che risulta che praticamente tutte le
vetture in arrivo effettuavano delle pericolose manovre di schivata, oppure
travolgevano il corpo esanime di __________ o parti del suo veicolo.

                                          L’attrice
ha probabilmente avuto la malasorte di sopraggiungere sulla corsia di sorpasso,
sulla quale si era (correttamente) spostata proprio per evitare le vetture
ferme sulla carreggiata destra -non vi è infatti in quel punto corsia di
emergenza- e/o le persone ivi presenti, ossia per scansare gli unici ostacoli
visibili, tesi del resto sostenuta dalla stessa appellante (pag. 4), che a
torto critica tale manovra.

                                          Così
facendo essa, verosimilmente, non si è trovata in rotta di collisione con il
corpo, che nessuno aveva pensato di spostare dall’asfalto (previa la posa del
triangolo di segnalazione, anch’essa omessa), o con i detriti della vettura, ma
con la vettura medesima, contro la quale è andata a cozzare.

                                          Non
può pertanto essere ritenuta provata una colpa dell’attrice per non avere
inferito la presenza del veicolo fermo sulla base di questi aleatori elementi.

 

                                 3.2   La
convenuta rimprovera poi all’attrice di avere circolato ad una velocità di fr.
105-114 km/h, che sarebbe stata inadeguata alla luce di quelle circostanze, ma
anche questo rimprovero rimane privo di adeguati riscontri probatori, essendosi
l’appellante in sostanza limitata all’apodittica affermazione della propria
tesi.

 

                              3.2.1   Nella
misura in cui il rimprovero della velocità eccessiva è connesso al fatto che
l’attrice doveva sapere della presenza del relitto della Honda Civic per
effetto delle asserite segnalazioni fattele, deve necessariamente valere quanto
già detto in proposito, ovvero che non vi è l’effettiva prova che i
comportamenti messi in atto dalle persone presenti sul posto dovessero condurre
a ritenere la presenza di un tale ostacolo sulla carreggiata.

 

                              3.2.2   Anche
nella misura in cui si vuole invece criticare in termini assoluti l’adeguatezza
della velocità dell’attrice alla situazione che era per lei percepibile, la
doglianza rimane priva dei necessari riscontri probatori: nonostante le
fotografie, non è dato di sapere quale fosse lo spazio di visibilità
disponibile percorrendo la curva a sinistra teatro del sinistro, né quello
fornito dall’impianto di illuminazione della vettura dell’attrice, né ancora
quali fossero le condizioni di illuminazione naturale nella notte
dell’incidente. Manca perciò, in definitiva, un dato metrico a cui fare
riferimento per giudicare l’adeguatezza della velocità ascritta dal perito
all’attrice. La convenuta, che pure vi era tenuta, neppure tenta di ipotizzare
delle cifre sia al riguardo dello spazio visibile dell’attrice, che di quello
di arresto alla velocità data, lacune che non è compito della Camera adita di
colmare.

 

                              3.2.3   Ragionando,
come la convenuta, in termini semplicistici, si potrebbe comunque tentare di
affermare che ad un dato momento la vettura Honda Civic ferma sulla corsia di
marcia deve pur essere entrata nell’imprecisato spazio di visibilità
dell’attrice, che pertanto da quel momento era in ogni caso tenuta a potersi
arrestare entro tale spazio visibile, cosa che non ha fatto.

                                          Sono
argomentazioni che non possono essere condivise.

                                          E’
infatti pacifico che l’attrice non ha saputo fermarsi entro lo spazio a lei
visibile, ma l’ascrivibilità nei suoi confronti di questo comportamento poteva
essere determinata con esattezza solamente in base ai predetti elementi
oggettivi che invece mancano nell’incarto, e in difetto dei quali l’attrice può
validamente argomentare di essere stata sorpresa nella propria buona fede dalle
cumulative circostanze costituite dalla presenza sulla carreggiata di un
veicolo fermo non illuminato e non segnalato; dalla presenza di veicoli e
persone in posizione altrettanto pericolosa, suscettibili di abbagliarla e
indurla prudenzialmente a cambiare corsia di marcia; dalla possibile presenza
di olio perso dalla vettura Mercedes del __________ (cfr. suo verbale di
interrogatorio) o di fluidi (olio, acqua e benzina) provenienti dalla stessa
Honda Civic e dispersi nel tratto compreso tra il luogo dell’urto iniziale e
quello in cui l’ha urtata l’attrice.

                                          Se
ne deve concludere che in assenza di migliori riscontri, la particolari
circostanze del sinistro in questione non permettono ancora di ammettere che la
velocità dell’attrice non era adeguata per il solo motivo di non essersi
fermata entro lo spazio visibile, essendo anche questo precetto in definitiva
condizionato alla questione della prevedibilità dell’ostacolo che insorge nello
spazio visibile (Bussy/Rusconi, Code suisse de la circulation routière,
3. edizione, n. 1.16 ad art. 31 LCS).

                                          Non
deve da ultimo essere disatteso, lo si ripete, che la collisione con la Honda
Civic è conseguente ad un comportamento in sé previdente ed apprezzabile
dell’attrice, che in presenza di un ostacolo visibile (le persone ferme sul
ciglio della strada) si è scostata sulla sinistra, ottenendo con ciò -non
importa se consapevolmente o meno- di evitare l’investimento di __________,
risultato che da solo potrebbe giustificare e scusare che per effetto della
diversa traiettoria essa sia poi andata a collidere con la di lui vettura.

 

                                 3.3   Del
tutto inconsistente è poi il rimprovero relativo alla mancata percezione delle
tracce di frenata di altri veicoli, ribadito a pag. 6 del gravame: ammesso e
non concesso che delle tracce nere su fondo scuro siano visibili nella guida
notturna, queste sono del tutto silenti circa l’attualità della situazione di
violenta frenata di cui sono la prova. Non è in altre parole dato di sapere
dalla sola presenza di tracce se una situazione di pericolo sussista in quel
momento o, come è maggiormente probabile, si sia verificata in precedenza.

 

                                          Ne
segue la reiezione del gravame.

 

                                          Le
spese, la tassa di giustizia e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 148
CPC).

 

Per i quali motivi, richiamati gli
art. 148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                     I.   L’appello
14 settembre 1998 di __________ è respinto.

 

 

                                    II.   Le
spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                          a) 
tassa di giustizia                                   fr.    480.--

                                          b) 
spese                                                     fr.      20.--

                                          T
o t a l e                                                      fr.     500.--

 

                                          già
anticipati dall’appellante, restano a suo carico, con l’obbligo di rifondere a
controparte fr. 800.-- per ripetibili di appello.

 

                                   III.   Intimazione:
-  __________

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario