# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 667620d2-5270-5fb4-8c1d-9d3a5df1120a
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-11-27
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Sonstige Kammern 27.11.2018 V 2018 9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_999_V-2018-9_2018-11-27.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

V 18 9

1a Camera  in qualità di Corte costituzionale

presidenza Racioppi
giudici Audétat, von Salis
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 27 novembre 2018

nella vertenza di diritto costituzionale 

Partito "Evviva X"

Proponenti della lista per le elezioni del consiglio comunale, 

A._____,

B._____,

e C._____,

ricorrenti

contro 

Comune di X._____,

rappresentato dall’Avvocato Andrea Toschini,

convenuto

concernente elezioni (consiglio comunale)

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1. Il 30 agosto 2018 il Comune di X._____ fissava le date per il rinnovo - tra 

gli altri - del municipio, il 28 ottobre 2018, e del consiglio comunale, il 2 

dicembre 2018, per la legislatura 2019 - 2022. Entro il termine del 1. ottobre 

2018 venivano inoltrate sei liste. Il sindaco uscente D._____, sostenuto da 

diversi consiglieri comunali in carica e di cui il primo firmatario era E._____, 

figurava sulla lista "Gruppo F._____", denominazione già utilizzata nel 2014 

in occasione della sua prima elezione. Con lo stesso nome, ovvero "Gruppo 

F._____", di cui A._____ era il primo firmatario, veniva proposta la 

candidatura a sindaco di C._____, che fino ad allora non aveva ricoperto 

cariche. Contattato dalla cancelleria comunale, E._____ comunicava già il 

giorno stesso la propria disponibilità a cambiare il nome della lista in 

"Gruppo X Viva". Venuto a conoscenza del cambiamento della 

denominazione, anche A._____ chiedeva alla cancelleria, tramite 

messaggio di posta elettronica, il 1. ottobre 2018 di poter cambiare la 

propria denominazione in "Viva X". 

2. Con decisione 3 ottobre 2018 la richiesta veniva respinta, poiché dopo il 

cambiamento di nome di una delle due liste omonime, il rischio di 

confusione era stato eliminato per cui non esisteva motivo per rettificare 

anche il nome della lista "Gruppo F._____". Inoltre il nuovo nome proposto 

"Viva X" era considerato una designazione troppo simile a "Gruppo X Viva" 

per poter essere accettato. La decisione cresceva incontestata in giudicato. 

In seguito sia C._____ che A._____ ammettevano pubblicamente, l'uno, di 

aver deliberatamente provocata l'omonimia delle due liste e, l'altro, che la 

proposta fosse "una candidatura farsa".

3. Il 5 novembre 2018 alle ore 15:00 scadeva il termine per la presentazione 

delle liste per l'elezione del consiglio comunale. Il "Gruppo X Viva" 

manteneva la propria denominazione e proponeva 17 candidati con il 

sindaco D._____ quale primo firmatario. A._____ e altri quattro firmatari, di 

cui tre erano già gli stessi che avevano sottoscritto la lista "Gruppo 

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F._____" alle elezioni del municipio, proponevano C._____ modificando 

l'intestazione della lista in "Gruppo Viva X".

4. Il 7 novembre 2018, l'esecutivo di X._____ invitava allora i proponenti della 

lista "Gruppo Viva X" a voler cambiare la denominazione della lista a favore 

di una designazione che non prestasse fianco a confusione entro il 9 

novembre 2018 alle ore 15:00. Il movimento "Gruppo X Viva" si era già 

presentato alle elezioni del municipio per il periodo 2019 - 2022 con la 

stessa denominazione, per cui era il "Gruppo Viva X" a essere invitato a 

voler modificare il proprio appellativo.

5. L'8 novembre 2018 il "Gruppo Viva X" chiedeva una proroga del termine 

per correggere la propria denominazione fino al 14 novembre 2018, 

essendo impossibile garantire una risposta definitiva entro il termine 

assegnato dal municipio. Lo stesso giorno l'esecutivo di X._____ informava 

i proponenti del "Gruppo Viva X" che una proroga non era possibile, 

essendo per la sera di venerdì 9 novembre 2018 prevista la pubblicazione 

ufficiale delle liste e venendo il lunedì successivo a scadenza il termine per 

dichiarare eventuali congiunzioni di liste. Nuovamente il "Gruppo Viva X" 

veniva invitato a rispettare il termine loro assegnato del 9 novembre 2018 

alle ore 15:00. Nello scritto 9 novembre 2018 il "Gruppo Viva X" 

polemizzava con l'esecutivo sul modo di procedere, ma non dava seguito 

alla richiesta di dare al gruppo una diversa e distinta appellazione. 

6. Con decisione 12 novembre 2018 il Comune di X._____ annullava la lista 

"Gruppo Viva X", non essendo stato il movimento in grado di rettificare la 

denominazione scelta entro il termine loro assegnato per ovviare al vizio.

7. Nel ricorso interposto davanti al Tribunale amministrativo in data 19 

novembre 2018 (data del timbro postale), il Partito "Evviva X" e i proponenti 

della lista "Evviva X" chiedevano che al ricorso venisse conferito l'effetto 

sospensivo, che le decisioni del 7 e 12 novembre 2018 venissero annullate 

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e che venisse ordinata la sospensione delle elezioni del consiglio comunale 

previste per il 2 dicembre 2018. Il ricorso era sottoscritto dai due proponenti 

A._____ e B._____ nonché dal presidente del partito "Evviva X" A._____ e 

dal vicepresidente C._____. Per gli istanti, i due provvedimenti in questione 

andrebbero annullati in quanto non giustificati. Il termine di due giorni 

assegnato agli esponenti del "Gruppo Viva X" per modificare il nome della 

lista sarebbe stato troppo breve. Il "Gruppo Viva X" avrebbe cambiata 

l'intestazione della lista con il nome "Evviva X" in data 13 novembre 2018, 

ovvero entro 5 giorni dalla richiesta. Inoltre la decisione di annullare la lista 

"Gruppo Viva X" sarebbe arbitraria in quanto emessa allorquando 

sarebbero ancora decorsi i termini di ricorso contro il richiesto cambiamento 

di nome. 

8. Nella risposta di causa del 22 novembre 2018, il Comune di X._____ 

concludeva alla reiezione dell'effetto sospensivo e del ricorso. L'elezione 

per cui gli istanti chiederebbero il conferimento dell'effetto sospensivo 

sarebbe già in corso di svolgimento e non vi sarebbe allora più motivo di 

decidere su tale pretesa. Gli istanti avrebbero poi atteso a oltranza prima 

di insorgere davanti al Tribunale amministrativo per chiedere la 

sospensione del voto. Per il resto, alla luce della manifesta malafede degli 

insorgenti, l'agire dell'autorità comunale non darebbe adito a critiche anche 

quanto ai tempi assegnati loro per modificare l'intestazione della lista. In 

realtà poi, lo scopo perseguito dai ricorrenti non sarebbe quello di veder 

salvaguardato il diritto di voto dei cittadini quanto quello di abusare dei loro 

diritti, onde mettere in difficoltà gli organi comunali e creare confusione. 

Materialmente, l'intera operazione di voto non avrebbe permesso 

l'assegnazione di un termine più breve per correggere la denominazione e 

conseguentemente l'agire dall'autorità comunale andrebbe esente da 

critiche. Per il resto il fatto che la seconda decisione fosse stata emanata 

ancora durante il termine d'impugnazione di 10 giorni indicato sul primo 

provvedimento non renderebbe certo nulla la misura. 

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9. Il 26 novembre 2018, i ricorrenti si riconfermavano essenzialmente nelle 

loro precedenti allegazioni e proposte, contestando aspramente di agire in 

malafede e precisando di ritenere criticabile nonché immotivato il termine 

di soli due giorni loro assegnato per cambiare il nome della lista. Al 

Tribunale amministrativo veniva parimenti chiesto un giudizio sull' 

ammissibilità del nuovo nome scelto per la loro fazione. 

Considerando in diritto:

1.1. Giusta l'art. 57 cpv. 1 lett. b della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; 

CS 370.100), in veste di Corte costituzionale il Tribunale amministrativo 

giudica ricorsi contro attentati al diritto di voto, nonché elezioni e votazioni. 

In caso di ricorsi contro attentati al diritto di voto, nonché contro elezioni o 

votazioni il termine è di dieci giorni dalla pubblicazione ufficiale dei risultati 

della votazione (vedi art. 60 cpv. 1 lett. b LGA). Nell'evenienza l'istanza 

datata 16 novembre 2018 è stata consegnato alla posta il 19 novembre 

2018 per cui la stessa è stata presentata entro 10 giorni dalla 

comunicazione della decisione 12 novembre 2018 ed è pertanto 

indubbiamente tempestiva. Il provvedimento del 7 novembre 2018 veniva 

intimato il giorno stesso a un firmatario della lista, non essendo reperibile il 

primo firmatario. Il termine di ricorso iniziava quindi a correre il giorno 

successivo all'intimazione, ovvero l'8 di novembre 2018, e veniva a 

scadenza il 17 novembre 2018, che essendo un sabato veniva riportato a 

lunedì 19 novembre 2018. Il ricorso anche contro tale provvedimento è 

tempestivo. 

1.2. In conformità all'art. 58 LGA, è legittimato a ricorrere contro attentati al 

diritto di voto, nonché contro elezioni e votazioni chiunque abbia diritto di 

voto nel rispettivo circondario elettorale o di votazione (art. 58 cpv. 2 LGA). 

Per il resto, è legittimato a ricorrere chiunque sia interessato dall'atto 

normativo impugnato o dalla decisione impugnata e abbia un interesse 

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tutelabile all'abrogazione o alla modifica degli stessi (art. 58 cpv. 4 LGA). 

Giusta la prassi di questa sede (PTA 1991 no.83), nelle elezioni a sistema 

proporzionale, i partiti o gruppi che partecipano all'elezione con lista propria 

detengono un interesse all'andamento ed all'esito dello scrutinio. 

Nell'evenienza in oggetto, il presente ricorso è stato interposto dal partito 

"Evviva X" che come tale non aveva proposta alcuna lista ufficiale entro il 

termine di presentazione e che non era conseguentemente stato escluso 

dalla considerazione. Il provvedimento impugnato è stato intimato ai 

proponenti della lista denominata "Gruppo Viva X" e non al partito o ai 

proponenti del partito "Evviva X". Il 5 novembre 2018 la candidatura di 

C._____ veniva proposta "a nome del Gruppo Viva X", senza che vi fosse 

alcuna indicazione che potesse lasciare anche solo supporre che si 

trattasse di un partito e non di un semplice gruppo. Del resto la pretesa che 

si tratterebbe di un partito contraddice quanto preteso da A._____ stesso il 

1. ottobre 2018. Nello scritto di posta elettronica di tale data all'attenzione 

della cancelleria comunale A._____ ammetteva di aver appreso nel 

pomeriggio del cambiamento di nome di una lista e pretendeva seduta 

stante (alle ore 19:50 dello stesso giorno), e quindi senza convocazioni di 

assemblee di partito o altro, di modificare il proprio nome in "Viva X". 

Formalmente quindi è stato il "Gruppo Viva X" a proporre una candidatura 

e non l'attuale partito ricorrente. Ciò comporterebbe la non entrata nel 

merito del ricorso per difetto di legittimazione. A questo proposito gli istanti 

pretendono che il nuovo partito sia subentrato al preteso partito "Gruppo 

Viva X". A prescindere della perplessità che l'affermazione comporta, la 

questione della legittimazione al ricorso del nuovo partito "Evviva X" può in 

effetti essere lasciata aperta. 

1.3. Il ricorso è stato introdotto anche a nome dei proponenti della lista "Evviva 

X" che nelle intenzioni degli istanti succederebbe alla lista "Gruppo Viva X". 

I due proponenti e il candidato che hanno sottoscritto la lista "Evviva X" 

figuravano pure tutti sulla lista "Gruppo Viva X", dichiarata nulla dal 

provvedimento impugnato. Ne discende che A._____, B._____ e C._____ 

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in quanto proponenti o candidati e aventi diritto di voto sul suolo comunale 

detengono in ogni caso la legittimazione a ricorrere a titolo individuale e 

personale. È allora dato entrare nel merito del ricorso. 

1.4. Formalmente, con l'emanazione della presente sentenza di merito diviene 

priva di oggetto la richiesta volta all'ottenimento dell'effetto sospensivo al 

ricorso. 

1.5. Sotto l'aspetto formale gli istanti censurano infine il provvedimento del 12 

novembre 2018 che sarebbe stato emanato allorquando la decisione 7 

novembre 2018 non era ancora cresciuta in giudicato. La censura cade a 

lato. Come giustamente precisato dal comune convenuto, le decisioni sono 

immediatamente esecutive per cui nulla osta alla possibilità di emanare due 

provvedimenti di cui uno è la conseguenza di un altro o dipende dall'altro, 

senza che siano ancora spirati i termini di impugnazione. 

2.1. Giusta l'art. 35 cpv. 1 terza frase del regolamento comunale sulle elezioni 

e votazioni (REV), qualora non tornasse applicabile il presente 

regolamento, fanno stato a titolo sussidiario le norme della legge federale 

sui diritti politici inerenti l'elezione del consiglio nazionale di volta in volta in 

vigore. Riguardo le liste, l'art. 11 REV prescrive che le persone da eleggere 

devono essere designate in modo da evitare confusioni con altre persone. 

Un candidato può figurare su una sola lista per il medesimo consesso. Se 

un candidato figura più di una volta il suo nome è stralciato da tutte le liste. 

Quanto alla possibilità di confusione tra le liste stesse il REV è silente per 

cui anche se il principio valido per le persone debba necessariamente 

valere anche per le liste, è bene richiamarsi alla normativa federale. In 

conformità all'art. 29 cpv. 1 e 3 della legge federale sui diritti politici (LDP; 

RS 161.1), il Cantone esamina le proposte e assegna al rappresentante 

dei firmatari un termine per rettificarle, per modificare denominazioni che si 

prestano a confusione e per sostituire i candidati stralciati d'ufficio. La 

proposta non rettificata in tempo utile è nulla. Se il difetto concerne soltanto 

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un candidato, è stralciato unicamente il nome di costui. Nella misura in cui 

il disposto evoca il "modificare denominazioni che si prestano a confusione" 

va ritenuto che lo stesso contempli anche necessariamente la 

denominazione delle liste, non essendo come tale possibile modificare "la 

denominazione" di un candidato. In ossequio quindi al principio di 

trasparenza, una lista che dà adito a confusione va modificata onde ovviare 

al vizio e dare quindi all'elettorato la possibilità di esprimersi chiaramente e 

in inconfondibilmente per l'uno o l'altro gruppo d'interessi.

2.2. La garanzia dei diritti politici protegge la libera formazione della volontà e 

l'espressione fedele del voto (art. 34 cpv. 2 della Costituzione federale della 

Confederazione Svizzera [Cost; RS 101). Giusta quanto previsto all'art. 10 

cpv. 2 seconda frase della Costituzione del Cantone dei Grigioni (CstC, 

CSC 110.100), devono essere garantite una formazione e una 

manifestazione autentiche della volontà popolare. La libertà di voto e di 

elezione - sancita a livello federale e cantonale - garantisce ai cittadini 

elettori che siano riconosciuti solo i risultati elettorali corrispondenti in modo 

affidabile e non falsato alla volontà dell'elettorato liberamente espressa 

(DTF 130 I 290 cons. 3.1; 129 I 232 cons. 4.2). Una formazione e 

un'espressione libera della volontà popolare presuppone che l'oggetto 

sottoposto al voto sia portato tempestivamente e in maniera adeguata alla 

loro conoscenza. Nell'ambito di un'elezione a sistema proporzionale, è 

chiaro che la difficoltà di distinguere tra le liste presentate possa viziare la 

volontà del corpo elettorale. Questo ha, infatti, il diritto di sapere quale 

fazione sceglie dando la preferenza a una determinata lista. L'autorità è 

quindi obbligata a intervenire per portare chiarezza in caso di possibili 

equivoci. Come debba essere questo intervento dipende dalle circostanze 

concrete e dal tempo a disposizione. Una possibilità potrebbe essere quella 

di esaminare in primo luogo quale gruppo o partito abbia un miglior diritto 

all'utilizzazione del nome, evitando così che nuove formazioni possano 

usurpare il nome di altre fazioni già attive e note all'elettorato. Se nessun 

gruppo d'interesse dovesse detenere un miglior diritto, occorrerà cercare 

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l'accordo tra i diversi esponenti in vista di una soluzione che escluda la 

possibilità di confondere le liste. In assenza di un consenso potrebbe 

essere la sorte a decidere quale delle fazioni possa mantenere la propria 

denominazione e quale invece sia tenuta a modificarla. Nell'evenienza 

concreta, la vertenza riguarda propriamente la liceità della sollecitazione a 

cambiare appellativo alla lista proposta dai ricorrenti e della successiva 

dichiarazione di nullità della lista denominata "Gruppo Viva X" a seguito 

dell'inadempienza temporale di dar seguito al cambiamento di nome in 

vista delle elezioni del consiglio comunale.

2.3. Onde chiarire la situazione attuale, in particolare quanto alla buona o mala 

fede dell'agire dei ricorrenti, è bene rievocare l'iter che ha preceduto 

l'elezione dell'esecutivo comunale. Il "Gruppo F._____" - di cui il primo 

firmatario era A._____ - aveva inizialmente proposto per l'elezione del 

municipio una lista con la stessa dicitura di un'altra fazione comunale che 

però aveva candidato con tale appellativo già nel 2014. Per l'elezione del 

municipio il primo firmatario del gruppo facente capo al sindaco uscente 

D._____ si dichiarava subito disposto a modificare il nome della propria 

lista in "Gruppo X Viva". Da tale diponibilità a procedere a una modifica da 

parte dell'altro gruppo è evidente che gli istanti non possono dedurre un 

qualsivoglia pregiudizio del loro diritto di proposta per non essere stati 

previamente sentiti o invitati a modificare la loro denominazione. 

Un'audizione tra diversi primi firmatari sarebbe stata necessaria qualora i 

diritti del "Gruppo F._____" di A._____ fosse stato toccato nei propri 

interessi legittimi dalla decisione dell'altro gruppo, ma non evidentemente 

in un frangente come quello in parola, giacché dal momento che il gruppo 

omonimo sceglieva un nome diverso per evitare confusioni, i diritti del 

"Gruppo F._____" di A._____ erano interamente salvaguardati, 

mantenendo la fazione il nome proposto, senza che potessero sorgere 

equivoci. Il cambiamento di nome dell'altra lista permetteva poi di garantire 

la fedeltà del voto espresso alla volontà del corpo elettorale, essendo state 

le liste presentate epurate dal vizio di cui erano affette e quindi dalla 

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possibilità di equivoci. Già in detta occasione però A._____ cercava di 

nuovamente modificare il nome della lista di cui era primo firmatario 

cambiandolo in "Viva X" (vedi messaggio di posta elettronica del 1. ottobre 

2018). Dopo che quindi gli istanti avevano in un primo momento proposto 

il nome "Gruppo F._____" già appartenente a un'altra fazione, cercavano 

poi subito di ricopiare tale agire proponendo un nuovo nome ispirato alla 

nuova denominazione datasi dal "Gruppo X Viva". Tale agire denota 

manifesta malafede e contraddice il senso stesso della normativa in 

materia di elezione, il cui obiettivo è propriamente quello di ovviare a 

possibili confusioni, nell'interesse della persona che elegge e viene eletta. 

2.4. Per la successiva elezione del consiglio comunale, il "Gruppo F._____" 

cambiava il proprio appellativo in "Gruppo Viva X" e quindi sceglieva 

intenzionalmente una denominazione che avrebbe potuto dar adito a 

confusione, giacché la fazione facente capo al sindaco D._____ candidava 

notoriamente con il nuovo appellativo "Gruppo X Viva" - già scelto per 

necessità per la precedente elezione del municipio. Il fatto che la 

nominazione scelta dagli istanti facesse capo alla stessa qualifica di 

"gruppo" e si definisse con le due identiche successive parole messe in 

ordine inverso avrebbe evidentemente potuto ingenerare confusione. Alla 

luce di tale situazione, e per quanto già esposto in precedenza, è chiaro 

che il miglior diritto a utilizzare il nome "Gruppo X Viva" era da attribuire al 

gruppo facente capo al sindaco D._____, che sulla lista con questo nome 

aveva partecipato alcune settimane prima all'elezione del municipio. Di 

riflesso questo Giudice ritiene allora perfettamente lecito che fosse stato 

sollecitato il "Gruppo Viva X" a cambiare il proprio nome. Infatti era stato 

questo gruppo a nuovamente e deliberatamente creare confusione con la 

propria denominazione, pur sapendo esattamente che tale nominativo non 

sarebbe stato accettato (vedi decisione del 3 ottobre 2018). Evidentemente 

in una situazione simile sarebbe stato improponibile pretendere un nuovo 

cambiamento di nome da parte del "Gruppo X Viva", giacché era chiaro 

che il tentativo di imitare tale nome e di creare confusione veniva 

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propriamente da parte del gruppo dei qui ricorrenti che già per l'elezione 

del municipio non solo "usurpavano" il nome della lista con la quale era 

stato eletto nel 2014 il sindaco uscente, ma tentavano di cambiare 

nuovamente nome alla loro lista (vedi messaggio di posta elettronica del 1. 

ottobre 2018) per "copiare" la denominazione scelta dalla fazione che 

faceva capo al sindaco uscente anche dopo che questa aveva per 

necessità cambiato nome. Ne consegue che la richiesta di modifica della 

denominazione di lista fatta agli istanti sfugge a qualsiasi critica e merita 

conferma. 

2.5. Per quanto riguarda la compatibilità della nuova denominazione attribuita 

al partito degli istanti - proposta per la prima volta in sede di ricorso - con 

gli appellativi dati alle altre liste per l'elezione qui in discussione, tale 

tematica è estranea alla vertenza in oggetto e non merita di essere 

discussa oltre. 

3.1. Per i ricorrenti, sarebbe stato oggettivamente impossibile modificare il 

nome del "partito" entro il breve tempo concesso loro dall'esecutivo 

comunale. In effetti, per la correzione del vizio gli istanti chiedevano una 

proroga fino al 14 novembre 2018 e cambiavano poi la loro denominazione 

in "Evviva X" il 13 novembre 2018. Anche questa censura quanto alla 

pretesa mancanza di proporzionalità del termine assegnato si palesa 

infondata. Come esaurientemente e dettagliatamente esposto nel ricorso, 

la richiesta di correzione del 7 novembre 2018 entro il venerdì 9 novembre 

2018 era dettata da motivi cogenti onde garantire la corretta esecuzione 

della votazione. Per lo svolgimento regolare dell'elezione a sistema 

proporzionale era indispensabile conoscere entro il 9 novembre 2018 le 

fazioni interessate, sia per decidere in seguito sull'eventuale congiunzione 

di liste che per poi procedere alla pubblicazione delle liste e ordinare la 

stampa delle schede di voto. L'elezione era prevista per il 2 dicembre 2018 

con apertura dei seggi già dal 23 novembre 2018. Come addotto dal 

comune convenuto quindi, il materiale di voto andava consegnato alle 

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cittadine e ai cittadini aventi diritto di voto preferibilmente durante la 

settimana dal 12 al 16 novembre 2018, cosa che non sarebbe certo stata 

possibile aspettando il cambiamento di denominazione della lista fino al 14 

novembre 2018. 

3.2. La richiesta di un termine più lungo per correggere il nome del gruppo 

proposto è poi censurabile anche per altri motivi. In primo luogo, nella 

decisione del 3 ottobre 2018 riguardante le elezioni del municipio veniva 

testualmente ricordato: "inoltre il nome "Viva X" proposto dal Signor 

A._____ non potrebbe comunque essere accettato in quanto molto simile 

alla denominazione "Gruppo X Viva" e quindi atto a prestare confusione 

nell'elettore". Questa decisione cresceva in giudicato. Decidendo quindi di 

ignorare tale decisione e di presentare una lista che non si chiamava solo 

"Viva X", ma addirittura "Gruppo Viva X" gli istanti sapevano fin dall'inizio 

che la denominazione non sarebbe stata accettata. Avendo voluto 

malgrado questo correre il rischio di presentarsi sotto detto nome essi sono 

allora malvenuti a voler contestare ora le conseguenze di tale loro 

deliberato agire. Visto quanto era già deciso il 3 ottobre 2018, il comune 

convenuto avrebbe anche potuto semplicemente escludere la lista dalla 

considerazione, senza accordare ai ricorrenti un termine per correggere il 

vizio. Secondariamente, il primo firmatario della lista "Gruppo Viva X" 

spendeva l'8 e il 9 novembre 2018 ben tre pagine di considerazioni 

polemiche per discutere sui termini che gli erano stati assegnati per 

modificare il nome del gruppo, mentre avrebbe comodamente potuto 

proporre un nome diverso (da solo come aveva già fatto del resto in 

precedenza), riservandosi poi eventualmente la successiva ratifica in sede 

di "assemblea di partito". Infine, per quanto già esposto in precedenza, in 

base al messaggio di posta elettronica del 1. ottobre 2018 un cambiamento 

di nome entro alcune ore dalla conoscenza del nuovo appellativo della lista 

del dichiarato avversario politico di A._____, ovvero del sindaco D._____, 

sembrava fattibile senza alcuna ulteriore formalità. Non vi sono allora motivi 

per censurare il termine imposto dall'autorità comunale per correggere il 

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vizio di cui era affetta la proposta di candidatura degli istanti. Se questi 

avessero voluto, anche grazie a una successiva ratifica, una correzione 

entro il termine loro intimato sarebbe stata possibile. Alla luce di tali 

considerazioni, la decisione del 7 novembre 2018 merita piena conferma.

4. In conformità all'art. 29 cpv. 3 LDP, la proposta non rettificata in tempo utile 

è nulla. Nell'evenienza è indubbio che la correzione del nome del gruppo 

non sia avvenuta entro il termine intimato agli interessati per cui la lista 

presentata sotto l'appellativo "Gruppo Viva X" è stata giustamente 

dichiarata nulla. Le misure che gli istanti propongono in sede di replica al 

ricorso, oltre a contravvenire manifestamente a quanto previsto 

espressamente in questi casi dalla LDP e dal REV, sarebbero improponibili 

già in considerazione dell'atteggiamento assunto durante tutta la procedura 

di rinnovo delle autorità comunali, giacché ai ricorrenti va interamente 

accollata la responsabilità di quanto è successo. Merita allora piena 

conferma anche il provvedimento impugnato del 12 novembre 2018. 

5.1. L'art. 101 cpv. 1 della legge sui diritti politici nel Cantone dei Grigioni 

(LCDP; CSC 1509.100), sancisce il principio secondo cui in caso di 

procedure di ricorso in materia di diritto di voto, elezione e votazione non 

siano riscosse né spese procedurali né assegnate indennità alle parti. Sono 

invece esclusi dall'esonero delle spese i ricorsi temerari e sconsiderati. A 

livello federale la gratuità di detti provvedimenti è stata da tempo 

abbandonata (vedi sentenza 1C_13/2007 del 23 marzo 2007 cons. 4). 

5.2. Come emerge dall'intera cronistoria delle qui presenti elezioni del municipio 

e del consiglio comunale e come del resto dichiaratamente ammesso 

anche dal primo firmatario della lista del "Gruppo Viva X" e dal candidato 

proposto per ambedue le elezioni, il motivo per cui gli istanti cercavano a 

più riprese di utilizzare lo stesso nome del gruppo facente capo al sindaco 

uscente D._____ era quello di mettere in difficoltà l'esecutivo e non quello 

di veder eletto il candidato proposto, la cui candidatura veniva definita dallo 

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stesso candidato come "una farsa" e alla quale sembrava anche rinunciare 

(per l'elezione del municipio). Con il loro atteggiamento, gli istanti hanno 

manifestamente abusato delle istituzioni per polemizzare e portare 

scompiglio nell'elettorato. A più riprese l'autorità comunale si vedeva 

costretta a controbattere alle accuse e a rettificare o precisare la reale 

situazione, non da ultimo anche nell'interesse di una corretta informazione 

del corpo elettorale. In principio, la scelta di toni in parte polemici o accesi, 

la promozione delle proprie candidate e dei propri candidati e le critiche a 

carico di avversarie e avversari fanno parte del gioco politico e sono 

intrinseche a una campagna elettorale. Quanto emerge però nell'ambito 

della presente controversia travalica manifestamente quello che va 

considerato politicamente corretto. I ricorrenti hanno per loro stessa 

ammissione proposto delle candidature per burla e hanno ingenerato con 

le loro richieste, rasentanti l'assurdo, degli ingenti dispendi di forze e tempo 

da parte delle autorità comunali e del Tribunale amministrativo. In tali 

circostanze sarebbe scorretto che i costi di un ricorso sconsiderato come 

quello in oggetto ricadano sulla collettività pubblica. Per questo il Tribunale 

decide il prelievo di spese di giustizia per un importo di fr. 2'000.-- e pone 

le stesse a carico di chi le ha per leggerezza e per burla occasionate. 

5.3. In conformità a quanto previsto dall'art. 78 cpv. 2 della LGA, ai comuni, 

nonché alle organizzazioni cui sono affidati compiti di diritto pubblico non 

vengono di regola assegnate ripetibili, se vincono la causa nell'esercizio 

delle loro attribuzioni ufficiali. L'accezione impiegata dal legislatore 

cantonale lascia aperta la possibilità di una diversa diposizione in casi 

particolari. Giusta la prassi di questa sede (PTA 2015 no. 20), è possibile 

assegnare a un'unità amministrativa un'indennità di inconvenienza, quando 

a seguito dell'atteggiamento assunto dalla parte ricorrente vengano 

generati dei costi che se le parti si fossero comportate correttamente non 

sarebbero insorti. Nell'evenienza, per quanto esposto in precedenza, gli 

istanti hanno adito il Tribunale amministrativo con un ricorso temerario e in 

parte sconsiderato. Così facendo essi hanno occasionato all'autorità 

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comunale dei costi di rappresentanza che andrebbero altrimenti sopportati 

dalla collettività pubblica. Per il Tribunale amministrativo, in questo caso si 

giustifica allora un parziale accollamento di tali costi ai ricorrenti, che con il 

loro atteggiamento imperniato sulla malafede hanno inutilmente ingenerato 

spese a controparte. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 2'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 416.--

totale fr. 2'416.--

il cui importo sarà versato dal partito "Evviva X", da A._____, da B._____ e 

da C._____, responsabili solidalmente, entro trenta giorni dalla notifica della 

presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira. 

3. Il partito "Evviva X", A._____, B._____ e C._____, responsabili in solido, 

versano al Comune di X._____ un'indennità d'inconvenienza di fr. 1'500.--. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]