# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f669d946-123b-51cd-8a4e-21939e6f208d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-12-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 27.12.2021 15.2021.100
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2021-100_2021-12-27.html

## Full Text

Incarti n.

  15.2021.100

  15.2021.103

  	
  Lugano

  27 dicembre 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Bertoni

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 3 settembre 2021 (inc. 15.2021.100) di

 

	
   

  	
  RI 1 

  (patrocinato dall’__________ PA 1 __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione di Lugano,
o meglio contro la decisione 25 agosto 2021 con cui ha comunicato l’impossibilità
di dare seguito alla domanda di continuazione dell’esecuzione n. __________
promossa dal ricorrente nei confronti di

 

	
   

  	
  PI 1 __________

  
	
   

  	
   

  

e sul ricorso 17 settembre 2020 (inc. 15.2021.103) di
quest’ultimo avverso la decisione di riconsiderazione emessa il 9 settembre
2021 dallo stesso Ufficio, con cui ha annullato la decisione del 25 agosto 2021;

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Sulla
scorta del precetto esecutivo n. __________ emesso l’8 giugno 2020 dall’Ufficio
d’esecuzione (UE) di Lugano, RI 1 ha escusso PI 1 per l’incasso di fr. 35'417.–
oltre a interessi. 

 

                                  B.   Avendo
PI 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 25 agosto
2020 RI 1 ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 5. Statuendo con decisione 11 dicembre 2020 (inc. SO.2020.3681)
il Pretore ha parzialmente accolto l’istanza per fr. 35'217.– (anziché per
fr. 35'417.–) oltre interessi di mora.

 

                                  C.   Il
16 febbraio 2021 RI 1 ha quindi chiesto la continuazione dell’esecuzione. Il 25
agosto l’UE ha implicitamente rifiutato di dare seguito alla domanda in ragione
dell’impossibilità di eseguire il pignoramento in Svizzera stante il domicilio del
debitore all’estero (in Italia), precisando che “l’escusso soggiorna provvisoriamente presso la figlia
in via __________, P__________, in quanto a causa di una grave malattia (tumore
alla prostata) necessita di cure costanti e specifiche che può ricevere solo in
Ticino, ma dal 01.01.2021 è domiciliato in Via __________, IT-__________ __________”.

 

                                  D.   Con
ricorso del 3 settembre 2021 (inc. 15.2021.100), RI 1 ha chiesto l’annullamento
della decisione del 25 agosto 2021 e la prosecuzione della procedura esecutiva.

 

                                  E.   Avvalendosi della
facoltà di riconsiderare il proprio provvedimento in virtù dell’art. 17 cpv. 4
LEF, il 9 settembre 2021 l’UE ha annullato la propria decisione del 25 agosto
2021 e ha deciso che sarebbe avrebbe proceduto all’invio di un
nuovo avviso di pignoramento “presso il recapito e luogo
di dimora dell’escusso in via __________ a P__________”.

 

                                  F.   Contro la decisione appena citata PI 1 è insorto a questa Camera con un
ricorso del 17 settembre 2021 chiedendone l’annullamento e il ripristino di
quella del 25 agosto 2021, così co­me l’assistenza giudiziaria (inc.
15.2021.103).

 

                                  G.   Con
osservazioni dell’8 ottobre 2021 RI 1 si è opposto al ricorso e lo stesso ha
fatto l’UE con osservazioni del 12 ottobre 2021, rimettendosi al giudizio della
Camera per quanto attiene alla domanda d’assistenza giudiziaria.

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Interposto presso l’UE di Lugano entro dieci giorni dalla notifica
della decisione del 25 agosto 2021, avvenuta il giorno seguente, il ricorso del
3 settembre 2021 di RI 1 è tempestivo (art. 17 cpv. 2 LEF). Pure tempestivo si
rivela il ricorso presentato da PI 1 il 17 settembre 2021 contro la decisione
di riconsiderazione del 9 settembre 2021, recapitatagli il giorno seguente (art.
142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF).

 

                                   2.   Vertendo
sullo stesso atto esecutivo – ossia la domanda di proseguimento dell’esecuzione
– le due procedure di ricorso in oggetto possono essere congiunte (art. 5 cpv.
1 LPR e 51 LPAmm), pur conservando la loro individualità nel senso che i
dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente.

 

                                   3.   Nel
suo ricorso RI 1 premette che sono anni che tenta di ottenere quanto gli spetta
da PI 1. Egli spiega che già in una precedente esecuzione, poi decaduta, era
risultato che il trasferimento del debitore in Italia, a C__________, era
fittizio, posto che costui continuava in realtà a risiedere con la moglie,
recentemente deceduta, nell’abitazione coniugale in Ticino (a P__________),
prontamente donata alla figlia, facendovi annotare a Registro fondiario un contratto
di locazione a proprio favore. L’a­bitazione all’indirizzo indicato in Italia
risultava invece disabitata, non vi era traccia del debitore e nessuno dei
residenti lo conosceva; nemmeno risultava ch’egli fosse registrato all’Anagrafe
del Comune, che disponesse del codice fiscale italiano e che avesse
sottoscritto un contratto di locazione con i proprietari dell’immo­bile, L__________
e E__________. L’Ufficio del controllo abitanti aveva allora provveduto a riscrivere
PI 1 come “domiciliato” a P__________ a far tempo dal 2 luglio 2018 e di
recente ha confermato ch’egli vi è “tutt’ora domiciliato”, seppur in attesa di
ufficializzazione, non essendosi egli presentato per le necessarie
formalizzazioni. Alla luce di tali circostanze, non si può sostenere, a mente
del ricorrente, che PI 1 soggiorni solo provvisoriamente presso la figlia a P__________,
sul cui fondo ha per di più fatto iscrivere l’8 luglio 2021 un diritto d’abitazione
vita natural durante in suo favore. Egli starebbe solo cercando di eludere,
ancora una volta, il pignoramento.

 

                                   4.   Nel
proprio ricorso PI 1 ribadisce di essere domiciliato a C__________ e che è
ospitato dalla figlia a P__________ unicamente per usufruire in Ticino delle
cure mediche di cui necessita. Egli afferma che a C__________ è persona molto
conosciuta – “basta chiederlo
agli abitanti” – e risiede nell’abitazione messagli a
disposizione dal proprietario G__________, i due nomi citati dal creditore
essendo “frutto di fantasia”. PI 1 rileva d’altronde che il diritto d’abitazione non per forza deve
corrispondere con il domicilio ed è stato iscritto unicamente nel caso in cui
la sua situazione sanitaria non gli permetta più di rientrare al suo domicilio di
C__________.

                                   5.   Il
domicilio nel senso dell’art. 46 cpv. 1 LEF non corrisponde alla nozione amministrativa
bensì a quella civile del luogo dove risiede l’escusso con l’intenzione di
stabilirvisi durevolmente (art. 23 cpv. 1 CC, sentenze del Tribunale federale
5A_542/2014 del 18 settembre 2014, consid. 4.1.1 e della CEF 14.2019.205 del 13
marzo 2020, consid. 4.3.1), purché sia diventato in modo oggettivo e
riconoscibile per terzi e autorità il centro delle sue relazioni personali e
dei suoi interessi (SCHMID in: Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 40, 42 e 43
ad art. 46 LEF; sentenze della CEF 15.2018.50 del 3 dicembre 2018, consid. 3.1,
e 15.2013.31 del 19 giugno 2013). Normalmente il domicilio si trova nel luogo
dove si alloggia, si trascorre il tempo libero e dove si trovano gli effetti
personali (SCHMID, op. cit., n. 40 ad art. 46), ovvero il luogo dove vengono intrattenute le relazioni familiari e
sociali, e non, ad esem­pio, il luogo dove viene svolta la professione o
il luogo di soggiorno temporaneo per motivi di cura (art. 23 cpv. 1, seconda
frase CC, sentenza della CEF 15.2011.72 dell’8 agosto 2011; SCHMID, op. cit., n. 44 ad
art. 46; Schüpbach in:
Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 14 ad art. 46 LEF). L’intenzione della persona di stabilirsi in un
luogo può concretizzarsi indipendentemen­te dal suo statuto secondo la polizia
degli stranieri, le autorità fiscali o le assicurazioni sociali (già citata sentenza 14.2019.205, consid. 4.3.1; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, 1999, n. 11 ad art.
46 LEF).

 

                                 5.1   Ora, è incontestato che secondo le attestazioni 19 novembre 2019 e 26
agosto 2021 dell’Ufficio del controllo abitanti di __________ (doc. B e C
acclusi al ricorso di RI 1), PI 1 è domiciliato a P__________ dal 2 luglio 2018
e risiede nell’abitazione di P__________ (fondo n. __________ RFD __________-P__________
donato alla figlia nel 2011, sul quale era annotato un contratto di locazione a
favore dei genitori), in cui ha vissuto con la moglie fino al suo decesso il 3
marzo 2021 e sul quale ha fatto poi iscrivere in suo favore un diritto d’abitazione
vita natural durante l’8 luglio 2021. Questi elementi indiziano in modo
oggettivo e riconoscibile per terzi e autorità che PI 1 ha attualmente il
centro dei suoi interessi personali e familiari a P__________, dove si può
considerare quindi domiciliato. Non risulta essere solo un luogo di soggiorno
temporaneo per motivi di cura, dal momento che vi risiedeva già prima delle
cure (che dal referto da lui prodotto risultano iniziate nell’ottobre del 2020),
vi risiede tuttora da oltre tre anni e ammette lui stesso che la vicinanza con
la sua famiglia è fondamentale per superare il periodo già di per sé complicato
a causa del decesso di sua moglie (lettera del 10 maggio 2021 all’Ufficio
controllo abitanti). Il carattere durevole della sua intenzione di continuare
ad abitare a P__________ si manifesta del resto nell’iscrizione a suo favore di
un diritto d’abitazione vita natural durante sul fondo donato alla figlia.

 

                                 5.2   PI 1, a sostegno della
tesi secondo cui sarebbe domiciliato a C__________, ha prodotto una
dichiarazione di tale G__________ del 14 marzo 2017, in cui quest’ultimo afferma
di avergli locato due locali di sua proprietà in via __________ a C__________ a
partire dal successivo 1° aprile 2017. Sennonché non è dato di sapere se PI 1
sia poi effettivamente andato a vivere in quei locali, non essendovi agli atti,
come evidenziato dal creditore nelle osservazioni al ricorso, alcuna prova del
pagamento del canone di locazione o qualsiasi altro indizio atto ad attestare
una permanenza del debitore in questo luogo. Vero è che, secondo un’attestazione
dell’Ufficio controllo abitanti di __________ del 29 marzo 2017, egli ha
notificato la sua partenza da Lugano il 31
marzo 2017 per C__________ in via __________. Che vi sia davvero andato a vivere
non è però corroborato da indizi concreti e ad ogni modo egli non contesta di
essere tornato ad abitare a P__________ il 2 luglio 2018 (doc. B e C). Le sue
obiezioni non sono pertanto in grado di sconfessare le risultanze da cui si
deduce ch’e­gli è domiciliato a P__________ già dal 2018 (sopra consid. 5.1).

 

                                 5.3   PI 1 si è inoltre avvalso
di una lettera del 1° giugno 2021 con cui l’AVS ha rifiutato la sua richiesta
di prestazioni complementari a motivo che dal 1° gennaio 2021 il suo domicilio
si troverebbe a C__________, e non più in Svizzera, requisito essenziale per
poter inoltrare la domanda. Nemmeno tale circostanza è però determinante,
poiché non è dato di sapere su quali elementi oggettivi l’autorità si è basata
(verosimilmente dalle stesse allegazioni di PI 1, come risulterebbe dal
certificato cumulativo di esistenza in vita, stato civile e domicilio della
Cassa svizzera di compensazione del 15
maggio 2021, presente negli atti dell’UE, che però non è certificato
dalla competente autorità italiana). Il solo statuto assicurativo non è del
resto di per sé sufficiente per ritenere data l’intenzione della persona di
stabilirsi in un luogo (v. sopra consid. 5).

 

                                 5.4   In definitiva, il
debitore dev’essere considerato come domiciliato a P__________, ciò che
giustifica la reiezione del ricorso di PI 1 e contestualmente lo stralcio di
quello di RI 1, diventato definitivamente senza oggetto.

 

                                    6.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

                                 6.1   PI 1 ha chiesto di essere
posto a beneficio dell’assi­stenza giudiziaria, “considerato anche la forza giuridica” del patrocinatore della controparte.

 

                                 6.2   Dal momento che la
procedura di ricorso è gratuita, la domanda pare volta alla designazione di un
patrocinatore d’ufficio (art. 118 cpv. 1 CPC). Sennonché la domanda è pervenuta
a questa Camera il giorno in cui è scaduto il termine di ricorso (ossia il 20
settembre 2021). La designazione di un patrocinatore d’ufficio si sarebbe
quindi avverata ad ogni modo tardiva perché potesse modificare il ricorso. La
domanda si rivela pertanto per lo più senza oggetto.

 

                                 6.3   Ad ogni modo, la designazione di un patrocinatore d’ufficio è subordinata,
oltre all’indigenza del richiedente e alle possibilità di successo della
domanda (art. 117 CPC per il rinvio degli art. 20a cpv. 3 LEF e 13 LAG),
all’esigenza che la misura sia necessaria per tutelare i diritti dell’interessato (art. 118 cpv. 1 lett. c
CPC; sentenza della CEF 15.2017.44 del 21 agosto 2017
consid. 7.1). Secondo la giurisprudenza, il diritto al gratuito patrocinio non è in
principio escluso nella procedura di ricorso ai sensi degli art. 17 segg. LEF,
ma, essendo quest’ultima dominata dal principio del­l’ufficialità, l’assistenza
di un avvocato non è in generale necessaria, potendosi ciononostante rivelarsi
indispensabile allorquando il caso o le questioni da risolvere sono complesse,
il richiedente fruisce di scarse conoscenze giuridiche o vi sono importanti
interessi in gioco (sentenze della CEF 15.2021.49 del 15 giugno 2021, consid.
5, 15.2020.98/99 del 12 maggio 2021, consid. 5, 15.2020.122 del 1° dicembre
2020 e riferimenti citati).

 

                                 6.4   Nella fattispecie il
debitore non ha né allegato né comprovato la sua indigenza e le possibilità di successo del suo ricorso
apparivano sin dall’inizio scarse, nella misura in cui non dispone di prove
della sua allegata residenza in Italia. Non pareva inoltre
data la necessità oggettiva di patrocinio, siccome il successo dell’impu­gnativa
dipendeva appunto prevalentemente dalla produzione delle prove appena
menzionate, ciò che non richiedeva l’ausilio di un avvocato. Nella misura in cui non è senza oggetto, la
domanda di ammissione al beneficio del gratuito patrocinio va quindi respinta.

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso di RI 1 (inc. 15.2021.100) è senza oggetto.

 

                                   2.   Il
ricorso di PI 1 (inc. 15.2021.103) è respinto. 

 

                                   3.   Nella
misura in cui non è senza oggetto, la domanda di gratuito patrocinio di PI 1 è respinta.

 

                                   4.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   5.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   

       ;

  –   .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.