# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dc8f7984-da74-58ed-a4c8-47dd0f18e970
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-02-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.02.2025 F-696/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-696-2025_2025-02-07.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-696/2025 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  7  f e b b r a i o  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Christa Preisig;  

cancelliera Caroline Rausch. 

   

Parti 

 
A._______,  

nato il (…), Etiopia,   

patrocinato dall'avv. Lea Hungerbühler e MLaw Michael 

Meyer, AsyLex, Gotthardstrasse 52, 8002 Zurigo,  

ricorrente,  

  

  
contro 

  
Segreteria di Stato della migrazione SEM, 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 

   

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione della SEM 

del 23 gennaio 2025. 

 

 

 

F-696/2025 

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Fatti: 

A.  

L’interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 14 dicembre 

2024. Da ricerche intraprese nella banca dati europea EURODAC è risul-

tato ch’egli ha depositato una domanda d’asilo in Austria il 2 agosto 2023 

e una in Romania il 7 marzo 2024. 

 

B.  

Il 10 gennaio 2025, si è svolto il colloquio Dublino ai sensi dell’art. 5 RD III, 

nell’ambito del quale l’interessato si è espresso in merito al suo stato di 

salute, ai motivi che si opporrebbero alla competenza della Austria o della 

Romania per la trattazione della sua domanda d’asilo, nonché alla prospet-

tata decisione di non entrata nel merito della sua domanda d’asilo unita-

mente al conseguente trasferimento verso detti Paesi. 

In particolare, ha dichiarato che, dopo aver presentato domanda d’asilo in 

Austria, è stato rimando in Romania, in quanto era arrivato nel Paese con 

un visto di lavoro rumeno. In merito alla Romania, egli ha addotto di non 

volervi tornare a causa delle pessime condizioni di vita, delle ostilità subite 

dalle autorità romene e dal personale del centro d’accoglienza, nonché 

della mancata assistenza sanitaria. 

C.  

Lo stesso giorno, la Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) 

ha quindi inoltrato una richiesta di riammissione dell’interessato alle com-

petenti autorità romene in virtù dell’art. 18 par. 1 lett. b del regolamento 

(UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 

2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato 

membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazio-

nale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo 

o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 

180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III).  

D.  

Il 21 gennaio 2025, le autorità romene hanno accolto la richiesta di ammis-

sione in virtù dell’art. 18 par. 1 lett. b RD III. 

E.  

Con decisione dell’23 gennaio 2025, notificata il 27 gennaio 2025, la SEM 

non è entrata nel merito della domanda citata e ha ordinato l’allontana-

mento (recte: trasferimento) del richiedente verso la Romania, incaricando 

il Cantone Lucerna dell’esecuzione di tale misura e costatando l’assenza 

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dell’effetto sospensivo a un eventuale ricorso. L’autorità opponente ha al-

tresì disposto la consegna degli atti procedurali conformemente al relativo 

indice.  

F.  

Con ricorso del 3 febbraio 2025, l’interessato insorge dinnanzi al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: Tribunale o TAF) concludendo princi-

palmente all’annullamento della decisione succitata nonché all’entrata nel 

merito della domanda d’asilo e, in subordine, alla restituzione degli atti alla 

SEM per nuova istruzione oppure alla raccolta di garanzie specifiche sulle 

condizioni d’accoglienza romene. Sul piano procedurale, egli chiede di re-

stituire l’effetto sospensivo al ricorso, di sospendere dell’esecuzione del 

trasferimento verso la Romania in via supercautelare e di concedergli l’as-

sistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal pagamento delle spese 

processuali e del relativo anticipo. Al gravame non sono stati acclusi nuovi 

mezzi di prova.  

G.  

Il 4 febbraio 2025, il Tribunale ha ordinato la sospensione provvisoria 

dell’esecuzione del trasferimento della ricorrente verso la Romania. 

 

Diritto: 

1.  

1.1. Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

 

1.2. Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro 

una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 

LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–

c e art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.  

 

1.3. I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice e la sentenza 

è motivata soltanto sommariamente (artt. 111 lett. e cum 111a cpv. 2 LAsi). 

Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti in virtù 

dell'art. 111a cpv. 1 LAsi.  

 

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente 

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rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi ad-

dotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 

impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 con-

sid. 2). Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una 

decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad 

esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 con-

sid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

 

3.  

3.1. L’autorità inferiore ha correttamente rilevato che la Romania ha accet-

tato l’ammissione del ricorrente in virtù dell’art. 18 par. 1 lett. b RD III, ciò 

che giustifica la competenza di detto Paese per condurre il seguito della 

procedura di determinazione dello Stato membro competente per la do-

manda d’asilo. Inoltre, conformemente all’invalsa giurisprudenza del Tribu-

nale (cfr. da ultimo sentenza del TAF F-192/2025 del 21 gennaio 2025 con-

sid. 5), l’autorità inferiore ha giustamente concluso che in Romania non 

sussistono carenze sistemiche ai sensi dell’art. 3 par. 2 RD III e che, con-

siderate le allegazioni addotte nell’ambito del colloquio Dublino (cfr. lett. B 

supra) nonché lo stato di salute dell’interessato (caratterizzato segnata-

mente da ipercolesterolemia lieve, epatopatia e fattura alla caviglia), non 

sussistono validi motivi per l’applicazione della clausola di sovranità di cui 

all’art. 17 par. 1 RD III cum art. 29a cpv. 3 dell’Ordinanza 1 sull’asilo relativa 

a questioni procedurali (OAsi 1, RS 142.311), posta segnatamente l’as-

senza di un rischio di trattamenti contrari all’art. 3 CEDU o di una violazione 

del principio del divieto di respingimento. In quest’ambito, sono state op-

portunamente considerato le asserite carenze del sistema d’accoglienza 

romeno, nonché i presunti maltrattamenti patiti dal richiedente. La SEM ha 

quindi agito in conformità con il diritto federale nella misura in cui non è 

entrata nel merito della domanda d'asilo in virtù l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi 

e ha ordinato il trasferimento del richiedente verso la Romania in applica-

zione dell'art. 44 LAsi. Per il resto, si rinvia alle motivazioni contenute nella 

decisione impugnata, alla quale può essere prestata adesione (cfr. deci-

sione avversata; art. 109 cpv. 3 LTF cum art. 4 PA).  

 

3.2. Le censure proposte nel gravame non sono suscettibili di giungere a 

diversa conclusione. Invero, contrariamente a quanto pretende l’insor-

gente, la SEM si è ampiamente espressa sul sistema d’asilo e sulle condi-

zioni d’accoglienza in Romania. A tal fine, essa ha puntualmente conside-

rato le contestazioni dell’interessato nonché le basi legali e giurispruden-

ziali afferenti alle garanzie di protezione offerte dallo Stato in parola. Inoltre, 

il rapporto citato nel ricorso (datato al 2023), le sentenze tedesche e le 

allegazioni del ricorrente non modificano l’attuale valutazione del Tribunale 

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– condotta attraverso un’analisi complessiva di svariati studi e della giuri-

sprudenza relativa ad altri Stati membri Dublino – per cui il sistema d’asilo 

e l’apparato d’accoglienza romena non presenta delle carenze sistemiche 

ai sensi dell’art. 3 par. 2 RD III (cfr. ex pluris sentenze del TAF F-5909/2024 

del 1°novembre 2024 consid. 6.1; E-3975/2024 del 28 giugno 2024 con-

sid. 4.1; F-3704/2023 del 23 maggio 2024 consid. 5.2). Per quanto riguarda 

l’applicazione del art. 17 par. 1 RD III, il ricorrente non ha apportato qualsi-

voglia indizio serio e concreto suscettibile di dimostrare che la Romania 

non sia intenzionato a riprenderlo in carico ed a portare a termine la proce-

dura relativa alla sua domanda di protezione in violazione della direttiva 

procedura. Ad ogni modo, appartiene al ricorrente sollevare l'eventuale vio-

lazione dei suoi diritti fondamentali, utilizzando le adeguate vie di diritto 

dinanzi alle autorità dello Stato in questione.  

Anche la frattura alla caviglia del ricorrente non raggiunge una gravità tale 

da risultare ostativo al suo trasferimento verso la Romania sotto il profilo 

dell’art. 3 CEDU (cfr. sentenze della CorteEDU Savran contro Danimarca 

del 7 dicembre 2021, 57467/15, §§ 121 segg.; DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2; 

DTAF 2011/9 consid. 7.1). Infatti, detto Stato dispone di infrastrutture me-

diche adeguate (cfr. la sentenza del TAF E-1592/2023 del 28 marzo 2023 

consid. 6.4.3) ed è inoltre obbligato a provvedere affinché l’insorgente ot-

tenga la necessaria assistenza sanitaria (cfr. art. 19 par. 1 e 2 della direttiva 

2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazio-

nale). Inoltre, va ricordato che la capacità di trasferimento verrà valutata in 

modo definitivo poco prima dell’allontanamento e le autorità competenti per 

l’esecuzione avranno premura di informare in maniera precisa e completa 

le autorità romene circa le circostanze e i bisogni specifici in termini di as-

sistenza medica dell’insorgente (cfr. art. 31 RD III). 

Ciò posto, non sussiste alcuna valida ragione per domandare alla Romania 

delle garanzie afferenti alla specifica situazione d’accoglienza (cfr. ex pluris 

sentenze del TAF E-7253/2024 del 27 novembre 2024 consid. 11; 

F-5909/2024 del 1° novembre 2024 consid. 7.5).  

4.  

Ne discende che a giusto titolo la SEM non è entrata nel merito della do-

manda d’asilo del ricorrente, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1  

lett. b LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso la Romania con-

formemente all’art. 44 LAsi, poiché non esistono eccezioni alla regola ge-

nerale del rinvio (art. 32 OAsi 1). Il ricorso deve quindi essere respinto. 

 

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5.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la richiesta tendente 

all’esenzione dal versamento di un anticipo sulle spese processuali e di 

concessione dell’effetto sospensivo risulta divenuta senza oggetto. 

6.  

6.1. Inoltre, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta.  

6.2. Visto l’esito della procedura, le spese processuali sono poste a carico 

del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

7.  

Questa sentenza non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto 

pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF) ed è quindi defini-

tiva.  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle 

spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza.  

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Caroline Rausch 

 

 

Data di spedizione: