# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6bc0db5b-b3aa-58b5-9f28-f8746b6f8c93
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-05-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 12.05.2003 52.2003.20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-20_2003-05-12.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.20

   

  	
  Lugano

  12 maggio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi e Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 16 gennaio 2003 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patrocinato dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 3 dicembre 2002 (n. 5801) del Consiglio
  di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
  decisione 1° ottobre 2002 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione dei
  permessi e dell'immigrazione, in materia di rinnovo di un permesso di dimora;

  

 

 

viste le risposte:

-    28 gennaio 2003 del
Consiglio di Stato;

-    31 gennaio 2003 del
Dipartimento delle istituzioni;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il
cittadino angolano __________ è entrato in Svizzera il 21 giugno 1999, richiedendo
l'asilo.

                                         Il
__________ il ricorrente si è sposato a __________ con la cittadina elvetica
__________ nata __________, ottenendo per questo motivo un permesso di dimora
annuale. Nel contempo, egli ha ritirato la propria domanda d'asilo.

 

 

                                  B.   a) Il 26
luglio 2002 la Polizia cantonale ha trasmesso alla Sezione dei permessi e
dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni il seguente rapporto
relativo ai coniugi __________:

 

                                                      "Conformemente
a quanto richiesto, abbiamo provveduto ad interrogare i coniugi sopraccitati e
in allegato trasmettiamo i verbali d'interrogatorio, dai quali emergono gli elementi
richiesti, in riferimento alla loro reale convivenza.

                                                      Si
è stabilito senza ombra di dubbio che non vivono più assieme a partire dal
01.12.2001 a tutt'oggi. Il __________ abita (convive) con la signora
__________, a __________ in via __________; per contro la signora __________ è
ospite presso l'Albergo __________ a __________ e al suo sostentamento provvede
l'assistenza pubblica della città di __________ ".

 

                                         b)
Fondandosi sulle premesse emergenze, il 1° ottobre 2002 il Dipartimento delle
istituzioni ha deciso di non rinnovare il permesso di dimora a __________,
perché dal dicembre 2001 viveva con un'altra persona.

                                         La
decisione è stata resa sulla base degli art. 4, 7, 9, 12, 16 LDDS e 8 ODDS.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 3 dicembre 2002 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________.

                                         Il
Governo ha sostanzialmente ribadito i motivi addotti dal dipartimento, ponendo
in evidenza le dichiarazioni rilasciate dalla moglie del ricorrente alla
polizia, segnatamente il fatto che era stata picchiata dal consorte, aspettava
un figlio da un altro uomo, non sapeva dove __________ abitasse. Date le
circostanze, ha soggiunto l'Esecutivo cantonale, non permetteva di mutare il
giudizio il fatto che la moglie dell'insorgente avesse dichiarato in quella
sede di aver ricomposto la comunione domestica dal 16 ottobre 2002 tramite la
conclusione di un contratto di locazione per un appartamento in via __________
a __________, ritenendo tale modo di agire, senza ulteriori riscontri
oggettivi, escogitato per puri fini di causa.

                                         Visto che
la relazione coniugale non era più intatta, il Consiglio di Stato ha ritenuto
inapplicabile l'art. 8 CEDU, volto a tutelare la vita famigliare. Infine, ha
considerato esigibile il rientro del ricorrente nel proprio Paese d'origine.

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rinnovo del suo permesso
di dimora.

                                         Contesta
di aver concluso un matrimonio fittizio e di aver invocato il vincolo matrimoniale
in maniera manifestamente abusiva al fine di soggiornare in Svizzera.

                                         Asserisce
che la separazione era temporanea ed era dovuta ai problemi di tossicodipendenza
della moglie, problemi che l'avevano portata a dichiarare alla polizia fatti
non corrispondenti alla realtà.

                                         Ribadisce
di aver ricomposto la comunione domestica e asserisce di aiutare sua moglie a
uscire dal mondo della droga.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato,
quest'ultimo con argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo e la legittimazione attiva di
__________, coniugato con una cittadina svizzera (art. 7 LDDS), sono date dagli
art. 100 lett. b n. 3 OG, 10 lett. a LALPS e 43 PAmm.

                                         Il
ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è dunque ricevibile in ordine.

                                         Il
giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv.
1 PAmm).

 

 

                                   2.   Il
Consiglio di Stato, nonostante avesse rilevato alcuni indizi di matrimonio
fittizio, come la breve frequentazione e la mancata convivenza prima del
matrimonio, l'improvvisa celebrazione delle nozze, la corta durata della
comunione domestica, la mancanza di un permesso per risiedere stabilmente in
Svizzera (v. risoluzione ad E., pag. 8), ha poi argomentato che, invocando il
vincolo coniugale esistente solo formalmente, il ricorrente commetteva un abuso
manifesto del diritto. Cadono pertanto nel vuoto gli argomenti addotti
dall'interessato volti a confutare l'esistenza della natura fittizia delle
nozze, segnatamente quando adduce di essersi sposato soltanto per amore.

 

 

                                   3.   3.1. Per
costante giurisprudenza, vi è abuso di diritto laddove un determinato istituto
giuridico è invocato per realizzare interessi che il medesimo istituto non si
prefigge di tutelare (DTF 121 I 367, consid. 3b). In relazione all'art. 7 LDDS,
ciò è il caso allorquando il coniuge straniero di un cittadino svizzero si
richiama ad un matrimonio che sussiste solo a livello formale, unicamente per
ottenere il rilascio o il rinnovo di un permesso di soggiorno: un simile scopo
non risulta in effetti tra quelli tutelati dalla norma in questione (DTF 128 II
145, consid. 2.2.).

 

                                         3.2. La
prassi ha tuttavia precisato che l'esistenza di una situazione di abuso non
deve essere ammessa con eccessiva facilità; in particolare non vi è abuso di
diritto già per il fatto che i coniugi vivono separati o perché tra loro è
pendente una procedura di divorzio. Nel formulare l'art. 7 LDDS, il legislatore
ha infatti volontariamente omesso di far dipendere il diritto del coniuge straniero
di un cittadino svizzero all'ottenimento di un permesso di soggiorno
dell'esistenza di una comunione matrimoniale di fatto (DTF 121 II 97 segg.): è
per contro necessario che vi siano concreti indizi tali da ritenere che i
coniugi non siano (più) intenzionati a condurre una vita in comune e rimangano
uniti dal vincolo matrimoniale soltanto per ragioni di polizia degli stranieri
(DTF 127 II 49 , consid. 5a e rif.). In altre parole, il fatto che i coniugi
vivano separati non è altro che un elemento - più o meno importante a seconda
delle circostanze - tra i tanti che la competente autorità deve prendere in
considerazione per valutare se sia data una delle fattispecie contemplate
dall'art. 7 cpv. 2 LDDS e per negare, se del caso, il rilascio o il rinnovo del
permesso di soggiorno al coniuge straniero di un cittadino svizzero.

 

 

                                   4.   4.1.
Entrato in Svizzera il 21 giugno 1999 richiedendo l'asilo, __________ si è sposato
il __________ a __________ con una cittadina elvetica, ottenendo per questo
motivo un permesso di dimora annuale.

                                         Dopo
appena un anno di matrimonio, i coniugi __________ si sono separati, organizzando
ciascuno autonomamente la propria vita. Il ricorrente è andato a vivere presso
un'altra donna in via __________ a __________, mentre sua moglie si è
trasferita presso l'Albergo __________ a carico dell'assistenza pubblica
comunale (v. rapporto d'esecuzione 26 luglio 2002 della Polizia cantonale).

                                         Interrogato
dalla polizia, l'insorgente ha affermato, tra l'altro, di guadagnare circa fr.
2'400.– lordi mensili e di pagare per l'appartamento di via __________ la metà
della pigione di fr. 1'275.– (v. verbale 25 luglio 2002).

 

                                         Dal canto
suo, la moglie del ricorrente ha - tra l'altro - dichiarato alla Polizia:

 

                                                      "(…) Preciso che dal giorno del matrimonio
(__________) ho vissuto con mio marito a __________ in via __________, sino al
01.12.2001. Pagavo un canone d'affitto di CHF 780.–. In data 01.12.2001, mi
sono trasferita presso l'albergo __________ a __________, dove tutt'oggi occupo
una camera. Il motivo del trasferimento è dettato dal fatto che
l'amministrazione non ha più rinnovato il contratto. Inoltre tengo a precisare
che vi sono stati alcuni interventi della Polizia della città di __________, in
quanto mio marito in due casi distinti è venuto alle mani nei miei confronti.

                                                      Circa
dalla scorsa estate 2001, non svolgo più alcuna attività lavorativa, al mio sostentamento
provvede l'assistenza pubblica della città di __________, a partire dalla data
succitata. In sostanza mi paga la camera dell'albergo e la somma di CHF 600.–
al mese per le mie spese private.

                                                      Con
scritto del 10 dicembre 2001, ho annunciato per iscritto alla Sezione dei
permessi e dell'immigrazione a __________ la mia separazione di fatto dal
marito. A questo proposito confermo che dal 01.12.2001, mio marito non vive più
con me, né tantomeno ho contatti con lui. E' mia precisa intenzione di iniziare
le pratiche di separazione e quindi di divorzio. Mi viene chiesto in relazione
al mio stato interessante se il figlio/a che sta per nascere, il padre è il
marito __________. Rispondo di no.

                                                      Mi
viene chiesto se conosco l'indirizzo attuale di mio marito e rispondo di no.
Per quanto ne sono a conoscenza dovrebbe abitare nel Locarnese. Da quando ci
siamo divisi a tutt'oggi mio marito non ha mai provveduto al mio sostentamento
con mezzi finanziari. Letto e non avendo nient'altro da dichiarare, confermo e
firmo".

                                                      (v.
verbale 26 luglio 2002 di __________).

 

                                         4.2. Ora,
sulla scorta di quanto precede, si può affermare che dall'ottobre 2001 non
sussiste più una vera e propria relazione sentimentale tra i coniugi __________.

                                         Lo
dimostrano le dichiarazioni della moglie del ricorrente, segnatamente i maltrattamenti
subìti dal marito, il fatto di aspettare un bambino da un altro uomo e di non
sapere esattamente dove il consorte era andato a vivere. Non va nemmeno sottovalutato
che l'insorgente non provvedeva in qualche modo al sostentamento della moglie,
mentre non ha avuto difficoltà a partecipare alla spese di locazione della
donna presso cui egli si era trasferito.

                                         Invano la
moglie del ricorrente cerca ora di minimizzare tali dichiarazioni, adducendo di
averle rilasciate a causa della crisi coniugale e dei suoi problemi di
tossicodipendenza (doc. D). Essa è persona adulta. Non è una sprovveduta che
rilascia alla leggera dichiarazioni di tale portata. In occasione del suo
interrogatorio ha letto il verbale, l’ha approvato e l’ha firmato. Non le si
può pertanto credere quando pretende ora di aver rilasciato affermazioni non
corrispondenti alla realtà.

                                         Non
permettono infine di giungere a diversa conclusione i motivi che hanno condotto
alla disunione della coppia, segnatamente il mancato rinnovo del contratto per
l'appartamento coniugale e i problemi di droga della moglie. Tali circostanze
non fanno altro che confermare la fragilità del vincolo coniugale e rafforzano
i dubbi sull'asserita repentina ripresa della vita in comune.

 

 

                                   5.   Da quanto
precede risulta pertanto in modo manifesto l'abuso, da parte dell'insorgente,
che invoca il proprio matrimonio, svuotato di ogni contenuto e scopo ormai
dall'ottobre 2001, al fine di mantenere il proprio permesso per risiedere in
Svizzera.

                                         L'insorgente
non potrebbe peraltro prevalersi di una vita famigliare intatta e vissuta ai
sensi dell'art. 8 CEDU, al fine di beneficiare di un permesso di soggiorno in
base a questo disposto.

                                         Egli non
invoca nemmeno l'impossibilità di un suo rientro nel suo Paese d'origine.

 

 

                                   6.   In esito
alle considerazioni che precedono, il ricorso dev'essere respinto.

                                         La tassa
di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 4, 7, 9 LDDS; 8 CEDU; 100 cpv. 1
lett. b n. 3; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 60 e 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

§.  Di conseguenza __________, cittadino
angolano, è tenuto a lasciare il territorio cantonale entro il 30 giugno 2003
notificandone la partenza al competente ufficio regionale degli stranieri.

 

 

                                   2.   Tassa e
spese di giustizia, per complessivi fr. 800.–, sono a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario