# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 095a05d7-730a-55fc-8c7d-9d92fec39233
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 23.07.2003 52.2002.355
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2002-355_2003-07-23.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2002.355

   

  	
  Lugano

  23 luglio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Werner Walser e Raffaello Balerna quest'ultimo in
  sostituzione del giudice Stefano Bernasconi, astenuto;

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 13 settembre 2002 di

 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 27 agosto 2002 del Consiglio di Stato
  (n. 4054) che ha respinto l'impugnativa dell'insorgente avverso la
  risoluzione 7 maggio 2002 con la quale il consiglio consortile del Consorzio
  acquedotto della __________ __________ ha approvato il verbale della seduta 8
  maggio 2002;

  

 

 

viste le risposte:

-    24 settembre 2002 del
Consiglio di Stato

-    30 settembre 2002 del
Consorzio acquedotto della __________ __________

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che in
data 8 maggio 2001 si è tenuta una seduta del consiglio consortile del Consorzio
acquedotto della __________ __________ (__________);

 

che la segretaria non ha redatto seduta
stante il verbale perché le discussioni sono state registrate con l'apposita
apparecchiatura;

 

che in data 22 ottobre 2002 la delegazione
consortile ha comunicato a __________ __________ __________, membro del
consiglio consortile, che a causa di un difetto dell'apparecchiatura di
registrazione taluni interventi dei consiglieri, tra cui i suoi relativi al
consuntivo dell'anno 2000, non erano decifrabili perché mascherati da un forte
rumore di sottofondo e di conseguenza il verbale avrebbe riportato solo quanto
registrato, precisando che le domande dell'interessata erano in ogni modo desumibili
dalle riposte date dal presidente della delegazione consortile;

 

che con scritto 5 novembre 2001 __________
__________ __________ ha chiesto di poter ascoltare la cassetta relativa alla
registrazione della seduta e che le fosse concessa la facoltà di sottoporre
nuovamente le domande al fine della corretta redazione del verbale;

 

che, dopo aver interpellato la sezione degli
enti locali, la delegazione consortile non ha dato seguito a tale richiesta;

 

che in data 17 aprile 2002 il consiglio
consortile __________ è stato convocato alla seduta del 8 maggio successivo;

 

che la trattanda n. 2 dell'ordine del giorno
prevedeva l'approvazione del verbale della seduta del 7 maggio 2001;

 

che, dopo aver respinto la richiesta di
__________ __________ __________ intesa ad inserire le domande nel verbale e
l'ulteriore richiesta di ascoltare la cassetta, il consiglio consortile ha approvato
il verbale con 12 voti favorevoli, 1 contrario e 2 astenuti;

 

che __________ __________ __________ ha
impugnato la predetta risoluzione innanzi al Consiglio di Stato, chiedendo di annullarla;

che a mente dell'insorgente il fatto
d'averle impedito di ascoltare la registrazione e di completare il verbale
costituirebbe una violazione del diritto;

 

che con risoluzione del 27 agosto 2002 il
Consiglio di Stato ha respinto il gravame;

 

che il Governo ha dapprima costatato che al
membro del consiglio consortile è preclusa la facoltà di verificare il
contenuto della registrazione nel periodo che intercorre tra l'incisione e la
lettura del verbale nella seduta successiva, rilevando poi che l'unico organo
competente a decidere circa l'audizione della registrazione e il completamento
del verbale è il consiglio consortile, la cui decisione negativa non può essere
censurata trattandosi di scelta autonoma e non arbitraria;

 

che contro questa decisione __________
__________ __________ ha inoltrato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendone l'annullamento;

 

che a mente dell'insorgente, le domande da
lei poste sono da assimilare alle interpellanze, che devono essere riportate a
verbale, sicché l'omissione della verbalizzazione comporta una violazione del
principio della fedeltà del verbale;

 

che la delegazione consortile ed il
Consiglio di Stato postulano la reiezione del gravame;

 

 

 

considerato,                   in
diritto.

 

                                         che,
giusta l'art. 38 della Legge sul consorziamento dei comuni (LCCom), per quanto
riguarda i ricorsi contro le decisioni degli organi consortili sono applicabili
per analogia le norme del titolo ottavo della legge organica comunale (LOC);

 

                                         che
pertanto la competenza di questo Tribunale è data (art. 38 LCCom e art. 208
cpv. 1 LOC), il ricorso è tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) ed è pure data la
legittimazione a ricorrere dell'insorgente, direttamente toccata dalla
decisione del Consiglio di Stato che respinge il suo ricorso imponendole la
tassa di giustizia;

 

che il ricorso, ricevibile in ordine, può
essere deciso sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm);

 

                                         che, per
quanto riguarda la legittimazione a ricorrere contro la risoluzione del consiglio
consortile del 8 maggio 2002, va rilevato che i consorzi di comuni sono corporazioni
di diritto pubblico (art. 1 cpv. 2 LCCom) aventi personalità giuridica (art. 9
LCCom), i cui membri sono (e possono essere) solo i comuni medesimi (art. 1
cpv. 1 LCCom), per cui la legittimazione ricorsuale contro le decisioni degli
organi consortili può essere riconosciuta unicamente ai comuni ed a chi
dimostra un interesse legittimo giusta l'art. 209 lett. b LOC;

 

                                         che, di
conseguenza, va di principio negata la legittimazione ricorsuale al singolo
cittadino di un comune consorziato, poiché egli non fa parte del consorzio, di
cui non può essere membro (RDAT 1994 I n. 15);

 

                                         che la
cosiddetta actio popularis è data solo contro le decisioni rese da organi comunali,
non invece da quelli consortili (cfr. Rampini, interesse legittimo e giurisdizione
amministrativa, in RDAT 1978, pag. 204 segg. cifra 2);

 

                                         che in
materia di consorzi retti dalla LCCom non c'è spazio alcuno per l'applicazione
dell'art. 209 lett. a LOC, in difetto d'analogia tra lo statuto del cittadino
(ossia di chi ha i diritti politici in materia comunale; art. 11 cpv. 2 LOC)
verso il comune e quello dello stesso cittadino verso un consorzio di cui fa
parte il comune medesimo (RDAT 1994 I n. 15);

 

                                         che è
titolare di un interesse legittimo ai sensi della giurisprudenza chi dimostra
di essere toccato in modo particolare e diretto dalla decisione impugnata e di
appartenere a quella limitata
cerchia di persone collegate con l'oggetto del provvedimento impugnato da un
rapporto particolarmente stretto ed intenso, tale da farlo apparire portatore
di un interesse concreto, attuale e personale a dolersi dell'illegittimità dell'atto
per il pregiudizio effettivo che questo gli arreca e che l'impugnativa tende a
rimuovere (O. RAMPINI, RDAT 1978 pag. 213 e 218-19; RDAT 1985 n. 2 consid. 2);

 

                                         che alla
ricorrente, membro del consiglio consortile chiamato a deliberare sul verbale
contestato, va riconosciuto siffatto interesse;

 

                                         che
il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo è proponibile contro la
violazione del diritto;

 

                                         che
costituiscono in particolare violazione del diritto l’errata o la mancata
applicazione di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da
essa e l’apprezzamento giuridico erroneo di un fatto (art. 61 PAmm);

 

che giusta l'art. 17 LCCom, il consiglio
consortile funziona e delibera, per analogia, secondo le norme del titolo
secondo, capitolo terzo, della LOC;

 

che il segretario è responsabile della
registrazione e della redazione del verbale (art. 62 LOC e 7 RALOC);

 

che per la redazione del verbale è ammessa
la possibilità di far capo a mezzi tecnici di registrazione, quali gli incisori
(art. 7 RALOC), nel qual caso solo le risoluzioni adottate devono essere
verbalizzate seduta stante (Ratti, Il Comune, vol. I pag. 492 segg.); 

 

che, per legge, il verbale deve contenere la trascrizione integrale delle risoluzioni, unitamente
ai risultati delle votazioni (art. 24 cpv. 1 lettera c LOC) e il riassunto
delle discussioni con le dichiarazioni di voto (art. 24 cpv. 1 lettera d LOC); 

 

che dalla finalità del verbale, che è quella
di riflettere in modo veritiero e fedele l'andamento delle discussioni (RDAT
1977 n. 3) non è lecito dedurre il diritto di ottenere una verbalizzazione integrale
dei singoli interventi (TRAM 27.3.1992 in re P contro comune di M);

che, nel caso concreto, __________ __________
__________ si duole del fatto che le domande da lei poste in merito ai conti
consuntivi dell'anno 2000 non sono state verbalizzate;

 

che il consiglio consortile ha respinto le
sue richieste di ascoltare la registrazione e di completare il verbale con l'inserimento
delle domande;

 

che, seppure le domande non sono riportate
formalmente, gli interventi della ricorrente - la quale, come già detto, non ha
il diritto di esigere una verbalizzazione integrale dei propri interventi -
sono in ogni modo genericamente desumibili dalle risposte date dal presidente
della delegazione consortile, riportate a verbale con l'indicazione che sono
state da lei sollecitate;

 

che, in siffatta situazione, la decisione
del consiglio consortile approvare il verbale considerandolo riassunto
sufficiente della discussione è sicuramente sostenibile, tanto più che la
veridicità del contenuto non è stata contestata, e non procede da un eccesso
del potere d'apprezzamento di cui gode l'organo legislativo consortile; 

 

che la decisione del Consiglio di Stato che
conferma la risoluzione contestata va quindi confermata;

 

che, per i motivi che precedono, il ricorso
dev'essere respinto;

 

                                         che tasse
e spese di giustizia, seguono la soccombenza (art. 28 PAmm);

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 38 LCCom; 24, 62, 208 e 209 LOC; 3, 18,
28, 43 e 46 PAmm;

                                         

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto       

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 800.- è posta a carico della ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario