# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4b89322c-3444-522a-b62d-e51101c7d394
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-07-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.07.2008 D-3057/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3057-2008_2008-07-16.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3057/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  l u g l i o  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Hans Schürch, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______, Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 7 maggio 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3057/2008

Fatti:

A.
Il 10 marzo 2008, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. 
verbali d'audizione dell'11 e del 28 aprile 2008), d'avere lasciato il suo 
Paese nell'[...] del 2005 per il timore d'essere arrestato rispettivamente 
ucciso dalla  polizia,  che lo  considerava membro del  “B._______” (in 
seguito,  “C._______”)  poiché  suo  padre  sarebbe  stato  un  leader  di 
detto movimento. Nel  [...] del  2005,  suo padre sarebbe stato ucciso, 
suo  fratello  sarebbe  stato  arrestato  e  l'abitazione  sarebbe  stata 
incendiata. Sarebbe stato informato dei fatti accaduti da un amico del 
padre.  Non  avrebbe  mai  partecipato  alle  attività  del  menzionato 
movimento.  Temendo  d'essere  arrestato,  si  sarebbe  dapprima 
trasferito  a  Lagos  per  due  settimane,  poi  a  Cotonou  (Benin),  dove 
avrebbe  soggiornato  illegalmente  fino  al  [...] del  2008,  prima  di 
raggiungere la Svizzera.

B.
Il 7 maggio 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. a  della  legge  sull'asilo  del  26 giugno 
1998  (LAsi,  RS 142.31).  L'autorità  inferiore  ha  pure  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso la  Nigeria  siccome  lecita,  esigibile  e 
possibile.

C.
Il 9 maggio 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
una nuova decisione nel  merito  della  sua domanda d'asilo  e,  in  via 
sussidiaria, la concessione dell'asilo o dell'ammissione provvisoria. Ha 
altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal  versamento 
dell'anticipo a copertura delle presumibili spese processuali.

Diritto:

1.
Il TAF pronuncia definitivamente sui ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 

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amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
Nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai sensi 
dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere impugnato 
non può essere esteso alla questione della concessione dell'asilo, che 
presuppone una decisione nel merito della domanda stessa.

2.1 Nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie le condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 
della  legge federale  sulla  procedura  amministrativa del  20  dicembre 
1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha ritenuto inverosimile l'indicazione 
dell'interessato circa la sua minore età. L'esame radiologico effettuato 
avrebbe  stabilito  un'età  ossea  superiore  ai  18  anni.  Il  ricorrente 
avrebbe  peraltro  reso  dichiarazioni  lacunose  e  contraddittorie  sulla 
biografia dei membri della sua famiglia e sul suo percorso scolastico. 
Inoltre,  non  avrebbe  addotto  motivi  che  possano  giustificare  la 
mancata  tempestiva  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità. 
L'autorità  inferiore  ha  pure  ritenuto  che il  racconto  dell'insorgente  è 
basato su avvenimenti, dei quali sarebbe stato informato da una terza 
persona, senza avervi assistito personalmente e del cui accadimento 
non  avrebbe  prove.  Peraltro,  l'interessato  avrebbe  dichiarato  di  non 
avere mai partecipato alle attività del movimento C._______. Inoltre, lo 
stesso avrebbe reso versioni contraddittorie in merito al chiarimento, 
dopo il suo espatrio, della sua posizione di fronte alle autorità. Infine, 
l'autorità  inferiore  ha  considerato  che  non  sono  necessari  degli 

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ulteriori chiarimenti ai fini dell'accertamento della qualità di rifugiato o 
dell'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
dell'insorgente.

5.
Nel suo gravame, il ricorrente sostiene d'essere nato nel [...] e dunque 
d'essere  minorenne.  Allega  di  avere  posseduto  solo  il  certificato 
scolastico, ma di non aver mai posseduto un passaporto od una carta 
d'identità, e dunque di non potere produrre alcun documento ufficiale 
nigeriano.  Fa  valere,  inoltre,  che  nel  caso  di  specie  sarebbero 
necessari degli ulteriori chiarimenti in relazione allo statuto di rifugiato 
o all'esecuzione dell'allontanamento, ragione per cui l'autorità inferiore 
avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo. 
Ribadisce d'essere stato costretto a fuggire dal suo Paese per il timore 
d'essere  arrestato  rispettivamente  ucciso  dalle  autorità  in  quanto 
considerato  un  membro  del  C._______,  in  virtù della  funzione  del 
padre,  quale  leader  in  seno  al  movimento,  nonché  anche  a  causa 
dell'appartenenza  di  suo  fratello  allo  stesso. In  particolare,  il  padre 
sarebbe stato ucciso, il fratello, di cui non avrebbe più alcuna notizia, 
sarebbe  stato  arrestato  e  l'abitazione  in  cui  vivevano  sarebbe  stata 
incendiata.  Un  suo  rientro  in  Nigeria  sarebbe  infine  inesigibile,  dal 
momento che rischierebbe d'esservi ucciso.

6.
Preliminarmente, questo Tribunale osserva che la designazione di una 
persona  di  fiducia  presuppone  la  dimostrazione  da  parte  del 
richiedente  l'asilo,  perlomeno  nel  senso  della  probabilità 
preponderante, dell'allegata minorità (v., fra le tante, la sentenza del 
Tribunale  amministrativo  federale  D-3695/2007  del  26  luglio  2007 
consid. 5  e  relativo  riferimento). Tuttavia,  l'insorgente  non è  stato  in 
grado  di  corroborare  tale  allegazione.  Da  un  lato,  dall'esame 
radiologico  effettuato  l'[...] 2008  risulta  un'età  ossea  del  ricorrente 
superiore  a  18 anni  contro  la  dichiarata  età  cronologica  di  17  anni, 
dall'altro lato, l'insorgente non ha saputo fornire indicazioni suscettibili 
di rendere altrimenti plausibile la dichiarata minore età. In particolare, 
non  ha  presentato  –  senza  fornire  valide  giustificazioni  (cfr. 
considerando  8  del  presente  giudizio)  –  documenti  d'identità  o  di 
viaggio,  è  stato  impreciso  sulla  sua  biografia,  sulla  frequentazione 
scolastica  e  sulla  situazione  familiare.  Pertanto,  conto  tenuto 
dell'insieme delle circostanze del caso di specie, segnatamente della 
genericità  ed  imprecisione  delle  argomentazioni  ricorsuali,  non  v'è 

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ragione  di  censurare  la  mancata  designazione  al  ricorrente  di  una 
persona di fiducia ai sensi dell'art. 17 cpv. 3 LAsi.

7.
Giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. 
c).

7.1 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

7.2 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

8.
Questo Tribunale osserva che il  ricorrente, senza valide ragioni,  non 
ha  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai  sensi  di  legge, 
benché  l'UFM  l'abbia  invitato  a  produrli  sin  dal  10  marzo  2008.  In 
particolare,  il  certificato  scolastico,  peraltro  non  esibito  nell'ambito 

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della procedura d'asilo in esame, non costituisce un valido documento 
ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi secondo la citata prassi di questo 
tribunale  (v. anche la  sentenza del  Tribunale  amministrativo federale 
D-953/2007 del  21 settembre 2007 consid. 3.1). Inoltre,  e  nella  loro 
imprecisione,  non  possono  ritenersi  plausibili  le  dichiarazioni 
dell'insorgente secondo le quali si sarebbe recato dapprima in Benin, 
dove avrebbe soggiornato dall'[...] del 2005 al  [...] del 2008, quindi in 
nave in Europa e poi in treno in Svizzera, senza essere in possesso di 
alcuno dei surriferiti documenti. Non v'è, altresì, ragione di ritenere che 
se  il  ricorrente  avesse  effettuato  dei  seri  e  concreti  sforzi  per 
procurarsi tempestivamente un documento di viaggio o d'identità, detti 
sforzi  non  avrebbero  potuto  avere  esito  favorevole.  Infine,  se  un 
richiedente  non  aveva  ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata 
esibizione di documenti ai sensi di legge in procedura di prima istanza, 
non  v'è  motivo  d'annullare  la  decisione  di  non  entrata  nel  merito 
quand'anche  avesse  a  presentare  un  siffatto  documento  in  sede  di 
ricorso (v. sentenza del Tribunale amministrativo federale D-8199/2007 
del 18 dicembre 2007 consid. 8 e relativo riferimento).

9.
Il  TAF rileva, altresì,  che il  ricorrente non ha presentato, all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione, 
delle allegazioni decisive in materia d'asilo da lui presentate in corso 
di procedura. Quest'ultime s'esauriscono in mere affermazioni di parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può 
essere, nella misura in cui riassunte nel presente giudizio, rimandato 
(art. 109 cpv. 3 LTF in relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 37 LTAF ed all'art. 
4 PA). Basti ancora rilevare che l'insorgente ha basato il suo racconto 
su avvenimenti non vissuti in prima persona, segnatamente l'uccisione 
del padre, l'arresto del fratello e l'incendio dell'abitazione, ma riferitigli 
da  terzi.  Peraltro,  l'insorgente  si  limita  a  mere  congetture,  non 
confortate  da  alcun  elemento  serio  e  concreto,  sull'eventualità 
d'essere  arrestato  rispettivamente  ucciso  dalla  polizia  in  caso  di 
rientro in  patria. Per conseguenza,  l'UFM ha rettamente considerato 
come del  tutto prive di  fondamento, con riferimento all'art. 32 cpv. 3 
lett. b LAsi, le dichiarazioni rese dal ricorrente.

10.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 

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presentate dal ricorrente (v. considerando 9 del presente giudizio), non 
risultano elementi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti 
ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente 
medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

11.

11.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa  violare  l'art.  25  cpv.  2  della 
Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile 
1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei 
rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di 
respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della  legge  federale  del  16 
dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente 
in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 
della  Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle 
libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 
3  della  Convenzione  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 
0.105).

11.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere 
se per impedimenti all'esecuzione dell'allontanamento ai sensi dell'art. 
32  cpv.  3  lett.  c  LAsi  debbano  intendersi  anche  quelli  di  diritto 
nazionale  (riguardanti  l'esigibilità  e  la  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto  internazionale  pubblico 
(esaminati  al  precedente  considerando  11.1).  In  effetti,  anche  in 
materia d'esigibilità e di possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile 
d'imporre  degli  ulteriori  chiarimenti,  ritenuto  altresì  che  il  ricorrente 
non ha indicato nel gravame che tipo d'accertamenti sarebbero ancora 
necessari e in quale ambito.

11.3 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno  che  in  Nigeria  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della  popolazione  nella  totalità  del  territorio  nazionale.  Da  questo 
profilo,  gli  accadimenti  successivi  alle  elezioni  del  mese d'aprile  del 
2007 non giustificano un diverso apprezzamento.

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11.4 Inoltre, il  ricorrente è giovane ed ha una certa formazione. Egli 
non  ha  altresì  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di 
salute  suscettibili  d'opporsi  alla  pronuncia  dell'esecuzione 
dell'allontanamento (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24),  senza 
che ad un esame d'ufficio degli  atti  di  causa emerga la necessità di 
una  permanenza  dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi  medici.  In 
siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto siccome 
adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con 
riferimento  alle  effettive  possibilità  per  l'insorgente  di  un  adeguato 
reinserimento sociale in Nigeria.

11.5 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

12.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

13.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 
agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

14.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 11 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

15.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

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16.
Il TAF avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione 
dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto.

17.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 
nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto.

3.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM,  Divisione  dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia;  n.  di  rif. N  ; 

allegato: incarto UFM)
- D._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Marcella Lurà

Data di spedizione:

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