# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e1dcc272-5258-5649-b58b-b706bb4a9a3d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-10-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.10.2006 90.2005.91
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_90-2005-91_2006-10-02.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2005.91

   

  	
  Lugano

  2 ottobre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente,

  Matteo
  Cassina, Raffaello Balerna

  

 

	
  segretario:

  	
  Stefano Furger, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 18 novembre 2005 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patr. da: PR 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione del 23 agosto 2005 (n. 3997), con cui
  il Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore del comune di PI 1;

  

 

 

 

viste le risposte:

-    24 gennaio 2006 del
municipio di __________,

-    6 febbraio 2006 della
divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità del dipartimento del
territorio;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Nella
seduta del 3 novembre 2003 il consiglio comunale di __________ ha adottato la
revisione generale del piano regolatore. In quella sede i mapp. 130, 131, 132 e
133, fra di loro contermini e di proprietà di RI 1, sono stati attributi alla
zona edificabile. In particolare, la porzione a monte di questi fondi è stata assegnata
alla zona estensiva R2a e quella a valle alla zona speciale Zs4. Tali terreni,
ubicati in località __________, presentano, nell'ordine, una superficie di 315,
1'668, 1'049 e 1'109 mq, su cui insistono una piccola abitazione (mapp. 130) ed
un rustico (mapp. 132), intercalate da vigneti ed aree prative.

 

 

                                  B.   Con risoluzione 23 agosto 2005 (n. 3997) il Consiglio di Stato ha
approvato il piano regolatore di __________. Esso ha tuttavia sospeso la sua
decisione su alcune proposte pianificatorie, negato l'approvazione di altre e
modificato il piano regolatore su alcuni oggetti. Per quanto concerneva i
comparti residenziali collinari ubicati in località __________, il Governo non
ha approvato l'ampliamento della zona estensiva R2a e la zona speciale isolata
Zs4, così come indicate nell'allegato 2 della risoluzione, attribuendo di
conseguenza queste superfici alla zona agricola. Esso ha considerato che l'estensione
della zona edificabile non poteva essere condivisa per motivi principalmente
legati all'inquinamento fonico, causato segnatamente dalla sottostante
autostrada A2. Il comune non avrebbe fornito alcuna indicazione in grado di
comprovare come fosse possibile rispettare i valori di pianificazione
soprattutto per quei casi in cui, anche con le future opere di protezione
fonica concernenti l'asse stradale, i valori d'immissione e di allarme
sarebbero stati superati (cfr. risoluzione impugnata, pagg. 26, 30, 89 e 92,
allegato 2).

 

 

                                  C.   Con ricorso
18 novembre 2005, RI 1 insorge innanzi a questo tribunale avverso la menzionata
risoluzione governativa, postulandone l'annullamento e chiedendo per quanto
concerne i suoi fondi l'approvazione delle zone
estensiva R2a e speciale isolata Zs4. A sostegno della sua impugnativa, il ricorrente
lamenta principalmente la violazione del principio della proporzionalità. A mente dell'insorgente, gli ampliamenti della zona fabbricabile all'esame
costituiscono in realtà correzioni contenute dei limiti della zona edificabile
del previgente piano regolatore, riguardanti pochi fondi o parte di essi, già
urbanizzati, allo scopo di ottenere una migliore coerenza degli azzonamenti.
Queste superfici, inoltre, non sono mai state incluse nella zona agricola, né
si presterebbero comunque a tale utilizzo, anche perché di modeste dimensioni.
In merito all'inquinamento fonico proveniente dall'autostrada, l'insorgente
rileva che tale impianto è soggetto a risanamento ai sensi dell'art. 16 LPAmb.
Risanamento che, programmato per tutelare le aree residenziali del previgente
piano regolatore, a maggior ragione ne tutelerà gli ampliamenti in parola. In
ogni caso, l'art. 29 OIF accorderebbe la possibilità di delimitare nuove zone
edificabili, se i valori di pianificazione fossero rispettati grazie a misure
di pianificazione, sistemazione o costruzione. Condizioni, queste, che nella
fattispecie sarebbero adempiute.

 

 

                                  D.   La divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità postula il
rigetto dell'impugnativa, con motivazioni che verranno riprese, se del caso,
nei considerandi di diritto, mentre il municipio ne postula l'accoglimento.

 

 

                                  E.   In data 30
marzo 2006 si sono tenuti l'udienza e il sopralluogo in contraddittorio, durante
il quale sono state scattate alcune fotografie, poi acquisite agli atti. Il
rappresentante del Consiglio di Stato ha preliminarmente formulato delle
precisazioni concernenti alcune specifiche della risoluzione impugnata riferite
in particolare alla zona residenziale R2a e alla zona speciale Zs4, situate in
località __________, sia per quanto riguardava la loro designazione nel testo e
negli allegati grafici, sia in merito alle motivazioni di non approvazione che
le interessavano (cfr. verbale 30 marzo 2006). Durante la discussione, la
rappresentante della sezione protezione aria, acqua e suolo (SPAAS) ha illustrato
il piano delle opere di risanamento fonico per l'autostrada A2, datato novembre
2001, che è stato acquisito agli atti unitamente alla copia della presa di
posizione dell'UFAFP del 10 giugno 2002. Il tribunale ha indi fissato un
termine al ricorrente per formulare le osservazioni. Le parti hanno riconfermato
le rispettive motivazioni e domande e il tribunale ha dichiarato chiusa l'istruttoria.

 

 

                                  F.   Con scritto
24 aprile 2006 l'insorgente ha preso posizione sulla documentazione prodotta
dalla SPAAS, osservando che le misurazioni delle immissioni foniche autostradali
sarebbero superate, in quanto non più aggiornate dal mese di novembre del 2001.
In ogni caso, il pronosticato risanamento dell'asse autostradale migliorerebbe
sostanzialmente la situazione dei fondi in parola, al punto tale che sarebbe lesivo
del principio della proporzionalità escluderli dalla zona edificabile.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo, in cui è stato integrato il
Tribunale della pianificazione del territorio con effetto al 14 luglio 2006 (BU
2006, pag. 215 segg.), è data (art. 38 cpv. 1 LALPT), il ricorso è tempestivo
(art. 38 cpv. 1 LALPT) e la legittimazione del ricorrente certa (art. 38 cpv. 4
lett. c LALPT).

 

 

                                   2.   In campo
pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però,
assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza
di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37
cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere
cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità
delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti
pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il
margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3
LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio
apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di
scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole
od opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui
la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia
manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di
quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori
fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione,
rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di
livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art.
26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata
effettuata in modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta
dall'art. 3 OPT (RDAT II-2001 n. 78 consid. 6b; II-1999 n. 27 consid. 3).

 

                                         Il potere
cognitivo del Tribunale cantonale amministrativo è invece circoscritto alla
violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit., ibidem; inoltre
II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b
LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano regolatore disposta d'ufficio
dal Consiglio di Stato.

 

 

                                   3.   I piani
regolatori hanno lo scopo di garantire un'appropriata e parsimoniosa utilizzazione
del suolo e un ordinato insediamento del territorio (cfr. art. 75 cpv. 1
Cost.). Essi devono delimitare, in primo luogo, le zone edificabili, agricole e
protette (art. 14 cpv. 2 LPT). Le zone edificabili comprendono, secondo l'art.
15 LPT, i terreni idonei all'edificazione che sono già stati edificati in larga
misura (lett. a) e quelli prevedibilmente necessari ed urbanizzati entro 15
anni (lett. b). Di massima un terreno che adempie queste esigenze va attributo
alla zona edificabile a meno che, dopo una ponderazione e globale degli
interessi che la legislazione sulla pianificazione del territorio tende a
salvaguardare (cfr. in particolare art. 1 e 3 LPT), debba venir incluso,
parzialmente o totalmente, nel territorio fuori della zona edificabile (RDAT
I-2001 n. 49 consid. 3a). I criteri posti dall'art. 15 LPT per l'assegnazione
di un terreno alla zona edificabile non hanno pertanto un valore assoluto, ma
una portata relativa. Essi rappresentano piuttosto dei principi generali della
pianificazione del territorio, dei punti di riferimento, che - ancorché
soddisfatti - non conducono necessariamente all'attribuzione del terreno
interessato alla zona fabbricabile (cfr. la giurisprudenza appena citata;
inoltre Flückiger, Commentario LPT, ad art. 15 n. da 25 a 29;
Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement du territoire, construction,
expropriation, Berna 2001, n. 314).

 

 

                                   4.   4.1. In
merito alle zone edificabili residenziali situate nei comprensori collinari, il
Governo non ha approvato in località __________ parte dell'ampliamento della
zona estensiva R2a e l'intera zona speciale isolata Zs4, attribuendo d'ufficio i
relativi terreni alla zona agricola. Il Consiglio di Stato non ha escluso a
priori che queste aree potessero essere attribuite, dal profilo della
delimitazione delle zone, a quella edificabile. Tuttavia, trattandosi di nuove
zone, notoriamente interessate da immissioni foniche provenienti dall'autostrada
A2 situata a valle, il comune non avrebbe fornito, come suo compito, le
indicazioni e le prescrizioni necessarie affinché fosse dimostrato il rispetto
dei valori di pianificazione nei termini imposti dall'ordinanza sull'inquinamento
fonico (OIF). Difatti, rispetto alle motivazioni addotte per negare l'approvazione
delle altre estensioni della zona residenziale, in particolare in località __________
(cfr. risoluzione impugnata, pag. 25 e allegato 2), situata a più a nord, il
Governo ha posto in questo caso l'accento sul problema del rispetto dei
requisiti, ritenuti non adempiuti, in materia di inquinamento fonico,
collocando in secondo piano la questione dell'eccessiva contenibilità del piano
regolatore. Esso ha difatti considerato che nella fattispecie la discriminante
del principio della non estensione della zona edificabile risultava alquanto
attenuata (cfr. risoluzione impugnata, pag. 26).

 

                                         4.2.
Esaminando il perimetro delle succitate zone residenziali collinari, il
Consiglio di Stato ha ritenuto che gli ampliamenti all'esame erano volti ad
integrare nel comparto edificabile quei fondi già edificati ad uso abitativo o
che si trovavano intercalati fra questi e la zona costruibile già delimitata
dal previgente piano regolatore. Sennonché, negandone l'approvazione, principalmente
per i motivi di cui si è detto, il Governo non ha ricondotto i limiti di zona
in corrispondenza di quelli del previgente piano regolatore, bensì ha concesso
una parte di quelle estensioni, che includevano appunto le edificazioni
esistenti e i fondi liberi ad esse intercalati (cfr. piano delle zone,
approvato con risoluzione governativa n. 4711 del 5 settembre 1984 e piano
delle zone, approvato con la risoluzione impugnata e all. 2). In sostanza, esso
ha delimitato un perimetro applicando i criteri per la determinazione del
comprensorio ampiamente edificato (art. 15 lett. a LPT), negando quindi l'approvazione
per quei comparti, fondi o parte di essi, inedificati o insufficientemente
edificati, che costituivano una vera e propria estensione della zona
edificabile ai sensi della LPT (cfr. mapp. 130, 131, 132, 133 e 134 parz. in località
__________) in cui il ricorrente ne chiede ora l'inclusione. Difatti, con terreni già edificati in larga misura si intende essenzialmente
il territorio costruito in maniera compatta, oltre eventualmente singole
particelle inedificate al suo interno, direttamente confinanti con la zona
edificabile, in genere già edificate e di superficie relativamente ridotta
(RDAT I-2001 n. 49 consid. 3b; Flückiger, op. cit., ad
art. 15 n. 60; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, op. cit., n. 319). I terreni in parola fanno invece parte dal profilo territoriale di
quella fascia inedificata che si estende in pronunciato declivio a valle fino
al tracciato ferroviario, pianificatoriamente separata dalla sovrastante area
edificabile dalla cintura delle costruzioni che costeggiano via ai __________,
formante dal profilo urbanistico un fronte chiaro, omogeneo e ordinato. Questo
territorio, caratterizzato dalla presenza di vigneti e aree prative, in cui la
presenza di un paio di edifici, di cui uno agricolo, sono dispersi tuttavia casualmente
in quelle superfici, non può pertanto essere considerato come edificato in
larga misura nel senso restrittivo inteso dalla giurisprudenza.

 

                                         4.3. Posta
questa premessa, il tribunale ha accertato, attraverso l'evasione di analoghi
ricorsi contro la risoluzione governativa qui impugnata, che il piano
regolatore di __________ risulta a tal punto sovradimensionato che l'art. 15
lett. b LPT deve essere applicato anche nella fattispecie con il dovuto rigore.
Difatti, nell'ambito dell'esame del dimensionamento del piano regolatore, il
Consiglio di Stato ha desunto dal rapporto di pianificazione (pag. 64) che la
contenibilità teorica del nuovo piano regolatore in merito alle zone abitative corrispondeva
a 1'884 unità insediative. Questo risultato veniva conseguito applicando per
certe zone destinate alla residenza un alto rapporto superficie utile lorda/unità
insediativa (di 60 o 70 mq, a seconda del genere di zona residenziale) in luogo
degli usuali 35-45 mq per abitante. Il valore relativo alla contenibilità delle
zone residenziali risultava dunque sottostimato e avrebbe dovuto essere
aumentato, applicando per lo meno un valore di 50 mq. Nondimeno, la contenibilità
teorica ritenuta dal comune consentiva comunque un potenziale di sviluppo -
rispetto alla situazione di effettivi 789 abitanti (2003) - pari ad un
incremento di più del doppio dei residenti. Il Governo ha pertanto ritenuto che
il dimensionamento del piano regolatore eccedeva ampiamente ogni presumibile ed
ottimistico fabbisogno per lo sviluppo del comune per il prossimo quindicennio (cfr.
risoluzione impugnata, pag. 18). Questa valutazione merita di essere condivisa,
soprattutto se si considera l'evoluzione del numero di abitanti. In effetti,
malgrado le (generiche) ipotesi di sviluppo formulate dal comune e i (quantomai
parziali) parametri dallo stesso adottati, il nuovo piano regolatore permetterebbe
comunque sia di insediare, nei prossimi 15 anni, almeno ulteriori 1'095
abitanti sul territorio comunale. Questo incremento notevole, tuttavia, non
rispecchia l'evoluzione demografica del comune evidenziato in questi ultimi
quarant'anni, che marca certamente una tendenza generale all'aumento, tuttavia
in modo discontinuo e per certi versi trascurabile. Difatti, dai dati ripresi
dall'Annuario statistico ticinese (cfr. USTAT, Annuario statistico ticinese,
2005, pag. 24 e 25), si evince un aumento della popolazione residente, ma con tassi
di crescita decennali comunque ben più modesti rispetto a quello pronosticato
dal comune: da un aumento del 13% registrato negli anni '60, si passa ad uno dell'11%
negli anni '70 e soltanto negli anni '80 si assiste ad un significativo aumento,
corrispondente però al 33%, che poi ripiega altrettanto eloquentemente tra il
1990 e 2003 ad un incremento del 5%. Orbene, il preconizzato incremento di
oltre il 100%, sebbene riferito ad un arco temporale più ampio (un
quindicennio), non è nemmeno congruente con l'aumento della popolazione registrato
nel decennio di massima espansione (anni '80), essendo, in proporzione, di 2
volte maggiore. Il dato relativo agli anni '80, tuttavia, non può costituire da
solo una base assumibile ad una tendenza su cui fondare un pronostico
attendibile, ritenuto oltretutto il successivo periodo di stasi, giacché non è
dimostrato in base a quali circostanze un tasso di crescita già di per sé elevato
possa effettivamente raddoppiare a medio termine. Né una semplice estensione
della zona edificabile può essere assunta come fattore di sviluppo demografico,
che trarrebbe la sua unica, ma insufficiente, giustificazione in un ipotetico
movimento migratorio, in un contesto regionale che vede però la presenza di comuni
con piani regolatori, se non sovradimensionati, quanto meno con riserve
edificabili di una certa consistenza (cfr. ad esempio, comuni di __________ e
di __________). A tale proposito va inoltre rilevato che, in merito alla
riserva di terreni atta ad accogliere nuovi insediamenti, il comune dispone di
un congruo margine di manovra nella parte collinare del comprensorio comunale,
laddove è ubicato il vasto comparto inedificato, previsto di principio
edificabile, su cui attualmente grava una zona di pianificazione (cfr. ZP1, TPT
inc. 90.2004.20 e 90.2004.16-17). A fronte di un piano sovradimensionato è
pertanto più che giustificato un esame particolarmente severo del perimetro
della zona edificabile. Nel caso concreto, è dunque irrilevante se, come sostiene
il Consiglio di Stato, dal profilo della delimitazione delle zone, gli
ampliamenti proposti dal comune potevano essere considerati congruenti con la
situazione morfologica e territoriale. Questo requisito deve peraltro essere
sempre adempiuto. Ciò che importa è la giustificazione del fabbisogno di aree
edificabili che, nella fattispecie, risulta ben lungi dall'essere dimostrato.
Pertanto, basta questo motivo, indipendentemente dunque dalla problematica
relativa all'inquinamento fonico, per tutelare la risoluzione che non ha
approvato l'inserimento in zona edificabile delle aree situate in località __________.
Sussiste difatti un interesse generale ad impedire la formazione di zone
edificabili troppo vaste (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3c). Queste considerazioni
devono essere, di conseguenza, applicate anche al comparto all'esame. L'art. 15
lett. b LPT non può, di conseguenza, essere di giovamento al ricorrente.

 

 

                                   5.   Poiché il
comparto in parola non può essere attribuito alla zona
fabbricabile già per assenza dei requisiti di cui all'art. 15 LPT merita tutela
la decisione del Consiglio di Stato di attribuirlo - di conseguenza – d'ufficio
alla zona agricola, intesa anche nel suo senso più ampio, espressamente sancito
ora all'art. 16 LPT, nella versione in vigore dal 1. settembre 2000. Alla zona
agricola dev'essere difatti riconosciuto un ruolo multifunzionale, poiché
persegue non solo obiettivi di politica agraria e fondiaria, ma anche obiettivi
in ordine agli insediamenti, quale eccellente strumento di prevenzione dell'edificazione
sparsa, alla protezione dell'ambiente e a quella del paesaggio (cfr. Messaggio
del Consiglio federale concernente la revisione parziale della LPT del 22
maggio 1996, pubbl. in FF 1996, III, pag. 457 segg., pag. 471, con rinvii).
Tutti aspetti, questi, che nella fattispecie rivestono una particolare rilevanza,
come verrà esaminato specificatamente in seguito, in riferimento alla questione
ambientale. Non appare quindi nemmeno necessario approfondire se il comparto interessato
si presti o meno, ed eventualmente in che misura, alla lavorazione agricola, ritenuto
però che la massiccia presenza di vigneti ne fa presumere, contrariamente a
quanto sostiene il ricorrente, la sostanziale idoneità.

 

 

                                   6.   Ciò detto,
va ritenuto che ad aggravare la situazione delle aree in parola vi è pure il
carico ambientale, suscettibile di comprometterne l'idoneità per un'edificazione
a scopi residenziali. A tale riguardo si considera quanto segue.

 

                                         6.1. Secondo l'art. 23 della legge sulla protezione
dell'ambiente del 7 ottobre 1983 (LPAmb) per la pianificazione delle nuove zone
edificabili e la protezione contro il rumore prodotto da nuovi impianti fissi,
il Consiglio federale stabilisce valori limite di pianificazione inferiori ai
valori limite delle immissioni. Per le nuove zone edificabili occorre tenere
conto, oltre ai criteri enunciati all'art. 15 LPT e agli scopi e ai principi di
quest'ultima legge federale (art. 1 e 3 LPT), anche
delle esigenze poste dalla legislazione sulla protezione dell'ambiente. L'art.
24 cpv. 1 LPAmb, stabilisce infatti, che le nuove zone per
la costruzione di abitazioni o di altri edifici, destinati al soggiorno
prolungato di persone, possono essere previste soltanto nelle regioni in cui le
immissioni foniche non superano i valori di pianificazione o nelle quali questi
valori possono essere rispettati mediante misure di pianificazione, sistemazione
o costruzione (cfr. anche l'art. 29 dell'ordinanza sull'inquinamento fonico del
15 dicembre 1986, OIF, di medesimo tenore). Queste disposizioni tornano in
concreto applicabili al comparto in questione, dal momento che, vista la
precedente assegnazione nel piano regolatore ad una zona non edificabile del
territorio comunale (territorio senza destinazione specifica: art. 28 vNAPR),
per tali fondi si tratta di un nuovo inserimento alla zona edificabile (su questo
aspetto cfr. Wolf, Kommentar zum Umweltschutzgesetz, Zurigo 2000, n. 12 e segg.
ad art. 24; Flückiger, in Kommentar zum Bundesgesetz über die Raumplanung, Zurigo
1999, n. 44 e 51 ad art. 15; Favre, La protection contre le bruit dans la loi
sur la protection de l'environnement, Zurigo 2002, pag. 248 e segg.). Di
conseguenza, il livello delle immissioni di rumore per queste aree non dovrà
superare i valori di pianificazione di 55 dB(A) di giorno e 45 dB(A) di notte
stabiliti al n. 2 dell'allegato 3 dell'OIF per le zone alle quali è assegnato
un grado di sensibilità al rumore II (GDS II), come in concreto.

 

                                         6.2. L'applicazione
dell'art. 24 LPAmb presuppone la determinazione delle immissioni foniche alle
quali è sottoposta l'area in discussione. L'art. 36 OIF enuncia i criteri per
questa determinazione: in particolare occorre tenere in considerazione gli aumenti
o le diminuzioni prevedibili delle immissioni foniche in seguito alla costruzione,
alla modifica o al risanamento di impianti fissi, in particolare se, al momento
della determinazione, i relativi progetti sono già stati approvati o pubblicati
(art. 36 cpv. 2 lett. a OIF). Le immissioni di rumore sono determinate sulla
base di calcoli o misurazioni (art. 38 cpv. 1 OIF). Nella fattispecie, nel
catasto del rumore del novembre 2001, allestito nell'ambito del progetto di
risanamento della strada nazionale A2 (Km 23.330-26.100) dal dipartimento del
territorio sulla base dei dati riferiti ad un traffico giornaliero medio (TGM)
futuro (doc. in atti), risulta, in ogni caso, per le zone non approvate un
superamento dei valori di pianificazione determinanti per il grado di
sensibilità II. In particolare, nella situazione ante risanamento si assiste
nel comparto in parola addirittura al superamento dei valori d'allarme (cfr.
mapp. 130: zona estensiva R2a). Il risanamento non migliorerebbe significativamente
la situazione, giacché i valori limite di d'immissione risulterebbero ancora
considerevolmente superati.

 

                                         6.3.
Orbene, benché i risultati di questi calcoli o misurazioni considerano l'evoluzione
del traffico in prospettiva futura e che le proposte di risanamento del
traffico autostradale sono a tutt'oggi relegate - è bene precisarlo - alla
funzione di documenti di lavoro, essi attestano nondimeno senza ombra di dubbio
che le aree all'esame sono interessate da un consistente carico fonico. In
presenza di questo fenomeno e in mancanza di altri dati, trattandosi nella
fattispecie dell'apertura di nuove zone edificabili, incombeva all'ente
pianificante di accertare dapprima l'entità delle immissioni e di dimostrare,
se del caso, il rispetto dei valori di pianificazione per il GDS II attraverso
misure di pianificazione, sistemazione o costruzione (art. 24 LPAmb e 29 OIF; cfr.
Wolf, op. cit. n. 23 e segg. ad art. 24; Favre, op, cit., pag. 253 e segg.). Di
principio, tali misure devono essere fissate in modo vincolante già al momento
dell'adozione del piano di utilizzazione, ritenuto che, in caso contrario, solo
il rispetto dei valori limite di immissione, meno severi rispetto a quelli di
pianificazione, potranno essere esatti dal proprietario nell'ambito della
procedura di rilascio del permesso di costruzione (art. 22 LPAmb; cfr. anche Jomini,
Coordination matérielle: l'approche de la jurisprudence du Tribunal fédéral, in
Umweltrecht in der Praxis, n. 5/2005, pag. 444 segg., 460). Riguardo a questo
aspetto, il Consiglio di Stato ha rettamente rilevato che il comune di __________,
non avendo esperito nulla in questa fase, non aveva fatto prova di una corretta
gestione del problema delle immissioni foniche nel comparto in oggetto,
pertanto l'ampliamento non poteva essere approvato. In quest'ottica, l'esecutivo
cantonale non si è quindi espresso ulteriormente sul quesito a sapere se
eventuali misure ai sensi dell'art. 24 cpv. 1 LPAmb avrebbero permesso il
rispetto dei valori di pianificazione. In questo senso, occorre rilevare che
non spettava né al Consiglio di Stato, né tanto meno spetta a questo tribunale,
che non è autorità di pianificazione e nemmeno possiede le necessarie
conoscenze tecniche, ricercare d'ufficio quali accorgimenti adottare per
permettere il rispetto della normativa federale. Di conseguenza, la decisione
dell'autorità cantonale deve essere confermata anche su questo punto.

 

 

                                   7.   In
conclusione, per tutte le pregresse motivazioni, il ricorso volto all'approvazione
degli ampliamenti dei comparti residenziali (zona estensiva R2a e zona speciale
isolata Zs4) situati in località __________ va respinto. La tassa di giudizio e
le spese devono essere poste a carico dell'insorgente (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie;

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   Il
ricorrente è condannato al pagamento delle tasse di giudizio e delle spese per
complessivi fr. 1'500.- (millecinquecento).

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  ;

  o;

  .

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  PI 1 

  rappr. da: RA 2 

   

  CO 1 

  rappr. da: RA 1 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                                                                Il
segretario