# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5654fbf2-cc58-5526-a5b9-6e3a2716e8a1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.03.2007 36.2006.250
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2006-250_2007-03-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2006.250

   

  cs

  	
  Lugano

  14 marzo 2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 dicembre 2006
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 17 novembre
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Istituto assicurazioni sociali Ufficio
  assicurazione malattia,

  6501 Bellinzona

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1,
titolare di un permesso di dimora di tipo “__________” e tassato alla fonte, ha
postulato, per lui e la sua famiglia, la concessione del sussidio per il
pagamento del premio dell’assicurazione malattie di base per il 2006 (doc. 1).

 

                               1.2.   La richiesta
e il successivo reclamo sono stati respinti dall’UAM il 31 luglio 2006, rispettivamente
il 17 novembre 2006, ritenuto che, dopo conversione del reddito lordo mensile conseguito
nel 2006, di fr. 6'647.80, in reddito imponibile, giusta gli art. 69 e 72 Reg.
LCAMal, è risultato un reddito determinante di fr. 39'000, superiore a quello
che permette l’ottenimento dell’aiuto statale.

 

                               1.3.   Con ricorso
del 14 dicembre 2006 RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, ha contestato la
decisione su reclamo. Egli fa innanzitutto valere una violazione del diritto di
essere sentito, poiché la decisione impugnata difetta di motivazione.
L’insorgente rileva di aver interposto reclamo sollevando sia la disuguaglianza
di trattamento davanti alla legge, sia la mancanza di base legale per
l’applicazione delle tabelle utilizzate dall’UAM, ma di non aver ottenuto
risposta ai due quesiti sollevati.

                                         In
secondo luogo l’assicurato, tassato alla fonte, rileva che con l’applicazione
delle citate tabelle alle persone che non sono tassate in maniera ordinaria si
crea una disparità di trattamento non voluta dalla LCAMal, la quale non farebbe
distinzioni tra assicurati tassati in via ordinaria e assicurati tassati alla
fonte, poiché scopo del sussidio è quello di aiutare le famiglie in difficoltà
finanziaria.

                                         In
concreto utilizzando le tabelle di conversione del reddito, con un salario
lordo di fr. 79'733,60 il reddito determinante ammonta a fr. 39'000. Se fosse
domiciliato e, dunque, tassato ordinariamente, il reddito imponibile sarebbe di
fr. 26'519, ciò che gli permetterebbe di ottenere il sussidio. 

                                         L’interessato
rileva poi che sulla base del Decreto esecutivo per l’anno 2006 le basi di
calcolo sono quelle dell’imposta cantonale 2003. In concreto tuttavia l’UAM ha
preso in considerazione i dati relativi al 2006 e non al 2003 come avrebbero
dovuto (doc. I).

 

                               1.4.   Con
osservazioni del 22 gennaio 2007 l’UAM rileva che il TCA si è già espresso in
merito con sentenza del 23 gennaio 2006 (inc. 36.2005.215), laddove ha
affermato che “Purtroppo l'uso delle tabelle, obbligatorio per
l'amministrazione ed il giudice, conduce a risultati in apparente contrasto con
i dati fiscali poiché per la loro stessa natura le tabelle non possono
pienamente rendere la realtà fiscale. Come evidenziato però il giudice deve
applicare le norme esistenti anche se il risultato cui esse conducono è
insoddisfacente e poco rispondente ai bisogni sociali di categorie di persone
sfavorite dai bassi salari.”

                                         Per quanto concerne
l’applicazione del reddito 2006 in luogo del reddito 2003, l’autorità cantonale
sostiene che secondo la giurisprudenza del TCA, in assenza di tassazione
fiscale applicabile, la decisione circa il diritto alla riduzione di premio
deve essere presa sulla base del reddito lordo conseguito dall’assicurato nel
corso del periodo più prossimo al periodo per il quale la riduzione di premio è
richiesta e, possibilmente, il reddito lordo cui ci si deve riferire è quello
più recente e percepito nel corso dell’anno per il quale il sussidio viene
richiesto (doc. III).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   L’insorgente
chiede che la decisione impugnata sia annullata poiché non sufficientemente
motivata. In particolare le censure da lui sollevate (assenza di base legale,
disparità di trattamento) non sarebbero state esaminate dall’autorità
cantonale.

 

                                         La
pretesa di ottenere una decisione motivata rientra nella
nozione del diritto di essere sentito ai sensi dell’art. 29 cpv. 2 Cost. fed..
Riguardo all'art. 29 cpv. 2 Cost. fed. si applica, senza eccezione
alcuna, la giurisprudenza sviluppata a proposito del vecchio art. 4 Cost. fed.
(cfr. Pratique VSI 2001 pag. 114 segg. = SVR 2001 IV Nr. 16; DTF 126 V 130 =
SVR 2001 ALV Nr. 12 pag. 37).       

                                         La pretesa di un
provvedimento motivato impone all'autorità di pronunciarsi nei considerandi
sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da esse addotti. Tale
obbligo intende evitare che l'autorità, nell'esercizio dei suoi poteri
decisionali, si lasci guidare da ragioni non pertinenti e, d'altro canto,
consentire al cittadino di farsi una chiara idea della portata della decisione
che lo riguarda per poterla, se del caso, impugnare. A tal fine ogni atto
decisionale deve menzionare, anche se brevemente, le considerazioni che ne
hanno determinato il convincimento, ritenuto comunque che l'autorità non è
tenuta a prendere esplicitamente posizione su ogni allegazione di fatto o di
diritto, ma può limitarsi ai punti essenziali e all'esame delle argomentazioni
di parte atte a influire sul giudizio (cfr. STFA del 2 novembre 2004 nella
causa M., I 458/03; STFA dell’11 ottobre 2004 nella causa T., H 180/03; DTF 126
V 80 consid. 5b/dd; Albertini, Der verfassungsmässige Anspruch
auf rechtliches Gehör im Verwaltungsverfahren des modernen Staates, Berna 2000,
pag. 368 seg. con numerosi rinvii).

 

                                         In
concreto anche se l’autorità cantonale non si è espressa esplicitamente sulle
censure sollevate dall’insorgente, quest’ultimo ha potuto comprendere la
portata della decisione dell’autorità cantonale, impugnarla e confrontarsi con
il suo contenuto. 

                                         Egli ha inoltre potuto
nuovamente sollevare le censure della disparità di trattamento e
dell’illegalità anche innanzi a questo Tribunale che dispone di un pieno potere
cognitivo.

                                         Per cui, comunque,
un’eventuale violazione del diritto di essere sentito per carenza di
motivazione può essere sanata in questa sede.

 

                                         Il TCA deve pertanto
entrare nel merito del ricorso.

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Per l'art.
23 LCAMal, il Cantone ed i Comuni partecipano al pagamento delle quote a carico
degli assicurati di condizioni economiche modeste per le prestazioni minime
previste dalla legge.

                                         Gli assicurati di
condizioni economiche modeste sono definiti dall'art. 29 LCAMal: si tratta
delle famiglie il cui reddito determinante non supera i CHF 32'000.-- e delle
persone sole il cui reddito non supera i CHF 20'000.--.

                                         

                                         Di
regola, il reddito determinante risulta, secondo l'art. 30 LCAMal, dalla somma
arrotondata al mille franchi superiore:

 

                                         a)
 del reddito imponibile desunto dalla tassazione ordinaria o intermedia del
biennio stabilito dal Consiglio di Stato;

 

                                         b)
 di un quindicesimo della sostanza imponibile desunta dalla tassazione
ordinaria o intermedia del biennio stabilito dal Consiglio di Stato, per la
parte eccedente l'importo di fr. 150'000.- per le persone sole e fr. 200'000.-
per le famiglie.

 

                                         L’espressione
“di regola” tende a volere salvaguardare la possibilità per l’amministrazione
designata (l’Ufficio Assicurazione Malattia) di accertare autonomamente il
reddito dell’assicurato in caso di persone adempienti i presupposti dell’art.
31 LCAMal.

                                         Per
l'anno 2006 il periodo fiscale per l'accertamento del reddito determinante è
quello delle classificazioni dell'imposta cantonale per l'anno 2003. Il limite
di reddito che conferisce diritto al sussidio per le persone sole è stato
fissato a CHF 20'000.-. Per quanto concerne le famiglie, con sentenze del 23
ottobre 2006 (inc. 36.2006.71, 72, 120 e 124) il TCA ha stabilito che la delega
conferita al Consiglio di Stato di modificare annualmente i limiti di reddito
determinanti per l’ottenimento del sussidio non può essere intesa nel senso che
l’Esecutivo può scendere al di sotto degli importi fissati nella LCAMal, tra
cui fr. 32'000 per le famiglie.

 

                               2.3.   Con l’art.
31 LCAMal il legislatore ticinese ha riservato l’accertamento del reddito
determinante in maniera autonoma da parte dell’amministrazione (con successiva
commutazione del reddito lordo accertato mediante l’utilizzo di tabelle
appositamente allestite) in casi particolari. 

                                         In altri
termini l’amministrazione fa capo ai dati fiscali determinati in virtù della
tassazione di riferimento (ossia quella del periodo indicato dall’esecutivo
cantonale nel DE emesso annualmente). In casi specificatamente fissati dalla
legge e dal regolamento d’applicazione (qui sotto riportati) l’amministrazione
(e meglio l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia) calcola da solo il reddito
lordo trasformandolo mediante apposite tabelle e verificando il sussistere dei
limiti per la concessione del sussidio. La legge prevede il calcolo autonomo
del reddito nei seguenti casi:

 

"a) delle persone soggette all'imposta cantonale solo per una
parte del loro reddito o della loro sostanza;

b) delle persone soggette all'imposta alla fonte;

c) delle persone sole con reddito imponibile nullo o reddito lordo
annuo inferiore a fr. 6000.- secondo il biennio fiscale determinante, che esercitano
un'attività lucrativa;

d) in altri casi particolari."

 

                                         In virtù
dell'art. 67 del Regolamento della Legge cantonale sull’assicurazione
obbligatoria contro le malattie emanato il 18 maggio 1994 modificato dal
Consiglio di Stato con decreto esecutivo del 27 ottobre 1999 avente valenza dal
1° gennaio 2000, il reddito determinante va accertato dall’Istituto delle
assicurazioni sociali in maniera autonoma, “in particolare nei seguenti casi”:

 

"a)    persone soggette all'imposta alla fonte;

b)   decesso del coniuge;

c)                                   matrimonio,
divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, nel caso di assenza
di tassazione applicabile;

d)                                   persone
sole che esercitano un'attività lucrativa o conducono esistenza autonoma, con
reddito imponibile nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr. 6000.- secondo
il biennio fiscale determinante;

e)                                   persone
domiciliate che al momento dell'istanza non dispongono di alcuna tassazione
fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo
fiscale determinante;

f)                                    persone
al beneficio di misure ai sensi della legge sull'assicurazione contro la
disoccupazione, dopo almeno sei mesi di inattività lucrativa;

g)                                   persone
al beneficio di prestazioni ai sensi della legge sull'assistenza sociale;
d'intesa con il competente Ufficio;

h)                                   cessazione
definitiva dell'attività lucrativa a causa di pensionamento o di invalidità;

i)                                    cessazione
temporanea di attività lucrativa per riqualificazione o perfezionamento
professionale;

l)    cessazione dell'attività lucrativa a seguito
di maternità;

m)  diminuzione
importante del reddito lordo rispetto al medesimo dato desumibile dai parametri
fiscali applicabili."

 

                               2.4.   Giusta
l’art. 69 cpv. 1 Reg. LCAMal la persona che esercita un’attività lucrativa
salariata è tenuta a presentare all’Istituto delle assicurazioni sociali:

 

a) il
certificato di salario rilasciato dal suo datore di lavoro;

b) una
dichiarazione che attesti eventuali altre entrate (reddito accessorio, reddito
del coniuge, sostanza, reddito netto della sostanza, rendite, pensioni o
altro).

 

                                         Per il
cpv. 2 l’Istituto delle assicurazioni sociali allestisce un modulo ufficiale
per l’accertamento del reddito al di fuori della tassazione fiscale del biennio
stabilito dal Consiglio di Stato.

 

                                         Le “Direttive
di applicazione dell’imposta alla fonte a carico dei lavoratori dipendenti e
non domiciliati”, emanate dall’Amministrazione delle contribuzioni, sono
applicabili per analogia (art. 69 cpv. 3 Reg. LCAMal).

 

                                         L’art. 70
Reg. LCAMal prevede che la persona che esercita un’attività lucrativa
indipendente è tenuta a presentare all’Istituto delle assicurazioni sociali una
dichiarazione che attesti il suo presumibile reddito e gli altri elementi di
reddito conformemente all’art. 69 Reg. LCAmal.

                                         Per
l’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal l’Istituto delle assicurazioni sociali, in
collaborazione con l’Amministrazione delle contribuzioni, allestisce le tabelle
per la conversione del reddito lordo accertato in reddito imponibile. Da
rilevare che le citate tabelle già tengono conto, per le famiglie con figli
minorenni, della deduzione per figli.

 

                                         Il cpv. 2
prevede che il reddito imponibile della persona che esercita un’attività
lucrativa indipendente è stabilito defalcando dal reddito aziendale la
deduzione relativa al reddito d’attività lucrativa dei coniugi e quella per
figli a carico, in analogia con i disposti del diritto tributario.

 

                               2.5.   In
concreto l’insorgente non contesta l’esattezza del calcolo del reddito lordo
conseguito nel 2006 (fr. 79'733.60), né il reddito determinante derivante
dall’utilizzo delle tabelle di conversione in assenza di una tassazione
ordinaria (fr. 39'000).

 

                                         L’assicurato
fa invece innanzitutto valere l’assenza di una base legale nella LCAMal che
permetta di inserire nel Reg. LCAMal l’utilizzo di tabelle di conversione
allestite dai servizi dell’amministrazione. Ciò violerebbe la lettera e lo
spirito della LCAMal per la quale tutti gli assicurati, a parità di disagio
economico, devono beneficiare dei medesimi sussidi.

 

                                         Allorché
devono pronunciarsi sulla legalità di un'ordinanza (o, come in concreto, di un
regolamento cantonale) emanata in forza di una delega del Parlamento, i
Tribunali, che esaminano di principio liberamente la questione, devono
stabilire in che modo le relative disposizioni vanno inter­pretate e se sono
conformi alla legge (STFA del 6 marzo 2006, K 121/01, consid. 4.2 pubblicata in
SVR 2006 KV Nr. 28). 

                                         Nella
misura in cui la delega legislativa è relativamente imprecisa e, di
conseguenza, attribuisce all’esecutivo un ampio potere di apprezzamento, il
Tribunale deve limitarsi ad esaminare se la normativa esecutiva sconfini
manifestamente dal quadro di competenze delegatele o se, per altri motivi, è
contraria alla legge o alla Costituzione. A questo proposito una disposizione
regolamentare viola gli art. 9 o 8 cpv. 1 Cost. federale quando non si basa su
motivi validi, è priva di senso o utilità, oppure opera distinzioni giuridiche
che non trovano giustificazione alcuna nella fattispecie da disciplinare o, per
contro, tralascia di operarne di necessarie, dando luogo ad una parificazione
inammissibile (cfr. SVR 2006 KV Nr. 28, consid. 4.2; DTF 128 V 98 consid. 5a,
105 consid. 6a e riferimenti, STFA del 13 giugno 2003 nella causa N., E 1/00;
DTF 117 V 180 consid. 3 a). 

 

                                         Nell’ambito
di questo esame, il giudice non deve tuttavia sostituire il proprio
apprezzamento a quello dell’autorità da cui emana la regolamentazione in causa.
Al contrario, egli deve limitarsi a verificare che la disposizione litigiosa
sia atta a realizzare oggettivamente lo scopo che si prefigge la legge senza
preoccuparsi, in particolare, di sapere se essa costituisca il mezzo
maggiormente appropriato per il raggiungimento di tale scopo (SVR 2006 KV Nr.
28, DTF 131 II 166 consid. 2.3, DTF 131 V 14 consid.
3.4.1, DTF 130 V 473 consid. 6.1, DTF 130 I 32 consid. 2.2.1, DTF 129 II 164
consid. 2.3; DTF 129 V 271 consid. 4.1.1).

 

                                         Le
ordinanze d'esecuzione non possono invece porre nuove regole atte a restringere
i diritti degli assicurati o ad imporre loro degli obblighi, anche se queste regole
sono conformi allo scopo della legge (cfr. RDAT I-1997 pag. 254, DTF 115 V
431-432, DTF 112 V 252 e sentenze ivi citate, DTF 111 V 314).

 

                               2.6.   In concreto
l’art. 31 LCAMal prevede che: "il regolamento stabilisce le modalità per
l’accertamento del reddito determinante delle persone soggette all’imposta
cantonale solo per una parte del loro reddito o della loro sostanza (lett. a),
delle persone soggette all’imposta alla fonte (lett. b), delle persone sole con
reddito imponibile nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr. 6000.-- secondo
il biennio fiscale determinante, che esercitano un’attività lucrativa (lett.
c), in altri casi particolari (lett. d)."

 

                                         Per
costante giurisprudenza federale il significato di una norma deve essere inteso
innanzitutto in senso letterale. Se il testo di un disposto legale è chiaro e
non sia pertanto necessario far capo ad altri metodi di interpretazione ai fini
di appurarne la portata, è lecito scostarsi dal senso letterale solo ove
esistano motivi seri per ritenere che esso non corrisponda al vero senso del
disposto in esame. Tali motivi possono risultare dai lavori preparatori, dal
fondamento e dallo scopo della norma in questione, così come dalla relazione
con altre disposizioni (cfr. STFA del 2 febbraio 2006 nella causa S., B 124/04;
DTF 131 V 93; DTF 131 V 128; DTF 135 V 232; RAMI 2001, pag. 134, in particolare
pag. 137 e segg.; DTF 126 V 105 consid. 3 con rinvii, 126 III 101, consid. 2c,
pag. 104). 

                                         Secondo
la giurisprudenza, si può derogare eccezionalmente al senso letterale di un
testo chiaro soltanto qualora conduca a soluzioni manifestamente insostenibili,
contrarie alla volontà del legislatore (SVR 2006 ALV Nr. 11). Devono cioè
esistere delle ragioni obbiettive, ad esempio deducibili dai lavori
preparatori, dallo scopo e dal senso della disposizione oppure dalla
sistematica della legge, che permettono di concludere che il testo di legge non
esprime il vero senso della disposizione in oggetto (STFA del 6 luglio 1998
nella causa G.; DTF 123 V 317; DTF 123 III 91 consid. 3a,
DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, DTF 122 V 364 consid. 4a, DTF 121
III 224 consid. 1d/aa, 412 consid. 4b, 465 consid. 4a/bb, DTF 121 V 24, DTF 121
V 61, DTF 121 V 127 consid. 2c, DTF 120 V 102 consid. 4b; 324 consid. 5a; 338
consid. 5a, 525 consid. 3a; SVR 1996 EL N. 19 pag. 55 consid. 4a; DTF 119 V 429
consid. 5a; DTF 119 V 60; DTF 118 Ib 452; Pratique VSI 1993, pag. 133; Pratique
VSI 1993 pag. 263; RAMI 1993 pag. 132; DTF 117 V 109; DTF 117 V 45; DTF 117 V
5; DTF 112 V 168; DTF 108 V 240 consid. 4b. Vedi pure: Imboden/Rhinow/
Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Band 1, pag. 137 seg.,
Nr. 21 B IV).

 

                                         L'interpretazione letterale deve dunque condurre a dei risultati
manifestamente insostenibili (zu offensichtlich unhaltbaren Ergebnissen),
che contraddirebbero la vera intenzione del legislatore (DTF 109 V 62 consid. 4; DTF 107 V 216 consid. 3b; DTF 105 V 44; RAMI 1984 N. K 593, pag.
228 consid. 2b).

 

                                         Invece,
quando il testo non è perfettamente chiaro, se più interpretazioni del medesimo
sono possibili, dev’essere ricercato quale sia la vera portata della norma,
prendendo in considerazione tutti gli elementi d’interpretazione, in
particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui
essa prende fondamento. Pure di rilievo è il senso che essa assume nel suo
contesto (SVR 2006 ALV Nr. 11; DTF 130 II 71 consid. 4.2,
DTF 130 V 232 consid. 2.2, DTF 130 V 295 consid. 5.3.1, DTF 130 V 428 consid.
3.2, DTF 130 V 475 consid. 6.5.1, DTF 130 V 484 consid.
5.2, DTF 130 V 129 V 284 consid. 4.2 e riferimenti). 

                                         I lavori
preparatori possono costituire un valido aiuto per individuare il senso della
norma ed evitare così interpretazioni scorrette. Quando tali documenti non
forniscono una risposta chiara, essi non sono invece utili come aiuto per
l'interpretazione. In particolare trovandosi confrontati con delle leggi
relativamente recenti la volontà del legislatore che le ha adottate non può
essere ignorata. Se però questa volontà non ha trovato riscontro nel testo di
legge, essa non è decisiva per l'interpretazione. In particolare, se durante le
discussioni legislative è stata espressamente rifiutata una proposta di
completare la legge nel senso di quella che rappresenta ora una possibilità di
interpretazione, tale interpretazione non può essere presa in considerazione
(cfr. DTF 123 V 301, DTF 123 V 318, DTF 115 V 349 consid. 1c con riferimento
alla giurisprudenza e alla dottrina. Vedi pure DTF 122 III 325 consid. 7a, 474
consid. 5a, 120 II 247 consid. 3e, 117 II 526 consid. 1d, 116 Ia 368 consid.
5c, 116 II 415 consid. 5b e 527 f consid. 2b).

 

                                         Ad
esempio, in una sentenza pubblicata in SVR 2006 ALV Nr. 11 il TFA ha stabilito
che il testo dell’art. 36 cpv. 3 LADI è “chiaro e univoco” e che dal “messaggio
del Consiglio federale 2 luglio 1980 concernente una nuova legge federale
sull’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l’indennità per
insolvenza (FF 1980 III 532 seg.) non si evince nulla a sostegno della tesi
opposta”, sostenuta dall’amministrazione.

                                         In
un’altra sentenza pubblicata in DTF 131 V 90, nella quale ha ritenuto chiaro il
senso dell’art. 86 cpv. 1 lett. b OPI, l’Alta Corte ha così riassunto gli
abituali metodi d’interpretazione della legge:

 

" 
4.1 Dans la mesure où l’application des dispositions
régissant l’indemnité pour changement d’occupation est en cause, le sens et la
porte de ces dispositions doivent être déterminés selon les règles usuelles
d’interprétation de la loi. Ainsi, il faut en premier lieu se fonder sur la
lettre de la disposition en cause (interprétation littérale). Si le texte de
cette dernière n’est pas absolument clair, si plusieurs interprétations de
celui-ci sont possibles, le juge recherchera la véritable portée de la norme en
la dégageant de sa relation avec d’autres dispositions, de son contexte
(interprétation systématique), du but poursuivi, singulièrement de l’intérêt
protégé (interprétation téléologique), ainsi que de la volonté de son auteur
telle qu’elle ressort notamment des travaux préparatoires (interprétation
historique).

Le sens que prend la disposition dans son
contexte est également important (ATF 129 V 263 s. consid. 5.1 et les arrêts
cités; voir aussi ATF 130 II 71 consid. 4.2, 130 V 50 consid. 3.2.1, 129 II 356
consid. 3.3, 129 V 165 consid. 3.5, 284 consid. 4.2 et les références)."

 

                               2.7.   Il testo dell’art. 31 lett. b LCAMal prevede che il regolamento
stabilisce le modalità per l’accertamento del reddito determinante delle
persone soggette all’imposta alla fonte.

 

                                         Dal
tenore letterale del disposto emerge chiaramente che il legislatore ha delegato
al Consiglio di Stato la possibilità di prevedere, nel Regolamento, una
modalità particolare per accertare il reddito determinante degli assicurati
imposti alla fonte.

 

                                         L’Esecutivo
cantonale ha concretizzato questa facoltà attribuitagli dalla legge emanando
l’art. 72 Reg. LCAMal che prevede l’allestimento da parte dell’IAS, in
collaborazione con l’Amministrazione delle contribuzioni, di tabelle per la
conversione del reddito lordo accertato in reddito imponibile. Ciò, in
particolare, al fine di stabilire il reddito determinante laddove non viene
emessa alcuna tassazione fiscale per il periodo determinante oppure quando si
verificano altri casi particolari (cfr. art. 67 Reg. LCAMal).

 

                                         L’art. 31
lett. b LCAMal costituisce pertanto una base legale sufficiente per poter
prevedere, come ha fatto il Consiglio di Stato, all'art. 72 Reg. LCAMal, nel Regolamento
l’utilizzo di apposite tabelle di conversione per il calcolo del reddito
determinante nelle situazioni previste dalla norma.

 

                               2.8.   L’insorgente
sostiene in secondo luogo che vi è una violazione del principio della parità di
trattamento laddove al dimorante è negato un sussidio che, nelle identiche
condizioni economiche e famigliari, sarebbe invece riconosciuto ad un
domiciliato.

 

                                         Una
decisione vìola il diritto alla parità di trattamento (di cui all’art. 8 cpv. 1
Cost. fed.) nella misura in cui l’autorità tratta in modo differente delle
situazioni simili senza motivi che possano giustificare una simile differenziazione
(DTF 125 I 163 consid. 3a, DTF 124 I 170 consid. 2 con riferimenti). 

 

                                         Secondo
la giurisprudenza federale un assicurato può prevalersi di una parità di
trattamento nell’illegalità, sempre che non leda altri interessi legittimi,
unicamente se l’autorità non in un caso isolato e neppure in alcuni casi, bensì
secondo una prassi costante deroga alla legge e lascia intendere che anche in
futuro non deciderà in modo conforme alla legge (DTF 116 V 238, DTF 115 Ia 83
consid. 2; cfr. G. Müller in
Commentaire de la Constitution fédérale, art. 4, note 45).

 

                                         Con
l'applicazione delle tabelle di conversione previste dall’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal
tutti gli assicurati dimoranti assoggettati alla fonte sono trattati
allo stesso modo e sono sottoposti allo stesso metodo di calcolo. In presenza
di una situazione giuridica simile (assicurato dimorante  imposto alla fonte che
necessita di un calcolo autonomo) gli assicurati sono trattati nella stessa
maniera (calcolo autonomo del reddito lordo con l’applicazione delle tabelle e
direttive dell’autorità cantonale).

 

                                         Per i
dimoranti, che per legge sono tassati alla fonte, è previsto un calcolo
differente del reddito determinante per l’ottenimento del sussidio, rispetto ai
domiciliati, perché a causa del loro statuto giuridico differente non sono
tassati in maniera ordinaria e non è pertanto possibile utilizzare una
tassazione come per i contribuenti domiciliati.

                                         Una
tassazione “simulata”, come quella presentata dal ricorrente, non può
essere presa in considerazione perché non può essere controllata e verificata
dalle autorità fiscali come lo è una tassazione ordinaria (non essendo una
tassazione “ufficiale” l’autorità fiscale non disporrebbe dei mezzi
legali per effettuare un accertamento completo e corrispondente alla realtà del
reddito imponibile) e non vi è la possibilità di contestarla con i mezzi di
diritto in ambito fiscale. 

 

                                         Del resto
le tabelle di conversione applicate in concreto ed elaborate dall’IAS in
collaborazione con l’Amministrazione delle contribuzioni, sono allestite al
fine di corrispondere in maniera più conforme possibile ad una tassazione
ordinaria, pur con tutti i limiti del caso. Infatti le tabelle di
conversione considerano le normali deduzioni dal reddito lordo per la
fissazione del reddito (ipotetico) imponibile, pur non potendo essere, per la loro
stessa natura, attagliate al caso concreto in cui vengono applicate (cfr. STCA
del 26 gennaio 2004 nella causa S., 36.2003.99).

 

                               2.9.   L’insorgente
fa infine valere che andrebbe utilizzato il reddito del 2003 in luogo di quello
del 2006, poiché il decreto esecutivo applicabile prevede, per la tassazione
ordinaria, l’anno 2003 quale anno determinante.

 

                                         Anche
questa censura non può trovare accoglimento. 

 

                                         Infatti
allorquando l’amministrazione deve procedere al calcolo autonomo del reddito
facendo capo alle citate tabelle, deve considerare il reddito più recente.

                                         Con
sentenza del 26 gennaio 2004 nella causa S. (36.2003.99), questo Tribunale
aveva infatti rilevato che: 

 

"  Per l'accertamento autonomo del reddito l'Ufficio dell'Assicurazione
Malattia deve partire dal reddito lordo conseguito dall’assicurato nel corso del
periodo più prossimo al periodo per il quale il sussidio è richiesto. Infatti
il reddito lordo cui ci si deve riferire è possibilmente quello più recente e
percepito nel corso dell'anno per il quale il sussidio viene richiesto. In
questo senso anche il Messaggio 3 gennaio 1996 del Consiglio di Stato al Gran
Consiglio concernente l'adozione della nuova LCAMal (M 4474 DOS) a pag. 53 secondo
cui 

 

“Trattandosi di una sovvenzione di
carattere eminentemente sociale, il sussidio nell'assicurazione contro le
malattie, pur basandosi sui dati fiscali dell'istante, deve comunque tenere
conto della situazione economica più vicina al momento in cui l'assicurato
richiede il sussidio soggettivo".

 

Nell'ottica di tale volontà del legislatore i dati da considerare
per la verifica del reddito sono, se possibile, i dati dell'anno per il quale
il sussidio è chiesto, che vanno – come indicato in precedenza in caso di
diminuzione importante del reddito secondo la lettera m dell'art. 67 Reg.LACMal
- posti a raffronto con i dati ritenuti nella tassazione di riferimento dove
necessario.

 

Va rammentato che, quando sia accertato un reddito inferiore a
quello del periodo di riferimento rispettivamente quando l’amministrazione
debba determinare un reddito, essa deve procedere alla sua esatta fissazione e
quindi raffrontarlo con i parametri fissati dal Consiglio di Stato per la
determinazione del diritto al sussidio, per ciò fare è necessario procedere
alla commutazione del nuovo reddito accertato in reddito imponibile mediante
l’utilizzo di tabelle appositamente allestite. Infatti il reddito lordo
accertato va obbligatoriamente (art. 52 cpv. 2 RegLCAMal) convertito in reddito
imponibile mediante apposite tabelle come rammenta l'art. 72 del medesimo
regolamento. Le tabelle di conversione considerano le normali deduzioni dal
reddito lordo per la fissazione del reddito (ipotetico) imponibile, pur non
potendo essere, per la loro stessa natura, attanagliati al caso concreto in cui
vengono applicate."

 

                                         In queste
condizioni, alla luce di quanto sopra esposto, il ricorso va respinto mentre la
decisione impugnata merita conferma.

 

                             2.10.   Con il 1° gennaio 2007 è entrata in vigore la legge federale sul
Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF), applicabile in concreto poiché,
per l’art. 132 cpv. 1 LTF, la nuova legge si applica ai procedimenti promossi
dinanzi al Tribunale federale dopo la sua entrata in vigore; ai procedimenti su
ricorso si applica soltanto se la decisione impugnata è stata pronunciata dopo
la sua entrata in vigore.

 

A proposito della materia  qui in esame (cause di diritto pubblico), la nuova legge prevede la via del
ricorso in materia di diritto pubblico (art. 82 lett. a LTF; cfr. anche l’art.
83 LTF che elenca i casi di inammissibilità del ricorso in materia di diritto
pubblico). Per l’art. 86 cpv. 1 lett. d LTF il
ricorso è ammissibile contro le decisioni delle autorità cantonali di ultima
istanza, sempreché non sia ammissibile il ricorso al Tribunale amministrativo
federale. L’art. 95 LTF prevede che il
ricorrente può far valere la violazione del diritto federale (lett. a), del
diritto internazionale (lett. b), dei diritti costituzionali cantonali (lett. c),
delle disposizioni cantonali in materia di diritto di voto dei cittadini e di
elezioni e votazioni popolari (lett. d), del diritto intercantonale (lett. e).  A norma dell’art. 97
cpv. 1 LTF il ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è
stato svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai
sensi dell’articolo 95 e l’eliminazione del vizio può essere determinante per
l’esito del procedimento.

Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova soltanto
se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono ammissibili
nuove conclusioni (art. 99 LTF). Il ricorso contro una decisione
deve essere depositato presso il Tribunale federale entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF).

 

                                          Va
ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il ricorso in materia di
diritto pubblico, è aperta la via del ricorso in materia costituzionale (art.
113 LTF).  A norma dell’art. 116 LTF con il ricorso in materia costituzionale può
essere censurata la violazione di diritti costituzionali. A proposito di quest’ultimo ricorso, va evidenziato come, affinché
sia ammissibile, è necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o perché il
valore litigioso non è raggiunto o perché il caso figura in un catalogo di
eccezioni, che la decisione impugnata emani da un’autorità cantonale di ultima
istanza e che venga fatta valere una censura in ambito di diritto
costituzionale (cfr., a questo proposito, Bernard Corboz, introduction à la nouvelle
loi sur le Tribunal fédéral, SJ 2006, n. 8, pag. 319 segg., in particolare pag.
351 segg..).

 

Infine, l'art. 119 LTF prevede la possibilità di inoltrare un
ricorso ordinario simultaneo. Al riguardo il cpv. 1 della norma stabilisce che
"la parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso
ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi
i ricorsi con una sola e medesima istanza (cpv. 1). Il Tribunale federale
tratta i due ricorsi nella stessa procedura (cpv. 2) ed esamina le diverse
censure secondo le disposizioni applicabili ai due diversi tipi di ricorso."

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
é respinto.

 

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti