# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9a279a77-3001-5ec8-a311-3a4bc897c480
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-02-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.02.2025 F-559/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-559-2025_2025-02-10.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-559/2025 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 0  f e b b r a i o  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Claudia Cotting-Schalch, giudice unica,  

con l'approvazione della giudice Yannick Antoniazza-Hafner;  

cancelliera Caroline Rausch. 

   

Parti 

 
A._______,  

nato il (…), Afghanistan,  

(…),   

ricorrente,  

  

  
contro 

  
Segreteria di Stato della migrazione SEM, 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 

   

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione del  

20 gennaio 2025. 

 

 

 

F-559/2025 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A._______ ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il  

15 dicembre 2024, indicando di essere nato il 10 agosto 2007 e di essere 

un minorenne non accompagnato.  

B.  

Da ricerche intraprese dalla SEM nella banca dati europea “Eurodac” in 

data 17 dicembre 2024, è risultato che il ricorrente aveva depositato una 

domanda d’asilo pregressa in Francia il 28 luglio 2023.  

C.  

Durante la prima audizione per minorenni non accompagnati (in seguito: 

PA-RMNA) del 31 dicembre 2024, il ricorrente è stato sentito sul suo 

percorso di vita e ha in particolare anche esercitato il suo diritto di essere 

sentito, in relazione all’eventuale competenza della Francia per la 

trattazione della sua domanda d’asilo, nonché circa il suo stato di salute.  

D.  

Il 31 dicembre 2024, la SEM ha modificato la data di nascita dell’interessato 

nel Sistema d'informazione centrale sulla migrazione (SIMIC) per fissarla 

al 1° gennaio 2006. 

E.  

Lo stesso giorno, l’autorità inferiore ha richiesto alla sua omologa francese 

la ripresa in carico dell’interessato sulla base dell’art. 18 par. 1 lett. d del 

regolamento (UE) n° 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 

26 giugno 2013, che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione  

europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III).  

F.  

Il 14 gennaio 2025, le competenti autorità francesi hanno accettato di 

riprendere in carico l’interessato ai sensi dell’art.18 par. 1 lett. d RD III, 

segnalando che quest’ultimo era stato registrato con la data di nascita del 

22 maggio 1998. 

G.  

Con decisione del 20 gennaio 2025 notificata lo stesso giorno, la SEM non 

è entrata nel merito della domanda d’asilo dell’interessato giusta  

F-559/2025 

Pagina 3 

l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31), ha ordinato il suo allontanamento 

verso la Francia e l'esecuzione di questo provvedimento, rilevando che un 

eventuale ricorso non avrebbe avuto effetto sospensivo. 

H.  

Lo stesso giorno, il rappresentante legale ha sottoscritto la cessazione del 

mandato di rappresentanza. 

I.  

Il 27 gennaio 2025, l’interessato ha presentato un ricorso al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il TAF o il Tribunale) contro la decisione 

del 20 gennaio 2025, chiedendo, secondo il senso, a titolo procedurale la 

concessione dell’effetto sospensivo al ricorso e l’assistenza giudiziaria, nel 

senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali, nonché, nel 

merito, l’annullamento della decisione avversata e l’esame nazionale della 

sua domanda d’asilo. 

J.  

Il 28 gennaio 2025, il Tribunale ha ottenuto l’incarto della SEM e ha ordinato 

la sospensione provvisoria dell’esecuzione del trasferimento del ricorrente 

verso la Francia. 

K.  

Il 29 gennaio 2025, il Tribunale ha invitato il ricorrente a regolarizzare l’atto 

ricorsuale, cosa che è avvenuta il 30 gennaio 2025. 

L.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

1.1. Le decisioni prese dalla SEM in materia d’asilo possono essere 

impugnate davanti al Tribunale, che decide in via definitiva, a meno che 

non si tratti di un’eccezione, non applicabile nel presente caso (art. 1 cpv. 2 

ed art. 33 lett. d LTAF [RS 173.32], applicabili con riferimento all'art. 105 

LAsi, in combinato disposto con l'art. 83 let. d cifra 1 LTF [RS 173.110]).  

F-559/2025 

Pagina 4 

1.2. Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) è di 

principio ammissibile sotto il profilo degli art. 48 cpv. 1 e art. 52 cpv. 1 PA 

(RS 172. 021), applicabili in riferimento all'art. 37 LTAF e all'art. 105 LAsi. 

1.3. Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una 

decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad 

esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 

consid. 3.1). 

2.  

2.1. Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento.  

2.2. Ai sensi dell’art. 3 par. 1 RD III, la domanda di protezione 

internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello 

individuato in base ai criteri enunciati al capo III. La procedura di 

determinazione dello Stato competente viene avviata non appena una 

domanda di asilo viene presentata per la prima volta in uno Stato membro 

(art. 20 par. 1 RD III). Se da questo esame emerge che un altro Stato è 

competente per l'esame della domanda d'asilo, la SEM rende una 

decisione di non entrata nel merito dopo che lo Stato richiesto ha accettato 

di prendere (in carico) o riprendere in carico il richiedente asilo 

(cfr. DTAF 2017 VI/7 consid. 2.1). 

2.3. Nel caso di una domanda di ripresa in carico (inglese: take back), 

come è il caso di specie, di principio non viene effettuato un nuovo esame 

di determinazione dello Stato membro competente secondo il capo III 

(cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1).  

2.4. Giusta l’art. 18 par. 1 lett. d RD III, lo Stato membro competente in 

forza del presente regolamento è tenuto a riprendere in carico – in 

ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 – un cittadino di un 

paese terzo o un apolide del quale è stata respinta la domanda e che ha 

presentato domanda in un altro Stato membro oppure si trova nel territorio 

di un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno. 

2.5. Nella presenta disamina, di seguito alla richiesta presentata 

dall’autorità inferiore entro il termine previsto dall'art. 23 par. 2 RD III 

(cfr. lett. E supra), le autorità francesi hanno risposto affermativamente e 

F-559/2025 

Pagina 5 

accettato di prendere in carico il ricorrente sulla base dell’art. 18 par. 1 lett. 

d RD III, entro il termine previsto dall'art. 25 par. 1 RD III.  

2.6. Pertanto, la competenza della Francia è di principio data, il ricorrente 

non avendo per altro contestato la sua maggioranza nel ricorso.  

3.  

3.1. Occorre così appurare, qui appresso, se possono esserci fondati 

motivi di credere che esistano, in Francia, carenze sistemiche nella 

procedura d'asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti, implicanti 

il rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della 

Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (GU C 364/1 del 

18.12.2000; di seguito CartaUE), le quali renderebbero impossibile il 

trasferimento (art. 3 par. 2 cpv. 2 RD III). 

3.2. A questo proposito va ricordato che la Francia è vincolata innanzitutto 

dalla CartaUE, ma anche dalla Convenzione sullo statuto dei rifugiati 

(Conv. rifugiati, RS 0.142.30) con il relativo Protocollo aggiuntivo 

(RS 0.142.301), come pure dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo 

(CEDU, RS 0.101) e dalla Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105).  

3.3. Pertanto, vale la presunzione che la Francia garantisce la tutela dei 

diritti dei richiedenti l'asilo, in particolare quello di trattare le loro domande 

secondo una procedura giusta ed equa, nonché una protezione conforme 

al diritto internazionale ed europeo (cfr. le direttive 2013/32/UE [direttiva 

procedura]; 2013/33/UE [direttiva accoglienza] e la sentenza della Corte di 

giustizia dell’Unione europea (CGUE) C-228/21 del 30 novembre 2023 

cifr. 129, 138s., 141, pt. 2).  

3.4. Nel caso in esame, è risaputo che in Francia non sussistono carenze 

sistemiche nella procedura d’asilo implicanti il rischio di un trattamento 

inumano o degradante ai sensi degli artt. 4 CartaUE e 3 CEDU (cfr. la 

sentenza del TAF D-6075/2024 del 30 settembre 2024). Su tali 

presupposti, l’applicazione dell’art. 3 par. 2 cpv. 2 RD III non si giustifica nel 

caso di specie. 

4.  

4.1. Per contestare l’esigibilità del suo trasferimento in Francia, il ricorrente 

fa valere che la sua incolumità fisica sarebbe in pericolo nel Paese, che la 

sua domanda d’asilo non verrebbe trattata correttamente e, soprattutto, 

F-559/2025 

Pagina 6 

che la Francia potrebbe non garantirgli una protezione efficace contro il 

respingimento, e che il suo caso sarebbe una emergenza medica.  

4.2. Secondo l’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di sovranità”), ciascuno Stato 

membro può decidere di esaminare una domanda di protezione 

internazionale presentata da un cittadino di un Paese terzo, anche se tale 

esame non gli compete in base ai criteri stabiliti nel RD III. Come previsto 

dalla giurisprudenza, la SEM è obbligata ad applicare la clausola di 

sovranità ed entrare nel merito della domanda d’asilo se il trasferimento del 

richiedente nel Paese di destinazione contravviene ad una norma 

imperativa del diritto internazionale. Può, inoltre, ammettere tale 

responsabilità per dei motivi umanitari ai sensi dell’art. 29a cpv. 3 

dell’ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali 

dell'11 agosto 1999 ([OAsi 1; RS 142.311] cfr. DTAF 2017 VI/5 

consid. 8.5.2). 

4.3. Secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo 

(CorteEDU), il trasferimento forzato di una persona con problemi di salute 

può contravvenire all’art. 3 CEDU, se esistono seri motivi di credere che la 

medesima, in assenza di trattamenti medici adeguati nello Stato di 

destinazione, sarà confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed 

irreversibile peggioramento delle sue condizioni di salute, comportante 

delle intense sofferenze o una riduzione importante della speranza di vita 

(cfr. le sentenze CorteEDU Paposhvili c. Belgio del 13 dicembre 2016, 

Grande Camera, n° 41738/10 e Savran c. Danimarca del 7 dicembre 2021, 

Grande Camera, n° 57467/15 par. 122 a 139). Non si tratta quindi di 

stabilire se la persona beneficerà, nel paese di rimpatrio o di trasferimento, 

di cure equivalenti a quelle fornite nel paese ospitante, ma di esaminare se 

il grado di gravità implicito nel rimpatrio o nel trasferimento raggiunga la 

soglia prevista dall'art. 3 CEDU, ossia una situazione di pericolo di vita o 

un declino grave, rapido e irreversibile della salute mentale o fisica 

(cfr.  sentenze della CorteEDU citate; DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2 e 

giurisprudenza citata). 

4.4. Nel caso di specie, non si intravvedono elementi che si opporrebbero 

ad un suo trasferimento nello Stato in questione. Segnatamente, il 

ricorrente non ha fornito indizi seri e concreti suscettibili di comprovare che 

un suo ritorno in Francia lo esporrebbe al rischio di essere privato del 

sostentamento minimo e di subire delle condizioni di vita indegna in 

violazione della direttiva accoglienza. Soprattutto, il ricorrente non ha 

fornito alcuna prova concreta per dimostrare che la Francia non 

rispetterebbe nel suo caso il principio del divieto di respingimento e, 

F-559/2025 

Pagina 7 

dunque, verrebbe meno nell'ossequio dei suoi obblighi internazionali, 

rinviandolo in un Paese dove la sua vita, integrità corporale o libertà 

sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di essere respinto 

in un tale Paese. In assenza di prove che la procedura d’asilo et le 

condizioni di accoglienza previste in Francia presentano delle carenze 

sistemiche è superfluo fornire ulteriori spiegazioni in merito (cfr. a tale 

riguardo, la sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee nelle 

cause riunite C‑228/21, C‑254/21, C‑297/21, C‑315/21 e C‑328/21 del 30 

novembre 2023 par. 142). 

4.5. In merito al suo stato di salute, nel corso del colloquio di Dublino, il 

ricorrente ha dichiarato di stare bene, ma di non riuscire a dormire a causa 

dei farmaci che gli sono stati prescritti. Dall’atto medico del 19 dicembre 

2024 risulta la diagnosi di disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e la 

prescrizione di una terapia farmacologica (Redormin e Relaxane), nonché 

l’indicazione di una presa in carico psichiatrica. Dal referto medico del 

22 gennaio 2025 si evince, che al ricorrente è stato diagnosticato un 

sindrome da disadattamento con disturbo prevalente di altri aspetti 

emozionali. 

Tuttavia, le suesposte problematiche mediche non possono essere 

considerate di un’importanza tale da lasciar presupporre, nel caso di un 

trasferimento in Francia del ricorrente, un rischio concreto di essere 

esposto a un peggioramento grave, rapido e irreversibile del suo stato di 

salute, comportando un’intensa sofferenza o una significativa riduzione 

della sua aspettativa di vita nel senso della giurisprudenza. D’altronde, la 

Francia dispone notoriamente di strutture mediche sufficienti e, in quanto 

Stato firmatario della direttiva accoglienza, deve provvedere affinché i 

richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanitaria (cfr. sentenza del 

TAF D-6075/2024 del 30 settembre 2024). In ogni caso, le vulnerabilità 

menzionate dall'interessato nel suo ricorso possono essere affrontate in 

Francia. 

4.6. Visto quanto sopra, la SEM non ha quindi violato gli obblighi 

internazionali della Svizzera pronunciando il trasferimento dell’interessato 

verso la Francia, in particolare dal profilo delle disposizioni pertinenti di 

diritto internazionale pubblico. Non vi è quindi alcun motivo di applicare le 

clausole discrezionali previste all’art. 17 par. 1 RD III, rispettivamente 

all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1. 

5.  

Ne discende che a giusto titolo la SEM non è entrata nel merito della 

F-559/2025 

Pagina 8 

domanda d’asilo del ricorrente, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b 

LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso la Francia 

conformemente all’art. 44 LAsi, poiché non esistono eccezioni alla regola 

generale del rinvio (art. 32 OAsi 1). Il ricorso deve quindi essere respinto. 

6.  

6.1. Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso dalla giudice unica, con 

l’approvazione di uno secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi). Inoltre, giusta 

l’art. 111a cpv. 1 e 2 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti e la 

decisione è motivata soltanto sommariamente. 

6.2. Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la richiesta tendente 

all’esenzione dal versamento di un anticipo sulle spese processuali, risulta 

divenuta senza oggetto. 

7.  

7.1. Inoltre, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta.  

7.2. Visto l’esito della procedura, le spese processuali sono poste a carico 

del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)  

F-559/2025 

Pagina 9 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria nel senso dell’esenzione dal 

versamento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750. – sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità 

cantonale competente. 

 

La giudice unica: La cancelliera: 

  

Claudia Cotting-Schalch Caroline Rausch 

 

 

Data di spedizione: