# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 14d057f4-8044-5d06-9f07-ff008eb74280
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-10-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 07.10.2009 11.2009.54
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2009-54_2009-10-07.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2009.54

  	
  Lugano,

  7 ottobre
  2009/sc

   

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretario:

  	
  Annovazzi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2009.100 (azione
di rivendicazione) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 1, promossa con petizione del 25 febbraio 2009 dalla

 

	
   

  	
  AO 1, 

  (  PA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
    AP 2 

    AP 3 ,
  e

   AP 1, 

  (  PA 2 ),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

tornando
sul decreto del 2 marzo 2009 con cui il Pretore ha
respinto una domanda di ricusazione introdotta dai convenuti nei suoi confronti;

 

esaminati
gli atti,

 

posti i
seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta
l'istanza del 5 ottobre 2009 presentata dall'AP 2, dall'AP 3 e dalla AP 1 “al di fuori d'un formale rimedio di diritto” per ottenere che questa Camera giudichi
l'appello da loro inoltrato contro il decreto emesso il 2 marzo 2009 dal
Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che con petizione del 25 febbraio 2009 la AO 1 ha chiesto al Pretore
del Distretto di Lugano, sezione 1, di condannare l'AP 2, l'AP 3 e la AP 1 a
consegnarle due cartelle ipotecarie di fr. 500 000.– ognuna gravanti le
particelle n. 595, 600 e 965 RFD di __________;

 

                                         che nella
petizione la AO 1 ha postulato in via cautelare il blocco delle due cartelle
ipotecarie, con obbligo per i convenuti di depositare i titoli in Pretura sotto
comminatoria dell'art. 292 CP;

 

                                         che il
Pretore ha emanato il 26 febbraio 2009 un decreto cautelare in cui ha disposto
– senza contraddittorio – il blocco delle due cartelle ipotecarie, ha ingiunto
ai convenuti e a un certo __________ di depositare i titoli in Pretura sotto
comminatoria dell'art. 292 CP, ha dichiarato il decreto immediatamente esecutivo
e ha convocato le parti in udienza;

 

                                         che il 27
febbraio 2009 la AP 1 ha ricusato il Pretore e ha sollecitato la revoca del
decreto cautelare;

 

                                         che
mediante decreto del 2 marzo 2009 il Pretore ha rigettato egli stesso l'istanza
di ricusazione con richiamo alla sentenza del Tribunale federale pubblicata in
DTF 129 III 464 consid. 4.2.2, rilevando trattarsi della quarta domanda analoga
nei suoi confronti (di cui una respinta dalla seconda Camera civile di appello
con sentenza inc. 12.2008.33 del 14 luglio 2008), ma contestualmente ha
revocato con effetto immediato il blocco delle cartelle ipotecarie da lui
disposto senza contraddittorio il 26 febbraio 2009;

 

                                         che
contro i decreti del 26 febbraio e del 2 marzo 2009 AP 2, l'AP 3 e la AP 1 sono
insorti il 6 marzo 2009 a questa Camera per ottenere – previo conferimento
dell'effetto sospensivo all'appello (“sub. ricorso per cassazione”) – l'annullamento dei due atti impugnati e l'astensione del Pretore
dal proprio ufficio;

 

                                         che il
Pretore ha respinto il 10 marzo 2009 la richiesta di effetto sospensivo contenuta
nel ricorso e l'8 aprile seguente ha trasmesso il carteggio del procedimento cautelare
con il decreto in materia di ricusazione al Tribunale d'appello;

 

                                         che con
decreto del 20 aprile 2009 questa Camera ha dichiarato l'appello senza oggetto
nella misura in cui si riferiva al decreto cautelare, rinviandone il giudizio alla
“prima appellazione sospensiva” per quanto concerne la ricusazione;

 

                                         che il 5
ottobre 2009 l'AP 2, l'AP 3 e la AP 1 hanno presentato a questa Camera un'istanza
“al di fuori d'un formale
rimedio di diritto” per
ottenere l'accoglimento del loro appello in materia di ricusa;

 

                                         che l'istanza
non è stata intimata alla AO 1 per osservazioni;

 

e considerando

 

in diritto:                        che,
come questa Camera ha già avuto modo di spiegare quando ha statuito il 20
aprile 2009, gli appelli esperiti contro decreti processuali
emessi dai Pretori nelle procedure ordinarie non hanno effetto sospensivo (art.
96 cpv. 3 CPC), tranne ove il Pretore conceda loro tale beneficio;

 

                                         che
qualora il Pretore non accordi effetto sospensivo, l'appello potrà essere
trattato solo “con la prima
appellazione sospensiva” (art.
96 cpv. 4 CPC), sempre che sia allora mantenuto (art. 309 cpv. 3 CPC);

 

                                         che la
decisione con cui un Pretore rifiuti di concedere effetto so­spensivo a un appello
non è suscettibile di alcun rimedio giuridico e non può essere rimessa in causa
davanti a questa Camera;

 

                                         che nella
fattispecie il Pretore non ha conferito effetto sospensivo all'appello diretto dai
convenuti contro la reiezione della ricusa, di modo che questa Camera potrà pronunciarsi
al riguardo solo “con la prima
appellazione sospensiva”;

 

                                         che gli
istanti invitano nondimeno questa Camera a giudicare “al di fuori d'un formale rimedio di diritto”,
il decreto del Pretore in materia di ricusazione costituendo a loro avviso “uno
stratagem­ma giuridico per non consentire l'applicazione degli art. 26 segg.
CPC” (memoriale, pag. 3 nel mezzo);

 

                                         che –
contrariamente all'opinione degli istanti – un intervento nel processo “al di fuori d'un formale rimedio di diritto” non entra in linea di conto, non essendo questa
Camera un'autorità di vigilanza preposta a sorvegliare l'applicazione
regolare e uniforme della legge o a sostituirsi nelle decisioni dei Pretori ove
le circostanze ciò impongano;

 

                                         che
inoltre, contrariamente una volta ancora all'opinione degli istanti, la
procedura adottata dal Pretore non impedisce di verificare la corretta
applicazione degli art. 26 segg. CPC, ma ne rinvia semplicemente l'esame alla “prima appellazione sospensiva”;

 

                                         che per
di più, nella misura in cui chiedono di statuire sul loro appello nonostante il
diniego dell'effetto sospensivo da parte del Pretore, gli istanti sollecitano
questa Camera a trascurare gli intendimenti del legislatore, la cui volontà era
quella di prevenire dilazioni del processo dovute ad appelli verosimilmente sprovvisti
di buon esito (Picard, Studi sulla
riforma del processo civile ticinese, Bellinzona 1954, pag. 138 in basso);

 

                                         che nel
caso specifico il Pretore aveva respinto la domanda di ricusazione, appunto, con richiamo alla sentenza del Tribunale federale pubblicata in DTF
129 III 464 consid. 4.2.2, rilevando trattarsi della quarta domanda analoga nei
suoi confronti (di cui una già respinta dalla seconda Camera civile di appello
con sentenza inc. 12.2008.33 del 14 luglio 2008);

 

                                         che nel
frattempo la seconda Camera civile ha respinto un'altra domanda di ricusazione
presentata dagli istanti nei riguardi del Pretore (sentenza inc. 12.2009.22 del
24 agosto 2009);

 

                                         che di
primo acchito l'operato del Pretore non appare dunque contrario alle intenzioni
del legislatore, mentre un giudizio sulla fondatezza dei motivi in base ai
quali egli ha respinto la domanda di ricusazione potrà avvenire solo nel quadro
della sentenza che questa Camera emanerà in esito alla “prima appellazione sospensiva”;

 

                                         che in definitiva
l'AP 2, l'avv. AP 3 e la AP 1 instano perché questa Camera disattenda l'art. 96 cpv. 4 CPC così voluto
dal legislatore;

 

                                         che nelle
condizioni descritte la richiesta va dichiarata irricevibile;

 

                                         che gli
oneri del presente giudizio seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC);

 

                                         che non
si giustifica invece di attribuire ripetibili, l'istanza non essendo stata
notificata per osservazioni e non avendo cagionato alla
AO 1 spese presunte;

                                         che relativamente ai rimedi esperibili contro l'odierna sentenza sul
piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), dandosi
in concreto una decisione incidentale, essa segue la via giudiziaria del­l'azione
principale (art. 51 cpv. 1 lett. c LTF), il cui valore
litigioso ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF supera ampiamente la soglia
di fr. 30 000.– per un eventuale ricorso in materia civile;

 

 

in applicazione dell'art. 313bis CPC

 

e vista sulle spese la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'istanza
è irricevibile.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 400.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
450.–

                                         sono
posti a carico degli istanti in solido. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  –   
  ;

  –    .

  

                                         Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere
pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art.
72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile
è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il
valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è
ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art.
76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro
lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al
Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.