# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 425cd298-0b54-5c24-af68-b45d1cd08100
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-03-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.03.2007 D-1742/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1742-2007_2007-03-22.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1742/2007
vav/pom/
{T 0/2}

Sentenza del 22 marzo 2007

Composizione: Giudici Valenti, Lang e Bovier
Cancelliere Poretti

A._______, _______, Armenia, alias B._______, _______, _______, _______,
Ricorrente

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore

concernente

la decisione del 6 marzo 2007 in materia di non entrata nel merito, allontanamento 
ed esecuzione dell'allontanamento / N _______

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

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Ritenuto in fatto: 

A. [...] 

B. Il 28 dicembre 2006, il richiedente ha presentato personalmente domanda d’asilo 
in  Svizzera.  Nell'audizione  del  24  gennaio  2007,  ha  affermato  di  chiamarsi 
B._______,  nato  il  _______,  _______.  Ha  allegato  d'essere  giunto  in  Svizzera 
unitamente al fratello (N _______) a causa dei problemi occorsi a quest'ultimo a 
[...]. Durante l'audizione del 26 febbraio 2007 ha mutato versione, sostenendo che 
la sua identità è quella di cui alla prima procedura d'asilo (v. sopra), che l'evocato 
fratello  sarebbe in  realtà  un amico e che – nella  sostanza – vorrebbe vivere in 
Europa e non in Armenia, ritenuto fra l'altro che in quest'ultimo Paese non avrebbe 
nulla e nessuno. Inoltre, si rifiuterebbe di espletare il servizio militare in Armenia 
(se le condizioni fossero state del tipo europeo lo avrebbe però svolto). Visto che 
non  avrebbe  ottemperato  agli  obblighi  militari  rischierebbe  anche  d'essere 
condannato a tre anni di reclusione.

C. Il 6 marzo 2007, l'UFM non è entrato nel merito della succitata domanda ai sensi 
dell’art.  32  cpv.  2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del  26  giugno  1998  (LAsi,  RS 
142.31).  L'UFM  ha  pure  pronunciato  l’allontanamento  dell'interessato  dalla 
Svizzera  nonché  l’esecuzione  dell’allontanamento  medesimo  siccome  lecita, 
esigibile e possibile. 

D. Il  7  marzo  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) contro la succitata decisione dell'UFM. Ha chiesto 
l’annullamento della decisione impugnata e la conseguente entrata nel merito della 
domanda d’asilo. Ha altresì presentato una domanda d’assistenza giudiziaria, nel 
senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali  e  del  relativo 
anticipo.

Considerato in diritto:

1. Il  TAF decide definitivamente  in  merito  ai  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31 e art.  33 lett.  d  della  legge sul  Tribunale  amministrativo 
federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32)], art. 105 cpv. 1 LAsi e art. 83 lett. 
d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

2. Giusta il capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica del 16 dicembre 
2005 della LAsi, ai procedimenti pendenti al momento dell’entrata in vigore della 
citata modifica, il 1° gennaio 2007, è applicabile il nuovo diritto.

3. V'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le  condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48 e all'art.  52 della  legge federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108a LAsi.

4. Nella decisione impugnata, l'UFM ha osservato che il ricorrente non ha presentato 
alcun documento di viaggio o d'identità e non ha addotto alcun motivo suscettibile 
di  giustificare  la  mancata  consegna  di  un  simile  documento.  L'UFM  ha  inoltre 
ritenuto  che  in  base  alle  audizioni  non  è  accertata  la  qualità  di  rifugiato 

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dell'interessato.  Quest'ultimo  si  sarebbe  presentato  con  due  diverse  identità  e 
avrebbe reso due versioni dissimili, altresì vaghe e confuse, dei suoi motivi d'asilo. 
Infine, non sarebbero necessari degli ulteriori chiarimenti per appurare la qualità di 
rifugiato o l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento. 

5. Nel  ricorso,  l'insorgente  sostiene  di  non  possedere  documenti  d'identità  perché 
non ne avrebbe mai avuto bisogno. Non sarebbe dunque ragionevole pretendere 
che ne chieda ora, ritenuto che è in fuga dal proprio Paese e che ha chiesto asilo. 
Fa valere d'aver raccontato la sacrosanta verità, anche se dopo qualche reticenza, 
e che le sue dichiarazioni sono dettagliate e prive di contraddizioni, dimodoché è 
necessario effettuare ulteriori accertamenti. Infine, la situazione vigente in Armenia 
sarebbe tale da rendere inesigibile  l'esecuzione dell'allontanamento in quanto in 
patria sarebbe esposto a pericoli concreti e a trattamenti inumani e degradanti.

6. Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una domanda d’asilo 
se il richiedente non consegna alle autorità alcun documento di viaggio o d’identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda. Giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 
2 lett.  a non si applica se il  richiedente può rendere verosimile di non essere in 
grado, per motivi scusabili,  di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 
48 ore dalla  presentazione della  domanda (lett.  a),  se la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base agli art. 3 e 7 LAsi (lett. 
b), o se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la 
qualità  di  rifugiato  o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontana-
mento (lett. c). 

6.1 Il TAF osserva che il ricorrente non ha tempestivamente presentato documenti di 
viaggio o d'identità ai sensi di legge, benché l'UFM l'abbia invitato ad esibirli  sin 
dal  28 dicembre 2006.  Bisogna altresì  convenire con l’autorità  inferiore che egli 
non ha fornito valide giustificazioni per la mancata esibizione di siffatti documenti. 
Non v’è, infatti, ragione di ritenere che se il ricorrente avesse effettuato dei seri e 
concreti tentativi per procurarsi tempestivamente simili documenti, questi tentativi 
non  avrebbero  potuto  avere  esito  favorevole.  Basti  rilevare  che  le  allegazioni 
giusta le quali non avrebbe mai posseduto documenti d'identità o di viaggio sono 
generiche.  L'insorgente  ha  altresì  ammesso  di  non  avere  fatto  alcunché  per 
procurarsi  simili  documenti,  benché  avrebbe  potuto  rivolgersi  alla  madre  in 
C._______.  Infine,  se  un  richiedente  non  aveva  motivi  validi  per  giustificare  la 
mancata  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità  in  procedura  di  prima 
istanza,  non  vi  è  motivo  d’annullare  la  decisione  di  non  entrata  nel  merito 
quand’anche  avesse  a  presentare  un  siffatto  documento  in  sede  di  ricorso  (v. 
Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia 
d'asilo [GICRA] 1999 n. 16).

6.2 Il  TAF  rileva,  altresì,  che  il  ricorrente  non  ha  presentato  argomenti  o  prove 
suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui 
all’impugnata decisione, delle allegazioni decisive presentate. Giova in particolare 
rilevare  che  egli  ha  dichiarato  di  non avere  mai  avuto  problemi  con  le  autorità 
armene,  d'aver chiesto asilo  in  Svizzera  per  poter  lavorare,  studiare  e vivere in 
modo normale e di non potere tornare in Armenia perché non vi avrebbe nulla e 
nessuno. Certo, il ricorrente ha poi evocato anche la questione dell'inottemperanza 
agli obblighi militari. Sennonché, egli stesso ha affermato di non essere mai stato 

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convocato,  fermo  restando  che  l'obbligatorietà  del  servizio  militare  e  la 
comminazione di una sanzione per renitenza sono di per sé circostanze irrilevanti 
ai  fini  della  procedura  d'asilo.  Peraltro,  non  vi  sono  motivi  per  ritenere  che 
l'insorgente  possa  essere  esposto  durante  l'espletamento  del  servizio  a  seri 
pregiudizi per un motivo di cui all'art. 3 LAsi o costretto a partecipare ad atti proibiti 
dal diritto internazionale né che un'eventuale sanzione per renitenza o diserzione 
possa essere pronunciata od aggravata per uno dei motivi di cui all'art. 3 LAsi (v. 
sulla questione GICRA 2004 n. 2 e relativi riferimenti). Visto quanto premesso, non 
soccorre  l'insorgente  la  generica  affermazione  secondo  cui  avrebbe  fornito  un 
racconto dettagliato e privo di contraddizioni. Allo stato attuale degli atti di causa, 
l'UFM  ha  rettamente  considerato  come  del  tutto  inconsistenti  le  allegazioni  del 
ricorrente con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi.

6.3

6.3.1 Ritenuta  l'inconsistenza  manifesta  delle  allegazioni  decisive  presentate  dal 
ricorrente  (v.  considerando  6.2  del  presente  giudizio),  non  v'è  una  necessità 
d'ulteriori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato (art. 32 
cpv. 3 lett. c LAsi).

6.3.2 Per i medesimi motivi, non emergono altresì neppure elementi da cui dedurre che 
l’esecuzione  dell’allontanamento  del  ricorrente  potrebbe  violare  l'art.  25  cpv.  2 
della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile  1999 
(Cost., RS 101), l'art. 33 della  Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 
1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 14a 
cpv. 3 della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri del 
26 marzo 1931 (LDDS, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al rischio reale 
ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 
0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

6.3.3 Per  il  resto,  può  essere  lasciata  indecisa  la  questione  di  sapere  se  per 
impedimenti  all'esecuzione  dell'allontanamento  ai  sensi  dell'art  32  cpv.  3  lett.  c 
LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto nazionale (riguardanti l'esigibilità e 
la  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto 
internazionale  pubblico  (esaminati  al  precedente  considerando  6.3.2).  In  effetti, 
anche  in  materia  d'esigibilità  e  di  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile  d'imporre  degli 
ulteriori  chiarimenti,  ritenuto altresì che il  ricorrente non ha indicato nel gravame 
che tipo d'accertamenti sarebbero ancora necessari e in quale ambito. 

6.3.4 Premesso ciò, quanto ad ostacoli  all'esecuzione dell'allontanamento riconducibili 
all'art. 14a cpv. 4 LDDS, s'osserva che – contrariamente a quanto genericamente 
sostenuto  dall'insorgente  –  in  Armenia  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolge  l'insieme  della 
popolazione  nella  totalità  del  territorio  nazionale.  Inoltre,  il  ricorrente  è giovane, 
celibe  ed  ha  dell’esperienza  professionale.  Peraltro,  non  risulta  dalle  carte 
processuali  che egli  soffra di  problemi  di  natura medica suscettibili  d'ostare alla 
pronuncia dell’esecuzione dell’allontanamento (v. sulla problematica GICRA 2003 
n.  24).  In  siffatte  circostanze,  l’autorità  inferiore  ha rettamente  ritenuto  siccome 

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adempiti  i presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferimento alle 
effettive  possibilità  per  l’insorgente  di  un  adeguato  reinserimento  sociale  in 
Armenia.

6.3.5 Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento  (art.  14a  cpv.  2  LDDS).  Peraltro,  usando  della  necessaria 
diligenza,  il  ricorrente  potrà  procurarsi  ogni  documento  necessario  al  rimpatrio. 
L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

6.3.6 Infine, il ricorrente non ha indicato in cosa dovrebbero consistere gli accertamenti 
richiesti  a pagina due del gravame e perché non avrebbe potuto fornire di moto 
proprio gli ulteriori elementi che sarebbero utili ai fini del giudizio.

7. Da quanto esposto,  discende che in materia  di non entrata nel merito il  ricorso, 
destituito  d’ogni  e benché  minimo fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata  va  confermata,  benché  sia  stato  versato  agli  atti  un  rapporto  su  di 
un'analisi  lingua  basata  su  una  conversazione  del  30  gennaio  2007  con  il 
ricorrente.  In  effetti,  e  di  per  sé,  il  rapporto  non legittima una conclusione sulla 
cittadinanza  dell'insorgente  in  contrasto  con  le  indicazioni  che  quest'ultimo  ha 
fornito nel corso della seconda audizione del 26 febbraio 2007.

8. Il  ricorrente  non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe dovuto 
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, 
art.  44 cpv. 1 LAsi nonché art.  32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

9. L'esecuzione  dell'allontanamento  è  lecita,  esigibile  e  possibile  per  le  ragioni 
indicate al consid. 6.3.

10. Di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell’allontanamento il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

11. Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111 
cpv. 1 e 3 LAsi). 

12. Il  TAF  avendo  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d’esenzione  dal 
versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili spese processuali è divenuta 
senza oggetto. 

13. Peraltro,  e  ritenuto  che  il  ricorso  sembrava  pure  privo  di  probabilità  d’esito 
favorevole,  la  domanda  d’assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta.

14. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b 
del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale 
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il ricorso è respinto.

2. La  domanda  di  dispensa  dal  versamento  di  un  anticipo  sulle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto.

3. La domanda d'assistenza giudiziaria è respinta.

4. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente.

5. Comunicazione: 

- al ricorrente (plico raccomandato)

- all'autorità inferiore (in copia, n. di rif. N _______)

- al _______ (in copia)

Il Giudice: Il Cancelliere:

Vito Valenti Marco Poretti

Data di spedizione: