# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0dc04f00-b3c8-5bef-9e01-871739146328
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-10-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.10.2000 32.2000.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2000-10_2000-10-17.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2000.00010

   

  rg/tf

  	
  Lugano

  17 ottobre 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

 

statuendo sul ricorso del 25 gennaio 2000
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 19 gennaio 2000 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   L'assicurato,
nato nel 1971, di professione gessatore, è rimasto vittima di un infortunio non
professionale occorso il 17 giugno 1998, il quale ha provocato una perforazione
del bulbo con conseguente perdita parziale della vista.

                                         Il caso è
stato assunto dalla __________, che ha riconosciuto il diritto all'indennità
giornaliera sino al 24 agosto 1998 (cfr.) e con decisione 23 giugno 1999 ha
concesso all'assicurato un'indennità per menomazione dell'integrità fisica.

 

                               1.2.   In data 23
luglio 1998 __________ ha presentato istanza all'Ufficio assicurazione
invalidità (UAI) tendente alla concessione di provvedimenti reintegrativi
professionali.

 

                               1.3.   In esito ad
accertamenti di natura medica, per decisione 19 gennaio 2000 - confermando la
precedente proposta di decisione 19 novembre 1999 - l'UAI ha respinto la
richiesta di prestazioni considerando che

 

" 
Secondo l'art. 8 della legge federale
sull'assicurazione invalidità, gli assicurati invalidi o direttamente
minacciati d'invalidità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione necessari
e atti a ripristinare, migliorare, conservare o avvalorare la capacità di
guadagno. Per stabilire tale diritto, dev'essere considerata tutta la durata di
lavoro prevedibile.

Assicurati disoccupati, che sono portatori di
danni alla salute, ma che sono ritenuti idonei al collocamento, non hanno
diritto a provvedimenti reintegrativi d'ordine professionale.

 

L'assicurato nel giugno del 1998 si è infortunato
procurandosi una lesione traumatica non professionale all'occhio destro.

La __________ (ente assicurativo LAINF) gli ha
riconosciuto un'incapacità lavorativa limitata nel tempo, ritenendo poi una
totale abilità a partire dal 25.08.1998, per rapporto anche alla professione di
gessatore a quel tempo esercitata dal signor __________.

Dal profilo oculistico non vi sono in effetti
controindicazioni mediche affinché l'assicurato debba essere riformato
professionalmente o affinché lui stesso debba riciclarsi in un altro tipo di
attività, meccanico di biciclette, peraltro già professata in Italia prima di
entrare in Svizzera, non può essere sostenuta dunque dall'Assicurazione
federale per l'Invalidità.

 

La richiesta di prestazioni assicurative deve
pertanto essere respinta."

 

                               1.4.   Tempestivamente
insorto contro la decisione amministrativa, l'assicurato - rappresentato
__________ - ha chiesto al TCA di accordargli la possibilità di una riqualifica
professionale. A motivazione della richiesta l'interessato ha esposto:

 

" 
L'istante in data 17.6.1998 ebbe un infortunio
che l'offese all'occhio destro. Il dottor __________, oftalmologo presso
l'Ospedale __________, riscontrò una perforazione del bulbo con cataratta
traumatica e corpo estraneo retinico.

Il controllo effettuato in data 9.9.98 metteva in
risalto una diminuzione della visione (visus 0.2 senza correzione e 0.5 con
correzione).

L'assicurato viene licenziato in data 3.9.98
perché non più ritenuto idoneo ad esercitare la professione di gessatore anche
perché il trauma gli ha procurato una importante balbuzie e questo gli crea
notevoli ostacoli sia nei normali rapporti con i colleghi e sia con la
clientela.

Il danno psichico è stato e viene curato dalla
dottoressa __________.

La __________ in data 23.6.99 assegna
all'assicurato una menomazione pari all'otto per cento con una indennità di
franchi 7.776.--.

 

L'assicurato accetta la proposta della __________
e nel contempo - tramite il nostro Patronato - fa richiesta per una riqualifica
professionale, in quanto questo travagliato iter ci dimostra come sia difficile
poter reinserirsi nel mondo del lavoro all'assicurato, anche se questi, per
sfuggire allo spettro della disoccupazione e della conseguente emarginazione,
si inventa una professione e si mette ad aggiustare biciclette, naturalmente
senza diploma.

L'assicurazione invalidità, in data 16/11/99 a
noi giunta in data 19/1/2000, respinge la richiesta di riqualificazione
professionale raccomandando all'assicurato di rivolgersi all'ufficio di
collocamento della sua regione.

Dimenticando che l'assicurato in oggetto ha
costantemente cercato lavoro ma il proprio stato di disagio psichico di fatto
non l'ha permesso."

 

                               1.5.   Con risposta
29 febbraio 2000 l'UAI ha proposto di respingere il gravame osservando che

 

" 
1. Per quanto riguarda l'aspetto prettamente
fisico, è da osservare 

che il curante dott.
__________ ha stabilito chiaramente la durata dei periodi d'inabilità,
ritenendo l'assicurato nuovamente e totalmente abile a partire dal 24.08.1998. 

 

L'unica controindicazione
riguarda l'esposizione ad ambienti polverosi, che comprometterebbe parzialmente
la precedente professione di gessatore; restano tuttavia aperte diverse altre
possibilità in una vasta gamma di attività professionali.

 

2. Per quanto riguarda il danno psichico, è da osservare che lo
stesso si è verificato durante la fase più acuta susseguente all'infortunio,
avendo tuttavia cessato di produrre effetti a partire dal 31.05.1999, non
essendo quindi trascorso l'anno intero necessario per poter considerare la malattia
di lunga durata (cfr. il referto 05.11.1999 del dott. __________, valido per
entrambe le problematiche, all. _).

 

3. Per quanto infine riguarda l'autointegrazione condotta come
meccanico di biciclette, è da precisare che l'eventuale, minore introito
lamentato dall'assicurato non incide sull'obiettiva esigibilità delle altre
professioni possibili; la maggiore dimestichezza con l'attività intrapresa
costituisce una scelta personale dell'assicurato, ma non è idonea a mutare i
termini, anche economici, dell'esigibilità nelle attività adeguate."

 

                               1.6.   Con
rispettivi scritti 10 marzo e 5 aprile 2000 le parti hanno hanno presentato
ulteriori osservazioni riconfermando le loro antitetiche domande di giudizio.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella
causa D.C.).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   In lite è
l'assegnazione a __________ di provvedimenti professionali reintegrativi. L'UAI
ha infatti respinto la richiesta di provvedimenti ritenendo una completa
capacità lavorativa dell'assicurato nella precedente professione di gessatore a
far tempo dal 28 maggio 1998.

                                         L'insorgente
dal canto suo adduce sostanzialmente di non essere più in grado, a causa del
danno alla salute, di svolgere la professione di gessatore, né qualsivoglia
altra attività comportante l'esposizione ad ambienti polverosi.

 

                                         Giusta
l'art. 8 cpv. 1 LAI, gli assicurati invalidi hanno diritto ai provvedimenti
d'integrazione necessari e atti a ripristinare, migliorare, conservare o
avvalorare la capa­cità di guadagno (cfr. SVR 1995 IV Nr. 47 p. 131ss.; SVR
1996 IV Nr. 79 p. 229 consid. 1a).               

                                         I
provvedimenti reintegrativi tendono a procurare, rispettivamente, a garantire un
posto di lavoro a quelle persone che, a seguito di un danno alla salute,
trovano notevoli difficoltà ad inserirsi nel ciclo produttivo, rispettivamente
arrischiano di esserne escluse per il futuro.

                                         Si può
ritenere che la reintegrazione è neces­saria se l'assicurato, a causa della sua
invalidi­tà, non è in grado di esercitare un'attività professionale o non si
può ragionevolmente esigere da lui che, senza l'appli­cazione di un
provvedimento reintegrativo, eserciti a lungo termine una simile attività (RCC
1970, p. 521).

                                         Va
inoltre precisato che, per ottenere le prestazioni (re-) integrative, di regola
non è necessario che l'invalidità dell'assicurato abbia raggiunto un
determinato grado (per la riformazione professionale, vedi tuttavia RCC 1984,
pag. 95: esigenza di una incapacità di guadagno del 20%).

                                         L'art. 8
cpv. 1 LAI conferisce infatti un diritto ai provve­dimenti d'integrazione sia
agli assicurati invalidi che a quelli "direttamente minacciati
d'invalidità".

                                         In altre
parole, è sufficiente che il danno alla salute possa causare, in un prossimo
futuro, un’incapacità al guadagno.

                                         Il grado
d'invalidità, quindi (come definito dagli art. 4 e 28 LAI, che si riferiscono
alla rendita AI), può essere minimo o addirittura non ancora rilevabile, che
già all'assicurato dev’essere riconosciuto il diritto ai provvedimenti
d'integrazione.

                                         Nondimeno,
l'art. 8 al cpv. 1 LAI pone due condizioni essenziali per l'ottenimento dei
provvedimenti d'integra­zione, e meglio:

 

a)   il provvedimento deve essere idoneo "a ripristinare,
migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno";

 

b)   il diritto ai provvedimenti reintegrativi deve essere stabilito
"considerando tutta la durata di lavoro preve­dibile" (cfr. art. 8
cpv. 1 LAI)

                                         

                                         Fra i
provvedimenti d'integrazione sono previsti tra l'altro i provvedimenti
professionali (art. 8 cpv. 3 lett. b LAI), che consistono nell'orientamento
professionale (art. 15 LAI), nella prima formazione professionale (art. 16
LAI), nella riformazione professionale (art. 17 LAI) ed nel collocamento (art.
18 cpv. 1 LAI).

 

                               2.3.   L’art. 17
LAI prevede in particolare che:

 

"  L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività
lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con
questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o
migliorata, in misura essenziale.”

                                      

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 111
consid. 2b; AHV Praxis 1997 p. 80 consid. 1b; SVR 1998 IV Nr. 24).

 

                                         Secondo
l’art. 6 cpv. 1 OAI

 

"  per riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di
formazione necessari a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di
guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di
un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa
dell’invalidità.” 

 

                                         Con
riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme
delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente
un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta
dalla vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite
del possibile, la capacità di guadagno (DTF 124 V 110 consid. 2a; SVR 1996 IV
p. 230 consid. 1 b.; STFA non pubbl. del 12 aprile 1994 in re S.; Valterio, op.
cit., p. 136; DTF 99 V 34; Meyer-Blaser, op. cit., p. 127/128). Di regola è
dato il diritto ad un provvedimento adeguato e necessario allo scopo
integrativo, se esso corrisponde alle capacità dell'assicurato, non tuttavia ad
una formazione professionale nettamente superiore o che supera le esigenze
medie (per esempio da muratore a pilota, DTF 122 V 79 consid. 3b.bb;
Meyer/Blaser, op. cit. p. 128; DTF 99 V 35). La legge intende infatti
assicurare una riformazione necessaria e sufficiente (DTF 124 V 110 consid.
2a). La misura dev’essere quindi adeguata e deve esistere una proporzione
ragionevole tra i costi che provoca e il risultato che ci si può attendere
(Meyer-Blaser, op. cit., p. 130/131).                                                                

                                         Vengono
in particolare considerati necessari e adeguati tutti quei provvedimenti di
tipo professionale che sono direttamente necessari alla reintegrazione. Per
stabilire quali provvedimenti entrano in linea di conto, ci si deve pertanto
fondare sulle circostanze del caso concreto (DTF 124 V 110 consid. 2a; STFA non
pubbl. del 21 luglio 1995 in re F consid. 2b). L'assicurato ha in particolare
diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel suo caso per
mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di guadagno (AHI
1997 p. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F. consid. 2b). 

                                         Secondo
il TFA, una formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se,
tenuto conto del principio della proporzionalità, è raggiungibile (RDAT I 1998
p. 295 consid. 1b). Se, inoltre, la riformazione non permette all'assicurato di
conseguire un reddito adeguato, mentre un provvedimento supplementare
permetterebbe di ottenere un reddito paragonabile a quello percepito prima del
danno alla salute, l'amministrazione deve assumerlo tenuto conto
dell'adeguatezza economica (RDAT I 1998 consid. 1a p. 294; ZAK 1978 p. 516;
Meyer/Blaser, op. cit. p. 131).

                                         Se per
contro la formazione è adeguata, ma non necessaria, l'interessato deve
sopportare personalmente i costi supplementari (STFA non pubbl. del 21 luglio
1995 in re F consid. 2b).

 

                               2.4.   Se,
tuttavia, la reintegrazione non è riconducibile all’invalidità, non può essere
assunta dall’AI. Ciò è il caso, ad esempio, se l’assicurato è sufficientemente
riadattato ed ha la possibilità di procurarsi un lavoro corrispondente alle sue
attitudini senza una formazione supplementare (RCC 1963 p. 127) oppure se non
può esercitare la sua attività a causa delle fluttuazioni del mercato del
lavoro oppure se l’esercizio dell’attività lavorativa non è impedita
dall’invalidità ma da circostanze personali (Valterio, op. cit., p. 137; RCC
1968 p. 317).

 

                                         In ogni
caso, per poter stabilire se sono dati i presupposti legali per un diritto alla
reintegrazione professionale dell’AI, è doveroso prima accertare se
l'assicurato, dal profilo medico:

 

   -  è
impedito (e in quale misura) nella professione esercitata finora;

 

                                     -  sono
date altre possibilità di mettere a frutto le proprie residue capacità
lavorative e a quali condizioni;

 

                                     -  e
in quale misura si può prevedere un successo reintegra­tivo (STFA 12 novembre
1989 in re A.V., STCA 21 giugno 1990 in re E.L.).

 

                               2.5.   Per quanto attiene
alla coordinazione tra l'assicurazione per l'invalidità e l'assicurazione
contro gli infortuni nella valutazione del grado di invalidità, in una sentenza
del 23 aprile 1993 nella causa A. pubblicata in DTF 119 V 468, il TFA ha avuto
modo di stabilire che non può essere mantenuta la giurisprudenza pubblicata in
DTFA 106 V 88 consid. 2b e 112 V 175 consid. 2a che riconosce all'INSAI la
priorità nell'accertamento dell'invalidità, considerando che l'istituto dispone
per la valutazione dell'invalidità di un proprio apparato ben sviluppato, ciò
che non avrebbe invece l'assicurazione invalidità (cfr. DTF 119 V 468 consid.
3a-3c). 

                                         Nella
medesima occasione il TFA ha lasciato insoluta la questione di sapere se,
eventualmente, la coordinazione della valutazione dell'invalidità sia da
interpretare nel senso che all'assicurazione invalidità sia da riconoscere la
priorità sull'assicurazione contro gli infortuni (cfr. DTF 119 V 468 consid.
3d). 

                                         Alla luce
della citata giurisprudenza federale, il TCA, in una sentenza del 31 marzo 1995
nella causa R.B. (pubblicata in RDAT II 1995 a pag. 202) ha stabilito che le
direttive amministrative secondo cui gli organi dell'AI devono attenersi al
grado d'invalidità fornito dall'INSAI o dall'assicurazione militare, non erano
conformi alla nuova giurisprudenza del TFA.

                                         In
un'altra sentenza non pubblicata del 1° luglio 1994 nella causa F.B il TFA ha
riformato una decisione dell'INSAI che aveva considerato l'assicurato invalido
in misura di 66 e 2/3, attribuendogli una rendita sulla base di un grado di
invalidità del 100%. La nostra massima istanza si è fondata su una valutazione
dell'Ufficio di orientamento ed integrazione professionale di Appisberg, che
aveva permesso agli organi dell'assicurazione invalidità di dichiarare l'assicurato
invalido al 100%.

                                         Infine,
in una decisione non pubblicata dell'8 luglio 1999 nella causa A.F. (U183/98),
il TFA ha precisato che, secondo giurisprudenza, l'assicuratore infortuni non
deve scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore AI, fintanto che
quest'ultima si fonda su un'istruzione approfondita, sia dal profilo medico che
dal punto di vista professionale.

 

                                         Nella
presente fattispecie l'UAI ha provveduto ad ulteriori accertamenti (doc. AI _)
non limitandosi semplicemente a riprendere i dati dell'__________. In simili
circostanze l'operato dell'amministrazione può essere, per principio, approvato
dal TCA.

 

                               2.6.   Nella
fattispecie in esame l'amministrazione ha respinto richiesta di provvedimenti
professionali reintegrativi ai sensi delle succitate disposizioni, in quanto
l'interessato - conformemente a quanto emerso dalla procedura LAINF - presenta
una completa capacità al lavoro nella professione precedentemente svolta di
gessatore. In sede di risposta l'UAI ha altresì osservato che non sarebbe nella
specie dato il grado di invalidità minimo del 20% richiesto dalla
giurisprudenza per la concessione di una riformazione, avendo l'interessato
espresso una siffatta incapacità al guadagno solo durante periodi di tempo
transitori.

 

                                         Dagli
atti medici emerge che, dopo aver subito l'infortunio il 17 giugno 1998
l'assicurato, dal profilo oculistico, ha presentato un'incapacità lavorativa
quale gessatore del 100% da tale data, la quale è in seguito gradualmente
diminuita sino a che, a partire dal 25 agosto 1998 in poi, l'assicurato è stato
dichiarato abile in  misura completa al lavoro precedentemente svolto. Tale è
la valutazione medica che emerge dal rapporto 8 novembre 1999 del dott.
__________, oftalmologo (doc. AI _), il quale ha sostanzialmente confermato le
precedenti sue valutazioni espresse nell'ambito della procedura LAINF e su cui
l'UAI risulta essersi basata per respingere la richiesta di prestazioni.

 

                                         Dal
fascicolo, tuttavia, emerge che con rapporto 5 novembre 1999 la dr.essa
__________, psichiatra e psicoterapeuta, posta la diagnosi di

 

" 
-                                     sindrome
posttraumatica da stress con importante componente 

  ansio-depressiva e balbuzie reattiva

-                                     stato dopo
perforazione del bulbo oculare."

                                      

                                         ha
rilevato come 

 

" 
In seguito a questo incidente il paziente
presenta un'importante stato depressivo caratterizzato dal trauma stesso e
dall'incapacità del paziente di adattarsi alla nuova condizione. A causa del
prolungarsi dell'incapacità lavorativa, il paziente perde il promesso lavoro di
gessatore e benefica del sussidio di disoccupazione. Nonostante una ripresa
della capacità visiva dell'occhio dx. il paziente rimane inabile al lavoro per
motivi psichici fino al 31.5.99. Dopo quella data egli rimane comunque inabile
nella sua precedente professione di gessatore in quanto non può esporsi ad
ambienti polverosi ed anche perché il ricorso del trauma potrebbe turbare il
raggiunto equilibrio psichico. Dal settembre 1999 ha iniziato con successo un
programma occupazionale di meccanico di biciclette tramite la disoccupazione.
Le condizioni di salute sono stabili."

 

                                         Essa ha
quindi certificato un'incapacità quale gessatore del 100% dalla data
dell'infortunio ed ha in particolare evidenziato che "l'attività finora
esercitata (gessatore) influisce negativamente  sia sulla salute fisica che
psichica", precisando che "una forte limitazione del rendimento
esiste per la professione di gessatore o altre professioni con forte
esposizione ad ambienti polverosi". Essa ha quindi concluso per una piena
esigibilità di attività "senza esposizione alla polvere".

 

                                         In un suo
precedente rapporto medico redatto nell'ambito della procedura LAINF, la
sanitaria aveva già avuto modo di attestare che

 

" 
(…)

Dopo l'infortunio, l'attività lavorativa aveva
ripreso il 24.08.98, in seguito al certificato di abilità redatto dal medico
oculista curante, Dr. __________.

Subito si sono presentate notevoli difficoltà
nello svolgere il lavoro abituale, a causa dello stato d'ansia, di insicurezza
e di tensione legati al ricordo del trauma, aggravati anche dalla perdita
parziale della vista.

L'eloquio, che prima del trauma presentata
sporadici eventi di balbuzie, in particolar modo sotto stress, è da allora
costantemente disturbato nel flusso. Questa difficoltà rendeva problematico il
colloquio con il datore del lavoro e in particolar modo con i clienti della
ditta.

Impossibilitato a svolgere il primo lavoro a
causa delle sue condizioni psico-fisiche, il paziente è stato licenziato il
03.09.98.

Lo stato psichico del paziente é andato da allora
aggravandosi, tale da necessitare un trattamento specialistico.

Sono presenti gravi sentimenti di sconforto, di
autosvalutazione e di disidattamento alla situazione oculare. L'attività
lavorativa viene vissuta con angoscia per la paura di un nuovo trauma.

Il paziente si è chiuso in sé stesso, evita il
contatto con gli altri.

 

Necessita di psicoterapia di sostegno
farmacoterapia ansiolitica e antidepressiva.

 

Ritengo pertanto che dal profilo psichico il
paziente sia tutt'ora e fin dal 24.08.98 inabile al lavoro al 100% e chiedo che
il caso venga riesaminato da un punto di vista clinico e assicurativo."

 

                               2.7.   Secondo
costante giurisprudenza le perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura
amministrativa da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena,
fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili, se giungono
a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi (RAMI 4-5 1996 p. 191; ZAK 1986 p. 189; RAMI U 167 p. 96; DTF 104
V 212; SZDS 1987 p. 237-239; SZS 1988 p. 329 e 332; DTF non pubbl. del 24. 12
1993 in re S. H; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994,
p. 332). Lo stesso vale per quel che riguarda perizie dall’amministrazione
presso medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

                                         Per
quanto concerne in particolare la problematica del valore probatorio d'un
rapporto medico si deve stabilire se il rapporto è completo per quanto riguarda
i temi sollevati, se si riferisce a esami approfonditi, se tiene conto delle
censure del paziente, se è stato redatto con conoscenza della pregressa vicenda
valetudinaria (anamnesi), se è chiaro nella presentazione del contesto medico e
se le conclusioni cui perviene sono fondate. Elemento determinante dal profilo
probatorio non è in linea di principio l'origine del mezzo di prova né la
designazione del materiale probatorio richiesto sotto qualifica di rapporto o
di perizia, bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 consid. 1c; STFA del 29
settembre 1998 in re S. F).

 

                               2.8.   Dalla citata
refertazione psichiatrica - da considerarsi, alla luce dei surriferiti
parametri giurisprudenziali, affidabile e concludente ai fini istruttori poiché
redatta sulla base di accertamenti approfonditi, esperiti da uno specialista,
il quale è giunto a conclusioni logiche e motivate in merito alla capacità
lavorativa - emerge l'inesigibilità dal profilo medico della professione di
gessatore e di qualsiasi altra attività comportante il contatto con la polvere,
mentre, come visto, la specialista ha dichiarato l'assicurato "abile al
100% in lavori più adeguati".

 

                                         Ferme
queste premesse, questo TCA non può non rilevare come il fascicolo difetti di
qualsivoglia valutazione economica e professionale che consenta sia di
stabilire con la certezza richiesta nelle assicurazioni sociali (cfr. SVR 1996
KV Nr. 85 p. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 p. 263ss; DTF 121 V 208 consid. 6a; RAMI
1994 p. 210/211) quali sono in concreto le attività ancora esigibili
dall'assicurato e determinare quindi l'eventuale necessità - alla luce della
normativa e dei parametri giurisprudenziali sopra ricordati (cfr. consid. 2.2 e
2.3.) e tenuto conto delle circostanze particolari - di una sua riformazione
professionale in vista dell'esercizio di tali attività, sia di
determinare, in tale ottica, l'entità dei redditi ipotetici da porre a
confronto per il calcolo del grado d'invalidità.

 

                                         La
decisione impugnata deve pertanto essere annullata e l'incarto retrocesso
all'amministrazione perché proceda, tenuto conto di quanto esposto al paragrafo
precedente, agli opportuni accertamenti e si pronunci nuovamente sul diritto
dell'assicurato a provvedimenti reintegrativi di ordine professionale.

                                         

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto ai sensi dei considerandi.

                                    §   La decisione
impugnata è annullata.

                                 §§   L'incarto è
retrocesso all'amministrazione perché proceda conformemente ai considerandi.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L'UAI verserà al ricorrente fr. 800.- a titolo di ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti