# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bf484afe-3402-56db-8cf4-fb7361785ead
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-07-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.07.2023 D-669/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-669-2022_2023-07-14.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-669/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 4  l u g l i o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione della giudice  

Jeannine Scherrer-Bänziger; 

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias 

C._______, nato il (…), alias 

D._______, nato il (…),  

Afghanistan,  

patrocinato dall’Avv. Michela Gentile,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale – Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,   
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento  

(procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 1°febbraio 2022. 

 

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Fatti: 

A.  

A._______ ha depositato una domanda d’asilo in Svizzera il 29 novem-

bre 2021 pretendendosi minorenne non accompagnato. Al momento 

dell’inoltro della sua domanda d’asilo nel foglio dati personali egli ha indi-

cato di essere nato il (…) novembre 2004 (cfr. atto della Segreteria di Stato 

della migrazione [di seguito: SEM] n. [(…)]-3/2). 

B.  

Le successive indagini svolte dalla SEM hanno permesso di accertare che 

secondo la banca dati «EURODAC», il richiedente avesse già presentato 

due pregresse domande d’asilo in Grecia e in Croazia rispettivamente il 

(…) settembre 2019 e il (…) ottobre 2021 (cfr. atti della SEM n. 10/2 e 

11/1).  

C.  

Il 3 dicembre 2021 il richiedente ha sottoscritto la procura con cui ha con-

ferito mandato alla rappresentante legale assegnatagli. Sulla stessa è stata 

riportata quale data di nascita il (…) novembre 2004 (cfr. atto della SEM 

n. 13/1).  

D.  

Il 22 dicembre 2021 l’autorità inferiore ha incaricato il “(…) di svolgere una 

perizia medico-legale al fine di determinare l’età del richiedente asilo, ordi-

nandone lo svolgimento per il giorno seguente (cfr. atto della SEM n. 18/2). 

Il 23 dicembre 2021 l’interessato è stato sottoposto ad un esame clinico e 

alle analisi radiologiche (una panoramica dentaria, una radiografia stan-

dard della mano sinistra e una tomografia assiale computerizzata [TAC] 

delle articolazioni sterno-clavicolari). Il referto del (…) del 4 gennaio 2022 

ha rilevato l’assenza degli ultimi quattro molari, pertanto l’età media del 

richiedente è stata basata sull’età media ossea, situata a 23.6 anni, l’età 

minima sarebbe di 19 anni (cfr. atto della SEM n. 20/10). Di conseguenza, 

non sarebbe possibile che A._______ avrebbe meno di diciotto anni e po-

trebbe essere esclusa la data di nascita riferita, ovvero il (…) novem-

bre 2004.  

E.  

Il 12 gennaio 2022 l’interessato è stato sentito nell’ambito di una prima au-

dizione per richiedenti minorenni non accompagnati (di seguito anche: PA-

RMNA) in presenza della sua rappresentante legale. In tale contesto, egli 

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è stato in particolare questionato in merito alle sue generalità, alla sua pro-

venienza e circa il viaggio che lo ha condotto in Svizzera. Nel corso di tale 

colloquio, l’autorità di prima istanza ha altresì posto domande all’interes-

sato per quanto attinente all’asserita minore età, accordandogli il diritto di 

essere sentito circa gli esiti peritali e riguardo all’intenzione della SEM di 

considerarlo maggiorenne. In merito a tale intenzione il richiedente si è 

detto contrario.  

F.  

A ciò, in data 13 gennaio 2022, è seguita la mutazione nel Sistema d’infor-

mazione centrale sulla migrazione (SIMIC) della data di nascita dell’inte-

ressato in 1° gennaio 2003 (cfr. atto della SEM n. 25/2). 

G.  

Il 13 gennaio 2022, la SEM ha presentato alle autorità croate, nei termini 

fissati all’art. 23 par. 2 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento 

europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i mec-

canismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di 

una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati 

membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gaz-

zetta ufficiale dell’Unione Europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di se-

guito: RD III), una richiesta di ripresa in carico fondata sull’art. 18 par. 1 

lett. b RD III (cfr. atto della SEM n. 27/5).  

H.  

Il 21 gennaio 2022 l’interessato, per il tramite della sua rappresentante le-

gale, ha trasmesso una fotocopia di una lettera scolastica (cfr. atto della 

SEM n. 32/1).  

I.  

Il 25 gennaio 2022, le autorità croate preposte, hanno accettato la ripresa 

in carico dell’interessato, fondandosi sull’art. 18 par. 1 lett. c RD III.  

J.  

Agli atti vi sono anche diversi fogli d’informazione medica (F2) riguardo alla 

situazione di salute dell’interessato di cui si dirà, per quanto necessario, 

nei considerandi (cfr. atti della SEM n. 14/3, 15/2, 39/2, 50/3, 51/2 e 52/2). 

K.  

Con decisione del 1°febbraio 2022, notificata il 3 febbraio 2022 (cfr. atto 

della SEM n. 42/1), l’autorità inferiore non è entrata nel merito della sud-

detta domanda d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b della legge 

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sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), pronunciando nel con-

tempo il suo trasferimento dalla Svizzera verso la Croazia.  

L.  

Il 10 febbraio 2022 l’interessato, per il tramite della sua rappresentante le-

gale, è insorto contro la decisione dell’autorità inferiore dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) postulando, in limine, la 

sospensione in via supercautelare e cautelare dell’esecuzione della deci-

sione e la restituzione (recte: concessione) dell’effetto sospensivo al ri-

corso; nel merito l’annullamento della decisione impugnata e che la do-

manda d’asilo sia esaminata nel contesto di una procedura nazionale sviz-

zera; in subordine la restituzione degli atti alla SEM per un nuovo esame 

delle allegazioni per il completamento dell’istruzione. Contestualmente, 

egli ha proposto istanza di concessione dell’assistenza giudiziaria, nel 

senso dell’esenzione dal versamento delle spese di giudizio e del relativo 

anticipo.  

M.  

Il Tribunale, in data 11 febbraio 2022, ha ordinato la sospensione dell’ese-

cuzione dell’allontanamento dell’insorgente quale misura supercautelare. 

N.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi), contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 

art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-

ciso dal giudice unico con l’approvazione di una seconda giudice (art. 111 

lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a 

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cpv. 2 LAsi). Altresì, giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo 

scambio di scritti.  

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci-

sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami-

nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 

2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

4.  

4.1 Nel suo memoriale ricorsuale, l’insorgente lamenta un accertamento 

incompleto dei fatti in merito alla situazione vigente in Croazia e l’età del 

ricorrente. In tal senso, egli si prevale di censure formali, che occorre esa-

minare preliminarmente, in quanto sono suscettibili di condurre all’annulla-

mento della decisione avversata (cfr. DTF 144 I 11 consid. 5.3 e rif. Ivi citati, 

142 II 218 consid. 2.8.1 e rif. cit., 138 I 232 consid. 5;  

DTAF 2019 VI/6 consid. 4.1, 2013/34 consid. 4.2, 2013/23 consid. 6.1.3). 

4.1.1 Nella procedura d’asilo – così come nelle altre procedure di natura 

amministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente accerta d’ufficio i fatti (art. 6 LAsi in relazione all’art. 12 PA). In 

concreto, essa deve procurarsi la documentazione necessaria alla tratta-

zione del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine 

le opportune prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comun-

que le parti dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti e in modo 

particolare dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l’ammi-

nistrazione o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri 

(art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1).  

4.1.2 Se del caso, l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridica-

mente rilevanti ai sensi dell’art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi, può comportare si-

multaneamente la violazione del diritto di essere sentito, il quale fa parte 

delle garanzie procedurali generali previste dalla Costituzione e consacrato 

all’art. 29 cpv. 2 Cost. (cfr. sentenza del Tribunale D-2516/2019 del 17 giu-

gno 2019 consid. 4.2 e rif. cit.). 

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4.2 Nella presente disamina, al contrario di quanto asserito dall’interessato 

in sede di ricorso, il Tribunale non intravvede nella decisione avversata al-

cun elemento giuridicamente rilevante che non sarebbe stato ritenuto dalla 

SEM nella sua valutazione. Infatti, risulta sia dall’esposizione dei fatti, che 

dalla motivazione intrapresa dall’autorità inferiore nel provvedimento impu-

gnato, che la predetta autorità si sia espressa sufficientemente e in modo 

chiaro circa gli elementi che l’avrebbero fatta propendere per l’inesistenza 

di un rischio serio di violazione dell’art. 3 CEDU nel caso di un ritorno del 

ricorrente in Croazia. Il fatto che l’autorità di prima istanza abbia ritenuto le 

allegazioni del richiedente circa le difficili condizioni nelle quali si sarebbe 

trovato in Croazia semplici allegazioni di parte non supportate da alcun 

mezzo di prova – riportando però nella decisione impugnata ampiamente 

le dichiarazioni fatte dall’insorgente in merito e indicando sufficientemente 

i motivi per i quali le sue allegazioni avrebbero condotto l’autorità a tale 

conclusione (cfr. p.to II, pag. 5 segg. della decisione impugnata) – non di-

scende da un accertamento inaccurato o incompleto della fattispecie da 

parte dell’autorità inferiore ma piuttosto dall’apprezzamento adempiuto 

dalla SEM nel caso del ricorrente.  

4.3 Per quanto attiene all’accertamento incompleto dei fatti relativi all’età 

del ricorrente, in realtà, nel suo ricorso, l’interessato intende fornire un’in-

terpretazione differente rispetto a quella data dalla SEM alle sue allega-

zioni, che però riguarda anche una questione di merito e di conseguenza 

verrà esaminata da Tribunale nei considerandi seguenti. 

4.4 Ne discende quindi che le censure formali mosse dall’interessato nel 

senso sopra esposto nei confronti del provvedimento impugnato, risultano 

infondate e vanno conseguentemente respinte. Un annullamento della de-

cisione avversata e la restituzione degli atti di causa alla SEM per comple-

mento istruttorio non trova quindi alcun fondamento. La conclusione formu-

lata in tal senso nel ricorso a titolo subordinato, va quindi respinta. 

5.  

5.1 Ciò posto, venendo ora al merito, giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di 

norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può 

partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato inter-

nazionale, l’esecuzione della procedura di asilo e allontanamento.  

5.2 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal RD III. Se in base a questo esame è individuato un altro Stato 

quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia 

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la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di presa in 

carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione 

(cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2).  

6.  

6.1 In tale contesto, qualora la questione della minore età dell’interessato 

sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, 

essendo il medesimo determinante sia a livello procedurale (art. 17 cpv. 3 

LAsi) sia nell’ambito della determinazione dello Stato responsabile per 

l’esame della domanda di asilo (cfr. art. 8 RD III). La valutazione operata 

dalla SEM in sede di prima istanza può essere contestata dal richiedente 

nell’ambito del ricorso contro la decisione di non entrata nel merito. Qualora 

la stessa si riveli errata, occorrerà retrocedere gli atti all’autorità inferiore e 

riprendere la procedura in circostanze idonee all’età del richiedente l’asilo 

(cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 3.3 con riferimenti citati).  

6.2  

6.2.1 Nel caso in disamina, nella propria decisione, l’autorità inferiore ha 

reputato inverosimile l’asserita minore età dell’insorgente, sia per il fatto 

che egli non ha presentato alcun documento di viaggio o di legittimazione, 

sia per la presenza di elementi poco plausibili in relazione al contesto per-

sonale, alla sua cerchia famigliare e al suo espatrio e nonché in ragione 

delle inequivocabili risultanze degli accertamenti medici svolti. Sulla base 

dell’apprezzamento globale dei predetti elementi, la SEM ha ritenuto 

quest’ultimo maggiorenne per il prosieguo della procedura.  

6.2.2 In sede ricorsuale, l’insorgente contesta la suddetta valutazione 

dell’autorità inferiore riguardo alla determinazione della sua età in quanto 

non avrebbe tenuto conto adeguatamente di tutti gli aspetti determinanti, 

ritenuti gli elementi del caso di specie (cfr. p.to 2, pag. 4 e segg. del ricorso 

del 10 febbraio 2022). A tal proposito, in primo luogo egli considera d’aver 

rilasciato delle allegazioni coerenti e congruenti con l’età dichiarata e con 

il contesto socio-culturale dal quale proviene. Circa la data di nascita ha 

dichiarato che sarebbe nato l’(…) (secondo il calendario solare) e che l’in-

terprete in Grecia gli avrebbe indicato la conversione in (…) novem-

bre 2004. Per questo motivo ha affermato di avere (…) anni e (…) mesi. 

Egli sostiene non vi sia contraddizione nel fatto che conoscesse la sua data 

di nascita perché riportata sulla tazkara e soprattutto perché gliel’avrebbe 

detta sua madre, che l’aveva scritta da qualche parte. 

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In secondo luogo, il ricorrente contesta inoltre pure la mancata verosimi-

glianza, secondo la SEM, delle sue dichiarazioni relative ai suoi dati perso-

nali, la sua biografia e le sue relazioni famigliari. Difatti, a causa della sua 

bassa scolarizzazione, il fatto che avrebbe cominciato a lavorare in tenera 

età svolgendo diversi lavori e le gravi difficoltà vissute nel corso del suo 

viaggio per giungere in Svizzera, sarebbe comprensibile che non conosca 

l’età dei membri della sua famiglia e nemmeno che età avesse egli nel 

corso delle tappe della propria vita.  

In ultimo, rispetto all’esito peritale, il ricorrente rileva che le conclusioni 

dell’accertamento medico si baserebbero unicamente sull’età ossea poi-

ché non sarebbe stato possibile effettuare la valutazione odontostomatolo-

gica in ragione dell’assenza degli ultimi quattro molari. Ritenuto che le ri-

sultanze della perizia non parrebbero escludere la sua minore età, la 

stessa andrebbe ritenuta anche in ossequio al principio “in dubio pro minor” 

come disposto dalla Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novem-

bre 1989 (RS 0.107, di seguito: CDF). 

La valutazione della SEM non sarebbe pertanto stata complessiva e il ri-

corrente andrebbe considerato minorenne per il proseguo della procedura 

d’asilo.  

6.3  

6.3.1 Nel caso in disamina, a titolo preliminare, occorre esaminare gli ac-

certamenti svolti, ovvero la perizia medica per determinare l’età del ricor-

rente. Contrariamente a quanto ritenuto dall’autorità inferiore, l’esito della 

stessa – che attesta la sua età inequivocabilmente oltre i 18 anni – non può 

essere ritenuta particolarmente concludente.  

6.3.2 I metodi applicati in Svizzera per la determinazione medica dell’età 

forniscono, a seconda del risultato, indizi da ponderare in modo diverso per 

stabilire se una persona è maggiorenne. Gli accertamenti fondati sull’ap-

proccio a tre pilastri prevedono, di norma, un esame clinico e una radio-

grafia della mano seguiti da una tomografia sterno-clavicolare e da un 

esame dello sviluppo dentale. L’esame clinico e la radiografia della mano 

non permettono di determinare in modo attendibile se una persona ha rag-

giunto o meno la maggiore età. La radiografia della mano viene, però, 

tutt’ora regolarmente utilizzata per stabilire se è necessario procedere con 

la tomografia sterno clavicolare e con l’analisi dello sviluppo dentale. La 

consultazione clinica permette invece, congiuntamente ad un’anamnesi 

dell’interessato, di riscontrare eventuali anomalie nello sviluppo corporeo 

influenti sulla stima dell’età. La tomografia sterno clavicolare e l’esame 

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dello sviluppo dentale, possono, invece, a seconda del risultato, condurre 

ad indizi più o meno concreti sulla maggiore età del richiedente l’asilo. Qua-

lora entrambe le investigazioni indichino un’età minima superiore a 18 anni, 

v’è da ritenere un indizio molto forte di maggiore età. Se da uno solo degli 

esami in parola risulti un’età minima superiore a 18 anni ma i rispettivi in-

tervalli tra età minima e massima si attestino su valori equivalenti, la mag-

giore età permane altamente probabile. La stessa è invece solo debol-

mente probabile se, con una sola età minima superiore a 18 anni, non vi è 

sovrapposizione tra gli intervalli, pur in presenza di una spiegazione me-

dica plausibile giustificante la diversa scala di valori. Vi sono poi ulteriori 

casistiche nelle quali le risultanze della tomografia sterno-clavicolare e 

dell’esame dello sviluppo dentale apportano solo indizi molto deboli rispet-

tivamente nessun indizio di maggiore età. Ad ogni modo, quanto più gli 

accertamenti medici costituiscono un indizio a favore della maggiore età, 

tanto meno è necessario procedere ad un apprezzamento generale delle 

prove (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2 e riferimenti citati).  

6.3.3 Ora, nella presente fattispecie, dall’esame odontostomatologico è ri-

sultato che a causa della mancanza di denti in sviluppo e dell’assenza di 

tutti i terzi molari, non è stato possibile procedere alla valutazione dell’età 

dentale dei diciottenni. Pertanto sono stati applicati i metodi di stima dell’età 

per bambini e adolescenti, che utilizzano i primi 7 denti permanenti mandi-

bolari. Da tale stima è risultato che la probabilità che A._______ abbia rag-

giunto e superato i 16 anni è elevata. L’età minima ritenuta per questo 

esame è dunque stata di 16 anni. Dalla tomografia sterno-clavicolare è ri-

sultata un’età minima di 19 anni. In un tale caso, conformemente alla giu-

risprudenza (DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2), sarebbe stato necessario verifi-

care se i rispettivi intervalli tra età minima ed età massima si sovrappon-

gono o meno. Nel caso in disamina, non è tuttavia possibile effettuare tale 

analisi. Invero, dall’esame odontostomatologico non vengono riportati né 

gli intervalli, né l’età media, né la deviazione standard, ma è stata riportata 

soltanto l’età minima. Le conclusioni della perizia (cfr. atto della SEM 

n. 20/10, pag. 10) si fondano dunque unicamente sui risultati della tomo-

grafia sterno-clavicolare senza alcun riferimento o presa in conto 

dell’esame odontostomatologico. Di conseguenza, contrariamente a 

quanto ritenuto dalla SEM nella decisione impugnata, nella fattispecie l’ac-

certamento medico non può esse considerato un forte indizio a favore della 

maggiore età, bensì semmai un indizio tra i tanti.  

 

 

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Pagina 10 

6.4  

6.4.1 Tuttavia, nel caso in disamina, il Tribunale non condivide la disamina 

del ricorrente per diversi motivi. Appare d’uopo ricordare all’insorgente che, 

per quanto concerne la minore età, è al richiedente asilo che incombe 

l’onere della prova al riguardo. In presenza di un accertamento dei fatti 

esaustivo e corretto, se la valutazione globale degli atti di causa non per-

mette di ritenere che l’interessato l’abbia resa verosimile, questi sarà tenuto 

ad assumersene le conseguenze, venendo pertanto considerato maggio-

renne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e rif. ivi citati).  

6.4.2  

6.4.2.1 Innanzitutto, come rettamente riportato nella decisione della SEM, 

l’insorgente non ha fornito alcun documento d’identità a comprova della 

sua minore età. Egli ha solamente prodotto la fotocopia di una lettera sco-

lastica, con traduzione, rilasciata dalla Direzione dell’educazione di 

E._______, dalla quale si può solamente evincere che la scuola si compli-

menta con un certo “(…)” il quale è considerato il miglior studente della 

scuola (cfr. atti della SEM n. 32/1 e 33/-). Il Tribunale non può che concor-

dare con la valutazione della SEM che tale documento non ha alcun valore 

probatorio in quanto non contiene indicazioni in merito a chi appartenga 

tale documento, non vengono indicati un’identità completa e neanche un 

luogo o una data. Pertanto il precitato documento, non è suscettibile di 

comprovare l’identità dell’insorgente.  

6.4.2.2 Per quanto attiene alle dichiarazioni rese dall’insorgente riguardo 

alla sua età, per la loro incoerenza e vaghezza, la conclusione dell’autorità 

inferiore merita accoglimento. In rapporto alla propria età vi sono difatti de-

gli elementi che risultano inficiare la credibilità delle allegazioni dell’insor-

gente circa la verosimiglianza dell’età allegata. In primo luogo, il ricorrente 

non è riuscito a spiegare in modo convincente come egli avrebbe avuto 

conoscenza della propria data di nascita esatta. Dapprima egli infatti ha 

riportato la data di nascita (…) secondo il calendario solare, affermando 

che la data sarebbe anche scritta nella tazkara e che pure sua madre 

gliel’avrebbe detta perché l’avrebbe scritta da qualche parte (cfr. atto della 

SEM n. 23/14, p.to 1.06, pag. 3). A domanda precisa su dove fosse scritta 

la sua data di nascita, il ricorrente ha affermato “Sulla Tazkara” e che 

quando era molto piccolo, l’avrebbe vista scritta sulla propria Tazkara (cfr. 

atto della SEM n. 23/14, p.to 1.06, pag. 3). Senonché, successivamente il 

ricorrente ha modificato tale sua affermazione, sostenendo dapprima che 

quando egli avrebbe ottenuto la Tazkara non sapeva leggere e che nella 

stessa non vi fosse scritta la data di nascita precisa con il mese, ma sola-

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mente l’anno (cfr. atto della SEM n. 23/14, p.to 4.03, pag. 8). Successiva-

mente ha dichiarato che la data precisa gliel’avrebbe comunicata la madre 

e nella tazkara era riportata la data completa in calendario persiano, ovvero 

(…) Infine, nuovamente ha modificato la sua versione affermando che sulle 

vecchie tazkara non è indicato il giorno della nascita, ma solo il mese e 

l’anno e che la data completa gli sarebbe stata comunicata dalla madre 

(cfr. atto della SEM n. 23/14, p.to 4.03, pag. 8).  

In secondo luogo, un ulteriore elemento a favore della tesi dell’autorità in-

feriore concerne la data di nascita che il ricorrente ha dichiarato alle guar-

die di Confine svizzere e che sarebbe anche quella registrata in Grecia e 

rispettivamente anche la data di nascita registrata in Croazia. In effetti, il 

ricorrente, in data (…) novembre 2021 è stato sottoposto ad un fermo da 

parte delle Guardie di Confine e quale data di nascita è stato riportato il 

(…)  gennaio 2001 (cfr. atto della SEM n. 1/8). Nel corso dell’interrogatorio 

PA-RMNA a domanda dell’interrogante l’insorgente ha dichiarato che la 

data è stata messa nel periodo in cui si trovava in Grecia in quanto, a suo 

dire, le autorità greche, nonostante le indicazioni dell’interprete non avreb-

bero voluto modificarla (cfr. atto della SEM n. 23/14, p.to 1.06, pag. 3) e 

che forse gli agenti hanno preso la data sul certificato Pfizer che il ricorrente 

avrebbe fatto in Grecia. Tale conclusione appare inverosimile, tanto più che 

dal rapporto delle Guardie di Confine non viene minimamente accennato 

del possesso del richiedente di un certificato covid. Inoltre, il fatto che sia 

la data di nascita che sarebbe stata registrata in Grecia a detta del ricor-

rente (il (…) gennaio 2001; cfr. atto della SEM n. 23/14, p.to 1.06, pag. 3), 

sia la data di nascita effettivamente registrata in Croazia (del 

(…) aprile 2002; cfr. atto della SEM n. 34/2), siano dissimili con quella af-

fermata dall’insorgente in corso di procedura di prima istanza e tra loro 

siano pure differenti, in realtà risulta essere un ulteriore elemento a soste-

gno dell’inverosimiglianza della minore età allegata dal medesimo nella 

presente procedura. 

6.4.2.3  Oltracciò, l’autorità inferiore appare aver proceduto ad un esame 

completo e corretto dei fatti determinanti per giungere ad una valutazione 

in merito all’età dell’insorgente – esaminando e ponderando tutti gli ele-

menti presenti all’incarto – ponendo segnatamente a quest’ultimo dei que-

siti puntuali e precisi durante l’audizione RMNA, come pure concedendogli 

un diritto di essere sentito specifico circa l’età asserita. È basandosi sulle 

informazioni raccolte, ed a seguito di una ponderazione globale degli ele-

menti in suo possesso, che l’autorità inferiore ha quindi concluso circa la 

maggiore età dell’insorgente. 

D-669/2022 

Pagina 12 

6.5 Nelle sufferite circostanze, anche il Tribunale in una valutazione globale 

di tutti gli elementi in presenza, e in presenza di una fattispecie giuridica 

sufficientemente completa, ritiene che l’insorgente – al quale si ribadisce 

incombeva l’onere della prova in merito (cfr. supra consid. 6.4.1) – non è 

stato in grado di rendere verosimile la sua supposta minore età al momento 

dell’inoltro della sua domanda d’asilo in Svizzera. Ciò comporta che lui 

debba assumerne le conseguenze, ovvero che egli sia considerato mag-

giorenne in conformità con la giurisprudenza succitata (cfr. supra con-

sid. 6.4.1), che le disposizioni normative relative ai minorenni non gli siano 

applicabili ed egli non possa a ragione avvalersene, come considerato ret-

tamente anche nella decisione impugnata della SEM. Frattanto, non risulta 

esserci spazio in casu neppure per un’applicazione del principio “in dubio 

pro minor” citato in sede ricorsuale (cfr. a tal proposito anche la sentenza 

del Tribunale D-4143/2021 del 29 settembre 2021 consid. 6.2 con ulteriore 

rif. citato).  

7.  

7.1 Proseguendo nell’analisi ai sensi dell’art. 3 par. 1 RD III, la domanda di 

protezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia 

quello individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15 RD III). 

La determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base 

della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato la 

domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 RD III) 

Nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), non 

viene effettuato, in linea di massima, un nuovo esame relativo alla deter-

minazione dello Stato membro competente secondo il capo III (cfr. DTAF 

2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1).  

7.2 Ciascuno Stato membro può decidere, in deroga all’art. 3 par. 1 RD III, 

di esaminare una domanda di protezione internazionale presentata da un 

cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli 

compete (“clausola di sovranità” – art. 17 par. 1 RD III). 

8.  

8.1 Nel caso in disamina, le investigazioni effettuate dalla SEM hanno rive-

lato, dopo consultazione dell’unità centrale del sistema europeo “EURO-

DAC”, che l’interessato ha depositato una domanda d’asilo in Croazia il 

(…) ottobre 2021, e che, a richiesta della SEM, le competenti autorità 

croate hanno accettato di riprendere in carico il ricorrente in applicazione 

dell’art. 18 par. 1 lett. c RD III (cfr. atti della SEM n. 11/1 e 34/2). Pertanto 

la Croazia è quindi tenuta, in principio, a riprendere in carico l’insorgente.  

D-669/2022 

Pagina 13 

9.  

9.1 Ciò posto, occorre tuttavia esaminare se possono esserci fondati motivi 

di credere che esistano, nel suddetto Paese, carenze sistemiche nella sua 

procedura d’asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti l’asilo, 

implicanti il rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi dell’art. 

4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (CartaUE; cfr. 

art. 3 par. 2 2a frase RD III). 

9.2 A questo proposito è opportuno ricordare che la Croazia è vincolata 

dalla CartaUE, dalla CEDU, dalla Convenzione contro la tortura ed altre 

pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (RS 

0.105, di seguito: Conv. tortura), come pure dalla Convenzione sullo statuto 

dei rifugiati del 28 luglio 1951 (RS 0.142.30, di seguito: Conv. rifugiati) con 

il relativo Protocollo aggiuntivo (RS 0.142.301), e che perciò è tenuta ad 

applicarne le disposizioni. 

9.3 Agli occhi del Tribunale, nonostante le prese di posizione critiche in 

materia di numerosi organismi, il sistema d’asilo e d’accoglienza croato non 

presenta delle carenze sistemiche, rispettivamente dei rischi avverati di 

push-back alla frontiera con la Bosnia ed Erzegovina (cfr. la recente sen-

tenza di coordinamento del Tribunale E-1488/2020 del 22 marzo 2023 con-

sid. 9; tra le altre le sentenze del Tribunale D-440/2023 del 7 febbraio 2023 

consid. 5.5 con ulteriori rif. cit.; D-407/2023 del 1° febbraio 2023 con-

sid. 7.2; E-1684/2022 dell’11 gennaio 2023 consid. 6.2). Per un cambia-

mento della giurisprudenza precitata, non sono dati gli estremi nel caso in 

parola, anche tenuto conto dei vari rapporti delle organizzazioni non gover-

native e delle fonti di testate giornalistiche citate nel ricorso dall’insorgente. 

In primo luogo, a differenza di quanto sostenuto nel gravame dall’insor-

gente egli non ha dimostrato, con degli elementi concreti e circostanziati, 

né è desumibile dagli atti all’inserto, che lo Stato di destinazione non sia 

intenzionato a riprenderlo in carico e a portare a termine correttamente la 

procedura relativa alla sua domanda di protezione in violazione della diret-

tiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 

2013 recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca 

dello status di protezione internazionale (di seguito: direttiva procedura). 

Le argomentazioni dell’insorgente in merito all’agito violento che sarebbe 

stato messo in atto da parte di alcuni agenti della polizia croata ai danni del 

ricorrente, come riportato ampiamente in sede di PA-RMNA e ripreso an-

che nell’atto ricorsuale (cfr. atto della SEM n. 23/14 e p.to 3 pag. 7 e 8 del 

ricorso del 10 febbraio 2022), non risultano essere per nulla sostanziate da 

elementi concreti e probanti. Tali assunti non sono sufficienti per ritenere 

D-669/2022 

Pagina 14 

che il ricorrente subirebbe un trattamento uguale nel caso di un ritorno in 

Croazia.  

9.4 Il ricorrente, non ha del resto apportato alcun indizio oggettivo, serio e 

concreto che sarebbe privato durevolmente, in tale Paese, di ogni accesso 

alle condizioni materiali d’accoglienza previste dalla direttiva 2013/33/UE 

del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme 

relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale (di seguito: 

direttiva accoglienza) e che non potrebbe beneficiare dell’aiuto necessario 

per far valere i propri diritti. Il ricorrente potrà inoltre richiedere l’aiuto delle 

preposte autorità nel caso in cui si sentisse concretamente minacciato in 

Croazia da parte di terzi, Paese che dispone di un sistema di polizia e di 

giustizia funzionante, che è in grado e disposto ad offrire l’aiuto necessario. 

Altresì, non si evince dagli atti all’incarto né dal gravame alcun indizio serio 

e concreto suscettibile di dimostrare che lo Stato di destinazione non ri-

spetterebbe il principio del divieto di respingimento e, dunque, verrebbe 

meno ai suoi obblighi internazionali rinviandolo in un paese dove la sua 

vita, integrità corporale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da 

dove rischierebbe di essere respinto in un tale paese. Non può inoltre es-

sere dato alcun credito alle allegazioni generiche ricorsuali dell’insorgente 

(cfr. p.to 3, pag. 11 dell’atto ricorsuale), e non supportate da alcun mezzo 

di prova, che vi sarebbe il rischio per lui, se tornasse in Croazia, di essere 

rinviato in Afghanistan, visto che, a suo dire, sarebbe in vigore una pratica 

sistematica delle autorità croate di respingere le domande d’asilo di citta-

dini afghani. Difatti, non è in alcun modo deducibile dalle dichiarazioni ri-

corsuali che i richiedenti afghani vengano attualmente allontanati verso il 

loro paese d’origine. Non si evince pertanto, né dagli atti all’incarto, né dal 

gravame alcun indizio serio e concreto suscettibile di dimostrare che lo 

Stato di destinazione non rispetterebbe il principio del divieto di respingi-

mento e, dunque, verrebbe meno ai suoi obblighi internazionali rinviando 

l’interessato in un paese dove la sua vita, integrità corporale o libertà sa-

rebbero seriamente minacciate o dove rischierebbero di essere respinti in 

un tale paese. 

Pertanto, l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si giustifica nel 

caso di specie. 

9.5 Inoltre, non risultano esserci neppure degli ostacoli all’esigibilità della 

misura d’allontanamento per dei motivi di salute. Invero, da un esame d’uf-

ficio da parte del Tribunale degli atti all’inserto, non si rilevano delle proble-

matiche di salute di cui il ricorrente sarebbe affetto, ostative all’esecuzione 

D-669/2022 

Pagina 15 

del suo trasferimento secondo la giurisprudenza topica in materia (cfr. sen-

tenza della CorteEDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1; sentenza della CorteEDU Paposhvili 

contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.). Essendo per 

il resto osservato come lo stesso, in merito, non sollevi alcunché nel proprio 

gravame. Pertanto, tenuto conto di quanto sopra, non vi è motivo di appli-

care la clausola discrezionale di cui all’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di 

sovranità”).  

9.6 Ne discende, che il trasferimento dell’interessato verso la Croazia non 

è contrario agli obblighi che derivano dalle disposizioni convenzionali alle 

quali la Svizzera è legata.  

9.7 In siffatte circostanze, non traspaiono quindi elementi per ritenere che 

l’autorità inferiore abbia esercitato in maniera contraria al diritto il suo po-

tere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Non risulta per-

tanto alcun motivo per applicare le clausole discrezionali previste all’art. 17 

par. 1 RD III, rispettivamente all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1. 

9.8 Di conseguenza, in mancanza dell’applicazione di tali disposizioni da 

parte della Svizzera, la Croazia è competente per l’esame della domanda 

di asilo del ricorrente ed è tenuta a riprenderlo in carico in ossequio alle 

condizioni poste dal RD III. 

10.  

Ne discende che è quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito 

della domanda d’asilo del ricorrente, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 

lett. b LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso la Croazia confor-

memente all’art. 44 LAsi. In conclusione, con il provvedimento impugnato, 

l’autorità inferiore non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere 

di apprezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incom-

pleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il ricorso deve 

quindi essere respinto e la decisione dell’autorità inferiore confermata. 

11.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande di causa 

relative alla concessione dell’effetto sospensivo al ricorso e all’esenzione 

dal versamento di un anticipo sulle spese processuali risultano divenute 

senza oggetto. 

12. Altresì, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

D-669/2022 

Pagina 16 

dal versamento delle spese processuali, è respinta. Le spese processuali 

di CHF 750.– che seguono la soccombenza, sono quindi poste a carico del 

ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1–3 del regolamento sulle tasse 

e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).  

13.  

Le misure supercautelari ordinate dal Tribunale l’11 febbraio 2022 deca-

dono con la presente decisione finale (cfr. HANSJÖRG SEILER, in: Wald-

mann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, n. 54 ad 

art. 56 PA).  

14.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

  

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Pagina 17 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta.  

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-

derale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

Data di spedizione: