# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bb284791-23fd-5faf-9c8c-de46cd8292db
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-03-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.03.2002 34.2001.7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2001-7_2002-03-25.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2001.00007-11

   

  FC/sc

  	
  Lugano

  25 marzo 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Francesca
  Cassina-Barzaghini

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 29 gennaio
2001 di

 

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  1. __________
  Fondazione collettiva delle __________ (già __________, Fond. coll. per la
  previdenza del personale), 

  ,  

  2. Fondazione
  patronale delle __________, ,

  rappr. dall'avv. __________ 

  3. Fondaz.
  coll. LPP del personale __________, ,

  rappr. dall'avv. __________ 

  4.
  __________,  

  rappr. da: avv. __________,  

  5.
  __________,  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  in materia di previdenza professionale

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________ è
entrato alle dipendenze della Banca __________, facente parte del gruppo __________,
il 1. novembre 1987. Ai fini della realizzazione della previdenza professionale
dei propri dipendenti, il gruppo __________ era organizzato attraverso una
Fondazione paritetica denominata __________ e un Fondo padronale denominato
__________. Nel 1998, nel contesto di una ristrutturazione del gruppo
__________, la Banca __________ venne rilevata dalla __________ sotto la
ragione sociale __________. Per quest'ultimo istituto bancario il signor
__________ ha continuato la sua attività professionale sino al 30 novembre
1999, data per la quale egli ha rassegnato le proprie dimissioni (doc. _ inc.
_). A seguito della disdetta del contratto, la __________ ha versato
all'assicurato una prestazione di libero passaggio di fr. 984'137.50 (doc. _,
inc. _).  

 

                               1.2.   Nell'ambito
della menzionata ristrutturazione del gruppo __________, il Consiglio di
fondazione della __________, nella sua seduta del 4 settembre 1998, ha
predisposto lo scioglimento del contratto d'affiliazione per il 31 dicembre
seguente. Per i suoi dipendenti, la __________ ha deciso l'affiliazione, con
effetto dal 1. gennaio 1999, alla __________, Fondazione collettiva per la
previdenza del personale (ora: __________ Fondazione collettiva delle
__________) (in seguito: __________), dandone comunicazione al personale con
circolare del 9 dicembre 1998 (doc. _, inc. _).

 

                                         Con
provvedimento 6 gennaio 1999 l'Amt für __________, ha omologato la liquidazione
parziale intrapresa dalla __________ dando approvazione al trasferimento del
capitale previdenziale accumulato dai dipendenti della __________ e dei
relativi fondi liberi alla __________, nuovo istituto di previdenza della
__________ (doc. _, inc. _). Con scritto 30 luglio 1999 alla medesima autorità
di vigilanza __________, l'Ufficio di revisione della __________ ha comunicato 
che la liquidazione parziale della fondazione di previdenza era stata portata a
termine (doc. _, inc. _).

 

                               1.3.   Sempre
contestualmente alla citata ristrutturazione aziendale, con deliberazione del
1. settembre 1999 il consiglio di fondazione dell'__________ ha deciso lo
scioglimento organizzativo dello stesso per il 30 settembre 1999 (doc. _ inc.
_). Alla ex __________, ora __________, nella sua qualità di affiliata al
gruppo __________ e datore di lavoro contribuente dell'__________, in base al
piano di riparto è spettata una quota sul capitale della fondazione pari a fr.
2'866'110.65 (doc. _ inc._).

 

                                         Conformemente
alle istruzioni impartite dalla direzione della __________ (doc. _ inc. _), la
suddetta somma fu in seguito trasferita in ragione di fr. 2'000'000 alla
__________, nuovo fondo di previdenza dell'istituto bancario, e dei restanti
fr. 866'110.65 alla neo costituita Fondazione patronale della __________ con
sede a __________ (doc. _ inc. _). 

 

                               1.4.   La
Commissione paritetica per la previdenza della __________, su proposta
dell’istituto bancario stesso, decideva in data 26 ottobre 1999 che la quota
dei fondi liberi di fr. 2 Mio depositata presso la __________ andava ripartita
sui conti individuali degli impiegati assicurati e dipendenti dell'istituto
bancario al 31 dicembre 1998, alla condizione di essere ancora impiegati al 31
dicembre 1999, secondo quattro criteri: salario assicurato, età, anni di
servizio e capitale di vecchiaia presente (doc. _ inc. _). Di tali decisioni la
Banca ha dato comunicazione scritta a tutto il personale con circolare 27
ottobre 1999 (doc. _ inc. _).   

 

                               1.5.   Con
provvedimento 6 luglio 2000 la già citata autorità di vigilanza del Canton
__________ ha comunicato il suo consenso al trasferimento collettivo dei fondi
liberi dell'__________ di spettanza della __________ alla __________ e alla
neocostituita Fondazione Patronale del medesimo istituto bancario (doc. _, inc.
_). Sempre in data 6 luglio 2000 ha autorizzato l'avvenuta assunzione di tutti
i diritti e tutte le obbligazioni dell'__________ ad opera della __________,
sulla base del bilancio al 31 dicembre 1998 e ordinato la cancellazione
dell'__________ da Registro di commercio (doc. _, inc _).

 

                               1.6.   Il 25 maggio
2000 la __________ comunicava alla __________ che, a seguito della liquidazione
parziale, ai dipendenti della ex __________ spettava collettivamente
un'ulteriore pretesa sui fondi liberi di fr. 616'255.50. Conformemente alle
istruzioni impartite dalla Banca, detto  importo fu trasferito, il 29 giugno
rispettivamente il 14 luglio 2000, in ragione di fr. 147'467.10 alla Fondazione
Patronale della __________ e di fr. 468'788.40 alla __________ (doc. _, inc.
_).

 

                               1.7.   Con due
scritti del 30 dicembre 1999 e 21 gennaio 2000 __________ si è rivolto alla
__________ e alla Commissione di previdenza della __________, lamentando in
sostanza di essere stato escluso dalla ripartizione dei fondi liberi
dell'__________F (doc. _ inc. _).

                                         Con
lettera del 25 gennaio 2000 l'adita Commissione di previdenza ha negato ogni
pretesa dell'ex dipendente (doc. _, inc _).

                                         

                               1.8.   Dopo
ulteriori scambi di corrispondenza intercorsi con la __________ e  la
__________ (doc. _, inc _), __________, assistito dall'avv. __________, ha
presentato una petizione al TCA nei confronti della __________, della
Fondazione patronale della __________ (in seguito: Fondazione patronale della
banca), della Personalvorsorgestiftung der __________, della __________ e della
__________ postulando quanto segue:

 

" 
(…)

1.      La petizione è accolta e conseguentemente

 

1.1.   È accertato
il diritto del signor __________ a partecipare alla ripartizione dei fondi
liberati con lo scioglimento e liquidazione __________.

1.2.   È fatto
obbligo alla Commissione per la previdenza della __________, rispettivamente
alla __________ Fondazione collettiva per la previdenza del personale, di
allestire un nuovo piano di ripartizione che comprenda anche il signor
__________ tra i beneficiari.

1.3.   È fatto
obbligo alla Commissione per la previdenza della __________, rispettivamente
alla __________ Fondazione, collettiva. per la previdenza del personale, di
procedere alla ripartizione tra i beneficiari aventi diritto dell'intero,
patrimonio ricevuto dalla liquidazione __________ e in particolare anche
dell'importo di fr. 866'110.65 trattenuti per la costituzione della Fondazione
patronale della __________.

1.4.   È fatto
obbligo alla Commissione per la previdenza della __________, rispettivamente
alla __________ Fondazione collettiva per la previdenza, di versare i
corrispondenti importi presso la __________ Fondazione collettiva per la
previdenza professionale sul conto del signor __________, ad integrazione della
prestazione di libero passaggio.

1.5.   I convenuti
Personalvorsorgestiftung der __________, __________, Fondazione patronale della
__________, e __________, sono condannati in solido a versare alla __________
Fondazione collettiva per la previdenza del personale della __________
l'importo di fr. 866110.65 oltre interessi al 5% dal 1° ottobre 1999, per essere
ripartito tra gli aventi diritto come ai punti 1.2. e .1.3. di cui sopra.

 

2.      Protestate spese e ripetibili." (I)

 

L'attore,
ricordato come egli sia rimasto alle dipendenze della __________
(precedentemente Banca __________) per 12 anni e sino al 30 novembre 1999,
ritiene in sostanza di aver diritto, sulla base dell'art. 23 LFLP, ad una parte
dei fondi liberi derivanti dalla liquidazione parziale dell'__________ e
trasferiti collettivamente in parte alla __________ (fr. 2 Mio) e in parte alla
Fondazione patronale della banca (fr. 866'110.65).

Censura in
particolare la deliberazione del 26 ottobre 1999 della Commissione di
previdenza della Banca, segnatamente il piano di ripartizione dei fr. 2 Mio
provenienti dall'__________, con il quale sono stati esclusi dalla cerchia dei
beneficiari tutti quei dipendenti che al 31 dicembre 1999 si trovavano, come
__________, in un rapporto di lavoro disdetto. Ritiene inoltre che i fr.
866'110.65 trasferiti al neo costituito Fondo padronale della banca debbano
essere reintegrati nel patrimonio liberato con la liquidazione dell'__________
e, quindi, versati alla __________ per poi venir ripartiti tra i dipendenti del
gruppo __________ aventi diritto ex art. 23 LFLP e meglio conformemente alla
deliberazione del 1. settembre 1999 del Consiglio di fondazione
dell'__________. 

Delle
ulteriori motivazioni e allegazioni di petizione si dirà, per quanto occorra,
nei considerandi di diritto.

 

                               1.9.   Con risposta
27 marzo 2001 la __________ e la __________, rappresentate dall'avv. __________,
hanno proposto al TCA di giudicare:

 

" 
(…)

I.    In ordine

 

1.                                                                            La __________ è dimessa dalla lite per carenza di legittimazione
passiva.

 

2.                                                                            La petizione 29 gennaio 2001 di __________ è irricevibile per
carenza di competenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni.

 

3.                                                                            L'eccezione di "res iudicata" è accolta. Di conseguenza la
petizione di __________ è irricevibile.

 

4.                                                                            L'eccezione di litisdipendenza è accolta. Di conseguenza la
petizione di __________ è irricevibile.

 

5.   Protestate
tasse, spese e ripetibili.

 

 

II.   Nel merito

 

1.   La petizione
è respinta.

 

2.   Protestate
tasse, spese e ripetibili." (Doc. _, pag. 23-24)

 

                             1.10.   La __________
e l'omonima fondazione patronale, assistite dall'avvocato __________, hanno a
loro volta contestato anzitutto la competenza dello scrivente Tribunale a
conoscere il merito della vertenza e postulato in ogni caso la reiezione nel
merito della petizione, contestando altresì la legittimazione passiva delle
convenute.

 

                             1.11.   Dal canto
suo, con risposta datata 27 marzo 2001 la __________ ha pure chiesto
l'accertamento dell'incompetenza del TCA e proposto comunque il rigetto nel
merito delle domande attoree.

 

                             1.12.   Le
motivazioni proposte dalle parti convenute negli allegati di risposta verranno
esposte nei considerandi di diritto, in quanto rilevanti per il suo esito. 

 

                             1.13.   Con replica
del 25 giugno 2001 __________, sempre tramite il suo legale, ha in sostanza
ribadito le allegazioni formulate con la petizione. Con specifico riferimento
all'eccezione di incompetenza, ha osservato quanto segue:

 

" 
(…)

ad B.

Sulla competenza.

L'attore si rimette al giudizio di codesto Tribunale e rimanda
alle considerazioni esposte al capitolo introduttivo "In ordine" della
petizione.

Comunque, prendendo spunto dalle argomentazioni di controparte,
l'attore ritiene che la negazione del suo diritto di vedere integrata la
propria prestazione di libero passaggio con il provento della liquidazione
dell'__________ determini la competenza giudiziaria di codesto TCA.

 

Il Consiglio di fondazione dell'__________ ha definito le
modalità di liquidazione del fondo e stabilito un piano di ripartizione che
toglieva la libera disponibilità su quel patrimonio. Con la messa in
liquidazione del fondo sorge un diritto che può essere fatto valere in giudizio
e l'esclusione di qualsiasi "Rechtsansprüche" di cui all'art.
3 degli Statuti dell'__________ (doc. _) non può essere invocata.

Non si tratta infatti più di fondi liberi e il successivo mancato
rispetto dei criteri di distribuzione di quel patrimonio stabiliti dal
Consiglio di fondazione dell'__________ da parte della Commissione di
previdenza della __________ chiamata a darvi esecuzione sostituisce una
violazione dei diritti dell'assicurato che il Tribunale è competente a
sanzionare. (…)" (Doc. _, pag. 2-3)

 

L'attore ha
altresì precisato di aver formulato, in data 23 gennaio 2001, un reclamo
all'UFAS avverso il piano di ripartizione dei fondi liberi provenienti dal
disciolto __________ stabilito dalla __________ con l'accordo della Commissione
paritetica di previdenza.

 

                             1.14.   Le parti
convenute si sono a loro volta riconfermate nelle proprie posizioni negli
allegati di duplica presentati dall'avv. __________ in data 9 agosto 2001,
dall'avv. __________ il 14 agosto 2001 e dalla __________ il 10 agosto 2001.
Con ulteriore scritto del 15 agosto seguente la __________ ha segnalato di aver
modificato la propria ragione sociale in __________ Fondazione collettiva
__________. 

                                      

                             1.15.   Il TCA ha in
seguito proceduto ad alcuni accertamenti, segnatamente presso l’Amt für
Gemeinden und berufliche Vorsorge des Kantons __________, Berufliche Vorsorge
und Stiftungen (XXVII, XXVIII) e l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali
(UFAS) (XXVI, XXX), che sono stati intimati alle parti (XXIX, XXXI). In
proposito, con uno scritto del 6 febbraio 2002 l'avv. __________, in
rappresentanza delle parti da lui assistite, si è  sostanzialmente confermato
nelle proprie posizioni (XXXII).

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Preliminarmente
tutte le parti convenute hanno sollevato l'eccezione di incompetenza materiale
del TCA. Rilevato come l'attore pretenda in sostanza l'attribuzione di una
parte dei fondi liberi provenienti dall'__________ e versati alla __________ e
alla Fondazione patronale della __________, ritengono che la competenza ex art.
73 LPP debba essere negata, le censure e le pretese dell'attore essendo da far
valere facendo uso dei rimedi previsti dall'art. 74 LPP.

                                         Rilevano
inoltre che la via giudiziaria dell'art. 73 LPP sarebbe pure esclusa
trattandosi in concreto di un litigio concernente un fondo padronale che
concedeva delle prestazioni volontarie e disponeva di un patrimonio libero al
quale i destinatari non hanno mai contribuito e sul quale essi non avevamo
quindi alcun diritto.

 

                               2.2.   Giusta
l'art. 73 cpv. 1 LPP le controversie tra istituti di previdenza, datori di
lavoro e aventi diritto sono decise da un Tribunale di ultima istanza cantona­le.

                                         Competente
nel Canton Ticino è il Tribunale cantonale delle assicurazioni quale istanza
unica (art. 8 LALPP).

                                         L'art. 73
LPP si applica, da un lato, agli istituti di previdenza registrati di diritto
privato o di diritto pubblico, sia per quel che concerne le prestazioni minime
obbligatorie che per quel che attiene alle prestazioni più estese di quelle
minime (art. 49 cpv. 2  LPP) e, d'altro lato, alle fondazioni di previdenza a
favore del personale non registrate, nel campo delle prestazioni che eccedono
il minimo obbligatorio (art. 89bis cpv. 6 CCS; DTF 120 V 18 consid. 1; DTF 119
V 443; RDAT I-1994 pag. 195; SZS 1994 pag. 65; RDAT I-1993 pag. 233, DTF 116 V
220 consid. 1a, DTF 115 V 247 consid. 1a, DTF 114 V 104 consid. 1a, DTF 113 V
200 consid. 1a, DTF 112 V 358 consid. 1a = RCC 1987 pag. 179, RCC 1988 pag. 48
= SZS 1988 pag. 47; Viret, "La jurisprudence du TFA en matière de prévoyance
professionnelle: Questions de procédure" in RSA 1989 pag. 84;
Schwarzenbach-Hanhart, "Die Rechtspflege nach BVG" in SZS 1983 pag.
174).

                                         Le
controversie tra gli assicurati (o gli aventi diritto) e gli istituti di
previdenza competono tuttavia al Tribunale citato al considerando precedente
unicamente se la contestazione concerne la previdenza professionale in senso
stretto o in senso lato (SZS 1995 p. 392 consid. 1a; DTF 120 V 18 consid. 1a;
DTF 120 V 129; DTF 119 V 443; STS 1990 p. 205; DTF 116 V 221; DTF 116 V 112;
DTF 112 Ia 613; Meyer, die Rechtswege nach dem Bundesgesetz über die
beruflichen Alters- Hinterlassenen- und Invalidenversicherung, ZSR 1987 I p.
608¸613).

 

                               2.3.   Vertenze tra
istituti di previdenza e aventi diritto sono segnatamente quelle concernenti le
prestazioni assicurative, le prestazioni di libero passaggio, le questioni
contributive, altre prestazioni oppure particolari temi per esempio riferiti
alla produzione di atti o al rilascio di informazioni; pure da annoverare in
quest’ambito sono determinate azioni di accertamento o azioni costitutive (DTF
116 V 113; H. Walser, aktuelle rechtliche Probleme im Hinblick auf den Vollzug
des BVG, SZS 1988 p. 293). 

                                         Per
contro le vie di diritto dell'art. 73 LPP non sono aperte qualora la controversia
non trova fondamento giuridico nella previdenza professionale, anche se essa
dovesse avere degli effetti rientranti nel campo di detta previdenza (DTF 125 V
168 consid. 2, DTF 122 V 323 consid. 2b con riferimenti);

                                         

                                         Non
configurano prestazioni che possono essere fatte valere tramite la procedura di
cui all'art. 73 LPP nemmeno quelle erogate in virtù del puro apprezzamento
degli istituti di previdenza (le cosiddette “Ermessensleistungen”, “prestazioni
discrezionali”) (SZS 2001 p. 190, 1995, SZS p. 392/393 consid. 2b; DTF 117 V
216 consid. 1a; SVR 1995 BVG n. 21 pag. 53; cfr. anche A. Maurer,
Bundessozialversicherungsrecht, Basilea 1994, p. 240 N 648; Riemer, Da Recht
der beruflichen Vorsorge, Berna 1985; § 6 N 5; H. Walser, Der Rechtsschutz der Versicherten
bei Rechtsansprüche aus beruflichen Vorsorge" in Evoluzione del diritto
delle assicurazioni sociali, Miscellanea per il 75° anniversario del TFA, p.
479; K. Schweizer, Rechtlichen Grundlagen der Anwartschaft auf eine
Stiftungsleistung in der beruflichen Vorsorge, 1985 p. 72ss.; C. Helbling,
Personalvorsorge und BVG, Berna Stoccarda, Vienna 1995, p. 488).

                                         Anche i
fondi padronali prevedono simili prestazioni discrezionali che possono venir
concesse in casi di rigore o di bisogno e sulle quali i destinatari vantano
delle semplici aspettative e non dei diritti (cfr. SZS 1995 p. 391ss.; J. A.
Schneider, op. cit., p. 54 e "Fonds libres et liquidation de caisses de
pensions" in SZS 2001 pag. 451 seg. (479)).

                                         

                               2.4.   Secondo
l'art. 74 cpv. 1 e 2 lett. c LPP il Consiglio federale istituisce una
commissione di ricorso indipendente dall'amministrazione, la quale giudica, fra
l'altro, i ricorsi interposti contro le decisioni dell'autorità di vigilanza.

                                         Le
decisioni della commissione di ricorso possono essere impugnate al Tribunale
federale con ricorso di diritto amministrativo.

 

Conformemente all'art. 61 cpv. 1 LPP ogni Cantone
designa un'autorità che vigila sugli istituti di previdenza con sede nel suo
territorio.

L'art. 61 cpv. 2 LPP stabilisce che il Consiglio
federale determina a quali condizioni gli istituti di previdenza sono
sottoposti alla vigilanza della Confederazione.

In virtù dell'art. 3 cpv. 1 lett. a
dell'Ordinanza concernente la vigilanza sugli istituti di previdenza e la loro
registrazione del 29 giugno 1993 (OPP1) l'Ufficio federale delle assicurazioni
sociali (UFAS) vigila sugli istituti di previdenza di carattere nazionale e
internazionale.

L'art. 62 cpv. 2 LPP prevede che, trattandosi di
fondazioni, l'Autorità di vigilanza, assolve anche i compiti designati negli
art. 84 cpv. 2, 85 e 86 CCS, ciò che implica in particolare che essa provvede
affinché i beni siano impiegati conformemente al fine della fondazione.

                                      

 

                               2.5.   Secondo
l'art. 23 LFLP, in vigore dal 1. gennaio 1995, in caso di liquidazione parziale
o totale dell'istituto di previdenza al diritto alla prestazione d’uscita si
aggiunge un diritto individuale o collettivo ai fondi liberi.

                                         L’autorità
di vigilanza decide se le condizioni di una liquidazione parziale o totale sono
adempiute e ne approva il relativo piano di ripartizione (cfr. J.A. Schneider,
in "La LFLP et son odonnance"  in SZS 1994 p. 421 e"Fonds
libres…" in SZS 2001 pag. 451 seg.; Riemer, Fragen der Teilliquidation von
Einrichtungen der berufliche Vorsorge unter besonderer Berücksichtigung des
Grundsatzes der Gleichbehandlung, in: SZS 1999 p. 349). 

                                         L'art. 23
LFLP è applicabile ai rapporti previdenziali nei quali un istituto di
previdenza accorda, sulla base delle sue prescrizioni, un diritto alle
prestazioni al raggiungimento del limite d’età oppure in caso di morte (art. 1
cpv. 2 LFLP), ciò che non è di regola il caso per le fondazioni padronali che
concedono esclusivamente prestazioni discrezionali (cfr. J.A. Schneider,
"Fonds libres …", in SZS 2001 pag. 477).

 

                                         La
ripartizione dei fondi liberi viene eseguita dal consiglio di fondazione - il
quale fruisce di un ampio margine di apprezzamento - sulla base di un piano di
riparto il cui esame e la cui approvazione prima della sua esecuzione competono
all'autorità di vigilanza (SZS 1995 p. 376, 1985 p. 198, 1984 p. 222 e 273,
1982 p. 82, 142 e 320; cfr. J.A. Schneider, "Fonds libres…", in SZS
2001 pag. 472; Lang, Liquidation und Teilliquidation von
Personalvorsorgeeinrichtungen unter Berücksichtigung des Freizügigkeitsgesetz,
in: SZS 1994 pag. 133; Hohl, op. cit., pag. 124; Riemer, Berner Kommentar, n°
123 ad art. 84 CCS). 

                                         L'approvazione
del piano di riparto esplica effetto costitutivo. Il consenso dei destinatari
sullo stesso non è richiesto (SZS 1982 p. 82; Hohl, op. cit. p. 124; Riemer,
Berner Kommentar, n. 94 all'art. 85/89 CC).

                                         

                                         Chi vuole
fare valere una pretesa ad una parte di fondi liberi deve ricorrere alle vie di
diritto previste dall’art. 74 LPP; in tale evenienza la via dell'art. 73 LPP è
invece esclusa (SVR 1995 BVG Nr. 21 p. 53; SZS 1995 p. 376, 1994 p. 66,
1990 p. 101 e 104, 1985 p. 198; DTF 119 Ib 50; Lang, op. cit., p. 133; Walser,
op. cit. in Miscellanea per il 75° anniversario del TFA, p. 479; Schweizer, op.
cit., p. 129 nota 570; vedi anche STCA non pubbl. del 1. dicembre 1997 in re
P.R.).

                                         Al
riguardo J.A. Schneider (in "La LFLP et son ordonnance" in SZS 1994
pag. 422 et in plaidoyer 5/1995 pag. 56 seg.) osserva che:

 

" 
Au plan de la procédure, l'assuré doit faire valoir
son expectative devant l'autorité de surveillance, ce qui lui ouvre la qualité
de partie dans le cadre des voies de droit prévues par l'article 74 LPP.
L'asssuré ne peut par contre utiliser le voies de droit en matière d'assurance
sociales ouvertes par l'article 73 LPP pour réclamer une part des fonds
libres."

 

                                         Va ancora
sottolineato che solo con la crescita in giudicato della decisione
d’approvazione del piano di riparto l’aspettativa dell’assicurato ad una parte
dei fondi liberi si trasforma in diritto soggettivo individuale (cfr. Manhart,
op. cit. p. 187; cfr. anche Schneider, "La LFLP et son ordonnance"
in: SZS 1994 p. 422, con riferimento all’art. 23 LFLP). 

                                                                                                                          

L'approvazione da parte dell'autorità di
vigilanza costituisce una decisione ai sensi dell'art. 74 cpv. 2 lett. a LPP
(in relazione con l'art. 49 cpv. 2 LPP e art. 89bis cpv. 6 CCS) e come tale può
essere impugnata presso la Commissione federale di ricorso, la cui decisione
può a sua volta essere deferita al TF con ricorso di diritto amministrativo
(SZS 1988 p. 293; cfr. anche Maurer, Bundessozialversicherungsrecht, Berna
1993, p. 240; Riemer, Das Recht der berufliche Vorsorge in der Schweiz, § 6 N
5; Walser, op. cit. in Miscellanea per il 75° anniversario del TFA, p 479; J.
A. Schneider, op. cit. in: plaidoyer 5/1995, p. 54 e 56 seg.).

 

In conclusione la pretesa (individuale o
collettiva) all'attribuzione di fondi liberi può essere giudizialmente fatta
valere unicamente nell'ambito della liquidazione parziale o totale di un
istituto di previdenza tramite i rimedi di diritto cui all'art. 74 LPP ad
esclusione di quelli previsti all'art. 73 LPP (SZS 1995 p. 373ss, 1994 p. 66,
1985 p. 198, 1982 p. 82 seg.; cfr. anche Meyer-Blaser, Die Rechtsprechung von
Eidgenössischem Versicherungsgericht und Bundesgericht zum BVG (1990-1994), in:
SZS 1995 p. 111; idem, Die Rechtsprechung von Eidgenössischem
Versicherungsgericht und Bundesgericht zum BVG (1995-1999), in: SZS 2000 p.
318s; Stauffer, Die berufliche Vorsorge BVG/FZG/ZGB/OR, in: Murer/Stauffer
(Hrsg.), Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo
1996, p. 82, 108-109; Riemer, Das Recht der beruflichen Vorsorge in der
Schweiz, §6 n° 5 p. 128; Walser,op. cit. in:Miscellanea per il 75° anniversario
del TFA, p. 479; Schweizer, op. cit., p. 129 nota 570; Manhart, op. cit. p.
163; Riemer, Berner Kommentar, n° 9 ad art. 88/89 CCS; Schneider, "Les
régimes complémentaires de retraite en Europe...", p. 354 e "Fonds
libres…" in SZS 2001 pag. 477; cfr. infine anche DTF 119 Ib 50 e 119 V
198).

                                          

                               2.6.   I principi
appena esposti in materia di liquidazione di un fondo di previdenza e
conseguente ripartizione dei fondi liberi sono, per la prassi, parimenti
applicabili, per analogia, anche allo “scioglimento organizzativo” di
una fondazione di previdenza del personale. L’“organisatorische Aufhebung” o
"Fusion" di una fondazione non è prevista espressamente dalla legge,
ma è ammessa dalla prassi e dalla dottrina e si verifica allorquando una
fondazione di previdenza per il personale viene “riunita” a un'altra o “acquisita”
da un'altra quale conseguenza di modifiche strutturali in seno all’azienda
datrice di lavoro e fondatrice cui essa è legata, quali ad. es. fusioni,
ripresa o trasferimento di parti d’impresa, formazioni di holding. Bisogna in
questi casi distinguere il caso in cui tutto o parte del personale lascia
l'impresa, evenienza che può giustificare una liquidazione parziale del fondo,
da quello del trasferimento collettivo dei salariati ad un nuovo datore di
lavoro e a una nuova istituzione di previdenza. In quest’ultima variante, che
può comportare la fusione di due istituzioni di previdenza o l’acquisizione di
una da un’altra, non è di regola necessaria una liquidazione parziale o totale,
ammesso naturalmente che venga rispettato il principio generale per cui il patrimonio
previdenziale deve seguire il personale (J.-A. Schneider, "Fonds
libres…" in: SZS 2001 p. 451 seg., in particolare p. 455, 471 e 479; cfr.
Lang, op. cit. in: SZS 1994 p. 111 seg.). 

 

                                         La
procedura che scaturisce da queste evenienze ha lo scopo essenziale di
ripartire o trasferire la fortuna della fondazione esistente nel rispetto
dell’atto di fondazione ed è analoga a quella della liquidazione, incluse
l'approvazione del piano di riparto da parte dell’autorità di vigilanza in
virtù degli art. 62 LPP e 84 cpv. 2 CCS e la possibilità dei destinatari di
adire le vie di diritto previste dall'art. 74 LPP. Solo a conclusione della
stessa la fondazione il cui patrimonio è stato rilevato può venire cancellata a
registro di commercio (SVR 1999 BVG n.14 p. 43, 1998 BVG n. 15 p. 49 e 50 e i
riferimenti; cfr. anche Riemer, op. cit., p. 83 seg. ).

 

                               2.7.   Per quel che
riguarda i rimedi di diritto nel caso in cui l'assicurato si avvale di
prestazioni discrezionali (ad esempio trattandosi di Fondazioni padronali), torna
applicabile il diritto delle fondazioni (art. 80ss. CCS). Gli interessati
devono pertanto rivolgersi all'autorità di vigilanza, la quale provvede
affinché i fondi siano impiegati conformemente al fine della fondazione (art.
84 cpv. 2 CCS; cfr. SZS 2001 p. 190 e, implicitamente, SZS 1995 p. 393 consid.
2b; Schweizer, op. cit. p. 72 N 173; J.A. Schneider, op. cit., p. 54; Helbling,
op. cit., p. 488, cfr. rappresentazione 14D; per il vecchio diritto cfr.
analogamente DTF 61 II 289ss.; DTF 110 II 440 consid. 1; SVR 1995 BVG n. 21
pag. 53).

                                         Contro la
decisione dell'autorità di sorveglianza è possibile ricorrere alla Commissione
federale di ricorso (art. 74 LPP).

 

                               2.8.   Nella
concreta evenienza oggetto del contendere è la pretesa individuale di
__________, ex dipendente della __________, all'attribuzione di una quota sul
patrimonio libero dell'Arbeitgebervorsorgefond der __________, fondo padronale
dell'omonima banca, a seguito dello "scioglimento organizzativo"
dello stesso stabilito con decisione del Consiglio di fondazione del 1.
settembre 1999 con effetto al 30 settembre 1999. 

 

                                         In sede
di scioglimento è stato allestito un piano di riparto attribuente le relative
quote sul patrimonio alle singole società e banche del gruppo __________. Alla
__________, già appartenente al gruppo __________ sotto la ragione sociale di
Banca __________ e, quindi, datore di lavoro contribuente dell'__________, è
spettata una quota di fr. 2'866'110.65 (doc. _ inc. _).

                                         Dalla
documentazione agli atti emerge che la __________, interpellata dall'__________
sulle modalità con cui procedere al trasferimento del citato ammontare, ha
stabilito che lo stesso doveva essere accreditato in ragione di fr. 2 Mio alla
__________, nuovo fondo di previdenza della banca cui erano affilliati anche i
dipendenti dell’allora Banca __________, e per i restanti fr. 866'110.65 alla
costituenda Fondazione patronale della __________ (doc. _ inc. _).

                                         In
seguito, la Commissione paritetica di previdenza, su proposta  dell'istituto
bancario, ha emanato un piano di ripartizione dei fondi accreditati alla
__________. Lo stesso, fissati diversi criteri di assegnazione, ha escluso
dalla ripartizione i dipendenti che al 31 dicembre 1999 si trovavano in un
rapporto di lavoro disdetto. Avendo __________ rescisso il proprio contratto di
lavoro con la banca con effetto al 30 novembre 1999, la banca e la __________
gli hanno negato il diritto a partecipare alla distribuzione dei fondi
provenienti dal disciolto __________ (doc. _ inc. _).

Con la
presente petizione l'interessato contesta quest'ultima  risoluzione nella
misura in cui invoca un suo diritto, nella sua qualità di ex dipendente della
Banca per circa dodici anni e, quindi, compartecipante alla struttura
previdenziale del gruppo __________, ad essere incluso nella cerchia dei
beneficiari della liquidazione del patrimonio dell' __________.

Ritiene
inoltre che i fr. 866'110.65 attribuiti alla neo costitutita fondazione
patronale della banca debbano essere reintegrati nel patrimonio ricevuto dalla
liquidazione dell'__________ e inclusi nell’ammontare già giacente presso la
__________ per essere anch'essi ripartiti tra gli aventi diritto.

                                                                                  

                                2.9.   La
pretesa dell'attore ha incontestatamente oggetto parte del patrimonio libero
proveniente dallo scioglimento, conseguente alla ristrutturazione del gruppo
__________, dell'__________. Risulta dal fascicolo processuale che
l’__________, un istituto di previdenza a favore del personale costituito nella
forma di una fondazione ai sensi dell’art. 89bis CCS, era un fondo padronale di
tipo prettamente assistenziale, vale a dire di un fondo alimentato
esclusivamente dalle società e dalle banche facenti parte del gruppo
__________, che disponeva quindi unicamente di patrimonio libero e prevedente
l'erogazione di sole disposizioni discrezionali. I destinatari della fondazione
non detenevano di conseguenza alcun diritto soggettivo a prestazioni, le stesse
potendo invece venir concesse secondo il libero apprezzamento del consiglio di
fondazione (sulle fondazioni padronali cfr. J.A. Schneider, "Fonds
libres…" in SZS 2001 pag. 451 (477-480); SZS 2001 p. 190; SVR 1999 BVG 14
p. 44 e 1997 BVG . 65 p. 193 e riferimenti). 

 

                                          Ciò
risulta in particolare dallo Statuto del 29 aprile 1993 (che non è stato
affiancato da alcun regolamento), il quale, ai suoi art. 2 e 3, recita come
segue:

 

" 
Art. 2  Zweck

 

Der Zweck der Stiftung besteht in der Erbringung von
Vorsor­geleistungen an die Arbeitnehmer der Stifterfirma und wirt­schaftlich
oder finanziell eng mit der Stifterfirma verbundener Unternehmungen sowie an
die Angehörigen bzw. Hinterbliebenen dieser Arbeitnehmer insbesondere gegen die
wirtschaftlichen Fol­gen von Alter, Invalidität und Tod sowie in der
Unterstützung des Arbeitnehmers oder seiner Hinterlassenen in Notlagen wie bei
Krankheit, Unfall, Invalidität, Arbeitslosigkeit.

 

Der Anschluss einer wirtschaftlich oder finanziell
eng mit der Firma verbundenen Unternehmung erfolgt aufgrund einer schriftli­chen
Anschlussvereinbarung, die der Aufsichtsbehörde zur Kennt­nis zu bringen ist.

 

Das Stiftungsvermögen kann dazu verwendet werden,
die Arbeitge­berbeiträge für die paritätische Personalvorsorgestiftung der
Stifterfirma zu finanzieren sowie allfällige weitere Zusatzlei­stungen im
Hinblick auf das Bundesgesetz über die berufliche Alters-, Hinterlassenen‑
und Invalidenvorsorge (BVG) zu erbringen.

In teilweiser Erfüllung des Stiftungszweckes kann
die Stiftung zugunsten der Arbeitnehmer Versicherungsverträge abschliessen,
wobei die Stiftung Versicherungsnehmerin und Begünstigte sein muss. Sie kann ausserdem
Vorsorgeleistungen zusätzlich zu einer paritätischen Vorsorgeeinrichtung
erbringen.

 

Aus dem Stiftungsvermögen und seinen Erträgnissen
dürfen keine Leistungen erbracht werden, zu denen die Stifterfirma und die
angeschlossenen Unternehmungen gesetzlich oder vertraglich ver­pflichtet sind
(ausgenommen sind Leistungen i.S. von Art. 2 Abs. 3) oder die sie zusätzlich
als Entgelt für geleistete Dienste üblicherweise ausrichten (wie z.B.
Teuerungszulagen, Familienzulagen, Gratifikationen Dienstaltersgeschenke usw.).

 

 

Art. 3 Verwirklichung des Stiftungszweckes

 

Der Stiftungsrat bestimmt nach pflichtgemässem
Ermessen" durch welche Massnahmen der Stiftungszweck zu verwirklichen ist.

 

Der Stiftungsrat kann für die versicherten Personen
ein Regle­ment erlassen. Für Abänderungen und Ergänzungen desselben ist der
Stiftungsrat selbst zuständig. Solange kein Reglement be­steht, entscheidet der
Stiftungsrat nach pflichtgemässem Ermes­sen im Rahmen der Stiftungsurkunde über
die Zusprechung von Stiftungsleistungen.

 

Soweit nichts Gegenteiliges ausdrücklich vorgesehen
ist, stehen den Destinatären aus dieser Stiftungsurkunde keine Rechtsansprü­che
auf irgendwelche Leistungen zu." (doc. _ inc. _)

 

La natura
padronale della fondazione in questione è peraltro pacificatamente ammessa
dalle parti in causa. 

 

                                         Alla luce
della giurisprudenza appena menzionata, a ragione le parti convenute sostengono
che, trattandosi di una lite avente per oggetto la ripartizione di una quota di
patrimonio libero di un fondo padronale, di principio la pretesa attorea non
risulterebbe azionabile giusta l'art. 73 LPP, ma rientrerebbe nelle competenze
dell'autorità di vigilanza conformemente all'art. 74 LPP (cfr. in particolare
SZS 2001 p. 190 e 2000 p. 151; SVR 1995 BVG no. 21 p. 54 e i riferimenti ivi
citati). 

 

                             2.10.   L’attore
tuttavia, pur non contestando l’originaria natura – “libera” - dei fondi
appartenenti alla fondazione padronale in oggetto, ritiene che contestualmente
allo scioglimento dell'__________ sarebbe sorto un diritto individuale ai fondi
liberati. Tale diritto avrebbe trovato ulteriore conferma nella decisione del
1. settembre 1999 con la quale il Consiglio di fondazione dell'__________ ne ha
deciso la liquidazione parziale stabilendone le modalità mediante un piano di
ripartizione che toglieva la libera disposizione su quel patrimonio e il cui
mancato rispetto da parte della Commissione di previdenza della __________ deve
venir sanzionato dal TCA.

                                         Con la
messa in liquidazione del fondo sarebbe quindi a suo avviso sorto un diritto azionabile
giusta l'art. 73 LPP, non trattandosi più di fondi liberi né di una prestazione
discrezionale. 

 

                                         Ora, per
i motivi che seguono, questo Tribunale ritiene che questa tesi, avversata dalle
parti convenute, non può essere condivisa.

 

                             2.11.   Alla luce
dell'ampia documentazione acquisita agli atti, i fatti decisivi per il presente
contendere possono essere riassunti come segue.

                                         

                                         Nel 1998
il gruppo __________, cui faceva parte la Banca __________, ha subito delle
sostanziali modifiche, strutturali e d’azionariato, che hanno fra l'altro
comportato un’armonizzazione dei servizi del personale con __________ e,
quindi, il trasferimento del __________ nella nuova cassa pensioni
dell'__________ (doc. _ inc. _). Per motivi pratici si è quindi proceduto a fusionare
dapprima i due enti previdenziali del gruppo mediante assunzione
dell'__________ da parte del __________ (cfr. la deliberazione del 6 luglio
2000 con la quale l’Amt für Gemeinden und berufliche Vorsorge des Kantons
__________, Berufliche Vorsorge und Stiftungen approva detta assunzione e
predispone la cancellazione da registro di commercio dell’__________, doc. _
inc. _; cfr. anche lo scritto 16 giugno 2000 __________ all'__________, XXX/8).

                                         In un
secondo tempo il __________ è stato a sua volta inglobato nell'istituto di
previdenza dell'__________ con effetto dal 31 dicembre 1999 (doc. _ inc. _). 

 

 

                                         Più
precisamente, nella sua seduta straordinaria del 1. settembre 1999 il Consiglio
di fondazione dell'__________ ha deciso “die organisatorische Aufhebung” dello
stesso con effetto dal 30 settembre 1999. Dal relativo verbale si può in
particolare leggere:

 

 

"  ARBEITGEBERVORSORGEFONDS
DER __________

 

PROTOKOL

 

der
ausserordentlichen Sitzung des Stiftungsrates

 

I. September
1999, 10.30 ‑ 12.00 Uhr

 

(…)

 

3.                                                                            Beschlussfassung
über die organisatorische Aufhebung/ Fusion des Arbeitgebervorsorgefonds der
__________

 

      ·   Der Stiftungsrat
beschliesst einstimmig die organisatorische Aufhebung des
Arbeitgebervorsorgefonds  des __________ per 30.09.99. Die im Hinblick auf die
Harmonisierung der Personaldienstleistungen mit der __________ und der damit
per I. Januar 2000 verbundenen Über­führung der Personalvorsorgestiftung der
__________ In die neue Pensions­kasse der __________.

 

      ·   Damit ist per
30.09.99 einen Abschluss zu erstellen. Aufgrund dieses Abschlusses werden, nach
entsprechenden Rückstellungen (Ansprüche der angeschlossenen Arbeitgeberfirmen,
Austrittsleistungen, Rentendeckungskapitalien, Deckungsgrad und
Kursschwankungsreserven) die gemäss Verteilungsplan zur Ausschüttung
gelangenden Mittel den individuellen Konti der anspruchsberechtigen
Versicherten aus der Personalvorsorgestiftung der __________ mit Valuta 1.10.99
gutgeschrieben.

 

(…)

 

4.   Genehmigung des Verteilungsplanes

 

      ·   Den Stiftungsräten
wurde ein von Frau __________ vorbereiteter Verteilungsplan, sowie die
Stellungnahme des Pensionsversicherungsexperten __________, zugestellt. Es
wurden folgende Beschlüsse einstimmig gefasst.

 

           ‑    Massgebend
für die Berechnungen im Verteilungsplan ist Eintrittsdatum in die
Personalvorsorgestiftung  der __________.

 

           -    In
Anbetracht der konservativen Anlagestrategie und im Hinblick auf den
Branchenvergleich wurden die Reserven für Kursschwankungen auf 15% und für den
Deckungsgrad auf 5% fest­gelegt.

 

           -    Zwischen
dem 1.1.98 und 31.12.98 aus der Personalvorsorgestiftung der __________
ausgetretene Versicherte erhalten 5% ihrer Austrittsleistung.

 

           Der überarbeitete Verteilungsplan liegt
diesem Protokoll bei.

 

5.   Übergang von Teilen der Stiftungstätigkeit /
Teilfusion

 

      ·   Für die verkauften
Arbeitgeberfirmen, ex __________ resp. __________ müssen, gemäss Mitteilung des
Amtes für berufliche Vorsorge des Kantons __________, per 30. September 1999
Teilfusionen durchgeführt werden. Frau __________ wird die entsprechen­den
Vorkehrungen in die Wege leiten." (doc. _ inc. _)

 

                                         Secondo
l'allegato piano di riparto, il capitale della fondazione veniva ripartito tra
le varie banche e società che avevano costituito e alimentato il fondo medesimo
(doc. _ inc. _). 

                                         Sempre
stando alla citata deliberazione, i rispettivi importi sarebbero stati
accreditati sui conti individuali degli assicurati beneficiari della Fondazione
per la previdenza del personale della __________ al valore al 1. ottobre 1999
(consid. 3). 

                                         Ciò
valeva evidentemente per i dipendenti degli istituti rimasti nel gruppo
__________ e, quindi, ancora affilliati all'istituzione di previdenza del
gruppo.  

                                         

                                         Per
quanto atteneva invece ai dipendenti degli istituti ceduti, ossia usciti dal
gruppo __________, quali segnatamente la __________ (rilevata dalla __________
sotto la ragione sociale __________) e la __________, essi, a tale data ( e già
dall’inizio del 1999), non erano più affilliati al sistema previdenziale del
gruppo __________ (doc. _ inc. _). Per quanto in particolare concerneva la
__________, essa aveva in effetto aderito alla __________ a far tempo dal 1.
gennaio 1999 (cfr. doc. _ inc. _, doc. _). 

 

                                         Conformemente
alle indicazioni fornite dalla competente autorità di vigilanza, il già
menzionato Amt für Gemeinden und berufliche Vorsorge des Kantons __________,
Berufliche Vorsorge und Stiftungen (doc. _ inc. _; doc. _ inc. _), la vendita e
la conseguente uscita dal fondo di previdenza di queste ditte comportava una
liquidazione parziale dello stesso (cfr. il consid. 5 del verbale della seduta
1. settembre 1999, doc. _ inc. _; doc. _ inc. _). 

                                         Di
conseguenza, per queste ditte, è stato previsto un diverso modo di procedere,
ovvero il trasferimento collettivo della loro quota di fondi previdenziali
quali fondi liberi ai nuovi istituti di previdenza, e non appunto al __________
(doc. _ inc. _). 

                                         

                                         Di
trasferimento “collettivo” è in effetto fatta menzione sia nel messaggio del 2
settembre 1999, inviato ai membri del consiglio di fondazione dell’__________ (doc.
_ inc. _) sia nella lettera del 3 settembre 1999 inviata dall'__________ alla
__________ nella quale la banca viene ragguagliata in merito alle 

                                         decisioni
prese due giorni prima dal Consiglio di fondazione e allegati alla quale
vengono trasmessi il relativo verbale e il piano di riparto (doc. _ inc. _;
cfr. anche doc. _). Si veda in proposito anche lo scritto del 13 ottobre 1999
dell’__________ alla banca di __________ (doc. _ inc. _).

 

                                         Delle
citate deliberazioni è pure stato informato con uno scritto dell'__________ del
3 settembre 1999 la citata autorità di vigilanza competente per l'__________
(doc. _ inc. _). Con provvedimento 6 luglio 2000, detta autorità ha quindi dato
la sua formale approvazione al trasferimento collettivo dei fondi liberi a favore
della __________ e del neocostituito fondo padronale rilevando altresì che con
quell'operazione non venivano sminuiti i diritti degli assicurati (doc. _ inc.
_). Questo sulla base anche del rapporto __________, organo di controllo della
fondazione (doc. _ inc. _). Con provvedimento di pari data la medesima autorità
cantonale ha poi accertato l'avvenuto scioglimento dell'__________, mediante
assunzione di diritti e obblighi da parte del __________, ordinandone la
cancellazione a Registro di commercio, radiazione poi divenuta effettiva il 12
settembre 2000 (doc. _inc. _).

                                         

                             2.12.   Da quanto
precede, si deve concludere che il trasferimento della quota parte dei fondi
provenienti dal disciolto __________ spettante alla __________, è avvenuto, a
tutti gli effetti, "collettivamente",  vale a dire al
"gruppo" degli assicurati della __________, e, per esso, ai nuovi
istituti previdenziali dei destinatari, senza che intervenissero mutazioni
quanto alle aspettative dei destinatari (sul trasferimento collettivo del
patrimonio libero in caso di liquidazione parziale di una fondazione cfr. Lang,
op. cit. in: SZS 1994 p. 112). 

                                         

                                         Contrariamente
a quanto pretende l’attore, con riferimento ai medesimi fondi il consiglio di
fondazione dell'__________, nella decisione 1. settembre 1999, non ha per
contro preso alcuna deliberazione in merito ad un eventuale riparto interno tra
i dipendenti della __________ né ha fornito quindi alcuna istruzione in
proposito. Esso si è invero limitato a statuire la ripartizione da operare tra
le diverse società e banche facenti parte del gruppo __________ e, quindi,
fondatrici e contribuenti della medesima fondazione (vedi gli allegati al doc.
_ inc. _). La cifra 5 (in relazione alla cifra 3) del citato protocollo è, a
questo proposito, assolutamente chiara (doc. _ inc. _) così come pure la
corrispondenza intercorsa tra le parti (cfr. gli scritti 3 settembre e 13
ottobre 1999 dell’__________ alla __________, doc. _ inc. _). È pure indubbio
il fatto che l'allegato piano di riparto manifestamente non si riferiva
all'"ex __________ ", per la quale, nuovamente, si fa menzione di un
trasferimento "collettivo" a favore del gruppo dei destinatari
dell'istituto bancario (doc. _ inc. _; cfr. anche i doc. _ allegati a _). Del resto,
sia l'organo di controllo  della fondazione in data 30 luglio 1999 e 16 luglio
2000 (doc. _ e _ allegati a _) sia l'autorità di vigilanza competente hanno
confermato gli avvenuti mutamenti in questi termini approvandone la correttezza
(doc. _ e _ inc. _, cfr, anche doc. _ allegato a _).  

 

                                         Alle
medesime conclusioni sono peraltro giunte sia l'autorità di vigilanza
__________ (cfr. fra gli altri la presa di posizione del 16 gennaio 2002 al
TCA, _ e quella del 14 novembre 2000 all'UFAS, _) sia l'UFAS (cfr. la lettera
del 12 ottobre 2000 all'attore, _ e la decisione 2 ottobre 2001, _).

                                         

                                         Non si
può pertanto sostenere, come fa l'attore, che la decisione 1. settembre 1999
del Consiglio di fondazione del fondo padronale in oggetto abbia in qualche
modo trasformato le aspettative dei dipendenti sul patrimonio libero della
fondazione padronale in diritti individuali e, quindi, in pretese contrattuali.
Di un siffatto riconoscimento, che avrebbe del resto implicato la definizione
esatta della cerchia dei beneficiari, con relativa concretizzazione delle quote
parti di patrimonio (cfr. SZS 1995 p. 68, 1982 p. 6,8,9; cfr. J.A. Schneider,
"Fonds libres…", in SZS 2001 pag. 472; Schweizer. op. cit., pag. 82;
Manhart, op. cit., p. 187), non vi è traccia alcuna. 

 

                                         Considerato
quindi che, contrariamente a quanto preteso dal __________, la sua pretesa a
partecipare al patrimonio libero dell'__________ non ha modificato, a seguito
della deliberazione del Consiglio di fondazione, il suo carattere di semplice
aspettativa, alla luce della citata giurisprudenza federale, il TCA non è
competente, rationae materiae, per statuire in merito alle pretese attoree.          

 

                             2.13.   Ne discende
che l'attore non può nemmeno pretendere da questo giudice l'esame della
decisione, presa dalla direzione della __________ con l’approvazione della
Commissione paritetica di previdenza, di destinare parte dei fondi liberi
ricevuti dall'__________ alla nuova Fondazione patronale della __________,
costituita a __________ il 2 febbraio 2000 (doc. _ inc. _). 

 

                                         Trattasi
in effetti di una deliberazione in materia di trasferimento di parte del
patrimonio libero della fondazione padronale, sul quale, come detto, i
destinatari non hanno maturato alcun diritto individuale (cfr. il consid.
2.11), fatta propria dall'__________, che l'ha resa esecutiva, e approvata del
resto dall'autorità di vigilanza competente del Canton __________ con una
decisione - quella del 6 luglio 2000 - cresciuta in giudicato (doc. _ inc. _). 

                                         È a
quest'ultima, e successivamente all'autorità di ricorso di cui all'art. 74 LPP,
che l'attore avrebbe quindi dovuto rivolgersi qualora avesse voluto contestare
detta risoluzione, la via dell'azione ex art. 73 LPP essendo, per i motivi
dianzi esposti e per la giurisprudenza, esclusa. 

                                         La
documentazione versata agli atti rende del resto sufficientemente verosimile
che l'interessato, come gli altri dipendenti e ex dipendenti dell'istituto
bancario, già nell’autunno del 1999 (cfr. doc. _ inc. _) o comunque, al più
tardi, all'inizio dell'anno successivo (doc. __) fosse al corrente delle
relative decisioni prese in sede di scioglimento dell'__________. Egli avrebbe
di conseguenza potuto aggravarsi contro le relative deliberazioni presso
l'autorità di vigilanza competente prima che la medesima, con atto del 6 luglio
2000, dopo aver approvato il discusso trasferimento dei fondi, statuisse la
cancellazione da registro di commercio del disciolto fondo padronale (doc. _
inc. _).

 

                             2.14.   Per quanto
d’altra parte attiene al piano di riparto della somma di fr. 2 Mio, proveniente
dall'__________ e attribuito collettivamente alla __________ nella sua qualità
di fondo di previdenza dei dipendenti della __________, deciso il 26 ottobre
1999 dalla Commissione paritetica di previdenza del personale su proposta della
direzione dell’istituto bancario (doc. _inc. _), la decisione di ratifica del 2
ottobre 2001 - emanata su reclamo di __________ dall'UFAS, autorità di
vigilanza competente per gli istituti di previdenza a carattere nazionale, come
la __________ (cfr. i riferimenti al consid. 2.4. che precede) - non è ancora
divenuta definitiva. Contro la stessa l'attore ha infatti inoltrato ricorso
alla Commissione federale di ricorso sanzionando l'esclusione dal riparto dei
fondi dei dipendenti che, come lui, al 31 dicembre 1999 si trovavano in un
rapporto di lavoro disdetto.

 

Ora, già si è
detto che i fr. 2 Mio sono stati trasferiti collettivamente alla __________ e
non hanno pertanto mutato la loro natura di patrimonio libero proveniente dal
disciolto fondo padronale __________, non essendo stato attribuito ai
destinatari alcun diritto soggettivo individuale.

 

Come è stato
illustrato (cfr. in particolare i consid. 2.5 e 2.6), solo con l’erezione del
piano di riparto e la crescita in giudicato della relativa decisione
d’approvazione da parte dell’autorità di vigilanza secondo l’art. 61 LPP le
apettative dei singoli destinatari sul patrimonio libero di una fondazione
vengono individualizzate e concretizzate in modo da diventare diritti
soggettivi individuali. Sul piano procedurale, il singolo interessato deve far
valere la sua pretesa davanti all’autorità di vigilanza ex art 61 LPP, ciò che
gli conferisce la qualità di parte nel quadro delle vie previste dall’art. 74
LPP. Per reclamare una parte di fondi liberi egli non può per contro utilizzare
le vie di diritto in materia di assicurazioni sociali aperte dall’art. 73 LPP
(cfr., fra gli altri, SZS 1995 p. 68 e p. 373, 378 segg., 1990 p. 101e i
relativi riferimenti; J.-A. Schneider, La loi fédérale sur le libre passage
dans la prévoyance professionelle (LFLP) in: SZS 1994 p. 421). 

 

Questo
tribunale non può di conseguenza entrare nel merito delle richieste e delle
censure formulate da __________. 

 

Al proposito
non è superfluo ribadire che la richiamata prassi (codificata, come detto,
dall’art. 23 LFLP) vuole ragionevolmente evitare che il giudice di cui all'art.
73 LPP si trovi confrontato, nell'evenieza della distribuzione di fondi liberi,
con questioni e valutazioni che manifestamente esulano dalle sue competenze, ma
che rientrano, secondo il sistema voluto dal legislatore, esclusivamente in
quelle dell'autorità di vigilanza (cfr. Walser, op. cit. in: Miscellanea per il
75° anniversario del TFA, p. 479).                                        

 

                                         

                             2.15.   A torto,
infine, __________ vorrebbe fondare la competenza di questo giudice deducendo
un diritto individuale ai fondi liberi in discussione prevalendosi dell'art. 23
LFLP. Come si è già detto, la LFLP trova applicazione unicamente ai rapporti
previdenziali nei quali un istituto di previdenza accorda, sulla base delle sue
prescrizioni, un diritto alle prestazioni al raggiungimento del limite d'età
oppure in caso di morte (art. 1 cpv. 2 LFLP; cfr. Schneider, La LPP et son
ordonnance, in: SZS 1994 p. 407). 

                                         Questo
non è evidentemente il caso dei fondi padronali che - come l'__________ -
prevedono la concessione di prestazioni solo sulla base dell'apprezzamento e
non concedono di conseguenza alcun diritto ai destinatari sul patrimonio della
fondazione (cfr. J,-A. Schneider, Fonds libres…" in: SZS 2001 p. 477 seg.,
1992 p. 195; cfr. anche Lang, op. cit. in: SZS 1994 p.110 segg.; SVR 1999 BVG
no. 14 p. 44).

 

In ogni caso –
sia detto di transenna - anche qualora fosse data l’applicabilità dell’art. 23
LFLP (cfr. consid. B1 della decisione 2 ottobre 2001 dell'autorità di vigilanza
sulla previdenza professionale, doc. _), la competenza di questo giudice
sarebbe ugualmente esclusa, considerato come per l’espresso tenore della norma
in parola la decisione in materia di liquidazione parziale o totale di un fondo
così come l’approvazione del relativo piano di riparto siano di esclusiva
competenza dell’autorità di vigilanza.

 

Né,
abbondanzialmente, tale diposto risulta applicabile con riferimento alla quota
di patrimonio libero proveniente dall’__________ attribuita alla __________ e
alla relativa decisione di riparto presa dalla Commissione paritetica per la
previdenza della banca, non essendo manifestamente ravvisabile una liquidazione
parziale o totale ai sensi dell'art. 23 LFLP.

                                      

                             2.16.   Per quanto
precede, si deve concludere che il TCA non è competente per pronunciarsi sulla
ripartizione dei fondi liberi in oggetto. Le petizioni presentate da __________
devono pertanto essere dichiarate irricevibili per carenza di competenza
“ratione materiae”. 

 

                             2.17.   Visto l'esito
della procedura, è superfluo entrare nel merito delle altre eccezioni d'ordine
sollevate dalle parti convenute nei rispettivi allegati di risposta,
segnatamente dell'eccezione di litispendenza, sollevata implicitamente dalla
__________ e dalla __________, e di quelle di res iudicata e di litispendenza
fatte valere dalla __________ e dalla __________ . 

 

 

                              2.18   Il tema della
rifusione delle ripetibili non è regolato dalla LPP (DTF 118 V 238).

                                         L'art. 73
cpv. 2 LPP si limita a delegare ai Cantoni l'istituzione di una procedura di
ricorso semplice, spedita e di regola gratuita, in cui il giudice accerta
d'ufficio i fatti.

 

                                         Il
principio, enunciato sia dall'art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS (estensibile all'AI,
PC, IPG, AF contadini di montagna) sia dall'art. 108 cpv. 1 lett. g LAINF,
secondo cui il ricorrente vittorioso ha diritto a ripetibili, non può essere
applicato per analogia in materia di LPP. E neppure, per costante
giurisprudenza (DTF 114 V 228ss, 112 V 111 con riferimenti), il diritto a
ripetibili può essere dedotto dall'art. 4 CF così come non è deducibile
dall'art. 6 CEDU. Spetta ai cantoni prevederlo.

 

                                         Vi ha
provveduto, nel Ticino, la Legge di procedura per i ricorsi al Tribunale
cantonale delle assicurazioni, che all'art. 22 cpv. 1 prevede che "il
ricorrente che vince la causa ha il diritto nella misura stabilita dal giudice
al rimborso delle spese processuali, dei disborsi e delle spese di patrocinio".

                                         Il
diritto è dunque riservato, analogamente alle norme di diritto federale sopra
citate, al solo ricorrente rispettivamente attore.

                                         Il motivo
di questo privilegio è esposto dal TFA nella sua pronunzia del 7 dicembre 1989
nella causa D.W., pubblicata in RAMI 1990 U 98 p. 195 a proposito dell'art. 108
LAINF. La massima Corte ha precisato che scopo della norma è di consentire
all'assicurato, spesso socialmente debole, di far valere in giustizia le sue
pretese a prestazioni assicurative senza esserne trattenuto dal timore di dover
sborsare, in caso di soccombenza, un'indennità alla controparte. Motivi
analoghi presiedono all'esclusione del diritto a ripetibili a favore di
organismi adempienti funzioni di diritto pubblico, sancito dall'art. 159 cpv. 2
OG in fine (DTF 112 V 49).

 

                                         In
materia di LPP il diritto a ripetibili dev'essere quindi esclusivamente
riservato all'assicurato vittorioso in causa: le ripetibili sono in tale
ipotesi accollate all'assicuratore che ha introdotto la causa e l'ha persa.

                                         L'assicuratore
che vince la causa non ha, di regola, diritto a ripetibili (DTF 112 V 356, STCA
del 9 marzo 1992 in re F.P. c/S. SA; per le eccezioni vedasi: DTF 112 V 362,
RAMI 1992 pag. 164).  

 

 

                                         Vista la
giurisprudenza suesposta quindi, le parti convenute, ancorchè vittoriose in
causa, non hanno diritto ad un'indennità per ripetibili.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   La petizione
è irricevibile.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti