# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** af9b0b22-7a09-5f58-9cc5-896106f86708
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-02-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.02.2001 33.2000.78
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2000-78_2001-02-14.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  33.2000.00078

   

  MB/nh

  	
  Lugano

  14 febbraio 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano
  Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Michela Bürki
  Moreni

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 settembre 2000
di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 6 settembre 2000 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di prestazioni complementari

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 6 settembre 2000 la Cassa cantonale di compensazione (in seguito
Cassa) ha respinto la richiesta presentata da __________, tendente
all’assegnazione di una prestazione complementare mensile, adducendo le
seguenti motivazioni

 

" 
Dall'attestazione dell'ufficio cantonale per gli
stranieri risulta che è residente ininterrottamente in Svizzera dal 25 novembre
1991.

 

Secondo le disposizioni dell'art. 2 cpv. 2 della
legge sulle prestazioni complementari, i cittadini stranieri domiciliati in
Svizzera, possono beneficiare della prestazione complementare dopo aver
dimorato ininterrottamente nel nostro paese per almeno 10 anni.

 

 

Nel suo caso il requisito richiesto non è ancora
soddisfatto….

Le facciamo notare che una nuova richiesta potrà
essere presentata trascorso il termine legale di dimora."

 

                               1.2.   Con ricorso
12 settembre 2000 l'interessato ha impugnato la decisione dell’amministrazione
evidenziando di essere partito per l'Italia, poiché la madre, in seguito alla
morte del padre, era rimasta sola e malata. Alla morte della madre è però
rientrato in Svizzera.

 

                               1.3.   Con risposta
3 ottobre 2000, la Cassa di compensazione ha proposto di respingere il gravame
precisando:

 

"  Dalla
dichiarazione della Sezione dei permessi e dell'immigrazione di Bellinzona,
rilasciata in data 30 agosto 2000, risulta che il ricorrente é entrato in
Svizzera risiedendovi ininterrottamente dal 25 novembre 1991. Precedentemente a
questa data e più precisamente dal 1988 fino all'entrata in Svizzera lo stesso
risiedeva in Italia.

 

L'art. 2 cpv. 2 LPC a tal proposito stabilisce:

 

"  Gli
stranieri domiciliati e dimoranti abitualmente in Svizzera hanno diritto a una
prestazione complementare alle stesse condizioni dei cittadini Svizzeri:

a)   se,
immediatamente prima della data dalla quale chiedono la prestazione
complementare, hanno dimorato ininterrottamente in Svizzera durante dieci anni
e hanno diritto a una rendita, a un assegno per grandi invalidi o a
un'indennità giornaliera dell'Al oppure adempiono le condizioni di diritto ai
sensi dell'articolo 2b lettera b".

 

Con sentenza del 3 novembre 1980 in re L.V., il Tribunale federale
delle assicurazioni ha stabilito che il termine di attesa per gli stranieri,
gli apolidi ed i rifugiati è interrotto quando un soggiorno all'estero dura più
di tre mesi; sono riservati i casi dove questo soggiorno supera questa durata
di tre mesi unicamente per causa di malattia (cfr. RCC 1981 p. 129).

 

Alla luce di quanto precede la resistente ritiene che non siano
pertanto date le condizioni di residenza ininterrotta come previsto dalle
direttive sulle prestazioni complementari all'AVS e Al marg. 2013 (DPC) e che
l'assenza dalla Svizzera dal 1988 al 24 novembre 1991 (domicilio all'estero)
rappresenti un'interruzione del periodo d'attesa.

 

Il periodo di carenza di 10 anni per la residenza ininterrotta
inizia quindi solamente dal 25 novembre 1991 data in cui l'assicurato ha fatto
rientro in Svizzera con permesso di dimora annuale."

 

 

 

 

 

                                      

                                         in
diritto

 

                                In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C.,
I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è l’assegnazione di una prestazione complementare a __________, la
cui richiesta è stata respinta poiché non avrebbe risieduto ininterrottamente
in Svizzera per dieci anni.

 

                                         Per
l’art. 2 cpv. 1 LPC, in vigore dal 1. gennaio 1998

 

"  I
cittadini svizzeri domiciliati in Svizzera e dimoranti abitualmente in Svizzera
che adempiono una delle condizioni previste agli articoli 2a-2d devono beneficiare
di prestazioni complementari se le spese riconosciute dalla presente legge
superano i redditi determinanti”.

                                         

                                         Secondo
il capoverso 2 della medesima norma

 

"  2 Gli stranieri domiciliati e
dimoranti abitualmente in Svizzera hanno diritto a prestazioni complementari
alle stesse condizioni dei cittadini svizzeri:

  a.   se,
immediatamente prima della data dalla quale chiedono la      prestazione
complementare, hanno dimorato ininterrottamente in             Svizzera durante
dieci anni e hanno diritto a una rendita, a un                         assegno
per grandi invalidi o a un'indennità giornaliera dell'AI                               oppure
adempiono le condizioni di diritto ai sensi dell'articolo 2b                                          lettera
b; o

  b.   per i rifugiati
e gli apolidi se, immediatamente prima della data    dalla quale chiedono la
prestazione complementare, hanno                 dimorato ininterrottamente in
Svizzera durante cinque anni; o

  c.   se, in virtù di
una convenzione di sicurezza sociale, hanno diritto           a una rendita
straordinaria dell'AVS o dell'AI. Finché le condizioni    relative alla durata
di dimora prevista alle lettere a e b non sono                       adempite,
essi hanno diritto al massimo a una prestazione         complementare pari
all'importo minimo della rendita ordinaria       completa corrispondente."

 

                                         Secondo
le citate disposizioni i presupposti, cumulativi, per l’assegnazione di
prestazioni complementari a cittadini stranieri sono il domicilio in Svizzera e
la residenza effettiva per dieci anni in questo paese (RDAT II 1993 p. 186; RCC
1986 p. 430; RCC 1985 p. 133; ZAK 1982 p. 423 Werlen, Der Anspruch auf Ergänzungsleistungen
und deren Berechnung, Baden 1995, p. 69).

 

                                2.3   Il
presupposto del domicilio non è contestato nel caso in esame.

 

                                         Con
residenza la giurisprudenza intende l’effettiva presenza transitoria in un
luogo; la durata della stessa non ha invece importanza (Werlen, op. cit., p. 73
N 208).

                                      

                                         Nell'ambito
in esame, il TFA ha già avuto modo di precisare che, il principio secondo cui
gli stranieri possono pretendere la prestazione complementare soltanto se hanno
dimorato ininterrottamente in Svizzera per dieci anni (a partire dal 1 gennaio
1998, in precedenza quindici), non può essere interpretato in senso letterale.
Si deve infatti ritenere che una breve interruzione della dimora in Svizzera
non ostacola il diritto all’ottenimento della prestazione complementare (cfr.
STFA non pubbl. in re G. C. dello 11.12.95 p. 3). L’Alta Corte federale
considera in particolare che, per determinare la durata di un soggiorno
all’estero, che non interrompe il termine legale di dieci anni (termine di
tolleranza), sono determinanti le disposizioni relative al diritto di
assicurati stranieri a rendite straordinarie della AVS/AI, di cui alle relative
convenzioni internazionali. La prestazione complementare e le rendite
straordinarie perseguono infatti il medesimo scopo; entrambe inoltre sono
indipendenti dal versamento di contributi. Di conseguenza appare adeguato
definirne in modo uniforme le condizioni per l’erogazione (STFA non pubbl. in
re G. C. dell’11.12.95 p. 3; DTF 110 V 170ss. =RCC 1985 p. 135; ZAK 1981 p.
142; Werlen, op. cit., p. 68/69; Carigiet, op. cit. p. 104). 

 

                                2.4   Per quel che
riguarda le rendite straordinarie, l’art. 10 del protocollo finale della
Convenzione conclusa tra la Svizzera e l’Italia relativa alla sicurezza sociale
(in vigore dal 1. settembre 1964, cfr. STFA inedita dell’11 dicembre 1995 in re
G. C.) prevede che un cittadino italiano che lascia la Svizzera per un periodo
che non supera tre mesi ogni anno non interrompe la residenza in Svizzera ai
sensi dell’art. 7 lett. b e 8 lett. d della Convenzione.

 

                                         Secondo
la giurisprudenza federale tuttavia anche un’assenza dalla Svizzera che supera
la durata di tre mesi può essere considerata giustificata e quindi non
interruttiva, ad esempio in caso di malattia o per altre ragioni di forza
maggiore (RCC 1985 p. 133; STFA 1969 p. 57ss; RCC 1981 p. 129; cfr. Werlen, op.
cit. p. 74; Carigiet, op. cit., p. 105). 

                                         Al
riguardo, in una sentenza non pubblicata nella causa G.C. dell’11.12.1995, p. 4
il TFA, richiamando la sentenza pubblicata in DTF 110 V 173, ha avuto modo di
precisare che 

 

" 
per non essere interruttivo del periodo di
dimora nella Svizzera un soggiorno all’estero di oltre tre mesi deve, almeno
dal profilo dell’imprevedibilità e delle sue conseguenze, essere paragonabile a
un caso di forza maggiore.”

 

                                         Nel caso
di impossibilità per un assicurato di essere trasportato in Svizzera in seguito
a malattia, il TFA ha ad esempio ritenuto la residenza prolungata all'estero
non interruttiva della dimora (DTF 110 V 170ss).

                                         Il TFA ha
però pure statuito che un trattamento medico che può essere eseguito in
Svizzera, non giustifica un’assenza di durata superiore ai tre mesi (ZAK 1985
p. 134 consid. 2b). In tale evenienza è inoltre necessario che l’interessato,
durante la sua assenza, abbia conservato il centro dei suoi interessi in
Svizzera e che si possa di conseguenza ammettere che vi ritornerà non appena ne
avrà l’occasione (cfr. RCC 1986 p. 431; Werlen, op. cit. p. 75). 

                                         

                                         Alla luce
della giurisprudenza succitata quindi, un’assenza dalla Svizzera che si
prolunga oltre la durata ammissibile, se giustificata, non priva forzatamente
il richiedente del suo diritto alla prestazione complementare.

 

                                2.5   Nel caso in
esame la Cassa ha respinto la richiesta di prestazioni dell'assicurato
asserendo che egli risiede in Svizzera solo dal 25 novembre 1991 mentre in
precedenza, perlomeno a partire dal 1988, risiedeva in Italia. L'assenza dalla
Svizzera sarebbe quindi superiore a tre mesi e quindi interruttiva della
residenza di dieci anni.

 

                                         Dalla
dichiarazione della Sezione dei permessi risulta che __________ ha risieduto in
Svizzera con permesso B (di dimora) dal 25 novembre 1991 al 24 novembre 1996 e
in seguito in base ad un permesso C (di domicilio).

                                         Per
quanto riguarda i periodi precedenti l'Ufficio compentente ha precisato che gli
atti antecedenti al 1990 sono andati distrutti conformemente alla risoluzione
del Consiglio di Stato del 31 marzo 1999.

                                         Dagli
atti amministrativi risulta però che l'assicurato risiedeva in Svizzera
perlomeno già dal 1983 e che è partito per l'Italia il 30 gennaio 1988.
L'assenza in Italia superiore ai tre mesi non è del resto contestata.

                                         Alla luce
della documentazione agli atti è quindi verosimile che l'assicurato ha
risieduto all'estero per oltre tre anni.

 

                                2.6   L'assicurato
giustifica l'assenza prolungata asserendo di aver dovuto accudire la madre
malata, dopo la morte del padre.

 

                                         Richiamata
la giurisprudenza citata al considerando 2.4, e rilevato che il TFA ha già
avuto modo di negare l’esistenza di un caso di forza maggiore nei confronti di
un assicurato che aveva motivato la sua assenza prolungata dalla Svizzera
invocando le cure da prestare alla madre infortunata (STFA inedita del 5
gennaio 1995 in re L; e del’11 dicembre 1995 in re G. C.), l'assenza all'estero
per i motivi indicati dall'assicurato non può che essere considerata
interruttiva della residenza in Svizzera.

                                                                                                                         

                                         Infine il
fatto che il diritto al domicilio dell' assicurato sia stato ripristinato
dall’Ufficio competente, è irrilevante ai fini dell'esito della presente
procedura. In effetti i due istituti sono differenti e danno diritto a pretese
differenti. 

                                         Per
giustificare il diritto alla PC i presupposti del domicilio e della residenza
ininterrotta devono del resto essere adempiuti cumulativamente (consid. 2.3)

 

                                         Alla luce
della suesposta giurisprudenza la decisione dell'amministrazione non può che
essere confermata, in quanto conforme al diritto federale. 

 

                                         Poiché
l'assicurato risiede ininterrottamente in Svizzera dal 25 novembre 1991, egli
potrà avvalersi della PC solo a partire dal novembre 2001.

                                      

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti