# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fda75fef-f37c-5409-b28f-c912c2b25230
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-02-13
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 13.02.2024 R 2023 95
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2023-95_2024-02-13.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 23 95

5a Camera 

Presidenza Righetti

Giudici Brun e Audétat

Attuario Paganini

SENTENZA

del 13 febbraio 2024

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____ SA, 

patrocinata dall'architetto B._____, 

ricorrente

contro

Comune di C._____, 

convenuto

concernente permesso di costruzione (proposta di modifica)

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I. Ritenuto in fatto:

1. Con licenza edilizia del 2 aprile 2019 il Comune di C._____ (in seguito: 

Comune) ha rilasciato l'autorizzazione per la costruzione di un nuovo 

accesso carrozzabile (adeguamento dell'accesso) al mappale n. E._____ 

a D._____, RF di C._____, di proprietà della A._____ SA. Le disposizioni 

dell'Ufficio tecnico dei Grigioni (UT) risp. la rispettiva decisione del 24 

settembre 2018 sono state dichiarate parti integranti della licenza edilizia.  

2. In seguito a un sopralluogo effettuato in presenza del Comune, la A._____ 

SA ha deciso di proporre un rinverdimento del muro di contenimento in 

cemento armato con rivestimento in sasso della sola parte terminale più 

prossima alla strada cantonale, al fine, a suo dire, di mitigarne l'impatto 

visivo e ben distinguerlo dal muro sulla cantonale antistante. Su invito del 

Comune, il 2 agosto 2023 la A._____ SA ha presentato all'UT in tal senso 

una proposta di variante alla licenza edilizia del 2 aprile 2019. 

3. Con lettera dell'11 agosto 2023 l'UT ha risposto che il muro in calcestruzzo 

dovrebbe essere rivestito in sassi, come il muro della strada cantonale 

sottostante. Tutti i piani approvati con la decisione del 24 settembre 2018 

– che sarebbe una decisione di accesso e, come tale, un'autorizzazione 

supplementare alla licenza edilizia comunale – presenterebbero questa 

caratteristica. L'UT ha infine segnalato che per l'esame e la decisione in 

merito alla proposta di variante sarebbe tuttavia competente il Comune e 

non l'UT. 

4. Con decisione del 30 agosto 2023 il Comune, visto anche il preavviso 

negativo dell'UT dell'11 agosto 2023, ha disapprovato la proposta di 

variante e riconfermato l'esecuzione dei lavori per il rivestimento del muro 

di sostegno in pietra naturale, come da licenza edilizia del 2 aprile 2019 e 

dai piani approvati il 18 marzo 2019. Il Comune ha impartito alla A._____ 

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SA un termine di 30 giorni per la completazione dei lavori di rivestimento 

in pietra naturale del muro di sostegno. 

5. Avverso questa decisione, in data 29 settembre 2023, la A._____ SA (in 

seguito: ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo, 

chiedendo che "la richiesta del Lod. Municipio di C._____ di sottoporre a 

procedura autorizzativa la scelta estetica inerente alla finitura del muro 

venga negata". Per quanto la ricorrente nel proprio ricorso abbia pure 

impugnato la decisione di rifiuto di un pagamento rateizzato delle tasse di 

allacciamento definitive inerenti allo stabile edificato sul mappale n. 

F._____, RF di C._____, si rinvia alla separata procedura A 23 37. 

6. Il 26 ottobre 2023 il Comune (in seguito: convenuto) ha inoltrato la propria 

presa di posizione, confermando la propria decisione. 

7. L'11 novembre 2023 il ricorrente ha inoltrato una replica, richiamando 

quanto formulato nel ricorso. Nello scritto del 22 novembre 2023 il 

convenuto ha comunicato di rinunciare a una duplica. 

II. Considerando in diritto:

1.1. La competenza del Tribunale amministrativo per giudicare il ricorso contro 

la decisione del 30 agosto 2023 del convenuto è data dall'art. 49 cpv. 1 

lett. a della Legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). La 

legittimazione della ricorrente è pacifica (cfr. art. 50 LGA). Essendo 

tempestivo e rispondendo alle condizioni di forma (cfr. art. 52 cpv. 1 e art. 

38 LGA) il ricorso è dunque fondamentalmente ricevibile.

1.2. Innanzitutto, va esaminato se si può entrare nel merito delle censure del 

ricorso o se piuttosto, come sostenuto dal convenuto, va ritenuto che la 

decisione del 2 aprile 2019 di rilascio della licenza edilizia, con relativo 

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permesso dell'UT e piani approvati, è incontestabile, dacché la ricorrente 

non ha interposto ricorso e la stessa è dunque passata in giudicato.

1.2.1. Nel caso in esame, non è in discussione la forza di giudicato formale della 

licenza edilizia del 2 aprile 2019 (e delle sue parti integranti), emessa 

prima della decisione qui impugnata, ma la sua forza di giudicato 

materiale, ossia il quesito atto a stabilire se la questione oggetto della 

controversia possa essere valutata in un nuovo procedimento dinanzi a 

questo Tribunale. 

1.2.2. Le decisioni amministrative che sono formalmente vincolanti in prima 

istanza e non sono state riesaminate da un'istanza di ricorso non hanno 

generalmente alcuna forza di giudicato materiale (sentenze del Tribunale 

federale 9C_8/2021 dell'8 febbraio 2022 consid. 4.2; 2C_495/2015 del 13 

aprile 2016 consid. 5.2). 2; TSCHANNEN/ZIMMERLI/MÜLLER, Allgemeines 

Verwaltungsrecht, 4a ed. 2014, § 31 n. 9 e 27; TANNER, Wiederwägung, 

Revision von ursprünglich fehlerhaften und Anpassung von nachträglich 

fehlerhaft gewordenen Verwaltungsverfügungen, Diss. 2021, marg. 69 e 

segg. p. 38 e segg.). Le autorità amministrative possono riconsiderare le 

loro decisioni a determinate condizioni. Esse sono tenute a farlo nella 

misura in cui un obbligo corrispondente deriva da una disposizione di 

legge o da una prassi amministrativa costante (sentenze del Tribunale 

federale 1C_229/2021 del 5 novembre 2021 consid. 2.1; 1C_118/2012 del 

2 novembre 2012 consid. 2.2.2; ciascuna con riferimenti). Inoltre, il diritto 

al riesame sorge già sulla base dell'art. 29 cpv. 1 della Costituzione 

federale della Confederazione Svizzera (Cost.; RS 101), se le circostanze 

sono cambiate in modo significativo dalla prima decisione o se il 

richiedente adduce fatti e prove che non erano noti nel procedimento 

precedente o che erano già giuridicamente o effettivamente impossibili da 

far valere all'epoca o non vi era alcun motivo per farlo (DTF 136 II 177 

consid. 2.1; 120 Ib 42 consid. 2b; sentenze del Tribunale federale 

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1C_229/2021 del 5 novembre 2021 consid. 2.1; 1C_462/2015 del 22 

febbraio 2016 E. 3.2; cfr. per tutto sentenza del Tribunale federale 

1C_590/2021 del 13 gennaio 2023 consid. 7.2; v. anche 

KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltungsverfahren und 

Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 3. ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 

2013, marg. 1192 pag. 414; DTAF A-6381/2009 consid. 3.3; sentenza del 

Tribunale amministrativo [STA] R 22 113 consid. 1.3.3).

1.2.3. Nel caso di specie il convenuto non ha emanato una decisione di riesame 

e non ha nemmeno dichiarato inammissibile la variante di progetto 

sottopostagli dalla ricorrente. Da un punto di vista strettamente formale, 

disapprovando la proposta di variante e riconfermando l'esecuzione dei 

lavori per il rivestimento del muro di sostegno in pietra naturale, come da 

licenza edilizia del 2 aprile 2019 e da piani approvati il 18 marzo 2019, il 

convenuto è entrato nel merito della proposta di variante e l'ha respinta 

con la rispettiva decisione 30 agosto 2023, oggetto del presente ricorso, 

suscettibile di impugnazione (nonostante la mancata indicazione di un 

rimedio giuridico). Per quanto il convenuto, adducendo che la licenza 

edilizia del 2 aprile 2019 sarebbe passata in giudicato e divenuta 

incontestabile, intenda invocare l'inammissibilità del presente ricorso, va 

detto che un tale atteggiamento appare contraddittorio, essendo il 

convenuto entrato nel merito della variante di progetto e non avendo 

rilasciato esso stesso una decisione di non entrata nel merito. Ne discende 

che l'oggetto della controversia (obbligo di rivestimento in pietra naturale 

del rispettivo muro di contenimento) può essere valutato in questa sede in 

seguito a impugnazione della decisione del 30 agosto 2023. 

2. Contestato è il rivestimento in pietra naturale, richiesto dal convenuto, del 

muro in calcestruzzo sulla parcella n. E._____ della ricorrente. 

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3.1. La ricorrente precisa che il muro di controriva non insisterebbe sulla strada 

cantonale, bensì sarebbe interno al mappale E._____, che rientrerebbe 

nella zona residenziale. La ricorrente sostiene che la scelta estetica della 

finitura del muro sarebbe ammissibile secondo le norme di pianificazione 

e stradali. Le direttive architettoniche e di sicurezza, indicate nella licenza 

e nella decisione impugnata, sarebbero state tutte ottemperate. Una 

clausola estetica non potrebbe essere imposta, se non espressamente 

indicata nelle direttive di piano. La zona e il mappale in oggetto non 

presenterebbero vincoli di natura paesaggistica o estetica, ne 

rientrerebbero in un piano di quartiere; si tratterebbe bensì di una zona 

residenziale. Restrizioni o imposizioni di natura estetica non determinate 

dalle norme di zona non potrebbero di principio venir imposte con la 

decisione sulla domanda di costruzione, in modo da svuotare di sostanza 

la regolamentazione in vigore. Il muro sulla cantonale sarebbe già stato 

realizzato con rivestimento in sasso in occasione della realizzazione del 

nuovo accesso diversi anni orsono. La presente licenza prevedrebbe il 

solo adeguamento dell'accesso esistente, ovvero l'allargamento della 

carreggiata, portandola da ca. 3.0 m di larghezza a 5.0 m, rendendola a 

due corsie di marcia e garantendo una congrua area di manovra fuori dalla 

cantonale. Tale adeguamento avrebbe comportato necessariamente la 

realizzazione del muro di contenimento in oggetto, che non si 

configurerebbe come muro di sostegno della strada cantonale. Pertanto, 

esso non dovrebbe soddisfare i requisiti estetici imposti a edificazioni di 

questo tipo. 

Inoltre, non sarebbe vero che vi sarebbe la necessità che quanto realizzato 

corrisponda in maniera esatta a quanto illustrato sui piani. Tale 

rispondenza potrebbe essere garantita solo se quanto determinato sui 

piani architettonici risulti ammissibile dalle disposizioni normative di 

riferimento. Sarebbe infatti prassi comune a molti progettisti il realizzare 

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viste 3D con l'intento di meglio illustrare il progetto, ma non sempre gli 

elementi indicati verrebbero messi in opera, soprattutto se in fase 

esecutiva emergano in contrasto con le disposizioni normative. 

L'inserimento del rivestimento in sasso, così come la realizzazione di uno 

spazio verde nella zona di manovra prospiciente il nuovo fabbricato, 

risponderebbero presumibilmente a scelte estetiche del progettista. Infatti, 

osservando la vista allegata alla risposta del Municipio, apparirebbe chiaro 

come lo spazio antistante lo stabile, adibito a posteggi e area di manovra, 

verrebbe indicato come un prato verde. Chiaramente questa sarebbe una 

scelta puramente estetica e non realizzabile, tanto che le stesse 

disposizioni normative prevedrebbero, quale condizione logica e 

comprensibile che posteggi, piazzali e aree di manovra debbano essere 

provvisti di una pavimentazione su tutta la loro superficie (disposizione, 

questa, che sarebbe stata richiamata anche al punto 4 della decisione 

dell'UT). Come precisato dalle norme, la zona in questione sarebbe stata 

pavimentata per tutta la sua ampiezza. In considerazione dell'intenzione 

iniziale di realizzare delle zone a verde, la ricorrente ritiene che il 

rinverdimento del muro possa mitigarne l'impatto, garantendo una migliore 

integrazione nel contesto.

L'UT non avrebbe in nessun punto richiamato la necessità di una 

determinata finitura del muro, del quale, invece, verrebbe richiesta una 

verifica statica. Nella decisione impugnata il convenuto citerebbe la 

comunicazione dell'UT dell'11 agosto 2023 come preavviso negativo, 

quando in realtà l'UT non prenderebbe posizione nel merito. Trattandosi 

di una modifica di carattere estetico e non concernente le disposizioni 

normative di sicurezza e stabilità inerenti all'accesso (art. 52 della Legge 

stradale del Cantone dei Grigioni [LStra; CSC 807.100]), l'UT non si 

chinerebbe su tali aspetti, come chiaramente espresso nella sua 

comunicazione dell'11 agosto 2023. 

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3.2. Il convenuto sottolinea che, contrariamente a quanto asserito dalla 

ricorrente, l'obbligo del rivestimento del muro in sasso naturale sarebbe 

riportato sia nella licenza edilizia sia nei piani approvati dall'UT e 

dall'Esecutivo comunale. I piani approvati sarebbero parte integrante della 

decisione dell'UT del 24 settembre 2018, la quale sarebbe a sua volta 

anche parte integrante della licenza edilizia rilasciata in data 2 aprile 2019. 

Contrariamente a quanto indicato nel ricorso, non corrisponderebbe quindi 

al vero che le direttive architettoniche indicate nella licenza edilizia e nei 

piani approvati siano state completamente ottemperate. 

Secondo il convenuto, la condizione del rivestimento in pietra locale del 

muro in calcestruzzo sarebbe da considerarsi un vincolo irrinunciabile, 

poiché salvaguarderebbe le caratteristiche locali presenti in zona e 

riprenderebbe le caratteristiche/proprietà del muro cantonale sottostante. 

Rinunciare ora a questo vincolo significherebbe, oltre che andare in palese 

contrasto con quanto deciso inizialmente, anche trovarsi in una situazione 

di disaccordo con l'UT. Questo sarebbe assolutamente improponibile. Il 

convenuto avrebbe deciso di non approvare la proposta di variante, 

tenendo conto delle disposizioni di legge (art. 15 cpv. 1 della Legge edilizia 

ex Comune di D._____ [LE], art. 20 cpv. 1 LE), poiché riterrebbe che gli 

interessi pubblici in gioco prevalgano su quelli del privato. 

3.3. La legislazione comunale contiene delle puntuali disposizioni in materia di 

strutturazione:

Giusta l'art. 15 cpv. 1 LE, le licenze edilizie possono essere rilasciate con 

condizioni e oneri, nella misura in cui questi sono di interesse pubblico, 

sono oggettivamente in relazione con la decisione presa e risultano 

necessari, onde garantire una situazione conforme al diritto.

Gli edifici e impianti devono essere architettonicamente ben strutturati e 

riferirsi al loro ambiente (art. 17 cpv. 1 LE). Modifiche dell'esistente 

configurazione del terreno sono ammesse solo se non pregiudicano le 

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caratteristiche locali e il paesaggio (art. 20 cpv. 1 LE). Scarpate e muri di 

sostegno nonché muri di sostegno vanno limitati all’indispensabile (art. 20 

cpv. 3 LE). 

A differenza per esempio della zona villaggio (v. art. 38 LE), per la zona 

residenziale in cui si trova il muro qui in discussione non sussistono 

disposizioni specifiche di inserimento nel paesaggio. 

Per il resto, vale la regola generale di cui all'art. 73 cpv. 1 LPTC secondo 

cui insediamenti, costruzioni ed impianti, devono essere costruiti ed inseriti 

nell'ambiente e nel paesaggio secondo le regole dell'arte di costruire, in 

modo tale da creare un buon effetto generale. 

3.4. La nozione di buon effetto generale costituisce una nozione giuridica 

indeterminata, che, come tale, conferisce all'autorità edilizia un certo 

margine di apprezzamento ai fini dell'individuazione del suo contenuto 

normativo. Questa latitudine di giudizio va rispettata anche dalle istanze di 

ricorso. In questo contesto, se la valutazione estetica è plausibile, essa 

merita conferma, non essendo compito dell'autorità di ricorso sostituire il 

proprio apprezzamento a quello dell'autorità edilizia (sentenza del 

Tribunale federale 1C_358/2017 del 5 settembre 2018 consid. 3.6; DTF 

106 Ib 118 consid. 2; 115 Ia 114 consid. 3d; sentenza del Tribunale 

amministrativo del Cantone dei Grigioni R 21 71 consid. 5.2 con riferimento 

a Prassi del Tribunale amministrativo [PTA] 2013 n. 26 consid. 6b). Di 

conseguenza, si parte dal presupposto che l'autorità locale preposta al 

rilascio delle licenze edilizie disponga di una particolare libertà di decisione 

e discrezionalità nella valutazione dell'effetto complessivo in relazione alla 

valutazione estetica delle condizioni locali, motivo per cui il tribunale può 

intervenire solo se tale valutazione non è più oggettivamente giustificabile, 

nonostante il suo ampio potere di controllo (sentenze del Tribunale 

federale 1C_5/2016 del 18 maggio 2016 consid. 5.3; 1C_629/2013 / 

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1C_630/2013 del 5 maggio 2014 consid. 7.1; ciascuna con riferimenti; 

1C_150/2014 del 6 gennaio 2015 consid. 2.2; 1C_578/2016 del 28 giugno 

2017 consid. 3.4). I tribunali cantonali devono quindi esercitare una certa 

moderazione anche nel controllo dell'adeguatezza della decisione 

contestata, al fine di rispettare l'autonomia del comune ai sensi dell'art. 50 

cpv. 1 Cost. Il tribunale può annullare la decisione di classificazione 

dell'autorità edilizia comunale solo se quest'ultima ha oltrepassato l'ambito 

di giudizio e discrezionalità garantito dall'autonomia comunale (cfr. 

sentenza del Tribunale federale 1C_358/2017 del 5 settembre 2018 

consid. 3.6).

3.5. Come evidenziato dal convenuto, nei piani approvati il 24 settembre 2018 

(doc. 2 convenuto e doc.1 replica ricorrente) il muro di contenimento è 

raffigurato in pietra naturale. È vero che nei piani il piazzale per manovre 

è stato rappresentato come prato verde, mentre in realtà è stata realizzata 

(e approvata) una pavimentazione (cfr. doc. 1 e 2 replica ricorrente). 

Tuttavia, ciò non significa che la realizzazione del muro in pietra fosse 

facoltativa. Infatti, in detti piani approvati il muro è espressamente indicato 

come "Muro in beton rivestito in pietra locale" risp. come "Nuovo muro di 

sostegno in c.a. rivestito in pietra", mentre il piazzale è definito come 

"Piazzale di ingresso". Se, dunque, da un lato, è comprensibile che con il 

termine "piazzale" si intenda un'area sterrata o lastricata o simile, ma non 

un'area verde come visualizzato nel piano, evidentemente, a mo' 

d'esempio, dall'altro lato, non è dato dedurre che il rivestimento in pietra 

del relativo muro, espressamente contraddistinto due volte con la 

specifica: "rivestito in pietra", poteva essere tralasciato. Va dunque 

costatato che l'allora committente stesso aveva previsto nei propri piani 

(poi approvati) un rivestimento esplicitamente in pietra del muro di 

contenimento. Oltre a ciò, indipendentemente dalla questione – che può 

rimanere aperta – se l'UT possa interferire nella scelta da parte 

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dell'Autorità edilizia comunale del rivestimento (risp. del non rivestimento) 

di suddetto muro di sostegno in calcestruzzo situato vicino all'accesso alla 

strada cantonale, va rilevato che il convenuto considera la condizione del 

rivestimento in pietra locale del relativo muro un vincolo irrinunciabile, 

poiché salvaguarderebbe le caratteristiche locali presenti in zona e 

riprenderebbe le caratteristiche/proprietà del muro cantonale sottostante. 

Questa valutazione, secondo questo Tribunale, rientra nel margine 

discrezionale di cui dispone il convenuto relativamente alle imposizioni di 

carattere estetico alle edificazioni sul suo territorio. 

3.6. Seguendo il petito del ricorso della ricorrente, secondo cui (secondo il 

senso) la finitura del muro (in pietra naturale, come richiesto dal 

convenuto) non andrebbe sottoposta a licenza edilizia, va inoltre rilevato 

che questa argomentazione non trova riscontro in nessuna base legale. 

Infatti, il qui pertinente art. 40 cpv. 1 cifra 18 dell'Ordinanza sulla 

pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni (OPTC; CSC 801.110) 

esenta dall'obbligo di licenza edilizia soltanto muri di sostegno (e di 

controriva) nella zona edificabile fino a un'altezza di 1.0 m. Ciò non è il 

caso nella presente fattispecie.  

3.7. La ricorrente invoca oltre a ciò una disparità di trattamento. 

3.7.1. A tal proposito, la ricorrente cita una recente autorizzazione rilasciata dal 

convenuto per l'edificazione sul mappale confinante, inserito nella 

medesima zona, di un muro di contenimento in cemento armato a vista e 

privo di rivestimento (tra l'altro in deroga all'art. 76 della Legge sulla 

pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni [LPTC; CSC 801.100] 

sia per quanto concernerebbe l'altezza che la distanza dal confine). Le 

limitazioni estetiche imposte alla ricorrente non sarebbero state applicate 

al caso analogo del confinante. Di conseguenza, la decisione impugnata 

sarebbe arbitraria e lesiva del principio dell'uguaglianza di trattamento.

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3.7.2. Giusta l'art. 9 Cost., ognuno ha diritto d’essere trattato senza arbitrio e 

secondo il principio della buona fede da parte degli organi dello Stato. 

Secondo la prassi del Tribunale federale, una decisione è arbitraria 

quando non si fonda su motivi seri e oggettivi o appare priva di senso 

rispettivamente di scopo (sentenza del Tribunale federale 9C_640/2022 

del 13 marzo 2023 consid. 7.1; DTF 134 II 124 consid. 4.1). Essa 

disattende il principio della parità di trattamento quando, tra casi simili, fa 

delle distinzioni che nessun fatto importante giustifica di fare o sottopone 

a un regime identico situazioni che presentano delle differenze rilevanti e 

di natura tale da rendere necessario un trattamento diverso (sentenze del 

Tribunale federale 9C_640/2022 del 13 marzo 2023 consid. 7.1; 

2C_1108/2018 del 1. maggio 2019 consid. 5.1; DTF 136 II 120 consid. 

3.3.2; 133 I 249 consid. 3.3).

3.7.3. Il caso del vicino (muro di contenimento sul mappale n. 2234 a confine con 

il mappale n. E._____ della ricorrente, approvato con licenza edilizia del 

30 novembre 2021 [v. doc. 5 ricorrente]), riferito dalla ricorrente, non è 

paragonabile al caso in questione. In questo caso, si tratta di un muro 

vicino all'accesso alla strada cantonale e al muro in pietra naturale lungo 

la strada cantonale; nel caso del vicino, invece, si tratta di un semplice 

muro di sostegno tra le abitazioni, che non è così in vista come il muro in 

questione. La relativa censura va pertanto respinta, poiché non è 

intravedibile una disparità di trattamento risp. arbitrio da parte del 

convenuto. 

4. Riassumendo, il ricorso va respinto e la decisione del convenuto 

confermata. 

5. Le spese della procedura di ricorso, composte da una tassa di Stato fissata 

a CHF 2'000.00 e spese di cancelleria, vanno a carico della ricorrente 

soccombente in causa (art. 73 cpv. 1 LGA). Al convenuto non vanno 

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aggiudicate spese ripetibili, avendo vinto la causa nell'esercizio delle sue 

attribuzioni ufficiali (art. 78 cpv. 2 LGA).

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III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

- una tassa di Stato di CHF 2'000.00

- e le spese di cancelleria di CHF 266.00

totale CHF 2'266.00

Tali spese sono poste a carico della A._____ SA.

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]