# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 168af58d-f7e8-5881-9fa4-b16bb7b6393d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-06-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 14.06.2017 60.2017.99
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2017-99_2017-06-14.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2017.99

   

  	
  Lugano

  14 giugno 2017/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro
  Mini, presidente,

  Raffaele
  Guffi, Giovan Maria Tattarletti

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Valentina
  Item, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo 12/13.4.2017 presentato da

 

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  il decreto 4.4.2017 emanato dal giudice supplente della
  Pretura penale, Elettra Orsetta Bernasconi Matti, mediante il quale è stato
  stralciato dai ruoli il procedimento penale susseguente all’opposizione al
  decreto d’accusa 29.3.2016 (DA __________), in seguito alla sua mancata
  comparizione al dibattimento (inc. __________);

  

 

 

richiamati gli scritti 14/18.4.2017 del procuratore
pubblico Arturo Garzoni, rispettivamente 21/24.4.2017 del giudice supplente della
Pretura penale, con cui comunicano di non avere osservazioni da formulare,
rimettendosi al giudizio di questa Corte;

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in
fatto

 

a.   Con decreto 29.3.2016 il procuratore pubblico Arturo
Garzoni ha posto in stato di accusa dinanzi alla Pretura penale RE 1 siccome
ritenuto colpevole di atti contro la pubblica incolumità “per avere, a __________, in data 28.01.2016, lasciato
vagare liberi ed incustoditi animali pericolosi in sua detenzione; e meglio,
per avere omesso di tenere al guinzaglio i propri tre cani, in urto con le
disposizioni comunali in vigore, di guisa che uno di essi (__________) ha
aggredito il cane (__________) di proprietà di __________, azzannandolo sulla
groppa, provocandogli una ferita lacero contusa che ha dovuto essere saturata
dal medico veterinario”, reato previsto dall’art. 6 lit. a LOrp, in
relazione con l’art. 9 cpv. 1 dell’Ordinanza municipale del Comune di __________
concernente la detenzione dei cani, e ne ha proposto la condanna alla multa di
CHF 300.-- (DA __________, inc. MP __________).

 

 

                                  b.   Con
scritto 8/11.4.2016 RE 1, per il tramite dell’avv. __________, ha interposto
formale opposizione contro il suddetto decreto d’accusa (AI 5, inc. MP __________).

 

 

                                   c.   In
data 13.4.2016 il magistrato inquirente ha deciso di confermare il proprio decreto
d’accusa del 29.3.2016 (DA __________) a carico di RE 1.

 

Gli atti relativi al suddetto DA sono di
conseguenza stati trasmessi alla Pretura penale al fine di procedere al
dibattimento pubblico (cfr. doc. 1, inc. Pretura penale __________).

 

 

                                  d.   In
data 24.1.2017 il giudice supplente della Pretura penale ha assegnato alle parti
un termine di 20 giorni per presentare e motivare eventuali istanze probatorie
(cfr. doc. 2, inc. Pretura penale __________).

 

 

                                   e.   Con
scritto di medesima data il giudice supplente della Pretura penale ha citato le
parti, a comparire nell’aula udienze della Pretura penale a __________, il
giorno martedì 4 aprile 2017 alle ore 09:15 per procedere al dibattimento, “con l’avvertenza che se l’opponente non compare,
senza comunicare valide ragioni per l’assenza, né si fa rappresentare (...),
l’opposizione è considerata ritirata (...)” (cfr. doc. 3, inc. Pretura penale __________). 

 

 

                                    f.   Con
e-mail 3.4.2017, delle ore 15:25, indirizzata alla Divisione della giustizia (di-dg@ti.ch), RE 1 ha comunicato di essere caduto
e di essersi rotto il ginocchio il sabato precedente durante la pulizia dei
boschi, di non aver l’automobile e di aver quindi difficoltà a raggiungere __________
il giorno dopo. Ha infine chiesto di spostare il dibattimento.

 

                                         Tale
e-mail è stata inoltrata, il 3.4.2017 alle ore 17:39, per conoscenza, al presidente
della Pretura penale, giudice Marco Kraushaar (cfr. doc. 8, inc. Pretura penale
__________).

 

 

                                  g.   Mediante
fax 4.4.2017 (ricevuto dalla Pretura penale alle ore 09:05), l’avv. __________,
in nome e per conto di RE 1, ha confermato la sua assenza al dibattimento, “dal
momento che ieri il mio mandante ne ha direttamente postulato l’annullamento e
il rinvio essendo, a quanto pare, pesantemente caduto su un ginocchio e dunque
impossibilitato a recarsi oggi a __________”. Il patrocinatore ha altresì
precisato che avrebbe fatto pervenire alla Pretura il certificato medico
relativo all’infortunio del suo cliente, non appena in suo possesso (cfr. doc. 9, inc. Pretura penale __________).

 

 

                                  h.   Con
scritto 4.4.2017, anticipato via fax alle ore 10:26, il giudice supplente della
Pretura penale ha assegnato all’avv. __________, un termine scadente il pomeriggio
alle ore 14:00, per trasmettere alla Pretura penale - anticipato via fax - il
certificato medico del suo cliente attestante la sua impossibilità a presenziare
al dibattimento. Lo stesso, richiamando l’art. 356 cpv. 4 CPP, ha reso attento
l’avvocato che, in caso di inosservanza a quanto sopra, l’opposizione sarebbe
stata considerata come ritirata, ritenuta l’assenza ingiustificata del suo
assistito (cfr. doc. 10, inc. Pretura penale
__________).

 

 

                                    i.   In
data 4.4.2017, alle ore 14:25, è pervenuto alla Pretura penale il certificato medico
– datato 4.4.2017 – nel quale il dott. med. __________, attesta “che il
Signor RE 1 mi ha consultato in data odierna alle ore 09:45 per forti dolori al
ginocchio sinistro in esito di una contusione con colpo diretto sulla patella
del ginocchio sinistro” (cfr. doc. 11,
inc. Pretura penale __________).

 

 

                                    l.   Il
4.4.2017, il giudice supplente della Pretura penale, dopo aver ripreso le circostanze
di cui sopra, ha rilevato che l’accusatrice privata ha rilasciato una dichiarazione
nella quale afferma di aver incontrato RE 1, in data 3.4.2017, in tarda
mattinata, presso la __________ di __________ e di aver riscontrato come lo
stesso non mostrava alcuna lesione fisica. 

 

                                         Ha inoltre ritenuto il certificato medico in questione
tardivo e non attestante l’impossibilità per l’imputato a presenziare al
pubblico dibattimento. Il giudice supplente, constatata l’assenza ingiustificata
dello stesso, in applicazione dell’art. 356 cpv. 4 CPP, ha considerato ritirata
l’opposizione al DA __________ (cfr. verbale di dibattimento, doc. 12, inc. Pretura penale __________).

 

 

                                 m.   Mediante
decreto 4.4.2017 il giudice supplente della Pretura penale, considerato che
l’imputato ingiustificatamente non è comparso al dibattimento del 4.4.2017, al
quale è stato regolarmente citato, né si è fatto rappresentare in quella sede,
ha stralciato dai ruoli il procedimento penale susseguente all’opposizione al
DA __________ di data 29.3.2016, ritenendo il citato decreto d’accusa
definitivo (cfr. doc. 13, inc. Pretura
penale __________).

 

 

                                  n.   Con
gravame 12/13.4.2017 RE 1 impugna il suddetto decreto di stralcio, chiedendone
l’annullamento ed il rinvio degli atti alla Pretura penale affinché invii una
nuova citazione per comparire al dibattimento.

                                         

Il reclamante spiega le circostanze
relative all’infortunio, precisando di essersi espresso in modo “un po’ infelice”,
per aver indicato nella suddetta e-mail di aver “rotto” il ginocchio
(reclamo 12/13.4.2017). Ha affermato di essere caduto in mezzo a due sassi e di
aver avuto quale unica conseguenza dei forti dolori, che necessitavano “a
risparmiare la gamba e mettere la crema”, senza bisogno di un controllo
medico immediato (reclamo 12/13.4.2017). 

Si sarebbe recato dal medico solo su
richiesta del suo avvocato.

 

Sarebbe comunque uscito con i cani per
una passeggiata “corta e lenta”, e avrebbe fatto anche la spesa. In
quell’occasione avrebbe incontrato l’accusatrice privata, la quale si sarebbe accorta
che zoppicava. Afferma che una semplice passeggiata “non implica neanche la
possibilità di arrivare da __________ a __________ per quest’ora mattinale
definita” (reclamo 12/13.4.2017).

 

Dichiara di aver spedito, all’avv. __________,
il certificato medico richiesto appena rientrato a casa. Ritiene “esagerato
(...) sopravvalutare una mezz’ora di spedizione del certificato”, considerato
come “lo studio legale apre alle due e ci vuole oramai un attimo per
iniziare e spedire il documento” (reclamo 12/13.4.2017).

 

Conclude ritenendo “particolarmente
dubbiosa (...) la pratica della valutazione degli argomenti: il certificato –
ormai a livello professionale di un medico – è schiacchiarato alla nullità
mentre la testimonianza amatoriale e per natura della situazione tendenziosa
della parte civile gode di alta rilevanza e credibilità” (reclamo
12/13.4.2017).

 

 

in diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Giusta
l’art. 393 cpv. 1 lit. b CPP il reclamo può essere interposto contro i decreti
e le ordinanze, nonché gli atti procedurali dei tribunali di primo grado, ad eccezione
delle decisioni ordinatorie e dei casi in cui è espressamente escluso dal CPP o
quando è prevista un’altra impugnativa.

 

                                         Con il gravame si possono censurare le violazioni del
diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento e la denegata
o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP), l'accertamento inesatto o incompleto
dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e l'inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit.
c CPP).

 

                                         Il reclamo deve essere presentato entro dieci giorni,
per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare
all’art. 390 CPP per la forma scritta e all’art. 385 CPP per la motivazione.

                                         In particolare il reclamo deve indicare i punti della
decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione
ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

                                         La
prevalenza dei principi della verità materiale e della legalità impone alla
giurisdizione di reclamo, investita di un gravame, di decidere
indipendentemente dalle conclusioni o dalle motivazioni addotte dalle parti, esprimendosi
sugli argomenti rilevanti per il giudizio conformemente all'obbligo di motivazione giusta l'art. 81 cpv. 3 CPP, ed applicando il diritto penale ‒ che deve
imporsi d'ufficio ‒ senza con ciò ledere il diritto delle parti di essere
sentite, ancorato all'art. 29 cpv. 2
Cost. (Commentario CPP – M. MINI, art.
391 CPP n. 2; sentenza TF 6B_494/2015 del 25.5.2016 consid. 4.1.).

 

                                         1.2.

                                         Il gravame, inoltrato il 12/13.4.2017 alla Corte dei
reclami penali, competente ex art. 62 cpv. 2 LOG, contro il decreto di stralcio
4.4.2017 emanato dalla Pretura penale (inc. __________) è tempestivo e
proponibile (BSK StPO II – F.
RIKLIN, 2. ed., art. 356 CPP n. 2).

                                         Le esigenze di forma e di motivazione sono rispettate.

 

                                        RE
1, imputato e destinatario della
decisione impugnata, è pacificamente
legittimato a reclamare ex art. 382 cpv. 1 CPP avendo un interesse
giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica del giudizio che ha
ritenuto definitivo il DA __________ emesso nei suoi confronti.

 

                                         Il reclamo è – nelle predette circostanze – ricevibile
in ordine.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Nell'ambito della
procedura del decreto d'accusa (disciplinata agli art. 352 ss. CPP) l'imputato può
impugnare il decreto d'accusa entro dieci giorni al pubblico ministero con
opposizione scritta (art. 354 cpv. 1 lit. a CPP), non necessariamente motivata
(cpv. 2). In mancanza di valida opposizione, il decreto d'accusa diviene
sentenza passata in giudicato (cpv. 3).

 

                                         Se
è fatta opposizione, il caso passa nuovamente nelle mani del pubblico ministero
[Messaggio concernente l'unificazione del diritto processuale penale del
21.12.2005, in: FF 2006 p. 989
ss. (in seguito: Messaggio), p. 1194; BSK StPO II – F. RIKLIN, op. cit., art.
355 CPP n. 1], che assume le ulteriori
prove necessarie al giudizio sull'opposizione stessa (art. 355 cpv. 1 CPP). Una volta
assunte le prove, il pubblico ministero decide se confermare il decreto d'accusa (lit.
a.), abbandonare il procedimento (lit. b.), emettere un nuovo decreto d'accusa (lit.
c.) oppure promuovere l'accusa presso il tribunale di primo grado (lit. d.) [art.
355 cpv. 3 CPP].

 

                                         Se decide di confermare il decreto d'accusa, il pubblico ministero trasmette senza indugio
gli atti al tribunale di primo grado affinché svolga la procedura dibattimentale;
in tal caso, il decreto di accusa è considerato atto di accusa (art. 356 cpv. 1
CPP). 

 

                                         Ai
sensi dell’art. 356 cpv. 2 CPP il tribunale di primo grado statuisce sulla
validità del decreto di accusa e dell'opposizione.

 

 

                                         2.2.

Giusta l’art. 356 cpv. 4 CPP, se
l’opponente ingiustificatamente non compare al dibattimento né si fa
rappresentare, l’opposizione è considerata ritirata. Vista la pesante conseguenza
giuridica dell’ingiustificata comparizione (BSK StPO II – F. RIKLIN, op. cit.,
art. 356 CPP n. 5), essa deve essere indicata nella citazione al dibattimento
(M. DAPHINOFF, Das Strafbefehlsverfahren
in der Schweizerischen Strafprozessordnung, p. 618 s.).

 

                                         La
disposizione in oggetto si applica soltanto all’opponente “privato” (BSK StPO II
– F. RIKLIN, op. cit., art. 356 CPP n. 5; Commentario CPP – P. BERNASCONI, art.
356 CPP n. 9) e non ad un’autorità (come ad esempio il pubblico ministero), che
non è tenuta a comparire dinanzi al tribunale, ma può presentare le sue
conclusioni per iscritto (Commentario CPP – P. BERNASCONI, art. 356 CPP n. 9).

 

                                         L’opponente,
parte alla procedura dibattimentale, può farsi rappresentare, nella misura in
cui colui che dirige il procedimento non esiga la sua comparizione personale
(CR CPP – G. GILLIERON / M. KILLIAS, art. 356 CPP n. 7; Messaggio, p. 1195).

 

                                         2.3.

                                         Chi
è oggetto di una citazione emessa da un’autorità penale deve darvi seguito
(art. 205 cpv. 1 CPP). Chi è impedito di dar seguito a una citazione deve comunicarlo
senza indugio all’autorità citante; l’impedimento va motivato e per quanto possibile
provato (art. 205 cpv. 2 CPP) [BSK StPO II – J. WEBER, op. cit., art. 205 CPP
n. 1 ss.]. 

 

                                         Allo
stesso modo, affinché la mancata comparizione al dibattimento non sia considerata
ingiustificata, l’opponente che non vi può partecipare è tenuto a comunicarlo
preventivamente al giudice che ha staccato la citazione, documentando le sue
ragioni. Un’omissione da parte sua comporta un’assenza ingiustificata (CR CPP –
G. GILLIERON / M. KILLIAS, art. 356 CPP n. 8).

 

                                         Se
l’opponente “privato” non si presenta al dibattimento senza valido motivo, non
si entra nel merito dell’opposizione: non viene dunque svolta una procedura
contumaciale ai sensi degli art. 366 ss. CPP e il decreto d’accusa viene confermato
(Messaggio, p. 1194 s.).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         In
concreto, con scritto 24.1.2017 il giudice supplente della Pretura penale ha citato
le parti a comparire al dibattimento alle 09:15 del 4.4.2017, rammentando
all’opponente che se ingiustificatamente non fosse comparso né si fosse fatto
rappresentare, l’opposizione sarebbe stata considerata ritirata, come previsto
dall’art. 356 cpv. 4 CPP (cfr. doc. 3, inc. Pretura penale __________).

 

Come esposto in fatto, né RE 1, né il
suo avvocato si sono presentati al dibattimento. L’imputato ha inoltrato un
e-mail il pomeriggio prima dell’udienza, comunicando di essersi “rotto” il ginocchio
e di essere quindi impossibilitato a presenziare il giorno seguente. Su richiesta
della Pretura penale, rivolta all’avvocato del reclamante, è stato inviato il
certificato medico agli atti.

 

3.2.

In casu, non essendo in discussione la
validità della citazione 24.1.2017, considerato come la stessa conteneva le
indicazioni relative alle conseguenze giuridiche di un’eventuale mancata
comparsa, occorre valutare se l’assenza del qui reclamante all’udienza sia o
meno giustificata.

 

Nel gravame che qui ci occupa, RE 1
ritiene sostanzialmente che il giudice supplente sarebbe caduto in un
formalismo eccessivo, ritenendo tardivo il certificato medico agli atti, essendo
lo stesso stato inviato 25 minuti dopo la scadenza del termine assegnato dallo
stesso giudice supplente.

 

                                         3.3.

Come visto, il certificato medico è
pervenuto alla Pretura penale il 4.4.2017 alle ore 14:25 (cfr. doc. 11, inc.
Pretura penale __________), ossia 25 minuti dopo il termine fissato dal giudice
supplente al legale di RE 1 in medesima data (cfr. doc. 10, inc. Pretura penale
__________).

 

Ora, anche a voler prescindere dalla
tempestività o meno del suddetto certificato, lo stesso non è idoneo a giustificare
l’assenza del reclamante al dibattimento in questione.

Il dott. med. __________ ha infatti
attestato di essere stato consultato da RE 1, il medesimo giorno dell’udienza,
“per forti dolori al ginocchio sinistro in esito di una contusione con colpo
diretto sulla patella del ginocchio sinistro” (doc. 11, inc. Pretura penale
__________). Il suddetto documento non prende posizione sulla possibilità o
meno del paziente di presenziare al dibattimento previsto il giorno medesimo a __________.

Neppure indica un’eventuale terapia da
seguire e/o se il paziente, a causa del citato infortunio, avesse dovuto
restare a riposo, e - in caso affermativo - per quanto tempo.

 

Non va inoltre dimenticato che RE 1 ha
prodotto il suddetto certificato medico (unicamente) su richiesta del Tribunale
di prime cure, presentandosi dal medico di cui sopra (solo) 3 giorni dopo
l’infortunio.

 

                                         3.4.

                                         Inoltre,
anche lo scritto 4.4.2017 rivolto all’avv. __________, con cui il giudice
supplente della Pretura penale ha fissato un termine scandente alle ore 14:00
per trasmettere il certificato medico in questione, conteneva l’avvertenza di
cui all’art. 356 cpv. 4 CPP, rendendo attento il legale “che in caso di
inosservanza a quanto sopra l’opposizione è considerata ritirata, ritenuta
l’assenza ingiustificata del suo assistito, che neppure si è fatto
rappresentare in questa sede all’ora indicata nella citazione 24 gennaio 2017”
(doc. 10, inc. Pretura penale __________).

 

                                         Di
modo che si può ritenere che RE 1, per il tramite del suo avvocato, sia stato
in ogni caso informato anticipatamente sulle conseguenze dell’inosservanza a
compiere il citato atto, in modo tale da non subire pregiudizi processuali per
ignoranza.

 

                                         3.5.

                                         Alla
luce di tutto quanto sopra, non si può ritenere che RE 1 abbia validamente
giustificato la sua assenza al dibattimento al quale è stato correttamente
citato.

 

                                         Tale
conclusione si giustifica indipendentemente dalla dichiarazione dell’accusatrice
privata, secondo cui avrebbe incontrato l’imputato - il giorno prima del
dibattimento - a __________ mentre si apprestava a fare la spesa, circostanza
peraltro confermata dallo stesso imputato.

                                      

                                         

                                   4.   In
siffatte circostanze, ne discende
che il decreto di stralcio 4.4.2017 emanato dal giudice supplente della Pretura
penale nel contesto dell’inc. __________ è meritevole di tutela. 

 

                                         Il
gravame è respinto. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico del reclamante,
soccombente.

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 205, 352 ss., 379 ss. e 393 ss. CPP,
1 ss. e 25 LTG ed ogni altra disposizione applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
reclamo è respinto.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di 200.-- e le spese di 50.--, per complessivi CHF 250.-- (duecentocinquanta),
sono poste a carico di RE 1, __________.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali
e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

.

 

 

Per
 la Corte dei reclami penali

 

Il
presidente                                                          La cancelliera