# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 66feb3c8-4c7b-5a08-bc30-40f94071adc7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-01-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.01.2014 35.2013.57
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2013-57_2014-01-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2013.57

   

  LG/sc

  	
  Lugano

  22 gennaio 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 settembre 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 12 agosto 2013 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

                                         in fatto

 

                               1.1.   In data 29 marzo 2008, RI 1,
dipendente della __________, in qualità di cuoco / pizzaiolo e, perciò,
assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso CO 1, è rimasto vittima di un
incidente della circolazione stradale (caduta dalla motocicletta), avvenuto in
territorio del Comune di __________.

                                         A causa di questo sinistro
egli ha riportato la lussazione anteriore della spalla destra con
interessamento del plesso brachiale (doc. 1, 5, 10). 

 

                                         L’Istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con la decisione del 12 aprile 2013
l’amministrazione ha dichiarato estinto il proprio obbligo a prestazioni a
contare dal 12 aprile 2013, in quanto i disturbi presentati dall’assicurato non
sono più in relazione di causalità naturale con l’evento del mese di marzo 2008
(doc. 64).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1, per conto dell’assicurato (doc. 65), in data 12
agosto 2013 l’assicuratore LAINF ha confermato il contenuto della sua prima
decisione (doc. 73).

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 9
settembre 2013, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha postulato in via
preliminare la congiunzione della presente procedura ricorsuale (inc.
35.2013.57) con quella relativa all’infortunio del 23 settembre 2012 (cfr.
decisione su opposizione del 13 agosto 2013, inc. 35.2013.58) (doc. I).

 

                                         In via principale il
legale ha postulato il riconoscimento di una rendita di invalidità del 27% e il
riconoscimento del diritto ad una IMI. Egli ha poi chiesto di essere messo al
beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio in sede
amministrativa (doc. I).

 

                                        In via subordinata, il
rappresentante di RI 1 ha postulato il rinvio degli atti a CO 1 per nuovi
accertamenti medici con il ripristino del diritto ad indennità giornaliere e
alla copertura di spese mediche, nonché il beneficio dell’assistenza
giudiziaria con gratuito patrocinio in sede amministrativa (doc. I).

 

                                         Infine, l’avv. RA 1 ha
postulato la concessione dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio
anche per la presente procedura (doc. I).

 

                                         Il ricorrente ha dapprima
sollevato una violazione del diritto di essere sentito in relazione al mancato
colloquio personale chiesto dal legale presso CO 1, all’impossibilità di
potersi esprimere sui pareri medici sulla base dei quali l’amministrazione ha
fondato il proprio parere e alla domanda di assistenza giudiziaria in sede
amministrativa, rimasta lettera morta (doc. I, pag. 9).

 

                                         In secondo luogo egli ha
criticato l’agire dell’amministrazione che in occasione del secondo infortunio
del 2012 ha aperto una nuova voce di sinistro pretendendo di trattare questo
infortunio separatamente dal primo. “Agendo in questo modo CO 1 pregiudica i
diritti dell’assicurato ed in particolare per quanto attiene alle valutazioni
del nesso di causalità tra evento e danno” (doc. I, pag. 13).

 

                                         Dal profilo medico
l’assicurato ha contestato le valutazioni svolte dall’amministrazione. A suo
dire i pregiudizi alla schiena, al braccio e alla spalla destra sono una
conseguenza degli infortuni del 2008 e del 2012, senza i quali egli “non si
ritroverebbe oggi con un tendine capolungo completamente rotto (…) e afflitto
da una sindrome cervico-vertebrale spondilogena cronica” (doc. I, pag. 13).

 

                                         Di conseguenza
all’assicurato va riconosciuto il diritto a una rendita d’invalidità del 27%,
pari a quella calcolata in ambito AI e un’indennità per menomazione dell’integrità
fisica (IMI) (doc. I, pag. 14).

                                         

                               1.4.   CO 1, in risposta, ha chiesto
che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto (doc. V).

 

                               1.5.   In corso di causa il
ricorrente ha prodotto ulteriore documentazione medica e lo scritto del 10
settembre 2013 dell’Ufficio AI che ha predisposto un nuovo accertamento
reumatologico presso il Dr. __________ (doc. VII + allegati).

 

                                         Il legale si è quindi
sostanzialmente riconfermato nelle proprie argomentazioni di causa (doc. VII).

 

                                         Il doc. VII e gli allegati
sono stati inviati a CO 1 per osservazioni (doc. VIII).

 

                               1.6.   In data 25 ottobre 2013 CO 1
ha difeso il proprio operato sia per quanto riguarda la presunta violazione del
diritto di essere sentito, sia in relazione alla separazione delle due
procedure (doc. IX).     

 

                                         Il doc. IX è stato inviato
all’avv. RA 1 per conoscenza (doc. X).

 

                               1.7.   L’8 novembre 2013 il legale
dell’assicurato ha sostenuto, sulla base anche del rapporto medico del 22
maggio 2013 del Dr. __________, che lo stato di salute di RI 1 non è
stabilizzato. 

 

                                         Egli ha poi richiamato
l’incarto AI e postulato nuovamente la congiunzione delle cause (doc. XI+B).

 

                                         I doc. XI + B sono stati
inviati a CO 1 per osservazioni (doc. XII).

 

                               1.8.   CO 1 – in data 18 novembre
2013 – si è riconfermata nelle proprie argomentazioni (doc. XIII).

 

                                         I doc. XII e XIII sono
stati inviati al legale dell’assicurato per conoscenza (doc. XIV).

 

                               1.9.   Il TCA, in 5 data dicembre 2013, ha richiesto all’avv. RA 1 la documentazione necessaria per l’evasione della domanda di
assistenza giudiziaria (doc. XV).

 

                             1.10.   Con scritto del 10 dicembre
2013 il legale ha comunicato al TCA che la situazione finanziaria della
convivente del figlio dell’assicurato è notevolmente migliorata (entrata
mensile di fr. 5'433.85 netti). In considerazione di questo cambiamento egli ha
rinunciato alla domanda di gratuito patrocinio dinanzi al TCA. L’avv. RA 1 ha
comunque chiesto l’eventuale condono o riduzione di tasse e spese (doc. XVI).

 

                             1.11.   In data 19 dicembre 2013 il
TCA ha interpellato il Dr. __________ in merito al peggioramento direzionale al
tratto cervicale descritto nel referto del 18 agosto 2011 (doc. XVII).

 

                             1.12.   Il Dr. __________ ha risposto
a questo Tribunale il 30 dicembre 2013 (doc. XVIII).

 

                                         I doc. XVII e XVIII sono
stati inviati alle parti per osservazioni (doc. XIX).

 

                             1.13.   CO 1 ha preso posizione l’8
gennaio 2014 (doc. XX), mentre l’avv. RA 1 ha formulato le proprie osservazioni
in data 14 gennaio 2014 (doc. XXI+bis).

 

                                         Lo scritto del legale
dell’assicurato e il relativo allegato, doc. XXI+bis, sono stati inviati a CO 1
per conoscenza (doc. XXII), mentre il doc. XX è stato trasmesso all’avv. RA 1,
sempre per conoscenza (doc. XXIII). 

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06
del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                               2.2.   Secondo l’art. 51 Lpamm -
disposizione applicabile in virtù del rinvio di cui all’art. 31 della Lptca -,
quando siano proposti davanti alla stessa autorità più ricorsi il cui fondamento
di fatto sia il medesimo, l’autorità può ordinare la congiunzione delle
istruttorie, decidere i ricorsi con una sola decisione o sospendere una o più
procedure in attesa della istruzione o della decisione delle altre.

 

                                     Nell'evenienza
concreta, sebbene i ricorsi presentati dall’insorgente siano diretti contro due
decisioni emesse dallo stesso assicuratore (CO 1), esse traggono origine da due
distinti infortuni: il primo del 29 marzo 2008 (caduto dalla moto), mentre il
secondo del 23 settembre 2012 (scivolato nella vasca da bagno). Nella decisione
formale del 12 aprile 2013 CO 1, sulla base della valutazione medica del Dr. __________, 
ha dichiarato estinto il proprio obbligo a prestazioni a contare dal 12 aprile
2013, non essendo più i disturbi in relazione di causalità naturale con
l’evento del mese di marzo 2008 (doc. 64).

 

                                         Per contro, nella
decisione formale del 20 giugno 2013 l’amministrazione, sulla base della
valutazione di un secondo specialista, il Dr. __________, ha assunto le
prestazioni di legge sino al 26 aprile 2013 ritenendo raggiunto lo status
quo ante vel (doc. 15, inc. 35.2013.58).

 

                                         I due ricorsi quindi si
fondano sui due distinti infortuni, avvenuti rispettivamente nel 2008 e nel
2013, valutati da due differenti specialisti (Dr. __________ e Dr. __________no)
e, come vedremo, non in relazione tra di loro dal profilo del nesso di
causalità. 

 

                                         Il TCA non ritiene quindi
che le due procedure ricorsuali siano da congiungere in un unico procedimento
giudiziario (cfr. STF C 203/06 e 292/06 del 29 agosto 2007; SVR 2005 AHV N. 15
p. 48; STFA C 23/04 e C 26/04 del 26 agosto 2005; STFA K 150/04 e K 151/04 del
4 agosto 2005; DTF 128 V 126; DTF 127 V 157; DTF 127 V 33; STFA K 52/00, K
53/00, 54/00 consid. 1 del 16 ottobre 2000; STFA K 139+142/97 consid. 1 del 29
settembre 1998; DTF 123 V 215 consid. 1).

 

                               2.3.   Nel proprio ricorso
l’insorgente ha lamentato una violazione del diritto di essere sentito da parte
di CO 1 che non ha dato riscontro alcuno al colloquio personale chiesto
dall’assicurato ed è rimata silente sulla domanda di assistenza giudiziaria con
gratuito patrocinio (doc. I, pag. 9).

 

                                         Ai
sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per
costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare
essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di
una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i
fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione
dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne
conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 127 V 431, 127 I 56, 126 V
130; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza
si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16, 124 V 181 e 375 con riferimenti).

                                         Per giurisprudenza
federale il diritto di essere sentito sancito dall’art. 29 cpv. 2 Cost. non
implica il diritto di esprimersi oralmente bensì quello di prendere posizione
per iscritto (Pratique VSI 2003 Nr. 97 p. 520; STFA 13 novembre 2002
[4P.195/2002]; Pratique VSI 1993 p. 42; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts,
2003, p. 450; DTF 127 V 494, 125 I 219, 122 II 469), eccezion fatta per
i casi in cui una norma scritta prevede espressamente il diritto ad una audizione
orale (Pra 2003 Nr. 97 p. 520). 

 

                                         Secondo l’art. 42 LPGA le
parti hanno diritto di essere sentite e le stesse non devono obbligatoriamente
essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante opposizione. 

                                         Al più tardi durante la
procedura di opposizione l'amministrazione deve dare la possibilità alla parte
interessata di pronunciarsi sulle prove e sulla procedura in forma sufficiente
(DTF 132 V 374 consid. 6). 

                                         L’Alta Corte federale ha
stabilito che una parte è tenuta a formulare una domanda per ottenere il
diritto di consultare gli atti. Ciò presuppone che gli interessati vengano
informati se nuovi atti decisivi, che essi non conoscono e nemmeno possono
conoscere, sono versati agli atti (DTF 132 V 391 consid. 6.2). 

 

                                         Nel caso in
esame, il TCA rileva in primo luogo che RI 1 è stato sentito al proprio
domicilio dall’ispettore sinistri in data 29 maggio 2008 (cfr. verbale
sull’intervista, doc. 59) e successivamente ancora il 25 febbraio 2009 (cfr.
rapporto dell’ispettore sinistri, doc. 62).

 

                                         Con decisione formale del 12 aprile 2013, l’assicuratore infortuni ha
dichiarato estinto il proprio obbligo a prestazioni, non essendo i disturbi
presentati dall’assicurato in relazione di causalità naturale con l’infortunio
(doc. 64).

                                         A fronte di questa comunicazione, l’assicurato ha formulato opposizione
alla decisione del 12 aprile 2013 chiedendo l’invio dell’intera documentazione
e contestando cautelativamente le conclusioni mediche dell’amministrazione
(doc. 65). 

                                        Con lo
scritto del 25 aprile 2013 egli ha quindi fatto domanda di assistenza
giudiziaria (doc. 66). 

 

                                         CO 1 – il 30 aprile 2013 –
ha confermato la ricezione dell’opposizione cautelativa e trasmesso gli atti
medici e amministrativi, sia dell’evento del 2008 che di quello del 2012 (doc.
67).

 

                                         Con scritto del 10 maggio
2013 il ricorrente ha poi trasmesso ulteriore documentazione medica (doc. 70). 

                                         CO 1 il 12 agosto 2013 ha emesso la decisione su opposizione che ha confermato la decisione formale del 12 aprile 2012
e ha negato la domanda di assistenza giudiziaria, sulla base delle
argomentazioni mediche ritenute sufficientemente motivate (doc. 73).

 

                                         Come indicato
precedentemente, per giurisprudenza federale il diritto di essere sentito
sancito dall’art. 29 cpv. 2 Cost. non implica il diritto di esprimersi oralmente.

 

                                         L’assicurato ha comunque
avuto la possibilità di prendere visione dell’intero incarto dell’assicuratore
infortuni e di esprimersi in merito innanzi al TCA, autorità giudiziaria che
gode del pieno potere cognitivo.

                                         L’eventuale violazione del
diritto di essere sentito è dunque stata sanata in ogni caso in questa sede
(sulla sanatoria della violazione del diritto di essere sentito da parte
dell’istanza di ricorso avente pieno potere cognitivo cfr., ad esempio, DTF 132
V 387, consid. 5, pag. 390; STF 9C_961/2009 del 17 gennaio 2011; STF 2C_471/2009
del 23 luglio 2010; STF 9C_617/2008 del 6 agosto 2009 consid. 3.2.3 e STF
9C_127/2007 del 12 febbraio 2008).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.4.   Oggetto del contendere è la
questione di sapere se CO 1 era legittimata, oppure no, a sospendere a partire
dal 12 aprile 2013 il proprio obbligo a prestazioni in relazione all’infortunio
del 29 marzo 2008 

 

                               2.5.   Giusta l'art. 10 LAINF,
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr.
DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF,
l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (cfr. art. 6 LPGA)
a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

                                         Parimenti, il diritto alle
cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF): nemmeno
persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento
se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di
salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).

 

                                         L’Alta Corte ha inoltre
precisato che la questione del “sensibile miglioramento” di cui all’art. 19
cpv. 1 LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto aumento oppure
del ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui quest’ultima è
pregiudicata dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109 consid. 4.3 e riferimenti).

 

                               2.6.   Presupposto essenziale per
l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è
però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue
conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo presupposto è da
considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È questione di fatto lo
stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di
causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT
II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF
125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio
2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella
causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00;
STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6
aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC
1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b;
DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege
in der Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM)
1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse
de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si
attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi
idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF
118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne discende che ove
l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non
possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato
dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406
consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore contro gli
infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele
dell'infortunio giocano 

                                         un ruolo causale.
Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in
due casi: 

 

-  quando lo stato
di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima
dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione ordinaria,
sarebbe prima o poi subentrato anche senza
l'infortunio (status quo sine) 

                                         (cfr. RAMI 1992 U 142, p.
75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von
Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici
svizzeri 71/1990, p. 1093).

                                         Secondo
la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia
dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è
liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non
costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute.
Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il
diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio
deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza
preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un
effetto causale non è sufficiente. 

                                         Trattandosi della
soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già
all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e
riferimenti ivi citati). 

 

                               2.7.   Il diritto alle prestazioni assicurative
presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra
l’evento dannoso e il danno alla salute. In caso di danno alla salute fisica,
il nesso di causalità adeguata é generalmente ammesso, dal momento in cui é
accertata la causalità naturale (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5b/bb p. 103). Per
contro, la giurisprudenza ha elaborato più criteri per valutare l’adeguatezza
del nesso di causalità tra un infortunio e dei disturbi psichici sviluppati
successivamente dalla vittima. Essa ha dapprima classificato gli infortuni in
tre categorie, a seconda della dinamica: gli infortuni insignificanti o leggeri
(per esempio, una caduta o scivolata banale), gli infortuni di media gravità e
gli infortuni gravi. Per procedere a tale classificazione, non si deve
considerare il modo in cui l’infortunio 

                                         é stato vissuto
dall’interessato ma piuttosto l’evento traumatico in quanto tale da un punto di
vista oggettivo. In presenza di un infortunio di media gravità, occorre
prendere in considerazione un certo numero di criteri, di cui i più importanti
sono: 

 

                                         -  le
circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o la particolare
spettacolarità dell'infortunio;

                                         -  la
gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate, segnatamente la
loro idoneità, secondo l'esperienza, a determinare disturbi psichici;

                                         -  la durata
eccezionalmente lunga della cura medica;

                                         -  i disturbi somatici
persistenti;

                                         -  la
cura medica errata che aggrava notevolmente gli esiti dell'infortunio;

                                         -  il
decorso sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute;

                                         -  il
grado e la durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche.

 

                                         Non in ogni caso è
necessario che tutti i criteri appena menzionati siano presenti. La presenza di
un unico criterio può bastare per ammettere l'adeguatezza del nesso di
causalità quando l'infortunio va classificato fra quelli al limite della
categoria degli eventi gravi. Per contro, in presenza di un infortunio che si
situa al limite di quelli insignificanti o leggeri, le circostanze da
considerare devono cumularsi oppure rivestire un'importanza particolare affinché
si possa ammettere il carattere adeguato del nesso di causalità (DTF 115 V
140s., consid. 6c/aa e bb e 409s., consid. 5c/aa e bb, 117 V 384, consid. 4c;
RAMI 2002 U 449, p. 53ss. consid. 4a). 

 

                               2.8.   Dalle
carte processuali emerge che l’amministrazione ha fondato la decisione di
negare il proprio obbligo a prestazioni a proposito del danno alla spalla
destra e al plesso brachiale, sull’apprezza-mento medico del Dr. e dei periti
del SAM.

 

                                         Il Dr. __________, spec.
FMH in chirurgia e esperto in medicina infortunistica, nel rapporto del 18
agosto 2011 ha posto quale diagnosi per gli esiti dell’infortunio del 29 marzo
2008 “ • trauma all’arto superiore destro associato a lussazione della
spalla destra riposta, lesione Hill-sachs e sofferenza del plesso brachiale
trattata conservativamente; • successivo sviluppo di cervicalgia e
cervico-brachialgie su ernia discale con iniziale lussazione nel neuroforame di
C7 destro, ernia discale centrale a livello C3-C4 e apposizione ossea con
ipertrofia legamentare tra C4 e C7; focalità erniaria meno marcata a livello di
C7 (risonanza magnetica 24 agosto 2009) trattata con infiltrazione epidurale il
12 gennaio 2010” (doc. 48).

 

                                         Per quanto riguarda la
causalità il Dr. __________ ha rilevato che l’evento del 29 marzo 2008 ha causato “la lussazione del cingolo omero-scapolare destro con lesione capsulare anteriore
nonché lesione di stiramento del plesso brachiale destro con irritazione di C8”.
L’infortunio ha pure provocato un “peggioramento direzionale di discopatie
plurisegmentali al tratto cervicale con ernia discale C3-C4 nel frattempo
parzialmente rientrata ed ernia discale C7 destra tuttora presente peggiorata a
causa dell’infortunio. Secondo il Dr. __________ lo status quo ante
rispettivamente quo sine non potrà mai essere raggiunto a causa del
peggioramento direzionale dovuto all’infortunio (doc. 48).

 

                                         In merito alla capacità
lavorativa residua il Dr. __________ ha escluso una ripresa nella precedente
attività di cuoco-pizzaiolo, mentre in via teorica si può esigire – a suo dire
– una ripresa in lavori adatti a distanza di 3-4 mesi dall’inizio di una
terapia adeguata (psichiatrica e terapia del dolore) (doc. 48).

 

                                         L’assicurato è stato
sottoposto anche ad una visita medica pluridisciplinare SAM (psichiatrica,
reumatologica, neurologica) in ambito di assicurazione invalidità (cfr. perizia
del 3 luglio 2012, doc. 56).

 

                                         Per quanto concerne
l’aspetto reumatologico il Dr. __________, spec. FMH in medicina interna e
malattie reumatiche, nel referto peritale dell’11 giugno 2012 aveva evidenziato
che l’assicurato, vittima di un incidente della circolazione nel marzo 2008, si
era procurato una lussazione anteriore della spalla, con conseguente lesione
tipo Hill-Sacks e lesione parziale del sopraspinato. Il Dr. __________ ha quindi
precisato che “le indagini eseguite non hanno evidenziato patologie tali da
poter giustificare i suoi dolori/disturbi, in modo particolare nessuna lesione
maggiore a carico della cuffia dei rotatori, nessuna lesione del plesso
brachiale, nessuna grave artrosi discale a livello cervicale, nessuna ulteriore
patologia osteo-articolare o muscolare” (doc. 56).

 

                                         Il Dr. __________ aveva
sottolineato un’importante discrepanza tra i dati oggettivi e i disturbi
lamentati dall’assicurato. “Si è ormai sviluppata una sindrome del dolore
cronico con partecipazione però unicamente di spalla e braccio dx (sindrome
spalla-braccio), dolori comunque non spiegabili dagli esami più volte ripetuti
nel corso degli anni né a livello cervicale né tanto meno alla spalla ed al braccio
dx”. Il perito ha poi aggiunto che l’assenza di una risposta alle
terapie “conferma l’assenza di una relazione tra le alterazioni della spalla
descritte negli esami artro-MRI ed i dolori da lui soggettivamente riferiti”
(doc. 56).

 

                                         Nello scritto del 22
giugno 2012 il Dr. __________ ha precisato quanto segue in merito al nesso di
causalità:

 

" (…)

Come ben fai notare le lesioni descritte alla spalla dx sono
riconducibili al citato infortunio. Queste lesioni non spiegano però a mio
parere l’attuale quadro clinico. A conferma dell’assenza di una diretta
relazione tra descritte lesioni e riferiti disturbi, vi è l’assoluta assenza di
un’adeguata risposta alle corrette terapie già eseguite nel corso degli anni.
Come ho ben descritto nella valutazione peritale, si è ormai instaurata una
sindrome del dolore cronico, la quale non si lascia più influenzare da misure
medicamentose e/o fisiatriche.

 

 

Come ho risposto nelle domande finali, ritengo che i disturbi
attualmente lamentati dall’assicurato alla spalla ed al braccio dx non possono
più essere ricondotti alle lesioni subite in occasione del citato infortunio
del 29.03.2008, motivo per il quale il nesso di causalità è da considerare
estinto. D’altro canto le descritte patologie degenerative alla colonna vertebrale
non possono essere ricondotte al citato infortunio, devono essere invece
considerate d’origine degenerativa” (doc. 56).

                                         

 

                                         Nel rapporto peritale del
3 luglio 2012 i periti del SAM, per quanto riguarda il nesso di causalità con
l’evento del 29 marzo 2008, hanno concluso che i disturbi attualmente lamentati
dall’assicurato alla spalla destra e al braccio destro non sono più in
relazione di causa (causalità naturale) con l’infortunio del 29 marzo 2008. “È
presente una sindrome spalla-braccio a ds. cronica non più influenzabile da
misure medicamentose e/o fisiatriche e di conseguenza non abbisogna più di
cure. I disturbi lamentati non sono più in relazione con le lesioni subite in
occasione dell’infortunio del 29.3.2008” (doc. 56).

 

                                         Il Dr. __________, dopo
aver esaminato la perizia SAM del 3 luglio 2012, ha concluso concordando con i periti del SAM circa l’assenza di relazioni di causalità naturale
con l’infortunio del 29 marzo 2008 e la chiusura del caso al più tardi al 18
agosto 2011 (doc. 58).

 

                                         In data 19 dicembre 2013
il TCA ha interpellato il Dr. __________ in merito al “peggioramento
direzionale” al tratto cervicale descritto nel suo referto del 18 agosto
2011, ponendogli le seguenti domande:

 

" (…)

1)    In cosa consiste
esattamente il peggioramento direzionale al tratto cervicale descritto nel suo
referto ?

 

2)    Per quale
ragione nella sua successiva valutazione del 24 febbraio 2013 – riferendosi
alla perizia del Dr. __________ dell’11 giugno / 22 giugno 2012 – ha concordato
con il perito SAM per l’assenza di relazioni di causalità naturale con
l’infortunio del 29 marzo 2008 ?” (doc. 

 

                                         Il Dr. __________ ha
fornito – in data 30 dicembre 2013 - le seguenti risposte (doc. XVIII): 

 

" 1)

Il peggioramento consiste in due manifestazione: una a livello
C3-C4, la seconda a livello C5-C6 rispettivamente caratterizzate da una
protrusione discale centrale C3-C4 ed una lussazione del disco C5-C6 che
scivola verso il basso andando a contatto con la radice di C7 destra in
presenza di alterazioni degenerative corrispondenti all’età della persona in
esame. Questi reperti erano confermati dal riscontro della risonanza magnetica
del 24.8.2009 e, clinicamente in quel mentre, si era pure prospettata una
lesione da stiramento del plesso brachiale superiore destro con sintomatologia
a livello C7 fino a T1 destra. Il successivo esame di risonanza magnetica
eseguito il 24.1.2011 documentò una remissione della protrusione discale C3-C4
mentre persisteva quella C5-C6 a contatto con la radice C7 a destra. Il
peggioramento direzionale al tratto cervicale da me postulato nella perizia del
18.8.2011 era riferito principalmente alla protrusione discale
C5-C6 a contatto con la radice di C7 destra non regredita dopo le varie terapie.

 

(…)

 

2)

 

Dopo la mia visita del 25.7.2011 (relazione 18.8.2011),
sono stati eseguiti ulteriori esami medici rispettivamente il rapporto del
30.8.2011 del Dott. __________ menziona una probabile plessopatia irritativa
consigliando il proseguimento della terapia medicamentosa e sempre lo
specialista, nell'ulteriore rapporto del
30.11.2011 indica come "soggettivamente non vi è nessun
miglioramento con le terapie finora
proposte". Nel gennaio 2012 vi è il ricovero ospedaliero all'__________
ed il relativo rapporto d'uscita parla, fra gli altri, di sindrome cronica
braccio/spalla destra per la quale la risonanza magnetica del plesso eseguita ha escluso segni di compressione
o nevrite. La artro-risonanza magnetica della spalla destra ha evidenziato una
piccola rottura parziale del sovraspinato nonché tendinopatia craniale del
tendine del caput longus del bicipite e del tendine del sottoscapolare con
alterazioni degenerative del labbro glenoidale. Una infiltrazione praticata
alla spalla non produce il risultato sperato; una risonanza magnetica cervicale
non ha documentato peggioramenti a questo livello; le prove elettrofisiologiche
non ha documento compressione del nervo ulnare. L'ortopedico ha escluso
approcci artroscopici consigliando il proseguimento della ergoterapia. Dopo
questo accertamento e relative conclusioni, la situazione sfocia nella perizia
pluridisciplinare a cura del Servizio Accertamento Medico dell'Assicurazione
Invalidità le cui conclusioni sono riassunte nel
rapporto del 3.7.2012 con la diagnosi di sindrome spalla/braccio destra cronica
su pregressa lussazione anteriore a seguito di trauma diretto nel marzo
2008, lesione Hill-Sachs della testa omerale, piccola
lesione del sovraspinato, lesione probabilmente parziale del tendine del
bicipite brachiale, possibile iniziale lesione del plesso brachiale
destro senza alcun deficit funzionale accertato nella valutazione, tendenza
alla cronicizzazione dei dolori; inoltre sindrome cervico-vertebrale
spondilogena cronica su discrete alterazioni degenerative plurisegmentali. 

Le diagnosi indicate, specie le ultime, confermano
non esservi lesioni neuro radicolari C7 sicure essendo state decisamente
escluse dagli esami strumentali (risonanza magnetica, esami elettrofisiologici
sia dell'__________, sia del Dott. __________ neurologo). Conseguentemente,
tenuto conto delle innumerevoli terapie eseguite nel corso degli anni,
l'assenza di chiari miglioramenti della sintomatologia soggettiva, l'assenza di
sintomi radicolari (C7 destra, dimostrata con prove strumentali
adeguate), una mancata, chiara e rapida progressione delle lesioni degenerative
a livello del tratto cervicale, soggettività enorme dimostrativa, segni di Waddell
positivi e reazioni algiche in parte inadeguate, la netta discrepanza fra dati
oggettivi e disturbi soggettivi lamentati dall'assicurato e rilevati non solo
dal Dott. __________ ma anche di tutti gli altri Colleghi che esaminarono il
paziente nel corso dell'iter, ho convenuto con la presa di posizione del Dott. __________
relativa l'assenza di nesso di causalità naturale fra la sintomatologia
soggettiva accusata e la non dimostrabilità di tale sintomatologia in sede
radice di C7 mediante tutti gli esami strumentali e radio strumentali eseguiti.”
(doc. XVIII).

 

                               2.9.   CO 1 non ha
riconosciuto la propria responsabilità relativamente ai disturbi localizzati alla spalla e al
braccio destro, poiché
fondandosi sulle valutazioni del proprio medico fiduciario Dr. __________ ha ritenuto che essi non fossero in relazione di causalità naturale con l’evento
infortunistico del marzo 2008 (cfr. doc. 56, 58, 64, 73).

 

                                         Il ricorrente, dal canto
suo, sostiene invece che tra i problemi al braccio e alla spalla destra e gli
infortuni del 22 marzo 2008 e del 23 settembre 2012, vi sia un nesso causale
(doc. I).

 

                                         Chiamato ora a
pronunciarsi, tutto ben considerato, questo Tribunale ritiene che la questione
di sapere se i disturbi lamentati dall’assicurato costituiscano una conseguenza
naturale dell’infortunio del marzo 2008 (compresa quindi la questione relativa
all’intervento di un peggioramento direzionale dello stato preesistente a
livello della colonna cervicale, così come é stato sostenuto dal dott. Simoni
nel suo referto del 18 agosto 2011 - cfr. doc. 48), possa rimanere insoluta,
posto che i reperti oggettivati a livello della spalla, del plesso brachiale e
del rachide cervicale non spiegano a sufficienza la sintomatologia lamentata
dall’assicurato, la quale risulta di fatto priva di sostrato organico. 

 

                                         Riguardo a quest’ultimo
aspetto, il TCA giudica particolarmente significativa la valutazione che il
reumatologo dott. Keller ha espresso nell’ambito degli accertamenti disposti
dall’assicurazione per l’invalidità, in particolare laddove egli ha refertato
l’esistenza di una “… importante discrepanza tra i dati oggettivi ed i disturbi
da lui soggettivamente riferiti. Si é ormai sviluppata una sindrome del dolore
cronico con partecipazione però unicamente di spalla e braccio sx (sindrome
spalla-braccio), dolori comunque non spiegabili dagli esami più volte
ripetuti nel corso degli anni né a livello cervicale né tanto meno alla spalla
ed al braccio dx. (…). A mio parere i disturbi non sono neppure
riconducibili alle descritte alterazioni degenerative alla colonna cervicale,
tutto sommate blande e compatibili con la sua età. Ci troviamo perciò di
fronte ad un quadro di cronici dolori con una componente fortemente
funzionale-somatoforme, dolori non spiegabili dalle descritte patologie
morfostrutturali a livello cervicale ed alla spalla dx.” (allegato al doc.
56 - il corsivo é del redattore)

 

                                         Ora, l’evoluzione più
recente della giurisprudenza federale consiste nell’applicare la prassi
relativa all’evoluzione psichica abnorme conseguente a infortunio nei casi in
cui l’esistenza dei disturbi denunciati dalla persona assicurata
è sì stata attestata da medici specialisti, ma non oggettivata mediante
accertamenti strumentali e radiologici scientificamente riconosciuti. Secondo
l’Alta Corte, in quei casi, l’assenza di postumi organici oggettivabili non
esclude a priori l’esistenza di un nesso di causalità naturale con
l’evento traumatico in questione (cfr. SVR 2012 UV n. 5 p. 17ss. consid. 5.1 e
riferimenti ivi menzionati). L’esame della causalità naturale viene però
momentaneamente sospeso, per procedere a un esame particolare dell’adeguatezza
del nesso causale. Se da tale esame emerge non essere dato il necessario nesso
di causalità adeguata, si può rinunciare a esperire ulteriori indagini sulla
questione della causalità naturale tra l’infortunio e i disturbi lamentati (DTF
135 V 465 consid. 5.1). 

 

                                         Nella
concreta evenienza, ritenuto che i disturbi denunciati dall’assicurato non sono
in correlazione con un danno alla salute oggettivabile, occorre dunque
procedere all’esame dell’adeguatezza del nesso causale, alla luce della
giurisprudenza sull’evoluzione psichica abnorme conseguente a infortunio
(cfr. il consid. 2.7.). 

 

                             2.10.   Nel valutare l'adeguatezza del
legame causale, occorre avantutto procedere alla classificazione
dell’infortunio occorso all’assicurato nel marzo 2008.

 

                                         Nel caso concreto,
l’assicurato, il 29 marzo 2008, si stava avviando verso casa con la
motocicletta (scooter) del figlio ad una velocità di 5-10 km/h, quando nell’intento di evitare un bimbo che attraversava la strada ha frenato il mezzo che è
scivolato sulla ruota posteriore. RI 1 è così caduto dalla propria motocicletta
procurandosi una lussazione della spalla destra (cfr. verbale sull’intervista,
doc. 59).

 

                                         Il ricorrente si è recato
lo stesso giorno presso il pronto soccorso dell’Ospedale regionale di __________
(doc. 2) e in data 31 marzo 2008 presso il pronto soccorso dell’__________ di __________,
il cui referto del 24 aprile 2008 riprende la diagnosi di “Stato dopo
traumatizzazione spalla destra, con lussazione anteriore del 29 marzo 2008.
Traumatizzazione plesso ascellare” (doc. 5).

 

                                         Alla luce della dinamica dell’incidente
e del fatto che il ricorrente abbia riportato una lussazione della spalla,
lesione Hill-sachs, sofferenza del plesso brachiale e successivo sviluppo di
cervicalgia e cervico-brachialgia (doc. 48), l’infortunio occorso
all’assicurato deve essere classificato fra gli infortuni di grado medio in
senso stretto. 

 

                                         A titolo di confronto,
questo Tribunale ricorda che il TF ha ritenuto di grado medio (senza essere
classificato al limite della categoria degli eventi gravi) l’infortunio occorso
ad un assicurato che, mentre circolava con la propria motocicletta su una
strada principale in condizioni di forte pioggia, entrò in collisione frontale
ad una velocità di 60-70 km/h con un’autovettura che gli aveva tagliato la
strada; la violenza della collisione fu tale che l’assicurato, in stato di
elevata dispnea, fu intubato sul luogo dell’incidente ed elitrasportato
all’ospedale. In quell’occasione l’Alta Corte ha ammesso il criterio della
particolare spettacolarità. Considerato però che l’infortunio non ha avuto
conseguenze durature, la spettacolarità dell’incidente non è stata comunque
ritenuta tanto particolare da essere, da sola, idonea a provocare disturbi
psichici di rilevante durata ed intensità. L’infortunio è stato ritenuto di
grado medio, senza essere classificato al limite della categoria degli eventi
gravi (STF U 78/07 del 17 marzo 2008, consid. 5).

 

                                         Anche di grado medio e non
al limite della categoria degli eventi gravi è stato considerato l’infortunio
occorso ad un motociclista che stava utilizzando, ad una velocità di circa 50 km/h, la corsia riservata al trasporto pubblico per superare dalla parte sinistra una colonna di
veicoli fermi, quando un’autovettura uscì improvvisamente dalla colonna,
provocando il tamponamento da parte del centauro, il quale si procurò due
fratture al femore destro. In questo caso il TFA non ha ritenuto soddisfatto il
criterio della particolare spettacolarità dell’incidente (STFA U 115/05 del 14
settembre 2005, consid. 2.4.).

 

                                         Del medesimo livello di
gravità (medio e non al limite della categoria degli eventi gravi) è stato
ritenuto l’infortunio occorso ad un’assicurata la cui moto si scontrò con un
camion, si incastrò sotto il paraurti anteriore dell’automezzo e fu spinta, con
l’assicurata ancora in sella, per oltre nove metri. L’assicurata si procurò una
lussazione all’anca, una frattura del bacino, un’abrasione alla gamba sinistra
e varie contusioni. Anche in questo caso il criterio della particolare
spettacolarità dell’incidente non è stato ritenuto idoneo a provocare, da solo,
i disturbi psichici lamentati dall’assicurata (STFA U 88/01 del 24 dicembre
2002, consid. 3.3.2.).

Infine, il TF ha giudicato
della stessa rilevanza (grado medio e non al limite della categoria degli
eventi gravi) l’infortunio occorso ad un assicurato che si era procurato una
frattura trasversale al femore dopo essersi scontrato, a bordo della propria
motocicletta, con un’autovettura. Anche in questo caso l’Alta Corte non ha
ritenuto una particolare spettacolarità dell’incidente (STF 8C_949/2008 del 4
maggio 2009, consid. 4.1. e 4.2.1.).

 

                                         Ritenuto come l’evento
oggetto della presenta fattispecie vada classificato quale infortunio di grado
medio, per potere ammettere l’adeguatezza occorre che siano realizzati tre dei
criteri citati in precedenza (SVR 2010 UV n. 25 pag. 100 [8C_897/2009] consid.
4.5). Ciò che, tuttavia, non si verifica in concreto.

 

                                         In primo luogo si osserva
che le circostanze nelle quali si è verificato l'infortunio del 29 marzo 2008 non
possono dirsi particolarmente drammatiche o spettacolari (cfr. giurisprudenza
citata in precedenza, STF 8C_579/2011 del 5
dicembre 2011, c. 3.5.; STF 8C_949/2008 del 4 maggio 2009, consid. 4.1.
e 4.2.1.; STFA U 115/05 del 14 settembre 2005, consid. 2.4.). 

 

                                         Nessun elemento
all'inserto consente inoltre di ravvisare gli estremi per ammettere la presenza
di una cura medica errata e notevolmente aggravante gli esiti dell'infortunio.

 

                                         Anche il criterio del decorso
sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute non é
soddisfatto. In merito è utile sottolineare che dalla cura medica e dai
notevoli disturbi non si può dedurre un decorso sfavorevole e/o delle
complicazioni rilevanti. Sono inoltre necessarie delle circostanze particolari
che hanno pregiudicato la guarigione. L’assunzione di molti medicamenti e
l’esecuzione di diverse terapie non basta per ammettere questo criterio. Lo
stesso vale per il fatto che, nonostante regolari terapie, l’assicurato lamenta
ancora disturbi e non ha raggiunto una (completa) capacità lavorativa (cfr. STF 8C_80/2009 del 5 giugno 2009 consid. 6.5 e riferimenti). 

 

                                         Per
il resto, anche la rilevanza del grado e della durata dell'incapacità
lavorativa dovuta alle lesioni fisiche dell'infortunio dev'essere negata,
ritenuto che il Dr. __________, per le sole conseguenze infortunistiche, ha
dichiarato – in data 18 agosto 2011 – che l’assicurato può riprendere
l’attività lavorativa in mansioni adeguate dopo 3-4 mesi dall’inizio di una
terapia adeguata (cfr. U 194/03 del 14 giugno 2004, c. 4.3.).

 

                                         In tali condizioni,
non mette conto di esaminare oltre se l'ulteriore criterio suscettibile di
eventualmente entrare in linea di considerazione, ossia quello della
persistenza dei dolori somatici sarebbe realizzato, ritenuto che, alla luce di
quanto precede, la sua presenza non basterebbe comunque, da sola, per ammettere
l'esistenza del necessario nesso di causalità adeguata (cfr. pure RSAS 2001
pag. 431, U 187/95).

 

                                         In esito a quanto precede,
si deve concludere che i disturbi denunciati dal ricorrente dopo l’11 aprile
2013, non costituivano più una conseguenza adeguata dell’evento infortunistico
del 29 marzo 2008. Se ne deduce quindi che l’assicuratore resistente era
legittimato a porre fine alle proprie prestazioni a contare dal 12 aprile 2013.

 

                             2.11.   Con la decisione impugnata Helsana
Infortuni SA ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria con gratuito
patrocinio inoltrata dall’assicurato nel mese di aprile 2013 (doc. 73).

                          2.11.1.   L'art.
37 cpv. 1 LPGA, prevede che la parte può farsi rappresentare, se non deve agire
personalmente (cfr. ad esempio a: sottoporsi ad una perizia medica, DTF 132 V
443), o farsi patrocinare nella misura in cui l'urgenza di un'inchiesta non lo
escluda.

                                         Il capoverso 4 recita che,
se le circostanze lo esigono, il richiedente può beneficiare di patrocinio
gratuito (cfr. DTF 132 V 200).

 

                                         Già
prima dell'entrata in vigore della LPGA, la giurisprudenza (vedi per l'assicurazione
contro gli infortuni DTF 117 V 408 precisata con la DTF 125 V 32) aveva
riconosciuto, senza imporre alcun limite temporale, il diritto al gratuito
patrocinio nell'ambito della procedura amministrativa in materia di
assicurazioni sociali, a condizione che fossero rispettati gli stessi
presupposti applicabili nella procedura giudiziaria, ovvero il richiedente deve
trovarsi nel bisogno, il patrocinio deve essere necessario o perlomeno indicato
e le sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. DTF 125 V
202 consid. 4a e 372 consid. 5b, ambedue con riferimenti).

                                         Il TFA aveva peraltro
sottolineato che le condizioni per la concessione del gratuito patrocinio
dovevano essere valutate con rigore (cfr. SVR 2000 KV Nr. 2, consid. 4c, p. 6, in fine).

 

                                         Secondo
dottrina e giurisprudenza, il fatto che, rispetto all'art. 61 lett. f LPGA,
l'art. 37 cpv. 4 LPGA utilizzi la formulazione "se le circostanze lo esigono",
anziché quella "se le circostanze lo giustificano", significa
che il legislatore ha inteso riprendere la giurisprudenza secondo la quale,
quando il gratuito patrocinio viene richiesto nella procedura amministrativa,
le relative condizioni devono essere esaminate in maniera rigorosa
(cfr., ad esempio, STF I 127/2007 del 7 gennaio 2008, consid. 4.3
e U. Kieser, ATSG-Kommentar, Schulthess 2003, ad art. 37, n. 20, p. 400; cfr.,
d'altronde, FF 1999 3965).

                                         Per
il resto, quali presupposti del gratuito patrocinio valgono l'indigenza del
richiedente, la necessità del patrocinio e la probabilità di esito favorevole
(cfr. FF 1999 3965).

                                         La concretizzazione delle
singole condizioni ha luogo in analogia con i corrispondenti criteri
applicabili nella procedura giudiziaria (cfr. Kieser, op. cit., ad art. 37, n.
21, p. 400-401).

 

                          2.11.2.   Nella presente fattispecie CO 1
ha negato all’assicurato il diritto all’assistenza giudiziaria in sede amministrativa,
in quanto ha ritenuto non vi fossero argomenti medici sufficienti per
discostarsi dalla decisione impugnata (doc. 73).

 

                                         In pratica, Helsana
Infortuni SA ha escluso il gratuito patrocinio ritenendo l’opposizione alla
decisione formale priva di possibilità di esito favorevole.

                                         

                                         Il TCA rileva, tuttavia, che
la domanda di gratuito patrocinio in sede amministrativa può essere respinta
già solo per il fatto che l’assicurato, come verrà esposto qui di seguito, non
può essere considerato indigente.

                                         

                                         In data 10 dicembre 2013
il legale ha comunicato al TCA che la situazione finanziaria della convivente
del figlio dell’assicurato – Teresa Barbuti – è notevolmente migliorata
(entrata mensile di fr. 5'433.85 netti). In considerazione di questo
cambiamento egli ha rinunciato alla domanda di gratuito patrocinio per la
presente procedura mantenendola per la sede amministrativa (doc. XVI,
inc.35.2013.58).

 

                                         Per determinare
l’indigenza, requisito posto alla base della concessione del gratuito
patrocinio, va considerato l’insieme della situazione finanziaria del
richiedente al momento in cui la relativa domanda è stata presentata. Di
conseguenza, affinché possano essere ritenuti i suoi cespiti d’entrata bisogna
che essi esistano a quel momento e, per quanto riguarda in particolare il
patrimonio, occorre di regola che il richiedente possa disporne realmente già
al momento in cui deposita la richiesta di gratuito patrocinio e non soltanto
una volta che il processo è terminato (cfr. ad art. 117, pag. 465, Commentario
al CPC Svizzero, B. Cocchi, F. Trezzini, G.A. Bernasconi e giurisprudenza
citata).

 

                                         La questione in ogni caso
non si pone, in quanto, come vedremo, anche considerando un' entrata di Teresa
Barbuti di soli fr. 800.-- lordi (fr. 743.55 netti) il requisito dell’indigenza
non è comunque dato.

                                         

                                         Per valutare se un
assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la giurisprudenza, si
tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al di sopra del minimo di
esistenza agli effetti del diritto esecutivo (cfr. SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48
consid. 7b, p. 48 consid. 7c). Al minimo esecutivo va, infatti, aggiunto un
supplemento al massimo del 15-25% (cfr. STFA U 102/04 del 20 settembre 2004).

                                         Nella fattispecie, dalle
carte processuali risulta che il ricorrente è coniugato con Elena
Dimova e padre di tre figli, di cui uno solo vive in casa (Djorge del 1984).
Egli dispone, quali entrate, della rendita INSAI di fr. 1'609.50, dello
stipendio del figlio di fr. 3'560.65 netti e della convivente del figlio,
Teresa Barbuti, di fr. 743.55 netti (cfr. doc. XVI).

 

                                         Il reddito
della famiglia dell’assicurato ammonta dunque a fr. 5'913.70.

 

                                         Per
quanto riguarda il calcolo del fabbisogno, all’assicurato deve essere applicato
l’importo base mensile per coniugi pari a fr. 1'700.--, stabiliti per il
calcolo del minimo esistenziale LEF dalla Camera di esecuzione e fallimento,
quale Autorità di vigilanza cantonale e in vigore dal 1° settembre 2009,
tuttora in uso.

                                         Questi
importi comprendono già le spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria,
igiene, cultura, salute, oneri dome-stici, quali elettricità, illuminazione,
gas (cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del
diritto esecuti-vo; cfr., pure, Lignes directrices pour le calcul du minimum
d’existence en matière de poursuite selon l’art. 93 LP du 24.11.2000, in
BlSchK 2001, p. 19).

                                         Al minimo esecutivo
va aggiunto un supplemento al      massimo del 15-25%, secondo la
giurisprudenza citata.

                                         

                                         In
casu, aggiungendo all’importo di base di fr. 1’700.-- il supplemento del 15-25%
e computando gli interessi annui dei debiti ipotecari (fr. 8'695.-- annui,
724.60 mensili) e i premi dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie dell’assicurato
di fr. 343.75, della moglie di fr. 363.25, del figlio di fr. 342.--, di Teresa
Barbuti di fr. 365.35, si giunge ad un importo di fr. 4'263.95.

 

                                         Non possono invece essere
ritenute le spese per l’auto (rate del leasing e RC auto). A tale proposito va
rilevato che è principio giurisprudenziale e dottrinale indiscusso che le spese
fisse e correnti connesse all’uso di un’automobile rientrano nel minimo di
esistenza del debitore solo se il veicolo viene dichiarato impignorabile in
virtù dell’art. 92 n. 3 LEF, ossia se gli è necessario per l’esercizio della
sua professione (DTF 117 III 22, 104 III 73, 97 III 52; Guidicelli/Piccirilli,
Il pignoramento di redditi ex art. 93 LEF nella pratica ticinese, Lugano 2002,
n. 171 ss), ciò che non corrisponde al caso in esame.

 

                                         Disponendo dunque di un’eccedenza,
il requisito dell’indigenza non è dato. Non dovendo di conseguenza essere
esaminati gli altri requisiti, l’istanza di assistenza giudiziaria dev’essere
respinta.

 

                             2.12.   Il
ricorrente ha inizialmente chiesto di essere messo al beneficio dell’assistenza
giudiziaria con il gratuito patrocinio anche per la presente procedura.
Successivamente – con scritto del 10 dicembre 2013 – ha limitato la sua domanda
all’esonero dalle spese di procedura (cfr. XVI, inc. 35.2013.58). 

 

                                         Visto tuttavia il
principio di gratuità della procedura in ambito LAINF, la domanda risulta priva
d’oggetto.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   L'istanza tendente alla
concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio in sede
amministrativa è respinta.

 

                                   3.   L'istanza
tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio
dinanzi al TCA è priva d’oggetto.

 

                                   4.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   5.   Comunicazione agli interessati
i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti