# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 49345d2a-5236-5355-9253-b704d11d06fc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.10.2008 C-1613/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1613-2008_2008-10-24.pdf

## Full Text

Corte II I
C-1613/2008
{T 0/2}

Sentenza del 24 ottobre 2008 

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Antonio Imoberdorf, Bernard Vaudan, 
cancelliere Graziano Mordasini. 

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-1613/2008

Ritenuto in fatto e considerato in diritto:

che in data 11 dicembre 2007, B._______, cittadino serbo nato il..., ha 
presentato presso l'Ambasciata di Svizzera a Belgrado una domanda 
di visto per la Svizzera al fine di soggiornare, a far data dal 1° febbraio 
2008 e per un periodo di tre mesi, presso la sorella A._______ ed il 
cognato, precisando nel contempo di essere celibe e contadino;

che con lettera  del  14 gennaio  2008,  A._______ ed il  marito  hanno 
invitato l'interessato a venire in Svizzera impegnandosi ad ospitarlo;

che in data 6 febbraio 2008, l'UFM ha emesso una decisione di rifiuto 
dell'autorizzazione  d'entrata  in  Svizzera  nei  confronti  di  B._______, 
considerando  in  sostanza  che,  tenuto  conto  della  situazione 
socioeconomica  prevalente  nella  Repubblica  della  Serbia,  ed  in 
particolare delle disparità economiche esistenti tra questo paese e la 
Svizzera,  la  sua  uscita  dal  territorio  della  Confederazione  alla 
scadenza del soggiorno previsto non poteva essere considerata come 
sufficientemente assicurata;

che l'autorità intimata ha inoltre sottolineato che l'interessato non può 
avvalersi  di  legami  familiari  (persona  in  giovane età,  senza impegni 
familiari)  o  professionali  stretti  con  il  suo  paese  d'origine  atti  a 
garantirne il ritorno in patria;

che  con  scritto  del  5 marzo  2008,  A._______  ha  interposto  ricorso 
avverso la precitata decisione, affermando che il fratello intrattiene in 
patria dei forti legami familiari e di amicizia, non ha precedenti penali e 
difficoltà economiche;

che  la  ricorrente  ha  inoltre  rilevato  che  B._______  ha  richiesto 
un'autorizzazione d'entrata in Svizzera al solo scopo di visitare lei e la 
sua  famiglia,  in  particolare  i  suoi  due  nipotini,  garantendo  nel 
contempo la sua partenza al termine del visto concessogli; 

che chiamato ad esprimersi sul ricorso, con preavviso del 16 maggio 
2008,  l'UFM ha postulato la reiezione del  gravame, ritenendo come, 
tenuto  conto  sia  della  situazione  personale  del  richiedente,  il  quale 
non  possiede  legami  familiari  o  professionali  stretti  con  il  paese 
d'origine, sia delle importanti  disparità economiche tra la Repubblica 

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della  Serbia  e  la  Svizzera,  il  suo  rientro  in  patria  non  fosse 
sufficientemente garantito;

che l'autorità di prime cure ha inoltre affermato che la presenza della 
sorella in Svizzera, come pure il fatto che B._______ possa lasciare il 
suo paese d'origine per un così  lungo periodo (tre mesi)  la conforta 
nella sua valutazione;

che, invitata a prendere posizione in merito al  preavviso dell'autorità 
intimata, la ricorrente non ha reagito;

che, riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il 
Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della 
legge  federale  del  20 dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa 
(PA,  RS 172.021)  prese  dalle  autorità  menzionate  agli  art.  33  e  34 
LTAF;

che in particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione 
d'entrata  in  Svizzera  rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce  un'unità 
dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF - 
possono  essere  impugnate  dinanzi  al  TAF, il  quale  statuisce  in  via 
definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 
della  legge  del  17 giugno  2005  sul  Tribunale  federale  [LTF,  RS 
173.110]);

che l'entrata in  vigore,  il  1° gennaio 2008,  della  legge federale sugli 
stranieri  del  16 dicembre  2005  (LStr,  RS  142.20)  ha  comportato 
l'abrogazione della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la 
dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS, CS 1 117), conformemente 
all'art. 125 LStr (in relazione con la cifra I del suo allegato), e di alcune 
ordinanze d'esecuzione, quali in particolare l'ordinanza del 14 gennaio 
1998 concernente l'entrata e la notificazione degli stranieri (OEnS, RU 
1998  194),  in  virtù  dell'art.  39  dell'ordinanza  del  24 ottobre  2007 
concernente la procedura d'entrata e di  rilascio del visto (OPEV, RS 
142.204), e dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli 
stranieri  (OLS,  RU  1986  1791),  conformemente  all'art.  91 
dell'ordinanza  del  24 ottobre  2007  sull'ammissione,  il  soggiorno  e 
l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201);

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che la  domanda oggetto della  presente procedura di  ricorso è stata 
presentata  prima  dell'entrata  in  vigore  della  LStr,  il  vecchio  diritto 
(materiale) è quindi applicabile alla presente fattispecie, in conformità 
alla regolamentazione transitoria di cui all'art. 126 cpv. 1 LStr;

che,  di  contro,  conformemente  all'art.  126  cpv. 2  LStr,  la  procedura 
inerente  le  domande  presentate  prima  dell'entrata  in  vigore,  il 
1° gennaio 2008, della LStr è retta dal nuovo diritto;

che, salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta  dalla  PA (art. 37 
LTAF);

che A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 PA) e che il suo ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(cfr. art. 50 e 52 PA);

che per l'entrata in Svizzera gli  stranieri  devono disporre di  un visto 
(cfr. art. 1 cpv. 1 in fine e art. 3 OEnS);

che, salvo disposizioni contrarie, il rilascio del visto compete all'UFM 
(art. 18 OEnS in relazione con l'art. 25 cpv. 1 lett. a LDDS);

che nelle loro decisioni, le autorità competenti a concedere i permessi 
terranno conto degli  interessi  morali  ed economici  del paese nonché 
dell'eccesso della  popolazione straniera (cfr. art. 16  cpv. 1 LDDS) e 
saranno tenute ad assicurare un rapporto equilibrato tra l'effettivo della 
popolazione  svizzera  e  quello  della  popolazione  straniera  residente 
(cfr. art. 1 lett. a OLS);

che la  Svizzera non può accogliere tutti  gli  stranieri  che desiderano 
venire in  questo paese,  sia  che si  tratti  di  soggiorni  di  breve che di 
lunga  durata,  quindi  è  legittimo  applicare  una  politica  restrittiva  in 
materia di ammissione (cfr. DTF 122 II 1 consid. 3a p. 6 segg.;  ALAIN 
WURZBURGER,  La jurisprudence récente du Tribunal fédéral  en matière 
de police des étrangers, Revue de Droit administratif et de Droit fiscal 
[RDAF] 1997, p. 287);

che  esse  devono  quindi  assicurarsi  che  gli  stranieri  ammessi  in 
Svizzera dispongano sia della possibilità che della volontà di rientrare 
nel  loro  paese  d'origine,  in  caso  di  bisogno  o  al  termine  del  loro 
soggiorno (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c e 14 cpv. 1 OEnS);

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che a questo proposito giova sottolineare che l'ordinamento giuridico 
svizzero  non  garantisce  alcun  diritto  all'entrata  in  Svizzera,  né  alla 
concessione di un visto (cfr. art. 4 LDDS, in relazione con l'art. 9 cpv. 1 
OEnS; cfr. inoltre PHILIP GRANT, La protection de la vie familiale et de la 
vie privée en droit des étrangers, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, p. 24; 
PETER UEBERSAX,  Einreise  und  Anwesenheit  in:  Uebersax/Münch/ 
Geiser/Arnold, Ausländerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 5.28 
ss);

che  il  visto  è  rifiutato  se  lo  straniero  non  adempie  alle  condizioni 
d'entrata  di  cui  all'art. 1  OEnS (cfr. 14  cpv. 1  OEnS),  vale  a  dire  in 
particolare se non fornisce garanzie necessarie che la sua partenza 
dalla  Svizzera  avverrà  nei  termini  prescritti  (cfr.  art.  1  cpv. 2  lett.  c 
OEnS);

che un permesso d'entrata in Svizzera non può quindi essere rilasciato 
allorquando  il  rientro  nel  paese  d'origine  non  è  assicurato,  sia  in 
ragione della situazione politica o economica difficile prevalente, sia in 
funzione della situazione personale del richiedente;

che  nella  fattispecie,  tenuto  conto  dell'insieme  delle  risultanze 
dell'incarto, il TAF ritiene che l'uscita dalla Svizzera di B._______ alla 
scadenza  del  soggiorno  previsto  non  può  essere  considerata  come 
sufficientemente assicurata;

che  in  effetti,  in  ragione  della  situazione  socio-economica  difficile 
regnante nella Repubblica di Serbia, e viste le considerevoli disparità 
economiche esistenti tra questo paese e la Svizzera, il  TAF non può 
escludere  il  rischio  che l'interessato  non faccia  ritorno in  patria  alla 
scadenza del visto richiesto;

che ancora nel 2007 la Repubblica della Serbia si è situata al secondo 
posto nella lista degli Stati di provenienza dei richiedenti d'asilo;

che  l'esperienza  insegna  inoltre  che  sovente  i  beneficiari  di  un 
permesso d'entrata,  dal  momento  in  cui  si  trovano in  Svizzera,  non 
prendono più  in  considerazione  il  ritorno nel  loro  paese d'origine,  e 
che,  nonostante  le  promesse  di  lasciare  il  territorio  della 
Confederazione al termine del periodo di visita concesso, non esitano 
ad utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione, mettendo a profitto il loro 
soggiorno in questo paese per risiedervi ad un titolo qualsiasi;

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che, in ragione della situazione personale di B._______, questa ipotesi 
non può essere esclusa nella fattispecie;

che nel suo ricorso del 5 marzo 2008 A._______ ha affermato che il 
fratello intrattiene dei forti legami familiari e di amicizia nel suo paese 
d'origine,  senza  tuttavia  fornire  alcuna  prova  o  documento  propri  a 
comprovare  tali  legami,  le  sue  dichiarazioni  a  questo  proposito 
rimangono pertanto allo stadio della mera allegazione di fatto;

che la ricorrente ha rinunciato al suo diritto di replicare e non ha quindi 
apportato  alcuna  ulteriore  delucidazione  in  merito  alla  situazione 
personale dell'invitato;

che, tenuto conto della suddetta situazione personale, e nella misura 
in cui B._______ ritrova in Svizzera sua sorella e la di lei famiglia, non 
si  può  escludere  che,  una  volta  giunto  sul  territorio  della 
Confederazione, egli tenti con ogni mezzo di restarvici;

che nel quadro della sua domanda di visto l'interessato ha dichiarato 
di essere agricoltore, mentre nel ricorso del 5 marzo 2008 si afferma 
unicamente che egli non ha difficoltà economiche, dichiarazioni queste 
tuttavia non comprovate da alcun documento;

che  i  legami  professionali  che  B._______  intratterrebbe  con  la 
Repubblica della Serbia non appaiono ad ogni modo sufficientemente 
intensi da garantirne il ritorno in patria;

che,  come  rilevato  a  giusto  titolo  dall'autorità  intimata  nel  suo 
preavviso del 16 maggio 2008, il fatto che l'interessato possa lasciare 
il suo paese per un periodo così lungo (tre mesi) fa sorgere dei dubbi 
in merito all'esistenza di legami in patria;

che, di transenna, il rifiuto di cui è stato oggetto B._______ non è tale 
da  costituire  un  ostacolo  al  mantenimento  delle  relazioni  con  gli 
invitanti e i loro figli residenti in Svizzera, potendo quest'ultimi rendergli 
a  loro  volta  visita,  e  questo  nonostante  gli  inconvenienti  di  ordine 
pratico o economico che ne potrebbero derivare;

che  le  garanzie  fornite  da  A._______  in  relazione  all'uscita  dalla 
Svizzera del fratello al termine del soggiorno auspicato non sono tali 
da impedire ad un cittadino straniero, una volta sul territorio elvetico, di 

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intraprendere  i  passi  necessari  per  stabilirvisi  durevolmente  (cfr. 
sentenza del Tribunale federale 6S.281/2005 del 30 settembre 2005);

che  l'esperienza  ha  a  più  riprese  dimostrato  come  le  allegazioni 
formulate in merito all'uscita puntuale dalla Svizzera alla scadere del 
visto  costituiscono  delle  semplici  dichiarazioni  d'intenzione,  prive  di 
effetti  giuridici  e  non  sono  pertanto  sufficienti  ad  assicurare  la 
partenza  di  un  cittadino  straniero  nei  termini  stabiliti  (cfr. 
Giurisprudenza  delle  autorità  amministrative  della  Confederazione 
[GAAC] 57.24);

che  a  questo  proposito  occorre  precisare  che  il  rifiuto 
dell'autorizzazione  d'entrata  in  oggetto  non  è  tale  da  mettere  in 
discussione  la  buona  fede  di  persone  residenti  regolarmente  in 
Svizzera, le quali hanno invitato un terzo domiciliato all'estero per un 
soggiorno turistico;

che, alla luce di quanto esposto, il TAF ritiene che il ritorno in patria del 
richiedente  non  può  essere  considerato  come  sufficientemente 
garantito (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c OEnS), di modo che le condizioni per il 
rilascio di un'autorizzazione d'entrata non sono adempiute;

che la decisione impugnata si rileva essere conforme al diritto (cfr. art. 
49 PA);

che il ricorso è respinto;

che le spese di procedura sono pertanto poste a carico della ricorrente 
(cfr. art. 63 cpv. 1 prima frase PA in relazione con gli  art. 1  a 3 del 
Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]);

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le  spese  processuali,  pari  a  Fr.  600.-,  sono  poste  a  carico  della 
ricorrente e sono computate con l'anticipo dello stesso importo versato 
in data 15 aprile 2008.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto 7402028 di ritorno)
- Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione (incarto cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini

Data di spedizione: 

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