# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9576baf6-fdb9-5163-82b9-2a47c622c3f6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-08-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 16.08.2000 17.2000.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2000-1_2000-08-16.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2000.00001

  17.2000.00002

  	
  Lugano

  16 agosto
  2000/kc

   

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Corte
  di cassazione e di revisione penale 

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
	
  Composta dei giudici:

  	
  Pellegrini,
  presidente, 

  Cometta e Cocchi

  
						

 

	
  Segretario:

  	
  Isotta,
  cancelliere

  

 

 

sedente per statuire
sui ricorsi per cassazione presentati il

 

	
   

  	
  – 28 dicembre 1999
  da

  __________

  (patrocinato
  dall'avv. __________)

   

  – 3 gennaio 2000
  da

  __________, 

  e da

  __________, 

  (entrambi
  patrocinati dall'avv. __________)

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  sentenza emessa il 26 novembre 1999 dal Pretore della Giurisdizione di
  __________ anche nei confronti di

   

  __________, 

  (patrocinato
  dall'avv. __________)

  

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:      

1. Se deve essere
accolto il ricorso di __________.

 2. Se deve essere
accolto il ricorso di  __________ e __________.

 3. Il giudizio
sulle spese.

 

Ritenuto

 

in fatto:                 A.      Ad __________, insegnante nella scuola elementare del Comune di
__________ dal 1972, è stata affidata per l'anno scolastico 1997/98 la prima
elementare. All'inizio di quell'anno sono sorti problemi tra il docente e
__________ e __________, genitori dell'allievo __________, i quali gli
rimproveravano un atteggiamento troppo severo e rigido, esternandosi in tal
senso –in particolare la madre __________– anche con altri genitori. Nonostante
due incontri con l'ispettore nel corso del mese di dicembre –al secondo dei
quali aveva presenziato anche __________– la situazione non è migliorata,
tant'è che con raccomandata del 26 marzo 1998 l'avv. __________ ha diffidato, a
nome di __________, __________ dal persistere nell'esprimersi pubblicamente su
di lui (act. 1, doc. _). __________ e __________ hanno mostrato la missiva in
questione ad __________, cognato di __________, consigliere comunale di
__________. Questi, che aveva raccolto le lamentele dei genitori di due altri
allievi della prima elementare, i coniugi __________ e __________, ha redatto
il 9 aprile 1998 un'interpellanza all'indirizzo del Municipio, presentata in
occasione del Consiglio comunale del 20 aprile successivo, in cui, tra l'altro,
affermava che il docente in un caso aveva addirittura messo le mani addosso ad
un bambino e che intendeva l'insegnamento sulla base di insulti, castighi
umilianti, disprezzo, dichiarazioni, comportamenti anche maneschi verso gli
allievi (act. 1, doc. _). Il testo dell'interpellanza è pure stato distribuito
ai quotidiani, che ne hanno dato notizia nelle edizioni del 9 e del 10 aprile
1998 (act. 1, doc. _). Il 23 aprile 1998 __________ ha sporto querela penale
nei confronti di __________ (act. 1).

 

                                          Nei
giorni successivi all'interpellanza è sorto un comitato di genitori a favore
del maestro, coordinato da __________, madre di un'allieva, il quale ha redatto
una presa di posizione che porta la firma di 18 madri di allievi dello stesso
docente (act. 2). Nell'ambito degli accertamenti del Ministero pubblico
relativi alla querela penale del 23 aprile 1998, __________ ha dichiarato di
essere stata contattata telefonicamente l'ultimo martedì di aprile da
__________ allo scopo di chiarire i motivi che lo avevano spinto a promuovere
quell'azione ed era stata invitata a casa sua per prendere visione della
documentazione in suo possesso. Durante l'interrogatorio del 9 luglio 1998
__________ ha dichiarato che __________ le aveva detto che __________ era stato
oggetto di una condanna per telefonate oscene, che avrebbe avuto rapporti
sessuali sulla cattedra con l'amante, che praticherebbe lo scambio di coppie e
le aveva pure chiesto che cosa avrebbe risposto se le avesse riferito che è un
pedofilo e che "andrebbe particolarmente d'accordo con le femminucce e
meno con i maschietti". A detta di __________, anche __________, presente
a quel colloquio, aveva a sua volta espresso apprezzamenti negativi (che era
matto, che aveva alzato le mani sulla moglie, che girava armato, che aveva
un'arma in casa). In definitiva, __________ ha dichiarato che gliene
"avevano detto ancora tante" e che, pur non ricordando "in
particolare tutto", le avevano mostrato "l'immagine di una persona
immorale, pervertita, violenta e pazza". Inoltre, in una successiva
telefonata __________ le aveva chiesto "cosa ne pensasse di un
pedofilo", facendole implicitamente capire che riteneva __________ un
pedofilo, pur non dicendolo testualmente. 

 

                                          __________
è venuto a conoscenza del contenuto del colloquio avvenuto in casa __________
da __________ e ha sporto querela penale contro di essi, oltre che contro
__________, il 27 maggio 1998 (act 10, pag. 3). Contro quest'ultimo già il 4
maggio 1998 aveva presentato querela penale, incolpandolo di avere affermato
che avrebbe tendenze pedofile (act. 3).

 

                                B.      Con decreti di accusa del 25 agosto 1999 il Procuratore pubblico ha
riconosciuto __________, __________ e __________ autori colpevoli diffamazione
e li ha condannati ad una multa di fr. 1'500.– ciascuno. Statuendo sulle
opposizioni, con sentenza del 26 novembre 1999 il Pretore della Giurisdizione
di __________ ha prosciolto __________ dall'imputazione di diffamazione, imponendo
ad __________ il versamento a questi di fr. 10'000.– a titolo di ripetibili,
mentre ha confermato l'imputazione di diffamazione a carico di __________ e di
__________, infliggendo loro una multa di fr. 500.– ciascuno e ponendo a loro
carico fr. 2'500.– di ripetibili ciascuno da versare ad __________.

 

                                C.      Contro il giudizio del Pretore __________ e __________ e __________
hanno inoltrato la dichiarazione di ricorso per cassazione il 29 novembre 1999.
Nella successiva motivazione scritta del 28 dicembre 1999 __________ ha chiesto
in via principale che __________ venga riconosciuto autore colpevole di
diffamazione e che gli siano attribuiti fr. 4'916.– per ripetibili di prima
sede; in via subordinata il rinvio di __________ alla procedura prevista dagli
art. 317 segg. CPP per le spese legali e il riconoscimento di un'indennità per
ripetibili per il procedimento avanti il Pretore. Per quanto concerne
__________ e __________, egli chiesto che siano tenuti a versargli fr. 4'916.–
ciascuno a titolo di ripetibili di sede pretorile. Nella motivazione scritta
del 3 gennaio 2000 __________ e __________ hanno chiesto l'annullamento del
giudizio impugnato. Con osservazioni del 26 e del 30 gennaio 2000 __________ e
__________, rispettivamente __________ hanno chiesto la reiezione del ricorso
di __________. A sua volta, con osservazioni del 31 gennaio 2000 __________ ha
postulato la reiezione del ricorso di __________ e __________. Il Procuratore
pubblico ha comunicato con scritti del 31 gennaio 2000 di rimettersi al giudizio
della Corte di cassazione e di revisione penale.

 

Considerando

 

in diritto:               1.      Il ricorso per cassazione è un rimedio di mero diritto, non destinato
a rimettere in causa l’accertamento dei fatti e la valutazione delle prove
(art. 288 cpv. 1 lett. a CPP; Rapporto della Commissione speciale per l’esame
del CPP del 9 novembre 1994, pag. 83 segg.). Problemi del genere sono
sindacabili unicamente se il giudizio impugnato denota gli estremi
dell’arbitrio (art. 288 cpv. 1 lett. c CPP). Arbitrario non significa tuttavia
opinabile o finanche erroneo, bensì chiaramente insostenibile, destituito di
fondamento serio e oggettivo o in urto palese con il sentimento di giustizia ed
equità (Rep. 1990 pag. 352 consid. 1, pag. 360 consid. 2.2a; sulla nozione di
arbitrio: DTF 125 I 168 consid. 2a, 124 I 316 consid. 5a, 123 I 5 consid. 4a,
121 I 114 consid. 3a, 120 Ia 40 consid. 4b).

 

                                  I.      Sul
ricorso di __________

 

                                2.      A mente del Pretore l'interpellanza redatta, presentata e diffusa da
__________, nella quale si rimproverava al maestro __________ di insultare gli
allievi, di infliggere loro castighi umilianti e di tenere comportamenti
maneschi aveva carattere diffamatorio (sentenza consid. 1). Il primo giudice ha
non di meno ritenuto che, seppure il querelato avesse agito perché spinto ad
interessarsi del caso per la presenza del nipote __________ fra gli allievi,
l'intervento non era sprovvisto di interesse pubblico. Innanzitutto perché egli
aveva agito a non solo a tutela e nell'interesse del nipote, ma anche di tutti
gli allievi, anche futuri, e inoltre, quand'anche avesse agito solo per
difendere il nipote, aveva comunque un motivo sufficiente per agire (sentenza
consid. 2). Fondandosi segnatamente sulle deposizioni testimoniali __________,
__________, __________, __________, __________, __________, genitori di alcuni
allievi, raccolte al pubblico dibattimento, il Pretore ha altresì accertato che
i fatti riferiti da __________ potevano essere considerati veri (sentenza
consid. 3a–h).

 

                                3.      Il ricorrente afferma che arbitrariamente il Pretore ha assolto
__________ fondandosi sulle deposizioni di sette genitori, i quali avevano
riferito per sentito dire, affermando che la testimonianza dell'ispettore
__________ non era atta ad inficiare quanto riferito dagli altri testi e dimenticando
la deposizione __________, responsabile dell'ufficio cantonale
dell'insegnamento primario, che la confermava e rafforzava. Ora, a fronte degli
argomenti ricorsuali, è bene ricordare che per incorrere nell’annullamento una
sentenza deve essere arbitraria  –o anche solo erronea, ove l’autorità di
ricorso sia munita di pieno potere cognitivo– nel suo esito, non soltanto nella
motivazione (DTF 123 I 5 consid. 4a, 122 II 130 consid. 2a, 122 I 253 consid.
6c, 61 consid. 3a, 120 Ia 369 consid. 5a). Orbene, nel proprio gravame il
ricorrente si dilunga nel discutere le singole deposizioni dei testi assunti al
dibattimento, esprimendo giudizi, critiche e valutazioni sulla loro rilevanza,
consistenza e credibilità, aggiungendo ulteriori dettagli e osservazioni.
Certo, i genitori degli allievi di __________ hanno sostanzialmente riferito
quanto veniva loro raccontato succedeva a scuola dai figli. Ma d'altro canto
non può essere negato che gli epiteti "asino", "scemo" o
espressioni del tipo "non sei in grado di fare niente" usati da
__________ quando ritornava a casa da scuola, ma mai usati in casa, come
riferito dalla teste __________,  (sentenza consid. 3a), oppure ancora gli
episodi dei pantaloni bagnati perché il maestro non aveva permesso di recarsi
alla toilette narrati dal teste __________ (sentenza consid. 3f) costituiscono
constatazioni dirette. Ma tant'è; prese nel loro insieme, le testimonianze dei
genitori degli allievi riportate in sentenza dal Pretore non rendono arbitraria
la conclusione che a volte il ricorrente aveva fatto uso di insulti, dato
sberle o colpi con le nocche e che in genere aveva tenuto un atteggiamento tale
da incutere timore agli allievi (sentenza consid. 3h). Quand'anche si dovesse
tenero contro delle testimonianze __________ e __________ –quest'ultima
peraltro non completamente ignorata come pretende il ricorrente, dal momento
che il Pretore ha riferito di "altri testi", menzionando in particolare
la deposizione __________ (consid. 3h)– la sostanziale convergenza di quelle
dei genitori di allievi riportate in sentenza avvalora la conclusione del primo
giudice, per il quale il fatto che essi avevano dichiarato di non avere mai
sentito rimproveri di quel tipo nei confronti del maestro non implicasse che
tali fatti non fossero avvenuti né inficiava la credibilità degli altri
testimoni che ne erano venuti a conoscenza e ne avevano riferito (consid. 3h).

 

                                4.      Per l’art. 173 n. 2 CP il colpevole del reato di diffamazione non
incorre in alcuna pena se prova di avere detto o divulgato cose vere oppure
prova di avere avuto seri motivi di considerarle vere in buona fede. Il
colpevole non è ammesso a fare la prova della verità ed è punibile se le
imputazioni sono state proferite o divulgate senza che siano giustificate
nell'interesse pubblico o da altro motivo sufficiente, prevalentemente
nell'intento di fare della maldicenza, in particolare quanto si riferiscono
alla vita privata o alla vita famigliare (art. 173 n. 2 CP). Un accusato porta
la prova della verità se stabilisce che quanto proferito corrispondeva alla
verità. Egli può addurre anche elementi di prova che non gli erano noti nel
momento in cui si è espresso poiché questione determinante è solo quella della
veridicità di quanto proposto (DTF 124 IV 150 consid. 3a con riferimenti).
Incombe all’accusato addurre quali fossero gli elementi di cui egli disponeva a
quel momento (questione di fatto); il giudice deve poi stabilire con libero
esame, in diritto, se tali elementi erano sufficienti per credere alla
veridicità delle asserzioni (DTF 124 IV 152 consid. 3b in fine; Corboz, La diffamation, in: SJ 114/1992
pag. 659). Cautela particolare si impone, comunque sia, da parte di chi divulga
le proprie asserzioni a un’ampia cerchia tramite un mezzo di diffusione (DTF
124 IV 151 consid. 3b, 116 IV 208 consid. 3b, 105 IV 118 seg. consid. 2a, 104
IV 16 consid. 4b). In un caso del genere, per vero, l’accusato non può confidare
ciecamente nelle dichiarazioni di terzi (DTF 124 IV 151 consid. 3b; Rehberg/Schmid, Strafrecht III, 7a
edizione, § 44, pag. 309).

 

                                5.      Nel caso concreto già si è detto in precedenza sulla credibilità dei
testi in merito agli atteggiamenti del ricorrente nei confronti degli allievi
(consid. 3). Nel momento in cui ha redatto e diffuso l'interpellanza,
__________ aveva raccolto le lamentele dei cognati __________ e __________,
genitori di __________, e dei genitori di altri due bambini, che frequentavano
la prima elementare assieme a questi (__________e __________). Riconoscendo che
il querelato aveva agito perseguendo uno scopo eminentemente pubblico, ossia
non solo a tutela del suo nipote, ma anche di tutti gli allievi (attuali e
futuri) del maestro, il Pretore ha correttamente ritenuto che egli aveva avuto
un motivo sufficiente per agire. Non solo. Il querelato aveva riferito fatti veri,
accaduti, e l'aveva fatto per il bene del nipote e per quello dei bambini e
generale e della scuola, e non per fare dell'inutile e malevole maldicenza.
Anche se –come rettamente ritenuto dal Pretore– sui modi si potrebbe
dissentire, ciò non costituisce motivo sufficiente per annullare il giudizio
impugnato su questo punto.

 

                                6.      La reiezione del ricorso proposto contro il proscioglimento di
__________ dall'imputazione di diffamazione rende superflua la pronuncia
relativa alle ripetibili chieste per il procedimento avanti il Pretore. Da
ultimo il ricorrente chiede l'annullamento del dispositivo che riconosce
ripetibili per fr. 10'000.– alla controparte, ritenendo che più opportuno e
corretto sarebbe stato di rinviare il querelato alla procedura prevista dagli
art. 317 segg. CPP. Ora, giusta l'art. 9 cpv. 6 CPP con la decisione sulle spese
l'autorità giudica anche se e in che misura debbano essere attribuite ripetibili.
Essa dispone, in tale ambito, di un proprio margine di apprezzamento e decide anche
in base a criteri di equità (CCRP, sentenze del 23 marzo 2000 in re P., consid.
4, e del 18 febbraio 2000 in re F. e B. S., consid. 7). Nella fattispecie il
Pretore ha fissato le ripetibili tenendo conto di un presumibile dispendio di
tempo di 50 ore almeno. Infatti il patrocinatore del querelato non solo aveva
dovuto partecipare ad alcuni interrogatori, anche a Lugano, ma anche
partecipare al pubblico dibattimento, protrattosi dalle 09.00 alle 19.00 del 24
novembre e dalle 14.00 alle 17.30 del 25 novembre 1999, e presenziare alla
comunicazione orale del giudizio il giorno successivo. Se non che, riconoscendo
ripetibili per fr. 10'000.–, il primo giudice ha violato gli art. 33 e 37 TOA,
i quali prevedono che per i processi davanti al Pretore è dovuto un onorario
fino a fr. 3'000.– e che per l'assistenza durante le informazioni preliminari,
l'istruttoria e la preparazione del dibattimento l'avvocato ha diritto di esporre
un onorario che non potrà in nessun caso eccedere quella massimo previsto dagli
articoli precedenti. Nel caso concreto, ritenuto che il procedimento non era particolarmente
impegnativo, di modo da giustificare l'applicazione dell'art. 41 TOA, si
ritiene equa un'indennità di fr. 6'000.– per il patrocinio del querelato nella
fase istruttoria e dibattimentale. Su questo punto il ricorso merita pertanto
parziale accoglimento, mentre la richiesta di aumento delle ripetibili a carico
di __________ e __________ da fr. 2'500.– a fr. 4'916.– ciascuno viene
respinta, posto che il ricorrente la giustifica unicamente in relazione alla
pretesa totale di fr. 14'747.50, da suddividersi tra tutti i querelati in
ragione di 1/3 ciascuno, e che l'importo riconosciuto dal Pretore appare equo
rispetto alla non eccessiva difficoltà del procedimento contro i coniugi __________,
concernente peraltro i medesimi fatti.

 

                                 II.      Sul
ricorso di __________ e __________

 

                                7.      Premesso che gli accusati negavano di avere reso sospetto il maestro
__________ di essere una persona immorale, perversa, violenta e con istinti e
comportamenti pedofili in occasione del colloquio con la teste __________, il
Pretore, esaminata la deposizione resa in fase istruttoria e dibattimentale da
costei, ha accertato che non sussisteva motivo di ritenere che avesse inventato
tutto quanto da lei narrato. Vero era che su tre episodi era stata smentita, ma
si trattava di imprecisioni che non si riferivano ai fatti in discussione e non
tali da far ritenere che avesse dichiarato il falso nel descrivere il contenuto
del colloquio avuto con gli accusati (consid. 6). Il Pretore ha altresì
accertato che dagli atti non risultava provato quanto da loro affermato, sia perché
se anche il querelante era entrato negli spogliatoi per regolare –a suo dire–
la doccia, ciò non significava assolutamente che avesse delle tendenze
pedofile, sia perché non erano provati gli episodi di rapporti sessuali sulla
cattedra, di violenze nei confronti della moglie, la tendenza a praticare lo
scambio di coppie e lo strip–poker, nonché la condanna per telefonate oscene.
Né le avances riferite da colleghe del querelante nei loro confronti erano
sufficienti per qualificarlo di immorale (consid. 7).

 

                                8.      I ricorrenti asseverano che il
Pretore ha violato il principio accusatorio e quello dell'immutabilità
dell'accusa poiché ha posto a fondamento del proprio giudizio affermazioni
riferite dalla teste __________ che non si riferivano al comportamento tenuto
da __________ nei confronti degli allievi, come esplicitamente indicato nel
decreto di accusa. 

 

                                          a)     La procedura penale moderna è governata dal principio accusatorio.
L’atto di accusa –e, analogamente, il decreto di accusa– assume una doppia
funzione: da un lato circoscrive l’oggetto del processo e del giudizio,
dall’altro garantisce i diritti della difesa, in modo che l'imputato possa
adeguatamente far valere le sue ragioni (DTF 120 IV 348 consid. 2b, 116 Ia 455
consid. cc, 103 Ia 6 consid. 1b: Hauser/
Schweri, Schweizerisches Srafprozessrecht, 3ª edizione, pag. 162 n. 6
segg. e pag. 164 n. 16). Il principio accusatorio – come il principio dell’immutabilità,
che tutela l’identità fra atto di accusa e oggetto del giudizio – è
disciplinato dal diritto cantonale (DTF 112 IV 71 consid. 4a), ma anche dal
diritto federale nella misura in cui garanzie minime sgorgano dal diritto di
essere sentito (DTF 116 Ia 455 consid. cc). L’identità tra atto di accusa e
oggetto del giudizio non deve essere spinta all’accesso, fino a esigere una
letterale corrispondenza terminologica (CCRP, sentenze del 21 ottobre 1999 in
re B., consid. 2a, e del 22 dicembre 1992 in e B. e P., consid. 2d, con
riferimenti a Rep. 1985 pag. 199;
DTF del 20 febbraio 1998 in re A. P., consid. 2a/bb). Il principio accusatorio
è leso, tuttavia, quando il giudice si fonda su una fattispecie diversa da
quella che figura nell’atto di accusa, e ciò senza che l’imputato abbia avuto
la possibilità di esprimersi previamente sull’atto di accusa adeguatamente e
tempestivamente completato o modificato (DTF 116 Ia 455 consid. cc; Hauser/Schweri, op. cit., pag. 192 n. 7
e pag. 195 n. 19; CCRP, sentenze del 3 maggio 2000 in re M., consid. 2, del 21
ottobre 1999 cit. e del 24 marzo 1998 in re C., consid. 1a).

 

                                          b)    Nel caso concreto risulta dalla sentenza che il tema del processo
era stato circoscritto dal Pretore all'inizio del dibattimento. Esso si
riferiva a quanto comunicato dai ricorrenti a __________ in occasione
dell'incontro avvenuto l'ultimo martedì del mese di aprile 1998, tant'è che il
patrocinatore, all'inizio dell'arringa, aveva precisato che le imputazioni nei
confronti dei patrocinati contenute nel decreto di accusa erano solo quelle
relative alla querela del 27 maggio 1998, mentre delle altre il Procuratore
pubblico non aveva tenuto conto (consid. 5). Non solo. Nel proprio giudizio il
Pretore ha riportato quanto dichiarato dalla teste __________ nel corso
dell'interrogatorio del 9 luglio 1998 e poi confermato al pubblico dibattimento
poiché i ricorrenti negavano di averle parlato in modo da rendere sospetto il
maestro __________ di essere una persona immorale, perversa, violenta e con
istinti e comportamenti pedofili. In altre parole, quanto riferito e confermato
dalla teste __________ è stato ripreso nella sentenza allo scopo di suffragare
la conclusione che la concordanza delle due dichiarazioni escludevano che ella
poteva essersi inventato tutto ciò che aveva detto (consid. 6). Del resto poi
non risulta dal verbale del dibattimento (pag. 18 segg.) che la difesa abbia
mai eccepito nel corso dell'interrogatorio della teste __________ che le
domande poste e le dichiarazioni rilasciate esulavano dalla tematica del procedimento.
E, per finire, va rilevato che il dispositivo di condanna si riferisce
unicamente a quanto indicato nei decreti di accusa. La censura si rivela pertanto
priva di fondamento.

 

                                9.      A mente dei ricorrenti il Pretore è incorso nell'arbitrio nel
ritenere degna di fede la teste __________, nonostante essi avessero in gran
parte negato di avere proferito quanto loro imputato, sia perché si trattava di
una persona chiaramente di parte, in quanto promotrice e coordinatrice del
comitato a favore del maestro __________, sia perché le sue deposizioni erano
contraddittorie e contraddette da altri testi. Orbene, che la teste __________
si sia data da fare per sostenere il maestro __________ risulta già dal
giudizio impugnato (consid. D ed E), mentre è affermazione dei ricorrenti, che
non trova riscontro alcuno negli atti, che il suo intento era quello di
denigrarli. Del resto non va dimenticato che oggetto del giudizio sono le
espressioni utilizzate dai ricorrenti in occasione dell'incontro con la teste
avvenuto a casa loro l'ultimo martedì del mese di aprile 1998, da lei descritte
in occasione dell'interrogatorio del 9 luglio 1998 (act. 18) e confermate al dibattimento.
Già si è visto che il Pretore ha accertato che ella non poteva essersi inventato
tutto quanto da lei narrato. Per quanto concerne le pretese contraddizioni, da
un lato i ricorrenti si limitano a sostenere che il fatto che sia stata
smentita da altri testi non è di importanza secondaria, ma non sostanziano
ulteriormente la loro censura né spiegano perché nel ritenere che le imprecisioni
e incoerenze in cui era incorsa non lasciassero concludere che la teste
__________ avesse dichiarato il falso il primo giudice sia incorso in una
valutazione arbitraria delle sue dichiarazioni. Dall'altro, proprio in merito
all'accusa di avere reso sospetto il querelante di comportamenti pedofili, i
ricorrenti travisano completamente il contenuto del giudizio impugnato poiché
la teste in oggetto ha esplicitamente e inequivocabilmente attribuito l'affermazione
ad essi (act. 18 pag. 4) e perché un'ulteriore querela penale è stata sporta da
__________ il 27 maggio 1998 sia contro di essi, sia contro __________ "…
anche per queste affermazioni…" (cfr. act. 10 pag. 3 in fine e
sentenza consid. F). Né, infine, i ricorrenti
indicano perché il fatto che __________ si sarebbe assunto le spese dei
colloqui della teste __________ con il proprio patrocinatore a seguito della
querela inoltrata contro di lei da __________ sarebbe circostanza tale da
renderla inaffidabile, contrariamente a quanto ha ritenuto il Pretore (consid.
6 pag. 15 in basso e 16 in alto).

 

                              10.      I ricorrenti affermano che è chiaramente arbitraria e in chiara
contraddizione con le risultanze processuali la conclusione del Pretore, per il
quale il fatto che il maestro __________ entrava negli spogliatoi per regolare
–a suo dire– la doccia e l'episodio in cui aveva voluto constatare se
effettivamente una ragazzina fosse indisposta non rappresentava tendenze
pedofile. Orbene, per quanto concerne la questione della presenza del maestro
__________ negli spogliatoi, il Pretore ha ritenuto possibile che il maestro si
preoccupasse dell'ordine e di regolare in modo conveniente la doccia. Al
proposito egli ha comunque soggiunto che la maestra di ginnastica __________
non l'aveva mai visto entrare nelle docce, anche se non era sempre presente.
Secondo il primo giudice, sull'opportunità di tali interventi si poteva anche
discutere e l'episodio della ragazzina indisposta, ove la reazione del maestro
era fuori luogo, lasciava denotare semmai un certo cattivo gusto e poco
criterio, ma ciò non poteva ancora significare che lo si potesse considerare un
pedofilo (consid. 7 pag. 17). Certo, la conclusione cui è giunto il Pretore può
anche essere opinabile, se esaminata alla luce delle testimonianze invocate dai
ricorrenti nel loro gravame. Ma, come già si è visto, opinabile non significa
ancora che essa è arbitraria o destituita di qualsiasi fondamento. Per quanto
concerne gli atteggiamenti nei confronti degli allievi, che andavano dalle
urla, ricatti o castighi umilianti sino alle sberle, colpi con le nocche o al
prendere per il collo un allievo, a parte il fatto che i ricorrenti si limitano
a riprendere quanto accertato dal Pretore (consid. 3h), va detto che questi ha
addebitato al maestro di avere tenuto in genere un comportamento tale da
incutere timore. Che si sia invece trattato di atteggiamenti di violenza fisica
e psicologica, come essi sostengono, è nuovamente mera interpretazione da loro
data alle varie testimonianze. E, infine, che le qualifiche di
"pazzo" e "perverso" possono anche costituire giudizi di
valore, nulla modifica alle altre ben più gravi affermazioni diffamatorie da
essi proferite durante il colloquio.

 

                              11.      La ricorrente __________ rimprovera al Pretore l'errata applicazione
degli art. 173 e 176 CP, nella misura in cui è stata condannata per avere
annuito durante la conversazione del marito con la teste __________ in
occasione dell'incontro. Secondo gli accertamenti del Pretore, la teste ha
avuto l'impressione che la ricorrente condivideva le affermazioni del coniuge
(consid. 6 pag. 15 cpv. 2). Gli argomenti addotti in questa sede non giovano.
In effetti il Pretore ha pure accertato che dalla deposizione della teste
risultava comunque che la ricorrente non si era limitata ad annuire, ma che
pure lei aveva pronunciato affermazioni lesive dell'onore (consid. 6 pag. 16
cpv. 3). Su questo accertamento la ricorrente non spende una parola. Per il
resto la ricorrente si limita a congetture, senza provare che l'interpretazione
data dal Pretore all'impressione che ha tratto la teste sia arbitraria.

 

                              12.      I ricorrenti si dolgono altresì del fatto che il Pretore ha inflitto
ad entrambi la stessa pena, senza tenere conto della gravità delle
affermazioni, o presunte tali, proferite dall'uno o dall'altra. Inoltre, a loro
dire il primo giudice ha ignorato le circostanze in cui il fatto è avvenuto,
ossia in un'abitazione privata e alla presenza di una sola persona. Che, poi,
le affermazioni abbiano raggiunto una vasta cerchia di persone, non può certo
essere loro addebitato. Anche su questo punto il ricorso si rivela privo di
fondamento. Intanto già si è visto che, oltre ad annuire durante il racconto
del marito, __________ ha a sua volta pronunciato affermazioni lesive
dell'onore. Ragione per la quale non si vede il motivo di una differenziazione
delle pene pecuniarie. Inoltre perché già riducendo le multe da fr. 1'500.– a
fr. 500.– il Pretore si è ampiamente discostato da quanto proposto nei decreti
di accusa. E, infine, perché le multe inflitte si situano ampiamente entro i
limiti inferiori previsti dalla legge (art. 48 n. 1 CP) e, data la rilevanza e
la gravità delle affermazioni lesive dell'onore, non giustificano un'ulteriore
riduzione. Né regge il confronto con la multa di fr. 400.– inflitta alla madre
che aveva accusato alla televisione un maestro di essere un boia e di
martirizzare dei bambini indifesi (DTF 124 IV 149). Accusare in effetti un
maestro di istinti e comportamenti pedofili costituisce diffamazione ben più
grave di quella cui si riferiscono i ricorrenti.

 

                                III.      Sulle
spese e ripetibili

 

                              13.      Il parziale accoglimento del ricorso di __________ limitatamente
alle ripetibili riconosciute dal Pretore a carico di __________ giustifica di
addossare parzialmente gli oneri processuali del presente giudizio a
quest'ultimo, che si è opposto alla riduzione (art. 15 cpv. 1 CPP). Per quanto
concerne i ricorrenti __________ e __________, gli oneri processuali vanno a
loro carico, data la soccombenza integrale in questa sede (art. 9 cpv. 1 CPP). Per quanto concerne le ripetibili avanti la Corte di
cassazione e di revisione penale (art. 9 cpv. 6 CPP), __________ dovrà versare
ad __________, che per presentare le osservazioni si è avvalso dell'assistenza
di un legale, un'indennità commisurata alla soccombenza sul merito del ricorso.
__________ e __________ a loro volta dovranno versare ad __________, pure
assistito da un patrocinatore in questa sede, un'equa indennità, data la loro
soccombenza.

 

 

Per questi motivi, 

visto per le spese
l'art. 39 lett. d LTG,

 

pronuncia:           1.      Il ricorso di __________ è parzialmente accolto e la sentenza
impugnata è riformata come segue:

                                          I.3.    §        __________
è tenuto a versare ad __________ la somma di fr. 6'000.–– a titolo di ripetibili.

                                          Per
tutto il resto essa resta immutata.

 

                                2.      Il ricorso di __________ e __________, in quanto ricevibile, è
respinto.

 

                              3.1      Gli oneri processuali per il ricorso di __________, consistenti in:

                                          a)
tassa di giustizia      fr. 600.–

                                          b)
spese                         fr. 100.–

                                                                                 fr.
700.–

                                          sono
posti per 4/5 a carico di __________ e per 1/5 a carico di __________.
__________ verserà ad __________ fr. 500.– di ripetibili. 

 

                              3.2      Gli oneri processuali per il ricorso di __________ e
__________, consistenti in:

                                          a)
tassa di giustizia      fr. 600.--

                                          b)
spese                         fr. 100.--

                                                                                 fr.
700.--

                                          sono
a carico dei ricorrenti in ragione di metà ciascuno. Essi verseranno ad
__________ fr. 500.-- di ripetibili ciascuno.

                                    

                                4.      Intimazione a:

                                          –
__________;

                                          –
avv. __________;

                                          –
__________ e __________;

                                          –
avv. __________;

                                          –
__________;

                                          –
avv. __________;

                                          –
Ministero pubblico, Lugano;

                                          –
Pretore della Giurisdizione di __________;

                                          –
Dipartimento delle istituzioni, Casellario, Bellinzona.

 

 

Per la Corte di
cassazione e di revisione penale

Il presidente                                                            Il
segretario

 

 

 

 

 

N.B.: L’indicazione dei rimedi di diritto è avvenuta con la
comunicazione del dispositivo.