# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5d022c03-986b-5f20-b4c0-eae4e1d38b1c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-10-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 12.10.2011 14.2011.135
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2011-135_2011-10-12.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2011.135

  	
  Lugano

  12 ottobre
  2011

  FP/ls/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Bozzini

  

 

	
  segretaria:

  	
  Locatelli,
  vicecancelliera 

  

 

 

statuendo sulla causa a procedura sommaria in materia
di esecuzione e fallimenti dipendente da istanza 21 marzo 2011 presentata da

 

 

                                         CO 1, 

 

                                         contro

 

                                         RE 1, 

tendente ad ottenere il rigetto provvisorio
dell’opposizione interposta dal convenuto al precetto esecutivo n. __________
dell’Ufficio esecuzione e fallimenti __________ notificato in data 16 febbraio
2011 per il pagamento di fr. 37'977.25 oltre interessi e spese,

 

sulla quale istanza il Pretore aggiunto __________,
con sentenza dell’11 maggio 2011 (SO.2011.165) ha così deciso:

 

 

“ 1.      L’istanza è parzialmente accolta.

 

           Di conseguenza,
l’opposizione interposta al precetto esecutivo n. __________ dell’Ufficio
esecuzione  e fallimenti __________ è respinta in via provvisoria limitatamente
all’importo di fr. 35'811.75, oltre interessi al 5% dal 4 marzo 2010.

 

  2.      Le spese e la
tassa di giustizia per complessivi fr. 380.-, e le spese esecutive di fr. 100.-
da anticipare dall’istante, sono poste a suo  carico in ragione di 1/20 e per
la rimanenza sono a carico della parte convenuta, la quale rifonderà a
controparte fr. 1'025.- a titolo di indennità.

 

  3.      omissis.”

 

Decisione impugnata dal convenuto, che con reclamo del
12 settembre 2011 chiede che venga mantenuta l’opposizione;

 

richiamato il decreto 14 settembre 2011, con il quale
il Vicepresidente della Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello ha concesso effetto sospensivo al reclamo; 

 

esaminati gli atti,

 

 

ritenuto

 

in fatto:

 

                                         che
con decisione dell’11 maggio 2011 il Pretore aggiunto __________, accogliendo
parzialmente l’istanza presentata in data 21 marzo 2011 da CO 1, ha respinto in via provvisoria, segnatamente limitatamente a fr. 35'811.75 oltre interessi al 5%
dal 4 marzo 2010, l’opposizione interposta dall’RE 1 al precetto esecutivo n. __________
dell’Ufficio esecuzione e fallimenti __________, notificato in data 16 febbraio
2011 per il pagamento di fr. 37'977.25 oltre interessi e spese esecutive;

 

                                         che
la sentenza è stata intimata al convenuto in data 11 maggio 2011 al suo
indirizzo privato (domicilio) a __________ (__________), così come indicato
dall’istante nella sua istanza del 21 marzo, ove il recapito dell’escusso
veniva indicato in __________, __________; 

 

                              che
il plico raccomandato contenente la citata sentenza  veniva però ritornato il
26.5/7.6.2011 alla stessa Pretura con la menzione “Non ritirato”;

 

                                         che
contro il giudizio di primo grado il convenuto è insorto con reclamo del 12
settembre 2011, asserendo anzitutto di avere avuto conoscenza della decisione
impugnata soltanto in data 1. settembre 2011, ossia allorquando ha ricevuto
dall’Ufficio esecuzione e fallimenti __________, con suo enorme sgomento,
l’avviso di pignoramento relativo all’esecuzione in rassegna per il giorno 6
settembre 2011;

                                         che,
puntualizza il convenuto, tale circostanza è attribuibile alla Pretura __________,
che gli ha intimato la propria decisione al suo indirizzo privato e non a
quello professionale, così come richiesto espressamente al Giudice e alle sue
due segretarie; 

 

                                         che
egli abbia preteso l’invio degli atti al suo recapito professionale, prosegue
il reclamante, lo dimostra il fatto che in altre due procedure che lo vedono
parte in causa personalmente (e non quindi come mandatario), la corrispondenza
viene spedita al suo indirizzo professionale, così come appunto da lui
espressamente richiesto; 

 

                                         che
per motivi sconosciuti e contrariamente a quanto richiesto e sempre eseguito,
la decisione qui impugnata è però stata intimata all’indirizzo errato, ed è
quindi rimasta sconosciuta, come visto,  fino a giovedì 1. settembre 2011;

                                         

                                         che,
osserva dipoi il convenuto, la prova dell’errata notifica è data dal fatto che,
oltre all’avviso espresso dato al giudice e alle segretarie della Pretura,
queste hanno sempre notificato gli atti riguardanti procedure in cui egli era
personalmente in causa, al suo indirizzo professionale (cfr. inc. OA.2009.39 e
OA.2009.93);

 

                                         che
in circostanze del genere nessuna colpa può perciò essere attribuita al
convenuto, il quale, forte di una comunicazione data e eseguita sempre in modo
diverso, non poteva aspettarsi l’intimazione  di una decisione a un indirizzo
altro se non quello sempre utilizzato dalla Pretura __________ per la notifica
di atti a lui riconducibili;

 

                                         che
per quanto riguarda il merito, rileva il convenuto, la decisione impugnata va
riformata nel senso di respingere l’istanza, in quanto la stessa contrasta una
procedente decisione presa dalla stessa pretura riguardante la medesima
fattispecie che vedeva coinvolte le medesime parti a proposito del medesimo
contratto (cfr. sentenza del 4 novembre 2010, inc. EF.2010.366) ed in quanto
non sono date, in ogni modo, le condizioni esatte dall’art. 82 cpv. 1 LEF per
accordare il rigetto provvisorio dell’opposizione;

 

                                         che
il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni;

 

 

 

considerando

 

 

in diritto:

 

                                         che
secondo l’art. 319 lett. a CPC sono impugnabili mediante reclamo, tra l’altro,
le decisioni inappellabili finali;

 

                                         che
tale è il caso per le decisioni nelle pratiche a tenore della LEF, segnatamente
in materia di rigetto dell’opposizione ex art. 80-84 LEF (cfr. art. 309 lett. b
n. 3 CPC);

 

                                         che
trattandosi di un’impugnazione contro una decisione pronunciata in procedura
sommaria (art. 251 lett. a CPC), il termine per l’inoltro del reclamo è di
dieci giorni dalla notificazione della decisione impugnata;

 

                                         che
la notificazione di citazioni, ordinanze e decisioni è fatta mediante invio
postale raccomandato o in altro modo contro ricevuta (art. 138 cpv. 1 CPC);

 

                                         che
la notificazione è considerata avvenuta quando l’invio è preso in consegna dal
destinatario oppure da un suo impiegato o da un persona che vive nella stessa
economia domestica aventi almeno 16 anni. Sono fatti salvi i casi in cui il
giudice dispone che un documento sia notificato personalmente al destinatario
(art. 138 cpv. 2 CPC);

 

                                         che
la notificazione è pure considerata avvenuta, in caso di invio postale
raccomandato non ritirato, il settimo giorno dal tentativo di consegna
infruttuoso, sempreché il destinatario dovesse aspettarsi una notificazione
(art. 138 cpv. 2 lett. a CPC);

 

                                         che,
nella fattispecie, il plico raccomandato contenente la decisione impugnata e
indirizzata al recapito privato (domicilio) del convenuto a __________,
conformemente del resto all’indirizzo menzionato sia nel precetto esecutivo che
nell’istanza di rigetto dell’opposizione, è stato consegnato alla posta in data
11 maggio 2011, per giungere il giorno successivo al punto di ritiro/ufficio di
recapito di __________ (da dove è stato avvisata per il ritiro),
rispettivamente al punto di ritiro/ufficio di recapito di __________, per poi
essere rinviato il 26 maggio 2011 alla Pretura con la menzione “non ritirato”,
dove è giunto il 7 giugno 2011 (cfr. ricerca Track & Trace e la stessa
raccomanda);

 

                                         che
dovendo il destinatario – sempreché fosse corretto il recapito menzionato nel
relativo invio – aspettarsi una notificazione, dato che, come meglio si vedrà
in appresso, gli era stata notificata l’istanza di rigetto dell’opposizione con
la relativa citazione all’udienza 5 maggio 2011, ben si può concludere che la
stessa notifica è da ritenersi avvenuta il settimo giorno dal tentativo di
consegna infruttuoso del 12 maggio 2011, ovvero il 19 maggio 2011, ritenuto del
resto che l’insorgente non contesta che la raccomandata sia stata avvisata per
il ritiro il 12 maggio 2011 e che il relativo recapito non corrisponde a quello
della sua  dimora;

 

                                         che
proposto il 12 settembre 2011 a fronte di una decisione notificata il 19 maggio
2011, il reclamo risulta chiaramente intempestivo;

 

                                         che
in questo contesto non giova all’insorgente pretendere di avere espressamente
richiesto alla Pretura l’invio di qualsiasi atto di causa che lo concerne al
suo recapito professionale di __________, anziché al suo indirizzo privato, come
avvenuto tra l’altro nei procedimenti OA.2009.39 e OA.2010.93 ove era parte in
causa;

 

                                         che
si tratta infatti di un’affermazione non solo non suffragata da alcun
affidabile oggettivo riscontro (nessuna seria prova è infatti stata prodotta al
riguardo), ma persino smentita dai fatti, ove solo si consideri che la
citazione datata 21 marzo 2011 per l’udienza di contradditorio per il 5 maggio
2011, è stata intimata al convenuto per raccomandata al racapito di __________,
che l’ha in seguito ritirata il 23 marzo successivo, per poi presenziare alla
relativa udienza senza fiatare, ovvero senza eccepire nulla al riguardo;

 

                                         che,
del resto, anche la decisione EF.2010.366 del 4 novembre 2010 era stata
intimata lo stesso giorno al recapito di __________ (così parrebbe anche per
l’udienza di citazione al contradditorio del 3 novembre 2010, alla quale ha
partecipato), e di nuovo conformemente alle indicazioni figuranti nell’istanza,
per poi ritornare alla Pretura con la menzione “non ritirata” e per poi essere
reintimata al reclamante il 23 dicembre 2010 al recapito professione di __________,
ove è stata ritirata il 3 gennaio 2011 (cfr. incarto EF.2010.366, in
particolare le due relative buste);

 

                                         che
tale successione di eventi dimostra semmai che il convenuto già allora non si
era preoccupato dal chiarire – come con ogni evidenza anche nella fattispecie -
dove gli atti di causa andavano intimati;

                                         

                                         che
imputi perciò il convenuto alla propria superficialità (egli non poteva infatti
esigere che la Pretura facesse uso della monetina  - ossia testa o croce - per
stabilire dove questa volta inviare la decisione  impugnata, con il rischio,
magari, di vedersi eccepire un vizio formale qualora l’avesse invece spedita all’indirizzo
di __________, anziché a quello di __________, come avvenuto per la citazione
all’udienza) la mancata tempestiva presa in consegna della relativa decisione
e, quindi, la tardività del reclamo; 

 

                                         che ne
discende pertanto l’inammissibilità del rimedio;

 

                                         che
gli oneri processuali relativi al presente giudizio seguono la soccombenza,
ossia sono posti a carico del reclamante (art. 48, 61 cpv. 1 e 106 cpv. 1 CPC);

 

per questi motivi,

 

richiamati gli art. 321 cpv. 2 CPC, 48, 61 cpv. 1
OTLEF 1 e 106 cpv. 1 CPC; 

 

pronuncia:

 

                                   1.   Il
reclamo è inammissibile.

 

                                   2.   Le
spese con una tassa di giustizia per complessivi fr. 540.- sono poste a carico
del reclamante.

 

                                   3.   Intimazione
a:

                                         - CO 1, ,
;

                                         - CO
1,  , .

 

                                         Comunicazione
alla Pretura __________.

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                           La
segretaria

 

 

 

Giacché il valore litigioso della vertenza è di fr. 37’977.25,
contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile
al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione
(art. 72 e segg. LTF).