# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5020701c-5d76-560f-81b4-f43cd63044dc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-12-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.12.2012 D-6350/2012
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6350-2012_2012-12-12.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-6350/2012 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  1 2  d i c e m b r e  2 0 1 2  

Composizione 

 
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Hans Schürch;  

cancelliera Nicole Manetti. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (...), 

Nigeria,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM),  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore. 

 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;  

decisione dell'UFM del 6 dicembre 2012 / N [...]. 

 

 

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Visto: 

la domanda d'asilo che il ricorrente ha presentato in data 

17 novembre 2012 in Svizzera; 

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) ha 

rimesso al ricorrente il giorno medesimo e mediante il quale lo ha reso at-

tento circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inol-

tro dell'istanza, un documento d'identità o di viaggio, con comminatoria 

che in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scusabili non si 

entra nel merito della domanda d'asilo; 

i verbali di audizione del 22 novembre 2012 (di seguito: verbale 1) e del 

6 dicembre 2012 (di seguito: verbale 2); 

la decisione dell'UFM del 6 dicembre 2012, notificata al ricorrente oral-

mente il giorno stesso (cfr. act. A 11/1); 

il ricorso del 7 dicembre 2012 (cfr. timbro del plico raccomandato; data di 

entrata: 10 dicembre 2012); 

l'incarto dell'UFM, pervenuto via fax al Tribunale amministrativo federale 

(di seguito: il Tribunale) in data 10 dicembre 2012; 

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno ri-

presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); 

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; 

che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); 

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; 

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferio-

re, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un inte-

resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA); che è pertanto legittimato ad aggravar-

si contro di essa; 

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai sen-

si dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile di essere impugnato 

non può essere esteso alla questione della concessione dell'asilo, che 

presuppone una decisione nel merito della domanda stessa; 

che, di conseguenza, la conclusione ricorsuale implicita tendente alla 

concessione dell'asilo è inammissibile; 

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma 

e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti; 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di 

un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltan-

to sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); 

che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti; 

che, nell'ambito dell'audizione sommaria, il richiedente ha dichiarato di 

essere cittadino nigeriano di etnia Edo e di essere nato a B._______ (Ni-

geria), dove avrebbe vissuto fino al giorno dell'espatrio (cfr. verbale 1, 

pagg. 3 seg.); 

che egli avrebbe lasciato il suo Paese nel settembre del 2011 partendo 

dall'aeroporto di Lagos (Nigeria) a destinazione di C._______ (Spagna); 

che in seguito si sarebbe recato in bus a D._______ (Spagna), dove 

avrebbe risieduto illegalmente fino al giorno in cui avrebbe preso un 

aereo per l'Italia; che in seguito si è diretto in treno in Svizzera, dove è 

giunto il 17 novembre 2012, depositandovi domanda d'asilo il giorno 

stesso (cfr. verbale 1, pagg. 5-7); 

che nella decisione impugnata l'UFM ha considerato, da un lato, che il ri-

corrente non ha consegnato alle autorità competenti in materia d'asilo al-

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cun documento d'identità o di viaggio valevole ai sensi dell'art. 1a lett. b e 

c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali 

dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che, dall'altro lato, detto Ufficio 

ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi 

fosse realizzata nel caso di specie; 

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 

ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi e contestualmente ha pronunciato 

l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-

tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile; 

che nel ricorso l'insorgente non ha fornito alcun nuovo elemento 

giustificante la mancata consegna dei documenti ai sensi 

dell'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi; che egli ha spiegato di non avere mai avuto 

né un passaporto né una carta d'identità; che per giunta, trovandosi 

all'estero nella particolare posizione di richiedente l'asilo, non gli sarebbe 

stato possibile procurarsi tali documenti; che l'unico documento che gli 

sarebbe possibile produrre sarebbe un certificato di nascita; che tuttavia 

questo non sarebbe immediatamente disponibile; che per riuscire a 

presentare questo documento avrebbe bisogno di qualche mese di 

tempo; 

che, per quanto riguarda i motivi d'asilo, l'insorgente allega che sarebbe 

stato costretto a lasciare la Nigeria perché altrimenti, come indicato in 

sede di audizione, la sua vita sarebbe stata in pericolo; che suo zio, un 

uomo avido, diabolico e pericoloso, si sarebbe appropriato di un'eredità 

che invece sarebbe spettata all'interessato; che a seguito dei suoi 

tentativi di ottenere giustizia, lo zio si sarebbe mostrato duro e intrattabile; 

che la polizia sarebbe corrotta e non gli avrebbe fornito alcun aiuto; che 

considerato il carattere dello zio, egli avrebbe ora ragione di temere per la 

sua vita; 

che erroneamente l'UFM non avrebbe ritenuto necessari ulteriori 

chiarimenti; che egli ritiene di avere esposto in modo dettagliato, 

sostanziato e coerente i suoi motivi d'asilo; 

che nel ricorso l'insorgente sostiene inoltre che, comunque, l'esecuzione 

dell'allontanamento verso la Nigeria non sarebbe ragionevolmente 

esigibile in quanto sia la sua condizione personale sia quella generale del 

Paese sarebbero drammatiche; che la situazione in Nigeria non farebbe 

che peggiorare e non sarebbe affatto sicura; 

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che in conclusione il ricorrente ha chiesto l'annullamento della decisione 

impugnata, la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per una 

nuova decisione e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione 

provvisoria nel caso in cui non gli venisse concesso l'asilo; che ha altresì 

presentato una domanda di esenzione dal versamento anticipato delle 

presunte spese processuali con protesta di spese e ripetibili; 

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-

manda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-

mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do-

manda; 

che, secondo l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se l'inte-

ressato può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scusa-

bili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla 

presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del ricor-

rente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 

LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori 

chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un impedi-

mento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); 

che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, 

segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'iden-

tificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua cittadinan-

za) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di particolari formali-

tà amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5); 

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a 

LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 

professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fi-

ne degli studi (ibid., consid. 6); 

che nel caso concreto il ricorrente, a distanza di un mese dalla presenta-

zione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento che adem-

pia i citati criteri; 

che secondo le sue dichiarazioni egli non avrebbe mai posseduto né un 

passaporto né una carta d'identità (cfr. verbale 1, pag. 5); 

che durante la prima audizione egli ha dichiarato di non avere fatto nulla 

per procurarsi dei documenti in quanto semplicemente non saprebbe co-

me fare (cfr. verbale 1, pag. 5); che durante la seconda audizione egli ha 

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dichiarato di averci provato ma di non sapere come fare a procurarsi un 

documento; che in seguito ha precisato che ci avrebbe solo pensato; che 

egli si sarebbe iscritto per l'ottenimento della carta d'identità ma tuttavia 

non l'avrebbe mai ricevuta a causa del modo in cui viene gestito il rilascio 

di questi documenti in patria (cfr. verbale 1, pag. 5 e verbale 2, pag. 3);  

che argomentazioni come quelle addotte quo al possesso di documenti 

risultano inattendibili; 

che per giunta, come rettamente ritenuto nella decisione impugnata, ai 

quali considerandi si rimanda, il racconto circa il viaggio verso la Svizzera 

non può in alcun modo essere ritenuto plausibile; 

che vista l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette dichiarazioni del 

ricorrente circa il viaggio e il possesso di documenti, il Tribunale ha ragio-

ne di concludere che egli li dissimuli per i bisogni della causa; 

che, di conseguenza, non avendo né esibito un documento d'identità né 

fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli stessi, 

l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente 

non è applicabile; 

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in 

applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in ba-

se agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di rifu-

giato del richiedente; 

che inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore 

ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una procedura 

sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno del-

la qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una decisione di 

non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); 

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza 

di una sufficiente intensità dei pregiudizi, dall'inattualità degli stessi non-

ché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle perse-

cuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro l'agire il-

legittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5); 

che in sede di audizione l'interessato ha dichiarato di essere espatriato 

per motivi economici, in particolare per cercare lavoro all'estero e aiutare 

la famiglia in patria; che egli ha anche espresso il desiderio di poter stu-

diare in Svizzera; che inoltre in patria avrebbe avuto dei problemi con lo 

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zio per faccende ereditarie; che lo zio si sarebbe ingiustamente impos-

sessato dei beni del padre dell'interessato; che lo zio sarebbe una perso-

na diabolica e avida di cui molte persone avrebbero paura; che una volta 

sarebbero anche arrivati alle mani; che lo zio avrebbe ingaggiato alcuni 

ragazzi e il ricorrente si sarebbe fatto accompagnare da alcuni amici e si 

sarebbero picchiati (cfr. verbale 1, pag. 7 e verbale 2, pagg. 4-6); 

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, argo-

menti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione rispetto a 

quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito della do-

manda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);  

che i motivi inerenti alla ricerca di un lavoro e al desiderio di studiare in 

Svizzera non sono, in tutta evidenza, rilevanti ai sensi dell'asilo;  

che questi problemi di natura economica rappresentano il motivo princi-

pale per cui l'interessato ha chiesto asilo in Svizzera (cfr. verbale 1, 

pag. 7); che egli ha espressamente dichiarato che se in Nigeria avesse 

avuto un lavoro, egli non sarebbe espatriato ma sarebbe rimasto in patria 

(cfr. verbale 2, pag. 9); 

che peraltro, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore, le allegazioni 

circa i diverbi che avrebbe avuto con lo zio sono da ritenere inconsistenti 

e contraddittorie; che, a titolo di esempio, circa il momento della morte di 

suo padre, la quale avrebbe dato inizio ai diverbi legati all'eredità, l'inte-

ressato ha spiegato che questa sarebbe avvenuta quando egli era ancora 

piccolo ma, seppur sollecitato, non ha saputo fornire indicazioni più preci-

se (cfr. verbale 2, pag. 4); che inoltre egli non ha nemmeno saputo dire a 

chi fossero intestati i terreni e le case un tempo appartenenti a suo padre 

(cfr. verbale 2, pag. 5); che per giunta, quando ha dichiarato di essere 

passato alle mani con lo zio, nel racconto è rimasto parecchio vago limi-

tandosi a dire di avere portato con sé alcuni amici e che lo zio avrebbe 

ingaggiato alcuni ragazzi (cfr. verbale 2, pag. 6);  

che di conseguenza l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto che l'inte-

ressato non ha la qualità di rifugiato giusta l’art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; 

che, in considerazione di quanto precede, non risultano elementi ai sensi 

dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulteriori accer-

tamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgen-

te; 

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che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure d'istruzione 

complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 

all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista 

dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50 consid. 5-8, DTAF 2007/8 con-

sid. 5.6.5-5.7); 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che 

l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente verso la Nigeria possa vio-

lare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Sviz-

zera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione sullo 

statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi 

(divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli 

stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in 

patria al rischio reale e immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della 

convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fonda-

mentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della conven-

zione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o de-

gradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); 

che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato 

nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; 

che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, desti-

tuito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisio-

ne impugnata va confermata; 

che il richiedente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1; DTAF 

2009/50 consid. 9); 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr, giu-

sta il quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere possibile (art. 83 

cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStr); 

che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, l'esecuzione dell'allon-

tanamento è ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 cpv. 2 

LAsi); 

che anche da un punto di vista della situazione in Nigeria, dello stato di 

salute dell'interessato e della sua situazione personale, essendo egli 

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istruito e avendo un'esperienza professionale oltre che una rete sociale in 

patria, l'allontanamento è ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in 

relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione 

all'art. 44 cpv. 2 LAsi), potendo egli, usando della necessaria diligenza, 

procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 

consid. 12);  

che in sunto ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammis-

sibile, ragionevolmente esigibile e possibile; 

che, di conseguenza, anche in materia di allontanamento e relativa ese-

cuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità infe-

riore confermata; 

che l’UFM con la decisione impugnata non ha pertanto violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento; che esso non ha 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti e 

inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), per il che il ricorso 

va respinto; 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di 

esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese 

processuali è divenuta senza oggetto; 

che visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 

cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spe-

se ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 

21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); 

che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pen-

dente una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno ab-

bandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); 

che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di dirit-

to pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); 

che la pronuncia è quindi definitiva; 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 600.– sono poste a carico del ricorrente. Ta-

le ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-

nale competente. 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Nicole Manetti 

 

 

Data di spedizione: