# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f11d921e-d5c7-5637-987b-9f38ec7ae022
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-09-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 06.09.2004 72.2004.35
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2004-35_2004-09-06.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2004.35

  	
  Lugano,

  6 settembre 2004/nh

  	
  In
  nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Corte delle assise criminali

  
	
   

   

   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Agnese Balestra-Bianchi
  (Presidente)

  GI 1 

  GI 2 

   

  

 

	
  e dagli assessori giurati:

  	
  AS 2 

  AS 3 

  AS 4 

  AS 6 

  AS 7 

   

  

 

	
  con il segretario:

  	
  Enzo Barenco, segretario di camera

  

 

 

Conviene oggi nell’aula penale di
questo Palazzo di giustizia

 

 

	
  per giudicare

  	
  AC 1

  e domiciliato a  

   

  
	
   

  	
  detenuto dal 16 aprile 2003;

  

 

 

prevenuto colpevole di:

 

 

                                   1.   mancato assassinio

                                         per avere,

                                         a,

                                         il 24 febbraio 2003,

                                         agendo con particolare
mancanza di scrupoli,

                                         segnatamente con movente, scopo e modalità particolarmente perversi,

                                         compiuto
tutti gli atti necessari all’uccisione di PC 1,

 

                                         in
specie per avere,

                                      

                                         dopo
avere trascorso la serata con PC 1, 

                                         ed
essersi fatto da lui accompagnare in autovettura alla villa di __________, 

                                         recandosi
con quest’ultimo nel locale studio, dove PC 1 ha mostrato a AC 1, su sua
richiesta,  la scomposizione di una Parabellum 7.65 e dove AC 1 avrebbe dovuto
sottoporre alla vittima la documentazione relativa alla situazione patrimoniale
del conto bancario che le gestiva, 

                                         nonché
dopo essersi assentato AC 1 per andare in bagno,

                                         ed
essere ritornato nel locale studio con la pistola SIG P 210 cal. 9 da lui
precedentemente preparata all’uopo,

                                         invitando nel contempo la
vittima a guardare la data di una fotografia appesa alla parete divisoria
locale studio/locale piscina,

                                         e raggiungendola così
armato alle spalle mentre la vittima osservava quanto indicatole, 

                                         sparato AC 1 con la SIG P
210 cal 9 a distanza ravvicinata, alla testa, lato destro, di PC 1 allo scopo
di ucciderlo e di evitare così che venissero scoperte le malversazioni da lui
commesse sul conto bancario di PC 1, meglio descritte al punto 2 del presente
atto d’accusa;

                                         mancando la realizzazione
del disegno criminoso,

                                         essendo penetrato il
proiettile a livello dello zigomo destro e fuoriuscito a livello dello zigomo
sinistro, provocando alla vittima le conseguenze alla vista, all’udito e di
natura psicologica di cui ai certificati medici agli atti,

                                         ed allarmando AC 1 dopo il
ferimento i soccorsi, per annunciare che si era verificato un incidente;

 

                                         reato previsto
dall’art. 112 CP  in relazione con l’art. 22 cpv. 1 CP;

 

                                   2.   appropriazione indebita,
ripetuta

                                         per avere,

                                         allo scopo di procacciarsi
un indebito profitto,

                                         a __________, a __________,
a __________ e ad __________,

                                         nel periodo agosto 1993 -
febbraio 2003,

                                         ripetutamente e con le
medesime modalità, 

                                         facendo uso  AC 1 di una
procura individuale rilasciatagli da PC 1 sulla relazione __________presso __________
a quest’ultimo intestata,

                                         prelevato illecitamente in
126 occasioni a contanti l’importo complessivo per un controvalore di fr.
3'195'625.48 impiegandolo a profitto proprio;

                                         

                                         reato previsto
dall’art. 138 cifra 1 CP (già art. 140 cifra 1 CP);

 

                                   3.   conseguimento
fraudolento di una falsa attestazione

                                         per avere,

                                         a __________,

                                         in data 18.10.1996, 

                                         indicando e sottoscrivendo
in qualità di acquirente, che il prezzo di compra vendita dell’appartamento di __________
PPP  (quota di comproprietà di 3.5/1000 della Part. 5), era di fr. 50'000.00
(invece di fr. 100'000.00), indotto il notaio Andrea __________ , __________,
ad attestare nel rogito nr. __________un fatto di importanza giuridica
contrario al vero e meglio un prezzo non corrispondente alla realtà;

 

reato previsto dall’art. 253 CP;

 

                                   4.   circolazione in stato di
ebrietà 

per avere,

                                         sulla tratta stradale __________-__________,

                                         nella notte tra il 10 e
l’11 gennaio 2003,

                                         circolato alla guida del
veicolo Mercedes __________in stato di ebrietà  (alcolemia : tenore minimo 1.77
gr per mille - tenore massimo 2.10 gr per mille), venendo controllato alle ore
3.15 dell’11 gennaio 2003 in territorio di __________ dalla Polizia cantonale;

                                         

reato previsto dall’art. 91 cpv. 1 Legge federale sulla
circolazione stradale;

fatti avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

 

                                         e
meglio come descritto nell'atto d'accusa 41/2004 del 25 marzo 2004, emanato dal Procuratore pubblico.

 

 

	
  Presenti

  	
  § Il PP 1.

  § L'accusato AC 1 assistito dal
  difensore di fiducia avv. __________.

  § L'avv. __________, rappresentante della PC PC
  1.

   

  

Espleti i pubblici dibattimenti 

                                     -   lunedì          23 agosto 2004 dalle ore 9:00 alle ore 18:20

                                     -   martedì       24 agosto 2004 dalle ore 9:00 alle ore 19:00

                                     -   mercoledì   25 agosto 2004 dalle ore 9:00 alle ore 18:20

                                     -   giovedì        26 agosto 2004 dalle ore 9:00 alle ore 19:00

                                     -   venerdì        27 agosto
2004 dalle ore 9:00 alle ore 15:55

                                     -   lunedì          30 agosto
2004 dalle ore 9:00 alle ore 17:50

                                     -   martedì       31 agosto
2004 dalle ore 9:00 alle ore 16:00

                                     -   mercoledì     1 settembre
2004 dalle ore 9:00 alle ore 18:00

                                     -   giovedì          2
settembre 2004 dalle ore 9:00 alle ore 20:25

                                     -   venerdì          3
settembre 2004 dalle ore 9:00 alle ore 18:20

                                     -   sabato          4
settembre 2004 dalle ore 9:00 alle ore 10:05

                                     -   lunedì            6
settembre 2004 dalle ore 9:00 alle ore 21:20.

 

A.

 

ISTANZA DI SOSPENSIONE DEL DIBATTIMENTO
formulata dalla difesa

 

L'avv. __________
preannuncia di voler allestire nel pomeriggio un allegato da consegnare alla
CRP per chiedere la ricusa della PP 1. Chiede pertanto la sospensione del
dibattimento affinchè egli possa materialmente allestire l'allegato. 

 

La Procuratrice pubblica
si oppone all'istanza di sospensione del dibattimento per permettere alla
difesa di allestire l'allegato da presentare alla CRP in quanto non motivo di
sospensione.

 

Il rappresentante di PC
si oppone alla sospensione del dibattimento in quanto richiesta per un motivo
che non rientra e non si configura in quelli previsti dall'art. 237 del CPP.

 

Il difensore si
riconferma nella sua istanza, adducendo che in questo caso l'art. 237 CPP non
può essere applicato e che comunque l'art. 238 CPP prevede la possibilità per
il presidente di accordare brevi interruzioni del dibattimento non superiori ai
tre giorni, in particolare per esigenze del processo.

 

La Procuratrice pubblica
in duplica, si conferma nelle sue precedenti conclusioni, non ravvedendo motivo
alcuno per sospendere il dibattimento e neppure per doversi ricusare.

 

Il rappresentante di PC,
in duplica, si conferma nel precedente intervento.

 

Il presidente pone quindi a
giudizio, con l’accordo delle parti, il seguente

 

quesito                     1.   Deve
essere sospeso il dibattimento per consentire all'avv. __________ di allestire
materialmente l'allegato che ha preannunciato?

 

Previo esame del fatto e del
diritto, rispondendo affermativamente al quesito

visti gli art. 237 e 238 CPP

 

la Corte

 

decide                       1.   L'istanza
di sospensione del dibattimento formulata dalla difesa è accolta e il
dibattimento è quindi sospeso a partire da ora e fino a domani mattina 1.
settembre 2004 alle ore 09.00.

 

B.

 

ECCEZIONE SOLLEVATA DALLA DIFESA DI SUPPLEMENTO
DI INDAGINE PERITALE

 

(verbale dib. pag. 23)

La difesa solleva ora
un'eccezione a seguito della deposizione del perito dott. PE 3, nel senso che
chiede un supplemento di indagine peritale alfine di fugare il dubbio sollevato
dal perito circa una maggior gravità del disturbo di personalità dell'accusato,
tale, a mente del difensore, da poter incidere sul grado di scemata
responsabilità (da lieve in media o grave). 

Il presidente, ricordato
quanto detto or ora dal perito, invita la difesa a momentaneamente sospendere
la sua richiesta fino a dopo aver riascoltato la registrazione dell'audizione
del dott. PE 3 e in seguito confermare alla Corte se intende o meno mantenere
l'eccezione sollevata. In caso affermativo le altri parti prenderanno la parola
al momento opportuno.

Il difensore accondiscende con
quanto proposto dalla Presidente e dichiara di tenere in sospeso la sua istanza
fin dopo aver riascoltato la registrazione dell'audizione del dott. PE 3.

 

(verbale dib. pag. 24-25)

Il difensore riprende
l'eccezione sollevata ieri di supplemento di indagine peritale, momentaneamente
sospesa, dopo aver riascoltato ieri sera unitamente al segretario di questa
Corte la registrazione dell'audizione del perito dott. PE 3.

L'avv. __________: Non
è un vero petitum. Io rendo attenta la Corte rispetto a questo problema: sia
nel proprio referto peritale datato 13.11.2003 pag. 49 ad 2.d), sia in
occasione dell'audizione del perito dott. PE 3 di ieri, lunedì, è emersa
l'eventualità a che il signor AC 1 potesse avere una incapacità di intendere e
volere di grado lieve. Questa eventualità ribadita appunto in due occasione,
non ha costituito però l'oggetto di uno specifico accertamento in proposito.
Resta dunque data l'eventualità, non necessariamente condivisa dalla difesa, in
ordine al fatto che AC 1 possa essere, essere stato lievemente incapace di
intendere e di volere. Stando così le cose attiro l'attenzione della Corte sul
fatto che tale eventualità non costituendo oggetto di accertamento non è stata
sin qui peritalmente indagata e quindi tantomeno accertata, onde per cui io ,
nell'eventualità mi riservo di avvalermi di questo mancato accertamento. Non lo
chiedo alla Corte perché questo mio parere tocca alla Corte decidere se fare
questo accertamento e se del caso ordinarlo.

 

La Procuratrice pubblica,
in risposta a quanto sollevato dalla Difesa, osserva che la perizia è una prova
agli atti, che la valutazione spetta alla Corte e che il perito dr. PE 3 ha già
risposto ai dubbi del difensore. In conclusione e qualora la Corte lo ritenesse
necessario, non si oppone a risentire in questa sede il perito psichiatrico dr.
PE 3 per fare maggior chiarezza.

 

Il rappresentante di Parte
civile da parte sua esprime la sua amarezza per la confusione che si sta
creando in questa fase del processo e ritiene la richiesta formulata dalla
Difesa un vero e proprio abuso di diritto. A mente dell'avv. __________, il
perito PE 3 è già stato sufficientemente chiaro nel suo referto e durante
l'audizione di ieri, per cui oggi non v'è più alcun dubbio da fugare.

 

Il difensore, in
replica, si conferma nel suo precedente intervento e ribadisce come il problema
sollevato esista ed in un qualche modo oggi deve essere risolto, per cui chiede
che la Corte abbia a pronunciarsi in merito.

 

Il Procuratore pubblico,
in duplica, si riconferma nel suo precedente intervento.

 

Il rappresentante di Parte
civile, in duplica, si riconferma nel suo precedente intervento.

 

Su proposta della Presidente,
d'accordo tutte le parti, vista la presenza in aula del teste TE 1 che ha già
preannunciato di non potersi trattenere nel pomeriggio per impegni
professionali precedentemente assunti, il quesito sull'eccezione sollevata
dalla difesa verrà posto conclusa l'audizione del signor __________, per cui la
Corte si ritirerà in Camera di Consiglio a deliberare sul quesito esperite
tutte le prove in programma questa mattina.

 

(verbale dib. pag. 34-36)

Il segretario
ha riletto alla Corte e alle parti il pezzo di questo verbale da pag. 23 a pag.
25. Dopo di che la presidente constata che nello stralcio di verbale testè
letto manca quella discussione e quella conclusione che vi fu la mattina di
martedì 31 agosto u.s., secondo cui l'avvocato __________  non intendeva,
ponendo il problema che ha posto, che si richiamasse il perito PE 3 anzi si
opponeva perchè diceva che PE 3 sull'ipotesi si era già espresso in due
occasioni, nello scritto e nell'audizione, col che a quel momento per tutte le
parti era chiaro che non si trattava di porre un quesito che riguardasse la
questione di affidare il supplemento di perizia al dott. PE 3.

 

Chiarito tutto
quanto sopra il difensore ha preparato lui stesso su invito della Corte
due quesiti che passa a leggere (perché non scritti a macchina), che vengono
ora dettati e qui trascritti:

 

quesiti:                     1.   Se deve essere
ordinato un supplemento di perizia psichiatrica volto ad accertare se AC 1 ha
ev. agito in stato di lieve scemata responsabilità?

                                   2.   In caso affermativo, a
chi deve essere conferito l'incarico di complemento peritale, dato per escluso
il dott. PE 3, ed in quale misura il nuovo perito si dovrà ritenere vincolato
alla perizia risp. all'audizione del dott. PE 3?

 

Il Procuratore pubblico
ritiene che non deve essere ordinato nessun complemento di perizia
psichiatrica. La perizia psichiatrica è già stata consegnata dal dottor PE 3 la
cui audizione è avvenuta in aula. Il dottor PE 3 si  è espresso circa l'assenza
di scemata responsabilità, nel senso che il signor AC 1 ha agito con
responsabilità piena. Il dottor PE 3 aveva invero parlato di un dubbio teorico
dicendo "non escludo un dubbio teorico". All'ultima domanda formulata
dalla PP, la risposta del dottor PE 3 è stata inequivocabilmente chiara, si ha
quindi che nessun complemento di perizia deve essere ordinata. Opponendosi al
primo quesito la Procuratrice conclude che nulla ha da dire sul secondo.

 

Il rappresentante di Parte
civile si associa all'intervento della Pubblica Accusa.

 

Il difensore si
riconferma nella proposta posa dei questi ribadendo che il dottor PE 3, per
iscritto e in sede di sua audizione, ha esplicitamente ammesso l'eventualità di
una lieve scemata responsabilità dell'accusato. Sintomatico che la pubblica
accusa sentita l'obiezione della difesa di lunedì sera ultimo scorso, una volta
congedato il medico-perito, avesse proposto di richiamare in aula il medico
allo scopo di chiarire tale questione. Sintomatico è il fatto che il dubbio
espresso dal perito, fosse tale anche per la Procuratrice pubblica.

 

Il Procuratore pubblico
si riconferma nelle sue conclusioni ricordando che non aveva proposto una nuova
audizione del perito ma solo se la Corte lo riteneva opportuno.

 

Il presidente pone quindi a
giudizio, con l’accordo delle parti, i seguenti 

 

quesiti                      1.   Se
deve essere ordinato un supplemento di perizia psichiatrica volto ad accertare
se AC 1 ha eventualmente agito in stato di lieve scemata responsabilità?

                                   2.   In
caso affermativo, a chi deve essere conferito l'incarico di supplemento
peritale (data per escluso il dott. PE 3)? 

                                   3.   In
quale misura il nuovo perito si dovrà ritenere vincolato alla perizia
rispettivamente all'audizione del dott. PE 3?

Previo esame del fatto e del diritto, rispondendo negativamente al quesito 1.,
venendo a cadere i questi n. 2 e 3 

visti gli art. 11,13 CP; 142
segg. CPP

 

la Corte

 

decide:                     1.   L'istanza di
supplemento di perizia formulata dalla difesa è respinta.  

 

 

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua
requisitoria, il quale confermato integralmente l'atto d'accusa in esame e
quindi le ipotesi accusatorie ivi contemplate di ripetuta appropriazione
indebita per fr. 3'195'625.48, di conseguimento fraudolento di una falsa
attestazione e di circolazione in stato di ebrietà, reati questi
sostanzialmente ammessi da AC 1, come pure quello contestato dall'accusato di
mancato assassinio (a mente della pubblica accusa i riscontri e gli elementi
oggettivi e soggettivi in atti portano ad una sola, possibile, logica e
convergente conclusione: AC 1 quella sera del 24.2.2003 voleva assassinare PC 1
per evitare che venissero scoperte le malversazioni da lui commesse sull'arco
di dieci anni sul conto bancario dell'amico PC 1), conclude chiedendo che AC 1
venga condannato a:

                                         -  15
anni di reclusione nella quale è da computare il carcere preventivo sofferto.

Chiede inoltre che i mezzi di prova abbiano a restare acquisiti
agli atti; i beni immobili sotto sequestro, in quanto accertato essere provento
di reato, devono essere confiscati e assegnati alla parte civile (la PP ha
preso atto dell'avvenuto accordo prodotto al processo su cui la Corte si
pronuncerà); il quarto di proprietà di AC 1 sull'immobile di Camignolo deve
essere mantenuto sotto sequestro conservativo a tutela della Parte civile; i
conti bancari in quanto provento di reato devono essere confiscati e assegnati
alla Parte civile. Per quanto concerne il secondo pilastro (LPP) chiede che
abbia ad essere ordinato il sequestro conservativo. Chiede ancora la confisca
della SIG 210P e della Parabellum, mentre per le rimanenti armi la Corte
deciderà se assegnarle alla Parte civile (come la PP chiede) o trasmetterle
alla Sezione permessi e immigrazione, rimettendosi in ogni caso alla ponderata
decisione della Corte giudicante.

 

                                    §   L'avv. __________,rappresentante
di Parte civile, il quale si associa alla pubblica accusa per quel che concerne
la colpabilità dell'accusato e, fatte alcune considerazioni (sulle bugie di AC
1, sul reato patrimoniale e il tradimento della fiducia e dell'amicizia, sulla
volontarietà dello sparo, sulle censure sollevate dai periti di parte, sulle
presunte minacce, sulla fase successiva allo sparo, sull'ultimo prelievo di fr.
9'500.-- del 21.2.2003), richiamata la sua istanza scritta di risarcimento
datata 19 luglio 2004, conclude chiedendo che AC 1 venga condannato a versare
alla Parte civile l'importo di fr. 3'195'625.- oltre ad accessori per il danno
materiale e fr. 30'000.-- oltre interessi al 5% a far tempo dal 24.2.2003 per
torto morale. Conferma inoltre la richiesta di confisca dei beni sequestrati,
in particolare degli immobili e l'assegnazione a PC 1 con il valore indicato
nell'accordo sottoscritto tra le parti e prodotto agli atti quale doc.dib. 21.
In aggiunta, a parziale modifica e completazione della sua istanza scritta,
chiede pure la confisca e l'assegnazione alla Parte civile della collezione
delle armi dell'accusato e del saldo attivo del conto 22803 c/o __________,
perché ritiene che questo conto sia più connesso a PC 1.

 

                                    §   Il Difensore,
il quale, in entrata del suo intervento, esprime due sue considerazioni di
ordine generale, la prima sui motivi che lo hanno portato a presentare alla CRP
una istanza di ricusa nei confronti della Procuratrice pubblica, la seconda ad
inoltrare al Ministero pubblico una denuncia penale contro ignoti per
violazione del segreto istruttorio. Pone quindi in risalto la personalità, la
figura e la vita anteriore del suo patrocinato. Per quanto riguarda
l'imputazione al punto 4 AA di circolazione in stato di ebrietà, il difensore
osserva che non vi sono controargomentazioni da sollevare per cui il medesimo è
qui ammesso. Neppure contestato, ancorchè in connessione con la gravissima
accusa del punto n. 1 AA, è il capo d'imputazione n. 2 di appropriazione
indebita ripetuta per fr. 3'195'625.48, che AC 1 ha sempre ammesso sin dal suo
arresto, pur riconoscendo che il suo cliente ha avuto qualche difficoltà
oggettiva nella ricostruzione. Ripercorre in modo ampio e particolareggiato
quella che è stata la successione degli eventi di quel lunedì 24.2.2003,
esamina le versioni dei due protagonisti ed evidenzia quelle che sono le
divergenze principali dei due racconti, sostenendo che la versione di AC 1
appare la più coerente, lineare e non contradditoria. Si sofferma quindi sulla
pistola SIG 210 (sulle modalità d'acquisto, sulle autorizzazioni richieste,
sull'uso della pistola da parte dell'accusato fino al 1999 e sullo stato
dell'arma al momento dei fatti), sulle intimidazioni e le minacce all'indirizzo
dell'accusato, sui giorni successivi al "colpo" e sull'atteggiamento
dei due protagonisti, sulla moglie __________, sull'attività della scientifica
e sulle verifiche esperite e non, e sulle conclusioni delle contro-perizie dei
periti di parte TE 5 e TE 6 che devono essere condivise. Evidenzia  poi le
ragioni (almeno venti che devono essere accostate l'un l'altra tenendo pure
sempre presente il principio dell' "in dubio pro reo") che confermano
l'involontarietà dello sparo e che escludono qualsiasi volontà di AC 1 di
uccidere quella sera l'amico PC 1. A conclusione di questo suo esposto chiede
sostanzialmente che AC 1 venga mandato assolto dal reato di mancato assassinio
di cui al capo d'imputazione n. 1 AA e che venga invece condannato per lesioni
colpose gravi. Contesta ancora l'ipotesi accusatoria di conseguimento
fraudolento di una falsa attestazione e chiede l'assoluzione dell'accusato non
avendo egli mai pensato e neppure concretamente ricavato alcun tipo di diverso
vantaggio, ovvero di poter fare un impiego della falsa attestazione nella
prospettiva di trarre altrimenti vantaggio. Sulle pretese di parte civile, il
difensore non si oppone di principio alle medesime, se non per quel che
concerne gli averi pensionistici accumulati da AC 1, che non possono essere
oggetto di sequestro, e per l'ammontare del torto morale, per la cui giusta
determinazione si rimette al giudizio della Corte. In conclusione il difensore
chiede che AC 1 abbia ad essere condannato per appropriazione indebita
ripetuta, per lesioni colpose gravi e circolazione in stato di ebrietà ad una
pena massima di 4 anni e 3 mesi di reclusione deduzion fatta del carcere
preventivo sofferto.

 

 

Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti 

 

quesiti:                    1.   AC 1 è autore colpevole di:

 

                               1.1.   mancato
assassinio

                                         commesso
con le modalità e nelle circostanze di tempo e di luogo descritte nell'atto
d'accusa?

 

                            1.1.1.   trattasi
invece di lesioni colpose gravi?

                               1.2.   ripetuta
appropriazione indebita

                                         commessa
con le modalità e nelle circostanze di tempo e di luogo descritte nell'atto
d'accusa?

 

                               1.3.   conseguimento
fraudolento di una falsa attestazione

                                         commesso
con le modalità e nelle circostanze di tempo e di luogo descritte nell'atto
d'accusa?

 

                               1.4.   circolazione
in stato di ebrietà,

                                         commessa
con le modalità e nelle circostanze di tempo e di luogo descritte nell'atto
d'accusa?

 

                                   2.   Ha
egli agito in stato di scemata responsabilità?

 

                                   3.   Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena?

 

                                   4.   Deve
essere condannato a versare alla PC PC 1 i seguenti importi:

 

                               4.1.   fr.
3'195'625.- più interessi a titolo di risarcimento del danno causato?

 

                               4.2.   fr.
30'000.- più interessi a titolo di riparazione del torto morale?

 

                                   5.   Deve
subire la confisca con assegnamento alla PC, rispettivamente il sequestro
conservativo (a sostegno dei risarcimenti eventualmente da riconoscere alla PC PC
1) dei seguenti beni patrimoniali in sequestro:

 

                               5.1.   fr.
2'228.40?

 

                               5.2.   saldo
attivo delle rubriche .52, .03, .31, .43, .02 del c/c n. 22803 (pari a
complessivi fr. 22'016.80 valuta 24.04.2003), deposito titoli n. (pari a fr.
3'523.75 valuta 24.04.2003),

                                         e
1 quota sociale di fr. 200.-, presso la __________, e intestati a AC 1?

 

                               5.3.   saldo
attivo (fr. 2'000.- valuta - al momento del sequestro -) del c/c n. presso la __________
(), , intestato a __________,?

 

                               5.4.   saldo
attivo (fr. 286'491.50 di cui LPP fr. 196'660.50 valuta 1.07.2003) del c/c di
libero passaggio n. presso la __________, __________, , intestato a AC 1?

 

                               5.5.   fondo
n. intestato a __________?

 

                               5.6.   PPP 
di cui al fondo base n. di proprietà dell'accusato?

 

                               5.7.   PPP 
di cui al fondo base n. di proprietà dell'accusato?

 

                               5.8.   quota
di comproprietà di 1/4 del mappale n. intestata a AC 1?

 

                               5.9.   oggetti,
documenti e materiale informatico elencati nell'atto d'accusa?

 

                             5.10.   armi
e munizioni elencate nell'atto d'accusa?

 

                                   6.   Dev'essere
ordinato il dissequestro:

 

                               6.1.   del
c/c n. (saldo negativo di fr. 32.20) presso la __________, intestato a AC 1 e __________?

 

                               6.2.   del
c/c n. (fr. 136.60 valuta al momento del sequestro) presso la Banca __________,
, intestato a?

Considerando,               in
fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   AC 1, incensurato, è
nato il  ed è cresciuto in seno alla famiglia, composta dai genitori, da due
fratelli e da una sorella. Dopo i primi anni passati a __________, la famiglia
si è trasferita a __________. Il padre, macellaio di professione, era stato per
diversi anni responsabile presso __________ del settore carni e surgelati. Indi
era passato, aiutato dalla moglie, a gestire il __________, attività che ha poi
lasciato per tornare alla primitiva occupazione di macellaio, con un negozio
proprio a __________. La madre aiutava il marito anche nella gestione della
macelleria. AC 1 ricorda la sua infanzia come un periodo felice, senza problemi
particolari, grazie anche al fatto di essere cresciuto in una famiglia solida e
compatta.

 

Attualmente il padre è pensionato e vive con la madre nella casa
di __________, che è già stata donata dai genitori ai figli (che hanno ricevuto
un quarto ciascuno in comproprietà), riservandosi il diritto di usufrutto.

Il fratello maggiore è docente, l'altro fratello è ispettore
presso un'assicurazione e la sorella è sposata e madre di tre figli.

Circa la sua formazione scolastica, nel verbale del 2.7.2003, a p.
2 e ss, AC 1 ha dichiarato (con sua conferma in aula) che:

 

"
… Non ho frequentato nessun asilo o scuola dell'infanzia ma
direttamente la scuola elementare di __________ all'età 6/7 anni. Vi era una
classe unica suddivisa, all'interno, nei cinque cicli scolastici che io ho
seguito sino al termine. I primi due cicli sono stati fatti a __________, il
terzo e quarto a __________ e l'ultimo a __________.

Il mio livello di apprendimento a scuola era buono. Ho avuto
inizialmente qualche problema per via della lingua, infatti a casa si parlava
svizzero tedesco in quanto i miei sono originari del.

L'esperienza alle scuole elementari si è comunque conclusa in modo
positivo.

Sono quindi passato al Ginnasio cantonale di __________ dove ho
conseguito la licenza scientifica, frequentando tutti e 5 gli anni scolastici.
Ho concluso con media discreta senza grosse difficoltà. Non mi sono mai
applicato "troppo" nello studio.

Personalmente mi sarebbe piaciuto proseguire negli studi in
direzione delle materie economiche, scienze politiche, storiche, giuridiche e
giornalistiche.

Purtroppo, per motivi finanziari e anche per gli
"insuccessi" negli studi di mio fratello __________, mi hanno
precluso questa scelta…"

 

AC 1 ha quindi scelto di frequentare il tirocinio di commercio. 

Come è usuale nel settore, per due giorni alla settimana andava a
scuola e nei rimanenti lavorava presso la __________ di. 

Concluse l'apprendistato sull'arco dei tre canonici anni,
conseguendo l'attestato federale di impiegato di commercio. Correva l'anno
1979.

Lavorare in banca gli piaceva per cui egli conserva un ricordo
positivo di quel suo periodo di formazione professionale. D'altro canto egli
coltivava altre passioni anche fuori dal lavoro.

 

Nel già citato verbale del 2.7.2003, a p. 5, ha dichiarato:

 

"
… Ho abbandonato l'attività degli scout, verso il sedicesimo anno
d'età, per dedicarmi alle attività paramilitari quali il corso per giovani
tiratori e l'associazione Gioventù ed Esercito della quale fui anche
presidente, per la sezione ticinese.

Iniziai presto l'attività politica in seno al gruppo GLRT…"

 

Nel 1977 -ha precisato in aula- divenne segretario della Sezione PLR
di __________, comune nel quale il padre fu municipale. In famiglia si parlava
molto di politica. Organizzò la locale Sezione GLR e, una volta maggiorenne, fu
eletto in Consiglio comunale, diventandone anche Presidente. Nel 1987 fu
candidato al Gran Consiglio sulla lista PLRT, dopodiché, per contrapposizioni
interne, egli lasciò il partito e le cariche che deteneva a livello comunale.
Tornò alla politica attiva nei primi anni novanta militando, dapprima, nel Polo
della Libertà e poi nell'UDC, nelle cui liste fu eletto nel 1999 e nel 2003 in
Gran Consiglio e nel 2000 nel Consiglio comunale di. 

Ha lasciato quest'ultima carica nel corso del 2002, mentre che ha
dato le dimissioni dal Gran Consiglio dopo che è stato arrestato con l'accusa
di ripetuta appropriazione indebita e di mancato assassinio qui in giudizio.

Tornando alla questione dell'interesse dimostrato, dagli anni
dell'adolescenza, da AC 1 per le attività paramilitari, si ha che, con alcuni
compagni di scuola, ha cominciato all'età di 16-17 anni a frequentare i corsi
per giovani tiratori che si tenevano presso l'Unione Tiratori del __________.

Di essa fu socio attivo fino all'età di venti anni.

Inizialmente egli ricevette una formazione teorica, relativa alle
armi e al loro uso. Imparò sin dai primi tempi le cosiddette "regole
d'oro" che ogni tiratore conosce, segnatamente quella secondo cui ogni
arma è presunta carica fino a prova del contrario (per cui ogni volta che la si
prende in mano va fatta l'operazione di scarica) e quella secondo cui non si
deve mai puntare un'arma contro una persona (risp. qualcosa che non si vuole
colpire), bensì che essa va tenuta con la canna rivolta a terra e che se la si
vuole mostrare a terzi, allora lo si fa posandola su di un tavolo.

Dopo la formazione teorica AC 1 ricevette anche una formazione
pratica, imparando a manipolare le armi, sia quelle a canna lunga, sia quelle a
canna corta.

In aula AC 1 ha dichiarato che non ha mai incontrato particolari
difficoltà nella manipolazione  (scomposizione e composizione) delle armi a
canna lunga. Invece, a suo dire, egli non è mai stato altrettanto esperto nella
manipolazione di quelle a canna corta.

Nondimeno, quando ebbe imparato a sparare, egli si rivelò essere
un ottimo tiratore con le armi lunghe (in particolare con il fucile d'assalto)
ed un tiratore abbastanza buono anche con le armi corte. Nell'ambito
dell'Unione Tiratori del __________, egli fu anche, verso la fine degli anni
settanta, campione di tiro con l'arma lunga.

Partecipava anche ai campionati svizzeri di tiro e in un'occasione
arrivò tredicesimo.

Nel frattempo era diventato monitore di tiro, col che era lui ad
insegnare ai giovani la teoria e la pratica delle armi e del loro uso.

Lasciò l'Unione Tiratori del __________ all'età di 20 anni, anche
per motivi di miopia.

 

Assolse gli obblighi militari, frequentando nel 1980 la scuola
reclute (incorporato quale soldato d'ordigni filoguidati anticarro), diventando
poi, dopo i corsi di rito, caporale.

Nell'esercito era in sua dotazione il Fass 90 (cfr. incarto
militare in atti sub AI 466 e AI 467 cl. A4).

 

Frequentò nel seguito i corsi di ripetizione e, in ogni caso,
partecipò sempre sia al tiro federale che al tiro di campagna.

 

Nel periodo 1993-1999, quando era gerente dell'__________, 
succursale di, partecipò a numerosi tornei di tiro che regolarmente la banca
organizzava per i suoi dipendenti.

Vi si recava in genere con il suo fucile d'assalto e, dopo la
primavera del 1997, acquistata che ebbe la pistola SIG P210-2, anche con essa.
In aula AC 1 ha confermato che (cfr. verbale 25.2.2003):

"
… ADR che, io ho sparato una decina di volte con quest'arma,
quando partecipavo ai tornei interni dell'__________ e quando andavo a sparare
allo Stand dei Civici Carabinieri a …"

 

e che (cfr. verbale 18.9.2003):

 

"
… Il Magistrato mi ricorda che io il 25 febbraio 2003 (pag. 6
seconda domanda) ho dichiarato che con la SIG 210 ho sparato una decina di
volte quando partecipavo ai tornei interni dell’__________ e quando andavo a
sparare allo Stand dei Civici Carabinieri di.

Da parte mia confermo evidentemente quanto sopra.

 

Io partecipavo ai tornei (di tiro) interni dell’__________
(organizzati dal circolo ricreativo) inizialmente io sparavo con il fucile
militare. Devo dire che la mia formazione sportiva di tiro è quella del fucile
militare, ero anche un ottimo tiratore. Parimenti a questi tornei partecipavo
anche con la SIG 210. Quando ho detto che ho sparato una decina di volte con la
SIG 210, non intendo dire una decina di colpi. Per decina di volte intendo dire
in una decina di occasioni. In ognuna di queste occasioni c’era un programma di
tiro con i relativi colpi di prova che precedevano il tiro di gara.
Indicativamente posso dire che al minimo in ogni occasione con la SIG 210
sparavo 20 colpi ma potevano essere anche una trentina, è capitato anche che
venissero sparati più di 30 colpi. Parimenti come ho già detto andavo anche a
sparare con la SIG 210 allo Stand Civici Carabinieri di prevalentemente quando
partecipavo al tiro federale di campagna ed al tiro obbligatorio. Il tiro
federale di campagna è facoltativo.

Posso dire al tiro federale ed al tiro obbligatorio andavo a
sparare prevalentemente fino al 1999…."

 

Per quanto attiene alle munizioni utilizzate durante le varie
manifestazioni dedicate al tiro (federale e/o sportivo) da AC 1 per sparare con
la SIG 210, è qui d'uopo anticipare quanto segue (cfr. già testé citato verbale
di AC 1 del 18.9.2003):

 

"
… Il Magistrato mi mostra e viene allegata al presente verbale
(doc. A) la lista che corrisponde alle munizioni rinvenute nella cassaforte
dello studio della villa di __________ (sequestrate la sera del 24 febbraio
2003).

 

Il Magistrato mi chiede se usavo queste munizioni per la SIG 210.

Risposta:

Vedendo il doc. A posso affermare che le sette cartucce
(risultanti fabbricate nel 1980) indicate come “C” nella foto risalgono ai
tempi in cui ero tiratore attivo all’Unione tiratore. Tutte le munizioni (sub.
C) indicate della foto doc. A sono delle munizioni militari. Pertanto
necessariamente le cartucce sub. C le devo aver comperate allo Stand di tiro o
offerte da __________ in occasione dei tornei di cui sopra. Quelle rimaste me
le portavo a casa. Con le munizioni sub. C io ho sparato sicuramente con la SIG
210.

Le munizioni indicate nel doc. A sotto le lettere sub. D; sub. H; sub. M; sub. O e che sono tutte idonee all’uso
dell’arma SIG 210 sono state acquistate da me privatamente. Preciso che io
queste munizioni comprate da me, non le ho utilizzate per sparare con la SIG
210.

Con la SIG 210 io utilizzavo le munizioni militari e come ho già
indicato sopra. Non posso comunque escludere che siano state da me utilizzate
altre munizioni non facenti parte delle munizioni che mi sono state sequestrate
a __________, non sono in grado di dire che munizioni.

 

ADR  che, la consuetudine per me in fatto di utilizzo di munizioni
quando sparavo con la SIG 210 era di utilizzare le cartucce militari come
quelle al punto sub. C del doc. A…."

 

In data 20.7.1987, AC 1 ha presentato all'allora Ufficio __________
in una domanda per l'acquisto di un'arma da fuoco da custodire al domicilio di,
a scopo di difesa personale.

In particolare egli aveva così motivato la sua richiesta: "in
qualità di gerente di una filiale bancaria (__________), abitante in casa
propria ed in zona tranquilla e discosta; in considerazione dei precedenti
banditeschi delle rapine di e da ultimo a; il possesso per l'eventuale difesa
personale di un'arma da fuoco, mi tranquillizzerebbe alquanto (Dimestichezza
con armi è presente poiché per anni sono stato tiratore ed inoltre ho
frequentato il corso per direttore di corsi per giovani tiratori)"
(cfr. istanza 20.7.1987 in AI 117).

Visti il preavviso negativo della Polizia cantonale e il parere
contrario dell'Ufficio Polizia Amministrativa, il Dipartimento di Polizia, il
28.8.1987, ha respinto l'istanza non essendo, a suo avviso, stato dimostrato un
particolare pericolo attuale e concreto per l'incolumità del richiedente o dei
suoi familiari fondato su motivi di sicurezza personale o sull'ubicazione
particolare della sua abitazione oppure su pregressi episodi di aggressione o
gravi minacce nei suoi confronti.

Nell'ottobre 1996 AC 1 ha chiesto al competente Ufficio permessi
il rilascio del certificato cantonale di collezionista d'armi da fuoco che,
previo esame, gli fu accordato il 14.3.1997. Ma di ciò si dirà meglio nel
seguito.

 

La notte sul 25.2.2003, intervenuti dopo il ferimento di PC 1, gli
inquirenti hanno rinvenuto al domicilio di __________ di AC 1 le seguenti armi
e munizioni, in seguito sequestrate dal PP (cfr. elenco oggetti sequestrati in
calce all'atto di accusa):

 

1 pistola SIG P 210 9 mm

magazzino della SIG P 210

1 cartuccia 9mm

1 pistola Parabellum 7.65 mm (WF 1929)

1 pistola SIG P 228 9 mm

1 pistola SIG JP 226 9 mm

1 pistola Walther P 38

1 arma semi-automatica Sites-Spectre HC Pistol

fucile a pompa Remington 870 Express Magnum

fucile militare CH, FASS 90

fucile militare CH, FASS 57

carabina a leva Winchester 94

moschetto 31

carabina Anschütz 1730

518 cartucce per armi da fuoco

bossolo 9 mm

proiettile cal. 9 mm (deformato)

 

Una pistola scacciacani Reck fu sequestrata nel seguito, dopo che
la moglie di AC 1 ebbe a trovarla in camera da letto e a portarla al Ministero
pubblico.

 

Resta, infine, da accennare ad un'ulteriore grossa passione di AC
1, quella per l'eno-gastronomia.

Mangiare e bere è sempre piaciuto a AC 1, soprattutto in
compagnia. PC 1 al riguardo ha ricordato che AC 1 "era uno a cui piaceva
fare le «baraccate», cioè piaceva mangiare e bere" (cfr. verbale 22.4.2003
p. 2), e che comunque erano dei buongustai.

È stato dopo il 1999, ovvero dopo il licenziamento dalla __________
che AC 1 ha cominciato ad eccedere, anche pesantemente, nel consumo di
alcolici, in particolare di superalcolici.

                                   2.   Tornando al suo
curriculum professionale, si ha che nel 1980, divenuto maggiorenne, egli poté
accedere alla funzione di cassiere, dapprima presso la __________ e, poi, per
un periodo, presso la __________ di.

Tornò poi alle dipendenze di _____ nel corso del 1984, quando
assunse la funzione di consulente per la clientela istituzionale della regione
Ticino (acquisizione di fondi di previdenza aziendali).

 

Legatosi in giovane età ad una ragazza di qualche anno maggiore di
lui, accadde che essa rimase incinta. AC 1, profondamente contrario all'aborto,
decise di sposarla e il  nacque la figlia __________.

 

Nonostante la nascita della bambina, il rapporto con la moglie
divenne ben presto perturbato. Ad una prima separazione (durante la quale la
bimba restò con la madre) seguì una riconciliazione e quindi una nuova
separazione che sfociò nel divorzio pronunciato l'8.5.1987, con affidamento
della figlia al padre.

Negli ultimi tempi della loro convivenza AC 1 e la moglie vissero
a __________, in una casetta a schiera da lui acquistata, con rogito del
14.4.1986, per fr. 395'000.-, finanziata in ragione di fr. 207'000.- mediante
un mutuo ipotecario concessogli da __________ e, per i restanti fr. 188'000.-,
con mezzi propri.

 

In aula, AC 1 ha sostenuto che, in quegli anni, il suo salario era
relativamente modesto, per cui, in conseguenza del divorzio, egli iniziò ad
avere i primi problemi finanziari.

 

Era ancora sposato con __________ quando la Direzione della __________
gli offrì di assumere la gerenza della filiale __________, incarico che AC 1
accettò, diventando -con sua grande soddisfazione- il più giovane gerente della
Svizzera. Svolse tale funzione dal 13.3.1986 alla fine del 1988, quando,
ricevuta una buona offerta dalla __________, lasciò e, a partire dal 1.1.1989,
passò a lavorare presso gli uffici della __________ a. Ma di ciò si dirà nel
seguito.

 

Dopo il divorzio, AC 1 continuò a vivere con la figlia nella casa
di __________. Conosciuta tale __________ (pure essa separata dal marito, il
quale aveva in affidamento i loro due figli) avviò con essa una relazione cui
seguì un periodo di convivenza che durò all'incirca due anni. A dire di AC 1, __________
volle cambiare l'arredamento della casa di __________ e la spesa incise
ulteriormente sulla sua già non rosea situazione finanziaria.

 

Quale gerente di __________, AC 1 sostiene di aver percepito un
salario di circa fr. 6'000.-- mensili lordi più la tredicesima. 

La relazione con __________ s'incrinò nell'agosto del 1988 circa,
cosa che AC 1 visse in modo abbastanza traumatico.

A suo dire egli ne soffrì al punto che, un giorno, trovandosi
attorno con la moto (altra sua passione), ad un incrocio, invece di frenare
accelerò. Per sua fortuna non gli accadde nulla di grave! Fece anche un
tentativo di riconciliarsi con __________ facendola assumere presso la __________,
ma la cosa non funzionò.

 

                                   3.   AC 1 ed PC 1 si
conobbero nel 1986. Secondo AC 1 era il periodo di Carnevale e mancavano poche
settimane alla sua entrata in funzione quale gerente della __________.

Il padre di AC 1 conosceva un parente di PC 1. Un giorno che AC 1
era in compagnia del padre, incontrò tale signore. Egli fu dal padre a lui
presentato come futuro gerente della banca di. Fu così che quella persona
invitò a casa sua AC 1 e, in quell'occasione, gli presentò lo PC 1.

A dire di AC 1, quella stessa sera, uscirono insieme per
festeggiare il Carnevale.

In aula anche PC 1 ha ricordato che inizialmente furono presentati
da parenti. Nondimeno, poi, il loro rapporto si intensificò soprattutto per
ragioni professionali.

TE 2 era già in precedenza cliente di __________. Tosto che AC 1
vi si insediò come gerente, PC 1 divenne di conseguenza suo cliente.

 

Sul mezzogiorno bevevano spesso insieme il caffè. Ne venne, in
breve periodo, il nascere e il crescere di una forte amicizia che si cementò
ulteriormente nel corso del 1987/88, quando PC 1 si trovò confrontato con una
grave turbativa del suo matrimonio che sfociò nella sua separazione dalla
moglie.

Fu quello un periodo molto critico per PC 1 che si legò ulteriormente
ad AC 1, che lo sosteneva essendo già passato anche lui attraverso un divorzio.
Si aiutarono anche vicendevolmente trascorrendo insieme il sabato e/o la
domenica, quando portavano a spasso le loro rispettive figliolette (anche PC 1
infatti aveva ed ha una figlia, oggi maggiorenne).

 

In aula, AC 1 ha dichiarato che, essendogli noti gli averi di PC 1
presso __________, egli seppe da subito che PC 1 era una persona benestante.
Sapeva che aveva una propria impresa edile con degli operai, costruiva casette
ma aveva anche in appalto i lavori della tratta ferroviaria del __________.

AC 1, in aula, ha ricordato che, oltre ai conti aziendali e
privati ufficiali, già all'epoca, PC 1 aveva presso la __________ un conto
"nero" con una consistenza di circa fr. 700'000.--. Ovviamente AC 1
non aveva allora nessuna procura di nessun genere sui conti di PC 1.

Nell'autunno del 1988, mentre la procedura di divorzio di PC 1
dalla moglie __________ diventava sempre più litigiosa, avvicinandosi il
periodo in cui AC 1 avrebbe lasciato la __________ per passare alle dipendenze
della __________, accadde che i due amici parlarono del seguito da dare ai
conti di PC 1 presso _____ dopo la partenza di AC 1. PC 1, nel suo verbale del
14.4.2003 (sostanzialmente confermato in aula) ha dichiarato che:

 

"
… Quando io ho iniziato nel 1988 la mia causa di divorzio che è
durata fino al 1995/1996 i rapporti con AC 1 si sono intensificati. Ricordo che
lui ad un certo punto mi disse, dal momento che quale gerente sapeva dei miei
conti alla __________, che uno dei primi luoghi dove mia moglie avrebbe cercato
di verificare la mia situazione patrimoniale, sarebbe stata la Banca __________.
AC 1 mi consigliò di spostare i miei averi (conti bancari, conto deposito ed
ogni altro avere in banca, eccetto le ipoteche).Dal momento che AC 1 ad inizio
1990 (recte: 1989) è andato alla Banca __________
e che lui mi aveva dato questo consiglio di spostare i miei averi dalla __________
e ritenuto come io ero in pieno divorzio litigioso (era molto combattuto) ho deciso
di seguire AC 1. In buona sostanza dal momento che lui era passato alla __________
avevo chiuso i miei conti alla __________ per riaprirli alla __________ di.
Preciso che i conti alla __________ e alla __________ erano conti bancari/averi
bancari miei privati (che nulla avevano a che vedere con la ditta) non
dichiarati fiscalmente…"

 

In aula, AC 1 ha dato atto di aver consigliato a PC 1 di portare
gli averi non ufficiali in banche oltre Gottardo, proprio per tutelarlo da
eventuali ricerche che, tramite il Pretore, la moglie di PC 1 avrebbe potuto
svolgere.

PC 1 fu d'accordo, col che è certo che il 10.10.1988 egli, con
l'aiuto di AC 1, aprì presso la __________ di il contro "__________".

Va detto che agli atti vi è solo parte della documentazione bancaria
relativa al conto "__________". Manca invece ogni e qualsiasi
documento bancario relativo ad altre relazioni che PC 1, con l'aiuto di AC 1,
chiuse presso la __________ e aprì presso la __________, verso la fine di quel
1988, risp. all'inizio del 1989.

 

E' comunque incontestato che PC 1, con l'aiuto di AC 1, trasferì i
suoi averi (perlomeno quelli non ufficiali) parte presso la __________ (dalla
sede di essi approdarono infine ad un conto denominato "__________",
intestato a PC 1, presso __________) e parte presso la filiale __________ di,
ove, per l'appunto, il 10.10.1988 venne aperta la relazione "__________",
con PC 1 avente diritto economico e AC 1 al beneficio solo di una procura
amministrativa a partire dal 20.12.1988, a mano della quale egli poteva amministrare
i fondi dell'amico, ma senza diritto di prelevarli.

In aula, AC 1 ha precisato che lui e PC 1 si recarono insieme ad
dove PC 1 firmò i formulari di apertura del conto. La scelta di __________ fu
fatta da AC 1 poiché, in occasione di un corso fatto all'interno di __________,
egli aveva conosciuto il direttore della filiale urana, ovvero il signor __________,
col quale aveva stabilito un buon rapporto di colleganza. PC 1, che non parla
il tedesco, ha dichiarato in aula che solo in un'occasione egli si recò ad per
firmare la documentazione di apertura di un conto, ma ha negato che ciò sia
accaduto nel 1988 per __________. PC 1 ha ricondotto la trasferta all'apertura
dell'11.12.1992 del conto cifrato  .

 

Sulla base della documentazione in atti è difficile sciogliere
tale divergenza. 

La scheda relativa alla "firma depositata" (che porta la
data 10.10.1988) è stata firmata da PC 1 alla presenza di AC 1, nella sua
qualità di "gerente", per cui non è di certo stata firmata ad, tanto
più che sotto la firma di AC 1 figura il timbro "__________".

Il formulario di apertura del conto non è reperibile e i
successivi formulari in atti firmati da PC 1 (due procure amministrative, una
di data 20.12.1988 e l'altra di data 15.1.1990; un'autorizzazione per operazione
__________ di data 22.12.1988, tutte recanti come luogo) non consentono di
trarre conclusioni sicure sull'effettiva località in cui PC 1 si trovava mentre
firmava poiché, perlomeno per l'autorizzazione __________, di nuovo PC 1 firmò
davanti a AC 1, agente quale gerente di __________.

La divergenza sulla reale data della trasferta ad non è comunque
di rilievo. Ciò che è certo è invece che PC 1 non ebbe aldilà di quell'unica
(non databile con certezza) trasferta, altri contatti di persona e/o telefonici
con funzionari di __________ (ma nemmeno con quelli che si occuparono nel
seguito del suo conto  a __________ e poi a __________). Egli, infatti, aveva
totale fiducia in AC 1 per cui nemmeno gli passò mai per la testa di recarvicisi
o di contattarli, e ciò tanto più in quanto non parlava il tedesco. 

La corrispondenza relativa al conto __________ veniva dalla banca
inviata a AC 1 presso CP,.

E' altresì pacifico che il conto __________ venne chiuso il 12
ottobre 1993, dopo che averi di PC 1 per complessivi fr. 460'000.-- circa, nel
settembre 1993, furono, con tre ordini di bonifico, accreditati al conto.

PC 1, in aula, ha dichiarato che inizialmente AC 1 gli mostrava,
all'occasione, documentazione bancaria autentica per rendergli conto
dell'evoluzione dei suoi averi. Sennonché è da ritenere che ciò avvenne quando
erano in essere le citate relazioni "__________" e "__________".
E' infatti da escludere che AC 1 (che nemmeno lo pretende) gli abbia poi
sottoposto documentazione bancaria in relazione al nuovo conto.

Si anticipa qui che, nel seguito, AC 1 soleva periodicamente
ragguagliare l'amico circa l'evoluzione dei suoi averi, dapprima a voce e poi,
da una certa data in poi, consegnandogli anche dei bigliettini scritti, sui
quali in genere figurava l'ammontare del capitale ad una certa data, di regola
quella al 31 dicembre.

 

PC 1 conservò sempre detti bigliettini (che a partire da fine 1998
AC 1 gli redigeva sotto forma di una tabella Excel che aggiornava anno per
anno), i quali sono in atti sub AI 103, stante che PC 1, scoperte che ebbe,
dopo il suo ferimento del 24.2.2003, le malversazioni in suo danno, li produsse
al Ministero pubblico. Di essi si dirà ancora e meglio nel seguito.

 

Si apre qui un inciso per segnalare che, con l'aiuto AC 1,
aprirono conti presso __________ anche il padre di AC 1 e ciò il 7.3.1989,
usando l'acronimo "__________", e la madre __________ e ciò il
15.1.1991. Lo stesso AC 1 aprì un suo conto il 31.5.1990, usando l'acronimo
"__________".

Dei conti dei genitori, AC 1 era procuratore. Anche di questi tre
conti era AC 1 a ricevere la corrispondenza allo stesso indirizzo che era stato
fornito alla banca per "__________", ovvero __________.

Al riguardo, in aula, AC 1 ha dichiarato che trattavasi di soldi
al nero che amministrava lui per i genitori e per se stesso. Dagli atti
(classeur Efin 2, 3 e 4) risulta che il conto "__________" del padre
divenne l'8.11.1990 un conto nominativo. A fronte di esso AC 1 ha effettuato
numerose operazioni di borsa. Esso era ancora aperto all'atto dell'arresto di AC
1, con una consistenza (liquidi più titoli) dell'ordine di quasi fr. 65'000.--
e con l'invio della corrispondenza a AC 1, , __________ (cfr. doc. dib. 3).

Il conto a nome di __________ è invece stato chiuso il 2.3.2001 e
il conto "__________" (diventato nominativo a partire dal 6.11.1990)
il 4.8.1998.

 

                                   4.   Si è già cennato che
AC 1, a partire dal 1.1.1989, è passato alle dipendenze della __________ di,
quale responsabile dei fidi per la Svizzera. 

A suo dire egli era molto interessato a lavorare in una banca
dietro la quale c'era il gruppo industriale __________ e quindi -egli pensava-
una mentalità di tipo diverso, più imprenditoriale. Inoltre, a suo dire, egli
ebbe un miglioramento salariale, passando dai circa fr. 6'000.-- mensili lordi
di __________ ai fr. 7'000.-- (e più) mensili che gli corrispondeva la _____ .

Alla __________, AC 1 conobbe __________, nata il  e residente,
con la famiglia paterna ad __________.

Inizialmente il loro rapporto fu quello di semplici colleghi di
lavoro. Volendo essa cambiare posto di lavoro, AC 1 l'aiutò, nel corso del
1991, nel trovare un'altra occupazione presso la __________.

Fu durante una vacanza sciistica con amici a __________ nel
febbraio-marzo 1992 che AC 1 e la __________ avviarono una relazione amorosa
che, nel settembre del 1992, sfociò nel matrimonio.

La casa di __________ divenne l'abitazione coniugale. __________
mantenne il posto di lavoro anche dopo il matrimonio pur dovendosi occupare
anche della figlioletta di primo letto di AC 1 che nel 1992 aveva appena undici
anni.

Come si dirà nel seguito, la vita dei due sposini non rimase
idilliaca per molto tempo. 

Data la grande diversità di carattere, incomprensioni e disarmonie
non tardarono a manifestarsi.

Secondo AC 1 egli, all'epoca, era innamoratissimo della moglie, al
punto da esserne succube. A suo dire egli sempre temeva che essa abbandonasse
lui e la figlia di primo letto.

A dire di __________, invece, il marito è sempre stato con lei
molto autoritario ed esigente. Se essa sbagliava qualcosa nella conduzione
della casa, egli alzava la voce e le ripeteva la regola delle tre C (comandare,
controllare, correggere).

Nel 1995 AC 1 ebbe modo di leggere il diario della moglie, col che
apprese che, all'inizio della loro conoscenza, essa usciva con lui perchè era
"un buon partito" (anche se poi nel seguito essa scrisse che se ne
stava innamorando). A dire di AC 1, quel fatto così come l'ulteriore
circostanza di venire a sapere che la moglie aveva sempre in mente un
precedente fidanzato, sarebbero stati per lui delle vere e proprie mazzate.

Certo è che dopo il 1996 il matrimonio era assai travagliato. È
peraltro dell'ottobre 1996 l'avvio di una relazione tra AC 1 e una sua
dipendente, __________., di cui si dirà meglio nel seguito.

Neppure la scelta di AC 1 di lavorare presso la __________
s'avverò essere felice.

Entrato in rotta di collisione con un nuovo direttore arrivato
dall'Italia, AC 1 si sentì via via messo in disparte ed emarginato, per cui,
nel corso del 1993 diede le dimissioni e il 1.9.1993 iniziò la nuova attività
di caposuccursale presso __________.

Ivi rimase fino alla fine di giugno del 1999. 

 

Dagli incarti fiscali in atti, sub AI 331, risulta che AC 1:

 

-  nel 1991, dalla
__________, percepì fr. 94'656.-- netti, pari a quasi fr. 7'300.-- mensili più
la tredicesima;

-  nel 1992, dalla
__________, percepì fr. 97'449.-- netti, pari a quasi fr. 7'500.-- mensili, più
la tredicesima.

 

Quali debiti privati dichiarava, oltre quello ipotecario, due
prestiti in conto corrente, l'uno di fr. 12'000.-- ottenuti dalla __________ e
un secondo di fr. 89'000.-- ottenuto dalla __________. Dichiarava inoltre un
debito verso il padre di fr. 70'000.--.

 

Dopo il matrimonio, ai redditi di AC 1 andarono ad aggiungersi
quelli derivanti dal guadagno della moglie, pari a circa fr. 3'500.-- mensili
netti.

Ciò significa che la coppia ebbe a disposizione negli ultimi tre
mesi del 1992 complessivamente un reddito dell'ordine di grandezza di quasi fr.
11'000.-- netti mensili, una cifra sicuramente buona stante che egli aveva 31
anni e la moglie 24.

 

La situazione rimase più o meno analoga nel 1993, anno nel quale AC
1 risulta aver percepito, dalla __________ prima e dall'__________ poi, in
totale fr. 96'325.-- netti, pari a circa fr. 7'400.-- al mese.

La moglie, passata alle dipendenze di una fiduciaria, risulta aver
nel 1993 percepito circa fr. 42'000.-- netti.

 

Cionondimeno è proprio nel corso dell'agosto 1993 che -come si
dirà in appresso- AC 1 cominciò ad effettuare indebiti prelevamenti dal conto __________
di proprietà di PC 1.

Giova qui al riguardo anticipare che tra il 5.8.1993 e il
31.12.1993, con sei prelevamenti, AC 1 si è indebitamente appropriato di totali
fr. 125'000.--.

In aula, richiesto di spiegare i motivi per i quali, all'età di
trentatré anni, ormai adulto e padre di una figlia, con una situazione
professionale di responsabilità (caposuccursale __________) e retribuita
dignitosamente (secondo i buoni standards del settore), ormai da anni attivo in
banca (e quindi con un rapporto con il danaro che avrebbe dovuto essere maturo
e consolidato) abbia iniziato ad abusare della fiducia dell'amico PC 1,
appropriandosi di danaro che gli era stato affidato da gestire, ha ripetuto
quanto già aveva dichiarato in sede predibattimentale, ovvero che, trovatosi
egli ad avere (per prestiti ricevuti negli anni ottanta) dei debiti verso
diverse persone (altri debiti, diversi da quelli da lui elencati nelle sue
dichiarazioni fiscali), pensò di "consolidarli".

In buona sostanza AC 1 ha sostenuto (in sede predibattimentale e
anche in aula) di essersi appropriato nel corso del 1993 dei soldi di PC 1, per
rimborsare quattro suoi creditori ai quali doveva in totale fr. 98'800.--
circa.

Al riguardo egli ha dichiarato di aver rimborsato:

 

-  un prestito di
fr. 40'000.-- ricevuto nel 1987-88 da un cliente __________ di nome __________,
cittadino austriaco, residente a;

-  un prestito di
fr. 10'000.-- ricevuto nel 1992 da un amico di nome __________, originario di e
poi trasferitosi nello;

-  fr. 18'800.--
ricevuti sottoforma di piccolo credito dalla __________;

-  e infine fr.
30'000.-- ricevuti da PC 1, intorno al settembre del 1993.

 

Benché nessuno dei citati creditori gli facesse pressione di
sorta, a lui tale "disordinata" situazione debitoria sarebbe pesata,
per cui -a suo dire- attinse ai fondi di PC 1 (cui, così agendo, rimborsò il
citato prestito di fr. 30'000.-- utilizzando fondi malversati allo stesso PC 1!)
per avere un solo creditore, lo PC 1 per l'appunto.

In tali condizioni gli sarebbe stato più facile organizzare un
piano di rientro.

Come è andata a finire è noto! Preleva oggi e preleva domani,
quello che avrebbe dovuto essere un comportamento illecito
"temporaneo", fatto solo in vista di "riordinare" la sua
situazione, è diventato un comportamento disonesto abituale e sistematico,
ripetuto in 126 occasioni, fino a raggiungere il 21.2.2003 l'imponente importo
di quasi fr. 3,2 milioni.

                                   5.   Già si è detto che,
in data 11.12.1992, PC 1 figura aver firmato ad __________ il formulario
d'apertura del conto cifrato nr.  , il formulario per investimenti su
base fiduciaria e quello con cui dava ordine alla banca di spedire la
corrispondenza all'indirizzo di "Herrn AC 1, ".

Vi è altresì in atti, con l'erronea data del 7.2.1992 (quella
giusta è pacificamente quella del 7.2.1993) la procura sottoscritta da PC 1 a
favore di AC 1, che non è più -come nel caso di __________ - una procura
amministrativa, bensì una procura illimitata con diritto di sostituzione.

Detta procura risulta poi essere stata annullata e sostituita con
una nuova datata ", 7.10.1993", pure illimitata (ancorché senza
diritto di sostituzione). 

Una terza procura, datata ", 18.12.2001", PC 1 risulta
averla firmata quando, per esigenze della banca (__________, dopo la nota
fusione) si trattò di trasferire la gestione del conto __________ (che il 1.8.1994
già era passata da __________ a __________) a __________. Quest'ultima procura
è una procura generale con firma individuale a favore di AC 1.

PC 1, sia in sede predibattimentale che in aula, ha sempre negato
di essersi accorto che nel passaggio dal conto __________ al conto, la portata
della procura a favore di AC 1 era cambiata. AC 1, dal canto suo, ha sostenuto
e sostiene che PC 1 era al corrente del cambiamento. 

Aldilà della totale divergenza tra le due versioni, quello che è
certo (e che neppure AC 1 in aula ha contestato) è che in nessun caso i suoi
accordi con PC 1 prevedevano che egli, sull'arco di 10 anni, lo derubasse con
126 indebiti prelievi per quasi 3,2 milioni di franchi.

 

Richiesto di spiegare i motivi che hanno condotto all'estinzione
di "__________" e di "__________" e all'apertura della
nuova relazione  , AC 1 in aula ha dichiarato quanto segue (cfr. verbale
del dibattimento a p. 5):

 

"
…- partito che fui da __________ il mio successore fu __________
che era già il mio sostituto. Questa persona aveva una relazione amorosa con la
sorella di PC 1, __________.  __________ sapeva dell'esistenza di "__________"
perché PC 1 operava all'epoca ancora dopo la mia partenza presso la __________.

Quando __________ ruppe la relazione con la __________ e avendo PC
1 avuto sentore che sua moglie TE 2 aveva visto o capito qualche cosa dei conti
ad __________, di comune accordo mio e di PC 1 si pensò di chiudere "__________"
ad e "__________" a e di aprire una nuova relazione " "
ad __________.

La presidente mi dice che poiché una parte del denaro è passata da
"__________" a "" attraverso dei bonifici, la traccia è
rimasta, al che io AC 1 rispondo che ciò non era importante perché lo scopo era
quello di impedire a __________ di vedere a video la nuova relazione. __________
a video avrebbe solo visto "__________: relazione estinta".

 

PC 1 dal canto suo, in aula, ha negato che __________ c'entrasse
in qualche modo nel cambiamento di conto, adducendo che fu AC 1 a volere tale
cambiamento.

A posteriori PC 1 si è detto convinto che quello fu solo un
pretesto utilizzato da AC 1 per fargli firmare -senza che egli se ne
accorgesse- il formulario di procura illimitata in luogo e vece di quella
amministrativa.

 

AC 1 e PC 1 concordano invece sul fatto che, a prescindere dai tre
trasferimenti del settembre 1993 per circa fr. 460'000.- da __________ al conto
 , tutti i rimanenti versamenti a favore del nuovo conto furono fatti
per contanti.

In pratica su di esso confluirono tutti gli averi di PC 1 presso
la __________ che, per quanto si è capito, essi provvedevano a ritirare per
contante ad uno sportello __________ e a riversare, sempre per contante, ad uno
sportello __________.

È pacifico ed incontestato che a fine 1993 gli importi riversati
risp. accreditati al conto  di proprietà di PC 1 ammontavano a fr. 3'027'086.97
(cfr. allegati 5.4 al rapporto Efin AI 614), dai quali vanno ovviamente dedotti
i fr. 125'000.- dei primi sei indebiti prelievi. Al signor __________, AC 1
aveva presentato PC 1 come un imprenditore edile ticinese col che nessuno in __________
fece domande di sorta in relazione ai ripetuti versamenti in contanti.

Giova qui anticipare che, dopo il 1993, PC 1 consegnò ulteriori
somme di danaro ad AC 1 (che costui, imperturbabile, accettava come se niente
fosse) perché fossero riversati sul conto.

I singoli versamenti (tre nel 1994, cinque nel 1995, uno nel 1996
e uno nel 1997) avrebbero dovuto implementare il conto per ulteriori fr.
600'000.- circa, sennonché a causa degli indebiti, sempre più massicci, prelievi
che AC 1 vi andava facendo, il picco più alto del 1993 non fu più raggiunto,
Anzi -come si vedrà nel seguito- i saldi alla fine di ogni anno furono
costantemente in ribasso (cfr. rapporto Efin già citato e i suoi allegati).

Riassumendo, per quanto riguarda l'alimentazione del conto  , si ha che
su di esso, nel periodo 3.3.1993-10.2.1997 furono versati con 27 operazioni (di
cui 24 per contante e tre per giro bancario) in totale fr. 3'608'000.- circa,
di cui la più gran parte (pari a circa fr. 3'027'000.-) sull'arco di nove mesi
tra il 3.3.1993 ed il 31.12.1993 e i restanti fr. 600'000.- circa tra il 1994 e
fino al 10.2.1997.

 

Come si è già cennato, gli averi non ufficiali di PC 1 sono stati
portati via dalla __________ su suggerimento di AC 1 per evitare che nel
contesto della (assai litigiosa) procedura di divorzio che opponeva PC 1 alla
moglie TE 2, costei potesse arrivare a scoprirli e quindi ad avanzare pretese.
Appare quindi logico che i conti oltre Gottardo (__________e __________ prima e
il  poi) dovessero restare un segreto tra PC 1 ed AC 1.

Al riguardo PC 1, sia in sede predibattimentale sia in aula è
stato categorico (cfr. verb. 14.4.2003 p. 5):

 

"
… ADR che, le sole persone a conoscenza dell'esistenza di questo
conto __________, fino alla sera del 24.2.2003, erano il signor AC 1 ed io.
Nessun altro era informato dell'esistenza di questi soldi, salvo mio fratello
deceduto suicida il 13 aprile 2002. Né mia moglie né altri famigliari sapevano
di questi soldi. Preciso che dopo la riconciliazione con mia moglie avvenuta
intorno al 1996, non l'ho informata di questi soldi. Preciso inoltre che AC 1
oltre a sapere che questi miei soldi non erano dichiarati fiscalmente, sapeva
pure che solo noi due ne conoscevamo l'esistenza. Voglio aggiungere che AC 1 a
più riprese mi ha chiesto se avevo informato mia moglie dell'esistenza di
questi soldi. Io gli dicevo, che era la verità, che mia moglie non ne sapeva di
nulla. Anche la sera del 24 febbraio 2003 quando eravamo al Ristorante egli mi
ha nuovamente chiesto se mia moglie sapesse qualcosa di questi soldi. Io gli ho
detto che mia moglie non ne sapeva nulla. AC 1 non sapeva che mio fratello in
vita era a conoscenza dell'esistenza del conto ad __________ …"

 

TE 2, interrogata in sede predibattimentale (cfr. verbale PS del
22.4.2003), ha dichiarato di non aver mai conosciuto l'esistenza del conto 
fino ai giorni successivi al ferimento del marito, quando egli gliene parlò in
occasione dell'arrivo di __________.

 

 

AC 1, nel suo verbale al Giar del 16.4.2003, aveva dichiarato:

 

"
ADR: Dell'esistenza del conto a __________ (prima ad __________)
eravamo a conoscenza io e PC 1 ma anche mia moglie alla quale l'avevo detto
perché ricevevo gli estratti conto a casa.

ADR: L'informazione a mia moglie (che ricevevo documenti relativi
al conto di PC 1 e di chi era il conto) l'ho data praticamente quando ci siamo
trasferiti a __________. …"

 

(si annota qui, a titolo di informazione, che la famiglia __________
si è trasferita a __________ il 1.9.1997).

 

Nel verbale alla PP del 28.4.2003, a p. 2, AC 1 ha corretto la
precedente affermazione, assumendo che:

 

"
…Mia moglie della faccenda PC 1 non sapeva niente, sapeva
unicamente che io ricevevo a casa l'estratto mensilmente. Mia moglie sapeva che
io ricevevo un estratto patrimoniale mensile del conto di PC 1. Dico questo
perché una volta l'ha visto sulla scrivania e mi ha detto se quella era roba
mia ed io ho detto che quella era roba di PC 1. Preciso che mia moglie non mi
ha mai aperto la corrispondenza. In una occasione ha visto nel mio studio a __________
un estratto patrimoniale, mi ha chiesto se era "roba mia" e io le ho
precisato che era di PC 1.

Mia moglie non sapeva che io gestivo un conto di PC 1. Io non le
ho riferito niente di particolare in relazione al motivo per il quale ricevevo
questi estratti patrimoniali. Può essere che io abbia detto a mia moglie che
ricevevo questi estratti patrimoniali dal momento che PC 1 e la sua moglie
erano ai ferri corti e quindi ricevevo io le cose di PC 1. Per cose intendo gli
estratti patrimoniali.

Ribadisco quanto ho già dichiarato davanti al GIAR, che io a mia
moglie __________, quando ci siamo trasferiti a __________, ho detto che
ricevevo documenti relativi al conto di PC 1 e di chi era il conto…"

 

Nel contesto di quello stesso verbale, la Procuratrice pubblica ha
contestato ad AC 1 le dichiarazioni rese, nel verbale del 18.4.2003, dalla
moglie __________ che aveva negato di aver mai saputo che il marito gestiva dei
fondi di PC 1, al che, preso atto di ciò, AC 1 ha così precisato le sue surriportate
dichiarazioni (cfr. verb. 28.4.2003 p. 3):

 

 

"
… Il PP mi contesta che mia moglie, sig.ra __________, ha
dichiarato che prima del 14.4.2003 non sapeva nulla, né sapeva che io gestivo
un conto, né sapeva che io ricevevo documenti relativi al conto, in poche parole
non sapeva di nulla.

Il Magistrato mi chiede di prendere posizione.

Da parte mia prendo atto di quanto dichiarato da mia moglie.
Voglio precisare che si è trattato di un'occasione, una unica occasione, in cui
io ho detto a mia moglie che si trattava di estratti di PC 1. Penso che mia
moglie non abbia ritenuto questa mia frase. Devo anche dire che si è trattato
di una cosa isolata e non se ne è discusso per niente. Si è trattato di un
parlare con mia moglie del tutto occasionale. Se mia moglie ha detto che non ne
sapeva nulla degli estratti che io ricevevo di PC 1 penso lo abbia fatto
proprio perché se ne era accennato in una occasione isolata. Ne avremo parlato
per pochi secondi, lei mi ha fatto la domanda ed io ho risposto.

Tengo a sottolineare che mia moglie __________ non sapeva
assolutamente che io gestivo il conto di PC 1 ed era assolutamente all'oscuro
delle malversazioni da me effettuate…"

 

Sulla questione AC 1 è tornato ad esprimersi nel verbale
28.5.2003, a p. 9, nei seguenti non equivoci termini:

 

"
… ADR: che, io quella sera a cena non ho chiesto ad PC 1 chi era
a conoscenza del suo conto __________ al nero che io gli gestivo. Io ero già a
conoscenza che i soli ad essere al corrente di quel conto eravamo PC 1 ed io.
Semmai potrei avergli detto in riferimento delle vicissitudini di suo fratello
e dei problemi sorti con la convivente e gli eredi diretti del fratello
defunto, dell'importanza che altre persone di sua fiducia fossero a conoscenza
di questa situazione…"

 

In coda allo stesso verbale, dopo rilettura, ha precisato (cfr. p.
13):

 

"
… Dopo rilettura voglio precisare come ho già avuto modo di dire
al magistrato oltre che PC 1 ed io anche __________ sapeva del conto __________
che io gestivo.

Il PP mi contesta come ha già fatto nel verbale del 28 aprile 2003
che __________ ha dichiarato di non sapere assolutamente nulla del conto __________.

Il PP rinvia direttamente quanto contestatomi a pag. 3 di detto
verbale. 

Da parte mia prendo atto di quanto sopra…"

In aula -come emerge dal verbale del dibattimento alle p. 6 e 7- AC
1 è passato a dire quanto segue:

 

"
…AC 1 da atto che il conto di PC 1 è sempre stato segreto sia a
sua moglie TE 2 come pure a sua figlia, ed anche a tutti gli operatori, gerente
compreso (n.d.r. __________), di __________.
Già dal 1993 mia moglie __________, quando abitavo ancora a e ricevevo la
corrispondenza del conto alla casella postale, lei era conoscenza che io
ricevevo la corrispondenza del conto di PC 1. Adr è capitato che __________
apriva le buste. Richiesto di spiegarsi meglio, AC 1 dichiara che mia moglie
sapeva dal 1993 dell'esistenza del conto e leggendo l'estratto anche della sua
consistenza. La presidente mi obietta che questo non l'ho mai detto. Sin qui
avevo dichiarato quello che il PP va a leggere nel verbale 28.4.2003 a pag. 3
da "Il Magistrato mi chiede di prendere posizione" a "… da me
effettuate." , come pure nel verbale 28.5.2003 a pag. 9 "Adr che io
quella sera …" a "… di questa situazione." e a pag. 13 da
"Dopo rilettura …" a "…prendo atto di quanto sopra" e
ancora nel verbale 28.4.2003 a pag. 2 e 3 da "Confermo il verbale con le
seguenti precisazioni …" a " …non sapeva di nulla"."

 

Dopo di che AC 1 richiesto di spiegarsi ha dichiarato (sempre in
aula):

 

"
…E' vero ho mentito al PP durante l'istruttoria scritta. Oggi
devo invece dire che le cose non stavano così. __________ in realtà sapeva sin
dal 1993 che io gestivo i soldi di PC 1, intendo quelli di cui al conto. Di __________
non sapeva perchè esso risale ad epoca precedente alla nostra convivenza in
quel di __________. Risale al 1989. All'epoca io ricevevo la corrispondenza del
conto  nella casella postale di __________. Capitava che ritirassi io la posta
oppure __________. Le mie cose venivano portate nel mio studio dove tenevo gli
ordinatori dove custodivo gli estratti conto di PC 1, miei e di altri. __________
aveva l'abitudine già allora, non di aprire le buste, ma quando io ero assente
di curiosare tra la mia posta. Vedevo spesso e volentieri che le cose non erano
più al loro posto. Capitava anche che dimenticasse i fogli che fotocopiava
dentro la macchina delle fotocopie che io trovavo. Richiesto di dire perchè mia
moglie nel 1993 nutrisse curiosità per le cose di PC 1 (ammesso che ciò sia
vero al punto da arrivare a fotocopiarne gli estratti), rispondo che dal 1993 __________
sa dell'esistenza del conto PC 1, le fotocopie sicuramente le ha fatte in un
secondo tempo, quando si è arrivati alla nostra tensione coniugale che io situo
all'inizio del 2000 ed essa arrivò a minacciarmi in privato, solo noi due, di
denunciare al fisco che PC 1 aveva una relazione bancaria in nero. 

A.d.r. che non so ma presumo che __________ mi fece quella
minaccia perché anche lei sospettava che io malversavo a danno del conto di PC
1. Indirettamente era una minaccia sottile, nel senso che __________ mi fece
capire che lei lo diceva al fisco ma che in realtà sarei poi stato io a sapere
di chi dovevo avere timore. Richiesto ancora di dire se ho visto mia moglie
fotocopiare carte del mio studio o altro, rispondo di no, ma che però l'ho
dedotto io dal fatto che essa ebbe poi a produrre alla PP delle fotocopie di
lettere (4 o 5) che io AC 1 avevo scritto a __________.

La PP osserva che __________ ebbe a produrre un e-mail stampato
fuori dal PC e che è allegato al verbale 29.9.2003. AC 1 precisa che lui teneva
copia delle lettere all'amante e che verosimilmente __________ fotocopiò quelle
copie che lui (AC 1) teneva.

AC 1 spiega il fatto di non aver mai detto prima di oggi che __________
sapeva del conto  di PC 1 sin dal 1993, perché in sede di istruttoria formale
per lui si è trattato di proteggere sua  moglie da qualsiasi coinvolgimento in
una inchiesta di cui lui (AC 1) si ritiene responsabile. Il Presidente mi ha
chiesto se era per evitare che contro __________ fosse aperto un procedimento
per appropriazione indebita e ricettazione, io rispondo di si."

 

__________, dal canto suo, sin dai suoi primi verbali resi, ha
sempre negato di essere stata a conoscenza del fatto che suo marito gestiva
danaro per conto di PC 1 e tantomeno del fatto che di esso indebitamente si
appropriava.

Circa i modi e i tempi in cui lo stesso marito ebbe a metterla al
corrente di tali fatti, essa (nel verbale del 18.4.2003) ha dichiarato:

 

" D:  Lei
sapeva che suo marito, sig. AC 1, gestiva dei fondi del signor PC 1?

 

R:  Io non ho
mai saputo che AC 1, … , gestiva dei fondi del signor PC 1. Non ho mai saputo
che gestiva dei fondi per il signor PC 1. Non ho mai saputo nulla né da AC 1 né
da PC 1 né  da terze persone. Non sapevo neppure che tra loro due ci fossero
dei rapporti professionali. L’unica cosa che io so è che AC 1, mio marito e il
signor PC 1 erano grandi amici. Io PC 1 lo vedevo circa 3 / 4 volte all’anno, a
Natale sempre. Lo vedevo ogni tanto a cena quando si organizzava una cena con
le rispettive famiglie. Aggiungo che PC 1 è il padrino di battesimo di mia
figlia G.-.

 

Ieri davanti alla Polizia ho raccontato della telefonata di data
14.04.2003 ore 0930 che mio marito AC 1 mi ha fatto nell’ufficio dove lavoro
alla __________. AC 1 mi ha detto, al telefono cosa ne pensassi di donare la
casa di __________ a me intestata a PC 1. Io gli ho chiesto: “ma perché, cosa è successo?”. AC 1 mi ha
risposto: “ho fatto un danno”. Io ho
capito che c’era qualche cosa che non andava, mi sono anche messa a piangere,
gli ho chiesto se per caso PC 1 gli aveva prestato dei soldi. Ricordo che mio
marito mi ha detto delle frasi: “tanti tanti,
ma al telefono non posso parlare”.

Io penso che intendesse tanti soldi. AC 1 mi ha anche detto che
non poteva parlare al telefono perché era in ufficio. Mi ha dato appuntamento
alle 1230/1300 circa presso la pizzeria.

Come sono entrata in pizzeria, come mi sono seduta, AC 1 mi ha
detto: “ho fatto un danno”, mi ha detto
poi una frase tipo “ho sbagliato”, sono spariti CHF 3'000'000.-. Io gli ho chiesto
come sono spariti questi 3 mio. di franchi. AC 1 mi ha detto una frase tipo li
ho investiti male. Io dallo shock che ho avuto, siccome eravamo seduti in un
tavolo non fumatori mi sono alzata, e sono uscita per andare a fumare. Lui mi
ha detto fermati. Io gli ho risposto di non preoccuparsi, che poi sarei
tornata. Sono tornata e mi sono seduta al tavolo. Lui una volta che mi sono
seduta al tavolo ha tolto da una mappetta che aveva con se, un foglio (era
l’unico foglio contenuto nella mappetta) e mi ha mostrato i risultati personali
delle elezioni in Gran Consiglio dei deputati __________, tra cui anche lui. Io
gli ho ridato il foglio immediatamente, facendo chiaramente intendere, che dopo
la notizia che mi aveva appena dato non mi importava nulla dei risultati del
Gran Consiglio. Io gli ho chiesto che intenzioni aveva, visto che nella
telefonata del mattino delle 0930, lui mi aveva accennato alla prospettiva di
donare la casa a PC 1. AC 1 mi ha detto che durante il colloquio avuto in
mattinata in __________ (che io sappia c’erano il signor PC 1 e il suo avvocato
Signor __________, c’era pure l’avvocato di mio marito __________, non so se lo
__________ o il __________) è emerso che a PC 1 mancavano 3 mio. di franchi da
un conto dove lui, AC 1, aveva la procura piena. AC 1 mi ha detto che si erano
lasciati aspettandosi lo PC 1 e l’avvocato __________ una proposta concreta da
parte di AC 1. Io gli ho chiesto come fossero arrivati a “transare” sulla casa.
AC 1 mi ha detto che di donare la casa a PC 1 ne aveva parlato mio marito in
privato con il suo avvocato, dopo l’incontro avuto la mattina stessa con PC 1 e
l’avvocato di PC 1. 

Aggiungo che AC 1 mi ha detto che all’avvocato __________ non
aveva detto niente prima di quella mattina (cioè il 14.04.2003).

Ricordo che lui ha mangiato finocchi gratinati, patate fritte e la
piccata. A me è passata la fame e io non ho mangiato nulla. AC 1 si è mangiato
anche la mia parte di pranzo che io non ho toccato. 

Ricordo che quando siamo usciti dal ristorante ho chiesto a AC 1
cosa sarebbe successo se PC 1 non avesse accettato. Tengo a precisare che
durante il pranzo con mio marito continuavo a pensare come avesse potuto fare
una cosa del genere, la cifra di 3 mio. di franchi mi ha sconvolto, mi sono
anche chiesta dove erano finiti questi soldi. In effetti nella mia testa mi
dicevo che va bene investire male dei soldi una volta, va bene investire male
dei soldi una seconda volta, ma poi ad un certo uno si ferma. Tra me e me mi
dicevo che PC 1 era un suo amico e che quindi a mio giudizio se aveva investito
male dei suoi soldi avrebbe dovuto dirglielo.

Voglio pure aggiungere che da come conosco io PC 1 PC 1, che è una
persona molto comprensiva, avrebbe capito. Preciso che si tratta di una mia
deduzione.

Poco sopra ho detto che ho chiesto a AC 1, uscendo dal ristorante,
cosa sarebbe successo se PC 1 non avesse accettato la proposta della casa.

AC 1 mi ha detto che se PC 1 non avesse accettato avrebbe valutato
l’ipotesi di costituirsi alla Magistratura. Aggiungeva inoltre che mi ha chiesto
di fargli avere tutti i documenti inerenti la casa perché doveva incontrarsi il
giovedì 17.04.2003 con l’avvocato __________. Io alla sera del 14.04.2003 ho
preso da casa la mappetta contenente la documentazione relativa all’immobile di
__________. Sono andata a dormire dai miei genitori e la mattina seguente l’ho
portata a __________ da AC 1 dove lui dormiva.

… omissis …

Ricordo anche che l'avvocato di mio marito mi ha resa attenta del
fatto che se fossi stata interrogata dagli inquirenti io non avrei avuto
l'obbligo di rispondere.

Da parte mia voglio dire che mi sono arrabbiata ancora di più. Io
non ho nulla da nascondere. …"

 

 

 

Interrogato sulla questione a sapere se era al corrente di
eventuali minacce fatte da __________ al marito nel corso del 2000, l'avv. __________
ha dichiarato (cfr. verbale del 25.9.2003):

 

"
… A domanda dell'avv. __________ dico che conosco __________ e AC
1.

A domanda del Magistrato dico che li conosco sia per faccende
professionali, nella mia qualità di avvocato, che per questioni private,
amicizia.

A domanda dell’avvocato __________ dico che ho patrocinato la
Signora __________ per un’istanza di misure di protezione dell’unione
coniugale, in Pretura. A memoria, ma non ne sono sicuro, penso corresse l’anno
2000.

A domanda dell’avv. __________ dico che nel mio studio per le
misure di cui sopra sono venuti sia __________ che AC 1, insieme. Si sono
presentati insieme , la scelta che io rappresentassi __________ è stata fatta
assieme da noi tre. Non sembrava opportuno, non so più a chi di noi tre, che
dal giudice __________ comparisse senza patrocinatore.

 

Domanda:

Fra i motivi alla base della citata istanza, lei ricorda se vi era
anche l’intenzione del Signor AC 1 di eleggere domicilio a allo scopo di
candidarsi alle elezioni del Consiglio comunale di?

 

Risposta:

Io non ho capito bene i motivi di questa istanza che volevano
inoltrare i coniugi AC 1. Pareva che i coniugi avessero delle difficoltà ma si
è anche parlato della questione del domicilio. Si era parlato della questione
del domicilio di AC 1 relazionandola alle elezioni.

 

A domanda del Magistrato dico che mi sembra che siano stati due
volte da me.

 

La signora __________ le disse che AC 1 era manesco?

 

Risposta:

Non me lo ricordo.

 

Lei si ricorda che AC 1 gli rese visita o lo contattò
telefonicamente dicendogli che a seguito di un litigio con la moglie questa lo
aveva minacciato di rendere pubblico alle autorità fiscali il fatto che il
marito gestisse un conto nero di un suo cliente, rispettivamente chiedendole (a
lei avv. __________) cosa era meglio fare per indurla a desistere da tale
paventata iniziativa?

 

Risposta:

Mi ricordo che AC 1 nel contesto di questa procedura di
separazione passò da me o mi telefono perché era preoccupato siccome
nell’ambito di un litigio con la moglie, quest’ultima aveva preso (o aveva in
mano) o sapeva di documenti che potevano creare dei problemi di natura fiscale.

 

A domanda del magistrato dico che non sono in grado di dire se
questi documenti potevano creare dei problemi di natura fiscali a AC 1 oppure a
terze persone. 

A domanda del magistrato dico che non sono in grado di dire se AC
1 mi disse che la moglie lo aveva minacciato di rendere pubblico alle autorità
fiscali il fatto che il marito gestisse un conto in nero del suo cliente.

A domanda del magistrato dico che non sono in grado di dire il
nome di questo cliente. Penso anche che non me lo abbia detto il nome di questo
cliente. A pensarci bene dico che non mi ha fatto nessun nome.

Io per parte mia ho detto ad AC 1 di cercare di discutere con la
moglie per trovare una soluzione.

 

Domanda dell’avv. __________:

Il signor AC 1 in quella occasione le disse dove la moglie aveva
reperito questa documentazione, segnatamente se l’avesse trovata e quindi presa
in casa o in altro luogo?

 

Risposta:

Con certezza non sono in grado di rispondere. Credo (per una mia
deduzione) che questa documentazione che concerneva AC 1 oppure un cliente (non
lo so più) la moglie l’avesse reperita o vista in casa. 

 

Domanda dell’avv.

Per riferimento a questo incontro telefonico o di persona con AC 1,
lei ricorda se la questione di tale documentazione ha avuto qualsivoglia
effetto sulla procedura civile di cui si è detto sopra?

 

Risposta:

Nessuno. Non se ne è discusso davanti al giudice. Dal giudice
abbiamo fatto un verbale ed in pratica si è trovato un accordo sulla procedura
di protezione coniugale. Devo dire che la procedura è ancora un incarto aperto
nel mio ufficio e non fatturato.

 

A domanda dell’avv. __________ dico che di questa questione non
parlai mai con __________. Aggiungo che non ho mai avuto l’occasione di parlare
con __________ di questa questione. …"

 

Il cambiamento di versione fatto in aula da AC 1 il giorno
24.8.2004 non sorprende più di tanto se si pone mente al fatto che egli, sulla
specifica questione a sapere se la moglie sapesse o no del conto nero di PC 1,
già in sede predibattimentale ha dato -come testé riprodotto- versioni diverse.
Al Giar aveva detto che __________ "sapeva" perchè gliel'aveva detto
lui all'epoca del trasferimento  a __________ (avvenuto -come detto- il
1.9.1997).

Alla PP, nel verbale del 28.4.2003, ha ricondotto, per finire,
tale "sapere" ad un episodio isolato e occasionale in cui ne era
stato fatto cenno da parte di lui e che la donna, forse, nemmeno aveva
ritenuto. Nel seguito, nel verbale del 28.5.2003, dapprima aveva negato che __________
"sapesse" e poi in coda al verbale, era passato a dire il contrario.

In aula ha asserito che essa "sapeva" fin dal 1993
(ovvero da quando abitavano a __________) e ha aggiunto di sospettare che essa
addirittura sapesse anche delle sue malversazioni. 

A fronte di dichiarazioni così discordi, __________ è stata invece
nei suoi verbali lineare e dettagliata, nel senso che essa ha sempre negato di
essere a conoscenza del conto. Essa ha altresì illustrato le circostanze nelle
quali il marito la informò (ovvero il 14.4.2003, presso la Pizzeria). 

Di ciò essa ha peraltro cercato di portare anche la
"prova". Infatti, sentita che ebbe, il mezzogiorno del 24.8.2004,
alla radio, la cronaca del processo e udito il fatto che, quel mattino, il
marito aveva in aula dichiarato che essa sapeva dell'esistenza del conto, __________
ha portato al Ministero pubblico due lettere a lei scritte dal marito dal
carcere.

Nella prima del 19.4.2003, AC 1 le ha scritto, tra l'altro, quanto
segue:

 

"
… Ho sbagliato, ti ho tenuto all'oscuro, devo pagare dei miei
errori e come anche già dicevi tu, si vendeva tutto e si ricominciava da zero…
" (doc. dib. 1).

 

Nella seconda del 27.4.2003, AC 1 le ha scritto, tra
l'altro, quanto segue:

 

"
… Per il resto, dopo che lunedì 14 u.s. ebbi il
"coraggio" di dirti come stavano le cose, ho apprezzato il tuo SMS
del giorno seguente «vendiamo tutto e ricominciamo da zero» … " 

(cfr. doc. dib. 2)

 

Entrambe le frasi confermano quanto dichiarato nel surriprodotto
verbale del 18.4.2003 da __________, laddove essa ha dettagliatamente descritto
il colloquio che ebbe con il marito alla Pizzeria "", quando egli la
informò per la prima volta del fatto che, gestendo egli i soldi di PC 1, gli
aveva fatto un danno, "investendogli male" i suoi averi e perdendogli
all'incirca tre milioni.

Si noti che la versione che __________ ha dichiarato che le fu
data dal marito quel 14.4.2003, è analoga a quella che AC 1 diede, tosto che fu
fermato, sia alla PP, sia al Giar, il 16.4.2003, quando, mentendo, sosteneva
-ma di ciò si dirà meglio nel seguito- di aver investito e perso il danaro di PC
1.

AC 1, dal canto suo, anche in aula quando ha sostenuto che, in
realtà, sua moglie ha sempre saputo, fin dal 1993, dell'esistenza (e anche
della consistenza) del conto nero di PC 1, non ha mai apertamente e chiaramente
illustrato in quali circostanze egli gliene avesse parlato. Fatto salvo lo
specifico episodio in cui essa l'avrebbe minacciato, in privato (a suo dire
all'inizio del 2000) di "denunciare al fisco che PC 1 aveva una relazione
bancaria in nero", per il resto, AC 1 ha, nella buona sostanza, dedotto da
cosiddette "circostanze esterne" che "__________ sapeva".
Al riguardo, ha, ad esempio, addotto che __________ era curiosa (fatto questo
evocato anche da __________, madre dell'accusato, nel suo verbale alla PP del
24.10.2003: "… __________ quando veniva a casa mia a __________
curiosava sempre in giro, intendo dire che per esempio che è capitato che
guardasse la nostra corrispondenza. …"), che egli trovava le sue carte
spostate, che essa lasciava nella macchina i fogli che fotocopiava (anche se ha
poi dovuto dare atto che si trattava non già degli estratti del conto  ,
bensì delle copie delle lettere che lui scriveva a __________ e che
conservava).

Eppure, se si sta alle sole "circostanze esterne", non è
così scontato che __________ "sapesse". Intanto -come già cennato al
considerando 3., in fine- va ricordato che a casa degli AC 1, di corrispondenza
bancaria ne arrivava parecchia, prima da _____ e poi da __________. AC 1
riceveva buste per i conti che gestiva (pure a, poi a e poi a) per la madre
(fino al 2001), per il padre e per PC 1 (cfr. doc. dib. 3) e, fino al 1998,
anche per sè stesso.

Del pari va ricordato che il conto di PC 1 era un conto cifrato,
per cui sugli estratti bancari che AC 1 riceveva era indicato solo il numero __________
e mai il nome di PC 1, per il che, anche da questo profilo, non è così certo
che __________ abbia potuto sapere che di fondi di PC 1 si trattava.

Si veda al riguardo la numerosa documentazione bancaria, di cui ai
classeur Efin doc. banc. 1 e 1a.

Si vedano altresì i documenti rintracciati, dopo l'arresto di AC 1,
dagli inquirenti nel sacco della spazzatura dello studio e che AC 1 stesso
chiese di acquisire agli atti (busta grigia in scatola sequestri 2): trattasi,
a non averne dubbio, di documenti spediti da __________ a AC 1 siccome
destinatario della corrispondenza in  relazione al conto. Orbene, solo sulla
busta (priva di mittente) c'è il nome e l'indirizzo di AC 1. 

I documenti dentro la busta recano solo il numero del conto, e non
il nome del titolare del conto (PC 1) e neppure quello del procuratore (AC 1).

In tali condizioni, non era invero agevole per __________ dedurre
da estratti risp. da conteggi bancari che dietro il numero  si celava PC 1.

Senza dimenticare, infine, che AC 1, all'inizio dell'inchiesta
predibattimentale, ha cercato di condizionare  la moglie nelle deposizioni agli
inquirenti. Eludendo la censura, per vie traverse (ovvero per mano di un di lui
fratello) le ha infatti fatto pervenire un biglietto manoscritto del seguente
tenore (cfr. allegato al verbale del 26.5.2003 di __________):

 

" ·   Il tuo comportamento
viene usato contro di me (compreso la lettera); È quello che vuoi? Sappilo e
poi agisci secondo scienza e conoscenza!

·   I telefoni sono sotto
controllo; il natel spento non è sufficiente bisogna staccare la batteria;

·   Quando t'ho chiesto se
posso contare su di te, intendo dal punto di vista sentimentale!
Desidero un sì o un no!

·   Negli interrogatori usa
sempre se ben ricordo, mi sembra, ecc. (a dipendenza tua, se vuoi ledermi o non
danneggiarmi)."

 

__________ ha consegnato alla PP il suddetto biglietto, la qual
cosa ha definitivamente guastato il rapporto con il marito.

 

 

Tutto ciò considerato, a giudizio della Corte, il cambiamento di
versione di AC 1 la mattina del 24.8.2004, pur inserendosi nel loro perturbato
e deteriorato rapporto coniugale, non ha tanto avuto lo scopo di danneggiare la
moglie, quanto piuttosto quello di migliorare la propria posizione processuale,
mirando a relativizzare la circostanza che il conto di PC 1 era un segreto
condiviso solo da PC 1 e da lui. 

Comecchessia, come si vedrà nel seguito, la questione, per finire,
non è poi così determinante!

 

                                   6.   Nel corso
dell'autunno del 1993 __________ rimase incinta. Dagli atti fiscali risulta che
essa smise di lavorare per la fine di gennaio del 1994, col che, dopo tale
data, il reddito disponibile fu solo quello di AC 1 e ciò fino all'ottobre 2000
quando __________ riprese a lavorare a metà tempo (nel periodo 1996-2000 essa
lavorò occasionalmente per la __________).

Nel 1994 AC 1, trentaquattrenne, ha guadagnato un salario lordo di
fr. 109'420.-, pari a un salario netto di fr. 96'300.- circa.

La bimba, di nome G., nacque il 12.6.1994 e, con una faccia tosta
che ha dell'incredibile, AC 1 chiese all'ignaro PC 1, che accettò, di farle da
padrino. Da notare che, dopo le malversazioni per complessivi fr. 125'000.- già
commesse nel 1993, AC 1, tra il febbraio e il 3 giugno 1994 (ovvero pochi
giorni prima del lieto evento), con tre prelevamenti, gli aveva sottratto
ulteriori fr. 79'000.- circa.

Tra il luglio 1994 e il 7.12.1994, AC 1 abusò altre sei volte
della procura di cui disponeva, per cui, per finire, le malversazioni commesse
nel 1994 risultano essere assommate a totali fr. 151'390.- (cfr. rapporto Efin,
tabella relativa ai prelevamenti).

Per ragioni non meglio note, la banca non è più riuscita a
reperire le prime undici fiches relative ai primi undici prelevamenti. sono
pertanto in atto solo le fiches relative ai prelievi a partire dall'8.9.1994.
Da esse emerge che AC 1 ha effettuato i prelievi dal settembre 1994 fino alla
fine dell'anno presso gli sportelli di __________ -.

AC 1, in aula, ha ammesso che, in genere, egli profittava della
pausa del mezzogiorno per recarsi presso tali uffici.

Dato che egli teneva sul conto  una liquidità molto esigua (il
grosso degli averi di PC 1, AC 1 lo teneva investito in titoli depositati
nell'apposita rubrica del conto), accadeva spesso che egli dovesse preavvisare
la sua intenzione di prelevare ai funzionari di __________ (e poi di __________
e di __________) affinchè essi liquidizzassero, per l'importo che gli serviva,
una parte dei titoli. È pertanto pacifico che, mentre PC 1 mai ebbe, salvo che
all'apertura di __________ o all'apertura del cifrato, contatto alcuno né con
il signor __________ né con tale signor __________ (ovvero il funzionario di __________
che prese il posto di __________), AC 1 -negli anni tra il 1993 e il 1999 in
cui fu alle dipendenze di __________ quale gerente della succursale a __________
- ebbe numerosi e regolari contatti, soprattutto telefonici, con i predetti
funzionari di __________ (e poi di). La fusione tra __________ e __________
-come è noto- è diventata operativa verso fine del giugno 1998.

AC 1 lasciò il posto presso __________ __________ a fine giugno
1999. Ciò significa che, nel 1993 e fino all fusione, egli non era un collega
di __________, risp. del funzionario, di nome __________, che gli succedette,
ma solo un loro cliente (per il conto __________ diventato poi conto nr. fino
al 1998), rispettivamente il procuratore di altri clienti (per PC 1 e per i
genitori dello stesso AC 1). Solo nel 1998 e nel 1999 egli fu realmente un
collega di __________.

 

Dopo che, nel giugno del 1999, lasciò __________, AC 1 prese a
recarsi a __________ per prelevare. Quattro prelevamenti, egli risulta averli
fatti nelle località di __________, __________ e __________ e ciò l'8.1.1999,
l'11.3.1999, il 3.5.1999 e il 28.5.1999.

In aula, AC 1 ha spiegato il fatto dicendo che in quel periodo,
per i contatti preliminari che ebbe con la Banca __________, gli capitò più
volte di doversi recare in Svizzera interna e quindi, all'occasione, prelevava
nelle filiali di quelle località.

 

Tornando alle malversazioni commesse nel 1994, in aula, AC 1 ha
confermato (come già dichiarato durante la ricostruzione fatta in sede
predibattimentale con il signor TE 1) di aver utilizzato gli importi sottratti
per integrare il proprio salario che da solo non gli bastava per concedersi un
tenore di vita particolarmente agiato. In pratica -come ha spiegato il signor TE
1 in aula- nel 1994, AC 1 (che guadagnava all'epoca intorno ai fr. 7'400.-
netti mensili) risulta aver in realtà speso mediamente quasi fr. 12'000.- al
mese.

Inoltre, poiché, a suo dire, alla moglie __________ non piaceva
abitare a __________, località troppo discosta da __________ (ove vivevano i di
lei genitori), AC 1 iniziò a pensare ad un'altra soluzione abitativa. Dopo aver
visionato altri oggetti, l'interesse suo e quello della moglie si appuntarono
su un terreno che era in vendita a __________, terreno che, nel febbraio del
1995, acquistarono in comproprietà, ovvero in ragione di metà ciascuno. Come si
dirà in appresso, né AC 1 né __________ misero un sol franco nell'acquisto,
interamente finanziato da terzi, e meglio per fr. 210'000.- con un mutuo
ipotecario della __________ di, e per fr. 65'000.- con danaro che AC 1
illecitamente prelevò dal conto di PC 1 (proprio il 24.2.1995 AC 1 vi prelevò
fr. 60'000.-).

Richiesto di spiegare come egli abbia potuto anche solo concepire
l'idea di acquistare, nella sua condizione economica di allora, un terreno per
edificarvi una seconda casa, AC 1, in aula,  ha dichiarato che all'epoca
"aveva la supponenza" che professionalmente egli "sarebbe andato
su", col che sperava che, "in tempi non lontani, gli sarebbe riuscito
di far quadrare i conti".

Conti -inutile a dirsi- che invece non ha mai neppur tentato di
far quadrare, visto che, dopo il febbraio del 1995, le sue malversazioni sono
andate in crescendo e per numero (dai 9 prelevamenti del 1994 è passato ai 18
del 1995) e per consistenza degli indebiti prelievi.

Per quanto incredibile possa sembrare, è accaduto che -come ha
deposto PC 1 in aula senza essere smentito da AC 1- quest'ultimo portò PC 1 a
vedere il terreno in questione prima di acquistarlo e ciò per avere un suo
parere.

Nel seguito AC 1 chiese a PC 1 di edificargli la casa con la sua
impresa. PC 1 ci pensò, ma per finire, memore di tante amicizie finite male a
causa di litigi insorti tra committenti insoddisfatti e i rispettivi impresari,
rispose negativamente, adducendo (a' mo' di pretesto) che la sua impresa era
troppo discosta da __________.

Come si dirà in appresso, l'ignaro PC 1 ha per finire pagato lui
stesso (salvo che per il mutuo ipotecario concesso a AC 1 dalla __________) la
villa di __________, ma, almeno, gli sono state evitate la beffa e
l'umiliazione di averla oltre che pagata anche costruita!

Certo è che la sfrontatezza e la doppiezza di AC 1 nei confronti
dell'amico hanno raggiunto, già nel 1994-1995, livelli davvero abissali.

 

                                   7.   Archiviato il 1994
con un ammanco complessivo causato a PC 1 dell'ordine di circa fr. 276'000.-,
essendo sempre ancora esposto verso __________ per ca. fr. 72'000.-, senza
altri beni se non la casa di __________, ipotecata per fr. 370'000.-, AC 1 si è
baldanzosamente "lanciato" nel 1995 prelevando, il giorno prima della
Befana, fr. 19'920.- e il giorno 9.2.1995 fr. 4'960.-, dal conto di PC 1,
ovvero quasi 25'000 f