# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 77c7b49b-4537-5552-ae32-47f41a512a60
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-08-29
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Zivilkammer 29.08.2016 ZK2 2015 19
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_007_ZK2-2015-19_2016-08-29.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Rif.: Coira, 29° agosto 2016              Comunicata/o per scritto il:
ZK2 15 19                                                    01° novembre 2016

Sentenza 
II. Camera civile

Presidenza Pritzi
Attuaria ad hoc Vecellio

Nel reclamo civile

di X._____, patrocinato dall'avv. lic. iur. Mario Antonio Ghidoni, Casa Aurelia, 6535 
Roveredo GR, 

contro

la sentenza dell Tribunale distrettuale Moesa, giudice unico, del 23 marzo 2015, 
comunicata il 01 aprile 2015, in re di Y . _ _ _ _ _ , patrocinata dall'avvocato Aldo 
Foglia, Via Lambertenghi 5/Via Curti 12a, 6900 Lugano, contro reclamante,

concernente azione creditoria,

è risultato:

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I. Fattispecie

A. X._____ ha avviato il 23 novembre 2007 una procedura giudiziaria di natura 
condannatoria contro l'usufruttuaria dello stabile n. _____. Con scritto del 16 mag-
gio 2008 X._____ ha chiesto alla propria assicurazione di protezione giuridica, 
Y._____, un'adeguata copertura finanziaria (vedi act. TD D).

B. Con scritto del 29 maggio 2008 la società di assicurazioni Y._____ ha ap-
provato la domanda di X._____ e ha pagato un contributo ai costi della procedura 
giudiziaria di CHF 3'000.00.

C. Il 16 maggio 2013 X._____ ha richiesto all'assicurazione Y._____ un'ade-
guata copertura finanziaria per le dovute spese legali e giudiziali per una causa 
contro la madre.

D. Con scritto del 31 maggio 2013, l'assicurazione Y._____ ha riferito che per 
quel tipo di vertenza esisteva secondo l'art. 16, cap. 2 e art. 15 h delle condizioni 
generali d'assicurazione solamente il beneficio ad una consulenza fino ad un im-
porto massimo di CHF 300.00. Ne è nato uno scambio di corrispondenza fra le 
parti, che non ha sortito effetto alcuno.

E. Il 19 agosto 2013 X._____ ha inoltrato una domanda di conciliazione nei 
confronti della Y._____. All'udienza di conciliazione del 29 ottobre 2013 le parti 
non hanno raggiunto alcun accordo. In seguito il giudice di pace ha così rilasciato 
il 6 novembre 2013 l'autorizzazione ad agire.

F. In data 11 dicembre 2013 X._____ ha presentato una petizione contro la 
Y._____ al Tribunale distrettuale Moesa, chiedendo (vedi act. TD 1):

"1. L'azione è accolta.

 2. La parte convenuta è condannata a pagare al signor X._____ l'importo 
di Fr. 5'000.00, in subordine Fr. 3'000.00, oltre interessi al 5% a fa tem-
po dal 30.04.2013.

 3. Protestate tasse, spese e ripetibili, comprese quelle davanti all'autorità 
di conciliazione."

G. All'udienza istruttoria del 25 febbraio 2014, dopo discussione e con l'accor-
do delle parti, il Presidente del Tribunale distrettuale Moesa in applicazione dell'-
art. 125 lett. a CPC ha limitato il procedimento alla questione a sapere se la prete-
sa avanzata dall'attore era prescritta (vedi act. TD 7).

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H. Con osservazioni del 29 gennaio 2014 la convenuta ha sollevato l'eccezio-
ne di prescrizione e ha postulato il rigetto della petizione, protestando spese, tasse 
e ripetibili (vedi act. TD 5).

I. In data 23 marzo 2015 il Presidente del Tribunale distrettuale Moesa ha 
decretato quanto segue (comunicazione fatta il 1 aprile 2015):

"1. L'eccezione di prescrizione sollevata dalla convenuta è accolta. Di con-
seguenza la petizione 11 dicembre 2013 è respinta.

 2. La tassa di giustizia di CHF 1'000.00 (mille), già anticipata dall'attore, 
rimane a suo carico, con l'obbligo di versare alla convenuta l'importo di 
CHF 1'500.00 (millecinquecento) a titolo di ripetibili.

 3. (indicazione del rimedio giuridico)

 4. (notifica)"

L. X._____ ha presentato reclamo al Tribunale cantonale contro questa deci-
sione in data 7 aprile 2015 con i seguenti petiti:

"1. Il reclamo è accolto.

 2. Le cifre 1 e 2 del dispositivo della sentenza impugnata sono annullate 
nel senso dei considerandi.

 3. Spese, tasse e ripetibili della presente istanza protestate."

M. Con risposta del 29 aprile 2015 Y._____ ha chiesto la reiezione integrale 
del reclamo, protestando spese e ripetibili.

N. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini 
del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

II. Considerandi

1.a) Contro le decisioni inappellabili dei tribunali distrettuali quali giurisdizioni di 
prima istanza in materie civili può essere proposto il reclamo giusta l’art. 319 lett. a 
CPC. Sono inappellabili fra l’altro le decisioni pronunciate in controversie patrimo-
niali con valore litigioso secondo l’ultima conclusione riconosciuta nella decisione 
di meno di CHF 10'000.00 (art. 308 cpv. 2 CPC). Il reclamo, scritto e motivato, de-
ve essere proposto al Tribunale cantonale dei Grigioni quale autorità giudiziaria 
superiore ai sensi dell'art. 7 cpv. 1 della Legge d'applicazione del Codice di diritto 
processuale civile svizzero del 16 giugno 2010 (LACPC; CSC 320.100) entro 30 
giorni dalla notificazione della decisione motivata (art. 311 cpv. 1 CPC). Per re-
clami in merito al diritto delle obbligazioni è competente la II. Camera civile del 

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Tribunale cantonale (art. 7 lett. a dell'Ordinanza sull'organizzazione del Tribunale 
cantonale del 14 dicembre 2010 [OOTC; CSC 173.100]). Il Tribunale cantonale 
giudica ricorsi e appelli nella composizione di giudice unico, quando il valore liti-
gioso non supera i CHF 5'000.00 (art. 7 cpv. 2 lit b LACPC). 

b) Nella fattispecie il valore litigioso della vertenza è di CHF 5'000.00 (vedi art. 
91 cpv. 1 CPC). Contro la sentenza del Tribunale distrettuale Moesa del 30 di-
cembre 2014, comunicata con motivazione scritta il 23 marzo 2015 e notificata il 1 
aprile 2015, è dunque dato soltanto il reclamo. Inoltre competente per giudicare il 
presente reclamo è il giudice unico della II. Camera civile del Tribunale cantonale.

Proposto il 7 aprile 2015, ossia nel termine di 30 giorni dalla notifica della decisio-
ne motivata avvenuta il 1 aprile 2015, il reclamo con un valore litigioso di CHF 
5'000.00 è tempestivo. Esso rispetta inoltre i requisiti formali ex art. 130 CPC e art. 
8 della Legge sulle lingue del Cantone dei Grigioni del 19 ottobre 2006 (LCLing; 
CSC 492.100) ed è perciò ricevibile in ordine. 

2. a) Il reclamante censura un errato accertamento dei fatti da parte della giuri-
sdizione inferiore, invocando la prassi concernente l'art. 320 CPC. Tuttavia il re-
clamante non dimostra in che modo la giurisdizione inferiore abbia accertato in 
modo manifestamente errato i fatti.

b) Con il reclamo possono essere censurati l'applicazione errata del diritto 
nonché l'accertamento manifestamente errato dei fatti (art. 320 CPC). Il termine 
applicazione errata del diritto comprende sia il diritto scritto che quello non scritto 
nonché l'inadeguatezza. L'autorità di reclamo esamina le rispettive censure con 
piena cognizione. Per quanto invece concerne la fattispecie costatata dall'istanza 
inferiore, vige una cognizione ristretta. Questa, infatti, viene valutata dal Tribunale 
cantonale solo sotto l'aspetto di un accertamento manifestamente inesatto e quindi 
arbitrario dei fatti (cfr. fra i molti Dieter Freiburghaus/Susanne Afheldt, in: Sutter-
Somm/Hasenböhler/Leuenberger (ed.), Kommentar zur Schweizerischen Zivilpro-
zessordnung (ZPO), Zurigo 2016, n. 5 ad art. 320 CPC). La definizione di "manife-
stamente errato" corrisponde a quella dell'arbitrio (art. 9 Cost.) nell'apprezzamento 
delle prove o nell'accertamento dei fatti. Per motivare l'arbitrio non basta criticare 
semplicemente la decisione impugnata contrapponendole una versione propria, 
ma occorre dimostrare per quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione 
delle prove sarebbero manifestamente insostenibili, in aperto contrasto con la si-
tuazione reale, gravemente lesivi di una norma o di un principio giuridico chiaro e 
indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento di giustizia e d'equità 

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(DTF 140 III 16 consid. 2.1 con rinvii). Un apprezzamento delle prove è arbitrario 
solo quando l'autorità inferiore abbia manifestamente disatteso il senso e la rile-
vanza di un mezzo probatorio o abbia omesso, senza fondati motivi, di tenere con-
to di una prova importante, idonea a influire sulla decisione presa; oppure quando, 
sulla base degli elementi raccolti, essa abbia fatto delle deduzioni insostenibili 
(DTF 140 III 264 consid. 2.3 con rinvii). Fintanto che un apprezzamento inesatto 
dei fatti si basa su un'errata applicazione del diritto, tuttavia, è di nuovo dato il mo-
tivo di reclamo dell'errata applicazione del diritto ex art. 320 lett. a CPC, il quale 
può essere esaminato con piena cognizione dall'istanza di reclamo (Karl Spühler, 
in: Spühler/Tenchio/Infanger [ed.], Basler Kommentar, Schweizerische Zivilpro-
zessordnung, Basilea 2013, n. 5 ad art. 320 CPC).

c) Nella fattispecie descritta nel suo reclamo, il reclamante tralascia di men-
zionare l'email della signora A._____ al signor B._____ del 30 maggio 2008 (act. 
TD F), nella quale veniva comunicato che "il caso risulta essere chiuso". Al contra-
rio di ciò che sostiene il reclamante, non vi è nessuna prova per l'annuncio del se-
condo "sinistro" nel 2008, né negli atti né nella deposizione del signor B._____. 
Infatti secondo la dichiarazione di B._____ (act. TD 11), secondo la quale egli nel 
2008 avrebbe aperto solo un caso, confermerebbe che in quel momento gli sareb-
be stato notificato un solo caso. Il teste ha pure sostenuto che nel caso in cui gli 
sarebbero stati notificati due casi distinti, egli avrebbe aperto due dossier, come 
da prassi.

Il reclamante, con lettera del 16 maggio 2013 (act. TD H), ha inoltre comunicato 
alla resistente di aver allegato le sentenze e il ricorso da parte del suo legale, per 
una causa che durerebbe da oltre tre anni tra il sottoscritto e la madre. Pertanto 
l'affermazione del reclamante, secondo la quale il secondo "sinistro" sarebbe stato 
annunciato già nel 2008, appare poco verosimile. 

In base agli atti citati, al modo di agire del reclamante e alla dichiarazione del di-
pendente della resistente ne segue che gli accertamenti della giurisdizione inferio-
re - contrariamente a quanto sostiene il reclamante - non possono ritenersi mani-
festamente errati. Invano si cerca poi nel reclamo una censura diretta contro gli 
accertamenti di fatto contenuti nella sentenza impugnata conforme alle ricordate 
esigenze di motivazione. Motivo per cui i presupposti per un accertamento mani-
festamente errato dei fatti non sono adempiuti. La censura del reclamante è quindi 
infondata. 

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3. a) In una prima parte del suo reclamo il reclamante critica la sentenza impu-
gnata in modo puramente appellatorio, censurando una denegata giustizia, un 
formalismo eccessivo, una violazione del diritto di essere sentito e una mancata 
applicazione del diritto.

b) Nella procedura di reclamo fa stato l'obbligo di censura. Nel suo atto di re-
clamo parte reclamante deve dunque esporre nel dettaglio di quali vizi deficita la 
decisione impugnata e quali motivi di reclamo vengono invocati (Freiburghaus/ 
Afheldt, op. cit., n. 15 ad art. 321 CPC). La Camera esamina solo le censure espli-
citamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che di-
scendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle 
conclusioni chiare, di designare dettagliatamente sia i punti contestati della sen-
tenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché 
la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinio-
ni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 374, consid. 4.3.1 con rinvii, sentenza del Tri-
bunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3).

c) Nel suo reclamo, il reclamante non si confronta con le conclusioni della sen-
tenza impugnata, limitandosi a ribadire in maniera appellatoria e quindi inammissi-
bile, di aver annunciato il secondo "sinistro" nel 2008 e sostenendo che il compor-
tamento dell'assicurazione sarebbe abusivo del diritto. Ciò non dimostra per nulla 
che l'accertamento dei fatti posto a fondamento del giudizio impugnato sarebbe 
avvenuto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto. Nella motiva-
zione del reclamo non vi è il minimo accenno al perché la decisione impugnata 
sarebbe manifestamente insostenibile, destituita di fondamento serio e oggettivo o 
in urto palese con il senso di giustizia ed equità. Ne discende che il reclamo, di 
natura meramente appellatoria, sfugge a qualsiasi desamina. 

Tuttavia va stabilito che la giurisdizione inferiore nella sentenza impugnata non ha 
approfondito particolarmente la prescrizione per il credito di "responsabilità civile 
per consulenza assicurativa lacunaria". Infatti il reclamante aveva sostenuto nella 
procedura di fronte al Tribunale distrettuale Moesa di non essere stato informato 
debitamente in merito alle esclusioni di copertura previste nella polizza. Ciò non-
dimeno nella sentenza impugnata è stato chiaramente determinato che il diritto a 
prestazioni si prescrive al più tardi entro due anni dal fatto su cui è fondata l'obbli-
gazione. Facendo riferimento alla fattispecie stabilita dalla giurisdizione inferiore e 
considerato che il reclamante aveva firmato il contratto assicurativo oltre 45 anni 
fa, è evidente che la prescrizione per una pretesa di "responsabilità civile per con-
sulenza assicurativa lacunaria" era ovviamente già intervenuta nel 2013. L'argo-

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mentazione della sentenza resisterebbe quindi anche ad un'eventuale censura per 
asserita violazione del diritto di essere sentito. In siffatte circostanze, la decisione 
del giudice unico del Tribunale distrettuale Moesa resiste alla critica. 

4. a) Nel suo reclamo del 7 aprile 2015 il reclamante qualifica il comportamento 
della controparte quale violazione dell'art. 2 CC, poiché l'assicurazione prima 
avrebbe proposto una consulenza legale per l'importo di CHF 300.00, precisando 
in seguito che si sarebbe trattato solamente di una proposta transattiva, perché il 
diritto alle prestazioni era prescritto e ciononostante avrebbe di nuovo proposto 
l'importo di CHF 300.00 per una consulenza legale. Secondo il reclamante, l'assi-
curazione, dichiarando di volere partecipare con un importo di CHF 300.00 a titolo 
di consulenza legale, avrebbe logicamente rinunciato a fare valere l'eccezione di 
prescrizione. A mente del reclamante il comportamento dell'assicurazione sarebbe 
abusivo del diritto. Di conseguenza la pretesa di CHF 3'000.00 risp. CHF 5'000.00 
nei confronti dell'assicurazione sarebbe ancora data.

b) Giusta l’art. 326 CPC nella procedura di reclamo non sono ammesse né 
nuove conclusioni, né l'allegazione di nuovi fatti o la produzione di nuovi mezzi di 
prova. Fatte salve speciali disposizioni legali (art. 326 cpv. 2 CPC), vale perciò un 
divieto totale di nova. A differenza dell'appello, il reclamo non ha lo scopo di pro-
seguire la procedura di prima istanza. Determinante è quindi la materia proces-
suale vigente al momento dell'emanazione della decisione impugnata (Freibur-
ghaus/Afheldt, op. cit., n. 3 e seg. ad art. 326 CPC). Il divieto di nova fa quindi sta-
to non solo in procedure soggette al principio attitatorio bensì anche in quelle go-
vernate dalla massima inquisitoria. Sono invece ammesse nuove considerazioni 
giuridiche (cfr. Freiburghaus/Afheldt, op. cit., n. 3 ad art. 326 CPC; Dominik Gas-
ser/Brigitte Rickli, Schweizerische Zivilprozessordnung, Kurzkommentar, Zurigo 
2014, n. 1 ad art. 326 CPC). 

c) L'argomentazione del reclamante, secondo il quale il comportamento dell'-
assicurazione sarebbe contradditorio e abusivo del diritto, poiché avrebbe rinun-
ciato a far valere la prescrizione e la pretesa di CHF 3'000.00 risp. CHF 5'000.00 
sarebbe ancora data, è un’allegazione che non aveva fatto valere in prima sede. 
Effettivamente, in prima sede il reclamante ha trattato esclusivamente le basi lega-
li della propria pretesa, in particolar modo richiamando la Legge federale sul con-
tratto di assicurazione (LCA; RS 221.229.1) e le condizioni generali contrattuali 
della resistente. Precisamente, nel procedimento di fronte al Tribunale distrettuale 
Moesa, il reclamante aveva criticato la formulazione delle CGA, a suo parere non 
trasparenti, ambigue ed ingannevoli. Inoltre egli aveva rimandato agli obblighi di 

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informare l'assicurato in merito alle esclusioni di copertura. In seguito il giudice 
unico nella sentenza impugnata ha approfondito esclusivamente le argomentazio-
ni del reclamante, esaminando la questione della prescrizione delle pretese dal 
punto di vista della LCA e delle CGA. Nel reclamo inoltrato, il reclamante con la 
sua nuova argomentazione non si confronta con le considerazioni della sentenza 
impugnata. Anche se in parte vengono riportati delle parti della sentenza del Tri-
bunale distrettuale Moesa, il reclamante non affronta i considerandi giuridici della 
sentenza impugnata.

Questa nuova allegazione del reclamante non può essere presa in considerazione 
in secondo grado ed è quindi inammissibile (art. 326 cpv. 1 CPC). Ne discende 
che il reclamo in questo punto – non motivato in modo sufficiente – si rivela irrice-
vibile. 

Sia come sia, il reclamo vedrebbe la sua sorte segnata quand' anche si volesse 
esaminarlo nel merito. 

5. a) Nella decisione impugnata il giudice unico ha accolto l'eccezione di prescri-
zione sollevata dalla convenuta. Di conseguenza il giudice ha rigettato la petizione 
dell' 11 dicembre 2013. La prima istanza ha ritenuto che non vi fossero alcune 
prove sufficienti a dimostrare che nel 2008 il reclamante avrebbe segnalato il se-
condo "sinistro" all'assicurazione. A mente del Tribunale distrettuale Moesa, la 
lettera del 31 maggio 2013 (act. TD I) non rappresenterebbe un riconoscimento di 
debito e inoltre non rappresenterebbe una rinuncia a sollevare l'eccezione di pre-
scrizione. Infine il comportamento della resistente non avrebbe violato il principio 
della buona fede giusta l'art. 2 CC. 

b) Il reclamante dichiara che in un primo tempo l'assicurazione non avrebbe 
voluto avvalersi dell'eccezione di prescrizione, rifiutando il caso per altri motivi. A 
mente del reclamante, in un rapporto contrattuale la volontà reciproca espressa tra 
le parti di non avvalersi dell'eccezione di prescrizione e dell'assicurato di accettare 
per atto concludente tale proposta, renderebbe il patto perfetto. Quando l'assicura-
to avrebbe preso atto di una determinata motivazione, l'assicurazione dovrebbe 
rispondere se modifica a posteriori quanto in precedenza stabilito reciprocamente. 
Tale comportamento assicurativo, secondo il reclamante, sarebbe contrario al 
principio "venire contra factum proprium" e rappresenterebbe una violazione dell'-
art. 2 CC.

c) Richiamata la sentenza del Tribunale federale 4C.348/2005 del 27 febbraio 
2006, consid. 7.1, giusta l'art. 2 cpv. 1 CC ognuno è tenuto ad agire secondo la 

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buona fede sia nell'esercizio dei propri diritti che nell'adempimento dei propri ob-
blighi. Il manifesto abuso del proprio diritto non è protetto dalla legge (art. 2 cpv. 2 
CC). Vi è in particolare un abuso di diritto qualora un istituto giuridico venga utiliz-
zato ad un fine diverso di quello per cui è stato creato (cfr. ad esempio DTF 122 III 
321 consid. 4a), qualora un diritto venga esercitato senza scopo (DTF 129 III 493 
consid. 5.1 pag. 497) oppure nell'intento di procurarsi un beneficio manifestamente 
sproporzionato, tenuto conto degli interessi in gioco (DTF 123 III 200 consid. 2b 
pag. 203), infine, a determinate condizioni, qualora una persona assuma un com-
portamento contraddittorio (venire contra factum proprium: cfr. DTF 125 III 257 
consid. 2a con rinvii; DTF 123 III 70 consid. 3c pag. 75). 

Inoltre l’art. 2 cpv. 2 CC sanziona gli atti che sono conformi alle norme giuridiche 
corrispondenti o a disposizioni contrattuali che discendono dall’autonomia delle 
parti ma che, oggettivamente, costituiscono una violazione dello standard minimo 
della buona fede, che disillude le aspettative delle parti, in ordine a un comporta-
mento corretto e leale, avuto riguardo all’insieme delle circostanze (Sentenza del 
Tribunale federale 4C.249/ 2001 del 16 gennaio 2002 consid. 2c con rinvii). 

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale nessun principio generale obbli-
ga a mantenere una condotta che è stata adottata in precedenza. Colui che modi-
fica il suo comportamento non infrange le regole della buona fede, a meno che la 
posizione adottata in precedenza abbia creato nei confronti del partner contrattua-
le una fiducia legittima, che è stata disillusa dal nuovo comportamento. In altri ter-
mini v’è una situazione di abuso se una parte è stata indotta da questa fiducia a 
compiere degli atti che in seguito si sono rivelati pregiudizievoli al momento in cui 
la situazione è mutata (DTF 125 III 257 consid. 2a con rinvii; DTF 121 III 350 con-
sid. 5b). Deve trattarsi di atti che si rivelano pregiudizievoli, perché, ad esempio, 
l’interessato ha lasciato decadere dei termini, durante i quali avrebbe potuto eser-
citare un diritto, oppure perché ha compiuto degli atti di procedura che non avreb-
be eseguito in considerazione del clima di fiducia che è stato creato dalla contro-
parte (DTF 125 III 257 consid. 2a con rinvii).

d) La lettera del 31 maggio 2013 della resistente (act. TD I) comunica che "per 
eventuali controversie in concomitanza con una casa con più di tre appartamenti 
oppure se l'edificio non è abitato dal proprietario stesso,..., sussiste il beneficio ad 
una consulenza fino ad un importo massimo di CHF 300.00 (vedi art. 16, cap. 2-
art. 15 h)". Come correttamente stabilito nella sentenza impugnata, questa lettera 
presenta solamente uno stralcio delle condizioni generali assicurative e non - co-
me richiesto dal reclamante - un atto vincolante per le parti che traeva seco delle 

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precise conseguenze giuridiche rispettivamente una rinuncia per atto concludente 
a sollevare l'eccezione di prescrizione. Il caso specifico è stato qualificato dalla 
resistente, in base alle CGA citate, come una controversia che avrebbe potuto 
beneficiare di una consulenza legale fino a CHF 300.00. 

In un primo tempo, come confermato da B._____ (act. TD. 11), la questione della 
prescrizione non era stata approfondita dalla resistente. Solamente dopo un'accu-
rata disamina del caso, la resistente era giunta a conclusione che le pretese dell'-
assicurato erano prescritte. Di fatto, analizzando il comportamento dell'assicura-
zione, nella lettera del 22 luglio 2013 (act. TD K) è stato ricordato "che un eventua-
le diritto a prestazioni nei nostri confronti concernenti la summenzionata contro-
versia legale contro sua madre - controversia conclusasi con la sentenza del 3 
gennaio 2013 - risulta essere da tempo prescritto". Nondimeno l'assicurazione ha 
asserito che "Nonostante tutto ed in via del tutto eccezionale siamo tutt'ora dispo-
sti a partecipare ai costi del caso per un importo massimo di franchi 300.-". Questa 
dichiarazione, dal punto di vista del principio di buona fede, come stabilito corret-
tamente dalla giurisdizione inferiore, non rappresenta un riconoscimento di debito 
- e quindi una rinuncia a sollevare l'eccezione di prescrizione - ma si tratta di un'of-
ferta quale gesto volontario per favorire l'assicurato. Difatti la resistente nella lette-
ra del 22 luglio 2013 ha offerto nuovamente la stessa consulenza per l'importo già 
proposto di CHF 300.00. Il comportamento della resistente non risulta quindi con-
tradditorio, poiché la prestazione offerta era identica e la proposta costituiva sola-
mente un gesto di disponibilità e benevolenza nei confronti dell'assicurato. Inoltre 
non risulta nemmeno che il reclamante sia stato indotto a compiere degli atti che 
in seguito si sono rilevati pregiudizievoli. Che questo comportamento abbia potuto 
violare il principio di buona fede non è ravvisabile e non viene nemmeno esposto 
in dettaglio da parte del reclamante. La critica del reclamante risulta ingiustificata e 
va quindi respinta.

Inoltre, come statuito correttamente nella decisione del giudice unico, nel 2013 la 
prescrizione delle pretese del reclamante era già intervenuta e la lettera della resi-
stente non avrebbe comunque potuto interrompere validamente la prescrizione. 

6. a)  Il reclamante sostiene pure che la decisione impugnata sarebbe andata 
"ultra petita non riconoscendo quanto riconosciuto dall'assicurazione all'assicura-
to". A mente del reclamante, il giudice unico avrebbe dovuto concedere almeno 
l'importo di CHF 300.00 a titolo di gesto riconosciuto dall'assicurazione.

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b) In merito alla pretesa del reclamante di CHF 300.00 nei confronti della resi-
stente, va stabilito che la proposta transattiva di partecipare ai costi con un impor-
to massimo di CHF 300.00 equivaleva ad un'offerta che non è stata accettata dal 
reclamante. Al contrario di ciò che sostiene il reclamante, secondo il quale il giudi-
ce avrebbe dovuto rispettare la volontà delle parti, in realtà non vi è stato alcun 
consenso fra le parti e la resistente non ha nessun debito di CHF 300.00 nei con-
fronti del reclamante. La decisione del Tribunale distrettuale Moesa resiste quindi 
anche a questa critica del reclamante.

Riassumendo, la giurisdizione inferiore, esaminando i presupposti per un ricono-
scimento di debito e per la rinuncia a sollevare l'eccezione di prescrizione, ha cor-
rettamente applicato il diritto, accogliendo l'eccezione di prescrizione sollevata 
dall'assicurazione e respingendo la petizione del reclamante. Pertanto la critica del 
reclamante è del tutto infondata. 

7. a ) Infine a mente del ricorrente, il comportamento contradditorio dell'assicura-
zione avrebbe creato incertezza nell'assicurato e si giustificherebbe un'assegna-
zione di ripetibili ridotte e spese e tasse di giustizia ridotte. 

b) Nell'ambito della procedura di reclamo il reclamante è risultato soccomben-
te in maniera totale. Il reclamo, che non ha infatti evidenziato nessun errore mani-
festo nell'accertamento dei fatti o nell'applicazione del diritto da parte del primo 
giudice, dev'essere respinto. Infine non è stato ravvisato nessun comportamento 
contradditorio da parte della resistente.

c) Le spese giudiziarie vanno fissate e liquidate d'ufficio (art. 105 cpv. 1 CPC). 
Nel caso specifico si giustifica prelevare un emolumento di CHF 2'500.00 e consi-
derato l'esito della procedura di reclamo, queste spese vanno a carico del recla-
mante, rimasto lui soccombente ai sensi dell'art. 106 cpv. 1 CPC. 

d) Ai sensi dell'art. 95 cpv. 1 CPC quest'ultimo, oltre a pagare le spese pro-
cessuali deve risarcire adeguatamente le spese ripetibili della parte vincente. Visto 
che la parte vincente non ha presentato una nota delle sue spese per la procedura 
di reclamo, le indennità a titolo di ripetibili (IVA inclusa) vengono stabilite d'ufficio a 
CHF 1'500.00. 

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III. La Seconda Camera civile decide:

1. Nella misura in cui é ammissibile, il reclamo é respinto.

2. Le spese giudiziarie di CHF 2'500.00 sono poste a carico di X._____, che 
risarcisce la Y._____ di CHF 1'500.00 a titolo di ripetibili.

3. Contro questa decisione con un valore litigioso inferiore a CHF 30'000.00 
può essere interposto ricorso in materia civile ai sensi degli artt. 72 e 74 
cpv. 2 lett. a LTF, se la controversia concerne una questione di diritto di im-
portanza fondamentale. Altrimenti è dato il ricorso sussidiario in materia co-
stituzionale ai sensi degli artt. 113 segg. LTF. In entrambi i casi, il rimedio 
legale è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per scritto en-
tro 30 giorni dalla notificazione della decisione con il testo integrale nel mo-
do prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, il diritto, gli ulteriori 
presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 72 segg., 
90 segg. e 113 segg. LTF.

4. Comunicazione a: