# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 16932316-7c10-5333-be7f-c65b4f99ce9b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-11-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.11.2001 41.2001.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_41-2001-2_2001-11-26.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  41.2001.00002

   

  BS/nh

  	
  Lugano

  26 novembre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 15 maggio 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 22 marzo 2001 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio federale ass. militare, 3001 Berna,  

  rappr. da: __________,  

   

  in materia di assicurazione militare
  federale

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 22 marzo
1990, durante l’assolvimento di un corso complementare, mentre dormiva,
__________ è caduto dal letto castello (2°piano) procurandosi una commozione
cerebrale e delle contusioni multiple alla colonna lombare (doc. _).

L’Assicurazione militare (AM) ha riconosciuto la piena responsabilità per
queste due affezioni.

A seguito della notifica di giugno 1995 da parte del reumatologo
dell’assicurato, Dr. __________ - in cui ha posto la seguente diagnosi: “sindrome
cervico-brachiale predominante a sx. e sindrome lombo-spondilogena con blocchi
intermittenti dell’articolazione scaro-iliaca su turbe statiche del rachide e
sbilancio muscolare. Emicrania cronica. Stato dopo commozione cerebrale e
contusione lombare durante il CR del 1990”, (cfr. doc. _) - e dopo aver
espletato gli accertamenti medici del caso, con decisione 25 settembre 1996,
poi confermata con decisione su opposizione 15 aprile 1997 (doc. _), l’UFAM ha
statuito di continuare a riconoscere una responsabilità del 100% per le
cefalee, ridotta al 50% per la sindrome lombare ed ha rifiutato ogni
responsabilità per la sindrome cervicobrachiale (doc. _).

A seguito del ricorso 11 luglio 1997 dell’assicurato, il TCA ha ordinato una
perizia medica che è stata allestita dal professor __________ della Clinica
ortopedica __________ (cfr. doc. AM). 

Viste le risultanze peritali, il 28 aprile 1998 __________ ha ritirato il
gravame che è stato stralciato dai ruoli mediante decreto 30 aprile 1998 (doc.
_).

 

                               1.2.   Dal 17
settembre al 22 ottobre 1999 __________ è stato degente presso la Clinica
privata __________.

Con certificato 12 novembre 1999 il dr. med. __________, psichiatra e
psicoterapeuta, ha attestato che

“il Signor __________ presenta una complessa sintomatologia psichiatrica di
tipo ansioso-depressivo che appare correlata in modo diretto al trauma cranico
subito a suo tempo durante il servizio militare.” (doc. _).

 

                                         Il caso è
stato poi esaminato dal servizio medico dell’UFAM.

Nel rapporto 10 agosto 2000 i sanitari hanno concluso che 

“ la problematica psichica annunciata successivamente (disturbo di
personalità ICD-10 F.60), che richiede un ricovero psichiatrico nel settembre
1999 e causa una (parziale) incapacità lavorativa alla primavera del 2000, non
presenta rapporti di causalità naturale con le affezioni assicurative.” (doc.
_).

 

                               1.3.   Con
preavviso 4 ottobre 2000 l’UFAM ha quindi comunicato all’assicurato che il
disturbo paranoideo della personalità non può essere considerato un postumo
tardivo delle affezioni assicurate ed ha escluso la propria responsabilità per
tale danno alla salute (doc. _).

Con osservazioni 15 novembre 2000 l’avv.
__________, rappresentante dell’assicurato, sulla base del rapporto 2 novembre
2000 del dr. __________, ha contestato quanto formulato nel preavviso (doc. _).

Mediante decisione formale 21 maggio 2000 l’amministrazione ha ribadito di non
assumersi alcuna responsabilità per l’affezione psichica (doc. _).

 

                                         Con
opposizione l’assicurato, sempre per il tramite dell’avv. __________, oltre a
sostenere l’esclusione di un effettivo e rilevante danno psichico preesistente,
ritiene dato il nesso di causalità naturale nonché adeguato tra l’infortunio
del 1990 e l’attuale affezione psichica (doc. _)

Mediante decisione su opposizione 22 marzo 2001 l'UFAM ha ribadito il rifiuto
di ogni responsabilità per quanto concerne il disturbo paranoideo della
personalità, escludendo quindi qualsiasi prestazione assicurativa (doc. _).

                               1.4.   Contro la
decisione su opposizione ___________, per il tramite dell’avv. __________, ha
presentato al TCA un tempestivo atto di ricorso.

Egli ha chiesto l’annullamento della pronunzia amministrativa ed il conseguente
riconoscimento della responsabilità dell’UFAM per l’affezione psichica.

Innanzitutto, l’assicurato contesta la preesistenza di qualsiasi disturbo
psichico, ritenendo comunque dato il nesso di causalità naturale. Al proposito
egli ha osservato: 

 

" 
Il Dr. med. __________, nella sua valutazione specialistica del 02.11.2000 agli atti, riconosce
chiaramente una relazione 

causale naturale e un legame di causalità
adeguata del citato infortunio subito
durante il servizio militare nel 1990 con i disturbi psichici attuali del
nostro mandante.

 

Da precisare che sia il diretto interessato sia
il medico specialista hanno sottolineato l'importanza che ha avuto l'incidente
militare nella vita del sig. __________.

 

Dal punto di vista dell'esperienza ordinaria
della vita (nach dem gewöhnlichen Lauf der Dinge), l'esistenza
di un nesso di causalità naturale non può quindi essere messa in dubbio,
perché se vengono ovviamente scartati ì problemi di ansia nervosa che il signor
________ aveva prima del matrimonio a causa di altri dolori all'anca con dubbio
di grave malattia (necrosi) ed era abbattuto pensando nemmeno di potersi
sposare (dopo ben 5 anni di fidanzamento!!), risp. 10 anni dopo questo episodio
psico‑affettivo (episodio assolutamente irrilevante nella fattispecie), resta
chiaramente soltanto l'infortunio rilevante del servizio militare del 1990 che
spiega tutti i susseguenti disturbi psichici sempre più aumentati. Quindi
l'infortunio nel servizio militare è proprio stato la "conditio sine qua
non" dell'attuale grave situazione psichica del nostro mandante. Senza
tale grave infortunio militare del 1990 senz'altro attualmente non sarebbero
nemmeno pensabili tali gravi disturbi psichici."

                                         Egli ha
anche chiesto, l’erezione di una perizia giudiziaria volta ad accertare l’esistenza
del nesso di causalità naturale. 

__________ ritiene tuttavia dato anche il nesso causale adeguato tra l’evento
del 1990 e l’affezione psichica in parola. 

Classificando l’infortunio di media gravità e facendo riferimento alla
giurisprudenza del TFA in merito, egli ha infatti sostenuto che:

                                                                                 

" 
Almeno sei (se
non sette) sono i criteri presi in considerazione dalla giurisprudenza che
sono soddisfatti nel nostro caso:

 

1. La circostanza di una caduta improvvisa
dal letto a castello (senza crisi epilettica, v. Ospedale __________,
Dottoressa __________) che generava nell'infortunato il carattere sicuramente
particolarmente impressionante, anzi drammatico di chi ha
esperimentato cadendo nel vuoto, rimanendo a terra per lungo tempo, quasi privo
di sensi, il senso d'ansia e d'angoscia di essere abbandonato al proprio
destino, che, se da nessuno soccorso, poteva esser stato letale, cioè un evento
assai traumatizzante con una commozione cerebrale più contusioni
multiple alla colonna lombare.

 

2. La gravità, risp. la natura particolare
delle lesioni, sia di contusioni multiple, ma specialmente
della commozione cerebrale, fatto estremamente grave nella vita di una persona
perché di regola segna tutta l'esistenza proprio con la grande probabilità di
originare turbe psichiche! Turbe purtroppo scaturite effettivamente in
seguito nel nostro caso a causa di detto infortunio militare.

 

3. La durata della cura: ricoveri
presso l'ospedale cantonale di __________, presso l'ospedale cantonale di
__________, presso l'ospedale __________, presso l'ospedale di __________, dove
più volte nel visitarlo sono state riscontrate cefalee e disturbi derivanti
dall'infortunio durante il CR, mentre in tutti questi 10 anni sono rimasti i
dolori sia lombari che cervicali e di cefalea.

 

4. I dolori fisici persistenti: i
dolori, in ispecie le cefalee, coi passare del tempo non sono scomparse e anzi
si sono accentuati. I disturbi infastidiscono il signor __________ al punto che
si ripercuotono sulla sua salute psichica sì da contribuire all'insorgere di un
evidente stato depressivo.

 

5. Le difficoltà e continue complicazioni
di blocchi alla schiena, alla regione lombare e cervicale senza mai una
guarigione!

 

6. Infine anche l'iniziale assai lunga
durata d'incapacità lavorativa di mesi e che di tanto in tanto causa
dolori si ripropone così da dover affrontare continui problemi di cure e
terapie.

 

A tal proposito illuminanti sono gli stessi primi
documenti dell'incarto atti dell'Assicurazione militare: ad es. l'Act. 5 del
29.03.1990 dove alla voce diagnosi si legge della "Commotio cerebri"
e contusioni multiple, oppure l'Act. 10 del 31.05.1990 in cui il Dr. med.
__________ scrive che la cura non poteva ancora essere terminata e che
l'incapacità lavorativa al 100% era stata presente dal 31.03.90 al 06.05.90.

 

Risulta poi superfluo analizzare se esistono
altri fattori che hanno favorito il sopraggiungere di un'affezione psichica.
Anzi non è proprio possibile negare l'esistenza di una relazione di causalità
adeguata facendo valere una predisposizione naturale dell'assicurato (DTF 115 V
409-410 consid. 5bb)! La causalità adeguata risulta evidente!"

                                         

                               1.5.   Con risposta
11 giugno 2001 l’UFAM, rappresentato dall’avv. __________, ha chiesto che il
ricorso venga respinto.

L’amministrazione sostiene invece che il disturbo paranoideo della personalità
sia già preesistito, escludendo comunque un nesso causale naturale con l’evento
infortunistico poiché: 

 

" 
Come abbiamo già accennato in precedenza, a
fronte della certificazione del dott. __________ del 2 novembre 2000, esiste
agli atti la perizia allestita il 10 agosto 2000 dal Servizio medico della
direzione AM che fornisce una descrizione esauriente della natura e delle
conseguenze (come pure dell'eziologia) del disturbo paranoideo della
personalità, inquadrandolo in un discorso giuridico‑assicurativo.

Il dott. __________, nel citato rapporto, non va
invece oltre l'affermazione apodittica secondo cui sarebbero chiaramente
riconoscibili "una relazione naturale e un legame di causalità
adeguata".

Il medico curante non ha peraltro fornito nessuna
giustificazione circa la discrepanza fra questa categorica affermazione e
quella apparente dal suo certificato del 12 novembre 1999 (doc. _), dove
diagnosticava una "complessa sintomatologia psichiatrica di tipo ansioso‑depressivo",
ma si esprimeva in forma molto dubitativa ("appare correlata")
sull'esistenza di un nesso di causalità naturale e adeguato con il trauma
cranico subito dal paziente in servizio militare." (III)

 

Inoltre, a titolo abbondanziale l’UFAM contesta
altresì la sussistenza di un nesso di causalità adeguato tra i disturbi
psichici ed il trauma del 1990:

 

" 
L'interpretazione che la controparte dà alla
natura e alle conseguenze dell'incidente in servizio militare risultano
tuttavia in aperto contrasto con quanto esposto dal prof. __________ nella sua
perizia giudiziale del 9 marzo 1998 (doc. _), il quale perito ha notevolmente
ridimensionato l'entità e i postumi della caduta dal letto a castello.

Per quel che concerne la commozione cerebrale e
la sua relazione con le cefalee denunciate dal ricorrente, il prof. __________,
sottolineando che questo disturbo esisteva già prima dell'incidente, definisce
molto generosa la decisione dell'AM nell'avere ammesso la responsabilità totale
e illimitata nel tempo per questo disturbo (pag. 718).

Riguardo alle cervicalgie, dopo aver constatato
che a quasi otto anni dal trauma, non erano riscontrabili fenomeni degenerativi
a livello della colonna cervicale, il perito ha reputato corretta la decisione
dell'AM di negare la responsabilità della Confederazione (pag. 8).

Infine, per quel che concerne le lombaggini, il
perito afferma che il discorso è identico a quello per le cervicalgie, avendo
rilevato uno stato radiologico della colonna lombare del tutto normale e
conclude, affermando che trova nuovamente generosa la decisione dell'AM di
riconoscere il 50% di responsabilità della Confederazione per 

 

"disturbi dei quali il signor __________
soffriva da anni e che il trauma ha aggravato, se l'ha fatto, solo
temporaneamente" (pag. 8).

Dopo aver ribadito e ripreso queste valutazioni
rispondendo ai quesiti peritali, il prof. __________ conclude la sua perizia
con la seguente affermazione lapidaria

 

"  Voler
riportare a una caduta come quella del 22.3.1990 disturbi cerebrali, lombari e
cervicali per il resto della propria vita non corrisponde alla realtà." (pag. 13)

 

Si tenga presente che il signor __________ e il
suo patrocinatore avevano a suo tempo accettato le constatazioni e conclusioni
del perito, ritirando il ricorso.

Ed è alquanto significativo che a brevissima
distanza da questa forzata rinuncia a proseguire nell'azione giudiziaria, il
medico curante del ricorrente, il reumatologo FMH dott. __________, nel suo
rapporto 27.8.1998 all'AM (doc. _), abbia tra l'altro rilevato una "recredescenza
dei disturbi ansioso‑depressivi" per i quali ha ritenuto necessario
rinviare il paziente allo psichiatra dott. __________.

Questa reazione psichica si inquadra
perfettamente nella descrizione dei disturbi paranoidei della personalità fatta
dal Servizio medico centrale dell'AM nel suo rapporto del 10 agosto 2000, dove
si legge tra l'altro:

 

"  Ciò
comporta una sensibilità eccessiva verso contraccolpi e retrocessioni come pure
la tendenza a provare sempre rancore e a sentirsi offesi e svantaggiati." (pag. 11)." (III)

Da ultimo l’UFAM non ritiene necessaria la perizia giudiziaria poiché la
valutazione medico-assicurativa del 10 agosto 2000 non contiene indizi di
contraddizione.

                                        

                               1.6.   Il
ricorrente ha presentato delle osservazioni alla riposta di causa datate 26
giugno 2001. Su istanza del TCA, il 10 luglio 2001 l’UFAM ha preso posizione in
merito al nuovo allegato.

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C.,
I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

                                         

 

                                         Nel
merito                      

                                         

                               2.2.   Giusta
l’art. 5 cpv. 1 LAM, l’assicurazione militare copre qualsiasi affezione che si
manifesta ed é annunciata o viene altrimenti accertata durante il servizio. 

                                         L'assicurazione
militare non è responsabile qualora fornisca la prova:

 

                                         a.
  che l'affezione è certamente anteriore al servizio o che non ha potuto certamente
essere stata provocata durante il servizio stesso e

                                         b.   che
detta affezione non è certamente stata né aggravata né   accelerata nel suo
decorso durante il servizio

                                         (art. 5
cpv. 2 LAM).

 

                                         L'assicurazione
militare, se fornisce la prova prevista al capoverso 2 lettera a ma non quella
menzionata al capoverso 2 lettera b, risponde dell'aggravamento dell'affezione.
La prova prevista al capoverso 2 lettera b vale anche per il calcolo
dell'affezione assicurata (art. 5 cpv. 3 LAM).

Se l'affezione è accertata solo dopo il servizio da un medico, un dentista o un
chiropratico e annunciata in seguito all'assicurazione militare, oppure se sono
invocati postumi tardivi o una ricaduta, l'assicurazione militare risponde
soltanto se, con probabilità preponderante, l'affezione è stata causata o
aggravata durante il servizio oppure soltanto se è stabilito con probabilità
preponderante che si tratta di postumi tardivi o della ricaduta di un'affezione
assicurata (art. 6 LAM).

                                        

Affinché un'affezione annunciata come ricaduta o come postumi tardivi di un
danno assicurato sia assunta dall'AM dev'essere accertato con probabilità
preponderante che i disturbi si trovano in relazione causale con l'evento
assicurato (DTF 111 V 374 consid. 2b, cfr. J. Mäschi, Kommentar zum Budesgesetz
über di Militärversicherung (MVG), Berna 2000, ad art. 6, pag. 96, N.17). 

Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che,
senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto
verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece,
che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione
e giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante -
insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile
generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di
assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle
attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la
disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134;
DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46; cfr. pure sentenza inedita 17
ottobre 1989 in re F.).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a
e sentenze ivi citate).

Inoltre, tale rapporto di causalità deve essere adeguato (cfr. in merito: DTF
123 V 139 consid. 3c, Mäschi, op. cit, ad art. 6, pag. 94, N. 8). 

Per quanto riguarda l'onere probatorio, nell'ambito dell'art. 6 LAM la
dimostrazione del probabile legame di causalità (naturale ed adeguata) tra il
danno alla salute accertato e annunciato dopo il servizio e gli influssi subiti
durante il medesimo deve essere fornita dall'assicurato (cfr. Mäschi, op.cit., pag. 96, N.16; Steger-Bruhin, Die Haftungsgrundsätze der
Militärversicherung, Zurigo 1996, pag.173).

A tal proposito va comunque ricordato che nell'ambito delle assicurazioni
sociali, la procedura è retta dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti
rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice. 

Questo principio non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal
dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa. Il dovere
processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di
apportare - ove ciò fosse ragionevolmente esigibile - le prove necessarie,
avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che
altrimenti esse rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di
prove (DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti). 

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è sapere se l’assicurazione militare deve rispondere dell’affezione
psichica (disturbo paranoideo della personalità) come postumo tardivo ex art. 6
LAM della caduta avvenuta durante il servizio militare. Incontestato è comunque
che si tratti di un affezione riscontrata dopo il servizio militare.

Occorre dunque esaminare l’esistenza di un nesso causale tra il disturbo della
personalità ed il trauma del 1990.  

A sostegno della causalità naturale, l’assicurato ha prodotto dei certificati
del dr. __________, psichiatra e psicoterapeuta operante nella Clinica
__________ dove, come visto, l’assicurato è stato ricoverato dal 17 settembre
1999 al 22 ottobre 1999.

In quello datato 12 novembre 1999 lo psichiatra ha attestato “una complessa
sintomatologia psichiatrica di tipo ansioso-depressivo che appare correlata in
modo diretto al trauma cranico subito a suo tempo durante il servizio militare”
(doc. _). 

Nello scritto 2 febbraio 2000 alla Cassa malati __________ il dr. __________ ha
inoltre sostenuto: “come già comunicato in data 31.12.99 che il motivo che
ha determinato il ricovero del paziente è da attribuire ad un’emicrania con
manifestazioni distimiche la quale è conseguenza del trauma cranico riportato
durante il servizio militare nel 1990” (doc. _). 

Nel questionario 31 dicembre 1999, alla domanda posta dalla Cassa malati a
sapere se la degenza era la conseguenza dell’infortunio, lo psicologo ha fatto
riferimento alla domanda nr. 2 (Conseguenza dell’infortunio a livello
psichiatrico) in cui ha risposto che “Anche a questa causa dell’infortunio,
negli ultimi anni si accentuò l’impulsività patologica associata ad un’intensa
quota d’ansia” (doc. _).

L’UFAM, invece, sulla base della valutazione medico -assicurativa del 10 agosto
2000 ha negato l’esistenza di tale nesso causale. I medici dell’assicurazione,
dopo aver elencato compiutamente e descritto tutti i numerosi atti medici contenuti
nell’incarto, discusso e spiegato su cosa s’intenda per disturbo paranoideo di
personalità, hanno concluso che tale affezione “non può essere la
conseguenza di un’altra malattia. Contrariamente alle alterazioni della
personalità, non può essere fatto risalire a situazioni di grande stress o a
determinate malattie, né per un nesso causale né anche per un nesso temporale.
Quindi, non è preponderantemente probabile che esista una rapporto di causalità
naturale tra il disturbo di personalità e la caduta dal letto e le rispettive
conseguenze fisiche” (doc. _). 

Orbene, nel primo certificato del dr. __________ ha utilizzato il termine “appare
correlata” ciò che può, come puntualizzato dai medici dell’amministrazione,
significare che lo psicologo “ritiene 

                                         il
nesso semplicemente possibile, il che non basta però a far sì che
l’assicurazione militare sia tenuta a fornire prestazioni “ (cfr. doc. _ pag.
11)”, mentre nei successivi atti medici egli ha
attestato un nesso causale naturale tra l’affezione psichica ed il trauma del
1990 (cfr. doc. _).

La valutazione dell’affezione psichica dell’UFAM è stata fatta da medici
internisti, non da specialisti, e sulla base degli atti medici a loro
disposizione.

Tuttavia, non è necessario approfondire la questione del nesso causale
naturale, poiché, sulla base degli atti di causa, questa Corte deve negare
l’adeguatezza di una relazione tra il trauma e la nota affezione psichica e
questo per i motivi che seguono.

                               2.4.   Innanzitutto
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, un evento è da ritenere
causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario
delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare
un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in
linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 122 V 416; 121 V 49
consid. 3a; 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate). 

Nell’ambito dell’art. 6 LAM, secondo il TFA, al fine di stabilire un nesso di
causalità adeguata tra l’infortunio e disturbi psichici si applicano gli stessi
principi sviluppati dalla giurisprudenza in materia d’assicurazione contro gli
infortuni (DTF 123 V 137). 

In tal senso, l’Alto tribunale ha posto delle regole che permettano di
giudicare oggettivamente la causalità adeguata tra l’infortunio di un
assicurato e le affezioni psichiche all’origine di un incapacità lavorativa o
di guadagno.

Queste regole si fondano sulla classificazione degli infortuni: infortunio:
infortunio di poca gravità, infortunio di gravità media, infortunio grave.

Di regola, nel caso di infortuni insignificanti ("l'assicurato per
esempio ha leggermente battuto la testa o si è slogato il piede") o
leggeri (ad esempio caduta o scivolata banale) l'adeguatezza del nesso causale
può di regola essere negata a priori (RAMI 1992 U154, 246ss). L'infortunio sarà
tutt'al più ritenuto la causa fortuita delle turbe nondimeno manifestatesi. La
vera causa è da ricercare in fattori extra-infortunistici, per esempio nella
predisposizione costituzionale

Per contro, l'adeguatezza viene ammessa nel caso di infortuni gravi
("secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita gli
infortuni gravi sono in effetti idonei a provocare danni invalidanti alla
salute psichica").

Per quanto attiene, invece, agli infortuni di grado medio - cioè a
quegli "eventi che non possono essere classificati nelle due predette
categorie" - l'adeguatezza è stabilita prendendo in considerazione diverse
criteri i quali, secondo il corso ordinario delle cose e dell’esperienza della
vita, sono tali da provocare o aggravare, assieme all'infortunio, un'incapacità
lavorativa e di guadagno di origine psichica".

 

                                         I criteri
di maggior rilievo sono:

 

                                         -  le
circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o la particolare
spettacolarità dell'infortunio;

 

                                         -  la
gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate, segnatamente la
loro idoneità, secondo l'esperienza, a determinare disturbi psichici;

 

                                         -  la
durata eccezionalmente lunga della cura medica;

 

                                         -  i
dolori somatici persistenti;

 

                                         -  la
cura medica errata che aggrava notevolmente gli esiti dell'infortunio;

 

                                         -  il
decorso sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute;

 

                                         -  il
grado e la durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche.

 

                                         Il TFA
opera all'interno della classe medio-grave un'ulteriore, doppia distinzione.

 

                                         Gli
infortuni medio-gravi si dividono in tre sottogruppi a seconda della loro
relativa gravità:

 

                                         -  infortuni
la cui gravità raggiunge il punto più alto della categoria e li avvicina
addirittura agli infortuni della categoria superiore;

                                         -  infortuni
di media gravità all'interno della categoria medio-        grave;

 

                                         -  infortuni
di poca rilevanza, al limite della categoria inferiore (infortuni insignificanti
o leggeri).

 

                                         Nel primo
caso basta la presenza di uno solo dei fattori sopra elencati.

 

                                         Nel
secondo bisogna nuovamente distinguere:

 

                                         -  se
un fattore è particolarmente incisivo (ad esempio durata particolarmente lunga
dell'incapacità lavorativa per l'intervento di complicazioni durante la cura),
l'adeguatezza è ammessa; 

 

                                         -  in
caso contrario occorre l'intervento di più fattori.

 

                                         Nel terzo
sottogruppo è richiesta alternativamente:

 

                                         -  la
presenza, cumulativamente, di tutti i fattori elencati, o

 

                                         -  la
particolare intensità dei fattori effettivamente intervenuti.

 

                                         Solo a
queste condizioni si ammetterà l'adeguatezza del nesso causale.

                                         Se però queste condizioni sono adempiute, non si dovrà più ricercare
se vi siano altre cause atte a spiegare le turbe psichiche, per esempio in
relazione alla predisposizione costituzionale della vittima.

                                         Può
essere infatti affermato che se l'infortunio e i fattori concomitanti sono
particolarmente importanti, al punto da poter causare le turbe psichiche anche
se la personalità della vittima non vi sia particolarmente predisposta,
l'infortunio avrà la valenza di "causa sopravveniente", che eclissa
gli altri fattori. Basta da solo a scompensare la psiche e relega
all'irrilevanza la sua eventuale particolare vulnerabilità. 

                                         Non
importa che qualsiasi altro choc avrebbe potuto scompensarla; l'infortunio è in
ipotesi idoneo in sé a produrre quel risultato ed è irrilevante che altri
traumi avrebbero potuto provocarlo in sua vece DTF 115 V 138 s. consid. 6, 407
consid. 5, cfr. anche DTF 120 V 355s consid. 5b; 117 V 366 s. consid. 6; 382 s.
consid. 4b e c).

Infine, il TFA ha comunque ribadito che la
qualifica degli infortuni va effettuata secondo criteri puramente oggettivi
senza far riferimento al vissuto dell'infortunio elaborato dalla persona
coinvolta (cfr. RAMI 1995 U215, p. 90ss; DTF 115 V 139 consid. 6, 407  consid.
5).

 

                               2.5.   Occorre, in
primo luogo, procedere alla classificazione dell’infortunio occorso in data 22
marzo 1990 a __________.

 

                                         La
dinamica del suddetto evento infortunistico non é oggetto di contestazione fra
le parti. 

Durante un corso di ripetizione l’assicurato, nel sonno, è caduto dal secondo
piano di un letto a castello riportando una commozione cerebrale e contusione
multiple alla colonna lombare (cfr. rapporto 13 aprile 1990 dr. __________,
doc. _) che ha richiesto un iniziale ricovero ospedaliero di cinque giorni
(cfr. rapporto 29 marzo 1990 dell’Ospedale cantonale di __________, doc. _).

                                         Come
riportato al considerando precedente, la qualifica degli infortuni va
effettuata secondo criteri puramente oggettivi senza far riferimento al vissuto
dell’infortunio elaborato dalla persona coinvolta (RAMI 1995 U215, p. 90ss.;
DTF 115 V 139 consid. 6).

                                         Nella
sentenza pubblicata in RAMI 1998 U307, p. 448ss., il TFA ha ritenuto che una
caduta da un’altezza di cinque metri con frattura di una tibia deve
essere considerato un infortunio di media gravità al limite dei casi gravi.

                                         In questa
pronunzia, vi si trova una panoramica di casi concernenti delle cadute:

 

"  a)
Die bisherige Rechtsprechung zur Einteilung der Unfälle mit psychischen
Folgeschäden, bei denen ein Sturz aus einer gewissen Höhe als Ursache auftritt,
in lichte, mittelschwere und schwere Unfälle, zeigt folgendes Bild: Das
Eidgenössische Versicherungsgericht hat den Sturz von einer Leiter aus einer
Höhe von vier bis fünf Metern auf einen Gehsteig mit verschiedenen gravierenden
Knochenbrüchen als schweren Unfall gewichtet (unveröffentlichtes Urteil R. vom
25. Juni 1989). Ebenfalls der Kategorie der schweren Unfälle zugerechnet worden
ist der Absturz eines Kranführers mit einem an der Decke eines Bahntunnels
montierten Krans aus mindestens acht Metern Höhe (unveröffentlichtes Urteil L.
vom 23. Dezember 1997). Im weiteren hat das Eidgenössische Versicherungsgericht
den Sturz in einen rund acht Meter tiefen Kaminschacht mit offener Franktur des
rechten Fusses als Ereignis im Grenzbereich zwischen den mittelschweren und den
schweren Unfällen qualifiziert (unveröffentlichtes Urteil A. vom 10. Mai 1995).
Den Sturz aus mehreren Metern Höhe auf Rücken und Gesäss mit Frakturen an
diversen Metatarsalen und Kontusionen im Bereich des Rückens hat es ebenfalls
als ein mittelschweres Ereignis an der Grenze zu den schweren Fällen eingestuft
(SVR 1996 UV Nr. 58 S. 193; unveröffentliches Urteil G. vom 11. Juli 1995).
Derselben Kategorie ist der Sturz aus einer Höhe von etwa fünf Metern von einer
Leiter auf den Boden zugeordnet worden, bei welchem sich der Versicherte eine
Commotio cerebri, eine Beckenschaufelfraktur rechts, eine distale
Radiustrümmerfraktur rechts mit Abriss des Processus styleoideus ulnae, eine
traumatische Bursitis olecrani rechts sowie eine Rissquetschwunde über dem
rechten Auge zuzog (unveröffentlichtes Urteil S. vom 4 Dezember 1996). Als Ereignis
im mittleren Bereich hat es den Sturz in alkoholisiertem Zustand über eine
Treppe, wobei der Versicherte den Kopf aufschlug und eine Nasenbeinfraktur
sowie Rissquetschwunden an der Nasenwurzel erlitt, betrachtet
(unveröffentlichtes Urteil K. vom 19 September 1994). Ebenfalls als
mittelschwer ist der Unfall qualifiziert worden, bei dem der Versicherte aus
einer Höhe von 2,5 bis 3 m von einer Leiter stürzte und sich diverse Prellungen
zuzog (unveröffentlichtes Urteil I. vom 3. November 1995). Demgegenüber hat es
den Unfall, bei dem ein Versicherter das Gleichgewicht verlor, von einem 1,2 m
hohen Gerüst fiel und eine Calcaneusfraktur erlitt, im mittleren Bereich, aber
an der Grenze zu den leichten Fällen angesiedelt (unveröffentlichtes Urteil T.
vom 20 November 1991)" (RAMI 1998 cit. consid 3a).

 

                                         Nella
sentenza 8 settembre 1999 in re S., non pubblicata, il TFA ha classificato,
tutt’al più, fra gli infortuni di grado medio all’interno della categoria
media, l’evento in cui l’assicurato, in preda ai fumi dell’alcool, é caduto a
capofitto in un canale profondo circa due metri e mezzo, riportando una
commotio cerebri con ferita lacero-contusa al mento ed una frattura
radiodistale intraarticolare a sinistra.

 

                                         In una
sentenza non pubblicata del 4 gennaio 2000 in re A.L. (inc. 35.1999.9), cresciuta in
giudicato, il TCA ha ritenuto infortunio di media gravità, nella sottocategoria
di quelli al limite degli infortuni leggeri, il trauma subito da un assicurato
caduto da un ponteggio di due metri in cui ha riportato una contusione
lombo-sacrale, una ferita lacero-contusa alla caviglia destra, una contusione
al piede sinistro nonché una commozione cerebrale. 

                                         Nell’evenienza
concreta l’infortunio del 22 marzo 1990 può tranquillamente essere classificato
nella categoria degli infortuni di media gravità e, fra questi, vista la
giurisprudenza citata, esso va catalogato fra quelli al limite degli infortuni
leggeri. 

Il giudice é, quindi, tenuto a valutare le circostanze connesse con
l’infortunio, secondo i criteri elaborati dal TFA e qui evocati al considerando
precedente. Per ammettere l’adeguatezza è, pertanto, necessaria,
alternativamente, la presenza di tutti i fattori elencati o la particolare
intensità dei fattori effettivamente intervenuti.

 

                               2.6.   Nel caso in
esame, la caduta dal letto a castello non può essere ritenuta come svolta in
circostanze particolarmente drammatiche o di particolare spettacolarità. Va del
resto ricordato che tale evento è accaduto mentre il ricorrente dormiva, per
cui egli non si è reso conto di quanto accaduto. 

Sono stati i suoi commilitoni ad averlo visto, mezz'ora dopo, per terra
ansimante e sanguinante dalla bocca (cfr. rapporto 28 marzo 1990 dell’Ospedale
__________ doc. _).

 

__________ ha dunque riportato una commozione
cerebrale e delle contusioni lombari, lesioni non indifferenti ma non di
particolare gravità. Al riguardo va comunque rilevato che in un caso il TFA ha
ritenuto non particolarmente gravi una commotio cerebri, una contusione a
livello lombo-sacrale, una ferita lacero-contusa alla caviglia destra e una
contusione al piede sinistro (cfr. RAMI 1999 U346, p. 428s.). 

In ogni caso - conformemente ad un’affermata giurisprudenza federale, le
medesime non appaiono idonee, secondo l’esperienza, a determinare un’errata
elaborazione psichica (cfr., al riguardo, STFA 29.9.1989 in re D. L., consid.
7c; STFA 19.12.1989 in re S., consid. 11b; STFA 17.6.1996 in re S).

Per quel che riguarda i criteri della durata della cura medica e dei dolori
somatici persistenti, è pur vero che dopo il soggiorno di cinque giorni
all’ospedale cantonale di __________, avvenuto dopo il trauma (doc. _),
l’assicurato è stato ricoverato altre volte, ma non sempre a seguito delle
affezioni assicurate (cervicalgia e lombaggine). Dal 12 marzo al 14 aprile 1995
egli ha soggiornato alla Clinica __________ per 

“esercebazione di di sindrome cervicobrachiale e attacchi di mal di testa
d’origine ignota, accompagnati da agitazioni psicomotorie” (doc. _); il 30
gennaio 1995 all’Ospedale __________ per un nuovo attacco di mal di testa,
accompagnato da stati di irascibilità (doc. _); dal 28 settembre al 28 ottobre
1998 alla Clinica di __________ (doc. _) a seguito della cronicità
dell’affezione lombare e delle cefalee (doc. _); dal 22 ottobre al 27 ottobre
1999 all’Ospedale __________ (doc. _), oltre il ricovero presso la Clinica
__________ per il danno alla salute psichico.

Inoltre, in merito all’entità delle affezioni fisiche, va rilevato quanto
accertato nella perizia giudiziaria 9 marzo 1998 del prof. __________, alla quale
va data piena adesione, non sussistendo infatti motivi per discostarsene (cfr.
in merito: DTF 112 V 32 consid. 1a; DTF 107 V 174 consid. 3). 

Quali “disturbi attuali” il perito ha riscontrato che a partire dalla caduta
del 22 marzo 1990 sono insorte in media a giorni alterni delle cefalee,
manifestatesi “con un senso di pressione in tutto il capo. Se avviene di
dover starnutire , si accentua il dolore di testa nella parte temporale destra”
(doc. _ pag. 5/6), emicranie che sono state da ultimo certificate nel
rapporto di uscita 10 novembre 1999 dell’Ospedale __________ (doc. _). Inoltre
il perito ha accertato dei dolori continui lombari, accentuati dai colpi di
tosse e di starnuto, come pure dei diffusi dolori cervicali (cfr. doc. _ pag.
6). 

Tuttavia, trattando le succitate affezioni in relazione al trauma subito, il
prof. __________ ha rilevato che:

 

" 
Concludendo: senza voler toglier nulla alla
drammaticità del trauma del 22.3.1990, è però opportuno non perdere il senso
delle proporzioni. Non si è trattato di un trauma con lesioni organiche, ma
solo funzionali (la commozione) del cervello, e nelle immagini del segmento
cervicale e lombare della colonna non è mai stata visibile alcuna alterazione,
nè nel senso di un lesione traumatica nè nel senso di una lesio­ne degenerativa
(che potrebbe insorgere come conseguenza in­diretta di una lesione traumatica,
ad esempio, di un disco). La decisione dell'assicurazione di farsi carico della
cefalea in misura completa e dei disturbi lombari nella misura del 50% va al di
là di quanto sarebbe stato giusto: di cefalea il signor __________ ha sofferto
fin dalla giovinezza, e quindi non è stato il trauma a scatenarla. Che esso
l'abbia aggravata non è certo, poichè fa parte del decorso normale delle
cefalea di qualsiasi origine la modificazione nell'intensità, nel carattere e
nella frequenza degli attacchi del dolore. Circa i dolori lombari: di essi il
signor __________ soffriva prima della caduta del 22.3.1990. Non è mai stato
possibile, prima e dopo l'incidente del 22.3.1990, trovarne la causa. Anche le
ultime radiografie dell'8.1.1998 (cfr. 2.2.5) sono normali. Che i dolori siano
piu' forti è possibile, fatto si è che l'indagine radiologica non mostra nulla
di patologico, a distanza di ben otto anni dalla caduta. Con il riconoscimento
della responsabilità federale del 50% dei disturbi attuali il signor __________
dovrebb'essere piu' che con­tento. Infine i disturbi cervicali: accettando che
essi siano insorti solo dopo il trauma, a detta del signor __________ fra
trauma e questi disturbi sarebbero intercorsi circa quattro mesi. Ad un esame
neurologico normale per quanto si riferisce alla motilità attiva e passiva
della colonna, si associa un quadro radiologico normale. Ha ragione
l'assicurazione militare a dissociare la sua responsabilità da questi
disturbi." (pag. 8 e 9 doc. _).

                                         per
concludere che:

" 
“Le conseguenze di una caduta certamente non
molto violenta col tempo si attenuano fino a sparire. Voler riportare ad una
caduta come quella del 22.3.1990 disturbi cerebrali, lombari e cervicali per il
resto della propria vita non corrisponde alla realtà. “ (pag. 13 doc. _)

 

Inoltre, proseguendo all'esame dei criteri
esposti dal TFA al consid. 2.4., dagli atti di causa non risulta che vi sia
stata una cura errata con aggravamento degli esiti dell’infortunio, come
neppure una ricaduta.

Per quanto concerne il grado e l’incapacità lavorativa, dopo la caduta dal
letto a castello l’assicurato è stato ritenuto pienamente inabile al lavoro dal
31 marzo al 6 maggio 1990 (cfr. doc._ ), periodo non lungo se si considerano i
18 mesi ritenuti come fattore di particolare intensità ( cfr. DTF 123 V 141
consid. 3d). 

In queste circostanze, escludendo la presenza di tutti criteri elaborati dalla
giurisprudenza federale, per volendo ammettere che siano dati il fattore della
durata eccezionalmente lunga della cura medica, come quello dei dolori somatici
persistenti a seguito dall’infortunio del 1990, ciò non è comunque sufficiente
per ammettere un nesso casuale adeguato. 

Infatti, trattandosi di un infortunio di media gravità, al limite della
sottocategoria dell’infortunio leggero, nella già citata DTF 123 V 137s
l’adeguatezza del nesso è stata riconosciuta in quanto i fattori realizzati
erano tre, di cui uno particolarmente intenso 

(“En effet, la durée de l'incapacité de travail due
aux seules lésions physiques - 18 mois à dire d'experts - a été
particulièrement longue vu les circonstances. En outre, l'accident, toujours
selon les experts, a entraîné des douleurs physiques persistantes, ainsi que des
complications (notamment une rechute), qui ont entravé le cours de la guérison
de manière anormalement longue. Deux, voir trois, des critères posés par la
jurisprudence, dont un (la durée de l'incapacité de travail) revêt une
intensité particulière, sont réalisés; en pareil cas, la causalité adéquate
doit être retenue, nonobstant la prédisposition constitutionnelle de l'assuré
(cf. ATF 115 V 140 consid sv. consid. 6c/bb, 409 consid.
5c/bb) » cfr. DTF 123 V 141 consid. 3d; le sottolienature sono del redattore).

Lo stesso vale anche per l’infortunio della medesima
classificazione esaminato nella STFA inedita 12 maggio 2000 in re F.T. (U
339/98) in cui è stato precisato che: 

« En réalité, il faut admettre que trois critères sont réunis,
parmi ceux que la jurisprudence précitée retient. En premier lieu, la durée du
traitement médical, qui n'était pas encore terminé à la date de la décision sur
opposition, a été anormalement longue. Ensuite, la recourante a présenté des
douleurs persistantes. Enfin, elle a subi une longue période d'incapacité de
travail. En présence d'un événement accidentel de la catégorie moyenne, pas
très éloigné de la limite des accidents peu graves, la réunion de trois
critères remplis avec une certaine intensité suffit pour admettre l'existence
d'un lien de causalité adéquate (cf. Frésard, L'assurance-accidents
obligatoire, in : Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, Soziale Sicherheit, n. 41 p. 18). “ , sottolineatura
della redazione).

Negato è stato invece il nesso causale adeguato, sempre
in un infortunio medio grave (caduta da 2 metri), dove il TFA ha riconosciuto
la gravità delle ferite (frattura base cranica), idonee a determinare dei
disturbi psichici, ed ipotizzato l’eventuale persistenza dei dolori somatici
(cefalee). In quella fattispecie, contenuta nella sentenza inedita 20 dicembre
1994 in re SL (U 174/94), l’Alto tribunale ha rilevato che: “Gegeben ist hingengen das Kriterium der Schwere und der besonderen
Art der erlittenen Verletzungen. Denn die Schädelbasisfrakturen und die übrigen
Verletzungen, die sich der Beschwerdeführer zuzog, wiesen einen erheblichen
Schweregrad auf und sind geeignet, eine psychische Fehlentwicklung auszulösen.
Selbst wenn jedoch der andauernd Kopfschmerzen zusätzliche das Kriterium der
körperlichen Dauerschmerzen als erfüllt zu betrachten wäre, was hier
offenbleiben kann, genügt dies bei Fehlen sämtlicher weiterer unfallbezogener
Kriterie nicht, um die Adäquanz des Kausalzusammenhang zwischen Unfall von 6.
Febraur 1991 und der psychisch bedingten Einschränkung der Arbeitsfähigkeit”.

Da ultimo, nella sentenza
inedita 21 giugno 1999 (U 128/98) il TFA, in un caso di tamponamento di gravità
media, classificato al limite della caso leggero, ha parimenti negato il nesso
causale adeguato anche se all’assicurato è stata riconosciuta la lunga durata
della cura medica, i dolori somatici persistenti, con un’incapacità lavorativa
del 50% (”Hingen bestehen Dauerbeschwerden,
und die ärztliche Behandlung ist insofern als lang dauernd zu bezeichnen, als
sie zum Zeitpunkt des Einspracheentscheides (5. Juni 1996), mehr als drei Jahre
nach dem Unfallereignis, nun nicht beendet war. Hinzu kommt, dass die
Versicherte – nach anfällig voller Arbeitsunfähigkeit- seit 5. Juli 1993
dauernd zu 50% arbeitsunfähig ist. Auch wenn diese Einschränkung der
Leistungsfähigkeit in vollem Umfang unfallbedingt  anzuerkenne wäre, was auf
Grund des Berichtes der Neurologischen Klinik am Kantonsspital Aarau (vom 30
November 1994) nicht hinreichend klar ist, kann nicht gesagt werden, dieses einzelnen
Kriterium sei in besonderer ausprägter Weise erfüllt, sodass allein gestützt
hierauf die Adäquanz des Kausalzusammenhangs bejaht werden könnte”).

In conclusione, dunque, l’infortunio del 22 marzo
1990 non ha avuto, secondo il corso ordinario delle cose e l’esperienza della
vita, un significato decisivo per l’instaurazione dei disturbi psichici di cui
__________ attualmente soffre: l’adeguatezza del nesso di causalità non può,
quindi, venir ammessa.

Ne consegue, dunque, la correttezza della decisione di rifiuto dell’UFAM che
merita conferma.

                                         

                               2.7.   L'assicurato
ha chiesto l'erezione di una perizia giudiziaria volta ad accertare il nesso
causale naturale tra l'infortunio e l’affezione psichica.

                                         Al
proposito si osserva che quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce
l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle
prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predomi­nante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero
modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad
assumere altre prove (RCC 1986 pag. 202 consid. 2 d; sentenza TFA del 3
dicembre 1993 in re M.T., sentenza TFA del 27 ottobre 1992 in re A.B.P.,
sentenza TFA del 13 febbraio 1992 in re M.O., sentenza TFA del 13 maggio 1991
in re A.A., sentenza TCA del 25 novembre 1991 in re G.M.; Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274). 

In tal caso non sussiste una violazione del diritto di essere sentito
conformemente all’art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b; 122 V 162
consid. 1d e riferimenti). 

                                         Nel caso
in esame, come visto al consid. 2.3, la questione del nesso causale naturale
può essere lasciata indecisa per cui non è necessario dare seguito alla
richiesta del ricorrente. 

Inoltre, la voluminosa documentazione agli atti è sufficiente per pronunciare
il presente giudizio ciò che rende superfluo procedere ad altri accertamenti.

                                      

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Gianluca
Menghetti