# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a151ac49-6cd5-5a7c-9a90-1f74c8b11506
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-13
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 13.04.2010 BB.2010.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BB-2010-6_2010-04-13.pdf

## Full Text

Sentenza del 13 aprile 2010 
I Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Tito Ponti, Presidente, 
Emanuel Hochstrasser e Patrick Robert-Nicoud,  
Cancelliere Giampiero Vacalli  

   
Parti   

A., rappresentato dall'avv. Yasar Ravi,  
Reclamante 

 
   
  contro 
   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  
Controparte 

 
Autorità che ha reso la 
decisione impugnata 

 UFFICIO DEI GIUDICI ISTRUTTORI FEDERALI,  
 
 

Oggetto  Completamento d'istruzione; richieste delle parti (art. 119 
cpv. 1 PP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: BB.2010.6 
(Procedure accessorie: BP.2010.2, BP.2010.4) 

 

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Fatti: 

A. A. è stato arrestato il 23 novembre 2004 nell’ambito di un’inchiesta di poli-
zia giudiziaria aperta nei suoi confronti (e di altri) per titolo di infrazione alla 
legge federale sugli stupefacenti (art. 19 n. 1 e 2 LStup), partecipazione ad 
organizzazione criminale (art. 260ter CP) e riciclaggio di denaro (art. 305bis 
CP) e posto immediatamente in detenzione preventiva. Il 25 novembre 
2004, il Giudice istruttore federale, ritenuti i gravi indizi di colpevolezza gra-
vanti a carico dell’indagato e la sussistenza dei pericoli di collusione e di 
fuga, ha convalidato il suo arresto. In seguito, l’inchiesta è stata estesa an-
che ai titoli di falsità in documenti (art. 251 CP), aggressione (art. 134 CP), 
coazione (art. 181 CP), falsità in certificati (art. 252 CP), conseguimento 
fraudolento di una falsa attestazione (art. 253 CP) ed infrazione alla legge 
federale sulle armi (art. 33 e segg. LArm). 

 
 

B. Ordinando la scarcerazione dell’imputato il 24 giugno 2005, l’Ufficio dei giu-
dici istruttori federali (di seguito: UGI) ha disposto nel contempo le seguenti 
misure sostitutive: deposito del passaporto, divieto di lasciare il territorio 
svizzero, obbligo di ottemperare ad ogni citazione e divieto di rilasciare in-
formazioni a terzi sul procedimento penale in corso. In data 10 aprile 2009 
l’UGI ha revocato le prime due misure.  

 
 
C. Il 10 luglio 2009 il giudice istruttore incaricato dell’indagine ha informato 

l’indagato della possibilità di chiedere complementi istruttori ai sensi 
dell’art. 119 PP entro il termine del 30 settembre 2009 (poi prorogato sino 
al 16 novembre 2009). Con scritto del 16 novembre A. ha chiesto l'audizio-
ne dei suoi coaccusati in presenza del suo difensore e se del caso in con-
traddittorio, per via rogatoriale ove necessario, nonché l'acquisizione agli 
atti di tutti i documenti originali trasmessi dall'Italia, in particolare quelli citati 
nel rapporto finale sugli stupefacenti a pag. 465, punto 4.4.5. 

 
Con decisione del 19 gennaio 2010 l'UGI ha respinto le richieste in que-
stione. 

 
 

D. Dissentendo da tale decisione, il 25 gennaio 2010 A. è insorto dinanzi alla I 
Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, chiedendo l'annul-
lamento della decisione impugnata nonché la retrocessione dell'incarto al-
l'UGI affinché promuova gli atti necessari all'assunzione delle prove richie-
ste, rinunciando tra l'altro all'acquisizione dei documenti originali provenien-
ti dall'Italia di cui sopra (v. lett. C). La contestuale domanda di effetto so-
spensivo è stata accolta con decreto del 2 febbraio 2010 (BP.2010.2), men-

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tre la richiesta di assistenza giudiziaria gratuita è stata respinta con senten-
za del 16 febbraio 2010 (BP.2010.4). 

 
A conclusione delle sue osservazioni del 29 gennaio (relative all'incarto 
BP.2010.2) e 15 febbraio 2010 l'UGI ha chiesto la conferma della decisione 
impugnata, precisando che B. sarebbe stato sentito a Milano il 9 marzo se-
guente in presenza e su richiesta di altri difensori, interrogatorio al quale il 
reclamante ed il suo difensore avrebbero potuto partecipare. Con scritto del 
22 febbraio 2010 il Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: 
MPC) ha postulato la reiezione del gravame, nella misura della sua ammis-
sibilità.  

 
 
E. Con memoriale di replica del 6 aprile 2010 il reclamante si è riconfermato 

nelle conclusioni espresse in sede ricorsuale. 
 
 Non è stata chiesta una duplica al MPC e all'UGI. 
 
 
 
Diritto: 
 
1. 
1.1 Il Tribunale penale federale, analogamente al Tribunale federale, esamina 

d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei gravami che gli sono sot-
toposti senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o 
dalle loro conclusioni (v. DTF 132 I 140 consid. 1.1; 131 I 153 consid. 1; 
131 II 571 consid. 1, 361 consid. 1). 

 
1.2 Giusta l’art. 214 della legge federale sulla procedura penale del 15 giugno 

1934 (PP; RS 312.0), gli atti e le omissioni del giudice istruttore federale 
possono essere impugnati con ricorso alla Corte dei reclami penali; il diritto 
di reclamo spetta alle parti ed a qualunque persona cui l’operazione o 
l’omissione abbia cagionato ingiustamente un danno (art. 214 cpv. 2 PP). Il 
ricorso deve essere presentato entro cinque giorni a contare dal giorno in 
cui il ricorrente ha avuto conoscenza dell’atto od omissione in questione 
(art. 217 PP). La decisione impugnata è stata inviata il 19 gennaio 2009 al 
patrocinatore del reclamante, che l’ha ricevuta il 20 gennaio successivo. Il 
reclamo, introdotto il 25 gennaio 2010, risulta pertanto tempestivo. La legit-
timazione ricorsuale del reclamante, imputato nel procedimento penale in 
esame e direttamente toccato dalla decisione impugnata, è pacifica. 

 
1.3 Il potere d’apprezzamento della I Corte dei reclami penali varia secondo la 

natura dei litigi che le sono sottoposti: in caso di misure coercitive quali, ad 

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esempio, arresti o sequestri di beni e carte, essa rivede con piena cogni-
zione l’insieme degli elementi che le vengono presentati, mentre negli altri 
casi si limita ad esaminare se l’autorità ha reso la propria decisione nel ri-
spetto del suo potere discrezionale. Non costituendo la decisione impugna-
ta una misura coercitiva, il potere di esame della Corte risulta dunque limi-
tato (v. sentenza del Tribunale penale federale BB.2005.4 del 27 aprile 
2005, consid. 2; TPF 2005 145 consid. 2 pag. 146 e sentenze del Tribunale 
penale federale BB.2005.93+96 del 24 novembre 2005, consid. 2). 

 
 

2. Secondo l'art. 119 cpv. 1 PP, quando il giudice istruttore reputa raggiunto lo 
scopo dell'istruzione preparatoria, fissa alle parti un termine entro il quale 
possono chiedere un completamento d'istruzione. Su queste richieste, de-
cide egli stesso. In questo ambito, egli dispone di un grande potere d'ap-
prezzamento. Tenuto conto dell'art. 113 PP, secondo il quale il giudice  
istruttore prosegue le sue indagini quanto occorra al procuratore generale 
per decidere se debba mettere l'imputato in stato d'accusa o sospendere 
l'istruzione, nonché della possibilità prevista dalla procedura penale federa-
le, in virtù del principio dell'immediatezza, di proporre prove durante il dibat-
timento, il giudice istruttore deve dar seguito alle richieste di completamen-
to d'istruzione solo nella misura in cui queste risultino determinanti ai fini 
del giudizio (cfr. DTF 129 I 151 consid. 3.1). In particolare, devono essere 
amministrate quelle prove che non possono essere più raccolte nel prosie-
guo della procedura (ad es. a causa dell'età avanzata, di una malattia o 
dell'assenza di una persona) oppure la cui amministrazione nella fase pre-
dibattimentale (art. 136-140 PP) o dibattimentale risulterebbe sproporziona-
tamente dispendioso, precisato che la procedura davanti alla Corte penale 
del Tribunale penale federale, nonostante il (limitato) principio dell'immedia-
tezza, mal si concilia con delle interruzioni (v. sentenze del Tribunale pena-
le federale BB.2009.78 del 15 dicembre 2009, consid. 2.1; BB.2009.48 del 
15 luglio 2009, consid. 3.2; BB.2007.40 del 12 novembre 2007, consid. 4.1; 
BB.2007.20 del 3 maggio 2007, consid. 3.1; BB.2007.21 del 26 aprile 2007, 
consid. 2.1; L. MOREILLON/M. DUPUIS/M. MAZOU, La pratique judiciaire du 
Tribunal pénal fédéral, in JdT 2008 pag. 66 e segg., in particolare pag. 115, 
n. 147). 

 
 Va rilevato che, in caso di reclamo contro una decisione che respinge pro-

poste di prova, non può essere compito della I Corte dei reclami penali va-
lutare in maniera approfondita la rilevanza di una prova in un procedimento 
penale complesso. In caso contrario, tale Corte, il cui compito è quello di 
statuire su questioni procedurali, dovrebbe praticamente procedere all'e-
same di tutti i fatti da provare, attività questa di competenza del giudice del 
merito. Nell'ambito di una procedura di reclamo la presente autorità si at-
tende dunque che le parti sostanzino in maniera concreta e precisa in che 

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misura una proposta di prova sarebbe a carico o a discarico. La I Corte dei 
reclami penali deve essere in grado di statuire sulla sola base degli ele-
menti e atti presentati dal ricorrente. In caso contrario, essa statuisce sulla 
rilevanza di un mezzo di prova in maniera sommaria (v. sentenze del Tri-
bunale penale federale BB.2009.78 del 15 dicembre 2009, consid. 2.1; 
BB.2007.66 dell'8 febbraio 2008, consid. 3.2.2; BB.2007.40 del 12 novem-
bre 2007, consid. 4.2; sul potere cognitivo risp. il ruolo della I Corte dei re-
clami penali nelle procedure di reclamo v. anche A. J. KELLER, Strafverfa-
hren des Bundes, in AJP/PJA 2/2007, pag. 197 e segg., in particolare 
pag. 211). 

 
2.1 Il reclamante chiede di essere confrontato con undici coaccusati. Egli ritie-

ne che a tale richiesta si dovrebbe dar seguito già solo in base al diritto del-
la difesa, sgorgante dall'art. 6 CEDU, di partecipare all'amministrazione del-
le prove, segnatamente al diritto al contraddittorio, senza dover motivare 
ogni singolo confronto. Egli aggiunge che, visto l'ingente numero di persone 
coinvolte, al dibattimento non avrebbe più la possibilità, per questioni di 
tempo, di formulare tutte le domande che vorrebbe a tutti i testi e coaccusa-
ti; senza contare che l'audizione di una buona metà delle persone con le 
quali è richiesto un confronto sarebbe impossibile in quanto residente all'e-
stero.  

 
2.2 La censura proposta dal reclamante non può essere condivisa. Innanzitut-

to, egli non ha motivato in maniera sufficiente e convincente la necessità di 
procedere ai confronti richiesti. Più precisamente, egli non è stato in grado, 
con le sue argomentazioni e gli atti inoltrati, di dimostrare il carattere giuri-
dicamente determinante delle prove proposte. Va peraltro rilevato che, con-
trariamente a quanto asserito nel reclamo, l'insorgente potrà senz'altro ri-
presentare le sue proposte di prova davanti al giudice di merito, il quale po-
trà valutare più approfonditamente, sulla base dell'intero e voluminoso in-
carto, le sue richieste. A tal proposito, non sono infatti stati sostanziati nel 
gravame motivi ostativi ai sensi della giurisprudenza. Tutte le persone con 
cui è richiesto un confronto, comprese quelle residenti all'estero, potranno, 
se la Corte penale lo riterrà necessario, essere normalmente citate al dibat-
timento. Giova infine ricordare che il procedimento penale nel quale si inse-
risce il presente reclamo dura oramai da oltre sette anni; accogliere in que-
sto momento la richiesta del reclamante implicherebbe ulteriori inutili ed in-
giustificati ritardi. 

 
 
3. Visto quanto precede, il reclamo è respinto. Conformemente all’art. 66 

cpv. 1 LTF, applicabile per il rinvio di cui all’art. 245 cpv. 1 PP, le spese 
processuali sono poste a carico della parte soccombente; in concreto viene 
posta a carico dell’insorgente una tassa di giustizia di fr. 1’500.-, calcolata 

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giusta l'art. 3 del Regolamento dell’11 febbraio 2004 sulle tasse di giustizia 
del Tribunale penale federale (RS 173.711.32). 

 
 
 
 

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Per questi motivi, la I Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è respinto. 

2. La tassa di giustizia di fr. 1'500.- è posta a carico del reclamante. Essa è 
coperta dall'anticipo delle spese già versato. 

 
 
Bellinzona, 14 aprile 2010  
 
In nome della I Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Yasar Ravi 
- Ministero pubblico della Confederazione 
- Ufficio dei giudici istruttori federali 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Contro la presente sentenza non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.