# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 79e1865c-981e-587f-b592-632ec01fb235
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-11-18
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 18.11.2014 U 2014 62
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2014-62_2014-11-18.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 14 62

5a Camera  

presieduta da Priuli, vicepresidente, e composta dal presidente  

Meisser e dal giudice Audétat, attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 18 novembre 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____,

rappresentata dall'Avvocato lic. iur. Roberto A. Keller, 

ricorrente
contro 

Comune X._____,
convenuto 1

B._____,

convenuto 2
e

Coniugi C._____,
convenuti 3

concernente misurazione catastale

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1. Nell'ambito della procedura di misurazione ufficiale, sul territorio del 

Comune X._____ venivano esposti pubblicamente i rilievi della 

terminazione. Il 26 novembre 2001, B._____, a nome della comunione 

ereditaria D._____ e E._____ allora proprietari delle particelle ni. 1750 e 

1751, interponeva opposizione chiedendo che la parte che fungeva da 

accesso alla sua proprietà no. 1751 venisse rilevata separatamente in un 

fondo a se stante di proprietà comunale. In realtà questa tratta (qui di 

seguito definita come corte) era stata demarcata come facente parte 

integrante dei fondi ni. 1752 di proprietà di F._____, a cui subentrava in 

seguito la figlia A._____, e 1753 i coniugi C._____. La Commissione di 

terminazione respingeva l’opposizione no. 22 presentata da B._____ e 

riteneva che “il sentiero, che transita attraverso le particelle ni. 1752 e 

1753 e che porta alla particella no. 1751, è da considerarsi di proprietà 

privata". Tale decisione su opposizione cresceva incontestata in 

giudicato. 

2. Anche le procedure civili intentate in seguito da B._____ contro i 

proprietari dei fondi ni. 1752 e 1753 e mediante le quali l'istante chiedeva 

l'accertamento giudiziario che l’appezzamento in oggetto non 

appartenesse ad alcuno dei confinanti (e quindi che spettasse alla 

collettività pubblica) o eventualmente che l’andito fosse di proprietà di tutti 

i confinanti, non avevano successo benché nella sentenza del 26 

novembre 2007/19 febbraio 2008 la Commissione del Tribunale cantonale 

avesse reputate giuste le conclusioni dell'istanza inferiore quanto 

all'assoluta mancanza di "prove documentali aventi per oggetto che essa 

(la corte) è di comproprietà rispettivamente di proprietà delle parti". Sulla 

controversa proprietà di detto apprezzamento la Commissione del 

Tribunale cantonale, dopo aver costatata l'inconsistenza delle prove 

testimoniali quanto all'adempimento delle premesse della prescrizione 

acquisitiva straordinaria, aggiungeva che l'unica testimonianza che 

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offrisse "qualcosa a livello di contenuto, fa concludere all'uso pubblico 

della corte (art. 664 cpv. 3 CC, 119 cpv. 1 LICC). Se questa fosse ancora 

destinata all'uso pubblico, essa dovrebbe essere considerata come 

proprietà del comune politico (art. 119 cpv. 2 LICC)." Indipendentemente 

da questa osservazione, e anche a seguito del fatto che il Comune 

X._____ si fosse sempre rifiutato di prendere parte al procedimento, 

l'esito delle procedure civili era sostanzialmente lo stesso. Nessuna 

istanza accertava a livello di dispositivo di chi fosse la proprietà sul fondo 

in questione e le azioni intentate da B._____ e volte ad accertamenti a 

questo riguardo erano tutte materialmente destinate all'insuccesso.

3. A seguito dell'osservazione contenuta nella sentenza del 26 novembre 

2007/19 febbraio 2008, B._____ chiedeva allora al Comune X._____ di 

rivendicare la proprietà pubblica del tratto di fondo tra le particelle ni. 

1751, 1752 e 1753. Contro il rifiuto da parte del Comune X._____ di voler 

rivendicare diritti sulla corte, non essendo questa di alcuna utilità 

pubblica, B._____ adiva il Tribunale amministrativo, il quale in data 17 

settembre 2013 non entrava nel merito del ricorso ritenendolo 

inammissibile (procedimento U 13 40). Contro la sentenza cantonale, il 28 

dicembre 2013 B._____ adiva il Tribunale federale (procedimento 

pendente 5A_983/2013). 

4. Il 24 giugno 2014 il Comune X._____ riteneva di voler entrare in possesso 

della corte tra i fondi ni. 1751, 1752 e 1753 e intimava a tutte le parti 

interessate in forma di decisione la dichiarazione di intavolazione a 

registro fondiario di una cosa senza padrone d'uso pubblico. Poiché dalla 

sentenza del Tribunale cantonale del 26 novembre 2007/19 febbraio 2008 

risulterebbe chiaro che la corte non possa essere considerata di proprietà 

dei confinanti ed essendo la stessa destinata all'uso pubblico, il comune si 

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considerava legittimato a richiedere l'iscrizione del fondo a registro 

fondiario quale proprietario.  

5. Il 26 agosto 2014, A._____ interponeva tempestivo ricorso contro il 

provvedimento preso dal Comune X._____ chiedendo a questo Giudice di 

accertare la nullità della decisione, di eventualmente annullare il 

provvedimento e in via subeventuale di assegnare al comune convenuto 

un termine per promuovere un'azione di accertamento di proprietà o di 

rettifica d'iscrizione a registro fondiario. A mente della ricorrente, finora il 

comune convenuto non avrebbe mai pretesi dei diritti sulla tratta in 

oggetto né nell'ambito delle azioni civili intentate da B._____ né nel corso 

della revisione della pianificazione in atto. Parte della corte sarebbe stata 

assegnata al sedime no. 1752 e come tale debitamente iscritta a registro 

fondiario. Non vi sarebbe pertanto per il comune alcuna possibilità di 

ottenere l'iscrizione quale proprietario di un immobile tramite una 

dichiarazione unilaterale, non essendo la corte una cosa senza padrone. 

6. Nella propria presa di posizione, il Comune X._____ ribadiva la propria 

competenza a statuire in via decisionale sulla proprietà di un 

appezzamento utilizzato a scopo pubblico e che non risulterebbe di 

proprietà dei fondi confinanti. Il fatto che in precedenza non vi fosse stata 

una rivendicazione formale della proprietà non comproverebbe una 

mancanza di interesse dell'ente pubblico all'attribuzione della particella. 

Per il resto, non essendo il fondo di proprietà dei confinanti e mantenendo 

questa striscia di terra un'utilità pubblica, la richiesta iscrizione sarebbe 

legittima.

7. Mentre i coniugi C._____ rinunciavano a prendere posizione sul ricorso, 

B._____ contestava la competenza del Tribunale amministrativo a statuire 

su di una questione di mero aspetto civile. In ogni caso, dal profilo 

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materiale il provvedimento preso dal comune convenuto sfuggirebbe a 

qualsiasi critica e meriterebbe conferma.  

8. Nell'ambito del secondo scambio di scritti processuali, le parti si 

riconfermavano essenzialmente nelle loro precedenti allegazioni e 

proposte. Le argomentazioni addotte verranno, per quanto utile ai fini del 

giudizio, riprese nelle considerazioni di merito che seguono. 

Considerando in diritto:

1. È controversa la questione di sapere se nell'ambito qui in discussione vi 

fosse per il comune convenuto la possibilità di chiedere l'intavolazione a 

registro fondiario della corte sita tra le particelle ni. 1751, 1752 e 1753 o 

se il provvedimento debba essere considerato affetto da nullità come 

preteso dall'istante. Da parte del convenuto 2 viene invece già contestata 

la competenza di questo Giudice a statuire sulla materia. 

2. Nella misura in cui la ricorrente invoca la nullità della decisione 

impugnata, la competenza di questo Giudice a statuire sulla questione è 

data. Infatti, la nullità di un atto amministrativo può essere invocata in ogni 

momento e può essere costatata d’ufficio da parte di tutte le autorità 

chiamate ad applicare il diritto (PTA 2012 no.17; DTF 132 II 27 cons. 3.1, 

130 III 434 cons. 3.3, 127 II 47 cons. 3g, 122 Ia 98 cons. 3a e 118 Ia 40 

cons. 2a). Inoltre anche se l'autorità comunale pretende di aver agito con 

una dichiarazione di intavolazione essa risulta essersi parimenti arrogata 

le competenze che reputava dovessero essere state della – nel frattempo 

prosciolta – commissione di terminazione. L'esecutivo si sente infatti 

legittimato a prendere in considerazione le osservazioni fatte in sede 

civile riguardo alla possibile proprietà della corte, avendo la commissione 

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di terminazione non più potuto valutare tale aspetto della vertenza ed 

avendo a suo tempo erroneamente considerata di altri la proprietà sulla 

tratta. In questo senso quindi, nel provvedimento impugnato il comune 

convenuto ha preteso agire anche in veste pubblica per cui è data la via 

del ricorso al Tribunale amministrativo, come del resto indicato anche sul 

provvedimento impugnato. Ne consegue che la competenza di questo 

Giudice a statuire sulla questione può essere ammessa. 

3. a) Riguardo alla procedura di misurazione ufficiale che nel periodo qui in 

discussione era ancora retta dalle disposizioni dell'abrogata ordinanza 

sulla misurazione ufficiale nel Cantone dei Grigioni (OMU; CS 217.250), 

sostituita dal 1. gennaio 2011 dalla legge cantonale sulla geoinformazione 

(LCGI; CS 217.300) con la relativa ordinanza (OCGI; CS 217.310) e 

dall'ordinanza concernente la misurazione ufficiale nei Grigioni (OMUC; 

CS 217.320), si impongono a titolo informativo alcune precisazioni. Sia 

nella procedura di fissazione dei confini di proprietà (allora detta 

terminazione e attualmente definita come demarcazione) che in quella di 

misurazione giusta gli art. 8 ss. e 16 ss. OMU, ai proprietari interessati era 

data la possibilità di presentare opposizione (vedi art. 14 e 20 OMU). 

Nell'ambito della procedura di contestazione della terminazione, se tutti gli 

interessati si mettevano d'accordo, le linee di demarcazione venivano 

stabilite in sede di opposizione bonalmente. Se invece una parte 

rivendicava dei diritti su di un fondo demarcato come appartenente ad un 

altro proprietario, la commissione di terminazione accordava a colui che 

pretendeva avere altri diritti di quelli demarcati sulla cosa un termine per 

proporre azione civile e così facendo assegnava alla parte opponente il 

ruolo di parte attrice nell’eventuale controversia di carattere privato. In 

questo senso, nella decisione della commissione di terminazione non 

poteva venir materialmente deciso nulla sui controversi rapporti di 

proprietà tra le parti. Semplicemente, onde poter passare dalla procedura 

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di terminazione a quella successiva di misurazione dei fondi era 

indispensabile procedere alla posa dei termini anche se controversi. 

Nell'ambito dell'azione civile i proprietari non potevano subire alcun 

pregiudizio in termini decisionali dal fatto che la commissione di 

terminazione avesse ritenuto che l’appezzamento fosse stato da 

demarcare a favore di un altro proprietario. Per il resto, se l'azione civile si 

concludeva prima che dalla procedura di terminazione si passasse a 

quella di misurazione, era naturalmente dato tener conto degli esiti 

dell'azione civile nell'ambito della successiva procedura di misurazione. 

Se invece gli esiti dalla procedura civile non erano ancora noti, la 

procedura di misurazione ufficiale era tenuta a proseguire il suo corso, 

con la semplice annotazione che per determinati confini era pendente una 

causa civile. 

b) Questo è propriamente quanto è avvenuto nell'evenienza concreta. 

Contrariamente a quanto preteso dal comune convenuto, la commissione 

di terminazione ha a suo tempo debitamente svolto il proprio operato, 

nella misura in cui ha decisa l'opposizione in oggetto respingendola 

(questo significava solo che i confini apposti restavano tali, senza che vi 

fosse un giudizio di merito sulla proprietà della corte se contestata in sede 

civile). Per la commissione di terminazione pertanto non si giustificava 

una correzione dei confini e l'opponente veniva invitato a voler perorare la 

propria causa in sede civile. Ne consegue che quanto è poi avvenuto in 

seguito in sede civile poteva riguardare la commissione di terminazione 

solo nella misura in cui dalla sede civile fossero stati decisi dei rapporti di 

proprietà ancora durante la procedura di misurazione ufficiale, ma per 

concludere detta procedura non era indispensabile la previa evasione di 

tutte le controversie sui confini deferiti al giudice civile, in quanto una 

modifica delle iscrizioni fatte a registro fondiario permaneva fattibile su 

ordine della giurisdizione civile. Nell'ambito della misurazione ufficiale 

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bastava pertanto indicare, come è stato anche fatto, che i confini 

demarcati erano controversi e che davanti al giudice civile era pendente 

una procedura di rettifica o accertamento dei confini. Contrariamente 

allora a quanto pretende il comune convenuto, non vi sono attualmente 

compiti inevasi da parte della commissione di terminazione che vanno 

portati a termine da qualcun altro (tantomeno dei giudizi propri sulla 

proprietà dei fondi). Con la conclusione della procedura di misurazione 

ufficiale e quindi con lo scioglimento della commissione di terminazione 

non è rimasto inevaso alcun compito spettante all'autorità incaricata di 

evadere le opposizioni. Nell'evenienza è quindi a torto che il comune 

convenuto pretende di arrogarsi competenze che invece sarebbero 

spettate alla commissione di terminazione per giustificare il proprio agire. 

4. Il secondo errato presupposto sul quale si fonda il comune convenuto per 

giustificare il proprio intervento nei rapporti di proprietà tra privati è che la 

giurisdizione civile abbia statuito materialmente sulla proprietà della corte. 

Tale assunto non è però corretto. Il convenuto 2 adiva il giudice civile 

chiedendo che venisse constatata la proprietà sulla corte di tutti e tre i 

proprietari o dell'ente pubblico. In esito a queste azioni non veniva 

costatato quanto richiesto da parte attrice, ma sotto questo aspetto il 

convenuto 2 era parte soccombente nelle proprie cause civili. Nessuna 

delle procedure promosse dal convenuto 2 si è conclusa con un 

accertamento di proprietà sul tratto qui controverso o con l'ordine fatto a 

registro fondiario di rettificare i confini in un senso o nell'altro. 

Contrariamente a quanto pretendono il comune e il convenuto 2, le 

osservazioni fatte nella sentenza del 26 novembre 2007/19 febbraio 2008 

dalla Commissione del Tribunale cantonale non possono essere intese 

come un giudizio vincolante sulla proprietà della corte, nel qual caso 

l'azione sarebbe stata accolta e operata la necessaria constatazione. Da 

quanto risulta da detto giudizio, non è possibile stabilire che la corte sia di 

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comproprietà rispettivamente di proprietà delle parti. Per il resto venivano 

poste delle ipotesi - "Se questa fosse ancora destinata all'uso pubblico, 

essa dovrebbe essere considerata come proprietà del comune politico" - 

che non possono sostituire un giudizio di merito sulla controversa 

questione. Contrariamente quindi a quanto preteso dal comune 

convenuto, nessun Giudice ha stabilito giudizialmente che la corte sia di 

proprietà comunale, anche se tutto lascia supporre che una 

rivendicazione in via civile della tratta da parte del comune possa avere 

buone possibilità di successo. Non va però a questo riguardo omesso di 

ricordare che il comune non era volutamente intervenuto nella 

controversia civile, non essendosi allora considerato direttamente 

interessato all'esito della vertenza. 

5. Giusta l'art. 119 cpv. 1 della legge d'introduzione al Codice civile svizzero 

(LICC; CS 210.100), le acque, le strade e le piazze che comprovatamente 

non sono di proprietà privata, sono cose destinate all'uso pubblico. Lo 

stesso principio è ripreso all'art. 22 dell'ordinanza concernente il registro 

fondiario nel Cantone dei Grigioni (OCRF; CS 217.100) il quale precisa in 

più che: i fondi che non sono di proprietà privata e che servono all'uso 

pubblico possono essere intavolati a registro fondiario sulla base di una 

dichiarazione d'intavolazione del comune territoriale. Rifacendosi a questi 

disposti, l'autorità comunale reputa che la corte sia una cosa senza 

padrone e quindi di dominio pubblico e suscettibile di essere intavolata 

tramite una semplice dichiarazione del comune. L'assunto non può essere 

condiviso. Conformemente a quanto attestato dai termini apposti durante 

la procedura di demarcazione, la striscia di terreno che serviva da 

accesso anche al convenuto 2 è stata considerata parte integrante del 

rispettivo sedime delle particelle ni. 1752 e 1753. In esito alla misurazione 

ufficiale, questi due fondi attigui sono poi stati così misurati e iscritti a 

registro fondiario federale. Non esiste pertanto alcun fondo a se stante tra 

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le particelle ni. 1751, 1752 e 1753 né tantomeno una cosa senza 

padrone. L'iscrizione a registro fondiario attesta la proprietà di parte 

dell'accesso alla ricorrente ed ai convenuti 3. Questa parte di terreno è 

pertanto, grazie all'intavolazione dei due fondi fatta a registro fondiario, 

comprovatamente di proprietà privata. Per modificare tale iscrizione è 

necessaria anche per il comune convenuto un'azione civile di rettifica dei 

confini o di accertamento alla stregua di qualsiasi altro privato, essendo la 

tratta intavolata a nome di ben definiti proprietari. È allora escluso che il 

comune convenuto possa divenire proprietario della corte rivendicando 

una cosa che è iscritta a nome di altri proprietari. 

6. Sul territorio del comune convenuto è in atto una revisione della 

pianificazione locale, già accettata in sede comunale e che è stata 

sottoposta al Governo cantonale per approvazione. La qui controversa 

corte, che a mente del comune rivestirebbe un notevole interesse 

pubblico dal profilo viario, non è nemmeno stata inclusa nel piano 

generale di urbanizzazione e la tratta non è stata gravata da alcun onere 

a favore dell'ente pubblico. Escludendo quindi tale segmento dalla rete 

viaria comunale, il comune si è parimenti preclusa la possibilità di 

eventualmente acquisire la corte o almeno il rispettivo diritto di passaggio 

in via espropriativa. Le intenzioni future dell'autorità comunale quanto ad 

una eventuale modifica del piano viario non possono essere rilevanti 

attualmente. Determinante è che al momento, anche alla luce dei nuovi 

piani di urbanizzazione, tale preteso interesse pubblico all'acquisizione 

della proprietà della corte resta alquanto aleatorio. 

7. Per quanto esposto nei considerandi che precedono, essendo la corte in 

oggetto regolarmente intavolata quale proprietà della ricorrente e dei 

convenuti 3, l'autorità comunale non aveva alcuna competenza per 

decidere in merito all'attribuzione della proprietà su detta striscia di 

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terreno giusta l'art. 22 OCRF. Tantomeno il comune era legittimato ad 

agire come ha fatto in sostituzione della - nel frattempo prosciolta - 

commissione di terminazione. Ne consegue che, nella misura in cui con il 

provvedimento impugnato l'esecutivo si è arrogato competenze che non 

ha, in particolare ha preteso di statuire unilateralmente su dei rapporti di 

proprietà privata senza che vi fossero le condizioni per farlo, il 

provvedimento amministrativo va ritenuto nullo in quanto affetto da 

incompetenza dell'autorità a decidere sulla materia (cfr. DTF 133 II 366 

cons. 3.2, 132 II 342 cons. 2.1 e rispettivi rinvii).

8. In conclusione il ricorso deve essere accolto e constatata la nullità del 

provvedimento impugnato. In assenza di una specifica base legale, non vi 

è motivo di assegnare in questa sede al comune convenuto un termine 

per far valere i propri diritti sulla corte in sede civile. Visto l'esito del 

ricorso, le spese occasionate dal presente procedimento seguono la 

soccombenza in conformità a quanto stabilito all’art. 73 della legge sulla 

giustizia amministrativa (LGA; CS 370.100) e vanno pertanto ripartite tra il 

comune e il convenuto 2 in ragione della metà ciascuno. I convenuti 3 che 

non hanno partecipato al procedimento non sopportano costi. La 

ricorrente che si è avvalsa della collaborazione di un patrocinatore legale 

ha diritto alla rifusione delle spese necessarie occasionate dal presente 

procedimento (art. 78 cpv. 1 LGA). Giusta la nota d'onorario introdotta dal 

legale il 28 ottobre 2014 sono state separatamente computate le spese di 

scritturazione e cancelleria per un totale di fr. 1'258.--. Detto importo va 

decurtato dalla nota in quanto le spese di cancelleria sono comprese nella 

tariffa oraria del professionista. Quanto al dispendio fatto valere e pari a 

26 ore lavorative, questo non è supportato da una nota dettagliata. 

Quando non è possibile verificare nel dettaglio il dispendio fatto valere e 

questo appare eccedere la norma, quali spese necessarie vengono dal 

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Tribunale stabilite delle indennità discrezionali in forma di importi forfettari 

e comprensivi dell'IVA. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto e viene constatata la nullità del provvedimento 24 

giugno 2014. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 800.--

- e le spese di cancelleria di fr. 324.--

totale fr. 1'124.-- 

il cui importo sarà versato in ragione della metà ciascuno dal Comune 

X._____ e da B._____ entro trenta giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. Il Comune X._____ e B._____ versano, in ragione della metà ciascuno, a 

A._____ l'importo complessivo di fr. 5'000.--(IVA compresa) a titolo di 

ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]

In data 29 luglio 2015 il ricorso interposto al Tribunale federale à stato dichiarato 

inammissibile (5A_4/2015).