# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 823e8faf-c0e1-5d58-b610-b93e112de67a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-05-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 23.05.2002 52.2002.68
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2002-68_2002-05-23.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2002.00068

   

  	
  Lugano

  23 maggio
  2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Tamara Merlo, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso  12 febbraio 2002 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patr. dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 22 gennaio 2002 (n. 300) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 13 novembre 2001 del Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di mancato rinnovo di un
  permesso di dimora;

  

 

 

viste le risposte:

-    27 febbraio 2002 del
Consiglio di Stato,

-      5 marzo 2002 del
Dipartimento delle istituzioni;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) Il
cittadino iugoslavo __________ ha lavorato in Svizzera, dal 1978 al 1982, come
stagionale. Nel 1981, egli è finito sotto inchiesta per ricettazione. Il 24
giugno 1982, il ricorrente ha ucciso un connazionale. Per questo motivo, con
sentenza 24 febbraio 1983, la Corte delle assise criminali lo ha condannato a 8
anni di reclusione e all'espulsione dal territorio svizzero per 15 anni nonché
al risarcimento di fr. 10'000.– agli eredi della vittima, per esposizione a
pericolo della vita altrui e infrazione alla legge federale e cantonale sul
commercio delle armi. Il __________, durante l'espiazione della pena,
l'interessato si è sposato con la cittadina elvetica __________. Il 23 ottobre
1987, il Consiglio di vigilanza ha liberato condizionalmente l'insorgente con
un periodo di prova di 5 anni. Per vivere insieme a sua moglie, __________ ha
quindi ottenuto un permesso di dimora, successivamente rinnovato, l'ultima
volta con scadenza il 22 aprile 1998. I coniugi __________ non hanno
praticamente mai vissuto insieme. La moglie del ricorrente ha sempre risieduto
nel Canton Lucerna.

 

b) Durante il suo soggiorno regolare in
Svizzera, l'insorgente ha continuato a interessare in diverse occasioni le
autorità giudiziarie ma anche amministrative del nostro Paese. Con
"Strafbefehl" 30 giugno 1988, il Bezirksamt Aarau lo ha condannato a
una multa di fr. 80.– per contravvenzione alla LCStr (posteggio). Il 6 luglio
1988, gli è stata revocata la licenza di condurre per un periodo di tre mesi;
con decreto d'accusa del 19 luglio successivo, egli è stato multato con fr.
800.–, per circolazione in stato di ebrietà (il 15.06.1988). Con decreto 16
novembre 1988, il Consiglio di vigilanza ha sospeso per 5 anni la pena
accessoria dell'espulsione decretata il 24 febbraio 1983 nei suoi confronti, ammonendolo
nel contempo e obbligandolo a mantenere un posto di lavoro. Il 7 agosto 1989,
gli è stata nuovamente revocata la licenza di condurre. Il 16 gennaio 1990, il
sostituto Procuratore pubblico della Giurisdizione sottocenerina lo ha
condannato a 3 mesi di detenzione e a una multa di fr. 1'200.–, per ripetuta circolazione
in stato di ebrietà (il 07.08. e 09.09.1989) e circolazione con veicolo a
motore nonostante la revoca della licenza. Per questi motivi, il 21 marzo 1990
egli è stato ammonito dall'autorità competente in materia di stranieri, con
l’avvertenza che in caso di recidiva o di comportamento scorretto sarebbe stata
presa in esame la possibilità di adottare adeguate misure amministrative. Con decreto
5 marzo 1991, il Consiglio di vigilanza lo ha nuovamente ammonito in quanto
recidivo. Con decreto d'accusa 19 ottobre 1992, il Procuratore pubblico lo ha
condannato a 30 giorni di arresto, sospesi condizionalmente con un periodo di
prova di 3 anni, per lesioni colpose e omissione di soccorso (fatti avvenuti il
17.08.1992). Il 10 dicembre 1992, l'allora Dipartimento di polizia ha respinto
la sua domanda volta ad ottenere un permesso di domicilio, segnatamente a causa
dei suoi precedenti penali; gli ha comunque rinnovato la sua autorizzazione di
dimora per due anni. Il 25 febbraio 1993, l'autorità competente in materia di
stranieri lo ha nuovamente ammonito a seguito della condanna del 19 ottobre
1992. Il 18 marzo 1993, il Consiglio di vigilanza gli ha prolungato di 2 anni e
6 mesi il periodo di prova di 5 anni decretato il 23 ottobre 1987. Il 10 giugno
1994, gli è stata nuovamente revocata la licenza di condurre, questa volta a
tempo indeterminato. Con decreto d'accusa 13 gennaio 1995, il Procuratore
pubblico lo ha condannato a 60 giorni di detenzione, sospesi condizionalmente
con un periodo di prova di 3 anni, e a una multa di fr. 1'600.–, per lesioni
colpose gravi (il 30.05.1993), circolazione in stato di ebrietà e aiuto
all'entrata illegale (il 13.08.1994), e ha revocato la sospensione condizionale
di 3 anni della pena decretata il 19 ottobre 1992. Per questi motivi, il 23
febbraio 1995, egli è stato nuovamente ammonito dall'allora Sezione degli
stranieri. Con sentenza 19 aprile 1996, il Presidente del Tribunale cantonale
penale ha commutato in 34 giorni di arresto la sanzione pecuniaria inflitta
all'insorgente il 13 gennaio 1995. Il 6 maggio 1996, dopo aver scontato un
giorno di carcere, egli ha saldato la multa. Con decreto d'accusa 14 ottobre
1996, il Procuratore pubblico lo ha condannato a 90 giorni di arresto, sospesi
condizionalmente con un periodo di prova di 1 anno, e a una multa di fr. 200.–,
per ripetuta circolazione nonostante la revoca (fatti avvenuti il 09.03. e
01.08.1996), e ha revocato la sospensione condizionale della pena del 13
gennaio 1995. Il 2 dicembre 1996 la Sezione degli stranieri lo ha ammonito per
la quarta volta. Con decisione 28 agosto 1997, la Sezione della circolazione
gli ha vietato di condurre ciclomotori, dal 26 giugno al 25 ottobre 1997. Con
decreto d'accusa 15 dicembre 1997, il Procuratore pubblico lo ha condannato a
90 giorni di arresto e a una multa di fr. 400.–, per contravvenzione alla legge
cantonale sul commercio delle armi e delle munizioni e sul porto d'armi (agosto/novembre
1996), circolazione senza licenza di condurre, circolazione in stato di ebrietà
e infrazione alle norme sulla circolazione (il 26.06.1997), e ha revocato la
sospensione condizionale della pena del 14 ottobre 1996. Il 14 aprile 1998,
egli è stato nuovamente condannato dal Procuratore pubblico, questa volta a 10
giorni di detenzione, sospesi condizionalmente con un periodo di prova di 2
anni, e al risarcimento di fr. 700.– alla parte civile, per appropriazione
indebita (fatti avvenuti all'inizio del 1997). Con decreto 22 aprile 1998, il
Consiglio di vigilanza ha dato fiducia per l'ultima volta a __________, in
carcere dal 20 febbraio precedente per le pene del 14 ottobre 1996 e 15 dicembre
1997, e lo ha liberato condizionalmente per il 18 maggio 1998, sottoponendolo a
un periodo di prova di 4 anni. Con decreto d'accusa 10 aprile 2000, il
Procuratore pubblico lo ha condannato a una pena di 15 giorni di arresto, per
furto d'uso (il 06.02.2000) e circolazione malgrado la revoca, e ha revocato la
sospensione condizionale della pena del 14 aprile 1998. Il 6 settembre 2000,
egli è stato nuovamente ammonito dal Consiglio di vigilanza.

 

c) Inoltre, il 10 ottobre 2001 __________
aveva a carico 20 attestati per carenza beni per un totale di fr. 125'929.80 e
aveva aperte 19 procedure esecutive per complessivi fr. 32.185.60. Durante il
suo soggiorno in Svizzera, il ricorrente ha cambiato diversi posti di lavoro,
rimanendo a volte disoccupato. Egli è pure stato sfrattato da un appartamento e
si è reso a più riprese irreperibile.

 

 

                                  B.   Con
decisione 13 novembre 2001, la Sezione dei permessi e dell'immigrazione del
Dipartimento delle istituzioni ha negato il rinnovo del permesso di dimora a
__________ per aver interessato a più riprese le autorità amministrative e
giudiziarie e per aver contratto numerosi debiti. La decisione è stata resa
sulla base degli art. 4, 7, 10, 16 LDDS e 8 ODDS.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 22 gennaio 2002, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________. Considerate
tutte le circostanze del caso, il Governo ha ritenuto che il provvedimento
adottato dall'autorità di prime cure fosse conforme al principio della proporzionalità.
Secondo l'Esecutivo cantonale, l'interesse pubblico di non rinnovare il
permesso di dimora all'insorgente era prevalente su quello dello stesso di vivere
in Svizzera.

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rinnovo del suo
permesso di dimora, se del caso corredato da un nuovo ammonimento. Ritiene la decisione
impugnata sproporzionata, in quanto non terrebbe conto che egli risiede in
Svizzera da oltre 20 anni e non ha più contatti con il suo Paese d'origine.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
dell'impugnativa si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr.
art. 10 lett. a LALPS).

 

1.2. In materia di polizia degli stranieri
il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile
contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione
federale non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente
decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati
con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di domicilio.
Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso solo
laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare del diritto
federale o di un trattato internazionale (DTF 123 II 145 consid. 1b).

 

1.3. Non esiste tra la Confederazione
Svizzera e la Repubblica federativa di Iugoslavia - o di Serbia - alcun
trattato che regoli in modo specifico il soggiorno in Svizzera dei cittadini
iugoslavi, accordo dal quale potrebbe scaturire un diritto al rilascio di un permesso
di dimora.

 

1.4. Giusta l'art. 7 cpv. 1 prima frase
LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e
alla proroga di un permesso di dimora. Ai fini dell'applicazione della suddetta
norma, è determinante unicamente l'esistenza di un vincolo matrimoniale
giuridicamente valido (DTF 119 Ib 417 e segg. consid. 2c).

In concreto, __________ è sposato con una
cittadina elvetica. Di conseguenza egli ha, in linea di principio, diritto al
rinnovo del permesso di soggiorno. Essendo la decisione impugnata suscettibile
di essere dedotta davanti all'alta Corte federale mediante un ricorso di
diritto amministrativo, la competenza di questo Tribunale a statuire
sull'impugnativa inoltrata dall'insorgente è quindi data. Se la proroga del permesso
sollecitato possa essergli rifiutata è una questione di merito, non di ammissibilità.

 

1.5. Lo straniero che ha uno stretto legame
di parentela con una persona che possiede un permesso di domicilio in Svizzera
può invocare a protezione della propria vita familiare l'art. 8 CEDU. In tal
caso, se il legame di parentela è intatto ed effettivamente vissuto, la libertà
delle autorità cantonali di rifiutare un permesso di soggiorno è limitata e
contro una decisione di rifiuto è ammissibile il ricorso di diritto
amministrativo dinanzi al Tribunale federale in applicazione dell'art. 100 cpv.
1 lett. b n. 3 OG (DTF 122 II 5 consid. 1e, 292 consid. 1e, 389 consid. 1b, 93
consid. 1c) e, di riflesso, nella presente sede attraverso il rinvio di cui
all'art. 10 lett. a LALPS.

In concreto, appare dubbio che la relazione
dei coniugi __________ sia intensa ed effettivamente vissuta. L'insorgente, a
parte qualche saltuario incontro negli anni passati, non ha praticamente mai
vissuto insieme a sua moglie, la quale risiede nel Canton Lucerna (v.
risoluzione governativa ad E.2., pag. 13). Per la soluzione della vertenza non
è ad ogni buon conto necessario esaminare più a fondo l'intensità del vincolo
familiare che lega l'insorgente alla moglie, dal momento che il gravame è ricevibile
giusta l'art. 7 cpv. 1 LDDS.

 

1.6. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
10 LALPS e 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a
ricorrere (art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso
sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   Il
permesso di dimora è di durata limitata (art. 5 cpv. 1 prima frase LDDS). Il
diritto alla proroga di siffatto permesso di cui beneficia il coniuge straniero
di un cittadino svizzero si estingue qualora sorga un motivo di espulsione
(art. 7 cpv. 1 terza frase LDDS). Esso perde ogni validità alla sua scadenza
quando non viene prorogato (art. 9 cpv. 1 lett. a LDDS) oppure in seguito ad
espulsione o rimpatrio (art. 9 cpv. 1 lett. d LDDS). Per l'adempimento di
quest'ultima premessa, non è necessario che tali provvedimenti siano
effettivamente pronunciati. E' sufficiente infatti che vengano soddisfatte le
condizioni indispensabili alla loro emanazione, fissate agli art. 10 cpv. 1 e
11 cpv. 3 LDDS (cfr. DTF 105 Ib 236 per analogia con il permesso di domicilio).

Giusta l'art. 10 cpv. 1 LDDS, uno straniero
può essere espulso quando è stato punito dall'autorità giudiziaria per un
crimine o un delitto (lett. a) o la sua condotta in generale e i suoi atti
permettono di concludere che non vuole o non è capace di adattarsi all'ordinamento
vigente nel Paese che lo ospita (lett. b). L'art. 11 cpv. 3 prima frase LDDS
precisa tuttavia che una simile misura può essere pronunciata soltanto se
dall'insieme delle circostanze sembra adeguata. Per valutare se tale
presupposto sia adempiuto, occorre tenere conto, segnatamente, della gravità
della colpa a carico dell'interessato, della durata del suo soggiorno in
Svizzera e del pregiudizio che egli e la sua famiglia subirebbero in caso di
espulsione (art. 16 cpv. 3 ODDS). Allorquando più motivi di espulsione sono
dati senza che nessuno di essi giustifichi, di per sé, l'adozione di questo
provvedimento per ragioni di proporzionalità, la situazione dello straniero va
valutata nel suo insieme; per cui, a seconda delle circostanze, il suo allontanamento
può comunque apparire giustificato (cfr. Wurzburger, La jurisprudence récente
du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 53/1997 308).

 

 

                                   3.   3.1. In
concreto, durante il suo soggiorno in Svizzera, __________ ha interessato a più
riprese le autorità amministrative e giudiziarie del nostro Paese, in
particolare:

 

1981              sotto
inchiesta per ricettazione;

24.02.1983   condanna a 8 anni di reclusione
e all'espulsione dal territorio svizzero per 15 anni nonché al risarcimento di
fr. 10'000.– agli eredi della vittima, per esposizione a pericolo della vita
altrui e di infrazione alla legge federale e cantonale sul commercio delle
armi;

30.06.1988  multa di
fr. 80.– per infrazione alla LCStr;

06.07.1988  revoca
della licenza di condurre;

19.07.1988  multa di
fr. 800.– per circolazione in stato di ebrietà;

07.08.1989  revoca
della licenza di condurre;

16.01.1990   condanna a 3 mesi di detenzione
e a una multa di fr. 1'200.–, per ripetuta circolazione in stato di ebrietà e
circolazione con veicolo a motore nonostante la revoca della relativa licenza;

21.03.1990   1° ammonimento (minaccia di
espulsione) da parte dell'autorità competente in materia di stranieri;

19.10.1992   condanna a 30 giorni di
arresto, sospesi condizionalmente con un periodo di prova di 3 anni, per
lesioni colpose e omissione di soccorso;

25.02.1993  2°
ammonimento da parte dell'autorità competente in materia di stranieri;

10.06.1994  revoca a
tempo indeterminato della licenza di condurre;

13.01.1995   condanna a 60 giorni di
detenzione, sospesi condizionalmente con un periodo di prova di 3 anni, e a una
multa di fr. 1'600.–, per lesioni colpose gravi, circolazione in stato di
ebrietà e aiuto all'entrata illegale;

23.02.1995  3° ammonimento
da parte dell'autorità competente in materia di stranieri;

14.10.1996   condanna a 90 giorni di
arresto, sospesi condizionalmente con un periodo di prova di 1 anno, e a una
multa di fr. 200.–, per ripetuta circolazione nonostante la revoca;

02.12.1996  4°
ammonimento da parte dell'autorità competente in materia di stranieri;

28.08.1997  divieto
di condurre ciclomotori;

15.12.1997   condanna a 90 giorni di arresto
e a una multa di fr. 400.–, per contravvenzione alla legge cantonale sul
commercio delle armi e delle munizioni e sul porto d'armi, infrazione alle
norme sulla circolazione, circolazione senza licenza di condurre e circolazione
in stato di ebrietà;

14.04.1998   condanna a 10 giorni di
detenzione, sospesi condizionalmente con un periodo di prova di 2 anni, e al
versamento alla parte civile di fr. 700.– a titolo di risarcimento, per appropriazione
indebita;

10.04.2000   condanna a 15 giorni di
arresto, per furto d'uso e circolazione nonostante la revoca della licenza di
condurre;

 

3.2. __________ ha dimostrato senza ombra di
dubbio una scarsa considerazione per l'ordine giuridico del Paese che lo ospita
e di avere difficoltà di adattamento. Il fatto che egli abbia subìto una decina
di condanne, alcune delle quali per aver commesso un crimine e diversi delitti
per una pena complessiva di oltre 9 anni, è indubbiamente grave. Da quando è
entrato nel nostro Paese, egli non ha mai smesso di delinquere, commettendo
numerosi reati, alcuni dei quali durante il periodo di prova, senza dimenticare
i 4 ammonimenti decretati nei suoi confronti dalla polizia degli stranieri.
Inoltre, il ricorrente ha cambiato diversi posti di lavoro, rimanendo diverse
volte disoccupato, e si è reso a più riprese irreperibile, come lo è tuttora
(v. ricorso, pag. 2). Come se non bastasse, l'interessato ha a carico 20
attestati per carenza beni per un totale di fr. 125'929.80 e ha aperte ben 19
procedure esecutive per complessivi fr. 32.185.60 (v. rapporto informativo 10
ottobre 2001 Polizia cantonale).

 

3.3. In questo senso risultano chiaramente
dati gli estremi per l'applicazione degli art. 10 cpv. 1 lett. a e b LDDS, ciò
che fa del ricorrente una persona indesiderata in Svizzera.

 

 

                                   4.   __________
risiede regolarmente e ininterrottamente in Svizzera dal 1987 e non da oltre
vent'anni, come egli sostiene. In precedenza, infatti, il suo soggiorno nel
nostro Paese era limitato allo statuto di stagionale (dal 1978 al 1982)
rispettivamente dovuto per motivi di carcerazione (dal 1982 al 1987). Ferme
queste premesse, è comunque innegabile che l'insorgente risiede in Svizzera da
lungo tempo. La lunga durata del soggiorno nel nostro Paese del ricorrente
costituisce invero un elemento di sicuro peso nell'ambito della ponderazione
degli interessi contrapposti per valutare la proporzionalità di una misura
d'allontanamento (cfr. DTF 119 Ib 1 consid. 4c). D'altra parte, però, come ha
già avuto modo di rilevare il Tribunale federale confermando il rimpatrio di un
cittadino africano residente in Svizzera da oltre vent'anni (RDAT 1999 I N.
56), va anche preso in considerazione il comportamento generale dell'insorgente.
In questo senso, sebbene le diverse autorità giudiziarie e amministrative
abbiano a più riprese dato fiducia al ricorrente, sospendendo condizionalmente
in alcune occasioni le pene privative di libertà con un periodo di prova
rispettivamente ammonendolo più volte, egli non ha mai smesso di delinquere.
Tenuto conto della gravità della colpa a carico dell'interessato (v. consid.
3), solo seri e fondati motivi di ordine privato per poter continuare a
risiedere nel nostro Paese potrebbero prevalere sull'interesse pubblico ad allontanare
uno straniero che non cessa di delinquere da oltre una quindicina d'anni.
__________, che ha 50 anni, è nato e cresciuto in Iugoslavia, dove ha ancora
risieduto prima di giungere in Svizzera alla fine degli anni '70 (v.
questionari 3.9.1979, 19.2. e 5.10.1980). Il suo rientro nel Paese d'origine,
sebbene legato a notevoli inconvenienti, non pregiudica quindi in maniera
eccessiva la sua risocializzazione.

Meno scontata, nell'ottica dell'esame della
proporzionalità del provvedimento, potrebbe essere invece la definizione del pregiudizio
che la moglie svizzera del ricorrente subirebbe con il mancato rinnovo del suo
permesso di dimora. A ben guardare, però, l'insorgente non ha praticamente mai
vissuto con __________, la quale risiede nel Canton Lucerna (v. risoluzione
governativa ad E.2., pag. 13). Inoltre egli non ha mai dimostrato che i
rapporti con sua moglie, unico legame che egli ha nel nostro Paese, sono vivi e
intensi. Ma tant'è. Non bisogna in ogni caso dimenticare che __________,
sposandolo nel 1984 quando egli era in carcere per scontare la pena di 8 anni
di reclusione, era al corrente che suo marito aveva dei precedenti penali. Orbene,
quando il coniuge - anche svizzero - con diritto di risiedere in Svizzera
conosce o avrebbe dovuto conoscere, al momento del matrimonio, l'esistenza di
motivi che potrebbero indurre l'autorità di polizia degli stranieri a rifiutare
all'altro coniuge l'autorizzazione di risiedere sul suolo elvetico, deve
contare sull'eventualità che egli debba vivere la propria vita di coppia
all'estero (DTF 120 Ib 16 consid. 4d; 110 Ib 201). In questo modo, essa era cosciente
che il ricorrente correva il rischio di non vedersi rilasciare o rinnovare il
permesso di soggiorno. D'altro canto, la misura adottata permette comunque
all'insorgente di rientrare in Svizzera nell'ambito delle normative per i
turisti; in tal modo le relazioni con sua moglie rimarrebbero in ogni caso
salvaguardate, qualora sua moglie __________, sempre che le loro relazioni
siano strette ed effettivamente vissute, non volesse trasferirsi nel Paese
d'origine del ricorrente.

In conclusione, un'attenta ponderazione di
tutti gli interessi in gioco permette di ritenere proporzionato il provvedimento
adottato dall'autorità inferiore. Tenuto conto che il rifiuto di rinnovare il
permesso di dimora al ricorrente scaturisce da una corretta ponderazione tra
l'interesse dello straniero a che egli possa continuare a risiedere in Svizzera
e l'interesse pubblico contrario, ne consegue che, anche qualora egli fosse
legittimato ad invocare l'art. 8 CEDU, la censura andrebbe respinta.

 

 

                                   5.   Sulla
scorta di quanto precede, il ricorso dev'essere respinto. Tassa e spese di giustizia
seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 4, 7, 10, 11 LDDS; 8, 16 ODDS; 8
CEDU; 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 10 LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

§.  Di conseguenza __________, cittadino iugoslavo,
è tenuto a lasciare il territorio del Cantone Ticino entro il 10 luglio
2002 notificando la propria partenza al competente ufficio regionale
degli stranieri.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, per complessivi fr. 800.–, sono a carico del ricorrente.

                                   3.   Contro la
presente decisione, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria