# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7bfdfb61-9475-5a8a-98bb-1de3b91c6bc4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-04-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.04.2016 36.2016.11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2016-11_2016-04-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  36.2016.11

   

  IR/sc

  	
  Lugano

  18 aprile 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 gennaio 2016 formulato da 

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 18 gennaio 2016 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle
  prestazioni, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione sociale contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Mediante trasmissione dello
specifico formulario, senza intervento diretto dell’assicurata (doc. 1), in
favore di RI 1 è stata chiesta la riduzione del premio dell’assicurazione
obbligatoria contro le malattie per il 2016.

 

                                         RI 1 è divorziata, nata
nel 1962, assicurata presso __________, domiciliata a __________, senza
attività e beneficiaria di prestazioni Laps.

 

                               1.2.   Con decisione 20 novembre
2015 la Cassa ha accolto pienamente la richiesta e riconosciuto in favore della
signora RI 1 la riduzione massima cifrandola in CHF 3'661,20 (doc. 2).

 

                                         Con lungo scritto 2
dicembre 2015 (doc. 3) RI 1 ha contestato il provvedimento considerando
l’importo riconosciuto “troppo esiguo” alla luce della sua situazione
personale. La signora lamenta il fatto che lo Stato le verserebbe “solo” il
71,8% del premio effettivamente pagato (CHF 5'097,60).

 

                               1.3.   Con lettera 10 dicembre 2015
la Cassa ha comunicato all’assicurata di averle concesso l’importo massimo
della riduzione per il 2016 (doc. 4). Il successivo 14 dicembre 2015 (doc. 5)
l’assicurata ha chiesto comunque l’emanazione di una decisione formale
impugnabile “… in quando ho in atto un ricorso contro l’USSI relativo
all’ammontare delle mie prestazioni assistenziali”.

 

                                         Il 18 gennaio 2016 la
Cassa ha emanato il provvedimento richiesto (doc. 9) con cui evidenzia quanto,
per completezza, si riporta in esteso:

 

" (…)

L’importo effettivo della RIPAM si ottiene moltiplicando l’importo
normativo (art. 35 LCAMal) per il coefficiente cantonale di finanziamento pari
al 73.5% (art. 37 cpv. 2 LCAMal), che rappresenta quindi la partecipazione del
Cantone al pagamento del premio di cassa malati.

 

(…)

 

Nella fattispecie, per il calcolo della RIPAM, sono quindi stati
considerati i seguenti fattori:

 

Ø 
PREMIO MEDIO DI RIFERIMENTO (PMR) 2016         fr. 4'981.--

Ø 
COEFFICIENTE CANTONALE  DI FINANZIAMENTO      73.5 %

 

(…) l’importo della RIPAM è calcolato utilizzando la seguente
formula:

 

PMR 2016 * COEFFICIENTE
CANT. FIN./100

 

(…) l’importo annuo della RIPAM in favore della sua UR è quindi il
seguente:

 

RIPAM 4'981 * 73.5% /
100 = 3'661.05 (…)”

 

                                         L’importo è stato arrotondato,
per ragioni tecniche relative al suo versamento all’assicuratore, a CHF
3'661,20. Il reclamo è così stato respinto.

 

                               1.4.   Con lungo ricorso del 22
gennaio 2016 (doc. IRI 1 contesta il provvedimento evidenziando di non
approvare “la legittimità” delle recenti modifiche legislative in
materia di riduzione dei premi. Essa osserva come il premio richiesto da __________,
per la copertura obbligatoria, sia superiore al PMR 2016 di CHF 4'981.--. La
ricorrente si ritiene svantaggiata, contesta implicitamente il sistema adottato
dal legislatore ticinese e critica l’insufficienza degli importi di sussidio
massimi ammessi dalle norme cantonali.

 

                                         La signora RI 1 chiede al
Tribunale cantonale delle assicurazioni “quale garante della
costituzionalità delle modifiche agli articoli di legge … se tale importo di
RIPAM per il 2016, ammontante a fr. 3'661.20, sia il massimo che possa venirmi
versato … a fronte” del premio effettivamente pagato.

 

                               1.5.   Con risposta 17 febbraio 2016
(doc. III) la Cassa “rammenta che dal 2015 il sistema di attribuzione alla
RIPAM è stato oggetto di alcune modifiche decise dal Parlamento cantonale (…)
Oltre all’introduzione del reddito disponibile massimo (RDM) per unità di
riferimento, al di sopra del quale non si ha più diritto alla RIPAM, sono stati
introdotti anche una nuova formula di calcolo in virtù della quale la RIPAM
diminuisce progressivamente con l’aumentare del reddito disponibile di
riferimento (RD) e un nuovo calcolo del premio medio di riferimento (PMR), il
quale ora considera anche le scelte assicurative degli assicurati. Inoltre il
calcolo del PMR considera per gli anni 2015-2017 una deduzione di fr. 90.--
inerente i ristorni ai singoli assicurati dei premi di cassa malati pagati in
eccesso. Attraverso il Decreto esecutivo del 18.11.2015 concernente le basi
calcolo per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l’anno 2016, il
Consiglio di Stato ha stabilito all’art. 1 lett. a) che il periodo fiscale per
l’accertamento del RD è quello delle classificazioni dell’imposta cantonale per
l’anno 2013 ed ha fissato i premi medi di riferimento pari a fr. 4'981.-- per
gli assicurati adulti. (…) Nel caso specifico, l’UR è composta unicamente della
ricorrente, la signora RI 1 (__________1962) che è al beneficio di prestazioni
Laps. Le informazioni utili per l’evasione della richiesta di RIPAM per gli
assicurati posti a beneficio di prestazioni Laps vengono comunicate
direttamente al Servizio Sussidi dal Servizio Cantonale delle Prestazioni
Sociali (SCPS), dal momento che gli stessi, in considerazione dell’art. 43
LCAMal, sono esentati dal presentare l’istanza RIPAM. Per i beneficiari di
prestazioni Laps, la riduzione dei premi corrisponde all’importo massimo ai
sensi dell’art. 34 LCAMal a cui si applica il coefficiente cantonale di
finanziamento pari al 73.5%.” (doc. III). Nelle sue conclusioni la
Cassa chiede quindi che il ricorso sia respinto.

 

                                         Con ordinanza del 18
febbraio 2016 (doc. IV) il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha intimato
la risposta di causa della Cassa all’assicurata concedendole un termine di 10
giorni per postulare l’assunzione di eventuali nuove prove rispettivamente per
formulare osservazioni all’atto dell’amministrazione. La signora RI 1 non ha
reagito all’invito. Non sono state acquisite altre prove d’ufficio da parte del
Tribunale cantonale delle assicurazioni.

 

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   A norma dell’art. 76 cpv. 1 e
2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito),
contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima
legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento,
ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono
impugnabili al Tribunale cantonale delle Assicurazioni le decisioni emanate su
reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale
delle Assicurazioni è quindi competente ad esaminarlo nel merito.

 

                               2.2.   Il ricorso formulato da RI 1 è
sufficientemente motivato e solleva contestazioni che sono, perlomeno
minimamente, circostanziate e tali da imporre l’esame di questo Tribunale. In
particolare la ricorrente ritiene implicitamente che il legislatore ticinese
non abbia ossequiato, nelle norme che concretano a livello cantonale la
riduzione dei premi, il dettato del diritto federale contenuto all’art. 65
LAMal. Essa biasima in particolare l’insufficienza dell’aiuto sociale
generalmente riconosciuto agli assicurati nei casi in cui l’assicuratore scelto
imponga premi superiori al premio medio di riferimento (PMR qui di seguito)
ritenuto dall’esecutivo cantonale. Il ricorso è quindi ricevibile in ordine.

 

                               2.3.   L’impugnativa è stata formulata
nel termine di 30 giorni dall’intimazione della decisione resa su reclamo, essa
è quindi tempestiva.

 

                                         nel merito

 

                               2.4.   Dal 2012 le norme della Legge
Cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), che reggono la
riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie
(RIPAM l’acronimo è utilizzato sia nei lavori preparatori che
dall’amministrazione nei suoi allegati), hanno subito una modifica sostanziale.
Il titolo IV della legge è radicalmente cambiato a seguito dell’approvazione
della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino Ufficiale 2010, 297). Il legislatore ha
provveduto a porre mano ad un nuovo sistema di distribuzione dei sussidi decisi
dal Cantone, conformemente al dettato degli art. 65 e seg. LAMal, al fine di
rendere più efficace l’aiuto sociale, la precedente normativa aveva mostrato
talune lacune e, soprattutto, per ottemperare gli obiettivi di politica sociale
cantonale valuti con l’adozione della Legge sull’armonizzazione delle
prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in questo senso il Messaggio 15 settembre 2009 del
Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di modifica della LCAM, a
pagina 7, ed il relativo Rapporto
della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina 1). In particolare il Consiglio di Stato, con il disegno di legge, ed il Parlamento
promulgando le norme, hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai
criteri scelti dalla Lasp e quindi distanziarsi dal reddito imponibile
cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per
approdare al criterio del reddito disponibile, maggiormente indipendente da
scelte di politica fiscale. D’altro canto l’esecutivo prima ed il Parlamento
poi hanno voluto maggiormente considerare il contesto famigliare in cui
l’assicurato vive passando da una valutazione riferita alle persone sole ed
alle famiglie (definite in maniera restrittiva, si veda in merito l’art. 25 v.
LCAMal) all’unità di riferimento definita nel nuovo art. 26 LCAMal.

 

                                         Le nuove norme tendono a
conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla
realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa
capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle
loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende però solo ad evitare “gli
effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere conto della
reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di
base … con l’introduzione del premio medio di riferimento” che sostituisce
la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta.

 

                                         Il Cantone gode, nella
concretizzazione di quanto in materia di RIPAM prevede la LAMal, di ampio
margine di valutazione ed apprezzamento ed è vincolato in particolare da quanto
impone l’art. 65 cpv. 1bis LAMal secondo cui, per i redditi medi e
bassi, i Cantoni riducono di almeno il 50 per cento i premi dei minorenni e dei
giovani adulti in periodo di formazione (oltre all’obbligo di informazione
della popolazione in merito al diritto di ottenere la riduzione dei
premi e lo scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori). Spetta infatti ai
Cantoni definire quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi
definire gli assicurati di condizione economica modesta. Il diritto cantonale è
un diritto autonomo come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante
giurisprudenza (DTF 122 I 343, 125 V 185 e 134 I 313) e compete al Cantone non
solo fissare la procedure ma decidere il modello da applicare per pervenire
alla riduzione dei premi.

 

                               2.5.   Con le norme in vigore dal
2012 uno degli intenti del legislatore è stato quello di conseguire “una
maggiore equità orizzontale nell’accesso al sistema di riduzione dei premi, in
modo da rispecchiare maggiormente la capacità diversa delle famiglie, in
funzione della loro dimensione, di finanziare i premi”, nonché quello di
eliminare gli effetti indesiderati presenti nel previgente sistema (i
cosiddetti effetti soglia) e  da ultimo quello di “avvicinarsi
maggiormente alla reale situazione dell’offerta assicurativa … con
l’introduzione del premio medio di riferimento … (con) … miglioramento anche
nella trasparenza del sistema cantonale … che evidenzierà meglio la differenza
fra il premio che dovrebbe pagare l’assicurato e il premio realmente pagato”
(Rapporto, loc. cit.).

 

                                         Importante è qui
sottolineare che, nel suo Messaggio di accompagnamento del disegno di legge,
l’esecutivo cantonale ha posto l’accento sulla volontà di modificare in parte
la cerchia dei beneficiari potenziali della RIPAM e l’entità dell’aiuto sociale
per certe fasce di assicurati.

 

                               2.6.   Il Cantone accorda le
riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie
(art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di una richiesta scritta
accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25 LCAMal) da parte degli
assicurati, fatto salvo il caso dei beneficiari di prestazioni complementari
all’AVS ed all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42 e 43 LCAMal). Per gli
assicurati tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio
inoltrata entro la fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è
richiesto. Se la data è rispettata e se dati i presupposti, l’aiuto sociale è
versato con effetto al 1 gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza delle
condizioni per l’aiuto sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se la
domanda è tardiva e formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che
precede quello di competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in
via ordinaria è dato solo a partire dal mese seguente quello della
presentazione della richiesta.

 

                                         Per la determinazione
della cerchia di assicurati da considerare per il calcolo della riduzione del
premio, la legge fissa il concetto di unità di riferimento. L'unità di
riferimento è, di regola, costituita dall’unità riconosciuta a livello fiscale
(art. 26 cpv. 2 LCAMal). I coniugi separati senza figli minorenni conviventi
sono ritenuti persone sole mentre i partners conviventi, se data una convivenza
stabile, costituiscono un’unica unità di riferimento (UR qui di seguito). Per
l’art. 27 LCAMal fanno parte dell’UR anche le persone maggiorenni, purché senza
figli e di età non superiore a 30 anni, il cui totale dei redditi registrati
nella tassazione applicabile non sia superiore ai limiti del fabbisogno
esistenziale definito dalla Laps.

 

                                         Il premio medio di
riferimento, necessario alla determinazione del diritto alla RIPAM, è
costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena descritto e
del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore,
ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il Consiglio
di Stato determina annualmente il premio medio di rifermento per ogni singola
categoria di assicurati prevista dalla LAMal.

 

                                         Alla base del diritto alla
riduzione del premio è stato posto il reddito di riferimento che è dedotto dai
dati accertati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni
singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge
rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di
accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati
relativi al periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza
viene fissata sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel
suo annuale decreto, con la precisazione però che va reintegrata la sostanza
donata o ceduta in usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a LCAMal). Per questa ultima ipotesi occorre fare riferimento alla situazione che emerge
dall’ultima tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto. Il
regolamento di applicazione della legge (RLCAM) 29 maggio 2012 all’art. 16,
prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il
periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento vengano
considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati
nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto
sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è
ridotto annualmente di CHF 10'000.00.

 

                                         L’art. 31 LCAMal definisce
il reddito disponibile. Lo stesso è determinato dalla somma di tutti i redditi
dell’unità di riferimento secondo la LT, cui va aggiunto un quindicesimo della
sostanza netta ritenuta nella tassazione dalla quale, contrariamente al diritto
previgente, non viene più dedotta alcuna franchigia. Dall’importo così
calcolato sono ammesse specifiche deduzioni.

 

                                         Il nuovo sistema prevede
la determinazione di limiti di reddito al di sotto dei quali è accordato
l’importo (normativo) massimo della prestazione sociale (art. 34 LCAMal),
limiti che dipendono dall’UR ciò che “garantisce l’equità di trattamento
orizzontale, perché tiene conto della reale situazione di reddito della
famiglia, che dipende in primo luogo dal numero dei suoi componenti” (Rapporto DSS pag. 31). Questo
contrariamente al previgente sistema che conosceva tre sole tipologie di
differenziazione per l’importo massimo della prestazione.

 

                                         Secondo le norme della
LCAMal in vigore sino a fine 2014 la parte del reddito che supera i limiti
superiori per l’ottenimento del massimo della prestazione sociale deve, per
volontà esplicita del legislatore, essere messa a contribuzione del pagamento
dei premi. In questa costellazione (superamento del limite di reddito per
l’ottenimento del massimo della prestazione sociale) l’importo della RIPAM
diminuisce in maniera graduale e proporzionata a dipendenza dell’incremento del
reddito da computare. In altri termini la riduzione del premio si contrae man
mano che il surplus di reddito aumenta. Le norme in vigore dal 2012 al 2014
compreso prevedevano percentuali di riduzione che variavano a seconda della
tipologia dell’unità di riferimento. L’art. 36a LCAMal fissava le seguenti
percentuali: 8% (persone sole con figli), 13% (persone coniugate con figli),
20% (persone sole senza figli) e 22% persone coniugate con figli.

 

                                         Con le modifiche aventi
effetto dalla RIPAM 2015 il legislatore ha introdotto il nuovo concetto di
reddito disponibile massimo. Per tale norma la riduzione dei premi è accordata
sino al raggiungimento di un reddito disponibile massimo che, per le UR senza
figli, è definito con la formula di calcolo (ermetica) seguente:

 

                                         RDM = costante del 3,4 x 50% del limite di
fabbisogno Laps senza computo della pigione

 

                                         Se dell'UR fanno parte dei
figli la formula diviene ancor più complessa per cui:

 

                                         RDM = [costante del 3,9 + 1 – (n° dei figli) / 10] x
50 % del limite di fabbisogno Lpas senza computo della pigione.

 

                                         Le due formule adottate
dal legislatore appaiono ermetiche. Esse fanno riferimento ai valori ritenuti
all’art. 10 Laps (considerato per il suo 50%), e ritengono due valori costanti
del 3.4 e del 3,9.

 

Nel corso dei lavori
preparatori (Messaggio 6982 del 10
settembre 2014 relativo alla modifica della Legge cantonale di applicazione
della LAMal del 26 giugno 1997) l’esecutivo cantonale ha voluto inserire nella
legge un “limite esplicito … (che) non dipende dai PMR … L’introduzione di
questo nuovo parametro consente … di non far aumentare o quantomeno contenere
l’aumento del numero dei beneficiari, nei redditi alti, a dipendenza dell’aumento
dei premi di cassa malati. Il RDM interessa ovviamente le fasce alte di
reddito, di modo che la sua introduzione equivale a prevedere dei criteri di
esclusione … per queste situazioni reddituali” (Messaggio citato, p. 13).

 

Posto il principio di fissare
un reddito disponibile massimo il Messaggio ha indicato la volontà di sostenere
maggiormente le persone con figli a carico: “Dopo vari approfondimenti
d’impatto sulle differenti tipologie di UR, si ritiene di dover considerare
maggiormente le UR con figli a carico, perciò le famiglie monoparentali e
biparentali, piuttosto che le persone sole o le coppie senza figli” (Messaggio citato, p. 13).

 

Da queste considerazioni è nata
la scelta di proporre due formule di calcolo diverse e due diversi parametri per
determinare il RDM, a dipendenza della presenza di figli. Sono quindi state
proposte una costante del 3.4 per le persone sole e le coppie senza figli
computabili, e del 3.9 per in caso di presenza di figli. Sempre nel suo
messaggio (p. 13) il Consiglio di Stato ha considerato che la riduzione dei
premi: “è una prestazione coordinata ai sensi della Laps …, il RDM è
calcolato come un multiplo del 50% del limite di RDLaps; per le UR con figli il
multiplo aumenta in funzione del numero di figli”.

 

Per la determinazione della
costante l’esecutivo ha presentato nel Messaggio (p. 14 e 15) specifiche
tabelle di verifica dell’impatto del calcolo ed ha considerato come il “valore
delle costanti … influenza l’importo del RDM: tanto minore è il valore della
costante, (quanto) minore è … l’importo del RDM e, di conseguenza, diminuisce 
anche il numero dei beneficiari con redditi alti”. La Tabella 2 (fonte IAS)
illustra i limiti di reddito massimo disponibile per tipologia di unità di
riferimento secondo la modifica di legge proposta (e poi accettata il 3
novembre 2014) ed il sistema precedente, con una chiara diminuzione dei redditi
massimi, più elevata per le coppie e le famiglie monoparentali.

 

In sostanza le costanti scelte
dal Parlamento, e che il Consiglio di Stato è abilitato a determinare per ogni
anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c LCAMal, sono il frutto di una
valutazione operata dal legislatore e che ha considerato redditi e composizione
dell’UR, per determinare importi massimi al di sopra dei quali la riduzione del
premio è esclusa, compatibili (anche se inferiori) rispetto al passato e
conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che vuole un aiuto sociale non solo a
chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.

                                         

                               2.7.   Come anticipato per
determinare il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si
deve stabilire il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata a
partire dai dati fiscali) che si determina partendo dal reddito lordo riportato
dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione
determinato dal Consiglio di Stato, maggiorato della quota parte della sostanza
computabile, dedotti i valori che la legge ammette in deduzione.
L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui
l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali
necessari all’elaborazione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di
principio, necessario all’amministrazione acquisire ulteriori informazioni
dall’assicurato medesimo o tramite terzi.

 

                                         Il RDS è stato fissato
considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per
quanto attiene i redditi computabili che per quel che riguarda le spese ammesse
in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle
operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM.
Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un “reddito
disponibile di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli
assicurati”, ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente
dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale
annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza
netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia alcuna).

 

                                         L’amministrazione è tenuta
a considerare il reddito da attività, principale rispettivamente accessoria,
che sia svolta in maniera dipendente e/o indipendente, quello della sostanza
(mobiliare od immobiliare), comprensivo quindi del reddito locativo proprio,
dei canoni di locazione (oggi non più distinguibili a livello di decisione di
tassazione), degli interessi su titoli od azioni, ed ogni altro simile che la
Legge Tributaria comprenda tra quelli imponibili. Si tratta inoltre delle
indennità e rendite delle assicurazioni sociali o private (rendite AVS o AI
rispettivamente LAINF o versate da un assicuratore malattia, ed ancora i
versamenti di assicuratori privati), nonché dei redditi di altra fonte
considerati dall’autorità fiscale. Non fanno parte della determinazione del
reddito, secondo il Messaggio di accompagnamento della novella legislativa,
redditi di complemento del fabbisogno vitale che sono esenti fiscalmente:
assegni integrativi e di prima infanzia, borse di studio, prestazioni
complementari all’AVS ed all’AI, prestazioni assistenziali ed assegni di grande
invalido, e ciò alla luce della particolare natura di questi redditi. Si tratta
infatti di trasferimenti che coprono spese supplementari rispettivamente
prestazioni Laps successive nell’ordine di priorità dei versamenti alla
riduzione dei premi ed ancora di trasferimenti (le PC) a favore di persone che
non sono toccate dalla riforma del sistema di determinazione e quantificazione
della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico
sanitarie (Messaggio, op. cit.,
pag. 16 in initio).

 

                                         Dai lavori preparatori
discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora
l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo determinato
dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS. Va sin d’ora
osservato che, come rammentato nelle STCA 36.2015.78 del 2 febbraio 2015;
36.2011.31 del 9 settembre 2011, 36.2011.32 del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del
16 giugno 2011, 36.2008.163 del 4 febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre
2008, fra le ultime in ordine di tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e
36.2003.91 del 29 marzo 2004 fra le prime come: "per costante
giurisprudenza di codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla
realtà. L'amministrazione è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di
tassazione. E' possibile scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in
giudicato solo se la stessa contiene errori manifesti e debitamente comprovati.
… l'assicurato deve innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento
fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni
sociali". Salvo casi eccezionali, che ancora le norme del regolamento
riservano (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal)
ove viene eseguito un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di
tassazione, sia l’amministrazione che il Tribunale cantonale delle
Assicurazioni debbono attenersi alla decisione di tassazione fissata dal
Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.

 

                               2.8.   Dall’importo del reddito
complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente
riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e
completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli
importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione
della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il
Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra essere stato
quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il
premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie
determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in merito
si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI,
IPG, AD, AINP e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali
(secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le spese per
interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo
massimo di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto, altri premi
assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto),
imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni
nell’ambito della LAMal) od ancora per l’invalidità, rispettivamente spese di
gestione e manutenzione immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a
carico od ancora per doppia economia non possono essere considerate.

 

                                         Secondo le nuove norme la
spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata
dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000.00. L’accento è posto
sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e
riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La
deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per “garantire una certa
parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i
proprietari di case … gravati da un’ipoteca sulla casa primaria” (pag. 18).
La giustificazione della limitazione dell’importo sarebbe poi da ricondurre al
favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il
valore locativo dell’immobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello
reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del
riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF
3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari.

 

                                         La deduzione, così come
espressa all’art. 31 cpv. 1 LCAMal, non è però limitata ai debiti ipotecari.
Per evitare ai funzionari che applicano la LCAMal difficoltà amministrative per
accertare la natura degli interessi passivi versati (remunerazione di debiti
ipotecari o di debiti privati rispettivamente aziendali, od ancora di prestiti
al consumo) il legislatore ammette in deduzione, sino al limite citato, gli
interessi passivi che sono riconosciuti a livello fiscale. Una differenziazione
non è infatti precisata e deducibile dai dati cui la Cassa cantonale ha accesso
all’interno dei dati fiscali (art. 25 a LCAMal e 8 a RegLCAMal). La proposta del disegno di legge non ha fatto oggetto di approfondimento da parte
della Commissione della gestione e delle finanze nel suo Rapporto con implicita
condivisone delle valutazioni dell’esecutivo. Di rilievo per ammettere la
deduzione dell’importo di CHF 3'000.-- è il riconoscimento degli interessi in
deduzione a livello fiscale, su questo aspetto la volontà del legislatore
appare chiara.

 

                               2.9.   Va ancora ribadito qui che
con le modifiche della legge apportate il 3 novembre 2014 dal Parlamento ed
entrate in vigore il 1° gennaio 2015 il calcolo dell'importo normativo della
RIPAM a partire dal 2015 è determinato mediante una nuova formula che considera
il reddito disponibile massimo dell’art. 32a LCAMal (si veda quanto esposto
nelle considerazioni precedenti).

 

                                         L'art. 34 LCAMal ripete
che l'importo massimo normativo dei premi corrisponde alla somma dei premi medi
di riferimento per categoria d'assicurato, dell'UR. L'importo normativo della
RIPAM, dal 2015 è quindi determinato dalla seguente formulata:

 

 

[PMR – (PMR x RD2)]

                                                                           
RDM2

 

                                         e dipende
dal reddito disponibile massimo (RDM) definito all'art. 32a LCAMal cui si è
accennato nelle considerazioni precedenti. Le modifiche apportare alle norme a
contare dal 2015 hanno reso il sistema molto meno trasparente visto l’uso di
formule matematiche complesse.

 

                              2.10.  Una delle modifiche di maggiore impatto,
con effetto al 2015, è quella riguardante le norme che definiscono il PMR,
ossia il premio medio di riferimento che è stabilito annualmente dal Consiglio
di Stato. Infatti, in applicazione dell’art. 28 cpv. 1 LCAMal il PMR è stabilito,
per le tre categorie di assicurati previste dalla LAMal, sulla base dei premi
approvati dall’autorità federale nell’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie ed è calcolato (art. 28 cpv. 2 LCAMal) sulla scorta della
media ponderata dei premi dell’assicurazione standard, con franchigia ordinaria
e rischio d’infortunio incluso, tenuto conto del numero degli assicurati
iscritti presso ogni singolo assicuratore malattie ripartiti per le regioni di
premio ammesse dalla LAMal e considerando:

 

a) la percentuale
di assicurati con modello assicurativo standard, con franchigia ordinaria
(α); 

 

b) la percentuale
di assicurati con modelli assicurativi alternativi, con franchigia ordinaria
(β); 

 

c) lo sconto
medio percentuale tra modello medico di famiglia e modello standard (γ).

 

Per l’art. 29
cpv. 1 LCAMal il premio medio di riferimento è quindi stabilito come segue: 

 

PMR = x α + x (100% - γ) x β.

 

In applicazione
dell’art. 29 cpv. 2 LCAMal il premio medio di riferimento considerato per le
tre categorie di assicurati previste dalla LAMal non può essere inferiore a
quello applicato per l’anno 2014CHF 4'965.— come voluto con il DE concernente
le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal per
l’anno 2014 del 21 maggio 2014).

 

L’art. 43a LCAMal
prevede per le unità di riferimento con reddito disponibile inferiore o uguale
al limite di fabbisogno ai sensi della Laps, senza computo della pigione,
mantengono la situazione acquisita con la legge in vigore per l’anno 2014. L’importo
effettivo di riduzione dei premi, calcolato conformemente all’art. 37, non può
essere inferiore all’importo calcolato come segue:

 

“a) considerando i premi medi di riferimento
calcolati secondo la legge in vigore per l’anno 2014, segnatamente fr. 4’965.–
all’anno per gli assicurati di età superiore ai 25 anni, di fr. 4’594.–
all’anno per gli assicurati di età compresa tra i 18 e i 25 anni e di fr.
1’156.– all’anno per gli assicurati fino all’età di 18 anni; 

 

b) PMR x coefficiente cantonale di finanziamento pari
al 73.5%, per le unità di riferimento con un reddito disponibile inferiore o
uguale al 50% del limite di fabbisogno; 

 

c) PMR x coefficiente cantonale di finanziamento pari
al 70%, per le unità di riferimento con un reddito disponibile superiore al
50%, ma inferiore o uguale al 100% del limite di fabbisogno.  

 

Per gli art. 43b
LCAMal poi, per i richiedenti la riduzione del premio (art. 106 – 106c LAMal),
per le RIPAM 2015 sino al 2017 “dal premio medio di riferimento è dedotto
l’importo di fr. 90.–“.

 

Per l’art. 43c LCAMal
invece, per i beneficiari di prestazioni LPC, per le RIPAM sempre riferite gli
anni 2015 sino al 2017, dalla riduzione dei premi è dedotto l’importo di CHF
90.--.

 

Come ha ricordato
la Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG sia nella decisione impugnata
che nelle osservazioni al ricorso (doc. 9 e doc. III), in applicazione
dell’art. 43 LCAMal i beneficiari di prestazioni ai sensi della legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) sono
esentati dal presentare l’istanza di riduzione dei premi. La riduzione dei
premi corrisponde all’importo massimo ai sensi dell’art. 34, a cui si applica
il coefficiente cantonale di finanziamento.

 

                             2.11.   Per completezza dell’esposizione
va rammentato ancora che, per esplicita volontà del legislatore, onde fissare
l’importo della riduzione del premio da riconoscere agli assicurati “di
condizione economica modesta” (art. 65 cpv. 1 LAMal), l’importo normativo
della RIPAM va ulteriormente moltiplicato per il coefficiente cantonale di
finanziamento. L’art. 37 LCAMal prevede che il coefficiente cantonale di
finanziamento, ossia quanto il Cantone deve finanziare dell’importo normativo
del premio, determina di converso la quota, basata sul premio medio di
riferimento, che rimane a carico dell’assicurato o dell’UR interessata.

 

                                         Il coefficiente unico per
il 2012 del 73,5% è stato cambiato con effetto al 1 gennaio 2013. Con la
modifica il coefficiente del 73,5% è rimasto applicabile per “le
unità di riferimento con un reddito disponibile inferiore o uguale alla metà
del limite di fabbisogno, senza computo della pigione, ai sensi della legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) del 5
giugno 2000“ mentre un coefficiente del 70% è stato
previsto negli altri casi.

 

                                         A contare
dal 2015 il legislatore, in uno con le modifiche cui si è accennato, ha voluto
portare un'ulteriore modifica all’art. 37 LCAMal fissando il coefficiente
cantonale di finanziamento definitivamente al 73,5% dell'importo normativo
della RIPAM.

 

                             2.12.   Al
fine di verificare la correttezza o meno dell’agire della Cassa, dopo avere
evidenziato nelle considerazioni del punto 2.9. le innovazioni legislative
introdotte con effetto a partire dalla RIPAM 2015, occorre verificare quali
siano i parametri applicabili alla determinazione della riduzione dei premi
negli anni qui in esame.

 

                                         Con
il Decreto esecutivo 18 novembre 2015 concernente le basi di calcolo per
l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l’anno 2016 (RL
6.4.6.1.7) il Consiglio di Stato ha definito i parametri come segue:

 

" a) periodo
fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di            riferimento:
classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno 2013.

b) premio medio di riferimento:

    - adulti: CHF 4’981.--

    - giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF 4’563.--

    - minorenni: CHF 1’066.--

c) costante per il calcolo del reddito disponibile
massimo:

    unità di riferimento senza figli: 3.4;

    unità di riferimento con figli: 3.9.

 

                                         La Cassa ha quindi fatto
uso del PMR ritenuto dall’esecutivo cantonale di CHF 4'981.—che è superiore al
PMR dell’anno 2014. L’importo va ritenuto quindi applicabile.

 

                             2.13.   Come correttamente evidenzia
la Cassa nella sua risposta di causa, la ricorrente beneficia di prestazioni
Laps. Gli assicurati al beneficio di prestazioni Laps ottengono le informazioni
utili per l’evasione della richiesta RIPAM direttamente dal servizio sussidi
del Servizio Centrale delle prestazioni sociali (SCPS) essendo esentati
dall’obbligo di presentare istanza (art. 43 LPAS, art. 9 RLCAMal).

 

                                         Per questi assicurati la
riduzione dei premi è quella massima a norma dell’art. 34 LCAMal, pari cioè al
PMR cui deve essere applicato il coefficiente di finanziamento cantonale
determinato, come visto, nel 73,5% dell’importo del PMR. In concreto quindi
l’amministrazione ha applicato la percentuale del 73,5% al valore del PMR
ritenuto dall’esecutivo (CHF 4'981.--), ricavandone l’importo di CHF 3'661,05
aumentato per ragioni tecniche relative alla modalità di versamento
all’assicuratore, a CHF 3'661,20. L’agire della Cassa ossequia quindi pienamente
i criteri della legge voluta dal legislatore cantonale.

 

                             2.14.   La ricorrente ha posto in
dubbio il rispetto, da parte del legislatore ticinese, dei precetti dell’art.
65 LAMal. Come già ritenuto in precedenti sentenze di questo Tribunale
cantonale delle assicurazioni (per tutte si veda la STCA 36.2012.33 in re M. del
3 febbraio 2012 consid. 2.10):

 

" Il
Tribunale Federale ha rilevato come i cantoni dispongono di una libertà nella
regolamentazione della materia che non è però assoluta. Nella sentenza pubblicata
in DTF 136 I 220 e segg. l’Alta Corte ha ritenuto che il diritto glaronese in
materia di RIPAM violasse, come ritenuto dal Tribunale amministrativo di quel
cantone, il diritto federale nella misura in cui imponeva l’eventuale
compensazione tra imposte e RIPAM in caso di arretrati. Più specificatamente
per il TF, in virtù dell’art. 49 cpv. 1 Cost. Fed., il diritto federale prevale
su quello cantonale contrario. Le norme cantonali debbono quindi rispettare
“Sinn und Zweck” (ossia senso e scopo) delle norme federali. In altri termini
le regole cantonali in un ambito quale quello qui in discussione non debbono
urtare rispettivamente pregiudicare o ridurre la portata delle norme federali
(in questo senso anche G. EUGSTER: Krankenversicherung, in Soziale Sicherheit,
SBVR, 2007 pag. 764).

 

Quindi il Cantone, nella fissazione delle norme che regolano la
materia della riduzione dei premi, gode di un ampio potere d’apprezzamento ed
il diritto cantonale é diritto autonomo. Il giudice può intervenire in tale ambito
unicamente se i cantoni, tramite le loro normative, non permettono il
conseguimento degli scopi e degli obiettivi che il legislatore federale si è
prefissato rispettivamente se è data una violazione del principio di parità di
trattamento (DTF 136 I 220 e segg).”

 

                                         Ora nel caso in esame,
come indicato, la ricorrente ritiene, implicitamente, che le norme cantonali non
rispettino il diritto federale in materia. A torto.

 

                                         Il diritto cantonale concreta,
nel solco dell’ampio potere conferitogli dal diritto federale, l’art. 65 LAMal
in maniera adeguata. Le norme cantonali, per casi quali quello della
ricorrente, prevedono di ridurre i premi in maniera significativa, ossia del 73,5%
dell’importo del premio medio. La ricorrente stessa ricorda che tale riduzione,
riferita al suo premio effettivo presso Concordia, è del 71,8%. Si tratta di percentuale
di tutto rilievo. Il legislatore federale non ha imposto ai cantoni, con l’art.
65 LAMal, la presa a carico integrale dei premi degli assicurati di condizione
economica modesta.

 

                                         La ratio delle norme
cantonali è poi quella di indurre gli assicurati a ricercare e scegliere
l’assicuratore malattie che offra premi più vantaggiosi, rispettivamente optare
per copertura assicurative opzionali che favoriscano una diminuzione del premio
(quali quella del medico di famiglia). In tale evenienza la percentuale
effettiva della RIPAM massima attribuibile da parte della Cassa cantonale di compensazione
AVS AI IPG, permette addirittura di coprire l’intero importo del premio effettivo,
e ciò senza scapito per la natura delle prestazioni assicurative.

 

                                         Va ribadito che l’art. 65
LAMal, e quindi il diritto federale, impone ai Cantoni di “ridurre” i
premi e non di azzerarli o porli interamente a carico dello Stato. Le norme
cantonali ossequiano dunque i precetti del diritto federale.

 

                                         Alla luce di quanto
precede, va ritenuto come le norme cantonali rispettino lo scopo e il senso del
diritto federale alla luce della giurisprudenza federale citata (DTF 136 I 220
del 15 aprile 2010). Il giudice deve quindi applicare le norme cantonali non
potendosene scostare non essendo adempiuti i presupposti dell’art. 73 cpv. 2
Cost. Ti secondo cui i Tribunali “… decidono in modo indipendente e sono
vincolati dalla legge; essi non possono applicare norme cantonali che fossero
contrarie al diritto federale o alla Costituzione cantonale” (si faccia
riferimento, su questi aspetti, alla STCA 36.2014.93 in re B., del 9 marzo
2015, confermata dal Tribunale federale nella STF 8C_247/205 del 24 settembre
2015). In sunto dunque le norme della LCAMal raggiungono lo scopo e il senso
imposto dal diritto federale, conseguono, per le persone di condizione
economica modesta quali la ricorrente, la riduzione del premio
dell’assicurazione obbligatoria, stimolando adeguatamente la scelta degli
assicuratori i cui premi sono meno onerosi rispetto ad altri ed inducono la
scelta di forma alternative di assicurazione, previste dalla legge (in
particolare quella del medico di famiglia) che permettono di diminuire
l’importanza dei premi assicurativi. 

                                         Visto quanto precede il
ricorso va respinto e la decisione impugnata confermata. Non si prelevano tasse
e spese e non si attribuiscono ripetibili.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti