# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5064e97e-a41d-54bf-8cf6-cce9718dc368
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-05-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.05.2004 38.2004.19
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2004-19_2004-05-11.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2004.19

   

  FS

  	
  Lugano

  11 maggio
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 marzo 2004 di

 

	
   

  	
  _RICO1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 5 febbraio 2004 emanata
  da

  
	
   

  	
  _CON1 

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 20
novembre 2003 la __________, ditta attiva nel campo della meccanica fine, ha
preannunciato, per tutta l'azienda e per una durata probabile dal 1° gennaio al
31 agosto 2004, un periodo di lavoro ridotto al 60% (cfr. doc. _) adducendo
quale motivo "(…) aumento dello stock, evitare licenziamento del
personale. (…)." (cfr. doc. _ punto 11a).

                                         Invitata,
tra l'altro, a indicare più dettagliatamente le motivazioni addotte per introdurre
il lavoro ridotto (cfr. doc. _) la ditta ha precisato che "(…) le
motivazioni sono la crescita dello stock che sarà sufficiente per i prossimi 8
mesi dovuto al calo degli ordini causa crisi economica e concorrenza
dell'Estremo Oriente, per evitare di licenziare il personale. (…)." (cfr.
doc. _)

                                         Con
decisione del 17 dicembre 2003 la Sezione del lavoro si è opposta al pagamento
delle indennità per lavoro ridotto, motivando:

 

" 
(…)

L'indennità per lavoro ridotto può essere versata
unicamente qualora si riscontri un sensibile calo della cifra d'affari. Infatti
secondo la giurisprudenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni non tutte
le oscillazioni della cifra d'affari giustificano la concessione dell'indennità
per lavoro ridotto. Nondimeno nella misura in cui la diminuzione della cifra
d'affari raggiunge o supera il 25% rispetto alla media del quadriennio
precedente non può essere considerata una fluttuazione normale dell'attività
imprenditoriale, per cui non rientra più nel normale rischio aziendale del
datore di lavoro. Nel presente caso questo calo non è riscontrabile, pertanto
la perdita di lavoro subita rientra nel normale rischio aziendale. (…)"
(cfr. doc. _)

 

                               1.2.   A seguito
dell'opposizione interposta dalla ditta (cfr. doc. _) la Sezione del lavoro, in
data 25 febbraio 2004, ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha
confermato la sua decisione del 17 dicembre 2003 e, in particolare, ha
osservato:

 

" 
(…)

3. Nella concreta fattispecie, sulla base dei dati forniti
dall'azienda, per quanto riguarda il periodo per cui sono richieste le
indennità per lavoro ridotto, e meglio per il periodo da gennaio a febbraio
2004 (ndr. recte: da gennaio a agosto 2004; cfr. doc. _ punto 4) emerge quanto
segue:

 

    ·   totale cifra
d'affari per il periodo gennaio-febbraio 2004: fr. 160'000.--

    ·   totale cifra
d'affari per il periodo gennaio-febbraio 2003: fr. 134'768.--

    ·   totale cifra
d'affari per il periodo gennaio-febbraio 2002: fr. 117'375.--

    ·   totale cifra
d'affari per il periodo gennaio-febbraio 2001: fr. 138'824.--

    ·   totale cifra
d'affari per il periodo gennaio-febbraio 2000: fr. 175'170.--

 

La media per quanto
riguarda il quadriennio 2000-2003 è la seguente: 566'137 : 4 = 141'534.

 

Ora, in considerazione
di quanto precede risulta che la ditta in parola presenta nei mesi di gennaio e
febbraio del corrente anno un aumento della cifra d'affari rispetto al
quadriennio precedente.

 

Medesima cosa per
quanto riguarda i mesi di novembre e dicembre 2003 rispetto al quadriennio
1999-2002 (cifra d'affari dei mesi di novembre e dicembre 2003: fr. 118'400.--,
rispetto ai fr. 114'914.-- del quadriennio precedente).

 

Visto quanto precede e
alla luce della citata giurisprudenza, l'opponente non ha dunque diritto alle
indennità per lavoro ridotto per il periodo richiesto, in quanto la perdita di
lavoro in concreto riscontrata rientra nel normale rischio aziendale del datore
di lavoro, per cui non è adempiuta una delle condizioni cumulative contemplate
dagli articoli 31 e segg. LADI per il riconoscimento delle indennità. (…)"
(cfr. doc. _)

 

                               1.3.   Contro
questa decisione la ditta ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale,
in particolare, rileva che:

 

" 
(…)

Con lettera del 10.12.2003 (doc. _) avevamo
indicato la cifra esatta per il mese di novembre 2003 ma per i mesi restanti
era stata indicata una previsione ipotetica. Alla prova dei fatti le cifre
corrette mensili sono le seguenti:

 

     - novembre 2003     CHF   83'400,00

     - dicembre 2003      CHF   46'785,00

     - gennaio 2004         CHF  101'678,00

     - febbraio 2004         CHF   58'685,00

 

La cifra dell'importo così elevata per il mese di
gennaio 2004 è ovviamente da ricollegare alle chiusure contabili di fine anno
ed agli inventari.

 

In effetti è a conoscenza di tutti che durante il
mese di gennaio si lavora poco o niente in quanto vi sono le festività del
Santo Natale e la richiesta di lavoro cala notevolmente.

Di conseguenza pare logico che un importo così
elevato sia da ricondurre unicamente a quanto menzionato poco sopra.

 

La media delle cifre d'affari conseguita negli ultimi
4 mesi (11.03/02.04) risulta essere di CHF 72'637,00.

 

La media per lo stesso periodo, ma rilevata agli
anni 2002/2003, risulta essere di CHF 64'793,75.

Per gli anni 2001/2002 CHF 48'935,25.

Per gli anni 2000/2001 CHF 67'118,00.

Mentre per gli anni 1999/2000 è di CHF 75'601,50.

 

Le cifre summenzionate indicano chiaramente che
la media conseguita risulta essere più o meno la stessa per lo stesso periodo
degli anni passati. Si nota una differenza sostanziale nell'esercizio
2001/2002. Questo è sicuramente dovuto agli eventi che hanno stravolto il mondo
e la Svizzera con l'incidente e conseguente chiusura della Galleria del S.
Gottardo.

 

Per concludere richiamiamo quanto già più volte
indicato nella nostra opposizione del 22.12.2003 (doc. _) e secondo la costante
giurisprudenza chiediamo che il nostro ricorso venga accolto, visto che
sussistono i presupposti di legge e chiediamo di poter beneficiare delle
indennità LR.

 

Protestiamo spese e ripetibili. (…)" (cfr.
doc. _)

 

                                         Nella
menzionata "Opposizione" del 22 dicembre 2003 la ditta aveva, in
particolare, sostenuto che:

 

" 
(…)

Con nostra sorpresa, in data 17.12.2003, il
vostro ufficio ha negato l'introduzione del LR alla nostra azienda causa
riduzione della cifra d'affari.

 

A nostro modo di vedere, e mensilmente i dati
sono ben indicati alla cifra 10b della domanda, tale decisione è in contrasto
con la giurisprudenza in materia.

 

Vi invitiamo a voler rivedere la vostra decisione
e autorizzare la nostra ditta ad introdurre il lavoro ridotto in quanto, come
indicato poco sopra, la richiesta è da ricercare nella mancanza temporanea di
lavoro e di conseguenza la salvaguardia dei posti di lavoro.

 

Un punto da prendere in considerazione è anche
quello del mio responsabile e capo officina, nonché meccanico di precisione del
personale, che si troverebbe a dover lavorare per un'operaia o due e questo
comporterebbe anche da parte sua e mia una perdita di lavoro, dato che invece
di dover controllare, regolare e provvedere che tutti i macchinari siano
perfettamente regolati per 5 operaie il lavoro si ridurrebbe e per il meccanico
sarebbe veramente troppo poco nell'arco di 8 ore lavorative giornaliere.
(…)" (cfr. doc. _)

 

                               1.4.   Nella sua
risposta del 5 aprile 2004 la Sezione del lavoro si è confermata nelle proprie
allegazioni e, in particolare, ha osservato che:

 

" 
(…)

Pure se si considerano le cifre indicate
nell'atto ricorsuale si giunge alla medesima conclusione. Infatti, tenuto conto
della cifra d'affari realizzata nei mesi di gennaio e febbraio 2004
(complessivi fr. 160'363.--), si nota comunque un aumento, anziché una
diminuzione, del fatturato della ricorrente rispetto al quadriennio precedente
(media degli anni 2000-2003: fr. 141'534). Medesima cosa per quanto riguarda i
mesi di novembre e dicembre 2003: fr. 130'185, rispetto ai fr. 114'914 del
quadriennio precedente). (…)" (cfr. doc. _)

 

                               1.5.   L'8 aprile
2004 la ditta ha scritto al TCA una lettera del seguente tenore:

 

" 
In risposta alla lettera da parte della Sezione
del lavoro di Bellinzona riguardante il nostro ricorso, chiediamo un colloquio
direttamente con l'Onorevole Presidente Signor Giudice __________ in quanto la
nostra Ditta è un Team, e non è possibile licenziare 3 operaie e continuare,
sarebbero troppo alte le spese che dovrei sopportare.

 

La possibilità di indennità di lavoro ridotto, è
solo per non dover essere costretti a chiudere la mia ditta che è attiva in
Ticino da ben 20 anni." (cfr. doc. _)

 

                               1.6.   Il 7 maggio
2004 le parti sono state sentite dal vicecancelliere.

                                         In
quell'occasione è stato allestito un verbale del seguente tenore:

 

" 
(…)

compaiono:                   

 

- __________, per la ricorrente

- __________, per la ricorrente e quale
dipendente (capo officina)

  

- Avv. __________

 

i quali interrogati rispondono:

 

 

Il vicecancelliere osserva che il sig. __________
non era stato convocato. Lo stesso chiede di poter assistere in quanto capisce
meglio la lingua italiana.

L'avv. __________ non ha niente in contrario.

 

 

Il vicecancelliere - riferendosi al punto del
ricorso dove tratta della cifra d'affari conseguita nel periodo da novembre a
febbraio nei bienni 2004/2003, 2003/2002, 2002/2001, 2001/2000 e 2000/1999 -
chiede al sig. __________ di spiegare cosa vuole dire precisando che: "(…)
la media conseguita risulta essere più o meno la stessa per lo stesso periodo
degli anni passati. (…)." (cfr. doc. _).

 

Il sig. __________ dichiara che la ditta ha due
prodotti, uno in acciaio che produciamo totalmente noi e uno in plastica che è
fatto in Germania e rifinito da noi. La ditta si occupa circa al 90% con i
prodotti in metallo e al 10% con quelli in plastica. Attualmente la cifra
d'affari conseguita con la vendita dei prodotti in plastica va bene mentre non
è così per i prodotti in acciaio. Preciso che la cifra d'affari indicata sui
formulari è quella totale ed è realizzata circa in parti uguali tra la vendita
dei prodotti in metallo e di quelli in plastica.

Siccome il nostro lavoro riguarda maggiormente la
lavorazione dell'acciaio (90%) è per questo motivo che anche se le cifre
d'affari sono simili in realtà abbiamo una flessione del lavoro.

Il sig. __________ osserva che la fluttuazione
delle vendite dei prodotti in acciaio e in plastica è un fenomeno che si è già
manifestato in altri anni e con il quale abbiamo già dovuto fare i conti. Ci
sono dei periodi in cui la richiesta per i prodotti in plastica è alta mentre
per quelli in acciaio è bassa e viceversa. Attualmente abbiamo maggior
richiesta per i prodotti in plastica.

Il problema attuale con i prodotti in acciaio è
riconducibile al prezzo unitario dei pezzi. Oggi non siamo più concorrenziali
con i medesimi prodotti fabbricati in Asia.

La nostra forza sta nei prodotti in acciaio
diversificati e brevettati per questo sistema di lavorazione. La nostra
politica è quella di mantenere tutta la gamma di prodotti e possibilmente già in
stock in modo da poter fornire immediatamente il cliente.

 

Il signor __________ dichiara inoltre che la
cifra d'affari del primo trimestre del 2004 è stata di 233'000.-- franchi. In
questo periodo la cifra d'affari riconducibile ai prodotti in plastica è stata
di circa il 65%.

 

Il vicecancelliere chiede se c'è stata una
variazione nell'utilizzo delle macchine, ossia nelle ore di impiego. La
risposta è che le macchine hanno sempre lavorato 40 ore la settimana.

 

Il vicecancelliere chiede se le persone per le
quali è stato chiesto il lavoro ridotto hanno effettivamente lavorato di meno.
La risposta è no il personale è stato impiegato normalmente fino ad oggi. Ciò
ha fatto aumentare ulteriormente lo stock.

Il sig. __________ precisa ancora che stiamo
cercando dei nuovi prodotti e dei nuovi sbocchi per uscire da questa
situazione.

 

Le parti dichiarano di non avere più nulla da
aggiungere." 

(cfr. doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Il 1° luglio
2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il
24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del
24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

                                         Poiché
nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento
legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie
giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C
154/03; DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3;
DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF
125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70, consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34,
consid. 1, pag. 36 con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA
del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002
nella causa L., H 114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a un
periodo posteriore l'entrata in vigore delle nuove disposizioni (decisione
impugnata del 25 febbraio 2004 con effetto dal 1° gennaio 2004), si applicano
le norme valide dal 1° luglio 2003.

 

 

                               2.2.   I presupposti
del diritto all'indennità per lavoro ridotto sono regolati all'art. 31 LADI.

                                         Questa
disposizione prevede esaustivamente (cfr. DTF 119 V 36) quattro condizioni
materiali, espresse positivamente, e tre condizioni personali, espresse
negativamente, per potere beneficiare dell'indennità per lavoro ridotto.

 

                                         Le
condizioni positive sono enumerate al cpv. 1 dell'art. 31 LADI secondo cui i
lavoratori, il cui tempo normale di lavoro è ridotto o il cui lavoro è
integralmente sospeso, hanno diritto a una indennità per lavoro ridotto se:

 

"  a.   sono soggetti all'obbligo di contribuzione all'assicurazione
contro           la disoccupazione e non hanno ancora raggiunto l'età minima  per
l'obbligo di contribuzione nell'AVS;

                                          

  b.   la perdita di
lavoro è computabile (art. 32);

 

  c.   il rapporto di
lavoro non è stato disdetto;

 

  d.   la perdita di
lavoro è probabilmente temporanea ed è presumibile           che con la
diminuzione del lavoro potranno essere conservati i   loro posti di
lavoro."

 

                                         I
surriferiti requisiti devono essere adempiuti nella loro totalità.

                                         Le
condizioni negative sono stabilite all'art. 31 cpv. 3 LADI, secondo cui non
hanno diritto all'indennità per lavoro ridotto:

 

"  a.   i lavoratori, la cui perdita di lavoro non è determinabile o il
cui      tempo di lavoro non è sufficientemente controllabile;

 

  b.   il coniuge del
datore di lavoro occupato nell'azienda di     quest'ultimo;

 

  c.   le persone che,
come soci, compartecipi finanziari o membri di  un organo decisionale supremo
dell'azienda, determinano o       possono influenzare risolutamente le
decisioni del datore di                                        lavoro, come
anche i loro coniugi occupati nell'azienda."

 

 

                               2.3.   Prescrive
ancora l'art. 32 cpv. 4 LADI:

 

" 
Il Consiglio federale disciplina a quali
condizioni un settore d’esercizio è parificato a un’azienda."

 

                                         Il Consiglio
federale ha poi stabilito nell'art. 52 OADI che:

 

" 
1 Un settore
d’esercizio è parificato ad un’azienda se costituisce un’unità organica
provvista di personale e di mezzi tecnici propri la quale:

 

   a.   dipende da una direzione autonoma in seno
all’azienda, oppure

   b.   fornisce prestazioni che potrebbero
essere fornite ed offerte sul

         mercato da aziende autonome.

 

2 Il datore di
lavoro, con il preannuncio di lavoro ridotto in un settore d’esercizio, deve
presentare un organigramma del complesso dell’azienda.

 

                                         In una
decisione pubblicata in DLA 1986 N. 8 pag. 35 seg. il Tribunale federale delle
assicurazioni (TFA) ha stabilito che l'art. 52 OADI rientra nei limiti della
delega di competenza prevista dall'articolo 32 cpv. 4 LADI ed è perciò conforme
alla legge.

                                         In
quell'occasione il TFA ha osservato che dal fatto che due campi nel ramo
d'attività "edilizia" vengano diretti ciascuno da un capocantiere,
non può essere dedotto di trovarsi in presenza di due settori d'esercizio,
tanto più che le incombenze dei capicantieri sono limitate essenzialmente
all'esecuzione di ordinazioni di materiale e alla presa di contatto con gli
interessati, ciò che nelle imprese di costruzione è oltremodo usuale anche
nella direzione di diversi cantieri.

                                         Contestualmente
l'Alta Corte, confermando quanto contenuto nella circolare concernente il
lavoro ridotto (ILR circolare), ha sostenuto che, affinché un settore
d'esercizio possa essere parificato ad un'azienda, dovrebbe godere di una certa
autonomia in seno al complesso aziendale.

                                         Il
capogruppo con i suoi lavoratori deve costituire un'unità organizzativa a sé
stante con propri mezzi personali e tecnici (cfr. DLA 1986 N. 8, consid. 3b,
pag. 38).

 

                                         La
medesima circolare evidenzia poi, tra l'altro, che:

 

" 
Gli argomenti che potrebbero essere addotti a
favore della parificazione di un settore d'esercizio ad un'azienda sarebbero
per esempio la competenza di allacciare relazioni dirette fuori dell'azienda e
quella di eseguire atti giuridici vincolanti per l'intera azienda (proprio
potere decisionale per quanto riguarda il materiale, l'assunzione di personale,
l'acquisto e la vendita).

 

Per contro, gli argomenti che si oppongono a
siffatta parificazione sono una stretta interdipendenza nell'ambito del
personale e nel campo tecnico (scambi continui di personale da un reparto
all'altro). Non ci si trova in presenza di un settore d'esercizio autonomo
quando il gruppo di lavoro comprende soltanto pochi lavoratori o al limite uno
solo. Il settore d'esercizio non può scendere fino al livello di gruppo diretto
da un caporeparto o al livello di gruppo di lavoro. La presenza di un
caporeparto, di un conduttore di macchine o di un capogruppo non soddisfa, di
regola, la condizione richiesta per una direzione autonoma in seno all'azienda
(vedi art. 52 cpv. 1 lett. a OADI)."

(cfr. circolare ILR 01.92 N. 57 e 58, pag. 12)

 

                                         In
un'altra decisione pubblicata in DLA 1992 N.5 pag. 84 seg. il TFA ha stabilito
che le istruzioni dell'UFIAML (oggi Segretariato di Stato dell'economia; SECO)
menzionate sotto le cifre 30-35 della circolare concernente l'indennità per
lavoro ridotto, entrata in vigore il 1° gennaio 1990, sono compatibili con
l'art. 52 OADI.

                                         In quel
caso il TFA ha ritenuto che un settore d'esercizio (nel caso specifico il
settore del legno) è parificato ad una azienda quando costituisce un'unità
organica provvista di personale e di mezzi tecnici propri e non è strettamente
legata ad altri settori d'esercizio sul piano del personale (i lavoratori del
settore legno sono impiegati solo eccezionalmente e con grandi complicazioni
nel settore metallo). La denominazione di "maestro" attribuita al
capo del settore legno ha, nell'industria del legno, origini corporative e
storiche; il fatto che esso sia subordinato, a livello di direzione, al capo di
produzione al quale sottostà anche il responsabile del settore metallo non
esclude una "direzione autonoma in seno all'azienda" ai sensi
dell'art. 52 cpv. 1 lett. a OADI. Avendo un proprio responsabile, il settore in
questione dispone perciò di strutture di gestione sufficientemente autonome per
soddisfare le esigenze dell'art. 52 cpv. 1 lett. a OADI. Le gelosie in legno
che vi sono fabbricate presentano senz'altro le caratteristiche di un prodotto
finito, vale a dire costituiscono una prestazione indipendente in seno
all'azienda ai sensi dell'art. 52 cpv. 1 lett. b OADI.

 

                               2.4.   Secondo
l'art. 32 cpv. 1 LADI:

 

"  Una perdita di lavoro è computabile se:

  a. è dovuta a motivi
economici ed è inevitabile e

  b. per ogni periodo
di conteggio è di almeno il 10 per cento delle 

      ore di lavoro
normalmente fornite in complesso dai lavoratori        dell'azienda."

 

                                         Per
l'art. 33 cpv. 1 LADI non è invece computabile una perdita di lavoro:

 

"  a. se è dovuta a misure d'organizzazione aziendale, come lavori di  pulizia,
di riparazione o di manutenzione, nonché ad altre

    interruzioni dell'esercizio, usuali e
ricorrenti, oppure a circostanze   

    rientranti nella sfera normale del
rischio aziendale del datore di   

    lavoro:

 

  b. se è usuale nel
ramo, nella professione o nell'azienda oppure se è           causata da
oscillazioni stagionali del grado d'occupazione;

 

  c. in quanto cada in
giorni festivi, sia cagionata da vacanze aziendali           o sia fatta valere
soltanto per singoli giorni immediatamente prima        o dopo giorni festivi o
vacanze aziendali;

 

  d. se il lavoratore
non accetta il lavoro ridotto e dev'essere pertanto  rimunerato secondo il
contratto di lavoro;

 

  e. in quanto
concerne persone vincolate da un rapporto di lavoro di  durata determinata o da
un rapporto di tirocinio o al servizio di              un'organizzazione per
lavoro temporaneo oppure

 

  f.  se è la
conseguenza di un conflitto collettivo di lavoro nell'azienda            in cui
lavora l'assicurato."

                                         Scopo
delle citate norme é di evitare la traslazione delle spese inerenti i rischi
aziendali all’assicurazione contro la disoccupazione (cfr. Messaggio del
Consiglio federale del 2 luglio 1980, in FF 1980 III pag. 531; cfr. pure il
Rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale, “Efficacia
delle indennità per lavoro ridotto”, in FF N. 10, 16 marzo 1999, pag.
1628-1643).

 

                               2.5.   Secondo
l'art. 33 cpv. 1 LADI non è computabile la perdita di lavoro dovuta a circostanze
rientranti nella sfera normale del rischio aziendale. Per "normale rischio
aziendale" si intende il pericolo di subire delle perdite per motivi
legati alla sfera interna dell'azienda (ad esempio: difetti nei macchinari,
problemi con il personale, errori di organizzazione) o per motivi esterni (ad
esempio la situazione del mercato), che ogni impresa ha e che è di conseguenza
in grado di calcolare o di prevenire o combattere con opportune contromisure
(cfr. G. Gerhards: "Kommentar zum Arbeitslosenversicherung (AVIG)",
Ed. Paul Haupt Berna e Stoccarda, 1987, Vol. I, pag. 426-428; STFA del 15 marzo
2004 nella causa F. SA, C 189/02; SVR 2003 ALV Nr. 9; DLA 2002 pag. 59, DLA
2000 pag. 53, consid. 4b, pag. 57 e 58; DLA 1999 pag. 48 e 204; DLA 1998 pag.
290; DLA 1996/1997 pag. 54, consid. 2b, pag. 58; DLA 1995 pag. 117, consid. 1b,
pag. 119 e 120).

                                         Infatti, la
giurisprudenza federale, ha stabilito che le perdite di lavoro che possono
colpire ogni datore di lavoro rientrano nei rischi normali dell’azienda e
devono di regola essere assunti da quest’ultima. Soltanto se esse presentano un
carattere eccezionale o straordinario conferiscono un diritto all’indennità per
lavoro ridotto (cfr. STFA del 15 marzo 2004 nella causa F. SA, C 189/02; SVR
2003 ALV Nr. 9; DLA 2000 pag. 53, consid. 4b, pag. 57 e 58; DLA 1999 pag. 204,
consid. 2a, pag. 206; DLA 1996/1997 pag. 54, consid. 2b aa), pag. 58; DLA 1995
pag. 117, consid. 1b, pag. 119 e 120).

 

                                         In
particolare, nella sentenza del 15 marzo 2004 nella causa F. SA (C 189/02),
l'Alta Corte ha confermato il precedente giudizio di questo Tribunale e,
definendo le perdite di lavoro rientranti nel normale rischio aziendale, ha,
tra l'altro, ribadito che:

 

" 
(…)

Trattasi segnatamente di perdite di lavoro
abituali che, secondo l'esperienza, sopravvengono periodicamente e possono
colpire ogni datore di lavoro. Ogni azienda deve quindi affrontare tali
evenienze ed essere in grado di prevederle, prevenirle o combatterle con
opportuni provvedimenti. Soltanto se le perdite denotano un carattere
eccezionale o straordinario possono dar diritto al versamento di un'indennità
per lavoro ridotto (DLA 1998 no. 50 pag. 291 consid. 1, 1996/1997 no. 11 pag.
58 consid. 2b/aa e riferimenti; cfr. anche Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. I, pag. 426 segg., note 64-70). (…)"

(cfr. STFA del 15 marzo 2004 nella causa F. SA, C
189/02)

 

                               2.6.   Secondo la
giurisprudenza federale, una flessione della domanda a cui può essere
confrontata una ditta comporta per quest’ultima una perdita di lavoro dovuta a
motivi economici (cfr. DLA 1987 N. 8, consid. 2b, pag. 83; DLA 1985 N. 17,
consid. 2b, pag. 108-109 e DLA 1985 N. 18, consid. 3a, pag. 112, tutte citate
in DLA 1990 N. 21, consid. 3, pag. 138 per negare l’esistenza dei motivi
economici).

 

                                         In una
decisione pubblicata in DLA 2000 N. 10 l'Alta Corte ha, in particolare,
osservato che:

 

" 
(…)

4.-a) Vorrangiges Ziel der
Kurzarbeitsentschädigung bildet die Verhütung von Arbeitslosigkeit durch die
Erhaltung von Arbeitsplätzen (Art. 31 Abs. 1 lit. d AVIG; BGE 120 V 526 Erw. 3b
mit Hinweisen). Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat im nicht veröffentlichten
Urteil M. vom 8. Januar 1997 (C 203/95) erkannt, dass weder das Gesetz noch
seine Entestehungsgeschichte Anhalktspunkte dafür enthalten, wonach dieses
legislatorische Ziel unter einem grundsätzlichen strukturpolitischen Vorbehalt
stünde. Namentlich darf die in Art. 32 Abs. 1 lit. a AVIG statuierte
Anspruchsvoraussetzung der "wirtschaftlichen Gründe" nicht als
Ausschluss strukturell bedingter Arbeitsausfälle verstanden werden. Vielmehr
ist der Begriff der "wirtschaftlichen Gründe" weit auszulegen (vgl
ARV 1989 Nr. 12 S. 122 Erw. 2a, 1987 Nr. 8 S. 83 Erw. 2b mit Hinweisen; Gerhards,
Kommentar zum Arbeitslosenversicherungs-gesetz, Band I, Bern 1987, N 39 zu Art.
32-33). Er erfasst sowohl konjunkturelle als auch strukturelle Gründe (Gerhards,
a.a.O., N 41 zu Art. 32-33; a.M. Stauffer, Die Kurzarbeitsentschädigung,
SJZ 1985 S. 177 f.). Abgesehen davon, dass die Organe der
Arbeitslosen-versicherung und Sozialversicherungsrichter mit der Abgrenzung von
konjunkturellen und strukturellen Ursachen eines Arbeitsausfalles im konkreten
Einzelfall, namentlich bei grösseren und international tätigen Betrieben,
überfordert wären (vgl BGE 104 V 112 f. Erw. 4a), erscheint der generelle
Ausschluss strukturell bedingter Arbeitsausfälle von der Kurzarbeitsentschädigung
auch sozialpolitisch fragwürdig (Gerhards, a.a.O., N 41 zu Art. 32-33).
(…)."

(cfr. DLA 2000 N. 10, consid. 4a, pag. 56)

 

                                         Pertanto,
se in generale, ogni ditta deve mettere in preventivo che il proprio risultato
possa variare da un periodo con l’altro, questo non vuole ancora dire che
un’azienda debba essere pronta a sopportare qualsiasi riduzione del proprio
preventivato risultato d’esercizio a titolo di normale rischio aziendale (cfr.
consid. 2.5).

 

                                         Chiamata
a decidere nel caso di una ditta attiva nel campo dell'abbigliamento, in
particolare circa la perdita computabile del lavoro e il normale rischio
aziendale, la nostra Massima Istanza ha sviluppato, tra l'altro, le seguenti
considerazioni:

 

" 
(…)

Le taux de 10 % de perte de travail selon l'art.
32 al. 1 let. b LACI ne constitue pas un critère d'ordre conjoncturel; pour
être prise en considération, la perte de travail subie par l'entreprise ne doit
pas avoir été provoquée - pour un pourcentage déterminé - par la conjoncture.
Le taux de 10 % représente uniquement la limite quantitative de la perte de
travail en deçà de laquelle l'entreprise doit assumer elle-même les
fluctuations de son activité économique au regard du marché (Nussbaumer,
Arbeitslosenversicherung in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],
Soziale Sicherheit, ch. 388).

 

S'il est vrai que l'intimée s'est plus ou moins
adaptée au fil des ans à la chute importante de ses ventes, principalement en
ne repourvoyant pas les postes de travail laissés vacants par les départs
naturels, il n'en demeure pas moins que les efforts entrepris pour adapter la
capacité de production, surtout si leurs effets ne suffisent pas à enrayer la
perte de travail, ne peuvent justifier à eux seuls l'octroi des indemnités pour
réductions de l'horaire de travail. En outre, l'existence d'une situation
économique défavorable ou une perte de travail due à des motifs indépendants de
la volonté de l'entreprise ne suffisent pas pour que la perte de travail soit
indemnisable (DTA 1999 n° 35 p. 204, 1998 n° 50 p. 290; 1996/97 n°.40 p. 220).
Or, l'intimée justifie sa perte de travail par la surproduction dans le secteur
de l'habillement et l'essor des importations de textiles et de produits de
confection en provenance des pays de l'Europe de l'Est ou de l'Asie du Sud-Est.
Ces éléments, ainsi que les pertes dues à un taux de change défavorable pour
les ventes à l'étranger, ne constituent pas un phénomène nouveau; la
concurrence grandissante dans le secteur concerné, la pression extrême sur les
prix touchent toutes les entreprises de confection du pays, qui doivent inclure
dans leurs calculs prévisionnels la diminution des commandes en relation avec
les coûts plus élevés de production et les pertes dues au taux de change. Sous
cet angle la perte de travail n'apparaît ni passagère ni exceptionnelle et se
confond avec les risques normaux d'exploitation de l'entreprise. (…)"

(cfr. STFA dell'8 ottobre 2003 nella causa X. SA,
C 283/01)

 

                               2.7.   Il TCA ha
stabilito che, dopo avere considerato tutte le circostanze del caso concreto
(in particolare la situazione del ramo e quella concorrenziale nonché
un'eventuale evoluzione strutturale), é solo a seconda della consistenza della
flessione della cifra d’affari che si può concludere se questa rientra o meno
nel normale rischio aziendale. Non a caso, per quanto attiene alla perdita di
lavoro, il legislatore federale ha stabilito che una perdita di lavoro é
computabile se é dovuta a motivi economici ed é inevitabile e per ogni periodo
di conteggio é di almeno il 10% delle ore di lavoro normalmente fornite dai
lavoratori dell’azienda (cfr. art. 32 cpv. 1 LADI, vedi inoltre, tra le tante,
STCA del 26 gennaio 2004 nella causa L. SA, __________; STCA del 24 marzo 2003
nella causa A.P. SA, __________; STCA del 20 febbraio 2002 nella causa E.
D.-L., __________; STCA del 27 settembre 2001 nella causa C.C.L. SA,
__________5; STCA del 31 luglio 2001 nella causa F.SA, __________; STCA del 17
gennaio 2001 nella causa C.N.C. 2000 SA, __________; STCA del 21 novembre 2000
nella B., __________; STCA del 2 febbraio 2000 nella causa G.M. & Co. SA,
__________.177 e STCA del 7 gennaio 1999 nella causa V.-V. & A.,
__________).

                                         Secondo
la giurisprudenza del TCA, non tutte le oscillazioni della cifra d'affari
giustificano la concessione dell'indennità per lavoro ridotto. Nondimeno nella
misura in cui la diminuzione della cifra d'affari raggiunge o supera il 25%
rispetto alla media del quadriennio precedente non può più essere considerata
una fluttuazione normale dell'attività imprenditoriale, per cui non rientra più
nel normale rischio aziendale (cfr. STCA del 26 gennaio 2004 nella causa L. SA,
__________; STCA del 24 marzo 2003 nella causa A.P. SA, __________; STCA del 18
ottobre 2002 nella causa C.S.P. SA, __________; STCA del 17 giugno 2002 nella
causa F. SA, __________; STCA del 27 settembre 2001 nella causa C.C.L. SA,
__________5; STCA del 31 luglio 2001 nella causa F.SA, __________; STCA del 24
luglio 2000 nella causa R.G. SA, __________; STCA del 4 gennaio 2000 nella
causa I. P. Sagl, __________; STCA 17 marzo 1999 nella causa T.N. SA,
__________; STCA del 23 novembre 1998 nella causa A. C. SA, __________4; STCA
del 10 novembre 1998 nella causa M., __________; STCA del 17 agosto 1998 nella
causa M. SA, __________7; STCA 9 marzo 1998 nella causa T. SA, __________9;
STCA 2 settembre 1997 nella causa S., __________8; STCA 11 agosto 1997 nella
causa R., __________; STCA 4 giugno 1997 nella causa P., __________; STCA 10
settembre 1996 nella causa M.F. SA, __________).

 

                               2.8.   Nel caso
concreto, quale motivo che l'ha indotta ad introdurre il lavoro ridotto la
ditta ha indicato "aumento dello stock, evitare licenziamento del
personale." (cfr. doc. _ punto 11a).

                                         Invitata
a indicare più dettagliatamente i motivi dell'introduzione del lavoro ridotto
la ditta ha precisato che "le motivazioni sono la crescita dello stock che
sarà sufficiente per i prossimi 8 mesi dovuto al calo degli ordini causa crisi
economica e concorrenza dell'Estremo Oriente, e evitare di licenziare il
personale." (cfr. doc. _).

                                         Dai dati
sulle cifre d'affari mensili forniti dalla ditta risulta che la stessa dal 1999
al 2003 ha ottenuto le seguenti cifre d'affari annue:

 

                                         1999                               fr.
766'214.--

                                         2000                               fr.
850'031.--

                                         2001                               fr.
690'811.--

                                         2002                               fr.
736'846.--

                                         2003                               fr.
756'343.-- (cfr. doc. _ punto 10b e I)

 

                                         Dunque,
dopo un aumento nel 2000 di quasi l'11% rispetto all'anno precedente e una
flessione nel 2001 di quasi il 19% rispetto all'esercizio dell'anno prima,
negli anni 1999, 2001, 2002 e 2003 la cifra d'affari annua della ditta si è
mossa all'interno di oscillazioni inferiori al +/- 10%.

 

                                         In sede
di udienza è emerso che la ditta si occupa nella misura del 90% con la
fabbricazione di prodotti in acciaio (prodotto questo fatto totalmente da lei
stessa) e del 10% con la fabbricazione di prodotti in plastica (prodotto questo
fatto in Germania e solo rifinito da lei) (cfr. doc. _).

                                         Il
titolare della ditta ha dichiarato inoltre che nel primo trimestre del 2004
(periodo durante il quale rivendica il diritto alle indennità per lavoro
ridotto; cfr. doc. _ punto 4) la cifra d'affari è stata di fr. 233'000.-- (cfr.
doc. _).

                                         In questo
periodo, a differenza degli altri anni nei quali la cifra d'affari complessiva
era formata in circa parti uguali tra la vendita dei prodotti in metallo e di
quelli in plastica, la ripartizione è stata circa del 65% prodotti in plastica
e del 35% prodotti in metallo (cfr. doc. _).

 

                                         Al
riguardo il TCA constata innanzitutto che, visto l'organigramma della ditta che
indica un titolare, una segretaria/spedizioniera, un meccanico e quattro
operaie (cfr. doc. _) anche se fabbrica prodotti differenti, la ditta non
dispone di diversi settori d'esercizio ai sensi degli articoli 32 cpv. 4 LADI e
52 OADI (cfr. consid. 2.3).

 

                                         In ogni
caso, anche tenendo conto del fatto che nel primo trimestre del 2004 la cifra
d'affari riconducibile ai prodotti in acciaio è stata di fr. 81'550.-- (35% di
fr. 233'000 = fr. 81'550), visto che la media nel medesimo periodo nel
quadriennio precedente, sempre per quanto riguarda i prodotti in acciaio, è
stata di fr. 102'082.75.-- (50% di fr. 204'165.50 [che è la media della cifra
d'affari complessiva conseguita dalla ditta nel primo trimestre degli anni dal
2000 al 2003; cfr. doc. _ punto 10b] = fr. 102'082.75) la flessione è stata di
poco superiore al 20%.

 

                                         Secondo
la giurisprudenza di questo Tribunale una flessione della cifra d'affari del
20% rientra nel normale rischio aziendale (cfr. consid. 2.7).

 

                                         Del resto
le motivazioni addotte nel preannuncio di lavoro ridotto, crescita dello stock
dovuto al calo di ordini a causa della crisi economica e della concorrenza
dell'Estremo Oriente, configurano anch'esse delle circostanze che possono
colpire ogni datore di lavoro e pertanto rientrano nei rischi normali
dell’azienda e devono di regola essere assunti da quest’ultima.

 

                                         Inoltre
(e di questo ne deve portare le conseguenze; cfr. STFA del 3 ottobre 2003 nella
causa A., consid. 2.3.2, C 151/03; STFA del 7 dicembre 2001 nella causa M.,
consid. 2b bb, U 202/01; DLA 2002 pag. 177, consid. 2c, pag. 179; DLA 2000 pag.
121 e 122; DTF 119 V 20; DTF 115 V 113; G. Beati "Relazione tra diritto
civile e assicurazioni sociali. Introduzione e principi generali. La recente
giurisprudenza del TFA.", atti della giornata di studio del 1° giugno
1992, CFPG fascicolo 8), la ditta non prova in alcun modo il carattere
eccezionale o straordinario della perdita di lavoro che solo conferirebbe anche
in questo caso un diritto all’indennità per lavoro ridotto.

                                         Al
contrario, in sede di udienza il titolare della ditta ha pure ammesso che
"(…) la fluttuazione delle vendite dei prodotti in acciaio e in plastica è
un fenomeno che si è già manifestato in altri anni e con il quale abbiamo già
dovuto fare i conti. Ci sono dei periodi in cui la richiesta per i prodotti in
plastica è alta mentre per quelli in acciaio è bassa e viceversa. (…)."
(cfr. doc. _).

 

                                         Di
conseguenza, viste le risultanze appena esposte, questo Tribunale deve
concludere che a ragione l'amministrazione si è opposta al preannuncio di
lavoro ridotto inoltrato dalla __________ il 20 novembre 2003 in quanto la
perdita di lavoro rientrante nel normale rischio aziendale del datore di lavoro
(cfr. consid. 2.4, 2.5, 2.6 e 2.7).

 

                                         In
particolare, circa la questione sollevata dalla ditta nel suo scritto al TCA
dell'8 aprile 2004 e meglio che "(…) la nostra Ditta è un Team, e non è
possibile licenziare 3 operaie e continuare, sarebbero troppo alte le spese che
dovrei sopportare. (…)." (cfr. doc. _), il TCA rileva quanto segue.

 

                                         In sede
di "Opposizione" la ditta aveva, tra l'altro, già osservato che:
"(…) Un punto da prendere in considerazione è anche quello del mio
responsabile e capo officina, nonché meccanico di precisione del personale, che
si troverebbe a dover lavorare per un'operaia o due e questo comporterebbe
anche da parte sua e mia una perdita di lavoro, dato che invece di dover
controllare, regolare e provvedere che tutti i macchinari siano perfettamente
regolati per 5 operaie il lavoro si ridurrebbe e per il meccanico sarebbe
veramente troppo poco nell'arco di 8 ore lavorative giornaliere. (...)"
(cfr. doc. _).

 

                                         Anche se
il costo del meccanico di precisione fosse troppo alto per rapporto al lavoro
indotto da un numero inferiore di operaie, questa circostanza da sola non basta
e non giustifica in nessun modo la concessione delle indennità per lavoro
ridotto.

                                         Inoltre,
vista l'assunzione dell'operaia __________ nel mese di marzo 2002 (cfr. doc.
_), va qui rilevato che non è scopo della LADI permettere al datore di lavoro
di conservare del personale in esubero, per poter far fronte, se del caso, ad
eventuali aumenti di attività per periodi di tempo limitati (cfr. STFA del 15
marzo 2004 nella causa F. SA, C 189/02).

                                         Dagli
atti dell'incarto risulta infatti che dal mese di settembre 2002 a febbraio
2003 la ditta ha beneficiato ininterrottamente delle indennità per lavoro
ridotto (cfr. doc. _) e l'azienda stessa ha precisato che lo stock esistente
sarà sufficiente per i prossimi 8 mesi e che non vi sono altre possibilità per
evitare il lavoro ridotto (cfr. doc. _ punto 11b e _).

 

                                         In simili
circostanze la decisione impugnata deve dunque essere confermata.

 

                                         Il TCA
rileva ancora che in sede di udienza rispondendo alla domanda postagli il
titolare della ditta ha affermato che il personale per il quale ha chiesto il
lavoro ridotto ha lavorato normalmente fino ad oggi (cfr. doc. _).

                                         Pertanto
durante il tempo in cui la ditta ha impiegato i propri dipendenti essa non può
in ogni caso chiedere alcuna indennità per lavoro ridotto.

 

                                         A titolo
abbondanziale questo Tribunale rileva ancora che in ogni caso non vi è diritto
alle indennità durante le ferie aziendali in quanto in quei periodi la perdita
di lavoro non è computabile (cfr. art. 33 cpv. 1 lett. c LADI).

                                         Quindi
dal 1° al 6 gennaio e dal 26 luglio al 15 di agosto 2004 la perdita di lavoro
della ditta non sarebbe computabile anche per questa ragione (cfr. doc. _ punto
6).

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti