# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6c3c795a-fccf-5d4c-aa9b-be754951a594
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-04-06
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 06.04.2020 RR.2019.297
**Docket/Reference:** RR.2019.297
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2019-297_2020-04-06

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al Brasile. Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP). Durata del sequestro (art. 33a OAIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al Brasile. Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP). Durata del sequestro (art. 33a OAIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al Brasile. Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP). Durata del sequestro (art. 33a OAIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al Brasile. Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP). Durata del sequestro (art. 33a OAIMP).

Sentenza del 6 aprile 2020 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 
Roy Garré, Presidente, 
Giorgio Bomio-Giovanascini e Cornelia Cova,  
Cancelliere Giampiero Vacalli  

   
Parti   

A.,  
B.,  

rappresentati dall'avv. Jean-Cédric Michel,  

Ricorrenti 
 

   
  contro 
   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

Controparte 
 

   
Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al 

Brasile 
 
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP) 
Durata del sequestro (art. 33a OAIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2019.297-298 
 

 

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 Fatti: 

A. Il 23 maggio 2019 il Ministero pubblico federale brasiliano (Groupe-Spécial 
Greenfield) ha presentato alla Svizzera una domanda d’assistenza giudiziaria 
nell’ambito di un procedimento penale aperto nei confronti di A. per i reati di 
corruzione attiva (art. 333 CP/brasiliano) e riciclaggio di denaro (art. 1 legge n. 
9.613/1998 e legge n.12.683 del 9 luglio 2012). Tale procedimento ha preso 
avvio grazie a fatti emersi nel quadro di altre due procedure condotte dalla 
stessa autorità denominate “Sépsis” e “Cui Bono”. Il procedimento “Sépsis” con-
cerne un complesso caso di corruzione e altri reati commessi a danno dell’am-
ministrazione pubblica federale brasiliana legati alla concessione di fondi pub-
blici d’investimento di FI-FGTS (Fundo de Garantia do Tempo de Serviço) e 
della Cassa di risparmio federale (Caixa Econômica Federal – CEF) e a paga-
menti illeciti a favore di pubblici funzionari. Il procedimento “Cui Bono” riguarda 
invece la concessione illecita di crediti (prestiti bancari) da parte della Cassa di 
Risparmio Federale. A. è sospettato di avere permesso pagamenti per un im-
porto complessivo di R$ 32'900'000.– a favore di funzionari, versamenti con-
nessi ad un’operazione effettuata tra FI-FGTS e la società C. SA per un valore 
di R$ 940'000'000.– effettuata il 22 agosto 2012. Il pagamento a fini corruttivi 
sarebbe stato effettuato tramite l’intermediazione di D., con la complicità di A., 
all’epoca direttore e presidente della società C. SA (v. rogatoria brasiliana, in 
act. 1.3). 

 
Con la sua domanda di assistenza, l’autorità rogante chiede l’edizione e il se-
questro della documentazione concernente la relazione n. 1 presso la banca E., 
Ginevra, intestata a A. e B., nonché il blocco dei saldi attivi della stessa. 

 
 
B. Con decisione del 13 giugno 2019, il MPC, cui l'Ufficio federale di giustizia (in 

seguito: UFG) ha delegato l'esecuzione della domanda (v. act. 1.3, pag. 2), è 
entrato nel merito della stessa, precisando che le misure di esecuzione sareb-
bero state ordinate con decisioni separate (v. act. 1.3). 
 
 

C. Con decisione incidentale del medesimo giorno, il MPC ha ordinato l’acquisi-
zione nell’incarto rogatoriale della documentazione concernente la relazione di 
cui sopra, già in possesso della medesima autorità nell’ambito del procedimento 
interno SV.15.0775, nonché il blocco dei fondi depositati sulla medesima (v. atto 
04-00-0004 e segg. incarto MPC).  

 
 
D. Con decisione di chiusura del 10 ottobre 2019, il MPC ha ordinato il manteni-

mento del sequestro dei fondi nonché la trasmissione alle autorità brasiliane di 

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svariata documentazione relativa alla relazione bancaria di cui sopra (v. act. 
1.2). 

 
 

E. Il 6 novembre 2019 A. e B. hanno interposto ricorso avverso la suddetta deci-
sione di chiusura dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale fede-
rale, chiedendo che la stessa sia annullata, che solo la documentazione banca-
ria posteriore al 1° gennaio 2012 unitamente ai documenti d’apertura del conto 
siano trasmessi all’autorità rogante e che solo l’importo di USD 6'945'000.– ri-
manga bloccato, con dissequestro del resto. Sussidiariamente, essi chiedono 
che la causa sia rinviata al MPC per nuova decisione ai sensi dei considerandi 
(v. act. 1).   

 
 
F. Con scritto del 19 dicembre 2019, l’UFG ha comunicato di rinunciare a formu-

lare delle osservazioni, condividendo tuttavia la decisione impugnata (v. act. 9). 
Con risposta dell’8 gennaio 2020, il MPC ha postulato la reiezione del gravame, 
nella misura della sua ammissibilità (v. act. 10).  

 
 

G. Con replica del 23 gennaio 2020, trasmessa all’UFG e al MPC per conoscenza 
(v. act. 14), i ricorrenti hanno confermato le proprie conclusioni ricorsuali (v. act. 
13).  

 
 

Le ulteriori argomentazioni verranno riprese, nella misura del necessario, nei 
successivi considerandi in diritto. 

 
 
 
Diritto: 

1.  
1.1 In virtù dell'art. 37 cpv. 2 lett. a della legge federale sull'organizzazione delle 

autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71) e dell'art. 25 cpv. 1 
della legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale (AIMP; 
RS 351.1), la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale giudica i 
gravami in materia di assistenza giudiziaria internazionale. 

 
1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra il Brasile e la Confede-

razione Svizzera sono retti dal Trattato di assistenza giudiziaria in materia pe-
nale del 12 maggio 2004, entrato in vigore il 27 luglio 2009 (RS 0.351.919.81; 
in seguito Trattato svizzero-brasiliano). Alle questioni che il prevalente diritto 

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internazionale contenuto in tale trattato non regola espressamente o implicita-
mente, come pure quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assistenza 
rispetto a quello pattizio (cosiddetto principio di favore), si applicano la legge 
federale sull'assistenza internazionale in materia penale del 20 marzo 1981 
(AIMP; RS 351.1), unitamente alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; 
v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. 32 Trattato svizzero-brasiliano; DTF 142 IV 250 con-
sid. 3; 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 consid. 2.2.2). È fatto salvo il rispetto dei 
diritti fondamentali (DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c). 

 
1.3 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-

tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti 
atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 
12 cpv. 1 AIMP; v. DANGUBIC/KESHELAVA, Commentario basilese, Internationa-
les Strafrecht, 2015, n. 1 e segg. ad art. 12 AIMP), di cui al precedente consi-
derando. 

 
1.4 Interposto tempestivamente contro la decisione di chiusura del 10 ottobre 2019, 

il ricorso è ricevibile sotto il profilo degli art. 25 cpv. 1, 80e cpv. 1 e 80k AIMP. 
Intestatari del conto oggetto della misura impugnata, i ricorrenti sono legittimati 
a ricorrere (v. art. 9a lett. a OAIMP nonché DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1; 130 II 
162 consid. 1.1; 128 II 211 consid. 2.3; TPF 2007 79 consid. 1.6 pag. 82). 

 
 
2. I ricorrenti sostengono che la domanda di assistenza viola il principio della pro-

porzionalità. A loro avviso, la trasmissione di documentazione e il blocco del 
loro conto bancario dovrebbe limitarsi all’accredito di USD 6'945'000.– interve-
nuto il 20 gennaio 2012 sul loro conto. La trasmissione della documentazione 
anteriore a tale data (tranne i documenti d’apertura del conto), così come il man-
tenimento del sequestro per un importo superiore all’accredito di cui sopra sa-
rebbero illegali. 

 
2.1 Il principio della proporzionalità esige che vi sia una connessione fra la docu-

mentazione richiesta e il procedimento estero (DTF 130 II 193 consid. 4.3; 139 II 
404 consid. 7.2.2; 136 IV 82 consid. 4.1/4.4; 129 II 462 consid. 5.3; 122 II 367 
consid. 2c; sentenza del Tribunale penale federale RR.2016.257 del 26 maggio 
2017 consid. 4.3.1), tuttavia la questione di sapere se le informazioni richieste 
nell'ambito di una domanda di assistenza siano necessarie o utili per il procedi-
mento estero deve essere lasciata, di massima, all'apprezzamento delle auto-
rità richiedenti (sentenza del Tribunale penale federale RR.2017.146 del 4 ago-
sto 2017 consid. 2.1). Lo Stato richiesto non dispone infatti dei mezzi per pro-
nunciarsi sull'opportunità di assumere determinate prove e non può sostituirsi 
in questo compito all'autorità estera che conduce le indagini (DTF 132 II 81 con-
sid. 2.1 e rinvii). La richiesta di assunzione di prove può essere rifiutata solo se 
il principio della proporzionalità è manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 251 

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consid. 5c; sentenza del Tribunale penale federale RR.2017.21 dell’8 maggio 
2017 consid. 3.1 e rinvii) o se la domanda appare abusiva, le informazioni ri-
chieste essendo del tutto inidonee a far progredire le indagini (DTF 122 II 134 
consid. 7b; 121 II 241 consid. 3a; sentenza del Tribunale penale federale 
RR.2017.21 dell’8 maggio 2017 consid. 3.1 e rinvii). Inoltre, da consolidata 
prassi, quando le autorità estere chiedono informazioni per ricostruire flussi pa-
trimoniali di natura criminale si ritiene che necessitino di regola dell’integralità 
della relativa documentazione, in modo tale da chiarire quali siano le persone o 
entità giuridiche coinvolte (v. DTF 129 II 462 consid. 5.5; 124 II 180 consid. 3c 
inedito; 121 II 241 consid. 3b e c; sentenze del Tribunale federale 1A.177/2006 
del 10 dicembre 2007 consid. 5.5; 1A.227/2006 del 22 febbraio 2007 con-
sid. 3.2; 1A.195/2005 del 1° settembre 2005 in fine; sentenza del Tribunale pe-
nale federale RR.2016.250 del 17 febbraio 2017 consid. 2.1). La trasmissione 
dell'intera documentazione potrà evitare altresì che le autorità debbano inoltrare 
entuali domande complementari (DTF 136 IV 82 consid. 4.1; 121 II 241 con-
sid. 3; sentenza del Tribunale federale 1C_486/2008 dell'11 novembre 2008 
consid. 2.4; sentenza del Tribunale penale federale RR.2011.113 del 28 luglio 
2011 consid. 4.2), con evidente intralcio alle esigenze di celerità (v. anche art. 
17a cpv. 1 AIMP). In base alla giurisprudenza l'esame da parte delle autorità di 
esecuzione e del giudice dell’assistenza va limitato alla cosiddetta utilità poten-
ziale, secondo cui la consegna giusta l'art. 74 AIMP è esclusa soltanto per quei 
mezzi di prova certamente privi di rilevanza per il procedimento penale all'estero 
(DTF 126 II 258 consid. 9c; 122 II 367 consid. 2c; 121 II 241 consid. 3a e b; 
TPF 2010 73 consid. 7.1). 

 
2.2 In concreto, l’utilità potenziale della documentazione litigiosa è certamente data, 

già solo per il fatto che A. è indagato nel procedimento estero per i reati di cor-
ruzione attiva e riciclaggio di denaro nonché intestatario, unitamente alla mo-
glie B., della relazione sequestrata. Data la natura finanziaria dei reati contesta-
tigli, tutta la documentazione bancaria litigiosa deve essere messa a disposi-
zione dell’autorità rogante, affinché l’autorità rogante abbia una visione com-
pleta dei flussi di denaro intervenuti sul conto. Non vi è dunque nessuna ragione 
di limitare la trasmissione alla documentazione relativa all’accredito di 
USD 6'945'000.– visto che spetterà al giudice estero del merito valutare l’inte-
gralità del profilo finanziario dell’indagato e non avrebbe senso a livello investi-
gativo limitare l’esame probatorio a un singolo bonifico, atteso comunque che 
le prove assunte possono servire sia a carico che a discarico, per cui, se effet-
tivamente il solo episodio incriminato fosse quello, ciò potrebbe comunque 
emergere soltanto da una messa in luce completa della documentazione ban-
caria riferibile all’indagato. 

 
2.3 Da quanto sopra discende che la censura va respinta. 
 

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2.4 L'autorità che entra nel merito di una domanda d'assistenza giudiziaria inter-
nazionale e, in esecuzione della stessa, ordina un sequestro, deve verificare 
che tale provvedimento abbia un legame sufficientemente stretto con i fatti 
esposti nella domanda e non sia manifestamente sproporzionato per rapporto 
a quest'ultima (DTF 130 II 329 consid. 3; sentenza del Tribunale federale 
1C_513/2010 dell'11 marzo 2011 consid. 3.3). 

 
 Ebbene, visto quanto esposto in precedenza (v. supra consid. 2.2), è senz'altro 

possibile concludere che esistono elementi sufficienti per confermare il seque-
stro della relazione intestata ai ricorrenti. Se è vero che il denaro proveniente 
dalla società C. SA ammonta a USD 6'945'000.–, occorre anche rilevare che 
sul conto dei ricorrenti sono intervenute altre operazioni, di cui l’autorità rogante 
(che ha postulato il blocco di tutti i valori ivi giacenti) non è ancora a conoscenza 
e che potrebbero essere utili per il procedimento estero. Potendo tutto il denaro 
sequestrato essere legato ai reati contestati all’indagato, la misura va confer-
mata nell'ottica di un’eventuale futura richiesta di confisca o di restituzione all'a-
vente diritto nello Stato richiedente (v. art. 74a cpv. 1 e 2 AIMP e art. 13 e segg. 
CRic, nonché DTF 123 II 134 consid. 5c, 268 consid. 4, 595 consid. 3). In defi-
nitiva, il sequestro litigioso devo essere mantenuto di principio sino alla notifica 
di una decisione definitiva ed esecutiva dello Stato richiedente o fintanto che 
quest'ultimo non abbia comunicato che una tale decisione non può più essere 
pronunciata (art. 74a cpv. 3 AIMP e 33a OAIMP; TPF 2007 124 consid. 8 e 
rinvii; v. anche art. 11 e seg. CRic), ferma restando la necessità che la proce-
dura all'estero avanzi (DTF 126 II 462 consid. 5e). I ricorrenti non hanno peraltro 
sostanziato nessun pregiudizio economico cagionato dal sequestro. Anche da 
questo punto di vista la misura in questione non presenta alcun elemento di 
sproporzionalità. Ne consegue che il sequestro va confermato e le relative cen-
sure respinte. 

 
 
3. In conclusione, la decisione impugnata va confermata e il gravame integral-

mente respinto. 
 
 
4. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA). La tassa di giustizia 

è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 
del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le 
indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), ed è fis-
sata nella fattispecie a fr. 10’000.– a carico dei ricorrenti in solido; essa è co-
perta dall'anticipo delle spese già versato.  

 
 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è respinto. 

2. La tassa di giustizia di fr. 10'000.– è posta a carico dei ricorrenti in solido. Essa 
è coperta dall'anticipo delle spese già versato. 

 
 
Bellinzona, 7 aprile 2020 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Jean-Cédric Michel 
- Ministero pubblico della Confederazione 
- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria,  

 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 
Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un 
sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta 
e se si tratti di un caso particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente impor-
tante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati violati elementari principi procedurali 
o che il procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).