# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8270fb9d-b68d-56f5-b09a-767db63af35b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-04-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.04.2025 D-2191/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2191-2025_2025-04-08.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2191/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l l ’ 8  a p r i l e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Camilla Mariéthoz Wyssen;  

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…) 

Iran,   

patrocinato da Viviana Lino,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 24 marzo 2025 / N (…). 

 

 

 

D-2191/2025 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

Il 5 dicembre 2024, l’interessata ha presentato una domanda d’asilo in 

Svizzera insieme al figlio (di cui alla procedura del Tribunale D-2195/2025; 

cfr. atto della Segreteria di Stato della migrazione [di seguito: SEM] n. [{…}] 

- 3/2). Dalle informazioni contenute nella banca dati europea di rilevamento 

delle impronte digitali (EURODAC) è risultato che, il (…) 2024, la richie-

dente aveva depositato una domanda d’asilo in Grecia, ottenendo la pro-

tezione internazionale il (…) 2024 successivo. Agli atti è stato depositato il 

permesso di soggiorno greco in originale dell’interessata. Il 19 dicem-

bre 2024, la SEM ha effettuato con l’interessata un colloquio in merito al 

rinvio verso uno Stato terzo sicuro, nel contesto del quale è stato concesso 

il diritto di essere sentita in relazione al suo stato di salute, alla possibile 

non entrata nel merito della domanda d'asilo secondo l'art. 31a cpv. 1 lett. a 

LAsi (RS 142.31), nonché al prospettato allontanamento dalla Svizzera 

verso la Grecia. Il 27 dicembre 2024, l’autorità inferiore ha presentato alle 

competenti autorità greche una domanda di riammissione della richiedente 

conformemente alla Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del 

Consiglio recante le norme e procedure comuni applicabili negli Stati mem-

bri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 

348/98 del 24 dicembre 2008; di seguito: direttiva ritorno) e all'Accordo bi-

laterale di riammissione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a bene-

ficio di una protezione internazionale (Accordo tra il Consiglio federale sviz-

zero e il Governo della Repubblica ellenica concernente la riammissione di 

persone in situazione irregolare [RS 0.142.113.729]; cfr. atto della SEM 

n. 16/6). Il 30 dicembre 2025, la Grecia ha accettato la riammissione 

dell’interessata confermando che, il (…) 2024, quest’ultima aveva ottenuto 

lo statuto di rifugiata, unitamente ad un permesso di soggiorno valido fino 

(…) 2027 (cfr. atto della SEM n. 19/2). Con scritto del 31 dicembre 2024, 

la rappresentanza legale ha trasmesso una richiesta di concessione 

dell’ammissione provvisoria (cfr. atto della SEM n. 26/3). Tramite ulteriore 

lettera la ricorrente per il tramite della sua patrocinatrice ha trasmesso 

nuovi mezzi di prova in data 17 febbraio 2025 (cfr. atto della SEM n. 33/1). 

Con scritto del 21 marzo 2025, la rappresentanza legale si è espressa in 

merito al progetto di decisione negativa della SEM (cfr. atto della SEM 

n. 50/4). 

B.  

Con decisione del 24 marzo 2025, notificata il medesimo giorno (cfr. atto 

D-2191/2025 

Pagina 3 

della SEM n. 52/1), la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo 

e ha pronunciato l’allontanamento dell’interessata dalla Svizzera, incari-

cando il Canton B._______ dell’esecuzione della misura e disponendo la 

consegna degli atti procedurali conformemente al relativo indice.  

C.  

Con ricorso del 31 marzo 2025, l’interessata avversa la decisione succitata 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) con-

cludendo alla congiunzione delle cause con quella del figlio (di cui alla pro-

cedura del Tribunale D-2195/2025), all’annullamento della decisione impu-

gnata e la concessione dell’ammissione provvisoria. In subordine, il rinvio 

dell’incarto all’istanza inferiore per completamento dell’istruzione. Sul 

piano procedurale, ella chiede la concessione dell’assistenza giudiziaria 

parziale, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (artt. 6 e 105 LAsi e 31‒ 33 LTAF), 

è di principio ricevibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c nonché 

52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame  

1.3 I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice e la sentenza 

è motivata soltanto sommariamente (artt. 111 lett. e cum 111a cpv. 2 LAsi). 

Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti in virtù 

dell'art. 111a cpv. 1 LAsi.  

2.  

In materia d’asilo, il potere di cognizione del Tribunale e le censure ammis-

sibili sono disciplinati dall’art. 106 cpv. 1 LAsi (art. 62 cpv. 4 PA; cfr. DTAF 

2014/1 consid. 5 secondo cui, in materia di diritto degli stranieri, resta cen-

surabile l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA). Adito su ricorso contro 

una decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, il Tribunale 

si limita ad esaminare la fondatezza di tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 

consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

D-2191/2025 

Pagina 4 

3.  

3.1 Nel ricorso viene anzitutto chiesta la congiunzione delle cause tra la 

ricorrente e il figlio C._______.  

3.2 In merito a tale richiesta si rileva come le impugnative che fanno riferi-

mento alla medesima fattispecie, quandanche presentate separatamente, 

possono essere congiunte in una sola procedura a qualsiasi stadio della 

causa (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem 

Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 3.17).  

3.3 Nella presente disamina le cause inerenti la ricorrente e il figlio 

(quest’ultima di cui al ruolo D-2195/2025), che sono state pure oggetto di 

due decisioni separate da parte della SEM, per quanto pongano simili que-

siti giuridici avendo presentato pure un unico memoriale difensivo, a diffe-

renza di quanto ritenuto nel gravame (cfr. p.to II., pag. 6 del ricorso), non 

riguardano essenzialmente fattispecie coincidenti in ogni loro punto. Per-

tanto, non appare giudizioso congiungere le cause. Tuttavia, il Tribunale, 

avrà cura che le medesime siano evase parallelamente. Entrambi i ricorsi 

sono infatti valutati e decisi nello stesso momento dal medesimo collegio 

giudicante.  

4.  

4.1 Nella decisione impugnata, la SEM rileva anzitutto che, in virtù della 

sua qualità di rifugiato, la ricorrente avrebbe già ottenuto in Grecia un valido 

titolo di soggiorno e che, il 30 dicembre 2024, detto Paese avrebbe accet-

tato la domanda della sua riammissione sul proprio territorio. Inoltre, il Con-

siglio federale avrebbe designato la Grecia come Stato terzo sicuro ai sensi 

dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi. In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, tali cir-

costanze imporrebbero di non entrare in materia della domanda d’asilo in 

oggetto. Inoltre, considerate le dichiarazioni relative al suo stato valetudi-

nario e alle vicende occorse durante il suo precedente soggiorno in Grecia, 

la richiedente potrebbe rientrare nello Stato in parola senza temere tratta-

menti contrari agli impegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera 

o un allontanamento in violazione del divieto di respingimento. Ella non 

apparterrebbe poi alla categoria delle persone particolarmente vulnerabili, 

poiché le sue affezioni non sarebbero gravi ai sensi della sentenza di rife-

rimento del Tribunale E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022. L’in-

sorgente potrebbe altresì rivolgersi alle competenti autorità greche per far 

valere i suoi diritti derivanti dallo statuto di rifugiato al beneficio della prote-

zione internazionale, segnatamente per cercare un lavoro, un alloggio, ot-

tenere la necessaria assistenza medica e protezione adeguata da parte 

dell’autorità in merito alle minacce che avrebbe subito dall’ex marito. In 

D-2191/2025 

Pagina 5 

questo senso, l'esecuzione del suo allontanamento sarebbe ammissibile, 

possibile e ragionevolmente esigibile.  

5.  

5.1 Nel ricorso in merito alle dichiarazioni rilasciate dalla ricorrente concer-

nenti le difficoltà di accesso a corsi di formazione, all’alloggio, al mercato 

del lavoro e alle cure mediche per i beneficiari di protezione internazionale, 

la ricorrente cita diversi rapporti a sostegno della propria tesi (cfr. ricorso 

pag. 8 e segg.). In merito alla ricerca di un lavoro e alloggi, nonostante gli 

sforzi della stessa e il possesso di documenti atti ad accertare la sua situa-

zione di rifugiata essa avrebbe trovato solo attività di volontariato e nessun 

alloggio al di fuori del campo profughi situato sull’isola di D._______ dal 

quale le autorità elleniche avrebbero cercato di cacciarla sin dal momento 

dell’ottenimento dei documenti. Altresì, ella sostiene che nonostante il co-

stante rivolgersi alle autorità o alle associazioni caritatevoli presenti sul ter-

ritorio ellenico la ricorrente non sarebbe riuscita ad ottenere nessun tipo di 

aiuto utile alla sua sussistenza. Avrebbe provato a proporsi per raccogliere 

le olive, senza alcun tipo di contratto o garanzia, ma sarebbe stata rifiutata 

in quanto donna. Per quanto concerne l’ex marito dell’interessata quest’ul-

timo sarebbe presente sul territorio ellenico ed ella sarebbe semplicemente 

terrorizzata dall’idea di poterlo incontrare e che lui torni a farle del male, 

come sarebbe accaduto in passato. Relativamente a tale aspetto, l’interes-

sata sostiene che sebbene la Grecia sia reputata dalla SEM come uno 

stato di diritto – nonostante le forti critiche enunciate nei vari rapporti elen-

cati nel ricorso – in cui sarebbe possibile rivolgersi alla polizia alfine di pre-

sentare una denuncia, ella teme che non sarà ascoltata dalle autorità elle-

niche esattamente come per tutte le altre questioni per le quali si sarebbe 

rivolta a loro e più in generale avrebbe il fondato timore che le possa suc-

cedere qualcosa prima ancora di poter sporgere denuncia. Inoltre, emer-

gerebbe un quadro clinico psicologicamente allarmante concernente la ri-

corrente e, nonostante la situazione di salute della ricorrente non sia, se-

condo la SEM, ostativa al trasferimento in Grecia, ella sostiene che non 

avrà accesso alle cure adeguate in tale Paese. A ciò aggiunge che la sua 

condizione clinica sarebbe di particolare importanza e vulnerabilità. 

6.  

6.1.1 In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, non si entra nel merito della 

domanda d’asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro 

secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato preceden-

temente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene che vi sia 

un effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 cpv. 

1 LAsi, tra i quali figura anche la Grecia (art. 2 cpv. 2 unitamente all’allegato 

D-2191/2025 

Pagina 6 

2 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 

1999 [OAsi 1, RS 142.311]). Tale principio presuppone imperativamente la 

ratifica ed il rispetto della CEDU, della Convenzione sullo statuto dei rifu-

giati (Conv. Rifugiati, RS 0.142.30) o di norme giuridiche equivalenti (cfr. 

DTAF 2010/56 consid. 3.2). È inoltre necessario che lo Stato in esame ab-

bia garantito la riammissione della persona interessata nei confronti delle 

autorità svizzere preposte all’asilo. Senza tale garanzia, l’allontanamento 

verso lo Stato terzo non può infatti essere eseguito (cfr. DTAF 2010/56 

consid. 5.2.2; FF 2002 6087, 6125). La giurisprudenza ha poi precisato 

come non v’è luogo di entrare nel merito della domanda d’asilo se la per-

sona richiedente, che avrebbe manifestamente la qualità di rifugiata (art. 

31a cpv. 4 LAsi), ha già ottenuto l’asilo o una protezione effettiva compa-

rabile in uno Stato terzo designato come sicuro dal Consiglio federale (cfr. 

DTAF 2010/56 consid. 5 e 5.4, che si basa sull’analisi del vecchio art. 34 

LAsi).  

 

6.1.2 Nel caso concreto, il 10 settembre 2024 la Grecia ha riconosciuto alla 

ricorrente la qualità di rifugiata, concedendole la protezione internazionale 

unitamente ad un permesso di soggiorno, mentre il 30 dicembre 2024, su 

richiesta della Svizzera, ha accettato la riammissione della stessa sul pro-

prio territorio (cfr. atto della SEM n. 23/3). Tali elementi non sono stati pe-

raltro contestati nel ricorso.  

 

6.1.3 Ciò posto, le condizioni legali dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano 

pacificamente ottemperate. È quindi a giusto titolo che la SEM non è en-

trata nel merito della domanda d'asilo dell’insorgente. 

 

7.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione, te-

nendo però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). Nella 

fattispecie, la ricorrente non adempie alle condizioni in virtù delle quali l’au-

torità inferiore avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare il suo allontana-

mento (art. 14 cpv. 1 e 2 cum art. 44 LAsi nonché art. 32 OAsi 1; cfr. DTAF 

2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9) e, pertanto, il Tribunale conferma 

la pronuncia di quest’ultima misura. 

8.  

L’art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 

2005 (LStrI, RS 142.20), applicabile per rinvio dell'art. 44 LAsi, dispone che 

l'esecuzione dell'allontanamento – contestata indirettamente nel ricorso – 

dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) 

D-2191/2025 

Pagina 7 

e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr). Qualora non sia adempiuta 

una di queste condizioni, la SEM dispone l'ammissione provvisoria in Sviz-

zera (art. 83 cpv. 1 LStrI).  

8.1  

8.1.1 Giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non è 

ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto inter-

nazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nel princi-

pio del divieto di respingimento. Infatti, anche altri impegni di diritto inter-

nazionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in partico-

lare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene 

o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. Tortura, RS 0.105). A tal 

proposito, la Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più volte 

ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una si-

tuazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è tuttavia sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 

CEDU. Spetta infatti all'interessata provare o rendere verosimile l'esistenza 

di seri motivi che permettano di ritenere ch’egli correrà un reale rischio 

("real risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, 

a trattamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2). 

8.1.2 Giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non è 

ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto inter-

nazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nel princi-

pio del divieto di respingimento. Infatti, anche altri impegni di diritto inter-

nazionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in partico-

lare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene 

o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. Tortura, RS 0.105). A tal 

proposito, la Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più volte 

ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una si-

tuazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è tuttavia sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 

CEDU. Spetta infatti all'interessata provare o rendere verosimile l'esistenza 

di seri motivi che permettano di ritenere ch’egli correrà un reale rischio 

("real risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, 

a trattamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2). 

8.1.3 In punto all'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento verso la 

Grecia, il Tribunale ha poi stabilito che vanno riconosciuti degli ostacoli uni-

camente a condizioni molto severe (cfr. sentenza del TAF E-3427/2021, 

E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.2 [sentenza di riferimento]). Si 

può infatti partire dal presupposto che, essendo la Grecia firmataria della 

D-2191/2025 

Pagina 8 

CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, essa rispetti di principio 

gli obblighi di diritto internazionale. Sebbene dalle informazioni a disposi-

zione di questo Tribunale risulti che i beneficiari della protezione sussidia-

ria, così come i rifugiati, siano esposti al rischio di vivere in condizioni pre-

carie, non emergono da fonti attendibili e concordi degli elementi che com-

provino l'adozione di una pratica sistematica di discriminazione nei con-

fronti di tali soggetti rispetto ai cittadini greci, in relazione all’accesso all’oc-

cupazione, all’assistenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’istruzione e 

all’alloggio. Nonostante le carenze nel sistema d’accoglienza, non è inoltre 

possibile ammettere che, in detto Stato, i beneficiari della protezione inter-

nazionale si trovino, in maniera generale (quindi indipendentemente dalle 

fattispecie concrete), totalmente dipendenti dall'aiuto pubblico, confrontati 

all'indifferenza delle autorità oppure in una situazione di privazione o man-

canza di assistenza incompatibile con la dignità umana (sentenza 

E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 9 e 11.2 confermata a più riprese, cfr. 

ex pluris sentenze del TAF D-6873/2024 del 25 novembre 2024 consid. 

8.2.1; D-4625/2024 del 20 agosto 2024 consid. 6.2.3.2). 

8.1.4 Nel caso concreto, la ricorrente è rinviata in uno Stato terzo designato 

come sicuro da parte del Consiglio federale (art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi), dove 

sussiste una presunzione di rispetto degli impegni di diritto internazionale 

pubblico, tra cui il principio di non respingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 

LAsi, così come il principio del divieto della tortura sancito dall'art. 3 CEDU 

e dall'art. 3 della Conv. tortura.  

8.1.5 Inoltre, posta l’assenza di ulteriori elementi avvalorati da riscontri do-

cumentali, le allegazioni per cui l’interessata sarebbe stata in Grecia in pes-

sime condizioni, senza alcun accesso alle cure mediche e poi si sarebbe 

ritrovata in serie difficoltà nella ricerca di un alloggio e di un lavoro, non 

risultano dirimenti per il giudizio (cfr. atto della SEM n. 18/8, D31 e segg., 

pag. 4 e segg.,). I beneficiari della protezione internazionale possono con-

tare sulle garanzie derivanti dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e 

del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull’attribuzione, a citta-

dini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione inter-

nazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo 

a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della pro-

tezione riconosciuta (rifusione; GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: di-

rettiva qualificazione]). Quest’ultima è stata trasposta dalla Grecia nel di-

ritto nazionale interno con decreto presidenziale (P.D.) 141/2013, pubbli-

cato nella gazzetta ufficiale A 226/21.10.2013. Gli obblighi dello Stato greco 

nei confronti dei beneficiari della protezione internazionale impongono inol-

tre l'accesso all'occupazione, all'istruzione, all'assistenza sociale, 

D-2191/2025 

Pagina 9 

all'assistenza sanitaria, all'accesso all'alloggio e agli strumenti di integra-

zione (cfr. capo VII [contenuto della protezione internazionale] della diret-

tiva qualificazione). In caso di violazione dei diritti sanciti dalla CEDU, le 

persone interessate possono poi adire i tribunali greci e, in ultima istanza, 

la Corte EDU (art. 34 CEDU). 

8.1.6 Va altresì osservato che il 10 settembre 2024 la Grecia le ha ricono-

sciuto lo statuto di rifugiata e le ha rilasciato un permesso di soggiorno con 

validità dal 10 settembre 2024 al 9 settembre 2027 (cfr. atti della SEM 

n. 9/1 e 23/3). Il 30 dicembre 2024, la Grecia ha inoltre dichiarato di accet-

tare la riammissione dell’insorgente sul proprio territorio (cfr. atto della SEM 

n. 23/3). Ne discende ch’ella potrà rivolgersi alle competenti autorità per far 

valere i diritti che le spettano. Dagli atti di causa non emergono inoltre ele-

menti per concludere che, in caso di allontanamento, le sue prospettive 

future, considerate dal punto di vista materiale, fisico o psicologico, deno-

tino un rischio, sufficientemente reale e imminente, di privazioni di una gra-

vità tale da rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 3 CEDU. Le garan-

zie internazionali succitate potranno infatti permettere all’interessata l’ac-

cesso ad un alloggio, al mercato del lavoro e al sistema sanitario laddove 

necessario. Per questi motivi, ella non sarà confrontata con una situazione 

di emergenza di carattere esistenziale oppure esposta a trattamenti vietati 

dalle norme di diritto internazionale.  

8.1.7 Anche in merito alle asserite minacce proferite dall’ex marito e alla 

sua presunta presenza in territorio greco, l’interessata potrà altresì rivol-

gersi alle autorità di polizia e giudiziarie elleniche per denunciare i fatti che 

le sarebbero capitati o eventuali atti futuri ed ottenere protezione. Infatti, è 

compito di quest’ultima rivolgersi, se del caso, alle autorità di polizia e giu-

diziarie per denunciare fatti ed ottenere protezione.  

8.1.8 Da ultimo, non risultano validi elementi per ritenere che lo stato di 

salute dell’insorgente, di cui si dirà in seguito (cfr. consid. 8.3.3 infra), risulti 

ostativo all’ammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (cfr. sentenza 

della Corte EDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, 

§ 181 segg.; DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2 e 2011/9 consid. 7.1). 

8.2 L’esecuzione dell’allontanamento risulta quindi ammissibile.  

8.3  

8.3.1 Secondo l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di 

provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a 

D-2191/2025 

Pagina 10 

seguito di situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica.  

 

8.3.2 Ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’allontanamento verso i paesi 

UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e tale presunzione legale può 

essere sovvertita solo se la persona interessata rende verosimile che, per 

delle ragioni personali, varrebbe il contrario (cfr. sentenza del TAF 

D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 9 [sentenza di riferimento]). A tal 

fine, la persona richiedente d’asilo deve addurre seri indizi che, con riferi-

mento al caso specifico, le autorità dello Stato in questione violino il diritto 

internazionale, non le concedano la necessaria protezione o la espongano 

a condizioni di vita disumane, oppure che si troverebbe in una situazione 

d’emergenza esistenziale a causa di circostanze individuali di natura so-

ciale, economica o sanitaria (cfr. ex pluris sentenze del TAF D-628/2024 

del 9 febbraio 2024 consid. 12.2; D-4606/2022 del 9 dicembre 2022 consid. 

6.4; D-911/2021 del 25 maggio 2022 consid. 9.3). Il Tribunale ha inoltre 

statuito che l’esecuzione dell’allontanamento di persone beneficiarie della 

protezione internazionale in Grecia rimane esigibile anche se trattasi di 

persone vulnerabili, quali ad esempio donne incinte o persone che soffrono 

di problemi di salute, che non sono da considerare come malattie gravi (cfr. 

sentenza E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.3–11.5.1). La giurispru-

denza ha fissato dei criteri più rigidi soltanto per i nuclei familiari e per le 

persone particolarmente vulnerabili, quali i minorenni non accompagnati o 

persone il cui stato di salute è compromesso in modo particolarmente 

grave, tale da esporle ad un rischio di trovarsi, in modo duraturo, in gravi 

difficoltà in ragione dell’impossibilità di rivendicare con le proprie forze i loro 

diritti (idem consid. 11.5.2-11.5.3).  

8.3.3 Nel caso concreto, si rileva innanzitutto che la ricorrente non ha for-

nito elementi concreti a dimostrazione del fatto che la Grecia non gli garan-

tirebbe le prestazioni assistenziali a cui ha diritto. A tale riguardo, ella nel 

breve periodo di soggiorno in Grecia non si è prodigata sufficientemente a 

cercare un alloggio, un sostegno o un lavoro legale dopo avere ottenuto la 

protezione internazionale. Analogamente, non ha reso verosimile l’assenza 

di un’adeguata protezione contro eventuali aggressioni da parte di terzi. 

Inoltre, con riferimento all’affezione psichiatrica dell’insorgente (disturbo 

post-traumatico da stress, per il quale il medico curante ha impostato quale 

ultima terapia farmacologica […]; cfr. atto SEM n. 57/4), occorre rilevare 

che lo Stato in parola dispone di strutture mediche sufficienti che possono 

offrire eventuali trattamenti necessari al suo stato psicologico. Infatti, 

quest’ultima ha accesso alle cure mediche alle stesse condizioni dei citta-

dini greci (artt. 2 lett. b e g cum 30 par. 1 della direttiva qualificazione; cfr. 

D-2191/2025 

Pagina 11 

sentenza E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 8-9.10; ex pluris sentenze 

del TAF D-2685/2024 del 10 maggio 2024 consid. 7.4.4; D-1522/2024 del 

14 marzo 2024 consid. 11.2.3). Anche per quanto concerne le ulteriori pa-

tologie di cui soffre l’interessata ovvero emicrania, psoriasi volgare cuoio 

capelluto e prolasso emorroidario (cfr. atto della SEM n. 55/2), nonché le 

patologie psichiatriche citate in precedenza, la ricorrente non può essere 

ritenuta una persona particolarmente vulnerabile ai sensi della giurispru-

denza. Infatti, le affezioni di cui soffre non appaiono essere suscettibili, dal 

profilo della loro gravità, di porre concretamente e seriamente in pericolo 

la sua vita o la sua salute a breve termine in caso di ritorno in Grecia, ri-

spettivamente non si rileva dagli atti che il suo stato di salute necessiti im-

perativamente di trattamenti medici che non possano essere proseguiti che 

in Svizzera, secondo la giurisprudenza restrittiva applicabile in materia 

(cfr. giurisprudenza citata supra consid. 8.1.8).  

8.3.4 Per queste ragioni, l’esecuzione dell’allontanamento si rivela ragio-

nevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrl).  

 

8.4 Infine, non risultano impedimenti sotto il profilo della possibilità dell’ese-

cuzione dell’allontanamento ai sensi dell’art. 83 cpv. 2 LStrI.  

 

8.5 Per il resto, conviene rinviare agli accertamenti e alle motivazioni con-

tenute nella decisione impugnata, alla quale può essere prestata adesione 

(art. 109 cpv. 3 LTF per rinvio dell’art. 4 PA). 

9.  

Visto quanto precede, la SEM non ha violato il diritto federale e neppure 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 

106 cpv. 1 LAsi). La decisione avversata non è inoltre inadeguata per 

quanto attiene all’esecuzione dell’allontanamento (art. 49 PA). Il ricorso va 

quindi respinto.  

 

10.  

Posto che le richieste di giudizio contenute nel ricorso erano sprovviste di 

probabilità di successo, occorre inoltre respingere la domanda di assi-

stenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese 

processuali (art. 65 cpv. 1 PA). 

  

D-2191/2025 

Pagina 12 

11.  

Visto l’esito della vertenza, le spese processuali di CHF 750.– sono quindi 

poste a carico della ricorrente soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché 

artt. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). 

 

12. La presente decisione non concerne una persona contro la quale è 

pendente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che ha ab-

bandonato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF).  

La pronuncia è quindi definitiva  

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-2191/2025 

Pagina 13 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda di congiunzione delle cause è respinta.  

3.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

4.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico della ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

5.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can-

tonale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

Data di spedizione: