# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 52390840-d853-515d-b1dc-141f7d2843cb
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-01-19
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 19.01.2021 R 2020 44
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2020-44_2021-01-19.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 20 44
5a Camera 

Presidenza Racioppi

Giudici Meisser e Audétat

Attuario Paganini

SENTENZA 
del 19 gennaio 2021

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____,
B._____,
C._____,
patrocinati dall'avv. Fiorenzo Cotti,

ricorrenti

contro

Comune di D._____,

patrocinato dall'avv. Fabrizio Keller,
convenuto

e

E._____ SAGL, 

rappresentata dall'avv. Laura Loser,
convocata

concernente opposizione edilizia

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I. Ritenuto in fatto:

1. Il 13 novembre 2017 F._____ e G._____, a cui in seguito è subentrata la 

E._____ SAGL (qui di seguito: committente), hanno presentato al Comune 

di D._____ una domanda di costruzione per un nuovo edificio plurifamiliare 

sulla particella n. 101. 

2. Il 22 gennaio 2018 il Comune di D._____ ha respinto, per quanto ricevibili, 

le opposizioni sollevate contro detta domanda e ha rilasciato la licenza 

edilizia. 

3. Con decisione R 18 10 e 11 il Tribunale amministrativo del Cantone dei 

Grigioni ha accolto il ricorso contro le decisioni di opposizione e di rilascio 

della licenza edilizia del 22 gennaio 2018, cassando queste ultime e 

rinviando la causa al Comune di D._____ per nuova decisione ai sensi dei 

considerandi. 

4. Il Comune di D._____ ha in seguito pubblicato la modifica del progetto del 

4 novembre 2019 con peraltro una nuova pendenza del tetto del 50 %. 

5. Contro di esso, i vicini B._____ e A._____ in data 25 novembre 2019 e 

C._____ in data 27 novembre 2019 hanno sollevato opposizione. 

6. Il 17 febbraio 2020 la committente ha inoltrato al Comune un'integrazione 

all'incarto fonico (valutazione delle varianti per la posizione della pompa di 

calore) datato 17 febbraio 2020 a completamento dell'incarto. A questo 

documento, parte integrante della domanda di costruzione, pubblicato dal 

25 febbraio al 15 marzo 2020, B._____ e A._____ hanno presentato le 

proprie osservazioni il 6 marzo 2020. 

7. Con decisioni 30/31 marzo 2020 il Comune di D._____ ha respinto le 

opposizioni e rilasciato (con atto separato) la licenza edilizia. 

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8. Avverso queste decisioni, il 15 maggio 2020 gli opponenti A._____, 

B._____ e C._____ (qui di seguito: ricorrenti) hanno inoltrato 

(congiuntamente) ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei 

Grigioni, chiedendo l'annullamento delle decisioni impugnate e di 

conseguenza il rifiuto della licenza edilizia, nonché la constatazione che la 

particella n. 271 non può essere destinata a strada di quartiere. In via 

subordinata, essi hanno chiesto l'annullamento delle decisioni impugnate 

e il rinvio degli atti al Comune per nuova decisione ai sensi dei 

considerandi. In via supercautelare e cautelare essi hanno chiesto la 

concessione dell'effetto sospensivo al ricorso. 

9. Nella risposta del 30 giugno 2020 la E._____ SAGL (qui di seguito: 

convocata) ha postulato l'irricevibilità del ricorso, subordinatamente la sua 

reiezione. 

10. Nella presa di posizione dell'8 luglio 2020 il Comune (qui di seguito: 

convenuto) ha chiesto la reiezione del ricorso.

11. In sede di replica i ricorrenti hanno confermato i loro petiti e hanno inoltre 

avanzato la richiesta di sospendere in ogni caso la procedura, sin tanto 

che l'autorità preposta si sarà espressa sull'urbanizzazione dei fondi dei 

ricorrenti A._____ e B._____.

12. Con scritto del 17 settembre 2020 la convocata ha rinunciato a una 

duplica. 

13. Nella duplica del 28 settembre 2020 il convenuto si è riconfermato nei suoi 

petiti.

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14. Il 29 settembre 2020 i ricorrenti hanno trasmesso al Tribunale una perizia 

dell'ing. H._____ del 24 settembre 2020 sull'accesso veicolare al mappale 

di costruzione. 

15. Nello scritto del 5 ottobre 2020 la convocata ha preso posizione sulla 

perizia inoltrata dai ricorrenti. Anche il convenuto in data 7 ottobre 2020 ha 

inoltrato le proprie osservazioni al riguardo. 

16. Con scritto del 19 ottobre 2020 i ricorrenti hanno inoltrato un complemento 

a detta perizia.

II. Considerando in diritto:

1.1. La competenza del Tribunale amministrativo per giudicare il ricorso contro 

le decisioni 30/31 marzo 2020 del convenuto è data dall'art. 49 cpv. 1 lett. 

a della Legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). La 

legittimazione dei ricorrenti è pacifica (cfr. art. 50 LGA). Essendo 

tempestivo e rispondendo alle condizioni di forma (cfr. art. 52 cpv. 1 e art. 

38 LGA) il ricorso è dunque ricevibile.

1.2. Una decisione sulla richiesta di conferimento dell'effetto sospensivo al 

ricorso è divenuta priva d'oggetto con l'emanazione della presente 

sentenza.

2. Innanzitutto va esaminato se e in che misura è dato entrare nel merito del 

ricorso. Nella sentenza del 2 luglio 2019 (R 18 10 e 11) questo Tribunale 

ha confermato l'ammissibilità di costruzioni terrazzate (cfr. consid. 4 di 

detta sentenza). Esso, in seguito anche alle risultanze del sopralluogo, ha 

inoltre ritenuto che la costruzione prevista si inserisce confacentemente 

nel paesaggio (cfr. consid. 5 di detta sentenza) e ha accertato 

l'urbanizzazione del fondo di costruzione (cfr. consid. 6 di detta sentenza). 

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I piani modificati indicanti una pendenza del tetto del 50 % conformemente 

all'art. 52 cpv. 2 LE hanno nel frattempo reso superflua la questione di una 

deroga per la pendenza del tetto del 40 %, peraltro ritenuta legittima in 

detta sentenza (cfr. consid. 8 di detta sentenza). Soltanto la censura circa 

l'inosservanza delle normative sulla protezione fonica è stata accolta dal 

Tribunale, ritenendo che andava ancora dimostrato che la pompa di calore 

limitasse il più possibile e per quanto esigibile le emissioni foniche giusta 

il principio di prevenzione da osservare per nuovi impianti (cfr. consid. 7 di 

detta sentenza). Ne consegue che sulle censure già trattate nella sentenza 

R 18 10 e 11 il Tribunale non entra più nel merito per quanto vengano 

ripresentate in questa sede e per quanto i nuovi fatti non mettano in 

discussione le rispettive conclusioni di detta sentenza. Nuovi fatti sono 

subentrati in merito all'urbanizzazione del fondo di costruzione, per cui 

questo aspetto va rivalutato. Per contro, la situazione circa il confacente 

inserimento nel paesaggio della costruzione prevista è rimasta invariata. 

Lo stesso vale per l'altezza massima dell'edificio, siccome il Tribunale ha 

già considerato che l'altezza massima verrebbe rispettata anche con il 

50 % di pendenza del tetto (v. consid. 8.4 della sentenza R 18 10 e 11), 

nonché per l'affermata ammissibilità di costruzioni terrazzate (v. consid. 4 

di detta sentenza). Di conseguenza, le relative censure non sono più 

ammesse in questa sede. Non occorre nemmeno entrare nel merito delle 

allegazioni dei ricorrenti secondo cui il progetto non sarebbe disegnato 

tenendo conto del naturale andamento del terreno e secondo cui i disegni 

dovrebbero essere riportati su un piano geometrico ufficiale che raffiguri 

anche le curve di livello, perché legate al tema dell'altezza dell'edificio già 

giudicato da questo Tribunale. A tal riguardo si osserva soltanto ancora 

che non è stato sostanziato in che modo non si sia tenuto conto del 

naturale andamento del terreno e che le curve di livello nei piani non sono 

richieste dall'art. 47 cpv. 2 LE. Per il resto, si entrerà senza indugi nel 

merito delle nuove censure inerenti alla ricusa e alla protezione fonica. 

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3. I ricorrenti sostengono che la decisione impugnata sarebbe nulla, siccome 

i sottoscriventi, ovvero il segretario comunale I._____ e il sindaco J._____, 

avrebbero dovuto ricusarsi a causa di commistione di interessi. Sebbene 

nell'esposizione dei fatti i ricorrenti abbiano messo in risalto un certo 

legame tra l'ex gerente dello studio progettista (defunto) fu proprietario 

della particella n. 270, edificata dall'impresa del sindaco, e il gerente dello 

studio progettista, che è pure gerente della convocata, nonché il segretario 

comunale, questa censura è palesemente tardiva. Giusta il qui applicabile 

art. 6b cpv. 3 LGA (v. PTA 2013 n. 5 consid. 2c), le parti possono infatti far 

valere un motivo di ricusazione presso il superiore o presso il presidente 

della camera competente entro dieci giorni dal momento in cui ne hanno 

preso atto. I qui ricorrenti conoscono da tempo la composizione del 

Municipio e sanno, al più tardi già dalla decisione impugnata nella 

procedura R 18 10 e 11, che la decisione su opposizione dello stesso 

viene firmata dal sindaco e dal segretario comunale, per cui questa 

censura è irricevibile. 

4. Per quanto riguarda l'accesso privato del fondo di costruzione nonché la 

sua urbanizzazione, si rileva innanzitutto che i piani modificati non fanno 

(più) ricorso a una parte del fondo adiacente n. 112 per l'accesso privato 

al fondo di costruzione, per cui le affermazioni al considerando 6.5 della 

sentenza R 18 10 e 11 (relative all'accesso privato sul fondo di 

costruzione) non sono più pertinenti. Riguardo invece alla strada 

comunale di quartiere con percorso pedonale "K._____" (particella n. 271), 

la quale allaccia, tra gli altri, il fondo di costruzione n. 101, va specificato 

che il Tribunale ha accertato l'urbanizzazione del fondo di costruzione n. 

101 attraverso detta strada in considerazione del fatto che, allo stato di 

allora (ma anche a quello attuale) persistente da anni, la strada è asfaltata 

e carrozzabile ed è contenuta nel Piano generale di urbanizzazione 

(PGU). Va pure aggiunto che nella procedura R 18 10 e 11 l'oggi ricorrente 

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C._____, proprietario della particella n. 112 di cui la strada di quartiere 

copre una piccola superficie a triangolo di 9 m2, non era allora tra i 

ricorrenti e se, da un canto, egli non sembrava acconsentire alla 

concessione di una parte del suo terreno per la curva dell'ingresso privato 

al fondo di costruzione (v. consid. 6.5 della sentenza R 18 10 e 11), 

dall'altro non vi era motivo per ritenere che egli mettesse in discussione la 

sua tacita autorizzazione a utilizzare la sua superficie privata di 9 m2 sulla 

strada di quartiere. Ora, quale nuovo fatto, è subentrata la questione 

dell'esproprio di detta superficie. Infatti, mentre i proprietari dei mappali n. 

101 e 270 hanno acconsentito alla cessione delle ulteriori superfici private 

sulla strada di quartiere, il ricorrente C._____ non ha accettato la cessione 

bonale di detta superficie. Questo nuovo fatto (procedura d'esproprio 

formale) non cambia tuttavia le conclusioni nella sentenza R 18 10 e 11. Il 

Tribunale non ritiene necessaria una sospensione di questa procedura fino 

all'esito della procedura d'esproprio. Tantomeno si giustifica una 

sospensione finché il convenuto avrà deciso sull'urbanizzazione dei fondi 

dei ricorrenti, come richiesto dai ricorrenti, siccome la questione se i 

ricorrenti B._____ e A._____ abbiano pure diritto a un accesso di 

urbanizzazione attraverso la strada di quartiere in questione non è 

pertinente al caso qui in esame. Senza doversi chinare sulle aspettative di 

successo della procedura di esproprio, si constata che la strada di 

quartiere sul fondo n. 271 serve già oggi all'allacciamento dei fondi n. 270 

e 101 e verosimilmente, sebbene non con veicoli, anche del fondo n. 102 

della ricorrente. Qualora la procedura d'esproprio per la superficie sulla 

particella n. 112 non dovesse andare a buon fine, ciò non condurrebbe al 

decadimento dell'urbanizzazione del fondo di costruzione n. 101 

attraverso detta strada, come verrà esplicato nei prossimi considerandi. 

4.1.1. Un fondo è considerato edificabile se per la sua forma e grandezza 

consente un'edificazione conforme alla zona e allo scopo; se il fondo è 

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urbanizzato conformemente alle prescrizioni per l'utilizzazione prevista 

oppure se l'urbanizzazione viene realizzata entro l'ultimazione del progetto 

di costruzione (art. 72 cpv. 2 LPTC). 

Un fondo è urbanizzato se, ai fini della prevista utilizzazione, vi è accesso 

sufficiente e le necessarie condotte d’acqua, d’energia e d’evacuazione 

dei liquami arrivano così vicine da rendere possibile un raccordo senza 

dispendio rilevante (art. 19 cpv. 1 della Legge federale sulla pianificazione 

del territorio [LPT; RS 700]). 

Se il committente non è proprietario del terreno necessario per 

l'urbanizzazione, la licenza edilizia viene rilasciata soltanto se i necessari 

diritti per l'urbanizzazione del progetto di costruzione sono dimostrati nella 

domanda di costruzione (art. 89 cpv. 3 LPTC). 

4.1.2. La legge edilizia comunale prescrive che le strade di quartiere vanno 

realizzate in modo tale da poter essere utilizzate come vie d’accesso e 

come spazi esterni per le esigenze comuni del quartiere (art. 39 cpv. 2 

LE). L’autorità edilizia provvede affinché gli impianti del traffico comunali, 

in particolare gli impianti per il traffico lento, possano essere usati senza 

pericolo (art. 58 cpv. 1 LE). 

4.2. Nel caso di specie, il progetto di costruzione prevede di raggiungere il 

nuovo edificio in auto con possibilità di posteggio per tre vetture. Salvo la 

piazzetta sulla L._____ più a ovest (fondo n. 7), per quanto intravedibile 

non vi sono possibilità di parcheggio in prossimità della costruzione 

progettata. L'imposizione di una soluzione con parcheggio in zona centrale 

per servire il fondo di costruzione (risp. in generale nel paese), al fine di 

evitare accessi stradali difficili e pericolosi non conformi alle VSS, come 

suggerita dai ricorrenti onde garantire oltretutto una parità di trattamento, 

è una questione pianificatoria irrilevante in questa sede. Qui decisivo per 

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l'accertamento dell'edificabilità del fondo di costruzione è che il PGU 

prevede un'urbanizzazione attraverso la relativa strada comunale fino 

all'accesso privato su detto fondo. Ora, senza l'esproprio della porzione di 

terreno stradale asfaltato sito sul fondo privato n. 112 del ricorrente, il 

punto più stretto della relativa strada comunale, stando alle misurazioni 

effettuate dal Tribunale sul portale geogr.ch, ammonta a ca. 2 m (cfr. 

anche, ma verosimilmente riguardo alla strada come tale: perizia dell'ing. 

H._____ del settembre 2020 [allegato al doc. A8 ricorrente, pag. 6]). Senza 

scendere nei dettagli e in base ai rilevamenti del sopralluogo, nella 

sentenza R 18 10 e 11 il Tribunale aveva classificato come intransitabile 

la rispettiva strada comunale senza l'utilizzo del tratto di manto stradale 

sul fondo n. 112. Considerata la succitata misurazione della larghezza 

stradale, questa conclusione va relativizzata: senza la superficie del fondo 

n. 112 la strada in questione non è evidentemente accessibile a qualsiasi 

veicolo, ma lo è per veicoli di dimensioni ridotte. Va poi evidenziato che la 

tratta sulla strada comunale "K._____" tra l'incrocio con la strada 

sottostante "L._____" e l'accesso privato al fondo di costruzione è inferiore 

a 10 m. Un accesso sufficiente per le forze di soccorso (pompieri, 

ambulanza ecc.) è quindi dato, benché i veicoli larghi debbano 

verosimilmente fermarsi sulla "L._____" nel caso che la porzione di terreno 

della strada "K._____" sul fondo n. 112 non possa essere espropriata risp. 

qualora il suo proprietario rivendichi un utilizzo proprio di tale porzione di 

strada e detta strada non possa essere allargata diversamente. 

L'urbanizzazione del fondo di costruzione non viene pertanto a mancare 

soltanto perché il ricorrente non intende più tollerare il passaggio di veicoli 

sulla parte stradale posta sulla sua proprietà. Si ribadisce che in base alla 

legislazione del Comune convenuto – comune di montagna con diversi 

vicoli stretti e ripidi – le direttive VSS non sono vincolanti. Sebbene con la 

menzionata procedura di esproprio si miri a raggiungere una larghezza più 

appropriata della strada comunale, come appena visto non vi sono motivi 

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per negare fin d'ora la presenza di un accesso sufficiente al fondo di 

costruzione n. 101 attraverso la strada comunale di quartiere prevista nel 

PGU del 22 marzo 2007, approvato il 9 giugno 2008 dal Governo.

4.3. Contrariamente alle allegazioni dei ricorrenti, secondo cui chi al momento 

del rilascio dei piani non era proprietario oggi potrebbe contestarli, essi 

oggi non possono mettere in discussione il PGU in via accessoria. Un 

esame accessorio del PGU nell'ambito di una procedura di licenza edilizia 

è infatti solamente possibile se l'interessato al momento del rilascio del 

piano non poteva rendersi conto delle limitazioni che il piano gli avrebbe 

imposto e non aveva quindi la possibilità di salvaguardare i propri interessi, 

o se le circostanze di fatto o di diritto sono radicalmente cambiate rispetto 

al momento del rilascio del piano (cfr. sentenza del Tribunale federale 

1C_518/2016 del 26 settembre 2017 consid. 3 con rinvii). Anche se 

B._____ non era ancora proprietario del relativo fondo nel 2007 al 

momento dell'emanazione del PGU, si osserva che in seguito all'acquisto 

del fondo egli è subentrato al suo predecessore in diritto. Dato che non è 

comprovato, e nemmeno viene sostenuto dal ricorrente, che al rispettivo 

predecessore non era stato possibile contestare il piano al momento della 

sua emanazione, i requisiti per un controllo accessorio non sono dati. 

Determinanti sono infatti le oggettive possibilità di impugnazione al 

momento dell'emanazione del piano (Tanquerel in: 

Aemisegger/Moor/Ruch/Tschannen, Praxiskommentar RPG: 

Nutzungsplan, 2016, n. 31 ad art. 21). Nel caso di specie, il ricorrente 

B._____ pretende di avere anch'egli un diritto di accesso al proprio fondo 

attraverso la strada di quartiere in questione. Ma dal momento che il PGU 

non prevede la continuazione della strada di quartiere fino al suo fondo n. 

269, questo punto poteva oggettivamente essere criticato da parte del 

precedente proprietario in fase di revisione e approvazione del PGU. Ne 

consegue che un controllo accessorio del PGU non può essere ammesso. 

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Non va quindi approfondita la critica dei ricorrenti secondo cui 

nell'approvazione del PGU il legislatore comunale sarebbe stato tratto in 

inganno dal fatto che il tratto di strada in questione sarebbe stato asfaltato 

dalla ditta del sindaco già prima dell'approvazione dei piani nel 2003 e che 

non avrebbe la funzione di strada di quartiere, siccome gioverebbe 

soltanto ai mappali 270 e 101. Per la stessa ragione, non vanno nemmeno 

approfondite le allegazioni circa l'asserito contrasto del PGU con la Legge 

federale sui percorsi pedonali ed i sentieri (LPS; RS 704). 

4.4. Il perito ing. H._____ in conclusione ha ritenuto pericolose le condizioni di 

incrocio tra veicoli e pedoni sulla strada di quartiere in questione con 

l'aumento di traffico dovuto al progetto in esame. Egli ha precisato che un 

incrocio sicuro non è garantito a causa della larghezza inferiore al minimo 

normativo (cfr. perizia sull'accesso veicolare al mappale 101, settembre 

2020, pag. 6 seg. [doc. A6 ricorrenti]). A tal riguardo si rinvia a quanto già 

detto sulle normative VSS che non sono appunto cogenti. Oltretutto, in un 

sito di montagna come questo è comprensibile che pedoni e veicoli siano 

a tratti costretti a transitare sulla medesima via. Ciononostante, la 

sicurezza della relativa strada di quartiere sembra poter essere garantita 

malgrado la sovrapposizione di utilizzi da parte di veicoli e pedoni. Infatti, 

la frequenza del traffico va ritenuta bassa, anche dopo l'aumento dovuto 

al progetto in esame. Inoltre, viste le peculiarità della rispettiva strada, la 

velocità dei veicoli è limitata (il perito ha ritenuto che non sia superiore a 

20 km/h [cfr. pag 6. della perizia]). Ad ogni modo, la velocità deve sempre 

essere adattata alle circostanze (cfr. art. 32 cpv. 1 LCStr) e se del caso 

può essere imperativamente limitata (cfr. art. 7 cpv. 1 della Legge 

d'applicazione della legge federale sulla circolazione stradale [LALCStr; 

CSC 870.100] e art. 2 lett. b dell'Ordinanza della legge d'applicazione della 

legge federale sulla circolazione stradale [OLALCStr; CSC 870.110], art. 

32 cpv. 2 della Legge federale sulla circolazione stradale [LCStr; RS 

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741.01]) e art. 108 dell'Ordinanza sulla segnaletica stradale [OSStr; RS 

741.21]). 

L'urbanizzazione del fondo di costruzione va in conclusione considerata 

sufficiente anche senza la striscia di terreno sul fondo n. 112, benché, 

soprattutto per la sicurezza, sia auspicabile una strada di urbanizzazione 

più larga.

4.5. Infine, si constata che i ricorrenti in questa sede non eccepiscono (più) 

l'accesso al cantiere del fondo di costruzione. Al riguardo si osserva per 

inciso che non spetta al Tribunale mostrare le opzioni di allestimento del 

cantiere senza ricorrere all'utilizzo del terreno del vicino qui ricorrente, 

ammesso che la legislazione comunale non preveda una rispettiva norma 

per l'utilizzazione transitoria di fondi altrui per il cantiere. Le relative 

censure dei ricorrenti vanno perciò respinte. 

5. Resta da esaminare le censura relativa alla violazione del principio di 

prevenzione per la termopompa (aria/acqua). I ricorrenti sono dell'avviso 

che l'unico modo per adempiere detto principio sarebbe prevedere 

l'installazione della termopompa in un locale interrato e creando dei 

cappotti in prossimità delle bocche. 

Dopo il rinvio dell'incarto al convenuto per garantire una piena osservanza 

del principio di prevenzione, la convocata in sede di opposizione ha esibito 

una valutazione (datata 17 febbraio 2020) delle varianti per la posizione 

della pompa di calore (doc. D5 convenuto). In tale rapporto lo studio 

d'ingegneria conclude che la soluzione migliore sia quella di posizionare 

la pompa di calore in copertura in apposito locale tecnico, con punto di 

aspirazione ed espulsione in facciata, quindi nella torretta come previsto 

sin dall'inizio. Nella decisione qui impugnata il convenuto si è già espresso 

su questo punto, sottolineando che la soluzione proposta dai ricorrenti 

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(posizionamento in un locale interrato) è stata ponderata, ma ritenuta più 

fastidiosa di quella presentata nella domanda di costruzione. In sede di 

ricorso i ricorrenti non si confrontano con la valutazione delle varianti, ma 

osservano che a monte bisognerebbe adottare delle protezioni per ragioni 

di protezione della natura, della fauna e del paesaggio e perché vi si 

troverebbe la particella n. 269 del ricorrente che potrebbe ancora essere 

edificata e quindi toccata dalle emissioni. I ricorrenti non sono in grado di 

dimostrare che la loro soluzione con posizionamento nel locale interrato 

sia migliore di quella per cui ha optato la convocata, ma si limitano a 

criticare quest'ultima. Fatto sta che conformemente all'art. 7 cpv. 1 lett. b 

dell'Ordinanza contro l’inquinamento fonico (OIF; RS 814.41) in unione 

con la cifra 1 cpv. 1 lett. e nonché la cifra 2 Allegato 6 OIF la pompa di 

calore rispetta i valori di pianificazione per nuovi impianti in zone 

d'abitazione (cfr. doc. incarto fonico del 30 ottobre 2019 [doc. A3 

convenuto]). Inoltre, la convocata ha dimostrato che le emissioni foniche 

sono state limitate nella maggior misura possibile dal punto di vista tecnico 

e dell’esercizio e sopportabile sotto il profilo economico (art. 11 cpv. 2 della 

Legge sulla protezione dell’ambiente [LPAmb; RS 814.01] e 7 cpv. 1 lett. 

a OIF; principio di prevenzione). Essa non solo ha adottato dei 

provvedimenti tecnici per ridurre il rumore, segnatamente: ubicazione della 

pompa di calore all'interno di un apposito locale in sommità dell'edificio al 

fine di sfruttare il disperdimento del rumore prodotto verso l'alto; scelta di 

una pompa di calore con un valore di potenza sonora tra i più bassi 

disponibili sul mercato; rivestimento dello spazio tra il canale in lamiera 

della macchina e il muro perimetrale con lana di roccia; posa di una doppia 

griglia afona (griglia silenziata) (cfr. incarto fonico, pag. 9 segg.; Cercle 

Bruit, Aiuto all’esecuzione 6.21: Valutazione delle pompe di calore aria-

acqua ai sensi della normativa sul rumore, 7 giugno 2019, Allegato 2, pag. 

11 seg.); ma, come visto, essa attraverso la valutazione delle opzioni ha 

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pure mostrato che l'opzione scelta è la più ottimale. Le rispettive censure 

dei ricorrenti vanno quindi respinte. 

6. Riassumendo, il ricorso va respinto, per quanto si entri nel merito, e la 

decisione impugnata va confermata.

7. I costi della presente procedura composti da una tassa di Stato fissata a 

CHF 2'500.00 e spese di cancelleria sono posti solidalmente a carico dei 

ricorrenti soccombenti in causa (cfr. art. 73 cpv. 1 e 72 cpv. 2 LGA). Essi 

devono pure rimborsare alla convocata le spese di patrocinio (cfr. art. 78 

cpv. 1 LGA). Il patrocinatore della convocata nella nota d'onorario del 1. 

ottobre 2020 rivendica delle prestazioni pari a CHF 3'145.70. Tuttavia, non 

è stato inoltrato l'accordo sull'onorario, per cui secondo prassi di questo 

Tribunale (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo [STA] R 17 64 del 21 

agosto 2018 consid. 3.1) viene riconosciuta una tariffa oraria di CHF 

240.00 invece dei CHF 250.00 applicati nella nota d'onorario. L'onorario 

indennizzabile ammonta perciò a CHF 2'448.00 (10.2 h x CHF 240.00). 

Inoltre, le spese di CHF 370.80 comprendono delle spese di cancelleria 

che non possono essere riconosciute, siccome secondo prassi di questo 

Tribunale si assume che le spese di cancelleria siano integrate nella tariffa 

oraria del legale (cfr. STA U 13 95 del 9 dicembre 2014 consid. 4). 

Secondo prassi (cfr. STA R 17 64 del 21 agosto 2018 consid. 3.1) va 

pertanto assegnato un importo forfettario pari al 3 % dell'onorario, dunque 

pari a CHF 73.45. Infine, l'IVA non può essere ammessa, poiché la 

convocata può dedurre l'imposta precedente (cfr. STA U 16 91 del 22 

novembre 2016 consid. 4a). Le ripetibili complessivamente rimborsabili 

ammontano perciò a CHF 2'521.45. Inoltre, contrariamente a quanto 

affermato dal convenuto, non vi sono gli estremi per discostarsi dalla 

regola dell'art. 78 cpv. 2 LGA, in base alla quale ai comuni non vengono 

assegnate ripetibili, se vincono la causa nell'esercizio delle loro attribuzioni 

ufficiali. Innanzitutto, è vero che i ricorrenti hanno riproposto delle censure 

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irricevibili, ma al contempo è anche vero che il convenuto ha preso 

abbondantemente posizione in merito. Nel complesso, il ricorso non 

appare abusivo. Non sembrano pertanto dati i presupposti per poter 

assegnare delle ripetibili – anche solo parziali – al convenuto.

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Per quanto ricevibile, il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

- una tassa di Stato di CHF 2'500.00

- e le spese di cancelleria di CHF 352.00

totale CHF 2'852.00

Tali spese sono poste solidalmente a carico di A._____, B._____ e 

C._____.

3. A._____, B._____ e C._____ sono tenuti a rifondere alla E._____ Sagl CHF 

2'521.45 a titolo di ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]

Con sentenza dell'11 marzo 2022 il ricorso al Tribunale federale è respinto nella 

misura in cui è ammissibile (1C_118/2021).