# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c0ce1472-1903-57e0-a239-a670ab681845
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-03-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 14.03.1998 11.1997.134
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1997-134_1998-03-14.html

## Full Text

Incarto n..

  11.97.00134

  	
  Lugano

  14 marzo 1998/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Gronchi
  Pozzoli, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nella causa n. ___/____ (inabilitazione)
della Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di
vigilanza sulle tutele, introdotta il 25 aprile 1996 dalla

  

	
   

  	
  Delegazione
  tutoria di __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________
  __________ __________, __________;

  

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:     1.   Se dev’essere accolto il ricorso presentato il
19 settembre 1997 da __________ __________ __________ contro la decisione
emessa il 18 luglio 1997 dalla Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza
sulle tutele;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con risoluzione del 20
gennaio 1994 la Delegazione tutoria di __________ ha istituito una curatela
volontaria giusta l’art. 394 CC a __________ __________ __________ (1943),
designandole come curatore il tutore ufficiale __________ __________,
sostituito poi dal tutore ufficiale __________ __________.

 

                                  B.   Il 25 marzo 1996 il
curatore ha segnalato alla Delegazione tutoria la necessità di adottare misure
tutelari più incisive, la curatelata non essendo in grado di gestire – a suo
avviso – l’eredità devolutale dal padre, costituita da beni immobili del valore
di 

                                         fr. 1’889’000.–. Con
risoluzione del 15 aprile 1996 la Delegazione tutoria di __________ ha disposto
l’inabilitazione di __________ __________ __________.

 

                                  C.   Il 25 aprile 1996 la
Delegazione tutoria di __________ ha accertato di non essere competente a
pronunciare un’inabilitazione e ha presentato all’autorità di vigilanza la
relativa istanza. All’audi-zione del 13 maggio 1997 __________ __________
__________ si è opposta all’inabilitazione. Ultimata l’istruttoria, il 18
luglio 1997 la Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale
autorità di vigilanza sulle tutele, ha nondimeno pronunciato l’inabilitazione
sulla base dell’art. 395 cpv. 1 e 2 CC. Non sono state prelevate tasse né
spese. Nel frattempo la curatelata si è trasferita a __________ e il caso è
stato assunto dalla Delegazione tutoria del nuovo comune di domicilio, la quale
– con l’accordo dell’interessata – ha mantenuto la curatela e ha nominato in
veste di curatore l’avv. __________ __________.

 

                                  D.   Il 19 settembre 1997
__________ __________ __________ è insorta contro la risoluzione della Sezione
enti locali con un ricorso (recte: appello) nel quale chiede l’annullamento
della decisione impugnata. Nelle sue osservazioni del 18 ottobre 1997 la
Delegazione tutoria di __________ si rimette al giudizio della Camera.

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La procedura di
inabilitazione è regolata dal diritto cantonale (art. 373 cpv. 1 CC per
analogia; DTF 82 II 212; Deschenaux/
Steinauer, Personnes physiques et tutelle, 3ª edizione, Berna 1995, n.
1144 pag. 415). Competente a pronunciare un’inabili-tazione è, nel Ticino, la
Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele e le
curatele, la cui decisione è impugnabile alla Camera civile del Tribunale
d’appello (art. 22 lett. f e 79 cpv. 1 del regolamento sulle tutele e le
curatele, art. 54a LAC). L’inabilitato, come l’interdetto, ha la
legittimazione a ricorrere (art. 433 cpv. 3 CC, art. 47 LAC).

 

                                   2.   L’autorità ordina
l’inabilitazione quando, pur non concorrendo motivi sufficienti per l’interdizione,
una limitazione dell’esercizio dei diritti civili della persona appaia nondimeno
necessaria a suo vantaggio (art. 395 cpv. 1 CC). La misura è subordinata
all’adempimento – meno rigoroso rispetto all’interdizione – di due condizioni:
un motivo di intervento a norma dell’art. 369 segg. CC e la necessità di
durevole protezione o assistenza, in specie per la gestione del patrimonio (Schnyder/Murer, in: Commentario
bernese, Berna 1984, nota 38 seg. ad art. 395 CC). Quest’ultima necessità
presuppone un pericolo diretto, serio e concreto per gli interessi protetti
dall’art. 395 CC; in linea di principio una mera eventualità non basta (Schnyder/Murer, op. cit., nota 43 ad
art. 395 CC; ZVW 49/1994 n. 21 pag. 251 consid. 3b). Dandosi il caso,
all’inabilitando può essere nominato un assistente il cui consenso diventa
necessario per i negozi giuridici elencati esaustivamente dalla legge e il cui
compito può consistere anche nell’amministrazione del patrimonio. In ogni caso
l’inabilitazione deve rispettare, come qualsiasi intervento assistenziale, il
principio della proporzionalità (Riemer,
Grund-riss des Vormundschaftsrechts, 2ª edizione, Berna 1997, pag. 109 nota 2 e
pag. 116 nota 20 seg.; Schnyder/Murer, op.
cit., nota 36 ad art. 395 CC).

 

                                   3.   Nella fattispecie
all’appellante è stata diagnosticata (per la prima volta nel 1978) un’affezione
da “etilismo cronico in personalità immatura”, che si manifesta in disturbi
della personalità con degrado sociale, improduttività professionale e che nei momenti
di forte intossicazione etilica rende l’interessata particolarmente vulnerabile
e influenzabile (perizia 21 novembre 1996, doc. 7). Ora, la dipendenza da
sostanze alcoliche può senz’altro costituire motivo di tutela, tanto più quando
il disturbo raggiunge lo stadio della cronicità (art. 370 CC; Schnyder/Murer, in: Commentario
bernese, Berna 1982, nota 87 segg. ad art. 370 CC). Un tale stato conduce nella
maggior parte dei casi, infatti, a situazioni di bisogno o di indigenza per
l’alcolizzato stesso o per la sua famiglia, onde la necessita di protezione e
assistenza specifiche (Schnyder/Murer,
op. cit., nota 172 e 188 ad art.
370 CC). Tuttavia, ove l’alcolizzato proponga spontaneamente di affidarsi a un
curatore o a un assistente – come in concreto – si prescinde dall’interdizione,
rispettivamente dall’inabilitazione, quanto meno finché l’interessato non
disturbi o ostacoli l’attività dell’assistente (Schnyder/Murer, op. cit., nota 220 ad art. 370 CC; Schnyder/Murer, op. cit., nota 38 ad
art. 393 CC).

                                         

                                   4.   Nel caso concreto la
segnalazione del curatore e l’istanza della Delegazione tutoria di __________
per ottenere una misura tutelare più incisiva rispetto alla curatela volontaria
istituita nel 1994 non sono riconducibili ad alcun rilevante cambiamento della
situazione personale dell’appellante e neppure all’insorgere di nuove esigenze.
A prescindere dalla cronica affezione etilica, infatti, l’appellante risulta
consapevole della sua situazione, non ha dato segnali di particolare degrado
sociale e nei momenti di crisi più acuta ha chiesto personalmente il ricovero
in istituti appropriati. Del resto essa collabora con la Delegazione tutoria
del nuovo domicilio e ha acconsentito alla nomina di un nuovo curatore
nell’ambito della curatela volontaria istituita a suo tempo. Le preoccupazioni
manifestate dalla Delegazione tutoria di __________ e dal precedente curatore
si ricollegano piuttosto alla nuova situazione patrimoniale dell’inabilitanda,
che alla morte del padre ha ereditato beni valutabili in circa fr. 2’000’000.–.
Ma le misure tutelari sono preposte anzitutto alla salvaguardia della persona,
non del patrimonio. Il fatto di ricevere una consistente eredità non giustifica
ancora, da solo, una misura tutelare più incisiva di quella già esistente nella
fattispecie. Diverso sarebbe il caso ove si ravvisasse un pericolo diretto,
serio e concreto che la persona cada nell’indigenza, ciò che non risulta
verificarsi in concreto. Nonostante la morte del padre e l’aumento delle sue
disponibilità finanziarie, l’appellante non consta infatti dare adito a
pericoli per la sua persona. Né emergono, al momento attuale, particolari
problemi per la definizione delle pratiche successorie, visto che una
fiduciaria si occupa già dell’amministrazione dei beni e che l’inabilitanda non
potrebbe comunque disporre liberamente della propria quota, non essendo ancora
avvenuta la divisione tra gli eredi. Oggi come oggi non si giustifica quindi
l’istituzione di un’inabilitazione in sostituzione della curatela volontaria.

 

                                   5.   Da ultimo
l’appellante chiede che questa Camera senta il suo medico personale, il
funzionario del servizio socio-psichiatrico di __________ __________
__________, incaricato di trattare il suo caso, e il suo precedente curatore
__________ __________, i quali potrebbero confermare il miglioramento della sua
situazione psichica e fisica rispetto a quella esistente al momento della
perizia agli atti. Visto l’accoglimento del gravame, l’offerta di prove si
rivela senza interesse.

 

                                   6.   Le spese processuali
seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Date le particolarità del
caso si giustifica nondimeno di rinunciare al prelievo di oneri e
all’assegnazione di ripetibili.

Per questi motivi,

 

vista sulle spese la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:               I.   L’appello è accolto e la
decisione impugnata è riformata come segue:

                                      

1.  L’istanza di inabilitazione è respinta.

2.  Non si prelevano tasse né spese.

 

                                   II.   Non si riscuotono
tasse o spese né si assegnano ripetibili.

 

                                  III.   Intimazione:

                                         – __________ __________
__________, __________;

                                         – Delegazione tutoria di
__________;

 

                                         Comunicazione:

                                         – Divisione degli interni,
Sezione enti locali;      

                                         – avv. __________
__________, __________;

                                         – Delegazione tutoria di
__________.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        La
segretaria