# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b62dd3cf-4949-514b-a0ec-d3b839997dd5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-06-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 14.06.2005 52.2004.396
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2004-396_2005-06-14.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2004.396

   

  	
  Lugano

  14 giugno
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 6 dicembre 2004 di

 

 

	
   

  	
  RI 1, , 

  RI 2, , 

  tutti patrocinati da: avv. PA 1, , 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 16 novembre 2004 del
  Consiglio di Stato (n. 5059) che accoglie parzialmente il ricorso inoltrato
  dagli insorgenti avverso la licenza edilizia 17 dicembre 1996 rilasciata dal
  municipio di CO 2 alla CO 1 per costruire un centro per il pretrattamento ed
  il trasbordo di scarti metallici riciclabili nella zona industriale (part.
  213);

  

 

 

viste le risposte:

-    14 dicembre 2004 della CO
1; 

-    21 dicembre 2004 del
Consiglio di Stato;

-    23 dicembre 2004 del
municipio di CO 2; 

-    27 dicembre 2004 del
Dipartimento del territorio (UDC); 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 18
dicembre 1996 la CO 1 ha chiesto al municipio di CO 2 il permesso di costruire
in località L__________ (part. n. 213 RFD) uno stabilimento destinato al
pretrattamento ed al trasbordo di scarti metallici riciclabili, su un vasto
sedime (11'702 mq), situato nella zona industriale-artigianale del PR (zona
J1), all'intersezione tra l'autostrada A13 e la linea ferroviaria del San G__________.
L'opera risulterebbe costituita da un edificio amministrativo e da un ampio
capannone (m 65.50 x 32 x 13.50), nel quale gli scarti metallici verrebbero
ridotti di volume, mediante presse e sminuzzatrici, per essere caricati in
contenitori da trasportare, su strada o per ferrovia, alla centrale della CO 1
a W__________ per il successivo trattamento. 

Lo stabilimento si prefigge in particolare
di raccogliere scarti di carrozzerie, motori, componenti metalliche di
automobili, resti da lavorazione di officine meccaniche/industriali, residui di
carpenteria metallica, nonché rifiuti metallici provenienti dalle economie
domestiche, per un quantitativo annuo che la richiedente valutava sulle 15000
t. 

Nel termine di pubblicazione si sono, fra
gli altri, opposti alla domanda la RI 1, nonché RI 2, proprietari di fondi (part.
n. 1541 e 212), situati nelle immediate vicinanze del fondo dedotto in edificazione.

Raccolto il preavviso favorevole del
Dipartimento del territorio, il 17 dicembre 1996 il municipio ha rilasciato la
licenza richiesta, subordinandola alle condizioni poste dall'autorità cantonale.

 

 

                                  B.   Dopo
vicissitudini processuali, note alle parti, che non occorre qui riassumere, il
Tribunale cantonale amministrativo con giudizio 20 marzo 2001 ha annullato la predetta licenza,
rinviando gli atti al Consiglio di Stato, affinché statuisse nuovamente sul ricorso,
previo esperimento di un esame d'impatto ambientale (EIA). 

L'11 marzo 2003 la CO 1 ha presentato un
rapporto d'impatto ambientale (RIA) che pronosticava immissioni foniche ed atmosferiche,
nonché vibrazioni rientranti nei limiti fissati dalla legislazione ambientale concretamente
applicabile. Eventuali vibrazioni, osservava in particolare tale studio,
avrebbero potuto essere facilmente contenute entro i limiti della norma
contestata mediante la posa di un sistema di sospensioni ammortizzate fra basamento
e macchina. 

Le ricorrenti hanno contestato le
conclusioni del RIA da diversi punti di vista, rilevando in particolare che le
vibrazioni non erano state compiutamente valutate. A loro avviso, non si
sarebbe potuto considerarle sopportabili semplicemente installando la macchina
di taglio e compressione su un basamento molto spesso. 

Con avviso 6 ottobre 2003 Dipartimento del
territorio si è opposto alla domanda di costruzione, ritenendo che la licenza
potesse essere rilasciata soltanto previo completamento del RIA ed
assoggettamento alla condizione di raccordare l'impianto alla rete ferroviaria,
con obbligo di effettuare tutti i trasporti da e per la Svizzera interna su
rotaia. 

Con decisione 16 marzo 2004 il Governo ha chiesto
al Dipartimento del territorio di approfondire le valutazioni operate in ordine
al raccordo ferroviario, alle immissioni foniche ed alle vibrazioni provocate
dal funzionamento dell'impianto. Esperite ulteriori verifiche, il 7 luglio 2004
il dipartimento ha emesso un nuovo avviso, questa volta favorevole al rilascio
della licenza. 

Fondandosi su questo nuovo avviso, con
giudizio 16 novembre 2004 il Consiglio di Stato ha parzialmente accolto l'impugnativa
inoltrata nel 1996, rinviando gli atti al municipio affinché completasse la
licenza edilizia 17 dicembre 1996 rilasciata alla CO 1 con le condizioni che ne
risultano, integrate dall'obbligo di verifica della situazione in fase di esercizio
per quanto attiene alle vibrazioni e ad un eventuale risanamento. 

 

 

                                  C.   Contro il
predetto giudizio gli opponenti sono insorti davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendone l'annullamento. 

Dopo aver dichiarato di condividere le
conclusioni alle quali è pervenuta l'autorità cantonale in punto all'esigenza
di raccordare l'impianto alla rete ferroviaria, gli insorgenti eccepiscono l'insufficienza
delle verifiche esperite dal profilo della prevenzione delle vibrazioni. La
condizione supplementare, imposta dal Consiglio di Stato nella licenza, non
colmerebbe la lacuna. Censurabile sarebbe pure la ripartizione di spese e
ripetibili. 

                                  D.   All'accoglimento
del ricorso si è opposto il Consiglio di Stato senza formulare osservazioni. Il
Dipartimento del territorio (UDC) si è rimesso al giudizio del tribunale,
rilevando comunque che il tema delle vibrazioni è stato trattato
esaurientemente ed adeguatamente con l'aggiunta di un'esplicita condizione. 

Il municipio si è parimenti rimesso al
giudizio del Tribunale cantonale amministrativo, osservando che la vertenza
riguarda una questione di competenza del cantone. 

La CO 1 ha a sua volta chiesto il rigetto
dell'impugnativa, contestando in dettaglio le tesi degli insorgenti con
argomenti che saranno discussi nei seguenti considerandi. 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 21 LE. La
legittimazione attiva degli insorgenti, già opponenti e proprietari di fondi
situati nelle immediate vicinanze del controverso impianto, è
incontestabilmente data (art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm),
è dunque ricevibile in ordine. 

 

 

                                   2.   Giusta l'art.
11 cpv. 1 LPAmb, gli inquinamenti atmosferici, il rumore, le vibrazioni
e le radiazioni sono limitati da misure applicate alla fonte (limitazione delle
emissioni). Indipendentemente dal carico inquinante, le emissioni, nell'ambito
della prevenzione, devono essere limitate nella misura massima consentita dal
progresso tecnico, dalle condizioni d'esercizio e dalle possibilità economiche.
Le emissioni sono limitate da valori limite, da prescrizioni di costruzione ed
attrezzatura, di traffico e d'esercizio e da altre disposizioni che non occorre
qui evocare (art. 12 cpv. 1 LPAmb). Le limitazioni sono prescritte da ordinanze
o, per i casi che non vi sono contemplati, da decisioni fondate direttamente
sulla presente legge (art. 12 cpv. 2 LPAmb).

I valori limite delle immissioni per il
rumore e le vibrazioni sono stabiliti in modo che, secondo la scienza o l'esperienza,
le immissioni inferiori a tali valori non molestino considerevolmente la
popolazione (art. 15 LPAmb).
Per le vibrazioni, a differenza del rumore, non sono sinora stati definiti
valori limite. Un'ordinanza sulle vibrazioni si trova attualmente in fase di
consultazione interna. Esiste inoltre una direttiva dell'UFAFP per la
valutazione di vibrazioni e di rumori trasmessi per via solida da impianti per
il trasporto su binari (VVRTB). 

In assenza di prescrizioni vincolanti, vale
dunque il principio generale sancito dall'art. 15 LPAmb, in forza del quale le emissioni vanno contenute in modo che,
secondo la scienza o l'esperien-za, le immissioni inferiori a tali valori non
molestino considerevolmente la popolazione. In quest'ambito, va in particolare
tenuto conto delle indicazioni della norma DIN 4150 Erschütterungen im
Bauwesen, Teil 2 Einwirkungen auf Menschen in Gebäuden, ed. 1999 (cfr.
Zäch/Wolf, Kommentar zum UWG, ad art. 15 n. 56). 

 

 

                                   3.   Nel caso
concreto, il ricorso verte unicamente sulla questione di sapere se le risultanze
dell'EIA relativo alle vibrazioni (cap. 5.6, pag. 42 seg.) siano sufficienti
per accordare la licenza edilizia. Critica è unicamente la fase d'esercizio
dell'impianto. 

Al riguardo, il RIA osserva che: 

 

le fasi di
taglio o di compressione dei rottami mediante l'impianto in esame potrebbero
produrre delle vibrazioni percettibili a carattere impulsivo (e quindi a banda
larga) anche a distanza di diverse decine di metri, a dipendenza dei seguenti
fattori: 

·       
caratteristiche di montaggio dell'impianto; 

·       
caratteristiche fisico-meccaniche del suolo; 

·       
frequenze proprie degli edifici o di parti di
essi;

 

Siccome non
sono note né le caratteristiche del suolo, né il comportamento degli edifici
circostanti il progetto prevede la costruzione su un basamento molto spesso
(spessore dell'ordine di 1 – 2 m) in calcestruzzo armato per la macchina di taglio
e compressione, in modo da

·       
ridurre le immissioni di vibrazioni;

·       
permettere in futuro, a secondo delle
necessità, di abbattere ulteriormente del 90-95% le velocità di vibrazione
semplicemente inserendo fra basamento e telaio della macchina un sistema di
sospensioni ammortizzate. 

Le uniche
misure integrate nel progetto risultano pertanto essere: 

VI-1 Costruzione di un basamento in calcestruzzo armato molto spesso
(ordine di grandezza 1-2 m) per la macchina di taglio e compressione; 

VI-2 In fase di esercizio si deve prevedere una campagna di misurazioni
per stabilire l'entità delle immissioni ed il rispetto dei limiti imposti dalla
DIN 4150-2.

 

In conclusione, il RIA rileva che

 

Il progetto
prevede di contenere le immissioni di vibrazione mediante la costruzione di un
basamento molto spesso per la macchina di taglio e compressione. 

Se durante la
fase di esercizio dell'impianto non fossero rispettate le condizioni poste
dalla norma tedesca DIN 4150-2 allora dovranno essere ridotte ulteriormente le
immissioni di vibrazioni mediante la posa di un sistema di sospensioni
ammortizzate fra basamento e macchina in modo da garantire il rispetto dei
valori della norma. 

 

Il preavviso favorevole emanato il 6 luglio 2004
dal Dipartimento del territorio è silente in punto alle vibrazioni. Su ricorso
degli opponenti il Consiglio di Stato ha quindi imposto di integrare la licenza
edilizia con un obbligo di verifica della situazione in fase di esercizio per
quanto attiene alle vibrazioni e ad un eventuale risanamento. 

Stando ai ricorrenti, gli accertamenti su
cui si fonda il RIA sarebbero carenti e la clausola supplementare imposta dal
Governo non sarebbe sufficiente. Il rimprovero è soltanto parzialmente fondato.
Gli accertamenti del RIA sono sufficienti. La clausola non è invece abbastanza
precisa. 

Considerata l'incidenza che lievi variazioni
dell'omogeneità del mezzo attraverso il quale le vibrazioni si diffondono
esplicano sulle modalità di propagazione delle vibrazioni nei corpi solidi,
accertamenti più approfonditi sulle caratteristiche fisico-meccani-che del
suolo non permetterebbero invero né di formulare una prognosi più precisa sulle
immissioni che si potranno effettivamente riscontrare sui fondi dei ricorrenti,
né di ottenere risultati più favorevoli a quest'ultimi di quelli che lo stesso
RIA prospetta, laddove propone di subordinare la licenza al rispetto dei valori
limite della norma DIN 4150-2. 

La clausola alla quale il Consiglio di Stato
ha subordinato la licenza va invece precisata. La resistente prospetta un
basamento di spessore variante tra 1 e 2 m. Dal profilo della propagazione
delle vibrazioni, lo spessore del basamento è determinante. Il dimensionamento
del basamento non incide d'altro canto in misura significativa sui costi dell'opera.
In assenza di studi che permettano di considerare sufficiente lo spessore
minore, nell'ottica del principio di prevenzione (art. 11 cpv. 2 LPAmb) appare di conseguenza ragionevole
imporre lo spessore maggiore. 

Il RIA riserva l'installazione di
ammortizzatori soltanto nel caso in cui l'impianto, in fase d'esercizio, non
dovesse rispettare i valori limite della norma DIN 4150-2. Trattandosi di
dispositivi non particolarmente costosi, che permettono di abbattere in misura
rilevante (90-95%) la velocità di propagazione delle vibrazioni, anche in questo
caso, dal profilo del principio di prevenzione si giustifica imporre che gli
ammortizzatori vengano comunque installati. 

Il Consiglio di Stato nel giudizio impugnato
si è limitato ad esigere che la licenza venga subordinata ad un obbligo di
verifica della situazione in fase di esercizio per quanto attiene alle
vibrazioni e ad un eventuale risanamento. Considerato che la stessa CO 1
dichiara, attraverso il RIA, di assoggettarsi alla normativa germanica, ben si
giustifica subordinare la licenza all'obbligo di un collaudo che accerti il
rispetto dei valori limite fissati dalla norma DIN 4150-2. 

Entro questi limiti, il ricorso deve essere
parzialmente accolto, riformando di conseguenza il giudizio governativo
impugnato. 

 

 

                                   4.   4.1. Parzialmente
giustificate sono pure le censure che i ricorrenti sollevano con riferimento
alla ripartizione della tassa di giustizia di fr. 2'000.- disposta dal
Consiglio di Stato, che li ha considerati soccombenti nella misura di ¾. Anche
se la domanda di annullamento della licenza impugnata formulata con il ricorso
è respinta, occorre in effetti riconoscere che la licenza è stata ampiamente
riformata, subordinandola alle condizioni che l'EIA, a torto negato, ha
dimostrato necessarie al fine di renderla conforme al diritto. Tenuto conto di
tutte le circostanze, non si può ravvisare in capo ai ricorrenti una
soccombenza di tre volte superiore a quella riscontrabile in capo alla
resistente. Si giustifica pertanto correggere la ripartizione della tassa di
giustizia disposta dal Consiglio di Stato, suddividendola in parti uguali fra i
ricorrenti e la resistente siccome ugualmente soccombenti. 

In quest'ordine di idee, va pure annullata l'indennità
per ripetibili di 1'000.- accordata dal Consiglio di Stato alla CO 1. 

 

4.2. Tenendo presente che i ricorrenti davanti
a questo tribunale non hanno chiesto l'annullamento della licenza, ma
unicamente quello del giudizio governativo impugnato, che viene invece soltanto
riformato, la tassa di giustizia del presente procedimento va pure suddivisa in
parti uguali fra i ricorrenti e la resistente. Analogamente, anche le
ripetibili si ritengono compensate. 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 11, 12, 15 LPAmb; 3, 18, 28, 31, 60, 61, 65 PAmm; 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

§.  Di conseguenza, i dispositivi 2 e 3 della
decisione 16 novembre 2004 (n. 5059) del Consiglio di Stato sono annullati e riformati
come segue: 

 

2.     
gli atti sono rinviati al municipio di CO
2 affinché integri la licenza edilizia 17 dicembre 1996 rilasciata alla CO 1
delle condizioni risultanti dall'avviso cantonale (EIA) 7 luglio 2004
completate dall'obbligo di rispettare i valori limite per le vibrazioni fissati
dalla norma DIN 4150-2. 

Il
rispetto di tale obbligo verrà accertato mediante collaudo prima della messa in
esercizio dell'impianto. 

Resta
riservata l'adozione di provvedimenti di risanamento in caso di inosservanza. 

 

3.     
La tassa di giustizia di fr. 2'000.- è
suddivisa in parti ugu-ali fra i ricorrenti (fr. 1'000.-) e la resistente (fr.
1'000.-). Non si assegnano ripetibili. 

 

 

2.La tassa di giustizia di fr. 1'500.- è suddivisa in parti uguali fra
i ricorrenti (fr. 750.-) e la resistente (fr. 750.-). 

Non si
assegnano ripetibili. 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  patr. da: Lugano;

  ; 

  ; 

  .

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  1 patrocinato da: PA 2 

  2. CO 2 

  3. CO 3 

  4. CO 4 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario