# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 605b5e4e-fe39-5e7f-97ed-04aae1f864cd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-01-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 09.01.2004 11.2003.163
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2003-163_2004-01-09.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2003.163

  	
  Lugano

  9 gennaio 2004/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  I. Bernasconi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.____.____
(protezione della personalità) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione
1, promossa con istanza del 10 giugno 2003 da

 

	
   

  	
  __________ __________, __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ (Federazione __________ __________
  __________), __________ 

  (patrocinata dall'avv. __________ __________,
  __________);

   

  

giudicando
ora sul decreto del 27 novembre 2003 con cui è
stato ordinato all'istante di prestare una cauzione processuale;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:      1.  Se dev'essere accolto
l'appello del 9 dicembre 2003 presentato da __________ __________ contro il
decreto emesso il 27 novembre 2003 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione
1;

 

                                          2.
 Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che con petizione 10 giugno 2003 __________ __________ ha convenuto
l'associazione __________ (Federazione __________ __________ __________) davanti
al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, perché, in relazione a uno
scritto del 3 febbraio 2003 indirizzatogli dalla convenuta medesima, fosse
accertata la lesione della sua personalità e gli fosse versata la somma fr.
7900.– in risarcimen­to del danno e del torto morale;

 

                                         che il 4
luglio 2003 la convenuta è rivolta al Pretore perché l'istante fosse tenuto a
fornire una cauzione processuale in garanzia di spese e ripetibili;

 

                                         che
all'udienza del 10 settembre 2003, indetta per la discussione  dell'istanza,
__________ __________ si è opposto a qualsiasi prestazione; 

 

                                         che con
decreto del 27 novembre 2003 il Pretore ha obbligato l'attore a corrispondere –
entro trenta giorni dall'intimazione del decreto, pena lo stralcio della causa
– una cauzione processuale di fr. 2000.–;

 

                                          che
con “ricorso” del 9 dicembre 2003 __________ __________ chiede, in sostanza, di
essere esonerato dal versamento; 

 

                                          che
il 22 dicembre 2003 la Camera di cassazione civile del Tribunale di appello ha
trasmesso il ricorso a questa Camera per competenza;

 

                                          che
l'atto non è stato intimato per osservazioni;

                                          

e considerando

 

in diritto:                         che
in concreto l'attore ha promosso un'azione intesa a far accer­tare l'illecita
lesione della sua personalità (senza valore litigioso) e, insieme, due azioni di
condanna volte a ottenere – rispettivamente – il risarcimento del danno e la
riparazione del torto morale;

 

                                          che,
pur trattandosi di tre cause giuridicamente distinte, le azioni pecuniarie sono
proceduralmente trattate alla stregua di pretese connesse ove siano – come
nella fattispecie – accessorie all'azione di accertamento, nel senso che
l'accoglimento delle seconde presuppone l'accoglimento della prima;

                                    

                                         che, in
tal caso, contro la decisione finale sull'azione di accertamento è dato appello
quand'anche il valore delle pretese pecuniarie sia inferiore a fr. 8000.–
(cfr., sul piano federale: DTF 80 II 30 consid. 1, 78 II 290 con­sid. 1; Poudret, Commen­taire de la loi
fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 1.4 ad art. 44;
sentenza inc. __________.__________.__________del 17 ottobre 2003, consid. 3 e
4 con riferimenti);

 

                                          che,
pertanto, l'atto in esame può essere trattato come appello, ciò che esclude –
appunto – un ricorso per cassazione;

 

                                          che
il Pretore, visto come nei confronti dell'attore fossero stati emessi 21
attestati di carenza beni per complessivi fr. 28 888.10, ha ravvisato
l'insolvenza di lui, costringendolo a versare una cau­zione processuale di fr.
2000.–;

 

                                          che
l'appello è così motivato:                               

                                          1.  Una querela è stata posta dall'istante
contro la convenuta per violazione del segreto d'ufficio e danneggiamento del
credito nonché violazione alla legge federale sulla protezione dati.

                                          2.  Il
Pretore con sentenza 27 novembre 2003, e applicando in modo arbitrario nonché
contro il principio della Costituzione Helvetica, che prevede che la Giustizia
non è una questione puramente di danaro, ma dall'applicazione uguale per tutti
della Legislazione.

                                          3.  L'applicazione
dell'articolo 154 CPC è pretestuosa e infondata, altrimenti chiunque non abbia
danaro sarà comunque perdente fin dall'inizio in qualunque causa a
salvaguardare i legittimi interessi, e qualsiasi mascalzone con denaro potrà
permettersi qualunque sopruso; 

 

                                          che,
per quanto è possibile di capire, l'appellante contesta l'obbligo di prestare
cauzione invocando il diritto di adire un tribunale anche da parte di chi non
abbia i mezzi per rifondere, in caso di soccombenza, spese e ripetibili
all'avversario vittorioso;

 

                                          che
nel caso specifico l'appellante non nega l'esistenza di 21 at­testati di
carenza beni a suo carico (doc. A), sicché le premesse per obbligarlo a fornire
cauzione (art. 153 cpv. 1 lett. a CPC) sussistono senza ombra di dubbio;

 

                                          che,
contrariamente a quanto l'appellante crede, l'obbligo di versare cauzione non
preclude l'accesso ai tribunali poiché, soccorrendone i presupposti, la parte
indigente può sempre chiedere il beneficio dell'assistenza giudiziaria (Cocchi/Trezzini, CPC massimato e
commentato, Lugano 2000, n. 2 ad art. 154), ciò che la esonera dall'obbligo di
cauzione (art. 154 CPC); 

 

                                          che,
per altro, né l'art. 29 cpv. 3 Cost. né l'art. 6 par. 1 CEDU conferisce alla
parte indigente la facoltà incondizionata di adire i tribunali a titolo
gratuito (citazione in: Cocchi/Trezzini,
op. cit., n. 2 ad art. 153);

                                          

                                          che,
ciò posto, l'appello è destinato alla reiezione;

 

                                          che
il rigetto dell'appello impone nondimeno di fissare all'interessato un nuovo
termine per ottemperare all'ingiunzione, quello impartitogli dal Pretore
essendo scaduto in pendenza di ricorso;

 

                                         che nelle
circostanze descritte gli oneri del presente giudizio seguirebbero la soccombenza
(art. 148 cpv. 1 CPC); 

 

                                         che
tuttavia, per questa volta, si può prescindere dal prelevare spese,
l'appellante essendo sprovvisto di cognizioni giuridiche e avendo agito senza
l'ausilio di un patrocinatore; 

 

 

in applicazione dell'art. 313bis CPC,

 

                                      

pronuncia:              1.   Nella
misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e il decreto impugnato è confermato
nel senso che a __________ __________ è fissato un termine di 30 giorni dalla
notifica della presente sentenza per versare la cauzione prevista nel decreto
medesimo.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  – __________ __________, __________;

  – avv. __________ __________, __________.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario