# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 718a5170-97f7-5d92-90d9-387c3b350440
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-09-14
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 14.09.2006 R 2006 47
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_R-2006-47_2006-09-14.pdf

## Full Text

R 06 47
4a Camera 

SENTENZA
del 14 settembre 2006

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente domanda di costruzione

1. … è proprietario a …, sul territorio del Comune di …, della particella no. 612. 

Il 3 ottobre 2005, il proprietario introduceva formale domanda di costruzione 

per una casa d’abitazione con strada d’accesso e separatamente per la posa 

di una siepe di recinzione lungo il confine tra la particella no. 612 e l’adiacente 

no. 613 di … e …. Il 7 marzo 2005, al committente veniva rilasciata la licenza 

per la costruzione di una casa d’abitazione e di una strada d’accesso sul fondo 

in parola. In seguito, … presentava all’autorità edilizia un progetto di variante, 

che prevedeva lo spostamento della costruzione verso sud, delle modifiche 

interne del fabbricato e l’ampliamento della terrazza. Il 9 maggio 2006, la 

tempestiva opposizione presentata dai proprietari del fondo adiacente, … e 

…, veniva parzialmente accolta e al richiedente veniva rilasciata la licenza 

edilizia condizionata al rispetto delle disposizioni cantonali sulle distanze da 

confine in merito alle dimensioni della terrazza a sud. Nella licenza di 

costruzione, veniva inoltre imposto al committente il divieto di importare 

terriccio dal vicino cantone e ricordato il tonnellaggio massimo consentito su 

strade comunali pari a 16 t. 

2. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 17 maggio 

2006, … chiedeva l’annullamento delle condizioni poste nella licenza di 

costruzione riguardanti il ridimensionamento del balcone a sud, il divieto di 

trasporto di materiale inerte dal Cantone Ticino, il rispetto del tonnellaggio 

massimo ammesso per la strada e in generale i riferimenti fatti nella licenza 

di costruzione alle disposizioni edilizie comunali sull’isolamento, calcolo 

energetico ecc. Infine, l’istante, contestava il mancato rilascio della licenza di 

costruzione per la posa della siepe di recinzione. 

3. Nella risposta del 22 giugno 2006, il Comune di … rinunciava alle due 

condizioni poste nella licenza di costruzione relative al divieto di trasporto di 

materiale inerte dal Cantone Ticino ed al tonnellaggio delle strade comunali, 

reputando la prima condizione priva della relativa base legale e la seconda in 

quanto tale obsoleta. Per il resto, l’autorità comunale ribadiva il ben fondato 

della riduzione delle dimensioni della terrazza e ricordava al ricorrente che la 

domanda di costruzione riguardante la siepe sarebbe stata evasa in separata 

sede. 

4. Nella loro presa di posizione, … e … chiedevano la reiezione integrale del 

ricorso. La correzione apportata al balcone si conformerebbe al diritto 

cantonale, il tonnellaggio massimo consentito sulla strada comunale sarebbe 

uguale per tutti e il ricorrente sarebbe già stato condannato giudizialmente ad 

allontanare l’esistente siepe, fatto che l’istante sottacerebbe deliberatamente, 

pur perorando già il rilascio di una licenza per una nuova recinzione. 

5. Chiamato a determinarsi sui nuovi aspetti addotti dal comune, il ricorrente 

rinunciava a replicare. 

Considerando in diritto:

1. Nella risposta al ricorso il comune ha in parte riconosciuto le censure di ricorso 

e rinunciato a due delle condizioni poste con la licenza di costruzione. Su 

richiesta delle autorità forestali, l’autorità edilizia aveva, infatti, proibito 

l’importazione di materiale terroso dal vicino cantone a causa della 

contaminazione del terriccio con piante neofite e in particolare con l’ambrosia, 

senza però disporre di una base legale. Anche per la limitazione del 

tonnellaggio massimo consentito su strade comunali, il comune considerava 

di poter rinunciare alla pretesa, rivelandosi questa superflua. Poiché sulle 

strade comunali della frazione sarebbe segnalato il tonnellaggio massimo 

consentito di 16 t, la condizione imposta sarebbe obsoleta, essendo tutti gli 

utenti che circolano su detto territorio tenuti a rispettare la segnaletica 

stradale. Ne consegue che su questi due oggetti di contestazione il ricorso è 

divenuto privo di oggetto. 

2. Formalmente, l’istante pretende in questa sede anche l’evasione della propria 

domanda di costruzione semplificata per la posa di una siepe di recinzione 

presentata il 3 ottobre 2005 o comunque che il Tribunale amministrativo 

ingiunga al comune una pronta evasione della pratica. Poiché questo Giudice 

non è organo di vigilanza sull’attività comunale e la licenza di costruzione per 

tale intervento non è ancora stata rilasciata, su tale questione non è in questa 

sede dato entrare nel merito del ricorso. Sull’ingiunzione fatta all’istante - 

nell’ambito di una contestazione di diritto privato che lo vedeva opposto ai 

vicini - di allontanare i cipressi sulla sua proprietà, questo Giudice non può 

parimenti determinarsi, trattandosi di una controversia di mero carattere civile. 

In merito all’evasione delle domande di costruzione vadano comunque in 

quest’ottica ricordate all’autorità edilizia comunale le innovazioni apportate in 

materia dal diritto cantonale. Il 1. novembre 2005 sono entrate in vigore la 

nuova legge sulla pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni (LPTC) e 

la relativa ordinanza di applicazione (OPTC). In termini di diritto transitorio, le 

disposizioni direttamente applicabili della nuova legge hanno la precedenza 

su prescrizioni comunali divergenti (art. 107 cpv. 2 LPTC). Sono considerati 

direttamente applicabili il diritto edilizio formale di cui agli art. 85 – 96 LPTC, 

che include anche la procedura di licenza edilizia. Giusta l’art. 46 cpv. 3 

OPTC, le decisioni edilizie vanno notificate entro due mesi dalla chiusura 

dell’esposizione pubblica. Per progetti di costruzione con opposizioni il 

termine per l’evasione è al massimo di tre, e per progetti di costruzione con 

EIA al massimo di cinque mesi. In applicazione all’art. 5 cpv. 3 LPTC, se 

eccezionalmente un termine non può essere rispettato, l’autorità competente 

deve comunicare il ritardo agli interessati prima della scadenza con una breve 

motivazione e fissare un nuovo termine per l’evasione. 

3. Dal punto di vista materiale, l’istante contesta la condizione impostagli con la 

licenza di costruzione riguardante la riduzione delle dimensioni della terrazza 

a sud. Come è stato esposto nel considerando che precede, le disposizioni 

cantonali direttamente applicabili prevalgono sul diritto comunale. Per quanto 

riguarda le distanze dal confine e per gli edifici, l’art. 75 LPTC prevede che gli 

edifici distino dal fondo vicino 2.5 m, se la legge edilizia comunale non prevede 

delle distanze maggiori (cfr. cpv. 1). Parti di edifici sporgenti come balconi 

aperti possono sporgere al massimo 1.0 m verso la distanza dal confine e 

dall’edificio (cpv. 3 prima frase). Evidentemente, la prescrizione non mira certo 

a limitare le sporgenze dei balconi a 1.0 m, ma la stessa si applica unicamente 

lungo la fascia di confine riguardante la distanza legale minima di 2.5 m e mira 

al rispetto di una distanza minima tra il confine e il corpo sporgente che deve 

essere di almeno 1.5 m. Essendo la questione delle distanze dal confine e tra 

edifici regolata dal diritto cantonale, non trova più applicazione la normativa 

comunale di cui all’art. 5.3 della legge edilizia (LE), in particolare per quanto 

concerne la lunghezza totale dei balconi rispetto alla lunghezza della facciata. 

Nell’evenienza concreta, lo stabile progettato non viene a trovarsi in posizione 

parallela al confine sud. Il balcone progettato lungo il lato sud viene però ad 

un tratto ad invadere la fascia di distanza di 2.5 m dal confine con la vicina 

particella no. 613. Questa sporgenza lungo la fascia di confine dei 

regolamentari 2.5 m raggiunge a un certo punto 1.44 m, mentre in virtù del 

diritto cantonale, lungo tale fascia di terreno, la terrazza non può sporgere 

verso il fondo vicino più di 1.0 m. Poiché il previsto balcone veniva a sporgere 

oltre 1.0 m lungo la fascia di confine, l’autorità edilizia imponeva nella licenza 

edilizia l’esplicito rispetto dell’art. 75 cpv. 3 LPTC. In occasione della propria 

presa di posizione, il comune convenuto ha poi meglio precisato la richiesta 

adducendo concretamente i termini del sorpasso in oggetto. Dai piani 

presentati, la terrazza a sud è reputata sporgere all’interno della fascia dei 2.5 

m di distanza verso il fondo vicino per 1.44 m; ne consegue che la 

retrocessione, almeno per quanto riguarda l’angolo che sconfina verso il fondo 

vicino, ordinata dall’autorità edilizia comunale nella licenza di costruzione, e 

che si è potuta in seguito quantificare esattamente a 44 cm, sfugge a qualsiasi 

critica. E’ vero che la disposizione cantonale non è chiarissima nella sua 

formulazione, l’espressione sporgenza massima di 1.0 non è da ritenersi 

riferita alla sporgenza del balcone dalla facciata, ma solo all’ingerenza di 

questa sporgenza lungo la fascia di confine dei 2.5 m. L’istante ha comunque 

ben capito la portata della norma nella misura in cui ha saputo produrre dei 

nuovi piani che riprendono il senso dell’art. 75 cpv. 3 LPTC come esposto in 

precedenza. Inoltre, nella risposta al ricorso il comune ha esattamente 

quantificato la propria pretesa a scapito di qualsiasi equivoco. Al più tardi a 

questo punto per l’istante doveva essere chiaro che l’interpretazione del 

disposto fatta dal comune corrispondeva a quella perorata nel ricorso. Ne 

consegue che l’agire dell’autorità comunale, che ha ritenuto di poter 

approvare il progetto, chiedendo la presentazione di nuovi piani limitatamente 

alla formazione della terrazza merita comunque protezione. 

4. Il ricorrente critica infine altri aspetti della licenza edilizia che però non si 

ripercuotono negativamente sulla sua situazione. Infatti, dal fatto che la 

licenza edilizia gli sia stata trasmessa con lettera semplice, mentre ai vicini 

l’evasione dell’opposizione sarebbe stata inviata per lettera raccomandata, 

l’istante non ha subito alcuno scapito. Anche i richiami fatti nella licenza 

edilizia al fatto che dovranno essere applicate tutte le norme di costruzione 

come al calcolo energetico o alla necessità di limitare la concentrazione di 

radon e la convinzione esposta dall’istante di aver presentato un progetto in 

questo senso inoppugnabile sono ai fini del giudizio irrilevanti. 

5. In conclusione, nella misura in cui non è divenuto privo di oggetto e per quanto 

è dato entrare nel merito del ricorso, questo è respinto. L’esito della 

controversia giustifica un proporzionale accollamento delle spese occasionate 

dal presente procedimento tra la parte ricorrente e il comune resistente. 

L’istante è pure tenuto a rifondere al comune convenuto, avvalsosi della 

collaborazione di un patrocinatore legale, un’indennità ridotta a titolo di 

ripetibili (art. 75 LTA).

Il Tribunale decide:

1. Nella misura in cui non è divenuto privo di oggetto e per quanto è dato entrare 

nel merito del ricorso, questo è respinto. 

 2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 3'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 144.--

totale fr. 3'144.--

il cui importo sarà versato per metà da … e per l’altra metà dal Comune di … 

entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione all’Amministrazione 

delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. … versa al Comune di … fr. 1'000.-- (IVA compresa) a titolo di ripetibili.