# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cb0d072b-5405-5572-afb2-7b702090e48a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2003.260
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-260_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.260

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Sonia Giamboni, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 20 agosto 2003 di

 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 1 luglio 2003 del Consiglio di Stato
  (n. 2968) che respinge l’impugnativa presentata dagli insorgenti avverso la
  licenza edilizia 15 luglio 2002 rilasciata dal municipio di __________
  __________ __________ a __________ __________, __________, per la
  realizzazione di una sosta per cavalli e un letamaio sulle part. n.
  __________ e __________ RF, fuori dalla zona edificabile;

  

 

 

viste le risposte:

-    2 settembre 2003 del
Consiglio di Stato;

-    3 settembre 2003 del
municipio di __________ __________ __________;

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

A.      __________ __________, qui resistente, è proprietario delle part. n.
__________ e __________ RF di __________ __________ __________, situate in zona
agricola e inserite nella zona di protezione S delle sorgenti del __________.
Il mappale n. __________ RF confina a sud con la strada comunale che lo separa
dalla part. n. __________ RF, appartenente alla zona R2, e dalla part. n. __________
RF, adibita a zona delle attrezzature pubbliche (AP). 

                                         Con
domanda di costruzione 8 aprile 2002, egli ha chiesto al municipio il permesso
per la costruzione di un nuovo edificio per la sosta dei cavalli e una fossa
per il letame. Al rilascio della licenza edilizia si sono tempestivamente
opposti __________ __________, proprietario dei mappali n. __________ e
__________ RF, __________ __________ -__________, proprietaria della part.
__________ RF, __________ __________, inquilino dell’abitazione situata sul
fondo n. __________ RF, la __________, __________ e __________ e la __________
e __________, proprietari rispettivamente delle part. n. __________ e
__________ RF.

                                         Il 14
giugno 2002 il Dipartimento del territorio ha preavvisato favorevolmente la concessione
della licenza edilizia, subordinandola al rispetto di alcune condizioni formulate
dalle diverse sezioni chiamate a esprimersi sulla domanda.

                                         Con
risoluzione 15 luglio 2002 il municipio ha quindi concesso la licenza edilizia,
respingendo le opposizioni pervenutegli.

 

 

                                  B.   Con
decisione 1. luglio 2003 il Consiglio di Stato ha confermato il rilascio della
licenza edilizia, respingendo il ricorso inoltrato dagli opponenti. Dopo aver
ammesso la legittimazione attiva di tutti gli insorgenti, ad esclusione di
__________ __________, che in quanto semplice conduttore non sarebbe
pregiudicato nel suo diritto di utilizzare il bene locato, il Governo ha in
sostanza ritenuto che il progetto fosse conforme alla destinazione agricola
della zona in questione. In mancanza di esplicite censure o contestazioni
concrete da parte dei ricorrenti, l’Esecutivo cantonale non si è inoltre
distanziato dall’esame dipartimentale reputando che la nuova costruzione non
avesse ripercussioni importanti sulla zona circostante. Le misure indicate
dall’Ufficio protezione e depurazione acque sarebbero altresì sufficienti al
fine di evitare effetti pregiudizievoli alla sorgente del __________.

 

 

                                  C.   Avverso la
predetta pronuncia governativa sono insorti davanti al Tribunale cantonale
amministrativo __________, __________, la __________, __________ e la
__________ e __________, chiedendone l’annullamento. 

I ricorrenti ribadiscono in questa sede le tesi sollevate senza
successo con le opposizioni e con il ricorso al Consiglio di Stato. In
particolare, sostengono che il progetto non è conforme alla destinazione
agricola della zona, dato che il resistente alleva cavalli per hobby e
nell’azienda la tenuta di animali destinati alla macellazione riveste comunque
carattere accessorio e occasionale. L'intervento dedotto in licenza non
potrebbe nemmeno beneficiare di un’autorizzazione giusta l’art. 24 LPT, in
quanto non sarebbero soddisfatti i requisiti dell’ubicazione vincolata – esclusa
per l’allevamento di animali a titolo amatoriale – e dell’assen-za di opposti
interessi preponderanti. Alla realizzazione della stalla e del letamaio
osterebbero in effetti gli interessi privati dei ricorrenti, abitanti della
vicina zona residenziale, che verrebbero toccati da immissioni estremamente
moleste, atte a provocare una diminuzione del valore delle loro proprietà e
rappresentanti un pericolo per la salute e l’igiene pubblica. A questo
proposito le misure necessarie per evitare immissioni moleste al vicinato non
sarebbero state sufficientemente specificate, né dal municipio, né dal
Consiglio di Stato. La licenza edilizia sarebbe dunque incompleta su un punto
essenziale generatore di una situazione di insicurezza giuridica e andrebbe
pertanto annullata. Vi sarebbe inoltre un interesse pubblico preponderante alla
protezione delle sorgenti del __________, nella cui zona di protezione sono
situati i fondi dedotti in edificazione. Anche in questo caso il Consiglio di
Stato non avrebbe sufficientemente approfondito la problematica; la presenza di
una ventina di cavalli renderebbe illusoria la raccolta degli escrementi in un
solo luogo (letamaio). Pascolando liberi i cavalli provocherebbero degli
effetti pregiudizievoli per le acque, indipendentemente dalla presenza di un
letamaio che semmai servirebbe quando i cavalli si trovano nella stalla. 

 

 

D.    
All’accoglimento del ricorso si sono opposti il
municipio di __________ __________ __________ e il Consiglio di Stato, senza
formulare particolari osservazioni. Ad identica conclusione è pervenuto
__________

E.     
 __________, che ha contestato partitamente le
tesi avversarie con argomenti di cui si dirà, se necessario, nei considerandi
che seguono.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data
dall’art. 21 LE. Certa è la legittimazione attiva dei ricorrenti, già opponenti
e destinatari del giudizio con cui il Consiglio di Stato ha respinto il loro
ricorso (art. 43 PAmm). Il gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è dunque
ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm). 

 

 

2.2.1. Il Consiglio di Stato è entrato nel merito del ricorso dopo aver
accertato la legittimazione attiva dei qui ricorrenti. A __________ __________,
in quanto semplice conduttore, non è invece stata riconosciuta la potestà ricorsuale.

 

2.2. Secondo i combinati disposti dell’art.
8 e 21 LE, hanno la facoltà di ricorrere l’istante, ogni persona che dimostri
un interesse legittimo, le organizzazioni costituite da almeno dieci anni cui
compete, in base agli statuti, la salvaguardia dei beni tutelati dalla legge,
il Dipartimento del territorio e il Comune. 

Il riconoscimento della legittimazione
attiva presuppone che l’insorgente appartenga a quella limitata e qualificata
cerchia di persone collegate all’oggetto del provvedimento impugnato da un
rapporto sufficientemente stretto ed intenso, atto a distinguere la sua
situazione da quella della collettività. L’insorgente deve essere altresì
portatore di un interesse personale, diretto e concreto a dolersi del provvedimento
impugnato per il pregiudizio effettivo che questi gli arreca (DTF 121 II 39, consid.
2 c/aa; Scolari, Commentario, ad art. 21 LE, n. 935). Il ricorso per la tutela
di interessi di altre persone o di meri interessi pubblici non rientra nella
nozione di interesse legittimo (Scolari, op. cit., ad art. 21 LE, n. 940).

Per sapere se il ricorrente è legittimato a
ricorrere è in particolare necessario prendere in considerazione la natura e
l’intensità della lesione provocata dalla decisione (Scolari, op. cit., ad art.
21 LE, n. 938).

 

                                         2.3.
Nell’evenienza concreta, i ricorrenti, impugnando la licenza edilizia davanti
al Consiglio di Stato, hanno censurato il progetto in quanto provocherebbe
delle immissioni inammissibili verso le loro proprietà e sarebbe dannoso per le
sorgenti del __________. Come si vedrà, le immissioni di cui si dolgono non
pregiudicano in realtà i loro interessi più degli altri membri della comunità
di __________. Ne segue che unicamente __________ e  __________, in qualità di
proprietari della part. 815 RF, direttamente confinante con uno dei sedimi
dedotti in edificazione, disponevano della necessaria legittimazione attiva per
contestare il progetto edilizio in esame. __________, __________ e alla
__________, __________ ne erano invece privi, per cui il loro ricorso va
respinto già solo per questo motivo.

 

 

3.3.1. I ricorrenti contestano anzitutto la conformità di zona ammessa
dal Consiglio di Stato. Secondo loro il progetto di edificazione di una sosta
per cavalli e di un letamaio non è compatibile con la destinazione agricola del
fondo interessato in considerazione del fatto che l’attività agricola del
resistente viene esercitata solamente a titolo di hobby.

 

3.2. Ai sensi dell’art. 22 cpv. 2 lett. a
LPT un permesso di costruzione può essere rilasciato solo se l’edificio oggetto
della relativa domanda è conforme alla funzione prevista per la zona di utilizzazione.

Le zone agricole ai sensi dell’art. 16 LPT
comprendono i terreni idonei alla coltivazione agricola o all’orticoltura
produttiva necessari all’adempimento dei vari compiti dell’agricoltura (lett.
a) o quelli che, nell’interesse generale, devono essere coltivati
dall’agricoltura (let. b). 

Giusta gli art. 16a cpv. 1 LPT, in vigore
dal 1. settembre 2000, sono conformi alla zona agricola gli edifici e gli
impianti che sono necessari alla coltivazione agricola o all’orticoltura. 

La conformità alla zona agricola presuppone
che gli edifici e gli impianti siano in concreto obiettivamente necessari,
segnatamente quanto a ubicazione e dimensioni, a uno sfruttamento razionale del
suolo, ritenuto che all’edificazione non devono comunque opporsi interessi
pubblici preponderanti (DTF del 5 maggio 2000, inc. n. 1A.6/2000; DTF 125 II
278, consid. 3a).

  

 

4.     
4.1. La problematica dell’allevamento di cavalli
merita, a questo punto, un approfondimento. Determinante, ai fini della
valutazione della conformità del progetto in questione con la zona agricola, è
innanzitutto la distinzione doverosa tra la tenuta di cavalli nell’ambito
dell’attività di un’azienda agricola e quella al di fuori dell’agricoltura
(cfr. UFST, Direttive “Cavallo e pianificazione del territorio, pag. 9, n.
B/1).. 

 

4.2. Un’azienda
agricola, per essere considerata tale, dev’essere attiva nella produzione
vegetale o nella tenuta di animali da reddito, comprendere un insieme di terre,
edifici e installazioni, essere autonoma dal profilo giuridico, essere la fonte
di un proprio risultato d’esercizio e gestita tutto l’anno (art. 6 Ordinanza
sulla terminologia agricola e sul riconoscimento delle forme di aziende, OTerm).

Dal punto di
vista pianificatorio, un'azienda agricola è inoltre caratterizzata dalla
produzione di derrate alimentari che si prestano alla consumazione o alla
trasformazione derivanti dalla coltivazione vegetale e dalla tenuta di animali
da reddito (cfr. art. 34 cpv. 1 lett. a OPT), e la sua esistenza dev’essere
garantita a lungo termine (art. 34 cpv. 4 lett. c OPT). 

I cavalli, in quanto animali che consumano
foraggio grezzo, sono considerati dalla legislazione sull’agricoltura animali
da reddito (cfr. art. 27 cpv. 2 OTerm). Tuttavia, nell’ottica del diritto pianificatorio,
non tutti i cavalli sono considerati tali, in quanto la valutazione si fonda
essenzialmente sull’uso che viene fatto di tali animali.

4.3. Nell’ambito dell’attività di un’azienda
agricola, sono immaginabili diverse forme di tenuta di cavalli. L’allevamento
agricolo di cavalli, che comprende la riproduzione e l’allevamento, la tenuta
di cavalli quali animali da lavoro agricoli o per la produzione di carne o di
latte e la pensione per cavalli dietro compenso – che si limita alla custodia,
al foraggiamento e alla conduzione all’aperto di cavalli ospiti di un’azienda
agricola – risultano essenzialmente conformi alla zona agricola se l’azienda
produce in modo dipendente dal suolo, vale a dire se dispone di una sufficiente
base foraggiera propria e gli animali da reddito non vengono prevalentemente
nutriti con foraggio acquistato da terzi (DTF 117 Ib 270, consid. 3c; STA del
19 dicembre 1995 pubblicata in RDAT II-1996, n. 32, consid. 3.2.). Le ulteriori
attività legate al cavallo, quali gite in carrozza, gite a sella, noleggio di cavalli
propri per l’equitazione, sono delle attività prettamente commerciali che non
sono conformi alla destinazione della zona agricola. L’edificazione in vista
dello svolgimento di queste attività può essere concessa solo eccezionalmente,
nei casi di aziende accessorie non agricole, in virtù degli art. 24 b LPT e 40
OPT.

 

4.4. La tenuta di cavalli in zona agricola
ma al di fuori di un'attività agricola vera e propria, segnatamente a scopo
commerciale (aziende ippiche quali centri equestri, maneggi, scuole di equitazione)
non è conforme alla destinazione della zona, così come la tenuta di cavalli per
svago all’interno della zona agricola. In quest’ultimo caso l’art. 34 cpv. 5
OPT prevede espressamente che gli edifici e gli impianti per l’agricoltura
esercitata a titolo ricreativo non sono considerati conformi alla zona agricola.

 

4.5. Nella
fattispecie in esame, la Sezione dell’agricoltura, in data 4 maggio 2001,
valutando tutte le circostanze concrete – segnatamente l’attività professionale
del resistente, i prati adibiti a coltivazione e a pascoli, i cavalli e i
macchinari di cui è composta l’azienda, la collaborazione all’attività da parte
di una terza persona –  ha riconosciuto l’unità di produzione di __________
alla stregua di un'azienda ai sensi dell’art. 6 OTerm. Dal 2001, ovvero da
quando l’attività agricola è stata separata da quella dei fratelli, il titolare
dell’azienda ha percepito pagamenti diretti, nella misura di fr. 19'626 per il
2001 e di fr. 20'968 nel 2002, anno in cui ha pure venduto tre puledri, per un
ricavo complessivo di fr. 2'700.--. In relazione a quest’ultimo dato, poco
importa che i puledri fossero destinati alla macellazione o meno. Determinante
ai fini della valutazione complessiva della situazione concreta è il fatto che
l’azienda percepisca un reddito che può essere collegato alla coltivazione del
suolo, in quanto gli animali fonte di tale reddito vengono nutriti con foraggio
proprio. È dunque significativa, a tal proposito, la superficie utile agricola
(SAU) a cui fa capo l’azienda, di 764,3 are nel 2001, aumentata a 804 are nel
2002, ciò che oltretutto dimostra la chiara volontà del resistente di estendere
la sua attività, inglobando nell'azienda ulteriori superfici. All’età di 30
anni __________ ha verosimilmente scelto di svolgere la sua attività lavorativa
principale (lattoniere montatore di installazioni sanitarie e riscaldamenti)
nella misura dell’80% per potersi dedicare, per il tempo restante, all’attività
agricola. Quest’ultima non può dunque essere considerata svolta a titolo di
hobby, ma rappresenta un vero e proprio lavoro accessorio, con un reddito
accessorio non trascurabile. Non può far giungere ad altra conclusione il fatto
che il resistente, assieme alla sua collaboratrice, abbia organizzato un
concorso nazionale di cavalli e carrozze a __________.

Di conseguenza
la costruzione della sosta per i cavalli e il letamaio sono conformi alla
destinazione della zona agricola. Sotto questo aspetto, la decisione
dell’Esecutivo cantonale regge alle critiche dei ricorrenti.

 

 

5.5.1. Il Consiglio di Stato, esaminando le censure dei ricorrenti in
relazione alle ripercussioni importanti che il progetto in esame causerebbe
alle zone circostanti, in particolare dal punto di vista dell’inquinamento
atmosferico, sostiene che il Dipartimento del territorio ha calcolato nei
minimi dettagli l’incidenza dell’insedia-mento sul vicinato in applicazione
della legislazione ambientale. Di conseguenza, in mancanza di esplicite censure
o contestazioni con produzione di calcoli concreti da parte dei ricorrenti, non
si è distanziato dall’esame dipartimentale. 

 

5.2. La sosta per cavalli e il letamaio in
esame costituiscono degli impianti ai sensi degli art. 7 cpv. 7 LPAmb e 2 cpv.
1 lett. a OIAt, più precisamente impianti stazionari nuovi e dunque interamente
assoggettati all'ossequio della limitazione delle emissioni fissate da tale
legislazione (art. 11-14 LPAmb; art. 3-6 OIAt). Come rettamente accennato dal
Consiglio di Stato, che cita una decisione dell’Alta corte federale in un caso
relativo alla problematica delle emissioni di odori di una stalla con annesso
un letamaio (cfr. DTF del 3 ottobre 2001 in re A. e llcc/H., consid. 4/a),
l’esame della compatibilità ambientale di un impianto per l’allevamento
tradizionale dev’essere fatto sulla scorta delle raccomandazioni della Stazione
federale di ricerca d’economia aziendale e di genio rurale, con sede a
__________, cui rinvia la cifra 512 dell’allegato 2 all’OIAt, in particolare,
nel caso concreto, sulla base del rapporto FAT n. 476 relativo alle distanze
minime che gli impianti destinati all’allevamento animale devono rispettare
dalle zone abitate. A questo proposito, la Sezione protezione dell’aria,
dell’acqua e del suolo (SPAA), in sede di rilascio della licenza edilizia (art.
3 cpv. 1 LE, 2 cpv. 1 RLE ed allegato 1 al RLE), ha osservato che la distanza
minima dalle costruzioni esistenti è rispettata. L’autorità competente ha
pertanto provveduto alla necessarie verifiche. La decisione impugnata, anche
sotto questo aspetto, non presta dunque il fianco a critiche. 

 

5.3. A titolo di completezza – e con lo
scopo di appurare l’effettiva sussistenza della potestà ricorsuale dei
ricorrenti – questo Tribunale, fondandosi sul citato rapporto FAT n. 476, ha
calcolato che nel caso di specie la distanza di rispetto dalla zona residenziale
è di 20 m. Innanzitutto è da osservare che l’emissione di odori (GB) per una
stalla prevista per 9 UBG, anche senza riduzione alcuna prevista dalla tabella
1 del rapporto, è di 1,35 GB (9 x 0,15). Con questo risultato, il metodo di
calcolo indicato dal rapporto non trova ulteriore applicazione e la distanza
minima valida per 4 GB è generalmente da rispettare anche nei casi di emissioni
di odori più deboli, per il quali l’autorità è tuttavia libera di accordare una
riduzione. La distanza minima normalizzata (N) ottenuta applicando la formula
43 x ln(GB) – 40, è di 20 m, ritenuto che i fattori di correzione (fk) previsti
dalla tabella 3 del rapporto non hanno alcuna influenza nel caso di specie. Per
la ragioni appena esposte questa distanza di 20 m è dunque valida anche
nell'evenienza concreta, dato che l'allevamento in discussione presenta
un'emissione di odori inferiore al minimo preso in considerazione dalle norme
FAT 476. Da ultimo va rilevato che un’azienda che dispone di 26 UBG provoca
un’emissione di odori di 4 GB, per cui le conclusioni presentate quo alla
distanza da osservare non muterebbero nemmeno se i cavalli diventassero 20 come
paventato dai ricorrenti.

Così stando le cose, i fondi n. 817, 1318,
1718, 1490 RF, appartenenti alla maggior parte dei ricorrenti, non sono toccati
dagli odori, essendo situati in ogni caso a più di 20 metri dal punto di
misurazione della distanza minima (ovvero dal centro della stalla). Ne consegue
che __________, __________ e la CE __________, __________ e __________, non
erano nemmeno legittimati a ricorrere contro la licenza edilizia in esame, non
essendo toccati più di altri dall'inquinamento atmosferico provocato
dall'impianto. Unicamente un angolo della part. n. __________ RF si trova ad
una distanza inferiore ai 20 m stabiliti. In questo frangente l’autorità competente
ha verosimilmente fatto uso della possibilità di accordare una riduzione sul distacco
minimo in considerazione del fatto che lo stesso è stato calcolato per una
emissione di odori nettamente superiore a quella effettivamente presente. 

 

 

6.6.1. I ricorrenti invocano da ultimo l’interesse generale alla protezione
delle sorgenti del comprensorio del __________, che verrebbe compromesso dalla
realizzazione dell’opera in questione, siccome i fondi dedotti in edificazione
sono inseriti nella zona di protezione S. In particolare, adducendo la
necessità di tener conto delle prevedibili situazioni derivanti dal normale
esercizio della costruzione, sostengono che il pascolo libero di una ventina di
cavalli in tale zona sarebbe dannoso per le acque sottostanti.

 

6.2. Va anzitutto detto che l’utilizzo di
terreni siti in zona agricola come pascoli esula dalla procedura di concessione
della licenza edilizia. Pertanto, nella fattispecie in esame, va valutato
esclusivamente se le costruzioni dedotte in edificazione (sosta e letamaio)
sono ammissibili nella zona di protezione in cui si trovano i fondi. 

 

6.3. Il compito di delimitare le zone e le
aree di protezione delle acque sotterranee è affidato ai Cantoni dagli art. 20
e 21 della legge federale sulla protezione delle acque (LPAc), entrata in vigore
il 1. novembre 1992. La relativa ordinanza (OPAc), in vigore dal 1. gennaio
1999, illustra le diverse zone di protezione che i Cantoni sono chiamati a
designare. In particolare, dopo aver descritto i settori di protezione delle
acque particolarmente minacciati (settori di protezione Au, Ao, Zu, Zo), all’allegato 4
cifra 12 sono regolate nel dettaglio le zone di protezione delle acque sotterranee,
che si suddividono in zona di captazione (S1), zona di protezione adiacente
(S2) e zona di protezione distante (S3). Le stesse sostituiscono le zone di
protezione attorno alle prese d’acqua sotterranee e sorgive previste dall’art.
14 vOliq (art. 25 Oliq). 

Proprio sulla base, tra l’altro, della
vecchia Ordinanza contro l’inquinamento delle acque con liquidi nocivi (vOliq)
e della previgente legge contro l’inquinamento delle acque (LIA), il legislativo
cantonale ha adottato la legge di applicazione della legge federale contro
l’inquinamento delle acque (LALIA), in vigore dal 1. ottobre 1975, che non è
ancora stata aggiornata alle vigenti normative federali. Secondo tale legge
cantonale, il piano dei settori allestito dal Dipartimento indica, a titolo
provvisorio, il settore S, comprendente le zone e le aree di protezione delle
acque sotterranee (art. 29 LALIA), nel quale può essere negato ogni permesso di
costruzione (art. 33 cpv. 2 LALIA).

 

6.3. I sedimi dedotti in edificazione si
trovano al momento all’estremità della zona S. Secondo la nuova carta di
protezione delle acque di __________ __________ __________, elaborata
dall’Istituto Scienze della Terra (IST) in funzione dei criteri sanciti dalla LPAc
e dall’OPAc, il fondo viene a trovarsi in zona S2 speciale (carsismo). Questa
zona non è tuttavia contemplata né dalla legislazione federale, né dalle nuove
direttive federali (provvisorie) per la protezione delle acque, tant’è che il
Consiglio di Stato, nella decisione di approvazione della nuova carta di
protezione delle acque ha disposto la modifica di quest’ultima zona, in quanto
non conforme alle attuali disposizioni legali. Di conseguenza, i nuovi piani
non appaiono applicabili laddove prevedono la zona S2 speciale (carsismo) e lo
statuto loro applicabile è, a mente di questo Tribunale, ancora quello vecchio,
segnatamente il regolamento delle zone di protezione del __________ del giugno
1992, che si rifà alle previgenti LIA e Oliq. Questo regolamento –  che
suddivide la zona di protezione S in due distinte zone, quella ravvicinata e
quella lontana – autorizza la costruzione di fosse per colaticcio,
canalizzazioni interrate per il colaticcio, prese per il colaticcio e depositi
di letame presso la stalla (a fondo stagno) nella zona di protezione lontana
(n. 2, lett. E), di cui fanno parte i sedimi del resistente. Le costruzioni,
con o senza acque di rifiuto, nelle quali non vengono prodotte, utilizzate,
travasate, trasportate o depositate sostanze nocive alle acque sotterranee –
come è il caso della sosta per cavalli in esame – non sono invece, di
principio, ammesse. Il regolamento prevede tuttavia la possibilità per il
servizio cantonale di protezione delle acque di rilasciare, in via eccezionale,
il permesso di costruzione per un edificio (n. 4, nota 1 e b)

Ora, dagli atti non risulta la presenza di
un’autorizzazione eccezionale ai sensi del citato regolamento per la
costruzione della sosta litigiosa. Nel preavviso dipartimentale, la SPAA e
l’Ufficio protezione e depurazione acque non fanno alcun riferimento alla
problematica dell’ammissibilità della sosta. Il loro esame si limita alla
legittimità del deposito su terreno naturale di letame o sostanze fertilizzanti
simili, della costruzione del letamaio nonchè dell’attività agricola nelle zone
di protezione S.. Non avendo esperito alcuna verifica della compatibilità della
sosta con il regolamento delle zone di protezione delle sorgenti del
__________, dalla quale si sarebbe potuta intravedere un’autorizzazione eccezionale,
l’intervento progettato non può dunque essere ammesso. La risoluzione
governativa impugnata deve pertanto essere annullata, insieme alla licenza
edilizia, e gli atti ritornati al Dipartimento del territorio affichè, dopo
aver eseguito i necessari accertamenti, emetta un nuovo avviso e conceda, se
del caso, l’autorizzazione eccezionale per la costruzione della sosta in questione.

 

 

7.Sulla scorta di quanto precede, i ricorsi di __________ __________,
__________ __________ -__________ e della __________, __________ e __________
vanno respinti per carenza di legittimazione attiva. Il ricorso di __________ e
__________, quali membri della __________ proprietaria della part. n.
__________, va invece accolto. 

La tassa di giustizia e le spese seguono la
soccombenza (art. 28 PAmm). Il resistente dovrà inoltre versare alla __________
e __________ un congruo importo a titolo di ripetibili (art. 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 16, 16a, 22 LPT; 34 cpv. 4 lett. c,
cpv. 5 OPT; 6, 27 cpv. 2 Oterm; 7 cpv. 7, 11-14 LPAmb; 2 cpv. 1 lett. a, 3-6 OIAt;
allegato 2 all’OIAt, cifra 512; 20, 21 LPAc; allegato 4 all’OPAc, cifra 12; 14 vOliq;
25 Oliq; 8, 21 LE; 29, 33 cpv. 2 LALCIA; 3, 18, 28, 31, 43, 46, 60, 61 PAmm; il
Regolamento delle zone di protezione delle sorgenti del Monte Generoso;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

1.Il ricorso di __________ __________, __________ __________
-__________ e della __________, __________ e __________ __________ è respinto.

 

2.Il ricorso della CE __________ e __________ __________ è accolto.

§.     Di
conseguenza sono annullate:

a)la risoluzione 1. luglio 2003 (no. 2968) del Consiglio di Stato;

b)la licenza edilizia 15 luglio 2002 rilasciata a __________
__________ per l’edificazione di una sosta per cavalli e di un letamaio;

 

§§.   Gli
atti sono retrocessi al Dipartimento del territorio affinchè proceda ai sensi
dei considerandi.

 

 

3.La tassa di giustizia e le spese, di complessivi fr. 1'000.—sono
poste, in solido, a carico di __________ __________, __________ __________
-__________ e della __________, __________ e __________ __________ nella misura
di ¾ e a carico di __________ per il resto. Quest’ultimo rifonderà alla
__________ e ______________________________ fr. 300.—a titolo di ripetibili.

 

 

4.Contro la presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto
pubblico federale, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale
federale, __________, nel termine di 30 giorni dall’intimazione.

 

	
   

                                      5.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria