# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1995c458-850e-5f33-9c95-57d9e6458f85
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-05-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.05.2000 52.1999.236
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1999-236_2000-05-02.html

## Full Text

Incarto n.

  52.1999.00236

   

  	
  Lugano

  2 maggio 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 14 settembre 1999 della

 

 

	
   

  	
  __________,

  patr. da: avv. __________,

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 25 agosto 1999 del Consiglio di Stato
  (n. 3328) che annulla la licenza edilizia 3 marzo 1999 rilasciatale dal
  municipio di __________ per lo spostamento di tre pompe di benzina;

  

 

 

viste le risposte:

-    24 settembre 1999 del
municipio di __________;

-    29 settembre 1999 del
Consiglio di Stato;

-      1. ottobre 1999 della
__________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 29
settembre 1993 il municipio di __________ ha rilasciato ai proprietari delle
part. n. __________, __________, __________ e __________ RF il permesso di
costruire un complesso immobiliare ad uso residenziale e commerciale. L'intervento,
concepito secondo criteri unitari, è stato posto al beneficio delle facilitazioni
previste dall'art. 15 NAPR di __________ per piani di quartiere. La costruzione
prevista sulle part. n. __________, __________ è stata realizzata. La part. n.
__________ RF, attualmente occupata da un'autorimessa con stazione di benzina,
di cui la ricorrente è locataria, non è invece ancora stata oggetto di
interventi edilizi. In particolare, non è ancora stato realizzato il
distributore di benzina che il municipio ha autorizzato con licenza in variante
del 5 novembre 1996 in sostituzione di quello esistente.

 

 

                                  B.   Il 13
novembre 1998 la __________ ha chiesto al municipio di __________ il permesso
di modificare l'ubicazione delle tre pompe di benzina autorizzate con la variante
di cui si è appena detto, spostandole di circa 5 m oltre l'accesso al fondo di
cui è locataria. Alla domanda si è opposta la __________, proprietaria delle
PPP __________ (autosilo) e __________ (centro commerciale), esistenti sul
fondo contermine, contestando la sufficienza della documentazione prodotta ed
eccependo la mancanza del consenso degli altri proprietari interessati alla
realizzazione del piano di quartiere.

Raccolto il preavviso dell'autorità
cantonale, il 3 marzo 1999 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta,
respingendo le opposizioni.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 25 agosto 1999 il Consiglio di Stato ha annullato il provvedimento, accogliendo
il ricorso contro di esso inoltrato dall'opponente.

Il Governo ha anzitutto ritenuto che il
permesso dovesse essere annullato già per l'insufficienza della documentazione
annessa alla domanda di costruzione. L'intervento in contestazione non avrebbe
comunque potuto essere autorizzato anche perché comporterebbe una modifica del
piano di quartiere inizialmente approvato che richiede il consenso di tutti i
proprietari coinvolti nella sua realizzazione.

 

 

                                  D.   Contro il
predetto giudizio governativo la soccombente si aggrava davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendo il ripristino della licenza annullata.

L'insorgente rileva anzitutto che
l'intervento riguarda soltanto lo spostamento di un impianto già autorizzato
con licenza in variante del 5 novembre 1996. La documentazione non sarebbe
quindi carente. Contesta poi recisamente che per apportare una piccola modifica
al progetto inizialmente approvato occorra il consenso di tutti i proprietari
interessati al piano di quartiere. Una simile esigenza, obietta, sarebbe
contraria al principio di proporzionalità. Sostituendosi senza necessità
all'autorità comunale nell'esercizio del potere discrezionale che il piano di
quartiere riserva al municipio, il Consiglio di Stato sarebbe peraltro incorso
in un abuso di potere.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato e la resistente __________ senza
formulare particolari osservazioni.

Il municipio di __________ condivide invece
l'impugnativa.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La legittimazione
attiva dell'insorgente è certa. Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in
ordine (art. 18 PAmm).

Il giudizio può essere reso sulla base degli
atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1.
Giusta l'art. 11 RLE, i progetti devono fornire tutte le indicazioni atte a
rendere chiaramente comprensibile la natura e l'estensione delle opere oggetto
della domanda di costruzione.

La norma mira ad assicurare all'autorità la
possibilità di operare una verifica approfondita della conformità
dell'intervento con il diritto materialmente applicabile. È inoltre destinata a
permettere ad eventuali opponenti di esercitare compiutamente i loro diritti di
difesa.

 

2.2. Nel caso concreto, la ricorrente ha
chiesto al municipio il permesso di modificare l'ubicazione del distributore di
benzina che era stato approvato con licenza del 5 novembre 1996. La domanda di
variante era corredata da una planimetria che indicava chiaramente la nuova
ubicazione delle pompe. Il municipio ha autorizzato la variante, ritenendo
sufficiente la documentazione presentata. Il Consiglio di Stato l'ha invece
ritenuta incompleta. 

A torto, poiché gli atti annessi alla
domanda di variante rendevano chiaramente comprensibile la natura e
l'estensione della modifica prevista. Essi illustravano in modo chiaro ed
esaustivo che la variante si riduceva ad un modico spostamento dell'ubicazione
delle pompe di benzina, che il municipio aveva autorizzato nel 1996 all'entrata
dell'area antistante lo stabile di cui la ricorrente è locataria. La
planimetria allegata chiariva senza possibilità d'equivoco, che la struttura
del distributore rimaneva inalterata, continuando ad essere costituito da tre
colonne di erogazione del carburante, collocate su un isolotto identico per
dimensioni a quello previsto in precedenza. Ben poteva, in tali circostanze, il
municipio fondare la propria decisione sugli atti presentati dalla ricorrente,
integrati la documentazione annessa alla precedente licenza. 

Su questo punto, il ricorso va quindi
accolto.

 

 

                                   3.   3.1. Il
piano di quartiere è un progetto planovolumetrico per un insieme di edifici inteso
a favorire la promozione urbanistica quando sussiste un interesse generale derivante
dalla realizzazione degli obbiettivi urbanistici qualitativi fissati dal piano
regolatore (art. 56 cpv. 1 LALPT). Esso si compone di una relazione tecnica, di
tutte le rappresentazioni grafiche indispensabili per mostrarne i contenuti
urbanistici, architettonici e funzionali e, di regola, di un modello plastico
(art. 19 RLALPT). Analogamente, l'art. 15 NAPR di __________ definisce il piano
di quartiere come un progetto unitario per l'utilizzazione edilizia di singoli
comparti della zona edificabile del comune con lo scopo di promuovere
insediamenti architettonicamente armoniosi e funzionalmente ben organizzati.

Il piano di quartiere si configura in
sostanza come un'assicurazione di massima, mediante la quale viene definito in
modo vincolante il quadro degli interventi ammissibili all'interno di un determinato
comprensorio territoriale (Scolari, Commento, II. ed., ad art. 56 LALPT, N.
418). Esso è autorizzato secondo la procedura di rilascio del permesso di
costruzione (art. 56 cpv. 3 LALPT). Di principio, il permesso di piano di
quartiere non autorizza direttamente l'edificazione delle opere che contempla.
Non diversamente da una licenza preliminare, siffatto permesso si limita ad
accertare che nessun impedimento di diritto pubblico si oppone al rilascio di
ulteriori licenze per l'attuazione degli interventi previsti dal piano a
livello di semplice progetto planovolumetrico.

La promozione di un piano quartiere esige in
linea di massima l'accordo di tutti i proprietari interessati. L'attuazione
delle singole componenti del piano è invece lasciata all'iniziativa dei promotori,
che a livello di elaborazione delle successive domande di costruzione sono
liberi di definirne l'ulteriore contenuto nei limiti prestabiliti dal piano
approvato. Elaborazioni delle singole componenti che travalicano questi limiti
devono pertanto essere precedute da un adeguamento del piano di quartiere. 

 

3.2. Spesso l'approvazione del piano di
quartiere si sovrappone a quella delle sue singole componenti. Anziché
limitarsi ad un'indicazione planovolumetrica degli interventi previsti, il
progetto inoltrato definisce anche le singole componenti del piano di
quartiere, in modo da permettere ai promotori di passare immediatamente alla
loro attuazione. Le due fasi in cui dovrebbe articolarsi la procedura di
rilascio delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione di un piano di
quartiere si confondono in modo inscindibile. Ai promotori è rilasciato un
unico permesso, che autorizza tanto il piano di quartiere, quanto le sue
singole componenti. In questi casi risulta estremamente arduo, per non dire
impossibile, stabilire in che misura il permesso abbia valore di autorizzazione
di piano di quartiere ed in che misura configuri invece una licenza edilizia
volta ad autorizzare la realizzazione delle sue singole componenti. 

La distinzione tra questi due aspetti assume
una certa rilevanza in ordine alla questione relativa alla necessità del
consenso di tutti i proprietari coinvolti dal piano qualora uno di loro intenda
apportare modifiche al progetto inizialmente approvato. La soluzione va
ricercata caso per caso, tenendo presente la particolare natura del piano di
quartiere. In quest'ottica, il consenso di tutti i proprietari può apparire necessario
quando la modifica proposta travalica l'ambito ristretto della singola componente
per ripercuotersi sulle altre, alterando in misura percettibile l'impostazione
del piano stesso e pregiudicando gli interessi degli altri proprietari a veder
realizzato il progetto di cui si erano fatti promotori. Va comunque tenuto
presente che il permesso di piano di quartiere persegue unicamente finalità
urbanistiche e non è destinato a tutelare gli accordi stipulati tra i suoi
promotori in vista della sua attuazione. Se la modifica proposta risponde ai
requisiti posti dall'ordinamento pianificatorio al piano di quartiere senza menomare
i diritti degli altri proprietari, non v'è pertanto motivo per esigere che sia
approvata anche da quest'ultimi. Il diritto edilizio si limita in linea di
massima a considerare gli aspetti oggettivi di un intervento edilizio, prescindendo
dai sottostanti rapporti di proprietà. Analogamente alla licenza edilizia,
anche il permesso di piano di quartiere si pronuncia unicamente sulla
conformità dell'intervento con il diritto edilizio e pianificatorio
materialmente applicabile. Ben si può di conseguenza ritenere che il singolo
proprietario che partecipa alla realizzazione di un piano di quartiere rimanga
sostanzialmente libero di disporre del suo fondo nella misura in cui le sue
scelte operative non interferiscono con il diritto degli altri proprietari
all'attuazione del piano.

 

 

                                   4.   Con la
licenza qui in esame il municipio di __________ ha autorizzato la ricorrente a
modificare l'ubicazione delle colonne di erogazione della benzina previste sul
suo fondo dalla variante approvata nel 1996, spostandole di circa 5 m ed
orientandole diversamente, in modo da lasciar libero l'accesso veicolare
all'area antistante lo stabile in cui ha sede l'autofficina. Il Consiglio di
Stato ha annullato il provvedimento, ritenendo che la modifica avesse
"valenza pianificatoria" e richiedesse pertanto il consenso degli
altri proprietari.

La tesi non può essere condivisa, poiché la
variante in contestazione lascia sostanzialmente immutato il piano di quartiere
approvato nel 1993. Contrariamente a quanto assume la precedente istanza, la
modifica non incide in misura apprezzabile né sull'impostazione generale di
tale piano, né sugli interessi degli altri proprietari a veder realizzato il
progetto approvato a suo tempo. Da questo profilo, lo spostamento previsto è
del tutto irrilevante. Nemmeno la resistente rende invero plausibile una
qualsiasi menomazione dei suoi diritti. La modifica in contestazione è d'altro
canto conforme alle norme del diritto edilizio ed ambientale materialmente
applicabili. Nulla obietta peraltro la resistente al riguardo. Ne discende che
la licenza poteva senz'altro essere accordata prescindendo dal suo consenso.

Anche da questo il profilo, il ricorso
appare quindi fondato.

 

 

                                   5.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, l'impugnativa va pertanto accolta,
annullando il giudizio governativo censurato e ripristinando la licenza in variante
rilasciata dal municipio alla ricorrente per lo spostamento delle tre pompe di
benzina.

La tassa di giustizia e le ripetibili
seguono la soccombenza.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 16, 21 LE; 56 LALPT; 15 NAPR di
__________; 3, 18, 28, 31, 60, 61, 65 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

§.  Di conseguenza:

                                              1.1.   la
decisione 25 agosto 1999 del Consiglio di Stato

                                                        (n.
3328) è annullata.

                                              1.2.   la
licenza edilizia 3 marzo 1999 rilasciata dal municipio

                                                        di
__________ alla __________ è confermata.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 800.-- è a carico della resistente, che rifonderà fr. 1'200.--
alla ricorrente a titolo di ripetibili di entrambe le istanze.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario