# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6e27bd1c-c062-54ca-846e-02e8aae244d8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-11-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.11.2022 F-4811/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-4811-2022_2022-11-10.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-4811/2022 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 0  n o v e m b r e  2 0 2 2    

Composizione 

 
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Markus König;  

cancelliere Dario Quirici. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

CFA Chiasso,  

Via Milano 23,6830 Chiasso,   

Mauritania, 

rappresentata da SOS Ticino - Caritas Svizzera, 

Via 1° Agosto, casella postale 1328,  

6830 Chiasso,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione SEM,  

Quellenweg 6,  

3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione della SEM 

del 13 ottobre 2022 / N ... 

F-4811/2022 

Pagina 2 

Visto che: 

il 18 settembre 2022, la ricorrente, cittadina della Repubblica islamica di 

Mauritania (RIM) nata il … 1999, nubile, titolare di una carta d’identità e di 

un passaporto della RIM in corso di validità, quest’ultimo munito di un visto 

Schengen spagnolo valevole dal 5 settembre al 19 ottobre 2022, è giunta 

in Spagna in aereo, si è quindi trasferita in Francia pure in aereo, da dove 

ha raggiunto la Svizzera in autobus, depositando una domanda d’asilo il 

23 settembre 2022, 

il 13 ottobre 2022, una volta istruito il caso e concluso che la Spagna fosse 

competente in materia, la SEM non è entrata nel merito della domanda 

d’asilo (cfr. l'art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull’asilo [LAsi, RS 142.31]), 

pronunciando il trasferimento della ricorrente in Spagna,  

il 14 ottobre 2022, la ricorrente, rappresentata da SOS Ticino – Caritas 

Svizzera, ha ricevuto la decisione della SEM, 

il 21 ottobre 2022, tramite il suo rappresentante, la ricorrente ha adito il 

Tribunale amministrativo federale (TAF), chiedendo, previa esenzione dal 

versamento delle spese processuali e del corrispondente anticipo, che 

l’esecuzione della decisione sia sospesa in via supercautelare e che sia 

concesso l’effetto sospensivo al ricorso; sul piano sostanziale, facendo 

valere, tra l’altro, “la sussistenza di indizi del reato di tratta di esseri umani”, 

la ricorrente chiede che la decisione impugnata sia annullata e la causa 

rinviata alla SEM per completare l’istruttoria, in particolare per eseguire una 

“audizione TEU (Tratta degli Esseri Umani)”, ed emanare una nuova 

decisione oppure, in via subordinata, che la competenza della Svizzera sia 

constatata e la domanda d’asilo esaminata,  

il 24 ottobre 2022, questo Tribunale ha ottenuto l’incarto della SEM e 

ordinato la sospensione provvisoria dell’esecuzione dell’allontanamento 

della ricorrente, 

il 2 novembre 2022, la ricorrente ha trasmesso a questo Tribunale, con uno 

scritto accompagnatorio, un rapporto “MayDay” (Antenna di SOS Ticino: 

http://www.sos-ti.ch/mayday.html) del 25 ottobre 2022, nonché un rapporto 

relativo ad una visita ginecologica del 27 ottobre 2022,  

gli ulteriori fatti rilevanti per il trattamento del ricorso saranno esposti in 

prosieguo,  

 

F-4811/2022 

Pagina 3 

e considerato che: 

le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla legge sul Tribunale 

amministrativo federale (LTAF, RS 173.110) e dalla legge sul Tribunale 

federale (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 

LAsi),  

presentato tempestivamente contro una decisione in materia d’asilo della 

SEM (artt. 6, 105 e 108 cpv. 3 LAsi nonché gli artt. 31 a 33 LTAF), il ricorso 

è ammissibile (artt. 5, 48 cpv. 1 e 52 PA); 

i ricorsi manifestamente infondati, come in concreto per i motivi esposti di 

seguito, sono decisi in procedura semplificata dal giudice unico, con 

l'approvazione di un secondo giudice, e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (artt. 111 lett. e nonché 111a LAsi),  

la SEM non entra nel merito di una domanda d’asilo, di norma, se il 

richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo a cui compete, in virtù 

di un trattato internazionale, l'esecuzione della procedura d’asilo e 

dell’allontanamento (art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi), 

in questo senso, la SEM esamina la competenza relativa al trattamento di 

una domanda d’asilo secondo il regolamento (UE) n. 604/2013 del 

Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 (Regolamento 

Dublino/RD III), che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale dell'Unione 

europea [GU] L 180/31 del 29.6.2013),  

se, in base a questa analisi, è individuato un altro Stato responsabile per 

l'esame della domanda d’asilo, la SEM pronuncia la non entrata nel merito 

previa accettazione, espressa o tacita, di presa o ripresa in carico del 

richiedente l'asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 

consid. 6.2), 

l'art. 3 par. 1 RD III prevede che la domanda di protezione internazionale è 

esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai 

criteri enunciati al capo III (artt. 7 a 15 RD III), 

F-4811/2022 

Pagina 4 

la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base della 

situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato la 

domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 RD III), 

nel caso di una procedura di presa in carico (inglese: take charge), ogni 

criterio per la determinazione dello Stato membro competente, enumerato 

al capo III, è applicabile solo se, nella gerarchia dei criteri elencati all'art. 7 

par. 1 RD III, quello precedente previsto dal RD III non trova applicazione 

nella fattispecie (principio della gerarchia dei criteri),  

nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), non 

viene invece effettuato, in linea di massima, un nuovo esame relativo alla 

determinazione dello Stato membro competente secondo il capo III (cfr. 

DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1),  

se il richiedente è titolare di un visto in corso di validità, lo Stato membro 

competente per l’esame della domanda di protezione internazionale è 

quello che ha rilasciato il visto, a meno che il visto non sia stato rilasciato 

per conto di un altro Stato membro nel quadro di un accordo di 

rappresentanza ai sensi dell’art. 8 del regolamento (CE) n. 810/2009 del 

Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un 

codice comunitario dei visti; in tal caso, l’esame della domanda di 

protezione internazionale compete allo Stato membro rappresentato (art. 

12 par. 2 RD III),  

ciascuno Stato membro può decidere, in deroga all’art. 3 par. 1 RD III, di 

esaminare una domanda di protezione internazionale presentata da un 

cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli 

compete (“clausola di sovranità” – art. 17 par. 1 RD III), 

in concreto, dall’incarto risulta, da un lato, che la ricorrente ha ottenuto un 

visto Schengen, valido dal 5 settembre al 19 ottobre 2022, dalla Spagna, 

e, dall’altro lato, che è entrata nello spazio Schengen il 18 settembre 2022, 

facendo scalo all’aeroporto di … (cfr. incarto SEM, doc. 5/5),   

il 29 settembre 2022, in conformità all’art. 12 par. 2 RD III, la SEM ha 

inoltrato una domanda di presa in carico della ricorrente alle autorità 

competenti spagnole, che ne hanno accusato ricevimento lo stesso giorno 

(cfr. incarto SEM, doc. 12/7, 13/1 e 14/1),   

il 10 ottobre 2022, le autorità spagnole hanno espressamente accettato il 

trasferimento della ricorrente verso la Spagna (cfr. incarto SEM, doc. 17/2),  

F-4811/2022 

Pagina 5 

di conseguenza, la competenza della Spagna ad evadere la domanda di 

protezione internazionale della ricorrente è accertata;  

in relazione al trasferimento della ricorrente verso la Spagna, si tratta ora 

di esaminare se possono esserci fondati motivi di credere che esistano, in 

questo paese, carenze sistemiche nella procedura d’asilo e nelle 

condizioni di accoglienza dei richiedenti l’asilo, implicanti il rischio di un 

trattamento inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta dei diritti 

fondamentali dell’Unione europea/CartaUE (art. 3 par. 2 2a frase RD III),  

a questo proposito è opportuno ricordare che la Spagna è vincolata dalla 

CartaUE, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU, RS 

0.101), dalla Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 

crudeli, inumani o degradanti (Conv. contro la tortura, RS 0.105), come 

pure dalla Convenzione sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 

0.142.30) con il relativo Protocollo aggiuntivo (RS 0.142.301), e che ne 

applica le disposizioni; ciò vale anche per la Convenzione sulla lotta contro 

la tratta di esseri umani del 16 maggio 2005 (Conv. contro la tratta, RS 

0.311.543), in vigore per la Spagna dal 1° agosto 2009 

(https://www.boe.es/buscar/doc.php?id=BOE-A-2009-14405), 

pertanto, si deve presumere che la Spagna rispetti la sicurezza dei 

richiedenti l'asilo, in particolare il diritto alla trattazione delle loro domande 

secondo una procedura giusta ed equa, che garantisce una protezione 

conforme al diritto internazionale ed europeo (cfr. la direttiva 2013/32/UE 

del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante 

procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di 

protezione internazionale [direttiva procedura], nonché la direttiva 

2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione 

internazionale [direttiva accoglienza]; cfr. anche la sentenza TAF F-

3914/2022 del 22 settembre 2022 consid. 5); così, la Spagna è tenuta, tra 

l’altro, a provvedere affinché i richiedenti l’asilo ricevano la necessaria 

assistenza sanitaria che comprende quanto meno le prestazioni di pronto 

soccorso e il trattamento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali 

(art. 19 par. 1 direttiva accoglienza),    

nondimeno, questa presunzione non è irrefragabile e non va d’ufficio 

ammessa se, nello Stato del trasferimento, è prassi comune violare 

sistematicamente le norme minime dell’Unione europea, o se vi sono seri 

indizi che, nel caso concreto, le autorità dello Stato in questione non 

F-4811/2022 

Pagina 6 

rispetterebbero il diritto internazionale (cfr. le DTAF 2011/19 consid. 6 e 

2010/45 consid. 7.4 e 7.5),   

secondo la giurisprudenza Corte europea dei diritti dell’uomo (CorteEDU), 

il trasferimento forzato di una persona con problemi di salute può 

contravvenire all'art. 3 CEDU, dal contenuto identico all’art. 4 CartaUE, se 

esistono seri motivi di credere che la medesima, in assenza di trattamenti 

medici adeguati nello Stato di destinazione, in concreto la Spagna, sarà 

confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile 

peggioramento delle sue condizioni di salute, comportante delle intense 

sofferenze o una riduzione importante della speranza di vita (cfr. la 

sentenza CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, n. 

41738/10, §§ 180 a 193; cfr. anche, a questo proposito, la sentenza di 

principio TAF D-4235/2021 del 19 aprile 2022 con gli innumerevoli 

riferimenti),     

in concreto, per opporsi al suo trasferimento in Spagna, la ricorrente 

sostiene che “la sua famiglia è una famiglia di schiavi, e le persone che 

possedevano la sua famiglia volevano farla sposare con un signore ma lei 

ha rifiutato. Quest’uomo che doveva sposare è originario della Mauritania 

ma lavora in Spagna e viaggia tra la Spagna e la Mauritania” (ricorso, 

pag.4), aggiungendo che “sembra esserci più di un elemento che rientra 

nella definizione di tratta di esseri umani”, come il “trasporto/trasferimento 

dalla Mauritania alla Spagna”, uno “sfruttamento lavorativo in Mauritania” 

ed “un tentativo di matrimonio forzato a cui […] si è sottratta”, e conclude 

di “non poter tornare in Spagna perché c’è questo signore che vuole 

sposarla […]” (ricorso, pag. 5); la ricorrente, pur ammettendo che la sua 

storia “è certamente confusa e complessa e presenta moltissimi aspetti da 

chiarire”, pretende che ci fossero “elementi più che sufficienti a rendere 

necessarie ulteriori indagini sulla sussistenza di un reato di tratta degli 

esseri umani” (ricorso, pag. 5), 

ora, visti i dati dell’incarto e le affermazioni della ricorrente, non si può 

rimproverare alla SEM di non aver avuto “ragionevoli motivi per credere” 

che la ricorrente fosse stata “vittima della tratta di essere umani” (art. 10 

par. 2 Conv. contro la tratta, citato alla pag. 6 del ricorso), e quindi di avere 

rinunciato ad eseguire un’audizione TEU; infatti, la ricorrente ha preso 

l’aereo nella RIM fino in Spagna, poi si è di nuovo spostata in aereo verso 

la Francia, e da lì ha preso l’autobus per recarsi dapprima in Italia, e quindi 

in Svizzera per depositare una domanda d’asilo: le modalità e la finalità di 

questo percorso con un visto Schengen in corso di validità, che trovano 

conferma nel rapporto MayDay, non permettono di intravedere “l’impiego o 

F-4811/2022 

Pagina 7 

la minaccia di impiego della forza o di altre forme di coercizione, di 

rapimento, frode, inganno, abuso di potere […]” ai danni della ricorrente 

(art. 3 del Protocollo addizionale della Convenzione delle Nazioni Unite 

contro la criminalità organizzata transnazionale per prevenire, reprimere e 

punire la tratta di persone [RS 0.311.542], citato alla pag. 4 del ricorso); 

anche dalle ulteriori circostanze descritte nel rapporto MayDay, e dalle sue 

conclusioni, non si può inferire altro in proposito; si aggiunga ancora che la 

ricorrente potrà senz’altro esporre le sue allegazioni e i suoi timori alle 

autorità competenti spagnole, il cui paese è, come sopraindicato, vincolato 

dalla Conv. contro la tratta, 

ne deriva che, sotto questo profilo, l'art. 3 par. 2 2a frase RD III non è 

applicabile alla fattispecie;  

per evitare il suo trasferimento in Spagna la ricorrente si riferisce pure al 

suo stato di salute, facendo valere che la sua “situazione psichica […] è 

grave e che deve essere urgentemente valutata da uno/a psichiatra”, e 

che, siccome è stata “vittima di mutilazioni genitali”, vuole poter beneficiare 

di un “consulto ginecologico” (ricorso, pag. 9); l’11 ottobre 2022, un medico 

generalista del CFA di Chiasso ha posto alla ricorrente la diagnosi di 

“insonnia”, “incubi” e “stato ansioso depressivo”, prescrivendole dello 

stilnox, con la prospettiva di effettuare un “consulto psichiatrico d’urgenza 

appena possibile” (incarto SEM, doc. 18/2 [Foglio di trasmissione di 

informazioni mediche/F2]); il 27 ottobre 2022, la ricorrente ha effettuato una 

visita ginecologica presso l’Ospedale regionale di … (…), nel Reparto di 

ginecologia e ostetricia, dal cui rapporto si evince, in particolare, che gode 

di “buone condizioni di salute” e che presenta “genitali esterni in esiti di 

mutilazione genitale di tipo 2”, con la prescrizione di una terapia antalgica, 

ora, sulla base di questa configurazione diagnostica, questo Tribunale non 

intravede ragioni sufficienti per credere che lo stato di salute della 

ricorrente, sotto il profilo sia somatico che psicologico, possa costituire un 

ostacolo al suo trasferimento in Spagna, tenuto conto che potrà esigere, 

se del caso, prestazioni di pronto soccorso e il trattamento essenziale dei 

suoi disturbi in funzione della loro gravità (cfr. art. 19 par. 1 direttiva 

accoglienza, già menzionato); in questo senso, il fatto che il consulto 

psichiatrico non sia ancora stato eseguito non permette, come sottolinea 

la SEM (cfr. decisione impugnata, pag.5), di mettere ragionevolmente in 

dubbio, dal punto di vista medico, l’esigibilità del trasferimento in Spagna, 

il cui sistema sanitario offre garanzie sufficienti anche per il trattamento di 

disturbi psichiatrici importanti (cfr. https://www.cleiss.fr/docs/systemes-de-

sante/espagne.html),    

F-4811/2022 

Pagina 8 

è peraltro utile ricordare che il RD III non conferisce ai richiedenti l’asilo il 

diritto di scegliere lo Stato membro che offre, ai loro occhi, le migliori 

condizioni d’accoglienza per l’esame della loro domanda d’asilo (cfr., per 

analogia, la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 10 

dicembre 2013 C-394/12 Shamso Abdullahi c. Austria, §§ 59 e 62; DTAF 

201/45 consid. 8.3 e la sentenza TAF F-3561/2020 del 17 luglio 2020 pag. 

10),     

per finire, si deve ancora notare che la SEM valuterà in modo definitivo, 

entro il 10 aprile 2023, se la ricorrente è suscettibile di essere trasferita in 

Spagna in funzione del suo stato di salute poco prima del trasferimento (cfr. 

decisione impugnata, pag. 5),  

così, alla luce dell’insieme delle considerazioni che precedono, non si può 

rimproverare alla SEM di aver accertato in modo inesatto o incompleto i 

fatti oppure di aver ecceduto il proprio potere d’apprezzamento o di averne 

abusato nel qualificarli giuridicamente (cfr. art. 106 cpv. 1 LAsi), dimodoché 

la richiesta di procedere ad un complemento istruttorio finalizzato, in 

definitiva, a rinunciare al trasferimento in Spagna per motivi umanitari ai 

sensi dell’art. 17 RD III, si palesa infondata e va perciò respinta (cfr., in 

quest’ottica, l’art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo [OAsi 1, RS 

142.311]; cfr. anche la DTAF 2015/9 consid. 7),    

in conclusione, è a ragion veduta che la SEM non è entrata nel merito della 

domanda d’asilo della ricorrente, pronunciando il suo trasferimento in 

Spagna (cfr. artt. 31a cpv. 1 lett. b e 44 LAsi), da cui il respingimento del 

ricorso e la conferma della decisione impugnata, 

essendo manifestamente infondato, il ricorso è privo di probabilità di esito 

favorevole, dimodoché la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso 

della dispensa dal versamento delle spese processuali, va respinta, 

visto l'esito della procedura, le spese processuali di fr. 750.–, che seguono 

la soccombenza, sono poste a carico della ricorrente (artt. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché l’art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]), 

la decisione è definitiva e non può essere impugnata con ricorso in materia 

di diritto pubblico davanti al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

 

F-4811/2022 

Pagina 9 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di fr. 750.– sono poste a carico della ricorrente. 

L’importo deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza.  

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all’Ufficio della 

migrazione del Canton Lucerna. 

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Dario Quirici 

 

 

 

Data di spedizione: 

 

 

 

F-4811/2022 

Pagina 10 

Comunicazione: 

– alla ricorrente (raccomandata);  

– alla SEM, CFA Chiasso, ad N …; 

– all’Ufficio della migrazione (Amt für Migration), Fruttstrasse 15, 6002 

Lucerna (in copia), ad LU ...