# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ad18b591-df95-5e1c-948a-275d0335fff4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-01-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 09.01.2024 13.2023.96
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2023-96_2024-01-09.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2023.96

  	
  Lugano

  9 gennaio 2024 

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La terza Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Walser,
  presidente,

   

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Locatelli

  

 

 

sedente
nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) per statuire nella causa inc.
n. DM.2023.33 (modifica sentenza di divorzio) della Pretura del Distretto di
Bellinzona promossa con azione 14 marzo 2023 da

 

	
   

  	
   CO
  1  

  già
  patrocinata dall’ PA 2 

  ora
  patrocinata dall’ PA 3 

   

  	 

	
   

  	
  contro

   

  	 

	
   

  	
   RE
  1  

  patrocinato dall’  PA 1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

					

e ora sul reclamo 18
settembre 2023 di RE 1 contro la decisione 5 settembre 2023 con cui il Pretore
aggiunto ha respinto la sua domanda di gratuito patrocinio 28 marzo 2023;

 

ritenuto

in fatto:                   A.   CO 1 e RE 1 si sono uniti
in matrimonio il 15 settembre 2018 a __________. Dalla loro unione sono nate le
figlie __________ e __________.

 

                                         Il 7 dicembre 2022 il
Pretore del Distretto di Bellinzona ha pronunciato il divorzio tra le parti e
ha omologato la relativa convenzione sulle conseguenze accessorie con accordo
completo da esse conclusa. Entrambi sono stati ammessi al beneficio del
gratuito patrocinio, comprensivo dei costi dei rispettivi legali.

 

                                  B.   Con azione 14
marzo 2023 introdotta innanzi alla Pretura del Distretto di Bellinzona CO 1 ha
chiesto - già in via supercautelare e cautelare - la modifica della sentenza di
divorzio nel senso di far obbligo al padre di versare i contributi alimentari
per le due figlie oltre ad un contributo di accudimento per lei. CO 1 ha
inoltre chiesto di essere ammessa al beneficio del gratuito patrocinio a favore
dell’avv. PA 2 e l’esenzione dal pagamento delle spese giudiziarie.

 

                                         A mente della procedente, RE
1 avrebbe sottaciuto di percepire una rendita AI quando era stata redatta la
convenzione di divorzio, che escludeva momentaneamente un suo obbligo di
versamento dei contributi di mantenimento per le figlie e di accudimento per la
madre, compromettendo poi l’erogazione delle relative prestazioni di aiuto
statali.

 

                                  C.   Con osservazioni 28
marzo 2023 alle domande cautelari RE 1 si è opposto all’azione di modifica
della sentenza di divorzio e alle richieste cautelari, chiedendo di far ordine a
CO 1 di produrre documenti attestanti redditi e beni e gli assegni per figli,
di prima infanzia e familiari integrativi sino ad allora percepiti. A sua volta
l’interessato ha postulato il beneficio del gratuito patrocinio.

 

                                  D.   All’udienza del 10
maggio 2023 a provvisoria modifica della sentenza di divorzio è stato fissato
il versamento di un contributo per le due figlie di fr. 275.– ciascuna (oltre
assegni per figli), modifica valida nelle more istruttorie e fino a pattuizione
di una soluzione consensuale, riservata la riattivazione della causa.

 

                                  E.   Il 17 agosto 2023 CO
1 ha chiesto la riattivazione della causa. E, su sua richiesta, il 18 agosto
2023 il Pretore aggiunto ha prorogato la validità dei contributi provvisori da
versare a favore delle figlie.

 

                                         Con replica cautelare 3
settembre 2023 CO 1 ha quindi ribadito le sue richieste di giudizio.

 

                                  F.   Con decisione 5
settembre 2023 il Pretore aggiunto ha respinto la domanda di gratuito
patrocinio 28 marzo 2023 di RE 1.

 

                                         Con separata decisione il
Pretore aggiunto ha respinto anche la domanda di gratuito patrocinio 14 marzo
2023 di CO 1 con richiesta di nomina dell’avv. PA 2 a patrocinatrice d’ufficio.

 

                                  G.   Con reclamo 18
settembre 2023 RE 1 impugna la decisione 5 settembre 2023 di reiezione della sua
domanda di gratuito patrocinio, che chiede sia modificata nel senso che gli sia
concesso. In via subordinata chiede che la causa sia rinviata al primo giudice
per nuovo giudizio.

 

                                         Non sono state raccolte
osservazioni.

 

Considerando

in diritto:                 1.   Giusta l’art. 121 CPC, le
decisioni che rifiutano o revocano totalmente o parzialmente il gratuito
patrocinio sono impugnabili mediante reclamo. La domanda di gratuito patrocinio
è trattata con la procedura sommaria (art. 248 lett. a CPC e art. 119 cpv. 3
prima frase CPC), sicché il termine di impugnazione giusta l’art. 321 cpv. 2
CPC è di 10 giorni.

 

                                1.1   La decisione impugnata 5
settembre 2023 è pervenuta al reclamante l’8 settembre 2023. Spedito il 18
settembre 2023 (busta d’invio originale) il reclamo risulta quindi tempestivo
e, da questo punto di vista, ammissibile.

 

                                1.2   Inoltre il reclamo, trattato
in procedura sommaria, viene evaso da questa Camera nella composizione a
giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. b cifra 2 LOG).

 

                                   2.   L’art. 326 cpv. 1
CPC sancisce il divieto di nova in sede di reclamo, principio che resta
applicabile anche nell’ambito della procedura di diniego del gratuito
patrocinio (Bastons Bulletti, in:
Petit Commentaire, CPC, 2020, n. 3 ad art. 326; Jeandin,
in: Commentaire Romand, CPC, 2a ed., 2019, n. 5 ad art. 326; Rüegg/Rüegg, in Basler Kommentar, ZPO, 3a
ed., 2017, n. 1a ad art. 121; Emmel,
in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger, Kommentar zur ZPO, 3a ed.,
2016, n. 5 ad art. 121; Huber, in:
DIKE – ZPO Kommentar, 2a ed., 2016, n. 10 ad art. 121). Il doc. C
che accompagna il reclamo da atto di accertamenti situabili temporalmente a
settembre 2023. È da considerare nuovo giusta l’art. 326 cpv. 1 CPC e quindi inammissibile.

 

                                   3.   Conformemente
all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati l’applicazione errata
del diritto (lett. a) e l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett.
b).

 

                                3.1   Il Pretore aggiunto, in capo
al reclamante, ha tenuto conto di un reddito mensile di almeno fr. 4'169.–  (fr.
2'769 di indennità giornaliere AI e fr. 1'400.– da attività lucrativa), per
rapporto ad un fabbisogno mensile di fr. 3'352.– (fr. 1'200.– di minimo vitale
LEF, fr. 675.– di affitto, fr. 23.– di spese accessorie, fr. 329.– di cassa
malattia, fr. 714.– di spese necessarie per trasferte di lavoro, fr. 110.– per
pasti fuori casa, fr. 101.– per spese di trasporto per esercizio dei diritti di
visita e fr. 200.– per il vitto delle due figlie durante i diritti di visita).
Ha pertanto considerato che a fronte di un agio di circa fr. 800.– mensili, il
reclamante potesse pagare i costi di causa e di patrocinio legale, se del caso
a pagamenti rateali. Di qui il diniego del gratuito patrocinio.

 

                                3.2   Il reclamante lamenta un
accertamento manifestamente errato dei fatti e un’errata applicazione del
diritto. Il reddito lordo mensile era da stabilire in fr. 3'991.70, visto che sull’indennità
giornaliera lorda dell’AI erano da dedurre i contributi sociali di rito. Il
fabbisogno mensile assommava a fr. 4'258.55, dovendosi considerare l’intera
spesa d’alloggio di fr. 1'350.– poiché viveva solo, mentre le spese necessarie
per le trasferte di lavoro andavano ammesse in ragione di fr. 968.65. Da cui un
saldo negativo di fr. 266.85. E, volendo prescindere da una modifica delle
spese di trasferta, risultava comunque un ammanco di fr. 12.30. L’esistenza di
un’eccedenza di fr. 800.– era quindi errata, fermo restando che era d’altro
canto da tener conto della riserva di soccorso.

 

                                   4.   Per l’art. 117 CPC -
che corrisponde alla garanzia costituzionale minima di cui all’art. 29 Cost.
(sentenza del Tribunale federale 4D_72/2013 del 26 agosto 2014 consid. 3 con
rinvii) - ha diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi
necessari (lett. a) e, cumulativamente, la cui domanda non appaia priva di
probabilità di successo (lett. b). Esso comprende l’esenzione dagli anticipi,
dalle cauzioni e dalle spese processuali, la designazione di un patrocinatore
d’ufficio (art. 118 cpv. 1 CPC), può essere concesso integralmente o in parte
(cpv. 2), e non esenta dal pagamento delle ripetibili alla controparte (cpv.
3).

 

                                         È considerato indigente
chi non è in grado di far fronte con mezzi propri - reddito e sostanza - alle
spese giudiziarie e legali senza intaccare il fabbisogno suo e quello della
famiglia (sentenza del Tribunale federale 4A_54/2020 del 25 marzo 2020 consid.
7.1; DTF 128 I 232 consid. 2.5.1; RtiD I-2004 pag. 33 consid. 2.2; Trezzini, in: Trezzini e al.,
Commentario pratico al CPC, IIa ed.,
2017, n. 14 seg. ad art. 117). L’esistenza di uno stato d’indigenza non va
posta in astratto, ma con riferimento alla situazione finanziaria effettiva e
alle particolarità del caso, dovendosi quindi esaminare la situazione del
richiedente al momento della richiesta di esser posto al beneficio
dell’assistenza giudiziaria (sentenza del Tribunale federale 4D_72/2013 del 26
agosto 2014 consid. 3 con rinvii). Pur vigendo il principio inquisitorio
limitato (Trezzini, op. cit., n.
15 segg. ad art. 119 e nota 2839 [versione e-book #8 al 1° febbraio
2020, n. 16 segg. ad art. 119]) spetta anzitutto al richiedente presentare -
spontaneamente - in modo chiaro la propria situazione finanziaria attuale,
sostanziando e dimostrando, pena la reiezione della sua domanda, che egli non è
in grado di affrontare le spese connesse alla causa senza pregiudicare il
proprio sostentamento e quello della propria famiglia (DTF 135 I 221 consid. 5
con rinvii).

 

                                   5.   A titolo di entrate
il primo giudice ha conteggiato fr. 4'169.– totali mensili, di cui fr. 1'400.–
da attività lucrativa e fr. 2'769.– da indennità AI, quest’ultima quantificata
dipartendosi dal relativo certificato di febbraio 2023 ovvero da un’indennità
giornaliera di fr. 92.– per una media di 30 giorni. Dal canto suo il reclamante
obietta che è da ritenere l’indennità giornaliera AI al netto degli oneri
sociali e quindi di fr. 86.39, da cui una media mensile (su 30 giorni) di fr.
2'591.70 e non di fr. 2'769.–.

 

                                         Ora, tanto dal conteggio
IAS di febbraio 2023 che accompagna il certificato municipale di ammissione
all’assistenza giudiziaria (doc. 10) quanto dalla decisione IAS del 18 novembre
2022 che l’ha preceduta (doc. 6.1) emerge che l’indennità giornaliera AI assomma
a fr. 92.30 ed è soggetta all’obbligo contributivo legale pari al 6.4% (cfr.
anche doc. S n. 27), dedotti i quali si ha un netto di fr. 86.39. Posto un
totale annuo netto di fr. 31'532.35 (fr. 86.39 su 365 giorni) si ha una media mensile
pari a fr. 2'627.69 netti. Motivo per cui, in realtà, le entrate totali in capo
a RE 1 si attesterebbero a fr. 4'028.–.

 

                                   6.   Il Pretore aggiunto
ha stabilito il fabbisogno del reclamante in fr. 3'352.– comprensivi di fr.
1'200.– di minimo vitale LEF, fr. 675.– di affitto, fr. 23.– di spese
accessorie, fr. 329.– di cassa malattia, fr. 714.– di spese necessarie per
trasferte di lavoro, fr. 110.– per pasti fuori casa, fr. 101.– per spese di
trasporto per esercizio dei diritti di visita e fr. 200.– per il vitto delle
due figlie durante i diritti di visita.

 

                                6.1   A titolo di costo per
l’affitto e spese accessorie il primo giudice ha precisato di avere dimezzato i
relativi importi in quanto dal contratto di garanzia Firstcaution
risultava che i contraenti per l’appartamento in questione fossero due (doc.
9.4). Dal canto suo il reclamante reputa il dimezzamento di questa spesa frutto
di un accertamento manifestamente errato i fatti, visto che il signor __________
- nominativo che figura appunto quale altro contraente - non ha mai abitato
nell’abitazione da lui locata ma si è limitato a fungere da suo garante, in
assenza di cui egli sarebbe stato precluso dalla stipula del contratto di
locazione. Pertanto la spesa era da computare integralmente, ovvero in ragione
di fr. 1'350.– (affitto e spese accessorie incluse) in luogo di fr. 698.–
ammessi dal primo giudice. Se non che, come già si è detto (sopra, consid. 2),
i relativi documenti attestanti il ruolo di garante di __________ sono
inammissibili in questa sede di giudizio poiché nuovi. Sotto questo profilo il
Pretore aggiunto non è quindi incorso in un accertamento manifestamente errato
dei fatti.

 

                                6.2   Con riferimento alla posta di
spese di trasferta per lavoro in auto il Pretore aggiunto non ha ritenuto tutto
corretto il conteggio dei chilometri come esposti al doc. 7.1, che ha quindi
rettificato tenendo conto di 33.4 km per 5 giorni, 66.8 km per 10 giorni e 92.6
km per 5 giorni e riconoscendo in definitiva un onere mensile complessivo di fr.
714.–. Il reclamante lamenta anche su questo punto un accertamento manifestamente
errato dei fatti, poiché a suo modo di vedere il conteggio di totali 1'761 km di
cui al doc. 7.1, 7.1.1 e 7.1.2 è corretto: in particolare frequentando la scuola
a __________ per 5 giorni, egli percorreva in andata 92.6 km e altrettanti 92.6
km per il ritorno, ritorno che il primo giudice non aveva invece considerato.
Alla tariffa di fr. 0.55/km si aveva così un totale di fr. 968.55 e non di soli
fr. 714.–. Ma a torto. Il conteggio dei km per la tratta da casa __________ a scuola
__________ prodotto agli atti attesta una distanza in auto di 46.3 km (doc.
7.1.1), sicché la distanza di complessivi 92.60 km include già tanto l’andata quanto
il ritorno, per complessivi 463 km sull’arco di 5 giorni. Posto questo
correttivo il totale mensile in km si attesta correttamente a 1'298, pari al
costo di fr. 714.– alla tariffa di fr. 0.55/km. Anche in proposito è così da
escludere un accertamento manifestamente errato dei fatti.

 

                                6.3   Nondimeno. Va pur rilevato
che in occasione della prima udienza il Pretore aggiunto ha conferito valore di
decisione provvisoria nelle more istruttorie all’omologato l’accordo
provvisorio di modifica della convenzione di divorzio con cui il reclamante si obbligava
a versare per le figlie un contributo alimentare di complessivi fr. 550.–
mensili (fr. 275.– ciascuna) - al netto degli assegni per figli - per i mesi di
maggio, giugno, luglio e agosto 2023, la prima volta entro il 31 maggio 2023
(verbale 10 maggio 2023). Con decisione 18 agosto 2023 tale obbligo di
versamento è stato poi confermato - le parti non avendo ancora raggiunto una
soluzione consensuale definitiva - e prorogato dal primo giudice “a valere almeno
sino alla prossima udienza di notifica prove cautelari” (fascicolo rosa
“corrispondenza”). Pronunciati questi che hanno di fatto parzialmente risposto alla
richiesta formulata già in via supercautelare dalla parte attrice, e con cui rivendicava
il ripristino dell’obbligo di pagamento di contributi alimentari a carico del
convenuto, che di fatto la convenzione di divorzio aveva congelato fintanto che
l’interessato non fosse riuscito a conseguire un reddito che superasse il
proprio fabbisogno minimo.

 

                                         Ora i contributi di
mantenimento per figli minorenni e l’ex coniuge rientrano in quello che è il
fabbisogno minimo del debitore e devono essere inclusi quando effettivamente
versati e se è da ritenere che lo saranno anche in futuro (Bühler, in: Berner Kommentar, ZPO, 2012,
n. 164 segg. ad art. 117). Ciò posto, nello specifico il fabbisogno stabilito dal
Pretore aggiunto in capo al reclamante non tiene minimamente conto di tale onere
contributivo verso le figlie, quand’anche sia stato pronunciato a posteriori
rispetto alla domanda di gratuito patrocinio 28 marzo 2023 e - fino a prova
contraria almeno - sia persino esecutivo essendo stato stabilito da una
decisione giudiziaria, seppur provvisoria. Come tale esso è quindi prioritario per
rapporto al finanziamento di eventuali oneri processuali e di patrocinio, posto
che il primo non può certo andare a scapito del secondo. Diversamente sarebbe
come inficiare a priori l’obbligo di versamento del contributo alimentare a
carico del reclamante e non tenere in debito conto la situazione finanziaria
effettiva e specifica del richiedente (sopra, consid. 4). Richiamato anche il principio
inquisitorio limitato, la mancata inclusione di tale onere nel fabbisogno del
reclamante da parte del Pretore aggiunto è costitutiva di un accertamento
manifestamente errato dei fatti e di un’errata applicazione del diritto. Seppure
il reclamante non abbia inserito l’importo nel proprio fabbisogno, è comunque da
includere anche l’importo complessivo di fr. 550.– deciso a titolo di
contributi di mantenimento provvisori per le figlie.

 

                                   7.   Per quanto si è
detto, a fronte di un complessivo di reddito ricondotto a fr. 4'028.– (sopra,
consid. 5) e di un fabbisogno mensile che si attesta a fr. 3'902.– (sopra,
consid. 6 e 6.3) l’eccedenza mensile in capo al reclamante si riduce a fr. 126.–,
in luogo dei fr. 800.– rilevati dal Pretore aggiunto, importo che nelle
circostanze specifiche non gli consente di far fronte alle spese giudiziarie
del procedimento che oppone le parti. Basti ritenere che il contributo alimentare
per le figlie di complessivi fr. 550.– oltre che provvisorio è finanche
inferiore rispetto ai relativi fabbisogni determinati in base ai parametri della
convenzione di divorzio (doc. C), differenza che quell’eccedenza non coprirebbe
affatto. Nelle siffatte circostanze il presupposto di indigenza è da ritenersi pertanto
adempiuto (art. 117 lett. a CPC). Trattandosi poi di una vertenza di famiglia (modifica
di sentenza di divorzio), non si può nemmeno ritenere che il diritto del
reclamante a difendersi sia a priori sprovvisto di probabilità di successo (art.
117 lett. b CPC). Il reclamo, fondato, va pertanto accolto e la decisione
riformata nel senso di ammettere il reclamante al beneficio richiesto.

 

                                   8.   La procedura di reclamo contro il diniego di
gratuito patrocinio oppone il richiedente allo Stato e, diversamente dall’art. 119
cpv. 6 CPC, non è gratuita (DTF 137 Ill 470 consid. 6). Le spese processuali, fissate
in fr. 300.– giusta l’art. 2 cpv. 1 LTG (valore, natura e complessità della
causa) e 14 LTG (tassa di giustizia per le decisioni su reclamo tra fr. 100.– e
fr. 10'000.–), vanno poste a carico dello Stato, risultato soccombente in
questa sede (art. 106 CPC; DTF 140 Ill 501 consid. 4.1.2).

 

                                         Allo Stato incombe pure l’obbligo di remunerare le prestazioni svolte dal
patrocinatore legale di colui che, con successo, impugna una decisione che
rifiuta il gratuito patrocinio (DTF 140 Ill 501 consid. 4.3.2). Al reclamante,
che esce vittorioso davanti a questa Camera, va pertanto corrisposta un’adeguata
indennità secondo il Regolamento per la fissazione delle ripetibili del 19
dicembre 2007 (Rtar). In concreto appare congrua un’indennità di fr. 300.–, pari
ad un dispendio di tempo di almeno un’ora di lavoro alla tariffa oraria di fr.
280.– (art. 12 e 14 Rtar) senz’altro sufficienti a proporre l’unica censura ammissibile
e pertinente (una pagina) sollevata, l’esito positivo del reclamo essendo per
il resto da ricondurre al principio inquisitorio limitato.

 

Per i quali motivi,

 

pronuncia:              1.   Per quanto ammissibile il
reclamo 18 settembre 2023 di RE 1 è accolto. Di conseguenza il dispositivo n. 1
della decisione 5 settembre 2023 (inc. n. DM.2023.33) della Pretura del
Distretto di Bellinzona è riformato come segue:

 

                                         “1. L’istanza di
gratuito patrocinio 28 marzo 2023 di RE 1, __________, relativamente alla causa
DM.2023.33 di questa Pretura, è accolta.

                                         §. RE 1 è avvertito del
suo obbligo di rifusione nei confronti dello Stato giusta l’art. 123 CPC.”

 

                                   2.   Le spese processuali
del presente giudizio, fissate in fr. 300.–, sono poste a carico dello Stato
del Cantone Ticino, il quale rifonderà a RE 1 fr. 300.– di ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -     .

   

  

                                         Comunicazione:

                                         - Pretura del Distretto di
Bellinzona;

                                         - UIPA, Ufficio
dell’incasso e delle pene alternative, Piazza Governo 7, Bellinzona.

 

 

Per
la terza Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La
cancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente sentenza è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione con i limiti
dell’art. 93 LTF. Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile
se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di
diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi. Per valori
inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza
cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in
materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in
materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).