# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 138386f6-c4a7-555c-a684-73af759a5aa6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-09-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.09.2005 30.2005.19
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2005-19_2005-09-05.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2005.19

   

  cs/ss

  	
  Lugano

  5 settembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 marzo 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 4 febbraio
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1 

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In seguito
ad un controllo del conteggio dei salari (art. 162 segg. OAVS) relativo al
periodo 1° gennaio 2000-31 dicembre 2003 presso la società RI 1 un __________
della Cassa CO 1 di __________ ha effettuato delle riprese per complessivi CHF 1'734’708.--
(doc. 5). 

                                         In
particolare l’amministrazione ha ripreso gli importi versati a __________ (CHF
1'442'500.--), ritenuto dipendente della società, e le spese forfetarie versate
nel corso del 2003 agli agenti di borsa __________.

 

                               1.2.   Ritenendo
tali importi come proventi dell’attività lucrativa,

il 3 gennaio 2005 la Cassa ha fissato alla società, mediante tassazione
d'ufficio, i contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti per gli anni dal
2000 al 2003, trasmettendo le decisioni anche alle persone interessate.

 

                               1.3.   Il 4
febbraio 2005 l'amministrazione ha parzialmente accolto l’opposizione
presentata dalla società, stralciando le riprese delle spese forfetarie, ma
rilevando, nei considerandi, che

“a decorrere dal 1.1.2005 non saranno più concessi dei rimborsi spese
forfetari. La RI 1 è perciò tenuta ad allestire un conteggio mensile delle
spese dei singoli dipendenti, corredato dai rispettivi giustificativi.” (doc.
4). Per il resto ha invece confermato la ripresa dell’importo versato a __________.

 

                               1.4.   Contro la
decisione su opposizione è tempestivamente insorta la società, tramite il lic.
oec. RA 1, contestando sia la qualifica di dipendente di __________, sia il
rifiuto, dal 1.1.2005, di concedere i rimborsi forfetari (doc. I) e chiedendo:

 

" 
(...)

1.)  in
via principale che il Tribunale decida direttamente sul quesito delle spese
generali, decretando che anche dopo il 1 ° gennaio 2005 i brokers della RI 1
potranno beneficiare della deduzione forfetaria del 25% prevista dalla
marginale 4034 DSD;

 

subordinatamente, che
la Cassa venga obbligata ad emanare una decisione formale (impugnabile mediante
opposizione a norma dell'art. 52 LPGA) relativa al trattamento riservato alle
spese generali dei brokers a partire dal 1° gennaio 2005;

 

 

2.)  che
venga annullata la ripresa di fr. 1'442'500.-- per salari non notificati
relativi al signor __________, effettuata a carico degli anni 2000, 2001, 2002
e 2003;

 

3.)  che
venga di conseguenza rettificato il calcolo relativo ai contributi AVS, alle
spese di amministrazione, alla disoccupazione, agli assegni famigliari ed agli
interessi di mora;

 

4.)  che
anche per l'anno 2004 il signor __________ possa mantenere la sua qualifica di
persona esercitante un'attività lucrativa indipendente;

 

5.)  di accordare alla RI 1 le ripetibili di
legge." (Doc. I)

 

                               1.5.   Con risposta
del 21 marzo 2005 la cassa propone di respingere il ricorso (doc. III).

 

                               1.6.   Pendente
causa il TCA ha proceduto a numerosi accertamenti di cui si dirà, se
necessario, in corso di motivazione.

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Va
innanzitutto rilevato che il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla
parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato
diverse modifiche della LAVS.

 

                                         Da un
punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali
in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STFA del 22
luglio 2005 nella causa L., K 114/03, consid. 3; DTF
130 V 160 consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF
126 V 166 consid. 4b).

                                         Per
contro, per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il TFA ha già
avuto modo di accertare l’assenza di una normativa specifica che regola la
questione intertemporale stabilendo di conseguenza la necessità di ricorrere al
principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano
immediatamente in vigore (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03; DTF
130 V 4 consid. 3.2).

 

                                         In
concreto le riprese si riferiscono a importi versati dal 2000 al 2003, mentre
le decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate nel corso del 2005.

                                         Per cui,
mentre per l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme della LPGA e le
relative modifiche apportate alla LAVS, vanno applicate le vecchie norme per le
riprese del periodo 1.1.2000 - 31.12.2002 e le nuove disposizioni per le
riprese relative al 2003, ritenuto tuttavia che non vi sono stati, di
principio, nell’ambito che ci concerne, cambiamenti di rilievo.

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere da una parte è la qualifica (dipendente oppure indipendente) dell’attività
lucrativa svolta da __________ per la società ricorrente e dall’altra
l’indicazione della cassa di non riconoscere, dal 1.1.2005, le spese forfetarie
versate ad alcuni dipendenti dell’insorgente.

 

                                         Attività
lucrativa

 

                               2.3.   A norma
dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività
salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.

 

Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario
determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri
per un tempo determinato o indeterminato.

 

Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente
da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia
mercede a dipendenza d'altri.

 

Per l'art. 10 LPGA è considerato salariato chi
per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente
legge.

 

E' considerato datore di lavoro chi impiega
salariati

(art. 11 LPGA).

 

L'art. 12 LPGA prevede che è considerato
lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di
un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere contemporaneamente
anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2).

 

Per quanto concerne la qualifica dell'attività
esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha
precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo
del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro
non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una
persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA
dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).

In particolare, insolite costruzioni di diritto
civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non
hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

 

                               2.4.   Di principio
si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una
delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego
del tempo o l'organizzazione del lavoro (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03;
STFA del 21 marzo 2005, H 31/04). Un altro indizio può essere dato da un
rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti
il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua
impresa e ne assume la responsabilità.

Questi principi non comportano comunque, da soli,
soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono
assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi
delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di
stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente.
La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi,
quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri
che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 21 marzo 2005, H 31/04,
STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA,
H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid.
3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi
citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi
predominanti nel caso concreto (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03, STFA del 18
settembre 2000 nella causa F. M., H 59/00).

 

                               2.5.   Secondo la
giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid.
2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio:
investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali
propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag.
226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando,
indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono
sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120
consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è
l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse
attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza
con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica
di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la
situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

 

Si è in presenza di un’attività dipendente quando
le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando
l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente
dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato
nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra
attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione,

pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in:
Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso
l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul
lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro
(RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso,
risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC
1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività
regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto
di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che
perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993

pag. 226 consid. 3b).

 

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che
la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice
delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli
importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER/DUC/
SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur
l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS),

pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

 

In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina
63 il TFA ha precisato:

 

" 
(…) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la
qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine
importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des
conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les
références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande
toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité
de l'appréciation fiscale. (…)"

 

                               2.6.   Il TFA ha
pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o
indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione
avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o
nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente
confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica
definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di
assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne
lo stato professionale definitivamente.

Solo la natura di tale attività, considerata
nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della
qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato
qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti
un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA;
STCA del 3 ottobre 1991 nella causa

A. B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

                                         Per
questi motivi un assicurato può essere qualificato simultaneamente come
salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per
ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o meno
(Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

 

                               2.7.   A proposito
dei consulenti va rammentato che in una sentenza pubblicata in DTF 110 V 72, in
particolare pag. 79, consid. 4b, il TFA ha stabilito che gli elementi a favore
di un'attività indipendente, in quel caso erano predominanti:

 

" 
4.- a) Die sozialversicherungsrechtliche
Beitragspflicht Erwerbstätiger richtet sich unter anderem danach, ob das in
einem bestimmten Zeitraum erzielte Erwerbseinkommen als solches aus
selbständiger oder aus unselbständiger Erwerbstätigkeit zu qualifizieren ist (Art. 5 und 9 AHVG sowie Art. 6 ff. AHVV). Nach Art. 5 Abs. 2 AHVG gilt als massgebender Lohn
jedes Entgelt für in unselbständiger Stellung auf bestimmte oder unbestimmte
Zeit geleistete Arbeit; als Einkommen aus selbständiger Erwerbstätigkeit gilt
nach Art. 9 Abs. 1 AHVG jedes Einkommen, das
nicht Entgelt für in unselbständiger Stellung geleistete Arbeit darstellt. Nach
der Rechtsprechung beurteilt sich die Frage, ob im Einzelfall selbständige oder
unselbständige Erwerbstätigkeit vorliegt, nicht aufgrund der Rechtsnatur des
Vertragsverhältnisses zwischen den Parteien. Entscheidend sind vielmehr die
wirtschaftlichen Gegebenheiten. Die zivilrechtlichen Verhältnisse vermögen
dabei allenfalls gewisse Anhaltspunkte für die AHV-rechtliche Qualifikation zu
bieten, ohne jedoch ausschlaggebend zu sein. Als unselbständig erwerbstätig ist
im allgemeinen zu betrachten, wer von einem Arbeitgeber in
betriebswirtschaftlicher bzw. arbeitsorganisatorischer Hinsicht abhängig ist
und kein spezifisches Unternehmerrisiko trägt. Aus diesen Grundsätzen allein
lassen sich indessen noch keine einheitlichen, schematisch anwendbaren Lösungen
ableiten. Die Vielfalt der im wirtschaftlichen Leben anzutreffenden
Sachverhalte zwingt dazu, die beitragsrechtliche Stellung eines Erwerbstätigen
jeweils unter Würdigung der gesamten Umstände des Einzelfalles zu beurteilen.
Weil dabei vielfach Merkmale beider Erwerbsarten zutage treten, muss sich der
Entscheid oft danach richten, welche dieser Merkmale im konkreten Fall
überwiegen (BGE 104 V 126 Erw. a; ZAK 1982 S.
185 Erw. 1 und 215 Erw. 3). b) Der vom Beschwerdeführer mit der Firma BECSA am
26. November 1976 abgeschlossene "Contrat pour une mission de conseiller"
enthält einige Abmachungen, die auf eine unselbständige Erwerbstätigkeit
schliessen lassen könnten. Dies gilt etwa für die Bestimmungen der Art. 5 (frais
de déplacement), Art. 8 (exclusivité) und Art. 10 (discrétion, loyauté, concurrence).
Die Ausgleichskasse hat daraus und "in Übereinstimmung mit der Beurteilung
der Einschätzungsabteilung II des kantonalen Steueramtes Zürich" den
Schluss gezogen, dass im fraglichen Beratungsvertrag die Kriterien der
unselbständigen Erwerbstätigkeit überwögen. Die Vorinstanz fügte dem bei, dass
der Beschwerdeführer gemäss Vertrag kein Unternehmerrisiko getragen habe, woran
nichts ändere, dass er in Belgien eine möblierte Wohnung gemietet und darin ein
Büro eingerichtet habe. Der Rechtsauffassung von Verwaltung und Vorinstanz kann
nicht beigepflichtet werden. Es ist eine bekannte Erscheinung der neueren Zeit,
dass sich sowohl Einzelpersonen als auch Organisationen, die auf ein bestimmtes
technisches oder kaufmännisches Fachgebiet spezialisiert sind, einer Firma
(exklusiv oder neben andern) auf bestimmte oder unbestimmte Zeit in einem
selbständigen Auftragsverhältnis in Beraterfunktion zur Verfügung stellen. Im
Falle des Beschwerdeführers liegt ein typisches solches selbständiges
Beratungsverhältnis vor. Davon abgesehen, dass es sich beim "Contrat pour une
mission de conseiller" zivilrechtlich nicht um einen Arbeitsvertrag,
sondern um einen Auftrag handelt - was im vorliegenden Zusammenhang zwar nicht
entscheidend, aber gleichwohl bezeichnend ist -, und dass der Beschwerdeführer
ausdrücklich "expert indépendant" genannt wird, deutet der materielle
Inhalt des Vertragswerkes überwiegend auf eine selbständige Erwerbstätigkeit
hin. Die erwähnten Bestimmungen, welche als Indizien für eine
Arbeitnehmerbeschäftigung gelten könnten, halten sich durchaus im Rahmen des
auch für eine selbständige Beratertätigkeit Üblichen. Die rigorosen
gegenseitigen Möglichkeiten der Vertragsauflösung (Art. 11) weisen sodann ganz
eindeutig auf den selbständigen Charakter des Beratungsauftrages hin. Auch
konnte der Beschwerdeführer nach seiner unwidersprochen gebliebenen Schilderung
der effektiven Vertragsabwicklung seine Beraterfunktion tatsächlich in
unabhängiger Stellung ausüben, ohne in die Administration der Firma BECSA
eingegliedert und einem speziellen Weisungsrecht der Firmenleitung unterstellt
gewesen zu sein (Art. 3, 6 f. des Vertrages). Eine arbeitsorganisatorische
Abhängigkeit, welche gemäss der erwähnten Rechtsprechung ein Hauptmerkmal
unselbständiger Erwerbstätigkeit ist, lässt sich nicht feststellen. Die
wirtschaftliche Abhängigkeit erschöpft sich darin, dass der Beschwerdeführer
während der Dauer des Vertragsverhältnisses ausschliesslich für die Firma BECSA
tätig sein musste. Dies ergibt sich aber aus dem grossen Umfang des
vorliegenden Geschäftes (technische Beratung beim Bau zweier Farbfabriken und
der Personalinstruktion) und ist für sich allein nicht entscheidend. Zu denken
ist beispielsweise an die grosse Zahl von Zulieferfirmen in Industrie und
Landwirtschaft, deren Produktion ebenfalls auf einen einzigen Grossabnehmer
ausgerichtet ist und bei denen gleichwohl nicht zweifelhaft ist, dass es sich
um eine selbständige Erwerbstätigkeit handelt. Bei Beratungsverträgen wie dem
vorliegenden liegt das typische Unternehmerrisiko vielmehr gerade in dieser
Einseitigkeit, welche durch die erwähnten Möglichkeiten der Vertragsauflösung
noch verschärft wird. Anderseits liegt es in der Natur eines
Beratungsauftrages, dass der Berater unter Umständen keine oder nur wenige
spezifische Investitionen vorzunehmen hat. Im vorliegenden Fall dürften sich
diese praktisch in der vorübergehenden Einrichtung und Führung eines Büros in
Brüssel erschöpft haben. Bei Beratungsaufträgen wie dem vorliegenden geht es
nicht an, das Merkmal des Unternehmerrisikos und damit die selbständige
Erwerbstätigkeit mit dem blossen Hinweis auf fehlende erhebliche Investitionen
zu verneinen, weil hier das Unternehmerrisiko auf einer andern Ebene liegt.
Falls die Beraterfunktion unter Beizug eigener Angestellter und/oder durch
Einsatz von Hilfsmitteln (Apparate, Maschinen u.a.m.) ausgeübt würde, wären die
dadurch bedingten Investitionen lediglich als zusätzlicher Bestandteil des
Unternehmerrisikos zu betrachten."

 

                                         In un'altra sentenza del 18 settembre 2000 nella causa M. (inc. H
59/00), il TFA ha stabilito che il conferimento ad un fiduciario commercialista
esterno dell'incarico di tenuta della contabilità da parte di una persona
giuridica configura abitualmente gli estremi di un rapporto di mandato e quindi
di una retribuzione a seguito di attività lucrativa indipendente.

                                         In quel
caso l'assicurato, dipendente a tempo pieno presso una Casa medicalizzata per
persone anziane in qualità di contabile, nel tempo libero, in accordo con il
proprio datore di lavoro, si occupava della contabilità di alcuni clienti che
si erano rivolti a lui quando ancora svolgeva l'attività di fiduciario. Non era
in alcun modo integrato nell'organizzazione dell'associazione, non possedeva
alcun ufficio presso la medesima, aveva sempre svolto il mandato affidatogli
nei locali della propria abitazione, sopportava personalmente l'affitto di tali
locali e assumeva sia le spese per le infrastrutture che quelle generali
d'ufficio. Non esisteva alcun tipo di rapporto di subordinazione con la sua
mandante, non riceveva alcuna istruzione e sceglieva liberamente tanto gli
orari durante i quali svolgere il mandato quanto gli strumenti necessari per
fornire il risultato promesso. Egli sopportava inoltre il rischio
imprenditoriale nella misura in cui finanziava sia gli investimenti effettuati
per l'allestimento dell'ufficio che i premi di un'assicurazione responsabilità
civile stipulata a copertura di eventuali danni nell'esercizio della sua
professione di fiduciario.

 

                                         In
un'altra sentenza dell'8 luglio 2003 nella causa A. (inc. H 156/01), il TFA ha
confermato la qualifica di indipendente di un collaboratore libero e
indipendente che svolgeva lavori amministrativi e mandati di consulenza per
diverse società, tra le quali la ricorrente.

 

                                         Infine,
in una sentenza del 9 agosto 2004 nella causa L. SA (inc. H 117/03), il TFA ha
confermato che un chimico industriale, che fungeva da consulente della
ricorrente, andava qualificato quale dipendente della società. L'Alta Corte ha
inoltre rammentato che:

 

" 
si può poi ancora ricordare - come già fatto dai
giudici cantonali - che l'esistenza di un'attività dipendente è possibile anche
laddove, ad esempio, un rappresentante non percepisce un salario fisso ma solo
provvigioni, si assume le spese generali, non è vincolato da una regione geografica,
non è obbligato a rispettare un determinato orario di lavoro e lavora per più
ditte. Né va dimenticato che i principi applicabili alla distinzione tra
attività dipendente e indipendente non comportano soluzioni uniformi e di
applicazione automatica quasi si trattasse di una scienza esatta. (…)"

 

                               2.8.   Va
infine evidenziato come il TFA, con sentenza del 14 febbraio 2005 nella causa
S. e F. (H 155/04), ha affermato:

 

" 
4.

Streitig und zu prüfen ist, ob die
Erwerbstätigkeit des F.________ im

Verhältnis zu S.________ als selbstständig oder
unselbstständig zu

qualifizieren ist.

 

4.1 Das kantonale Gericht geht von einem geringen

Unternehmerrisiko, aber von einer deutlichen
arbeitsorganisatorischen Unabhängigkeit aus, wobei dem

zweiten Kriterium mangels eindeutiger anderer
Merkmale sowie der Tätigkeit als EDV-Berater erhöhte Bedeutung zukomme; im
Weiteren seien die betreffenden Entgelte steuerlich schon als Einkommen aus
selbstständiger Erwerbstätigkeit abgerechnet worden. Damit sei von einer
selbstständigen Erwerbstätigkeit auszugehen.

Die Beschwerde führende Ausgleichskasse ist
demgegenüber der Ansicht, es liege eine unselbstständige Erwerbstätigkeit vor,
da F.________ weder in eigenem Namen auftrete noch ein Unternehmerrisiko trage.
Das BSV verneint das Bestehen eines Unternehmerrisikos und erachtet die von der
Vorinstanz angenommene arbeitsorganisatorische Unabhängigkeit als "in der
Natur einer Wartungs- und Kundenbetreuungsaufgabe" liegend; immerhin müsse
jeweils nachträglich ein Arbeitsrapport eingereicht werden.

 

4.2 Die Vorinstanz hat für das Eidgenössische
Versicherungsgericht

verbindlich festgestellt (Art. 105 Abs. 2 OG),
dass F.________ als

Selbstständigerwerbender der Ausgleichskasse
Y.________ angeschlossen und zudem mehrwertsteuerpflichtig ist. Weiter wird
F.________ von S.________ (und nicht von Dritten) entschädigt, wenn er dessen
Kunden betreut, wobei für die effektiv aufgewendeten Stunden ein fester
Stundenansatz sowie eine

Kilometerentschädigung bezahlt wird. Die Kunden
des S.________ nehmen jeweils direkt mit F.________ Kontakt auf. S.________ ist
weder an der Arbeitsvergabe noch der -ausführung beteiligt. Es findet auch
keine eigentliche Kontrolle oder Abnahme der von F.________ ausgeführten
Arbeiten statt. Die von 2000 bis 2002 für S.________ erbrachten und von diesem
vergüteten Leistungen machen einen bedeutenden Teil der Gesamteinnahmen des
F.________ aus. Zudem hat das kantonale Gericht verbindlich festgestellt (Art.
105 Abs. 2 OG), dass F.________ zum 1. Januar 2001 ein Eigenkapital von Fr.
39'000.- in seinem Betrieb investiert hatte, dass er seine Dienstleistungen
auch Dritten zur Verfügung stellt und dass er nur die geleistete Arbeit nebst
Kilometerentschädigung in Rechnung stellt, ohne die übrigen Kosten - z.B.
Verwendung der eigenen EDV-Anlage oder der eigenen Betriebsinfrastruktur - zu
fakturieren. Eine offensichtlich unrichtige oder unvollständige Feststellung
des Sachverhalts durch das kantonale Gericht liegt nicht vor und wird auch
nicht geltend gemacht (Art. 105 Abs. 2 OG).

 

4.3 Es liegt keine Verletzung von Bundesrecht vor
(Art. 104 lit. a OG), wenn das kantonale Gericht gestützt auf den Sachverhalt
gemäss Erw. 4.2 hievor ein Unternehmerrisko - wenn auch in geringem Ausmass -
annimmt. Weder in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde der Ausgleichskasse Verom
noch der Vernehmlassung des BSV wird im Übrigen auf die - von der Vorinstanz
erwähnten - Gesichtspunkte Bezug genommen, dass ein (nicht unerhebliches)
Eigenkapital investiert worden ist, die Dienstleistungen auch Dritten zur
Verfügung

gestellt und die Kosten der Verwendung der
eigenen Infrastruktur nicht separat in Rechnung gestellt werden. Zu
berücksichtigen ist schliesslich in dieser Hinsicht auch, dass bei Aufnahme
einer selbstständigen Erwerbstätigkeit zu Beginn oft nur ein "Grosskunde"
die Basis des neuen Geschäftes bildet, während neue Klienten erst nach und nach
gewonnen werden und zu einer breiteren Abstützung des Kundenkreises führen.

 

4.4 Zum Aspekt der arbeitsorganisatorischen
Unabhängigkeit hat das kantonale Gericht für das Eidgenössische
Versicherungsgericht weiter (vgl. Erw. 4.2 hievor) verbindlich festgestellt
(Art. 105 Abs. 2 OG), dass F.________ nicht zur Leistung bestimmter
Arbeitszeiten für S.________ verpflichtet ist, sondern bei Bedarf direkt von
den Kunden kontaktiert wird; es besteht auch keine Garantie einer
Mindestvergütung (z.B. im Sinne einer Präsenzzeitentschädigung) und keine
Weisungs- oder Kontrollbefugnis des S.________. Schliesslich ist F.________
nicht verpflichtet, Unterlagen, Programme oder Anlagen des S.________ zu
verwenden (sondern verwendet eigenes Material). Er muss auch nicht bestimmtes
Personal einsetzen oder seine Tätigkeit unter Aufsicht oder nach
Bearbeitungsrichtlinien des S.________ ausführen. Unter Berücksichtigung dieser
Sachverhaltselemente stellt die Annahme der Vorinstanz, dass in
arbeitsorganisatorischer Hinsicht eine praktische Unabhängigkeit besteht, keine
Verletzung von Bundesrecht dar (Art. 104 lit. a OG).

Das BSV bringt in dieser Hinsicht zunächst vor,
dass es in der Natur der Sache liege, dass F.________ nicht während bestimmter
Bürostunden, sondern nach Bedarf der Kunden tätig ist; zudem müsse F.________
jeweils nachträglich einen Arbeitsrapport einreichen. Dieser Einwand ist zwar
grundsätzlich richtig; jedoch spricht dieses Argument als solches weder für
noch gegen eine

selbst- oder unselbstständige Erwerbstätigkeit,
da diese Tatsache - wie korrekt geltend gemacht wird - eben in der Natur der
auszuübenden Tätigkeit liegt. Zudem übersieht das BSV, dass sich das kantonale
Gericht gleichzeitig darauf abgestützt hat, dass F.________ keine
Mindestvergütung zugesichert worden ist. Wenn die Vorinstanz deshalb gesamthaft
von einer praktisch vollständigen Unabhängigkeit in zeitlicher Hinsicht
ausgeht, liegt darin keine Verletzung von Bundesrecht, auch nicht in Form einer
ermessensmissbräuchlichen Würdigung der festgestellten Tatsachen. Dass ein
Arbeitsrapport einzureichen ist, basiert auf der Vereinbarung einer
Entschädigung nach Arbeitsstunden und dient der Kontrolle der

Rechnungsstellung. Daraus kann nichts
Entscheidendes zu Gunsten eines Abhängigkeits- oder Unterordnungsverhältnisses
abgeleitet werden. Weiter rügt das BSV, dass F.________ nur die Produkte des
S.________ begleite und aus diesem Grund keinen Weisungen unterliege. Das
kantonale Gericht hat in dieser Hinsicht aber festgestellt, dass F.________
eigenes Material einsetzt und insbesondere keinerlei Bearbeitungsrichtlinien
des S.________

einzuhalten hat, sodass auch diesbezüglich
Bundesrecht nicht verletzt ist.

Schliesslich führt das BSV aus, dass F.________
vom Kundennetz des S.________ profitieren könne und sich nicht um
Kundenakquirierung kümmern müsse. Da Rechnungsstellung und Inkasso über
S.________ liefen, nehme F.________ auch die Infrastruktur des S.________ in
Anspruch. Dass F.________ vom Kundennetz des S.________ profitiert, liegt indes
in der Natur der Sache und entspricht der Erfahrung, dass bei Aufnahme der
selbstständigen Erwerbstätigkeit oft nur ein kleiner Kundenkreis vorliegt, der
sukzessive ausgedehnt wird. Weiter wird zwar F.________ direkt von S.________
gemäss einem im Voraus vereinbarten Ansatz entschädigt. Doch ist dieser Umstand
darauf zurückzuführen, dass die entsprechenden Wartungsverträge noch nicht an
die effektiven wirtschaftlichen Verhältnisse angepasst worden sind, auf welche
es für das AHV-Beitragsstatut

letztlich ankommt (BGE 122 V 283 Erw. 2a).

Damit ist festzuhalten, dass die Vorinstanz auch
insoweit kein Bundesrecht verletzt hat (Art. 104 lit. a OG), als sie von einer
praktisch vollständigen arbeitsorganisatorischen Unabhängigkeit des F.________
ausgegangen ist.

 

4.5 Abschliessend kann der Vorinstanz keine
Verletzung von Bundesrecht vorgeworfen werden (Art. 104 lit. a OG), wenn sie
bei Vorliegen eines geringen Unternehmerrisikos und einer hohen arbeitsorganisatorischen
Unabhängigkeit Letzterem in Anwendung der Rechtsprechung (AHI 2001 S. 65 f.
Erw. 6e) ein erhöhtes Gewicht beimisst. Auch hat das kantonale Gericht zu Recht
berücksichtigt, dass F.________ sein Einkommen als Selbstständigerwerbender versteuert
hat und dieses Indiz im Sinn einer harmonisierenden Rechtsanwendung in
Grenzfällen doch nahe legt, nicht ohne

 Not von der steuerrechtlichen Beurteilung
abzugehen (AHI 2001

S. 66 Erw. 6e).

Zudem hat F.________ auf diesen Einkünften die
Mehrwertsteuer abgerechnet. Nach der Rechtsprechung kann dies zwar für die
Beurteilung des Beitragsstatuts allein nicht entscheidend sein. Angesichts der
Komplikationen bezüglich der Rückabwicklung dieser Abrechnungen legt dieser
Umstand aber ebenfalls eine gewisse Zurückhaltung nahe, eine freie
Mitarbeitertätigkeit trotz Vorliegens gewichtiger Indizien für eine
selbstständige Erwerbstätigkeit nicht als solche zu qualifizieren (AHI 2001 S.
66 Erw. 6e). Auch dies hat das kantonale Gericht zu Recht erkannt."

 

                               2.9.   Pendente causa il TCA ha
interpellato __________, il quale ha affermato che “le mie prestazioni
lavorative svolte per la” società ricorrente “così come per altre
società finanziarie, consistevano nell’acquisizione di clienti e nella
consulenza a quest’ultimi volta alla ricerca dei migliori prezzi per
determinati prodotti trattati in borsa. La mia attività di consulenza
specialistica portava poi il cliente ad usufruire dei servizi di brokeraggio
offerti dalla” ricorrente “oppure a servirsi delle prestazioni offerte
da società di gestione patrimoniale. In buona sostanza ero un “mediatore” di
alcune società fiduciarie-finanziarie, come appunto” l’insorgente, “__________,
__________. La mia posizione di libero professionista mi permetteva da una
parte di lavorare e di guadagnare di più, perché dovevo interagire con più
società operanti nello stesso settore finanziario, ma d’altra parte mi
obbligava ad assumermi tutti i relativi rischi, quali ad esempio il non
rispetto dei prezzi pattuiti telefonicamente, le cancellazioni di
sottoscrizioni o di ordini senza conferme scritte o registrazioni telefoniche,
gli interessi di mora per ritardi amministrativi nei “settlements” (causati
anche da semplici volatilità di qualche mercato…), le spese di rappresentanza
interamente a mio carico, ecc.”

 

                                         Alla questione a sapere se
per questa sua attività riceveva delle direttive dalla ricorrente per quanto
concerne l’orario di lavoro, il luogo di lavoro, la pianificazione e
l’esecuzione del lavoro, l’interessato ha risposto negativamente, aggiungendo
che “ero totalmente libero di agire, sia sul piano logistico che su quello
temporale, come meglio credevo. La” ricorrente “non mi ha mai impartito
delle direttive per quanto concerne l’orario di lavoro, il luogo di lavoro, la
pianificazione e l’esecuzione del lavoro. Decidevo io di volta in volta, a
seconda delle esigenze del cliente, a chi inviare quest’ultimo o con chi
metterlo in contatto per il disbrigo e l’evasione dei suoi ordini di borsa o
quant’altro.”

 

                                         L’interessato, a proposito
delle modalità di rimunerazione, ha indicato che “si conteggiavano gli
affari conclusi e se ne traeva una determinata mediazione in mio favore, che
poi io fatturavo come onorari e spese alla società interessata. La mia
commissione era calcolata IVA compresa e quindi provvedevo poi ad allestire i
relativi rendiconti e a pagare l’imposta (aliquota a saldo 6%).”

 

                                         Circa gli investimenti, il
collaboratore dell’insorgente afferma di non aver “effettuato importanti o
costosi investimenti. Di base mi bastava un buon PC attrezzato, qualche
apparecchio telefonico fisso e mobile, una o due scrivanie, parecchi incontri,
pranzi e cene, qualche partecipazione televisiva e la mia attività poteva
girare a giusto regime. Come si può anche evincere dalla mia fiscalità, i miei investimenti
erano quindi più che altro delle spese di rappresentanza per acquisire il
cliente e per mantenerlo tale.”

 

                                         A proposito dei
locali a disposizione per svolgere l’attività in esame, l’interessato afferma
di aver già spiegato alla Cassa di poter disporre “di un mio ufficio presso
lo studio legale di mio fratello __________ e poi presso la __________. Per il
lavoro amministrativo, segnatamente per le fatturazioni, registrazioni
contabili, ecc., utilizzavo la segretaria di mio fratello. Corrispondevo per
questi necessari servizi amministrativi e di segretariato ca. CHF 1'000.-- mensili.
Potevo svolgere la mia attività anche da casa, da una camera d’albergo, ecc.”

 

                                         Circa le assicurazioni che
aveva sottoscritto, l’interessato ha affermato di aver beneficiato “di una
copertura assicurativa per responsabilità civile professionale di CHF
1'000'000.-- presso la __________. Ero iscritto nel registro dei contribuenti
all’imposta sul valore aggiunto (IVA) con il numero __________, ed ho pagato
oltre centomila franchi d’imposta sul valore aggiunto.” Egli rileva di aver
svolto la sua attività “di mediatore anche a favore di altre società quali
la __________.

I relativi contratti erano in forma verbale e/o sorti per atti concludenti.”

 

                                         Infine, chiamato a prendere
posizione in merito alla decisione della Cassa di qualificare l’attività svolta
per la ricorrente di attività dipendente, l’interessato ha affermato di
ritenere che “la decisione emanata dalla Cassa dopo tanti, troppi anni
dall’inizio della mia attività indipendente sia arbitraria, rispettivamente in
urto al principio della buona fede e della sicurezza del diritto, dato che la
mia attività di mediatore era chiaramente di natura indipendente. Per le
argomentazioni di diritto mi associo a quelle formulate” dall’insorgente “nel
ricorso presentato a codesto onorando Tribunale”.

 

                                         Chiamata a presentare
osservazioni scritte in merito, la Cassa ha rilevato di aver trasmesso, per
raccomandata, la decisione di ripresa dei contributi anche all’interessato. La
decisione non è però stata ritirata e pertanto è ritornata all’amministrazione

(doc. XI). Quest’ultima evidenzia inoltre che l’assicurato è stato alle
dipendenze della ricorrente dal 1.1.1993 al 31.12.1999 e che da un esame
dell’incarto fiscale la società ricorrente ha rappresentato, per gli anni
2000-2002, la quasi totalità delle sue entrate (86% nel 2000; 99% nel 2001 e
94% nel 2002). Nel 2003 invece la società ricorrente ha rappresentato la
totalità del fatturato dell’insorgente.

 

                             2.10.   Alla luce della più recente
giurisprudenza del TFA

(cfr. in particolare la citata STFA del 14 febbraio 2005), questo Tribunale
deve concludere che l’attività svolta da __________ per la società ricorrente è
di carattere indipendente.

 

                                         I pochi elementi a favore
dell’attività dipendente sono in particolare la circostanza che l’interessato
ha lavorato quale dipendente per diversi anni a favore dell’insorgente, che la
maggior parte del guadagno viene conseguito grazie al lavoro svolto a favore
dell’insorgente e che gli vengono rimborsate anche le spese generali (doc. 3). 

                                         Tuttavia, come emerge
dalle risposta fornite da __________, l’interessato non ha alcun rapporto di
subordinazione e di dipendenza con la ricorrente. Egli infatti, oltre a
lavorare, seppur in minima parte, per altre società, svolgeva un’attività
finanziaria che consisteva nell’acquisizione di clientela e nella consulenza
per prodotti trattati in borsa. Per questa sua attività ha dovuto concludere
un’assicurazione di responsabilità civile, e, non avendo la società ricorrente
messo a sua disposizione locali per l’esercizio dell’attività, versava
mensilmente un importo di

CHF 1'000.-- a suo fratello ed in seguito ad un’altra società per lavori
amministrativi e di segretariato svolti da un’altra persona

(cfr. anche doc. IX/2).

                                         L’interessato era inoltre
libero di agire, senza nessun vincolo temporale e/o logistico e poteva
organizzarsi senza dover sottostare ad alcuna direttiva circa l’orario di
lavoro, il luogo, la pianificazione e l’esecuzione. Il collaboratore della
ricorrente aveva inoltre effettuato alcuni investimenti, seppur,
finanziariamente, non molto importanti. Tuttavia, come recentemente rammentato
dal TFA, negare l’esistenza di un’attività indipendente per il fatto che
l’interessato non avrebbe effettuato investimenti tipici di un’attività
imprenditoriale e comunque non di entità tale da essere paragonati a quelli di
un imprenditore che intende iniziare un’occupazione indipendente, significa non
tenere conto delle nuove realtà lavorative che consentono sempre più di operare
anche se delocalizzati (a casa propria, lontani dalla sede del committente o
del mandante) e con l’ausilio dei mezzi informatici interattivi e dei mutamenti
economici in atto che permettono di svolgere un’attività lavorativa indipendente
ad elevato tenore intellettuale senza necessità di dover inizialmente investire
mezzi finanziari elevati per dotarsi di attrezzature, locali commerciali e
personale

(STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).

                                         Inoltre, sempre nella
medesima sentenza, l’Alta Corte ha rammentato che il rischio aziendale di un
libero professionista consiste principalmente nel fatto che questi è tenuto a
rispondere dell’esecuzione lege artis del mandato conferitogli e in caso di
errore è chiamato a rifondere i danni. Proprio per questo motivo l’interessato
ha concluso un’assicurazione per la responsabilità civile nella sua qualità di
fiduciario finanziario.

                                         Il carattere indipendente
dell’attività svolta dall’interessato si evince anche dalla convenzione
sottoscritta dalle parti (doc. 1), dalla quale emerge che l’assicurato “indirizza
la sua clientela alla società, che è libera di accettare o rifiutare a sua
totale discrezione i singoli clienti, e la società riconosce al Procacciatore
delle commissioni di intermediazione percepite dai clienti.” Inoltre “il
procacciatore non ha alcun potere di rappresentare o impegnare la società,
salvo autorizzazione scritta della direzione. Non ha alcuna veste di
rappresentante o agente ai sensi del Codice Svizzero delle Obbligazioni.”

Per quanto concerne la remunerazione emerge che la società verserà “al
procacciatore una commissione da stabilirsi di volta in volta.” Inoltre la
convenzione prevede che non vi è alcun rapporto diretto o indiretto di
esclusiva tra la ricorrente ed il procacciatore. “Pertanto le parti non si
potranno in alcun modo appellare a indennità o pretesi diritti di concorrenza
sotto ogni forma.”

 

                                         In concreto pertanto
l’interessato fungeva da consulente/mediatore e percepiva il proprio compenso
unicamente se l’affare andava a buon fine, ossia se la società accettava la
clientela presentatagli. Altrimenti l’assicurato non avrebbe incassato
alcunché, con conseguenti spese a suo carico. Ora, proprio l’elemento di
aleatorietà è un aspetto importante del carattere indipendente dell’attività
svolta a favore dell’insorgente (cfr. anche STCA del

5 novembre 2001 nella causa M., 30.2000.138).

                                         Infatti, il mediatore, di
regola, è considerato quale persona esercitante un'attività indipendente (RCC 1988
pag. 315 seg. consid. 3c) poiché secondo l'art. 413 cpv. 1 CO ha diritto alla
mercede solo se la sua interposizione o la sua indicazione conducono alla
conclusione del contratto. Quest'ultimo elemento, che mette in evidenza il
carattere aleatorio dell'attività di mediatore, è importante dal punto di vista
del diritto delle assicurazioni sociali. Infatti la presenza del rischio
dell'imprenditore è uno dei criteri che permette di riconoscere l'esistenza di
un'attività indipendente (Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1
à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants, pag. 195, n.
159 ad art. 5). Circa le spese sopportate dal mediatore, queste gli sono
rimborsate unicamente se ciò è stato convenuto

(art. 413 cpv. 3 CO). Per queste ragioni, di regola, il mediatore è considerato
indipendente, a differenza dell'agente commerciale che, di regola, è un
salariato (DTF 97 V 137 consid. 2).

 

                                         Certo, nel caso di specie
la convenzione contiene un’irrituale, nell’ambito della mediazione, durata
minima di 2 anni e la possibilità di disdire il contratto tre mesi prima della
scadenza della convenzione. Tuttavia, a fronte di tutti gli elementi che fanno
propendere per un’attività indipendente, questo aspetto diventa, nel caso di
specie, secondario.

                                          

                                         Infine, va evidenziato che
l’assicurato è stato tassato quale indipendente, ha pagato circa CHF 100'000.--
di IVA e sono state emesse tre decisioni definitive di fissazione dei
contributi quale indipendente. Certo, questi elementi, da soli,
non sono determinanti. Tuttavia, alla luce dei numerosi elementi che fanno
propendere per un’attività indipendente e della giurisprudenza del TFA ("Angesichts
der Komplikationen bezüglich der Rückabwicklung dieser Abrechnungen legt dieser
Umstand aber ebenfalls eine gewisse Zurückhaltung nahe, eine freie
Mitarbeitertätigkeit trotz Vorliegens gewichtiger Indizien für eine
selbstständige Erwerbstätigkeit nicht als solche zu qualifizieren (AHI 2001 S.
66 Erw. 6e)") questo TCA deve concludere che l’attività
dell’insorgente è di carattere indipendente.

 

                                         Va
comunque abbondanzialmente rilevato che il ricorso, perlomeno per gli anni dal
2000 al 2002, dove la Cassa ha già emanato decisioni definitive di fissazione
dei contributi calcolati su un reddito percepito quale indipendente, andrebbe
accolto anche se si volesse concludere per un’attività dipendente. 

                                         Infatti non
va dimenticato che Il TFA ha stabilito che il cambiamento dello statuto
contributivo nei casi in cui i contributi assicurativi in lite siano stati
oggetto di decisione formalmente cresciuta in giudicato è possibile solo quando
siano dati i presupposti del riesame o della revisione processuale. Se non si
tratta di un cambiamento dello statuto con effetto retroattivo, ma con effetto
per il futuro, la questione dello statuto viene di principio esaminata
liberamente come per la prima volta, con il dovuto riserbo nei casi limite. Se
la questione del cambiamento dello statuto concerne sia rimunerazioni dalle
quali sono già stati prelevati contributi assicurativi, sia rimunerazioni non
ancora oggetto di decisione, deve essere esaminato, per la parte già
considerata del provvedimento formalmente cresciuto in giudicato, se sono dati
i presupposti del riesame o della revisione processuale, mentre lo statuto
contributivo per le rimanenti rimunerazioni, non ancora contemplate da
decisione, è apprezzato liberamente (DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc,
Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur
l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 121 seg. ad art. 5 , pag. 183
seg., in particolare n. 127 pag. 185).

 

                                         Per
l'art. 53 cpv. 1 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente
passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o
l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di
prova che non potevano essere prodotti in precedenza. Per il cpv. 2
l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione
formalmente passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e
se la loro rettifica ha una notevole importanza. L'assicuratore può
riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è
stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di
ricorso.

 

                                         Va qui
rammentato che una decisione è manifestamente errata,

 

" 
wenn kein vernünftiger Zweifel daran möglich
ist, dass die Verfügung unrichtig war. Es ist nur ein einziger Schluss -
derjenige auf die Unrichtigkeit - möglich (vgl. BGE 125 V 393 oben; Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2. Auflage, Bern 1997, S. 362; Kieser,
Kommentar ATSG, Ziffer 20 zu Art. 53). Dabei ist nach dem eingangs Gesatgen
(Erw. 1.2.hievor) vom Rechtszustand auszugehen, wie er sich bei
Verfügungserlass präsentierte."

(STFA del 10 settembre 2003 nella causa U, H
97/03)

 

                                         Ora, proprio alla luce
degli elementi sopra riportati non può dirsi che le decisioni della Cassa che
ha fissato i contributi quale indipendente fossero manifestamente errate. Per
cui, comunque, per gli anni dal 2000 al 2002 non poteva modificare le decisioni
di fissazione dei contributi.

 

                                         Su questo punto il ricorso
va pertanto accolto e la ripresa annullata.

 

                                         Per quanto concerne invece
l’anno 2004, in mancanza di una decisione impugnabile, il TCA non deve entrare
nel merito della richiesta di confermare il carattere indipendente
dell’attività anche per quell’anno. Su questo punto il ricorso è irricevibile.

 

                                         Spese
generali

 

                             2.11.   La ricorrente contesta anche
la circostanza che nella decisione su opposizione viene indicato che dal
1.1.2005 non verranno più riconosciute le spese forfetarie.

 

                                         La Cassa da parte sua
afferma che si tratta di una semplice indicazione contro la quale non è
possibile presentare un ricorso.

 

                                         La ricorrente chiede al
TCA di condannare comunque la Cassa ad emettere una decisione formale
impugnabile.

 

                             2.12.   Va innanzitutto rilevato che
l’amministrazione ha accolto le censure della ricorrente in sede di opposizione
ed ha annullato la ripresa delle spese forfetarie poiché negli anni precedenti,
a causa di un errore, le aveva riconosciute. 

                                         Per cui, in virtù del
principio della buona fede, la ripresa, per il passato, andava annullata. 

 

                                         L’amministrazione,
comunque, per evitare di dover riconoscere anche in futuro la buona fede della
ricorrente, si è vista costretta ad indicare, nella decisione, che dal 1.1.2005
non avrebbe più riconosciuto le spese forfetarie versate agli agenti di borsa
dipendenti della società ricorrente.

 

                                         Come rileva giustamente la
Cassa, nel caso di specie, l’indicazione che dal 1.1.2005 non saranno più riconosciute
spese forfetarie non è impugnabile, non avendo la Cassa effettuato alcuna
ripresa e non trattandosi di conseguenza di una decisione condannatoria.

 

                                         Ora, per
l’art. 49 cpv. 1 LPGA nei casi di ragguardevole entità o quando vi è disaccordo
con l’interessato l’assicuratore deve emanare per scritto le decisioni in
materia di prestazioni, crediti e ingiunzioni.

 

                                         Giusta
l’art. 49 cpv. 2 LPGA una domanda relativa a una decisione d’accertamento deve
essere soddisfatta se il richiedente fa valere un interesse degno di
protezione.

 

                                         Per
l’art. 56 cpv. 2 LPGA il ricorso può essere interposto anche se l’assicuratore,
nonostante la domanda dell’assicurato, non emana una decisione o una decisione
su opposizione.

 

                                         Con
decisione del 6 marzo 2003, pubblicata in DTF 129 V 289 = SVR 2003, AHV nr. 16,
pag. 41, l'Alta Corte, modificando la propria precedente giurisprudenza, ha
stabilito che chiamato a stabilire se l'amministrazione ha correttamente
emanato una decisione di accertamento, il tribunale delle assicurazioni sociali
di prima istanza deve entrare nel merito del ricorso, anche se conclude che i
presupposti per emanare una decisione di accertamento non sono soddisfatti.

                                         L'Alta
Corte ha in particolare affermato:

 

" 
(…)

Il s'ensuit que l'intérêt digne de protection
requis fait défaut, en règle ordinaire, lorsque la partie peut obtenir en sa
faveur un jugement condamnatoire; en ces sens, le droit d'obtenir une décision
en constatation est subsidiaire (ATF 125 V 24
consid. 1b et la référence; ANDRE GRISEL, Traité de droit administratif, vol.
II, p. 867).

2.2 La jurisprudence considère que le statut des
assurès en matière de cotisations AVS peut, à lui seul, donner lieu à une
décision de constatation lorsqu'un intérêt majeur exige l'examen préalable de
cette question. Il en va ainsi dans certains cas complexes, dans lesquels l'on
ne peut raisonnablement pas exiger que des décomptes de cotisations paritaires
compliqués, soient effectués avant que l'existence d'une activité lucrative
dépendante et l'obligation de cotiser de l'employeur visé aient été établies.
Une telle situation peut se présenter notamment lorsque de nombreux assurés
sont touchés par la décision notifiée à leur employeur commun, relative à leur
situation de personnes salariées, tout particulièrement si le nombre de ces
assurés est si élevé que l'administration ou le juge est dispensé de les
appeler à intervenir dans la procédure en qualité d'intéressés (ATF 112 V 84
consid. 2a; ATFA 1960 p. 222 consid. 1; voir aussi RCC 1987 p. 384 consid. 1a
et les références; RAMA 1990 n° U 106 p. 276 consid. 2b).

 

(…)

 

Le droit d'obtenir une décision en constatation
doit cependant être nié. En effet, le cas de ses conseillères et animatrices
n'est pas d'une complexité telle qu'il nécessite au préalable une décision de
constatation sur son statut d'employeur et la question du statut en matière de
cotisations AVS des <<présentatrices>> d'articles de marque dans la
vente à domicile n'est pas nouvelle. 

 

(…)

 

Suite à la communication de l'intimée du 7 mai
1999, X SA aurait pu et dû chercher à obtenir un jugement condamnatoire
concernant ses conseillères/animatrices et ses représentants.

Il s'ensuit que l'intimée n'avait pas à donner
suite à la demande en constatation de la recourante."

 

                                         Kieser, in ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, pag. 489, a proposito
dell’art. 49 LPGA, ricorda come:

 

" 
c) Feststellungsverfügungen setzen ein
schützenswertes Interesse voraus. Art. 49 Abs. 2 ATSG verwendet nicht etwa in
Art. 59 ATSG oder in Art. 25 Abs. 2 VwVG (oder noch im BERICHT UND ENTWURF, 75)
enthaltenen Begriff des <<schutzwürdigen >> Interesses. Aus welchen
Gründen der Begriffwechsel erfolgte, ist nicht ersichtlich (vgl. dazu auch BBl
1991 II 262, wo im erläuternden Bericht von <<schutzwürdig>> die
Rede ist, während im Gesetzestext bereits von <<schützenswert>> die
Rede ist). Offensichtlich kommt der entsprechenden Wortwahl nicht die Bedeutung
zu, dass eine Abweichung von der bisherigen Gesetzgebung bzw. Rechtsprechung
angestrebt wird (vgl. im übrigen zur analogen Korrektur in Art. 59 ATSG BBl
1999 4622).

Deshalb besteht zwischen dem schutzwürdigen
Interesse gemäss Art. 59 ATSG, welches bei der Legitimation zur Beschwerde
massgebend ist (gl. Dazu ATSG- Kommentar, Art. 59 Rz. 4), und demjenigen, um
eine Feststellungsverfügung zu verlangen, eine Parallelität (vgl. dazu
Kölz/Bosshart/Röhl, Rz. 60 zu Art. 19 VRG).

Zu verneinen ist das schutzwürdige Interesse
dann, wenn eine Gestaltungsverfügung erwirt werden kann (vgl. BGE 121 V 318,
125 V 24); insoweit hat die Feststellungsverfügung gegenüber der
Gestaltungsverfügung eine subsidiäre Bedeutung."

 

                             2.13.   Di regola, non vi è un interesse degno di protezione
ad ottenere una decisione di accertamento, laddove l’assicurato può chiedere
l’emanazione di una decisione condannatoria

(cfr. anche STCA del 28 maggio 2004 nella causa S.,

inc. 30.2004.23-24). 

                                         In tal
caso il diritto di ottenere una decisione d'accertamento è sussidiario (cfr.
sentenza sopra citata, al consid. 2.6.). 

                                         Il
diritto di ottenere una decisione di accertamento è dato laddove la problematica
è complessa o di difficile risoluzione o se numerosi assicurati sono toccati
dalla decisione.

 

                                         In
concreto, non vi sono motivi per emanare una decisione di accertamento.
Infatti, la problematica è relativamente semplice (si tratta di stabilire se le
spese forfetarie versate a dipendenti della società vanno riprese oppure no) e
solo i dipendenti, oltre evidentemente alla società, sono toccati dalla
decisione.

 

                                         La frase
“a decorrere dal 1.1.2005 non saranno più concessi dei rimborsi spese forfetari.
La RI 1 è perciò tenuta ad allestire un conteggio mensile delle spese dei
singoli dipendenti, corredato dai rispettivi giustificativi.” non può
pertanto essere impugnata. 

 

                                         Tuttavia,
essendoci per la ricorrente la necessità di conoscere se le spese forfetarie
vanno riconosciute come tali, la cassa, come richiesto in sede di ricorso, è tenuta,
in virtù dell’art. 49 cpv. 1 LPGA, se non vuole incorrere in una denegata
giustizia, ad emettere una decisione formale condannatoria, tramite la quale
riprende le spese forfetarie versate nei primi mesi del 2005 e contro la quale
la società potrà interporre ricorso (cfr. anche STCA del 25 gennaio 2005, inc.
30.2004.89). 

 

                                         In questo
senso il ricorso va parzialmente accolto.

 

                             2.14.   Nella misura
in cui il presente giudizio ha attinenza a contributi imposti dal diritto
federale è data facoltà di impugnativa al Tribunale federale delle assicurazioni
mediante ricorso di diritto amministrativo.

 

                                         Per
quanto il presente giudizio si riferisca invece alla richiesta di versamento di
contributi per assegni familiari - che attengono al diritto cantonale - non vi
è controllo giudiziario da parte del Tribunale federale delle assicurazioni
mediante ricorso di diritto amministrativo (v. DTF 124 V 146 c. 1 e
riferimenti) ed il giudizio cantonale è definitivo.

 

                                         A __________,
persona interessata ed intervenuta in corso di causa, va trasmessa copia della
presente sentenza

(cfr. anche STFA del 2 maggio 2005 nella causa S, H 14/04). 

                                         A questo
proposito va evidenziato come non meriti approfondimento la questione a sapere
se l’interessato ha ricevuto la decisione della Cassa, ritenuto che comunque il
TCA lo ha interpellato pendente causa e il suo diritto di essere sentito è
stato in questo modo salvaguardato.

 

                                         All’insorgente, rappresentata
da una fiduciaria, vanno assegnate le ripetibili (art. 61 LPGA).

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso,
nella misura in cui è ricevibile, è parzialmente accolto ai sensi
dei considerandi.

                                         § La
decisione impugnata è annullata e l’incarto rinviato alla Cassa affinché
proceda come ai considerandi.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         La Cassa
verserà CHF 1'500.-- (IVA inclusa) alla RI 1 a titolo di ripetibili.          

 

                                 3.-   Nella
misura in cui le liti hanno per oggetto la richiesta di contributi per assegni
familiari, la presente decisione è definitiva.

 

                                 4.-   Per quanto
attiene ai contributi di diritto federale la presente decisione viene
comunicata agli interessati, i quali possono impugnare il presente giudizio con
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti