# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8c9abbbe-d13c-5e9a-ba06-b79c55ec42aa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-06-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 30.06.2020 11.2019.62
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2019-62_2020-06-30.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2019.62

  11.2020.46

  	
  Lugano

  30 giugno 2020/rg

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Giani,
  vicepresidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F.
  Bernasconi

  

 

 

sedente
per statuire nelle cause SO.2019.23 (provvedimenti
assicurativi della devoluzione ereditaria) e SO.2020.617 (proroga del termine
di rinuncia alla successione) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4,
promosse con istanza del 31 dicembre 2018
e con istanza del 6 febbraio 20202 da

 

	
   

  	
   AP
  1  

  (patrocinata dagli avvocati  PA 1 

  e  PA 4 ) 

   

  
	
   

  	
  nei
  confronti di

  	 

 

	
   

  	
   PI
  1  

  (patrocinata
  dall'avv.  PA 2 ) e

   

   PI
  2 

  (patrocinata
  dall'avv.  PA 3 )

   

  

 

                                         nell'ambito della successione fu

                                           (1920-2018),
già in ;

 

statuendo sull'appello del
20 maggio 2019 presentato da AP 1 contro la decisone emessa dal Pretore l'11
dicembre 2019 (inc. 11.2019.62),

 

come pure sull'appello
del 25 maggio 2020 presentato da AP 1 contro la decisone emessa dal Pretore il
14 maggio 2020 (inc. 11.2020.46);

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                   A.   __________ F__________ (1920), cittadino italiano
domiciliato a __________ è deceduto ad __________ il 22 dicembre 2018,
lasciando la moglie PI 1 (1955), la figlia AP 1 (1946) nata dal primo
matrimonio e la figlia PI 2 (1985), nata dal terzo matrimonio. Un altro figlio
nato dal terzo matrimonio, __________ (1981), gli è premorto il 13 ottobre
2007.          

 

                                  B.   Con sentenza del 3
maggio 2019 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, ha respinto
un'istanza presentata il 31 dicembre 2018 da AP 1 per ottenere l'apposizione
dei sigilli “sui beni presenti nelle dimore coniugali di via __________ a __________
e di __________ a __________”, come pure un inventario assicurativo della
successione e il rilascio di un certificato ereditario provvisorio. Le spese
processuali di fr. 1200.– sono state poste a carico dell'istante, tenuta a
rifondere a PI 1 fr. 1200.– e a PI 2 fr. 600.– per ripetibili. Contro la
decisione appena citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 20
maggio 2019 nel quale chiede di riformare la sentenza impugnata accogliendo la
sua istanza, nel senso di ordinare l'apposizione dei sigilli, di vietare a PI 1
– sotto comminatoria dell'art. 292 CP – la disponibilità di ogni avere o
credito di proprietà o di spettanza (anche in qualità di contitolare) del
defunto, di prevedere la confezione di un inventario assicurativo e di
rilasciare un certificato ereditario provvisorio. La richiesta di apporre dei
sigilli già in via cautelare è stata respinta dal presidente di questa Camera
con decreto del 27 maggio 2019. Nelle
loro osservazioni del 21 giugno 2019 PI 1 e PI 2
propongono di respingere l'appello (inc.
11.2019.62). 

 

                                 C.   Nel frattempo, su richiesta di PI 1, PI 2
e AP 1, il Pretore ha accordato il 5 febbraio 2019 il beneficio d'inventario,
delegando alla compilazione dell'atto il notaio __________ G__________. Questi ha
chiuso l'inventario il 6 dicembre 2019 e il 15 gennaio 2020 il Pretore ha assegnato
alle parti un termine di 30 giorni per dichiarare se rinunciavano alla
successione, se ne postulavano la liquidazione d'ufficio, se l'accettavano con
il beneficio d'inventario oppure incondizionatamente, ritenuto che il silenzio
sarebbe stato interpretato come accettazione con beneficio d'inventario. AP 1 ha
chiesto al Pretore, il 6 febbraio 2020, che il termine di 30 giorni fosse
prorogato fino al 30 novembre 2020. Nelle loro osservazioni del 4 marzo 2020 PI
1 e PI 2 hanno avversato la richiesta. Nella sua replica spontanea del 30 marzo
2020 e nella loro duplica spontanea del 9 aprile 2020 le parti hanno mantenuto
le loro posizioni. Statuendo il 14 maggio 2020 il Pretore ha prorogato il
termine fino al 15 giugno 2020. Le spese processuali di complessivi 

fr. 1000.– sono state poste per metà a carico dell'istante e per l'altra metà a
carico delle convenute, compensate le ripetibili. Contro la decisione appena
citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 25 maggio 2020 nel
quale chiede di riformare la sentenza impugnata nel senso di prorogare il
termine per rinunciare “una prima volta” fino al 30 novembre 2020 (inc. 11.2020.46). 

 

                                  D.   Il
19 giugno 2020 AP 1 ha comunicato a questa Camera di avere raggiunto un accordo
stragiudiziale con le controparti e dichiara di ritirare gli appelli “con spese
a carico di chi le ha anticipate e ripetibili compensate”. Trasmessa alle
appellate, quest'ultima proposta non ha suscitato reazioni.

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Il ritiro di un appello,
ovvero la dichiarazione con cui una parte rinuncia unilateralmente alle proprie
richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC,
indipendentemente dai motivi che possono avere indotto quella parte a recedere
dalla lite (sentenza del Tribunale federale 4A_602/2012 e 4A_604/2012 dell'11
marzo 2013 consid. 5.2). Nelle condizioni descritte il giudice prende atto
della dichiarazione di ritiro e stralcia la
causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).

 

                                   2.   Desistenza equivale
a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un reclamo di assumere – in linea
di principio – il pagamento 

delle spese giudiziarie dovute all'introduzione del suo ricorso (art. 106 cpv.
1 CPC). In concreto le parti hanno concordato di lasciare gli oneri processuali
correlati alle procedure di appello a carico di chi li aveva anticipati e di
compensare le ripetibili. Non soccorrono motivi per scostarsi da tale intesa,
fermo restando che la tassa di giustizia va sensibilmente ridotta, la procedura
terminando senza decisione (art. 21 LTG). 

 

Per questi motivi,

 

decreta:                   1.   Le cause 11.2019.62 e
11.2020.46 sono congiunte.

 

                                   2.   Si prende atto del ritiro
degli appelli. Le cause sono stralciate dal ruolo per desistenza.

                                      

                                   3.   Le spese processuali di
complessivi fr. 300.–, sono poste a carico dell'appellante. Le ripetibili sono
compensate.

 

                                   4.   Notificazione
a:

	
   

  	
  –
  avvocati   e   

  –
  avv.   – avv.   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4.

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
vicepresidente                                                   La
vicecancelliera 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90
 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95
 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione impugnata. Nelle
cause aventi carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile
soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;
quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia
civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso
in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso
durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto
sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).