# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 21f4388d-fe89-5961-8360-6f44cb81e1cd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-03-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 15.03.2000 INC.1999.51006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-51006_2000-03-15.html

## Full Text

nN. 510.99.6 L                                                             Lugano,
15 marzo 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria presentata il 6 marzo 2000 da

 

 

__________,
cittadino portoghese

(patrocinato dall'avv.
__________)

 

 

e qui trasmessa con preavviso
negativo il 10/13 marzo 2000 dalla Procuratrice pubblica avv.
__________;

 

viste le osservazioni 14 marzo
2000 dell'accusato, che si conferma in contenuti e conclusioni dell'istanza;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

che

 

-    in tema di libertà personale concernente __________, questo
giudice (oltre alla conferma dell'arresto del 23 luglio 1999) già ebbe ad
occuparsi con le decisioni del 27 agosto 1999 (inc. GIAR 510.99.3) e del 22
ottobre 1999 (inc. GIAR 510.99.4) che hanno respinto correlative istanze di
libertà provvisoria, e con la decisione del 28 dicembre 1999 (inc. GIAR
510.99.5), che ha prorogato il carcere preventivo, nonostante opposizione
dell'interessato, sino al 21 marzo 2000: nessuno di questi giudizi è stato
impugnato alla Camera dei risorsi penali;

 

 

-    l'istruttoria predibattimentale è conclusa, per scadenza
inutilizzata del termine per proporre eventuali nuove prove a norma dell'art.
196 CPP, ed è in corso di emanazione l'atto di accusa per il deferimento
dell'accusato istante alla Corte delle Assise correzionali, segnatamente con le
imputazioni di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti per
avere riassuntivamente trafficato importanti quantitativi di cocaina,
vendendone da solo o con altri circa 100 g., intermediandone 200 g. e facendo
preparativi per la vendita di almeno altri 500 g.;

 

 

 

 

 

 

 

-    la concessione della libertà provvisoria viene ora nuovamente chiesta
con un esposto che sa tanto di arringa difensiva, inteso a minimizzare le
responsabilità di __________, coinvolto "con la droga soltanto per
foraggiare il proprio consumo personale", per cui dovrebbe essere
sanzionato con una pena relativamente mite, tale da consentirne la sospensione
condizionale o quantomeno un residuo da poter scontare in regime carcerario
agevolato, con esclusione pertanto del pericolo di fuga, più non essendovi
d'altro canto impedimenti per possibile inquinamento delle prove;

 

 

-    la Procuratrice pubblica ha espresso preavviso negativo per
chiari indizi di colpevolezza, esuberanti le allegazioni dell'istanza,
rimanendo inalterati gli altri presupposti dei pericoli di collusione (con un
coaccusato a piede libero), di fuga (in relazione alla prevedibile pena
privativa della libertà) e di recidiva (l'attività criminosa non essendo stata
occasionale), il tutto coperto dal rispetto del principio di proporzionalità;

 

 

-    con le osservazioni a detto preavviso, __________ si diffonde
ancora in discussione di merito sulla pretesa contenuta sua attività
delittuosa, essenzialmente intesa a garantire il proprio consumo di cocaina,
quindi con verosimiglianza di pena sospesa condizionalmente o tanto mite da
rendere nullo l'interesse alla fuga, mentre il pericolo di collusione
(accennato per la prima volta dalla magistrata inquirente) è "di per sé
risibile" stante la chiusura dell'istruttoria e, per la situazione
personale e famigliare, il rischio di recidiva (pure per la prima volta
avanzato), è "quantomeno poco credibile";

 

 

-    all'accusato sono note le disposizioni procedurali e la
correlativa giurisprudenza in tema di privazione della libertà personale, come
alle precedenti richiamate decisioni, e meglio:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del
carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello
stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un
delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico,
quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell'istruzione, il pericolo di
recidiva ed eventualmente quello di fuga (senza dimenticare che l’arresto,
quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni
dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo
e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e
riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H.,
1P.477/1993, consid. 3).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

 

 

 

 

-    allora mantengono nuovamente validità sufficienti presupposti di
legge, proprio come esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà, sino all'ormai
prossimo dibattimento processuale;

 

 

-    per qualificare il non indifferente ruolo svolto dall'accusato,
nell'ottica dell'esistenza di importanti e gravi indizi di colpevolezza, già
sono sufficienti le pur limitate sue ammissioni, a cui vanno però aggiunti gli
altri accertamenti istruttori, evidenziati nelle precedenti decisioni e che
andranno a costituire le imputazioni di competenza della Corte delle Assise
correzionali, essendo escluso un loro approfondimento critico in questa sede,
anche per evitare inopportuno pregiudizio;

 

 

-    dato il comportamento processuale reticente di __________ e le
sue tesi riduttive circa sue responsabilità dirette, è ipotizzabile considerare
ancora di pregio il pericolo di collusione con altre persone coinvolte tuttora
a piede libero e segnatamente con il coimputato __________ (pericolo di
collusione e di inquinamento delle prove già considerato presente nelle
precedenti decisioni di questo giudice);

 

 

-    anche gli altri presupposti di legge vennero considerati e fatti
propri in decisioni tranquillamente cresciute in giudicato e senza neppure
consistente appropriato riscontro in successivi esposti dell'accusato e, come
già rilevato, senza impugnative in seconda istanza;

 

 

-    quindi sul pericolo di recidiva si veda il corrispondente
considerando della decisione 27 agosto 1999, di poi confermato, come ora:

 

 

"L'illustrato comportamento dell'accusato istante
consente di considerare dato il presupposto del pericolo di recidiva,
richiamando come lo stesso debba essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da
una valutazione dell’insieme delle circostanze, tra cui i precedenti
dell’accusato, il suo comportamento durante l’istruttoria, la sua personalità,
la sua costituzione fisica e soprattutto psichica e le modalità di commissione
dei reati che gli vengono addebitati, così che la reiterazione appaia assai
verosimile (LUVINI, loc. cit., pag. 294; Gérard PIQUEREZ, Précis de procédure
pénale suisse, Lausanne 1987, n. 1186/7).

Negare l'evidenza significa - anche e nel contempo -
mancata presa di coscienza dell'intollerabilità dei reati commessi e
prospettiva di ripresa di lucroso traffico di stupefacenti, con la soggettiva
convinzione di tolleranza per una scarcerazione senza completazione degli
accertamenti istruttori e senza confronto di pena. L'attività lavorativa ed i
rapporti famigliari non seppero minimamente trattenere l'accusato, per cui è
pura ipotesi che nel futuro possano avere risvolti positivi, per rapporto anche
ad una situazione economica - se regolare - non di certo brillante (come appare
dai procedimenti esecutivi in corso, attestati dalla documentazione prodotta
con l'istanza 26 agosto 1999 di ammissione al
gratuito patrocinio)."

 

 

ed analogamente sul pericolo di
fuga:

 

 

 

 

 

 

"Per quanto concerne il pericolo di fuga, si
ricorda che i criteri determinanti per stabilire se questo presupposto sia dato
o meno sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio, la sua professione,
la sua situazione famigliare e i suoi legami con lo Stato in cui egli é
inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S.C. del Tribunale
federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94). L'apprezzamento di
tutte le circostanze, per invocare appunto un rischio di fuga, deve lasciar
presumere che le conseguenze di una fuga appaiano per l’accusato come un male
minore rispetto a quello derivante per lui dall'ulteriore carcerazione, con
maggior forza quanto più i reati imputati comportino pene edittali od
eventualità di pena concreta importanti (in questo senso Mario Luvini; in REP 1989, pag. 292, con i
riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP
341/94).

La Procuratrice pubblica non insiste sul ricorrere di
questo presupposto ad impedire scarcerazione. Tuttavia il descritto
atteggiamento dell'accusato istante consente di ritenere per concreta la scelta
della fuga e della latitanza al cospetto della prospettiva ormai certa di
essere riconosciuto colpevole di spaccio di stupefacenti e verosimile di
importante privazione della libertà personale. __________ mantiene forti contatti
con il suo paese d'origine, tanto che le figlie minori vi sono rimaste sino
alla fine della scolarità, qui arrivando solo lo scorso mese di luglio, con
richiesta 9 agosto 1999 di permesso di dimora (allegata all'istanza 26 agosto
per la concessione del gratuito patrocinio). Si tratta in ogni modo di
valutazione abbondanziale rispetto alle altre ragioni che impediscono
accoglienza dell'istanza ed in certo qual senso alternativa al pericolo di
recidiva."

 

 

-    considerato che l'istruttoria formale si è protratta per la
complessità dei fatti, coinvolgenti più persone, e per l'atteggiamento
reticente dell'accusato istante, e che è imminente il deferimento alla Corte
del merito, il principio di proporzionalità risulta ossequiato;

 

 

-    di conseguenza l'istanza è respinta
con la presente decisione esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f
TG e contrario) e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali
(art. 284 cpv. 1 lett. a CPP);

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

1.     
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

2.     
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

3.     
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

4.     
Intimazione:

-         
avv. __________, per sé e per l’istante;

-         
Procuratrice pubblica avv. __________ (con copia delle osservazioni
dell’istante);

-         
Presidente della Corte delle Assise correzionali, sede.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                giudice
__________