# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 32af3ee4-08af-5315-b7d1-d053ae34aeaa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-08-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 29.08.2019 72.2019.12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2019-12_2019-08-29.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2019.12

  	
  Lugano,

  29 agosto 2019/lc 

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone Ticino

  
	
  La Corte
  delle assise correzionali

  
	
   

  
						

 

	
  composta da:

  	
  giudice Manuela Frequin
  Taminelli, Presidente

  
	
   

  	
  Stefano Stillitano, cancelliere

  

 

sedente nell’aula
penale minore di questo palazzo di giustizia, per giudicare

 

nella causa penale       Ministero
Pubblico

 

contro                             IM 1,

rappresentato dall’avv. DF 1

 

imputato, a norma dell'atto d'accusa 10/2019 del 14 gennaio 2019,
emanato dall’allora 

Procuratore pubblico PP 1, di

 

 

grave infrazione alle norme della circolazione 

per avere, il 28 marzo 2017 a __________/__________, violato
intenzionalmente norme elementari della circolazione stradale, correndo in tal
modo il forte rischio di causare un incidente della circolazione con feriti
gravi o morti, segnatamente attraverso la grave inosservanza di un vigente
limite di velocità,

e meglio per aver circolato alla guida del veicolo Mercedes targato
TI __________, alla velocità di 142 Km/h (dedotto il margine di tolleranza)
accertata dalla Polizia mediante apparecchio radar “Traffic Observer LMS-14”,
malgrado il prescritto limite di 80 Km/h, superando quindi di almeno 62 Km/h la
velocità massima consentita;

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;

reato previsto: dall’art. 90 cpv. 3 e 4 lett. c LCStr. in
rel. con gli art. 27 cpv. 1, 32 cpv. 2 LCStr., art. 4a cpv. 1 lett. b ONC e
art. 22 cpv. 1 OSStr.;

 

Presenti:                   -   il Procuratore pubblico PP 1,
in rappresentanza del Ministero Pubblico;

                                     -   l’imputato IM 1, assistito
dal suo difensore di fiducia, avv. DF 1.

 

 

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:37
alle ore 10:16.

 

 

Evase le seguenti

questioni:                      Verbale del dibattimento

 

L’avv. DF 1 produce uno scritto
inerente la procedura di modifica, tutt’ora in essere, della legge Via Sicura e
chiede alla Corte di valutare se non vi siano gli estremi per sospendere il
presente procedimento penale (doc. dib. 1).

 

La Procuratrice dichiara di non
opporsi ad una eventuale sospensione, ma si rimette al prudente giudizio della
Corte.

 

La Presidente, seduta stante,
preso atto della richiesta della difesa, e come già evidenziato in altri casi
analoghi, al fine di non creare disparità di trattamento tra i vari imputati,
respinge la richiesta e dispone la prosecuzione del dibattimento.

 

 

Sentiti:                       -   il Procuratore
pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: l’accusa, riconosciuti i fatti a giudizio, chiede la conferma
dell’atto d’accusa e la condanna dell’imputato ad una pena di 12 mesi di
detenzione sospesa condizionalmente;

 

                                     -   l’avv. DF 1,
difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: i fatti relativi alla fattispecie sono particolarmente semplici.
Il signor IM 1 viaggiava a 142 km/h su un tratto di strada dove formalmente
vige il limite di 80 km/h. In diritto la difesa rileva che Via Sicura sta
creando una serie di problemi pratici a seguito di un eccesso di rigidità
formale che si è dimostrata lontana dalla realtà oggettiva e soggettiva di ogni
caso. Innanzitutto fa osservare che il prevenuto ha accelerato senza rendersi
conto della sua velocità. Sapeva di essere oltre, ma non pensava così tanto.
Ancora oggi è incredulo.

Di sicuro non voleva delinquere e tantomeno essere un pirata.
Tant’è che è un buon automobilista, sia in capacità che in chilometri percorsi.
La difesa rileva ancora che l’applicazione di Via Sicura sta suscitando
problemi e proteste provenienti da diverse parti. Nella fattispecie, pur
ammettendo il sensibile superamento, che va punito, osserva che l’apparecchio
radar era stato piazzato su un tratto non pericoloso e senza abitazioni.
Infine, rileva che in primavera sarà approvata la mitigazione di questa legge
assurda e che permetterà di irrogare pene su misura adeguate al singolo caso.
Oggi Via Sicura è troppo “automatista” e non lascia spazio al Giudice per
valutare caso per caso. In tutti i processi di “pirateria” celebrati, l’analisi
del caso ha potuto essere effettuata solo per aggravare. Da notare infatti, ad
esempio, che a 100 km/h una automobile moderna (o una moto che è più leggera)
si ferma a 100 km/h nel medesimo spazio (ca. 32 metri) di un veicolo pesante a
66 km/h. Però il primo è un pirata e un delinquente (con processo, condanna a 1
anno di detenzione, multa in base al reddito, possibile sequestro del veicolo,
revoca della licenza per 2 anni e visite dal medico del traffico per capire se
è idoneo o meno alla guida), mentre che il secondo viene punito con una
semplice multa e nessuna revoca della licenza. Eppure, il pericolo (per lo
spazio d’arresto) è il medesimo e l’impatto con un autocarro certamente più
devastante che con un’auto. In un solo caso in Ticino si è potuto non applicare
questa normativa, quando era stato riconosciuto il caso speciale di
involontarietà (__________). Anche nel caso qui in esame il conducente non
voleva essere un pirata. E la norma dice chiaramente “colui che
intenzionalmente” … Pertanto mancando questa intenzione e non essendoci altri
indizi in senso contrario, non cade sotta la mannaia dell’aggravante di
pirateria. Il caso è molto simile a quello noto della __________. E la sorpresa
sulla velocità l’aveva già espressa in tempi non sospetti, prima dell’arrivo
del sottoscritto. LA difesa conclude chiedendo che a IM 1 non venga applicata
la disposizione che lo rende automaticamente “pirata” della strada con un
minimo di 1 anno di detenzione, ma che gli venga irrogata una sanzione
contenuta in aliquote, sospesa con il beneficio della condizionale per un
periodo di 2 anni.

 

 

 

 

Considerato,                  in fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   Curriculum
vitae

 

In inchiesta, l’imputato ha fornito una breve
descrizione della propria situazione personale:

 

" …OMISSIS…”

(VI PP, 07.06.2017, pag. 3, AI 4).

 

In sede di istruttoria dibattimentale, sempre con
riferimento al proprio vissuto, IM 1 ha fornito ulteriori precisazioni:

 

" D: Che
attività ha svolto nel ramo __________?

R: …OMISSIS...

 

D: Lavora tuttora per __________ con uno stipendio
annuo di CHF 150'000.-?

R: Sono andato in pensione a 65 anni e ho iniziato a
lavorare come __________ presso __________ di __________. Percepisco uno
stipendio di base di fr. 1'500.-. …OMISSIS... 

 

D: …OMISSIS… ?

R: …OMISSIS... 

 

D: Vuole aggiungere delle dichiarazioni sulla sua
persona?

R: No”.

(VI dibattimentale, 29.08.2019, pag. 2, allegato 1
al verbale del dibattimento).

 

                                   2.   Precedenti
penali e amministrativi

 

                               2.1.   Dall’estratto del casellario giudiziale in atti (doc. TPC 5), non si
evincono precedenti penali a carico dell’imputato.

 

                               2.2.   Dal profilo amministrativo,
invece, agli atti è stata acquisita, su richiesta della Corte
giudicante, una decisione della Sezione della circolazione di data 06.03.2018,
con la quale, a seguito dei fatti oggetto dell’odierno procedimento, nei
confronti dell’imputato è stata disposta la revoca della licenza di condurre a
tempo indeterminato, con divieto di riesame sino al maggio 2019. La
riammissione alla guida è stata subordinata al superamento di un esame
psico-tecnico a cura dello psicologo del traffico (doc. TPC 8).

 

Al pubblico dibattimento, l’imputato ha dichiarato di trovarsi
ancora sprovvisto della licenza di condurre, poiché è stato considerato
inidoneo alla guida da parte dello psicologo del traffico, decisione che, come
precisato dal medesimo IM 1, è stata impugnata per mezzo del proprio legale:

 

"
D: Per i fatti qui a giudizio, con decisione 06.03.2018 della
Sezione della circolazione, la licenza di condurre le è stata revocata a tempo
indeterminato. Nel frattempo, ha superato l’esame psico-tecnico dallo psicologo
del traffico. Ora ha riottenuto la patente?

R: No, sono stato considerato inidoneo alla guida e non ho
riottenuto la patente. La decisione è stata comunque impugnata dal mio legale”.

(VI dibattimentale, 29.08.2019, pag. 2, allegato 1
al verbale del dibattimento).

 

 

                                   3.   Avvio
delle indagini e dichiarazioni dell’imputato

 

                               3.1.   In data 28.03.2017, sul
tratto del __________, durante un normale controllo della velocità effettuato
senza posto di blocco a mezzo dell’apparecchio radar Traffic Observer LMS-14,
alle ore 13:05 veniva rilevata la velocità di guida dell’imputato, il quale, a
bordo del veicolo marca Mercedes, targato TI__________, raggiungeva la velocità
di 142 km/h, già dedotto il margine di tolleranza, nonostante il limite vigente
di 80 km/h.

 

Trattandosi di un caso di grave infrazione alle norme della
circolazione stradale, gli operanti della Polizia Cantonale di __________ – __________,
prendevano immediatamente contatto con il detentore del veicolo, identificato
in IM 1, il quale comunicava di essere stato lui alla guida dell’auto al
momento dell’infrazione. L’imputato veniva pertanto convocato per essere
sottoposto ad interrogatorio.

 

                               3.2.   In data 19.04.2017, IM 1,
tradotto a verbale accompagnato dal proprio difensore, ha ribadito che vi era
lui alla guida dell’auto nel momento in cui è stata rilevata l’infrazione, e
che da __________, ove si era recato per un appuntamento di lavoro, stava
facendo ritorno verso __________, luogo in cui svolge la propria attività
lavorativa ed ove aveva un altro appuntamento di lavoro fissato per le ore
13:30.

 

Sui fatti, l’imputato ha riconosciuto che era ben consapevole del
limite di 80 km/h fissato su quel tratto di strada, ma di non essersi reso
conto della velocità raggiunta:

 

"
No, da parte mia non mi sono reso conto che circolavo ad una
simile velocità. Non ci credo ancora oggi. Probabilmente ero sovrappensiero e
arrabbiato per l’esito della riunione precedente”.

(VI PG, 19.04.2017, p. 4, AI 1).

 

L’imputato ha poi affermato di non accettare le risultanze del
rilevamento tecnico della velocità, non riuscendo a credere di avere raggiunto
la velocità accertata:

 

"
No, in quanto sono convinto che non circolavo a simile velocità”.

(VI PG, 19.04.2017, p. 4, AI 1).

 

A domanda del proprio difensore, IM 1 ha infine precisato di non
aver avuto l’intenzione di raggiungere una simile velocità. 

 

                               3.3.   Dinanzi al Procuratore,
l’imputato ha ammesso di aver consapevolmente superato il limite di velocità
vigente su quel tratto di strada, in quanto “di
fretta”, anche se, come già indicato nel precedente verbale, non si
era avveduto di aver raggiunto la velocità poi effettivamente rilevata:

 

"
In sostanza ammetto di essermi reso autore, mentre ero alla guida
del veicolo Mercedes targato TI__________ dell’eccesso di velocità registrato
dal radar Traffic Observer LMS-14 in 146 km/h (dedotto il margine di
tolleranza) sui prescritti 80 km/h esistenti in loco. 

Il motivo del mio comportamento stradale è legato al fatto che
stavo provenendo da __________ dove avevo avuto una riunione di lavoro e mi
recavo a __________ dove avevo un altro appuntamento di lavoro. Ammetto che in
quel frangente ero di fretta (anche se non ero in ritardo ma volevo solo
rimanere nella tempistica dei miei ulteriori appuntamenti) e anche arrabbiato
per via della riunione che avevo avuto a __________. Ritengo quindi che in quel
frangente io non abbia prestato sufficientemente attenzione ai limiti di
velocità perché ero assorto nei pensieri legati ai motivi che ho detto sopra.
Quel tratto di strada in cui è stato rilevato l’eccesso di velocità, lo
percorro regolarmente (almeno un paio di volte al mese) e quindi la conosco
abbastanza bene come tutti i ticinesi che hanno avuto modo di percorrerla prima
o poi nella vita. Il Mercedes che conducevo ce l’ho da circa un anno e mezzo e
lo conosco altrettanto bene quanto a funzionamento e capacità potenziali”

(VI PP, 07.06.2017, p. 2, AI
4).

 

                               3.4.   Al
termine del verbale d’interrogatorio del 07.06.2017, il Procuratore ha
consegnato copia di tutti gli atti formanti l’incarto penale al difensore, il
quale, a valere quale istanza probatoria, ha chiesto l’acquisizione agli atti
del rapporto di verifica interno da parte dell’Ufficio federale di Metrologia
che in data 26.07.2016 ha certificato il perfetto funzionamento del radar che
ha rilevato la velocità raggiunta dall’imputato.  

 

In data 08.06.2017 l’accusa ha quindi dato seguito alla richiesta
probatoria avanzata dalla difesa (AI 5), e in data 20.06.2017, l’Istituto
federale di Metrologia METAS, richiamati i parametri di legge per situazioni di
questo tipo, ha affermato che “la base per il
nostro parere” è proprio il
certificato di verificazione, aggiungendo poi che
“La conferma per strumenti di
misurazione della velocità stradale del tipo Traffic Observer LMS-14 è data
sotto forma di certificato di verificazione” (AI 6). 

Ricevuta tale comunicazione, la difesa ha ribadito la necessità di
poter esaminare il “protocollo”
dello strumento di verifica, ritenuto, inoltre, che la risposta data
dall’Istituto federale di Metrologia “non
serve a nulla” (AI 8). 

Con scritto del 28.06.2017, il precedente Procuratore pubblico ha
respinto la richiesta della difesa, rilevando che “sul piano legale è previsto
di accedere solo e unicamente alla certificazione periodica di controllo della
conformità del radar e mai il METAS ha rilasciato alle Autorità penali o alle
parti i loro protocolli di verifica”, rifiutandosi dunque di avanzare una nuova
richiesta in tal senso all’Istituto federale di Metrologia e dichiarando al
contempo la chiusura dell’istruzione (AI 9).  

 

                               3.5.   Nel corso del pubblico
dibattimento, l’imputato ha ribadito tutte le proprie precedenti dichiarazioni,
ovvero che, al momento dell’infrazione, egli era di ritorno da un appuntamento
di lavoro a __________ e che si stava recando a __________, ove lo attendeva un
altro appuntamento; che ha deliberatamente superato il limite di velocità di 80
km/h posto su quel tratto di strada, che pure ben conosceva, poiché “di
fretta” e “arrabbiato per l’esito della riunione precedente”, anche
se non si era accorto di aver raggiunto una simile velocità, ritenendo, semmai,
di viaggiare a circa 120 km/h:

 

"
D: Conferma che ha superato il limite di velocità in quanto era
sovrappensiero e arrabbiato per delle questioni professionali come ha
dichiarato in inchiesta (VI 14.04.2017 pag. 4)?

R: Confermo.

 

D: Era altresì di fretta perché aveva un altro impegno
professionale a __________?

R: Esatto.

 

[…] D: D’altro canto lei stesso ha dichiarato che aveva un
appuntamento di lavoro alle 13.30 a __________; quando è stato pizzicato dal
radar erano le 13:05, i tempi dunque erano piuttosto stringati per arrivare in
orario a __________?

R: Si confermo.

 

D: Conosceva bene la strada cantonale del __________ ed i relativi
limiti di velocità?

R: Si la conoscevo.

 

[…] D: Conferma quindi che sapeva, come ha ammesso in inchiesta,
che sul tratto di strada dove è stato pizzicato dal radar vigeva il limite di
80 km/h?

R: Si lo sapevo.

 

D: A quanto pensava di circolare?

R: Pensavo di andare a 120 km/h”. 

(VI dibattimentale, 29.08.2019, pag. 3, allegato 1
al verbale del dibattimento).

 

IM 1 ha, infine, ribadito di non accettare le risultanze del
rilevamento tecnico effettuato dalla Polizia:

 

"
D: Oggi accetta le risultanze del rilevamento tecnico?

R: No”.

(VI dibattimentale, 29.08.2019, pag. 4, allegato 1
al verbale del dibattimento).

 

 

                                   4.   Diritto e
sussunzione

 

                                   a.   L’art.
90 cpv. 3 LCStr prevede che: “è punito con una pena detentiva da uno a quattro
anni chiunque, violando intenzionalmente norme elementari della circolazione,
corre il forte rischio di causare un incidente della circolazione con feriti
gravi o morti, segnatamente attraverso la grave inosservanza di un limite di
velocità, l'effettuazione di sorpassi temerari o la partecipazione a gare non
autorizzate con veicoli a motore”. 

 

Tale norma viene quindi a descrivere una forma
qualificata dell’infrazione grave delle regole della circolazione di cui
all’art. 90 cpv. 2 LCStr (DTF 1B 98/2013; DTF 1B 275/2013; vedasi anche Alain
Macaluso, Des contraventions à la violation grave des règles de la
circolation routière, Franz Werro / Thomas Probst, Journées du droit de
la circulation routière, 2012; Cédric Mizel, Le délit de chauffard et sa
répression pénale et administrative, PJA 2013, pag. 189 e segg. ;
Julien Délèze/Hervé Dutoit, Le délit de chauffard au sens de l’art. 90 al. 3
LCR : éléments constitutifs et proposition d’interprétation, PJA 2013,
pag. 1202).

 

Gli elementi costitutivi del reato di cui all’art. 90 cpv. 3 LCStr
sono, come nel caso dell’art. 90 cpv. 2 LCStr, l’infrazione intenzionale e
oggettivamente grave di una norma fondamentale della circolazione e,
cumulativamente, la creazione di un forte rischio d’incidente con feriti gravi
o morti (Cédric Mizel, op. cit, PJA 2013, p. 189).

 

Nella sua decennale giurisprudenza il Tribunale Federale ha più
volte ribadito che, tenuto conto delle circostanze concrete del caso, tutte le
norme della circolazione possono risultare “fondamentali”. Analogamente,
l’infrazione di ognuna di tali norme può, potenzialmente, risultare “grave”
(DTF 119 IV 243). Per quanto attiene al forte rischio di causare un
incidente con feriti gravi o morti, risulta sufficiente una messa in pericolo
astratta accresciuta (RDAF 1974 303; Cédric Mizel, op.cit.).

 

Dal profilo soggettivo, l’art. 90 cpv. 3 LCStr richiede
l’infrazione intenzionale delle norme della circolazione, il dolo eventuale
risultando tuttavia sufficiente (DTF 6B 284/2011). 

 

In ambito di inosservanza di un limite di velocità, l’art. 90 cpv.
4 LCStr stabilisce che il capoverso 3 “è in ogni caso applicabile se la
velocità massima consentita è superata:

a. di
almeno 40 km/h dove la velocità massima consentita è di 30 km/h;

b. di almeno
50 km/h dove la velocità massima consentita è di 50 km/h;

c. di
almeno 60 km/h dove la velocità massima consentita è di 80 km/h;

d. di
almeno 80 km/h dove la velocità massima consentita è più di 80 km/h”.

 

L'utilizzazione da parte del legislatore dei termini "in tutti
i casi" ("in jedem Fall", "toujours")
indica la volontà di creare un automatismo di applicazione del capoverso 3
dell'art. 90 LCStr allorquando i limiti di velocità di cui al capoverso 4 della
medesima disposizione sono raggiunti e superati.

 

Secondo la dottrina maggioritaria, attraverso tale formulazione,
il legislatore ha previsto una presunzione legale irrefutabile ai sensi della
quale l’art. 90 cpv. 3 LCStr è sempre applicabile quando le sopracitate soglie
sono raggiunte e superate (Cédric Mizel, op. cit.). Peraltro, seppur tentando
di proporre una differente interpretazione alle norme entrate in vigore il 1°
gennaio 2013, anche Délèze e Dutoit riconoscono che “riprendendo, di fatto,
lo schematismo imposto dal Tribunale Federale nel quadro dell’art. 90 cpv. 2
LCStr, vi è da ritenere che il legislatore ha voluto creare una presunzione
legale irrefutabile, basata sul solo elemento oggettivo della velocità. Risulta
dunque sufficiente che l’automobilista superi i limite posti dall’art. 90 cpv.
4 LCStr per renderlo perseguibile sulla base dell’art. 90 cpv. 3 LCStr”.
(Julien Délèze / Hervé Dutoit, op. cit., PJA 2013, p. 1202).

 

Analogamente, Weissenberger indica che l’applicazione dell’art. 90
cpv. 3 LCStr interviene non appena le soglie limite di cui al capoverso 4 sono
raggiunte e superate e ciò indipendentemente dalle particolarità del caso. Queste andranno poi considerate nell’ambito della commisurazione
della pena: “Sobald die in der Raser-Strafnorm festgelegte
Geschwindigkeitsüberschreitungen erreicht oder überschritten sind, ist die
Qualifikation zwingend erfüllt. Das gilt somit unabhängig davon, ob besonders
günstige Strassenverkehrsverhältnisse oder entlastende individuelle Umstände
beim Lenker vorliegen. Die Umstände des Einzelfalls sind aber bei der
Strafzumessung zu berücksichtigen” (Philippe Weissenberger, Reformpaket
„Via Sicura“: Wichtigste Neuerungen und Adwendungsprobleme, Jahrbuch zum
Strassen-verkehrsrecht 2012).

 

Così come ha avuto modo di decidere il Tribunale
Cantonale di San Gallo “Die Qualifikation ist unabhängig davon, ob besonders
günstige Strassen- oder Verkehrsverhältnisse vorlagen, erfüllt. Das Lenken
eines Motorfahrzeugs mit solchen Geschwindig-keiten birgt ex lege das Risiko eines
Unfalls mit Schwerverletzten oder Todesopfern (Maurer in: Kommentar StGB,
Donatsch/ Flachsmann/ Hug/ Maurer/Riesen-Kupper/Weder, 2013, Art. 90 SVG N 29
und N 33)” (AK 2013.89, 29.05.2013).

 

Il Messaggio del Consiglio Federale, elaborato
nell’ambito dell’analisi dell’iniziativa “Protection contre les chauffards”,
i cui princìpi sono confluiti nel testo legale entrato in vigore, è del resto
esplicito su questo punto: “les excès de vitesse particulièrement importants
doivent être systématiquement considérés comme une infraction pénale qualifiée
afin que la définition d’un chauffard et la peine à prononcer en conséquence ne
soient pas laissées à la seule appréciation des juges” (FF 2012
5066)".

 

Del resto, nell’ambito del superamento dei limiti di velocità, con
giurisprudenza costante, il Tribunale Federale ha stabilito - in particolare
con l’obiettivo di assicurare la parità di trattamento - che, indipendentemente
dalle buone condizioni di circolazione o dell’eccellente reputazione di
conducente dell’automobilista trasgressore, vi è un caso grave di violazione
delle norme della circolazione stradale ai sensi dell’art. 90 cpv. 2 LCStr
quando il superamento del limite di velocità raggiunge all’interno dell’abitato
i 20 km/h e, fuori da località abitate e sulle autostrade, rispettivamente i 30
km/h e i 35 km/h (CCRP 17.2009.4; CARP 17.2011.81 e relativi riferimenti).

 

                                   b.   Giusta l’art. 27 cpv. 1
LCStr, l’utente della strada deve osservare i segnali e le demarcazioni
stradali, mentre in ossequio dell’art. 32 cpv. 1 LCStr, la velocità deve sempre
essere adattata alle circostanze, in particolare alle peculiarità del veicolo e
del carico, come anche alle condizioni della strada, della circolazione e della
visibilità. Giusta i cpv. 2 e 3 dell’art. 32 LCStr, il Consiglio Federale
limita la velocità dei veicoli a motore su tutte le strade, ritenuto che la
velocità massima stabilita può essere ridotta o aumentata, per determinanti
tratti di strada, dall’autorità competente, di principio, salvo eccezioni,
soltanto in virtù di una perizia. 

 

                                   c.   Conformemente all’art. 4a
ONC, sulle autostrade la velocità massima dei veicoli può raggiungere, se le
condizioni della strada, della circolazione e della visibilità sono favorevoli,
i 120 km/h. Se dei segnali indicano altre velocità massime, esse sono
applicabili al posto delle limitazioni generali di velocità. Giusta l’art. 108
OSStr, per evitare o attenuare pericoli particolari della circolazione
stradale, per ridurre un carico ambientale eccessivo o per migliorare la
fluidità del traffico, l’autorità o l’Ufficio federale può ordinare deroghe
alle limitazioni generali della velocità su determinati tratti di strada. La
riduzione della velocità sulle autostrade può arrivare fino a 60 km/h (art. 108
cpv. 5 lett. a OSStr).

 

                               4.1.   In merito ai
fatti oggetto di giudizio, questa Corte, innanzitutto, ha ritenuto che i
rilievi tecnici esperiti per determinare la velocità di andatura dell’auto
guidata dall’imputato, hanno inequivocabilmente accertato che IM 1 ha condotto
il proprio veicolo ad una velocità di 142 km/h, superando dunque di 62 km/h il
limite consentito, che in quel tratto di strada, come peraltro ben noto al
medesimo imputato, è di 80 km/. 

A tal fine si rileva che, contrariamente a quanto
postulato dalla difesa, il certificato di verificazione prodotto in atti è tale
da comprovare senza dubbi il perfetto funzionamento del radar che ha
rilevato la velocità raggiunta dall’imputato (CARP. Inc.no 17.2015.64,
decisione del 17.12.2015).

Di conseguenza, la presunzione oggettiva della
creazione di un rischio qualificato, è ampiamente adempiuta.

 

Si ricorda che, per il TF, un eccesso di velocità
qualificato, come quello in esame, comporta in maniera quasi inevitabile la
creazione di un rischio astratto qualificato di causare un incidente con dei
feriti gravi o con esito letale (6B_148/2016). Unicamente, in circostanze
eccezionali, quando il limite di velocità superato non ha per oggetto la
sicurezza stradale, l’eccesso di velocità ai sensi dell’art. 90 cpv. 4 LCS può
non avere causato un rischio d’incidente con tali conseguenze. L’art. 90 cpv. 4
LCS crea quindi una presunzione comunque reversibile della realizzazione della
condizione oggettiva del pericolo qualificato di cui all’art. 90 cpv. 3 LCS. 

 

In concreto, non esiste alcun elemento di fatto
particolare che permetta di scostarsi da questa presunzione. Il limite di 80
km/h, evidentemente posto a garanzia della sicurezza degli altri utenti, vista
la particolare conformazione della strada cantonale del __________, ove da un
lato della careggiata vi sono più corsie ed una pista ciclabile, era ben noto
anche all’imputato, come del resto egli ha ammesso sia in inchiesta che al
dibattimento. 

 

Nemmeno le buone condizioni di circolazione,
l’ottima visibilità nonché l’eccellente reputazione di un conducente
trasgressore, piuttosto che la prestanza della vettura, costituiscono degli
elementi di fatto che permettono di escludere l’applicazione dell’art. 90 cpv.
3 LCSstr (ATF 143 IV 508 consid. 1.6 p. 514).

 

                            4.1.1.   Dal punto di
vista oggettivo, pertanto, il reato è perfettamente adempiuto.

 

                               4.2.   La successiva
questione attiene alla sussistenza dell’elemento soggettivo del reato.

 

A tal proposito, occorre partire dall’idea che
commettendo un eccesso di velocità d’importanza tale, si ha l’intento di
violare una regola fondamentale della circolazione stradale, nonché quello di
creare una situazione di pericolo accresciuta che può comportare un incidente
con feriti gravi o morti. Vi sono tuttavia dei casi eccezionali, di rigore,
dove il giudice può escludere la realizzazione delle condizioni soggettive.

 

Ebbene, nel caso in esame, dal punto di vista
soggettivo, la difesa non ha dimostrato alcuna di queste circostanze
eccezionali. 

Anzi, come giustificazione al suo comportamento, il
prevenuto ha fatto valere di non essersi reso conto dell’effettiva velocità
raggiunta, ammettendo tuttavia, da un lato, che era ben conscio di quale fosse
il limite di velocità preposto lungo quel tratto di strada e, dall’altro, che
quel limite lo stava consapevolmente violando, ritenuto come egli ha dichiarato
che pensava di viaggiare a circa 120 km/h, ovvero 40 km/h oltre il limite
consentito.

 

Anche il fatto che l’imputato, a suo dire, non si
sia reso conto della velocità effettivamente raggiunta, nonostante ben sapesse
di avere già, e di parecchio, superato il limite di velocità, è un
atteggiamento negligente a lui soltanto imputabile, ritenuto che, per questa
Corte, gli correva l’obbligo di monitorare il contachilometri al fine di poter
controllare la velocità a cui andava ed adeguarla alle circostanze del caso
concreto.

Sul punto si è già pronunciato il Tribunale
Federale, per il quale vi è l’obbligo per ogni conducente di costantemente
padroneggiare il veicolo e, quindi, di essere costantemente cosciente della
velocità a cui procede, in modo da poterla adattare alle diverse circostanze
(DTF 118 Ib 524).

 

                            4.2.2.   Anche sotto il
profilo dell’elemento soggettivo, pertanto, il reato è perfettamente integrato.

 

 

                                   5.   Commisurazione
della pena

 

                                   a.   Per
l’art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene
conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché
dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto
precisa che la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a
pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i
moventi e gli obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze
interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare
l’esposizione a pericolo o la lesione.

Come già l’art. 63 vCP, dunque, anche
l’art. 47 cpv. 1 CP stabilisce che la pena deve essere commisurata
essenzialmente in funzione della colpa dell'autore (DTF 136 IV 55 consid. 5.4).

In applicazione dell’art.
47 cpv. 2 CP - che codifica la giurisprudenza anteriore fornendo un
elenco esemplificativo di criteri da considerare - la colpa va determinata
partendo dalle circostanze legate all’atto stesso (Tatkomponenten). In
questo ambito, va considerato, dal profilo oggettivo, il grado di lesione o di
esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la reprensibilità
dell'offesa (objektive Tatkomponenten), elementi che la giurisprudenza
sviluppata nell’ambito del precedente diritto designava con le espressioni
“risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid.
6.1).

Vanno poi considerati dal profilo
soggettivo (subjektive Tatkomponenten) i moventi e gli obiettivi
perseguiti - che corrispondono ai motivi a delinquere del vecchio diritto (art.
63 vCP) - e la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione a
pericolo o la lesione, cioè la libertà dell'autore di decidersi a favore della
legalità e contro l'illegalità nonché l’intensità della volontà delinquenziale
(cfr. DTF 127 IV 101 consid. 2a; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno
2010 consid. 2.1). In relazione alla libertà dell’autore, occorre tener conto
delle “circostanze esterne”, e meglio della situazione concreta dell’autore in
relazione all’atto, per esempio situazioni d’emergenza o di tentazione che non
siano così pronunciate da giustificare un'attenuazione della pena ai sensi
dell’art. 48 CP (Messaggio del 21 settembre 1998 concernente la modifica del
codice penale svizzero e del codice penale militare nonché una legge federale sul
diritto penale minorile, FF 1999, pag. 1745; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008
consid. 2.2).

Determinata, così, la colpa globale
dell’imputato, il giudice deve indicarne in modo chiaro la gravità su una scala
e, quindi, determinare, nei limiti del quadro edittale, la pena ipotetica
adeguata. Così come indicato dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal TF
(in particolare, DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere ad
una ponderazione della pena ipotetica in considerazione dei fattori legati
all’autore, ovvero della sua vita anteriore (antecedenti giudiziari o meno),
della reputazione, della situazione personale (stato di salute, età, obblighi
familiari, situazione professionale, rischio di recidiva, ecc.), del
comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale così come
dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV
6 consid. 6.1; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2;
cfr. anche STF 6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).

Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato
che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere
sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà
presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (Messaggio del 21
settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice
penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999,
pag. 1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; STF 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 del
14 ottobre 2008, consid. 3.2; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2).
La legge ha, così, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di
pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV
73 consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3). Questo criterio di prevenzione speciale
permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in
ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF 6B_78/2008, 6B_81/2008,
6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2.; STF 6B_370/2007 del 12 marzo
2008, consid. 2.2; STF 6B_14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2
e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II,
Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6, n. 72, pag. 205).

 

                               5.1.   Venendo alla
commisurazione della pena, l’imputato, percorrendo a 142 km/h un tratto di
strada il cui limite di velocità è di 80 km/h, si è reso responsabile della
fattispecie aggravata e qualificata dell’infrazione alle norme della
circolazione stradale, configurandosi in concreto un caso di pirateria
stradale.

L’accusato non aveva nessun valido motivo per
eccedere in tal modo il limite vigente. Un appuntamento di lavoro non è
certamente una giustificazione sufficiente.

 

La Corte, in suo favore, ha tenuto conto del fatto
che, da allora, non sono più giunte segnalazioni di violazioni commesse
nell’ambito della circolazione stradale. 

 

                               5.2.   Nella
commisurazione della pena, la Corte è vincolata, de lege lata, al minimo
di pena edittale previsto dall’art. 90 cpv. 3 LCStr, e non può certo statuire,
come preteso dalla difesa, de lege ferenda.

 

Tutto ciò ben ponderato, IM 1 è stato condannato ad
una pena detentiva di 12 mesi, sospesa condizionalmente per un periodo di prova
di 2 anni.

 

 

                                   6.   Le
spese di giustizia

 

La tassa di giustizia di fr. 1’500.- con motivazione
scritta e le spese procedurali sono poste a carico del condannato.

 

 

 

 

 

Visti gli art.                     12, 40, 42, 44, 47
CP;

27, 32, 90 LCstr; 4a ONC; 22 OSStr.;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG
sulle spese;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

IM 1

 

                                   1.   è autore colpevole di:

 

                               1.1.   grave infrazione alle
norme della circolazione

per avere,

il 28 marzo 2017 a __________/__________, circolato alla guida del
veicolo Mercedes targato TI __________, alla velocità di 142 Km/h (dedotto il
margine di tolleranza) accertata dalla Polizia mediante apparecchio radar
“Traffic Observer LMS-14”, malgrado il prescritto limite di 80 Km/h, superando
quindi di almeno 62 Km/h la velocità massima consentita;

 

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei
considerandi.

 

 

                                   2.   Di conseguenza, IM 1 è
condannato alla pena detentiva di 12 (dodici) mesi.

 

 

                                   3.   L’esecuzione della
pena detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di
anni 2 (due).

 

 

                                   4.   La tassa di giustizia di
fr. 500.- senza motivazione scritta o di fr. 1'500.- con motivazione scritta e
le spese procedurali sono a carico del condannato.

 

 

                                   5.   Questo giudizio può essere
impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale.
L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise correzionali,
per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione
della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e
di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.

 

 

Intimazione a:          -   

 

 

 

Comunicazione a:  -   Comando della Polizia cantonale, SG/SC
(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

                                     -   Sezione della
circolazione, ufficio giuridico, 6528 Camorino

 

 

 

 

Per la Corte delle assise
correzionali

La Presidente                                                       Il
cancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese:

Tassa di giustizia                             fr.        1'500.--

Inchiesta preliminare                       fr.           200.--

Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.)      fr.             71.60

                                                             fr.        1'771.60

                                                             ============