# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dcb0ddd2-cb20-52f4-9e86-986f9d90def6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2016-09-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.09.2016 C-6371/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6371-2014_2016-09-29.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-6371/2014 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 9  s e t t e m b r e  2 0 1 6  

Composizione 

 
Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 

Daniel Stufetti e Viktoria Helfenstein, 

cancelliera Marcella Lurà. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

rappresentata dall'avv. Lina Ratano, 

ricorrente, 

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero (UAIE), 

Avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 

1211 Ginevra 2, 

autorità inferiore. 

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità; terza domanda di rendita (deci-

sione del 19 settembre 2014). 

 

 

 

C-6371/2014 

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Fatti: 

A.  

Il 23 settembre 2002 (doc. 19), l’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per 

gli assicurati residenti all’estero (UAIE) ha respinto la prima domanda di 

rendita d’invalidità svizzera presentata il 19 marzo 2002 da A._______, cit-

tadina italiana, nata il (…), coniugata e madre di tre figli (doc. 7 e 8). L’in-

teressata è stata ritenuta casalinga ed è stato stabilito, in virtù del rapporto 

del 5 luglio 2002 del dott. B._______, medico dell’UAIE (doc. 12 e 31 pag. 

17), che la medesima era affetta da fibrillazione atriale recidivante con lieve 

valvulopatia mitro-aortica e lombalgie e che presentava, nel compimento 

delle consuete mansioni domestiche, un grado d’invalidità del 20%. La de-

cisione è cresciuta in giudicato. 

B.  

B.a Il 25 ottobre 2006 (doc. 42), l’UAIE ha respinto (anche) la seconda do-

manda di rendita d’invalidità svizzera presentata dall’interessata il 22 set-

tembre 2005 (doc. 27). L’autorità inferiore ha ritenuto, in virtù del rapporto 

del 10 agosto 2006 del dott. C._______, medico SMR (doc. 38), che lo 

stato di salute dell’interessata (affetta da valvulopatia mitro-aortica con fi-

brillazione atriale cronica, cardiopatia ipertensiva e spondiloartrosi; v. la pe-

rizia medica E 213 del 9 novembre 2005 [doc. 2 pag. 1]) non si era modifi-

cato in modo significativo rispetto a quanto ritenuto nel 2002 e che la me-

desima presentava un grado d’invalidità quale casalinga dell’8%. 

B.b Con sentenza del 29 agosto 2007, il Tribunale amministrativo federale 

ha dichiarato inammissibile il ricorso interposto dall’interessata il 24 novem-

bre 2006 contro la decisione dell’UAIE del 25 ottobre 2006 a causa del 

mancato versamento, entro il termine impartito, dell’anticipo sulle presumi-

bili spese processuali (doc. 55). 

B.c Con sentenza dell’8 settembre 2008, il Tribunale federale ha dichiarato 

inammissibile il ricorso interposto dall’interessata contro la sentenza del 

Tribunale amministrativo federale del 29 agosto 2007 (doc. 57). 

C.  

C.a Il 20 marzo 2014, l’interessata ha formulato una terza richiesta volta 

all’ottenimento di una rendita d’invalidità svizzera (doc. 87). 

C.b Nel corso dell’istruttoria, l’UAIE ha in particolare assunto agli atti docu-

menti medici di data da giugno 1990 a febbraio 2014 (doc. 63 a 82) e la 

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perizia medica E 213 del 29 aprile 2014 (doc. 84), in cui è posta la diagnosi 

di valvulopatia mitralica-aortica e tricuspidale con fibrillazione atriale cro-

nica, cardiopatia ipertensiva, spondilodiscoartrosi, pregresso intervento di 

isterectomia, indicato che le condizioni di salute dell’interessata sono peg-

giorate e che la stessa è ritenuta in grado di svolgere regolarmente lavori 

leggeri, ma non il suo ultimo lavoro (di addetta alle pulizie, sarta, contadina) 

né un lavoro adeguato alle sue condizioni a tempo pieno, e segnalato che 

la medesima è considerata invalida al 75% nella precedente attività, con-

formemente alle disposizioni di legge del Paese di residenza. 

C.c Nel rapporto del 26 giugno 2014, il dott. C._______, medico SMR, ha 

concluso che la documentazione medica prodotta (in cui sono dignosticati 

una valvulopatia aorto-mitralica con fibrillazione atriale cronica, delle alte-

razioni degenerative alla colonna cervicale e lombare ed un intervento di 

isterectomia) non permette di oggettivare alcun peggioramento dello stato 

di salute, sia dal profilo cardio-circolatorio sia dal profilo dell’apparato loco-

motore (doc. 91). 

C.d Con progetto di decisione del 2 luglio 2014, l’autorità inferiore ha co-

municato all’interessata che la domanda di prestazioni è (recte sarebbe 

stata) respinta, ritenuto in particolare che dagli atti risulta un’incapacità 

nello svolgimento delle consuete mansioni domestiche dell’8%, che 

esclude il riconoscimento del diritto ad una rendita dell’assicurazione sviz-

zera per l’invalidità (doc. 92). 

C.e Il 26 luglio 2014 (doc. 104), l’interessata ha segnalato, in virtù della 

documentazione medica allegata in copia (doc. 95 a 103), che le patologie 

di cui è affetta ed i trattamenti medici a cui si sottopone “si ripercuotono 

gravemente” sulla sua capacità di lavoro e di guadagno. 

C.f Nel rapporto del 16 settembre 2014, il dott. C._______ ha ritenuto che 

non vi erano motivi per modificare la sua precedente presa di posizione 

(doc. 106). 

C.g Con decisione del 19 settembre 2014, l’UAIE ha respinto la domanda 

di prestazioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità. Ha ritenuto che in 

virtù degli atti non risulta alcun peggioramento dello stato di salute dell’in-

teressata (rispetto a quanto ritenuto nell’ottobre del 2006). In particolare, 

ha precisato che malgrado il danno alla salute la medesima presenta un’in-

capacità nello svolgimento delle consuete mansioni domestiche dell’8%, 

che esclude il riconoscimento del diritto ad una rendita d’invalidità svizzera 

(doc. 107). 

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D.  

D.a Il 29 ottobre 2014, l’interessata ha interposto ricorso dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale contro la decisione dell’UAIE del 19 settembre 

2014 mediante il quale ha chiesto d’accogliere il gravame, d’annullare la 

decisione impugnata nonché di accertare (e poi dichiarare) il suo diritto a 

percepire una rendita d’invalidità svizzera, disponendo a tal fine una con-

sulenza tecnica medico-legale per la verifica delle sue condizioni fisiche. 

La ricorrente si è doluta in particolare di una violazione del diritto di essere 

sentita, di una violazione dell’obbligo di motivare la decisione impugnata 

nonché di un difetto di istruttoria. L’insorgente ha poi segnalato che vi è 

stato un peggioramento delle sue condizioni di salute. Ha precisato che le 

patologie di cui è affetta compromettono la sua capacità di attendere alle 

faccende domestiche e alle occupazioni consuete. Infine, ha fatto valere di 

essere stata riconosciuta invalida all’80% dalle autorità italiane. Ha esibito 

documenti medici già agli atti (doc. TAF 1). 

D.b Il 24 febbraio 2015, la ricorrente ha versato l’anticipo spese (doc. TAF 

2 a 5). 

E.  

Nella risposta del 24 marzo 2015, l’autorità inferiore ha proposto la reie-

zione del ricorso. Secondo i rapporti del 26 giugno e 16 settembre 2014 

del proprio servizio medico, la documentazione esibita non apporta nuovi 

elementi clinici suscettibili di oggettivare un peggioramento dello stato di 

salute. La ricorrente è stata ritenuta in grado di svolgere le consuete man-

sioni domestiche. Per conseguenza, non ha mai subito un’incapacità lavo-

rativa di livello pensionabile. L’autorità inferiore ha altresì rilevato che l’in-

sorgente non ha esibito nuova documentazione medica suscettibile di giu-

stificare un diverso apprezzamento (doc. TAF 7). 

F.  

Nella replica del 5 maggio 2015, l’insorgente si è riconfermata nelle argo-

mentazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso del 29 ottobre 2014. In parti-

colare, si è doluta di un’errata valutazione del suo stato di salute e della 

sua capacità a svolgere le consuete mansioni domestiche, segnalando, 

con riferimento al questionario per assicurati occupati nell’economia dome-

stica del marzo 2006 (compilato nell’ambito della precedente domanda di 

rendita), di non essere in grado di svolgere molte mansioni consuete che 

competono ad una casalinga e di necessitare dell’aiuto di terzi (segnata-

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mente dei famigliari e di persone esterne alla famiglia). Ha prodotto segna-

tamente documenti medici di data da dicembre 2007 a febbraio 2015 (doc. 

TAF 10). 

G.  

Nella duplica del 9 giugno 2015, l’autorità inferiore ha ritenuto, in virtù del 

rapporto del 2 giugno 2015 del proprio servizio medico (doc. TAF 12), che 

la documentazione medica prodotta in replica non apporta nuovi elementi 

oggettivi tali da modificare la precedente valutazione clinica-lavorativa. Ha 

nuovamente proposto la reiezione del ricorso (doc. TAF 12). 

H.  

In una presa di posizione del 22 luglio 2015, la ricorrente si è riconfermata 

nelle argomentazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso del 29 ottobre 2014 

(doc. TAF 14), presa di posizione che è poi stata trasmessa da questo Tri-

bunale con provvedimento del 30 luglio 2015 all’autorità inferiore per cono-

scenza (doc. TAF 15). 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-

gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l'am-

missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 

e relativi riferimenti). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione 

con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio AI per le persone 

residenti all'estero. 

1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA 

(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-

plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che 

la LAI non deroghi alla LPGA. 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

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(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-

quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 

ammissibile. 

2.  

2.1 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea, 

per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681). 

2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione 

1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua 

nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-

cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-

ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese 

eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed 

assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione 

europea (art. 1 ch. 2). 

2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-

lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE) 

n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 

(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-

lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del 

Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831) 

relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-

dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno 

della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72 

del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 

4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 

1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli 

Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-

lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure 

quando si tratta di casi verificatisi in passato. 

2.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-

samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle 

medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-

zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale 

Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-

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gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-

dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-

validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253 

consid. 2.4). 

3.  

3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-

mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-

ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 

4.3 e 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché 129 V 1 consid. 

1.2). La domanda di una rendita AI essendo stata presentata il 20 marzo 

2014, al caso in esame si applicano di principio le disposizioni della 6a 

revisione della LAI (primo pacchetto) entrate in vigore il 1° gennaio 2012. 

3.2 La ricorrente, come già menzionato, ha presentato la domanda di ren-

dita il 20 marzo 2014. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 29 LAI prevede che 

il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla data in cui l'as-

sicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 

cpv. 1 LPGA (riservate altresì le condizioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI). Giova 

altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla 

data della decisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali esa-

mina infatti la decisione impugnata sulla base della situazione di fatto esi-

stente al momento in cui essa è stata resa. Tiene tuttavia conto dei fatti 

verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'ac-

certamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa 

(DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli 

stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili 

di influire sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta decisione 

litigiosa è stata resa (cfr. sentenza del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 

consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 

V 200 consid. 3a in fine). 

4.  

Giova peraltro rilevare che la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI 

svizzera per più di 11 anni (cfr. attestato concernente la carriera assicura-

tiva in Svizzera [formulario E 205; doc. 30]) e, pertanto, adempie in ogni 

caso la condizione della durata minima di contribuzione. 

5.  

Per quanto attiene alle regole che reggono la procedura di nuova domanda 

di rendita, va rilevato che qualora, nell'ambito di una prima domanda, la 

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rendita sia stata negata perché il grado d'invalidità era insufficiente, una 

nuova domanda è riesaminata soltanto se l'assicurato rende verosimile che 

il grado d'invalidità si è modificato in misura rilevante per il diritto alle pre-

stazioni (art. 87 cpv. 2 e 3 OAI [RS 831.201]). Per valutare questo aspetto 

occorre confrontare la situazione al momento della nuova decisione (in 

concreto al 19 settembre 2014) con quella esistente al momento dell'ultima 

decisione cresciuta in giudicato (nel caso concreto il 25 ottobre 2006) che 

è stata oggetto di un esame materiale del diritto alla rendita dopo conte-

stuale accertamento pertinente dei fatti, apprezzamento delle prove e de-

terminazione del grado d'invalidità (DTF 130 V 108 e 130 V 71 consid. 

3.2.3). La verosimiglianza richiesta dall'art. 87 cpv. 2 OAI non è la verosi-

miglianza preponderante altrimenti valida nel diritto delle assicurazioni so-

ciali. Il grado della prova dell'art. 87 cpv. 2 OAI è attenuato in quanto non è 

necessario che l'amministrazione raggiunga il convincimento, nel senso di 

una prova piena, che rispetto all'ultima decisione cresciuta in giudicato sia 

effettivamente subentrata una modifica rilevante. Basta piuttosto che sus-

sistano almeno certi indizi a favore della circostanza invocata, fermo re-

stando comunque la possibilità che la modifica invocata venga poi smentita 

da un più attento esame successivo (cfr. sentenza del TF 9C_68/2007 del 

19 ottobre 2007 consid. 4.4 con riferimenti). Adita con una nuova domanda, 

l'amministrazione comincerà con l'esaminare se le allegazioni dell'assicu-

rato sono, in maniera generale, plausibili. Se ciò non dovesse essere il 

caso, potrà di principio liquidare l'istanza senza ulteriori indagini con un 

rifiuto di entrata nel merito. A tal proposito occorre precisare che quanto più 

breve è il tempo trascorso dalla decisione precedente, tanto più rigorosa-

mente l'amministrazione apprezzerà la plausibilità delle allegazioni dell'as-

sicurato. Su questo aspetto, l'amministrazione dispone di un certo potere 

d'apprezzamento che il giudice è di principio tenuto a rispettare (cfr. sen-

tenza del TF 9C_667/2010 del 28 aprile 2011 consid. 2.1 e 2.2 nonché 

relativi riferimenti). Peraltro, allorquando l'autorità inferiore è entrata nel 

merito di una domanda di rendita il giudice non ha da esaminare la legitti-

mità di siffatta entrata nel merito (DTF 133 V 108 consid. 5.2 e 109 V 108 

consid. 2b). 

6.  

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere eco-

nomico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, 110 V 273 e 

105 V 205). L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e 

di principio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla sa-

lute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la 

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conseguente incapacità lavorativa. L’invalidità dell'assicurato che non eser-

cita un'attività lucrativa, ma svolge le mansioni consuete e dal quale non si 

può ragionevolmente esigere che intraprenda un'attività lucrativa, è deter-

minata, in deroga all'art. 16 LPGA, in funzione dell'incapacità di svolgere le 

mansioni consuete (art. 28a cpv. 2 LAI; metodo specifico). In tale ambito 

l'invalidità deve essere valutata sulla base di un confronto delle attività di 

principio da attuare mediante un'inchiesta economica per le persone che 

si occupano dell'economia domestica (di seguito inchiesta domiciliare [DTF 

130 V 97 consid. 3.3.1; cfr. la sentenza del TF I 733/2006 del 16 luglio 2007 

consid. 4.2.1 sui presupposti di un inchiesta domiciliare all'estero]). L'art. 

27 OAI precisa che per mansioni consuete di una persona senza attività 

lucrativa occupata nell'economia domestica s'intendono gli usuali lavori do-

mestici, l'educazione dei figli nonché le attività artistiche e di pubblica utilità. 

6.2 Secondo giurisprudenza, l'inchiesta domiciliare – se redatta secondo le 

indicazioni fornite dalle cifre 3081 segg. della Circolare dell'UFAS sull'inva-

lidità e la grande invalidità nell'assicurazione per l'invalidità – costituisce 

una base di giudizio idonea e di regola anche sufficiente. Per potergli attri-

buire piena forza probatoria, è però essenziale che il rapporto sia redatto 

da una persona qualificata – quale è normalmente un collaboratore dei ser-

vizi sociali – che conosca le circostanze territoriali e locali come pure le 

limitazioni risultanti dagli accertamenti medici. Inoltre, il rapporto deve te-

nere conto delle indicazioni della persona assicurata e menzionare, se del 

caso, le opinioni divergenti. L'inchiesta deve infine essere plausibile, moti-

vata e sufficientemente dettagliata in merito alle singole limitazioni e deve 

riprodurre quanto accertato in loco. Il ricorso al giudizio di un medico che 

abbia a pronunciarsi sulle singole posizioni dell'inchiesta sotto il profilo 

dell'esigibilità è solo eccezionalmente necessario, segnatamente in pre-

senza di dichiarazioni inverosimili della persona assicurata in contraddi-

zione con i reperti medici (cfr. la sentenza del TF 9C_642/2010 del 26 aprile 

2011 consid. 5.1). Se la persona assicurata, a causa della sua inabilità, può 

svolgere determinate mansioni domestiche solo con difficoltà e con un im-

pegno temporale assai più elevato, deve provvedere a riorganizzare il pro-

prio lavoro e, nella misura usuale, ricorrere all'aiuto dei familiari. Nel caso 

di persone attive nell'economia domestica, un impedimento può così es-

sere considerato dall'assicurazione per l'invalidità solo se le mansioni non 

più esercitabili personalmente devono essere eseguite da terze persone 

dietro pagamento oppure dai familiari che per fare ciò dimostratamente su-

biscono una perdita di guadagno o comunque un aggravio eccessivo. Il 

grado di assistenza che si può pretendere dai famigliari per l'aiuto in favore 

di un/a casalinga/o va oltre il sostegno che si può normalmente attendere 

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in assenza di danno alla salute (sentenza del TF 9C_673/2009 del 14 aprile 

2010 consid. 5.8). 

7.  

In virtù dell'art. 43 LPGA nonché degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in 

relazione con l'art. 40 PCF (RS 273), il tribunale accerta, con la collabora-

zione delle parti, i fatti determinanti per la soluzione della controversia, as-

sume le prove necessarie e le valuta liberamente. Secondo giurispru-

denza, se il giudice ritiene che i fatti non sono sufficientemente delucidati, 

può, peraltro non senza qualche limitazione (cfr. DTF 137 V 210 consid. 

4.4.1.4), sia rinviare la causa all'amministrazione per completamento dell'i-

struzione sia procedere lui medesimo a tale istruzione complementare. Un 

rinvio all'amministrazione che ha per scopo di completare l'accertamento 

dei fatti non viola né i principi della semplicità e della celerità né il principio 

inquisitorio. In particolare, un siffatto rinvio appare in generale siccome giu-

stificato se l'amministrazione ha proceduto ad una constatazione dei fatti 

sommaria nella speranza che in caso di ricorso sarebbe poi stato il Tribu-

nale ad effettuare i necessari accertamenti fattuali (cfr. sentenza del TF 

9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti). 

8.  

Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiettiva 

tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi de-

cidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad un 

giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio me-

dico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in merito 

ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situa-

zione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto delle 

censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fon-

date, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto 

medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua 

denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-

nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1, 134 V 231 consid. 5.1 e 125 V 351 consid. 

3). 

9.  

9.1  

9.1.1 Nel gravame, la ricorrente rimprovera all’autorità inferiore di non 

avere sufficientemente motivato la decisione impugnata e fa valere una 

C-6371/2014 

Pagina 11 

violazione del diritto di essere sentita in quanto l’autorità inferiore non le ha 

trasmesso le diverse prese di posizione del servizio medico. 

9.1.2 Secondo giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in partico-

lare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa 

di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa 

i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere vi-

sione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di pren-

derne conoscenza e di determinarsi in proposito (sentenza del TF 

9C_903/2011 del 25 gennaio 2013 consid. 6.3; DTF 132 V 368 consid. 3.1). 

9.1.3 L'obbligo della motivazione (art. 35 PA) è formalità essenziale e se, 

da un lato, rappresenta un limite intrinseco alla libertà di convincimento, 

costringendo l'autorità giudicante a rendere ragione della razionalità del 

percorso seguito per giungere alla decisione, dall'altro si configura quale 

premessa logica imprescindibile per l'esercizio del successivo controllo 

sulle linee di formazione di quel convincimento. Per conseguenza, attra-

verso doverosi passaggi argomentativi imperniati sull'indicazione delle ri-

sultanze probatorie legittimamente acquisite nonché sull'indicazione dei 

criteri di valutazione impiegati, l'autorità giudicante dovrà in concreto rico-

struire, anzitutto per la propria consapevolezza, il percorso logico-conosci-

tivo che l'ha condotta ad apprezzare in un certo modo le prove disponibili 

e a trarne determinate conclusioni. Pertanto, essa ha l'obbligo d'esplicitare, 

nel modo più rigoroso e completo, la motivazione posta a fondamento della 

decisione adottata, ancorando così il principio del libero convincimento 

all'esigenza d'indicazione specifica dei risultati acquisiti e dei criteri adot-

tati, allo scopo d'evitare che detto principio venga attuato per un uso arbi-

trario. Invero, nella motivazione della decisione, l'autorità non è tenuta a 

compiere un'analisi approfondita di tutte le deduzioni delle parti e a pren-

dere in esame dettagliatamente tutte le risultanze processuali, essendo 

sufficiente che, anche attraverso una valutazione globale di quelle dedu-

zioni e risultanze, spieghi, in modo logico ed adeguato, le ragioni che 

hanno determinato il suo convincimento, dimostrando d'avere tenuto pre-

sente ogni fatto decisivo (DTF 129 I 232 consid. 3.2; sentenza del TAF C-

2183/2013 del 28 gennaio 2015 consid. 9.2.3). Peraltro, l'esigenza della 

motivazione aumenta allorquando l'applicazione della legge implica l'eser-

cizio del potere di apprezzamento o l'interpretazione di una norma giuridica 

indeterminata (DTF 134 I 83 consid. 4.1, 129 I 232 consid. 3.3 e relativi 

riferimenti nonché sentenza del TF 2C_105/2009 del 18 settembre 2009 

consid. 5.1). Se questi precetti vengono disattesi, il vizio formale comporta 

di norma l'annullamento della decisione, senza che il ricorrente debba di-

mostrare un interesse, in altri termini indipendentemente dalle possibilità di 

C-6371/2014 

Pagina 12 

successo del ricorrente nel merito (DTF 118 Ia 17 consid. 1a, 117 Ia 7 con-

sid. 1a e 115 Ia 10 consid. 2a). 

9.1.4 La censura riguardante la violazione dell’obbligo di motivare la deci-

sione è manifestamente fondata ove solo si rilevi che né nel progetto di 

decisione del 2 luglio 2014 né nella decisione del 19 settembre 2014 l’UAIE 

ha spiegato perché, malgrado il danno alla salute, il compimento delle man-

sioni consuete di casalinga è sempre esigibile in misura sufficiente per 

escludere il diritto ad una rendita d’invalidità svizzera. Neppure nella rispo-

sta al ricorso del 24 marzo 2015 l’autorità inferiore ha provveduto a indicare 

le ragioni precise che conducono a ritenere un’incapacità nell’esercizio 

delle consuete mansioni domestiche dell’8%. Dagli atti di causa non risulta 

altresì che l’autorità inferiore abbia trasmesso all’insorgente le prese di po-

sizione del giugno e settembre 2014 del medico dell’UAIE (doc. 91 e 106). 

Tuttavia, e con riferimento alla valutazione medica sullo stato di salute e 

sulla capacità della ricorrente a compiere i consueti lavori domestici, né i 

rapporti del giugno e settembre 2014 (precedentemente menzionati e poi 

trasmessi da questo Tribunale alla ricorrente il 2 aprile 2015) né quello del 

giugno 2015 (doc. TAF 12) contengono elementi sufficienti per compren-

dere i motivi della decisione impugnata. Gli stessi non consentono in parti-

colare di capire sulla base di quali riflessioni è stata operata la valutazione 

della residua capacità (del 92%) dell’insorgente nelle consuete mansioni 

domestiche, come ritenuto dal medico SMR, nell’ambito della precedente 

domanda di rendita, in virtù nel formulario “apprezzamento dell’invalidità” 

dell’agosto 2006 (doc. 38 pag. 2), segnatamente per quanto attiene alla 

ripartizione (in percentuale) dei singoli compiti nell’ambito delle mansioni 

domestiche ed alla percentuale dell’incapacità nelle singole attività di ca-

salinga. La necessità di un nuovo formulario aggiornato al 2014 è evidente, 

ma incomprensibilmente l’autorità inferiore vi ha rinunciato. Da quanto 

esposto, discende che non è dato sapere né alla ricorrente né a questo 

Tribunale sulla base di quali effettive riflessioni il servizio medico dapprima 

e poi l’autorità inferiore abbiano potuto giungere alla conclusione ritenuta, 

ossia quella di una capacità del 92% nello svolgimento delle consuete man-

sioni domestiche. 

9.2 In considerazione di quanto precede, e nonostante che le siano state 

trasmesse in sede ricorsuale copie delle prese di posizione del servizio 

medico dell'UAIE (doc. TAF 8 e 13), la ricorrente non ha potuto difendersi 

con cognizione di causa e neppure è possibile a questo Tribunale decidere 

la causa nel merito, mancando totalmente un apprezzamento medico intel-

ligibile sulle ragioni che hanno condotto nel 2014 l’UAIE alla determina-

zione di un’incapacità di solamente l’8% per la ricorrente nell’esercizio delle 

C-6371/2014 

Pagina 13 

consuete mansioni domestiche. La decisione impugnata, resa in violazione 

dell'obbligo di motivare correttamente la propria decisione, incorre pertanto 

nell'annullamento già per questo motivo. 

9.3 Va comunque rilevato che, per i motivi esposti al considerando 10 del 

presente giudizio, la decisione impugnata poggia pure su un insufficiente 

accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti. 

10.  

10.1 Quanto all’impedimento a svolgere le mansioni consuete, nella fatti-

specie quelle di casalinga, l’invalidità deve essere valutata sulla base di un 

confronto delle attività da attuare di principio mediante un’inchiesta domi-

ciliare (DTF 130 V 97). Tale inchiesta non è stata esperita, senza che l’au-

torità inferiore si sia minimamente espressa sul motivo per cui fosse possi-

bile rinunciarvi nel caso concreto (cfr., sulla questione, la sentenza del TF 

I 733/06 del 16 luglio 2007 consid. 4.2.2; v. pure la sentenza del TF 

9C_784/2008 del 6 novembre 2008 consid. 4.2.1 e relativi riferimenti, tra 

cui segnatamente il consid. 5.2.1 della sentenza del TF I 246/05 del 30 

ottobre 2007 non pubblicato in DTF 134 V 9). Tuttavia, a prescindere dalla 

questione di sapere se nel caso concreto fosse eccezionalmente ammesso 

rinunciare ad un’inchiesta domiciliare conforme alla giurisprudenza del Tri-

bunale federale, occorre rilevare che, nell’ambito dell’attuale domanda di 

rendita, agli atti di causa non figura né un nuovo questionario per assicurati 

occupati nell’economia domestica compilato dalla ricorrente né il formulario 

“apprezzamento dell’invalidità” redatto dal medico dell’UAIE. Agli atti di 

causa non è altresì rintracciabile alcun documento medico – o di altro ope-

ratore qualificato – di data anteriore alla decisione impugnata, che risponda 

alle esigenze giurisprudenziali e che concluda in modo esauriente ad una 

residua capacità della ricorrente a svolgere le abituali mansioni domesti-

che, la perizia medica E 213 del 9 aprile 2014 valutando peraltro l’incapa-

cità della ricorrente quale salariata (addetta alla pulizie, sarta, contadina, v. 

doc. 84 pag. 2 e 5 n. 3.4 e 11.4 a 11.6). In conclusione può pertanto essere 

constatato che nel caso concreto, l’inchiesta domiciliare non è stata espe-

rita, senza che l'autorità inferiore si sia minimamente espressa sul motivo 

per cui fosse possibile rinunciarvi (cfr., sulla questione, la sentenza del Tri-

bunale federale I 733/06 del 16 luglio 2007 consid. 4.2.2; v. pure la sen-

tenza del Tribunale federale 9C_784/2008 del 6 novembre 2008 consid. 

4.2.1 e relativi riferimenti, tra cui segnatamente il consid. 5.2.1 della sen-

tenza del Tribunale federale I 246/05 del 30 ottobre 2007 non pubblicato in 

DTF 134 V 9). Inoltre, e a prescindere dalla questione di sapere se nel caso 

C-6371/2014 

Pagina 14 

concreto fosse eccezionalmente ammesso rinunciare ad un'inchiesta do-

miciliare, occorre rilevare, ad ogni buon conto, che nell’ambito della proce-

dura in esame non è stato fatto compilare alla ricorrente un nuovo questio-

nario per assicurati occupati nell'economia domestica, né vi è agli atti un 

nuovo formulario 2014 circa l’"apprezzamento dell'invalidità" redatto dal 

medico dell’UAIE, né infine sulla questione della residua capacità ad eser-

citare le consuete mansioni domestiche vi è stata nell’ambito della do-

manda di rendita in esame perlomeno un colloquio o uno scambio di opi-

nioni scritto tra l’insorgente e un medico incarico dall’UAIE (cfr., anche su 

questa questione, la sentenza del Tribunale federale I 733/06 del 16 luglio 

2007 consid. 4.2.2, nonché le sentenze del TAF C-3179/2011 del 4 marzo 

2013 consid. 7, in particolare consid. 7.3, e C-4400/2010 del 4 gennaio 

2012 consid. 12.3.1). 

10.2 In altri termini, l’istruttoria di causa manifestamente non adempie per-

tanto ai criteri giurisprudenziali di cui alla sentenza del Tribunale federale I 

733/06 del 16 luglio 2007, anche nella misura in cui si dovesse ritenere 

ammissibile nel caso di specie una rinuncia all’inchiesta domiciliare. 

10.3 Anche dal profilo medico l’istruttoria di causa non può ritenersi suffi-

ciente. 

10.3.1 Questo Tribunale rileva che il 25 ottobre 2006, momento in cui è 

stata respinta la seconda richiesta di una rendita dell’assicurazione sviz-

zera per l’invalidità, è stato stabilito, in virtù del rapporto del 10 agosto 2006 

del dott. C._______, medico SMR (doc. 38), il quale, a sua volta, si era 

fondato sulla perizia medica E 213 del 9 novembre 2005 (doc. 2 pag. 1), 

che la ricorrente soffriva di valvulopatia mitro-aortica con fibrillazione atriale 

cronica, cardiopatia ipertensiva e spondiloartrosi, affezioni che peraltro non 

comportavano, nel compimento delle consuete mansioni domestiche, al-

cuna invalidità ai sensi di legge. 

10.3.2 Nell’ambito della nuova domanda di rendita, dalla documentazione 

medica agli atti, in particolare dal certificato del 18 marzo 2014 dell’INPS 

di Ruffano (doc. 95) e dalla perizia medica E 213 del 29 aprile 2014 (doc. 

84), risulta che l’insorgente soffre segnatamente di valvulopatia mitralica-

aortica e tricuspidale con fibrillazione atriale cronica, cardiopatia iperten-

siva, spondilodiscoartrosi, pregresso intervento di isterectomia nonché di 

cervicobrachialgie, lombosciatalgie, coxartrosi e sindrome ansioso-depres-

siva. 

 

C-6371/2014 

Pagina 15 

10.3.3  

10.3.3.1 Il dott. C._______, medico SMR, nei rapporti del 26 giugno e 16 

settembre 2014 (doc. 91 e 106), ha ritenuto che, in virtù della documenta-

zione medica esibita, non è ravvisabile, rispetto a quanto ritenuto nell’otto-

bre del 2006, alcuna modifica significativa dello stato di salute della ricor-

rente (o della componente lavorativa). Il medico ha in particolare rilevato 

che la patologia cardiaca di cui l’insorgente soffre (valvulopatia mitro-aor-

tica con fibrillazione atriale cronica) non ha (mai) comportato alcuna disfun-

zione emodinamica significativa. Ha altresì constatato che i referti di esami 

radiologici evidenziano la presenza, sin dal 2005, di alterazioni degenera-

tive alla colonna cervicale e lombare, ma senza conflitto radicolare e senza 

mielopatia. Ha poi segnalato che lo stato dopo isterectomia totale non com-

porta alcuna limitazione funzionale significativa e non giustifica alcuna in-

capacità di lunga durata. In siffatte circostanze, non vi è, a giudizio del dott. 

C._______, alcun motivo di ritenere che vi possa essere stato un peggio-

ramento dello stato di salute dell’insorgente suscettibile di giustificare una 

modifica della capacità (del 92%) nello svolgimento delle consuete man-

sioni domestiche. 

10.3.3.2 La dott.ssa D._______, medico SMR, nel rapporto del 2 giugno 

2015 (doc. TAF 12), ha poi, e nella sostanza, confermato la valutazione del 

dott. C._______, anche sulla base della nuova documentazione medica 

esibita in replica. Ha in particolare segnalato che il rapporto cardiologico 

del 18 novembre 2014 (doc. TAF 10, doc. 4) non riferisce di alcun peggio-

ramento rispetto a quanto accertato nel corso di precedenti controlli medici. 

Il rapporto cardiaco del 10 febbraio 2015 (doc. TAF 10, doc. 1) espone pe-

raltro le note diagnosi, riferisce di una frazione di eiezione (FE) del ventri-

colo sinistro del 56%, valore qualificato di siccome sostanzialmente con-

servato dal cardiologo, e fa stato di uno scarso controllo della pressione 

sanguigna, ma non evidenzia alcun peggioramento dei disturbi valvolari. 

10.3.3.3  

10.3.3.3.1 In merito a tali valutazioni, e allo stato attuale degli atti di causa, 

non appare esservi stato, dal profilo cardiaco, un cambiamento significativo 

dello stato di salute della ricorrente nel periodo determinante. I referti car-

diologici più recenti, quelli del febbraio 2013 e febbraio 2014 (doc. 63 e 73), 

diagnosticano in effetti un buon compenso emodinamico in cardiopatia 

sclero-ipertensiva ed una fibrillazione atriale permanente e riferiscono se-

gnatamente di dilatazione atriale sinistra, ventricolo sinistro di normali di-

mensioni normocontrattile, aorta con calcificazioni realizzante stenosi di 

C-6371/2014 

Pagina 16 

grado lieve, sclerosi valvolare con insufficienza tricuspidale lieve moderata, 

insufficienza mitralica-aortica, pericardio indenne, senza edemi declivi 

(quadro clinico che pare nella sostanza sovrapponibile a quello esistente 

nel 2001 e nel 2004; v. le cartelle cliniche del febbraio 2011 e del gennaio 

2004 [doc. 5 pag. 2, 13 e 28]). 

10.3.3.3.2 Per contro, e per quanto emerge dagli atti di causa, diversa è la 

situazione riguardo ai disturbi ortopedico-reumatologici di cui l’insorgente 

ha sofferto successivamente alla pronuncia della decisione dell’UAIE del 

25 ottobre 2006. Infatti, se i referti radiologici del 31 marzo 2001 e 5 no-

vembre 2004 (doc. 2 pag. 33 e 3 pag. 11) menzionavano delle note di ar-

trosi al rachide cervicale ed una spondiloartrosi con osteofitosi L5-S1, i re-

ferti di risonanza magnetica della colonna cervicale e lombosacrale del 22 

ottobre 2007 e 20 luglio 2012 (doc. 68 e 70) evidenziano segnatamente 

protrusioni discartrosiche da C3 a C7, lieve listesi L4-L5, ernia discale con 

impronta durale L1-L2, protrusione con impronta durale L3-L4, minuta er-

nia discale L1 e minuto angioma (privo di significato patologico) L4. Peral-

tro, il certificato medico del 18 marzo 2014 dell’INPS di Ruffano (doc. 95) 

riferisce, oltre alle note alterazioni degenerative, della presenza di ridotti 

movimenti di flesso-estensione e di rotazione del rachide cervicale e lom-

bare, cervicobrachialgie, lombosciatalgie e coxartrosi bilaterale. 

10.3.3.3.3 In merito al disturbo psichico di cui soffre la ricorrente, questo 

Tribunale rileva infine che se nell’ambito della seconda domanda di rendita, 

la perizia medica E 213 del 9 novembre 2005 (doc. 2 pag. 1) segnalava 

delle condizioni psichiche apparentemente normali (v. pag. 2 n. 4.1), 

nell’ambito della terza domanda di rendita, quella in esame, è stato pre-

sentato un certificato medico del 18 marzo 2014 dell’INPS di Ruffano (doc. 

95), in cui è diagnosticata una sindrome ansioso-depressiva. La perizia 

medica E 213 del 29 aprile 2014 (doc. 84) evidenzia poi delle note ansiose 

(v. pag. 3 n. 4.1). 

10.3.3.3.4 La ricorrente ha pertanto reso plausibile essere intervenuta, ri-

spetto ad ottobre 2006, una modifica del suo stato di salute suscettibile di 

potere avere un’incidenza sulla sua capacità nello svolgimento delle con-

suete mansioni domestiche. In siffatte circostanze, l'autorità inferiore non 

poteva sulla base di generiche ed imprecise valutazioni del dott. 

C._______, specialista in medicina generale, e della dott.ssa D._______, 

specialista in medicina interna (medici che peraltro non hanno visitato per-

sonalmente la ricorrente, ma si sono basati unicamente sui referti medici 

messi a loro disposizione), negare ogni effetto invalidante nel compimento 

C-6371/2014 

Pagina 17 

delle mansioni consuete di casalinga alle affezioni, segnatamente ortope-

dico-reumatologiche e psichiche, attestate da altri medici, senza prima 

completare l’istruttoria dal profilo ortopedico-reumatologico e psichiatrico 

con rapporti di specialisti. Infatti, solo una valutazione specialistica più pre-

cisa avrebbe potuto stabilire con il necessario grado della verosimiglianza 

se i descritti disturbi ortopedico-reumatologici e psichici potevano assu-

mere valore patologico avente incidenza significativa sulla capacità nello 

svolgimento delle consuete mansioni domestiche nel periodo determinante 

(cfr. sentenza del TF 9C_826/2009 del 20 luglio 2010 consid. 4 e relativi 

riferimenti). 

10.4 Da quanto esposto, discende che la decisione impugnata incorre 

nell'annullamento anche perché fondata su un accertamento insufficiente 

dei fatti giuridicamente rilevanti. 

11.  

11.1 Quando il Tribunale amministrativo federale annulla una decisione, 

esso può sostituirsi all'autorità inferiore e giudicare direttamente nel merito 

o rinviare la causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per un 

nuovo giudizio (cfr. sentenza del TAF C-846/2013 del 4 marzo 2015 consid. 

11.1). In particolare, esso si sostituirà all'autorità inferiore se gli atti sono 

completi e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione del diritto fede-

rale (v. sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi 

riferimenti; DTF 126 II 43 e 125 II 326). Tale non è il caso nella presente 

fattispecie per i motivi precedentemente indicati. 

11.2 Gli atti di causa sono pertanto rinviati all'autorità inferiore affinché la 

stessa proceda dapprima a completare l’accertamento dei fatti giuridica-

mente rilevanti con riferimento allo stato di salute della ricorrente, segna-

tamente con un esame specialistico sullo stato di salute ortopedico-reuma-

tologico e sullo stato di salute psichico (cfr., sulla possibilità di rinvio all'au-

torità inferiore in siffatte circostanze, DTF 137 V 201 consid. 4.4.1.4), non-

ché con ogni ulteriore esame (segnatamente quello cardiaco) che pure l'e-

voluzione nel tempo dello stato di salute dell'insorgente dovesse rendere 

necessario, e poi, se del caso effettuare un'inchiesta domiciliare o, in caso 

di rinuncia giustificata, procedere secondo i dettami della citata giurispru-

denza del Tribunale federale (sentenza I 733/2006 del 16 luglio 2007), ciò 

che finora non è stato fatto in modo sufficiente. L'autorità inferiore emanerà 

poi una nuova decisione. 

C-6371/2014 

Pagina 18 

11.3 Occorre peraltro rilevare che nell'ambito dell'accertamento ancora da 

esperire dall'autorità inferiore, a seguito del rinvio degli atti di causa, non 

sussiste l'eventualità di una nuova decisione dell'UAIE a detrimento dell'in-

sorgente (cfr., sulla questione, DTF 137 V 314 consid. 3.2.4) dal momento 

che nella decisione impugnata del 19 settembre 2014 l'autorità inferiore ha 

considerato che la ricorrente non ha subito un'incapacità lavorativa di livello 

pensionabile, perlomeno fino alla data della decisione impugnata (che co-

stituisce il limite della cognizione temporale di questo Tribunale nel caso di 

specie), ed ha respinto la domanda della medesima volta all'ottenimento di 

una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Non era pertanto ne-

cessario conferire all’insorgente la facoltà di ritirare il proprio gravame. 

12.  

12.1 Visto l'esito della causa, non sono prelevate delle spese processuali 

(art. 63 PA). L'anticipo equivalente alle presunte spese processuali di fr. 

400.-, versato il 24 febbraio 2015, sarà restituito alla ricorrente allorquando 

la presente sentenza sarà cresciuta in giudicato. 

12.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentata in questa sede da un man-

dataria professionale, si giustifica altresì l'attribuzione di un’indennità a ti-

tolo di spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg. del 

regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]). La stessa, in assenza di una nota dettagliata, è fissata d'ufficio 

(art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in fr. 2’000.- (senza IVA; cfr., sulla questione, la 

sentenza del TAF C-2183/2013 del 28 gennaio 2015 consid. 11.2.4.3), te-

nuto conto del lavoro effettivo ed utile svolto dalla patrocinatore della ricor-

rente. L'indennità per ripetibili è posta a carico dell'UAIE. 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

C-6371/2014 

Pagina 19 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è parzialmente accolto, nel senso che la decisione impugnata del 

19 settembre 2014 è annullata e gli atti di causa sono rinviati all'UAIE af-

finché proceda al completamento dell'istruttoria ed emani una nuova deci-

sione ai sensi dei considerandi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. L'anticipo di fr. 400.-, corrisposto il 24 

febbraio 2015, sarà restituito alla ricorrente allorquando la presente sen-

tenza sarà cresciuta in giudicato. 

3.  

L'UAIE rifonderà alla ricorrente fr. 2'000.- a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– rappresentante della ricorrente (Raccomandata con avviso di 

ricevimento) 

– autorità inferiore (n. di rif. ; Raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata) 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

Vito Valenti Marcella Lurà 

 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione, nella misura in cui sono 

adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF. Gli 

atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi 

di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della 

parte – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere allegati 

(art. 42 LTF). 

Data di spedizione: