# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b98c0f69-b016-5bec-86ed-137e3fa6e5d0
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-11-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.11.2009 C-3490/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-3490-2008_2009-11-06.pdf

## Full Text

Corte II I
C-3490/2008

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  6  n o v e m b r e  2 0 0 9

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Johannes Frölicher, Madeleine Hirsig 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
patrocinata dall'avvocato Luigi Potenza, 
via della Repubblica 23, IT-73054 Presicce,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 16 aprile 2008)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-3490/2008

Fatti:

A.
A._______,  cittadina  italiana,  nata  il  ,  coniugata,  ha  lavorato  in 
Svizzera dal  1971 al  1997,  nel  2000 e nel  2004 ,  solvendo regolari 
contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e 
l'invalidità. Da ultimo ha lavorato su chiamata come operaia per brevi 
periodi (doc. 11). In precedenza aveva lavorato dal 1982 al 1995 nel 
settore  metallurgico,  prima  nel  ramo  tessile  e,  ancor  prima, 
nell'industria alimentare (doc. 1). In data 24 ottobre 2006, la nominata 
ha  formulato  una  domanda  volta  al  conseguimento  di  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 4, 5).

Nel  questionario  per  l'assicurato,  la  richiedente  ha affermato  di  non 
avere  svolto  attività  lucrativa  dopo  l'aprile  1995  per  gravi  motivi  di 
salute (doc. 12).

B.
La richiedente è stata visitata il 9 gennaio 2007 presso i servizi medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di Casarano, ove 
il medico incaricato ha evidenziato la diagnosi di "spondilodiscoartrosi 
cervicolombare  a  scarsa  incidenza  funzionale  in  assenza  di  deficit 
neurologici periferici" ed ha posto un tasso d'invalidità del 30% (doc. 
38). Sono stati esibiti documenti oggettivi, quali: 

- reperti medici concernenti patologie insorte nel 1993/96, in Svizzera, 
ossia un epitelocarcinoma della cervice uterina operato e curato alla 
fine  del  1993  (doc.  19),  ipoacusia  neurosensoriale  (doc.  23),  una 
mammografia del novembre 2002 (doc. 30), problemi di osteocondrosi 
e di protrusione discale nel novembre 2004 (doc. 32); succinti risultati 
di  una  biopsia  ginecologica  del  12/16  novembre 2004  (doc. 31);  un 
rapporto d'esame reumatologico del 13 dicembre 2004 (Dott. Gugg) al 
ginecologo  Dott.  Furrer  attestante  una  sindrome 
toracolombospondilogena  con  protrusione  discale  L2/3,  esiti  di 
carcinoma della cervice uterina completamente risolto (doc. 33).

- un rapporto di visita ortopedica del 27 dicembre 2006 (doc. 35).

C.
Nella sua relazione del 17 dicembre 2007, il Dott. Battaglia, medico del 
servizio regionale "Rhône", dopo aver ripreso la diagnosi sopra riferita 

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ed analizzato il caso sotto il profilo delle malattie di lunga durata, ha 
affermato che la richiedente non presenta alcuna invalidità nell'ambito 
di un lavoro simile al precedente, né come casalinga (doc. 41).

Con progetto di decisione del 9 gennaio 2008, l'UAIE ha disposto la 
reiezione  della  domanda di  rendita  per  carenza d'invalidità  di  livello 
pensionabile (doc. 42).

L'interpellata ha reagito il 21 febbraio 2008, tramite il Patronato INAPA 
di Acquarica del Capo, chiedendo il riconoscimento del suo diritto alla 
rendita intera AI e inviando un rapporto medico del reumatologo Dott. 
Gugg (su formulario  AI)  del  20 dicembre 2007,  il  quale conferma la 
sua precedente valutazione e menziona le cure prestate da dicembre 
2004  al  1°  febbraio  2005  (doc.  44).  Produce  anche  un  certificato 
medico  del  18  febbraio  2008  del  Dott.  Palese,  attestante  esiti  di 
isterectomia, steatosi epatica, calcolosi renale, ipertensione arteriosa, 
spondilosi  ostefitosica con discopatie  multiple, gonartrosi  bilaterale; i 
risultati di un ecografia addominale superiore del 31 gennaio 2008; un 
referto  radiologico  della  colonna  in  toto  e  delle  ginocchia  del  15 
febbraio  2008;  un  rapporto  di  esame  cardiologico  con  estratto  di 
elettrocardiogramma del 6 febbraio 2008 (doc. 50-54).

L'incarto è stato risottoposto in esame al Dott. Battaglia, il quale, nella 
sua relazione del 9 aprile 2008 si è riconfermato nelle sue precedenti 
considerazioni (doc. 56).

Mediante decisione del 16 aprile 2008, l'UAIE ha pertanto respinto la 
richiesta di prestazioni dell'AI (doc. 57).

D.
Con il ricorso depositato il 24 maggio 2008, A._______, regolarmente 
rappresentata dall'avv. Potenza di  Presicce, chiede, sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza,  il  riconoscimento  del  suo  diritto  a  prestazioni 
assicurative.  A  suffragio  delle  sue  conclusioni  esibisce 
documentazione  già  ad  atti.  L'insorgente  eccepisce  la  carenza  di 
motivazione dell'impugnata decisione.

E.
Nelle sue osservazioni ricorsuali del 9 luglio 2008, l'UAIE propone la 
reiezione  del  ricorso  con  argomenti  di  cui,  per  quanto  occorra,  si 
riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

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F.
Con ordinanza del 16 luglio 2008, il Tribunale amministrativo federale 
(TAF) ha invitato la parte ricorrente a volersi esprimere in merito alle 
osservazioni  dell'amministrazione ed altra  documentazione di  rilievo, 
entro 30 giorni dalla ricezione dell'ordinanza stessa. L'interpellata non 
ha esercitato il suo diritto di replica.

G.
Con decisione incidentale dell'11 settembre 2008, il TAF ha invitato la 
ricorrente a voler versare un anticipo di Fr. 300.-, corrispondente alle 
presunte  spese  processuali.  Detto  anticipo  è  stato  regolarmente 
versato il 1° ottobre 2008.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 

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degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge  (art.  60  LPGA  e  52  PA).  L'interessato  ha  versato  l'anticipo 
corrispondente  alle  presunte  spese  processuali  di  Fr. 300.-,  entro  il 
termine  impartito.  Il  gravame  è  dunque  ammissibile,  nulla  ostando 
all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 

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europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.
La  ricorrente  ha  contestato  in  primo  luogo  la  validità  formale  della 
decisione  dell'UAIE,  rilevando  che  essa  difetta  di  una  motivazione 
sufficiente. 

5.1 Il diritto di essere sentito, la cui garanzia è prevista all'art. 29 cpv. 
2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  svizzera  del  18 
aprile  1999  (Cost,  RS  101),  comprende  il  diritto  per  l'assicurato  di 
prendere conoscenza dell'incarto (DTF 132 II  485 consid. 3, 126 I  7 
consid. 2b), di esprimersi in merito agli elementi pertinenti prima che 
una decisione sia emessa nei suoi confronti,  di  produrre delle prove 
pertinenti,  di  ottenere  che sia  dato  seguito  alle  sue offerte  di  prove 
pertinenti,  di  partecipare all'amministrazione delle  prove essenziali  o 
almeno  di  poter  esprimersi  sul  suo  risultato,  allorquando  questo  è 
proprio ad influenzare la decisione da emanare (cfr. DTF 124 II  132 
consid.  2b  e  giurisprudenza  ivi  citata).  Nel  quadro  della  procedura 
amministrativa il diritto di essere sentito è consacrato dagli art. 26-28 
(diritto di esaminare gli atti),  dagli art. 29-33 (diritto di essere sentito 
stricto  sensu)  e  dall'art.  35  PA  (diritto  di  ottenere  una  decisione 
motivata).

5.2 La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito l'obbligo 
per  l'autorità  di  motivare  la  sua  decisione,  così  da  permettere  ai 
destinatari  ed  a  tutte  le  persone  interessate  di  comprenderla, 
eventualmente  di  impugnarla  ed  in  modo  da  rendere  possibile 
all'autorità  di  ricorso  eventualmente  adita  di  esercitare 
convenientemente il suo controllo (cf. DTF 129 I 232 consid. 3.2; DTF 
126  I  97  consid. 2b;  DTF  122  IV  8  consid. 2c,  DTF  112  Ia  107 

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consid. 2b;  cfr.  inoltre  la  sentenza  del  Tribunale  federale 
2A.496/2006 / 2A.497/2006 del 15 ottobre 2007 consid. 5.1.1). Si è in 
presenza di una violazione del diritto di essere sentito se l'autorità non 
soddisfa al suo obbligo di esaminare e di trattare i problemi pertinenti 
(cf. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 122 IV 8 consid. 2c). Per adempiere 
a  tali  esigenze,  è  sufficiente  che  il  giudice  (o  l'autorità)  menzioni, 
almeno brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in 
modo  da  permettere  all'interessato  di  apprezzare  la  portata  di 
quest'ultima e di  impugnarla in  piena conoscenza di  causa (cfr. DTF 
menzionate). In  generale,  la  portata dell'obbligo di  motivare dipende 
dalla  complessità  della  fattispecie  da  giudicare,  dalla  potenziale 
gravità  delle  conseguenze  della  decisione  e  dalle  circostanze  del 
singolo caso. Più la libertà d'apprezzamento dell'autorità è ampia e più 
la  misura  adottata  arreca  pregiudizio  ai  diritti  dei  singoli,  più  la 
decisione deve essere circostanziata (cfr. DTF 112 Ia 107 consid. 2b; 
cfr. inoltre  la  sentenza  del  Tribunale  federale 
2A.496/2006 / 2A.497/2006  precitata).  Sebbene  la  motivazione  deve 
fare emergere le riflessioni dell'autorità in merito agli elementi (di fatto 
o di diritto) essenziali che hanno influenzato la decisione, l'autorità non 
è  comunque  tenuta  a  pronunciarsi  su  tutti  i  fatti,  argomentazioni  e 
mezzi  di  prova invocati  dalle  parti,  ma può permettersi  di  limitarsi  a 
quelli che, senza arbitrio, le sembrano decisivi per la risoluzione della 
causa (cfr. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 112 Ia 107 consid. 2b). Nel 
campo delle  assicurazioni  sociali,  in  particolare,  le  esigenze relative 
alla motivazione non devono essere particolarmente elevate. È, infatti, 
sufficiente  che  l'amministrazione  indichi  brevemente  i  motivi  della 
decisione e quali sono gli elementi alla base di quest'ultima (DTF 124 
V 180, consid. 1a, confermato in Pra 2001, n. 71, consid. 1 a/bb).

5.3 Il  diritto  di  ottenere  una  decisione  motivata  costituisce  una 
garanzia  costituzionale  di  natura  formale,  la  cui  violazione causa in 
principio l'annullamento della decisione impugnata indipendentemente 
dalle possibilità di esito positivo del ricorso nel merito (cfr. DTF 126 I 
19  consid. 2d/bb;  DTF  126  V  130  consid. 2b;  DTF  122  II  464 
consid. 4a  e  giurisprudenza  citata).  Eccezionalmente  un'eventuale 
violazione del diritto di essere sentito può essere sanata allorquando 
l'autorità  che ha emanato  la  decisione ha preso posizione in  merito 
alle  argomentazioni  decisive nel  quadro dello  scambio degli  scritti  e 
che l'amministrato ha avuto la possibilità di esprimersi liberamente di 
fronte ad un'autorità di  ricorso, la cui  cognizione è altrettanto ampia 
che quella  dell'autorità  inferiore (cfr. DTF 133 I  201 consid. 2.2; DTF 

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130 II  530  consid. 7.3;  DTF  126  V  130  consid.  2b;  DTF 124  V  389 
consid. 5a e 180 consid. 4a).

5.4 In  concreto,  la  motivazione  della  decisione  impugnata  appare 
certo  concisa,  ma  ciò  non  ha  però  impedito  alla  ricorrente  di 
comprenderne la portata e di deferirla all'istanza superiore. Nell'ambito 
del ricorso, infatti, la nominata ha potuto difendersi in maniera corretta 
ed è stata in grado di dedurre i fatti su cui la decisione si fonda e le 
ragioni  per  cui  è  stata  pronunciata.  Tuttavia,  anche  se  la  decisione 
fosse  considerata  non  sufficientemente  motivata,  si  rileva  che  tale 
carenza  sarebbe  sanata  dall'impugnazione  della  stessa  davanti  al 
Tribunale  amministrativo  federale,  il  quale  dispone  infatti  di  piena 
cognizione. Inoltre,  con  la  sua  risposta  del  9  luglio  2008,  l'UAIE ha 
avuto modo di esprimersi sul contenuto del ricorso e di completare le 
motivazioni  della  sua  decisione,  successivamente  notificate 
all'interessata,  con  alcuni  documenti,  quali  i  pareri  dei  medici 
dell'UAIE. Alla ricorrente è stato concesso il diritto di replica, che non 
ha peraltro esercitato (cfr. DTF 116 V 39/40 consid. 4b). 

Visto  quanto  precede,  la  censura  della  ricorrente  in  ordine 
all'insufficienza  della  motivazione  e,  quindi,  alla  violazione  del  suo 
diritto di essere sentito, deve essere respinta.

6.
La ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 24 ottobre 2006. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore 
fino al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più 
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo 
scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad 
esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una rendita il 24 ottobre 
2005  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 16 aprile 
2008,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in 
generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

7.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
un  cittadino  italiano  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:

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- essere invalido ai sensi della legge svizzera.

-  aver  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  o  ad  un'assicurazione 
sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71) 
di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione 
europea  di  libero  scambio  (AELS),  durante  almeno  un  anno, 
rispettivamente, a partire dal 1° gennaio 2008, durante almeno tre anni 
(art. 36 LAI).

Nella specie la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un  periodo  superiore  ai  tre  anni  (doc.  1).  Pertanto,  l'interessata 
adempie la condizione della durata minima di contribuzione, alla quale 
la  legge  subordina  l'erogazione  di  una  rendita.  Rimane  ora  da 
esaminare se sia invalida ai sensi di legge.

8.

8.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

8.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter 

(art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008) LAI, secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'UE e vi risiede.

8.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 

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stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

8.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

9.

9.1 Dopo  il  rimpatrio,  avvenuto,  verosimilmente,  nel  luglio  2005, 
l'interessata non ha più lavorato. Vero è che, da ultimo (2003/2005), la 
nominata ha presentato dei problemi di salute che, con ogni evidenza, 
l'hanno costretta ad interrompere il lavoro. Del resto, la stessa dichiara 
di non aver più potuto lavorare per problemi di salute.

9.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), 
per  valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe 
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo 

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la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto  conto  di  una  situazione 
equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli 
avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da 
valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce 
soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 
o  psichica  dovuto  a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la 
conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei 
redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; VSI 2000 p. 84). 

9.3 In  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione 
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 
quali  lavori  siano  ancora  esigibili  dall'assicurato,  ma  non  spetta  al 
medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). 
Infatti,  per costante giurisprudenza le certificazioni mediche possono 
costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di  valutare l'incapacità  lavorativa e di  guadagno 
dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 
V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).

9.4 Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti  ed esamini in maniera completa i  punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160).

10.

10.1 Nel  caso  in  esame  è  stata  evidenziata  la  diagnosi  di 
spondilodiscoartrosi  cervicolombare a scarsa incidenza funzionale in 
assenza  di  deficit  neurologici  periferici  (cfr.  perizia  medica 
particolareggiata  del  9  gennaio  2007,  doc.  38).  Anamnesticamente, 
l'assicurata è portatrice degli esiti di lontano intervento di isterectomia 
(1993)  con  annessiectomia  bilaterale  e  linfanedectomia  pelvica. 
L'interessata presenta anche modesti  segni di  ipertensione arteriosa 
(trattata)  e  di  gonartrosi  bilaterale,  nonché  lievi  segni  di  steatosi 
epatica (cfr. certificazione esita in sede di audizione e ricorsuale).

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10.2 Giova ricordare che le  affezioni  in  oggetto debbono, dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  la  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

11.

11.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, il medico dell'INPS (perizia del 9 gennaio 2007, 
doc. 38) pone un tasso d'invalidità limitato al 30%. Egli dichiara che la 
paziente  è  in  grado  di  svolgere  un'attività  lucrativa  simile  a  quella 
esercitata da ultimo e che, in  ogni caso, potrebbe essere riadattata. 
Precisa  inoltre  che  è  in  grado  di  assumere  attività  semipesanti 
(medie). Anche il  Dott. Battaglia  del  servizio  medico  "Rhône" ritiene 
che l'interessata sia in grado di svolgere attività compatibili con la sua 
formazione.  Solamente  il  medico  curante  dell'assicurata,  Dott.  Vito 
Palese,  stima  che  la  paziente  sarebbe  totalmente  incapace  di 
compiere qualsiasi attività lavorativa in modo proficuo.

11.2 L'assicurata  è  portatrice  di  remoti  (1993)  esiti  di  interventi 
all'apparato genito-urinario. Le conseguenze di questo intervento sono 
ormai consolidate. Di certo è che la paziente non ha più presentato 
recidive e/o metastasi del male. Sotto il profilo ginecologico non sono 
più presenti affezioni di tipo neppur minimamente invalidanti. Ciò viene 
dedotto  dall'assenza  di  notizie  specifiche  per  tale  patologia  e  dai 
rapporti dei medici svizzeri che si sono occupati del caso.

Un processo artrosico polidistrettuale si  è però manifestato in questi 
ultimi  anni. Già  dal  medico  dell'INPS,  tale  disturbo viene definito  "a 
scarsa incidenza funzionale". Peraltro, all'esame ortopedico il rachide 
è  riferito  spinalgico  in  toto,  tuttavia  con  masse  muscolari  non 

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contratturate; i movimenti del tratto cervicale sono completi, ma riferiti 
dolenti ai gradi estremi, la flessione del tronco è ridotta di circa ¼, la 
manovra di Lasègue è negativa; nulla di rilevante e/o limitante è stato 
riscontrato  agli  arti  superiori  od  inferiori;  movimenti,  tono  e  forza 
muscolare sono normali,  l'andatura è pure  normale,  il  portamento  è 
eretto. Gli  ultimi  documenti  esibiti,  ossia l'esame radiografico  del  15 
febbraio 2008 (doc. 52), hanno posto in evidenza solamente un quadro 
spondilosico-osteofitosico  con  discopatie  intersomatiche  ed  una 
modica  scoliosi  con  inversione  della  lordosi  cervicale,  nonché  delle 
note gonartrosiche. Trattasi di un risultato, tutto sommato, scarsamente 
patologico.

Altre  affezioni  secondarie  sono  quasi  irrilevanti:  dalla  sonografia 
dell'addome  superiore  (31  gennaio  2008,  doc.  51)  traspare 
unicamente  una  steatosi  epatica,  ossia  un  accumulo  di  grasso 
d'intensità medio lieve; per il  resto tutto è nella norma o, comunque, 
non patologico. L'elettrocardiogramma del 6 febbraio 2008 è del tutto 
normale. La presenza di una leggera ipertensione, disturbo per il quale 
non c'è necessità di effettuare un ECG, sarebbe emendabile, in caso 
di bisogno, nell'eventualità in cui assumesse un progressivo aumento. 
Non sussiste alcun danno cardiologico.

Per il  resto, l'interessata,  si  presenta in  condizioni  di  salute generali 
ancora  buone,  nonostante  un'età  che  ormai  è  avanzata,  ogni  altro 
organo ed apparato essendo indenne da patologie.

11.3 Per quanto riguarda il brevissimo certificato del medico curante 
Dott.  Palese  (18  febbraio  2008),  si  deve  rilevare  che  non  apporta 
novità di rilievo dal punto di vista diagnostico. Questo medico si limita 
a  enumerare  elementi  di  anamnesi  e  di  diagnosi  già  noti  e  ad 
esprimere un parere diverso circa le conseguenze invalidanti. Ora, il 
diritto  svizzero  in  materia  di  assicurazione  per  l'invalidità  non 
indennizza  un  complesso  patologico  in  quanto  tale,  ma  piuttosto 
l'influenza di questo sulla residua capacità di lavoro dell'assicurato e la 
conseguente  perdita  di  guadagno.  Pertanto,  il  tasso  d'invalidità 
espresso  da  medici  stranieri  non  può  essere  ritenuto  "sic  et 
simpliciter" applicabile al caso di specie.

11.4 Vista la  non complessità  del  quadro patologico  in  esame, e  la 
completezza dei reperti oggettivi in rapporto alle affezioni denunciate, 
non si giustifica procedere ad un nuova indagine sanitaria.

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Il  collegio  giudicante,  sulla  scorta  del  parere  dei  medici  dell'UAIE  e 
dell'INPS, ritiene che A._______ avrebbe potuto continuare un'attività 
lucrativa  simile  ad  una  di  quelle  (numerose)  svolte  nel  passato  in 
Svizzera, ossia di operaia nel settore tessile o metallurgico leggero e 
dell'industria alimentare. Se il suo rendimento attuale non può essere 
ritenuto del 100%, vista la sua età e qualche limitazione funzionale di 
poco conto, comunque, questo è superiore al 60%, di modo che non vi 
è alcun diritto a prestazioni dell'AI.

11.5 Vero è che la ricerca di  un posto di  lavoro adatto alle capacità 
dell'interessata  appare  difficoltosa,  vista  la  sua  età  e  la  situazione 
congiunturale; tuttavia, se il  mercato del lavoro locale non le offre di 
sfruttare  la  sua residua capacità  lavorativa  e  di  guadagno, non può 
essere compito dell'assicurazione svizzera per l'invalidità di sopperire 
con  il  versamento  di  prestazioni  assicurative  a  quello  che  sarebbe 
dovuto, semmai,  dall'assicurazione italiana contro la  disoccupazione. 
Secondo  una  costante  giurisprudenza,  la  persona  che  richiede 
prestazioni  d'invalidità  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  da  lei 
esigibile per ovviare alle conseguenze della sua incapacità, mettendo 
soprattutto a profitto le superstiti  energie lavorative e cambiando, se 
del caso, anche il lavoro e il domicilio (DTF 123 V 88 consid. 4c, 113 V 
28 consid. 4).

In  queste  circostanze  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata.

12.

12.1 Le  spese  processuali,  ammontanti  a  Fr.  300.-,  sono  poste  a 
carico  della  ricorrente  e  vengono  compensate  con  l'anticipo  già 
versato il 1° ottobre 2008 di Fr. 300.-. 

12.2 Visto l'esito del ricorso, non vengono riconosciute indennità per 
spese ripetibili.

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulla tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di Fr. 300.-, sono poste a carico della ricorrente. 
Esse sono computate con l'anticipo spese di Fr. 300.-. 

3.
Non vengono riconosciute indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante  del  ricorrente  (raccomandata  con  avviso  di 
ricevimento)

- autorità inferiore (n. di rif.)
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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