# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 070e0161-8867-56b3-a8de-f8d3dfa4ebc6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.09.2009 C-3245/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-3245-2008_2009-09-29.pdf

## Full Text

Corte II I
C-3245/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 9  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Madeleine Hirsig, Elena Avenati-Carpani;
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
patrocinato dal lic. iur. Salvatore D'Ostuni, 
divisione Estero, via XXIV Maggio /, 
angolo via IV Novembre n. 2, IT-73040 Neviano,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 4 aprile 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-3245/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano, nato il , coniugato con prole, ha lavorato 
in Svizzera dal al solvendo regolari contributi all'assicurazione svizzera 
per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI), durante tale periodo 
(doc. 1). In  Italia,  ha svolto  attività  lucrativa come operaio  saldatore 
fino al gennaio 2001. Per ragioni di salute, dopo quella data, è stato 
adibito  al  controllo  della  saldatura.  Ha  interrotto  il  suo  lavoro  il  31 
dicembre 2002 (doc. 24).

In data 31 ottobre 2006, A._______ ha formulato una domanda volta 
al  conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità (doc. 2, 5).

B.
Il richiedente è stato visitato il 6 dicembre 2006 presso i servizi medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di Lecce, ove il 
sanitario  incaricato  ha  evidenziato  la  diagnosi  di  "ipertensione 
arteriosa con segni ecografici  di  sovraccarico sistolico del ventricolo  
sinistro, obesità con deficit ventilatorio restrittivo di entità lieve media,  
artropatia  del  rachide  a  modico  impegno  funzionale,  documentato  
disturbo  di  personalità  ad  incidenza  funzionale  medio-grave"  ed  ha 
posto  un  tasso  d'invalidità  dell'80%  (doc.  14).  Sono  stati  esibiti 
documenti oggettivi, quali:

- una relazione medico-legale incompleta del Dott. Zippo del 7 aprile 
2004 attestante una bronchite cronica, steatosi epatica e disturbo della 
personalità con riduzione della capacità di lavoro dell'80% (doc. 9);

- diversi esami contenuti nella cartella clinica (scarsamente leggibile) 
relativa alla degenza dal 15 al 22 agosto 2000 per problemi psichiatrici 
(doc. 11-13);

- un elettrocardiogramma del'11 dicembre 2006 (doc. 15);

- un breve attestato psichiatrico del 5 dicembre 2006 facente stato di 
una personalità di tipo schizoide (doc. 16);

- una spirometria del 6 dicembre 2006 (doc. 17);

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- un certificato medico del Dott. Carrisi del 20 giugno 2007 attestante 
un disturbo della personalità schizoide, ipertensione arteriosa ed altre 
patologie scarsamente leggibili (doc. 20);

- una cartella clinica concernente il ricovero del luglio 2004 per stato di 
agitazione psicomotoria e scompenso psicotico (doc. 21).

C.
Nel  suo  rapporto  del  3  ottobre  2007,  la  Dott.ssa  Meyer,  medico 
dell'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti 
all'estero  (UAIE),  dopo  aver  ripreso  la  diagnosi  sopra  riferita,  ha 
ammesso  che  l'interessato  presenta  un  grado  d'invalidità  dell'80% 
almeno nel suo precedente lavoro ed a lui sarebbero proponibili attività 
di ripiego in misura del 50% (doc. 25).

L'amministrazione  ha  aderito  al  parere  del  proprio  medico  ed  ha 
effettuato un calcolo comparativo dei redditi, dal quale è risultato che, 
svolgendo  attività  alternative  in  misura  del  50%,  l'interessato 
subirebbe  una  perdita  economica  del  59,40%  (doc.  26).  In  questo 
calcolo, il salario dopo l'invalidità è stato ulteriormente ridotto del 10% 
per  tenere  conto  della  situazione  personale  dell'assicurato  (età, 
handicap).

Un progetto di decisione comportante il riconoscimento del diritto alla 
mezza  rendita  AI  dal  1°  ottobre  2005  (un  anno  prima  della 
presentazione  della  domanda)  è  stato  inviato  all'interessato  il  27 
novembre 2007 (doc. 27). Questi,  rappresentato dal lic. iur. D'Ostuni, 
con scritto del 4 gennaio 2007, ha ribadito la richiesta di una rendita 
intera AI. A suffragio delle sue conclusioni ha prodotto un certificato 
medico del Dott. Carrisi del 2 dicembre 2007 attestante, per quel che 
si  possa  decifrare,  un'ipertensione  arteriosa,  distimia,  obesità, 
sindrome d'ansia (doc. 30).

Ricevute le osservazioni, l'amministrazione ha risottoposto gli atti alla 
Dott.ssa  Meyer,  la  quale,  nella  sua  nota  del  26  febbraio  2008,  ha 
affermato  che  il  referto  esibito,  scarsamente  leggibile,  non  sembra 
porre in forse la valutazione precedente (doc. 32).

Mediante decisione del 4 aprile 2008, l'UAIE ha erogato in favore del 
nominato una mezza rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità 
a decorrere dal 1° ottobre 2005 (doc. 34, 35).

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D.
Con  il  ricorso  depositato  il  14  maggio  2008,  A._______,  sempre 
rappresentato  dal  lic.  iur.  D'Ostuni,  chiede,  sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza,  il  riconoscimento del  diritto  alla  rendita  intera AI. Non 
produce  nuova  certificazione  medica,  ma  chiede,  se  necessario,  di 
sottoporre l'assicurato a perizia medico-legale. Chiede inoltre l'esonero 
dalle spese processuali.

E.
Ricevuto  il  ricorso,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al  Dott. 
Lehmann, del proprio servizio medico, il quale, nel suo rapporto del 9 
luglio  2008,  ha  affermato  che  una  nuova  indagine  sanitaria  non  si 
rivela  giustificata  (doc. 37).  Nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  del  15 
luglio  2008,  l'UAIE  propone  la  reiezione  dell'impugnativa  con 
argomenti  di  cui,  per  quanto  occorra,  si  riferirà  nei  considerandi  in 
diritto del presente giudizio. 

Con ordinanze del 18 luglio 2008, il Tribunale amministrativo federale 
(TAF) ha invitato la parte ricorrente a volersi esprimere in merito alle 
osservazioni dell'amministrazione, ed altra documentazione di rilievo, 
nonché  a  compilare  il  formulario  di  domanda  di  gratuito  patrocinio. 
L'interpellato non ha esercitato il suo diritto di replica ed ha comunque 
compilato il questionario menzionato pervenuto al TAF il 2 settembre 
2008. 

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

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2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ammissibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 

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sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.
Il ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 31 ottobre 2006. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore 
fino al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più 
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo 
scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad 
esaminare se il  ricorrente avesse diritto ad una rendita  il  31 ottobre 
2005  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto  alla rendita sia sorto tra tale data ed il  4 aprile 
2008,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in 
generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 

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ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera 

-  aver  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera,  ad  un'assicurazione 
sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71) 
di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione 
europea  di  libero  scambio  (AELS),  durante  almeno  un  anno, 
rispettivamente, a partire dal 1° gennaio 2008, durante almeno tre anni 
di cui almeno uno in Svizzera (art. 36 LAI).

Nella specie, il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un periodo di poco superiore ad un anno (doc. 1), tuttavia, in Italia, è 
stato  iscritto  alle  patrie  assicurazioni  sociali,  per  diversi  periodi 
compresi dal 1972 al dicembre 2000 (doc. 3, E 205, pag. 3). Pertanto, 
l'interessato  adempie  la  condizione  della  durata  minima  di 
contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina  l'erogazione  di  una 
rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter 

(art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008) LAI, secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'UE e vi risiede.

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7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

8.

8.1 Nel caso in esame è stata sostanzialmente rilevata la diagnosi di 
grave  disturbo  della  personalità  con  tendenza  di  tipo  schizoide, 
ipertensione  arteriosa  con  segni  ecocardiografici  di  sovraccarico 
sistolico del ventricolo sinistro, obesità con deficit ventilatorio restrittivo 
di  entità  lieve-media,  artropatia  del  rachide  a  modico  impegno 

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funzionale (cfr. perizia medica particolareggiata del 6 dicembre 2006, 
doc.  14;  cartelle  cliniche  e  refertazione  oggettiva).  Il  Dott.  Carrisi, 
autore  del  referto  del  2  dicembre  2007  attesta  la  stessa  diagnosi 
precisando  che  la  patologia  psichiatrica  non  è  un  disturbo  della 
personalità ma una distimia e una sindrome d'ansia.

8.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

8.3 Ne  discende  che,  in  mancanza  di  uno  stato  di  salute 
sufficientemente stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 
cpv.  1  LAI,  per  cui  può  entrare  in  considerazione  solo  la  seconda 
lettera della citata norma legale, la quale prevede un termine d'attesa 
di  un  anno.  Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

9.

9.1 Non concordi  sono i  pareri  circa le ripercussioni invalidanti  delle 
menzionate  affezioni.  In  effetti,  mentre  il  medico  dell'INPS pone  un 
tasso d'invalidità dell'80% (doc. 14), i sanitari dell'UAIE (Dott.ri Meyer e 
Lehmann),  dal  canto loro,  ritengono che il  richiedente non potrebbe 
più  svolgere  il  precedente  lavoro  di  meccanico,  ma  a  lui  sarebbero 
proponibili attività di tipo leggero e/o semisedentario in misura del 50% 
(doc. 25, 32, 37).

9.2 Lo  scrivente  Tribunale  considera  che  l'istruttoria  non  è  stata 
adeguatamente svolta. La malattia principale di cui soffre l'assicurato 
consiste in una grave turba della personalità,  con spunti  psicotici ed 
altre manifestazioni tipiche di un processo patologico psichico di una 
certa rilevanza (stati di agitazione psicomotoria, scompenso psicotico). 
È infatti più che verosimile che l'interessato abbia cessato di lavorare 
nel dicembre 2002 per questa patologia e non tanto per le altre turbe 
che,  a  prima  vista  ed  in  base  al  parere  dei  sanitari  dell'UAIE,  non 
sembrano  eminentemente  invalidanti.  Vero  è  che  il  Dott.  Carrisi, 
medico curante del nominato, nel suo certificato del 20 giugno 2007 

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(doc. 20) ha confermato la diagnosi menzionata, mentre nell'ulteriore 
certificato  del  22  dicembre  2007,  egli  si  è  limitato  ad  indicare  in 
seconda  posizione  (dopo  l'ipertensione  arteriosa)  una  distimia  in 
trattamento; ciò non toglie che i problemi di carattere psichico siano, 
nel caso in esame, di primaria importanza. Ora, l'incarto non contiene 
alcuna  perizia  psichiatrica  approfondita,  a  parte  brevi  referti  soventi 
poco leggibili (o mal riprodotti).

9.3 Di  regola,  un  rapporto  psichiatrico,  per  avere  valore  probante, 
deve contenere l'anamnesi, l'evoluzione della malattia, lo stato attuale, 
la  diagnosi,  la  prognosi,  la  durata  ed  il  tipo  di  trattamento  (con  il 
dosaggio), la frequenza delle sedute specialistiche. In modo specifico, 
il rapporto stesso dovrebbe fornire delle indicazioni sullo stato psichico 
(aspetto,  atteggiamento,  orientamento  spazio-temporale, 
conservazione  della  memoria,  capacità  di  concentrazione,  facoltà  di 
comprensione,  d'interpretazione  e  di  percezione),  nonché  tutti  quei 
riscontri che permettono di individuare elementi di carattere patologico 
ed eventuali test psichiatrici. Queste ricerche sono necessarie laddove 
la  malattia  psichica/mentale è data come la principale causa di  uno 
stato d'invalidità.

Quando il  parere del  medico  dell'UAIE diverge dagli  altri  giudizi  e/o 
non può essere fondato su documentazione oggettiva avente la qualità 
di  prova,  occorre  procedere  ad  una  nuova  investigazione  medica. 
Infatti,  è compito del consulente del Servizio medico regionale o del 
medico  dell'UAIE  stabilire  in  che  misura  il  danno  alla  salute  limita 
l’interessato  nelle  sue capacità  psicofisiche,  attenendosi  unicamente 
alle funzioni importanti relative alle attività lavorative che, secondo la 
sua esperienza di vita, entrano in linea di conto nel caso concreto (art. 
49 dell'ordinanza del 17 gennaio 1961 sull'assicurazione per l'invalidità 
[OAI, RS 831.201]). 

9.4 Va ancora rilevato che non è chiaro per quale ragione i  sanitari 
dell'UAIE abbiano considerato il  paziente invalido in misura dell'80% 
nel  suo precedente lavoro di  meccanico ma abbiano posto un tasso 
d'invalidità del 50% in attività sostitutive. Ora, basti ricordare che, nel 
caso  che  ci  occupa,  non  sono  tanto  le  affezioni  di  tipo  fisico  che 
impediscono l'attività  lavorativa all'assicurato, quanto piuttosto quella 
psichica. In altre parole, essi non hanno spiegato in cosa consiste e su 
cosa si basa il tasso d'invalidità da loro sostenuto.

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Ora,  fatte  queste  considerazioni,  il  collegio  giudicante  si  trova 
nell'impossibilità di determinare la misura dell'eventuale incapacità di 
lavoro  e  di  guadagno  subita  dall'interessato  e  da  quando  questa 
invalidità esisterebbe.

10.

10.1 In  queste  circostanze  è  necessario  accogliere  parzialmente  il 
ricorso, annullare la decisione impugnata e rinviare l'incarto all'UAIE, 
affinché emani una nuova decisione. Certo, l'art. 61 cpv. 1 PA permette 
solo  eccezionalmente  di  ricorrere  ad  una  tale  procedura.  Nel  caso 
concreto,  l'applicazione  dell'eccezione  prevista  è  tuttavia  giustificata 
se si considerano le numerose lacune dell'incarto e l'ampiezza delle 
informazioni da raccogliere.

10.2 L'UAIE  dovrà  quindi  completare  l'istruttoria  delucidando  la 
situazione medica per il periodo dal dicembre 2002 (data di presunta 
cessazione  dell'attività  lucrativa)  fino  alla  data  dell'impugnata 
decisione  (4  aprile  2008).  L'UAIE  emanerà  poi  un  nuovo 
provvedimento impugnabile.

A  tale  fine  il  ricorrente  dovrà  essere  sottoposto  ad  una  perizia 
approfondita  in  psichiatria  (anamnesi,  stato  attuale  riferito  in  modo 
preciso, diagnosi, terapia seguita, prognosi e valutazione, cfr. consid. 
9.3)  ed  ad  una  nuova  perizia  medica  particolareggiata  (E  213), 
accompagnata dagli  esami essenziali  (elettrocardiogramma, rapporto 
di esame ortopedico). L'amministrazione richiamerà gli atti medici del 
servizio psichiatrico dove il paziente è seguito e chiederà un rapporto 
dattiloscritto  il  più  esauriente  possibile.  L'incarto  sarà  poi  inviato  in 
esame al  servizio  medico  dell'UAIE il  quale  si  pronuncerà  in  merito 
all'evoluzione dell'incapacità al lavoro fra fine 2002 ed il 4 aprile 2008, 
data  della  decisione  impugnata,  nonché  in  merito  all'attività 
professionale  che  il  ricorrente  avrebbe  potuto  espletare  nel  periodo 
suddetto.

Se  del  caso,  l'Autorità  amministrativa  effettuerà  poi  un'adeguata  e 
circostanziata indagine comparativa dei redditi.

11.

11.1 Visto l'esito del ricorso, non vengono prelevate spese processuali 
e la domanda di esenzione da tali spese diventa priva di oggetto.

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11.2 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 
tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese 
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. Nel caso in 
esame, vista la memoria di ricorso, si giustifica riconoscere alla parte 
ricorrente  un'indennità  per  spese  ripetibili  di  Fr. 1'000.-,  da  porre  a 
carico dell'UAIE.

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto nel senso che, annullata l'impugnata decisione del 
4  aprile  2008,  l'incarto  è  rinviato  all'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE) intimato perché 
proceda ai sensi del considerando 10 e statuisca di nuovo.

2.
Non si prelevano spese processuali.

3.
Alla parte ricorrente viene riconosciuta un'indennità per spese ripetibili 
di Fr. 1'000.-, la quale è posta a carico dell'Ufficio AI intimato.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif.)
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono indicati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  sua  notificazione  nella 
misura in cui sono rispettate le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 
e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS  173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i 
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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