# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4556fd82-0b13-50c5-81b1-93b5165d9c67
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-03-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 28.03.2022 80.2021.93
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2021-93_2022-03-28.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2021.93

  80.2021.94

  	
  Lugano

  28 marzo 2022    

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabina
  Ghidossi, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorsi
  del 17 aprile 2021 contro le decisioni del 17 marzo 2021 in materia di IC-IFD
  2015-2016-2017-2018.

  

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   a. Periodo fiscale
2015

                                         Il signor RI 1 presentava
la propria dichiarazione d’imposta per il periodo fiscale 2015 il 30 settembre
2016. Il contribuente dichiarava un reddito imponibile complessivo pari a fr.
61'047.- ed una sostanza imponibile complessiva di fr. 0.-. In particolare, il
signor RI 1 dichiarava fr. 14'650.- quale reddito da “valore locativo/affitti”
e fr. 30'522.- quale “indennità perdita di guadagno”. Il contribuente chiedeva
poi in deduzione fr. 9'835.- per l’utilizzo del veicolo privato, fr. 2'700.-
quali “spese per pasto principale fuori casa” e fr. 8'471.- a titolo di “spese
di gestione e manutenzione immobili”.

 

 

                                         b. Periodo fiscale 2016

                                         Il 30 settembre 2017, il
contribuente presentava la propria dichiarazione di imposta per il periodo
fiscale 2016. Il signor RI 1 dichiarava un reddito imponibile complessivo di
fr. 80'424.- ed una sostanza imponibile complessiva pari a fr. 0.-. Per quanto
qui di interesse, il contribuente dichiarava fr. 21’000.- quale reddito da
“valore locativo/affitti”.

 

                                         c. Periodo fiscale 2017

                                         Il signor RI 1 presentava
la propria dichiarazione d’imposta per il periodo fiscale 2017 il 1° ottobre
2018. Il contribuente dichiarava un reddito imponibile complessivo di fr.
81'081.- ed una sostanza imponibile complessiva di fr. 0.-. In particolare, il
signor RI 1 indicava un reddito da “valore locativo/affitti” di fr. 13'920.-:
fr. 5'280.- inerenti l’immobile sito al mapp. n. __________ RFD di __________
(dopo deduzione di fr. 1'320.- per “spese di gestione, amministrazione e
manutenzione”) e fr. 8'640.- relativi all’immobile sito al mapp. n. __________ RFD
di __________ (dopo deduzione di fr. 2'160.- per “spese di gestione,
amministrazione e manutenzione”).

 

                                         d. Periodo fiscale 2018

                                         Il 1° ottobre 2021, il
contribuente presentava la propria dichiarazione di imposta per il periodo
fiscale 2018. Il signor RI 1 dichiarava un reddito imponibile complessivo di
fr. 77'142.- ed una sostanza imponibile complessiva pari a fr.0.-. In
particolare, il contribuente faceva valere un “reddito immobiliare netto” di
fr. 8'640.- derivante dalla locazione dell’immobile sito al mapp. n. __________
RFD di __________. Il signor RI 1 indicava poi, di aver percepito fr. 2'800.-
quali “affitti” e di aver sostenuto “spese di gestione, amministrazione e
manutenzione” per fr. 6'573.- in relazione all’immobile sito al mapp. n. __________
RFD di __________.

 

 

                                  B.   a. Periodo fiscale
2015

                                         Con decisioni di
tassazione IC/IFD 2015 del 21 ottobre 2020, l’RS 1 (di seguito: UT) accertava,
ai fini di IC, un reddito imponibile complessivo di fr. 85'500.- ed una
sostanza imponibile complessiva di fr. 0.-. Per l’IFD, il reddito imponibile
complessivo veniva stabilito dall’UT in fr. 88'800.-.

                                         In
particolare, l’UT aumentava il “valore locativo/affitti” dai fr. 14'650.-
dichiarati a fr. 18'525.- così come “l’indennità perdita di guadagno” dai fr.
30'522.- dichiarati a fr. 37'084.-. Inoltre, l’UT riconosceva quale deduzione
per l’utilizzo del veicolo privato unicamente fr. 4'756.- (al posto dei fr.
9'835.- dichiarati) e per le “spese per pasto principale fuori casa” solo fr.
1'380.- (invece dei fr. 2'700.- dichiarati). Infine, la deduzione per “spese di
gestione e manutenzione immobili” veniva ridotta dall’autorità fiscale da fr.
8'471.- a fr. 3'705.-. L’UT, a sostegno dei propri accertamenti, adduceva la
seguente motivazione:

                                          “[…]

                                         3.4
Valori secondo attestato della Cassa Disoccupazione

                                         5.1
Valore locativo della propria abitazione o dei propri locali rettificato, tenuto
conto del valore dell’immobile e dei canoni locatizi normali della zona

                                         2.2
Distanza luogo lavoro-domicilio rettificata secondo Km effettivi e secondo i
giorni d’attività svolti

                                         3.1
Deduzione rettificata tenuto conto dei giorni d’attività svolti

                                         […]

                                         13.1
Spese di manutenzione effettive al mappale RFD __________ di __________
rettificate: le spese di gestione non sono ammesse in deduzione; sono prese in
considerazione le sole spese effettivamente sostenute nel periodo fiscale.
Sulla base di quanto presentato, e dell’importo ammissibile in deduzione, è
accordata la deduzione forfetaria del 20%, in quanto più conveniente al
contribuente”.

 

                                         b. Periodo fiscale 2016

                                         Il 21 ottobre 2020, l’UT
emetteva le decisioni di tassazione IC/IFD 2017, con cui accertava, ai fini di
IC, un reddito imponibile di fr. 81'700.- ed una sostanza imponibile
complessiva di fr. 0.-. Il reddito imponibile ai fini di IFD veniva stabilito
in fr. 92'100.-.

 

                                         c. Periodo fiscale 2017

                                         Con decisioni di
tassazione IC/IFD del 4 novembre 2020, l’UT commisurava, ai fini di IC, un
reddito imponibile complessivo di fr. 82'600.- ed una sostanza imponibile di
fr. 0.-. Per l’IFD, l’autorità di tassazione accertava un reddito imponibile
complessivo di fr. 91'700.-. In particolare, l’UT stabiliva quali “affitti
incassati” fr. 17'400.- ed ammetteva in deduzione fr. 3'480.- a titolo di
“spese di gestione e manutenzione immobili”.

 

                                         d. Periodo fiscale 2018

                                         Il 4 novembre 2020, l’UT
emanava le decisioni di tassazione IC/IFD 2018, con cui accertava, ai fini di
IC, un reddito imponibile complessivo di fr. 84'800.- ed una sostanza
imponibile complessiva pari a fr. 0.-. Per l’IFD, l’autorità di tassazione
stabiliva un reddito imponibile complessivo di fr. 93'800.-. In particolare,
l’UT aggiungeva al reddito dichiarato fr. 4'725.- quali “valore locativo
abitazione secondaria/di vacanza” ed ammetteva in deduzione fr. 3'786.- a
titolo di “spese di gestione e manutenzione immobili”, con la seguente
motivazione:

                                         “[…]
5.2 __________ (RFD __________): valore locativo annuo abitazione secondaria
pari a fr. 8'100.-, imposti 7 mesi per fr. 4'725.-, primi 5 mesi percepito
affitti come dichiarato per fr. 2'800.-

                                         5.5.
Spese per acqua, fognatura, illuminazione, manutenzione giardino,
riscaldamento, portineria, sgombero neve, ecc. non deducibili salvo
presentazione del conteggio delle spese accessorie assunte dagli inquilini.
Ammesse in deduzione le seguenti spese per un totale di fr. 1'626.-:

                                         -
assicurazione stabile fr 826.-

                                         -
imposta immobiliare fr. 111.-

                                         -
sostituzione guarnizioni porta d’entrata fr. 689.-“.

 

 

                                  C.   a. Periodo fiscale
2015

                                         Il 16 novembre 2020, il
contribuente insorgeva contro le decisioni di tassazione IC/IFD 2015. In
particolare, il signor RI 1 chiedeva, in riferimento all’indennità perdita di
guadagno da lui percepita, che gli venissero imposti unicamente fr. 30'522.-,
ovvero l’indennità ricevuta nel 2015 e non anche quella riferita all’anno 2014,
che sarebbe già stata imposta nel 2014. In merito al reddito da “valore
locativo/affitti”, il reclamante indicava di essere “proprietario di due
immobili nel comune di __________ […]. La casa sul mappale __________ è
affittata mensilmente per 900 chf/mensili mentre quella sul mappale __________
è disabitata dal 2008 e nel corso dell’anno 2015 ho dovuto eseguire dei lavori
di manutenzione interni ed esterni affinché si potesse affittare. Casa
affittata a partire dal mese di novembre”. Il contribuente avrebbe “ipotizzato
un affitto mensile di fr. 500 per i primi 6 mesi” e non anche per gli altri
quattro mesi dove si sarebbero svolti i lavori edili. 

                                         In merito alla deduzione
per l’utilizzo del veicolo privato, il signor RI 1 postulava il riconoscimento
delle spese sostenute per le trasferte dal domicilio al luogo dei “corsi
disoccupazione”, quelle dal domicilio al luogo dove si svolgevano i
colloqui di lavoro e quelle dal domicilio al nuovo posto di lavoro, per un
totale di fr. 7'733.-.

                                         In riferimento alla
deduzione per “spese per pasto principale fuori casa”, il contribuente chiedeva
il riconoscimento di fr. 2'325.-, avendo dovuto sostenere questi costi per 15
volte quando aveva svolto il “corso quadri a Camorino”, per 5 volte
quando aveva dovuto presentarsi a dei colloqui di lavoro e per 135 volte quando
il suo luogo di lavoro si trovava a Biasca.

                                         Infine, il ricorrente
chiedeva in deduzione fr. 8'471.- a titolo di “spese di gestione e manutenzione
immobili”, spiegando di aver dovuto eseguire dei lavori all’edificio sito al
mapp. n. __________ RFD di __________, disabitato dal 2008.

                                         b. Periodo fiscale 2016

                                         Con ricorso [recte
reclamo] datato 20 novembre 2020, il signor RI 1 impugnava le decisioni di
tassazione IC/IFD 2016. In particolare, il reclamante chiedeva di ridurre
l’importo relativo al “valore locativo/affitti” di fr. 1'850.-, dichiarando che
le spese accessorie pagate dai conduttori dell’appartamento sito al mapp. n. __________
RFD di __________ “nella realtà” non coprono i costi effettivamente
sostenuti dal contribuente e che per tale motivo si giustificherebbe una
riduzione del “valore locativo/affitti”.

 

                                         c. Periodo fiscale 2017

                                         Con ricorso [recte
reclamo] del 3 dicembre 2020, il signor RI 1 insorgeva contro le decisioni di
tassazione IC/IFD 2017. In particolare, l’insorgente chiedeva che gli venisse
riconosciuto un importo di fr. 12'060.- quale “valore locativo/affitti”, poiché
“a causa di un errore di trasmissione dei dati il sottoscritto non ha
trasmesso il modulo 7 riguardante le spese di gestione e manutenzione degli
immobili situati nel comune di __________/__________”.

 

                                         d. Periodo fiscale 2018

                                         Con ricorso [recte
reclamo] del 3 dicembre 2020, il contribuente impugnava le decisioni di
tassazione IC/IFD 2018. Lo stesso indicava di aver dichiarato unicamente fr.
2'800.- quali pigioni incassate per l’immobile sito al mapp. n. __________ RFD
di __________, poiché gli inquilini, avendo avuto “delle difficoltà
finanziari[e]”, sarebbero stati impossibilitati a corrispondere “il
pagamento completo degli affitti mensili”. Di conseguenza, chiedeva di
stralciare l’importo riferito al “valore locativo abitazione secondaria/di
vacanza”.

                                         Il reclamante chiedeva
poi, di riconoscere fr. 8'730.- quali “spese di gestione e manutenzione
immobili” e di accertare così “un reddito immobiliare netto di franchi 4'870”,
così calcolato: fr. 13'600.- quali pigioni incassate, dedotti fr. 8'730.- quali
“spese di gestione e manutenzione immobili”.

 

 

                                  D.   a. Periodo fiscale
2015

                                         Con scritto del 25
novembre 2020, inviato mediante Posta APlus, l’autorità fiscale illustrava al
contribuente le basi legali e la prassi giurisprudenziale di riferimento in
merito alla determinazione degli elementi imponibili e meglio, relativamente
all’indennità perdita di guadagno percepita dal signor RI 1 ed al “valore
locativo/affitti”. L’UT spiegava inoltre come determinare la deduzione per
l’utilizzo del veicolo privato e per le “spese per pasto principale fuori casa”
così come per i “costi di gestione e manutenzione immobili”.

                                         L’autorità
di tassazione chiedeva quindi al contribuente di voler produrre, entro il 31
gennaio 2021, la seguente documentazione:

§ 
“Sue osservazioni rispetto a
quanto adesso indicato;

§ 
La documentazione a sostegno di
quanto farà valere in risposta; 

§ 
La copia del contratto d’affitto
dell’abitazione e dei posti auto del fondo __________ di __________-__________;

§ 
La copia del conteggio delle spese
accessorie per il calcolo del conguaglio inviato all’inquilino;

§ 
L’estratto dettagliato 1.1.-31.12.2015
del conto bancario o postale su cui sono accreditati gli affitti degli immobili
a __________;

§ 
[…]”.

 

                                         b. Periodi fiscali 2016
e 2017

                                         Con
scritto del 25 novembre 2020 rispettivamente del 4 dicembre 2020, l’autorità di
tassazione invitava, mediante invio per Posta APlus, il signor RI 1 a voler
produrre, entro il 31 gennaio 2021, la seguente documentazione:

§ 
“[…] 

§ 
La copia del contratto d’affitto
dell’abitazione e dei posti auto del fondo __________ di __________-__________;

§ 
La copia del conteggio delle spese
accessorie per il calcolo del conguaglio inviato all’inquilino;

§ 
L’estratto dettagliato
1.1.-31.12.2016 [e 2017] del conto bancario o postale su cui sono accreditati
gli affitti degli immobili a __________;

§ 
[…]”.

 

                                         c. Periodo fiscale 2018

                                         Con
scritto del 4 dicembre 2020, inviato mediante Posta APlus, l’autorità fiscale
si rivolgeva al contribuente, invitandolo a voler trasmettere, entro il 31 gennaio
2021, la seguente documentazione:

§ 
“[…] 

§ 
La copia del contratto d’affitto
dell’abitazione e dei posti auto del fondo __________ di __________-__________;

§ 
La documentazione a comprova del
mancato incasso degli affitti contrattuali e a comprova delle procedure avviate
per il recupero degli affitti non corrisposti dall’inquilino;

§ 
La copia del conteggio delle spese
accessorie per il calcolo del conguaglio inviato all’inquilino;

§ 
L’estratto dettagliato 1.1.-31.12.2018
del conto bancario o postale su cui sono accreditati gli affitti degli immobili
a __________;

§ 
[…]”.

 

                                         In tutti e quattro gli
scritti, l’autorità di tassazione informava il contribuente “che in caso di
mancata risposta entro il termine indicato, le tassazioni base sono confermate
dal momento che riterremo che ha tacitamente rinunciato a quanto fatto valere
con il reclamo”.

 

 

                                  E.   Le richieste di
documentazione sono state notificate il 26 novembre 2020 (periodi fiscali 2015
e 2016) e il 5 dicembre 2020 (periodi fiscali 2017 e 2018).

 

 

                                  F.   Con
decisioni di tassazione dopo reclamo del 17 marzo 2021, l’UT riconfermava gli
importi stabiliti nelle decisioni di tassazione IC/IFD 2015-2018, non avendo il
contribuente dato seguito alla richiesta di documenti e di osservazioni e ciò,
nonostante l’autorità fiscale gli avesse indicato che in caso di mancata
risposta, “le tassazioni base sarebbero state confermate”.

 

 

                                  G.   Con tempestivi
ricorsi datati 17 aprile 2021, il signor RI 1 insorge contro le decisioni di
tassazione dopo reclamo del 17 marzo 2021. Preliminarmente, il ricorrente
chiede una revisione delle decisioni di tassazione dopo reclamo, affermando di
non aver risposto alle richieste di documentazione formulate dall’UT, poiché non
ricevute. Il ricorrente produce quindi quanto avrebbe “presentato in caso di
ricezione della richiesta di documenti e osservazioni”.

 

                                         a. Periodo fiscale 2015

                                         Per il periodo fiscale
2015, in merito al reddito da “valore locativo/affitti” il contribuente
dichiara che l’edificio sito al mapp. n. __________ RFD di __________ non era
abitabile per 10 mesi e che per tale motivo “è stata fatta una distinzione
con due valori locativi diversi”. 

                                         Relativamente all’indennità
perdita di guadagno da lui percepita ribadisce quanto già affermato in sede di
reclamo e meglio, indica che l’indennità ricevuta nel 2015 è unicamente pari a
fr. 30'522.-. Aggiunge poi, che nel caso in cui si volessero conteggiare anche
gli importi riferiti all’anno 2014, allora la decisione di tassazione 2014
andrebbe modificata sottraendo dal reddito dichiarato fr. 6'562.-.

                                         In merito alla deduzione
per l’utilizzo del veicolo privato, il signor RI 1 postula il riconoscimento
delle spese sostenute per le trasferte dal domicilio al luogo dei “corsi
disoccupazione” (“obbligatori altrimenti non si ricevono le indennità”)
e quelle dal domicilio al nuovo posto di lavoro, per un totale di fr. 7'313.-.

                                         In riferimento alla
deduzione per “spese per pasto principale fuori casa”, il contribuente chiede il
riconoscimento di fr. 225.- riferiti ai pasti che ha dovuto consumare durante i
“corsi obbligatori imposti dalla disoccupazione”.

                                         Infine, il ricorrente, in
merito alla deduzione per “spese di gestione e manutenzione immobili” ribadisce
quanto già illustrato con il proprio reclamo. 

 

                                         b. Periodi fiscali 2016
e 2017

                                         Per i periodi fiscali 2016
e 2017, il signor RI 1 chiede di ridurre l’importo relativo al “valore
locativo/affitti” di fr. 1'850.- (ricavato “dalla somma delle spese
accessorie 4252 deducendo i 2400 franchi pagati dagli inquilini per le spese
accessorie”), rispettivamente di fr. 2'590.- (ricavato “dalla somma delle
spese accessorie di fr 5080 deducendo i 2400 franchi pagati dagli inquilini per
le spese accessorie”)". Il contribuente specifica che la conduttrice
dell’appartamento sito al mapp. n. __________ RFD di __________ corrisponde fr.
250.- mensili a titolo di “spese accessorie”, ma nessun conguaglio.

 

                                         c. Periodo fiscale 2018

                                         Per il periodo fiscale
2018, il contribuente ribadisce quanto affermato nel reclamo ed aggiunge che “in
tempi così breve non mi è stato possibile presentare una dichiarazione dell’ufficio
controllo abitanti del comune di __________”.

 

                                         In riferimento a tutti i
periodi fiscali in oggetto, Il contribuente allega infine, per quanto qui di
interesse, “copia del contratto di affitto mappale __________ RFD __________
sezione __________” e “l’estratto conto bancario dove sono accreditati
gli affitti degli immobili di __________”.

 

 

                                  H.   Il 27 aprile 2021,
l’UT presenta le proprie osservazioni ai ricorsi interposti dal signor RI 1.
Nello scritto, l’autorità fiscale si limita a ribadire che, non avendo il
ricorrente dato seguito alle richieste di informazioni e ciò nonostante “il
servizio di tracciamento invii della Posta” ne indicherebbe il corretto
recapito, le “tassazioni base” sono confermate.

 

 

                                    I.   Il 16 febbraio
2022, la Camera di diritto tributario si è rivolta al contribuente,
assegnandogli un termine scadente il 1° marzo 2022 (poi prorogato sino al 14
marzo 2022) per esprimersi riguardo alla “reformatio in peius” per
quanto attiene al reddito da “valore locativo/affitti” ed alla deduzione per
“spese di gestione e manutenzione immobili”.

                                         In particolare, la Camera
ha reso attento il contribuente che vi sarebbero stati gli estremi per
ammettere quale reddito da “valore locativo/affitti” fr. 10'200 (fr. 850.- x 12
mesi) e lo stralcio del reddito da “valore locativo abitazione secondaria/di
vacanza”, ritenuto che la casa sita al mapp. __________ RFD di __________ era
occupata dalla signora __________ e poiché non era stato versato agli atti
alcun documento comprovante la reale possibilità di riscuotere le pigioni.

                                         Relativamente alla
deduzione per “spese di gestione e manutenzione immobili”, la Camera ha
specificato che in mancanza di prove atte a sostenere il contrario, le spese
per l’acqua potabile, la fognatura e l’energia elettrica non avrebbero potuto
essere dedotte dal reddito imponibile.

 

 

                                  L.   Con scritto del 14/16
marzo 2022, il ricorrente ha esposto le sue osservazioni alla prospettata “reformatio
in peius”. Relativamente al reddito da “valore locativo/affitti”, il signor
RI 1 ha affermato di non aver “iniziato procedure di incasso in quanto la
difficile situazione finanziaria dei coniugi […] era nota” e che avrebbe incassato
fr. 2'800.- a contati quali pigioni, poiché i fr. 2'200.- evincibili
dall’estratto conto allegato sarebbero stati poi restituiti agli inquilini.

                                         In merito alla deduzione
per “spese di gestione e manutenzione immobili”, l’insorgente ha indicato che
il contratto di locazione prevedeva una “pigione tutto compreso”, ma che le
spese per l’energia elettrica venivano da lui pagate.

 

 

Diritto

 

 

                                    I.   Revisione

 

                                   1.   1.1.

                                         Ai sensi degli artt. 232
ss. LT e 147 ss. LIFD, una decisione o sentenza cresciuta in giudicato può, a
determinate condizioni, essere rivista a vantaggio del contribuente.

                                         La revisione è un mezzo di
impugnazione straordinario, il cui scopo consiste nel permettere di porre
rimedio a determinati vizi della procedura di tassazione (cfr. Looser, in: Zweifel/Beusch [a cura di],
Kommentar zum DBG, 3a ediz., Basilea 2017, n. 2 ad art. 147
LIFD), quando la decisione non può più essere contestata mediante mezzi di
impugnazione di natura ordinaria (cfr. Looser,
op. cit., n. 4 ad art. 147 LIFD).

 

                                         1.2.

                                         Nella fattispecie in
esame, il contribuente ha tempestivamente impugnato le decisioni di tassazione
dopo reclamo IC/IFD 2015-2018, motivo per il quale un’istanza di revisione, ai
sensi del considerando che precede, risulta a questo stadio della procedura
prematura e meglio, poiché il ricorrente ha avuto la possibilità di contestare
le decisioni in oggetto tramite un mezzo di impugnazione ordinario, che
preclude l’utilizzo di uno straordinario. Pertanto, la richiesta formulata in
via preliminare dal ricorrente deve essere respinta.

 

                                         1.3. 

                                         Ad abundantiam, si
evidenzia che nell’esame del ricorso, la Camera di diritto tributario ha le
medesime attribuzioni dell’autorità di tassazione nella procedura di tassazione
(art. 228 cpv. 1 LT, di analogo tenore l’art. 142 cpv. 4 LIFD). L’art. 230 LT
precisa poi che la Camera di diritto tributario decide le questioni di ordine e
di merito in base alle risultanze dell’istruttoria senza essere vincolata alle
proposte delle parti ed alla tassazione impugnata. Essa prende la sua decisione
fondandosi sui risultati dell’inchiesta (cfr. anche art. 229 cpv. 1 LIFD). Di
conseguenza, gli atti non devono necessariamente essere ritornati all’UT,
affinché quest’ultimo si esprima sulla documentazione e sulle osservazioni
presentati dal contribuente.

 

 

                                   II.   Periodo fiscale 2015 – Spese professionali

 

                                   2.   2.1.

                                         Il ricorrente chiede che
gli venga riconosciuta una deduzione pari a fr. 7'313.- per l’utilizzo del
veicolo privato ed una di fr. 2'250.- per le spese sostenute per i pasti
consumati fuori casa.

 

                                        2.2.

                                         Come esposto in narrativa,
nel periodo fiscale 2015, il ricorrente ha beneficiato delle indennità
giornaliere erogategli dall’assicurazione contro la disoccupazione. Tali
indennità non costituiscono tuttavia un reddito da attività dipendente.
Pertanto, prima ancora di determinare la deducibilità delle spese per
l’utilizzo del veicolo e di quelle per pasto principale fuori casa, occorre
definire la natura giuridica di simili indennità e di conseguenza delimitare le
spese di acquisizione deducibili.

                                         2.3.

                                         Secondo l’art. 59b della
Legge federale sull’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e
l’indennità per insolvenza (LADI; RS 837.0), l’assicurazione versa agli
assicurati indennità giornaliere per i giorni durante i quali partecipano a un
provvedimento di formazione o di occupazione o si dedicano a preparare
un’attività lucrativa indipendente. Alla luce di questa norma, appare evidente
che le indennità versate al ricorrente sono qualificabili come proventi
sostitutivi di provento da attività lucrativa ai sensi degli artt. 23 lett. a
LIFD e 22 lett. a LT (cfr. ad esempio Noël, in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, Basilea 2017,
n. 5 ad art. 23 LIFD). 

                                         Tale
qualifica dei redditi del ricorrente solleva, come detto, il problema della
deducibilità delle spese sostenute per il loro conseguimento.

 

                                         2.4.

                                         Il
Tribunale federale, in una sentenza del 12 dicembre 2008 (poi successivamente
confermata in una del 24 maggio 2016, cfr. sentenza del TF n. 2C_860/2014,
consid. 3.5.), riguardante le spese affrontate da un disoccupato per la ricerca
di un nuovo impiego, è giunto alla conclusione che tutti i costi necessari al
conseguimento di un reddito sostitutivo, seppure non espressamente menzionati
dagli artt. 26 ss. LIFD, sono detraibili (cfr. sentenza del TF n. 2C_681/2008).

 

                                         2.5.

                                         Secondo
un consolidato principio giurisprudenziale, nella procedura fiscale l’onere
della prova è ripartito, nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare
l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a
carico del contribuente la prova di quei fatti che estinguono o diminuiscono il
debito verso l’erario (cfr. ad esempio sentenza del TF n. 2C_877/2018 del 7
maggio 2019, consid. 4.6.). Per quanto concerne le spese deducibili dal reddito
imponibile, l’onere della prova è pertanto a carico del contribuente (vedi ad
esempio sentenza del TF n. 2C_112/2014 del 15 settembre 2014, consid. 4.1.).

 

                                         2.6.

                                         Nel
caso in esame, come detto, il signor RI 1 rivendica in deduzione i costi di
trasferta e dei pasti principali fuori casa sostenuti per frequentare
presumibilmente i corsi di formazione secondo la LADI. Suddetti corsi
potrebbero rappresentare una vera e propria riqualifica professionale e di
conseguenza, al ricorrente dovrebbero essere riconosciute le deduzioni
richieste. Tuttavia, dagli atti a disposizione di questa Camera non si evince
l’effettiva frequentazione dei corsi né tantomeno dove sarebbero stati svolti.
Di conseguenza, non avendo il contribuente comprovato quest’ultimi due
elementi, le spese chieste in deduzione non possono essere ammesse.

 

                                         2.7.

                                         Dalla
documentazione agli atti, si evince tuttavia che il signor RI 1 ha iniziato la
propria attività lavorativa il 1. giugno 2015 (cfr. certificato di salario,
allegato alla Dichiarazione di imposta). Lo stesso afferma poi, nel proprio
reclamo, di aver lavorato per 115 giorni (meno rispetto ai 150 giorni calcolati
senza tener conto di giorni di vacanza/libero), di cui 60 mentre era ancora
domiciliato a __________ e 55 mentre viveva a __________. Da una consultazione
del sito dell’Ufficio dello Stato Civile, Movpop – Movimento della popolazione
(ultima consultazione: 04.02.2022), si evince che il contribuente era domiciliato
a __________ fino al 31 agosto 2015 e poi, dal 1. settembre 2015 a __________ 

                                         Di
conseguenza, all’insorgente sono concessi in deduzione fr. 6'746.- (52km x 2 x
60 x 0.70 cts + 31km x 2 x 55 x 0.70 cts) quali spese per l’utilizzo del
veicolo privato per il trasferimento dal domicilio al luogo di lavoro e
viceversa. L’autorità di tassazione ha pertanto effettuato un calcolo errato e
meglio, non ha tenuto conto dell’effettiva data di inizio dell’attività
lavorativa del signor RI 1, ovvero il 1. giugno 2015 e non il 1. agosto 2015.

 

                                         2.8.

                                         Anche
in merito al riconoscimento delle spese per doppia economia domestica, l’UT ha considerato
che il ricorrente avesse esercitato un’attività lucrativa per soli 92 giorni
(presumibilmente calcolati dal 1. agosto 2015). Di conseguenza, al signor RI 1
sono riconosciuti in deduzione fr. 1'725.- (fr. 15.- x 115 giorni) quali spese
per pasto principale fuori casa.

 

 

                                  III.   Periodo fiscale 2015 – Valore locativo/affitti

 

                                   3.   3.1.

In merito al “valore/locativo affitti”, il
contribuente nella dichiarazione di imposta indicava fr. 3'000.- quali “affitto
privato” e fr. 850.- quali “affitto __________”. Nel proprio reclamo,
l’insorgente specificava poi che la casa sita al mapp. n. __________ RFD di __________
era stata locata “a partire dal mese di novembre dopo i lavori di
manutenzione” e di aver “ipotizzato un affitto mensile di fr. 500 per i
primi 6 mesi” e di non aver considerato alcun reddito per i quattro mesi in
cui sarebbero stati effettuati dei lavori edili. Il contribuente evidenziava
poi che “l’affitto annuale di una casa in questa zona è molto difficile, e
lo dimostra il fatto che non è più abitata dal 2008”. In conclusione,
chiedeva quindi di riconoscere quale reddito da “valore locativo/affitti” fr.
14'650.- (fr. 10'800.- derivanti dalla locazione dell’immobile sito al mapp. n.
__________ RFD di __________ sommati a fr. 3'850.- [fr. 500.- x 6 + 850.-) relativi
al mapp. n. __________ RFD di __________). Nella lettera di risposta alla
richiesta di documentazione (allegata al ricorso), il contribuente indicava
tuttavia che la casa non sarebbe stata abitabile per dieci mesi.

 

3.2.

Nonostante le dichiarazioni del signor RI 1
siano tra di loro contrastanti, dal contratto di locazione così come
dall’estratto conto 2015 allegati al ricorso, si evince che l’immobile sito al
mapp. n. __________ RFD di __________ è stato locato a partire dal mese di
dicembre 2015. Di conseguenza, è corretto considerare unicamente fr. 850.-
quali reddito da “valore locativo/affitti”.

 

3.3.

3.3.1.

In merito al periodo di tempo in cui la
casa di cui si è detto non era locata, si evidenzia che giusta l’art. 20 cpv. 1
LT e 21 cpv. 1 LIFD, di identico tenore, è imponibile il reddito da sostanza
immobiliare, segnatamente il valore locativo di immobili o di parti di essi,
che il contribuente ha a disposizione per uso proprio in forza del suo diritto
di proprietà o di un usufrutto ottenuto a titolo gratuito.

Secondo la giurisprudenza del Tribunale
federale l’uso proprio (“Eigengebrauch”) non è fiscalmente rilevante, se
un immobile non può essere utilizzato a causa di circostanze esterne oggettive,
come ad esempio quando un immobile resta vuoto, poiché – nonostante seri sforzi
intrapresi – non può essere affittato oppure venduto (cfr. sentenze del TF n.
2C_359/2019 del 12 luglio 2019, consid. 3.2. con riferimenti e n. 2C_830/2019
del 27 aprile 2019, consid. 9.1. con riferimenti).

L’uso proprio assume invece rilevanza
fiscale, se il proprietario non abita, di fatto, nell’immobile, ma si riserva
tale diritto, senza però esercitarlo; in tal modo, egli detiene comunque
l’immobile, giacché potrebbe occuparlo in qualsiasi momento. Per l’imposizione
del valore locativo non è decisivo domandarsi se l’immobile è effettivamente utilizzato;
è invece necessario chiedersi se lo stesso è a disposizione per l’uso proprio e
se sussiste dunque la facoltà di godimento (cfr. ad esempio sentenza del TF n.
2C_359/2019 del 12 luglio 2019, consid. 3.2 con riferimenti). 

 

 

3.3.2.

Questa Corte, ad esempio, basandosi sulla
giurisprudenza del Tribunale federale, ha respinto il ricorso di due
contribuenti, proprietari di una casa bifamiliare, che non avevano provato di
avere intrapreso seri sforzi per vendere o cedere in locazione l’appartamento
gravato da un diritto di abitazione a favore della precedente proprietaria,
vuoto ormai da tre anni. La Camera di diritto tributario ha stabilito che
l’appartamento doveva pertanto essere considerato a loro disposizione e che
doveva loro essere imposto il valore locativo (cfr. sentenza della CDT n.
80.2016.125/126 del 14 dicembre 2016 consid. 1).

 

3.3.3.

Tornando al caso concreto, è lo stesso
ricorrente a dichiarare un “affitto privato” [recte: valore locativo]
per sei mesi e ad affermare che la casa sarebbe stata vuota dal 2008 a causa
delle pigioni della zona e quindi, non perché inabitabile. Ad ogni modo, si
evidenzia che il ricorrente non comprova l’inabitabilità della casa durante gli
asseriti lavori di manutenzione. Si ricorda infatti che, secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, le regole sulla ripartizione dell’onere della prova
implicano che sia a carico del contribuente l’onere di provare quei fatti che
riducono l’ammontare del valore locativo (cfr. sentenza del TF n. 2C_1087/2018
del 29 luglio 2019 consid. 4.1.). In aggiunta, il ricorrente non sostiene
nemmeno di aver intrapreso seri sforzi per concedere in locazione l’immobile. 

Alla luce delle considerazioni che
precedono, si deve quindi ritenere un reddito da “valore locativo” per undici mesi,
di cui si deve determinare l’importo.

 

3.3.4.

Va ricordato che, adita dal contribuente
con reclamo, l’autorità fiscale deve prendere la sua decisione fondandosi sui
risultati d’inchiesta (art. 208 cpv. 1 prima frase LT; art. 135 cpv. 1 prima
frase LIFD) e la decisione deve essere motivata. (art. 208 cpv. 2 LT e art. 135
cpv. 2 prima frase LIFD). Per giurisprudenza costante, il diritto ad una
motivazione ha natura formale: pertanto, di regola, la sua violazione comporta
l’annullamento dell’atto impugnato, senza che vada vagliato se quest’ultimo,
nel merito, è corretto (cfr. ad esempio DTF 119 Ia 136 consid. 2a). Ai sensi
della giurisprudenza, una violazione del diritto di essere sentito – nella
misura in cui essa non sia di particolare momento – è da ritenersi sanata qualora
l’interessato abbia la facoltà di esprimersi innanzi ad un’autorità di ricorso
che gode di piena cognizione. La riparazione di un eventuale vizio deve
comunque avvenire solo in via
eccezionale (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa).

L’art. 29 Cost. impone quindi alle autorità
amministrative e giudiziarie di pronunciarsi sulle allegazioni delle parti nei
considerandi delle loro decisioni, riferendosi agli argomenti da queste
addotti. Una motivazione può comunque essere ritenuta sufficiente quando
l’autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l’hanno spinta a decidere
in un senso piuttosto che nell’altro e pone quindi l’interessato nelle
condizioni di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali
possibilità d’impugnazione presso un’istanza superiore (cfr. ad esempio DTF 114
Ia 242 consid. 2). La motivazione deve dunque consistere nell’esposizione della
fattispecie ed in una motivazione giuridica, dalla quale risulta su cosa si
fonda il dispositivo della decisione: solo in tal modo, infatti, il
contribuente è in condizione di motivare il suo ricorso e l’autorità di ricorso
di sottoporre a verifica la decisione stessa (per esempio sentenza della CDT n.
80.2002.205 del 5 agosto 2003).

 

3.3.5.

L’UT, né nelle decisioni di tassazione né
in quelle dopo reclamo spiegava come era stato determinato il reddito da
“valore locativo/affitti”. Unicamente nello scritto del 25 novembre 2020 in cui
l’autorità fiscale chiedeva la produzione di alcuni documenti, precisava il
metodo con il quale si determina il valore locativo delle abitazioni primarie e
secondarie, tuttavia, senza fornire al ricorrente dati concreti. L’autorità di
tassazione, in questo scritto, indicava unicamente che “dal momento che
l’abitazione di __________ di cui al fondo __________ è poi stata affittata per
850.- franchi mensili più spese, non si comprende la limitazione del valore
locativo dichiarato a 500.- franchi mensili”. 

L’autorità di tassazione avrebbe quindi
dovuto basarsi su questa sua considerazione per determinare il “valore
locativo” (della casa secondaria e non primaria) e, non avendo il contribuente
provato alcun fatto atto a ridurre l’ammontare del valore locativo, avrebbe
dovuto accertare un reddito da “valore locativo” dell’abitazione secondaria
pari a fr. 9’350.- (fr. 850.- [pigione percepita dal mese di dicembre 2015 ed
indicata dal ricorrente] x 11 mesi). Tuttavia, l’UT ha determinato un valore
locativo pari a fr. 6'875.- (fr. 18'525.- - fr. 10'800.- - fr. 850.-). Di
conseguenza, non avendo illustrato al ricorrente le basi di calcolo del reddito
da “valore locativo”, l’autorità di tassazione ha violato il diritto di essere
sentito del contribuente. Ciò nonostante, la violazione è da ritenersi, nel
caso concreto, sanata, avendo il signor RI 1 avuto la possibilità di esprimersi
dinnanzi a questa autorità di ricorso, che gode di piena cognizione. Infatti,
il contribuente, nello scritto di risposta alla richiesta di documentazione
(allegato al ricorso) dichiarava che “per i 10 mesi la casa non era
abitabile e quindi non poteva essere affittata come abitazione ma unicamente
come deposito. Per questo motivo è stata fatta una distinzione con due valori
locativi diversi” (e ciò anche in contrasto con quanto precedentemente
affermato).

In considerazione dell’importo limitato che
dovrebbe essere aggiunto ai redditi (fr. 2'475.-), si rinuncia a modificare il
valore stabilito dall’UT quale reddito da “valore locativo/affitti”. Di
conseguenza, la decisione presa dall’autorità fiscale merita piena condivisione.

 

 

                                 IV.   Periodo
fiscale 2015 – Indennità perdita di guadagno

 

                                   4.   4.1.

                                         Il ricorrente chiede poi
che gli venga riconosciuto quale reddito da “indennità perdita di guadagno”
l’importo di fr. 30'522.-, ovvero unicamente le indennità perdita di guadagno
del 2015 e non anche quelle riferite all’anno 2014, pari a fr. 6'562.-. In via
subordinata, accetta l’imposizione di fr. 37'084.- “subordinata alla
modifica di tassazione nel 2014 togliendo dal reddito i 6'562 chf”.

 

                                         4.2.

                                         Ai sensi dell’art. 15 cpv.
1 LT (rispettivamente dell’art. 16 cpv. 1 LIFD), sottostà all’imposta sul
reddito la totalità dei proventi periodici ed unici. In virtù dell’art. 51 cpv.
1 LT (di analogo tenore l’art. 41 cpv. 1 LIFD), il reddito imponibile è
determinato in base ai proventi conseguiti durante il periodo fiscale.

 

                                         4.3.

                                         Dalla documentazione agli
atti, e meglio dal certificato “prestazioni dell’assicurazione contro la
disoccupazione”, si evince che nell’anno 2015 sono stati versati direttamente
al contribuente complessivi fr. 37'084.- a titolo di indennità di
disoccupazione, di cui fr. 30'522.- riferiti all’anno 2015 e fr. 6'562.-
relativi al mese di dicembre del 2014. Di conseguenza, la censura
rispettivamente la richiesta fatte valere dall’insorgente sono prive di qualsivoglia
fondamento. L’UT ha correttamente determinato il reddito da “indennità perdita
di guadagno”. Su tale punto il ricorso è dunque respinto.

 

 

                                  V.   Periodo fiscale 2015 – Spese di gestione e manutenzione
immobili

 

                                   5.   5.1.

Secondo l’art. 32 cpv. 2 LIFD, il
contribuente che possiede immobili privati può dedurre le spese di
manutenzione, le spese di riattazione di immobili di nuova acquisizione, i
premi d’assicurazione e le spese d’amministrazione da parte di terzi. Analoga
disposizione esiste a livello cantonale, anche se l’art. 31 cpv. 2 LT non
disciplina (nel periodo sub judice) espressamente le spese di
riattazione di immobili di nuova acquisizione.

La Divisione delle contribuzioni ha in ogni
caso manifestato la volontà di abolire la cosiddetta "prassi Dumont"
già a decorrere dal 1° gennaio 2010, come dimostra la Circolare n. 7/2010 del
mese di aprile 2011. Detta circolare è stata nel frattempo abrogata e
sostituita dalla nuova Circolare n. 7/2020 di aprile 2020, entrata in vigore il
1° gennaio 2020.

In considerazione della sua natura
giuridica di ordinanza amministrativa, una circolare si applica immediatamente
a tutti i casi ancora aperti, a meno che essa stessa non preveda un regime
transitorio (Locher, Kommentar zum
DBG, vol. III, Basilea 2015, n. 35 ad art. 102 LIFD). La Circolare
7/2020 riassume e conferma i principi alla base delle deduzioni sui proventi
della sostanza immobiliare privata, tenendo anche conto dei recenti sviluppi
giurisprudenziali della Camera di diritto tributario e del Tribunale federale
in particolare con riferimento alla deducibilità dei costi sostenuti dal
contribuente nell’ambito di importanti interventi di ristrutturazione.

 

5.2.

                                         Per costante
giurisprudenza sono considerate spese di manutenzione quelle che, senza aumentare
il valore dell’immobile, ne preservano lo stato, ne conservano l’uso e ne
mantengono la redditività Esse vengono generalmente suddivise in tre distinte
categorie (Merlino, in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, Basilea 2017,
n. 64 ss. ad art. 32 LIFD):

·        
le spese di manutenzione in senso stretto (“Instandhaltungskosten”,
“frais d’entretien courants”), ovvero le spese ricorrenti che tendono a
garantire la funzionalità di un immobile (per esempio le piccole riparazioni);

·        
le spese di riparazione (“Instandstellungskosten”,
“frais de remise en état”), ovvero le spese che intervengono a scadenze
più lunghe e tendono a garantire la redditività di un immobile (per esempio il
rinnovo di facciate);

·        
le spese di sostituzione o modernizzazione
(“Ersatzanschaffungskosten”, “coût de remplacement”): i primi due
tipi di costi di manutenzione servono infatti a far sì che un oggetto mantenga
quel valore che corrisponde alla sua durata di impiego residua; ma ogni oggetto
ha una durata d’impiego limitata. Colui che se ne serve sarà pertanto costretto
prima o poi a sostituire l’oggetto usato o a modernizzarlo. Se installazioni
non più conformi alle esigenze moderne vengono sostituite, le relative spese
sono nondimeno deducibili, a condizione che le nuove offrano più o meno lo
stesso grado di comodità di quello che offrivano le vecchie ai tempi in
cui furono installate. Ciò si verifica, per esempio, quando apparecchi di
cucina o bollitori difettosi o divenuti inutilizzabili vengono rimpiazzati con
altri che svolgono la medesima funzione (sentenza CDT n. 80.96.170 del 27
gennaio 1997, in: RDAT II-1997 n. 4t).

 

5.3.

Per facilitare il lavoro sia dell’amministrazione fiscale che dei
contribuenti, invece della somma effettiva delle spese e dei premi concernenti
i beni immobili privati, il contribuente può avvalersi di una deduzione
complessiva, stabilita dal Consiglio federale per l’imposta federale diretta e
dal Consiglio di Stato per l’imposta cantonale (artt. 31 cpv. 4 LT e 32 cpv. 4
LIFD). La deduzione complessiva ammonta:

·        
al 10% del reddito lordo delle pigioni
e/o del valore locativo, se, all’inizio del periodo fiscale, l’immobile risale
al massimo a 10 anni prima;

·        
al 20% del reddito lordo delle pigioni
e/o del valore locativo se, all’inizio del periodo fiscale, l’immobile ha più
di 10 anni

(cfr. art. 2 cpv. 1 del Regolamento della legge tributaria del 18
ottobre 1994; art. 2 cpv. 2 dell’Ordinanza federale concernente la deduzione
dei costi di immobili del patrimonio privato in materia di imposta federale
diretta del 24 agosto 1992).

 

5.4. 

5.4.1.

Il ricorrente, in relazione all’immobile
sito al mapp. n. __________ RFD di __________, chiede in deduzione complessivi
fr. 6'311.-. 

 

5.4.2.

Come correttamente evidenziato
dall’autorità fiscale nella decisione di tassazione, la spesa di fr. 2'400.- di
__________ è stata pagata nel corso del 2016. Infatti, quanto al momento
determinante per la deduzione delle spese di manutenzione – nonostante dottrina
e giurisprudenza non siano unitarie – di regola, sono deducibili solo le spese
affrontate nel periodo di computo, secondo il principio della periodicità. Se
la durata del lavoro si estende invece su diversi periodi, i criteri che
possono essere presi in considerazione sono essenzialmente due: la data di
allestimento della fattura oppure la data del pagamento (Locher, Kommentar zum DBG, Vol. I,
Basilea 2019, n. 47 ad art. 32 LIFD). Nel Canton Ticino, perlomeno
nell’amministrazione della sostanza privata, viene ammessa di regola la data di
pagamento della fattura (Epiney-Colombo,
Deduzioni fiscali per spese di amministrazione di immobili, in: RDAT II-1991 p.
306).

 

5.4.3.

Il ricorrente chiede anche la deduzione
dell’importo di fr. 1'899.- fatturato dalla __________, affermando che “la
fornitura di energia elettrica” era necessaria “affinché fosse garantita
una determinata temperatura che impedisse il gelo dell’acqua potabile ed il
rovinarsi dei vari pavimenti in legno” (cfr. Reclamo del 16 novembre 2020,
p. 5) e che “sono state presentate le fatture riguardant[i] la fornitura di
energia elettrica in quanto l’appartamento doveva essere riscaldato per
rimuovere tutta l’umidità dei muri” (cfr. Risposta alla richiesta di
documenti, allegata al ricorso, p. 2).

                                         Le spese di gestione di un
immobile (in particolare, quelle per la pulizia, l'illuminazione ed il
riscaldamento delle parti comuni di uno stabile e quelle per l'acqua potabile e
la raccolta dei rifiuti) costituiscono spese per il mantenimento del
contribuente e della sua famiglia e pertanto non sono deducibili (cfr.
Circolare n. 7/2020 dell’aprile 2020).

                                         Le spese di gestione in
questione riguardano un’abitazione ad uso proprio del proprietario e pertanto
non deducibili in quanto costituiscono spese per il mantenimento del
contribuente. I motivi esposti dal ricorrente per giustificare l’importo della
fattura, seppur una parte della dottrina riconosca la possibilità di dedurre le
spese dell’elettricità per riscaldare un locale che altrimenti subirebbe un
danno (cfr. Merlino, op. cit., n. 58 in fine ad art. 32
LIFD) non essendo in alcun modo comprovati, non possono essere condivisi da
questa Corte.

 

                                         5.4.4.

                                         In merito alla deduzione
di fr. 1'000.- a titolo di “prestazioni di manodopera”, tale importo non può
essere dedotto dal reddito. Infatti, il lavoro prestato dal contribuente per la
manutenzione del proprio immobile non è deducibile. Possono nondimeno essere
dedotte le spese per il materiale utilizzato a tal fine, nella misura in cui
siano debitamente comprovate (cfr. Circolare n. 7/2020 dell’aprile 2020, cifra
3.4.). Non avendo il ricorrente provato alcun costo per materiale utilizzato,
la sua richiesta non merita accoglimento.

                                         5.4.5.

                                         Relativamente all’importo
della fattura emessa dalla __________ di fr. 418.15, si rileva che da
un’analisi della stessa risulta “ripristino provvisorio boiler signora __________”,
si conclude quindi che tale importo è riferito all’immobile sito al mapp. n. __________
RFD di __________, per cui il contribuente ha chiesto la deduzione forfettaria,
e non a quello sito al mapp. n. __________ RFD di __________. Motivo per il
quale, non si giustifica la deduzione di tale importo per nessuno dei due
immobili.

 

                                         5.4.6.

                                         Per contro, da una verifica
delle due fatture emesse dalla __________ di fr. 593.35 (fr. 505.20 sommati a
fr. 88.15) si può qualificare la spesa sostenuta dal ricorrente come di “manutenzione”.
Tuttavia, la deduzione forfettaria del 20% è più favorevole al contribuente,
pertanto si riconosce in deduzione quest’ultima per fr. 3’705.-.

 

 

                                 VI.   Periodo
fiscale 2016 – Valore locativo/affitti

 

                                   6.   6.1.

                                         Nel ricorso, il signor RI
1 chiede “la deduzione dai ricavi per affitti di fr. 1850 dai 21'000
franchi. […] Tale valore si ricava dalla somma delle spese accessorie di fr.
4'250 deducendo i 2400 franchi pagati dagli inquilini per le spese accessorie”.
Il contribuente, nel proprio reclamo, indicava infatti di aver sostenuto dei
costi più elevati rispetto a quanto corrispondeva la conduttrice dell’immobile
sito al mapp. n. __________ RFD di __________ e meglio, fr. 430.40 per “l’acqua
potabile”, fr. 105.- a titolo di “tasse fognatura”, “tasse canalizzazione”, fr.
430.- per la “fornitura legna per il camino”, fr. 841.60 quali “assicurazione
stabile” e fr. 2'445.- per il “pagamento dell’elettricità fornita da SES”. Il
contribuente allegava poi i giustificativi dei pagamenti, ad eccezione di
quelli per “tasse fognatura” e “tasse canalizzazione”.

 

                                         6.2.

                                         Ai sensi dell’art. 21 cpv.
1 lett. a LIFD (rispettivamente dell’art. 20 cpv. 1 lett. a LT) è
imponibile il provento, lordo, dalla locazione, ovvero determinato prima della
deduzione delle spese di gestione e di manutenzione dell’immobile (cfr. ad
esempio Merlino, op. cit., n. 52 ad
art. 21 LIFD).

                                         Di conseguenza, l’UT ha
accertato correttamente il reddito da “valore locativo/affitti” di fr. 21'000.-
(come del resto anche indicato dal ricorrente in sede di dichiarazione di
imposta). Tuttavia, resta da verificare l’ammontare delle spese di gestione e
manutenzione immobili che possono essere poste in deduzione dal reddito.

 

                                         6.3.

                                         Come detto, le spese di
gestione di un immobile (in particolare, quelle per la pulizia, l'illuminazione
ed il riscaldamento delle parti comuni di uno stabile e quelle per l'acqua
potabile e la raccolta dei rifiuti) costituiscono spese per il mantenimento del
contribuente e della sua famiglia e possono essere dedotte dal reddito,
eccezionalmente, alla condizione che gravino un contribuente che a sua volta le
trasferisce su una o più persone per cui costituiscono costi di mantenimento
effettivi, come si verifica nel caso del proprietario che cede in locazione un
immobile e riceve quale corrispettivo la pigione oltre all'indennizzo per i
costi accessori, ma non quando è il proprietario ad abitare la propria casa,
nel quale caso i costi che verrebbero traslati sugli inquilini non sono di solito
compresi nel calcolo del valore locativo ed il contribuente che abita la
propria casa non ha pertanto il diritto alla deduzione degli stessi (cfr. p.
es. la sentenza CDT n. 80.2002.200 del 20 gennaio 2003 in re K. e
giurisprudenza e dottrina citate; inoltre la sentenza del Tribunale federale
del 15 luglio 2005, n. 2A.683/2004, in ASA 77 p. 161 = StE 2006 B 25.6 n. 53 =
RDAF 2005 II 502 consid. 2.5).

 

                                         6.4.

                                         Anche la Circolare n.
7/2020 della Divisione cantonale delle contribuzioni distingue, nell'ambito
della deduzione delle spese effettive tra immobili della sostanza privata
destinati all’abitazione primaria o secondaria del contribuente (e quindi
imposti in base al valore locativo) e immobili locati a terzi (e quindi imposti
in base al reddito conseguito): in caso di imposizione del valore locativo, le
spese di gestione non sono deducibili poiché costituiscono spese per il
mantenimento del contribuente e della sua famiglia. Ma anche nel caso in cui
l’immobile è locato a terzi, le spese in questione non dovrebbero più figurare
fra le spese chieste in deduzione dal proprietario dell’immobile. Di regola
infatti le spese accessorie non sono incluse nella pigione ma vengono pagate
separatamente dagli inquilini. 

La deduzione è ammessa solo se le spese
accessorie sono comprese nella pigione (pigione “tutto compreso”). La Circolare
menziona in particolare le spese di gestione seguenti: 

-       le
spese d’acqua potabile e d’acqua industriale;

-       le
spese per le revisioni periodiche degli impianti/abbonamenti di servizio
revisione impianti (ascensore, tank olio combustibile, riscaldamento,
bruciatore, climatizzazione, lavatrice, ecc.);

-       le
spese per la disinfezione e disinfestazione; 

-       le
spese di fognatura, ritiro spazzatura e depurazione;

-       le
spese di illuminazione e pulizia scale e vani comuni;

-       le
spese per la manutenzione corrente del giardino;

-       le
spese per l’acquisto dell’olio combustibile di riscaldamento e le spese per il
riscaldamento in genere;

-       le
spese di servizio di portineria e di custodia;

-       le
spese per lo sgombero della neve;

-       le
spese d’elettricità;

-       le
spese d’acqua, d’acquisto di prodotti chimici, di pulizia filtri e vasca delle
piscine;

-       le
spese di mantenimento corrente dell’appartamento (sostituzione di lampadine,
pulizia, mobilio,...).

(cfr. Circolare n. 7/2020 dell’aprile 2020,
cifra 3.3). 

 

                                         6.5.

                                         Secondo il contratto di
locazione prodotto dall’insorgente, nella pigione non sono compresi i seguenti
costi: riscaldamento e acqua calda (tra cui anche il “combustibile o
l’energia per la produzione di calore”, p. 2 del contratto di locazione);
illuminazione, pulizia scale e vani comuni; servizio di portineria, custodia e
telegestione; acqua potabile e acqua industriale; climatizzazione e
ventilazione; ascensore; fognatura, spazzatura e depurazione (tra cui anche “le
tasse risultanti da bollette ufficiali emesse dall’ente pubblico”, p. 2 del
contratto di locazione); disinfezione e disinfestazione; manutenzione giardino;
sgombero neve; abbonamenti di controllo e di assistenza; esercizio piscina,
sauna ed altre parti comuni; pulizia serpentine; spese di amministrazione
secondo il punto 12.2, radio tv via cavo ed elettricità. In merito a
quest’ultima spesa, tuttavia, al punto 12.5. del contratto viene annotato (a
penna) che “spese accessorie: oltre alle spese accessorie elencate nel punto
5 del presente contratto, nell’importo pattuito sono comprese le spese per la
fornitura di energia elettrica”. In contrasto con tale punto però, al punto
12.7 viene stabilito che “l’energia elettrica ed il gas necessarie per
l’esercizio dell’ente locato sono sempre ed esclusivamente a carico del
conduttore”.

                                         Pertanto, la conduttrice è
tenuta alla corresponsione di fr. 250.- mensili (fr. 3'000.- annui). 

 

 

 

                                         6.6.

                                         Ai sensi dei considerandi che
precedono, il ricorrente non può quindi chiedere in deduzione le spese di fr.
430.40 per “l’acqua potabile”, fr. 105.- a titolo di “tasse fognatura”, “tasse
canalizzazione” e fr. 430.- per la “fornitura legna per il camino”. 

                                         In merito ai fr. 2'445.-
per il “pagamento dell’elettricità fornita da SES”, ritenuto che per quanto concerne le spese deducibili dal
reddito imponibile, l’onere della prova è a carico del contribuente e che nel
contratto di locazione vi sono dei punti tra di loro contrastanti che non
permettono di stabilire la reale presa a carico dei costi, non può essere
ammessa la relativa deduzione. Del resto, nemmeno con lo scritto del 14 marzo
2022, il ricorrente comprova di essersi preso a carico le spese per la
fornitura di energia elettrica, le sue affermazioni risultano essere delle mere
allegazioni di parte.

 

                                         6.7.

                                         Sia
per l’abitazione personale del contribuente sia per gli immobili locati, sono
deducibili i premi d’assicurazione contro gli incendi, i danni dell’acqua, le
rotture vetri e la grandine rispettivamente di responsabilità civile degli
immobili (cfr. Circolare 7/2020 dell’aprile 2020, cifra 4., con riferimenti).
Di conseguenza, la deduzione dell’importo di fr. 841.60 quale “assicurazione
stabile” è concessa.

 

                                         6.8.

                                         Ritenuto
quanto appena suesposto, le decisioni di tassazione su reclamo sono riformate,
nel senso che all’importo di fr. 2'502.- sono aggiunti fr. 841.60. Di
conseguenza, la deduzione per “spese di gestione e manutenzione immobili” è
riformata in fr. 5'504.-.

 

 

                                VII.   Periodo
fiscale 2017 – Valore locativo/affitti

 

                                   7.   7.1.

                                         Preliminarmente, si
rileva che in base agli atti a disposizione di questa Camera (cfr. estratto conto
bancario anno 2017), risulta che il signor RI 1 ha incassato fr. 7'700.- dalla
conduttrice dell’immobile sito al mapp. n. __________ RFD di __________. Di
conseguenza, dedotti fr. 1'750.- (corrispondenti alle spese accessorie pagate
dalla conduttrice, ritenuto che le spese accessorie non costituiscono reddito
imponibile, cfr. Locher, Kommentar
zum DBG, Vol. I, Basilea 2019, n. 13 ad art. 21 LIFD), si evince un
reddito da “valore locativo/affitti” pari a fr. 5'950.-. Le decisioni di
tassazione su reclamo vanno pertanto riformate in tal senso, accertando un
valore pari a fr. 16'750.- (fr. 5'950.- + fr. 10'800.-).

 

                                         7.2.

                                         Nel ricorso, il signor RI
1 chiede “la deduzione dai ricavi per affitti di fr. 2590 dai 13’200
franchi. […] Tale valore si ricava dalla somma delle spese accessorie di fr. 5080
deducendo i 2400 franchi pagati dagli inquilini per le spese accessorie”.
Il contribuente, nel proprio reclamo, indicava infatti di aver sostenuto dei
costi più elevati rispetto a quanto corrispondeva la conduttrice dell’immobile
sito al mapp. n. __________ RFD di __________ e meglio, fr. 4'322.75 per “SES”,
fr. 873.70 per “impianti elettrici”, fr. 755.10.- a titolo di “tasse acqua
potabile e fognatura” e fr. 826.30.- quali “assicurazione stabile”.

 

                                         7.3.

                                         Come esposto in
riferimento al periodo fiscale 2016, sarebbero deducibili unicamente i fr.
826.30 relativi all’assicurazione stabile. Ciò nonostante, la deduzione
forfettaria del 20% dei redditi è più favorevole al contribuente, ammontando a
fr. 1'190.- (rispetto ai fr. 826.30). Di conseguenza, le decisioni di
tassazione su reclamo sono riformate, nel senso che viene accertata una
deduzione per “spese di gestione e manutenzione immobili” pari a fr. 3'350.-
(fr. 1'190.- riferiti al mapp. n. __________ RFD di __________, sommati ai fr.
2'160.- inerenti al mapp. n. __________ RFD di __________).

 

 

                               VIII.   Periodo
fiscale 2018 – Valore locativo/affitti

 

                                   8.   8.1.

                                         Il ricorso relativo al
periodo fiscale 2018 verte sulla determinazione del reddito immobiliare netto.
A dire del ricorrente, egli avrebbe percepito nel corso del 2018 unicamente fr.
2'800.-, perché la conduttrice a causa di “difficoltà finanziaria [ha] impedito
[…] il pagamento completo degli affitti mensili dell’anno 2018 (cfr. Reclamo
del 3 dicembre 2020). Per contro, l’autorità fiscale aggiungeva al reddito
imponibile uno da “valore locativo abitazione secondaria/di vacanza”, con la
seguente motivazione: “__________ (RFD __________):
valore locativo annuo abitazione secondaria pari a fr. 8'100.-, imposti 7 mesi
per fr. 4'725.-, primi 5 mesi percepito affitti come dichiarato per fr. 2'800.-“.

 

 

                                         8.2.

                                         Dottrina e giurisprudenza
sono concordi nell’affermare che un reddito è realizzato quando il soggetto
fiscale ne può disporre effettivamente, sia entrandone in possesso, cioè
incassandone la somma, sia ricevendo sul medesimo una pretesa giuridica ferma
(cfr. ad esempio Reich/Weidmann,
in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum DBG, 3a ediz., Basilea
2017, n. 34 ad art. 16 LIFD con riferimenti giurisprudenziali).

                                         Per quanto concerne in
particolare i redditi della sostanza immobiliare, nel caso di un contratto di
locazione, il conduttore, titolare del diritto d’uso, è il debitore della
prestazione costituita dalla pigione. Il locatore può quindi prevalersi di un
credito che gli procura un vantaggio economico regolare. Il momento della
realizzazione del reddito corrisponde pertanto all’acquisizione da parte del
locatore di una pretesa certa (principio di competenza; “Soll-Methode”).
Questa coincide generalmente con la scadenza del diritto alla prestazione che
dipende dai termini fissati nel contratto.

                                         In caso di contestazione
riguardo alla pigione, il principio di cassa (“Ist-Methode”) può trovare
applicazione, purché la pretesa del locatario non sia temeraria o sprovvista di
probabilità di successo. Una incertezza particolare sull’esecuzione implica in
effetti che il reddito sia considerato come acquisito unicamente al momento del
reale incasso della prestazione (in contanti, tramite accredito o
compensazione). L’incertezza particolare può anche originare dal rischio di
insolvibilità del conduttore che non sarebbe più in grado di pagare la pigione (cfr.
ad esempio Reich/Weidmann, op.
cit., n. 33 ss. ad art. 16 LIFD).

 

                                         8.3.

                                         Agli atti non vi è alcuna
documentazione inerente un’eventuale procedura di incasso, del resto è anche lo
stesso ricorrente ad affermare che “non sono state avviate procedure di
incasso in quanto gli inquilini hanno già dei debiti. […] Con gli inquilini ho
un accordo che prevede una restituzione rateale a partire da settembre 2021”.
In aggiunta, nemmeno con lo scritto del 14/16 marzo 2022 il signor RI 1 versa
agli atti documentazione idonea a comprovare che la reale possibilità di
riscuotere il restante importo delle pigioni era incerto.

                                         In queste circostanze, non
sussistono quindi gli estremi per riconoscere l’applicazione del principio di
cassa, bensì per ammettere quale reddito da “valore locativo/affitti” fr.
10'200.- (fr. 850.- x 12 mesi) e lo stralcio del reddito da “valore locativo
abitazione secondaria/di vacanza”, ritenuto che la casa sita al mapp. n. __________
RFD di __________ non poteva essere usata dal contribuente, essendo occupata
dalla conduttrice (cfr. sito dell’Ufficio dello Stato Civile, Movpop -
Movimento della popolazione).

 

                                         8.4.

                                         Il ricorrente chiede
infine di ammettere in deduzione dal reddito imponibile fr. 6'573.- quali
“spese di gestione e manutenzione immobili”, quali “riscaldamento,
illuminazione, fornitura acqua potabile e tasse di fognatura”. Come esposto ai
considerandi precedenti in merito ai periodi fiscali 2016 e 2017, a cui si
rimanda, tali costi non possono essere concessi in deduzione, pertanto si
riconosce unicamente la deduzione forfettaria del 20% del reddito immobiliare
lordo, corrispondente a fr. 2'040.-, poiché superiore alle spese effettive
sostenute.

 

 

                                   9.   Il ricorso viene
evaso ai sensi dei considerandi. La tassa di giustizia e le spese processuali
sono poste a carico del ricorrente, ritenuto che se lo stesso si fosse
conformato agli obblighi che gli incombevano, avrebbe potuto ottenere
soddisfazione già nella procedura di tassazione o di reclamo (artt. 231 cpv. 3
LT e 144 cpv. 2 LIFD). 

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli artt. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è evaso ai
sensi dei considerandi.

                                         §    Di
conseguenza,

1.1.       Relativamente
al periodo fiscale 2015:

·        
Le decisioni di tassazione dopo reclamo IC/IFD 2015 sono
riformate, nel senso che la deduzione per “veicolo privato contribuente”
ammonta a fr. 6'746.-.

·        
Le decisioni di tassazione dopo reclamo IC/IFD 2015 sono
riformate, nel senso che la deduzione per “spese per pasto principale fuori casa
contribuente” ammonta a fr. 1'725.-.

·        
Le decisioni di tassazione dopo reclamo IC/IFD 2015 in merito
alla deduzione per “spese di gestione e manutenzione immobili” sono confermate.

·        
Le decisioni di tassazione dopo reclamo IC/IFD 2015, in merito al
reddito da “valore locativo/affitti” sono confermate.

·        
Le decisioni di tassazione dopo reclamo IC/IFD 2015, in merito al
reddito da “indennità perdita di guadagno” sono confermate.

 

1.2.       Relativamente
al periodo fiscale 2016:

·        
Le decisioni di tassazione dopo reclamo IC/IFD 2016, in merito al
reddito da “valore locativo/affitti” sono confermate.

·        
Le decisioni di tassazione dopo reclamo IC/IFD 2016 sono
riformate, nel senso che la deduzione per “spese di gestione e manutenzione
immobili” ammonta a fr. 5’504.-.

 

1.3.       Relativamente
al periodo fiscale 2017:

·        
Le decisioni di tassazione dopo reclamo IC/IFD 2017, sono
riformate, nel senso che il reddito da “valore locativo/affitti” ammonta a fr.
16'750.-.

·        
Le decisioni di tassazione dopo reclamo IC/IFD 2017, sono
riformate, nel senso che la deduzione per ”spese di gestione e manutenzione
immobili” ammonta a fr. 3’350.-.

 

1.4.       Relativamente
al periodo fiscale 2018:

·        
Le decisioni di tassazione dopo reclamo IC/IFD 2018, sono
riformate, nel senso che il reddito da “valore locativo/affitti” ammonta a fr.
21'000.-, mentre è stralciato l’importo del reddito da “valore locativo
abitazione secondaria/ di vacanza”.

·        
Le decisioni di tassazione dopo reclamo IC/IFD 2018, sono
riformate, nel senso che la deduzione per ”spese di gestione e manutenzione
immobili” ammonta a fr. 4'200.-.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.  4’000.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr. 4’100.–

                                         sono a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Contro il prese              Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: