# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6bfaa9dc-66bf-5261-8c28-34b54715f7da
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 14.07.2003 16.2003.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2003-2_2003-07-14.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2003.2

  	
  Lugano

  14 luglio
  2003/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 16
gennaio 2003 presentato da

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la sentenza 9 dicembre 2002 del Giudice di pace del
circolo della Navegna nella causa civile inappellabile promossa con istanza 21
novembre 2002 da

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

 

 

con la quale l'istante ha chiesto il pagamento di
fr. 384.15 oltre accessori, nonché il 

rigetto in via definitiva dell'opposizione
interposta dalla convenuta al PE n. __________dell'UEF di Locarno, domande
accolte dal primo giudice,

 

 

esaminati gli atti

 

 

 

 

 

considerato

 

in fatto e in diritto:

 

                                         che con istanza 21 novembre 2002 la __________ ha convenuto in
giudizio __________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 384.15 a saldo
della fattura emessa il 5 marzo 2002 per interventi di riparazione eseguiti sul
veicolo di quest'ultima (doc. C);

 

                                         che
all'udienza di discussione è comparsa unicamente la parte istante che ha
confermato la propria pretesa;

 

                                         che con
il querelato giudizio il giudice di pace, ritenendo sufficientemente comprovato
il credito dell'istante sulla base della documentazione prodotta, ha accolto
l'istanza;

 

                                         che con
il presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto
sospensivo, __________ insorge contro il predetto giudizio, postulandone
l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. e
CPC;

 

                                         che al
ricorso l'istante non ha formulato osservazioni;

 

                                         che
giusta l'art. 327 lett. e CPC, una sentenza del giudice di pace o del pretore
può essere annullata se una parte non è stata posta in grado di far valere le
proprie ragioni;

 

                                         che
la ricorrente, citata a comparire lunedì 9 dicembre 2002 per la discussione
dell'istanza, aveva dapprima inviato uno scritto interlocutorio al giudice (Attendo
sua risposta) con cui riteneva l'istanza priva d'oggetto a dipendenza
dell'avvenuto pagamento da parte sua dell'importo richiesto da controparte;

 

                                         che
successivamente, giovedì 5 dicembre 2002, nell'imminenza dell'udienza, il
giudice di pace - rispondendo alla convenuta per posta elettronica - le ha
comunicato la possibilità di esporre la proprie argomentazioni alla
discussione, concludendo: L'aspetto dunque lunedì (doc. 3 della
giudicatura);

 

                                         che
negli atti del giudice si trovano tre ulteriori messaggi di posta elettronica
dello stesso giorno: con il primo la convenuta insisteva sull'inutilità della
causa e comunicava al giudice di pace l’intenzione di non partecipare
all'udienza (doc. 4); con il secondo, essa chiedeva il rinvio dell'udienza,
informando il giudice sulle possibili date (doc. 5); e con il terzo, il giudice
concludeva: Veda Lei se presentarsi o no (doc. 6);

 

                                         che,
in apparente contrasto con il testo di quest'ultimo messaggio, il giudice di
pace nella sentenza ha indicato di essere stato assente nei giorni 5 (sic
!) e 6 dicembre e di non avere pertanto potuto prendere atto della richiesta
di rinvio trasmessagli per e-mail nel tardo pomeriggio del 5.12.2002;

 

                                         che
la ricorrente sostiene il giudice di pace non avendo evaso la sua domanda di rinvio,
ha violato il suo diritto di essere sentita (art. 29
cpv. 2 Cost);

 

                                         che a
prescindere da ogni considerazione sull'opportunità, per il giudice, di
intrattenere corrispondenza con una parte del processo nella forma adottata in
concreto, la censura in esame non può essere ammessa;

 

                                         che,
innanzitutto, un'istanza di rinvio dell’udienza (che, come sostiene la
ricorrente, esige una decisione del giudice) è una domanda processuale la cui
presentazione, se non avviene nel corso di un'udienza, è legata alla forma
scritta (art. 92 cpv. 1 CPC); 

 

                                         che tale
forma sottintende la firma della parte o del suo rappresentante, non foss'altro
per una questione d'identità del richiedente;

 

                                         che la
forma della posta elettronica non corrisponde a tale requisito, sicché lo
scritto in questione non può essere considerato alla stregua di una valida
domanda processuale (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, n. 353 ad art. 92 CPC,);

 

                                         che
nemmeno vi era un caso di urgenza tale da giustificare un diverso modo d'agire,
in particolare non rispettoso della forma prevista (Cocchi/Trezzini, op.
cit., n. 1 ad art. 136 CPC);  

 

                                         che,
comunque sia, il rinvio di un'udienza sulla base dell’art. 136 cpv. 1 CPC,
ammissibile solo per gravi motivi (malattia, infortunio, servizio militare,
impegni parlamentari o comparsa davanti ad altro tribunale), deve essere
chiesto tempestivamente;

 

                                         che in
concreto (pur prescindendo dall'ultimo messaggio 5 dicembre, inviatole dal
giudice), la ricorrente non può sostenere, a fronte delle sue precedenti prese
di posizione, di aver chiesto il rinvio a tempo debito, tanto meno si pensa che
fra l'invio della sue richiesta di giovedì 5 dicembre alle 17.30 e il giorno
dell'udienza intercorreva un solo giorno feriale (cfr. CCC 22 novembre
1995 in re B.R. SA c/ Fondazione P.);

 

                                         che tale
ritardo impediva al giudice di determinarsi sulla domanda e di eventualmente
notificare alle parti il rinvio dell'udienza (Cocchi/ Trezzini,
op. cit., n. 7 ad art. 136 CPC);

 

                                         che, in
definitiva, non v'è motivo per accogliere il ricorso;

 

                                         che tasse
e spese sono poste a carico della ricorrente (art. 148 cpv. 1 CPC);

 

 

 

Motivi per i quali,

richiamati gli art. 327 segg. CPC 

 

pronuncia:

 

                                   1.   Il
ricorso per cassazione 16 gennaio 2003 __________ è respinto.

 

                                   2.   Le
spese e la tassa di giustizia, in complessivi fr. 80.-, anticipati dalla
ricorrente, restano a suo carico.

 

                                   3.
  Intimazione a: 

                                         __________.

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del Circolo della Navegna.

 

 

Per la Camera di cassazione
civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           La
segretaria