# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1a1ac583-5a31-5a04-97cf-3437cc5bc20f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2016-03-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.03.2016 D-1406/2016
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1406-2016_2016-03-11.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-1406/2016 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l l ' 11  m a r z o  2 0 1 6  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 

con l'approvazione della giudice Nina Spälti Giannakitsas; 

cancelliera Zoe Cometti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Tunisia, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 

decisione della SEM del 2 marzo 2016 / N (…). 

 

 

 

D-1406/2016 

Pagina 2 

 

Visto: 

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data 2 febbraio 2016 

in Svizzera, 

i verbali d'audizione del 15 febbraio 2016 (di seguito: verbale 1) e del 

2 marzo 2016 (di seguito: verbale 2), 

il verbale della decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di 

seguito: SEM) del 2 marzo 2016, notificata all'interessato il giorno stesso 

(cfr. atto A10/1), con la quale detta Segreteria non è entrata nel merito della 

domanda di asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi (RS 142.31) ed ha 

pronunciato l'allontanamento nonché l'esecuzione dell'allontanamento del 

richiedente dalla Svizzera, 

il ricorso del 4 marzo 2016 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d'entrata: 7 marzo 2016) nel quale l'insorgente ha chiesto l'annullamento 

della decisione impugnata e la trasmissione degli atti all'autorità inferiore 

per una nuova decisione e, in subordine, la concessione dell'ammissione 

provvisoria; l'ulteriore conclusione ricorsuale tendente, secondo il senso, 

alla concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal 

versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, con protestate 

spese e ripetibili, 

l'incarto della SEM trasmesso via telefax al Tribunale amministrativo 

federale (di seguito: il Tribunale) in data 7 marzo 2016, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una 

decisione in materia d'asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 LTAF), 

il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 

lett. a-c e 52 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

D-1406/2016 

Pagina 3 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un 

secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti, 

che, nell'ambito dell'audizione sulle generalità, l'interessato ha dichiarato 

di essere cittadino tunisino nato e cresciuto in un comune di B._______, 

Tunisia (cfr. verbale 1, pagg. 1 e 4 e verbale 2, pag. 2); che avrebbe 

lasciato la Tunisia per l'assenza di lavoro e per crearsi un futuro migliore 

(cfr. verbale 1, pag. 6 e verbale 2, pag. 4), 

che nella decisione contestata alla quale si rinvia, la SEM ha ritenuto che 

il richiedente non ha inoltrato domanda d'asilo ai sensi dell'art. 18 LAsi, non 

avendo manifestato la volontà d'ottenere dalla Svizzera una protezione 

contro persecuzioni, 

che, di conseguenza, la SEM non è entrata nel merito della citata domanda 

ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi e ha contestualmente pronunciato 

l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e la relativa esecuzione 

siccome lecita, esigibile e possibile, 

che nel ricorso l'insorgente ha preliminarmente allegato che, essendo la 

Svizzera il Paese del Regolamento Dublino competente per trattare la sua 

domanda d'asilo, la stessa avrebbe dovuto entrare nel merito della sua 

domanda; che ha in seguito aggiunto che la sua domanda d'asilo non 

sarebbe circoscritta unicamente a problemi di ordine economico, bensì 

sarebbe legata alla mancanza di libertà in Tunisia e alla corruzione ivi 

presente; che questi ultimi sarebbero motivi d'asilo sufficienti per chiedere 

protezione alla Svizzera; che, altresì, l'esecuzione dell'allontanamento 

sarebbe inesigibile poiché la sua sopravvivenza sarebbe in pericolo a 

causa della difficile situazione presente in Tunisia; che ciò sarebbe 

dimostrato dal suo secondo tentativo di raggiungere l'Europa, 

che preliminarmente è d'uopo rammentare all'insorgente che se le 

condizioni di cui all'art. 31a cpv. 1 LAsi sono adempiute, la SEM di norma 

non entra nel merito della domanda d'asilo anche in un caso di applicazione 

della clausola di sovranità giusta l'art. 17 par. 1 regolamento (UE) 

n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro 

competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale 

D-1406/2016 

Pagina 4 

presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da 

un apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale dell'Unione europea [GU] L 180/31 

del 29.6.2013; che non v'è pertanto un diritto assoluto di entrata nel merito 

di una domanda d'asilo di un richiedente l'asilo (cfr. DTAF 2013/10), 

che, giusta l'art. 31a cpv. 3 LAsi, non si entra nel merito di domande d'asilo 

che non soddisfano le condizioni fissate dall'art. 18 LAsi; che 

segnatamente questa disposizione si applica se la domanda d'asilo è 

presentata esclusivamente per motivi economici o medici, 

che, ai sensi dell'art. 18 LAsi, è considerata come domanda d'asilo ogni 

dichiarazione con cui una persona manifesta di voler ottenere dalla 

Svizzera una protezione contro le persecuzioni; che la nozione di 

persecuzione presuppone un pregiudizio per opera di terze persone; che, 

pertanto, non rientrano in questa definizione i pregiudizi indipendenti 

dall'agire umano; che, di conseguenza, le domande di protezione fondate 

unicamente sulla situazione personale del richiedente l'asilo, in assenza di 

agenti esterni di persecuzione, non soddisfano tali condizioni; che, per 

contro, sono compresi nella nozione di persecuzione, ai sensi dell'art. 18 

LAsi, in senso lato, non solo i seri pregiudizi previsti all'art. 3 LAsi, ma 

anche gli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento di cui all'art. 83 cpv. 3 

seg. LStr (RS 142.20), (cfr. DTAF 2011/8 consid. 4.2 e riferimenti ivi citati), 

che sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, 

nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro 

opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali 

pregiudizi (art. 3 cpv. 1 LAsi); che tale definizione di rifugiato, è esaustiva, 

nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscettibili di condurre una 

persona a lasciare il proprio Paese d'origine o di residenza, quali per 

esempio le difficoltà derivanti da una situazione di crisi socio-economica 

come la povertà, le condizioni di vita precarie, la difficoltà a trovare un 

impiego o un alloggio, il reddito insufficiente oppure la disorganizzazione, 

la mancanza d'infrastrutture o problemi analoghi, ai quali ogni persona, nel 

Paese in questione, può essere confrontata, 

che, nel caso di specie, il ricorrente non ha chiesto alla Svizzera protezione 

contro delle persecuzioni, non avendo egli allegato di essere esposto 

personalmente e concretamente o di avere fondato timore di essere 

esposto in un futuro prevedibile, in caso di rientro nel suo Paese d'origine, 

a seri pregiudizi a causa della sua razza, religione, nazionalità, 

D-1406/2016 

Pagina 5 

appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni 

politiche (art. 3 LAsi), 

che, infatti, la motivazione addotta dal ricorrente per giustificare il suo 

secondo espatrio è legata esclusivamente a delle ragioni di ordine 

economico, ovvero l'assenza di un lavoro (cfr. verbale 1, pag. 6 e 

verbale 2, pag. 4); che egli ha espressamente indicato che se avesse avuto 

un buon lavoro in Tunisia non sarebbe espatriato (cfr. verbale 2, pag. 5); 

che tali motivi, come manifestamente riconoscibile, non rientrano, in tutta 

evidenza, nella definizione di persecuzione in senso lato giusta l'art. 18 

LAsi, 

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere che 

l'insorgente in Tunisia possa essere confrontato al rischio reale ed 

immediato di trattamenti contrari all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della 

convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o 

degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che, per di più, la situazione in Tunisia non è caratterizzata da guerra, 

guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della 

popolazione nell'integralità del territorio nazionale, 

che, da quanto esposto, la SEM rettamente non è entrata nel merito della 

domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi, 

che visto quanto sopra nemmeno le allegazioni ricorsuali soccorrono 

l'insorgente, 

che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, 

destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 

decisione impugnata va confermata, 

che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo 

relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4), 

che, in virtù di quanto poc'anzi indicato, l'esecuzione dell'allontanamento è 

ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 LAsi), 

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, le autorità d'asilo 

possono esigere nell'ambito dell'esecuzione dell'allontanamento un certo 

D-1406/2016 

Pagina 6 

sforzo da parte di persone in giovane età e in buona salute che permettano 

loro, in caso di ritorno, di superare le difficoltà iniziali legate all'alloggio ed 

alla ricerca di un impiego assicurante il minimo vitale (cfr. DTAF 2010/41 

consid. 8.3.5 e riferimenti ivi citati), 

che egli è giovane e in buona salute e gode di una buona rete famigliare in 

patria composta dalla madre, dai fratelli e da diversi zii e cugini  

(cfr. verbale 1, pag. 4); che in Tunisia ha sempre alloggiato in una casa di 

proprietà della sua famiglia (cfr. verbale 2, pag. 2); che altresì gode di 

un'esperienza lavorativa come imbianchino (cfr. verbale 1, pag. 3 e 

verbale 2, pag. 3), 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 

Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in relazione 

all'art. 44 LAsi), 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione 

all'art. 44 LAsi); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà 

procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 

LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è 

dunque pure possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 

ragionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in 

materia di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e 

la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che di conseguenza, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il 

diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA); che pertanto il ricorso va respinto, 

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda 

d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese 

processuali è divenuta senza oggetto, 

che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta, 

D-1406/2016 

Pagina 7 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 

21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF), 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-1406/2016 

Pagina 8 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità 

cantonale.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Zoe Cometti 

 

 

Data di spedizione: