# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1630d04e-1925-56af-8086-adb5378435f1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-07-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.07.2023 D-3639/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3639-2023_2023-07-25.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-3639/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 5  l u g l i o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Lorenz Noli;  

cancelliera Francesca Bertini-Tramèr. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Turchia,   

patrocinato dalla MLaw Roberta Condemi,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 20 giugno 2023 / N (…). 

 

 

 

D-3639/2023 

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Fatti: 

A.   

A.a A._______, cittadino turco, ha depositato una domanda d'asilo in Sviz-

zera il (…) febbraio 2023.  

A.b Le successive indagini svolte dalla Segreteria di Stato della migrazione 

(di seguito: SEM), hanno permesso di accertare che secondo la banca dati 

EURODAC il richiedente aveva già depositato una domanda d'asilo pre-

gressa in Croazia l’11 novembre 2022.  

A.c Il 28 febbraio 2023 la SEM ha svolto con il richiedente il colloquio per-

sonale ai sensi dell’art. 5 del Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parla-

mento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e 

i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per 

l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno de-

gli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; 

GU L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: RD III). Il colloquio ha avuto 

luogo in presenza di un team femminile come da richiesta dell’interessato 

del 24 febbraio 2023. 

A.d  In stessa data, la SEM ha presentato alle competenti autorità croate 

una richiesta di ripresa in carico dell'interessato in applicazione dell'art. 18 

par. 1 lett. b RD III. Richiesta accolta il 14 marzo 2023 ai sensi dell'art. 20 

par. 5 RD III.  

A.e Con scritto del 3 aprile 2023, il richiedente ha richiesto alla SEM la 

valutazione dell’applicazione della clausola di sovranità. 

A.f Per quanto concerne il profilo medico, il richiedente ha beneficiato di 

numerosi consulti medici. 

B.  

Con decisione del 20 giugno 2023, notificata il giorno seguente, la SEM 

non è entrata nel merito della succitata domanda d'asilo ai sensi dell'art. 

31a cpv. 1 lett. b LAsi, pronunciando nel contempo il trasferimento dell'in-

teressato verso la Croazia. 

C.  

Il 28 giugno 2023 (cfr. tracciamento degli invii; data d'entrata: 29 giu-

gno 2023) il richiedente è insorto contro la decisione citata dinanzi al 

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Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale o TAF), postu-

lando, la concessione dell'effetto sospensivo e la sospensione in via super-

cautelare dell'esecuzione della decisione; in via principale, l’accoglimento 

dell’impugnativa, l'annullamento della decisione avversata e la restituzione 

degli atti all’autorità inferiore al fine di effettuare un esame nazionale della 

domanda d'asilo o procedere con i necessari complementi istruttori; altresì, 

l’insorgente ha presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel 

senso dell'esenzione dal versamento delle spese di giudizio e del relativo 

anticipo, con protestate tasse e spese.  

D.  

Con misure supercautelari del 29 giugno 2023 il Tribunale ha provvisoria-

mente sospeso l'esecuzione dell'allontanamento. 

E.  

Con scritto del 30 giugno 2023 l’interessato ha trasmesso al Tribunale il 

referto medico del 27 giugno 2023.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 Il ricorrente che ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in-

feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un in-

teresse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di 

essa. 

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Pagina 4 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si rileva che il Tribunale, adito con un ricorso contro una decisione 

di non entrata nel merito di una domanda d'asilo, si limita ad esaminare la 

fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1; 2012/4 

consid. 2.2). 

4.  

I ricorsi manifestamente infondati, come nel caso di specie, sono decisi dal 

giudice unico (art. 111a LAsi), con l’approvazione di un secondo giudice 

(art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente 

(art. 111a cpv. 2 LAsi). Ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia inoltre 

allo scambio degli scritti.  

5.  

5.1 Nel colloquio Dublino, davanti a un team interamente femminile, il ri-

corrente ha confermato anzitutto di aver depositato una domanda d’asilo 

in data (…) novembre 2022 in Croazia, di non aver sostenuto nessuna au-

dizione e di non conoscere l’esito di tale procedura. L’interessato ha poi 

dichiarato di aver lasciato la Croazia il (…) novembre 2022 e di essersi re-

cato in B._______, dove sarebbe rimasto fino al 16/17 febbraio 2023.  

L’insorgente posto successivamente di fronte alla possibile competenza 

della Croazia, ha dichiarato di non volerci fare ritorno in quanto durante il 

suo soggiorno avrebbe subito un abuso sessuale e un pestaggio da parte 

di quattro richiedenti l’asilo che alloggiavano con lui nel Centro per rifugiati. 

Nonostante, egli avrebbe esposto l’accaduto al personale competente, non 

avrebbe potuto cambiare camera e non sarebbe stato aiutato. Egli avrebbe 

unicamente ricevuto una flebo e il numero di telefono della polizia. Dopo 

tale evento, per timore di subire un altro abuso, egli si sarebbe recato in 

B._______ senza allertare le forze di polizia e senza chiedere assistenza 

medica. Infine, il richiedente ha affermato che la sua destinazione sarebbe 

sempre stata la Svizzera e in Croazia non si sentirebbe al sicuro ed equi-

varrebbe a rimanere in Turchia.  

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Pagina 5 

Al termine del colloquio il ricorrente ha consegnato delle fotografie le quali 

riguarderebbero le ferite da lui riportate a seguito del pestaggio subito in 

Croazia e un video di lui dove esprime la sua paura dopo l’abuso subito 

(cfr. atto SEM 21/3).  

5.2 Con scritto del 3 aprile 2023, il richiedente ha inoltre chiesto l’applica-

zione della clausola di sovranità, sottolineando come maggiore sarebbe il 

suo timore a ritornare in Croazia considerata la propria omosessualità e la 

conseguente vulnerabilità della sua persona, nel contesto della procedura 

d’asilo e nella convivenza con gli altri richiedenti. Inoltre, egli ha esposto 

che per timore, durante il colloquio Dublino, sarebbe stato impedito di di-

chiarare la sua omosessualità e di dettagliare alcuni elementi del suo sog-

giorno in Croazia. Altresì, ha reso attenta la SEM del supporto psicologico 

che sta ricevendo in Svizzera e del fatto che in Croazia non vi sarebbe la 

certezza di poter continuare un trattamento medico adeguato (cfr. atto SEM 

36/4).  

5.3 Nella propria decisione, l'autorità inferiore, in punto al mancato riferi-

mento della propria omosessualità, ha rilevato come il colloquio Dublino si 

sarebbe svolto, come da sua richiesta, davanti ad un team interamente 

femminile e come nemmeno dal precitato scritto, risulterebbero gli elementi 

da lui omessi.  

La SEM ha poi proseguito costando la competenza della Croazia per il pro-

sieguo della procedura d’asilo ed escludendo la sussistenza nello Stato di 

destinazione di carenze sistemiche ai sensi dell'art. 3 par. 2 RD III o di un 

rischio di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguar-

dia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 

(CEDU, RS 0.101) o di violazione del principio del divieto di respingimento. 

Altresì, l’autorità inferiore ha escluso la presenza di motivi che obblighe-

rebbero la Svizzera ad esaminare la domanda d'asilo giusta l'art. 16 par. 1 

RD III o che giustificherebbero l'applicazione della clausola di sovranità ai 

sensi dell'art. 17 par. 1 RD III e dell'art. 29a cpv. 3 dell'Ordinanza 1 sull'a-

silo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 

142.311). In particolare, la SEM ha evidenziato come non vi sarebbero ele-

menti oggettivi che permettono di mettere inequivocabilmente in legame le 

fotografie e il video versati agli atti con l’asserita aggressione avvenuta in 

Croazia. Ad ogni modo, le autorità croate sarebbero in grado di offrire la 

protezione adeguata contro le aggressioni da parte di terzi e non vi sareb-

bero indizi concreti per ritenere che la polizia lo discriminerebbe o non gli 

fornirebbe la protezione adeguata in quanto omosessuale. Infine, per 

quanto concerne lo stato di salute del richiedente, la sua situazione medica 

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risulterebbe chiara, consolidata e non di una gravità tale da costituire un 

ostacolo a un allontanamento verso la Croazia. 

5.4 Con la sua impugnativa, l'insorgente avversa le conclusioni a cui è 

giunta l’autorità di prima istanza. In primo luogo, sottolinea come la richie-

sta di “presa in carico” presentata dalla SEM alle competenti autorità 

croate, sarebbe di carattere molto generale e non prenderebbe in conside-

razione la sua situazione di particolare vulnerabilità. Dagli atti, infatti, non 

risulterebbe che la SEM abbia richiesto delle garanzie individuali partico-

lari. A tal proposito, egli evidenzia come numerosi fonti confermerebbero 

l’esistenza di carenze nel sistema di accoglienza croato, in particolare nel 

garantire la sicurezza ai richiedenti d’asilo. Inoltre, egli osserva, che seb-

bene la Croazia abbia una legislazione tutelante diritti “LGBTQIA+”, in con-

creto persisterebbero delle criticità. In particolare, le discriminazioni e le 

aggressioni nei confronti dei membri della comunità citata starebbero regi-

strando una preoccupante crescita con conseguenti impatti devastanti 

sulla psiche delle vittime. Inoltre, a suo dire vi sarebbe una pratica siste-

matica di respingimento delle domande d’asilo dei cittadini turchi da parte 

delle autorità croate. Un respingimento in Turchia sarebbe per lui – giovane 

omosessuale e attivista “LGBTQIA+” – particolarmente pericoloso. Infatti, 

sarebbe notoria la discriminazione nei confronti della popolazione queer da 

parte del governo di Erdogan. In secondo luogo, egli sottolinea come l’au-

torità inferiore avrebbe violato il principio inquisitorio, accertato in modo in-

completo e inesatto il suo stato di salute per il quale sarebbe e stato op-

portuno procedere con una perizia medica completa (cosiddetto F4). Ca-

rente allo stesso modo l’accertamento dell’esistenza o meno delle cure me-

diche (seguito psicoterapeutico e terapia farmacologica) necessarie, in 

caso di suo trasferimento in Croazia. 

6.  

6.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento. 

6.2 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal RD III. Se in base a questo esame è individuato un altro Stato 

quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia 

la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa 

in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. 

DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2).  

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Ai sensi dell'art. 3 par. 1 RD III, la domanda di protezione internazionale è 

esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai 

criteri enunciati al capo III (art. 7–15). Nel caso di una procedura di ripresa 

in carico (inglese: take back) – come è il caso di specie – di principio non 

viene effettuato un nuovo esame di determinazione dello Stato membro 

competente secondo il capo III RD III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 con 

riferimenti citati).  

6.3 Lo Stato membro competente è tenuto a riprendere in carico – in osse-

quio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 – il richiedente la cui 

domanda è in corso d'esame e che ha presentato domanda in un altro 

Stato membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza 

un titolo di soggiorno (art. 18 par. 1 lett. b RD III).  

6.4 Nel caso di specie, poco importa se la destinazione del richiedente 

fosse stata la Svizzera: infatti il regolamento Dublino non conferisce al ri-

chiedente il diritto di scegliere lo Stato membro competente nel quale de-

sideri che la propria domanda d’asilo sia esaminata. Vista la richiesta di 

ripresa in carico fondata sull'art. 18 par. 1 lett. b RD III nonché l'espressa 

accettazione della medesima da parte delle autorità di tale Paese (cfr. su-

pra lett. A.e e A.f), la competenza della Croazia per la trattazione della pro-

cedura d'asilo e di allontanamento del richiedente, risulta di principio es-

sere data. 

7.  

7.1 Quo alla procedura di asilo e di accoglienza dei richiedenti in Croazia, 

non vi sono fondati motivi di ritenere che sussistano carenze sistemiche 

che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi 

dell'art. 4 della Carta UE (cfr. art. 3 par. 2 2ª frase RD III; cfr. sentenza di 

riferimento del TAF E-1488/2020 del 22 marzo 2023 consid. 9.5; tra le altre 

le sentenze D-1551/2023 del 28 marzo 2023 consid. 5.2, E-3596/2023 del 

28 giugno 2023 consid. 7).  

7.2 In proposito va ricordato che la Croazia è legata alla CartaUE e firma-

taria della CEDU, della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura 

ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 

0.105), della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati 

(Conv. rifugiati, RS 0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo 

del 31 gennaio 1967 (RS 0.142.301) e ne applica, a tale titolo, le disposi-

zioni. Pertanto, si presume il rispetto della sicurezza dei richiedenti l'asilo, 

in particolare la tutela del diritto alla trattazione della propria domanda se-

condo una procedura giusta ed equa e la garanzia di una protezione 

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conforme al diritto internazionale ed europeo cfr. direttiva 2013/32/UE del 

Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure 

comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione 

internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva 2013/33/UE del 

Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme 

relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale [di seguito: 

direttiva accoglienza]). 

Tale presunzione, non è tuttavia assoluta e può essere confutata in pre-

senza di indizi seri tesi a dimostrare che le autorità di tale Stato non rispet-

terebbero il diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 consid. 6; 2010/45 con-

sid. 7.4 e 7.5). La stessa va inoltre scartata d'ufficio in presenza di viola-

zioni sistematiche delle garanzie minime previste dall'Unione europea o di 

indizi seri di violazioni del diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 consid. 6; 

sentenza della CorteEDU M.S.S. contro Belgio e Grecia del 21 gen-

naio 2011, 30696/09). 

7.3 Nel caso di specie, nulla permette di ritenere l'esistenza di una pratica 

attuale di violazione sistematica delle norme comunitarie minime in mate-

ria. Conseguentemente, l'applicazione dell'art. 3 par. 2 2a frase RD III non 

si giustifica nel caso di specie. 

8.  

8.1 È ora necessario esaminare, anche in ragione della censura ricorsuale, 

se la SEM abbia a giusto titolo omesso di applicare le clausole discrezionali 

di cui agli art. 17 par. 1 RD III nonché 29a cpv. 3 OAsi 1. 

8.2  

8.2.1 Giusta l'art. 17 par. 1 RD III (clausola di sovranità), in deroga ai criteri 

di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro può decidere di esa-

minare una domanda di protezione internazionale presentata da un citta-

dino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli com-

pete.  

8.2.2 Ai sensi dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza in 

diritto interno svizzero la clausola di sovranità, se “motivi umanitari” lo giu-

stificano, la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora giu-

sta il RD III un altro Stato sarebbe competente per il trattamento della do-

manda. Per quanto concerne la nozione giuridica indeterminata, “motivi 

umanitari”, il Tribunale ha pieno potere cognitivo (DTAF 2015/2 con-

sid. 4.3.3), mentre nell’applicazione della seconda parte della frase ("la 

SEM può decidere di entrare nel merito della domanda"), l’autorità inferiore 

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dispone di un reale potere di apprezzamento ed il Tribunale, a seguito 

dell'abrogazione dell'art. 106 cpv. 1 lett. c LAsi (entrata in vigore il 1° feb-

braio 2014), dispone di un potere di esame ridotto (cfr. DTAF 2015/9 con-

sid. 7 seg.). Esso può infatti unicamente esaminare se la SEM ha eserci-

tato il suo potere di apprezzamento in modo conforme alla legge, ossia se 

l'autorità inferiore ha fatto uso di tale potere e se l'ha fatto secondo criteri 

oggettivi e trasparenti (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8). 

8.2.3 Se il trasferimento del richiedente nel paese di destinazione contrav-

viene ad una norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della 

CEDU, l'autorità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di sovranità 

e ad entrare nel merito della domanda d'asilo ed il Tribunale dispone di 

potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1). 

8.3  

8.3.1 Nel caso in disamina, il ricorrente non ha dimostrato che lo Stato di 

destinazione non sia intenzionato a riprenderlo in carico ed a portare a ter-

mine la procedura relativa alla sua domanda di protezione in violazione 

della direttiva procedura. La Croazia ha d’altro canto espressamente ac-

cettato, con scritto del 14 marzo 2023 (cfr. atto SEM 30/2), di continuare 

l'esame della procedura in accordo con la summenzionata direttiva, in par-

ticolare si è impegnata a continuare la determinazione della responsabilità 

per il trattamento della domanda di protezione dell'insorgente («to continue 

to determine responsibility for the above mentioned person»). Inoltre, l'in-

sorgente non ha apportato qualsivoglia indizio serio e concreto suscettibile 

di dimostrare che lo Stato di destinazione non rispetterebbe il principio del 

divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno nell'ossequio dei suoi 

obblighi internazionali, riviandolo in un paese dove la sua vita, integrità cor-

porale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe 

di essere respinto in un tale paese. Infine, agli atti non figurano elementi 

tali da indurre a concludere che un trasferimento nello Stato in questione 

esporrebbe il ricorrente al rischio di essere privato del sostentamento mi-

nimo e di subire delle condizioni di vita indegna in violazione della direttiva 

accoglienza. Ad ogni modo, appartiene al ricorrente sollevare l'eventuale 

violazione dei suoi diritti fondamentali, utilizzando le adeguate vie di diritto 

dinanzi alle autorità dello Stato in questione (cfr. art. 26 della direttiva ac-

coglienza).  

8.3.2  

8.3.2.1 Rimane inoltre da chiarire se il suo trasferimento in Croazia in pre-

senza dei problemi medici, in particolare dei suoi disturbi piscologici, vìoli 

l’art. 3 CEDU.  

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In proposito va detto che il respingimento forzato di persone che soffrono 

di problematiche mediche, costituisce una violazione dell'art. 3 CEDU 

unicamente in circostanze eccezionali; ciò risulta essere il caso 

segnatamente laddove la malattia dell'interessato si trovi in uno stadio a tal 

punto avanzato o terminale da lasciare presupporre che, a seguito del 

trasferimento, la sua morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. 

sentenza della Corte EDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

Una violazione dell'art. 3 CEDU può però anche sussistere qualora vi siano 

dei seri motivi di ritenere che la persona, in assenza di trattamenti medici 

adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale rischio di 

un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute 

comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della 

speranza di vita (cfr. sentenza della Corte EDU Paposhvili contro Belgio 

del 13 dicembre 2016, 41738/10, § 181 segg.). 

8.3.2.2 Dagli atti medici all’incarto, si evince che egli soffre di reazione mi-

sta ansioso-depressiva (ICD-10; F43.22) in terapia con i farmaci Remeron, 

e in riserva Stilnox e Temesta, nonché con regolari consulti psichiatrici ogni 

due settimane (cfr. atti SEM 34/2, 35/2, 37/2, 38/2, 39/2, 41/2, 42/2, 44/2, 

45/2). Inoltre, egli è stato visitato in data 28 aprile 2023 per sindrome in-

fluenzale e angina di origine batterica (cfr. atto SEM 40/2).  

Pertanto, alla luce dei referti medici di cui all’inserto SEM il substrato fat-

tuale non conteneva indicatori quanto all’esistenza, finanche potenziale, di 

affezioni terminali ai sensi della giurisprudenza convenzionale. Allo stesso 

modo, non v’erano elementi per sospettare che i disturbi in parola potes-

sero raggiungere un livello di gravità tale da configurare un rischio reale di 

peggioramento rapido ed irreversibile dello stato di salute comportante 

delle intense sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita 

in caso di trasferimento. Il quadro clinico dell’insorgente risultava dunque 

sufficientemente acclarato e non bisognoso di ulteriori approfondimenti.  

8.3.2.3 Per quanto concerne la sua situazione medica attuale, il Tribunale 

riscontra che il ricorrente, successivamente all’emanazione del provvedi-

mento impugnato, ha beneficiato di altri tre consulti psichiatrici di continuità 

e la terapia è rimasta invariata (cfr. atti SEM 50/2, 56/2, 58/2). Inoltre, egli 

è stato visitato in data 27 giugno 2023 per asma anamnestica, sintomato-

logia urinaria in corso di indagini, probabile riflusso gastro-esofageo e sin-

drome da stress post-traumatica (cfr. atto SEM 55/2). Quale terapia farma-

cologica gli è stato prescritto Pantoprazol e Symbicort 200/6 turbuhaler, 

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Pagina 11 

inoltre è stata fissata un’ecografia delle vie urinarie, il cui referto radiologico 

del 7 luglio 2023 non ha stato riscontrato niente di rilevante (cfr. atto SEM 

57/1). In data 18 luglio 2023, il ricorrente si è sottoposto ad un controllo 

clinico per una persistenza di pollachiuria e dolori sovra-pubici, conseguen-

temente al quale egli sarà sottoposto ad una visita presso un urologo per il 

25 luglio 2023. 

Di conseguenza, anche alla luce dell’attuale situazione medica, dopo deci-

sione dell’autorità inferiore, non sussistono indizi per ritenere che egli sia 

affetto da una patologia grave, rispettivamente che questa non possa es-

sere trattata in Croazia. Va in ogni caso rilevato come è notorio che lo Stato 

di destinazione dispone in ogni caso di infrastrutture mediche sufficienti. 

Inoltre in quanto Stato firmatario della direttiva accoglienza, esso deve 

provvedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanita-

ria comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soccorso ed il trat-

tamento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la neces-

saria assistenza medica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di acco-

glienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate misure di assi-

stenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 della citata direttiva).  

Infine, qualora necessario prima del trasferimento, sarà premura delle au-

torità competenti per l'esecuzione dell'allontanamento informare in maniera 

precisa e completa le autorità croate dell'arrivo e degli eventuali problemi 

di salute dell'insorgente (cfr. art. 31 RD III). Delle garanzie individuali parti-

colari, come richiesto dal ricorrente, non sono necessarie. 

8.3.3 Tutto quanto premesso, il Tribunale osserva ancora come l’insor-

gente, potrà rivolgersi alle autorità di polizia croate onde tutelare la propria 

incolumità (cfr. tra le tante la sentenza del TAF D-5272/2022 del 28 novem-

bre 2022). In proposito nulla permette di partire dall’assunto che le autorità 

di polizia non perseguirebbero il crimine di cui egli sarebbe stato vittima 

come pure un eventuale crimine futuro. In concreto il Tribunale osserva 

comunque come le fotografie e il video versati agli atti non permettono di 

comprovare quanto da lui asserito, non essendo riconducibili in nessun 

modo ai fatti narrati. A tal proposito, sebbene sia vero che le segnalazioni 

di discriminazioni e discorsi di odio contro la comunità “LGBTQIA+” su 

suolo croato sono in aumento, si può presumere che l’insorgente troverà 

sostegno e protezione in Croazia presso gli organi competenti, qualora ve-

nisse discriminato e/o maltrattato dalle autorità o da privati (cfr. sentenza 

del TAF D-1551/2023 consid. 5.4.3). 

D-3639/2023 

Pagina 12 

8.4  

8.4.1 In conclusione dunque, il ricorrente non ha fornito indizi seri suscetti-

bili di comprovare che il trasferimento in Croazia, avrebbe delle conse-

guenze tali sulle proprie condizioni di vita o sulla propria situazione perso-

nale tali da contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU o all'art. 

3 Conv. Tortura. 

8.4.2 In seguito, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ri-

tenere che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere di apprez-

zamento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1. 

8.4.3 Pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui 

all'art. 17 par. 1 RD III (clausola di sovranità).  

9.  

Di conseguenza, la Croazia è competente dell'esame della domanda di 

asilo del ricorrente ai sensi RD III ed è tenuta a riprenderlo in carico in 

ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25, 29 RD III. 

10.  

10.1 Alla luce di quanto precede, è dunque a giusto titolo che la SEM non 

è entrata nel merito della domanda di asilo del ricorrente, in applicazione 

dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi. 

10.2 In siffatte circostanze, non occorre esaminare le questioni relative 

all'esistenza di un impedimento all'esecuzione del trasferimento per i motivi 

giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 Legge federale sugli stranieri e la loro integra-

zione del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20), poiché detti motivi sono 

indissociabili dal giudizio di non entrata nel merito nel quadro di una proce-

dura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 consid. 5.2). 

11.  

Visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione della 

SEM confermata.  

12.  

12.1 Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con-

cessione dell'effetto sospensivo al ricorso è divenuta senza oggetto. 

12.2 Per il medesimo motivo esposto al considerando precedente, anche 

la domanda tendente all'esenzione dal pagamento anticipato delle spese 

di giudizio, risulta senza oggetto. 

D-3639/2023 

Pagina 13 

13.  

Le misure supercautelari del 29 giugno 2023 decadono con la presente 

decisione finale (cfr. SEILER HANSJÖRG, in: Waldmann/Krauskopf [ed.], Pra-

xiskommentar VwVG, 3° ed. 2023, n. 54-56 PA). 

14.  

Da ultimo, visto l'esito della procedura, le spese processuali pari a CHF 

750.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente 

(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle 

spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 

21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

15.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d'estradizione presentata nello Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-3639/2023 

Pagina 14 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta.  

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Francesca Bertini-Tramèr 

 

 

Data di spedizione: