# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a95d48a8-c40d-53c0-bbb1-a580c3a2284f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-04-30
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 30.04.2021 15.2021.26
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2021-26_2021-04-30.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2021.26

  	
  Lugano

  30 aprile 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso n. 10/2021 interposto il 9 marzo 2021 da

 

	
   

  	
  RI 1, __________

  RI 2, __________

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione di Mendrisio,
o meglio contro l’elenco oneri e le condizioni d’asta relativi al fondo n. __________
__________ depositati il 1° marzo 2021 nell’esecuzione n. __________ in
realizzazione di pegno promossa dalla

 

	
   

  	
  PI 3, __________

  

 

nei confronti di

 

	
   

  	
  PI 1, IT-__________

   

  

ritenuto
in fatto e considerando in diritto:

 

                                         che circa l’esclusione della pretesa di fr. 77'919.50
notificata dalla RI 1 per essere iscritta nell’elenco oneri si rinvia alla
decisione odierna emessa sul ricorso del 18 febbraio 2021 (inc. 15.2021.29);

 

                                         che
i ricorrenti contestano inoltre i crediti dello Stato del Cantone Ticino e del
Comune PI 2 iscritti nell’elenco oneri facendo valere che sono imposte parziali
non attinenti all’immobile e in parte prescritti;

 

                                         che
le censure, formulate in termini generici senza riferimenti specifici alla
fattispecie, risultano insufficientemente motivate e sono pertanto
irricevibili;

 

                                         che
ad ogni modo esse sono inammissibili anche per un altro motivo, ovvero perché i
ricorrenti non hanno contestato il precedente deposito dell’elenco oneri,
avvenuto il 17 settembre 2020, sicché il
ricorso si rivela manifestamente tardivo (v. art. 65 cpv. 1 e 102 RFF e la
sentenza odierna emessa nell’inc. 15.2021.28, consid. 3);

 

                                         che
per i medesimi motivi è pure doppiamente inammissibile la contestazione del
credito della PI 3 di fr. 4'321.95 relativo a un conto corrente secondo le
ricorrenti senza relazione con il fondo;

 

                                         ch’essi
non spiegano poi quale sia il proprio interesse a far accertare l’esistenza di
un’ipoteca legale per contributi di migliorie a favore del Comune PI 2;

 

                                         che
prive di motivazione la contestazione della messa all’asta del fondo con doppio
turno d’asta, “non concorrendo
gli estremi di cui all’art. 142 LEF”, e l’evidenziazione
del fatto che il valore dell’im­mobile “è dato dal reddito locativo”
sono irricevibili;

 

                                        che
la contestazione “prudenziale” del valore di stima del fondo da realizzare, in quanto i ricorrenti si
dolgono che la perizia non è stata messa a loro disposizione, è tardiva, poiché
sia la richiesta di consultare la perizia sia l’eventuale contestazione della
stima andavano formulate già in occasione del primo deposito dell’elen­­co
oneri del 17 settembre 2020;

 

                                         che per quanto attiene alla critica del fatto per
cui le condizioni di asta non chiariscono se il fondo è esclusivamente utilizzato
quale stabile permanente di un commercio giusta l’art. 19 LAFE (già fat­ta
valere dall’escusso in due ricorsi respinti dalla Camera con sentenze
15.2020.78 del 9 settembre 2020, consid. 5, e 15.2020.97), va ricordato che anche
l’acquisizione di stabili commerciali da par­te di persone all’estero è
subordinata a condizioni (art. 18a cpv. 1 OAFE [RS 211.412.411]), le
quali possono essere esaminate, in linea di massima solo dopo l’aggiudicazione
(art. 19 LAFE [RS 211.412.41]), esclusivamente dalle autorità preposte all’applica­zione
di questa legge, motivo per cui l’UE si è correttamente limitato a ricordare
agli interessati l’esistenza della LAFE;

                                         che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ammissibile il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –  ;

  –   ;

  –   ;

  –

       .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Mendrisio.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria
(art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine
non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2
LTF.