# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 505fc20e-1178-5c73-bd92-6e1f7362fa5e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.03.2007 32.2006.57
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-57_2007-03-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.57

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  12 marzo 2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 febbraio 2006
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 27
  gennaio 2006 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________, precedentemente attivo quale operaio/aiuto-meccanico, nel
mese di settembre 2003 ha
inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti con lo scopo di essere posto
al beneficio di una riformazione professionale, in quanto affetto da stato dopo
artroscopie multiple al ginocchio sinistro per interventi al menisco (doc. AI
1). Il caso è stato assunto dalla __________, che ha regolarmente corrisposto
le prestazioni di legge.

 

                                         Alla
chiusura del caso, con decisione 20 agosto 2004 l’assicuratore infortuni ha
comunicato all’interessato che, in base alla valutazione del dr. __________ e
del dr. __________, la sintomatologia dolorosa al ginocchio sinistro è quasi
scomparsa, con il conseguente ripristino della mobilità, circostanza che
consente la ripresa lavorativa in misura completa. Pertanto, essendo conclusa
la cura medica, l’assicuratore ha ritenuto l’interessato abile al lavoro al
100% a partire dal 10 agosto 2004 (doc. 5-1 inc. LAINF).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti del caso, con decisione 11 aprile 2005 l’Ufficio AI ha
respinto la domanda di prestazioni, motivando come segue:

 

" 
(...)

●      Dalla documentazione acquisita
agli atti non si evincono affezioni invalidanti estranee ai postumi-infortunistici
tutelati dalla __________ e quindi non abbiamo motivo per discostarci dalla
loro valutazione.

●      Nel complesso si evincono i seguenti
periodi d'inabilità:

                                 -                                                                      100%
dal 02.07.03 al 17.08.03 riconosciuto dalla __________

                                 -     100% dal
05.12.03 al 21.12.03 __________                          -                50%
dal 19.05.03 al 10.08.03 __________

●      A decorrere dall'11.08.2004 fa stato una
completa abilità lavorativa.

 

In conclusione non è stata raggiunta la carenza dell'anno
d'attesa ininterrotto (dal 18.08.03 al 04.12.03 totalmente abile al lavoro con
interruzione del periodo) che può dare diritto ad una rendita d'invalidità e
non vi è una residua incapacità lavorativa, con un grado d'invalidità di almeno
il 20% che possa dare diritto a provvedimenti professionali." (Doc. AI
35-1+2)

 

                               1.2.   A
seguito dell’opposizione dell’assicurato, rappresentato dall’avv. __________ -
con la quale ha contestato la valutazione dell’amministrazione concernente la
sua piena esigibilità al lavoro, rilevando che egli è impedito nell’effettuare
lavori pesanti, non può stare a lungo in piedi e non può portare pesi (come
certificato dal dr. __________ e dal dr. __________), motivo per il quale egli
subisce una perdita di guadagno, che l’ammi-nistrazione ha omesso di valutare
(doc. AI 50) - con decisione su opposizione 27 gennaio 2006 l’Ufficio AI ha confermato
che l’assicurato è totalmente abile al lavoro in attività leggere adeguate e
che, dal raffronto dei redditi, emerge un grado di invalidità del 10%-11%,
percentuale che non dà diritto né a provvedimenti professionali né a una
rendita (doc. AI 54).

                                         L’amministrazione
ha in particolare osservato:

 

" 
(...)

3.     Nel caso concreto, in sede
d'opposizione è emerso che l'assicurato ha trovato una nuova occupazione.
Rispondendo al questionario per il datore di lavoro inviatole il 23 dicembre
2005 la ditta __________ di __________ ha confermato che il 26 settembre 2005
il Signor RI 1 aveva iniziato a lavorare a tempo pieno. Il guadagno
dell'assicurato è di fr. 41'600.-- annui, corrispondenti all'effettivo
rendimento dello stesso.

 

Ora, considerando il reddito senza invalidità
dell'assicurato (al massimo     fr. 47'000.-- annui, cfr. questionario per il
datore di lavoro 13 ottobre 2003), un confronto con il reddito d'invalido (fr.
41'600.--) rivela un'incapacità di guadagno del 10-11%, la quale esclude la possibilità di
beneficiare d'una riformazione professionale. Va sottolineato che, applicando i
salari indicativi RSS, anche tenendo conto delle riduzioni per attività
leggere, si otterrebbe una piena capacità di guadagno residua.

 

La tesi secondo la quale andrebbe preso in
considerazione quanto il Signor RI 1 avrebbe potuto percepire quale
piastrellista non trova giustificazione. Anzi, se è vero che l'apprendistato da
piastrellista era stato momentaneamente interrotto dall'infortunio, a suo tempo
è pure stato stabilito che quest'ultimo non avrebbe pregiudicato tale
formazione (cfr. il rapporto 4 dicembre 1997 del Dott. __________ al Dott. __________).
L'abbandono della stessa fu una decisione dell'assicurato, che prima d'accusare
delle conseguenze invalidanti intraprese senza impedimenti altre attività.

 

4.     Nella determinazione del grado
d'invalidità, l'amministrazione si basa sui documenti medici per prendere
posizione ed all'occorrenza su documenti provenienti da altri specialisti. Il
compito del medico consiste nel valutare lo stato di salute della persona
assicurata, nonché in quale misura ed in quali attività è incapace di lavorare.
Inoltre, le informazioni fornite dai medici costituiscono una base importante
per valutare quali attività possano ancora essere ragionevolmente esigibili
dalla persona assicurata (DTF 105 V 158 f. cons. 1 e DTF 125 V 261 cons. 4).

 

                                                                                                 Valutata
la documentazione medica prodotta in sede d'opposizione, nella misura in cui
questa possa essere presa in considerazione ai fini del presente giudizio (la
giurisprudenza stabilisce a questo proposito criteri ben precisi, tra i quali
la presenza d'una diagnosi, l'indicazione dei disturbi soggettivi, delle
constatazioni oggettive, della prognosi e delle eventuali osservazioni conclusive),
si constata come non infirmi le conclusioni alle quali è giunta l'amministrazione,
ma confermi semmai la ritenuta piena capacità lavorativa in attività adeguate.

 

5.     In via abbondanziale, va ribadito che
anche in presenza di un'invalidità del 20% o superiore, l'assicurato avrebbe
diritto ad una formazione in nuove attività lucrative esclusivamente nel caso
in cui tale invalidità esigesse una riconversione professionale e grazie ad
essa la capacità di guadagno potesse essere presumibilmente conservata o
migliorata (art. 17 cpv. 1 LAI).

 

                                                                                                 Si
reputa necessaria una riformazione qualora, a causa della sua invalidità,
l'assicurato non può esercitare un'attività professionale oppure se in un
prossimo futuro egli non sarà in grado di esercitarla in assenza di tale provvedimento.
Una riformazione non è invece necessaria se l'assicurato è già sufficientemente
integrato o se è possibile offrirgli un posto di lavoro adeguato.

                                                                                                 La
riformazione necessaria deve essere tale da poter influenzare notevolmente la
capacità al guadagno dell'assicurato (conservandola o migliorandola in modo
significativo).

                                                                                                 La
giurisprudenza ha infine stabilito delle regole relative al principio d'equivalenza
a livello di possibilità di guadagno tra l'attività esercitata prima del danno
alla salute e quella prevista a seguito della riformazione. Occorre che le due
formazioni abbiano lo stesso valore intrinseco.

 

                                                                                                 Nella
concreta fattispecie, come confermato dai fatti, l'assicurato può essere
reintegrato senza difficoltà sul mercato libero del lavoro in attività semplici
e poco qualificate (ad esempio in qualità d'operaio generico). Tenendo conto
del curriculum scolastico e professionale del signor RI 1 e della percentuale
di abilità lavorativa residua (100%), non sarebbe poi stato possibile intravedere
dei provvedimenti professionali che avrebbero potuto sensibilmente aumentare la
sua capacità di guadagno residua. Non possedendo una formazione professionale
di base pari ad un attestato federale di capacità, egli potrebbe eventualmente
accedere ad una formazione empirica, che porta però a dei redditi sostanzialmente
equivalenti a quelli in vigore per le professioni con le qualifiche sopra
esposte." (Doc. AI 54-3+4)

 

                               1.3.   Contro
la succitata decisione amministrativa l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA
1, ha presentato un tempestivo atto di ricorso con cui ha chiesto di poter beneficiare
di una riqualifica professionale.

                                         Sostanzialmente
egli ha rilevato che la sua incapacità raggiunge il grado del 20%, percentuale
che dà diritto ad una riqualifica professionale, osservando:

 

" 
(...)

11.  In questa sede, giova primariamente
sottolineare come l'UAI si sia adagiato sul giudizio espresso dal sanitario
responsabile del Servizio Medico Regionale, il quale a sua volta si è limitato
a consultare gli atti della __________, senza visitare l'assicurato e senza
disporre di recenti atti medici: il Dr. med. __________ si è infatti fondato
sul rapporto del Dr. med. __________, posto a base della decisione emessa dalla
__________, risalente unicamente al 20.07.2004.

 

Innegabile a tal proposito appare pure l'impossibilità
materiale per l'assicurato di svolgere determinate attività richiedenti
posizioni inergonomiche, quali quelle delineate dal Dr. med. __________ nel suo
certificato medico del 20.09.2004 e dal Dr. med. __________ nei suoi certificati
medici del 6.01.2005 risp. 13.05.2005.

 

12.  Si contesta recisamente l'asserzione
dell'UAI secondo cui l'assicurato avrebbe di sua sponte abbandonato
l'apprendistato di piastrellista senza attendere il riscontro di conseguenze
invalidanti. Non a caso, infatti, egli fu nuovamente operato nelle date
22.01.1998, 14.05.1999, 28.05.1999, 26.11.1999 sempre per il medesimo problema
fisico, che gli impediva totalmente lo svolgimento della professione di
piastrellista. Non si comprende dunque la motivazione per cui l’UAI debba
sancire la mancata volontà da parte dell'assicurato di terminare
l'apprendistato, allorquando il medesimo ha dovuto subire - proprio per la
problematica che gli ha impedito di proseguire la sua attività di piastrellista
- differenti interventi chirurgici (ben 7), i cui rapporti sono peraltro agli
atti dell'UAI.

 

13.  Sulla base di quanto sopra, necessita
quindi procedere ad un raffronto dei redditi, segnatamente al raffronto fra il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto oggigiorno conseguire nell'attività di
piastrellista se non fosse subentrato il danno alla salute, ed il reddito
attualmente conseguibile da RI 1 in attività lavorative leggere, compatibili al
suo stato di salute.

 

Si osserva che si rende necessario procedere al
summenzionato raffronto dei redditi al fine di valutare l'esistenza di
un'eventuale perdita di guadagno del 20%, giustificante la concessione, da
parte dell'UAI, della garanzia per la riformazione professionale in attività
confacenti al suo stato di salute.

 

14.  In particolar modo, si evidenzia come
il mio mandante si sia visto costretto nel frattempo a reperire una nuova
attività quale collaboratore alla produzione presso la spett. __________, __________

 

15.  Pertanto, considerando il guadagno
annuo dell'assicurato nell'attività di collaboratore alla produzione presso la
suindicata ditta (Fr. 41'600.- corrispondente all'effettivo rendimento dello
stesso), nonché il guadagno annuo che egli avrebbe potuto conseguire oggigiorno
nell'attività di piastrellista (Fr. 61'320.-, cfr. tabella salari, Doc. B),
si otterrebbe il seguente calcolo:

 

                  Fr. 61'320.-  -  Fr. 41'600.-  =
 32% 

                              Fr. 61'320.-

 

Anche considerando lo stipendio massimo
conseguibile nelle attività del settore industriale, si otterrebbe il seguente
calcolo:

 

                  Fr. 61'320.-  -  Fr. 47’000.-  =
 23% 

                              Fr. 61'320.-

 

16.  Visto quanto sopra, si giustifica
accordare una riformazione professionale all'assicurato de quo, posto che la
sua capacità di guadagno potrebbe essere presumibilmente migliorata. Egli
infatti, a causa del suo danno alla salute, non è stato in grado di portare a
termine il suo apprendistato e ha dovuto reperire tosto un'attività lucrativa
semplice sebbene la sua peculiare formazione (una volta terminato il semestre
mancante) gli avrebbe certamente permesso di ottenere un guadagno superiore.

 

Si rammenta in merito come egli - svolgendo la sua
attuale attività lavorativa quale collaboratore alla produzione - riesca a
percepire unicamente il guadagno annuo di Fr. 41'600.-, mentre se avesse
potuto proseguire il suo apprendistato (se non fosse insorto il danno
invalidante) e conseguire il relativo attestato professionale di piastrellista,
egli avrebbe molto verosimilmente conseguito un guadagno annuo di Fr. 61'320.-.
La riformazione in quest'ottica influenzerebbe notevolmente la capacità di
guadagno dell'assicurato, migliorandola in modo significativo.

 

Orbene, alla luce di siffatte considerazioni, nonché
dei certificati medici addotti in sede di opposizione all'UAI, si chiede venga
accordata una riformazione professionale a favore del mio mandante. A tal
proposito, ci si riserva di ulteriormente documentare l'attuale stato di salute
dell'assicurato, medianti nuovi ed aggiornati rapporti medici." (Doc. III,
pag. 4-6)

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha invece
postulato la reiezione del ricorso.

 

                               1.5.   In
data 6 aprile 2006 l’avv. __________ ha osservato:

 

" 
(...)

Con la presente vi produco il rapporto, steso il
17.03.2006 da __________.

Da detto rapporto si evince chiaramente che il mio
patrocinato aveva dovuto interrompere su consiglio dei chirurghi in ortopedia e
del Dr. med. __________ l'apprendistato di piastrellista. A tale riguardo detto
sanitario si è espresso come segue:

 

     "  ... Jedenfalls mussten gemäss anschliessender Zusammenfassung
rezidivierende Eingriffe vorgenommen werden. Auf Empfehlung der beteiligten
orthopädischen Chirurgen und auf meine persönliche Empfehlung hin musste die
Lehre als Plattenleger im Dezember 1997 abgebrochen werden. Eine derartige
Belastung wäre bezogen auf das chronisch geschädigte Kniegelenk nicht mehr
möglich gewesen und ist es auch heute nicht. Weiterhin besteht nämlich eine
persistierende Arbeitsunfähigkeit für schwere körperliche Belastung mit Heben
von Lasten bzw. mit dauernd knieender Stellung. ... "

 

Inoltre, sono state esaminate dal mio patrocinato e dal
sottoscritto, le attività suscettibili di entrare in linea di conto per
un'eventuale riformazione professionale del Signor RI 1, nonché il reddito conseguibile
in dette attività una volta terminata la riformazione professionale
conformemente alle indicazioni salariali fornite dall'Ufficio federale di
statistica per l'anno 2004 (cfr. allegati). Ho constatato che una riformazione
professionale permetterebbe al mio patrocinato di conseguire i seguenti redditi
mensili:

 

-    CHF 5'053.- (classe 3), quale addetto alla
logistica con mansione di quadro;

-    da CHF 6'190.- a CHF 7'176.- (classe
3), risp. CHF 5'865.- a CHF 6'223.- quale persona attiva nel settore della
telematica;

-    CHF 6'800.- (classe 3), quale massaggiatore
medico;

-    CHF 7'176.- (classe 3), quale
"Elektropratikern" ;

-    CHF 6'245.- (classe 3), quale impiegato nel
commercio al dettaglio;

-    CHF 6'190.- (classe 3), quale grafico addetto alla
riproduzione fotografica; 

-    CHF 6'245.- (classe 3), quale impiegato di
commercio;

-    CHF 6'245.- (classe 3), quale commerciante;

-    CHF 7'093.- (classe 3),quale assistente
farmaceutico nel settore della ricerca e dello sviluppo;

-    CHF 6'008.- (classe 3), quale
assistente farmaceutico nel settore delle attività mediche, di cura e sociali;

-    da CHF 5'072.- a CHF 6'245.-, quale assistente al
commercio al dettaglio; 

-    da CHF 5'072.- a CHF 6'245.-, quale venditore.

 

Reputo quindi sussistere nel presente caso i requisiti
di legge per una formazione professionale in una nuova attività lucrativa. In
effetti, risulta accertato che l'assicurato aveva dovuto a causa del suo stato
di salute interrompere l'apprendistato di piastrellista, ragion per cui s'impone
una riformazione professionale.

 

Considerati inoltre i redditi indicati dall'Ufficio
federale di statistica conseguibili in una nuova attività lavorativa
compatibile allo stato di salute dell'assicurato, ritengo che una riformazione
professionale permetterà verosimilmente al Signor RI 1 di migliorare la sua
capacità di guadagno." (Doc. VII)

 

                               1.6.   Con
scritto 3 maggio 2006 l’amministrazione ha comunicato al TCA di non avere
particolari osservazioni da formulare in merito ai documenti prodotti dal
ricorrente, rinviando integral-mente al contenuto della decisione su
opposizione (IX).

 

Tale
scritto è stato trasmesso al ricorrente (X) per conoscenza.

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’insorgente ha diritto ad una riformazione
professionale.

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 8 cpv. 1 LAI gli assicurati invalidi o direttamente minacciati d'invalidità
hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione necessari e atti a ripristinare,
migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno. Per stabilire tale
diritto deve essere considerata tutta la durata di lavoro prevedibile. Fra i
provvedimenti d'integrazione concessi in virtù della LAI sono previsti pure i
provvedimenti professionali (art. 8 cpv. 3 lett. b LAI), che comprendono
l'orientamento professionale (art. 15 LAI), la prima formazione professionale
(art. 16 LAI), la riformazione professionale (art. 17 LAI) ed il collocamento
(art. 18 cpv. 1 LAI).

 

                               2.4.   L’art.
17 LAI prevede in particolare che:

 

" 
L’assicurato ha diritto alla
formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione
professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente
conservata o migliorata, in misura essenziale."

 

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione professionale,
una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110 consid. 2b;

AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).

 

                                         Secondo
l’art. 6 cpv. 1 OAI

 

" 
per riformazione professionale
vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari a mantenere o migliorare
sensibilmente la capacità di guadagno al termine della prima formazione
professionale o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza previa formazione
professionale a causa dell’invalidità." 

 

                                         Con
riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme
delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente
un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla
vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del
possibile, la capacità di guadagno (Pratique VSI 2000 pag. 27 consid. 2a; DTF 124 V 110 consid. 2a; DTF 122 V 79 consid. 3b/bb; RCC pag.
495 consid. 2a). 

                                         L'assicurato
ha in particolare diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel
suo caso per mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di
guadagno (AHI 1997 pag. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F. consid. 2b). 

                                         Una
formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se, tenuto conto
del principio della proporzionalità, il successo prevedibile dei provvedimenti
d’integrazione appare ancora raggiungibile (RDAT I 1998 pag. 295 consid. 1b; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo
1997, pag. 131).

                                         Secondo la giurisprudenza, infine, l'assicurato sottopostosi a
carico dell'assicurazione per l'invalidità a provvedimenti d'integrazione
professionale ha diritto a provvedimenti completivi nel caso in cui la
reintegrazione effettuata non gli consenta di percepire un reddito adeguato e
se egli solo con tali provvedimenti supplementari possa essere in grado di
conseguire un guadagno parificabile a quello che avrebbe potuto percepire senza
invalidità nella sua precedente attività. Il diritto a detti provvedimenti
completivi non esige che sia raggiunta la soglia di rilevanza (perdita di
guadagno del 20%: DTF 124 V 110 consid. 2b) richiesta per aver diritto ai
provvedimenti d'integrazione professionale (STFA inedita 20 luglio 2002 nella
causa C, I 237/00; Pratique VSI 2000 31 consid. 2 e 32 consid. 3b, RDAT I 1998
pag. 294; RCC 1978 pag. 527e STFA 1967 pag. 108).

 

                                         L’art. 18
cpv. 1 LAI prevede che:

 

" 
Gli assicurati invalidi, idonei
all'integrazione, hanno diritto a un sostegno attivo nella ricerca di un posto
di lavoro conveniente nonché a una consulenza costante al fine di conservare il
loro posto di lavoro. Sussidi possono essere assegnati per le spese in abiti di
lavoro e in utensili personali connesse con l'assunzione di un'attività
lucrativa dipendente e per le spese di trasloco a causa dell'invalidità."

 

Lo stesso articolo 18, al cpv. 2, stabilisce:

 

"  Un
aiuto in capitale può essere assegnato agli assicurati invalidi idonei all'integrazione,
affinché possano avviarsi a un'attività lucrativa indipendente o svilupparla e
per finanziare trasformazioni aziendali a causa dell'invalidità. Il Consiglio
federale ne stabilisce le condizioni e le forme."

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. 

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.6.   La nozione di invalidità in ambito AI coincide di massima con
quella vigente in materia LAINF (e di assicurazione militare), motivo per cui
la determinazione della stessa, anche se viene apprezzata indipendentemente dal
singolo assicuratore sociale, addebitabile ad un medesimo danno alla salute,
conduce in via generale ad un uguale tasso (DTF 127 V 135, 126 V 291, 119 V 470
consid. 2b con riferimenti). Il TFA ha quindi ribadito la funzione
coordinatrice del concetto unitario dell’invalidità nei diversi settori delle
assicurazioni sociali. Questo per evitare che, in presenza della medesima
fattispecie, diversi assicuratori apprezzino in modo differente il grado
d’incapacità la guadagno (DTF 131 V 120). Ciononostante, il singolo assicuratore
non è tenuto ad assumere automaticamente il grado d’invalidità fissato da un
altro assicuratore senza predisporre i propri accertamenti, dall’altra parte
esso non può determinare il tasso dell’incapacità al guadagno totalmente
indipendentemente da quanto già deciso da un altro assicuratore sociale, non essendo
tuttavia escluse delle differenti valutazioni (DTF 127 V 135; 126 V 292, 119 V
471). In tal senso, in una sentenza del 26
luglio 2000, pubblicata in DTF 126 V 128ss (cfr. anche Pratique VSI 2001 pp.
79ss), l’Alta Corte ha avuto modo di precisare che quando un infortunio è
l'unica causa dell'invalidità, l'AI deve in linea di principio attenersi alla
valutazione dell'invalidità cresciuta in giudicato in ambito LAINF. Solo in
casi eccezionali, in presenza di motivi pertinenti, può essere determinato un
diverso grado d'invalidità, ritenuto che una valutazione diversa non basterebbe,
neppure se fosse sostenibile o persino equivalente (DTF 131 V 123). In una decisione non pubblicata dell'8 luglio 1999 nella
causa A.F. (U183/98), il TFA ha stabilito che l'assicuratore infortuni non deve
scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore AI, fintanto che quest'ultimo si
fonda su un'istruzione approfondita, sia dal profilo medico che dal punto di vista
professionale. Infine, gli organi dell'assicurazione invalidità
non sono vincolati e devono scostarsi dalla valutazione dall’assicuratore infortuni,
allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto
dei redditi (AHI-Praxis 1998 p. 170).

 

                               2.7.   Nel
caso in esame, nel rapporto medico 1° ottobre 2003 indirizzato all’Ufficio AI
il dr. __________, FMH in medicina generale, posta la diagnosi
con influsso sulla capacità lavorativa di “instabilità del ginocchio
sinistro in stato dopo meniscectomia mediale e stato dopo sette interventi a
livello di questo ginocchio”, ha ritenuto l’assicurato abile al lavoro al
100% in un’attività “non pesante, dove non deve inginocchiarsi, non sempre
in piedi, non su terreni irregolari, dove può cambiare spesso posizione”
(doc. AI 5-3).

 

                                         Nel
rapporto 20 luglio 2004 indirizzato alla __________ il dr. __________, FMH in neurologia,
ha osservato:

 

" 
(...)

Valutazione:

 

All'attuale stato neurologico non emergono patologie a
carico del sistema nervoso centrale e periferico, è risultata nella norma anche
una breve valutazione ENG dei nervi peroneo e tibiale di sinistra escludendo
una patologia a carico di questi nervi. Assenti anche segni a favore di una radiculopatia
lombare. Soggettivamente il paziente riferisce la scomparsa spontanea delle
parestesie lamentate nel mese di maggio, avrebbe ancora un soggettivo deficit
di forza all'arto inferiore sinistro, clinicamente non evidenziabile.

Non posso quindi porre una diagnosi neurologica e da un
punto di vista strettamente neurologico (escludendo la problematica del
ginocchio sinistro) il paziente è abile al lavoro al 100%. Non vi sono dei
provvedimenti terapeutici neurologici da effettuare. (Doc. 4-6, inc. LAINF)

 

                                         Nel
rapporto 18 agosto 2004 relativo alla visita medica circondariale 9 agosto 2004
eseguita per conto della __________ il dr. __________, FMH in chirurgia
ortopedica, posta la diagnosi di “lievi disturbi funzionali al ginocchio sinistro
in stato da molteplici interventi allo stesso”, ha rilevato:

 

" 
(...)

VALUTAZIONE

 

Soggettivamente vi sono dei dolori al carico prolungato, focalizzati
sulla faccetta mediate della rotula sinistra, i dolori sono presenti anche se
deve scendere le scale. Le parestesie sono praticamente scomparse, anche se
quando i dolori al ginocchio sopraggiungono, vi sono ancora delle brevi fasi di
formicolio al polpaccio sinistro.

 

Oggettivamente vi è una buona mobilità del ginocchio, senza segni
infiammatori e con un segno di Zohlen che è praticamente negativo, a parte che
la prova di questo segno provoca un lieve fastidio retro-rotuleo.

 

Procedere medico

Non sono indicate ulteriori terapie.

 

Procedere amministrativo

A partire dal 10.8.2004 l'assicurato è da considerare
abile al lavoro nella misura totale." (Doc. 5-3, inc. LAINF)

 

                                         Con
decisione 20 agosto 2004 l’assicuratore infortuni ha quindi comunicato
all’interessato che, viste le conclusioni del dr. __________ e del dr. __________,
che ritengono quasi scomparsa la sintomatologia dolorosa al ginocchio sinistro,
viene considerato abile al lavoro al 100% a partire dal 10 agosto 2004 (doc.
5-1 inc. LAINF).

 

Nelle
sue annotazioni 23 marzo 2005 il dr. __________ del SMR ha rilevato:

 

" 
A. 27enne, senza
formazione specifica, piastrellista sino verso fine 1997; in seguito attivo
quale operaio generico con periodi di disoccupazione. In Ticino dal 2002 dove
svolge dopo un periodo di disoccupazione una attività quale aiuto meccanico.

 

II 16.08.1997 l'A. è vittima di una lesione meniscale
al ginocchio sin, con conseguenti artroscopie multiple (di competenza __________)

 

A seguito di una ricaduta è stato inabile in misura
completa dall'inizio di luglio a metà agosto 2003 e poi nuovamente da dicembre
2003 ad agosto 2004.

In occasione di una visita di controllo __________
(09.08.2004) si ritiene la diagnosi di

Lievi disturbi funzionali al ginocchio sin.
in stato dopo molteplici interventi allo stesso.

Per la ricaduta la __________ ha riconosciuto:              IL del 100% dal 05.12.2003 al
21.12.2003

                                                                                  
      50% dal 19.05.2004 al 10.08.2004

                                                                                         
 0% dal 10.08.2004

L'__________ aveva versato un'IL del 100% dal 02.07.
2003 al 17.08.2003.

La __________ ha chiuso il caso con attestazione di
abilità totale dal 10.08.2004, senza nessuna limitazione e l'A. non ha
sollevato opposizioni.

Dall'inizio del mese di novembre 2004, l'A. si è trasferito a __________.

 

Visto che nessuna assicurazione ha versato delle IPG
per oltre un anno ininterrottamente e che l'A. è stato ritenuto nuovamente
abile al lavoro senza restrizioni di sorta, non vi è diritto ad alcuna prestazione
Al.

Si rifiuta dunque la domanda di prestazioni Al e si
trasferisce l'incarto a __________ (quando la decisione sarà cresciuta in
giudicato)." (Doc. AI 34-1)

 

Nella
decisione 11 aprile 2005 l’Ufficio AI ha quindi negato il diritto ad una riformazione
professionale o ad una rendita, ritenuto che l’assicurato non presenta una
residua inabilità lavorativa per lo meno del 20%, ma va per contro considerato
pienamente abile al lavoro così come stabilito dalla __________ (doc. AI 35).

 

In
sede di opposizione l’assicurato ha contestato di poter lavorare al 100% in
un’attività adeguata (doc. AI 52).

A
comprova di ciò, egli ha trasmesso le seguenti attestazioni mediche:

 

-  certificato medico 20 settembre 2004 del dr. __________, in cui
ha attestato:

 

" 
Il signor RI 1, 1978, di
__________, è abile al lavoro al 100%. Non può fare lavori pesanti, non può
stare in piedi a lungo, né portare pesi pesanti per esiti post-infortunistici.”
(Doc. AI 50-4+5)

 

-  certificato medico 6 gennaio 2005 del dr. __________, FMH in
reumatologia, medico del Centro __________ (__________) di __________, che ha attestato una abilità al lavoro del 100% dal
1° novembre 2004 al 28 febbraio 2005, esponendo quali limiti funzionali
dell’interessato “ausgeschlossen sind schwere körperliche Belastungen mit regelmässigen
Heben von Lasten über 15 kg (Bauhauptgewerbe) sowie Arbeitsplätze mit überwiegendem Stehen” (doc. AI 50-6).

 

-  certificato medico 13 maggio 2005 del dr. __________, che ha
ribadito la piena capacità lavorativa dell’assicurato, osservando:

 

" 
Ich beziehe mich auf das
ausgestellte Arztzeugnis vom 6.1.05 z.Hd. des regionalen
Arbeitsvermittlungszentrums in __________.

 

Damals wurde eine volle Arbeitsfähigkeit attestiert vom
1.11.04-28.2,05 mit folgendem Ausschluss: "Ausgeschlossen sind schwere
körperliche Belastungen mit regelmässigem Heben von Lasten über 15 kg (Bauhauptgewerbe) sowie Arbeitsplätze mit
überwiegendem Stehen bzw. wo eine Wechselbelatung nicht möglich ist".

 

In Ergänzung zu diesem Zeugnis bleibt festzuhalten,
dass diese formulierten Einschränkungen nicht auf den 28.2.05 befristet sind,
sondern dass es sich um eine dauerhafte Einschränkung handelt." (Doc. AI 50-7)

 

A partire dal 26
settembre 2005 l’assicurato ha iniziato una nuova attività lavorativa, a tempo
pieno (8 ore al giorno, 40 ore settimanali) e a tempo indeterminato, presso la
ditta __________ di __________, in qualità di collaboratore alla produzione
(doc. AI 52-2).

 

Nella
decisione su opposizione l’amministrazione ha ribadito il rifiuto di prestazioni,
rilevando che dal raffronto dei redditi emerge un grado di invalidità del
10%-11%, percentuale che non dà diritto ad una riformazione professionale.

 

In
sede ricorsuale l’assicurato ha trasmesso al TCA lo scritto 17 marzo 2006 redatto
dal dr. __________, del seguente tenore:

 

" 
Beurteilung:

 

Bei diesem Patienten musste in Mai 2005 gegenüber dem
Arbeitsvermittlungszentrum ein Zeugnis ausgestellt werden betreffend
Verwendbarkeit bzw. Präzisierung bezogen auf die attestierte volle
Arbeitsfähigkeit vom 1.11.04 bis zum 28.2.2005; damals wurde festgehalten, dass
schwere körperliche Belastungen ausgeschlossen sind mit regelmässigem Heben von
Lasten über 15 kg sowie Arbeitsplätze mit der Unmöglichkeit
der Wechselbelastung. Diese Beurteilung ist unverändert auch heute noch gültig
und Weiterhin.

 

Berufliche Integrationsmöglichkeiten:

 

Bekanntlich bestand bei diesem Patienten zwischen 1997
und 1999 ein komplexes Kniebeschwerdesyndrom Ii mit rezidivierenden
Knieproblemen und vor allem rezidivierenden Rupturen des menisco-capsulären
Komplexes medial Ii möglicherweise als Folge einer Missbildung, wobei dies
retrospektiv nicht mehr definitiv beurteilt werden kann. Jedenfalls mussten
gemäss anschliessender Zusammenfassung rezidivierende Eingriffe vorgenommen
werden. Auf Emfehlung der beteiligten orthopädischen Chirurgen und auf meine
persönliche Empfehlung hin musste die Lehre als Plattenleger im Dezember 1997
abgebrochen werden. Eine derartige Belastung wäre bezogen auf das chronisch
geschädigte Kniegelenk nicht mehr möglich gewesen und ist es auch heute nicht.
Weiterhin besteht nämlich eine persistierende Arbeitsunfähigkeit für schwere
körperliche Belastung mit Heben von Lasten bzw. mit dauernd knieender Stellung.

 

Zusammenfassend musste der Patient die angefangene
Lehre als Bodenleger aus gesundheitlichen Gründen. Schon damals wurde darauf
hingewiesen, dass hier eine Umschulungsmassnahme grundsätzlich gegeben wäre.

 

1.      
Fünf Rezidive
einer medialen Meniskusläsion links:

-         
VIII/97 plötzliches
Zwick-Einklemmungsereignis mit Streckdefizit beim Gehen aufgetreten; persistierendes
Streckdefizit

-         
__________ Nr

-         
18.8.97 Arthroskopie: Korbhenkelriss medial Zirkumferenz; 2x
arthroskopische meniscus-Refixation (Dr. __________); ca. 1 Mt. Beschwerdefrei

-         
Erneute Blockade bei
Arbeit spontan

-         
24.10.97 Arthroskopie: Meniscushinterhorn-Längriss;
Teilmeniscectomie medial (Dr. __________); anschl. PT und AUF

-         
12.11.97 Arthroskopie
wegen erneuten Blockaden (?):
Rezidiv Vorderhornriss links im Bereich der Naht mit Restmeniscectomie
Voderhorn links (Dr. __________)

-         
Protrahierte Beschwerden
mit AUF; Physiotherapie inkl. MTT

-         
Subjektiv rezdiv.
Beschwerden medial wechslend Va. beim Stehen und selten Blockierungsereignisse
(Streckdefizit) bis III/99

-         
Objektiv III/99 massiv
schmerzhafter Zohlen, lei Synovitis; Streckdefizit 10; F/E-Endphasenschmerz;
Lachmann gut

-         
MRI Knie links
08.04.1999: ausgedehnter
schräger bis Horizontaler Spaltriss im Hinterhorn und Pars intermedia des
medialen Restmeniskus ohne Zeichen einer frischen Läsion (alte bzw.
persistierende Läsion?); zusätzlich kleines, wahrscheinlich parameniskales
Ganglion ventro-medial in der Nähe des medialen Patellaretinakulums

-         
Zusammenfassend viertes
Rezidiv einer medialen Meniskusläsion sowie ca. 7 mm grosses Ganglion, ausgehend vom Uebergang Pars
intermedia-Vorderhorn des Innenmeniskus

-         
Refixation
menisko-kapsulärer Komplex mediales Vorderhorn links Dr. __________ KSF
28.05.1999

-         
Arthroskopische
grosszüge Teilmenicectomie medial bei Reruptur, Faden- und
Fadengranulomentfernung Dr. __________ 25.11.1999

-         
Arthroskopische
subtotale Meniscektomie medial vom Hinterhorn vor Vorderhorn; Revision
antero-medial und Entfernung zweier Fadengranulome 26.11.1999 Dr. __________

-         
Noch lei Beschwerden
nach starken körperlichen Belastungen II/01

-         
III/01
Ansatztendinopathie Lig. patellae links bei ausgeprägter Musk. Dysbalance
Quadriceps/Kniebinnenmuskulatur links sekundär

-         
Züsatzlich musk.
Dysbalance bei Valgus bds; gleichzeitig Valgustendenz des Talus rechtsbetont
bei Knick-Senk-Spreizfuss bds.

 

2.      
Lumbovertebrales
Syndrom:

-         
subjektiv seit
Spinalinjektion (zweimalig) 24.10.99 intermitt. Lumbovertebrale Beschwerden

-         
III/01 beschwerdefrei

 

Nebendiagnosen:

Thoraxbeschwerden II/01 (NF Dr. __________); EKG
anamnestisch unauffällig."
(Doc. C1)

 

                               2.8.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti
litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali
di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (STFA 26 agosto 2004
nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G.,
U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989,
p. 31; DTF 125 V 352;
Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18 marzo 2002 nella causa M., I
162/01). A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14
aprile 1998 nella causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del
24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e
332; ZAK 1986 p. 189). In un'altra sentenza inedita
il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire
dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato
parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe
obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici
dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178; Pratique VSI 2001 p. 110). Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove
è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la
propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per
quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono
tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

                                         In DTF
125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354). 

Lo stesso vale per le perizie fatte
esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

 

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa G.C., I 355/03).

 

                                         Per quel
che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U
329/01 e S., U 330/ 01; DTF 125 V 353; Pratique VSI 2001 p. 109; MEYER-BLASER,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, 1997, p. 230).

 

                                         Infine,
va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non
può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi
per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 e S., U 330/01).

 

                               2.9.   Nell’evenienza
concreta, questo TCA, chiamato a verificare se lo stato di salute del
ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’amministrazione prima
dell’emissione della decisione qui impugnata, non ha motivo per mettere in dubbio
la valutazione effettuata dal SMR in data 23 marzo 2005, sulla base delle perizie
specialistiche 18 agosto 2004 del dr. __________ e 20 luglio 2004 del dr. __________,
da considerare dettagliate, approfondite e quindi rispecchianti i parametri
giurisprudenziali sopra ricordati (cfr. consid. 2.8.).

                                         L’Ufficio
AI, infatti, ha affidato al SMR l’incarico di valutare le patologie
dell’assicurato. In tale ambito il SMR, basandosi su quanto indicato dal dr. __________
nella perizia 20 luglio 2004 effettuata per conto della __________, ritenuta
esaustiva – in cui lo specialista ha considerato l’assicurato, dal punto di
vista neurologico, totalmente abile al lavoro (doc. 4-6 inc. LAINF) – e, sempre
su incarico dell’assicuratore infortuni, dal dr. __________ nella perizia 18
agosto 2004 – in cui lo specialista in chirurgia ortopedica ha ritenuto l’assicurato
abile al lavoro al 100% a partire dal 10 agosto 2004 (doc. 5-3 inc. LAINF) - è
giunto alla conclusione che l’interessato è totalmente abile al lavoro a
partire dal 10 agosto 2004 (doc. AI 34).

                                         Le
conclusioni del dr. __________ e del dr. __________, ritenute
esaustive dal SMR, sono pure state condivise dallo stesso medico curante, dr. __________,
il quale nel suo certificato medico 20 settembre 2004 ha indicato che l’assicurato è abile
al lavoro al 100%, precisando che egli non può effettuare lavori pesanti, non
può stare a lungo in piedi e non può sollevare e trasportare pesi (doc. AI 50).
La valutazione di una piena capacità lavorativa dell’assicurato è pure stata confermata
dal dr.    __________ nei suoi scritti 6 gennaio 2005 (doc. AI 50-6), 13 maggio
2005 (doc. AI 50-7), in cui lo specialista in reumatologia ha giudicato
l’assicurato abile al lavoro al 100% in attività adeguate, rispettose dei
limiti funzionali già elencati dal dr. __________ (“ausgeschlossen
sind schwere körperliche Belastun-gen mit regelmässigen Heben von Lasten über 15 kg (Bauhauptgewerbe) sowie
Arbeitsplätze mit überwiegendem Stehen”, doc. AI
50-6). Il dr. __________ ha ribadito che l’assicurato è
pienamente abile al lavoro nel suo scritto 17 marzo 2006 (doc. C1), in cui ha rilevato
che le sue precedenti conclusioni del maggio 2005 sono tuttora valide ed
immutate.

 

                                         Il
ricorrente ha criticato le conclusioni del SMR, che ribadiscono quanto valutato
dal dr. __________ e dal dr. __________ in merito ad una capacità lavorativa
del 100%, osservando dapprima che l’Ufficio AI si è basato sul giudizio del
SMR, il quale a sua volta si è limitato a consultare gli atti dell’assicuratore
infortuni (del 2004), senza visitarlo e senza predisporre degli accertamenti
medici più recenti. Il ricorrente ha inoltre rilevato di non potere svolgere
determinate attività, richiedenti il mantenimento di posizioni inergonomiche,
così come attestato dal dr. __________ e dal dr. __________.

 

                                         Quanto
alla censura relativa al fatto che il dr. __________, medico SMR, non avrebbe
visitato l’assicurato, va osservato che, in ambito LAINF, il TFA ha precisato
che i pareri redatti dai medici della __________ hanno pieno valore probatorio,
anche quando essi si sono espressi unicamente in base agli atti, dunque senza
visitare personalmente l'assicurato (cfr. STFA del 10 settembre 1998 nella
causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996 nella causa A., U 49/95). Analogamente, visto come il medico SMR si fondi su validi reperti
medici di specialisti e sugli esiti di indagini svolte, bisogna concludere che
la sua valutazione ha valore anche se non ha visitato il paziente.

 

                                         Va
qui inoltre ricordato che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 nella
causa B. (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni
espresse dai medici SMR, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico
curante e il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova
perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

"  (…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant
d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a
admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de
l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le
SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion
entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale,
nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des
rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard
des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il
n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui
préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service
médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen
clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne
relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un doute
sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de
tel. (…)”

(cfr.
STFA del 24 agosto 2006 nella causa B., I 938/03, consid. 3.2)

 

                                         Quanto
alla seconda censura indirizzata all’amministrazione relativa alla mancanza di
referti medici più recenti sui quali fondare il proprio giudizio, questo Tribunale
deve rilevare che le perizie del dr. __________ e del dr. __________, che
giungono alla conclusione di una totale capacità lavorativa dell’assicurato,
non sono state smentite dai certificati medici prodotti dall’inte-ressato in
corso di causa. Dai referti del dr. __________ e del dr. __________, infatti, emerge
che l’assicurato è abile al lavoro al 100% in attività leggere adeguate,
rispettose dei suoi limiti funzionali.

                                         L’assicurato
non ha prodotto altri certificati medici attestanti una minore capacità
lavorativa. Al riguardo occorre ricordare che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta
dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono
essere accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo principio
non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle
parti di collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121
V 210 consid. 6c con riferimenti). Il dovere processuale di collaborazione
comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare – ove ciò fosse
ragionevolmente esigibile – le prove necessarie, avuto riguardo alla natura
della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover
sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con
riferimenti).

 

                                         Pertanto,
questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni
cui è pervenuta l’ammi-nistrazione basandosi su quelle dei medici SMR, che a
loro volta si rifanno ai sanitari interpellati (dr. __________ e dr. __________),
specialisti nelle materie che qui interessano, i quali hanno compiutamente valutato
il danno alla salute di cui è portatore l'assicurato, giungendo a conclusioni
logiche e motivate in merito alla valutazione della capacità lavorativa del
richiedente.

 

                                         Infine,
quanto alla critica mossa dall’assicurato in merito aIl’impossibilità di svolgere
determinate attività, richiedenti il mantenimento di posizioni inergonomiche,
così come attestato dal dr. __________ e dal dr. __________, va osservato che
nella decisione impugnata l’amministrazione ha espressamente indicato di ritenere
l’interessato abile al lavoro 100% in attività adeguate (“valutata la
documentazione medica prodotta in sede d’opposizione (…) si constata come non
infirmi le conclusioni alle quali è giunta l’amministrazione, ma confermi semmai
la ritenuta piena capacità lavorativa in attività adeguate”, doc. AI
54 pag. 3, la sottolineatura è della redattrice). Tale critica è quindi
inconsistente.

 

                                         In
conclusione, visto quanto sopra, sulla base delle affidabili e concludenti
valutazioni SMR, suffragate dalle risultanze delle perizie del dr. __________ e
del dr. __________, richiamato inoltre l’obbligo che incombe all’assicurato di
intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278
consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip
im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61) - se
necessario intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e
sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht
zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221) - è da ritenere dimostrato, con il grado della verosimiglianza
preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid.
2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V
32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b), che l'assicurato
è abile al lavoro al 100% in attività adeguate, rispettose dei suoi limiti funzionali.

 

                             2.10.   Va ora verificato se l’assicurato - che da un
punto di vista medico è da ritenere totalmente abile, a partire dal mese di agosto
2004, in attività leggere adeguate, rispettose dei suoi
limiti funzionali - ha diritto, da un punto di vista economico, a provvedimenti
professionali o ad una rendita.

 

                          2.10.1.   Come
è già stato rilevato in numerose sentenze la valutazione dell'invalidità non va
stabilita unicamente in base a fattori medico-teorici (RAMI 1996 p. 34, p. 36
consid. 3b; STFA inedita 23.3.92 in causa F.A., consid. 4; DTF 110 V 275 consid.
4a, 105 V 207 seg.), bensì rilevanti sono gli effetti del danno alla salute
sulla capacità di guadagno (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b).

                                         La
documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio per
determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato
(cfr. DTF 125 V 261 consid. 4; SVR 1996 IV Nr. 74 p.
214 consid. 2d; DTF 114 V 314 consid. 3a, DTF 105 V 158 consid. 1; RCC 1982 pag. 35 consid. 1). 

                                         Non
spetta invece al medico graduare l'invalidità dell'assicurato.

                                         Il
compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute e
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro (RCC 1991, pag. 331 consid. 1c). Il medico non possiede invece né la
preparazione né gli strumenti per pronunciarsi sulla capacità di guadagno. Questo
giudizio spetta all'amministrazione, rispettivamente al giudice, e dev’essere
formulato sulla base del raffronto dei redditi (RCC 1986, pag. 432).

                                         I
documenti medici sono comunque sempre di rilievo quando permettono di dedurre
le conseguenze economiche delle affezioni accertate (STFA non pubbl. del 2
luglio 1996 in re M. N p. 4
consid. 2; DTF 114 V 314 consid. 3c).

                                         Di
conseguenza, il fatto che un assicurato sia, da un profilo medico, incapace al
lavoro ad un determinato grado, non significa ancora ch'egli debba necessariamente
beneficiare del riconoscimento dello stesso grado d'invalidità da parte della
Commissione AI.

                                         L'incapacità
di guadagno (sulla quale si fonda il concetto d'invalidità ai sensi dell'art. 4
LAI) si distingue dall'incapacità di lavoro per il fatto che essa considera
quale guadagno può e deve ancora essere realizzato dall'interessato,
utilizzando la sua capacità lavorativa residua in un mercato del lavoro equilibrato.
L'incapacità di lavoro, invece, è l'impossibilità fisica di muoversi o di fare
uno sforzo, come pure l'impossibilità psichica di agire con metodo. Essa viene
valutata nella propria professione rispettivamente in altri lavori e attività
(G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 228).

                                         La
LAI tutela dunque non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa, ma
l'incapacità al guadagno. 

                                         Di
regola, l'invalidità economica appare inferiore all'inabilità medica. In taluni
casi particolari, per contro, si deve ammettere che l'incapacità al guadagno
sia superiore al mero grado d'incapacità lavorativa sotto il profilo medico
(cfr. ad es. B. Schatz, Kommentar zur eidg. Militärversicherung, Zurigo 1952,
pagg. 140 e 141). 

                                         Il
TFA ha avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un
rapporto di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se
l'assicurato può esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo
lavora tutta la sua residua capacità lavorativa (STFA del 30 giugno 1994 nella
causa P., U 25/94).

                                         La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde
ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p.
270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                          2.10.2.   Secondo l'art.
28 cpv. 3 vLAI

                                         

"  3 Il Consiglio federale definisce il reddito
determinante ed emana prescrizioni completive sulla determinazione
dell’invalidità, in particolare per gli assicurati che prima di essere invalidi
non esercitavano alcuna attività lucrativa o erano ancora a tirocinio o agli
studi."

 

                                         L'art.
28 cpv. 2 seconda frase, in vigore dal 1° gennaio 2004, prevede che il
Consiglio federale definisce il reddito del lavoro determinante per valutare
l’invalidità. 

 

                                         L'art.
26 OAI, intitolato assicurati senza formazione professionale, enuncia che:

 

" 
Se l'assicurato non ha
potuto, a cagione dell'invalidità, acquisire sufficienti conoscenze
professionali, il reddito lavorativo che potrebbe ottenere se non fosse invalido
corrisponde al tasso percentuale, graduato secondo l'età, del valore medio
attualizzato ogni anno secondo il rilevamento dell'Ufficio federale di statistica
sulla struttura dei salari (cpv. 1).

_______________________________________________________

 

Dopo … anni compiti                 Prima
… anni compiti                 Tasso in per cento

_____________________________________________________________

 

                                                       21                                                       70

21                                                   25                                                       80

25                                                   30                                                       90

30                                                                                                            
100

_____________________________________________________________

 

 

Se un assicurato non ha potuto, a cagione
dell'invalidità, completare la sua formazione professionale, il reddito che gli
si potrebbe attribuire presumendolo non invalido, corrisponde al reddito medio
di un lavoratore della professione alla quale egli si preparava (cpv. 2)."

 

                                         Secondo
la giurisprudenza il capoverso 1 si riferisce a invalidi alla nascita oppure
invalidi precoci che non hanno potuto, a causa del danno alla salute,
acquisire delle conoscenze professionali sufficienti (STFA del 13 luglio 2005
nella causa G., I 24/03; STFA dell'11 febbraio 1993 nella causa B. p. 9; STFA
del 6 maggio 1986 nella causa D. consid. 1c, (I 358/85); Valterio, Droit et
pratique de l'assurance invalidité, p. 207; direttive UFAS sull'invalidità e la
grande invalidità N 3035-3039). Con questo concetto si intende il conseguimento
di una formazione professionale conclusa (cfr. STFA del 2 settembre 2003 nella
causa R., I 612/02, consid. 2.2.; STFA del 6 maggio 1986 in re D consid. 1c). Il capoverso 1
sancisce in pratica il principio dell'accertamento generale e astratto del reddito
da valido sulla base delle tabelle salariali (STFA dell'11 febbraio 1993 in re B. p. 9).

                                         Rappresenta
un’eccezione a questo principio, sempre nel contesto dell'art. 26 cpv. 1 OAI,
la fattispecie in cui un assicurato diventa invalido poco prima di iniziare la
formazione professionale e da elementi univoci ed evidenti risulta che senza
l’invalidità questi avrebbe appreso una determinata professione. In tale evenienza
il calcolo del reddito da valido va effettuato facendo riferimento a questa professione
(cfr. STFA del 26 gennaio 2005 nella causa M., I 543/04, consid. 3.3.1; STFA
del 10 febbraio 2003 nella causa D., I 472/02, consid. 1.2.).

 

                                         Qualora, tuttavia, un assicurato abbia concluso una formazione
professionale, l’invalidità va determinata secondo il metodo generale del
raffronto dei redditi (cfr. STFA del 2 settembre 2003 nella causa R., I 612/02,
consid. 2.2.; STFA del 7 luglio 2003 nella causa D., U 360/01 consid. 3.2.).

 

                                         L'art.
26 cpv. 2 OAI presuppone, invece, in particolare che l'invalido abbia cominciato
una determinata formazione ed esistano indizi concreti secondo cui l'interessato,
se non fosse divenuto invalido, avrebbe concluso quella formazione. Le sole
dichiarazioni d'intenti in tal senso oppure "Mutmassungen" non
bastano (STFA del 11 febbraio 1993 in re B. consid. 5b; STFA del 20 agosto 2002 nella causa P., I 748/01,
consid. 4; STFA del 2 settembre 2003 nella causa R., I 612/02 ("konnte
die Versicherte Person wegen der Invalidität eine begonnene berufliche
Ausbildung nicht abschliessen…"); STFA del 7 luglio 2003 nella causa D., U
360/01 ("In quest'ultimo ambito, l'art. 26 cpv. 2 OAI
recita in particolare che se un assicurato non ha potuto, a cagione
dell'invalidità, completare la sua formazione professionale, il reddito che gli
si potrebbe attribuire presumendolo non invalido, corrisponde al reddito medio
di un lavoratore della professione alla quale egli si prepara. Orbene, anche in
questo caso il Tribunale federale delle assicurazioni ha circoscritto il campo
di applicazione di tale disposto alla formazione di base (sentenza inedita del 10
marzo 1997 in re W., I 104/96, consid. 2a).).

                                         Il
reddito che si potrebbe attribuire all’assicurato presumendolo non invalido corrisponde
al reddito medio di un lavoratore nella professione che stava seguendo. In
questo caso il Tribunale federale delle assicurazioni ha circoscritto il campo
di applicazione di tale disposto alla formazione di base (cfr. STFA del 7
luglio 2003 nella causa D., U 360/01, consid. 3.2.).

 

                          2.10.3.   Nel caso di specie, nella decisione impugnata
l’Ufficio AI ha ritenuto che dal raffronto dei redditi tra il reddito da valido di 47’000 (riferito al
2003) conseguito quale aiuto-meccanico presso la ditta __________ di __________
e il reddito da invalido di fr. 41’600 (anno 2005), percepito nella sua nuova attività
presso la ditta __________ di __________, emerge
una perdita di guadagno del 10%-11%, percentuale che non dà diritto né a
provvedimenti professionali, né tantomeno ad una rendita.

 

                       2.10.3.1.   Per
determinare il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assicurata senza il danno alla salute (reddito da
valido), occorre stabilire quanto la stessa, nel
momento determinante (corrispondente all'inizio dell'eventuale diritto alla
rendita), guadagnerebbe, secondo il grado di verosimiglianza preponderante,
quale persona sana (DTF 129 V 224 consid. 4.3.1 con riferimento). Tale reddito
dev'essere determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonderà
sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno
alla salute, se del caso adeguato al rincaro e all'evoluzione reale dei salari
(DTF 129 V 224 consid. 4.3.1).

                                         Soltanto
in presenza di circostanze particolari si giustifica di scostarsi da questo
valore e di ricorrere ai dati statistici risultanti dall'inchiesta svizzera
sulla struttura dei salari (ISS) edita dall'Ufficio federale di statistica.

 

                                         Nel
caso di specie, l’assicurato ha contestato il reddito da valido ritenuto
dall’amministrazione, rilevando che l’Ufficio AI avrebbe dovuto considerare quanto
egli avrebbe potuto guadagnare, senza danno alla salute, nell’attività di piastrellista.
Egli ha infatti osservato di avere iniziato nel 1995 l’apprendistato di
piastrellista, lavorando presso la ditta __________ di __________, precisando
tuttavia di aver dovuto interrompere ad inizio 1998, ad un semestre dalla conclusione,
il suo apprendistato, a causa dei suoi problemi al ginocchio, per i quali ha
dovuto subire sette interventi chirurgici tra il 1997 e il 1999. Egli ha quindi
ribadito che, senza l’insorgenza del danno alla salute, avrebbe senz’altro terminato
l’apprendistato di piastrellista ed avrebbe di conseguenza esercitato tale
attività, motivo per il quale a suo modo di vedere l’amministrazione avrebbe
dovuto prendere in considerazione quale reddito da valido il reddito conseguibile
nell’attività di piastrellista.

 

                                         L’amministrazione,
al contrario, ha ritenuto di non poter prendere in considerazione quale reddito
da valido quanto avrebbe potuto percepire l’assicurato quale piastrellista,
dato che “se è vero che l’apprendistato era stato momentaneamente interrotto
dall’infortunio, a suo tempo è pure stato stabilito che quest’ultimo non
avrebbe pregiudicato tale formazione (cfr. il rapporto 4 dicembre 1997 del
dott. __________ al dott. __________). L’abbandono della stessa fu una decisione
dell’assicurato, che prima di accusare delle conseguenze invalidanti intraprese
senza impedimenti altre attività” (doc. AI 54).

 

Dopo attento esame
dell’incarto, questo Tribunale ritiene di poter aderire alla tesi, convincente
e motivata, esposta dall’assicurato. Se è pur vero, come indicato
dall’amministra-zione, che in data 4 dicembre 1997 il dr. __________, FMH in
chirurgia ortopedica, ha ritenuto che l’assicurato fosse in grado di terminare
il suo apprendistato (doc. 1-97 inc. LAINF), non si può tuttavia omettere di
considerare che successivamente, nel 1998 e nel 1999, l’interessato ha dovuto
subire altri numerosi interventi al ginocchio (resezione artroscopica del corno
anteriore del menisco mediale sinistro nel gennaio 1998; rottura della parte
intermedia del residuo meniscale a sinistra nel marzo 1999, resezione di una
plica e refissazione del complesso del menisco capsulare nel maggio 1999, nuova
artroscopia nel settembre 1999, revisione e rimozione di due granulomi nel novembre
1999, doc. 2-13 inc. LAINF). Inoltre, va considerato che già nel novembre 1997,
chiedendo un parere al dr. __________ in merito alla possibilità o meno per
l’assicurato di terminare il suo apprendistato di piastrellista, il curante,
dr. __________, propendeva per un cambiamento di professione, alla ricerca di
un impiego nel quale il ginocchio non venisse continuamente sollecitato (doc.
1-98 inc. LAINF). Inoltre, nel suo certificato medico 1° ottobre 2003 all’atten-zione
dell’Ufficio AI il dr. __________ ha indicato che l’assicurato “dopo due
anni e mezzo di apprendistato di piastrellista ha dovuto interromperlo causa
una meniscopatia al ginocchio sinistro quale malattia professionale. In seguito
ha subito 7 artroscopie, inizialmente con tentativo di suturare il menisco,
l’ultima con meniscectomia mediale” (doc. AI 5-2). Al riguardo, il dr. __________,
nel suo scritto 17 marzo 2006, ha rilevato che secondo il suo parere e secondo
quello dei chirurghi ortopedici l’assicurato ha dovuto interrompere il suo
apprendistato di piastrellista per motivi medici, a causa dei problemi al
ginocchio sinistro che si sono susseguiti nel tempo, dal 1997 al 1999 (doc.
C1).

Il parere espresso
dal dr. __________ nel 2006, prendendo quindi in considerazione tutta
l’evoluzione dei problemi al ginocchio sinistro e tutti gli interventi a cui
l’interessato ha dovuto sottoporsi dal 1997 al 1999, appare quindi maggiormente
convincente rispetto a quello enunciato dal dr. __________ nel dicembre 1997, tenendo
conto unicamente delle patologie presentatesi fino a quel momento.

Inoltre, essendo la
professione di piastrellista notoriamente da svolgere mantenendo per lungo
tempo la posizione inginocchiata, sollecitando fortemente le ginocchia, appare
evidente che l’assicurato non fosse in grado - come non lo è tutt’ora - di effettuare
tale tipo di attività, che non è rispettosa dei limiti funzionali indicati dal
dr. __________ e dal dr. __________ (l’interessato non può svolgere attività pesanti, non può stare a lungo in piedi e in ginocchio e non può
sollevare e trasportare pesi).

 

Pertanto,
tutto ben considerato, avendo già iniziato la formazione di piastrellista ed
esistendo nel caso di specie indizi concreti secondo cui l'interessato, se non
fosse divenuto invalido, avrebbe concluso quella formazione, mancandogli ormai
soltanto un semestre, questo Tribunale ritiene provato, perlomeno secondo il criterio
della verosimiglianza preponderante, caratteristico del settore della sicurezza
sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 320
e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343), che l’assicurato ha dovuto interrompere, ad un semestre dalla sua
conclusione, per motivi medici, il suo apprendistato di piastrellista. Senza
l’insorgenza del danno alla salute egli avrebbe quindi ultimato tale
formazione, esercitando poi con tutta verosimiglianza l’attività di piastrellista.

 

Torna
quindi applicabile nel caso in esame l’art. 26 cpv. 2 OAI. Pertanto, non avendo
potuto l’assicurato, a cagione dell'invalidità, completare la sua formazione
professionale di piastrellista, il reddito che gli si potrebbe attribuire presumendolo
non invalido, come visto in precedenza (consid.
2.10.2.), corrisponde al reddito medio di un lavoratore
della professione alla quale egli si preparava. Quale
reddito da valido va quindi preso in considerazione il reddito medio di un
piastrellista in possesso dell’attestato professionale di capacità.

 

Dal
contratto collettivo dei piastrellisti, valido per il 2005, emerge che un
lavoratore qualificato con attestato federale di capacità ha diritto ad un
salario mensile minimo di fr. 4’929, pari a fr. 64’077
annui e, per il 2006, a fr.
5’009 mensili, ossia fr. 65'117 annui (cfr. contratto collettivo di lavoro dei
piastrellisti, adeguamenti contrattuali 2005 e 2006, www.ocst.ch).

 

                       2.10.3.2.   Quanto
al reddito da invalido, va ricordato che lo
stesso è determinato sulla base della situazione professionale concreta
dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera
completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante
dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario
sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti,
età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non
possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in
lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio
dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico
statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del
25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc, confermato in Pratique VSI 2002 p. 64).

 

Come visto in
precedenza, l’assicurato ha reperito una nuova occupazione: egli, infatti, dal
26 settembre 2005 lavora al 100%, a tempo indeterminato, presso la ditta __________
di __________, percependo un salario di fr. 41'600 annui, corrispondenti al suo
effettivo rendimento (doc. AI 52-2).

 

                                         Orbene,
raffrontando il reddito da valido (2005) di fr. 64’077 con il
reddito da invalido (2005) di fr. 41’600 risulta un
grado d’invalidità del 35% (64’077 – 41’600 x 100 : 64’077). Dal raffronto del redditi relativi al 2006 emerge un grado di invalidità
del 36%.

Tali
percentuali essendo superiori alla soglia minima di diminuzione della
capacità di guadagno del 20% conferente diritto a
provvedimenti di riformazione professionale (cfr. consid. 2.4.), si giustifica la
retrocessione degli atti all'Ufficio AI affinché, tramite il consulente IP (funzionario espressamente versato
in questioni reintegrative), esamini
se sono date le ulteriori condizioni per un eventuale diritto dell'interessato
a misure d'integrazione professionale e renda in esito a tali accertamenti un
nuovo provvedimento.

 

Questo Tribunale
non può condividere la tesi espressa in via abbondanziale dall’amministrazione nella
decisione impugnata, laddove, senza aver preliminarmente sottoposto l’incarto
al consulente in integrazione professionale, ha affermato che “l’assicurato
può essere reintegrato senza difficoltà sul mercato libero del lavoro in
attività semplici e poco qualificate (ad esempio in qualità di operaio
generico). Tenendo conto del curriculum scolastico e professionale del signor RI
1 e della percentuale di abilità lavorativa residua (100%), non sarebbe stato
possibile intravedere dei provvedimenti professionali che avrebbero sensibilmente
potuto aumentare la sua capacità di guadagno residua. Non possedendo una
formazione professionale di base pari ad un attestato federale di capacità,
egli potrebbe eventualmente accedere ad una formazione empirica, che porta però
a dei redditi sostanzialmente equivalenti a quelli in vigore per le professioni
con le qualifiche sopra esposte”.

 

                                         Come
visto, questo genere di riflessioni sono di competenza del consulente in
integrazione professionale, persona espressamente istruita in tale ambito, che
dovrà esaminare la situazione concreta dell’assicurato, giovane di 29 anni, che
pur non avendo finito, come visto, per motivi di salute, il suo apprendistato
di piastrellista, ha comunque seguito quel genere di formazione per due anni e
mezzo, dimostrando quindi di possedere le necessarie capacità.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

                                         §    La
decisione 27 gennaio 2006 è annullata.

                                          §§ Gli atti sono trasmessi all'Ufficio AI perché proceda conformemente ai considerandi.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

                                         L’Ufficio
AI verserà all’assicurato fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti