# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0571d200-599e-571c-a3a8-5a2562fbb860
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-11-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.11.2022 35.2022.62
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2022-62_2022-11-28.html

## Full Text

Incarto
  n.

  35.2022.62

   

  cr

  	
  Lugano

  28 novembre 2022                   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il presidente Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	 
	
  Giudice
  Daniele Cattaneo

  
	 
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia
  Raffa Somaini, vicecancelliera

  	 

								

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12
settembre 2022 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del
  20 luglio 2022 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione
  contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in
fatto

 

                          1.1.  In data
19 agosto 2020 RI 1, nata nel 1969, a quel momento impiegata quale
ricezionista/cameriera a tempo parziale presso il __________ della __________
di __________ – e perciò assicurata d’obbligo contro gli infortuni
professionali e non professionali presso CO 1 - mentre stava camminando ha
subito una distorsione alla caviglia destra.

 

                                  L’Istituto assicuratore ha assunto
il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge. 

 

                          1.2.  Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 23 dicembre 2021
l’assicuratore infortuni ha dichiarato estinto il diritto alle prestazioni dal
13 gennaio (indennità giornaliera), rispettivamente dal 19 febbraio 2021 (spese
di cura) (doc. A43).

 

A seguito dell’opposizione
dell’assicurata, patrocinata dall’avv. RA 1 (doc. A45), con decisione su
opposizione del 20 luglio 2022, l’istituto assicuratore ha confermato la sua
prima decisione (doc. A2).

 

                          1.3.  Con
tempestivo ricorso del 12 settembre 2022 l’assicurata, sempre patrocinata
dall’avv. RA 1, ha chiesto l’annullamento della decisione impugnata e, in via
principale, il riconoscimento dell’esistenza del nesso di causalità naturale e
adeguato tra l’evento del 19 agosto 2020 e le sue conseguenze, con diritto alle
prestazioni di corta durata a far data dal 14 gennaio 2021 fino alla
stabilizzazione dello stato di salute e, successivamente, diritto alle
prestazioni di lunga durata; in via subordinata, il legale ha invece chiesto il
rinvio degli atti all’assicuratore infortuni per la messa in atto di un complemento
istruttorio e l’emanazione di una nuova decisione.

 

Sostanzialmente l’insorgente ha
evidenziato come, in assenza di fattori extra-infortunistici, i disturbi che
ella continua a presentare non possono che essere stati causati dall’infortunio
assicurato, motivo per il quale CO 1 non poteva porre termine al diritto alle
prestazioni.

A suo modo di vedere, viste le
particolarità del caso di specie, non può essere condiviso il parere secondo il
quale, di norma, in casi simili lo status quo sine viene raggiunto in 6 mesi.

Il legale ha ritenuto che
l’assicuratore LAINF avrebbe dovuto, prima di emettere una decisione,
approfondire dal profilo ortopedico e neurologico i disturbi alla caviglia
destra, interessata, oltre che da una distorsione, anche da una tendinite dei
peronei, come attestato dal dr. __________.

Non avendolo fatto, gli atti devono
essere retrocessi all’amministrazione per complemento istruttorio e nuova
decisione in merito alle prestazioni di corta e di lunga durata (doc. I).

 

                          1.4.  L’istituto
assicuratore, in risposta, ha postulato che l’impugnativa dell’assicurata venga
respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di
diritto (doc. III). 

 

                          1.5.  Con la replica
del 26 ottobre 2022 l’insorgente ha ribadito le proprie obiezioni ricorsuali,
alla luce anche della nuova refertazione medica redatta dal dr. __________ in
data 13 settembre 2022 (cfr. doc. VII + B2).

 

                          1.6.  L’Istituto
assicuratore, con scritto del 15 novembre 2022, ha ribadito la correttezza di
quanto valutato dal dr. __________.

                                  In
particolare, l’assicuratore infortuni ha sottolineato come “le radiografie e le
risonanze magnetiche eseguite sull’assicurata non hanno messo in evidenza alcun
pregiudizio conseguente ad infortunio”. Pertanto, ritenuto come il sinistro non
abbia provocato danni strutturali, l’amministrazione ha concluso che la
refertazione del medico curante specialista non sia atta a modificare le
conclusioni alle quali è pervenuto il dr. __________. 

                                  Per
tali ragioni, l’istituto assicurativo ha indicato che non “risultano necessari
ulteriori approfondimenti medici per chiarire la situazione e ciò assodato che
se anche l’assicurata soffre ancora di pregiudizi alla propria salute, siccome
questi ultimi non possono essere posti in relazione causale con il sinistro in
oggetto, l’assicurata è comunque tenuta ad annunciarsi alla propria
assicurazione contro le malattie” (doc. XI).

 

                                  Tali
considerazioni dell’assicuratore LAINF sono state tramesse all’insorgente, per
conoscenza (cfr. doc. XII).

 

                                  in
diritto

 

considerato                 in ordine

 

                          2.1.  La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del
31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12
marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e
H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00
del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29
gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag.
190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre
1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8
settembre 2015).

 

                                  nel merito

 

                          2.2.  Nel caso
concreto, litigiosa è la questione di sapere se l’assicuratore resistente era
legittimato a porre fine alle proprie prestazioni dal 13 gennaio,
rispettivamente dal 19 febbraio 2021, per il fatto che l’assicurata avrebbe
ritrovato lo status quo ante a margine dell’evento infortunistico dell’agosto
2020. 

 

                          2.3.  Secondo
l’art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge, le
prestazioni assicurative sono effettuate in caso d’infortuni professionali,
d’infortuni non professionali e di malattie professionali.

 

                          2.4.  Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra
l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                  Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                  È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p.
145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STF del 4 luglio 2003 nella causa
M., U 133/02; STF del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6;
STF del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STF del 22 agosto 2000
nella causa K. B., C 116/00; STF del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98,
consid. 3, p., 6; STF 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106
consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468
consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323
consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler
Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al
riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non
ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31;
DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF
113 V 46).

                                  Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid.
3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                  L'assicuratore
contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che
le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione
delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi:

 

-  quando
lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva
immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);

                                  -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche senza l'infortunio (status
quo sine)

 

                                  (cfr.
RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von
Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici
svizzeri 71/1990, p. 1093). 

 

Secondo la giurisprudenza,
qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia dimostrato con un
sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è liberato dal proprio
obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non costituisce più la causa
naturale ed adeguata del danno alla salute. Analogamente alla determinazione
del nesso di causalità naturale che fonda il diritto alle prestazioni,
l'estinzione del carattere causale dell'infortunio deve essere provata secondo
l'abituale grado della verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità
che l'infortunio non giochi più un effetto causale non è sufficiente. 

                                  Trattandosi
della soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe,
non già all'assicurato, ma all'assicuratore (RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e
riferimenti ivi citati). 

 

                          2.5.  Il
diritto alle prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso
di causalità adeguata tra l’evento dannoso e il danno alla salute. In caso
di danno alla salute fisica, il nesso di causalità adeguata è generalmente
ammesso, dal momento in cui è accertata la causalità naturale (cfr. DTF 127 V
102 consid. 5b/bb p. 103). 

 

                          2.6.  Per
costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale
l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia
giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo
amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U
281, p. 282; DTF 104 V 209; STF dell'8 luglio 2003 nella causa B., U 259/02,
consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in
BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                  Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572),
la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle
dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante,
a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati,
di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli
indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il
medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                  In una
sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale
federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la
propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno
il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in
tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle
armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1
CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio
l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei
mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in
particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.

                                  Per quel
che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante è che esso
sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che
tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato
redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione
del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR
2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U
252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti). 

                                  L'elemento
rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo
di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                  È,
infine, utile osservare che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il
giudice non può evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro. Al riguardo va, tuttavia, precisato che non si può pretendere dal
giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente
da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si
evidenziano delle carenze e qual è l’opinione più adeguata (cfr. STFA I 811/03
del 31 gennaio 2005, consid. 5 in fine; STFA I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR
2000 UV n. 10 pag. 35 consid. 4b).

 

                                  Giova
qui infine ricordare un principio ripetutamente riconosciuto dalla nostra
Massima Istanza, quello secondo il quale le certificazioni del medico curante -
anche se specialista (cfr. STF U 202/01 del 7 dicembre 2001, consid. 2b/bb) -
hanno un valore di prova ridotto, ciò in ragione del rapporto di fiducia che lo
lega al suo paziente (cfr. STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; RAMI 2001 U 422,
p. 113ss. (= AJP 1/2002, p. 83); DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; DTF 124 I 175
consid. 4; DTF 122 V 161; RCC 1988 p. 504; R. Spira, La preuve
en droit des assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach,
Basilea 2000, p. 269s.). Il TF ha affermato che in ragione della
diversità dell’incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di perizia) in
caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione del medico
curante, anche se specialista (cfr. STF I 1102/06 del 31 gennaio 2008; STF I
701/05 del 5 gennaio 2007 consid. 2; STCA 32.2020.88 del 31 maggio 2021,
consid. 2.5).

 

                          2.7.  Con la
decisione su opposizione impugnata, sentito il parere del proprio medico fiduciario,
l’istituto assicuratore ha dichiarato estinto il nesso di causalità naturale
con l’infortunio occorso il 19 agosto 2020 a far tempo dal 12 gennaio 2021
(doc. 46, p. 7: “… la refertazione medica agli atti in concreto permette
effettivamente di ritenere raggiunto lo status quo sine [in realtà, nel suo
rapporto del 17 dicembre 2020, il dott. __________ ha sostenuto che sarebbe
stato raggiunto lo status quo ante, e ciò a fronte dell’assenza di
patologie preesistenti a carico della caviglia destra - cfr. doc. M 17.1, p. 2]
al più tardi il 12 gennaio 2021.”). 

 

                                  Il
patrocinatore dell’insorgente lamenta una prematura chiusura della pratica da
parte dell’assicuratore LAINF, visto che l’assicurata continua ad accusare
dolori alla caviglia destra che non risentiva prima dell’evento infortunistico –
e che sono, dunque, in chiaro nesso causale con lo stesso – i quali, a suo modo
di vedere, avrebbero imposto una valutazione peritale ortopedico-neurologica (cfr.
doc. I)

 

                          2.8.   Dalle
tavole processuali emerge che, con rapporto del 17 dicembre 2020, il dr. __________,
spec. FMH in medicina interna e medico di fiducia, ha così risposto alle
domande dell’assicuratore LAINF:

 

"
Fattispecie

Per gli antecedenti rimando alla mia
valutazione del 1.12.2020 riguardante una visita effettuata lo stesso giorno.
Ricordo che l’assicurata è una donna di 51 anni, impiegata da molti anni presso
la __________ con la funzione di impiegata ricezionista e cameriera con
contratto al 50%. Da gennaio 2020 non lavora e nel frattempo il contratto di
lavoro è stato disdetto con effetto fine ottobre 2020. Nella prima parte
dell’anno non ha lavorato a causa di una patologia psichiatrica. Il 19.08.2020
ha subito un trauma distorsivo in ipersupinazione della caviglia dx, con
persistenti disturbi. 

Per le conseguenze dell’evento del
19.08.2020 l’assicurata è stata inabile al lavoro al 100% sino al 4.11.2020,
dal 5.11.2020 è stata inabile al lavoro al 50%. Come previsto l’assicurata i è
sottoposta in data 1.12.2020 ad un esame RM della caviglia dx presso il
Servizio di Radiologia della Clinica __________. L’esame non ha evidenziato
reperti patologici: in particolare non sono state evidenziate lesioni di
legamenti o di tendini. Il 9.12.2020 l’assicurata è poi stata rivalutata dallo
specialista ortopedico dr. __________, il quale riscontra una tenosinovite dei
tendini dei muscoli peronei, in progressivo miglioramento. Il dr. __________ ha
prolungato l’incapacità lavorativa del 50% sino l 13.01.2021, quando visiterà
di nuovo l’assicurata.

 

Risposta alle domande:

 

1.     Stehen die
gelten gemachten Beschwerden im Zusammenhang mit dem Unfallereignis vom
19.08.2020?

I problemi ancora
presenti alla caviglia dx sono in relazione di causalità prevalentemente
probabile con l’evento del 19.08.2020.

 

2.     Liegen
unfallfremde Faktoren vor? Wenn ja, welche?

Non sono presenti
fattori estranei all’evento del 19.08.2020 a carico della caviglia dx.

 

3.     Hat das
Unfallereignis vom 19.08.2020 zu einer vorübergehenden oder richtunggebenden Verschlimmerung
von vorbestehenden Beschwerden geführt?

Domanda non pertinente
in assenza di patologie preesistenti a carico della caviglia dx. 

 

3.1.Falls
es zu einer vorübergehenden unfallbedingten Verschlimmerung kam, ab welchem
Zeltpunkt war der Status quo ante (temporäreVerschlimmerung eines Vorzustandes)
oder deer Status quo sine (schicksalsmässiger Verlauf eines krankhaften
Vorzustandes) mit überwiegender Wahrscheinnlichkeit wieder erreicht?

L’evento del
19.08.2020 non ha provocato danni strutturali, come ben risulta dall’esame RM
del 1.12.2020 ma il quadro clinico non è ancora stabilizzato in modo
definitivo.

 

3.2.Wenn der Status quo ante bzw. Sine noch nicht erreicht sein
sollte, ist mit der Erreichung dieses zu rechnen? Wenn ja, wann?

Lo status quo ante
verrà raggiunto a 6 mesi dall’evento, senza danni residui.

 

4.     Wann kann frühestens
mit einer vollen Arbeitsfähigkeit in der angestammten Tätigkeit als
Kellnerin/Rezeptionist (Arbeitspensum 100%) gerechnet werden?

Dal 5.11.2020
l’assicurata è abile al lavoro nella misura del 50%. L’incapacità lavorativa
del 50% è giustificata sino al 13.01.2021 come certificato dal dr. __________.
Dal 14.01.2021 l’assicurata potrà lavorare in misura completa.

 

4.1.  Wann kann frühestens mit
einer vollen Arbeitsfähigkeit in einer den Beschwerden angepassten Tätigkeit
erreicht werden?

In un’attività
prevalentemente sedentaria l’assicurata è da subito abile al lavoro in misura
completa.

 

5.     Wanni st
Ihres Erachtens mit dem Abschluss der Unfallbedigingten medizinischen
Behandlung zu rechnen?

A dipendenza del
decorso, è possibile che la cura si concluda con la visita del dr. __________
del 13.01.2021. Se questo non fosse il caso, si potrà considerare ancora
un’ulteriore ed ultima visita del dr. __________ a metà febbraio 2021, quando
sarà raggiunto lo status quo ante.

 

6.     Prognose?

La prognosi è
favorevole. In assenza di lesioni strutturali da riferire all’evento del
19.08.2020, a 6 mesi dall’evento verrà raggiunto lo status quo ante, senza
danni residui.” (Doc. M17)

 

L’avv. RA 1 contesta quanto deciso
dall’assicuratore LAINF, trasmettendo, unitamente al ricorso, il referto 26
luglio 2022 del dr. __________, spec. FMH in ortopedia e traumatologia, specializzato
nella chirurgia del piede e della caviglia, indirizzato al curante dr. __________,
il cui tenore è in particolare il seguente: 

 

"
Con la presente certifico che la signora RI 1 è una paziente che seguo
per una residua sintomatologia dolorosa alla caviglia destra sugli esiti di un
trauma distorsivo avvenuto il 19.08.2020 mentre camminava.

In occasione del nostro primo incontro,
avvenuto in data 07.07.2022, all’esame clinico apprezzavo un dolore alla
palpazione a livello del compartimento peroneale, senza segni di instabilità,
con dolore alla palpazione anche a livello del soft spot antero-mediale e
antero-laterale della caviglia. Test di Tinel debolmente positivo a livello del
nervo cutaneo dorso laterale della caviglia (con irradiazione all’alluce).

Ho quindi richiesto una radiografia e
una nuova risonanza magnetica eseguiti presso la Clinica __________ in data
15.07.2022 di cui riporto di seguito il risultato (nel caso in cui necessitiate
della copia del referto, vi invito a contattare la Clinica __________ dato che
io ho solo la copia elettronica).

 

RMN + Rx in carico caviglia destra (__________,
15.07.2022): referto conforme all’originale

Non
alterazioni di segnale delle strutture ossee visualizzate

Mal
riconoscibile il legamento peroneo-astragalico anteriore in verosimile
pregresso evento distrattivo. Continuo ed inserito il legamento
peroneo-calcaneare e il legamento peroneo-astragalico posteriore. Lesione tipo
split del peroneo breve nel tratto dopo il passaggio malleolare; regolare
l’inserzione distale alla base del 5° metatarso.

Tenosinovite
dei peronieri.

Regolare
spessore e segnale dei restanti tendini estensori e flessori con piccola quota
fluida nella guaina del flessore lungo dell’alluce.

Non
lesioni del legamento deltoideo né dei legamenti del seno del tarso.

Integra
l’aponeurosi plantare.

Non
versamento articolare tibio-tarsico né segni di irritazione sinoviale.

 

In particolare la risonanza magnetica
conferma che la sintomatologia dolorosa alla palpazione a livello del
compartimento peroneale è giustificata da una lesione di tipo “split” (cioè a
decorso longitudinale) mentre il dolore a livello di quello che ho definito il
soft spot antero-laterale può essere spiegato dalla lesione del legamento
peroneo astragalico anteriore, evidentemente lesionato e mal riconoscibile
sulla risonanza magnetica.

Bisogna poi sottolineare la presenza di
un’irritabilità all’esame percussore lungo il decorso del nervo cutaneo
dorsale, ragion per cui ho suggerito di eseguire una consulenza neurologica con
la dr.ssa __________. È possibile infatti che il trauma distorsivo possa aver
causato una sofferenza del nervo che generalmente non è permanente, ritornando
quindi al suo status di normalità spontaneamente semplicemente con il passare
dei mesi. Per quest’ultima problematica, ovviamente, dobbiamo aspettare il
referto da parte della collega neurologa.” (Doc. A3)

 

Con un successivo referto del 13 settembre
2022, il dr. __________ ha poi osservato:

 

 

"
la informo in merito alla summenzionata paziente.

 

Consulto del 13 settembre 2022.

 

Problematica corrente

Residua artralgia caviglia destra in
esiti di trauma distorsivo (infortunio del 19.08.2020) con verosimile
impingement antero-laterale e lesione del tendine peroneo breve
(sottomalleolare laterale) + sospette neuroapraxie del nervo cutaneo
dorso-laterale.

 

Diagnosi

Gonartrosi bilaterale

Steatosi epatica

Allergia al Nickel

 

Anamnesi

Ci rivediamo per eseguire l’infiltrazione
cortisonica probatoria

 

RMN + Rx in carico caviglia destra (__________,
15.07.2022)

Non
alterazioni di segnale delle strutture ossee visualizzate

Mal
riconoscibile il legamento peroneo-astragalico anteriore in verosimile
pregresso evento distrattivo. Continuo ed inserito il legamento
peroneo-calcaneare e il legamento peroneo-astragalico posteriore. Lesione tipo
split del peroneo breve nel tratto dopo il passaggio malleolare; regolare
l’inserzione distale alla base del 5° metatarso.

Tenosinovite
dei peronieri.

Regolare
spessore e segnale dei restanti tendini estensori e flessori con piccola quota
fluida nella guaina del flessore lungo dell’alluce.

Non
lesioni del legamento deltoideo né dei legamenti del seno del tarso.

Integra
l’aponeurosi plantare.

Non
versamento articolare tibio-tarsico né segni di irritazione sinoviale.

 

Procedere

Confermo che la problematica alla
caviglia destra lamentata dalla paziente deriva a mio avviso dalla distorsione
avvenuta il 19.08.2020 mentre camminava. La problematica appare compatibile,
almeno dal punto di vista clinico, con una sindrome da impingement
antero-laterale da tessuto ipertrofico sinoviale che quasi sempre non è
visualizzabile sulla risonanza magnetica. La stessa risonanza magnetica
tuttavia dimostra anche la presenza di una lesione del tendine peroneo breve.

Per meglio identificare quale di queste
due problematiche causi effettivamente la maggior parte dei sintomi oggi ho
eseguito l’infiltrazione probatoria.

Dopo accurata e ripetuta disinfezione,
ho infiltrato 2 fiale di DepoMedrol 40 mg –Bupivacaina a livello del soft spot
antero-mediale caviglia destra.

Chiedo alla dr.ssa __________ che mi
legge in copia di convocare direttamente la paziente per eseguire una
valutazione ENG al fine di escludere una neuroapraxia del nervo cutaneo
dorso-laterale a destra sui postumi distorsivi del 19.08.2020. Avevo già
inviato una lettera di convocazione a luglio ma purtroppo la paziente non è
ancora stata convocata.

Ci rivedremo tra circa sei settimane
per valutare l’effetto dell’infiltrazione che ho eseguito oggi.” (Doc. B2)

 

Questo referto del dr. __________ è
stato inviato all’assicuratore LAINF per presa di posizione (cfr. supra,
consid. 1.5.).

 

Con scritto del 15 novembre 2022, il rappresentante
dell’istituto assicuratore - senza interpellare il proprio medico fiduciario -
ha ritenuto che il referto del dr. __________ non sia atto a rimettere in
discussione le conclusioni alle quali è giunto il dr. __________. Il patrocinatore
ha segnatamente ribadito che “siccome la torsione subita dall’assicurata alla
caviglia non ha provocato danni strutturali bensì semmai solo provocato un
peggioramento temporaneo del quadro clinico, mancando il necessario nesso di
causalità, il diritto alle prestazioni (di breve e lunga durata) nel frattempo
può ritenersi estinto e meglio così come già espresso nella decisione su
opposizione” (cfr. doc. XI).

 

                          2.9.  Chiamato
a pronunciarsi, attentamente valutato l’insieme della documentazione medica a
disposizione, questo Tribunale non può, con la necessaria tranquillità,
confermare le conclusioni alle quali è giunto il dr. __________, poste alla
base della decisione su opposizione impugnata. 

 

                                  Il TCA rileva, infatti, che
l’amministrazione ha considerato che lo status quo sine (recte: ante,
n.d.r.) sarebbe stato raggiunto a distanza di 6 mesi dall’evento
infortunistico, così come espressamente stabilito dal dr. __________ nel suo referto
del 17 dicembre 2020 in considerazione del fatto che “l’evento del 19 agosto
2020 non ha provocato danni strutturali come ben risulta dall’esame RM del
1.12.2020” (cfr. doc. M17 - corsivo della redattrice).

 

                                  Tale
posizione è poi stata confermata dall’assicuratore LAINF nelle osservazioni del
15 novembre 2022, nelle quali il suo rappresentante ha ribadito la correttezza della
valutazione del dr. __________, sottolineando in particolare come “le
radiografie e le risonanze magnetiche eseguite sull’assicurata non hanno messo
in evidenza alcun pregiudizio conseguente ad infortunio” (cfr. doc. XI).

 

                                  A quest’ultimo riguardo, il TCA
rileva che dal referto del 26 luglio 2022 del dr. __________ emerge, invece,
come l’assicurata presenti, all’esame clinico, rispettivamente alla luce di
quanto messo in evidenza da una successiva RM della caviglia destra eseguita il
15 febbraio 2022, delle lesioni legamentari reputate correlare con la
sintomatologia da lei denunciata, così come una possibile sofferenza neurogena,
che necessita di essere ulteriormente indagata da parte di uno specialista di
quella materia (cfr. doc. A3).

 

                                  Il dr.
__________ ha ribadito il proprio parere con il referto del 13 settembre 2022, rilevando
come la problematica alla caviglia destra derivi dalla distorsione avvenuta al
momento dell’infortunio. Il curante specialista ha inoltre osservato come “la
problematica appare compatibile, almeno dal punto di vista clinico, con una
sindrome da impingement antero-laterale da tessuto ipertrofico sinoviale che
quasi sempre non è visualizzabile sulla risonanza magnetica. La stessa
risonanza magnetica tuttavia dimostra anche la presenza di una lesione del
tendine peroneo breve” (doc. B2 - corsivo della redattrice).

 

                                  Ora, a fronte dell’esistenza di
lesioni strutturali messe in evidenza dalla RM del luglio 2022, rispettivamente
dal dr. __________ all’esame clinico, e non refertate invece dal dr. __________
sulla base della RM del dicembre 2020 e della radiografia convenzionale del
9.9.2020, il TCA ritiene che l’istituto assicuratore avrebbe dovuto
necessariamente, prima di presentare la risposta di causa, quantomeno interpellare
il dr. __________ affinché prendesse posizione in merito alle nuove prove
prodotte in sede ricorsuale. 

                                  Tale
soluzione è tanto più giustificata se si considera che l’argomento principale
sul quale l’amministrazione ha fondato la propria decisione - assenza di
lesioni strutturali visibili alla rx e alla RM – non appare decisivo alla luce
del fatto che, secondo il dr. __________, una sindrome da impingement
antero-laterale da tessuto ipertrofico sinoviale “quasi sempre non è
visualizzabile sulla risonanza magnetica” (cfr. doc. B2; né tantomeno grazie
a una semplice radiografia convenzionale che non costituisce l’esame di scelta
per visualizzare i tessuti molli).

 

                                  Avendo l’amministrazione omesso di
sottoporre i rapporti del dr. __________ al giudizio di un medico, questo
Tribunale non dispone degli elementi (medici) necessari per poter stabilire,
con sufficiente tranquillità, se i disturbi ancora denunciati dall’assicurata
alla caviglia destra siano da considerare in nesso causale naturale con
l’infortunio anche dopo la data di chiusura del caso, come lo pretende il suo
patrocinatore (e il dr. __________), oppure no, come lo sostiene invece l’amministrazione.

 

                                  Il TCA
ritiene, infatti, che le certificazioni del dr. __________ lascino emergere
degli elementi suscettibili di generare dei dubbi, perlomeno lievi, circa
l’affidabilità del parere sul quale l’amministrazione ha fondato la propria
decisione, dubbi che inducono questa Corte a scostarsene (per un caso in cui il
TF ha annullato il giudizio cantonale e rinviato la causa per nuova decisione,
ritenendo che i referti agli atti dei medici curanti della persona assicurata fossero
atti a suscitare un, almeno minimo, dubbio circa la pertinenza del parere
espresso dal medico fiduciario a proposito della causalità, si veda la STF
8C_517/2017 del 12 luglio 2018 consid. 6.2.).

 

                                  Stante
tutto quanto precede, si giustifica l’annullamento della decisione su
opposizione impugnata e il rinvio degli atti all’amministrazione affinché
sottoponga i referti del dr. __________ al proprio medico fiduciario per una
sua motivata presa di posizione volta a stabilire se i disturbi alla caviglia
destra hanno continuato a costituire, oppure no, una conseguenza naturale
dell’evento infortunistico assicurato anche dopo il mese di febbraio 2021. 

 

                                  Eseguiti
questi ulteriori accertamenti, l’assicuratore resistente si esprimerà nuovamente
in merito al diritto alle prestazioni dell’assicurata. 

 

                        2.10.  Visto
l’esito del ricorso (il rinvio con esito aperto equivale a piena vittoria,
cfr., da ultimo, STF 8C_859/2018 del 26 novembre 2018 consid. 5 con rinvio a
DTF 137 V 210 consid. 7.1 p. 271 e riferimento), l’istituto assicuratore
verserà all’insorgente, rappresentata da un avvocato, l’importo fr. 2'500 (IVA
inclusa) a titolo d’indennità per ripetibili.

 

                        2.11.  L’art. 61
lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura
deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le
parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere
imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

                                  In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA prevede ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e, di regola pubblica. 

                                  Dalla
medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo
cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a
spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo
prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato. 

                                  Secondo
l’art. 82a LPGA (Disposizione transitoria, cfr. RU 2021 358), ai ricorsi pendenti
dinanzi al tribunale di primo grado al momento dell’entrata in vigore della
modifica del 21 giugno 2019 si applica il diritto anteriore.

                                  In
concreto, il ricorso è del 12 settembre 2022 per cui si applica la nuova
disposizione legale. Trattandosi di una controversia relativa a prestazioni
LAINF, il legislatore non ha previsto di prelevare le spese (cfr. STCA
35.2021.9 del 20 settembre 2021, consid. 2.12 e STCA 35.2021.58 del 18 ottobre
2021, consid. 2.12).

                                  Sul
tema cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2
giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF
9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo
cfr. Ares Bernasconi, Actualités
du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux
cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in
SZS/RSAS 2/2022 pag. 107).

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                             1.  Il
ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

                                  §     La
decisione su opposizione impugnata è annullata.

                                  §§   Gli
atti sono rinviati all’istituto
assicuratore per complemento istruttorio e nuova decisione.

 

                             2.  Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                  CO 1
verserà all’assicurata, patrocinata da un avvocato, l’importo di fr. 2'500 (IVA
compresa) a titolo di ripetibili.

 

                             3.  Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione
è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare
la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti