# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 47ccbbb1-73f0-5d20-ba1e-82f1d035ad4e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-10-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.10.2017 30.2017.25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2017-25_2017-10-05.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  30.2017.25

   

  cs

  	
  Lugano

  5 ottobre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 28 giugno 2017 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 31 maggio 2017 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione formale dell’8
febbraio 2017 la Cassa CO 1 ha fissato i contributi dovuti dall’avv. RI 1, nato
nel __________, quale indipendente, per l’anno 2014, sulla base di un reddito
soggetto a contribuzione di fr. 65'900 (reddito aziendale di fr. 77'000 da cui
ha dedotto l’interesse dell’1% sul capitale investito e la franchigia per
beneficiario di una rendita di vecchiaia ed a cui ha aggiunto i contributi
AVS/AI/IPG conformemente all’art. 9 cpv. 4 LAVS; cfr. doc. 15). 

                               1.2.   In seguito alle censure
sollevate dall’assicurato, con decisione su opposizione del 31 maggio 2017 la
Cassa ha ridotto il reddito aziendale da fr. 77'000 a fr. 71'800 (doc. N e III).

 

                               1.3.   L’avv. RI 1 è insorto al TCA
contro la predetta decisione su opposizione, chiedendone l’annullamento e
domandando che il reddito soggetto a contribuzione sia fissato in fr. 0 (doc.
I).  

                                         Il ricorrente, che
evidenzia la difficile leggibilità della decisione impugnata il cui dispositivo
non menziona il contributo dovuto ma si limita ad un rinvio al considerando 12
che a sua volta indica unicamente l’ammontare del reddito aziendale ma non il
calcolo dei contributi, rileva di far parte di numerosi Consigli di
amministrazione di società e fondazioni con sede all’estero, principalmente __________
e __________, per tutelare gli interessi di alcuni clienti stranieri.
L’interessato rammenta che negli ultimi anni il reddito soggetto ad AVS è in
pratica sempre risultato nullo o comunque esente da contribuzione, giacché i
redditi derivanti dalle indennità per Consigli di amministrazione esteri non
sono stati assoggettati all’AVS. Secondo l’insorgente con la decisione in esame
la Cassa ha invece erroneamente preso in considerazione i redditi derivanti
dalle indennità dei Consigli di amministrazione esteri, tra i quali fr. 87'650
per società e fondazioni a __________, che andrebbero invece dedotti
dall’importo soggetto a contribuzione in applicazione dell’art. 6ter OAVS, non
avendo la Svizzera sottoscritto alcuna convenzione di sicurezza sociale con __________.
Deducendo l’importo di fr. 87'650 dal reddito di fr. 77'000 il risultato
aziendale sarebbe negativo e pertanto alcun contributo sarebbe dovuto. 

 

                               1.4.   Con risposta del 10 agosto
2017 la Cassa ha proposto di ridurre il reddito soggetto a contribuzione a fr.
40'300 secondo il calcolo ivi esposto (doc. III). 

 

                               1.5.   Il 21 agosto 2017 il giudice
delegato del TCA ha chiesto al ricorrente di prendere posizione in merito alla
proposta dell’amministrazione, riservandosi di citare le parti per un’udienza
di discussione (doc. V). 

 

                               1.6.   Il 1° settembre 2017
l’insorgente ha comunicato al TCA che i costi aziendali relativi alla gestione
delle società con sede a __________ si riducono a poche decine di franchi
corrispondenti alla remunerazione del tempo impiegato dalla segretaria per la
stesura di 26 fatture riguardanti le indennità annuali delle società in
questione e 26 ordini di pagamento delle fatture stesse. 

                                         __________. L’interessato
ha allegato a titolo di esempio una fotocopia delle fatture in questione,
analoga a tutte quelle emesse a carico delle altre società ed ha aggiunto che “non
esistono altri mezzi di prova”. Egli ha infine segnalato che, avendo
oltrepassato gli 80 anni, dal 1° gennaio 2018 tutte le indennità di
partecipazione a CdA verranno incassate su un conto congiunto dagli altri
contitolari dello Studio legale e notarile __________, che si assumeranno tutte
le spese dell’ufficio in ragione di metà, mentre l’insorgente svolgerà soltanto
ancora attività di consulenza (doc. VI). 

 

                               1.7.   Lo scritto del 1° settembre
2017 è stato trasmesso alla Cassa con la facoltà di presentare eventuali
osservazioni scritte entro 10 giorni (doc. VII). 

 

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   Il ricorrente evidenzia che
la decisione impugnata appare criptica, nella misura in cui la Cassa ha ridotto
il reddito aziendale soggetto a contribuzione ma non ha effettuato un nuovo
calcolo dei contributi dovuti. Egli fa implicitamente valere una violazione del
diritto di essere sentito.

 

                                         Ai sensi dell'art. 29 cpv.
2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante giurisprudenza,
dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per
l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei
suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire
sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di
partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi
al riguardo (STFA del 29 giugno 2006 nella causa J. e D., H 97/04; DTF 129 II
504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid.
2b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si
applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa,  124 V 181 consid.
1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate).

Il diritto di essere sentito comprende l’obbligo
per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da
un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le
ragioni poste a fondamento della decisione, di rendersi conto della portata del
provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall’altro, di
permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione
medesima. 

Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a
pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte;
essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire
sulla decisione (sentenza del 24 gennaio 2007, U 397/05, con riferimenti; DTF
129 I 232 consid. 3.2).

 

                                         In concreto questo
Tribunale deve convenire con il ricorrente che la motivazione figurante nella
decisione impugnata è insoddisfacente nella misura in cui è indicato che il
reddito aziendale viene preso in considerazione nella misura di fr. 71'800 (in
luogo di fr. 77'000; cfr. doc. N), ma non è esposto il calcolo del reddito
soggetto a contribuzione, impedendo alla persona assicurata di conoscere
l’ammontare dei contributi dovuti. 

 

                                         Inoltre, la “copia per
la cassa” della decisione impugnata prodotta quale doc. 1
dall’amministrazione con la risposta di causa, al punto 12 è diversa rispetto a
quella ricevuta dal ricorrente. Ciò che non contribuisce a chiarire la
fattispecie.

 

                                         Ritenuto tuttavia che con
la risposta di causa (doc. III) la Cassa ha illustrato per esteso il calcolo
del reddito soggetto a contribuzione, riducendolo a fr. 40’300, che
l’interessato ha potuto prendere posizione in merito (doc. VI), che il TCA
dispone di un pieno potere di esame (cfr. sentenza 8C_923/2011 del 28 giugno
2012, consid. 2.3) e, in applicazione del principio inquisitorio, può assumere
le prove che ritiene necessarie per il chiarimento della fattispecie (art. 61 lett.
c LPGA) e inoltre che una violazione del diritto di essere sentito è sanabile
se l'interessato, come in concreto, riceve la possibilità di esprimersi dinanzi
a un'autorità di ricorso che gode del pieno potere di esame sui fatti e sul
diritto (DTF 135 I 279 consid. 2.6.1 pag. 285; 124 V 180 consid. 4a pag. 183),
nel presente caso la violazione del diritto di essere sentito è stata sanata in
questa sede.

 

                                         Del resto il TF ha già
avuto modo di stabilire che è possibile prescindere da un rinvio della causa
all'amministrazione se, come in concreto, una simile operazione si esaurirebbe
in uno sterile esercizio procedurale e procrastinerebbe inutilmente il processo
in contrasto con l'interesse - di pari rango del diritto di essere sentito -
della parte ad essere giudicata celermente (DTF 132 V 387 consid. 5.1 pag. 390
con riferimenti, cfr. anche sentenza 9C_937/2011 del 9 luglio 2012, consid.
2.3).

 

                                         Il
TCA può pertanto entrare nel merito del ricorso.

 

                                         nel
merito

 

                               2.2.   Sono assicurate
obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la
vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che sono domiciliate in
Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).

A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono
tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.

In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i
contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati
in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente
e indipendente.

I contributi AVS degli assicurati esercitanti
un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi
reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1
LAVS). Il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito
deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie per conseguire il
reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).

 

                               2.3.   I contributi sono fissati per
ciascun anno di contribuzione. Per anno di contribuzione si intende l'anno
civile (art. 22 cpv. 1 OAVS). 

                                         Per il calcolo dei
contributi sono determinanti il reddito secondo il risultato dell’esercizio
commerciale chiuso nell’anno di contribuzione e il capitale proprio investito
nell’azienda alla fine dell’esercizio commerciale (art. 22 cpv. 2 OAVS). 

                                         Se l’esercizio commerciale
non corrisponde all’anno di contribuzione, il reddito non è ripatito sugli anni
di contribuzione. È fatto salvo il capoverso 4 (art. 22 cpv. 3 OAVS). 

                                         Se in un anno di
contribuzione non si è proceduto alla chiusura dei conti, il reddito
dell’esercizio commerciale va ripartito sugli anni di contribuzione
conformemente alla sua durata (art. 22 cpv. 4 OAVS). 

                                         Il reddito non è
convertito in reddito annuo (art. 22 cpv. 5 OAVS).

 

                               2.4.   Le
autorità fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante per il calcolo
dei contributi in base alla tassazione dell'imposta federale diretta, passata
in giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in base alla
corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in giudicato e
adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS).

In difetto di una tassazione dell'imposta federale diretta passata
in giudicato, gli elementi fiscali determinanti sono desunti dalla tassazione dell'imposta
cantonale sul reddito e, in mancanza di essa, dalla dichiarazione controllata
d'imposta federale diretta (art. 23 cpv. 2 OAVS).

                                         Nei casi di
procedura per sottrazione d’imposta, i capoversi 1 e 2 sono applicabili per
analogia (art. 23 cpv. 3 OAVS).

Le indicazioni fornite dalle autorità fiscali sono vincolanti per
le casse di compensazione (art. 23 cpv. 4 OAVS).

Se le autorità fiscali cantonali non possono comunicare il
reddito, le casse di compensazione devono valutare il reddito determinante per
stabilire il contributo e il capitale proprio investito nell'azienda fondandosi
sui dati a loro disposizione. Gli assicurati devono dare le indicazioni
necessarie alle casse di compensazione e, se richiesto, presentare i
giustificativi (art. 23 cpv. 5 OAVS).

 

                               2.5.   Va ancora rammentato che ai
sensi dell'art. 9 cpv. 2 LAVS, il reddito netto proveniente da un'attività
lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo:

 

                                         a.   le
spese generali necessarie per conseguire il reddito lordo;

 

                                         b.
  gli ammortamenti e le riserve di aziende commerciali
consentiti dall'uso commerciale e corrispondenti alle svalutazioni subite;

 

                                         c.   le perdite commerciali subite e allibrate;

 

                                         d.
  le elargizioni fatte dal titolare dell'azienda, nel
periodo di computo, a istituzioni previdenziali a favore del proprio personale,
purché sia escluso che possano servire ad altro uso, nonché le elargizioni
fatte esclusivamente a scopo di utilità pubblica;

 

                                         e.
  i versamenti personali fatti a istituzioni di
previdenza, per quanto equivalgano alla quota generalmente assunta dal datore
di lavoro;

 

                                         f.    l'interesse del capitale proprio impegnato
nell'azienda; il tasso d'interesse corrisponde al rendimento medio annuo dei
prestiti in franchi svizzeri dei debitori svizzeri che non sono enti pubblici.

 

                                         Il
Consiglio federale può accordare, all’occorrenza, altre deduzioni dal reddito
lordo proveniente dall’attività lucrativa indipendente.

                                         Ai sensi dell’art. 9 cpv.
3 LAVS il reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente e il
capitale proprio impegnato nell’azienda sono accertati dalle autorità fiscali
cantonali e comunicati alle casse di compensazione. 

 

                                         Per l’art. 9 cpv. 4 LAVS,
nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2012, le casse di compensazione aggiungono
al reddito comunicato dalle autorità fiscali le deduzioni ammissibili secondo
il diritto fiscale dei contributi di cui all’art. 8 LAVS, all’art. 3 cpv. 1 LAI
e all’art. 27 cpv. 2 LIPG. A tal fine il reddito comunicato è calcolato al 100
per cento in base ai tassi di contribuzione applicabili.

 

                               2.6.   Per giurisprudenza costante
del Tribunale federale ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà:
le Casse di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di
tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la
decisione fiscale unicamente dal profilo della legalità.

L'autorità giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale
cresciuta in giudicato a meno che essa contenga errori manifesti e debitamente
comprovati, immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare
fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni
sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano;
infatti la determinazione del reddito spetta alle autorità fiscali e il Giudice
delle assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari
provvedimenti di tassazione (sentenza 9C_441/2015 del 19 febbraio 2016
parzialmente pubblicata in SVR AVS Nr. 4 pag. 11; DTF 134 V 250, consid. 3). 

 

                                         L'assicurato esercitante
un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti nel
procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni
sociali (sentenza 9C_441/2015 del 19 febbraio 2016 parzialmente pubblicata in
SVR AVS Nr. 4 pag. 11; Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b,
1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF
110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC
1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a =
RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale federale ha comunque
precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per
il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione
degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, pag. 242 segg.).

                                         Le comunicazioni fiscali
sono vincolanti per la Cassa, anche se fondate su una tassazione d'ufficio (RCC
1988 pag. 321 consid. 3; Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der
obligatorischen AHV, 2a edizione, Zurigo 1996, N. 8.32, pag. 212; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des
articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants
(LAVS), ad art. 9 LAVS, N. 151 pag. 312). 

 

                               2.7.   In
concreto il reddito aziendale evinto dalla corrispondente tassazione fiscale
2014 determinante per il calcolo dei contributi dovuti dall’assicurato quale
indipendente nel medesimo anno (art. 22 OAVS) ammonta a fr. 77'000 (il capitale
investito nell’azienda a fr. 63'509; cfr. doc. 10 e seguenti). 

 

Dalla contabilità dell’attività
indipendente svolta dall’interessato emerge che l’insorgente ha dichiarato __________
(doc. 13a).

 

I costi di __________. 

 

L’utile ammonta a fr. 74'188.55
(doc. 13a). Nella tassazione figura un importo di fr. 77'000 (doc. G3).

 

Nelle more amministrative la Cassa ha interpellato l’autorità
fiscale ai fini di ottenere alcune spiegazioni in merito alla composizione del
reddito aziendale. Il fisco ha precisato che “il reddito aziendale
dichiarato comprende oneri per consigli di amministrazione esteri in misura di
fr. 161'450.-, il reddito ai fini AVS è pertanto di fr. 0.-“ (doc. 9).

 

                                         Nel reddito da attività
indipendente sono infatti compresi gli onorari percepiti quale membro del CdA
di società del __________ (fr. 71'800) e di __________ (fr. 87'650; cfr. doc.
L1 e M).

La Cassa ha correttamente rilevato che non essendoci alcuna
convenzione di sicurezza sociale tra la Svizzera e __________, i redditi
conseguiti quale membro dei consigli di amministrazione delle società __________,
in applicazione dell’art. 6ter OAVS, non sono soggetti a contribuzione (cfr.
anche il marg. 2043 delle direttive sul reddito determinante [DSD]; cfr. doc.
III, punto 5).

 

Infatti, per l’art. 6ter lett. a OAVS sono eccettuati dal calcolo
dei contributi i redditi d’attività lucrativa che pervengono a una persona
domiciliata nella Svizzera come proprietario o socio di aziende o di
stabilimenti con sede in uno Stato con la quale la Svizzera non ha concluso una
convenzione di sicurezza sociale. L’art. 6ter lett. b OAVS prevede il medesimo
esonero per i redditi d’attività lucrativa che pervengono a una persona
domiciliata nella Svizzera come organo di una persona giuridica con sede in uno
Stato con il quale la Svizzera non ha concluso una convenzione di sicurezza
sociale.

 

L’assicurato non contesta invece che i redditi provenienti dai CdA
del __________ sono soggetti a contribuzione, rilevato come in ogni caso se si
dovesse dedurre l’intero importo conseguito con le società __________ il
reddito soggetto a contribuzione sarebbe in ogni caso nullo.

 

Oggetto del contendere è pertanto l’importo delle indennità
percepite dalle società __________ da dedurre dal reddito aziendale, ritenuto
che esse sono state tassate insieme al reddito da attività indipendente. 

 

                               2.8.   Nella risposta di causa
l’amministrazione ha esposto il calcolo del reddito aziendale soggetto a
contribuzione affermando:

 

" (…)

Alla luce di quanto precede e vista la totale
imponibilità in Svizzera dei redditi conseguiti quale avvocato, notaio e __________
con sede nel __________, la Cassa ha dovuto valutare il reddito aziendale in
base ai dati a sua disposizione.

 

La Cassa ha considerato totalmente ed esclusivamente
imponibile all’AVS quale reddito aziendale gli emolumenti percepiti da __________
con sede nel __________. D’altra parte però, non ha correttamente preso in
considerazione eventuali costi aziendali riferiti al conseguimento di tali onorari.
Vista l’impossibilità di ricostruire in modo analitico quali spese sono
riferiti a quali redditi, la Cassa propone la seguente ripartizione:

 

Fatturato                              __________                                   base
100%

Spese                                  __________                                    ca.
75% del fatturato

Reddito aziendale tassato   __________                               ca.
25% del fatturato

 

Reddito esente da contributi AVS, art. 6ter OAVS:  CHF __________
(on. __________)

./. spese secondo la ripartizione sopra (ca. 75%):   CHF
__________

Reddito netto da onorari __________ (ca.
25%):           CHF __________.-

 

Reddito aziendale tassato
dall’UT                            CHF 77'000.-

./. reddito netto da onorari __________                         
CHF 21'913.-

Reddito aziendale netto AVS                                 CHF
55'087.-

 

In conclusione e alla luce di quanto sopra esposto, la
Cassa propone di definire in CHF 55'087.- il nuovo reddito aziendale netto. In
questo modo il nuovo calcolo per la determinazione dei contributi sociali
dovuti sarà:

 

Reddito netto da attività indipendente 2014                            55'087.00

Deduzione int. capitale investito (1% su 64'000.--)                  -
640.00

Deduzione
franchigia                                                           -
16'800.00

Totale intermedio                                                                         
37'647.00

 

Riporto al lordo (art. 9 cpv. 4 LAVS)                                          
2'656.40

Reddito da attività lucrativa                                                        40'303.40

Reddito che determina l’aliquota                                              40'300.00

Reddito soggetto a contribuzione                                          40'300.00” (doc. III)

 

In altre parole l’amministrazione ha dedotto dal reddito __________
un importo pari al 75% dell’incassato a titolo di spese sulla base della
ripartizione generale delle medesime e successivamente ha dedotto il reddito
netto degli onorari __________ dal reddito aziendale tassato dall’Ufficio di
tassazione. 

 

                               2.9.   Gli onorari percepiti quale
membro di un CdA vanno considerati, di principio, quali redditi provenienti da
un’attività dipendente. Nel caso di specie trattandosi di società __________
(cfr. consid. 2.7) tale reddito va dedotto dal reddito aziendale.

 

                                         Infatti, per l’art. 7 lett.
h OAVS il salario determinante per il calcolo dei contributi comprende in
particolare i tantièmes, le indennità fisse e i gettoni di presenza ai membri
dell’amministrazione degli organi direttivi delle persone giuridiche.

 

Gli organi delle persone giuridiche sono in particolare i membri
dell’amministrazione (come i membri del consiglio d’amministrazione delle
società anonime) e i terzi a cui è stata trasferita totalmente o parzialmente
la gestione o la rappresentanza della società (come i direttori), i membri di
comitati di associazione, i membri di consigli di fondazione e i membri degli
organi di controllo (cfr. 2036 DSD).

 

Per cui al reddito in esame va applicato l’art. 9 cpv. 1 OAVS per
il quale sono spese generali quelle cui il salariato deve far fronte
nell’ambito della propria attività. Le indennità per spese generali non
rientrano nel salario determinante. Le spese generali vanno considerate per
principio nel loro importo effettivo ed il datore di lavoro e/o i salariati
devono comprovarle.

 

Va ancora rilevato che se nei gettoni di presenza sono compresi
anche rimborsi spese, si può considerare come risarcimento massimo per le spese
avute gli importi seguenti: 120 franchi per sedute di mezza giornata; 200
franchi per sedute di un giorno intero (marg. 2047 DSD). 

Il risarcimento deve tuttavia corrispondere complessivamente alle
spese effettivamente sostenute. Pertanto, gli importi summenzionati non sono
applicabili nel caso in cui le spese dei partecipanti sono nulle o minime
(marg. 2048 DSD). 

Se oltre ai gettoni di presenza le spese sono rimborsate
separatamente, si possono prendere in considerazione spese supplementari solo
se sono dimostrate (cfr. marg. 2049 DSD). 

 

In generale per ottenere il salario determinante ai fini dell'AVS,
è necessario dedurre le indennità versate dal datore di lavoro a titolo di
risarcimento spese. Queste spese, che incombono al salariato, vengono
rimborsate sia separatamente dal datore di lavoro quale risarcimento
delle spese, sia incluse nel salario quali spese generali (art. 9 OAVS).

                                         Configurano,
di norma, spese generali rimborsabili le spese di viaggio (viaggio,
vitto e alloggio), le spese di rappresentanza e quelle per la clientela (STFA H
57/04 del 20 aprile 2006, consid. 7.1 in: RtiD II-2006 n. 46 pag. 214; STFA H 257/03
dell'11 gennaio 2005, consid. 4.3.1, concernente la ricorrente); le spese per
il materiale e per il vestiario professionale; le spese d'uso di locali di
servizio, nella misura in cui essi sono utilizzati per lo svolgimento
dell'attività lucrativa; le spese supplementari di viaggio dal domicilio al
luogo di lavoro, se questi sono considerevolmente lontani l'uno dall'altro; le
spese supplementari per i pasti che il salariato deve consumare fuori dal
domicilio a causa della distanza del domicilio dal luogo di lavoro, come pure
le spese d'alloggio per il pernottamento fuori casa nonché le spese di
formazione e di perfezionamento professionali (tasse d'iscrizione a corsi o ad
esami, libri o materiale, ecc.), che sono in stretta relazione con l'attività
professionale del salariato (Direttive sul salario determinante (DSD), RDAT
II-1992 n. 60, pag. 140; Käser,
Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Berna
1996, N. 4.151, pag. 164-166).

 

Di principio si deve dedurre
l'importo effettivo delle spese generali (RCC 1979 pag. 79, RCC 1982 pag. 354,
RCC 1983 pag. 310).

 

Del resto, per
costante giurisprudenza del TF, si può ammettere l'esistenza di spese generali ai sensi dell'art. 9 OAVS soltanto se l'esercizio
dell'attività professionale obbliga
il salariato ad effettuare spese supplementari (STF 9C_412/2007 del 9
luglio 2008, consid. 3.2; Pratique VSI 1994 pag. 84 consid. 3b).

Spetta poi al
datore di lavoro o al salariato fornire la prova o per lo meno rendere
verosimile che le spese fatte valere siano state effettivamente sostenute
(Pratique VSI 1996 pag. 265 consid. 3b; Pratique VSI 1994 pag. 171; RCC
1983 pag. 310, RCC 1979 pag. 79).

Occorre infatti dimostrare i
costi rimborsati, siccome si tiene conto soltanto delle spese effettive (STFA H
257/03, consid. 4.3.2). Il rimborso spese concesso sotto forma d'importi
forfetari deve ad ogni modo corrispondere complessivamente alle spese che
sono effettivamente risultate (STF 9C_412/2007, consid. 3.2; STFA 216/96
dell’11 settembre 1997; Pratique VSI 1994 pag. 170). Di conseguenza, gli
interessati sono tenuti a fornire indicazioni precise, producendo un conteggio
esaurientemente dettagliato ed allegando le relative pezze
giustificative (RCC 1960 pag. 34; STFA H 216/96 dell'11 settembre 1997). Le
prove offerte devono essere concrete e non generiche.

A tale principio è possibile
derogare solo nei casi in cui, pur essendo dimostrata l'esistenza di spese
generali, l'importo dettagliato delle stesse non può essere comprovato in modo
certo a causa di circostanze speciali (Pratique VSI 1994 pagg. 171-172). In tal
caso, la loro valutazione incombe alla Cassa di compensazione, che dovrà
stimarne l'ammontare fissando un importo forfetario (STF 9C_412/2007,
consid. 3.2; STFA H 57/04, consid. 7.1 = RtiD II-2006 no. 46 pag. 214; STFA H
257/03, consid. 4.3.2; N. 3005 e N. 3011 DSD), tenuto conto delle spese che il
datore di lavoro e/o il salariato rendono verosimili e che sono usuali nella
professione considerata (Pratique VSI 1994 pagg. 171-172; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa R.C. SA; RCC 1990 pag. 41; RCC 1979 pag. 77; RCC 1955 pag.
101; RDAT II-1992 n. 60 pag. 140; Käser,
op. cit., N. 4.151, pag. 165; vedi pure: RCC 1983 pag. 310 e RCC 1982 pag.
356).

 

L'amministrazione non può
quindi limitarsi a constatare che il contribuente non è riuscito a provare o a
rendere verosimile l'esistenza di tali spese. Essa deve piuttosto agire
d'ufficio, affinché le necessarie prove siano raccolte, in quanto ciò sia
possibile senza eccessive difficoltà (RCC 1990 pag. 42, RCC 1983 pag. 310
consid. 3, RCC 1982 pag. 355, RCC 1979 pag. 79 consid. 2b).

A tale scopo è sufficiente
invitare il contribuente ad intraprendere i passi necessari ed a fornire i
documenti utili (RCC 1979 pag. 79 consid. 2b; STFA del 1° ottobre 1981 nella
causa T. & Co. N.J.).

Alla luce del principio
inquisitorio a cui è tenuta, la Cassa deve dunque provvedere ad entrare in
possesso della documentazione probatoria necessaria, se ciò non crea difficoltà
eccessive (citata STFA H 257/03, consid. 4.3.2; RCC 1990 pag. 42 consid. 4).

 

                             2.10.   In concreto, interpellato in
merito dal Giudice delegato del TCA per prendere posizione circa il calcolo
illustrato dall’amministrazione con la risposta di causa, l’insorgente ha
sostenuto che i costi aziendali per la gestione delle società __________ si “riducono
a poche decine di franchi corrispondenti alla remunerazione del tempo impiegato
dalla segretaria per la stesura di 26 fatture riguardanti le indennità annuali
delle società in questione e 26 ordini di pagamento delle fatture stesse” e
che “non esistono altri mezzi di prova” (doc. VI).

 

Alla luce delle norme e della
giurisprudenza applicabili e sopra esposte, una riduzione forfetaria del 75%
fondata sulla circostanza che le spese per l’intera attività forense e notarile
dell’avv. RI 1, comprese le indennità di membro dei CdA delle società estere, sono
dichiarate in tale percentuale, non appare corretta. 

 

Da una parte la natura
dell’attività di avvocato e di notaio, di carattere indipendente, è diversa da quella
di semplice membro di CdA, ritenuto che, notoriamente, la prima comporta spese
ben superiori, dovendo finanziare una struttura complessa (affitto di locali,
costi del personale, spese di rappresentanza, ecc.). La stessa cassa in sede di
risposta afferma che “invece tra i costi, figurano le normali spese legate
all’attività di notaio e avvocato nonché della struttura aziendale stessa per
fr. __________” (doc. III).

 

D’altra parte ritenuto che le
spese vanno considerate per principio nel loro importo effettivo ed il datore
di lavoro e/o i salariati devono comprovarle, non è possibile effettuare una
riduzione forfetaria così importante, pari al 75% del reddito lordo, senza un
solido sostrato probatorio. 

 

È vero che se l'esistenza di
spese generali è comprovata, ma l'importo dettagliato delle stesse non può
essere comprovato in modo certo a causa di circostanze speciali la valutazione
incombe alla Cassa di compensazione, che dovrà stimarne l'ammontare fissando un
importo forfetario (STF 9C_412/2007, consid. 3.2; STFA H 57/04, consid. 7.1 =
RtiD II-2006 no. 46 pag. 214; STFA H 257/03, consid. 4.3.2; N. 3005 e N. 3011
DSD).

Tuttavia l’amministrazione deve
tener conto delle spese che il datore di lavoro e/o il salariato rendono
verosimili e che sono usuali nella professione considerata (Pratique VSI
1994 pagg. 171-172; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa R.C. SA; RCC 1990 pag.
41; RCC 1979 pag. 77; RCC 1955 pag. 101; RDAT II-1992 n. 60 pag. 140; vedi
pure: RCC 1983 pag. 310 e RCC 1982 pag. 356).

 

Spese del 75% per onorari conseguiti quale membro dei CdA non sono
usuali. Le direttive prevedono del resto, per i gettoni di presenza, se sono
compresi anche rimborsi spese, un risarcimento massimo di 120 franchi per
sedute di mezza giornata; 200 franchi per sedute di un giorno intero (marg.
2047 DSD). Il risarcimento deve tuttavia corrispondere complessivamente alle
spese effettivamente sostenute. Pertanto, gli importi summenzionati non sono
applicabili nel caso in cui le spese dei partecipanti sono nulle o minime
(marg. 2048 DSD). 

 

In concreto, come più volte rammentato, l’insorgente ha
evidenziato che le spese per il conseguimento degli onorari quale membro dei
CdA delle società __________ si riducono a “poche decine di franchi
corrispondenti alla remunerazione del tempo impiegato dalla segretaria per la
stesura di 26 fatture riguardanti le indennità annuali delle società in
questione e 26 ordini di pagamento delle fatture stesse” (doc. VI). 

Ritenuto che la maggior parte degli onorari percepiti quale membro
del CdA delle società __________ si trova tra i fr. 2'500 ed i fr. 3'500
all’anno, con un minimo di fr. 2'000 ed un massimo di fr. 5'300 (doc. M), già
una riduzione forfetaria del 10% al massimo appare eccessiva.

Ora, già solo riducendo
l’importo lordo di fr. 87'650 degli onorari percepiti quale membro del CdA
delle società __________ del 10% a fr. 78'885, si otterrebbe un importo
superiore ai fr. 77'000 di reddito aziendale. Ciò comporta un reddito soggetto
a contribuzione nullo prima ancora della deduzione dell’interesse percentuale
del capitale investito e della franchigia annua di fr. 16'800 per le persone in
età AVS, che permette all’assicurato di essere esonerato dal pagamento dei
contributi (cfr. art. 6quater cpv. 2 OAVS per il quale i contributi delle
persone esercitanti un’attività lucrativa indipendente che hanno compiuto i 64
anni, se di sesso femminile, i 65 anni, se di sesso maschile, sono percepiti
soltanto sulla parte del reddito eccedente 16'800 franchi l’anno).

 

In queste condizioni la
decisione su opposizione del 31 maggio 2017 va annullata.

 

                             2.11.   In DTF 110 V 132 l’Alta Corte
ha elencato i presupposti che deve adempiere un avvocato che agisce in causa
propria affinché possa eccezionalmente pretendere un’indennità per la sua
attività personale nonché per ulteriori spese o danni, e meglio se la causa è complessa, gli interessi in gioco sono
importanti, il lavoro svolto ha impedito notevolmente l'attività professionale
o ha comportato una perdita di guadagno e se gli sforzi profusi sono
ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti (DTF 129 II 297 consid. 5;
DTF 119 Ib 412; DTF 113 Ib 356 consid. 6b, DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 110 V
133 consid. 4a; “[…] - dass die Interessenwahrung einen hohen Arbeitsaufwand notwendig
macht, der den Rahmen dessen überschreitet, was der einzelne üblicher- und
zumutbarerweise nebenbei zur Besorgung der persönlichen Angelegenheiten auf
sich zu nehmen hat; erforderlich ist somit ein Arbeitsaufwand, welcher die
normale (z.B. erwerbliche) Betätigung während einiger Zeit erheblich beeinträchtigt;
- dass zwischen dem betriebenen Aufwand und dem Ergebnis der Interessenwahrung
ein vernünftiges Verhältnis besteht. […]”).

 

                                         In
concreto, l’avv. RI 1 ha inoltrato un ricorso di 5 pagine, cui ha allegato
documentazione già nota (doc. I) ed ha prodotto osservazioni di mezza pagina,
con un allegato, alla risposta di causa (doc. VI). 

                                         Accertato che la causa non
è complessa (si tratta di stabilire l’ammontare delle spese per l’attività di
membro di CdA) e che non emerge che il lavoro svolto abbia impedito
notevolmente l’attività professionale o abbia comportato una perdita di
guadagno non si giustifica l’attribuzione di ripetibili peraltro neppure richieste
(cfr. doc. I, pag. 4).

 

                                         Non sono pertanto
adempiute le condizioni per poter eccezionalmente riconoscere le ripetibili.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

1.Il ricorso è accolto
ai sensi dei considerandi.

§ La decisione su opposizione
impugnata è annullata.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non si
attribuiscono ripetibili.                 

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti