# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 472c69a0-6361-5309-a8f9-ac755da1787c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.08.2010 D-5482/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5482-2010_2010-08-05.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5482/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  5  a g o s t o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione di Gabriela Freihofer, giudice;
cancelliere Jean-Marie Meraldi.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 30 luglio 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5482/2010

Visto:

la  domanda  d'asilo  che  il  ricorrente ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente e mediante il quale lo 
ha  reso  attento  circa  la  necessità  di  consegnare,  entro  le  48  ore 
successive all'inoltro della  sua istanza,  un documento d'identità o di 
viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata  consegna  e  in 
assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda 
d'asilo, 

i  verbali  d'audizione  del  (...)  (di  seguito:  verbale  1)  e  del  (...)  (di 
seguito: verbale 2), 

la  decisione  dell'UFM  del  30 luglio 2010,  notificata  oralmente  al 
ricorrente il giorno stesso (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 30 luglio 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

l'incarto  dell'UFM,  pervenuto  a  codesto  Tribunale  in  copia  via  fax  il  
2 agosto 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del  
20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa (PA, RS 172.021), 
dalla  legge del  17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  del  17 giugno  2005  sul  Tribunale 
federale  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26 giugno  1998 
sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) giudica 
definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia d'asilo 
(art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d cpv. 
1 LTF), 

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che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art. 48  cpv. 1  e  all'art. 52  PA 
nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza va redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  il  ricorrente ha 
dichiarato  di  essere  cittadino  nigeriano,  con  ultimo  domicilio  a 
B._______ (C._______, Nigeria),

che egli  ha dichiarato di  essere espatriato per  fuggire al  pericolo di 
essere  assassinato  dalla  sua  matrigna,  poiché  essa,  al  fine  di  
accaparrarsene l'eredità, avrebbe assassinato il padre del ricorrente e 
sarebbe determinata ad uccidere anche l'insorgente, per assicurarsi la 
totalità del lascito,

che, informato del pericolo corso dall'avvocato del padre, il ricorrente 
si  sarebbe  in  un  primo  tempo  nascosto  in  una  località  non  meglio 
identificata  in  Nigeria,  presso  un  certo  Signor  D._______,  che  gli 
avrebbe inoltre fornito un passaporto riportante le sue generalità; che, 
in seguito, sarebbe stato condotto in un aeroporto nigeriano, di cui non 
sarebbe  in  grado  di  fornire  alcun'indicazione  e  dove  si  sarebbe 
imbarcato su di un volo, di una compagnia aerea a lui sconosciuta, alla 
volta  di  E._______  (F._______);  che  da  E._______  egli  avrebbe  in 
seguito viaggiato in treno fino in Svizzera; che dopo gli usuali controlli  
subiti  nell'aeroporto di  E._______ il  ricorrente non sarebbe più stato 
controllato,

che  il  ricorrente non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità, 

che, nella decisione del  30 luglio 2010, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia d'asilo un documento d'identità o di viaggio entro 48 ore dalla 
presentazione della sua domanda d'asilo, senza addurvi alcun motivo 

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scusabile  giustificante la  mancata consegna di  detti  documenti ; che, 
dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  
previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure  pronunciato  l'allontanamento  del  ricorrente dalla  Svizzera e 
l'esecuzione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile, 

che, nel ricorso, l'insorgente fa valere di non aver potuto consegnare 
alcun documento,  non per  una sua mancanza di  volontà,  bensì  per 
una  situazione  di  oggettiva  impossibilità;  che  egli  afferma,  infatti,  di 
non aver mai posseduto una carta d'identità e che il  suo passaporto 
sarebbe  rimasto  in  possesso  di  uno  sconosciuto  a  E._______ 
(F._______);  che,  inoltre,  non  essendogli  tale  mancanza  imputabile, 
essa giustificherebbe un'entrata  nel  merito  della  sua domanda; che, 
peraltro,  vista  l'impossibilità,  alla  quale  sarebbe  confrontato,  di 
ottenere protezione da parte delle autorità in Patria, vi sarebbe ragione 
di procedere quantomeno ad ulteriori chiarimenti, 

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto  l'annullamento  della 
decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  all'autorità  inferiore 
per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo; che ha, 
altresì,  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal  versamento  di  un 
anticipo a copertura delle presumibili spese processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che 
sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato 
o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c), 

che  sono  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 

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(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non lo sono documenti quelli emessi per altri scopi, come la licenza di 
condurre,  la  carta  professionale,  il  certificato  di  nascita,  la  carta 
scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale 
amministrativo federale svizzero [DTAF] 2007/7 consid. 6), 

che, nel caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri, 

che in relazione a quanto rettamente rilevato dall'UFM nella decisione 
impugnata circa la mancata presentazione dei documenti d'identità da 
parte del ricorrente, non soccorre l'insorgente la vaga e stereotipata 
allegazione ricorsuale, secondo la quale il suo passaporto gli sarebbe 
stato sottratto da uno sconosciuto a E._______; che, infatti, è del tutto 
inverosimile che il  ricorrente,  trovandosi  in  un Paese straniero abbia 
semplicemente consegnato un documento di così grande importanza 
ad uno sconosciuto; che, inoltre, la semplice asserzione secondo cui 
non ha mai posseduto una carta d'identità non costituisce una ragione 
valida per giustificare la mancata presentazione di detto documento,

che, inoltre, come rettamente rilevato dall'UFM, quanto al suo viaggio 
d'espatrio,  il  ricorrente  non  è  stato  in  grado  di  indicare  nessun 
dettaglio, quali il nome dell'aeroporto d'imbarco, la durata del volo, la 
compagnia  aerea,  la  durata  del  viaggio  in  treno  e  le  località 
attraversate o dove avrebbe cambiato treno,

che, vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di  
concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i 
bisogni della causa, 

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art. 32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile, 

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che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art.  32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente, 

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16 dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di  
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5), 

che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente di avere lasciato il suo 
Paese  perché  non  vi  potrebbe  trovare  protezione  contro  la  sua 
matrigna, intenzionata ad ucciderlo,

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel  
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi), 

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che, in primis, l'insorgente non ha contestato o apportato chiarimenti a 
tutti gli elementi illogici e contraddittori del suo racconto limitandosi a  
rimproverare  all'autorità  inferiore  di  aver  erroneamente  considerato 
che ulteriori chiarimenti non fossero necessari; che, in secondo luogo, 
contrariamente  a  quanto  sostenuto  dal  ricorrente,  le  argomentazioni 
dell'UFM vertono proprio su punti essenziali del racconto del ricorrente 
a fondamento della sua domanda d'asilo, tra i quali ad esempio le date 
in  cui  i  fatti  invocati  sarebbero  avvenuti  (cfr.  verbale  1  pag.  6),  i 
precedenti tentativi di omicidio da parte della sua matrigna (cfr. verbale 
1 pag. 6 e verbale 2 D 49) e l'impunità di cui  quest'ultima godrebbe 
(cfr.  verbale  1  pagg.  6  e  7  e  verbale  2  D  53);  che,  a  titolo 
abbondanziale,  non  soccorre  il  ricorrente  l'allegazione  secondo  la 
quale egli non potrebbe beneficiare in Patria di protezione statale; che 

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egli, infatti, ha affermato in un primo tempo di aver denunciato senza 
successo  i  fatti  di  cui  sarebbe  vittima  (cfr.  verbale  1  pag.  6),  
contraddicendosi  in  seguito  affermando di  non  averli  mai  denunciati  
(cfr. verbale 2 D 52); che, di conseguenza, vi è ragione di concludere 
alla manifesta inverosimiglianza dei motivi d'asilo addotti,

che, in tale contesto, non v'è motivo di ritenere che il  ricorrente non 
possa ottenere dalle competenti autorità in Patria, se opportunamente 
sollecitate,  un'appropriata  protezione  contro  l'eventuale  futuro  agire 
illegittimo da parte di terzi nei suoi confronti,

che, per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, 
con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  le dichiarazioni  rese dal 
ricorrente, 

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid.  5-8 
pag. 725-733 e DTAF 2007/8 consid. 5.6.5-5.7 pag. 90 e segg.),

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione 
del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art. 83 cpv. 3  della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o 
esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti  contrari  all'art. 3  della  convenzione  del  4 novembre  1950 
per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del 10 dicembre 1984 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), 

che, da quanto esposto, discende che l'UFM rettamente non è entrato 
nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, 

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che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata, 

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art. 14  cpv. 1  e  cpv. 2,  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché  art. 32 
dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali 
dell'11 agosto 1999  [OAsi 1,  RS 142.311];  Giurisprudenza  ed 
informazioni della Commissione svizzera di  ricorso in materia d'asilo 
[GICRA] 2001 n. 21), 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art.  83 LStr; 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) 
e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e 
all'art. 83 cpv. 3 LStr),

che,  inoltre,  la  situazione  vigente  in  Nigeria  non  è,  notoriamente, 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integrità  del  territorio 
nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
beneficia  di  un'esperienza  professionale  quale  (...)  (cfr.  verbale  1 
pag. 2);  che,  nonostante  egli  non  abbia  indicato  di  avere  una  rete 
famigliare, essendovi nato e cresciuto, non vi è motivo di ritenere che 
egli non disponga in Patria di una rete sociale,

che l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi  
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria  (v. GICRA 2003 n. 24),  senza che ad un esame d'ufficio 
degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

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che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e 
art. 83  cpv. 2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(cfr.  DTAF  2008/34  consid.  12  pagg.  513-515);  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento è dunque pure possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di  CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  importo  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale,  entro  un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
G._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di G._______, (via fax, 
per  l'incarto  N  (...),  con  preghiera  di  notificare  la  sentenza  al 
ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale 
amministrativo federale)

- H._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Jean-Marie Meraldi

Data di spedizione:

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