# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ba79d0d6-456a-5f2d-830e-fe6a838dd1a9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-02-03
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 03.02.2021 14.2020.132
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2020-132_2021-02-03.html

## Full Text

CO 1

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  14.2020.132

  	
  Lugano

  3 febbraio 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Bertoni

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa SO.2020.597 (rigetto provvisorio dell’opposizione) della
Pretura della Giurisdizione di Locarno-Campagna promossa con istanza 21 luglio
2020 dalla 

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  CO 1 

  (rappresentata da RA 1, __________)

   

  
	 
	
   

  	
   

  	 

					

giudicando sul reclamo del 31 agosto 2020 presentato dalla RE 1 contro
la decisione emessa il 21 agosto 2020 dal Pretore;

 

ritenuto in fatto e
considerando in diritto:

                                         che
con precetto esecutivo n. __________ emesso il 31 luglio 2019 dall’Ufficio d’esecuzione
di Locarno, la RE 1 ha escusso CO 1 per l’incasso
di fr. 26'661.65 oltre agli interessi del 5% dal 1° settembre 2019,
indicando quale causa del credito il “conguaglio rette Casa per anziani __________ periodo giugno 2017
agosto 2018”;

                                         che
avendo CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 21
luglio 2020 la Fondazione istante ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura
della Giurisdizione di Locarno-Campagna;

                                         che
nel termine impartito, la convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni
scritte del 4 agosto 2020;

 

                                         che statuendo con decisione del 21 agosto 2020, il Pretore ha respinto
l’istanza, ponendo a carico dell’istante le spese processuali di fr. 400.–
senz’assegnare indennità;

 

                                         che
contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a
questa Camera con un reclamo del 31 agosto 2020 per ottenerne la revisione e l’accoglimento dell’i­stanza;

 

                                         che
la sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­posizione – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di
esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1
LOG) senza riguardo al valore litigioso;

 

                                         che la Camera decide
in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore
(art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze
manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 con­sid.
2.2.4);

 

                                         che secondo l’art. 320 CPC con
il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento
manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili
conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC);

 

                                         che
nella misura in cui non sono già stati prodotti in prima sede, i documenti
acclusi al reclamo sono pertanto inammissibili;

 

                                         che
il reclamo dev’essere “motivato” (art. 321 cpv. 1 CPC) –
ciò che la Camera verifica d’ufficio – nel senso che dal memoriale deve
evincersi per quali ragioni la sentenza di primo grado è contestata (DTF 142 I
94 consid. 8.2 con rinvii);

 

                                         che
nel caso in esame il Pretore ha spiegato di non poter rigettare l’opposizione
interposta dall’escussa né in via provvisoria, siccome l’istante non ha
prodotto alcun riconoscimento del debito posto in esecuzione firmato da CO 1
(nel senso dell’art. 82 cpv. 1 LEF), né in via definitiva, poiché la decisione
del Consiglio di Stato fatto valere dall’istante non accerta la somma
complessiva dovuta bensì solo l’importo della retta giornaliera;

                                         che
la Fondazione istante non si confronta con la motivazione del Pretore, ma si
limita a ribadire che l’Ufficio degli anziani e delle cure a domicilio (UACD)
del Dipartimento della salute e socialità ha fissato la retta giornaliera a
carico di CO 1 in fr. 157.– per il 2017 e in fr. 162.55 per il 2018;

                                         che
il reclamo è di conseguenza irricevibile;

                                         che
ad ogni modo la sentenza impugnata risulta corretta;

                                         che
in virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il
rigetto definitivo dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia
fondato su una decisione giudiziaria esecutiva o un titolo parificato;

                                         che
il giudice del rigetto deve in particolare verificare d’ufficio l’i­dentità in
particolare tra la pretesa posta in esecuzione e il debito accertato o
riconosciuto (DTF 142 III 722 consid. 4.1);

                                         che
nel caso specifico non vi è identità tra l’importo della retta giornaliera
stabilito dall’UACD e la somma di fr. 26'661.65 indicata nel precetto esecutivo;

                                         che in
prima sede l’istante non ha spiegato il calcolo di quella som­ma, che risulta unicamente
dai conteggi (doc. 5 e 6) e dalla fattura del 3 maggio 2019 (doc. 9) prodotti
per la prima volta in questa sede, e perciò inammissibili (art. 326 cpv. 1
CPC);

                                         che – sia
come sia – le decisioni dell’UACD e del Consiglio di Stato non hanno statuito
né sulla durata del soggiorno né – se non limitatamente alla questione della
retta giornaliera – sull’obiezione dei rappresentanti dell’escussa secondo cui
se avessero saputo del costo giornaliero definitivo sin dall’inizio (o
perlomeno prima della scadenza del periodo temporaneo di tre mesi), avrebbero
trovato un altro posto di degenza meno caro;

                                         che del
resto è dubbio che la relazione giuridica tra la Fondazione ed CO 1, in merito
alla quale l’istante non ha fornito né indicazioni né documenti, sia
disciplinata dal diritto pubblico;

                                         che a
prima vista la legge concernente il promovimento, il coordinamento e il
finanziamento delle attività a favore delle persone anziane (LAnz, RL 873.100) regge
infatti unicamente i rapporti tra lo Stato e le strutture sociosanitarie – non
quelli tra quest’ultime e gli ospiti –, obbligandole a prelevare un contributo commisurato
alle condizioni di reddito e di sostanza, così come al bisogno di cure dell’ospite
(art. 11 LAnz);

                                         che la legge non pare d’altronde
stabilire un rapporto diretto tra lo Stato e l’ospite;

 

                                         che il contributo prelevato
dalla struttura sociosanitaria non risulta esserlo per conto dello Stato, cui
non è riversato, ma è solo preso in considerazione nel calcolo del sussidio
versato dallo Stato alla struttura sociosanitaria (art. 9 cpv. 3 LAnz);

 

                                         che le cure sono poi fornite
dalla struttura sociosanitaria non per conto dello Stato, bensì sulla scorta di
un contratto di prestazione (art. 9 cpv. 2 LAnz);

 

                                         che controversie tra strutture
sociosanitarie e pazienti appaiono così soggiacere alla competenza del giudice
civile (cfr. sentenza della Camera civile dei reclami del Tribunale d’appello
del 25 settembre 2014);

 

                                         che, ad ogni modo, incombe all’istante
di determinare la via giuridica con cui far accertare il proprio credito,
determinante in questa sede essendo
il fatto ch’essa non ha prodotto un valido titolo di rigetto dell’opposizione, sia esso definitivo o provvisorio;

 

                                         che la tassa del presente giudizio,
stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza
(art. 106 cpv. 1 CPC);

 

                                         che
non si pone invece problema di ripetibili, la controparte, cui il reclamo non è
stato notificato per osservazioni, non essendo incorsa in spese in questa sede;

 

                                         che circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 26'661.65, non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è irricevibile.

 

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 400.– relative al presente giudizio,
già anticipate dalla reclamante, sono poste a suo carico.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –  ;

  –    .

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                            La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo se la controversia
concerne “una questione di diritto di importanza fondamentale” (art. 74 cpv. 2
LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto è dato, entro lo stesso
termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale
per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso è
sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 2 LTF).