# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 29460ea0-bdfa-58f4-8e8e-2929c7dc006d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-12-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 28.12.1999 INC.1999.51005
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-51005_1999-12-28.html

## Full Text

N. 510.99.5 L                                                              Lugano,
28 dicembre 1999

 

 

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sull’istanza
presentata il 14 dicembre 1999 dalla

 

 

Procuratrice pubblica
avv. __________,

 

 

intesa ad ottenere la proroga di
due mesi del carcere preventivo cui è astretto

 

 

__________,
1960,cittadino portoghese, attualmente presso il Penitenziario cantonale

(patrocinato dall'avv.
__________)

 

 

nel procedimento pendente contro
quest’ultimo per titolo di infrazione aggravata subordinatamente semplice e
contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti;

 

 

viste le osservazioni 23 dicembre
1999 dell’accusato, che postula la reiezione dell'istanza;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

1.

 

Come a corrispondenti promozioni
dell'accusa, __________ è perseguito per titolo di infrazione aggravata
subordinatamente semplice e contravvenzione alla legge federale sugli
stupefacenti. Egli venne arrestato il 22 luglio 1999 e questo giudice, oltre
alla conferma del provvedimento il giorno successivo, ebbe ad occuparsi della
carcerazione dell'accusato con due decisioni - rispettivamente del 27 agosto
1999 (inc. GIAR 510.99.3) e del 22 ottobre 1999 (inc. GIAR 510.99.4) - che
hanno respinto corrispondenti istanze di libertà provvisoria.

Quei giudizi avevano evidenziato
come sino alla fine di agosto l'accusato ebbe a pervicacemente respingere
qualsivoglia accusa di coinvolgimento in traffici di stupefacenti, nonostante
importanti e convergenti rilievi probatori di ampio spaccio di cocaina. In
seguito __________ ha concesso qualche ammissione, ma persistendo in reticenza
ed in banalizzazione di sue criminose partecipazioni. Ancora nel verbale di
polizia 24 ottobre 1999 (doc. _ dell'inc. MP 2285/1999), all'invito a "vuotare
il sacco" sui traffici con il libanese __________ e con __________,
egli ha laconicamente opposto che "il sacco è già vuoto",
ancora in seguito respingendo la puntuale contestazione degli inquirenti,
fondate su dichiarazioni di altri, versate agli atti:

 

"Prendo
atto che alla polizia risulta che io mi rifornivo di cocaina da un certo
__________ (libanese di Zurigo), da me conosciuto come __________. I
quantitativi che io comperavo da questo libanese variavano dai gr 50 ai grammi
100 ogni settimana. All'inizio c'incontravamo il venerdì, poi anche il
mercoledì, perciò due volte alla settimana."

 

con il semplice commento:

 

"Come
già detto nel mio verbale del 1.9.99, io da questo libanese ho comperato al
massimo gr 30 di cocaina e non un grammo di più."

 

e per concludere poi, nel verbale
di polizia del 1. novembre 1999 (doc. _), che in proposito "non c'è
niente da chiarire", che queste storie non sono vere e che non sa
capacitarsi come mai terzi lo accusino di tali traffici.

 

E' ancora d'uopo evidenziare che,
in confronto il 30 novembre 1999 con __________ in arte __________ (doc. _), di
contro all'affermazione di quest'ultima di essere stata contattata da
__________ per procurargli tre chilogrammi di cocaina, quest'ultimo ha espresso
un'ammissione alquanto fumosa, ma pur sempre indicativa della sua nomina e
della sua disponibilità:

 

 

 

 

 

 

"In
primavera di quest'anno, un signore mi telefonò sul mio cellulare. Mi chiese se
avessi della cocaina. Io questo signore non sapevo chi fosse così come non
sapevo chi gli avesse dato il mio numero di cellulare. Ci vedemmo a Melide e mi
chiese se potevo procurargli mezzo chilo di cocaina. Io misi in contatto la
__________ e le chiesi se era possibile che mi procurasse mezzo chilo di coca.
Lei mi disse che non era possibile. Mi diede un grammetto di cocaina in polvere
come campione, sostanza che io poco dopo consegnai all'uomo che mi contattò. Mi
disse che andava a provarla e che mi avrebbe ricontattato. Non lo vidi più. La
_________ mi diede il campione di cocaina ma mi disse che non poteva procurarmi
mezzo chilo."

 

 

2.

 

La Procuratrice pubblica, con
l'istanza in discussione, chiede che il carcere preventivo cui è astretto
__________, venga prorogato di due mesi per la conclusione dell'istruttoria
formale. Dopo accenni in sunto alla fattispecie inquisita, con evidenza della
reticenza dell'accusato anche al confronto di chiare chiamate di correo, per
cui si hanno gravi e concreti indizi di colpevolezza, la magistrata inquirente
fa valere le necessità istruttorie con permanenza di pericolo di collusione e
di inquinamento delle prove e del pericolo di fuga per un accusato straniero e
con permesso di residenza scaduto.

 

L'accusato si oppone alla
proroga, asserendo che l'istruttoria è ormai conclusa: i nuovi fatti emersi nel
frattempo sono "assolutamente secondari", essendo comunque
stata fatta ammissione di "un traffico più sostanzioso" di
quello indicato dalla Procuratrice pubblica, mentre d'altro canto non è
dimostrata l'esistenza di "altri correi oggettivamente arrestabili
e coinvolti", per cui non è giustificato avanzare pericolo di
collusione. Il pericolo di fuga del pari non può essere sostenuto, atteso che
il permesso di residenza ha durata indeterminata e moglie e tre figli
continuano a risiedere nel Ticino.

 

 

3.

 

Come ricordato nei precedenti
citati giudizi:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del
carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello
stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un
delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico,
quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell'istruzione, il pericolo di
recidiva ed eventualmente quello di fuga (senza dimenticare che l’arresto,
quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni
dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo
e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e 

 

 

 

 

riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale
federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

 

 

4.

 

Ancora presentemente sufficienti
presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla
giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di
__________ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione
della sua libertà, sino al dibattimento processuale.

 

 

4.1

 

Per quanto concerne l'esistenza
di gravi e concreti indizi di colpevolezza, valgono congiuntamente da un lato
le ammissioni dell'accusato circa il traffico di una sessantina di grammi di
cocaina (come rilevato nelle osservazioni all'istanza in discorso), la
partecipazione con altri alla compravendita di 200 g. di cocaina ed i maneggi
qui evocati in entrata per la disponibilità di almeno mezzo chilogrammo dello
stesso stupefacente e dall'altro le anche precise e convergenti chiamate di
correo in più vasti traffici, come ricordato nei precedenti giudizi e
nell'istanza. Ed in ogni modo non si tratta di fattispecie banali.

 

 

4.2

 

Sul pericolo di collusione ed
inquinamento delle prove, già si disse (decisione 27 agosto 1999):

 

"Per questa situazione è superfluo soffermarsi a
dimostrare presenza di importanti bisogni dell'istruzione formale, da
continuare, completare e concludere senza pericolo di collusione e di
inquinamento delle prove, con il mantenimento dell'accusato in carcere
preventivo

__________ è fortemente reticente e bugiardo ad
evidente scopo di salvamento ed è quindi certo che in libertà avrebbe
l'occasione di avvicinare fornitori, clienti e conoscenti - ed in particolare
persone non ancora identificate - per ottenere versioni a lui favorevoli, ma
contrarie a verità ed a giustizia. Né egli può lamentarsi del conseguente
forzato rallentamento del corso delle indagini e tanto meno di non essere
interrogato più sovente: gli inquirenti infatti devono cercare altrimenti la
verità, proprio senza perdere tempo a verbalizzare ripetute acritiche
negazioni."

 

 

 

E gli ultimi verbali menzionati
addietro ancora dimostrano che l'accusato non ha mutato approccio al
procedimento, compreso il riconoscimento delle proprie responsabilità.

 

 

4.3

 

Questo giudice aveva anche
considerato per concreto il pericolo di recidiva, sottolineando come (decisione
27 agosto 1999):

 

"L'illustrato comportamento dell'accusato istante
consente di considerare dato il presupposto del pericolo di recidiva,
richiamando come lo stesso debba essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da
una valutazione dell’insieme delle circostanze, tra cui i precedenti
dell’accusato, il suo comportamento durante l’istruttoria, la sua personalità,
la sua costituzione fisica e soprattutto psichica e le modalità di commissione
dei reati che gli vengono addebitati, così che la reiterazione appaia assai verosimile
(LUVINI, loc. cit., pag. 294; Gérard PIQUEREZ, Précis de procédure pénale suisse,
Lausanne 1987, n. 1186/7).

Negare l'evidenza significa - anche e nel contempo -
mancata presa di coscienza dell'intollerabilità dei reati commessi e
prospettiva di ripresa di lucroso traffico di stupefacenti, con la soggettiva
convinzione di tolleranza per una scarcerazione senza completazione degli
accertamenti istruttori e senza confronto di pena. L'attività lavorativa ed i
rapporti famigliari non seppero minimamente trattenere l'accusato, per cui è
pura ipotesi che nel futuro possano avere risvolti positivi, per rapporto anche
ad una situazione economica - se regolare - non di certo brillante (come appare
dai procedimenti esecutivi in corso, attestati dalla documentazione prodotta
con l'istanza 26 agosto 1999 di ammissione al gratuito patrocinio)."

 

Questa situazione rimane di
attualità, indipendentemente dal silenzio in proposito della Procuratrice
pubblica (ed anche della difesa), non essendo sostanzialmente mutati i dati di
partenza.

 

 

4.4

 

E' ben vero che la Procuratrice
pubblica in precedenza non aveva paventato pericolo di fuga, ma lo stesso era
stato valutato e fatto proprio da questo giudice e mantiene tuttora rilevanza,
con in più - rispetto alle precedenti motivazioni - l'imminenza di un giudizio
che già solo per le contenute ammissioni dell'accusato sarà verosimilmente
severo, indipendentemente da quelle che potrebbero o potranno essere le
decisioni amministrative.

 

 

5.

 

Anche con la contenuta proroga in discussione,
il carcere preventivo sin qui sofferto e ipotizzabile sino al deferimento al
giudice del merito, in un procedimento che risulta essere condotto con coerente
sollecitudine nonostante l’atteggiamento inutilmente defatigatorio
dell’accusato, rimane pienamente rispettoso del principio di proporzionalità,
tenuto anche conto del complesso dei 

 

 

 

fatti da accertare e delle persone
coinvolte, nonché della prevedibile pena privativa della libertà,
verosimilmente da espiare.

 

 

6.

 

Di conseguenza l’istanza è accolta come
proposta dalla magistrata inquirente, ricordando che la presente decisione è
suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1
lett. a CPP).

 

 

Per i quali motivi,

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

1.      L’istanza di proroga del carcere preventivo è accolta.

 

1.1    Di conseguenza il carcere preventivo cui è astretto __________ è
prorogato sino al 21 marzo 2000, compreso.

 

 

2.      Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei
ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      Intimazione:

-        
avv. __________, per sé e per l'accusato;

     -    Procuratrice pubblica avv. __________ (con l'incarto MP
2285/99 di ritorno);

     -    Direzione del Penitenziario cantonale, Lugano-Cadro.

 

 

 

                                                                              giudice
__________