# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f9a11aa3-b3e4-5c32-bf40-a2f7df8e8a40
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-05-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 06.05.2002 16.2001.98
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2001-98_2002-05-06.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2001.00098

  	
  Lugano

  6 maggio 2002/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei
  giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 13
dicembre 2001 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________

  (patr. dallo Studio legale __________)

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la sentenza 30 novembre 2001 del Giudice di pace del circolo di
Lugano nella causa a 

procedura speciale in materia di contratto di lavoro promossa con
istanza 27 aprile 

2001 nei confronti di

 

 

	
   

  	
  __________

  (patr. dallo Studio legale __________)

  

 

 

con la quale l'istante ha chiesto il pagamento di fr. 1'877.30 oltre
accessori a titolo di 

pretese salariali, nonché il rigetto in via definitiva
dell’opposizione interposta dalla 

convenuta al PE n. __________ dell’UE di Lugano, domande respinte
dal primo giudice,

 

 

esaminati gli atti

 

 

considerato 

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                1.     __________ ha lavorato alla dipendenze di __________ in qualità di sarta dal 2
settembre 1996 al 30 marzo 2000, data per la quale la lavoratrice ha
regolarmente disdetto il contratto di lavoro (doc. B e D). Dopo aver fatto
intimare alla ex datrice di lavoro il precetto esecutivo __________ dell'UE di
Lugano per l'incasso della somma di fr. 2'000.– oltre interessi e spese
esecutive, l'istante ha chiesto in giudizio la restituzione dell'importo al
netto di fr. 1'833.80, versatole nel mese di gennaio 2000 e successivamente
trattenutole sul salario del mese di marzo. La convenuta si è opposta
all'istanza, sostenendo in particolare che la somma di fr. 2'000.– da lei
corrisposta a tutti i dipendenti rappresentava non solo un ringraziamento per
l’attività svolta nell’azienda, ma anche un incentivo per il futuro, di modo
che all'istante non avrebbe più potuto essere corrisposta a causa della
disdetta da lei inoltrata per fine marzo. Contestato è in ogni caso il diritto
dell'istante a quest'importo, in considerazione del comportamento
anticontrattuale assunto dopo aver disdetto il contratto, ossia per aver
contravvenuto ai doveri di diligenza e di fedeltà cui doveva attenersi.

 

                                    

                                2.     Con la decisione
impugnata il giudice di pace, dovendo qualificare il versamento eccezionale
effettuato dalla convenuta ai propri dipendenti nel gennaio 2000, ha escluso
che si sia trattato di una gratifica pattuita contrattualmente, considerandolo
invece un regalo –peraltro mai avvenuto fino a quel momento– sul quale
la lavoratrice non può vantare nessun diritto. Ha inoltre ritenuto giustificata
la trattenuta della datrice di lavoro anche a dipendenza del comportamento
assunto dalla lavoratrice durante il periodo di disdetta.

 

                                3.     Con il presente
tempestivo ricorso __________ insorge contro il predetto giudizio, chiedendone
l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g
CPC. Rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato le risultanze
istruttorie e, in particolare, di aver erroneamente applicato il diritto
sostanziale, riconoscendo alla datrice di lavoro il diritto alla restituzione
di quanto versato alla lavoratrice per l'attività svolta, in sostanza come
(giustificata) ritorsione per il suo comportamento successivo all'incasso dell'importo
controverso.

 

                                        Con osservazioni 14 gennaio
2002 la controparte postula la reiezione del ricorso.

 

 

                                4.     Giusta l’art. 327
lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata
quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale
oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di prove.
Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria
quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro e indiscusso
o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e
dell’equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi: per essere
definita arbitraria una violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o
riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile,
così che è possibile scostarsi da questa scelta solamente se la soluzione
censurata appare insostenibile, in contraddizione palese con la situazione
reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF
126 I 170 consid. 3a).

 

 

                                5.     Nel caso concreto,
ancorché escluda la ricorrenza dell'art. 322d cpv. 1 CO poiché la retribuzione
in esame non è effettivamente stata né pattuita né promessa, la ricorrente –a
buona ragione– rimprovera al primo giudice di aver erroneamente qualificato la
stessa come donazione. In effetti, malgrado quanto implicitamente sostenuto
dalla convenuta in sede di contraddittorio, si è trattato senza dubbio di una
gratifica, ossia di una retribuzione di natura salariale, e ciò già in base al
contenuto letterale dello scritto accompagnatorio (o di presentazione) del
versamento a tutti i collaboratori di __________. Nella stessa, evidenziata la
data del 1 gennaio 2000, i titolari della ditta così si esprimono: In
occasione di una data particolare come questa ci preme sottolineare la nostra
gratitudine per il vostro apporto alla buona riuscita degli ultimi esercizi.
Abbiamo così il piacere di accludervi un riconoscimento tangibile oltre che
simbolico. Orbene, indipendentemente dalla denominazione usata in concreto
(Brühwiler, Komm. zum Einzelarbeitsvetrag, ed. 2, art. 322d, N. 2), è
considerata gratifica ogni retribuzione straordinaria, in aggiunta al
salario, versata al lavoratore in determinate occasioni che possono essere
ricorrenti –come Natale, Capodanno, ecc.– o uniche, come un giubileo
dell'azienda, un compleanno particolare del datore di lavoro o del lavoratore,
ecc. (Staehelin, in Comm. di Zurigo, 1984, art. 322d CO, N. 2 e 5; Brühwiler,
op. cit., ibidem). Essa può essere pattuita (rispettivamente può costituire un
uso ricorrente da parte del datore di lavoro) e quindi rivestire carattere
obbligatorio, o essere facoltativa : in questo caso non sussiste un relativo diritto
del lavoratore (Staehelin, op. cit., ibidem, N. 7; Rehbinder, in
Comm. di Berna, 1985, art. 322d CO, N. 4). In ogni caso tuttavia essa non
rappresenta una donazione –che è un negozio privo di controprestazione– né il
compimento di un obbligo morale (Rehbinder, op. cit., ibidem, N. 2)
poiché è legata alle prestazioni lavorative, o all'attività in genere del
lavoratore, alla sua fedeltà all'impresa, al buon esito di un esercizio, ecc. e
quindi costituisce una forma particolare di compenso, in particolare anche
quando è una gratifica facoltativa (Staehelin, op. cit. ibidem, N. 2 e
7; Rehbinder, op. cit., ibidem, N. 1). Conseguendone l'impossibilità di
chiederne la retrocessione, né in genere a causa di fatti successivi, né in particolare
a seguito della disdetta del lavoratore: tanto meno in applicazione dell'art.
249 CO (annullamento di una donazione) (Staehelin, op. cit., ibidem, N.
2, 5 e 7; Rehbinder, op. cit., ibidem, N. 2). In concreto, la ex datrice
di lavoro non aveva il diritto né di addurre successivamente condizioni
unilaterali per giustificare la retrocessione di quanto già versato alla lavoratrice
(doc. F, premessa d), né di trattenere la stessa somma, deducendola dal salario
dell'ultimo mese di lavoro.

 

 

                                6.     Il ricorso deve
pertanto essere accolto, sia a causa dell'errata valutazione degli atti
dell'incarto da parte del giudice di pace, sia della manifesta errata
applicazione di diritto materiale (art. 327 lett. g CPC). Conclusione alla
quale si dovrebbe giungere anche nella denegata ipotesi che si dovesse
considerare il versamento di fr. 2'000.– come una donazione, dal momento che
della stessa potrebbe essere chiesta la ripetizione esclusivamente se fosse
data una delle eventualità menzionate all'art. 249 CO, fattispecie che né sono
date, né sono state allegate dalla società convenuta. 

 

                                        Accogliendosi il ricorso e
ricorrendo i presupposti dell'art. 332 cpv. 2 CPC, la Camera –nel senso
indicato– è chiamata a decidere il merito della controversia.

 

 

 

Motivi per i quali,

richiamati gli art. 327 segg. e 417 lett. e CPC

 

 

pronuncia:             I.     Il
ricorso per cassazione 13 dicembre 2001 di __________ è accolto.

                                        Di conseguenza
la sentenza 30 novembre 2001 del Giudice di pace del Circolo di Lugano è
annullata e sostituita dal seguente giudicato:

                                             1.  L’istanza è accolta.

                                                 §   Di
conseguenza __________ è condannata a versare all’istante la somma di fr.
1'833.80 (netti) oltre interessi del 5% dal 16 maggio 2000.

                                             2.  Limitatamente
a tale importo è rigettata in via definitiva l'opposizione interposta al PE n.
__________ dell'UE di Lugano.

                                             3.  Alle
parti non sono addebitate tassa né spese. 

                                                  La
convenuta verserà all’istante un'indennità di fr. 200.–.

                                    

 

                                 II.     Non si prelevano
spese né tassa di giustizia. __________ verserà alla ricorrente l’importo di
fr. 250.– a titolo di ripetibili della sede ricorsuale.

 

 

                                III.     Intimazione a: 

                                        – __________

                                        Comunicazione alla
Giudicatura di pace del Circolo di Lugano.

 

 

 

Per la Camera di cassazione civile del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                           
     La segretaria