# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bc84b1e7-2375-5ed2-8b63-58fd9a8aed3b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.03.2010 D-1911/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1911-2010_2010-03-30.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1911/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3 0  m a r z o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice François Badoud;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Georgia,

ricorrente,

contro

Bundesamt für Migration (BFM),
Quellenweg 6, 3003 Bern,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 23 marzo 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1911/2010

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo,

i  verbali  d'audizione  del  19  febbraio  2010  (di  seguito:  verbale  1)  e 
dell'11 marzo 2010 (di seguito: verbale 2),

la  decisione dell'UFM del  23  marzo 2010,  notificata  all'interessato il 
medesimo giorno (cfr. risultanze processuali),

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 24 marzo 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

l'incarto  dell'UFM  pervenuto  via  fax  a  codesto  Tribunale  in  data 
25 marzo 2010,

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi-
derandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 
lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF),

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che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo è inammissibile,

che,  nei  citati  limiti, v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e 
all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione  impugnata;  che  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza può essere redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  d'etnia  georgiana,  originario  di 
B._______ (Abkhazia) e di aver avuto ultimo domicilio dal (...) al suo 
espatrio nel (...) a C._______, nella provincia di D._______ (Georgia); 
che,  all'età  di  (...),  l'interessato  avrebbe  fatto  parte  di  un  gruppo  di 
partigiani detto "E._______", il cui compito era di proteggere i villaggi 
dagli  abkhazi; che,  con l'ascesa al  potere di  F._______ nel  (...)  e lo 
scioglimento  del  suddetto  movimento,  l'interessato  sarebbe  tornato 
alla sua vita normale a C._______ nel (...), 

che, dopo qualche tempo, nel  (...),  alcuni  ex militanti  del  movimento 
dei "E._______" sarebbero stati imprigionati dal governo o sarebbero 
spariti;  che,  nel  (...),  alcune  persone,  rispettivamente  dei  poliziotti 
sarebbero andati a casa del cugino dell'interessato per chiedere di lui 
e porgli delle domande sul suo conto; che, nel (...), mentre si trovava al 
villaggio  di  G._______  (Georgia),  l'auto  del  suo  amico,  sarebbe 
scoppiata,  causando  il  ferimento  dell'interessato  ad  un  braccio  e 
l'invalidità del suo amico; che, nonostante tutti dicessero che gli autori 
di  questo gesto fossero degli  abkhazi,  l'interessato avrebbe pensato 
che fossero dei georgiani; che, il  suo amico sarebbe stato fermato e 

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trattenuto in prigione dalla Polizia georgiana; che, a seguito di tali fatti, 
l'interessato  rimasto  spaventato,  si  sarebbe nascosto,  rifugiandosi  in 
campagna  a  H._______  per  (...)  mesi  fino  a  che  nel  (...)  alcune 
persone sarebbero andate nella casa in cui si nascondeva e avrebbero 
messo tutto sottosopra; che, egli sarebbe fuggito a I._______ per (...) 
mesi; che, nel frattempo, alcune persone si sarebbero recate più volte 
a  casa  dell'interessato  per  cercarlo  e  avrebbero  minacciato  i  suoi 
parenti e sua madre, la quale sarebbe stata costretta ad andarsene di 
casa; che, per il timore di essere arrestato o di subire maltrattamenti 
fisici da parte della Polizia, rispettivamente da parte della gente che lo 
perseguiterebbe,  e  non  potendo  continuare  a  vivere  nascosto, 
l'interessato avrebbe allora deciso di espatriare all'inizio circa di (...),

che, da C._______, l'interessato avrebbe raggiunto in auto J._______ 
e,  dopo  tre  giorni,  in  treno  K._______  (Russia);  da  questo  Paese, 
viaggiando  ancora  in  treno,  sarebbe  arrivato  a  L._______  (Ucraina) 
rimanendovi fino alla fine del mese di (...); che, raggiunta la frontiera 
tra Ucraina e Slovacchia in auto, agli inizi di (...), avrebbe continuato il 
viaggio  con  un  minibus  fino  a  M._______,  nei  pressi  di  N._______ 
(Italia),  da  dove,  pochi  giorni  dopo,  avrebbe  preso  il  treno  fino  a 
O._______  (Italia)  e  poi  il  bus  fino  a  P._______  (Svizzera),  senza 
documenti e senza subire controlli, 

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità, 

che, nella decisione del 23 marzo 2010, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia  d'asilo  nessun documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai 
sensi  dell'art.  1a  lett.  b  e  c  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a 
questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; che, 
dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni 
previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Georgia  siccome  lecita, 
esigibile e possibile,

che,  nel  ricorso, l'insorgente  contesta  la  decisione  dell'UFM, 
sostenendo che vi sarebbero nel suo caso dei motivi che giustificano 

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la mancata presentazione dei documenti d'identità, nonché sarebbero 
necessari  ulteriori  approfondimenti  in  relazione  al  suo  statuto  di 
rifugiato  o  all'esecuzione  del  suo  allontanamento,  ragione  per  cui, 
l'autorità  inferiore  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e  la  decisione  qui  impugnata  dovrebbe  essere 
annullata, in quanto si baserebbe su un accertamento incompleto dei 
fatti  rilevanti;  che,  innanzitutto,  egli  ribadisce  di  non  aver  mai 
posseduto  né  il  passaporto  né  la  carta  d'identità;  che,  alcuni  anni 
orsono, avrebbe chiesto il passporto, ma quest'ultimo non gli sarebbe 
stato rilasciato poiché l'archivio di  B._______ – dove sarebbero stati 
custoditi i suoi documenti – sarebbe andato distrutto; che, invece, circa 
la carta d'identità, egli non avrebbe mai ritenuto necessario richiederla; 
che, inoltre, il ricorrente sottolinea di aver viaggato clandestinamente 
pagando  una  somma  di  USD  (...).-  e  grazie  all'autista  che  sapeva 
come evitare i controlli alle frontiere; che, infine, quanto ai suoi motivi 
d'asilo,  l'insorgente  fa  valere  che  il  suo  racconto  dovrebbe  essere 
considerato  verosimile,  in  quanto  preciso  e  privo  di  contraddizioni 
rilevanti, 

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti 
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'asilo  o 
dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

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che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permet-
tono un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della 
sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di 
particolari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non  sono  docu-
menti  validi  giusta  l'art.  32  cpv. 2  lett. a  LAsi  quelli  emessi  per  altri 
scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato 
di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi (Decisioni 
del  Tribunale  amministrativo  federale  svizzero  [DTAF]  2007/7 
consid. 6),

che, nel  caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che, inoltre, non soccorre il ricorrente l'asserita giustificazione addotta 
già in sede di  procedura (cfr. verbale 1 pag. 5) e ribadita in sede di 
ricorso  (cfr.  ricorso  pag.  2)  secondo  cui  egli  non  avrebbe  mai 
posseduto  un  documento  d'identità,  rispettivamente  non  gli  sarebbe 
stato  possibile  richiedere  il  rilascio  del  passaporto  a  causa  della 
distruzione dell'archivio  di  B._______; che,  infatti,  da  un lato,  non è 
possibile credere che il ricorrente abbia potuto vivere tutta la sua vita e 
muoversi  liberamente  tra  l'Abkhazia  ed il  resto  della  Georgia  senza 
documenti,  allorquando  egli  stesso  ha  riconosciuto  l'esistenza  di 
controlli  (cfr. verbale  1  pag.  2),  sebbene  poi  abbia  cambiato  la  sua 
versione (cfr. verbale  2  D13 pag. 2); che,  dall'altro  lato,  anche nella 
denegata ipotesi in cui l'archivio di B.________ fosse andato distrutto, 
non si può certo credere che tale evento abbia impedito alle autorità di 
rilasciargli il suo passaporto, come pretende il ricorrente (cfr. verbale 1 
pag.  5  e  ricorso  pag.  2);  che,  in  siffatte  circostanze,  le  allegazioni 
dell'insorgente  circa  la  mancata  possessione  di  documenti  d'identità 
sono da ritenersi manifestamente inverosimili, 

che, peraltro, come risulta dalle sue dichiarazioni (cfr. verbale 1 pag. 6 
e  verbale  2  D5-6  pag.  2),  egli  non  ha  nemmeno  effettuato  seri  e 
concreti sforzi che avrebbero potuto avere esito favorevole per l'invio 
dei  suoi  documenti,  ciò  che  costituisce  un'ulteriore  conferma  della 
dissimulazione dei documenti, considerato che, di regola, chi è già in 
possesso  di  un  documento  d'identità  e  si  limita  a  dissimularlo,  non 
intraprende alcunché per procurarsene di nuovi o di complementari, 

che,  d'altronde,  non  può  corrispondere  alla  realtà  dei  fatti  che 
l'interessato abbia intrapreso il suo viaggio d'espatrio senza documenti 

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e senza subire  controlli  alle  frontiere dei  diversi  Paesi  attraversati  o 
all'entrata dello spazio Schengen, semplicemente essendosi nascosto 
sul  treno  o  grazie  all'autista  che  avrebbe  saputo  come  evitare  i 
controlli  e  pagando  una  somma  di  denaro  (cfr.  verbale  1  pag.  8  e 
verbale 2 D25-28 pag. 3); che, infatti, egli ha reso dichiarazioni vaghe 
e  illogiche  sulle  circostanze  in  cui  si  sarebbe  svolto  tale  viaggio 
d'espatrio, 

che,  pertanto,  l'insorgente  non  può  aver  viaggiato  nelle  circostanze 
descritte, 

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di 
concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i 
bisogni della causa,

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che,  come  precedentemente  indicato,  l'insorgente  ha  dichiarato 
sostanzialmente  di  essere  espatriato  dalla  Georgia  per  il  timore  di 

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essere arrestato o di subire maltrattamenti fisici da parte della Polizia, 
rispettivamente da parte della gente che lo perseguita,  

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che, segnatamente, il  ricorrente ha reso dichiarazioni  inconsistenti  e 
vaghe  su  punti  essenziali  del  suo  racconto,  che  conducono 
manifestamente  all'inverosimiglianza  dei  motivi  d'asilo  addotti  dal 
medesimo; che, innazitutto, l'insorgente non è stato in grado di rendere 
credibile la sua appartenenza al gruppo dei "E._______", di modo che 
ogni  allegazione  del  ricorrente  legata  al  suddetto  movimento  è 
inverosimile; che, ad ogni modo, il ricorrente non ha nemmeno preteso 
che  la  sua  asserita  appartenenza  al  movimento  sopraccitato  fosse 
direttamente  all'origine  del  suo  espatrio  (cfr.  verbale  1  pagg.  6-7, 
verbale 2 D39 e segg., nonché ricorso pag. 2); che, infatti, da un lato, 
egli ha esposto in maniera vaga i fermi e arresti di cui sarebbero stati 
oggetto  alcuni  dei  suoi  compagni,  perché  appartenenti  al  suddetto 
gruppo (cfr. verbale 1 pagg. 6-7, verbale 2 D39, D76-83, nonché D93 e 
D97),  dall'altro  lato,  per  il  suo  conto,  si  è  limitato  ad affermare  con 
semplici  e  non corroborate asserzioni  che la  Polizia  o altre  persone 
l'avrebbero ricercato per arrestarlo o fargli del male, presso suo cugino 
oppure  a  casa  sua  o  a  H._______  dove  si  sarebbe  rifugiato  (cfr. 
verbale  1  pagg. 6-7  e  verbale  2  D39,  D88-89,  D119  e  D145-146), 
senza  essere  in  grado  né  di  indicare  il  motivo  a  fondamento  delle 
asserite persecuzioni (cfr. verbale 1 pag. 7 e verbale 2 D142 pag. 12), 
né  di  indivualizzare  le  persone  che  sarebbero  responsabili  o  di 
giustificare la loro appartenenza alla Polizia (cfr. verbale 1 pagg. 6-7 e 
verbale 2 D39 e D120); che, inoltre, in relazione all'avvenimento del 
(...) in cui sarebbe stata fatta esplodere l'auto del suo amico – a dire 
del ricorrente – perché appartenente al suddetto gruppo (cfr. verbale 1 
pagg. 6-7), anche nella denegata ipotesi in cui tale avvenimento fosse 
realmente  acccaduto,  il  ricorrente  non  ha  saputo  corroborare 
l'esistenza di qualsivoglia persecuzione nei suoi confronti a seguito di 

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tale fatto, limitandosi ad affermare in maniera del tutto stereotipata e 
inconsistente  che  gli  sarebbe  successo  qualcosa,  se  non  fosse 
scappato  (cfr.  verbale  1  pag.  7  e  verbale  2  D118-122);  che,  in 
aggiunta, il ricorrente ha affermato di non aver mai avuto direttamente 
problemi  con  le  autorità  del  suo  Paese,  né  con  terzi  tra  l'altro  (cfr. 
verbale 1 pag. 7), 

che,  d'altronde,  l'insorgente  in  sede  di  ricorso  non  ha  contestato  o 
apportato alcun chiarimento alle sue allegazioni, nonché agli elementi 
rettamente rilevati  dall'UFM a fondamento della decisione impugnata 
(cfr. ricorso pag. 2), 

che, pertanto, alla luce delle suesposte considerazioni, v'è ragione di 
concludere all'assoluta inverosimiglianza dei motivi d'asilo addotti dal 
medesimo,  senza  che  sia  necessario  evocare  ulteriori  elementi 
inconsistenti del racconto reso, 

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come, 
inverosimili,  con  riferimento  all'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi,  le 
dichiarazioni rese dal ricorrente,

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  Sentenza  del  Tribunale 
amministrativo  federale  E-423/2009  dell'8  dicembre  2009  consid.  8, 
destinata alla pubblicazione), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente in  Georgia possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20)  o esporre il  ricorrente  in  Patria  al  rischio reale  ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  del 
4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà 

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fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la 
tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 
dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 
32 cpv. 2 lett. a LAsi,

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che, nella fattispecie, il ricorrente non ha contestato né la pronuncia né 
l'esecuzione dell'allontanamento ritenuta lecita, esigibile e possibile da 
parte  dell'UFM  nella  decisione  impugnata;  che,  ciò  nonostante,  il 
principio della massima d'ufficio vigente in procedura amministrativa e 
in  materia  d'asilo,  impone  a  codesto  Tribunale  di  esaminare  la 
questione  dell'allontanamento  e  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
nei confronti dell'autore del gravame, 

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1;  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2001 n.21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr),

che,  inoltre,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili  all’art.  44  cpv.  2  LAsi  e  all'art.  83  cpv.  4  LStr,  dopo 
l'armistizio  del  12 agosto 2008,  negoziato,  tramite  l'Unione  Europea 
(UE), da Russia e Georgia, in quest'ultimo Paese non vige attualmente 
una  situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 

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coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale, 

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
ha  una  formazione  scolastica,  nonché  ha  un'esperienza  lavorativa 
come (...); che, inoltre, egli dispone in Georgia – dove ha frequentato 
le  scuole  ed  ha  vissuto  sostanzialmente  la  sua  vita  (cfr. verbale  1 
pagg. 2-3) – di un'importante rete familiare e sociale, dato che vivono 
ancora in loco sua madre, sua nonna, parenti e amici (cfr. verbale 1 
pagg. 3-4 e verbale 2 D39-40), 

che infine, l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire 
di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione 
provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio 
degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per motivi medici; che, infatti, la pretesa (...) fatta valere nel corso della 
seconda  audizione  (cfr.  verbale  2  D128-138)  non  è  stata  né 
corroborata  da  alcun  elemento  di  prova,  né  rievocata  in  sede  di 
ricorso, 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non risultano impedimenti  neppure  dal  profilo  della  pos-
sibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

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che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che,  visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente) 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presenta sentenza. 

3.
Comunicazione a:

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
Chiasso (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di P._______ (via fax, 
per  l'incarto  N  [...],  con  preghiera  di  notificare  la  sentenza  al 
ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale 
amministrativo federale)

- Q._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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