# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c62d6fa0-df0d-5e99-a53e-cf9bcf8c9300
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-10-05
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 05.10.2001 15.2001.00256
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2001-00256_2001-10-05.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2001.00256

  	
  Lugano

  5 ottobre
  2001/CJ/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 31 agosto 2001 di

 

	
   

  	
  __________ patrocinata dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano,
e meglio contro l’inventario n. __________ di beni della ricorrente allestito a
richiesta di:

 

	
   

  	
  __________ patrocinato dall’avv. __________

   

  

 

viste le
osservazioni 7 settembre 2001 di quest’ultimo e 10 settembre 2001 dell’UE di
Lugano;

 

esaminati
atti e documenti;

 

ritenuto
in fatto e considerando in diritto:

 

                                         che gli
organi e rappresentanti della sede principale di una società sono reputati essere
abilitati, salvo indicazione contraria nel registro fondiario, a compiere a
nome della società tutti gli atti giuridici della stessa, compresi quelli
riguardanti l’attività di una succursale (non è invece vero il contrario: gli
organi della succursale possono validamente compiere soltanto gli atti
rientranti nello scopo sociale della succursale, cfr. Rolf Watter, Basler Kommentar zum OR,
Basilea/Francoforte sul Meno 1994, vol. II, n. 17 ad art. 718a);

 

                                         che dal
doc. A, ancorché sprovvisto di ogni timbro o dichiarazione attestante la sua
autenticità, risulta che la ricorrente sia in stato di fallimento __________;

 

                                         che,
secondo lo stesso documento, sono stati nominati quali curatori __________ e
__________;

 

                                         che
quest’ultimo ha conferito all’avv. __________ procura per rappresentare la ricorrente
nell’ambito della vertenza che la oppone al proprietario dell’immobile che la
succursale __________ occupa in locazione (cfr. doc. B);

 

                                         che
pertanto questa Camera non ha particolari dubbi sulla legittimazione attiva
della ricorrente, peraltro non contestata dall’opponente;

 

                                         che in
ogni caso, il ricorso va respinto;

 

                                         che
infatti la ricorrente non contesta l’inventario degli oggetti vincolati
dall’asserito diritto di ritenzione a favore di __________ per quanto concerne
la pigione scaduta del mese di agosto 2001, anzi ne chiede la limitazione
all’importo di tale credito;

 

                                         che,
secondo la giurisprudenza e la dottrina, il locatore che chiede l’erezione di
un inventario per garantire affitti non ancora scaduti deve rendere verosimile
l’esistenza di un pericolo reale ed immediato per il suo diritto di ritenzione
(cfr. DTF 97 III 45, cons. 2, con rif.; Schnyder/Wiede, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/
Monaco 1998, vol. III, n. 53 ad art. 283, con rif.);

 

                                         che tale circostanza non risulta dal doc. 6 prodotto
dall’opponente, peraltro posteriore alla domanda d’inventario (cfr. doc. 1),
poiché in siffatto scritto la ricorrente non afferma di voler disporre degli
oggetti inventariati a favore di terzi, bensì propone di lasciarli al locatore
in pagamento degli affitti;

 

                                         che può
essere lasciata aperta la questione di sapere se si possa, alla stregua
dell’Obergericht bernese (cfr. BlSchK 1985, 156 ss) e di Peter Higi (Zürcher Kommentar, vol. V2b,
Zurigo 1995, n. 78 ad art. 268-268b; cfr. pure Schnyder/Wiede, op. cit., n. 54 ad art. 283), ritenere
l’esistenza di un pericolo fondato ed immediato per il diritto di ritenzione
riferito ad affitti futuri per il solo fatto che pigioni scadute non sono state
pagate, almeno nel caso in cui, come nella fattispecie, il locatore è in
ritardo nel pagamento soltanto dell’ultima rata;

 

                                         che nel
caso in esame, infatti, la ricorrente ammette sia che la pigione del mese di
agosto 2001 non è stata pagata (e non potrà probabilmente essere pagata, poiché
la medesima non si dice disposta a pagarla subito) sia che la società è in
stato di fallimento (dal doc. A risulta inoltre che la situazione sia quasi
disperata, con una cifra negativa raggiungente 7 miliardi di franchi
lussemburghesi per l’esercizio 2000, di cui 3,8 miliardi per la sola succursale
__________), di modo che vi sono fondati dubbi sulla sua capacità a continuare
ad onorare il contratto, dubbi che trovano del resto una certa conferma nel
tentativo della ricorrente di porre anticipatamente fine al contratto (cfr.
doc. 6);

 

                                         che in
queste circostanze, appare evidente l’esistenza di un pericolo reale ed immediato
per il diritto di ritenzione dell’opponente;

 

                                         che
giusta l’art. 268 cpv. 1 CO, il diritto di ritenzione del locatore si estende,
oltre alla pigione annuale scaduta, anche a quella (in casu: quelle, poiché
sono mensili) del semestre in corso, senza che sia da distinguere se la pigione
sia pagabile praenumerando (come nel caso di specie, cfr. doc. 2) o
postnumerando (cfr. DTF 97 III 46, cons. 3);

 

                                         che,
pertanto, l’UE di Lugano a giusto titolo ha esteso l’inventario alle pigioni
dei mesi di settembre a dicembre 2001 nonché ai mesi di gennaio e febbraio
2002;

 

                                         che non
vi sono d’altra parte a tutt’oggi ostacoli alla continuazione dell’esecuzione
promossa dall’opponente a convalida dell’inventario, né quindi al mantenimento
di quest’ultimo, poiché la decisione di fallimento pronunciata __________
contro la ricorrente non è ancora stata riconosciuta in Svizzera, di modo che
l’art. 206 LEF non trova applicazione (cfr. Heiner Wohlfart, Basler
Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. II, n. 6 ad art. 206;
sull’applicabilità dell’art. 206 ai crediti di locazione garantiti da un
diritto di ritenzione, cfr. DTF 124 III 215 ss);

 

                                         che
l’esecuzione a convalida dell’inventario appare a dire il vero prematura per
quanto riguarda i crediti per pigioni future, ma in ogni caso l’inventario
sussiste fino al decimo giorno seguente la scadenza dell’ultima rata del
semestre corrente (cfr. Schnyder/Wiede,
op. cit., n. 77 ad art. 283);

 

                                         che per
il resto né l’ufficio di esecuzione né l’autorità di vigilanza sono competenti,
salvo nei casi manifesti d’inesistenza del diritto di ritenzione, per
pronunciarsi su questioni di diritto materiale (cfr. DTF 97 III 45,
cons. 1);

 

                                         che il
ricorso di __________ va quindi respinto;

 

                                         che
occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema
di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (Jean-François Poudret/Suzette Sandoz-Monod, Commentaire de la loi fédérale
d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 all'art. 81, p. 804) –
siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore
(art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125
III 383 cons. 2a).

 

 

Richiamati gli art. 17, 206, 283 LEF; 268, 268b CO
nonché la OTLEF

 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso 31 agosto 2001 __________ è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione
a:     -     __________

 

                                         Comunicazione
all’UE di Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                                Il
segretario