# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6a4dbd90-b07f-5269-8712-81c7d02ecdd4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-07-05
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 05.07.2010 15.2010.55
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2010-55_2010-07-05.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2010.55

  	
  Lugano

  5 luglio 2010

  EC/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Epiney-Colombo

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 23 aprile 2010 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’CO 1 e meglio contro il provvedimento
12 aprile 2010 di assegnazione di termine per promuovere l’azione di
accertamento del proprio diritto nell’ambito della procedura di allestimento di
un inventario degli oggetti vincolati da un diritto di ritenzione n. __________
promossa dalla ricorrente contro

 

	
   

  	
  PI 2 

   

  

 

procedura
interessante anche 

 

	
   

  	
  __________, __________ 

  

 

 

viste le osservazioni
25 maggio 2010 dell’CO 1, Mendrisio;

 

 

esaminati atti e
documenti;

 

 

ritenuto

 

 

 

in fatto:

 

 

                                     A.      Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ promossa da  PI 1 nei confronti di PI 2, il 12
ottobre 2009 l’CO 1 ha pignorato per un credito di fr. 12'583.15 “1 MAICA tagliatrice
con laser”. Nell’esecuzione n. __________, sempre promossa
da PI 1, il 30 novembre 2009 l’Ufficio ha pignorato per un credito di fr. 12'597.80
“2 stiro tasche MAICA”, “1 MAICA stiro e rov. Colli” e “2
DUERKOPP 211 lineare rasa filo”. Il 17 novembre 2009 rispettivamente il 7
gennaio 2010 la creditrice ha presentato le domande di vendita. 

 

 

 

                                     B.      Avendo
la debitrice fatto un primo versamento di fr. 3'000.-- per ciascuna esecuzione,
il 20 gennaio 2010 l’Ufficio le ha concesso delle dilazioni di pagamento
conformemente all’art. 123 LEF.

 

 

 

                                     C.      Il
10 febbraio 2010 la RI 1 ha chiesto l’erezione di un inventario a garanzia
delle pigioni scadute dal 1° febbraio 2009 al 31 gennaio 2010 (fr. 160'920.--)
e per le pigioni in corso dal 1° febbraio 2010 al 31 luglio 2010 (fr.
80'460.--).

 

 

 

                                     D.      Il
12 febbraio 2010 l’Ufficio ha allestito il verbale di ritenzione, inventariando
vari beni, tra cui anche quanto già pignorato nell’ambito delle esecuzioni n. __________
e n. __________.

 

 

 

                                     E.      Lo
stesso giorno l’Ufficio ha comunicato a PI 1 che la RI 1 ha fatto valere un diritto di ritenzione per fr. 241'880.-- sui beni pignorati, assegnandole un
termine di 10 giorni per dichiarare per iscritto se e in quale misura intende
contestare la pretesa.

 

 

 

                                     F.      Il
24 febbraio 2010 PI 1 ha comunicato all’Ufficio di contestare le pretese della
ricorrente.

 

 

 

                                     G.      Con
provvedimento 12 aprile 2010 l’Ufficio ha assegnato a RI 1 un termine di 20
giorni per promuovere contro PI 1 un’azione di accertamento del proprio diritto.

 

 

 

                                     H.      Con
ricorso 23 aprile 2010 RI 1 postula, dopo aver sostenuto che PI 1 non avrebbe
contestato il suo diritto di pegno manuale ma si sarebbe unicamente lamentata
della mancata esecuzione dell’incanto, che il termine per proporre l’azione
venga assegnato a PI 1, atteso che il suo diritto di ritenzione avrebbe la
precedenza sui diritti vantati da quest’ultima. 

 

 

 

                                     I.        Con
osservazioni 25 maggio 2010 l’CO 1 ha rilevato che il 9 marzo 2010 PI 2 ha effettuato un versamento tale da poter saldare 9 delle 11 esecuzioni promosse da PI 1, cosicché
sarebbero rimaste insolute le sole esecuzioni n. __________ e n. __________. A
mente dell’Ufficio nello scritto del 24 febbraio 2010 PI 1 avrebbe
espressamente contestato la pretesa della ricorrente. Essendo i beni pignorati
e poi inventariati contenuti nell’immobile locato e quindi in possesso
esclusivo della debitrice, l’Ufficio ha ritenuto di fissare il termine per
promuovere l’azione di accertamento al proprietario dell’immobile conformemente
all’art. 107 cpv. 5 LEF.

 

 

 

Considerato

 

 

in diritto:

 

 

                                     1.      La
ricorrente afferma innanzitutto  che PI 1 non avrebbe contestato il suo diritto
di pegno manuale, ma si sarebbe unicamente lamentata della mancata esecuzione
dell’incanto. A torto, dallo scritto 24 febbraio 2010 risulta infatti che PI 1 ha chiaramente contestato le pretese della ricorrente (“In seguito a ciò contestiamo nel termine
stabilito ed in base alla LEF art. 107 par. 3 la pretesa del terzo”).

 

 

 

                                     2.      Gli
art. 106 ss. LEF impongono all'organo di esecuzione forzata di dare luogo alla
procedura di rivendicazione quando il debitore sostenga che l'oggetto pignorato
(o sequestrato in virtù del rimando dell'art. 275 LEF) sia proprietà o pegno di
un terzo, oppure quando un terzo rivendichi un diritto di proprietà o di pegno
sull'oggetto stesso (cfr. DTF
7B.231/2000 dell'11 ottobre 2000 in re M.F. c. V.F. e L.S.C., cons. 5).

 

 

 

                                     3.      A
norma degli art. 107 e 108 LEF, il debitore e il creditore possono contestare
presso l'ufficio la pretesa del terzo, quando questa riguarda un bene mobile in
possesso esclusivo del debitore. Se il bene in questione si trova in possesso
esclusivo del debitore l’ufficio assegna al terzo il termine di venti giorni
per agire giudizialmente contro colui che ha contestato la sua pretesa, sia
esso il creditore o il debitore (cfr. art. 107 cpv. 1 n. 1 e cpv. 5 LEF); se
invece il bene si trova in possesso o compossesso del terzo, è al creditore
rispettivamente al debitore che deve essere impartito il termine per agire
giudizialmente, quale attore contro il terzo (cfr. art. 108 cpv. 1 n. 1 e cpv.
2 LEF). Con “possesso” nel senso degli art. 106 ss. LEF, si intende il potere
di disporre della cosa in modo effettivo ed esclusivo (DTF 11 ottobre 2000 cons. 5; DTF 110 III 90 cons. 2a: “die
ausschliessliche tatsächliche Verfügung über die Sache”). Per decidere sulla questione del possesso occorre unicamente
determinare chi possiede sulla cosa pignorata o sequestrata l’effettivo potere
di disporre (DTF 87 III 12 e 83
III 28), atteso che le autorità esecutive non devono, in linea di principio,
indagare se la situazione fattuale è conforme o meno al diritto (DTF 116 III 84 cons. 3). Questioni di
diritto possono essere prese in considerazione soltanto se risultano liquide e
certe e permettono di risalire in termini affidabili al potere di disporre (DTF 71 III 64): le autorità esecutive
non sono legittimate ad approfondire, a questo stadio di procedura, l’esame di
problemi giuridici che saranno oggetto, se del caso, di ulteriore esame da
parte del giudice di merito (cfr. Staehelin,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 6
ad art. 107; Ammon/Walther, Grundriss
des Schuldbetreibungs- und Konkursrecht, 8a ed., Berna 2008, § 24 n. 33).

 

 

 

                                     4.      Determinante
ai fini del giudizio dell’UEF nell’applicazione dell’art. 107 o 108 LEF è la
dichiarazione che il debitore, quale “possessore immediato” fornisce in
proposito; l’autorità di esecuzione, nell’assegnazione dei ruoli processuali,
vi è legata senza dover procedere ad ulteriori verifiche ed accertamenti, segnatamente
non è tenuta ad esaminare se la dichiarazione del debitore è esatta, da un
punto di vista giuridico, sotto ogni aspetto. La decisione di applicare l’art.
107 o 108 LEF ha infatti carattere interlocutorio, è fondata sulla semplice
verosimiglianza (“Glaubhaftmachung”) dell’esattezza della dichiarazione
del debitore-possessore per conto di terzi, e ha l’unico effetto di determinare
chi sia la parte convenuta in giudizio, impregiudicata ogni questione di
merito. Momento determinante ai sensi degli art. 107 e 108 LEF per la ripartizione
dei ruoli processuali nell’ambito di una lite di rivendicazione è per i beni
mobili il possesso al momento del pignoramento.

 

 

 

                            5.         Nel
caso in esame i beni mobili rivendicati dalla RI 1 si trovano nei locali locati
dalla debitrice, che ne è dunque l’unico possessore. Di conseguenza corretta è
stata la decisione dell’CO 1 di assegnare alla stessa un termine di 20 giorni
per promuovere l’azione di accertamento del suo diritto giusta l’art. 107 cpv.
5 LEF.

 

 

                                     6.      Da
quanto precede discende che il ricorso è respinto.

                                              Non
si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20a cpv. 1
primo periodo LEF, art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

 

Per
questi motivi,

richiamati gli art. 17, 20a, 107 e 108  LEF;
61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF,

 

 

pronuncia:

1.            
Il ricorso è respinto.

 

                                     2.      Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                     3.       Intimazione
a:

                                              RI 1,
__________;

                                              PI 1,
__________;

                                              PI 2,
__________.

                                              Comunicazione
all’CO 1.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                             Il
segretario

 

 

 

 

 

 

Contro la presente
decisione -a norma dell’art. 72 e segg. LTF- è possibile presentare ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10
giorni dalla notificazione, il termine è di 5 giorni dalla
notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata
nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.