# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 151f6e62-c490-565f-b674-c7bbe3a5df48
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 10.10.2008 52.2008.369
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2008-369_2008-10-10.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2008.369

   

  	
  Lugano

  10 ottobre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Raffaello Balerna

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 1. ottobre 2008 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 17 settembre 2008 (n. __________) del
  Consiglio di Stato, che dichiara irricevibile l’impugnativa presentata
  dall’insorgente il 22 luglio 2008 avverso la pubblicazione della domanda di
  costruzione concernente la realizzazione di nuove arginature del fiume __________
  a __________ del 9 luglio 2008; 

  

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI 1 è
proprietario del mappale n. __________ RFD di __________, che confina con il
fiume __________.

 

                                  B.   Il 16
novembre 2004 il consiglio comunale di __________ ha approvato il progetto di
arginatura del fiume __________ nella zona industriale, stanziando nel contempo
il credito quadro per la realizzazione dell’opera. Il 21 gennaio ed il 19
febbraio 2008 il municipio di __________ ha chiesto ai proprietari dei fondi
coinvolti dalla nuova opera di sottoscrivere la relativa domanda di
costruzione. Quattro di essi, tra cui RI 1 non hanno però dato seguito
all’invito. Con risoluzione del 15 aprile 2008, il municipio ha deciso di
comunque dare avvio alla procedura edilizia. Pertanto il 6 maggio 2008
l’esecutivo comunale ha disposto la pubblicazione della domanda di costruzione,
dal 6 maggio 2008 medesimo al 20 maggio 2008, dandone avviso ai proprietari dei
fondi interessati e confinanti, nonché pubblicandola sul Foglio ufficiale. Ha
inoltre notificato ai proprietari non firmatari della domanda di costruzione
una copia della risoluzione municipale sopraindicata.

 

 

                                  C.   Contro questa
decisione RI 1 è insorto, in data 15 maggio 2008, davanti al Consiglio di
Stato, chiedendo “l’annullamento della pubblicazione in oggetto” per
motivi che non occorre qui riassumere.

 

 

                                  D.   Con giudizio
17 giugno 2008 il Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile il ricorso, non
ravvisando nel provvedimento censurato una decisione suscettibile di impugnativa.

 

 

                                  E.   La
decisione governativa è stata confermata con sentenza 3 settembre 2008 di
questo Tribunale.

 

 

                                  F.   Il 9 luglio
2008 il municipio ha proceduto ad una nuova pubblicazione della domanda di
costruzione, a seguito della necessità di coordinarla con quella di
dissodamento. Questa nuova pubblicazione annullava e sostituiva quella del 6
maggio precedente.

 

 

                                  G.   RI 1 è
insorto anche contro questa nuova pubblicazione dinanzi al Governo, che ha - a
sua volta - disatteso il gravame, in quanto irricevibile, con decisione 17 settembre
2008.

 

                                  H.   Contro il
predetto giudizio governativo il soccombente insorge ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendo il suo annullamento oltre che quello della
domanda di costruzione. Il ricorrente ribadisce le censure già mosse in prima
istanza e nei precedenti gravami avverso l'introduzione della procedura di rilascio
della licenza edilizia: mancanza della firma della domanda da parte di tutti i
proprietari interessati, omessa indicazione delle mutazioni dei luoghi
attraverso la posa di picchetti e modine, disattenzione della durata del periodo
di pubblicazione. Egli insiste affinché queste contestazioni vengano affrontate
preliminarmente all'esame di merito della domanda di licenza.

 

 

                                    I.   Il
Tribunale non ha intimato il ricorso alle controparti.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 21 cpv. 1 legge
edilizia cantonale del 13 marzo 1991; LE; RL 7.1.2.1), il ricorso è tempestivo
(art. 50 LE, 46 cpv. 1 legge di procedura sulle cause amministrative del 19
aprile 1966; LPamm; RL 3.3.1.1) e la legittimazione del ricorrente certa (art. 8
cpv. 1 LE; 43 cpv. 1 LPamm). Il ricorso è dunque ricevibile in ordine e può
essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm). Poiché
il ricorso appare manifestamente infondato per i motivi che verranno spiegati
in seguito, non appare necessario nemmeno intimarlo alle controparti per uno
scambio degli allegati (art. 48 LPamm).

 

 

                              2.   2.1. Come ha rettamente
considerato il Consiglio di Stato, appoggiandosi alla sentenza del 3 settembre
2008 di questo Tribunale nella precedente procedura ricorsuale (inc. 52.2008.
242), nota al ricorrente, la pubblicazione della domanda di costruzione
costituisce un atto di natura incidentale, siccome meramente ordinatorio del
procedimento di rilascio del permesso di costruzione. Attraverso quest'atto l’autorità
comunale non si pronuncia sulla conformità dell’intervento con il diritto edilizio
materialmente applicabile, ma si limita a darne pubblica notizia. Di
conseguenza contro la pubblicazione della domanda di costruzione non è dato
ricorso, essendo infatti, di principio, impugnabile soltanto l’atto conclusivo
del procedimento, ossia la decisione del municipio sulla domanda di rilascio
della licenza edilizia.

                                    Conformemente all’art. 44 LPamm,
le decisioni incidentali possono essere impugnate se procurano al ricorrente un
danno non altrimenti riparabile. Essendo però destinata a permettere ad eventuali
interessati di esercitare i loro diritti di difesa, la pubblicazione di una
domanda di costruzione all’albo comunale configura, come già sopra indicato, un
atto palesemente insuscettibile, per sua intrinseca natura, di procurare a
chicchessia un danno non altrimenti riparabile. La pubblicazione all’albo non
impedisce invero ad eventuali interessati di far valere le loro ragioni, eccependo
la sufficienza della domanda di costruzione, dapprima in sede di opposizione ed
in seguito insorgendo davanti all’autorità di ricorso contro un’eventuale
licenza edilizia. La decisione del Consiglio di Stato di dichiarare
l’impugnativa dell’insorgente irricevibile, va pertanto confermata.

 

2.2.
Invano l'insorgente pretende di poter ottenere subito la verifica dell'ossequio
di quelle disposizioni legali che regolamentano la presentazione stessa della
domanda di licenza edilizia oppure la sua pubblicazione. Anche l'asserita
disattenzione di queste disposizioni dev'essere vagliata e decisa, al pari di
quella di eventuali altre violazioni del diritto applicabile, attraverso un'unica
decisione finale, quella di rilascio rispettivamente di diniego della licenza edilizia:
la sola decisione che, secondo quanto prescritto dalla legge (art. 10, 21 cpv.
1 LE), potrà essere deferita all'autorità di ricorso. La tesi contraria, sostenuta
dal ricorrente, viola il diritto, favorisce una trattazione frammentata e,
pertanto, né razionale e tantomeno celere della domanda di rilascio del
permesso di costruzione, frustra infine il significato dell'opposizione, che
serve anche a denunciare simili carenze, e la conseguente possibilità di sanare
queste ultime al più presto, senza dover ricorrere dinanzi alle autorità superiori.

 

2.3. Il
ricorso, affatto infondato, va dunque respinto e la decisione governativa confermata,
siccome immune da violazioni del diritto.

                                   3.   La tassa
di giustizia segue la soccombenza dell'insorgente (art. 28 LPamm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 4, 5, 6, 8, 21, 50 LE; 18, 28, 43, 44,
46, 48, 60, 61 LPamm;

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

2.La tassa di giustizia e le spese per complessivi fr. 600.- sono poste
a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la presente decisione è dato ricorso
in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna entro il termine
di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg. LTF). Qualora non sia
proponibile il ricorso in materia di diritto pubblico, entro il medesimo
termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale (art. 113 segg. LTF).

 

	
   

                                     4.   Intimazione
  a:

  	
   

  ;

  ;

  ;

  .

   

  	 

	
   

  	
   

  
				

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario