# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3a54a885-0faa-550a-999d-bcab9cde91cf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-04-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.04.2022 38.2022.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2022-6_2022-04-25.html

## Full Text

Incarto
  n.

  38.2022.6

   

  rs

  	
  Lugano

  25 aprile 2022     

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 28/29 gennaio 2022 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 9 dicembre 2021 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione del 25 agosto
2021 la Sezione del lavoro ha rivisto, in applicazione dell’art. 53 cpv. 1
LPGA, la decisione di autorizzazione del lavoro ridotto per il periodo 1°
giugno - 30 novembre 2021 emessa il 15 giugno 2021 nei confronti di RI 1,
negandole il diritto alle ILR (cfr. doc. A5; A3; A2).

 

                                         L’amministrazione ha così
motivato il proprio provvedimento:

 

" (…)

3.   Nel caso
specifico, esperiti gli ulteriori accertamenti, dallo scritto del 13 agosto
2021 emerge che l'esercizio pubblico ha deciso di non più offrire il servizio
serale. Infatti, l'attività dello snack bar nell'anno 2019 iniziava alle ore
8:45 e terminava alle ore 22:00, mentre da giugno 2021 vige l'orario 9:00 -
14:00.

Al riguardo si osserva che l'attività
dell'azienda dev'essere ripresa non appena consentito, questa condizione è
l'espressione dell'obbligo di riduzione del danno nei confronti
dell'assicurazione contro la disoccupazione. II 26 maggio 2021 il Consiglio
federale ha deciso importanti allentamenti per il settore della ristorazione.
Dal 31 maggio 2021 gli esercizi pubblici possono riaprire gli spazi al chiuso,
rispettando le distanze minime previste tra i tavoli oppure installando pareti
divisorie, ovviando di fatto alla perdita di posti all'interno.

Pertanto, a partire dal 31 maggio
2021, l'esercizio pubblico avrebbe dovuto riprendere il servizio serale.
Riducendo il proprio servizio, ha di conseguenza aumentato il danno nei
confronti della disoccupazione e la perdita di lavoro annunciata non può essere
considerata inevitabile (art. 32 cpv. 1 lett. a LADI). (…)” (Doc. A5)

 

                               1.2.   Con decisione su opposizione
del 9 dicembre 2021, inviata tramite posta A Plus, la Sezione del lavoro ha
parzialmente accolto l’opposizione interposta dalla Sagl (cfr. doc. A6), nel
senso che il diritto alle indennità per lavoro ridotto è stato riconosciuto dal
1° giugno al 31 luglio, nonché dal 23 al 26 agosto 2021. Per i periodi dal 1°
al 22 agosto e dal 27 agosto al 30 novembre 2021 è invece stata sollevata
opposizione (cfr. doc. A2).

                                      

                               1.3.   Con scritto del 24 gennaio
2022, pervenuto al TCA il 28 gennaio 2022, RI 1 ha chiesto una proroga di 30
giorni per poter redigere un ricorso contro la decisione su opposizione del 9
dicembre 2021, precisando:

 

" (…) La
decisione del 9 dicembre 2021 è stata ricevuta il 16 dicembre 2021, e tenendo
conto delle vacanze giudiziarie prima, e l’evolversi della pandemia con le
dovute quarantene, visto l’ampia documentazione da elaborare, si chiede di voler
concedere quanto menzionato.” (cfr. doc. I)

 

                               1.4.   Questo Tribunale, tramite il
proprio segretario di Camera, il 28 gennaio 2022, ha comunicato alla società
che il termine di ricorso di 30 giorni non è prorogabile e che se, come
sostiene la stessa, ha ricevuto la decisione su opposizione il 16 dicembre
2021, il termine di ricorso sarebbe scaduto il 31 gennaio 2022 (cfr. doc.
Ibis).

 

                               1.5.   Con atto del 28 gennaio 2022
denominato “Ricorso contro Decisione su Opposizione”, spedito tramite
raccomandata il 29 gennaio 2022 e pervenuto al TCA il 31 gennaio 2022 RI 1 ha
postulato la modifica della decisione su opposizione del 9 dicembre 2021, e
meglio il riconoscimento delle indennità per lavoro ridotto dal 1° settembre al
30 novembre 2021 (cfr. doc. I pag. 9).

                                         Riguardo alla tempestività
dell’impugnativa è stato asserito:

 

" (…) Con
lettera datata 9 dicembre 2021 e venuta in possesso il 16 dicembre 2021, tenuto
conto delle ferie giudiziarie dal 18 dicembre 2021 al 2 gennaio 2022 compreso,
i termini vengono rispettati. (…)” (Doc. I pag. 2)

 

                               1.6.   Nella sua risposta dell’8
febbraio 2022 la Sezione del lavoro ha proposto di dichiarare il ricorso
irricevibile, in quanto non tempestivo, rilevando:

 

" (…) la
decisione su opposizione 9 dicembre 2021 dell’UG, inviata tramite Posta A Plus,
è stata recapitata il 10 dicembre 2021 (cfr. doc. A). Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale ripresa da codesto Tribunale, in caso di invio con
questo sistema di spedizione la data determinante per la notificazione è quella
del deposito dell'invio nella casella postale (cfr. sentenza del TCA 38.2019.48
del 2 ottobre 2019 consid. 2.4, con riferimento in particolare alla sentenza
del TF 9C_90/2015 del 2 giugno 2015). La suddetta decisione non è quindi stata
notificata il 16 dicembre 2021 come sostenuto dalla ricorrente (cfr. ricorso,
pag. 2), bensì già il 10 dicembre 2021. Pertanto, il termine per interporre
ricorso, tenuto conto delle ferie giudiziarie dal 18 dicembre al 2 gennaio
incluso, è scaduto il 25 gennaio 2022. Tuttavia, la ricorrente lo ha inviato
solo il 29 gennaio 2022 (cfr. doc. B). (…)” (Doc. V)

 

                               1.7.   Il 3 marzo 2022 la ricorrente
ha chiesto di ritenere il proprio ricorso ricevibile e ha osservato:

 

" (…) Viene
contestato integralmente che si sia venuto in possesso il giorno dopo, 10
dicembre, come al DOC A, in quanto venuto in possesso in data giovedì 16
dicembre 2021 direttamente presso l'esercizio pubblico.

Al Doc A viene menzionato come recapito venerdì, 10.12.2021 "recapitato
nella cassetta di deposito/ cassetta delle lettere."

A riguardo l'esercizio pubblico è sprovvisto di cassetta di
deposito o qualsivoglia nome chiamarsi cassetta delle lettere.

A sostegno di quanto detto anche la stessa lettera del Tribunale
Cantonale delle Assicurazioni dove assegna 10 giorni per presentare
osservazioni scritte, risulta essere datata 9 febbraio 2022, ma pervenuta
anch'essa il 26 febbraio 2022 direttamente presso l'esercizio pubblico.

A riguardo si chiedono spiegazioni, altrimenti il termine di 10
giorni assegnato risulterebbe non più valido.

Di nuovo a sostegno di quanto detto, in data 25 gennaio 2022 (già in
vostro possesso), datata 24 gennaio 2022, per mezzo raccomandato (di cui si
allega copia ricevuta raccomandata), viene chiesto al lodevole Tribunale una
proroga di 30 giorni per il ricorso in oggetto.

ln data 28 gennaio 2022 alle ore 9:11, con numero di telefono __________
il signor Menghetti telefonicamente presso il numero di telefono dell'esercizio
pubblico (RI 1), comunica al gerente del locale che una proroga al ricorso non
poteva essere concessa e quindi il termine ultimo per l'inoltro era il 29
gennaio 2022, altrimenti essendo il 29 gennaio 2022 un sabato poteva essere
consegnato personalmente presso l'indirizzo del Tribunale Cantonale delle
Assicurazioni, il lunedì seguente 31 gennaio 2022, dietro accettazione firmata.
(…)” (Doc. VII)

 

                               1.8.   L’amministrazione ha preso
posizione al riguardo con scritto del 17 marzo 2022 (cfr. doc. IX) che è stato
trasmesso per conoscenza all’insorgente (cfr. doc. X).

 

                               1.9.   Il 31 marzo 2022 l’insorgente
si è nuovamente espressa in merito alla fattispecie (cfr. doc. XI).

 

                             1.10.   Il doc. XI è stato inviato per
conoscenza alla parte resistente (cfr. doc. XII).

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Giusta
l'art. 60 cpv. 1 LPGA, il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione è
esclusa.

 

                                         Secondo il capoverso 2, gli
articoli 38-41 sono applicabili per analogia.

 

                                         L'art. 38 cpv. 1 LPGA prevede
che se il termine è computato in giorni o in
mesi e deve essere notificato alle parti, inizia a decorrere il giorno dopo la
notificazione. Il cpv. 3 stabilisce che se l’ultimo giorno del termine è un
sabato, una domenica o un giorno festivo riconosciuto dal diritto federale o
cantonale, il termine scade il primo giorno feriale seguente. È determinante il
diritto del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte o il suo
rappresentante.

 

                                         Ai
sensi del cpv. 4 i termini stabiliti dalla legge o dall'autorità in giorni o in
mesi non decorrono dal settimo giorno precedente la Pasqua al settimo giorno
successivo alla Pasqua incluso, dal 15 luglio al 15 agosto incluso, dal 18
dicembre al 2 gennaio incluso.

 

                                         Dopo
l'entrata in vigore della LPGA, in analogia alla giurisprudenza resa in
relazione all’art. 20 PA, il termine di ricorso in caso di notifica della
decisione durante la sospensione dei termini comincia a decorrere il primo
giorno dopo la scadenza della sospensione (cfr. DTF 131 V 305; STF I 643/06 del
2 novembre 2006; Pratique VSI 1998 p. 217; Mosimann, in: Praktische
Anwendungsfragen des ATSG, 2003, pp. 130s).

 

                                         A
norma dell’art. 39 cpv. 1 LPGA, le richieste scritte devono essere consegnate
all’assicuratore oppure, a lui indirizzate, a un ufficio postale svizzero o a
una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l’ultimo
giorno del termine.

                                         Se
la parte si rivolge in tempo utile a un assicuratore incompetente, si considera
che il termine è stato rispettato (cpv. 2).

 

                                         Se
il termine di ricorso è spirato, il giudice non entra nel merito di un ricorso
tardivo, per cui la decisione contestata cresce in giudicato (cfr. STF
9C_523/2018 del 3 settembre 2018 consid. 1.1.; DTF 134 V 49
consid. 2; DTF 110 V 37 consid. 2; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, 2003, § 73 Nr. 9, pag. 479).

 

                               2.2.   In una sentenza
8C_559/2018 del 26 novembre 2018, mediante la quale il giudizio di questa Corte
era stato annullato in ragione di una violazione del diritto di essere sentito
del ricorrente, l’Alta Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni riguardo
al sistema di spedizione Posta A Plus, ovvero quello utilizzato dalla Sezione
del lavoro per comunicare all’assicurato la decisione su opposizione del 9
dicembre 2021:

 

"
(…). 

3.3. Nel sistema di spedizione Posta A Plus alla busta è applicato un
numero e analogamente a un plico raccomandato, l'invio avviene con la menzione
A Plus. A differenza della posta raccomandata la ricezione dell'invio non è
però attestata dal destinatario. Conseguentemente il destinatario in caso di
assenza non è informato tramite un avviso di ricevimento. La notificazione è
attestata elettronicamente, quando l'invio è inserito nella casella postale o
nella cassetta delle lettere del destinatario. Così facendo, grazie al sistema
di tracciamento degli invii Track & Trace previsto dalla Posta Svizzera è
possibile osservare la cronologia dell'invio fino all'arrivo nella sfera di
influenza del destinatario. Tuttavia, in tale evenienza, il tracciamento Track
& Trace non dimostra direttamente, che la busta sia entrata effettivamente
nella sfera di influenza del destinatario, ma soltanto che la Posta Svizzera
nel proprio sistema di tracciamento abbia attestato una consegna dell'invio. Da
ciò, si può unicamente dedurre alla stregua di un indizio che la busta sia
stata depositata nella cassetta delle lettere o nella casella postale del
destinatario. In assenza di un'attestazione conferita dal sistema Track &
Trace non si può concludere che qualcuno abbia preso possesso in mano
dell'invio e men che meno che qualcuno ne abbia preso conoscenza (DTF 142 III 599 consid. 2.2 pag. 602 con
riferimenti). 

 

3.4. Il Tribunale federale si è già confrontato diverse volte con il
sistema di spedizione Posta A Plus. In quei casi ha stabilito come
notificazione determinante per la decorrenza del termine di ricorso, il
deposito dell'invio nella cassetta delle lettere o nella casella postale del
destinatario, benché questa operazione sia avvenuta il sabato. La circostanza
che la persona interessata abbia ritirato la corrispondenza il lunedì
successivo è stata esplicitamente ritenuta irrilevante dal Tribunale federale
(sentenze 2C_1126/2014 del 20 febbraio 2015 consid. 2.2 con riferimenti; cfr.
anche sentenze 9C_90/2015 del 2 giugno 2015 consid. 3.4 e 8C_198/2015 del 30
aprile 2015 consid. 3.2 entrambe con rinvii). (…)”

 

                                         Il TF, con giudizio
8C_399/2019 dell’8 gennaio 2020, si è nuovamente pronunciato sul caso appena
menzionato che era stato rinviato al TCA, osservando:

 

" (…) Determinante
per la notifica resta pertanto anche con il sistema di spedizione Posta A Plus
il momento indicato dal tracciamento degli invii (cosiddetto "Track &
Trace"). Il mittente non ha alcuna influenza sul sistema e in tale ottica
di massima non deve essergli opposta la tesi che la spedizione sia giunta al
destinatario dopo la data indicata dal tracciamento degli invii. La sicurezza
del diritto lo impone (da ultimo sentenza 8C_271/2019 dell'11 giugno 2019
consid. 6.2).  

 

4.2. Secondo la giurisprudenza del
Tribunale federale relativa al sistema di spedizione Posta A Plus, un errore
nella notificazione postale non deve essere escluso a priori. Tuttavia, una
consegna erronea non è da presumere, ma può essere ritenuta se sulla base di
tutte le circostanze sembra plausibile. Bisogna fondarsi sulla descrizione dei
fatti del destinatario, la quale solleva una consegna postale erronea, se essa
è ragionevole e sembra avere una certa probabilità, tenuto conto che occorre
presumere la buona fede del destinatario. Considerazioni del tutto ipotetiche
del destinatario, secondo cui la busta sia stata inserita nella cassetta delle
lettere del vicino (o di terzi), non giovano alle sue tesi (DTF 142 III 599 consid.
2.4.1 pag. 603 con riferimenti; sentenza 8C_559/2018 del 26 novembre 2018
consid. 4.3.2).  (…)”

 

                                         Al riguardo cfr. pure STF
8C_400/2019 del 13 gennaio 2019 consid. 4.1.-4.2.; STF 8C_330/2020 del 2 luglio
2020 consid. 3.

 

                                         In
un’altra sentenza 8C_61/2019 del 17 aprile 2019 consid. 3 segg., riguardante
una fattispecie in cui il ricorrente pretendeva in particolare che la decisione
impugnata, trasmessagli con il sistema Posta
A Plus, sarebbe stata depositata nella cassetta delle lettere vicina,
comune a delle società di cui il suo patrocinatore era o era stato associato,
gerente, direttore o liquidatore, l’Alta Corte ha concluso che non vi era
motivo di discostarsi dalla data di distribuzione risultante dall’estratto
Track & Trace:

 

 

 

"
(…). 

4. 

4.1. Invoquant la violation des art. 38 al. 1 et 60 LPGA,
le recourant reproche à l'autorité précédente d'avoir considéré qu'il n'avait
pas rendu plausible l'erreur de distribution.  

 

4.2. 

4.2.1. Selon la jurisprudence, le relevé "Track &
Trace" ne prouve pas directement que l'envoi a été placé dans la sphère de
puissance du destinataire mais seulement qu'une entrée correspondante a été
introduite électroniquement dans le système d'enregistrement de la poste.
L'entrée dans le système électronique constitue néanmoins un indice que l'envoi
a été déposé dans la boîte aux lettres ou la case postale du destinataire à la
date de distribution inscrite (ATF 142
III 599 consid. 2.2 p.
602; arrêt 8C_482/2018 du 26 novembre 2018 consid. 3.3). Une erreur de
distribution ne peut dès lors pas d'emblée être exclue. Cependant, elle ne doit
être retenue que si elle paraît plausible au vu des circonstances. L'exposé des
faits par le destinataire qui se prévaut d'une erreur de distribution, et dont
on peut partir du principe qu'il est de bonne foi, doit être clair et présenter
une certaine vraisemblance (ATF 142
III 599 consid. 2.4.1 p.
604). Dans ce contexte, des considérations purement hypothétiques, selon
lesquelles l'envoi aurait été inséré dans la boîte aux lettres du voisin ou
d'un tiers, ne sont pas suffisantes (arrêts 8C_482/2018 précité consid. 4.3; 9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid. 3.2 et les
arrêts cités). (…)”

 

                                         Dalla STF 8C_179/2019 dell’11 aprile 2019, a proposito della validità
del metodo di spedizione A Plus, si evince inoltre: 

 

"
4.1. 

Invoquant la violation de l'interdiction de
l'arbitraire (art. 9 Cst.), du droit d'être entendu (art. 29 Cst.) et des art.
39 al. 1 et 60 LPGA, la recourante fait valoir que l'envoi par courrier A Plus
ne tient pas compte des spécificités liées aux horaires d'ouverture des bureaux
qui ferment le samedi. Il serait donc important de distinguer entre les
personnes privées, d'une part, lesquelles reçoivent le courrier chez elles et
peuvent en prendre connaissance le samedi, et les entreprises, d'autre part, pour
lesquelles l'ouverture des courriers ne peut se faire que le premier jour
ouvrable suivant. Selon la recourante, les courriers adressés aux entreprises
ne devraient être transmis que par le biais de plis recommandés, soumis à
signature. 

 

4.2. Les griefs sont mal fondés. En effet, selon une
jurisprudence déjà bien établie, les communications des autorités sont soumises
au principe de la réception. Il suffit qu'elles soient placées dans la sphère
de puissance de leur destinataire et que celui-ci soit à même d'en prendre
connaissance pour admettre qu'elles ont été valablement notifiées (ATF 144 IV
57 consid. 2.3.2 p. 62; 142 III 599 consid. 2.4.1 p. 603; 122 I 139 consid. 1 p. 143; 115 Ia 12 consid. 3b p. 17). Autrement dit, la prise de connaissance effective de
l'envoi ne joue pas de rôle sur la détermination du dies a quo du délai de
recours. Par ailleurs, le Tribunal fédéral s'est déjà penché sur la question de
la notification des décisions par courrier A Plus, notamment dans le domaine
des assurances sociales. Il a exposé en particulier qu'il n'existait pas de
disposition légale obligeant les assureurs sociaux à notifier leurs décisions
selon un mode particulier. Dès lors, les assureurs sont libres de décider de la
manière dont ils souhaitent notifier leurs décisions. Ils peuvent en
particulier choisir de les envoyer par courrier A Plus (ATF 142
III 599 consid. 2.4.1
précité; voir également, parmi d'autres, arrêts 8C_754/2018 du 7 mars 2019
consid. 5.3 et 8C_559/2018 du 26 novembre 2018 consid. 4.3.1). Dans ce
contexte, le Tribunal fédéral a précisé, en outre, que le dépôt de l'envoi dans
la boîte aux lettres ou la case postale constitue le point de départ pour le
calcul du délai de recours, quand bien même la livraison a lieu un samedi et
que le pli n'est récupéré qu'à une date ultérieure, comme le lundi suivant
(arrêts 8C_754/2018 précité consid. 7.2.3; 9C_655/2018 du 28 janvier 2019
consid. 4.4; 8C_559/2018 précité consid. 3.4; 9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid.
3.4; 8C_198/2015 du 30 avril 2015 consid. 3.2; 8C_573/2014 du 26 novembre 2014
consid. 3.1; 2C_1126/2014 du 20 février 2015 consid. 2.2). Il n'y a pas lieu de
revenir sur cette jurisprudence confirmée à de nombreuses reprises. La
recourante ne soutient d'ailleurs pas que les conditions d'un changement de
jurisprudence seraient remplies (à ce sujet cf. ATF 144 IV
265 consid. 2.2 p. 269; 142 V 212 consid. 4.4 p. 117; 139 V 307 consid. 6.1 p. 313). Enfin, l'accès aux
cases postales est en principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider
la case postale le samedi relève de la responsabilité du destinataire. (…)”

 

                                         Infine, in una pronunzia 8C_124/2019 del 23 aprile 2019 consid. 5 segg.,
il TF ha ulteriormente ribadito la validità del sistema di spedizione Posta A
Plus, in particolare come segue:

 

"
(…). 

8.

8.1. Invoquant la violation du droit à un procès équitable
et à l'accès au juge (art. 29 al. 1, 29a Cst. et 6 CEDH), le recourant fait
valoir, en substance, que l'envoi par courrier A Plus offre une protection
moins importante que l'envoi par recommandé ou courrier A, qu'il ampute de deux
jours le délai de recours et crée des incertitudes en fonction du destinataire.

 

8.2.

8.2.1. Les critiques formulées par le recourant sont mal
fondées. 

En effet, selon le mode d'expédition A
Plus, la lettre est numérotée et envoyée par courrier A de la même manière
qu'une lettre recommandée. Toutefois, contrairement au courrier recommandé, le
destinataire n'a pas à en accuser réception. En cas d'absence, celui-ci ne
reçoit donc pas d'invitation à retirer le pli. La livraison est néanmoins
enregistrée électroniquement au moment du dépôt de l'envoi dans la boîte aux
lettres ou la case postale du destinataire. Grâce au système électronique
"Track & Trace" de la poste, il est ainsi possible de suivre
l'envoi jusqu'à la zone de réception du destinataire (ATF 142
III 599 précité consid.
2.2 p. 601 s. et les arrêts cités; arrêts 8C_586/2018 du 6 décembre 2018
consid. 5; 8C_53/2017 du 2 mars 2017 consid. 4.1; 8C_573/2014 du 26 novembre
2014 consid. 2.2).

 

8.2.2. En outre, le délai de recours est le même pour toutes
les formes de notification. Il commence à courir lorsque l'envoi entre dans la
sphère de puissance du destinataire et que ce dernier peut prendre connaissance
du contenu de l'envoi. En présence d'un courrier sans signature (A Plus comme
A), c'est le cas au moment du dépôt dans la boîte aux lettres ou la case
postale. Si l'envoi est distribué un samedi, le délai de recours commence à
courir le dimanche. En présence d'un courrier recommandé, l'envoi entre dans la
sphère de puissance du destinataire lorsqu'il est retiré au guichet. A cet
égard, la notification par lettre recommandée n'offre pas un avantage
significatif puisqu'au stade de l'avis de retrait, le destinataire ne connaît
ni le contenu ni la motivation de la décision qui lui est adressée (arrêts
8C_754/2018 précité consid. 7.2.3; 2C_1126/2014 du 20 février 2015 consid.
2.4).  

 

8.2.3. Par ailleurs, l'accès aux cases postales est en
principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider la case postale le
samedi relève de la responsabilité du destinataire (privé ou commercial).
Celui-ci ne saurait s'en prévaloir pour reporter le dies a quo du délai de
recours, alors que la date de distribution d'un courrier A Plus est facilement
déterminable au moyen du numéro apposé sur l'enveloppe. Contrairement à ce que
soutient le recourant, un tel procédé ne présente aucune difficulté
particulière, surtout pour un cabinet d'avocats, et permet précisément de lever
les éventuelles incertitudes liées à l'envoi sans signature.  (…)”

 

                                         Al riguardo cfr. pure P. Fleischanderl, Versandart “A-Post
Plus” in SZS/RSAS 5/2021 pag.
265-267.

 

                               2.3.   Nel
caso concreto dal sistema di tracciamento degli invii della Posta, presente
agli atti (cfr. doc. IV A), risulta che la decisione su opposizione del 9
dicembre 2021 è stata spedita tramite Posta A Plus il medesimo giorno ed è
arrivata all’Ufficio di recapito di __________ venerdì 10 dicembre 2021 alle
ore 6:16. Il plico postale è stato “recapitato nella cassetta di
deposito/Cassetta delle lettere” della ricorrente il 10 dicembre 2021 alle ore 10:58
(cfr. doc. IV A).

 

                                         L’insorgente ha, però,
affermato di avere ricevuto la decisione su opposizione del 9 dicembre 2021 giovedì
16 dicembre 2021 (cfr. doc. I; II; VII).

 

                                         Il
TCA, al riguardo, evidenzia, innanzitutto, che la giurisprudenza federale ha
più volte confermato (cfr. le sentenze federali riprodotte al consid. 2.2.) la
liceità del sistema di spedizione A Plus, e meglio che il sistema di notifica
delle decisioni attraverso l’invio A Plus è perfettamente valido e che quale
notificazione determinante per la decorrenza del termine di ricorso vale il
deposito dell’invio nella cassetta delle lettere o nella casella postale del
destinatario, anche quando tale operazione avviene di sabato (cfr. consid. 2.2.; sul tema, si veda pure l’articolo di T. Barth, Le courrier A
Plus, apparso in Anwaltpraxis/Pratique du barreau 3/2019, pag. 129: “Le
courrier A+ ne constitue nullement une révolution et ne fait que concrétiser la
jurisprudence développée sur le principe de la sphère d’influence. Il permet
aux administrations, tribunaux et avocats de réduire quelque peu leurs coûts en
se substituant, lorsque la loi permet cette forme d’expédition, à un envoi par
pli recommandé. Il appartient aux destinataires des courriers d’être attentifs
à ce mode d’envoi et de prendre les mesures appropriées afin de déterminer
quand le courrier a été déposé dans leurs boîtes aux lettres.”. Il medesimo
autore ha peraltro consigliato agli avvocati di rendere attento il personale
incaricato dell’apertura della corrispondenza all’etichetta A+ e
“l’instruire de systématiquement effectuer un suivi de l’envoi, par exemple en
scannant l’étiquette avec l’application mobile de La Poste, afin de déterminer
le moment du dépôt dans la boîte aux lettres et d’ainsi calculer correctement
l’éventuel délai.”).

 

                                         In
proposito cfr. STCA 38.2021.72 del 18 ottobre 2021; STCA 38.2021.39 del 25
agosto 2021; STCA 38.2019.48 del 2 ottobre 2019.

 

                               2.4.   In relazione al fatto che la
ricorrente abbia affermato che la busta contenente la decisione su opposizione
del 9 dicembre 2021, spedita, come osservato dalla parte resistente (cfr. doc.
IX), all’indirizzo “__________” indicato dall’insorgente sin dal suo primo
preannuncio di lavoro ridotto (cfr. doc. 24; 1), non le sia stata recapitata il
10 dicembre 2021, conformemente a quanto emerge dal relativo tracciamento
dell’invio (cfr. doc. IV A), bensì il 16 dicembre 2021 (cfr. doc. I; II; VII),
va pure rilevato che secondo il Tribunale federale vi è la presunzione che il
recapito postale, sia degli invii tramite Posta A Plus che delle Raccomandate,
abbia avuto luogo correttamente. Tale presunzione può essere sì sovvertita, ma
devono sussistere indizi concreti di errore (cfr. STF 1C_31/2018
consid. 3.3).

 

                                         Quanto asserito
dall’insorgente corrisponde d’altronde alla sua personale versione dei fatti. Si
tratta di una semplice allegazione di fatto non comprovata da debita
documentazione (cfr. STF 8C_61/2019 del 17 aprile 2019 consid. 4.2.3., menzionata
sopra).

                                         Ciò non basta, dunque, per
rovesciare la presunzione che il recapito ha avuto luogo correttamente (cfr.
STCA 38.2021.72 del 18 ottobre 2021 consid. 2.5.; STCA 38.2019.48 del 2 ottobre
2019).

 

                                         La nostra Alta Corte ha,
del resto, stabilito che di massima al mittente non deve essere opposta la tesi
che la spedizione sia giunta al destinatario dopo la data indicata dal
tracciamento degli invii. La sicurezza del diritto lo impone.

                                         Determinante
per la notifica resta, anche con il sistema di spedizione Posta A Plus, il
momento indicato dal tracciamento degli invii, indipendentemente dalla data in
cui la persona interessata è venuta a conoscenza dell’invio (cfr. STF
8C_399/2019 dell’8 gennaio 2020 consid. 4.1.; STF 8C_179/2019 dell’11 aprile
2019, citate al consid. 2.2.).

 

                                         Non è infine di alcun
ausilio alla ricorrente l’asserzione secondo cui anche la lettera del TCA del 9
febbraio 2022, relativa all’assegnazione di un termine di 10 giorni per
presentare osservazioni scritte (cfr. doc. VI), le è “pervenuta anch’essa il
26 febbraio 2022 direttamente presso l’esercizio pubblico” (cfr. doc. VII).

                                         In effetti lo scritto del
9 febbraio 2022, che è stato inviato all’insorgente il medesimo giorno per
raccomandata e in relazione al quale la medesima è stata avvisata per il ritiro
il 10 febbraio 2022, non è stato ritirato nel termine di giacenza di sette
giorni (cfr. art. 38 cpv. 2bis LPGA; tracciamento dell’invio) e il 18 febbraio
2022 è stato rinviato al TCA dalla Posta. Esso è stato ricevuto dalla Sagl il
26 febbraio 2022, poiché questo Tribunale l’ha spedito nuovamente tramite posta
A il 24 febbraio 2022 (cfr. busta d’intimazione doc. VI).

 

                               2.5.   In
esito a tutto quanto precede, occorre concludere che nel caso di specie determinante
per la decorrenza del termine di opposizione di 30 giorni giusta l’art. 60 cpv.
1 LPGA (cfr. consid. 2.1.) è venerdì 10 dicembre 2021, come risulta dal
tracciamento dell’invio (cfr. doc. IV A).

 

                                         Il
termine per interporre ricorso ha così iniziato a decorrere, in virtù dell’art.
38 cpv. 1 LPGA (cfr. consid. 2.1.), il giorno successivo, ovvero sabato 11
dicembre 2021 ed è scaduto, tenuto conto della sospensione dei termini dal 18
dicembre al 2 gennaio incluso (cfr. art. 38 cpv. 4 LPGA), martedì 25 gennaio
2022 (cfr. doc. V).

 

                                         L’atto
denominato “Ricorso contro decisione su opposizione” datato 28 gennaio 2022, ma
spedito per raccomandata il 29 gennaio 2022 (cfr. doc. II; consid. 1.5.) è,
dunque, tardivo (cfr. consid. 2.1.; STCA 38.2021.39 del 25 agosto 2021; STCA
38.2019.48 del 2 ottobre 2019; STCA 38.2018.63 del 22 maggio 2019).

 

                                         Per quanto attiene alle
comunicazioni del segretario di Camera menzionate dall’insorgente (cfr. doc.
VII), giova rilevare che rettamente è stato indicato che non poteva essere
concessa una proroga per interporre ricorso (cfr. consid. 1.4.).

                                         L’art. 40 cpv. 1 LPGA,
nonché l’art. 13 cpv. 1 Lptca prevedono infatti che il termine legale - come lo è il termine di 30 giorni per ricorrere al
TCA contro una decisione su opposizione (cfr. art. 60 cpv. 1 LPGA; art. 1 cpv.
3 Lptca; consid. 2.1.) - non può essere prorogato.

                                         Inoltre dall’affermazione
secondo cui il termine ultimo per inoltrare ricorso scadeva lunedì 31 gennaio
2021 la ricorrente non può inferire nulla a suo favore, in quanto ad ogni modo
fondata sulla sua asserzione circa la data in cui avrebbe ricevuto la decisione
su opposizione, ossia il 16 dicembre 2021 (cfr. doc. Ibis; I; II; VII; consid.
1.4.).

 

                               2.6.   D’altra parte, lo scritto
datato 24 gennaio 2022 e inviato al TCA il 25 gennaio 2022 “Richiesta di
proroga per la presentazione di ricorso contro decisione del 9 dicembre 2021
della Sezione del lavoro riguardante l’indennità per lavoro ridotto (…)” (cfr.
doc. I + relativa busta; consid. 1.3.), non può essere considerato quale ricorso.

 

                                         Limitandosi a chiedere una
proroga di trenta giorni per poter redigere il ricorso, RI 1 non ha espresso esplicitamente
dissenso nei confronti della decisione su opposizione in questione, né ha
indicato di non accettarla.

                                         Nello scritto del 24
gennaio 2022 non è stata manifestata la chiara volontà di far verificare il
provvedimento dalla decisione su opposizione del 9 dicembre 2021 da questa
Corte (cfr. STF 8C_362/2021 del 24 novembre 2021 consid. 4.; STF 9C_211/2015
del 21 settembre 2015 consid. 2.2.; STF 9C_956/2008 del 9 dicembre 2008; DTF
116 V 353 consid. 2.b).

 

                                         Del resto, da un lato,
come visto, il termine legale di ricorso non può
essere prorogato (cfr. l’art. 40 cpv. 1 LPGA; art. 13 cpv. 1 Lptca).

                                         Dall’altro, l’art. 61
lett. b LPGA che enuncia che il tribunale delle assicurazioni, se il ricorso
non ossequia le esigenze formali, accorda un termine adeguato all’autore per
colmare le lacune, avvertendolo che in caso di inosservanza non si entrerà nel
merito del ricorso (cfr. pure art. 4 cpv. 3 Lptca) e che deriva dal principio del divieto del
formalismo eccessivo, nonché esprime il principio della semplicità della
procedura che regge il diritto delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 143 V 249
consid. 6.2.; STCA 38.2021.87 del 7 febbraio 2022 consid. 2.2.) trova
applicazione, ad eccezione dei casi di abuso, soltanto allorché l’insorgente ha
espresso la propria volontà di ricorrere contro una decisione determinata entro
il relativo termine legale (cfr. STF 8C_805/2012 del 27 marzo 2013 consid.
7).

 

                               2.7.   Va ora esaminato se la
ricorrente può prevalersi della restituzione del termine.

 

                                         L’art. 14 Lptca, relativo
alla restituzione per inosservanza, enuncia che se il richiedente o il suo
rappresentante è stato impedito, senza sua colpa, di agire entro il termine
stabilito, lo stesso è restituito, sempre che l’interessato lo domandi
adducendone i motivi entro 30 giorni dalla cessazione dell’impedimento.

 

                                         Di
analogo tenore è l'art. 41 LPGA concernente la “restituzione in termini”.

 

                                         Per
"impedimento non colpevole" si intende, non soltanto l'impossibilità
oggettiva o la forza maggiore, bensì anche l'impossibilità soggettiva che
risulta da circostanze personali o da un errore scusabile. Queste circostanze
devono comunque essere valutate oggettivamente. In definitiva, al richiedente
non deve potere essere rimproverata una negligenza.

                                         L’assenza
di colpa deve essere manifesta (cfr. STF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015 consid.
4.2.; STF 8C_898/2009 del 4 dicembre 2009 consid. 2; STFA I
393/01 del 21 novembre 2001; DTF 96 II 265 consid. 1a;
U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999,
pag. 170 segg.; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, Zurigo 1998, n. 151).

 

                                         La giurisprudenza
federale ammette in particolare che un incidente o una grave malattia contratta
improvvisamente possono costituire un impedimento non colpevole. Non basta,
però, che l'interessato medesimo sia stato impedito di agire entro il termine
stabilito, lo stesso dovendo oltre a ciò essere pure stato impossibilitato ad
incaricare un terzo di compiere gli atti di procedura necessari (cfr. STF
9C_54/2017 del 2 giugno 2017 consid. 2.2.; STF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015
consid. 4.2.; RDAT II-1999 n. 8, pag. 32; DTF 119 II 86,
consid. 2a, DTF 112 V 255, consid. 2a; cfr., pure, STFA K 34/03 del 2
luglio 2003). 

 

                                         Tra
gli impedimenti non colpevoli ad agire tempestivamente che possono giustificare
la restituzione del termine va annoverata anche la morte di un parente se la
stessa interviene poco prima della scadenza del termine (cfr. STF 9C_54/2017
del 2 giugno 2017 consid. 2.2.).

                                         Per
la questione dell'impedimento senza colpa non fa differenza se esso colpisce
l'assicurato oppure il suo rappresentante, quest'ultimo - a maggior ragione se
integrato in una struttura più grande - dovendosi organizzare, segnatamente con
la designazione immediata di un sostituto laddove questa possibilità è ammessa
in modo tale da garantire il rispetto dei termini anche in caso di proprio
impedimento (cfr. STF 9C_749/2012 del 26 novembre 2012 consid. 3).

 

                                         Non costituiscono, per contro,
motivi scusabili il sovraccarico di lavoro, l'ignoranza del diritto,
rispettivamente l'insicurezza dovuta all'introduzione di una nuova norma legale
(cfr. STF 2C_448/2009 del 10 luglio 2009; STF C 366/99 del 18 gennaio 2000; DLA
2002 N. 15 pag. 113; DLA 2000 N. 6, consid. 2, pag. 31; DLA 1988 N. 17, consid.
4a, pag. 128; DTF 110 V 339, consid. 3, pag. 343 e DTF 110 V 210, consid. 4,
pag. 216).

 

                                         Deve ancora essere
sottolineato che l'istituto della restituzione in intero costituisce un rimedio
di carattere straordinario che incide profondamente nella sicurezza del
diritto, per cui occorre valutare l'adempimento dei requisiti con rigore e
seguire criteri restrittivi (cfr. STF K 34/03 del 2 luglio 2003).

 

                               2.8.   Nella presente evenienza questa Corte ritiene che non siano dati
i presupposti per restituire il termine per interporre ricorso contro la decisione
su opposizione del 9 dicembre 2021.

 

                                         In
effetti il TCA non ravvede alcun valido motivo che renda scusabile l’inoltro
tardivo dell’impugnativa.

 

                                         Per completezza giova in
ogni caso ribadire (cfr. consid. 2.4.), in primo luogo, che quanto sostenuto dall’insorgente
in merito alla data in cui avrebbe ricevuto la decisione su opposizione, ovvero
il 16 dicembre 2021 costituisce unicamente un’allegazione di fatto,
rimasta indimostrata (cfr. STCA 38.2021.72 del 18 ottobre 2021 consid. 2.8.).

                                         In
secondo luogo, che nemmeno il riferimento all’“evolversi della pandemia con
le dovute quarantene” (cfr. doc. I) consente la restituzione del termine,
poiché le quarantene - non comprovate e peraltro indicate in modo vago e
generico senza precisare quali persone concernessero e in quale periodo -, anche
qualora avessero riguardato la socia e gerente unica della Sagl ricorrente
(cfr. doc. A14: estratto RC), non impedivano di adottare i provvedimenti
necessari per sostituire quest’ultima in quel frangente con delega specifica o di
incaricare un terzo di fiducia di procedere con l’inoltro del ricorso (cfr. consid.
2.7.; STCA 38.2017.44 del 7 agosto 2017 consid. 2.5.; STCA 38.2009.29 del 27
luglio 2009 consid. 2.8; STF 9C_1060/2010 del 23 febbraio 2011; STF 8C_767/2008
del 12 gennaio 2009; STFA C 272/03 del 9 luglio 2004 consid. 2.1).

                                         In
effetti la quarantena (abolita con effetto dal 3 febbraio 2022; cfr. RU 2022
59) veniva imposta alle persone in buona salute che avevano avuto contatti con
una persona risultata positiva al test del Covid, a differenza dell’isolamento (obbligo
revocato dal Consiglio federale dal 1° aprile 2022; cfr. RU 2022 97; https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/das-bag/aktuell/medienmitteilungen.msg-id-87801.html)
ordinato a coloro i quali avevano contratto la malattia (cfr. STCA 42.2020.29
dell’8 febbraio 2021; STCA 42.2021.28 del 18 maggio 2021; STCA 42.2020.24 del 7
dicembre 2020). 

                                         Inoltre agli atti non
risulta, in ogni caso, alcun certificato medico riguardante la socia e gerente attestante
un impedimento tale da escludere la possibilità di farsi perlomeno
rappresentare da terzi nella procedura che vede opposta la Sagl alla Sezione
del lavoro. Ciò che d’altronde neppure l’insorgente pretende (cfr. STCA
38.2021.39 del 25 agosto 2021 consid. 2.6.).

 

                               2.9.   In simili condizioni, occorre
concludere che il ricorso inoltrato da RI 1 contro la decisione su opposizione
del 9 dicembre 2021 tardivamente il 29 gennaio 2022 è irricevibile. 

 

                             2.10.   L’art.
61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura
deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti;
la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte
alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61
lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a
prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo
prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese
processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato. 

 

Secondo l’art. 82a LPGA
(disposizione transitoria; RU 2021 358), ai ricorsi pendenti dinanzi al
tribunale di primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del
21 giugno 2019 si applica il diritto anteriore.

 

                                         In concreto, il
ricorso al TCA è del 28 gennaio 2022.
Pertanto è applicabile il diritto valido dal 1° gennaio 2021. 

 

                                         L’oggetto
della lite sottoposta all’esame di questo Tribunale concerne il diniego da
parte della Sezione del lavoro del diritto a ILR dal 1° settembre al 30
novembre 2021, il cui ricorso dell’insorgente si è peraltro rilevato tardivo. 

 

                                         In casu può restare aperta
la questione di sapere se si tratti o meno di una controversia relativa a
prestazioni secondo l’art. 61 lett. fbis LPGA.

                                         Nel caso sia una lite di
prestazioni, non verrebbero accollate spese, in quanto la LADI non ne prevede
l’applicazione.

                                         Anche qualora la causa non
riguardasse prestazioni, non verrebbero comunque imposte spese. 

                                         In effetti il Tribunale
federale, in una sentenza 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 consid. 4.4.1., ha
evidenziato che “(…) eliminando il principio della gratuità generalizzata di
cui all'art. 61 lett. a LPGA, il legislatore federale non ha voluto imporre in
maniera generalizzata per tutta la Svizzera l'applicazione di spese giudiziarie
al di fuori del campo di applicazione dell'art. 61 lett. f bis LPGA,
ma ha lasciato ai Cantoni la libertà di disciplinare la questione. Nulla impedisce
a un Cantone in tale contesto di prevedere la gratuità della procedura
integralmente o soltanto per alcune controversie (FF 2018 1334; BU 2018 S 668
segg; BU 2019 N 329 segg.). Se però un Cantone desidera imporre spese al di
fuori del campo di applicazione dell'art. 61 lett. f bis LPGA,
trattandosi di un tributo causale, deve prevedere una base legale formale
chiara ed esplicita (art. 127 Cost.; DTF 145 I 52 consid.
5.2; 143 I 227 consid.
4.3.1; 124 I 241 consid.
4a, con riferimenti; UELI KIESER, Kommentar zum Bundesgesetz über den
Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts ATSG, 2020, n. 209 ad art.
61 LPGA).”

 

                                         Nel Cantone Ticino, come
rilevato dall’Alta Corte nella citata STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021
consid. 4.4.3., “vige tuttora il principio della gratuità generalizzata
(art. 29 cpv. 1 Lptca/TI)”.

 

In proposito cfr. anche STF
9C_13/2022 del 16 febbraio 2022; STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; A. Bernasconi,
Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les
tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in RSAS 2/2022 pag. 107.

 

                                         Ne
discende che nel presente caso non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA
38.2021.60 del 20 settembre 2021 consid. 2.7.; STCA 38.2021.39 del 25 agosto
2021 consid. 2.8.).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è irricevibile.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti