# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** eb301ae2-46fc-5498-ad0b-8da3eb21fcde
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-11-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.11.2022 D-4589/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4589-2022_2022-11-17.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4589/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 7  n o v e m b r e  2 0 2 2  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione del giudice William Waeber;  

cancelliere Demis Mirarchi. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Somalia,   

patrocinato dall’avv. Cristina Tosone, SOS Ticino Protezione 

giuridica della Regione Ticino e Svizzera centrale - Caritas 

Svizzera, (…),  

ricorrente,   
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 3 ottobre 2022 / N (…). 

 

 

 

D-4589/2022 

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Fatti: 

A.  

L’interessato, di nazionalità somala, ha presentato una domanda d’asilo in 

Svizzera il (…) giugno 2022, dichiarandosi minorenne non accompagnato. 

B.  

Le indagini svolte dalla Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: 

SEM) hanno permesso di accertare che secondo la banca dati  

“EURODAC” il richiedente asilo aveva già depositato una domanda d’asilo 

in Grecia il (…) novembre 2021 e ottenuto in questo Paese, il (…) gennaio 

2022, la protezione internazionale. 

C.  

Il (…) luglio 2022 egli è stato sentito quale minore non accompagnato. 

Dopo aver constatato l’inverosimiglianza delle allegazioni delle sue allega-

zioni, la SEM ha accordato all’insorgente la possibilità di esprimersi in me-

rito alla decisione di considerarlo, per il seguito della procedura, come mag-

giorenne. Infine, in tale contesto, al richiedente è stato concesso il diritto di 

essere sentito per quanto concerne il suo stato di salute. 

D.  

Il (…) luglio 2022, la SEM ha presentato alle competenti autorità greche 

una richiesta di riammissione del richiedente conformemente alla Direttiva 

2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le norme e 

procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di 

paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicembre 2008; 

di seguito: direttiva ritorno) ed all’Accordo bilaterale di riammissione tra la 

Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una protezione interna-

zionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Re-

pubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione ir-

regolare [RS 0.142.113.729]).  

Il (…) luglio 2022 le competenti autorità greche hanno accolto la domanda 

di riammissione dell’interessato ed hanno indicato che quest’ultimo ha ot-

tenuto il (…) gennaio 2022 la protezione sussidiaria e dispone di un per-

messo di soggiorno valido dal (…) gennaio 2022 al (…) gennaio 2023. 

E.  

Il (…) agosto 2022 la SEM ha svolto con l’interessato un colloquio comple-

mentare, durante il quale gli è stato concesso il diritto di essere sentito in 

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merito all’eventuale non entrata nel merito della domanda d’asilo in appli-

cazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi e riguardo l’allontanamento verso la 

Grecia. 

F.  

Con decisione del (...) ottobre 2022, notificata il giorno seguente  

(cfr. atto SEM n. 32/1), la SEM non è entrata nel merito della succitata do-

manda d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, pronunciando nel 

contempo l’allontanamento dell’interessato verso la Grecia.  

G.  

L’11 ottobre 2022 (cfr. risultanze processuali) l’interessato è insorto con ri-

corso al Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribunale), doman-

dando, in via principale, il riconoscimento della sua minore età, l’annulla-

mento della decisione avversata e la concessione dell’ammissione provvi-

soria così come, in subordine, la restituzione degli atti all’autorità di prima 

istanza per un nuovo esame delle allegazioni e per il completamento 

dell’istruttoria. Contestualmente, il medesimo ha proposto istanza di con-

cessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal paga-

mento delle spese di giudizio e del relativo anticipo, il tutto con protestate 

tasse e spese.   

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti  

(art. 6 LAsi).  

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi), contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31–33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e  

52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 

2.  

Visto che il ricorso è manifestamente infondato ai sensi dei motivi che se-

guono, esso è deciso dal giudice unico con l’approvazione di un secondo 

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giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommaria-

mente (art. 111a cpv. 2 LAsi). 

3.  

Ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti. 

4.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

5.  

5.1 Nel caso in esame, l’autorità inferiore non ha creduto alla pretesa mi-

nore età dell’insorgente. Da un lato, egli non sarebbe stato in grado di for-

nire un’illustrazione biografica credibile, rendendo dichiarazioni incoerenti 

su diversi punti. Segnatamente, il ricorrente avrebbe comunicato tre date 

di nascita differenti: la prima volta in Grecia, poi ancora nel foglio dei dati 

personali e, infine, durante la prima audizione nell’ambito della minore età 

(di seguito: PA-RMNA). Ancora, il ricorrente non avrebbe fornito alcun do-

cumento d’identità valido e originale e, i documenti versati agli atti, non 

comproverebbero la sua data di nascita effettiva.  

 

L’esecuzione dell’allontanamento sarebbe ammissibile, in quanto non sus-

sisterebbero elementi per ritenere che egli rischierebbe di essere esposto 

ad un trattamento contrario all’art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 

dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 

(CEDU, RS 0.101). La misura d’allontanamento risulterebbe inoltre esigi-

bile, in quanto il ricorrente non soffrirebbe di problemi di salute gravi, non 

viaggerebbe con figli a carico e non vi sarebbero per lui in Grecia circo-

stanze particolarmente sfavorevoli. Infine, l’esecuzione dell’allontana-

mento sarebbe anche possibile. 

 

5.2 Nel proprio gravame l’insorgente sostiene che la SEM sia incorsa in un 

accertamento incompleto e inesatto dei fatti giuridicamente rilevanti, poi-

ché egli sarebbe stato considerato, ingiustificatamente, maggiorenne. 

Nella sua decisione, l’autorità di prima istanza avrebbe infatti tenuto in con-

siderazione unicamente gli indicatori di inverosimiglianza, senza tuttavia 

valutare anche gli elementi credibili di ciò che il ricorrente ha allegato e 

senza procedere con una perizia volta all’accertamento medico dell’età del 

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ricorrente. Nel suo memoriale ricorsuale, l’insorgente giustifica le incon-

gruenze relative all’asserita minore età setacciate dalla SEM, riallaccian-

dosi alla presunta difficoltà che egli avrebbe riscontrato durante la compi-

lazione del foglio sui dati personali, al tempo intercorso tra gli eventi e il 

momento dell’audizione, al contesto socio-culturale di provenienza e al dif-

ficile viaggio che egli avrebbe affrontato. 

Per mezzo del ricorso, il ricorrente contesta la decisione della SEM di con-

siderare l’allontanamento ammissibile e ragionevolmente esigibile. Infatti, 

egli non disporrebbe di una rete sociale in Grecia e neppure di un’adeguata 

assistenza economica. Inoltre, nel succitato Paese vi sarebbero delle ca-

renze per quanto riguarda l’accoglienza, segnatamente l’accesso ad un al-

loggio, al sistema sanitario e al mercato del lavoro. Un ritorno in Grecia, 

infine, lo esporrebbe al rischio di trattamenti inumani e degradanti. 

6.  

6.1 Nelle procedure d’asilo si applica il principio inquisitorio. Ciò significa 

che l’autorità competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto 

e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In con-

creto, essa deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione 

del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le op-

portune prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comunque 

le parti dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo par-

ticolare dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l’ammini-

strazione o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri 

(art. 13 PA ed art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). 

6.2 Quando in sede ricorsuale vengono identificate delle carenze nell’istru-

zione del caso, gli atti vanno di principio retrocessi all’autorità di prima 

istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo e completo ac-

certamento dei fatti. Ciò nondimeno, il Tribunale resta libero di raccogliere 

gli elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare giudiziosa 

per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2 e rela-

tivi riferimenti). 

6.3 Qualora un fatto rimanga non comprovato nonostante un accertamento 

completo dei fatti, occorre di norma fare riferimento alle regole sulla ripar-

tizione dell’onere della prova derivanti dall’applicazione analogica  

dell’art. 8 del Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 (CC, RS 210). 

Queste hanno infatti portata allorquando le misure istruttorie necessarie 

non abbiano permesso di chiarire determinati aspetti (cfr. sentenza del Tri-

bunale D-6598/2019 del 4 febbraio 2020 consid. 5.3 e relativi riferimenti). 

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Su tali presupposti, la parte che intende prevalersi di una circostanza è 

tenuta a sopportare le conseguenze della mancata prova al riguardo o, in 

caso di grado ridotto, dell’assenza di verosimiglianza (cfr. DTF 138 V 222  

consid. 6, 133 V 216 consid. 5.5, 133 V 205 consid. 5.5; DTAF 2008/24 

consid. 7.2).  

6.4 Per quanto concerne la minore età, è al richiedente l’asilo che incombe 

l’onere della prova al riguardo (cfr. DTAF 2021 VI/3 consid. 5.2). In pre-

senza di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto, se la valutazione 

globale degli atti di causa non permette di ritenere che l’interessato la abbia 

resa verosimile, questi sarà tenuto ad assumersene le conseguenze, ve-

nendo conseguentemente considerato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/VI 

consid. 5.4 e relativi riferimenti). 

6.5 Salvo casi particolari, la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pregiu-

diziale sulla questione (cfr. DTAF 2009/54 consid. 4.1). Per giungere ad 

una determinazione al riguardo, l’autorità si basa sui documenti d’identità 

autentici depositati agli atti così come sui risultati delle audizioni relativa-

mente al quadro personale dell’interessato nel Paese d’origine, alla sua 

cerchia famigliare ed al suo curriculum scolastico (cfr. sentenze del Tribu-

nale D-858/2019 del 26 febbraio 2019, E-7324/2018 del 15 gennaio 2019). 

Se necessario ordina una perizia medica volta alla determinazione dell’età 

(cfr. art. 17 cpv. 3bis in relazione con l’art. 26 cpv. 2 LAsi; DTAF 2018 VI/3 

consid. 4.2.2, sentenza del Tribunale F-5354/2018 del 27 settembre 2018). 

Una volta esperita l’istruttoria, la SEM procede ad un apprezzamento glo-

bale degli elementi in presenza in ossequio ai principi sopra citati. 

7.  

7.1 Nel caso in disamina appare innanzitutto innegabile che il ricorrente, 

non avendo prodotto documenti d’identità originali ed autentici, non sia 

stato in misura di fornire la prova della sua asserita minore età e, più pre-

cisamente, che egli sia effettivamente nato il (…). L’insorgente ha infatti 

unicamente versato agli atti una scansione del certificato di nascita e della 

conferma del certificato d’identità. In sede ricorsuale, l’insorgente ha pro-

dotto un mezzo di prova addizionale, ossia la copia di un documento sco-

lastico (cfr. allegato n. 3). Ebbene, anche in questo caso, non trattandosi di 

un documento originale e non potendo comprovarne l’autenticità, questo 

Tribunale non può che considerare nullo il suo valore probatorio. 

7.2 Altresì, a rafforzare la tesi condivisa con l’autorità inferiore secondo cui 

l’insorgente non sia riuscito a dimostrare la sua minore età, si sommano 

delle incongruenze che emergono dagli atti. Il ricorrente ha fornito infatti tre 

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date di nascita diverse in tre occasioni distinte. Egli ha infatti dichiarato, 

tramite il foglio sui dati personali compilato il (…) giugno 2022, di essere 

nato il (…) (cfr. atto SEM n. 2/2). Dal verbale PA-RMNA del (…) luglio 2022 

risulta che il richiedente sarebbe nato il (…) (cfr. atto SEM n. 15/12 D1.06). 

Infine, dalle informazioni ottenute dalle autorità greche nella loro risposta 

di riammissione del (…) luglio 2022 si rileva invece che l’interessato 

avrebbe loro comunicato di essere nato il (…) (cfr. atto SEM 20/1).  

7.3 Peraltro, non si spiega in particolare come il ricorrente abbia dimostrato 

da un lato la capacità di formulare dei riferimenti temporali – come per 

esempio spiegando di aver frequentato la scuola durante un periodo di otto 

anni e di aver frequentato i primi cinque a tempo pieno e i tre restanti solo 

due o tre volte a settimana – e dall’altro lato non abbia saputo comunicare 

all’autorità inferiore l’età che egli aveva quando ha iniziato la scuola  

(cfr. atto SEM n. 15/12 D1.17.04). 

7.4 Neppure le argomentazioni apportate dal ricorrente in sede ricorsuale 

sono capaci di giustificare l’inconcludenza delle sue affermazioni. Si consi-

dera quindi che le incongruenze relative all’asserita minore età messe in 

evidenza dalla SEM siano difficilmente imputabili alla presunta difficoltà 

che egli avrebbe riscontrato durante la compilazione del foglio sui dati per-

sonali, al tempo intercorso tra gli eventi e il momento dell’audizione, al con-

testo socio-culturale di provenienza e al difficile viaggio che egli avrebbe 

affrontato.  

7.5 Questo Tribunale ritiene pertanto che l’autorità inferiore ha, a giusto 

titolo, deciso di non fare ricorso ad ulteriori misure istruttorie, segnatamente 

ad una perizia medica per accertare l’età del ricorrente, come preteso nel 

ricorso, in quanto gli elementi a disposizione della SEM erano sufficienti 

per poter esprimere un giudizio sulla verosimiglianza delle allegazioni 

dell’interessato (cfr. anche in tal senso la sentenza del Tribunale  

D-1924/2022 del 9 settembre 2022 consid. 5.5).  

7.6 In definitiva, la SEM non è incorsa in un accertamento inesatto e in-

completo dei fatti giuridicamente rilevanti. V’è da partire dall’assunto che il 

ricorrente non sia riuscito a rendere verosimile la propria minore età.  

 

8.  

8.1 Va ora esaminato se l’autorità inferiore ha rettamente emanato una de-

cisione di esecuzione dell’allontanamento. Quest’ultima è regolamentata, 

per rinvio dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e 

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la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la pre-

citata norma, l’esecuzione dell’allontanamento deve essere possibile 

(art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente 

esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d’una di queste 

condizioni, la SEM dispone l’ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e  

7 LStrI). 

8.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli 

ostacoli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con-

sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un ostacolo all’al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

9.  

9.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI l’esecuzione dell’allontanamento non è 

ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto inter-

nazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella mas-

sima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto internazio-

nale possono risultare ostativi all’esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984  

(Conv. tortura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell’uomo 

(Corte EDU) ha più volte ribadito che la sola possibilità di subire dei mal-

trattamenti dovuti a una situazione di insicurezza generale o di violenza 

generalizzata nel Paese di destinazione non è sufficiente per ritenere una 

violazione dell’art. 3 CEDU. Spetta infatti all’interessato provare o rendere 

verosimile l’esistenza di seri motivi che permettano di ritenere che egli cor-

rerà un reale rischio (“real risk”) di essere sottoposto, nel Paese verso il 

quale sarà allontanato, a trattamenti contrari a detti articoli  

(cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti).  

9.2 Inoltre, giusta l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, il ricorrente è rinviato in uno 

Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia 

uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diritto 

internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respingimento 

ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto della tor-

tura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 della Conv. tortura. Appartiene 

quindi all’interessato sovvertire tale presunzione. A tal fine, egli deve pre-

sentare seri indizi che le autorità dello Stato in questione violino il diritto 

internazionale nel caso specifico, non gli concedano la necessaria prote-

zione o lo espongano a condizioni di vita disumane, o che si trovi in una 

situazione di emergenza esistenziale nello Stato in questione a causa di 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/eddc4ea5-1065-4aad-aa7b-5ff005425730/fc6cfec2-3fa0-431b-8b5f-c337b1753da9?source=document-link&SP=5|zpixhk

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circostanze individuali di natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le 

tante le sentenze del Tribunale E-4040/2021 del 7 ottobre 2021 consid. 9.3, 

D-114/2021 dell’11 maggio 2021 consid. 8.2). 

9.3 Passando ora alla situazione generale della Grecia, il Tribunale ha ri-

tenuto nella sentenza di riferimento E-3427/2021, E-3431/2021 del  

28 marzo 2022 che per quanto riguarda l’ammissibilità dell’esecuzione 

dell’allontanamento verso il succitato Paese vengono riconosciuti degli 

ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento unicamente a condizioni molto 

restrittive (cfr. sentenza di riferimento E-3427/2021, E-3431/2021  

consid. 11.2). Si può infatti partire dalla presunzione che essendo la Grecia 

firmataria della CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, in principio 

rispetta i suoi obblighi di diritto internazionale. Certamente, da informazioni 

a disposizione di questo Tribunale risulta che i beneficiari della protezione 

sussidiaria, così come i rifugiati, corrono un rischio di vivere in condizioni 

precarie, a seconda dei casi, comparabili alle situazioni dei richiedenti. Tut-

tavia, non risulta da fonti affidabili e concordi che la Grecia abbia adottato 

una pratica di discriminazione sistematica – rispetto ai suoi cittadini – verso 

i beneficiari dello statuto di rifugiato o dalla protezione sussidiaria, nell’ac-

cesso all’occupazione, all’assistenza sociale, all’assistenza sanitaria, 

all’istruzione e all’alloggio (cfr. fra le tante la sentenza di riferimento del 

Tribunale D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 8.2). Altresì, i benefi-

ciari di protezione possono pure contare sulle garanzie derivanti dalla  

Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 

recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qua-

lifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme 

per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione 

sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta [rifusione; 

GU L 337/9 del 20 dicembre 2011; di seguito: direttiva qualificazione]). Tale 

direttiva è stata trasposta dalla Grecia, in conformità all’art. 39, in diritto 

nazionale interno con decreto presidenziale (P.D) 141/2013, pubblicato 

nella gazzetta ufficiale A 226/21.10.2013. Gli obblighi della Grecia, derivanti 

dal diritto europeo, nei confronti dei beneficiari di protezione sono la non 

discriminazione nell’accesso all’occupazione, all’istruzione, all’assistenza 

sociale, all’assistenza sanitaria, all’accesso all’alloggio e agli strumenti di 

integrazione (cfr. capo VII [contenuto della protezione internazionale] della 

direttiva qualificazione). Infine, in caso di violazione di diritti sanciti dalla 

CEDU, l’interessato potrà adire i tribunali greci, ed in ultima istanza la 

Corte EDU (art. 34 CEDU). 

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Pagina 10 

9.4  

9.4.1 Nella fattispecie, risulta che il ricorrente è beneficiario della prote-

zione sussidiaria ed ha un permesso di soggiorno valido dal (…) gennaio 

2022 sino al (…) gennaio 2023 (cfr. atto SEM n. 20/1). 

9.4.2 Si osserva anzitutto che, perciò, il ricorrente può rivolgersi alle com-

petenti autorità greche per far valere i diritti che gli spettano. In secondo 

luogo, dagli atti non vi sono elementi che conducono a ritenere che in caso 

di rinvio dell’insorgente in Grecia le sue prospettive future, considerate dal 

punto di vista materiale, fisico o psicologico, denotino un rischio sufficien-

temente reale e imminente di privazioni di gravità tale da rientrare nell’am-

bito di applicazione dell’art. 3 CEDU. Inoltre, il ricorrente non apporta alcun 

mezzo di prova a sostegno delle sue allegazioni sulle condizioni di vita in 

Grecia (cfr. atto SEM n. 23/6 D48). Dal suo racconto infine, emerge che 

l’insorgente non ha neanche sollecitato le autorità greche al fine di ottenere 

un alloggio (cfr. atto SEM n. 23/6 D9), aiuto finanziario o cibo (cfr. atto SEM 

n. 23/6 D22). Pertanto, non vi sono gli estremi per poter asserire che la 

Grecia violerebbe i diritti derivanti dall’art. 3 CEDU. 

9.5 In conclusione, l’esecuzione dell’allontanamento in Grecia è ammissi-

bile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

10.  

10.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. Ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento 

verso i Paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associazione europea di li-

bero scambio (AELS) è da ritenersi di principio esigibile e che tale presun-

zione legale può essere sovvertita solo se l’interessato rende verosimile 

che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto ragio-

nevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento D-559/2020 del  

13 febbraio 2020 consid. 9). Nella recente sentenza di riferimento  

E-3427/2021, E-3431/2021 il Tribunale ha avuto modo di precisare la pro-

pria giurisprudenza in merito all’esigibilità dell’esecuzione dell’allontana-

mento di persone vulnerabili trasferite verso la Grecia. In particolare, rite-

nendo l’esecuzione dell’allontanamento di persone vulnerabili, come 

donne incinte o persone con problemi di salute non ritenuti gravi, di princi-

pio esigibile (cfr. sentenza di riferimento E-3427/2021, E-3431/2021  

consid. 11.5.1). Occorre tuttavia procedere con un esame più approfondito 

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Pagina 11 

nel caso delle famiglie con bambini oppure quando invece le persone sono 

particolarmente vulnerabili. All’interno di quest’ultima categoria rientrano 

ad esempio i minori non accompagnati, così come le persone la cui salute 

psichica o fisica è particolarmente compromessa (cfr. sentenza di riferi-

mento E-3427/2021, E-3431/2021 consid. 11.5.2 seg.). 

10.2 Nel caso in disamina, le difficili condizioni di esistenza nelle quali si 

sarebbe trovato il ricorrente in Grecia non sono sufficienti per ritenere ine-

sigibile l’esecuzione del suo allontanamento. In particolare, nonostante le 

varie critiche sollevate da alcune organizzazioni non governative al sistema 

d’accoglienza e di procedura greco, alcune anche citate nel ricorso, va nuo-

vamente rammentato che la Grecia è vincolata dalla direttiva qualifica-

zione. È quindi responsabilità dell’insorgente rivendicare i diritti che gli 

spettano direttamente presso le autorità di detto Paese. Inoltre, visto che 

egli dispone di un permesso di soggiorno valido, di principio il mercato del 

lavoro greco risulta essergli aperto (cfr. nello stesso senso anche la sen-

tenza del Tribunale D-570/2022 del 10 febbraio 2022 consid. 8.5). Anche 

se è noto che le condizioni di vita in Grecia non sono facili a causa della 

situazione economica, non vi sono in specie indicazioni – visto anche 

quanto già ritenuto sotto il profilo dell’ammissibilità dell’esecuzione dell’al-

lontanamento – che l’interessato verrebbe esposto ad un’emergenza esi-

stenziale in caso di ritorno in Grecia. Tali criticità del sistema sociale ed 

economico greci non risultano difatti ostative a realizzare una messa in pe-

ricolo concreta ai sensi della legge e della giurisprudenza  

(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1 segg.; 2010/41 consid. 8.3.5; 2008/34  

consid. 11.2.2; 2007/10 consid. 5.1) e pertanto non sono atte a costituire 

un ostacolo insormontabile sotto il profilo dell’esigibilità dell’esecuzione 

dell’allontanamento (cfr. nello stesso senso la sentenza del Tribunale  

E-1985/2021 del 27 settembre 2021 consid. 7.4.2). 

10.3  

10.3.1 Da ultimo, concernente lo stato di salute dell’insorgente, si deve ri-

levare che per quanto attiene le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile se queste ultime po-

trebbero essere private delle cure mediche essenziali. Sono considerate 

come essenziali le cure di medicina generale ed acuta assolutamente ne-

cessarie ad un’esistenza conforme alla dignità umana. Se le cure neces-

sarie possono essere assicurate nel Paese d’origine o di destinazione del 

richiedente, all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in 

Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento sarà ragionevolmente esigibile. 

Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in ragione 

dell’assenza di trattamento adeguato, lo stato di salute dell’interessato si 

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Pagina 12 

degraderebbe così rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla 

messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, dure-

vole e notevolmente grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50  

consid. 8.3 e relativi riferimenti). Tuttavia ciò non appare essere il caso di 

specie. 

10.3.2 Dai documenti medici versati agli atti emerge infatti che il ricorrente 

è stato visitato l’ultima volta il (…) settembre 2022 per una cicatrice ante-

romediale. Quest’ultima non presenta tuttavia delle caratteristiche che 

comportino la necessità di un trattamento urgente (cfr. atto SEM n. 26/2). 

10.3.3 Tenuto conto di quanto precede, pur non volendo in alcun modo mi-

nimizzare le stesse, le affezioni delle quali soffre il ricorrente non appaiono 

essere suscettibili, dal profilo della loro gravità, di porre concretamente e 

seriamente in pericolo la sua vita o la sua salute a breve termine in caso di 

ritorno in Grecia. Si ribadisce inoltre che l’interessato ha in principio ac-

cesso alle cure mediche alle stesse condizioni che i cittadini greci  

(art. 2 lett. b e g e art. 30 par. 1 della direttiva qualificazione; cfr. la sentenza 

del Tribunale E-5659/2021 del 31 gennaio 2022 consid. 5.3). 

10.3.4 Sulla base di ciò che è stato esposto poc’anzi, non si ritiene essere 

il ricorrente una persona particolarmente vulnerabile ai sensi della giuri-

sprudenza (cfr. supra consid. 10.1). Pertanto, un esame maggiormente cir-

costanziato da parte della SEM non è richiesto. 

10.3.5 L’esecuzione dell’allontanamento, risulta pertanto essere ragione-

volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in combinato disposto con  

l’art. 44 LAsi). 

11.  

Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr) ri-

tenuto che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammis-

sione dell’insorgente. 

12.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA), 

per il che il ricorso va respinto. 

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Pagina 13 

13.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

14.  

14.1 Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria giusta l’art. 65 cpv. 1 PA, 

nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è re-

spinta. 

14.2 Visto l’esito della procedura, le spese processuali che seguono la soc-

combenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché 

art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). 

15.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF).  

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 14 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza.  

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Demis Mirarchi