# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 09937b9c-2f67-53c2-923a-35e82b5f340e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.09.2009 C-6269/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6269-2007_2009-09-07.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6269/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  7  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Elena Avenati-Carpani e Madeleine Hirsig, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
rappresentato dal Patronato INCA, Ufficio legale,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
29 agosto 2007; revisione di una rendita).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6269/2007

Fatti:

A.
Il  20 dicembre 2005,  l'Ufficio  AI  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
(attualmente Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati 
residenti all'estero e, in seguito, UAIE) ha deciso di erogare in favore 
di A._______ – cittadino italiano, nato il  (...), coniugato con figli (doc. 
1) – un quarto di rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità dal 
1° giugno al 31 agosto 2004 e tre quarti di rendita a decorrere dal 1° 
settembre  2004  (doc.  23  e  24;  v. anche  doc.  22).  È  stata  posta  la 
diagnosi di: stato dopo intervento di chirurgia vascolare per sindrome 
di  Leriche  agli  arti  inferiori  (1998)  con  claudicazione  intermittente 
persistente, cardiopatia coronarica con due interventi di angioplastica 
coronarica  transluminale  percutanea  (PTCA)  e  stent  (1999/2004), 
diabete  mellito  tipo  II  complicato  da  micro  e  macroangiopatia  già 
sottoposto a plurimi interventi, stato dopo intervento per ernia discale 
lombare  (1990)  e  deficit  cognitivo  (cfr.  doc.  13,  14,  15,  17  [perizia 
particolareggiata  E 213  del  24  gennaio  2005]  e  19 [valutazione  del 
medico dell'UAIE del 19 ottobre 2005]). Il servizio medico dell'UAIE ha 
quindi ritenuto che l'assicurato non avrebbe più potuto svolgere il suo 
precedente  lavoro  di  gestore  di  un  bar,  ma  a  lui  sarebbero  state 
proponibili  attività  leggere  sedentarie  al  50%  (doc.  18).  Il  calcolo 
comparativo  dei  redditi  ha  evidenziato  una  perdita  di  guadagno  del 
60% (doc.  20).  L'interessato  percepisce,  a  far  tempo  dal  1°  agosto 
2004, una pensione d'invalidità italiana (doc. 27).

B.
Il 19 dicembre 2006, l'assicurato ha formulato, tramite la competente 
sede dell'Istituto nazionale delle previdenza sociale (INPS), una nuova 
domanda  di  pensione  d'invalidità  (doc.  27).  Sono  stati  esibiti,  per 
quanto emerge dalle carte processuali, i seguenti documenti:

• una cartella clinica concernente il ricovero dal 27 settembre al 
3  ottobre  2006  per  sindrome  coronarica  acuta  in  nota 
cardiopatia  ischemica,  PTCA  e  Stent  medicato  su  CX,  buon 
risultato angiografico a distanza in esiti di PTCA e Stent di IVA, 
diabete mellito (DM) tipo 2 (doc. 31);

• la  perizia  medica  particolareggiata  E  213  della  previdenza 
sociale italiana del 10 gennaio 2007, attestante diabete mellito 
complicato  da  micro  e  macroangiopatia,  già  operato  per 

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sindrome di Leriche agli arti inferiori, cardiopatia ischemica, già 
trattata  con  multiple  PTCA  e  stent,  l'ultima  nel  settembre- 
ottobre 2006,  sindrome cognitiva correlata, postumi di  remoto 
intervento  per  asportazione  ernia  discale  (E.D.)  lombare;  le 
condizioni  di  salute  dell'interessato  sono  state  definite  come 
peggiorate ed è stato ritenuto che lo stesso non può svolgere a 
tempo pieno né il suo ultimo lavoro né uno adeguato alle sue 
condizioni  (in  Italia  è  considerato  invalido  al  100%  sia  nella 
precedente  attività  che  in  un'attività  adeguata  alle  sue 
condizioni; cfr. doc. 32).

C.
Nel  suo  rapporto  del  26  aprile  2007,  il  dott.  B._______,  medico 
dell'UAIE,  ha  rammentato,  preliminarmente,  che  all'assicurato  sono 
stati  attribuiti  tre  quarti  di  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità,  lo  stesso essendo stato considerato  in  grado di  svolgere 
un'attività sedentaria leggera nella misura del 50%. Ha rilevato, inoltre, 
che l'interessato è stato nuovamente ricoverato durante una settimana 
alla fine di settembre del 2006 a causa di dolori al torace e sottoposto 
ad  un  intervento  di  coronarografia  (dilatazione  di  una  stenosi  e 
posizionamento di uno stent). Ha poi constatato che al momento della 
dimissione dall'ospedale presentava una condizione di salute in buon 
equilibrio. Ha quindi ritenuto che, a parte un periodo di incapacità al 
lavoro  in  un'attività  sostitutiva  leggera  durante  al  massimo  due-tre 
settimane  fra  settembre  ed  ottobre  (2006),  l'assicurato  è  da 
considerare tuttora abile al 50% in un'attività sostitutiva leggera (doc. 
33).

D.
Il  14  maggio  2007,  l'autorità  inferiore  –  considerando  la  nuova 
domanda  come  una  domanda  di  revisione  –  ha  comunicato 
all'interessato  che,  sulla  base  della  documentazione  medica  fornita, 
non risulta una modifica rilevante del grado di  invalidità. Pertanto, la 
domanda di revisione non avrebbe potuto essere esaminata. Ha quindi 
accordato all'assicurato la facoltà, entro 30 giorni  dalla ricezione del 
progetto di decisione, di formulare delle obiezioni per iscritto, facoltà di 
cui il medesimo non ha fatto uso (doc. 34).

E.
Il  29 agosto 2007,  l'autorità  inferiore ha deciso che,  conformemente 
all'art. 87 cpv. 3 dell'ordinanza del 17 gennaio 1961 sull’assicurazione 

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per l’invalidità (OAI, RS 831.201), non erano date le condizioni per un 
esame  di  merito  della  sua  domanda  di  revisione,  non  avendo 
l'assicurato  reso  plausibile  una  modifica  rilevante  del  suo  grado 
d'invalidità (doc. 36).

F.
Il  18  settembre  2007,  l'interessato  ha  interposto  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  contro  la  decisione  dell'UAIE  del 
29 agosto 2007 mediante il quale ha chiesto, sostanzialmente, l'esame 
nel  merito  della  sua domanda di  revisione nonché il  riconoscimento 
del suo diritto ad una rendita intera a far tempo da dicembre del 2006, 
e ciò sulla base della documentazione medica esibita. Ha segnalato 
che  il  suo  stato  di  salute  è  peggiorato  in  misura  rilevante,  avendo 
subito un nuovo intervento chirurgico (settembre 2006) a seguito di un 
aggravamento della patologia cardiaca di cui è affetto. Ha contestato, 
infine, l'esigibilità al 50% dell'esercizio di un'attività lucrativa confacen-
te al suo stato di salute (doc. TAF 1).

G.
Nella  risposta  al  ricorso del  14  gennaio  2008,  l'autorità  inferiore  ha 
proposto  la  reiezione  del  gravame.  Ha  ritenuto,  in  particolare,  che 
l'insorgente non ha presentato in sede ricorsuale alcun fatto nuovo o 
indizio  dell'esistenza  di  un  peggioramento  rilevante  del  suo stato  di 
salute (doc. TAF 5).

H.
Nella replica dell'8 febbraio 2008, il  ricorrente si è riconfermato nelle 
argomentazioni in fatto ed in diritto di cui al ricorso del 18 settembre 
2007. Ha esibito un referto di coronarografia del 6 agosto 2007, una 
scheda  di  dimissione  ospedaliera  dell'8  agosto  2007  nonché  un 
certificato  medico  del  dott.  C._______  del  19  novembre  2007  (doc. 
TAF 7).

I.

I.a Nel  suo  rapporto  del  29  febbraio  2008,  il  dott.  B._______  ha 
rilevato  che  il  ricorrente  è  stato  nuovamente  ricoverato  per  breve 
tempo nell'agosto  del  2007 a  causa di  dolori  al  torace,  che è  stato 
sottoposto  ad  un  ulteriore  intervento  per  dilatazione  di  una  nuova 
stenosi  e  che  tale  intervento,  secondo  il  resoconto  operatorio,  è 
riuscito.  Non  sussistono  altresì  indizi  di  una  insufficienza  cardiaca. 
Siffatti  indizi  non sono ravvisabili  neppure  nel  certificato  medico  del 

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dott.  C._______  del  novembre  2007,  che  si  limita  a  postulare  una 
ulteriore  riduzione  della  capacità  lavorativa  del  paziente. Secondo  il 
dott.  B._______,  in  virtù  della  documentazione  medica  agli  atti  non 
risulta  una  modifica  importante  dello  stato  di  salute  dell'assicurato 
rispetto  alla  situazione  esistente  all'epoca  della  concessione  della 
rendita d'invalidità nel dicembre del 2005. Pertanto, e ritenuto che la 
nuova diagnosi medica è in sostanza sovrapponibile a quella del mese 
di  ottobre  2005,  ha  confermato  la  precedente  presa  di  posizione, 
secondo la quale l'esercizio di un'attività lucrativa leggera nella misura 
del 50% (4-5 ore al giorno) è da considerare esigibile (doc. 39).

I.b Nella  duplica  del  10  marzo 2008,  l'autorità  inferiore,  dopo avere 
constatato  che  la  documentazione  medica  prodotta  non  comporta 
elementi tali da corroborare l'invocata importante modifica dello stato 
di  salute  del  ricorrente  suscettibile  d'incidere  sulla  sua  capacità 
lavorativa, ha nuovamente proposto la reiezione del gravame (doc. TAF 
9).

J.
Con decisione incidentale del 13 marzo 2008 (notificata il  14 marzo 
2008;  cfr.  avviso  di  ricevimento  agli  atti),  questo  Tribunale  ha 
trasmesso al  ricorrente per conoscenza la  duplica e lo ha invitato a 
versare,  nel  termine  di  30  giorni  dalla  notificazione  della  decisione 
incidentale  medesima,  un  anticipo  di  fr.  300.--  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali. L'anticipo è stato versato l'8 aprile 2008 
(doc. TAF 10 a 12).

K.
Con scritto del 15 maggio 2009, l'insorgente ha chiesto informazioni 
circa  lo  stato  della  procedura  promossa  dinanzi  a  questo  Tribunale 
(doc. TAF 13).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

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1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 
(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero.

1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.4 Il  ricorso – presentato tempestivamente e rispettoso dei requisiti 
previsti dalla legge (art. 59 e 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 
ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del 
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

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2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni della 5a revisione della LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
non sono pertanto applicabili  nel  caso concreto  e di  seguito è fatto 
riferimento alle disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2007.

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4.

4.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

4.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI,  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004, 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il 
40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 
quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  60% e  ad  una  rendita 
intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore 
dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 
50%,  ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino 
dell'UE, o svizzero, e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e 
sentenza del Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 
e relativi riferimenti).

4.3 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 
110 V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito 
che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido;  metodo  generale  del 
raffronto dei redditi). 

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5.
La causa verte sulla questione di sapere se l'UAIE abbia a ragione, o 
meno, rifiutato di esaminare nel merito la domanda di revisione della 
rendita  presentata  dal  ricorrente. Per contro,  non compete  a  questo 
Tribunale di statuire anche sul merito della domanda di revisione. Nella 
misura in cui è chiesto più o altro che la semplice entrata nel merito, 
nel  caso concreto  la  concessione di  una rendita  intera d'invalidità  a 
decorre da dicembre 2006, il ricorso è pertanto inammissibile (cfr. DTF 
117 V 121 consid. 1 e DTF 116 V 265 consid. 2a).

6.
Secondo l'art. 17 LPGA, se il  grado d'invalidità del beneficiario della 
rendita subisce una notevole modificazione, per il  futuro la rendita è 
aumentata  o  ridotta  proporzionalmente  o  soppressa,  d'ufficio  o  su 
richiesta.  Il  cpv.  2  della  stessa  norma  prevede  che  ogni  altra 
prestazione  durevole  accordata  in  virtù  di  una  disposizione 
formalmente passata in giudicato è, d'ufficio o su richiesta, aumentata, 
diminuita o soppressa se le condizioni che l'hanno giustificata hanno 
subito una notevole modificazione.

6.1

6.1.1 Giusta l'art. 87 cpv. 3 OAI, se è fatta domanda di revisione, nella 
domanda  si  deve  dimostrare  che  il  grado  di  invalidità  o  di  grande 
invalidità o il volume dell'assistenza dovuta all'invalidità è modificato in 
misura rilevante per il diritto alle prestazioni.

6.1.2 Va altresì rammentato che il grado di prova richiesto dall'art. 87 
cpv. 3 OAI è attenuato in quanto non è necessario che l'amministrazio-
ne  raggiunga  il  convincimento,  nel  senso  di  una prova con  il  grado 
della verosimiglianza preponderante, che rispetto all'ultima decisione 
cresciuta  in  giudicato  sia  effettivamente  subentrata  una  modifica 
rilevante. Basta piuttosto che sussistano almeno certi  indizi  a  favore 
della circostanza invocata, ferma restando comunque la possibilità che 
la modifica invocata venga poi smentita da un più attento esame (v. 
sentenza del Tribunale federale 9C_708/2007 dell'11 settembre 2008 
consid. 2.2 e relativi riferimenti).

6.1.3 La  condizione  di  verosimiglianza  posta  dall'art.  87  cpv. 3  OAI 
deve permettere all'amministrazione, che ha precedentemente rifiutato 
una  prestazione  o  comunque  una  sua  revisione  con  provvedimento 
cresciuto  in  giudicato,  di  scartare  senza  ulteriori  esami  nuove 

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domande  con  le  quali  l'assicurato  si  limita  a  ripetere  gli  stessi 
argomenti, senza allegare una modifica di fatti determinanti (DTF 125 
V 410 consid. 2b). Adita con una nuova domanda, l'amministrazione 
deve così cominciare con l'esaminare se le allegazioni dell'assicurato 
sono, in maniera generale, plausibili, in altri termini se l'assicurato ha 
reso  plausibile  una  modifica  importante  dello  stato  di  salute, 
suscettibile d'incidere sulla sua capacità lavorativa rispettivamente sul 
grado d'invalidità,  rispetto a quella  precedentemente ritenuta. Se ciò 
non è  il  caso,  può liquidare l'istanza senza ulteriori  indagini  con un 
rifiuto  di  entrata  in  materia.  A  tal  proposito,  occorre  precisare  che 
quanto  più  breve  è  il  lasso  di  tempo  trascorso  dalla  decisione 
precedente,  tanto più rigorosamente l'amministrazione apprezzerà la 
plausibilità  delle  allegazioni  dell'assicurato. Su  questo  aspetto,  essa 
dispone  di  un  certo  margine  di  apprezzamento  che  il  giudice  è  di 
principio  tenuto  a  rispettare  (v.  sentenze  del  Tribunale  federale 
9C_708/2007 dell'11 settembre 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti, 
9C_860/2007 del 10 dicembre 2008 consid. 5 e I 52/03 del 16 gennaio 
2004 consid. 3).

6.2 L'art.  88a  cpv.  2  OAI  prevede  altresì  che  se  la  capacità  al 
guadagno  o  la  capacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete  peggiora 
oppure  se  la  grande  invalidità  si  aggrava  o  l'assistenza  dovuta 
all'invalidità  aumenta,  occorre  tenere  conto  del  cambiamento 
determinante il  diritto a prestazioni non appena esso perdura da tre 
mesi  senza  interruzione  notevole.  L'aumento  della  rendita  o 
dell'assegno per grandi invalidi avviene al più presto se l'assicurato ha 
chiesto  la  revisione  a  partire  dal  mese  in  cui  la  domanda  è  stata 
inoltrata (art. 88bis cpv. 1 OAI).

7.
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo di 
revisione  della  rendita  d'invalidità  ogni  modifica  rilevante  delle 
circostanze  di  fatto  suscettibile  d'influire  sul  grado  di  invalidità  e, 
quindi, sul diritto alla rendita. Per conseguenza, la rendita può essere 
soggetta a revisione non soltanto in caso di modifica importante dello 
stato di salute, ma anche quando detto stato è rimasto invariato, ma le 
sue  conseguenze  sulla  capacità  di  guadagno  hanno  subito  un 
cambiamento  significativo  (sentenza  del  Tribunale  federale  I  870/05 
del 2 maggio 2007; DTF 130 V 343 consid. 3.5). Irrilevante è invece, 
una  diversa  valutazione  di  una  fattispecie  restata  sostanzialmente 
immutata (DTF 112 V 371 consid. 2b).

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7.1 Al  fine  di  accertare  se  il  grado  di  invalidità  si  è  modificato  in 
maniera tale da influire sul diritto alle prestazioni, si deve confrontare, 
da  un  lato,  la  situazione  di  fatto  dell'ultima  decisione  cresciuta  in 
giudicato  che  è  stata  oggetto  di  un  esame materiale  del  diritto  alla 
rendita  dopo  contestuale  accertamento  pertinente  dei  fatti, 
apprezzamento delle prove e confronto dei redditi, e, dall'altro lato, la 
situazione  di  fatto  vigente  all'epoca  del  provvedimento  litigioso 
(sentenza del Tribunale federale I 759/06 del 5 settembre 2007; DTF 
133  V  108).  Pertanto,  il  periodo  di  riferimento  nell'ambito  della 
presente vertenza è quello intercorrente tra il 20 dicembre 2005, data 
della decisione mediante la  quale sono stati  accordati  i  tre  quarti  di 
rendita, ed il 29 agosto 2007, data della decisione impugnata (cfr. pure 
DTF 130 V 66 consid. 2). Il giudice delle assicurazioni sociali analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la  decisione  impugnata  è 
stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

7.2 Giova  altresì  precisare  che,  per  costante  giurisprudenza,  i  fatti 
accaduti  posteriormente  (e  che  hanno  modificato  la  situazione 
valetudinaria  dell'assicurato)  devono di  regola formare oggetto  di  un 
nuovo  procedimento  amministrativo  (DTF  129  V  1  consid.  1.2,  DTF 
127 V 466 consid. 1 e DTF 121 V 362 consid. 1b). 

8.

8.1 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria 
(anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure 
sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, 
logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un  rapporto 
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la 
sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo 
contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3a). 

8.2 In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la 
giurisprudenza ha stabilito  che il  giudice non si  scosta senza motivi 
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a 

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disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, 
da  un  punto  di  vista  medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del 
Tribunale  federale  U  505/06  del  17  dicembre  2007).  Ragioni  che 
possono indurre il  giudice a non fondarsi  su un tale referto sono ad 
esempio affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, 
o  altri  rapporti  da cui  emergono validi  motivi  per  farlo  e,  meglio,  se 
l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fondata da mettere in 
discussione  le  conclusioni  peritali  (sentenza  del  Tribunale  federale  I 
166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3). 

8.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il  Tribunale federale ha 
precisato  che  esse  contengono  considerazioni  specialistiche  che 
possono contribuire ad accertare i  fatti,  da un punto di vista medico. 
Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia 
giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a 
mettere  in  discussione  la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata 
dall'amministrazione  (DTF  125  V  351).  Giova  altresì  rilevare  come 
debba  essere  considerato  con  la  necessaria  prudenza  l'avviso  dei 
medici  curanti,  i  quali  possono  tendere  a  pronunciarsi  in  favore  del 
proprio paziente a dipendenza dei particolari  legami che essi  hanno 
con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti). 

8.4 Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici 
contraddittori  il  giudice non può evadere la vertenza senza valutare 
l'intero  materiale  e  indicare  i  motivi  per  cui  egli  si  fonda  su  un 
rapporto  piuttosto che su un altro. Al  riguardo va tuttavia  precisato 
che  non si  può  pretendere  dal  giudice  che raffronti  i  diversi  pareri 
medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista 
medico,  come farebbe un  perito,  i  punti  in  cui  si  evidenziano delle 
carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale 
federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

9.

9.1 L'insorgente  fa valere  che  il  suo stato  di  salute  è  peggiorato  in 
modo notevole da dicembre 2005. Segnala che la patologia cardiaca di 
cui è affetto non gli consente più di svolgere un'attività confacente al 
suo stato di salute nella misura del 50%, come ritenuto nel dicembre 
2005  dall'UAIE  (in  virtù  dell'apprezzamento  del  dott.  B._______  del 
proprio servizio medico dell'ottobre 2005).

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9.2 Il  dott. B._______, nei  suoi  rapporti  del  26 aprile  2007 e del  29 
febbraio 2008 (doc. 33 e 39), su cui si fonda la decisione impugnata, 
ha ritenuto che in virtù della nuova documentazione medica esibita dal 
ricorrente  non  è  ravvisabile  un  indizio  concreto  di  una  modifica 
rilevante dello stato di salute del ricorrente. Lo stesso è nella sostanza 
sovrapponibile  a  quello  esistente  al  momento  della  pronuncia  della 
decisione  del  20  dicembre  2005.  Il  dott.  B._______  ha  rilevato,  in 
particolare, che l'insorgente è stato ricoverato nel settembre del 2006 
e nell'agosto del 2007 a causa di dolori al torace, che ha subito due 
interventi  di  angioplastica (mediante  i  quali  sono state  dilatate delle 
stenosi  e  posizionati  degli  stent),  ma  che  in  entrambi  i  casi  alla 
dimissione  dall'ospedale  il  ricorrente  presentava  una  condizione  di 
salute  in  buon  equilibrio  dopo  decorso  senza  complicanze.  Ha  poi 
osservato  che  i  documenti  medici  esibiti  dal  ricorrente  non 
menzionano alcuna insufficienza cardiaca e che in siffatte circostanze 
non  vi  è  alcuna  ragione  di  ritenere  che  vi  possa  essere  stato  un 
peggioramento  dello  stato  di  salute  del  ricorrente  rispetto  a  quanto 
ritenuto nell'ottobre del  2005 suscettibile  di  giustificare una modifica 
del tasso d'incapacità lavorativa del 50%.

9.3 A  questo  Tribunale  non  sfugge  che  nella  perizia  medica 
particolareggiata  E  213  del  10  gennaio  2007  (doc.  32),  trasmessa 
dall'INPS, è stato indicato che le  condizioni  di  salute dell'insorgente 
sono peggiorate e che lo stesso non è più in grado di svolgere né la 
sua precedente attività né un'altra sostituiva. Tale generica valutazione 
non  è  però  condivisibile,  la  stessa  non  essendo  corroborata  da 
riscontri medici oggettivi. In particolare, la diagnosi indicata dal medico 
che  ha  effettuato  la  perizia,  come  rettamente  rilevato  dal  dott. 
B._______, è nella sostanza sovrapponibile con quella specificata dal 
medesimo medico nella perizia particolareggiata E 213 del 25 gennaio 
2005.  Non  è  altresì  stato  spiegato  in  cosa  consisterebbe 
concretamente il peggioramento dello stato di salute del ricorrente né 
per quale motivo l'incapacità lavorativa dovrebbe passare dal 50% al 
100%. A titolo del tutto abbondanziale, giova ancora rammentare che 
già  nella  perizia  medica  particolareggiata  del  25  gennaio  2005  era 
stata  implicitamente  suggerita  un'incapacità  lavorativa  del  100% per 
l'insorgente (nel senso che il medico non aveva indicato esplicitamente 
alcuna residua capacità lavorativa dello stesso; v. punti 9, 11.4. e 11.6 
a 11.8 della perizia del  25 gennaio 2005). Peraltro, questo Tribunale 
osserva che la scheda di dimissione ospedaliera del 3 ottobre 2006 fa 
stato segnatamente  di  un  decorso regolare  del  ricovero, di  un buon 

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risultato angiografico in esiti di PTCA e stent nonché di una frazione di 
eiezione del 60%. Dalla scheda risulta altresì che il  paziente è stato 
considerato asintomatico per angina di  petto (angor)  e con un buon 
compenso di circolo (doc. 31). Inoltre, pure nella scheda di dimissione 
ospedaliera  dell'8  agosto  2007 è evidenziato che,  al  momento  della 
dimissione,  il  ricorrente  è  stato  ritenuto  asintomatico  per  angina  di 
petto  e  con  buon  compenso  di  circolo  (doc.  TAF 7).  Non  è  altresì 
riportata  una  nuova  diagnosi  o  fatto  riferimento  ad  una  accresciuta 
incapacità  lavorativa.  L'insorgente  ha  certo  affermato,  in  sede 
ricorsuale,  che  la  patologia  cardiaca  di  cui  soffre  si  è  aggravata. 
Tuttavia,  non  ha  prodotto  alcun  documento  medico  suscettibile  di 
rendere perlomeno plausibile – nel senso precedentemente indicato – 
una  modifica  importante  del  suo  stato  di  salute,  suscettibile  inoltre 
d'incidere  in  modo  determinante  (leggi  anche  durata  minima 
necessaria)  sulla  sua incapacità  lavorativa rispettivamente  sul  grado 
d'invalidità.  Per quanto attiene al certificato medico del 19 novembre 
2007 del dott. C._______, specialista in chirurgia, esibito con il ricorso 
e di data posteriore alla decisione impugnata, occorre osservare che 
esso  si  riferisce  alle  note  diagnosi  e  non  apporta  alcun  nuovo 
elemento  medico  idoneo  a  corroborare  una  possibile  modifica  dello 
stato di salute del ricorrente rispetto a quella rilevata nel 2005. Benché 
tale certificato medico riferisca di una ulteriore riduzione della capacità 
lavorativa  del  ricorrente,  esso  non  comporta  alcuna  indicazione  in 
merito ad una specifica inabilità lavorativa e neppure al relativo grado, 
tanto meno in attività sostitutive leggere.

9.4 Sulla scorta delle considerazioni che precedono, questo Tribunale 
reputa  che  il  ricorrente  non  ha  reso  plausibile  che  sia  subentrata 
rispetto  a  dicembre  2005  una  modifica  del  suo  stato  di  salute 
suscettibile d'incidere sulla sua capacità lavorativa rispettivamente sul 
grado d'invalidità allora ritenuto. Il fatto che il ricorrente abbia dovuto 
sottoporsi  a  due  interventi  chirurgici  nel  settembre  del  2006  e 
nell'agosto del  2007 non è pertanto motivo di  per  sé sufficiente per 
un'entrata  nel  merito  della  sua  domanda  di  revisione  (v.,  sulla 
problematica, le sentenze del Tribunale federale 9C_860/2007 del 10 
dicembre 2008 consid. 5  e I  52/03 del  16 gennaio  2004 consid. 3), 
ritenuto  altresì  che  detti  interventi  si  sono  conclusi  positivamente  e 
senza  complicanze  e  che  ognuno  di  essi  –  secondo  l'opinione  del 
medico  dell'UAIE  di  cui  non  vi  è  ragione  di  dubitare  in  assenza  di 
sufficienti  riscontri  oggettivi  contrari  –  ha  provocato  solo  qualche 
settimana  d'inabilità  lavorativa  per  l'insorgente.  Non  risulta  peraltro 

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essere  stato  reso  plausibile  alcun  altro  motivo  di  revisione  non 
connesso  con  un  cambiamento  dello  stato  di  salute  del  ricorrente. 
Giova  infine  rilevare  che  il  principio  inquisitorio  non  si  applica  alla 
procedura prevista all'art. 87 cpv. 3 OAI (cfr. DTF 130 V 64 consid. 
5.2.5),  di  modo  che  non  incombe  a  questo  Tribunale  un  obbligo 
d'esperire  delle  investigazioni  complementari  (cfr.  sentenze  del 
Tribunale federale I 951/06 del 31 ottobre 2007 consid. 2.1 nonché I 
607/04 del 6 dicembre 2005 consid. 3).

9.5 Per conseguenza, il ricorso, destituito di fondamento, non merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

10.

10.1 Visto l'esito della  procedura,  le  spese processuali,  di  fr. 300.--, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché 
art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili  nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio 
2008  [TS-TAF, RS  173.320.2]).  Esse  sono  computate  con  l'anticipo 
spese, di identico ammontare, versato dal ricorrente stesso l'8 aprile 
2008.

10.2 Al  ricorrente,  soccombente,  non spetta  altresì  alcuna indennità 
per spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con 
l'art.  7  cpv. 1  e  2  TS-TAF a  contrario).  Peraltro,  le  autorità  federali, 
quand'anche vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a 
titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili 
nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 300.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo spese di fr. 300.--, versato l'8 aprile 2008, è computato con 
le spese processuali.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante del ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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