# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0b646337-6fe8-5a49-8628-440db2533795
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-11-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.11.2023 D-5698/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5698-2020_2023-11-10.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5698/2020 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 0  n o v e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Gabriela Freihofer, Gérald Bovier,  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Senza nazionalità,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (senza esecuzione dell'allontanamento);  

decisione della SEM del 16 ottobre 2020 / N (…). 

 

 

 

D-5698/2020 

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Fatti: 

A.  

A.a L’interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il (…) no-

vembre 2018. 

A.b Il (…) novembre 2018 si è tenuto con il richiedente il verbale relativo ai 

suoi dati personali. Nell’ambito di quest’ultimo l’interessato ha in particolare 

riferito di aver lasciato il suo Paese d’origine il (…), per trasferirsi in 

B._______, dove ha vissuto svolgendo diverse attività lavorative e conse-

guendo un Master in Business Management. Il (…) maggio 2018 egli ha 

lasciato la B._______, alla volta della Svizzera, per poi dirigersi in 

C._______, dove egli ha presentato una domanda d’asilo. Nel contesto di 

una procedura Dublino, il richiedente è stato infine trasferito in Svizzera, 

dove egli ha presentato una domanda d’asilo. 

A.c Il (…) agosto 2020 l’interessato è stata sentito nell’ambito di un’audi-

zione in merito ai suoi motivi d’asilo. Durante la medesima egli ha, per 

quanto qui di rilievo, asserito di essere nato e cresciuto nella striscia di 

Gaza e di essersi ivi laureato in educazione fisica. Durante gli studi univer-

sitari egli avrebbe fatto parte del movimento Fatah. A studi conclusi il ri-

chiedente avrebbe ottenuto un lavoro come allenatore sportivo e di autodi-

fesa per le autorità palestinesi. Nel 2010, Hamas avrebbe scavato un tun-

nel sotto l’abitazione della sua famiglia ed egli si sarebbe opposto. La set-

timana seguente egli sarebbe stato arrestato e trattenuto per un giorno in 

una stazione di polizia, subendo violenze fisiche, senza tuttavia venire in-

terrogato. Un episodio analogo si sarebbe verificato nuovamente in se-

guito. Nel mese di (…), egli sarebbe stato infine vittima di un’aggressione 

da parte del gruppo Kataeb Al-Qassam in prossimità della propria abita-

zione. Questi ultimi hanno intimato al richiedente di non immischiarsi nei 

loro affari. In data (…) l’interessato è espatriato, in quanto egli voleva pro-

seguire i propri studi all’estero e per via dei suoi problemi con Hamas. L’in-

teressato teme, in caso di un proprio ritorno nella striscia di Gaza, di non 

avere alcun futuro, in quanto non vi sarebbe nessuna sicurezza. 

A sostegno dei suoi asserti, il richiedente ha presentato la seguente docu-

mentazione: 

- Originale, Passaporto (…), scaduto il (…) 

- Originale, Passaporto (…), scaduto il (…) 

- Originale, certificato di nascita 

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- MdP 1: Originale, UNRWA, tessera di registrazione familiare per rifu-

giati palestinesi 

- MdP 2: Originale, CSS lntras, dichiarazione dì infortunio 

- MdP 3: Copia, Fotografie dal (…) al (…) delle attività sportive, e articolo 

sportivo del (…) 

- MdP 4: Copia, articolo di giornale di (…) delle attività sportive 

- MdP 5: Copia, Fotografie della cerimonia di diploma di PhD in 

C._______, 2016 

- MdP 6: Copia, Certificato UNRWA del (…) 

- MdP 7: Originale, Lascia-passare datato (…) 

- MdP 8: Originale, Ricevuta del Fondo Nazionale Palestinese del (…) 

- MdP 9: Copia, Fotografie abitazioni e strade distrutte 

B.  

Con decisione del (…) ottobre 2020 notificata il (…) ottobre 2020 (cfr. [atti 

della SEM] n. [{…}]-19/7) – l’autorità inferiore non ha riconosciuto la qualità 

di rifugiato all’interessato e ha respinto la sua domanda d’asilo, pronun-

ciando inoltre il suo allontanamento dalla Svizzera, concedendogli tuttavia 

l’ammissione provvisoria per inesigibilità dell’esecuzione dell’allontana-

mento. 

Nella decisione nei confronti del richiedente l’autorità inferiore ha conside-

rato che le dichiarazioni rilasciate dal medesimo nel corso della sua audi-

zione in relazione ai motivi che l’avrebbero spinto a lasciare il Paese d’ori-

gine siano inverosimili. In particolare, le sue affermazioni sia circa la co-

struzione da parte di Hamas di un tunnel sotto la sua abitazione, sia i suc-

cessivi arresti ed aggressioni sarebbero vaghe, mancherebbero di concre-

tezza, non sarebbero dettagliate e circostanziate. Di conseguenza pure le 

asserite problematiche relative all’appartenenza dell’interessato a Fatah ri-

sulterebbero inverosimili. 

C.  

Tramite il plico raccomandato del (…) novembre 2020 (cfr. risultanze pro-

cessuali), l’interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale amministra-

tivo federale (di seguito: il Tribunale) contro il summenzionato provvedi-

mento della SEM, concludendo, a titolo principale all’annullamento della 

decisione impugnata, nonché che sia riconosciuto quale rifugiato e gli sia 

concesso l’asilo oltre che la constatazione dell’inesigibilità del rinvio. A titolo 

subordinato, ha chiesto la restituzione degli atti alla SEM, perché proceda 

ad un completamento dell’istruzione. Ha inoltre presentato istanza di con-

cessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali e del relativo anticipo. 

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Nel proprio ricorso, in sunto, l’insorgente lamenta innanzitutto di non es-

sersi sentito a proprio agio durante l’audizione circa i propri motivi d’asilo e 

che la stessa si è svolta a Berna, mentre egli risiedeva in Ticino. Inoltre egli 

lamenta che l’istruttoria sia stata svolta in tedesco ed in francese, mentre 

la decisione dell’autorità di prime cure è stata emessa in italiano. Egli con-

testa inoltre le conclusioni dell’autorità di prime cure circa la verosimi-

glianza dei motivi d’asilo addotti e ciò sostenendo che la SEM non avrebbe 

preso in considerazione nella propria analisi della sua situazione psicolo-

gica, con una probabile sindrome post-traumatica da stress (PTSD). Que-

ste sue problematiche psicologiche spiegherebbero pertanto le lacune pre-

senti nel suo racconto e la mancanza di dettagli circa gli episodi rilevanti 

del suo racconto. Egli sostiene inoltre che il suo racconto adempierebbe i 

criteri per valutare la verosimiglianza, in quanto non si sarebbe mai con-

traddetto, sarebbe stato collaborativo e responsabile durante le audizioni. 

Inoltre, la SEM non avrebbe preso in considerazione le sue attività sociali 

effettuate per conto di Fatah, che dovrebbero essere considerate come atti 

politici, come pure l’attività del fratello a servizio di D._______. 

Al ricorso, l’insorgente ha allegato alcuni mezzi di prova già agli atti, ag-

giungendovi copia di alcune fotografie che lo ritraggono nella propria atti-

vità di istruttore in una palestra di (…), oltre che copia di una ricevuta per il 

rinnovo del passaporto del (…). 

D.  

Nella sua decisione incidentale del (…) novembre 2022, il Tribunale ha sta-

bilito che la presente procedura si sarebbe svolta in italiano, ha inoltre chie-

sto alla SEM d’inoltrare una risposta al ricorso entro il (…) dicembre 2022. 

Ha altresì accolto l’istanza di concessione dell’assistenza giudiziaria. 

E.  

L’autorità inferiore ha presentato le sue osservazioni responsive in data 

(…) gennaio 2023, dopo aver ottenuto due proroghe del termine da parte 

del Tribunale. Nelle stesse, ha in particolare sostenuto che il ricorrente non 

potesse soffrire di angoscia, dal momento che egli durante l’audizione ha 

indicato di essersi preparato alla stessa per 10 giorni. Per quanto concerne 

la motivazione del ricorrente di non ricordare tutti i particolari degli elementi 

traumatici subiti a causa del PTSD, la SEM indica che il ricorrente non ha 

mai comprovato di soffrire di tale patologia. Anche supponendo che il ricor-

rente soffrisse di PTSD, la letteratura scientifica non è unanime nell’indi-

care che vi possa sussistere una perdita di memoria. In generale la SEM 

presuppone che le dichiarazioni di persone che soffrono delle conse-

guenze di trauma possano presentare incoerenze e lacune. Tuttavia, nel 

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caso di specie, le affermazioni di scarsa qualità relative all’evento centrale 

del racconto del ricorrente, tale riferimento non potrebbe essere assunto. 

F.  

Per il tramite della replica del (…) febbraio 2023, il ricorrente ha contestato 

le osservazioni di risposta della SEM. Segnatamente, egli ha ritenuto che 

la lettura effettuata dall’autorità di prime cure circa l’influenza del suo stato 

di salute sulla qualità delle proprie allegazioni non può essere seguita. Egli 

sostiene infatti che la sua angoscia emergeva chiaramente durante l’audi-

zione. Egli avrebbe inoltre indicato, nella medesima sede, di utilizzare 2 

farmaci utilizzati per casi di depressione. In seguito, la diagnosi di PTSD 

sarebbe stata confermata dal Servizio Psico-sociale (…). Egli conclude ri-

badendo che la presenza di un trauma può incidere sulla qualità del rac-

conto.  

Allo scritto il ricorrente ha allegato un certificato medico del servizio psico-

sociale di Viganello, che conferma che lo stesso è seguito per una sinto-

matologia ascrivibile e compatibile con una diagnosi di disturbo post-trau-

matico da stress. La terapia impostata prevede Remeron 30mg e Redormin 

500mg.  

G.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 

LAsi). 

2.  

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi), contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 

art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 

3.  

In data 1° marzo 2019 è entrata in vigore la revisione parziale della LAsi. 

In applicazione delle disposizioni transitorie, la presente procedura è retta 

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dal diritto anteriore (cfr. cpv. 1 delle Disposizioni transitorie della modifica 

del 25 settembre 2015). Inoltre, il 1°gennaio 2019 la legge federale sugli 

stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) è stata in parte modificata 

e rinominata quale legge federale sugli stranieri e la loro integrazione 

(LStrI). 

4.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 

PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

5.  

5.1 Innanzitutto occorre esaminare le censure formali avanzate dal ricor-

rente nelle sue memorie scritte in ordine ad un’interpretazione erronea e 

non conforme all’art. 7 LAsi delle sue dichiarazioni da parte dell’autorità 

inferiore, che per di più non avrebbe tenuto conto della sua fragilità psi-

chica. Altresì l’autorità inferiore avrebbe violato il principio dell’unità lingui-

stica nella conduzione della procedura d’asilo. 

5.2 Il Tribunale ritiene a titolo preliminare che quanto lamentato dall’insor-

gente riguardo all’interpretazione data dall’autorità inferiore alle sue allega-

zioni, si confonda in realtà con il merito della vertenza, poiché concerne 

l’apprezzamento effettuato in specie dalla SEM. In tal senso, la stessa 

verrà trattata nei considerandi successivi. Ciò nondimeno, occorre sottoli-

neare che, al contrario di quanto sollevato dal ricorrente nel suo gravame, 

l’autorità inferiore ha chiaramente e sufficientemente indicato nel provvedi-

mento impugnato sia i fatti rilevanti e tutta la documentazione presentata 

dal ricorrente, sia le motivazioni che l’hanno condotta ad emettere un giu-

dizio negativo in rapporto alla verosimiglianza di alcune dichiarazioni rese 

dall’insorgente. Per quanto concerne la doglianza del ricorrente circa una 

mancata analisi da parte dell’autorità di prime cure relativa alla propria as-

serita attività sociale per Fatah, la stessa non può essere seguita, in quanto 

la SEM si è espressa in merito nella decisione avversata (cfr. decisione 

impugnata p.to II, pag. 4). Peraltro, la comprova delle problematiche psi-

chiatriche lamentate dal ricorrente è stata prodotta da quest’ultimo solo tar-

divamente e nonostante ciò, l’autorità di prime cure si è espressa in prece-

denza in merito nelle proprie osservazioni al ricorso del (…) gennaio 2023. 

Non si ravvede quindi alcun accertamento inesatto ed incompleto dei fatti 

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giuridicamente rilevanti da parte dell’autorità inferiore (art. 106 cpv. 1 lett. 

b), con la conseguente implicita violazione del principio inquisitorio (art. 6 

LAsi in relazione all’art. 12 PA; cfr. per maggiori dettagli la DTAF 2019 I/6 

consid. 5.1), o ancora dell’obbligo di motivazione da parte della SEM (cfr. 

DTF 144 I 11 consid. 5.3 e giurisprudenza ivi citata; DTF 142 II 218 consid. 

2.8.1; DTAF 2019 VII/6 consid. 4.1; ed a titolo esemplificativo la sentenza 

del Tribunale E-1684/2022 dell’11 gennaio 2023 consid. 3.1). 

5.3 Per quanto poi concerne la questione della lingua della procedura, si 

osserva come la vecchia LAsi – applicabile anche alla presente procedura 

(cfr. supra consid. 3) – al suo art. 16 cpv. 2, esiga unicamente che le deci-

sioni e le decisioni incidentali della SEM siano notificate nella lingua uffi-

ciale del luogo di residenza del richiedente, e non invece anche al resto 

della procedura. Nella presente disamina, l’autorità inferiore ha emesso in 

piena conformità con l’art. 16 cpv. 2 LAsi la decisione avversata in lingua 

italiana, luogo di residenza del richiedente. Peraltro il ricorrente è stato sen-

tito nel corso delle audizioni con l’interposizione di un interprete, così come 

disposto all’art. 29 cpv. 1bis LAsi. Egli non spiega nel suo gravame, in cosa 

ciò lo avrebbe pregiudicato concretamente. Non si ravvede quindi in specie 

alcuna violazione dell’art. 16 cpv. 2 vLAsi da parte della SEM. 

5.4 Ne discende che le doglianze formali siano da respingere integral-

mente. 

6.  

6.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. 

Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. 

6.2 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). Nei pregiudizi seri rientrano segnatamente l’esposi-

zione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le mi-

sure che comportano una pressione psichica insopportabile. Occorre te-

nere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 

cpv. 2 LAsi). 

6.3 Il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come stabilito all’art. 3 

LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto 

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con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà quindi riconosciuto 

come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi 

(elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) d’essere esposto, in 

tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, ad una persecuzione (cfr. 

DTAF 2011/51 consid. 6.2; 2010/57 consid. 2.5).  

6.4 L’asilo non è accordato a titolo di compensazione di pregiudizi subiti, 

ma sulla base di un bisogno avverato di protezione. Di conseguenza, il 

riconoscimento della qualità di rifugiato ai sensi dell’art. 3 LAsi implica l’esi-

stenza di un bisogno di protezione attuale, sulla base della situazione esi-

stente al momento della pronuncia della sentenza (cfr. DTAF 2011/50 con-

sid. 3.1.2.). 

6.5 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). Per il resto, essendo la giurispru-

denza in materia invalsa, si ritiene di poter rinviare senz’altro alla stessa 

per ulteriori dettagli (cfr. DTAF 2015/3 consid. 6.5.1; 2013/1 consid. 5.1 e 

giurisprudenza ivi citata). 

7.  

7.1 In primo luogo, il Tribunale rileva come non intenda mettere in discus-

sione la situazione generale nella striscia di Gaza. Tuttavia, a differenza di 

quanto sollevato dall’insorgente nel gravame, che ritiene che la SEM non 

abbia tenuto conto di tali elementi, oltre che del proprio stato psicologico e 

la diagnosi di PTSD nell’apprezzamento della verosimiglianza delle sue al-

legazioni, tali circostanze non sono atte a spiegare le vaghezze presenti 

nel suo racconto circa le aggressioni ed arresti che avrebbe subito nella 

striscia di Gaza agli inizi del (…), come si vedrà di seguito. 

Il ricorrente, sostiene inoltre nel suo gravame, che il suo stato di salute 

psichico, oltre che le circostanze stressanti, particolari e influenzate dalle 

misure di contenimento della pandemia COVID-19, non sarebbero state 

considerate dall’autorità inferiore, per apprezzare la sua capacità nel rico-

struire le circostanze relative alle violenze subite, e quindi tenendone conto 

nella valutazione della verosimiglianza dei suoi asserti. Inoltre egli ritiene 

di non essere stato messo nelle giuste condizioni durante l’audizione per 

potersi esprimere in modo libero e senza interferenze. Tuttavia, a tal 

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proposito il Tribunale ricorda dapprima che una diagnosi di sindrome post-

traumatica da stress, così come risulta dalla documentazione medica agli 

atti, trasmessa dal ricorrente unicamente in data (…) febbraio 2023, non 

prova di per sé sola le violenze allegate dall’insorgente, anche se l’apprez-

zamento di un medico specialista basato su di un’osservazione clinica può 

costituire un indizio del quale occorre tenere conto nella valutazione della 

credibilità delle allegazioni di persecuzione nel quadro dell’apprezzamento 

delle prove (cfr. DTAF 2015/11 consid. 7.2.1 e 7.2.2). In proposito, si ri-

marca tuttavia che nel certificato del (…) febbraio 2023 il medico psichiatra 

ha riportato che il ricorrente: “è seguito presso il Servizio psico-sociale di 

(…) dal (…) per una sintomatologia ascrivibile e compatibile con una dia-

gnosi di disturbo post-traumatico da stress (ICD10: F43.1). Egli è stato 

preso in carico con regolari colloqui medici mensili e terapia psicofarmaco-

logica (…). I sintomi lamentati ad inizio presa a carico (e tuttora non del 

tutto risolti) erano: insonnia pressoché totale, flash back relativi a disastri 

di guerra, incubi riguardanti la guerra nel paese d’origine, deflessione del 

tono dell’umore.” (cfr. risultanze istruttorie). Pertanto, nemmeno il medico 

specialista ha rilevato problematiche relative alla perdita di memoria come 

asserito dal ricorrente, nonostante il certificato sia stato rilasciato ben 2 

anni dopo la diagnosi di PTSD. Anzi, egli avrebbe dei flash back relativi ad 

episodi di guerra nel Paese d’origine. Pertanto, i sintomi descritti dal me-

dico psichiatrica non corrispondono con le asserzioni del ricorrente se-

condo il quale non riuscirebbe a ricordare i dettagli degli episodi addotti a 

favore della propria domanda d’asilo. Ma vi è di più. Agli occhi del Tribunale 

risulta singolare che il ricorrente, nel tempo trascorso dalla decisione 

dell’autorità di prime cure, non abbia avuto modo di approfondire i propri 

asserti circa le aggressioni ed arresti avvenuti nella striscia di Gaza, altresì 

considerato che egli è seguito mensilmente da più di 2 anni da uno psichia-

tra. In tal senso, pure le considerazioni del ricorrente che giustificherebbe 

il proprio scarno racconto durante l’audizione con il fatto per cui egli non si 

sarebbe potuto esprimere liberamente in tale contesto non possono essere 

seguite, in quanto egli, nonostante ne abbia avuta la possibilità, sia nel 

proprio allegato ricorsuale, sia in seguito, non ha mai aggiunto alcun ele-

mento concreto e non ha mai esemplificato cosa avrebbe potuto o voluto 

addurre in aggiunta a quanto fatto durante le audizioni. Pertanto, a ragione 

l’autorità inferiore si è concentrata nella decisione avversata unicamente 

sulle allegazioni presentate dall’insorgente in proposito nell’ambito dell’au-

dizione sui motivi d’asilo, per determinarne la loro verosimiglianza. Né lo 

stato di salute psichico del ricorrente, né il suo vissuto traumatico e nep-

pure le condizioni in cui si è tenuta l’audizione oltre che il tempo trascorso 

dai fatti addotti possono quindi essere esplicativi della vaghezza del rac-

conto presentato dall’insorgente durante l’audizione sui motivi d’asilo. 

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7.2 Innanzitutto, il Tribunale condivide la valutazione della SEM circa l’in-

verosimiglianza dei motivi addotti dal ricorrente a sostegno della propria 

domanda d’asilo. Egli sostiene di essersi dapprima opposto alla costru-

zione di un tunnel sotto la propria abitazione da parte di Hamas. In seguito 

sarebbe stato maltrattato e tenuto in stato di fermo in due occasioni; mentre 

in un terzo episodio egli sarebbe stato aggredito in strada da parte del 

gruppo (…). Durante l’audizione federale diretta, l’interessato ha descritto 

in modo succinto e privo di dettagli gli episodi menzionati (cfr. atto SEM 

A14, D61, D64; D83-D112; D116-D120) e ciò in contrapposizione con altre 

parti del proprio racconto (cfr. atto SEM A14, D61; D64). Le giustificazioni 

addotte dal ricorrente in sede ricorsuale, ammettendo pertanto implicita-

mente la scarsa quantità di dettagli del proprio racconto, non possono es-

sere seguite (cfr. supra consid. 7.1). Nemmeno le ulteriori argomentazioni 

esposte in sede ricorsuale soccorrono il ricorrente. Infatti, al fine di valutare 

il racconto quale verosimile non è sufficiente che lo stesso si inserisca in 

modo coevo nel contesto della realtà della striscia di Gaza dell’(…). Inoltre, 

nell’allegato ricorsuale l’insorgente descrive nuovamente in modo molto 

stringato, approssimativo ed epigrammatico gli avvenimenti di cui sopra, 

nonostante egli abbia avuto abbondante tempo ed il modo per fornire ulte-

riori elementi concreti, senza limitarsi a mettere in dubbio le modalità con 

cui si è svolta l’audizione.  

Inoltre, contrariamente a quanto asserito dall’insorgente nel proprio memo-

riale ricorsuale, egli si è contraddetto in modo manifesto circa un fatto es-

senziale del proprio racconto. Infatti, durante l’audizione “Befragung zur 

Person” del (…) novembre 2018, il richiedente ha indicato di essere stato 

aggredito una sola volta da parte di Hamas; “einmal wurde ich von Hamas 

Anhängern angegriffen” (cfr. atto SEM n. A7, D7.02); mentre durante l’au-

dizione circa i motivi d’asilo del (…) agosto 2020, egli ha asserito di aver 

subito 3 aggressioni, a seguito di due delle quali egli sarebbe stato con-

dotto in una stazione di polizia (cfr. atto SEM n. A14, D61). Ma vi è di più. 

Durante la prima audizione del (…) novembre 2018, l’interessato ha distin-

tamente addotto che durante l’unica aggressione subita da Hamas egli sa-

rebbe stato ferito alla mano destra e alla parte superiore del braccio sinistro 

con un coltello ed in seguito avrebbe fatto cucire la ferita con 32 punti di 

sutura (cfr. atto SEM n. A7, D7.02). Invece, durante la seconda audizione 

egli ha sostenuto di aver subito le ferite più serie durante l’ultima delle tre 

aggressioni subite, ma che egli si sarebbe rifiutato di farsi portare dal me-

dico dal fratello, per paura di essere fermato ad un posto di controllo e 

pertanto non avrebbe curato le ferite subite (cfr. atto SEM n. A14, D61). 

L’episodio del ferimento non risulta, nel contesto dell’impianto narrativo del 

ricorrente, di secondaria importanza e appare alquanto singolare che egli 

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si sia contraddetto su un elemento importante, quale un ferimento con 

un’arma bianca di una certa entità. Ne deriva che ciò rappresenta un ulte-

riore elemento di inverosimiglianza dei motivi d’asilo. 

Da tutto quanto sopra considerato, in una valutazione complessiva, ne di-

scende quindi che il ricorrente non ha reso verosimili le allegazioni dei mo-

tivi d’asilo che l’avrebbero condotto all’espatrio. Invero, per quanto non si 

possa escludere che il medesimo abbia vissuto nella striscia di Gaza in un 

contesto violento e molto difficoltoso; egli non ha tuttavia reso verosimili i 

motivi addotti. Viste poi le tante ed importanti incoerenze e vaghezze pre-

senti nelle dichiarazioni rese dall’insorgente, quanto addotto dal ricorrente 

nel gravame non è atto in alcun modo a capovolgere la conclusione prece-

dentemente esposta. In particolare, né le condizioni in cui si sono svolte le 

audizioni; né le proprie problematiche psicologiche o le differenti lingue in 

cui si è svolta la procedura d’asilo sono in grado di spiegare le stesse. Di 

conseguenza, pure le asserzioni del ricorrente secondo cui egli sarebbe 

stato preso di mira da Hamas per via delle sue attività associative e sociali 

svolte in ambienti vicini a Fatah non possono essere seguite, in quanto egli 

non ha reso verosimili le aggressioni e gli arresti, indipendentemente dal 

fatto per cui gli stessi siano stati causati dalla propria opposizione alla co-

struzione del tunnel sotto la propria abitazione, oppure per le asserite atti-

vità sociali svolte anni prima per conto di Fatah o ancora per gli asseriti 

problemi del fratello con Hamas. Quindi, per quanto in alcuni casi, ad 

esempio alla presenza di violenze sessuali, non ci si possa attendere da 

una vittima di traumi che si ricordi dei dettagli di soprusi vissuti, o addirittura 

che dimentichi degli eventi; tuttavia nel caso di specie, considerando tutte 

le circostanze sopra evinte, tali giustificazioni non possono spiegare le in-

coerenze negli asserti e la vaghezza degli stessi. Il ricorrente, inoltre non 

ha mai indicato durante le audizioni di non rammentare i dettagli degli 

eventi che l’avrebbero indotto all’espatrio, se non per dettagli comprensi-

bilmente difficili da ricordare, quali le date (cfr. atto SEM n. A14, D84; D85). 

8.  

In virtù di quanto sopra, non potendo l’insorgente prevalersi di allegazioni 

verosimili giusta l’art. 7 LAsi, il suo ricorso in materia di riconoscimento 

della qualità di rifugiato e di concessione dell’asilo non merita tutela e la 

decisione avversata va quindi confermata. 

9.  

9.1 Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione (art. 

44 LAsi). 

D-5698/2020 

Pagina 12 

9.2 Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2, 44 LAsi nonché l’art. 32 dell’Ordinanza 1 sull’asilo rela-

tiva a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142311]). 

9.3 Il Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell’allontana-

mento. Tuttavia, si osserva che, come detto sopra, l’interessato è stato po-

sto al beneficio dell’ammissione provvisoria per inesigibilità dell’esecuzione 

dell’allontanamento. 

10.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi); altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA), per il che il ricorso va respinto. 

11.  

Visto che con decisione incidentale del (…) novembre 2022 il ricorrente è 

stato posto a beneficio dell’assistenza giudiziaria, e tutt’ora risulta indi-

gente, è esentato dal pagamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 

PA). 

12.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-5698/2020 

Pagina 13 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari