# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 54ec1169-30cc-5741-bb18-b26bb05431d2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-03-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 24.03.2014 30.2014.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2014-13_2014-03-24.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  30.2014.13

   

  cs

  	
  Lugano

  24 marzo 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
					

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 febbraio 2014
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 22 gennaio
  2014 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione formale del 20 dicembre 2013 (doc. 11), confermata dalla decisione su
opposizione del 22 gennaio 2014 (doc. 2), la Cassa CO 1 ha fissato i contributi
dovuti da RI 1 nel 2008 quale indipendente sulla base di un reddito di fr.
82'500 riportato al lordo dei premi AVS/AI/IPG a fr. 91'160.

 

                               1.2.   RI 1,
rappresentato dalla RA 1, è insorto al TCA contro la predetta decisione su
opposizione chiedendone in via principale il suo annullamento poiché il reddito
conseguito non deriverebbe da un’attività indipendente e domandando in via
subordinata che il calcolo del contributo avvenga sulla base di un importo di
fr. 82'000 (doc. I).

                                         L’insorgente
rileva di aver percepito un reddito di fr. 82'000 derivante da una
intermediazione immobiliare, ma che tale importo va assoggettato presso la
persona che gli ha versato i soldi, trattandosi di un reddito di natura
dipendente. Egli ne chiede di conseguenza lo stralcio. 

                                         In via
subordinata l’interessato afferma che l’art. 9 LAVS non è applicabile al caso
di specie poiché il reddito di fr. 82'000 è stato stabilito quale base
imponibile ai fini fiscali, prima della deduzione dei contributi sociali. “Il
capoufficio non volle a quel momento riconoscere in deduzione tali costi in
quanto riteneva che il reddito non fosse da assoggettare ai contributi AVS”.
Per l’insorgente con la decisione impugnata la Cassa determina una base di
calcolo errata poiché se il fisco avesse dedotto i contributi sociali,
l’amministrazione li avrebbe ripresi ed avrebbe stabilito una base imponibile
di fr. 82'000. 

 

                               1.3.   Con risposta
del 14 febbraio 2014 la Cassa, dopo aver confermato che l’importo conseguito
dal ricorrente va ritenuto quale reddito derivante da un’attività lucrativa
indipendente poiché l’interessato ha svolto la professione di mediatore
nell’ambito del commercio professionale di immobili, ha proposto al Tribunale
di rettificare l’ammontare soggetto a contribuzione a fr. 82'500. Ciò sulla
base della sentenza federale 9C_189/2013 del 13 dicembre 2013 (doc. III).      

                                                                                                                                             

                               1.4.   Con
osservazioni del 21 febbraio 2014, trasmesse alla Cassa per conoscenza, il
ricorrente, preso atto della risposta di causa, ha informato il TCA che “ritiriamo
la richiesta principale formulata nel nostro ricorso alfine di snellire il
lavoro” e che “manteniamo per contro la richiesta (accolta
dall’istituto) di determinare la base di imposizione AVS del reddito contestato
in CHF 82'000 (+ 500 per altra attività)” (doc. V).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Sono
assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale
sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che
sono domiciliate in Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).

A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento
dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.

In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli
assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del
reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.

 

I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività
lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che
non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS). Il
reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito deducendo
dal reddito lordo le spese generali necessarie per conseguire il reddito lordo
(art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).

 

                               2.2.   I contributi
sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di contribuzione si
intende l'anno civile (art. 22 cpv. 1 OAVS).

                                                      I
contributi sono calcolati sul reddito conseguito effettivamente durante l’anno
di contribuzione e sul capitale proprio investito nell’azienda al 31 dicembre
(art. 22 cpv. 2 OAVS nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2008).

                                         Il reddito dell’anno di
contribuzione è stabilito secondo il risultato dell’esercizio commerciale
chiuso o degli esercizi commerciali chiusi in quell’anno (art. 22 cpv. 3 OAVS
nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2008).

                                         Se in un anno di
contribuzione non si è proceduto alla chiusura dei conti, il reddito
dell’esercizio commerciale va ripartito sugli anni di contribuzione
conformemente alla sua durata (art. 22 cpv. 4 OAVS nel tenore in vigore fino al
31 dicembre 2008).

                                         Se l’esercizio commerciale
non corrisponde all’anno di contribuzione, è determinante il capitale proprio
investito nell’azienda alla fine dell’esercizio commerciale (art. 22 cpv. 5
OAVS nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2008).

 

                               2.3.   Le autorità
fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante per il calcolo dei
contributi in base alla tassazione dell'imposta federale diretta, passata in
giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in base alla
corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in giudicato e
adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS).

In difetto di una tassazione dell'imposta
federale diretta passata in giudicato, gli elementi fiscali determinanti sono
desunti dalla tassazione dell'imposta cantonale sul reddito e, in mancanza di
essa, dalla dichiarazione controllata d'imposta federale diretta (art. 23 cpv.
2 OAVS).

                                         Nei casi di procedura per
sottrazione d’imposta, i capoversi 1 e 2 sono applicabili per analogia (art. 23
cpv. 3 OAVS).

Le indicazioni fornite dalle autorità fiscali
sono vincolanti per le casse di compensazione (art. 23 cpv. 4 OAVS).

Se le autorità fiscali cantonali non possono
comunicare il reddito, le casse di compensazione devono valutare il reddito
determinante per stabilire il contributo e il capitale proprio investito
nell'azienda fondandosi sui dati a loro disposizione. Gli assicurati devono
dare le indicazioni necessarie alle casse di compensazione e, se richiesto, presentare
i giustificativi (art. 23 cpv. 5 OAVS).

 

                               2.4.   Per
giurisprudenza costante del TFA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme
alla realtà: le Casse di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle
Autorità di tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di
principio la decisione fiscale unicamente dal profilo della legalità.
L'Autorità giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in
giudicato a meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati,
immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti
irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali.
Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la
determinazione del reddito spetta alle Autorità fiscali e il Giudice delle
assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti
di tassazione.

 

                                         L'assicurato
esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti
nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle
assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321
consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid.
2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30
consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale
federale delle assicurazioni ha comunque precisato che la comunicazione fiscale
è vincolante per l'Amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali
solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni
relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa
disposizione (Pratique VSI 1993, pag. 242 segg.).

 

                                         Le
comunicazioni fiscali sono vincolanti per la Cassa, anche se fondate su una tassazione
d'ufficio (RCC 1988 pag. 321 consid. 3; Käser,
Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Zurigo
1996, N. 8.32, pag. 212; Greber/Duc/Scartazzini,
Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), ad art. 9 LAVS, N. 151 pag. 312).

                                         Va a
questo proposito rammentato che secondo la giurisprudenza del
TFA, gli atti fiscali sono vincolanti ai fini di stabilire il momento della
realizzazione del reddito anche per quanto concerne i lavoratori indipendenti
(DTF 122 V 291 = SVR 1997 AVS Nr. 110 pag. 341 segg., consid. 5a).

 

                               2.5.   Nel caso di
specie l’interessato, a giusta ragione, non contesta più (doc. V) che l’importo
percepito quale mediatore nell’ambito del commercio professionale d’immobili va
qualificato quale reddito da attività indipendente e va assoggettato al
prelievo dei contributi sociali (cfr. DTF 112 Ib 81, DTF 125 II 113, sentenza
30.2007.1 del 6 novembre 2007). 

 

                                         Egli
aderisce inoltre alla proposta della Cassa, formulata in sede di opposizione,
di assoggettare agli oneri sociali l’importo di fr. 82'500, senza applicare
l’art. 9 cpv. 4 LAVS (cfr. doc. V: “manteniamo per contro la richiesta
[accolta dall’istituto] di determinare la base di imposizione AVS del reddito
contestato in CHF 82'000 [+ 500 per altra attività]”).

 

                                         Va qui
rammentato che per l’art. 9 cpv. 4 LAVS, in vigore dal 1° gennaio 2012, le
casse di compensazione aggiungono al reddito comunicato dalle autorità fiscali
le deduzioni ammissibili secondo il diritto fiscale dei contributi di cui
all'articolo 8 della presente legge, all'articolo 3 capoverso 1 della legge
federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI) e all'articolo
27 capoverso 2 della legge del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di
guadagno. A tal fine il reddito comunicato è calcolato al 100 per cento in base
ai tassi di contribuzione applicabili.

                                         Per la
disposizione transitoria della modifica del 17 giugno 2011 (computo delle
deduzioni ammissibili secondo il diritto fiscale), l’articolo 9 capoverso 4 si
applica a tutti i redditi provenienti da un’attività lucrativa indipendente
comunicati dalle autorità fiscali dopo l’entrata in vigore della modifica.

 

                                         Nel caso di specie
all’importo di fr. 82'500 andrebbe di conseguenza applicato l’art. 9 cpv. 4
LAVS, poiché il reddito è stato comunicato dal fisco alla Cassa dopo il 1°
gennaio 2012.

 

                                         Tuttavia, con una recente
sentenza 9C_189/2013 del 13 dicembre 2013, destinata a pubblicazione, il TF, in
un caso analogo al presente, ha in sostanza stabilito che vi è un’eccezione
all’applicazione dell’art. 9 cpv. 4 LAVS.

                                         

                                         Nel caso giudicato
dall’Alta Corte, dai fatti emerge che il 10 gennaio 2012 l’autorità fiscale del
Canton Zugo ha comunicato alla Cassa cantonale che il ricorrente aveva
conseguito nel 2008 un reddito da attività indipendente di fr. 9'934. Alla
domanda se i contributi personali erano stati dedotti, l’autorità fiscale ha
risposto negativamente.

                                         Il 24 aprile 2012 la Cassa
ha fissato i contributi da indipendente in fr. 526.80 (incluse le spese
amministrative), aggiungendo all’importo soggetto a contribuzione fr. 534 quali
contributi personali.

                                         Anche nella comunicazione
del 7 agosto 2012, relativa al 2009, l’autorità fiscale ha negato che
dall’importo comunicato fossero stati dedotti i contributi sociali. Con
decisione del 14 agosto 2012 la Cassa ha fissato i contributi dovuti in fr.
8'192 (fr. 8'376.60 con le spese amministrative).

                                         Il Tribunale amministrativo
del Canton Zugo ha accolto il ricorso dell’assicurato contro la decisione su
opposizione del 7 novembre 2012, affermando che la Cassa non doveva aggiungere
all’importo soggetto a contribuzione gli oneri sociali ed ha rinviato l’incarto
all’amministrazione per un nuovo calcolo conformemente ai considerandi.

                                         L’UFAS ha interposto
ricorso al TF. L’Alta Corte, dopo aver interpellato l’autorità fiscale del Canton
Zugo ed aver tenuto un’udienza pubblica, ha respinto l’impugnativa.

                                         Il TF ha innanzitutto
rammentato le norme applicabili al caso di specie ed ha sottolineato che
oggetto del contendere è la questione di sapere se nel calcolo dei contributi
sociali dovuti nel 2009 al reddito da attività indipendente comunicato dal
fisco vanno aggiunti i contributi personali (consid. 3: „Letztinstanzlich
ist nur mehr strittig, ob die Ausgleichskasse bei der Bemessung der für das
Jahr 2009 zu entrichtenden AHV/IV/EO-Beiträge des Beschwerdegegners auf dem von
der Steuerbehörde gemeldeten Einkommen aus selbstständiger Erwerbstätigkeit
persönliche Beiträge aufrechnen durfte“).

                                         L’Alta corte ha in seguito
descritto il contenuto della sentenza cantonale e del ricorso inoltrato
dall’UFAS.

                                         Il Tribunale
amministrativo del Canton Zugo ha evidenziato che l’importo figurante nella
comunicazione del fisco era un reddito lordo e non un reddito netto. La Cassa
di compensazione ha tuttavia aggiunto i contributi sociali sulla base delle
direttive dell’UFAS. Il Tribunale cantonale ha rammentato che le direttive non
sono vincolanti per il Giudice se sono incompatibili con la legge o se portano
a risultati errati. Ritenuto che nel caso giudicato il reddito comunicato era
quello lordo, per l’istanza cantonale, senza ulteriori accertamenti, non sarebbe
stato possibile aggiungere i contributi personali al reddito da assoggettare al
prelievo dei contributi. Il Tribunale cantonale ha di conseguenza deciso di rinviare
gli atti alla Cassa per accertare l’ammontare del reddito netto e per un nuovo
calcolo dei contributi (consid. 3.1: „Die Vorinstanz erwog, es lasse sich
aus der am 7. August 2012 ergangenen Meldung der
Steuerbehörde unschwer schliessen, dass es sich bei dem angegebenen Einkommen
aus selbstständiger Erwerbstätigkeit nicht um ein Netto-, sondern um ein
Bruttoeinkommen handelte. Die Ausgleichskasse habe es trotzdem aufgerechnet,
weil die Weisungen des BSV für sie verbindlich und vorbehaltlos anzuwenden
seien. Diese seien jedoch für das Gericht nicht verbindlich; es dürfe
jedenfalls dann davon abweichen, wenn ihre Anwendung mit dem Gesetz nicht
vereinbar sei bzw. zu einem falschen Ergebnis führe. Da sich in casu aus dem
Hinweis in der Meldung der Steuerbehörde unmissverständlich ergebe, dass diese
vorliegend einen Bruttolohn meldete bzw. melden wollte, vermöchten die neuen
Rz. 1169 ff. WSN (E. 2.3) eine Aufrechnung der persönlichen Beiträge ohne
weitere Abklärungen nicht zu rechtfertigen. Sie wies die Sache zur Abklärung
des Nettoeinkommens aus selbstständiger Erwerbstätigkeit und zur Neubestimmung
der AHV/IV/EO-Beiträge an die Ausgleichskasse zurück.“).

                                         Nel
ricorso al TF, l’UFAS sosteneva invece che in virtù dell’art. 9 cpv. 4 LAVS la
Cassa sarebbe stata tenuta per legge ad aggiungere i contributi sociali al
reddito da attività indipendente comunicato dal fisco, che va considerato al
netto dei contributi, indipendentemente dal fatto che i contributi presi in
considerazione dall’autorità fiscale siano maggiori o minori a quelli calcolati
dalla Cassa. Ciò vale anche quando non è stato dedotto alcun contributo a
livello fiscale. Scopo dell’art. 9 cpv. 4 LAVS è infatti quello di eliminare
qualsiasi discussione circa l’ammontare dei contributi da aggiungere al reddito
da attività indipendente. Altrimenti la Cassa dovrebbe verificare la
correttezza della comunicazione fiscale, ciò che sarebbe contrario al senso
dell’art. 9 cpv. 4 LAVS (consid. 3.2: “Das BSV hält
dagegen, die Beitragsaufrechnungspflicht nach Art. 9 Abs. 4 AHVG sei den
Ausgleichskassen gesetzlich auferlegt. Nach der
Übergangsbestimmung gelte sie explizit für alle Einkommen, die nach dem 1.
Januar 2012 gemeldet würden. Diese Einkommen gälten als Nettoeinkommen, und
zwar unbekümmert darum, ob die von den Steuerbehörden tatsächlich
berücksichtigten persönlichen AHV/IV/EO-Beiträge höher oder tiefer waren als
die von der Ausgleichskasse bei der Aufrechnung des gemeldeten Einkommens
ermittelten. Dies sei auch dann der Fall, wenn steuerseitig überhaupt kein
Abzug berücksichtigt worden sei. Nach den Intentionen des Gesetzgebers solle
diese Festlegung jegliche Diskussionen um die zutreffende Höhe der
Beitragsrechnung ausschliessen und die Durchführung erleichtern. Art. 9 Abs. 4
AHVG stelle eine gesetzliche Fiktion auf, die nicht widerlegt werden könne.
Jede andere Betrachtungsweise würde dazu führen, dass die Ausgleichskassen die
Richtigkeit der Steuermeldungen in jedem Fall anhand der Steuerveranlagungen
überprüfen müssten. Gerade dem habe der Gesetzgeber jedoch mit der Regelung in
Art. 9 Abs. 4 AHVG vorbeugen wollen. Die Bindungswirkung von Art. 9 Abs. 4 AHVG
ergänze die in Art. 23 Abs. 4 AHVV statuierte Verbindlichkeit der
Steuermeldungen. Als gesetzliche Fiktion sei sie
von den Gerichten zu beachten”).

                                         Dopo
aver rammentato le varie modifiche che si sono succedute negli anni, aver
ricordato il contenuto del Messaggio del Consiglio federale del 3 dicembre 2010
relativo, anche, all’introduzione dell’art. 9 cpv. 4 LAVS, e i metodi utilizzati
per interpretare la legge, l’Alta Corte ha stabilito che nel caso di specie la
lettera della norma è chiara, nel senso che il reddito che l’autorità fiscale
deve comunicare deve corrispondere al reddito netto e che la Cassa di
compensazione competente deve ricalcolarlo al 100 per cento in
base ai tassi di contribuzione applicabili. A livello di ordinanza, l’art. 24
cpv. 4 OAVS prevede che le comunicazioni delle autorità fiscali sono vincolanti
per le casse (consid. 5.3: “Der Wortlaut der
gesetzlichen Regelung ist insofern klar, als es sich bei dem von der
Steuerbehörde zu meldenden Einkommen um das um die steuerrechtlich zulässigen
AHV/IV/EO-Beitragsabzüge gekürzte Nettoein-kommen handeln soll. Es ist durch
die Ausgleichskasse auf 100 Prozent aufzurechnen. Hierzu wird - auf
Verordnungsstufe (Art. 23 Abs. 4 AHVV) - geregelt, dass die Angaben der
Steuerbehörden für die Ausgleichskassen verbindlich sind.“). 

                                         L’Alta
Corte ha quindi affermato che scopo e senso dell’art. 9 cpv. 4 LAVS si evince
dal già citato Messaggio del Consiglio federale. Al fine di sburocratizzare ed
applicare unitariamente la norma, le autorità fiscali devono essere sgravate
dal ricalcolo dei contributi. Il legislatore è consapevole che con il nuovo
disposto i contributi dedotti a livello fiscale non collimano necessariamente con
quelli ricalcolati dalle casse di compensazione poiché la deduzione fiscale non
viene loro comunicata. Scopo e senso della norma consistono nella
semplificazione del lavoro per il fisco e per le casse di compensazione
(consid. 5.4: “Sinn und Zweck der Neuregelung ergibt sich
aus der bundesrätlichen Botschaft zur Verbesserung der Durchführung des AHVG
(oben E. 4.3) mit aller Deutlichkeit. Im Sinne einer administrativen
Vereinfachung und einheitlichen Gesetzesanwendung sollen die Steuerbehörden von
der Beitragsaufrechnung und vom entsprechenden Meldeverkehr entlastet werden.
Diese Gesetz gewordene legislatorische Absicht nimmt bewusst in Kauf, dass die
auf Steuerseite abgezogenen Beiträge nicht zwingend mit den auf AHV-Seite
aufgerechneten übereinstimmen, da der steuerliche Abzug der Ausgleichskasse
nicht gemeldet wird. Der klare Sinn und Zweck der Bundesrechtsanpassung besteht
in der Vereinfachung der Arbeitsabläufe auf Seiten der Steuerbehörden und
Ausgleichskassen“). 

                                         Secondo
l’interpretazione letterale e teleologica della nuova norma, la ratio legis
della modifica consiste nel fatto che le casse di compensazione, contrariamente
alla prassi in vigore precedentemente (DTF 111 V 289), non devono più preoccuparsi
della questione di sapere se le autorità fiscali hanno o meno dedotto i
contributi sociali dal reddito loro comunicato. Devono partire dal principio
che si tratta di un reddito netto e devono di conseguenza aggiungervi i
contributi sociali. L’assicurato dichiara al fisco anche i contributi sociali e
può impugnare la tassazione se rileva che la deduzione non è avvenuta
correttamente. Vale anche in questo contesto il principio secondo il quale l’indipendente
deve far valere i propri diritti nell’ambito della procedura fiscale (DTF 110 V
369). Se la tassazione non viene contestata, di principio diventa vincolante
per il calcolo dei contributi (consid. 5.5: “Nach Wortlaut,
Sinn und Zweck der neuen Regelung liegt somit die ratio legis der Änderung
darin, dass die Ausgleichskasse sich in Abweichung zur alten Praxis (BGE 111 V
289) gerade nicht mehr darum kümmern muss und soll, ob und was die Steuerbehörde
vom gemeldeten Einkommen abgezogen hat. Sie hat davon auszugehen, dass das
gemeldete Einkommen beitragsrechtlich ein Nettoeinkommen ist, und hat die
AHV/IV/EO-Beiträge auf dieses aufzurechnen. In diesem Sinn trifft die
Umschreibung des BSV, Abs. 4 von Art. 9 AHVG stelle eine nicht zu widerlegende
gesetzliche Fiktion auf, den Rechtssinn der Neuregelung. Es ist darin nicht
eine stossende Beitragserhebung zu erblicken; der Versicherte deklariert im
Steuerveranlagungsverfahren die Sozialversicherungsbeiträge und kann
steuerrechtlich Einsprache erheben, wenn er feststellt, dass der Abzug nicht
ordnungsgemäss vorgenommen wurde. Es gilt auch in diesem Kontext der seit jeher
beachtete Grundsatz, dass der Steuerpflichtige seine Rechte bezüglich des
Ausmasses der Beitragspflicht im steuerrechtlichen Veranlagungs- und
Rechtsmittelverfahren zu wahren hat (BGE 110 V 369 E. 2a S. 370 mit Hinweisen).
Sieht er davon ab, bleibt es grundsätzlich bei der Steuermeldung.“). 

                                         L’Alta
Corte ha tuttavia stabilito che questo principio non è assoluto e non vale
quando tramite la comunicazione fiscale è attestato chiaramente, espressamente
e senza nessun dubbio che dal reddito non è stata eseguita alcuna deduzione. Nel
caso giudicato dal TF, nella comunicazione relativa al 2009 l'autorità fiscale ha risposto negativamente alla questione di sapere se i contributi personali
sono stati dedotti dal reddito da attività indipendente. Dalle risposte alle
domande poste dall’Alta Corte emerge infatti che alla cassa di compensazione è
stato comunicato il reddito senza la deduzione dei contributi sociali perché il
ricorrente non li ha dichiarati o non ne ha fatto domanda in tal senso. Se
dalla comunicazione fiscale è chiaro che non sono state fatte deduzioni e per
la cassa non vi è alcun dubbio che il reddito dichiarato è un reddito lordo, la
cassa non deve procedere al ricalcolo percentuale dei contributi ai sensi
dell’art. 9 cpv. 4 LAVS. Infatti, secondo il già citato Messaggio del Consiglio
federale, il legislatore partiva dal presupposto che il fisco aveva
effettivamente dedotto i contributi. Per questo motivo il TF ha ritenuto che la
sentenza di prima istanza è corretta nel suo risultato e l’amministrazione deve
ricalcolare i contributi dovuti dall’assicurato (consid. 6: „Davon
ist indes abzuweichen, wenn - wie hier - durch die Steuermeldung klar,
ausdrücklich und vorbehaltlos bestätigt wird, dass kein Abzug vorgenommen
worden ist. In der Steuermeldung für das
Geschäftsjahr 2009 ist gegenüber der Ausgleichskasse die Frage, ob die
persönlichen AHV/IV/EO-Beiträge vom Einkommen aus selbstständiger
Erwerbstätigkeit abgezogen worden seien, verneint worden (A.b). Wie die
Nachfrage des Bundesgerichts bei der kantonalen Steuerverwaltung (C.b) ergeben
hat, wurde das der Ausgleichskasse gemeldete Einkommen ohne Abzug von
AHV/IV/EO-Beiträgen veranlagt, weil der Beschwerdegegner einen solchen nicht
deklariert oder beantragt hatte. Wenn jedoch bei der Steuerveranlagung
erklärtermassen keine Abzüge gemacht worden sind und für die Ausgleichskasse
unmissverständlich ein Bruttoeinkommen gemeldet wird, hat eine prozentuale
Aufrechnung im Sinne von Art. 9 Abs. 4 AHVG nicht zu erfolgen. Denn gemäss
Botschaft zur Verbesserung der Durchführung der AHV (E. 4.3 hievor) hatte der
Gesetzgeber klarerweise das Bild vor Augen, dass auf der Steuerseite 
tatsächlich Beiträge abgezogen werden. Damit
ist der vorinstanzliche Entscheid im Ergebnis richtig, weshalb die Verwaltung
die strittigen Beiträge neu festzulegen hat.”). 

 

                               2.6.   In
concreto, come del resto ammesso implicitamente anche dalla Cassa di
compensazione (doc. III), la fattispecie è analoga. Infatti, alla domanda posta
dall’amministrazione il 9 gennaio 2014: “Per l’anno 2008: l’assicurato ha
dedotto i contributi personali AVS/AI/IPG dal reddito aziendale SI/NO? se SI a
quanto ammonta la cifra dedotta?”, l'autorità di tassazione ha risposto: “no”
(doc. 6; cfr. anche sentenza 9C_189/2013 del 13 dicembre 2013, consid. C.b: “[…] 1. Trifft die in Ihrer Meldung vom 7. August 2012
gemachte Angabe ("nein") zu, dass vom Einkommen aus selbstständiger
Erwerbstätigkeit in Höhe von Fr. 82'237.- die persönlichen
AHV/IV/EO-Beiträge  nicht abgezogen worden waren? Ja;
zumindest ist aus der Jahresrechnung nichts anderes ersichtlich (kein
Aufwandkonto "Sozialversicherungsbeiträge"). 2. Bei Bejahung von
Frage Ziff. 1: Was ist der Grund für den fehlenden Abzug der
Selbstständigenbeiträge im steuerlichen Veranlagungs-verfahren? Ein solcher
Abzug wurde weder deklariert noch beantragt. 2.1 Bestand der Grund darin, dass
der Steuerpflichtige keine solchen Beiträge deklariert hatte?  Ja, der
Steuerpflichtige hatte keine solchen Beiträge deklariert.“).

                                         Ciò
è confermato dal verbale del 5 febbraio 2008 sottoscritto dal ricorrente e
dall’Ufficio __________ Tassazione __________ dove emerge che “considerate
le spese sostenute per realizzare il reddito verrà imposto un importo di fr.
82'000.- netti relativi alla prestazione lorda di fr. 96'000.-. Il contribuente
documenterà l’eventuale contributo AVS che verrà dedotto dalla tassazione
relativa all’anno del pagamento dello stesso” (doc. 7a).

                                         Ne segue che, in
applicazione della sentenza 9C_189/2013 del 13 dicembre 2013, destinata a
pubblicazione, l’amministrazione dovrà ricalcolare il contributo dovuto sulla
base dell’importo complessivo di fr. 82'500 senza applicare l’art. 9 cpv. 4
LAVS.

 

                               2.7.   L’insorgente, solo vincente
in causa con riferimento alle sue prime richieste, rappresentato da una
fiduciaria, avrebbe per principio diritto a perlomeno parziali ripetibili. 

                                         

                                         Infatti, secondo
l'art. 61 lett. g LPGA il ricorrente che vince la causa ha diritto al rimborso
delle ripetibili secondo quanto stabilito dal Tribunale delle assicurazioni.
L'importo è determinato senza tener conto del valore litigioso, ma secondo
l'importanza della lite e la complessità del procedimento.

 

                                         Nel caso di specie l’assicurato
è amministratore unico, con firma individuale, della fiduciaria che lo
rappresenta e la firma figurante in calce al ricorso (doc. I) non si discosta
molto da quella apposta personalmente al reclamo del 27 agosto 2012 inoltrato
contro la tassazione del 2009 (doc. 7b).

 

                                         Con sentenza 30.2004.78
del 21 marzo 2005, nel caso di un’amministratrice unica della società
ricorrente che aveva interposto ricorso per il tramite di una fiduciaria di cui
era titolare ma che si era presentata in calce al ricorso come amministratrice
unica della società ricorrente, il TCA, dopo aver rammentato il contenuto della
DTF 129 V 113 = Pratique VSI 2004 pag. 60 relativa al
riconoscimento di ripetibili ad un esecutore testamentario, ha negato il
diritto a ripetibili alla società ricorrente giacché la rappresentante aveva
agito nella sua qualità di amministratrice unica della società insorgente e non
di titolare della fiduciaria che la rappresentava e non erano adempiuti i
presupposti per riconoscere l’indennità per ripetibili alla persona che agisce
per proprio conto.

                                         A questo proposito va
rammentato che l'Alta Corte federale riconosce eccezionalmente
ad una parte vittoriosa non rappresentata il diritto ad ottenere un'indennità per
ripetibili per l'attività da lei svolta solo se la causa è complessa, gli
interessi in gioco sono importanti, il lavoro svolto ha impedito notevolmente
l'attività professionale o ha comportato una perdita di guadagno e se gli
sforzi profusi sono ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti (cfr.
consid. 7 non pubblicato in DTF 139 V 289: DTF 113 Ib 356 consid. 6b,
DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 110 V 133 consid. 4a).

 

                                         Con sentenza 30.2005.37
del 14 novembre 2005, il TCA, che ha dovuto giudicare sul nuovo ricorso
inoltrato dalla medesima ricorrente contro la nuova decisione su opposizione emessa
in seguito al rinvio di cui alla sentenza 30.2004.78 del 21 marzo 2005, ha invece riconosciuto il diritto a ripetibili poiché l’amministratrice unica della ricorrente
non si è più presentata come tale, bensì come titolare dello studio fiduciario
(consid. 2.15 della sentenza 30.2005.37 del 14 novembre 2005).

 

                                         Con
sentenza 9C_864/2007 del 30 aprile 2008, il TF ha affermato:

 

" 
Per giurisprudenza, un legame di parentela tra
la persona assicurata e l'avvocato che la rappresenta in giudizio non esclude
di per sé l'assegnazione di un'indennità di parte, a meno che il rappresentante
legale non abbia lui stesso un interesse proprio all'esito del processo,
segnatamente in virtù di un obbligo di assistenza, coniugale (art. 159 cpv. 3
CC; v. RCC 1984 pag. 287, consid. 4), parentale (art. 296 segg. CC; DTF 129 V
113 consid. 4.1 pag. 116) o altrimenti familiare (art. 328 CC; DTF 129 V 113
consid. 4.1 pag. 116 con riferimenti).

 

Benché tale principio sia stato (principalmente)
elaborato per la rappresentanza in giudizio di una persona che non dispone di
conoscenze giuridiche particolari, non vi è serio motivo per non applicarlo,
per analogia, anche all'avvocato che rappresenta in giudizio un collega suo
parente. In effetti, in assenza di un interesse proprio del patrocinatore
all'esito del processo nel senso suesposto e in mancanza di un chiaro tentativo
di elusione della prassi che solo eccezionalmente - in presenza di un dispendio
particolare - riconosce all'avvocato agente in causa propria il diritto a
ripetibili (v. DTF 129 II 297 consid. 5 pag. 304), non si giustifica di
trattare differentemente l'avvocato patrocinato da un collega suo parente da
chi invece, nella stessa situazione, si fa rappresentare da un collega con il
quale non intrattiene legami di (stretta) parentela. Tenuto conto del fatto che
in quest'ultima evenienza, la prassi riconosce normalmente alla parte vincente
in lite il diritto a ripetibili (v. ad es. consid. 3b non pubblicato in DTF 126
I 228; cfr. inoltre sentenza 2P.163/2003 del 30 gennaio 2004, consid. 5.2), lo
stesso diritto, per motivi di parità di trattamento, non può essere negato al
qui ricorrente (in questo senso, sebbene senza motivazione particolare, cfr. il
consid. 4.2 non pubblicato in DTF 130 II 270, e la sentenza 2A.18/2004 del 13
agosto 2004, consid. 10)."

 

                                         In una
sentenza K 63/06 del 5 settembre 2007 il TF ha rammentato che:

 

" 
5.4.3 Il diritto a ripetibili è per contro stato
rifiutato - in applicazione del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS, abrogato
in seguito all'entrata in vigore, il 1° gennaio 2003, della LPGA - a un
assicurato, che, pur vincendo in causa, era stato patrocinato da un ente
incaricato dell'assistenza pubblica. Questa Corte ha ritenuto non giustificarsi
in simile evenienza l'assegnazione di un'indennità di parte poiché il
mandatario assisteva l'interessato a titolo gratuito e quest'ultimo non
aveva pertanto da assumersi le spese per la tutela dei suoi interessi (DTF 126
V 11 consid. 5 pag. 13; giurisprudenza che è stata confermata anche sotto
l'imperio della LPGA dalla sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni
I 245/04 del 14 aprile 2005)." (sottolineatura del redattore)

 

                                         Nella
citata sentenza I 245/04 del 14 aprile 2005 il TF ha affermato che secondo la
giurisprudenza relativa all’art. 85 cpv. 2 lett. f vLAVS, che resta applicabile
in ambito LPGA per l’interpretazione dell’art. 61 lett. g LPGA, un assicurato
rappresentato gratuitamente da un’istituzione d’assistenza pubblica non può
pretendere ripetibili davanti all’autorità giudiziaria cantonale, in mancanza
di una giustificazione economica (consid. 2.2 della citata sentenza). Infatti
una tale istituzione non guadagna le sue risorse finanziarie tramite contributi
o sostegni dei suoi membri, bensì essenzialmente grazie a sussidi statali che
gli permettono di adempire alla sua funzione di organismo di assistenza
pubblica (consid. 2.2 della citata sentenza). Nel caso giudicato dal TF il
ricorrente era rappresentato gratuitamente da un’assistente sociale del Centro
d’azione sociale e della salute, unità del servizio di azione sociale della
Città di Ginevra (consid. 3.2: «En l'occurrence,
l'intimé était représenté gratuitement - le contraire n'est ni allégué ni
établi - en instance cantonale par un assistant social du Centre d'action
sociale et de santé, Unité de service action sociale de la Ville de Genève […] »,
sottolineatura del redattore). Il TF ha pertanto applicato la giurisprudenza di
cui alla DTF 126 V 11 (secondo cui un assicurato patrocinato
da un ente incaricato dell'assistenza pubblica vincente in causa non ha diritto
a indennità di parte) ed ha negato in mancanza di una giustificazione
economica (« […] faute de justification économique […] ») il diritto a ripetibili.

 

                                         In
concreto, ritenuto che il ricorrente ha agito per il tramite della propria
fiduciaria, che nulla gli avrebbe impedito di agire personalmente come in
ambito di opposizione alla decisione del 20 dicembre 2013 (doc. 7) o di reclamo
contro la tassazione 2009 (doc. 7b) e che l’interessato non pretende  e neppure
rende verosimile di essere rappresentato a titolo oneroso, in assenza di una
giustificazione economica non ha diritto ad alcuna indennità per ripetibili.

 

                                         In concreto, l’interessato
non avrebbe diritto ad alcuna indennità per ripetibili neppure se si volesse
applicare la giurisprudenza relativa alla persona che agisce in causa propria
(cfr. DTF 129 V 113) già solo per il fatto che, a non
averne dubbio, il lavoro svolto (ricorso di 3 pagine [doc. I] ed osservazioni
di una pagina [doc. V] non ha impedito in maniera notevole la propria attività
professionale e neppure gli ha causato una perdita di guadagno.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto ai sensi dei considerandi.

                                         § La
decisione impugnata è annullata e l’incarto rinviato all’amministrazione per un
nuovo calcolo del contributo dovuto.

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Gianluca
Menghetti