# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bc612ec9-96ec-51fa-b9a1-b56254482421
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-10-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 26.10.2016 16.2015.56
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2015-56_2016-10-26.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2015.56

  	
  Lugano

  26 ottobre 2016/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani,
  presidente,

  Fiscalini
  e Stefani

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Jurissevich

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo del 24 agosto 2015 presentato da

 

	
   

  	
   RE
  1  

   

  
	
   

  	
  contro
  la decisione emessa il 28 luglio 2015 dal Giudice di pace del circolo di
  Lugano Est nella causa n. 42/2014 (contratto di appalto) promossa con istanza
  del 25 luglio 2014 da

  	 

 

	
   

  	
  CO
  1 ;

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti

 

Ritenuto

 

in fatto:                   A.   Il 16 aprile 2014 CO
1, titolare della ditta individuale CO 1 di __________, ha trasmesso a RE 1 una
fattura di fr. 537.85 per la revisione e la riparazione di due camini eseguita
il 24 gennaio 2014 da un tecnico della __________ di __________. Sollecitato
invano il pagamento di tale fattura, il 18 giugno 2014 CO 1 ha fatto notificare
a RE 1 il precetto esecutivo n. __________ dell'Ufficio esecuzioni di Lugano
per l'incasso delle somme di 1) fr. 537.85 più interessi al 5% dal 2 maggio
2014 e 2) fr. 16.–, indicando quali titoli di credito “1) Fattura del
16.04.2014, 2) Spese amministrative”, al quale l'escusso ha interposto
opposizione. Il 20 giugno 2014 RE 1 ha versato direttamente alla __________ fr.
300.–.

 

                                  B.   Con istanza del 25
luglio 2014 CO 1 ha chiesto al Giudice di pace del circolo di Lugano Est di
convocare RE 1 per un tentativo di conciliazione volto a ottenere il pagamento
di fr. 537.85 oltre interessi del 5% dal 2 maggio 2014, così come il rigetto in
via definitiva dell'opposizione interposta al citato PE e postulando, in caso
di mancata conciliazione, l'emanazione di una decisione ai sensi dell'art. 212
cpv. 1 CPC. All'udienza del 23 settembre 2014, indetta per la conciliazione, l'istante
ha ribadito la sua domanda, mentre il convenuto si è invece rifiutato di
riconoscere la pretesa avversaria. In tale occasione, il Giudice di pace ha
chiesto all'istante di produrre determinata documentazione (le e-mail e la
fattura inviate all'istante dalla __________, la ricevuta attestante l'avvenuto
pagamento della menzionata fattura e le foto scattate dall'istante) e ha
sospeso la procedura. Il 20 ottobre 2014 CO 1 ha trasmesso al Giudice di pace
una lettera del 6 ottobre 2014 in cui la __________ confermava di avere
fatturato all'istante la riparazione eseguita su suo incarico di due camini nell'abitazione
di RE 1 così come di avere ricevuto il 20 giugno 2014 un bonifico da parte del
convenuto benché non avesse mai chiesto un pagamento. Così invitata il 18
novembre 2014 dal Giudice di pace, il 24 novembre 2014 la __________ ha prodotto
una copia della fattura di fr. 274.85 trasmessa l'11 febbraio 2014 a CO 1 e da
questi saldata il 29 aprile 2014 e ha specificato in fr. 300.– l'ammontare del
bonifico effettuato a suo favore da RE 1. In risposta alla richiesta di
spiegazioni del 13 aprile 2015 del Giudice di pace, l'istante ha ribadito in
sintesi di essere stato contattato dal convenuto, di avere accertato che i
camini necessitavano di riparazione e di avere incaricato della stessa la __________.

 

                                  C.   Statuendo il 28 luglio
2015 il Giudice di pace ha accolto l'istanza, obbligando il convenuto a pagare
all'istante fr. 537.85 oltre interessi al 5% dal 6 maggio 2014, rigettando in
via definitiva l'opposizione interposta al citato PE e ponendo le spese
processuali di fr. 140.– a carico del convenuto, tenuto a rifondere all'istante

fr. 30.– di indennità.

 

                                  D.   Contro la decisione appena citata RE 1 è insorto a questa
Camera con un reclamo del 24 agosto 2015, in cui chiede – previo conferimento
dell'effetto sospensivo e del gratuito patrocinio – l'annullamento del giudizio
impugnato e il rinvio della causa al Giudice di pace. Con decreto del 27 agosto
2015 il presidente di questa Camera ha respinto la richiesta di effetto sospensivo.
Nella sua risposta del 2 ottobre 2015 CO 1 si è sostanzialmente rimesso al
giudizio della Camera.

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Le decisioni emanate
dal Giudice di pace come autorità di conciliazione ai sensi dell'art. 212 cpv.
1 CPC sono impugnabili con reclamo entro trenta giorni dalla notificazione
(art. 321 cpv. 1 CPC; Honegger in: Sutter-Somm/Hasen­böhler/Leuen­berger [curatori], 3ª
edizione, n. 10 ad art. 212). Nella fattispecie, la decisione impugnata è pervenuta al convenuto al più presto il 29 luglio 2015, di modo che il reclamo,
introdotto il 24 agosto 2015, è senz'altro tempestivo.

 

                                   2.   Secondo l'art. 320
CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto
(lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b). 

 

                                   3.   Nella decisione
impugnata, il Giudice di pace ha accertato che l'intervento eseguito il 24
gennaio 2014 dalla __________ è stato effettuato su incarico e a nome della
ditta individuale CO 1. A suo parere, il pagamento di fr. 300.– effettuato dal
convenuto alla __________ senza che quest'ultima abbia mai emesso una fattura
nei suoi confronti, “avvenuto oltretutto il giorno seguente alla ricezione del
precetto esecutivo fattogli intimare dalla CO 1 senza aver preventivamente
mosso a quest'ultima alcuna contestazione alla fattura del 16.4.2014, al
richiamo del 6.5.2014 e alla diffida del 20.5.2014, rappresenta un tentativo di
giustificazione che non può essere ammesso”. Ciò posto, considerato che il
convenuto può accordarsi direttamente con la __________ per ottenere la
restituzione dell'importo indebitamente versatole, ha accolto l'istanza, salvo per
gli interessi, fatti decorrere dal  6 maggio 2014 (anziché il 2 maggio 2014),
data della prima messa in mora.

 

                                   4.   Il reclamante rimprovera
al Giudice di pace di non avere esperito alcun tentativo di conciliazione (art.
197 e segg. CPC) e di essersi limitato a verbalizzare le conclusioni delle
parti e a sospendere la causa. Ora si conviene che il verbale del 23 settembre
2014 non menziona l'esito della conciliazione. Se non che la censura risulta
fine a sé stessa, il reclamante non traendone alcuna conseguenza, in
particolare egli non chiede di rinviare gli atti al Giudice di pace per
esperire un tentativo di conciliazione, ma perché gli siano trasmessi tutti gli
atti e gli sia data la possibilità di esprimersi in merito.

 

                                   5.   RE 1 postula
l'annullamento della decisione impugnata rimproverando al Giudice di pace di
avere statuito fondandosi su dei documenti che non gli sono mai stati trasmessi
né mostrati. Egli si duole così della violazione del suo diritto di essere sentito.
Il diritto di essere sentito è una garanzia costituzionale formale
(art. 29 cpv. 2 Cost.) garantito altresì dall'art.
53 CPC, la cui violazione implica di principio l'annullamento
della decisione impugnata, a prescindere dalle possibilità di successo nel
merito (DTF 137 I 197 consid. 2.2; 135 I 279 consid. 2.6.1 con rinvii). Tale
censura deve essere esaminata in primo luogo.

 

                    
                  a)   Il diritto di essere
sentito è un aspetto della garanzia generale dell'equo processo secondo gli
art. 29 cpv. 1 Cost. e 6 n. 1 CEDU. Comprende segnatamente il diritto di
prendere conoscenza di ogni argomentazione sottoposta al tribunale e di potersi
esprimere al proposito, indipendentemente dalla circostanza che contenga
argomenti di fatto o di diritto nuovi o che si presti concretamente a influire
sul giudizio. Spetta infatti alle parti, e non al giudice, decidere se una
presa di posizione o un documento versato agli atti contiene degli elementi
determinanti che richiedono delle osservazioni. Il diritto di replica fondato
sull'art. 29 cpv. 2 Cost. vale per tutte le procedure giudiziarie, comprese
quelle che non rientrano nel campo di applicazione dell'art. 6 n. 1 CEDU. Ogni
presa di posizione o documento versato agli atti deve pertanto essere
comunicato alle parti per permettere loro di decidere se vogliono o meno fare
uso della loro facoltà di esprimersi (DTF 138 I 485 consid. 2.1; 138 I
156 consid, 2.3; 137 I 197 consid. 2.3.1; cfr. CCR inc.
16.2012.43 del 14 giugno 2013, consid. 3a). 

 

                                         b)   Giusta l'art. 212 cpv. 1 CPC, nel caso le parti non giungano a
un'intesa, l'autorità di conciliazione può, se richiesta dall'attore, giudicare
essa stessa le controversie patrimoniali con un valore litigioso fino a fr.
2000.–. L'autorità di conciliazione che accetta di emanare una decisione ai
sensi dell'art. 212 cpv. 1 CPC deve dapprima chiudere a verbale la
procedura di conciliazione e successivamente aprire formalmente una procedura
decisionale (Infanger in: Basler
Kommentar, ZPO, 2ª edizione, n. 13 ad. art. 212; Bohnet in: Code de procédure
civile commenté, Basilea 2011, n. 10 ad art. 206 CPC). Per l'art. 203
cpv. 2 CPC se entra in linea di conto una decisione nel merito secondo l'art.
212 CPC, l'autorità di conciliazione può avvalersi, oltre che dei documenti
prodotti e – eventualmente – dell'ispezione oculare
effettuata, anche di altri mezzi di prova, sempre che il procedimento non ne
risulti eccessivamente ritardato. Nella procedura decisionale, alla quale si
applicano le disposizioni relative alla procedura semplificata, va tenuto un
verbale, che deve contenere di principio gli elementi essenziali del processo
che non figurino già in atti scritti e segnatamente le conclusioni, le istanze
e dichiarazioni delle parti, così come le indicazioni concernenti i fatti
perlomeno nel loro contenuto essenziale (art. 235 cpv. 1 lett. d CPC). Il fatto
che per l'art. 212 cpv. 2 CPC la procedura sia orale significa, infatti,
unicamente che non è previsto lo scambio di allegati scritti (Alvarez/Peter in: Berner Kommentar,
Schweizerische Zivilprozessordnung, vol. II, Berna 2012, n. 11 ad art. 212; CCR
inc. 16.2014.7 consid. 5a del 22 aprile 2015).

 

                                         c)   In
concreto, all'udienza di conciliazione del 23 settembre 2014 il Giudice di pace
si è limitato a verbalizzare le rispettive posizioni delle parti e a chiedere all'istante
di produrre le e-mail e la fattura inviategli dalla __________, la ricevuta
attestante l'avvenuto pagamento della menzionata fattura e le foto da lui
scattate. La causa è stata quindi “momentaneamente sospesa” dal primo  giudice.
Il 20 ottobre 2014 l'istante ha prodotto uno scritto del 6 ottobre 2014 della __________.
Il 18 novembre 2014 Giudice di pace si è rivolto direttamente a quest'ultima ditta
chiedendole di inviargli “una copia della vostra fattura emessa alla ditta CO 1
di __________, indicandoci la data esatta del saldo” e “l’ammontare esatto del
bonifico che la famiglia RE 1 ha fatto a vostro favore e se l'importo da voi
ricevuto, senza emissione di fattura, è stato ritornato alla famiglia RE 1 (in
caso affermativo la data esatta)”. E la __________ ha trasmesso la fattura
inviata all'istante e la registrazione contabile del bonifico di fr. 300.–
effettuato nei suoi confronti dal convenuto. In risposta alla richiesta del 13
aprile 2015 del Giudice di pace di fornire “una chiara spiegazione di chi e in
che modalità la ditta CO 1 ha ricevuto il mandato”, l'istante ha ribadito in
sintesi di essere stato contattato dal convenuto, di avere accertato che i
camini necessitavano di riparazione e di avere incaricato della stessa la __________.

 

                                         d)   Ora,
ci si può chiedere se il Giudice di pace potesse richiedere d'ufficio della
documentazione, non dovendo egli accertare i fatti d'ufficio (art. 153 cpv. 1
CPC), né sussistendo notevoli dubbi circa fatti non controversi (art. 153 cpv.
2 CPC). Resta il fatto che lo scritto del 6 ottobre 2014 allegato alle e-mail
del 20 e del 31 ottobre 2014 dell'istante (doc. F), lo scritto del 18 novembre
2014 del Giudice di pace alla __________, la risposta del 24 novembre 2014 di quest'ultima
e i documenti ad essa allegati, lo scritto del 13 aprile 2015 del Giudice di
pace a CO 1 e la risposta di quest'ultimo non sono stati mostrati né tantomeno
notificati al convenuto. Così facendo ed emanando la sua decisione, il Giudice
di pace non ha dato al convenuto la possibilità di esprimersi sulle menzionate prese
di posizione e documenti dell'istante e della __________. Ne discende che il primo
giudice ha violato il diritto di essere sentito del reclamante.

 

                                         e)   Tale
violazione non può però essere sanata nell'ambito della presente procedura di
reclamo, giacché questa Camera non dispone dello stesso potere di esame
dell'autorità cui viene imputata la violazione (DTF 137 I 197, consid. 2.3.2).
Da quanto precede discende che il reclamo deve essere accolto, senza che sia
necessario esaminare le altre censure sollevate dal convenuto. La decisione
impugnata va annullata e la causa rinviata al Giudice di pace affinché, dopo
avere indetto una nuova udienza, in cui il convenuto potrà esprimersi in merito
ai menzionati scritti e documenti prodotti dall'istante e dalla __________ ed
emetta una nuova decisione ai sensi dell'art. 212 cpv. 1 CPC. Ben inteso, dovesse
il Giudice di pace sfruttare la possibilità offertagli dall'art. 124 cpv. 3 CPC
di tentare in ogni momento di conciliare le parti e qualora quest'ultime giungessero
a una transazione, la causa dovrà essere stralciata dal ruolo (art. 241 CPC), anziché
terminare con una sentenza.

 

                                   6.   Le
spese processuali seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma tenuto
conto dei motivi di annullamento soccorrono equi motivi per non riscuotere
oneri (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Non si pone problema di indennità di
inconvenienza, per altro nemmeno rivendicate, il reclamante essendosi difeso da
solo e non avendo patito spese di rilievo. La mancata riscossione di spese
processuali rende la domanda di gratuito patrocinio senza oggetto (art. 118
lett. b CPC).

 

 

Per questi motivi, 

 

 

decide:                     1.   Il reclamo è accolto e la
decisione impugnata è annullata. La causa è ritornata al Giudice di pace
affinché procedura nel senso dei considerandi.

 

                                   2.   Non si prelevano spese
processuali.

 

                                   3.   La domanda di gratuito patrocinio
è dichiarata priva d'oggetto.  

 

                                   4.   Notificazione a:

	
   

  	
  –  
  ;

  –
    .

   

  

                                         Comunicazione alla
Giudicatura di pace del circolo di Lugano Est.

 

 

Per
la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore
litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie
in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta
giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti
dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.