# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 55c0a65a-0605-5524-86e7-f7286064ddee
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-08-03
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 03.08.2020 13.2020.56
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2020-56_2020-08-03.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2020.56

  	
  Lugano

  3 agosto 2020/rg

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  La terza Camera civile del Tribunale d'appello

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composta del giudice:

  	
  Walser,
  presidente,

   

  	 

	
  vicecancelliera:

  	
  Locatelli

  	 

									

 

 

sedente
nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) per statuire nella causa inc.
n. SO.2020.1788 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3,
promossa con istanza di ricusa 28 aprile 2020 da

 

 

	
   

  	
   RE 1  

    RE 2  

   

  
	
   

  	
  nei
  confronti del

   

  Pretore
  di Lugano Matteo Pedrotti

   

   

  nell’ambito
  della causa che li oppone al

   

  Comune
  di  (in precedenza Comune di )

  rappresentato
  dal Municipio

  patrocinato
  dall’avv.   

   

   

   

  	 

	
   

  	
   

  	 

					

e
ora sulla decisione 3 giugno 2020 con cui il Pretore ha assegnato a RE 1 e RE 2
un termine per anticipare le spese della procedura di ricusazione;

 

 

ritenuto

in fatto:                   A.   Nell’ambito delle
misurazioni ufficiali del Comune di __________ (oggi Comune di __________ a
seguito della fusione avvenuta nel 2013), sono stati inoltrati 23 ricorsi, di
cui 20 hanno potuto essere evasi dalla Commissione fondiaria comunale. Con
risoluzione 9 agosto 2005 il Dipartimento delle finanze e dell’economia ha
quindi nominato quale perito l’avv. __________ con il mandato di esaminare e
decidere i rimanenti reclami. Trattavasi segnatamente del reclamo interposto
dal Comune di __________ in relazione ai mappali n. __________ e __________ di
proprietà di RE 1, RE 2 ed __________ e del reclamo di RE 1, RE 2 ed __________
in relazione ai mappali __________ e __________ di loro proprietà.

 

                                         Con separate decisioni 30
ottobre 2006 il perito unico ha respinto entrambi i ricorsi.

 

 

                                  B.   Con atto 23 novembre
2006 RE 1, RE 2 ed __________ (quest’ultimo nel frattempo deceduto) hanno
impugnato la decisione che respingeva il ricorso del Comune di __________ (inc.
OA.2006.777), e con separato atto di medesima data quella che respingeva il
loro ricorso (inc. OA.2006.778).

 

                                         Terminato lo scambio degli
allegati, su richiesta degli attori le procedure sono state sospese con
ordinanza 18 aprile 2007. In seguito essi hanno conferito procura all’avv. __________
per rappresentarli nelle cause di cui trattasi, il quale ne ha chiesto la
riattivazione il 1° luglio 2008. Esperita l’udienza preliminare in data 21
agosto 2008 in entrambe le procedure, con istanza 26 agosto 2008 gli attori
hanno ricusato il Pretore Marco Peverelli. Con sentenza 7 aprile 2009 la
seconda Camera civile del Tribunale d’appello ha respinto l’istanza di ricusa
(inc. 12.2008.182). Impugnata dagli attori, la decisione è stata confermata dal
Tribunale federale con sentenza 8 gennaio 2010 (decisione 5D_77/2009).

 

                                         Con scritto 28 maggio 2010
l’avv. __________ ha comunicato alla Pretura di aver impugnato la decisione del
Tribunale federale davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, e ha
chiesto di non procedere ad atti istruttori prima della decisione di
quest’ultima. Con ordinanza 4 giugno 2010 il Pretore ha quindi sospeso formalmente
le cause. 

 

                                         A far tempo dal 1° gennaio
2020 il Pretore Matteo Pedrotti è subentrato al Pretore Marco Peverelli nella
sezione 2 della Pretura di Lugano.

 

 

                                  C.   Con ordinanza 22
aprile 2020 (incarto OA.2006.777) il Pretore Matteo Pedrotti, rilevato gli
attori chiedono

                                         -
che la decisione del perito unico __________ venga “censurata in
quanto redatta su documenti che non corrispondono alla realtà e intesa solo a
favorire tramite il signor __________ dello studio __________ i vicini che si
trovano sulla strada comunale;

                                         -
un’inchiesta sui fatti perpetrati dall’ing. __________

                                         -
un congruo risarcimento per il tempo fatto perdere, le spese
notarile che sino a tutt’oggi ammontano già a fr. 60'000.-

                                         -
la correzione della pendenza della strada che porta acqua nel nostro garage

                                         -
lo spostamento su suolo comunale delle caditoie abusivamente
installate

                                         -
la costruzione del muro eseguito abusivamente dal signor __________
con arretramento di ml 1.40 a spese del signor __________ a confine quello
giusto, non quello corretto;

                              e considerato

                                         -
che il procedimento in oggetto è rimasto in sospeso per un tempo abnorme, a
dipendenza (anche) di una domanda di ricusa ormai superata;

                                         -
che occorre riprenderne la trattazione facendo anzitutto chiarezza
sull’interesse alla lite degli attori;

                                         ha assegnato loro un
termine di 30 giorni per indicare se conservano un interesse alla lite e,
nell’affermativa per indicare esattamente quali delle loro richieste di
giudizio intendono mantenere. Li ha poi resi attenti che se il termine fosse
scaduto infruttuoso, sarebbe partito dal presupposto che il procedimento aveva
perso ogni interesse e quindi lo avrebbe stralciato dai ruoli.

 

                                         Con separata ordinanza 22
aprile 2020 (incarto OA.2006.778) il Pretore Matteo Pedrotti, rilevato 

                                         -
che il procedimento in oggetto è rimasto in sospeso per un tempo abnorme, a
dipendenza (anche) di una domanda di ricusa ormai superata;

                                         -
che occorre riprenderne la trattazione facendo anzitutto chiarezza
sull’interesse alla lite degli attori;

                                         -
che questi ultimi nell’ipotesi in cui dovessero conservare un interesse alla
lite, vanno invitati a precisare esattamente le loro richieste di giudizio,
indispensabili per accertare se possono valersi di un interesse giuridicamente
protetto e per valutare la fondatezza delle loro pretese;

                                         ha assegnato agli attori un
termine di 30 giorni per indicare se conservano un interesse alla lite e,
nell’affermativa per precisare esattamente le loro richieste di giudizio. Li ha
poi resi attenti che se il termine fosse scaduto infruttuoso, sarebbe partito
dal presupposto che il procedimento aveva perso ogni interesse e quindi lo
avrebbe stralciato dai ruoli.

 

 

                                  D.   Con istanza 28 aprile
2020 RE 1 e RE 2 hanno ricusato il Pretore Matteo Pedrotti. La ricusa è stata
trasmessa per competenza al Pretore viciniore Franca Galfetti Soldini. Con
ordinanza 30 aprile 2020 la pretura ha assegnato a RE 2 e RE 1 un termine per
versare l’importo di fr. 250.- quale anticipo per le spese della procedura di
ricusazione. Decorso infruttuoso il termine, con ordinanza 3 giugno 2020 il Pretore
ha assegnato loro un ultimo termine per versare l’anticipo delle spese
giudiziarie, con l’avvertenza che in caso di mancato pagamento non sarebbe
entrato nel merito della ricusa. 

 

 

                                  E.   Con scritto 10 giugno
2020 RE 1 e RE 2 chiedono “che la signora Galfetti non operi nessuna sentenza”.

 

                                         L’atto non è stato
notificato alla controparte.

 

 

Considerato

in diritto:                 1.   Le decisioni in materia di anticipazione
delle spese sono impugnabili mediante reclamo (art. 103 CPC), da proporre,
trattandosi di disposizioni di natura ordinatoria (art. 124 CPC), nel termine
di 10 giorni (art. 321 cpv. 2 CPC) alla terza Camera civile del Tribunale d’appello
(art. 48 lett. c cifra 1 LOG).

 

                                         Nel caso concreto la
decisione impugnata è pervenuta agli interessati il 10 giugno 2020 e di
conseguenza il reclamo qui in esame, pervenuto al Tribunale d’appello il 15
giugno 2020, è tempestivo e da questo punto di vista ammissibile.

 

 

                                   2.   Il CPC prevede che
con il rimedio del reclamo possono essere censurati soltanto l’applicazione
errata del diritto (art. 320 CPC, lett. a) e l’accertamento manifestamente errato
dei fatti (lett. b).

 

 

                                   3.   I reclamanti
chiedono “che la signora Galfetti non operi nessuna sentenza”. Sostengono, tra
l’altro, “che non dobbiamo pagare nessun anticipo a questa signora” (sconosciuta
e non avendo chiesto nulla alla stessa)”. 

 

                                         L’art. 321 CPC prescrive
che il reclamo dev’essere scritto e motivato. Esso deve pertanto contenere
delle precise domande di giudizio. Nel caso concreto la domanda posta dai
reclamanti difficilmente adempie siffatti requisiti. Dalla motivazione par di
comprendere che essi contestano la competenza del Pretore Franca Galfetti
Soldini a occuparsi dell’istanza di ricusa nei confronti del Pretore Matteo
Pedrotti, motivo per cui non ritengono di dover versare alla Pretura di Lugano
l’anticipo delle spese per quella procedura. Se non che, i reclamanti in realtà
non contestano l’ordinanza in sé, ma, implicitamente la competenza del Pretore
a occuparsi della domanda di ricusa. Sarebbe qui da verificare se l’impugnazione
della decisione di anticipo delle spese consenta anche di contestare la
competenza del Pretore che l’ha emessa, ma la questione non necessita di essere
esaminata, il reclamo essendo comunque destinato all’insuccesso. 

 

                                3.1   Il 1° gennaio 2011 è entrato
in vigore il codice di diritto processuale civile svizzero (CPC) che ha sostituito
il Codice di procedura civile ticinese (CPC-TI). L’art. 404 del CPC prevede
però che, fino alla loro conclusione davanti alla giurisdizione adita, ai
procedimenti già pendenti al momento dell’entrata in vigore del nuovo codice si
applica il diritto procedurale previgente. Di conseguenza, i due procedimenti
di cui trattasi essendo stati avviati con petizione 23 novembre 2006, in
applicazione del diritto transitorio del CPC, agli stessi è da applicare ancora
il CPC-TI, ritenuto tuttavia che alle impugnazioni si applica il CPC, diritto
in vigore al momento della comunicazione della decisione.

 

                                3.2   Con l’entrata in vigore del
CPC la legge sull’organizzazione giudiziaria (LOG) ha subito delle modifiche. Per
quanto concerne l’istituto della ricusa, precedentemente disciplinato per
quanto concerne i Pretori dagli art. 26-31 del CPC-TI, lo stesso è ormai
regolato dalla LOG, il cui art. 37 al cpv. 5 dispone che le domande di ricusa
nei confronti del Pretore sono decise dalla pretura viciniore. Il Tribunale d’appello
è ora competente solo quale istanza di ricorso contro le decisioni del Pretore
(art. 48 lettera a) cifra 2, art. 48 lettera b) cifra 2, art. 48 lettera e)
cifra 3 LOG). Di conseguenza la trasmissione dell’istanza di ricusa nei
confronti del Pretore Matteo Pedrotti al Pretore Franca Galfetti Soldini, suo Pretore
viciniore (cfr. art. 11 del Regolamento delle Preture) è corretta e non presta
il fianco a critiche.

                                         Nella misura in cui è
ricevibile, il reclamo è quindi da respingere.

 

 

                                   4.   Comunque sia, ad un
primo sommario esame il modo di procedere del Pretore Matteo Pedrotti appare
corretto. Assunta la direzione della pretura, egli ha rilevato che gli incarti
OA.2006.777 e OA.2006.778 sono da lungo tempo sospesi. Ha quindi interpellato
gli attori per conoscere le loro intenzioni prima di compiere nuovi passi
procedurali, ciò considerato che il lungo silenzio degli attori poteva anche
significare che essi non avessero interesse a continuare nella lite. L’interpellazione
era quindi dovuta.

 

                                4.1   Per quanto concerne i tempi
lunghi di cui si dolgono i reclamanti, va pur rilevato che la causa è stata
sospesa su loro espressa richiesta, come risulta dallo scritto 28 maggio 2010
dell’avv. __________ che allora li rappresentava. Va qui ricordato ai
reclamanti che l’operato del loro rappresentante legale va loro imputato, ciò
anche nell’eventualità che lo stesso possa avere omesso di informarli di tutte
le iniziative processuali che ha intrapreso, segnatamente del ricorso inviato
alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro la sentenza con cui il
Tribunale federale ha confermato la sentenza della II CCA che ha respinto la loro
istanza di ricusa del Pretore Marco Peverelli. Neppure risulta che dopo la
sospensione gli attori si siano ancora manifestati o abbiano chiesto al Pretore
la riattivazione della causa. Sostenere ora che il Pretore Matteo Pedrotti “intendeva
far sparire una causa pendente presso la pretura e da ben 13 anni senza che la
stessa pretura abbia fatto un passo e beneficiando di una “bufala” secondo cui
il nostro legale del 2006 avrebbe ricusato il Pretore e oggi a distanza di 13
anni e mezzo si attenderebbe ancora la risposta da parte di Strasburgo” non
solo è un’affermazione malevola, ma è anche in evidente contrasto con gli atti
di causa, essendo invece palese che il nuovo Pretore ha voluto dare un impulso
alle procedure, chiedendo agli attori di chiarire le loro intenzioni.

 

 

                                   5.   L’invio di una segnalazione
al Consiglio della magistratura nei confronti dell’avv. Pedrotti non è suscettibile
di modificare l’esito del reclamo. Ciò vale anche per l’impugnazione al
Tribunale cantonale amministrativo della sentenza del Presidente del Tribunale
delle espropriazioni.

 

 

                                   6.   Gli oneri
processuali del presente giudizio sono posti a carico dei reclamanti in solido.

 

 

Per i quali motivi

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è
ammissibile, il reclamo 10 giugno 2020 di RE 1 e RE 2 è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
in fr. 200.- sono poste a carico, e in solido, di RE 1 e RE 2.

 

                                   3.   Notificazione
(unitamente al reclamo 10 giugno 2020 alla controparte):

	
   

  	
  -     ;

  - .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 3.

 

 

Per
la terza Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro
la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione
con i limiti dell’art. 93 LTF solo se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza
cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in
materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in
materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).