# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2001c670-537a-5239-97f1-69880e73ef4a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2004.260
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2004-260_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

    52.2004.260

     

    	
    Lugano

    5 settembre 2005

     

    	
    In nome

    della Repubblica e Cantone

    del Ticino

    	 

	
    Il Tribunale cantonale amministrativo

    
	
     

    
	
     

    
						

  

  

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi e Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 10 agosto 2004 di

 

 

	
   

  	
  L__________, , 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 6 luglio 2004 (n. 3086) del Consiglio
  di Stato, che dichiara irricevibile l'impugnativa del ricorrente avverso la
  decisione con cui l'assemblea comunale di P__________ ha adottato alcune
  varianti del PR;

  

 

 

viste le risposte:

-    24 agosto 2004 del
Consiglio di Stato;

-    30 agosto 2004 del
municipio di L__________;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

che l'assemblea comunale di P__________ è
stata convocata in seduta per il 26 marzo 2004;

 

che tra le varie trattande previste all'ordine
del giorno figurava anche quella concernente alcune varianti del PR;

 

che il 26 marzo 2004, l'assemblea comunale
ha approvato le varianti di PR, nel loro complesso, con 34 voti favorevoli, 6
astenuti e 1 contrario;

 

che la risoluzione è quindi stata pubblicata
all'albo comunale;

 

che il 14 aprile 2004 L__________, cittadino
attivo di P__________, ha impugnato la suddetta delibera dinnanzi al Consiglio
di Stato, chiedendone l'annullamento;

 

che il ricorrente ha eccepito un serie di
violazioni relative alla procedura di adozione del PR e al suo contenuto;

 

che con decisione 2 marzo 2004 l'Esecutivo
cantonale ha dichiarato irricevibile il gravame;

 

che, in sostanza, il Governo ha rilevato che
il ricorrente aveva sollevato prematuramente delle censure, le quali andavano
proposte, se del caso, al momento della pubblicazione del PR;

 

che avverso la predetta pronunzia
governativa L__________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendogli di annullarla insieme alla delibera assembleare
del 26 marzo 2004;

 

che il ricorrente, oltre a ribadire le
censure già sollevate dinnanzi all'Esecutivo cantonale, eccepisce pure la
violazione di alcune disposizioni procedurali previste dalla LOC che ha portato
alla deliberazione dell'assemblea comunale e alla pubblicazione all'albo della
risoluzione adottata dal legislativo;

che all'accoglimento del gravame si oppone
il Consiglio di Stato, mentre il municipio di L__________, nato nel frattempo
dalla fusione di P__________ con altri comuni della regione, propone di
dichiarare irricevibile il ricorso con argomenti di cui si dirà se del caso in
seguito;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

che il ricorso al Tribunale cantonale
amministrativo è dato, nei casi previsti dalla legge, contro decisioni di un
dipartimento, di commissioni speciali e del Consiglio di Stato (art. 60 cpv. 1
PAmm): la deducibilità per ricorso di una decisione al Tribunale cantonale
amministrativo è quindi regolata secondo il sistema enumerativo e non per
clausola generale (Rep. 1968, pag. 204 consid. 3);

 

che contro le decisioni degli organi
comunali è dato ricorso al Consiglio di Stato, le cui decisioni sono
appellabili al Tribunale cantonale amministrativo, salvo che la legge non
disponga altrimenti (art. 208 cpv. 1 LOC);

 

che l'impugnabilità di tutte le decisioni
degli organi comunali dapprima innanzi al Governo e, in seconda istanza,
davanti al Tribunale cantonale amministrativo, ha valore di principio generale;
svariate leggi istituiscono tuttavia delle deroghe a questa regola per le
materie da esse trattate;

 

che giusta l'art. 41 cpv. 1 LOC il
presidente pubblica all'albo comunale, entro cinque giorni, le risoluzioni dell'assemblea
comunale con l'indicazione dei mezzi e dei termini di ricorso;

 

che per quanto concerne il PR, il municipio
procede sollecitamente alla sua pubblicazione presso la cancelleria comunale
per il periodo di trenta giorni, previo annuncio effettuato almeno dieci giorni
prima agli albi comunali, nel foglio ufficiale e nei quotidiani del Cantone
(art. 34 cpv. 2 e 3 LALPT);

 

che la prima pubblicazione, effettuata dal
presidente del legislativo immediatamente dopo la deliberazione, è volta a
permettere l'esercizio del diritto di ricorso al Consiglio di Stato dapprima ed
al Tribunale amministrativo successivamente (art. 208 cpv. 1 LOC) per
violazioni della LOC, in particolare della procedura prescritta da quest'ultima
per giungere alla deliberazione dell'organo legislativo;

 

che la seconda pubblicazione, da eseguirsi
in seguito da parte del municipio preferibilmente dopo la scadenza inutilizzata
dei termini di ricorso e di referendum stabiliti nella prima, è invece volta a
permettere l'impugnazione del contenuto del PR innanzi al Consiglio di Stato
dapprima ed al Tribunale della pianificazione del territorio poi (art. 35 cpv.
1 e 38 cpv. 1 LALPT): è in questa procedura che può essere eccepita - e deve
essere esaminata dalle autorità decidenti - la violazione delle disposizioni
della LALPT concernenti il PR (cfr. STA 26 giugno 2003 in re Z. con riferimenti
giurisprudenziali e dottrinali);

 

che, in concreto, L__________ è insorto al
Consiglio di Stato in occasione della prima pubblicazione della deliberazione
con cui l'allora assemblea comunale di P__________ ha adottato le varianti di
PR in discussione;

 

che le censure proposte nell'atto ricorsuale
concernevano tuttavia alcune presunte violazioni della procedura prescritta
dalla LALPT nonché il contenuto del PR; il ricorrente si è infatti lamentato
della mancata informazione delle popolazione relativa alle varianti di PR
giusta gli art. 32 e segg. LALPT, dell'inserimento di una stalla in zona
edificabile, della problematica relativa ai posteggi in zona C__________ e
della nuova zona a P__________ paese;

 

che, trattandosi di contestazioni riferite
al PR e concernenti esclusivamente l'applicazione della LALPT, il Consiglio di
Stato, anziché dichiarare irricevibile il ricorso, avrebbe di per sé dovuto
respingerlo siccome fondato su censure improponibili in quanto premature; non
mette comunque conto di riformare il giudizio censurato perché, nella sostanza,
l'esito non cambierebbe; 

 

che davanti a questo tribunale l'insorgente
postula ora l'annullamento della decisione impugnata lamentando per la prima
volta una serie di violazioni procedurali in materia LOC, mai sollevate
dinnanzi al Consiglio di Stato (trattanda sulle varianti di PR proposta in 4
parti distinte contrariamente a quanto previsto dall'ordine del giorno e votata
nel complesso; approvazione assembleare ottenuta senza la maggioranza dei 2/3
dei presenti; avviso all'albo comunale delle risoluzioni adottate tolto prima
dei quindici giorni previsti dalla legge contenente diversi vizi di forma, segnatamente:
carta non intestata, nessuna firma a convalida del contenuto, numero delle singole
trattande errato e incompleto, nessuna indicazione dei presenti, dei votanti e
dell'esito delle singole votazioni);

 

che in linea di massima le nuove eccezioni non modificano l'oggetto
della lite; secondo certi indirizzi giurisprudenziali, condivisi da parte della
dottrina, l'oggetto della lite non è in effetti determinato dalle eccezioni, ma
dalle conclusioni, ossia dalle domande poste a giudizio, integrate, se
necessario ai fini della sua individuazione, dai fatti su cui si fondano (DTF
25.9.1974 in re A. p. di L. = Borghi, Giurisprudenza amministrativa ticinese,
n. 484; Alfred Kölz, Kommentar zum VRG, Vorbem. §§ 19-28 n.
20; Chri-stoph Auer, Streitgegenstand und Rügeprinzip im Spannungsfeld der verwaltungsrechtlichen
Prosessmaximen, Bern 1997, pag. 40); 

 

che, in quest'ottica, le eccezioni sollevate dal ricorrente
soltanto in questa sede non configurano nemmeno una nuova domanda,
inammissibile in quanto contraria al divieto sancito dall'art. 63 cpv. 2 PAmm; la
domanda posta a giudizio dall'insorgente rimane invero sempre quella di
annullare la decisione dell'assemblea comunale ed il giudizio governativo che
la conferma; 

 

che, sempre da questo profilo, le nuove eccezioni non sono d'altro
canto inammissibili siccome tardive; concernendo difetti rilevabili anche d'ufficio,
la mancata contestazione in prima istanza non esplica in linea di massima conseguenze
preclusive; 

 

che le nuove censure possono tuttavia apparire inammissibili
nella misura in cui si ammette che l'oggetto della lite non è definito soltanto
dalle domande integrate semmai dai fatti, ma anche dalle contestazioni
sollevate dall'insorgente in prima istanza (cfr. Auer, op. cit., pag. 181 seg.;

che la questione a sapere se ed eventualmente in che misura il
cosiddetto principio di contestazione (Rügeprinzip) contribuisca a definire l'oggetto
del ricorso a questo tribunale può rimanere comunque indecisa poiché le eccezioni
sollevate soltanto in questa sede dall'insorgente vanno in ogni caso respinte siccome
infondate: 

-         
nel fatto che la trattanda n. 4, annunciata dall'ordine del giorno come approvazione
varianti del PR sia stata trattata e discussa in quattro parti distinte e
votata come un unico oggetto non è ravvisabile alcuna violazione del diritto; l'esame
analitico è stato voluto dalla stessa assemblea in accoglimento di un'esplicita
richiesta di un cittadino; il legislativo comunale ha inoltre statuito con
chiarissime maggioranze dapprima su ogni singola modifica ed in seguito sul
complesso, in assenza di qualsiasi contestazione da parte dell'insorgente sulle
modalità delle singole votazioni, per cui eccezioni sollevate soltanto ora
appaiono palesemente contrarie al principio della buona fede; 

-         
gli asseriti difetti di pubblicazione all'albo comunale delle deliberazioni
assembleari non hanno impedito al ricorrente di esercitare il suo diritto di
ricorso e non sono comunque tali da inficiarne la validità; 

 

che la tassa di giustizia applicata dal
Consiglio di Stato è del tutto conforme all'art. 28 PAmm; è posta a carico del
soccombente ed è adeguatamente commisurata al lavoro occasionato dall'impugnativa;

 

che, in quanto ricevibile, il ricorso va dunque
respinto, addebitando all'insorgente la tassa di giustizia e le ripetibili di
questa sede. 

 

 

 

Per questi motivi,

visti la LALPT nonché gli art. 41, 208, 209 LOC, 2, 3,
18, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Nella
misura in cui è ricevibile, il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 500.- è a carico del ricorrente, che rifonderà al comune di L__________
un identico importo a titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario