# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f5ac0bde-172d-5858-90a6-2cdffcf693bc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.09.2025 F-6929/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-6929-2025_2025-09-12.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-6929/2025 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  1 2  s e t t e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 

 
Giudice Susanne Genner, giudice unica,  

con l’approvazione della giudice Christa Preisig;  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), 

(…), 

Sudan,  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione SEM,  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento  

(procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 4 settembre 2025 / N (…). 

 

 

 

F-6929/2025 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il (…) lu-

glio 2025, 

i riscontri dattiloscopici nell’unità centrale del sistema europeo “Eurodac” 

del (…) luglio 2025, dai quali risulta che egli è entrato illegalmente in Spa-

gna e vi è stato registrato il (…), 

la domanda del (…) luglio 2025 di presa in carico dell’interessato presen-

tata dalla SEM alle preposte autorità spagnole ai sensi dell’art. 13 par. 1 

del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio 

del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III), 

il colloquio Dublino del (…) luglio 2025 dell’interessato, 

l’accettazione della Spagna del 30 luglio 2025 di presa in carico del richie-

dente ai sensi dell’art. 13 par. 1 RD III, 

la decisione della SEM del 4 settembre 2025, di non entrata nel merito 

della domanda d’asilo giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31), con 

conseguente trasferimento dell’interessato verso la Spagna, 

il ricorso non datato ma inviato il 10 settembre 2025 (cfr. risultanze proces-

suali: busta del plico raccomandato), in lingua francese, che l’interessato 

ha presentato dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il 

Tribunale o TAF) avverso il summenzionato provvedimento, con cui egli ha 

postulato, secondo il senso, l’annullamento della decisione avversata e 

(recte: che si ordini all’autorità inferiore) l’entrata nel merito della sua do-

manda d’asilo, 

la pronuncia della sospensione dell’esecuzione dell’allontanamento dell’in-

sorgente quale misura supercautelare da parte della giudice istruttrice della 

causa l’11 settembre 2025, 

  

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e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 3 LAsi) ed è ammissibile sotto il 

profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52 cpv. 1 PA; che occorre pertanto 

entrare nel merito del ricorso, 

che nel caso concreto, il ricorrente ha introdotto il suo ricorso in lingua fran-

cese; che tuttavia il Tribunale non ravvede alcuna ragione per scostarsi 

dalla regola sancita all’art. 33a cpv. 2 prima frase PA; che il procedimento 

segue quindi la lingua della decisione impugnata, 

che il Tribunale, adito con un ricorso contro una decisione di non entrata 

nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esaminare la fondatezza di 

una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1 e rif. cit.), 

che per i motivi che seguono, il ricorso è manifestamente infondato, ed è 

quindi deciso dalla giudice unica, con l’approvazione di una seconda giu-

dice (art. 111 lett. e LAsi), nonché la decisione è motivata soltanto somma-

riamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che altresì, giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il 

Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che innanzitutto il Tribunale ritiene come l’autorità inferiore abbia corretta-

mente dedotto che di principio la competenza per l’esame della sua do-

manda d’asilo e per il seguito della sua procedura appartiene alla Spagna 

ai sensi dell’art. 13 par. 1 RD III, avendo del resto la Spagna accettato la 

presa in carico dell’interessato formulata dalla SEM il 16 luglio 2025 (cfr. 

[atti della SEM] n. [{…}]-9/1 e 10/7), sulla base della medesima norma il 

30 luglio 2025 (cfr. n. 17/1), quindi entro il termine regolamentare previsto 

(cfr. art. 22 par. 1 RD III), 

che le circostanze sollevate nel ricorso dall’insorgente che la Svizzera sa-

rebbe sempre stato il Paese dove avrebbe voluto giungere e che quivi ri-

ceverebbe un migliore sostegno all’integrazione che in Spagna, non sono 

affermazioni in grado di confutare la competenza del suddetto Stato mem-

bro, 

che in proposito, si rammenta al ricorrente, che la sua scelta della Svizzera 

quale meta, o ancora il fatto che quest’ultimo Paese possa offrirgli un mi-

gliore sostegno che la Spagna, risultano del tutto ininfluenti in merito, es-

sendo rilevato come il RD III non conferisce ai richiedenti l’asilo il diritto di 

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scegliere lo Stato membro che offre, a loro avviso, le migliori condizioni 

d’accoglienza come stato responsabile per l’esame della loro domanda 

d’asilo (cfr. sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 10 di-

cembre 2013, C-394/12 Shamso Abdullahi contro Austria, Grande Camera, 

§59 e §62; DTAF 2017 VI/5 consid. 8.2.1 e rif. cit.), 

che proseguendo, l’autorità inferiore ha correttamente motivato nella deci-

sione impugnata, che il sistema d’accoglienza e di procedura d’asilo spa-

gnolo non è soggetto a carenze sistemiche per le quali la competenza, 

giusta l’art. 3 par. 2 RD III, debba essere trasferita alla Svizzera (cfr. le sen-

tenze del TAF F-5114/2025 del 15 luglio 2025, pag. 7; F-4046/2025 

dell’11 giugno 2025 consid. 3.2 con rif. cit.), 

che inoltre, la presunzione del rispetto della sicurezza dei richiedenti l’asilo 

da parte dello Stato in questione, in particolare il diritto alla trattazione della 

propria domanda secondo una procedura giusta ed equa ed una prote-

zione conforme al diritto internazionale ed europeo (cfr. direttiva 

2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello 

status di protezione internazionale [di seguito: direttiva 2013/32/UE]; diret-

tiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giu-

gno 2013 recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione 

internazionale), non è confutata in specie, 

che invero, al contrario di quanto allegato in modo del tutto generico e non 

sostanziato nel ricorso, che le procedure d’asilo in Spagna sarebbero lun-

ghe e complesse, nonché che nei centri d’asilo vi sarebbe una situazione 

d’insalubrità, di freddo e con insufficiente cibo nonché di cattiva qualità, si 

osserva come il ricorrente, secondo i suoi asserti, sia rimasto circa (…) in 

territorio spagnolo (cfr. n. 16/4), senza presentare formalmente alcuna do-

manda d’asilo; che in tal senso, incomberà a lui, al suo ritorno nel predetto 

Stato, depositare una domanda d’asilo presso le autorità competenti e di 

conformarsi alle loro istruzioni, ciò che gli permetterà in particolare di be-

neficiare delle prestazioni previste dalle direttive europee succitate,  

che altresì, nel caso in esame, il ricorrente non ha dimostrato in nessun 

modo con degli elementi concreti e circostanziati, né è desumibile dagli atti 

all’inserto, che lo Stato di destinazione – che si ricorda ha accettato espli-

citamente la sua presa in carico – non sia intenzionato a prenderlo in carico 

ed a portare a termine correttamente la procedura relativa alla sua do-

manda di protezione in violazione della direttiva 2013/32/UE, o ancora che 

lui non avrebbe avuto accesso alla procedura d’asilo in Spagna in passato 

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o non l’avrà in futuro, e ciò in rispetto delle normative comunitarie ed inter-

nazionali in materia, in particolare del principio di non-respingimento, 

che nella presente disamina non sussistono neppure motivi di diritto inter-

nazionale per cui la Svizzera sia costretta ad applicare la clausola di so-

vranità giusta l’art. 17 par. 1 RD III; che peraltro, l’autorità inferiore ha de-

ciso di non entrare nel merito della domanda d’asilo dell’insorgente in ot-

temperanza al suo margine d’apprezzamento garantito all’art. 17 par. 1 RD 

III (“clausola di sovranità”) e all’art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo re-

lativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), di-

sposizione che concretizza in diritto interno svizzero l’art. 17 par. 1 RD III 

(cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.), la cui applicazione risulta nel caso con-

creto priva di violazioni di diritto, 

che sul punto si rileva innanzitutto come le considerazioni addotte dal ri-

corrente in merito alle vicissitudini da lui vissute nel suo Paese d’origine, 

che lo avrebbero condotto all’espatrio, come pure a quanto avrebbe vissuto 

durante il suo percorso migratorio in altri Stati africani, esulino dall’oggetto 

della presente procedura, il quale porta unicamente sull’esame di quale 

Stato risulti secondo il RD III competente per la procedura di asilo e di al-

lontanamento (cfr. ex multis la sentenza del TAF F-2133/2025 del 

1° aprile 2025 consid. 2.2.2); che pertanto si ritiene non dover essere ag-

giunto altro in proposito, 

che per quanto poi attiene al razzismo che egli avrebbe subito da parte di 

un responsabile del campo dove lui soggiornava in Spagna, allorché lo 

avrebbe informato che si sarebbe sentito insicuro con un gruppo di (…) 

pure presenti nel campo, si osserva come non soltanto egli non ha mai 

allegato nel ricorso di essersi rivolto alle autorità di polizia spagnole prepo-

ste per denunciare l’agito di quanto avrebbe subito nel campo da tali per-

sone, ma neppure ha asserito di aver raccontato a tale responsabile del 

campo i motivi per i quali si sarebbe sentito insicuro, e tutto ciò peraltro 

rettificando e contraddicendo quanto avrebbe invece sostenuto nel corso 

del colloquio Dublino (cfr. n. 16/4), 

che del resto, come motivato già a ragione nella decisione avversata, la 

Spagna è uno Stato di diritto con un sistema di polizia e giudiziario funzio-

nante, ed apparterrà al ricorrente, se ritiene di essere stato trattato in modo 

illegale o di aver subito delle minacce e delle violenze in passato da parte 

di terzi, o ancora se considererà in futuro di essere esposto a delle minacce 

concrete, d’indirizzarsi alle preposte autorità spagnole, che sono in grado 

e disposte a concedere aiuto, 

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che infine, non risulta deducibile dagli atti all’inserto (cfr. n. 18/2 e 19/2), 

che il ricorrente soffra di particolari patologie di natura grave e tale da im-

pedirne il suo trasferimento in Spagna (cfr. sentenze della Corte europea 

dei diritti dell’uomo, [Grande Camera], N. contro Regno Unito del 27 mag-

gio 2008, 26565/06; Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 

41738/10, §181 segg., confermata in Savran contro Danimarca del 7 di-

cembre 2021, 57467/15, §121 segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1), 

che del resto, se egli in futuro dovesse necessitare di cure mediche, potrà 

senz’altro beneficiarne anche in Spagna, dopo aver presentato domanda 

d’asilo nella stessa, Stato che dispone di strutture mediche sufficienti e 

adeguate (cfr. ex multis la sentenza del Tribunale F-3800/2025 del 2 giu-

gno 2025 consid. 2.2.1) ed è tenuta a garantire al ricorrente, qualora ne 

avesse bisogno, un sufficiente trattamento medico (cfr. art. 19 par. 1 della 

direttiva 2013/33/UE), 

che alla luce di quanto precede, la SEM ha correttamente stabilito di non 

dover entrare nel merito della domanda d’asilo del ricorrente sulla base 

dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi e ne ha disposto il trasferimento verso la 

Spagna in applicazione dell’art. 44 LAsi, essendo quest’ultimo Paese com-

petente per la trattazione della domanda d’asilo e d’allontanamento del ri-

corrente in ossequio alle condizioni poste nel RD III; che pertanto, il ricorso 

deve essere respinto e la decisione della SEM confermata, 

che con la pronuncia della presente sentenza, le misure supercautelari pro-

nunciate l’11 settembre 2025 dal Tribunale, sono revocate, 

che infine, visto l’esito del ricorso, le spese processuali di fr. 750.– sono 

poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del 

regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]), 

che la presente decisione è definitiva e non può, in principio, essere impu-

gnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale 

(art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di fr. 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

 

La giudice unica: La cancelliera: 

  

Susanne Genner Alissa Vallenari 

 

 

 

 

Data di spedizione: