# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ac5306be-a050-588a-a20f-718f9b997b06
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-09-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 21.09.2001 INC.2000.35902
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-35902_2001-09-21.html

## Full Text

N. 359.2000.2 M                                                        Lugano,
21 settembre 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per
statuire sul reclamo inoltrato in data 20/23 aprile 2001 da

__________,            __________

(patrocinata dall’avv. __________)

avverso la
decisione 10 aprile 2001, con la quale il Procuratore Pubblico avv.
__________ ha parzialmente respinto l’istanza di complemento istruttorio
proposta dalla reclamante nell’ambito del procedimento penale condotto contro
__________ per titolo di molestie sessuali;

lette le
osservazioni 3 maggio 2001 del magistrato inquirente, e preso atto che il
querelato non ha fatto pervenire osservazioni entro il termine assegnato;

letti ed
esaminati gli atti formanti gli incc. __________ e __________;

ritenuto

in fatto:

A.

Con allegato 10 aprile 2000 (inc. MP doc. _), __________,
sarta presso __________, ha querelato __________, suo superiore, per molestie
sessuali: a suo dire, avrebbe dovuto sopportare per lungo tempo “indesiderate
attenzioni a sfondo sessuale da parte del querelato” (loc. cit., pto. 1 p. 3),
manifestatesi tra l’altro in un tentativo di bacio (loc. cit., pto. 3 p. 3-4),
sfociate – in data 18 gennaio 2000 – in un palpeggiamento al seno destro (loc.
cit., pto. 4 p. 4), per poco non ripetutosi il giorno successivo (ibid.). I
sollecitati procedimenti disciplinari amministrativi non hanno sortito effetto
alcuno (loc. cit., pti. 3 p. 4 e 5 p. 5).

Saputo della querela, __________ ha a sua volta denunciato
la qui reclamante per titolo di denuncia mendace (doc. _ all’inc. MP
__________; cionondimeno, per semplicità __________ verrà qui di seguito
indicato quale “querelato”).

Per entrambi gli incarti, l’inchiesta è sfociata nel
rapporto di polizia giudiziaria 27 luglio 2000 (inc. MP doc. _). Il 6 settembre
2000 è stato disposto il deposito atti (inc. MP doc. _), poi prorogato. Con
tempestiva richiesta 11 ottobre 2000 (inc. MP doc. _), la querelante ha
chiesto, per quanto qui di rilievo, l’acquisizione delle valutazioni dei
superiori sulla qualità del proprio lavoro (cosiddetti formulari VACO).

 

B.

Con la decisione impugnata (inc. Giar doc. _), il
Procuratore Pubblico ha respinto la prova proposta, ritenendola “non attinente
con lo specifico episodio oggetto della querela 10.4.2000. In effetti, la
valutazione dell’attività svolta dalla sig.na __________ non rappresenta
elemento conclusivo o determinante in relazione ai fatti imputati al querelato”
(loc. cit., p. 1).

 

C.

Con il presente reclamo (inc. Giar doc. _), la querelante
spiega che contrariamente a quanto affermato dal querelato a verbale di
polizia, lui non avrebbe mai redatto delle valutazioni negative, tale compito
spettando al capo sartoria (loc. cit., pto. 3 p. 2): la postulata edizione dei
documenti dimostrerebbe la correttezza dell’affermazione della querelante, e di
converso farebbe cadere la tesi difensiva del querelato. Inoltre, emergerebbe
che le valutazioni dell’attività professionale della querelante sono positive:
ne discenderebbe che ella non avrebbe avuto alcun motivo di rancore nei
confronti del querelato, e che pertanto la querela di lei non sarebbe una
manifestazione di rancore (loc. cit., p. 2-3). L’utilità della prova proposta
sarebbe data pure con riferimento alla contro-querela per denuncia mendace,
poiché permetterebbe di dimostrare che alla base della querela per molestie
sessuali non stanno i rapporti di lavoro negativi asseritamente redatti da
__________ (loc. cit., pto. 5 p. 3).

 

D.

In sede di osservazioni (inc. Giar doc. _), il magistrato
inquirente ha ribadito il proprio apprezzamento negativo: “le richieste
valutazioni VACO [...] sono comunque da valutare come oggettivamente estranee
alle tesi accusatorie che vengono sostenute dalle parti. Tali valutazioni,
personali e a carattere interno, non potrebbero far emergere alcun indizio
concreto in particolare per quanto riguarda l’episodio del 18 gennaio 2000 dove
la reclamante sarebbe stata toccata sul seno dal denunciato” (loc. cit., p. 1).

 

E.

Benché invitato, il querelato __________ non ha proposto
osservazioni.

Considerato

in diritto:

1.

            a)        Per
meritare di venire assunte, le prove proposte dalle parti contestualmente al
deposito atti (art. 196 CPP) o in altro momento dell’istruttoria (artt. 60 cpv.
1 e 79 cpv. 1 CPP) devono rispettare tre concorrenti ordini di considerazione:
esse devono essere motivate per quanto attiene al loro oggetto ed al loro scopo
in diretta connessione con la fattispecie inquisita; tali mezzi di prova devono
avere i requisiti della novità, della rilevanza e della pertinenza alle successive
conclusioni di competenza del Procuratore Pubblico, dapprima per decidere se
promuovere l’accusa oppure non far luogo al procedimento e poi eventualmente -
dopo definitiva conclusione dell’istruzione formale - se decretare messa in
stato di accusa o abbandono, sino se del caso a quelle del giudice di merito;
per quest’ultima evenienza, le stesse prove devono essere di difficile
produzione al dibattimento, avute presenti le finalità dell’art. 189 CPP,
inteso appunto tra l’altro ad assicurarne la non interrotta assunzione (Rep.
131 [1998] nr. 122; v. anche sentenza 24 gennaio 1990, inc. CRP 337/89; v.
decisioni 17 febbraio 1993 in re L.P., inc. GIAR 135.93.1; 3 novembre 1993 in
re G.G., inc. GIAR 862.93.1, e 14 giugno 1995 in re F.M., inc. GIAR 1093.93.5).

            b)        Se,
in particolare per l’accusato, la facoltà di proporre mezzi di prova è
espressione del diritto di essere sentito ai sensi dell’art. 29 cpv. 2 Cost.
fed. (v., da ultimo, TF I Corte di diritto pubblico, sentenza 5 febbraio 2001
nell’inc. 1P.558/2000, consid. 2c; DTF 126 I 15, consid. 2a.aa p. 16 s.; DTF
124 I 49, consid. 3a p. 51; DTF 121 I 306, consid. 1b p. 308) e del “fair
trial” ai sensi dell’art. 6 CEDU (v. Frowein/Peukert,
EMRK-Kommentar, 2. Aufl. Kehl/Strassburg/Arlington 1996, nota 99 ad art. 6
CEDU), il giudice del merito (ed il magistrato inquirente) è tenuto, in
applicazione delle norme procedurali corrispondenti, a considerare
rispettivamente ammettere soltanto quei mezzi di prova che “nach seinem
richterlichen Ermessen entscheidungserheblich sind” (Frowein/Peukert,
loc. cit. p. 231). Con riferimento specifico all’audizione di testi, il
magistrato può rifiutare la prova proposta “wenn er die zu erwartende
Antwort bzw. Aussage nach seiner freien Ermessensentscheidung für die
Wahrheitsfindung nicht für beachtlich hält” (Frowein/Peukert, loc.
cit., nota 202 ad art. 6 CEDU, con rinvii), nelle parole di Niklaus Schmid
(Strafprozessrecht, 3. Aufl. Zürich 1997, margin. 270, con rinvii a DTF 103 Ia
491 et al. in nota 321) “wenn sie den rechtlich relevanten Sachverhalt als
genügend geklärt erachten”. Di conseguenza, non è data violazione dell’art.
6 CEDU se il giudice del merito rifiuta un mezzo di prova dopo averne esaminato
la pertinenza (TF I Corte di diritto pubblico, sentenza 5 febbraio 2001 nell’inc.
1P.558/2000, consid. 2c, con rinvii; Rep. 131 [1998] nr. 122; v. anche Frowein/Peukert,
loc. cit., nota 203 ad art. 6 CEDU, con rinvio al noto caso Vidal; come qui, v.
decisione 17 giugno 1998 in re F.F., inc. GIAR 55.98.1 consid. 1).

 

2.

a)        L’apprezzamento
anticipato, negativo, che il Procuratore Pubblico dà della prova proposta dalla
querelante non può essere condiviso.

È, quello del magistrato inquirente, un apprezzamento
negativo che si basa su un approccio oltremodo limitativo di quelli che egli considera
i fatti di rilevanza penale. Egli considera bisognoso di acclaramento
unicamente il solo (contestato) palpeggiamento del 18 gennaio 2000. Questo
taglio, tuttavia, non sembra attribuire la giusta importanza a numerose
circostanze, certamente non atte a dimostrare in termini conclusivi il preteso
palpeggiamento, ma tali da permettere al giudice di meglio valutare la
verosimiglianza dell’una piuttosto che dell’altra versione.

b)        Fra queste
circostanze si devono menzionare senz’altro quella l’esistenza e il tenore
delle qualifiche del lavoro della querelante, rispettivamente il fatto che
dette qualifiche siano state stilate o almeno ispirate dal querelato. La
reclamante sostiene, invero, che il querelato si difende affermando che le
accuse mosse nei suoi confronti rappresentano la vendetta di lei per aver egli
valutato negativamente il suo lavoro (v. reclamo, cit., pto. 3 p. 3-4): ma
questa lettura delle affermazioni del querelato (v. verbale di polizia 19
giugno 2000 ore 09.00, allegato al rapporto di polizia giudiziaria 27 luglio
2000, inc. MP doc. _, p. 2) non è corretto, almeno nella misura in cui non
risulta che __________ abbia aver affermato di avere personalmente redatto
valutazioni negative sulla querelante. 

c)         Il preciso tenore
delle valutazioni VACO può essere nondimeno di grande ausilio per la lettura
dei fatti. Si può astrattamente speculare, a titolo puramente esemplificativo e
non esaustivo, che il rinvenimento di valutazioni favorevoli alla querelante
toglierebbe verosimiglianza alla tesi di una querela di lei motivata con
sentimenti di rancore professionale. Per contro, valutazioni negative si
presterebbero a conclusioni assai più differenziate a seconda del loro tenore,
della loro eventuale evoluzione nel tempo e di chi le avesse redatte e firmate:
sempre a livello di ipotesi, il presunto reo – avendone l’opportunità –
potrebbe aver reagito ai rifiuti opposti dalla dipendente ai suoi approcci
criticandone (più o meno a ragione) l’operato professionale, con il duplice
scopo di vendicarsi e di preparare una difesa per l’eventualità che la
dipendente avesse deciso di reagire pubblicamente (come infatti avvenuto). È
altrettanto possibile, al contrario, che le accuse mosse dalla querelante siano
del tutto prive di fondamento, e rappresentino la vendetta di lei nei confronti
di chi aveva criticato il suo lavoro, precludendole in tal modo avanzamenti o
comunque soddisfazioni e riconoscimenti professionali.

d)        Comunque sia, anche
solo gli esempi testé addotti dimostrano che i documenti di cui viene proposta
l’acquisizione sono effettivamente atti a fornire elementi di giudizio assai
importanti. Inoltre, l’acquisizione dei formulari VACO rappresenta misura
idonea e di facile attuazione, dunque di nessun intralcio per l’istruttoria in
corso.

e)        Resta ovviamente
riservata l’acquisizione di ulteriori prove che si dovessero imporre sulla base
dell’esame dei formulari VACO (art. 196 cpv. 4 CPP).

 

3.

In conclusione, il reclamo merita tutela. In accoglimento
del medesimo, con la presente decisione definitiva viene fatto ordine al
Procuratore Pubblico di acquisire agli atti tutte le valutazioni allestite dai
superiori (VACO) sulla qualità del lavoro della reclamante. Il querelato
__________ non avendo preso parte alla procedura di reclamo, le spese di
giustizia della presente decisione sono poste a carico del Cantone Ticino (art.
9 cpv. 4 CPP), che rifonderà alla reclamante l’importo di fr. 250.— a titolo di
ripetibili (art. 9 cpv. 6 CPP).

*  
*   *

Per i quali motivi,

in applicazione delle norme menzionate e degli artt. 280
ss. CPP

d e c i d e :

1.      Il
reclamo 20/23 aprile 2001 di __________ è accolto.

§   Di conseguenza, è fatto ordine al
Procuratore Pubblico di acquisire agli atti tutte le valutazioni allestite dai
superiori (VACO) sulla qualità del lavoro della reclamante.

2.     
Non si prelevano tassa né spese giudiziarie.

3.     
Lo Stato del Cantone Ticino rifonderà alla reclamante l’importo di fr.
250.— a titolo di ripetibili.

4.     
La presente decisione è definitiva.

5.      Intimazione:

-    avv.
__________, per sé e per la reclamante, con copia delle osservazioni del
magistrato inquirente;

-    avv.
__________, per sé e per il querelato __________, con copia delle osservazioni
del magistrato inquirente;

-    Procuratore
Pubblico avv. __________, con gli inc. MP __________ e __________ di ritorno.

giudice __________