# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4f277d9c-1066-5505-9a4f-32f9acec7f00
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-10-05
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 05.10.2018 12.2017.98
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2017-98_2018-10-05.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2017.98

  	
  Lugano

  5 ottobre 2018/rn

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. SE.2016.5 della Pretura
della giurisdizione di Mendrisio nord - promossa con petizione 29 febbraio 2016
da

 

 

	
   

  	
   AP
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO
  1  

  rappr. dagli avv.  RA 1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

con cui l’attore ha chiesto il disconoscimento del
debito di fr. 12'160.15 oltre interessi al 9% dal 29 settembre 2015 di cui al
PE n. __________ dell’UE di Mendrisio; 

 

domanda avversata dalla convenuta, che ha postulato la
reiezione della petizione, e che il Pretore con decisione 24 maggio 2017 ha respinto;

 

appellante l'attore con appello 23 giugno 2017, con
cui ha chiesto la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere la
petizione, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre la convenuta con risposta 25 settembre 2017 ha
postulato la reiezione del gravame pure con protesta di spese e ripetibili;

 

letti ed esaminati gli atti
ed i documenti prodotti;

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                         che il 28 / 29 aprile 2014
la società G__________ SA ha stipulato con la società AO 1 il contratto di
leasing nr. __________ avente per oggetto il sistema per la gestione e la
vendita al dettaglio di carburante “__________”: il contratto (doc. B), che
prevedeva il versamento di un canone mensile di fr. 505.- pagabile in rate trimestrali
anticipate, risulta essere stato firmato, per la società G__________ SA, dal
suo amministratore unico AP 1, il quale risulta pure aver sottoscritto, questa
volta a titolo personale, un’ulteriore clausola contrattuale denominata “assunzione
cumulativa di debito”;

 

                                         che il 30 aprile 2014 AO 1
ha inviato a AP 1 una lettera raccomandata (doc. 4) con cui lo ringraziava per
la dichiarazione di assunzione cumulativa del debito di cui al contratto di
leasing n. __________, di cui aveva allegato una copia, e gli confermava, a
seguito dell’avvenuta consegna dell’oggetto, la validità dello stesso e con ciò
la sua responsabilità personale e diretta, insieme a G__________ SA, per tutti
i diritti di pagamento scaturiti dal contratto;

 

                                         che dopo aver sollecitato
il pagamento delle rate di leasing scadute, con due lettere datate 14 settembre
2015 (doc. 8 e 9), AO 1 ha disdetto il contratto chiedendo separatamente a G__________
SA e a AP 1 il pagamento del saldo contrattuale di fr. 11'980.90;

 

                                         che con il PE n. __________
dell’UE di Mendrisio (doc. B inc. n. SO.2015.817 rich.) AO 1 ha escusso AP 1
per il pagamento di fr. 12'160.15 oltre interessi al 9% dal 29 settembre 2015,
indicando come motivo del credito “contratto di leasing n. 159-247 del 28.04.2014
- 29.04.2014. Debitore solidale con: G__________ SA, __________”; al PE è
stata interposta opposizione;

 

                                         che in data 9 febbraio 2016
(doc. A) l’opposizione al PE è stata rigettata in via provvisoria limitatamente
all’importo di fr. 12’160.- (8 canoni trimestrali per fr. 12’120.- e spese di 2
solleciti per fr. 40.-) oltre interessi al 9% dal 29 settembre 2015;

 

                                         che con petizione 29 febbraio
2016 AP 1 ha convenuto in giudizio AO 1 innanzi alla Pretura della giurisdizione
di Mendrisio nord per far disconoscere il debito di fr. 12'160.15 (recte:
fr. 12'160.-) oltre interessi: egli, in estrema sintesi, ha sostenuto che la
firme apposte sul contratto di leasing non erano sue ma erano false e ha
rilevato che in ogni caso l’“assunzione cumulativa di debito” contenuta nel
contratto costituiva una fideiussione nulla siccome non allestita nella forma
pubblica e non recante l’entità della somma garantita;

 

                                         che la convenuta si è
integralmente opposta alla petizione, rievocando le circostanze fattuali di cui
si è detto;

 

                                         che con la decisione 24
maggio 2017 qui impugnata il Pretore ha respinto la petizione, ponendo la tassa
di giustizia di fr. 680.- e le spese di fr. 120.- a carico dell’attore, tenuto
altresì a rifondere alla controparte fr. 1’100.- a titolo di ripetibili: egli, dopo
aver confermato la correttezza delle somme poste in esecuzione, per altro non
contestate nel loro ammontare, e dopo aver accertato che nelle particolari
circostanze la clausola di “assunzione cumulativa di debito” andava intesa conformemente
al suo tenore letterale, ha in sostanza concluso che l’attore non aveva motivato
sufficientemente la contestazione dell’autenticità delle firme apposte sul
contratto (art. 178 CPC) e, se anche per ipotesi la sua contestazione fosse
stata sufficiente, allo stesso andava comunque rimproverato, non avendo fornito
al perito giudiziario nel termine assegnatogli le necessarie firme di confronto
(ossia coeve a quelle contestate) ed essendosi con ciò indebitamente rifiutato
di cooperare all’assunzione della prova peritale (art. 164 CPC), di aver
impedito alla convenuta di poter dimostrare la loro autenticità; e in ogni caso,
a prescindere da tutto ciò, il fatto che l’attore non avesse reagito alla
raccomandata di cui al doc. 4 costituiva una tacita accettazione ex art. 6 CO degli
impegni derivanti dal contratto;

 

                                         che con l’appello 23 giugno
2017 che qui ci occupa, avversato dalla convenuta con risposta 25 settembre
2017, l’attore ha chiesto di riformare il querelato giudizio nel senso di
accogliere la petizione, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi:
egli ha sostenuto di aver sufficientemente motivato la contestazione dell’autenticità
delle firme apposte sul contratto e ha contestato che l’assenza di reazione
alla raccomandata di cui al doc. 4 potesse essere intesa come una tacita
accettazione degli impegni contrattuali;

 

                                         che a questo stadio della
lite è ormai pacifico che le somme poste in esecuzione, per altro non
contestate nel loro ammontare, erano corrette e che nelle particolari circostanze
la clausola di “assunzione cumulativa di debito” andava intesa conformemente al
suo tenore letterale; resta da esaminare se quella clausola fosse vincolante
per l’attore, quesito quest’ultimo a cui il Pretore ha dato una risposta affermativa
in virtù di tre argomentazioni alternative e indipendenti, evidenziando da una
parte che l’attore non aveva motivato sufficientemente la contestazione dell’autenticità
delle firme apposte sul contratto, rilevando dall’altra che, se per ipotesi così
non fosse, allo stesso andava comunque rimproverato di aver impedito alla
convenuta di poter dimostrare la loro autenticità e osservando infine che, a
prescindere da queste considerazioni, l’assenza di reazione alla raccomandata
di cui al doc. 4 doveva in ogni caso essere intesa come una tacita accettazione
degli impegni contrattuali;

 

                                         che in questa sede
l’attore - come detto - si è limitato, sul tema ancora controverso, a censurare
la prima e la terza argomentazione resa dal Pretore, ma non si è assolutamente
espresso sulla seconda, con il che l’appello deve essere dichiarato
irricevibile (cfr. Reetz, in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger, ZPO Kommentar, 3a
ed., n. 43 ad art. 308-318; Hungerbühler/Bucher,
DIKE-ZPO, 2ª ed., n. 42 seg. ad art. 311; TF 20 aprile 2012 4A_754/2011 consid.
4.3; II CCA 18 maggio 2015 inc. n. 12.2013.146, 28 gennaio 2016 inc. n.
12.2014.175, 18 maggio 2017 inc. n. 12.2016.13 secondo cui l’appellante deve,
sotto pena di inammissibilità, confrontarsi criticamente con tutte le argomentazioni
alternative e indipendenti addotte dal giudice spiegando perché sarebbero
errate e l’appello può essere accolto soltanto se le critiche volte contro
tutte quelle argomentazioni risultano essere fondate: difatti, se una sola di
esse reggesse, le contestazioni delle altre si ridurrebbero a semplici
inammissibili critiche dei motivi della decisione dell’autorità inferiore);

 

                                         che ad ogni buon conto
l’esito della lite non sarebbe stato diverso nemmeno qualora l’appello fosse
risultato ricevibile;

 

                                         che, in merito alla prima
censura, si osserva che l’attore non ha spiegato, ancor prima di averlo
dimostrato, in che modo il giudice di prime cure avrebbe sbagliato a ritenere
che egli, essendosi limitato ad affermare che le firme “sono false”
(petizione pt. 4) e che il documento “è quindi apocrifo” (petizione pt.
7), rispettivamente a sostenere - ciò che per il giudice di prime cure, per i
motivi addotti nella decisione, risultava però privo di plausibilità - che un
funzionario della convenuta avrebbe rilasciato una falsa dichiarazione
attestante la sua presenza al momento dell’apposizione della firma (petizione
pt. 5), non avesse motivato sufficientemente, ai sensi dell’art. 178 CPC, la
contestazione dell’autenticità delle firme apposte sul contratto; l’attore non
potrebbe comunque essere seguito laddove ha preteso che la palese differenza
tra le firme autentiche (doc. F1-F14) e quelle apposte sul contratto,
risultante da un loro confronto, e l’inoltro di una denuncia penale per falso
in documenti basterebbero a ritenere sufficientemente motivata la sua
contestazione (cfr. per analogia TF 4 agosto 2016 4A_197/2016 consid. 4.2 e
4.3), tanto più se si pensa poi che ad un esame sommario le firme in
discussione risultano in realtà essere compatibili nei loro tratti caratteristici,
che al contratto era stata allegata una fotocopia della carta d’identità
dell’attore con l’annotazione, firmata da una funzionaria della convenuta, “Kd.
identifiziert und Original eingesehen” e che l’attore neppure aveva poi
reagito alla raccomandata di cui al doc. 4;  

 

                                         che, per quanto riguarda la
terza censura, è infine pure a ragione che il giudice di prime cure, alla luce
delle particolari circostanze del caso e segnatamente del fatto che l’attore era
l’amministratore unico della prenditrice del leasing G__________ SA ed era
cognito nel ramo commerciale, ha ritenuto che la sua assenza di reazione alla raccomandata
di cui al doc. 4 (che costituiva incontestabilmente una lettera di conferma in
ambito commerciale), da lui pacificamente ricevuta (cfr. anche doc. 5), potesse
in ogni caso essere intesa come una tacita accettazione (cfr. Gauch/Schluep/ Schmid/Emmenegger,
Schweizerisches Obligationenrecht - Allgemeiner Teil, Vol. I, 9ª ed., n. 1163;
DTF 100 II 18 consid. 3a, 114 II 250 consid. 2a, 123 III 35 consid. 2c/aa; TF
12 marzo 2002 4C.382/2001 consid. 3b; II CCA 25 gennaio 2007 inc. n.
12.2006.24, 13 giugno 2018 inc. n. 12.2016.204) della clausola di “assunzione
cumulativa di debito” contenuta nel contratto, per altro non sottoposto a
particolari esigenze di forma;

 

                                         che, stando così le cose,
l’appello in esame deve senz’altro essere respinto nella misura in cui è
ricevibile con accollo alla parte soccombente delle spese giudiziarie (art. 106
CPC), calcolate sul valore litigioso di fr. 12'160.-.

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il RTar

 

 

decide: 

 

 

                                   1.   L’appello 23 giugno
2017 di AP 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile. 

 

 

                                   2.   Le spese processuali
di fr. 1’000.- sono a carico dell’appellante, che rifonderà alla controparte
fr. 750.- per ripetibili. 

 

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -     

  -       

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Mendrisio nord

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso inferiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,  1000 Losanna 14, entro
30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100
cpv. 1 LTF), se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è
possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).