# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 03f95cbb-d0c9-5fc7-9b7b-a1ff581d72ad
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2019-07-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.07.2019 D-7284/2018
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7284-2018_2019-07-03.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-7284/2018 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  3  l u g l i o  2 0 1 9  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Jeannine Scherrer-Bänziger, Claudia Cotting-Schalch,  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), con la moglie 

B._______, nata il (…), e il figlio 

C._______, nato il (…), 

Eritrea,  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (senza esecuzione dell’allontanamento);  

decisione della SEM del 27 novembre 2018 / N (…). 

 

 

 

D-7284/2018 

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Fatti: 

A.  

Il (…) agosto 2016 A._______ e B._______, asseriti cittadini eritrei di etnia 

tigrina, con ultimo domicilio a D._______, E._______, nel quartiere 

F._______, sposatisi consuetudinariamente ad inizio (…), hanno presen-

tato una domanda d’asilo in Svizzera (cfr. atto A1; atto A15, p.to 1.08 seg., 

pag. 3 e p.to 2.01 seg., pag. 4; atto A16, p.to 1.08 seg., pag. 3 e p.to 2.01 

seg., pag. 4). 

B.  

B.a Nel corso dell’audizione sulle generalità del (…) settembre 2016, la ri-

chiedente ha riferito di essere espatriata nel gennaio del 2014 (cfr. atto A15, 

p.to 2.01, pag. 4), rispettivamente nel marzo del 2015, verso l’G._______ 

(cfr. atto A15, p.to 5.01, pag. 5). A fondamento della sua domanda d’asilo, 

ella ha addotto quali motivi, di aver lasciato il suo Paese d’origine a seguito 

del marito che sarebbe stato astretto a svolgere il servizio militare, nonché 

per migliorare le sue condizioni economiche. Ha altresì segnatamente di-

chiarato di non avere avuto alcun problema con le autorità eritree né con 

terze persone, nonché di stare bene di salute e di essere incinta (cfr. atto 

A15, p.to 7.01 seg., pag. 6 seg.).  

B.b Dal canto suo, durante l’audizione sulle generalità tenutasi il (…) set-

tembre 2016, l’interessato ha asserito che, dopo aver interrotto l’(…) anno 

scolastico, avrebbe lavorato quale (…) in un (…) per circa (…) anni. In se-

guito, avrebbe adempiuto il servizio militare per sette mesi sino alla fine del 

2007. Nel (…) del 2013 avrebbe ricevuto una convocazione scritta dove gli 

ingiungevano di presentarsi, in data imprecisata, presso l’amministrazione 

del suo comune ad D._______, ovvero il H._______. Egli non avrebbe dato 

seguito a tale comunicazione. Nel (…) del 2014, quando egli si sarebbe 

recato al H._______ per segnalare il cambiamento di indirizzo e per chie-

dere un coupon familiare, le autorità lo avrebbero unicamente informato 

che egli avrebbe dovuto svolgere il servizio militare, senza però che lo fer-

massero o che subisse qualsivoglia pressione in tal senso (cfr. atto A16, 

p.to 1.17.04, pag. 4 e p.to 7.01, pag. 6 seg.). Egli ha inoltre dichiarato, di 

essere espatriato dal suo Paese d’origine, anche per motivi economici (cfr. 

atto A16, p.to 7.01, pag. 7).  

A sostegno delle loro domande d’asilo, i richiedenti hanno prodotto: 

- il Certificato del controllo abitanti intestato a I._______, rilasciato il (…) 

(cfr. atto A54); 

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- diversa documentazione (…) inerente lo stato di salute degli interessati 

(cfr. risultanze processuali). 

C.  

In data (…), la richiedente ha dato alla luce il figlio C._______ (cfr. atto A20; 

Comunicato di nascita del […] e Estratto dell’atto di nascita del […] del […] 

di J._______ agli atti processuali). 

D.  

Con decisione del 9 gennaio 2017, la Segreteria di Stato della migrazione 

(di seguito: SEM), non è entrata nel merito della domanda d’asilo degli in-

teressati in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, pronunciando al-

tresì il loro allontanamento (recte: trasferimento) verso l’K._______, e l’ese-

cuzione del medesimo provvedimento. 

E.  

Gli interessati con ricorso del 27 gennaio 2017 inoltrato dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), si sono aggravati contro 

la succitata decisione. I medesimi hanno concluso all’annullamento della 

decisione impugnata ed al rinvio degli atti di causa all’autorità inferiore per 

nuova decisione. Contestualmente hanno chiesto la concessione dell’ef-

fetto sospensivo al ricorso, nonché hanno presentato una domanda di as-

sistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese 

di giustizia e del relativo anticipo, con protesta di spese e ripetibili. 

F.  

Con sentenza D-583/2017 del 1° febbraio 2017, il Tribunale ha respinto il 

gravame, altresì statuendo che le autorità competenti per eseguire il tra-

sferimento dovevano attendere la fine del trattamento medico del ricor-

rente, rispettivamente quattro settimane prima della fine dello stesso, prima 

di poterlo trasferire in K._______. Altresì il Tribunale ha respinto la do-

manda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento 

delle spese processuali, e posto queste ultime, per un importo di 

CHF 600.–, a carico dei ricorrenti. 

G.  

A seguito della scadenza del termine entro il quale il trasferimento dei ri-

chiedenti verso l’K._______ doveva essere eseguito, con decisione del 

5 settembre 2017, la SEM ha annullato la propria decisione del 9 gen-

naio 2017 e statuito che la procedura d’asilo nazionale fosse ripresa e com-

pletata in Svizzera in applicazione dell’art. 29 seg. del Regolamento (UE) 

n. 604/2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello 

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Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione in-

ternazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale dell’Unione eu-

ropea [GU] L 180/31 del 29.6.2013). 

H.  

H.a Durante l’audizione sui motivi d’asilo del (…) agosto 2018, A._______ 

ha dichiarato, in sostanza e per quanto qui di rilievo, che egli sarebbe stato 

catturato durante una retata ed avrebbe eseguito l’addestramento militare. 

A causa di problemi di salute, dovuti all’epilessia che sarebbe esordita già 

nell’infanzia, alla fine di tale periodo, egli sarebbe stato esonerato dal ser-

vizio militare tramite un relativo certificato (prodotto agli atti in copia dal 

ricorrente; cfr. atto A57). In seguito egli sarebbe tornato presso il suo domi-

cilio ed avrebbe lavorato sino al 2013, tranne per un breve periodo tra-

scorso in carcere nel 2009. Invero, nel mese (…) del 2009, l’interessato ha 

addotto di essere stato nuovamente catturato durante una retata ed incar-

cerato per (…) nella prigione di L._______. Lo avrebbero rilasciato, senza 

condizioni particolari, grazie al certificato di esonero dal servizio militare 

ricevuto precedentemente. Nel mese (…) del 2013 egli sarebbe stato avvi-

cinato in strada da una sua vicina di casa che lavorava per il H._______, 

che gli avrebbe ingiunto di presentarsi al H._______ del quartiere di 

F._______ ad D._______ il prima possibile, in quanto avrebbe dovuto 

adempiere l’addestramento per far parte dell’esercito. Malgrado il richie-

dente avesse risposto che si sarebbe presentato, non si sarebbe ivi recato, 

continuando a vivere presso il proprio domicilio e lavorando, anche se 

avrebbe prestato particolare attenzione e spesso non sarebbe rimasto in 

casa. Nel mese (…) del 2014 si sarebbe recato presso il H._______ per 

richiedere la modifica della residenza della moglie, e gli impiegati presenti 

gli avrebbero risposto che egli doveva armarsi e fare l’addestramento 

nell’ambito dell’esercito popolare, malgrado i suoi problemi di salute, in 

quanto obbligatorio. Prima di espatriare nel dicembre del 2014, non 

avrebbe avuto altri contatti con le autorità eritree, ed avrebbe trascorso le 

sue giornate presso amici o parenti, mentre che durante la notte sarebbe 

rientrato al suo domicilio familiare. Dalla moglie e dai famigliari rimasti in 

Eritrea dopo la sua partenza non avrebbe appreso alcuna conseguenza o 

problematica in relazione a tali avvicendamenti. Sarebbe soltanto venuto a 

conoscenza, subito dopo il suo espatrio, di un amico che come lui avrebbe 

ricevuto un certificato di esonero, il quale sarebbe stato richiamato per svol-

gere il servizio militare, e si troverebbe ora a M._______ per espletarlo. A 

parte per le problematiche addotte, egli sarebbe espatriato in quanto, a 

causa del certificato di esonero dal militare, non avrebbe più potuto lavo-

rare né uscire dalla sua regione (N._______). In caso di rientro nel suo 

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Paese d’origine, l’interessato teme di essere incarcerato (cfr. atto A58, D4 

segg., pag. 2 segg.).  

H.b Sentita nell’ambito dell’audizione sui motivi del (…) agosto 2018, 

B._______ ha in particolare riferito di essere espatriata nel mese due del 

2015, in quanto voleva raggiungere il marito e poiché sarebbe stata discri-

minata da parte del suo ex marito e da sconosciuti a causa della sua pato-

logia, che segnatamente le provocava una (…), che non l’avrebbero voluta 

avvicinare. Ella riferisce inoltre di non avere mai avuto delle problematiche 

personali con le autorità eritree, neppure dopo l’espatrio del marito. Tutta-

via, avrebbe tentato dapprima di lasciare l’Eritrea legalmente, chiedendo 

un permesso per recarsi in O._______ o in P._______, ma le sarebbe stato 

negato, in quanto le sarebbe stato risposto dall’autorità che per lasciare il 

Paese d’origine, visto che non aveva adempiuto il servizio militare, avrebbe 

dovuto compiere (…), oppure avere un figlio (cfr. atto A59, D16, pag. 3 e 

D58 segg., pag. 7 segg.). La richiedente ha consegnato, quale ulteriore 

documento a supporto della sua domanda d’asilo, una copia del certificato 

di nascita di Q._______, datato (…) (cfr. atto A54). 

I.  

In data 24 agosto 2018 l’autorità inferiore ha chiesto agli insorgenti, in ap-

plicazione dell’art. 8 della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31), di produrre dei 

rapporti medici attestanti del loro stato di salute, entro il 13 settembre 2018. 

Questi ultimi sono pervenuti tempestivamente alla SEM rispettivamente in 

data 5 settembre 2018 quello per B._______ (cfr. atto A63) e l’11 settem-

bre 2018 quello per A._______ (cfr. atto A62). 

J.  

Con decisione del 27 novembre 2018, notificata il 30 novembre 2018 (cfr. 

atto A74), la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato agli interessati 

ed ha respinto le loro domande d’asilo. L’autorità inferiore ha altresì pro-

nunciato l’allontanamento degli stessi concedendo loro l’ammissione prov-

visoria, per attuale inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento.  

A mente della SEM i motivi di fuga allegati dai richiedenti non sarebbero 

rilevanti in materia d’asilo. In primo luogo il servizio nazionale eritreo e le 

misure che verrebbero inflitte in tale ambito in caso di violazione degli ordini 

ricevuti, sarebbero differenti da quelle nel contesto della milizia popolare. 

In particolare, nel contesto del servizio della milizia popolare, le sanzioni 

non raggiungerebbero un livello d’intensità elevato come nell’ambito del 

servizio militare o nazionale, ed una violazione degli ordini nel contesto 

dell’esercito popolare non è in genere considerato un comportamento anti-

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governativo. Pertanto, perché delle conseguenze nell’ambito dell’esercito 

popolare abbiano una rilevanza in materia d’asilo, devono essere concre-

tamente motivate. Nella disamina in oggetto, il solo timore per l’interessato 

di subire delle sanzioni per non aver risposto ad una convocazione 

dell’esercito popolare, non sarebbe sufficiente per essere pertinente ai 

sensi dell’asilo. In secondo luogo, le discriminazioni che la richiedente 

avrebbe subito a causa della sua (…), non adempirebbero le condizioni di 

cui all’art. 3 LAsi, in quanto le sue dichiarazioni in merito non conterrebbero 

un motivo che possa essere messo in relazione con quest’ultima disposi-

zione. Infine, neppure i motivi economici allegati dall’insorgente, costitui-

rebbero delle persecuzioni rilevanti in materia d’asilo. 

K.  

Con ricorso del 21 dicembre 2018 (cfr. risultanze processuali) inoltrato al 

Tribunale amministrativo federale contro la succitata decisione della SEM, 

gli insorgenti hanno postulato, a titolo principale, l’annullamento della deci-

sione avversata ed il riconoscimento dello statuto di rifugiato con la con-

cessione dell’asilo. A titolo subordinato, essi hanno chiesto la restituzione 

degli atti di causa all’autorità inferiore per una nuova decisione e la con-

cessione dell’ammissione provvisoria. Altresì hanno presentato istanza di 

assistenza giudiziaria, secondo il senso, dell’esenzione dal pagamento 

delle spese processuali e del relativo anticipo, protestate spese e ripetibili. 

Nel gravame i ricorrenti avversano dapprima la conclusione della SEM in 

merito all’esercito popolare. Invero essi ritengono che quest’ultimo, anche 

in considerazione dell’ampia documentazione in tal senso, sarebbe ana-

logo al servizio militare, sia per quanto attiene le sanzioni applicate dalle 

autorità eritree nei casi di diserzione, che per le modalità in cui verrebbe 

svolto il servizio nella milizia popolare. Come per il servizio militare, in par-

ticolare, non vi sarebbe alcuna indicazione temporale per il termine d’ese-

cuzione dello stesso, come inoltre le attività di guardia nell’ambito dell’eser-

cito popolare non sarebbero retribuite. Quest’ultimo elemento, porrebbe gli 

insorgenti in un grave rischio esistenziale, dovessero essere rinviati in Eri-

trea. In seguito i ricorrenti espongono che, a differenza di quanto sostenuto 

nella sentenza coordinata del Tribunale E-5022/2017 del 10 luglio 2018, a 

fronte anche della giurisprudenza della CorteEDU in materia, il servizio na-

zionale eritreo violerebbe gli art. 3 e 4 CEDU nonché l’art. 3 della Conven-

zione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-

danti del 10 dicembre 1984 (RS 0.105, di seguito: Conv. tortura). Invero, Il 

ricorrente, in caso di un suo ritorno in Eritrea, potrebbe essere molto pro-

babilmente arrestato all’(…) di D._______, esposto ad una detenzione in 

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condizioni inumane ed inviato immediatamente al servizio nazionale. Il ri-

schio per l’insorgente di essere esposto a tali sanzioni e trattamenti inu-

mani e degradanti, nonché essere soggetto a schiavitù e lavori forzati, im-

plicherebbe l’illiceità dell’esecuzione dell’allontanamento, e pertanto do-

vrebbe essere riconosciuto quale rifugiato. Infine, anche le conclusioni 

esposte dalla SEM nella decisione impugnata in merito alle dichiarazioni 

della ricorrente non sarebbero condivisibili. Ella quale donna affetta da una 

malattia che sarebbe oggetto di disprezzo sociale, quale moglie di un di-

sertore nonché in considerazione della tenera età del figlio C._______, do-

vrebbe esserle riconosciuta la qualità di rifugiato, in quanto tali fattori di 

vulnerabilità sarebbero pertinenti in materia d’asilo.  

Al ricorso gli insorgenti hanno allegato un articolo intitolato: “People’s Army” 

tratto dal sito internet GlobalSecurity.org. 

L.  

Per mezzo della decisione incidentale del 30 gennaio 2019, il Tribunale ha 

comunicato ai ricorrenti, di riservarsi la possibilità di mettere in dubbio la 

verosimiglianza delle dichiarazioni degli insorgenti circa la convocazione 

ricevuta da A._______ nel 2013 per svolgere un addestramento militare, 

come pure di aver ricevuto un’ingiunzione per presentarsi a svolgere l’ad-

destramento militare per far parte dell’esercito popolare quale guardia, 

quando egli si sarebbe recato al H._______ del suo quartiere nel 2014. 

Invero, le allegazioni dell’interessato in merito sarebbero state contraddit-

torie, nonché contrarie alle informazioni a disposizione del Tribunale in me-

rito ad una convocazione nell’ambito del servizio militare. In tal senso, il 

Tribunale ha dato la possibilità ai ricorrenti di prendere posizione circa la 

riserva postulata, entro il termine del 14 febbraio 2019. Ha inoltre statuito 

che l’esito della domanda di assistenza giudiziaria, verrà deciso in prosie-

guo di procedura. 

M.  

Con scritto del 13 febbraio 2019, A._______ ha preso posizione in merito 

alla decisione incidentale del 30 gennaio 2019 del Tribunale, confermando 

di non avere ricevuto alcuna convocazione scritta. Come già riferito nel 

memoriale ricorsuale, egli si sarebbe recato al H._______ nel 2014 per 

richiedere una tessera alimentare – che non gli sarebbe fra l’altro stata 

concessa – ed in tale contesto gli avrebbero riferito che doveva svolgere il 

servizio militare. Nel 2013 invece vi sarebbe stato l’incontro con la persona 

che lavorava al H._______, che lo avrebbe informato di presentarsi a 

quest’ultimo per recarsi a svolgere il suddetto servizio di leva. Egli conclude 

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allegando che probabilmente, in merito alla convocazione scritta, vi sia 

stato un equivoco e confermando la versione esposta nello scritto. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti, verranno ripresi nei conside-

randi seguenti, qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 

LAsi).  

Alla presente procedura si applica il diritto anteriore (di seguito: vLAsi) ai 

sensi del cpv. 1 delle Disposizioni transitorie della modifica del 25 settem-

bre 2015 della nuova LAsi, in vigore dal 1° marzo 2019. 

Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF.  

La SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l’atto impugnato costitui-

sce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA.  

Altresì, i ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all’autorità 

inferiore, sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano 

un interesse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione 

della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA). Pertanto, gli insorgenti, sono le-

gittimati ad aggravarsi contro di essa.  

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 vLAsi), alla forma e al 

contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti.  

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti. 

3.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

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giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 

PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

4.  

Il Tribunale tiene conto della situazione nel Paese d’origine dell’insorgente 

e degli elementi che si presentano al momento della sentenza, prendendo 

quindi in considerazione l’evoluzione della situazione avvenuta dopo il de-

posito della domanda di asilo (cfr. DTAF 2010/44 consid. 3.6; 2008/4 con-

sid. 5.4). 

5.  

In premessa il Tribunale rileva che, per quanto riguarda le contestazioni 

esposte nel gravame dagli insorgenti circa l’illiceità dell’esecuzione dell’al-

lontanamento in quanto il ricorrente, nel caso di un suo ritorno in Eritrea, 

temerebbe di essere arrestato ed incarcerato (cfr. anche atto A58, D109, 

pag. 14) in condizioni inumane e degradanti e coscritto al servizio nazio-

nale in violazione degli art. 3 e 4 CEDU nonché dell’art. 3 Convenzione 

contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 

del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), le stesse risultano irrice-

vibili. Invero, essendo che le condizioni dell’art. 83 della legge federale su-

gli stranieri e la loro integrazione (LStrI, nuova denominazione e testo in 

vigore dal 1° gennaio 2019, RS 142.20), sono alternative, ed avendo la 

SEM, in specie, già pronunciato l’ammissione provvisoria (art. 44 ed art. 83 

cpv. 1 e 7 LStrI), per inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento degli 

insorgenti, non risulta necessario procedere con l’esame delle ulteriori con-

dizioni poste da tale disposizione. Oggetto del litigio in questa sede risulta 

pertanto essere esclusivamente la decisione riguardante il rifiuto della loro 

domanda d’asilo. 

 

6.  

6.1 Giusta l’art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai 

rifugiati secondo le disposizioni della LAsi. L’asilo comprende la protezione 

e lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di 

rifugiati. Esso comprende il diritto di risiedere in Svizzera (art. 2 cpv. 2 

LAsi). Secondo l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese 

di origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi. Costituiscono pregiudizi seri segnatamente 

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l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 

cpv. 2 LAsi). Inoltre occorre tenere conto dei motivi di fuga specifici della 

condizione femminile (art. 3 cpv. 2 in fine LAsi). 

6.2 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). E’ pertanto necessario che i fatti 

allegati dal richiedente siano sufficientemente sostanziati, plausibili e coe-

renti fra loro. In questo senso dichiarazioni vaghe, quindi suscettibili di mol-

teplici interpretazioni, contraddittorie in punti essenziali, sprovviste di una 

logica interna, incongrue ai fatti o all’esperienza generale di vita, non pos-

sono essere considerate verosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi. E’ altresì ne-

cessario che il richiedente stesso appaia come una persona attendibile, 

ossia degna di essere creduta. Questa qualità non è data, in particolare, 

quando egli fonda le sue allegazioni su mezzi di prova falsi o falsificati 

(art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti o li espone consapevolmente in 

maniera falsata, in corso di procedura ritratta dichiarazioni rilasciate in pre-

cedenza o, senza motivo, ne introduce tardivamente di nuove, dimostra 

scarso interesse nella procedura oppure nega la necessaria collabora-

zione. Infine, non è indispensabile che le allegazioni del richiedente l’asilo 

siano sostenute da prove rigorose. Al contrario, è sufficiente che l’autorità 

giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi circa alcune affermazioni, 

sia persuasa che, complessivamente, tale versione dei fatti sia in prepon-

deranza veritiera. Il giudizio sulla verosimiglianza non deve, infatti, ridursi 

a una mera verifica della plausibilità del contenuto di ogni singola allega-

zione, bensì dev’essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi essen-

ziali a favore e contrari ad essa. Sarà dunque decisivo determinare, da un 

punto di vista oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella fatti-

specie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e relativi riferimenti). 

7.  

7.1 In specie la questione a sapere se la diserzione nella milizia popolare, 

come è il caso della diserzione o renitenza nel servizio nazionale eritreo, 

comporta una sanzione rilevante ai sensi dell’asilo (in tal senso, cfr. sen-

tenza del Tribunale E-1970/2016 del 2 ottobre 2018 consid. 4.3 – 4.4), può 

rimanere aperta, in quanto il ricorrente non ha reso verosimile di essere 

stato richiamato al servizio militare, rispettivamente di entrare a far parte 

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della milizia popolare (cfr. dappresso consid. 7.2). In tal senso, il Tribunale 

valuta le dichiarazioni rese dall’insorgente in merito alle convocazioni rice-

vute diversamente rispetto alle motivazioni espresse nella decisione impu-

gnata, ovvero dal profilo della verosimiglianza e non della rilevanza, ope-

rando pertanto una sostituzione dei motivi. A tal proposito si ricorda che il 

Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi esposti 

dall’autorità inferiore né da quelli del ricorso (art. 62 cpv. 4 PA; 

DTAF 2014/1 consid. 2), e pertanto può lasciare immutato l’esito di una de-

cisione impugnata, ma adottando un’altra motivazione, concretizzando 

così il principio “iura novit curia”. Se la nuova decisione si basa su disposi-

zioni delle quali le parti non potevano aspettarsi la loro applicazione, sarà 

necessario dare la possibilità a queste ultime, di prendere dapprima posi-

zione in merito (cfr. AUER/MÜLLER/SCHINDLER, Kommentar Bundesgesetz 

über das Verwaltungsverfahren [VwVG], 2a ed., 2019, n. 16 segg., pag. 906 

seg. ad art. 62 PA; DTAF 2007/41 consid. 2 con riferimenti citati; nello 

stesso senso: sentenza del Tribunale E-771/2017 dell’11 luglio 2018  

consid. 4.3.2).  

Nella presente disamina i ricorrenti sono stati resi edotti dal Tribunale della 

possibilità di una sostituzione dei motivi e gli è stata offerta per questo l’op-

portunità di essere sentiti (cfr. supra lett. L). Poiché il dispositivo della sen-

tenza impugnata non ne risulta comunque modificato, tale procedere del 

Tribunale non viola alcuna norma procedurale. Il principio “iura novit curia” 

ha infatti in specie quale conseguenza che il giudizio sull’impugnativa 

dell’istanza che statuisce, confermi il risultato corretto – ma con una moti-

vazione erronea – con altre considerazioni giuridiche rispetto all’istanza 

precedente.  

7.2 In primo luogo, il ricorrente ha dichiarato durante le audizioni che sia 

ad inizio dell’anno 2013 che ad inizio dell’anno 2014 egli sarebbe stato 

convocato dapprima nuovamente per il servizio militare, ed in seguito per 

svolgere un addestramento militare al cui termine avrebbe dovuto unirsi 

all’esercito popolare.  

7.2.1 Riguardo al richiamo per adempiere il servizio militare, l’insorgente 

nell’ambito della prima audizione sulle generalità, ha riferito dapprima aver 

ricevuto una comunicazione scritta nel (…) del 2013, dove vi sarebbe stato 

scritto che egli avrebbe dovuto presentarsi alle autorità militari, ovvero al 

H._______ di D._______, senza alcuna precisazione temporale (cfr. atto 

A16, p.to 7.01, pag. 6). Durante l’audizione sui motivi d’asilo, il ricorrente 

ha invece fornito una versione di tale comunicazione completamente di-

screpante, riferendo che una vicina di casa, che lavorava al H._______ 

D-7284/2018 

Pagina 12 

sarebbe venuta di persona a comunicargli che egli doveva presentarsi il 

prima possibile al H._______ per ottemperare all’addestramento per en-

trare in seguito a far parte dell’esercito (cfr. atto A58, D67, pag. 9 e D84 

segg., pag. 11). Tali asserzioni risultano talmente contraddittorie ed incon-

ciliabili che le motivazioni fornite in merito dal ricorrente in corso di proce-

dura – peraltro parzialmente pure incoerenti – non risultano in alcun modo 

convincenti. Invero, egli, interrogato nel corso della seconda audizione in 

merito, ha sostenuto che potesse trattarsi di un errore dovuto ad uno sba-

glio suo oppure dell’auditore incaricato, e che lui sarebbe stato male quel 

giorno, non accorgendosi inoltre dell’errore durante la sottoscrizione del 

verbale (cfr. atto A58, D104 seg., pag. 13). Nello scritto del 13 feb-

braio 2019, ha altresì confermato che probabilmente l’asserzione di aver 

ricevuto una convocazione scritta, potesse essere ascrivibile ad un equi-

voco. Queste spiegazioni non convincono però il Tribunale, in quanto non 

solo durante l’audizione sulle generalità egli non ha sollevato in alcun mo-

mento di non essere in grado di sostenere l’audizione per motivi di salute, 

allegando unicamente di essere in cura per una (…) (cfr. atto A16, p.to 

8.02, pag. 7), ma pure il verbale d’audizione gli è stato ritradotto alla fine 

dell’audizione e l’insorgente ne ha confermato l’esattezza sottoscrivendo 

lo stesso. Il medesimo ha inoltre precisato nelle sue stesse dichiarazioni, 

non soltanto di aver ricevuto una convocazione scritta per rientrare nel ser-

vizio di leva, ma anche quali elementi la stessa contenesse.  

7.2.2 In seguito, le allegazioni del ricorrente risultano in parte contrarie alla 

logica dell’agire. D’un canto, pare poco verosimile che il ricorrente, es-

sendo da sue stesse allegazioni stato esonerato dal servizio militare per 

motivi di salute (cfr. atto A58, D4 segg., pag. 2 seg.; atto A57), sia stato 

richiamato, all’età di (…) anni, per adempierlo. Inoltre pare poco logico – 

anche con le informazioni a disposizione del Tribunale (cfr. Landinfo, Coun-

try of Origin Information Centre, Report Eritrea: National Service, 20 mag-

gio 2016 < https://landinfo.no/wp-content/uploads/2018/03/Eritrea-natio-

nal-service. pdf >, consultato da ultimo il 2 aprile 2019; Staatssekretariat 

für Migration SEM, Focus Eritrea, Volksarmee [“Volksmiliz”], 31 gen-

naio 2017, pag. 13 seg.; LandInfo, Report Eritrea: National Service, 

23 marzo 2015; UK Home Office, Country Policy and Information Note, Eri-

trea: National service and illegal exit, luglio 2018, < https://www.re-

fworld.org/docid/5b4f28fb7.html >, pag. 13 seg., consultato il 2 aprile 2019; 

U.S. Departement of State, Country Reports on Human Rights Practices 

for 2017: Eritrea, < https://www.state.gov/documents/organiza-

tion/289205.pdf >, pag. 23, consultato il 2 aprile 2019) – che se l’insorgente 

fosse veramente stato richiamato nel 2013 per adempiere il servizio mili-

tare, rispettivamente avesse ricevuto l’ingiunzione nel 2014 di presentarsi 

D-7284/2018 

Pagina 13 

per l’addestramento, per in seguito far parte della milizia popolare, le auto-

rità non gli avrebbero indicato alcuna data precisa per presentarsi, né lo 

avrebbero ricercato in alcun modo sino al suo espatrio, avvenuto nel di-

cembre del 2014 (cfr. atto A16, p.to 7.01, pag. 6 seg.; atto A58, D61, pag. 7; 

D67, pag. 9 e D84 segg., pag. 11 segg.). D’altro canto, appare pure poco 

logico che il ricorrente, dopo aver ricevuto la prima convocazione nel 2013, 

come a maggior ragione la seconda nel 2014, non sia immediatamente 

espatriato, temendo di essere coscritto al servizio militare o alla milizia po-

polare. Egli ha invece continuato a rientrare per lo meno tutte le sere presso 

il proprio domicilio, recandosi a lavorare sino al 2013 sempre nello stesso 

posto – tra l’altro trattandosi di un’attività governativa (cfr. atto A58, D88, 

pag. 11) quindi facilmente reperibile – prestando soltanto molta attenzione 

(cfr. atto A58, D67, pag. 9 e D84 segg., pag. 11), o recandosi da una (…) 

(cfr. atto A58, D94 segg., pag. 12) o ancora dai (…) o da amici (cfr. atto 

A58, D101, pag. 12) durante il giorno. Inoltre, l’interessato si è presentato 

spontaneamente al H._______ nel 2014, per il cambiamento d’indirizzo 

della moglie ed il rilascio di buoni alimentari, ciò che risulta per lo meno un 

comportamento incoerente con il rischio di dover subire una sanzione o di 

essere preso in tale evenienza per essere coscritto al servizio militare, suc-

cessivamente al ricevimento di una convocazione per l’arruolamento al ser-

vizio militare a cui non si è dato seguito.  

7.2.3 Alla luce delle considerazioni sovraesposte, il Tribunale giunge alla 

conclusione che le dichiarazioni dell’insorgente inerenti i contatti intercorsi 

nel 2013 e nel 2014 tra il medesimo e le autorità eritree, in vista del suo 

arruolamento, non ossequino i criteri di verosimiglianza ex art. 7 LAsi. Mal-

grado gli avvenimenti addotti dal ricorrente possano iscriversi in un conte-

sto di generale plausibilità, in considerazione delle incongruenze rilevate e 

dell’illogicità del comportamento tenuto dalle autorità eritree e dall’insor-

gente dopo aver ricevuto le presunte convocazioni, la versione dei fatti resa 

non può dunque essere ritenuta in preponderanza veritiera.  

8.  

Proseguendo nell’analisi, circa il timore del ricorrente di essere astretto al 

servizio nazionale o alla milizia popolare ai sensi dell’art. 3 LAsi, visto già 

tutto quanto sopra concluso (consid. 7), in assenza di elementi atti a pro-

vare o quantomeno a rendere verosimile un contatto con le autorità eritree 

finalizzato al suo arruolamento, come pure alla sua età anagrafica attuale 

di (…) anni, nonché il suo esonero dal servizio nazionale per motivi di sa-

lute già nel 2007 (cfr. atto A16, p.to 1.17.04, pag. 4; atto A57; atto A58, D4 

segg., pag. 2 seg. e D67 segg., pag. 8 segg.), v’è luogo di partire dall’as-

sunto che il ricorrente non possa avvalersi di alcun timore fondato di subire 

D-7284/2018 

Pagina 14 

delle persecuzioni rilevanti ai sensi della predetta disposizione. Inoltre, 

quandanche lo stesso, a titolo meramente ipotetico, venisse astretto, in fu-

turo e nel suo paese d’origine, al servizio di leva o alla milizia popolare, tale 

circostanza non risulta essere di per sé un motivo pertinente ai sensi 

dell’art. 3 LAsi (cfr. ad esempio in tal senso: sentenze del Tribunale  

D-5950/2018 del 19 dicembre 2018 consid. 8.2.4.1 e D-1302/2017 del 

18 settembre 2018 consid. 4.2). 

9.  

9.1 Circa il motivo addotto dalla ricorrente in merito alla discriminazione di 

cui lei sarebbe stata oggetto nel suo Paese d’origine da parte dell’ex marito 

e di terze persone a causa delle manifestazioni sulla (…) della patologia di 

cui è affetta, a ragione l’autorità inferiore ha negato la loro rilevanza in ma-

teria d’asilo nella decisione impugnata. Le problematiche riscontrate non 

risultano invero avere alcuna relazione con i motivi esaustivi esposti 

all’art. 3 cpv. 1 LAsi e non risultano pertanto pertinenti per il riconoscimento 

della qualità di rifugiato (cfr. tra le tante: sentenze del Tribunale  

D-5460/2016 del 10 aprile 2018 consid. 5.3, D-2960/2017 del 27 giu-

gno 2017).  

9.2 Allo stesso modo le allegazioni esposte dagli interessati solamente nel 

ricorso circa lo statuto di moglie di un presunto disertore come pure la te-

nera età del figlio C._______, (cfr. ricorso, p.to 2, pag. 4) non risultano, per 

i motivi già sopra addotti, rilevanti ai sensi dell’art. 3 LAsi. Parimenti le di-

chiarazioni dei ricorrenti in merito a voler migliorare le loro condizioni di vita 

(cfr. atto A15, p.to 7.01, pag. atto A16, p.to 7.01, pag. 7) nonché di difficoltà 

di reperimento di un’attività lavorativa per l’insorgente (cfr. atto A58, D69, 

pag. 9) sono ascrivibili a problematiche prettamente finanziarie, che rien-

trano nelle conseguenze indirette della precaria situazione economica in 

loco, e non adempiono quindi le condizioni della norma precitata per il ri-

conoscimento della qualità di rifugiato.  

10.  

Infine, alla luce degli elementi summenzionati, il solo presunto espatrio il-

legale degli insorgenti, vista la mancanza di circostanze supplementari ed 

elementi all’inserto che lascino presupporre che gli stessi siano malvisti 

dalle autorità eritree, rispettivamente di un aggravamento del loro profilo 

che possa condurli a temere delle persecuzioni rilevanti in caso di un ri-

torno nel loro Paese d’origine – segnatamente vista l’inverosimiglianza de-

gli eventi citati a margine – non risulta pertinente ed atto a giustificare il 

riconoscimento della qualità di rifugiato agli interessati (cfr. sentenza del 

D-7284/2018 

Pagina 15 

Tribunale D-7898/2015 del 30 gennaio 2017 [pubblicata come sentenza di 

riferimento] consid. 5.1). 

11.  

Visto tutto quanto precede, i ricorrenti non sono riusciti a provare o per lo 

meno a rendere verosimile, d’un canto la renitenza del ricorrente dal servi-

zio militare, rispettivamente dall’arruolamento nella milizia popolare, e d’al-

tro canto il timore di essere esposti ad una persecuzione rilevante ai sensi 

dell’art. 3 rispettivamente dell’art. 54 LAsi per gli ulteriori motivi d’asilo ad-

dotti. 

12.  

In conclusione, sul punto in questione del riconoscimento dello statuto di 

rifugiato e della concessione dell’asilo, la decisione impugnata va quindi 

confermata ed il ricorso respinto. 

13.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene 

però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). 

Gli insorgenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare il loro allontanamento dalla Sviz-

zera (art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 

sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 

142.311]; cfr. anche DTAF 2013/37 consid. 4.4; DTAF 2011/24 con-

sid. 10.1). 

Ne consegue che, anche in merito alla pronuncia dell’allontanamento, la 

decisione avversata va confermata. 

14.  

Alla luce di quanto sopra, l’autorità inferiore con la decisione impugnata 

non ha violato il diritto federale, né abusato del suo potere d’apprezza-

mento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giu-

ridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); altresì, per quanto censurabile, 

la decisione non è inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso, per quanto ricevibile, 

va pertanto respinto. 

15.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

D-7284/2018 

Pagina 16 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta priva d’oggetto. 

16.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali sarebbero da porre a 

carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regola-

mento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Ciò 

nonostante, non potendosi considerare l’impugnativa priva di possibilità di 

esito favorevole, non sono riscosse le spese processuali (art. 65 PA) e 

l’istanza di assistenza giudiziaria presentata dagli insorgenti, nel senso 

dell’esenzione dal versamento delle spese di giustizia, va conseguente-

mente accolta. 

17.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

  

D-7284/2018 

Pagina 17 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Nella misura della sua ricevibilità, il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: