# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ab8421d6-1030-57f7-aba6-00700bd99ea2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-07-13
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 13.07.2005 12.2005.126
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2005-126_2005-07-13.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2005.126

  	
  Lugano

  13 luglio
  2005/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Epiney-Colombo e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per giudicare sull’istanza di ricusa 7 giugno
2005 presentata nei confronti del Pretore della giurisdizione di Mendrisio
nord, __________, da

 

	
   

  	
  IS 1  

   

  

nell’ambito della causa -inc. n. OA.2004.105 di quella
Pretura- promossa nei suoi confronti con petizione 13 ottobre 2004 da

 

	
   

  	
   CO 1  

  rappr. da RA 1  

   

  

volta ad ottenere la condanna della controparte al
pagamento di fr. 63’040.- oltre interessi a titolo di pretese salariali; 

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti  

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

                                         che con
la petizione in rassegna, analoga ad altre due cause promosse nei suoi
confronti da __________ (inc. n. DI.2004.133) e da __________ (inc. n.
DI.2004.138), IS 1 è stata convenuta in lite da CO 1 avanti alla Pretura della
giurisdizione di Mendrisio nord per il pagamento di vari importi a titolo di
pretese salariali;

 

                                         che nelle
more della causa, con l’istanza 7 giugno 2005 che qui ci occupa, la convenuta
ha chiesto la ricusa del Pretore della Pretura adita, __________, evidenziando
come quest’ultima, al termine di un’audizione testimoniale avvenuta il
precedente 3 giugno, avrebbe avvicinato, da sola, il proprio amministratore
unico nel corridoio della Pretura, indicandogli che “la promozione, da parte
della sua società, di ricorsi per cassazione nell’ambito delle procedure promosse
verso questa da parte di __________ e __________ non gli avrebbe punto giovato”,
ciò che a suo dire permetteva di intravedere nel giudice una grave quanto
insanabile prevenzione condannatoria a suo scapito ed a favore delle istanti
rispettivamente attrici;  

 

                                         che la
controparte, con osservazioni 20 giugno 2005, si è rimessa al giudizio della
Camera, mentre il Pretore, con osservazioni 27 giugno 2005, ha dichiarato di
non riconoscere alcun motivo di ricusazione evidenziando in particolare di
essersi nell’occasione limitato, come d’uso, a proporre una discussione in
merito ad un eventuale accordo transattivo; 

 

                                         che
giusta l’art. 27 CPC le parti possono ricusare il giudice nei casi in cui vi
sia un motivo di esclusione previsto dall’art. 26 CPC come pure “se vi è grave
inimicizia tra il giudice ... e alcuna delle parti” (litt. a) e “in ogni altro
caso in cui esistono gravi ragioni” (litt. b); 

 

                                         che la
prevenzione di un giudice presuppone la sussistenza di circostanze certe che
facciano sorgere un fondato dubbio circa la sua imparzialità, circostanze che
possono risiedere nel suo comportamento personale oppure emergere da considerazioni
di carattere formale e organico, ovvero da criteri oggettivi (DTF 126 I
169, 124 I 261, 120 Ia 187): in entrambi i casi basta l’apparenza di
prevenzione, non è cioè necessario che il giudice sia effettivamente prevenuto;
in ogni caso, però, le apparenze devono fondarsi su un esame oggettivo delle
circostanze, che devono suscitare il sospetto di parzialità e non è perciò
lecito fondare il giudizio sull’apprezzamento soggettivo di una parte (DTF
126 I 169, 125 I 122, 116 Ia 137; IICCA 15 giugno 2004 inc. n.
12.2004.111);

 

                                         che la
dottrina e la giurisprudenza hanno in particolare avuto modo di ammettere
l’esistenza di un caso di prevenzione qualora il giudice si sia espresso
anticipatamente sull’esito della causa (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, m. 13
ad art. 27; ICDPTF 25 novembre 2004 1P.575/2004; DTF 125 I 122,
115 Ia 180), fermo restando però che la ricusa non entra in considerazione né
in caso di semplice opinione basata su elementi di diritto, né qualora
l’anticipazione del giudizio sia avvenuta nell’ambito di un esperimento di
conciliazione; più delicata è invece la questione dell’opinione, che rileva su
questioni di fatto o di prova, espressa al di fuori di questo momento rituale (Cocchi/Trezzini,
op. cit., n. 123 ad art. 27; cfr. pure Cocchi/Trezzini, CPC-TI App., n.
36 ad art. 27);

                                         

                                         che,
nella fattispecie, il Pretore non ha negato nelle sue osservazioni di aver
proferito, nelle circostanze evocate dalla convenuta, la frase riportata
nell’istanza di ricusa, che poteva ragionevolmente essere intesa
dall’amministratore unico della convenuta, suo interlocutore, come
l’anticipazione di un giudizio di merito a lei parzialmente o integralmente
sfavorevole, non solo nelle due cause espressamente menzionate a quel momento,
ma anche nella presente, che -come accennato- verteva su questioni sostanzialmente
analoghe: ritenuto che la presa di posizione del giudice non si basava su
semplici elementi di diritto, né era avvenuta nell’ambito di un’udienza ma al
di fuori della stessa ed oltretutto alla presenza di una sola delle parti
interessate al procedimento, così che neppure si poteva ritenere che la stessa
potesse essere avvenuta in vista di un eventuale accordo transattivo, ben si
può concludere che l’atteggiamento tenuto nell’occasione dal giudice, fosse
senz’altro tale da far ritenere compromessa la sua serenità di giudizio agli
occhi della parte interessata, alla quale si deve pertanto riconoscere di poter
far capo ad altro giudice; 

                                         

                                         che
l’esito positivo dell’istanza, cui il solo Pretore si è opposto, giustifica di
riconoscere alla convenuta, che nell’occasione non si è avvalsa dell’ausilio di
un legale, un’equa indennità per compensare il solo dispendio di tempo, da
porsi a carico dello Stato (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, m. 10 ad art. 150);

 

 

 

Per i
quali motivi,

richiamati
gli art. 27 e 30 CPC e per le spese l’art. 148 CPC 

 

 

 

decreta:

 

 

                                   1.   L’istanza di ricusa 7 giugno 2005 di IS 1 è accolta.

 

                                          §    Il Pretore __________ è esclusa dal trattare la causa inc. n.
OA.2004.105 in re CO 1 / IS 1.

 

 

                                   2.   Non si prelevano né tasse né spese. Lo Stato del Canton Ticino
rifonderà alla ricusante fr. 50.- a titolo di indennità.

 

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -    ;

  -  .

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario