# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 76d22146-13e5-5977-b597-29180822847f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.08.2001 32.2001.25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-25_2001-08-21.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00025

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  21 agosto 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 23 marzo 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 22 febbraio 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   L'assicurato,
nato nel __________, impiegato presso i servizi ausiliari e di spedizione della
__________, in data 7 settembre 1999 ha presentato una richiesta di prestazioni
AI per adulti.

                                         In
relazione a tale richiesta il medico curante dott. __________, con rapporto 27
settembre 1999 ha posto la seguente diagnosi:

 

" -  Lombo-sciatalgie croniche a sinistra su discopatia L3-L4,
canale lombare stretto e turbe degenerative lombari.

-   Cervicartrosi con dispopatia C4-C5.

-   Coxartrosi ….

-   Ernia iatale sintomatica recidivante."

 

                                         indicando
un'incapacità lavorativa continua del 100% a datare dal 12 aprile 1999.

 

 

                               1.2.   Esperita
l'istruttoria, segnatamente una perizia a cura del dott. __________,
specialista FMH in reumatologia di cui si dirà - per quanto qui necessario -
nel prosieguo, per decisione 26 marzo 2001 l'Ufficio assicurazione invalidità
(UAI) ha assegnato __________ un quarto di rendita dal 1 . settembre 1999,  per
un grado d'invalidità del 40%.

 

                               1.3.   Avverso la
decisione dell'UAI è tempestivamente insorto l'assicurato rappresentato
dall'avv. __________. Egli contesta le risultanze mediche su cui
l'amministrazione ha fondato il proprio giudizio e postula l'allestimento di
una perizia medica giudiziaria. Queste le motivazioni del gravame:

 

" 
(…)

6.

Con referto del 15 maggio 2000 il Dott. __________, specialista
FMH in reumatologia e riabilitazione, medico consulente dell'Al, ha posto la
seguente diagnosi:

 

‑   sindrome
lombospondilogena a sinistra, su alterazioni degenerative della colonna
lombare, soprattutto all'altezza di L3‑L4, con restringimento del canale
spinale e protrusione discale a questo livello;

‑   possibile stato dopo irritazione della radice di L4 a
sinistra,

‑   sindrome
cervico‑vertebrale cronica su osteocondrosi e pseudorettrolistesi nonché
iniziale spondilosi a livello del segmento C4­-C5, senza segni compressivi
radicolari;

‑   iniziale rhizzartrosi bilaterale.

 

In merito all'incapacità lavorativa manifestata dall'assicurato
nella sua attività di impiegato di banca il Dott. __________ conclude che può
essere riconosciuta un'incapacità lavorativa del 40%.

 

Al contrario, il medico curante Dott. __________ sostiene, a
differenza del Dott. __________, che l'assicurato presenta un'incapacità
lavorativa del 100% dal 12 aprile 1999 e continua.

 

In sede di osservazioni al progetto di decisione dell'Ufficio Al,
l'assicurato in data 10 luglio 2000, aveva rilevato che la discrepanza fra i
due referti medici era evidente, per cui invitava l'amministrazione ad
allestire un nuovo referto medico che consentisse di avvalorare l'una o l'altra
incapacità lavorativa.

 

Con scritto del 6 settembre 2000 l'Ufficio Al, anche dopo riesame
della documentazione medica ed assicurativa, confermava il progetto di
decisione del 5 luglio 2000.

 

A causa di questa mancata verifica, l'assicurato si vede costretto
ad aggravarsi a codesta autorità postulando l'allestimento di una perizia
giudiziale che valuti il grado di incapacità lavorativa dell'assicurato
nella sua attuale attività di impiegato di banca.

 

Solo così sarà possibile sciogliere questa divergenza." (Doc.
_)

 

                               1.4.   Con risposta
di causa 5 giugno 2001, l'UAI ha chiesto di respingere il gravame osservando:

 

" 
(…)

Innanzitutto si ricorda che secondo costante
giurisprudenza le perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa da medici specializzati riconosciuti hanno forza probatoria
piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indici concreti non inducano a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161).

Nel presente caso l'esposto del dottor __________
risulta chiaro, coerente e dettagliato. Non v'è pertanto alcun motivo di
metterne in dubbio la bontà.

 

Per quanto attiene poi alla discrepanza fra la
valutazione del perito e quella del medico curante, si rammenta che secondo la
generale esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che
quest'ultimo, in dubbio, attesta a favore del proprio paziente (Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherung, p. 230).

 

Sulla base degli elementi sovraesposti lo
scrivente Ufficio ha ritenuto giustificato accordare pieno valore probatorio
alle risultanze peritali.

Contrariamente a quanto sostenuto dalla parte
ricorrente, non si considera quindi necessario sottoporre l'assicurato a nuovi
accertamenti medici." (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

                                         ·    un danno
alla salute fisica o psichica conseguente a   infermità congenita, malattia o
infortunio, e

 

                                         ·    la
conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre,
quindi, che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.3.   Come è già
stato rilevato in numerose sentenze la valutazione dell'inva­lidità non va
stabilita unicamente in base a fattori medico-teorici (RAMI 1996 p. 34, p. 36
consid. 3b; STFA inedita 23.3.92 in causa F.A., consid. 4; DTF 110 V 275
consid. 4a, 105 V 207 seg.), bensì rilevanti sono gli effetti del danno alla
salute sulla capacità di guadagno (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b).

                                         La
documentazione medica costituisce un impor­tante elemento di giudizio per
determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato
(SVR 1996 IV Nr. 74 p. 214 consid. 2d; DTF 114 V 314 consid. 3a, DTF 105 V 158
consid. 1; RCC 1982 pag. 35 consid. 1). 

                                         Non
spetta invece al medico graduare l'invalidità dell'assicurato.

                                         Il
compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute e
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro (RCC 1991, pag. 331 consid. 1c). Il medico non possiede invece né la
prepa­razione né gli strumenti per pronunciarsi sulla capa­cità di guadagno.
Questo giudizio spetta all'ammini­strazione, rispettivamente al giudice, e
dev’essere formu­lato sulla base del raffronto dei redditi (RCC 1986, pag.
432).

                                         I
documenti medici sono comunque sempre di rilievo quando permettono di dedurre
le conseguenze economiche delle affezioni accertate (STFA non pubbl. del 2
luglio 1996 in re M. N p. 4 consid. 2; DTF 114 V 314 consid. 3c).

                                         Di
conseguenza, il fatto che un assicurato sia, da un profilo medico, incapace al
lavoro ad un determinato grado, non significa ancora ch'egli debba
necessariamente benefi­ciare del riconoscimento dello stesso grado d'invalidità
da parte della Commissione AI. 

                                         L'incapacità
di guadagno (sulla quale si fonda il concetto d'invalidità ai sensi dell'art. 4
LAI) si distingue dall'incapacità di lavoro per il fatto che essa considera
quale guadagno può e deve ancora essere realizzato dall'interessato,
utilizzando la sua capacità lavorativa residua in un mercato del lavoro
equilibrato. L'incapacità di lavoro, invece, è l'impossibilità fisica di muoversi
o di fare uno sforzo, come pure l'impossibilità psichica di agire con metodo.
Essa viene valutata nella propria professione rispettivamente in altri lavori e
attività (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, pag. 228).

                                         La LAI
tutela dunque non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa, ma l'incapacità
al guadagno. 

                                         Di
regola, l'invalidità economica appare inferiore all'inabilità medica. In taluni
casi particolari, per contro, si deve ammettere che l'incapacità al guadagno
sia superiore al mero grado d'incapacità lavorativa sotto il profilo medico
(cfr. ad es. B. Schatz, Kommentar zur eidg. Militärversicherung, Zurigo 1952,
pagg. 140 e 141). 

 

                                         Il grado
d'invalidità di un assicurato non può quindi essere fondato sulla mera
valutazione medica, bensì deve corrispondere al grado della sua incapacità al
guadagno, tenuto conto di ogni attività che da lui ragionevolmente si può
richiedere e delle possibilità di lavoro a lui aperte (cfr. SVR 1996 IV Nr. 74
p. 213ss consid. 2b; RCC 1962, pag. 126).

 

                               2.4.   Nel caso in
esame l'amministrazione ha sottoposto l’assicurato ad una perizia specialistica
a cura del dott. __________, reumatologo il quale con rapporto 15 maggio 2000
ha posto la seguente diagnosi:

 

" 
(…)

4. DIAGNOSI

 

‑   sindrome
lombospondilogena a sinistra, su alterazioni degenerative della colonna
lombare, soprattutto all'altezza di L3/L4, con restringimento del canale
spinale e protrusione discale a questo livello

‑   possibile stato dopo irritazione della radice di L4 a
sinistra

‑   sindrome
cervicovertebrale cronica su osteocondrosi e pseudorettrolistesi, nonché
iniziale spondilosi a livello del segmento C4/C5, senza segni compressivi
radicolari

‑   iniziale rhizzartrosi bilaterale. (…)"

                                         

                                         A
proposito della capacità lavorativa dell’assicurato il perito ha osservato:

 

" 
(…)

il paziente presenta attualmente una sindrome lombospondilogena a
sinistra senza sicuri segni di compressioni radicolari. Clinicamente vi è una
certa parestesia a livello del  dermatoma di L4, che potrebbe essere
considerata una forma residuale dopo un'irritazione radicolare L4. Non vi sono
comunque lesioni di tipo motorico. Gli esami radiologici eseguiti, non hanno
mostrato patologie estremamente gravi. Vi è soprattutto un restringimento del
canale spinale a livello L3/L4, in parte osseo, in parte su una discopatia.

Non si sono riscontrati né alla RM né alla TAC della colonna
lombare reperti sospetti per una chiara compressione radicolare. Accanto alla
problematica della colonna lombare, vi è una sindrome cervicovertebrale a
carattere cronico, su una discopatia C4/C5, con osteocondrosi, leggera
pseudorettrolistesi di C4 su C5, nonché spondilosi anteriore.

Nessun segno di compressioni radicolari alle estremità superiori.
Presenza da ultimo di un'iniziale rhizzartrosi bilaterale. I reperti clinici e
radiologici sono di modesta entità ed il decorso sembra essere almeno
attualmente assai favorevole. Segnalo che con delle terapie stazionarie, il
paziente era praticamente assintomatico, dopo la cura riabilitativa svolta a
__________. Allora veniva certificata una capacità lavorativa del 100%. D'altra
parte, l'attività del paziente è sedentaria, con un'attività lavorativa
praticamente continua alla scrivania, con un lavoro piuttosto monotono. Si deve
inoltre tenere presente l'età del paziente, che a __________anni ben
difficilmente potrebbe trovare un'integrazione professionale in un'attività più
adatta ed in cui la posizione seduta venga alternata alla posizione in piedi o
alla deambulazione. Penso che anche all'interno della barica sarà difficile
trovare un'occupazione in questo senso. Tutto sommato, mi sembra che si possa
giungere ad un'incapacità lavorativa del  40% nell'attività svolta ultimamente
di commesso. Si dovrebbe inoltre tenere presente l'importanza
dell'organizzazione ergonomica del posto di lavoro, soprattutto con una sedia
adeguata e con l'adattamento dell'altezza del tavolo di lavoro.

Eventualmente il paziente potrebbe associare all'attività di
commesso quella di fattorino, almeno per quanto riguarda la raccolta e lo
smistamento della posta interna, così da permettergli di alternare l'attività
seduta con quella in piedi.

Anche per delle piccole commissioni esterne, senza dover portare
dei pesi eccessivi, mi sembra che un'attività residuale sia ancora
proponibile."

 

                               2.5.   Secondo
costante giurisprudenza le perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura
amministrativa da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria
piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (STFA non pubbl. del 14 aprile 1998 in re O.B; DTF 122 V
161; STFA non pubbl. del 28 novembre 1996 in re G. F.; DTF 112 V 32 consid. 1a;
DTF 107 V 174 consid. 3 ZAK 1986 p. 189; RAMI U 167 p. 96; DTF 104 V 212; SZDS
1987 p. 237-239; SZS 1988 p. 329 e 332; DTF non pubbl. del 24. 12 1993 in re S.
H; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 332).

                                         Lo stesso
vale per quel che riguarda perizie dall’amministrazione fatte esperire da
medici esterni (DTF 104 V 31; ZAL 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

                                         Non viola
né la Costituzione né la CEDU non far eseguire una perizia da un organo esterno
(RAMI 4-5 1996 p. 191; SVR 1996 UV Nr. 61 p. 205). Nell'ambito del libero
apprezzamento della prova, si ammette per principio che l'amministrazione e il
giudice delle assicurazioni sociali fondino la decisione solo su base
decisionali interne all'istituto assicurativo. Tuttavia, si devono porre severi
requisiti relativi all'imparzialità e all'attendibilità di tali basi (RAMI 4-5
1996 p. 191; SVR 1996 UV Nr. 61 p. 205; DTF 122 V 157).

                                         Non può
neppure essere dedotto dall'art. 4 CF rispettivamente 6 CEDU, né dal principio
della parità delle armi, il diritto di essere sottoposto ad una perizia medica
esterna quando si tratti di una lite in materia di prestazioni (DTF 122 V 157;
SVR 1996 UV Nr. 61 p. 205).

                                         Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (U. Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p. 230).

 

                               2.6.   Nel caso in
esame, dopo attenta disamina degli atti, questa Corte non può che conferire
alla perizia del dott. __________ probatoria piena. Conformemente ai criteri
giurisprudenziali sopra ricordati, il cennato referto è infatti completo,
approfondito, chiaro nell'esposizione e logico nonché motivato nelle
conclusioni. 

                                         

                                         Dopo
dettagliato esame anamnestico e completa esposizione dei reperti clinici e
radiologici, il perito, ha giudicato siccome adeguata un'attività che permetta
di alternare la posizione seduta a quella eretta o alla deambulazione. Con
riferimento all'attività, sedentaria, di commesso, svolta alle dipendenze della
__________, il perito ha concluso per un'incapacità del 40%, sottolineando
l'importanza di un'organizzazione ergonomica del posto di lavoro (tramite una
sedia adeguata e l'adattamento dell'altezza al tavolo di lavoro) ed auspicando
la possibilità di associare alle mansioni di commesso lavori che gli permettano
di alternare la posizione seduta con quella eretta.

                                         Del
resto, il grado d'incapacità lavorativa espresso dal dott. __________ (40%)
appare giustificato anche in considerazione del fatto che, come risulta dalle
informazioni fornite dal datore di lavoro in merito alle mansioni svolte
dall'assicurato presso i servizi ausiliari e di spedizione della banca,
l'attività svolta da __________ comprende anche alcune attività svolte in
posizione eretta (cfr. lettera 29 dicembre 1999 della __________ e annessa
descrizione del posto di lavoro, in inc. amm.). 

 

                                         D'altro
canto il rapporto 10 settembre 1999 del medico curante dr. __________,
richiamato dall'insorgente a sostegno della propria tesi ricorsuale, indica in
maniera generica un'incapacità lavorativa del 100% a partire dal 12 aprile 1999
e si limita a descrivere le patologie di cui é affetto l'assicurato ed i dolori
da esse causati, senza indicare le controindicazioni e le specifiche
limitazioni che esso incontrerebbe nell'esercizio della propria attività
lavorativa. Il grado d'incapacità lavorativa espresso dal dott. __________ si
riferisce inoltre - per quanto è dato di capire - all'attività di autista
svolta alle dipendenze della __________ precedentemente a quella di commesso
(cfr. rapporto 27 settembre 199 dott. __________ in inc. amm.)

 

                                         Alla luce
di quanto precede, é da ritenere verosimile che l'assicurato presenta un'inabilità
lavorativa e, di riflesso, un'incapacità al guadagno pari al 40%.

                                                                                

                                         In simili
circostanze il ricorso deve essere respinto.

 

                               2.7.   Nelle more
della presente procedura, l'insorgente ha chiesto l'erezione di una nuova
perizia giudiziaria volta ad accertare la sua incapacità lavorativa.

                                         Al
proposito si osserva che quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce
l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle
prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predomi­nante e che altri provvedimenti probatori più non
potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si
rinuncerà ad assumere altre prove (RCC 1986 pag. 202 consid. 2 d; sentenza TFA
del 3 dicembre 1993 in re M.T., sentenza TFA del 27 ottobre 1992 in re A.B.P.,
sentenza TFA del 13 febbraio 1992 in re M.O., sentenza TFA del 13 maggio 1991
in re A.A., sentenza TCA del 25 novembre 1991 in re G.M.; Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274). Un tale modo di procedere non
lede il diritto di essere sentito sancito dall'art. 4 CF (RCC 1986 pag. 202,
consid. 2 d; RAMI 1985 pag. 238 consid. 2d; DTF 106 Ia 162 consid. 2b; Walter,
"Il diritto alla prova in Svizzera" in Rivista trimestrale di diritto
e procedura civile, 1991, pag. 1292).

                                      

                                         Nel caso
in esame, secondo il TCA, la documentazione agli atti è sufficiente per
pronunciare il presente giudizio.

 

 

                                      

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti