# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ed5f6a85-ab5b-51b5-89b1-8f7f020fe1f0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-07-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 15.07.2010 72.2010.73
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2010-73_2010-07-15.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2010.73

  	
  Lugano,

  15 luglio 2010/md

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Corte delle assise
  correzionali

  
	
  di Mendrisio

  
	
   

  
						

 

	
  Presidente:

  	
  giudice Claudio Zali

  

 

	
  Segretaria:

  	
  Valentina Tognetti, vicecancelliera

  

 

 

Sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, senza intervento degli
assessori giurati, avendovi gli accusati, con l’annuenza dei difensori e del
procuratore pubblico, rinunciato,

 

	
  per giudicare

  	
  1. AC 1

   

  detenuto
  dal 17 dicembre 2009;

   

   

  2. AC 2 

   

  detenuto
  dal 28 ottobre 2009;

   

   

  3. AC 3 

   

  detenuta
  dal 12 marzo 2010 al 3 maggio 2010;

   

  

 

 

prevenuti colpevoli di:

 

 

 

                                  A)   AC 1, AC 2 e AC 3 in correità

 

 

                                   1.   rapina
aggravata tentata

per avere,

l’8 ottobre 2009,

a __________,

al fine di compiere un furto ai danni del grande
magazzino _________,

minacciato di pericolo imminente alla vita o
all’integrità personale la gerente ed una cliente del grande magazzino presenti
all’interno dello stesso,

brandendo una pistola marca Star Luxe matricola
no. ___________ calibro 6.35 ed esplodendo un colpo in aria,

senza tuttavia riuscire nel loro intento poiché
risultava vano il tentativo di aprire la cassa registratrice nella quale era
contenuta la somma di circa CHF 4'815.00,

dandosi quindi la fuga a bordo della vettura FIAT
Punto targata _________;

 

reato previsto:
dall’art. 140 cifra 1 e cifra 2 CP

 

 

 

                                  B)   AC 2singolarmente

 

 

                                   2.   aggressione,
complicità

per avere,

a __________ (Italia) e _________,

il 10 luglio 2009,

facendo da tramite telefonico tra PC 3 ed AC 1,
rispettivamente accompagnando AC 1 e M__________sino al domicilio di PC 3 e PC
3,

intenzionalmente aiutato AC 1 e M__________a commettere
l’aggressione a danno di PC 3;

 

reato previsto:
dall’art. 134 CP in relazione con l’art. 25 CP

 

 

                                   3.   furto

per avere,

a __________,

in data imprecisata nel periodo 26/28 agosto
2009,

per procacciarsi un indebito profitto ed al fine
di appropriarsene,

sottratto a danno di PALE 2 la pistola marca Star
Luxe matricola no. _________ calibro 6.35;

 

reato previsto:
dall’art. 139 cifra 1 CP

 

 

                                   4.   favoreggiamento

per avere,

a __________,

in data 9 ottobre 2009,

sottratto una persona ad atti di procedimento penale,

e meglio per avere aiutato AC 1, coautore della
rapina indicata al punto 1 del presente atto di accusa, ad uscire dalla
Svizzera per recarsi a __________ (Italia) presso l’appartamento di suo figlio M________,
organizzandogli la trasferta tramite l’amico ___________, cittadino italiano
residente a _______ (Italia), detentore del veicolo a motore marca BMW X3
targato _________ a bordo del quale AC 1 riuscì a riparare in Italia;

 

reato previsto:
dall’art. 305 CP

 

 

                                   5.   truffa

per avere,

a __________ (Italia) e _________,

il 16 luglio 2009,

per procacciarsi un indebito profitto,

ingannato con astuzia PC 3 affermando cose false
inducendola in tal modo ad atti pregiudizievoli al proprio patrimonio,

e meglio, 

per avere,

dopo avere simulato di accettare il mandato
criminoso propostogli da PC 3 inteso all’eliminazione del cognato PC 3 e
dell’avv. _________,

affermando, contrariamente al vero, di essersi
adoperato a tale scopo e di avere incaricato un sicario che sarebbe stato
arrestato,

simulando in presenza di PC 3, tramite telefonate
fittizie con un fantomatico interlocutore, la necessità di reperire
immediatamente un’ingente somma di denaro per l’esigenza di scarcerare il
sicario,

ingannato con astuzia PC 3 inducendola a
consegnargli CHF 10'000.- che sarebbero serviti per pagare la cauzione per la
liberazione del sicario;

 

reato previsto:
dall’art. 146 cifra 1 CP;

 

 

                                   6.   infrazione
alla Legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni

per avere,

a __________,

in data imprecisata nel periodo 26/28 agosto
2009, rispettivamente l’8 ottobre 2009,

portato senza diritto la pistola marca Star Luxe
matricola no. _______ calibro 6.35;

 

reato previsto:
dall’art. 33 cpv. 1 lett. a) LArm in relazione con l’art. 27 LArm

 

 

 

                                  C)   AC 1
singolarmente

 

 

                                   7.   aggressione

per avere,

a _________ il 10 luglio 2009,

in correità con M________,

preso parte all’aggressione a danno di PC 3 PC 2 che
ha avuto come conseguenza la lesione di quest’ultimo, e meglio come risulta dal
certificato medico agli atti;

 

reato previsto: dall’art.
134 CP

 

 

                                   8.   furto
tentato

per avere, a _________, il 26 gennaio 2008,

per procacciarsi un indebito profitto ed al fine
di appropriarsene,

previa rottura del vetro parabrezza, del vetro
della porta anteriore destra e del vetro del portellone posteriore, tentato di
sottrarre cose mobili dal veicolo a motore marca Renault Kangoo di proprietà di
PC 1 senza riuscire nel suo intento;

 

reato previsto:
dall’art. 139 CP

 

 

                                   9.   danneggiamento

per avere, a _________ il 26 gennaio 2008,

infrangendone il vetro parabrezza, il vetro della
porta anteriore destra e il vetro del portellone posteriore, intenzionalmente
danneggiato il veicolo a motore marca Renault Kangoo di proprietà di PC 1;

 

reato previsto:
dall’art. 144 CP

 

 

                                10.   infrazione
alla Legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope

per avere, senza essere autorizzato, a __________
nel periodo giugno 2008 / giugno 2009, venduto a consumatori locali un
imprecisato quantitativo di cocaina ma almeno 43.1 grammi;

 

reato previsto:
dall’art. 19 cifra 1 LStup

 

 

                                11.   contravvenzione
alla Legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope

per avere, senza essere autorizzato,

 

                                     -   a _________,
nel periodo aprile 2007 / settembre 2007, coltivato due piante di marijuana per
produrre stupefacente, per il proprio consumo personale,

 

                                     -   a __________,
nel periodo settembre 2007 / 22 ottobre 2007 detenuto presso il proprio
domicilio un imprecisato quantitativo di marijuana, ma almeno 1278 grammi, sostanza destinata al suo consumo personale,

 

                                     -   a __________
e altre imprecisate località, nel periodo giugno 2007 / giugno 2009 consumato
un imprecisato quantitativo di marijuana ma almeno 450 grammi, un imprecisato quantitativo di cocaina ma almeno 31 grammi e almeno 15 pastiglie di ecstasy;

 

reato previsto:
dall’art. 19a LStup

 

                                   D   AC 3 singolarmente

 

 

                                12.   infrazione
alla Legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni

per avere,

a __________,

nel periodo 8 ottobre 2009 / 15 ottobre 2009

posseduto e portato senza diritto la pistola
marca Star Luxe matricola no. ___________ calibro 6.35;

 

reato previsto:
dall’art. 33 cpv. 1 lett. a) LArm in relazione con l’art. 27 LArm

 

 

                                13.   contravvenzione
alla Legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope

per avere, senza essere autorizzata a __________,
il 28 ottobre 2009, detenuto 8.3 grammi di hascisc, sostanza destinata al suo
consumo personale,

rispettivamente per avere, senza essere
autorizzata, a __________ e altre imprecisate località, nel periodo dal 9
gennaio 2009 al 28 ottobre 2009 consumato un imprecisato quantitativo di
hascisc;

 

reato previsto:
dall’art. 19a LStup

 

fatti avvenuti: nelle
circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti: dall’art.
140 cifra 1 e cifra 2 CP, dall’art. 134 CP, dall’art. 139 cifra 1 CP, dall’art.
305 CP, dall’art. 146 CP, dall’art. 33 cpv. 1 lett. a) LArm in relazione con
l’art. 27 LArm, dall’art. 144 CP, dall’art. 19 cifra 1 LStup, dall’art. 19a
LStup;

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 70/2010 del 14 giugno 2010, emanato dal Procuratore
pubblico.

 

 

	
  Presenti

  	
  §   Il procuratore pubblico _____________.

  §   L'accusato AC 1 assistito
  dal difensore di fiducia (GP) avv. _________.

  §   L'avv. __________
  rappresentante della parte civile PC 2.

  §   La parte civile PC 3
  rappresentata dall’avv. ___________.

   

  

Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore 09:35 alle ore 18:20.

 

 

Giusta l’art.
250 CPP, il Presidente, con il consenso delle
Parti, formula per il punto 2 AA la subordinata
dell’agire in correità in luogo della complicità
in aggressione.

 

 

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale
esordisce dichiarando che i tre accusati devono essere ritenuti colpevoli dei
reati a loro addebitati con l’AA in rassegna. 

Osserva che, soprattutto per quanto concerne AC 2
e la AC 3, il processo è di natura indiziaria, richiamandone brevemente i
principi. Precisato che AC 2 si è sempre professato innocente in relazione alle
imputazioni per tentata rapina, aggressione e truffa, il PP passa
scrupolosamente in rassegna gli indizi che permettono di concludere che egli ha
partecipato alla rapina in qualità di correo per aver messo a disposizione la
pistola sapendo che sarebbe stata utilizzata per commettere una rapina,
soffermandosi anche sulla questione del movente degli accusati. La Pubblica
accusa ripercorre poi brevemente i fatti relativi all’aggressione. Rammenta che
AC 2 ha inizialmente negato qualsivoglia coinvolgimento e che solo dopo 5 mesi
dal primo interrogatorio egli ha ammesso di avere accompagnato l’AC 1 –
ignorando il motivo della trasferta – sino alla casa della vittima. Espone
quindi le ragioni per cui è da considerarsi data la correità in aggressione,
insistendo fra l’altro sul fatto che le lesioni patite da PC 2 devono essere
qualificate di lesioni semplici. Osserva che il furto della pistola è ammesso,
così come l’episodio di favoreggiamento, soffermandosi in particolare sulle
ragioni per cui, nel caso di specie, l’imputazione per favoreggiamento va
confermata. Circa la truffa, di cui ritiene adempiute le condizioni oggettive e
soggettive, il PP rammenta che i fatti non sono contestati dall’accusato, il
quale deve essere ritenuto credibile. Nell’ottica della commisurazione della
pena, la Pubblica accusa pone l’accento sulla preoccupante modalità di
commissione della tentata rapina e sulla grave colpa di AC 2. Ritiene che non
vi siano attenuanti particolari in favore dell’accusato, il quale ha agito a
scopo di lucro, ha dei precedenti penali e si è dimostrato particolarmente
pericoloso. Tutto ciò considerato, chiede che a AC 2 sia comminata una pena detentiva
di 34 mesi, da espiare. 

Quanto alla AC 3, il PP ricorda innanzitutto che
essa nega il suo coinvolgimento nella rapina, mentre che ammette la
contravvenzione alla LStup. Elenca dunque gli indizi che permettono di
concludere che l’accusata è coinvolta nella rapina e che l’imputazione va
confermata, insistendo sulla credibilità delle dichiarazioni di AC 1 e sul fatto
che la AC 3 ha mentito anche su questioni di dettaglio. Esclude che AC 2 e AC 1
l’abbiano chiamata in causa ingiustamente. Circa la commisurazione della pena,
il PP critica il pessimo atteggiamento processuale dell’accusata. Dà atto della
sua vita difficile, osservando tuttavia che al momento dei fatti essa aveva
trovato un suo equilibrio ed era economicamente autosufficiente. Insiste sulla
sua mancanza di scrupoli nell’impugnare un’arma e rammenta i precedenti penali
per giuda in stato di ebrietà a suo carico. Tutto ciò considerato, la Pubblica
accusa ritiene adeguata la pena detentiva di 28 mesi, da espiare.

Per quanto concerne l’AC 1, il PP ricorda
innanzitutto che egli è reo confesso del reato di tentata rapina aggravata, di
aggressione, così come dell’infrazione e della contravvenzione alla LStup.
Contestate sono solo le imputazioni per tentato furto e danneggiamento
addebitategli, in merito alle quali la Pubblica accusa rammenta che quale
indizio vi è essenzialmente il DNA dell’accusato. Qualifica di grave la colpa
dell’AC 1, il quale non si trovava in una condizione di bisogno tale da
spiegare la commissione degli ascritti reati. Rileva inoltre come l’uso della
pistola denoti una persona priva di scrupoli e come l’aggressione sia stata
commessa a scopo di lucro. Tutto ciò considerato, il PP ritiene adeguata una
pena detentiva di 30 mesi, con la precisazione che si tratta di una pena
parzialmente aggiuntiva a quella inflittagli l’11 febbraio 2009 dal Tribunale
di ________.

 

 

                                    §   L’avv. _________, rappresentante della parte civile PC 2,
il quale ripercorre brevemente i fatti relativi all’episodio delle piscine di __________
e all’aggressione. Ritiene realizzato il reato di aggressione in danno del suo
patrocinato, ciò anche in considerazioni delle lesioni da lui riportate,
lesioni che non possono essere qualificate di semplici vie di fatto. Il legale
insiste quindi sulla gravità del trauma subito dal suo patrocinato dal punto di
vista psicologico. Informa che il suo assistito, già provato da una situazione
famigliare difficile e precaria, a seguito dell’aggressione ha deciso di
lasciare il domicilio famigliare. Descrive quindi l’attuale situazione in cui
vive PC 2, così come la personalità del medesimo che, a dire del legale, non
corrisponde a quanto emerso nel corso dell’odierno dibattimento. Ritiene che AC
2 abbia assunto un ruolo fondamentale nella commissione dell’aggressione e che
per questo motivo gli accusati debbano rispondere in solido. Conclude passando
brevemente in rassegna le richieste formulate nella sua istanza risarcitoria a
cui rinvia.

 

 

                                    §   L’avv. ________, rappresentante della parte civile PC 3,
il quale evoca innanzitutto le circostanze in cui la sua assistita ha
conosciuto AC 2. Contesta recisamente, per le ragioni che spiega, che la ______
abbia suggerito alla PC 3 di rivolgersi a AC 2 perché era alla ricerca di un
sicario. Ritiene in sostanza che la vicenda che coinvolge la sua assistita non
si fondi su dei fatti, come d’obbligo in un procedimento penale, ma
esclusivamente sull’incredibile racconto di AC 2. Si dilunga quindi sulle
ragioni per cui il reato di truffa, così come descritto nell’AA, non può
considerarsi dato. Ritiene invece dato il reato di truffa per l’importo di fr.
17'000.– per i motivi addotti da AC 2 stesso, ovvero che si trattava di un
prestito ottenuto con uno stratagemma. Il legale conclude dunque chiedendo che AC
2 sia condannato al risarcimento di fr. 10'000.– e che questo importo sia
versato alla comunione ereditaria oppure pagato per il tramite del Tribunale.
Quanto ad altri eventuali danni cagionati alla sua patrocinata, dichiara di
astenersi dal formulare ulteriori richieste in questa sede.

 

 

                                    §   L’avv. __________, difensore di AC 3, il quale inizia la
sua arringa difensiva lamentando che l’AA presenta delle carenze a livello
formale. Pone l’accento sulla sofferenza che questa vicenda ha comportato per
la sua assistita, descrivendone la difficile situazione attuale. Spiega perché AC
1, che è il solo a chiamare in causa la AC 3, non può essere creduto e perché
la sua patrocinata deve essere considerata estranea alla tentata rapina,
ragione per cui chiede la piena assoluzione da questo capo d’imputazione, così
come dal capo d’imputazione di cui al punto 12 AA, in quanto AC 1 non può
essere creduto nemmeno laddove afferma di averle consegnato la pistola. Quanto
alla contravvenzione alla LStup, ammessa dalla sua assistita, chiede
l’applicazione dell’art. 52 CP in considerazione della sofferenza patita da lei
già patita e del carcere preventivo sofferto. Postula, in caso di condanna
della sua patrocinata, una riduzione della pena proposta dal PP poiché
eccessivamente severa, da porre al beneficio della sospensione condizionale.
Conclude chiedendo il dissequestro del telefono, dei coltelli e dello spray al
pepe.

 

 

                                    §   L’avv. _________, difensore di AC 1, il quale espone
innanzitutto alcune considerazioni di natura generale circa il caso PC 3 e
l’episodio della tentata rapina. Lamenta a più riprese le innumerevoli bugie
proferite dal suo patrocinato, omertoso e reo confesso della tentata rapina. Si
sofferma sull’incertezza che permea la vicenda della tentata rapina,
dichiarando che le circostanze della sua commissione fanno quasi propendere per
la commissione di un reato impossibile. Insiste lungamente sulla stupidità del
suo assistito, sul fatto che non vi è stata preparazione alcuna e che gli
autori della rapina si sono dimostrati dei dilettanti. Rammenta poi che nessuno
è stato concretamente minacciato nel corso dell’azione. Quanto agli altri reati
addebitati al suo patrocinato, dà atto che sono dati gli estremi
dell’aggressione, ragione per cui dichiara di rinunciare a chiedere la
derubrica del reato in vie di fatto. Ritiene però che vi sia una palese
insufficienza di prove per quanto concerne i capi d’imputazione di cui ai punti
8 e 9 AA. Stante la recente condanna in Italia per la detenzione illecita di
sostanze stupefacenti, considera che il suo assistito debba anche essere
prosciolto dall’infrazione e dalla contravvenzione alla LStup di cui ai punti
10 e 11 AA in applicazione del principio ne bis in idem. Per quanto
attiene alla commisurazione della pena, il legale segnala che AC 1 ha accettato l’estradizione e che egli ha deciso di rimanere in carcere, ciò che è da ritenersi
positivo. Informa che nel periodo di detenzione preventiva egli si è comportato
bene. A dire del Difensore, va inoltre tenuto conto del suo comportamento
processuale al 90% positivo e della sua giovane età. Tutto ciò considerato,
ritiene che la pena proposta dal PP sia eccessiva e che AC 1 vada aiutato, nel
senso che sarebbe opportuno concedergli il beneficio della sospensione
parziale. Quanto alle pretese della Parte civile dichiara di rimettersi al
giudizio della Corte, precisando che considera comunque eccessivo l’importo di
fr. 3'000.– a titolo di torto morale. Ritiene inoltre che vi siano degli
oggetti che possono essere dissequestrati, dichiarando di rimettersi anche in
questo caso al giudizio della Corte.

 

 

                                    §   L’avv. ____________, difensore di AC 2, per la sua arringa
difensiva, il quale contesta che il suo patrocinato sia il delinquente senza
scrupoli descritto nel corso dell’odierno dibattimento. Nega altresì che vi sia
stata totale assenza di collaborazione da parte sua: fosse egli stato veramente
non collaborativo, non sarebbe oggi accusato di furto, favoreggiamento, di
truffa e di infrazione alla LF sulle armi. Inoltre, senza la collaborazione del
suo assistito, la denuncia e le dichiarazioni della PC 3 non sarebbero state
sufficienti per formulare l’imputazione per aggressione di cui all’AA. Quanto
al capo d’accusa principale il legale ritiene che agli atti nulla dimostri una
qualsivoglia partecipazione di AC 2 nella tentata rapina. Sottolinea che il suo
patrocinato ha consegnato la pistola ad AC 1 senza sapere che egli intendeva
usarla per commettere una rapina. In applicazione del principio in dubio pro
reo, chiede dunque il proscioglimento da questo capo d’imputazione. Per
quanto attiene all’imputazione per favoreggiamento, il legale dichiara che il
rapporto di padre-figlio esistente tra AC 1 e AC 2 giustifica l’applicazione
dell’art. 305 cpv. 2 CP oppure, subordinatamente, l’applicazione dell’art. 48
cpv. 1 let. a CP. Quanto al furto della pistola di cui al punto 3 AA, ammesso
dal suo patrocinato, precisa che un anno prima del predetto furto AC 2 era
stato minacciato da PALE 2 e che al momento del furto questa circostanza si
stava ripresentando, ciò che giustifica una forte riduzione della pena. Ammessa
è pure l’infrazione alla LF sulle armi, con la precisazione che AC 2 non sapeva
di commettere reato e che l’imputazione va comunque ridimensionata in
considerazione del fatto che il giorno della rapina AC 2 non era più in
possesso dell’arma, per il che si giustifica un’attenuazione della pena. In
merito all’aggressione il Difensore di AC 2 ritiene che la posizione del suo
assistito sia identica a quella di C_________, nel senso che anche AC 2 ignorava
il motivo della trasferta. Insiste quindi sull’assenza di prove o indizi atti a
comprovare un coinvolgimento consapevole del suo patrocinato, ragione per cui
chiede il proscioglimento anche da questa imputazione in applicazione del
principio in dubio pro reo. In via subordinata chiede una forte
riduzione della pena in quanto egli ha agito per motivi onorevoli, ovvero per
proteggere una donna indifesa che sapeva essere picchiata dal figlio. Espone
dunque i motivi per cui non ritiene dati gli estremi della truffa in danno
della PC 3, soffermandosi fra l’altro sull’assenza dell’inganno astuto, motivo
per cui chiede il proscioglimento anche da questa imputazione. Nell’ottica
della commisurazione della pena, il Difensore di AC 2 rileva come il suo
patrocinato sia praticamente incensurato e chiede che la pena sia sospesa
condizionalmente. Quanto alle pretese civili, il legale ritiene che la domanda
di PC 3 vada respinta, mentre che per quella di PC 2 dichiara di rimettersi al
giudizio della Corte. Conclude postulando il dissequestro di tutto quanto in
sequestro.

 

 

Posti dal Presidente, con l’accordo delle
parti, i seguenti

 

quesiti:

 

                                  A.   AC 1

 

                                   1.   è autore
colpevole di:

 

                                1.1.   tentata
rapina

per avere, l’8 ottobre 2009, a __________, in correità con terzi, tentato di compiere un furto in danno del grande magazzino
_________, minacciando di pericolo imminente alla vita la gerente e una cliente
del grande magazzino?         

 

                            1.1.1.   Trattasi di
reato aggravato siccome commesso con un’arma da fuoco?

 

                                1.2.   aggressione

per avere, il 10 luglio 2009, a _________, in correità con terzi, preso parte all’aggressione in danno di PC 2?

 

                               1.3.   tentato
furto

per avere, il 26 gennaio 2008, a _________, per procacciarsi indebito profitto ed al fine di appropriarsene, tentato di
sottrarre cose mobili dal veicolo Renault Kangoo di proprietà di PC 1?

 

                               1.4.   danneggiamento

per avere, il 26 gennaio 2008, a _________, al fine di commettere il tentato furto di cui sopra, intenzionalmente danneggiato
il veicolo Renault Kangoo di proprietà di PC 1?

 

                               1.5.   infrazione
alla LF sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, nel periodo
giugno 2008 - giugno 2009, a __________, venduto 43.1 grammi di cocaina?

 

                               1.6.   contravvenzione
alla LF sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato,

 

                            1.6.1.   nel periodo
15 luglio - settembre 2007, a _________, coltivato due piante di marijuana per
produrre stupefacente per il proprio consumo personale?

 

                            1.6.2.   nel periodo
settembre 2007 - 22 ottobre 2007, a __________, detenuto presso il proprio
domicilio almeno 1’278 grammi di marijuana  destinati al suo consumo personale?

 

                            1.6.3.   nel periodo
15 luglio 2007 - giugno 2009, a __________ e altre imprecisate località,
consumato almeno 450 grammi di marijuana, almeno 31 grammi di cocaina e almeno 15 pastiglie di ecstasy?

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa.

 

                                   2.   Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena? 

 

                                   3.   Deve un
risarcimento alla PC, e se sì in quale misura?

 

4.Deve essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?

 

 

 

                                  B.   AC 

 

                                   1.   è autore
colpevole di:

 

                                1.1.   tentata
rapina

per avere, l’8 ottobre 2009, a __________, in correità con terzi, tentato di compiere un furto in danno del grande magazzino
_________, minacciando di pericolo imminente alla vita la gerente e una cliente
del grande magazzino?         

 

                            1.1.1.   Trattasi di
reato aggravato siccome commesso con un’arma da fuoco?

 

 

                               1.2.   aggressione

per avere, il 10 luglio 2009, a _________, in correità con terzi, preso parte all’aggressione in danno di PC 2?

 

                            1.2.1.   Ha egli agito
per motivi onorevoli?

 

                               1.3.   furto

per avere, tra il 26 e il 28 agosto 2009, a __________,

per procacciarsi indebito profitto e al fine di
appropriarsene,

sottratto la pistola marca Star Luxe matricola
no. __________ calibro 6.35?

 

                               1.4.   favoreggiamento

per avere, il 9 ottobre 2009, a __________, sottratto ad atti di procedimento penale AC 1, aiutandolo a lasciare la Svizzera
per recarsi a __________ (Italia)?

 

                            1.4.1.   È applicabile
l’art. 305 cpv. 2 CP?

 

                               1.5.   truffa

per avere, il 16 luglio 2009, a __________ (Italia) e _________,

per procacciarsi un indebito profitto, ingannato
con astuzia PC 3, inducendola a consegnargli fr. 10'000.–?

 

                               1.6.   infrazione
alla LF sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni

per avere, nel periodo dal 26/28 agosto 2009 e
all’8 ottobre 2009, a __________, portato senza diritto la pistola marca Star
Luxe matricola no. __________ calibro 6.35?

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa.

 

                                   2.   Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena?

 

                                   3.   Deve un
risarcimento alle PC, e se sì in quale misura?

 

                                   4.   Deve
essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?

 

 

 

                                  C.   AC 3

 

                                   1.   è autrice colpevole
di:

 

 

 

                               1.1.   tentata
rapina

per avere, l’8 ottobre 2009, a __________, in correità con terzi, tentato di compiere un furto in danno del grande magazzino
_________, minacciando di pericolo imminente alla vita la gerente e una cliente
del grande magazzino?         

 

                            1.1.1.   Trattasi di
reato aggravato siccome commesso con un’arma da fuoco?

 

                               1.2.   infrazione
alla LF sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni

per avere, nel periodo 8 ottobre - 15 ottobre 2009, a __________, posseduto e portato senza diritto la pistola marca Star Luxe matricola no. __________
calibro 6.35? 

 

                               1.3.   contravvenzione
alla LF sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzata,

 

                            1.3.1.   il 28 ottobre
 2009, a __________, detenuto 8.3 grammi di hascisc destinati al suo consumo personale?

 

                            1.3.2.   dal 9 gennaio
al 28 ottobre 2009, a __________ e altre imprecisate località, consumato un
imprecisato quantitativo di hascisc?

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa.

 

                                   2.   Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena?

 

                                   3.   Deve
essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?

Considerato                   in fatto ed in
diritto

 

 

                                   1.   AC 1,
cittadino __________, è nato il __________ a __________. In aula ha dichiarato
di essere cresciuto nel comasco e di essersi successivamente trasferito a __________,
dove ha frequentato le scuole medie e le commerciali. Ancor prima di conseguire
la maturità commerciale, egli ha iniziato a lavorare presso il negozio __________
e in teatro con suo padre, occupandosi di scenografia e di regia. Il fine
settimana lavorava invece in locali notturni. Per circa
un anno si è pure occupato della gestione artistica dell’__________ di __________
assieme al figlio del proprietario (verbale dibattimentale, pag. 3). Interrogato sui suoi progetti futuri, l’accusato si è detto
intenzionato a frequentare una scuola in ambito di
teatro e televisione e a lavorare nella società di suo padre.

 

                                   2.   Incensurato
in Svizzera (AI 5), AC 1 ha in Italia due pesanti precedenti penali per reati
di stupefacenti. Nel casellario italiano figura infatti a suo carico la
condanna del 26 settembre 2006 del G.U.P. del Tribunale di ________ alla pena
detentiva di due anni, dieci mesi e venti giorni di reclusione e alla multa di
Euro 12'000.- per violazione del Testo unico sulla disciplina degli
stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione degli
stati di tossicodipendenza. Benché dal casellario risulti come l’intera pena
della reclusione e Euro 10’000.– di multa sia stata condonata, in aula il
prevenuto ha precisato di avere in parte scontato la pena detentiva, non
sapendo però precisare in quale misura, soggiungendo di avere sofferto anche
qualche mese di carcere preventivo. Vi è poi la recente condanna dell’11
febbraio 2009, con cui il G.I.P. del Tribunale di __________ gli ha inflitto
una pena, parzialmente sospesa, di un anno e dieci mesi di reclusione e una
multa di Euro 4’000.– per detenzione illecita di sostanze stupefacenti (AI 59).
In merito a questa seconda condanna, il prevenuto ha precisato in aula di avere
scontato quattro mesi di carcere, seguiti da un periodo di arresti domiciliari,
segnalando inoltre -senza però documentare trale affermazione- che sarà
chiamato a scontare in Italia il residuo della pena detentiva inflittagli (un
anno e sei mesi), in quanto gli sarebbe stato recentemente revocato il
beneficio della sospensione condizionale (verbale dibattimentale, pag. 3).

 

                                   3.   AC 3,
cittadina __________, è nata il __________ a __________ (Italia) dove ha
vissuto con i nonni materni sino all'età di tre anni. Ha poi raggiunto i genitori
a __________, dove ha svolto le scuole dell’obbligo e la scuola superiore,
ottenendo il diploma di segretariato d’azienda all’età di __________. Ha quindi
lavorato a __________ per una ditta di fotocomposizione per un periodo di due
anni e per un certo periodo è anche stata impiegata presso la _______ di _________
quale macellaia. Nel frattempo ha conosciuto __________, che ha sposato all’età
di __________ e dal quale ha divorziato cinque anni e mezzo dopo. In seguito
essa ha convissuto con ________, morto in un incidente stradale dieci giorni
dopo la nascita del figlio __________. Questa tragica circostanza l’ha segnata
profondamente al punto da contrarre il morbo di Crohn, arrivando a pesare soli 44 kg. In quel periodo la prevenuta, che il giorno del funerale era stata licenziata dal Bar __________
di __________ presso il quale lavorava, ha trovato un’occupazione quale
ausiliaria di cura presso la casa anziani __________ di __________. Sempre debilitata
dal morbo di Crohn, è però stata licenziata dopo circa due anni a causa delle
numerose assenze accumulate. Essa ha comunque seguito la formazione per
diventare assistente di cura mentre lavorava presso la clinica di
riabilitazione di ________, ottenendo il diploma probabilmente nel 2000. Dopo
circa un anno si è licenziata poiché la clinica esigeva che facesse solo i
turni notturni. Dei lavori svolti dopo aver lasciato la clinica di __________
l’accusata non ha ricordi precisi. A suo dire, è possibile che abbia lavorato
per brevi periodi in qualche bar in Svizzera, continuando a vivere in Italia, a
__________.

Nel 2001 ha conosciuto l'uomo che ha sposato l'anno successivo, trasferendosi ha __________, e sempre nel __________ è nata
la figlia __________. Essa si è separata dal marito nel 2004 e da __________ (luogo
in cui viveva all’epoca e aveva preso in gestione il Bar __________) si è
trasferita a __________. La difficile situazione finanziaria l’ha costretta a
cercare lavoro dopo la separazione e l'accusata ha quindi ricominciato a
lavorare presso la casa di cura __________ di __________, dove è rimasta un
paio di anni.

La sua situazione personale non le ha in seguito
più consentito di mantenere un’attività lavorativa. A causa del comportamento
del marito, che si era rivelato violento sia con lei che nei confronti del
figlio __________, questi avrebbe iniziato a manifestare un grave disagio, ciò
che ha richiesto una sua maggiore presenza in casa. La prevenuta ha quindi
chiesto la separazione legale e grazie al contributo alimentare versato dal
marito e agli assegni integrativi ha potuto rimanere a casa ad occuparsi dei
figli. Nel 2008 si è trasferita a __________ per il motivo che __________ (che
già alle scuole elementari era seguito da un docente di sostegno) avrebbe
potuto ottenere un maggiore sostegno frequentando le scuole medie di quel
comune. 

Con l'arresto l'accusata ha perso il diritto agli
assegni integrativi e la custodia dei figli. 

Essa ha quindi spiegato in aula la difficile
situazione, anche finanziaria, in cui si è trovata al momento della scarcerazione,
avvenuta il 3 maggio 2010. La prevenuta ha in particolare dovuto riprendere
un'attività lavorativa e si sta impegnando per ottenere l’affidamento dei
figli, temporaneamente collocati e con i quali può per ora intrattenere
rapporti in misura limitata.

 

                                   4.   L'accusata
ha in Svizzera due precedenti: il 20 agosto 2001 le è stata inflitta una multa
di fr. 1’000.- per guida in stato di ebrietà, mentre che il 28 ottobre 2004 è
stata nuovamente sanzionata dal Ministero pubblico per guida in stato di ebrietà
e contravvenzione alla LF sugli stupefacenti con 15 giorni di detenzione da
espiare e una multa di fr. 1’000.- (AI 178).

In Italia risulta inoltre una sanzione pecuniaria
risalente al 1993 per il titolo di emissione di assegno senza provvista (AI
222).

 

                                   5.   AC 2,
cittadino __________, è nato il __________ a __________, in provincia di __________.
Nel 1960 la sua famiglia si è trasferita in _________, dove egli ha frequentato
l’asilo, le scuole elementari e la scuola media. Nel 1969 il padre,
cardiopatico (come del resto tutti i suoi figli maschi, e quindi anche il qui
accusato), è morto d’infarto all’età di 52 anni. La madre si è allora
trasferita a __________, dove il prevenuto dopo la scuola media ha iniziato a
lavorare con uno dei fratelli consegnando acque minerali e vino a domicilio.
Dai 18 ai 23 anni ha poi lavorato come operaio in una fabbrica di pezzi per
automobili. Nel 1979 si è spostato con __________ e nel __________ è nato il
figlio M________. L'accusato è quindi ritornato a lavorare (questa volta come
rappresentante di commercio) in __________ nella ditta di acque minerali del
fratello. I coniug ________ e M_________ sono in seguito tornati in _________
dove il prevenuto è stato impiegato quale autista presso una ditta. In seguito l’accusato
si è trasferito in Svizzera, lavorando due anni per la fonderia __________ di __________.
Nel __________ è nata la figlia __________ e AC 2 e M_________ sono tornati in _________,
dove il prevenuto ha iniziato ha lavorare per suo fratello __________, medico
attivo a __________ e presso l’ospedale psichiatrico di __________, oltre che
amministratore delegato di una casa farmaceutica di __________. Concretamente,
il prevenuto aiutava al centralino dello studio medico di _______ e faceva
delle consegne di medicamenti. Nel corso del 1992 l'accusato ha aperto con un cognato una ditta (la __________) nel settore dei nastri adesivi,
poi fallita. Ha in seguito rilevato e gestito il bar di una _________erativa,
poi ha lavorato come custode e giardiniere in ville private, tra cui quella del
fratello medico. Dopo una prima esperienza carceraria (di cui meglio si dirà in
seguito), il prevenuto ha lavorato come cameriere in un albergo e la sua unione
coniugale è andata in crisi, tanto da giungere alla separazione nel 1996. Egli,
dalla __________, si è quindi trasferito nell’appartamento del figlio a __________,
poi ha seguito in __________, rimanendovi per circa tre anni, una cittadina di
quel paese, conosciuta a __________. Terminata la relazione, l’accusato è
tornato a vivere dal figlio a __________ e nell'agosto del 2009 ha iniziato a frequentare AC 3. L’accusato, privo di domicilio proprio, sino all'arresto viveva
in parte nell’appartamento di __________ della AC 3 e in parte in quello del
figlio. Interrogato sulle sue prospettive future, l’accusato ha dichiarato di
essere intenzionato a cercare lavoro in Italia,
preferibilmente in _________, come giardiniere in proprio. 

 

                                   6.   A carico
del AC 2 risulta una prima condanna del 18 aprile 1998 del G.I.P. del Tribunale
di __________ (confermata dalla Corte di appello di __________ con sentenza 25
novembre 2002) per falsificazione di monete (continuata) e per detenzione e
cessione illecite di sostanze stupefacenti alla pena di 4 anni di reclusione (AI
67). L’accusato ha scontato 7 mesi di carcere fra __________ e __________, così
come 18 mesi di arresti domiciliari ad __________, in _________ (AI 213, pag.
4). Il prevenuto è inoltre stato condannato per ricettazione il 7 giugno 2004
dal Tribunale di __________ alla pena di quattro mesi di reclusione, sospesa
condizionalmente, e ad una multa di Euro 200.– (AI 67). In Svizzera è
incensurato (AI 55).

 

                                   7.   Alle ore
17.40 circa di giovedì 8 ottobre 2009 due persone con il volto coperto sono
entrate nel negozio _________ di __________ nel quale erano presenti solo tre
persone: la dipendente __________ (__________), la di lei figlia __________ (__________)
e la cliente __________ (__________).

Le deposizioni di queste persone, nel complesso
piuttosto generiche e non decisive ai fini dell'inchiesta, sono sostanzialmente
concordi nel narrare che l'autore più alto di statura si è diretto ad una delle
casse (quella in quel momento a disposizione dei clienti) che non è però
riuscito ad aprire, mentre che l'altro, sensibilmente più basso del primo e
armato di pistola, ha esploso un colpo, si presume accidentalmente siccome la
teste più vicina, __________, ritiene che egli abbia sparato con l'arma "rivolta
leggermente verso l'alto e in direzione del bancone della frutta"
(verbale 12 ottobre 2009, all. 55 RPG, pag. 2). Nessuno dei presenti ha saputo
riportare compiutamente le frasi urlate dagli autori nella circostanza. La
signora__________, che intendeva uscire dal negozio, è stata bloccata dal più
alto, per il che essa ha invertito la marcia e si è diretta verso il retro del
negozio, dove ha incontrato __________ e la figlia (cfr. gli all. 49-56 RPG).

 

                                   8.   Gli autori
hanno lasciato il negozio senza riuscire a prendere alcunché. 

Mentre uscivano sono stati notati da __________che
transitava lungo via __________ al volante della propria vettura. Il teste ha
visto come il più alto si sia tolto il passamontagna e afferma di avere
incrociato lo sguardo con lui. I due si sono quindi messi a correre in
direzione dei posteggi della vicina banca __________, salendo su di una Fiat
Punto di colore grigio (verbale 8 ottobre 2009, all. 57 RPG). Chiamato in un
successivo verbale ad esprimersi sul sesso dei due individui, si è detto certo
che quello alto fosse un uomo, mentre che del secondo, precedentemente descritto
come alto circa 170 cm e del peso di circa 80/90 kg (all. 57 RPG, pag. 1), ha
detto che "visto la postura, la camminata - corsa e visto la stazza,
ritengo sia un uomo. Ne sono quasi certo al 90%" (verbale 15 febbraio
2010, all. 58 RPG, pag. 2).

Anche __________, pure in transito con la propria
vettura, ha notato la scena descritta dal __________. Egli è in seguito stato
raggiunto e superato dalla Fiat Punto, di cui ha annotato il numero di targa __________
e che in seguito ha fatto perdere le proprie tracce in direzione di __________.

Nessuno dei due ha saputo confermare oppure
smentire se vi fosse eventualmente una terza persona all'interno della vettura.

 

                                   9.   Grazie al
numero di targa gli inquirenti sono risaliti al detentore __________, il quale
ha spiegato che la Fiat Punto in questione era da lui stata noleggiata a far
tempo dal 2 ottobre a AC 1 (verbale 8 ottobre 2009, all. 61 RPG).

La rete di sorveglianza messa in atto nei suoi
confronti ha fatto emergere, a cavallo del confine di __________, collegamenti
dell'AC 1 con AC 3 e AC 2, oltre che con il di lui figlio M__________.

Durante la latitanza degli autori, gli inquirenti
hanno casualmente reperito su internet delle informazioni di cronaca locale
secondo cui AC 1, AC 2 e M_________, presente anche la AC 3, erano stati
fermati la sera del 16 ottobre a __________, in __________ (ma in seguito
rilasciati), siccome sospettati del possesso di una pistola calibro 6.35, oltre
che di essere potenziali rapinatori (cfr. all. 15 ad AI 41), arma, ovviamente
sequestrata, che si rivelerà essere la medesima usata in occasione della rapina
di __________ (cfr. all. 89 RPG). 

Il 28 ottobre 2009 un'azione congiunta delle
polizie svizzera e italiana ha portato al simultaneo arresto dell'AC 1 e di M__________
(purtroppo tosto rilasciato dalle autorità italiane), che si trovavano
nell'appartamento di quest'ultimo in via __________ __________ a __________, e
di AC 2, rinvenuto (dopo che vi era rimasto nascosto per 1 ora e 40 minuti) in
un ripostiglio nell'appartamento della AC 3, in via __________ a __________.

AC 1, che nell'appartamento di __________ ha
fatto rinvenire un memoriale manoscritto in cui ammetteva di essere autore
della rapina, ha accettato di essere estradato in Svizzera ed è stato
consegnato agli inquirenti elvetici il 17 dicembre 2009 rimanendo in carcere
preventivo (da computarsi dal 28 ottobre 2009) sino al dibattimento, così come
il presunto correo AC 2.

AC 3, arrestata il 12 marzo 2010 a seguito della chiamata in correità dell'AC 1, è stata mantenuta in carcere preventivo sino al
3 maggio 2010, data in cui la CRP ha accolto la sua domanda di libertà
provvisoria (AI 280).

 

                                10.   La complessa
inchiesta del Procuratore pubblico sulla rapina in rassegna può essere
riassunta come ai considerandi che seguono.

 

                                11.   AC 1 è
l'unico autore confesso della rapina.

L'ammissione della sua partecipazione nel ruolo
dell'autore più alto, cioè quello senza pistola, è però praticamente l'unico
punto fermo delle sue dichiarazioni, per il resto su più punti contraddittorie,
tanto da potersi catalogare non meno di una decina di modifiche della sua versione
al riguardo di dettagli di rilievo.

Questa l'evoluzione delle sue dichiarazioni:

 

                                     -   verbale
17 dicembre 2009 (all. 1 RPG)

In questo primo verbale, rilasciato il giorno
della consegna alle autorità svizzere, l'accusato ha esordito definendo il
memoriale scritto rinvenuto in occasione dell'arresto "completamente
una balla" (pag. 1). Egli ha spiegato di avere improvvisato la rapina
per procurarsi il denaro che gli occorreva a breve termine per stipulare la
locazione di un appartamento da condividere con la propria ragazza, in difetto
di che egli avrebbe perso la cauzione già pagata. Egli avrebbe fatto la rapina
"con un ragazzo di cui non voglio fare il nome" (pag. 3),
spiegando poi che "il mio complice della rapina è colui che ha portato
la pistola per fare la rapina." Egli, sapendo che questa persona
disponeva di un'arma, si sarebbe recato a casa sua a chiedere in prestito la
pistola per commettere la rapina e lui si sarebbe invece offerto di partecipare
al colpo in cambio di una parte della refurtiva (pag. 9). Dopo la rapina l'AC 1
avrebbe tenuto l'arma, visto che "la stessa pistola l'ho poi portata io
a Messina senza che gli altri (vale a dire M________, AC 2 e la signora AC 3) lo
sapessero" (pag. 6). Alla domanda sul nome del correo, AC 1 ha risposto "non voglio fare l'infame" (pag. 7).

Al dibattimento il Presidente (per il motivo che
si vedrà più avanti) ha discusso con il prevenuto sul significato del termine
"infame", e questi ha convenuto che uno dei significati è mutuato dal
gergo della malavita e in tal senso "infame" è colui che fa delle
dichiarazioni su di un reato in favore degli inquirenti.

 

                                     -   verbale
PP 17 dicembre 2009 (all. 2 RPG)

L'accusato ha confermato il precedente verbale,
precisando di essersi recato dopo la rapina a casa della AC 3 (della quale nel
precedente ve rbale non aveva voluto fare il nome) "perché volevo
scaricarmi la tensione" -laddove l'inverosimiglianza di siffatta
spiegazione è manifesta- e siccome compagna di AC 2 (pag. 4). Quella sera egli
avrebbe poi incontrato la propria ragazza A_________, alla quale avrebbe
confessato di avere effettuato la rapina, senza però rivelarle il nome del
correo benché essa glielo avesse chiesto (pag. 4). AC 1 ha ripetuto che l'arma era del correo, che la rapina sarebbe stata compiuta solo da loro due, e che
l'arma non era di M__________ o di AC 2 (pag. 6) e nemmeno della AC 3 (pag. 7).

 

                                     -   verbale
23 dicembre 2009 (all. 4 RPG)

AC 1 ha precisato che la sera della rapina a casa
dell’AC 3 vi erano anche AC 2 e M_________ (pag. 3). Ha però negato di avere
confidato loro di avere fatto la rapina (pag. 3), così come ha negato di avere
avuto la pistola da AC 2 (pag. 5) e questo nonostante che gli inquirenti già
sapessero che l'arma utilizzata per la rapina era quella che AC 2 aveva ammesso
di avere rubato a PALE 2.

 

                                     -   verbale
31 dicembre 2009 (all. 5 RPG)

L'accusato ha ribadito di avere parlato con la
propria ragazza A____________ la sera della rapina, ma senza dirle chi era il
correo, che "poteva anche essere una lei, non solo un lui"
(pag. 2), contraddicendo così le precedenti affermazioni di avere agito "con
un ragazzo" (all. 1 RPG, pag. 3).

Egli ha altresì negato di essere stato a casa
della AC 3 anche prima della rapina (pag. 3).

 

                                     -   verbale
PP 20 gennaio 2010 (all. 7 RPG)

L'accusato dinanzi al magistrato ha nuovamente
negato che AC 2 sia stato il correo nella rapina, così come ha negato di avere
ricevuto da lui l'arma (pag. 1). A AC 2 e M_________ e alla AC 3 egli nemmeno
avrebbe mai confessato di essere l'autore del colpo.

 

                                     -   verbale 3
febbraio 2010 (all. 8 RPG)

Gli inquirenti gli hanno contestato che la AC 3 ha dichiarato che poco prima dell'ora della rapina lui e i due AC 2 erano usciti di casa per
comperare le sigarette e che al ritorno i tre erano agitati, ridevano e
scherzavano e dalle loro parole si capiva che qualcosa non era andata come
volevano. Presa di posizione di AC 1: "Rispondo che AC 3 è una puttana"
(pag. 2).

Nondimeno, la contestazione è servita ad ottenere
una nuova versione dei fatti dell'AC 1, secondo la quale AC 2 e M_________
sarebbero stati a casa di lei prima della rapina (ciò che egli in precedenza
negava) ed egli avrebbe parlato del suo problema finanziario (pag. 2). La AC 3,
uscita un attimo per fare la spesa, al rientro l'avrebbe preso in disparte
suggerendogli "vai su alla _________erativa di __________ che nella
cassa ci sono almeno CHF 6'000.-" (pag. 2), al che egli avrebbe
lasciato l'appartamento alla ricerca dell'arma e del correo con cui avrebbe poi
commesso la rapina (pag. 3)

 

                                     -   verbale
PP 11 febbraio 2010 (all. 9 RPG)

In questo verbale, esperito nell'imminenza del
confronto con AC 2, AC 1 ha ripetuto la sua ultima versione, precisando che
"prima della rapina, durante la rapina, e dopo la rapina io non avevo
preso in mano questa pistola" (pag. 4).

 

                                     -   verbale
PP 11 febbraio 2010 cfr. con AC 2 (all. 10 RPG)

A confronto con AC 2 il prevenuto ha nuovamente
cambiato versione dichiarando di avere ricevuto la pistola da lui (solo)
mezz'ora prima di effettuare la rapina (pag. 8), tesi potenzialmente pericolosa
per lo stesso PC 2, essendo a questo punto legittimo ritenere poco verosimile
che AC 1 in 30 minuti fosse uscito di casa da solo e fosse riuscito a reclutare
un fino a quel momento ignaro correo, senza poi dimenticare che egli aveva
inizialmente affermato che il correo era colui che aveva dato l'arma.

 

                                     -   verbale
PP 11 febbraio 2010 (all. 11 RPG)

Risentito subito dopo il confronto, AC 1 ha tentato di salvare capra e cavoli descrivendo una scena surreale in cui la AC 3 senza farsi
notare da AC 2 l'aveva preso da parte per suggerirgli la _________ come
obiettivo, e in cui egli aveva poi preso da parte AC 2 per farsi dare la
pistola ma senza dirgli che serviva per compiere una rapina (pag. 1). Egli
avrebbe quindi lasciato l'abitazione della AC 3 per andare a cercare il correo,
al quale avrebbe affidato l'arma ignorando che essa fosse carica (pag. 2).
Prima di rientrare a casa della AC 3 avrebbe nascosto l'arma a casa della
madre, rendendola poi  a AC 2 qualche giorno dopo (pag. 2).

 

                                     -   verbale 5
marzo 2010 (all. 12 RPG)

In questo verbale AC 1, ferme restando le altre
dichiarazioni, ha precisato di avere parcheggiato l'auto nel posteggio interno
della AC 3 dopo avere scaricato il suo correo, specificando che ella l'avrebbe
pure aiutato a cancellare le tracce dall'auto (pag. 5).

 

                                     -   verbale
PP 10 marzo 2010 (all. 13 RPG)

Con un vero e proprio colpo di scena, l'AC 1,
dopo avere ribadito che l'arma gli era stata data da AC 2, ignaro dell'intento
di usarla in una rapina, mezz'ora o poco più nell'appartamento della AC 3 (pag.
1 e 2), rivela infine il nome del correo (pag. 4): "la rapina l'ho
commessa con AC 3". Essa infatti era andata da sola al supermercato e
al rientro gli aveva proposto di andare a compiere la rapina. Egli aveva quindi
chiesto la pistola a AC 2 e in auto l'aveva affidata alla AC 3 (pag. 5). I due
avevano quindi compiuto la rapina, dettagliatamente raccontata dall'AC 1 (pag.
6), ed erano poi rientrati a casa della AC 3, dove vi era AC 2 (pag. 7: "Siamo
quindi saliti nel suo appartamento dove abbiamo incontrato AC 2 che era
arrabbiatissimo"). 

 

                                     -   verbale
17 PP marzo 2010 cfr. con AC 3 (all. 15 RPG)

AC 1 ha confermato la nuova versione dei fatti
anche a confronto con la AC 3.

 

                                     -   verbale
PP 22 marzo 2010 cfr. con AC 2 (all. 16 RPG)

L'ultimo aggiustamento alla propria versione dei
fatti l'AC 1 l'ha dato in occasione del secondo confronto con AC 2,
assecondandone la preoccupazione di trovarsi il più lontano possibile da __________
il giorno della rapina.

Pertanto, dopo avere all'inizio malauguratamente
confermato di avere ricevuto l'arma mezz'ora prima della rapina (pag. 1), su
sollecitazione di AC 2 e M_________ la consegna della pistola ha viaggiato a
ritroso nel tempo sino qualche giorno prima (pag. 2). AC 2 sempre a pag. 2 del
verbale si è premurato di precisare che "io il giorno della rapina non
ero in Svizzera poiché avevo un forte male al ginocchio che mi impediva di
camminare", affermazione che l'AC 1 nel seguito del verbale ben si è
guardato dal contraddire.

 

                                12.   AC 2, che ha
sempre negato la propria partecipazione alla rapina, è stato più lineare nelle
proprie dichiarazioni.

In occasione del primo verbale (28 ottobre 2009,
all. 21 RPG) egli ha negato di sapere chi avesse commesso la rapina (pag. 2) e
chi avesse l'arma (pag. 8), ciò che ha confermato avanti al Procuratore
pubblico dichiarando (verbale PP 4 novembre 2009, all. 22 RPG) "che io
non sono mai stato in possesso di pistole, di nessun tipo" (pag. 3)
che, della rapina, "non ho idea di chi l'abbia commessa" e
"che non ricordo dov'ero quel giorno ... sicuramente ero in zona, nel
senso che potevo essere a Ponte __________, Italia o in Svizzera a __________"
(pag. 2).

Il 1° dicembre 2009, sentito dal Procuratore
pubblico (all. 24 RPG), AC 2 (confermando il proprio scritto 30 novembre 2009
all'attenzione del magistrato) ha invece ammesso di avere rubato all'amico PALE
2 una pistola calibro 6.35. AC 1 avrebbe saputo dell'arma siccome egli gli
avrebbe chiesto di aiutarlo a venderla. Egli pertanto gliel'avrebbe chiesta in
prestito per difendersi da suoi creditori per questioni di stupefacenti, ma al
momento della restituzione gli avrebbe confessato di averla usata per
commettere la rapina alla _________, compiuta assieme alle due persone alle
quali doveva denaro per un debito di droga. AC 2 avrebbe quindi accettato di
nascondere l'AC 1 a casa del figlio a __________.

Il 12 gennaio 2010 (all. 26 RPG) AC 2 ha ribadito di avere consegnato l'arma all'AC 1 e di non sapere con chi questi avesse effettuato la
rapina. Infine l'11 febbraio 2010, dopo il secondo confronto, l'accusato ha
dichiarato al Procuratore pubblico (all. 27 RPG) di avere consegnato l'arma 3 o
4 giorni prima della rapina (quando il 1° dicembre 2009 aveva detto di averla
data all'epoca della conoscenza della AC 3, all. 24 RPG, pag. 5, ovvero un paio
di mesi addietro), precisando di non essere stato a __________ il giorno della
rapina.

AC 2 non ha accusato la compagna di avere
effettuato la rapina.

 

                                13.   AC 3,
mentendo, il 28 ottobre 2009 aveva dichiarato 

 

"  che
non so nulla in merito alla rapina .... Non sapevo nemmeno che era avvenuta una
rapina a __________ e più precisamente alla _________"

(all. 33 RPG, pag. 5)

 

come pure di essere certa di non avere ospitato a
casa sua l'AC 1 e M__________l'8 e il 9 ottobre mentre che era possibile che ci
fosse AC 2 (pag. 6). Il successivo verbale del 22 dicembre 2009 (all. 37 RPG) è
costellato da tanti "non so" e "non ricordo", per il che
esso nulla apporta alla ricerca della verità.

Solo il 28 gennaio 2010 (all. 40 RPG) la AC 3 ha ritenuto di dovere completare le proprie dichiarazioni, specificando come l'8 ottobre 2009 AC 2 fosse a casa sua quando, dopo le 16.30, vi sono giunti anche AC 1 e M__________. I tre
verso le 17/17.30 sono usciti assieme dicendo che andavano a comperare le
sigarette e sono quindi rientrati "agitati" e dalle loro
parole "si capiva che un loro atto non era andato come volevano"
(pag. 2). Giorni dopo, inoltre, essa avrebbe sentito qualcuno "dare del
"coglione" per avere fatto partire un colpo di pistola"
(pag. 3).

La AC 3 ha mantenuto questa versione anche avanti il 10 febbraio 2010 avanti al Procuratore pubblico (all. 41 RPG), mentre
che il 12 marzo 2010, giorno dell'arresto a seguito della chiamata di correo
dell'AC 1, essa non ha saputo fare altro che negare ogni cosa (all. 42 RPG).

Solo il 1° aprile 2010 la AC 3 ha fornito una versione completa degli avvenimenti (all. 43 RPG, pag. 4-8):

 

"  AC 2
era in casa con me e io attendevo i due miei bimbi che dovevano tornare da
scuola. Non ricordo a che ora sono arrivati AC 1 e M__________ nel mio
appartamento. (...) AC 1 è arrivato da me molto arrabbiato per non aver potuto
pagare l'appartamento. M__________era a conoscenza di questo problema economico
di AC 1, ne erano tutti a conoscenza ma nessuno poteva aiutare AC 1. Prima che
arrivassero AC 1 e M__________ era arrivato a casa mia ___________(forse
chiamato da AC 2 per telefono). ___________si era incazzato perché aveva capito
che i soldi da lui dati [ndr
per la caparra] erano oramai persi, anche per colpa di AC
 2. AC 2, sentendo questa accusa, si era arrabbiato con ___________. _______,
prima che arrivassero AC 1 e M__________ e dopo il litigio con AC 2, se ne è
andato. (...) Poi, non ricordo a che ora (ricordo solo che i miei figli erano
già arrivati a casa e quindi erano trascorse le 16.30), AC 2, M__________e AC 1
sono usciti di casa, dicendo che uscivano per fare un aperitivo ma non mi
avevano detto dove.

ADR che non avevo detto a AC 1 che alla _________
vi erano soldi in cassa.

Verso l'ora di cena, forse verso le ore
18.45-19.00, i tre sono tornati a casa mia. Qualcuno ha suonato al mio
campanello. Non ricordo che, ma uno dei tre mi aveva chiesto se poteva mettere
la macchina nel mio posteggio sotterraneo (infatti la mia automobile era
parcheggiata nel piazzale esterno perché sentivo odore di benzina e avevo paura
di possibili problemi). AC 2 sapeva che io in quei giorni parcheggiavo
l'automobile nel piazzale esterno. Io sono uscita di casa e sono andata
all'entrata del garage sotterraneo (dove va messa la chiave per aprire). (...) Ricordo
che l'automobile era una Fiat grigia, non ricordo altri dati e non avevo mai
visto i tre con questa auto (infatti ero convinta che AC 1 avesse ancora la
Smart). (...) Se non sbaglio i due ragazzi a bordo dell'automobile sono entrati
nel garage sotterraneo ed io con AC 2 siamo entrati dal portone principale. Se
ben ricordo AC 2 è poi subito andato nel mio appartamento, io sono scesa per
poter aprire la porta che dal garage sotterraneo dà accesso al no civico ___.
Io non ho detto ai ragazzi qual era il mio posteggio (...) Uno volta entrati
nel mio appartamento AC 1 ha voluto fare il grande e ha detto che erano andati
a fare una rapina siccome volevano prendere dei soldi. Poi i tre mi hanno
spiegato, ridendo, la dinamica della rapina: Non ricordo esattamente chi dei
tre, ma mi avevano detto che erano entrati, che AC 2 era con le mani in alto
per spaventare gesticolando e che aveva sparato un colpo con la pistola. AC 1
aveva aggiunto che era caduta persino una luce dal soffitto. AC 2 aveva detto
che AC 1 era lì alla cassa e non era riuscito ad aprirla (imitando il gesto).
Aveva detto che aveva anche dato dei pugni alla cassa e che si era incastrato
qualcosa alla cassa. I tre avevano anche simulato la scena in modo ironico che
di seguito descrivo: AC 2 ha recitato il suo ruolo dicendo che era entrato
alzando le mani e che non aveva trovato nessuno alla cassa, solo dopo era
arrivata una cliente alla quale aveva detto di stare ferma. Io avevo anche
detto ad AC 2 che, visto che non c'era nessuno alla cassa, era stato un po'
coglione perché aveva sparato a gratis un colpo. Non ricordo se mi aveva detto
di aver fatto partire il colpo volutamente o per errore. Io, capendo che erano
loro gli autori della rapina, avevo chiesto di spostare l'automobile subito dal
mio parcheggio.. Nel frattempo la signora __________ (custode) mi ha citofonato
dicendomi che c'era un'automobile fuori posto vicino al mio posteggio e mi
aveva chiesto spiegazioni. (...) Io e M__________siamo scesi in garage e ho
fatto spostare l'automobile Fiat a M________, facendola mettere sul mio
parcheggio 54. (...) ADR che i tre, quando avevano spiegato la dinamica, mi
avevano detto che M__________era in auto ad aspettare mentre gli altri due
erano entrati nel negozio a fare la rapina. (...) Nei giorni successivi di
tanto in tanto andavo a __________ dai tre. Ormai era chiaro che AC 1 e M__________avevano
timore ad entrare in Ticino, mentre AC 2 non si faceva problemi e superava la
dogana tranquillamente. (...) Mentre AC 1 si trovava a __________, quasi tutti
i giorni A_________andava a trovare AC 1. Nel frattempo A_________aveva saputo
che loro erano gli autori della rapina siccome una sera a __________ (non
ricordo quando, prima di andare in __________) i tre avevano nuovamente rifatto
la scenetta davanti a me e ad A_________, spiegando cosa era accaduto."

 

La AC 3 ha confermato questa sua versione finale dei fatti avanti al Procuratore pubblico, il 9 aprile 2010 (AI 232).

 

                                14.   Fondamentali
per la corretta comprensione della fattispecie sono le dichiarazioni di A_________,
la all'epoca 18enne ragazza dell'AC 1.

Sentita la prima volta il 2 novembre 2009 (all.
45 RPG), essa ha raccontato di essere legata all'AC 1 da circa un anno e tre
mesi e di avere già vissuto con lui, con comprensibile difficoltà, la sua
carcerazione a ________ nel settembre 2008 e il successivo periodo di arresti
domiciliari. In quel verbale essa ha però sottaciuto di sapere della
partecipazione dell'amico alla rapina.

Solo nel successivo verbale del 30 dicembre 2009
(all. 46 RPG), in cui è stata sentita come indagata per favoreggiamento e non
più come testimone, essa ha dichiarato che (pag. 2):

 

"  ...la
sera della rapina, quando ho incontrato AC 1 sotto casa di AC 3, AC 1 mi aveva detto che era stato lui ad aver fatto la rapina. Per la precisione, AC 1 aveva detto
che aveva fatto una cazzata e che era tutta colpa sua. Non aveva detto
esplicitamente di aver fatto la rapina, ma lui ha detto che era stato lui
"alla _________". Quando sono arrivata sotto casa della AC 3, già
sapevo che alla _________ di __________ vi era stata una rapina perché ne avevo
parlato alla cena a casa mia. inoltre avevo chiesto a AC 1 cosa avessero preso.
Ho usato il plurale perché lui mi aveva detto che aveva fatto il colpo alla _________
con AC 2. Poi AC 1 ha aggiunto che dal colpo non avevano preso nulla. Io mi
sono messa a piangere e sono tornata a casa. AC 1, nel discorso, mi aveva fatto
capire che il motivo della rapina era il fatto che doveva racimolare soldi per
il "nostro" appartamento, malgrado io gli avessi detto più volte che
non intendevo andare a convivere con lui. Per questo ritengo che lui abbia
voluto fare la rapina solo per soldi.

Ribadisca quanto segue: AC 1 mi aveva detto che la colpa era sua. Io gli avevo chiesto con chi aveva fatto il colpo. Lui mi
aveva risposto che M__________e AC 2 non avevano preso la decisione di fare il
colpo, che però avevano partecipato. Se ben ricordo AC 1 mi aveva detto che in automobile era rimasto M__________ e che lui era entrato con AC 2."

 

Il 2 aprile 2010, sempre in polizia, la A____________,
oltre a confermare le precedenti dichiarazioni, ha completato il proprio
racconto narrando anch'essa l'episodio della "scenetta" della rapina
recitata dall'AC 1 a __________, a casa di M__________ (all. 47 RPG, pag. 5):

 

"  Ricordo
che ad un certo punto, ridendo, AC 1 ha descritto la scena facendo una
scenetta. Nella scenetta AC 1 ha spiegato come sono entrati, uno dei due ha
detto "mani in alto" e che uno dei due ha anche alzato le mani. AC 1,
imitando AC 2, ha fatto un gesto penso con la mano destra descrivendo una
pistola e puntando la mano verso l'alto ha detto "ha sparato in aria"
facendo riferimento ad AC 2 e indicandolo con le mani. AC 2 se ne è stato zitto
e non ha detto niente, ridendo alla scenetta di AC 1. Infatti posso dire che AC
1 era il "giullare di corte" e che cercava di sdrammatizzare le cose.
AC 1 aveva aggiunto che il negozio era vuoto e che avevano cercato di strappare
le casse. Sempre durante la scenetta AC 1 aveva detto che sono dovuti scappare.
Non mi pare che AC 1 abbia parlato di M________. Ricordo che si era discusso se
fuori dal negozio c'erano videocamere o meno. Durante la scenetta AC 2 non ha
parlato ma sorrideva a AC 1. M__________  in quel frangente mi pare si trovasse
in un'altra stanza. AC 3, se ben ricordo, si trovava lì con noi e mi pare abbia
solo ascoltato e osservato la scenetta senza dire nulla di particolare. Sono
comunque certa che AC 1, imitando la rapina e il colpo sparato, facesse
riferimento ad AC 2 e non ad altre persone."

 

La A____________ ha confermato queste
dichiarazioni anche il 27 aprile 2010 avanti al Procuratore pubblico, presenti
i difensori di AC 2 e M_________ e AC 1 (all. 48 RPG).

Con grande trasparenza, essa ha ammesso in quel
frangente di essere stata aiutata dalla polizia nel ricordare l'episodio della
scenetta, ma ha comunque confermato che il ricordo è autentico e corrisponde a
quanto da lei effettivamente vissuto (pag. 5).

 

                                15.   AC 1,
eludendo la censura della corrispondenza, dal carcere è riuscito a fare
pervenire a tale F________ uno scritto datato 25 febbraio 2010 (allegato ad
all. 17 RPG) in cui tra l'altro si legge:

 

"  Hai
ragione a dire che devo pensare a me perché ad es. la persona che doveva starmi
più vicina, A_________, non solo se ne è lavata subito le mani ma ha vanificato
tutti i miei sforzi facendo l'infame. Ti spiego, mi hanno interrogato per 70
ore nel giro di 5 giorni perché non ho mai fatto e mai farò il nome dei miei
complici, mentre A_________ha inventato e sputtanato delle persone. (...) Quando
uscirò me la pagherà A_________ma soprattutto ha coinvolto persone che la
vogliono sotto terra!!! Sta puttana infame."

 

Interrogato dal Procuratore pubblico sul
significato dello scritto (verbale PP 26 aprile 2010, all. 17 RPG), AC 1 ha spiegato di avere conosciuto il F________ sette anni addietro e di averlo poi regolarmente
frequentato, anche se non in maniera intensa. Negli ultimi tempi, tuttavia,
"le nostre frequentazioni si sono diradate nel senso che ci si incontrava
nei bar e ci si salutava, ma non abbiamo più organizzato serate in comune"
(pag. 2).

Quanto al senso di una simile lettera proprio al
F________, ovvero ad una persona che per sua ammissione l'accusato frequentava
superficialmente, AC 1 ha spiegato che (pag. 5) "Nei confronti di A_________non
avevo alcuna intenzione particolare. Volevo invece mettere alla prova F________
per verificare se potevo fidarmi di lui".

Il magistrato ha anche chiesto spiegazioni sul
contenuto della frase "ha vanificato tutti i miei sforzi facendo
l'infame", sentendosi rispondere che (pag. 3):

 

"  Con
l'espressione in questione io intendevo dire che A____________, affermando cose
da me mai dette, aveva vanificato le mie dichiarazioni. Io non mi sarei mai
arrabbiato se A_________avesse riferito agli inquirenti che la rapina l'avevo
commessa io visto che io stesso le avevo detto di esserne l'autore. Io non le
ho invece mai detto di averla fatta con AC 2; io non le ho mai detto con chi
avevo fatto la rapina. Con le sue dichiarazioni A____________ ha appesantito
l'inchiesta rendendo necessari ulteriori interrogatori che per me sono pesanti."

 

                                16.   I testi che
hanno riferito di AC 2 sono stati concordi nel metterne in evidenza le
millanterie, nel senso che egli avrebbe vantato il possesso di ingenti fortune,
temporaneamente gravate da provvedimenti restrittivi.

La A____________, nel prefato verbale PP del 27
aprile 2010 (all. 48 RPG), ha narrato che (pag. 2):

 

"  ...AC
2, da come si comportava, voleva far capire di essere una persona benestante;
lui stesso mi aveva detto di possedere una villa enorme a ______, villa che mi
aveva anche mostrato tramite internet; ricordo che questa villa era molto
grande e disponeva di piscina e campo da tennis; AC 2 mi aveva mostrato questa villa utilizzando il computer di AC 3 presso il di lei appartamento.
Confermo anche che AC 2 mi aveva detto di possedere alcune automobili, mi
sembra di ricordare che avesse fatto riferimento o a una Ferrari o a una
Porsche. AC 2 aveva anche precisato che questi beni dovevano essere sbloccati e
che quindi non poteva usufruirne."

 

AC 3 racconta di averne sentite anche di più
grosse (verbale PP 10 febbraio 2010, all. 41 RPG, pag. 3):

 

"  AC 2,
quando mi aveva conosciuta, mi aveva detto che aveva molte disponibilità
economiche ma che i suoi beni erano bloccati; non mi aveva mai detto il motivo
per il quale i suoi averi gli erano stati bloccati, limitandosi a dire che
erano "delle brutte cose" che tuttavia si erano risolte. Per questo
motivo era in attesa di ricevere 80 milioni di Euro. Una volta, poteva essere
nel mese di settembre 2009, AC 2 si era recato a __________ da un avvocato che
mi aveva detto chiamarsi __________. In quella circostanza mi aveva chiesto di
accompagnarlo. Ci eravamo recati a __________ con la macchina di ___________. AC
 2 mi aveva detto che aveva un appuntamento con l'avv. ______ davanti alla __________
(grande negozio) che si trova subito fuori dall'autostrada di ________, nei
pressi di una villa che AC 2 mi aveva detto essere di sua proprietà. Ricordo
che AC 2 mi aveva mostrato la villa anche in internet; l'aveva mostrata anche
ai miei figli dicendo loro che un giorno saremmo andati lì ad abitare. In
realtà l'avv. _______ non si era presentato all'appuntamento e quindi per
finire ce ne eravamo ritornati a casa. Preciso che lo scopo della trasferta era
quello di recarci a __________ presso la __________ insieme all'avv. __________,
prelevare il denaro e tutti i documenti relativi ai suoi beni."

 

La AC 3 ha confermato queste dichiarazioni al dibattimento, aggiungendovi il giro in Ferrari che AC 2 aveva promesso di far
fare al di lei figlio (verbale dibattimentale, pag. 12).

 

PALE 2, amico del AC 2, al quale ha prestato
importanti somme di denaro e che gli ha rubato la pistola, il 2 dicembre 2009 ha dichiarato che (all. 86 RPG, pag. 5):

 

"  Si
spacciava per persona facoltosa proprietario di numerosi palazzi e autovetture
di lusso. Come a sue parole si trattava di una comunione ereditaria di cui un
parente si opponeva alla vendita."

 

C________, detto __________, che ha funto da
autista la sera dell'aggressione di PC 2, riferisce del AC 2 le medesime cose
(verbale PP 18 febbraio 2010, all. 50 RPG inc. 6125/2009, pag. 3):

 

"  AC 2 mi aveva detto che era rientrato dalla __________ perché aveva delle proprietà in Italia; mi aveva
accennato ad un'eredità dicendomi che aveva una casa a __________; ricordo che
mi aveva detto che se decideva di andarci ad abitare avrebbe portato anche me
visto che ero in affitto."

 

PC 3, del cui rapporto con AC 2 si dirà più
avanti, racconta di come egli vantasse anche amicizie altolocate (verbale 24
novembre 2009, all. 8 RPG inc. 6125/2009, pag. 13):

 

"  AC 2 mi aveva detto di conoscere bene __________ che chiamava "il mio caro __________ "".

 

Al dibattimento AC 2 ha negato di possedere quanto gli è stato attribuito, ma ha anche negato di avere espresso simili
vanterie. Ha nondimeno dichiarato di avere delle aspettative di migliore
fortuna qualora Impregilo, di cui lui conoscerebbe un importante funzionario,
fosse riuscita ad aggiudicarsi un grosso appalto da parte del governo. Egli non
è però riuscito a spiegare con chiarezza, ed in effetti il Presidente non l'ha
capito, in cosa consisterebbe il suo ruolo, rispettivamente per quale motivo il
concretizzarsi di siffatto appalto dovrebbe comportare un utile per lui.

 

                                17.   Al
dibattimento non è emerso nulla di nuovo, avendo i prevenuti confermato le loro
ultime versioni preprocessuali.

 

                                18.   Il
Procuratore pubblico addebita la rapina a AC 3 e AC 1, che l’avrebbero
materialmente commessa, nonché ad AC 2, la cui correità consisterebbe
nell'avere messo a disposizione degli esecutori la pistola.

La tesi appare d'acchito poco congruente, visto
che nessuna delle risultanze istruttorie depone da sola tal senso: AC 1 accusa
se stesso e la AC 3 ma è categorico nello scagionare AC 2, A____________ e la AC
3  chiamano in causa i due AC 2 e l'AC 1, mentre che AC 2 proclama la propria
innocenza e non accusa nessuno.

Atteso che AC 1 è reo confesso e che la Corte,
anche se per motivi ben diversi da quelli ritenuti dal PP (e che verranno
esposti qui di seguito) condivide il giudizio di colpevolezza su AC 2, il punto
di questione è in primo luogo quello della partecipazione alla rapina di AC 3.

Il convincimento del magistrato d'accusa al
riguardo della donna, come spiegato in requisitoria, si fonda sulla chiamata di
correo fatta dall'AC 1, ritenuta credibile, su talune affermazioni del AC 2 e
sulle bugie raccontate dalla AC 3 in sede d'inchiesta. Quanto all'apparente
contraddizione con le affermazioni della A____________, ritenuta credibile dal
Procuratore pubblico, essa sarebbe stata male informata dall'AC 1, siccome
egli, secondo il Procuratore pubblico, "non poteva ammettere di avere
commesso la rapina con una donna".

 

                                19.   La corretta
lettura degli atti impone di ritenere che AC 1 ha ripetutamente mentito al servizio de AC 2 e M_________, continuando a farlo sino all'ultimo,
quando, nel secondo confronto con AC 2 (all. 16 RPG), si è platealmente
smentito da una pagina all'altra sostenendo che la pistola gli era stata data
dal coimputato mezz'ora prima della rapina (pag. 1), ciò che poneva AC 2 a casa della AC 3 poco prima del colpo, e poi ritrattando tranquillamente per affermare che anzi
no, l'aveva ricevuta qualche giorno prima (pag. 2).

AC 1, tolta l'ammissione della propria colpevolezza,
non è credibile su nulla.

Il balletto delle sue versioni è stato rievocato
al considerando 11, al quale si rinvia. In aula egli non ha certo fatto
migliore figura. Evasivo nelle risposte, infastidito dal dibattimento, con
attitudine al limite della strafottenza, egli non ha fatto nulla per tentare di
dare fondamento alle proprie parole. La sua verità va semmai ricercata nello
scritto che ha contrabbandato fuori dal carcere, il cui contenuto è da ritenere
veritiero perché non indirizzato agli inquirenti: "A_________, non solo
se ne è lavata subito le mani ma ha vanificato tutti i miei sforzi facendo
l'infame". La lettura di questo passaggio può essere solo una: AC 1 ha fatto enormi sforzi per proteggere AC 2 e M_________ con le proprie dichiarazioni (e non certo
per essere stato lungamente interrogato, ciò che è solo un'ulteriore menzogna)
e la A____________ li ha vanificati raccontando la verità, ovvero collaborando
con gli inquirenti, ciò che nel vocabolario dell'AC 1 significa appunto
"fare l'infame" (cfr. il suo già menzionato verbale 17 dicembre 2009,
all. 1 RPG, pag. 7). D'altronde, già solo il fatto che AC 1 abbia fatto uscire
clandestinamente questo scritto dal carcere per tentare di intimidire la
A____________ e indurla forse alla ritrattazione -e non certo per "mettere
alla prova" (e a che pro?) un F________ il rapporto con il quale è un
saluto al bar- è la riprova della correttezza di questa chiave di lettura.

La chiamata di correo nei confronti della AC 3,
fatta due settimane dopo avere scritto la lettera, è in questo contesto
semplicemente la risposta di AC 1 alle rivelazioni della A____________ e anche
della AC 3, un rilancio nella partita a poker giocata (e vinta) contro il
Procuratore pubblico. E visto che AC 1 alla AC 3 ha attribuito il ruolo di colui che l'ha accompagnato nella _________ e ha esploso il colpo di
pistola, ad una simile chiamata in correità si oppone già solo la deposizione
del teste __________, secondo il quale l'autore più basso era, per postura,
camminata, corsa e stazza, un uomo al 90%. E' ben vero che al dibattimento AC 2
non è sembrato avere la stazza attribuitagli dal teste, ma è d'altro canto
anche vero che la AC 3, che il Presidente attendeva di vedere proprio per
questa verifica, ha mostrato di possedere fattezze assolutamente femminili,
senza elementi androgini, suscettibili di creare equivoco sul sesso se
mascherata.

Già solo a questo punto si imporrebbe almeno il
ragionevole dubbio sulla partecipazione alla rapina da parte dell'accusata. La
Corte ha invece maturato il convincimento della di lei innocenza dopo disamina
delle deposizioni di A____________.

La giovane ragazza è in primo luogo sicuramente
esclusa dal novero dei possibili rapinatori, e fornisce pertanto l'unica
testimonianza disinteressata, tolto il comprensibile desiderio di proteggere l'AC
1, ciò che essa però non ha fatto se non tacendo in occasione del primo verbale
di interrogatorio. Quando essa ha poi fornito il proprio racconto, l'ha fatto
in maniera lineare e credibile. Essa non avrebbe avuto alcun interesse nel
mentire accusando ingiustamente qualcuno per scagionare la AC 3. La tesi del
complotto tra donne concordemente addotta da AC 1 e AC 2 appare priva di
fondamento. La Corte non crede inoltre che una ragazza di 18 anni, priva di un
valido motivo di mentire, avrebbe ripetutamente saputo accusare, in polizia e
avanti al Procuratore pubblico, un innocente di un grave reato per proteggere
una donna con cui non aveva particolari rapporti. Se ne deve necessariamente
concludere che essa ha detto la verità, ciò che pare ulteriormente dimostrato
sia dalla scomposta reazione dell'AC 1 alle sue esternazioni ("infame...puttana",
epiteto quest'ultimo attribuito anche alla AC 3 quando essa sollevò quanto meno
il sospetto che AC 2 e M_________ fossero i coautori della rapina, cfr. all. 8
RPG, pag. 2), che dal fatto che in definitiva la sua versione coincide con
quella della AC 3, sia nell'esito (cioè il nome degli autori), che soprattutto
in dettagli, come quello della scenetta, che le due donne non possono avere
concordato. 

In queste circostanze, pretendere, come fa il
Procuratore pubblico, che la A____________ dice il vero ma che essa sarebbe
stata male informata dall'AC 1 che le avrebbe mentito siccome non poteva
confessare di avere commesso la rapina con una donna, significa -né più, né
meno- argomentare in base ad una mera e personalissima congettura, dimenticando
da un lato che l'ulteriore menzogna dell'AC 1 alla A____________ non accresce
di sicuro la credibilità della di lui chiamata di correo che il Procuratore ha
inteso salvare con siffatta elucubrazione, e d'altro lato che tale tesi non
spiega come la A____________ avrebbe a questo punto potuto assistere alla
"scenetta" recitata dall'AC 1 in cui il ruolo della AC 3 era stato attribuito all'incolpevole AC 2 senza che nessuno dei presenti avesse a
protestare.

E ancora, la Corte è infine convinta che la AC 3,
qualora si fosse trovata nella vettura proveniente dalla rapina, pur se
comprensibilmente agitata non avrebbe posteggiato in un parcheggio diverso dal
suo, come è invece accaduto, con il risultato che una vettura sospetta è stata
notata da custode ed inquilini del palazzo ed è quindi stata puntualmente
attribuita alla AC 3, alla cui porta si è andati a bussare per chiederle di
spostarla (cfr. gli all. 79, 80 RPG).

Caduta l'ipotesi che essa abbia commesso la
rapina pistola alla mano, viene meno anche l'eventualità che essa quel giorno
sia stata in possesso dell'arma per averla ricevuta dall'AC 1 che (ma non è
vero) l'avrebbe a sua volta ricevuta dal AC 2.

Allo stesso modo, nulla se non le smentite parole
dell'AC 1 o le menzogne del AC 2 dimostra che essa avrebbe avuto il possesso
della pistola dall'8 al 15 ottobre 2009, per il che essa va prosciolta anche
dall'imputazione di infrazione alla LFArm (punto 12 AA).

 

                                20.   AC 2, che a
sua volta ha ripetutamente mentito per proteggere se stesso (quanto meno senza
accusare degli innocenti), va ritenuto colpevole della rapina, essendo colui
che con l'AC 1 è entrato nel negozio, esplodendo inoltre il colpo d'arma da
fuoco.

A questo risultato, stante l'inattendibilità
delle sue parole e di quelle dell'AC 1, si giunge in primo luogo sulla scorta
della chiamata in causa fatta dalla A____________, confermata come detto dalle
parole della AC 3, senza dimenticare che anche l'AC 1 l'aveva ad un certo punto collocato a __________ il pomeriggio della rapina, smentendo la sua
affermazione di essere stato a __________. Le palesi e grossolane incongruenze,
sino all'ultimo confronto, tra la versione dell'AC 1 e quella del AC 2 al
riguardo delle modalità della pretesa consegna della pistola dimostrano che
semplicemente tale consegna non è mai avvenuta. La pistola è sempre stata in
possesso del AC 2, prima, durante e dopo la rapina, e in tal senso risulta a
posteriori che AC 1 ha fornito almeno un iniziale frammento di verità
affermando che il correo era colui che aveva portato la pistola per fare la
rapina.

 

                                21.   A carico di AC
2 vi è anche un'imputazione di truffa commessa in danno di PC 3, per essersi
fatto consegnare fr. 10'000.- nel contesto di un accordo in cui PC 3 avrebbe
chiesto l'eliminazione di PC 3 e dell'avv. __________, e meglio simulando con
delle false telefonate fatte alla di lei presenza la necessità di disporre
immediatamente di un'ingente somma di denaro per ottenere la scarcerazione del
sicario, detenuto nella Svizzera interna.

Inevitabilmente, la disamina di questa
imputazione a carico del AC 2 comporta un pregiudizio sulla posizione di PC 3,
arrestata il 4 novembre 2009 con la grave accusa di istigazione a duplice
assassinio e detenuta sino che la CRP, il 25 giugno 2010, ne ha accolto la
domanda di libertà provvisoria.

 

                                22.   AC 2,
sentito il 28 ottobre 2009, giorno dell'arresto, è stato interrogato (da pagina
15) anche al riguardo di PC 3. Queste le sue iniziali dichiarazioni:

 

"  L'ho
conosciuta questa estate in un bar di __________ (se ben ricordo il bar "__________").
Ci siamo conosciuti per caso. Ci siamo frequentati per un po', se ben ricordo
per un mese. Lei è venuta qualche volta a casa mia, presso l'appartamento di
mio figlio in via __________ a __________. Poi il contatto si è interrotto
siccome aveva troppe pretese.

 

D: Ricorda dove abitava la signora PC 3?

R: Se ricordo bene a __________.

 

D: Lei è mai stato a casa della signora PC 3?

R: No, non sono mai stato.

 

D: Lei ha mai ricevuto dei soldi dalla signora PC
3?

R: Si, ne ho ricevuti. Ho ricevuto CHF 7000.- da questa donna. Lei, di sua
spontanea volontà, mi ha dato questo importo quale dono. Infatti in
un'occasione le avevo detto che mi trovavo in difficoltà economica e lei, come
detto di sua iniziativa, mi ha dato del denaro. La consegna del denaro è
avvenuta presso l'appartamento di mio figlio ma non ricordo la data esatta. Mi
pare di ricordare che ciò è capitato nel mese di maggio o giugno del corrente
anno.

 

D: La donna sostiene di averle dato CHF 17'000.-
e non 7'000.- come da lei sostenuto.

R: Non è vero.

 

D: Per quale motivo la signora PC 3 le ha
consegnato l'importo di CHF 7'000.-?

R: La signora PC 3 pretendeva che si andasse nel
negozio PC 3 di __________, dove lavora il fratello del defunto marito, per
dare una bella lezione a lui, alla suocera e poi all'avvocato che amministra il
negozio __________. Questo è il motivo per il quale la donna mi ha dato tale
importo.

La signora mi ha pagato CHF 7'000.- per
organizzare una spedizione punitiva verso la famiglia PC 3. Lei mi ha anche
detto di andare "oltre", lasciandomi capire di andare anche oltre e
di farli fuori. Io, furbamente, ho preso il contante e poi non mi sono fatto
più vivo e non ho commesso quanto commissionatomi dalla signora PC 3, che se
ben ricordo aveva il cognome __________.

Inoltre, nel nostro incontro, la signora PC 3 mi ha portato diverse foto e indirizzi delle persone "da colpire" della famiglia __________.
Io sono stato al gioco, ma quando ho preso i soldi mi sono reso irreperibile.

 

D: Può spiegare come è avvenuto il contatto per
tale lavoro?

R: Sono stato contattato direttamente da PC 3, la quale aveva avuto il mio no
di telefono da una mia conoscente di nome __________ (non ricordo il cognome).
Dopo la telefonata abbiamo concordato un incontro a __________ ed abbiamo
discusso del lavoro. Poi qualche giorno dopo ho preso i soldi. Ho temporeggiato
qualche giorno. Una mattina di domenica lei si è presentata a __________
dicendo che voleva indietro i soldi. Dopo questo episodio non l'ho più vista.
Comunque sulla scheda telefonica svizzera ci sono ancora svariati messaggi
minacciosi di lei. Ribadisco che ho unicamente preso i soldi e non ho mai fatto
nulla di quanto commissionatomi.

Voglio aggiungere che la signora PC 3 faceva
seriamente e voleva che io facessi il sicario."

 

Se questo iniziale racconto deve essere il
biglietto da visita della credibilità del AC 2, allora va subito rilevato come
egli abbia mentito su non meno di 5 circostanze.

Infatti, AC 2 dichiara il falso quando afferma di
avere conosciuto la signora PC 3 per caso in un bar di __________, così come
egli mente consapevolmente quando afferma di credere che ella abiti a ___________
e sostiene di non essere mai stato a casa sua, essendoci stato per aggredire il
di lei figlio. Egli mente ancora quando dice di avere ricevuto fr. 7'000.- in
dono e afferma il falso negando di avere ricevuto complessivi fr.  17'000.-.

Che egli sia un bugiardo risulta già solo dal
citato brano del verbale, senza necessità di altre informazioni, atteso come
egli alla medesima domanda circa la causale della dazione dei fr. 7'000.- abbia
fornito due risposte differenti nella stessa pagina 16, a poche righe di distanza, e come egli spontaneamente a pag. 17 si sia rimangiato la risposta
data a pag. 15 sulle circostanze della conoscenza della signora PC 3.

 

                                23.   La versione
corretta sulle circostanze della conoscenza di PC 3 con l'accusato è la
seconda. Ha infatti trovato conferma il suo racconto di come essa all'esterno
dell'esercizio pubblico __________ di __________, dove aveva accompagnato il
figlio per esservi temporaneamente assunto, ha casualmente avviato una
conversazione con __________, alla quale ella avrebbe chiesto il contatto con
una persona che potesse procurarle un bravo avvocato per la sua causa
successoria, per il che essa le avrebbe dato il numero di telefono del AC 2.

La __________, sentita a due riprese dalla
polizia (all. 43 e 44 RPG inc. 6125/2009), in occasione del primo verbale non è
stata molto chiara nel raccontare i dettagli della richiesta fattale dalla PC 3,
avendo genericamente dichiarato che "mi chiedeva se potevo aiutarla
(...) Da parte mia le comunicavo che conoscevo certo AC 2 domiciliato a __________
che probabilmente poteva aiutarla" (verbale 6 novembre 2009, all. 43
RPG, pag. 1). 

Già il comune buon senso dovrebbe far escludere
che la PC 3 abbia chiesto ad una sconosciuta aiuto per compiere delle azioni
illegali e pur se vago l'esposto della __________ rivela che essa indicando AC 2 ha comunque inteso indirizzare la PC 3 a chi "conosceva dei buoni avvocati" (pag.
2) e di cui "ho sempre pensato che fosse una persona onesta"
(pag. 3).

 

                                24.   Lo stesso AC
2 nel secondo verbale d'interrogatorio (verbale 30 ottobre 2009, all. 15 RPG
inc. 6125/2009), dopo avere meglio spiegato le circostanze del primo incontro
avvenuto l'8 luglio 2009 (appuntamento al bar __________ di __________, di
seguito conversazione privata nel vicino appartamento in uso al figlio M________)
riconosce che (pag. 2) "in un primo momento PC 3 mi ha chiesto se avevo un contatto per un avvocato disposto ad aiutarla" ciò che, si
ripete, collima con la versione della donna.

AC 2 soggiunge poi, come se fosse la cosa più
naturale del mondo, che (sempre a pag. 2) "PC 3 esplicitamente mi ha
detto che non si sarebbe accontentata unicamente di un avvocato ma che voleva
dei sicari. Per sicari intendo persone disposte a picchiare violentemente e
disposte ad uccidere". 

La sequenza delle affermazioni di AC 2 e
M_________ merita un'immediata riflessione, posta la manifesta incongruenza del
comportamento di chi, dopo un breve colloquio con una persona finora
sconosciuta, invece di un patrocinatore chiederebbe un sicario (incongruenza
puntualmente rilevata dalla PC 3 in istruttoria: verbale PP 14 gennaio 2010,
all. 10 RPG inc. 6125/2009, pag. 3 e mai chiarita dagli inquirenti).

Il Presidente al dibattimento ha tentato di
chiedere a AC 2 se egli durante quel primo breve colloquio avesse in qualche
modo dato ad intendere alla PC 3 di potere essere procacciatore di sicari
piuttosto che di legali, o di essere un qualche tipo di malavitoso, ricevendone
risposta negativa, il che non soddisfa, perché lascia avvolta di
incomprensibile la richiesta che si vorrebbe attribuire alla PC 3.

 

                                25.   L'asserito
seguito della trattativa, sempre nel racconto del AC 2 del 30 ottobre 2009, non
concorre ad aumentarne la verosimiglianza (verbale citato, pag. 2):

 

"  ...mi
ha detto che dovevo colpire il fratello, la madre e l'amministratore di _________.
PC 3 voleva che il fratello venisse investito con un'automobile (incidente),
che la suocera sarebbe dovuta morire per lo spavento preso per l'incidente del
figlio e che l'avvocato doveva essere una cosa più violenta e drastica. Io ho
inteso queste cose come se io dovevo provvedere ad uccidere queste tre persone.
La signora PC 3, ribadisco, faceva seriamente. 

Come detto la signora PC 3 era disposta a pagarmi
per compiere l'omicidio delle tre persone sopraelencate. Durante il nostro
primo incontro abbiamo pattuito CHF 7'000.- per questo lavoro. PC 3 mi ha chiesto di lasciarle due giorni per riflettere. Dopo ciò l'incontro è finito."

 

L'accusato sottace che in realtà l'incontro è
finito a letto e non con questa conversazione (lo dichiarerà nel verbale di
confronto il 25 novembre 2009, all. 9 RPG inc. 6125/2009, pag. 4 e 5, ciò che
la PC 3, vincendo un intuibile pudore, confermerà solo più avanti: verbale PP
23 marzo 2010, all. 13 RPG inc. 6125/2009, pag. 2), il che aggiunge del torbido
alla situazione e non giova alla credibilità del AC 2.

 

Quo al contenuto dell'accordo, il prevenuto,
suscitando comprensibile ilarità, ha spiegato in aula che la PC 3 voleva pagare
solo fr. 5'000.- e che egli dopo breve trattativa è riuscito a spuntare fr.
7'000.- per un duplice omicidio (in cui oltretutto l'esigente cliente fornisce
anche vincolanti indicazioni sulle modalità operative), importo manifestamente
risibile alla luce del rischio assunto da chi avesse accettato un simile
mandato, ciò che depone contro la verosimiglianza di quanto raccontato. E' vero
che nello stesso verbale AC 2 (pag. 3) ha dichiarato che la mandante
consegnandogli i fr. 7'000.- avrebbe detto "te ne darò degli altri
quando il lavoro sarà portato a termine", ma l'affermazione (peraltro
non ribadita nei verbali successivi) non renderebbe più plausibile la
situazione, in cui il sicario sarebbe alla mercé del mandante e accetterebbe di
commettere due delitti per fr. 7'000.- più in un'ipotetica e non quantificata
gratifica a lavoro fatto.

 

Sempre stando a questo secondo verbale del AC 2,
la PC 3 dopo i due giorni di riflessione gli avrebbe consegnato i fr. 7'000.-
(in realtà la consegna è avvenuta il giorno dopo il primo incontro, ovvero il 9
luglio 2009), e il giorno dopo ancora (pag. 3):

 

"  ...PC
 3 mi ha chiamato chiedendomi a che punto eravamo. Io ho inventato una storia
dicendo che avevano provato a sparare a __________ all'avvocato (che era la
prima persona da colpire) ma purtroppo la polizia aveva fatto fuori il mio
sicario in una sparatoria. Questa era una fantasia ma PC 3 ci ha creduto.

Il giorno dopo molto probabilmente PC 3 ha verificato la notizia sui quotidiani locali, ma non trovando niente alle ore 09.00 si è
presentata a casa mia reclamando la restituzione dei soldi. Io le ho detto che
non potevo ridarle i soldi siccome li avevo già dati alle persone che si
sarebbero occupate del" lavoro". Anzi ho pure aggiunto che ne avevo
messi pure di tasca mia.

Mi permetto di dire che la situazione è molto
comica."

 

Anche questa esternazione dell'accusato necessita
di essere discussa subito alla luce del fatto che esistono solamente due
possibilità:

 

Essa è falsa, ovvero l'accusato non ha mai detto
alla PC 3 che il suo primo sicario era stato ucciso a __________ durante
un'inesistente scontro a fuoco con la polizia. 

Si tratta in tal caso dell'ennesima menzogna del AC
2, stavolta clamorosa, di cui sono costellati i suoi verbali, e se ne devono
trarre le dovute conseguenze.

 

Essa è vera, ossia AC 2 ha raccontato questa colossale frottola alla PC 3, PC 3 ha quindi necessariamente appreso
l'indomani dal silenzio dei media che AC 2 le aveva mentito in modo così
spudorato, e nondimeno PC 3 qualche giorno dopo gli avrebbe consegnato i fr.
10'000.- per fare scarcerare il presunto sicario, così come afferma l'atto di
accusa.

In tale ipotesi mal si comprende come potrebbe
essere formulata un'accusa di truffa per atti di disposizione posteriori,
essendo la PC 3 in siffatta eventualità manifestamente venuta meno ai più
elementari doveri di prudenza consegnando consapevolmente denaro a chi le aveva
mentito in tal modo, così da non potere più rivendicare la protezione
dell'azione penale (cfr. per analogia: Corte delle Assise Criminali 17 marzo 2005 in re P. e B., consid. 34, in cui per il periodo successivo non è stata tutelata la banca che ha
continuato ad avere rapporti d'affari con un cliente che aveva depositato
titoli riconosciuti come falsi a garanzia della propria posizione debitoria).

 

                                26.   Per
terminare la disamina del secondo verbale dell'accusato si segnala solo che
egli ha proseguito nel solco della menzogna, sostenendo di nuovo per ben tre
volte, contrariamente al vero di avere ricevuto solo fr. 7'000.- da PC 3 (pag.
4, 5, 6), di non sapere ove ella abitasse (pag. 5), di essere totalmente
estraneo all'aggressione di PC 2 (pag. 6) e professando, per il medesimo reato,
anche l'innocenza del figlio (pag. 6).

Il verbale è quindi bruscamente terminato con il
rifiuto del AC 2 di continuare a rispondere in quanto "mi sento
accusato" (pag. 7).

 

                                27.   Il 4
novembre 2009 AC 2 ha deposto avanti al Procuratore pubblico (all. 19 RPG inc.
6125/2009) confermando le precedenti deposizioni (pag. 1, pag. 4 sull'asserita
richiesta dei due omicidi).

Egli ha contestato il possesso di un'arma
attribuitogli dalla PC 3 dichiarando "non sono mai stato in possesso di
una pistola" (pag. 3), ha negato ancora di avere ricevuto i fr.
10'000.- oggetto dell'ipotesi accusatoria (pag. 6) e, sapendo di mentire, si è
anche dichiarato "totalmente estraneo all'aggressione avvenuta ai danni
del figlio PC 2 il 10 luglio 2009 e francamente ritengo che anche mio figlio vi
sia estraneo".

PC 3 è stata arrestata lo stesso 4 novembre 2009.

 

                                28.   Nell'interlocutorio
verbale del 18 novembre 2009 (all. 44 RPG inc. 6125/2009) l'accusato ha
ripetuto di essere estraneo all'aggressione di PC 2 (pag. 3), di essere certo
che anche il figlio M__________ lo sia (pag. 4) -tanto da suggerire agli
inquirenti che sarebbe stata la PC 3 ad imbeccare il figlio ("..sa
essere molto convincente..", pag. 5) affinché riconoscesse M__________come
uno degli aggressori- e di avere ricevuto dalla signora PC 3 solo fr. 7'000.-
(pag. 6).

 

                                29.   Il 25
novembre 2009 ha avuto luogo il confronto tra l'accusato e la PC 3 (all. 9 RPG
inc. 6125/2009), ma in realtà è stato un monologo del PC 2, avendo PC 3 sistematicamente
rifiutato di commentare le di lui risposte.

AC 2, ripercorse le circostanze del primo
incontro, ha quanto meno ammesso che l'interlocutrice gli aveva in primo luogo
chiesto l'indicazione di un patrocinatore (pag. 4):

 

"  ...mi
disse che aveva intrapreso la via legale; mi aveva anche detto il nome del suo
avvocato ma non lo ricordo più. Mi disse che questo avvocato aveva portato
avanti le cose senza ottenere niente. Al che io le avevo chiesto "ma
perché non prendi un altro avvocato?". Lei mi rispose che in Ticino non
c'era nessun avvocato disposto a difenderla. Io le avevo chiesto il motivo ma
lei non mi aveva fornito una spiegazione. A quel punto io le dissi che
conoscevo un avvocato in Italia e le feci il nome dell'avv. __________."

 

Fino a questo punto la versione del AC 2 non si
discosta di molto da quella della signora PC 3.

Il Ticino, notoriamente, è terra d'avvocati,
ragione per cui con oltre 600 iscritti all'albo potrebbe sembrare strano che si
affermi che non c'è nessuno disposto ad assumere il mandato. In realtà ben si
può credere alla difficoltà della signora PC 3 di trovare un avvocato,
possibilmente valido: essa era priva di mezzi (ciò che non la rendeva
allettante per nessun patrocinatore), era sicuramente una persona particolare
(cfr. il suo verbale PP 14 gennaio 2010, all. 10 RPG 6125/2009, pag. 2 e 3, sui
suoi trascorsi, anche psichiatrici, e non a caso il Procuratore nell'inchiesta
a suo carico ha ordinato l'allestimento di una perizia psichiatrica) e veniva a
proporre una difficile causa nella successione del marito, un personaggio molto
popolare in Ticino. Per meglio attestare queste difficoltà, essa ha allestito
una lista di 34 avvocati che hanno rifiutato il mandato (allegata al verbale PP
14 gennaio 2010, all. 10 RPG 6125/2009), circostanza che alla Corte è apparsa
credibile.

 

A questo punto, nuovamente, secondo AC 2 la
volontà della PC 3 si sarebbe indirizzata verso richieste illegali, ma è
interessante notare come egli, a confronto, non le abbia immediatamente
attribuito l'intento di uccidere, ma solo quello di picchiare, e abbia
dichiarato che i fr. 7'000.- sarebbero serviti a far picchiare, e non uccidere,
le persone prese di mira (pag. 4):

 

"  Dopo
aver parlato degli avvocati PC 3 dapprima mi disse che forse non era
sufficiente intraprendere una procedura legale. Poi mi disse che sarebbe stato
opportuno strapazzare un attimo queste persone qua. (...) A quel punto dalla
sua borsa tirò fuori una busta bianca con dentro CHF 7'000.-. Io le dissi che
quella somma l'avrei dovuta consegnare alle persone che avrebbero fatto il
lavoro e che non sarebbero bastati. Con il termine "lavoro" in quella
fase delle nostre discussioni le intenzioni di PC 3 _____________erano quelle
di picchiare la suocera, il cognato e l'avvocato __________."

 

AC 2 inizia poi a descrivere la "scena dei
telefonini" avvenuta a suo dire un paio di giorni dopo, ovvero quella che
secondo il Procuratore pubblico è la messinscena costitutiva dell'imputazione
di truffa in rassegna (pag. 5):

 

"  Potevano
essere le ore 23.00 visto che PC 3 veniva da me sempre la sera. Visto che PC 3 mi aveva dato CHF 7'000.- così facilmente avevo pensato che forse potevo ottenerne altri e così
avevo impostato i miei cellulari in modo tale che ogni tre-quattro minuti
squillassero. Si trattava della sveglia ma con una suoneria da telefono. Io
avevo impostato i miei cellulari su una determinata ora perché prima volevo
parlare con PC 3. In particolare ricordo che le avevo detto che si era già
cercato di uccidere l'avvocato ma che la cosa non era andata bene poiché la
Polizia aveva ucciso l'uomo che io avevo mandato."

 

Sennonché, AC 2 si avvede che sta eccedendo in
zelo per avere inviato sicario a tentare un assassinio quando il mandato era
(secondo il verbale in corso) solo quello di picchiare, e allora recupera (pag.
5):

 

"  Devo
a questo punto fare un passo indietro (...) Dopo avermi dato i soldi PC 3 mi disse che non era sufficiente strapazzarli, lei mi propose di prendere due vie. Io avrei dovuto
accompagnarla dall'avv. __________ per intraprendere una via legale e poi
contemporaneamente uccidere l'avvocato che era quello che doveva morire per
primo e, in un secondo tempo, uccidere il cognato. Il cognato secondo le
intenzioni di PC 3 avrebbe dovuto morire in u