# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 224258a8-1100-5898-a7d7-808876c53979
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-03-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 06.03.2012 12.2011.223
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2011-223_2012-03-06.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2011.223

  	
  Lugano

  6 marzo 2012/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  Bozzini e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Verda Chiocchetti

  

 

 

sedente per giudicare sull’istanza di restituzione del
termine per appellare presentata il 9 dicembre 2011 da 

	
   

  	
  IS 1, __________ 

  IS 2, __________ 

  IS 3, __________ 

  IS 4, __________ 

  tutti rappr. dall’avv. RA 1, __________

  

 

nell’ambito della procedura sommaria SO.2011.2783
della pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, avviata nei confronti di IS 1
con istanza 13 luglio 2011 da

 

	
   

  	
  CO 1

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

accolta
dal Pretore con decisione 18 ottobre 2011, mediante la quale ha pronunciato lo
scioglimento di IS 1 e ne ha ordinato la liquidazione secondo le prescrizioni
applicabili al fallimento, in applicazione dell’art. 731b cpv. 1 CO;

 

preso
atto che con osservazioni 9 gennaio 2012 l’Ufficio del Registro di Commercio propone
di respingere l’istanza;

 

esaminati
gli atti,

 

 

 

 

 

ritenuto

 

 

in
fatto e in diritto:

                                      

                                         che a
seguito della cancellazione di __________ quale ufficio di revisione di IS 1, __________
(FUCT 29/2011 del 12.4.2011 - FUSC N° 62 del 29.3.2011), l’Ufficio del registro
di commercio di Lugano (di seguito URC) ha intimato a quest’ultima, nonché
all’amministratore unico F__________, di ripristinare la situazione legale,
dapprima tramite raccomandata, successivamente mediante pubblicazione ufficiale
(FUCT 43/2011 del 31.5.2011 - FUSC N° 107 del 3.6.2011);

 

                                         che non
avendo ricevuto riscontro, il 13 luglio 2011 l’URC ha presentato istanza alla
Pretura di Lugano, sezione 1, postulando l’adozione delle misure necessarie ai
sensi degli articoli 154 cpv. 3 ORC e 941a cpv. 1 CO;

 

                                         che con
ordinanza 15 luglio 2011 il Pretore ha assegnato alla società convenuta un
termine di 30 giorni per ripristinare la situazione legale, senza esito;

 

                                         che con
decisione 18 ottobre 2011 il Pretore, in accoglimento dell’istanza, ha
pronunciato lo scioglimento della società convenuta e ne ha ordinato la
liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento;

 

                                         che la
decisione è stata notificata all’amministratore unico della società, F__________,
alla società medesima e mediante pubblicazione ufficiale (FUSC 16.11.2011 – FUCT
98/2011 del 9.12.2011);

 

                                         che nel
termine di 10 giorni dalla notificazione la citata decisione non è stata
impugnata;

 

                                         che il 19
dicembre 2011 IS 1, __________ e IS 2, IS 3 e IS 4 hanno presentato istanza di
restituzione in intero del termine per appellare, ai sensi dell’art. 148 CPC, e
analoga istanza alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1;

 

                                         che per
la procedura avviata in sede di appello, gli istanti qualificatisi come
azionisti della società chiedono la restituzione del termine per appellare,
nonché, in via cautelare, la concessione all’istanza dell’effetto sospensivo e
l’autorizzazione a tenere un’assemblea generale straordinaria della società;

 

                                         che gli
istanti azionisti adducono di non aver potuto rispettare il termine legale per
appellare, non essendo tempestivamente venuti a conoscenza, incolpevolmente o
almeno con colpa soltanto lieve, né della carenza dell’ufficio di revisione, né
dell’istanza presentata a suo tempo dall’URC in Pretura e nemmeno della decisione
pretorile, e di essere così stati ingiustamente privati della propria facoltà
di appellare;

 

                                         che, dal
canto suo l’URC, con osservazioni 9 gennaio 2012, postula la reiezione
dell’istanza, considerando in sostanza che nel caso concreto non si possa
ritenere che vi sia stato un impedimento tale da giustificare oggi la
reintegrazione della parte istante nei suoi diritti, considerato come
quest’ultima avrebbe potuto, con un minimo di diligenza, senz’altro compiere
per tempo gli atti necessari alla tutela della propria posizione;

 

                                         che parti
nella procedura davanti al Pretore erano l’Ufficio del registro di commercio
quale istante e la società nei confronti della quale esso chiedeva di prendere
provvedimenti (II CCA sentenza del 26 agosto 2011 inc. 12.2011.98; Watter/Wieser, Basler Kommentar OR-II 3a
ed., n. 14 ad art. 731b CO), e di conseguenza gli azionisti della società qui
istanti non sarebbero stati legittimati a impugnare la decisione pretorile
(sentenza del Tribunale federale 4A_278/2010 dell’8 luglio 2010 consid. 5); 

 

                                         che gli
azionisti non sono pertanto nemmeno legittimati a chiedere la restituzione del
termine per appellare e la loro richiesta va dichiarata d’acchito irricevibile;

 

                                         che con
decisione 15 dicembre 2011 il Pretore, su istanza dell’Ufficio fallimenti di
Lugano, ha ordinato la sospensione della procedura di liquidazione del
fallimento per mancanza di attivo; 

 

                                         che può
rimanere indeciso il quesito di sapere se l’assemblea generale della società potesse
validamente deliberare il 21 dicembre 2011, dopo lo scioglimento della società deciso
dal Pretore, e i nuovi organi designati avere il potere di rappresentarla in
giudizio, segnatamente di conferire mandato a un patrocinatore; 

 

                                         che,
infatti, l’istanza non può in ogni caso essere accolta per i motivi che si
espongono qui di seguito;

 

                                         che
giusta l'art. 148 cpv. 1 CPC, ad istanza della parte che non ha osservato un
termine, il giudice può concedere un termine suppletorio o fissarne uno nuovo
se la parte rende verosimile di non aver colpa dell’inosservanza o di averne
solo in lieve misura”, ritenuto che giusta l’art. 148 cpv. 2 CPC la domanda deve
essere presentata entro dieci giorni dalla cessazione del motivo
dell'inosservanza, e che se vi è già stata pronuncia del giudice, la
restituzione del termine non può più essere domandata trascorsi sei mesi dal
passaggio in giudicato giusta l’art. 148 cpv. 3 CPC; 

 

                                         che
pertanto il primo requisito posto dall'art. 148 cpv. 1 CPC è l'assenza di colpa
o una colpa meramente lieve della parte richiedente; 

 

                                         che come
si è esposto in precedenza agli azionisti difetta ogni e qualsiasi
legittimazione a impugnare la decisione di scioglimento, sicché è del tutto
inutile vagliare le argomentazioni sulla loro totale mancanza di colpa e se mai,
sull’esistenza di una loro colpa solo lieve, la loro domanda essendo
irricevibile;

 

                                         che
l’Ufficio del registro di commercio non aveva per altro alcun obbligo di
avvertire gli azionisti, per altro all’epoca del tutto ignoti, essendo tenuto a
diffidare ai sensi dell’art. 154 ORC solo le persone tenute all’iscrizione
(art. 931a CO), tra le quali non figurano gli azionisti, diffida che è avvenuta
il 24 marzo 2011 con plico raccomandato sia all’amministratore unico F__________,
sia alla società convenuta presso la propria sede statutaria (doc. B), e
tramite pubblicazione ufficiale (Foglio ufficiale svizzero di commercio n. 107
2011, doc. C);

 

                                         che è vano
addurre l’impossibilità dell’amministratore unico di agire nella sua qualità di
organo, poiché egli è stato posto in detenzione preventiva, come addotto dagli
stessi istanti, il 22 giugno 2011, vale a dire dopo la notifica della diffida;

 

                                         che in
prima sede la Pretura ha notificato l’istanza e le sue ordinanze con plico
raccomandato, inviato alla società convenuta presso la propria sede statutaria,
e ha notificato la sentenza con pubblicazione sul Foglio ufficiale del canton
Ticino (FU 84/2011) del 21 ottobre 2011, visto il ritorno al mittente del plico
raccomandato inviato all’indiritto della convenuta;

 

                                         che a
detta degli istanti l’amministratore unico si sarebbe colpevolmente
disinteressato delle sorti della società non informandoli a tempo debito della
situazione;

                                         che
l’argomentazione non giova, poiché la colpa di un rappresentante legale o di un
ausiliario va ascritta alla parte stessa (I CCA, sentenza 11.2011.102 del 24
agosto 2011, confermata dal Tribunale federale con sentenza 4A_613/2011 del 30
novembre 2011), a maggior ragione trattandosi dell’amministratore unico di una
SA, organo abilitato a rappresentarla, e le cui eventuali mancanze sono
riconducibili, in sostanza, alla società medesima; 

 

                                         che in
definitiva il comportamento dell’amministratore unico, organo della società
convenuta, che si è disinteressato della procedura avviata ai sensi dell’art.
154 ORC, esclude che la persona giuridica possa essere considerata senza colpa
o con colpa lieve ai sensi dell’art. 148 CPC, ciò che comporta la reiezione
dell’istanza di restituzione del termine per appellare, senza che sia
necessario esaminare la richiesta volta al conferimento dell'effetto
sospensivo, né di quella di concedere l’autorizzazione alla tenuta di una
assemblea generale degli azionisti; 

 

                                         che le
spese processuali seguono la soccombenza della parte istante (art. 106 cpv. 1
CPC), mentre non si assegnano ripetibili all’Ufficio del registro di commercio,
che ha agisto nell’ambito della sua attività istituzionale; 

 

                                         che il
valore litigioso ammonta a fr. 100'000.-, pari al capitale sociale della
società qui istante;

 

                                         che le spese
processuali possono nondimeno essere contenute, visto che la procedura termina
con una decisione di parziale irricevibilità; 

 

 

Per
questi motivi,

richiamata
per le spese la LTG

 

decide:

 

                                   1.   Nella misura in cui
è presentata da IS 2, IS 3 e IS 4, l’istanza 9 dicembre 2011 di restituzione
del termine per appellare è irricevibile. 

 

                                   2.   Nella misura in cui
è presentata da IS 1 l’istanza 9 dicembre 2011 è respinta.

 

                                   3.   Gli oneri
processuali di complessivi fr. 600.- (tassa di giustizia di fr. 500.- e spese
di fr. 100.-), già anticipati dagli istanti, sono posti a loro carico in solido.
Non si assegnano ripetibili.

 

                                   4.   Notificazione:

	
   

  	
  -      

  -    

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, e all’Ufficio dei fallimenti
di Lugano. 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale
d'appello

La presidente                                          
La vicecancelliera

 

 

 

Rimedi
giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario è dato ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il
valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto
del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi (art. 74 cpv. 1
LTF); per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne
una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 LTF).
Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli
stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).
La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia
con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con
una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).