# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 97623068-da68-5136-b903-e5353163d344
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-12-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.12.2023 D-6606/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6606-2023_2023-12-15.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6606/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 5  d i c e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio),  

Chiara Piras, Walter Lang,  

cancelliere Kevin Togni. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…),  

Turchia,  

patrocinato da Elisabetta Luda,  

SOS Ticino Consultorio Giuridico di SOS Ticino,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Ritardata giustizia/denegata giustizia 

N (…). 

 

 

 

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Visto: 

la domanda d’asilo che A._______ ha presentato in Svizzera il 13 settem-

bre 2021 (cfr. atto della Segreteria di Stato della migrazione di seguito: 

SEM o autorità inferiore n. 1108810-4/2), 

i verbali del rilevamento dei dati personali del 17 settembre 2021 (cfr. atto 

SEM n. 15/10) e del colloquio personale Dublino del 22 settembre 2021 

(cfr. atto SEM n. 18/2), 

la lettera raccomandata del 23 settembre 2021 con cui l’interessato ha tra-

smesso alla SEM i seguenti documenti a sostegno delle sue allegazioni, in 

lingua turca, chiedendone la traduzione (cfr. atto SEM n. 29/2): 

− tre mandati di arresto dell’(…), (…) e (…); 

− una relazione del perito tecnico; 

− un atto di accusa; 

− cinque provvedimenti di tribunale del (…), (…), (…), (…) e (…); 

− otto ordini di arresto del (…), (…), (…), (…), (…), (…), (…) e (…); 

− una denuncia sporta dal suo vicino di casa; 

− una richiesta di rilascio del (…); 

− due ordini di arresto del (…); 

− due atti di accusa del 26 marzo e del (…); 

− due ordini di arresto del (…); 

− due provvedimenti di tribunale del (…) e del (…); 

− una cattura di immagine dello schermo delle date relative alle prossime 

udienze riguardanti l’interessato; 

il verbale della prima audizione sui motivi d’asilo del 29 settembre 2021 

(cfr. atto SEM n. 21/9), 

l’avviso di ricevimento del 3 novembre 2021 della copia – presumibilmente 

tradotta – dei mezzi di prova prodotti dal ricorrente trasmessagli dalla SEM 

(cfr. atto SEM n. 28/1), 

il verbale della seconda audizione sui motivi d’asilo del 5 novembre 2021 

(cfr. atto SEM n. 31/11), 

le decisioni della SEM del 17 novembre 2021 di assegnazione alla proce-

dura ampliata e del 18 novembre 2021 di attribuzione al Cantone Ticino 

(cfr. atti SEM n. 33/2, 34/1, 36/1, 37/2, 41/3), 

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l’avviso di ricevimento del 26 novembre 2021 della copia della procura della 

patrocinatrice dell’interessato, sottoscritta dal medesimo il 10 dicem-

bre 2021, relativa alla procedura ampliata (cfr. atti SEM n. 43/1, 44/1, 45/3), 

le lettere raccomandate del 4 aprile, del 18 agosto, del 13 settembre, del 

6 ottobre, dell’8 novembre e del 20 dicembre 2022 come pure del 

22 marzo 2023 con cui l’interessato ha formulato delle richieste di informa-

zioni in merito allo stato della propria procedura (cfr. atti SEM n. 46/2, 47/3, 

48/3, 49/2, 50/3, 51/2, 52/3), 

la lettera raccomandata del 14 giugno 2023 con cui egli ha trasmesso alla 

SEM una lettera del proprio patrocinatore turco la quale conterrebbe una 

descrizione dello stato attuale delle procedure giudiziarie pendenti in Tur-

chia (cfr. atto SEM n. 53/5), 

la lettera raccomandata dell’8 agosto 2023 con la quale l’interessato reitera 

la propria richiesta di informazioni in merito allo stato della procedura 

(cfr. atto SEM n. 54/3), 

la risposta del 28 novembre 2023 con cui la SEM accusa ricezione delle 

richieste di informazioni formulate dall’interessato e comunica a quest’ul-

timo che “a causa dell’elevato carico di lavoro, attualmente la domanda 

d’asilo presentata (…) in data 13 settembre 2021 è ancora in sospeso. At-

tualmente, i numerosi mezzi di prova inoltrati (…) neI corso della procedura 

sono in fase di analisi presso le sezioni competenti della SEM. II tratta-

mento della domanda d’asilo del suo mandante è prioritario. Prenderemo 

la decisione in merito il più presto possibile. Preghiamo quindi (…) di por-

tare pazienza (…)” (cfr. atto SEM n. 55/2), 

il ricorso del 28 novembre 2023, depositato il giorno successivo (cfr. trac-

ciamento dell’invio; data di entrata: 30 novembre 2023), inoltrato dinnanzi 

al Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribunale), con cui l’inte-

ressato ha chiesto di constatare la denegata e/o ritardata giustizia da parte 

della SEM e di invitare quest’ultima a pronunciarsi in tempi ragionevoli in 

punto al riconoscimento della qualità di rifugiato e alla concessione 

dell’asilo; contestualmente, egli formula una domanda di assistenza giudi-

ziaria, nel senso dell’esenzione dal pagamento delle spese processuali e 

del relativo anticipo, e di gratuito patrocinio, con nomina di Elisabetta Luda 

quale patrocinatrice d’ufficio, protestando tasse e spese, 

 

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e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che, fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, 

in virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell’art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF; che la SEM 

rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi), 

che, giusta l’art. 46a PA, può altresì essere interposto ricorso se l’autorità 

adita nega o ritarda ingiustamente l’emanazione di una decisione impugna-

bile; che il ricorso per denegata o ritardata giustizia, è di competenza 

dell’autorità che sarebbe chiamata a pronunciarsi sul ricorso contro la de-

cisione attesa (cfr. DTAF 2008/15 consid. 3.1.1), 

che, nel caso di specie, il ricorrente non contesta una decisione, ma il ri-

tardo – a suo avviso ingiustificato – della SEM nello statuire in merito alla 

propria domanda d’asilo, depositata il 13 settembre 2021, 

che, pertanto, il Tribunale è competente per statuire in merito al suddetto 

ricorso, 

che, secondo la giurisprudenza, la presentazione di un ricorso per ritardata 

giustizia presuppone che la persona interessata non solo abbia chiesto 

all’autorità competente di emettere una decisione, ma che tale persona 

abbia anche un diritto alla pronuncia della medesima (cfr. DTAF 2010/53 

consid. 1.2.3); che tale diritto sussiste quando un’autorità è obbligata dal 

diritto vigente ad agire emettendo una decisione e la persona che se ne 

avvale ha la qualità di parte, ai sensi dell’art. 6 PA in combinato disposto 

con l’art. 48 par. 1 PA (cfr. DTAF 2010/29 consid. 1.2.2; 2008/15 

consid. 3.2), 

che, inoltre, in merito alla sua tempestività, giusta l’art. 50 cpv. 2 PA, il 

ricorso per denegata o ritardata giustizia può essere interposto in ogni 

tempo, 

che, nel caso di specie, il ricorrente, depositando la propria domanda 

d’asilo, ha chiesto alla SEM di pronunciarsi nel merito della medesima; che 

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essendo parte alla procedura e vantando un interesse degno di protezione 

ai sensi dell’art. 48 cpv. 1 PA, il ricorso è dunque ammissibile e il Tribunale 

deve entrare nel merito dello stesso, 

che, nel merito, il ricorrente sostiene che la SEM abbia commesso una ri-

tardata giustizia (art. 46a PA) non essendosi pronunciata, in tempi ragio-

nevoli, in merito alla domanda d’asilo da lui presentata il 13 settembre 2021 

e ciò in violazione dell’art. 29 cpv. 1 della Costituzione federale della Con-

federazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), 

che, giusta l’art. 29 cpv. 1 Cost., nei procedimenti dinnanzi ad autorità giu-

diziarie o amministrative, ognuno ha diritto alla parità di trattamento nonché 

ad essere giudicato entro un termine ragionevole, 

che vi è ritardata giustizia nel caso in cui la pronuncia di una decisione non 

avviene entro il termine legale o – in assenza di disposizioni in merito – 

entro un termine ragionevole, senza che tale ritardo possa essere 

oggettivamente giustificato (cfr. DTF 130 I 312 consid. 5.1 e i riferimenti 

citati), 

che una durata eccessivamente lunga del procedimento deve dunque in-

nanzitutto essere esaminata tenendo in considerazione i termini legali, 

che, ai sensi dell’art. 37 cpv. 4 LAsi, in una procedura ampliata 

(art. 26d LAsi), la decisione dev’essere di principio presa entro due mesi 

dalla conclusione della fase preparatoria, 

che tale termine può, tuttavia, essere superato se le misure d’istruzione 

necessarie per l’accertamento dei fatti richiedono maggiore tempo 

(cfr. Messaggio del Consiglio federale del 3 settembre 2014 concernente 

la modifica della legge sull’asilo, Foglio Federale [FF] 2014 6917, 

pag. 6999 e segg.), 

che, inoltre, nel trattamento delle varie domande d’asilo, la SEM stabilisce, 

ai sensi dell’art. 37b LAsi, una strategia per il trattamento delle stesse in 

cui determina un ordine di priorità, tenendo conto, in particolare, dei termini 

legali di trattamento, della situazione negli Stati di provenienza, della 

fondatezza manifesta delle domande, nonché del comportamento 

dell’interessato, 

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che, in assenza di un termine legale perentorio, il carattere ragionevole 

della durata della procedura è valutato in base alle circostanze concrete 

del caso, tenendo conto di fattori oggettivi quali il grado di complessità, il 

tempo necessario per l’istruzione della procedura, l’importanza della 

controversia per la persona interessata o il comportamento di quest’ultima 

e delle autorità competenti (cfr. DTF 130 I 312 consid. 5.2; cfr. CHRISTOPH 

AUER/ANJA MARTINA BINDER, in: AUER/MÜLLER/SCHINDLER [ed.], 

Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren VwVG, 2a 

ed. 2019, ad art. 46a PA, n. 2 e n. 16; cfr. JÉRÔME CANDRIAN, Introduction 

à la procédure administrative fédérale, 2013, pag. 74), 

che se all’autorità non è possibile rimproverare qualche periodo di inattività, 

quest’ultima non può invocare un’organizzazione carente o un sovracca-

rico strutturale a giustificazione della lentezza della procedura 

(cfr. DTAF 2012/10 consid. 5.1.1; DTF 138 II 513 consid. 6.5; 130 I 312 

consid. 5.1 e 5.2); che, tuttavia, è necessario effettuare una valutazione 

complessiva, in quanto i periodi di sovraccarico possono far sì che l’incarto 

venga momentaneamente accantonato in favore di altre pendenze 

(cfr. DTF 130 IV 54 consid. 3.3.3; 130 I 312 consid. 5.2), 

che il ricorrente deve, infine, intraprendere i passi necessari al fine di 

invitare l’autorità a procedere in modo tempestivo, segnatamente 

incitandola ad accelerare la procedura oppure presentando un ricorso per 

ritardata giustizia (cfr. ex multis sentenza del Tribunale D-3828/2023 del 

7 agosto 2023; UHLMANN/WÄLLE-BÄR, in: Praxiskommentar 

Verwaltungsverfahrensgesetz VwVG, 3a ed. 2023, art. 46a PA n. 11 con 

riferimenti giurisprudenziali), 

che, nella fattispecie, il ricorrente ha depositato una domanda d’asilo il 

13 settembre 2021 (cfr. atto SEM n. 4/2); che, dopo alcuni giorni, egli è 

stato sentito in merito ai suoi dati personali (cfr. atto SEM n. 15/10) e al suo 

viaggio d’espatrio (cfr. atto SEM n. 18/2); che, il 23 settembre 2021, ha 

trasmesso alla SEM una dozzina di documenti a sostegno delle sue 

allegazioni, chiedendone al contempo la traduzione (cfr. atto SEM n. 29/2); 

che, il 29 settembre 2021, egli è stato sentito, per la prima volta, in merito 

ai propri motivi d’asilo; che, in quell’occasione, la SEM lo ha informato che 

i documenti da lui prodotti erano ancora in fase di traduzione e dovevano 

ancora essere visionati (cfr. atto SEM n. 21/9, D41); che, il 

3 novembre 2021, la SEM ha verosimilmente trasmesso la copia tradotta 

di tali documenti all’interessato (cfr. atto SEM n. 28/1); che, il 

5 novembre 2021, essa ha quindi svolto una seconda audizione durante la 

quale ha posto al ricorrente alcune domande in merito ai medesimi; che, in 

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tale sede, sebbene inizialmente avesse dichiarato di aver presentato tutti i 

documenti in suo possesso e scaricabili dal sistema UYAP (National 

Judiciary Informatics System), è stato riscontrato che alcuni documenti 

fossero mancanti (cfr. atto SEM n. 31/11, D13 e seg.); che il ricorrente ha 

dichiarato che avrebbe trasmesso tali documenti in un secondo momento 

(cfr. atto SEM n. 31/11, D23, D38); che la SEM, con decisione del 

17 novembre 2021, ha assegnato il caso alla procedura ampliata al fine di 

effettuare ulteriori accertamenti in merito ai documenti da lui presentati 

(cfr. atto SEM n. 33/2, 36/1); che, tuttavia, dagli atti non risulta, 

contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente nel proprio gravame 

(cfr. ricorso del 28 novembre 2023, pag. 3), che, nei mesi seguenti, egli 

abbia trasmesso la documentazione mancante; che, nel frattempo, egli ha 

trasmesso otto richieste di informazioni sullo stato della propria procedura 

(cfr. atti SEM n. 46/2, 47/3, 48/3, 49/2, 50/3, 51/2, 52/3); che, con lettera 

raccomandata del 14 giugno 2023, egli ha inoltre inoltrato all’autorità 

inferiore ulteriore documentazione, in lingua turca, con implicita richiesta di 

traduzione (cfr. atto SEM n. 54/3); che, sebbene sia passato più di un anno 

dalla decisione di attribuzione alla procedura ampliata senza che l’autorità 

inferiore abbia informato il ricorrente sullo stato della procedura e 

sull’avanzamento dei propri accertamenti, non è possibile ritenere che essa 

abbia ritardato in modo ingiustificato a prendere la propria decisione; che, 

infatti, la mancata trasmissione dei summenzionati documenti da parte del 

ricorrente, la complessità del caso di specie – riconosciuta dal ricorrente 

medesimo (“… Il fascicolo nei miei confronti è molto complesso …”; cfr. 

atto SEM n. 31/11, D20) – e l’inoltro di nuovi mezzi di prova in corso di 

causa hanno evidentemente comportato una dilazione delle tempistiche di 

trattazione della causa; che, infatti, dagli ultimi documenti prodotti dal 

ricorrente è emerso che vi sarebbero diverse indagini e procedimenti penali 

pendenti in Turchia nei suoi confronti (cfr. atto SEM n. 53/5); che 

nonostante ciò, al contrario di quanto ci si poteva attendere, il ricorrente 

non ha provveduto, nel suo scritto dell’8 agosto 2023, ad informare la SEM 

in merito al destino di tali procedure (cfr. atto SEM n. 54/3); che, alla luce 

di quanto sopra, la giustificazione della SEM del 28 novembre 2023 risulta 

essere comprensibile (cfr. atto SEM n. 55/2); che la SEM ha d’altronde 

comunicato al ricorrente di essere in procinto di rendere la propria 

decisione (cfr. atto SEM n. 55/2); che, riassumendo, nonostante l’autorità 

inferiore avrebbe potuto e dovuto informare il ricorrente in merito 

all’avanzamento degli accertamenti relativi ai documenti da lui prodotti, la 

lunghezza della procedura non appare, tenuto conto delle circostanze del 

caso, irragionevole, 

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che, per questi motivi, il Tribunale non constata una ritardata giustizia da 

parte della SEM ai sensi dell’art. 46a PA nel prendere una decisione in 

merito alla domanda d’asilo presentata dal ricorrente, 

che, pertanto, il ricorso dev’essere respinto, 

che il Tribunale parte nondimeno dal presupposto che la SEM – terminate 

le necessarie misure istruttorie – deciderà in tempi ragionevoli, come d’al-

tronde anticipato dalla medesima nella propria lettera del 28 novem-

bre 2023, 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal pagamento dell’anticipo delle spese processuali risulta essere 

priva d’oggetto, 

che, visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soc-

combenza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA nonché art. 3 lett. b TS-TAF); che tuttavia, non essendo state le con-

clusioni ricorsuali al momento dell’inoltro del gravame d’acchito sprovviste 

di possibilità di esito favorevole e potendo partire dal presupposto che l’in-

sorgente sia indigente, v’è luogo di accogliere in questa sede la domanda 

di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal pagamento delle 

spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA), 

che, in considerazione dell’assenza, nella fattispecie, di questioni giuridi-

che complesse, la richiesta di gratuito patrocinio dev’essere tuttavia re-

spinta (art. 65 cpv. 2 PA), 

che la sentenza non può essere impugnata mediante ricorso in materia di 

diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); essa 

è pertanto definitiva, 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso per ritardata giustizia è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal paga-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

La domanda di gratuito patrocinio, con nomina di Elisabetta Luda quale 

patrocinatrice d’ufficio, è respinta. 

4.  

Non si prelevano spese processuali. 

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Kevin Togni 

 

 

Data di spedizione: