# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 49cccb88-62b5-5807-bf15-ecb7cf1b32e6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-11-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.11.2023 D-6314/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6314-2023_2023-11-30.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6314/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  3 0  n o v e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Gregor Chatton;  

cancelliera Francesca Bertini-Tramèr. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Congo (Kinshasa),  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM dell’8 novembre 2023 / N (…). 

 

 

 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il (…) mag-

gio 2023, 

l'estratto dalla banca dati dattiloscopica EURODAC del 30 maggio 2023, 

dal quale è risultato che il richiedente era titolare di un visto C (CS-VIS) 

valido dal (…) novembre 2022 al (…) dicembre 2022 per gli stati Schengen 

rilasciato dal B._______ in rappresentanza della Francia,  

il verbale del 12 giugno 2023 del colloquio personale conformemente 

all'art. 5 Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di de-

terminazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda 

di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cit-

tadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'U-

nione europea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: RD III),  

la richiesta di presa in carico fondata sull’art. 12 par. 4 RD III presentata 

dalla Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) alle competenti 

autorità francesi il 12 giugno 2023,  

l’assenza di risposta da parte delle autorità francesi,  

la decisione della SEM dell’8 novembre 2023, notificata il giorno seguente, 

mediante la quale detta autorità non è entrata nel merito della domanda 

d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi della legge sull’asilo del 

26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed ha pronunciato il trasferimento 

dell’interessato verso la Francia, 

il ricorso del 16 novembre 2023 (cfr. timbro del plico raccomandato) inol-

trato dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale o 

TAF) contro la menzionata decisione con il quale il ricorrente ha concluso, 

in limine alla concessione dell’effetto sospensivo al ricorso; in via principale 

all’accoglimento dell’impugnativa, all’annullamento della precitata deci-

sione ed alla restituzione degli atti all’autorità inferiore per una nuova deci-

sione; egli ha altresì presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel 

senso della dispensa dal versamento delle spese di giustizia e del relativo 

anticipo, con protestate tasse e spese  

il certificato di decesso del padre allegato al gravame, 

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le misure supercautelari del 20 novembre 2023 con cui il Tribunale ha prov-

visoriamente sospeso l’esecuzione dell’allontanamento,  

la documentazione medica agli atti,  

 

e considerato 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi 

[SR 142.31]),  

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci-

sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il 

ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett.  

a‒c e 52 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con 

l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è 

motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che nel corso del colloquio Dublino l’interessato ha confermato di essere 

stato in possesso di un visto (…) di tipo “C” rilasciato a C._______ per 

conto della Francia; che egli sarebbe un (…) e avrebbe ottenuto tale visto 

turistico grazie all’aiuto di (…); che sarebbe espatriato in data 24 novembre 

2022 con un volo verso la Francia con l’intenzione di raggiungere una so-

rella; che una volta arrivato, avrebbe vissuto presso la stazione ferroviaria 

poiché gli sarebbe stato impossibile raggiungerla avendo perso i recapiti 

telefonici (cfr. atto SEM 15/3), 

che dipoi, posto di fronte alla possibile competenza della Francia per l’ana-

lisi della sua domanda d’asilo, l’interessato ha dichiarato di non volerci fare 

ritorno in quanto non vi sarebbe stato un clima tranquillo; che inoltre, in 

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Svizzera sarebbero nate due sorelle e vi avrebbero vissuto il padre ed un 

fratello (cfr. atto SEM 15/3),  

che nella querelata decisione, l'autorità inferiore ha constatato la compe-

tenza della Francia ed ha escluso la sussistenza di carenze sistemiche ai 

sensi dell'art. 3 par. 2 RD III o un rischio di trattamenti contrari all'art. 3 della 

Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo 

e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o di violazione del principio 

del divieto di respingimento; che non vi sarebbero neppure dei motivi uma-

nitari che giustificherebbero l'applicazione della clausola discrezionale di 

cui all'art. 17 par. 1 RD III; che invero, i problemi medici, sufficientemente 

acclarati, non sarebbero ostativi al trasferimento, 

che in sede ricorsuale, l’insorgente non contesta la competenza della Fran-

cia ma ritiene che si dovrebbe entrare nel merito della sua domanda d'asilo 

in applicazione della clausola di sovranità di cui all'art. 17 par. 1 RD III; che 

in particolare, egli evidenzia il suo precario stato di salute dovuto sia al suo 

vissuto in Patria sia ai traumi esperimentati durante il soggiorno in Francia; 

che proprio per tale motivo, il richiedente afferma di non aver chiesto asilo 

alla Francia e di essersi trasferito in Svizzera, Paese nel quale a suo dire 

dovrebbe ancora risiedere una sorella,  

che, giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento, 

che la SEM esamina la competenza relativa al trattamento di una domanda 

di asilo secondo i criteri previsti dal RD III, 

che se in base a questo esame è individuato un altro Stato quale respon-

sabile per l’esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia la non entrata 

nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di presa a carico del ri-

chiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 con-

sid. 6.2), 

che, ai sensi dell'art. 3 par. 1 RD III, la domanda di protezione internazio-

nale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base 

ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15), 

che nel caso di una procedura di presa in carico (inglese: take charge) ogni 

criterio per la determinazione dello Stato membro competente – enumerato 

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al capo III – è applicabile solo se, nella gerarchia dei criteri elencati all’art. 7 

par. 1 RD III, quello precedente previsto dal Regolamento non trova appli-

cazione nella fattispecie (principio della gerarchia dei criteri), 

che la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base 

della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato 

domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 RD III), 

che, nella presente disamina, le investigazioni effettuate dalla SEM hanno 

rivelato, che il ricorrente era titolare di un visto C (CS-VIS) valido dal 16 no-

vembre 2022 al 17 dicembre 2022 per gli stati Schengen rilasciato dal Bel-

gio in rappresentanza della Francia (cfr. atto SEM 10/1), 

che altresì, l’autorità di prima istanza ha presentato una richiesta di ripresa 

in carico dell’interessato fondata sull'art. 12 par. 4 lett. b RD III alle compe-

tenti autorità francesi (cfr. atto SEM 17/7),  

che non avendo risposto alla domanda di presa in carico entro il termine 

previsto dall’art. 22 par. 1 RD III, la Francia ha tacitamente riconosciuto la 

propria competenza per la trattazione della domanda d’asilo in questione 

(art. 22 par. 7 RD III),  

che, di conseguenza, la competenza della Francia è di principio data, ciò 

che non viene del resto censurato dal ricorrente nel suo gravame, 

che l'applicazione dell'art. 3 par. 2 2a frase RD III non si giustifica nel caso 

di specie, visto che non vi sono fondati motivi per ritenere che in Francia, 

sussistano carenze sistemiche ai sensi dell'art. 4 CartaUE, 

che il paese in questione è legato alla CartaUE e firmatario, della CEDU, 

della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), della 

Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 

0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gennaio 1967 

(RS 0.142.301) e ne applica le disposizioni, 

che la presunzione secondo cui la Francia rispetti la sicurezza dei richie-

denti l'asilo, in particolare il diritto alla trattazione della propria domanda 

secondo una procedura giusta ed equa ed una protezione conforme al di-

ritto internazionale ed europeo (cfr. direttiva 2013/32/UE del Parlamento 

europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure comuni ai 

fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazio-

nale; direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 

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26 giugno 2013 recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti pro-

tezione internazionale [di seguito: direttiva accoglienza]) non è stata rove-

sciata dall'insorgente, 

che resta ancora da stabilire se, come richiesto dal ricorrente, nel suo caso 

trovi applicazione la clausola di sovranità, 

che giusta l'art. 17 par. 1 RD III ("clausola di sovranità"), in deroga ai criteri 

di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro può decidere di esa-

minare una domanda di protezione internazionale presentata da un citta-

dino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli com-

pete, 

che tale disposizione è concretizzata in diritto interno svizzero dall'art. 29a 

cpv. 3 dell’Ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 

agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), secondo il quale se "motivi umanitari" 

lo giustificano la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora 

giusta il RD III un altro Stato sarebbe competente per il trattamento della 

stessa, 

che in presenza di motivi umanitari, la SEM dispone di potere di apprezza-

mento nell'applicazione della clausola di sovranità (cfr. DTAF 2015/9 con-

sid. 7 seg.); che al contrario, se il trasferimento del richiedente nel paese 

di destinazione contravviene ad una norma imperativa del diritto interna-

zionale, tra cui quelle della CEDU, l'autorità inferiore è obbligata ad appli-

care la clausola di sovranità e ad entrare nel merito della domanda d'asilo 

ed il Tribunale dispone di potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 

consid. 8.2.1), 

che a questo proposito, va in primo luogo osservato come spetti innanzi-

tutto al ricorrente presentare al più presto una domanda d’asilo alle autorità 

francesi competenti e rispettare le loro istruzioni, ciò che gli permetterà di 

beneficiare dei diritti previsti dalla direttiva accoglienza (cfr. tra le tante la 

sentenza del TAF D-3084/2021 del 14 settembre 2023 consid. 9.3),  

che inoltre, il suo trasferimento non è contrario all’art. 8 CEDU; che questa 

disposizione protegge le relazioni esistenti all’interno della famiglia in 

senso stretto e richiede inoltre una relazione stretta ed effettiva con le per-

sone a cui si riferisce; che altresì l’estensione di questa protezione ai citta-

dini stranieri maggiorenni presuppone l’esistenza di un rapporto di dipen-

denza paragonabile a quello tra genitori e figli minorenni; che nella 

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fattispecie non sussiste chiaramente un rapporto di dipendenza tra il ricor-

rente e la sorella,  

che oltre a ciò, l’insorgente non ha apportato indizi seri e concreti suscetti-

bili di dimostrare che lo Stato di destinazione non rispetterebbe il principio 

del divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno ai suoi obblighi in-

ternazionali rinviandolo in un Paese dove la sua vita, integrità corporale o 

libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di essere 

respinto in un tale Paese, 

che altresì, agli atti non figurano elementi tali da indurre a concludere che 

un trasferimento nello Stato in questione esporrebbe il ricorrente al rischio 

di essere privato del sostentamento minimo e di subire delle condizioni di 

vita indegne in violazione della direttiva accoglienza, 

che se il ricorrente ritenesse che i suoi diritti in tal senso vengano violati 

dalle autorità francesi, apparterrà a lui adire le preposte vie legali presenti 

nel Paese, per far valere i suoi diritti (cfr. art. 26 della direttiva accoglienza), 

che infine, dall'incarto non risultano problemi medici ostativi al trasferi-

mento,  

che invero, il respingimento forzato di persone che soffrono di 

problematiche mediche, costituisce una violazione dell'art. 3 CEDU 

unicamente in circostanze eccezionali; che ciò risulta essere il caso 

segnatamente qualora vi siano dei seri motivi di ritenere che la persona, in 

assenza di trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà 

confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile 

peggioramento delle condizioni di salute comportante delle intense 

sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza 

della Corte europea dei diritti dell’uomo [Corte EDU] Paposhvili contro 

Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, § 181 segg.), 

che dagli atti medici all’incarto, si evince una diagnosi di sindrome da disa-

dattamento con disturbo prevalente di altri aspetti emozionali (ICD-10: 

F43.23; cfr. atti SEM 22/2 e 28/2); che inoltre, l’insorgente ha sofferto sia 

di problemi (…) (cfr. atto SEM 20/3 e 23/3) e disturbi (…) (cfr. atto SEM 

26/2); che altresì, in data 3 ottobre 2023 è stato visitato per un trauma (…) 

e (…) (cfr. atto SEM 37/2) ed il 7 ottobre 2023 ha beneficiato di una prima 

seduta di fisioterapia (…) (cfr. atto SEM 27/2),  

che per quanto concerne la situazione medica attuale, il Tribunale riscon-

tra che il ricorrente, successivamente all’emanazione del provvedimento 

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impugnato, è stato visitato in data 12 e 13 novembre 2023 (cfr. atto SEM 

40/3 e 41/3) e ha beneficiato di ulteriori consulti psichiatrici di continuità 

(cfr. atti SEM 33/2 e 42/3); che da quest’ultimo referto medico risulta una 

terapia a base di Cipralex 10 mg, Stinox 10 mg e Relaxane cpr.  

che pertanto, i problemi di salute di cui soffre l'insorgente non risultano es-

sere di particolare gravità ed il trattamento che sta seguendo non presenta 

eccezionali specificità; che altresì, non vi sono indizi per ritenere che i pro-

blemi di cui soffre siano gravi, rispettivamente che questi non possano es-

sere eventualmente trattati in Francia, 

che invero, è notorio che la Francia dispone di infrastrutture mediche suffi-

cienti ed in quanto Stato firmatario della direttiva accoglienza, deve prov-

vedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanitaria 

comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soccorso ed il tratta-

mento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la neces-

saria assistenza medica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di acco-

glienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate misure di assi-

stenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 della citata direttiva), 

che in altre parole, egli non ha fornito indizi seri suscettibili di comprovare 

che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale sarebbero tali da 

contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tor-

tura in caso di esecuzione del trasferimento in Francia, 

che infine, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ritenere 

che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere di apprezza-

mento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, 

che pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui 

all'art. 17 par. 1 RD III ("clausola di sovranità"), 

che di conseguenza, in mancanza dell'applicazione di tale norma da parte 

della Svizzera, la Francia è competente per l'esame della futura domanda 

di asilo del ricorrente ai sensi del RD III ed è tenuta a prenderlo in carico in 

ossequio alle condizioni poste agli art. 21, 22 e 29 RD III, 

che quindi, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-

manda di asilo del ricorrente, in applicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi 

ed ha pronunciato il suo trasferimento verso la Francia conformemente 

all'art. 44 LAsi (cfr. art. 32 lett. a OAsi 1), 

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che in siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera di-

stinta le questioni relative all'esistenza di un impedimento all'esecuzione 

del trasferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 della legge sugli 

stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), dal 

momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di non entrata nel 

merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 con-

sid. 5.2), 

che visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione 

della SEM, che rifiuta l'entrata nel merito della domanda di asilo e pronun-

cia il trasferimento dalla Svizzera verso la Francia, confermata, 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande di con-

cessione dell'effetto sospensivo e di esenzione dal versamento di un anti-

cipo sono divenute senza oggetto, 

che infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta, 

che visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale importo dev’essere versato alla cassa del Tribunale, entro un termine 

di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Francesca Bertini-Tramèr 

 

 

Data di spedizione: