# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 25a167a6-779c-523b-8d9f-e76534d212ab
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-09-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 20.09.2001 90.2000.71
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2000-71_2001-09-20.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2000.00071

  	
  Lugano

  20 settembre
  2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale della pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Efrem Beretta,
  presidente, 

  Lorenzo Anastasi, Raffaello Balerna

   

  

 

	
  vicecancelliere

  	
  Stefano Furger

  

 

statuendo sul ricorso del __________ novembre 2000
di

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________, 
  

  rappr. da:
  st.leg. __________ & __________ -__________, __________ __________,  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 2 novembre 2000 (n° __________) del
  Consiglio di Stato, che approva la revisione generale del PR di __________
  (____________________)

  

 

                                         viste le
osservazioni 21 febbraio 2001 del Municipio di __________ e la risposta 11
maggio 2001 della Divisione della pianificazione territoriale del Dipartimento
del territorio,

 

                                         letti ed
esaminati gli atti,

 

                                         esperiti
i necessari accertamenti,

 

r i t e n u t o

 

in fatto

 

                                   a.   Il
PR di _________ è stato approvato dal Consiglio di Stato il 13 aprile 1976 e il
13 settembre 1977 con le risoluzioni n. _________ e _________. Integrato da
alcune varianti approvate nel corso degli anni 1978-1996, il PR è stato in
seguito sottoposto a revisione generale (_________) adottata dal Consiglio
comunale nella seduta del 23 novembre 1998.

 

                                  b.   Contro
il nuovo PR è insorto davanti al Consiglio di Stato il signor _________
_________, proprietario del mappale n. _________ RFD di _________ ubicato in
località Campagna _________. Non condividendo l'attribuzione del proprio fondo
alla Zona senza destinazione specifica (ZsdS), giacché, oltre ad essere
perfettamente urbanizzato, da tempo risulta edificato con alcuni manufatti
adibiti a carrozzeria, ne ha chiesto l'assegnazione alla zona AC (artigianato e
commerci).

 

                                   c.   Con
decisione 2 novembre 2000 il Consiglio di Stato ha negato l'approvazione della
ZsdS, rinviando gli atti al comune affinché questi assegnasse il fondo del
ricorrente, tramite apposita variante, alla zona d'utilizzazione limitrofa più
affine. Tuttavia, l'autorità governativa ha respinto il ricorso del signor
_________, escludendo l'attribuzione alla zona edificabile del mappale in
oggetto, ritenuto che, seppur edificato, questo appartenga pianificatoriamente
al comparto agricolo limitrofo.

 

                                  d.   Avverso
tale decisione, il signor _________ insorge davanti al TPT, chiedendo in via
principale l'assegnazione della sua proprietà alla zona edificabile, in
particolare a quella AC, e in via subordinata, che gli atti vengano retrocessi
al comune di _________ affinché proceda al suddetto azzonamento. Il ricorrente
fa notare a tal proposito che il mapp. n. _________ è, per la maggior parte del
suo perimetro, confinante con il territorio del comune di _________, il cui PR
prevede in quel punto una zona Ar3 (residenziale-artigianale) già ampiamente
edificata. Considerati i contenuti artigianali del proprio fondo e della zona
Ar3, egli ritiene imprescindibile l'assimilazione della sua proprietà con
quest'ultimo comparto, giacché il confine giurisdizionale fra i due comuni è
pianificatoriamente irrilevante. Escludendolo invece dalla zona edificabile, il
Consiglio di Stato avrebbe commesso un abuso del potere di apprezzamento,
violato i disposti dell'art. 15 LPT, nonché il principio della coordinazione
fra PR comunali.

 

                                   e.   Nelle
osservazioni il comune ha chiesto l'accoglimento del ricorso, mentre che nella
risposta il Consiglio di Stato ne ha postulato la reiezione.

 

                                    f.   In
data 22 giugno 2001 si è tenuta l'udienza in contraddittorio, all'occasione
della quale il legale del ricorrente ha prodotto una memoria scritta. Le parti
si sono poi riconfermate nelle rispettive allegazioni e domande, rinunciando al
dibattimento finale. In fine giornata, il Tribunale ha proceduto ad una visita
dei luoghi.

 

c o n s i d e r a t o,

 

in diritto:

 

                                   1.   A
norma dell’art. 38 LALPT contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato
ricorso al TPT entro 30 giorni dalla notificazione.

                                         L'art. 38
LALPT legittima a ricorrere il comune (art. 38 cpv. 4 lett. a) LALPT), i già
ricorrenti, per gli stessi motivi (art. 38 cpv. 4 lett. b) LALPT), e ogni altra
persona o ente che dimostri un interesse degno di protezione a dipendenza delle
modifiche decise dal Consiglio di Stato (art. 38 cpv. 4 lett. c) LALPT).

                                         In
concreto la legittimazione attiva del ricorrente è senz’altro data a norma dell’art.
38 cpv. 4 lett. b) LALPT.

                                         Presentato
nei termini di legge, e quindi tempestivo, il ricorso è ricevibile in ordine.

                                       

                                   2.   L'art.
50 cpv. 1 della nuova Costituzione federale (Cost.) sancisce l'autonomia del
comune in quelle materie che il diritto cantonale o federale non regola
esaurientemente ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione del comune,
conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44). A livello
cantonale questo principio è ancorato all'art. 16 della nuova Costituzione
ticinese. Il comune ticinese usufruisce di questa autonomia in materia di
pianificazione del territorio (Rep. 1989, pag. 422, consid. 2 e riferimenti).

                                         L’autonomia
non è però assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b) LPT, il diritto cantonale
deve garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. In
Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di
Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo. Ciò
significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle
scelte pianificatorie comunali. A contemperare l’estensione di tale controllo
con l’autonomia riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2 cpv.
3 LPT: le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di lasciare alle
autorità loro subordinate il margine d’apprezzamento necessario per adempiere i
loro compiti. Il Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente sostituire
il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettarne il diritto di
scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più opportuna. Non può
però limitarsi a intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non
poggi su alcun criterio oggettivo, sia manifestamente insostenibile. Deve al
contrario rifiutare l’approvazione di quelle soluzioni che disattendono i
principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non
danno loro sufficiente attuazione. Se l’autorità di approvazione esige dal
comune, per motivi oggettivi, di porre il PR in consonanza con l’ordinamento
giuridico, il comune invocherà invano la lesione della sua autonomia (DTF 116
Ia 226 segg. consid. 2a; A. Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie in der
neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, Rep. 1991, pag. 45 segg., in part.
55).

 

                                         Il TPT
non dispone, contrariamente al Consiglio di Stato, del sindacato d’opportunità
(tranne, in applicazione dell’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT, se col ricorso è
impugnata una modifica d’ufficio del PR). Il ricorso è infatti proponibile solo
contro la violazione del diritto (in particolare contro l'errata o mancata
applicazione di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da
essa, l'apprezzamento giuridico erroneo di un fatto, l'eccesso o l'abuso di
potere, la violazione di una norma essenziale di procedura) e contro
l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti rilevanti per la decisione (art.
38 cpv. 2 e 3 LALPT).

 

                                   3.

                                3.1   A norma dell'art. 15 LPT la zona edificabile comprende i terreni
idonei all'edificazione, già edificati in larga misura (art. 15 lett. a) LPT) o
prevedibilmente necessari all'edificazione e urbanizzati entro quindici anni
(art. 15 lett. b) LPT).

                                         L’art. 15
LPT pone le condizioni minime perché l’attribuzione alla zona edificabile possa
entrare in linea di conto. Al disotto di questa soglia l’azzonamento è escluso,
a priori. Non basta, per converso, che i requisiti legali siano tutti dati, e
in modo chiaro e incontrovertibile, perché l’inserimento in zona edificabile si
imponga. Un comprensorio può infatti rispondere alla definizione legale di più
zone, prestarsi ad esempio sia all’edificazione sia all’agricoltura o contenere
valori naturali e paesaggistici che ne impongano la protezione a dispetto delle
altre idoneità.

                                         Spesso
non può essere categoricamente risposto al quesito se i singoli requisiti sono
effettivamente adempiuti (ad es. se il terreno si presta effettivamente alla
costruzione, se rientra o può esser fatto rientrare in un comprensorio già
largamente edificato e neppure se sarà necessario per l’edificazione nei
prossimi quindici anni). In simili circostanze i criteri dell’art. 15 LPT
intervengono come punti di vista, elementi di giudizio da mettersi a raffronto
con le opposte ragioni, in una ponderazione degli interessi che in quei casi è
imprescindibile (DTF 113 Ia 448, consid. 4bc/bd; 114 Ia 250, consid. 5b; 118 Ib
344, consid. 4a). 

                                         Tranne,
dunque, nella misura in cui servano ad escludere incontrovertibilmente
l’appartenenza di un terreno alla zona da essi definita, gli articoli 15, 16 e 17
LPT vanno relativizzati.

                                         Si
consideri inoltre che per la loro funzione eminentemente pianificatoria i
criteri da essi enunciati possono solo riferirsi a interi comparti e non a
singole particelle; essi intervengono in una prospettiva generale, d’ordine
superiore che li rende inadeguati a risolvere i problemi attributivi di terreni
isolati.

 

                                3.2   Premesso
che il fondo in questione risulta abbondantemente edificato, non si pone perciò
l'esame circa la sua idoneità all'edificazione. Occorre quindi esaminare in
primo luogo se esso è inserito in un comparto che adempie il presupposto della
lett. a) dell'art. 15 LPT, vale a dire quello relativo alla preesistente ampia
edificazione.

                                         Determinante,
a questo fine, non è che siano ampiamente edificate le singole particelle, ma
che lo sia l'intero comprensorio. Le costruzioni devono creare assieme un
gruppo di case, che presenti il carattere di un insediamento unitario. Deve
risultarne un insieme sufficientemente concluso, dal carattere insediativo
abbastanza marcato (Siedlungscharakter), con un minimo di coerenza
formale e funzionale, che ne faccia un nucleo abitativo vitale e non una
casuale disseminazione di costruzioni più o meno ravvicinate. 

                                         Facenti
parte dell’insediamento, possono pure essere considerati, a seconda delle
circostanze, gli eventuali vuoti che presenta il suo tessuto (Baulücken),
o quelle adiacenze, non costruite, che però attengono all’insieme e non devono
per prevalenti motivi avere altra attribuzione (DTF 113 Ia 444, consid. 4d/da).

                                         Si terrà
conto che l’art. 3 LPT, esigendo che gli insediamenti siano strutturati secondo
i bisogni della popolazione e limitati nella loro estensione, pone il principio
della concentrazione delle aree edificabili e, implicitamente, della
densificazione edificatoria. L’edificazione sparsa (Streubauweise) è
condannata per lo spreco di terreno e l’irrazionalità dell’assetto territoriale
che ne consegue; la creazione di piccole zone lontano dall’abitato può essere
considerata non solo indesiderata ma addirittura contraria al diritto federale.
(DTF 116 Ia 336, consid. 4; 114 Ia 255, consid. 3c). 

                                         In casi
estremi, la giurisprudenza ha tuttavia riconosciuto il carattere di zona
edificabile marginale, secondaria, a certi gruppi di case, posti al bordo della
zona edificabile, che ne condividono in larga misura la funzione insediativa, o
perché presentano più o meno la stessa sua densità edilizia, o perché le sono
collegati da strade o altri mezzi di comunicazione, o per altri analoghi motivi
(DTF 113 Ia 444, consid. d/da). Da questo caso si distingue quello di più
edifici, che già possiedono un certo carattere insediativo unitario e non
possono essere associati all'insediamento principale a causa della distanza o
della differenza di quota di livello. In queste circostanze, può imporsi la
creazione di una piccola zona edificabile, ev. con disposizioni edificatorie
restrittive (loc. cit.). 

 

                                3.3   Nella fattispecie, il fondo n. _________, ubicato sul confine
giurisdizionale con il comune di _________, risulta situato in posizione molto
discosta rispetto alle aree edificabili di _________, che si espandono a sud e
a nord del suo nucleo tradizionale (il vecchio __________). Difatti, per
raggiungerlo, occorre imboccare la strada cantonale in direzione di _________,
uscire dall'abitato di _________, superare il viadotto ferroviario e il
cavalcavia autostradale, oltre i quali si apre poi un vasto comprensorio
agricolo in pratica inedificato, la località Campagna _________, al cui angolo
estremo sud, una volta attraversato l'incrocio della __________ __________, è
sito per l'appunto il terreno del ricorrente.

 

                                3.4   Il
fondo n. _________ RFD, con una superficie di 3'357 mq, è occupato per circa il
40 % del suo totale da due edifici, adibiti dal proprietario all'esercizio
della propria impresa, la Carrozzeria _________.

                                         Come già
anticipato, questo mappale confina lungo i suoi lati ovest, sud e sud-est con
il territorio del Comune di _________. In particolare, ad ovest, il fondo
confina con la zona agricola di questo comune, a sud, con una strada di
servizio, oltre la quale vi è il cimitero di _________ (zona AP-EP), e a
sud-est con la citata strada cantonale che conduce al nucleo di _________, al
di là della quale vi è la zona residenziale artigianale Ar3, che viene in
sostanza riconfermata con il nuovo PR di _________ in fase di approvazione.

                                         Per
contro, a nord, sul suo ultimo lato, il più esteso della proprietà, il fondo
all'esame confina invece con il vasto comparto agricolo del comune di
_________, che si salda e si integra perfettamente con la zona agricola, citata
poc'anzi, del comune di _________.

                                         Riassumendo:
il fondo del ricorrente è cinto sui lati verso il comune di _________ da due
strade (quella di servizio e quella cantonale) e dalla zona agricola, che si
estende senza soluzione di continuità a quella di _________, che lo cinge a sua
volta sul lato nord.

                                         In base a
queste premesse e tenuto in debito conto che la pianificazione esige, per
quanto possibile, una delimitazione di comparti omogenei, facilmente
riconoscibili mediante limiti naturali, artificiali o di pianificazione, il
fondo dell'insorgente risulta dal profilo pianificatorio far parte
inequivocabilmente dell'ampio comparto agricolo di _________ e di _________.
Contrariamente a quanto sostiene il ricorrente, tale superficie non costituisce
una continuazione della zona edificabile (Ar3, residenziale-artigianale) posta
sul lato opposto della strada cantonale, ma una microzona edificata a sé
stante, ritagliata nel comparto agricolo, in dispregio alla chiara cesura formata
dalla strada. Paesaggisticamente, il fondo in esame si profila dunque come
staccato dalla zona edificabile (Ar3), nella quale il ricorrente vorrebbe veder
inserita la sua proprietà. Va aggiunto che, con ogni evidenza, gli edifici che
insistono sul mapp. n. _________ rappresentano un episodio estraneo, una
presenza spuria, impotente nella loro insignificanza a creare una realtà
pianificatoria propria. Come ricordato al considerando 3.2, l’istituzione di
zone edificabili in simili contesti è non solo inopportuna ma addirittura
contraria al diritto federale, fondato sulla netta separazione fra zone
edificabile e altre utilizzazioni (agricola, protezione natura, ecc.). 

 

                                3.5   Visto
quanto precede, la censura relativa alla violazione del principio della coordinazione
fra PR comunali non può trovare spazio, in quanto che il Consiglio di Stato,
nella propria analisi territoriale del comparto in oggetto, ha tenuto
correttamente in considerazione quegli elementi pianificatori, per la
fattispecie determinanti, che si rilevano dal PR di _________; in particolare
la delimitazione data dalle strade, nonché il comparto agricolo di questo
comune.

                                         In
conclusione va riconosciuto che il requisito della preesistente ampia
edificazione fa’ sicuramente difetto; giustamente il Consiglio di Stato ha
escluso sul fondo del signor _________ l'istituzione di una zona edificabile,
pena l'impianto di una piccola zona lontana dall'abitato, contraria alla LPT. 

                                         Quanto
all'urbanizzazione del comparto, essa non è notoriamente determinante, come
ripetutamente enunciato dalla giurisprudenza. Si veda per tutti la DTF
21.3.1994 in re S. c/ comune di __________ (1P.__________ /__________), ai cui
sensi possono essere esclusi dalla zona edificabile non solo "terreni
situati nelle immediate vicinanze di fondi edificati o ai margini del
territorio urbanizzato e persino completamente urbanizzati, ma addirittura
terreni che si trovano in aree già edificate, in particolare quando si tratta,
come in concreto (e così nella fattispecie presente; n.d.r.), soltanto
di singoli edifici" (in quel caso due).

                                         Si
osserva infine che neppure i presupposti dell'art. 15 lett. b) LPT sono dati,
ritenuto che le zone edificabili del _________ sono sovraddimensionate per
rapporto ai bisogni di sviluppo futuri. In particolare la contenibilità teorica
di posti di lavoro è di 10'450 unità a fronte di 7'276 registrate nel 1990, con
un possibile aumento di ca. il 45 %; mentre che il compendio dello stato di
urbanizzazione evidenzia che la riserva dei fondi non edificati per le attività
produttive è del 37,9 % (dato aggiornato al 1999), margine più che adeguato,
che non giustifica certo un'ulteriore espansione delle ZE (cfr. ris. gov. 2
novembre 2000, pagg. 19, 21, 27).

 

                                   4.   Stando
così le cose, il ricorso è respinto e la decisione del Consiglio di Stato è
confermata. Tassa di giudizio e spese seguono la soccombenza.

                                          

 

Per questi motivi,

viste le normative alla fattispecie applicabili,

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
é respinto.

 

                                   2.   Il
ricorrente é condannato al pagamento delle tasse di giudizio e 

delle spese per complessivi fr. 700.-- (settecento).

                                   3.   Intimazione:                  -
st.leg. __________ & __________ -__________,  

                                                                                
__________ 

                                       - Municipio di _________

                                       - Consiglio di Stato, Bellinzona

                                       - Sezione pianificazione urbanistica,                                                             Bellinzona

 

Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                           Il
segretario