# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2b008ba5-aad2-53ac-a1f0-f5ae44a815a9
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-06-12
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 12.06.2018 S 2017 87
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2017-87_2018-06-12.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 17 87

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presidenza Racioppi
giudici von Salis, Meisser
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 12 giugno 2018

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali 

A._____,

rappresentato da Rinaldo Ruggiero,

ricorrente

contro 

Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (SUVA),

convenuta

concernente prestazioni assicurative LAINF

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1. A._____ apprendeva in Italia la professione di falegname. Entrando in 

Svizzera abbandonava dopo un anno detta attività per assumere quella di 

montatore e poi quella di addetto alla posa del ferro (qui di seguito 

semplicemente ferraiolo). Durante la stagione invernale veniva impiegato 

regolarmente come cameriere o all'occasione come magazziniere. Il 16 

marzo 2015, allorquando era impiegato per la stagione invernale presso 

la B._____ AG, A._____ era vittima di un incidente sul lavoro nell'ambito 

del quale riportava la frattura del pilone tibiale sinistro. Il giorno 

successivo seguiva un intervento di distalizzazione del frammento osseo 

e osteosintesi. L'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli 

infortuni (assicuratore infortuni) riconosceva la propria responsabilità per il 

sinistro e forniva le prestazioni legali. Il materiale osteosintetico veniva 

asportato l'8 maggio successivo. A causa del persistere dei dolori, nel 

corso dei mesi di luglio e agosto 2015 venivano praticate delle infiltrazioni 

articolari. Il 23 settembre 2015 l'assicurato era sottoposto ad artroscopia 

con débridement, asportazione di un'apposizione ossea, resezione 

parziale della capsula e asportazione della cicatrice dal carattere 

meniscoide. Malgrado una nuova infiltrazione, l'assicurato lamentava 

ancora sempre dolori alla caviglia. Dopo una nuova artroscopia del 4 

maggio 2016, veniva riferito un netto miglioramento della mobilità, anche 

se permaneva una dolenzia alle posizioni estreme ed al carico. La 

professione di ferraiolo veniva ripresa, dapprima completamente e poi 

solo in parte, anche se dal profilo medico-teorico tale professione non era 

ritenuta adatta allo stato della caviglia, necessitando spostamenti su 

terreni accidentati e posizioni accovacciate. 

2. Nel dicembre 2016 aveva luogo la visita medica in vista della chiusura 

della pratica e, con decisione 1. febbraio 2017, a A._____ veniva rifiutata 

una rendita d'invalidità e una indennità per menomazione dell'integrità, 

non raggiungendo il grado d'invalidità o l'entità della menomazione patita 

il minimo legale del 10 %, rispettivamente del 5 %. Detta valutazione, 

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contestata dall'assicurato sulla scorta di una diversa valutazione medico-

peritale, veniva confermata anche in sede di opposizione il 13 aprile 2017. 

3. Nel ricorso dell'8 giugno 2017 A._____ chiedeva il riconoscimento di una 

rendita d'invalidità del 10 % e di una indennità per menomazione 

dell'integrità del 15 %. Per quanto concerne quest'ultima richiesta, la 

valutazione fatta dall'assicuratore infortuni non terrebbe nella giusta 

considerazione il probabile sviluppo di un'artrosi alla caviglia sinistra. 

Nella valutazione del grado d'invalidità non sarebbero stati operati i 

necessari rincari sul reddito da valido e correttamente, in considerazione 

degli impedimenti presentati, andrebbe operata una ulteriore riduzione del 

5 % sul reddito da invalido. 

4. Nella risposta di causa del 18 agosto 2017, l'assicuratore infortuni 

concludeva alla reiezione del ricorso sulla base di un ulteriore presa di 

posizione da parte del medico circondariale e di nuovi esami radiografici 

propri ad indagare lo stato dell'artrosi. 

5. Nella replica del 29 settembre 2017, il chirurgo ortopedico incaricato da 

A._____ di determinarsi sugli esiti dell'infortunio prendeva posizione sui 

nuovi esami radiografici eseguiti, mantenendo e confermando le 

precedenti conclusioni. Dal canto suo, l'assicuratore infortuni, dopo aver 

sottoposta la pratica alla propria divisione medica a Lucerna, chiedeva la 

reiezione del ricorso. 

Considerando in diritto:

1. Ai sensi dell'art. 56 della legge federale sulla parte generale del diritto 

delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), le decisioni su opposizione 

e quelle contro cui un'opposizione è esclusa possono essere impugnate 

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mediante ricorso. Se l'assicurato è domiciliato all'estero, è competente il 

tribunale delle assicurazioni del Cantone dell'ultimo domicilio o in cui il 

suo ultimo datore di lavoro aveva domicilio; se non è possibile 

determinare alcuna di queste località, la competenza spetta al tribunale 

delle assicurazioni del Cantone in cui ha sede l'organo d'esecuzione (art. 

58 cpv. 2 LPGA). Per il resto, ogni Cantone istituisce un tribunale delle 

assicurazioni per giudicare come istanza unica i ricorsi in materia di 

assicurazioni sociali (art. 57 LPGA) e nei Grigioni tale istanza di ricorso è 

il Tribunale amministrativo, in virtù di quanto previsto all'art. 49 cpv. 2 lett. 

a della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). 

Nell'evenienza, il ricorrente ha domicilio all'estero e il suo ultimo datore di 

lavoro ha sede in X._____ (GR), per cui è data la competenza territoriale 

del tribunale delle assicurazioni del Cantone dei Grigioni. La 

legittimazione (cfr. art. 59 LPGA) del ricorrente è certa, essendo 

direttamente toccato dal rifiuto delle prestazioni a titolo di infortunio 

oppostogli. Per quanto concerne la decorrenza dei termini, dopo l'errata 

intimazione del 12 aprile 2017, l'assicuratore infortuni aveva proceduto ad 

una seconda intimazione in Italia in data 4 maggio 2017 e detto invio 

veniva consegnato all'assicurato il 10 maggio 2017. Rispondendo alle 

condizioni di forma ed essendo stato interposto entro 30 giorni 

dall'intimazione della decisione il ricorso è tempestivo (cfr. art. 60 LPGA) 

per qui è dato entrare nel merito dello stesso. 

2. La controversia verte sul diritto ad una rendita d'invalidità (vedi cons. 3) 

e/o di una indennità per menomazione dell'integrità (cons. 4). Il 1. gennaio 

2017 sono entrate in vigore le nuove disposizioni della legge federale 

sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF; RS 832.20). Giusta le 

disposizioni transitorie della modifica del 25 settembre 2015, le 

prestazioni assicurative per infortuni avvenuti prima dell'entrata in vigore 

della modifica del 25 settembre 2015 e per malattie professionali insorte 

prima di questa data sono effettuate secondo il diritto anteriore. Ne 

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consegue che la presente fattispecie sottostà alla previgenti disposizioni 

della LAINF, anche se la problematica in esame non cade materialmente 

nel campo d'applicazione della nuova normativa. Per quanto ha tratto al 

diritto procedurale, le nuove disposizioni non apportano alcun 

cambiamento rispetto al diritto previgente.

3.1. A norma dell'art. 18 cpv. 1 della legge federale sull'assicurazione contro 

gli infortuni (LAINF; RS 832.20), l'assicurato invalido almeno al 10 % a 

seguito d'infortunio ha diritto alla rendita d'invalidità. Le nozioni d'invalidità 

e d'incapacità al guadagno sono contenute nella LPGA. E' considerata 

invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente 

permanente o di lunga durata (art. 8 cpv. 1 LPGA). E' considerata 

incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, provocata da un 

danno alla salute fisica mentale o psichica e che perdura dopo aver 

sottoposto l'assicurato alle cure e alle misure d'integrazione 

ragionevolmente esigibili, della possibilità di guadagno sul mercato del 

lavoro equilibrato che entra in considerazione (art. 7 LPGA). Giusta 

quanto previsto all'art. 16 LPGA, per valutare il grado d'invalidità, il reddito 

che l'assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l'attività 

ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale 

esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di una 

situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito 

che esso avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (DTF 

128 V 30 cons. 1).

3.2. Per stabilire il grado d'impedimento, all'amministrazione (o al giudice in 

caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere 

allestiti dal medico o eventualmente da altri specialisti, il cui compito 

consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale 

misura e in quali attività l'assicurato sia incapace al lavoro come pure nel 

fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori 

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siano ancora ragionevolmente esigibili (DTF 125 V 256 cons. 4 e 115 V 

133 cons. 2). Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, 

determinante, secondo la giurisprudenza, è che i punti litigiosi importanti 

siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su 

esami completi, che consideri parimenti le censure espresse, che sia 

stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la 

descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito 

siano ben motivate. Decisivo quindi per stabilire se un rapporto medico 

abbia valore di prova non è tanto la sua origine o la sua denominazione, 

ad esempio, quale perizia o rapporto (DTF 125 V 351 cons. 3a, 122 V 157 

cons. 1c). La giurisprudenza ha comunque reputato conciliarsi con il 

principio del libero apprezzamento delle prove lo sviluppo di alcune 

direttive in relazione a ben determinate forme di attestazioni mediche 

(DTF 125 V 351 cons. 3b e 118 V 286 cons. 1b). Così alle perizie 

specialistiche esterne - affidate da un assicuratore privato in sede di 

istruttoria amministrativa a medici esterni o a servizi specializzati 

indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini accurate e 

improntate su di una approfondita indagine e analisi della situazione 

clinica, stese dopo aver preso visione di tutta la documentazione medica 

e che giungono a risultati concludenti - va riconosciuto pieno valore 

probatorio se non vi sono indizi concreti che depongano avverso 

l'attendibilità della valutazione operata (DTF 137 V 210 cons. 1.3.4 e 125 

V 351 cons. 3b/bb). A proposito delle attestazioni del medico curante, la 

Corte federale ha già ripetutamente stabilito che il giudice può ritenere, 

secondo la generale esperienza della vita, che, nel dubbio, alla luce del 

rapporto di fiducia esistente con la paziente, egli tenda ad esprimersi a 

favore del suo cliente (DTF 135 V 465 cons. 4.5, 125 V 351 cons. 3b/cc, 

124 I 170 cons. 4 e VSI 2001 pag. 109 cons. 3b/cc [I 128/98]). Nella 

sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, 

il Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali 

può fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si 

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trovano alle dipendenze dell'amministrazione, a condizione che non 

sussista dubbio alcuno, nemmeno il più lieve, a proposito della 

correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti (DTF 135 V 465 

cons. 4.4, 125 V 351 cons. 3b/bb e 122 V 157 cons. 1c). Se infine vi sono 

dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la vertenza 

senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su 

un rapporto piuttosto che su un altro (sentenza del Tribunale federale 

delle assicurazioni I 673/00 dell'8 ottobre 2002 cons. 3.3). 

3.3. In termini di esigibilità le attestazioni fatte dai medici concordano in ampia 

misura almeno per quanto concerne la situazione attuale (vedi reperto del 

dott. med. C._____ del 6 dicembre 2016 e del dott. med. D._____ del 13 

marzo 2017): permane una limitazione della mobilità alle posizioni 

estreme che si farebbe sentire quanto l'istante cammina su terreni 

accidentati o quanto assume la posizione accovacciata. Per il resto a 

mente del dott. med. C._____, malgrado le lamentele espresse 

dall'assicurato, la muscolatura della gamba sinistra non permetteva di 

concludere a massive limitazioni o impedimenti (le circonferenze della 

coscia e del polpaccio variano solo di mezzo centimetro tra la parte destra 

e quella sinistra). Giacché lavori in posizione accovacciata non erano a 

lungo termine considerati conformi alla situazione post-infortunistica, il 

medico di circondario non riteneva più indicata l'esplicazione dell'attività di 

ferraiolo o di manovale edile. Per contro l'attività di cameriere, svolta al 

momento dell'infortunio, era considerata esigibile completamente, senza 

alcuna limitazione. In considerazione del peggioramento attendibile a 

lungo termine con l'eventuale necessità di una artrodesi alla caviglia, il 

medico di circondario reputava adatte alla situazione dell'assicurato tutte 

le attività di carattere alterno mediamente pesanti e con spostamenti su 

terreni regolari. In tali attività l'assicurato era da considerarsi abile 

completamente e con pieno rendimento. Al momento attuale, il dott. med. 

C._____ precisava però che la bella situazione radiologica della caviglia 

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escludesse la necessità di un'artrodesi e che non era possibile 

radiologicamente intravvedere segni di un'artrosi (vedi reperto del dott. 

med. C._____ del 6 dicembre 2016). Sul medio termine anche il dott. 

med. D._____ era dello stesso parere. A lungo termine invece, detto 

esperto riteneva necessario considerare delle mansioni effettuabili in 

posizione prevalentemente seduta. Per quanto aveva tratto alla situazione 

della caviglia sinistra, anche il dott. med. D._____ rilevava però "nessuna 

evidente alterazione artrosica di rilievo" (vedi relazione del 13 marzo 

2017). 

3.4. Per la decisione di rendita, determinante è la situazione di salute 

dell'assicurato al momento dell'eventuale decorrenza del diritto a rendita, 

mentre non è dato tenere in considerazione l'eventuale evoluzione futura, 

giacché il diritto a rendita d'invalidità sottostà alla revisione giusta quanto 

sancito all'art. 17 cpv. 1 LPGA. In questo senso, se il grado d'invalidità del 

beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo 

rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o 

ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Qualsiasi 

cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul 

grado d'invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una 

revisione giusta l'art. 17 LPGA. La rendita può essere oggetto di revisione 

non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma 

anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, 

pur essendo esso rimasto immutato, abbiano subito una modificazione 

notevole (DTF 133 V 545 cons. 6.1, 130 V 349 cons. 3.5, 113 V 275 cons. 

1a; vedi pure DTF 112 V 372 cons. 2b e 390 cons. 1b). Nell'evenienza ciò 

significa che non è dato tenere in considerazione un'eventuale negativa 

evoluzione futura, ma che le limitazioni rilevanti in termini di esigibilità 

sono quelle che l'istante presentava al momento della chiusura della cura 

medica e quindi a partire dall'eventuale decorrenza di un diritto a rendita. 

L'esigibilità è quindi quella evidenziata dal dott. med. C._____ nel 

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dicembre 2016 e confermata per il corto termine anche dal dott. med. 

D._____ nel marzo 2017. E' vero che il dott. med. C._____ ha tenuto in 

considerazione nel giudizio sull'esigibilità anche le attività meno indicate 

sul lungo termine. Questa era però una valutazione fatta onde prevenire 

peggioramenti futuri, nel senso che la situazione della caviglia non 

permette all'assicurato di continuare a svolgere lavori in posizione 

accovacciata e su terreni accidentati senza che ne venga maggiormente 

compromessa l'integrità sul lungo periodo, rispetto alla scelta di svolgere 

attività più consone allo stato post-infortunistico. In questo senso la 

valutazione non tiene conto di un peggioramento futuro, come sembra 

pretendere l'istante, ma vuole propriamente per quanto possibile evitarlo, 

scegliendo attività più indicate allo stato dell'articolazione. 

3.5. L'istante non contesta fondamentalmente i proventi annui che 

l'assicuratore infortuni ha preso a fondamento per operare il paragone dei 

redditi, per cui può essere fatto riferimento a detti calcoli. Riguardo al 

reddito conseguibile da valido, l'assicurato chiede però un rincaro dello 

0.6 % per il 2016. La pretesa non è giustificata. Come si evince dalla 

decisione del 1. febbraio 2017 e da quella su opposizione del 13 aprile 

2017, nella determinazione del reddito si è considerata la retribuzione 

oraria di fr./h 29.15, come confermato dal datore di lavoro in base al 

conteggio dei salari per l'agosto 2016. In detto conteggio veniva riportata 

la paga oraria che l'istante stesso aveva percepito quell'anno in qualità di 

ferraiolo presso il proprio datore di lavoro. Il calcolo proposto tiene in 

considerazione le 2'112 ore di lavoro annuo alle quali viene aggiunto 

l'8.33 % per la 13. mensilità. Il reddito da valido così ottenuto per il 2016 

corrisponde quindi a fr. 66'694.--. L'assicurato ha ripreso la propria attività 

di ferraiolo prima al 100 % e poi al 50 % malgrado tale lavoro non si 

conformi a lungo termine allo stato della sua caviglia. Il reddito 

conseguibile da invalido non può pertanto essere stabilito in funzione di 

detta attività, ma va determinato prendendo a confronto le tabelle RSS 

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(riscossione struttura salariale), emanate dell'ufficio federale di statistica 

(DAS AI 1999 ni. 6 e 11 e 1998 ni. 8 e 15; DTF 126 V 76 cons. 3b/bb, 124 

V 323 cons. 3b bb). Giusta la tabella TA1 del 2014 nell'esercizio di lavori 

semplici e ripetitivi con un livello di qualifica 1 il salario mensile per un 

uomo era di fr. 5'312.-- (questo salario è comprensivo di tredicesima 

mensilità e stabilito sulla base di un orario settimanale di lavoro di 40 ore). 

Indicizzando questo valore in base ad una settimana lavorativa di 41.7 

ore per il 2014 (vedi tabella concernente l'orario di lavoro settimanale nel 

settore: Betriebsübliche Arbeitszeit nach Wirtschaftsabteilungen (NOGA 

2008), in Stunden pro Woche, edita dell'ufficio federale statistica), il 

reddito annuo ammonta a fr. 66'453.--. L'assicuratore infortuni ha poi 

rivalutato detti importi sulla base di un rincaro per il 2015 dello 0.4 % e per 

il 2016 dello 0.6 % ottenendo in detto modo un reddito di fr. 67'119.--. In 

questo modo è stato scelta una indicizzazione decisamente più 

favorevole all'assicurato che quella risultante dall'applicazione dei dati 

contenuti nella Tabella T1.10 Reallohnindex, 2011-2016, edita dall'ufficio 

federale di statistica, e giusta la quale i valori del rincaro sarebbero dello 

0.8 % per il 2014 e dell'1.5 % per il 2015 per un corrispondente reddito 

annuo nel 2016 di fr. 68'000.--. 

3.6. Sul reddito conseguibile da invalido è stata poi operata una riduzione del 

5 %, mentre l'istante ne chiede una del 10 %. Se e in quale misura i salari 

fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende, secondo la 

giurisprudenza del Tribunale federale, dall’insieme delle circostanze 

personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al 

danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di 

dimora, grado d’occupazione) ritenuto che una deduzione massima del 25 

% (DTF 134 V 322 cons. 5.2) del salario statistico permette di tener conto 

delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro e che il 

Giudice, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale 

procede da una stima che l’amministrazione deve succintamente 

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motivare, non può senza valido motivo sostituire il proprio apprezzamento 

a quello degli organi dell’assicurazione (DTF 137 V 71 cons. 5.2 e 126 V 

75 cons. 5b/cc e 6). La giurisprudenza ha recentemente più volte 

confermato la necessità di operare tali riduzioni, a seconda delle 

circostanze personali e professionali dell'assicurato. Se nell'ammontare 

della riduzione percentuale rispetto ai dati salariali un fattore è stato a 

torto ignorato, spetta al Tribunale cantonale valutare nuovamente e 

complessivamente la riduzione e correggere, aumentandolo, il grado 

ritenuto dall'autorità inferiore (sentenza del Tribunale federale 

9C_796/2013 del 28 gennaio 2013 cons. 4.1.2; SVR 2011 IV no. 31). Nel 

caso in esame una simile correzione non trova alcuna giustificazione. 

L'istante è un giovane trentenne che resta abile in misura completa e con 

pieno rendimento in un lavoro mediamente pesante e presenta delle 

limitazioni riconducibili solo a determinate professioni (posa del ferro e 

pavimenti per la posizione accovacciata e necessità di evitare terreni 

accidentati). Quale cameriere o nella professione appresa di falegname, 

egli resta abile completamente. Come si è detto non è dato considerare 

l'esercizio di un'attività a carattere essenzialmente sedentario, in quanto 

in termini di esigibilità tale necessità non è tuttora data. In queste 

condizioni, una riduzione superiore al 5 % è esclusa. Operando allora il 

confronto tra il reddito conseguibile da valido di fr. fr. 66'694.-- con quello 

ancora realizzabile attualmente e pari a fr. 63'763.-- ne risulta un grado 

d'invalidità del 4. 4 %, ovvero nettamente inferiore al minimo legale del 10 

%. Ad un grado d'invalidità dell'8.2 % si giunge anche applicando una 

decurtazione del 10 % sul reddito indicizzato giusta la sopracitata T1.10. 

Ne consegue che il rifiuto di prestazioni sotto forma di rendita merita 

conferma. 

4.1. Secondo l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità 

se, in seguito all'infortunio, accusa una menomazione importante e 

durevole all'integrità fisica o mentale. Tale indennità è assegnata in forma 

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di prestazione in capitale. Essa non deve superare l'ammontare massimo 

del guadagno annuo assicurato all'epoca dell'infortunio ed è scalata 

secondo la gravità delle menomazioni. Il Consiglio federale emana 

disposizioni particolareggiate sul calcolo dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 

LAINF). L'art. 36 cpv. 1 OAINF definisce i presupposti per la concessione 

dell'indennità giusta l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è 

considerata durevole se sussisterà tutta la vita almeno con identica 

gravità ed importante se l'integrità fisica o mentale è alterata in modo 

evidente o grave. In questa valutazione dovrà essere fatta astrazione 

dalla capacità di guadagno ed anche dalle circostanze personali 

dell'assicurato. Secondo la giurisprudenza, infatti, la gravità della 

menomazione si stima soltanto in funzione di accertamenti medici (DTF 

115 V 147 cons. 2a e 113 V 218 cons. 4). Giusta l'art. 36 cpv. 2 

dell'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni (OAINF; RS 832.201), 

l'indennità è calcolata in base alle direttive contenute nell'allegato 3 

dell'OAINF. La relativa tabella elenca una serie di lesioni indicando per 

ciascuna di queste il tasso normale d'indennizzo, corrispondente ad una 

percentuale dell'ammontare massimo del guadagno assicurato. Questa 

tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco 

esaustivo (DTF 124 V 29 cons. 1b e riferimenti), ma deve essere intesa 

come una norma valida "nel caso normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato). La 

perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo 

stesso. In caso di perdita parziale l'indennità è corrispondentemente 

ridotta; tuttavia nessuna indennità è versata se la menomazione 

dell'integrità risulta inferiore al 5 % (cifra 2 dell'allegato). La convenuta ha 

allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più dettagliata, che 

completano quella dell'ordinanza. In quanto semplici direttive di natura 

amministrativa, esse non hanno valore di legge e non vincolano il giudice 

(DTF 125 V 377 cons. 1c e 124 V 209 cons. 4a/cc). Tuttavia, nella misura 

in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire la parità 

di trattamento tra tutti gli assicurati, esse sono compatibili con l'allegato 3 

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all'OAINF (DTF 124 V 32, 116 V 157 cons. 3a e 113 V 219, cons. 2b 

nonché sul tema la sentenza del Tribunale federale 8C_705/2010 del 15 

febbraio 2012 cons. 4). 

4.2. Giusta l'art. 36 cpv. 4 OAINF, nella valutazione dell'indennità per 

menomazione dell'integrità si prende poi in considerazione in modo 

adeguato un peggioramento prevedibile della menomazione dell'integrità. 

E' possibile effettuare una revisione solo in casi eccezionali, ovvero se il 

peggioramento non era prevedibile. In generale, in materia di prove, 

l'esistenza di detto peggioramento prevedibile deve essere comprovato 

con il necessario grado della probabilità preponderante. La sola possibilità 

che possa subentrare un peggioramento non basta per giustificare un 

diritto a prestazioni. Se il peggioramento non è prevedibile, il diritto a 

prestazioni deve essere rifiutato (DTF 129 V 181 cons. 3.1 e riferimenti). 

In caso di assenza di prove, la decisione è sfavorevole a quella parte che 

cerca di derivare un diritto da una circostanza rimasta indimostrata (DTF 

119 V 337 cons. 1, 118 V 286 cons. 1b).

4.3. L'assicuratore infortuni ha rifiutato il diritto ad una indennità per 

menomazione dell'integrità sulla base della valutazione fatta dal dott. 

med. C._____ il 5 dicembre 2016 e stando alla quale attualmente non 

sarebbero ancora ravvisabili segni di un'artrosi e le limitazioni della 

mobilità della caviglia sarebbero di poco conto. Nella stessa relazione e 

riferendosi alla capacità lucrativa, detto medico riteneva però doveroso 

considerare il peggioramento da attendersi sul lungo periodo con 

eventuale artrosi a livello della caviglia e magari con necessaria artrodesi 

(testualmente: Unter Berücksichtigung der langfristig zu erwartenden 

Verschlechterung mit allenfalls Arthrose im OSG und sogar notwendiger 

Arthrodese …). Nella valutazione dell'indennità per menomazione 

dell'integrità lo specialista in chirurgia ortopedica dott. med. D._____ 

considerava doveroso prendere in considerazione tale preannunciato 

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aggravamento, che giusta la tabella 5 della "Menomazione dell'integrità 

per artrosi" emanata dalla SUVA comporterebbe un'indennità del 15 % in 

caso di artrodesi all'articolazione tibio-tarsica (vedi relazione del 13 marzo 

2017). Nell'ambito dell'opposizione, l'assicuratore infortuni riteneva che il 

giudizio espresso dal medico circondariale si limitasse ad una semplice 

ipotesi, non comprovata con il necessario grado della probabilità 

preponderante.

4.4. Nella relazione aggiuntiva del 14 agosto 2017, il dott. med. C._____, dopo 

aver fatto eseguire nuove esami radiologici in data 3 agosto 2017, 

prendeva posizione sul giudizio espresso in precedenza e su quanto 

postulato dal dott. med. D._____. Per il medico di circondario, anche due 

anni e mezzo dopo l'infortunio, l'articolazione della caviglia non mostrava 

segni di uno sviluppo di un'artrosi. Riconoscibile era unicamente il minimo 

scalino a livello della tibia distale a sinistra. Dalla radiografia 

mancherebbe qualsiasi segno indicante lo sviluppo di un'artrosi. 

Nuovamente il medico non escludeva il possibile sviluppo di un'artrosi, ma 

reputava che tale evoluzione non fosse al momento prevedibile con il 

necessario grado della probabilità preponderante e che pertanto lo stato 

della caviglia non fosse tale da giustificare il riconoscimento di una 

indennità per menomazione dell'integrità. Confrontato con tale nuova 

valutazione, il dott. med. D._____ ribadiva come il giudizio espresso dal 

dott. med. C._____ nell'agosto 2017 non corrispondesse a quello fatto in 

precedenza, dove lo sviluppo di un'artrosi era considerato probabile. 

Anche la documentazione agli atti non supporterebbe il giudizio espresso 

dal dott. med. C._____. Dall'arto-TAC del 31 marzo 2016 verrebbe fatto 

stato di perdite cartilaginee, il rapporto operatorio del 23 settembre 2015 

attesterebbe un'alterazione parziale del talo e quello dell'4 maggio 2016 

descriverebbe una condropatia di grado II sul versante del talo e infine nel 

rapporto della Clinica Balgrist del 28 ottobre 2016 verrebbe ritenuta la 

diagnosi di iniziale degenerazione alla caviglia.

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4.5. L'assicuratore infortuni sottoponeva allora nuovamente la pratica alla 

propria divisione medica. Nella minuziosa e foto-documentata valutazione 

23 novembre 2011, il PD dott. med. E._____ prendeva posizione sul 

probabile futuro sviluppo della situazione della caviglia sinistra. Sulla base 

di una chiara e comprensibile visualizzazione di quanto spiegato in termini 

medici, il chirurgo mostrava senza ombra di dubbio che la posizione della 

vite che avrebbe dovuto riporre il frammento osseo non era stata inserita 

in prossimità della frattura ed in modo da poter ricongiungere la tibia al 

frammento osseo staccatosi. Per questo l’intervento del 17 marzo 2015 

non aveva ricongiunto il frammento di osso al pilone tibiale. Tale, anche 

se non voluto, trattamento giustificava allora la valutazione della 

controversa evoluzione di un'eventuale artrosi partendo dalla messa in 

atto di un trattamento conservativo (come se la frattura fosse stata trattata 

senza materiale di osteosintesi), sulla base di una lesione B1.1 con 

minimo spostamento del frammento osseo e con la formazione a livello 

intra-articolare di uno scalino di circa un millimetro di spessore. Nella 

letteratura medica non sarebbero riportati valori di tolleranza di un simile 

scalino in termini di millimetri. Si tratterebbe però in ogni caso di una 

minima dislocazione e riguarderebbe solo la parte anteriore e laterale del 

quarto del piatto tibiale. Il resto della superficie dell’articolazione sarebbe 

intatto. Anche per il PD dott. med. E._____ la cartilagine in sede di 

frattura mostrerebbe un’alterazione del segnale, che il chirurgo 

interpretava come un segno della forza assiale esercitata nel prodursi 

della frattura. Attualmente non vi sarebbero agli atti referti che avrebbero 

permesso di seguire il decorso di tale affezione cartilaginea. Simili lesioni 

della cartilagine sarebbero però proprie a questo tipo di lesione del pilone 

tibiale, senza che in letteratura vengano citate delle loro corresponsabilità 

nel verificarsi di un’artrosi. Riguardo questo sviluppo anche il PD dott. 

med. E._____ condivideva la tesi già esposta dal medico di circondario e 

constatava che a due anni e mezzo dall’infortunio non erano 

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radiologicamente dati segni di una artrosi progrediente. L’osteofito già 

presente prima dell'infortunio in base alla documentazione medica non 

avrebbe aumentato il suo spessore, una riduzione della rima articolare 

non sarebbe riconoscibile dalle radiografie e non sarebbe dato constatare 

una sclerosi subcondrale dell'articolazione tibiale. Il solo residuo della 

frattura sarebbe costituito da una discreta irregolarità della superficie della 

parte anteriore e laterale del quarto del piatto tibiale. Le caratteristiche di 

detta compromissione non permetterebbero però di concludere con il 

necessario grado della probabilità preponderante al subentrare di una 

artrosi post-traumatica, anche se giusta la letteratura medica, un quadro 

definitivo della situazione sarebbe generalmente dato dopo quattro o 

cinque anni dalla frattura (vedi relazione del 23 novembre 2017). 

4.6. Per il Tribunale amministrativo le valutazioni fatte dal PD dott. med. 

E._____ e dal medico di circondario sono convincenti, in primo luogo già 

in base alle risultanze dell'esame radiologico eseguito nell'agosto 2017, il 

quale non evidenziava segni di un'artrosi e che quindi permetteva in ogni 

caso di escludere uno sviluppo in corso di tale patologia. Vada poi 

precisato che anche il dott. med. D._____ nella propria relazione del 13 

marzo 2017 riportava i risultati dell'esame radiologico del 27 ottobre 2016 

indicando "nessuna evidente alterazione artrosica di rilievo" e neppure nel 

successivo giudizio del 26 settembre 2017 pretendeva che in base agli 

atti fosse possibile concludere all'attuale presenza di un'artrosi. 

Sostanzialmente il chirurgo ortopedico considerava che la prognosi non 

fosse buona, in base a quanto rilevato dagli esperti che avevano visto il 

paziente e valutato il suo stato della caviglia dall'infortunio fino alla 

chiusura della cura medica nonché fondandosi sul giudizio espresso dal 

medico di circondario nel dicembre 2016. Osservazioni proprie, volte a 

comprovare che effettivamente lo stato della caviglia stia già attualmente 

degenerando non ne vengono fornite dal dott. med. D._____. 

Oggettivamente detto medico si limita a ritenere l'interpretazione fatta dal 

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dott. med. C._____ degli ulteriori esami radiologici eseguiti a Samedan il 

3 agosto 2017 in contrasto con il reperto della Clinica Balgrist del 27 

ottobre 2016, senza però oggettivare tale sua critica. In base all'anamnesi 

medica riportata dal dott. med. C._____ nella relazione del 14 agosto 

2017, il radiologo incaricato delle nuove radiografie aveva a sua 

disposizione i referti precedenti del 15 giugno 2015. Rispetto a questi dati, 

il dott. med. F._____ considerava che la formazione del minimo scalino 

sul lato anteriore del piatto tibiale distale fosse rimasta costante, senza 

dislocazione secondaria nei pressi della zona fratturata. Per il resto non 

veniva evidenziato alcun rilevante ingrossamento delle parti molli in sede 

periarticolare. In questo senso, anche il dott. med. D._____ non riesce 

quindi a comprovare che la situazione della caviglia sinistra sia tale da 

permettere di concludere ad un peggioramento prevedibile in termini di 

artrosi e nel peggiore dei casi di artrodesi. Certo la documentazione 

medica agli atti non permette di escludere una simile evoluzione, ma tale 

possibilità non basta per fondare un diritto a prestazioni. Nella valutazione 

fatta dal PD dott. med. E._____ viene espressamente presa posizione 

sugli esami radiografici, sul tipo di intervento effettuato, sulle risultanze 

degli interventi ed esami condotti sul paziente, nonché sui tipi di lesione 

dalla cartilagine e sulle loro evoluzioni giusta le conoscenze mediche. Per 

questo Giudice, non vi sono allora motivi per scostarsi delle concludenti e 

motivate argomentazioni fornite dal PD dott. med. E._____ per 

comprovare come lo stato attale della caviglia dell'istante non permetta di 

concludere al subentrare di una importante artrosi. In ogni caso, non 

essendo il peggioramento attualmente prevedibile, qualora una simile 

evoluzione dovesse effettivamente manifestarsi, all'assicurato 

permarrebbe il diritto di chiedere, in via eccezionale, una revisione. 

5. In conclusione, l'assicuratore infortuni ha giustamente negato all'istante il 

diritto ad una rendita d'invalidità ed ad una indennità per menomazione 

dell'integrità per cui il ricorso deve essere respinto. Giusta l’art. 61 LPGA 

- 18 -

la procedura è gratuita (lett. a) e la parte convenuta non ha diritto a 

ripetibili (lett. f e contrario).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. La procedura è gratuita.

3. Non vengono assegnate ripetibili.

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]