# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** be721a99-3d75-54cf-a801-523cc3ee690b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-12-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.12.2010 D-8051/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-8051-2010_2010-12-10.pdf

## Full Text

Corte IV
D-8051/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  d i c e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Walter Stöckli; 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, Turchia, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 27 ottobre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-8051/2010

Visti:

la prima domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data 3 lu-
glio 2010 in Svizzera;

la  decisione  di  stralcio  dell'UFM del  30  luglio  2010  a  seguito  della 
scomparsa del richiedente in data 8 luglio 2010;

la richiesta di riammissione dell'interessato del 10 agosto 2010 inoltra-
ta dalle autorità tedesche all'UFM giusta l'art. 16 par. 1 cpv. c del Re-
golamento (CE) n. 343/2003 del 18 febbraio 2003 (GU L 50 del 25 feb-
braio 2003,  di  seguito: Regolamento  Dublino)  e la  risposta  d'accetto 
dell'UFM in data 24 agosto 2010;

la seconda domanda d'asilo che il  richiedente ha presentato in data 
2 settembre 2010 in Svizzera dopo che quest'ultimo è stato allontanato 
verso la Svizzera il medesimo giorno dalle autorità tedesche in appli -
cazione del Regolamento Dublino;

i verbali di audizione dell'8 settembre 2010 (di seguito: verbale 1) e del 
21 settembre 2010 (di seguito: verbale 2);

la decisione dell'UFM del 27 ottobre 2010, notificata all'interessato in 
data 28 ottobre 2010 (cfr. avviso di ricevimento [act. B19/1]);

il ricorso inoltrato dal ricorrente il 17 novembre 2010 (cfr. timbro del pli -
co raccomandato);

i fatti del caso di specie che, se necessario, verranno ripresi nei consi -
derandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che, fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale 
amministrativo  federale  (di  seguito:  il  Tribunale),  in  virtù  dell'art.  31 

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LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del l'art. 5 PA prese 
dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e 
vanta un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifi -
cazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA) e che è pertanto legitti -
mato ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che i  ricorsi  manifestamente infondati,  ai  sensi  dei considerandi che 
seguono, sono decisi in procedura semplificata dal giudice unico, con 
l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisio-
ne è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);

che, giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti;

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), 
né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 
argomentazioni  delle parti  (cfr. sentenza del  Tribunale amministrativo 
federale  D-4917/2006 del 12 luglio 2007 consid. 3;  PIERRE MOOR, Droit 
administratif, vol. II, 2ª ed., Berna 2002, n. 2.2.6.5);

che, dalle audizioni risulta che l'interessato di religione alevita ha di-
chiarato di  essere cittadino turco, originario di  B._______, nella  pro-
vincia di  C._______, con ultimo domicilio  a D._______ dalla  nascita 
sino  al  suo  espatrio  a  giugno,  oppure  a  luglio  2010  (cfr. verbale  1, 
pagg. 2 e 8);

che il richiedente ha affermato di essere espatriato per il timore di es -
sere ucciso da un certo E._______ per il fatto che non avrebbe saldato 
un dedito; che, infatti,  quest'ultimo gli  avrebbe prestato EUR 40000.– 
l'11 settembre 2009 e, secondo gli accordi, l'interessato avrebbe dovu-
to restituire tale importo entro due mesi dalla concessione, oppure en-
tro  tre  mesi  con  l'aggiunta  degli  interessi  del  valore  di  EUR 1000.– 

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ogni mese trascorso senza pagamento; che visto il fallimento dell'atti -
vità del richiedente, egli non sarebbe più stato in grado di adempiere 
alle modalità di pagamento stipulate con il creditore; che in seguito, a 
partire da novembre 2009, alcune persone mandate da E._______ l'a-
vrebbero minacciato di morte insieme alla sua famiglia se non avesse 
eseguito il pagamento al più presto; che in una sola circostanza, avve-
nuta in dicembre 2009, sarebbe stato intimorito da uno sparo di un'ar -
ma da fuoco che gli avrebbe sfiorato la gamba; che tali minacce sareb-
bero  continuate  fino  all'inizio  di  giugno  2010,  allorquando  sarebbe 
espatriato; che, inoltre, l'interessato ha aggiunto di esser sempre stato 
visto male dagli abitanti del suo villaggio per la sua fede alevita; che, 
infine, avendo contratto l'epatite B, con molta probabilità, a causa di un 
rapporto sessuale contro pagamento, avuto in Svizzera, il richiedente 
ha chiesto di essere curato;

che,  nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  considerato  inverosimili, 
contraddittorie  ed incompatibili  con l'esperienza generale di  vita o la 
logica  dell'agire  nonché  insufficientemente  motivate  le  dichiarazioni 
dell'interessato circa i suoi motivi d'asilo; che, in particolare, apparireb-
be assurdo che l'interessato abbia condotto una vita ordinaria in pa-
tria, se fosse stato realmente preoccupato per la sua vita; che, infatti,  
si sarebbe adoperato il più velocemente possibile all'espatrio, evitando 
di  rendersi  facilmente reperibile  dal  novembre 2009 al  giugno 2010; 
che apparirebbe incredibile,  che il  richiedente  si  sia  accontentato  di 
scrivere al Ministero Pubblico di B._______ soltanto una volta nel di-
cembre 2009 allo scopo di denunciare le minacce orali subite e che in  
seguito a tale episodio, pur non avendo ricevuto nessuna risposta, se 
ne sia disinteressato; che,  se l'interessato si  fosse realmente rivolto 
alle autorità, molto verosimilmente non se ne sarebbe disinteressato al 
primo tentativo fallito, bensì avrebbe seguito il caso in modo più attivo 
visto il suo timore di essere addirittura ucciso; che, per quanto riguar-
da il disagio del richiedente dovuto alla sua fede alevita, sarebbe lecito 
pensare che se tale malessere fosse stato realmente insopportabile, 
l'interessato non avrebbe vissuto tutta la sua vita nell'unica località di  
F._______, bensì si sarebbe adoperato per recarsi in un'altra località 
più ospitale; che, peraltro, il richiedente non avrebbe presentato alcun 
mezzo di prova a sostegno della sua domanda d'asilo, nonostante ab-
bia addotto l'esistenza di atti  giuridici,  ossia di  verbali della polizia e 
della gendarmeria relativi all'entrata in casa sua di alcune persone ma-
fiose e di documenti medici concernenti le sue dimissioni dall'ospeda-
le;  che,  in  aggiunta,  avrebbe  dichiarato  nella  prima  audizione  che 

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avrebbe  dovuto  restituire  la  somma  del  debito  del  valore  di 
EUR 40000.– entro  la  fine  di  novembre  2009,  ossia  dopo  due  mesi 
dalla  sua consegna avvenuta  l'11 settembre 2009; che,  invece,  nella 
seconda audizione avrebbe allegato che avrebbe dovuto restituire la 
somma prestatagli entro tre mesi dalla concessione con l'aggiunta de-
gli interessi pari a EUR 1000.– per ogni mese trascorso senza paga-
mento; che, oltre a ciò, si sarebbe contraddetto sul numero delle per-
sone mandate da E._______ e sarebbe rimasto vago circa le date del-
le minacce;

che, di conseguenza, l'UFM ha concluso che il racconto del richieden-
te  non  soddisferebbe  le  condizioni  di  verosimiglianza  previste  dal -
l'art. 7  LAsi  ed  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato 
dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso la Turchia, sic-
come lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha contestato la decisione dell'UFM, so-
stenendo che, l'UFM non conoscerebbe la realtà turca; che, infatti, non 
avrebbe potuto scappare immediatamente, in quanto avrebbe famiglia 
in Turchia; che a tal proposito avrebbe cercato di guadagnare tempo 
con la speranza di  poter restituire quanto gli  sarebbe stato prestato; 
che, inoltre, non sarebbe servito a nulla insistere a fidarsi delle autori -
tà  turche,  visto  che i  suoi  aggressori  sarebbero stati  rilasciati  quasi 
prontamente senza subire nessuna conseguenza per quanto gli avreb-
bero causato; che, per quanto riguarda la sua fede, ha asserito che 
con gli  anni  la pressione sarebbe diventata così pesante che non vi 
sarebbe  stata  altra  alternativa  che  andarsene; che  il  suo  comporta-
mento sarebbe quindi logico; che, peraltro, ha rimandato a quanto già 
allegato in sede d'audizione circa l'identità dei suoi aggressori; che, in-
fine, ha ritenuto come non esigibile l'esecuzione dell'allontanamento in 
Turchia,  in  quanto  la  situazione  in  loco  non  militerebbe  per  un  suo 
rientro nella dignità e nella sicurezza;

che, in conclusione, la ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annulla-
mento  della  decisione  impugnata,  la  concessione dell'asilo  e,  in  via 
sussidiaria, la concessione dell'ammissione provvisoria; che ha, altre-
sì, presentato una domanda di esenzione dal pagamento di un antici-
po a copertura delle presumibili spese processuali;

che, giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo 
ai rifugiati; che l'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a 
persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiati; che esso 

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comprende il diritto di risiedere in Svizzera; che, giusta l'art. 3 cpv. 1 
LAsi, sono rifugiati le persone che, nel paese d'origine o di ultima resi -
denza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religio -
ne, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per 
le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere espo-
ste a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizio-
ne a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà, nonché le 
misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 
cpv. 2 LAsi); che occorre altresì tenere conto dei motivi di fuga specifici 
della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi);

che, a tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve pro-
vare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la 
qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una 
probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in 
particolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fon-
date o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo 
determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi);

che, in altre parole, per poter ammettere la verosimiglianza, ai  sensi 
dei summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un 
richiedente  l'asilo,  occorre  che  le  stesse  abbiano  insito  un  grado  di  
convinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla pos-
sibilità del contrario, così che quest'ultima risulti secondaria (cfr. Giuri-
sprudenza  ed informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso in 
materia d'asilo [GICRA] 1993 n. 21); che le dichiarazioni devono esse-
re attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generi -
che e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più vero-
simile), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno 
con altri  dati o elementi certi; che, peraltro, il giudizio sulla verosimi-
glianza  deve essere  il  frutto  di  una  valutazione  complessiva,  e  non 
esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo 
da consentire di limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ov-
vero il  pericolo di  fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  
postulati di civiltà giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudican-
te (cfr. GICRA 1995 n. 23);

che le dichiarazioni decisive rese dal ricorrente in corso di procedura 
si esauriscono in mere ed imprecise affermazioni di parte, non corro-
borate dal benché minimo elemento di seria consistenza; che, inoltre, 

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l'insorgente si è limitato a pure congetture, non fondate su alcun indi -
zio oggettivo, con riferimento agli evocati fatti;

che, in particolare, è poco attendibile che il ricorrente rimanga in patria 
per ben otto mesi dall'inizio delle evocate persecuzioni prima di espa-
triare; che, inoltre, avendo dichiarato in sede d'audizione che le minac-
ce erano anche dirette verso la sua famiglia, è a maggior ragione in-
comprensibile che sia espatriato da solo lasciandola in loco (cfr. verba-
le 1,  pag. 6); che neanche in sede di  ricorso è riuscito  a presentare 
una  spiegazione  attendibile  per  tale  comportamento  (cfr.  ricorso, 
pag. 2);

che nel gravame l'insorgente non si è peraltro minimamente espresso 
circa  le  incongruenze  evidenziate  dall'UFM,  limitandosi  a  rimandare 
alle sue dichiarazioni fornite in sede d'audizione (cfr. ricorso, pag. 3);

che, infatti, ci si sarebbe potuti attendere che egli fosse in grado di da-
tare con maggiore precisione i vari eventi; di dare un numero preciso 
di persone che sarebbero venute a minacciarlo e spiegare le modalità 
di pagamento stabilite con il signor E._______ per la restituzione del  
credito senza contraddirsi tra la prima e la seconda audizione (cfr. ver-
bale 1, pag. 6 e verbale 2, pagg. 7);

che,  inoltre,  non può risultare  credibile  l'affermazione dell'insorgente 
secondo cui non avrebbe ricevuto copia dei documenti che avrebbe fir -
mato (cfr. verbale 2, pag. 6);

che, per il resto, per evitare ulteriori ripetizioni,  si  rimanda alle consi-
derazioni della decisione dell'UFM;

che, alla luce delle evocate dichiarazioni  contraddittorie  e non circo-
stanziate dal ricorrente, che portano sui punti essenziali della sua do-
manda d'asilo, v'è ragione di concludere all'inverosimiglianza dei fat ti 
addotti, senza che sia necessario menzionare ulteriori elementi di inat -
tendibilità del racconto dell'insorgente;

che, peraltro, considerata l'evocata inverosimiglianza dei fatti  addotti,  
non v'è motivo di ritenere che il ricorrente non possa ottenere in pa tria, 
se  opportunamente  sollecitata,  un'appropriata  protezione  contro  l'e-
ventuale futuro agire illegittimo di terzi nei suoi confronti,

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che, in considerazione di quanto esposto, il ricorso in materia di rico -
noscimento della qualità di rifugiato e di concessione dell'asilo, desti -
tuito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la deci -
sione impugnata va confermata,

che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio fe-
derale pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordi -
na l'esecuzione; tiene però conto del principio dell'unità della famiglia 
(art. 44 cpv. 1 LAsi);

che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  (art.  14 
cpv. 1 e 2 nonché 44 cpv. 1 LAsi  come pure art. 32 OAsi  1; GICRA 
2001 n. 21);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che  giusta  tale  norma  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve essere 
possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragio-
nevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che per gli stessi motivi non emergono dalle carte processuali neppure 
elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento dell'in -
sorgente in Turchia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione fe-
derale  della  Confederazione  Svizzera  del  18 aprile 1999  (Cost., 
RS 101), l'art. 33 della convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei 
rifugiati  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5  LAsi  (divieto  di  respingimento), 
l'art. 83 cpv. 3 LStr, l'art. 3 CEDU nonché l'art. 3 della convenzione del 
10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, 
inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile;

che, inoltre, la situazione vigente in Turchia non appare, notoriamente, 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga l'insieme della  popolazione nell'integralità  del  territorio  na-
zionale;

che,  quanto alla  situazione personale  dell'insorgente,  il  medesimo è 
giovane, vanta una certa formazione scolastica ed un'esperienza pro-
fessionale quale commerciante di bestiame (cfr. verbali 1 e 2, pag. 3); 
che, inoltre, dispone di una solida rete sociale in patria, segnatamente  

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suo padre, una sorella, i suoi figli con la ex moglie ad G._______ non -
ché un'altra sorella a H._______ (cfr. verbale 1, pag. 4);

che, infine, l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvi-
soria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli 
atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per 
motivi medici; che, infatti, per quanto riguarda l'evocata infezione con 
l'epatite  B, il  ricorrente ha affermato nella seconda audizione di  non 
aver più alcun disturbo ed in sede di ricorso, ossia dopo ulteriori due 
mesi, non si è più espresso in merito (cfr. verbale 2, pag. 13); che, pre-
messo ciò, il Tribunale non può che partire dal presupposto che l'insor-
gente non sia affetto da suddetta malattia;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento della ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità  dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi  e art. 83 
cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria  diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (art. 8 cpv. 4  LAsi;  DTAF 
2008/34  consid.  12  pagg.  513-515); che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in 
materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatte-
so e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il  diritto  federale,  né abusato  del  suo potere  di  apprezzamento; che 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda d'e-
senzione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

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che,  visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorren-
te. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale ammi-
nistrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della 
presente decisione.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM,  Divisione soggiorno, con allegato l'incarto  N [...]  e copia del 

ricorso del 17 novembre 2010 (per corriere interno; in copia)
- I._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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