# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4dbfe65f-ff54-5935-bbba-51eb82970fda
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-09-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 08.09.2000 11.1998.176
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1998-176_2000-09-08.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.1998.00176

  	
  Lugano

  8 settembre
  2000/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Bottinelli Raveglia, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa
__________.__________.__________ (modifica di sentenza di divorzio) della
Pretura della giurisdizione di Mendrisio Nord promossa con petizione del 16
dicembre 1996 da

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________ 

  (patrocinato dall'avv. __________ __________,
  __________) 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________

  (patrocinata dal lic. iur. __________ __________, 

  studio avv. __________ __________, __________);

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 29 ottobre 1998 presentato da __________ __________ contro la
sentenza emessa il 7 ottobre 1998 dal Pretore della giurisdizione di Mendrisio
Nord;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

 

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con
sentenza del 22 dicembre 1993 il Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord
ha pronunciato il divorzio tra __________ __________ (1945) e __________ nata
__________ (1946). La sentenza prevedeva, tra l'altro, l'obbligo per il marito
di versare un contributo alimentare di fr. 650.– mensili per la moglie, in applicazione
dell'art. 152 CC. Entrambi i coniugi hanno presentato appello contro la
sentenza. In parziale accoglimento del ricorso di __________ __________, con
sentenza del 27 maggio 1995 (inc. __________.__________.__________) questa
Camera ha riformato il giudizio del Pretore, accertando che il contributo alimentare
– da indicizzare – era dovuto in virtù dell'art. 151 CC. L'appello di __________
__________ è stato respinto. 

 

                                  B.   Con
petizione del 16 dicembre 1996 __________ __________ ha convenuto __________
__________ davanti al Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord per
ottenere la soppressione del contributo alimentare con effetto retroattivo dal
1° agosto 1996; in via subordinata egli ha chiesto che il contributo fosse
ridotto a fr. 100.– mensili, senza indicizzazione, e che fosse trasformato in
rendita di indigenza a norma dell'art. 152 CC. __________ __________ ha
proposto il 21 febbraio 1997 di respingere la petizione. Nei successivi
allegati scritti l'attore e la convenuta hanno mantenuto le loro posizioni.
Chiusa l'istruttoria, entrambe le parti hanno presentato un memoriale
conclusivo nel quale hanno ribadito i rispettivi punti di vista, rinunciando al
dibattimento finale. 

 

                                  C.   Statuendo
il 7 ottobre 1998, il Pretore ha parzialmente accolto la petizione e ha ridotto
il contributo alimentare in favore dell'ex moglie a fr. 500.– mensili dal 16 dicembre
1996, da adeguare annualmente all'evoluzione delle prestazioni di invalidità di
cui beneficia __________ __________. Ha respinto invece la domanda di modifica
del fondamento giuridico del contributo. La tassa di giustizia di fr. 1200.– e
le spese sono state poste per tre quarti a carico dell'attore, con obbligo di
versare alla convenuta fr. 3'500.– per ripetibili, e per il resto a carico di
__________ __________. 

 

                                  D.   Contro
la sentenza predetta __________ __________ è insorto con un appello del 29
ottobre 1998 nel quale chiede che la petizione sia accolta e che il giudizio
del Pretore sia riformato nel senso di sopprimere il contributo alimentare dal
16 dicembre 1996. Nelle sue osservazioni del 1° dicembre 1998 __________
__________ propone di respingere l'appello e di confermare la sentenza
impugnata. 

 

                                  E.   In
seguito all'entrata in vigore del nuovo diritto del divorzio, con ordinanza
dell'11 aprile 2000 la presidente di questa Camera ha invitato le parti a
formulare eventuali osservazioni sui temi toccati dalla modifica legislativa.
__________ __________ ha confermato le proprie domande il 2 maggio 2000.
__________ __________ non ha formulato osservazioni. 

 

Considerando

 

In diritto:                  1.   In
concreto l'azione verte sulla soppressione del contributo alimentare per la
convenuta stabilito con la sentenza di divorzio del 27 maggio 1995. Ora, per
l'art. 7a cpv. 3 tit. fin. CC la modifica di una sentenza di divorzio –
o di separazione – è retta dalla legge anteriore, fatte salve le disposizioni
relative ai figli e alla procedura. Il diritto anteriore continua ad
applicarsi, quindi, alla modifica di contributi alimentari in favore del
coniuge divorziato o separato (Leuenberger
in: Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000, n. 8 ad art. 7a-7b
tit. fin. CC; Geiser in: Vom
alten zum neuen Scheidungsrecht, Berna 1999, pag. 251 n. 6.06). Nella
fattispecie il contributo per la moglie continua di conseguenza a essere
soggetto, dal profilo sostanziale, al diritto previgente la modifica
legislativa del 26 giugno 1998. Gli aspetti procedurali sono disciplinati
invece dalla legge nuova (cfr. Sutter/
Freiburghaus, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, Zurigo 1999, n. 11 ad
art. 7a tit. fin. CC; Leuenberger,
op. cit., n. 9 ad art. 7a-7b tit. fin. CC).

 

                                   2.   L'art.
153 cpv. 2 vCC stabilisce che il coniuge obbligato a fornire una rendita a
titolo di alimenti può domandare di esserne liberato o che sia ridotta quando
il bisogno più non esista o sia sensibilmente diminuito, come pure quando le
condizioni economiche del debitore più non corrispondano all'importo della
rendita. Presupposto per la soppressione o la riduzione della somma è che dal
profilo economico le circostanze siano cambiate in modo ragguardevole, duraturo
e non prevedibile all'epoca in cui la rendita era stata fissata (DTF 117 II 363
consid. 3 in fine). Inoltre la modifica del contributo non deve dipendere da
decisioni unilaterali del debitore, ma da circostanze oggettive (DTF 121 III
299 consid. 3b). 

 

                                   3.   Il
Pretore ha rilevato che l'appellante, invalido all'80% dall'__________
__________ 1996, è stato posto al beneficio del prepensionamento per ragioni di
salute dal 1° agosto del medesimo anno. Il primo giudice, ritenuta l'invalidità
successiva al divorzio, imprevedibile a quel momento, ha poi accertato che la
diminuzione di reddito era duratura. Ciò posto, egli ha calcolato gli introiti
dell'attore, composti di rendite versate dall'assicurazione invalidità e dalla
cassa pensione, in complessivi fr. 4250.– mensili, giungendo alla conclusione
che il reddito era diminuito del 12.5 % circa, poiché al momento del divorzio
il marito guadagnava fr. 4851.– mensili. Quanto ai fabbisogni di entrambe le
parti, il Pretore ha rilevato che non vi erano modifiche per nuovi oneri,
mentre lo stipendio della creditrice era aumentato di fr. 238.– mensili nel
1997. Ha infine ridotto per equità il contributo alimentare a fr. 500.–
mensili, da adeguare all'evoluzione delle prestazioni assicurative percepite
dal debitore alimentare. 

 

                                   4.   L'appellante
rimprovera al Pretore di essere giunto a un risultato arbitrario per avere
considerato solo la riduzione delle sue entrate, senza valutare il rapporto
esistente tra queste e il suo accresciuto fabbisogno, che si è tradotto in un
notevole peggioramento delle sue condizioni finanziarie. Egli adduce di non
poter versare alcun contributo alimentare all'ex moglie, poiché con le sue
entrate non riesce neppure a coprire il fabbisogno minimo, aumentato del 20%,
che gli deve essere garantito. Afferma altresì che il suo fabbisogno è
aumentato dopo il divorzio, passando da fr. 3'663.–, come accertato dal Pretore
nella sentenza del 23 dicembre 1993, a fr. 4'357.– mensili. Quest'ultimo
importo, prosegue l'appellante, non è stato contestato dalla controparte e si
compone delle seguenti poste: fr. 1025.– per il minimo esistenziale del diritto
esecutivo, fr. 1'300.– per la locazione, fr. 150.– per le spese accessorie, fr.
120.– per la locazione del garage, fr. 824.– per le imposte, fr. 253.90 per la
cassa malati, fr. 20.– per l'assicurazione dell'economia domestica, fr. 30.–
per l'imposta di circolazione, fr. 71.– per l'assicurazione dell'autoveicolo,
fr. 394.– per il leasing dello stesso, fr. 170.– per le spese di elettricità, telefono
e acqua. L'appellante rileva dipoi che occorre considerare anche le costanti
cure mediche imposte dalla sua malattia, con costi che non sono coperti
integralmente dalla cassa malati. In definitiva, egli valuta in fr. 4'635.–
l'importo cui ha diritto, superiore al reddito accertato dal Pretore, di modo
che non sarebbe tenuto a versare alcunché all'ex moglie. 

 

                                   5.   Il
Pretore è incorso palesemente in una svista accertando un reddito complessivo
del debitore alimentare di fr. 4'250.– mensili (sentenza impugnata, pag. 5). In
seguito al prepensionamento il reddito netto complessivo dell'attore, dopo la
deduzione del premio per l'assicurazione infortuni non professionali di fr.
208.80 annui (verbali, pag. 6) e dei contributi AVS/AI/IPG di fr. 1236.20 annui
(doc. Z), risulta infatti di fr. 55'213.– annui (doc. C, sentenza impugnata,
pag. 5), pari a fr. 4601.– mensili su dodici mensilità. Dal 1° gennaio 1997,
inoltre, la pensione di invalidità ammonta a fr. 2688.– (doc. G) per tredici
mesi, ciò che porta a un reddito mensile netto complessivo di fr. 4607.–.
Confrontando tale importo con il reddito di fr. 4851.– accertato nella sentenza
di divorzio, se ne deduce che in realtà la contrazione del reddito è di fr.
244.– mensili, vale a dire del 5%. 

 

                                   6.   Per
quel che concerne il fabbisogno dell'attore, nulla consente di concludere dagli
atti che la convenuta ha ammesso l'importo di fr. 4'357.– da lui addotto. Anzi,
essa ha contestato negli allegati scritti le argomentazioni dell'attore
sull'aumento dei propri costi, per riconoscere infine un importo di fr.
3'477.90 mensili (conclusioni, pag. 8). 

 

                                         a)   Da
un esame particolareggiato delle poste fatte valere dall'interessato si rileva
che diversi importi devono essere stralciati dal fabbisogno mensile. Le spese
per elettricità, telefono e acqua (fr. 170.– mensili) sono infatti già comprese
per prassi invalsa di questa Camera nel minimo esistenziale del diritto
esecutivo (Rep. 1995 pag. 141, 1994 pag. 297 consid. 5). Né possono essere
considerati dopo il pensionamento i costi per l'autoveicolo, valutati
dall'interessato in complessivi fr. 615.– mensili (fr. 120.– per la locazione
del garage, fr. 30.– per l'imposta di circolazione, fr. 71.– per
l'assicurazione di veicoli a motore, fr. 394.– per il leasing). Le spese per
l'automobile possono essere inserite nel fabbisogno personale solo se sono
indispensabili per scopi professionali o per esercitare il diritto di visita
(da ultimo: I CCA, sentenza del 29 dicembre 1999 in re N., consid. 6; Rep. 1994
pag. 145, 1993 pag. 265), ciò che non si verifica (più) nella fattispecie. Né
l'appellante adduce di avere necessità del veicolo per motivi di salute.
L'onere fiscale poi è sceso a fr. 578.– mensili (doc. AA) dopo il sopraggiungere
dell'invalidità, mentre il premio mensile per l'assicurazione dell'economia
domestica è di fr. 40.90 (doc. R).

 

                                         b)   L'appellante
è affetto da una malattia cardiaca, ma si ignorano le spese mediche che tale
affezione comporta e, soprattutto, la percentuale dei costi medici non coperti
dalla cassa malati che rimane a carico dell'assicurato. L'attore ha prodotto le
ricevute dei pagamenti di spese mediche relative al 1996 per un importo di
circa fr. 540.– (doc. V), senza tuttavia indicare i rimborsi ottenuti dalla
cassa malati. Ciò consente, nell'ipotesi a lui più favorevole, di stimare una
spesa personale di fr. 324.–, corrispondente a fr. 27.– mensili (doc. Q:
franchigia annua opzionale di fr. 300.– e presumibile assunzione del 10% dei
costi) nel 1996. Se non che, l'appellante non ha dimostrato che la spesa è
ricorrente e che deve di conseguenza essere inserita nel suo fabbisogno. Su
questo punto l'appello si rivela dunque sprovvisto di buon diritto. 

 

                                         c)   Sostiene l'appellante che al suo fabbisogno deve ancora essere
aggiunto il supplemento del 20% previsto dalla giurisprudenza. Tale
supplemento, nondimeno, può essere fatto valere solo dall'ex coniuge debitore
di una rendita di indigenza ai sensi dell'art. 152 vCC (Hausheer/Spycher, Handbuch des Unterhaltsrechts, Berna 97, n.
02.58, pag. 86) e non può essere invocato dall'ex coniuge che deve
corrispondere un'indennità fondata sull'art. 151 cpv. 1 vCC (da ultimo: I CCA, sentenza
del 16 luglio 1999 in re B., consid. 3).

                                         

                                   7.   In
definitiva, con il sopraggiungere dell'invalidità e il prepensionamento sono
diminuite non solo le entrate mensili dell'appellante, ridotte di fr. 244.–, ma
anche le sue spese, poiché il fabbisogno è sceso a fr. 3'478.– mensili (cfr.
doc. A e 1), come sottolinea la convenuta. Quest'ultimo importo è persino
superiore a quello di fr. 3'347.80 calcolato da questa Camera (fr. 1'025.– per
il minimo del diritto esecutivo, fr. 1'300.– per la locazione, fr. 150.– per le
spese accessorie, fr. 253.90 per la cassa malati, fr. 528.– per le imposte, fr.
40.90 per l'assicurazione domestica). Considerando sia i redditi sia le spese,
pertanto, la situazione economica dell'attore non è peggiorata in modo
rilevante, poiché il deterioramento si riduce a soli fr. 59.– mensili. Con le
rendite nette di fr. 4607.– mensili di cui egli beneficia e un fabbisogno di
fr. 3478.– mensili, l'appellante ha a disposizione fr. 1129.– mensili con cui
può senz'altro versare all'ex moglie il contributo alimentare di fr. 500.–
mensili stabilito dal Pretore senza intaccare il proprio fabbisogno. Il gravame
si rivela pertanto sprovvisto di fondamento su questo punto.

 

                                   8.   Sostiene
l'attore che il contributo alimentare dovrebbe essere soppresso anche perché le
condizioni economiche della beneficiaria sono migliorate, grazie a un aumento
di stipendio di fr. 238.– mensili. L'appellante afferma che rispetto all'epoca
del divorzio la convenuta avrebbe un reddito di fr. 3'600.– mensili e un fabbisogno
di fr. 2900.– mensili, ragione per cui essa disporrebbe ogni mese, con il
contributo alimentare di fr. 500.– mensili, di un importo di fr. 1200.–. L'ex
moglie, secondo l'appellante, avrebbe pertanto un reddito complessivo e una
disponibilità mensili superiori ai propri, ciò che sarebbe iniquo e spropositato.

                                         

                                         Ora, la
sola circostanza che il reddito della convenuta sia aumentato ancora non
consente di concludere per un miglioramento della situazione economica. Per giungere
a una conclusione del genere, si deve confrontare, oltre all'evoluzione del
reddito, anche quella del fabbisogno dell'ex moglie rispetto all'epoca del
divorzio. Dagli atti risulta che il reddito netto della beneficiaria è di fr.
3'899.– mensili (doc. 16), superiore quindi di fr. 538.– a quello di fr.
3'361.– (doc. A e 1) accertato dal Pretore nella sentenza di divorzio. Il
fabbisogno della convenuta ammonta mensilmente a fr. 3'158.– (fr. 1025.– per il
minimo del diritto esecutivo; fr. 319.50 per il premio della cassa malati [doc.
2], fr. 1166.– per il canone di locazione [doc. 3], fr. 26.70 per il premio
dell'assicurazione economia domestica [doc. 4], fr. 620.70 per le imposte [doc.
11, 12 e 14]). Rispetto al fabbisogno accertato al momento del divorzio, che
era di fr. 2433.– mensili (doc. A e 1), vi è quindi stato un incremento di fr.
725.– mensili causato dai maggiori costi per il premio di cassa malati, per le
imposte e per la locazione (il cui valore è ancora inferiore a quella dell'attore).
Valutata nel suo insieme, la situazione economica della convenuta non è
migliorata ed è anzi peggiorata, poiché l'aumento di stipendio non basta
neppure per coprire l'aumento degli oneri ricorrenti. Anche da questo profilo
manca di conseguenza ogni premessa per sopprimere il contributo alimentare.
L'appello, infondato in ogni suo punto, deve dunque essere respinto.

 

                                   9.   Gli
oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC) e vanno quindi a
carico dell'appellante, che rifonderà alla controparte un'adeguata indennità
per ripetibili di appello.

 

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 600.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
650.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante, che rifonderà alla controparte fr. 1000.– per
ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

                                         – avv.
__________ __________, __________;

                                         – lic.
iur. __________ __________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio Nord.

                                      

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

La presidente                                                        La
segretaria