# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 95675a4b-1ecb-5584-98a0-d3442fd19eea
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-11-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 09.11.2000 11.2000.137
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2000-137_2000-11-09.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2000.00137

  	
  Lugano,

  9 novembre
  2000/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, vicepresidente, 

  Giani e Pellegrini

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire sull'“istanza di petizione” del 7
novembre 2000 presentata da

 

	
   

  	
  __________ __________ __________, __________

   

  
	
   

  	
  contro il decreto del 26 ottobre 2000 con cui il
  Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha rifiutato all'istante il
  beneficio dell'assistenza giudiziaria;

  	 

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta
l'“istanza di petizione” introdotta da __________ __________ __________ contro
il decreto del Pretore;

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che
il 20 ottobre 2000 __________ __________ __________ si è rivolta al Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 6, perché le designasse un patrocinatore d'ufficio
ai fini di promuovere causa contro l'ex marito __________ __________ __________
e rimettere in discussione la sentenza di divorzio;

 

                                         che con
decreto del 26 ottobre 2000 il Pretore ha respinto l'istanza, la nomina di un
patrocinatore d'ufficio potendo “avvenire solo in seguito alla promozione di
una causa ordinaria”;

 

                                         che
contro tale atto __________ __________ __________ è insorta con un'“istanza di
petizione” del 7 novembre 2000 nella quale chiede di nominarle un patrocinatore
d'ufficio e di riformare in tal senso il decreto impugnato;

 

                                         che la
richiesta non è stata oggetto di intimazione;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
il decreto con cui un Pretore rifiuta a una parte il beneficio dell'assistenza
giudiziaria è appellabile (art. 158 cpv. 2 CPC), sicché da questo profilo
l'“istanza di petizione” può essere trattata come appello;

 

                                         che un
appello deve contenere nondimeno – sotto pena di nullità – l'indicazione dei
motivi sui quali esso si fonda (art. 309 cpv. 2 lett. f e cpv. 5 CPC);

 

                                         che nella
fattispecie l'interessata si duole di pretese sopraffazioni e di asserite
truffe subìte al momento del divorzio, ma non spiega per quali ragioni la
motivazione in base alla quale il Pretore ha respinto la richiesta di
assistenza giudiziaria sarebbe erronea;

 

                                         che di
conseguenza, seppure trattata come appello, l'“istanza di petizione” appare già
di primo acchito inammissibile;

 

                                         che del
resto, si volesse anche prescindere da insufficienze formali, il beneficio dell'assistenza
giudiziaria può essere conferito al più presto – come ha rilevato il Pretore –
contestualmente all'atto introduttivo della lite (Rep. 1995 pag. 231 n. 58);

 

                                         che nella
misura in cui insiste per ottenere l'assistenza giudiziaria prima ancora di
avere intentato causa, l'interessata reitera una domanda ingiustificata;

 

                                         che
pertanto, foss'anche ricevibile, l'appello andrebbe in ogni modo respinto;

 

                                         che gli
oneri dell'attuale sentenza andrebbero a carico dell'appellante (art. 148 cpv.
1 CPC), ma che le particolarità del caso inducono – eccezionalmente – a
rinunciare a ogni prelievo;

 

 

in applicazione dell'art. 313bis CPC,

 

 

pronuncia:              1.   Trattata
come appello, l'“istanza di petizione” è respinta nella misura in cui è ricevibile.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse né spese.

 

                                   3.   Intimazione
a __________ __________ __________, __________.

                                         Comunicazione
al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

Il vicepresidente                                                    Il
segretario