# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 78220d80-d545-59c0-a7e2-0ffa6e5b130c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-02-23
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 23.02.2012 60.2011.386
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2011-386_2012-02-23.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2011.386

   

  	
  Lugano

  23 febbraio
  2012/ps

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Daniela Fossati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza 14.11./1.12.2011 presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1 

  patr. da: PR 1 

  
	
   

  	
   

  tendente ad ottenere l’autorizzazione a compulsare
  gli atti di cui agli incarti penali ABB __________ e NLP __________ nel frattempo
  archiviati;

  

 

 

premesso che l’istanza datata 14.11.2011 è
giunta al Ministero pubblico il 15.11.2011, che – per il tramite del
procuratore pubblico Andrea Gianini – l’ha trasmessa, per competenza, a questa
Corte con scritto 1.12.2011, osservando che da parte sua nulla osta alla richiesta,
precisando nondimeno che per prassi gli incarti penali devono essere consultati
presso gli uffici del Ministero pubblico e non vengono inviati al domicilio del
legale;

 

che __________, __________, interpellato da
questa Corte, non ha presentato osservazioni in relazione alla presente istanza;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

 

 

 

in fatto ed in diritto

 

                                         che
a seguito della denuncia sporta il 10/12.09.2001 dall’amministratrice speciale del
fallimento di __________ nei confronti di quest’ultimo – il quale era titolare
della ditta individuale __________, con sede a __________ [il cui scopo era
l’esercizio di un’impresa di costruzione, del cui titolare __________ è stato
dichiarato il fallimento con decreto 11.02.1998 della Pretura di __________ e
la cui procedura di fallimento è stata chiusa con decreto del 7.01.2009 (cfr.
estratto del registro di commercio)] – per l’ipotesi di reato di titolo di
inosservanza da parte del debitore di norme della procedura di esecuzione e
fallimento (art. 323 CP) riguardo in particolare alla posizione di quest’ultimo
in seno alla __________, __________ -__________, il Ministero pubblico ha
aperto un procedimento penale a suo carico sfociato nel decreto di non luogo a
procedere 7.01.2002 emanato dall’allora procuratore pubblico Giuseppe
Muschietti in difetto dell’esistenza di seri e concreti indizi di reato (NLP __________
– inc. MP __________);

 

 

                                         che
avverso il suddetto decreto non è stata presentata all’allora Camera dei
ricorsi penali un’istanza di promozione dell’accusa ai sensi dell’art. 186 CPP
TI;

 

 

                                         che nell’ambito della causa di accertamento
dell’inesistenza del debito ex art. 85a LEF promossa il 28.09.2009 in procedura
accelerata presso la Pretura di __________ da PI 3 contro __________, ora IS 1,
e meglio in occasione dell’udienza tenutasi il 10.11.2009, la parte convenuta
ha eccepito il falso di tre documenti prodotti dalla parte attrice (inc. __________
della Pretura di __________); 

 

 

                                         che
l’eccezione di falso è stata ribadita il 12.01.2010 durante l’udienza di
discussione dinanzi al pretore di __________, avv. Marco Ambrosini, il quale ha
deciso di trasmettere l’incarto al Ministero pubblico per quanto di sua
competenza (AI 1 – inc. MP __________);

 

 

                                         che
in seguito alla surriferita segnalazione, il Ministero pubblico ha aperto un
procedimento penale a carico di PI 3 per l’ipotesi di reato di falsità in
documenti (nell’ambito del quale sono stati intrapresi alcuni atti d’indagine,
ovverossia l’allestimento di una perizia calligrafica e l’interrogatorio di
diverse persone) sfociato nel decreto di abbandono 25.05.2011 (ABB __________) emanato
dal procuratore pubblico Andrea Gianini in applicazione dell’art. 319 cpv. 1
lit. a CPP (inc. MP __________);

 

 

                                         che avverso il suddetto decreto non è stato
presentato reclamo a questa Corte giusta l’art. 322 cpv. 2 CPP;

 

 

                                         che
il 31.10.2011, nell’ambito della causa civile ordinaria appellabile di cui
all’incarto __________ della Pretura di __________ promossa il 28.09.2009 da PI
3, __________ (patr. da: avv. PR 2, __________) contro IS 1, __________ (patr.
da: avv. PR 1, __________), il pretore aggiunto della Pretura di __________,
avv. __________, ha – tra l’altro – deciso che la convenuta è autorizzata a
procedere alla ricerca della documentazione utile e pertinente per il
procedimento presso il Ministero pubblico di __________ in relazione ai
suddetti incarti penali (doc. 1.a);

 

 

                                         che con la presente richiesta – trasmessa
dal Ministero pubblico, per competenza, a questa Corte – l’avv. PR 1, in nome e per conto della sua assistita, richiamando la citata decisione 31.10.2011 (inc. __________
della Pretura di __________), ha chiesto di ottenere la trasmissione degli
incarti penali NLP __________ e MP __________ (doc. 1.a);

 

 

                                         che in data 20.12.2011 questa Corte ha
informato l’avv. PR 1 che deve poter disporre di informazioni minime riguardo
ai motivi che stanno alla base della sua richiesta con riferimento ad ogni
singolo incarto penale onde stabilire se sia adempiuto un interesse giuridico
legittimo ai sensi dell’art. 62 cpv. 4 LOG (doc. 2);

 

 

                                         che con scritto 3/4.01.2012 l’avv. PR 1 ha nuovamente trasmesso a questa Corte la decisione 31.10.2011 della Pretura di __________ (inc. __________
della Pretura di __________) (doc. 3);

 

 

                                         che
a suffragio della sua richiesta ha precisato che l’incarto penale MP __________
"(…) fu istruito dopo
che la mia cliente, nell’ambito dei paralleli procedimenti civili __________ e __________
(azione di disconoscimento del debito rispettivamente di accertamento
dell’inesistenza del debito ex art. 85a LEF) ebbe sollevato un’eccezione di
falso documentale" e che "il Pretore di __________ trasmise
quindi gli incarti al Ministero pubblico per verificarne mediante perizia e
testimonianze l’autenticità" (doc. 3);

 

 

                                         che per quanto concerne l’incarto penale sfociato
nel NLP __________ ha affermato che il medesimo riguarda __________, padre
dell’attrice delle vertenze civili (PI 3), il quale avrebbe "(…) rivestito un ruolo
determinante, emergendo quale potenziale protagonista di sospette irregolarità"
e che "la consultazione dell’incarto permetterà dunque di fare lumi su
questi aspetti", adducendo che "la pertinenza degli incarti
penali è stata d’altronde avallata dal Pretore aggiunto, il quale ne ha ammesso
il contenuto quale prova" (doc. 3);

 

 

                                         che,
come esposto in entrata, __________, interpellato da questa Corte, non ha
presentato osservazioni in merito alla presente istanza;

 

 

                                         che questa Corte non ha ritenuto necessario
interpellare PI 3, avendo IS 1 eccepito il falso in merito ad alcuni documenti
prodotti da PI 3 nell’ambito della causa civile di cui all’incarto __________
della Pretura di __________ promossa da quest’ultima (di cui si è detto
poc’anzi) e che il patrocinatore della qui istante è già stato autorizzato dal
magistrato inquirente a visionare gli atti dell’incarto penale MP __________
sfociato nel decreto di abbandono 25.05.2011 (ABB __________);

 

 

                                         che
l’art. 62 cpv. 4 della Legge
sull’organizzazione giudiziaria (LOG), in vigore dall’1.01.2011, che ha ripreso
il previgente art. 27 CPP TI, con riferimento anche alla giurisprudenza del
Tribunale federale (cfr. DTF 110 Ia 83; 95 I 108), stabilisce che: "Dopo
la conclusione del procedimento penale, la Corte dei reclami penali può permettere l’ispezione degli atti di un processo e l’estrazione di copie a chi
giustifica un interesse giuridico legittimo che prevale sui diritti personali
delle persone implicate nel processo, segnatamente su quelli delle parti, del
denunciante, dei testimoni e dei periti; la Corte dei reclami penali fissa le modalità dell’ispezione";

 

 

                                         che per quanto attiene all’incarto penale
MP __________ va evidenziato che, come visto, nell’ambito della causa civile ex
art. 85a LEF di cui all’incarto __________ promossa presso la Pretura di __________
da PI 3 contro __________, ora IS 1, quest’ultima ha eccepito il falso di tre
documenti prodotti dalla parte attrice e che il pretore ha quindi deciso di
trasmettere l’incarto al Ministero pubblico che ha aperto un procedimento
penale a carico di PI 3 per l’ipotesi di reato di falsità in documenti (art.
251 CP) sfociato nel decreto di abbandono 25.05.2011 (ABB __________) emanato
dal procuratore pubblico Andrea Gianini;

 

 

                                         che
il 31.10.2011 il pretore aggiunto della Pretura di __________ ha ammesso il
richiamo dell’incarto __________ ed ha deciso di sospendere la causa di cui
all’incarto __________ fino al termine dell’istruttoria della procedura
ordinaria di cui all’incarto __________ (decisione 31.10.2011, inc. __________
della Pretura di __________, doc. 1);

 

 

                                         che in siffatte circostanze appare pacifico
che vi sia una connessione tra la causa civile di cui all’incarto __________
pendente presso la Pretura di __________ e il procedimento penale di cui
all’incarto MP __________ sfociato nel decreto di abbandono 25.05.2011 (ABB __________),
poiché gli atti e l’esito del procedimento penale potrebbero senz’altro essere
utili ai fini del giudizio civile; è quindi adempiuto un interesse giuridico
legittimo ai sensi dell’art. 62 cpv. 4 LOG;

 

 

                                         che per quanto concerne, per contro,
l’incarto penale MP __________ si evidenzia che il medesimo trae le sue origini
dalla denuncia 10/12.09.2001 sporta dall’amministratrice speciale del
fallimento contro __________ per l’ipotesi di reato di inosservanza da parte
del debitore di norme della procedura di esecuzione e di fallimento (art. 323
CP);

 

 

 

                                         che
la qui istante ha nondimeno omesso di precisare concretamente quale sarebbe la
connessione tra l’incarto penale MP __________ e il procedimento civile di cui
all’incarto __________ della Pretura di __________ (avendo in particolare omesso
di illustrare nel dettaglio di cosa tratta/trattano la/le vertenza/e civile/i
pendente/i presso la Pretura di __________, in che modo __________ avrebbe (a
suo dire) rivestito un ruolo determinante quale potenziale protagonista di
sospette irregolarità e per quale motivo ciò potrebbe influire sul/sui giudizio/i
civile/i) rispettivamente di dimostrare il suo interesse giuridico legittimo
prevalente sugli interessi personali di __________ come esatto dall’art. 62
cpv. 4 LOG e dalla costante prassi di questa Corte;

 

 

                                         che per il fatto che il pretore aggiunto
abbia autorizzato la parte convenuta IS 1 di cui all’incarto __________ e qui
istante a procedere alla raccolta della documentazione utile e pertinente dell’incarto
penale MP __________ presso il Ministero pubblico, ciò non significa che nella
fattispecie in esame sia adempiuto un interesse giuridico legittimo ex art. 62
cpv. 4 LOG (decisione 31.10.2011, p. 2, __________ della Pretura di __________,
AI 1), poiché l’autorizzazione ad ispezionare gli atti di un procedimento
penale concluso (posto che siano adempiuti i presupposti), viene rilasciata, su
richiesta, da questa Corte (e non dalla Pretura), che fissa le modalità di
ispezione in applicazione dell’art. 62 cpv. 4 LOG;

 

 

                                         che dallo scritto 18.02.2010 dell’avv. PR 1
trasmesso al Ministero pubblico nell’ambito del procedimento penale di cui
all’incarto MP __________ emerge (evidentemente dal suo punto di vista) la fattispecie
oggetto del contenzioso civile (AI 5 – inc. MP __________);

 

 

                                         che
il legale ha in particolare esposto che il 26.06.2003 i fratelli __________
(figli di __________) avrebbero sottoscritto con __________ (ex compagno di IS
1) un contratto mediante il quale gli stessi si sarebbero riconosciuti debitori
nei confronti di quest’ultimo della somma di CHF 120'000.-- oltre interessi,
denaro messo a disposizione da parte di IS 1, che sarebbe rimasta beneficiaria
degli interessi e che avrebbe dovuto ricevere, a titolo di garanzia, una
cartella ipotecaria (mai emessa);

 

 

                                         che
l’8.01.2009 il credito sarebbe stato ceduto da __________ a IS 1, la quale ha
promosso contro PI 3 un’esecuzione per l’incasso degli interessi di mutuo
arretrati ottenendo il rigetto provvisorio dell’opposizione con sentenza
8.07.2009 della Pretura di __________, confermato dalla CEF con sentenza 7.08.2009;

 

 

                                         che
a seguito di ciò PI 3 ha promosso contro IS 1 un’azione di disconoscimento del
debito ex art. 83 cpv. 2 LEF (inc. __________ della Pretura di __________) e parallelamente
un’azione di accertamento dell’inesistenza del debito ex art. 85a LEF (inc. __________
della Pretura di __________), producendo tre documenti che sarebbero falsi [tra
cui il doc. G inerente alla "(…) stipula in data 19 agosto 2003 di un
diritto di compera da parte del signor __________, avente per oggetto azioni
della __________, con una penale di fr. 200'000.-- in caso di mancato
esercizio, da versare a __________, __________ e PI 3 " e il doc. H inerente alla "(…) rinuncia all’acquisto delle azioni, con
contestuale promessa di pagamento della penale" (scritto
18/19.02.2010, p. 2, AI 5 – inc. MP __________)];

 

 

                                         che al momento della sottoscrizione della
convenzione 19.03.2003 di cui al doc. G "(…) non solo i __________ non detenevano
azioni di __________, ma la società era addirittura già da tempo fallita",
considerando inoltre che il 15.10.2001, in sede di polizia, __________ aveva
dichiarato che né lui né i suoi famigliari sono mai stati azionisti di detta
società (scritto 18/19.02.2010, p. 2 e doc. 14 ivi annesso, AI 5 – inc. MP __________);

 

 

                                         che
di conseguenza sembra che il motivo alla base della richiesta di poter esaminare
gli atti dell’incarto penale MP __________, (di cui la qui istante non è parte)
sia quello di stabilire se __________ rispettivamente i suoi famigliari fossero
stati o meno azionisti della __________;

 

 

                                         che da un’attenta lettura dell’incarto
penale MP __________ risulta che la predetta questione sarebbe stata chiarita
nel verbale d’interrogatorio di __________ tenutosi il 15.10.2001 dinanzi alla
polizia (annesso al rapporto d’inchiesta di polizia 8.11.2001);

                                         che questo verbale è già in possesso del
patrocinatore della qui istante, avendolo prodotto in copia unitamente allo
scritto 18/19.02.2010 nell’ambito del procedimento penale di cui all’incarto MP
__________ (AI 5 – doc. 14);

 

 

                                         che ciò posto, la richiesta da parte
dell’istante di poter esaminare gli atti dell’incarto penale MP __________ deve
essere conseguentemente respinta, considerato inoltre che nella necessaria
ponderazione degli interessi delle parti prevalgono quelli di __________;

 

 

                                         che alla luce di quanto sopra esposto,
questa Corte autorizza IS 1 rispettivamente il suo patrocinatore, avv. PR 1, ad
esaminare presso il Ministero pubblico di Lugano unicamente gli atti dell’incarto
penale MP __________ sfociato nel decreto di abbandono 25.05.2011 (ABB __________),
concordando i tempi di accesso con il procuratore pubblico Andrea Gianini,
compatibilmente con i suoi impegni;

 

 

                                         che IS 1 rispettivamente il suo
patrocinatore sono autorizzati a fotocopiare i documenti utili ai fini delle
vertenze civili;

 

 

                                         che
visto il caso particolare, non si prelevano tassa di giustizia e spese;

 

 

                                          che
l’istanza è evasa ai sensi delle suddette considerazioni.

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 62 cpv. 4 LOG, 25 LTG ed
ogni altra norma applicabile,

 

 

 

 

 

 

 

pronuncia

 

 

                                    1.   L’istanza è
evasa ai sensi dei considerandi.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 100.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
150.-- (centocinquanta), sono poste a carico di IS 1, __________.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                            

                                         

                                         per
conoscenza:

                                      

 

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                           La
cancelliera