# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 456879a5-f1a5-5bdc-ab4d-62713b2b8449
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-04-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.04.2021 33.2021.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2021-2_2021-04-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  33.2021.2

   

  TB

  	
  Lugano

  12 aprile 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 gennaio 2021 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 23 dicembre 2020 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle
  prestazioni, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di prestazioni complementari

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                               1.1.   RI 1, 1968, beneficia delle
prestazioni complementari almeno sin dall'anno 2000. Nell'ambito della
revisione periodica avviata nell'agosto 2016 (doc. 67) è emerso che, dal mese
di febbraio 2013, suo marito non versava più il contributo alimentare alla
prima moglie, che durante l'anno 2013 egli ha percepito indennità di
disoccupazione e che in seguito aveva avviato un'attività lucrativa
indipendente incassando dei redditi superiori al salario computato nei fogli di
calcolo delle PC (docc. 73 e 74).

                               1.2.   Con decisione del 12 dicembre
2016 (doc. 75) la Cassa cantonale di compensazione ha ricalcolato il diritto dell'assicurata
alle PC dal 1° febbraio 2013 a seguito della cessazione del versamento dei
contributi alimentari a favore della prima moglie del marito dell’assicurata,
della percezione delle indennità di disoccupazione e della modifica del reddito
derivante dall'attività indipendente del marito, con conseguente diminuzione
del diritto a prestazioni (docc. 76-85) e con richiesta dell'amministrazione di
restituirle Fr. 51'343.- per prestazioni complementari versate a torto fino al
31 dicembre 2016.

 

                               1.3.   Il 2 gennaio 2017 (doc. A2)
l'assicurata ha chiesto alla Cassa di condonarle la somma da restituire riscossa
in buona fede, avendola sempre informata dei cambiamenti della famiglia sia
telefonicamente sia per iscritto e quindi non riuscendo a capire come possa
essere occorso questo errore di calcolo, ipotizzando una perdita di documenti
da parte della Cassa. Inoltre, essa ha rilevato che i nuovi fogli di calcolo
non erano corretti, riportando degli importi errati (docc. A3-A11) e che la
restituzione la poneva in una grave difficoltà economica.

 

                               1.4.   Con decisione del 10
settembre 2019 (doc. III/3) la Cassa di compensazione ha respinto l'istanza di
condono dell'assicurata, rilevando che poiché è emerso soltanto in occasione
della revisione periodica del 2016 che il reddito da attività lucrativa
indipendente del marito era superiore a quello considerato sulla base dei conti
economici 2013 e 2014, che gli alimenti dovuti dal marito non erano più
corrisposti dal 2013 e che durante il 2013 egli ha percepito un'indennità di
disoccupazione, essa ha violato il suo obbligo di comunicare tempestivamente
qualsiasi cambiamento della sua situazione personale ed economica, nonostante
il 23 maggio 2013, il 18 gennaio 2014 e il 10 giugno 2014 le abbia notificato
delle decisioni di prestazioni errate. L'amministrazione non ha perciò
riconosciuto la sua buona fede.

 

                               1.5.   Con decisione su opposizione
del 23 dicembre 2020 (doc. A1) la Cassa di compensazione ha respinto
l'opposizione del 5 ottobre 2019 (doc. III/2) e ha negato il condono
dell'importo da restituire. Per l'amministrazione, l'assicurata ha violato il
suo obbligo di informarla tempestivamente dei mutamenti della situazione
economica della famiglia. La Cassa ha osservato che non v'è traccia
nell'incarto delle informazioni che l'interessata le avrebbe dato sulle
modifiche delle entrate e delle uscite del marito, risultando soltanto le
comunicazioni della modifica della pigione il 21 maggio 2013 e del reddito del
marito il 15 maggio 2014.

Ad ogni modo, sia che l'abbia o che non l'abbia informata, la
Cassa ha osservato di avere notificato all'assicurata delle decisioni durante
il 2013 e il 2014 in cui, oltre a non figurare l'indennità di disoccupazione
percepita dal marito, era stato computato il contributo alimentare che
quest'ultimo non versava più all'ex coniuge e un reddito lavorativo inferiore a
quello reale. L'interessata avrebbe perciò potuto accorgersi e interpellare la
Cassa su queste discrepanze come previsto dal N. 4652.03 DPC.

Pertanto, la violazione commessa configura una negligenza grave e
dunque la buona fede non può essere ammessa.

 

                               1.6.   Il 21 gennaio 2021 (doc. I) RI
1 si è rivolta al Tribunale chiedendo di annullare la decisione su opposizione
e accogliere la domanda di condono di Fr. 51'343.-.

La ricorrente ha evidenziato di avere sempre informato la Cassa
dei cambiamenti familiari ed economici e quindi non ha mai riscosso
indebitamente delle prestazioni. L'assicurata si è perciò rammaricata del fatto
che, malgrado l'invio dei documenti, vi siano ancora degli errori commessi
dall'amministrazione, perciò la sua pretesa è inaccettabile e renderà pubblico
il suo caso.

Ad ogni modo, essa non ha i mezzi per far fronte alla restituzione
dell'importo percepito indebitamente, visto che dal novembre 2019 è separata
dal marito e ha un figlio adolescente a suo carico non essendo il padre in
grado di provvedervi.

 

                               1.7.   Il 3 febbraio 2021 (doc. III)
la Cassa di compensazione ha chiesto al Tribunale di respingere il ricorso, rilevando
che benché abbia ricevuto più di una decisione nel 2013 e nel 2014, la
ricorrente non le ha comunicato che la situazione economica considerata era
sbagliata, perciò essa ha beneficiato di un'illecita prestazione che è stata
constatata dall'amministrazione soltanto con la revisione periodica del 2016. La
Cassa ha poi rinviato alle motivazioni esposte nella decisione impugnata,
avendo la ricorrente sollevato le medesime contestazioni dell'opposizione.

 

                               1.8.   La ricorrente non ha prodotto
ulteriori mezzi di prova (doc. IV).

 

considerato                    in diritto

 

                               2.1.   L'art. 25 cpv. 1 LPGA
stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite.
La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in buona fede e
verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.

Per l'art. 4 cpv. 1 OPGA, se il beneficiario era in buona fede e
si trova in gravi difficoltà, l'assicuratore rinuncia completamente o in parte
alla restituzione delle prestazioni indebitamente concesse.

Determinante per il riconoscimento di una grave difficoltà è il
momento in cui la decisione di restituzione passa in giudicato (art. 4 cpv. 2
OPGA).

Il condono è concesso su domanda scritta. La domanda, motivata e
corredata dei necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro 30 giorni
dal momento in cui la decisione (di restituzione) è passata in giudicato (art.
4 cpv. 4 OPGA).

Giusta l'art. 4 cpv. 5 OPGA, sul condono è pronunciata una decisione.

 

                               2.2.   Secondo le norme appena
citate, affinché sia concesso il condono è necessario che siano cumulativamente
adempiuti i seguenti presupposti (SVR 1996 AHV Nr. 102; SVR 1995 AHV Nr. 61
consid. 4; Kieser, ATSG-Kommentar,
2a ed. 2009, n. 28 ad art. 25):

 

-  l'interessato o
il suo rappresentante legale ha percepito la prestazione indebita in buona
fede, e

                                         -  la
restituzione lo metterebbe in gravi difficoltà economiche, nel senso che
costituirebbe un onere troppo grave (DTF 122 V 140 consid. 3b).

 

Quindi, se una sola di queste
due condizioni non è adempiuta, il condono non può essere concesso.

 

                               2.3.   Per quanto
concerne la nozione di buona fede (STF 8C_617/ 2009 del 5 novembre 2009;
STF 8C_865/2008 del 27 gennaio 2009; STF 8C_383/2007 del 15 luglio 2008), giova
ricordare che la giurisprudenza sviluppata a proposito del vecchio art. 47 cpv.
1 LAVS (abrogato con l'entrata in vigore della LPGA il 1° gennaio 2003) vale
per analogia anche in materia di prestazioni complementari (DTF 133 V 579 consid.
4.1 pag. 582). Di conseguenza, il solo fatto che l'assicurato ignorasse di non
avere diritto alle prestazioni versate non basta per ammettere l'esistenza della
buona fede. La buona fede, in quanto condizione necessaria per il condono, è
infatti esclusa a priori se i fatti che danno luogo all'obbligo di restituzione
(per esempio la violazione dell'obbligo di annunciare o di informare) sono
imputabili a un comportamento doloso oppure a una grave negligenza.

Per contro, l'assicurato può invocare la propria
buona fede se l'azione o l'omissione in questione costituiscono una lieve
negligenza (per esempio una lieve violazione dell'obbligo di annunciare o di
informare; cfr. DLA 1998 n. 14 pag. 73 consid. 4a; 1992 n. 7 pag. 103 consid.
2b; v. pure DTF 112 V 97 consid. 2c pag. 103; 110 V 176 consid. 3c pag. 180).

In questo ordine di idee, occorre differenziare tra
la buona fede intesa come mancata consapevolezza dell'illiceità ("Unrechtsbewusstsein")
e la questione di sapere se l'interessato poteva invocare la buona fede in
determinate circostanze o, facendo uso dell'attenzione che le circostanze
permettevano ragionevolmente di esigere da lui, avrebbe potuto riconoscere il
vizio giuridico esistente (BGE 122 V 221 consid. 3; SVR 2007 EL Nr. 8
consid. 2.2; STF 8C_391/2008 del 14 luglio 2008).

 

                               2.4.   Giusta l'art. 5 cpv. 1 OPGA,
la grave difficoltà ai sensi dell'art. 25 cpv. 1 LPGA è data quando le spese
riconosciute in virtù della LPC e le spese supplementari dell'art. 5 cpv. 4
OPGA superano i redditi determinanti secondo la LPC.

Il capoverso 2 dell'art. 5 OPGA specifica quali fattori debbano
essere computati per il calcolo delle spese riconosciute: il fabbisogno vitale,
la pigione di un appartamento, le spese personali e l'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie e dà le indicazioni sulla
determinazione dell'importo massimo ascrivibile ad ognuna di queste voci.

L'art. 5
cpv. 3 OPGA definisce i criteri di computo della sostanza.

L'art. 5 cpv. 4 OPGA quantifica
le spese supplementari da computare in virtù del capoverso 1, indicando Fr. 8'000 per le persone sole, Fr. 12'000 per i coniugi e Fr. 4'000 per gli orfani e i figli che danno diritto ad una rendita per figli
dell'AVS o dell'AI.

 

Nel caso in cui l'istanza di condono abbia fatto oggetto di
ricorso, il Tribunale delle assicurazioni può prendere in considerazione come
la situazione finanziaria della persona tenuta a restituzione si sia modificata
dopo l'emanazione della decisione su opposizione (Kieser, op. cit., n. 25 ad art. 25). Il Giudice, dunque, non
è tenuto ad esaminare direttamente ed in modo definitivo se e in quale misura
la situazione economica del debitore si è modificata dopo la notifica della
decisione impugnata. Tuttavia, ciò non gli impedisce di fondare il suo
giudizio, per ragioni di economia procedurale, in ossequio del diritto di
essere sentito, sulla nuova situazione (DTF 116 V 293 consid. 2c;
DTF 107 V 80 consid. 3b; Meyer-Blaser,
Die Rückerstattung von Sozialversicherungsleistungen, in: RSJB 1995, pag. 488).

                               2.5.   In
concreto, con decisione formale del 12 dicembre 2016 (doc. 75) la Cassa di
compensazione ha ricalcolato il diritto dell'assicurata alle prestazioni
complementari dal 1° febbraio 2013 al 31 dicembre 2016, conteggiando da un lato
le indennità di disoccupazione e il reddito da attività indipendente del marito
e dall'altro stralciando i contributi alimentari versati alla figlia (recte:
moglie) di primo letto del marito. Per il reddito da attività indipendente, la
Cassa ha precisato che essendo pendente un reclamo per la notifica di
tassazione IC/IFD 2015, per gli anni 2015 e 2016 ha computato il reddito
conseguito nel 2014, con invito a farle avere la tassazione definitiva non
appena possibile.

 

Nella decisione di rifiuto del condono del 10 settembre 2019 (doc.
III/3), l'amministrazione ha osservato che è venuta a conoscenza soltanto il 26
settembre 2016, con la revisione periodica, che la situazione economica
dell'assicurata era diversa, essendo mutati i parametri di calcolo. Poiché tale
cambiamento non le era stato comunicato malgrado la notifica di tre decisioni
di PC nel corso del 2013 e del 2014, nelle quali figurava l'errato computo dei
contributi alimentari dovuti dal marito, la Cassa ha escluso la condizione
della buona fede e ha respinto l'istanza dell'interessata formulata il 27 marzo
2017 (recte: 2 gennaio 2017) di condonarle l'importo da rimborsare stabilito il
12 dicembre 2016 con la decisione di restituzione, cresciuta in giudicato.

 

Nel proprio ricorso l'assicurata ha contestato il rifiuto del
condono e che debba restituire le prestazioni ricevute, poiché essa ha sempre
trasmesso all'amministrazione tutti i documenti relativi ai cambiamenti della
situazione finanziaria familiare e quindi si è sempre fidata dell'operato dei
funzionari, ma "purtroppo i dipendenti
che si occupano dei calcoli non sono abbastanza competenti sia nei calcoli e
sia nella perdita di documenti" (doc. I pag. 1).

 

                               2.6.   Secondo l'art.
31 cpv. 1 LPGA, l'avente diritto, i suoi congiunti o i terzi ai quali è versata
la prestazione sono tenuti a notificare all'assicuratore o, secondo i casi, al
competente organo esecutivo qualsiasi cambiamento importante sopraggiunto nelle
condizioni determinanti per l'erogazione di una prestazione.

Per l'art. 31 cpv. 2 LPGA, qualsiasi persona o
servizio che partecipa all'esecuzione delle assicurazioni sociali ha l'obbligo
di informare l'assicuratore se apprende che le condizioni determinanti per l'erogazione
di prestazioni hanno subìto modifiche.

Inoltre, l'art. 24 OPC-AVS/AI concernente l'obbligo
di informare nelle PC, prevede che la persona che ha diritto o il suo
rappresentante legale o, nel caso, il terzo o l'autorità a cui è versata la
prestazione complementare, deve comunicare senza ritardo all'organo cantonale
competente per le prestazioni complementari ogni mutamento delle condizioni
personali ed ogni variazione importante della situazione materiale del
beneficiario delle prestazioni. Questo obbligo di informare vale anche per le
modifiche che riguardano i membri della famiglia dell'avente diritto.

 

                               2.7.   Nel caso
concreto, la condizione della buona fede è stata negata dall'amministrazione,
che sostiene che l'assicurata abbia violato l'obbligo di informarla già nel
2013 che la situazione finanziaria era mutata. La ricorrente non ha infatti
avvisato la Cassa che dal 1° febbraio 2013 il marito non versava più i
contributi alimentari all'ex moglie e che da quel giorno ha percepito delle
indennità di disoccupazione fino a quando si è messo in proprio e ha conseguito
un reddito superiore a quello ritenuto nei fogli di calcolo.

Questo fatto ha comportato un cambiamento della situazione familiare
ed economica dell'interessata, con conseguente revisione e ricalcolo del
diritto alle prestazioni complementari.

 

Nel determinare il diritto alle PC sulla base delle
indicazioni date dall'assicurata in precedenza, nel 2013 e nel 2014 la Cassa ha
ritenuto fra le sue spese riconosciute il versamento di pensioni alimentari di
Fr. 7'620.- annui, peraltro erroneamente indicati come versati dall'assicurata
stessa anziché dal di lei marito alla sua ex moglie. Inoltre, essa ha computato
un reddito da attività lavorativa dipendente di Fr. 19'493.-, sempre
erroneamente attribuito all'assicurata anziché al marito, quando in realtà
quest'ultimo ha ricevuto delle indennità di disoccupazione dal   1° febbraio al
30 ottobre 2013 di Fr. 23'347.- e dal 1° novembre 2013 ha avviato un'attività
indipendente che ha comportato un reddito pari al doppio della cifra di Fr.
7'479.- inizialmente ritenuta dalla Cassa sulla base della contabilità della
ditta - e che in seguito, con notifica di tassazione dopo reclamo IC/IFD 2015
del 14 febbraio 2018 (doc. 93), è stato fissato in Fr. 25'000.-.

 

Nell'ambito della revisione periodica del 2016, l'amministrazione
è venuta a conoscenza di questi cambiamenti e tale scoperta ha dato
luogo alla necessità di indagarla meglio chiedendo nuova documentazione
all'assicurata (docc. 70-74) e poi di ricalcolare il suo diritto alle prestazioni
complementari.

I nuovi fogli di calcolo allestiti il 12 dicembre 2016 (docc. 76-85)
hanno modificato la situazione.

Infatti, la Cassa cantonale di compensazione ha eliminato gli
alimenti versati, ha computato le indennità giornaliere di disoccupazione e ha
inserito la voce del reddito da lavoratore indipendente. Ciò ha comportato che,
con la diminuzione delle spese riconosciute e con l'aumento dei redditi, come
risulta dalla decisione di restituzione del 12 dicembre 2016 (doc. 75), il
diritto alle prestazioni complementari si è ridotto dal 1° febbraio 2013.

 

                               2.8.   Con il suo
scritto del 2 gennaio 2017 (doc. A2) l'assicurata ha chiaramente contestato i
calcoli effettuati dall'amministrazione per determinare l'importo da
restituire.

Essa ha infatti affermato a pagina 1 quanto segue:

 

" Vedendo i vostri conteggi ho dovuto interpellare una persona capace in
contabilità, visto che io non capivo se corretti o no dopo quello che ho
ricevuto come richiesta di rimborso, e mi ha fatto notare diversi dati non
corretti dopo tutti i documenti che avete richiesti.".

 

E ancora, a pagina 2:

 

" A mio giudizio e come si può constatare tutti i conteggi da voi
eseguiti, dopo tutta la documentazione in vostro possesso, non sono corretti.

Come anche discrepante sui premi forfettari
assicurazione malattie che vedono sul conteggio ricevuto nel 18 gennaio 2014 un
totale di fr. 11'280.- e invece nel conteggio ricevuto ora un totale di fr.
10'512.-, quale è quello corretto?

 

A prescindere di eventuali errori di calcolo in
conclusione chiedo il condono della decisione di restituzione in quanto
l'importo è stato riscosso in buona fede e soprattutto alla piena fiducia del
vostro operato. (…)".

 

Allegati a questo
scritto, l'assicurata ha inviato alla Cassa di compensazione i nuovi fogli di
calcoli ricevuti con la decisione di restituzione, apportando a mano delle
correzioni di cifre e di voci e aggiungendo delle precisazioni (docc. A3-A11).

 

A questo scritto
ha fatto seguito il 28 marzo 2017 (doc. 87) una convocazione dell'assicurata da
parte dell'amministrazione per un incontro "per procedere all'evasione della stessa", intendendo la "sua richiesta di condono del 2 gennaio 2017".

 

                               2.9.   Il TCA
evidenzia che agli atti non è presente il verbale di questo incontro, ma
nemmeno, e soprattutto, una decisione emanata sull'opposizione del 2 gennaio
2017 dell'interessata contro la decisione di restituzione del 12 dicembre 2016.

Le contestazioni dell'assicurata erano precise,
oltretutto essendo state cifrate direttamente sui fogli di calcolo datati 12
dicembre 2016 ed imponevano alla Cassa il relativo esame e l’emanazione di una
decisione su opposizione.

L'interessata
aveva pure chiesto spiegazioni in merito alla discrepanza fra gli importi dei
premi forfettari ritenuti per il 2014 a quel tempo e poi con la decisione di
restituzione, due anni dopo.

 

Nessuna risposta
è stata però data all'assicurata. Agli atti non v’è prova che ciò sia avvenuto
durante l'incontro con i funzionari della Cassa. Indipendentemente
dall'assenza, agli atti, di un verbale del colloquio avuto, determinante è rilevare
come non sia stata emanata una decisione su opposizione che prendesse posizione
sulle obiezioni dell'assicurata.

 

L'amministrazione,
invece, non ha formalmente evaso la questione della restituzione ritenendola,
erroneamente, superata dalla domanda di condono e quindi l'ha considerata priva
d’oggetto, e meglio cresciuta - incontestata - in giudicato e ha proceduto a
dare seguito soltanto alla domanda di condono contestualmente formulata sempre il
2 gennaio 2017.

Lo scritto del 27
marzo 2017 (doc. 86/1) costituisce un semplice richiamo dell'interessata nei
confronti della Cassa a prendere posizione sulla sua lettera del 2 gennaio 2017
e un ribadire l'impossibilità, stante la situazione finanziaria familiare, di
fare fronte alla richiesta di restituzione.

 

                             2.10.   Dagli atti
emerge chiaramente che le lamentele del 2 gennaio 2017 andavano considerate
come un'opposizione ai sensi dell'art. 52 cpv. 1 LPGA alla decisione di
restituzione del 12 dicembre 2016 e che, giusta l'art. 52 cpv. 2 LPGA, la Cassa
cantonale di compensazione ha violato il diritto dell'assicurata ad ottenere
una decisione su opposizione, eventualmente impugnabile con ricorso presso
questo Tribunale (art. 56 LPGA). Per tale ragione il ricorso va accolto, a
prescindere dalle considerazioni svolte dalla ricorrente, e gli atti rinviati
alla Cassa cantonale di compensazione affinché proceda come di legge.

 

La decisione del
10 settembre 2019 emessa dall'amministrazione sulla domanda di condono del 2
gennaio 2017 è, quindi, prematura, così come lo è la decisione su opposizione
del 23 dicembre 2020.

Va infatti ricordato che, come disposto dall'art.
4 cpv. 4 OPGA, il condono è concesso su domanda scritta e che tale domanda,
motivata e corredata dei necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro
30 giorni dal momento in cui la decisione (di restituzione) è passata in
giudicato.

Gli atti vanno immediatamente retrocessi alla Cassa di
compensazione per emanare una decisione su opposizione portante sulla
restituzione di Fr. 51'343.- che l'interessata ha contestato e in particolare
sulle critiche che essa ha ben evidenziato nel suo scritto del 2 gennaio 2017 e
nei fogli di calcolo allegati.

 

Soltanto dopo che la decisione
su opposizione che sarà emessa crescerà in giudicato, l'amministrazione potrà
pronunciarsi sulla domanda di condono formulata il 2 gennaio 2017.

 

                             2.11.   Il 1° gennaio 2021 è entrata
in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA prevede ora
unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica,
ma non più anche gratuita.

Su quest'ultimo aspetto, il nuovo art. 61 lett. fbis LPGA dispone
che in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a
spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo
prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato.

 

Nel caso di specie, trattandosi del condono della restituzione di
prestazioni (complementari indebitamente ricevute) e non essendoci nella LPC
alcuna norma specifica in merito, la procedura deve essere gratuita.

 

Ne segue che non vanno prelevate né tasse né spese di giustizia.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è accolto
nel senso delle considerazioni esposte siccome la decisione impugnata
prematura. Di conseguenza:

 

                                         §        La decisione
impugnata è annullata.

                                         §§      Gli
atti sono retrocessi alla Cassa cantonale di compensazione affinché proceda
come indicato al considerando 2.10 con l'emanazione di una decisione su
opposizione avente per oggetto la restituzione di Fr. 51'343.- decisa il 12
dicembre 2016.

                                         §§§    Una
decisione in materia di condono potrà essere emanata, se del caso, solo a
crescita in giudicato della decisione in materia di restituzione.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti