# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0fac410e-5109-5d42-9924-db2cdc6efbe7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-01-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 21.01.2005 52.2004.317
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2004-317_2005-01-21.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2004.317

   

  	
  Lugano

  21 gennaio
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 20 settembre 2004 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinato da: PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 31 agosto 2004 del Consiglio di Stato
  (n. 3850) che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
  licenza edilizia 18 maggio 2004, rilasciata dal municipio di CO 2 alla CO 1
  per installare un WC in un fabbricato ad uso deposito (part. n. __________
  RF) e per consolidare la sottostante riva del lago;

  

 

 

viste le risposte:

-      6 ottobre 2004 della CO
1; 

-      7 ottobre 2004 del
Dipartimento del territorio (UDC); 

-    12 ottobre 2004 del
Consiglio di Stato; 

-    20 ottobre 2004 del
municipio di CO 2;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   La
resistente CO 1 è proprietaria di un distributore di benzina e di un chiosco
(part. n. RF), situati a __________, a monte della strada che costeggia il __________,
a circa 200 m dal valico doganale.
Sul lato opposto della strada, lungo il lago, la stessa resistente è inoltre
proprietaria di un altro fondo (part. n. RF), sul quale sono installate alcune colonne
di distribuzione del carburante in disuso, una tettoia ed un piccolo fabbricato
(m 3.50 x 5.50) adibito a deposito; manufatto, che nell'ambito di una transazione
giudiziale conclusa con il vicino qui ricorrente, titolare di un analogo
commercio, la CO 1 si è impegnata a non utilizzare quale supporto per il
commercio del mini-mercato esistente sul lato opposto della strada (STA
13.3.1997 in re RI 1. 

 

 

                                  B.   Il 4 luglio
2003, la CO 1 ha chiesto al municipio il permesso di installare un WC con
lavabo nel manufatto adibito a deposito e di consolidare le opere di sostegno
del fondo lungo la riva del lago mediante la posa di massi da scogliera e la
costruzione di un muro di contenimento in cemento armato. 

Alla domanda si è opposto RI 1, ritenendo in
sostanza che l'intervento fosse volto ad estendere sul lato a lago della strada
l'attività commerciale della stazione di servizio esistente sul lato a monte. 

Raccolto il preavviso favorevole del
Dipartimento del territorio, il 18 maggio 2004 il municipio ha rilasciato la
licenza richiesta. 

 

 

                                  C.   Con
giudizio 31 agosto 2004 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento,
respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata da RI 1, ma subordinando la
licenza alla condizione che il WC del deposito fosse utilizzato soltanto dal
personale del chiosco posto di fronte, ad esclusione della clientela. 

Le opere di consolidamento del terreno lungo
la riva del lago sono state a loro volta ritenute conformi al diritto. 

 

 

                                  D.   Contro il
predetto giudizio governativo il soccombente si aggrava davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendo che sia annullato assieme alla controversa
licenza. 

L'insorgente rileva che la CO 1 ha nel
frattempo abusivamente ripristinato la parte in disuso della stazione di
servizio, che sorge sul lato a lago della strada cantonale. Il WC e gli interventi
di consolidamento non sarebbero fini a sé stessi, ma si integrerebbero in
questo disegno. Il servizio igienico si porrebbe d'altro canto in contrasto con
il contenuto della transazione conclusa nel 1997 e non sarebbe inoltre
allacciato alla canalizzazione. Le opere di consolidamento lungo la riva del
lago non sarebbero infine conformi alle disposizioni del PR. 

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato senza formulare osservazioni. Il
Dipartimento del territorio si riconferma nei preavvisi espressi, mentre il municipio
si rimette al giudizio del Tribunale cantonale amministrativo, sottolineando l'enorme
dispendio amministrativo occasionato dalla guerra commerciale in atto tra le
parti. 

La CO 1 sollecita a sua volta il rigetto
dell'impugnativa, contestando in dettaglio le tesi del ricorrente con argomenti
che per quanto necessario saranno discussi nei seguenti considerandi. 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 21 cpv. 1
LE. La legittimazione attiva del ricorrente, proprietario di un fondo situato
nella immediate vicinanze e già opponente, è certa (art. 21 cpv. 2 LE; art. 43 PAmm).
Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine. 

 

1.2. Il giudizio può essere emanato sulla
base degli atti senza istruttoria (art. 18 PAmm). La situazione dei luoghi e
dell'oggetto della contestazione è infatti perfettamente nota a questo Tribunale,
che ha già dovuto occuparsi a più riprese di questi fondi. (cfr. STA 23.12.1994
in re CO 1; 24.7.1997 in re RI 1).

 

                                   2.   Procedura

 

Il ricorrente si duole anche in questa sede
del fatto che il WC e gli interventi di consolidamento della riva non siano stati
oggetto di due distinte domande di costruzione. La censura è manifestamente
infondata. 

Nulla impedisce invero al proprietario di un
fondo di chiedere il permesso di costruzione per più di un'opera con un'unica domanda.
Il fatto che le opere non abbiano nulla in comune è irrilevante. L'eterogeneità
degli interventi previsti non limita i diritti di difesa degli opponenti. Semmai
ne favorisce l'esercizio, permettendo di verificarne la legittimità nell'ambito
di un esame globale. 

 

 

                                   3.   WC 

 

3.1. Il controverso
servizio igienico verrebbe realizzato in un piccolo fabbricato adibito a
deposito, che secondo la transazione stipulata fra le parti nel 1997 non deve
servire quale supporto per il commercio del mini-mercato esistente sul lato
opposto della strada. Il Consiglio di Stato, pur respingendo il ricorso del
vicino opponente, ha imposto quale condizione che l'uso del WC resti riservato
al personale del chiosco, ad esclusione della clientela. 

Con questa limitazione supplementare, accettata
dalla CO 1, è escluso che la controversa installazione, di natura accessoria,
disattenda in qualche modo gli impegni assunti dalla resistente. La parte
rimanente del fabbricato continua in effetti ad essere utilizzata come
deposito, mentre il servizio igienico costituisce una semplice infrastruttura
di servizio, del tutto inidonea a potenziare l'attività commerciale del chiosco.

 

3.2. Dal profilo delle prescrizioni di PR,
nulla osta d'altra parte al rilascio della licenza. Nella misura in cui non
dovesse già di per sé risultare conforme alle norme di PR che disciplinano l'attività
edilizia nella zona della riva del lago, l'intervento rientrerebbe comunque nei
limiti delle opere ammissibili secondo gli art. 70 LALPT e 39 RLE. Nemmeno il
ricorrente sostiene che li travalicherebbe. 

 

3.3. Il ricorrente eccepisce inoltre la
conformità del previsto allacciamento provvisorio dell'impianto ad un pozzo
perdente in attesa di quello definitivo alla canalizzazione. 

Secondo l'art. 17 lett. a LPAc, il permesso
di costruzione o di trasformazione di un edificio può essere concesso soltanto
se nel perimetro delle canalizzazioni pubbliche è
garantito che le acque di scarico inquinate sono immesse nella canalizzazione. Ove,
per ragioni perentorie, l'allacciamento alla canalizzazione non può ancora
essere realizzato, possono tuttavia essere concessi permessi per edifici ed
impianti minori situati all'interno del perimetro delle canalizzazioni a
condizione che l'allacciamento risulti possibile a
breve termine e, nel frattempo, l'eliminazione delle acque di scarico sia
assicurata in altro modo soddisfacente (art. 18 cpv. 1 LPAc). 

Nell'evenienza concreta, gli atti dell'incarto
non permettono a questo tribunale di pronunciarsi con la dovuta cognizione di
causa sul rispetto delle condizioni poste dalle norme succitate. Gli atti
permettono soltanto di stabilire che l'impianto verrebbe a trovarsi all'interno
del piano generale di smaltimento (PGS) in un settore di protezione A. Non
permettono tuttavia di verificare se l'allacciamento è possibile a breve
termine, né se il pozzo perdente assicuri un'eliminazione delle acque di
scarico rispettosa delle particolari esigenze poste dal settore di protezione
delle acque Ao, che secondo l'allegato 4 all'OPAc comprende le acque
superficiali e la zona ripuale limitrofa. 

Entro questi limiti il giudizio impugnato appare
fondato su accertamenti carenti. Va quindi annullato rinviando gli atti all'istanza
inferiore affinché si pronunci nuovamente dopo aver completato l'istruttoria. 

 

 

4.Opere di consolidamento lungo la riva del lago

 

4.1. Secondo l'art. 42 NAPR, gli interventi
ammissibili nella zona residenziale a lago (RL), dovranno rispettare i
criteri di protezione espressi al capitolo E (art. 48 - 52). L'art. 48 NAPR
definisce gli obbiettivi di protezione, stabilendo che nel comprensorio di
protezione della riva del lago sono da salvaguardare e da valorizzare tutti gli
aspetti caratteristici dell'ambiente lacuale, in modo da consentire al massimo
la godibilità e anche l'accessibilità da parte del pubblico. 

L'art. 52 NAPR, recante il titolo marginale ripristino
e consolidamento della riva, stabilisce in particolare che possono
essere autorizzate opere per il ripristino dell'aspetto naturale ed accorgimenti
necessari per il consolidamento della riva, purché non in contrasto con gli
obbiettivi sopra descritti. 

La norma conferisce al municipio un vasto margine
d'apprezzamento, il cui esercizio può essere censurato da parte delle autorità di
ricorso soltanto nella misura in cui, tenuto conto dei limiti imposti dall'autonomia
comunale, integra gli estremi della violazione del diritto sotto il profilo
dell'abuso potere. 

 

4.3. Nel caso concreto, le opere in
contestazione sono volte a sistemare la riva del lago mediante la posa di massi
da scogliera ed a consolidare il muro che sostiene il piazzale sul quale sorge il
deposito di cui si è detto sopra. 

Il municipio ha ritenuto che rientrassero
nei limiti degli interventi di ripristino e di consolidamento ammissibili
secondo l'art. 52 NAPR. 

La valutazione operata dall'autorità comunale
resiste alle generiche critiche dell'insorgente. Il fatto che altri
accorgimenti, quali il consolidamento della riva mediante pali in legno,
potrebbero essere preferibili non basta per renderla insostenibile. 

In quanto riferita a queste opere, la licenza
va quindi confermata. 

 

 

                                   5.   In esito
alle considerazioni che precedono, il ricorso va parzialmente accolto, annullando
il giudizio impugnato nella misura in cui è riferito al WC e rinviando gli atti
al Consiglio di Stato affinché si pronunci nuovamente previo completamento dell'istruttoria.

La tassa di giustizia è posta a carico delle
parti proporzionalmente al rispettivo grado di soccombenza. Nella misura in cui
non sono compensate, le ripetibili sono a carico del ricorrente. 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 17, 18 LPAc; 42, 52 NAPR; 3, 18,
28, 31, 60, 61, 65 PAmm 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

§.  Di conseguenza: 

1.1.          
la decisione 31 agosto 2004 del Consiglio di
Stato (n. 3850) è annullata. 

1.2.          
la licenza edilizia 18 maggio 2004, rilasciata
dal municipio di CO 2 alla CO 1, è confermata limitatamente alle opere di
consolidamento della riva del lago e del muro di sostegno del fondo part. n. __________
RF. 

1.3.          
gli atti sono rinviati al Consiglio di Stato
affinché completati gli accertamenti si pronunci nuovamente sulla legittimità
della predetta licenza in quanto riferita al WC. 

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 600.- è a carico del ricorrente nella misura di fr. 400.- e della
resistente per la differenza. 

 

 

                                   3.   Il
ricorrente rifonderà alla resistente fr. 600.- a titolo di ripetibili. 

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  1 patrocinata da: PA 2 

  2. CO 2 

  3. CO 3 

  4. CO 4 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario