# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cacd102f-c336-509c-b73d-a81ea7bf2481
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-01-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 18.01.2021 15.2020.83
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2020-83_2021-01-18.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2020.83

  	
  Lugano

  18 gennaio 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 30 luglio 2020 di 

 

	
   

  	
   RI 1 GB-

  (patrocinato dall’avv. PA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione di Biasca,
o meglio contro l’esecuzione del sequestro avvenuta il 25 ottobre 2017 nella
procedura n. __________ promossa nei confronti del ricorrente dalla 

 

	
   

  	
  PI 1, 

  (patrocinata dall’avv. PA 2, )

   

  

ritenuto
in fatto e considerando in diritto:

                                         che a richiesta della RI 1, il 25 ottobre 2017 il Pretore del
Distretto di Riviera ha decretato nei confronti di PI 1, in ragione del suo
domicilio all’estero (art.
271 cpv. 1 n. 4 LEF), o meglio in Gran Bretagna, il
sequestro delle 100 azioni al portatore del valore nominale di fr. 1'000.–
ciascuna costituenti l’intero capitale azionario della PI 2 di __________ a
garanzia dei crediti della sequestrante, pari complessivamente a fr. 782'301.96
oltre ad accessori, fondati sulla decisione 21 ottobre 2014 del Bezirksgericht
Zürich;

                                         che
l’Ufficio d’esecuzione (UE) di Biasca ha emesso una “decisio-ne d’irricevibilità”
della “domanda di sequestro” lo stesso 25 ottobre 2017;

                                         che con sentenza del 1° marzo 2018 (inc.
15.2017.95), questa Ca­mera, nella sua veste di autorità di vigilanza,
ha annullato la decisione dell’UE, facendogli ordine di notificare alla PI 2 il
sequestro dei diritti di RI 1 quale suo azionista, di allestire il verbale di
sequestro e di poi provvedere a notificare a RI 1 il decreto e il verbale di
sequestro, unitamente alla decisione della Camera;

                                         che
l’UE ha eseguito il sequestro il 5 marzo 2018;

                                         che
il precetto esecutivo a convalida dello stesso, emesso il 15 marzo 2018, è
stato notificato all’escusso in via edittale il 4 maggio 2018;

                                         che
il pignoramento delle azioni è stato eseguito il 6 agosto 2018 e la
comunicazione della domanda di realizzazione del 19 ottobre 2018 è stata
spedita a RI 1 al suo indirizzo nel __________;

                                         che
il 3 luglio 2020 il patrocinatore di RI 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto
di Riviera l’accesso agli atti del sequestro;

                                         che
su invito del Pretore egli si è rivolto all’UE, il quale gli ha notificato gli
atti del sequestro il 20 luglio 2020 (v. sentenza 23 settembre 2020 del Pretore
del Distretto di Riviera che respinge l’op­posizione al sequestro presentata il
30 luglio da RI 1, v. inc. SO.2020.203);

                                         che
con ricorso del 30 luglio 2020 RI 1 ha postulato l’annullamento del sequestro,
facendo valere l’incompetenza territoriale dell’UE in quanto “nell’esecuzione del sequestro è chiaramente
emerso che le azioni oggetto del sequestro non si trovano in Svizzera”;

                                         che
nelle sue osservazioni del 13 agosto 2020 la PI 1 ha chiesto di dichiarare il
ricorso irricevibile, in quanto tardivo e privo di un interesse degno di
protezione, e in via subordinata di respingerlo;

                                         che
a parere suo il carattere sussidiario del ricorso giusta l’art. 17 LEF non
autorizza RI 1 a sollevare censure che ha già fatto valere con un’opposizione
al sequestro (art. 278 LEF), ch’egli non ha alcun interesse attuale, pratico e
degno di protezione ad opporsi a un sequestro che non lo tocca siccome dichiara
di non detenere beni di sorta in Svizzera, che l’escusso ha del resto già avuto
conoscenza del sequestro nel 2018 e che la questione delle azioni sequestrate è
già stata risolta dalla Camera nella sua decisione del 1° marzo 2018 (inc.
15.2017.95);

                                         che
nelle sue osservazioni del 21 agosto 2020 l’UE giunge alle stesse conclusioni;

                                         che
il ricorrente non spiega come e quando – prima del 3 luglio 2020 (data in cui
ha chiesto alla Pretura l’accesso agli atti del sequestro) – il patrocinatore
di RI 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Riviera l’accesso agli atti
del sequestro;

                                         che
la tempestività del ricorso appare così dubbia;

                                         che
ad ogni modo il ricorrente ha sostenuto nella causa di opposizione al sequestro
(sulla quale la Camera ha statuito con decisione odierna nell’inc. 14.2020.159)
di non essere proprietario del­le azioni sequestrate, sicché non è legittimato
a ricorrere contro l’esecuzione del sequestro per difetto d’interesse personale
degno di protezione (a
contrario: sentenza della CEF 15.2014.128 del 26
febbraio 2015, consid. 5.1);

                                         che
l’esistenza e l’appartenenza dei beni sequestrati sono d’al­tronde un
presupposto materiale del sequestro (art. 272 cpv. 1 n. 3 LEF), che può essere
contestato solo con la via dell’opposizione al sequestro (art. 278 LEF), come
del resto fatto da RI 1, sicché il ricorso in esame, di natura sussidiaria
(art. 17 cpv. 1 LEF), risulta irricevibile
anche per quest’ulteriore motivo (sentenza della CEF 15.2018. 57 del 23
luglio 2018, RtiD 2019 I 625 n. 53c consid. 3);

                                         che,
sia come sia, il ricorrente non indica su quali elementi si fonda per affermare che “nell’esecuzione del sequestro è
chiaramente emer­so che le
azioni oggetto del sequestro non si trovano in Svizzera”;

                                         che
al contrario la sentenza 1° marzo 2018 di questa Camera citata dalla
sequestrante (inc. 15.2017.95) giunge alla conclusione inversa e RI 1 non
spiega perché sarebbe errata;

                                         che
il ricorso è di conseguenza irricevibile anche perché insufficientemente
motivato;

                                         che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è irricevibile.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –  avv.   
  ;

  –  avv.     .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Biasca.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.