# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3e357168-a1c6-54b0-a33b-52828665ef8d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-09-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.09.2020 32.2020.18
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2020-18_2020-09-07.html

## Full Text

__________Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2020.18

   

  FC

  	
  Lugano

  7 settembre 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 febbraio 2020 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 20 gennaio 2020 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

                                         

                                1.1   Per decisione 12 settembre 2019
l’Ufficio AI – acquisita agli atti documentazione medica, comprensiva anche di
una perizia psichiatrica, e dopo valutazione del medico SMR – ha respinto la
richiesta di prestazioni presentata da RI 1 nel marzo 2018, non essendo stato
raggiunto l’anno di attesa con incapacità minima ed ininterrotta del 40%.

 

                                1.2   Con trasmissione all’Ufficio AI
di un rapporto dello psichiatra dr. __________ datato 28 ottobre 2019 e
contenente la richiesta di “apertura di una nuova domanda AI” e la
precisazione che la stessa non doveva “essere intesa come una richiesta di
opposizione o una richiesta di riapertura” (doc. AI pag. 207), l’assicurato
ha presentato una nuova domanda di prestazioni. 

 

                                1.3   Con decisione 20 gennaio 2020,
preavvisata con progetto di decisione 21 novembre 2019 – seguito dall’”opposizione”
dell’assicurato, per il tramite dell’avv. RA 1, postulante l’attribuzione di
una rendita intera o in via subordinata un complemento istruttorio per
approfondire la questione medica – l’amministrazione non è entrata in
materia sulla domanda di prestazioni, evidenziando come l’assicurato non avesse
apportato nuovi elementi medici atti a comprovare una modifica della situazione
medica o economica rispetto a quanto stabilito con decisione del 12 settembre 2019.

 

                                1.4   Avverso la suddetta decisione
insorge dinanzi al TCA l’assicurato, sempre patrocinato dall’avv. RA 1,
postulando l’annullamento del provvedimento e il riconoscimento di una rendita intera
o in via subordinata l’esperimento di ulteriori accertamenti. Rimprovera in
particolare all’Ufficio AI di non aver tenuto conto delle conclusioni della
perizia psichiatrica della dr.ssa __________ del __________, contestando la
valutazione resa dal medico SMR, giudicata sommaria, non completa e non
sufficientemente motivata. Contestualmente ha chiesto di essere posto al
beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.

 

                                1.5   Con
la risposta di causa l’amministrazione ha chiesto di confermare la decisione
impugnata non senza evidenziare che “con la nuova domanda, giunta in
data 29.10.2019, ossia solamente 1 mese e mezzo dopo la decisione del
12.09.2019, non è stato in alcun modo reso verosimile che il grado d'invalidità
si sia modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni, né è
stato validamente fatto riferimento a mezzi di prova non ancora prodotti o da
richiedere dall'amministrazione atti a rendere verosimile l'asserita modifica.
Si osserva a tal proposito che lo scritto del Dr. __________ del 28.10.2019 è
stato debitamente valutato dallo specialista in psichiatria del SMR Dr. __________
(v. nota del 05.11 .2019 - doc. 51 incarto AI)”.__________

considerato                    in diritto

 

                                2.1   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’i-struttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque deci-dere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto
2015; 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).

 

                                2.2   L’oggetto
del contendere deve essere limitato alla questione a sapere se a ragione l'Ufficio
AI non è entrato nel merito della nuova domanda di prestazioni. Infatti, se l'assicurato interpone ricorso contro la decisione di non
entrata in materia, il giudice esamina solo se a buon diritto l'amministrazione
ha rifiutato di entrare in materia. Se invece – ciò che non corrisponde al caso
in esame –  essa ha accettato di esaminare la nuova richiesta, il giudice non
si pronuncia sulla questione dell'entrata in materia, ma esamina materialmente
se la modifica delle circostanze resa attendibile dall'assicurato è
effettivamente avvenuta (SVR 2002 IV Nr. 10 consid. 1b; DTF 116 V
265 consid. 2a; RCC 1991 p. 269 consid. 1a).

 

                                2.3
  Giusta l’art. 87 cpv. 2 OAI se è fatta domanda di revisione, nella
domanda si deve dimostrare che il grado d'invalidità o di grande invalidità o
il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità è cambiato in misura
rilevante per il diritto alle prestazioni. Qualora la rendita, l'assegno per
grandi invalidi o il contributo per l'assistenza siano stati negati perché il
grado d'invalidità era insufficiente, perché non è stata riconosciuta una
grande invalidità o perché il bisogno di aiuto era troppo esiguo per avere
diritto al contributo per l'assistenza, una nuova richiesta è riesaminata
soltanto se sono soddisfatte le condizioni previste nel capoverso 2 (art. 87
cpv. 3 OAI).

                                         Se
una richiesta di prestazioni è stata
rifiutata, una nuova domanda potrà essere esaminata nel merito solo se
l'assicurato rende verosimile una modifica rilevante della situazione di fatto
tale da influire sul diritto a prestazioni (DTF 109 V 119 consid. 3a; Kieser,
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, 1999, n. 1006 p. 185; DTF 109 V
262 consid. 3, 109 V 108 consid. 3a). Scopo di questo requisito è impedire che
l'amministrazione debba costantemente chinarsi su domande identiche e non
motivate, quando la prestazione in causa è già stata rifiutata da una
precedente decisione cresciuta in giudicato (STF 8C_716/2011 del 5 gennaio
2012; DTF 130 V 68 consid. 5.2.3, 117 V 198 consid. 4b con riferimenti). Se
tale condizione non è soddisfatta l'amministrazione non entra nel merito della
domanda emanando una decisione in tal senso; se per contro è resa verosimile
una rilevante modifica suscettibile di influenzare il diritto alla rendita
l'amministrazione è obbligata ad entrare nel merito della richiesta (DTF 130 V
64 consid. 3, 117 V 198 consid. 4b, 109 V 108 consid. 2b; SVR
2002 IV Nr. 10; Müller, Die materiellen Voraussetzungen der Rentenrevision in
der Invalidenversicherung, 2003, pp. 84ss). La
costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a
revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha
un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è
rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno
subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994
 in re P. P. p. 4; RCC 1989 p. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109
V 116 consid. 3 b, 105 V 30). Affinché sia possibile la revisione è dunque
necessario che le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano
subito una modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno. Una revisione
della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla pronuncia della
decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non
basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia
giudicata in modo diverso (RCC 1987 p. 38 consid. 1a, 1985 p. 336; STFA del 29
aprile 1991 nella causa G.C., consid. 4).

                                         In
DTF 130 V 64, il TFA ha precisato che nel caso in cui l'assicurato non ha reso
verosimile un rilevante cambiamento, il principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati
d'ufficio dal giudice, non risulta applicabile. Solo se nella nuova domanda di
rendita l'assicurato non rende verosimile la rilevante mutazione, facendo
tuttavia riferimento a mezzi di prova, segnatamente rapporti medici, non ancora
prodotti o da richiedere dall'amministrazione, quest'ultima deve impartire
all'interessato un termine per produrre il mezzo di prova in questione con
l'avvertenza che in caso contrario non entrerà nel merito della domanda (cfr.
consid. 5.2.5).

                                         Va
ancora rilevato che per quanto concerne gli art. 87 cpv. 2 e 3 OAI, è
sufficiente rendere verosimile un rilevante cambiamento. Non è
necessario portare la prova piena per convincere l'amministrazione che è
subentrato un rilevante cambiamento rispetto all'ultima decisione cresciuta in
giudicato. È sufficiente che in tal senso vi siano indizi per una simile
modifica, anche se permane la possibilità che un'analisi approfondita dimostri
che questo cambiamento in realtà non è subentrato (STF 9C_662/2014 del 23
aprile 2015 consid. 4.2; 8C_716/2011 del 5 gennaio 2012 consid. 2.2 e 2.3; 9C_688/2007 del 22 gennaio 2008; SVR 2002 IV Nr. 10 consid 1c/aa). 

 

                               2.4.   Con sentenza 8C_457/2012 del 9 luglio 2012 (ribadita nella STF
8C_901/2013 del 27 febbraio 2014 consid. 2) il Tribunale federale ha confermato
che, nell'ambito di una nuova domanda di prestazioni, l'assicurato già nella
nuova richiesta deve rendere verosimile che il grado d'invalidità è modificato
in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (o deve perlomeno fare riferimento a mezzi di prova, segnatamente
rapporti medici, non ancora prodotti o da richiedere dall'amministrazione atti
a rendere verosimile l'asserita modifica. In questo secondo caso – come
accennato (cfr. consid. 2.3) – l'amministrazione deve impartire all'interessato
un termine per produrre il mezzo di prova in questione con l'avvertenza che in
caso contrario non entrerà nel merito della domanda; DTF 130 V 69 consid. 5.2).
Atti prodotti in sede di ricorso sono invece, di massima, tardivi e da
considerare nell'ambito di una nuova domanda (cfr. consid. 3.2).

 

                               2.5.   Nel caso in esame, avendo l’Ufficio AI emanato una decisione di non
entrata in materia, richiamata la suesposta giurisprudenza, questo giudice è
unicamente chiamato a stabilire se l’amministrazione ha correttamente oppure no
rifiutato di esaminare il merito della richiesta. Ne consegue l’irricevibilità
delle censure ricorsuali volte a supportare il merito della richiesta di
prestazioni, nella misura in cui non sono relative alla mancata entrata in
materia (cfr. al consid. 2.8).

 

                               2.6.   Nell’ambito
dell’esame della prima domanda di prestazioni presentata dall’assicurato nel marzo
2018, l’Ufficio AI aveva preso conoscenza del rapporto del 5 aprile 2018 del
dr. __________, psichiatra, il quale, posta la diagnosi di “sindrome
ansioso-depressiva” aveva concluso per una completa inabilità lavorativa
(doc. AI pag. 61). Lo psichiatra curante dr. __________, nel rapporto del 17
aprile 2018, ponendo la diagnosi di “disturbo di personalità forme miste
ICD-10 F61.0, tratti schizoidi e depressivi coadiuvati a moderati tratti
riguardanti disturbi del pensiero, episodio depressivo di media gravità ICD-10
F32.1, disturbo d’ansia generalizzata ICD-10 F41.1”, aveva giudicato l’assicurato
totalmente inabile al lavoro (doc. AI pag. 81), conclusione da lui confermata
con scritto del 13 dicembre 2018 (doc. AI pag. 97). Sentito il medico SMR,
l’amministrazione ha quindi ordinato l’esecuzione di una perizia psichiatrica.
Con perizia del 19 giugno 2019 la dr.ssa __________ del __________, poste le
diagnosi di “Disturbo di personalità misto (tratti schizoidi, depressivi,
antisociali) F61.0, in diagnosi differenziale con: Altra modificazione duratura
della personalità F62.8, Sindrome depressiva ricorrente F33”, ha posto la
seguente valutazione: 

 

" 
(…)

7. VALUTAZIONE
PSICHIATRICA E MEDICO-ASSICURATIVA 

(…)

7.4 Valutazione di capacità risorse e problemi 

Descrizione di risorse e deficit— secondo schema Mini ICF—APP

(…)

Secondo la perita siamo di fronte a un assicurato che
presenta un disturbo personologico pervasivo e comportante una seria riduzione
della capacità lavorativa. L'assicurato, assecondando quelli che erano i propri
sogni giovanili, ha provato a lavorare nell'ambito scolastico come professore.
Una volta inserito in questo ambito si è reso conto di quali fossero le sue
difficoltà nell'essere in relazione con gli studenti e nel lavorare all'interno
dell'istituzione. Ha mostrato di avere delle buone capacità di adattamento e di
sopravvivenza, in quanto pur non avendo dove vivere o un impiego, ä riuscito a
vivere per anni all'estero senza nessun tipo di aiuto. L'attività professionale
che riferisce di aver perseguito con più durata è quella di custode. Quando
sono subentrati però dei cambiamenti in questo ambito, con una riduzione del suo
mansionario e un cambio dei proprietari, l'assicurato non è stato in grado di
adattarsi ai cambiamenti ed ha rassegnato le proprie dimissioni.
Successivamente, allorché era iscritto all'URC, non era in grado di seguire i
dettami venendo più volte sanzionato per le ricerche non effettuate, o
effettuate in ritardo o per non aver aderito alle indicazioni del proprio
collocatore. L'alleanza terapeutica con questo soggetto è molto difficile,
giacché vi è un funzionamento di tipo schizoide e quindi un disinvestimento in
generale nei confronti delle relazioni interpersonali. Si ritiene probabile che
con un'adeguata terapia farmacologica, vi sia un maggior contenimento di questi
aspetti del funzionamento, ma questa possibilità è lungi dall'essere una
certezza. Aspettarsi dall'assicurato una collaborazione in questo senso
alquanto difficile, così come è impensabile nell'attualità proporre un
qualsivoglia intervento tipo provvedimento professionale. 

8. ELENCO DEI QUESITI PERITALI E RELATIVE RISPOSTE 

8.1 CL nell'attività abituale 

Si ritiene che, a partire dalla presa a carico con il
Dr. __________, ovvero dall'aprile 2017, vi sia una capacità lavorativa pari al
30%, da intendersi come riduzione della presenza. 

8.2 CL in attività adeguata 

Si ritiene che l'assicurato in un'attività adeguata
alle disabilità, avrebbe comunque una capacità lavorativa pari al 30%, da
intendersi come presenza. Un impiego consono alle limitazioni imposte dalla
malattia potrebbe essere quello di una professione in cui ä a poco contatto con
le persone, da intendersi sia come colleghi che come eventuale clientela.
Dovrebbe trattarsi di un impiego in cui ha delle mansioni piuttosto routinarie,
e che possa gestire con un buon grado di autonomia. Gli interventi normativi da
parte di un eventuale responsabile o comunque dell'autorità incaricata al
controllo, dovrebbero essere piuttosto cauti e non troppo direttivi, per
evitare di suscitare delle reazioni di disappunto. Potrebbe trattarsi di
un'attività di giardinaggio, oppure in un ambito letterario per esempio
bibliotecario, oppure un'attività come quella di custode, in cui abbia a
svolgere soprattutto mansioni esecutive e in minima misura di mediazione tra
inquilini e proprietari. (…)” (doc. AI pag. 115 segg)  

 

                                         L’Ufficio
AI ha pure richiamato gli atti dell’assicuratore malattia __________,
contenenti in particolare una valutazione allestita il 19 giugno 2017 dal dr. __________,
psichiatra, il quale, effettuato un dettagliato esame clinico e degli atti,
posta la diagnosi di “sindrome ansioso-depressiva in individuo con tratti di
personalità immaturi-impulsivi ICD-10: F41.2”, aveva concluso come segue:

 

" 
(…)

Ci si confronta con un uomo di 45 anni senza
antecedenti psichiatrici, attivo come
amministratore presso il complesso di appartamenti "__________" di __________ che dallo scorso anno ha cominciato a sviluppare un
malessere sul posto di lavoro legato a un progressivo ridimensionamento dei
suoi incarichi, ritrovandosi da amministratore ad addetto delle pulizie e
portinaio. Di fatto avrebbe esperito una crescente irritabilità con ansia,
vissuto di marginalizzazione, il tutto poi peggiorato da conflitti coniugali
culminati nella rassegna delle sue dimissioni e il suo ritiro in montagna
abbandonando il nucleo familiare per due
settimane.

Dall'apertura della malattia la situazione sarebbe
migliorata in luogo di un'attenuazione dei disturbi prima pervasivi sul piano
comportamentale. Persisterebbe invece
un'attitudine all'isolamento. Sulla base
della valutazione medico fiduciaria eseguita, l'assicurato presenta un quadro clinico compatibile con uno stato misto
ansioso depressivo ora in fase di
riassorbimento, verosimilmente iscritto in uria personalità dai tratti impulsivi e immaturi. Dall'apertura della malattia ad oggi la situazione clinica sarebbe
migliorata, pur con uno scarso contributo della terapia psicofarmacologica (non
avendo assunto praticamente la Paroxetiria e solo per un mese l'Aripiprazolo a
basso dosaggio).

Considerati i rilievi clinici all'esame odierno nonché
i dati soggettivi riferiti dall'assicurato l'incapacità lavorativa attestata a
oggi pare giustificata. Tuttavia
risulta altrettanto prevedibile un ripristino completo della sua capacità lavorativa entro metà luglio 2017
termine entro il quale sarà
ragionevolmente esigibile la sua iscrizione presso l'ufficio disoccupazione competente.” (doc. __________ pag. 11)

 

                                         Con
rapporto del 26 giugno 2019 il dr. __________, psichiatra del SMR, dopo
discussione anche con il Segretariato SMR (il quale, con nota del 25-26 giugno
2019, aveva concluso che la valutazione peritale non presentava “la
necessaria criticità di lettura degli atti e delle circostanze temporali degli
ultimi due anni” e che di conseguenza vi erano “motivi per una
rielaborazione critica degli atti rilevanti” ragione per cui la perizia era
“da considerare invalidata”; doc. AI pag. 170), si è discostato dalle
conclusioni peritali concludendo per un’inabilità lavorativa dal 6 marzo 2017,
ma una ripresa completa dell’abilità a far tempo dal 1. agosto 2017, con le
seguenti argomentazioni:

 

" 
(…)

Lo psichiatra curante dr. __________ certifica una IL
100% dal 1.4.2017 nel rapporto AI mentre certifica una CL 100% (IL 0%) in ogni
attività dall’1.8.2017 per l’assicurazione disoccupazione. Al momento della richiesta di perizia psichiatrica non erano pervenuti
gli atti dell'assicuratore IG, giunti il 20.05.2019: la __________ ha
riconosciuto IL 100% dal 06.03.2017 al 31.08.2017. Nonostante il Centro
peritale fosse a conoscenza rispettivamente avesse richiesto l'invio degli
atti, la perizia stata chiusa il 19.06.2019 senza che i periti Dr.ssa __________,
Dr.ssa __________ si siano chinati su tale documentazione comprendente una
valutazione fiduciaria del Dr. __________ del 19.06.2017, il quale confermava
una il 100% ma una ripresa verosimile al 100% entro Meta luglio 2017, ripresa
poi confermata dallo stesso psichiatra curante nel certificato emesso per la
DISO il 23.08.2017- la IL 100% termina al 31.07.2017-. In base all'incarto
DISO, a conoscenza da subito dei periti, l'assicurato non ha svolto sufficienti
ricerche di lavoro ed è stato per questo penalizzato. Nell'incarto non vi sono
altri certificati medici oltre a quello citato. Cronologicamente in seguito
alle sanzioni della DISO, l'assicurato presenta domanda Al il 25.02.2018. 

I periti hanno preso visione dell'incarto DISO (vedi
punto 2 della perizia) ma non hanno minimamente discusso l'evidente incoerenza
tra quanto certificato all'Al e alla DISO. Il perito Dr.ssa __________ ha
contattato lo studio del Dr. __________ e discusso le conclusioni della perizia
non con il medico ma con lo psicologo __________ cui non sembra avere parlato
dell'incongruenza. Non si comprende se il Dr. __________ non fosse disponibile
rispettivamente l'assicurato è a beneficio solo di una presa a carico
psicologica e non medica. 

È descritta una presa medicamentosa con scarsa
compliance, assumerebbe solo fluoxetina, non Abilify, Dalmadorm (sonnifero) al
bisogno, ma non si specifica quando è avvenuta l'ultima assunzione, nonostante
l'assicurato soggettivamente dichiari gravi problemi di sonno. Si tratta di un
trattamento insufficiente in base ai gravi sintomi con rischio di acting out di
cui parla lo psicologo __________ con la perita. Questa incoerenza non è
discussa in perizia. 

I periti concludono per una IL 70% in ogni attività
dall'aprile 2017, giustificando, senza dati oggettivi, l'assenza di ricerche di
lavoro con il fatto che non era in grado di seguire i dettami dell'ufficio (il
medico psichiatra curante non ha certificato nulla alla DISO). Inoltre, la
perizia fiduciaria del Dr. __________ giustificava una IL 100% fino a metà
luglio 2017, ma i periti hanno chiuso la loro valutazione senza attendere la
ricezione degli atti __________ da loro stessi richiesti (vedi email
07.05.2019). 

La perizia risulta pertanto incoerente e non plausibile
e non può essere presa in considerazione. 

Il presente rapporto si basa prevalentemente pertanto
sull'unico atto neutrale ed oggettivo pervenuto, la valutazione fiduciaria del
Dr. __________ del 19.06.2017 e sul certificato di abilità lavorativa emesso
dal Dr __________ il 23.08.2017.”

 

                                         Lo
psichiatra del SMR ha quindi concluso di aver certificato l’inizio dell’inabilità
dal 6 marzo 2017 come da rapporto del dr. __________ del 12 aprile 2018,
rispettivamente in base ai documenti della __________ osservando che “poiché
il dr. __________ non certifica patologie somatiche, se non uno stato dopo
HBV-HCV senza influsso sulla capacità lavorativa, la presente valutazione si è
chinata sulla documentazione specialistica” (doc. AI pag. 166). 

                                         Con
progetto di decisione del 27 giugno 2019 l’Ufficio AI ha quindi prospettato
la reiezione della richiesta di prestazioni, considerato come “la
documentazione medica acquisita all'incarto oggettiva la totale incapacità
lavorativa nel periodo dal 06.03.2017 al 31.07.2017; dal 17.07.2017 si è infatti
annunciato alla cassa contro la disoccupazione alla ricerca di un'attività a
tempo pieno per la quale si è dichiarato abile in misura completa, capacità
attestata dal 1. agosto 2017 anche dal suo curante. Non è pertanto stato
raggiunto l'anno d'attesa con incapacità minima ed ininterrotta del 40%, dopo
il quale sarebbe potuto insorgere l'eventuale diritto a rendita, così come non
permane perdita della capacità al guadagno data da un danno alla salute che
giustificherebbe l'assegnazione di provvedimenti professionali.“ (doc. AI
pag. 172).

                                         In
seguito, inviati gli atti al dr. __________, con scritto 30 luglio 2019 il dr. __________
del SMR e il caposervizio SMR avv. __________ hanno nondimeno formulato una
richiesta di delucidazione alla dr.ssa __________ del __________. Le veniva in
particolare richiesto di pronunciarsi sul fatto che la perizia non si esprimeva
sulla discrepanza derivante dal fatto che il dr. __________ nel rapporto Al del
17 marzo 2018 aveva certificato un’incapacità lavorativa del 100% dal 1. aprile
2017 nella "totalità delle attività lavorative", mentre che
nel certificato redatto per l'assicurazione contro la disoccupazione del 9
agosto 2019 aveva attestato una piena capacità lavorativa dal 1. agosto 2018 in
"qualsiasi attività a seconda della competenza e formazione". Obiettavano
inoltre che la perizia fosse stata allestita senza considerare la valutazione del
dr. __________ su mandato della __________. Hanno inoltre chiesto delucidazioni
circa l’aspetto della presa a carico medica, risultando dalla perizia delle
incongruenze e rilevato come a detta del dr. __________ il trattamento
medicamentoso in atto apparisse insufficiente in base ai gravi sintomi con
rischio di acting out di cui riferiva lo psicologo __________, non
apparendo peraltro adeguata la discussione del caso con lo psicologo anziché
con lo psichiatra. Tutto ben considerato quindi hanno concluso che la
valutazione 19 giugno 2019 poneva “problemi di coerenza e plausibilità”
tali da non poter essere presa in considerazione nella valutazione del caso in
esame (doc. AI pag. 180).

                                         Con
scritto 5 agosto 2019 la dr.ssa __________ ha preso posizione in merito e
confermato le sue posizioni e conclusioni peritali (doc. AI pag. 182). In
merito, con nuovo scritto 13 agosto 2019 alla medesima psichiatra, il dr. __________
e l’avv. __________ si sono a loro volta ribaditi nelle loro posizioni e
perplessità circa la perizia psichiatrica, comunicando quindi di mantenere “le
osservazioni conclusive del 30 luglio 209 riguardo alla coerenza e plausibilità
della perizia in parola” (doc. AI pag. 184). Posizione questa che il SMR ha
confermato anche dopo visione delle ulteriori osservazioni espresse dalla dr.ssa
__________ il 30 agosto 2019 (doc. AI pag. 192).

                                         Con
certificato medico del 4 settembre 2019 il dr. __________ ha certificato che
l’assicurato continuava “a tergiversare in uno stato clinico e
psicopatologico alterato nella sua interezza. Come già in precedenza
significatoVi dal punto di vista medico psichiatrico egli, Signor RI 1 presenta
un quadro psicopatologico composto da un’alterazione sulla sfera affettiva,
sullo spettro ansiogeno e sulla struttura di personalità oramai da lunga data.
L'IL è presente almeno dal 20.04.2017 (data della presa a carico) e oltremodo
continuativa nella misura del 100% da lunga data e nei confronti della totalità
delle professioni. Anche dal punto di vista prognostico non si apprezza
positività alcuna, essendo dal nostro punto di vista, medico psichiatrico, il
Signor RI 1 in possesso di tutti i presupposti necessari e sufficienti per
poter beneficiare di una rendita invalidità completa. (…)” (doc. AI pag.
187).

                                         Tale
certificato è stato nuovamente sottoposto al dr. __________ del SMR, il quale,
nell’Annotazione del 9 settembre 2019, ha rilevato che aveva “preso nozione
del rapporto di __________ del 04.09.2019, firmato da Dr. __________ (non
Dr.ssa __________ come in precedenza), Dr. __________, Sig. __________, in cui
sono riportati gli apprezzamenti dei curanti noti e già ampiamente discussi nelle
precedenti prese di posizione SMR. In assenza di fatti nuovi rispettivamente
nozione di modificazioni significative di fatti noti confermo le precedenti
prese di posizione SMR” (doc. AI pag. 190).

                                         Di
conseguenza, mediante decisione del 12 settembre 2019, cresciuta incontestata
in giudicato, l’Ufficio AI ha confermato la reiezione della domanda, motivando:

 

 

" 
(…)

La documentazione medica acquisita all'incarto
oggettiva la totale incapacità lavorativa nel periodo dal 06.03.2017 al
31.07.2017; dal 17.07.2017 si è infatti annunciato alla cassa contro la
disoccupazione alla ricerca di un'attività a tempo pieno per la quale si è
dichiarato abile in misura completa, capacità attestata dal 1. agosto 2017
anche dal suo curante. 

Non è pertanto stato raggiunto l'anno d'attesa con
incapacità minima ed ininterrotta del 40%, dopo il quale sarebbe potuto
insorgere l'eventuale diritto a rendita, così come non permane perdita della
capacità al guadagno data da un danno alla salute che giustificherebbe
l'assegnazione di provvedimenti professionali. 

AUDIZIONE 

Le osservazioni di carattere medico sottoposteci entro
i termini legali, segnatamente: 

• Rapporto medico firmato da: Dr. __________, Dr. __________
e psicologo Sig. __________ del 04.09.2019 

sono state oggetto di esame da parte del nostro Servizio
Medico Regionale, il quale, in assenza di fatti nuovi rispettivamente nozione
di modificazioni significative di fatti noti, conferma la propria presa di
posizione. 

Alla luce di quanto sopra, viene ribadita l'attendibilità del contenuto del progetto di decisione del 27.06.2019.” (doc. AI pag. 198) 

                                      

                               2.7.   Lo
psichiatra curante dr. __________, dopo aver in data 23 ottobre 2019 richiesto
l’invio degli atti medici dell’assicurato, in data 28 ottobre 2019 ha
presentato una nuova domanda di prestazioni mediante uno scritto nel quale ha
affermato quanto segue:

 

" 
(…)

con il presente Vi si notifica nuovamente come lo stato
di salute del summenzionato in epigrafe sia nella sua interezza alterato oramai
da lungo tempo ed in maniera persistente e continuativa. Specificatamente tale
compromissione si denota come presente almeno dalla data della presa a carico
del 20.04.2017, si apprezza a tal riguardo come in egli l'affezione
psichiatrica in essere pregiudichi la propria CL in forma completa e da
intendersi essa tra l'altro a tempo indeterminato e nei confronti della totalità
delle professioni, con prognosi altamente sfavorevole, avendo esaurito ogni
possibilità di remissione. 

Data la gravità del quadro in essere ed essendo passato
ben più di un anno di IL continuativa nella misura del 100% con assenza di
remissione, siamo a richiederVi l'apertura di una nuova domanda AI
specificandoVi cortesemente come essa non debba essere intesa come una
richiesta di opposizione od una richiesta di riapertura.” (doc. AI pag. 207) 

 

                                         Con
annotazione 5 novembre 2019 lo psichiatra del SMR dr. __________ ha osservato:

 

" 
Ho preso visione di un certificato
del 28.10.2019 firmato dal Dr. __________, Dr. __________, Sig. __________, il
quale ripete il precedente apprezzamento dei curanti inviato il 04.09.2019, non
riporta fatti medici nuovi rispettivamente modificazioni significative di fatti
noti e già precedentemente valutati in sede SMR. Non è dunque giustificata
l'entrata in materia.” (doc. AI pag. 208)

 

                                         Con
progetto di decisione del 21 novembre 2019 e, quindi, decisione del 20 gennaio
2020, dopo valutazione dell’”opposizione” presentata il 10 gennaio 2020
dall’assicurato tramite il suo legale, l’amministrazione non è entrata nel
merito della nuova domanda sulla base di queste motivazioni:

 

"  (…)

La
precedente richiesta di prestazioni del signor RI 1 è stata rifiutata con
decisione 12.09.2019 cresciuta in giudicato. 

Il
29.10.2019 abbiamo ricevuto una nuova richiesta. Tale richiesta può essere
esaminata unicamente se la situazione medica o professionale si è modificata in
modo importante. Da quanto trasmessoci non abbiamo potuto constatare tali
modifiche (per esempio nessuna nuova diagnosi, nessun nuovo referto, ecc.). 

Per
questo motivo non possiamo entrare nel merito della nuova richiesta di
prestazioni.  

AUDIZIONE

In sede
di audizione non sono stati apportati nuovi elementi medici con facoltà di
modifica della nostra presa di posizione. Ne discende la piena conferma della
decisione di non entrata in materia.” (doc. AI pag. 246)

 

                               2.8.   In
concreto l’insorgente, chiamato a dimostrare che rispetto all’ultima decisione formale
del 12 settembre 2019 vi è stato un peggioramento del suo stato di salute, non
ha reso verosimile una modifica della sua situazione valetudinaria tale da
incidere sulla capacità lavorativa. 

                                         In
effetti, la nuova domanda si basa esclusivamente sul menzionato certificato
medico del 28 ottobre 2019 del dr. __________, nel quale egli ha in sostanza
ripreso quanto già esposto nelle certificazioni inviate nell’ambito della prima
domanda, senza peraltro nemmeno indicare una diagnosi precisa ed esporre in che
misura e in che modo  influissero sulla capacità lavorativa dell’assicurato le problematiche
psichiche già valutate in modo approfondito dallo psichiatra del SMR dr. __________
nell'ambito della procedura sfociata nella decisione formale del 12 settembre
2019, cresciuta incontestata in giudicato e per questo vincolante. 

                                         Del
resto le – peraltro assai scarne - argomentazioni e conclusioni addotte dallo
psichiatra curante nella sua certificazione del 28 ottobre 2019 sono
essenzialmente le stesse di quelle che il medesimo aveva espresso nell’ambito
della prima procedura e già opportunamente vagliate dal dr. __________. Come
correttamente evidenziato dal medico SMR, pure specialista in psichiatria,
nell’annotazione del 5 novembre 2019 (doc. AI pag. 208), tale certificato non
riporta alcun fatto medico nuovo rispettivamente modificazioni significative di
fatti noti e già precedentemente valutati dal medico SMR, in particolare in
occasione del rapporto finale del 26 giugno 2019 (doc. AI 166). In effetti in
tale certificato il dr. __________ non evidenzia in alcun modo che sia
intervenuto un peggioramento delle condizioni dell’assicurato successivamente
alla decisione di diniego del 12 settembre 2019, ma anzi ne sottolinea di fatto
la stabilità, affermando che il suo stato di salute  sia alterato “oramai da
lungo tempo ed in maniera persistente e continuativa”, e meglio dal mese di
aprile 2017, in maniera pregiudichevole per la capacità lavorativa” (doc.
AI pag. 207).

 

                                         Tale
documento non permette dunque nemmeno di ipotizzare l’intervento di un cambiamento
rilevante delle circostanze di fatto rispetto a quanto accertato e deciso
nell’ambito della precedente procedura, sfociata nel provvedimento (cresciuto
in giudicato) del 12 settembre 2019, dove pure la valutazione del dr. __________,
unitamente alla perizia della dr.ssa __________ del __________, erano state
approfonditamente valutate, per poi giungere alla conclusione  di un’inabilità
lavorativa dal marzo 2017, con una ripresa completa dal mese di agosto 2017.
Come dianzi esposto (cfr. al consid. 2.5), a tali conclusioni il medico SMR era
giunto dopo aver attentamente valutato la documentazione agli atti, in
particolare la certificazione di abilità completa dal 1. agosto 2017 resa dallo
psichiatra curante il 23 agosto 2017 all’attenzione dell’assicurazione
disoccupazione (doc. assic. disoccupazione pag. 11) e gli atti dell’assicuratore
malattia (che aveva riconosciuto un’inabilità completa dal 6 marzo 2017 al 31
agosto 2017), comprendenti in particolare la valutazione fiduciaria del dr. __________
del 19 giugno 2017 attestante un’inabilità completa ma con verosimile ripresa
al 100% entro metà luglio 2017.

                                         Ora,
tali conclusioni, sulle quali si è basata la decisione di diniego del 12
settembre 2019, cresciuta incontestata in giudicato, risultano in questa sede
vincolanti.  

                                         Questo
giudice - attentamente vagliato l’insieme della documentazione medica agli atti
- non ha quindi motivo di distanziarsi dall'apprezzamento del medico SMR dr. __________
nell’annotazione del 5 novembre 2019, giusta il quale l’unica certificazione
prodotta dall’assicurato, ovvero quella del 28 ottobre 2019 del dr. __________,
non permette di oggettivare una sostanziale modifica dello stato di salute. 

                                         Sia
peraltro osservato che la citata certificazione del dr. __________ è l’unico
atto medico presentato in occasione della nuova domanda di prestazioni,
l’assicurato non avendo prodotto documentazione medica nemmeno nei 30 giorni
assegnatigli dall’amministrazione per formulare osservazioni e per produrre
eventuali mezzi di prova al progetto di decisione del 21 gennaio 2019.

                                         A
proposito del medico SMR giova del resto qui ricordare che per l’art.
59 cpv. 2bis LAI i servizi medici regionali sono a disposizione degli uffici AI
per valutare le condizioni mediche del diritto alle prestazioni, stabiliscono
la capacità funzionale dell'assicurato - determinante per l'AI secondo
l'articolo 6 LPGA - di esercitare un'attività lucrativa o di svolgere le
mansioni consuete in una misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti
per quanto concerne le decisioni in ambito medico nei singoli casi. Scopo e
senso del disposto come pure dell’art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per
gli uffici AI, di fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti
sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche
conoscenze medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità
funzionale della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara
separazione di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla
base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può
ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza
9C_9/2010 del 29 settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in
SVR 2009 IV n. 56 pag. 174, con riferimenti).

 

                                         Non
va del resto neppure dimenticato un principio ripetutamente riconosciuto dalla
nostra Massima Istanza, quello secondo il quale le certificazioni del medico
curante - anche se specialista (cfr. STFA U 202/01 del 7 dicembre 2001, consid.
2b/bb) - hanno un valore di prova ridotto, ciò in ragione del rapporto di
fiducia che lo lega al suo paziente (cfr.
STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; RAMI 2001 U 422, p. 113ss. (= AJP 1/2002, p. 83); DTF 125 V 353
consid. 3b/cc; DTF 124 I 175 consid. 4; DTF 122 V 161; RCC 1988 p. 504; R. Spira, La preuve en droit des
assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach,
Basilea 2000, p. 269s.).

                                         Il
TF ha affermato che in ragione della diversità dell’incarico assunto (a scopo
di trattamento anziché di perizia) in caso di lite non ci si può di regola
fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (cfr. STF I
1102/06 del 31 gennaio 2008; STFA I 701/05 del 5 gennaio 2007 consid. 2).

 

                                         Per
quanto infine riguarda le allegazioni del ricorrente che concernono
essenzialmente il merito del rifiuto della domanda di prestazioni mediante la
decisione del 12 settembre 2019, laddove in particolare censurano
l’amministrazione per non aver seguito le conclusioni tratte nella perizia del __________
del 19 giugno 2019 e per non essersi pronunciata in merito ad addotte
contraddizioni tra i diversi atti medici, le stesse risultano irricevibili non
solo perché riguardano la valutazione posta alla base della decisione del 12
settembre 2019, e quindi di un provvedimento cresciuto in giudicato e per
questo definitivo e vincolante, ma anche poiché, come ricordato sopra (consid.
2.3), se l'assicurato interpone ricorso contro una decisione di non entrata in
materia, il giudice esamina solo se a buon diritto l'amministrazione ha
rifiutato di entrare in materia, ma non esamina materialmente l’effettivo
diritto a prestazioni (SVR 2002 IV Nr. 10 consid. 1b; DTF 116 V 265 consid. 2a;
RCC 1991 pag. 269 consid. 1a).

 

                                         Appare
del resto quantomeno inverosimile che a distanza di poche decine di giorni
dall’emanazione del precedente decisione di diniego (12 settembre 2019) e di
pochi mesi dalle valutazioni mediche poste a suo fondamento (rapporti SMR del
26 giugno 2019, 30 luglio 2019, 13 agosto 2019 e 9 settembre 2019; doc. AI pag.
166, 180, 184 e 190), la situazione di fatto possa essersi modificata in modo
tale da influire sul diritto a prestazioni. 

                                         Ribadito
inoltre il principio per cui quanto più breve è il lasso di tempo
trascorso dalla decisione precedente (in concreto il provvedimento del 12
settembre 2019), tanto più rigorosamente l'amministrazione apprezza la
plausibilità delle allegazioni dell'assicurato (cfr. STF 8C -716/2011 del 5
gennaio 2012 e riferimenti), in conclusione, non essendo stata resa
verosimile una notevole modifica nelle condizioni di salute dell’assicurato
nell’ambito della procedura amministrativa e, quindi, prima della resa del
querelato provvedimento, secondo questo giudice giustamente l’Ufficio AI non è
entrato nel merito della nuova richiesta di prestazioni. 

                                         La
decisione impugnata va dunque confermata e il ricorso respinto.

 

                               2.9.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di controversie
relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale
cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è
determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura
e senza riguardo al valore litigioso.

                                         Visto
l’esito della vertenza e il rifiuto dell’assistenza giudiziaria (come si vedrà
al prossimo considerando), le spese per fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

                             2.10.   L’assicurato
ha formulato istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (cfr.
consid. 1.4).

                                         Ai
sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve
essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo
giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale
norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2
lett. f LAVS, rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva
che l’autorità di ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare, se
del caso, l’assistenza giudiziaria. L’art. 61 lett. f LPGA mantiene il
principio che i presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza
giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale, mentre la
determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V
362; Kieser, ATSG-Kommentar 3a ed., 2015, ad art. 61, n. 173, pagg. 828-829).

                                         A
norma dell’art. 3 cpv. 1 della Legge sull’assistenza giudiziaria e sul
patrocinio d’ufficio (Lag), nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2011,
l’assistenza giudiziaria si estende all’esenzione dagli anticipi e dalle
cauzioni; all’esenzione dalle tasse e spese processuali; all’ammissione al
gratuito patrocinio.

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria –
rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (Kieser, op. cit., ad art. 61, n.
173 segg.) – sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se il
processo non è palesemente privo di esito positivo e se l’intervento
dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato (DTF 125 V 202 consid. 4a e 372
consid 5b con riferimenti, cfr. anche artt. 2 e 3 Lag).

 

                                         Nella
presente fattispecie non risulta soddisfatto il requisito della probabilità di
esito favorevole. Tale presupposto difetta quando le possibilità
di vincere la causa sono così esigue che una persona di condizione agiata, dopo
ragionevole riflessione, rinuncerebbe al processo in considerazione delle spese
cui si esporrebbe (RAMI 1994 pag. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b, 119 Ia 251). 

                                         In
casu, dopo un esame forzatamente sommario, sulla base degli atti
all’inserto, la vertenza appariva sin dall’inizio destinata all'insuccesso in
quanto le prospettive di esito favorevole erano considerevolmente minori dei
rischi di perdere la causa. In effetti, alla luce della precedente decisione
del 12 settembre 2019, con la quale la domanda di prestazioni dell’assicurato del
marzo 2018 era stata respinta dopo attenta valutazione della documentazione medica,
non essendo stato raggiunto l’anno di attesa con incapacità minima ed
ininterrotta del 40% (doc. AI pag. 198), l’amministrazione non è entrata nel
merito delle nuova domanda di prestazioni, presentata a solo un mese di
distanza e corredata da un unico e assai scarno certificato medico - quello del
dr. __________ del 28 ottobre 2019 -, considerato come l’assicurato, oltretutto
patrocinato, non avesse apportato, nemmeno in fase di osservazioni al progetto
di decisione del 21 novembre 2019 - dal quale emergeva chiaramente la necessità
di documentare debitamente un eventuale peggioramento delle sue condizioni - nuovi
elementi medici atti a rendere almeno verosimile una modifica della situazione
medica o economica rispetto a quanto stabilito nella precedente decisione cresciuta
in giudicato.  

                                         A
titolo abbondanziale e benché in ogni modo, richiamata la giurisprudenza citata
al consid. 2.4, eventuali documenti prodotti in sede ricorsuale non possono
comunque giustificare l’accoglimento di un ricorso contro una decisione di non
entrata nel merito, ma possono tutt’al più venir considerati nell’ambito di una
nuova domanda, sia detto che nemmeno in questa sede l’interessato ha ritenuto
di produrre documentazione medica idonea a validamente contestare le valutazioni
del dr. __________ di cui alle succitate annotazioni del 26 giugno 2019 (doc.
AI pag. 166) e 5 novembre 2019 (doc. AI pag. 208) e/o a rendere verosimile
una rilevante modifica del suo stato di salute.

                                         Ne
segue che la domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio va
respinta.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   La
domanda d’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio è respinta.

 

                                   3.   Le
spese di fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario di Camera

 

giudice Raffaele Guffi                                         Gianluca
Menghetti