# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 94417208-98c7-5a15-8b59-20498bf04c8e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-03-03
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 03.03.2025 15.2025.24
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2025-24_2025-03-03.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2025.24

  	
  Lugano

  3 marzo 2025

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  cancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a
giudice unico (art. 48b LOG) sul ricorso 20 febbraio 2025 dell’

	
   

  	
  RI 1 

  (rappresentata dall’amministratore unico RA
  1)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione, sede di
Mendrisio, o meglio contro la comminatoria di fallimento emessa il 3
febbraio 2025 nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti della
ricorrente dalla

 

	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG, Bellinzona

   

  

 

ritenuto in fatto e considerando in diritto:

                                         che
con provvedimento del 3 febbraio 2025, la sede di Mendrisio dell’Ufficio d’esecuzione
(UE) ha emesso la comminatoria di fallimento nell’esecuzione n. 3605187 promossa dalla PI 1 nei confronti dell’RI 1 per l’incasso di fr. 2'258.10
oltre ad accessori;

                                         che
con ricorso del 20 febbraio 2025, l’RI 1 ha impugnato la comminatoria di
fallimento facendo valere in sostanza l’inesistenza della pretesa data valere
dall’escutente;

                                         che
il ricorso è firmato dall’ex amministratore unico, RA 1, sostituito il 15
dicembre 2023 dal nuovo amministratore unico __________ (secondo quanto
indicato dal registro di commercio relativa alla società);

                                          che
l’impugnativa, presentata da una persona non abilita a rappresentare l’escussa,
risulta già per questo motivo irricevibile;

                                          che
stante l’intempestività del ricorso, non è necessario impartire un termine alla
ricorrente per eventualmente far ratificare l’impu­gnativa dall’amministratore
unico attuale;

 

                                         che
il ricorso all’autorità di vigilanza deve infatti essere presentato entro dieci
giorni da quello in cui il ricorrente ebbe notizia del provvedimento (art. 17
cpv. 2 LEF);

 

                                         che
nella fattispecie, secondo le sue stesse allegazioni, la ricorrente ha avuto
conoscenza dell’atto impugnato già l’8 febbraio 2025;

 

                                         che
di conseguenza il termine di ricorso, come detto di dieci giorni, è scaduto
martedì 18 febbraio (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF);

 

                                         che
interposto solo il 26 febbraio 2025 (data del timbro postale sulla busta d’invio),
il ricorso in esame è pertanto tardivo e perciò irricevibile, ciò che va
rilevato d’ufficio (DTF 102 III 127 segg.);

 

                                         che,
a scanso di equivoci, è determinante per l’osservanza del termine la data di
consegna del ricorso (art 143 cpv. 1 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF) e non
la data indicata sul ricorso (in
casu il 20 febbraio 2025);

 

                                         che
la ricorrente ritiene apparentemente, per sbaglio, che il termi­ne determinante sia quello, di venti giorni
(art. 160 cpv. 1 n. 3 LEF), per pagare
l’importo indicato sulla comminatoria di fallimento, mentre quello di ricorso è
di soli dieci giorni (art. 17 cpv. 2 e 160 cpv. 1 n. 4 LEF), come del resto
rilevato dalla stessa ricorrente;

 

                                         che il ricorso va così dichiarato irricevibile senza necessità d’inter­pellare
la controparte né di notificarle il ricorso e l’odierno giudizio (art. 9 cpv. 2
LPR);

 

                                         che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è tardivo e pertanto irricevibile.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione ad RI 1,   .

	
   

  	
   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Mendrisio.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
cancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.