# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 21aaee13-2fe5-50b0-bb77-92f6220ab6a7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-11-02
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 02.11.1998 15.1997.00209
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1997-00209_1998-11-02.html

## Full Text

Incarto n.

  15.97.00209

  	
  Lugano

  2 novembre 1998

  /MR/fc/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul
ricorso 24 novembre 1997

 

	
   

  	
  __________

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato
dell’Ufficio Esecuzione e Fallimenti del Distretto di __________ e meglio
contro il processo verbale per la formazione di un inventario a tutela del
diritto di ritenzione (n.__________) nell’ esecuzione per pigioni e affitti (n.
__________) promossa contro il ricorrente da

 

	
   

  	
  __________

  

 

richiamata
l’ordinanza 26 novembre 1997 del Vicepresidente di questa Camera, con la quale
al ricorso è stato concesso l’effetto sospensivo;

 

viste le
osservazioni 12 dicembre 1997 dell’ Immobiliare __________ e 22 dicembre 1997 dell’UEF

 

completata
l’istruttoria il 14 ottobre 1998;

 

esaminati atti e
documenti;

 

 

ritenuto in
fatto e considerando in diritto:

 

                                          che
con domanda 5 novembre 1997 la __________, __________,  ha chiesto all’ UEF
__________ l’erezione di un inventario dei beni siti nel capannone sulla part.
n. __________ RFD __________, occupati da __________, a garanzia di un diritto
di ritenzione per pigioni scadute ( febbraio 1997- novembre 1997) per
complessivi fr. 25’000.-- nonché per pigioni in corso (dicembre 1997 - maggio
1998) per complessivi fr. 15’000.-- ;

 

                                          che
il 6 novembre 1997 l’UEF ha proceduto presso il capannone   occupato
dall’escusso all’allestimento dell’inventario redigendone relativo verbale;

 

                                          che
dal verbale 6 novembre 1997, spedito alle parti il’11 novembre 1997, risultano
inventariati i seguenti beni:

 

                                          “1.    forno
per carrozzeria __________ 

                                                  completo
di bruciatore e aerazione         stima  fr.     12’000.--

 

                                           2.    lift
a 4 colonne senza marca                     stima  fr.       2’000.--

 

                                           3.    DYMA
UB x ancoraggio auto con

                                                  carrello
completo accessori                     stima  fr.     17’000.--

 

                                           4.    impianto
riscaldamento CEISA 

                                                  funz.
a nafta                                                stima  fr.       5’000.--

 

                                           5     compressore
1000 lt marca ALUP          stima  fr.       3’000.--

 

                                           6.    impianto
riciclaggio diluenti

                                                  marca
Indiecom                                         stima  fr.       3’000.--

 

                                           7.    idem
marca FIDI                                        stima  fr.       3’000.--

 

                                           8.    saldatrice
CEM                                          stima  fr.       3’000.--

 

                                           9.    impianto
levigazione orbitale

                                                  con
aspiratore FESTO                              stima  fr.     4’000.--”;

 

                                          che
con ricorso 24 novembre 1997 __________ chiede l’annullamento dell’inventario
degli oggetti vincolati dal diritto di ritenzione, affermando in sostanza:

                                          –      che
l’escusso “svolge la sua attività professionale d’indipendente, in qualità di
carrozziere, presso la Carrozzeria __________ (recte: Balerna, N.d.R.)”;

                                          –      che
possono essere inventariati unicamente gli oggetti pignorabili; 

                                          –      che
per l’art. 92 cpv. 1 n.3 LEF sono impignorabili “gli arnesi, gli strumenti e i
libri, in quanto siano necessari al debitore e alla sua famiglia per
l’esercizio della professione ...”;

                                          –      che
“con l’inventario 06/12.11.1997 sono stati inventariati unicamente degli oggetti
che servono palesemente all’attività professionale svolta dal signor __________
presso la __________ ”;

                                          –      che
“infatti non si vede come il debitore possa continuare a svolgere la sua attività
professionale se privato del forno per carrozzeria, del lift a 4 colonne - per
caricare le auto -, dell’ancoraggio auto con carrello, dell’impianto di riscaldamento,
del compressore, dell’impianto di riciclaggio diluenti, della saldatrice e
dell’impianto levigazione orbitale con aspiratore”,

                                          –      che
“se dovesse essere privato di questi macchinari il signor __________ non
avrebbe nient’altro da fare che chiudere la sua attività”;

 

                                          che
delle osservazioni delle altre parti si dirà, se necessario, in seguito;

 

                                          che
per l’art. 268 cpv. 1 CO il locatore di locali commerciali beneficia di un
diritto di ritenzione sulle cose mobili che vi si trovano e servono al loro uso
e godimento e che siffatto diritto si estende in termini temporali alla pigione
annuale scaduta e a quella del semestre in corso;

 

                                          che
in materia di esecuzione per pigioni e affitti l’art. 283 cpv. 1 LEF stabilisce
che il locatore di locali commerciali può, anche prima di iniziare
l’esecuzione, domandare l’assistenza dell’ufficio esecuzione per la tutela
provvisoria del suo diritto di ritenzione;

 

                                          che
la formazione d’inventario presuppone l’esistenza di un contratto di locazione
così come di un credito derivante da tale contratto; l’ufficio esecuzione può
rifiutare, per ragioni di diritto materiale, di erigere l’inventario degli
oggetti sottoposti al diritto di ritenzione del locatore soltanto se
l’inesistenza di questo diritto è manifesta e inequivocabile (DTF 103 III 41 s.
con rif.; 97 III 45; Ernest Brand,
Dispositions particulières sur les loyers et fermages I, in: FJS/SJK n. 1092,
p.4; Fritzsche/ Walder, Schuldbetreibung
und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. II, Zürich, §63, p.520); l’ufficio
esecuzione, e su ricorso l’autorità di vigilanza, può infatti procedere a un
esame solo sommario, in via pregiudiziale, dei suoi presupposti (cfr. DTF 109
III 43); l’esame di merito sull’esistenza ed estensione del diritto di ritenzione,
(come del resto sull’esistenza e ammontare del credito preteso garantito) è
infatti demandato al giudice nell’ambito di un’eventuale procedura di rigetto
dell’opposizione, rispettivamente, in assenza di titolo idoneo di rigetto,
nell’ambito della necessaria causa ordinaria (cfr. Amonn/ Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts,
6. ed., Bern 1997, §34 n.18 s., p.275 s.);

 

                                          che
nel caso in esame non è contestato che il ricorrente occupa a titolo oneroso,
per espletare la propria attività di carrozziere, parte del capannone sito
sulla part. n. __________ RFD __________;

 

                                          che
soggetti al diritto di ritenzione del locatore sono le “cose mobili” che si
trovano nei locali occupati e servono al loro uso e godimento (art. 268 cpv. 1
CO);

 

                                          che
in concreto non è contestato che i beni inventariati si trovano negli spazi
occupati dal ricorrente, né che servono al godimento degli stessi;

 

                                          che
esclusi dal diritto di ritenzione sono tuttavia gli oggetti che in virtù del
diritto esecutivo non potrebbero essere pignorati dai creditori del conduttore
(art. 268 cpv. 3 CO);

 

                                          che
sulla pignorabilità degli oggetti inventariati decide l’organo d’esecuzione, e
su ricorso, l’autorità di vigilanza (DTF 82 III p. 85 ss; cfr. Amonn/ Gasser, op. cit., §34 n.20
p.276); 

 

                                          che
per l’art. 92 cpv. 1 n.3 LEF sono esclusi dal pignoramento gli arnesi, gli apparecchi,
gli strumenti e i libri, in quanto siano necessari al debitore e alla sua
famiglia per l’esercizio della professione; 

 

                                          che
tuttavia non ogni attività commerciale gode del beneficio della (limitata) impignorabilità,
ma soltanto la professione in senso stretto, nel senso che occorre distinguere
tra professione e impresa, e ciò sulla base dei fattori di guadagno che prevalgono:
nel primo caso la forza lavoro personale e le conoscenze professionali del
debitore e dei membri della sua famiglia, nel secondo l’elemento capitalistico
e il supporto di mano d’opera salariata (cfr. Amonn/
Gasser, op.cit., §23 n.20ss., p.169 s; Pierre-Robert
Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 3. ed., Losanna
1993, p.177 e rif. ivi; Jaeger/ Walder/ Kull/
Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 4. ed., Vol.
I, Zurigo 1997, n.37 ss. ad art. 92 LEF);

 

                                          che
questi fattori vanno valutati secondo le circostanze del caso specifico al momento
del pignoramento (Amonn/ Gasser, op.cit.,
§23 n.14 p.168 e n.24  p.170);

 

                                          che
le persone giuridiche e le società commerciali non beneficiano della protezione
legale ex art.92 e 93 LEF (DTF 67 III 21; Amonn/
Gasser, op.cit., § 23 n.24 p.170; Antoine
Favre, Droit de poursuite, Fribourg 1974, p.182);

 

 

                                          che
interrogato formalmente il ricorrente ha dichiarato in sostanza:

                                          –      che
tutti gli attrezzi inseriti nell’inventario 6 novembre 1997 sono di sua proprietà,

                                          –      che
prima di mettersi in proprio, nel gennaio 1994, lavorava nello stesso capannone
alle dipendenze della Carrozzeria __________, presso la quale erano impiegati
due operai e due apprendisti, 

                                          –      che
dopo aver ripreso l’attività della carrozzeria ha mantenuto alle sue dipendenze
- per periodi limitati - soltanto i due apprendisti, 

                                          –      che
successivamente ha avuto alle sue dipendenze un operaio;

                                          –      che
è iscritto a registro di commercio e attualmente dispone di un apprendista;

                                          –      che
tuttavia, se vi fosse lavoro a sufficienza, la sua carrozzeria potrebbe dare
lavoro ad almeno cinque persone;

 

                                          che
alla luce delle dichiarazioni del ricorrente, considerate le dimensioni e la
capacità della carrozzeria (che può ospitare fino a cinque operai), il tipo, il
numero e il valore dei macchinari inventariati, l’ investimento iniziale di ca.
fr. 70’000.-- (cfr. doc.2 - contratto 21 dicembre 1993), a cui si sono aggiunte
attrezzature acquistate successivamente, si può concludere che __________
__________ non esercita una professione nel senso dell’art. 92 LEF, ma
piuttosto gestisce una vera e propria impresa, dove il fattore del capitale
investito prevale sul lavoro personale e sulle conoscenze del mestiere del
ricorrente (cfr. anche lo scritto 23 luglio 1998 - doc.4, in cui il ricorrente
quantifica una richiesta di risarcimento “per il capannone, le installazioni e
le merci presenti nel capannone stesso, l’interruzione di esercizio ed il danno
commerciale e di immagine arrecato alla mia attività (...)” in fr.
1’112’000.--);

 

                                          che
per le considerazioni che precedono l’ufficio di esecuzione si è pertanto correttamente
determinato includendo nell’inventario gli oggetti contestati, non beneficiando
gli stessi - benché indispensabili all’esercizio dell’attività del ricorrente -
della protezione legale ex art.92 e 93 LEF;

 

                                          che
il ricorso di __________ va quindi respinto; 

 

                                          che
non si prelevano tasse (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF), né si assegnano
indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

Richiamati gli art.
93, 283 LEF, 268 CO

 

 

pronuncia:           1.      Il
ricorso 24 novembre 1997 __________, è respinto.

 

                                2.      Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                3.      Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a __________, per il tramite della scrivente
Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art.
19 LEF.

 

                                4.      Intimazione
a:

                                          –
__________.

 

 

 

Per la Camera
di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità
di vigilanza

Il presidente                                                                          
La segretaria