# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 15c45886-ad75-5717-97de-c51b3921de2f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-01-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 26.01.2004 11.2003.139
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2003-139_2004-01-26.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2003.139

  	
  Lugano

  26 gennaio 2004/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  I. Bernasconi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa n. 544.1995/R.46.2003
(filiazione: relazioni personali) della Divisione degli Interni, Sezione degli
enti locali quale autorità di vigilanza __________, che oppone

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  alla

  	 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

                                         riguardo
al figlio __________), 

                                         collocato
in vista di adozione;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti 

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 20 ottobre 2003 presentato da __________ contro la decisione
emessa il 6 ottobre 2003 dalla Divisione degli interni, Sezione degli enti
locali quale __________;

 

                                         2.   Se
dev'essere accolta la richiesta di assistenza giudiziaria contestuale all'appello;

 

                                         3.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che
il 29 gennaio 2002 __________, madre di __________ (nata 

                                         __________),
il cui padre è ignoto, e di __________ (nato il __________), riconosciuto da
__________, ha dato alla luce un terzo figlio, __________, di cui non ha voluto
rivelare la paternità;

 

                                         che con
decisione del 30 gennaio 2002 la Commissione tutoria regionale 4 ha istituito
in favore del bambino una tutela fondata sull'art. 368 CC, designando
__________ in qualità di tutrice;

 

                                         che il 15
aprile 2002 la Commissione medesima ha incaricato la tutrice di provvedere al
collocamento di __________ in vista di adozione, senza il consenso dei genitori,
la madre essendosi resa nel frattempo irreperibile e il padre essendo rimasto
sconosciuto;

 

                                         che il 5
luglio 2002 l'autorità di vigilanza ha dichiarato irricevibile un ricorso presentato
da __________ contro tale decisione; 

 

                                         che un
appello presentato da __________ il 22 ottobre 2002 contro la predetta decisione
è stato respinto da questa Camera con sentenza dell'11 dicembre 2002 (inc.
11.2002.122);

                                      

                                         che con
risoluzione del 16 aprile 2003 la Commissione tutoria regionale ha respinto una
richiesta del 6 marzo 2003 di __________ tendente a intrattenere relazioni personali
con il figlio __________;

 

                                         che il 6
ottobre 2003 l'autorità di vigilanza ha respinto un ricorso esperito il 2
maggio 2003 da __________ contro la predetta decisione;

 

                                         che
__________ ha impugnato la decisione appena citata con un “ricorso” (recte:
appello) del 20 ottobre 2003 in cui chiede, previo conferimento dell'assistenza
giudiziaria, di avere il diritto a relazioni personali con il figlio __________
nelle modalità opportune;

                                         

                                         che la
Commissione tutoria regionale non ha presentato osservazioni;

 

e considerando

 

in diritto:                        che, introdotto nel termine di venti giorni (art. 48 della legge
sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele: RL
4.1.2.2), l'appello in esame è ricevibile;

 

                                         che
l'appellante chiede, in sostanza, di poter allacciare relazioni personali con
il figlio sebbene questi sia collocato in vista d'adozione;

 

                                         che,
giusta l'art. 274 cpv. 3 CC, se i genitori hanno acconsentito all'adozione del
figlio o se si può prescindere da tale consenso, il diritto alle relazioni
personali si estingue appena il figlio sia collocato in vista d'adozione;

 

                                         che nella
fattispecie con decisione del 15 aprile 2002, passata in giudicato, la
Commissione tutoria regionale ha deciso il collocamento di __________ in vista
di adozione, senza il consenso dei genitori;

 

                                         che,
pertanto, dal quel momento il diritto della madre alle relazio­ni personali con
il figlio si è estinto (Hegnauer,
Grundriss des Kindesrecht, 5ª edizione, pag. 91 n. 11.28; Meier/Stettler, Droit Civil VI/1, 2ª
edizione, pag. 134 n. 292; Schwenzer
in: Basler Kommentar, ZGB I, 2ª edizione, n. 17 ad art. 274); 

 

                                         che in
circostanze straordinarie, per vero, l'autorità tutoria può conferire un
diritto di visita al genitore del figlio collocato in vista di adozione, se ciò
serve al bene del figlio medesimo (art. 274a cpv. 1 CC; Hegnauer, op. cit., pag. 95 n. 12.11; Meier/Stettler, loc. cit.); 

 

                                         che in
effetti le relazioni personali devono tendere al bene del figlio, anche se non
rispondono necessariamente agli interessi del genitore, e i diritti del
genitore non prevalgono su quelli del figlio, ove ne pregiudichino il bene;

 

                                         che in
concreto, secondo l'autorità tutoria, la presenza e le relazioni con la madre
“non appaiono scevre da pericoli per il benessere di __________, (…) anzi potrebbero
minacciare addirittura il suo bene” (risoluzione del 16 aprile 2003, pag. 2);

 

                                         che
inoltre, per l'autorità di vigilanza, “anche un incontro sorvegliato è
contrario agli interessi del minore e tale da scombussolare il suo equilibrio”
(decisione impugnata, pag. 4, consid. 9 in fine);

 

                                         che
l'appellante si limita ad affermare di “essersi ristabilita dai problemi più
seri che l'avevano afflitta”, ma non si confronta con le argomentazioni citate,
né spiega perché le relazioni personali con __________, con il quale non più
avuto contatti dalla nascita, rientrerebbero nel bene del figlio;

 

                                         che il
fatto di essere, dal settembre 2003, “perfettamente compensata”, al punto da
chiedere – per il tramite dello psicologo __________– il riesame della revoca
del permesso di condurre (certificato del 30 settembre 2003 allegato
all'appello), non significa che le relazioni personali siano nell'interesse del
figlio;

 

                                         che, dato
quanto precede, l'appello è destinato all'insuccesso;

 

                                         che gli
oneri del giudizio odierno andrebbero, di per sé, a carico dell'appellante
(art. 148 cpv. 1 CPC);

 

                                         che per
la particolarità della fattispecie si può rinunciare nondimeno al prelievo di
spese, l'appellante essendo sprovvista di cognizioni giuridiche e avendo agito
senza l'ausilio di un patrocinatore;

 

                                         che non è
il caso di assegnare ripetibili alla Commissione tutoria regionale, la quale in
ogni modo non ha presentato osservazioni;

 

                                         che,
quanto alla richiesta di assistenza giudiziaria, essa non può essere accolta,
il “ricorso” risultando sprovvisto sin dall'inizio di probabilità di esito favorevole
(art. 14 cpv. 1 lett. a Lag);

 

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è respinto e la decisione impugnata è confermata.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.           

                                         

                                   3.   La
richiesta di assistenza giudiziaria è respinta.

 

                                   4.   Intimazione
a:

	
   

  	
  – __________;

  – __________.

  

                                         Comunicazione
alla Divisione degli Interni, Sezione degli enti locali __________.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale
d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario