# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 65108060-8a49-56c7-a00a-65c88a618826
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-04-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.04.2024 D-6418/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6418-2023_2024-04-16.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6418/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 6  a p r i l e  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Sebastian Kempe;  

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 1. A._______, nato il (…), 

2. B._______, nata il (…), 

3. C._______, nata il (…), 

4. D._______, nato (…), 

Congo (Kinshasa),   

tutti patrocinati da Cristina Tosone,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…)  

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); 

decisione della SEM del 14 novembre 2023 / N (…) 

 

 

D-6418/2023 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a I ricorrenti 1 e 2 hanno presentato una domanda d’asilo in Svizzera 

l’8 giugno 2023 per sé stessi e per la figlia (cfr. atti della Segreteria di Stato 

della migrazione [di seguito: SEM] n. [{…}] 2/2, 3/2 e 4/2). Dai riscontri dat-

tiloscopici dell’unità centrale del sistema europeo “EURODAC” è risultato 

che gli interessati avevano depositato delle domande d’asilo pregresse in 

Grecia il (…) luglio 2021 e il (…) aprile 2022, rispettivamente in Croazia il 

(…) maggio 2023 (cfr. atti della SEM n. 16/1 e 17/1). 

A.b Il 3 luglio 2023 con i ricorrenti 1 e 2 si è tenuto il colloquio ex art. 5 del 

regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 

26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale dell’Unione eu-

ropea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III). Durante gli stessi, 

sono stati interrogati segnatamente riguardo a possibili ostacoli che si op-

porrebbero all’eventuale competenza della Croazia nella trattazione della 

loro domanda d’asilo, così come in rapporto al loro stato di salute, sia per 

quanto concerne la loro persona, sia quella della ricorrente 3 (cfr. atti della 

SEM n. 27/3 e 28/3). 

A.c Sulla base degli elementi raccolti, l’autorità elvetica competente, ha 

presentato alla sua omologa croata – sempre in data 3 luglio 2023 – una 

domanda di ripresa in carico degli interessati sulla base dell’art. 18 par. 1 

lett. b RD III (cfr. atti della SEM n. 29/5 e 32/5). In data 17 luglio 2023 le 

autorità croate hanno riconosciuto la propria competenza sulla scorta 

dell’art. 20 par. 5 lett. b RD III, accettando la ripresa in carico dei ricorrenti 

1 e 2 (cfr. atti della SEM n. 39/2 e 40/2). Il giorno successivo, il 18 lu-

glio 2023, la SEM ha trasmesso alle autorità croate una richiesta di inclu-

sione della ricorrente 3 (cfr. atto della SEM n. 41/1). Il 1° agosto 2023 le 

autorità croate preposte hanno accettato la presa in carico di quest’ultima 

sempre fondandosi sull’art. 20 par. 5 lett. b RD III.  

A.d  

Agli atti vi erano diversi fogli di trasmissione d’informazioni mediche (F2) 

nonché ulteriore documentazione medica, relativi allo stato di salute degli 

insorgenti (cfr. atti della SEM n. 19/3, 20/2, 35/2, 36/2, 37/2, 38/2, 43/5, 

44/2, 46/2, 47/2, 49/2, 50/2, 51/2, 52/2, 53/3, 54/2, 56/3, 57/3, 58/2 e 59/2). 

D-6418/2023 

Pagina 3 

A.e  

Con decisione del 1° settembre 2023 – notificata il 4 settembre 2023 (cfr. 

atto della SEM n. 62/1) – l’autorità inferiore non è entrata nel merito della 

domanda d’asilo degli interessati ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b della 

legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31), pronunciando al contempo l’allontana-

mento (recte: trasferimento) dei richiedenti dalla Svizzera verso la Croazia, 

come pure incaricando il Canton E._______ dell’esecuzione della deci-

sione di trasferimento e constatando inoltre l’assenza di effetto sospensivo 

di un eventuale ricorso contro la decisione.  

A.f  

Con sentenza del 21 settembre 2023 (D-4843/2023), ha accolto il ricorso 

dell’11 settembre 2023 retrocedendo gli atti all’autorità per il completa-

mento dell’istruttoria, segnatamente al fine di determinarsi (1) su come i 

disturbi psichici affliggessero effettivamente i ricorrenti 1 e 2 o come avreb-

bero potrebbero affliggere i medesimi in caso di trasferimento in Croazia, 

(2) in che misura gli stessi potessero essere ricondotti all’aggressione su-

bita nel predetto Paese e (3) se la condizione psichica dei ricorrenti 1 e 2 

permettesse loro di prendersi adeguatamente cura della ricorrente 3 

nell’eventualità di un trasferimento del nucleo famigliare nel suddetto 

Paese balcanico.  

B.  

In riscontro a quanto precede, il 29 settembre 2023 (cfr. atto della SEM 

n. 73/2), la SEM ha incaricato il Servizio psico-sociale (SPS) con sede a 

Chiasso di procedere ad un accertamento dettagliato dello stato di salute 

dei richiedenti 1 e 2, specificando agli specialisti di rispondere ai quesiti 

posti nella sentenza del 21 settembre 2023 (D-4843/2023) entro al più tardi 

il 20 ottobre 2023. 

C.  

In data 4 ottobre 2023 e 5 ottobre 2023 sono stati allestiti i rapporti medici 

(F4) (cfr. atto della SEM n. 76/4 e 77/5).  

D.  

Con missiva del 25 ottobre 2023 (cfr. atto della SEM n. 78/1), la SEM ha 

dato la possibilità ai richiedenti di essere sentiti in merito ai rapporti medici 

(F4) fatti stilare rispettivamente in data 4 ottobre 2023 per la ricorrente 2 

ed il 5 ottobre 2023 per il ricorrente 1 (cfr. atti della SEM n. 76/4 e 77/5), 

entro il termine del 30 ottobre 2023, quest’ultimo prorogato sino al 2 no-

vembre 2023. In quest’ultima data, il rappresentante legale degli interessati 

ha prodotto le sue osservazioni in merito (cfr. atto della SEM n. 85/3).  

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Pagina 4 

E.  

A far data dalla sentenza del 21 settembre 2023 (D-4843/2023), i richie-

denti asilo si sono sottoposti ad ulteriori accertamenti medici, dei quali si 

dirà, per quanto necessario nei considerandi (cfr. atti della SEM n. 74/2, 

75/3, 79/2, 82/3, 83/2, 84/2, 86/2, 87/3). 

F.  

Il 14 novembre 2023 l’autorità di prima istanza ha emesso una nuova de-

cisione – notificata il medesimo giorno (cfr. atto della SEM n. 90/1) – per il 

cui tramite non entrava nel merito della domanda d’asilo ai sensi 

dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi e pronunciava il trasferimento dei richiedenti 

dalla Svizzera verso la Croazia, come pure incaricando il Canton 

E._______ dell’esecuzione della decisione di trasferimento e constatando 

inoltre l’assenza di effetto sospensivo di un eventuale ricorso contro la de-

cisione. 

G.  

Per il tramite del plico raccomandato del 21 novembre 2023 (cfr. timbro del 

plico raccomandato; data di entrata: 22 novembre 2023) gli interessati 

sono nuovamente insorti con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale (di seguito: il Tribunale) contro il succitato provvedimento dell’au-

torità inferiore, chiedendo, in limine, la sospensione dell’esecuzione della 

decisione in via supercautelare e la concessione dell’effetto sospensivo al 

ricorso. Nel merito, hanno concluso all’annullamento della decisione impu-

gnata e alla restituzione degli atti alla SEM affinché effettui un esame na-

zionale della domanda d’asilo. In subordine, hanno postulato la restituzione 

deli atti alla SEM affinché effettui i necessari complementi istruttori. Conte-

stualmente, hanno presentato istanza di assistenza giudiziaria, nel senso 

dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti-

cipo. 

Al ricorso è stata annessa la copia delle procure degli interessati, la copia 

della decisione dell’autorità inferiore impugnata ed il relativo avviso di rice-

vimento, nonché degli F2 del 14 novembre 2023 e del 16 novembre 2023 

relativi alla ricorrente 2 e un F2 del 15 novembre 2023 relativo al ricorrente 

1.  

H.  

Il 22 novembre 2023 il Tribunale ha sospeso l’allontanamento in via super-

cautelare. 

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Pagina 5 

I.  

Con scritto spontaneo del 6 dicembre 2023 i ricorrenti hanno inoltrato al 

Tribunale una lettera di controllo dell’Ospedale Regionale di F._______ re-

lativo alla ricorrente 2 dal quale si evinceva che la stessa era sotto controllo 

per trombocitopenia autoimmune e che erano stati previsti ulteriori controlli, 

nonché un foglio di trasmissione di informazioni mediche (F2) concernente 

il ricorrente 1. Quest’ultimo riportava che l’interessato avrebbe dovuto con-

tinuare la terapia con Escipial lipolotion e Ensitlar IR per ulteriori 3 mesi 

prima di una nuova valutazione clinica se necessaria.  

J.  

Con ordinanza del 17 gennaio 2024 il Tribunale ha chiesto agli insorgenti 

un aggiornamento relativo al nascituro entro il 29 gennaio 2024. 

K.  

Con scritto del 29 gennaio 2024 i ricorrenti hanno informato il Tribunale in 

merito alla nascita avvenuta in data 11 gennaio 2024 di D._______ (di se-

guito: ricorrente 4). Altresì, relativamente allo stato di salute dei ricorrenti, 

gli stessi hanno informato dapprima che il ricorrente 1 è stato visitato al (…) 

per dei dolori alla schiena e gli sono stati prescritti Redormin, Zolpidem e 

Escitalopram, mentre la ricorrente 2 avrebbe dei problemi alla gamba, per 

i quali sarebbe attualmente in attesa di una visita. Inoltre, hanno informato 

il Tribunale che negli ultimi due mesi il loro stato psicologico è rimasto in-

variato. Inoltre, essi, hanno nuovamente confermato quanto sollevato nel 

gravame nel gravame.  

L.  

Con scritto spontaneo del 1°marzo 2024 Cristina Tosone, ha comunicato 

di essere la nuova patrocinatrice dei ricorrenti a causa della partenza dalla 

protezione giuridica di Marianna Cascini. Inoltre, ha trasmesso al Tribunale 

la procura relativa al ricorrente 4, nonché un nuovo certificato medico re-

datto dal dr. med. G._______ del (…) concernente il ricorrente 1. Dallo 

stesso si evince che lo stesso continua ad avere stati d’animo di profonda 

tristezza e inquietudine, oltre ad essere spesso fortemente irritabile. Il me-

dico ha prescritto al ricorrente 1 l’assunzione di Cipralex, Redormin e pre-

visto un supporto psicologico, mentre per quanto riguarda i dolori alla 

schiena gli è stato prescritto del Rheumalix.  

M.  

In data 18 marzo 2023 i ricorrenti hanno trasmesso al Tribunale ulteriore 

documentazione medica, in particolare un rapporto del 7 marzo 2024, dal 

quale si evince come la ricorrente 2 ha avuto un consulto preso il reparto 

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di ortopedia del (…) per problematiche concernenti la caviglia sinistra. Nel 

concreto il medico curante ipotizza la presenza di una frattura trimalleolare 

per la quale raccomanda un’operazione di osteotomia correttiva.  

N.  

Con scritto spontaneo dell’8 aprile 2024, la rappresentante legale dei ricor-

renti ha trasmesso al Tribunale un certificato medico concernente un in-

contro avuto presso la (…) (di seguito […]) da parte del ricorrente 1. Lo 

psicologo gli ha diagnosticato uno stato di esaurimento e disturbo disso-

ciativo, non escludendo vi sia un disturbo post traumatico da stress. Altresì, 

ha ribadito, trasmettendo la documentazione atta a comprovare ciò, che il 

ricorrente 1 segue anche una terapia farmacologica con Redormin, Escita-

lopram, Relaxane e Quetiapin.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

  

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Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

2.  

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una de-

cisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), è 

di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e art. 52 

cpv. 1 PA.  

3.  

Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-

ciso dal giudice unico con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 

lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a 

cpv. 2 LAsi). Altresì, giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo 

scambio di scritti. 

4.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci-

sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami-

nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1). 

5.  

5.1 Gli insorgenti, nel loro ricorso, lamentano un accertamento inesatto ed 

incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti dal profilo della situazione va-

letudinaria dei ricorrenti, dello stato di gravidanza avanzato della ricorrente 

2, dall’assenza di garanzie specifiche in merito alla presa in carico della 

famiglia, delle violenze subite in Croazia, oltre alle asserite note carenze 

del sistema d’accoglienza, del benessere superiore dei fanciulli e infine del 

rischio di rinvio della Croazia alla Grecia. Ciò anche nell’ottica dell’applica-

zione al caso di specie della clausola di sovranità. Tuttavia, poiché tali cen-

sure riguardano in realtà anche aspetti materiali, il Tribunale tratterà dap-

presso anche in tal senso le medesime (cfr. infra consid. 6 e segg.) 

6.  

Ciò posto, venendo ora al merito, occorre chiedersi se la SEM poteva fare 

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applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, disposizione che prevede che 

di norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente 

può partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato 

internazionale, l’esecuzione della procedura di asilo e allontanamento. 

6.1 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal RD III. Se in base a questo esame è individuato un altro Stato 

quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia 

la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa 

in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. 

DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2). Ai sensi dell’art. 3 par. 1 RD III, la domanda 

di protezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia 

quello individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15). Nel caso 

di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), di principio non 

viene effettuato un nuovo esame di determinazione dello Stato membro 

competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1). 

Inoltre lo Stato membro nel quale è stata presentata per la prima volta la 

domanda di protezione internazionale è tenuto, alle condizioni di cui agli 

art. 23, 24, 25 e 29 e al fine di portare a termine il procedimento di deter-

minazione dello Stato membro competente, a riprendere in carico il richie-

dente che si trova in un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno o 

ha presentato colà una nuova domanda di protezione internazionale dopo 

aver ritirato la prima domanda presentata in uno Stato membro diverso du-

rante il procedimento volto a determinare lo Stato membro competente 

(art. 20 par. 5 primo capoverso RD III). 

6.2 Giusta l’art. 3 par. 2 RD III, qualora sia impossibile trasferire un richie-

dente verso lo Stato membro inizialmente designato come competente in 

quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussistono delle carenze si-

stemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei ri-

chiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante 

ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea 

(GU C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE), lo Stato membro com-

petente prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un 

altro Stato membro possa essere designato come competente. 

7.  

7.1 Nella presente disamina, le investigazioni effettuate dalla SEM hanno 

rivelato, dopo consultazione dell’unità centrale del sistema europeo “EU-

RODAC”, che gli interessati avevano già depositato delle domande d’asilo 

pregresse in Grecia il (…) luglio 2021 e il (…) aprile 2022, in seguito i 

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ricorrenti hanno presentato domanda d’asilo in Croazia in data (…) maggio 

2023 (cfr. atti della SEM n. 16/1 e 17/1). I ricorrenti hanno, dal canto loro, 

affermato di non aver ricevuto alcun riscontro dalla Grecia in merito alle 

loro domande d’asilo e di non aver mai depositato una domanda d’asilo in 

Croazia (cfr. atti della SEM n. 27/3 e 28/3). Su tali presupposti, il 3 lu-

glio 2023, l’autorità inferiore ha trasmesso una richiesta di ripresa in carico 

degli interessati all’omologa croata sulla scorta dell’art. 18 par. 1 lett. b RD 

III (cfr. atti della SEM n. 29/5 e 32/5). Il successivo 17 luglio 2023, le auto-

rità croate hanno esplicitamente accolto la richiesta di ripresa in carico dei 

ricorrenti 1 e 2 sulla scorta dell’art. 20 par. 5 RD III (cfr. atti della SEM 

n. 39/2 e 40/2). Il giorno successivo, il 18 luglio 2023, l’autorità elvetica ha 

presentato all’omologa una richiesta di inclusione della ricorrente 3 (cfr. atto 

della SEM n. 41/1). Il 1°agosto 2023 le autorità croate preposte, hanno ac-

cettato la presa in carico della ricorrente 3, sempre fondandosi sull’art. 20 

par. 5 lett. b RD III.  

7.2 Per quanto attiene la censura sollevata nel gravame relativa alla man-

canza di un’accettazione da parte della Croazia della presa in carico del 

nascituro, in quanto quest’ultimo non era presente al momento della richie-

sta di take charge (recte: take back) della SEM nei confronti dell’autorità 

croata (cfr. pt.o III, pag. 12), si rileva dapprima che l’autorità inferiore aveva 

espressamente informato le sue omologhe croate che la ricorrente 2 si tro-

vasse al terzo mese di gravidanza al momento della richiesta di ripresa in 

carico del 3 luglio 2023 (cfr. atto della SEM n. 32/5). A ciò si aggiunge che, 

ai sensi dell’art. 20 par. 3 RD III, la situazione di un minore che accompa-

gna il richiedente e risponde alla definizione di familiare, è indissociabile 

da quella del suo familiare e rientra nella competenza dello Stato membro 

competente per l’esame della protezione internazionale del suddetto fami-

liare, anche se il minore non è personalmente un richiedente, purché ciò 

sia nell’interesse superiore del minore. Altresì, il disposto di legge precitato 

enuncia che lo stesso trattamento è riservato ai figli nati dopo che i richie-

denti sono giunti nel territorio degli Stati membri senza che sia necessario 

cominciare una nuova procedura di presa in carico degli stessi. Pertanto, 

la competenza di uno Stato membro per quanto attiene il neonato è la 

stessa della madre (o il padre o un altro adulto responsabile per il richie-

dente in base alla legge o alla prassi dello Stato membro in cui si trova il 

beneficiario ai sensi dell’art. 2 lett. g RD III). L’art. 20 par. 3 RD III configura 

una lex specialis rispetto alle norme previste dallo stesso capitolo e dunque 

una nuova procedura di presa o ripresa in carico si rivela priva di fonda-

mento. Il minore deve essere solo segnalato alle autorità competenti (FIL-

ZWIESER/SPRUNG, Dublin III-Verordnung, 2014, art. 20 RD III, pt.o K11 pag. 

186). Visto quanto precede, la censura va respinta, tanto più che, prima del 

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trasferimento, sarà premura delle autorità svizzere competenti per l’esecu-

zione dell’allontanamento informare in maniera precisa e completa le au-

torità croate dell’arrivo e dei problemi di salute degli interessati, compresa 

la presenza del ricorrente 4 (cfr. art. 31 RD III).  

7.3 Visto quanto precede, è a giusto titolo che l’autorità inferiore ha ritenuto 

la competenza della Croazia per la trattazione della domanda d’asilo dei 

ricorrenti di principio data. Pertanto, il predetto Paese è quindi tenuto, in 

principio, a riprendere in carico gli insorgenti, al fine di trattare la loro do-

manda di asilo. 

8.  

8.1 Ciò posto, occorre tuttavia esaminare se, giusta l’art. 3 par. 2 RD III, vi 

siano fondati motivi di ritenere che sussistano delle carenze sistemiche 

nella procedura d’asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti in 

Croazia, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante 

ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea 

(GU C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE).  

8.2  

A questo proposito è opportuno ricordare che la Croazia è vincolata dalla 

CartaUE, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU, RS 

0.101), dalla Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti cru-

deli, inumani o degradanti (Conv. contro la tortura, RS 0.105), come pure 

dalla Convenzione sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30) 

con il relativo Protocollo aggiuntivo (RS 0.142.301), e che perciò è tenuta 

ad applicarne le disposizioni.  

8.3 Nella sua giurisprudenza, sviluppata nel quadro delle procedure di ri-

presa in carico Dublino, il Tribunale ha certo ammesso la forte probabilità, 

per dei richiedenti che entrano per la prima volta sul territorio croato, che 

dei respingimenti illeciti alla frontiera così come dei respingimenti senza 

esame individuale direttamente alla frontiera (“hot returns”) o ancora delle 

violenze eccessive da parte degli agenti di polizia presenti possano pro-

dursi regolarmente in Croazia (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale E-

1488/2020 del 22 marzo 2023 consid. 9.3.2). Al contrario, per quanto at-

tiene ai richiedenti trasferiti in Croazia sulla base del RD III, il Tribunale è 

giunto alla conclusione, che questi hanno in principio accesso alla proce-

dura d’asilo nel predetto Paese. Alla luce di tale constatazione, ha consi-

derato che sia nel quadro di una procedura di presa in carico (“take 

charge”) sia in una di ripresa in carico (“take back”), le persone trasferite 

non rischiano, secondo un’alta probabilità, di essere esposte ad un rischio 

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di violazione dei loro diritti derivanti dal principio di non-respingimento. Il 

Tribunale ha inoltre negato l’esistenza, nella procedura d’asilo e nelle con-

dizioni d’accoglienza in Croazia, di carenze sistemiche ai sensi dell’art. 3 

par. 2 2a frase RD III, che farebbe ritenere un trasferimento dei richiedenti 

come generalmente inammissibile. Ha inoltre precisato che non si deve 

rinunciare ad un trasferimento se non in casi eccezionali, ovvero allorché il 

richiedente dimostra, con degli argomenti fondati, che il principio sopra 

enunciato non si applica alla sua fattispecie (cfr. sentenza di riferimento del 

Tribunale E-1488/2020 del 22 marzo 2023 precitata consid. 9.5; cfr. anche 

tra le altre la sentenza del Tribunale D-134/2023 dell’11 maggio 2023 con-

sid. 5.5). Le censure sollevate in sede ricorsuale circa l’agire delle autorità 

croate nei confronti dei ricorrenti allorché essi avrebbero tentato di entrare 

in Croazia, non permettono di giungere ad un apprezzamento diverso da 

quanto sopra esposto. Neppure la sentenza della Corte europea dei diritti 

dell’uomo (di seguito: CorteEDU) Daraibou contro Croazia del 17 gen-

naio 2023 (n. 84523/17) citata nel gravame dagli insorgenti (cfr. pt.o III, 

pag. 13 del ricorso) è atta a mutare la predetta conclusione. Invero, in 

quest’ultima, a differenza di quanto argomentato in modo generale nel gra-

vame, la CorteEDU si è espressa su un caso del tutto specifico di appicca-

mento di fuoco in una stazione di polizia da parte di un migrante detenuto, 

dove le autorità croate, nella fattispecie precisa, non avrebbero indagato a 

sufficienza sulle responsabilità statali che avrebbero portato all’evento e 

alle conclusioni tragiche (con la morte di alcuni detenuti ed il ferimento del 

ricorrente), senza tuttavia in alcun modo generalizzare tale modus ope-

randi a tutte le inchieste effettuate dalle autorità croate, come invece ad-

dotto dagli insorgenti. 

8.4 Per quanto attiene la censura sollevata dagli interessati sul rischio di 

rinvio dei richiedenti in Grecia (cfr. pt.o III, pag. 15 e seg. del ricorso), il 

Tribunale rileva che non è evincibile né dagli atti all’incarto, né dal gravame 

alcun indizio serio e concreto suscettibile di dimostrare che lo Stato di de-

stinazione non rispetterebbe il principio del divieto di respingimento e, dun-

que, verrebbe meno ai suoi obblighi internazionali rinviando i ricorrenti in 

un paese dove la loro vita, integrità corporale o libertà sarebbero seria-

mente minacciate o da dove rischierebbero di essere respinti in un tale 

paese. 

8.5 Su tali presupposti, l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si 

giustifica nel caso di specie. 

9.  

D-6418/2023 

Pagina 12 

9.1 Secondo l’art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III («clausola di sovra-

nità»), in deroga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato 

membro può decidere di esaminare una domanda di protezione internazio-

nale presentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche 

se tale esame non gli compete. Come l’ha ritenuto la giurisprudenza (cfr. 

DTAF 2017 VI/5 consid. 8.5.2 e riferimenti ivi citati), la SEM deve ammet-

tere la responsabilità della Svizzera per l’esame di una domanda di prote-

zione internazionale che le è presentata, anche se tale esame non le in-

comberebbe in virtù dei criteri fissati nel Regolamento Dublino III, allorché 

il trasferimento previsto verso lo Stato membro designato come responsa-

bile dai detti criteri viola gli obblighi di diritto internazionale pubblico della 

Svizzera. La liceità del trasferimento è, in tal senso, una condizione della 

pronuncia di una non entrata nel merito in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 

lett. b LAsi. La SEM può ugualmente ammettere tale responsabilità se dei 

«motivi umanitari» lo giustificano ai sensi dell’art. 29a cpv. 3 OAsi 1 (cfr. 

DTAF 2015/9 consid. 8.2.2; 2012/4 consid. 2.4 in fine e riferimenti ivi citati). 

L’autorità di prima istanza, nell’applicazione dell’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, di-

spone di potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 e seg.). La 

modifica dell’art. 106 cpv. 1 LAsi ha ristretto il potere d’esame del Tribunale 

e pertanto quest’ultimo può e deve unicamente controllare che l’autorità 

inferiore abbia esercitato il suo potere d’apprezzamento ovvero se la SEM 

ha fatto uso di tale potere d’apprezzamento e l’ha fatto secondo criteri og-

gettivi e trasparenti. In questi casi il Tribunale non può sostituire il suo ap-

prezzamento a quello della SEM. Al contrario, se il trasferimento del richie-

dente nel paese di destinazione contravviene ad una norma imperativa del 

diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, l’autorità inferiore è obbli-

gata ad applicare la clausola di sovranità e ad entrare nel merito della do-

manda d’asilo ed il Tribunale dispone di potere di controllo al riguardo (cfr. 

DTAF 2015/9 consid. 8.2.1).  

9.2 Gli insorgenti, nel loro ricorso, si prevalgono sia delle violenze che 

avrebbero subito in Croazia, sia del loro stato di salute che non potrebbe 

essere curato nel predetto Paese, per rinunciare al loro trasferimento ap-

plicando la clausola di sovranità succitata, in quanto una loro riammissione 

in Croazia si porrebbe in contrasto con l’art. 3 CEDU e con la Convenzione 

sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 (RS 0.107, di seguito: CDF). 

9.3 Nel caso in esame, in primo luogo, i maltrattamenti che i ricorrenti 

hanno addotto nel colloquio Dublino e nel gravame di aver subito in Croazia 

da parte di agenti di polizia (cfr. atti della SEM n. 27/3 e 28/3), anche se il 

Tribunale li ritenesse verosimili, tali allegazioni non sono decisive dal profilo 

della conformità del trasferimento dei richiedenti in relazione agli art. 3 

D-6418/2023 

Pagina 13 

CEDU o all’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trat-

tamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (RS 0.105, 

Conv. tortura), in quanto non esiste alcuna ragione seria e concreta di rite-

nere che un trasferimento a Zagabria degli insorgenti rischierebbe di 

esporli ad una situazione simile a quella nella quale si sarebbero trovati 

dopo aver depositato la domanda d’asilo. Inoltre il Tribunale, come argo-

mentato anche dalla SEM nella decisione avversata, non ha alcuna ragione 

– neppure considerando quanto riportato nel ricorso dagli insorgenti – di 

mettere in dubbio che la Croazia sia uno Stato di diritto, con un sistema di 

giustizia funzionante, al quale gli stessi potranno indirizzarsi per denun-

ciare l’agito di alcuni funzionai di polizia nei loro confronti o se in futuro i 

loro diritti non venissero rispettati (art. 26 direttiva 2013/33/UE del Parla-

mento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative 

all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale [di seguito: diret-

tiva accoglienza]), anche con l’eventuale aiuto di organizzazioni non gover-

native presenti su suolo croato. In secondo luogo, nel caso in esame, i 

ricorrenti non hanno dimostrato in alcun modo, con degli elementi concreti 

e circostanziati, né è desumibile dagli atti all’inserto, che lo Stato di desti-

nazione, che ha accettato espressamente la loro ripresa in carico, non sia 

intenzionato a riprenderli in carico ed a portare a termine correttamente la 

procedura relativa alla loro domanda di protezione in violazione della diret-

tiva 2013/32/UE del Parlamento e del Consiglio del 26 giugno 2013 re-

cante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello sta-

tus di protezione internazionale (di seguito: direttiva procedura). Infatti, la 

Croazia ha, nelle sue accettazioni del 17 luglio 2023, acconsentito di con-

tinuare l’esame della procedura in accordo con la summenzionata direttiva, 

in particolare si è impegnata a continuare la determinazione della respon-

sabilità per il trattamento della domanda di protezione degli insorgenti ("in 

order to continue to determine responsibility for the above mentioned per-

son") (cfr. atti SEM n. 39/2 e 40/2).  

9.4  

In merito allo stato di salute dei ricorrenti, si osserva dapprima come il re-

spingimento forzato di persone che soffrono di problemi medici, costituisce 

una violazione dell’art. 3 CEDU unicamente in circostanze eccezionali (cfr. 

sentenze della CorteEDU [Grande Camera] N. contro Regno Unito del 

27 maggio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicem-

bre 2016, 41738/10, §181 segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

9.4.1  

9.4.1.1 Concernente lo stato valetudinario dell’insorgente 1, si constata 

come nell’ambito del colloquio Dublino, egli ha allegato di non sentirsi bene 

D-6418/2023 

Pagina 14 

a causa della situazione che ha vissuto durante il viaggio, affermando di 

avere allucinazioni, ma ciononostante di riuscire a sostenere l’audizione 

(cfr. atto della SEM n. 27/3). Inoltre, dagli atti sono evincibili diverse visite 

mediche effettuate dal ricorrente 1, in esito alle quali gli sono state diagno-

sticate una dermatite atopica (cfr. atto della SEM n 44/2 e 47/2); un disturbo 

post-traumatico da stress (cfr. atti della SEM n. 46/2, 59/2, 74/2 e 84/2), 

una lesione cutanea all’arto superiore bilaterale zona polsi e gomito su pro-

babile psoriasi (cfr. atti della SEM n. 52/2, 54/2 e 65/2) e una sindrome 

ansiosa depressiva e insonnia in trattamento (cfr. atto della SEM n.  65/2) 

con l’impostazione per le predette patologie di terapie farmacologiche, che 

al bisogno sono state modificate, nonché di regolari consulti psicologici.  

9.4.1.2 A seguito della sentenza del 21 settembre 2023 (D-4843/2023), 

l’autorità inferiore ha chiesto la trasmissione di un rapporto medico allo 

scopo di chiarire meglio la situazione psicologica dell’insorgente 1 (cfr. atto 

della SEM n. 73/2). Dal rapporto stilato in data 5 ottobre 2023 dal Dr. med. 

Romanos risulta che l’interessato ha descritto le difficoltà riscontrate sia in 

Congo, sia durante il viaggio, soprattutto in Croazia. Dal resoconto medico 

si evince che il medico ha confermato la diagnosi di disturbo post-trauma-

tico da stress (ICD-10: F43.1), evidenziando come attualmente con la te-

rapia in atto il quadro appare stabilizzato, aggiungendo che con tale tratta-

mento la prognosi è favorevole, ma che tuttavia un’interruzione della tera-

pia e/o un rientro nei paesi da lui elencati nel corso della seduta compli-

cherebbe il decorso (cfr. atto della SEM n. 77/5, pt.o 4).  

9.4.2 In rapporto all’insorgente 3, si rileva come dalla documentazione 

all’incarto risulta che la medesima è stata visitata dal pediatra in data 

12 giugno 2023 quest’ultimo ha constatato il suo buono stato di salute (cfr. 

atto della SEM n. 19/3). È stata inoltre visitata in data 3 luglio 2023 a causa 

di qualche linfonodo reattivo latero cervicale (cfr. atto della SEM n. 35/2) e 

in data 17 luglio 2023 per un controllo e delle vaccinazioni (cfr. atto della 

SEM n. 43/5).  

9.4.3 Relativamente al ricorrente 4, non vi sono agli atti indicatori che lo 

stesso soffrirebbe di qualsivoglia problematica di salute. 

9.4.4 In ultimo, per quanto attiene alla ricorrente 2, nell’ambito del colloquio 

Dublino, ella ha dichiarato di essere anemica e di avere dolori alla gamba 

(cfr. atto della SEM n. 28/3). Dagli atti all’inserto, dal profilo somatico si ri-

leva come la ricorrente sia stata sottoposta a differenti visite mediche. Il 

9 giugno 2023 il Punto Medico dell’Ospedale Regionale di F._______ (di 

seguito: OBV) ha constatato una gravidanza all’ottava settimana di 

D-6418/2023 

Pagina 15 

gestazione e ha escluso la TBC (cfr. atto della SEM n. 20/2). In data 6 lu-

glio 2023 è stata sottoposta a un controllo per la gravidanza e dal referto è 

emerso che l’interessata è nota per trombocitopenia e iperemesi gravidica 

per la quale viene seguita mensilmente (cfr. atto della SEM n. 36/2). Il 

giorno successivo, il 7 luglio 2023, a causa di dolori al piede le sono stati 

prescritti Dafalgan e Neurodol tissugel (cfr. atto della SEM n. 37/2) e nuo-

vamente il 22 agosto 2023 è tornata per una visita di controllo dalla quale 

risultava un netto miglioramento, a che se persisteva un live dolore al livello 

del fibulo talare anteriore, per il quale le è stato prescritto l’Irfen 400 (cfr. 

atto della SEM n. 37/2 e 51/2). L’11 luglio 2023 ha svolto una visita specia-

listica presso l’OBV dove le è stata diagnosticata una trombocitopenia au-

toimmune in corso di gravidanza e le è stato indicato di sottoporsi ad un 

monitoraggio mensile di emocromo e una visita ematologica (cfr. atto della 

SEM n. 38/2). Il controllo gravidico successivo, svoltosi il 27 luglio 2023, ha 

nuovamente mostrato le sue diagnosi, ovvero iperemesi gravidica, trattata 

con Itinerol B6, e trombocitopenia per la quale era seguita da un ematologo 

(cfr. atto della SEM n. 49/2). Da un ulteriore visita specialista presso l’OBV 

tenutasi il 16 agosto 2023 viene indicato nel referto che la richiedente 2 

soffre di piastrinopenia autoimmune e che necessita un monitoraggio 

dell’emocromo su base mensile. Dal controllo è stata anche riscontrata una 

deflessione del suo umore ed è stata indicata la necessità di supporto psi-

cologico (cfr. atto della SEM n. 50/2). Il successivo controllo avvenuto il 

19 agosto 2023 ha confermato la diagnosi di trombocitopenia auto immune 

(ITP DD trombocitopenia gravidica), le è stata proposta una terapia a base 

di Prednisone nell’eventualità in fosse comparsa diatesi emorragica e ha 

indicato di proseguire con solo atteggiamento di “watch and wait” e moni-

toraggio mensile dell’emocromo (cfr. atto della SEM n. 53/3). In data 

23 agosto 2023 la ricorrente 2 ha svolto un controllo ginecologico e un con-

sulto ematologico, dal quale si è nuovamente confermata la diagnosi di ITP 

DD trombocitopenia gravidica (cfr. atto della SEM n. 56/3). Il medico spe-

cialista ha proposto ancora una volta di avviare trattamento con Prednisone 

0.5 o Immoglobuline se vi fosse comparsa di diatesi emorragica e ulteriori 

istruzioni di trattamento in base ai cambiamenti dei valori “TC”, come ripor-

tato specificatamente nella decisione impugnata. Inoltre, le sono stati pro-

grammati un controllo ostetrico per il 26 settembre 2023 e un controllo 

ematologico per il 13 settembre 2023 (cfr. atto della SEM n. 56/3). Altresì, 

il 29 agosto 2023, la ricorrente 2 ha svolto un consulto psichiatrico, le è 

stata diagnosticata una sindrome da disadattamento, con prevalente di-

sturbo di altri aspetti emozionale, e le è stata prospettata quale terapia del 

sostegno psicologico, da lei eseguita con ulteriori consulti psichiatrici (cfr. 

atti della SEM n. 58/2, 67/2 e 79/2). Il 28 settembre 2023 ha svolo un con-

trollo ostetrico presso l’OBV, dal quale si evinceva nuovamente la diagnosi 

D-6418/2023 

Pagina 16 

di trombocitopenia autoimmune (ITP DD trombocitopenia gravidica), di 

anemia ferripriva e veniva indicato nel referto che la data prevista per il 

parto sarebbe stata il 7 gennaio 2024. Il medico curante le ha prescritto dei 

farmaci, ovvero Andreavit e Maltofer 10 mg (cfr. atto della SEM n. 75/3). 

Dipoi, il 25 ottobre 2023, nuovamente si è recata presso l’OBV per una vi-

sita ostetrica. In tale sede i medici hanno proceduto con un’iniezione di 

Ferrinject 500mg (cfr. atto della SEM n. 82/3). Inoltre, l’8 novembre 2023, 

ha svolto un’ecografia (cfr. atto della SEM n. 86/2).  

9.4.4.1 Anche per la ricorrente 2, a seguito della sentenza del 21 settem-

bre 2023 (D-4843/2023), l’autorità inferiore ha chiesto la trasmissione di un 

rapporto medico allo scopo di chiarire meglio la sua situazione psicologica 

(cfr. atto della SEM n. 73/2). Dal rapporto stilato in data 5 ottobre 2023 dal 

Dr. med. H._______ risulta che l’interessata ha riferito che in Congo avreb-

bero ricevuto delle minacce e che una sera, a seguito di un’aggressione 

avvenuta da parte di militare, lei sarebbe stata accoltellata al basso ventre, 

mentre il marito sarebbe stato sequestrato insieme ad un suo amico e ag-

gredito. Ella ha sostenuto che l’amico sarebbe morto durante tale aggres-

sione. Dal rapporto si evince che l’accoglienza dei vissuti emotivi e delle 

preoccupazioni, così come la pratica di esercizi di grounding abbiano aiu-

tato l’insorgente 2 a raggiungere una maggior stabilità. È stata dunque con-

fermata la diagnosi di sindrome di disadattamento, con prevalente disturbo 

di altri aspetti emozionali (ICD-10: F43.23) e quale trattamento del soste-

gno psicologico. Dipoi, per quanto attiene la prognosi, la specialista ha ri-

ferito che la continuazione della presa a carico psicologica e l’eventuale 

terapia farmacologica dopo il parto avrebbero aiutato la ricorrente 2 a tor-

nare ad uno stato di equilibrio raggiungendo il benessere psicofisico, e che 

in assenza di una continuazione delle cure la prognosi è da valutarsi quale 

sfavorevole. Proseguendo con il referto, in particolare relativamente al pe-

riodo passato in Croazia e delle difficoltà ivi riscontrate, la specialista rife-

risce che ciò ha esacerbato la sintomatologia ansioso depressiva e ha in-

dicato che al pensiero di un possibile ritorno in Croazia si nota un incre-

mento dell’ansia con fuoriuscita dalla propria finestra di tolleranza e discon-

trollo emotivo. Visto quanto precede, la specialista ha indicato nel rapporto 

che la prognosi clinica nel caso di un rientro nel paese d’origine o trasferi-

mento in Croazia è da definirsi sfavorevole (cfr. atto della SEM n. 76/4).  

9.4.4.2 In merito alla gravidanza della ricorrente 2, v’è luogo di constatare 

che in data 11 gennaio 2024 ella ha dato alla luce D._______ a seguito di 

un parto complicato, come descritto nella documentazione medica tra-

smessa a questo Tribunale in data 29 gennaio 2023 dalla rappresentante 

legale. Visto quanto precede, le censure dei ricorrenti relative allo stato di 

D-6418/2023 

Pagina 17 

gravidanza avanzato della ricorrente 2 e il fatto che il trasferimento di 

quest’ultima si porrebbe in contrasto con l’art. 3 CEDU risultano in tale con-

testo non più attuali, ritenuto che al momento dell’emanazione della pre-

sente sentenza la stessa ha terminato con successo la propria gravidanza. 

Altresì, il Tribunale rileva come la censura relativa all’assenza di garanzie 

specifiche da parte della Croazia sollevata dalla precedente rappresen-

tante legale nel gravame e basata sulla sentenza del Tribunale D-26/2022 

emessa in data 12 gennaio 2023 rasenta la malafede processuale. Infatti, 

la rappresentante legale ha citato per esteso parte del consid. 10.3.2 mo-

dificando lo stesso per fini di causa. Si rileva che la decisione non concerne 

un caso Croazia per il quale: “[…] le autorità svizzere sarebbero tenute ad 

ottenere dalle autorità croate (recte: italiane) delle garanzie individuali e 

concrete, che al loro arrivo in Croazia (recte: Italia), sia l’interessata che 

l’infante saranno accolti […]” come erroneamente riportato nel gravame, 

bensì una decisione relativa ad un caso Italia (cfr. sentenza del Tribunale 

D-26/2022, consid. 10.3.2), e pertanto non è chiaramente applicabile alla 

presente fattispecie. 

9.4.5 Alla luce dello stato di salute dei ricorrenti testé descritto, pur non 

volendo in alcun modo minimizzare le patologie di cui hanno sofferto e di 

cui soffrono tutt’ora dal profilo psichiatrico e somatico i ricorrenti, dagli atti 

all’inserto non sono evincibili degli elementi concreti e circostanziati, che 

inducano a ritenere come il loro stato di salute sia di una gravità tale da 

comportare una violazione dell’art. 3 CEDU ai sensi della giurisprudenza 

sopra referenziata nel caso di un loro rinvio in Croazia, che non potrebbe 

essere ivi trattato o di cui il trattamento non possa essere proseguito nel 

medesimo Stato. Non risulta in tale contesto inopportuno evidenziare come 

il Tribunale, in linea di principio – ed al contrario di quanto argomentato 

dagli insorgenti nel loro ricorso – ritenga che la Croazia disponga di infra-

strutture mediche adeguate (cfr. le sentenze del Tribunale D-440/2023 del 

7 febbraio 2023 consid. 7.4.3, D-407/2023 del 1° febbraio 2023 consid. 

8.2.2, D-1418/2022 del 4 aprile 2022 consid. 5.3.6, D-1241/2022 del 25 

marzo 2022 pag. 7). Ciò essendo rammentato come il Tribunale abbia già 

più volte ritenuto che l’aiuto apportato da organizzazioni non governative 

permetta segnatamente di supplire alle lacune delle infrastrutture psicote-

rapeutiche statali presenti in Croazia (cfr. a tal proposito le sentenze del 

Tribunale D-5670/2022 del 3 febbraio 2023 consid. 8.3.3 con ulteriori rif. 

cit., E-4859/2022 del 9 novembre 2022 consid. 6.5.1). Pertanto, se i ricor-

renti dovessero necessitare di ulteriori cure o trattamenti medici, o prose-

guire quelli già iniziati in Svizzera, potranno di principio fare capo all’infra-

struttura medica presente in Croazia. Stato che si ricorda è firmatario della 

direttiva accoglienza ed in quanto tale, deve provvedere affinché i 

D-6418/2023 

Pagina 18 

richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanitaria comprendente 

quanto meno le prestazioni di pronto soccorso e il trattamento essenziale 

di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la necessaria assistenza me-

dica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di accoglienza particolari, 

comprese, se necessarie, appropriate misure di assistenza psichica (cfr. 

art. 19 par. 1 e 2 direttiva accoglienza).  

A ciò si aggiunge, in particolare vista la censura sollevata nell’atto ricorsu-

lae relativa allo stato psichico e alla presenza di idee suicidari del ricorrente 

1, che in quest’ambito l’aggravamento dello stato psichico di un richiedente 

l’asilo a seguito di una decisione negativa è casistica osservabile di fre-

quente e non preclude di principio un trasferimento, anche in concomitanza 

con tentativi di suicidio o tendenze anticonservative (cfr. a tal proposito tra 

le altre la sentenza D-2729/2021 consid. 8.5 con ulteriori rif. cit.). Appar-

terrà poi alle autorità incaricate dell’esecuzione di prendere le misure de-

stinate ad evitare ogni rischio nel quadro del rinvio e di assicurare una 

presa in carico adeguata degli interessati al loro ritorno in Croazia, infor-

mando in maniera precisa e completa le autorità croate dell’arrivo e dei 

problemi di salute degli insorgenti prima del loro trasferimento (cfr. art. 31 

RD III).  

9.4.6 In tal senso, anche l’ulteriore documentazione medica trasmessa il 

29 gennaio 2024, il 1°marzo 2024, il 18 marzo 2024 e l’8 aprile 2024 non 

è atta a modificare la conclusione a cui il Tribunale è giunto per quanto 

attiene lo stato di salute dei ricorrenti.  

9.5  

9.5.1 Da ultimo, per quanto concerne l’invocazione della CDF da parte dei 

ricorrenti, per contestare l’ammissibilità del loro trasferimento in Croazia, 

lamentandosi che la SEM non ha analizzato né preso in considerazione il 

benessere superiore della ricorrente 3 (cfr. p.to III, pag. 14 seg. del ricorso), 

occorre innanzitutto sottolineare che ella – di 2 anni e 3 mesi d’età – verrà 

trasferita insieme ai genitori, quale famiglia, in Croazia e non saranno se-

parati, dimodoché i ricorrenti 1 e 2 potranno continuare ad occuparsi della 

loro figlia, fornendogli il necessario sostegno educativo, affettivo e psicolo-

gico. Sotto questo profilo, non si può dunque rimproverare alla SEM di non 

aver considerato il benessere superiore dell’insorgente 3. Non sussistono 

inoltre agli occhi del Tribunale degli elementi per concludere che il suo tra-

sferimento in Croazia equivarrebbe ad uno sradicamento dal territorio sviz-

zero, tale da pregiudicare il suo sviluppo ed equilibrio. Invero, ella risiede 

in Svizzera da poco più di 9 mesi, un lasso di tempo troppo breve per con-

siderarla una situazione di stabilità e di particolare integrazione. Peraltro 

D-6418/2023 

Pagina 19 

ella dipende ancora fortemente, vista la sua età, dai genitori, sia dal profilo 

educativo che culturale. Come inoltre già evidenziato sopra, anche lo stato 

di salute dell’insorgente 3 non risulta ostativo al suo trasferimento in Croa-

zia con i suoi genitori. Inoltre va aggiunto come l’art. 3 par. 1 CDF, non 

impone alle autorità di dare seguito al desiderio dei genitori che la loro do-

manda d’asilo sia esaminata dallo Stato che garantisce, secondo loro, le 

migliori condizioni d’accoglienza per i loro figli (cfr. le sentenze del Tribu-

nale F-4998/2022 del 9 novembre 2022 consid. 7.5, F-1532/2022 dell’8 

aprile 2022 consid. 8.5 con rif. cit.). Il Tribunale rileva che tali considerazioni 

sono applicabili mutatis mutandis anche per quanto attiene il ricorrente 4, 

quest’ultimo nato in corso di causa.  

9.5.2  

9.5.2.1 Inoltre, per quanto attiene tale analisi, i ricorrenti censurano che, da 

loro punto di vista, l’autorità di prime cure non avrebbe esaminato appro-

fonditamente, contrariamente a quanto chiesto nella sentenza del 21 set-

tembre 2023 (D-4843/2023), le risultanze relative al benessere della ricor-

rente 3, in particolare in merito alla capacità dei genitori di occuparsi ade-

guatamente della figlia in vista di un ritorno in Croazia, basandosi su una 

“non indicazione” della psichiatra e la “non presenza di elementi nel rap-

porto medico specialistico” (cfr. pt.o III, pag. 14 del gravame).  

9.5.2.2 Nel concreto, il Tribunale ritiene che l’analisi dell’autorità inferiore 

sia corretta nella fattispecie. Agli atti non vi è alcuna indicazione che qual-

sivoglia medico psichiatra abbia indicato che i ricorrenti non siano in grado 

di occuparsi della ricorrente 3, e ora anche del ricorrente 4, o che sareb-

bero in grado di occuparsene solo in Svizzera. A seguito della decisione 

del 21 settembre 2023 (D-4843/2023) la SEM ha dapprima chiesto un rap-

porto medico completo (F4) e nello stesso ha esplicitamente indicato di 

specificare se la condizione psichica dei richiedenti permettesse loro di 

prendersi adeguatamente cura della figlia nell’eventualità di un trasferi-

mento del nucleo famigliare nel precitato Paese (cfr. atto della SEM 

n. 73/2). Nel rapporto medico F4 stilato dagli specialisti per entrambi gli 

insorgenti 1 e 2, viene espressamente indicata la suddetta richiesta quale 

scopo del rapporto e non viene in alcun modo indicato che vi sia qualche 

problema di sorta nella capacità genitoriale degli interessati nel caso di un 

trasferimento in Croazia (cfr. atti della SEM n. 76/4 e 77/5). Pertanto, non 

risulta chiaro quali ulteriori approfondimenti avrebbe dovuto intraprendere 

in tale contesto la SEM e dunque tale censura va disattesa.  

D-6418/2023 

Pagina 20 

9.5.3 Dunque, il trasferimento dei ricorrenti 3 e 4, assieme ai loro genitori, 

non è, in misura decisiva, contrario al loro interesse superiore sancito dalla 

CDF. 

9.6 In siffatte circostanze, non si ravvisano indicatori per ritenere che l’au-

torità inferiore abbia esercitato in maniera arbitraria il suo potere di apprez-

zamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Non vi è quindi alcun motivo di 

applicare le clausole discrezionali previste all’art. 17 par. 1 RD III (clausola 

di sovranità), rispettivamente all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1.  

10.  

Di conseguenza, in mancanza dell’applicazione delle suddette norme da 

parte della Svizzera, la Croazia è competente per la presa in carico dei 

ricorrenti in ossequio alle condizioni dal RD III. 

11.  

Ne discende che è quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito 

della domanda d’asilo dei ricorrenti, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. 

b LAsi ed ha pronunciato il loro trasferimento verso la Croazia conforme-

mente all’art. 44 LAsi. In conclusione, con il provvedimento impugnato, l’au-

torità inferiore non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere di 

apprezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto 

i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il ricorso deve quindi 

essere respinto e la decisione dell’autorità inferiore confermata. 

12.  

Alla SEM viene chiesto, nell’ambito delle modalità di trasferimento ai sensi 

dell’art. 31 RD III, di aver particolare premura e di informare le autorità com-

petenti croate sulle circostanze specifiche relative alle diagnosi psichiatri-

che negative relative ai ricorrenti 1 e 2, nonché dell’avvenuta nascita del 

ricorrente 4.  

13.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande degli insor-

genti tendenti d’un canto alla concessione dell’effetto sospensivo al mede-

simo, e d’altro canto all’esenzione dal versamento di un anticipo sulle 

spese processuali, risultano divenute senza oggetto. 

14.  

Ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favore-

vole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta. Le spese processuali di 

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Pagina 21 

CHF 750.– che seguono la soccombenza, sono quindi poste a carico dei 

ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1–3 del regolamento sulle tasse 

e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

15.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-6418/2023 

Pagina 22 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

È chiesto all’autorità incaricata del trasferimento dei ricorrenti di procedere 

ai sensi del consid. 12 prima dell’effettivo attuamento di quest’ultimo. 

3.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali è respinta. 

4.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico dei ricorrenti. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza.  

5.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

Data di spedizione: