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**Case Identifier:** 801bd67c-b0e2-5543-b113-bd4787b4d0fb
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-11-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.11.2008 C-2671/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2671-2007_2008-11-25.pdf

## Full Text

Corte II I
C-2671/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 5  n o v e m b r e  2 0 0 8

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Johannes Frölicher, Elena Avenati-Carpani; 
Cancelliere: Dario Croci Torti.

A._______, 
rappresentato dal Patronato INCA, Ufficio legale, 
casella postale 287, 4005 Basilea,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 2 marzo 2007)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-2671/2007

Fatti:

A.
Mediante decisione del 2 agosto 1991, la Cassa di compensazione del 
Cantone  di  Argovia  ha  erogato  in  favore  di  A._______,  cittadino 
italiano,  nato  il  ,  una  mezza  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità, con rendite completive in favore dei famigliari, a decorrere 
dal  1°  gennaio  1991  (doc.  35).  L'indagine  medica  relativa  a  questo 
caso  aveva  posto  in  evidenza  che  il  richiedente  era  portatore  di 
spondilolistesi  L5/S1,  prolasso  discale  mediano  con  compressione 
foraminale  intervertebrale  destra,  sindrome lombovertebrale  cronica, 
periartropatia  bilaterale,  gonalgie  bilaterali  ed esiti  di  meniscectomia 
destra,  sindrome fibrosica. Dal  punto di  vista  lavorativo, l'interessato 
ha svolto, nel nostro Paese, l'attività di aiuto falegname. 

L'assicurato  è  rimpatriato  nel  settembre  1994  ed  i  pagamenti  delle 
prestazioni  sono  stati  ripresi,  per  competenza,  dall'Ufficio  AI  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAI;  ora  Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero, UAIE).

B.
Nel  1995,  l'UAI  ha  avviato  una  procedura  di  revisione,  in  esito  alla 
quale, con decisione del 18 dicembre 1995, ha soppresso il diritto alla 
mezza rendita AI con effetto al 31 gennaio 1996 (doc. 73). L'assicurato 
ha presentato ricorso contro il suddetto provvedimento amministrativo 
innanzi alla Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI per 
le  persone  residenti  all'estero  (CFR),  la  quale,  con  giudizio  del  22 
aprile 1996, in esito a nuovo parere dell'amministrazione, ha accolto 
parzialmente  l'impugnativa  ed  ha  rinviato  gli  atti  all'UAI  affinché 
procedesse a nuovi accertamenti sanitari.

A._______  è  stato  visitato  nel  novembre  1996  dal  Prof.  Trezzini, 
medico  di  fiducia dell'Ambasciata della  Svizzera a  Roma (con visite 
specialistiche  in  ortopedia  e  psichiatria),  il  quale  ha  evidenziato  la 
diagnosi di spondiloartrosi vertebrale con discopatie multiple L5-S1 e 
ricorrenti  episodi  di  sciatalgia destra,  esiti  di  meniscectomia mediale 
bilaterale, note di  gonartrosi  e sindrome ansioso-depressiva reattiva. 
L'esperto incaricato ha ritenuto che la capacità di lavoro dell'assicurato 
era rimasta invariata rispetto al 1991.

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Mediante decisione del 10 febbraio 1997, l'UAI ha ripristinato il diritto 
alla mezza rendita d'invalidità,  con le rispettive rendite completive, a 
decorrere dal 1° febbraio 1996 (doc. 50-91).

C.
Con  la  procedura  di  revisione  del  diritto  alla  rendita  promossa  nel 
2000, non è stata evidenziata alcuna modifica della capacità al lavoro 
del nominato, per cui il diritto alla mezza rendita AI è stato confermato 
con comunicazione del 19 luglio 2000 (doc. 104).

In  data  14  ottobre  2003,  l'amministrazione  ha  avviato  un'ulteriore 
procedura  di  revisione  del  diritto  alla  rendita.  È  stata  accertata  la 
diagnosi di  “grave lombalgia da spondilolisi di L5 e spondilolistesi L5-
S1 con protrusione discale L5-S1 ed impegno funzionale del rachide 
in  toto,  spondilodiscoartrosi  cervicale  C5,  C6,  C7,  esiti  di  
meniscectomia  bilaterale,  stato  ansioso-depressivo  cronico  in 
trattamento farmacologico” (doc. 117). Il medico consulente dell'UAI ha 
ritenuto che la capacità al lavoro dell'assicurato era rimasta invariata 
(doc.  119)  e,  pertanto,  con  comunicazione  del  23  giugno  2004, 
l'amministrazione ha confermato il diritto alla mezza rendita (doc. 120).

D.
Con  scritto  del  15  marzo  2006,  A._______,  regolarmente 
rappresentato  dal  Patronato  INCA  di  Basilea,  ha  formulato  una 
domanda di revisione del diritto alla rendita (doc. 122), lamentando un 
peggioramento delle sue condizioni di salute e, di conseguenza, una 
diminuzione  della  sua  capacità  al  lavoro.  A  suffragio  delle  sue 
conclusioni ha segnatamente esibito: 

- una relazione medica del 6 marzo 2006 del Dott. Benincasa il quale 
attesta  una  sindrome  del  tunnel  carpale  peggiorata  rispetto  ad  un 
controllo  precedente,  ernie  discali  multiple  del  rachide  cervicale  e 
lombo-sacrale  con  spondilolistesi  di  L3-L4  ed  esiti  di  intervento 
chirurgico di correzione e stabilizzazione della spondolistesi nel 2005, 
gonalgia destra persistente, stato ansioso-depressivo, ulcera peptica, 
insufficienza  vascolare  arti  inferiori,  poliartrosi,  ipertrofia  prostatica, 
stato vertiginoso e ritiene il paziente invalido in misura completa (doc. 
126);

-  un  referto  radiologico  della  colonna  lombosacrale  del  3  settembre 
2005 (doc. 123);

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-  un  referto  di  tomografia  assiale  computerizzata  del  tratto 
lombosacrale dell'8 ottobre 2005 (doc. 124);

- un rapporto d'esame ortopedico del 23 febbraio 2006 (doc. 125).

Ricevuta  la  domanda  di  revisione  ed  i  documenti  annessi, 
l'amministrazione ha sottoposto gli  atti  al  proprio consulente medico, 
Dott. Marty,  il  quale,  nella  sua relazione del  14  settembre 2006,  ha 
rilevato  che  l'unico  elemento  diagnostico  nuovo,  rispetto  al  quadro 
precedente,  consiste  nella  sindrome  del  tunnel  carpale  bilaterale, 
affezione emendabile mediante un semplice intervento chirurgico; per 
il resto la situazione valetudinaria rimarrebbe, a suo parere, immutata 
(doc. 128).

Nel frattempo l'interessato ha inviato ulteriore documentazione, ossia 
un estratto di cartella clinica relativo al ricovero dal 14 febbraio al 1° 
marzo 2005 per stabilizzazione di L5-S1 (doc. 130). L'incarto è stato 
sottoposto al  Dott. Lehmann,  consulente dell'UAI,  il  quale,  nella  sua 
nota del 12 ottobre 2006, ha affermato che la documentazione esibita 
non poneva in evidenza sostanziali modifiche della capacità di lavoro 
rispetto al periodo precedente (doc. 132).

Con  progetto  di  decisione  del  18  ottobre  2006,  l'UAI  ha  avvertito  il 
richiedente che la domanda di revisione non sarebbe stata esaminata 
in quanto non aveva reso plausibile una modifica rilevante del grado 
d'invalidità  per  il  diritto  alle  prestazioni  (doc.  133).  L'interpellato  ha 
comunicato di mantenere la propria richiesta (doc. 138).

Nel frattempo, l'assicurato ha inviato ulteriore documentazione, quale: 
un  nuovo  rapporto  del  Dott.  Benincasa  del  18  dicembre  2006 
attestante quanto già noto; un attestato di degenza ospedaliera dal 5 
al 10 aprile 2006 per revisione chirurgica della stabilizzazione di L5-
S1; un referto di risonanza magnetica ginocchio destro del 31 agosto 
2006; un rapporto di meniscectomia al ginocchio destro del 12 ottobre 
2006;  un  rapporto  d'esame  ortopedico  del  18  dicembre  2006  (doc. 
140-147).

L'incarto è stato risottoposto in esame al Dott. Lehmann, il quale, nella 
sua  relazione  del  2  febbraio  2007  si  è  riconfermato  nelle  sue 
precedenti considerazioni (doc. 149).

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Mediante  decisione  del  2  marzo  2007,  l'UAIE  ha  dichiarato  di  non 
esaminare la domanda di revisione.

E.
Con  il  ricorso  del  13  aprile  2007,  A._______,  regolarmente 
rappresentato dal Patronato INCA di Basilea, chiede, sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza, il riconoscimento del suo diritto ad una rendita intera AI 
da  febbraio  2007.  A  suffragio  delle  sue  conclusioni  produce, 
segnatamente:

- una relazione di consulenza tecnica a cura del Dott. Iurato il  quale 
considera che le condizioni di salute del paziente sono notevolmente 
peggiorate nel corso del tempo, tant'è che attualmente la sua capacità 
al  lavoro  è  da  ritenersi  limitata  al  20%  circa  (tasso  d'invalidità  del 
75-80%).  L'esperto  di  parte  pone  infatti  la  diagnosi  di 
multiradicolopatia  cervicale  e  lombosacrale  spondiloartrosica  con 
spondolistesi  L5-S1  e  con  secondaria  cefalea  tensiva  nucale, 
instabilità,  ipostenia  flaccida  agli  arti  inferiori  e  minzione  imperiosa, 
sindrome  bilaterale  del  tunnel  carpale,  gonartrosi  bilaterale  con 
gonalgia destra, stato ansioso-reattivo depressivo cronicizzato;

-  documentazione  già  ad  atti  come  radiografie  referti  TAC ed  RM 
nonché altri referti più recenti.

F.
Ricevuta  l'impugnativa,  l'amministrazione  ha  risottoposto  gli  atti  al 
Dott.  Lehmann,  il  quale,  nella  sua  relazione  del  10  settembre  2007 
(doc.  152),  si  è  riconfermato  nelle  sue  precedenti  considerazioni 
precisando che il rapporto del Dott. Iurato non apporterebbe rilevanti 
novità diagnostiche rispetto a periodi precedenti. 

Nelle sue osservazioni ricorsuali del 2 ottobre 2007, l'UAIE propone la 
reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui, per quanto occorra, si 
riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

G.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione di rilievo, il Patronato INCA, con scritto del 19 ottobre 
2007,  ha  ribadito  l'intenzione  del  proprio  assistito  di  mantenere  il 
ricorso.

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Con decisione incidentale del  24 ottobre  2007,  la  parte ricorrente è 
stata invitata  a voler  versare alla  cassa del  Tribunale amministrativo 
federale un anticipo di  Fr. 300.-,  corrispondente alle  presunte spese 
processuali.

Detto  anticipo  è  stato  versato  il  9  novembre  2007  nella  misura  di 
Fr. 288.-. Il  saldo di  Fr. 12.-  è  stato versato  il  29  novembre 2007 in 
esito una decisione incidentale del TAF del 15 novembre precedente.

Diritto:

1.
Riservate  le  eccezioni  di  cui  all'art.  32  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  il 
Tribunale  amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF, i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  agli  art.  33  e  34  LTAF.  In 
particolare,  le  decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti 
l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi al  TAF 
conformemente  all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale 
sull'assicurazione per l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 

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parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

3.

3.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile  la  legge  federale  sulla  parte  generale  del  diritto  delle 
assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 
1 LAI le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

3.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

3.3 Il ricorso è tempestivo ed ossequioso dei requisiti minimi prescritti 
dalla  legge (art. 60  LPGA e 52 PA). Il  gravame è dunque ricevibile, 
nulla ostando all'esame del merito dello stesso.

4.
Ai fini del presente giudizio occorre altresì preliminarmente precisare, 

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con  particolare  riferimento  al  diritto  materiale,  che,  dal  profilo 
temporale,  non  trovano  applicazione  le  modifiche  della  LAI  del  6 
ottobre 2006, entrate in vigore dal 1° gennaio 2008 (5a revisione della 
LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della 
LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.

5.

5.1 Va ricordato che in base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità 
l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente 
o  di  lunga  durata.  L'art.  4  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

5.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. 28 cpv. 1ter  LAI,  secondo il  quale le rendite per un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'UE  e  vi 
risiede.

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al lavoro per almeno il  40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

5.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 

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guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

6.

6.1 Giusta l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario 
di  una rendita  d'invalidità  subisce una modifica,  che incide in  modo 
rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o 
ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. 

6.2 Una  domanda  di  revisione  è  esaminata  soltanto  se  l'assicurato 
rende  verosimile  che  il  grado  di  invalidità  si  è  modificato  in  misura 
rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 2 e 3 dell'ordinanza 
del  17  gennaio  1961  sull'assicurazione  per  l'invalidità;  OAI,  RS 
831.201).  Se  non  è  il  caso,  l'amministrazione  non  entra  nel  merito 
della richiesta (DTF 109 V 114 consid. 2a). La costante giurisprudenza 
ha stabilito che per giudicare se vi sono indizi sufficienti per ritenere 
verosimile una modifica rilevante del grado d'invalidità si deve tenere 
conto  del  lasso  di  tempo  intercorso  tra  la  decisione  precedente  e 
quella che rifiuta di entrare in materia sulla domanda di revisione: gli 
indizi devono essere più circostanziati quando questo lasso di tempo è 
breve (Sozialversicherungsrecht, Rechtsprechung [SVR] 2002 IV n. 10 
consid. 1c/aa non pubblicato in DTF 127 V 294). Se l'amministrazione 
entra nel merito della nuova domanda deve esaminare la fattispecie da 
un punto di  vista materiale e, in particolare, verificare se la modifica 
del grado di invalidità resa verosimile dall'assicurato si è effettivamente 
realizzata (DTF 109 V 115). In  tal  caso applicherà,  per  analogia,  le 
disposizioni sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, art. 
87ss.  OAI,  Jurisprudence  et  pratique  administrative  [Pratique  VSI] 
1999 pag. 8, DTF 117 V 198). In ogni caso la revisione della rendita è 
possibile unicamente se, posteriormente alla pronuncia della decisione 
iniziale,  la  situazione invalidante  è effettivamente mutata. Non basta 
invece  che  una  situazione,  rimasta  sostanzialmente  invariata,  sia 
giudicata in  modo diverso (RCC 1987 p. 38 consid. 1a e 1985 pag. 
336).

6.3 Il  punto  di  partenza  per  stabilire  se  il  grado  d'invalidità  si  è 
modificato  in  maniera  tale  da  influire  sul  diritto  alle  prestazioni  è 

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costituito  dall'ultima  decisione  che  ha  esaminato  materialmente  il 
diritto alla rendita (DTF 133 V 108 consid. 5.4).

7.

7.1 Il  collegio  giudicante  rileva  preliminarmente  che,  nonostante  il 
tenore della decisione del 2 marzo 2007, l'amministrazione è entrata 
nel merito della richiesta di revisione della rendita di A._______. Visti i 
documenti medici da lui prodotti nell'ambito della domanda di revisione 
(cfr. 122-126),  l'amministrazione  ha  ritenuto  opportuno  di  sottoporre 
l'incarto  al  proprio  medico  Dott. Marty  che,  nel  suo rapporto  del  14 
settembre 2006, si  è espresso in merito. Così procedendo l'UAIE ha 
reso superfluo l'esame della questione se essa aveva, a ragione o a 
torto, dichiarato di  non entrare in materia  sulla  richiesta di  revisione 
della rendita (DTF 109 V 114 consid. 1b).

7.2 Conformemente alla giurisprudenza esposta al considerando 6.3, 
il  periodo di  riferimento  nell'ambito  della  presente  vertenza è  quello 
intercorrente  tra  il  10  febbraio  1997  ed  il  2  marzo  2007,  data 
dell'impugnata decisione. Il 10 febbraio 1997 rappresenta la data della 
decisione mediante  la  quale l'amministrazione,  dopo aver esaminato 
materialmente il  diritto a prestazioni,  in seguito ad un ricorso contro 
una precedente decisione di  soppressione del diritto alla rendita (18 
dicembre  1995),  ha  ripristinato  il  diritto  alla  prestazione  e  ciò  dopo 
un'indagine svolta a Roma dal Prof. Trezzini. Successivamente, il  19 
luglio 2000 (doc. 104) e il 23 giugno 2004 (doc. 120), l'UAI si è limitata 
ad  inviare  all'assicurato,  dopo  due  procedure  di  revisione,  delle 
semplici comunicazioni e non ha proceduto ad un esame approfondito 
della situazione valetudinaria. Per quanto riguarda la data del 2 marzo 
2007  deve  essere  rilevato  che  il  giudice  delle  assicurazioni  sociali 
analizza la legalità della decisione impugnata, in generale, secondo lo 
stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata 
resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

7.3 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti 
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 

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un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti 
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di 
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; Pratique VSI 2001 
p. 109).

8.
L'interessato non ha più lavorato dopo il rimpatrio. Va ricordato che in 
Svizzera il nominato ha svolto l'attività di aiuto falegname.

La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA è  di  carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). 

In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio  per determinare quali 
lavori  siano  ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato,  ma non 
spetta al medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 
V 314, 105 V 158).

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9.

9.1 Nel ripristinare il  diritto alla mezza rendita AI nel 1997, l'autorità 
amministrativa si era fondata su di una documentazione medica dalla 
quale  traspariva  che  l'assicurato  era  portatore  di  una  spondilosi 
vertebrale  con  discopatie  multiple  L5-S1  e  ricorrenti  episodi  di 
sciatalgia  destra,  esiti  di  meniscectomia  mediale  bilaterale,  note  di 
gonartrosi e sindrome ansioso-depressiva reattiva (cfr. perizia del Prof. 
Trezzini  del  10 novembre 1996 e dei  medici  specialisti  collaboratori, 
doc.  85-88).  L'amministrazione  aveva  quindi  ammesso  un'incapacità 
lavorativa del 50% in qualsiasi attività, in particolare restava esigibile 
la ripresa di un'attività a metà tempo come falegname (cfr. doc. 31).

9.2 Al  momento  della  domanda  di  revisione  è  stata  avanzata  la 
diagnosi di ernie discali multiple a livello cervicale e lombosacrale con 
spondolistesi di L3-L4 ed episodi di lombalgie da spondilolisi L5, esiti 
di  intervento  chirurgico  di  correzione  e  stabilizzazione  della 
spondolistesi  nel  febbraio  2005  con  revisione  chirurgica  nell'aprile 
2006, gonalgia bilaterale marcata con deambulazione antalgica, esiti 
di meniscectomia al ginocchio destro il 12 ottobre 2006, sindrome del 
tunnel  carpale  bilaterale,  stato  ansioso-depressivo,  sindrome 
vertiginosa causata dai problemi della lordosi cervicale e l'osteofitosi 
locale. Altre patologie menzionate dal Dott. Benincasa, come l'ulcera 
peptica,  l'ipertrofia  prostatica  e  l'insufficienza  vascolare  agli  arti 
inferiori non sono suffragate da sufficienti documenti oggettivi.

10.

10.1 Per quanto riguarda le conseguenze invalidanti delle menzionate 
affezioni,  i  Dott.ri  Marty  e  Lehmann dell'UAIE hanno  ritenuto  che la 
situazione valetudinaria non è mutata rispetto al periodo precedente. 

Questo collegio giudicante è tuttavia del parere che, perlomeno dopo il 
novembre  1996,  epoca  in  cui  l'assicurato  venne  visitato  dal  Prof. 
Trezzini e dai suoi collaboratori,  le condizioni di salute di A._______ 
sono  peggiorate.  L'attività  di  falegname,  contrariamente  al  1997 
quando  era  ancora  possibile  al  50%,  non  è  oggi  più  esigibile.  Dal 
punto  di  vista  ortopedico,  la  patologia  cervicale  ha  infatti  subito  un 
oggettiva  evoluzione  negativa,  tant'è  che  il  Dott.  Iurato,  nella  sua 
perizia  del  6  aprile  2007,  accenna  ad  una  sofferenza  radicolare;  lo 
stesso  fenomeno  si  verifica  a  livello  lombare.  In  altre  parole,  il 
processo  degenerativo,  a  causa  del  quale  oltretutto  è  difficile  porre 

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una diagnosi ben precisa nel tempo, è nettamente evolutivo e, dopo la 
fine degli  anni  90,  ha subito  un chiaro peggioramento come i  referti 
oggettivi lo dimostrano. La situazione è peggiorata anche a livello delle 
ginocchia, soprattutto a quello destro che è stato operato (di  nuovo) 
nel 2006. Il processo degenerativo si è pure aggravato anche agli arti 
superiori,  ove  è  presente  una  sindrome  del  tunnel  carpale 
bilateralmente. A questo quadro di patologie somatiche si aggiunge la 
persistenza  delle  turbe  psichiche  che  meriterebbero  un 
approfondimento, visto lo stato descritto dal Dott. Iurato. 

In  queste  circostanze  il  collegio  giudicante  non  può  fare  proprie  le 
conclusioni alle quali sono giunti i Dott.ri Marty e Lehmann dell'UAIE. 
Un approfondimento dell'attuale stato patologico di A._______ e della 
conseguente  situazione  valetudinaria  è  quindi  indispensabile.  Si 
aggiunga  inoltre  che  questi,  in  ogni  caso,  non  può  più  svolgere  il 
precedente  lavoro  di  falegname  ed  un  aggiornamento  della  sua 
capacità  di  guadagno,  esaminata,  da  ultimo,  con  un  calcolo 
comparativo  dei  redditi  risalente  al  23  ottobre  1995  (doc.  66), 
comunque annullato, appare anch'esso opportuno.

10.2 Il collegio giudicante non può pertanto effettuare sulla base degli 
atti di causa un esame oggettivo adeguato che consenta di addivenire 
ad un chiaro ed attendibile giudizio sullo stato di salute dell'assicurato.

Pertanto il  gravame deve essere parzialmente accolto e la decisione 
impugnata  annullata,  nel  senso  che  l'incarto  è  retrocesso  all'UAIE 
affinché completi  l'istruttoria dal punto di vista medico ed emani una 
nuova  decisione.  Certo,  l'art.  61  cpv.  1  PA  permette  solo 
eccezionalmente di ricorrere ad una tale procedura. Nel caso concreto 
l'applicazione  dell'eccezione  prevista  è  tuttavia  giustificata  se  si 
considera  l'importanza  delle  divergenze  rilevate  e  l'ampiezza  delle 
informazioni mediche bisognose di essere ancora raccolte.

10.3 L'UAIE  dovrà  quindi  completare  l'istruttoria  delucidando  la 
situazione  medica  per  il  periodo  dal  10  febbraio  1997  (data  della 
decisione  mediante  la  quale  veniva  ripristinato  il  diritto  alla  mezza 
rendita  AI)  fino  alla  data  dell'impugnata  decisione  (2  marzo  2007). 
L'UAIE emanerà poi un nuovo provvedimento impugnabile.

A  tale  fine  il  ricorrente  dovrà  essere  sottoposto  a  delle  perizie 
approfondite in  ortopedia/neurologia e psichiatria  (con tutti  gli  esami 
oggettivi  necessari).  L'incarto  sarà  poi  inviato  in  esame  al  servizio 

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medico  dell'UAIE  il  quale  si  pronuncerà  in  merito  all'evoluzione 
dell'incapacità al lavoro fra il  febbraio 1997 ed il 2 marzo 2007, data 
della  decisione impugnata,  nonché in  merito  all'attività  professionale 
che il ricorrente avrebbe potuto espletare nel periodo suddetto.

Se  del  caso,  l'Autorità  amministrativa  effettuerà  poi  un'adeguata  e 
circostanziata indagine comparativa dei redditi.

11.

11.1 Visto l'esito del ricorso, non vengono prelevate spese processuali 
e  l'anticipo  delle  spese di  Fr. 300.--  versato  dal  ricorrente  il  9  e  29 
novembre 2007 gli viene restituito.

11.2 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 
tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese 
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. Nel caso in 
esame,  vista  la  memoria  di  ricorso  e  la  documentazione  esibita,  si 
giustifica  riconoscere  alla  parte  ricorrente  un'indennità  per  spese 
ripetibili di Fr. 900.-, da porre a carico dell'UAIE.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto nel senso che, annullata l'impugnata 
decisione  del  2  marzo  2007,  l'incarto  è  rinviato  all'Ufficio 
dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
perché proceda ai sensi del considerando 10 e statuisca di nuovo.

2.
Non  si  prelevano  spese  processuali.  L'anticipo  spese  di  Fr.  300.- 
versato dal ricorrente il 9 e 29 novembre 2007 gli viene restituito.

3.
Alla parte ricorrente viene riconosciuta un'indennità per spese ripetibili 
di Fr. 900.-, la quale viene posta a carico dell'Ufficio AI intimato.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30  giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono rispettate le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 
e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS  173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i 
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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