# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 55dc4bfe-6271-53f9-98a2-cdf4891a8207
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-02-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 14.02.1995 12.1995.76
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1995-76_1995-02-14.html

## Full Text

Incarto n.

  12.95.00076

  	
  Lugano

  14 febbraio 1995

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

sedente
per statuire nella causa  della Pretura di Lugano, Sezione 5 promossa con  da

 

	
   

  	
  arch.
  __________ 

  (rappr.
  da: __________)

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  __________

  (amm.
  unica __________)

  
	
   

  	
   

  	 

che il Segretario assessore, con decreto 2 febbraio
1995, ha accolto ordinando alla convenuta di mettere a libera disposizione
dell’istante la superficie di mq 156 al piano terreno e di mq 70 al piano
interrato nello stabile “__________ ” in via __________ a __________ (mapp. no
__________).

 

 

Appellante la società convenuta la quale, con atto
d’appello 10 febbraio 1995, chiede l’annullamento della decisione di sfratto.

 

 

 

Letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

 

 

 

 

Considerato

 

 

 

 

in fatto ed in diritto 

 

 

                                         che
lo sfratto é stato decretato in virtù di una disdetta straordinaria della
locazione per mora della conduttrice in punto alla quale sono state adempiute
tutte le formalità previste dall’art. 257d CO;

 

                                         che
l’appellante non insorge contro i motivi che hanno determinato il provvedimento
di sfratto ma fa valere la necessità di avere a disposizione del tempo per
perfezionare la compravendita del centro estetico che occupa i locali in
questione e sistemare la pendenza con il proprietario dello stabile;

 

                                         che,
a prescindere dalle carenze formali dell’atto di appello, i motivi addotti non
possono comportare la riforma del primo giudizio poiché non ne criticano
l’avverarsi, del resto puntuale come correttamente esposto dal primo giudice,
dei presupposti;

 

                                         che
piuttosto l’appellante chiede di soprassedere all’esecuzione dello sfratto
quasi postulandone una proroga nell’attesa che si concretizzi la trattativa
commerciale di cessione del suo commercio;

 

                                         che
trattasi di un fatto nuovo e come tale improponibile in appello (art. 321 CPC)
e che, in ogni caso, il differimento dello sfratto non é previsto dalla nostra
legislazione (Cocchi/Trezzini, CPC, ad art. 506  n. 4);

 

                                         che
l’appello deve così essere respinto già in occasione dell’esame preliminare dell’art.
313bis CPC per il che la domanda di concessione di effetto sospensivo diventa
priva di oggetto;

 

 

 

Per i quali motivi

visti gli art. 313bis CPC, 321 CPC e 506 e seg. CPC

 

 

 

 

 

 

 

pronuncia

 

                                   1.   L’appello
10 gennaio 1995 di __________ é respinto.

 

                                   2.   Non
si prelevano tasse o spese.

 

     3.    Intimazione a:            -           __________

     Comunicazione alla Pretura di
Lugano, Sezione 5.

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario