# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8381e570-2a65-5475-803b-39b21309b2c4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-09-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.09.2014 42.2013.26
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2013-26_2014-09-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  42.2013.26

   

  rs

  	
  Lugano

  15 settembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 dicembre 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 18 novembre 2013 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501
  Bellinzona 

   

   

  in materia di assistenza sociale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su reclamo del
18 novembre 2013 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha
confermato la precedente decisione del 1° ottobre 2013 (cfr. doc. 24) con cui ha
chiesto a RI 1 di restituire la somma di fr. 560.-- per prestazioni
assistenziali indebitamente percepite nel mese di maggio 2013, in quanto da accertamenti svolti è emerso che in data 3 aprile 2013 ha percepito dai signori __________ e/o __________ di __________ l’importo di fr. 560.-- quale
retribuzione per l’attività svolta di accompagnatore in montagna senza darne
comunicazione all’amministrazione (cfr. doc. II1).

 

                               1.2.   Con tempestivo ricorso RI 1 ha
impugnato la decisione su reclamo del 18 novembre 2013, facendo valere di avere
ricevuto la somma in questione quando ha fatto una settimana di vacanza. Egli
ha precisato, da un lato, che i signori sono stati molto gentili a rimborsargli
le spese di viaggio e a corrispondergli anche un’indennità. Dall’altro, che la
base di calcolo è a lui sconosciuta e che il denaro deve essere servito per
coprire le spese di alloggio e di vitto.

                                         In relazione al calcolo
effettuato dall’USSI l’insorgente ha chiesto dei chiarimenti, in particolare, riguardo
al premio della cassa malati, alla base del conteggio a volte annuale e a volte
mensile e al fatto che gli importi delle prestazioni assistenziali risultano
inferiori al fabbisogno di fr. 1'077.-- (cfr. doc. I). 

 

                               1.3.   L’USSI, con risposta del 14
gennaio 2014, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui
si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. IV).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se il ricorrente deve restituire oppure no l’importo di
fr. 560.--, corrispondente a prestazioni assistenziali percepite a torto nel
mese di maggio 2013.

 

                                         L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las). 

                                         Tale normativa è stata
oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre
2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in
vigore il 1° febbraio 2003.

 

                                         Questi cambiamenti sono
stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU
53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in vigore anch’essa il 1°
febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

 

                                         Il 1° ottobre 2006 sono,
peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Las e della Laps
(cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre
2006 pag. 313-317).

 

                               2.3.   L'art. 1 Las stabilisce che
lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona,
all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione
federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per
cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

                                         Le prestazioni sociali
hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei
beneficiari (cpv. 2).

 

                                         L'art. 2 della Legge fissa
il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che
"le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o
suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle
misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali". 

                                         Il cpv. 2 precisa che
"in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo
finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni
sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

 

                                         L’art. 13 Laps, afferente
all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che 

 

" Le
prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in
cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:

a) prima dell’erogazione
delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni
al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri
dell’unità di riferimento hanno diritto;

b) ogni
prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge
speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo
di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine,
anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento
vi ha rinunciato."

 

                                         Inoltre
giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:

 

" Sono
prestazioni sociali ai sensi della legge:

a) la
partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla
Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla
relativa legge cantonale di applicazione;

b) l’aiuto
sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

c) l’assegno di
studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

 

d) l’assegno
complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale
previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

 

e) l’indennità
straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione
e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f) l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli
assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g) l’assegno di
prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno
1996;

h) le
prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8
marzo 1971."

 

                                         Anche dal Messaggio n.
4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si
evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i
residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la
riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante
il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli
e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono
l’ultimo intervento sociale. 

 

                               2.4.   Secondo l’art.
11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi
(art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).

                                         Al riguardo va rilevato
che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali
(Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro.
Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che
autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e
33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

                                         La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle
condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las). 

 

                                         Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las). 

                                         Questa
distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in
relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250
del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza
dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Inoltre le prestazioni
assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).

 

                                         Relativamente alle
prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

" Le
prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile
residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono
dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla
base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv.
2)."

 

                                         Ex art. 19 Las,
concernente la soglia di intervento, poi:

 

" La soglia
d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è
definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza
svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."

 

                                         L’art. 19 Las definisce la
soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella
stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi
previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.

 

                                         La Las rinvia, in effetti,
alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri
Cantoni.

                                         L’ammontare della soglia
Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr.
Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel Rapporto del 5
novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha
indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con
il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla
Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati
statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è
considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

 

                                         Il Dipartimento della
sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è,
infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo
regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento), il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato che la COSAS, il 21 ottobre 2010, ha adottato una nuova versione delle
«direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.
"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in
Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal 1°
gennaio 2011 - che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali
invita ad applicare -, come pure che tale modifica prevede l’adeguamento al
rincaro sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di
mantenimento in ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto avviene
nell’ambito delle rendite AVS AI e delle prestazioni complementari, e che per
il 2011 è stato deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di
mantenimento, che a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento corrisponde:

 

" A. Forfait
globale e Supplemento d'integrazione

 

	
  Persona
  dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale

  	
  Forfait
  globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)

  (fr./mese)

  	
  Supplemento
  d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)

  (fr./mese)

  	
  Totale

   

   

   

  (fr./mese)

  
	
  1 persona

  	
    977.--

  	
  100.--

  	
  1077.--

  
	
  2 persone

  	
  1495.--

  	
  100.--

  	
  1595.--

  
	
  3 persone

  	
  1818.--

  	
  100.--

  	
  1918.--

  
	
  4 persone

  	
  2090.--

  	
  100.--

  	
  2190.--

  
	
  5 persone

  	
  2364.--

  	
  100.--

  	
  2464.--

  
	
  6 persone

  	
  2638.--

  	
  100.--

  	
  2738.--

  
	
  7 persone

  	
  2912.--

  	
  100.--

  	
  3012.--

  
	
  Per ogni
  persona supplementare

  	
  + 272.--

  	
  -

  	
  +272.--

  

 

B.   Supplemento
per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle
precedenti raccomandazioni della COSAS).

Per unità di riferimento con più di
due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati
da un supplemento mensile assegnato per la terza persona di 16 o più anni di
età e per le successive:

l'importo di tale supplemento è di
210.-- fr./mese per ognuna di queste persone." 

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni
assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36)

                                         Tali importi sono stati
mantenuti anche per il 2012, il 2013 e il 2014 (cfr. Direttive riguardanti gli
importi delle prestazioni assistenziali per il 2012 del 16 dicembre 2011;
Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2013
del 20 dicembre 2012 e Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni
assistenziali per il 2014 del 1° gennaio 2014).

 

                               2.5.   L’art.
22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

 

" Il reddito
disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti: 

 

a) Reddito computabile: 

    1.  vengono
computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul
diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente; 

    2.  la sostanza netta viene computata interamente
nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le
altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia
(coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile; 

    3.  vengono
interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di
riferimento. 

    4.  Non
vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare,
alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata: 

    1.  non
vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps); 

    2.  non
vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps; 

    3.  non
vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps; 

    4.  le spese e
gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’
importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20
della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

 

c) Spesa per
l’alloggio

    Per il calcolo
della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese
accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps" 

 

                                         Il reddito disponibile
residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena
menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente
pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle
spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5
Laps).

                                         L'art. 6 Laps regolamenta
così il reddito computabile:

 

" Il reddito
computabile è costituito dai seguenti redditi: 

a) i redditi ai
sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad
esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38
cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi
ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari
all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità; 

e) tutte le
rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione
militare federale del 19 giugno 1992; 

f) 1/15 della
sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la deduzione sociale per coniugi
giusta la legge tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali ed alle
coppie conviventi. (cpv. 1).

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di
sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
(cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della
presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i
redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

                                         

                                         Giova rilevare che l’art.
6 cpv. 1 lett. f Laps è stato modificato con effetto a decorrere dal 15
febbraio 2013.

                                         Il nuovo tenore è il
seguente:

 

"
f) 1/15 della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100'000 

                                        per
l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una
persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi o partner registrati o
conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non
economicamente indipendente facente parte dell’unità di riferimento.” (cfr. BU
9/2013 del 15 febbraio 2013)

 

                                         La spesa computabile
è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa
per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi dell'art. 8 Laps:

 

" La spesa
vincolata è costituita dalle seguenti spese: 

a) le spese ai
sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con
attività lucrativa salariata;

b) gli interessi
maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1
lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT; 

e) i versamenti,
premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di
cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT; 

 

 

 

f) i versamenti,
premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute
della previdenza individuale vincolata di cui 

    all’art. 32
cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano 

    un’attività
lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate
obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi
ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento
della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota
cantonale media ponderata; 

h) i premi per
l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di
infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate; 

i)  ... 

j)  … . (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti
di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi: 

a) per le spese
e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei
redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000
fr.; 

b) per i debiti
derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli
interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L’art. 8 cpv. 1 lett. g
Laps è stato modificato a seguito del sostanziale mutamento che ha interessato
il sistema di riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure
medico sanitarie (RIPAM), entrato in vigore il 1° gennaio 2012 (Bollettino
Ufficiale 2010, 297).

                                         Il Consiglio di Stato e il
Gran Consiglio hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri
scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale
base per la determinazione del diritto al sussidio per approdare al criterio
del reddito disponibile (cfr. STCA 36.2012.14 del 3 settembre 2012, destinata
alla pubblicazione in RtiD I-2013).

 

                                         Il nuovo
tenore, valido dal 1° gennaio 2012, è il seguente:

 

" g) i premi ordinari per
l’assicurazione obbligatoria contro le malattie 

                                        vigenti
al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento
dell’importo del premio medio di riferimento.”

 

                                         L'art. 9 Laps riguarda la
spesa per l'alloggio:

 

" La spesa
per l’alloggio è computata fino ad un massimo di: 

 

a) per le unità                             importo riconosciuto
dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle prestazioni
complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI per la persona
sola

      b) per le unità di                      importo riconosciuto
dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da due
persone:  all'AVS/AI per i coniugi

 

 

      c)                                            per le unità di
     importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più di due
persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del 20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive
con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la
quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5 cpv. 1 lett. b
cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari (vLPC), in vigore
fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo l'art. 2 della
legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo
massimo.

 

                                         Il 1° gennaio 2008 è
entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni complementari
all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC). L’art.
10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo riconosciuto delle
spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole (cifra 1) e di fr.
15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno diritto a una rendita o
con figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI (cifra
2).

 

                                         Le deroghe ad alcune delle
diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli
art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2
Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito
disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del
richiedente.

                                         Alcune entrate non
considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi contemplati
dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las (per esempio
i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo
fondato sul diritto di famiglia).

                                         La sostanza nel regime Las
viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito
Laps.

                                         Dal calcolo delle spese ai
sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri
permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni assistenziali non
possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo
vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri
mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti). 

                                         Infine il limite per il
riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello
della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a Laps; Messaggio n.
5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                               2.6.   L’art. 67 Las,
relativo all’obbligo di informazione in generale, prevede che:

 

" 1Il richiedente,
rispettivamente l’assistito, è tenuto a dare agli organi dell’assistenza
sociale ogni informazione utile sulle sue condizioni personali e finanziarie;
esso deve produrre, a richiesta, ogni documento e permettere ai rappresentanti
degli organi dell’assistenza l’accesso alla sua abitazione.

2A
richiesta, l’interessato deve svincolare ogni Autorità, ente privato o pubblico
e ogni terzo in genere dal segreto d’ufficio, rispettivamente dal segreto
professionale.”

 

                                         Giusta
l’art. 68 Las, afferente all’obbligo di informazione in particolare:

 

" 1L’assistito è
tenuto a segnalare immediatamente agli organi dell’assistenza sociale ogni
cambiamento intervenuto nelle sue condizioni personali o finanziarie tale da
implicare la modificazione, la riduzione o la soppressione delle prestazioni
assistenziali.

2L’assistito
è tenuto a segnalare tempestivamente agli organi dell’assistenza sociale
l’eventuale suo cambiamento di domicilio, come pure l’eventuale sua intenzione
di soggiorni prolungati fuori del luogo di domicilio.”

 

                               2.7.   Per quanto
concerne le prestazioni ottenute indebitamente, l’art. 36 Las sancisce:

 

" Le prestazioni indebitamente percepite vanno restituite alle condizioni
di cui all’art. 26 Laps.”

 

                                         Ai sensi dell’art. 26
Laps, riguardante l'obbligo di restituzione e il condono:

 

" La
prestazione sociale indebitamente percepita deve essere restituita. (cpv. 1)

Il diritto di esigere la restituzione è perento dopo un anno dal
momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto conoscenza
dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della
prestazione. (cpv. 2)

La restituzione è condonata, in tutto od in parte, se il titolare
del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona fede e se, tenuto
conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento al momento della
restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo grave. (cpv.
3)"

 

                                         Il Messaggio relativo
all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per quanto attiene
all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni percepite
indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata
giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr.
Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).

 

                                         Secondo l'art. 21 cpv. 4
Laps

 

"L'organo designato dalla legge speciale è inoltre competente
per le revisioni e per le decisioni di restituzione delle prestazioni
indebitamente percepite."

 

                                         Ai sensi dell'art. 2 Reg.Las
competente a decidere sulle domande d’assistenza e su ogni prestazione
assistenziale in genere, come pure sulle relative modifiche, a emanare le
decisioni di rimborso e a promuovere le azioni di regresso è l’Ufficio del
sostegno sociale e dell’inserimento.

 

                               2.8.   Secondo la giurisprudenza in
vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile alla LPC e
quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998 menzionato sopra
(cfr. consid. 2.6.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso è subordinata ai
presupposti della revisione processuale o del riesame. In effetti
l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato formale,
che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è senza
dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve procedervi
se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una
conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può richiedere una
restituzione (cfr. STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000; DTF 122 V 21; RCC 1989 p.
547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).

                                         Per quel che concerne
l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare limite
generalmente valido. È infatti determinante l’insieme delle circostanze del
singolo caso (RCC 1989 p. 547).

 

                                         È tenuto alla restituzione
ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla quale, da un
profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è quindi stata erogata
in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante sapere se
l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto l'indebita
prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame nell'ambito
della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung unrechtmässig
bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea 1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000).

                                         Il principio della
restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle regole del diritto
civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr. art. 62ss CO), ha
beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS e delle leggi ad
essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se il principio
della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la persona tenuta
a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura distinta, il
condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la restituzione
costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS e art. 79
OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et survivants,
pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).

                                         Questo concetto è stato
pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps

(cfr. consid. 2.7.).

 

                               2.9.   Nella presente evenienza
dalla documentazione agli atti si evince, in primo luogo, che a Paulo Stoppa, a
seguito della sua richiesta del mese di gennaio 2013 (cfr. doc. 89), è stato riconosciuto,
con decisione del 17 aprile 2013, il diritto a una prestazioni assistenziale
ordinaria mensile di fr. 914.-- dal gennaio all’aprile 2013 (cfr. doc. 275).

 

                                         Con decisione del 2 maggio
2013 gli è poi stata attribuita una prestazione assistenziale dal mese di
maggio al mese di giugno 2013 sempre di fr. 914.-- mensili (cfr. doc. 251).

 

                                         Inoltre con decisione del
1° luglio 2013 all’insorgente è stata concessa una prestazione di fr. 1'331.--
mensili per il periodo luglio-settembre 2013 (cfr. doc. 232).

 

                                         Dagli estratti del conto
postale del ricorrente si evince, contrariamente a quanto dal medesimo asserito
nel ricorso, e meglio di aver ricevuto l’assistenza sociale soltanto a partire
dal mese di luglio 2013 (cfr. doc. I pag. 2), che le prestazioni assistenziali
di gennaio, febbraio, marzo e aprile 2013 gli sono state corrisposte il 22
aprile 2013 (cfr. doc. 217-218 = doc. 45-46). Le prestazioni assistenziali di
maggio e giugno 2013 sono state, invece, bonificate il 7 maggio,
rispettivamente il 5 giugno 2013 (cfr. doc. 214; 211; 40).

 

                                         Le prestazioni
dell’assistenza sociale sono state riconosciute a titolo integrativo rispetto
al prestito di studio di fr. 10'000.-- erogato dall’Ufficio delle borse di
studio e dei sussidi per l’anno accademico 2012/2013 ai sensi dell’art. 2 e 24
del Regolamento delle borse di studio del 17 aprile 2012 in vigore dal 1° maggio 2012 (cfr. doc. 142; 145; 136).

 

                                         Al riguardo va rilevato
che al ricorrente per l’anno 2012/2013 è stato negato un assegno di studio, di
cui invece aveva beneficiato nell’anno 2011/2012 giusta gli art. 2 del
Regolamento delle borse di studio (cfr. doc. 145), in quanto doveva ripetere il
primo anno della facoltà di ingegneria ambientale presso l’ETH di Zurigo (cfr.
inc. 42.2013.25).

                                         Non avendo nuovamente
superato il primo anno e avendo deciso di iniziare una nuova facoltà, per
l’anno 2013/2014 l’Ufficio delle borse di studio e dei sussidi gli ha poi
negato ogni tipo di prestazione (cfr. doc. 63, 69=181; IIIbis).

 

                                         L’USSI, nei calcoli che
hanno condotto all’emissione delle decisioni del 17 aprile e del 2 maggio 2013
(cfr. doc. 275; 251), quale reddito, ha computato la somma di fr. 10'000.--corrispondente
al prestito di studio (cfr. doc. 279; 254).

                                         Nel conteggio relativo
alla decisione del 1° luglio 2013 l’amministrazione ha, per contro, tenuto
conto di un reddito di fr. 4'993.--, precisando che “fr. 10'000.-- computati
inizialmente nel calcolo nella voce “ogni altro reddito” quale assegno prestito
di studio; considerata la documentazione che comprovava l’utilizzo di fr. 5'007 a copertura dei costi di formazione, il calcolo è stato adeguato inserendo il restante fr.
4'993.-- che sarà eliminato quando esaurito” (cfr. doc. 232).

 

                                         E’ questa diminuzione dei
redditi computati (da fr. 10'000.-- per il periodo da gennaio a giugno 2013 a fr. 4’993.-- da luglio a settembre 2013) che ha comportato una differenza negli importi
dell’assistenza sociale riconosciuta al ricorrente, evidenziata da quest’ultimo
nel ricorso (cfr. doc. I pag. 2).

                                         Più precisamente le
prestazioni assistenziali sono aumentata da fr. 914.-- (cfr. doc. 275; 251) a
fr. 1'331.-- dal mese di luglio 2013 (cfr. doc. 232).

 

                                         In secondo luogo, dalle
carte processuali, in particolare dall’estratto del conto postale del
ricorrente, emerge che a quest’ultimo, il 3 aprile 2013, è stata bonificata una
somma di fr. 560.-- da parte di __________ e/o __________ di __________ (cfr.
doc. 48).

 

                                         In una dichiarazione
pervenuta all’amministrazione il 20 settembre 2013 l’insorgente ha peraltro
dichiarato che:

 

" Dopo aver
passato una settimana (5 giorni) come accompagnatore ad una colonia primaverile
con bambini e ragazzi, ho ricevuto un’indennità per il lavoro svolto come
accompagnatore.” (Doc. 29)

 

                                         L’USSI, il 1° ottobre 2013, ha conseguentemente emanato un ordine di restituzione con cui ha chiesto a RI 1 di restituire
la somma di fr. 560.-- per prestazioni assistenziali indebitamente percepite
nel mese di maggio 2013 (cfr. doc. 24; consid. 1.1.)

                                         Tale provvedimento è stato
confermato con decisione su reclamo del 18 novembre 2013 (cfr. doc. II1;
consid. 1.1.).

 

                             2.10.   Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie, questa Corte ritiene dapprima utile evidenziare che
nell’ambito dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà di
cui agli art. 2 Las e 13 Laps (cfr. consid. 2.3.). 

 

                                         Da tale principio risulta
che l’erogazione di prestazioni assistenziali viene riconosciuta soltanto
qualora un richiedente non sia in grado di provvedere alle proprie necessità
tramite sforzo personale oppure prestazioni a cui sono tenuti dei terzi o,
ancora, mediante prestazioni volontarie da parte di terzi (cfr. DTF
137 V 143 consid. 3.7.1.; STFA K 22/04 del 22 ottobre 2004 consid. 2.3.1., pubblicata
in RAMI 2005 pag. 30).

 

                                         Con sentenza STF
8C_56/2012 dell’11 dicembre 2012 consid. 3.1. l’Alta Corte ha rilevato che non
esiste un diritto di opzione tra le fonti di aiuto prioritario. In particolare
l’aiuto sociale è sussidiario in rapporto alle prestazioni legali di terzi come
pure in rapporto alle prestazioni volontarie da parte di terzi.

 

                                         Al riguardo cfr. pure STF
8C_42/2013 del 15 ottobre 2013 in cui l’assistenza sociale è stata negata
poiché il richiedente ha potuto coprire le sue spese non coperte dalle
assicurazioni sociali e private tramite finanziamenti (prestiti) da parte di
terzi. 

 

                                         Inoltre le
disposizioni della Conferenza svizzera dell’azione sociale - COSAS del 2005 al
punto A.4 ("Principi del sostegno sociale"), dopo aver ribadito che
la sussidiarietà costituisce uno dei principi fondamentali sui quali si basa il
sostegno sociale, sottolineano che:

 

" (...)

- Sussidiarietà

 

Il sostegno sociale interviene quando la
persona bisognosa non è in grado di aiutarsi da sola e quando le altre fonti
d’aiuto disponibili sono state esaurite. Il sostegno sociale deve intervenire
quando non possono essere ottenuti altri aiuti, in tempo utile o in maniera
adeguata. Il sostegno sociale viene elargito dall’ente cantonale preposto ed è
sussidiario:

 

·        
allo sforzo personale: la persona che si trova nel bisogno
deve sforzarsi di intraprendere tutto ciò che è in suo potere per uscire dalla
situazione critica. Occorre quindi utilizzare in primo luogo il proventi del
lavoro, il patrimonio esistente o altre entrate disponibili

·        
agli obblighi da parte di terzi: prima di elargire una prestazione,
le autorità devono vagliare attentamente tutte le possibilità d’intervento
degli altri enti pubblici o privati. Ci si riferisce a prestazioni
d’assicurazioni sociale, a contributi di mantenimento inerenti il diritto di
famiglia, a pendenze da contratto, indennizzi, borse di studio, ecc.

·        
alle prestazioni volontarie da parte di terzi: le
prestazioni d’aiuto sociale volontarie sono equiparate alle prestazioni
pubbliche, anche nel caso in cui non avessero base giuridica e rivestissero un
carattere benevolo. Esse son prese in considerazione nella determinazione
dell’intervento pubblico.

(…)”

 

                                         Riguardo
alla funzione delle disposizioni COSAS e al principio di sussidiarietà cfr., in
dottrina, C. Hänzi, Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für
Sozialhilfe". Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, pag. 171-172 e
114-115. 

 

                             2.11.   Giova, inoltre, rilevare che
il principio della sussidiarietà (cfr. art. 2 Las; 13 Laps; Direttive COSAS del
2005 aggiornate nel dicembre 2007, p.to A.4), secondo cui l’assistenza sociale
può essere riconosciuta solo se una persona non può far fronte alle proprie
necessità tramite sforzo personale oppure prestazioni a cui sono tenuti dei
terzi o ancora prestazioni volontarie da parte di terzi, non esclude
espressamente che nel concetto di prestazioni volontarie da parte di terzi,
oltre alla liberalità concessa senza prestazione corrispondente (ossia la
donazione giusta gli art. 239 e segg. CO), rientri anche il prestito di somme
da restituire in seguito (ossia il mutuo ai sensi degli art. 312 e segg. CO;
cfr. STCA 42.2011.6 del 10 novembre 2011).

                                         Al contrario l'Alta Corte,
nella sentenza 2P.127/2000 del 13 ottobre 2000, pronunciandosi in merito a un
caso in cui a un beneficiario dell’assistenza sociale le relative prestazioni
erano state ridotte, in quanto era stato scoperto, in particolare, che
occasionalmente la sorella gli corrispondeva delle somme di denaro quali
prestiti (Darlehen), ha stabilito che in virtù del principio di
sussidiarietà non vi era nulla da obiettare circa il fatto che
l’amministrazione, dopo essere venuta a conoscenza di tali mezzi finanziari a
disposizione dell’insorgente, avesse ricalcolato il contributo dell’assistenza
sociale spettantegli tenendo conto di questi importi.

 

                                         Inoltre con
sentenza 8C_42/2013 del 15 ottobre 2013 ha confermato il diniego del diritto a una prestazione assistenziale nel caso di una persona che aveva potuto
coprire i costi in più non coperti dalle assicurazioni sociali e provate
tramite finanziamenti da terzi.

 

                                         Pertanto
l’assistenza sociale, conformemente al principio di sussidiarietà, qualora un
richiedente per un determinato lasso di tempo percepisca aiuti finanziari da
terzi anche solo su base volontaria e indipendentemente dal fatto che gli
stessi siano soggetti a restituzione, interviene unicamente per l’eventuale
scoperto, e meglio provvede a versare una prestazione che permetta di far
fronte a quelle spese computabili ai sensi della Las e della Laps che non sono
coperte dall’entrata da parte di terzi (cfr. STCA 42.2012.4 del 19 luglio 2012;
42.2011.30 dell’11 luglio 2012).

 

                             2.12.   Per quanto
attiene al principio della restituzione delle prestazioni assistenziali
ricevute indebitamente nel mese di maggio 2013, da quanto esposto al consid.
2.9. discende che il ricorrente, nel mese di aprile 2013, ha effettivamente percepito un reddito per aver svolto la funzione di accompagnatore in
montagna non annunciato all’USSI.

 

                                         Nella
fattispecie sono, inoltre, adempiuti i presupposti della revisione processuale
(cfr. consid. 2.8.).

                                         In effetti quando, a
seguito di accertamenti svolti e dalla documentazione pervenutagli, l’USSI ha
constatato che l’insorgente ha ricevuto sul suo conto postale nel mese di
aprile 2013 l’ammontare di fr. 560.-- da parte dei signori __________ e __________
(cfr. doc. 48), è emerso un fatto nuovo atto a indurre a una conclusione
giuridica diversa rispetto al calcolo iniziale delle prestazioni assistenziali.

                                         E’, quindi, evidente che
il calcolo della prestazione assistenziale andava rivisto in base alle
effettive entrate dell’insorgente, tenendo conto per un mese dell’introito di
fr. 560.--.

 

                                         L’USSI ha computato
l’importo di fr. 560.-- nel conteggio del mese di maggio 2013, benché lo stesso
sia stato bonificato al ricorrente il 3 aprile 2013 (cfr. doc. 48).

 

                                         Questo Tribunale, in una
sentenza 42.2007.4 del 1° ottobre 2007, ha stabilito che, considerata in particolare la circostanza che lo scopo primo dell’assistenza
sociale è quello di sostenere una persona nel bisogno, soddisfacendo le sue
necessità essenziali e contingenti, ritiene che la prassi
instaurata dall’USSI, secondo cui un reddito percepito a fine mese vada
computato nel conteggio della prestazione assistenziale del mese seguente, non
violi, in linea generale, la legislazione in vigore e neppure la Costituzione
federale, né la Costituzione cantonale, purché venga applicato
unicamente nel caso in cui effettivamente il reddito percepito alla fine di un
mese serva a fare fronte alle spese del mese successivo e non sia invece stato
utilizzato immediatamente per provvedere ai costi non ancora sostenuti del mese
in cui è stato versato.

                                         Il TCA ha, di conseguenza,
deciso che l’amministrazione è tenuta a esaminare dettagliatamente di caso in
caso se possa o meno conteggiare un’entrata relativa a un determinato mese nel
calcolo del mese successivo.

 

                                         Nel caso di specie la
questione di sapere se la somma di fr. 560.-- debba essere tenuta in
considerazione per il calcolo della prestazione assistenziale effettivamente
spettante al ricorrente del mese di maggio o del mese di aprile 2013 può
restare insoluta.

                                         In effetti, nella misura
in cui i calcoli dell’assistenza sociale per il mese di aprile 2013 (cfr. doc.
278-279) e per il mese di maggio 2013 (cfr. doc. 253-254) risultano identici,
ossia sono stati considerati i medesimi redditi e spese, come pure
evidentemente sono identici gli importi delle prestazioni assistenziali
assegnate per ciascuno di questi due mesi (fr. 914.--; cfr. doc. 275; 251), ai
fini della risoluzione della presente vertenza è ininfluente il mese - se
aprile o maggio 2013 - nel quale computare la somma di fr. 560.--.

                                         Che tale importo sia da
riferire al mese di maggio 2013 o al mese di aprile 2013, da un profilo oggettivo,
il ricorrente ha comunque percepito indebitamente le prestazioni assistenziali
afferenti a uno di questi due mesi.

                                         Ne discende che la
decisione dell’USSI di richiedere il rimborso di parte della prestazione
assistenziale percepita nel mese di maggio 2013, dal profilo del principio
stesso della restituzione, non è censurabile.

 

                             2.13.   Occorre ora stabilire se
l’importo chiesto in restituzione di fr. 560.-- sia corretto.

 

                                         Innanzitutto, in relazione
a quanto evidenziato dall’insorgente circa il fatto che i metodi dell’USSI di
considerare la situazione economica di una persona sarebbero a volte annuali e
altre volte mensili (cfr. doc. I pag. 5), va rilevato che per stabilire il
diritto di un’unità di riferimento alle prestazioni assistenziali il reddito
computabile e la sostanza computabile vengono calcolati dapprima su base annua
e poi riportati su base mensile.

 

                                         Infatti l’art. 22 Las, per
la determinazione del reddito computabile, salvo alcune eccezione espressamente
previste dalla norma stessa, rinvia agli art. 5-9 Laps.

                                         Gli art. 6 e 8 Laps,
riguardanti il reddito e la spesa computabili, elenca i redditi e le spese
rinviando a loro volta spesso alla Legge tributaria (LT) per meglio definire di
che redditi o spese specifici si tratti (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         L’art. 50 cpv. 1 e 2 LT
prevede che le imposte sul reddito e sulla sostanza sono fissate e riscosse per
ogni periodo fiscale. 

                                                      Il
periodo fiscale corrisponde all’anno civile.

                                         Ai sensi dell’art. 51
LT il reddito imponibile è determinato in base ai proventi
conseguiti durante il periodo fiscale, che come appena visto corrisponde
all’anno civile.

 

                                         Il reddito computabile Las
e la spesa computabile Las conteggiati su base annua vengono riportati su base
mensile per determinare il reddito disponibile residuale e l’eventuale diritto
a una prestazione assistenziale mensile.

                                         Come visto sopra (cfr.
consid. 2.4.),  le
prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito
disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19 Las -
definita dal DSS su base mensile (cfr. consid. 2.4.) -, da cui vengono dedotte
le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della
Laps

 

                             2.14.   L’amministrazione ha
determinato l’ammontare chiesto in restituzione fondandosi sull’introito
percepito dall’insorgente nell’aprile 2013, pari a fr. 560.-- (cfr. cfr. doc.
24; II1), conteggiato sulla base della documentazione raccolta e meglio
dell’estratto del conto postale dell’insorgente e della sua dichiarazione del
20 settembre 2013 con cui ha riconosciuto di aver ricevuto un’indennità quale
accompagnatore ad una colonia di bambini e ragazzi (cfr. doc. 48; 29, consid.
2.9.).

 

                                         L’insorgente non ha
contestato l’entità in quanto tale dell’entrata connessa all’attività di
accompagnatore in montagna.

 

                                         Di conseguenza il TCA non
ha motivo di dubitare della correttezza dell’importo di fr. 560.-- considerato
dall’USSI (cfr. doc. 24, II1) a titolo di reddito ai sensi degli art. 22 Las e
6 lett. a Laps (cfr. consid. 2.5.).

 

                             2.15.   Oltre all’entrata di fr.
560.--, quale reddito l’amministrazione ha considerato l’ammontare di fr.
10'000.--, corrispondente all’importo del prestito di studio di cui il
ricorrente ha beneficiato nell’anno accademico 2012/2013 (cfr. consid. 2.9.).

 

                                         L’insorgente censura
implicitamente il computo dell’importo di fr. 10'000.--, sostenendo che in ogni
caso, in quanto prestito, debba in futuro essere restituito (cfr. doc. I).

 

                                         In proposito
occorre ribadire che l’assistenza sociale, conformemente al principio di
sussidiarietà, qualora un richiedente per un determinato lasso di tempo
percepisca aiuti finanziari da terzi anche solo su base volontaria e
indipendentemente dal fatto che gli stessi siano soggetti a restituzione,
interviene unicamente per l’eventuale scoperto, e meglio provvede a versare una
prestazione che permetta di far fronte a quelle spese computabili ai sensi
della Las e della Laps che non sono coperte dall’entrata da parte di terzi
(cfr. consid. 2.11.; STCA 42.2012.4 del 19 luglio 2012; 42.2011.30 dell’11
luglio 2012).

 

                                         Pertanto rettamente l’USSI
ha computato il prestito di studio, benché sia una prestazione soggetta a
restituzione, nel calcolo volto a determinare la prestazione assistenziale
effettivamente spettante all’insorgente nel mese di maggio 2013. 

 

                             2.16.   Per quanto attiene alle spese
computabili, giova osservare che quale premio dell’assicurazione obbligatoria
contro le malattie l’amministrazione ha conteggiato l’importo annuale di fr.
4'908.-- (cfr. doc. 254; 279), pari a fr. 409.-- al mese.

 

                                         L’insorgente ha indicato
che in realtà il suo premio corrisponde a fr. 331.35 mensili, comprensivi del
premio LAmal e del premio LCA (cfr. doc. I pag. 2).

 

                                         Ai sensi dell’art. 8 cpv.
1 lett. g Laps, a cui l’art. 22 Las rinvia (cfr. consid. 2.5.), nel suo tenore
valido fino al 31 dicembre 2011, quale premio dell’assicurazione obbligatoria
contro le malattie vanno computati i premi ordinari, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata.

                                         Secondo, poi, l’art. 4
Reg.Laps, valido fino al 31 dicembre 2011, quale premio per l’assicurazione
obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge
va inteso il premio riconosciuto per il sussidio per la riduzione dei premi
dell’assicurazione di base contro le malattie.

 

                                         Gli art. 8 cpv. 1 lett. g
Laps e 4 Reg.Laps sono stati modificati a seguito del sostanziale mutamento che
ha interessato il sistema di riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria
delle cure medico sanitarie (RIPAM), entrato in vigore il 1° gennaio 2012 (Bollettino
Ufficiale 2010, 297).

                                         Il Consiglio di Stato e il
Gran Consiglio hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri
scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale
base per la determinazione del diritto al sussidio per approdare al criterio
del reddito disponibile (cfr. STCA 36.2012.14 del 3 settembre 2012, destinata
alla pubblicazione in RtiD I-2013).

 

                                         Le nuove norme tendono a
conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla
realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa
capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle
loro dimensioni. Il sistema adottato non tende però solo ad evitare “gli
effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere conto della
reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di
base … con l’introduzione del premio medio di riferimento” che sostituisce
la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta (cfr. STCA
36.2012.71 del 21 gennaio 2013 consid. 2.2.).

 

                                         Giusta l’art. 8 cpv. 1
lett. g Laps, in vigore dal 1° gennaio 2012, quale premio dell’assicurazione
obbligatoria contro le malattie vanno computati i premi ordinari per
l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della
richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del premio
medio di riferimento.

 

                                         Secondo, poi, l’art. 4
Reg.Laps, come modificato a decorrere dal 1° gennaio 2012, quale premio per
l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1
lett. g della legge va inteso il premio ordinario per
singolo assicuratore approvato dall'autorità federale:

                                         a)  per
la rispettiva categoria di assicurato in base all'età attuale (fino a 18 anni,
tra i 18 e 25 anni, superiore a 25 anni);

                                         b)  con
franchigia ordinaria;

                                         c)   con
rischio di infortunio incluso;

                                         d)
 ponderato per regioni di premio ammesse dalla LAMal, in analogia a quanto
previsto dall’art. 29 cpv. 1 LCAMal.

 

                                                     L’art.
29 cpv. 1 LCAMal prevede che il premio medio di riferimento è costituito dalla
media ponderata dei premi riconosciuti ai sensi della legge e del numero degli
assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore, ripartiti per le regioni
di premio ammesse dalla LAMal.

 

                                         L’art. 28 LCAMal enuncia
del resto che:

 

" 1Per ogni assicuratore è determinato il premio riconosciuto
per le seguenti categorie di assicurati:

a) di età superiore a 25 anni;

b) di età compresa tra 18 e 25 anni;

c) fino all’età di 18 anni.

2Esso è stabilito a partire dalla media
ponderata dei premi approvati dall’autorità federale nell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie, nella situazione di:

a) franchigia ordinaria;

b) rischio di infortunio incluso.”

 

                                         In relazione alla
revisione di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, dal Messaggio 15 settembre
2009 concernente la modifica della Legge di applicazione della Legge federale
sull’assicurazione malattie (LCAMal), pag. 54, si evince:

 

" Articolo 8 capoverso 1 lettera g)

Il nuovo disciplinamento LCAMal non fa più riferimento
all’importo della quota media cantonale ponderata. L’art. 8 cpv. 1 lett. g)
Laps viene quindi modificato: gli importi relativi alle riduzioni dei premi
concessi secondo la legge di applicazione della legge federale
sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997 devono essere dedotti
dai premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti
al momento della richiesta.”

 

                                         Inoltre dal Rapporto
dell’8 giugno 2010 della Commissione della gestione e delle finanze sul messaggio
del 15 settembre 2009, pag. 12, emerge:

 

" Art. 8
cpv. 1 lett. g. Laps

Su richiesta del Consiglio di Stato il testo è stato modificato.
La formulazione, che riprende quella della disposizione attualmente in vigore,
è adeguata al nuovo sistema di riduzione dei premi con la sostituzione
dell’espressione “quota cantonale media ponderata” con l’espressione “premio
medio di riferimento”. Inoltre, è stata tolta l’espressione “dedotto
l’importo delle riduzioni dei premi concesso secondo la legge di applicazione della
legge federale sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997”, poiché la deduzione è
già regolata dall’art. 11 cpv. 1 Laps.”

 

                                         A titolo di premio della
cassa malati, quindi, non va tenuto conto del premio effettivo a carico di un
assicurato, bensì del premio ordinario per singolo assicuratore ai sensi degli
art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps (conteggiato, sulla base di quanto
contemplato dagli art. 28 e 29 LCAMal, per ogni possibile categoria di età di
assicurati a partire dalla media ponderata dei premi approvati dal DFI
considerando una franchigia ordinaria - e quindi minima di legge - e
comprensivo del rischio infortunio. E’ costituito dalla media ponderata dei
premi riconosciuti e del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo
assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse. Tale premio (PMR) è
determinato annualmente dal Consiglio di Stato per ogni singola categoria di
assicurati prevista dalla LAMal; cfr. STCA 36.2012.14 del 3 settembre 2012
consid. 2.5., destinata alla pubblicazione in RtiD I-2013; STCA 42.2012.14 del
10 febbraio 2013 consid. 2.14.).

 

                             2.17.   RI 1 è affiliato alla cassa
malati __________ (cfr. doc. 98). 

                                      

                                         Per il 2013 il premio
ordinario (PMR; cfr. consid. 2.16.) per la __________ da considerare giusta gli
art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps è pari a fr. 4’919.56 (premio ordinario
ponderato concernente la __________ per la categoria adulti, franchigia
fr. 300.--, con rischio di infortunio, tenendo conto di un premio per la
Regione 1 di fr. 414 mensili, pari a fr. 4’968 annui e per la Regione 2 di fr.
383 al mese, pari a fr. 4’596 annui e del relativo numero di assicurati; cfr.
www.priminfo.ch).

                                         

                                         L’ammontare di fr. 4’919.56
è superiore al premio medio di riferimento per il 2013 di fr. 4’908.-- (cfr.
art. 1 Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione
delle riduzioni di premio LAMal per l’anno 2013 del 3 ottobre 2012).

 

                                         Pertanto ai fini del
calcolo della prestazione assistenziale va tenuto conto per il ricorrente del premio
medio di riferimento di fr. 4’908.--.

 

                                         In casu l’USSI, quale
premio complessivo della cassa malati, ha dunque rettamente conteggiato la
somma di fr. 4’908.--, pari a 409.-- al mese (cfr. doc. 254; 279).

 

                             2.18.   Ritenute le considerazioni
sviluppate sopra, va rilevato che, per quanto attiene al mese di maggio 2013
(cfr. consid. 2.12.), i redditi computabili di RI 1 sono costituiti dal
prestito di studio di fr. 10'000.-- (cfr. consid. 2.15) e dall’introito di fr.
560.-- ricevuto per la sua attività di accompagnatore di una colonia (cfr. consid.
2.14.), corrispondente a fr. 6'720.-- su base annua (cfr. consid. 2.13.).

                                         Complessivamente i redditi
computabili corrispondono a fr. 16'720.-- annui, pari a fr. 1'393.-- mensili.

 

                                         La sostanza computabile
Las risulta nulla (cfr. doc. 254).

 

                                         Le spese computabili sono,
invece, composte della spesa per l’alloggio di fr. 6’576.-- (cfr. doc. 254) e
dai premi per l’assicurazione malattia calcolati in fr. 4’908.-- (cfr. consid. 2.17.),
per un totale di fr. 11’484.-- annui, rispettivamente fr. 957.-- mensili (cfr.
doc. 253-254).

 

                                         Di conseguenza il reddito
disponibile residuale effettivo (cfr. art. 18; 22 Las; consid. 2.4.; 2.5.) del
ricorrente è pari a fr. 5'236.-- (redditi computabili di fr. 16’720 - spese
computabili di fr. 11’484), ossia fr. 436.-- al mese. 

 

                                         La soglia di intervento
per il 2013 del ricorrente è pari a fr. 1’077.-- al mese (cfr. art. 19 Las;
consid. 2.4.), come riconosciuto dall’Ufficio resistente (cfr. doc. 253).

 

                                         Come indicato sopra, hanno
diritto alla prestazione assistenziale ordinaria coloro il cui reddito
disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di complemento effettivamente
percepite sulla base della Laps, non raggiunge la soglia di intervento (cfr.
art. 18 Las; consid. 2.4.).

 

                                         In casu, il sussidio della
cassa malati ammonta a fr. 286.-- al mese (cfr. doc. 253). 

 

                                         La lacuna di reddito Las
mensile è pertanto pari a circa fr. 354.-- [(fr.436.-- + fr. 286.--) - fr. 1’077.--].

 

                                         Il ricorrente, quindi, per
il mese di maggio 2013 aveva diritto a una prestazione assistenziale di fr.
354.--, come peraltro stabilito dall’USSI (cfr. doc. 24) e non di fr. 914.--
come inizialmente deciso (cfr. doc. 251).

 

                                         Al riguardo va precisato
che l’obiezione formulata dal ricorrente in merito al fatto che l’importo della
prestazione assistenziale riconosciutogli sia inferiore all’ammontare del
forfait per il fabbisogno - nel suo caso di fr. 1'077 - (cfr. doc. I pag. 2) è
priva di fondamento nella misura in cui ai sensi dell’art. 18 Las l’entità
della prestazione assistenziale corrisponde alla differenza tra la
soglia di intervento (forfait per il mantenimento) e il reddito disponibile
residuale [nel suo caso costituito per il mese di maggio 2013 dall’introito di
fr. 560 e dal prestito di studio di circa fr. 833 (fr. 10'000 : 12 mesi)] al
quale vanno sommate le eventuali prestazioni sociali di complemento percepite.

 

                                         In simili condizioni, a
ragione l’amministrazione ha chiesto all’insorgente la restituzione, per il
mese di maggio 2013, della somma di fr. 560.--, corrispondente alla prestazione
assistenziale ricevuta in eccesso (fr. 914 percepiti – fr. 354 prestazione
assistenziale di diritto = fr. 560.--).

 

                                         La decisione su reclamo
del 18 novembre 2013 deve, conseguentemente, essere confermata.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti