# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 17f84396-ee79-5400-ac34-20f9373bc4a5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-07-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.07.2021 D-2850/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2850-2021_2021-07-14.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2850/2021 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 4  l u g l i o  2 0 2 1  

Composizione 
 Giudici Claudia Cotting-Schalch (presidente del collegio),  

Gregor Chatton, Daniela Brüschweiler,  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

Sri Lanka,   

rappresentata dalla MLaw Cinzia Chirayil,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

richiedente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito / procedura Dublino) ed  

allontanamento / revisione;  

sentenza del Tribunale amministrativo federale D-2221/2021 

del 20 maggio 2021 / N (…). 

 

 

 

D-2850/2021 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

L’interessata, di cittadinanza srilankese, ha depositato una domanda 

d’asilo in Svizzera il (…) aprile 2021 (cfr. atto SEM n. [{…}]-3/2). 

B.  

Con decisione del 3 maggio 2021, la SEM, non è entrata nel merito della 

domanda d’asilo succitata della richiedente, ha pronunciato il suo 

allontanamento (recte: trasferimento) dalla Svizzera verso la B._______, e 

l’esecuzione della predetta misura, nonché ha concluso che un eventuale 

ricorso contro la decisione non ha effetto sospensivo.  

C.  

Contro la precitata decisione dell’autorità inferiore, l’interessata è insorta 

con ricorso al Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribunale) 

l’11 maggio 2021. Per il tramite di uno scritto datato 15 maggio 2021, la 

ricorrente ha prodotto il foglio di informazioni mediche (di seguito: F2) del 

(…) inerente una visita medica che avrebbe effettuato il medesimo giorno 

(cfr. risultanze processuali nella procedura del Tribunale di cui al ruolo  

D-2221/2021). 

D.  

Con sentenza D-2221/2021 del 20 maggio 2021, il Tribunale ha respinto la 

succitata impugnativa, rigettando pure la domanda di assistenza 

giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento di spese di giustizia e 

dell’anticipo spese, presentata dalla medesima, nonché ponendo a suo 

carico le spese processuali. 

E.  

Il 18 giugno 2021 (cfr. risultanze processuali), l’interessata ha inoltrato al 

Tribunale uno scritto intitolato: “Istanza di revisione”, chiedendo a titolo 

processuale la sospensione dell’esecuzione dell’allontanamento quale 

misura supercautelare ed il conferimento dell’effetto sospensivo all’istanza, 

nonché la ricevibilità dell’istanza o in subordine, qualora il Tribunale ritenga 

insussistenti le condizioni formali per la revisione, che la stessa sia 

trasmessa all’autorità inferiore perché possa valutare la sussistenza delle 

condizioni per una domanda di riesame. Nel merito ha invece postulato 

l’accoglimento dell’istanza con contestuale annullamento della sentenza 

del Tribunale D-2221/2021 del 20 maggio 2021, con la conseguenza che il 

ricorso dell’11 maggio 2021 sia accolto e gli atti di causa siano restituiti alla 

SEM per complemento istruttorio. Altresì ha presentato una domanda di 

assistenza giudiziaria totale, nel senso dell’esenzione dal versamento delle 

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spese processuali e del relativo anticipo, nonché di gratuito patrocinio, con 

protesta di spese e ripetibili, secondo l’equa valutazione del Tribunale. 

Con la succitata domanda del 18 giugno 2021 sono stati prodotti quali 

nuovi documenti a sostegno dello stato di salute dell’interessata: gli F2 

rispettivamente del (…) (rubricato dalla richiedente sub doc. 4), del (…) e 

del (…) (rubricati rispettivamente dall’interessata sub doc. 5 e doc. 6), 

nonché un F2 del (…) ed il rispettivo rapporto medico del (…) della “(…)” 

([…]) di C._______ (rubricato dall’istante sub doc. 7). 

F.  

Il 21 giugno 2021, il Tribunale ha ordinato la sospensione dell’esecuzione 

dell’allontanamento dell’istante, quale misura supercautelare. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Per le procedure dinanzi al Tribunale è determinante la PA, in quanto 

la legge sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32) non 

disponga altrimenti (art. 37 LTAF). Giusta l’art. 45 LTAF gli art. 121–128 

della legge sul Tribunale federale (LTF, RS 173.110) si applicano per 

analogia alla revisione delle sentenze del Tribunale amministrativo 

federale. Per il contenuto e la forma è invece applicabile l’art. 67 cpv. 3 PA, 

che rimanda dal canto suo agli art. 52 e 53 PA, e che dispone che la 

domanda deve segnatamente indicare il motivo di revisione, la sua 

tempestività e le conclusioni nel caso d’una nuova decisione del ricorso. 

1.2 Le sentenze del Tribunale in materia d’asilo per le quali non è prevista 

la possibilità di ricorrere al Tribunale federale (cfr. art. 83 lett. d par. 1 LTF), 

passano in giudicato il giorno in cui sono pronunciate (art. 61 LTF su 

rimando degli art. 6 LAsi, 37 LTAF e 4 PA). Il Tribunale è competente per 

pronunciarsi in merito alle domande di revisione interposte contro le proprie 

sentenze (cfr. DTAF 2013/22 consid. 3.2; 2007/21 consid. 2.1 e 5.1). La 

domanda di revisione costituisce il solo rimedio di diritto suscettibile di 

essere esercitato nei confronti di una sentenza definitiva del Tribunale. Se 

l’istanza viene accolta, la sentenza viene annullata e ne viene pronunciata 

una nuova (cfr. art. 128 cpv. 1 LTF; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, no. 5.36, 

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pag. 303; sentenza del Tribunale federale 9F_14/2010 del 16 marzo 2011 

consid. 1). Il Tribunale si investe di una domanda di revisione solo se uno 

dei motivi di revisione enunciati agli art. 121–123 LTF è debitamente 

invocato; l’istante deve prevalersene o quantomeno far valere dei fatti 

costitutivi del medesimo. Sapere se una sentenza debba essere 

revisionata non costituisce invece una questione sull’ammissibilità della 

domanda, ma attiene all’esame di merito (cfr. sentenze del Tribunale 

federale 2F_24/2019 dell’11 novembre 2019 consid. 3 e 1F_16/2018 del 

12 luglio 2018 consid. 1.2). 

2.  

Ai sensi dell’art. 127 LTF il Tribunale rinuncia ad ordinare uno scambio 

scritti. 

3.  

3.1 L’istante fonda la sua richiesta d’un canto prevalendosi di una svista 

che sarebbe presente nella sentenza del Tribunale D-2221/2021 del 

20 maggio 2021, ove viene riportato che l’istante avrebbe richiesto asilo da 

più di “tre mesi” al momento dell’emanazione della decisione della SEM del 

3 maggio 2021 (cfr. pag. 4 in fine della sentenza succitata), allorché invece 

successivamente vi sarebbe contraddittoriamente rilevato che l’istante non 

avrebbe consultato l’infermeria del Centro federale d’asilo (di seguito: CFA) 

dal suo arrivo in Svizzera avvenuto il (…) aprile 2021 (cfr. pag. 10 della 

sentenza D-2221/2021), ovvero soltanto (…) giorni effettivi dal momento 

dell’emanazione della decisione inferiore. D’altro canto, prevalendosi 

anche di mezzi di prova nuovi o comunque non noti al momento della 

decisione su ricorso e che ritiene tali da rimettere in discussione l’esito della 

procedura anteriore, l’istante asserisce che sarebbe stato inesatto 

concludere che ella abbia disatteso ai suoi doveri procedurali dal profilo 

medico nella sentenza del Tribunale D-2221/2021, visti gli atti medici 

presenti all’incarto al momento dell’emanazione della stessa, e che la SEM 

abbia invece contravvenuto al suo onere di istruire la fattispecie in modo 

accurato riguardo tale aspetto, come pure al rischio di trovarsi senza un 

alloggio adeguato in caso di rinvio in B._______. Visto inoltre 

l’aggravamento dello stato clinico dell’interessata, come sarebbe attestato 

dalla documentazione medica prodotta anche con l’istanza di revisione, 

ella sarebbe confrontata con un reale rischio di un grave, rapido ed 

irreversibile peggioramento delle condizioni di salute comportante delle 

intense sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita, così 

come ritenuta dalla giurisprudenza topica referenziata in materia di 

applicazione dell’art. 3 CEDU, se venisse trasferita in B._______. Alla luce 

di tali evenienze, la richiedente conclude che i fatti giuridicamente rilevanti 

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per la sua disamina, siano stati stabiliti in modo inaccurato per la 

valutazione se vi siano “motivi umanitari” ai sensi dell’art. 29a cpv. 3 

dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali 

dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), rispettivamente in merito alla 

“clausola di sovranità” di cui all’art. 17 del regolamento (UE) n. 604/2013 

del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce 

i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente 

per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno 

degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide 

(rifusione) (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 

29.6.2013; di seguito: Regolamento Dublino III). Inoltre, a titolo sussidiario, 

ritiene che un suo trasferimento in B._______, sarebbe ammissibile, 

soltanto qualora vi siano delle garanzie concrete ed individuali da parte (…) 

in merito all’accoglienza ed al proseguo delle cure mediche nei suoi 

confronti nel suddetto Paese.  

3.2 Nel senso sopra indicato, l’istante risulta quindi essere particolarmente 

toccata dalla sentenza del 20 maggio 2021 del Tribunale e vanta un 

interesse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della 

stessa. Inoltre, in concreto l’istanza di revisione del 18 giugno 2021 è stata 

depositata entro 30 giorni dalla notificazione della sentenza di cui è chiesta 

la revisione (art. 124 cpv. 1 lett. b LTF; sentenza del Tribunale federale 

1F_15/2018 del 20 luglio 2018 consid. 1.2 e 2.1), rispettivamente entro 90 

giorni dalla scoperta dei documenti e dei fatti nuovi (cfr. art. 124 cpv. 1 

lett. d LTF) ed adempie i requisiti di indicazione dei motivi e di motivazione 

(cfr. art. 67 al. 3 PA, applicabile su rimando dell’art. 47 LTAF che rinvia a 

sua volta all’art. 52 cpv. 1 PA), cosicché nulla osta ad un suo esame di 

merito. 

4.  

4.1 In maniera del tutto generale, in quanto rimedio di diritto straordinario 

suscettibile d’essere esercitato solo a severe condizioni, la revisione non 

consente di ridiscutere liberamente la sentenza di cui è chiesta la revisione 

(cfr. sentenza del Tribunale D-4820/2020 [prevista per la pubblicazione 

come DTAF] del 10 novembre 2020 consid. 5.1). Attraverso tale procedura 

non è possibile sollevare censure che avrebbero dovuto essere formulate 

nella precedente procedura o riproporre critiche sulle quali il Tribunale si è 

già pronunciato (cfr. sentenze del Tribunale federale 1F_19/2018 del 

9 agosto 2018 consid. 1.3, 2F_8/2018 del 15 giugno 2018 consid. 1.2). La 

revisione non è inoltre data per correggere presunti errori giuridici (cfr. 

DTF 96 I 279 consid. 3; sentenze del Tribunale federale 1F_27/2018 del 

29 ottobre 2019, 2F_20/2012 del 25 settembre 2012 consid. 2.1). 

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4.2 Secondo l’art. 121 lett. d LTF la revisione può essere domandata se il 

Tribunale, per svista, non ha tenuto conto di fatti rilevanti che risultano dagli 

atti. Questo motivo di revisione concerne il caso in cui il Tribunale ha 

statuito fondandosi su uno stato di fatto incompleto o diverso dagli atti 

all’inserto (cfr. DTF 100 III 73 consid. 1; sentenza del Tribunale federale 

4F_15/2017 del 30 novembre 2017 consid. 2.1). La nozione di svista 

presuppone in altri termini che il Tribunale abbia omesso di prendere in 

considerazione un fatto o un determinato documento versato agli atti 

oppure che l’abbia letto erroneamente, scostandosi per inavvertenza dal 

suo tenore esatto. L’inavvertenza implica dal canto suo un errore 

grossolano ed evidente e può sussistere sia quando un fatto o un 

documento vengono ignorati sia quando la loro portata viene travisata; 

essa deve riferirsi al contenuto del fatto stesso, segnatamente alla sua 

percezione da parte del Tribunale, ma non al suo apprezzamento giuridico 

(cfr. DTF 122 II 17 consid. 3 e rinvii; sentenza del Tribunale federale 

6F_27/2019 dell’11 luglio 2019 consid. 2.2). I fatti che il giudice non ha 

inavvertitamente preso in conto devono inoltre essere rilevanti, ossia 

suscettibili di sovvertire l’esito del giudizio in favore dell’istante (cfr. per tutto 

la sentenza del Tribunale nelle cause congiunte D-4820/2020 e  

D-4821/2020 del 10 novembre 2020 [prevista quale pubblicazione nelle 

DTAF] consid. 5.2 e ulteriori riferimenti ivi citati). 

4.3  

4.3.1 Dal canto suo, l’art. 123 cpv. 2 lett. a LTF dispone che la revisione 

può essere domandata se l’istante, dopo la pronuncia della sentenza, viene 

a conoscenza di fatti rilevanti o ritrova mezzi di prova decisivi che non ha 

potuto addurre nel procedimento precedente, esclusi i fatti e i mezzi di 

prova posteriori alla sentenza (cfr. DTF 134 III 45 consid. 2.1; 134 IV 48 

consid. 1.2 e riferimenti citati). La possibilità di revisione si limita così ai 

cosiddetti pseudo nova e meglio, ai fatti ed ai mezzi di prova anteriori alla 

sentenza, ma insorti in seguito (cfr. DTAF 2019 I/8 consid. 4.2.4.2, 4.3.2, 

5.2.3; 2013/22 consid. 3‒13; sentenza del Tribunale federale 8C_562/2019 

del 16 giugno 2020 consid. 3.2 e 3.3). In virtù dell’art. 124 cpv. 1 lett. d LTF 

una domanda di revisione fondata sull’art. 123 cpv. 2 LTF dev’essere 

depositata entro 90 giorni dalla scoperta del motivo di revisione. 

4.3.2 Su questi presupposti, giustificano una revisione soltanto quei fatti 

che si sono realizzati fino al momento in cui, nella procedura principale, 

erano ancora ammissibili delle allegazioni di fatto, sebbene non fossero 

noti al ricorrente malgrado tutta la sua diligenza. La novità si riferisce quindi 

alla scoperta e non al fatto medesimo (cfr. sentenza del Tribunale federale 

1F_21/2017 del 17 novembre 2017 consid. 2.2; anche la DTF 143 III 272 

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consid. 2.1 e 2.2 che indica le cinque condizioni necessarie per ammettere 

un motivo di revisione ai sensi della LTF; sentenza del Tribunale  

D-872/2020 del 23 settembre 2020 consid. 4.3.2). Inoltre i fatti devono 

essere rilevanti, vale a dire di natura tale da modificare la fattispecie alla 

base della sentenza contestata e condurre a un giudizio diverso in funzione 

di un apprezzamento giuridico corretto (cfr. sentenza del Tribunale federale 

1F_19/2018 consid. 3.2). 

4.3.3 Per quanto concerne i mezzi di prova, essi dovevano innanzitutto già 

esistere al momento della pronuncia della sentenza emessa nella 

procedura ordinaria, e meglio, prima del momento in cui avrebbero potuto 

essere introdotti in modo ammissibile in tale procedimento (cfr. sentenza 

del Tribunale federale 2F_26/2019 del 14 novembre 2019; DTAF 2013/22 

consid. 13). I mezzi di prova devono servire a comprovare i fatti nuovi che 

giustificano la revisione oppure fatti già noti e allegati nel procedimento 

precedente, che tuttavia non avevano potuto essere provati, a discapito del 

richiedente (cfr. DTF 127 V 373 consid. 5b). Se i nuovi mezzi di prova sono 

destinati a provare dei fatti sostenuti in precedenza, il richiedente deve pure 

dimostrare di non essere stato in grado di invocarli in tale procedimento 

(cfr. sentenza del Tribunale federale 8C_43/2012 consid. 11.1). Una prova 

è considerata concludente quando il giudice avrebbe deciso diversamente 

se ne fosse stato a conoscenza nella procedura principale (cfr. sentenza 

del Tribunale federale 9F_14/2010 del 16 marzo 2011 consid. 2). 

4.4 Tale limitazione non pregiudica però automaticamente la possibilità di 

avvalersi di eventuali veri nova. Infatti, allorquando il richiedente miri ad 

una rivalutazione della sua situazione giuridica sulla scorta di nuovi fatti o 

di nuovi mezzi di prova posteriori ad una sentenza materiale di seconda 

istanza, ma che riguardino fatti anteriori, questi potrà fare capo all’istituto 

del riesame rivolgendosi all’autorità di prima istanza anche se il Tribunale 

si è già espresso nel merito (cfr. DTAF 2019 I/8 consid. 5.3; 2013/22 

consid. 5.5, 11.4.7 e 12.3; AUGUST MÄCHLER, in: Auer/Müller/Schindler 

[ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren 

[VwVG], 2a ed. 2019, n. 18 ad art. 66 PA; cfr. anche art. 111b LAsi). 

5.  

5.1 Tornando alla presente disamina, si rileva dapprima come per 

l’argomentazione dell’istante riguardo alla “svista” in cui sarebbe incorso il 

Tribunale, gli estremi per sottoporre a revisione la sentenza sindacata per 

tale motivo, non ricorrono nella fattispecie. In primo luogo, difatti, mal si 

comprende tale asserto dell’istante, in quanto risulta limpido dalla lettura 

della sentenza in parola, come il Tribunale non sia incorso in una “svista” 

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nel senso dell’art. 121 lett. d LTF, bensì in un banale refuso nel riportare 

l’argomentazione dell’autorità inferiore avendo ripreso invece che “da più 

di tre settimane” come presente nella decisione della SEM (cfr. pag. 5 in 

incipit), “da più di tre mesi” (cfr. sentenza, pag. 4). Tale conclusione è 

supportata dal fatto che il Tribunale, lungo il corso di tutta la sentenza ha 

riportato chiaramente e correttamente le date in cui la ricorrente avrebbe 

segnatamente chiesto asilo alla Svizzera, rispettivamente sarebbe stata 

emanata la decisione dell’autorità inferiore. Ha peraltro rettamente indicato 

che al momento dell’emanazione della decisione della SEM, e già sin dal 

suo arrivo in Svizzera il (…) aprile 2021, i problemi di salute da lei allegati 

in corso di procedura, ovvero d’insonnia e di ipertensione, non erano stati 

stabiliti, non avendo ella consultato l’infermeria dei Centri federali presso i 

quali alloggiava. Quest’ultima argomentazione, risulta essere congruente 

con gli atti presenti all’inserto sino al momento della presa di decisione da 

parte della SEM. A tal proposito, inoltre, il (…) aveva comunicato alla SEM 

su sua richiesta, il giorno stesso dell’emanazione della decisione 

dell’autorità inferiore, che l’interessata non aveva svolto alcuna visita 

medica e nessuna ne era prevista in futuro (cfr. atto SEM n. 25/1). Alla luce 

di tali evenienze, non si vede pertanto, quali fatti il Tribunale non avrebbe 

ritenuto erroneamente, rispettivamente avrebbe travisato la loro portata 

nella sentenza querelata. Non si può dunque concludere, su tale punto, 

che il Tribunale abbia statuito fondandosi su uno stato di fatto incompleto 

o diverso dagli atti all’inserto. Nel caso in esame non è pertanto ravvisabile 

alcuna svista ai sensi dell’art. 121 lett. d LTF, e l’istanza di revisione su tale 

punto, in quanto infondata, deve quindi essere respinta. 

5.2  

5.2.1 Per quanto attiene invece le altre motivazioni contenute nell’istanza 

e la documentazione allegata alla medesima, questo Tribunale constata 

che il solo aspetto costitutivo di un potenziale motivo di revisione ex 

art. 123 cpv. 2 lett. a LTF risulta essere il nuovo mezzo di prova prodotto 

dall’interessata con l’istanza e datato prima dell’emanazione della 

sentenza del 20 maggio 2021, ovvero l’F2 del (…) (cfr. sub doc. 4). 

5.2.2 Al contrario, il fatto che ella abbia dovuto svolgere delle visite 

mediche successive a suddetta sentenza come pure del peggioramento 

che lo stato di salute dell’istante avrebbe avuto dalla stessa, così come 

attestato dalla documentazione presentata dall’interessata con la sua 

domanda del 18 giugno 2021, e meglio gli F2 del (…), del (…) e del 

rapporto medico del (…) (cfr. sub da doc. 5 a doc. 7; cfr. anche in proposito 

gli atti della SEM n. 40/2, 45/2, 46/2 e 47/2), ed i rischi nella quale ella 

incorrerebbe nel caso in cui venisse rinviata in B._______ poiché 

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successivi alla sentenza del Tribunale del 20 maggio 2021, costituiscono 

fatti e mezzi di prova posteriori irricevibili per via di revisione (cfr. in merito 

anche supra consid. 4.3.1 e 4.3.3). Sotto tale aspetto anche le restanti 

argomentazioni contenute nell’istanza circa la mancata applicazione delle 

clausole discrezionali ai sensi degli art. 17 Regolamento Dublino III e 

art. 29a cpv. 3 OAsi 1, risultano esulare, per i medesimi motivi succitati, 

dalla competenza di questo Tribunale. Tali allegazioni e mezzi di prova 

posteriori alla sentenza, anche se riconducibili a dei fatti anteriori, non 

possono difatti motivare una domanda di revisione (cfr. art. 123 cpv. 2 

lett. a LTF e DTAF 2013/22 consid. 13.1). In quanto riferibili alle predette 

argomentazioni e documentazione, la domanda del 18 giugno 2021 

dell’istante risulta pertanto irricevibile quale istanza di revisione, ed è al 

contrario di esclusiva competenza della SEM nell’ambito di un riesame 

rispettivamente di una domanda multipla esaminare gli stessi (cfr. 

DTAF 2013/22 consid. 3.1-13).  

5.3 Per quanto infine concerne le motivazioni dell’istante riguardo alle 

condizioni di alloggio in B._______ (cfr. istanza, p.to 3.2, pag. 6 seg.), le 

stesse si esauriscono in critiche generalizzate di aspetti sui quali il 

Tribunale si è già pronunciato nella procedura ordinaria, e sui quali 

l’interessata si era del resto già espressa ampiamente nel suo gravame 

dell’11 maggio 2021 (cfr. ricorso, p.to 5, pag. 5 seg.), e non configurano 

pertanto un motivo di revisione (cfr. supra consid. 4.1).  

6.  

6.1 Ora, fatte tali debite premesse, con riferimento al solo motivo di 

revisione sopra delimitato (cfr. supra consid. 5.2), occorre dappresso 

esaminare se le condizioni per ammettere l’istanza riguardo tale unico 

aspetto siano adempiute o meno.  

6.2 In primo luogo si può partire dall’assunto che il documento presentato 

(cfr. sub doc. 4) e le argomentazioni afferenti il medesimo presenti 

nell’istanza, rispettino il termine di 90 giorni dalla loro scoperta così come 

previsto dall’art. 124 lett. d LTF. Invero, l’istante ha dichiarato di avere 

ricevuto il medesimo il 21 maggio 2021, e l’istanza è stata presentata il 

18 giugno 2021, quindi ampiamente quest’ultima rispetta il termine 

succitato. In secondo luogo si rileva come l’F2 del (…) prodotto con 

l’istanza di revisione in parola dall’interessata, non fosse presente agli atti 

della SEM allorché era stata emessa la sentenza del Tribunale il 

20 maggio 2021, né risulta essere stato nel frattempo assunto agli atti della 

medesima autorità. Ciò nonostante, da un punto di vista prettamente 

medico, tale certificato non apporta una modifica sostanziale della 

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Pagina 10 

fattispecie già vagliata nella sentenza di cui è chiesta la revisione. Invero, 

la visita medica di decorso per il controllo della pressione del (…) era già 

stata segnalata nel F2 del (…), che era già stato trasmesso dall’istante al 

Tribunale nella procedura ricorsuale e vagliato da quest’ultimo nella sua 

sentenza del 20 maggio 2021. Inoltre, oltre ad un miglioramento chiaro 

della qualità del sonno dopo l’assunzione della terapia a base del farmaco 

(…) – prescritto dal medico all’istante a causa dell’insonnia di cui soffriva 

già con la visita del (…) succitata – ed il fatto che i livelli della pressione 

sanguigna sarebbero per la maggior parte nella norma nell’ultima 

settimana (con rari sorpassi) – probabile patologia di ipertensione che era 

già stata peraltro segnalata nell’atto medico F2 del (…) – l’F2 del (…) non 

ha evidenziato ulteriori problemi somatici né men che meno psichici di 

rilievo. Peraltro, in tale visita, il medico si era espresso nel senso di ritenere 

superflua l’introduzione di una terapia anti-ipertensiva, visti i livelli di 

pressione sanguigna quasi sempre nella norma. Ora come prima, in 

considerazione di tali nuovi fatti portati all’attenzione del Tribunale la 

situazione dell’istante non lascia quindi presagire che il suo stato di salute 

si trovi in uno stadio a tal punto avanzato o terminale da lasciar presupporre 

che a seguito del trasferimento in B._______ la sua morte appaia come 

una prospettiva prossima. Né dalla stessa non sono evincibili dei seri motivi 

di ritenere che l’istante – in assenza di trattamenti medici adeguati nello 

Stato di destinazione – sarà confrontata ad un reale rischio di un grave, 

rapido ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute 

comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della 

speranza di vita. Non si ravvisa quindi nella fattispecie alcuna violazione, 

secondo la giurisprudenza topica in materia, dell’art. 3 CEDU, 

nell’eventualità di un trasferimento dell’istante verso la B._______ (cfr. 

sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo [di seguito: CorteEDU] 

N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05 e Paposhvili contro 

Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §180-193; DTAF 2011/9 consid. 7 

e relativi riferimenti). D’altro canto, in sede di revisione e rispetto a tale 

documento, non sono stati proposti elementi che possano rimettere in 

discussione il principio per il quale, l’istante, possa far capo per le patologie 

sopra rilevate, ai trattamenti necessari in B._______ o altrimenti sollecitarli, 

atteso altresì che detto Stato membro dispone di strutture mediche 

giudicate sufficienti dalla giurisprudenza ed equiparabili a quelle elvetiche 

(cfr. tra le altre le sentenze del Tribunale F-2608/2021 del 9 giugno 2021 

consid. 6, F-2267/2021 del 21 maggio 2021 consid. 6.3, D-1741/2021 del 

22 aprile 2021, D-1654/2021 del 19 aprile 2021), come tra l’altro già 

rimarcato dal Tribunale nella sentenza sindacata (cfr. pag. 10 della 

sentenza D-2221/2021). Su tali presupposti, neppure l’esclusione 

dell’applicazione al caso di specie delle clausole discrezionali di cui 

D-2850/2021 

Pagina 11 

all’art. 17 Regolamento Dublino III e all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, come 

motivato dal Tribunale nella sentenza D-2221/2021, può essere censurata. 

7.  

Alla luce di tutto quanto sopra, dal momento che il nuovo documento ed i 

fatti nuovi afferenti il medesimo così come le argomentazioni dell’istante 

esposte al consid. 5.1, ammissibili per via di revisione, non sono di natura 

tale da modificare la fattispecie alla base della sentenza contestata, 

conducendo ad un giudizio diverso in funzione di un nuovo apprezzamento 

giuridico, l’istanza di revisione della sentenza D-2221/2021 del 

20 maggio 2021, va dunque respinta, nella misura della sua ricevibilità.  

8.  

Per quanto poi concerne i mezzi di prova posteriori alla sentenza del 

Tribunale D-2221/2021 (cfr. sub documenti da 5 a 7 allegati all’istanza) 

come pure le argomentazioni presentate a supporto degli stessi (cfr. supra 

consid. 5.2.2), i primi e la domanda del 18 giugno 2021 sono trasmessi 

all’autorità inferiore per una questione di competenza funzionale, 

rimanendo impregiudicate le questioni di ricevibilità o di merito in quanto 

domanda di riesame rispettivamente domanda multipla. In tale delimitato 

ambito, la conclusione esposta in subordine nell’istanza in parola 

dall’interessata rispetto la questione della ricevibilità (cfr. p.to 3, pag. 9 delle 

conclusioni nell’istanza del 18 giugno 2021), è accolta. 

9.  

Con la presente sentenza finale le misure supercautelari ordinate dal 

Tribunale il 21 giugno 2021 decadono. 

10.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito dell’istanza, la domanda di 

esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese 

processuali è divenuta senza oggetto.  

11.  

Altresì, ritenute le allegazioni inerenti l’istanza di revisione sprovviste di 

probabilità di esito favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel 

senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta 

(art. 65 cpv. 1 PA). Inoltre, visto quanto precede, non essendo una delle 

condizioni per il riconoscimento del gratuito patrocinio adempiuta (art. 65 

PA), la richiesta presentata in tal senso dall’istante è pure respinta. 

D-2850/2021 

Pagina 12 

12.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 1'500.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico dell’istante (art. 37 LTAF; 

63 cpv. 1 PA nonché art. 1–3 del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 

21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-2850/2021 

Pagina 13 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

La domanda del 18 giugno 2021, in quanto istanza di revisione, è respinta 

nella misura della sua ricevibilità. 

2.  

La domanda del 18 giugno 2021 è, per il resto, trasmessa alla SEM perché 

proceda ai sensi dei consid. 5.2.2 e 8. 

3.  

Le misure supercautelari pronunciate dal Tribunale il 21 giugno 2021 

decadono. 

4.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali e della concessione del gratuito 

patrocinio, è respinta. 

5.  

Le spese processuali di CHF 1'500.– sono poste a carico dell’istante. Tale 

ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della 

presente sentenza. 

6.  

Questa sentenza è comunicata all’istante, alla SEM e all’autorità cantonale 

competente. 

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

Claudia Cotting-Schalch Alissa Vallenari 

 

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