# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e02b3265-4c45-59c6-bd5b-fb3c0eff0e1a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-10-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 21.10.2015 11.2013.72
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2013-72_2015-10-21.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2013.72

  	
  Lugano

  21 ottobre 2015/jh

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente,

  Giani
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F.
  Bernasconi

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SE.2012.41 (azione
di rivendicazione) della Pretura della giurisdizione di Locarno Città promossa
con petizione del 1° giugno 2012 da

 

	
   

  	
   AP 1 (D)
  e

   AP 2 (D)

   (patrocinati dall'avv. PA 1)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   AO 1 ed

   AO 2 

   (patrocinati
  dall'avv. PA 2),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sull'appello
del 13 settembre 2013 presentato da AP 1 e AP 2 contro la sentenza emessa dal
Pretore il 18 luglio 2013;

 

Ritenuto

 

in fatto:                A.  La S__________
SA ha costituito il 29 maggio 1980 in
proprietà per piani la particella n. 33 RFD di __________, su cui stava edificando
uno stabile di appartamenti (“Residenza __________”). 

                                  L'iscrizione
nel registro fondiario è avvenuta il 30 maggio 1980 (“costituzione di PPP prima
della costruzione”) sulla scorta di un piano di ripartizione del 16 maggio 1980
allestito dall'arch. V__________ (d.g. 5049/1980).

                            B.  Nell'ottobre
del 1980 AO 1 ed AO 2, intenzionati ad acquistare un appartamento nello stabile
in costruzione, hanno concordato con gli architetti M__________, rappresentante
della S__________ SA, e V__________, progettista, di estendere il balcone dell'appartamento
n. 50 rispetto a quanto previsto nel piano originario allegato al rogito di
costituzione della proprietà per piani, riducendo il contiguo balcone correlato
all'appartamento n. 51. Il 18 novembre 1980 la S__________ SA ha venduto a AO 1
ed AO 2, in ragione di un mezzo ciascuno, la proprietà per piani n. 5179 (12/1000 del fondo base), con
diritto esclusivo sull'appartamento n. 50. Il rogito prevedeva al punto 6: ‟La
S__________ SA si impegna a costruire e terminare l'intero complesso edilizio
sulla particella n. 33 e l'appartamento, l'autorimes­sa e il ripostiglio
oggetto del presente contratto, come agli esistenti piani dell'arch. V__________
e alla descrizione tecnica; la parte compratrice conosce questi piani e li ha
approvati. In casi di dubbia interpretazione fanno stato i piani e non la
descrizione tecnicaˮ. Il trapasso di proprietà è stato iscritto nel registro
fondiario il 18 gennaio 1982.

 

                            C.  Il 28 febbraio 1984 i
titolari delle unità hanno proceduto all'“in­tavo­lazione definitiva” della
proprietà per piani, allegando nuovamente il piano di ripartizione allestito il
16 maggio 1980 dal­l'arch. V__________. L'iscrizione dell'atto nel registro
fondiario è avvenuta quello stesso giorno e la menzione “costituzione di PPP
prima della costruzione” è stata cancellata. Il 29 ottobre 2009 AP 1 e AP 2
hanno acquistato, un mezzo ciascuno, la proprietà per piani n. 5180 (24/1000 del fondo base), con
diritto esclusivo sull'appartamento n. 51. L'iscrizione nel registro fondiario è
avvenuta il 15 gennaio 2010. L'atto pubblico prevedeva al punto 2: ‟I beni vengono
venduti rispettivamente acquistati nel loro attuale stato di fatto e di diritto
in cui si trovano e noto alle partiˮ (rogito n. 3267 del notaio P__________).

 

                                  D.  Ottenuta l'autorizzazione ad agire, il 1° giugno 2012 AP 1 e AP 2 hanno convenuto
AO 1 ed AO 2 davanti al Pretore della giurisdizione di Locarno Città per ottenere
– sotto la comminatoria dell'art. 292 CP – il ripristino del balcone relativo
all'appartamento n. 51 come al piano di ripartizione depositato all'Ufficio dei
registri del Distretto di __________. Nella loro risposta del 19 giugno 2012 i
convenuti hanno postulato il rigetto della petizione. L'attrice ha replicato il
3 settembre 2012, ribadendo la propria domanda.
I convenuti hanno duplicato il 18
settembre 2012, mantenendo il loro punto di vista. L'udienza per le
prime arringhe si è tenuta il 29 ottobre 2012. Terminata l'istruttoria, il 2 maggio 2013 le parti
hanno rinunciato alle arringhe finali, limitandosi a memoriali conclusivi nei
quali hanno riaffermato le loro posizioni. Statuendo il 18 luglio 2013,
il Pretore ha respinto la petizione e ha posto le spese di complessivi
fr. 1000.– a carico degli attori,
tenuti a rifondere ai convenuti fr. 3600.– per ripetibili.

 

                                  E.   Contro la sentenza appena citata AP
1 e AP 2 sono insorti a questa Camera con un appello del 13 settembre 2013
nel quale chiedono di accogliere la petizione e di riformare in tal senso il giudizio
impugnato. Nelle loro osservazioni del 22 ottobre 2013 AO 1 ed AO 2 propongono
di respingere l'appello.

 

                             F.  Constatato
che il 4 febbraio 2015 AP 1 e AP 2 hanno venduto la proprietà per piani n. 5180 a E__________, il vicepresidente
della Camera ha impartito agli attori un breve termine per documentare l'eventuale
subingresso dell'acquirente nel ruolo di attrice e il loro consenso alla
sostituzione di parte. AP 1 e AP 2 hanno comunicato il 24 settembre 2015 che la
compratrice non intende subentrare loro nel processo.

 

Considerando

 

in diritto:              1.  Le azioni di rivendicazione
dell'art. 641 cpv. 2 CC sono rette fino al valore litigioso di fr. 30 000.–
dalla procedura semplificata (art. 243 cpv. 1 CPC). La decisione è
appellabile entro 30 giorni (art. 311 cpv. 1 CPC), sempre che il valore
litigioso raggiungesse almeno fr. 10 000.–
secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione impugnata (art. 308
cpv. 2 CPC). In concreto tale presupposto è dato, il Pretore avendo fissato il
valore litigioso in fr. 20 000.–
(sentenza impugnata, consid. 7), importo che appare verosimile e che non è contestato
dalle parti. Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, la decisione
impugnata è stata notificata al legale degli attori il 19 luglio 2013. Depositato
il 13 settem­bre 2013, l'appello in esame, è quindi ricevibile grazie alla
sospensione dei termini intervenuta fra il
15 luglio e il 15 ago­sto 2013 (art. 145 cpv. 1 lett. b CPC). 

 

                             2.  Nel giugno del 2014 gli
attori hanno venduto la proprietà per piani n. 5180 a E__________. Ora, l'art. 83
cpv. 1 CPC dispone che ove l'oggetto litigioso sia alienato pendente causa,
l'acquirente ha diritto di subentrare all'alienante nel processo, senza che la
controparte possa opporvisi. In concreto E__________ ha rinunciato al subingresso. Si pone dun­que la questione di
sapere se AP 1 e AP 2 possano continuare a fungere essi medesimi da attori come
sostituti processuali di lei.

 

                                  a)   Secondo
una dottrina maggioritaria, se l'acquirente non subentra all'alienante nel
processo (com'è suo diritto), l'azione va respinta nel merito per sopravvenuta
carenza di legittimazione attiva. L'alienante non può continuare a gestire la
causa come sostituto processuale dell'acquirente (Prozess­stand­schafter),
poiché l'istituto della sostituzione processuale non è (più) compatibile con il
nuovo Codice di procedura civile se non ove
sia espressamente previsto. È l'opinione di Schwander
(in: Sutter-Somm/Ha­senböhler/ Leuen­ber­ger, Kommentar zur Schweizerischen
ZPO, 2ª edizione, n. 26 ad art. 83 con riferimenti), Graber/Frei (in: Basler Kommentar, 2ª
edizione, n. 10 ad art. 83 CPC), Gross/Zuber
(in: Berner Kommentar, ZPO, edizione 2012, n. 18 ad art. 83), Göksu (in: Brunner/ Gas­ser/Schwander,
Schweizerische ZPO, Kom­mentar, Zurigo/S. Gallo 2011, n. 14 ad art. 83), Jeandin (in: CPC commenté, Basilea 2011,
n. 2 e 13 ad art. 83 CPC), Jeandin/ Peyrot
(Précis de procédure civile, Ginevra/Zu­rigo/Basilea 2015, pag. 88 n. 247), Bohnet (Procédure civile, 2ª edizione, pag.
131 n. 480), Trezzini (in:
Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 2011, pag.
318), Olgiati (Il Codice di
diritto processuale civile svizzero, Lugano 2010,
pag. 90 § 7), Morf (in: Gehri/ Kramer, ZPO Kommentar, Zurigo 2010,
n. 5 ad art. 83), Meier
(in: Schweizerisches Zivilprozess­recht, Zurigo/Ba­silea/Ginevra 2010, pag. 193
seg.), Staehelin/ Staehelin/Grolimund
(Zivilpro­zess­recht, 2ª edizione, § 13 n. 79) e Seiler (Die Berufung nach ZPO, Zurigo/Ba­silea/Gi­nevra
2013, pag. 68 n. 133).

 

                                  b)  Secondo
una corrente minoritaria, per contro, chi aliena l'oggetto litigioso pendente
causa e non vede l'acquirente subentrargli nel processo può continuare a
gestire la causa in qualità di sostituto processuale, la sentenza passando poi
in giudicato anche nei confronti dell'acquirente. È quanto prevedeva, per
l'essenziale, il vecchio Codice di procedura civile ticinese (art. 110
cpv. 1). Ed è tuttora l'opinione del Consiglio federale (messaggio del 28
giugno 2006, in: FF 2006 pag. 6657), di Spühler/Dolge/Gehri (Schweizerisches Zivilprozessrecht,
Berna 2010, § 19 n. 43), di Berger/Güngerich
(Zivilprozessrecht, Berna 2008, pag. 122
n. 376), di Livschitz
(in: Baker & McKenzie,
Schwei­ze­rische ZPO, Berna 2010, n. 9 ad art. 83 con rinvii), di Gasser/Rickli (in: Schweizerische ZPO,
Kurz­kommentar, 2ª edizione, n. 3 ad art. 83) e – non senza sfumature – di
Domej (in: Kurz­kom­mentar ZPO, 2ª edi­zione,
n. 10 segg. ad art. 83 con numerosi richiami).

 

                             3.  Nella loro lettera del 24
settembre 2015 a questa Camera AP 1 e AP 2 invocano il diritto di continuare la
causa – appunto – come sostituti processuali (Prozess­stand­schafter) di
E__________. A prescindere dal fatto però che, come si è appena visto, tale facoltà
non è riconosciuta dalla dottrina dominante, la sostituzione processuale da
parte dell'alienante richiederebbe il consenso dell'acquirente, giacché costui sarà
poi vincolato all'esito della sentenza, soprattutto
qualora gli risultasse sfavorevole (Berger/Güngerich,
Zivilprozessrecht, Berna 2008, pag. 113 n. 354; Gasser/Rickli, op. cit., n. 3 ad art. 83 CPC). In concreto gli
appellanti sostengono di avere “il diritto di condurre il procedimento” e dichiarano
che “non acconsentono a ritirarsi dallo stesso”, ma non pretendono né tanto
meno documentano – seppure debitamente patrocinati – di essere autorizzati a
ciò da E__________. Quand'anche fosse compatibile con il nuovo Codice di
procedura civile, di conseguenza, nella fattispecie l'istituto della
sostituzione processuale non gioverebbe loro. Senza l'accordo dell'acquirente
essi non possono continuare a stare in lite. Nelle circostanze descritte l'azione
di rivendicazione va respinta per intervenuta carenza di legittimazione attiva.
È quanto ha fatto il Pretore, anche se per altri motivi.

 

                             4.  Sempre nella lettera del 24
settembre 2015 a questa Camera AP 1 e AP 2 sembrano affermare di avere un
interesse proprio a continuare la causa, sia perché le spese giudiziarie e gli
onorari del patrocinatore costituiscono un costo per migliorie di carattere
giuridico considerate ai fini del­l'imposta sugli utili immobiliari, sia perché
la questione di cui era stato investito il Pretore riguardava la forza
probatoria di un piano di ripartizione in una comproprietà che necessitava di
maggior chiarezza. Se non che, ove venga meno la legittimazione attiva di una
parte (perché essa perde la titolarità del diritto), l'azio­ne va respinta indipendentemente
dal problema di sapere se si realizzano gli elementi oggettivi della pretesa (DTF
136 III 367 consid. 2.1). Nel caso specifico non vi è più spazio dunque per eventuali
interessi di natura economica o ideologica della parte attrice.

 

                             5.  Le spese della decisione
odierna seguono il principio della soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Gli
appellanti rifonderanno inoltre alle controparti, che hanno presentato osservazioni
all'appello tramite un patrocinatore, un'adeguata indennità per ripetibili.

 

                             6.  Circa i rimedi esperibili
contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il
valore litigioso non raggiunge la soglia di fr. 30 000.–
ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF (sopra, consid. 1).

 

Per questi motivi,

 

decide:                 1.  L'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                             2.  Le spese processuali
di complessivi fr. 800.– sono poste solidalmente a carico degli appellanti, che rifonderanno alle controparti, sempre con
vincolo di solidarietà, fr. 1500.– complessivi per ripetibili.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  –
  avv.; 

  –
  avv..

  

                                  Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                 La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per 

i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).