# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6e0e9c6a-e7a3-569a-abf6-84daa95734e9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-07-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.07.2005 30.2004.77
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2004-77_2005-07-11.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2004.77

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  11 luglio
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  	 

	
   

  	 

	
   

  	 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
								

 

	
  redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 28 settembre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 30 agosto 2004 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 30 luglio 2004, l'amministrazione ha intimato a RI 1 il pagamento
di fr. 2'469.75 quali contributi sociali calcolati su un salario percepito
dalla società __________ di __________ negli anni 2000, 2001, 2002 e 2003 - ma
non dichiarato come tale - di fr. 38'305 (cfr. doc. A1).

 

                               1.2.   A seguito
della tempestiva opposizione inoltrata dall'assicurato (cfr. doc. A2), la
Cassa, con decisione su opposizione del 30 agosto 2004, ha annullato parte
delle riprese effettuate e più precisamente quelle
riguardanti il periodo antecedente la fissazione definitiva dei contributi
dell’assicurato quale indipendente, di modo che le riprese ammontano a fr. 9'670
per il 2002 e a fr. 11'685 per il 2003 (cfr. doc. A3).

 

                               1.3.   Contro la
stessa l'assicurato è tempestivamente insorto con ricorso del 28 settembre
2004, postulando l'annullamento del provvedimento della Cassa e osservando:

 

" 
(...)

Nella sostanza ribadisco i motivi già avanzati in
fase d'opposizione, in particolare:

 

a)  Carattere dell'attività della __________

 

La __________ (in
seguito __________) svolge dal 1 ° gennaio 1999 attività di consulenza
aziendale nell'area "Risorse umane". Fra queste attività la
formazione ha occupato da subito un ruolo importante.

Da imprenditore mi
sono preoccupato della mia personale formazione, della quale ho sopportato i
costi, seguendo corsi specifici e mirati alla formazione di adulti (certificato
FSEA1 e abilitazione cantonale all'insegnamento nella scuola medio superiore).
Da imprenditore ho cercato di mettere in valore la mia esperienza nella
concezione di prodotti formativi che ho poi cercato di "vendere" alle
aziende e ad altre istituzioni di formazione.

Oltre alla formazione
in azienda, in questi anni ho ricevuto mandati per l'erogazione di corsi dai
seguenti istituti di formazione:

 

      Ÿ   __________

 

      Ÿ   __________

 

      Ÿ   __________

 

      Ÿ   __________

 

Queste istituzioni
mi hanno dato tutte mandato di concepire corsi, produrre e aggiornare la
relativa documentazione e pianificare le mie presenze ai corsi.

 

 

b)   Particolarità del servizio offerto dalla __________

 

L'attività di
formatore, la cui indipendenza è contestata dalla decisione contro la quale
oggi ricorro, deve essere vista alla luce delle seguenti osservazioni, espresse
sulla base dei parametri valutati dalla giurisprudenza in materia. Quest'ultima
ha in effetti già rilevato come le manifestazioni della vita economica
rivestano forme talmente diverse da rendere necessario decidere di caso in caso
se si è in presenza di un'attività dipendente o indipendente, e considerando
tutte le circostanze del caso. Sovente si troveranno delle caratteristiche
appartenenti a questi due generi d'attività: per decidere la questione ci si
domanderà quali elementi sono predominanti nel caso considerato.

Si potrà dare la
preminenza al criterio del rischio economico oppure a quello del rapporto di
dipendenza. Non si conoscono presunzioni giuridiche in favore dell'attività
salariata o indipendente (Direttive UFAS sul salario determinante Nos 1016 e
ss.).

 

Per esaminare nel
dettaglio il mio caso procederò ad esaminare entrambi i criteri, prendendo in
considerazione gli elementi indicatori normalmente valutati per la presa di
decisione.

 

 

      Esistenza di un rischio economico

 

Opera investimenti
importanti: relativamente alla dimensione della mia
attività ho costi fissi d'affitto e d'infrastruttura di oltre chf. 20'000
annui. Il mio investimento nel campo della formazione non è inoltre
quantificabile in solo denaro ma anche in ore di lavoro. Per ogni corso che
riesco a vendere ad un cliente ne concepisco in media altri due che non saranno
mai fonte di guadagno.

 

Incorre in
perdite e sopporta il rischio d'incasso e di delcredere: vendo un servizio che si chiama formazione, analogamente a chi vende
altri servizi o prodotti. Incorro in perdite come ogni impresa e il fatto di
lavorare come formatore per istituzioni come quelle elencate sopra non mi mette
al riparo da rischi d'incasso.

 

Sopporta i costi
generali: per concepire e sviluppare corsi ho bisogno
di spazi, infrastrutture e materiale. Questi costi sono tutti sopportati dalla __________.

 

Agisce a suo nome
e per suo conto: questo punto, per quanto riguarda
le attività per le istituzioni sopra citate, è da vedere a mio avviso sotto
un'ottica diversa da quella assunta da chi ha deciso. In sostanza, sebbene i
corsi in oggetto siano proposti sul mercato direttamente dalle istituzioni, è
la __________ che propone i suoi prodotti di formazione alle stesse
istituzioni. Il fatto che questi siano poi inseriti in un programma più vasto
non dovrebbe essere rilevante.

 

Si procura lui
stesso i mandati: la mia esperienza e i miei
prodotti formativi vengono da me proposti a quelli che considero clienti. Essi
valutano la mia offerta e poi decidono se inserire o meno le mie proposte nella
loro offerta. Sono in questo senso un fornitore in "outsourcing" di
servizi di formazione e considero i miei corsisti come clienti dei miei
clienti.

 

 

      Rapporto di dipendenza economica

 

Diritto di dare
istruzioni ai salariati: intervengo nei corsi delle
istituzioni citate senza appoggiarmi alla loro struttura amministrativa, svolgo
i miei mandati e non ho rapporti particolari con i salariati.

 

Rapporto di
subordinazione: non sono subordinato
gerarchicamente a nessuno. Pianifico i miei interventi con i coordinatori dei
corsi, secondo le mie disponibilità e le esigenze del corso in oggetto.

 

Obbligo di
svolgere personalmente il compito: in questo senso
l'impegno a svolgere personalmente il compito è effettivamente presente.
Importante sottolineare che ciò è dovuto al fatto che il know how è mio e che
dunque mi sarebbe difficile, ma non impossibile o vietato, delegare il compito
ad altri.

 

Proibizione di
fare concorrenza: non ho vincoli in questo senso da
parte delle istituzioni citate. Ripeto che i prodotti formativi sono miei, dal
punto di vista della proprietà intellettuale, e che gli stessi vengono proposti
a più clienti.

 

Dovere di
presenza: il dovere di presenza è certamente
presente ma nella stessa misura nella quale sarebbe costretto un falegname
nella costruzione di un armadio su misura per un suo cliente. Io debbo
presenziare, naturalmente, nei momenti di erogazione del corso.

 

c)   Intralcio allo svolgimento dell'attività

 

La decisione
contestata potrebbe, a mio giudizio, arrecare danno alla mia attività, nella
misura in cui la notevole semplificazione amministrativa contabile derivante
dalla possibilità di affidare mandati ad un indipendente venisse a cadere. In
questo caso miei attuali clienti potrebbero decidere di non affidarmi più
mandati, propendendo per l'utilizzo di risorse interne. La stessa conseguenza
potrebbe presentarsi per miei potenziali futuri clienti, disincentivati
dall'obbligo di procedere alla mia assunzione quale dipendente con conseguente
complicazione gestionale.

 

Aspetto forse ancora
più insidioso di quello economico è poi il lato psicologico della faccenda. Mi
considero un professionista nel settore della formazione e mi piace muovermi in
modo autonomo e completamente flessibile. Nel mondo del lavoro del terzo
millennio questa è una competenza che diventa sempre più richiesta e
necessaria. L'approccio e la prospettiva di ragionamento di chi si muove sul
mercato come un indipendente sono radicalmente diversi da colui che ragiona in
termini di dipendenza. Non si tratta in questa sede di valutare quale sia la
migliore ma, a chi ha già provato sulla sua pelle lo statuto di indipendente
oppure ha già avuto a che fare in qualità di datore di lavoro con un
indipendente, appare evidente la differente spinta motivazionale.

In questo senso la
decisione contestata mi delude e la considero un'ingerenza piuttosto pesante
nella mia scelta di vita professionale.

 

d)   Versamento effettivo dei contributi

 

La decisione
contestata provoca, ed ha già in parte causato, lavori amministrativi di un
certo rilievo (conteggi e pratiche diverse). Di fatto ho sempre versato
regolarmente i miei contributi alla cassa di compensazione sulla base del
beneficio netto della mia attività indipendente.

Rifare i calcoli di
2 anni di mie fatture a 4 istituzioni diverse, riprendere i miei onorari come
salari e rivedere a mio favore, con conseguente restituzione di contributi, 2
decisioni definitive di fissazione di contributi da indipendente, appare
manifestamente sproporzionato rispetto al probabilmente esiguo maggior incasso
da parte della cassa. La cosa poi, se si intendesse "fare le cose per
bene", avrebbe conseguenze anche sulle mie notifiche di tassazione del
quadriennio.

 

Il parziale
accoglimento della mia opposizione mi risulta inoltre di difficile
comprensione. La cassa ha proceduto ad annullare una parte delle riprese decise
inizialmente poiché per gli anni 2000 e 2001 il mio contributo definitivo da
dipendente non era ancora stato fissato. Questa decisione non risolve a mio
parere nulla, lasciandomi con la spiacevole sensazione che in fondo si sarebbe
potuto decidere in un altro modo ancora.

 

e)   Protezione dei lavoratori

 

Come cittadino posso
approvare l'azione della cassa di compensazione per evitare il precariato e la
tendenza dei datori di lavoro a scaricare i doveri di contribuzione sui
lavoratori. Anche i tribunali cantonali hanno sempre deciso tenendo in
considerazione l'obiettivo della salvaguardia del lavoratore e della sua
protezione sociale.

Faccio però molta
fatica a comprendere il motivo per cui questa giurisprudenza debba essere
applicata senza distinguere fra chi necessita di protezione e chi fa della sua
indipendenza un punto di forza, per il quale non richiede assistenza a nessuno.

 

 

In conclusione

 

Ritenute le motivazioni esposte chiedo:

 

•     l'annullamento della decisione del 30 luglio 2004 notificata
alla __________ di __________.

•     l'annullamento della decisione su opposizione del 30 agosto 2004 notificata a RI 1." (Doc. I)

 

                               1.4.   Nella risposta
dell'11 ottobre 2004 la Cassa ha ripreso le motivazioni addotte con la propria
decisione su opposizione (cfr. doc. IV).

 

                               1.5.   In data 20
ottobre 2004 l'assicurato ha osservato che la sua esperienza quotidiana gli mostra
come il formatore, fuori dalla scuola pubblica, sia sempre più confrontato con
la necessità di acquisire competenze imprenditoriali, dovendo provvedere alla
ricerca e sviluppo dei suoi prodotti, alla loro produzione, vendita e
amministrazione (cfr. doc. VI).

 

                               1.6.   Il doc. VI è
stato trasmesso all'amministrazione (cfr. doc. VII), con la facoltà di
presentare osservazioni scritte.

 

                                         Con
scritto del 25 ottobre 2004 la Cassa ha comunicato al TCA di riconfermarsi
integralmente nella risposta di causa dell'11 ottobre 2004 (cfr. doc. VIII).

 

                                         Il doc.
VIII è stato trasmesso al ricorrente, per conoscenza (cfr. doc. IX).

 

                               1.7.   Pendente
causa il TCA ha richiamato dal competente UT l'incarto fiscale 2001-2002, 2003A
e 2003B dell'assicurato (cfr. doc. X).

In data 3 dicembre 2004 l'UT di __________ ha
trasmesso al TCA quanto richiesto (cfr. doc. XI).

 

L'assicurato è stato informato dal TCA
dell'acquisizione agli atti del suo incarto fiscale (cfr. doc. XII).

 

                               1.8.   Questo
Tribunale ha inoltre proceduto ad alcuni accertamenti di cui si dirà in
seguito.

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Con l'entrata
in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, sono state
apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAVS.

 

Da un punto di vista temporale sono di principio
determinanti le norme sostanziali in vigore al momento in cui si
realizza la fattispecie che esplica degli effetti (SVR 2003, IV Nr. 25 pag. 76 consid.
1.2; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 136 consid. 4b;
DTF 121 V 366 consid. 1b; STFA del 9 gennaio 2003 nella
causa A., P 76/01, consid. 1.3 pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C.,
U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid.
2.1 pag. 3).

Il Tribunale federale delle assicurazioni, ai
fini dell'esame di una vertenza, si fonda infatti di regola sui fatti che si
sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione amministrativa
contestata (STFA del 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02;
DTF 121 V 366 consid. 1b).

Il giudice delle assicurazioni sociali non tiene
quindi conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo in lite (STFA del 16
dicembre 2003 nella causa O.C., K 140/01; STFA del 16 giugno 2003 nella causa R.C.G.,
C 130/02; STFA del 7 marzo 2003 nella causa L. e G.G., H 305/01; STFA del 29
gennaio 2003 nella causa M.D.L., U 129/02, consid. 1.3, pag. 3).

Dal profilo del diritto materiale si applicano
così le disposizioni in vigore prima delle modifiche apportate dalla LPGA.

 

Per contro, le norme procedurali, in
assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003
IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; DTF 117 V 93 consid. 6b; DTF 112 V 360 consid.
4a).

 

In concreto la decisione impugnata si riferisce
alla fissazione dei contributi sociali AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti dal ricorrente
per un periodo sia antecedente il 31 dicembre 2002 (per l’anno 2002) sia
posteriore (per l’anno 2003), mentre le decisioni (formale e su opposizione) sono
state entrambe emanate nel corso del 2004.

Per cui, mentre per quanto concerne l'aspetto
procedurale trovano subito applicazione le norme della LPGA e le relative
modifiche apportate alla LAVS, per quanto riguarda la fissazione dei contributi
dovuti dall'insorgente vanno applicate le norme materiali in vigore fino al 31
dicembre 2002 per il primo anno ed i disposti LAVS validi dal 1° gennaio 2003
per l’ultimo anno revisionato dalla Cassa.

 

                               2.2.   L'amministrazione
ha avviato la procedura decisionale in esame a seguito dei controlli esperiti
presso __________ di __________.

                                         La
decisione su opposizione impone il versamento di oneri sociali riferiti ad
importi ricevuti a titolo di salario da RI 1, che la Cassa ritiene di
assoggettare quale dipendente. Non d'accordo con tale procedere, l'assicurato
ha interposto il ricorso citato presso questo TCA.

 

                               2.3.   Il TCA è
chiamato a decidere se gli importi versati dalla __________ a RI 1 nel 2002 e
nel 2003 debbano essere considerati salari derivanti da un'attività dipendente
oppure se gli stessi vadano ritenuti quale provento dell’attività indipendente.
Da ciò dipende infatti la classificazione della società quale datore di lavoro
del ricorrente. Se essa risulterà come tale, bisognerà riprendere a titolo di
salario gli importi versati all'assicurato.

 

                                         A norma dell'art. 4 LAVS i
contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal
reddito di un'at­tività lucrativa indipendente. 

Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione
del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato. 

                                         Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS
il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente "comprende
qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri".

 

                                         Per quanto concerne la
qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale
delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti,
la natura dal profilo del diritto civile del contratto vinco­lante un assicurato
a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi
per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente
o indipendente.

                                         In particolare, insolite
costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di
contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986, pag. 650).

 

Di principio si deve ammettere un'attività
dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è
subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del
lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica
oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico
del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la
responsabilità.

Questi principi non comportano comunque, da soli,
soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono
assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi
delle autorità amministrative e alla prudenza dei giudici il compito di
stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente.
La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi,
quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri
che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella
causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag.
172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza
ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi
predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 in re F. M., H
59/00).

 

                               2.4.   Secondo la giurisprudenza del
TFA (ricapitolata in DTF 122 V 284 consid. 2b, 122 V 169) i criteri
caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio:
investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali
propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag.
226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando,
indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono
sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid.
2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a
nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per
altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse
(RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei
lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di
ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

 

Siamo in presenza di un’attività dipendente
quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire
quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è
economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta,
è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare
un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a
edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306
citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in
questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un
rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo
del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo
caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale
(RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di
attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo
rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un
salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid.
3b).

 

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che
la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il giudice
delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli
importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (STCA del 19 giugno 2000 in re A. G.; Pratique
VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à
16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag.
313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

In un'altra recente sentenza, il TFA ha precisato:

 

" 
Il est vrai que, selon la jurisprudence, la
qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine
importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des
conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les
références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande
toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité
de l'appreciation fiscale."

(Pratique VSI 2001 pag. 55, in particolare pag. 63).

 

                               2.5.   Il TFA ha pure stabilito che
la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende
dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su
richiesta perso­nale dell'interessato in una o nell'altra categoria.
L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di
compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo
principale dell'affilia­zione è quello di assicurare la persona che esercita
un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale
definitivamente.

 

                                         Solo la natura di tale
attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è
determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori
che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente,
eserciti un'attività di natura dipendente (STFA 24 febbraio 1989 nella causa D.
SA; STCA del 3 luglio 2001 nella causa N. Sagl, 30.2001.57; cfr. Pratique VSI
1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

                                         Per questi motivi un
assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro
e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna
esaminare se proviene da un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag.
145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

 

                               2.6.   In una
sentenza del 16 dicembre 1994 nella causa C. S., H 190/94, pubblicata in Pratique
VSI 4/1995, pag. 144, il TFA ha deciso che i corsi impartiti alla Scuola Club Migros
sono qualificati quale attività lucrativa dipendente. La nostra Massima Istanza
si è così espressa:

 

"  (...)

   4a. Les juges de première instance ont, pour l'essentiel, considéré
que le fait que le recourant verse à la caisse cantonale de compensation des
cotisa­tions comme indépendant ne porte pas à conséquence dans le présent
litige. 

L'Ecole-club Migros qui lui a confié les mandats
en question l'a indemnisé, a organisé les deux séminaires en son nom et perçu
les taxes de cours. Le re­courant a certes utilisé son propre équipement vidéo,
mais n'a pas dû enga­ger des capitaux ni procéder à des investissements
personnels importants. Les cours se sont déroulés dans les locaux de l'école-club
Migros. C'est à celle-ci qu'incombait la décision de mettre sur pied ou
d'annuler l'un ou l'autre des séminaires en fonction des inscriptions qui lui
parvenaient. Le recourant dut, il est vrai, prendre le risque qu'un cours soit
refusé. Mais, dans l'ensemble, les indices d'une activité salariée prévalaient.

 

   b. L'assuré oppose que les deux séminaires
n'ont pas été organisés par l'Ecole-club Migros seulement, mais aussi par
d'autres institutions. Il a également recruté lui-même les participants. L'Ecole-club
Migros s'est bien chargée de l'encaissement et a pris le risque que l'un des
participants se révèle insolvable; cependant, on sait, par expérience, que ce
risque est très faible. Outre l'équipement vidéo, le recourant a endossé
d'autres investis­sements personnels; ce sont, par exemple, des frais
administratifs, la loca­tion de locaux administratifs, les salaires de trois
collaboratrices et de nom­breuses heures de préparation des cours. En revanche,
l'Ecole-club a seule­ment réservé les locaux comme c'est le cas pour des
centaines d'autres cours. Si un séminaire n'avait pas eu lieu faute
d'inscriptions suffisantes, pour cause de maladie ou d'accidents, le recourant
aurait dû assumer ce ris­que et il aurait réalisé inutilement ses travaux
préparatoires. En raison de l'accord en matière d'honoraires selon lequel un
montant fixe par partici­pant serait payé, c'est l'assuré qui aurait dû subir
les conséquences d'un nombre réduit de participants. Enfin, il avait été convenu
avec Migros qu'aucune cotisation AVS ne serait déduite puisque le recourant
réglait lui­-même lesdites cotisations en qualité de mandataire. Cela concorde
avec le fait qu'il est, depuis des années, affilié comme indépendant à la
caisse can­tonale de compensation.

 

   c. L'OFAS est d'avis que les aspects
déterminants pour l'exercice d'une activité lucrative salariée prédominaient
dans les deux cours donnés par le recourant. Pour la caisse de compensation, en
revanche, le jugement rendu en première instance correspond aux dispositions et
directives en vigueur, ainsi qu'à la jurisprudence actuelle. Elle propose
cependant de modifier cel­le-ci en accordant moins de poids à la question du
risque économique cou­ru par l'entrepreneur et s'orientant plutôt sur les
dépenses que le respon­sable du cours doit prendre à sa charge.

 

   5a. Lorsqu'une personne assurée exerce
simultanément plusieurs acti­vités, on ne saurait considérer, pour la
qualification en matière de cotisa­tions, l'activité dans son ensemble. On se
demandera plutôt, à propos de chacun des revenus touchés, s'il provient d'une
activité indépendante ou d'une activité salariée (ATF 119 V 165 = VSI 1993 p.
226 consid. 3c; ATF 104 V 127 = RCC 1979 p. 149 consid. 3b). Le fait que le
recourant soit affi­lié à la caisse de compensation comme indépendant n'a, par
conséquent, aucune influente en ce qui concerne les séminaires en question ici
(ATF 119 V 165 = VSI 1993 p. 226 consid. 3c).

 

   b. Est également sans effet le chiffre 4.2 de
l'accord conclu entre le recourant et Migros selon lequel aucune cotisation
n'est déduite de la rémunération si le mandataire paie lui-même des cotisations
en qualité d'in­dépendant. Ce genre d'arrangements entre les parties
contractantes ne sau­raient lier les organes compétents de l'AVS. Ce qui est
déterminant, bien plutôt, ce sont les circonstances économiques (consid. 3
ci-dessus; ATF 119 V 162 consid. 2 et 164 consid. 3c = VSI 1993 p. 226). A cet
égard, les juges de première instance ont constaté d'une manière qui, en vertu
de l'art. 105 al. 2 OJ, lie le TFA (consid. 2 ci-dessus) que l'Ecole-club Migros
avait donné un mandat au recourant, l'avait rémunéré pour les séminaires, était
responsa­ble du recrutement des participants et avait encaissé le prix des
cours. L'as­suré n'avait pas dû assumer le risque que l'un ou l'autre des
participants soit insolvable. Ces faits plaident pour que l'on qualifie
d'activité salariée l'en­seignement prodigué par le recourant.

 

   c. Est sans effet l'objection du recourant
selon laquelle il a non seule­ment mis à disposition l'équipement vidéo, mais
aussi loué un bureau, engagé trois collaboratrices et assumé des frais administratifs.
Ces dépenses ne sont pas expressément liées aux séminaires à l'origine du
présent litige. Les cours en question constituent simplement une activité
accessoire, alors que les frais invoqués doivent être imputés en premier lieu à
l'activité prin­cipale exercée à titre indépendant. Ensuite, les séminaires se
sont déroulés non pas dans les locaux du recourant, mais dans ceux de l'Ecole-club
Mi­gros. Le fait que, dans le contexte des deux cours, l'assuré a pu réutiliser
les infrastructures dont il disposait déjà pour d'autres raisons ne peut, au
sens de la jurisprudence, suffire à conclure à un investissement important pour
les deux séminaires (cf. aussi ATF 119 V 165 = VSI 1993 p. 229 consid. 3c in
fine).

 

   d. Le temps consacré à la préparation des
cours ne porte pas non plus à conséquence sur l'issue du présent litige. Ses
engagements contractuels obligeaient le recourant à se préparer de manière
adéquate à fournir un enseignement de qualité, que ce soit en tant
qu'indépendant ou comme employé. Partant, cet argument ne permet pas de tirer
des conclusions en regard du droit de l'AVS.

 

   6. En résumé, il appert que les juges de
première instance n'ont pas violé le droit fédéral lorsqu'ils ont retenu les
aspects qui prévalaient en l'espèce pour conclure à une activité lucrative
dépendante. Leur jugement s'accorde avec la jurisprudence en vigueur jusqu'ici.
Certes, la caisse de compensation propose-t-elle de s'écarter de celle-ci. Il
n'y a toutefois aucune raison de le faire. Les critères de délimitation énoncés
par la caisse à titre d'exemple ne se laissent pas assez facilement mettre en
pratique pour une administration générale. La caisse envisage en particulier
que les dépenses assumées par le directeur du cours pourraient être
déterminantes. Ce critère est difficile à saisir de manière objective; il ne
saurait donc donner lieu à une modification de la jurisprudence (en ce qui
concerne les conditions, cf. ATF 119 V 260 consid. 4a avec références).
(H 190/94)"

 

                                         In una
sentenza del 6 aprile 2001 nella causa M. L., H 214/99, pubblicata in Pratique
VSI 4/2001, pag. 178, il TFA ha stabilito che l'attività consistente nell'impartire
corsi presso una scuola superiore di giornalismo da parte di un giornalista che
si occupa della consulenza nei settori mass media e informatica è considerata
come attività lucrativa dipendente. L'Alta Corte ha al riguardo osservato:

 

 

"  (...)

   1. La question litigieuse est de savoir si la
rémunération (honoraires, frais) perçue pour l'activité au Centre de formation
A. de 1994 à 1997 cons­titue le revenu d'une activité lucrative dépendante ou
indépendante. Il s'agit de relever que, pendant la période considérée, le
recourant était affilié à une autre caisse de compensation en qualité de
personne de condition indépen­dante et qu'il avait versé des cotisations
personnelles sur la base des revenus qu'il avait réalisés de 1991 à 1994 et du
capital propre engagé dans l'entre­prise (voir art. 22 ss. RAVS dans leur
teneur en vigueur jusqu'au 31 dé­cembre 2000, applicable en l'espèce). Cela
signifie, comme l'a admis à juste titre l'instance inférieure, que, si l'on
retient qu'il s'agissait d'une activité lucrative dépendante, se pose la
question de l'admissibilité d'un change­ment rétroactif du statut de cotisant
concernant l'année 1994, question qui doit être examinée sous l'angle de la
reconsidération (voir ATF 122 V 173 = VSI 1996 p. 256 consid. 4a et b, ATF 121
V 1 = VSI 1995 p. 147). La ré­munération correspondante a été prise en
considération dans le calcul des cotisations personnelles pour 1996/97 et
compte ainsi comme revenu d'une activité indépendante. Il en va autrement pour
les années 1995 à 1997. Lors­que la décision du 23 octobre 1998 ordonnant le
paiement de cotisations ar­riérées a été rendue, la nature juridique de la
rémunération touchée pen­dant ces années de cotisation n'avait pas encore été
établie et, dans cette mesure, le statut de personne de condition indépendante
n'avait pas été fixé de manière définitive par la décision du 30 juin 1998 sur
les cotisations per­sonnelles pour 1996/97. Le système du calcul des
cotisations sur la base de revenus antérieurs (voir ancien art. 22 RAVS) a pour
conséquence que l'on examine en règle générale seulement plus tard si les
revenus courants de la période de cotisation sont ceux d'une activité lucrative
indépendante. Si le résultat de cet examen - qui s'effectue librement, en
particulier, indépen­damment de la qualification retenue par les autorités
fiscales - est négatif, il faut alors considérer qu'il y a activité dépendante
ou que l'assuré est sans ac­tivité lucrative (ATF 121 V 83 = VSI 1996 p. 95 consid.
2c, ATF 102 V 30 = RCC 1976 p. 274 consid. 3b, et les références données dans
ces deux arrêts). En cas de nouvelle estimation dans le cadre d'un calcul des
cotisations sur la base des revenus actuels (voir ancien art. 25 al. 1 et 3
RAVS) ou en cas de cessation de l'activité lucrative indépendante pour entreprendre
une ac­tivité dépendante, il y a logiquement une brèche de calcul, ce qui ne
change cependant rien au fait que le statut de cotisant de personne de
condition in­dépendante fixé dans une décision sur les cotisations personnelles
n'est pas définitif dans le sens exposé.

 

   2. Les principes établis par la jurisprudence
pour délimiter l'activité dé­pendante et indépendante sont correctement repris
dans le jugement atta­qué, de sorte qu'il suffit d'y renvoyer. Il convient
d'ajouter que, selon l'art. 7 let. 1 RAVS, les honoraires des privat-docents et
autres enseignants ré­munérés de manière analogue font partie du salaire
déterminant dans la me­sure où il ne s'agit pas d'un dédommagement pour frais.
Selon la pratique administrative (n° 4014 des Directives sur le salaire
déterminant [DSD]), cette disposition ne s'applique pas à la rémunération
allouée aux personnes qui donnent occasionnellement des conférences dans des
écoles ou dans le cadre de cours ou de séminaires sans faire partie du corps
enseignant de l'école ou de l'institution organisant les cours. Les montants
touchés dans ce cadre limité constituent des revenus d'une activité
indépendante.

 

   3. Le Tribunal cantonal a retenu les motifs
suivants pour qualifier de dé­pendante au sens de l'art. 5 al. 2 LAVS
l'activité au sein du Centre de for­mation A.: le dossier permet de constater
qu'à l'époque litigieuse de 1994 à 1997, le recourant a exercé une activité de
privat-docent en formation aux médias et que, sur le principe au moins, il
était soumis aux mêmes conditions que les privat-docents qualifiés par le même
tribunal, de personnes de con­dition dépendante par jugements antérieurs entrés
en force des 15 avril 1997 et 4 mars 1999. Le recourant avait alors donné des
cours de manière régu­lière et non seulement occasionnelle et faisait dans
cette mesure partie du corps enseignant de l'école. Toute la direction
administrative et pédagodidactique était le fait du Centre de formation A. qui
se chargeait de l'or­ganisation (et de la rémunération) des leçons dispensées
par les privat-docents. Les enseignants étaient soumis aux directives du Centre
de forma­tion A. notamment en ce qui concerne les heures de présence et
n'avaient à assumer aucun risque analogue à celui d'un entrepreneur. Pour
autant que l'on puisse parler dans ce cas de risque au sens de la
jurisprudence, le risque de voir un cours supprimé faute de participants est
insignifiant. Pour ce qui est de la grande liberté dans l'organisation de
l'enseignement, elle résulte de la nature de l'activité d'enseignant mais ne
change en rien au caractère dépendant de cette activité ni à l'appartenance de
l'intéressé à l'établisse­ment scolaire et au corps enseignant.

 

   4. Il ne fait aucun doute que le recourant
exerçait une activité d'ensei­gnant au Centre de formation A. et qu'il doit
alors être considéré comme privat-docent ou autre enseignant au sens de l'art.
7 lettre 1 RAVS. Dans le recours de droit administratif, il est ainsi relevé
correctement - par référen­ce à l'ATF 119 V 163 = VSI 1993 p. 226 consid. 3b -
que, dans des cas com­me celui-ci, le risque d'entrepreneur ne revêt qu'une
importance secondai­re en comparaison avec le critère de l'indépendance dans
l'organisation du travail. La pratique administrative selon le n° 4014 DSD va
aussi dans le même sens en considérant que (seule) la tenue occasionnelle de
conféren­ces par une personne n'appartenant pas au corps enseignant doit être
consi­dérée comme une activité indépendante. Le Tribunal cantonal a considéré
que l'état de fait était différent dans le cas d'espèce de celui présenté dans
le considérant 3, parce que le recourant a travaillé quatre ans (1994 à 1997)
pour le Centre de formation A. et qu'il a ainsi exercé régulièrement une ac­tivité
d'enseignant, faisant dans cette mesure partie du corps enseignant de l'école.
Contrairement à ce qui est allégué dans le recours de droit adminis­tratif,
cette manière de voir est parfaitement soutenable.

 

   a. Le fait que ce serait le recourant qui
aurait proposé des possibilités de cours (et non l'inverse) et que l'école
aurait ensuite mis le cours au concours va certes dans le sens du caractère
occasionnel de l'activité litigieuse (voir ATF 119 V 162 = VSI 1993 p. 226 consid.
3a et b ainsi que n° 4078 DSD concernant le statut de cotisant de journalistes
libres comme personnes de condition indépendante). Ce qui est toutefois
décisif, comme l'instance in­férieure l'a correctement constaté, c'est que le
recourant a effectivement donné des cours pendant la période en cause de 1994 à
1997, selon le recours de droit administratif même déjà depuis 1991, ce qui,
indépendamment de la question de savoir qui a offert ou demandé les
prestations, apparaît comme une activité exercée de manière régulière. Le fait
que, pour les participants, les cours en question n'aient pas fait partie
intégrante de leur formation con­tinue au Centre de formation A. et n'aient pas
eu un caractère obligatoire pour l'obtention du certificat de fin de formation
n'est du reste pas invoqué.

 

D'un autre côté, il faut reconnaître que l'activité
déployée par le recourant au Centre de formation A. était de faible ampleur,
dès lors que, pendant les sept années de 1991 à 1997, elle s'est élevée à 65
demi journées, soit en moyenne moins de 10 demi journées par année. Cependant,
cela n'est pas un élément permettant de conclure à une activité indépendante
car il arrive souvent que des universités et des hautes écoles techniques
proposent des cours spéciaux - donnés souvent par des privat-docents - n'ayant
lieu par exemple que toutes les deux semaines pendant le semestre. De ce point
de vue, l'enseignement en question est tout à fait comparable à une obligation
d'enseigner dans le cadre de conférences données seulement en complément au
programme et sortant du programme proprement dit. Dans ce sens, le re­courant
appartenait au corps enseignant de l'école spécialisée même si, selon ses
dires, il n'était pas invité aux séances des privat-docents et qu'il n'avait
ainsi rien à dire dans la marche du Centre de formation A. En revanche, la
relation entre lui et le Centre de formation A. ne peut pas être qualifiée de
«collaboration d'un fournisseur de prestations indépendant à un produit commun»
comme cela est allégué dans le recours de droit administratif.

 

   b. Le fait que les cours au Centre de
formation A. n'aient représenté que le 2% du temps de travail annuel et ainsi
que le 4% du chiffre d'affaires to­tal du recourant ne saurait modifier en rien
en lui seul la qualification d'ac­tivité dépendante, d'autant plus qu'on ne
connaît rien du reste de ses ac­tivités. Il va sans dire que la perte ou la
suppression de cette activité n'a pas beaucoup affecté le recourant sur le plan
financier, mais cet élément, tout comme, à l'inverse, pour autant qu'on le
reconnaisse, le risque moindre attaché à l'activité d'une entreprise ne saurait
être déterminant. Enfin, rien non plus ne peut être tiré de I'ATF 119 V 164 =
VSI 1993 p. 226 consid. 3b en faveur du recourant. Le TFA a certes retenu dans
ce considérant notam­ment qu'il fallait éviter si possible que diverses activités
lucratives pour le même employeur ou mandant ou que la même activité pour
divers em­ployeurs ou mandants soient qualifiées différemment, en partie
d'activité indépendante et en partie d'activité dépendante. Car, cela
conduirait - pour les activités considérées - à décomposer le statut d'assuré
et par conséquent à multiplier les rapports d'assurance. Il en résulterait
d'une part une con­fusion quant à la revendication de prestations envers les
institutions de l'as­surance obligatoire, et, d'autre part, des ambiguïtés en
ce qui concerne la nécessité et l'étendue des risques à couvrir de manière
facultative. Ces considérants, qui continuent d'être valables, visent en
premier lieu une coordi­nation entre les diverses branches des assurances
sociales. Cependant, l'assurance vieillesse et survivants veut que, dans le cas
d'un assuré qui exerce simultanément plusieurs activités, il convienne
d'examiner chacun des reve­nus et de se demander s'il provient d'une activité
dépendante ou indépen­dante (ATF 122 V 172 = VSI 1996 p. 256 consid. 3b avec
références). Néan­moins, il n'est pas nécessaire en l'espèce qu'il y ait une
coordination au sens exposé ci-avant car le temps de travail et le niveau de la
rémunération font que les conditions de l'obligation de l'assurance selon la
LAA et la LPP ne sont à l'évidence pas réalisées pour l'activité (dépendante)
du recourant au Centre de formation A."

 

In un'altra sentenza del 14 aprile 2003 nella
causa Scuola Rudolf Steiner X., H 276/02, pubblicata in Pratique VSI 5/2003,
pag. 366, il TFA ha stabilito che l'attività di una docente di lingue straniere
presso la Scuola Rudolf Steiner X. va considerata come attività dipendente. La
nostra Massima Istanza ha rilevato:

 

" 
(...)

   6. Selon les statuts de l'association Rudolf Steiner-Schule
X., la tâche de l'association consiste entre autres à assurer l'existence et le
développement de la Rudolf Steiner-Schule X., à défendre l'indépendance de
l'école, dont l'anthroposophie et la pédagogie Rudolf Steiner constituent les
bases, et à protéger l'autonomie du collège des professeurs (chiffre II). Les
compé­tences nécessaires à la réalisation de ces objectifs sont conférées à
l'assem­blée générale de l'association pour la prise de décisions (ch. III/1).
En ce qui concerne le collège des professeurs, dont font partie - selon les
indications dans la réplique produite dans la procédure cantonale - tous les
professeurs, quel que soit leur volume de travail et dont B. I. était également
membre au cours de la période litigieuse (du 1er août 1998 jusqu'au 31 décembre
2000), selon la confirmation expresse du directeur de conférence du 4 mars
2002, les statuts stipulent (ch. III/3) que le collège des professeurs
travaille de manière autonome, que les professeurs sont des indépendants et ne
sont liés à l'association par aucun contrat. Le collège des professeurs
recevait les moyens financiers de l'association au titre de donation. La
gestion et l'organisation de l'école incombaient au collège des professeurs,
qui décidait éga­lement de l'utilisation des locaux scolaires. Il décidait de
l'engagement ou de l'exclusion de professeurs. Les membres du collège étaient
convoqués à toutes les assemblées de l'association, les professeurs y
participant n'étant pas membres de l'association.

 

   Les fonds de l'association comprennent, selon
les statuts (chiffre IV), les cotisations fixes des membres, des dons
facultatifs des parents d'élèves, des libéralités de tiers et des revenus de
manifestations.

 

   7. Selon les statuts de l'association Rudolf Steiner-Schule
X.-comme se­lon les dispositions statutaires de la Freie Schulvereinigung in
memoriam W. W., à la base de l'ATFA 1959 p. 127 = RCC 1959 p. 389 - la gestion
et l'organisation de l'école sont de la compétence du collège des professeurs,
ce que le TFA, dans la cause jugée alors, a considéré comme un indice de
l'existence d'une indépendance sous l'angle de la gestion commerciale ou de
l'organisation du travail et par conséquent de l'existence d'une activité lu­crative
indépendante. Cependant, cette autonomie - comme le relève avec pertinence l'OFAS
- doit être relativisée dans la mesure où une compé­tence de décision a été
conférée à l'association dans les statuts (chiffre 111/1) et va si loin qu'elle
n'est pas sans influer sur la gestion de l'école, de sorte qu'on peut parler
seulement d'une participation du collège des professeurs à la direction de
l'école. Certes, les professeurs sont libres - comme le men­tionne l'intimée -
de l'organisation de l'enseignement, ce qui est pourtant déjà dans la nature de
leur activité. Pour le reste, ils doivent cependant se conformer à
l'organisation scolaire et au programme d'enseignement et s'intégrer ainsi à
l'activité, ce qui n'affecte en rien - selon les indications de l'intimée - la
compétence de décision leur revenant en matière d'utilisation des locaux et
d'emploi du temps. Outre ces caractéristiques plaidant en fa­veur de
l'existence d'une activité lucrative dépendante (cf. VSI 2001 p. 178), les
circonstances indiquent enfin également que les professeurs doivent ac­complir
personnellement les tâches qui leur sont assignées et ne sont pas ha­bilités à
les déléguer (Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obli­gatorischen
AHV, 2ème édition, Berne 1996, p. 119, § 4.27), qu'ils sont affec­tés à
l'infrastructure au lieu de travail (cf. RCC 1988 p. 314), et qu'ils sont
dépendants en matière de gestion commerciale et d'organisation du travail. Contre
un rapport de subordination, on peut faire valoir par contre que le collège,
selon les statuts (ch. III/3), décide de l'engagement ou de l'exclusion de
professeurs (cf. ATF 122 V 286 = VSI 1997 p. 105; RCC 1988 p. 314). Les
professeurs ne doivent pas assumer un risque d'entrepreneur. Notamment, ils ne
doivent pas effectuer d'investissements considérables (cf. ATF 122 V 283 = VSI
1997 p. 106 consid. 2b; ATF 122 V 172 = VSI 1996 p. 256 consid. 3c),
l'association mettant à disposition l'infrastructure nécessaire à l'ensei­gnement,
notamment les locaux. Les professeurs ne sont pas responsables du recrutement
des élèves (cf. VSI 1995 p. 152 consid. 5b) et ne doivent pas assumer le risque
de ne pouvoir encaisser les honoraires (cf. ATF 122 V 285 = VSI 1997 p. 107 consid.
3; VSI 1995 p. 152 consid. 5b). Le collège reçoit de l'association un montant
que l'on peut considérer économiquement, malgré la désignation statutaire de
donation (ch. III/3), comme une rémunération du travail et que les professeurs
- selon les indications figurant dans le re­cours adressé à l'instante
inférieure - se répartissent en fonction du genre et de l'étendue de la collaboration
fournie.

 

   8. Compte tenu de l'ensemble des
circonstances, notamment de la dé­pendance sous l'angle de la gestion ou de
l'organisation du travail, qui joue un rôle important par rapport au risque
d'entrepreneur pour les activités qui - comme la présente - ne sont pas liées
par nature à des investissements im­portants (cf. ATF 119 V 163 = VSI 1993 p.
227 consid. 3b; VSI 2001 p. 181 consid. 4; Käser, loc.cit., p. 119 s., § 4.29
s.), les critères plaidant en faveur d'une activité lucrative dépendante, en ce
qui concerne B. I., enseignante à la Rudolf Steiner-Schule X., l'emportent. Le
fait que les professeurs soient désignés comme indépendants dans les statuts
(ch. III/3) et qu'il soit stipulé qu'ils ne sont liés à l'association par aucun
contrat n'y change bien entendu rien, car de tels accords ne lient pas les
instances AVS compétentes (VSI 1995 p. 152 consid. 5b).

 

   Le jugement de première instance qualifiant
l'enseignement des langues étrangères de B. I. d'activité lucrative
indépendante et cassant la décision de la caisse doit être par conséquent
annulé - dans la mesure où il concerne des cotisations fixées par le droit
fédéral (ATF 124 V 146 consid. 1 avec renvoi = VSI 1998 p. 239 s.) (...)."

 

                               2.7.   Secondo l'art.
12 cpv. 1 LAVS è considerato datore di lavoro chiunque paghi, a persone
obbligatoriamente assicurate, una retribuzione giusta l'art. 5 capoverso 2
LAVS. Sono tenuti al pagamento dei contributi tutti i datori di lavoro che
hanno uno stabilimento d'impresa in Svizzera o che, nella loro economia
domestica, impiegano personale di servizio obbligatoriamente assicurato (cpv.
2). E' riservata l'esenzione dall'obbligo di pagare i contributi in virtù di
convenzioni internazionali o di consuetudini stabilite dal diritto delle genti
(cpv. 3).

 

Il datore di lavoro è la persona per la quale il
salariato esegue un lavoro, su retribuzione, in una situazione dipendente e per
un tempo determinato o indeterminato (Direttive UFAS sulla riscossione dei
contributi (DRC), N. 1001). In generale il datore di lavoro è la persona che
paga il salario determinante al salariato (art. 12 cpv. 1 LAVS). Si considera
salario determinante secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS qualsiasi retribuzione di un
lavoro dipendente fornito per un tempo determinato o indeterminato (Direttive
UFAS sul salario determinante (DSD), N. 1001).

 

La LAVS presume che la persona che paga dei
salari è un datore di lavoro (GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op. cit., pag. 364, n.
4 ad art. 12 LAVS).

 

                               2.8.   L'insorgente ritiene di dover
essere considerato come persona esercitante la sua professione di formatore in
modo indipendente, elemento questo che escluderebbe la società __________ da
ogni affiliazione quale datore di lavoro nei suoi confronti.

 

A suffragio della sua tesi il ricorrente ha rilevato di non essere
subordinato a nessuno, di proporre i propri prodotti a più clienti, senza dover
rispettare nessun divieto di concorrenza, di procurarsi lui stesso i mandati
presso i diversi clienti e di sopportare il rischio di mancato incasso (cfr.
doc. I).

 

                               2.9.   Ai fini di
chiarire la fattispecie il TCA ha proceduto ad alcuni accertamenti.

 

                                         Interpellato
dal TCA (cfr. doc. XIII), l’assicurato ha affermato che le prestazioni
lavorative da lui eseguite per la __________, sua cliente dal 2000, consistevano
nella "concezione di percorsi formativi, della loro
supervisione qualitativa e, saltuariamente e in caso di necessità, anche della
loro erogazione in aula." (cfr. doc. XIV).

 

                                         A
proposito di chi si occupava di contattare i partecipanti e di chi provvedeva
ad incassare la tassa di iscrizione il ricorrente ha indicato che “la fase
di iscrizione e di incasso della tassa è compito di __________.” precisando
che il suo compito all’interno dell’azienda “non è quello di venditore ma
piuttosto di consulente sul prodotto, alla stregua di uno studio di ingegneria
chiamato da un’azienda per migliorare la qualità di un prodotto.” (cfr.
doc. XIV).

 

                                         Quanto
alla libertà nell'organizzarsi egli ha affermato che "non devo
sottostare a direttive particolari da parte del mio cliente all’eccezione dei
tempi di consegna del mio lavoro. Svolgo l’attività indistintamente presso il
cliente e/o presso il mio ufficio. Le uniche direttive che devo rispettare sono
le norme di qualità __________. Uno dei miei compiti è appunto quello di
verificare che gli standard previsti siano mantenuti", precisando
inoltre che “i corsi da me concepiti (a volte solo in parte) si tengono a
ritmi assolutamente irregolari. Alcuni vengono ripetuti parecchie volte, altri
magari anche una volta sola.” (cfr. doc. XIV).

 

                                         L’assicurato
ha poi rilevato che fatturava le sue prestazioni lavorative direttamente “a __________,
__________, __________” e che le modalità di remunerazione prevedevano una “remunerazione
oraria, tariffa fissata di volta in volta, a dipendenza del mandato.” (cfr.
doc. XIV).

 

                                         Circa gli
strumenti di lavoro utilizzati l'assicurato ha precisato che "lavoro in
modo preponderante presso il mio domicilio in __________ a __________. Gli
strumenti di lavoro sono di mia proprietà.” (cfr. doc. XIV). Egli ha
affermato inoltre che "gli investimenti che ho affrontato non sono
stati effettuati al solo scopo di prestare le mie consulenze alla __________.
Ho molti clienti che si rivolgono a me per prestazioni diverse: ricerca e
selezione di personale; consulenza su investimenti e nuove attività
imprenditoriali; consulenza inerente il mercato del lavoro; consulenza nella
concezione di percorsi formativi e supervisione della qualità." Egli
ha ancora indicato che “per svolgere il mio lavoro ho dovuto equipaggiare un
posto di lavoro con gli strumenti tipici di un ufficio. Indicativamente ho
investito nel 1999 (anno d’inizio dell’attività) ca. 20'000 chf. Attualmente ho
spese di gestione corrente di ca. 16'000 chf. annui (affitto, spese
telefoniche, ammortamenti, materiale di cancelleria, ecc.).” (cfr. doc. XIV).

 

                                         Egli ha
poi aggiunto che "la collaborazione con __________ avviene di regola
sulla base di accordi verbali. Allego comunque un mandato che mi è stato
affidato nel 2001 (dispongo solamente di una copia non firmata ma verificabile
con __________) ed un contratto d’assistenza telefonica che dimostra la
collaborazione paritaria e reciproca fra la __________ e la __________."
(cfr. doc. XIV).

 

Infine, alla domanda relativa alle ore annue
dedicate ai datori di lavoro indicati dall’assicurato stesso in sede ricorsuale
(__________), egli ha osservato che “__________: 5 giornate di formazione
annue, in concomitanza con il corso __________; __________: ca. 2 giornate al
mese, su ca. 10 mesi all’anno; __________: 2 giornate all’anno, ad ogni nuovo
corso __________; __________: variabile da 10 a 20 giorni all’anno, a
dipendenza delle esigenze di __________.” (cfr. doc. XIV).

 

                                         Chiamata
a presentare osservazioni scritte in merito, l'amministrazione si è
riconfermata nella sua risposta di causa, rilevando che dal mandato 28 dicembre
2001 appare evidente che RI 1 debba essere considerato salariato della __________,
di cui è anche membro del CdA (cfr. doc. XVIII).

 

                                         Alla
domanda del TCA di precisare per gli anni 2002 e 2003 quali corsi ha tenuto,
dove e in quali giorni (cfr. doc. XIX), l’assicurato ha risposto quanto segue:

 

"  In
risposta alla vostra richiesta del 19 aprile scorso troverà qui di seguito le
informazioni relative alle attività legate alla formazione da me tenute negli
anni 2002 e 2003.

Allego inoltre tutte
le relative fatture.

 

	
  Data fattura

  	
  Cliente

  	
  Attività

  
	
  2002

  	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	
   

  
	
  9.1.02

  	
  __________

  	
  corsi __________

  
	
  4.4.02

  	
  __________

  	
  Consulenza __________

  
	
  24.4.02

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  29.5.02

  	
  __________

  	
  Corso __________

  
	
  12.6.02

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  24.6.02

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  26.6.02

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  17.7.02

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  31.7.02

  	
   

  	
  Corsi __________

  
	
  7.9.02

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  25.10.02

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  3.12.02

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  6.12.02

  	
   

  	
  Corso __________

  

 

	
  2003

  	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	
   

  
	
  29.1.03

  	
   

  	
  Corso __________

  Corsi __________

  
	
  29.1.03

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  14.2.03

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  17.3.03

  	
   

  	
  Corso __________

  Consulenza __________

  
	
  1.4.03

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  22.4.03

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  14.5.03

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  28.5.03

  	
   

  	
  __________, corso aggiornamento __________

  
	
  11.6.03

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  18.6.03

  	
   

  	
  Corso __________

  Corso __________ - __________

  Consulenza __________

  
	
  16.7.03

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  8.9.03

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  17.3.03

  	
   

  	
  Corso __________

  Consulenza __________

  
	
  12.11.03

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  12.11.03

  	
   

  	
  Corso: __________

  
	
  24.11.03

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  17.3.03

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  25.9.03

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  19.12.03

  	
   

  	
  Corso __________

  
	
  30.12.03

  	
   

  	
  Corso __________

  Consulenza __________

  

 

L’assicurato ha al riguardo rilevato che “i
corsi __________ vengono da me svolti per tre diversi clienti (__________) che
mi chiamano in qualità di specialista della materia. I corsi che riguardano la
materia __________ vengono da me svolti per diversi clienti (__________) in
qualità di specialista della materia.” (cfr. doc. XXI).

Il ricorrente ha poi osservato che “il numero
e la qualità dei clienti ai quali ho fornito i miei servizi appare, a mio
giudizio, rilevante. Appare altresì evidente come io sia chiamato ad
intervenire in questi corsi in virtù delle competenze e delle prestazioni che
la __________ promuove sin dall’inizio della sua esistenza. La documentazione
di presentazione della mia attività, prodotta dal 1999, ne è l’attestazione più
chiara.” (cfr. doc. XXI).

Infine, l’assicurato ha rilevato che “conoscendo
discretamente le normative che reggono l’assicurazione vecchiaia e superstiti
mi rendo conto che il giudizio sul mio caso potrà anche essere fondato
sull’interpretazione restrittiva della giurisprudenza in materia. In questo
caso la mia situazione materiale non cambierà di molto, non sto certo facendo
ricorso per averne un beneficio economico. Mi risulterà però molto difficile
capire perché un avvocato che vende ciò che sa viene considerato il principe
degli indipendenti (anche quando per esempio agisce in assistenza giudiziaria)
ed un formatore professionista dovrebbe invece essere messo “sotto tutela”.”
(cfr. doc. XXI).

 

Invitata a presentare osservazioni scritte in
merito, l’amministrazione si è riconfermata nella risposta di causa dell’11
ottobre 2004 e nelle osservazioni del 18 aprile 2005 (cfr. doc. XXIII).

 

                             2.10.   Nel
caso di specie, gli elementi a favore dell’attività dipendente dell’assicurato quale formatore presso la __________ sono predominanti
rispetto a quelli dell’attività indipendente.

 

                                         Le Direttive sul salario determinante nell'AVS/AI e nell'IPG prevedono
quanto segue:

 

" 
(...)

      4.  Liberi docenti e insegnanti retribuiti in modo analogo

 

4013   Di regola i liberi docenti ricevono le tasse d'iscrizione ai
loro corsi. La retribuzione dei cosiddetti lettori è analoga. Queste
retribuzioni costituiscono il salario determinante. I contributi devono essere
pagati dagli istituti d'istruzione, quali datori di lavoro di queste persone.

 

4014   Sono considerate salari determinanti anche
le retribuzioni

1/00    di persone che tengono regolarmente corsi
in scuole, centri

           di formazione o durante congressi.

Valgono i seguenti
criteri: gli insegnanti non devono parteci­pare agli investimenti dell'evento,
assumere il rischio d'in­casso né cercare loro stessi i partecipanti. Di
regola, non sono considerati salari determinanti retribuzioni per corsi che sono
tenuti solo occasionalmente (...)."

 

Nel caso di specie, l’assicurato fornisce i suoi
servizi  a diverse società che cercano poi, in maniera autonoma, i partecipanti
ai vari corsi e si preoccupano di incassare la tassa di iscrizione. In
particolare, come spiegato dall’assicurato stesso rispondendo ai quesiti posti
dal TCA, la fase di iscrizione e di incasso della tassa è compito di __________
(cfr. doc. XIV).

L’assicurato, come emerge dalla documentazione da
lui stesso prodotta, fattura invece le proprie prestazioni direttamente alla __________
(cfr. doc. XXI e annessi doc. C1-2, C6, C10-11, C14, C19, C22, C26, C28-29).

                                         Il
ricorrente non ha agito quindi come lavoratore indipendente in proprio nome e
per se stesso, ma per conto della società datrice di lavoro.

 

L’assicurato ha poi rilevato di avere utilizzato,
nello svolgimento delle proprie opere, strumenti di lavoro di sua proprietà e
di avere dovuto equipaggiare un posto di lavoro con gli strumenti tipici di un
ufficio, investendo all'inizio della sua attività, nel 1999, circa fr. 20'000.
Egli ha indicato di avere attualmente spese di gestione corrente (affitto,
spese telefoniche, ammortamenti, materiale di cancelleria) per circa fr. 16'000
annui (cfr. doc. XIV).

                                         Al
riguardo, occorre rilevare che, contrariamente a quanto affermato nel suo
scritto 11 aprile 2005 (in cui ha indicato “lavoro in modo preponderante
presso il mio domicilio in __________”, cfr. doc. XIV), l’assicurato non
svolge la sua attività prevalentemente al suo domicilio, prova ne è il fatto
che la carta intestata da lui stesso utilizzata nello scambio di allegati
davanti al TCA e nella documentazione di presentazione della sua attività reca
la seguente intestazione:

 

__________."

 

Tali coordinate corrispondono all’indirizzo della
__________, sita proprio in __________ a __________. Di conseguenza, occorre
ritenere che sia a tale indirizzo che egli svolge in maniera preponderante la
propria attività per __________.

 

L’assicurato ha inoltre trasmesso al TCA copia di
un contratto di mandato stipulato con la __________, del seguente tenore:

 

" 
La __________ (in seguito denominata mandante),
rappresentata dal Presidente del Consiglio di Amministrazione, Signor __________;

 

e

 

La __________ (in seguito denominato mandatario),
rappresentata dal suo titolare, signor RI 1,

 

concludono il seguente accordo di collaborazione:

 

1.   Oggetto del mandato

 

La __________ assicurerà una consulenza continua
nella gestione organizzativa e progettuale di __________, perseguendo
l'obiettivo generale di impostare la struttura e l'organizzazione dei flussi di
lavoro in modo efficiente e adeguato all'attività dell'azienda.

 

 

La __________ si occuperà, inizialmente, in modo
particolare di:

 

      ●   effettuare un'analisi sull'attuale organizzazione
del lavoro, attraverso l'esame delle funzioni e dei quaderni dei compiti
individuali;

 

                                                                    Termine:
21 gennaio 02

 

      ●   proporre soluzioni organizzative sulle quali
impostare le decisioni strategiche dell'azienda per quanto riguarda: la
direzione operativa, l'organizzazione strutturale e procedurale dell'attività;

 

                                                                    Termine:
31 gennaio 02

 

      ●   assicurare la supervisione dei progetti in corso,
coordinandone le attività, controllandone la tempistica e riportando al CdA
sullo stato di avanzamento dei lavori;

 

                                                                    Termine:
dal 1° febbraio 02

 

      ●   proporre, in collaborazione con il responsabile
amministrativo della società, un sistema di Reporting, quale strumento di
informazione all'intenzione del CdA.

 

                                                                    Termine:
28 febbraio 02

 

      ●   proporre, in collaborazione con il responsabile
amministrativo della società, una pianificazione finanziaria per i prossimi 2
anni, quale strumento di informazione all'intenzione del CdA e quale strumento
di monitoraggio per una visione a medio termine della società.

 

                                                                    Termine:
30 aprile 02

 

 

2.   Procedura, durata, retribuzione e
costi

 

2.1 Procedura

 

Il mandatario agisce in piena autonomia
organizzando il suo tempo in sintonia con i propri impegni professionali.

Egli riferisce regolarmente al Consiglio di
Amministrazione, attraverso il suo presidente, sullo stato d'avanzamento dei
lavori.

 

2.2 Durata

 

Il mandato ha inizio con l'apposizione della
firma del mandante e del mandatario e ha validità 6 (sei) mesi. L'eventuale
continuazione della collaborazione verrà concordata fra mandante e mandatario.

 

Il mandato può essere revocato o disdetto con un
preavviso di 2 (due) mesi.

 

2.3 Retribuzione e costi

 

La __________ fatturerà un onorario mensile netto
quantificato in fr. 3'350, corrispondente ad un impiego lavorativo del 30% (12
ore settimanali).

Un rapporto dettagliato sulle attività viene
tenuto in ogni momento a disposizione del mandante.

 

Le spese per l'esecuzione del mandato (trasferte,
viaggi, spese di rappresentanza) sono a carico del mandante.

 

 

3.   Doveri del mandatario

 

3.1 Il
mandatario è tenuto alla massima riservatezza per quanto attiene all'uso delle
informazioni ricevute.

 

3.2 Il
mandatario espleterà il suo mandato con la massima diligenza, in particolare è
tenuto alla discrezione e si impegna a trattare con la massima riservatezza
tutte le informazioni attinenti il mandante di cui viene a conoscenza durante
lo svolgimento del mandato.

 

 

4.   Doveri del mandante

 

4.1 Il
mandante è responsabile della veridicità e della completezza di tutte le
informazioni trasmesse al mandatario.

 

4.2 Il
mandante metterà a disposizione, su richiesta del mandatario, il personale e
tutte le informazioni che dovessero risultare necessarie all'espletamento della
parte operativa del mandato.

 

 

5.   Disposizioni finali

 

5.1 Tutte
le controversie derivanti dal presente contratto saranno sottoposte a
mediazione secondo le norme del Regolamento edito dalla Camera svizzera per la
mediazione commerciale. (Una procedura giudiziaria e/o arbitrale non deve
essere iniziata prima che sia conclusa la procedura di mediazione).

 

5.2 Nel
caso in cui la procedura di mediazione dovesse essere conclusa senza esito o
abbandonata le parti riconoscono il foro giuridico di __________.

 

5.3 Nella
misura in cui il presente non ne faccia menzione, vengono applicate le
disposizioni del Codice delle Obbligazioni." (Doc. B1)

 

                                         Va
osservato che al punto 2.3 "Retribuzione e costi" del contratto
di "mandato" è stato precisato che il ricorrente "fatturerà
un onorario mensile netto quantificato in fr. 3'350, corrispondente ad un
impegno lavorativo del 30% (12 ore settimanali)." (cfr. doc. XIV B1). L'assicurato
non sopportava quindi nessun rischio economico non avendo spese e percependo
dalla società __________ il suo salario fisso mensile di fr. 3'350.

                                         Inoltre,
al punto 4.2 "Doveri del mandante" è previsto che "il
mandante metterà a disposizione, su richiesta del mandatario, il personale e
tutte le informazioni che dovessero risultare necessarie all'espletamento della
parte operativa del mandato" (cfr. doc. XIV B1). Il fatto che la
società datrice di lavoro metta a disposizione del collaboratore del personale
per lo svolgimento dell'attività è un ulteriore elemento a favore
dell'esistenza di un rapporto di dipendenza fra le parti.

 

Va poi ribadita l'assenza di oneri (locazioni,
personale, spese fisse, …) a carico del citato collaboratore per l'espletamento
delle sue funzioni per __________, caratteristica peraltro dell'attività
dipendente. Le spese per l'esecuzione del mandato sono infatti a carico del
mandante (cfr. punto 2.3. in fine del mandato).

 

                                         Infine,
occorre rilevare che nel contratto di "mandato" citato è prevista la
facoltà, per entrambe le parti, di disdire il contratto, facoltà quest'ultima
che mal si concilia con un'attività di tipo indipendente e che è indice semmai
dell'esistenza di un rapporto di subordinazione. Infatti, al punto 2.2 "Durata",
è espressamente indicato che "il mandato può essere revocato o disdetto
con un preavviso di due mesi" (cfr. doc. XIV B1). Questa caratteristica
è tipica dell'attività subordinata ed appare antitetica ad un'attività
autonoma.

 

                                         L'unico
elemento per la pretesa indipendenza lavorativa è rappresentato dal fatto che l'assicurato
non aveva obblighi particolari riguardo all'orario di lavoro,
ma, stando al tenore del contratto di "mandato", punto 2.1 "Procedura",
"agisce in piena autonomia organizzando il suo tempo in sintonia con i
propri impegni professionali" (cfr. doc. XIV B1).

                                         L'indipendenza
nell'organizzazione del lavoro dell'assicurato era comunque relativizzata
dall'impegno ad effettuare le sue prestazioni entro determinate scadenze
prefissate, previste al punto 1. "Oggetto del mandato" (in cui
sono state elencate in maniera precisa le attività da svolgere e il termine
entro il quale effettuarle), accompagnate dall'obbligo per l'assicurato,
previsto al punto 2.1 "Procedura", di riferire "regolarmente
al Consiglio d'Amministrazione, attraverso il suo presidente, sullo stato di
avanzamento dei lavori"(cfr. doc. XIV B1).

Pertanto, la pretesa indipendenza
nell'organizzazione del tempo di lavoro in sintonia con gli impegni
professionali, relativizzata da una serie di scadenze, non basta a rovesciare
gli altri numerosi elementi a favore di un'attività dipendente svolta dal
collaboratore.

 

                                         L'assicurato
ha inoltre trasmesso al TCA un "Contratto di assistenza telefonica"
concluso fra la __________ e la __________, del seguente tenore:

 

" 
(...)

1.                                                                            "__________"
si impegna a gestire giornalmente la segreteria telefonica di "__________",
allorquando il titolare è assente dal suo ufficio, o quando questi lo richieda.

 

2.   La
gestione della segreteria viene garantita nei giorni lavorativi, dal lunedì al
venerdì, durante le ore d'ufficio: di regola dalle 08.00 alle 12.00 e dalle
13.15 alle 17.15.

 

3.   La
gestione della segreteria comporta esclusivamente il rispondere alle
telefonate, con le relative comunicazioni alle persone di riferimento.

 

4.   Eventuali
altre prestazioni verranno regolamentate da uno specifico contratto.

 

5.   "__________"
non si assume alcuna responsabilità per eventuali disservizi che possono
sorgere nel mandato assegnatole.

 

6.   La
tariffa concordata per la gestione della segreteria telefonica è fissata a fr.
200.00, mensili.

                                                                         Eventuali
telefonate effettuate da "__________", per conto di "__________
", verranno fatturate secondo le tariffe vigenti.

 

7.   Il
presente contratto entra in vigore il 1. agosto 2000. Esso può essere
modificato in qualsiasi momento, previo accordo tra le parti.

 

8.   Un'eventuale
disdetta può essere data in ogni momento, d'ambo le parti, con il preavviso di
2 mesi." (Doc. B2)

 

Il fatto stesso che __________ gestisca la
segreteria telefonica dell'assicurato, durante le ore d'ufficio, dal lunedì al
venerdì, mettendo a disposizione una persona che risponda alle telefonate e fornisca
le relative comunicazioni alle persone di riferimento è indice di un rapporto
di dipendenza fra le parti.

 

                                         Infine,
la circostanza secondo cui oltre all'attività svolta per la __________ di __________
l’assicurato ha pure ricevuto altri mandati per l’erogazione di corsi anche da
altri istituti di formazione (cfr. doc. I) non è decisiva, nella misura
in cui, come detto, ogni singolo rapporto lavorativo deve essere esaminato
distintamente ed indipendentemente dagli altri.

                                         Va
infatti rammentato che un assicurato può essere qualificato quale dipendente
per un'attività ed indipendente per un'altra. Un assicurato può pure trovarsi
simultaneamente in condizione d'indipendente e di dipendente nei confronti di
una stessa persona (DTF 105 V 113 e consid. 6.).

In particolare, nel caso di specie la qualifica di dipendente
presso __________ non mette in discussione lo statuto di indipendente
dell'assicurato per i lavori eseguiti per altri committenti.

 

Come emerge dalla documentazione inviata al TCA dal ricorrente, in
particolare dalle fatture relative agli anni 2002 e 2003 emesse da RI 1 nei
confronti della __________ e delle altre società alle quali ha prestato i suoi
servizi, nel biennio 2002/2003, un terzo delle entrate del ricorrente, con
riferimento solo a quanto guadagnato tramite i corsi, negli anni 2002 e 2003, provenivano
dalla __________ (in particolare, nel 2002 il 37.38% di quanto incassato per i
corsi proveniva dalla citata società e nel 2003 il 37.85%, cfr. doc. XXI e
allegati). A questi importi, almeno per il 2002, vanno aggiunti i fr. 3'350
mensili fissi che il ricorrente ha incassato sempre da __________ per la
consulenza nella gestione organizzativa e progettuale della società, come
riportato nel contratto di mandato citato in precedenza (cfr. doc. XIV e doc.
XIV B1). I compensi versati da __________ al collaboratore nel
periodo in esame erano dunque importanti. Le summenzionate cifre sottolineano
di conseguenza che la collaborazione con la ditta era intensa.

 

                                         Alla luce
di quanto evidenziato, i diversi elementi del caso concreto indicano
concordemente ed in modo convincente trattarsi di un rapporto di subordinazione
sia dal profilo dell'impiego del tempo che sotto l'aspetto economico. D'altra
parte il collaboratore, come da lui stesso indicato nelle risposte fornite al
TCA, per i suoi corsi fatturava direttamente alla __________ e non al
destinatario finale del suo lavoro (cfr. doc. XIV). Quanto poi alla sua
attività di consulenza nella gestione organizzativa e progettuale della
società, egli riceveva da __________ un importo mensile di fr. 3'350 (cfr. doc.
XIV B1).

Questi elementi permettono pure di ritenere che
il rischio economico dell'attività è stato unicamente sopportato dalla citata
società.

La qualifica dell'assicurato come dipendente risulta
pertanto corretta, per cui i redditi percepiti vanno considerati salario
determinante su cui il datore di lavoro deve pagare i relativi contributi
sociali.

 

                             2.11.   In sede ricorsuale
l'assicurato ha indicato di avere versato regolarmente i suoi contributi alla
Cassa sulla base del beneficio netto della sua attività indipendente (cfr. doc.
I).

                                         Il TFA ha
stabilito che il cambiamento dello statuto contributivo nei casi in cui i
contributi assicurativi in lite siano stati oggetto di decisione formalmente cresciuta
in giudicato è possibile solo quando siano dati i presupposti del riesame o
della revisione processuale. 

                                         Se non si
tratta di un cambiamento dello statuto con effetto retroattivo, ma con effetto
per il futuro, la questione dello statuto viene di principio esaminata
liberamente come per la prima volta, con il dovuto riserbo nei casi limite. 

                                         Se la
questione del cambiamento dello statuto concerne sia rimunerazioni dalle quali
sono già stati prelevati contributi assicurativi, sia rimunerazioni non ancora
oggetto di decisione, deve essere esaminato, per la parte già considerata del
provvedimento formalmente cresciuto in giudicato, se sono dati i presupposti
del riesame o della revisione processuale, mentre lo statuto contributivo per
le rimanenti rimunerazioni, non ancora contemplate da decisione, è apprezzato
liberamente (DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles
1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n.
121 seg. ad art. 5 , pag. 183 seg., in particolare n. 127 pag. 185).

 

                                         Va
inoltre ricordato che in DTF 104 V 126 il TFA ha rilevato che:

 

" 
Dans l'intérêt de la sécurité du droit, il faut
toutefois prendre garde à

ce que les caisses de compensation ne puissent
revenir sur une décision entrée en force portant sur des cotisations que
lorsque cette décision se révèle comme sans nul doute erronée et que de plus un
montant appréciable est en jeu; il faut alors tenir compte du fait que les
années de calculs pour les cotisations paritaires ne coincident en général pas
avec celles relatives aux cotisations personnelles."

 

                                         Per l'art. 53 cpv. 1 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione
formalmente passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se
l'assicurato o l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o
nuovi mezzi di prova che non potevano essere prodotti in precedenza. Per il
cpv. 2 l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su
opposizione formalmente passate in giudicato se è provato che erano
manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole importanza.
L'assicuratore può riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione,
contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso
all'autorità di ricorso.

                                         Kieser,
in ATSG-Kommentar, Zurigo, Basilea, Ginevra 2003, a pag. 541 ad art. 53, nota
30, a proposito dell'art. 53 cp.v 3 LPGA, precisa:

 

" 
b) Die in art. 53 Abs. 3 ATSG kodizierte
Regelung galt bereits nach der bisherigen Rechtsprechung (einlässliche
Darstellung derselben SCHLAURI, Neuverfügung lite pendente, 176 ff.), welche
ihre Gültigkeit auch unter Berücksichtigung von Art 53 Abs. 3 ATSG beibehält.
Insbesondere steht es dem Versicherungsträger frei, während des laufenden Beschwerdeverfahrens
ohne Beachtung der besonderen Wiedererwägugnsvoraussetzungen (insbesondere ohne
Annahme einer zweifellosen Unrichtigkeit) auf den Entscheid zurückzukommen
(vgl. BGE 107 V 192). Hat der Versicherungsträger die Beschwerdeantwort
eingereicht, ist ihm eine Wiedererwägung untersagt (dazu HISCHIER, Wiedererwägung,
457, der eine Wiedererwägung lite pendente auch noch zulassen will, wenn der
Versicherungsträger nach Erstattung der Beschwerdeantwort zu einer weiteren
Stellungnahme aufgefordert wird). Einer nach diesem Zeitpunkt erlassenen
Verfügung kommt immerhin der Charakter eines Antrages an das Gericht zu (vgl.
BGE 109 V 236 f.). Entspricht die Wiedererwägung nicht dem im
Beschwerdeverfahren gestellten Antrag, kommt sie ebenfalls bloss einem Antrag
an das Gericht gleich (vgl. ZAK 1992 117). Im übrigen wird bei einer
entsprechenden Wiedererwägung das Beschwerdeverfahren gegenstandlos (vgl. ATSG-Kommentar,
Art. 61 Rz. 76). Allerdings ist es nach der Rechtsprechung dem
Versicherungsträger nicht benommen, eine im Gerichtsverfahren vorgenommene Wiedererwägung
zu widerrufen (vgl. SVR 2001 IV Nr. 20)."

 

                                         Conformemente ad un principio generale valido per il diritto delle
assicurazioni sociali, l’amministrazione può riconsiderare una decisione
passata formalmente in giudicato e sulla quale un'autorità giudiziaria non si è
pronunciata nel merito, a condizione che sia senza dubbio errata e la sua
rettifica rivesta un’importanza notevole (cfr. DTF 129 V 110, DTF 126 V 42 consid.
2b con rinvii; STFA del 15 luglio 2003 nella causa P., C 191/02).

 

                                         Va qui
rammentato che una decisione è manifestamente errata,

 

" 
wenn kein vernünftiger Zweifel daran möglich
ist, dass die Verfügung unrichtig war. Es ist nur ein einziger Schluss -
derjenige auf die Unrichtigkeit - möglich (vgl. BGE 125 V 393 oben; Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2. Auflage, Bern 1997, S. 362; Kieser,
Kommentar ATSG, Ziffer 20 zu Art. 53). Dabei ist nach dem eingangs Gesatgen
(Erw. 1.2.hievor) vom Rechtszustand auszugehen, wie er sich bei
Verfügungserlass präsentierte." (STFA del 10 settembre
2003 nella causa U, H 97/03)

 

                                         Dalla
riconsiderazione va distinta la revisione processuale delle decisioni
amministrative.

                                         Per
analogia con la revisione processuale delle decisioni emanate dalle autorità
giudiziarie, l'amministrazione è tenuta a procedere alla revisione di una
decisione formalmente cresciuta in giudicato quando sono scoperti fatti nuovi o
nuovi mezzi di prova atti ad indurre ad una conclusione giuridica differente (cfr.
DTF 126 V 42).

 

                                         Nel caso
di specie occorre quindi esaminare se il provento dell'attività svolta per la __________
è già stato oggetto di decisione definitiva da parte della Cassa di
compensazione nell'ambito della fissazione dei contributi dell'assicurato nello
svolgimento della sua attività indipendente e, in caso di risposta affermativa,
se un riesame o una revisione delle decisioni si giustifica.

 

                                         Il TCA
rileva innanzitutto che l'esame, in casi come questi, laddove è assodato che il
dipendente è affiliato anche quale indipendente, dovrebbe essere effettuato
direttamente dalla Cassa, la quale poi, in presenza di decisioni contributive
sui redditi ripresi in sede di revisione, dovrebbe, nella decisione formale,
precisare per quale motivo gli estremi per una revisione o un riesame sono dati
oppure no.

 

                                         In
concreto il TCA ha chiesto all'amministrazione di precisare se i salari ripresi
all'assicurato sono comprensivi di redditi già oggetto di fissazione di
contributi come indipendente (cfr. doc. XV).

 

La Cassa, in data 13 aprile 2005, ha inviato un
conteggio dal quale risulta che per l’anno 2002 l'assicurato ha già pagato i
contributi quale indipendente, mentre per l’anno 2003 egli ha pagato degli
acconti, non essendo ancora stata emessa una decisione definitiva di fissazione
dei contributi per il 2003 (cfr. doc. XVII).

 

Il TCA constata dunque che quando sono stati
fissati i contributi come dipendente per il 2002 – a seguito del rapporto di
revisione dell'amministrazione oggetto del presente ricorso - i redditi del 2002
del collaboratore della società erano già stati oggetto di fissazione di
contributi AVS/ AI/IPG per l'attività d'indipendente.

 

La Cassa CO 1 ha comunque agito in conformità
dell'art. 16 cpv. 1 LAVS, potendo invero riconsiderare entro cinque anni dalla
loro emissione le decisioni di fissazione dei contributi; in specie quella
emanata nei confronti di RI 1 quale indipendente. Non v'è stata così alcuna
violazione del principio della non retroattività delle leggi.

In concreto, la __________ ha considerato RI 1 quale
libero professionista. Di conseguenza, essa non ha trattenuto, e di riflesso
riversato alla competente Cassa di compensazione, i contributi paritetici di
una persona che lavora alle dipendenze di un'altra.

 

Come visto in precedenza (cfr. consid. 2.12),
invece, per gli importi conseguiti dall'assicurato con il lavoro effettuato per
la citata società, l'interessato doveva essere classificato quale persona
esercitante un'attività lucrativa salariata.

Pertanto, per il 2002, sono dati i presupposti
dell'errore da parte della Cassa di compensazione nel calcolo dei contributi
(come un dipendente anziché un indipendente) e dell'importanza della ripresa in
esame (Fr. 9'670), per cui l'amministrazione era legittimata a rivedere il suo
precedente operato e ad emanare la decisione del 30 luglio 2004 e la successiva
decisione su opposizione del 30 agosto 2004 impugnata dal ricorrente.

 

                             2.12.   Nella misura
in cui il presente giudizio ha attinenza a contributi imposti dal diritto
federale è data facoltà di impugnativa al Tribunale Federale delle
Assicurazioni mediante ricorso di diritto amministrativo.

 

                                         Per
quanto il presente giudizio si riferisca invece alla richiesta di versamento di
contributi per assegni familiari - che attengono al diritto cantonale - non vi
è controllo giudiziario da parte del Tribunale Federale delle Assicurazioni
mediante ricorso di diritto amministrativo (v. DTF 124 V 146 c. 1 e
riferimenti) ed il giudizio cantonale è definitivo.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Nella
misura in cui la lite ha per oggetto la richiesta di contributi per assegni
familiari, la presente decisione è definitiva.

 

                                 4.-   Per quanto
attiene ai contributi di diritto federale la presente decisione viene
comunicata agli interessati, i quali possono impugnare il presente giudizio con
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti