# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f1cfe541-1b60-5866-9766-6024968643ba
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-06-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.06.2000 35.2000.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2000-5_2000-06-27.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2000.00005

   

  mm

  	
  Lugano

  27 giugno 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Giovanna Roggero-Will

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 gennaio 2000 di

 

	
   

  	
  __________,
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 26 ottobre 1999 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________,
  

  rappr. da: __________, 

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 7
ottobre 1998, __________, dipendente della ditta __________ in qualità di
manovale, mentre stava lavorando all'interno di uno scavo, è rimasto
parzialmente sepolto - dal bacino sino ai piedi - da terriccio e da un
manufatto denominato "pozzo luce", staccatisi dalla parete dello
scavo stesso.

                                         A seguito
del suddetto evento, l'infortunato ha riportato delle contusioni multiple agli arti
inferiori, al bacino ed alla zona lombo-sacrale, ma nessuna lesione ossea (cfr.
doc. _).

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'__________, il quale ha regolarmente corrisposto le
prestazioni assicurative.

 

                               1.2.   Durante il
periodo 31 gennaio-13 marzo 1999, l'assicurato è rimasto degente presso la
Clinica __________, dove è stato sottoposto, soprattutto, a delle misure
fisioterapiche attive e passive. All'occasione, egli è pure stato visitato
dallo psichiatra __________, il quale ha posto in evidenza "… un quadro
psicopatologico misto in cui confluiscono elementi clinici di una sindrome posttraumatica
da stress con elementi personologici di ordine conversivo con altri di tipo
culturale" (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   Esperiti i
necessari accertamenti - in particolare dopo aver sentito il parere del proprio
medico di circondario, il dottor __________ - l'__________, con decisione
formale 9 luglio 1999, ha riconosciuto __________ - a fronte dei soli postumi
infortunistici - totalmente abile al lavoro e non più bisognoso di cure mediche
(doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurato e
dalla Cassa malati __________, l'Istituto assicuratore, in data 26 ottobre
1999, ha sostanzialmente ribadito il contenuto della sua prima decisione (doc.
_).

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso 3 gennaio 2000, __________, sempre patrocinato dall'avv.
__________i, ha chiesto che l'__________ venga condannato a versagli le
prestazioni anche dopo il 31 luglio 1999. A sostegno della propria pretesa
ricorsuale, l'assicurato ha affermato che i disturbi psichici di cui è
portatore si troverebbero in una relazione di causalità, naturale e adeguata,
con l'infortunio 7 ottobre 1998, e ciò facendo particolare riferimento al
rapporto 3 settembre 1999 della dottoressa __________, medico-assistente presso
il Servizio psico-sociale di __________ (cfr. doc._).

 

                               1.5.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (IV).

 

                               1.6.   In data 11
gennaio 2000, il rappresentante dell'assicurato ha trasmesso al TCA copia del
rapporto 23 dicembre 1999 della dottoressa __________, spec. FMH in psichiatria
e psicoterapia (IX - doc._), referto che è stato intimato all'assicuratore
LAINF convenuto per osservazioni (cfr. X).

                                         L'__________
ha preso posizione in merito al contenuto del succitato rapporto il 15 marzo
2000 (XI).

 

                               1.7.   Il 4 aprile
2000, l'avv. __________ ha prodotto un nuovo rapporto della psichiatra
__________ (XVII - doc. _). 

 

                                         in
diritto

 

                                In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella
causa D.C.).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   L'oggetto
della lite è circoscritto alla questione di sapere se fra le turbe psichiche di
cui soffre __________ e l'evento traumatico 7 ottobre 1998 esiste o meno un
nesso di causalità naturale ed adeguata.

 

                               2.3.   Va osservato
che presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione
contro gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra
l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

 

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle
attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la
disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134;
DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46; cfr. pure STFA inedita 17 ottobre
1989 in re F.).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a
e sentenze ivi citate).

 

                               2.4.   Occorre,
inoltre, rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361
consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992, p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che
l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che
solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 118 V 286;
DTF 117 V 365 i.f.; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet
des Sozialversicherungs-rechts, SZS 2/1994, p. 104s.).

 

                               2.5.   Diversa
invece è la situazione per quel che riguarda le affezioni di carattere
psichico, dove la nozione di causalità adeguata assume un'importanza fondamentale.

                                         In merito
all’adeguatezza del rapporto causale fra infortunio e disturbi di natura
psichica manifestatisi dopo di esso, il TFA ha avuto modo di esprimersi
ripetutamente e la sua giurisprudenza è stata sottoposta a profonde
trasformazioni. 

                                         Di questa
evoluzione significative sono le sentenze in DTF 112 V 37 (l'adeguatezza è
riconosciuta solo nei casi in cui l'infortunio riveste un'importanza rilevante
nell'insieme delle circostanze; l'idoneità del trauma a provocare turbe psicogene
non si misura più per rapporto alle reazioni di una persona
"normale"); in DTF 113 V 316 e 324 (l'adeguatezza difficilmente può
essere negata se alla luce della personalità pretraumatica dell'assicurato
l'infortunio non è, con le circostanze concomitanti, relegato all'irrilevanza);
in RAMI 1988 U47 pag. 225 in cui il TFA ha ribaltato la precedente formulazione
negativa esigendo che l'infortunio rivesta "una certa importanza" per
rapporto a tutto il complesso delle circostanze; e infine in DTF 115 V 133, in
cui la somma istanza ha ritenuto utile procedere ad una classificazione degli
infortuni sulla base di criteri oggettivi anziché fondarsi direttamente
sul modo in cui la vittima ha vissuto ed elaborato il trauma. 

                                    Il TFA conferisce
valore paradigmatico non all'esperienza dell'infortunio ma all'evento
infortunistico come tale, valutato oggettivamente in funzione del modo in cui é
avvenuto l'infortunio propriamente detto (cfr. DTF 115 V 408 consid. 5; RAMI
1992 U154 p. 246ss).

 

"  A
seconda della dinamica dell'infortunio, esso è classificato in una delle tre
categorie seguenti: nella categoria degli eventi insignificanti o leggeri, in
quella degli eventi gravi e in quella degli eventi di grado medio"

 

                                         Di regola
l'adeguatezza del nesso causale viene ammessa nel caso di infortuni gravi
("secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita gli
infortuni gravi sono in effetti idonei a provocare danni invalidanti alla
salute psichica").

                                    Per contro,
nel caso di infortuni insignificanti ("l'assicurato per esempio ha
leggermente battuto la testa o si è slogato il piede") o leggeri (ad
esempio caduta o scivolata banale) l'adeguatezza può di regola essere negata a
priori (RAMI 1992 U154, 246ss). L'infortunio sarà tutt'al più ritenuto la causa
fortuita delle turbe nondimeno manifestatesi. La vera causa è da ricercare in
fattori extra-infortunistici, per esempio nella predisposizione costituzionale.
"E' noto per esperienza che gli infortuni della presente categoria, data
la loro minima importanza, non possono influire sulla salute psichica
dell'infortunato".

                                         Per
quanto attiene, invece, agli infortuni di grado medio - cioè a quegli
"eventi che non possono essere classificati nelle due predette
categorie" - l'adeguatezza non può essere stabilita facendo semplicemente
riferimento all'evento infortunistico.

 

"  Occorre
piuttosto tener conto, da un profilo oggettivo, di tutte le circostanze che
sono strettamente connesse con l'infortunio o che risultano essere un effetto
diretto o indiretto dell'evento assicurato. Esse possono servire da criterio di
apprezzamento nella misura in cui secondo il corso ordinario delle cose e
l'esperienza della vita sono tali da provocare o aggravare, assieme
all'infortunio, un'incapacità lavorativa e di guadagno di origine psichica".

 

                                         I criteri
di maggior rilievo sono:

 

                                         -  le
circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o la particolare
spettacolarità dell'infortunio;

 

                                         -  la
gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate, segnatamente la
loro idoneità, secondo l'esperienza, a determinare disturbi psichici;

 

                                         -  la
durata eccezionalmente lunga della cura medica;

 

                                         -  i
dolori somatici persistenti;

 

                                         -  la
cura medica errata che aggrava notevolmente gli esiti dell'infortunio;

 

                                         -  il
decorso sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute;

 

                                         -  il
grado e la durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche.

 

                                         Il TFA
opera all'interno della classe medio-grave un'ulteriore, doppia distinzione.

 

                                         Gli
infortuni medio-gravi si dividono in tre sottogruppi a seconda della loro
relativa gravità:

 

                                         -  infortuni
la cui gravità raggiunge il punto più alto della categoria e li avvicina
addirittura agli infortuni della categoria superiore;

 

                                         -  infortuni
di media gravità all'interno della categoria medio-        grave;

                                         -  infortuni
di poca rilevanza, al limite della categoria inferiore (infortuni
insignificanti o leggeri).

 

                                         Nel primo
caso basta la presenza di uno solo dei fattori sopra elencati.

 

                                         Nel
secondo bisogna nuovamente distinguere:

 

                                         -  se
un fattore è particolarmente incisivo (ad esempio durata particolarmente lunga
dell'incapacità lavorativa per l'intervento di complicazioni durante la cura),
l'adeguatezza è ammessa; 

 

                                         -  in
caso contrario occorre l'intervento di più fattori.

 

                                         Nel terzo
sottogruppo è richiesta alternativamente:

 

                                         -  la
presenza, cumulativamente, di tutti i fattori elencati, o

 

                                         -  la
particolare intensità dei fattori effettivamente intervenuti.

 

                                         Solo a
queste condizioni si ammetterà l'adeguatezza del nesso causale.

                                         Se
però queste condizioni sono adempiute, non si dovrà più ricercare se vi siano
altre cause atte a spiegare le turbe psichiche, per esempio in relazione alla
predisposizione costituzionale della vittima.

                                         Può
essere infatti affermato che se l'infortunio e i fattori concomitanti sono
particolarmente importanti, al punto da poter causare le turbe psichiche anche
se la personalità della vittima non vi sia particolarmente predisposta,
l'infortunio avrà la valenza di "causa sopravveniente", che eclissa
gli altri fattori. Basta da solo a scompensare la psiche e relega
all'irrilevanza la sua eventuale particolare vulnerabilità. 

                                         Non
importa che qualsiasi altro choc avrebbe potuto scompensarla; l'infortunio è in
ipotesi idoneo in sé a produrre quel risultato ed è irrilevante che altri
traumi avrebbero potuto provocarlo in sua vece.

 

                                         In RAMI
1995 U215, p. 90ss., il TFA ha ancora ribadito che la qualifica degli infortuni
va effettuata secondo criteri puramente oggettivi senza far riferimento al
vissuto dell'infortunio elaborato dalla persona coinvolta.

 

                               2.6.   In concreto,
dalle tavole processuali emerge che diversi specialisti hanno avuto modo
d'esprimere il loro parere riguardo all'eziologia dei disturbi psichici di cui
è portatore __________.

 

                                         Così come
già indicato al considerando 1.2., durante la degenza presso la Clinica
__________, l'assicurato è stato esaminato dal dottor __________, consulente in
psichiatria del nosocomio stesso. Dal relativo rapporto d'uscita 6 aprile 1999
risulta quanto segue:

 

" 
Dal consulto con il nostro psichiatra, il dottor
__________, è emerso che si tratta di un quadro psicopatologico misto in cui
confluiscono elementi clinici di una sindrome posttraumatica da stress con
elementi personologici di ordine conversivo con altri di tipo culturale.
All'avviso del dottor __________ il paziente non sembrava suscettibile ad una
trattamento psicoterapico per cui abbiamo iniziato un trattamento psico-farmacologico
a base di Floxyfral 0-0-1 nel giro di una settimana" (doc._). 

 

                                         Dimesso
dalla summenzionata clinica di riabilitazione, l'insorgente è stato preso a
carico dal Servizio psico-sociale di __________. Agli atti figura, in effetti,
un rapporto, datato 3 settembre 1999, della dottoressa __________,
controfirmato dal dottor __________, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia,
__________ presso il suddetto Servizio:

 

" 
Al momento attuale il signor __________ presenta
uno stato depressivo caratterizzato principalmente da abbassamento del tono
dell'umore, disturbi del sonno, pensieri intrusivi ricorrenti rievocanti il
trauma che ha subito e anedonia.

 

Questa sintomatologia è compatibile con il
quadro della sindrome post-traumatica da stress che
secondo l'ICD-10 (classificazione internazionale delle sindromi e dei disturbi
psichici e comportamentali) viene definita come segue:

"Risposta ritardata e/o protratta ad un
evento stressante o a situazioni (di breve o lunga durata) di natura
eccezionalmente minacciosa o catastrofica (nel nostro caso l'incidente avvenuto
al paziente), in grado di provocare diffuso malessere in quasi tutte le
persone. Se presenti, fattori predisponenti, come tratti di personalità (nel
caso specifico del signor __________ è presente una personalità caratterizzata
da elementi di tipo conversivo unitamente ad aspetti di tipo cultura) possono
abbassare la soglia per lo sviluppo della sindrome o aggravare il suo decorso,
ma essi non sono necessari né sufficienti per spiegare la sua comparsa.

Gli aspetti tipici di questa sindrome includono
ripetuti episodi in cui viene rivissuto il trauma in ricordi intrusivi
("flashback") o sogni, che intervengono sullo sfondo persistente di
un senso di "intorbimento" ed ottundimento emozionale, distacco dalle
altre persone, diminuita reattività al mondo circostante, anedonia ed
evitamento di attività e situazioni che ricordano il trauma. Comunemente vi è
paura ed evitamento di tutto ciò che può richiamare il trauma originario nella
mente del soggetto … Vi è in genere uno stato di iperattivazione vegetativa,
con ipervigilanza, esagerazione della reazione dall'allarme insonnia (elementi
presenti nel nostro paziente). L'ansia e la depressione sono comunemente
associate con il precedenti sintomi e segni …". 

 

Il signor __________ assume regolarmente una terapia
farmacologica e si presenta da noi con frequenza tendenzialmente bisettimanale
per dei colloqui di sostegno.

Attualmente non c'è evidenza di un miglioramento
dello stato psichico del paziente che riteniamo inabile al lavoro almeno nella
misura dell'80% per tempo da determinare" (doc. _ - la sottolineatura è nostra). 

 

                                         Pendente
causa, __________ ha prodotto una perizia allestita dalla dottoressa
__________, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia, per conto della
__________. La diagnosi posta è stata la seguente:

 

" 
Sindrome da disadattamento (F43.2 dell'ICD-10)

con l'accentuazione di tratti di

personalità (F73.1 dell'ICD-10) sradicata,
analfabeta, "primitiva" passiva e auto-svalutativa (F60.7
dell'ICD-10).

Modificazione duratura della personalità dopo quello
che è accaduto che per il peritando fu un'esperienza catastrofica (F62.0
dell'ICD-10)"

 

                                         Questo,
invece, il suo apprezzamento riguardante lo stato di salute psichica
dell'insorgente:

 

" 
Il peritando è sempre stato una persona adattata
socialmente e sul piano lavorativo; non ha presentato disturbi psichici
anteriori all'infortunio. Non ci sono state assenze dal lavoro per alcun tipo
di malattia.

La sintomatologia attuale è strettamente
correlata e conseguente all'infortunio del 1998, che fu un'esperienza
catastrofica per il peritando del quale il vissuto di pericolo si è perpetuato
a tutt'oggi.

A mio avviso la __________ dovrebbe riconoscere
la causalità e il nesso con l'infortunio come causa dell'attuale sofferenza del
paziente.

L'incidente si iscrive certo in una personalità
pre-morbosa come ho descritto sopra, ma il peritando non ha avuto anteriori
scompensi durante gli anni passati. Egli è un uomo analfabeta, sradicato, di
conseguenza fragile e come tale non ci vuole molto per vivere un evento come a
lui accaduto, come una catastrofe.

Il chiudere l'infortunio e pensare che egli è un
caso psichiatrico affossa quest'uomo ulteriormente.

Non prevedo nessun possibile né ulteriore
miglioramento.

Assistiamo ad una cristallizzazione e fissazione
patologica che porta questo paziente a non poter mai più rilavorare.

Ha anche un'età prossima alla pensione e non c'è
da aspettarsi più nulla da lui nel senso di una ripresa della capacità
lavorativa" (doc. _).

 

                                         Rispondendo
ad un quesito sottopostogli dalla __________, la dottoressa __________ ha
ribadito che le turbe psichiche accusate da __________ si trovano in una
relazione di causalità naturale con l'evento infortunistico assicurato (cfr.
doc. _, p. 4 in fine). 

 

                                         La
psichiatra interpellata dalla __________ ha ancora avuto modo di esprimere
alcune ulteriori considerazioni a proposito della natura dei disturbi psichici
lamentati, prendendo occasione dalle osservazioni presentate dall'Istituto
assicuratore convenuto in data 15 marzo 2000 (cfr. XI):

 

" 
In primo luogo ribadisco che il paziente
presenta una

 

Sindrome psichica di disadattamento (F43.2 dell'ICD-10) con modificazione duratura della
personalità, di natura post-traumatica (F62.0 dell'ICD-10)

 

(l'infortunio essendo il fattore scatenante e la
causa prevalente dei sintomi che egli presentava, sempre nell'ambito della
diagnosi menzionata). Esiste una personalità premorbosa, analfabeta e sradicata
(in quanto emigrante), scarsamente adattabile agli imprevisti, in particolar
modo quelli che minacciano la sua salute o, direttamente, la sua integrità
corporea.

 

Malgrado ciò egli lavora da quarant'anni in
Svizzera, come manovale, senza aver mai presentato disturbi psichici o aver
necessitato di cure psichiatriche.

 

L'incidente occorsogli, con le sue evidenti
implicazioni simboliche riconducibili alla morte ed alla tumulazione, in un
momento di declino della vita vista la sua età, rappresenta, considerata la sua
psiche e le sue risorse mentali, un'esperienza catastrofica.

 

Egli ha inoltre sempre vissuto timoroso,
sottomesso, scrupolosamente rispettoso delle regole sociali del Paese che lo ha
accolto.

Dal momento in cui la procedura
medico-assicurativa inizia a relativizzare i suoi disturbi ed a sospettarlo di
sovraccarico intenzionale, visto il perdurare dei suoi dolori, l'esperienza
emotiva, già percepita come drammatica, si fissa indelebilmente in lui.

 

Il dolore morale diventa dolore fisico ed egli,
alla fine, non ha più nessun potere di frenare questo infausto decorso della
sua malattia.

 

Il mio menzionare, nel corso della perizia,
l'attitudine dimostrativa, abnorme e poco dignitosa verso il dolore, voleva
descrivere la peculiare modalità culturale di reazione a questo tipo di
stimoli.

Non era affatto mia intenzione, come sembrerebbe
essere stato erroneamente interpretato, stigmatizzare una volontà di
sovraccarico dei sintomi.

 

A mio avviso, l'infelice procedura
medico-assicurativa avviatasi con l'incidente, ha compromesso gravemente il
decorso della guarigione dell'interessato.

Ciò equivale alle complicazioni insorgenti durante
una convalescenza, o facenti seguito a cure inadeguate nel decorso
postinfortunistico, citate nelle due sentenze del Tribunale Federale delle
Assicurazioni annesse agli atti della __________, e riconosciute come fattore
aggravante e scatenante dei disturbi psichici post-infortunistici.

 

In conclusione ribadisco fermamente che, a mio
avviso, l'infortunio è da intendere non solo come fattore scatenante ma anche
come causa prevalente dei disturbi psichici attuali del paziente" (doc. _ - la sottolineatura è del
redattore). 

 

                               2.7.   In sede di
risposta di causa, così come era, d'altronde, già stato il caso in sede di
decisione su opposizione, l'__________ ha dichiarato riconoscere l'esistenza
del nesso di causalità naturale, "… seppur con le dovute riserve per la
presenza di fattori del tutto estranei all'infortunio …" (cfr. IV, p. 2).

 

                                         Ricordato
che, conformemente ad una costante giurisprudenza federale, per ammettere il
nesso di causalità naturale non è necessario che l'infortunio rappresenti la
sola causa oppure la causa diretta del danno alla salute (cfr. DTF 112 V 32
consid. 1a, 115 V 134 consid. 3, DTF 117 V 376s. consid. 3a; cfr., inoltre, U. Meyer-Blaser,
op. cit., p. 101), lo scrivente TCA può senz'altro aderire all'opinione
manifestata dalle parti. 

                                         Ciò non
è, tuttavia, ancora sufficiente per riconoscere un obbligo contributivo a
carico dell'Istituto assicuratore convenuto. In effetti, come verrà meglio
dimostrato ai seguenti considerandi, l'adeguatezza del nesso di causalità -
aspetto di natura squisitamente giuridica, che dev'essere valutato alla luce
dei criteri sviluppati nella DTF 115 V 133ss. - non può, in ogni caso, venire
ammessa (cfr. STFA 20.12.1994 in re I., inedita). 

 

                               2.8.   In data 7
ottobre 1998, __________ è, dunque, rimasto parzialmente sepolto - dal bacino
in giù - da terriccio e da un manufatto denominato "pozzo luce",
staccatisi dalla parete dello scavo nel quale egli stava lavorando (cfr.
rapporto 14 ottobre 1998 della Polizia cantonale). Trasportato in ambulanza
presso l'Ospedale regionale di __________, all'assicurato sono state
diagnosticate delle contusioni multiple. Gli accertamenti radiologici, da parte
loro, non hanno evidenziato alcuna lesione ossea (cfr. doc. _).

 

                                         Tenuto
conto della dinamica dell'infortunio nonché delle sue sequele fisiche, l'evento
traumatico di cui l'assicurato è rimasto vittima può tranquillamente essere
classificato fra gli infortuni di media gravità all'interno della categoria
media. Confrontato ad una fattispecie analoga a quella ora sub judice - si
è trattato di un operaio edile che si è visto cadere addosso otto pesanti
elementi di un'armatura, dai quali è stato possibile liberarlo soltanto dopo
circa sei minuti; l'assicurato ha riportato contusioni alle vertebre lombari e toracali
nonché diverse escoriazioni (STFA 13.11.1989 in re B., citata in STFA
15.9.1998 in re I., consid. 4bb, prodotta dall'__________ sub doc. _) - il TFA
ha, del resto, proceduto ad un'identica valutazione.

                                         Il
giudice é quindi tenuto a valutare le circostanze connesse con l’infortunio,
secondo i criteri elaborati dal TFA e qui evocati al consid. 2.5.. Per
ammettere l'adeguatezza sarebbe, pertanto, necessaria, alternativamente, o la
presenza particolarmente incisiva di un fattore (ad esempio, durata
particolarmente lunga dell'incapacità lavorativa per l'intervento di
complicazioni durante la cura) o l'intervento di più fattori.

 

                                         Esaminato
il contenuto del rapporto di polizia 14 ottobre 1998, non può essere negata una
qual certa spettacolarità all'infortunio in cui __________ è rimasto coinvolto,
analogamente a quanto statuito dalla nostra Corte federale, nella succitata
STFA 13 novembre 1989. Nondimeno, ciò non basta ancora per poter ammettere
l'esistenza di un rapporto di causalità adeguata fra l'evento 7 ottobre 1998 ed
il danno alla salute psichica, facendo chiaramente difetto tutti gli altri
criteri di rilievo.

 

                                         Il
ricorrente ha riportato delle semplici contusioni agli arti inferiori, al
bacino ed alla regione lombo-sacrale, senza alcuna lesione ossea (cfr. doc. _).
Trattasi qui, evidentemente, di lesioni che non possono certo essere giudicate
come "particolarmente gravi". Non si può, del resto, ignorare la
circostanza che, in nessun momento, la vita dell'interessato è risultata essere
in pericolo.

 

                                         L'assicurato
è stato, inizialmente, sottoposto ad una terapia di tipo medicamentoso
(analgesici, miorilassanti, antiflogistici). 

                                         In data
20 gennaio 1999, ha avuto luogo una visita medica di controllo presso il medico
di circondario dell'__________, il dottor __________, spec. FMH in chirurgia
ortopedica, il quale, già allora, ha avuto modo d'accertare una profonda
discrepanza fra i disturbi soggettivamente accusati da __________ ed il reperto
oggettivo:

 

" 
STATO LOCALE

 

Per quanto attiene al quadro somatico degli arti
inferiori e del basso-schiena, da notarsi l'assenza di contratture o tensioni
muscolari, la mancanza di segni di risparmio e, una volta superata la
resistenza attiva del paziente, la mobilità libera delle diverse articolazioni;
caviglia, ginocchio, anca, rachide lombare, transizione lombo-sacrale. La
deambulazione avviene a piccoli passi, praticamente senza movimento alcuno di
flessione delle ginocchia, trascinando i piedi per terra. Sebbene il paziente
spontaneamente richieda le due stampelle, una volta negatogli l'uso delle
stesse ed accompagnato negli spostamenti tenuto per mano, il signor __________
non esercita alcuna forza di sostegno con gli arti superiori lasciandosi
condurre unicamente tenuto alle dita indici.

 

 

 

VALUTAZIONE

 

Il quadro ortopedico oggettivabile ad ambedue
gli arti inferiori non correla per nulla con l'intensità dei disturbi asseriti
dal paziente, rispettivamente con le limitazioni ivi connesse.

 

Più che un quadro somatico, questi ultimi
rispecchiano piuttosto un disturbo maggiore della elaborazione psichica
dell'evento infortunistico del 7 ottobre 1998. In questo contesto ritengo
quindi assolutamente urgente sottoporre non solo ad una valutazione ma pure ad
una terapia di sostegno psicologico. In questo contesto specifico, al fine di
permettere una osservazione obbiettiva prolungata ed iniziare una presa a
carico specialistica, mi permetto di prevedere direttamente un soggiorno
stazionario di 3-4 settimane in un centro di riabilitazione riconosciuto. Questo
ben cosciente che il quadro somatico obiettivabile agli arti inferiori, alla
transizione lombo-sacrale e in sede lombare permetterebbero una ripresa
dell'attività lavorativa" (doc. _ - la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Durante
il periodo 31 gennaio-13 marzo 1999, l'insorgente è rimasto degente presso la
Clinica __________. Dal relativo rapporto d'uscita 6 aprile 1999, emergono
delle indicazioni che collimano, sostanzialmente, con l'apprezzamento espresso,
qualche mese prima, dal dottor __________:

 

" 
All'esame clinico d'entrata troviamo un paziente
in discrete condizioni generali, con esame internistico senza particolarità.

L'esame locale mostrava una dolenzia alla
palpazione delle ultime vertebre lombari, delle articolazioni sacroiliache e
della muscolatura gluteale ed una dolenzia diffusa degli arti inferiori.
Mobilità delle anche buona con limitazione e dolore ai movimenti di rotazione.
Mobilità delle ginocchia buona, simmetrica con evocazione del dolore. Mobilità
delle caviglie dolorosa, in particolare alla caviglia destra. All'esame neurologico
si riscontrano dei ROT normoevocabili e simmetrici tranne gli achillei deboli
bilateralmente, con iposensibilità diffusa agli arti inferiori non riferibile
ad alcun dermatoma. Deambulazione stentata con due stampelle, a piccoli passi,
senza flessione delle ginocchia.

 

Anche alla luce delle radiografie alla colonna
lombare del bacino, che non evidenziano segni di lesioni ossee ma unicamente
segni di coxartrosi incipiente bilateralmente ed alterazioni degenerative
consone con l'età, inquadriamo il quadro clinico nell'ambito di una sindrome algico
motoria degli arti inferiori con deconditioning psicofisico conseguente al
trauma ed all'elaborazione psichica messa in atto dal paziente. Anche gli esami
di laboratorio non hanno evidenziato nulla di patologico. 

 

(…).

 

Dal consulto con il nostro psichiatra, il dottor
__________, è emerso che si tratta di un quadro psicopatologico misto in cui
confluiscono elementi clinici di una sindrome posttraumatica da stress con
elementi personologici di ordine conversivo con altri di tipo culturale.
All'avviso del dottor ____ il paziente non sembrava suscettibile ad un
trattamento psicoterapico per cui abbiamo iniziato un trattamento psico-farmacologico
a base di Floxyfral 0-0-1  portato ad 1-0-1 nel giro di una settimana. 

 

(…).

 

Alla visita d'uscita il paziente si dichiara
soddisfatto del ricovero in clinica. Il paziente deambula ancora molto
lentamente senza stampelle, lamenta la persistenza di una debolezza nelle gambe
continua a rivivere il suo incidente in modo particolarmente enfatizzato e
teatrale. Oggettivamente si costata una limitazione della mobilità delle anche
alla rotazione, in particolare a destra, persistenza di dolenzia alla
palpazione di tutta la muscolatura degli arti inferiori e del basso bacino. Il
paziente riesce a sollevare attivamente le gambe e tenerle in questa posizione
ma con tremore diffuso" (doc.
_ - la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Il 14
giugno 1999, __________ è stato sottoposto ad una nuova visita di controllo
presso il medico di circondario dell'Istituto assicuratore convenuto, il cui
rapporto ricalca, nel contenuto, quello datato 21 gennaio 1999:

 

" 
Come già fatto osservare in occasione dell'esame
medico-circondariale effettuato a domicilio il 20 gennaio 1999, traspare
tuttora un'importante discrepanza fra il reperto somatico effettivamente oggettivabile
al rachide e agli arti inferiori in contrapposizione con l'intensità asserita,
rispettivamente le limitazioni dimostrate dal paziente.

 

Per quanto attiene all'aspetto puramente
somatico/ortopedico riferiti al rachide e agli arti inferiori, ritengo che alla
luce del quadro clinico odierno il paziente non necessiti d'ulteriori misure
terapeutiche specifiche e che possa riprendere in misura completa l'attività
lavorativa svolta al momento dell'infortunio in parola.

 

Se da una parte dal punto di vista somatico il
quadro ortopedico risulta essere favorevole, il paziente presenta dall'altra
dei disturbi significativi di natura psichica, chiaramente messi in evidenza
pure durante il soggiorno stazionario nel Centro __________ 

In conclusione:

- per quanto attiene all'aspetto ortopedico, osteoarticolare
muscolare e neurologico periferico, attinente all'evento infortunistico del 7
ottobre 1998, il paziente risulta essere nuovamente abile al lavoro nella
misura completa per l'attività svolta al momento dell'evento in parola, e non
necessita di ulteriori misure terapuetiche specifiche;

- per quel che attiene al quadro psico-patologico,
prosecuzione delle misure terapeutiche come proposte dal dr. __________;

- per quel che attiene all'ulteriore copertura
assicurativa, valutazione dell'adeguanza da parte del servizio
amministrativo/giuridico competente" (doc. _- la sottolineatura è del redattore).

 

 

                                         Sulla
scorta di quanto precede, questa Corte ritiene che non si possa parlare né di
una durata eccezionalmente lunga della cura medica né di rilevanti
complicazioni né di un trattamento medico errato che ha notevolmente aggravato
gli esiti dell'evento traumatico né, tantomeno, di dolori somatici persistenti,
ricordato ancora che, nell'apprezzamento dell’adeguatezza del nesso di
causalità in materia di turbe psichiche, vanno considerati unicamente i postumi
di natura organica (cfr. RAMI 1999 U341 p. 409). 

                                         Va, in
effetti, osservato che - già a distanza di poco più di tre mesi dal giorno
dell'infortunio - il medico di circondario dell'__________ ha avuto modo di
constatare uno status ortopedico oggettivabile assolutamente soddisfacente, ciò
che lo condusse ad affermare che i disturbi lamentati da __________, in realtà,
rispecchiavano "… piuttosto un disturbo maggiore della elaborazione
psichica dell'evento infortunistico del 7 ottobre 1998" (cfr. doc. _). 

                                         Ad
un'analoga conclusione sono pure pervenuti i medici della Clinica __________, i
quali non riuscirono ad oggettivare alcuna lesione strutturale di carattere post-traumatico,
suscettibile di giustificare gli importanti disturbi fatti valere dal qui
insorgente (cfr. doc. _: "Anche alla luce delle radiografie alla colonna
lombare del bacino, che non evidenziano segni di lesioni ossee ma unicamente
segni di coxartrosi incipiente bilateralmente ed alterazioni degenerative
consone con l'età, inquadriamo il quadro clinico nell'ambito di una sindrome algico
motoria degli arti inferiori con deconditioning psicofisico conseguente al
trauma ed all'elaborazione psichica messa in atto dal paziente. Anche gli esami
di laboratorio non hanno evidenziato nulla di patologico"). 

                                         In
occasione della visita circondariale di controllo 14 giugno 1999, infine, il
dottor __________ ha avuto modo di ribadire che - a fronte delle sole sequele
organiche dell'evento traumatico assicurato - __________ deve senz'altro essere
giudicato in grado di riprendere la sua originaria attività lavorativa di
manovale e non più bisognoso di cure mediche. Il vero problema si situa, per
contro, a livello psichico, così come, del resto, risulta dalle
valutazioni espresse dagli specialisti in psichiatria man mano consultati (cfr.
doc. _: "Per quanto attiene all'aspetto puramente somatico/ortopedico riferiti
al rachide e agli arti inferiori, ritengo che alla luce del quadro clinico
odierno il paziente non necessiti d'ulteriori misure terapeutiche specifiche e
che possa riprendere in misura completa l'attività lavorativa svolta al momento
dell'infortunio in parola"). 

 

                                         Infine,
neppure il criterio dell'incapacità lavorativa particolarmente lunga è
soddisfatto. Difatti, se l'assicurato non è più stato in grado di riprendere la
propria attività, non è certamente a causa degli assai modesti postumi
somatici dell'infortunio 7 ottobre 1998.

 

                                         Se ne
deduce che l'evento infortunistico in discussione non ha avuto, secondo il
corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita, un significato decisivo
per l'instaurazione delle turbe psichiche di cui __________ è sofferente. In
siffatte condizioni, l'adeguatezza del nesso di causalità non può, quindi,
essere ammessa. 

 

                                         Nella
misura in cui l'__________ ha negato il proprio obbligo contributivo
relativamente ai disturbi di natura psichica accusati dal ricorrente, l'impugnata
decisione su opposizione 26 ottobre 1999 merita senz'altro tutela da parte di
questa Corte.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

La
vicepresidente                                                 Il segretario

 

Giovanna Roggero-Will                                        Fabio
Zocchetti