# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8d897749-982b-5672-bb4a-ea8f654235ef
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-07-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.07.2017 A-671/2015
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-671-2015_2017-07-12.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

 

 

  S e n t e n z a  p a r z i a l e   

d e l  1 2  l u g l i o  2 0 1 7  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Jürg Steiger, Jérôme Candrian,  

cancelliera Sara Friedli. 
 

 
 

Parti 

 
1. Swissgrid SA,  

Werkstrasse 12, 5080 Laufenburg,   

ricorrente e controparte 1,  

 
 

 
contro 

 

 
2. Nord Energia SpA,  

Piazzale Cadorna 14, IT-20123 Milano,   

patrocinata dall’avv. Massimo Ferracin,  

Via San Salvatore 2, 6900 Lugano,  

nonché dall’avv. Mariella Orelli,  

Homburger AG, Prime Tower, Hardstrasse 201, 8005 Zürich,  

ricorrente e controparte 2, 

 

3. Azienda elettrica ticinese (AET),  

El Stradún 74, 6513 Monte Carasso,   

controparte e ricorrente 3,  

 

Commissione federale dell’energia elettrica ElCom, 

Effingerstrasse 39, 3003 Bern,    

autorità inferiore.  
 

 
 

Oggetto 

 
Merchant Line Mendrisio (CH) - Cagno (IT): Ridefinizione 

della capacità di eccezione; qualità di parte di AET. 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Nel dicembre 2001 l’Azienda Elettrica Ticinese (di seguito: AET), con sede 

attuale a Monte Carasso, e le Ferrovie Nord, con sede a Milano, hanno 

sottoscritto una dichiarazione di intenti in merito alla costruzione di un 

elettrodotto transfrontaliero da Mendrisio in Svizzera a Cagno in Italia. Il 

6 settembre 2005, l’Ispettorato federale degli impianti a corrente forte (di 

seguito: ESTI) ha rilasciato l’approvazione dei piani per la linea di 

interconnessione transfrontaliera Mendrisio-Cagno, denominata altresì 

Merchant Line (ML) Mendrisio-Cagno. 

L’AET e le Ferrovie Nord hanno quindi costituito la società partecipata 

italiana Nord Energia S.p.A., con sede a Milano, proprietaria dei diritti di 

trasporto della linea di interconnessione. All’epoca, gli impianti in territorio 

svizzero erano di proprietà della società CMC MeSta SA, mentre quelli in 

territorio italiano della società SMC CAVO S.r.l, entrambe società 

partecipate della Nord Energia S.p.A. 

B.  

Con Decreto Dirigenziale N.290/ML/2/2008 del 9 gennaio 2008, il Ministero 

italiano dello Sviluppo Economico ha concesso alla Nord Energia S.p.A. un 

regime d’eccezione per il lato italiano della ML Mendrisio-Cagno. 

C.  

Con decisione del 16 aprile 2009, la Commissione federale dell’energia 

elettrica (di seguito: ElCom) ha concesso alla Nord Energia S.p.A. un 

regime d’eccezione per il lato svizzero della ML Mendrisio-Cagno ai sensi 

dell’art. 17 cpv. 6 della legge del 23 marzo 2007 sull’approvvigionamento 

elettrico (LAEl, RS 734.7), in combinato disposto con l’art. 2 dell’ordinanza 

del 3 dicembre 2008 del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, 

dell’energia e delle comunicazioni (di seguito: DATEC) concernente le 

eccezioni all’accesso alla rete e nel calcolo dei costi di rete computabili 

nella rete di trasporto transfrontaliera (OEAC, RS 734.713.3), della durata 

di 13 anni, a far tempo dalla sua entrata in esercizio commerciale, proro-

gabile su richiesta dopo 5 anni nel quadro di una nuova valutazione. 

Durante il regime d’eccezione la società di rete nazionale – ossia, la 

Swissgrid SA, con sede a Laufenburg – è stata abilitata ad impartire 

istruzioni a Nord Energia S.p.A. circa la gestione operativa della linea. 

 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 3 

D.  

Con decisione del 4 marzo 2010, l’ElCom ha stabilito le tariffe 2010 relative 

ai costi di utilizzazione della rete di trasporto dovuti da Nord Energia S.p.A. 

alla Swissgrid SA, in rapporto al predetto regime d’eccezione. 

Con sentenza A-2812/2010 dell’11 febbraio 2013, il Tribunale amministra-

tivo federale ha parzialmente annullato la suddetta decisione, sancendo 

che la Nord Energia S.p.A. non poteva essere chiamata ad indennizzare la 

Swissgrid SA per determinati servizi, la stessa non potendo essere consi-

derata alla stregua di un gestore di rete ai sensi dell’art. 13 LAEl, nonché 

dell’art. 15 cpv. 1 lett. a dell’ordinanza del 14 marzo 2008 sull’approvvi-

gionamento elettrico (OAEl, RS 734.71). Più in dettaglio, il Tribunale ha 

stabilito che Nord Energia S.p.A. è indubbiamente la proprietaria della linea 

di interconnessione ML Mendrisio-Cagno, ma non il suo gestore di rete, 

non essendo la stessa responsabile né della sua manutenzione né della 

sua gestione da profilo tecnico. Da un esame degli accordi in essere tra le 

parti – in particolare il regolamento di esercizio del 27 giugno 2008 sotto-

scritto dalla società Terna S.p.A. – Rete Elettrica nazionale (di seguito: 

Terna S.p.A.), dall’AET e dalla Nord Energia S.p.A. –, il Tribunale è poi 

giunto alla conclusione che di fatto il gestore di rete della ML Mendrisio-

Cagno per quanto concerne il lato svizzero è l’AET, mentre per il lato 

italiano è la Terna S.p.A., dette società essendo incaricate della sua 

gestione sotto il profilo tecnico. 

E.  

Con decisione dell’11 novembre 2010, l’ElCom ha poi definito la rete di 

trasporto svizzera, sancendo in particolare che le reti di trasporto 

transfrontaliere messe in esercizio dopo il 1° gennaio 2005 sono parte della 

rete di trasporto nazionale, il cui trasferimento alla Swissgrid SA deve 

avvenire alla fine del regime d’eccezione all’accesso alla rete. 

Con sentenza A-69/2011 del 12 aprile 2012, il Tribunale amministrativo 

federale ha parzialmente annullato la suddetta decisione, sancendo che la 

linea elettrica 150 kV Manno-Mendrisio appartiene alla rete di trasporto e 

andava trasferita alla Swissgrid SA entro il 1° gennaio 2013, alla stregua 

della linea elettrica 220 kV Magadino-Manno già dichiarata in precedenza 

dal Tribunale come appartenente alla rete di trasporto con sentenza A-

157/2011 del 21 luglio 2011. 

Tale evenienza è stata altresì confermata dal Tribunale federale con 

sentenza 2C_475/2012 del 10 dicembre 2012. 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 4 

F.  

Con decisione parziale dell’11 dicembre 2014, l’ElCom – sulla base della 

sentenza del TAF A-2812/2010 dell’11 febbraio 2013 – ha sancito che solo 

il gestore di rete ai sensi dell’art. 13 LAEl e dell’art. 15 cpv. 1 lett. a OEAl, 

sarebbe legittimato a chiedere la concessione del regime d’eccezione 

all’accesso alla rete ai sensi dell’art. 17 cpv. 6 LAEl, nonché dell’art. 2 

OEAC. Ciò premesso, l’ElCom ha ritenuto che la Nord Energia S.p.A 

sarebbe solo la proprietaria indiretta della ML Mendrisio-Cagno, per il 

tramite della società CMC MeSta SA di cui detiene il 100% delle azioni, ma 

non il suo gestore di rete. Il gestore di rete sul lato svizzero sarebbe l’AET, 

unica società in grado di gestirla dal punto di vista tecnico. Legittimata a 

chiedere la proroga del regime d’eccezione sarebbe dunque unicamente 

l’AET. In tali circostanze, l’ElCom ha dunque ritenuto che la Nord Energia 

S.p.A. poteva ottenere una proroga del regime d’eccezione all’accesso alla 

rete concessole con decisione del 16 aprile 2009 soltanto congiuntamente 

all’AET, ragione per cui l’ha integrata d’ufficio alla procedura.  

G.  

Avverso la predetta decisione, la Swissgrid SA (di seguito: ricorrente 1) ha 

presentato ricorso il 2 febbraio 2015 dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale, postulando l’annullamento dei punti 4 e 5 del dispositivo in 

rapporto alla definizione del regime d’eccezione all’accesso alla rete 

(causa A-671/2015). 

H.  

Detta decisione è stata altresì impugnata dalla Nord Energia S.p.A. (di 

seguito: ricorrente 2) con ricorso 2 febbraio 2015. Postulandone l’annul-

lamento, essa – oltre a sollevare varie censure materiali circa il regime 

d’eccezione – contesta fermamente la qualità di parte dell’AET e la sua 

inclusione d’ufficio alla procedura dinanzi all’autorità inferiore, nella misura 

in cui quest’ultima non sarebbe legittimata ad ottenere il regime di 

eccezione all’accesso alla rete (causa A-692/2015). A suo avviso, la ML 

Mendrisio-Cagno farebbe già parte della linea di trasporto svizzera, il cui 

gestore di rete ai sensi dell’art. 13 cpv. 1 LAEl e dell’art. 15 cpv. 1 lett. a 

OAEl sarebbe la Swissgrid SA e non l’AET. Per gestore ai sensi dell’art. 2 

OEAC andrebbe invece inteso l’investitore, ossia colui che ha realizzato e 

finanziato la Merchant Line e che la gestisce poi a livello commerciale. 

Avendo investito nella ML Mendrisio-Cagno, essa ritiene dunque che 

sarebbe l’unica a poter beneficiare dell’estensione del regime d’eccezione 

ex art. 17 cpv. 6 LAEl, ciò che escluderebbe sia l’AET che la Swissgrid SA. 

 

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Pagina 5 

I.  

Detta decisione è infine stata impugnata anche da l’AET (di seguito: 

ricorrente 3) con ricorso il 2 febbraio 2015. Essa postula l’annullamento del 

punto 1 e del punto 8 del dispositivo, in quanto non ritiene di avere la 

qualità di parte nella procedura dinanzi all’autorità inferiore (causa A-

701/2015). A sostegno della sua tesi, essa sottolinea di non essere il 

gestore di rete della ML Mendrisio-Cagno. Nella misura in cui la ML 

Mendrisio-Cagno apparterebbe già alla rete di trasporto, il suo gestore di 

rete sarebbe infatti la Swissgrid SA. Ciò risulterebbe non solo dalla 

decisione dell’ElCom del 16 aprile 2009, ma anche dai vari contratti 

stipulati tra le parti: l’AET sarebbe attiva sulla linea solo dal punto di vista 

tecnico su incarico della Nord Energia S.p.A. (proprietaria linea) e della 

Swissgrid SA (gestore di rete), quale prestatore di servizio (ausiliario), 

secondo le istruzioni e gli ordini da esse impartiti. Essa non si ritiene 

pertanto titolare del regime d’eccezione all’accesso alla rete. 

J.  

Le tre procedure A-671/2015, A-692/2015 e A-701/2015 sono state 

congiunte sotto un unico numero di riferimento A-671/2015. 

K.  

Le ricorrenti, consultate dallo scrivente Tribunale in merito alla questione 

della qualità di parte della ricorrente 3 nell’ambito del riesame del regime 

d’eccezione all’accesso alla rete, ritengono che quest’ultima debba essere 

esclusa dalla procedura, non potendo essere in sostanza considerata 

come gestore di rete della ML Mendrisio-Cagno, contrariamente a quanto 

stabilito dall’autorità inferiore. 

L.  

Con ordinanza 9 febbraio 2017, il Tribunale ha invitato le ricorrenti e 

l’autorità inferiore a produrre tutta una serie di documenti, nell’ottica di 

chiarire le relazioni in essere tra le parti in causa e stabilire se la ricorrente 2 

ha la qualità di parte. 

M.  

A tale richiesta i ricorrenti hanno dato seguito il 21 aprile 2017 e il 24 aprile 

2017, mentre l’autorità inferiore il 19 aprile 2017. Le ricorrenti hanno poi 

avuto l’occasione di esprimersi ulteriormente sulla qualità di parte della 

ricorrente 2: la ricorrente 3 con osservazioni finali del 23 giugno 2017 e la 

ricorrente 2 con osservazioni finali del 26 giugno 2017, ove quest’ultima ha 

altresì postulato la fissazione di un’udienza pubblica. 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 6 

N.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell’art. 5 PA, emanate dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, 

riservate le eccezioni di cui all’art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). In 

particolare, le decisioni dell’ElCom in materia di concessione di un’ecce-

zione all’accesso alla rete elettrica ai sensi dell’17 cpv. 6 LAEl in combinato 

disposto con l’art. 21 cpv. 2 OAEl sono impugnabili dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale (cfr. art. 33 lett. f LTAF). La procedura è retta dalla 

PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (cfr. art. 37 LTAF).  

In concreto, l’atto impugnato dai tre ricorrenti è la decisione parziale 

dell’11 dicembre 2014 dell’ElCom riguardante in particolare la ridefinizione 

della capacità oggetto di eccezione all’accesso alla rete conformemente 

all’art. 17 cpv. 6 LAEl, in combinato disposto con l’art. 21 cpv. 1 OAEl e 

l’art. 2 OEAC, relativamente alla ML Mendrisio-Cagno, da lei concessa con 

decisione del 16 aprile 2009 alla ricorrente 2 per una durata di 13 anni, con 

una nuova valutazione della situazione da effettuarsi dopo cinque anni. Più 

nel dettaglio, l’atto impugnato riguarda la questione dell’adeguamento della 

capacità oggetto di eccezione come aspetto parziale del regime di ecce-

zione. Essa non riguarda tuttavia la nuova valutazione della durata di tale 

regime e neppure le ripercussioni finanziarie sulla ricorrente 2 connesse 

alla capacità a cui si applica l’eccezione all’accesso alla rete, tali questioni 

essendo state rimandate dall’ElCom ad un secondo momento. Ciò 

precisato, detta decisione parziale è impugnabile dinanzi al Tribunale, 

sicché lo stesso risulta competente per dirimere la presente vertenza. 

1.2 I tre ricorsi sono poi stati poi interposti tempestivamente (cfr. art. 20 

segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma e di contenuto 

previste dalla legge (cfr. art. 52 PA).  

2.  

Mediante una decisione parziale un’autorità statuisce soltanto su una o 

talune conclusioni addotte, se queste possono essere giudicate indipen-

dentemente dalle altre (cfr. art. 91 LTF per analogia; DTF 141 III 395 

consid. 2.2; 135 V 141 consid. 1.4.1; 135 III 212 consid. 1.2.2; sentenza 

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parziale del TAF A-8358/2010 del 1° settembre 2011 consid. 1.4; WEISSEN-

BERGER/HIRZEL, in: Waldmann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar 

Verwaltungsverfahrensgesetz [VwVG; di seguito: Praxiskommentar 

VwVG], 2a ed. 2016, n. 5 seg. ad art. 61 PA; KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, 

Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 3a ed. 

2013, n. 1429). L’emanazione di una decisione parziale si giustifica in 

particolare, qualora una parte della procedura sia matura per la decisione, 

mentre l’altra non ancora (cfr. JÜRG MARTIN, Leitfaden für den Erlass von 

Verfügungen, 1996, pag. 61).  

In concreto, si giustifica l’emanazione di una decisione parziale, in quanto 

è nell’interesse di tutte le parti toccate dalla decisione impugnata a che il 

Tribunale statuisca dapprima sulla qualità di parte della ricorrente 3, qui 

fermamente contestata dai tre ricorrenti. Nella misura in cui si pone altresì 

la questione dell’accesso a degli atti confidenziali, è fondamentale fare 

chiarezza circa il ruolo dei tre ricorrenti nell’ambito del regime d’eccezione 

all’accesso alla rete in rapporto alla ML Mendrisio-Cagno. Il presente 

giudizio avrà peraltro effetto sul procedimento attualmente pendente 

dinanzi all’autorità inferiore, quest’ultima dovendosi ancora pronunciare 

con decisione separata in rapporto alla rivalutazione della durata del 

regime d’eccezione all’accesso alla rete e le conseguenze finanziarie sulla 

ricorrente 2 (cfr. decisione impugnata, punti n. 21-23 e n. 26). Circa gli altri 

aspetti censurati dai ricorrenti non toccati dalla presente sentenza parziale, 

lo scrivente Tribunale statuirà ulteriormente con sentenza separata. 

3.  

3.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l’inadeguatezza, a 

condizione tuttavia che la decisione impugnata non sia stata emanata da 

un’autorità cantonale in veste di autorità di ricorso (cfr. art. 49 PA; 

cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren 

vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149). 

3.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 

cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né 

dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; PIERRE 

MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, 

pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio 

del diritto sono tuttavia limitati: l’autorità competente procede difatti sponta-

neamente a constatazioni complementari o esamina altri punti di diritto solo 

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se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 

122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3).  

4.  

Il Tribunale amministrativo federale, chiamato a statuire nella presente 

vertenza, deve esaminare d’ufficio e con pieno potere di cognizione sia la 

qualità per ricorrere dinanzi ad esso, che la qualità di parte, segnatamente 

in relazione alla decisione emanata dall’autorità inferiore (cfr. [tra le tante] 

sentenza del TAF A-4887/2011 del 2 maggio 2013 consid. 2 con rinvii; 

MARANTELLI/HUBER, Praxiskommentar VwVG, n. 5 ad art. 48 PA). 

Nel caso in disamina, se non vi è dubbio alcuno circa la legittimazione 

ricorsuale dei tre ricorrenti dinanzi al Tribunale, essendo gli stessi 

destinatari della decisione impugnata e aventi un interesse degno di 

protezione a che la stessa venga annullata (cfr. art. 48 cpv. 1 PA), tale non 

è tuttavia il caso per quanto concerne l’oggetto stesso della decisione 

impugnata, rispettivamente la qualità di parte dei ricorrenti nell’ambito della 

procedura di rinnovo del regime d’eccezione all’accesso alla rete ex art. 17 

cpv. 6 LAEl tutt’ora pendente dinanzi all’autorità inferiore. Più concreta-

mente, si pone la questione a sapere se è a giusta ragione che l’autorità 

inferiore ha integrato d’ufficio la ricorrente 3 – qualificandola di gestore di 

rete della ML Mendrisio-Cagno e di titolare del regime d’eccezione – alla 

procedura promossa dalla ricorrente 2 in rapporto al riesame del regime 

d’eccezione all’accesso alla rete concessole con decisione del 16 aprile 

2009 per la linea d’interconnessione ML Mendrisio-Cagno.  

Per poter rispondere a detto quesito (cfr. consid. 7 del presente giudizio), 

occorre esaminare se i presupposti di cui agli artt. 6 e 48 PA risultano in 

concreto adempiuti (cfr. consid. 5 del presente giudizio), in correlazione 

alla legislazione applicabile in materia di regime d’eccezione all’accesso 

alla rete (cfr. consid. 6 del presente giudizio). In tale contesto, occorrerà in 

particolare determinare chi è il titolare del regime d’eccezione ai sensi 

dell’art. 17 cpv. 6 LAEl, in correlazione con l’art. 2 OEAC. 

5.  

5.1 Chi può rivendicare la qualità di parte ai sensi degli artt. 6 e 48 PA, può 

postulare l’emanazione di una decisione da parte dell’autorità competente. 

L’autorità addita deve in tal caso esaminare d’ufficio se per il richiedente 

sussiste un interesse degno di protezione a che venga emanata una siffatta 

decisione. In difetto di un tale interesse e conseguentemente della qualità 

di parte, detta autorità non deve entrare nel merito della richiesta (cfr. DTF 

130 II 521 consid. 2.5; sentenze del TAF A-7481/2015 del 23 giugno 2016 

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consid. 2.1.1; A-4887/2011 del 2 maggio 2013 consid. 2.1.1; 

MARANTELLI/HUBER, op. cit., n. 18 ad art. 6 PA).  

5.2 Giusta l’art. 6 PA, sono parti le persone i cui diritti od obblighi 

potrebbero essere toccati dalla decisione o le altre persone, gli organismi 

e le autorità cui spetta un rimedio di diritto contro la decisione. In altre 

parole possono essere parti solo coloro che sono materialmente destinatari 

della decisione – ovvero coloro che hanno un interesse degno di protezione 

a che un dato rapporto giuridico venga disciplinato nella stessa – come 

pure coloro che sulla base dell’art. 48 PA risultano poi legittimati a ricorrere 

contro la medesima (cfr. MARANTELLI/HUBER, Praxiskommentar VwVG, 

n. 3, 7 e 16 ad art. 6 PA; THIERRY TANQUEREL, Manuel de droit administratif, 

2011, n. 1487 e segg.). Di fatto, la qualità di parte di cui all’art. 6 PA è 

definita in funzione della qualità per ricorrere di cui all’art. 48 PA (cfr. sen-

tenze del TAF A-7481/2015 del 23 giugno 2016 consid. 2.1.2; A-4887/2011 

del 2 maggio 2013 consid. 2.1.2; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN, Droit admini-

stratif, Partie générale et éléments de procédure, 2a ed. 2013, n. 468 seg.). 

5.3 Giusta l’art. 48 cpv. 1 PA, dispone della qualità per ricorrere chiunque 

ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore o è stato privato 

della possibilità di farlo (art. 48 cpv. 1 lett. a PA; aspetto formale della 

legittimazione), è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 48 lett. b-c PA; aspetti materiali della legittimazione). Affinché venga 

riconosciuta ad un ricorrente la qualità per ricorrere ai sensi dell’art. 48 

cpv. 1 PA i tre predetti presupposti ivi elencati devono essere adempiuti 

cumulativamente (cfr. sentenze del TAF A-7481/2015 del 23 giugno 2016 

consid. 2.1.3.1; A-4887/2011 del 2 maggio 2013 consid. 2.1.3; 

MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.60). Giusta l’art. 48 cpv. 2 PA, 

ha inoltre diritto di ricorrere ogni persona, organizzazione o autorità cui 

un’altra legge federale riconosce tale diritto. 

5.4 L’interesse che muove il ricorrente può essere giuridico o solo di fatto, 

occorre però che sia pratico ed attuale (cfr. sentenze del TAF A-151/2009 

del 21 aprile 2011 consid. 2.1; A-6728/2007 del 10 novembre 2008 

consid. 3 con rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.60 segg.; 

ADELIO SCOLARI, Diritto amministrativo, Parte generale, 2002, n. 1258 e 

1260). È altresì necessario che il ricorrente sia toccato in modo diretto e 

concreto, più di ogni altro dalla decisione impugnata e che egli si trovi in 

una relazione particolarmente stretta e degna di considerazione con 

l’oggetto della lite (cfr. DTF 137 II 40 consid. 2.3; 133 II 468 consid. 1; ZEN-

RUFFINEN, op. cit., n. 1211; SCOLARI, op. cit, n. 1258; TANQUEREL, op. cit., 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 10 

n. 1363 con rinvii). In tal senso, un interesse indiretto non è sufficiente a 

fondare la legittimazione ricorsuale. Non basta infatti che l’esito della lite 

possa influenzare in maniera remota la sfera d’interessi del ricorrente o che 

lo stesso sia toccato indirettamente, per un effetto a catena (« par 

ricochet »), dalla decisione impugnata (cfr. DTF 135 I 43 consid. 1.4; 135 II 

145 consid. 6.2; 133 V 239 consid. 6.2 con rinvii; sentenza del TAF A-

4887/2011 del 2 maggio 2013 consid. 2.1.4; TANQUEREL, op. cit., n. 1363 

con rinvii). 

6.  

6.1 L’approvvigionamento elettrico sicuro e sostenibile in tutto il territorio 

elvetico è disciplinato dalla LAEl, applicabile esclusivamente alla rete 

generale d’approvvigionamento nazionale che funziona con una corrente 

alternata di 50 Hz. La predetta rete comprende sia la rete di trasporto – 

denominata altresì rete di trasmissione – che le reti di distribuzione 

(cfr. art. 2 cpv. 1 LAEl; Messaggio del 3 dicembre 2004 concernente la 

modifica della legge sugli impianti elettrici e la legge sull’approvvi-

gionamento elettrico [di seguito: Messaggio LAEl], FF 2005 1447, 1480).  

Una rete di trasporto è una rete elettrica per il trasporto di energia elettrica 

su lunghe distanze all’interno del Paese e per l’interconnessione con le reti 

estere; di regola funziona al livello di tensione 220/380 kV (cfr. art. 4 cpv. 1 

lett. h LAEl). Alla rete di trasporto può tuttavia appartenere anche una rete 

elettrica che non funziona al livello di tensione 220/380 kV (cfr. sentenze 

del TAF A-69/2011 del 12 aprile 2012 consid. 8.3.2 con rinvii; A-161/2011 

del 26 marzo 2012 consid. 8.3.2). Una rete di distribuzione è una rete 

elettrica ad alta, media o bassa tensione avente lo scopo di fornire energia 

elettrica ai consumatori finali o alle imprese d’approvvigionamento elettrico 

(cfr. art. 4 cpv. 1 lett. i LAEl; sentenza del TAF A-161/2011 del 26 marzo 

2012 consid. 8.3.2). Giusta l’art. 18 cpv. 1 LAEl, la rete di trasporto per 

l’intero territorio svizzero è gestita dalla società nazionale di rete, più 

concretamente da Swissgrid SA, qui parte ricorrente 1 (cfr. Messaggio 

LAEl, FF 2005 1447, 1495). La società nazionale di rete deve essere 

proprietaria della rete da lei gestita (cfr. art. 18 cpv. 2 LAEl). 

6.2 Giusta l’art. 13 cpv. 1 LAEl, i gestori di rete sono tenuti a garantire a 

terzi l’accesso non discriminato alla rete, ossia il diritto di utilizzare una rete 

per ricevere energia elettrica da un fornitore a scelta o di immettere energia 

elettrica in una rete (cfr. art. 4 cpv. 1 lett. d LAEl). In virtù dell’art. 13 cpv. 2 

lett. d LAEl, l’accesso alla rete può tuttavia essere negato dal gestore di 

rete, qualora egli dimostri che sussiste un’eccezione all’accesso alla rete 

ai sensi dell’art. 17 cpv. 6 LAEl. 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 11 

Più nel dettaglio, in virtù dell’art. 17 cpv. 6 LAEl in combinato disposto con 

l’art. 21 OAEl, il Consiglio federale ha espressamente previsto delle 

eccezioni all’accesso alla rete (cfr. art. 13 LAEl) e nel calcolo dei costi di 

rete computabili (cfr. art. 15 LAEl) per le capacità nella rete di trasporto 

transfrontaliera messe in esercizio dopo il 1° gennaio 2005, tra cui 

rientrano in particolare le cosiddette « Merchant Lines » (cfr. Messaggio 

LAEl, FF 2005 1447, 1494). 

6.2.1 Le « Merchant Lines » sono delle linee elettriche ad alta tensione che 

sostengono il transito di energia elettrica tra Paesi limitrofi e che non sono 

regolamentate. Contrariamente alle linee elettriche tradizionali, il loro 

gestore non è tenuto ad accordare ai fornitori di elettricità un accesso non 

discriminatorio alla rete ai sensi dell’art. 13 cpv. 1 LAEl, nella misura in cui 

sussiste un’eccezione all’accesso alla rete ai sensi dell’art. 17 cpv. 6 LAEl 

(cfr. art. 13 cpv. 2 lett. d LAEl). Le « Merchant Lines » – quali linee di 

trasporto transfrontaliere, rispettivamente linee di interconnessione a cor-

rente continua – non vengono infatti finanziate e realizzate dalla società di 

rete nazionale, bensì da altri investitori, che le detengono provvisoriamente 

in virtù di un’autorizzazione speciale per il loro esercizio e utilizzo (regime 

d’eccezione all’accesso alla rete). Benché durante il regime d’eccezione 

esse non appartengano ancora formalmente alla società di rete nazionale, 

le stesse fanno parte della rete di trasporto svizzera (cfr. sentenze del TAF 

A-2812/2010 dell’11 febbraio 2013 consid. 5.2; A-161/2011 del 26 marzo 

2012 consid. 9.2.4; A-69/2011 del 12 aprile 2012 consid. 9.2.4; Energeia 

n. 2/maggio 2005, Bollettino dell’Ufficio federale dell’energia UFE 

[disponibile solo in francese/tedesco], pag. 3, in: < http://www.bfe.admin.ch 

> Documentazione > Energeia > Energeia 2005 > Energeia n. 2/Maggio 

2005, consultato il 09.06.2017; Modello di utilizzazione della rete 

NNMÜ – CH 2013 [disponibile solo in francese/tedesco], punto n. 5.4, in: 

< http://www.swissgrid.ch > Portale specialistico > Panoramica tematica > 

Tariffe > Raccomandazione del settore per il mercato svizzero dell’elettri-

cità, consultato il 09.06.2017; WEBER/KRATZ, Stromversorungsrecht 

Ergänzungsband Elektrizitätswirtschaftsrecht, 2009, pag. 72 n. 5).  

6.2.2 Tra le linee di interconnessione transfrontaliere appartenenti alle 

« Merchant Lines » che possono beneficiare dell’eccezione di cui all’art. 17 

cpv. 6 LAEl, in quanto messe in esercizio dopo il 1° gennaio 2005, rientra 

in particolare linea elettrica Mendrisio-Cagno – denominata ML Mendrisio-

Cagno – già appartenente tecnicamente alla linea di trasporto (cfr. senten-

ze del TAF A-2812/2010 dell’11 febbraio 2013 consid. 5.2; A-69/2011 del 

12 aprile 2012 consid. 9.2.2) e oggetto della presente procedura di ricorso. 

Il trasferimento formale della proprietà della ML Mendrisio-Cagno alla 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 12 

società nazionale di rete è previsto soltanto alla fine del relativo regime 

d’eccezione all’accesso alla rete attualmente in vigore. 

6.3 L’autorità competente in materia di concessione di deroghe all’accesso 

alla rete ai sensi dell’art. 17 cpv. 6 LAEl è l’ElCom, la quale si pronuncia 

mediante decisione (cfr. art. 21 cpv. 2 OAEl). Le condizioni alle quali può 

essere concessa un’eccezione all’accesso alla rete ai sensi dell’art. 17 

cpv. 6 LAEl sono disciplinate dall’OEAC emanata dal DATEC – su proposta 

della società nazionale di rete – sulla base dell’art. 21 cpv. 1 OAEl 

(cfr. sentenza del TAF A-161/2011 del 26 marzo 2012 consid. 9.2.1).  

6.4 Giusta l’art. 2 cpv. 1 OEAC, l’ElCom può esentare parzialmente o 

interamente il gestore di una linea di interconnessione a corrente continua 

(gestore) dall’obbligo di garantire l’accesso alla rete se: (lett. a) la linea di 

interconnessione aumenta la capacità di trasporto e non compromette la 

sicurezza della rete, (lett. b) la linea di interconnessione ha un’utilità 

economica ed effetti positivi a lungo termine sulla concorrenza nel mercato 

dell’energia elettrica, (lett. c) la società nazionale di rete non realizzerà la 

linea di interconnessione nell’ambito della sua normale attività di rete, 

(lett. d) la linea di interconnessione può diventare parte della rete di 

trasporto per l’intero territorio svizzero secondo l’art. 18 cpv. 1 LAEl allo 

scadere del regime delle eccezioni, (lett. e) i maggiori guadagni risultanti 

dall’utilizzazione transfrontaliera della rete di trasporto secondo l’art. 14 

cpv. 2 OAEl e prodotti dalla linea di interconnessione superano le perdite 

di guadagno generate (lett. f) e se la linea di interconnessione è 

giuridicamente disgiunta dai rimanenti settori di attività. Giusta l’art. 12 

cpv. 1 OEAC, allo scadere del regime delle eccezioni, il proprietario 

trasferisce la linea di interconnessione alla società nazionale di rete 

(cfr. sentenza del TAF A-69/2011 del 12 aprile 2012 consid. 6.2).  

6.5 Chi può beneficiare del regime di eccezione ai sensi dell’art. 2 OEAC 

nonché dell’art. 17 cpv. 6 LAEl è unicamente il cosiddetto « gestore di una 

linea di interconnessione a corrente continua (gestore) ». Tale nozione non 

è tuttavia definita né dalla LAEl, né dall’OAEl, come neppure dall’OEAC. 

Nella misura in cui la dottrina e la giurisprudenza non hanno ancora avuto 

modo di precisare espressamente tale nozione indeterminata – qui punto 

cruciale per l’accertamento del beneficiario del regime d’eccezione e della 

conseguente qualità di parte dei ricorrenti – il Tribunale dovrà dunque 

esprimersi al riguardo nel contesto del presente giudizio, ricorrendo alle 

regole generali di interpretazione delle leggi. 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 13 

In tale contesto, si tratterà in particolare di definire se la nozione di 

« gestore di rete » ai sensi della LAEl e dell’OAEl collima con la nozione di 

« gestore di una linea di interconnessione » ai sensi dell’art. 2 OEAC, così 

come sostenuto dall’autorità inferiore, rispettivamente se al contrario le 

stesse divergono, così come sostenuto dai ricorrenti, in particolar modo 

dalla ricorrente 2 (cfr. consid. 6.5.3 segg. del presente giudizio). In tale 

ottica, dopo aver richiamato le regole d’interpretazione (cfr. consid. 6.5.1 

del presente giudizio), il Tribunale esaminerà dapprima la sentenza A-

2812/2010 dell’11 febbraio 2013 su cui l’autorità inferiore fonda il suo 

giudizio (cfr. consid. 6.5.2 del presente giudizio). 

6.5.1 Anche l’interpretazione di disposizioni del diritto pubblico si basa sui 

metodi usuali di interpretazione delle norme di legge ai sensi dell’art. 1 

cpv. 1 CC, ovvero l’interpretazione letterale, sistematica, teleologica e 

storica (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.180 e segg.). Per 

costante giurisprudenza federale (cfr. DTF 137 V 273 consid. 4.2) la legge 

è da interpretare in primo luogo procedendo dalla sua lettera (interpre-

tazione letterale). Tale interpretazione si fonda sul significato letterale, il 

senso del termine e l’uso che viene fatto del medesimo nella lingua 

(cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.183), le tre versioni lingui-

stiche essendo, di principio, equivalenti (cfr. DTF 135 IV 113 consid. 2.4.2 

con rinvii). Tuttavia, se il testo non è perfettamente chiaro, se più 

interpretazioni del medesimo sono possibili, deve essere ricercata la vera 

portata della norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi 

d’interpretazione, in particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito 

nonché i valori sui quali essa trova fondamento (interpretazione 

teleologica). Pure di rilievo è il senso che essa assume nel proprio contesto 

(interpretazione sistematica; cfr. DTF 135 II 78 consid. 2.2; 135 V 153 

consid. 4.1; 131 II 249 consid. 4.1; 134 I 184 consid. 5.1; 134 II 249 

consid. 2.3). I lavori preparatori, segnatamente laddove una disposizione 

non è chiara oppure si presta a diverse interpretazioni, costituiscono un 

mezzo valido per determinarne il senso ed evitare così di incorrere in 

interpretazioni erronee (interpretazione storica). Soprattutto nel caso di 

disposizioni recenti, la volontà storica dell’autore della norma non può 

essere ignorata se ha trovato espressione nel testo oggetto d’interpre-

tazione (cfr. DTF 134 V 170 consid. 4.1 con rinvii). 

Occorre prendere la decisione materialmente corretta nel contesto 

normativo, orientandosi verso un risultato soddisfacente sotto il profilo della 

ratio legis. Il Tribunale federale non privilegia un criterio d’interpretazione 

in particolare; per accedere al senso di una norma preferisce, pragmati-

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 14 

camente, ispirarsi a un pluralismo interpretativo (cfr. DTF 135 III 483 con-

sid. 5.1). Se sono possibili più interpretazioni, dà la preferenza a quella che 

meglio si concilia con la Costituzione (cfr. DTF 131 II 562 consid. 3.5; 131 

II 710 consid. 4.1; 130 II 65 consid. 4.2; DTAF 2013/42 consid. 4.6 con 

rinvii). In ogni caso, giusta l’art. 190 Cost. sia il Tribunale federale che il 

Tribunale amministrativo federale sono tenuti ad applicare le leggi federali.  

6.5.2 Con sentenza A-2812/2010 dell’11 febbraio 2013, il Tribunale si è 

pronunciato in merito alla nozione di « gestore di rete » ai sensi dell’art. 13 

LAEl nonché dell’art. 15 cpv. 1 lett. a OAEl, nell’ambito dell’imputazione dei 

costi della rete di trasporto da parte della società di rete nazionale al 

gestore di rete. In sostanza, il Tribunale ha definito il « gestore di rete » 

come colui che è responsabile della manutenzione adeguata alle necessità 

e del funzionamento sicuro, efficiente e performante dell’elettrodotto. Il 

gestore di rete non deve tuttavia per forza di cosa essere anche il 

proprietario della rete in questione (cfr. citata sentenza, consid. 5.5.1). 

In tale particolare contesto, il Tribunale ha poi sancito che benché la 

ricorrente 2 fosse a beneficio di un regime di eccezione ai sensi dell’art. 2 

OEAC in virtù della decisione del 16 aprile 2009 dell’ElCom, la stessa non 

poteva essere liberata dai costi di rete in quanto non qualificabile di 

« gestore di rete » ai sensi dell’art. 13 LAEl nonché dell’art. 15 cpv. 1 lett. a 

OAEl, non risultando competente per la gestione tecnica e la manutenzione 

della ML Mendrisio-Cagno, secondo gli accordi in essere tra la ricorrente 1, 

la ricorrente 2 e la ricorrente 3 (cfr. citata sentenza, consid. 6). Così 

facendo, il Tribunale ha unicamente sancito che il « gestore di rete » ai 

sensi dell’art. 15 cpv. 1 lett. a OAEl non poteva che essere la ricorrente 3, 

sicché la ricorrente 2 non poteva essere esentata dai costi di rete. Per 

contro, il Tribunale non si è minimamente pronunciato circa la validità del 

regime d’eccezione concesso alla ricorrente 2 sulla base dell’art. 2 OEAC 

e, tantomeno, sulla nozione di « gestore di una linea di interconnessione » 

ai sensi dell’art. 2 OEAC, tale questione non essendo strettamente oggetto 

della decisione impugnata.  

È dunque qui doveroso constatare come il Tribunale non abbia di fatto 

ancora avuto l’occasione di definire in maniera chiara e precisa la nozione 

di « gestore di una linea di interconnessione » ai sensi dell’art. 2 OEAC. In 

tali circostanze – contrariamente a quanto ritenuto dall’ElCom nella 

decisione impugnata – la citata sentenza A-2812/2010 dell’11 febbraio 

2013 non permette di certo la trasposizione automatica della nozione di 

« gestore di rete » ai sensi dell’art. 15 cpv. 1 lett. a OAEl a quella di 

« gestore di una linea di interconnessione» ai sensi dell’art. 2 OEAC.  

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 15 

6.5.3 Ciò chiarito, la nozione di « gestore di una linea di interconnessione » 

va innanzitutto definita mediante l’interpretazione letterale.  

6.5.3.1 L’art. 17 cpv. 6 LAEl – che costituisce la base legale per il regime 

di eccezione all’accesso alla rete – non utilizza la nozione di « gestore », 

bensì si limita a precisare che l’eccezione può essere prevista per « […] le 

capacità nella rete di trasporto transfrontaliera messe in esercizio dopo il 

1° gennaio 2005 […] ». Così facendo, l’art. 17 cpv. 6 LAEl definisce solo 

l’oggetto del regime d’eccezione – la rete di trasporto transfrontaliera – ma 

non il suo titolare, ossia chi può domandarlo. Di fatto, l’art. 17 LAEl fa 

riferimento soltanto alla società nazionale di rete, senza menzionare in 

alcun modo il gestore. In tali circostanze, nulla permette di ritenere 

automaticamente che è il « gestore di rete » ai sensi dell’art. 13 cpv. 1 LAEl 

ad essere il titolare del regime d’eccezione ai sensi dell’art. 17 cpv. 6 LAEl.  

6.5.3.2 La nozione di gestore si ritrova unicamente nell’ambito dell’art. 2 

OEAC, il quale specifica che è « […] il gestore di una linea di intercon-

nessione a corrente continua (gestore) […] » a poter beneficiare del regime 

d’eccezione. Sennonché il tenore dell’art. 2 OEAC non apporta alcun 

chiarimento alla nozione di « gestore di una linea di interconnessione ». Il 

testo in lingua tedesca parla infatti di « Betreiber einer Gleichstrom-

Verbindungsleitung (Betreiber) », quello in francese di « exploitant d’une 

liaison à courant continu (exploitant) ». Le condizioni alle quali può essere 

concesso un regime d’eccezione all’accesso alla rete, più che il suo 

gestore, concernono soprattutto la linea d’interconnessione stessa. L’art. 2 

cpv. 1 OEAC, precisa in particolare che la realizzazione della linea 

d’interconnessione non deve essere prevista dalla società nazionale di rete 

nell’ambito della sua normale attività di rete (lett. c), rispettivamente che la 

stessa deve essere giuridicamente disgiunta dai rimanenti settori d’attività 

del suo gestore (lett. f). L’art. 12 OEAC, concernente la fine del regime 

dell’eccezione, precisa poi che allo scadere di detto regime, il proprietario 

trasferisce la linea di interconnessione alla società nazionale di rete. In 

questo caso, la norma non fa alcun riferimento al gestore, bensì al 

proprietario della linea di interconnessione. 

Da quanto precede, risulta unicamente che il gestore della rete d’intercon-

nessione non può essere la società nazionale di rete, poiché l’eccezione è 

prevista proprio per delle linee d’interconnessione che la società nazionale 

di rete non realizza nell’ambito della sua normale attività di rete. Tali reti 

sono infatti realizzate da terzi, i quali sono tenuti a trasmetterne la proprietà 

alla società nazionale di rete alla fine del regime d’eccezione. Tale 

evenienza trova peraltro conferma nelle restanti disposizioni dell’OEAC, 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 16 

ove la società nazionale di rete e il gestore sono chiaramente menzionati 

come due entità ben distinte (cfr. in particolare, art. 7 cpv. 5, art. 9, art. 10 

e art. 11 OEAC). In tale contesto, il regime d’eccezione può ragionevol-

mente sussistere unicamente se la società nazionale di rete non è ancora 

il suo gestore ai sensi dell’art. 2 OEAC. Nel caso contrario, il regime 

d’eccezione non avrebbe infatti alcun motivo di sussistere. 

6.5.3.3 In conclusione, l’interpretazione letteraria conduce il Tribunale 

unicamente a ritenere che « il gestore di una linea di interconnessione » ai 

sensi dell’art. 2 OEAC non corrisponde forzatamente alla nozione di 

« gestore di rete » ai sensi dell’art. 13 LAEl. Certo è poi che « il gestore di 

una linea di interconnessione » ai sensi dell’art. 2 OEAC non può essere 

la società nazionale di rete, il regime d’eccezione non rivolgendosi ad essa. 

6.5.4 Per poter definire la nozione di « gestore di una linea di 

interconnessione » occorre dunque fare capo all’analisi storica e teologica 

del regime di eccezione all’accesso alla rete.  

6.5.4.1 Per quanto concerne l’art. 17 cpv. 6 LAEl, il legislatore ha precisato 

quanto segue (cfr. Messaggio LAEl, FF 2005 1447, 1494): 

« […] Secondo il capoverso 6, per aumentare le capacità di trasmissione 

transfrontaliere, il nostro Consiglio può prevedere eccezioni all’accesso alla 

rete in virtù dell’articolo 13 LApEl e nel calcolo dei costi di rete computabili 

(art. 15 LApEl). Sono quindi tutelati gli investimenti in nuove capacità di rete. 

Può trattarsi della costruzione di un nuovo impianto come pure del potenzia-

mento della capacità degli impianti esistenti. Si parte dal presupposto che gli 

investimenti in impianti nuovi comportino considerevoli rischi economici. 

Queste disposizioni tengono conto dell’articolo 7 del regolamento 

CE 1228/2003 riguardante le cosiddette « merchant lines », senza tuttavia 

limitarvisi. Occorre tenere conto che anche in seno all’UE sono in corso le 

discussioni sugli incentivi d’investimento per il potenziamento delle linee di 

trasmissione transfrontaliere. Il capoverso 6 è pertanto più ampio. Così, gli 

incentivi d’investimento, invece che in limitazioni dell’acceso alla rete si 

possono ad esempio concretizzare anche in durate d’ammortamento più brevi 

o in premi di rischio più elevati. Poiché gli investimenti descritti servono a 

promuovere le capacità di trasmissione transfrontaliere, i costi non vanno 

imputati ai consumatori indigeni […] ». 

Da quanto precede, risulta chiaramente che lo scopo del regime 

d’eccezione è quello di promuovere gli investimenti nella costruzione di 

nuove linee di trasporto transfrontaliere, rispettivamente nel loro 

potenziamento, che nel caso contrario non verrebbero realizzati a causa 

dei costi indigenti e dell’alto rischio finanziario che le stesse comportano 

(cfr. Messaggio LAEl, FF 2005 1447, 1494; Intervento di CARLO SCHMID-

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 17 

SUTTER, Boll. Uff. 2006 S 847). Più concretamente, le « Merchant Lines » 

non vengono realizzate dalla società nazionale di rete, bensì da degli altri 

investitori pronti ad assumerne i rischi finanziari, che in contropartita 

vengono posti a beneficio del regime d’eccezione all’accesso alla rete 

(cfr. sentenze del TAF A-161/2011 del 26 marzo 2012 consid. 9.2.4 seg.; 

A-69/2011 del 12 aprile 2012 consid. 9.2.4 seg.; WEBER/KRATZ, op. cit., 

pag. 72 n. 5). In tali circostanze, il regime d’eccezione sembrerebbe 

dunque rivolgersi in primis agli investitori.  

Trattandosi di una regolamentazione speciale prevista appositamente per 

la linea di interconnessione transfrontaliera – ovvero, una linea ubicata sia 

sul territorio elvetico che sul territorio dello Stato membro dell’Unione 

europea con esso confinante – il legislatore ha espressamente tenuto 

conto della regolamentazione europea, con chiaro riferimento all’art. 7 del 

regolamento (CE) n. 1228/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, 

del 26 giugno 2003, relativo alle condizioni di accesso alla rete per gli 

scambi transfrontalieri di energia elettrica (GU L 176 del 15.07.2003; di 

seguito: regolamento CE n. 1228/2003), trasponendolo in parte nel diritto 

svizzero (cfr. Messaggio LAEl, FF 2005 1447, 1494; WEBER/KRATZ, op. cit., 

pag. 67 n. 130-132). L’incidenza del diritto europeo sul regime d’eccezione 

risulta altresì dal rapporto esplicativo dell’UFE concernente il progetto 

dell’OEAC del 20 agosto 2008 denominato « Erläuternder Bericht des BFE 

zum Entwurf vom 20. August 2008 betreffend die Verordnung über 

Ausnahmen beim Netzzugang und bei den anrechenbaren Netzkosten im 

grenzüberschreitenden Ubertragungsnetz » (di seguito: Rapporto esplica-

tivo OEAC; cfr. atto n. 13 prodotto dalla controparte con scritto 24 aprile 

2017, pag. 2), che verrà esaminato più nel dettaglio in rapporto all’art. 2 

OEAC (cfr. consid. 6.5.4.4 del presente giudizio).  

Nel definire la nozione di « gestore di una linea di interconnessione », 

occorre dunque tenere altresì conto di quanto previsto dal regolamento CE 

n. 1228/2003, nonché dalla legislazione europea ivi connessa, effettuando 

pertanto un’analisi di diritto comparato. 

6.5.4.2 L’art. 17 cpv. 6 LAEl è stato concepito alla luce del dell’art. 7 

regolamento CE n. 1228/2003, il quale prevede un regime speciale per le 

« Merchant Lines », designate quali « nuovi interconnectori », ovvero degli 

interconnettori non completati al momento dell’entrata in vigore di detto 

regolamento (cfr. art. 2 cifra 2 lett. g regolamento CE n. 1228/2003; 

NACHT/STIGLER, Merchant Line, ein neuer Weg?, in: Internationale 

Energiewirtschaftssagung an der TU Wien, Vienna 2011 [IEWT 2011], 

pagg. 1-13, pag. 2, < https://pure.tugraz.at/portal/files/3458877/IEWT-Full-

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 18 

Text.pdf >, consultato il 13.06.2017). Secondo la legislazione europea, un 

« interconnectore » è « una linea di trasmissione che attraversa o si 

estende oltre una frontiera tra Stati membri e che collega i sistemi nazionali 

di trasmissione degli Stati membri » (cfr. art. 2 cifra 1 regolamento CE 

n. 1228/2003), ossia una linea di interconnessione transfrontaliera ai sensi 

della legislazione elvetica (cfr. Messaggio LAEl, FF 2005 1447, 1494).  

Ciò premesso, è qui doveroso precisare che se il regolamento CE 

n. 1228/2003 ammette eccezioni unicamente per l’accesso alla rete di terzi 

nel caso di « nuove » prestazioni transfrontaliere, ciò non è tuttavia il caso 

dell’art. 17 cpv. 6 LAEl. Nel formulare detta disposizione, il legislatore ha 

infatti voluto assicurarsi che « […] le capacità transfrontaliere (Sils-San 

Fiorano, Mendrisio-Cagno, Campocologno-Tirano e Sils-Verderioi) entrate 

in esercizio dopo il 1° maggio 2005 e in ogni caso prima dell’entrata in 

vigore della legge, non fossero in alcun caso penalizzate dall’introduzione 

di disposizioni d’eccezione […] » (cfr. rapporto esplicativo dell’UFE 

sull’avamprogetto per la procedura di consultazione del 27 giugno 2007 

concernente l’ordinanza sull’approvvigionamento elettrico, pag. 16, in: 

< http://www.bfe.admin.ch > Temi > Approvvigionamento elettrico > Legge 

sull’approvvigionamento elettrico > Ordinanza sull’approvvigionamento 

elettrico (OAEl) – avvio dell’indagine conoscitiva, consultato il 14.06.2017; 

sentenze del TAF A-161/2011 del 26 marzo 2012 consid. 9.2.4; A-69/2011 

del 12 aprile 2012 consid. 9.2.4; WEBER/KRATZ, op. cit., pag. 67 n. 131).  

Testualmente l’art. 7 regolamento CE n. 1228/2003 prevede quanto segue: 

1. I nuovi interconnector per corrente continua possono beneficiare, a 

richiesta, di un’esenzione dalle disposizioni dell’articolo 6, paragrafo 6, del 

presente regolamento e dell’articolo 20 e dell’articolo 23, paragrafi 2, 3 e 4, 

della direttiva 2003/54/CE alle seguenti condizioni:  

a) gli investimenti devono rafforzare la concorrenza nella fornitura di 

energia elettrica; 

b)  il livello del rischio connesso con gli investimenti è tale che gli 

investimenti non avrebbero luogo se non fosse concessa 

un’esenzione; 

c)  l’interconnector deve essere di proprietà di una persona fisica o 

giuridica distinta, almeno in termini di forma giuridica, dai gestori nei cui 

sistemi tale interconnector sarà creato; 

d) sono imposti corrispettivi agli utenti di tale interconnector; 

e) dal momento dell’apertura parziale del mercato di cui all’articolo 19 

della direttiva 96/92/CE il proprietario dell’interconnector non deve aver 

recuperato nessuna parte del proprio capitale o dei costi di gestione 

per mezzo di una parte qualsiasi dei corrispettivi percepiti per l’uso dei 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 19 

sistemi di trasmissione o di distribuzione collegati con tale 

interconnector; 

f) l’esenzione non va a detrimento della concorrenza o dell’efficace 

funzionamento del mercato interno dell’energia elettrica o dell’efficace 

funzionamento del sistema di regolamentato al quale l’interconnector è 

collegato. 

L’art. 7 regolamento CE n. 1228/2003 non definisce chi può chiedere 

l’esenzione per il « nuovo interconnector ». Di fatto, la norma prevede 

unicamente che il titolare del regime di eccezione è l’interconnectore 

stesso, senza riferimento alcuno al suo gestore. Analogamente all’art. 2 

cpv. 1 OEAC, le condizioni alle quali può essere concessa un’eccezione 

all’accesso alla rete riguardano la linea d’interconnessione stessa e non il 

richiedente del regime d’eccezione (cfr. consid. 6.5.3.2 del presente 

giudizio). Si noti in particolare, come l’art. 7 cifra 1 lett. d regolamento CE 

n. 1228/2003 precisi che « […] l’interconnector deve essere di proprietà di 

una persona fisica o giuridica distinta almeno in termini di forma giuridica 

dai gestori nei cui sistemi tale interconnector sarà creato […] », ciò che 

corrisponde all’art. 2 cpv. 1 lett. f OEAC secondo cui, la linea di intercon-

nessione deve essere giuridicamente disgiunta dai rimanenti settori di 

attività del gestore. Orbene, alla stregua dell’art. 2 OEAC, l’art. 7 regola-

mento CE n. 1228/2003 pone l’accento sugli investimenti, in particolar 

modo sugli investimenti che in assenza dell’esenzione non verrebbero 

effettuati, tenuto conto del rischio finanziario ivi connesso (cfr. art. 7 cifra 1 

lett. b regolamento CE n. 1228/2003). Anche il regime d’eccezione previsto 

dal diritto europeo, sembrerebbe dunque rivolgersi in primis agli investitori.  

6.5.4.3 La direttiva 2003/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, 

del 26 giugno 2003, relativa a norme comuni per il mercato interno 

dell’energia elettrica e che abroga la direttiva 96/92/CE (GU L 176/37 del 

15.07.2003) a cui rinvia l’art. 2 cifra 1 regolamento CE n. 1228/2003 non 

fornisce ulteriori chiarimenti in merito al regime di eccezione, rispettiva-

mente alla nozione di gestore. L’art. 2 precisa unicamente la nozione di 

« gestore del sistema di trasmissione » definendolo come segue: 

« qualsiasi persona fisica o giuridica responsabile della gestione, della 

manutenzione e, se necessario, dello sviluppo del sistema di trasmissione 

in una data zona e, se del caso, delle relative interconnessioni con altri 

sistemi, e di assicurare la capacità a lungo termine del sistema di soddi-

sfare richieste ragionevoli di trasmissione di energia elettrica ». Il « gestore 

del sistema di distribuzione » è definito in maniera analoga. Da quanto 

precede, si può evincere come entrambe le due definizioni corrispondano 

in sostanza alla definizione di « gestore di rete » ai sensi dell’art. 13 LAEl 

(cfr. consid. 6.5.2 del presente giudizio). Nella misura in cui dette definizioni 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 20 

non sono riprese all’art. 7 regolamento CE n. 1228/2003, non è tuttavia 

possibile ricollegarli al titolare del regime d’eccezione: nulla lascia infatti 

ritenere che il gestore del sistema di trasmissione/di distribuzione sia il 

titolare del summenzionato regime d’eccezione. 

6.5.4.4 Per quanto concerne l’art. 2 OEAC, il Rapporto esplicativo OEAC 

dell’UFE fornisce ulteriori dettagli in merito al titolare del regime di 

eccezione (cfr. consid. 6.5.4.1 del presente giudizio). Oltre a confermare 

che il regime d’eccezione si fonda su quanto previsto dalla legislazione 

europea, detto rapporto conferma chiaramente che lo scopo del regime di 

eccezione è quello di permettere degli investimenti nella costruzione di 

nuove linee di interconnessione, che altrimenti non verrebbero realizzate 

tenuto conto dell’elevato rischio dell’investimento (cfr. Rapporto esplicativo 

OEAC, pag. 2): 

« [...] Die vorhegende Verordnung richtet sich weitgehend nach den Bestim-

mungen der im europäischen Binnenmarkt geltenden Richtlinien. Für die 

bestehenden oder sich im Bau befindenden Wechselstrom- Verbindungs-

leitungen wäre die Gewährung einer Ausnahme nach EU-Recht fraglich. Zur 

Gewährleistung der lnvestitionssicherheit und unter Berücksichtigung der 

Tatsache, dass von Seiten Italien bereits konkrete Ausnahmen gewährt 

wurden, erscheint die im Sinne einer Übergangsregelung vorgesehene Lösung 

für bereits realisierte Wechselstrom-Verbindungsleitungen vertretbar. […] 

Hintergrund zur Gewährung von Ausnahmen vom diskriminierungsfreien 

Netzzugang (Third Party Access TPA) ist die Befürchtung, dass zuwenig in 

grenzüberschreitende Leitungen investiert wird. Dies gilt insbesondere für jene 

Leitungsanlagen, deren Kosten nicht als anrechenbar im Sinne von Artikel 15 

StromVG akzeptiert würden […] ». 

Ma vi è di più. Nel commento all’art. 2 OEAC viene infatti precisato che il 

regime d’eccezione deve permettere all’investitore di trarre vantaggio 

dall’investimento effettuato a proprio rischio (cfr. Rapporto esplicativo 

OEAC, pag. 2):  

« […] Die Ausnahme vom TPA ermöglicht es einem Investor, die anfallenden 

Kosten durch eine exklusive Nutzung über die Marktpreisdifferenz zu 

finanzieren […] ». 

Tale evenienza trova poi conferma nel commento dell’art. 4 OEAC concer-

nente il contenuto della domanda di esenzione, ove è chiaramente preci-

sato che legittimato a richiedere la concessione dell’eccezione ex art. 2 

OEAC è il potenziale investitore (cfr. Rapporto esplicativo OEAC, pag. 5):  

« […] Ein potenzieller Investor muss bei der ElCom ein Gesuch auf 

Ausnahmegewährung stellen […] ». 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 21 

Orbene, per controbilanciare l’investimento altamente rischioso dal punto 

di vista finanziario, il regime d’eccezione non può logicamente che 

esentare colui che ha investito nella costruzione e/o nel potenziamento 

della linea d’interconnessione transfrontaliera, ossia il suo investitore. 

Detto in altri termini, così come concepita, l’eccezione prevista dall’art. 2 

OEAC non può che avere per conseguenza quella di permettere al suo 

investitore di sfruttare commercialmente almeno una parte delle capacità 

generate dalla linea d’interconnessione. Ne discende, che il « gestore di 

una linea di interconnessione » ex art. 2 OEAC non può che essere il suo 

investitore, nel senso commerciale del termine. Il « gestore » ai sensi 

dell’art. 2 OEAC non può logicamente pertanto corrispondere al « gestore 

della rete » nel senso tecnico del termine di cui all’art. 13 LAEl. 

6.5.4.5 In conclusione, l’interpretazione storica e teologica, nonché del 

diritto comparato, conducono il Tribunale a ritenere che il « gestore di una 

linea di interconnessione » ai sensi dell’art. 2 OEAC – quale titolare del 

regime d’eccezione all’accesso alla rete – non può che essere l’investitore, 

ossia colui che concretamente ha assunto il rischio finanziario ed investito 

nella realizzazione e/o il potenziamento di una linea di interconnessione 

transfrontaliera (« Merchant Lines »), nell’ottica di poi poterla sfruttare 

commercialmente almeno in parte per un determinato periodo di tempo. 

6.5.5 Ciò sancito, occorre ancora fare capo all’interpretazione sistematica. 

6.5.5.1 Come visto, il regime d’eccezione all’accesso alla rete è 

espressamente previsto all’art. 17 cpv. 6 LAEl e menzionato unicamente 

all’art. 13 cpv. 2 lett. d LAEl. Dal punto di vista della sistematica della legge, 

detta norma si trova in fondo alla « Sezione 2: Accesso alla rete e 

corrispettivo per l’utilizzazione della rete », del « Capitolo 3: Utilizzazione 

della rete », composto dagli artt. 13-17 LAEl. Se gli artt. 13-16 LAEl 

disciplinano in dettaglio il normale accesso alla rete di trasporto e di 

distribuzione, nonché la computazione dei costi di rete ivi connessi, l’art. 17 

LAEl disciplina invece il caso particolare dell’accesso alla rete in caso di 

congestioni nella rete di trasporto transfrontaliera. L’art. 17 cpv. 6 LAEl non 

disciplina tuttavia in dettaglio il regime d’eccezione, nella misura in cui 

precisa unicamente il suo oggetto, ossia le capacità nella rete di trasporto 

transfrontaliera messe in esercizio dopo il 1°gennaio 2005.  

Dall’esame dell’OAEl, sotto il « Capitolo 3: Utilizzazione della rete » risulta 

poi che il normale accesso alla rete di trasporto è regolato dagli artt. 11-19 

OAEl della « Sezione 2: Accesso alla rete e corrispettivo per l’utilizzazione 

della rete », mentre l’accesso alla rete di trasporto transfrontaliera e il 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 22 

relativo regime d’eccezione sono regolati in una sezione separata, ossia 

dagli artt. 20-21 OAEl della « Sezione 3: Congestioni nelle forniture 

transfrontaliere, eccezioni all’accesso alla rete e al calcolo dei costi di rete 

computabili ». Anche in questo caso, l’art. 21 OAEl non definisce tuttavia 

in dettaglio il regime d’eccezione. 

Di fatto, il regime d’eccezione all’accesso alla rete è regolamentato in 

maniera dettagliata soltanto dall’OEAC, appositamente concepita proprio 

per le « Merchant Lines », conformemente all’art. 17 cpv. 6 LAEl e 

all’art. 21 cpv. 1 OAEl. In effetti, tale ordinanza è unicamente applicabile al 

caso speciale delle capacità di rete nella rete di trasporto transfrontaliera, 

messe in esercizio dopo il 1° gennaio 2005 (linee d’interconnessione). A 

contrario, l’OEAC non concerne pertanto né l’accesso alla rete di trasporto 

ai sensi dell’art. 13 cpv. 1 LAEl, né l’accesso alla rete di trasporto transfron-

taliera già in esercizio prima del 1° gennaio 2005. 

6.5.5.2 Da quanto precede si evince dunque che, anche dal punto di vista 

della sistematica della legge, la legge opera una chiara differenziazione tra 

il regime speciale dell’eccezione all’accesso alla rete previsto in dettaglio 

dall’OEAC per le linee di trasporto transfrontaliere (« Merchant Lines ») e 

il regime normale previsto in dettaglio dalla LAEl e dall’OAEl per le linee di 

trasporto regolamentate in dettaglio. A rigore di logica, in tale particolare 

contesto, una distinzione tra il « gestore di rete » ai sensi dell’art. 13 LAEl 

e il « gestore di una linea di interconnessione » ai sensi dell’art. 2 OEAC 

non appare né scioccante, né arbitraria o contraria alla sistematica della 

legislazione in materia di accesso alla rete. L’interpretazione sistematica 

non esclude dunque che il « gestore di una linea di interconnessione » ai 

sensi dell’art. 2 OEAC sia l’investitore, così come risultante dall’interpreta-

zione storica, teologica e di diritto comparato. 

6.5.6 Visto tutto quanto suesposto, nella logica del sistema del regime 

d’eccezione all’accesso alla rete di cui all’art. 17 cpv. 6 LAEl, il « gestore di 

una linea di interconnessione » ai sensi dell’art. 2 OEAC – quale titolare 

del regime d’eccezione all’accesso alla rete – non può che essere 

l’investitore, ossia colui che concretamente ha assunto il rischio finanziario 

ed investito nella realizzazione e/o il potenziamento di una linea di 

interconnessione transfrontaliera (« Merchant Lines »), nell’ottica di poi 

poterla sfruttare commercialmente almeno in parte per un determinato 

periodo di tempo. Ne discende che una linea d’interconnessione 

transfrontaliera, per cui sussiste un regime d’eccezione all’accesso alla 

rete ai sensi dell’art. 17 cpv. 6 LAEl, può avere un gestore di rete ai sensi 

dell’art. 13 LAEl, ossia un gestore responsabile della sua manutenzione e 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 23 

sicurezza dal profilo tecnico, e nel contempo un gestore ai sensi dell’art. 2 

OEAC, ossia un gestore responsabile della sua commercializzazione.  

7.  

Chiarita la nozione di « gestore di rete » ai sensi dell’art. 13 LAEl, nonché 

definita la nozione di « gestore di una linea di interconnessione » ai sensi 

dell’art. 2 OEAC, qui di seguito il Tribunale determinerà il gestore della linea 

d’interconnessione ML Mendrisio-Cagno ai sensi dell’art. 2 OEAC, ossia 

chi è concretamente legittimato a richiedere la concessione del regime 

d’eccezione all’accesso alla rete, rispettivamente la sua rivalutazione, 

oggetto della presente procedura di ricorso e della procedura attualmente 

pendente dinanzi all’autorità inferiore (cfr. consid. 7.3 del presente 

giudizio). Poiché solo il « gestore di una linea di interconnessione » ai sensi 

dell’art. 2 OEAC ha formalmente la qualità di parte (art. 6 PA) in rapporto 

al regime d’eccezione all’accesso di rete, occorre infatti stabilire chi dei tre 

ricorrenti è investito di tale qualifica. In tale contesto, nella misura in cui le 

parti e l’autorità inferiore non concordano circa l’identità del gestore di rete 

della ML Mendrisio-Cagno ai sensi dell’art. 13 LAEl – ossia in merito al 

gestore responsabile della sua gestione tecnica – il Tribunale farà inoltre 

chiarezza al riguardo (cfr. consid. 7.2 del presente giudizio). 

7.1 Con decisione del 16 aprile 2009, l’autorità inferiore ha inizialmente 

concesso il regime d’eccezione all’accesso alla rete alla sola ricorrente 2, 

per una durata limitata di 13 anni. Nell’ambito della rivalutazione del 

predetto regime, con decisione parziale dell’11 dicembre 2014, l’autorità 

inferiore ha poi ritenuto che l’eccezione all’accesso alla rete andava esteso 

anche alla ricorrente 3, da lei qualificata di « gestore di rete » sia ai sensi 

dell’art. 13 LAEl, che dell’art. 2 OEAC. Orbene, l’interpretazione del titolare 

del regime d’eccezione data dall’autorità inferiore non è sostenibile: come 

visto poc’anzi, il gestore di rete ai sensi dell’art. 2 OEAC è infatti 

l’investitore e non il suo gestore tecnico (cfr. consid. 6.5.6 del presente 

giudizio). Di fatto, per poter definire il gestore della linea d’interconnessione 

della ML Mendrisio-Cagno ai sensi dell’art. 2 OEAC, occorre dunque 

identificare l’investitore, rispettivamente il gestore attualmente incaricato 

della sua gestione commerciale. 

In tale ottica, il Tribunale dovrà esaminare in dettaglio i contratti che 

regolano (o hanno regolato) i rapporti tra la ricorrente 1, la ricorrente 2 e la 

ricorrente 3 in relazione alla ML Mendrisio-Cagno. Orbene, con ordinanza 

9 febbraio 2017, il Tribunale ha già avuto modo di constatare che le 

relazioni in essere tra le parti sono in particolare disciplinate dai seguenti 

documenti prodotti dalla ricorrente 2: 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 24 

 Regolamento d’esercizio denominato « Regolamento di esercizio, 

collegamento internazionale a 380 kV n. 369 Mendrisio (CH) – Cagno (IT) – 

Cislago (IT) » del 27 giugno 2008 tra la Terna S.p.A., la ricorrente 2 e la 

ricorrente 3 (doc. T); 

 Accordo denominato « Vereinbarung betreffend Netzführung der Achse 

Cagno/Cislago – Mendrisio – Manno – Magadino » del 27 giugno/1° luglio 

2008 tra la ricorrente 1 e la ricorrente 3 (doc. U); 

 Accordo denominato « Agreement for the Commercial Treatment of the 

Merchant Line on the Swiss-Italian border between Terna, swissgrid and Nord 

Energia SpA » del 6 luglio 2009, tra la Terna S.p.A., la ricorrente 1 e la 

ricorrente 2 (doc. V);  

 Accordo denominato « Accordo operativo con GRD per reti di distribuzione 

direttamente allacciate alla rete di trasmissione » del 12/14 agosto 2009, tra 

la ricorrente 1 e la ricorrente 3 (doc. W);  

 Accordo denominato « Agreement on Operating Regulations » del 

15/17/21/25 aprile 2013, tra la Terna S.p.A., la ricorrente 1, la ricorrente 2 e la 

ricorrente 3 (doc. Z). 

Dai summenzionati docc. T, V e Z risulta poi che le relazioni in essere tra 

la ricorrente 1 e la ricorrente 3 sono altresì regolati dagli accordi denominati 

« Betriebsvereinbarung (BHF) » e « Betriebsführungshandsbuchs V2.2 ». 

Le ricorrenti – chiamate a pronunciarsi al riguardo – nelle loro rispettive 

prese di posizione del 21 aprile 2017 e del 24 aprile 2017 di fatto non 

hanno contestato tale evenienza, sicché vi è luogo di basarsi essenzial-

mente sui predetti accordi. Ciò indicato, occorre nondimeno precisare che 

in rapporto ai documenti denominati « Betriebsvereinbarung (BHF) » e 

« Betriebsführungshandsbuchs V2.2 », la ricorrente 1 e la ricorrente 3 han-

no espresso delle riserve, nella misura in cui si tratterebbero di documenti 

a carattere strettamente confidenziale (cfr. scritto 21 aprile 2017 della 

ricorrente 1; scritto 24 aprile 2017 della ricorrente 3). Per tale motivo, detti 

atti verranno citati nel presente giudizio unicamente per quanto necessario.  

7.2 Per quanto concerne il « gestore di rete » ai sensi dell’art. 13 LAEl, il 

Tribunale rileva quanto segue. 

7.2.1 Nella misura in cui la ML Mendrisio-Cagno sul lato svizzero fa parte 

della rete di trasporto svizzera, legalmente il suo gestore di rete ai sensi 

dell’art. 13 LAEl risulta essere la società nazionale di rete (cfr. art. 18 LAEl; 

consid. 6.2.2 del presente giudizio), ossia la ricorrente 1. Benché la ML 

Mendrisio-Cagno non appartenga ancora formalmente alla società 

nazionale di rete – tale linea essendo sottoposta ad un regime d’eccezione 

all’accesso alla rete – dal profilo tecnico non vi è dubbio alcuno che la 

stessa sia già controllata da quest’ultima. Non va infatti dimenticato che il 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 25 

gestore di rete non deve essere forzatamente essere il suo proprietario 

(cfr. consid. 6.5.2 del presente giudizio). Orbene, durante il regime 

d’eccezione la linea d’interconnessione transfrontaliera è detenuta 

provvisoriamente dal suo investitore, che la sfrutta a livello commerciale. È 

solo alla fine del regime d’eccezione che la proprietà passa formalmente 

alla società nazionale di rete (cfr. art. 12 cpv. 1 OEAC). 

Tale evenienza è peraltro confermata dagli accordi in essere tra le parti, in 

particolare dalla « Vereinbarung swissgrid AET betreffend Netzführung der 

Achse Cagno/Cislago – Mendrisio – Manno – Magadino », dalla quale 

risulta che è la ricorrente 1 ad occuparsi dell’esercizio della ML Mendrisio-

Cagno sull’asse svizzero, dal profilo tecnico e della sicurezza (cfr. doc. U, 

punto n. 1). Sull’asse italiano tale compito spetta invece alla società Terna 

S.p.A. (cfr. doc. U, punto n. 1, nonché docc. T e Z).  

Certo, in tale compito la ricorrente 1 è assistita tecnicamente dalla 

ricorrente 3. Tuttavia quest’ultima non è libera di gestire autonomamente 

la ML Mendrisio-Cagno, nella misura in cui è tenuta a rispettare le istruzioni 

della ricorrente 1, così come risulta in particolare dall’accordo operativo 

con GRD per reti di distribuzione direttamente allacciate alla rete di 

trasmissione stipulato tra la ricorrente 1 e la ricorrente 3 (cfr. doc. W, punti 

n. 4, 5 e 6) e dal regolamento di esercizio tra la Terna S.p.A., la ricorrente 2 

e la ricorrente 3 (cfr. doc. T, punti n. 2.2, 2.4 e 3.2). Detti accordi precisano 

in particolare che i rapporti tra la ricorrente 1 e la ricorrente 3 sono regolati 

dal « Betriebsvereinbarung (BHF) », rispettivamente dal « Betriebsfüh-

rungshandsbuchs V2.2 », ciò che evidenzia – senza bisogno di 

esaminarne il contenuto, per i quali la ricorrente 1 e la ricorrente 3 hanno 

sollevato il carattere confidenziale (cfr. consid. 7.1 del presente giudizio) – 

la sussistenza di un rapporto di subordinazione nell’ambito della gestione 

tecnica della ML Mendrisio-Cagno.  

Quanto precede trova ancora più conferma nell’accordo denominato 

« Agreement on Operating Regulations concerning International 380 kV 

connection Mendrisio (CH)-Cagno (IT) and Phase Shifting Transformer 

380/150 kV Mendrisio » tra la Terna S.p.A., la ricorrente 1, la ricorrente 2 e 

la ricorrente 3 (cfr. doc. Z). In particolare, da esso risulta che la ricorrente 3 

è responsabile dell’esercizio e della manutenzione della rete ML Mendrisio-

Cagno sull’asse svizzero, in nome e per conto della ricorrente 2, titolare del 

regime d’eccezione e detentrice della predetta linea (cfr. doc. Z, punto 

n. 1). La ricorrente 3 è tuttavia soggetta alle istruzioni della ricorrente 1, 

unica a poter influire sul flusso di energia e sulle misure di sicurezza 

(cfr. doc. Z, punti n. 3.2 e n. 3.5.1 lett. a-d). 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 26 

7.2.2 Da quanto precede, risulta dunque chiaramente che il « gestore della 

rete » ai sensi dell’art. 13 LAEl è la ricorrente 1, la quale si occupa della 

gestione tecnica della ML Mendrisio-Cagno per il tramite della ricorrente 3, 

a cui essa impartisce delle istruzioni. 

7.3 Per quanto attiene invece al « gestore della linea d’interconnessione » 

ai sensi dell’art. 2 OEAC, va osservato quanto segue. 

7.3.1 Come già accennato, la ricorrente 2 è l’attuale titolare del regime 

d’eccezione all’accesso alla rete ML Mendrisio-Cagno: sull’asse italiano in 

virtù del Decreto Dirigenziale N.290/ML/2/2008 del 9 gennaio 2008 del 

Ministero italiano dello Sviluppo Economico, sull’asse svizzero in virtù della 

decisione del 16 aprile 2009 dell’ElCom. Ciò premesso, dagli accordi in 

essere tra le parti, risulta chiaramente che la ricorrente 2 detiene la ML 

Mendrisio-Cagno per il tramite di due società da essa controllate: sull’asse 

svizzero per il tramite della società CMC MeSta SA, sull’asse italiano per il 

tramite della società Terna S.p.A. (cfr. doc. Z, punto n. 1; doc. V, 

preambolo; doc. T, premessa). Ma non solo. In particolare, dall’accordo 

denominato « Agreement for the commercial treatment of the Merchant 

Line an the Swiss-Italian border » tra la Terna S.p.A., la ricorrente 1 e la 

ricorrente 2 (cfr. doc. V), disciplinante in dettaglio l’uso commerciale della 

ML Mendrisio-Cagno (cfr. doc. V, art. 1), risulta infatti che la ricorrente 2 – 

designata nel suddetto accordo quale investitore (cfr. doc. V, art. 2) – non 

solo ha investito nella ML Mendrisio-Cagno, ma si occupa tutt’ora della sua 

gestione commerciale. Tale evenienza non risulta invece per quanto 

concerne la ricorrente 1 e neppure la ricorrente 3, tali parti occupandosi 

della linea soltanto dal profilo tecnico e della sicurezza. 

7.3.2 In qualità di investitore, nonché di gestore della ML Mendrisio-Cagno 

dal profilo commerciale, la ricorrente 2 risulta dunque essere il « gestore 

della linea d’interconnessione » ai sensi dell’art. 2 OEAC. Ne discende 

ch’essa è la legittima titolare del regime d’eccezione all’accesso alla rete 

ai sensi dell’art. 17 cpv. 6 LAEl. 

Nella misura in cui la ricorrente 3 non può invece essere qualificata di 

investitore e tanto meno di gestore della ML Mendrisio-Cagno dal punto di 

vista commerciale – tale evenienza non risultando dagli accordi in essere 

tra le parti ed essendo peraltro fermamente contestata dai tre ricorrenti – 

la stessa non è chiaramente abilitata a chiedere la concessione dell’ecce-

zione all’accesso alla rete ai sensi dell’art. 17 cpv. 6 LAEl. 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

Pagina 27 

In definitiva, tutto porta a ritenere che il « gestore di rete » della ML 

Mendrisio-Cagno ai sensi dell’art. 13 LAEl è la ricorrente 1 (società 

nazionale di rete), la quale è aiutata dalla ricorrente 3 per quanto concerne 

la gestione tecnica. Il « gestore della linea d’interconnessione » ai sensi 

dell’art. 2 OEAC è invece la ricorrente 2, la quale ha investito nella ML 

Mendrisio-Cagno e si occupa attualmente della sua gestione commerciale. 

Per quanto concerne la ricorrente 3, quest’ultima non è invece qualificabile 

né di « gestore di rete » ai sensi dell’art. 13 LAEl (cfr. consid. 7.2.2 del 

presente giudizio), né di « gestore della linea d’interconnessione » ai sensi 

dell’art. 2 OEAC (cfr. consid. 7.3.2 del presente giudizio). Contrariamente 

alla ricorrente 2, la ricorrente 3 non è dunque legittimata a beneficiare del 

regime d’eccezione all’accesso alla rete ai sensi dell’art 17 cpv. 6 LAEl. In 

tali circostanze, la ricorrente 3 non dispone dunque di alcun interesse 

attuale e concreto, degno di protezione in rapporto al regime d’eccezione 

ai sensi dell’art. 17 cpv. 6 LAEl (cfr. considd. 5.2 e 5.4 del presente 

giudizio). Di fatto, essa risulta pertanto chiaramente sprovvista della qualità 

di parte ai sensi dell’art. 6 PA sia per quanto concerne la procedura di 

ridefinizione del regime d’eccezione all’accesso alla rete tutt’ora pendente 

dinanzi all’autorità inferiore, sia per quanto concerne la presente procedura 

di ricorso in rapporto alle censure materiali non ancora evase dal Tribunale.  

 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

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Ne discende, che è a torto che l’autorità inferiore ha integrato d’ufficio la 

ricorrente 3 alla procedura, designandola di titolare del regime d’eccezione 

in oggetto congiuntamente alla ricorrente 2.  

Su questo punto la decisione parziale dell’11 dicembre 2014 dell’autorità 

inferiore va dunque annullata, con conseguente radiazione dai ruoli della 

ricorrente 3 nell’ambito della procedura di ridefinizione del regime 

d’eccezione all’accesso alla rete relativo alla ML Mendrisio-Cagno 

attualmente pendente dinanzi alla predetta autorità. Detta procedura dovrà 

pertanto continuare unicamente nei confronti della ricorrente 1 e della 

ricorrente 2. Analogo discorso vale altresì per quanto concerne la presente 

procedura di ricorso, nella misura in cui il Tribunale dovrà ancora 

determinarsi in merito agli aspetti materiali del regime d’eccezione. In tali 

circostanze, il ricorso della ricorrente 3 – che ha chiesto la sua esclusione 

dalla procedura pendente dinanzi all’autorità inferiore – va integralmente 

accolto. Pure il ricorso della ricorrente 2 va accolto su questo punto, nella 

misura in cui anch’essa ha espressamente postulato l’esclusione della 

ricorrente 3. 

8.  

Con osservazioni finali del 26 giugno 2017, la ricorrente 2 ha chiesto la 

fissazione di un’udienza pubblica ex art. 40 LTAF e art. 6 n. 1 CEDU, 

facendo valere che in concreto sussisterebbe un diritto di carattere civile: il 

riconoscimento della qualità di parte alla ricorrente 3 equivarrebbe ad 

espropriare la ricorrente 2 della titolarità esclusiva dell’eccezione 

all’accesso alla rete della ML Mendrisio-Cagno concessole ex art. 17 cpv. 6 

LAEl, in qualità di parte che ha investito e si occupa attualmente del suo 

sfruttamento commerciale (cfr. citate osservazioni, pag. 3 seg.). 

Sennonché, in concreto la questione a sapere se si debba o meno 

procedere ad un’udienza pubblica ai sensi dell’art. 40 LTAF in combinato 

disposto con l’art. 6 n. 1 CEDU può rimanere qui aperta, nella misura in cui 

con la presente sentenza parziale non viene né riconosciuta la qualità di 

parte alla ricorrente 3, né messo in discussione il regime d’eccezione 

all’accesso alla rete, di cui la ricorrente 2 è l’attuale titolare. Ma vi è di più. 

Di fatto, le richieste della ricorrente 2 in correlazione con la contestata 

qualità di parte della ricorrente 3 trovano infatti completo accoglimento, 

sicché in ogni caso un’udienza pubblica non appare qui indispensabile ai 

fini del giudizio. In tali circostanze, non è ravvisabile alcun pregiudizio per 

la ricorrente 2. Peraltro, nella misura in cui allo stadio attuale della 

procedura è in discussione una questione meramente procedurale – ossia 

la qualità di parte della ricorrente 3 – ci si potrebbe altresì interrogare sulla 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

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ricevibilità della richiesta d’udienza pubblica (cfr. sentenza del TF 

1E.8/2006 del 18 ottobre 2006 consid. 2.2; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

op. cit., n. 3169). Orbene, visto quanto precede, la richiesta di udienza 

pubblica può in ogni caso essere qui respinta.  

9.  

Considerato l’esito della lite, ossia l’accoglimento integrale del ricorso della 

ricorrente 3, nonché il conseguente accoglimento parziale del ricorso della 

ricorrente 2 limitatamente in rapporto alla qualità di parte della ricorrente 3, 

per la presente sentenza parziale non vengono prelevate spese di 

procedura (cfr. art. 63 cpv. 2 e cpv. 3 PA; art. 1 segg. del regolamento del 

21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).  

Ciò sancito, visto il parziale accoglimento del ricorso della ricorrente 2 – qui 

unica parte patrocinata da due avvocati – in rapporto alla qualità di parte 

della ricorrente 3, si giustifica la concessione a quest’ultima di un’indennità 

a titolo di ripetibili (cfr. art. 64 cpv. 1 PA, rispettivamente art. 7 cpv. 1 e 

cpv. 2 TS-TAF). Nella misura in cui si tratta di una sentenza parziale, 

l’indennità di ripetibili va tuttavia fissata proporzionalmente a 3'000 franchi 

« incluso supplemento IVA ai sensi dell’art. 9 cpv. 1 lett. c TS-TAF ». Alla 

crescita in giudicato della presente sentenza parziale tale importo dovrà 

essere versato alla ricorrente 2 dall’autorità inferiore, previa sua indicazio-

ne delle coordinate bancarie o postali sulle quali effettuare il versamento. 

 
Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso della ricorrente 3 è integralmente accolto ai sensi del consid. 7.4. 

2.  

Il ricorso della ricorrente 2 è parzialmente accolto ai sensi del consid. 7.4. 

3.  

Di conseguenza, la decisione parziale dell’11 dicembre 2014 dell’autorità 

inferiore è parzialmente annullata ai sensi del consid. 7.4, secondo cui la 

ricorrente 3 non ha qualità di parte nella procedura di ridefinizione del 

regime d’eccezione all’accesso alla rete attualmente pendente dinanzi ad 

essa e deve pertanto essere radiata dai ruoli. 

A-671/2015, A-692/2015, A-701/2015 

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4.  

La presente procedura di ricorso proseguirà nei confronti della ricorrente 1 

nonché della ricorrente 2, per quanto concerne le questioni materiali non 

ancora decise nella presente sentenza parziale. 

5.  

Per la presente sentenza parziale non si prelevano spese processuali. 

6.  

Alla ricorrente 2 è riconosciuta un’indennità a titolo di ripetibili pari a 

3'000 franchi. Alla crescita in giudicato del presente giudizio, tale importo 

dovrà essergli versato dall’autorità inferiore. 

7.  

Eventuali ulteriori misure istruttorie seguiranno in un secondo tempo.  

8.  

Comunicazione a: 

– ricorrente e controparte 1 (atto giudiziario)  

– ricorrente e controparte 2 (atto giudiziario)  

– ricorrente e controparte 3 (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. 237-00009; atto giudiziario) 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Sara Friedli 

 
Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

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