# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6774bcef-f49d-563c-823c-02213ab299c7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-09-28
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 28.09.1998 14.1998.108
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1998-108_1998-09-28.html

## Full Text

Incarto n.

  14.98.00108

  	
  Lugano

  28 settembre 1998 /FP/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Pellegrini, vicepresidente,

  Zali e Giani, quest'ultimo
  in sostituzione del giudice Cometta, assente

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sull’istanza 25 settembre 1998 presentata da

 

                                         __________                 patrocinato dallo studio legale avv.
__________

 

 

intesa
ad ottenere la sospensione dell’esecuzione ai sensi dell’art. 85 LEF nella
procedura fallimentare dipendente da istanza 29 luglio 1998 promossa da

 

                                         __________ 

 

chiedente
il fallimento dell'escusso con riferimento al precetto esecutivo n. __________ dell’UEF
di Lugano;

 

 

ritenuto
in fatto e considerato in diritto:

 

 

                                         che
con l’istanza in esame, fondata sull’art. 85 LEF, __________ chiede alla Camera
di eccezione e fallimenti del Tribunale di Appello la sospensione della
procedura esecutiva intentata contro di lui da __________, richiamando l’udienza
di contraddittorio del 2 settembre 1998 conseguente all’istanza di fallimento
proposta dalla creditrice, ove egli ha riferito al Pretore di avere ottenuto
una dilazione del proprio debito, e lo scritto 25 settembre 1998 della
procedente, con la quale essa ha chiesto l’annullamento della procedura di
fallimento (doc. D);

 

                                         che
la creditrice, in effetti, con il citato scritto ha chiesto alla Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale di Appello di annullare la procedura
fallimentare in rassegna;   

 

                                         che
l’istanza non è stata intimata alla creditrice per la presentazione dello
osservazioni;

 

                                         che,
così come formulata, la domanda di __________ è d’acchito inammissibile, poiché
l’istante non soltanto non indica quale decisione del Pretore essa intende
impugnare davanti alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di
appello e per quali ragioni, ma nemmeno pretende di agire in qualità di
appellante, condicio sine qua non per rivolgersi nell’ambito di procedimenti
come quello in esame - cause a procedura sommaria in materia di esecuzione e
fallimenti - all’autorità ricorsuale cantonale (CEF e Corte di cassazione
civile del Tribunale di appello) e per chiedere, se dal caso, decisioni di
natura provvisionale (effetto sospensivo);

 

                                         che
l’istanza, intesa ad ottenere la sospensione della procedura esecutiva ai sensi
dell’art. 85 LEF - la cui decisione spetta anzitutto al giudice di prime cure e
non alla Camera di esecuzione e fallimenti, come preteso dall’istante - risulta
poi addirittura incomprensibile, ove soltanto si consideri che in data 18
settembre 1998 è stato pronunciato il fallimento contro l’escusso, ciò che
rende addirittura priva di oggetto e nemmeno ammissibile una richiesta di tale
indole (Messaggio concernente la revisione della LEF, FF 1991 III, pag. 50);

 

                                         che
contro il decreto di fallimento è infatti dato il rimedio dell’appello (art.
174 LEF), con possibilità di richiesta di effetto sospensivo al Presidente
della Camera adita (art.  22 cpv. 3 LALEF);

 

                                         che
l’istante non si è avvalso di tale rimedio, optando per contro per un iter
curioso, ossia sollecitando la Camera di esecuzione e fallimenti a sospendere
l’esecuzione ai sensi dell’art. 85 LEF come autorità di primo grado, ossia
senza prima insorgere contro una concreta decisione che il Pretore -a torto o a
ragione- avrebbe preso nei suoi confronti; 

 

                                         che
per queste ragioni l’istanza - proposta con leggerezza, ove si consideri che
l’estensore è un licenziato in diritto - va pertanto dichiarata inammissibile
senza ulteriori formalità, con carico di spese e tassa di giustizia all’istante
(art. 61 OTLEF);

 

                                         che,
infine, si volesse anche per denegata ipotesi considerare l’istanza come
ricorso contro il decreto di fallimento - anche alla luce della richiesta della
creditrice di annullare la procedura fallimentare - il destino del debitore
sarebbe comunque segnato, ove si consideri che egli non ha in ogni modo reso
verosimile la sua solvibilità (art. 174 cpv. 2  LEF);  

 

 

per
queste ragioni

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L’istanza è
inammissibile.

 

                                   2.   Le spese e la tassa
di giustizia per complessivi fr. 100.- sono posti a carico dell’istante.

 

                                   3.   Intimazione:
   -    __________

                                         Comunicazione alla Pretura
di Lugano, sez. 5

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
vicepresidente                                                                       La
segretaria