# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 35ebca12-bbb4-5585-a999-844b74eecf9d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-11-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 04.11.2010 14.2010.86
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2010-86_2010-11-04.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2010.86

  	
  Lugano

  4 novembre
  2010

  B/fp/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Epiney-Colombo

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile
promossa con istanza 14 giugno 2010 presentata da

 

	
   

  	
  AO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 __________ 

  patrocinato dall’ PA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

tendente ad ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione
interposta al PE n. __________ del 19/20 aprile 2010 dell’UE di __________;

 

sulla quale istanza il Pretore del Distretto di __________, con
sentenza 23 settembre 2010 (EF.2010.__________ ha così deciso:

 

“1.  L’istanza è accolta e di conseguenza l’opposizione interposta
al summenzionato precetto esecutivo è respinta in via provvisoria per fr.
20'834.78 oltre interessi al 5% dal 14.8.2007.

 

 2.  La tassa di giustizia in fr. 210.--, da anticipare dalla parte
istante, è posta a carico della parte convenuta, con l’obbligo di rifondere a
controparte fr. 200.-- a titolo di indennità.”

 

 

Sentenza dedotta
tempestivamente in appello da AP 1 che con atto 

4 ottobre 2010 postula
la reiezione dell’istanza, protestate spese e ripetibili; 

 

preso atto che la parte
appellata non ha presentato osservazioni;

 

 

ritenuto 

 

In fatto:

 

                                  A.   Con
PE n. __________ del 19/20 aprile 2010 AO 1 ha escusso AP 1 per l’incasso di fr. 29'870.40 oltre interessi al 5% dal 14 agosto 2007, indicando quale titolo di
credito: “Saldo fattura del 15.07.07”. Interposta tempestiva opposizione
dall’escusso, il creditore ne ha chiesto il rigetto provvisorio. 

 

                                  B.   Il procedente fonda la sua pretesa su un’offerta del 21 settembre
2006 per opere da giardiniere da eseguire presso la proprietà dell’escusso per
un importo complessivo di fr. 35'834.78 (doc. C). L’istante ha rilevato che il
7 marzo 2007 il convenuto ha versato un acconto di fr. 15'000.-- (doc. E).
Ultimati i lavori l’istante, il 15 luglio 2007, ha emesso una fattura per fr. 44'870.40 (doc. B). Con l’esecuzione in oggetto egli pretende il
pagamento dell’importo residuo di fr. 29'870.40 oltre interessi al 5% dal 14
agosto 2007.

 

                                  C.   All’udienza
di contraddittorio è comparso solo l’istante che si è confermato nella sua
istanza di rigetto, precisando di limitare la sua domanda a fr. 35'834.78, come
indicato nell’offerta doc. C, dedotto l’acconto di fr. 15'000.-- versato dal
debitore, ossia a fr. 20'834.78 oltre interessi al 5% dal 14 agosto 2007. 

 

                                  D.   Con
sentenza 23 settembre 2010 il Pretore del Distretto __________, ha accolto
l’istanza ritenendo l’offerta del 21 settembre 2006, menzionante la qualità, la
quantità e il prezzo unitario delle prestazioni offerte, debitamente
sottoscritta dall’escusso, dedotto l’acconto di fr. 15'000.-- versato da
quest’ultimo, valido riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 LEF.

                                      

                                  E.   Con
l’appello AP 1 rileva l’obbligo del giudice del rigetto di verificare
d’ufficio, anche in sede d’appello, la validità del riconoscimento di debito.
L’appellante nega di avere sottoscritto l’offerta del 21 settembre 2006 (doc.
C), sostenendo che le sigle apposte sul timbro impresso in calce all’offerta
sarebbero attestazioni interne dell’istante.

 

Considerato

 

In diritto:

 

                                   1.   Se
il credito si fonda su un riconoscimento di debito contratto mediante atto
pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio
dell’opposizione (art. 82 cpv. 1 LEF). La nozione di riconoscimento di debito,
non definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte
dell’escusso o del suo rappresentante di un’obbligazione in relazione a una
somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di
debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da
essi emergano gli elementi necessari. Condizione essenziale è che la somma di
denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi
stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente
dalla volontà delle parti (Cometta,
Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in :
Rep. 1989 pagg. 338 CO riferimenti). 

 

                                         Il
giudice del rigetto accerta d’ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche
in sede di appello) se la documentazione prodotta costituisce valido
riconoscimento di debito e se vi è identità fra il creditore, il debitore e il
credito indicati nel precetto esecutivo e nell’istanza con il creditore, il
debitore e il credito di cui ai documenti prodotti (Cometta, op. cit. pag. 331). 

                                      

                                         La
dichiarazione di riconoscimento di debito è una dichiarazione di volontà con la
quale il debitore si obbliga a pagare una certa somma di denaro: essa
dev’essere chiara, esplicita, non equivoca, non discutibile o soggetta a
interpretazione (Panchaud/Caprez,
Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 1 n. 7 pag. 3).                                                

 

                                         Quali
esigenze sono poste al requisito della firma   risulta
dagli art. 13-15 CO. Secondo l’art. 14 cpv. 1 CO la firma deve essere apposta
di propria mano, ritenuto che per l’art. 15 CO sostitutivo della firma di chi è
incapace di sottoscrivere può essere solo un segno a mano autenticato o una
pubblica attestazione. La firma viene considerata sufficiente se il debitore si
indica di propria mano in modo tale da poter essere identificato senza alcun dubbio
(Cometta, op. cit. pag. 339; Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG,
Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, n. 12 ad art. 82 LEF; Stücheli, Die Rechtsöffnung, Diss. Zurigo 2000, pag. 107, Panchaud/Caprez, op. cit., § 3 pag. 7).
     

                                         

                                         Come
ritenuto ai precedenti considerandi, è compito del giudice del rigetto, anche
in sede di appello, verificare se la documentazione prodotta costituisce valido
riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF. Orbene, il primo giudice
ha ritenuto l’offerta del 21 settembre 2006, per lavori da giardiniere, inviata
da AO 1 al seguente indirizzo “Egregi Signori C__________ c/o Impresa di
costruzione G__________ P__________ & Co, Via __________, __________” (doc.
C), valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione. A prescindere
dall’indirizzo, che non indica quale destinatario il convenuto AP 1, bensì i
“signori C__________” presso “G__________ P__________ & Co”, determinante
nella fattispecie è verificare se questo documento è stato effettivamente sottoscritto
dall’escusso o eventualmente da un suo rappresentante. La pretesa firma di AP 1
risultante dall’offerta consiste in una sigla apposta due volte su un timbro
recante la scritta “G__________ G__________” e le seguenti indicazioni:
“verifica offerta”, la data “22.09.06”, l’indicazione “com:” e la sigla e
“verifica delibera”, la data “23.09.06”, l’indicazione “com:” e di nuovo la
sigla. Dall’esame delle predette sigle non è possibile dedurre alcun indizio
che porti a ritenere che si tratti di firme dell’appellante. Inverosimile
appare poi che quest’ultimo abbia attestato la verifica dell’offerta e la
verifica della delibera di lavori per un importo elevato senza apporvi la sua
firma e, se del caso, il timbro della ditta G__________ P__________ & Co. Curioso
appare infine che in calce al timbro, apposta con la stessa penna nera e la
stessa calligrafia, con cui sono state aggiunte le citate indicazioni, è stata apposta
la scritta “accordato sconto -5%”, che di regola viene concesso e indicato
dall’appaltatore e pertanto dalla AO 1. Le precedenti considerazioni portano a
concludere che verosimilmente le sigle relative alla verifica dell’offerta e
alla verifica della delibera siano attestazioni interne dell’istante. D’altro
canto il fatto che sia stato pagato un acconto di fr. 15'000.-- non è
determinante. Infatti, per tacere del fatto che non è dato sapere chi ha pagato
tale somma, nell’ambito di questa procedura, il rigetto dell’opposizione può
essere concesso per l’importo residuo solo se l’offerta doc. C può essere
ritenuta, senza ombra di dubbio, sottoscritta dall’escusso, il che non è il
caso. In mancanza di un valido riconoscimento di debito, l’istanza di rigetto
dell’opposizione presentata nei confronti dell’appellante va respinta.

 

 

2.L’appello va accolto.

                                         Tassa
di giustizia e indennità seguono la soccombenza, rilevato che in prima sede non
si assegnano indennità, il convenuto non avendone presentato richiesta, non
essendo comparso all’udienza di contraddittorio (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62
cpv. 1 OTLEF).

 

Per i quali motivi, 

 

richiamato l’art. 82
LEF

 

pronuncia:

 

                                    I.   L’appello
è accolto. Di conseguenza, i dispositivi n. 1 e 2 della sentenza 23 settembre
2010 del Pretore del Distretto di __________ (EF.2010.__________), sono così
riformati:

 

                                         “1. L’istanza
è respinta.

 

                                          2.  La tassa di giustizia
di fr. 210.--, da anticipare dalla parte istante, è posta a suo carico.

 

                                   II.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 320.--, già anticipata
dall’appellante, è posta a carico di AO 1, il quale rifonderà a __________ fr.
400.-- a titolo di indennità.

 

                                  III.   Intimazione:    -
avv. PA 1, __________

                                                                  -
AO 1, __________

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di __________

 

 

 per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                             La
segretaria

 

 

 

 

Giacché il valore litigioso della vertenza, di fr. 20’834.--,
non raggiunge il limite di legge di fr. 30'000.--, contro la presente decisione
è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione, solo se la controversia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2
lett. a LTF).

 

Nello stesso termine è possibile proporre al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, anche ricorso sussidiario in materia costituzionale
(art. 113 e segg. LTF).