# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e98c9dd9-21d4-5963-9674-d70fa78ddb12
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-11-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 28.11.1996 11.1996.181
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1996-181_1996-11-28.html

## Full Text

Incarto n.

  11.96.00181

  	
  Lugano,

  28 novembre 1996/gb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Gianinazzi,
  vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nella causa __________.__________._______ (rapporti di vicinato) della Pretura della
giurisdizione di Locarno Campagna promossa con petizione del 23 marzo 1993 da

 

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________

  (già
  patrocinata dall’avv. __________ __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________
  e __________ __________, __________

  (patrocinati
  dall’avv. __________ __________, __________),

   

  

 

giudicando
ora sul decreto del 23 ottobre 1996
con cui il Pretore ha stralciato la causa dai ruoli per intervenuta perenzione
processuale;

 

esaminati
gli atti,

 

posti
i seguenti

 

punti
di questione:

 

                                   1.   Se dev’essere accolto
l’appello del 13 novembre 1996 presentato da __________ e __________ __________
contro il decreto di stralcio emesso il 23 ottobre 1996 dal Pretore della giurisdizione
di Locarno Campagna;

 

                                   2.   Il giudizio sulle spese e
le ripetibili.

Ritenuto

 

in fatto:                          che il 23 ottobre 1996 il
Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna ha stralciato dai ruoli per
intervenuta perenzione processuale una causa promossa il 23 marzo 1993 da
__________ __________ nei confronti di __________ e __________ __________, cui
l’attrice chiedeva di rimuovere svariati manufatti dalla loro proprietà;

 

                                         che con il decreto di
stralcio il Pretore ha lasciato le spese a carico di chi le aveva anticipate,
compensando le ripetibili;

 

                                         che contro la
compensazione delle ripetibili __________ e __________ __________ hanno
introdotto un appello del 13 novembre 1996 in cui postulano “l’importo di fr.
...” appunto a titolo di ripetibili;

 

                                         che l’appello non è stato
intimato alla controparte;

 

e considerando

 

in diritto:                        che a norma dell’art. 309
cpv. 2 lett. e CPC l’atto di appello deve contenere – sotto pena di nullità –
“le domande”, ovvero le richieste di giudizio (art. 309 cpv. 5 CPC);

 

                                         che nel caso di litigi
pecuniari – ivi comprese le contestazioni sull’ammontare delle ripetibili –
l’appellante non può limitarsi a conclusioni indeterminate, ma deve cifrare le
sue pretese (Rep. 1993 pag. 228 consid. b; Cocchi/Trezzini,
CPC annotato, Lugano 1993, n. 6 ad art. 309; I CCA, sentenza del 25 giugno 1993
nella causa P.-S. contro B., sentenza del 27 settembre 1993 nella causa P.
contro P.; identico principio vige, del resto, sul piano federale: Messmer/Imboden, Die eidgenössischen Rechtsmittel
in Zivilsachen, Zurigo 1992, pag. 151 nota 9);

 

                                         che in concreto gli
appellanti criticano la compensazione delle ripetibili decisa dal Pretore, ma
non indicano nemmeno approssimativamente quale sia l’indennità da essi
rivendicata in riforma del decreto impugnato;

 

                                         che da tale esigenza si
potrebbe prescindere solo ove il Pretore avesse trascurato di statuire sulle
ripetibili (Cocchi/Trezzini, op.
cit., n. 1 ad art. 309 CPC), ipotesi che non si verifica manifestamente nella
fattispecie;

 

                                         che pertanto l’appello dei
convenuti, carente di requisiti formali, sfugge a un giudizio di merito;

 

                                         che le spese del giudizio
odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si giustifica
di attribuire ripetibili all’attrice, cui l’appello non è nemmeno stato
intimato per osservazioni;

 

 

richiamato l’art. 313bis CPC

 

e vista sulle spese la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L’appello è irricevibile.

 

                                   2.   Gli oneri processuali,
consistenti in:

                                         a) tassa di
giustizia      fr. 100.–

                                         b) spese                         fr.  
50.–

                                                                                fr.
150.–

                                         sono
posti a carico degli appellanti in solido. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

                                         – avv. __________
__________, __________;

                                         – __________ __________,
__________.

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna.

 

 

Per la prima Camera civile del
Tribunale d’appello

La presidente                                                         La
segretaria