# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 80f4e9c9-b8ec-5323-afd6-33d190f89d16
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-10-06
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Strafkammer 06.10.2010 SK2 2010 52
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_005_SK2-2010-52_2010-10-06.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

___________________________________________________________________________________________________

Rif.: Coira, 06 ottobre 2010 Comunicata per iscritto il:
SK2 10 52 [non comunicata oralmente]

Sentenza 
II. Camera penale

Presidenza Bochsler
Giudici Hubert e Schlenker
Attuario Crameri

Visto l'appello amministrativo

di X., appellante, 

contro

la decisione del Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità dei Grigioni del 18 
agosto 2010, comunicata il 19 agosto 2010, in re dell’appellante,

concernente revoca della licenza di condurre,

è risultato:

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I. Fattispecie

A. Con decreto d’accusa del 25 aprile 2005 il Procuratore pubblico 
sopracenerino ha ritenuto X. colpevole di trasgressione degli artt. 27 cpv. 1 e 32 
cpv. 2 LCStr nonché 4a cpv. 1 lett. b ONC ed in applicazione dell’art. 90 cifra 2 
LCStr ha proposto di punirlo con una multa di fr. 1'000.--, per avere il _ sulla strada 
principale a A. superato di 34 km/h - dopo la deduzione del margine di sicurezza di 
6 km/h - la velocità massima prescritta di 80 km/h. Contro questo decreto 
l’accusato ha presentato opposizione. In conseguenza di ciò il 23 giugno 2005 
l’Ufficio della circolazione del Cantone dei Grigioni ha sospeso la procedura di 
revoca della licenza di condurre. Con sentenza del 15 settembre 2005 il Giudice 
supplente della Pretura penale di Bellinzona, per il surriferito fatto, ha riconosciuto 
X. colpevole di grave infrazione di norme della circolazione stradale e l’ha 
condannato ad una multa di fr. 1'000.--. Su ricorso del condannato questo giudizio 
è stato confermato dalla Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale 
d’appello del Cantone Ticino con sentenza del 17 agosto 2007, passata in 
giudicato il 18 settembre 2007. In seguito a ciò l’Ufficio cantonale della 
circolazione ha proseguito la procedura amministrativa e con decisione del 13 
febbraio 2008 ha revocato al condannato la licenza di condurre per la durata di tre 
mesi (art. 16c cpv. 1 lett. a in unione al cpv. 2 lett. a LCStr).

B. Per avere il _ di nuovo superato la velocità massima prescritta di 80 km/h, 
questa volta di 26 km/h - dedotta la tolleranza - sulla semiautostrada in territorio di 
B., con decisione del 15 gennaio 2010 la Sezione della circolazione del Cantone 
Ticino ha ritenuto X. colpevole di violazione degli artt. 27 cpv. 1 e 32 cpv. 2 LCStr 
nonché 4a cpv. 5 ONC ed in applicazione dell’art. 90 cifra 1 LCStr l’ha condannato 
ad una multa di fr. 200.--. Considerata quest’infrazione lieve ai sensi dell’art. 16a 
cpv. 1 lett. a LCStr, che ha per conseguenza la revoca della licenza di condurre 
per almeno un mese se nei due anni precedenti la stessa è già stata revocata (art. 
16a cpv. 2 LCStr), con decisione del 20 gennaio 2010 l’Ufficio cantonale della 
circolazione ha ritirato al condannato la licenza di guida per la durata di un mese. 
Il ricorso presentato da X. contro quest’ultima pronuncia è stato respinto dal 
Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità dei Grigioni con decisione del 18 
agosto 2010.

C. Contro la pronuncia dipartimentale X. è insorto con impugnativa del 10 
settembre 2010 ed ha chiesto al Tribunale cantonale dei Grigioni che al ricorso 
(recte: appello) sia concesso l’effetto sospensivo, che l’appello sia accolto e la 
decisione impugnata sia annullata.

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Il Dipartimento cantonale ha proposto la reiezione dell’appello.

II.Considerandi

1. L’appello è stato presentato tempestivamente e nella dovuta forma (art. 142 
cpv. 1 LGP). Dato che anche gli ulteriori presupposti processuali per una sentenza 
di merito sono adempiti (art. 141 cpv. 3 LGP, art. 21 della legge d’applicazione 
della legge federale sulla circolazione stradale, LALCStr, CSC 870.100), l’appello 
è ricevibile in ordine.

2. L’appellante chiede anzitutto che all’appello sia concesso l’effetto 
sospensivo. La richiesta è superflua. L’art. 142 cpv. 3 LGP stabilisce che l’istanza 
d’appello, se presentata in tempo utile, sospende l’effetto esecutivo della 
decisione impugnata. Ciò vale anche per l’appello contro decisioni di revoca della 
licenza di condurre a scopo d’ammonimento (PTC 1999 no. 41).

3. Nel merito l’appellante sostiene che l’impugnata decisione (del 18 agosto 
2010) è arbitraria, non avendo il Dipartimento cantonale preso in considerazione 
che la procedura precedente, sfociata per una grave violazione di norme della 
circolazione stradale nel ritiro della licenza di condurre per la durata di tre mesi, 
era stata sospesa dal 23 giugno 2005 fino al 18 settembre 2007, mentre che 
poteva esser chiusa già dopo che era stata emanata la decisione del Giudice 
supplente della Pretura penale di Bellinzona del 15 settembre 2005. Di questa 
lunga sospensione del procedimento l’autorità amministrativa doveva tenerne 
conto e di conseguenza rinunciare alla revoca della patente di guida per la durata 
di un mese per la lieve infrazione perpetrata il _. 

3.1 Ai sensi dell’art. 16 cpv. 2 LCStr nel caso di lievi contravvenzioni alle 
prescrizioni sulla circolazione stradale, non punibili con pene disciplinari, il 
conducente colpevole è ammonito o a lui è revocata la licenza di condurre a scopo 
d’ammonimento. Commette un’infrazione lieve chi violando norme della 
circolazione provoca un pericolo minimo per la sicurezza altrui e si rende 
responsabile soltanto di una colpa leggera (art. 16a cpv. 1 lett. a LCStr.). Dopo 
una lieve contravvenzione il colpevole è ammonito se nei due anni precedenti non 
le è stata revocata la patente di guida o non sono stati ordinati provvedimenti 
amministrativi (art. 16a cpv. 3 LCStr.). La licenza è invece revocata per almeno un 
mese se nei due anni precedenti la stessa gli è stata revocata o è stato deciso un 
altro provvedimento amministrativo (art. 16a cpv. 2 LCStr.). 

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3.2 Secondo la precedente giurisprudenza in materia di provvedimenti 
amministrativi del vecchio diritto della circolazione stradale la durata della revoca 
della patente di guida poteva essere inferiore a quella minima legale ed 
eventualmente poteva esser rinunciato ad ordinare dei provvedimenti, se 
dall’evento provocante il provvedimento era trascorso proporzionatamente molto 
tempo, se l’interessato durante questo tempo s’era comportato bene e se egli 
della durata della procedura non aveva colpa (cfr. sentenza del Tribunale federale 
1C_22/2009 del 17 settembre 2009, cons. 2.4 con riferimenti).

A partire dal 1° gennaio 2005 il diritto dei provvedimenti amministrativi della LCStr 
è stato aggravato. Per ciò che concerne le revoche delle licenze di condurre a 
scopo d’ammonimento del nuovo diritto, dalla LCStr è esplicitamente escluso 
scendere al disotto delle durate minime legali di revoca. Per quanto nell’ambito 
della commisurazione della durata di revoche devono essere considerate 
circostanze privilegianti del singolo caso, queste non possono condurre a durate 
inferiori a quelle minime legali (art. 16 cpv. 3 seconda frase LCStr; cfr. sentenza 
del Tribunale federale 1C_22/2009 del 17 settembre 2009, cons. 2.5 con 
riferimenti). Fra queste circostanze è annoverata di massima anche un’eventuale 
violazione del diritto ad un giudizio entro un termine ragionevole (art. 29 cpv. 1 
Cost., art. 6 cifra 1 CEDU; sentenza del Tribunale federale 1C_130/2009 del 1° 
settembre 2009, cons. 2.2).

3.3 Nella misura in cui l’appellante fa valere che l’inosservanza di una (lunga) 
durata di procedura è in contraddizione colla ratio legis dell’art. 16a cpv. 2 LCStr, 
la sua censura è infondata. Infatti, è da constatare che il tenore di questa 
disposizione è chiaro e quindi non necessita d’interpretazione. Determinante per la 
revoca della patente di guida è il periodo tra la seconda contravvenzione e la 
revoca della licenza di condurre, fondata sulla prima contravvenzione, nel 
concreto caso sul primo delitto. Il legislatore non parla del periodo tra la prima e la 
seconda contravvenzione. La ratio legis è che dirimpetto a conducenti, ai quali è 
stata revocata la patente o che nei loro confronti è stato ordinato un altro 
provvedimento amministrativo e che ciononostante nello spazio di due anni si 
sono resi colpevoli di una nuova contravvenzione alla LCStr, che quindi si sono 
mostrati incorreggibili, nulla più giustifica di rinunciare alla revoca della licenza 
(Foglio federale 1999 pagg. 4486 seg.). 

3.4 L’appellante censura la presunta lunga durata della procedura ed adduce 
che l’Ufficio cantonale della circolazione il 23 giugno 2005 ha sospeso la 
procedura amministrativa senza precisi motivi, e ciò fino alla fine dell’estate del 

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2007. A questo proposito il Dipartimento cantonale ha considerato che le ragioni, 
che avevano allora indotto l’Ufficio cantonale della circolazione ad attendere l’esito 
della procedura penale, non erano oggetto della presente procedura. Unicamente 
per motivi di completezza era però da osservare che, contrariamente a quanto 
sostenuto a tal riguardo dal ricorrente, la fattispecie all’epoca non doveva essere 
né chiara, né incontestata, altrimenti se era il contrario, non si capiva perché 
l’accu-sato aveva importunato due giudici d’impugnazione (cons. 4. pag. 5 ultimo 
capoverso, pag. 6).

3.4.1 Col parere dell’istanza precedente si può di massima essere d’accordo. Se 
all’inizio della prima procedura amministrativa l’accusato ed opponente avesse 
ritenuto insostenibile la sospensione ordinata il 23 giugno 2005, avrebbe dovuto 
difendersi già a quell’epoca ed esigere il proseguimento della procedura. Se egli 
nulla ha intrapreso, può apparire comprensibile dal punto di vista di quel tempo, 
tuttavia per questo non può appellarsi alla legge solo ora nell’ambito della seconda 
procedura amministrativa nei suoi confronti. Sussistono pretese circostanze 
privilegianti in un singolo caso, queste devono essere considerate nella concreta 
singola procedura; delle stesse non può esser tenuto conto in un’altra successiva 
procedura. Lo stesso vale secondo il senso anche quanto al periodo tra il primo 
delitto, perpetrato contro la LCStr il _, e il provvedimento amministrativo emanato il 
13 febbraio 2008 dopo il passaggio in giudicato della sentenza penale del 17 
agosto 2007. Prima del rilascio della decisione di revoca della patente di guida di 
quell’epoca, colla sua presa di posizione del 30 gennaio 2008 (atto 1), l’appellante 
avrebbe potuto e dovuto censurare la da lui pretesa (troppo) lunga durata della 
procedura e presentare i corrispondenti rimedi legali, nel caso che tale critica non 
fosse stata considerata. Che egli abbia fatto ciò, non è da lui preteso e non 
emerge nemmeno dagli atti presentati.

3.4.2 Sennonché perfino partendo dal presupposto che l’appellante possa 
sollevare le suesposte eccezioni ancora nella presente procedura - ciò in base alla 
riflessione che grazie al reciproco riferimento nell’art. 16a cpv. 2 LCStr la prima e 
seconda procedura stanno in una stretta relazione tra loro - le sue obiezioni sono 
comunque infondate. 

Infatti, è da ritenere che essendo in discussione il ritiro della licenza di condurre a 
scopo d’ammonimento l’autorità amministrativa deve di massima attendere fino 
all’emanazione ed al passaggio in giudicato di una sentenza penale, se è stata 
fatta una denuncia al giudice penale o è da contare con una simile e se la 
fattispecie e la qualificazione giuridica del comportamento in questione sono 

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d’importanza per la procedura amministrativa. Contrariamente all’assunto 
dell’appellante, la originariamente pensata indipendenza tra l’amministrazione e il 
giudice penale - che si fonda sulla massima della separazione dei poteri - è stata 
quanto prima limitata nel senso che nell’interesse della sicurezza giuridica e 
dell’unità del diritto senza bisogno non è da scostarsi dalle constatazioni del 
giudice penale, poiché nella valutazione dei fatti non devono esserci delle 
differenze tra l’amministrazione e la giustizia penale ed in casi dubbi è per quanto 
possibile d’aspettare il giudizio penale prima di prendere il provvedimento 
amministrativo (Schaffhauser, Grundriss des schweizerischen 
Strassenverkehrsrechts, Bd. III, Bern 1995, § 21 n. 2641 pagg. 423 seg.; sentenze 
del Tribunale federale 1C_135/2008 del 13 agosto 2008 cons. 2.3.2, 6A 35/2004 
del 1° settembre 2004 cons. 3.3, DTF 119 Ib 158 cons. 2.c pagg. 160 segg.). 
L’appellante fa valere che la sospensione della procedura non era necessaria, 
avendo immediatamente riconosciuto la fattispecie oggettiva. Soggettivamente 
egli aveva però invocato uno stato di necessità. L’appellante lascia quindi da parte 
che se la sua allegazione fosse stata provata senza dubbio avrebbe avuto delle 
conseguenze sulla procedura penale, sia quanto alla conformità alla fattispecie 
(art. 17 CP) o alla colpa (art. 18 CP). E ciò non sarebbe potuto esser trascurato 
nella procedura amministrativa. Di conseguenza, l’Ufficio cantonale della 
circolazione ha sospeso a ragione la procedura d’allora.

3.4.3 Ma infine pur ammettendo che la prima procedura amministrativa fosse a 
torto stata sospesa fino al passaggio in giudicato della sentenza penale, ciò nulla 
muterebbe alla legalità della revoca della patente di guida per la durata di un 
mese, decisa nell’ambito della seconda procedura. Anche dirimpetto a procedure 
amministrative particolarmente lunghe la LCStr non permette di massima né di 
scendere al disotto delle durate minime legali di revoca, né di rinunciare al 
legalmente prescritto ritiro della licenza di condurre. Ciò sarebbe solo 
eccezionalmente ammissibile, se vi fosse una grave violazione del principio di 
snellimento della procedura. Nell’evenienza concreta in base al decreto d’accusa 
del Procuratore pubblico sopracenerino del 25 aprile 2005 l’appellante sapeva che 
doveva contare colla revoca della licenza per la durata di almeno tre mesi quale 
provvedimento amministrativo. Ora, lo stress che esplica una procedura di revoca 
della patente non è paragonabile a quello di una procedura penale. A questo 
riguardo la durata di una procedura amministrativa non ha lo stesso effetto e la 
stessa importanza di una procedura penale. La durata di due anni e due mesi di 
sospensione della procedura amministrativa (dal 23 giugno 2005 al 17 agosto 
2007) non è reputata una grave violazione del diritto ad un giudizio entro un 

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termine ragionevole. Di conseguenza non può essere considerata come 
circostanza privilegiante, che permette di rinunciare alla revoca della licenza (cfr. 
sentenze del Tribunale federale 1C_22/2009 del 17 settembre 2009 cons. 2.5 - 
2.7, 1C_130/2009 del 1° settembre 2009 cons. 2.2 e 2.3, 1C_65/2007 dell’11 
settembre 2007 cons. 2.2 e 4.2, 6P.73/2004, 6S.318/2004/pai dell’11 ottobre 2004 
cons. I. 1.).

4. Da tutto quanto esposto, la pretesa dell’appellante di rinunciare alla revoca 
della patente di guida per la durata di un mese e quindi d’annullare l’impugnata 
decisione si rivela manifestamente infondata. L’appello va pertanto respinto.

I costi della procedura d’appello seguono la soccombenza (art. 160 cpv. 1 LGP).

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III. La II. Camera penale giudica

1. L’appello è respinto.

2. I costi della procedura d’appello di fr. 1'200.-- vanno a carico dell’appellante.

3. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia di diritto 
pubblico al Tribunale federale ai sensi dell'art. 82 LTF. Questo è da inoltrare 
al Tribunale federale per iscritto, entro 30 giorni dalla notificazione della 
decisione col testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per 
l'ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso 
fanno stato gli artt. 29 segg., 78 segg. e 90 segg. LTF.

4. Comunicazione a: