# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 81bca1d7-5b2c-5260-8284-b48ea190fd83
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.10.2008 30.2008.11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2008-11_2008-10-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2008.11

   

  cs

  	
  Lugano

  13 ottobre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 5 febbraio 2008
di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 2 gennaio
  2008 emanata da

  
	
   

   

   

   

   

   

  parte chiamata in causa:

  	
  Cassa CO 1,   

   

   

  in materia di contributi AVS

   

   

  PI 1,  

  rappr. da: RA 2,  __________

   

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In seguito
ad una revisione effettuata presso la società RI 1 la Cassa CO 1 ha ripreso,
tra l’altro, gli importi versati a PI 1 dal 2004 al 2006, per un totale di fr.
111'800, poiché ritenuta dipendente della società.

 

                                         Con
decisione di tassazione d’ufficio del 14 novembre 2007, confermata tramite
decisione su opposizione del 2 gennaio 2008, l’amministrazione ha ribadito la
sua posizione (doc. L e A).

 

                               1.2.   RI 1,
rappresentata dall’avv. RA 1, è tempestivamente insorta contro la predetta
decisione, contestando lo statuto di dipendente di PI 1 e la percezione dei
relativi interessi di mora e chiedendo l’assunzione di numerose prove.

 

                                         L’insorgente,
ditta che collabora tra l’altro con il consorzio nato per la realizzazione
delle opere di costruzione della galleria di base __________, nega la presenza
degli elementi tipici di un’attività dipendente e sostiene al contrario che nel
caso di specie l’attività svolta dall’interessata è di carattere indipendente.

 

                                         La
ricorrente rammenta che PI 1 è un’artista indipendente con uno studio proprio a
__________ ed un atelier a __________. Dopo aver ricevuto un primo incarico dalla
società nel corso del 2004 per la progettazione e la realizzazione del logo
aziendale nonché lo sviluppo di un concetto grafico per la carta da lettere ed
i biglietti da visita dei collaboratori dell’azienda, PI 1 ha accettato di
procedere con la realizzazione di diversi disegni di rilievo necessari sia alla
documentazione dei lavori in corso che alla partecipazione ai concorsi per
l’ottenimento dell’esecuzione dei lavori in diversi lotti.

                                         La
società insorgente rileva che l’interessata non le è subordinata per quanto
concerne l’impiego del tempo o l’organizzazione del lavoro, non utilizza uffici
messile a disposizione, non dipende economicamente dalla società giacché riceve
un importo mensile di fr. 4'000 come pensione alimentare, è personalmente responsabile
dell’opera eseguita e può rifiutare gli incarichi.

                                         La
ricorrente sostiene inoltre di essere in buona fede e ritiene che la Cassa non
possa, con effetto retroattivo, chiedere il pagamento di contributi per
attività che le parti ritenevano inizialmente di natura indipendente (doc. I).

 

                               1.3.   Con risposta
del 18 febbraio 2008 la Cassa propone la reiezione del ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. III).

 

                               1.4.   Pendente
causa il TCA ha richiamato gli atti fiscali di PI 1 e gli incarti completi della
Cassa CO 1 relativi sia alla società ricorrente che e a PI 1 (doc. V e
seguenti).

 

                               1.5.   Con
osservazioni del 3 marzo 2008 la ricorrente ha ribadito le sue argomentazioni e
prodotto ulteriore documentazione a sostegno della sua tesi (doc. X).

 

                               1.6.   Il 3 luglio
2008, in applicazione della sentenza H 162/06 del 20 dicembre 2007 del
Tribunale federale, questo TCA ha chiamato in causa PI 1mettendo a sua
disposizione gli atti ed assegnandole un termine per determinarsi in merito
(doc. doc. XIV).

 

                               1.7.   Con distinti
scritti del 12 settembre 2008, sia PI 1 che RI 1 hanno preso posizione, hanno chiesto
l’assunzione di ulteriori prove ed hanno precisato che, visto il notevole
aumento della mole di lavoro, con il 1° gennaio 2008 PI 1 è diventata
dipendente della società ricorrente (doc. XV e XVI).

 

                               1.8.   Il 16
settembre 2008 le parti sono state sentite per una discussione di causa innanzi
al Giudice delegato del TCA (doc. XVII).

 

                               1.9.   Le parti si
sono ulteriormente espresse in merito circa la fissazione dei contributi di PI
1 quale indipendente (doc. XVIII e seguenti).

 

 

                                          in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   Il 3 luglio
2008 il TCA ha chiamato in causa PI 1 in ossequio alla nuova giurisprudenza del
Tribunale federale (sentenza H 162/06 del 20 dicembre 2007) e le è stato
assegnato un termine per prendere posizione in merito alla fattispecie e per
visionare gli atti ivi menzionati (ossia gli allegati processuali delle parti
principali).

 

                                         Questo
Tribunale ha così ossequiato la sentenza H 162/06 del 20 dicembre 2007 e ha
garantito il diritto di essere sentito, dando a tutte le parti a lui conosciute
e coinvolte nella causa, la possibilità di esprimersi.

 

                               2.2.   La
ricorrente fa valere una violazione del diritto di essere sentita poiché la Cassa
non avrebbe preso posizione su tutte le censure sollevate, e meglio non avrebbe
motivato sufficientemente né la sua decisione né la risposta di causa.

 

                                         La
ricorrente fa implicitamente valere un diniego di giustizia formale per carenza
di motivazione. 

 

                                         Il
diritto di essere sentito di cui all’art. 29 cpv. 2 Cost. comprende l’obbligo
per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da
un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le
ragioni poste a fondamento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e
dall’altro, di permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza
della decisione medesima. Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi
in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può
occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire
sulla decisione (sentenza U 397/05 del 24 gennaio 2007, con riferimenti; DTF
129 I 232 consid. 3.2).

 

                                         In concreto le ragioni che
hanno inciso sulla motivazione della Cassa sono chiare. Poiché le entrate
conseguite con il lavoro svolto a favore della ricorrente rappresentano la gran
parte degli introiti di PI 1, l’amministrazione ha ritenuto esserci una
dipendenza economica di quest’ultima nei confronti dell’insorgente.

                                         Anche se __________ non si
è espressa esplicitamente su ogni singola censura, la ricorrente ha potuto
comprendere la portata della decisione, impugnarla ad un’istanza che del resto
dispone di pieno potere cognitivo e confrontarsi con il suo contenuto. 

 

                                         L’amministrazione non ha
pertanto commesso un diniego di giustizia formale.

 

                                         A
questo proposito, con sentenza 9C_738/2007 del 29 agosto 2008,
destinata alla pubblicazione, la nostra Massima Istanza ha affermato:

 

" 
2.1.2 Ora, come pertinentemente osservato dal
primo giudice, anche se non si è chinata sulle singole censure, l’autorità
amministrativa ha sufficientemente esposto nelle 9 pagine di decisione su
opposizione le regioni essenziali che l’hanno indotta a richiedere gli
interessi di mora. Il ricorrente ha potuto agevolmente comprendere la portata
della decisione e impugnarla – come poi ha fatto, riproponendo le sue
argomentazioni – con cognizione di causa dinanzi a un’autorità giudiziaria,
quale il Tribunale cantonale delle assicurazioni, dotata di pieno potere
cognitivo. In tali condizioni, non vi è spazio per ammettere una violazione del
diritto di essere sentito o comunque un diniego di giustizia formale.”

 

                                         Il
TCA deve pertanto entrare nel merito del ricorso.

 

                               2.3.   Con scritto 3 marzo 2008 la
ricorrente ha presentato osservazioni alla risposta di causa, affermando che “qualora
nel termine assegnato da questa lodevole autorità con scritto 19.2.2008 non
fosse compresa la facoltà di esprimersi sulla risposta di causa,
rispettivamente sui mezzi prodotti dalla Cassa CO 1, si formula formalmente con
il presente istanza di replica.” (doc. X)

                                         Con queste osservazioni,
trasmesse alla Cassa per prendere posizione, la ricorrente si è espressa in
merito alla risposta dell’amministrazione. Essa è inoltre stata sentita in sede
di audizione.

 

                                         In queste condizioni l’istanza
di replica è priva di oggetto.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.4.   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se PI 1, negli anni dal 2004 al 2006, era o
meno dipendente della RI 1.

 

                               2.5.   A norma
dell'art. 4 LAVS, i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività
salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.

Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il salario determinante
comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo
determinato o indeterminato.

Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS, il reddito proveniente
da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia
mercede a dipendenza d'altri.

Per l'art. 10 LPGA, è considerato salariato chi
per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente
legge.

L'art. 12 LPGA prevede che è considerato
lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di
un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere
contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro
dipendente (cpv. 2).

 

Per quanto concerne la qualifica dell'attività
esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha
precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo
del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro
non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una
persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (sentenza
H 322/03 dell’11 marzo 2005, sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).

In particolare, insolite costruzioni di diritto
civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non
hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

 

                               2.6.   Di principio
si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una
delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego
del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un
rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti
il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua
impresa e ne assume la responsabilità.

Questi princìpi non comportano comunque, da soli,
soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere
forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle
Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in
ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La
decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali
il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che
militano in favore di soluzioni diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre
2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e
pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata).
Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel
caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre 2000).

 

                               2.7.   Secondo la
giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid.
2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di una attività indipendente
sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato,
utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 =
Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale
sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese
generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d,
RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente
è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse
attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza
con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica
di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la
situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

Si è in presenza di un’attività dipendente quando
le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando
l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente
dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato
nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra
attività lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1,
pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono
indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di
stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture
sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato,
in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro
personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in
caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di
questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di
un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag.
226 consid. 3b).

 

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che
la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice
delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli
importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire
des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants
(LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, alla pag.
63 il TFA ha precisato:

 

" 
(…) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la
qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine
importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des
conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les
références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande
toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité
de l'appréciation fiscale. (…)."

 

                               2.8.   La nostra
Massima Istanza ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come dipendente
o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione
avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o
nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente
confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica
definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di
assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne
lo stato professionale definitivamente.

 

Solo la natura di tale attività, considerata
nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della
qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato
dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura
dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

Per questi motivi, un assicurato può essere
qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un
altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da
un’attività dipendente o no (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V
127).

 

                               2.9.   Nella più
recente giurisprudenza il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha avuto modo di
rammentare che occorre tenere presente che la circostanza che un assicurato,
all'inizio della sua attività indipendente, svolga un lavoro principalmente per
un solo committente, è usuale (cfr. sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007,
consid. 7.1, nonché sentenza H 155/04 del 1° febbraio 2005, consid. 4.3) e come
il processo, in atto ormai da anni, del mutamento economico e sociale impone un
cambiamento radicale e celere del modo di agire e pensare un’attività lavorativa
indipendente. Asserire che la regolarità nel pagamento e nel quantum sia
sintomo di dipendenza significa fondare il proprio convincimento su stereotipi
preconcetti e avulsi dalla complessa realtà economica (sentenza H 82/05 del 30
gennaio 2007, consid. 4.3).

                                         Per
quanto concerne l’investimento, poco importante, in mezzi propri, il Tribunale
federale ha già evidenziato che per natura certe attività, in particolare nel
settore dei servizi, non necessitano di investimenti importanti. In tali casi,
ai fini della qualifica dello statuto, va quindi posto l’accento sul criterio
della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale
(Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; sentenza H
194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2).

                                         Infine
vanno considerate anche le esigenze di coordinazione di cui occorre tenere
conto in relazione ad assicurati che esercitano contemporaneamente diverse attività
lavorative per diversi o per il medesimo mandante o datore di lavoro (DTF 123 V
161 consid. 4a pag. 167; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4). Se
possibile va infatti evitato che diverse attività per il medesimo mandante o
datore di lavoro, rispettivamente che la medesima attività per diversi mandanti
o datori di lavoro, vengano qualificate in maniera differente, in parte a
titolo dipendente e in parte a titolo indipendente (DTF 119 V 161 consid. 3b
pag. 164; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4, sentenza H 12/04
del 17 febbraio 2005, consid. 3 e 4.2.3 con riferimenti).

 

                             2.10.   Per l'art. 12
cpv. 1 LAVS, è considerato datore di lavoro chiunque paghi, a persone
obbligatoriamente assicurate, una retribuzione giusta l'art. 5 capoverso 2
LAVS. Sono tenuti al pagamento dei contributi tutti i datori di lavoro che
hanno uno stabilimento d'impresa in Svizzera o che, nella loro economia domestica,
impiegano personale di servizio obbligatoriamente assicurato (cpv. 2). È
riservata l'esenzione dall'obbligo di pagare i contributi in virtù di
convenzioni internazionali o di consuetudini stabilite dal diritto delle genti
(cpv. 3).

 

L’art. 11 LPGA considera datore di lavoro chi
impiega salariati.

Il datore di lavoro è la persona per la quale il
salariato esegue un lavoro, su retribuzione, in una situazione dipendente e per
un tempo determinato o indeterminato (Direttive UFAS sulla riscossione dei
contributi (DRC), N. 1001). In generale il datore di lavoro è la persona che
paga il salario determinante al salariato (art. 12 cpv. 1 LAVS). Si considera
salario determinante secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS qualsiasi retribuzione di un
lavoro dipendente fornito per un tempo determinato o indeterminato (Direttive
UFAS sul salario determinante (DSD), N. 1001).

La LAVS presume che la persona che paga dei
salari è un datore di lavoro (Greber/Duc/Scartazzini,
op. cit., pag. 364, n. 4 ad art. 12 LAVS).

 

                             2.11.   In concreto
va innanzitutto evidenziato che RI 1 è una società avente quale scopo __________.
Presidente del CdA è il dott. __________, vicepresidente il dott. __________,
ex-marito di PI 1, dal quale si è separata nel 2002. La società, nel corso
degli ultimi anni, ha ottenuto degli appalti nell’ambito dei lavori di __________
e per la costruzione della galleria __________. 

 

                                         PI 1 ha
iniziato la sua attività a favore di RI 1 nel corso del 2004 quando è stata
chiamata a progettare il logo della ditta e la realizzazione dei biglietti da
visita. Il lavoro è consistito in ricerca, progettazione, impaginazione della carta
da lettere, preparazione e impaginazione dei biglietti da visita e contatti con
la tipografia per la stampa. In totale, per questo primo incarico, sono state
necessarie 100 ore di lavoro. La fattura di fr. 6'920, del 22 maggio 2004 è
stata pagata il 9 settembre 2004 (doc. 51).

 

                                         Successivamente,
quando è nata l’esigenza di far capo ad una collaboratrice nell’ambito di
lavori importanti appaltati alla ditta (come detto, __________ e, in un secondo
tempo, __________), a PI 1 è stato affidato il compito di eseguire dei disegni
non esclusivamente tecnici, da accompagnare allo svolgimento dell’incarico
affidato alla ricorrente (doc. XVII). In particolare ha dovuto assistere la
società per il disegno delle bande geologiche necessarie all’insorgente per lo
svolgimento del proprio lavoro.

                                         La
necessità di far capo a PI 1 è da far risalire alla circostanza che
l’interessata dispone di competenze tecniche e specifiche che altri
collaboratori non possiedono (doc. XVII).

 

                                         Per
quanto concerne le entrate l’amministrazione ha evidenziato che a livello della
dichiarazione d’imposta dell’assicurata la percentuale della cifra d’affari per
i lavori svolti a favore della ricorrente è del 74% nel 2004 e del 98% nel
2005. Non esistono dati per gli anni successivi. 

 

                                         A questo
proposito va tuttavia rilevato che nel 2004 PI 1 ha fatturato un importo di fr.
6'920 solo per il logo e i biglietti da visita della società. Questa attività,
tipicamente connessa con la sua professione di artista, non può essere
considerata dipendente. Quell’anno ha inoltre emesso solo 2 ulteriori fatture
di fr. 2'745 per lavori eseguiti da settembre a novembre (91.5 ore) e di fr.
3'855 per i lavori di dicembre (128.5 ore). Nel 2004 manca pertanto la
dipendenza economica sulla quale l’amministrazione si basa per ritenere
l’attività di PI 1 quale dipendente.

 

                                         Diverso
il discorso per i due anni seguenti. Nel 2005 l’assicurata ha infatti svolto
l’attività in favore della ricorrente in maniera molto più regolare. Ha
lavorato ogni mese, pur con un dispendio orario che variava, anche di molto (si
passa dalle 116 ore di gennaio alle 64 di giugno). Complessivamente
l’interessata ha fatturato un importo di fr. 49'580. Ciò vale anche per il
2006, quando l’assicurata ha lavorato mensilmente per la società ricorrente,
fatturando complessivamente fr. 48'700.

                                         Dagli
atti prodotti dalla ricorrente emerge che, oltre a quanto fatturato alla
società, PI 1 nel 2005 ha emesso fatture per un valore di fr. 3'650 e nel 2006
di fr. 5'650 (doc. E).

                                         La
circostanza che la ricorrente beneficia di un assegno alimentare di fr. 4'000
al mese non può rientrare nella valutazione dell’introito complessivo, non
trattandosi di un’attività lucrativa.

 

                                         Tuttavia,
come fatto rilevare dalla ricorrente in sede di udienza, va evidenziato che,
dopo i 2 anni, in cui l’interessata ha percepito importi simili in tempi tutto
sommato brevi, nel 2007 oltre alla forte diminuzione delle entrate (a fr.
37'810) vi è stata anche una certa irregolarità nei pagamenti. Dal doc. P
emerge per esempio che il 15 maggio 2007 a PI 1 sono state pagate le
prestazioni dei mesi di febbraio, marzo e aprile di quell’anno ed il 13 luglio
2007 quelle di maggio e giugno. Il pagamento successivo è avvenuto solo il 12
settembre 2007 (per prestazioni di luglio). Inoltre, nel corso del 2007
l’interessata ha fatturato a terzi prestazioni per fr. 13'700 (doc. E).

 

                                         Anche per
quanto concerne le ore lavorate, a fronte di un monte ore impiegate per
svolgere compiti affidati dalla ricorrente di circa 1'000, pari grosso modo a 5
mesi lavorativi a tempo pieno nel 2005 e nel 2006, nel 2007 l’attività è invece
decresciuta a circa 600 ore.

 

                                          Da
quanto sopra si evince che l’interessata, dopo aver collaborato in maniera
intensa con la ricorrente, nel 2007 ha avuto la possibilità effettiva di
eseguire lavori per altre persone, aumentando di conseguenza le possibilità di
variare ed ampliare il numero di clienti che, in alcuni periodi, erano assai
limitati. 

 

                                          Il
Tribunale federale, ha già avuto modo di rammentare che occorre tenere presente
che la circostanza che un assicurato, all’inizio della sua attività
indipendente, svolga un lavoro principalmente per un solo committente, è usuale
(cfr. sentenza H 149/06, consid. 7.3 con rinvii). Certo, in concreto
l’insorgente esercitava l’attività di artista, pur con delle perdite, già in
precedenza ed il 2007 non è oggetto del contendere. Tuttavia lo sviluppo
dell’attività nel corso di quell’anno può essere un indizio per stabilire il
tipo di attività svolta da PI 1. Del resto, non appena i rapporti lavorativi
sono diventati così intensi da necessitare una presenza costante
dell’assicurata, l’insorgente, con il 1° gennaio 2008, dopo aver ricevuto un
importante incarico nell’ambito della costruzione della tratta __________, ha
assunto PI 1 come dipendente.

 

                                          Inoltre,
nel 2007, non essendo pagata regolarmente, il suo rischio d’incasso è
aumentato.

                                         

                                         Del
resto, per quanto concerne la circostanza che l’interessata nel 2005 e nel 2006
riceveva regolarmente un pagamento mensile (non sempre dello stesso importo),
il TF ha affermato che il processo, in atto ormai da anni, del mutamento
economico e sociale impone un cambiamento radicale e celere del modo di agire e
pensare un’attività lavorativa indipendente. Asserire che la regolarità nel
pagamento e nel quantum sia sintomo di dipendenza significa fondare il proprio
convincimento su stereotipi preconcetti e avulsi dalla complessa realtà
economica odierna (sentenza H 82/05 del 30 gennaio 2007, consid. 4.3).

 

                                         La
circostanza che la fatturazione avveniva direttamente tra la ricorrente e la
società appaltatrice era dovuta alla mancanza di incarico diretto a PI 1 e alle
necessità di verificare il lavoro svolto, che serviva per essere trasmesso al
committente per la formazione della documentazione necessaria alla società
appaltatrice. L’interessata svolgeva l’attività a favore della ricorrente e quest’ultima
verificava la correttezza dei suoi disegni. La società ricorrente rifatturava
alla società appaltatrice il lavoro svolto maggiorandolo dell’IVA e delle sue stesse
prestazioni. 

 

                                         PI 1 ha
pertanto sempre fatturato il lavoro effettivamente svolto e non risulta aver
ricevuto alcuna indennità di presenza oppure un indennizzo minimo (cfr. sentenza
H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1).

 

                                         Ma ci
sono altri e più importanti elementi che fanno ritenere che l’attività svolta
da PI 1 sia di carattere indipendente, così come ritenuto nella sentenza di
questo TCA del 7 novembre 2005 (inc. 30.2005.6) pubblicata in RtiD 2006 I 214.

 

                                         L’interessata,
nel corso dell’udienza tenutasi dinnanzi al giudice delegato del TCA, ha
evidenziato di aver rifiutato richieste provenienti dalla società, dando la
priorità alla sua attività di artista quando doveva allestire mostre o creare e
produrre altre opere. L’attività non avveniva presso la sede della società ma
in spazi propri. Per lo svolgimento del lavoro era necessario disporre degli
schizzi allestiti dai geologi. Non era invece indispensabile o necessario ed
anche utile andare in galleria, avere contatti diretti con terze persone o
essere presente nei locali del loro studio.

                                         Per la
gestione del tempo PI 1 era autonoma, poteva svolgere la sua attività quando e
come voleva, nei giorni festivi o di sera e la società non le dava indicazioni
se non quelle di scadenza per la produzione del suo lavoro. E’ inoltre capitato
che la società ricorrente non accettasse i disegni e chiedesse a PI 1 di
rifarli. Tra le parti non vi era alcun obbligo di collaborazione, la quale
poteva terminare in qualsiasi momento. Inoltre la società poteva commissionare
le opere ad altre persone, mentre l’interessata poteva rifiutare un lavoro ed
eseguire la medesima attività presso qualcun altro.

                                         

                                         L’assicurata
poteva pertanto svolgere l’attività in piena libertà, senza vincoli di orari,
presso il proprio atelier di __________ o presso lo spazio lavorativo a __________.
La ricorrente, da parte sua, non metteva a disposizione dell’assicurata nessuno
spazio, nessuna infrastruttura e nessun materiale. All’interessata non venivano
impartite istruzioni ed era libera di organizzarsi come meglio credeva. L’unica
necessità era quella di consegnare il lavoro nei tempi stabiliti. 

 

                                         PI 1 non era
pertanto subordinata alla ricorrente né per quanto concerneva l’impiego del
tempo né per l’organizzazione del lavoro, non aveva un obbligo di presenza e
non utilizzava gli uffici della ricorrente per svolgere la sua attività. 

 

                                         A questo
proposito e per quanto concerne l’investimento, poco importante, in mezzi
propri, va rammentato che il Tribunale federale ha già evidenziato che per
natura certe attività, in particolare nel settore dei servizi, non necessitano
di investimenti importanti. In tali casi ai fini della qualifica dello statuto
va quindi posto l’accento sul criterio della dipendenza organizzativo-lavorativa
e non su quello del rischio aziendale (Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b
pag. 60 con riferimenti; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2).

                                         In
concreto, l’interessata disponeva di una grande libertà organizzativa, non
essendo tenuta a recarsi regolarmente presso l’insorgente e non dovendo
sottostare ad orari o direttive particolari.

 

                                          In
conclusione, tutti gli elementi sopra evidenziati concorrono al convincimento
di questo Tribunale che la ricorrente non sia da considerare la datrice di
lavoro di PI 1 (cfr. sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007 e sentenza H 82/05 del
30 gennaio 2007).

 

                                         Per cui
la ripresa dei salari conseguiti da PI 1 dal 2004 al 2006, nonché i relativi
interessi di mora, vanno stralciati.

 

                                         In queste
condizioni non vanno esaminate oltre le ulteriori censure (violazione del
principio della buona fede, della libertà economica, ecc.) sollevate
dall’insorgente.

 

                                         Alla
ricorrente e a PI 1, rappresentate da un avvocato, vanno assegnate le
ripetibili (art. 61 LPGA), tenendo conto del fatto che quest’ultima è stata
patrocinata solo a partire dall’udienza tenutasi innanzi al TCA.

 

                             2.12.   L’insorgente
e PI 1, con il ricorso e le ulteriori osservazioni, hanno chiesto l’assunzione
di numerose prove.

 

                                         Pendente
causa il TCA ha richiamato gli incarti fiscali di PI 1, nonché la
documentazione della cassa CO 1. Le parti sono inoltre state sentite nel corso
di un’udienza. 

 

                                         Alla luce
delle risultanze delle prove assunte nel corso della procedura, di quelle già
prodotte dalle parti, nonché dell’esito del ricorso (cfr. in tal senso sentenza
H 231/04 - 233/04 del 20 settembre 2005 consid. 3.3.2 terzo paragrafo prima
frase in fine), questo Tribunale rinuncia all’assunzione delle prove richieste.

                                         

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,
pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des
Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,
2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H
103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid.
2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce
una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2
Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162
consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
é accolto.

                                         La
decisione impugnata è modificata nel senso che sono stralciate le riprese
effettuate per il lavoro svolto da PI 1 e i relativi interessi di mora.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
La Cassa verserà fr. 1'500 a RI 1 e fr. 1'000 a PI 1 a titolo di ripetibili
(IVA inclusa).                          

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti