# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b5266d04-3f65-52b7-8297-0edaab16c00f
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-02
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 02.03.2007 S 2007 12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2007-12_2007-03-02.pdf

## Full Text

S 07 12

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

SENTENZA
del 2 marzo 2007

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente rendita AI

1. …, 1943, di professione montatore elettricista, era da ultimo impiegato quale 

assistente tecnico e vicedirettore presso la sezione tecnica della … Nel luglio 

del 2002 il dipendente non riprendeva più il lavoro per motivi di salute e il 1. 

luglio 2003 veniva pensionato. Nel luglio 2003, l’assicurato faceva domanda 

di prestazioni AI, soffrendo delle conseguenze d’infarto, diabete, taglio uditivo, 

labirintite e ulcera all’alluce sinistro. 

2. Con decisione 24 giugno 2005, l’ufficio AI riconosceva al petente il diritto - dal 

1. ottobre 2003 - ad un rendita d’invalidità di un quarto per un grado di 

invalidità del 44%. In termini di esigibilità, l’assicurato era considerato ancora 

in grado di svolgere un’attività di tipo sedentario e diurna in ragione dell’80%. 

In data 11 dicembre 2006, la tempestiva opposizione veniva parzialmente 

accolta, nel senso che la pratica veniva rinviata all’ufficio AI per la 

determinazione del grado d’invalidità a partire dal 1. giugno 2005. Per il 

periodo dal 1. ottobre 2003 al 31 maggio 2005 veniva invece confermato il 

diritto ad un quarto di rendita d’invalidità. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 12 

gennaio 2007, … chiedeva di essere innanzitutto sottoposto ad una perizia 

pluridisciplinare e postulava poi materialmente il riconoscimento dall’inizio di 

una rendita intera d’invalidità. Nella propria valutazione del grado d’invalidità, 

l’ufficio Ai si sarebbe fondato essenzialmente su di un esame medico 

specialistico rivelatosi però carente ad una più attenta valutazione. Infatti, 

l’accertamento medico condotto ignorerebbe diverse patologie invalidanti 

presenti già durante il periodo tra l’ottobre 2003 e il giugno 2005, come 

attesterebbe la documentazione medica che l’istante allega. Tali patologie 

avrebbero però avuto una netta incidenza sulla residua abilità dell’istante, 

rendendo assolutamente impossibile anche l’esplicazione di un’attività 

leggera in ragione dell’80%.

4. Nella propria presa di posizione, l’ufficio AI chiedeva la reiezione del ricorso e 

la conferma del grado d’invalidità per il periodo qui in discussione, rinviando 

essenzialmente alle argomentazioni esposte in sede di opposizione. 

Considerando in diritto:

1. a) In sede di opposizione, l’ufficio AI veniva invitato ad esperire nuovi 

accertamenti onde stabilire l’effettivo grado d’invalidità del petente a partire 

dal giugno 2005. Per il periodo dal 1. ottobre 2003 al 31 maggio 2005 invece, 

l’autorità inferiore riteneva di potersi fondare sulla conclusiva documentazione 

medica agli atti a conferma del grado d’invalidità del 44% e del diritto ad un 

quarto di rendita d’invalidità. Il ricorso è propriamente diretto contro questa 

valutazione del grado d’invalidità per il periodo dal 1. ottobre 2003 al 31 

maggio 2005. 

b) Il 1. gennaio 2003 è entrata in vigore la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla 

parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), la quale contiene 

diverse disposizioni applicabili anche nell’ambito dell’assicura per l’invalidità 

(LAI). Essendo stata la decisione su opposizione emanata dopo l’entrata in 

vigore della LPGA (DTF 127 V 467 cons. 1, 121 V 366 cons. 1b) e nascendo 

l’eventuale diritto alla rendita dopo il 1. gennaio 2003, le nuove disposizioni si 

applicano al caso in parola (DTF 129 V 4 cons. 1.2 e riferimenti e sentenza 

del Tribunale federale delle assicurazioni del 28 giugno 2004, procedimento 

no. I 590/03). La questione riveste comunque nell’evenienza scarsa 

importanza visto che, come evidenziato dallo stesso TF, l’introduzione della 

LPGA non ha portato alcuna modifica sostanziale per quel che concerne, in 

ambito dell’assicurazione per l’invalidità, i concetti d’incapacità al lavoro, 

d'incapacità al guadagno, d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione 

(della rendita d'invalidità e di altre prestazioni durevoli) e che per tale motivo 

le succitate nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza 

rimangono tuttora valide (DTF 130 V 343). 

2. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, per invalidità 

s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, 

cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità 

congenita, malattia o infortunio. Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 

31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono 

invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 

50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo 

tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l’art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli 

assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, 

a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita 

se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno 

al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d’invalidità è determinato stabilendo 

il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo 

l'insorgenza dell’invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti 

d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile 

da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il 

reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato 

invalido (reddito da valido). Il grado d’invalidità dell'assicurato deve quindi 

essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire 

nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in 

assenza delle affezioni di cui è portatore. Si confronta perciò il reddito che 

l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con 

quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua 

capacità lucrativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni 

normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti 

integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 e 104 V 

136).

3. a) Nell’evenienza è in primo luogo controversa la valutazione stessa del danno 

alla salute, che per l’istante sarebbe stata effettuata in modo lacunoso e non 

avrebbe di conseguenza tenuto in giusta considerazione tutte le patologie 

invalidanti all’epoca presenti. Sul danno alla salute è competente a 

pronunciarsi il medico (DTF 114 V 314 cons. 3c e 105 V 158 cons. 1). A questi 

spetta descrivere la menomazione fisica o psichica di cui l'assicurato è 

portatore e specificare quali impedimenti funzionali ne derivano. E' poi 

compito dell'amministrazione stabilire e valutare quali siano, alla luce dei dati 

medici raccolti, le reali possibilità di lavoro di cui l'assicurato dispone e poter 

così stabilire quale potrebbe ancora essere il reddito conseguibile da invalido 

(DTF 125 V 261 cons. 4).

b) Nell’evenienza, l’ufficio convenuto per il periodo qui in discussione si è 

effettivamente fondato essenzialmente sulla valutazione operata dalla dott. 

med. … il 26 settembre 2004. Infatti, nel proprio rapporto aggiuntivo del 25 

aprile 2005, l’incaricata del servizio medico regionale dell’AI fondava le proprie 

conclusioni sulle risultanze dell’indagine della specialista in endocrinologia e 

diabetologia del settembre 2004, senza operare alcun accertamento proprio. 

Per la dott. med. …, sussisteva una patologia invalidante in relazione 

all’ulcera cronica all’alluce destro, alla cardiopatia ischemica e all’obesità. In 

merito alla cardiopatia, l’esperta accennava ad un possibile episodio di 

scompenso cardiaco notturno, la cui origine non era stata chiaramente 

delucidata e riteneva che la situazione cardiaca andasse dunque chiarita. Non 

venivano però debitamente presi in considerazione le successive 

complicazioni a livello cardiaco (sindrome coronaria acuta con edema 

polmonare nel giugno 2004, coronografia durante la degenza dall’8 al 18 

giugno 2004) che richiedevano a più riprese il ricovero del paziente. In seguito 

poi, per degli scompensi bi-ventricolari recidivanti era necessario un nuovo 

ricovero dal 10 al 16 marzo 2005. In questo senso, la patologia cardiaca va 

considerata necessariamente incidere sulla residua abilità dell’assicurato in 

misura diversa da quanto è stato ritenuto nella perizia del 26 settembre 2004, 

anche solo in considerazione dei numerosi periodi di completa inabilità che le 

degenze hanno comportato. 

c) Giusta poi il rapporto del 30 marzo 2005, durante l’indagine svolta sul paziente 

in data 14 marzo 2005 veniva accertata una sindrome di apnea da sonno di 

tipo ostruttivo marcata. La conseguenza di tale patologia è una marcata 

sonnolenza diurna, con colpi di sonno anche in auto (referto dell’8 aprile 2005 

del dott. med. …). Evidentemente anche questo tipo di disturbo deve essere 

considerato ripercuotersi sulla residua abilità dell’istante in un’attività di tipo 

sedentario. Il fatto che tale patologia sia stata messa in evidenza solo nel 

marzo del 2005 (anche se quanto ritenuto nel rapporto del 24 settembre 2004 

in merito ad un presunto scompenso cardiaco notturno avrebbe potuto anche 

riferirsi alle crisi di apnea) non permette di concludere che la stessa non 

sussistesse già in precedenza. In ogni caso su tali questioni, durata e 

ripercussioni della patologia, è il medico che deve esprimersi. 

d) Infine, il paziente era degente dal 12 al 17 ottobre 2004 in seguito alla rottura 

del tendine del quadricipite sinistro. Evidentemente, nel rapporto del 

settembre 2004 non era possibile tenere in considerazione tale patologia. Ciò 

non toglie che tale susseguente inabilità non potesse essere del tutto ignorata 

nella valutazione del grado d’abilità durante il periodo dall’ottobre 2003 al 

giugno 2005. In questo senso le conclusioni della dott. med. … del 25 aprile 

2005 e stando alle quali: a partire dal luglio 2003 a livello medico teorico il 

paziente avrebbe potuto riprendere la sua abituale attività lavorativa nella 

misura del 60%, non essendo nel frattempo intervenute complicazioni o altre 

patologie sono manifestamente in pieno contrasto con gli atti all’incarto. Già 

sulla base di tali considerazioni, non è alla luce della documentazione medica 

all’incarto possibile stabilire il grado d’inabilità dell’istante durante il periodo 

qui contestato. Per questo si giustifica il ritorno degli atti all’ufficio AI per 

l’esecuzione di tutti gli accertamenti medici necessari e la presa di una nuova 

decisione pure per quel periodo, come del resto già ordinato in sede di 

opposizione per l’epoca successiva.

4. In conclusione, il ricorso è accolto nel senso dei considerandi e la decisione 

impugnata annullata. Gli atti vengono ritornati all’ufficio AI per la presa di una 

nuova decisione dopo aver esperito i necessari accertamenti nel senso 

esposto in precedenza. In deroga all’art. 61 lett. a LPGA, la procedura di 

ricorso in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di 

prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a 

spese. L’entità delle spese è determinata tra fr. 200.-- e fr. 1000.-- in funzione 

delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (art. 69 cpv. 1bis 

LAI). Per questo all’ufficio convenuto vengono accollati fr. 500.-- di spese, 

mentre il ricorrente che vince la causa e che si è avvalso della collaborazione 

di un patrocinatore legale ha diritto alla rifusione delle ripetibili (art. 61 lett. g 

LPGA). 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto e la decisione impugnata annullata. Gli atti sono rinviati 

all’Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI, per 

nuovi accertamenti nel senso dei considerandi e la presa di una nuova 

decisione. 

2. Vengono prelevati dei costi di fr. 500.--, il cui importo sarà versato dall’Istituto 

delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI, entro trenta 

giorni dalla notifica della presente decisione all’Amministrazione delle finanze 

del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. L’Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI, versa a 

… fr. 2'500.-- (IVA compresa) a titolo di ripetibili.