# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ce4fc86e-7129-5419-a0fd-89e078cd349e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-06-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.06.2020 D-2767/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2767-2020_2020-06-05.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2767/2020 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  5  g i u g n o  2 0 2 0   

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione della giudice Barbara Balmelli,  

cancelliere Lorenzo Rapelli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il 19 marzo 1990, 

Algeria,  

c/o CFA Chiasso, Via Milano 23, 6830 Chiasso,   

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 28 aprile 2020 

 

 

 

D-2767/2020 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il 18 dicem-

bre 2019, 

i verbali relativi al rilevamento delle generalità del 27 dicembre 2019, al 

colloquio Dublino del 3 gennaio 2020 ed all’audizione sui fatti del 21 aprile 

2020, 

il progetto di decisione negativa del 24 aprile 2020 ed il contestuale parere 

della rappresentante legale del 27 aprile 2020, 

la decisione della SEM del 28 aprile 2020 (notificata il giorno medesimo) 

per il cui tramite detta autorità ha respinto la domanda d’asilo dell’interes-

sato pronunciando nel contempo il suo allontanamento dalla Svizzera non-

ché l’esecuzione dello stesso siccome lecita, esigibile e possibile, 

la cessazione del mandato di rappresentanza legale, 

il ricorso del 28 maggio 2020, per il cui tramite l’insorgente ha richiesto 

l’annullamento della precitata decisione e la verifica più attenta della que-

stione del rifugio interno e della pertinenza delle sue allegazioni, 

l’avviso di ricevimento del gravame trasmesso al ricorrente dal Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) il 29 maggio 2020, 

 

e considerato: 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi [RS 142.31]) contro 

una decisione in materia d’asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 

LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 

cpv. 1 lett. a-c e 52 PA,  

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con 

l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è 

motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi),  

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che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5), 

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che il ricorrente ha ricondotto la sua fuga ad alcune problematiche presen-

tatesi a seguito della relazione con una ragazza non accettata dal padre di 

quest’ultima, cosa che avrebbe originato una faida famigliare sfociata 

nell’accoltellamento del fratello e la presentazione di una denuncia a suo 

carico; ch’egli si è detto temere ulteriori atti pregiudizievoli da parte dei fa-

migliari della ragazza, 

che nella querelata decisione, la SEM ha ritenuto irrilevanti i motivi addotti 

dal ricorrente, in particolare visto il fatto che le vicissitudini sopra citate sa-

rebbero state territorialmente circoscritte, da che la possibilità di sottrarvisi 

recandosi in un’altra regione del paese, 

che nel ricorso l’insorgente avversa le conclusioni cui è giunta l’autorità 

resistente, 

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi); che l’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che 

esso include il diritto di risiedere in Svizzera, 

che giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente 

l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 

cpv. 2 LAsi),  

che la definizione dello statuto di rifugiato, così come stabilita all’art. 3 

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cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscet-

tibili di condurre una persona a lasciare il proprio paese di origine o di resi-

denza,  

che in specie i motivi addotti dall’insorgente non sono riconducibili ad uno 

dei motivi elencati dal precitato disposto (razza, religione, nazionalità, ap-

partenenza ad un determinato gruppo sociale, opinioni politiche), risul-

tando pertanto irrilevanti in materia d’asilo,  

che per di più, trattandosi semmai di un rischio di esposizione ad atti pre-

giudizievoli emananti da entità non statali circoscritte a livello locale, occor-

rerebbe ancora, perché il gravame meriti accoglimento, che il ricorrente 

non sia in misura di ottenere un’appropriata protezione in patria (cfr. DTAF 

2008/4 e DTAF 2011/51),  

che tuttavia, si può partire dal presupposto che le autorità algerine siano in 

linea di principio capaci e disposte a proteggere (cfr. sentenze del Tribunale 

E-2533/2019 del 29 maggio 2019 consid. 6.1, E-1826/2019 del 27 maggio 

2019 consid. 6.3, E-6848/2018 del 18 dicembre 2018 consid. 5.3), e ciò 

anche in contesti apparentabili a quello di cui alla presente disamina (cfr. 

sentenza del Tribunale E-6354/2019 del 20 dicembre 2019),  

che in definitiva v’è dunque da tutelare la valutazione dell’autorità inferiore 

circa l’irrilevanza dei motivi d’asilo addotti dall’interessato, 

che, per quanto riguarda la concessione dell’asilo ed il riconoscimento della 

qualità di rifugiato il ricorso non è destinato ad esito favorevole, 

che se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; che 

tiene però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi),  

che l’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo 

relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1),  

che codesto Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell’al-

lontanamento,  

che l’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri (LStr, 

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RS 142.20), giusta il quale l’esecuzione dell’allontanamento dev’essere 

possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione-

volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che nella decisione impugnata, la SEM ha ritenuto l’esecuzione dell’allon-

tanamento ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile,  

che in sede ricorsuale l’insorgente non contesta tale conclusione,  

che giusta l’art. 83 cpv. 3 LStr, l’esecuzione non è ammissibile se la prose-

cuzione del viaggio dello straniero verso lo Stato d’origine o di provenienza 

o verso uno Stato terzo è contraria agli impegni di diritto internazionale 

pubblico della Svizzera, 

che nella misura in cui questo Tribunale ha confermato la decisione della 

SEM relativa alla domanda d’asilo dell’insorgente, quest’ultimo non può 

prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi),  

che, in siffatte circostanze, non v’è nemmeno motivo di considerare l’esi-

stenza di un rischio personale, concreto e serio per il ricorrente di essere 

esposto, in caso di allontanamento nel suo Paese d’origine ad un tratta-

mento proibito, in relazione all’art. 3 CEDU o all’art. 3 della Convenzione 

contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 

del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che pertanto, l’esecuzione dell’allontanamento è ammissibile ai sensi delle 

norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi (cfr. art. 83 cpv. 3 

LStr in relazione all’art. 44 LAsi), 

che ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStr, l’esecuzione non può essere ragione-

volmente esigibile qualora, nel Paese d’origine o di provenienza, lo stra-

niero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni 

quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica,  

che in primo luogo in Algeria non vige attualmente una situazione di guerra, 

guerra civile o di violenza generalizzata che coinvolga l’insieme della po-

polazione sull’integralità del territorio nazionale, 

che dagli atti non traspaiono neppure motivi personali che si opporrebbero 

all’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente in Algeria; che egli è gio-

vane ed in buona salute, dispone di una rete famigliare in patria, è alfabe-

tizzato e può vantare esperienza lavorativa, 

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che pertanto, l’esecuzione dell’allontanamento risulta parimenti ragionevol-

mente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in relazione all’art. 44 LAsi), 

che infine, non si osservano impedimenti neppure dal profilo della possibi-

lità dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione 

all’art. 44 LAsi), 

che l’esecuzione dell’allontanamento è dunque pure possibile, 

che l’attuale situazione dal punto di vista sanitario non è ostativa all’esecu-

zione dell’allontanamento (cfr. sentenza del Tribunale E-1043/2020 del 19 

maggio 2020 consid. 9.5 e rif. citati), 

che di conseguenza, anche in materia di esecuzione dell’allontanamento il 

gravame va disatteso, 

che pertanto, con la decisione impugnata la SEM non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA);  

che visto l’esito della procedura le spese processuali di CHF 750.– che se-

guono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA nonché art. 3 lett. b del del regolamento sulle tasse e sulle spese ri-

petibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF), 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale entro un termine 

di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

 

 

 

 

Daniele Cattaneo Lorenzo Rapelli 

 

 

Data di spedizione: