# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c5c6cc50-91ba-514c-b86b-a6f51b29057c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-09-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.09.2008 30.2008.27
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2008-27_2008-09-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2008.27

   

  TB

  	
  Lugano

  29 settembre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 aprile 2008 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 26 marzo
  2008 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1  
  

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                                  A.   RI
1, nato nel 1944, è beneficiario di una rendita d'invalidità dal 1° aprile 1990 (doc. 5) e dal 1° gennaio 1991 (doc. 2)
è iscritto alla Cassa CO 1 di __________ come persona senza attività lucrativa
ed in queste vesti, negli anni seguenti, egli ha quindi ricevuto le relative
decisioni di fissazione dei contributi AVS/AI/IPG (docc. 6-23).

 

                                  B.   Il
12 febbraio 2008 (doc. 25) la Cassa di compensazione ha emanato la decisione
definitiva di fissazione dei contributi AVS/AI/IPG relativa all'anno 2004, fissando in Fr. 3'657,20 (spese amministrative comprese) i
contributi come persona senza attività lucrativa a carico dell'assicurato.

                                  C.   L'opposizione del 7 marzo 2008 (doc. 34) dell'assicurato contro questa decisione verte
sulla circostanza che la moglie, attiva da tempo professionalmente, ha versato
il doppio del contributo minimo previsto, perciò egli dovrebbe essere esonerato
dal versare contributi AVS/AI/IPG sin dalla modifica della LAVS in tal senso,
ossia dal 1° gennaio 1997. Essendo in buona fede, chiede dunque la restituzione
dei contributi indebitamente pagati da allora.

 

                                  D.   Con
decisione su opposizione del 26 marzo 2008 (doc. A3) l'Amministrazione ha accolto parzialmente la citata opposizione, ovvero
ha stralciato l'assicurato dal
registro degli affiliati con effetto dal 31 dicembre 2002, ma gli ha negato la
restituzione dei contributi versati – per intervenuta prescrizione – nella
misura richiesta, ammettendo infatti la restituzione soltanto per l'anno 2003.

 

                                  E.   Nel
ricorso del 22 aprile 2008 (doc. I) l'assicurato ha ribadito di avere sempre versato in buona fede i
contributi fissati, senza prestare particolare attenzione alle avvertenze
figuranti sul retro delle decisioni della Cassa. Comunque, è sin da prima del
1991 che sua moglie lavora, perciò è dalla modifica di legge del 1997 che egli
doveva essere esentato dal pagare contributi come persona senza attività
lucrativa e non solo dal 2003 come ammesso dall'Amministrazione. Oltre a criticare le scarne se non addirittura
inesistenti indicazioni - fino al 2001 - da parte della Cassa riguardanti l'intervenuta modifica dal 1997, il
ricorrente ha messo in dubbio che l'Amministrazione non fosse al corrente, tramite l'autorità fiscale, del suo statuto di
coniugato come pure che sua moglie svolgesse un'attività lavorativa. La restituzione dei contributi va quindi fatta
per gli anni 1997-2004 o almeno per il periodo contributivo dal 1997 al 1999
compresi.

 

La risposta del 5
maggio 2008 (doc. III) della Cassa precisa che l'autorità fiscale comunica unicamente il reddito conseguito e la
sostanza netta, non anche lo statuto civile dell'assicurato e nemmeno l'eventuale professione del suo coniuge. Inoltre, specifica che tanto
l'UFAS quanto le Casse di
compensazione hanno informato adeguatamente gli assicurati in merito alle
modifiche legislative della 10a Revisione. In tale senso ha proceduto essa
stessa, a mezzo di un promemoria.

 

Il 9 maggio 2008 (doc.
V) l'insorgente ha espresso
dubbi sulla risposta riguardante la misconoscenza della Cassa dei dati personali
dell'assicurato ed ha osservato
di avere ricevuto il promemoria soltanto dopo il 2003, quindi molti anni dopo l'intervenuta modifica di legge.

Il 16 settembre 2008 (doc. X) si è tenuta un'udienza con le parti.

 

 

considerato                    in diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria (STF H 180/06 del 21 dicembre 2007; STFA I
707/00 del 21 luglio 2003).

 

                                   2.   Con
l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000,
sono state apportate diverse modifiche alla LAVS.

Da un punto di vista
temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali (materiali) in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STF del 24
gennaio 2007 consid. 6.1, H 178/05; DTF 130 V 160
consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V
166 consid. 4b).

Per contro, per quanto
attiene alle disposizioni formali (procedurali) della LPGA, il TFA (dal 1°
gennaio 2007: TF) ha già avuto modo di accertare l’assenza di una normativa
specifica che regola la questione intertemporale, stabilendo di conseguenza la
necessità di ricorrere al principio generale secondo il quale, di regola, siffatte
disposizioni entrano immediatamente in vigore (STF del 24 gennaio 2007 consid.
6.1, H 178/05; DTF 130 V 4 consid. 3.2).

 

In concreto, la questione
porta sugli anni di contribuzione dal 1997 al 2002. Per il periodo seguente, infatti,
come esposto in seguito, la questione è già stata chiarita dall'Amministrazione, che ha deciso favorevolmente
nei confronti dell'assicurato.

Ora, le decisioni
(formale e su opposizione) sono invece state emanate nel corso del 2008.
Pertanto, mentre per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano subito applicazione
le norme della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, per la
controversia di merito relativa alla restituzione dei contributi sociali al
ricorrente sono applicabili le norme materiali e le Direttive in vigore fino al
31 dicembre 2002.

                                   3.   Il
TCA osserva che l'oggetto della decisione formale è la fissazione
dei contributi dovuti dal ricorrente come persona senza attività lucrativa per
l'anno 2004.

La decisione su
opposizione porta però anche sul diritto alla restituzione dei contributi
indebitamente versati dall'assicurato
dal 1997 in poi, censura che l'Amministrazione
ha accolto sul principio, ma limitatamente all'anno 2003.

 

A questo proposito, occorre
rilevare che, formalmente, la Cassa di compensazione avrebbe dovuto emanare, a
seguito dell'opposizione dell'assicurato, una decisione su opposizione
relativa unicamente alla fissazione dei contributi AVS/AI/IPG per l'anno 2004.

Poi, in base all'esito di questa prima decisione, avrebbe
dovuto emanare una (nuova) decisione formale, quindi separata da quella
relativa alla fissazione dei contributi per il 2004, riguardante unicamente la restituzione
dei contributi versati dall'interessato per i precedenti anni di contribuzione, visto che quest'ultimo ha sollevato il tema nella sua
opposizione. In questo modo, anche contro questa decisione di restituzione,
quindi, l'assicurato avrebbe
avuto a disposizione il mezzo dell'opposizione ed eventualmente quello del ricorso contro la
susseguente decisione su opposizione dell'Amministrazione.

 

Nel caso di specie,
invece, la Cassa ha trattato in un unico atto le due tematiche da esaminare, sviluppandole
entrambe – anche se la questione della restituzione non è stata particolarmente
approfondita - nelle motivazioni della propria decisione su opposizione. Nel
dispositivo della sua decisione del 26 marzo 2008 l'Amministrazione si è pronunciata formalmente sulla sola tematica
della fissazione dei contributi per l'anno 2004. Essa ha tralasciato per contro di esprimersi
espressamente anche sulla restituzione dei contributi per l'anno 2003, di cui ha accennato nelle sue
motivazioni al punto 9, come pure per gli anni dal 1997 in poi come richiesto
dall'assicurato.

 

Nel caso concreto,
viste le motivazioni della decisione, per economia procedurale, questo
Tribunale entra nel merito non solo della questione della fissazione dei contributi
AVS/AI/IPG dovuti dal ricorrente per l'anno di contribuzione 2004 come persona senza attività lucrativa,
bensì anche sulla censura della restituzione dei contributi formula in merito ai
periodi di contribuzione toccati dalla modifica legislativa dell'art. 3 cpv. 3 lett. a LAVS.

 

 

nel merito

 

                                   4.   L'esame della domanda di restituzione dei
contributi AVS/AI/IPG che il ricorrente ha versato alla Cassa di compensazione in
qualità di persona senza attività lucrativa va limitata agli anni 1997-2003.

La Cassa di
compensazione si è infatti rifiutata di restituire all'insorgente i contributi già versati per il periodo dal 1997 al 2002
compresi. Per gli anni successivi, invece, con la decisione su opposizione la
Cassa ha riconosciuto che dal 2003 l'assicurato va stralciato dal registro degli affiliati come persona
senza attività lucrativa, con conseguente – seppure implicita e non chiaramente
espressa - restituzione dei contributi che egli ha già corrisposto all'Amministrazione per quel periodo. Basandosi
infatti sul termine di prescrizione di cinque anni contemplato dall'art. 16 cpv. 3 LAVS, la Cassa ha fatto risalire
gli effetti della restituzione al 31 dicembre 2002.

 

Secondo il ricorrente,
siccome la modifica legislativa qui in discussione è entrata in vigore con il
1° gennaio 1997 e già a quel tempo sua moglie lavorava versando i contributi
AVS/AI/IPG pari almeno al doppio del contributo minimo, egli deve essere stralciato
dalla categoria delle persone senza attività lucrativa, con conseguente restituzione
dei relativi contributi versati anche dal 1997 in poi.

 

                                   5.   Giusta l'art. 41
OAVS, chi ha pagato contributi non dovuti può esigerne la restituzione dalla
cassa di compensazione, riservata la prescrizione dell'art. 16 cpv. 3 LAVS.

 

L'art. 16 cpv. 3 LAVS prevede che il diritto
alla restituzione dei contributi indebitamente pagati si prescrive in un anno a
contare dal momento in cui la persona tenuta a pagare i contributi ha avuto
conoscenza dell'indebito
pagamento ed in ogni caso in cinque anni a contare dalla fine dell'anno civile in cui ha avuto luogo il
pagamento indebito. Se sono stati pagati dei contributi paritetici su
prestazioni sottoposte all'imposta
federale diretta sul reddito netto delle persone giuridiche, il diritto alla
restituzione si prescrive in un anno a contare dal momento in cui la tassazione
relativa alla predetta imposta è passata in giudicato.

 

Nella fattispecie fa
stato la prima frase e tanto il termine relativo di un anno quanto quello
assoluto di cinque anni, contrariamente al titolo dell'art. 16 LAVS che indica "prescrizione", sono in realtà dei
termini di perenzione (DTF 115 V 186 consid. 2b con riferimenti; SVR 2007 AHV
Nr. 1 consid. 4.1). Pertanto, essi non possono essere né interrotti, né sospesi
e neppure ripristinati (DTF 117 V 210 consid. 3a). La perenzione provoca l'estinzione del diritto, ossia esso si
estingue alla fine del termine previsto, e va quindi esaminata d'ufficio, indipendentemente da un'eventuale eccezione (STF 8C_ 383/2007 del
15 luglio 2008, consid. 6.2; DTF 113 V 180 consid. 2 pag. 181, DTF 112 V 5
consid. 4c, DTF 111 V 135 consid. 3b).

 

                                   6.   Le
Direttive dell'UFAS sulla riscossione dei contributi (DRC) specificano il
principio della restituzione dei contributi e le sue modalità d'applicazione.

La persona soggetta all'obbligo
contributivo deve per principio chiedere la restituzione di contributi (N. 3075
DRC). Tuttavia, se la cassa di compensazione constata senza riserve che una persona
ha pagato contributi manifestamente indebiti, deve restituirli d'ufficio (N.
3076 DRC); la cassa di compensazione deve restituire i contributi o compensarli
con debiti contributivi (N. 3077 DRC).

Giusta il N. 4003 DRC, la cassa di
compensazione non può reclamare il pagamento di contributi prescritti né
compensare questi ultimi con prestazioni d’assicurazione. Essa non può neppure
accettare il pagamento di questi contributi. Per il N. 4004 DRC, questa regola
si applica per analogia alla prescrizione del diritto di reclamare la
restituzione di contributi indebitamente pagati (RCC 1955 pag.
417).

Secondo il N. 4005 DRC, la prescrizione
del credito contributivo e quella del diritto di reclamare la restituzione dei
contributi indebitamente pagati si estende anche ai contributi per le spese di
amministrazione (art. 69 cpv. 1 LAVS) e agli interessi di mora e compensativi (art.
41bis e 41ter
OAVS).

In virtù del N. 4048
DRC, di regola, i contributi versati su rimunerazioni di scarsa entità
derivanti da attività accessorie non possono essere restituiti
(RCC 1983 pag. 374).

Per il N. 4049 DRC, il principio della
buona fede si applica illimitatamente in caso di pagamento di contributi
arretrati o di condono di contributi arretrati (DTF 116 V 298
= RCC 1991 pag. 220).

Il termine di prescrizione del diritto
di reclamare la restituzione dei contributi è osservato quando il credito è
fatto valere presso la cassa di compensazione prima dello spirare del termine.
Nei casi in cui il credito è fatto valere per iscritto, il termine è considerato
osservato quando lo scritto giunge al più tardi l’ultimo giorno del termine a
un ufficio postale svizzero per essere avviato alla cassa di
compensazione (N. 4062 DRC). Scaduto il termine di un anno, il credito è
estinto anche se il termine di cinque anni poteva ancora decorrere (N. 4063
DRC).

Secondo il N. 4064 DRC, il diritto di
reclamare la restituzione dei contributi si prescrive in un anno a contare dal
giorno in cui il debitore dei contributi è diventato consapevole del fatto che
ha versato contributi non dovuti. Il fatto è conosciuto, in generale, dal
momento in cui il debitore dei contributi si rende conto di avere indebitamente
pagato contributi, cioè, normalmente, dal momento in cui egli scopre il proprio
errore (N. 4065 DRC).

Giusta il N. 4069 DRC, il diritto di
reclamare la restituzione dei contributi indebitamente pagati si estingue in
ogni caso (cfr. tuttavia il N. 4071) entro cinque anni a contare dalla fine
dell’anno civile nel corso del quale il debitore ha versato questi contributi.
La prescrizione avviene anche se il debitore viene a sapere solo più tardi di
averli pagati. In virtù del N. 4070 DRC, esiste tuttavia un’eccezione a questo
termine di 5 anni per le persone che sono state assoggettate a torto
all’assicurazione. In questi casi il periodo di prescrizione è in generale di
10 anni (DTF 110 V 145 = RCC 1984 pag. 518, DTF 101 V 180 =
RCC 1976 pag. 188).

 

                                   7.   In concreto, la questione verte sulla perenzione del termine assoluto
entro cui l'assicurato può
richiedere alla Cassa di compensazione la restituzione dei contributi indebitamente
versati.

Non è invece in
discussione – come è giusto che sia, non essendovene valido motivo – la
decorrenza del termine relativo di un anno, avendo infatti l'assicurato subito reagito non appena a conoscenza
della situazione.

 

Posizionandosi al 2008
e conformandosi all'art. 16
cpv. 3 LAVS, la Cassa di compensazione ha ammesso la retrocessione dei
contributi versati indebitamente dall'insorgente per i precedenti cinque anni, ossia dal 1° gennaio 2003 al
31 dicembre 2007.

 

Il ricorrente sostiene
invece che la retroattività della restituzione debba risalire almeno al 1°
gennaio 1997, ovvero a quando è entrata in vigore la modifica della LAVS, il
cui nuovo art. 3 cpv. 3 lett. a contempla che quando il coniuge di un
assicurato ha versato, sulla base del reddito di un'attività
lavorativa, almeno il doppio del contributo minimo previsto dalla LAVS, i
contributi dell'assicurato che non svolge un'attività lavorativa sono considerati
come pagati. La sua buona fede, riguardante l'ignoranza del suo diritto alla
luce della sua situazione, andrebbe dunque tutelata, ritenuto che la moglie ha
lavorato sia prima che dopo il 1997.

                                   8.   D'avviso del TCA, la soluzione adottata dalla Cassa di compensazione si basa su
principi corretti, ma è stata erroneamente applicata al caso di specie. È infatti
a giusta ragione che l'Amministrazione
ha fatto capo, come previsto dall'art. 41 OAVS relativo alla restituzione di prestazioni, all'art. 16 cpv. 3 LAVS. Secondo quest'ultimo disposto, il termine della
perenzione del diritto alla restituzione va contato dalla fine dell'anno civile in cui ha avuto luogo il
pagamento indebito.

 

Ora, dagli atti
prodotti dalla Cassa emerge che i contributi per l'anno 2003 sono stati richiesti all'assicurato nel settembre 2007 (doc. 23), quindi la domanda di
restituzione formulata dall'insorgente
nel marzo 2008 rientra ampiamente nei cinque anni del termine di perenzione
conteggiati dalla fine dell'anno
in cui ha avuto luogo il pagamento (verosimilmente nel 2007).

 

Lo stesso dicasi sia
per i contributi dell'anno 2002
fissati con la decisione del 25 gennaio 2005 (doc. 21), sia per quelli del 2001
stabiliti con la decisione del 17 maggio 2004 (doc. 19), ritenuto che dal loro
versamento all'Amministrazione alla
richiesta di restituzione non sono trascorsi i summenzionati cinque anni, come
desumibile dal doc. XI (attestazione CO 1 AVS del 29.9.2008).

 

I contributi per l'anno 2000, invece, fissati con la
decisione del 17 luglio 2001 (doc. 17), sono irrecuperabili, poiché iniziando a
contare gli anni di perenzione dal 2002 – ovvero dalla fine dell'anno civile in cui ha avuto luogo il
pagamento (2001) -, i cinque anni giungono a scadenza al 31 dicembre del 2006 e
quindi la domanda di restituzione formulata nel 2008 non può essere accolta  siccome
è perenta (doc. XI).

 

Pertanto, la richiesta
del ricorrente di recuperare i contributi già versati è tardiva tanto per gli
importi corrisposti relativi all'anno di contribuzione 2000 quanto, a maggior ragione, per i
periodi precedenti, essendo essi stati fissati e dunque anche versati in un
periodo ancora più antecedente al 2001 (docc. 14-16).

 

In questo senso, la
richiesta di restituzione dei contributi indebitamente versati va accolta
parzialmente, limitatamente quindi agli anni 2001, 2002 e 2003.

Anche per l'anno di contribuzione 2004 l'insorgente è evidentemente esonerato dal
versare contributi sociali, ma siccome egli non ha corrisposto alcunché alla
Cassa per quell'anno avendo
interposto opposizione alla decisione del 12 febbraio 2008 (doc. 25) e successivamente
ricorso a questo Tribunale, non vi sono gli elementi per ammetterne la
restituzione.

Va comunque ricordato
che l'Amministrazione, accogliendo
parzialmente l'opposizione dell'assicurato, aveva essa stessa - implicitamente
- riconosciuto che i contributi per il 2004 (ed anche per il 2003, ma non per
il 2001 ed il 2002) non erano (più) dovuti.

 

                                   9.   Per
quanto concerne l'elemento
della buona fede apportato dall'insorgente a sostegno dell'accoglimento della pretesa di vedersi restituiti tutti i contributi
che ha versato sin dal 1997 poiché non era al corrente della novella
legislativa dell'art. 3 cpv. 3
lett. a LAVS, la stessa va disattesa.

 

Il principio della
buona fede, sancito dall’art. 9 Cost. fed., permette al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie
promesse e che essa eviti di contraddirsi. Così, un'informazione o una decisione
erronea possono obbligare l'amministrazione a consentire ad un assicurato un
vantaggio contrario alla legge.

Tuttavia,
secondo la giurisprudenza, di regola un'informazione erronea è vincolante
quando l'autorità, intervenendo in una situazione concreta nei confronti di
persone determinate, era competente a rilasciarla, il cittadino non poteva
riconoscerne l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento legale non sia mutato
nel frattempo, fidandosi dell'informazione ricevuta egli abbia preso delle disposizioni
non reversibili senza pregiudizio (DTF 127 I 36 consid. 3a, 126 II 387 consid.
3a; RAMI 2000 KV 126 pag. 223, RAMI 2000 KV 133 pag. 291 consid. 2a; cfr.,
riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost. fed., la cui giurisprudenza si applica
anche alla nuova norma, DTF 121 V 66 consid. 2a e sentenze ivi citate).

 

In concreto, come è emerso anche
durante l'udienza tenuta il   16 settembre 2008 alla presenza di entrambe le
parti (doc. X), dagli atti non emerge che l'Amministrazione abbia fornito informazioni
errate all'assicurato da cui il signor RI 1 possa dedurre la sua buona fede.

 

                                10.   Infine,
contrariamente a quanto sostiene il ricorrente, va precisato che le autorità fiscali
cantonali stabiliscono la sostanza determinante per il calcolo dei contributi
in base alla corrispondente tassazione cantonale passata in giudicata (art. 29
cpv. 3 OAVS), mentre la determinazione del reddito conseguito in forma di rendita
incombe alle Casse di compensazione, che si avvalgono della collaborazione
delle autorità fiscali cantonali (art. 29 cpv. 4 OAVS).

Conformandosi a queste
disposizioni, per ogni periodo contributivo la Cassa di compensazione ha
chiesto al competente Ufficio di tassazione di riempire l'apposito formulario "Comunicazione
della sostanza e della rendita delle persone non esercitanti un'attività lucrativa" (docc. 11, 13, 15,
18, 29, 22 e 24), in cui andavano indicati soltanto la sostanza netta
complessiva ed i redditi sotto forma di rendita. Altri dati (personali) non sono
richiesti.

Spetta dunque al
singolo assicurato, qualora notasse delle anomalie nella fissazione dei suoi
contributi (come la circostanza di essere coniugato e/o con una persona attiva
professionalmente), farsi parte diligente e reagire presso la competente
autorità secondo i mezzi di diritto che la legge offre.

 

                                11.   Viste
le circostanze che precedono, la decisione impugnata va annullata ed il ricorso
deve essere parzialmente accolto, nel senso che l'insorgente ha diritto alla restituzione dei contributi indebitamente
versati relativamente ai periodi contributivi portanti sugli anni 2001, 2002 e 2003
(cfr. la decisione del 17 maggio 2004, la decisione del 25 gennaio 2005 e la decisione
dell'11 settembre 2007).

Ne discende che l'Amministrazione dovrà emanare una decisione
formale di restituzione dei contributi in tal senso, così come stralciare conseguentemente
l'assicurato dal registro degli
affiliati come persone senza attività lucrativa.

 

Malgrado sia
parzialmente vincente in causa, al ricorrente non vanno attribuite ripetibili siccome
non è patrocinato (art. 61 lett. g LPGA).

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è parzialmente accolto.

 

                               1.1.   La
decisione impugnava va annullata.

 

                               1.2.   La
Cassa di compensazione emanerà una decisione di restituzione dei contributi che
il ricorrente ha indebitamente versato per gli anni di contribuzione 2001, 2002
e 2003 oltre alla rinuncia a prelevare i contributi del 2004 già espressa.

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in
3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella
impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o
del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata
e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio Zocchetti