# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 46eef0ee-6e40-5cd2-a33d-b7132880d378
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-06-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.06.2003 38.2003.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2003-5_2003-06-16.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2003.5

   

  FS/DC

  	
  Lugano

  16 giugno
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 dicembre 2002
di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 26 novembre 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di disoccupazione, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 26 novembre 2002 la Cassa cantonale di disoccupazione (di seguito
la Cassa) ha respinto la domanda d'indennità per lavoro ridotto relativa al
mese di gennaio 2002 presentata dalla ditta __________, motivando:

 

" 
(…)

Entro tre mesi dalla scadenza di ogni periodo di conteggio, il
datore di lavoro fa valere, per tutta l'azienda, il diritto all'indennità dei
suoi lavoratori presso la cassa da lui designata.

 

Nel vostro caso il conteggio sul lavoro ridotto di gennaio avrebbe
dovuto essere inoltrato entro il 30 aprile 2002, mentre é pervenuto alla cassa
solamente in data 3 maggio 2002.

 

Non avendo ricevuto nessuna risposta al nostro scritto del 3
maggio 2002 in merito ai motivi del ritardo, la richiesta di indennità per
lavoro ridotto di gennaio 2002 non può quindi essere accolta.

 

La restituzione di un termine può essere accordata soltanto se il
datore di lavoro è stato impedito di agire per motivi indipendenti dalla sua
volontà. (…)" (cfr. doc. _)

 

                               1.2.   Contro
questa decisione la ditta ha inoltrato un ricorso al TCA nel quale, in
particolare, sostiene di aver fatto valere tempestivamente, e precisamente il
30 aprile 2002, le indennità per lavoro ridotto per il mese di gennaio (cfr.
doc. _).

                                         A
sostegno delle proprie argomentazioni la ditta ha prodotto una dichiarazione
dell'impiegato postale __________, sottoscritta a __________ il 17 dicembre
2002 (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   Nella sua
risposta del 17 gennaio 2003 la Cassa chiede di respingere il ricorso e, in
particolare, osserva:

 

" 
(…)

In sede ricorsuale la società trasmette una
dichiarazione del postino di __________ che attesterebbe la consegna della
domanda di indennità alla posta il 30 aprile 2002.

 

Tale dichiarazione si spinge pure ad affermare
che il signor __________ avrebbe chiesto al postino di ricordare la data per
testimoniare che la lettera è stata spedita il 30 aprile 2002.

 

La Cassa si dichiara stupefatta da questa
dichiarazione che è contraddetta dai fatti. Il timbro postale della busta che
conteneva la domanda d'indennità è del 2 maggio 2002. (…)" (cfr. doc. _)

 

                               1.4.   Con
ulteriore scritto del 30 gennaio 2003 la ditta ha chiesto di sentire il postino
di __________, __________, quale teste (cfr. doc. _).

 

                               1.5.   Con lettera
del 29 gennaio 2003 il TCA ha chiesto a __________ a, Ufficio postale di
__________, di sottoporre alcune domande ad __________.

 

                                         Con
lettera del 3 febbraio 2003 il postino __________ ha risposto al TCA (cfr. doc.
_).

                                         Le
domande e risposte verranno esposte in seguito (cfr. consid. 2.4).

 

                               1.6.   I doc. _e _
sono stati notificati alle parti per osservazioni (cfr. doc. _ e _).

 

                                         Con
lettera del 12 febbraio 2003 al TCA la Cassa ha osservato che:

 

" 
In riferimento alla documentazione prodotta
dobbiamo rilevare che è assai sorprendente l'affermazione fatta dal signor
__________. Ci sembra infatti perlomeno strano che se la lettera è stata
consegnata il 30 aprile 2002 vi sia stato apposto il timbro del 2 maggio 2002.

 

Si parla anche di una telefonata effettuata il 30
aprile 2002 per sincerarsi dell'invio della lettera. E' forse possibile
verificare questa affermazione? (__________o altri).

 

Attendiamo con interesse la decisione che questo
lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni vorrà adottare." (cfr.
doc. _)

 

                                         Con
lettera del 24 febbraio 2003 la ditta ha ribadito e specificato che:

 

" 
(…)

-   Al 30.04.02 siamo stati anche noi, quando il postino ha messo la
busta in questione nel sacco postale, il quale è stato inviato lo stesso
giorno.

-   Abbiamo chiesto al postino di ricordare in particolare l'invio
della lettera in questione alla CAD.

-   Dopo aver ricevuto la lettera datata 03.05.02 della CAD
(documento già nel Vs. incarto) abbiamo subito telefonato al postino __________
all'ufficio postale di __________ per ricordare la situazione, perciò il
postino ricorda bene. L'unica possibilità è che, come conferma il postino nella
lettera del 03.02.03, la bollatura era errata. (…)." (cfr. doc. _)

 

 

                               1.7.   Il 5 maggio
2003 il presidente del TCA, presenti le parti, ha sentito, quali testi, la
signora __________ e il signor __________ entrambi impiegati presso la Posta di
__________.

                                         Il
quell'occasione è stato redatto un verbale di cui si dirà nel seguito (cfr.
doc. _).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Secondo
l’art. 38 cpv. 1 LADI entro tre mesi dalla scadenza di ogni periodo di
conteggio, il datore di lavoro fa valere, per tutta l’azienda, il diritto
all’indennità dei suoi lavoratori presso la cassa da lui designata.

                                         L’art 32
cpv. 5 LADI stabilisce poi che é considerato periodo di conteggio ogni periodo
di un mese o quattro settimane consecutive.

                                         In virtù
dell’art. 53 OADI é considerato periodo di conteggio un periodo di tempo di 4
settimane se i salari sono pagati ad intervalli di 1, 2 o 4 settimane. In tutti
gli altri casi, il periodo di conteggio é di un mese. 

                                         Se
un’azienda prevede diversi periodi di salario, all’indennità per lavoro ridotto
é applicabile il periodo di conteggio corrispondente a un mese o a quattro
settimane.

                                         Infine
l’art. 61 OADI sancisce che il termine per l’esercizio del diritto
all’indennità giornaliera decorre con il primo giorno seguente la fine del
periodo di conteggio.

 

                               2.2.   Il Tribunale
federale delle assicurazioni (TFA) ha già avuto modo di stabilire che i termini
previsti dalla LADI (per il preannuncio, rispettivamente per fare valere il
diritto alle prestazioni) non costituiscono semplici prescrizioni d'ordine, ma
hanno carattere perentorio.

                                         Concretamente,
ciò significa che nei casi in cui la legge prevede un termine di preannuncio,
la mancata osservazione del termine comporta la negazione del diritto
all'indennità per mancanza di un presupposto formale.

                                         Allorché
invece la legge prevede un termine per fare valere il diritto, il mancato
rispetto dello stesso provoca l'estinzione del diritto alle prestazioni (su
queste questioni, cfr. in particolare: DLA 2000, pag. 27; DLA 1993/1994, pag.
30; DLA 1986 pag. 50; STFA non pubblicata del 18 settembre 2001 nella causa M.,
C 189/01; STFA non pubblicata del 15 aprile 1987 nella causa B.C. SA, C 82/86;
DTF 124 V 75; DTF 119 V 370; DTF 117 V 244; DTF 114 V 123; DTF 110 V 334; vedi
pure H.-U. Stauffer, Serie: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht; "Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung", Ed. Schulthess,
Zurigo 1998, pag. 109).

                                         Pertanto,
se la domanda d’indennizzazione viene presentata dopo il termine di tre mesi
dalla scadenza del periodo di conteggio rilevante, senza che siano realizzate
le condizioni necessarie per la “restituzione di un termine”, il diritto
all’indennità per lavoro ridotto si estingue.

 

                               2.3.   Per costante
giurisprudenza e dottrina l'onere della prova della tempestività dell'invio
incombe a chi se ne prevale (cfr. DTF 99 I b 359 consid. 2; E. Catenazzi, Le
insidie di un invio non raccomandato, in RTT 1974, pag. 64ss).

 

                                         Se il
ricorrente non è in grado di fornire la ricevuta comprovante la tempestiva
consegna dell'invio all'ufficio postale, ne deve sopportare le conseguenze
giuridiche (cfr. E. Catenazzi, op. cit. pag. 67; sentenza CDT 29 maggio 1992 in
re C.J.).

                                         In una
sentenza del 22 febbraio 1993 nella causa V. pubblicata in DTF 119 V 7 il
Tribunale federale delle assicurazioni sociali ha avuto modo di stabilire che
la tempestività dell'esercizio di un rimedio di diritto dev'essere determinata
con certezza (ad esempio fornendo la prova dall'invio mediante raccomandata) e
che in simili casi, la regola della verosimiglianza preponderante, usuale nel
diritto delle assicurazioni sociali, non è applicabile.

                                         In una
successiva sentenza del 28 febbraio 1995 nella causa R. pubblicata in DTF 121 V
5 e AJP 1995 pag. 1090-1091 la nostra Massima istanza ha precisato che la
giurisprudenza citata (DTF 119 V 7) si applica solamente per valutare la
tempestività di atti processuali ma non invece nell'ambito dell'amministrazione
di massa (ad esempio: l'emanazione di decisioni in materia di contributi) dove
è applicabile l'abituale criterio della probabilità preponderante.

                                         Va
comunque rilevato che, anche in questa seconda occasione, in assenza di un
invio raccomandato, il TFA, pur applicando il criterio della probabilità
preponderante, ha ritenuto non avvenuta la notifica della decisione alla data
indicata dall'amministrazione (per una critica della giurisprudenza federale,
anche con riferimento alla DTF 120 V 37, cfr. U. Kieser in AJP 1995 pag.
1091-1092).

                                         In una
sentenza del 26 settembre 1994 nella causa E.K. AG il Tribunale federale delle
assicurazioni ha riconfermato che colui che è in grado di comprovare l'avvenuta
spedizione (ad esempio mediante una ricevuta postale), beneficia della
presunzione che in quell'invio sono contenuti i documenti rilevanti ai fini dei
diritti che si vogliono fare valere. In tale ipotesi se l'amministrazione
ritiene che in quell'invio figuravano altri documenti sta a lei fornire la
prova delle proprie affermazioni.

                                         La
semplice dichiarazione secondo cui è molto poco probabile che l'invio sia stato
perso nella cancelleria dell'amministrazione non è tuttavia sufficiente (cfr.
ZAK 1985 pag. 130; DLAD 1993-1994 pag. 154).

 

                                         Chiamata
a statuire sulla tempestività o meno dell'esercizio del diritto alle indennità
di disoccupazione da parte di un assicurato l'Alta Corte in un'altra sentenza
ha, in particolare, sottolineato che:

 

" 
(…)

    En général, le sceau postal fait foi de la date
de l'expédition. Dans la mesure où elle est de nature à prouver l'exactitude
d'un fait, l'enveloppe d'un envoi est une pièce qui a une portée juridique et
qui doit être conservée par l'administration au dossier de l'assuré. Sinon,
l'administration empêche le justiciable de rapporter la preuve que son envoi a
été expédié à temps. En principe, le justiciable n'a donc pas à supporter
l'absence de preuve de la date de l'expédition qui résulte de la destruction ou
de la perte de l'enveloppe (arrêt M. du 27 novembre 1998 [U 8/98], destiné à la
publication). Cette règle est tout particulièrement applicable dans des cas
limites, quand il existe un doute sur la date de l'expédition et s'il est
possible d'admettre, au vu des circonstances, que le pli a été posté en temps
utile; c'est notamment le cas lorsqu'il s'est écoulé un laps de temps
relativement court entre la date alléguée de l'envoi et celle de sa réception par
l'autorité. La règle n'a toutefois pas une portée absolue; elle ne saurait
s'appliquer en toutes hypothèses, en particulier dans des situations où il
apparaît, avec un degré de vraisemblance prépondérante (cf. ATF 121 V 6 consid.
3b), que l'envoi n'a pas été expédié en temps voulu.

 

    c) En l'espèce, il y a lieu de constater, tout
d'abord, que la caisse a apposé sur la carte de contrôle de l'assurée pour le
mois d'avril 1996 la date du 20 août 1996 comme date de réception. Cette
inscription laisse présumer que l'envoi lui est parvenu le même jour (arrêt non
publié T. du 29 janvier 1997 [C 289/96]): selon le cours
ordinaire

des choses, une administration publique appose une
telle mention sur un acte le jour où elle le reçoit; en particulier, les
organes des assurances sociales (dont les caisses de chômage) indiquent
systématiquement sur les demandes de prestations qui leur sont adressées le
jour auquel ces demandes leur parviennent. On peut donc, à tout le moins en
l'absence d'indices contraires, tenir pour établi que la caisse a reçu la carte
de contrôle en question à la date précitée du 20 août 1996.

 

    D'autre part, s'il arrive parfois qu'un envoi se
perde ou se mélange à des envois publicitaires auxquels le destinataire ne
prête aucune attention (cf. ATF 106 II 173),
il est peu vraisemblable, dans le trafic postal interne en Suisse et
sauf retard dû à des circonstances tout à fait extraordinaires, qu'un envoi
sous pli simple en courrier "A" mette trois semaines pour parvenir à
son destinataire. Le fait que l'assurée a apposé sur sa carte de contrôle la
date du 30 juillet 1996 n'est pas un
indice apte à démontrer que l'envoi a été expédié en temps utile, bien au
contraire. On constate en effet, comme le relève le recourant, que pour les
périodes de contrôle antérieures, il existait très souvent un écart important
(parfois de plusieurs semaines), entre le moment où l'intéressée a signé ses
cartes de contrôle et la réception de celles-ci par la caisse. C'est un indice
qui tendrait plutôt à établir que l'assurée, dans le cas présent, a laissé
s'écouler un certain laps de temps entre le moment où elle a signé sa carte de
contrôle et la date de l'expéditión dé celle-ci.

    Dans ces conditions, le seul fait que la caisse
n'a pas conservé l'enveloppe qui contenait la carte de contrôle ne suffit pas,
à lui seul, pour admettre que l'intimée a agi en temps utile. Il faut bien plutôt considérer, compte tenu des
circonstances, que l'envoi en cause n'a pas été expédié avant le mois d'août
1996 et, partant, que l'assu­rée n'a pas respecté le délai légal de trois mois.

 

    3.- A titre
subsidiaire, l'intimée offre de rapporter la preuve de l'expédition en temps
voulu de son envoi par l'audition de son mari et de son fils en qualité de
témoins. On ne voit toutefois pas en quoi les témoignages en question seraient
propres à établir la date exacte de la remise à la poste de l'envoi par
l'intimée de sa carte de 

contrôle. En effet, l'intimée ne prétend pas que ces
personnes l'ont vue poster sa carte de contrôle et qu'elles pourraient en
témoigner. Au demeurant, on conçoit difficilement que des témoins soient en mesure, plus de deux ans après les faits, d'attester la date exacte de la
remise d'un pli à la poste. Le dépôt d'une enveloppe dans une boite aux lettres
ou à la poste est un acte tout à fait banal qui ne laisse généralement
pas de souvenir précis à la personne qui en est le témoin, sauf si son
attention a été spécialement attirée sur ce fait, en vue précisément d'en
rapporter la preuve ultérieurement, ce qui n'est toutefois pas allégué en
l'espèce.

    Par conséquent, il ne se justifie pas de
compléter l'instruction dans le sens proposé par l'intimée. (…)."

(cfr. STFA del 14 dicembre 1998 nella causa R., C
360/97)

 

                                         Va ancora
ricordato che secondo la giurisprudenza federale la presunzione d'esattezza del
timbro postale può essere capovolta.

                                         Nel caso
di una semplice dicitura circa la data e l'ora di un invio postale, non
controfirmata e posta in basso ad una busta, la nostra Massima Istanza ha, in
particolare, concluso che:

 

" 
(…)

Or, le recours de droit administratif interjeté
contre ce jugement a été expédié le 1er février 1995, à 8 h., date du cachet
d'oblitération du bureau de poste de C. figurant sur l'enveloppe d'envoie. Peu
importe, à cet égard, la mention maniscrite "Déposé poste de C. 31.1.1995
23 h 40" qui se trouve au bas  de l'enveloppe. En effet, cette
inscription, non signée, ne signifie pas que l'envoi fut remis ce jour-là è 23
h. 40 à un employé de ce bureau de poste. Elle ne saurait donc renverser la
présomption d'exactitude attachée au cachet postal du 1er février 1995 (ATF 109
Ia 185-185 consid. 3b; v. aussi 119 V 7). (…)."

(cfr. DTF 122 V 60. consid. 1b, pag. 61)

 

                               2.4.   Nell'evenienza
concreta si tratta di stabilire se, in ossequio a quanto disposto dall'art. 38
cpv. 1 LADI, la ditta ha realmente fatto valere entro il termine di perenzione
di tre mesi il diritto alle indennità per lavoro ridotto per il mese di gennaio
2002 (cfr. consid. 2.1 e 2.2).

                                         Ciò
sarebbe il caso se la richiesta delle indennità per lavoro ridotto per quel
periodo è stata depositata alla posta entro e non oltre il 30 aprile 2002.

 

                                         Il TCA
rileva innanzitutto che, non trattandosi di un atto processuale, trova qui
applicazione il normale criterio della verosimiglianza preponderante valido
nell'ambito delle assicurazioni sociali (cfr. consid. 2.3).

 

                                         Nella
"Dichiarazione" del 17 dicembre 2002, da lui sottoscritta, il postino
di __________, __________, ha affermato che:

 

" 
Al 30.04.2002 la ditta __________ ha spedito una
lettera indirizzata alla Cassa cantonale di assicurazione contro la
disoccupazione, Bellinzona.

 

Sono sicuro perché la signora __________ ha
voluto mandare la lettera per via raccomandata però il signor __________, che
era presente ha esplicato che per l'ufficio cantonale basta il timbro postale
perché un ufficio cantonale non può pretendere una falsa data dell'invio.

 

Il signor __________ però mi ha chiesto del
favore di ricordare la data e in caso di testimoniare che la lettera
sopraindicata è stata timbrata al 30.04.2002.

 

Ricordo questa situazione speciale e posso
confermare che la lettera che ha ricevuto il timbro del 30.04.2002 della posta
di __________."

(cfr. doc. _)

 

                                         Il 29
gennaio 2003 il TCA ha posto ad __________ le seguenti domande:

 

                                         "1.  Come
mai sulla busta indirizzata alla Cassa cantonale di assicurazione contro la
disoccupazione (qui allegata in copia) figura la data del 2 maggio 2002 se la
lettera è stata spedita il 30 aprile 2002 (p.f. spiegare esaurientemente e
dettagliatamente).

 

                                          2.  Cosa
intende esattamente quando dichiara che "Al 30.04.2002 la ditta __________
ha spedito una lettera indirizzata alla Cassa cantonale di assicurazione contro
la disoccupazione, Bellinzona."

                                              In
particolare dove è avvenuta la spedizione?

                                              Presso
un Ufficio postale?

                                          Se
sì, quale e come mai allora non è stato apposto immediatamente il timbro
postale?

 

                                          3.  Se
la spedizione non è avvenuta presso un Ufficio postale voglia allora spiegare
precisamente e dettagliatamente dove è avvenuta, alla presenza di chi e in
quale forma?

                                              Questa
forma di invio postale è usuale?

 

                                          4.  Cosa
intende esattamente con l'affermazione "Ricordo questa situazione speciale
e posso confermare che la lettera ha ricevuto il timbro del 30.04.2002 della
Posta di __________."?

                                              Chi
ha apposto quel timbro, dove, quando e alla presenza di chi?" (cfr. doc.
_)

 

                                         L'impiegato
postale ha precisato che:

 

" 
(…)

La lettera è partita il giorno 30 aprile 2002
dall'ufficio postale di __________ per la Cassa cantonale di disoccupazione,
6500 Bellinzona. Il fatto che l'invio era provvisto del timbro 02 maggio 2002 è
da imputare ad una errata bollatura della mia collega; essa in quel periodo
stava imparando il servizio di sportello (erroneamente ha messo la data del
giorno dopo, in quel caso il 2 maggio 2002 perché il 1° gli sportelli sono
chiusi). Con questo non voglio accusare nessuno, il solo responsabile della
corretta spedizione degli invii è il sottoscritto.

 

Il signor __________ mi aveva telefonato
pregandomi di spedire una lettera importante ancora lo stesso giorno, egli
sarebbe giunto in ufficio appena un attimo prima della chiusura degli
sportelli. Mi ricordo ancora chiaramente a distanza di mesi questa particolare
situazione, perché non mi è mai successo che un cliente si assicuri
telefonicamente per l'inoltro corretto di una lettera.

 

Purtroppo l'errore c'è stato anche a causa del
forte traffico di fine mese, mi rendo conto solo ora cosa possa provocare una
piccola disattenzione.

Per eventuali altri chiarimenti sono reperibile
al numero telefonico __________, sono anche disposto se ce ne fosse la
necessità ad un eventuale convocazione presso i vostri uffici. Tutto ciò per
evitare che terze persone vengano danneggiate a causa di un banale incidente.
(…)" (cfr. doc. _)

 

                                         Al fine
di chiarire i fatti emersi il presidente del TCA, presenti le parti, ha
sentito, quali testi, __________ ed __________ entrambi impiegati presso la
Posta di __________.

 

                                         La prima
teste, ha dichiarato che:

 

" 
Faccio la postina. Mi occupo del servizio
recapito a __________ per la distribuzione a __________ ed in parte del
servizio vendita. Nel periodo aprile/maggio 2002 lavoravo a __________ nel
servizio recapito e in parte vendita. In quel periodo stavo imparando
l'attività di recapito e di vendita. Ad esempio stavo imparando il giro che ogni
postino doveva fare. Per quel che riguarda lo sportello, la vendita di tutti i
servizi che la Posta deve fare.

Fra i servizi ci sono quello dei pagamenti. Un
altro servizio è quello della spedizione delle lettere e dei pacchi. 

Come formazione ho svolto l'apprendistato di
commercio. Sono stata  assunta ed ho iniziato a vedere il lavoro nel mese di
dicembre 2001. Il primo lavoro è stato quello presso l'Ufficio postale di
__________. Ad esempio se una persona deve mandare una raccomandata, sulla
busta viene apposto un numerino (codice a barre), applicato il relativo
francobollo, timbrato e registrato nel computer.

Se non si tratta di un invio raccomandato, la
busta viene semplicemente bollata. Questa operazione viene fatta il giorno
stesso. Le lettere che vengono consegnate allo sportello vengono bollate
immediatamente, quelle depositate nella bucalettere vengono bollate alla sera o
quando c'è un attimo di tempo. Vengono bollate con il timbro del giorno stesso.

 

Conosco il signor __________ di vista, a volte
veniva a __________ a spedire della corrispondenza. So che lavora per la
__________. Non ricordo se il signor __________ è venuto a consegnare una
lettera alla fine del mese di aprile 2002. So che il signor __________ aveva
telefonato e aveva cercato direttamente il signor __________. Io gli ho
semplicemente passato la telefonata. Il mio superiore mi ha detto che sarebbe
passato qualcuno della ditta __________ a portare una lettera, e che tale
lettera doveva partire la sera stessa. Questa telefonata è avvenuta alla sera,
prima della chiusura (chiudiamo alle ore 18:00, sarà stato alle 17:45).
Sostanzialmente dovevo aspettare a chiudere il sacco della posta. 

Il giudice delegato chiede alla teste se il
signor __________ o qualcun altro della ditta __________ è poi venuto a portare
la lettera. La teste risponde che non ricorda più. Essa precisa che al momento
della chiusura vi è una grande confusione, arrivano tutti assieme e quindi non
ricorda se è arrivato anche il signor __________.

Il giudice delegato segnala alla teste che ha
appena detto che sapeva dal suo superiore che stava per arrivare una lettera
importante. Chiede se malgrado questa circostanza realmente non ricorda. La
risposta è: non ricordo.

 

Il giudice delegato chiede alla teste cosa viene
fatto di tutte queste lettere consegnata quasi contemporaneamente alla
chiusura. La risposta è che tutte le lettere devono partire e che partono col
timbro di quello stesso giorno alle ore 18:00. Addirittura accettiamo anche le
lettere se qualcuno picchia alla finestra dello sportello ad esempio alle
18:05.

 

Il giudice delegato fa mostrare dal signor
__________ l'originale di una busta che contiene i documenti oggetto della
vertenza presso il TCA. La teste riconosce la data 2 maggio 2002 alle 8:00,
Ufficio di __________. Il giudice delegato chiede, visto questo timbro, quando
è stata verosimilmente consegnata la busta. La teste risponde che dal timbro
sembrerebbe che sia stata consegnata il mattino del 2 maggio 2002. 

 

La teste precisa che delle volte la sera si prepara
il timbro per l'indomani. A richiesta del giudice delegato la teste precisa che
ciò avviene alla fine del lavoro. Essa ipotizza che anche nell'occasione che ci
interessa sia stato adottato un analogo procedimento.

La teste non ricorda di avere in quell'occasione
modificato la data già inserendo quella del 2 maggio 2002. Precisa che questi
lavori venivano fatti da lei e dal suo superiore. 

 

Il signor __________ chiede se questa operazione
(cambio della data) avviene anche quando c'è ancora confusione perché dei
clienti arrivano all'ultimo minuto. La risposta è no, viene effettuato come
ultimo atto prima di chiudere. 

Il giudice delegato segnala alla teste che in
realtà il giorno successivo era il 1° maggio, giorno di festa e che quindi la
modifica ha dovuto essere diversa da quella abituale, passando dal 30 aprile al
2 maggio. Rispondendo al giudice, malgrado questo ulteriore aspetto, la teste
afferma di non ricordare di avere modificato la data.

 

Il signor __________ precisa che la ditta
__________ riceve la corrispondenza alle 10:30 di mattina e elabora tutto il
lavoro durante la giornata e spedisce la posta alla sera. Egli precisa di
recarsi personalmente in Posta la sera e mai di mattina. Chiede alla teste se
ricorda di averlo mai visto di mattina. La teste risponde di non averlo mai
visto al mattino. Precisa comunque di occuparsi anche del servizio recapito.

 

Il giudice delegato chiede alla teste di prendere
posizione sulla parte dello scritto 3 febbraio 2003 del signor __________ al
TCA (da "il fatto…sottoscritto"). 

 

Il giudice delegato chiede alla teste se le è già
capitato di ricevere dei reclami per avere messo un bollo errato, cioè quello
del giorno successivo, pur avendolo timbrato alla sera. La teste risponde di
non avere mai ricevuto reclami.

 

Rispondendo al giudice delegato, la teste non
esclude di poter avere commesso un errore ma non ha neanche elementi per poter
dire di averlo fatto. In particolare non ricorda di avere prematuramente girato
la data del timbro sul 2 maggio.

 

Rispondendo al sig. __________, la teste conferma
che tutta la posta viene messa nel sacco. A questo punto il signor __________
sottolinea che trattandosi di posta A, la busta spedita il 30 aprile con un
timbro sbagliato avrebbe comunque dovuto essere ricevuta il 2 maggio. In realtà
la cassa l'ha ricevuta il 3 maggio. 

 

Il signor __________ precisa che secondo i dati
della Posta, solo il 95% degli invii posta A arrivano il giorno dopo. Il signor
__________ precisa comunque che il 1 maggio viene calcolato per la circolazione
della posta. (cfr. doc. _)

 

                                         Il
secondo teste, __________, ha invece dichiarato che:

 

" 
Il signor __________ precisa di ricordare bene
il caso perché il signor __________ (recte: __________) mi aveva telefonato per
sincerarsi che la lettera sarebbe partita quel giorno, trattandosi di un invio
importante, anche se sarebbe stato consegnato poco prima della chiusura.

Mi ha telefonato nel tardo pomeriggio. Non ne ho
parlato con nessuno, trattandosi di segreto postale. 

Il giudice delegato chiede: neanche alla sua
collaboratrice? La risposta è: essendo in ufficio doveva avere sentito.
Comunque la colpa è mia. Ero io allo sportello, la signorina era dietro, è
possibile che era lei l'addetta al timbraggio. Se c'è molto lavoro, è possibile
che allo sportello si proceda agli incassi in modo da chiudere lo sportello e
dopo la chiusura si procede al timbraggio. La lettera in questione è stata
consegnata a me personalmente dal signor __________ e dalla signora __________.

Due o tre giorni dopo il signor __________ mi ha
telefonato per chiedere se la lettera era partita. Gli ho risposto di sì. 

 

Ho ricevuto personalmente la lettera il 30 aprile
poco prima delle 18:00. Rispondendo al giudice delegato, preciso di non avere
detto al signor __________ che vi era la possibilità di fare un invio
raccomandato. Gli dissi in quell'occasione che la cosa importante è il timbro. 

 

Il giudice delegato chiede al teste come mai,
dopo aver detto questo al cliente, ha proprio sbagliato ad apporre il timbro.
La risposta è che si è trattato di un suo errore.

 

Il giudice delegato prende atto che il teste era
buralista a __________ da 5/6 anni (dal 1998).

Gli chiede quando viene modificata la data sui
timbri. La risposta è che appena è finito il servizio, viene cambiato il
timbro. In quel caso probabilmente come ho cambiato l'ora mettendola sulle ore
18:00, forse ho cambiato anche il giorno.

 

Il giudice delegato fa notare che in realtà la
data indicata è quella del 2 maggio 2002 alle ore 8:00. Il teste ne prende
atto. Ribadisce di avere ricevuto la lettera il 30 aprile 2002 e di non avere
nessun interesse a dire cose non vere.

 

Il vicecancelliere __________ legge al teste il
suo scritto del 3 febbraio 2003 in risposta al TCA. Invitato a prendere
posizione su questo scritto, il teste precisa: ho sbagliato io a modificare la
data sui timbri.

 

Il giudice delegato chiede al teste di prendere
posizione in merito alla sua dichiarazione del 17.12.2002. Egli precisa che
erano presenti sia il signor __________ che la signora __________.

In quell'occasione la signora __________ voleva
mandarla per raccomandata e però il signor __________ le ha detto che bastava
il timbro postale.

 

Il giudice delegato chiede al teste quando arriva
a Bellinzona una busta spedita il 30 aprile 2002 per posta A che per errore porta
la data 2 maggio 2002. La risposta è lo stesso 2 maggio 2002.

 

Il signor __________ precisa di avere visto
personalmente mettere la lettera nel sacco destinato al camion che parte alle
ore 18:15."

(cfr. doc. _)

 

                                         Da quanto
appena esposto ed in particolare dalle precisazioni fornite sotto giuramento
dal teste __________, il TCA deve concludere che, secondo il criterio della
probabilità preponderante (al di là della data che figura sul timbro postale ed
indipendentemente da chi ha commesso l'errore di girare il timbro sul 2 maggio
2002 alle ore 8:00), la lettera contenente la domanda d'indennità per lavoro
ridotto per il mese di gennaio 2002 è stata effettivamente consegnata alla
Posta e spedita il 30 aprile 2002.

                                         Il
funzionario, ha dichiarato che il plico postale destinato alla Cassa cantonale
di disoccupazione gli è stato consegnato il 30 aprile 2002 presso l'ufficio
postale di __________.

                                         In simile
circostanze, a mente del TCA e conformemente alla giurisprudenza citata (cfr.
consid. 2.3), una tale evenienza basta per capovolgere la presunzione
d'esattezza del timbro postale. 

                                         Del
resto, il rappresentante della ditta, in modo credibile, ha esposto le
circostanze nelle quali ha visto che la busta è stata messa nel sacco postale
prima della sua chiusura.

                                         La
circostanza che il 3 o 4 maggio 2002 il signor __________ abbia di nuovo
telefonato alla Posta per accertarsi di questa evenienza è peraltro spiegabile
con il fatto che egli aveva appena ricevuto dalla Cassa una richiesta di
spiegazioni circa l'asserito ritardo della domanda d'indennità per lavoro
ridotto per il mese di gennaio 2002.

 

                                         Si
segnala comunque alla ditta, non nuova a procedure davanti al TCA (ciò che
spiega peraltro la verifica puntuale del rispetto dei termini effettuata in
questa occasione), l'opportunità di procedere mediante un invio raccomandato
(cfr. consid. 2.3)

 

                                         La ditta
ha fatto valere il diritto alle indennità per lavoro ridotto per il periodo di
gennaio 2002 entro il termine di perenzione di tre mesi di cui all'art. 38 cpv.
1 LADI.

                                         Pertanto
il ricorso va accolto e la decisione impugnata annullata.

                                         Gli atti
vanno retrocessi alla Cassa per le sue incombenze.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

                                         §    La decisione del 26
novembre 2002 della Cassa cantonale di disoccupazione è annullata e gli atti
vengono retrocessi all'amministrazione per le sue incombenze.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti