# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 61c127d1-5887-51ad-8c41-e3f22e45e9ea
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-10-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 06.10.1997 50.1996.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-1996-15_1997-10-06.html

## Full Text

Incarto n.

  50.96.00015

   

  	
  Lugano

  6 ottobre 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  22 maggio 1996 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patr.
  da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  sentenza 15 aprile 1996 del Tribunale d'espropriazione della giurisdizione
  sottocenerina relativa all'espropriazione del mapp. __________ di __________
  da parte del comune di __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    18 giugno 1996 del Tribunale di
espropriazione della giurisdizione sottocenerina;

-      9 luglio 1996 del municipio di
__________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   __________ é proprietario
del mapp. __________ di __________. Detto fondo, censito come campo di mq
2'348, é ubicato in località __________, a valle della strada cantonale che
collega __________ a __________, di fronte al centro __________. Il PR approvato
dal Consiglio di Stato in data 6 agosto 1986 ha vincolato quella particella,
insieme ad altre, per la realizzazione di edifici e attrezzature pubbliche
(EAP) e più precisamente per la costruzione di un centro sportivo.

 

 

                                  B.   a) Dopo essersi procurato i
necessari crediti dal consiglio comunale il municipio di __________ ha promosso
nei confronti di __________ una procedura di espropriazione del mapp.
__________, offrendo fr. 50.--/mq. Gli atti d'esproprio sono stati pubblicati
giusta gli art. 20 segg. Lespr nel periodo 3 settembre/2 ottobre 1991.

 

b) Con memoria 1 ottobre 1991, confermata in sede di conclusioni,
__________ ha formulato in via principale opposizione all'espropriazione. In
via subordinata ha notificato una pretesa di fr. 400.--/mq oltre interessi.

 

c) Con giudizio 25 febbraio 1994 il Tribunale
d'espropriazione della giurisdizione sottocenerina ha respinto l'opposizione.
Con sentenza 15 aprile 1996 il Tribunale di prima istanza si é invece
pronunciato sulle indennità. Esso ha in primo luogo negato che l'inclusione del
mapp. __________ nella zona EAP fosse costitutiva di un'espropriazione
materiale. Il fondo doveva pertanto essere stimato come terreno agricolo.
Tenuto conto delle sue caratteristiche, il Giudice di prime cure gli ha
attributo un valore venale di fr. 50.--/mq. Esso ha invece rifiutato di
conferire una rilevanza ai prezzi nettamente superiori pagati da __________ per
l'acquisto dell'adiacente e pure espropriato mapp. __________ (fr. 100.--/mq
nel 1987) e dalla __________ per l'acquisto dei terreni necessari
all'ampliamento del posteggio annesso agli studi televisivi di __________,
parimenti ubicato sul fronte a valle della strada cantonale __________,
immediatamente a ridosso del realizzando centro sportivo (fr. 180.--/mq e fr.
286.--/mq nel 1989). Del pari il Tribunale d'espropriazione ha negato una
qualche rilevanza ad una convenzione conchiusa alle date 14/19 dicembre 1984
tra il comune di __________ e la __________, a tenore della quale quest'ultima
si impegnava a pagare un indennizzo di fr. 125.--/mq per ogni mc edificato al
mapp. __________, ove sorge il centro televisivo, qualora non fosse stata in
grado di mettere a disposizione del comune una corrispondente area di svago e
di ricreazione.

 

 

                                  C.   Con gravame 22 maggio 1996
__________ é insorto davanti a questo Tribunale contro la sentenza 15 aprile
1996 del Tribunale d'espropriazione. L'insorgente sostiene che i vincoli
sanciti a carico della sua proprietà siano costitutivi di un'espropriazione
materiale. Questa circostanza é dimostrata - in particolare - dalla presenza
del posteggio __________, dai prezzi pagati dalla __________ per procurarsi i
terreni necessari alla realizzazione e dall'ampliamento dello stesso oltre che
dalla convenzione conclusa dal municipio con detto ente nel 1984. Il fondo
espropriando deve di conseguenza essere stimato come edilizio. L'insorgente
chiede pertanto un indennizzo di fr. 250.--/mq oltre interessi. Chiede anche
l'audizione di quegli impiegati della __________ che, per eseguire la
convenzione appena menzionata, avevano condotto le trattative per l'acquisto
dei terreni attigui al posteggio __________.

 

Il comune di __________ ha postulato la reiezione dell'impugnativa.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
é data, il ricorso é tempestivo e la legittimazione del ricorrente certa (art.
50 Lespr, 43 PAmm). Il gravame é dunque ricevibile in ordine. Può inoltre
essere deciso sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
L'audizione dei testi sollecitata dal ricorrente non appare necessaria ai fini
del giudizio. In effetti, come verrà spiegato in seguito, i fatti che questi
dovrebbero provare (offerte di acquisto a prezzi superiori ai valori agricoli),
oltre a non essere contestati dal comune (cfr. risposta, cifra 3.3.), non hanno
una qualche rilevanza ai fini del giudizio.

 

 

                                   2.   2.1. Secondo la
giurisprudenza vi é espropriazione materiale quando l'uso attuale o il
prevedibile uso futuro di una cosa sono vietati o limitati in modo
particolarmente grave, sicché il proprietario é privato di una delle facoltà
essenziali derivanti dal diritto di proprietà; vi é altresì espropriazione
materiale quando un solo proprietario o un numero limitato di proprietari sono
toccati in modo meno grave ma tale che - fosse negato loro un indennizzo - essi
dovrebbero sopportare un sacrificio eccessivamente gravoso a favore della
collettività, incompatibile con il principio di uguaglianza. In entrambe le
ipotesi il miglior uso del fondo può essere preso in considerazione solo se se
alla data determinante (ovvero a quella di entrata in vigore della restrizione:
DTF 119 Ib 233 consid. 3a con rinvii), questo appare come molto probabile in un
avvenire prossimo; quale miglior uso del fondo si considera di regola la
possibilità di costruire. Per giudicare in proposito vanno presi in
considerazione tutti gli elementi di fatto e di diritto da cui dipende tale
possibilità (DTF 121 II 423 consid. 4a con rinvio; RDAT II-1996 N. 46 consid.
2a).

 

2.2. L'autorità di pianificazione che allestisce per la prima
volta un piano di utilizzazione conforme ai principi pianificatori consegnati
nella Costituzione federale (Cost.) e nella legge federale sulla pianificazione
del territorio del 22 giugno 1979 (LPT) non provvede a un dezonamento
(Auszonung) ma pronuncia un rifiuto di attribuire un fondo alla zona
edificabile (Nichteinzonung) quando non include una particella in tale zona; e
questo quand'anche essa era edificabile secondo il previgente diritto (DTF 122
II 329 consid. 4a e 330 consid. 4c con rinvii). La non attribuzione alla zona
edificabile non integra, in principio, gli estremi di un'espropriazione
materiale e non dà pertanto luogo ad indennità per tale titolo (DTF 122 II 457
consid. 4a; 329 consid. 4a e 333 consid. 6a con rinvii; RDAT II-1996 N. 46
consid. 2c). Il Tribunale federale si scosta tuttavia da tale assunto in via
eccezionale, in presenza di circostanze che avrebbero potuto condurre ad
un'attribuzione del fondo alla zona edificabile, cosicché alla data
determinante il proprietario poteva contare con un elevato grado di verosimiglianza
di edificare la particella con i suoi propri mezzi. Simile eccezione si verifica
anzitutto quando, di regola cumulativamente, il fondo interessato, compreso nel
perimetro di un PGC conforme alla legislazione sulla protezione delle acque,
sia edificabile o per lo meno dotato delle infrastrutture di urbanizzazione
primaria ed il suo proprietario abbia già sopportato rilevanti spese per la sua
urbanizzazione ed edificazione. Il diritto ad un indennizzo per espropriazione
materiale può altresì fondarsi sul principio della buona fede. Da ultimo può
sussistere quando una particella é posta nel territorio già largamente edificato
ai sensi dell'art. 15 lett. a LPT (DTF 122 II 457 consid. 4a; 333 consid. 6a
con rinvii; RDAT cit., ibidem).

 

 

                                   3.   3.1. Il PR approvato dal
Consiglio di Stato il 6 agosto 1986 - e pertanto entrato in vigore alla stessa
data (art. 25 cpv. 1 dell'or abrogata LE 1973, corrispondente al vigente art.
39 cpv. 1 LALPT) - ha assegnato il fondo espropriando insieme a quelli allo
stesso adiacenti ubicati in località __________, per una superficie complessiva
di circa 17'000 mq, alla zona EAP ai fini della realizzazione di un centro
sportivo. Il Tribunale di prime cure ha negato che quell'assegnazione sia
costituiva di un'espropriazione materiale. A ragione.

 

3.2. Questo Tribunale condivide in primo luogo la
constatazione secondo cui il PR 1986 sia il primo piano di utilizzazione conforme
ai principi pianificatori sanciti dagli art. 22 ter e 22 quater Cost. e dalla LPT
di cui si é dotato il comune di __________. In precedenza sussisteva un
regolamento edilizio approvato dal Consiglio di Stato il 6 settembre 1966, il
quale assegnava la località __________ alla zona E, ovvero alla zona
edificabile a carattere misto. Quello strumento, antecedente alla normativa federale
appena menzionata, non soddisfaceva tuttavia i principi pianificatori posti
dalla stessa già per il motivo che non operava, partendo da quanto già
edificato e dal prevedibile bisogno nei 15 anni successivi, una suddivisione
del territorio in zone edificabili e non edificabili (DTF 122 II 329 seg.
consid. 4b con rinvii): a parte la zona boschiva ed alcune minuscole superfici
riservate alla protezione del verde e dello stato naturale, tutto il territorio
comunale era infatti dichiarato edificabile. L'attribuzione del mapp.
__________ alla zona EAP costituisce pertanto indubitabilmente un caso di
rifiuto di assegnazione del predetto mappale alla zona edificabile: misura che
di principio non genera espropriazione materiale. Nel concreto caso non sono
inoltre nemmeno soddisfatti i requisiti che possono condurre - a titolo eccezionale
- al risultato opposto.

 

3.3. In primo luogo la proprietà in discussione non era compresa,
alla data determinante 8 agosto 1986, in un PGC conforme alla legislazione
sulla protezione delle acque. A questo riguardo é necessario premettere che
simile verifica deve essere effettuata alla luce dell'ordinamento istituito
attraverso la legge federale sull'inquinamento delle acque dell'8 ottobre 1971,
in vigore dal 1 luglio 1972 (ed attualmente sostituita dalla legge federale
sulla protezione delle acque del 24 gennaio 1991, in vigore dal 1 novembre
1992), la quale aveva in sostanza anticipato la suddivisione del territorio in
edificabile e non edificabile operata dalla LPT (DTF 122 II 329 consid. 4a con
rinvio). Già per questo motivo non può essere conferita alcuna rilevanza al PGC
agli atti, approvato dal dipartimento delle opere sociali il 2 febbraio 1971,
poiché allestito secondo la previgente legislazione. Strumento che, in quanto
ricalcante la situazione pianificatoria istituita attraverso il regolamento
edilizio allora vigente, ricomprendeva nel suo perimetro tutto il territorio
comunale che non fosse boschivo e che pertanto non può essere considerato
conforme alla legislazione sulla protezione delle acque in vigore dal 1 luglio
1972. Dall'incarto, ma in particolare dall'esame della risoluzione 29 ottobre
1974 con cui il Consiglio di Stato aveva evaso i ricorsi presentati contro i
piani dei territori protetti a titolo provvisorio in applicazione del decreto
federale 17 marzo 1972 su alcuni provvedimenti urgenti nell'ambito della
pianificazione del territorio risulta invece che in data 6 dicembre 1972 il
municipio di __________ aveva invece approvato il perimetro provvisorio delle
canalizzazioni in applicazione dell'art. 15 dell'ordinanza generale sulla
protezione delle acque del 19 giugno 1972 (OPA). I fondi ubicati in località
__________ al di sotto della cantonale __________ erano esclusi dal perimetro
di detto PGC, riprodotto nei piani pubblicati in quella sede. Una volta entrata
in vigore la LPT essi sono stati parimenti esclusi dal perimetro della zona
edificabile provvisoria disposta il 24 settembre 1980 dal dipartimento
dell'ambiente, che aveva rilevato la funzione pianificatoria del PGC
provvisorio (art. 8 DEPT) e che é stata abrogata nel dispositivo n. 7 della
risoluzione di approvazione del PR 6 agosto 1986. Ferme queste premesse si deve
dunque concludere che a __________ nemmeno sussisteva alla data determinante 8
agosto 1986 un vero e proprio PGC. Nella misura in cui ci si volesse comunque
riferire (contrariamente alla regola: DTF 117 Ib 6 consid. 2b con rinvii; RDAT
1985 N. 96 consid. 3b), all'assetto pianificatorio provvisionale istituito
attraverso il PGC provvisorio e, successivamente, alla zona edificabile
provvisoria, allora bisogna concludere che il fondo espropriando non é mai
stato considerato come edificato rispettivamente destinato all'urbanizzazione
entro 15 anni (art. 15 OPA, 15 e 36 cpv. 3 LPT in relazione con l'art. 8 DEPT).
Né, ad ogni buon conto, il ricorrente ha dimostrato - ma nemmeno affermato - di
aver sopportato rilevanti spese per la sua urbanizzazione ed edificazione.

 

3.4. In secondo luogo la particella non era pacificamente
posta, alla data determinante, entro il territorio già edificato in larga misura
ai sensi dell'art. 15 lett. a LPT (cfr. sul concetto DTF 122 II 462 consid. 6a
e rinvii). Essa faceva invece piuttosto parte di un'ampia, omogenea porzione di
territorio inedificato, delimitata a valle dal confine con __________ ed a
monte dal tracciato della strada cantonale che collega __________ a __________.
Faceva eccezione la presenza, a contatto con l'area EAP, dell'ampio posteggio
riservato ai dipendenti della __________. Quell'opera, eretta nella seconda
metà degli anni 70 (in virtù di un'autorizzazione eccezionale, considerato
l'assetto pianificatorio vigente a quel momento), poiché isolata ed funzionalmente
limitata al soddisfacimento dei bisogni del centro televisivo ubicato sul lato
opposto della strada cantonale, non permette tuttavia di mutare quella conclusione.
Invano l'insorgente pretende di dedurre il contrario, richiamandosi alla convenzione
conchiusa alle date 14/19 dicembre 1984 tra il comune di __________ e la
__________, a tenore della quale quest'ultima si impegnava a pagare un indennizzo
di fr. 125.--/mq per ogni mc edificato al mapp. __________, ove sorge il centro
televisivo, qualora non fosse stata in grado di mettere a disposizione del
comune una corrispondente area di svago e di ricreazione. In effetti, la presa
in considerazione in quel contratto dell'area occupata dal posteggio quale
superficie computabile in quella che la __________ avrebbe dovuto mettere a
disposizione della collettività ai fini di svago e ricreazione dimostra proprio
il contrario, ovvero che essa doveva essere annoverata tra quella non edificabile.
Confermano questo incontrovertibile assunto non solo la circostanza che l'area
di parcheggio in discussione servirà nel contempo ai bisogni del centro
sportivo comunale bensì il fatto che l'art. 55 cpv. 2 NAPR, regolamentante la
zona speciale __________ in sintonia con quella convenzione, dichiara
espressamente inedificabile quella superficie. Non può quindi essere condivisa
l'affermazione dell'insorgente, confortata invero dall'erronea motivazione del
giudizio impugnato, secondo cui attraverso la menzionata convenzione venne
perfezionato un trasferimento di indici edificatori dall'area riservata a
parcheggio al dirimpettaio mapp. __________ ai fini dell'ampliamento del centro
televisivo. Dagli atti appena menzionati si può inoltre dedurre con certezza
che, contrariamente alla tesi sostenuta con vigore dal ricorrente, alla data
determinante (così come del resto al presente) era esclusa per la __________
ogni e qualsiasi possibilità di espandere le strutture televisive al di là
(ovvero sul lato a valle) della cantonale __________: i chiari obiettivi
pianificatori perseguiti dal comune, accettati dall'ente radiotelevisivo medesimo,
consistevano infatti nella concentrazione dell'edificazione attorno agli
stabili preesistenti al mapp. __________.

 

3.5. Da ultimo non sussiste alcun motivo od anche solo
indizio per ritenere che il principio della buona fede imponesse l'assegnazione
del fondo in discussione alla zona fabbricabile a fini privati. Se ne deve
dedurre, insieme al Tribunale di prima istanza, che l'inclusione del fondo
espropriando nella zona EAP non ha soppresso alla data determinante 6 agosto
1986 una possibilità effettiva di edificarlo in un prossimo futuro: detta
inclusione non ha pertanto generato un'espropriazione materiale a pregiudizio
dello stesso. Quest'ultimo può di conseguenza essere esclusivo oggetto di
espropriazione formale e deve essere valutato, in questa procedura, alla
stregua di terreni non edificabili e più precisamente come gli adiacenti
terreni agricoli.

 

 

                                   4.   4.1. Giusta l'art. 9 Lespr
l'espropriazione ha luogo mediante piena indennità. Questa si compone -
segnatamente - dell'intero valore venale del diritto espropriato (art. 11 lett.
a Lespr), del minor valore della frazione residua in caso di espropriazione parziale
(art. 11 lett. b Lespr), del corrispettivo di tutti gli altri pregiudizi subiti
dall'espropriato e che sono, secondo il corso ordinario delle cose, una
conseguenza prevedibile dell'espropriazione (art. 11 lett. c Lespr). Ai fini
della valutazione dell'indennità di espropriazione é determinante il momento
dell'anticipata immissione in possesso: se non vi é presa di possesso
anticipata, é determinante il momento dell'emanazione della decisione di stima
da parte del Tribunale d'espropriazione (art. 19 Lespr). Nella fattispecie, non
essendovi stata immissione in possesso, dies aestimandi é il 15 aprile 1996,
data di emanazione del giudizio del Tribunale di prima istanza.

 

4.2. Dottrina e giurisprudenza concordano nel ritenere che il
valore venale di un terreno venga di regola stabilito in base al metodo
statistico o comparativo (DTF 122 I 173 seg. consid. 3a con rinvii; 122 II 344
consid. 5a con rinvii; Hess-Weibel, Das Enteignungsrecht des Bundes, N. 80
segg. ad art. 19 LFespr). Secondo questo metodo il valore venale di un fondo
viene individuato confrontando i prezzi già soluti nella regione di cui si
tratta per analoghi terreni in libere contrattazioni; nel limite del possibile
vengono di norma prese in considerazione le contrattazioni attendibili concluse
poco prima del dies aestimandi. Di eventuali differenze (per forma, situazione,
dimensione, possibilità di sfruttamento, ecc.) si tiene conto attraverso
adeguati aumenti o diminuzioni. In sostanza il valore corrisponde al prezzo che
l'espropriato potrebbe conseguire in una normale contrattazione,
rispettivamente alla somma che un numero imprecisato di acquirenti sarebbe
disposto a pagare, tenuto conto dei prezzi praticati in zona, corretti e
adeguati alle peculiarità dei singoli terreni. Il prezzo di gran lunga
inferiore o superiore alla media convenuto in un contratto isolato non è evidentemente
determinante, e non può essere assunto quale esempio, dal momento che vi possono
influire elementi che impediscono di considerarlo oggettivo (cfr. Hess-Weibel,
op. cit., N. 87 ad art. 19 LFespr; Wiederkehr, Die Expropriationsentschädigung,
pag. 36). L'applicazione del metodo comparativo presuppone d'altro canto che
esistano sufficienti contrattazioni relative a fondi che possano essere paragonati
a quello in esame, ma non è necessario che si tratti di fondi identici. Richiesto
è invece che i prezzi pagati per quei fondi possano essere analizzati e che da
essi si possano trarre conclusioni ragionevoli circa il livello del mercato in
generale (RDAT 1985 N. 92). Le cifre indicative ottenute con questo approccio
analitico vanno quindi corrette ed adeguate in funzione delle peculiarità,
siano esse negative o positive, riguardanti il fondo oggetto dell'esproprio. Il
metodo comparativo non conduce comunque alla determinazione di valori assoluti,
bensì serve a mettere in evidenza una tendenza nell'evoluzione dei prezzi dei
terreni in una determinata zona, che può essere influenzata dalla situazione di
fatto e di diritto che la caratterizza.

 

4.3. Il Tribunale di espropriazione, partendo dalle
compravendite celebrate a __________ e concernenti fondi posti in zona agricola
(le sole reperite si riferiscono alla seconda metà degli anni '80), ha
assegnato al fondo espropriando un valore venale alla data determinante 15
aprile 1996 di fr. 50.--/mq. Avuto riguardo alle caratteristiche della
particella, questo Giudice ritiene di poter senz'altro condividere quella
valutazione, oltretutto superiore agli indennizzi riconosciuti in questi ultimi
anni dal Tribunale d'espropriazione e tutelati da questo Tribunale per
l'espropriazione di buoni terreni agricoli nel Sottoceneri assegnati alle zone
EAP per la realizzazione di opere pubbliche (cfr. fr. 40.--/mq nella STA
inedita 7 settembre 1994 in re comunione ereditaria fu R. S., consid. 4.2., ove
questo giudice aveva comunque osservato che quell'importo, riconosciuto
dall'autorità di prima istanza, doveva essere considerato favorevole per
l'espropriato, poiché leggermente eccedente le quotazioni di mercato dei
terreni agricoli; fr. 30.--/mq nella STA inedita 27 novembre 1992 in re comunione
ereditaria G. F., consid. 4.2.; sentenza 2 dicembre 1988 del Tribunale
d'espropriazione del Sottoceneri pubbl. in RDAT 1989 N. 73; cfr. inoltre, tra
le innumerevoli sentenze attestanti l'assegnazione ai terreni agricoli di un
valore venale tra

fr. 30.-- e 40.-- il mq, a valere quale valore residuo di un fondo colpito da
espropriazione materiale STA 2 maggio 1994 in re C., consid. 4 pubbl. in RDAT
II-1994 N. 64). La maggior parte dei proprietari espropriati attraverso la
presente procedura ha del resto accettato le indennità offerte dal comune
rispettivamente stabilite dal Tribunale di prima istanza, varianti tra fr.
40.-- e fr. 50.-- il mq.

 

4.4. L'insorgente rimprovera tuttavia all'istanza inferiore
di non aver voluto considerare, ai fini dell'accertamento del valore venale dei
fondi, una serie di contratti. In primo luogo ricorda che per l'espropriazione
dei sedimi necessari alla costruzione della strada cantonale __________ vennero
pagati, negli anni '70, indennizzi tra fr. 45.-- ed fr. 60.-- il mq. In secondo
luogo con negozi iscritti a registro fondiario il 7 ottobre 1976 la SSR
acquistò per un prezzo di fr. 120.--/mq i mapp. __________, __________ e
__________, sui quali ha successivamente realizzato il parcheggio posto a
fianco dell'edificando centro sportivo comunale e pertanto a diretto contatto
con l'area EAP di cui fanno parte i fondi espropriandi di sua proprietà. Il
predetto ente acquistò indi da __________, con contratto iscritto a registro
fondiario il 6 giugno 1989, una superficie (striscia) di mq 192 facente parte
del mapp. __________, posto in zona agricola, che é andata ad aggiungersi al
mapp. __________, pagandola in ragione di fr. 286.--/mq. Con negozio iscritto a
registro fondiario il 30 settembre 1994 la SSR acquistò infine il mapp. 250,
pure attiguo al posteggio e posto in zona agricola, per fr. 180.--/mq. Il
ricorrente ricorda altresì che nel 1987 __________ comperò il mapp. __________,
espropriato dal comune nella presente procedura, per il prezzo di fr. 100.--/mq
(iscrizione a registro fondiario il 24 aprile 1987). Egli richiama inoltre la
già citata convenzione conclusa dal comune di __________ con la __________ nel
1984 e la perizia allestita su incarico dei contraenti dall'ing. __________
volta a stabilire l'indennizzo dovuto dall'ente radiotelevisivo al comune.
Sostiene che il valore venale debba essere ricercato sulla scorta dell'utile
che l'espropriante potrà ricavare dal bene espropriato: donde l'importanza dei
prezzi pagati dall'ente pubblico o parapubblico per l'acquisto di terreni
aventi le medesime caratteristiche. Gli argomenti addotti dall'insorgente non
gli permettono però di incrementare il risarcimento in suo favore.

 

4.5. Deve anzitutto essere respinta la tesi, che il
ricorrente pretende di dedurre dalla STA inedita 20 dicembre 1991 in re G. C. e
llcc, secondo cui l'utile che l'espropriante può ricavare dal bene espropriato
possa influire sulla determinazione del valore venale: vale invece il contrario
(Hess-Weibel, op. cit., N. 9 e 62). Il fatto che il comune potrà edificare un
centro sportivo sui fondi espropriandi non trae pertanto seco una
corrispondente lievitazione del loro valore venale rispetto a quello agricolo:
valore che del resto corrisponde a quanto il comune ha offerto a tutti i proprietari
espropriati a questo scopo. In secondo luogo é necessario ricordare che la data
determinante per l'estimo del fondo espropriando é il 15 aprile 1996: negozi
conchiusi negli anni '70 od '80 non hanno pertanto alcuna rilevanza ai fini
della determinazione dell'indennizzo spettante al ricorrente. In terzo luogo é
certo che le cifre delle contrattazioni menzionate sub 4.4. non sono rappresentative
del valore venale di un terreno agricolo ubicato nel comune di __________,
ovvero dell'importo che il proprietario di un terreno con simili
caratteristiche ubicato sul territorio comunale potrebbe obiettivamente
conseguire vendendolo sul libero mercato (cfr. sul concetto di valore venale
Hess-Weibel, Das Enteignungsrecht des Bundes, ad art. 19 LFespr N. 50). Più precisamente
la __________ ha effettuato gli acquisti di cui si é detto in circostanze
particolari, trovandosi nella necessità di dover reperire un'area abbastanza
vasta nelle immediate vicinanze del centro televisivo per potervi insediare
rispettivamente ampliare il parcheggio. Donde la sua disponibilità, pur di
ottenerli, a sborsare degli importi assai superiori a quelli vigenti sul
mercato. La __________ non costituisce pertanto un acquirente qualsiasi, bensì
un terzo più che mai interessato se non addirittura nella necessità di
comperare i sedimi di cui si é detto: i negozi cui é parte la __________ non
possono pertanto essere presi in considerazioni ai fini della determinazione
del valore venale dei terreni espropriandi (Hess-Weibel, op. cit., ad art. 19
LFespr N. 51 e 85). Il ricorrente obietta invero che anche il fondo
espropriando di sua proprietà avrebbe però potuto interessare alla __________:
ciò che gli avrebbe permesso di spuntare un prezzo di vendita di gran lunga
superiore a quello di un normale terreno agricolo. Alla luce di quanto é stato
spiegato in precedenza (cfr. consid. 3.4.) l'interesse del menzionato ente per
i terreni ubicati a valle della strada cantonale __________ potrebbe al più
essere limitato ai bisogni di parcheggio del centro televisivo. Tuttavia, come
ha argomentato il Tribunale di prima istanza, l'aspettativa di vendita dei
fondi in rassegna alla __________ é puramente teorica e non può pertanto
influire sulla definizione del loro valore venale (Hess-Weibel, op. cit., ad
art. 19 N. 58 e rinvii; 113 Ib 45 consid. 4b). In effetti il perimetro
dell'esistente posteggio, che occupa già una superficie di oltre 8'600 mq e dispone
di circa 236 posteggi per automobili e 26 posteggi per motociclette, é stato
definito in maniera vincolante nel PR: l'infrastruttura in rassegna non può
estendersi lecitamente oltre quel perimetro. Sotto l'aspetto oggettivo non
sussistono pertanto più dei motivi per ritenere che la __________ sarebbe
ancora stata disposta a comperare, al 15 aprile 1996, delle importanti aree di
terreno attigue al parcheggio esistente, che - se non fossero state incluse
nella zona EAP - sarebbero state assegnate alla zona agricola, dal momento che
non le avrebbe potute utilizzare ai fini di un ampliamento dello stesso. Del
resto il mapp. __________ non é posto immediatamente a contatto con l'attuale
posteggio: il suo acquisto si renderebbe necessario solo nell'ipotesi in cui
questo dovesse essere raddoppiato in superficie ed a condizione ancora che
siffatto ampliamento abbia luogo utilizzando esclusivamente i terreni posti ad
ovest dello stesso. Quanto all'acquisto del mapp. __________ a fr. 100.--/mq, effettuato
dall'espropriato __________ una decina di anni orsono, trattasi semplicemente
di un cattivo affare, concluso verosimilmente con (disattese) finalità
speculative. Ma nemmeno la perizia allestita il 18 giugno 1984 dall'ing.
__________ per incarico del comune di __________ e della __________, alla base
dell'indennità di fr. 125.--/mq stabilita nella più volte citata convenzione
conclusa tra i predetti enti il 14/19 dicembre 1984, soccorre le tesi del
ricorrente. Quel documento attesta infatti, una volta di più, che il fondo
espropriando possedeva un valore puramente agricolo, essendo stato stimato in
quella sede fr. 60.--/mq: l'importo di fr. 125.--/mq cui é addivenuto il perito
costituisce infatti semplicemente la differenza tra il valore venale a quella
data dei terreni edificabili ubicati nel comune (fr. 200.--/mq) e l'importo per
il quale, a giudizio del perito, i proprietari dei fondi agricoli posti a valle
della strada cantonale (tra cui appunto il mapp. __________) sarebbero stati
disposti a venderli, ovvero fr. 75.--/mq.

 

 

                                   5.   Stante quanto precede, il
ricorso deve essere respinto. La tassa di giudizio deve essere posta a carico
del ricorrente (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 22 ter, 22 quater Cost; 5, 15, 35, 36 LPT; 15 OPA, 39 LALPT; 9, 11,
12, 50, 73 Lespr; 3, 18, 28, 31, 43, 60 PAmm,

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso é respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giudizio, di fr.
2'000.-, è posta a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la presente
decisione, nella misura in cui é fondata sul diritto pubblico federale, é dato
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale, Losanna, nel termine
di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  ___________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario