# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f9d20260-8da7-5605-828f-a77ba729c454
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-01-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.01.2011 D-8741/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-8741-2010_2011-01-06.pdf

## Full Text

Bundesverwaltungsgericht

Tribunal administratif fédéral

Tribunale amministrativo federale

Tribunal administrativ federal

Corte IV
D-8741/2010

Sentenza del 6 gennaio 2011

Composizione Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Hans Schürch;
cancelliera Lydia Lazar Köhli.

Parti A._______, nato il (…),
Russia,
ricorrente, 

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), 
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore

Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione del'UFM del 17 dicembre 2010 / N (…).

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Visto:

la domanda di asilo che l’interessato ha presentato in data 
23 novembre 2010,

il documento che l’UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno e 
mediante il quale l’ha reso attento circa la necessità di consegnare, entro 
le 48 ore successive all’inoltro della sua istanza, un documento d’identità 
o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna e in 
assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda di 
asilo,

i verbali di audizione del 29 novembre 2010 (di seguito: verbale 1) e 
17 dicembre 2010 (di seguito: verbale 2),

il verbale della decisione dell’UFM del 17 dicembre 2010, notificata 
oralmente all'interessato il medesimo giorno (cfr. avviso di notifica e di 
ricevuta sottoscritto dal ricorrente, act. A10),

il ricorso inoltrato al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il 
Tribunale) il 21 dicembre 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato) contro 
la precitata decisione dell’UFM,

la copia dell’incarto dell’UFM pervenuta al Tribunale via fax il 
23 dicembre 2010,

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei 
considerandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia di asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 
legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 
RS 173.110), in quanto la legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 
142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni 
dell’UFM in materia di asilo (artt. 31 e 33 lett. d LTAF, nonché 
art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF),

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che, nell’ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi dell’art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l’oggetto suscettibile di essere 
impugnato non può essere esteso alla questione della concessione 
dell’asilo, che presuppone una decisione nel merito della domanda 
stessa,

che, per conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla 
concessione dell’asilo è inammissibile,

che, nei citati limiti, vi è motivo di entrare nel merito del ricorso che 
adempie le condizioni di ammissibilità di cui agli artt. 48 cpv. 1 e 52 PA 
nonché 108 cpv. 2 LAsi,

che, nell’ambito delle audizioni sui motivi della domanda di asilo, 
l’interessato ha dichiarato di essere cittadino russo di etnia (…) e di 
essere nato a B._______; che egli ha allegato di non avere mai vissuto in 
C._______, bensì sempre a D._______; che, difatti, dopo l’uccisione del 
padre avvenuta nel (…), sua madre l’avrebbe consegnato alla madre 
adottiva F._______ in detta città, prima di fare ritorno a G._______; che 
da allora egli non avrebbe più alcun contatto con la madre,

che egli ha dichiarato di avere lasciato il suo Paese nell' (…), in quanto 
sarebbe stato molestato da persone russe a causa della sua etnia (…), 
perché gli sarebbe stato sconsigliato di fare ritorno in C._______, dove 
non gli sarebbe possibile vivere a causa di quanto accaduto a suo padre, 
e, infine, perché avrebbe il desiderio di crearsi una nuova vita, con un 
nuovo lavoro ed una famiglia, per assicurare un futuro a suoi eventuali 
figli,

che l’interessato si sarebbe trasferito a H._______ nel (…); che, 
successivamente, egli avrebbe raggiunto I._______ a fine (…) grazie 
all’aiuto di un passatore, transitando per la L._______, la M._______e 
l’N._______; che egli avrebbe vissuto a I._______ per una ventina di 
giorni, prima di spostarsi in bus nei pressi del confine svizzero, che 
avrebbe varcato a piedi, e presentarsi al Cento di registrazione e 
procedura di Chiasso,

che l’interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d’identità,

che, nella decisione del 17 dicembre 2010, l’UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia di asilo alcun documento d’identità o di viaggio valevole entro le 

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48 ore; che, dall’altro lato, detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle 
eccezioni previste all’art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie, 

che, di conseguenza, l’UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai sensi dell’art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l’autorità inferiore ha pure 
pronunciato l’allontanamento dell’interessato dalla Svizzera e 
l’esecuzione dell’allontanamento verso la Russia siccome lecita, esigibile 
e possibile,

che, nel ricorso, l’insorgente reputa che esistano motivi validi che 
giustificherebbero la mancata presentazione di documenti di identità; che, 
difatti, egli avrebbe tentato di farsi rilasciare un documento di identità 
dalle autorità di D._______, ma queste gli avrebbero richiesto un 
certificato di nascita, per il quale avrebbe dovuto indirizzarsi alle autorità 
(…); che, tuttavia, egli non si potrebbe attualmente recare in C._______, 
dove, a causa di quanto sarebbe accaduto a suo padre, la situazione 
sarebbe troppo pericolosa per lui; che, di conseguenza, non avendo mai 
posseduto un documento di identità ed essendo giunto in Svizzera 
sprovvisto di documenti, non gli sarebbe possibile procurarsi alcunché; 
che, inoltre, egli reputa di avere esposto le modalità del suo viaggio di 
espatrio in maniera dettagliata; che, infine, egli contesta che nella 
fattispecie non ricorrano i presupposti dell’art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi circa 
la necessità di ulteriori chiarimenti per l’accertamento della qualità di 
rifugiato o dell’esistenza di un impedimento all’esecuzione 
dell’allontanamento; che, in tale contesto, egli sostiene di avere reso un 
racconto verosimile,

che, in conclusione, l’autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l’annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa all’autorità inferiore per una nuova decisione nel merito della sua 
domanda di asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell’ammissione 
provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda di esenzione dal 
versamento di un anticipo corrispondente alle presumibili spese 
processuali, 

che, giusta l’art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda di asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun 
documento di viaggio o di identità entro 48 ore dalla presentazione della 
domanda; che, giusta l’art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se 
il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o di identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del 
ricorrente è accertata in base all’audizione, nonché in base all’art. 3 e 

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all’art. 7 LAsi (lett. b), o se l’audizione rileva che sono necessari ulteriori 
chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l’esistenza di un 
impedimento all’esecuzione dell’allontanamento (lett. c),

che sono documenti di viaggio e d’identità ai sensi di legge quelli ufficiali, 
segnatamente il passaporto e la carta d’identità, che permettono 
un’identificazione certa del richiedente l’asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di 
particolari formalità amministrative; che, per contro, non sono documenti 
validi giusta l’art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi,come 
la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita, la 
carta scolastica o l’attestato di fine degli studi (cfr. Decisione del 
Tribunale amministrativo federale svizzero [DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel caso concreto, l’insorgente fino ad oggi non ha esibito alcun 
documento che adempia i criteri testé menzionati,

che, in merito all’asserito viaggio intrapreso dal suo luogo di residenza, il 
ricorrente non ha saputo fornire indicazioni verosimili; che, difatti, egli ha 
reso versioni discordanti in merito alla sua permanenza a H._______, 
indicando di avervi soggiornato circa un mese (cfr. verbale 1 pag. 2), 
rispettivamente, secondo altre versioni, due mesi (da fine settembre 2010 
a fine novembre 2010, cfr. ibidem pag. 7), 26 giorni (cfr. ibidem pag. 8) o 
tre giorni (cfr. verbale 2 pag. 5/D42); che, inoltre, varcare il confine dello 
spazio Schengen senza subire alcun controllo e senza documenti, come 
l’insorgente sostiene di avere fatto, avendo egli dichiarato di essere stato 
controllato unicamente durante il viaggio in treno da I._______ a 
O._______, costituisce, allo stato attuale, un’impresa pressoché 
impossibile,

che, pertanto, codesto Tribunale ritiene che il ricorrente non può avere 
viaggiato nelle circostanze descritte,

che, inoltre, non soccorrono le stereotipate allegazioni ricorsuali secondo 
cui gli sarebbe impossibile farsi pervenire dei documenti visto che non ne 
avrebbe mai posseduti (cfr. ricorso pag. 2), in quanto tali affermazioni non 
rappresentano dei motivi scusabili ai sensi dell’art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi; 
che, del resto, anche l’argomento secondo cui non gli sarebbe possibile 
procurarsi il certificato di nascita richiestogli dalle autorità quale 
condizione per l’emissione di un documento d’identità, perché un ritorno 
in C._______ metterebbe in pericolo la sua vita, non può essere ritenuto 
alla luce dell'inverosimiglianza del suo intero racconto,

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che, peraltro, il ricorrente ha avuto quasi tre settimane di tempo tra 
l’audizione sulle generalità, in cui era stato interpellato per la prima volta 
su eventuali documenti di identità da versare agli atti, e la seconda 
audizione, per lo meno per avviare tentativi al fine di procurarsi documenti 
di identità (ad esempio contattando la sua madre adottiva in Patria), 
rimanendo invece del tutto inattivo in tale senso e, addirittura, 
addossando erroneamente all’autorità di prime cure il dovere di procurare 
i documenti necessari (cfr. verbale 1 pag. 5),

che l’insorgente non ha quindi effettuato seri e concreti sforzi che 
avrebbero potuto avere esito favorevole per l’invio dei suoi documenti, ciò 
che costituisce un’ulteriore conferma della dissimulazione dei documenti 
da parte sua, ritenuto che, di regola, chi ne è già in possesso e si limita a 
dissimularli, non intraprende alcunché di concreto per procurarsene di 
nuovi,

che, vista l’inverosimiglianza delle modalità del viaggio intrapreso dal 
ricorrente nonché l’inconsistenza ed inattendibilità delle sue dichiarazioni 
circa il possesso di documenti di identità, vi è ragione di concludere che 
egli dissimuli detti documenti per i bisogni della causa,

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento di identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l’eccezione prevista all’art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore 
dell’insorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti di identità, occorre inoltre esaminare se, in 
applicazione della seconda eccezione dell’art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in 
base agli artt. 3 e 7 LAsi nonché all’audizione, è accertata la qualità di 
rifugiato del ricorrente, 

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore 
ha introdotto una procedura di esame materiale, accelerata e sommaria, 
delle domande che si fondano su allegazioni manifestamente 
inconsistenti o manifestamente irrilevanti; che la manifesta irrilevanza può 
risultare, fra l’altro, dalla palese assenza di una sufficiente intensità dei 
pregiudizi, dall’inattualità degli stessi nonché dall’evidente esistenza di 
un’alternativa di rifugio interna dalle persecuzioni statali oppure di 
un’appropriata protezione statale contro l’agire illegittimo di terzi (cfr. 
DTAF 2007/8 consid. 5.6.4-5.6.5),

che l’insorgente ha dichiarato sostanzialmente di essere espatriato 
perché molestato a causa della sua origine (…), perché un suo ritorno in 

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C._______ sarebbe pericoloso ed, infine, perché vorrebbe crearsi una 
nuova esistenza,

che egli non ha presentato, all’infuori di generiche censure, argomenti o 
prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella 
di cui all’impugnata decisione,

che, difatti, le allegazioni decisive in materia di asilo s’esauriscono in 
mere affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della 
benché minima consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel 
provvedimento litigioso, a cui può essere rimandato,

che, a titolo di esempio, per quanto attiene all’allegato pericolo che 
correrebbe in C._______ a seguito dell’uccisione del padre, l’insorgente 
si è limitato a dichiarare di essere stato avvertito a tale proposito dalla 
madre adottiva e, pertanto, di dovere nascondere la propria identità (cfr. 
verbale 1 pag. 7 e verbale 2 pagg. 2, 3 e 5/D8, D12 e D40); che, tuttavia, 
dal suo racconto non emerge che egli si sia mai personalmente 
preoccupato di verificare la veridicità di tali sospetti; che, del resto, non ha 
saputo circostanziare in alcun modo detti timori, né in merito a chi 
avrebbe ucciso suo padre, né circa chi lo starebbe attualmente cercando; 
che, inoltre, egli stesso ha dichiarato di non avere mai soggiornato in 
C._______ (cfr. verbale 2 pag. 5/D45), rispettivamente di non avere mai 
avuto problemi di sorta dal 1989 ad oggi (cfr. ibidem pag. 6/D46-48 e 53),

che, inoltre, in sede ricorsuale l’autore del gravame non si è espresso 
circa gli elementi di inverosimiglianza riscontrati dall’UFM, limitandosi a 
ribadire in maniera del tutto generica che la sua vita sarebbe in pericolo e 
che non gli sarebbe possibile vivere né in C._______, né in altre parti 
della Russia,

che, peraltro, l’ulteriore motivo evocato dall’autore del gravame 
nell’ambito della procedura in esame, ovvero il fatto non di essersi 
realizzato in Patria e di volere trovare un lavoro, fondare una famiglia ed 
assicurare un futuro a suoi eventuali figli, è palesemente irrilevante, in 
quanto non costituisce di per sé un indizio proprio a giustificare la qualità 
di rifugiato ai sensi dell’art. 3 LAsi,

che, per conseguenza, l’UFM ha rettamente considerato come 
inverosimili, rispettivamente irrilevanti, con riferimento 
all’art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, le dichiarazioni rese dal ricorrente,

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che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell’art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi 
da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini della 
determinazione della qualità di rifugiato dell’insorgente,

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari ai fini di accertare l’esistenza di un eventuale impedimento 
all’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente dal punto di vista 
dell’ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50 consid. 8), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che 
l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente in Russia possa violare 
l’art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione svizzera 
del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l’art. 33 della Convenzione sullo 
statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l’art. 5 LAsi 
(divieto di respingimento), nonché l’art. 83 cpv. 3 della legge federale del 
16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente 
in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrati all’art. 3 della 
Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà 
fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all’art. 3 della 
Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani 
o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che, da quanto esposto, discende che l’UFM rettamente non è entrato nel 
merito della domanda di asilo ai sensi dell’art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,

che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata,

che l’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l’UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera 
(artt. 14 cpv. 1-2 e 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell’Ordinanza 1 
sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 
142.311]),

che l’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata all’art. 83 LStr; che, 
giusta detta noma, l’esecuzione dell’allontanamento deve essere 
possibile, ammissibile e ragionevolmente esigibile,

che, in considerazione di quanto indicato poc’anzi, l’esecuzione 
dell’allontanamento è ammissibile nel caso di specie (art. 44 cpv. 2 LAsi e 
art. 83 cpv. 3 LStr),

che, inoltre, la situazione vigente in Russia non è notoriamente 
caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che 

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coinvolga l’insieme della popolazione nell’integralità del territorio 
nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell’insorgente, egli è (…) e vanta 
di esperienza lavorativa in veste di (…) come pure di (…) (cfr. verbale 1 
pagg. 2-3); che dette occupazioni gli hanno permesso non solo di 
mantenersi, ma altresì di risparmiare una certa somma di denaro (cfr. 
verbale 2 pag. 5/D40); che, oltre alla lingua madre, dispone di 
conoscenze linguistiche dell’(…), del (…) e dell’(…) (cfr. verbale 1 pag. 
3); che, inoltre, vi è ragione di credere che disponga in Patria di una rete 
sociale, ritenuto che per lo meno la famiglia della madre adottiva abita 
tuttora in loco; che l’insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di 
soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua 
ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica Giurisprudenza ed 
informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia di asilo 
[GICRA] 2003 n. 24), senza che ad un esame d’ufficio degli atti di causa 
emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici,

che, pertanto, l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese d’origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 
dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e 
art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, 
potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4 LAsi); che l’esecuzione dell’allontanamento è dunque pure 
possibile,

che ne discende che l’esecuzione dell’allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso 
e la decisione querelata confermata,

che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l’approvazione di un 
secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda di 
esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese giudiziarie è divenuta senza oggetto,

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che, visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle 
tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1. 
Il ricorso è respinto.

2. 
Le spese processuali di CHF 600.- sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente decisione.

3. 
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità 
cantonale competente. 

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Lydia Lazar Köhli

Data di spedizione: