# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2b1e7184-2de8-5cd3-87b6-5f04df8e6fa8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-05-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.05.2021 D-1099/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1099-2021_2021-05-04.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1099/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  4  m a g g i o  2 0 2 1  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice William Waeber;  

cancelliere Jesse Joseph Erard. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), 

Sri Lanka,  

(…),  

ricorrente,  

 
 

 
Contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento (ricorso contro una decisione di 

riesame); 

decisione della SEM del 9 febbraio 2021 / N (…). 

 

 

 

D-1099/2021 

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Visto: 

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera il (…) 2017, 

la sentenza del Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) 

D-6951/2018 dell’11 dicembre 2020, che confermava nel merito la 

decisione dell’autorità di prima istanza, 

lo scritto del 12 gennaio 2021, intitolato “istanza di revisione”, presentato 

dall’interessato all’attenzione della SEM segnatamente sulla scorta di due 

nuovi mezzi di prova, consistenti in una dichiarazione redatta in lingua 

inglese dal proprio patrocinatore in Sri Lanka – con, ivi acclusa, la 

traduzione in lingua italiana – oltreché una missiva del 16 gennaio 2021 

redatta dal signor C._______, direttore ed amministratore unico dell’”(…)” 

di D._______, suo asserito datore di lavoro,  

la decisione della SEM del 9 febbraio 2021 che, dopo aver qualificato la 

comparsa scritta dell’insorgente quale istanza di riesame, ne ha respinto la 

domanda confermando lo status quo,  

il ricorso del 10 marzo 2021, recte 11 marzo 2021 (cfr. timbro sul plico 

raccomandato, data d’entrata 12 marzo 2021), per mezzo del quale 

A._______ è insorto dinanzi allo scrivente Tribunale postulando 

l’annullamento della decisione della SEM del 9 febbraio 2021 e la 

concessione dell’asilo; in subordine egli ha chiesto di essere ammesso 

provvisoriamente in Svizzera per causa d’inammissibilità e di inesigibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento; l’aggiuntiva conclusione tendente alla 

concessione dell’assistenza giudiziaria nel senso dall’esenzione dal 

versamento delle spese anticipate di giustizia, il tutto con protesta di spese 

e ripetibili,  

la decisione incidentale del Tribunale del 19 marzo 2021, notificata il 20 

marzo 2021 (cfr. tracciamento degli invii) che respingeva la domanda di 

assistenza giudiziaria ed invitava il ricorrente a versare, entro il 6 aprile 

2021, un anticipo di CHF 1’500.– a copertura delle presunte spese 

processuali (art. 63 cpv. 4 e 5 PA), con comminatoria d'inammissibilità del 

ricorso in caso di decorso infruttuoso del termine, 

il tempestivo versamento dell’importo richiesto,  

l’ulteriore missiva di data 10 marzo 2021, recte 10 aprile 2021 (cfr. timbro 

del plico raccomandato) del signor C._______, con cui quest’ultimo ha 

esortato la SEM a riconsiderare la propria decisione, ritenuto che 

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l’allontanamento dell’interessato – il quale avrebbe peraltro valide 

motivazioni per essere accolto quale rifugiato − cagionerebbe un danno 

irreparabile alla sua attività commerciale,  

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi), 

che fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, 

che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l'atto impugnato 

costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA, 

che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), per il che è legittimato ad aggravarsi contro di 

essa, 

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 6 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti, 

che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l'approvazione di un 

secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la 

violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

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stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5), 

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che la LAsi, con l’art. 111b, prevede un disposto specifico circa la 

procedura di riesame; che secondo questa disposizione, la domanda di 

riesame motivata dev’essere indirizzata per iscritto alla SEM entro 30 giorni 

dalla scoperta del motivo di riesame, 

che nella presente fattispecie, l’insorgente ha motivato la propria domanda 

di riesame sulla scorta di una lettera del 5 gennaio 2021 redatta da un 

asserito legale in Sri Lanka; che a suo dire, tale nuovo mezzo di prova 

comproverebbe le traversie con le quali egli sarebbe stato confrontato in 

patria, e certificherebbe che un suo rientro forzato nel Paese d’origine lo 

esporrebbe ad un’immediata incarcerazione e conseguenti torture,  

che nella querelata decisione, l’autorità di prima istanza, dopo aver 

qualificato la richiesta dell’insorgente quale domanda di riesame 

qualificato, ha considerato irrilevanti ai sensi dell’art. 66 PA i nuovi mezzi di 

prova addotti; che in tal senso, vi sarebbe motivo di ritenere che lo scritto 

dell’avvocato srilankese sia stato fabbricato per semplici bisogni di causa 

a seguito dell’emissione della sentenza del Tribunale D-6951/2018 dell’11 

dicembre 2020; che perdipiù, tale documento non avrebbe alcun valore 

probatorio nella misura in cui conterrebbe semplici affermazioni di parte; 

che per ovvie ragioni, lo stesso varrebbe per quanto concerne la missiva 

inoltrata il 16 gennaio 2021 dal suo datore di lavoro,  

che con il gravame, l’insorgente avversa la valutazione della SEM; che 

anzitutto, il suo avvocato in Sri Lanka sarebbe tenuto al dovere 

deontologico di correttezza, ragion per cui l’autorità inferiore avrebbe 

erroneamente considerato le dichiarazioni ivi contenute quali allegazioni di 

parte (cfr. memoriale ricorsuale, pag. 2, punto 3); che su tali presupposti, i 

motivi d’asilo allegati sarebbero da considerarsi verosimili e rilevanti per il 

riconoscimento della qualità di rifugiato; che inoltre, la missiva del 16 

gennaio 2021 redatta dal signor C._______, sarebbe stata prodotta onde 

dimostrare l’impegno e la dedizione nel ricambiare l’ospitalità ricevuta in 

Svizzera; che in ogni caso, nel corso della sua attività lavorativa egli 

avrebbe confidato ai suoi datori di lavoro le persecuzioni subite in Sri 

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Lanka, aggiungendo che questi sarebbero pronti a testimoniare tali 

confidenze (cfr. memoriale ricorsuale, pag. 2, punto 4), 

che infine, un allontanamento nel suo Paese d’origine non sarebbe 

ammissibile e/o ragionevolmente esigibile; che in tal senso, nel gennaio del 

2021 l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani avrebbe 

nuovamente invitato la Comunità internazionale a considerare la grave 

situazione in Sri Lanka ed evidenziando in particolare che “l’attuale 

traiettoria dello Sri Lanka pone le basi per iI ripetersi delle politiche e delle 

pratiche che hanno dato origine a gravi violazioni dei diritti umani" e che “Ie 

conflit armé sri-lankais est apparu dans un contexte d’aggravation 

progressive de la discrimination et de la marginalisation des minorités du 

pays, en particulier des Tamouls”,  

che una domanda di riesame può rivestire tre differenti tipologie; che di 

principio un’autorità non è tenuta ad entrare nel merito di una tale richiesta 

a meno che essa costituisca una “domanda di riconsiderazione qualificata”, 

ossia di una domanda per il cui tramite l’interessato si avvale di motivi di 

revisione previsti all’art. 66 PA senza che sia precedentemente stata 

emanata una decisione di merito di seconda istanza (cfr. DTAF 2010/27 

consid. 2.1; URSINA BEERLI-BONORAND, Die ausserordentlichen 

Rechtsmittel in der Verwaltungsrechtspflege des Bundes und der Kantone, 

1985, pag. 173) o una “domanda di adattamento” dettata da un 

cambiamento notevole delle circostanze dal momento della pronuncia 

della decisione materiale finale di prima o, in caso di ricorso, di seconda 

istanza (cfr. DTAF 2014/39 consid. 4.5 ed ulteriori riferimenti; 2008/52 

consid. 3.2.3; DTF 136 II 177 consid. 2.1; KARIN SCHERRER REBER, in: 

Praxiskommentar Verwaltungsverfahrensgesetz [VwVG], 2a ed. 2016, 

n. 16 ad art. 66); che differentemente dalla “domanda di riconsiderazione 

qualificata” in materia d’asilo la “domanda di adattamento” può vertere 

unicamente su aspetti relativi all’esecuzione dell’allontanamento, dal 

momento che eventuali fatti nuovi e determinanti per il riconoscimento dello 

statuto di rifugiato giustificherebbero il deposito di una domanda multipla 

(cfr. DTAF 2013/22 consid. 11.3.2; Giurisprudenza ed informazioni della 

Commissione svizzera di ricorso in materia d’asilo [GICRA] 1998 n. 1); che 

da ultimo, la trattazione da parte dell’autorità è parimenti giustificata 

allorquando il riesame si fonda su un nuovo mezzo di prova posteriore ad 

una sentenza materiale di seconda istanza ma che riguarda fatti anteriori, 

giacché una tale costellazione risulterebbe irricevibile per via di revisione 

dinanzi al Tribunale (cfr. art. 123 cpv. 2 lett. a in fine LTF, DTAF 2013/22 

consid. 11.4., AUGUST MÄCHLER, in: Auer/Müller/Schindler [ed.], 

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Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren [VwVG], 

2a ed. 2019, n. 18 ad art. 66 PA), 

che i fatti nuovi devono essere rilevanti, vale a dire devono essere di natura 

tale da modificare la fattispecie alla base della decisione contestata e da 

condurre ad un giudizio diverso in funzione di un apprezzamento giuridico 

corretto; che per quanto concerne i mezzi di prova, gli stessi devono servire 

a comprovare i fatti nuovi che giustificano il riesame oppure fatti già noti e 

allegati nel procedimento precedente, che tuttavia non avevano potuto 

essere provati, a discapito del richiedente; che una prova è considerata 

concludente quando bisogna ammettere che essa avrebbe condotto il 

giudice a statuire in modo diverso se egli ne avesse avuto conoscenza 

nella procedura principale (cfr. la giurisprudenza in ambito di revisione, 

DTF 127 V 353 consid. 5b, DTF 118 II 199 consid. 5.; DTAF 2014/39 

consid. 4.5); che risultano inoltre esclusi i mezzi di prova che avrebbero 

potuto essere presentati nell’ambito di una procedura ordinaria di ricorso 

avverso la decisione da riesaminare (cfr. DTF 136 II 177 consid. 2.1; 

GICRA 2003 n. 17 consid. 2b); che una domanda di riesame non può infatti 

servire a rimettere continuamente in discussione le decisioni 

amministrative cresciute in giudicato e ad eludere le disposizioni legali sui 

termini di ricorso (cfr. DTF 136 II 177 consid. 2.1 con riferimenti ivi citati),  

che ciò posto, la valutazione enucleata dall’autorità di prima istanza in 

merito ai documenti prodotti in sede di riesame non presta il fianco a 

critiche, 

che innanzitutto, indipendentemente dall’autenticità del documento stesso, 

il contenuto della dichiarazione redatta dall’asserito avvocato srilankese si 

riduce ad una mera allegazione di parte nella misura in cui non è 

corroborata da alcun elemento concreto; che invero, come rettamente 

osservato dall’autorità inferiore, la documentazione in parola parrebbe 

essere stata confezionata in ragione dei bisogni di causa insorti a seguito 

dell’emissione della sentenza del Tribunale D-6951/2018 del’11 dicembre 

2020; che oltretutto, le ulteriori argomentazioni addotte in sede di riesame 

e nel successivo ricorso, circa l’inammissibilità e l’inesigibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento in Sri Lanka, non costituiscono fatti 

nuovi e rilevanti ai sensi della giurisprudenza,  

che per il resto, quanto esposto dal signor C._______ nelle sue lettere, è 

privo di ogni rilevanza per l’evasione del gravame; che in primo luogo, 

considerazioni di carattere economico del tipo di quelle esposte negli scritti 

in parola, sono palesemente ininfluenti in materia d’asilo; che vieppiù, 

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l’eventuale integrazione in Svizzera dell’interessato, così come la richiesta 

volta al rilascio di un permesso di lavoro, non sono oggetto del corrente 

procedimento; che infine, in casu sono manifestamente irrilevanti anche le 

asserzioni in merito alla veridicità dei motivi d’asilo addotti dal proprio 

collaboratore, ritenuto ch’egli si limita a riferire quanto confidatogli da 

quest’ultimo, 

che la decisione della SEM del 9 febbraio 2021 va dunque confermata ed 

il ricorso respinto, 

che visto l’esito della procedura, le spese processuali, di CHF 1’500.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 

21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]) e prelevate sull’anticipo spese 

versato il 2 aprile 2021, 

che la presente decisione non concerne una persona contro la quale è 

pendente una domanda di estradizione presentata dallo Stato che ha 

abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto 

pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF), 

che la pronuncia è quindi definitiva, 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di CHF 1’500.– sono poste a carico del ricorrente e 

prelevate sull’anticipo spese versato il 2 aprile 2021. 

3.  

L’autorità preposta all’esecuzione dell’allontanamento è invitata ad 

eseguire la presente sentenza senza ritardo. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità 

cantonale.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Jesse Joseph Erard 

 

 

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