# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ba0b33be-1314-5d35-b8b4-e562ee6e3ccb
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.10.2008 D-153/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-153-2008_2008-10-10.pdf

## Full Text

Corte IV
D-153/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  o t t o b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Robert Galliker
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Mongolia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM) 
Quellenweg 6, 3003 Berna
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 7 gennaio 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-153/2008

Fatti:

A.
Il 15 novembre 2007, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo 
in Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo 
(cfr.  verbali  d'audizione  del  7  e  del  28  dicembre  2007),  d'essere 
espatriato  nell'ottobre  2007  per  timore  d'essere  ucciso  da  un 
malvivente di nome “B._______”. Nel [...], durante la sua attività come 
maggiore presso la frontiera di C._______, l'interessato avrebbe infatti 
fermato  e  sequestrato  due  autocarri  con  carico  illegale  di  alcool 
appartenenti al  succitato malvivente. Quest'ultimo avrebbe in seguito 
perseguitato,  maltrattato,  derubato  e,  in  tre  occasioni,  accoltellato 
l'interessato (tra il [...] e il [...]  o l'[...]) e reclamato di essere ripagato 
per i danni subiti. L'interessato avrebbe denunciato gli accaduti in due 
occasioni alla polizia, che però non sarebbe intervenuta in suo favore 
ma gli avrebbe, invece, consigliato di pagare i sussistenti debiti. 

B.
Il 7 gennaio 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art.  34  cpv. 1  della  legge sull'asilo  del  26  giugno 1998 
(LAsi, RS 142.31). Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allontanamento 
dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso 
la Mongolia siccome lecita, esigibile e possibile. 

C.
Il 9 gennaio 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
una nuova decisione nel  merito  della  sua domanda d'asilo  e,  in  via 
sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì 
presentato  una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della 
dispensa  dal  versamento  anticipato  delle  presumibili  spese 
processuali. 

D.
Il 19 febbraio, con decisione incidentale, il TAF ha respinto, per i motivi 
ivi indicati (gravame privo di probabilità d'esito favorevole) la domanda 
d'assistenza  giudiziaria  ed  ha  invitato  il  ricorrente  a  versare  un 
anticipo,  di  fr.  600.--,  entro  il  27  febbraio  2008,  a  copertura  delle 

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presumibili spese processuali, con comminatoria d'inammissibilità del 
ricorso in caso di mancato versamento del detto anticipo. 

E.
Il 26 febbraio 2008, il ricorrente ha tempestivamente versato l'anticipo 
richiesto. 

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi, e art. 83 lett d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]). 

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS 
172.021), nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi. 

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua. 

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano. 

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  rilevato,  da  un  lato,  che  il 
Consiglio  federale  ha  inserito  la  Mongolia  nel  novero  delle  safe 
countries. Dall'altro lato, non ha ritenuto che emergessero dalle carte 
processuali degli indizi d'esposizione dell'interessato a persecuzioni in 
caso  di  rientro  in  patria.  Le  dichiarazioni  di  quest'ultimo  sono  state 
giudicate come contraddittorie in modo flagrante e clamoroso. 

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5.
Nel gravame, l'insorgente sostiene, fra l'altro, di avere fornito lui stesso 
delle valide spiegazioni riguardo alle presunte contraddizioni  nel  suo 
racconto. Fa valere che il suo racconto giustifica un'entrata nel merito 
della  domanda  d'asilo  e  sostiene,  infine,  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso la Mongolia non è ragionevolmente esigibile 
poiché la sua vita sarebbe in pericolo. 

6.
Giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi,  non si  entra nel merito di  una domanda 
d’asilo se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale 
ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi a meno 
che non risultino indizi di persecuzione.

6.1 Da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha 
inserito un Paese nel novero delle safe countries, sussiste di massima 
una presunzione d’assenza di persecuzioni in detto Paese. Incombe al 
richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene 
alla sua situazione personale.

6.2 Dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi 
dell’art. 34 cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto 
i  seri  pregiudizi  previsti  dall’art.  3  LAsi,  ma  pure  gli  ostacoli 
all’esecuzione  dell’allontanamento,  di  cui  all’art.  44  cpv.  2  LAsi, 
imputabili all'agire umano (GICRA 2003 n. 18).

7.

7.1 Questo  Tribunale  osserva  che  siccome  il  Consiglio  federale  ha 
effettivamente inserito, in data 28 giugno 2000, la Mongolia nel novero 
dei  Paesi  esenti  da  persecuzioni,  sussiste  di  massima  una 
presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese.

7.2 Nella fattispecie, il ricorrente non è riuscito, per quanto attiene alla 
sua situazione  personale,  ad  invalidare  la  presunzione d'assenza di 
persecuzione,  ritenuto  segnatamente  che  dagli  atti  di  causa  non 
emergono  indizi  di  persecuzione. In  particolare,  l'insorgente  non  ha 
presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove 
suscettibili  di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di 
cui  all'impugnata  decisione.  Quest'ultime  s'esauriscono  in  mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 

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provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF 
in  relazione  all'art. 6 LAsi,  all'art. 37 LTAF  ed  all'art. 4 PA).  Questo 
Tribunale  constata  che  l'insorgente  si  è  contraddetto  varie  volte  nel 
corso delle due audizioni. A titolo d'esempio, nell'ambito dell'audizione 
del  7  dicembre  2007,  il  ricorrente  aveva  affermato  di  essere  stato 
accoltellato alla testa ed alla schiena da B._______ quando si trovava 
a  D._______  e  di  essere  stato,  in  seguito,  ricoverato  per  14  giorni 
nell'ospedale  di  E._______  (pag.  5).  Durante  l'audizione  del  28 
dicembre 2007 ha invece sostenuto, descrivendo lo stesso episodio, di 
essere  stato  accoltellato  due  volte  alla  testa  e  di  essere  stato 
ricoverato  per  una  settimana  (pag.  4).  Inoltre,  il  ricorrente  si  è 
manifestamente contraddetto riguardo ai beni sottrattigli da B._______ 
nel  [...]  (v.  verbale  d'audizione  del  7  dicembre  pag.  5  e  verbale 
d'audizione  del  28  dicembre  2007  pag.  4)  e  sulla  data  del  proprio 
trasferimento in campagna (v. verbale d'audizione del 7 dicembre pag. 
5 e verbale d'audizione del 28 dicembre 2007 pag. 4). Non soccorre, 
altresì, l'insorgente la generica censura ricorsuale, secondo la quale le 
contraddizioni risalirebbero al fatto che non sarebbe “totalmente lucido 
a  causa  delle  ferite,  delle  coltellate  e  delle  percosse  subite”  (v. 
gravame,  pag.  2).  Tale generica  censura  sembra  poco  convincente, 
considerato,  altresì,  che,  né  anteriormente  alla  pronuncia  del 
provvedimento  litigioso,  né  in  procedura  di  ricorso,  l'insorgente  ha 
indicato quali divergenze sarebbero da attribuire al suo stato di salute, 
perché,  e,  infine,  quale  sarebbe  la  sua  versione  dei  fatti  definitiva. 
Inoltre,  va  rilevato  che  il  comportamento  del  ricorrente,  che  appare 
avere  vissuto  per  6  anni  in  patria  dopo  essere  stato  minacciato  e 
accoltellato  una  prima  volta  nel  [...]  prima  dell'espatrio  nell'[...]  (cfr. 
verbale  d'audizione  del  7  dicembre  2007  pag.  1  e  4),    dimostra 
l'assenza  di  seri  timori  d'esposizione  a  persecuzioni  nel  suo  paese 
d'origine. Infine, giova rilevare che non vi è ragione di ritenere che le 
autorità statali, se opportunamente sollecitate, non accorderebbero al 
ricorrente  un'appropriata  protezione  contro  l'eventuale  futuro  agire 
illegittimo di terzi nei suoi confronti,  per lo più se, come sostenuto, il 
ricorrente aveva lavorato per ben dieci anni come ispettore doganale 
(cfr. verbale d'audizione del 7 dicembre 2007 pag. 2 e 4). 

8.

8.1 In considerazione di quanto suesposto, non emergono dalle carte 
processuali  neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Mongolia  possa  violare 

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l'art. 25 cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o  esporre il  ricorrente in patria al  rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

8.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno che  in  Mongolia  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

8.3 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli 
all'esecuzione  dell'allontanamento  non  imputabili  all'agire  umano.  Il 
ricorrente  è  giovane,  ha  una  certa  esperienza  professionale  (cfr. 
verbale d'audizione del 7 dicembre 2007 pag. 2 e 4) e può contare in 
patria su una sufficiente rete di contatti sociali (genitori e due sorelle; 
cfr. verbale d'audizione del 7 dicembre 2007 pag. 2). Non ha, altresì, 
preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano 
giustificare  un'ammissione  provvisoria  (v.  sulla  problematica 
GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa 
emerga  la  necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in  Svizzera 
per  motivi  medici.  In  siffatte  circostanze,  l'autorità  inferiore  ha 
rettamente ritenuto siccome adempiti i presupposti per formulare una 
prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive  possibilità  per  il 
ricorrente  di  un  adeguato  reinserimento  sociale  nel  suo  Paese 
d'origine.

8.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83 cpv. 2 LStr).  Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

8.5 L'insorgente non adempie le condizioni in virtù  delle quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 

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Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

9.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

10.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per  le  ragioni  indicate  al  considerando  8  del  presente  giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

11.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

12.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1  e 
cpv. 5 PA  nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del  21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono computate 
con  l'anticipo  spese,  di  fr.  600.--,  versato  dall'insorgente  il  26 
febbraio 2008.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo spese di fr. 600.--, versato il 26 febbraio 2008, è computato 
con le spese processuali.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato)
- autorità inferiore (in copia; n. di rif. N ; allegato: incarto UFM)
- F._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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