# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f30b15b9-d369-5c2d-95dc-2ee9199ad985
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-04-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 26.04.2016 15.2016.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2016-9_2016-04-26.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2016.9

  	
  Lugano

  26 aprile 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo sul ricorso 6 febbraio 2016 di

 

	
   

  	
    RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano,
o meglio contro la decisione del 2 febbraio 2016 con cui l’Ufficio non ha
accettato l’opposizione interposta dalla ricorrente al precetto esecutivo n. __________
emesso nei suoi confronti su domanda di

 

	
   

  	
  PI 1

  , 

  

procedura
che interessa anche la

	
   

  	
  PI 2, 

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Il
2 ottobre 2015 l’PI 1 (di seguito “PI 1”) ha promosso dinanzi all’Ufficio di
esecuzione (UE) di Lugano un’esecuzione nei confronti dell’avv. RI 1 per
l’incasso di complessivi fr. 37'914.82 oltre ad accessori.

 

                                  B.   Dando
seguito alla predetta domanda, lo stesso giorno l’UE ha emesso il precetto
esecutivo n. __________ e l’ha inviato al domicilio dell’escussa mediante
raccomandata, che però non è stata ritirata.

 

                                  C.   Con scritto del 21 ottobre 2015, che fa riferimento al precetto
esecutivo n. __________ fatto spiccare contro l’avv. RI 1 per complessivi
fr. 539.10 su richiesta della PI 2, l’organo esecutivo
ha invitato l’escussa a presentarsi entro 10 giorni presso i suoi sportelli per
procedere alla notifica dello stesso, avvertendola che avrebbe intimato l’atto
mediante pubblicazione sul Foglio ufficiale cantonale, qualora non si fosse
presentata.

 

                                  D.   Siccome
la debitrice non ha dato seguito all’invito, l’Ufficio ha pubblicato il
precetto della PI 2 sul Foglio ufficiale cantonale (FUC)
n. __________ del __________. Altrettanto ha fatto per quanto
attiene al precetto dell’PI 1.

 

                                  E.   Con
e-mail del 1° febbraio 2016, dopo aver spiegato di essersi recata presso gli
sportelli dell’UE il 29 gennaio 2016 per ritirare alcuni precetti esecutivi e
di aver appreso in quel momento della pubblicazione sul FUC del precetto dell’PI
1, l’avv. RI 1 ha chiesto all’organo esecutivo di accettare la sua opposizione
al precetto in questione. Essa ha rilevato al riguardo che non le è mai stato
notificato prima e che i documenti che le sono stati mostrati in
quell’occasione, a sostegno dei tentativi di notifica dell’Ufficio, fanno in
realtà riferimento al precetto della PI 2.

 

                                  F.   In
risposta alla richiesta dell’escussa, mediante e-mail del 2 febbraio 2016 l’UE
ha comunicato di non poter accettare la sua opposizione.

 

                                  G.   Con
ricorso del 6 febbraio 2016 l’avv. RI 1 si aggrava contro la predetta
comunicazione, chiedendo, previo conferimento dell’effetto sospensivo, di
accettare la sua opposizione ai due noti precetti esecutivi. Essa postula
inoltre la concessione della sospensione delle esecuzioni a suo carico fino
alla definizione del procedimento penale pendente nei suoi confronti, subordinatamente
fino al 31 marzo 2016.

 

                                  H.   Il
10 febbraio 2016 il presidente di questa Camera ha concesso effetto sospensivo
parziale al ricorso, nel senso che l’esecuzione dell’PI 1 è sospesa fino alla
decisione sul ricorso.

                                    I.   Con
osservazioni del 4 aprile 2016 l’UE postula la reiezione del ricorso. L’PI 1 e
la PI 2 sono invece rimasti silenti. 

 

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino
la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla notifica dell’atto impugnato
avvenuta il 2 febbraio 2016, il ricorso è in linea di principio ricevibile
(art. 17 LEF).

 

                                   2.   La
ricorrente sostiene che l’Ufficio non le ha mai notificato il precetto
esecutivo dell’PI 1 per le vie e modalità ordinarie, ma che lo ha invece
pubblicato direttamente sul FUC “a
tradimento” e con ogni probabilità anche “dolosamente” per
danneggiarla. Essa rileva al riguardo che i documenti che l’UE le ha mostrato a
sostegno dei tentativi di notifica del precetto, quando si è recata presso gli
sportelli dell’ufficio il 29 gennaio 2016, si riferiscono al precetto della PI
2, ciò che – a suo parere – dimostra che il precetto fatto spiccare su richiesta
dell’PI 1 le è stato intimato per la prima volta soltanto il 29 gennaio 2016.
Alla luce di tali circostanze, l’insorgente chiede di voler accettare la sua
opposizione avvenuta immediatamente dopo aver preso conoscenza del precetto in
questione. Per le medesime ragioni, essa chiede pure di accettare l’opposi­­zione
al precetto della PI 2. 

 

                                         Da
parte sua, l’UE ritiene che la procedura adottata per la notifica del precetto
esecutivo della PI 2 sia perfettamente corretta, giacché ha proceduto alla sua
pubblicazione dopo aver tentato di intimarlo dapprima per posta, poi mediante
l’intervento della polizia comunale e infine presso i propri sportelli. Per
quanto attiene invece al precetto dell’PI 1, l’organo esecutivo rileva che,
avendo già diffidato la debitrice nella precedente esecuzione, per semplicità
le ha trasmesso direttamente la diffida a presentarsi presso gli sportelli e ha
pubblicato l’atto quasi due mesi dopo, concedendo quindi alla debitrice tutto
il tempo necessario per ritirare il precetto. L’Ufficio osserva infine che
negli scorsi anni i numerosi precetti esecutivi emessi a carico della
ricorrente sono quasi sempre stati notificati tramite la polizia o la
cancelleria dell’UE, sicché la debitrice ha sempre corso il rischio,
sottraendosi alla notifica, che i precetti venissero pubblicati.

 

                                2.1   L’art.
66 cpv. 4 LEF permette di procedere in determinati casi alla notificazione
degli atti esecutivi mediante pubblicazione giusta l’art. 35 LEF. La
notificazione edittale è tuttavia la soluzione estrema (DTF 136 III 573 consid.
5; 112 III 6 consid. 4; sentenza della CEF 15.2015.6 del 13 aprile
2015, consid. 2.1). È in particolare possibile procedervi quando il debitore
persiste a sottrarsi alla notificazione (art. 66 cpv. 4 n. 2 LEF). Tale
fattispecie presuppone in primo luogo ripetuti tentativi infruttuosi di
consegnare l’atto al debitore o a una persona autorizzata, ovvero che l’ufficio
di esecuzione abbia tentato senza successo di notificare l’atto esecutivo
attraverso tutte le modalità previste, per le persone fisiche, dall’art. 64
LEF, segnatamente facendo ricorso all’ausilio della polizia (cpv. 2 LEF). In
secondo luogo, presuppone che il debitore si sottragga intenzionalmente alla
notifica, circostanza che impone all’ufficio di assicurarsi che i tentativi
infruttuosi non siano dovuti semplicemente a caso fortuito o a negligenza (sentenza del Tribunale federale
5A_542/2014 del 18 settembre 2014, consid. 5.1.2 e
riferimenti citati). In altri termini, salvo che il comportamento passato del
debitore non giustifichi il ricorso immediato all’ausilio della polizia, un
doppio tentativo infruttuoso di notifica secondo le modalità previste dalla
legge (dapprima mediante i funzionari dell’ufficio o la posta [art. 72 cpv. 1
LEF] e in seguito attraverso l’intervento della polizia o dei funzionari comunali
[art. 64 cpv. 2 LEF]) è la condizione minima per far capo in seguito alla
notificazione in via edittale (Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. I, 1999, n. 66 ad art. 66 LEF).

 

                                2.2   Nel
caso di specie, occorre rilevare anzitutto che per quanto con­cerne
l’esecuzione promossa dalla PI 2, la ricorrente non motiva la propria domanda
intesa a far accettare l’opposizione – che peraltro neppure ha interposto,
visto che l’e-mail del 1° febbraio 2016 fa riferimento unicamente all’altra
esecuzione in esame –, ma si limita a rinviare genericamente alle
argomentazioni sollevate in merito al precetto esecutivo fatto spiccare su
richiesta dell’PI 1. Già per tale ragione, il ricorso si rivela irricevibile
sotto questo profilo. Ad ogni modo, anche nel merito nulla può essere
rimproverato all’UE al riguardo. Si evince invero dagli atti ch’esso ha
pubblicato il precetto soltanto dopo aver tentato a più riprese d’intimarlo
secondo le modalità ordinarie previste dalla legge, ovvero mediante invio
postale raccomandato (il 3 luglio 2015), attraverso l’intervento della polizia
(il 1° ottobre 2015, doc. C2) e infine mediante scritto (del 21
ottobre 2015) con cui ha invitato l’escussa a ritirare l’atto presso gli
sportelli (doc. C1).

 

                                2.3   Altrettanto
non può dirsi invece per la notifica del precetto esecutivo dell’PI 1. In tal
evenienza, l’UE si è limitato a un unico tentativo per posta raccomandata prima
di pubblicare l’at­­to. La diffida a ritirare il precetto presso gli sportelli,
cui l’Ufficio fa cenno nelle osservazioni al ricorso, non è invero presente
agli atti, malgrado sia registrata negli eventi del suo sistema informatico.
Secondo gli accertamenti effettuati da questa Camera, l’UE fa in realtà
riferimento allo scritto del 21 ottobre 2015 (doc. C1), che tuttavia
riguarda unicamente il precetto esecutivo della PI 2. Sulla sola base di tale
comunicazione, la debitrice non poteva evidentemente aspettarsi che l’organo esecutivo
dovesse consegnarle anche il secondo precetto. Ne consegue che, non avendo
fatto uso di tutte le modalità prescritte dall’art. 64 LEF per notificare
l’atto prima di procedere alla sua pubblicazione, l’UE non ha agito
conformemente alla legge e la notifica edittale risulta così irregolare. Non
porta a diversa conclusione nemmeno la circostanza secondo cui negli anni
scorsi l’Ufficio sia dovuto ricorrere alla polizia o alla propria cancelleria
per consegnare all’escussa i precetti esecutivi emessi a suo carico. Ciò
avrebbe potuto giustificare tutt’al più di rinunciare a un primo tentativo per
posta e d’incaricare immediatamente la polizia di notificare il precetto (sopra
consid. 2.1 i.f.), non invece di far capo alla pubblicazione dopo il
solo tentativo postale. La notifica edittale del precetto esecutivo dell’PI 1 essendo
pertanto inefficace, la sua notifica è da reputare avvenuta solo il 29 gennaio
2016 quando la ricorrente si è recata presso gli sportelli dell’UE, sicché la
sua opposizione interposta con e-mail del 1° febbraio 2016 (doc. A accluso al
ricorso) è senz’altro tempestivo e, in parziale accoglimento del ricorso,
dev’essere registrata con la data del 1° febbraio 2016 nei registri dell’UE.

 

                                   3.   L’insorgente
postula altresì la concessione di una moratoria, ovvero della sospensione delle
esecuzioni a suo carico fino alla definizione del procedimento penale pendente
nei suoi confronti, subordinatamente fino al 31 marzo 2016, indicando di aver
già sottoposto tale richiesta all’Ufficiale, il quale però l’ha respinta con
scritto del 3 febbraio 2016 (doc. F). Tale domanda non può tuttavia trovare
miglior sorte dinanzi a questa Camera, ritenuto che la mera pendenza di un
procedimento penale aperto nei confronti dell’escussa non costituisce un motivo
di sospensione delle esecuzioni giusta gli artt. 57 a 62 LEF.

 

                                   4.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso è parzialmente accolto.
Di conseguenza è fatto ordine all’Ufficio di esecuzione di Lugano di registrare
l’opposizione al precetto esecutivo n. __________ nel proprio sistema
informatico con la data del 1° febbraio 2016.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –    ;

  –   ;

  –  .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro
cinque giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è
stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.