# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 87527052-f794-5431-b13a-bbf2b98769de
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-03
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 03.03.2010 BB.2009.93
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BB-2009-93_2010-03-03.pdf

## Full Text

Sentenza del 3 marzo 2010  
I Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Tito Ponti, Presidente, 
Patrick Robert-Nicoud e Joséphine Contu,  
Cancelliera Susy Pedrinis Quadri 

   
Parti   

A., rappresentato dall’avv. Rocco Taminelli,  
Reclamante 

 
   
  contro 
   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  
 

Controparte 
 

   
Autorità che ha reso la 
decisione impugnata 

 UFFICIO DEI GIUDICI ISTRUTTORI FEDERALI 
 
 

   
Oggetto  Sequestro (art. 65 PP); cauzione (art. 53 PP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: BB.2009.93 

 

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 Fatti: 

A. A. è oggetto dal 15 novembre 2005 di un procedimento penale aperto nei 
suoi confronti (e di altri) dal Ministero pubblico della Confederazione (in se-
guito: MPC) per i titoli di truffa (art. 146 cpv. 2 CP), riciclaggio di denaro 
(art. 305bis CP) e falsità in documenti (art. 251 CP). Egli è sospettato d’aver 
ordinato ad alcuni mandatari la distruzione di una costosa imbarcazione di 
sua proprietà ormeggiata nel porto spagnolo di Z. allo scopo di truffare 
l’assicurazione. Il fatto criminoso è avvenuto il 24 novembre 2004.  

B. Ordinando la scarcerazione dell’imputato il 22 dicembre 2005, il Giudice  
istruttore federale ha disposto nel contempo il deposito di una cauzione di  
origine legale comprovata pari a Fr. 1’000'000.-- e il divieto di lasciare il terri-
torio svizzero. Le autorità inquirenti hanno pure decretato il sequestro di conti 
bancari dell’imputato presso la banca B. di Zurigo per un ammontare (inizia-
le) di 8,3 milioni di franchi svizzeri. 

C. Nel corso dell’istruttoria MPC e UGIF hanno operato alcune revoche parziali 
degli averi sequestrati; a tutt’oggi rimangono sotto sequestro Fr. 511’265.--. Il 
divieto di lasciare il territorio svizzero è pure stato revocato nel frattempo. 

D. Con istanza del 3 marzo 2009 A. ha chiesto al giudice istruttore incaricato 
delle indagini il dissequestro degli averi tuttora bloccati. Tale richiesta è stata 
respinta dall’UGIF il 3 dicembre 2009 (v. act. 1.1). 

E. Dissentendo da tale decisione, A. è insorto con un reclamo alla I Corte dei 
reclami penali del Tribunale penale federale, postulando in via principale il 
dissequestro integrale dei conti a lui intestati e la riduzione del deposito cau-
zionale da Fr. 1'000'000.-- a Fr. 200'000.--, e in via subordinata, la sostitu-
zione – per il controvalore di Fr. 800'000.-- – del deposito cauzionale in con-
tanti con un blocco a registro fondiario di un immobile di sua proprietà situato 
a Lugano (v. act. 1, pag. 3-4).  

F. Con risposta del 7 gennaio 2010 l’UGIF, pur contestando le argomentazioni 
ricorsuali, si è rimesso al prudente giudizio della Corte adita; il MPC, il 
5 gennaio 2010, da parte sua, non si oppone ad uno svincolo di  
Fr. 200'000.-- dall’ammontare di Fr. 500'000.-- tuttora posto sotto sequestro, 
fermo restando che il deposito cauzionale sia integralmente mantenuto fino 
alla crescita in giudicato della sentenza di merito.  

G. Con replica del 20 gennaio 2010 A. ribadisce in sostanza le conclusioni e-
spresse in sede di reclamo. Non è stata richiesta una duplica. 

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Le argomentazioni di fatto e di diritto esposte dalle parti saranno riprese, per 
quanto necessario, nei considerandi di diritto. 

 Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale penale federale, analogamente al Tribunale federale, esamina 
d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli sono sotto-
posti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dal-
le loro conclusioni (v. DTF 132 I 140 consid. 1.1; 131 I 153 consid. 1; 131 II 
571 consid. 1, 361 consid. 1). 

1.2 Giusta i combinati disposti degli artt. 214 cpv. 1 e 216 PP, le operazioni e le 
omissioni del Giudice istruttore federale possono essere impugnate con re-
clamo alla I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale; il diritto di 
reclamo spetta alle parti ed a qualunque persona cui l’operazione o 
l’omissione abbia cagionato ingiustamente un danno (art. 214 cpv. 2 PP). Il 
termine di ricorso entro il quale impugnare un atto o un'omissione del Giudice 
istruttore federale è di cinque giorni a contare dal giorno in cui il ricorrente ne 
ha avuto conoscenza (art. 217 PP). La decisione impugnata è datata 3 di-
cembre 2009 ed è pervenuta al reclamante il 7 dicembre; il termine utile per 
interporre reclamo ai sensi dell’art. 217 PP venendo a scadere sabato 12 di-
cembre, è automaticamente prorogato sino al primo giorno feriale, ossia lu-
nedì 14 dicembre 2009 (art. 99 cpv. 1 LTF in combinazione con l’art. 45 
cpv. 1 LTF). Il reclamo è dunque tempestivo. La legittimazione a ricorrere del-
l'indagato – titolare del conto sequestrato e oggetto della contestata misura 
sostitutiva della detenzione – è pacifica (v. art. 52 PP in combinazione con 
l'art. 214 cpv. 2 PP). 

1.3 Nell'ambito delle misure coercitive, il Tribunale penale federale dispone di un 
libero potere d’apprezzamento (sentenza del Tribunale federale 1S.13/2005 
del 22 aprile 2005, consid. 4; sentenza del Tribunale penale federale 
BH.2005.48 del 12 gennaio 2006, consid. 2). 

2. Il reclamante postula anzitutto uno svincolo parziale della cauzione proces-
suale di Fr. 1'000'000.-- da lui versata quale misura sostitutiva della deten-
zione, facendo presente che in seguito al recente acquisto di un immobile a 
Lugano non sussiste più alcun pericolo di fuga. Egli propone una riduzione 
della stessa a Fr. 200'000.--, e – in via subordinata – una sostituzione 

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dell’importo eccedente di Fr. 800'000.-- con un blocco a registro fondiario del 
predetto immobile. 

2.1 L'art. 5 § 3 CEDU prevede che ogni persona arrestata o detenuta ha diritto di 
essere giudicata entro un termine ragionevole o di essere posta in libertà du-
rante l’istruttoria. La scarcerazione può essere subordinata ad una garanzia 
che assicuri la comparizione della persona all’udienza. Secondo l'art. 52 PP 
l’imputato può, in ogni tempo, domandare di essere messo in libertà. 
L’imputato in arresto o in procinto d’essere incarcerato per sospetto di fuga 
può essere rimesso o lasciato in libertà purché presti una cauzione per ga-
rantire che si presenterà in qualsiasi tempo all’autorità competente o a scon-
tare la sua pena (art. 53 PP). Rimpiazzando le misure sostitutive la detenzio-
ne preventiva, le condizioni poste dall'art. 44 PP devono essere comunque 
adempiute (TPF 2006 313; v. DTF 133 I 27 consid. 3.3). Secondo la giuri-
sprudenza, quando il pericolo di fuga è invocato non come motivo di deten-
zione ma come condizione all'adozione di una misura alternativa meno limita-
tiva, l'esigenza di verosimiglianza di un tale pericolo è di minore intensità 
(DTF 133 I 27 consid. 3.3 e giurisprudenza citata; TPF 2006 313). In tale con-
testo vi è da rilevare che le misure sostitutive della detenzione preventiva, 
comportando un'ingerenza meno grave nella libertà personale degli individui, 
non necessitano di un'esplicita base legale (DTF 133 I 27 consid. 3.2; 
TPF 2006 313). 

2.2 Secondo l’art. 44 PP, l’imputato può essere incarcerato solo quando esistono 
gravi indizi di colpevolezza a suo carico. Occorre inoltre che si possa presu-
mere la sua imminente fuga, ciò che si realizza quando all’imputato sia attri-
buito un reato punibile con la reclusione o quando egli non sia in grado di 
stabilire la propria identità o non abbia domicilio in Svizzera (cifra 1), oppure 
se determinate circostanze fanno presumere che egli voglia far scomparire le 
tracce del reato o indurre testimoni o coimputati a fare false dichiarazioni o 
voglia compromettere in qualsiasi altro modo il risultato dell’istruttoria (ci-
fra 2). Il tenore di questa norma corrisponde alle esigenze di legalità, di esi-
stenza di ragioni d’interesse pubblico e di proporzionalità derivanti dal diritto 
alla libertà personale (art. 10 cpv. 2, 31 cpv. 1 e 36 cpv. 1 Cost.) e dall’art. 5 
CEDU. Si tratta pertanto di analizzare se le condizioni cumulative sopra ri-
chiamate sono adempiute nella fattispecie. 

2.2.1 I motivi di colpevolezza a suo carico non sono sostanzialmente contestati dal 
reclamante. L’inchiesta sin qui svolta ha infatti permesso di stabilire che il 
compito di distruggere il natante “C.”, ormeggiato presso il porto spagnolo di 
Z., è stato commissionato dal proprietario stesso dell’imbarcazione a D., co-
imputato nel medesimo procedimento penale, con lo scopo di percepire frau-
dolentemente un’ingente somma di denaro dall’assicurazione (circa 6,4 milioni 

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di franchi svizzeri). Un altro indagato, E., si è poi attivato – su richiesta di D. – 
per individuare ed assoldare le persone che avrebbero poi materialmente fatto 
esplodere la “C.” il 24 novembre 2004. Incassato l’indennizzo assicurativo, A. 
ha successivamente versato a D. una somma corrispondente al 10% dello 
stesso, vale a dire Fr. 650'000.-- (v. act. 10). 

2.2.2 Assodata l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza, resta quindi da valutare il 
pericolo di fuga relativamente alla misura sostitutiva della detenzione. Come 
rilevato precedentemente, in questo ambito, le condizioni legate all'esistenza 
di questo pericolo sono meno restrittive rispetto a quanto è previsto in materia 
di detenzione preventiva (v. supra consid. 2.1). A questo proposito le autorità 
inquirenti osservano tuttavia che il reclamante – nonostante il recente acquisto 
di un appartamento in Svizzera – è tuttora residente all’estero (nelle Antille 
Olandesi), e che il deposito cauzionale mantiene tutta la sua ragione d’essere 
per scongiurare un pericolo di fuga in vista dell’approssimarsi del processo di 
merito e della possibilità di dover scontare una pena privativa della libertà. 
Come rettamente osservato da UGIF e MPC, il reclamante sembra avere an-
cora molti contatti all’estero e un’ampia disponibilità finanziaria, come dimo-
strato dal recente acquisto di un appartamento a Lugano per oltre 2 milioni di 
franchi svizzeri; il fatto di possedere questo immobile non garantisce ancora 
obbligatoriamente una sua presenza in Svizzera, potendo l’oggetto essere fa-
cilmente dato in locazione. Queste argomentazioni sono pienamente condivi-
se da questa Corte, che visto il permanere di un concreto pericolo di fuga, ri-
tiene prematuro liberare la cauzione versata, anche solo parzialmente, o sosti-
tuire una sua parte in contanti con un blocco a registro fondiario di 
un’immobile di proprietà del reclamante, atteso che l’eventuale realizzazione 
dell’immobile in caso di necessità risulterebbe molto più difficile e complicata 
rispetto alla disponibilità di una garanzia in contanti. 

2.2.3 Né va dimenticato che giusta l’art. 60 PP la cauzione ha lo scopo di rimborsa-
re le spese processuali, di risarcire i danni e di pagare un’eventuale pena pe-
cuniaria decisa dalla Corte di merito, in caso di mancata presentazione 
dell’imputato al processo o di sua sottrazione all’espiazione della pena inflitta-
gli. Dal profilo della proporzionalità, l’importo della cauzione è peraltro ade-
guato alle condizioni economiche dell’indagato (v. art. 54 cpv. 2 PP). Su que-
sto punto, il reclamo va pertanto respinto sia in via principale che in quella su-
bordinata. 

3.  

3.1 Il reclamante ritiene inoltre non più adempiuti i presupposti alla base del se-
questro di un conto bancario sul quale sono tuttora depositati circa mezzo mi-
lione di franchi. Egli asserisce che tutte le parti civili sono già state risarcite in 

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corso di inchiesta, per cui la sussistenza del sequestro di averi patrimoniali 
non si giustificherebbe più nemmeno ai fini di confisca.  

3.2 Le considerazioni ed obiezioni sollevate dal reclamante in questa sede non 
sono tuttavia suscettibili, a questo stadio del procedimento, di corroborare 
un’eventuale immediata revoca del provvedimento ordinato a suo tempo dal 
MPC. Giova preliminarmente rilevare che la somma tuttora sotto sequestro 
costituisce solo una piccola parte dell’ammontare inizialmente bloccato dal 
MPC sui conti presso la banca B. di Zurigo di pertinenza del reclamante (8,3 
milioni di Fr.), dato che nel corso dell’istruttoria sia il MPC, sia l’UGIF hanno 
proceduto a delle liberazioni parziali. Visti i capi di imputazione e stante i gra-
vi sospetti di reati pendenti sul capo dell’indagato – richiamati in precedenza 
(v. supra consid. 3,) – a questo stadio della procedura non si può ancora del 
tutto escludere che gli averi patrimoniali sequestrati non siano provento di re-
ato, e quindi potenzialmente soggetti a confisca ai sensi degli art. 70 e segg. 
CP; a ciò nulla cambia che le principali parti lese nel procedimento (ossia 
l’assicurazione truffata, il proprietario di un natante vicino a quello 
dell’indagato rimasto danneggiato nell’esplosione e le autorità portuali di Z.) 
sono già state indennizzate. Come inoltre giustamente fatto notare dalle auto-
rità inquirenti, il sequestro litigioso si prefigge anche obbiettivi di sicurezza 
applicabili alla garanzia della riscossione dei costi derivanti dal procedimento 
e al pagamento di un’eventuale pena pecuniaria comminata giusta gli art. 34 
e segg. CP. Per tutti questi motivi, anche la seconda censura del reclamo va 
respinta giacché infondata.  

4. Visto quanto sopra, il reclamo è respinto. Conformemente all’art. 66 cpv. 1 
LTF, applicabile per il rinvio di cui all’art. 245 cpv. 1 PP, le spese processuali 
sono poste a carico della parte soccombente; in concreto viene posta a carico 
dell’insorgente una tassa di giustizia di Fr. 1’500.--, calcolata giusta l'art. 3 del 
Regolamento dell’11 febbraio 2004 sulle tasse di giustizia del Tribunale pena-
le federale (RS 173.711.32) e prelevata sull’anticipo delle spese già pervenuto 
(v. act. 3). Non si assegnano ripetibili di sorta. 

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Per questi motivi, la I Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è respinto. 

2. La tassa di giustizia di Fr. 1’500.-- è posta a carico del reclamante.  

 
 
 
 
 
Bellinzona, il 5 marzo 2010 
 
In nome della I Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
 
Il Presidente: La Cancelliera: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Rocco Taminelli  
- Ufficio dei giudici istruttori federali  
- Ministero pubblico della Confederazione  

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni della I Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30 
giorni dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (artt. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale del 
17 giugno 2005 sul Tribunale federale; LTF). La procedura è retta dagli art. 90 ss LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).