# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 709adad3-cc54-5572-9971-2f438a4291b4
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-12-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.12.2010 C-6687/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6687-2008_2010-12-06.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6687/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  6  d i c e m b r e  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Vito Valenti, Madeleine Hirsig; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______,rappresentata da Patronato INAS, 
via G. Lanz 25, 6850 Mendrisio,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione 
dell'8 ottobre 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6687/2008

Fatti:

A.
A._______,  cittadina italiana,  nata  il  ,  ha  lavorato  in  Svizzera  come 
cucitrice  dal  1980,  versando  regolari  contributi  all'assicurazione 
svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità fino al 1993, quando 
si è ritirata dal lavoro per ragioni di salute. In data 31 maggio 1994, la 
nominata ha presentato una domanda volta al conseguimento di una 
prestazione  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  L'indagine 
medica relativa a questo caso aveva posto in evidenza che l'assicurata 
soffriva  di  una  sindrome  lombospondilogena  a  sinistra  di  carattere 
cronico su di una scoliosi sinistro convessa in zona lombare e destro 
convessa  in  zona  toracale,  piccola  protrusione  discale  in  sede 
mediana  e  paramediana  sinistra  fra  L4-5,  sospetta  sindrome  di 
aggravamento,  probabili  esiti  di  sacroileite  bilaterale.  Il  medico 
dell'Ufficio  AI  aveva  ritenuto  che  le  patologie  in  corso  non 
determinavano un'incapacità al lavoro di livello rilevante nel mestiere 
di cucitrice esercitato fino al 1993 dall'interessata. Con decisione del 5 
ottobre 1995 l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI), ora 
Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero (UAIE),  ha respinto  la  domanda di  rendita. L'assicurata ha 
impugnato tale provvedimento innanzi  alla competente Commissione 
federale  di  ricorso  in  materia  di  AVS/AI  per  le  persone  residenti  
all'estero (CFR AVS/AI), la quale, con giudizio del 30 gennaio 1996 ha 
respinto l'impugnativa e confermato la decisione del 5 ottobre 1995.

B.
In data 30 luglio 2004, A._______ ha formulato una seconda domanda 
volta  al  conseguimento  di  prestazioni  dell'assicurazione  invalidità. 
Risulta  che  l'interessata  ha  ripreso  a  lavorare  come  frontaliera  in 
qualità  di  operaia  in  un'industria  di  materiale  elettrico  (micromotori  
elettrici)  dal  1°  giugno  2000  ed  ha cessato  tale  lavoro  il  10  giugno 
2003 per malattia. L'indagine sanitaria ha rilevato che l'interessata era 
portatrice degli  esiti  di una chemodectomia all'orecchio destro (parte 
esterna  media)  estirpato  il  17  febbraio  2004,  causante  una  perdita 
completa  dell'udito  all'orecchio  destro,  vertigini,  cefalee,  nonché  di 
problemi  ortopedici  già rilevati  nel  corso della  precedente domanda. 
L'interessata  ha  ripreso  il  lavoro  ad  inizio  maggio  2004  per  cui  la 
richiesta è stata respinta dall'UAI con decisione del 10 gennaio 2005.

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C.
In data 19 ottobre 2006, la nominata ha presentato una terza richiesta 
di prestazioni AI. A suffragio delle sua nuova domanda ha prodotto un 
certificato  medico del  Dott.  Marchetta  del  14 novembre  2006 ed un 
attestato dell'ASL di Como del 19 gennaio 2006. Esibisce inoltre una 
relazione allestita il 16 ottobre 2006 dal Dott. Heitmann, specialista in 
medicina interna. Detto sanitario  rileva gli  esiti  della  chemodectomia 
all'orecchio  destro  del  febbraio  2004  ed  una  sospetta  recidiva,  una 
probabile  disfunzione  temporo-mandibolare  destra,  una  probabile 
sindrome  del  tunnel  carpale  destra,  una  sospetta  cardiopatia 
ischemica  ed  una  sindrome  ansio-depressiva  e  ritiene  la  paziente 
inabile ad ogni lavoro proficuo. In base al rapporto dell'8 gennaio 2007 
del  Dott.  Klauser,  l'amministrazione  ha  deciso  di  entrare  nel  merito 
della domanda di prestazioni.

Dall'indagine economica, si evince che l'interessata ha ripreso l'attività 
(dopo l'assenza dal 10 giugno 2003 al 14 maggio 2004) presso la ditta 
di micromotori elettrici di Stabio il 17 maggio 2004 ed è stata assente 
dal  lavoro  per  ragioni  di  salute  dal  3  al  9  novembre  2004,  dal  28 
gennaio al 7 febbraio, dal 14 al 23 ottobre 2005, dal 12 dicembre 2005 
al 7 gennaio 2006, dal 6 al 9 aprile ed a partire dal 12 luglio 2006 fino 
al licenziamento del 30 aprile 2007 (cfr. rapporto della datrice di lavoro 
del 13 marzo 2007).

Altri documenti sono poi pervenuti, segnatamente:

-  una  perizia  medica  particolareggiata  (E  213)  allestita  il  5  gennaio 
2007  presso  i  servizi  medici  dell'Istituto  nazionale  della  previdenza 
sociale di Como (INPS), ove, in base alla diagnosi di esiti di pregresso 
intervento di exeresi di chemodectomia di tipo B/C dell'orecchio destro, 
anacusia e sindrome vertiginosa conseguenti, possibile recidiva, note 
di poliartrosi, nevrosi ansiosa con spunti fobici è stato posto un tasso 
d'invalidità del 50%;

-  referti  radiografici  della  mani  e  del  piede sinistro  del  19 dicembre 
2006;

-  i  risultati  di  un  elettrocardiogramma  del  23  novembre  2006  e  di  
un'ergometria  del  16  novembre  2006,  un  rapporto  d'esame 
cardiologico del 20 novembre 2006.

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D.
Nella  relazione  del  10  settembre  2007,  il  medico  dell'Ufficio  AI 
cantonale, Dott. Klauser, ha stimato che era necessario di procedere a 
una visita medica pluridisciplinare.

Nel  frattempo  è  pervenuto  un  rapporto  di  dimissione  ospedaliera 
relativo  alla  degenza  dal  20  luglio  al  1°  agosto  2007  per  emicrania 
senz'aura  (cronicizzata),  sindrome  ansio-depressiva,  anemia 
sideropenica.

La richiedente è stata visitata il 16, 28, 29, 30 gennaio 2008 presso il 
Servizio  Accertamento  medico  (SAM)  di  Bellinzona  dove  è  stata 
sottoposta  a  visite  specialistiche  in  reumatologia,  neurologia, 
otorinolaringoiatria, cardiologia e psichiatria. Della diagnosi dettagliata 
si dirà nella parte in diritto. Gli esperti incaricati hanno stimato che la  
paziente  presenta  un'incapacità  di  lavoro  del  30% nella  sua  ultima 
attività (operaia di fabbrica di micromotori elettrici) e ciò da luglio 2006 
(le patologie invalidanti sono di origine ortopedica e neurologica, non 
psichiatrica,  cardiologica  né  otorinolaringoiatrica).  In  un'attività  più 
adattata ai diversi limiti  funzionali (neurologici/ortopedici), l'incapacità 
lavorativa scenderebbe al 20%.

L'incarto è stato sottoposto in esame al  Dott. Klauser  il  quale, nella  
sua relazione del 19 maggio 2008, ha condiviso diagnosi e valutazione 
espresse dai medici del SAM.

Nel  suo  rapporto  del  2  giugno  2008,  il  Consulente  in  integrazione 
professionale  (CIP)  ha  preso  atto  delle  risultanze  mediche  ed  ha 
indicato che l'interessata non presenta un'incapacità di lavoro di rilievo 
invalidante. Produce, oltre a documentazione già ad atti, recenti referti  
cardiologici,  segnatamente:  la  cartella  clinica  (con  i  risultati  degli  
esami  oggettivi)  relativa  alla  degenza  dal  17  al  21  aprile  2008  per 
angina da sforzo per disfunzione endoteliale coronarica; i  risultati  di 
una  visita  neurologica  del  7  aprile  2008  attestante  un'emicrania 
cronicizzata  con  attacchi  di  panico;  i  risultati  di  un'ulteriore  visita 
neurologica del 16 settembre 2008 attestante la stessa diagnosi.

E.
Con progetto di decisione del 20 agosto 2008, l'Ufficio AI cantonale ha 
disposto  la  reiezione  della  domanda  di  rendita.  Con  scritto  del  19 
settembre 2008 (ricevuto dall'amministrazione solo il 1° ottobre 2008), 
A._______,  regolarmente  rappresentata  dal  Patronato  INAS,  si  è 

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opposta a tale progetto contestando di essere in grado di conseguire 
un  guadagno sufficiente. Con  scritto  del  3  ottobre  2008,  l'Ufficio  AI 
cantonale  ha  reso  attento  il  Patronato  INAS  che  le  osservazioni  al 
progetto di  decisione erano tardive e che la  documentazione esibita 
sarebbe stata esaminata nell'ambito di un eventuale ricorso.

Mediante decisione dell'8 ottobre 2008, l'UAIE ha respinto la domanda 
di rendita.

F.
Con  il  ricorso  depositato  il  23  ottobre  2008,  A._______,  sempre 
rappresentata  dal  Patronato  INAS,  chiede,  sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza, il riconoscimento del suo diritto ad almeno tre quarti di 
rendita  AI.  Produce  la  documentazione  già  presentata  in  sede  di 
audizione e formula le stesse argomentazioni. In un secondo tempo, 
esibisce una relazione medica allestita il 12 novembre 2008 dal Dott. 
Heitmann. L'esperto  di  parte  riprende  la  diagnosi  esposta  dal  SAM 
precisando  la  patologia  cardiaca sulla  scorta  delle  recenti  risultante 
cliniche.  Egli  rileva  che  la  paziente  presenta  una  costante 
sintomatologia  anginosa  e  che  non  ha  potuto  effettuare 
un'ecocardiografia  da  stress  (il  27  ottobre  2008)  proprio  perché,  in 
quella  a  riposo,  si  era  riscontrata  una  marcata  ipocinesia  inferiore; 
sarebbe  prossimamente  prevista  una  nuova  coronarografia. 
L'insorgente  chiede  inoltre  l'esonero  dal  pagamento  delle  spese 
processuali.

G.
Nel rapporto del medico dell'Ufficio AI cantonale del 3 dicembre 2008,  
i  medici  consultati  (Dott. Erba e Noseda, cardiologo),  hanno ritenuto 
necessario fare esibire i risultati della coronarografia di cui fa cenno il  
Dott. Heitmann.

Il  9  gennaio 2009 il  Patronato INAS ha trasmesso la coronarografia 
effettuata il 20 novembre precedente. 

L'incarto è stato risottoposto in esame all'amministrazione. L'Ufficio AI 
cantonale  ha  sottoposto  gli  atti  ai  due  medici  consulenti  (Noseda, 
cardiologo  ed  Erba).  Nelle  loro  relazioni  del  23/26  febbraio  2009,  i 
medici incaricati hanno rilevato che i recenti esami non hanno posto in 
evidenza una patologia cardiaca di influenza invalidante. 

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Nella  risposta  di  causa  del  2  marzo  2009,  l'Ufficio  AI  cantonale 
propone la reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui, per quanto 
occorra,  si  riferirà  nei  considerandi  in  diritto  del  presente  giudizio. 
Nella sua risposta del 6 marzo 2009 l'UAIE riprende tali conclusioni.

H.
Dopo  aver  preso  atto  delle  osservazioni  delle  rispettive 
amministrazioni e di altra documentazione di rilievo, il Patronato INAS, 
nella  sua  replica  del  5  maggio  2009,  ha  ribadito  l'intenzione  della 
propria  assistita  di  mantenere  il  ricorso.  L'insorgente  critica 
l'amministrazione  di  non  aver  adeguatamente  esaminato  la 
problematica  vertiginosa/emicranica  e  la  fibromialgia,  patologia 
accennata dal Dott. Heitmann.

Con ordinanza del 9 giugno 2009, il  TAF ha chiuso lo scambio degli  
allegati.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi  
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

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2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla  
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ammissibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 

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europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.
Qualora una prima richiesta di rendita sia stata negata perché il grado 
d'invalidità era insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a se 
stesso,  una  nuova  domanda  è  riesaminata  soltanto  se  l'assicurato 
rende  verosimile  che  il  grado  d'invalidità  si  è  modificato  in  misura 
rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 2 e 3 dell'ordinanza 
federale  sull'assicurazione per  l'invalidità  del  17 gennaio  1961,  OAI, 
RS 831.201). Se non è il caso, l'amministrazione non entra nel merito 
della  richiesta.  Se  l'amministrazione  entra  nel  merito  della  nuova 
domanda deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale 
e,  in  particolare,  verificare  se la  modifica  del  grado d'invalidità  resa  
verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 108 
e 130 V 64 e 71). In tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni 
sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, art. 87 segg. 
OAI).

In  concreto,  l'UAIE  ha  emanato  una  prima  decisione  negativa  il  5 
ottobre  1995.  Una  seconda  decisione  negativa,  in  esito  ad  una 
seconda richiesta di prestazioni, è stata emanata il 10 gennaio 2005.  
Con  decisione  dell'8  ottobre  2008  ha  in  seguito  respinto  una  terza 
domanda di rendita presentata il 19 ottobre 2006. Ne consegue che il 
periodo  di  riferimento  per  giudicare  se  è  intervenuta  una  modifica 
rilevante  del  grado  d'invalidità,  può  essere  limitato  dal  10  gennaio 
2005 all'8 ottobre 2008.

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 

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ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  aver versato contributi  all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI 
nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007). A partire dal 1° gennaio 
2008, è tuttavia necessario avere versato contributi durante almeno 3 
anni (art. 36 LAI nel tenore modificato il 6 ottobre 2006 ). A tal fine è  
possibile  prendere  in  considerazione  anche  i  contributi  versati  ad 
un'assicurazione sociale assimilata di  uno Stato membro dell'Unione 
europea (UE) o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a 
condizione che almeno un anno di  contributi sia registrato all'AVS/AI 
svizzera (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71).

Nella specie, la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un  periodo  superiore  ai  tre  anni.  Pertanto,  l'interessato  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalida ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter 

(art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008) LAI, secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'UE e vi risiede.

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7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

8.

8.1 L'assicurata ha ricominciato a lavorare nel  giugno 2000 per una 
ditta  di  elettrotecnica  della  zona  di  frontiera.  Dopo  un'interruzione 
dell'attività  dovuta a patologia passeggera,  ha ripreso a lavorare nel 
maggio 2004 in ragione di 40/43 ore settimanali (a seconda dei turni).  
È rimasta assente dal lavoro per ragioni di malattia (o infortunio) dal 

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28 gennaio al 6 febbraio, dal 14 al 23 ottobre, dal 12 dicembre 2005 al 
7 gennaio 2006, dal  6 al  9 aprile  ed a partire dal  12 luglio 2006. È 
stata licenziata con effetto 30 aprile 2007.

Da quanto precede, ne consegue che almeno fino al 12 luglio 2006, 
A._______ non ha mai subito un'incapacità di lavoro del 40% almeno 
per  un lungo periodo,  seguita da incapacità di  guadagno pure  della 
metà almeno. Dopo la data surriferita la nominata non ha più lavorato.

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a 
cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità, 
il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini 
l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto 
a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa (metodo generale del raffronto dei redditi).

8.3 In  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione 
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 
quali  lavori  siano  ancora  esigibili  dall'assicurato,  ma  non  spetta  al 
medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). 
Infatti,  per costante giurisprudenza le certificazioni mediche possono 
costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di  valutare l'incapacità lavorativa e di  guadagno 
dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 
V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).

8.4 Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

Pagina 11

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9.

9.1 Nel  caso  in  esame,  in  sede  d'istruttoria  l'interessata  è  stata 
sottoposta a visita medica approfondita al SAM di Bellinzona. I medici  
incaricati hanno evidenziato:

"Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa:

sindrome panvertebrale cronica su: leggere turbe statiche ed iniziali  
alterazioni  degenerative,  insufficienza  muscolare,  tendenza  alla  
cronicizzazione  dei  dolori  con  sviluppo  fibromialgico,  
(anamnesticamente)  pregressa  sacroileite  bilaterale  (diagnosi  non  
confermata);  sindrome  fibromialgica;  persistenti  dolori  alla  caviglia  
sinistra su esiti di frattura bimalleolare e conseguente osteosintesi nel  
2001; cefalea  cronica  frontale  a  destra  con  importante  componente  
tensionale/funzionale.

Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa:

anacusia e sindrome vertiginosa cronica su petrosectomia subtotale  
destra per  chemodectomia della  rocca petrosa destra  di  grado B/C;  
malattia  coronarica  compensata;  fattori  di  rischio  cardiovascolari:  
pregresso  abuso  nicotinico,  ipertensione  arteriosa,  obesità;  
ipertensione arteriosa in trattamento; nota anemia sideropenica; fobie  
specifiche (claustrofobia e paura della malattie oncologiche), obesità  
con BMI 36 Kg/m2". 

Per  quanto  riguarda  la  diagnosi  la  parte  ricorrente  critica 
l'amministrazione  di  non  avere  sufficientemente  investigato  le 
patologie  fibromialgica,  cardiologica  e  neurologica.  Tali  affermazioni 
non trovano riscontri  agli  atti. Inoltre,  la  documentazione prodotta in 
sede ricorsuale non ha apportato sostanziali  novità. La relazione del 
Dott. Heitmann del 12 novembre 2008 riprende, nella sostanza, quanto 
già  evidenziato  dal  SAM  e  riferisce  in  merito  agli  ultimi  eventi 
patologici (cardiopatie) della ricorrente.

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

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Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per  
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  la  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, deve essere osservato che una perizia richiesta 
dall'UAI  (in  casu  un  servizio  di  accertamento  medico  specifico 
dell'assicurazione per l'invalidità) non può essere scartato adducendo 
che  si  tratta  di  un  referto  di  parte.  Infatti,  la  legge  attribuisce 
all'amministrazione  il  compito  di  istruire  le  domande  di  rendita,  
procurandosi  gli  atti  necessari,  in particolare circa lo stato di  salute,  
l'attività,  la  capacità  di  lavoro  e  l'idoneità  all'integrazione  dei  
richiedenti.  A  tale  scopo  possono  essere  domandati  rapporti  e 
informazioni,  ordinate  perizie,  eseguiti  sopralluoghi  e  consultati  
specialisti dell'aiuto pubblico o privato agli invalidi (art. 69 cpv. 2 OAI). 
In  questo  contesto  l'Ufficio  AI  agisce  quale  organo  amministrativo 
preposto  all'attuazione  della  legge,  sicché  le  perizie  ordinate  in 
adempimento  di  questo compito  non possono essere  considerate di 
parte o non conclusive alla luce di altri referti (DTF 123 V 175 e 122 V 
157).  Il  Tribunale  federale  ha  inoltre  precisato  che  deve  essere 
considerata  rilevante  una perizia  affidata  al  SAM,  negando che  tale 
servizio  medico  possa  essere  considerato  parte  in  causa  per 
sussistenza di un vincolo per cui l’istituto medesimo sarebbe obbligato 
a  tenere  in  particolare  considerazione  gli  interessi  specifici 
dell’assicurazione per l’invalidità.

Determinante è invece la circostanza che la perizia del SAM rispetti  
tutti  i  principi  concernenti  la valutazione medica dell'invalidità. Infatti,  
per quanto concerne il  valore probatorio d'un rapporto medico va in 
particolare accertato se il  rapporto è completo per quanto riguarda i  
temi sollevati, se si riferisce ad esami approfonditi, se tiene conto delle 
censure  del  paziente,  se  è  stato  redatto  con  conoscenza  della 
pregressa  vicenda  valetudinaria  (anamnesi),  se  è  chiaro  nella 
presentazione del  contesto medico e,  infine,  se  le  conclusioni  a  cui  

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giunge sono fondate. Elemento determinante dal profilo probatorio non 
è in linea di principio l'origine del mezzo di prova né la designazione 
del  materiale  probatorio  quale  rapporto  o  di  perizia,  bensì  il  suo 
contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3a e 122 V 160 consid. 1c).

10.2 Nella fattispecie, va annotato che i sanitari del SAM hanno preso 
atto dell'incarto della Cassa malati e dell'abbondante documentazione 
sanitaria raccolta nell'ambito delle prime due domande di rendita. La 
perizia  del  SAM tiene  inoltre  conto  dell'evoluzione  del  suo  stato  di  
salute  fino  alle  date  delle  visite  del  gennaio  2008.  L'assicurata 
presenta  differenti  aspetti  patologici  che  interessano  più  organi  ed 
apparati.

10.2.1 Dal lato ortopedico/reumatologico (Dott. Keller), il problema alla 
colonna vertebrale è presente da numerosi anni. La sindrome è algica 
e  si  associa  ad  una  fibromialgia.  Dal  punto  di  vista  oggettivo  i  
movimenti dell'intera colonna sono ben conservati, non vi sono segni 
di  radicolopatie cervicale o lombare, lo stato articolare non presenta 
particolarità  di  rilievo  e  non  vi  sono  segni  di  un'artropatia  di  tipo 
infiammatorio.  Dolenzie  sono  segnalate  alla  colonna  cervicale  e, 
parzialmente,  a  quella  lombare.  Le  radiografie  dell'intera  colonna 
vertebrale hanno potuto evidenziare solo delle incipienti alterazioni a 
livello  toraco-lombare;  l'articolazione  sacro-illiaca  è  leggermente 
sclerotica,  ma  ben  riconoscibile.  Comunque,  i  movimenti  degli  arti 
inferiori  e  superiori  sono  senza  particolarità,  a  parte  le  descritte 
dolenzie polidistrettuali. L'abilità dei polsi, delle mani e delle dita non 
presenta  particolari  limitazioni.  Per  quel  che  riguarda  la  caviglia 
sinistra, accidentata nel 2001, la paziente accusa dolori soprattutto in 
caso di sovraccarico. Il Dott. Keller valuta la capacità lavorativa della  
paziente al 70% nell'ultima attività esercitata ed all'80% nell'ambito di 
un lavoro particolarmente adattato.

10.2.2 Sotto il profilo neurologico (Dott.Bernasconi), l'esperto non ha 
riscontrato danni radicolari alla colonna vertebrale od altre sofferenze 
neurogene.  Anche  per  quanto  riguarda  il  problema 
vestibolare/vertigionoso,  l'esperto  non  ha  segnalato  anomalie 
oggettive, a parte una marcia ad occhi chiusi di tipo incerto. Le cefalee 
ricorrenti  possono essere riferite agli  esiti  dell'intervento all'orecchio, 
ma, di per sé, non assumono carattere invalidante; la cefalea frontale, 
più  recente,  assume  una  componente  tensionale,  ma  gli  esami 
effettuati  in  Italia  (tomografie  assiali  computerizzate,  TAC)  hanno 

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escluso  danni  più  gravi  e,  peraltro,  l'indagine  clinica-oggettiva  è 
risultata  negativa.  Nel  caso  in  esame  è  palese  una  notevole 
discrepanza  fra  le  constatazioni  oggettive  e  le  doglianze soggettive. 
Pur ritenendo verosimile che possano esservi degli episodi di cefalea 
intensa  e  limitante,  malgrado  la  difficoltà  di  quantificare  in  modo 
oggettivo detti disturbi, il Dott. Bernasconi non ritiene che queste siano 
di entità tale da determinare un'inabilità lavorativa superiore al 20%. 

10.2.3 Dal  lato  otorinolaringoiatrico  (Dott.  Jermini),  la  paziente  è 
portatrice  degli  esiti  dell'exeresi  di  un  chemodectoma  all'orecchio 
destro (febbraio 2004). Non si sono verificate recidive del male, come 
neppure  eventuali  metastasi.  L'udito  dell'orecchio  destro  non  è 
funzionale. La patologia può essere all'origine dei fenomeni vertiginosi 
accusati  dalla  paziente,  ma di  solito  non dopo un periodo di  2  anni 
dopo l'intervento. In assenza pertanto di disturbi oggettivabili attuali, lo 
specialista incaricato valuta nulla l'incapacità di lavoro dell'assicurata 
in qualsiasi ambito lavorativo a lei proponibile.

10.2.4 Sotto  il  profilo  cardiologico  (Dott.  Sartori)  i  dolori  toracali 
accusati  dalla  paziente  sono  atipici  e  non  ascrivibili  a  turbe 
cardiocircolatorie. Tutti gli esami più significativi sono stati effettuati e 
le  uniche  affezioni  riscontrabili  consistono  in  una  irregolarità  della 
ripolarizzazione  e,  alla  luce  dell'esame  tomoscintigrafico,  in  una 
ischemia miocardica inducibile allo sforzo in territorio anterosettale e, 
quindi, prognosticamente significativa. La paziente è abile a qualsiasi 
lavoro di tipo leggero e/o sedentario. L'esame coronarografico del 20 
novembre 2008 (prodotto  in  sede di  ricorso) ha mostrato  un quadro 
angiografico senza evidenza di  ateroslerosi  coronarica  ed ha inoltre 
mostrato  una  normale  funzione  endoteliale.  Il  Dott.  Noseda, 
cardiologo,  nella  sua  relazione  del  23  febbraio  2009,  dopo  aver 
analizzato  tale  referto,  ha  escluso  una  problematica  cardiaca  con 
influsso sulla capacità lavorativa dell'assicurata. 

10.2.5 Dal lato psichiatrico, il  Dott. Jaime ha riferito  che la paziente 
presenta soprattutto delle fobie che non influiscono sulla sua capacità 
di lavoro. Si tratta della paura degli spazi chiusi, dei viaggi in aereo e 
dell'insorgenza di patologie cancerose. Da un punto di vista clinico si  
tratta di un quadro che assume una gravità lieve e non incide in modo 
importante  sulla  qualità  di  vita  dell'assicurata.  Peraltro,  l'interessata 
non è seguita da uno specialista, ma assume, all'occasione solamente 
una cura psicofarmacologica adeguata.

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10.2.6 Per  quanto  riguarda  la  fibromalgia,  la  stessa  è  stata 
menzionata per la prima volta dal Dott. Heitmann nella sua perizia del 
12 novembre 2008.

Tra i  danni  alla  salute  psichica,  i  quali  come  i  danni  fisici  possono 
determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere 
annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie 
psichiche parificabili  a  malattia  (MEYER-BLASER,  Der  Rechtsbegriff  der 
Arbeitsunfähigkeit  und  seine  Bedeutung  in  der  Sozialversicherung, 
namentlich  für  den  Einkommensvergleich  in  der 
Invaliditätsbemessung,  in  SCHAFFAUSER/SCHLAURI,  Schmerz  und 
Arbeitsunfähigkeit, San Gallo 2003, p. 64 n. 93). Non sono considerati 
effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe 
a carico dell'AI le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato 
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è 
ragionevolmente  esigibile  deve  essere  apprezzata  nel  modo  più 
oggettivo  possibile  (DTF 102 V  166; VSI  2001 pag. 224 consid.  2b; 
DTF 127 V 298 consid.  4c in fine). Dunque, nel quadro di esame del 
diritto a prestazioni (o in caso di revisione) le manifestazioni soggettive 
di  dolori  devono  essere  confermate  da  osservazioni  mediche 
concludenti,  a  difetto  di  ciò  un  apprezzamento  di  questo  diritto  a 
prestazioni non può garantito in modo conforme al principio di parità di 
trattamento fra gli assicurati. 

Il Tribunale federale ha avuto modo di precisare che l'inesigibilità della 
ripresa lavorativa presuppone in ogni  caso la  presenza manifesta di 
una  comorbidità  psichiatrica  di  notevole  gravità,  intensità  e  durata 
oppure la presenza costante e intensa di altri criteri qualificati quali (1) 
l'esistenza di concomitanti affezioni organiche croniche accompagnate 
da  un  decorso  patologico  pluriennale  son  sintomi  stabili  o  in 
evoluzione  senza  remissione  duratura,  (2)  la  perdita  d'integrazione 
sociale in tutti gli ambiti della vita, (3) uno stato psichico consolidato, 
senza possibilità di evoluzione sul piano terapeutico, ad indicare allo 
stesso tempo l'insuccesso e la liberazione dal processo risolutivo del 
conflitto  psichico  (profitto  primario  tratto  dalla  malattia;  "primärer 
Krankheitsgewinn") oppure (4) l'insuccesso di trattamenti ambulatoriali 
o  stazionari  conformi  alle  regole  dell'arte  nonché  di  provvedimenti 
riabilitativi a dispetto degli sforzi profusi dalla persona assicurata (DTF 
130 V 352 consid. 2.2.2 ).

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Nel caso in esame, la sindrome fibromialgica segnalata dal Dott. Keller 
non  è  di  principio  contestata.  La  paziente  descrive  dolori  non 
oggettivabili  che,  con  il  tempo,  sono  andati  vieppiù  peggiorando 
diffondendosi  all'intero  sistema  locomotore. Nessun  miglioramento  è 
stato riscontrato con l'assunzione di AINS ed analgesici, né tantomeno 
con l'esecuzione di trattamenti fisioterapici. Il Dott. Keller osserva che 
questa  sintomatologia  tocca  il  sistema  locomotore  con  dolori  più 
intensi  lungo  l'intera  muscolatura  paravertebrale.  Tuttavia,  queste 
doglianze  di  tipo  soggettivo  non  sono  accompagnate  da  una  una 
comorbidità psichica rilevante. L'esame psichiatrico, come già rilevato, 
ha  messo  in  luce  delle  fobie  su  di  una  base  ansiosa,  ma  nessuna 
turba  mentale  che  possa  sorreggere  il  carattere  invalidante 
dell'affezione fibromialgica. In queste circostanze si deve ritenere che 
il  riscontro  di  una  fibromialgia  non  ha  conseguenze  pratiche  sulla 
valutazione dell'incapacità di lavoro dell'assicurata.

10.3  In  sostanza,  i  medici  del  SAM  rilevano  che  le  patologie 
invalidanti  sono  quelle  di  carattere  reumatologico/ortopedico  e 
neurologico,  mentre  quelle  otorinolaringoiatriche,  cardiologiche  e 
psichiatriche non lo  sono. La paziente presenta un grado d'invalidità 
del 30% nell'ambito del precedente lavoro (settore elettrico-industriale) 
ed  anche  in  quello  ancora  precedente  (cucitrice/settore  tessile).  In 
attività più adeguate, la capacità al lavoro salirebbe all'80% (cfr. punti  
8 e 9 della perizia), ma a determinate condizioni di porto pesi, posture,  
condizioni di lavoro ecc.

La  documentazione  esibita  dopo  la  visita  al  SAM  (segnatamente: 
rapporti  di  visite  ed  esami  cardiologici  del  21  aprile,  30  giugno,  18 
novembre 2008; visite neurologiche del 7 aprile 2008 e 16 settembre 
2008,  certificati  del  medico  curante  Dott.  Marchetta,  ecc.)  non  ha 
modificato  questa  valutazione.  La  stessa  è  stata  adeguatamente 
esaminata dai  medici  dell'Ufficio  AI  cantonale  (Dott.ri  Klauser, Erba, 
Noseda),  i  quali  hanno  potuto  escludere  l'insorgenza  di  un 
peggioramento e/o di una scarsa analisi di patologie in atto.

10.4 Il collegio giudicante, sulla scorta dei pareri dei medici del SAM e 
dei collaboratori dell'Ufficio AI cantonale, ritiene che A._______ dopo il 
luglio 2006 (cessazione dell'attività) avrebbe potuto svolgere, in misura 
del  70%,  la  precedente  attività  di  operaia  in  industria  del  settore 
elettrico-industriale (fabbrica di micromotori elettrici). Lo stesso tasso è 
applicabile al precedente lavoro nel settore tessile o delle confezioni 

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(cucitrice). Queste attività sono di carattere leggero e semisedentario. 
L'assicurata era infatti addetta a compiti di imballaggio di oggetti non 
pesanti  in  piedi  o  seduta,  verificava  la  qualità  del  prodotto,  lo 
inscatolava  e  lo  poneva  su  di  una  paletta  pronto  per  l'uscita  dalla 
fabbrica. Lavorava anche alla tavola dei connettori  pure in  posizione 
prevalentemente seduta o alternata; a volte era addetta al montaggio 
in  posizione  seduta  (cfr.  rapporto  del  datore  di  lavoro  redatto  il  13 
marzo 2007). 

L'assicurata  presenta  dunque  un  tasso  d'incapacità  di  lavoro  e  di 
guadagno del 30% ai sensi della LAI insufficiente per avere diritto a 
una rendita  d'invalidità. In  queste  circostanze  il  ricorso  deve essere 
respinto e l'impugnata decisione confermata. 

11.

11.1  Di  principio  la  procedura  è  onerosa  e  quindi  soggetta  al  
pagamento  di  spese  processuali  (art.  69  LAI).  Nel  ricorso  del  23 
ottobre  2008,  il  Patronato  INAS  ha  formulato  una  domanda  di 
assistenza giudiziaria per quanto attiene alla dispensa dal pagamento 
delle spese processuali.

Giusta l'art. 6 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nella  
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio 
2008,  le  spese processuali  possono essere  condonate  totalmente  o 
parzialmente  alla  parte  che  non  beneficia  del  gratuito  patrocinio 
previsto dall'art. 65 PA, quando, segnatamente (lett. b.) per altri motivi 
inerenti  il  litigio  o alla  parte  in  causa non risulti  equo addossarle le  
spese processuali.

Attesto che l'interessata non lavora più dal luglio 2006, il TAF rinuncia 
a prelevare le spese processuali.

11.2 Visto l'esito del ricorso, non vengono riconosciute indennità per 
spese ripetibili. Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non 
hanno  diritto  ad  un'indennità  a  titolo  di  ripetibili  (art.  7  cpv.  3  del  
regolamento del  21 febbraio 2008 sulla  tasse e sulle  spese ripetibili  
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]). 

Pagina 18

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non si prelevano spese processuali.

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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