# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0ff17dc6-2be9-5ebe-97f1-721487444a91
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-11-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.11.2014 D-6715/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6715-2014_2014-11-26.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-6715/2014 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  2 6  n o v e m b r e  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 

con l'approvazione della giudice Esther Karpathakis; 

cancelliera Zoe Cometti. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias 

C._______, nato il (…), 

Ghana, 

ricorrente, 

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 

 

Oggetto 

 
Asilo ed allontanamento (termine del ricorso accorciato); 

decisione dell'UFM del 17 novembre 2014 / N […]. 

 

 

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Visto: 

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 

4 novembre 2014; 

i verbali d'audizione del 10 novembre 2014 (di seguito: verbale 1) e del 

17 novembre 2014 (di seguito: verbale 2); 

il verbale di decisione del 17 novembre 2014 dell'Ufficio federale della 

migrazione (di seguito: UFM), notificato il medesimo giorno all'interessato 

(cfr. atto A10/1), con il quale detto Ufficio ha respinto la domanda d'asilo 

ed ha pronunciato l'allontanamento del richiedente dalla Svizzera, 

rispettivamente l'esecuzione di tale misura siccome lecita esigibile e 

possibile; 

il ricorso del 17 novembre 2014 (timbro del plico raccomandato: 

18 novembre 2014; data d'entrata: 19 novembre 2014) con il quale 

l'insorgente ha concluso, in via principale, all'accoglimento del ricorso ed 

alla concessione dell'asilo oppure alla trasmissione degli atti all'autorità 

inferiore per una nuova decisione e, in via subordinata, alla concessione 

dell'ammissione provvisoria; che ha altresì presentato una domanda 

d'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle presunte 

spese processuali con protestate tasse, spese e ripetibili; 

gli atti dell'UFM trasmessi via telefax al Tribunale amministrativo federale 

(di seguito: il Tribunale) in data 19 novembre 2014; 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei 

considerandi che seguono; 

 

e considerato: 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi [RS 142.31]) contro 

una decisione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 

LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 

cpv. 1 lett. a-c e 52 cpv. 1 PA; 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; 

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che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di 

un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata 

soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); 

che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti; 

che, con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del 

diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); 

che nel corso dell'audizione sulle generalità il richiedente ha dichiarato di 

essere cittadino del Ghana, nato e cresciuto a D._______ con ultimo 

domicilio a E._______ in Ghana (cfr. verbale 1, pagg. 3 e 5); 

che sarebbe espatriato poiché dopo la morte del di lui padre vi sarebbero 

stati problemi familiari tra lo stesso ed i suoi fratellastri circa la 

successione (cfr. verbale 1, pag. 7 e verbale 2, pag. 3); 

che il Consiglio federale designa come Stati sicuri gli Stati in cui, secondo 

i suoi accertamenti, non vi è pericolo di persecuzioni (art. 6a cpv. 2 lett. a 

LAsi); 

che il richiedente è cittadino ghaneano; che il Consiglio federale ha 

inserito il Ghana nel novero degli Stati esenti da persecuzioni ai sensi 

dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi; 

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le 

disposizioni della LAsi (art. 2 LAsi); che sono rifugiati le persone che, nel 

Paese di origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a 

causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un 

determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno 

fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi (art. 3 cpv. 1 LAsi); 

che, a tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda l'asilo deve 

provare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la 

qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una 

probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in 

particolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate 

o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo 

determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi); 

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che nella querelata decisione l'UFM ha considerato inverosimili le 

dichiarazioni dell'interessato circa i suoi motivi d'asilo; che, in particolare, 

il richiedente non avrebbe reso verosimile la persecuzione da parte dei 

suoi fratellastri; che si sarebbe contraddetto dichiarando d'essere 

espatriato nel gennaio 2013 a causa del conflitto familiare a seguito del 

funerale del padre, per poi indicare che il funerale avrebbe avuto luogo il 

15 marzo 2013; che le persecuzioni da lui allegate sarebbero consistite 

nell'aggressione da parte di due altre mogli del padre defunto, salvo poi 

asserire che gli aggressori sarebbero stati i loro figli; 

che pertanto l'UFM ha concluso che le dichiarazioni dell'interessato non 

soddisferebbero le condizioni richieste per ammettere la verosimiglianza 

giusta l'art. 7 LAsi; 

che nel ricorso egli ha contestato l'inverosimiglianza rilevata dall'UFM ed 

ha ribadito quanto asserito in corso di audizioni; che ha giustificato le 

contraddizioni dell'UFM con un probabile momento di confusione con 

l'interprete e da qualche errore nella trascrizione del verbale; che con una 

valutazione complessiva delle ulteriori dichiarazioni coerenti, plausibili, 

concrete e dettagliate, l'UFM avrebbe potuto concludere alla 

verosimiglianza dei suoi motivi d'asilo; 

che, come rettamente ritenuto nella querelata decisione, questo Tribunale 

ritiene che le dichiarazioni rese dal ricorrente in corso di procedura sono 

inverosimili, giacché contraddittorie, incoerenti e non corroborate da 

elementi consistenti; 

che, infatti, l'insorgente ha dichiarato che i suoi fratellastri avrebbero 

minacciato di ucciderlo, poiché successivamente la morte del padre – il 

quale sarebbe stato un capo clan – persone non meglio specificate 

avrebbero asserito che l'insorgente sarebbe dovuto diventare capo clan; 

che a causa di queste minacce sarebbe espatriato verso la Libia; che 

pertanto non trova fondamento aver indicato che le minacce risalirebbero 

al 7 febbraio 2013, allorquando non si sarebbe nemmeno trovato in 

Ghana, essendo egli espatriato, a suo dire, il 7 gennaio 2013  

(cfr. verbale 1, pagg. 6 seg. e verbale 2, pag. 3); che la netta 

contraddizione circa una data tanto importante come la morte del padre 

non soccorre l'insorgente: che infatti in un primo momento ha dichiarato 

che il padre sarebbe morto nel 2001 (cfr. verbale 1, pag. 8); che altresì, in 

audizione federale nonostante abbia ribadito d'essere espatriato nel 

gennaio 2013 ha tuttavia improvvisamente asserito che nel marzo 2013 si 

sarebbe trovato a E._______ (cfr. verbale 2, pag. 4); che invitato a fornire 

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le generalità dei fratellastri coinvolti nel conflitto familiare per la 

successione del padre egli ha nominato F._______, G._______ e 

H._______, mentre nell'audizione sommaria ha indicato che i fratellastri 

che lo avrebbero minacciato sarebbero stati F._______ e I._______  

(cfr. verbale 1, pag. 7 e verbale 2, pag. 4); che pertanto mal si comprende 

come abbia potuto dimenticare di citare il fratellastro I._______ autore, a 

suo dire, di minacce nei suoi confronti; che per il resto, onde evitare 

ulteriori ripetizioni, si rimanda a quanto osservato dall'UFM nella 

decisione impugnata; 

che a livello ricorsuale il ricorrente non ha nemmeno presentato 

argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione 

rispetto a quella di cui all'impugnata decisione; che si è limitato ad 

indicare che le varie contraddizioni sarebbero da imputare all'incorretta 

trascrizione del verbale o ad incomprensioni con l'interprete; 

che il Tribunale constata che i verbali delle due audizioni sono stati riletti 

all'insorgente e lo stesso ha posto la sua firma su tutte le pagine non 

contestando o correggendo qualsivoglia dichiarazione; che d'altronde 

nemmeno la rappresentante dell'opera assistenziale presente 

all'audizione federale ha espresso dubbi sulla conduzione di tale 

audizione; che pertanto tale generale dichiarazione ricorsuale non trova 

fondamento alcuno; 

che di conseguenza, per tutte queste ragioni, le dichiarazioni del 

richiedente non adempiono le condizioni di verosimiglianza ai sensi 

dell'art. 7 LAsi; 

che quindi il ricorrente non è riuscito a dimostrare, o perlomeno a rendere 

verosimile, la qualità di rifugiato, per il che è a giusto titolo che l'UFM ha 

respinto la sua domanda d'asilo; 

che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'UFM 

pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina 

l'esecuzione; che tiene però conto del principio dell'unità della famiglia 

(art. 44 LAsi); 

che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo 

relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4); 

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che codesto Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia 

dell'allontanamento; 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr 

(RS 142.20), giusta il quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere 

possibile (cpv. 2), ammissibile (cpv. 3) e ragionevolmente esigibile 

(cpv. 4); 

che nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione 

dell'UFM relativa alla domanda d'asilo dell'insorgente, quest'ultimo non 

può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 

LAsi), generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale 

pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo 

statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30); 

che, in siffatte circostanze, non v'è motivo di considerare l'esistenza di un 

rischio personale, concreto e serio per il ricorrente d'essere esposto, in 

caso di allontanamento nel suo Paese d'origine ad un trattamento 

proibito, in relazione all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro 

la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 

10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (cfr. art. 83 

cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); 

che, inoltre, la situazione vigente in Ghana non risulta caratterizzata da 

guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 

della popolazione nell'integralità del territorio nazionale; 

che, come già enunciato, il Consiglio federale ha inserito il Ghana nella 

lista «Safe Countries» ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi; 

che tale presunzione non è stata inficiata dal ricorrente; 

che egli è giovane ed ha frequentato dieci anni di scuola; inoltre gode di 

più di dieci anni di esperienza lavorativa; che altresì sua moglie, i due figli 

e sua madre vivono a tuttora nel Paese d'origine (cfr. verbale 1, pagg. 4 

seg.); che, pertanto, in Ghana ha un'ottima rete sociale; 

che, in aggiunta, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di 

gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione 

provvisoria (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1-8.3; 2009/2 consid. 9.3.2); 

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che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo 

Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in 

relazione all'art. 44 LAsi); 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione 

all'art. 44 LAsi); 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 

ragionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in 

materia di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso 

e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; 

che l’UFM con la decisione impugnata non ha pertanto violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), per il che il ricorso va respinto; 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di 

esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese 

processuali è divenuta senza oggetto; 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.– che 

seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 

21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF); 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale 

amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 

della presente sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità 

cantonale. 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Zoe Cometti 

 

 

Data di spedizione: