# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 67d02e41-45b8-5f7b-95c2-779a55f17d38
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-06-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.06.2009 A-880/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-880-2009_2009-06-16.pdf

## Full Text

Corte I
A-880/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  g i u g n o  2 0 0 9

Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 
collegio), Jérôme Candrian, André Moser, 
cancelliere Marco Savoldelli.

X._______,
patrocinato dall'avv. Marco Broggini, 
via Stefano Franscini 2a, casella Postale 250, 
6601 Locarno,
ricorrente,

contro

Amministrazione federale delle dogane, 
Monbijoustrasse 40, 3003 Berna,
autorità di prima istanza,

Dipartimento federale delle finanze,
Bundesgasse 3, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Diritto del personale, misure disciplinari.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

A-880/2009

Fatti:

A.
X._______ lavora per l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) 
dal 1980. 

B.
La sera del 5 febbraio 2008, X._______ ha festeggiato il carnevale. Di 
rientro  al  suo domicilio,  ha  urtato  uno spartitraffico  danneggiandolo. 
Ripresa la guida, è stato fermato da una pattuglia della polizia canto-
nale, che aveva nel frattempo ricevuto una segnalazione. Dopo essere 
stato sottoposto  alla  prova del  tasso alcolico con etilometro,  è  stato 
condotto all'ospedale per procedere ad un prelievo di sangue che ha 
in seguito rivelato un tasso alcolico del 2,79 ‰.

C.
Il 12 febbraio 2008 X.______ è stato interrogato dai suoi superiori, da 
lui direttamente informati  dell'accaduto. Essi lo hanno reso attento al 
fatto che a suo carico era stata aperta una procedura disciplinare e 
che, dopo quanto successo, si rendeva necessaria la sospensione dal-
la  funzione  di  capoposto,  che  occupava  a  quel  momento.  Come 
espressamente richiesto da X._______ qualche giorno più tardi, detta 
sospensione  è  stata  pronunciata,  quale  misura  d'urgenza,  con  de-
cisione  del  Comando Regione  guardie  di  confine  (...)  del  10  marzo 
2008. Con quella decisione, è stata nel contempo sospesa la proce-
dura  disciplinare  aperta  a  suo  carico  fino  alla  comunicazione  delle 
misure  decise  dalle  competenti  autorità  cantonali  (Ufficio  cantonale 
della circolazione e Ministero pubblico [...]).

D.
Il 17 marzo successivo, X._______ ha impugnato la decisione del 10 
marzo 2008 davanti alla Direzione generale delle dogane (DGD). Con 
tale atto, egli  ha innanzitutto richiesto l'accertamento del  fatto che il 
ricorso  interposto  aveva  effetto  sospensivo  quindi  la  sua  immediata 
reintegrazione nella funzione di capoposto. Nel merito, X._______ ha 
postulato l'annullamento del provvedimento d'urgenza deciso nei suoi 
confronti.

E.
Con decisione del 4 giugno 2008, nella misura in cui lo considerava ri-

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cevibile,  la  DGD ha respinto il  ricorso interposto,  revocando l'effetto 
sospensivo ad un'eventuale nuova impugnazione.

F.
X._______ non ha impugnato la decisione della DGD. Con lettera del 
13 giugno rispettivamente del 29 luglio 2008, ha quindi comunicato al 
Comando  Regione  guardie  di  confine  (...)  l'esito  della  procedura 
aperta davanti alle autorità cantonali. In particolare, gli ha trasmesso 
copia del decreto di accusa del 23 luglio 2008 del Ministero pubblico 
(...) con cui lo stesso lo aveva riconosciuto colpevole di guida in stato 
di inattitudine, infrazione alle norme della circolazione e inosservanza 
ai doveri in caso di infortunio, dichiarando di non essere intenzionato a 
ricorrere contro la pena pecuniaria inflittagli condizionalmente. Conse-
guentemente egli ha chiesto di riaprire il procedimento disciplinare a 
suo carico ed emanare una decisione di merito il più presto possibile. 

G.
La  decisione  disciplinare  dell'Amministrazione federale  delle  dogane 
(AFD, autorità di prima istanza) risale al 28 novembre 2008. Con tale 
atto, quest'ultima: (1) ha constatato che la decisione del 4 giugno 2008 
era  giuridicamente  vincolante;  (2)  ha  assegnato  a  X._______  nuovi 
compiti attribuendolo, con effetto immediato, al Comando della Regio-
ne guardie di Confine (...), nella funzione di caposervizio; (3) ha ritirato 
l'effetto  sospensivo  ad  un  eventuale  ricorso;  (4)  ha  autorizzato 
X._______ a svolgere il suo lavoro (50%) sotto forma di telelavoro; (5) 
ha ammonito X._______ a rispettare, in servizio e al di fuori di esso, 
l'ordinamento giuridico, nonché a fornire le dovute prestazioni nel nuo-
vo ambito  di  compiti  attribuitogli;  (6)  ha  rilevato  che la  sospensione 
dalla funzione di capoposto a suo tempo decisa veniva mantenuta fin-
ché non sarebbe stata presa una decisione passata in giudicato e di-
chiarato immediatamente  esecutiva la  sua decisione; (7)  ha stabilito 
che,  sei  mesi  dopo il  passaggio in  giudicato della  decisione relativa 
all'assunzione dei nuovi compiti, il  comportamento e le prestazioni di 
X._______ avrebbero dovuto essere valutati  e, se necessario, avreb-
bero dovuto essere effettuate modifiche al suo contratto di lavoro; (8) 
ha  deciso  di  non percepire  nessuna spesa per  la  procedura; (9)  ha 
assegnato l'esecuzione di  quanto  deciso  al  Comando della  Regione 
guardie di confine (...) ed al centro HR di (...). 

H.
La decisione disciplinare dell'AFD del 28 novembre 2008 è stata impu-

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gnata davanti al Dipartimento federale delle finanze (DFF, autorità infe-
riore)  con  ricorso  del  10  dicembre  successivo.  Con  questo  atto, 
X._______:  (1)  in  via  preliminare,  ha  chiesto  di  concedere  l'effetto 
sospensivo  al  gravame,  quindi  l'immediata  reintegrazione  nella  sua 
funzione originaria di capoposto; (2) nel  merito, ha postulato l'annul-
lamento della decisione impugnata e la sua sostituzione con un'ammo-
nizione.

I.
Con decisione del 2 febbraio 2009, per quanto ritenuto ricevibile, an-
che questo ulteriore ricorso è stato respinto. Contrariamente a quanto 
fatto dall'AFD, il DFF non ha ritirato l'effetto sospensivo ad un eventu-
ale ricorso ed ha rinunciato a ordinare nuovi provvedimenti cautelari. 

J.
L'11 febbraio 2009, la decisione del DFF è stata impugnata con ricorso 
al Tribunale amministrativo federale, che qui concretamente ci occupa. 
In questa sede – osservando che, per motivi di salute, dal momento 
dei fatti  non ha ancora ripreso la sua attività lavorativa – X._______ 
(ricorrente) ripropone le richieste presentate davanti al DFF, ovvero la 
concessione dell'effetto  sospensivo al  gravame e  l'immediata  reinte-
grazione nella  sua funzione originaria  di  capoposto, come pure l'an-
nullamento della decisione impugnata e la sua sostituzione con un'am-
monizione.

K.
Con ordinanza del 13 febbraio 2009, prendendo atto dell'inoltro del ri-
corso, lo scrivente Tribunale ha rilevato che, contrariamente all'autorità 
di prima istanza, l'autorità inferiore non ha tolto l'effetto sospensivo ad 
un eventuale ricorso contro la decisione da lei emanata e che, quindi, 
il  ricorso  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  ha  effetto  so-
spensivo ex lege. Considerando che la richiesta di reintegrare il ricor-
rente nella sua funzione originaria era in realtà una domanda che ten-
de all'emanazione di  provvedimenti  cautelari,  essa ha assegnato co-
munque un termine all'autorità di prima istanza e all'autorità inferiore 
per esprimersi in merito.

L.
La presa di posizione dell'autorità inferiore è giunta il 25 febbraio 2009. 
Con  tale  atto,  comunicando  che  l'AFD  rinunciava  a  formulare  os-
servazioni autonome, il  DFF non si è espresso direttamente sulla ri-

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chiesta avanzata dal ricorrente, bensì ha postulato da parte sua che al 
ricorso venisse tolto l'effetto sospensivo.

M.
Chiamato a pronunciarsi su tale scritto, con lettera del 6 marzo 2006 il 
patrocinatore del ricorrente si è limitato a prendere atto della richiesta 
del DFF, quindi ad osservare di ritenere manifestamente arbitrario che 
– sulla base di una sospensione cautelare in vigore da 13 mesi – al 
suo patrocinato venisse fatta scontare una misura disciplinare prima 
che vi fosse una decisione di merito passata in giudicato.

N.
Con decisione incidentale del  18 marzo 2009 la  domanda di  revoca 
dell'effetto sospensivo al ricorso presentata dall'autorità inferiore il 23 
febbraio 2009 è stata accolta. Per quanto ricevibile, la domanda volta 
all'emanazione di provvedimenti cautelari formulata con ricorso dell'11 
febbraio 2009 è stata invece respinta.

O.
Con atto del 21 aprile 2009 il DFF ha preso posizione in merito al ri-
corso. Confermando quanto esposto nella sua presa di posizione del 
23 febbraio precedente, esso ha chiesto che lo stesso venga respinto. 
Il DFF ha pure comunicato la rinuncia da parte dell'AFD al deposito di 
una presa di posizione separata.

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, 
più oltre.

Diritto:

1.

1.1 La decisione impugnata è stata emessa dal DFF in  virtù dell'art. 
35 cpv. 1 della legge federale del 24 marzo 2000 sul personale fede-
rale (LPers; 172.220.1) e dell'art. 110 lett. a dell'ordinanza federale del 
3 luglio 2001 sul personale federale (OPers; RS 172.220.111.3). Il Tri-
bunale amministrativo federale è competente a statuire sul ricorso in-
terposto contro tale decisione in virtù degli art. 1, 31 segg. della legge 
federale  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale 
(LTAF; RS 173.32) in relazione con l'art. 36 cpv. 1 LPers.

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1.2  Fatta eccezione per quanto direttamente prescritto dalla LTAF co-
me pure da normative speciali (art. 37 LTAF, art. 2 e art. 4 della legge 
federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa [PA; RS 
172.021]), la procedura soggiace alla PA.

1.3 Come già constatato con decisione incidentale del 18 marzo 2009, 
in quanto destinatario della decisione impugnata, che rigetta il ricorso 
da lui interposto contro la decisione disciplinare del 28 novembre 2008 
dell'AFD, il ricorrente ha qualità per ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA). 

1.4 Essendo la decisione del DFF stata impugnata con atto tempesti-
vo (art. 22 segg. PA, art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma e 
di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA), il ricorso è ricevibile in 
ordine e dev'essere esaminato nel merito. 

2.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti e l’inadeguatezza (art.49 PA). Ciò 
non di meno, se la decisione impugnata concerne la valutazione delle 
prestazioni di un impiegato, del rapporto di fiducia tra datore di lavoro 
e impiegato o  la responsabilità di assicurare una corretta esecuzione 
dei compiti di un'unità amministrativa, esso opera con una certa pru-
denza. In caso di dubbio, in simili fattispecie non sia scosta infatti dalla 
posizione assunta dall'autorità inferiore rispettivamente non sostituisce 
il proprio apprezzamento a quello di quest'ultima (decisione del Tribu-
nale amministrativo federale A-1781/2006 del 15 agosto 2007, consid. 
1.4;  ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER,  Prozessieren vor 
dem Bundesverwaltungsgericht, Basilea 2008, no. 2.160).

3.
Come visto, con decisione disciplinare del 28 novembre 2008, confer-
mata dal DFF il 2 febbraio 2009, l'AFD ha attribuito al ricorrente nuovi 
compiti.  Togliendogli  quelli  di  capoposto,  essa  lo  ha assegnato,  con 
effetto immediato, al Comando della Regione guardie di confine (...), 
nella funzione di caposervizio. Nel contempo, l'AFD lo ha quindi am-
monito a rispettare, in servizio e al di fuori di esso, l'ordinamento giuri-
dico, nonché a fornire le dovute prestazioni nel nuovo ambito di compi-
ti attribuitogli. 

Da parte sua, il ricorrente non concorda con le misure prese. Con atto 
dell'11 febbraio 2009, contestando di abusare di alcool, egli ripropone 

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le richieste presentate davanti al DFF, ovvero l'annullamento dei prov-
vedimenti ordinati e la loro sostituzione con un'ammonizione. Il ricor-
rente osserva di non avere violato nessun dovere professionale ai sen-
si dell'art. 25 LPers rispettivamente dell'art. 99 OPers. 

4.

4.1 Giusta l'art. 20 cpv. 1 LPers, gli impiegati svolgono con diligenza il 
lavoro loro impartito  e tutelano gli  interessi  della Confederazione,  ri-
spettivamente del datore di lavoro. Tra gli obblighi che secondo questa 
norma incombono agli impiegati, dottrina e giurisprudenza riconosco-
no anche quello di dimostrarsi degni della funzione ricoperta. Ciò vale 
sia in ambito professionale, sia in privato. Benché il dovere di fedeltà 
concerna in particolare il comportamento durante il servizio, neppure il 
comportamento al di fuori del servizio può infatti essere ignorato, se-
gnatamente quando esso può avere un effetto negativo sulla funzione 
esercitata, quindi sulla reputazione e la credibilità dell'amministrazione 
(DFT 99 Ib 129, consid. 2 segg.; decisione della Commissione di ricor-
so in materia di personale federale [CRP] del 2 luglio 1999 pubblicata 
in  Giurisprudenza delle  autorità  amministrative della  Confederazione 
[GAAC] 64.37,  consid. 2b;  ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, 
Allgemeines Verwaltungsrecht, 5. edizione, Zurigo 2006, no. 1578).

4.2 Riscontrata la  violazione di  obblighi  professionali  da parte di  un 
impiegato, il datore di lavoro può adottare le misure necessarie a ga-
rantire nuovamente il corretto adempimento dei suoi compiti. A tal pro-
posito la LPers distingue tra i casi in cui il comportamento dell'impie-
gato sia stato negligente e quelli in cui esso sia stato gravemente ne-
gligente o addirittura intenzionale (art. 25 LPers). Nei confronti  di  un 
impiegato negligente possono essere adottate le seguenti misure: l'av-
vertimento, l'ammonizione o la modificazione dell'ambito d'attività (art. 
25 cpv. 2 LPers; art. 99 cpv. 2 OPers). Se il comportamento tenuto ri-
sulta essere stato intenzionale o dev'essere considerato quale grave 
negligenza  dei  suoi  doveri,  possibili  sono  inoltre  riduzioni  salariali, 
multe, nonché modifiche della durata e del luogo di lavoro (art. 25 cpv. 
3 LPers, art. 99 cpv. 3 OPers).

4.3 Secondo  giurisprudenza,  la  gravità  delle  mancanze  riscontrate 
dev'essere valutata di caso in caso alla luce della funzione e dei com-
piti affidati all'impiegato oggetto di inchiesta disciplinare. In fattispecie 
in cui – a causa del ruolo ricoperto dal dipendente in questione – la fi-
ducia dell'opinione pubblica assume maggiore rilievo, giurisprudenza e 

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dottrina riconoscono all'autorità il diritto di tenere particolarmente con-
to di questo aspetto (DTF 101 Ia 298, consid. 6; PETER HÄNNI, Personal-
recht des Bundes, in: Heinrich Koller/Georg Müller/René Rhinow/Ulrich 
Zimmerli [curatori], Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, vol. I/2, 
2. edizione, Basilea 2004, no. 239). 

4.4 Ancorché vincolato al  rispetto del  principio della  proporzionalità, 
nella valutazione del comportamento del singolo e della misura neces-
saria, il datore di lavoro è investito di una grande libertà di apprezza-
mento (decisione della CRP del 6 gennaio 1995 pubblicata in GAAC 
61.25, consid. 3 segg.). 

4.5 Occorre infine rilevare che una condanna penale di un certo com-
portamento  non  esclude  la  possibilità  che,  sulla  base  dello  stesso, 
vengano prese misure anche a livello disciplinare. Al  contrario, essa 
costituisce una motivazione supplementare a procedere in tal  senso, 
segnatamente quando il comportamento in questione ha quale effetto 
di violare l'ordine disciplinare della cerchia di persone di cui fa parte 
anche il suo autore (DTF 97 I 831, consid. 2; decisione della CRP del 
6 gennaio 1995 pubblicata in GAAC 61.25, consid. 3).

5.
Nel caso in esame, oltre all'ammonimento, le misure disciplinari ordi-
nate dall'autorità di prima istanza e in seguito confermate dall'autorità 
inferiore comportano sia il cambio della funzione (da capoposto a ca-
poservizio) sia del luogo di lavoro (spostamento a [...]). 

L'adozione di simili misure nei confronti del ricorrente presuppone per-
tanto una violazione dei suoi obblighi professionali, che possa essere 
considerata almeno quale negligenza grave (cfr. successiva consid. 6). 
Le misure ordinate devono inoltre rispettare il principio della proporzio-
nalità (cfr. successiva consid. 7).

6.
A mente del ricorrente, egli non avrebbe violato nessun dovere profes-
sionale. Nel caso una violazione vi sia stata, ritiene che essa non sia 
stata da lui compiuta né intenzionalmente né con negligenza grave. 

Il DFF è per contro di altro avviso. Esso non solo conferma una viola-
zione dei doveri professionali da parte del ricorrente; rileva in aggiunta 
che il carattere negligente degli atti da lui compiuti sarebbe da consi-
derare grave alla luce della posizione di elevata responsabilità ricoper-

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ta e delle competenze che la legge assegna al corpo delle guardie di 
confine. Il forte consumo di alcool constatato il 5 febbraio 2008, non-
ché l'utilizzo, in quello stato, di un veicolo avrebbero messo in discus-
sione la sua idoneità a svolgere la funzione di capoposto, ovvero di più 
alto rappresentante del corpo delle guardie di confine a livello regiona-
le. 

La conclusione del DFF è condivisa anche dallo scrivente Tribunale. Al 
momento in cui sono accaduti i fatti che gli vengono rimproverati, il ri-
corrente ricopriva infatti un ruolo rispettivamente un grado importante 
all'interno del corpo delle guardie di confine che, oltre a precisi doveri 
di conduzione nei confronti dei suoi collaboratori, comportava respon-
sabilità che toccavano più ambiti.

Tra essi, vi era anche quello della polizia stradale. A norma dell'art. 4 
dell'ordinanza federale del 28 marzo 2007 sul controllo della circola-
zione stradale (OCCS; RS 741.013) egli aveva infatti il diritto rispettiva-
mente l'obbligo di  eseguire o far eseguire una serie di  controlli  – ivi 
compreso  quello  dello  stato  del  conducente  –  (art.  4  cpv. 2  OCCS) 
quindi di ordinare precise misure – tra cui quella del divieto di continu-
are la corsa – (art. 4 cpv. 3 OCCS), incarichi e responsabilità che risul-
tano oggettivamente in forte contrasto col comportamento da lui tenuto 
la sera del 5 febbraio 2008. 

Già solo per questo motivo, la constatazione dell'autorità inferiore se-
condo cui il comportamento rimproverato al ricorrente – riconducibile a 
fatti  avvenuti  al  di  fuori  dell'ambito  lavorativo  ma altrettanto  rilevanti 
nell'ottica del rispetto dell'art. 20 cpv. 1 LPers e per altro già sanzionati 
anche a livello penale – costituirebbe una grave violazione dei suoi do-
veri  professionali,  dev'essere  qui  confermata  (al  riguardo  cfr.  le  già 
menzionate DTF 99 Ib 129, consid. 2 segg.; decisione della CRP del 2 
giugno 1999 pubblicata in GAAC 64.37, consid. 2b; TOBIAS JAAG/GEORG 
MÜLLER/PIERRE TSCHANNEN,  Ausgewählte  Gebiete  des  Bundesverwal-
tungsrechts, 6. edizione, Basilea 2006, pag. 1 segg., 6). 

7.
Contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, la misura adottata a 
seguito della  violazione riscontrata dev'essere pure considerata pro-
porzionale.

A prescindere dalle buone prestazioni da lui sino a quel momento for-
nite, e che i suoi superiori rispettivamente il suo datore di lavoro gli ri-

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conoscono, il comportamento assunto dal ricorrente ha messo in effetti 
in discussione la sua idoneità a continuare a svolgere la funzione sin 
qui ricoperta non solo nei confronti del pubblico, ma anche quale su-
periore incaricato di fare eseguire i compiti descritti ai suoi collaborato-
ri (decisione della CRP del 6 gennaio 1995 pubblicata in GAAC 61.25, 
consid.  3;  decisione  della  CRP  del  12  febbraio  1996  pubblicata  in 
GAAC 61.26, consid. 11.b.bb), causando un pregiudizio agli  interessi 
del servizio sotto un duplice aspetto.

In questo senso – indipendentemente da una possibile resistenza del 
ricorrente  all'alcool  che  comunque  non  emerge  con  concretezza 
dall'incarto – l'adozione della misura del trasferimento disciplinare ri-
sulta essere adeguata rispettivamente necessaria al  ristabilimento di 
una situazione di  normalità in seno al  posto delle guardie di  confine 
cui  era  a  capo  e  proporzionata  in  rapporto  ai  differenti  interessi  in 
gioco (decisione della CRP del  6  gennaio 1995 pubblicata in  GAAC 
61.25, consid. 3; decisione della CRP del 12 febbraio 1996 pubblicata 
in 61.26, consid. 11). 

8.
In conclusione, per quanto severa – anche se parzialmente mitigata 
dal  fatto che egli  verrà mantenuto nella stessa classe di  stipendio e 
dall'autorizzazione concessagli  di  svolgere  il  50% del  suo lavoro  da 
casa (telelavoro) – la misura presa nei confronti del ricorrente non è 
affatto contraria al diritto applicabile, non può nemmeno essere consi-
derata frutto di un abuso del potere di apprezzamento conferito all'au-
torità inferiore o – per quanto verificabile anche in quest'ottica – inade-
guata.

Il ricorso presentato contro la decisione del 2 febbraio 2009 del DFF 
dev'essere pertanto respinto. 

9.
In base all'art. 34 cpv. 2 LPers rispettivamente all'art. 7 cpv. 3 del rego-
lamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  (TS-TAF;  RS 
173.320.2), non vengono prelevate spese né assegnate ripetibili.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non si prelevano spese.

3.
Non vengono assegnate ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (atto giudiziario)
- autorità di prima istanza (raccomandata)
- autorità inferiore (atto giudiziario)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Claudia Pasqualetto Péquignot Marco Savoldelli

Rimedi giuridici:

Le decisioni del Tribunale amministrativo federale in ambito di rapporti 
di lavoro di diritto pubblico possono essere impugnate davanti al Tribu-
nale federale entro trenta giorni dalla loro notificazione, a condizione 
che concernano controversie sulla parità tra i sessi oppure controver-
sie di carattere patrimoniale il cui valore litigioso sia pari almeno a fr. 
15'000.-- rispettivamente – se ciò non è il caso – nelle quali si ponga 
una questione di  diritto di importanza fondamentale (art. 83 lett. g in 
relazione con l'art. 85 della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tri-
bunale federale [LTF; RS 173.110]). Gli atti scritti devono essere redatti 
in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione 
dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in 
possesso della parte ricorrente – i  documenti  indicati  come mezzi di 
prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 
Data di spedizione: 

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