# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 35ebc2e2-0953-50c6-af42-aae4b2aa4a27
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-12-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.12.2010 30.2010.22
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2010-22_2010-12-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2010.22

   

  TB

  	
  Lugano

  22 dicembre 2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 settembre 2010
di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 10
  settembre 2010 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1  
  

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                                  A.   Con
decisione del 17 agosto 2010 (doc. A2) la Cassa CO 1 ha fissato gli interessi
di mora dovuti dalla ditta RI 1 di __________ per il ritardo nel pagamento del
saldo dei contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD/AF per il periodo dal 1° gennaio
2009 al 31 dicembre 2009, chiedendo all'assicurata il versamento di Fr. 349,50.

 

                                  B.   L'assicurata
si è opposta il 20 agosto 2010 (doc. A4), affermando di avere ricevuto solo il
15 marzo 2010 la chiusura conto del 25 gennaio 2010 con cui l'amministrazione
le chiedeva il versamento, a saldo, della somma di Fr. 48'394,40 per contributi
paritetici.

Pertanto, l'avvenuto
immediato pagamento del conguaglio, che è stato accreditato sul conto della
Cassa il 17 seguente, è tempestivo e quindi nessun interesse di mora è dovuto.

 

                                  C.   Il
10 settembre 2010 (doc. A1) la Cassa di compensazione ha emesso una decisione
su opposizione, con cui ha respinto l'opposizione della ditta e ha confermato
l'obbligo di dovere degli interessi di ritardo ex art. 41bis cpv. 1 lett. c
OAVS, visto che il conguaglio di Fr. 48'394,40 sui contributi paritetici dell'anno
2009 le è stato accreditato soltanto il 17 marzo 2010, mentre la fattura del 25
gennaio 2010 doveva essere saldata entro 30 giorni, ovvero entro il 24 febbraio
 2010. L'amministrazione ha quindi confermato la correttezza nel doverle Fr.
349,50 di interessi di mora.

 

                                  D.   Il
13 settembre 2010 (doc. I) la RI 1 ha formulato ricorso al TCA, contestando il principio stesso dell'addebito
di interessi di mora, giacché essa ha ricevuto il conteggio di chiusura conto
2009 del 25 gennaio 2010 soltanto il 15 marzo 2010 e, peraltro, ha proceduto
immediatamente a saldarne l'importo anziché attendere i trenta giorni di tempo
concessi. La ricorrente rimprovera alla Cassa di non avere apportato la prova
di quando l'assicurata avrebbe ricevuto il conteggio e nemmeno la prova della
data dell'effettivo invio della fattura del 25 gennaio 2010, motivo per cui
l'addebito di interessi di mora da questo momento non è giustificato, avendo
ricevuto la fattura soltanto il 15 marzo 2010 ed essendo quindi impossibile
rispettare il termine del 24 febbraio 2010. L'insorgente ha chiesto l'annullamento della richiesta di pagamento di Fr. 349,50.

 

                                  E.   Con
risposta del 27 settembre 2010 (doc. III) l'amministrazione ha ribadito integralmente il contenuto della
decisione impugnata. La Cassa di compensazione ha poi osservato che ciò che
l'assicurata sostiene di avere ricevuto il 15 marzo 2010 non è la fattura del
25 gennaio 2010, bensì la diffida di pagamento del 10 marzo 2010 (doc. 3) a
seguito del mancato pagamento della fattura di chiusura conto 2009. Ad ogni
buon conto, al ricevimento di questa diffida la debitrice avrebbe potuto e
dovuto contattare l'amministrazione per segnalare il mancato ricevimento della
fattura del 25 gennaio 2010. La ricorrente è pertanto tenuta al versamento
degli interessi di mora ex art. 41bis cpv. 1 lett. c OAVS.

 

                                  F.   Il
29 settembre 2010 (doc. V) l'insorgente ha ribadito che il 15 marzo 2010 ha ricevuto la fattura del 25 gennaio 2010, mentre la diffida del 10 marzo 2010, di cui nemmeno
sapeva l'esistenza, non l'ha mai ricevuta. Spetta alla Cassa provarne la ricezione.

L'amministrazione ha ribadito che la fattura
di conguaglio è stata spedita il 25 gennaio 2010 e non avendo ricevuto il
pagamento richiesto entro il 24 febbraio seguente, ha diffidato il 10 marzo
2010 la società a onorare la fattura del 25 gennaio 2010. Secondo la Cassa di
compensazione, poi, la prova della notifica di un invio può risultare anche da
altri indizi, che essa ha esposto nel suo scritto e di cui si dirà nel proseguo
del giudizio (doc. VII).

 

La ricorrente ha
contestato che la fattura del conguaglio sia stata spedita il 25 gennaio 2010
dato che l'ha ricevuta soltanto il 15 marzo 2010, come pure ha negato di avere
ricevuto la diffida di pagamento, che la Cassa peraltro sostiene le sia pervenuta
il 15 marzo 2010. Per l'insorgente, infatti, essendo stata inviata per posta semplice
la prova della ricezione è impossibile (doc. IX).

 

L'amministrazione non
ha formulato nuove osservazioni (doc. X).

 

 

considerato                    in
diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria (STF H 180/06
del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003).

 

nel merito

 

                                   2.   Secondo
l'art. 14 cpv. 1 LAVS, i contributi del reddito proveniente da un'attività lucrativa
dipendente sono dedotti da ogni paga, e devono essere versati periodicamente
dal datore di lavoro insieme al suo contributo.

L'art. 14 cpv. 2 LAVS
prevede che i contributi del reddito proveniente da un'attività lucrativa
indipendente, i contributi degli assicurati che non esercitano un'attività lucrativa
e quelli degli assicurati i cui datori di lavoro non sono soggetti all'obbligo
di pagare i contributi devono essere stabiliti e versati periodicamente. Il
Consiglio federale fissa i periodi di calcolo e di contribuzione.

Per l'art. 14 cpv. 3 LAVS se, nonostante diffida,
una persona tenuta al pagamento dei contributi non dà le indicazioni necessarie
per il calcolo di essi, questi sono stabiliti mediante tassazione d'ufficio.

Giusta l'art. 14 cpv.
4 LAVS, il Consiglio federale emana prescrizioni sui termini di pagamento dei
contributi (lett. a), sulla procedura di diffida e di tassazione d'ufficio
(lett. b), sul pagamento dei contributi arretrati e la restituzione di quelli
pagati in troppo (lett. c), sul condono del pagamento di contributi arretrati
(lett. d) e sulla riscossione di interessi di mora e il pagamento di interessi
rimunerativi (lett. e).

 

A quest'ultimo proposito va osservato che con l'entrata in vigore della LPGA, la lettera e
dell'art. 14 cpv. 4 LAVS
relativa alla riscossione di interessi di mora ed il pagamento di interessi rimunerativi
è stata abrogata. Dal 1° gennaio 2003 gli interessi di mora sulle prestazioni
sono retti dall'art. 26 LPGA e
quindi dagli artt. 6 e 7 OPGA (STF 9C_632/2007 del 26 settembre 2008, STF
9C_738/2007 del 29 agosto 2008).

 

A norma dell'art. 36
cpv. 1 OAVS i conteggi dei datori di lavoro contengono le indicazioni
necessarie per la registrazione dei contributi e la loro iscrizione nel conto individuale.

L'art. 36 cpv. 2 OAVS
prevede che i datori di lavoro devono conteggiare i salari entro 30 giorni dal
termine del periodo di conteggio. Il periodo di conteggio comprende l'anno
civile. Qualora i contributi siano pagati conformemente all'articolo 35 capoverso
3, il periodo di conteggio corrisponde al periodo di pagamento (art. 36 cpv. 3
OAVS).

La Cassa di
compensazione, basandosi sul conteggio, procede alla compensazione fra i
contributi d'acconto pagati e i contributi effettivamente dovuti. I
contributi scoperti vanno pagati entro 30 giorni a contare dalla fatturazione.
I contributi eccedenti vengono restituiti o compensati dalla cassa di
compensazione (art. 36 cpv. 4 OAVS).

 

Giusta l'art. 41bis
cpv. 1 OAVS devono pagare gli interessi di mora:

 

                                         a.   di regola, le persone
tenute a pagare i contributi, sui contributi che non pagano entro 30 giorni dal
termine del periodo di pagamento, a partire da tale termine;

 

                                         b.   le persone tenute a
pagare i contributi, sui contributi reclamati per gli anni civili passati, a
partire dal 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile per il quale i contributi
sono dovuti;

 

                                         c.   i datori di lavoro,
sui contributi salariali da compensare che non pagano entro 30 giorni dalla fatturazione
da parte della cassa di compensazione, a partire da tale fatturazione;

 

                                         d.   i datori di lavoro,
sui contributi da compensare per i quali non presentano un regolare conteggio
entro 30 giorni dal termine del periodo di contribuzione, a partire dal 1°
gennaio dopo tale termine;

 

                                         e.   le persone che
esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che non esercitano
un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non sono obbligati a
pagare i contributi, sui contributi personali da compensare che non pagano entro
30 giorni dalla fatturazione da parte della cassa di compensazione, a partire
da tale fatturazione;

 

                                         f.    le persone che
esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che non esercitano
un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non sono obbligati a
pagare i contributi, sui contributi da compensare, qualora i contributi
d'acconto siano almeno il 25 per cento inferiori ai contributi effettivamente dovuti
e non vengano versati fino al 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile
seguente l'anno di contribuzione, a partire dal 1° gennaio dopo tale termine.

 

In virtù dell'art. 42
cpv. 1 OAVS, i contributi sono considerati pagati con la ricezione del
pagamento da parte della Cassa di compensazione. Il tasso per gli interessi di
mora e per gli interessi compensativi è del 5 per cento all'anno (art. 42 cpv.
2 OAVS).

Gli interessi sono
calcolati in giorni. I mesi interi sono calcolati come 30 giorni (art. 42 cpv.
3 OAVS; STFA H 148/03 del 10 novembre 2003).

 

A proposito degli
articoli riguardanti gli interessi di mora, va ricordato che le Disposizioni
finali della modifica del 1° marzo 2000 prevedono espressamente che a partire
dalla loro entrata in vigore (ossia dal 1° gennaio 2001), gli artt. 41bis cpv. 1
lett. a-e e cpv. 2, 41ter e 42 OAVS si applicano a tutti i contributi
ancora da pagare o da restituire (cpv. 4).

Per contro, l'art. 41bis cpv. 1 lett. f vale solamente
per i contributi che sono dovuti dopo la sua entrata in vigore (cpv. 5).

Con quest'ultima norma si è voluto così evitare che
la nuova regolamentazione avesse delle conseguenze imprevedibili per l'assicurato (Pratique VSI 2000 pag. 137).

Infine, le
summenzionate disposizioni sono pure applicabili agli altri contributi sociali
sulla base di specifiche normative che rinviano espressamente, in materia di
calcolo rispettivamente di riscossione dei relativi contributi, alla LAVS. Ciò
è previsto per l'assicurazione per l'invalidità (art. 3 LAI ed art. 1 OAI), per
l'assicurazione indennità per perdita di guadagno (art. 27 cpv. 2 IPG, art. 27
cpv. 3 LIPG ed art. 42 OIPG), per gli assegni di famiglia (art. 47 LAF
ticinese, art. 63 cpv. 4 LAVS) e per le spese amministrative prelevate su
questi contributi (art. 69 cpv. 1 LAVS, art. 157 OAVS). Si vedano inoltre i NN.
4009, 4010 e 4011 CIM.

 

                                   3.   Nel
caso in esame, con fattura del 25 gennaio 2010 (doc. A6) la Cassa di compensazione
ha chiesto alla SA ricorrente il pagamento di Fr. 48'394,40 quali contributi
paritetici AVS/AI/IPG/ AD/AF, indicando che tale importo doveva essere versato
entro 30 giorni.

Questo ammontare è
stato accreditato sul conto della convenuta il 17 marzo 2010 (doc. A7), quindi
oltre il termine impartito che scadeva invero il 24 febbraio 2010. Di
conseguenza, il ritardo che ne è derivato ha generato a carico dell'insorgente degli
interessi di mora di Fr. 349,50 sul capitale dovuto.

L'assicurata contesta il
principio stesso di dovere degli interessi di ritardo, sostenendo di avere
ricevuto la fattura del 25 gennaio 2010 soltanto il 15 marzo 2010 e di avere
immediatamente versato i contributi paritetici dovuti. Avendo spedito la
fattura del conguaglio per posta semplice, la Cassa di compensazione non può però
provare né quando l'ha spedita né quando la SA l'ha ricevuta, motivo per cui
non spetta all'insorgente sopportare le conseguenze di questo invio giunto
tardivamente a destinazione.

 

Occorre dunque
verificare se la fattura del 25 gennaio 2010 sia effettivamente stata ricevuta
dalla ricorrente il 15 marzo 2010 e se quest'ultima sia ugualmente tenuta al
pagamento di interessi di mora sul conguaglio dei contributi paritetici per
l'anno 2009.

 

                                   4.   Secondo
costante giurisprudenza (da ultimo: STF 9C_1042/2009 dl 7 settembre 2010,
consid. 5.9; STF H 60/06 del 3 maggio 2007, consid. 3), l'onere della prova
circa l'atto e il momento della notifica di una decisione amministrativa
incombe, di principio, all'autorità che intende trarne conseguenze giuridiche e
la circostanza deve perlomeno essere stabilita con il grado della verosimiglianza
preponderante richiesto in materia di assicurazioni sociali (DTF 124 V 400 consid.
2b pag. 402; 121 V 5 consid. 3b pag. 6; cfr. pure Donzallaz, op. cit., n. 1263
segg.). L'autorità sopporta pertanto le conseguenze dell'assenza di prova nel
senso che se la notifica o la sua data sono contestate e se esistono
effettivamente dubbi a tale proposito, ci si baserà sulle dichiarazioni del
destinatario dell'invio (DTF 129 I 8 consid. 2.2 pag. 10; 124 V 400 consid. 2a
pag. 402 con riferimenti).

La spedizione con la posta
normale non consente in genere di stabilire se la comunicazione sia
pervenuta al destinatario; la semplice presenza nel fascicolo della copia
dell'invio non è sufficiente per dimostrare che tale lettera sia stata
effettivamente spedita e ricevuta (DTF 101 Ia 7 consid. 1 pag. 8). Tuttavia, la
prova della notifica di un atto può risultare da altri indizi o dall'insieme
delle circostanze, quali la mancata protesta da parte di una persona che riceve
dei richiami (cfr. DTF 105 III 43 consid. 3 pag. 46).

 

La prova della
notifica di un atto, che deve essere determinata almeno con il grado della
verosimiglianza preponderante richiesto in materia di assicurazioni sociali (DTF 124 V 400 consid.
2b pag. 402; 121 V 5 consid. 3 pag.
6), può tuttavia risultare dall'insieme delle circostanze o da altri indizi (DTF 105 III 43 consid.
3 pag. 46; DLA 2000 no. 25 pag. 121).

 

Nella predetta
sentenza 9C_1042/2009, al consid. 5.8 l'Alta Corte ha pure rammentato che dal
momento che la corretta notifica dell'atto non è avvenuta o comunque non ha
potuto essere dimostrata, esso non poteva esplicare effetti giuridici negativi
nei confronti del ricorrente (cfr. DTF 124 V 47, 120 Ia 1 consid. 4b pag. 8;
100 Ib 75; sentenze 2D_136/2007 del 19 giugno 2008 consid. 3.2, 2P.304/2005 del
14 marzo 2006, in RDAT 2007-I pag. 342, e 2P.83/2002 del 24 giugno 2003 consid.
2.3).

 

                                   5.   Il
Tribunale rileva che la comunicazione di chiusura conto del 25 gennaio 2010 che
la Cassa di compensazione ha inviato alla società ricorrente, che indica i
contributi paritetici totali dovuti ed i versamenti già effettuati, ossia il
conguaglio ancora da versare, per stessa ammissione dell'amministrazione (doc.
VII) è stata spedita alle RI 1 per posta semplice e non per invio
raccomandato.

Questo conguaglio, ha
precisato la Cassa di compensazione, faceva seguito alla trasmissione della
distinta dei salari per l'anno 2009, che le è pervenuta il 5 gennaio 2010. Pertanto,
la ricorrente poteva e doveva attendersi di ricevere il conteggio di chiusura.

L'amministrazione ha
inoltre osservato che la società debitrice non ha nemmeno protestato quando si
è vista recapitare soltanto il 15 marzo 2010 la fattura del 25 gennaio 2010,
oltretutto dopo l'invio della diffida del 10 marzo 2010.

La resistente ha poi
rilevato che, fino ad ora, le polizze degli acconti mensili dei contributi da
pagare sono sempre state ricevute dalla ricorrente e quest'ultima le ha sempre saldate
per tempo (doc. VII).

 

Come visto, l'onere
della prova di un invio spetta all'autorità che intende trarne una conseguenza
giuridica. Evidentemente, però, in specie il mittente è impossibilitato a
determinare l'effettiva ricezione
da parte del destinatario del conguaglio del 25 gennaio 2010, poiché è stato
inviato per posta semplice.

 

Vero è che altri
indizi possono concorrere a comprovare il momento esatto dell'invio
rispettivamente della ricezione di un atto. Tuttavia, d'avviso di questo
Tribunale, l'affermazione della Cassa secondo cui la ricorrente non ha
protestato di avere ricevuto la diffida di pagamento senza però avere ricevuto
la fattura di pagamento del conguaglio, non può essere qui tutelata. Non va infatti
dimenticato che l'insorgente ha affermato di non avere ricevuto nemmeno la
diffida di pagamento del 10 marzo 2010, perciò non poteva lamentarsi di avere
ricevuto prima il richiamo della fattura originale. Anche in tal caso,
peraltro, visto che tale diffida è stata inviata per posta semplice non è
possibile per il mittente comprovarne l'invio rispettivamente la notifica alla
SA ricorrente.

 

Va inoltre osservato
che non è difendibile la tesi secondo cui l'insorgente era tenuta ad attendersi
di ricevere il conteggio di chiusura per l'anno 2009, visto che ad inizio
gennaio 2010 ha trasmesso alla Cassa la distinta dei salari per l'anno 2009.

Infatti, con sentenza
9C_590/2010 del 14 ottobre 2010, il Tribunale federale ha rammentato come colui
che, pendente una procedura o dovendo comunque attendersi con una certa verosimiglianza
una comunicazione ufficiale, si allontana per un certo lasso di tempo dal luogo
in cui ha comunicato l'indirizzo alle autorità, omettendo di prendere i
provvedimenti necessari affinché gli invii postali provenienti da tale recapito
gli siano stati rimessi, o comunque d'informare le stesse autorità sul luogo
dove può essere raggiunto, o ancora di designare un rappresentante abilitato ad
agire in suo nome, non può prevalersi della sua assenza presso l'indirizzo noto
all'autorità al momento del tentativo di notifica di un siffatto atto (DTF 119
V 89 consid. 4b/aa pag. 94 e riferimenti).

 

Nella fattispecie, è
vero che la ricorrente doveva attendersi una comunicazione ufficiale sotto
forma di richiesta di conguaglio dei contributi paritetici dovuti nel 2009.

Ciò non significa però
ancora che le sia attribuibile una colpa per non avere ricevuto lo scritto del
25 gennaio 2010 nei giorni seguenti la spedizione, giacché le è stato inviato
per posta semplice ed in tal caso, occorre ribadirlo, l'onere della prova
della spedizione spetta unicamente al mittente.

 

Anche la circostanza
che la ricorrente avrebbe sempre ricevuto le polizze per gli acconti mensili
non è significativo del fatto che non abbia invece ricevuto tempestivamente la
polizza per il conguaglio 2009. D'altronde, come ha rilevato l'amministrazione
stessa, nel periodo gennaio-marzo 2010 ha inviato circa 20'000 conguagli. È quindi possibile che vi sia stato un errore postale, che non deve ora ricadere
sulla società ricorrente.

 

Da quanto precede
discende che in concreto occorre dunque basarsi sulla dichiarazione
dell'insorgente, la quale ha affermato di avere ricevuto la fattura del
conguaglio del 25 gennaio 2010 soltanto il 15 marzo 2010 e di non avere nemmeno
mai ricevuto la diffida di pagamento del 10 marzo 2010, di cui ha saputo l'esistenza
soltanto pendente causa.

Peraltro, se avesse
ricevuto la diffida avrebbe dovuto eseguire il pagamento del conguaglio
aumentato di Fr. 200.- quale tassa di diffida, mentre l'accredito del 17 marzo
2010 sul conto della Cassa di compensazione corrisponde all'importo del
conguaglio.

 

                                   6.   A
questo proposito, rilevato che la richiesta di conguaglio del 25 gennaio 2010
debba dunque essere ritenuto come pervenuta alla debitrice dei contributi
paritetici soltanto il 15 marzo 2010, considerato come il pagamento della somma
dovuta sia stato accreditato due giorni dopo sul conto della Cassa di compensazione,
questo Tribunale deve ritenere come abbondantemente rispettato il termine legale
di 30 giorni previsto per fare fronte al saldo dei contributi dovuti (art. 36 cpv.
4 OAVS).

Di conseguenza, l'art.
41bis cpv. 1 lett. c OAVS non deve essere qui applicato in assenza di un
ritardo nel pagamento dei contributi imputabile all'assicurata. Sul pagamento
del conguaglio dei contributi del 2009 la ricorrente non deve pertanto versare alcun
interesse di ritardo. La somma di Fr. 349,50 non è così dovuta.

 

                                   7.   Stanti
così le cose, il ricorso deve essere accolto e la decisione impugnata annullata.

 

Malgrado sia vincente
in causa, alla società ricorrente non vanno attribuite ripetibili siccome non è
patrocinata (art. 61 lett. g LPGA).

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto.

 

                                    §   La
decisione impugnata è annullata.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Non si attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Gianluca
Menghetti