# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6ecd4140-57ab-5901-82b3-6ab2409a20b3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-02-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.02.2021 38.2020.65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2020-65_2021-02-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  38.2020.65

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  8 febbraio 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 novembre 2020 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 5 ottobre 2020 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Il 4 maggio 2020 la Sezione
del lavoro ha sollevato opposizione parziale sul preannuncio di lavoro ridotto
del 17 marzo 2020 dell’RI 1 e ha riconosciuto alla ditta il diritto alle
indennità per lavoro ridotto dal 17 marzo al 16 settembre 2020 (cfr. doc. 48).

 

                               1.2.   Con decisione su opposizione
del 5 ottobre 2020 la Cassa CO 1 (in seguito: Cassa) ha confermato la decisione
del 16 giugno 2020 (cfr. doc. 28) con la quale ha negato all’RI 1 il diritto ad
indennità per lavoro ridotto a favore di __________ per il mese di giugno 2020,
argomentando:

 

" (…)

1.    Come indicato in
precedenza per il periodo marzo - maggio 2020 le persone con posizione analoga
a quella di un datore di lavoro hanno, grazie all'ordinanza citata, delle
indennità per lavoro ridotto.

(…)

3.   La procedura
per l'ottenimento delle indennità per orario ridotto consiste nel chiedere l'approvazione
al Servizio Cantonale e in seguito richiedere le indennità alla cassa
prescelta. 

4.   Il servizio
cantonale indirizza una copia della sua decisione alla cassa designata dal
datore di lavoro, la quale verifica se gli altri presupposti del diritto
all'indennità sono adempiuti e se l'indennità è stata calcolata correttamente.
In particolare verifica se i lavoratori interessati adempiono i presupposti
richiesti per il versamento dell'ILR. 

      Prassi LADI G18 

5.   Quindi,
indipendentemente dal periodo accordato dal Servizio Cantonale, la Cassa deve esaminare
se tutti i lavoratori hanno diritto alle indennità per lavoro ridotto. 

6.   Nel caso in
esame, __________, come socia e gerente con firma individuale e una quota di 19
azioni su 20, a decorrere dal 01.06.2020 non può più beneficiare delle indennità
per lavoro ridotto.” (Doc. A)

 

                               1.3.   Contro la decisione su
opposizione __________ ha inoltrato una “opposizione” (Doc. I), nella quale si
è così espressa:

 

" (…) nel
punto “In diritto” 3. Art. 5 OADI, art. 34 cpv. 1 e 2 LADI per le seguenti
persone è previsto, versato importo forfettario di 3'320 franchi … ecc…

È previsto questo versamento ma, non ci è mai stato concesso né
versato.

Stiamo interpellando un legale per fare chiarezza perché molte
altre SAGL con posizione analoga al datore di lavoro stanno ricevendo ancora
gli aiuti mentre a noi sono stati tolti e rifiutati!

Da notare che quelle SAGL stanno lavorando a pieno ritmo, come
parrucchieri, fisioterapisti e altri settori che conosco personalmente.

Molti di questo sono frontalieri.

Io come svizzera cittadina che risiedo e pago le tasse qui mi
viene negato ogni/qualsiasi aiuto nemmeno la disoccupazione.

Verrà contattato dal nostro legale.” (Doc. Ibis)

 

                               1.4.   Nella sua risposta del 30
novembre 2020 la Cassa propone di respingere il ricorso rinviando alle
motivazioni della decisione su opposizione e precisando che “il diritto alle
indennità di disoccupazione è stata negato non all’intera azienda ma a __________
in quanto persona con posizione analoga.” (Doc. III).

 

                               1.5.   Il 1° dicembre 2020 il TCA ha
assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri
mezzi di prova (cfr. doc. IV). Le parti sono rimaste silenti.

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   L’art. 31 cpv. 3 LADI prevede
che non hanno diritto all’indennità per lavoro ridotto:

 

a.    i lavoratori, la
cui perdita di lavoro non è determinabile o il cui tempo di lavoro non è
sufficientemente controllabile;

b.    il coniuge del
datore di lavoro occupato nell’azienda di quest’ultimo;

c.    le persone che,
come soci, compartecipi finanziari o membri di un organo decisionale supremo
dell’azienda, determinano o possono influenzare risolutivamente le decisioni
del datore di lavoro, come anche i loro coniugi occupati nell’azienda.

 

                                         Nelle sentenze pubblicate
in SVR 1997 ALV Nr. 82, DTF 122 V 270 e DLA 1996/1997, Nr. 23, pag. 130, e in
SVR 1997 ALV Nr. 101, l’Alta Corte ha deciso che un dipendente membro del
consiglio di amministrazione di un’azienda gode ex lege (cfr. art. 716a-716b
del Codice delle obbligazioni) di un notevole potere decisionale ai sensi
dell’art. 31 cpv. 3 lett. c LADI.

 

                                         Per un membro del
consiglio di amministrazione il diritto alle prestazioni è escluso senza che
sia necessario determinare più concretamente le responsabilità da lui
esercitate all'interno della società (cfr. STF 8C_163/2016 del 17 ottobre 2016;
STF 8C_172/2013 del 23 gennaio 2014; STF C 160/05 del 24 gennaio 2006; STF C
102/04 del 15 giugno 2005).

 

                                         In una sentenza
8C_279/2010 del 8 giugno 2010 il Tribunale federale ha sviluppato su questi
temi le seguenti considerazioni:

 

" (…) Il
primo giudice ha infine correttamente precisato che per stabilire se un
impiegato possa esercitare un influsso considerevole ai sensi dell'art. 31 cpv.
3 lett. c LADI (e, quindi, dell'art. 51 cpv. 2 LADI), deve essere esaminato di
quali poteri decisionali egli disponga concretamente sulla base della struttura
aziendale interna, non essendo per contro determinanti i soli criteri formali.
Segnatamente, non è ammissibile negare, in modo generico, il diritto alle
indennità a lavoratori esercitanti mansioni dirigenziali per il solo fatto che
essi detengono una procura o un altro mandato commerciale e sono iscritti nel
registro di commercio. D'altro canto però, possono di principio vedersi
rifiutare le prestazioni anche salariati che non fruiscono formalmente di un diritto
di firma e non figurano a registro di commercio, ma che in realtà partecipano
in modo decisivo alla formazione della volontà sociale (DTF 120 V 525 consid.
3b e riferimenti). 

Da questa regola la giurisprudenza ha escluso solo i membri del
consiglio d'amministrazione che collaborano nell'azienda, per il motivo che la
legge conferisce a tale organo esecutivo attribuzioni, in parte inalienabili,
che per definizione comportano la facoltà di influire in modo diretto sulle
decisioni del datore di lavoro, foss'anche solo nella forma della suprema
direzione o dell'alta vigilanza sugli incaricati della gestione (art. 716-716b
CO). Di conseguenza, l'appartenenza di un salariato al consiglio
d'amministrazione è una circostanza che lo esclude automaticamente, giusta
l'art. 31 cpv. 3 lett. c LADI, dal diritto all'indennità per lavoro ridotto (e,
quindi, anche d'insolvenza), senza che nemmeno occorra esperire ulteriori
accertamenti ai sensi della dianzi citata giurisprudenza in DTF 120 V 525 con
riferimento alla concreta posizione dell'interessato in seno all'azienda (DTF 122 V 273 consid.
3; DLA 2004 no. 21 pag. 198 consid. 3.2 [C 113/03]).

 

3.

Come già rilevato dal primo giudice, nella fattispecie in esame è
pacifico che la ricorrente ha ricoperto, dal 3 dicembre 2007 al 6 maggio 2008,
la carica di membro del consiglio di amministrazione della A.________ SA. Ne
discende che deve essere esclusa, giusta l'art. 51 cpv. 2 LADI e la
giurisprudenza menzionata, dalle chieste prestazioni, di modo che a ragione la
precedente istanza ha confermato il provvedimento amministrativo di diniego.
(…)"

 

                                         Lo scopo
della giurisprudenza sviluppata in DTF 123 V 234 non è unicamente quello di
sanzionare il caso di abuso effettivo, ma anche quello di prevenire il rischio
di un simile abuso che è insito nel pagamento di indennità di disoccupazione in
favore di persone che rivestono una posizione professionale paragonabile a
quella di un datore di lavoro o in favore dei loro coniugi (cfr. STF
8C_150/2007 del 3 gennaio 2008 consid. 4.3.; STF C 292/05 del 16 febbraio 2007
consid. 3; DLA 2003 N. 22 pag. 240).

 

                                         Questo
principio è stato riconfermato in una sentenza 8C_163/2016 del 17 ottobre 2016,
nella quale il Tribunale federale ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…)

4.2. Dans plusieurs
arrêts (en dernier lieu l'arrêt 8C_295/2014 du 7 avril 2015 consid. 4), le
Tribunal fédéral a rappelé les motifs qui ont présidé au développement de cette
jurisprudence. Pour des raisons de conflits d'intérêts évidents, la loi exclut
du cercle des bénéficiaires de l'indemnité en cas de réduction de travail les
personnes qui occupent dans l'entreprise une position dirigeante leur
permettant de déterminer elles-mêmes l'ampleur de la diminution de leur
activité (cf. art. 31 al. 3 let. c LACI [RS 837.0]). Il en va de même des
conjoints de ces personnes qui travaillent dans l'entreprise. Dans l'arrêt ATF
123 V 234, le Tribunal fédéral a identifié un
risque de contournement de cette clause d'exclusion lorsque dans un contexte
économique difficile, ces mêmes personnes procèdent à leur propre licenciement
et revendiquent l'indemnité de chômage tout en conservant leurs liens avec
l'entreprise. Dans une telle configuration, en effet, il est toujours possible
pour elles de se faire réengager dans l'entreprise ultérieurement et d'en
reprendre les activités dans le cadre de son but social. La même chose vaut
pour le conjoint de la personne qui se trouve dans une position assimilable à
un employeur lorsque, bien que licencié par ladite entreprise, il conserve des
liens avec celle-ci au travers de sa situation de conjoint d'un dirigeant d'entreprise.
Cette possibilité d'un réengagement dans l'entreprise - même si elle est
seulement hypothétique et qu'elle découle d'une pure situation de fait -
justifie la négation du droit à l'indemnité de chômage. Ce droit peut toutefois
être reconnu lorsque le dirigeant démontre qu'il a coupé tous les liens qu'il
entretenait avec l'entreprise (en raison de la fermeture de celle-ci ou en cas
de démission de la fonction dirigeante) ou, s'agissant du conjoint licencié,
lorsque celui-ci a travaillé dans une autre entreprise que celle dans laquelle
son mari ou sa femme occupe une position assimilable à un employeur. Bien que
cette jurisprudence puisse paraître très sévère, il y a lieu de garder à
l'esprit que l'assurance-chômage n'a pas pour vocation à indemniser la perte ou
les fluctuations de gain liées à une activité indépendante mais uniquement la
perte de travail, déterminable et contrôlable, du travailleur ayant un simple
statut de salarié qui, à la différence de celui occupant une position
décisionnelle, n'a pas le pouvoir d'influencer la perte de travail qu'il subit
et pour laquelle il demande l'indemnité de chômage (sur l'ensemble de cette
problématique, voir BORIS RUBIN, Commentaire de la loi sur l'assurance-chômage,
2014, ad art. 10 n° 18 ss; également du même auteur, Droit à l'indemnité de
chômage des personnes occupant une position assimilable à celle d'un employeur,
in DTA 2013 n° 1, p. 1-12). (…)"

 

                                         Il rischio d’abuso non
esiste dunque più quando l’assicurato in questione dimostra di avere rotto ogni
legame con la ditta.

 

                                         Sempre secondo la
giurisprudenza federale la posizione di socio gerente di una Sagl (cfr. art.
809-818 CO) è equiparabile a quella di un membro del consiglio di
amministrazione di una SA (cfr. STF 8C_550/2020 del 21 dicembre 2020; STF
8C_622/2020 del 17 dicembre 2020; STF 8C_776/2011 del 14 novembre 2012; STF
8C_729/2014 del 18 novembre 2014; STF C 270/04 del 4 luglio 2005; STF C 37/02
del 22 novembre 2002 e STF C 71/01 del 30 agosto 2001; STF 8C_84/2008 del 3
marzo 2009, pubblicata in DLA 2009 N. 9 pag. 177; STCA 38.2013.51 del 23
gennaio 2014; in un altro contesto cfr. pure la STF 9C_424/2016 del 26 gennaio
2017).

                                      

                                         In una sentenza
8C_191/2014 del 4 giugno 2014 la nostra Massima Istanza ha stabilito, nel caso
di una piccola impresa Sagl creata principalmente per continuare a impiegare
l’assicurato in progetti di un’altra società, che può non essere sufficiente
cancellarsi dal registro di commercio come socio o dirigente della Sagl per
eludere quanto espresso nell’articolo 31 cpv. 3 lett. c LADI. L’assicurato in
quella fattispecie non aveva diritto alle indennità per lavoro ridotto poiché,
malgrado non rivestisse più una posizione ufficiale in seno alla Sagl, era
rimasto partecipe in modo determinante alle decisioni della Sagl nel senso di
una persona esercitante un’attività analoga a quella di un datore di lavoro. 

 

                                         Il Tribunale federale, con
giudizio 8C_401/2015 del 5 aprile 2016, pubblicato in DLA 2016 N. 5 pag. 132,
ha stabilito che a ragione era stata chiesta la restituzione d’indennità di
disoccupazione percepite, in quanto il ricorrente, anche se non era più
iscritto a RC quale socio e gerente della Sagl sua ex datrice di lavoro,
continuava a disporre di un potere decisionale che escludeva il diritto a
prestazioni LADI.

                                         L’Alta Corte ha, in
particolare, osservato che lo stretto legame di parentela tra l’interessato e
la madre a cui aveva ceduto la sua parte sociale ed era diventata l’unica socia
gerente costituiva un serio indizio che consentiva di ritenere che l’insorgente
occupava, per il tramite della madre, una posizione di fatto analoga a quella
di un datore di lavoro.

 

                               2.2.   Il 20 marzo 2020 il Consiglio
federale, sulla base dell’art. 185 cpv. 3 Cost. fed. (“Fondandosi direttamente sul
presente articolo, può emanare ordinanze e decisioni per far fronte a gravi
turbamenti, esistenti o imminenti, dell’ordine pubblico o della sicurezza
interna o esterna. La validità di tali ordinanze dev’essere limitata nel tempo”;
cfr. sul tema la STF 4A_180/2020 del 6 luglio 2020, consid. 4.4. pubblicata in
DTF 146 III 194 seg.) ha adottato l’Ordinanza sulle misure nel settore
dell’assicurazione contro la disoccupazione riguardo al coronavirus (COVID-19)
la quale, agli art. 1 e 2 prevede che:

 

" Art. 1

In deroga all’art. 31 capoverso 3 lettera b della legge federale
del 25 giugno 1982 sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI), il
coniuge o il partner registrato del datore di lavoro occupato nell’azienda di
quest’ultimo ha diritto all’indennità per lavoro ridotto.

 

Art. 2

In deroga all’art. 31 capoverso 3
lettera c LADI le persone che, come soci, compartecipi finanziari o membri di
un organo decisionale supremo dell’azienda, determinano o possono influenzare
risolutivamente le decisioni del datore di lavoro, come anche i loro coniugi o
partner registrati occupati nell’azienda hanno diritto all’indennità per lavoro
ridotto.”

 

                                         In deroga all’art. 34 cpv.
2 LADI, per le seguenti persone si tiene conto di un importo forfettario di 3’320
franchi come guadagno determinante per un’attività lucrativa a tempo pieno:

 

a.    il coniuge o il
partner registrato del datore di lavoro occupato nell’azienda di quest’ultimo;

b.    le persone che,
come soci, compartecipi finanziari o membri di un organo decisionale supremo
dell’azienda, determinano o possono influenzare risolutivamente le decisioni
del datore di lavoro, come anche i loro coniugi o partner registrati occupati
nell’azienda.

 

                                         L’art. 34 LADI ha il
seguente tenore:

 

" 1 L’indennità
per lavoro ridotto ammonta all’80 per cento della perdita di guadagno
computabile.

2 Determinante, fino al limite
massimo valido per il calcolo dei contributi (art. 3), è il salario, convenuto
contrattualmente, dell’ultimo periodo salariale prima dell’inizio del lavoro
ridotto. Sono compresi le indennità per vacanze e gli assegni contrattuali
periodici, purché non continuino ad essere versati durante il periodo di lavoro
ridotto o non costituiscano indennità per inconvenienti connessi al lavoro.1 È tenuto conto
degli aumenti salariali, convenuti mediante contratto collettivo di lavoro e
subentranti durante il periodo di lavoro ridotto.

3 Il Consiglio federale stabilisce
le basi di calcolo nel caso di oscillazioni rilevanti del salario.”

 

                                         L’art.
9 stabilisce che “la presente ordinanza entra retroattivamente in vigore
il 17 marzo 2020” (cpv.1) e che “fatto salvo l’articolo 8, si applica per un
periodo di sei mesi dalla data d’entrata in vigore” (cpv. 2) (cfr. RU 2020 877).

                                         

                                         L’entrata in vigore è
successivamente stata anticipata al 1° marzo 2020 (modifica dell’Ordinanza
dell’8 aprile 2020 in vigore dal 9 aprile 2020, cfr. RU 2020 1201).

 

                                         Attraverso
una modifica dell’Ordinanza del 20 maggio 2020, entrata in vigore il 1° giugno
2020, il Consiglio federale ha abrogato gli art. 1 e 2 qui sopra riprodotti
(cfr. RU 2020 1777).

 

                                         In questo contesto va
segnalato che il 14 maggio 2020 la Commissione della sicurezza sociale e della
sanità del Consiglio nazionale ha depositato una mozione, che il Consiglio
federale ha proposto di respingere, del seguente tenore:

 

" (…)

Testo depositato

Il Consiglio federale è incaricato
di modificare la legge sull'assicurazione contro la disoccupazione, in particolare
l'articolo 31 capoverso 3 lettera b, in modo tale che in un'azienda a
conduzione familiare (PMI) il coniuge del datore di lavoro occupato
nell'azienda di quest'ultimo abbia diritto a un'indennità di entità limitata
per lavoro ridotto dovuto a circostanze non imputabili al datore di lavoro
(caso di rigore ai sensi dell'art. 32 cpv. 3).

Una minoranza della Commissione
(Aeschi Thomas, Amaudruz, de Courten, Dobler, Glarner, Herzog Verena, Riniker,
Rösti, Sauter, Schläpfer) propone di respingere la mozione.

Motivazione

La crisi del COVID-19 ha
evidenziato la situazione precaria delle piccole aziende a conduzione
familiare, in particolare quelle in cui il coniuge è escluso dal diritto
all'indennità in caso di orario di lavoro ridotto, al pari delle persone che
esercitano un'influenza sulle decisioni dell'azienda (art. 31 cpv. 3 lett. b e
c). Per la durata della pandemia, l'ordinanza 2 COVID-19 ha rimediato a questa
lacuna della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione concedendo a
queste persone indennità per lavoro ridotto. Occorre prorogare tale misura
procedendo a una modifica legislativa in modo che il Consiglio federale non
debba emanare nuove disposizioni intese a prendere in considerazione la
riduzione di lavoro del coniuge del datore di lavoro occupato nell'azienda, se
il lavoro ridotto è dovuto a circostanze non imputabili a quest'ultimo. Si
tratta, all'occorrenza, di evitare la chiusura dell'azienda familiare e il
ricorso agli aiuti sociali. Questa disposizione dovrà limitarsi ai casi di rigore
ai sensi dell'articolo 32 capoverso 3 LADI e 51 OADI, escludere le circostanze
inerenti ai rischi aziendali che, secondo la giurisprudenza, sono per principio
assunti dall'azienda (DTF 119 V 500 consid. 1; SVR, 2003 ALV n. 9 p.27) ed
essere limitata (p. es. a 196 franchi al giorno). Occorre prorogare tale misura
mediante una modifica legislativa.

 

Parere del Consiglio federale
del 19.08.2020

L'indennità per lavoro ridotto
(ILR) è finalizzata a evitare che i lavoratori la cui attività è
temporaneamente ridotta o sospesa si ritrovino in disoccupazione totale e
permette quindi di preservare i contratti di lavoro esistenti. Questo strumento
è concepito per i lavoratori che non possono influire sull'andamento degli
affari dell'azienda.

L'esclusione del datore di lavoro e
del suo coniuge/partner occupato nella stessa azienda dal diritto all'ILR non è
una lacuna della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI), ma è
stata esplicitamente voluta dal legislatore ed è stata a più riprese confermata
dal Tribunale federale.

L'articolo 31 capoverso 3 lettere b
e c LADI esclude queste persone dal diritto all'ILR in quanto è il datore di
lavoro che può determinare l'introduzione e l'estensione del lavoro ridotto e
la perdita di guadagno (indennità) per sé e per il suo coniuge/partner. Il
rischio di abusi derivante dalla loro inclusione sarebbe elevato e l'attuazione
comporterebbe vari problemi, in particolare per quanto riguarda la verifica
delle condizioni del diritto all'ILR. In considerazione di questo rischio e
delle difficoltà di controllo che ne risultano, la copertura dell'assicurazione
contro la disoccupazione (AD) non va pertanto estesa in maniera duratura a tali
persone.

Nemmeno una limitazione del diritto
ai casi di rigore giustifica una simile estensione, in quanto il rischio di
abusi permane.

Il Consiglio federale ha adottato
varie misure temporanee per sostenere maggiormente i datori di lavoro. Ha in
particolare esteso la copertura dell'ILR ad altre categorie di lavoratori e ha
abolito il termine di preannuncio e il periodo di attesa. La SECO, dal canto
suo, ha semplificato la procedura di domanda e di versamento dell'ILR. A causa
della situazione straordinaria, per aiutare le imprese il Consiglio federale ha
altresì adottato varie misure che esulano dall'ambito dell'AD.

Queste misure hanno permesso a
molte imprese svizzere di evitare i licenziamenti. Il ricorso allo strumento
dell'ILR è stato massiccio e ha già comportato costi notevoli per il fondo
dell'AD. L'aumento di 6 miliardi di franchi della partecipazione della
Confederazione (art. 8 dell'ordinanza COVID-19 assicurazione contro la
disoccupazione [RS 837.033]) stabilito nel mese di marzo 2020 non basterà a
coprire i costi aggiuntivi dell'AD. Il Consiglio federale ha quindi sottoposto
alle Camere una revisione della LADI che preveda un finanziamento supplementare
dell'AD. Il relativo messaggio verrà esaminato nel quadro di una procedura
d'urgenza nella sessione autunnale 2020. Ciò dovrebbe permettere di coprire i
costi risultanti dalle numerose domande di ILR e dall'estensione di tale
indennità ad altri gruppi di lavoratori nel corso del 2020.

Per ora il Consiglio federale non
ritiene opportuno procedere ad ulteriori estensioni, soprattutto di durata
prolungata.

 

Proposta del Consiglio federale
del 19.08.2020

Il Consiglio federale propone di
respingere la mozione. (…)”

 

                                         Il
Consiglio federale, nel Messaggio n. 20.058 concernente la legge federale sulle
basi legali delle ordinanze del Consiglio federale volte a far fronte
all’epidemia di COVID-19 (Legge COVID-19) del 12 agosto 2020, su questo tema si
è così espresso:

 

" (…) È
incoraggiante constatare che la maggioranza degli interpellati ha accolto
favorevolmente il disciplinamento previsto nel campo dell’assicurazione contro
la disoccupazione. Siamo tuttavia contrari a un’estensione straordinaria
dell’indennità per lavoro ridotto (IRL) ad altri gruppi di aventi diritto (GL,
BS, BL, TI, SH, ZH, ZG, SGB, PS, CP, HotellerieSuisse, FSA, Economiesuisse,
impressum, Unione delle città svizzere, USAM, SwissTextiles e GastroSuisse),
come pure a un aumento dell’IRL per le persone con un reddito basso (PS,
Travail.Suisse e USS). Con la graduale apertura economica, dall’8 giugno 2020
la maggior parte dei settori hanno potuto riprendere la loro attività. In considerazione
di ciò, in linea di massima non vi sono più gli estremi per ammettere un caso
di rigore che fonda provvedimenti nel settore dell’assicurazione contro la
disoccupazione. In quanto strumento dell’assicurazione contro la disoccupazione
lo scopo l’IRL non è quello di garantire la sopravvivenza dell’esercizio o di
coprire le perdite e la diminuzione del fatturato, bensì quello di
salvaguardare i posti di lavoro. Di fatto s’intende evitare che il temporaneo
calo della domanda dei prodotti e servizi offerti e la conseguente perdita di
lavoro provochi a breve termine un’ondata di licenziamenti. Rinunciamo pertanto
a estendere l’IRL ai gruppi seguenti: (i.) per chi occupa una posizione analoga
a quella del datore di lavoro e i coniugi o partner registrati occupati
nell’azienda che ricoprono funzioni dirigenziali e decidono in merito al
proprio grado di occupazione il rischio di perdere il posto di lavoro è minimo,
mentre il rischio di abuso è molto elevato; (ii.) affinché le aziende
continuino a dare la giusta priorità alla formazione degli apprendisti, il
diritto all’IRL per gli apprendisti è stato revocato. (…)”

 

                                         Il 7 settembre 2020 il
Consiglio nazionale ha accolto la mozione (100 voti a favore, 77 contrari e 8
astensioni) volta a modificare la legge sull’assicurazione contro la
disoccupazione, in modo tale che in un’azienda a conduzione familiare (PMI) il
coniuge del datore di lavoro occupato nell’azienda di quest’ultimo abbia
diritto a un’indennità di entità limitata per lavoro ridotto dovuto a circostanze
non imputabili al datore di lavoro (vedi pandemia di coronavirus).

                                         Il 25 settembre 2020 il
Parlamento ha adottato la Legge federale sulle basi legali delle ordinanze del
Consiglio federale volte a far fronte all’epidemia di COVID-19 (Legge COVID-19;
cfr. RU 2020 3835), la quale all’art. 15 (“Provvedimenti volti a indennizzare
la perdita di guadagno”) prevede che:

 

" 1 Il
Consiglio federale può prevedere che sia versata un’indennità per perdita di
guadagno alle persone che devono interrompere o limitare in modo considerevole
l’attività lucrativa a causa di provvedimenti adottati per far fronte
all’epidemia di COVID-19. Sono ritenute aver subito una limitazione
considerevole dell’attività lucrativa soltanto le persone che hanno subito una
perdita di guadagno o salariale e la cui impresa ha registrato una diminuzione
della cifra d’affari del 55 per cento almeno rispetto alla cifra d’affari media
degli anni 2015–2019.

 

2 Hanno in particolare diritto all’indennità anche gli
indipendenti ai sensi dell’articolo 12 della legge federale del 6 ottobre 2000
sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) e le
persone la cui posizione è assimilabile a quella di un datore di lavoro.

 

3 Il Consiglio federale può emanare disposizioni
concernenti:

a. le persone aventi diritto all’indennità e in particolare il
diritto alle indennità giornaliere delle persone particolarmente a rischio;

b. l’inizio e la fine del diritto all’indennità;

c. il numero massimo di indennità giornaliere;

d. l’importo e il calcolo dell’indennità;

e. la procedura.

 

4 Il Consiglio federale si assicura che le indennità
siano versate in funzione delle perdite di guadagno dichiarate dagli
interessati. La correttezza delle indicazioni fornite è verificata in
particolare mediante controlli a campione.

 

5 Il Consiglio federale può dichiarare applicabili le
disposizioni della LPGA. Può prevedere deroghe all’articolo 24 capoverso 1 LPGA
per quanto concerne l’estinzione del diritto e all’articolo 49 capoverso 1 LPGA
per quanto concerne l’applicabilità della procedura semplificata.”

 

                                         L’art.
17 Legge COVID-19 (“Provvedimenti nel settore dell’assicurazione contro la
disoccupazione”) stabilisce invece che:

 

" Il
Consiglio federale può emanare disposizioni che deroghino alla legge del 25
giugno 1982 sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI) con riguardo a:

 

a.   il diritto
all’indennità per lavoro ridotto dei formatori professionali che si occupano di
apprendisti e il versamento di tale indennità;

b.   la non
considerazione dei periodi di conteggio compresi tra il 1° marzo e il 31 agosto
2020 nei quali la perdita di lavoro è ammontata a oltre l’85 per cento
dell’orario normale di lavoro dell’azienda (art. 35 cpv. 1bis LADI);

c.   il
prolungamento del termine quadro per la riscossione della prestazione e per il
periodo di contribuzione degli assicurati che, tra il 1° marzo e il 31 agosto
2020, hanno avuto diritto a un massimo di 120 indennità giornaliere
supplementari;

d. lo
svolgimento della procedura relativa al preannuncio di lavoro ridotto e al versamento
dell’indennità per lavoro ridotto nonché la forma di tale versamento;

e.   il diritto
all’indennità per lavoro ridotto dei lavoratori su chiamata con un rapporto di
lavoro di durata indeterminata e il versamento di tale indennità.”

 

                                         L’art. 21 cpv. 1 Legge
COVID-19 precisa che la legge è dichiarata urgente (art. 165 cpv. 1 Cost.) e
sottostà a referendum facoltativo (art. 141 cpv. 1 lett. b Cost.).

 

                                         A
proposito dell’entrata in vigore, l’art. 21 Legge COVID-19, ai cpv. 2-5,
prevede che:

 

" 2 Fatti
salvi i capoversi 3-5, entra in vigore il 26 settembre 2020 con effetto sino al
31 dicembre 2021.

 

3 L’articolo 15 entra retroattivamente in vigore il 17
settembre 2020.

 

4 Gli articoli 1 e 17 lettere a-c hanno effetto sino al
31 dicembre 2022.

 

5 L’articolo 15 ha effetto sino al 30 giugno 2021.”

 

                                         Il 4 novembre 2020 il
Consiglio federale ha modificato l’Ordinanza sui provvedimenti in caso di
perdita di guadagno in relazione con il coronavirus (COVID-19) (Ordinanza
COVID-19 perdita di guadagno), con effetto retroattivo al 17 settembre 2020,
prevedendo quanto segue:

 

" Art. 2
cpv. 3-4 

3 I lavoratori indipendenti ai sensi dell’articolo 12
LPGA e le persone di cui all’articolo 31 capoverso 3 lettere b e c della legge
del 25 giugno 1982 sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI) hanno
diritto all’indennità, alla condizione di cui al capoverso 1bis
lettera c, se: 

a. devono
interrompere la loro attività lucrativa a causa di provvedimenti ordinati dalle
autorità per combattere l’epidemia di COVID-19; e 

b. subiscono una perdita di guadagno o salariale. 

 

3bis I lavoratori indipendenti ai sensi dell’articolo
12 LPGA e le persone di cui all’articolo 31 capoverso 3 lettere b e c LADI che
non rientrano nel campo d’applicazione del capoverso 3 hanno diritto
all’indennità, alla condizione di cui al capoverso 1bis lettera c, se: 

a. la loro attività
lucrativa è limitata in modo considerevole a causa di provvedimenti ordinati
dalle autorità per combattere l’epidemia di COVID-19; 

b. subiscono una perdita di guadagno o salariale; e 

c. nel 2019
hanno conseguito con questa attività un reddito soggetto all’AVS di almeno 10
000 franchi; questa condizione vale per analogia anche se hanno avviato
l’attività dopo il 2019; se l'attività non è stata svolta per un anno intero,
questa condizione va adempiuta in proporzione alla durata dell'attività.

 

3ter L’attività lucrativa è ritenuta limitata in modo
considerevole, se si è registrata una diminuzione della cifra d’affari mensile
pari almeno al 55 per cento rispetto alla cifra d’affari mensile media degli
anni 2015–2019. Se l’attività è stata avviata dopo il 2015 e prima del 2020, è
determinante la media del periodo di attività effettivo. Le persone che hanno
avviato la loro attività lucrativa dopo il 2019 devono dimostrare di aver
subito una diminuzione della cifra d’affari mensile pari almeno al 55 per cento
rispetto alla cifra d’affari mensile media di almeno tre mesi; fa stato la
media dei tre mesi con le cifre d’affari più elevate. 

 

4 L’indennità è sussidiaria rispetto a tutte le
prestazioni di assicurazioni sociali e assicurazioni secondo la legge del 2
aprile 1908 sul contratto d’assicurazione. Questo non vale per le prestazioni
secondo l’articolo 12 della legge COVID-19 del 25 settembre 2020. 

 

Art. 3 cpv. 3 e 4 

3 Per gli aventi diritto di cui all’articolo 2
capoverso 3 o 3bis, il diritto nasce con l’inizio del provvedimento
ordinato dalle autorità. 

 

4 Per gli aventi diritto di cui all’articolo 2
capoverso 1bis lettera a numero 1, capoverso 3 o 3bis, il
diritto si estingue con la revoca del provvedimento ordinato. 

 

Art. 5 cpv. 2bis-2quater 

2bis Ai lavoratori indipendenti aventi diritto di cui
all’articolo 2 capoverso 1bis lettera b numero 2, capoverso 3 o 3bis
che hanno già percepito un’indennità in virtù della presente ordinanza nella
versione vigente fino al 16 settembre 2020 si applica la medesima base di
calcolo. 

 

2ter Per il calcolo dell’indennità dei lavoratori
indipendenti aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 1bis
lettera b numero 2, capoverso 3 o 3bis è determinante il reddito
soggetto all’AVS conseguito nel 2019. Dopo la fissazione dell’indennità non si
può procedere a un nuovo calcolo della stessa fondandosi su una base di calcolo
più recente. 

 

2quater Per il calcolo dell’indennità dei salariati ai
sensi dell’articolo 10 LPGA, è determinante la perdita salariale derivante dai
provvedimenti ordinati dalle autorità per combattere l’epidemia di COVID-19.
L’indennità giornaliera ammonta all’80 per cento della perdita salariale. 

 

Art. 6 Estinzione del diritto all’indennità 

 

In deroga all’articolo 24 capoverso 1 LPGA, il diritto
all’indennità si estingue il 30 giugno 2021.

 

Art. 7 cpv. 1bis 

1bis Le persone di cui all’articolo 2 capoverso 3bis
esercitano il diritto all’indennità come segue: 

a. per ogni mese
per cui richiedono l’indennità indicano la cifra d’affari nonché la cifra
d’affari mensile media del periodo di riferimento secondo l’articolo 2
capoverso 3ter; 

b. illustrano a
causa di quale provvedimento ordinato dalle autorità per combattere l’epidemia
di COVID-19 è dovuta la diminuzione della loro cifra d’affari. 

Art. 8a cpv. 2 

2 A tal fine, le casse di compensazione AVS possono
effettuare controlli a campione, direttamente o facendo ricorso a periti
esterni. 

 

Art. 10 cpv. 2 

2 L’indennità, le spese di esecuzione sostenute dalle
casse di compensazione e le spese per il riesame periodico e i controlli a
campione sono finanziate dalla Confederazione. 

 

Art. 10b Rilevazioni statistiche 

1 A fini statistici le casse di compensazione AVS
forniscono all’Ufficio centrale di compensazione (UCC) dati sull’indennità di
perdita di guadagno per il COVID-19. 

2 L’UCC trasmette a tal fine i dati all’UFAS. 

 

Art. 10c Disposizioni transitorie della modifica del 4
novembre 2020

1 In deroga all’articolo 24 capoverso 1 LPGA, il
diritto alle indennità dovute in virtù dell’articolo 2 capoverso 1bis lettera a
numero 1 o 2 della presente ordinanza nella versione vigente fino al 16
settembre 2020 si estingue il 30 giugno 2021. 

2 In deroga all’articolo 24 capoverso 1 LPGA, il
diritto ad altre indennità dovute in virtù della presente ordinanza nella
versione vigente fino al 16 settembre 2020 è estinto. Le persone che
all’entrata in vigore della modifica del 4 novembre 2020 avevano diritto a tali
indennità e che intendono esercitare il diritto a indennità in virtù della
presente ordinanza nella versione in vigore dal 17 settembre 2020 devono
presentare una nuova richiesta. 

 

Art. 11 cpv. 2, 4 e 5 

2 e 4 Abrogati 

5 Si applica fino al 30 giugno 2021.

 

II

La presente ordinanza entra retroattivamente in vigore il 17
settembre 2020” (RU 2020 pag. 4571-4573)

 

                                         Attraverso un ulteriore
modifica del 18 dicembre 2020, entrata in vigore il 19 dicembre 2020, il
Consiglio federale ha così modificato l’art. 2 cpv. 3ter primo periodo
dell’Ordinanza COVID-19:

 

" Art. 2
cpv. 3ter, primo periodo 

3ter L’attività lucrativa è ritenuta
limitata in modo considerevole, se si è registrata una diminuzione della cifra
d’affari mensile pari almeno al 40 per cento rispetto alla cifra d’affari
mensile media degli anni 2015-2019. …” (RU 2020 pag. 5829)

 

                                         Per completezza va
ricordato che, a livello cantonale, il 20 aprile 2020 sono state presentate due
mozioni da Nadia Ghisolfi per il Gruppo PPD + CG denominata “Diritto
all’indennità per lavoro ridotto anche per gli indipendenti” e di Nadia
Ghisolfi e Maddalena Ermotti Lepori “Prolungare il diritto alle indennità di
disoccupazione - prevedere delle indennità cantonali straordinarie”.

 

                               2.3.   Da
quanto esposto al considerando precedente risulta con evidenza che il diritto
alle indennità per lavoro ridotto di importo forfettario (cfr. STCA 38.2020.59
del 25 gennaio 2021) alle persone che determinano o possono influenzare
risolutivamente le decisioni del datore di lavoro è stato eccezionalmente
riconosciuto, derogando all’art. 31 cpv. 3 lett. c LADI (cfr. consid. 2.1),
sulla base dell’art. 2 dell’Ordinanza sulle misure nel settore
dell’assicurazione contro la disoccupazione (COVID-19), soltanto dal 1° marzo
al 31 maggio 2020 (cfr. consid. 2.2 e STCA 38.2020.39 del 15 ottobre 2020).

 

                                         Dal 1° giugno 2020 __________,
socia e gerente dell’RI 1 (cfr. doc. 36) non può più beneficiare di questa
prestazione come correttamente stabilito dalla Cassa nella decisione su
opposizione del 5 ottobre 2020, che deve dunque essere confermata.

 

                                         A titolo abbondanziale il
TCA ricorda che dal 17 settembre 2020, dopo l’entrata in vigore della Legge
federale sulle basi legali delle ordinanze del Consiglio federale volte a far fronte
all’epidemia di COVID-19 (Legge COVID-19) del 25 settembre 2020 e la modifica
dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, le persone la cui posizione è
assimilabile a quella di un datore di lavoro non vengono più indennizzate
attraverso le prestazioni della LADI bensì mediante le indennità per perdita di
guadagno (cfr. consid. 2.2; Ordinanza COVID-19; K. Häcki, “GmbH:
Corona-Entschädigung statt Kuzarbeit für Inhaber” in Penso 3/2020 pag. 40-41).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti