# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 07c80721-cc14-5270-931f-f92109d2dd67
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-11-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.11.2022 D-5219/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5219-2022_2022-11-23.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5219/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 3  n o v e m b r e  2 0 2 2  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Camilla Mariéthoz Wyssen;  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…) 

Afghanistan, 

patrocinato dall'avv. Elena Formisano,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,   
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione della SEM 

del 7 novembre 2022 / N (…). 

 

 

D-5219/2022 

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Fatti: 

A.  

A._______, cittadino afghano originario di B._______ (C._______), ha de-

positato una domanda d’asilo in Svizzera il (…) luglio 2022, pretendendosi 

minorenne. 

B.  

Le successive indagini svolte dalla Segreteria di Stato della migrazione (di 

seguito: SEM), hanno permesso di accertare che secondo la banca dati 

EURODAC l’interessato aveva già depositato una domanda d’asilo in Ro-

mania il (…) luglio 2022. 

C.  

Il (…) agosto 2022 la SEM ha presentato alle autorità rumene, nei termini 

fissati all’art. 23 par. 2 Regolamento Dublino III, una richiesta di ripresa in 

carico fondata sull’art. 18 par. 1 lett. b del regolamento (UE) n. 604/2013 

del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce 

i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente 

per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno 

degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifu-

sione) (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.6.2013; 

di seguito: Regolamento Dublino III). 

D.  

L’(…) agosto 2022, la Romania ha accettato la richiesta di ripresa in carico. 

Dalla medesima si evince altresì l’età dichiarata dall’insorgente in Roma-

nia, diversa da quella addotta nel corso della procedura elvetica. 

E.  

Il (…) ottobre 2022, l’interessato è stato sentito nell’ambito di una audizione 

durante la quale è segnatamente stato questionato sulle sue generalità, la 

sua età, in merito alla sua provenienza e circa il viaggio che lo ha condotto 

in Svizzera. Nel corso di tale audizione, la SEM ha constatato la discor-

danza circa le differenti date di nascita fornite alle autorità, oltre che l’inve-

rosimiglianza del suo impianto narrativo e che di conseguenza sarebbe 

stato considerato maggiorenne per il proseguo della sua pratica. Il ricor-

rente ha giustificato le proprie dichiarazioni incongruenti, sia in prece-

denza, che nell’ambito del diritto di essere sentito, affermando di non co-

noscere la propria data di nascita, che oltre a lui neppure i suoi familiari 

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siano scolarizzati, fattore che non gli permetterebbero di ricostruire tempo-

ralmente gli avvenimenti della propria vita. Inoltre, i formulari relativi alle 

proprie generalità sarebbero stati compilati da persone terze e vi sarebbero 

state delle incomprensioni linguistiche con queste ultime circa la propria 

data di nascita. L’autorità inferiore ha pure informato il richiedente asilo 

della possibile competenza della Romania per il trattamento della sua do-

manda d’asilo in base al Regolamento Dublino III  e prospettato una pos-

sibile non entrata nel merito della sua domanda i applicazione dell’art. 31a 

cpv. 1 lett. b della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31). 

L’interessato si è detto contrario ad un trasferimento verso tale paese. 

F.  

Con scritto del (…) novembre 2022, la rappresentanza legale ha trasmesso 

all’autorità inferiore una copia di un documento di identità (Taskara), che 

sarebbe stato rilasciato il (…) dicembre 2017, riferibile all’insorgente e che 

indicherebbe l’età di 12 anni. Al contempo, la rappresentanza legale ha 

richiesto di svolgere le perizie mediche volte all’accertamento dell’età del 

ricorrente.  

G.  

Con decisione del (…) novembre 2022, notificata il giorno seguente (cfr. 

avviso di ricevuta), la SEM non è entrata nel merito della succitata do-

manda d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi pronunciando nel 

contempo il trasferimento dell’interessato verso la Romania. 

H.  

Il (…) novembre 2022 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d’entrata 

(…) novembre 2022) l’interessato è insorto contro la suddetta decisione 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) chie-

dendo in limine la sospensione dell’allontanamento in via supercautelare e 

la concessione dell’effetto sospensivo al gravame; in via principale l’annul-

lamento della decisione avversata, la qualificazione come minorenne e la 

ritrasmissione degli atti alla SEM per la trattazione nazionale della proce-

dura d’asilo; in via subordinata la ritrasmissione degli atti alla SEM per com-

pletare l’istruttoria; contestualmente e con protesta di spese e ripetibili la 

concessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal ver-

samento delle spese di giustizia e del relativo anticipo. 

I.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti saranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

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Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta eccezione per 

le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù dell’art. 31 LTAF, 

giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA prese dalle autorità 

menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette autorità (art. 105 

LAsi) e l’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 

cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

3.    

3.1.  Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento. 

3.2.  Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal Regolamento Dublino III. Se in base a questo esame è indivi-

duato un altro Stato quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, 

la SEM pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa 

o tacita, di ripresa in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in 

questione (cfr. DTAF 2015/41 consid. 3.1). 

3.3.  In tale contesto, qualora la questione della minore età dell’interessato 

sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, 

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essendo il medesimo determinante sia a livello procedurale che nell’ambito 

della determinazione dello Stato responsabile per l’esame della domanda 

di asilo (cfr. art. 8 Regolamento Dublino III). La valutazione operata dalla 

SEM in sede di prima istanza può essere contestata dal richiedente 

nell’ambito del ricorso contro la decisione di non entrata nel merito. Qualora 

la stessa si riveli errata, occorrerà retrocedere gli atti all’autorità inferiore e 

riprendere la procedura in circostanze idonee all’età del richiedente l’asilo 

(cfr. tra le tante sentenze del Tribunale F-6783/2018 del 10 dicembre 2018 

e E-6725/2015 del 4 giungo 2018). 

  

4.    

4.1.  Nel caso che ci occupa, l’autorità inferiore non ha creduto alla pretesa 

minore età dell’insorgente. Questi avrebbe invero reso indicazioni incoe-

renti, vaghe e contraddittorie in merito al suo contesto personale, nonché 

alla stessa minore età, affermando di non essere in misura di indicare la 

propria data di nascita. In primis, egli avrebbe fornito date di nascita discor-

danti tra di loro in varie fasi della procedura istruttoria, giustificandosi indi-

cando di non conoscerla, di essere analfabeta e che si sarebbe affidato 

alle indicazioni del padre, altresì persona non scolarizzata. Inoltre, non sa-

rebbe stato in grado di indicare quando sia stata emessa la Taskara pro-

dotta agli atti. Quo al proprio percorso biografico, l’insorgente avrebbe for-

nito riposte lacunose e vaghe, in particolare circa la data del suo trasferi-

mento a D._______ e il periodo trascorso tra il suo espatrio ed il cambio di 

potere governativo in Afghanistan nell’agosto 2021. D’altro canto, confron-

tato con la propria declinazione delle generalità dinnanzi alle autorità ru-

mene, che lo avrebbero identificato quale maggiorenne, il ricorrente si sa-

rebbe limitato ad indicare in modo evasivo che non sarebbe stato presente 

un interprete e pertanto non sarebbe in grado di indicare per qual motivo 

sia stato registrato quale maggiorenne. Ancora, ha concluso l’autorità resi-

stente, la copia della Taskara versata agli atti non permetterebbe di addi-

venire ad un diverso esito. Tale tipologia di documenti non sarebbe infatti 

esente dal rischio di falsificazioni. Nel caso in esame, si tratterebbe inoltre 

di una semplice copia, cosa che renderebbe impossibile una verifica 

dell’autenticità, da cui un valore probatorio molto basso. 

  

4.2.  Nel proprio gravame l’insorgente avversa la valutazione della autorità 

inferiore. Quo alla questione delle diverse date di nascita dichiarate durante 

la procedura, dagli atti non risulterebbe che egli abbia indicato di essere 

nato nell’anno (…) e che avrebbe in ogni caso segnalato l’errore. Inoltre, 

sottolinea che egli sarebbe “totalmente analfabeta”, non avendo mai fre-

quentato alcuna scuola e ciò gli creerebbe una forte difficoltà di compren-

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sione di qualsiasi riferimento temporale, aggravato da un problema di me-

moria e di perdita di cognizione del tempo, fatto altresì valere in sede di 

audizione. Contesta, dipoi, la valutazione effettuata dall’autorità di prime 

cure circa l’incoerenza delle proprie dichiarazioni, infatti, considerate le cir-

costanze egli avrebbe fornito delle risposte “piuttosto coerenti”. Per quanto 

concerne la data di nascita fornita alle autorità rumene, che lo identifiche-

rebbero come maggiorenne, l’insorgente ribadisce che durante l’audizione 

non sarebbe stato presente un interprete. Circa il valore probatorio della 

Taskara prodotta in copia, il ricorrente sostiene che la stessa dovesse venir 

presa in considerazione dalla SEM, trattandosi di un indizio a favore della 

minore età. Il ricorrente conclude affermando che in assenza di una perizia 

medica egli non possa venir ritenuto maggiorenne. 

  

5.    

5.1.  Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura 

amministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi in relazione con l’art. 12 PA, 

art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi). In concreto, essa deve procurarsi la documen-

tazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giuridi-

che ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo 

(cfr. DTAF 2012/21 consid. 5). Il principio inquisitorio non è tuttavia illimi-

tato, in particolare visto il nesso con l’obbligo di collaborare delle parti (art. 

13 PA ed art. 8 LAsi; cfr. CHRISTOPH AUER/ANJA MARTINA BINDER, in: 

Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Ver-

waltungsverfahren VwVG, 2a ed. 2019, ad art. 12 PA, n. 9). Quando in sede 

ricorsuale vengono identificate delle carenze nell’accertamento dei fatti il 

caso va di principio retrocesso all’autorità di prima istanza, di modo che 

questa possa procedere ad un nuovo e completo accertamento dei fatti 

(cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.191, sentenze del Tribu-

nale D-3567/2019 del 29 novembre 2019 consid. 5.2 e D-1443/2016 del 22 

febbraio 2017 consid. 4.2). 

5.2.  Qualora un fatto rimanga non comprovato nonostante un accerta-

mento completo dei fatti, occorre di norma fare riferimento alle regole sulla 

ripartizione dell’onere della prova derivanti dall’applicazione analogica 

dell’art. 8 CC. Le stesse hanno infatti portata allorquando le misure istrut-

torie necessarie non abbiano permesso di chiarire determinati aspetti 

(cfr. sentenze del Tribunale D-3567/2019 consid. 5.3, D-5091/2019 dell’8 

ottobre 2019 consid. 6.3 e A-2888/2016 del 16 giugno 2017 consid. 

3.2; THIERRY TANQUEREL, Manuel de droit administratif, 2a ed. 2018, n. 

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1563). Su tali presupposti, la parte che intende prevalersi di una circo-

stanza è tenuta a sopportare le conseguenze della mancata prova al ri-

guardo o, in caso di grado ridotto, dell’assenza di verosimiglianza (cfr. DTF 

138 V 222 consid. 6, 133 V 216 consid. 5.5, 133 V 205 consid. 5.5; 

DTAF 2008/24 consid. 7.2; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren 

vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2° ed. 2013, n. 3.150). 

5.3.  Per quanto concerne la minore età, è al richiedente asilo che incombe 

l’onere della prova al riguardo (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della 

Commissione svizzera di ricorso in materia d’asilo [GICRA] 2004 n. 30 con-

sid. 5.1 pag. 208, 2001 n. 22 consid. 3 pag. 180 e seg., GICRA 2000 n. 19 

consid. 8b pag. 188, sentenze del Tribunale D-3567/2019 5.4, E-

4768/2017 del 4 luglio 2019, consid. 3.1 MATTHIEU CORBAZ, La détermina-

tion de l’âge du requérant d’asile, in : Actualité du droit des étrangers, Ju-

risprudence et analyses, vol. II, 2015, pag. 31 e seg.). In presenza di un 

accertamento dei fatti esaustivo e corretto (cfr. supra consid. 5.1), se la va-

lutazione globale degli atti di causa non permette di ritenere che l’interes-

sato la abbia resa verosimile, questi sarà tenuto ad assumersene le con-

seguenze, venendo conseguentemente considerato maggiorenne (cfr. GI-

CRA 2001 n. 23 consid. 6c pag. 187, sentenze del Tribunale D-5091/2019 

dell’8 ottobre 2019 consid. 6.3 e E-4768/2017 consid. 3.1). 

5.4.  Salvo casi particolari la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pregiu-

diziale sulla questione (cfr. DTAF 2011/23 consid. 5, 2009/54 consid. 4.1, 

GICRA 2004 n. 30 consid. 5.3 pag. 109, sentenze del Tribunale D-

3567/2019 consid. 5.5, E-5386/2019 del 31 ottobre 2019 consid. 4.3.1). 

Per giungere ad una determinazione al riguardo, l’autorità si basa sui do-

cumenti d’identità autentici depositati agli atti così come sui risultati delle 

audizioni relativamente al quadro personale dell’interessato nel paese 

d’origine, alla sua cerchia famigliare ed al suo curriculum scolastico 

(cfr. sentenze del Tribunale E-5386/2019 precitata, D-858/2019 del 26 feb-

braio 2019, E-7324/2018 del 15 gennaio 2019). Se necessario ordina una 

perizia medica volta alla determinazione dell’età (cfr. art. art. 17 cpv. 3bis in 

relazione con l’art. 26 cpv. 2 LAsi; DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2.2; sentenza 

del Tribunale F-5354/2018 del 27 settembre 2018). Una volta esperita 

l’istruttoria, la Segreteria di stato procede ad un apprezzamento globale 

degli elementi in presenza in ossequio ai principi sopra citati. 

  

6.    

Ora, è innegabile che nel caso in esame il ricorrente, non avendo prodotto 

documenti d’identità originali, non sia stato in misura di fornire la prova 

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Pagina 8 

dell’asserita minore età. Allo stesso modo, stanti delle indicazioni biografi-

che che non si distinguono certo per esaustività e concludenza, v’è pure 

da chiedersi se sulla base dello stato attuale degli atti egli sia riuscito ren-

dere verosimile la medesima. Ciò nondimeno, a fronte di un quadro di pre-

sunto analfabetismo e di difficoltà ad esprimersi su riferimenti temporali, 

fondarsi unicamente sull’inconsistenza delle allegazioni dell’insorgente per 

escluderne la minore età non pare tenere in completa considerazione le 

obbligazioni derivanti dal principio inquisitorio. Infatti, resta il fatto che con-

siderato il contesto afgano, occorreva dar debito credito ad alcune peculia-

rità socio-culturali ed all’eventualità di trovarsi di fronte ad una persona con 

un grado di alfabetizzazione ridotto o addirittura assente. Ciò a maggior 

ragion dal momento che l’interessato ha versato agli atti un documento di 

identità in copia (cfr. sul valore probatorio DTAF 2013/30 consid. 4.2.2 e 

sentenza del Tribunale D-4824/2019 del 27 settembre 2019 consid. 8.5) 

che indicherebbe una data di nascita secondo la quale l’insorgente risulte-

rebbe ancora minorenne. In buona sostanza, anche in presenza di poten-

ziali indicatori d’inverosimiglianza, permangono dunque dubbi circa la mag-

giore età dell’interessato; dubbi che necessitavano di essere fugati per il 

tramite dell’esperimento di ulteriori misure istruttorie prima di imputare al 

ricorrente di non essere stato in misura di rendere verosimile la sua minore 

età. L’autorità inferiore non deve infatti misconoscere le succitate diffe-

renze tra la constatazione dei fatti (principio derivante dall’ordinamento pro-

cessuale) ed il grado probatorio richiesto per la valutazione di merito 

dell’età di un richiedente asilo. Come detto, v’è spazio per un giudizio ma-

teriale, sia esso relativo all’età o ad altre questioni, solo in presenza di un 

pregresso accertamento completo dei fatti giuridicamente rilevanti. Lad-

dove permangano perplessità, l’autorità non può limitarsi ad escludere la 

minore età sulla base di alcuni indicatori, soprattutto vista la disponibilità di 

metodi scientifici riconosciuti per la determinazione medica dell’età e dei 

contrapposti rischi intrinsechi ad una valutazione ancorata unicamente 

sulle allegazioni dell’interessato (cfr. sul valore probatorio dei medesimi si 

veda la sentenza del Tribunale D-3567/2019 consid. 6.2 - 6.3 con i relativi 

riferimenti). 

  

7.    

7.1.  Pertanto il ricorso è accolto, la decisione della SEM del 7 novembre 

2022 è annullata e gli atti di causa sono ritrasmessi alla SEM per il com-

pletamento dell’istruttoria e l’emanazione di una nuova decisione. 

7.2.  L’autorità inferiore è invitata a svolgere ulteriori chiarimenti onde de-

terminare l’età del ricorrente. Essa, se necessario, si avvarrà dei metodi 

scientifici a sua disposizione (segnatamente tomografia sterno-clavicolare 

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Pagina 9 

e esame dello sviluppo dentale). In base all’esito dei medesimi e ad un 

apprezzamento d’insieme degli elementi in favore e contrari alla minore 

età, confermerà o rivaluterà la propria decisione. 

8.  

Visto l’esito della procedura, non sono riscosse delle spese processuali 

(art. 63 cpv. 1 PA) e la domanda di assistenza giudiziaria è da considerarsi 

priva d’oggetto. Inoltre che ai sensi dell’art. 111ater LAsi non sono attribuite 

indennità ripetibili quanto il ricorrente è assistito dal rappresentante legale 

designato dalla SEM a norma dell’art. 102h LAsi. 

9.  

La decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

  

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 10 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 7 novembre 2022 è annul-

lata e gli atti le sono retrocessi affinché abbia a procedere ai sensi dei con-

siderandi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Non sono accordate spese ripetibili.  

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

 

Data di spedizione: