# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1bf5057e-3d0e-5065-b182-8bcb1b7359ad
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-10-13
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 13.10.1997 12.1996.131
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1996-131_1997-10-13.html

## Full Text

Incarto n.

  12.96.00131

  	
  Lugano

  13 ottobre 1997/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

   

  

 

 

sedente
per giudicare sull’appellazione 4 giugno 1996 presentata da

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr.
  dall’avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

il
dispositivo n. 2 della sentenza 9 maggio 1996 della Pretura della giurisdizione
di Locarno-Campagna (inc. no. DT.96.00029) che obbligava il Municipio di __________
ad esporre all’albo comunale i dispositivi di quella sentenza, a partire
dalla crescita in giudicato e per una durata di 15 giorni;

 

con
cui è chiesto l’annullamento del querelato dispositivo, con protesta di spese e
ripetibili di primo e secondo grado;

 

appello
nei confronti del quale hanno preso posizione, con osservazioni 25 settembre
1997, le parti civili __________, __________, __________, __________,
__________ e __________, tutti domiciliati a _________ (rappr. dall’avv.
__________), i quali hanno postulato la reiezione del gravame, protestando
spese e ripetibili;

 

letti
ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

posti
a giudizio i seguenti punti di questione:

 

1.  se l’appello deve essere accolto

2.  il giudizio sulle spese e sulle ripetibili

ritenuto

 

 

in fatto

 

 

                                  A.   A
seguito della sua opposizione al decreto di accusa DAP __________ del 21
novembre 1994 del Procuratore Pubblico avv. __________, __________ è stato
posto in stato di accusa avanti al Pretore della giurisdizione di Locarno-Campagna
per il reato di diffamazione per avere nel dicembre 1993 incolpato e reso
sospetti di condotta disonorevole i membri del Municipio di __________,
__________, __________, __________, __________, __________ __________, inviando
per conoscenza ai Consiglieri Comunali di __________, copia della denuncia
penale da lui sporta nei loro confronti il 6 novembre 1993 per il titolo di
truffa, nella quale tra l’altro affermava, senza per altro riuscire a portare
la prova della veridicità delle sue accuse in corso di procedura, che essi
avrebbero allestito “... in urto con l’interesse pubblico ed allo scopo di
favorire un parente di un municipale, un messaggio volutamente incompleto ed
ingannevole, allo scopo di indurre il Consiglio Comunale di __________ a
ratificare l’acquisto di un fondo non idoneo allo scopo previsto (costruzione
di alloggi a pigione moderata) ed il cui costo di acquisto / ripristino sarebbe
eccessivo per rapporto al suo valore effettivo”, il tutto sapendo, al momento
dell’invio, che il Ministero Pubblico aveva già decretato in data 1. dicembre
1993 il non luogo a procedere dal profilo penale per carenza di elementi
indizianti atti a comprovare la realizzazione del reato ipotizzato (decisione
poi confermata il 21 dicembre 1993 dalla Camera dei ricorsi penali con la
reiezione dell’istanza di promozione dell’accusa formulata dall’accusato il 7
dicembre 1993).

 

 

                                  B.   Nel
corso del procedimento penale, con istanza 6 maggio 1996, i membri del
Municipio di __________, __________, __________, __________, __________,
__________ e __________ si sono costituiti parte civile, chiedendo da un lato
che l’imputato fosse condannato a versar loro la somma di fr. 4’000.- a titolo
di torto morale e dall’altro la pubblicazione della sentenza all’albo comunale
nonché la comunicazione della stessa ad ogni singolo consigliere comunale.

 

 

                                  C.   Con
sentenza 9 maggio 1996 __________ è stato ritenuto colpevole di diffamazione
nei confronti dei membri del Municipio di _________ nelle modalità
sopraindicate ed è stato di conseguenza condannato al pagamento di una multa di
fr. 500.-.

                                         Quanto
alle richieste delle parti civili, il Pretore le ha accolte solo parzialmente,
imponendo in particolare al Municipio di _________ di esporre all’albo comunale
i dispositivi della sentenza, a partire dalla crescita in giudicato e per una
durata di 15 giorni.

 

 

                                  D.   Con
atto di appello 4 giugno 1996 __________ ha chiesto l’annullamento del
dispositivo che ordinava la pubblicazione della sentenza penale all’albo
comunale.

                                         A
suo parere, le premesse per poter riconoscere a favore delle parti civili una
riparazione del torto morale ai sensi dell’art. 49 CO non erano assolutamente
date: innanzitutto non vi era stata alcuna lesione della personalità dei
municipali; a ben vedere, non vi era neppure alcun torto morale, né tanto meno
grave; le affermazioni da lui proferite non erano inoltre diffamatorie, per cui
non costituivano un atto illecito; non vi era infine alcun nesso causale tra
l’aver spedito la denuncia ai consiglieri comunali e la presunta sofferenza
patita dai municipali. In ogni caso, sempre a suo giudizio, la sentenza penale,
e non la sua pubblicazione, costituiva già una sufficiente riparazione a favore
dei lesi, tanto più che quest’ultima, avvenendo a notevole distanza dai fatti,
avrebbe avuto un effetto controproducente, nella misura in cui avrebbe
rinnovato nel pubblico un litigio da tempo risolto e dimenticato.

 

 

                                  E.   Delle
osservazioni 25 settembre 1997 con cui le parti civili hanno postulato la reiezione
del gravame protestando spese e ripetibili si dirà, se necessario, nei
successivi considerandi.

 

 

Considerando

 

 

in diritto

 

                                   1.   Preliminarmente,
si impone di evadere le censure con cui gli appellati da una parte contestano
la competenza di questa Camera e dall’altra ritengono che la contestazione sia
nel frattempo divenuta priva d’oggetto.

 

                                         Innanzitutto
si osserva che la legge riserva a questa Camera -e non alla Camera di
cassazione e revisione penale- la competenza a statuire sui ricorsi contro i dispositivi
della sentenza penale che decidono le pretese di diritto civile formulate dalle
parti civili (cfr. art. 266 e 268 CPP).

                                         Che
il ritardo con cui la cancelleria ha provveduto a trasmettere agli appellati il
gravame per le loro osservazioni (15 mesi dopo la presentazione dell’appello,
rispettivamente 6 mesi dalla crescita in giudicato della sentenza penale) possa
inoltre aver reso priva d’oggetto la presente vertenza, e ciò in quanto nel
frattempo la sentenza penale sarebbe già stata pubblicata all’albo comunale,
non è stato assolutamente provato; fosse anche il caso, non può essere
disatteso che il Municipio di __________, cui il 27 giugno 1996 il gravame era
stato erroneamente intimato, era senz’altro a conoscenza della contestazione in
appello da parte di __________ e, in quanto destinatario dell’ordine di
pubblicazione, non avrebbe dovuto provvedervi fino a che gli fosse stato
comunicato l’esito dell’impugnativa: in tali circostanze, il suo eventuale
agire affrettato non può assurgere a valida scusante ed in particolare non può
impedire l’eventuale accoglimento dell’appello.

 

 

                                   2.   Giusta
l’art. 49 cpv. 1 CO chi è illecitamente leso nella sua personalità può
chiedere, quando la gravità dell’offesa lo giustifichi e questa non sia stata
riparata in altro modo, il pagamento di una somma a titolo di riparazione
morale.

                                         Il
cpv. 2 della medesima norma consente al giudice anche di sostituire o
aggiungere a questa indennità un altro modo di riparazione.

 

 

                                   3.   Nel
suo gravame l’appellante cerca innanzitutto di dimostrare che le frasi da lui
proferite nella denuncia penale presentata nei confronti dei municipali di
_________ non costituiscono una diffamazione ai sensi dell’art. 173 CPS.

                                         Sennonché,
nel frattempo la Corte di cassazione e revisione penale del Tribunale di
appello, con pronunciato 24 febbraio 1997, ha definitivamente confermato tanto
l’esistenza del reato di diffamazione quanto la pena inflitta dal Pretore, per
cui la questione non necessita di ulteriore disamina in questa sede: è pertanto
a torto che l’appellante afferma di non aver commesso alcun atto illecito.

 

 

                                   4.   Contrariamente
a quanto ritenuto dall’appellante, è vero che una diffamazione consumata
comporta nel contempo una lesione diretta dei diritti inerenti la personalità
del diffamato (Deschenaux/Steinauer, Personnes physiques et tutelle, 2.
ed., Berna 1986, n. 621), nel caso concreto dell’onorabilità dei membri
dell’esecutivo comunale (Brehm, Commentario bernese, N. 39 ad art. 49
CO). 

 

 

                                   5.   Diverso
per contro è il discorso per quanto attiene all’esistenza del torto morale vero
e proprio, cioè della grave sofferenza a carico di coloro che sono vittime
della violazione dei diritti inerenti la personalità (Deschenaux/Steinauer,
op. cit., ibidem): il Tribunale federale, preso atto che ogni uomo reagisce in
modo diverso -chi più chi meno- ad una violazione della sua personalità, ha in
effetti recentemente stabilito che colui che intende far valere una pretesa a
titolo di torto morale deve senz’altro allegare e provare le circostanze
soggettive dalle quali si può dedurre, dalla grave lesione oggettiva subita, la
sua sofferenza morale; non è perciò sufficiente che in base alla comune
esperienza una violazione della personalità possa in generale comportare una
certa sofferenza (DTF 120 II 98 cons. 2b; RJN 1992 p. 76; Bucher,
Personnes physiques et protection de la personnalité, Basilea e Francoforte sul
Meno 1995, n. 603).

                                         Nel
caso di specie non risulta -in particolare dall’istanza di costituzione di
parte civile 6 maggio 1996 e dal verbale del pubblico dibattimento 9 maggio
1996- che le parti civili abbiano allegato i motivi e gli elementi
giustificanti una loro sofferenza, né d’altro canto che essi abbiano offerto
prove che permettessero al giudice di appurare o meno tale loro sofferenza: al pubblico
dibattimento il teste ing. __________, di cui è stata chiesta l’audizione con
l’istanza di costituzione di parte civile, non ha in effetti riferito nulla in
merito alla problematica del torto morale, pronunciandosi invece su altre
questioni qui non pertinenti. Se ne deve concludere, già per questo motivo, che
nulla può essere riconosciuto loro a titolo di riparazione per l’eventuale
torto morale subito, senza che sia pertanto necessario esaminare le altre
censure sollevate con il gravame (esistenza di una sofferenza grave e di un
sufficiente nesso causale).

 

 

                                   6.   A
titolo abbondanziale, si osserva anche il parziale buon fondamento della
censura con cui l’appellante riteneva che le parti civili in ogni caso erano
già state sufficientemente riparate dal fatto che egli fosse stato condannato
penalmente, di modo che la pubblicazione della sentenza penale all’albo più non
si giustificava, tanto più che quest’ultima, avvenendo a notevole distanza dai
fatti, avrebbe potuto avere un effetto controproducente, nella misura in cui
avrebbe rinnovato nel pubblico un litigio da tempo risolto e dimenticato. 

 

                                         La
dottrina ha in effetti avuto modo di precisare che la pubblicazione di una
sentenza non dovrebbe entrare in linea di conto nel caso in cui i fatti ad essa
relativi risalgano a parecchio tempo prima, con la conseguenza di rievocare nel
pubblico un litigio oramai dimenticato (Brehm, op. cit., N. 104 ad art.
49 CO; Rep. 1932 p. 382).

                                         D’altro
canto neppure può essere disatteso che il fatto che l’appellante sia già stato
condannato penalmente ha già comportato una certa riparazione dell’eventuale
torto morale patito dalle parti civili, il che potrebbe a sua volta
giustificare la reiezione del provvedimento (Tercier, Le nouveau droit
de la personnalité, Zurigo 1984, n. 2057; Deschenaux/Tercier, op. cit.,
n. 625; Brehm, op. cit., N. 10 ad art. 49 CO; questione lasciata
indecisa in DTF 120 II 99).

 

 

                                   7.   Ne
discende l’accoglimento del gravame e l’annullamento del dispositivo che
ordinava la pubblicazione della sentenza penale all’albo comunale di
__________.

                                         La
tassa di giustizia, le spese e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 148
CPC).

 

                                      

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello
4 giugno 1996 di __________ è accolto. 

                                         §    Di
conseguenza il dispositivo n. 2 della sentenza 9 maggio 1996 della Pretura
della giurisdizione di Locarno-Campagna è annullato.

 

 

                                   II.   Le
spese della procedura d’appello consistenti in

 

                                         a)
tassa di giustizia                                fr.    450.-

                                         b)
spese                                                 fr.      50.-

                                            
Totale                                                 fr.    500.-

 

                                         da
anticiparsi dall'appellante, sono poste a carico degli appellati in solido, i
quali rifonderanno alla controparte pure solidalmente fr. 500.- per ripetibili
di appello.

 

                                  III.   Intimazione
a:   - __________

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario