# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2414e9f8-de32-5383-af19-e30f872612ac
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2016-03-29
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 29.03.2016 SK.2016.1
**Docket/Reference:** SK.2016.1
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_SK-2016-1_2016-03-29

## Full Text

Falsificazione di valori di bollo ufficiali (art. 245 CP);;Falsificazione di valori di bollo ufficiali (art. 245 CP);;Falsificazione di valori di bollo ufficiali (art. 245 CP);;Falsificazione di valori di bollo ufficiali (art. 245 CP)

Decreto del 29 marzo 2016 
Corte penale 

Composizione  

Giudice penale federale Giuseppe Muschietti,  

Giudice unico, 

Cancelliera Francesca Pedrazzi  

Parti  MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERA-

ZIONE, rappresentato dal Procuratore federale Sergio 

Mastroianni, 

 

contro 

  

A., 

Oggetto 

 Falsificazione di valori di bollo ufficiali (art. 245 CP) 

 

  

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

 

 

Numero dell ’ incarto: SK.2016.1 

 

- 2 - 

Visti: 

- il decreto d'accusa del 15 aprile 2015 emesso dal Ministero pubblico della Confedera-

zione (in seguito: "MPC") nei confronti di A. per titolo di falsificazione di valori di bollo 

ufficiali ai sensi dell'art. 245 CP (cl. 1 p. 1.100.3 e segg.), notificato il 23 aprile 2015 

(cl. 1 p. 1.100.6); 

- l'opposizione al decreto in questione formulata da A., datata 27 aprile 2015, recapitata 

al MPC per lettera raccomandata anticipata via fax (cl. 1 p. 1.100.7 e seg.); 

- la missiva del 7 maggio 2015, tramite la quale il MPC ha informato A. in merito alla 

sua intenzione di confermare il decreto d'accusa in questione, invitandolo nel con-

tempo a comunicare, entro il 29 maggio 2015, se le spiegazioni fornitegli dal pubblico 

ministero rispondessero alle sue rimostranze, oppure se egli intendesse mantenere 

l'opposizione del 27 aprile 2015 al decreto d'accusa (cl. 1 p. 1.100.16 e seg.); 

- lo scritto datato 27 maggio 2015 di A., pervenuto al MPC il 5 giugno 2015, a mezzo 

del quale egli ha comunicato al MPC la sua volontà di non procedere e di "recedere 

ed abbandonare l'intenzione di mantenere l'opposizione al decreto d'accusa del 

15 aprile 2015", missiva di cui la scrivente Corte ha preso contezza unicamente il 

23 marzo 2016 (cl. 1 p. 1.510.2 e seg.); 

- lo scritto del 30 dicembre 2015, mediante il quale il MPC ha trasmesso gli atti alla 

Corte penale del Tribunale penale federale, quale tribunale di primo grado, affinché 

svolgesse la procedura dibattimentale (cl. 1 p. 1.100.1 e seg.); 

- l'invio del 7 gennaio 2016, tramite il quale il Presidente della Corte penale ha comuni-

cato alle parti la composizione della Corte chiamata a giudicare la causa (cl. 1 p. 

1.160.1 e seg.); 

- la missiva del 7 gennaio 2016, mediante la quale la scrivente Corte ha invitato le parti 

a presentare e motivare le loro eventuali istanze probatorie (cl. 1 p. 1.300.1); 

- lo scritto del 12 gennaio 2016, tramite il quale questa Corte ha richiesto al MPC di 

comunicare se intendesse partecipare ai dibattimenti (cl. 1 p. 300.2); 

- l'invio del 20 gennaio 2016, mediante il quale il MPC ha informato la Corte di rinunciare 

a presentare istanze probatorie nonché a presenziare ai dibattimenti (cl. 1 p. 1.510.1); 

- 3 - 

- lo scritto del 24 febbraio 2016, inviato al Tribunale penale federale per raccomandata 

anticipata per posta elettronica, tramite il quale A. ha ribadito all'indirizzo della Corte il 

ritiro dell'opposizione (cl. 1 p. 1.521.10 e seg.), missiva alla quale erano pure allegate 

copia dell'opposizione al decreto d'accusa (cl. 1 p. 1.521.13 e seg.; cfr. cl. 1 p. 1.100.7 

e seg.) nonché dello scritto datato 27 maggio 2015 al MPC (cl. 1 p. 1.521.12; cfr. cl. 1 

p. 1.510.3); 

- la lettera del 2 marzo 2016, mediante la quale questa Corte ha chiesto a A. di fornire 

la prova dell'invio effettivo al MPC dello scritto datato 27 maggio 2015 (cl. 1 p. 1.300.3); 

- la risposta di A., datata 10 marzo 2016, con allegata copia della ricevuta d'invio di una 

raccomandata internazionale, numero di spedizione 1, recante la data del 28 maggio 

2015, indirizzata al MPC (cl. 1 p. 1.521.16 e segg.);  

- l'esito della spedizione 1, che risulta essere stata consegnata al destinatario (cl. 1 p. 

1.521.20);  

- lo scritto del 17 marzo 2016, mediante il quale la scrivente Corte ha chiesto al MPC di 

determinarsi sugli scritti di A. del 24 febbraio, rispettivamente del 10 marzo 2016, invi-

tando inoltre il MPC a trasmetterle l'originale della missiva di A. del 27 maggio 2015 

(cl. 1 p. 1.300.4 );  

- la risposta del MPC del 18 marzo 2016, tramite la quale esso ha trasmesso a questa 

Corte lo scritto datato 27 maggio 2015 di A., effettivamente recapitato il 5 giugno 2015 

al MPC e erroneamente rimasto presso la sua cancelleria (cl. 1 p. 1.510.2 e seg.).  

Considerato: 

- che il decreto d'accusa può essere impugnato entro dieci giorni dall'imputato con op-

posizione scritta al pubblico ministero (art. 354 cpv. 1 lett. a CPP); 

- che se non vi è valida opposizione, oppure se questa viene ritirata, il decreto d'accusa 

diviene sentenza passata in giudicato ed esecutiva (art. 354 cpv. 3 CPP; RIKLIN in: 

Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, 2a edizione, Basilea 2014, 

n. 18 ad art. 354 CPP; DAPHINOFF, Das Strafbefehlsverfahren in der Schweizerischen 

Strafprozessordnung, Zurigo/Basilea/Ginevra 2012, p. 624); 

- che il ritiro dell'opposizione è definitivo (SCHWARZENEGGER, in: DONA-

TSCH/HANSJAKOB/LIEBER, Kommentar zur schweizerischen Strafprozessordnung, Zu-

rigo 2014, n. 2a ad art. 356 CPP; DAPHINOFF, op. cit., p. 614);  

- 4 - 

- che, se è fatta opposizione al decreto d'accusa, il pubblico ministero assume le ulteriori 

prove necessarie al giudizio sull'opposizione medesima (art. 355 cpv. 1 CPP) e che, 

se una volta assunte le prove il pubblico decide di confermare il decreto d'accusa 

(art. 355 cpv. 3 lett. a CPP), esso trasmette senza indugio gli atti al tribunale di primo 

grado affinché svolga la procedura dibattimentale, valendo in tal caso il decreto d'ac-

cusa quale atto d'accusa (art. 356 cpv. 1 CPP); 

- che, nella fattispecie, l'opposizione al decreto d'accusa è stata esplicitamente ritirata 

dall'imputato mediante suo scritto del 27 maggio 2015 al MPC, effettivamente giunto 

all'autorità di perseguimento penale prima che gli atti fossero trasmessi al tribunale di 

prima istanza;  

- che, conseguentemente, il decreto d'accusa del 15 aprile 2015, formulato nei confronti 

di A. nel procedimento SV.15.0339-MAS, è divenuto sentenza passata in giudicato ed 

esecutiva; 

- che, pertanto, il complesso fattuale dedotto in accusa dinanzi alla scrivente Corte è 

già stato oggetto di una decisione di merito passata in giudicato; 

- che, conseguentemente, si è in presenza di un impedimento a procedere ai sensi 

dell'art. 329 cpv. 1 lett. c CPP, sgorgante dal principio "ne bis in idem", ancorato 

nell'art. 11 CPP, che sancisce il divieto di un secondo procedimento, non potendo il 

condannato in Svizzera con decisione passata in giudicato essere nuovamente per-

seguito per lo stesso reato (RIKLIN in: Basler Kommentar, op. cit., n. 1 ad art. 356 CPP; 

STEPHENSON/ZALUNARDO-WALSER in: Basler Kommentar, op. cit., n. 5 segg. ad 

art. 329 CPP); 

- che, di riflesso, il procedimento va abbandonato, trattandosi di un impedimento a pro-

cedere denotante carattere definitivo; 

- che per questo decreto non vengono prelevate spese. 

  

- 5 - 

Per questi motivi, il Giudice unico decreta: 

 

1. Il procedimento di cui all'incartamento SK.2016.1 della Corte penale del Tribu-

nale penale federale è abbandonato. 

2. Non vengono prelevate spese. 

 

 

 

In nome della Corte penale 

del Tribunale penale federale 

 

 

 

 

Il Giudice unico La Cancelliera 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
Notificazione a: 

- Ministero pubblico della Confederazione, Procuratore federale Sergio Ma-

stroianni 

- Signor A. 

  

- 6 - 

Informazione sui rimedi giuridici 

 

Reclamo alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale 

Il reclamo contro i decreti e le ordinanze, nonché gli atti procedurali della Corte penale del Tribunale penale 

federale, eccettuate le decisioni ordinatorie, deve essere presentato e motivato per scritto entro 10 giorni alla 

Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (art. 393 cpv. 1 lett. b e art. 396 cpv. 1 CPP; art. 37 cpv. 

1 LOAP). 

Il reclamo contro la decisione che fissa la retribuzione del difensore d’ufficio deve essere presentato e motivato 

per scritto entro 10 giorni alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (art. 135 cpv. 3 lett. a e 

art. 396 cpv. 1 CPP; art. 37 cpv. 1 LOAP). 

Mediante il reclamo si possono censurare: a. la violazione del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere 

di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia; b. l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti; c. l’ina-

deguatezza (art. 393 cpv. 2 CPP). 

 

Ricorso al Tribunale federale 

Le decisioni finali della Corte penale del Tribunale penale federale sono impugnabili mediante ricorso al Tri-

bunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 

78, art. 80 cpv. 1, art. 90 e art. 100 cpv. 1 LTF). 

Il ricorrente può far valere la violazione del diritto federale e del diritto internazionale (art. 95 lett. a e b LTF). 

Egli può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto o in 

violazione del diritto ai sensi dell’articolo 95 LTF e l’eliminazione del vizio può essere determinante per l’esito 

del procedimento (art. 97 cpv. 1 LTF). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Spedizione: 29 marzo 2016