# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 233cf7bc-e006-5f3b-a3bf-92dc929a9474
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-12-11
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 11.12.2000 16.2000.86
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2000-86_2000-12-11.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2000.00086

  	
  Lugano

  11 dicembre
  2000/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
	
  composta dei
  giudici:

  	
  Chiesa,
  presidente, 

  Cocchi e Giani

  
						

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per
giudicare il ricorso per cassazione 10 agosto 2000 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________

  (patr. dall'avv.
  __________)

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la
sentenza 17 luglio 2000 del Segretario assessore della Pretura del Distretto di
Bellinzona nella causa a procedura speciale in materia di locazione promossa
con istanza 10 giugno/13 settembre 1996 nei confronti

 

 

	
   

  	
  __________ 

  (patr. dall'avv.
  __________)

  

 

 

con la
quale l’istante ha chiesto il disconoscimento del debito di fr. 3'199.– di cui
alla decisione di rigetto provvisorio dell'opposizione 24 maggio 1996 della
Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello, domanda respinta dal primo
giudice,

 

 

esaminati gli atti

 

 

 

 

considerato

 

 

in fatto e in
diritto:

 

                                1.      Il
10 settembre 1990 __________ ha sottoscritto con Immobiliare __________ un
contratto di locazione avente per oggetto un appartamento di proprietà di
quest'ultima a __________ (doc. C). Le parti hanno previsto il deposito di una
garanzia di fr. 1'000.– che il conduttore ha versato sul libretto di risparmio
n. __________presso la __________. Il contratto, rinnovabile annualmente salvo
disdetta da notificarsi con un preavviso di tre mesi prima della scadenza
(fissata al 30 settembre), è stato disdetto dal conduttore con scritto 26
luglio 1994 per il successivo 31 ottobre (doc. E). La disdetta non è stata
accettata da __________ la quale ha così ritenuto il contratto vincolante sino
al 30 settembre 1995 (doc. F). Il conduttore, avendo sottoposto a quest’ultima
il nominativo di tre persone disposte a subentrare nel contratto (__________,
__________ e __________), il 31ottobre 1994 ha restituito le chiavi dell'ente
locato ritenendosi libero dal pagamento delle pigioni successive (doc. O). Di
diverso avviso la __________ la quale, non considerando i subentranti proposti
idonei a riprendere la locazione, ha notificato al conduttore i PE no.
__________, __________e __________ dell'UE di Bellinzona per l'incasso delle
pigioni rimaste insolute per i mesi di novembre/dicembre 1994 e gennaio 1995,
per un totale di fr. 3'199.–. Avendo l'escusso interposto opposizione ai PE,
__________ ha promosso nei suoi confronti una procedura di rigetto provvisorio
dell'opposizione sfociata nella sentenza 12 giugno 1995 con la quale il Pretore
del distretto di Bellinzona ha respinto l'istanza. Con sentenza 24 maggio 1996
questa Camera, accogliendo il ricorso per cassazione presentato da __________
(al quale era stato concesso effetto sospensivo), ha annullato la sentenza del
pretore pronunciando il rigetto provvisorio delle opposizioni interposte da
__________ ai PE sopra menzionati, ritenendo che questi non avesse reso
verosimile la propria liberazione dal pagamento delle pigioni.

 

                                2.      Poiché il competente Ufficio in materia di locazione –cui
l'istanza di disconoscimento del credito presentata il 10 giugno 1996 da
__________ era stata trasmessa dal pretore– ha dichiarato fallito il tentativo
di conciliazione, l'istante ha nuovamente adito il giudice in data 13 settembre
1996. In particolare egli ha contestato il diritto di __________ al pagamento
delle pigioni dopo la consegna dell'ente locato, avendo egli fatto fronte
all'obbligo di cui all'art. 264 CO, ossia proponendo il nominativo di tre
persone disposte a subentrare nel contratto. L'istante ha postulato inoltre la
liberazione a suo favore della garanzia depositata presso la __________. La
convenuta si è opposta all'istanza contestando l'adempimento da parte del
conduttore dell'obbligo di cui all'art. 264 CO, ritenuto che i subentranti
proposti –due e non tre– non adempivano i presupposti di legge: __________
perché aveva comunicato di non essere più interessato a subentrare nel contratto
e __________ perché non offriva sufficienti garanzie di solvibilità. La
convenuta si è altresì opposta alla domanda di liberazione del deposito di
garanzia, opponendovi in compensazione le pigioni rimaste insolute e i danni
cagionati all’ente locato.

 

                                3.      Con
il querelato giudizio il segretario assessore, ritenuta l'inidoneità dei
subentranti proposti, ha respinto integralmente l'istanza, concludendo alla
sussistenza del debito oggetto dei PE n. __________, __________e __________dell'UEF
di Bellinzona.

 

                                4.      Con
il presente tempestivo ricorso __________ insorge contro il predetto giudizio
postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art.
327 lett. g CPC. Il ricorrente rimprovera al segretario assessore di aver
arbitrariamente valutato le prove ed erroneamente applicato l'art. 264 CO, in
particolare per aver concluso all'esistenza del debito per pigioni nonostante
egli abbia proposto alla proprietaria perlomeno un subentrante solvibile nella
persona di __________; solvibilità che la convenuta aveva negato genericamente
e senza una seria verifica della reale situazione della candidata, mentre in
causa le risultanze istruttorie hanno poi rivelato il contrario. Il ricorrente
si duole inoltre della violazione dell'art. 86 CPC da parte del segretario
assessore che ha omesso di pronunciarsi sulla sua domanda di liberazione del
deposito di garanzia. 

 

                                          Con
osservazioni 14 settembre 2000 la controparte postula la reiezione del gravame.

 

                                5.      Giusta
l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere
annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale
o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa
o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è
arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed
indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della
giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;
per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta
(o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta
da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 126 I 170 consid.
3a).

 

                                6.      L’azione di disconoscimento del debito è una causa di merito (Giliéron,
Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 1993, 3. ed., p. 155; D.
Staehelin, in Kommentar zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs,
1998, n. 14 ad art. 83 LEF). In essa il creditore, che vi è convenuto, è tenuto
a dimostrare il fondamento del proprio credito, mentre spetta al
debitore/istante sostanziare le eccezioni liberatorie delle quali si prevale
per dimostrare l'inesistenza del debito. L’inversione dei ruoli processuali non
comporta in altri termini anche il capovolgimento dell’onere della prova a
danno del debitore e istante (Rep. 1986 p. 89; Gilliéron, op.
cit., p. 156; Fritsche/ Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach
schweizerischem Recht, 1984, Vol. I, p. 270; D. Staehelin, op.cit., n.
55 ad art. 83 LEF). In quest'ottica, spettava quindi alla convenuta dimostrare
il benfondato del credito di fr. 3'199.– da lei fatto valere, mentre incombeva
all'istante dimostrare che il credito non poteva sussistere poiché il contratto
di locazione si era concluso il 31 ottobre 1994 con la presentazione di un
subentrante idoneo ai sensi dell'art. 264 CO. 

 

                                7.      Secondo
l'art. 264 cpv. 1 CO il conduttore che intende dipartirsi dal contratto prima
della sua scadenza, è liberato dai suoi obblighi verso il locatore solo se gli
propone un nuovo conduttore solvibile che non possa essere ragionevolmente
rifiutato dal locatore e che sia disposto a riprendere il contratto alle stesse
condizioni (SVIT Schweizerisches Mietrecht, ad art. 264 CO, n. 6 segg.).
L'onere della prova dell'adempimento delle condizioni di cui all'art. 264 CO,
ovvero dell’accettabilità e solvibilità del subentrante, spetta all'inquilino
uscente il quale è pure tenuto a fornire al locatore tutti i dati necessari
affinché questi possa verificare l’accettabilità o meno del subentrante (Higi,
Zürcher Kommentar, ad art. 264 CO, n. 46 e 67; SVIT, op.cit., n. 11); si
tratta di informazioni che egli deve trasmettere al locatore tempestivamente,
ossia entro un lasso di tempo ragionevole affinché questi possa verificare se
il subentrante corrisponde ai presupposti dell'art. 264 cpv. 1 CO. Se il
conduttore non propone un successore con tali requisiti resta tenuto al
pagamento del corrispettivo fino al momento in cui la locazione si estingue o
può essere sciolta oppure sino a quando l’ente viene nuovamente locato. Pur non
avendo alcun obbligo di accettare il candidato propostogli, se il locatore
rifiuta un candidato solvibile e oggettivamente accettabile, deve liberare
l’inquilino uscente dai suoi oneri contrattuali a partire dalla data in cui il
subentrante era disposto a riprendere il contratto (Higi, op.cit., n.
63). La verifica dell'accettabilità o meno del subentrante deve essere
effettuata secondo criteri oggettivi e in considerazione delle peculiarità del
caso concreto (Higi, op.cit., n. 32; DTF 119 II 36), ritenuto che
di regola il subentrante è ragionevolmente accettabile se non ci sono validi
motivi per rifiutare la sua candidatura (Higi, op.cit., n. 58), e che il
locatore non può esigere dal subentrante più di quello che era richiesto al
conduttore uscente (Higi, op.cit., n. 33). D'altra parte, il conduttore
non può pretendere che il locatore sia pregiudicato a dipendenza del cambio di
inquilino (SVIT, op.cit., n. 6). Per quanto attiene ancora al requisito
della solvibilità del subentrante, lo stesso non è ad esempio dato se il
subentrante ha esecuzioni in corso, se sono stati rilasciati attestati carenza
beni a suo nome o se la sua situazione finanziaria è tale che dal punto di
vista oggettivo non garantisca il pagamento delle pigioni.

                                          

                                          In
questa sede, come già rilevato, il ricorrente censura la valutazione del primo
giudice soltanto relativamente alla subentrante __________. Al proposito è
anzitutto doveroso rilevare come –con riferimento ai principi informativi
esposti al considerando 5– il giudizio sull'oggettiva solvibilità di un
possibile subentrante non è legato a presupposti rigorosi, rispettivamente a
calcoli di esatta proporzione fra reddito e pigione, ma è comprensivo di
momenti diversi, valutando i quali il giudice deve godere di un certo margine
d'apprezzamento. Così, nel caso concreto non è possibile rimproverare al
segretario assessore di aver giudicato in modo arbitrario la fattispecie: egli
infatti, forse opinabilmente nel merito, ha ritenuto che la solvibilità della subentrante
fosse incerta riferendosi a elementi concreti e corretti: è infatti pacifico
che sommando il reddito proprio della signora __________ (fr. 1'800.–) agli
alimenti dovuti dal marito (fr. 450.–), la pigione di fr. 1'133.– avrebbe
inciso sulla sua economia domestica per circa la metà sulle sue entrate; né il
ricorrente pretende che il (pacifico) soccorso offerto alla signora __________
dalla pubblica assistenza fosse di conforto alla tesi della solvibilità della
candidata; qualità che peraltro egli non ha mai sostenuto essere paragonabile
alla propria situazione economica (cfr. DTF 119 II 39). Né può essere
condivisa la censura ricorsuale secondo cui controparte avrebbe addotto
determinate circostanze soltanto in sede di conclusioni e quindi tardivamente:
va osservato al riguardo che in quella sede la convenuta non ha esposto fatti
nuovi, ma considerazioni riferite alla fase istruttoria di cui peraltro fa
parte il richiamo dell'incarto della precedente causa sommaria dove si trova
anche la dichiarazione dell'Ufficio esecuzione e fallimenti di __________ (doc.
G4).

 

                                          D'altra
parte –e a titolo abbondanziale– può ancora essere osservato che il ricorrente,
avesse disposto di altri elementi per giudicare la solvibilità della
subentrante, non si sarebbe accontentato di rinviare controparte all'incerto
parere di un'assistente sociale, ma si sarebbe fatto carico –come impone la
legge– di raccogliere tutte le informazioni necessarie per proporre al locatore
un candidato ritenuto seriamente idoneo e oggettivamente accettabile; e ciò
almeno dopo aver preso atto delle perplessità della società immobiliare. È
questo –se non altro– un motivo in più per escludere l'arbitrio della decisione
impugnata. Ogni altra censura va respinta, osservando che l’annullamento della
sentenza si giustifica solo se questa è arbitraria nel suo risultato e non
solamente nella sua motivazione (DTF 120 Ia 369 consid. 3a),

                                    

                                          Rimproverando
al segretario assessore di aver violato l'art. 86 CPC, il ricorrente intende
implicitamente invocare il motivo di cassazione di cui all'art. 327 lett. f
CPC, laddove rappresenta un presupposto alla revisione della sentenza il fatto
che il giudice abbia omesso di pronunciarsi su domande formulate (art. 340
lett. a CPC). In effetti l'istante, accanto al disconoscimento del debito,
aveva chiesto –sia con l'allegato introduttivo sia in sede di conclusioni– che
gli fosse restituita la garanzia di fr. 1'000.– depositata a suo tempo. Il
segretario assessore non si è pronunciato su questa domanda; pertanto, in virtù
dell'art. 344 CPC, se la domanda di revisione è ammessa, la sentenza impugnata
è annullata e l'autorità di revisione è competente a decidere il merito della
controversia.

 

                                          Secondo
l'art. 257e cpv. 3 CO la banca può liberare la garanzia soltanto con il consenso
di entrambe le parti (locatore e conduttore), o sulla base di un precetto esecutivo,
rispettivamente di una sentenza passata in giudicato. In quest'ottica, il
locatore che rivendica a suo favore la liberazione della garanzia versata dal
conduttore, deve poter presentare alla banca una sentenza passata in giudicato
che autorizzi tale svincolo o che addirittura lo ordini direttamente (Higi,
op.cit., ad art. 257e CO, n. 38 e 39; SVIT, op.cit., ad art. 257e CO, n.
24). Questa sentenza, che deve emanare da un'autorità giudiziaria civile, oltre
a esprimersi sulla richiesta di svincolo della cauzione, deve evidentemente
pronunciarsi sul credito che il locatore intende opporre in compensazione alla
garanzia di spettanza del conduttore. 

                                          In
concreto, avendo il segretario assessore accertato un credito di fr. 3'199.– a
favore della locatrice, la domanda di liberazione della garanzia a favore del
conduttore (fr. 1'000.– oltre interessi), deve giocoforza essere respinta.

 

                              10.      Il ricorso è respinto laddove si fonda sull'art. 327 g CPC; è invece
accolta la censura riferita all'art. 327 lett. f CPC senza però necessità di
ripartire le ripetibili che vanno a carico del ricorrente soccombente nel
merito.

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art.
327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la LTG 

 

pronuncia:             I.      Il ricorso per cassazione 10 agosto 2000
di __________ è parzialmente accolto.

                                          Di conseguenza la sentenza 17 luglio 2000 del Segretario assessore
della Pretura del Distretto di Bellinzona, limitatamente al dispositivo n. 1,
è annullata e sostituita dal seguente giudicato:

                                               1.       L'istanza
è respinta.

                                               1.1                              La
domanda di liberazione della garanzia a favore di __________ è respinta. 

 

                                 II.      Le spese del presente giudizio, consistenti in:

                                          a)
tassa di giustizia      fr.  250.–

                                          b)
spese                         fr.     50.–

                                                                                 fr.  300.–

                                          già
anticipate dal ricorrente, rimangono a suo carico. Il ricorrente deve inoltre
rifondere alla controparte fr. 350.– a titolo di ripetibili.

 

                                III.      Intimazione
a: 

                                          –
__________

                                          Comunicazione
alla Pretura del distretto di Bellinzona.

 

 

 

Per la Camera di
cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                               
La segretaria