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**Case Identifier:** 8eb48615-19d6-5e08-aa76-4ebfadc2e3ec
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-12-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.12.2017 A-6978/2015
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-6978-2015_2017-12-19.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 

Decisione annullata dal TF con 

sentenza del 03.06.2019 (1C_71/2018) 

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-6978/2015 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  1 9  d i c e m b r e  2 0 1 7  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Jürg Steiger, Maurizio Greppi,  

cancelliera Sara Pifferi. 
 

 
 

Parti 

 
Ufficio federale delle strade USTRA,  

3003 Bern,   

rappresentato dalla Repubblica e Cantone Ticino, 

Dipartimento del territorio, Via Franco Zorzi 13,  

casella postale 2170, 6501 Bellinzona,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
A._______,   

controparte,  

 

Commissione federale di stima 13° Circondario  

(Ticino e Grigioni),  

c/o avvocato Filippo Gianoni, presidente,  

Via Visconti 5, casella postale 1018, 6501 Bellinzona,   

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Procedura di espropriazione per la sistemazione dello 

svincolo della A2 di Mendrisio. 

A-6978/2015 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

In data 11 luglio 2008 l’Ufficio federale delle strade (di seguito: USTRA) ha 

inoltrato al Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e 

della comunicazione (di seguito: DATEC) la richiesta d’approvazione dei 

piani per la riorganizzazione dello svincolo autostradale di Mendrisio sulla 

A2 di Mendrisio, dal km 6.167 al km 10.32 (corsia Sud-Nord), dal km 8.220 

al km 6.167. Dal 19 agosto 2008 aI 19 settembre 2008 il progetto è stato 

sottoposto all’inchiesta pubblica mediante pubblicazione presso i Comuni 

toccati (a quel tempo: Mendrisio, Rancate e Ligornetto) e nel Foglio 

Ufficiale del Cantone Ticino (FU 67/2008). 

B.  

La realizzazione del predetto progetto comporta l’espropriazione in via 

definitiva o temporanea di vari fondi, tra cui la particella n. ***1 del Registro 

fondiario definitivo (di seguito: RFD) del Comune di X._______ (Sezione 

Y.______) di proprietà della società anonima A._______, con sede a 

Y._______, come segue: 

particella n. ***1 
(di 11'477 m2) 

 

 espropriazione definitiva di 396 m2; 

 

 occupazione temporanea di 729 m2. 

 

 

A._______ è altresì proprietaria di altre quattro particelle confinanti, ossia 

le particelle n. ***2 (31'390 m2), n. ***3 (coattiva di 1'777 m2), n. ***4 

(759 m2) e n. ***5 (1'512 m2) RFD del Comune di X._______ (Sezione 

Y._______). Tali fondi non sono tuttavia oggetto d’espropriazione. Le 

predette particelle – compresa la particella n. ***1 – sono tutte inserite nel 

comparto situato in località « Valera », compreso tra la strada cantonale 

Mendrisio – Genestrerio, la linea ferroviaria Mendrisio-Stabio e la 

semiautostrada A394 Mendrisio-Stabio. 

C.  

Con decisione 31 ottobre 2011, il DATEC ha evaso le opposizioni al 

progetto ai sensi dei considerandi e le domande ai sensi degli artt. 7-10 

della legge federale del 20 giugno 1930 sulla espropriazione (LEspr, 

RS 711) e approvato i piani del progetto esecutivo. Nove opposizioni sono 

state trasmesse per evasione delle pretese espropriative alla Commissione 

federale di stima del 13° Circondario, Cantone Ticino e Grigioni (di seguito: 

CFS). 

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La predetta decisione è poi stata confermata su ricorso dal Tribunale 

amministrativo federale con sentenza A-6547/2011 del 22 ottobre 2013. 

D.  

Con decisione 17 agosto 2012, il Presidente della CFS ha aperto la 

procedura di stima per l’acquisizione dei diritti necessari alla realizzazione 

delle opere e ha composto il collegio giudicante. 

E.  

L’anticipata immissione in possesso è stata concessa, salvo un’eccezione, 

da tutti gli espropriati. Per i casi nei quali non sono stati raggiunti accordi, 

la CFS ha effettuato le udienze di conciliazione il 2 maggio 2013 e i 

sopralluoghi il 12 febbraio 2014. Alle parti è stata concessa la facoltà di 

presentare memorie conclusive scritte. 

F.  

Durante l’udienza di conciliazione tenutasi il 2 maggio 2013, per quanto 

concerne la particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione 

Y._______), l’USTRA – in qualità di espropriante – ha proposto l’indennità 

usuale per terreni agricoli di 20 franchi/m2, mentre A._______ – parte 

espropriata – ha chiesto l’indennità di 600 franchi/m2. 

G.  

Con decisione 25 settembre 2015, la CFS ha considerato la particella 

n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______) come ubicata 

nella zona di pianificazione (di seguito: ZP) – zona di edificazione del 

comparto « Valera » (elaborazione variante di piano regolatore). Essendosi 

già pronunciata sullo statuto giuridico delle particelle che si trovano 

all’interno del comparto « Valera » nell’ambito di una procedura anteriore – 

con decisione 22 febbraio 2013 poi confermata dal Tribunale amministra-

tivo federale con sentenza A-1586/2013 del 23 luglio 2014 – la CFS ha 

ritenuto che, tenuto conto del dies aestimandi fissato al 2 maggio 2013, le 

sue precedenti considerazioni erano valide anche nel caso specifico della 

particella n. ***1. La CFS ha dunque ribadito che nelle Schede di Piano 

direttore (di seguito: PD) – e meglio nella Scheda di PD R7, all’epoca del 

dies aestimandi con grado di consolidamento intermedio (« risultato 

intermedio ») – la zona « Valera » veniva qualificata di Polo di sviluppo 

economico (di seguito: PSE), di modo che tenuto conto del suo enorme 

potenziale di riconversione, si poteva partire dal presupposto che la stessa 

avrebbe acquisito un carattere industriale e artigianale e dunque prendere 

come riferimento le tabelle dell’Ufficio di statistica del Cantone Ticino (di 

seguito: USTAT) che più si avvicinano alla loro funzionalità mista, nell’ottica 

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di un miglior uso futuro. La CFS ha sancito che la particella n. ***1 andava 

dunque considerata alla stregua dei terreni industriali-artigianali, sicché 

andava presa in considerazione la media ponderata su 4 anni/8 anni pari 

a 350 franchi/m2 dei dati relativi alle vendite di terreni industriali-artigianali. 

La CFS ha pertanto fissato l’indennità per l’espropriazione parziale 

definitiva di 396 m2 della particella n. ***1 a 138'600 franchi (= 350 fr./m2 x 

396 m2). Per le spese cagionate dall’espropriazione, essa ha poi 

riconosciuto un’indennità di ripetibili di 10'962 franchi (IVA inclusa). 

H.  

Avverso la predetta decisione, l’USTRA (di seguito: ricorrente) – 

rappresentato dalla Repubblica e Cantone Ticino, Sezione amministrativa 

immobiliare – ha presentato ricorso il 28 ottobre 2015 dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale.  

In sunto, il ricorrente contesta il calcolo dell’indennità di espropriazione, in 

quanto ritiene che sarebbe a torto che la CFS avrebbe preso in conside-

razione le transazioni relative ai terreni industriali e edificabili, allorquando 

al dies aestimandi fissato al 2 maggio 2013 – e anche in precedenza – lo 

statuto giuridico della particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ 

(Sezione Y._______), ubicata nel comparto « Valera », non sarebbe (mai) 

stato quello di zona edificabile. Contestando l’applicabilità del piano 

regolatore (di seguito: PR) del 1983 che attribuiva il comparto « Valera » 

alla zona industriale J2 – PR che essendo contrario al diritto federale in 

materia di pianificazione del territorio, sarebbe poi decaduto il 1° gennaio 

1988 e in ogni caso abrogato nel 2002 –, il ricorrente ritiene infatti che vi 

sarebbe attualmente un vuoto pianificatorio. 

A suo avviso, sarebbe a torto che la CFS avrebbe tenuto conto della 

scheda di PD R7 nella sua versione del 2009, inserente il comparto 

« Valera » nel PSE: tale scheda avrebbe infatti solo un grado di « risultato 

intermedio », pertanto non definitivo e non sicuro. Nella sua analisi, la CFS 

avrebbe invero dovuto tenere conto della revisione della legge federale del 

22 giugno 1979 sulla pianificazione del territorio (LPT, RS 100) adottata dal 

Parlamento già il 15 giugno 2012 e sancente una moratoria di 5 anni 

nonché l’esplicito ordine di ridimensionamento delle zone edificabili, 

confermata in votazione dal popolo il 3 marzo 2013. Proprio tenuto conto 

di detta revisione, la proposta di variante di PR del 17 dicembre 2013 – 

attribuente il comparto « Valera » al PSE – sarebbe stata considerata 

inattuabile il 1° dicembre 2014 dal Dipartimento del territorio del Cantone 

Ticino nel suo esame preliminare, in quanto non conforme alla LPT, 

circostanza non ritenuta dalla CFS. Tutti questi elementi proverebbero che 

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l’ipotesi di miglior uso futuro prospettato dalla CFS invero non sarebbe 

concreta o realizzabile, bensì smentita dall’attuale evoluzione in materia di 

pianificazione del territorio e di ridimensionamento delle zone edificabili. 

Per questi motivi, il ricorrente ha postulato la riforma del punto n. 1-l della 

decisione impugnata, nei seguenti termini: 

« La Confederazione svizzera, Ufficio federale delle strade (USTRA), 

Bellinzona, deve versare, nei modi e termini previsti dalla legge (art. 88 e 

89 LEspr) la seguente indennità di espropriazione: 

alla A._______, Y._______ 

 al valore non esorbitante ex art. 66 LDFR sino ad un massimo di CHF 20.-

- il mq a titolo di indennità per l’espropriazione definitiva parziale di 396 mq 

della particella n. ***1 RFD di X._______, Sezione di Y._______, oltre 

interessi del 1.75% a partire dal 2 giugno 2015; 

 CHF 10'692.-- a titolo d’indennità complessiva per ripetibili (IVA inclusa) ». 

I.  

Con scritto 5 novembre 2015, la CFS ha trasmesso l’incarto e rinunciato a 

presentare osservazioni, riconfermandosi nella propria decisione. 

J.  

Con osservazioni 8 febbraio 2016, A._______, Y._______ (di seguito: 

controparte) – per il tramite del suo patrocinatore – ha postulato il rigetto 

del predetto ricorso.  

In sostanza, chiedendo la conferma della decisione impugnata, la contro-

parte sostiene che la particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ 

(Sezione Y._______) sarebbe sempre appartenuta alla zona edificabile, 

come risulterebbe dal PR del 1983 mai stato abrogato per quanto concerne 

il comparto « Valera » e tutt’ora in vigore. La zona di pianificazione adottata 

il 7 maggio 2007 dal Municipio di Rancate per una durata di 5 anni, poi 

prorogata per un ulteriore periodo di 2 anni, sarebbe ora decaduta. Essa 

ritiene che detto fondo sarebbe stato utilizzato per decenni a fini industriali-

commerciali in modo intensivo ed ininterrotto, dapprima quale deposito di 

idrocarburi, poi riutilizzata per fini industriali, artigianali e commerciali, per 

stessa concessione del Dipartimento del territorio del Canton Ticino. Detto 

fondo, come i suoi altri fondi, sarebbero perfettamente e ottimamente 

urbanizzati. Come facilmente dimostrabile mediante un sopralluogo e la 

documentazione pertinente, il comparto « Valera » non sarebbe infatti più 

un’area verde di pregio, bensì un’area persino servita da uno specifico 

raccordo ferroviario privato.  

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La scheda di PD R7 vigente al momento del dies aestimandi inserirebbe il 

comparto « Valera » nel PSE. In tale contesto, la particella n. ***1 

risulterebbe inserita proprio nella zona intensiva e più pregiata denominata 

« Area strategica per attività con ricadute socioeconomiche regionali », 

sicché vi sarebbe una concreta possibilità di miglio uso futuro. La 

controparte, contestando l’asserito sovradimensionamento della zona 

edificabile in rapporto al comparto « Valera », ritiene poi che determinante 

sarebbe la situazione al dies estimandi, sicché eventuali peggioramenti – 

qui non comprovati – della situazione della particella n. ***1 o modifiche 

della LPT non entrerebbero in linea di conto. A suo avviso, nessun studio 

pianificatorio escluderebbe in seguito l’ipotesi edificatoria. 

K.  

Con replica 3 maggio 2016, il ricorrente ha contestato quanto sancito dalla 

controparte, sottolineando che la particella n. ***1 RFD del Comune di 

X._______ (Sezione Y._______) non avrebbe mai fatto parte della zona 

edificabile, il relativo PR del 1983 non essendo mai stato conforme alla 

LPT, sicché sarebbe stato completamente abrogato con la revisione 

globale del 2002, così come risulterebbe dal parere 25 aprile 2016 allestito 

dallo stesso Dipartimento del territorio del Cantone Ticino. Il ricorrente 

sottolinea poi che, conformemente alla modifica della LPT in vigore dal 

1° maggio 2014, la scheda di PD R7 sarebbe stata modificata, nel senso 

che il comparto « Valera » sarebbe stato stralciato dal PSE, sicché ogni 

ipotesi di miglior uso futuro risulterebbe inesistente. Attualmente la scheda 

PD R7 avrebbe valore di « dato acquisito ». A mente del ricorrente, la CFS 

non poteva ignorare l’obbligo di ridimensionamento implicito sancito dalla 

giurisprudenza prima del dies aestimandi e poi codificato con l’art. 15 

cpv. 2 LPT. Sarebbe a torto che la CFS si sarebbe fondata sulla scheda PD 

R7 con valore di « risultato intermedio », in quanto anche se confermato, 

la concretizzazione di una zona edificabile avrebbe comunque necessitato 

l’adozione di un piano di utilizzazione. La particella n. ***1 non potrebbe 

pertanto essere indennizzata per un miglior uso futuro che di fatto non 

possiede, non essendo un terreno edificabile. 

L.  

Con duplica 15 maggio 2017, la controparte ha contestato la replica del 

ricorrente, in particolare il contenuto del parere 25 aprile 2016 del Diparti-

mento del territorio del Cantone Ticino. In sostanza, la controparte ritiene 

che per la qualifica dello statuto giuridico della particella n. ***1 è la 

situazione alla data determinante del 2 maggio 2013, sicché le conside-

razioni del ricorrente riferite a dei cambiamenti legislativi o a delle decisioni 

intervenuti successivamente sarebbero qui irrilevanti. Fondandosi sul 

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parere del B._______ del 21 marzo 2015, la controparte ha ribadito la 

conformità del PR comunale del 1983 alla LPT che inserisce la particella 

n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______) nella zona 

edificabile. Detta particella, servita direttamente dal raccordo ferroviario 

privato e dalla strada cantonale nonché dall’accesso all’autostrada e alla 

superstrada, sarebbe stata completamente urbanizzata e edificata quale 

deposito petrolifero. Nonostante la vigenza di una ZP al dies aestimandi, 

la concreta possibilità di un mantenimento del fondo in zona edificabile 

sarebbe certamente stata molto probabile, nella misura in cui la particella 

n. ***1 sarebbe inserita nella zona edificabile sia nel Piano direttore 

cantonale (addirittura PSE) sia nella pianificazione regionale. Al dies 

aestimandi il fondo avrebbe dunque disposto di oggettive e concrete 

possibilità di miglior uso per l’insediamento di attività economiche.  

M.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale è competente per decidere il 

presente gravame giusta gli artt. 1 e 31 segg. LTAF, in relazione con 

l’art. 77 cpv. 1 LEspr. Giusta l’art. 77 cpv. 2 LEspr, fatte salve disposizioni 

contrarie contenute nella LEspr stessa, alla procedura di ricorso davanti al 

Tribunale amministrativo federale si applica la LTAF e quindi, in base al 

rinvio di cui all’art. 37 LTAF, la PA. 

1.2 Pacifica è la legittimazione ricorsuale del ricorrente. Essendo 

l’espropriante e il destinatario della decisione 25 settembre 2015 della CFS 

qui impugnata, che gli impone di versare alla controparte un indennizzo 

superiore a quanto da esso proposto, il ricorrente risulta infatti direttamente 

toccato e ha pertanto un interesse a che la stessa venga annullata 

(cfr. art. 78 cpv. 1 LEspr; art. 48 cpv. 1 PA). Detta decisione è poi stata 

impugnata con atto tempestivo (cfr. art. 22 segg. PA, art. 50 PA), nel 

rispetto delle esigenze di forma e di contenuto previste dalla legge 

(cfr. art. 52 PA). Il ricorso è dunque ricevibile in ordine e deve essere 

esaminato nel merito. 

 

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2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o incom-

pleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l’inadeguatezza (cfr. art. 49 PA; 

cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesver-

waltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149). 

2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 

cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né 

dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; 

MOOR/POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, 

pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio 

del diritto sono tuttavia limitati: l’autorità competente procede difatti sponta-

neamente a constatazioni complementari o esamina altri punti di diritto solo 

se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 

122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3).  

2.3 Nella giurisprudenza e nella dottrina è ammesso che l’autorità 

giudiziaria di ricorso – anche se dispone di un potere di cognizione 

completo – eserciti il suo potere d’apprezzamento con riserbo qualora si 

tratti di questioni legate strettamente a delle circostanze di fatto o a 

questioni tecniche (cfr. DTAF 2008/23 consid. 3.3). Quando si devono 

giudicare questioni tecniche speciali per le quali l’autorità di prima istanza 

dispone di conoscenze specifiche, l’autorità di ricorso non si discosterà 

pertanto senza validi motivi dall’apprezzamento di chi l’ha preceduta 

(cfr. DTF 133 II 5 consid. 3; 131 II 680 consid. 2.3.2; sentenza del TAF A-

7836/2008 del 21 dicembre 2011 consid. 3; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEU-

BÜHLER, op. cit., n. 2.154 segg.). 

3.  

Nel caso in disamina, il ricorrente – qui parte espropriante – contesta il 

calcolo dell’indennità concessa dall’autorità inferiore alla controparte – qui 

parte espropriata – per l’espropriazione parziale definitiva della particella 

n. ***1 RFD del Comune di X._______ (sezione Y._______), in quanto 

ritiene che sarebbe a torto che quest’ultima avrebbe qualificato detta 

particella di fondo a carattere edificabile/industriale, allorquando ciò non 

sarebbe invero il caso. In sunto, tenendo conto dell’assenza di miglior uso 

futuro risultante dalle circostanze al dies aestimandi e successive a detta 

data, segnatamente della revisione della LPT che escluderebbe la crea-

zione di nuove zone edificabili, la particella n. ***1 inserita nel « comparto 

Valera » risulterebbe non edificabile, sicché andrebbe indennizzata al 

valore usuale dei fondi agricoli non superiore a 10 franchi/m2. 

http://links.weblaw.ch/BVGE-2008/23
http://links.weblaw.ch/DTF-133-II-35
http://links.weblaw.ch/DTF-131-II-680

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In tale evenienza, dopo aver richiamato i principi applicabili alla presente 

fattispecie (cfr. consid. 3.1 del presente giudizio), si tratterà dunque di 

determinare se il metodo di calcolo adottato dalla CFS è corretto, ossia se 

al dies aestimandi, tenuto conto delle peculiarità del caso e delle norme 

applicabili, la CFS poteva qualificare la particella n. ***1 di fondo a carattere 

industriale/artigianale, ritenendo la sussistenza di un suo miglior uso futuro 

(cfr. consid. 3.2 del presente giudizio). Di riflesso, andrà poi stabilito se 

l’indennità d’espropriazione concessa alla controparte è adeguata e 

proporzionata (cfr. consid. 3.3 del presente giudizio).  

3.1   

3.1.1 Giusta l’art. 16 LEspr, l’espropriazione non può aver luogo che verso 

piena indennità. Nell’esame del patrimonio dell’espropriato, l’indennità non 

deve condurre né ad un impoverimento né ad un arricchimento. Essa deve 

collocare l’espropriato in una situazione economicamente equivalente a 

quella di cui avrebbe beneficiato senza l’espropriazione (cfr. DTF 95 I 453 

consid. 2; 93 I 554 consid. 3; sentenze del TAF A-6674/2014 del 7 dicem-

bre 2015 consid. 6.1; A-4906/2014 del 3 maggio 2017 consid. 4.1.1; A-

3440/2012 del 21 gennaio 2014 consid. 5.1.1; A-8536/2010 del 10 novem-

bre 2013 consid. 7; HESS/WEIBEL, Das Enteignungsrecht des Bundes, 

vol. I, 1986, n. 4 ad art. 16 LEspr; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. III, 

1992, pag. 413).  

3.1.2 Giusta l’art. 19 LEspr, nel fissare l’indennità devono essere tenuti in 

conto tutti i pregiudizi subiti dall’espropriato per effetto dell'estinzione o 

della limitazione dei suoi diritti. L’indennità comprende quindi (lett. a) 

l’intero valore venale del diritto espropriato; (lett. b) inoltre, nel caso di 

espropriazione parziale di un fondo o di più fondi economicamente 

connessi, l’importo di cui il valore venale della frazione residua viene ad 

essere diminuito; (lett. c) l’ammontare di tutti gli altri pregiudizi subiti 

dall’espropriato, in quanto essi possano essere previsti, nel corso ordinario 

delle cose, come una conseguenza dell’espropriazione. 

3.1.3 Il diritto all’indennizzo presuppone tuttavia un pregiudizio per il quale 

sussiste un nesso di causalità naturale e adeguata con la soppressione, la 

modifica, il trasferimento del diritto espropriato (cfr. MOOR, op. cit., 

pag. 415; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, Aménagement du territoire, 

construction, expropriation, 2001, n. 1137; RAPHAËL EGGS, Les « autres 

préjudices » de l'expropriation, 2013, n. 649 e segg.). Secondo il corso 

ordinario delle cose e dell’esperienza generale della vita, l’espropriazione 

deve essere propria a produrre un effetto del genere di quello che si è 

realizzato. Il mancato reddito è indennizzato soltanto nella misura in cui, 

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senza l’espropriazione, lo stesso si sarebbe realizzato con certezza, o 

almeno con alta verosimiglianza. Una semplice probabilità o aspettativa, 

fondata su delle considerazioni congiunturali o economiche, o su delle 

previsioni future senza fondamenti precisi, non basta (cfr. ZEN-RUFFI-

NEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1138). In assenza di detto nesso di causalità, 

per l’espropriato non sussiste pertanto alcun diritto all’indennizzo 

(cfr. sentenze del TAF A-6674/2014 del 7 dicembre 2015 consid. 6.3; A-

4906/2014 del 3 maggio 2017 consid. 4.1.4; A-1586/2013 del 23 luglio 

2014 consid. 5.5.3; A-8333/2010 del 29 aprile 2013 consid. 3.4).  

L’esigenza di un nesso di causalità si applica altresì allorquando un’espro-

priazione parziale genera la perdita o la diminuzione dei vantaggi di fatto 

di cui beneficiava la frazione residua del fondo ai sensi dell’art. 22 cpv. 2 

LEspr. In questo caso, secondo il Tribunale federale, l’espropriazione deve 

apparire come la condizione senza la quale la perdita o la diminuzione del 

vantaggio non si sarebbe verificata (cfr. sentenze del TAF A-4906/2014 del 

3 maggio 2017 consid. 4.1.4; A-8333/2010 del 29 aprile 2013 consid. 3.4; 

GRISEL, op. cit., pag. 731; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1137). 

3.1.4 Ai fini del calcolo dell'indennità espropriativa, giusta l’art. 19bis cpv. 1 

LEspr, la data determinante (dies aestimandi) è quella dell’udienza di 

conciliazione. Detta data fissa le circostanze di fatto e di diritto sulla base 

delle quali la stima deve fondarsi. Essa concerne i tre elementi del pregiu-

dizio elencati all’art. 19 lett. a, b e c LEspr (cfr. DTF 134 II 152 consid. 11.2; 

121 II 350 consid. 5d; sentenza del TAF A-6674/2014 del 7 dicembre 2015 

consid. 6.4; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1167). La data deter-

minante fa stato non solo per stabilire la situazione di fatto del fondo 

espropriato, ma anche per determinarne lo statuto giuridico. A codesto 

principio va tuttavia fatta eccezione, se risulta che il regime pianificatorio, il 

cui fondo soggiace, costituisce di per sé un effetto anticipato – poco importa 

se favorevole o sfavorevole – dell’impresa dell’espropriante medesimo, 

effetto da cui deve farsi astrazione in virtù dell’art. 20 cpv. 3 LEspr (cfr. DTF 

134 II 49 consid. 12; 129 II 470 consid. 5; 119 Ib 366 consid. 3a con rinvii; 

sentenza del TAF A-1586/2013 del 23 luglio 2014 consid. 5.4). 

3.1.5  

3.1.5.1 Per costante giurisprudenza, per stabilire il valore venale di un 

terreno deve prevalere il metodo statistico-comparativo. Esso si fonda sul 

confronto dei prezzi pagati per beni simili e in analoga situazione poco 

prima del dies aestimandi (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3a; sentenze del TF 

1E.14/2006 del 6 agosto 2007 consid. 4.1; 1A.159/2001 del 16 aprile 2002 

consid. 3.1). In base a questo metodo, all’espropriato viene riconosciuto 

A-6978/2015 

Pagina 11 

l’importo che avrebbe oggettivamente potuto conseguire vendendo la parti-

cella espropriata sul libero mercato a un qualsiasi potenziale acquirente 

(cfr. DTF 122 II 246 consid. 4; 122 II 337 consid. 5a;115 Ib 408 consid. 2c; 

114 Ib 286 consid. 7; sentenze del TAF A-6674/2014 del 7 dicembre 2015 

consid. 6.5.1; A-1586/2013 del 23 luglio 2014 consid. 5.5.1 con rinvii; 

sentenza del TAF A-7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.1).  

3.1.5.2 L’applicazione del metodo statistico-comparativo non presuppone 

che i fondi considerati siano identici riguardo a situazione, dimensione, 

qualità, grado di urbanizzazione e possibilità di sfruttamento. Occorre solo 

che essi siano paragonabili. Di eventuali differenze (caratteristiche positive 

o negative) delle particelle può essere infatti tenuto conto anche mediante 

adeguamenti dei prezzi. Nella misura in cui presentino caratteristiche simili, 

nemmeno occorre che le particelle siano ubicate nello stesso quartiere 

(cfr. DTF 122 I 168 consid. 3a; 122 II 246 consid. 4; sentenza del TF 

1A.28/2005 del 29 luglio 2005 consid. 2.2 seg.; sentenza del TAF A-

7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.2 con rinvii; ZEN-RUFFINEN/GUY-

ECABERT, op. cit., n. 1170 segg.). Dal profilo temporale è quindi di per sé 

possibile considerare anche negozi giuridici precedenti l’anno della data 

determinante (dies aestimandi) o che concernono fondi in situazioni e dalle 

caratteristiche paragonabili ma ubicati in comparti territoriali più distanti o 

eventualmente in Comuni vicini (cfr. sentenza del TF 1E.14/2006 del 

6 agosto 2007 consid. 4.2 con rinvii). Anche la disponibilità limitata di 

contrattazioni quale termine di paragone non basta infine a giustificarne 

una mancata applicazione. A condizione che siano esaminati accurata-

mente e non risulti che circostanze insolite abbiano influito sulla conclusio-

ne di un contratto, anche singoli confronti possono permettere conclusioni 

sul livello generale dei prezzi ed essere quindi presi in considerazione per 

fissare l’indennità (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3a; sentenza del TF 

1A.28/2005 del 29 luglio 2005 consid. 2.3; sentenze del TAF A-6674/2014 

del 7 dicembre 2015 consid. 6.5.2; A-1586/2013 del 23 luglio 2014 

consid. 5.5.2 con rinvii; A-7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.2 con 

rinvii; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1170 segg.). 

3.1.5.3 Nella stima del valore venale devessi tenere equo conto altresì 

delle possibilità di un miglior uso del fondo (art. 20 cpv. 1 LEspr), sempre 

che siano, alla data determinante, realmente attuabili o perlomeno 

imminenti (cfr. DTF 134 II 49 consid. 13.3; 129 II 470 consid. 6.1; sentenze 

del TAF A-2338/2016 del 10 maggio 2017 consid. 7.2; A-6674/2014 del 

7 dicembre 2015 consid. 6.5.3). Per contro, semplici offerte, prezzi discussi 

durante le trattative o stabiliti da persone toccate dall’espropriazione e che 

per essa reclamano un’indennità non costituiscono un valido termine di 

A-6978/2015 

Pagina 12 

paragone ai fini della fissazione del risarcimento (cfr. DTF 122 I 168 con-

sid. 3c; sentenze del TAF A-6674/2014 del 7 dicembre 2015 consid. 6.5.3; 

A-7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 5.2). Lo stesso vale altresì per i 

valori estremi opposti, che si trovano ben al di sopra o al di sotto della 

media, gli stessi potendo potenzialmente falsare il calcolo del valore medio 

applicabile ad un determinato fondo. Detti valori, pur non potendo essere 

del tutto esclusi a priori, vanno apprezzati con particolare riguardo 

(cfr. sentenze del TAF A-6674/2014 del 7 dicembre 2015 consid. 6.5.3; A-

1586/2013 del 23 luglio 2014 consid. 5.5.3; HESS/WEIBEL, op. cit. n. 87 ad 

art. 19 LEspr).  

3.2  

3.2.1 Come visto, per il calcolo dell’indennità espropriativa va, per principio, 

presa in considerazione la situazione giuridica vigente per i fondi 

espropriati al momento del dies aestimandi (cfr. consid. 3.1.4 del presente 

giudizio), in casu il 2 maggio 2013. In altri termini, eventuali modifiche 

successive dello statuto giuridico di un fondo o della legislazione in materia 

di pianificazione del territorio intervenute durante la procedura di stima 

dinanzi alla CFS non vengono di principio prese in considerazione nella 

valutazione dell’indennità espropriativa, sia che la situazione del fondo 

migliori, sia che la stessa peggiori. Con detta precisazione, lo scrivente 

Tribunale rileva quanto segue riguardo alla situazione pianificatoria della 

particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______). 

3.2.1.1 Entrambe le parti sono concordi nel ritenere che il comprensorio 

ove è ubicata la particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione 

Y._______), in passato adibito a deposito di idrocarburi, all’epoca del dies 

aestimandi si trovava nella zona di pianificazione del Comune di 

X._______ (Sezione Y._______) entrata in vigore il 6 agosto 2007, la cui 

validità prorogata fino al 6 agosto 2014 dal Consiglio di Stato del Cantone 

Ticino è ora giunta a termine. In tale evenienza, per le superfici 

appartenenti alla Sezione di Y._______, ad eccezione di due limitate aree 

attribuite alla zona industriale, per la restante parte vige apparentemente 

un vuoto pianificatorio (cfr. doc. B prodotto dal ricorrente, pag. 4 seg.). 

Ciò premesso, è qui doveroso precisare che la zona di pianificazione (ZP) 

– ai sensi dell’art. 27 LPT – è una misura provvisionale avente quale scopo 

quello di garantire (provvisoriamente) la pianificazione (così come è stata 

concepita). Tale misura mira in particolare alla tutela della libertà 

decisionale e pianificatoria delle autorità incaricate della pianificazione del 

territorio, evitando che dei progetti di costruzione intralcino detta libertà. 

Essa può altresì essere utilizzata allo scopo di garantire la realizzazione 

A-6978/2015 

Pagina 13 

degli obiettivi di protezione dell’ambiente o l’adozione di piani delle 

infrastrutture (cfr. ALEXANDER RUCH, in: Aemissegger et al. [ed.], Commen-

taire pratique LAT, Planifier l’affectation, 2016 [di seguito: VLP-ASPAN], 

n. 26 segg. ad art. 27 LPT; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 451). 

Di fatto, in virtù dell’art. 27 LPT, se i piani d’utilizzazione mancano o devono 

essere modificati, l’autorità competente può stabilire zone di pianificazione 

per comprensori esattamente delimitati per cinque anni al massimo, 

all’interno delle quali nulla può essere intrapreso che possa rendere più 

ardua la pianificazione dell’utilizzazione. Ciò è il caso per la particella in 

oggetto, per la quale era prevista una riqualifica (cfr. sentenza del TAF A-

1586/2013 del 23 luglio 2014 consid. 6.2.2.1). 

3.2.1.2 Ciò precisato, in presenza di una zona di pianificazione, all’epoca 

della decisione impugnata l’autorità inferiore ha constatato che nelle 

Schede di Piano direttore (PD) – e meglio nella Scheda di PD R7, all’epoca 

del dies aestimandi e della decisione stessa, con grado di consolidamento 

intermedio (« risultato intermedio ») – il comparto « Valera », ove è ubicata 

la particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______) 

veniva qualificato di Polo di sviluppo economico (PSE), di modo che tenuto 

conto del suo enorme potenziale di riconversione, si poteva partire dal 

presupposto che la predetta particella avrebbe acquisito un carattere 

industriale e artigianale e dunque prendere come riferimento le tabelle 

dell’USTAT che più si avvicinano alla loro funzionalità mista, nell’ottica di 

un miglior uso futuro ai sensi dell’art. 20 cpv. 1 LEspr.  

Ora, come il Tribunale ha già avuto modo di precisare in un precedente 

giudizio, il comparto « Valera » nella scheda di PD R7 veniva testualmente 

descritto come segue (cfr. sentenza del TAF A-1586/2013 del 23 luglio 

2014 consid. 6.2.2.2):  

« […] Si tratta di un’area che per lungo tempo è stata adibita a deposito di 

idrocarburi. Per il suo grande potenziale di riconversione, è considerata 

strategica dal Concetto di organizzazione territoriale che supporta il Piano dei 

trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio (schede R5 e M5). Si tratta di una 

superficie di importanti dimensioni (ca. 18 ha), direttamente interessata dalle 

opere di riorganizzazione dello svincolo autostradale di Mendrisio, dal tracciato 

stradale Mendrisio-Stabio-Gaggiolo, e dal progetto ferroviario Mendrisio-

Varese-Malpensa (TILO, v. scheda M7). L’area è attraversata dal fiume 

Laveggio e la riconversione dovrà prevedere anche un’importante riqualifica in 

termini naturalistici, paesaggistici e di svago […] ». 

Alla luce di quanto suesposto, è qui innegabile che all’epoca del dies 

aestimandi l’autorità inferiore poteva ragionevolmente partire dal presup-

posto che il comparto « Valera » sarebbe stato oggetto di un miglior uso 

A-6978/2015 

Pagina 14 

futuro ai sensi dell’art. 20 cpv. 1 LEspr, lo stesso essendo stato qualificato 

di PSE. Il grado di consolidamento « risultato intermedio » indica che si 

tratta di « […] attività non ancora coordinate ma che hanno raggiunto un 

certo grado di approfondimento […] » (in: < http://www4.ti.ch > Dipartimen-

to del territorio > Divisione dello sviluppo e della territorialità > Sezione dello 

sviluppo territoriale > Approfondimenti e temi > Piano direttore cantonale > 

Piano direttore > Schede > Grado di consolidamento > [ultima consulta-

zione 05.09.2017]). Non si tratta dunque più di mere ipotesi, bensì di attività 

pianificate ancora da concretizzare. In tale situazione, la valutazione della 

particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (sezione Y._______) della 

CFS appare a priori corretta, sicché il Tribunale non intravvede alcun 

motivo per discostarsene (cfr. consid. 2.3 del presente giudizio). 

3.2.2 Come giustamente constato dal ricorrente, l’assetto pianificatorio del 

comparto « Valera » è effettivamente stato completamente riconsiderato 

dal Cantone Ticino a seguito dell’entrata in vigore in data 1° gennaio 2014 

della modifica del 15 giugno 2012 dell’art. 15 LPT. 

3.2.2.1 Più nel dettaglio, tale nuovo disposto – che riprende il principio 

secondo cui le zone edificabili vanno definite in modo da soddisfare il 

fabbisogno prevedibile per 15 anni (cfr. art. 15 cpv. 1 LPT) – prevede in 

sostanza un obbligo di ridimensionamento delle zone edificabili sovradi-

mensionate (cfr. art. 15 cpv. 2 LPT), un obbligo di coordinamento delle 

zone edificabili al di là dei confini comunali (cfr. art. 15 cpv. 3 LPT) e 

soprattutto dei criteri cumulativi più severi per l’ulteriore assegnazione di 

terreni alla zona edificabile (cfr. art. 15 cpv. 4 LPT), nonché l’elaborazione 

da parte della Confederazione e dei Cantoni di direttive tecniche per 

l’assegnazione di terreni alle zone edificabili (art. 15 cpv. 5 LPT; Messaggio 

del 20 gennaio 2010 concernente la revisione parziale della legge sulla 

pianificazione del territorio, FF 2010 931, 953 segg. [di seguito: Messaggio 

LPT]; AEMISSEGER/KISSLING, VLP-ASPAN, n. 8 segg. ad art. 15 LPT; 

ALEXANDRE FLÜCKIGER, La création et le dimensionnement des zones à 

bâtir: enjeux et méthodes, in: Zufferey/Waldmann [ed.], Revision 2014 de 

la loi sur l’aménagement du territoire. Faire du neuf avec du vieux?, 2015, 

pag. 67 segg.). A seguito della predetta modifica, l’art. 38a LPT impone ai 

Cantoni l’adattamento dei propri piani direttori ai requisiti di cui agli artt. 8 

e 8a LPT entro 5 anni dalla sua entrata in vigore.  

3.2.2.2 Nel suo esame preliminare del 1° dicembre 2014 il Dipartimento del 

Territorio del Cantone Ticino ha sancito che non vi erano i presupposti per 

destinare il comparto « Valera » alla zona edificabile, così come auspicato 

dai Comuni di Ligornetto e Mendrisio (cfr. doc. B prodotto dal ricorrente). 

http://www4.ti.ch/

A-6978/2015 

Pagina 15 

Tenuto conto della modifica dell’art. 15 LPT del 15 giugno 2012 imponente 

ai Cantoni l’adattamento dei propri Piani direttori entro 5 anni dal 1° maggio 

2014, in modo da stabilire le dimensioni complessive delle superfici inse-

diate, la loro distribuzione a livello cantonale e le misure atte a garantire il 

coordinamento regionale della loro espansione, per quanto concerne il 

comparto « Valera » il Dipartimento del Territorio ha infatti ritenuto quanto 

segue (cfr. doc. B prodotto dal ricorrente, pag. 2 e pag. 17 seg.): 

« […] Dall’esame di merito […], emerge in tutta evidenza, come attualmente 

non siano date le condizioni per poter condividere e sostenere la proposta 

formulata dal Municipio e questo con particolare riferimento alle destinazioni 

del comparto D. Nella sostanza, e la questione qui è al momento cruciale, non 

vi è la dimostrazione che oggi come oggi vi sia un fabbisogno urgente e 

documentato affinché in questo comparto debba essere concretizzato un polo 

di sviluppo economico e che questo debba essere realizzato a scapito delle 

altre funzioni rivestite da questo comparto nevralgico per il territorio regionale.  

Al Municipio va indubbiamente riconosciuto lo sforzo di aver cercato di 

sviluppare una proposta intesa a conciliare le diverse vocazioni ed interessi che 

si contendono l’uso di questo territorio, come pure di aver saputo far evolvere 

in meglio le prime ipotesi formulate dai Municipi di Rancate e Ligornetto. Oggi 

non sussistono le condizioni quadro per convalidare l’attribuzione del comparto 

D alla zona edificabile nei termini qui esaminati, Il Dipartimento è pertanto 

dell’avviso che in mancanza di un interesse prevalente per questo tipo di 

destinazione si debba per i prossimi 15 anni privilegiare le altre funzioni del 

territorio, siano esse in particolare quelle volte alla conservazione degli spazi 

aperti liberi da costruzioni, rispettivamente quelle agricole e quelle per lo svago 

di prossimità. Tenuto conto delle caratteristiche territoriali, comprensive del 

tracciato del binario industriale, potrebbe essere in questa prima fase appurata 

la possibilità di riorganizzare […] ». 

3.2.2.3 Le predette constatazioni del Dipartimento del territorio si sono 

tuttavia concretizzate soltanto il 18 novembre 2015, allorquando il 

Consiglio di Stato del Cantone Ticino ha formalmente stralciato il comparto 

« Valera » dal PSE nella Scheda di PD R7 (cfr. doc. D prodotto dal 

ricorrente; Modifiche del Piano direttore n. 7 del 18 novembre 2015, in: < 

http://www4.ti.ch > Dipartimento del territorio > Divisione dello sviluppo e 

della territorialità > Sezione dello sviluppo territoriale > Approfondimenti e 

temi > Piano direttore cantonale > Piano direttore > Procedure > Pubblicaz-

ioni recenti > Modifiche n. 7 – Novembre 2015 – Schede R7, R/M5, R9, P1, 

P4, P8, M1 M9 e V10 >, [ultima consultazione 04.09.2017]).  

3.2.2.4 L’attuale Scheda di PD R7, con grado di consolidamento « Dato 

acquisito » in vigore dal 2 febbraio 2016 e approvata a livello federale il 

6 luglio 2016, non contempla effettivamente più il comparto « Valera » nel 

PSE, sicché attualmente non è più possibile ritenere che lo stesso abbia 

http://www4.ti.ch/

A-6978/2015 

Pagina 16 

carattere industriale, artigianale o edificabile (cfr. doc. D prodotto dal 

ricorrente; parimenti in: < http://www4.ti.ch > Dipartimento del territorio > 

Divisione dello sviluppo e della territorialità > Sezione dello sviluppo 

territoriale > Approfondimenti e temi > Piano direttore cantonale > Piano 

direttore > Schede > R7 – Poli di sviluppo economico – DA > [ultima 

consultazione 04.09.2017]). Certo è che – come noto al Tribunale 

attraverso la stampa locale ticinese – attualmente il comparto « Valera » 

non ha ancora smesso di lasciare parlare di sé, tant’è che il suo destino 

non è ancora stato deciso in maniera definitiva dalle competenti autorità 

cantonali. Ad oggi giorno, vige dunque un vuoto pianificatorio per quanto 

attiene al predetto comparto. 

3.2.3 Sennonché tutte le constatazioni che precedono riguardano un 

cambiamento pianificatorio concretamente intervenuto soltanto successi-

vamente al dies aestimandi, più precisamente in data 2 febbraio 2016 

(cfr. consid. 3.2.2.4 del presente giudizio). In tale evenienza, pur compren-

dendo le considerazioni del ricorrente, il Tribunale non può che constatare 

come sia a giusta ragione che la CFS si è basata sulla sola situazione 

vigente al 2 maggio 2013 – qui dies aestimandi – e non sulle circostanze 

intervenute successivamente e presenti al momento della pronuncia della 

decisione qui impugnata. In maniera analoga, il Tribunale non necessita 

poi di fare chiarezza in merito alla natura del comparto « Valera » 

precedentemente al dies aestimandi – le parti non essendo concordi circa 

il carattere o meno di zona edificabile della particella n. ***1 RFD del 

Comune di X._______ (sezione Y._______) secondo il precedente PR – 

essendo determinante, come visto, la situazione al 2 maggio 2013 esposta 

in precedenza (cfr. consid. 3.2.1 del presente giudizio). 

3.3 In definitiva, dovendo fare astrazione di tutto quanto intervenuto 

anteriormente e successivamente al dies aestimandi, si deve dunque 

ritenere che è a giusta ragione che l’autorità inferiore ha qualificato la 

particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (sezione Y._______) di 

natura industriale/artigianale. Ne discende che l’autorità inferiore si è 

correttamente fondata sulle tabelle dell’USTAT concernenti i Comuni di 

Balerna, Stabio, Vacallo, Novazzano e Mendrisio (cfr. decisione impugna-

ta, pag. 8; doc. VIII allegato alla decisione impugnata) per il calcolo 

dell’indennità in oggetto, prendendo in considerazione solo le transazioni 

concernenti i fondi a connotazione industriale e artigianale che si 

avvicinano più alla natura mista e funzionale della particella n. ***1 RFD del 

Comune di X._______ (sezione Y._______). Le censure del ricorrente al 

riguardo vanno pertanto qui integralmente respinte. 

http://www4.ti.ch/

A-6978/2015 

Pagina 17 

La media ponderata per quattro anni/otto anni di 350 franchi/m2 presa in 

considerazione dalla CFS per la determinazione dell’indennità di 

espropriazione appare corretta, sicché – in assenza di esplicite contesta-

zioni degli altri elementi del calcolo da parte del ricorrente e della 

controparte – il Tribunale non intravvede alcun valido motivo per 

discostarsene (cfr. consid. 2.3 del presente giudizio). Il calcolo dell’inden-

nità di espropriazione va pertanto qui confermato integralmente. 

4.  

Non da ultimo, il Tribunale statuente rileva che, a sostegno della propria 

tesi e del carattere urbanizzato del comparto « Valera », la controparte ha 

postulato l’esperimento di un sopralluogo e la produzione di tutta una serie 

di documenti con osservazioni 8 febbraio 2016. Orbene, nella misura in cui 

il Tribunale ritiene l’incarto già sufficientemente completo per confermare 

la decisione impugnata a favore della controparte, tali mezzi di prova non 

risultano tuttavia qui necessari. In tali circostanze, non risulta opportuno 

dare loro seguito (cfr. art. 12 PA a contrario). 

5.  

In conclusione, alla luce di tutto quanto suesposto, la decisione presa nei 

confronti del ricorrente – segnatamente il metodo di calcolo delle indennità 

concesse alla controparte – non è contraria al diritto applicabile, non può 

inoltre essere considerata arbitraria, né frutto di un abuso del potere di 

apprezzamento dell’autorità inferiore e neppure – per quanto verificabile 

anche in quest’ottica – inadeguata. La stessa va dunque qui integralmente 

confermata e il ricorso del ricorrente respinto. 

6.  

Nel contesto della presente vertenza, la questione delle spese e delle 

ripetibili è regolata dagli artt. 114 segg. LEspr (cfr. [tra le tante] sentenza 

del TAF A-6674/2014 del 7 dicembre 2015 consid. 9 con i numerosi rinvii). 

Giusta l’art. 116 cpv. 1 LEspr, le spese e le ripetibili sono di regola poste a 

carico dell’espropriante. Se le conclusioni dell’espropriato vengono 

respinte totalmente, si può procedere ad una diversa ripartizione. In ogni 

caso, le spese provocate inutilmente sono addossate a chi le ha cagionate. 

Nella fattispecie, le spese processuali, fissate a 1'500 franchi sono poste a 

carico del ricorrente (qui parte espropriante).  

Visto l’esito del gravame, si giustifica altresì la concessione di un’indennità 

di ripetibili alla controparte, qui assistita da un legale iscritto nel registro 

degli avvocati del Cantone Ticino. In concreto, tenuto altresì conto degli atti 

A-6978/2015 

Pagina 18 

di causa, appare qui appropriato assegnarle un’indennità per spese 

ripetibili pari a 2'000 franchi, importo che giusta l’art. 116 cpv. 1 LEspr deve 

essere posto a carico del ricorrente, ovvero l’espropriante. 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali pari a 1'500 franchi sono poste a carico del ricorrente. 

Alla crescita in giudicato del presente giudizio, tale importo verrà 

interamente dedotto dall’anticipo spese di 1'500 franchi versato a suo 

tempo dal ricorrente. 

3.  

Alla crescita in giudicato del presente giudizio, il ricorrente corrisponderà 

alla controparte l’importo di 2'000 franchi a titolo di indennità di ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– controparte (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. ***; atto giudiziario) 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Sara Pifferi 

  

A-6978/2015 

Pagina 19 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: