# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9f685bee-edbe-54d8-956b-0c69e78dbea8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 04.07.2003 52.2003.143
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-143_2003-07-04.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.143

   

  	
  Lugano

  4 luglio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli 

  

 

 

statuendo sul ricorso 5 maggio 2003 di

 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 16 aprile 2003 (n. 1676) del Consiglio
  di Stato che ha respinto l’impugnativa presentata dall’insorgente avverso la
  risoluzione 6 marzo 2003 con cui la Sezione della circolazione del Dipartimento
  delle istituzioni gli ha revocato la licenza di condurre veicoli a motore per
  la durata di un mese;

  

 

 

 

vista la risposta 13 maggio
2003 del Consiglio di Stato;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

A.      Il 4 maggio 2001 __________ __________ (classe __________) ha
ottenuto la licenza di condurre veicoli a motore della categoria F. Dal 12
dicembre 2002 è in possesso della licenza di allievo conducente della categoria
B. Il suo comportamento alla guida è stato sanzionato in una sola occasione.
Più precisamente tramite la revoca della licenza di condurre per un periodo di
due mesi nel 2001 per aver circolato con una motoleggera manomessa.

 

 

B.      a) Il 16 gennaio 2002 il ricorrente, alla guida della motoleggera
“__________ ” targata __________, ha circolato in territorio di __________ alla
velocità di 62 Km/h, appurata dalla polizia cantonale mediante controllo radar.
A seguito di tale evento, il 5 aprile 2002 la Sezione della circolazione gli ha
inflitto una multa di fr. 60.-- (più fr. 30.-- a titolo di tasse e spese di
giustizia), contestandogli d’aver “circolato con la motoleggera (…)
manomessa e conseguentemente non conforme alle prescrizioni”.

                                         L’insorgente
ha criticato il provvedimento con lettera 18 aprile 2002, la quale è stata considerata
dall’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione quale impugnativa e
trasmessa per competenza al Tribunale cantonale amministrativo. Dopo aver dato
l’opportunità al ricorrente di prendere posizione sulla natura del suo scritto,
il 13 maggio 2002 questo Tribunale gli ha trasmesso la documentazione relativa
all’infrazione, assegnandoli un termine scadente il 29 maggio seguente per
precisare se la missiva del 18 aprile 2002 andasse nel seguito trattata quale
atto ricorsuale, con l’avvertenza che il silenzio sarebbe stato inteso quale
rinuncia al gravame ed il caso archiviato. L’insorgente essendo rimasto
silente, il gravame è stato stralciato dai ruoli e la risoluzione di multa è
cresciuta in giudicato. 

 

                                         b) In
considerazione della gravità dell’infrazione commessa, il 6 marzo 2003 la Sezione
della circolazione ha disposto la revoca della licenza di condurre veicoli a motore
a scopo di ammonimento per la durata di un mese, dal 7 aprile al 6 maggio 2003,
autorizzando comunque in tale periodo la guida di ciclomotori. La risoluzione è
stata resa sulla base degli art. 16 cpv. 2, 17 cpv. 1 lett. a, 26 cpv. 1, 29
LCStr e 3 cpv. 1 OAC.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 16 aprile 2003 il Consiglio di Stato ha respinto il gravame presentato
dal ricorrente e ha confermato il provvedimento di revoca. Rilevato che
l’autorità amministrativa è di principio vincolata dall’accertamento dei fatti
compiuto in sede penale, il Governo, preso atto della colpa e dell’infrazione
commessa, ha giudicato corretta ed adeguata alle circostanze la misura adottata
nei confronti dell’insorgente.

 

 

D.    Contro il predetto giudizio governativo, __________ __________
insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, postulandone
l’annullamento. L’insorgente contesta i fatti ritenuti in sede penale,
adducendo che anche in quella sede il giudizio è stato reso in mancanza di
prove. In tutti i casi si duole della mancata deduzione del margine di
tolleranza dalla velocità accertata dalla polizia cantonale che, se effettuata,
escluderebbe gli estremi per procedere alla revoca della licenza di condurre.
Delle ulteriori tesi del ricorrente si dirà semmai di seguito.

 

 

                                  E.   All’accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, riconfermandosi nella risoluzione
impugnata senza formulare osservazioni.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende
dall’art. 10 cpv. 2 LALCStr. La legittimazione attiva del ricorrente,
direttamente e personalmente toccato dal provvedimento, è certa (43 PAmm). Il
ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine e può essere evaso sulla
base degli atti senza istruttoria (18 PAmm).

 

                                         1.2. Il
provvedimento di revoca della licenza di condurre a scopo di ammonimento
riveste il carattere di una decisione sulla fondatezza di un’accusa penale ai
sensi dell’art. 6 cpv. 1 CEDU (DTF 121 II 26 consid. 2b). Il Tribunale
cantonale amministrativo statuisce perciò sul gravame in rassegna con pieno
potere cognitivo, anche per ciò che concerne la commisurazione della pena e
della sanzione (R. Herzog, Art. 6 EMRK und kantonale Verwaltungsrechtspflege,
pag. 371; A. Kley-Struller, Die Anwendung der Garantien des Art. 6 EMRK auf
Verfahren betreffend den Führerausweisentzug, pag. 111 in: R. Schaffhauser,
Aktuelle Fragen des Straf- und Administrativmassnahmerechts im
Strassenverkehr).

 

 

                                   2.   La licenza
di condurre può essere revocata al conducente che, violando le norme della
circolazione, ha compromesso la sicurezza del traffico o disturbato terzi; nei
casi di lieve entità, può essere pronunciato un ammonimento (art. 16 cpv. 2
LCStr). La licenza di condurre va invece obbligatoriamente revocata se il
conducente ha compromesso gravemente la sicurezza della circolazione (art. 16
cpv. 3 lett. a LCStr). La revoca della licenza a titolo d’ammonimento ha per
scopo di sanzionare il conducente resosi colpevole di un’infrazione alle regole
della circolazione e d’impedire casi di recidiva (art. 30 cpv. 2 OAC).
L’autorità tenuta ad ordinare la revoca della licenza di condurre deve fissare
la durata di tale provvedimento, tenendo conto delle circostanze del caso. In
particolare essa deve tenere conto della colpa, della reputazione
dell’interessato quale conducente di veicoli a motore e della necessità
professionale di fare uso del veicolo. In ogni caso la durata della revoca deve
essere di almeno un mese (art. 17 cpv. 1 lett. a LCStr e 33 cpv. 2 OAC).

 

 

                                   3.   3.1.
Secondo costante giurisprudenza del Tribunale federale, l’autorità amministrativa
competente ad ordinare la revoca della licenza di condurre non può di principio
scostarsi dagli accertamenti contenuti in una decisione penale cresciuta in
giudicato (DTF 121 II 217 consid. 3a e 123 II 97). In particolare, tale autorità
deve attenersi alle risultanze del giudizio penale anche nel caso in cui
quest’ultimo sia stato emanato nell’ambito di una procedura sommaria,
segnatamente ove la decisione penale si basi essenzialmente sul rapporto di
contravvenzione allestito dall’agente di polizia. Ciò è il caso, in
particolare, se l’interessato sapeva o, vista la gravità dell’infrazione
rimproveratagli, doveva prevedere che nei suoi confronti si sarebbe fatto luogo
anche ad un procedimento di revoca della licenza di condurre e ciononostante ha
omesso di far valere nell’ambito del procedimento penale diritti garantiti alla
difesa o vi ha rinunciato. In simili circostanze quest’ultimo non può più
attendere il procedimento amministrativo per presentare eventuali mezzi di
prova, dato che era tenuto, secondo il principio della buona fede, a proporli
già in sede penale, nonché ad esaurire, se del caso, i rimedi di diritto
disponibili contro il giudizio emanato in tale procedura.

 

                                         3.2. Nel
caso di specie, alla luce della citata giurisprudenza, in questa sede
l’insorgente non ha la possibilità di contestare né i fatti in oggetto, né
l’apprezzamento degli stessi da parte dell’autorità dipartimentale. Infatti, è
pacifico che il giudizio penale è cresciuto in giudicato in seguito
all’inattività dimostrata dall’insorgente nell’ambito della procedura
ricorsuale incoata davanti a questo Tribunale che, tramite il suo Presidente,
gli aveva fissato un termine per prendere posizione rendendolo edotto che il
silenzio sarebbe stato inteso quale rinuncia al gravame. Per evidenti ragioni
di unità di giudizio, il Tribunale cantonale amministrativo è perciò vincolato
dalla condanna pronunciata dalla Sezione della circolazione in veste di
autorità penale.

 

 

                                   4.   4.1.
Stando alla vincolante risoluzione di multa emessa nei confronti del
ricorrente, egli ha circolato con una motoleggera manomessa in grado di
raggiungere una velocità superiore a quella massima autorizzata di 45 km/h. 

                                         Ferma
questa premessa, resta da verificare se il caso in esame possa essere considerato
di poca gravità ed il provvedimento di revoca commutato in una sanzione meno
incisiva. Al proposito, il Tribunale federale ha precisato che per decidere se
l’evento sia di lieve entità ai sensi dell’art. 16 cpv. 2 LCStr, occorre tener
conto della gravità della colpa commessa e della reputazione dell’autore quale
conducente di veicoli a motore; il fatto di aver compromesso gravemente la
sicurezza del traffico deve invece essere considerato solo se rilevante per
commisurare la colpa (STF 125 II 561 cons. 2b). Ha quindi specificato che, ove
la colpa sia lieve e la reputazione del conducente irreprensibile, un semplice
ammonimento non è da escludere, anche se la sicurezza del traffico è stata
gravemente compromessa (ibidem, cons. 2c.).

 

                                         4.2. Dopo
attenta valutazione degli elementi caratterizzanti la fattispecie, questo Tribunale
non ritiene dati gli estremi per soprassedere all'adozione della controversa
revoca.

                                         Anzitutto,
va sottolineato che l'insorgente è recidivo specifico, essendo incorso in
identica infrazione il 1° aprile 2001 con conseguente revoca della patente
della durata di due mesi. A distanza di neppure cinque mesi dalla scadenza di
tale sanzione è incappato nel medesimo reato, dimostrando di non aver appreso
nulla dalle pregresse misure penali ed amministrative inflittegli. Inoltre, e
quale preponderante motivo a fondamento della presente decisione, va rilevato
che al momento dell’infrazione l’insorgente non aveva ancora compiuto i 18 anni
ed era in possesso della licenza di condurre della sola categoria F. Non era
dunque un maggiorenne provvisto dei documenti e dell'esperienza necessari per
guidare veicoli la cui velocità massima supera i 45 km/h. Sotto questo aspetto,
non gli giova minimamente il fatto che a differenza dei ciclomotori (STF 104 Ib
190), le motoleggere in questione sono, di principio, strutturalmente idonee a
sopportare velocità superiori comunque compatibili con la sicurezza del
traffico in generale.

                                         Ne segue
che la colpa del ricorrente e la sua reputazione quale conducente giustificano
ampiamente il provvedimento di revoca della licenza di condurre - limitato al
minimo legale di un mese - disposto nei suoi confronti.

 

 

                                   5.   Il ricorso
è di conseguenza respinto. La tassa di giudizio è posta a carico del ricorrente
secondo soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 6 CEDU; 16, 17 LCStr; 3, 30, 33 OAC; 10
cpv. 2 LALCStr; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 800.- è posta a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale,
è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale di __________
nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario