# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f276ef1c-0ae3-5b00-b5b1-5e8b8b2f5e12
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-12-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 21.12.2000 INC.2000.69504
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-69504_2000-12-21.html

## Full Text

N. 695.2000.4 M                                                        Lugano,
21 dicembre 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
inoltrata in data 15/18 dicembre 2000 da

__________,                        __________,

(difeso di fiducia dall’avv. __________)

e trasmessa
in data 18/19 dicembre 2000 con preavviso negativo dal Procuratore Pubblico
avv. __________;

concesso
all’accusato istante, con ordinanza 19 dicembre 2000, di formulare osservazioni
al preavviso negativo del magistrato inquirente, e letto l’allegato 21 dicembre
2000;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP 4476/2000/FL;

ritenuto

in fatto:

A.

__________ è stato tratto in arresto in data 7 novembre
2000, siccome sospettato di avere posto in atto preparativi per acquistare,
indi immettere sul mercato un chilogrammo di cocaina, ed inoltre di aver
simulato il furto della propria auto allo scopo di truffare l’assicurazione (v.
rapporto d’arresto 7 novembre 2000, inc. GIAR 695.2000.1 doc. _ p. 1-2). Questo
giudice ha confermato l’arresto il giorno successivo, con contestuale
intimazione della promozione dell’accusa per titolo di infrazione aggravata
alla LFStup. nonché truffa (inc. GIAR cit., doc. _).

 

B.

Interrogato a
sei riprese, seppur reso edotto di precise e convergenti dichiarazioni di terzi
a suo carico, l’accusato istante ha sempre negato ogni e qualsiasi suo
coinvolgimento nei fatti oggetto d’inchiesta (v. verbale di polizia 9 novembre
2000, inc. MP doc. _, R. 7 e R. 9 p. 2; verbale di polizia 14 novembre 2000,
inc. MP doc. _, R. 3 p. 2; verbale di polizia 24 novembre 2000, inc. MP doc. _,
R. 2 p. 1; verbale MP 27 novembre 2000, inc. MP s.n., p. 3; verbale di polizia
30 novembre 2000, inc. MP s.n., R. 4 e R. 5 p. 2; verbale di polizia 11 dicembre
2000, inc. MP s.n., R. 4 e R. 5, p. 1).

 

C.

Premesso che
non gli è stato ancora concesso l’accesso agli atti (v. istanza di libertà
provvisoria 15/18 dicembre 2000, inc. GIAR 695.2000.4 M doc. _, pto. 2 p. 2),
l’accusato istante postula ora la concessione della libertà provvisoria per
l’inesistenza di pericolo di fuga (in quanto qui sposato e da tempo residente,
v. istanza, cit., pto. 5a p. 3), per l’esaurimento delle necessità d’inchiesta
(soprattutto dopo il verbale suo a confronto con l’accusatore __________, v.
istanza, cit., pto. 5b p. 4), infine per l’assenza di indizi quo al pericolo di
recidiva (v. istanza, cit., pto. 5c p. 4); l’ulteriore mantenimento della
misura privativa della libertà sarebbe a suo dire sproporzionato, visti i 39
giorni trascorsi in carcere preventivo (v. istanza, cit., pto. 5d p. 4).

 

D.

Il
Procuratore Pubblico si oppone alla concessione della libertà provvisoria a
__________, essenzialmente in considerazione dell’esistenza di concreti indizi
di colpevolezza sia in punto alla contestata infrazione alla LFStup., sia per
quanto riguarda l’accusa di truffa all’assicurazione (v. preavviso negativo
18/19 novembre 2000, inc. GIAR 695.2000.4, doc. _ p. 1). L’inchiesta sarebbe
resa difficoltosa dall’atteggiamento totalmente negatorio dell’accusato (v.
preavviso, cit., p. 2), e richiede ulteriori accertamenti soprattutto per
l’ipotesi di truffa (mentre è già indetto il verbale a confronto fra l’accusato
istante e __________, preavviso, cit., p. 2). Vi sarebbero pure “pericolo di
collusione, per le ritorsioni che l’accusato potrebbe mettere in atto nei
confronti dei testi qualora fosse messo in libertà provvisoria” (preavviso,
cit., p. 2), pericolo di recidiva in quanto consumatore di cocaina, nonché per
l’atteggiamento negatorio indicativo della mancanza di qualsiasi pentimento (v.
preavviso, cit., p. 2), infine pericolo di fuga, in quanto cittadino italiano
che “già passa gran parte della sua vita in Italia” (preavviso, cit., p.
2, con rinvio al verbale di polizia 14 novembre 2000, cit., R. 17 p. 6). Da
ultimo, il Procuratore Pubblico rileva come la carcerazione preventiva già
patita sia senz’altro proporzionata (v. preavviso, cit., p. 2).

 

E.

Nelle proprie
osservazioni 21 dicembre 2000 al preavviso negativo del Procuratore Pubblico (inc.
GIAR 695.2000.4 doc. _), l’accusato istante, ribadita la propria innocenza e
premessa la perdurante impossibilità di accedere all’incarto (loc. cit., p. 2),
dà atto che nel frattempo il magistrato lo ha posto a confronto non solo con
__________, bensì anche con l’altro teste, __________ (loc. cit., pto. 1a p.
2-3); egli interpreta il lungo tempo trascorso fra il proprio arresto e tale
fondamentale atto istruttorio quale manifestazione della poca importanza che
gli attribuiva il Procuratore Pubblico, il quale non sembra ipotizzare
l’assunzione di altre concrete prove (loc. cit.). Non sarebbe vero che egli non
collabori del tutto, avendo ammesso il proprio consumo di cocaina a scadenza
settimanale (loc. cit., pto. 1b p. 4). Nega ogni e qualsiasi pericolo di
collusione, in primo luogo poiché non nutre alcuna volontà di vendetta, inoltre
poiché il teste __________ sarebbe attualmente in cure, ed il secondo teste
sarebbe a lui persona del tutto ignota (loc. cit., pto. 2 p. 4-5). Il pericolo
di una sua fuga, da ultimo, sarebbe contraddetto dall’ormai lungo e costante
domicilio a __________, luogo dove l’accusato rientra tutte le sere
indipendentemente da dove abbia passato la giornata (loc. cit., pto. 3 p. 5).
Ribadisce, in conclusione, la propria istanza, offrendo quali misure
sostitutive dell’arresto (oltre al deposito dei documenti di legittimazione) la
prestazione di una cauzione e la propria settimanale comparizione in polizia
(loc. cit., pto. 3 p. 5-6).

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al cpv.
1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente
al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere preventivo a
norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e
concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono
presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui
concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di recidiva (senza
dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente
ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato
al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323
consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re
A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) - ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128).

 

2.

Con la
verosimiglianza sufficiente a questo stadio del procedimento ed in questa sede,
si può con tranquillità concludere per la presenza di indizi di colpevolezza a
carico di __________. 

Il
Procuratore Pubblico ha menzionato, nel proprio preavviso negativo, le
dichiarazioni sulla scorta delle quali è partita l’inchiesta nei confronti
dell’accusato (v. preavviso negativo, cit., p. 1). Ed è vero che tali
dichiarazioni sono convergenti, e rese ancor più credibili dai riscontri che
gli inquirenti hanno potuto raccogliere a conferma di altre dichiarazioni delle
medesime persone, soprattutto di __________ (v. verbale MP 27 novembre 2000,
inc. MP doc. _, p. 3). A ragione, allora, la difesa ha evitato di addentrarsi
nella discussione sulla colpevolezza dell’accusato istante, discussione che
sarà debitamente approfondita nell’appropriata sede del merito.

 

3.

a)        Il Procuratore Pubblico spiega soltanto in termini piuttosto
vaghi (v. anche le osservazioni dell’accusato, cit., pto. 1a p. 3 in fine)
quali accertamenti restino ancora da compiere, e tali da impedire la
concessione della libertà provvisoria all’accusato istante: due confronti per
le accuse di infrazione alla LFStup., nel frattempo eseguiti in data 20
dicembre 2000, mentre per l’accusa di truffa “è necessario procedere ad
ulteriori accertamenti, con le difficoltà evidenziate dal rapporto di
segnalazione della polizia di data odierna” (preavviso negativo, cit., p.
2).

b)        Queste spiegazioni non sono sufficienti. Basta leggere i
verbali dell’accusato istante per rendersi conto che sin dall’inizio della sua
detenzione, egli si è sempre detto semplicemente estraneo a qualsiasi ipotesi
di reato contestatagli; difatti, i verbali di polizia più recenti si limitano
ad un’ulteriore contestazione delle più volte prospettate affermazioni di
__________, senza alcun costrutto per l’inchiesta (v. il già citato verbale MP
27 novembre 2000, p. 3; verbale di polizia 30 novembre 2000, inc. MP doc. _, R.
4 p. 2; verbale di polizia 11 dicembre 2000, inc. MP doc. _, passim).
Inoltre, il rapporto di segnalazione 18 dicembre 2000 cui fa riferimento il
magistrato inquirente nel proprio preavviso si limita a rilevare come gli
inquirenti non siano riusciti ad assumere a verbale un teste importante
nell’ipotesi della truffa, __________ (v. rapporto cit., inc. MP doc. _). Ma si
tratta di persona il cui nominativo è noto agli inquirenti dallo scorso agosto,
residente e professionalmente attivo in zona di frontiera, e dunque
verosimilmente presente su territorio svizzero con una certa frequenza: non si
comprende, allora, come mai non siano state prese, nei suoi confronti, quelle
misura che il codice di rito prevede per il teste recalcitrante (art. 122 cpv.
3 CPP). Ed in ogni caso, visto che l’accusato istante è stato in libertà fino
all’inizio di novembre 2000, ovvero tre mesi dopo l’inoltro della denuncia
relativa al furto del proprio veicolo, se la denuncia stessa fosse
effettivamente fraudolenta e non corrispondente al vero, è fin troppo facile
ritenere che __________ e __________ abbiano avuto tutto il tempo per
concordare nei minimi dettagli la versione da ammannire agli inquirenti. Da
ultimo, l’ulteriore mantenimento dell’arresto di __________ unicamente per
permettere l’audizione di un teste (di dubbia credibilità) non è certo motivo
di gravità sufficiente, ciò che renderebbe una protrazione della carcerazione
preventiva contraria al principio di proporzionalità.

c)         Ne discende, in conclusione, che gli invocati generici
motivi istruttori non giustificano il mantenimento della carcerazione preventiva
cui è sottoposto __________, ancor meno dopo che egli è nel frattempo stato
sentito a confronto con i testi a carico (v. osservazioni, cit., pto. 1a p. 3).

 

4.

Il
Procuratore Pubblico menziona pure il pericolo di collusione, “per le
ritorsioni che l’accusato potrebbe mettere in atto nei confronti dei testi
qualora fosse messo in libertà provvisoria” (preavviso negativo, cit., p.
2). Il medesimo magistrato inquirente non ha, tuttavia, indicato alcun concreto
elemento di giudizio atto a sostanziare il proprio timore di pressioni sui
testi che hanno deposto contro __________. In difetto di che i suoi timori non
appaiono sufficientemente concreti per giustificare il mantenimento della
carcerazione preventiva qui discussa.

L’accusato
nega di avere intenti vendicativi (v. osservazioni, cit., pto. 2 p. 4): sappia
sin d’ora, comunque, che ogni e qualsiasi pur blando tentativo di influenzare
rispettivamente intimidire i testi, o anche solo di contattarli, verrà
considerato come concreto indizio di pericolo di collusione, con possibilità di
ripristino dell’arresto preventivo.

 

5.

a)        Notoriamente, il pericolo di recidiva deve essere concreto
(DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme delle circostanze,
tra le quali i precedenti dell’accusato, il suo comportamento durante
l’istruttoria, la sua personalità, la sua costituzione fisica e soprattutto
psichica, e le modalità di commissione dei reati che gli vengono addebitati,
così che la reiterazione appaia assai verosimile (v. Mario Luvini, I
presupposti materiale del carcere preventivo nel processo penale ticinese, in:
Rep. 122 [1989], p. 287 ss., pto. 3 p. 294; Gérard Piquerez, Précis de
procédure pénale suisse, 2ème éd. Lausanne 1994, margin. 1388 s.).

b)        Nel caso di specie, il Procuratore Pubblico si limita a
menzionare, in quest’ottica, il fatto che l’accusato “è infatti consumatore
di cocaina e nega ogni addebito (anche il più evidente) mostrando con ciò di
non avere alcun pentimento per quanto ha fatto e volontà di cambiar vita”
(preavviso negativo, cit., p. 2). Non vi sono molte parole da spendere per
rilevare che la tossicodipendenza come tale non è probante indizio di pericolo
di recidiva, ed ancor meno è lecito dedurre tale pericolo dal fatto che
l’accusato si dichiari innocente, ciò che egli è notoriamente legittimato a
fare anche a dispetto della più meridiana evidenza.

c)         Il paventato pericolo di recidiva, in conclusione, non può
essere accolto.

 

6.

a)        Il pericolo di fuga, per giustificare la carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire il carattere di una certa
probabilità: in altri termini si ammette siffatto pericolo quando l’accusato,
fosse posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al
perseguimento penale e all’esecuzione della pena. La gravità della presumibile
pena, di per sé, non basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto,
l’insieme delle circostanze, quali il carattere dell’interessato, la sua
morale, i suoi legami familiari, l’assenza di un domicilio fisso, la sua
professione, la sua situazione finanziaria e le sue risorse economiche, deve
essere valutato e vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo
possibile, ma probabile (così verbatim DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.,
consid. 5a p. 7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid. 4 e ad altra sentenza di
imminente pubblicazione; decisione 19 aprile 2000 in re C.F., inc. GIAR
124.2000.2 consid. 4a p. 5).

b)        In quest’ambito, l’unico elemento di giudizio proposto dal
Procuratore Pubblico è la nazionalità dell’accusato istante, italiana. Ciò non
basta, tuttavia, a rendere sufficientemente concreto il pericolo invocato,
quand’anche fosse vero che __________ trascorra “gran parte della sua vita
in Italia” (preavviso negativo, cit., p. 2). Come rettamente rileva la
difesa (v. istanza, cit., pto. 5a p. 3; osservazioni, cit., pto. 3 p. 5), egli
è domiciliato in Ticino, dove vive da dieci anni con la propria moglie, dalla
quale tra l’altro dipende finanziariamente: non emerge, in altre parole, una
situazione tale da far ritenere probabile una sua latitanza in Italia, anche
perché al momento attuale ogni previsione sull’entità della pena appare in
casu particolarmente aleatoria. E tale probabilità appare ulteriormente
ridotta dal fatto che l’accusato medesimo propone l’adozione di incisive misure
sostitutive dell’arresto.

c)         Anche il timore di una latitanza di __________, in
conclusione, non appare attualmente suffragato da sufficienti elementi
indizianti tali da giustificare la negazione della libertà provvisoria. Per
ulteriormente mitigare il residuo pericolo di fuga, appare nondimeno opportuno
accogliere la proposta di __________ ed ordinare, ai sensi dei combinati artt.
96 e 107 cpv. 2 CPP, il deposito di una cauzione di ammontare commisurato alla
natura ed alle conseguenze dei reati. A giudizio di questo giudice, tale
deposito cauzionale è sufficiente, motivo per cui si prescinde dall’ordinare
all’accusato pure la sua regolare comparizione presso un ufficio di polizia ed
il deposito dei documenti di legittimazione.

 

7.

In
conclusione, l’istanza in discussione deve essere accolta, con la presente
decisione impugnabile entro 10 (dieci) giorni alla Camera dei ricorsi penali
del Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP) e senza conseguenze di
tassa e spese. L’assoluta gratuità di procedure incentrate sulla libertà
personale avanti a questo giudice (anche in caso di soccombenza) ha come
corollario la mancata attribuzione di ripetibili.

*   *   *

Per i quali motivi,

visti gli
artt. 95 ss., 96, 107 s., 110, 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

d e c i d e :

1.      L’istanza
di libertà provvisoria inoltrata in data 15/18 dicembre 2000 da __________ è
accolta.

§   L’accusato istante è posto in libertà
provvisoria previo deposito di una cauzione di Sfr. 10'000.— (franchi svizzeri
diecimila) presso il Ministero Pubblico. 

2.      Non
si percepiscono né tassa né spese giudiziarie. Non vengono attribuite
ripetibili.

3.      Contro
la presente decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi
penali del Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.      Intimazione:

-    avv.
__________, per sé e per l’accusato __________, con copia del preavviso
negativo del magistrato inquirente;

-        
Procuratore Pubblico avv. __________, con copia delle
osservazioni dall’accusato istante, con l’inc. MP 4476/2000/FL di ritorno e
per immediata esecuzione;

-        
SEPEM;

-        
Direzione PCT Cadro.

giudice __________