# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 33a4e1e3-5f99-54f7-8fcd-4866a6999715
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-02-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 06.02.2002 14.2001.00072
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2001-00072_2002-02-06.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2001.00072

  14.2001.00073

  	
  Lugano

  6 febbraio
  2002

  /B/fc/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  Composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  Segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulle cause a procedura sommaria appellabile
promosse con istanze 

7 maggio 2001 da

 

	
   

  	
  __________ rappr. dalla __________

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________

  rappr. dall’avv. __________

   

  

 

tendente
ad ottenere il rigetto provvisorio delle opposizioni interposte ai PE 

n.
__________ risp. __________ del 23/24 ottobre 2000 dell'UE di Lugano;

 

sulle
quali istanze la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, con sentenze 18
luglio 2001 ha così deciso:

 

Inc.
14.2001.00072 (PE n. __________)

 

"1.     L'istanza è accolta e di
conseguenza l'opposizione interposta al summenzionato precetto esecutivo è
respinta in via provvisoria. 

 

 2.      La tassa di giustizia in fr. 1'000.--,
da anticipare dalla parte istante, è posta a carico della parte convenuta, con
l'obbligo di rifondere alla controparte fr. 3'500.-- a titolo di
indennità." 

 

Inc.
14.2001.00073 (PE n. __________)

 

"1.     L'istanza è accolta e di
conseguenza l'opposizione interposta al summenzionato precetto esecutivo è
respinta in via provvisoria. 

 

 2.      La tassa di giustizia in fr. 1'000.--,
da anticipare dalla parte istante, è posta a carico della parte convenuta, con
l'obbligo di rifondere alla controparte fr. 3'500.-- a titolo di
indennità." 

 

Sentenze
dedotte tempestivamente in appello dall'escusso che con atti 6 agosto 2001 ha
postulato la reiezione delle istanze, con protesta di spese e ripetibili;

 

con
osservazioni 5 settembre 2001 la parte appellata si è opposta ai gravami, con
protesta di spese e ripetibili;

 

rilevato
che con ordinanze presidenziali 8/10 agosto 2001 le istanze per effetto sospensivo
sono state dichiarate irricevibili;

 

 

ritenuto

 

in
diritto:

 

                                          A.  Con PE n. __________risp. n. __________del 23/24 ottobre 2000 la
__________ (in seguito: __________) ha escusso __________ quale terzo
proprietario dell'immobile e  condebitore solidale per l'incasso di fr.
4'546'000.-- oltre interessi al 7% dal 15 ottobre 2000, indicando quale titolo
di credito: "10 cartelle ipotecarie al portatore dal 1° all'8° grado,
gravanti il mappale n. __________ RFD di __________ ed aventi un valore nominale
totale di fr. 4'500'000.--".

                                               Interposte
tempestive opposizioni dall'escusso, la procedente ne ha chiesto il rigetto
provvisorio al Pretore.

 

 

                                          B.  La procedente fonda la sua pretesa su 10 cartelle ipotecarie al
portatore per un valore nominale complessivo di fr. 4'500'000.-- (doc. da B a
M) costituite in pegno a suo favore quale garanzia per due crediti concessi a
__________ e __________. Un credito di fr. 500'000.-- è stato concesso con
contratto 14 gennaio 1992 all'interesse dell'8.5% all'anno, pagabile
trimestralmente, il secondo di fr. 3'500'000.-- è stato concesso con contratto
30 giugno 1993, trasformando una precedente facilitazione creditizia risalente
al 9 ottobre 1989 in un credito utilizzabile sotto forma di anticipi a scadenza
fissa. Per il secondo credito l'interesse era da fissare al momento
dell'erogazione (doc. A). Non avendo i debitori rispettato le condizioni
previste dai predetti contratti, la banca creditrice il 23 giugno 1999 ha
acquistato a trattative private le predette cartelle ipotecarie (doc. Z, O e
Q). Lo stesso giorno ha notificato all'escusso formale disdetta delle summenzionate
cartelle ipotecarie per il 30 giugno 1999 (doc. Q). Il 5 ottobre 2000 la
__________ ha nuovamente pronunciato la disdetta per il 13 ottobre 2000 (doc.
R).

 

 

                                          C.  All'udienza di contraddittorio l'escusso ha eccepito che la procedente
non ha prodotto i documenti in originale ad eccezione del PE e delle cartelle
ipotecarie, postulando la reiezione dell'istanza. __________i ha poi rilevato
che la __________ fonda la propria domanda sull'art. 5 dell'atto generale di pegno
e cessione datato 6 luglio 1993, che non è stato versato agli atti, ciò che
implica per la procedente l'impossibilità di dimostrare il diritto di
acquistare le cartelle ipotecarie in questione. Il debitore ha poi aggiunto che
con l'acquisizione da parte della banca del pegno manuale, ossia delle cartelle
ipotecarie, essa ha acquisito diritti e obblighi intrinsechi a tali titoli. La
banca ha acquisito infatti non solo il diritto di far valere l'ammontare
indicato su ogni singolo titolo, ma pure l'obbligo di osservare il termine di
disdetta ivi indicato. Pertanto le condizioni generali  prodotte non sono
applicabili dopo l'acquisizione delle cartelle ipotecarie in proprietà. Il
debitore ha pertanto sostenuto che in concreto il termine di disdetta risultante
dalle cartelle ipotecarie in questione è di sei mesi per i titoli da doc. B a
doc. L e di tre mesi per la cartella ipotecaria doc. M. La __________, avendo disdetto
le cartelle ipotecarie con effetto immediato, ha disatteso i predetti termini
di disdetta. L'escusso ha poi contestato il tasso d'interesse al 7% preteso
dalla banca. 

 

                                               Durante la replica la __________ ha prodotto un ulteriore atto
generale di pegno e cessione (doc. Z), sostenendo che le cartelle ipotecarie
sono state regolarmente disdette sulla base degli art. 4 e 5 ivi indicati. La
banca creditrice ha poi rilevato che il tasso d'interesse richiesto del 7% è
quello indicato sulle cartelle ipotecarie.

 

                                               Con la duplica l'escusso ha contestato che l'atto generale di pegno
e cessione prodotto durante l'udienza (doc. Z) conferisca alla procedente la
facoltà di disdire il credito con effetto immediato. La disdetta delle cartelle
ipotecarie doveva avvenire secondo i termini ivi indicati. L'appellante ha poi
ribadito che il tasso d'interessi al 7% è già stato calcolato nell'importo del
credito, per cui è giustificata unicamente l'applicazione di un tasso del 5%.

 

 

                                          D.  Con sentenza 18 luglio 2001 la Pretore del Distretto di Lugano,
Sezione 5, ha accolto l'istanza ritenendo la documentazione prodotta valido
riconoscimento di debito ex art. 82 LEF. La prima Giudice ha rilevato che
l'esecuzione in oggetto è quella in via di realizzazione del pegno immobiliare,
le cartelle ipotecarie essendo state acquisite in proprietà dalla __________
(doc. O) in applicazione dell'art. 5 dell'atto generale di pegno e cessione
sottoscritto dai debitori il 6 giugno 1993 (doc. Z). In prima sede la disdetta
delle dieci cartelle ipotecarie è stata ritenuta valida ed i crediti esigibili,
essendo stata notificata in applicazione sempre dell'art. 5 del predetto atto
generale di pegno e cessione. La prima Giudice ha poi osservato che l'atto
generale di pegno e cessione 6 giugno 1993 è stato prodotto dalla __________
durante l'udienza di contraddittorio (doc. Z), per cui risultano superate le
allegazioni presentate dall'escusso in merito. Infine in sede pretorile è stata
respinta l'eccezione sollevata da __________i in relazione alla mancanza degli
originali dei documenti di causa, con la motivazione che per costante giurisprudenza
i documenti prodotti in fotocopia sono idonei a costituire titoli di rigetto
dell'opposizione, se le fotocopie non sono eccepite di falso, circostanza che
l'escusso non ha fatto valere. In prima sede gli interessi sono stati concessi
al tasso del 7% (cfr. dispositivo), mentre nei considerandi è stato
riconosciuto un tasso dell'8 1/2%.

 

                                          E.  Contro
la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravato l'escusso riconfermandosi
in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede.

 

 

                                          F.  Delle allegazioni della parte appellata si dirà, se del caso, in
seguito.

 

 

Considerato

 

In
diritto:

 

                                          1.   Gli appelli di __________, quand'anche riferiti a due sentenze ed
esecuzioni diverse, riguardano decisioni di analogo contenuto fattuale e
giuridico e contengono le stesse conclusioni e motivazioni. Le cause vanno
quindi considerate come connesse ai sensi dell'art. 320 CPC (per rinvio
dell'art. 25 LALEF) e possono essere congiunte ed evase con una sola sentenza,
pur mantenendo la loro autonomia nel senso che i dispositivi restano separati e
possono essere impugnati anche singolarmente.

 

 

                                      2.a)   La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura
privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica
necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo
rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro
determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere
dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli
elementi necessari. Conditio sine qua non è che la somma di
denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi
stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica unilaterale
dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Flavio Cometta, Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella
prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989, p. 338 con riferimenti). 

                                               La
volontà di obbligarsi può anche risultare da un atto pubblico redatto nelle forme
stabilite dal diritto cantonale, come per esempio le cartelle ipotecarie (cfr. Cometta, op. cit., p. 337 con riferimenti).

 

                                         b)  Ex art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda sopra un riconoscimento
di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore
può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione. Il giudice del rigetto
accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in sede d'appello)
se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito (cfr.
Cometta, op. cit., in Rep 1989, p. 331) nonché, nell'esecuzione
in via di realizzazione di pegno, se vi è un titolo attestante l'esistenza del
pegno indicato nel precetto esecutivo: salvo menzione espressa contraria,
l'opposizione è in effetti, nel nuovo diritto, presunta diretta sia contro il
credito che contro l'esistenza di un diritto di pegno (art. 85 RFF, mod.
5.6.1996).

 

                                          c)  Gli art. 216-226 CPC relativi all'eccezione di falso non vanno
considerati nella procedura di rigetto dell'opposizione. Vi osta il principio
di celerità immanente al processo sommario in tema di esecuzione e fallimento:
detto altrimenti, l'istituto dell'eccezione di falso e della verifica delle
scritture secondo il CPC non trova spazio in sede sommaria ex art. 25 n. 1 LEF.
Pure l'abrogato art. 387 cpv. 3 CPC (ora art. 20 LALEF), applicabile alla
presente fattispecie, sanciva l'inammissibilità dell'audizione testimoniale e
della perizia, mezzi di prova previsti invece dagli art. 216-226 CPC.

 

                                          d)  Documenti prodotti in fotocopia e sostanzialmente non contestati
siccome contrari al vero sono suscettibili di principio, ove ne ricorrano i
presupposti ex art. 82 LEF, di costituire titolo idoneo al rigetto provvisorio
dell'opposizione (Cometta,
op. cit., in Rep 1989, p.
338; Daniel Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I,
Basilea/Ginevra/Monaco, n. 17 ad art. 82 LEF).

 

                                          e)  L'escusso ha eccepito la mancata produzione dei documenti in originale
- ad eccezione del PE (doc. S) e delle cartelle ipotecarie (doc. da B a M) -,
senza tuttavia sostenerne la falsità, ma limitandosi ad una contestazione
generica delle fotocopie. Pertanto in mancanza di una motivazione sostanziata
dell'eccezione, le fotocopie versate agli atti vanno ritenute conformi agli
originali.

 

 

                                      3.a)   Durante l'udienza di contraddittorio la procedente ha prodotto quale
doc. Z copia di un atto generale di pegno e cessione sottoscritto il 6 luglio
1993 dall'escusso e da __________ 

                                               Il
predetto atto generale di pegno e cessione doc. Z supera l'atto generale di pegno
e cessione doc. N sottoscritto dai debitori __________ e __________i il 28 dicembre
1990. 

                                               Il
tenore del punto 5 del predetto atto generale di pegno e cessione doc. Z è il seguente:

 

                                               " Qualora gli obblighi garantiti dai
pegni non vengono adempiti entro il termine previsto oppure, a giudizio della
Banca, una diminuzione del valore dei pegni debba verificarsi o sembrare imminente,
oppure la Banca , per qualsiasi altro motivo, ritenga che le garanzie non siano
più sufficienti, essa è autorizzata, a sua scelta, a richiedere in ogni tempo
al debitore sia di fornirle delle coperture supplementari, sia di rimborsarle
l'importo che essa esigerà. Qualora il debitore non ottemperi a tale richiesta,
la Banca avrà il diritto, a sua scelta, di realizzare liberamente i beni
oggetto del pegno e di utilizzare il ricavato per coprire il proprio credito,
e/o di procedere giudizialmente. Tuttavia la Banca, se non fa uso di questo
diritto, non si assume con ciò alcuna responsabilità. La Banca è pure
autorizzata, nei confronti del debitore ipotecario, a disdire ed a riscuotere
direttamente a proprio nome, i crediti risultanti dai titoli ipotecari impegnati.”

                                          b)  Secondo il summenzionato punto 5 la __________ con scritto 23 giugno
1999 (doc. Q), era legittimata ad esercitare il suo diritto di acquisire in
proprietà le cartelle ipotecarie in esame.

 

                                          c)  Le 10 cartelle ipotecarie doc. da B a M attestano l'esistenza del
diritto di pegno del quale si prevale la __________ e costituiscono pure titoli
di rigetto provvisorio dell'opposizione ex art. 82 LEF, a condizione che venga
provata l'esigibilità dei crediti astratti ivi incorporati. Infatti vi deve
essere esigibilità del credito già al momento dell'invio della domanda d'esecuzione
e non solo al momento della litispendenza dell'istanza di rigetto: il diritto
esecutivo infatti serve a realizzare il diritto materiale; un credito non
ancora esigibile per diritto materiale al momento dell'invio della domanda
d'esecuzione non può essere tenuto in considerazione nemmeno quando
l'esigibilità sia realizzata al momento della litispendenza dell'istanza di
rigetto (Cometta, op. cit.
in Rep 1989 p. 347).

 

                                          d)  Ex art. 844 CC, salvo disposizione contraria, il creditore ed il
debitore possono denunciare il rimborso della cartella ipotecaria solo con il
preavviso di sei mesi e per il termine consueto del pagamento degli interessi.
Il diritto cantonale può stabilire delle norme restrittive per la disdetta
delle cartelle ipotecarie. La predetta norma è di diritto dispositivo. Le parti
possono infatti per esempio modificare i termini previsti dalla legge. La
libertà delle parti può tuttavia essere limitata da norme di diritto cantonale.
L'art. 844 cpv. 2 CC permette infatti ai cantoni di emanare disposizioni
restrittive in materia (cfr. Paul-Henri
Steinauer, Les droits réels, vol. III, Berna 1996, § 95, n.
2943-2944 p. 248-249).

                                               Il Cantone Ticino non ha però emanato alcuna disposizione relativa
ai termini di disdetta delle cartelle ipotecarie. Secondo la giurisprudenza del
Tribunale federale le disposizioni concernenti la disdetta di una cartella
ipotecaria non costituiscono punti oggettivamente essenziali del contratto di
pegno; la loro stipulazione e modifica non necessitano pertanto di un atto
pubblico (DTF 123 III 97).

 

                                          e)  Con scritto  23 giugno 1999, la __________ oltre ad avere notificato
all'escusso l'avvenuto acquisto a trattative private delle cartelle ipotecarie
in esame (doc. Q), ne ha formulato la disdetta per il 30 giugno 1999, invitando
i debitori a versarle l'importo di fr. 4'500'000.-- e comunicandogli che in
caso contrario avrebbe iniziato la procedura esecutiva in via di realizzazione
del pegno immobiliare.

                                               Con
scritto 5 ottobre 2000 (doc. R) la __________ ha poi comunicato al debitore che
non era più disposta a concedergli ulteriori proroghe di pagamento, formulando
nuovamente disdetta dei titoli ipotecari per il 13 ottobre 2000. Dal tenore di
questa lettera emerge che la prima disdetta delle cartelle ipotecarie formulata
per il 30 giugno 1999 è stata superata dalla concessione di diverse proroghe
che hanno portato alla continuazione del rapporto creditizio fino appunto alla
disdetta 5 ottobre 2000 per il 13 ottobre 2000. Occorre pertanto verificare la
validità di questa disdetta.

                                               Tra
i documenti prodotti dalla banca creditrice si trovano le sue Condizioni generali,
sottoscritte dall'escusso il 27 aprile 1989 (doc. P) - a cui rinviano i
contratti di mutuo 14 gennaio 1992 risp. 30 giugno 1993 (doc. A) -, le quali
al  punto 12 prevedono quanto segue:

                                          

                                               "    Revoca delle relazioni d'affari

 

                                                    La
banca si riserva il diritto di revocare in qualsiasi momento a suo libero
giudizio le relazioni d'affari esistenti ed in particolare di revocare i
crediti concessi con facoltà di esigerne immediatamente il rimborso, senza
ulteriore notifica." 

 

                                               Dal predetto punto 12 si evince che con il rinvio alle Condizioni
generali è stato modificato, senza dover ricorrere ad atto pubblico, il termine
di disdetta dei crediti incorporati nelle cartelle ipotecarie date in garanzia
alla banca creditrice, per cui la __________ poteva chiederne l'immediato
rimborso. Il giorno dell'invio della domanda di esecuzione alla quale fa
seguito indilatamente ex art. 71 cpv. 1 LEF l'emissione dei PE in oggetto,
avvenuta il 23 ottobre 2000, i crediti incorporati nelle cartelle ipotecarie
erano già esigibili essendo stati disdetti per il 13 ottobre 2000.  

                                               Le
cartelle ipotecarie doc. da B a M costituiscono pertanto validi titoli di
rigetto provvisorio dell'opposizione ex art. 82 LEF. 

 

 

                                      4.a)   Secondo
la giurisprudenza del Tribunale federale, nelle cartelle ipotecarie è fissato
solo l’obbligo di pagamento di un interesse ed il relativo tasso massimo, che
serve però soltanto da limite alla garanzia immobiliare, per cui gli interessi
non parteciperebbero della natura di cartavalore della cartella ipotecaria.
D’altronde, il tasso fissato nella cartella ipotecaria non corrisponde di
solito al tasso effettivamente concordato tra le parti. Per questo motivo la
cartella ipotecaria non potrebbe essere considerata quale titolo di rigetto per
gli interessi maturati sul credito astratto (cfr. DTF 115
II 353-354, cons. 3; RSJ 1968 p. 77; già citata CEF [14.1994.4] 5 aprile 1995,
cons. 1d; CEF [14.1995.118] 26 aprile 1996, cons. 2d, Rep. 1996, pp. 278 ss.; Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung
und Konkurs, vol. I, Zurigo 1984, § 20 m. 2 p. 258; Panchaud/Caprez, op. cit., n. 18 ad § 77, p. 199).

 

                                          b)  Tale
giurisprudenza si riferisce tuttavia esplicitamente a situazioni in cui è regolato
nel titolo soltanto l’obbligo di versare interessi in quanto tale,
conformemente alle disposizioni pattuite con il creditore (entsprechend “den mit
dem Gläubiger vereinbarten Bestimmungen”), il tasso d’interesse indicato
essendo da qualificare di tasso massimo (“Maximalzinsfuss”). Con Daniel Staehelin
(Betreibung und Rechtsöffnung beim Schuldbrief, in: AJP/PJA
1994, p. 1266, ad A e B a.i.), va però ritenuto
che questo non valga per i casi in cui il tasso figurante sulla cartella è un
tasso fisso (“fester Zinssatz”).

 

                                          c)  Il
tasso d’interesse figurante sulle cartelle prodotte da __________ (doc. da B a
M), è ovviamente un tasso fisso, poiché non rinvia a convenzioni separate pattuite
o da pattuire tra le parti per la fissazione del tasso d’interesse effettivo, e
nemmeno qualifica il tasso d’interesse di massimale. 

 

                                          d)  Il fatto poi che l’art. 40 cpv. 1 lett. d RRF sembra contemplare
soltanto l’ipotesi del tasso massimo non è determinante. L’ordinanza non può
ovviamente limitare la portata della legge e l’art. 818 cpv. 1 n. 3 CC dispone
chiaramente che la garanzia immobiliare si estende ad una parte degli interessi
dovuti sul credito (astratto), senza escludere che il tasso possa essere
fissato nella stessa cartella e nel registro fondiario; anzi lo presuppone,
poiché è presunto che la costituzione di una cartella ipotecaria estingua per
novazione il credito causale (art. 855 cpv. 1 CC). Del resto, l’art. 53 cpv. 2
lett. d RRF richiede, tra le indicazioni necessarie che devono figurare sui
titoli ipotecari, “le clausole sull’interesse”. Infine, la nozione stessa di
tasso massimale non è contenuta nella legge. Si tratta infatti di una modalità
creata per evitare la regola dell’art. 818 cpv. 2 CC: fissando il tasso
(qualificato esplicitamente nel titolo di massimale) sopra il 5%, le parti si
riservano il diritto di portare il tasso d’interesse effettivamente pattuito
con convenzione separata al di là del saggio del 5% senza l’accordo dei
creditori pignoratizi posteriori (cfr. DTF 101 III 74; 115 II 349; Paul-Henri Steinauer, op. cit., n.
2648). Occorre ancora osservare che la pattuizione di un tasso
d’interesse relativo al credito causale non è necessariamente determinante per
quanto concerne il tasso relativo al credito astratto (cfr. Staehelin, op. cit., p. 1266-7, ad B; lo stesso, Zehn Fallen
für Grundpfandgläubiger in der Zwangsvollstreckung, in: AJP/PJA 1998, p. 367, ad IV). Va infatti accuratamente
distinto il problema dell’estensione della garanzia reale da quello
dell’importo del credito causale. Importo e interessi dei crediti astratto e
causale possono divergere (cfr. Staehelin, AJP 1994, p. 1267, ad B).

 

                                          e)  La
cartella ipotecaria sulla quale figura un tasso d’interesse fisso costituisce
pertanto, in un’esecuzione in via di realizzazione del pegno immobiliare
fondata sul credito astratto, un titolo di rigetto per tutti gli interessi
scaduti dall’emissione del titolo e per l’interesse corrente. Spetta
all’escusso (art. 82 cpv. 2 LEF) sollevare esplicitamente l’eccezione relativa
ad eventuali pagamenti, all’esistenza di una convenzione vincolante per il
procedente che preveda un tasso d’interesse inferiore a quello figurante sulla
cartella, oppure al fatto che la garanzia ipotecaria si estenda al massimo agli
interessi scaduti di 3 anni (art. 818 cpv. 1 n. 3 CC). Tali eccezioni non sono
state sollevate dall'escusso.

 

                                          f)   Nel
caso di specie, il tasso d’interesse – fisso – riferito al credito cartolare è
del 7% (cfr. doc. da B a M). A partire dalla scadenza del termine di disdetta,
possono essere richiesti soltanto interessi di mora, sempre comunque al tasso
convenzionale del 7% (cfr. art. 104 cpv. 2 CO). 

                                               Le
sentenze pretorili vanno quindi confermate.

 

 

                                          5.   Gli appelli 6 agosto 2001 __________ vanno pertanto respinti.

                                               Tasse di giustizia e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49,
61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).

 

 

 

 

Per i
quali motivi,

richiamato
l'art. 82 LEF

 

 

pronuncia:

 

                                          1.   Le procedure dipendenti dagli appelli 6 agosto 2001 di __________
relativi alle esecuzioni n. __________ (inc. 14.2001. 00072) risp. n.
__________ (inc. 14.2001.00073) dell'UE di Lugano sono dichiarate congiunte.

 

 

                                          2.   L'appello 6 agosto 2001 __________ (inc. 14.2001.00072), è respinto.

 

                                      2.1.   La
tassa di giustizia di fr. 1'500.--, già anticipata dall'appellante, resta a
carico di __________, il quale rifonderà alla __________ fr. 2'000.-- a titolo
di indennità.

 

 

                                          3.   L'appello 6 agosto 2001 __________ (inc. 14.2001.00073), è respinto.

 

3.1.      La tassa di giustizia di fr. 1'500.--, già anticipata dall'appellante,
resta a carico di __________, il quale rifonderà alla __________ fr. 2'000.-- a
titolo di indennità.

 

                                          4.   Intimazione a:     - __________

                                               Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, 

                                               Sezione
5.

 

 

 

Per la Camera
di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                            
La segretaria