# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e433b2e1-70ca-515d-8f9e-1b9a7d0a85bf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-12-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 04.12.2000 INC.2000.38305
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-38305_2000-12-04.html

## Full Text

N. 383.2000.5 L                                                         Lugano,
4 dicembre 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria presentata il 24 novembre 2000 da

 

 

__________, cittadino turco, attualmente presso il
Penitenziario cantonale

                                    (patrocinato
dall'avv. __________)

 

 

e qui trasmessa con preavviso
negativo il 29 novembre / 1. dicembre 2000 dal Procuratore pubblico avv.
__________;

 

 

viste le osservazioni 4 dicembre
2000 dell'accusato, che si conferma in contenuti e conclusioni dell'istanza;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto e considerato

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

che

 

 

-         
__________ venne arrestato il 13 giugno 2000, con contestuale promozione
dell'accusa nei suoi confronti per titolo di furto e infrazione alla legge
federale sulle armi e sulle munizioni: a verbale del 13 luglio 2000 (doc. _
dell'inc. MP 3129/2000, secondo l'attuale numerazione: in precedenza doc. _),
il Procuratore pubblico ha esteso l'accusa ai reati di truffa, danneggiamento,
infrazione e contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti e messa in
circolazione di monete false;

 

 

 

 

 

-         
questo giudice è già stato chiamato due volte a pronunciarsi su istanze
di libertà provvisoria formulate dall'accusato, respingendole entrambe
rispettivamente con decisione 21 luglio 2000 (inc. GIAR 383.2000.3) e con
decisione 31 agosto 2000 (inc. GIAR 383.2000.4), ritenuti pacifici gravi e
concreti indizi di colpabilità e presenti pericolo di collusione, di fuga e di
recidiva;

 

 

-         
la nuova, per così dire, composita istanza conferma le ammissioni di
colpevolezza, considera conclusi gli accertamenti ed esclude pericolo di fuga
per chiedere quindi in via principale la chiusura dell'istruzione formale, la
disgiunzione del procedimento concernente __________ da quelli contro i correi
e l'adozione della procedura abbreviata: in via subordinata è postulata la
libertà provvisoria senza condizioni rispettivamente dietro versamento di
cauzione e disposizione di altre misure sostitutive;

 

 

-         
il Procuratore pubblico fa presente di avere proprio lo stesso 29
novembre 2000 proceduto alla chiusura dell'istruzione formale (v. doc. _, per
quanto concerne l'istante), non vi sono pertanto motivi per procedere a
disgiunzione o per far capo al rito al rito abbreviato, mentre permangono
pericolo di fuga e di recidiva, per cui l'istanza di libertà provvisoria va
respinta;

 

 

-         
le osservazioni a detto preavviso negativo, a conferma dell'istanza,
insistono specialmente sul difetto di proporzionalità della lunga carcerazione
rispetto ai reati ipotizzati, considerati i verosimili lunghi tempi di
aggiornamento del processo, mentre che a pericolo di fuga e di recidiva ("se
esistessero") si può parare con opportune misure sostitutive;

 

 

-         
anche per i pregressi citati giudizi è noto che:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del
carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello
stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un
delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico,
quali - per quanto qui concerne - [ … ] il pericolo di fuga e quello di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato 

codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283
cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla
giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del
Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP
1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128).";

 

 

-         
gravi e concreti indizi di colpevolezza vennero già verificati in
precedenza e quanto meno corrispondono alle ammissioni dell'accusato, il tutto
ora consegnato negli atti dell'istruttoria formale definitivamente chiusa e
prossimamente nell'atto di accusa (per il rifiuto del Procuratore pubblico di
far capo alla procedura di giudizio abbreviata, secondo la discrezionalità
riconosciutagli dalla legge: art. 316 a cpv. 2 CPP): è così caduto il pericolo
di collusione;

 

 

-         
la richiesta di riattivazione della procedura di esame della domanda di
asilo nulla muta rispetto alle ragioni che fondano il pericolo di fuga, come
esposte nelle passate decisioni, tranquillamente cresciute in giudicato:

 

"Per quanto concerne il pericolo di fuga, si
ricorda che i criteri determinanti per stabilire se questo presupposto sia dato
o meno sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio, la sua professione,
la sua situazione famigliare e i suoi legami con lo Stato in cui egli é
inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S.C. del Tribunale
federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94). L'apprezzamento di
tutte le circostanze, per invocare appunto un rischio di fuga, deve lasciar
presumere che le conseguenze di una fuga appaiano per l’accusato come un male minore
rispetto a quello derivante per lui dall'ulteriore carcerazione, con maggior
forza quanto più i reati imputati comportino pene edittali od eventualità di
pena concreta importanti (in questo senso Mario Luvini; in REP 1989, pag. 292, con i riferimenti ivi
indicati; sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94).

E' ben vero che __________ ha qui parenti e afferma di
essersi "assimilato", non intendendo pertanto rimpatriare (v.
verbale di polizia 29 giugno 2000, doc. _, pag. 4 e 5), comunque già la sua
permanenza è precaria, non essendo ancora stata decisa la sua domanda di asilo,
e soprattutto si trova confrontato con le riferite importanti imputazioni e con
altri chiarimenti tali da oggettivamente aggravare la sua posizione
processuale, per cui la scelta di latitanza è eventualità concreta, sia per
evitare confronti e accertamenti, sia per sfuggire alla condanna ad una pena
detentiva verosimilmente da espiare, con possibile seguito comunque di
espulsione.";

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-         
del pari si ha in punto al pericolo di recidiva, affatto sfiorato
dall'istanza in discussione e solo nominato nelle osservazioni al preavviso
negativo (e comunque non ovviabile con altre misure meno incisive):

 

"Anche se non evocato al momento della conferma dell'arresto e
neppure avanzato dal Procuratore pubblico, può ora essere discorso di pericolo
di recidiva, osservando come lo stesso debba essere concreto (DTF 105 Ia 31) e
risultare da una valutazione dell’insieme delle circostanze, tra cui i
precedenti dell’accusato, il suo comportamento durante l’istruttoria, la sua
personalità, la sua costituzione fisica e soprattutto psichica e le modalità di
commissione dei reati che gli vengono addebitati, così che la reiterazione
appaia assai verosimile (Mario LUVINI, in REP 1989, pag. 294; Gérard PIQUEREZ,
Précis de procédure pénale suisse, Lausanne 1987, n. 1186/7).

Il complesso degli addebiti, sia pure solo
considerando quanto ammesso dall'accusato, ed il comportamento processuale di
quest'ultimo dimostrano disponibilità a ripetuta indiscriminata partecipazione
a reati, in quanto "sprovvisto di mezzi finanziari" (v.
verbale di polizia 13 giugno 2000, annesso al doc. _, e come ricordato
nell'istanza). Ora egli è disoccupato, vale a dire nella stessa situazione di
squattrinato, facile indirizzo al reato, avuto anche presente che una
liberazione prima del completo accertamento dei fatti e della conclusione del
procedimento indurrebbe a banalizzazione di quanto commesso, senza quindi
sufficiente influsso di prevenzione speciale.";

 

 

-         
la libertà provvisoria essendo stata chiesta in via subordinata alla
chiusura dell'istruttoria (avvenuta) ed alla disgiunzione dei procedimenti per
ricorso al rito abbreviato (con tempi non dissimili da quelli per il
deferimento alla competente Corte d'assise nelle vie normali), vi è implicito
riconoscimento di proporzionalità del carcere preventivo tuttora corrente (176
cpv. 2 e 3 CPP), ricordando che qui possono valere solo i termini di legge per
l'aggiornamento del pubblico dibattimento (art. 102 cpv. 3 e 230 CPP);

 

 

-         
l’istanza è conseguentemente respinta con la
presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e
contrario) e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art.
284 cpv. 1 lett. a CPP);

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.      
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      
Intimazione:

-    avv. __________, per sé e per l’istante;

       -    Procuratore pubblico avv. __________ (con copia delle
osservazioni dell’istante e con gli atti dell’incarto MP 3129/2000 di ritorno).

 

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________