# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 56f37fad-2850-5f9f-a435-20ba30c1e9c4
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.09.2025 C-3091/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-3091-2025_2025-09-05.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 

Decisione impugnata davanti al TF 

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-3091/2025 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  5  s e t t e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 

 
Giudice Vito Valenti, giudice unico, 

cancelliera Marcella Lurà. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, (Italia), 

rappresentato dall'avv. Biagio De Francesco, Studio Legale, 

ricorrente, 

  
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero (UAIE), 

autorità inferiore.  
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità; revisione della rendita (deci-

sioni del 19 marzo 2025). 

 

 

 

C-3091/2025 

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Ritenuto in fatto e considerato in diritto: 

1.  

Con decisioni del 19 marzo 2025, l’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità 

per gli assicurati residenti all’estero (UAIE) ha stabilito che la mezza rendita 

d’invalidità svizzera pagata fino ad allora è sostituita da tre quarti di rendita 

dal 1° settembre 2020 e da una rendita intera dal 1° dicembre 2020, es-

sendo intervenuto un notevole peggioramento dello stato di salute. 

2.  

Il 23 aprile 2025, l’interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale am-

ministrativo federale contro le decisioni dell’UAIE del 19 marzo 2025 me-

diante il quale ha chiesto d’accogliere il gravame e di annullare le decisioni 

impugnate nel senso di (accertare e poi) dichiarare il suo diritto a percepire 

tre quarti di rendita d’invalidità dal 23 maggio 2019 ed una rendita intera 

dal 1° settembre 2020 (oltre al versamento degli arretrati dovuti, con i rela-

tivi interessi, e di un importo a titolo di spese ripetibili). 

3.  

3.1 Con decisione incidentale del 9 maggio 2025 (notificata il 20 maggio 

2025; cfr. l’avviso di ricevimento postale [doc. TAF 3]), il Tribunale ammini-

strativo federale ha invitato il ricorrente a versare, entro il termine di 30 

giorni a decorrere da quello successivo alla notificazione del provvedi-

mento medesimo, un anticipo di fr. 800.- (al netto di eventuali spese postali 

o bancarie a carico del ricorrente) a copertura delle presumibili spese pro-

cessuali (art. 63 cpv. 4 PA), con comminatoria di inammissibilità del ricorso 

in caso di decorso infruttuoso del termine. Questo Tribunale ha altresì pre-

cisato all’insorgente che il termine è osservato se, prima della scadenza, 

l’integralità dell’importo dovuto è versato alla posta svizzera, o addebitato 

a un conto postale o bancario in Svizzera, in favore del Tribunale. 

3.2 Il 23 giugno 2025, l’importo di fr. 800.- a titolo di anticipo spese è stato 

versato sul conto di PostFinance in Svizzera in favore del Tribunale ammi-

nistrativo federale (cfr. doc. TAF 4). 

4.  

4.1 Il Tribunale amministrativo federale, con provvedimento del 3 luglio 

2025, ha invitato il ricorrente a dimostrare, entro il 18 agosto 2025, me-

diante attestazione originale e firmata (leggibile) rilasciata dalla banca, che 

l’importo di fr. 800.- a titolo di anticipo spese è stato versato tempestiva-

mente alla posta svizzera, o addebitato a un conto postale o bancario in 

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Svizzera, in favore del Tribunale, come indicato nella decisione incidentale 

del 9 maggio 2025 di questo Tribunale, con comminatoria di inammissibilità 

del ricorso in assenza di una tale dimostrazione. Questo Tribunale ha al-

tresì precisato all’insorgente che non è determinante la data in cui l’ordine 

di pagamento è stato dato alla banca, ma la data in cui la banca ha effetti-

vamente addebitato il conto bancario del ricorrente o del suo rappresen-

tante in favore del Tribunale amministrativo federale. 

4.2 Con scritto di osservazioni del 18 luglio 2025 (doc. TAF 7), l’insorgente 

ha segnalato che, con lettera dell’8 aprile 2025 (allegata al doc. TAF 1), ha 

chiesto chiarimenti all’UAIE in merito alla diversa decorrenza delle rendite 

d’invalidità, che gli sono state riconosciute, fra il progetto di decisione del 5 

dicembre 2024 (tre quarti di rendita da maggio 2019 e rendita intera da 

settembre 2020) e le decisioni del 19 marzo 2025 (tre quarti di rendita da 

settembre 2020 e rendita intera da dicembre 2020) nonché in merito alla 

mancata corresponsione degli interessi. Ha precisato che l’attesa di tale 

risposta scritta da parte dell’Ufficio AI ha giustificato “il temporeggiamento 

in ordine al pagamento della cauzione per spese”. Ha pertanto chiesto, in 

via principale, d’accogliere “l’istanza di rimessione in termini”, giusta l’art. 

50 LTF, e di ritenere “tempestivo il pagamento della cauzione”. In via su-

bordinata, postula la concessione di “un termine suppletorio per il versa-

mento cauzionale”, ai sensi dell’art. 62 cpv. 3 LTF, affinché sia considerato 

“valido ed efficace quello già effettuato in data 23 giugno 2025” e, in via 

ancora più subordinata, la concessione di “un termine suppletorio per il pa-

gamento della cauzione”, ai sensi dell’art. 62 cpv. 3 LTF. 

5.  

5.1 Questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione con 

l'art. 33 lett. d LTAF e con l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione 

per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE). 

5.2 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla 

PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In virtù dell'art. 

3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali non è discipli-

nata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). Secondo 

l'art. 2 LPGA, le disposizioni della legge stessa sono applicabili alle assi-

curazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e per quanto le 

singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta l'art. 1 cpv. 1 

LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'inva-

lidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA. 

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Pagina 4 

6.  

6.1 Benché non abbia richiamato né l’art. 41 LPGA né l’art. 24 cpv. 1 PA, 

ma l’art. 50 LTF, l’insorgente ha inoltrato un’istanza di “rimessione in ter-

mini” (del termine) per effettuare il versamento del richiesto anticipo sulle 

presumibili spese processuali. 

6.2 Sia in applicazione dell'art. 41 LPGA sia in applicazione dell'art. 24 cpv. 

1 PA, la restituzione per l'inosservanza di un termine può essere accordata 

allorquando il richiedente o il suo rappresentante siano stati impediti, senza 

loro colpa, di agire entro il termine stabilito, sempre che l'interessato lo do-

mandi adducendone i motivi e compia l'atto omesso entro 30 giorni dalla 

cessazione dell'impedimento (sentenza del TF 9C_137/2008 del 22 gen-

naio 2009). 

6.3 Secondo giurisprudenza, per impedimento senza colpa bisogna inten-

dere non solo l'impossibilità di agire oggettiva nel senso della forza mag-

giore, bensì anche l'impossibilità soggettiva dovuta a circostanze personali 

o all'errore scusabile (sentenze del TF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015 

consid. 4.2 e 9C_749/2012 del 26 novembre 2012 consid. 3 nonché relativi 

riferimenti). Tali circostanze devono essere apprezzate in modo oggettivo; 

in particolare, costituisce impedimento senza colpa qualsiasi circostanza 

che avrebbe impedito ad un richiedente – rispettivamente ad un rappre-

sentante – diligente di agire entro il termine. Non basta però che l'interes-

sato medesimo sia stato impedito di agire entro il termine stabilito, lo stesso 

dovendo oltre a ciò essere pure stato impossibilitato ad incaricare un terzo 

di compiere gli atti di procedura necessari; non appena sia oggettivamente 

e soggettivamente esigibile che la persona in oggetto agisca personal-

mente o che affidi a un terzo la salvaguardia dei suoi interessi, cessa l'im-

pedimento senza sua colpa (sentenze del TF I 854/06 del 5 dicembre 2006 

e K 34/03 del 2 luglio 2003). Occorre altresì rilevare che, per un principio 

generale, il rappresentato è tenuto a sopportare le conseguenze di even-

tuali omissioni e negligenze commesse dal suo rappresentante (sentenza 

del TF H 321/02 del 28 aprile 2003). 

6.4 Incombe peraltro al richiedente dimostrare la tempestività della do-

manda di restituzione, motivare la domanda medesima e compiere l'atto 

omesso nel termine di 30 giorni dalla cessazione dell'impedimento. Se non 

è dimostrata la tempestività dell'inoltro della domanda di restituzione o la 

domanda stessa non è motivata o non è stato compiuto l'atto omesso nel 

termine previsto dalla legge, la domanda stessa è inammissibile (YVES 

DONZALLAZ, Loi sur le Tribunal fédéral, Commentaire, 2008, art. 50 n. 1359 

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e 1370; sentenza del TF 1F_20/2008 del 2 ottobre 2008 e relativo riferi-

mento). 

6.5  

6.5.1 Il ricorrente, nello scritto di osservazioni del 18 luglio 2025, sostiene 

che sussiste “una discordanza formale” quanto alla decorrenza delle ren-

dite d’invalidità, che gli sono state riconosciute, fra il progetto di decisione 

del 5 dicembre 2024 (tre quarti di rendita da maggio 2019 e rendita intera 

da dicembre 2020) e le decisioni del 19 marzo 2025 (tre quarti di rendita 

da settembre 2020 e rendita intera da dicembre 2020). Con lettera dell’8 

aprile 2025, ha quindi chiesto chiarimenti al riguardo all’UAIE. Segnala poi 

che la decisione incidentale di questo Tribunale del 9 maggio 2025 – me-

diante la quale è stato invitato a versare, entro il termine di 30 giorni, l’im-

porto di fr. 800.- a titolo di anticipo spese – avrebbe “anticipato la risposta 

dell’Ufficio AI”. A suo dire, attendere la risposta scritta dell’UAIE del 1° mag-

gio 2025, ha “giustificato il temporeggiamento in ordine al pagamento della 

cauzione per spese”. Tale fatto, a parere dell’insorgente, non “ha consentito 

un utile monitoraggio in ordine alla data di ricezione dell’ordinanza inciden-

tale del 9/5/2025 e quindi in ordine alla decorrenza del dies a quo per l’eva-

sione puntuale dell’obbligo”. 

6.5.2 Il fatto che l’anticipo a copertura delle spese processuali non sia stato 

versato entro il termine impartito in quanto l’insorgente ha atteso di ricevere 

la risposta scritta dell’UAIE del 1° maggio 2025 non costituisce manifesta-

mente un motivo di restituzione dei termini. Peraltro, se detta risposta 

avrebbe potuto, come preteso dal ricorrente, nello scritto di osservazioni 

del 25 luglio 2025, essere “risolutiva dell’anticipato contenzioso che ben 

avrebbe potuto essere dichiarato privo di interesse”, sia il medesimo che il 

suo rappresentante legale avrebbero potuto e dovuto, usando della neces-

saria diligenza, inoltrare un’istanza di proroga del termine accordato per il 

versamento del richiesto anticipo spese, istanza che avrebbe potuto e do-

vuto essere inoltrata fino al 19 giugno 2025 a mezzanotte, ossia entro la 

scadenza del termine per il versamento del richiesto anticipo a copertura 

delle presumibili spese processuali. 

6.5.3 D’altra parte, la nozione di “senza sua colpa” di cui agli art. 41 LPGA 

e 24 cpv. 1 PA comprende qualsivoglia inosservanza all’ordine giuridico, 

sia essa intenzionale o il frutto di negligenza grave o anche solo leggera 

(sentenza del TF 1P.380/2005 dell’8 settembre 2005 consid. 3). Occorre 

precisare che la nozione d’impedimento non colpevole non comprende un 

qualsivoglia problema d’organizzazione tra l’istante e il suo rappresentante 

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(sentenza del TF 1B_226/2008 del 29 settembre 2008 consid. 7), tanto 

meno semplici dimenticanze dell’uno o dell’altro, fermo restando che il 

comportamento del rappresentante o di una persona che ha agito in qualità 

di ausiliario va comunque ascritto al rappresentato (sentenza del TF 

1C_249/2008 del 9 giugno 2008 consid. 1.2; cfr. YVES DONZALLAZ, op. cit., 

art. 50 n. 1342 a 1344 con riferimenti). Peraltro, il fatto di dimenticarsi di 

verificare che il pagamento sia stato effettuato a tempo non costituisce un 

errore scusabile rispettivamente un motivo di restituzione del termine per 

effettuare il versamento del richiesto anticipo spese (YVES DONZALLAZ, op. 

cit., art. 50 n. 1340 e 1341). 

6.6 Ne discende che chiaramente, e riconoscibilmente per la parte ricor-

rente rappresentata in questa sede da mandatario professionale, non è 

stato fatto valere alcun impedimento non colpevole ai sensi di legge del 

ricorrente rispettivamente del rappresentante. 

6.7 Da quanto esposto, discende che la domanda del 25 luglio 2025 di re-

stituzione del termine per effettuare il versamento del richiesto anticipo 

spese è manifestamente inammissibile (v. sentenza del TF 1F_20/2008 del 

2 ottobre 2008 con rinvio [fermo restando che la domanda in esame 

avrebbe comunque dovuto essere respinta siccome manifestamente infon-

data anche qualora per denegata ipotesi la si fosse considerata ammissi-

bile]). 

7.  

7.1 Occorre altresì osservare che per quanto attiene all'ammissibilità del 

ricorso, giusta l'art. 21 cpv. 3 PA, per rimando dell'art. 37 LTAF, il termine 

per il pagamento di un anticipo è osservato se l'importo dovuto è versato 

tempestivamente alla posta svizzera, o addebitato a un conto postale o 

bancario in Svizzera, in favore dell'autorità. In particolare, secondo giuri-

sprudenza, il momento determinante per stabilire l'osservanza o l'inosser-

vanza del termine è pertanto quello in cui l'importo è stato versato in favore 

dell'autorità alla Posta svizzera (sia che ciò avvenga allo sportello di un 

ufficio postale oppure tramite trasferimento all'estero) o il momento in cui 

l'ordine di pagamento in favore dell'autorità è stato addebitato al conto po-

stale o bancario in Svizzera del ricorrente o del suo patrocinatore (v., sulla 

questione, la sentenza del TF 9C_40/2024 del 13 giugno 2024), fermo re-

stando che in quest’ultima ipotesi, non è sufficiente inserire l’ultimo giorno 

del termine quale data di valuta, ossia quale giorno nel quale il conto della 

parte debba essere addebitato; è infatti necessario che l’elaborazione 

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dell’ordine e il relativo addebito avvengano effettivamente l’ultimo giorno 

del termine (v. la sentenza del TF 1F_34/2011 del 17 gennaio 2012). 

7.2 La decisione incidentale di questo Tribunale del 9 maggio 2025 è stata 

notificata al rappresentante del ricorrente il 20 maggio 2025 (cfr. l’avviso di 

ricevimento postale [doc. TAF 3]). Considerato che il termine di 30 giorni 

per versare il richiesto anticipo spese ha iniziato a decorrere il 21 maggio 

2025 ed è scaduto il 19 giugno 2025 (art. 38 cpv. 1 LPGA per rimando 

dell’art. 1 cpv. 1 LAI), il pagamento dell’importo di fr. 800.- mediante versa-

mento sul conto di PostFinance in Svizzera in favore di questo Tribunale il 

23 giugno 2025 (v. le indicazioni “data di trasferimento, data di registra-

zione, data di valuta” sull’attestazione di accredito di PostFinance; doc. 

TAF 4) lo è stato tardivamente. 

7.3 Peraltro, contrariamente a quanto previsto all’art. 62 cpv. 3 LTF, per i 

ricorsi dinanzi al Tribunale amministrativo federale non è imposta per legge 

(art. 63 cpv. 4 PA) la concessione di un termine suppletorio per il versa-

mento dell’anticipo spese (sentenza del TF 9C_1020/2010 del 28 dicembre 

2011 consid. 3.1 con rinvio). Tuttavia, una domanda di proroga del termine 

deve essere presentata entro la scadenza del termine (art. 22 cpv. 2 PA), 

ciò che nel caso concreto non è avvenuto. 

7.4 Per conseguenza, il ricorso del 23 aprile 2025 – a causa del versa-

mento tardivo da parte del ricorrente dell’anticipo spese – è inammissibile 

(art. 23 PA). Giova tutt'al più ancora rilevare che l'inammissibilità del ricorso 

in esame non costituisce un formalismo eccessivo (v., sulla questione, la 

sentenza del TF 9C_742/2013 del 6 maggio 2014; cfr. pure la sentenza del 

TAF C-1319/2019 del 31 ottobre 2019). 

8.  

Il giudice dell'istruzione decide quale giudice unico la non entrata nel merito 

d'impugnazioni manifestamente inammissibili (art. 23 cpv. 1 lett. b LTAF) 

rispettivamente l’inammissibilità di domande di restituzione dei termini (v. 

in particolare l'art. 85bis cpv. 3 LAVS in combinazione con l'art. 69 cpv. 2 LAI 

e l'art. 23 cpv. 2 LTAF; sentenza del TF 1F_20/2008 del 2 ottobre 2008 con 

rinvio nonché sentenze del TAF C-1840/2015 del 31 marzo 2015 consid. 5 

e C-436/2009 del 29 gennaio 2009 consid. con rinvii [v. sulla competenza 

del giudice unico con riferimento al respingimento di domande di restitu-

zione dei termini manifestamente infondate le sentenze del TAF 

C- 6305/2019 del 21 febbraio 2020 consid. 7.3, C-1319/2019 consid. 9 e 

C-2706/2017 del 10 luglio 2017 consid. 6). 

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Pagina 8 

9.  

9.1 Per eccezione, non si prelevano spese processuali (art. 63 cpv. 1 PA 

nonché art. 6 lett. b del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e 

sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale [TS-TAF, RS 173.320.2]). È pertanto restituito al ricorrente l'importo di 

fr. 800.-. 

9.2 Visto l'esito della procedura, non si giustifica l'attribuzione al ricorrente 

di spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg. TS-TAF). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

L'istanza del ricorrente del 18 luglio 2025, intesa quale domanda di restitu-

zione del termine per il versamento dell’anticipo spese, è inammissibile. 

2.  

L'istanza del ricorrente del 18 luglio 2025, intesa quale domanda di con-

cessione di un termine suppletorio per il versamento dell’anticipo spese, è 

inammissibile. 

3.  

Il ricorso del 23 aprile 2025 è inammissibile. 

4.  

Non si prelevano spese processuali. L'importo di fr. 800.- sarà restituito al 

ricorrente allorquando la presente sentenza sarà cresciuta in giudicato. 

5.  

Non si attribuiscono ripetibili. 

6.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'autorità inferiore e 

all’UFAS. 

 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Vito Valenti Marcella Lurà 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

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Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Il termine è reputato osservato se gli atti scritti sono 

consegnati al Tribunale federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta 

svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 

tardi l'ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono 

contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed 

essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

 

Data di spedizione: