# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8a7747df-834b-5263-a8b4-cf2db748b44a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-03-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.03.2004 36.2003.117
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2003-117_2004-03-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2003.117

   

  ir/tf

  	
  Lugano

  3 marzo 2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato del Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
						

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 dicembre 2003
di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 1 dicembre 2003 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________
  

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
coniugato dal __________con __________, è affiliato alla __________ per
l'assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie.

 

                                         Nel 2002
__________ doveva un premo di CHF 290,90 mensili. I premi per il secondo
semestre 2002 di __________ sono rimasti impagati per complessivi CHF 1'754,40.

 

                                         __________
ha sollecitato il pagamento al debitore, senza successo, e quindi si è rivolto
alla ricorrente ritenendola debitrice solidale domandando il versamento di CHF
1'760,40 oltre alle spese esecutive.

 

                                         Escussa
con PE __________del 14 maggio 2003 dell'UE __________ __________ ha interposto
opposizione il 16 giugno 2003. Con decisione formale del 16 luglio 2003
__________ ha accertato il suo credito e rigettato l'opposizione interposta da
__________ al PE ricordato.

 

                                         La decisione,
oggetto di opposizione, è stata confermata con decisione su opposizione del 1°
dicembre 2003.

                                         Nella sua
decisione su opposizione (doc. _) __________ rammenta in particolare:

 

"  I contratti d'assicurazione malattia secondo la LAMAL e il
pagamento dei relativi premi costi­tuiscono durante la vita comune bisogni
correnti della famiglia, per i quali ogni coniuge può rappresentare l'altro
(art. 166 cpv. 1 CC). I coniugi sono solidarmente responsabili per il pa­gamento
dei premi; nei confronti dell'assicuratore malattia entrambi possono esser
tenuti al pagamento dei premi (cfr. DTF 119 V 16 e decisione del TFA del
09.03.2000, K 60/00).

La responsabilità solidale dei coniugi persiste fintanto che
perdura la vita comune; con la sospensione della vita comune decade il potere
di rappresentanza e la responsabilità solidale dei coniugi e l'assicuratore
deve di conseguenza perseguire singolarmente ogni coniuge per i debiti sorti
dopo la sospensione dell'unione coniugale.

 

(…)

 

Secondo l'art. 16.3 del regolamento delle
assicurazioni secondo la LAMAL"spese della __________ per richiami ed
esecuzioni sono a carico dell'assicurato".

Anche secondo l'art. 68 LEF le spese
esecutive sono a carico del debitore; il creditore ha diritto di prelevare sui
pagamenti del debitore le spese d'esecuzione (art. 68 cpv. 2 LEF).

La __________ è dunque legittimata a prelevale i costi di
sollecito e d'esecuzione.

 

(…)

 

In virtù del principio dell'officialità, sebbene non litigioso,
nell'ambito della presente procedura su opposizione la __________ ha
riesaminato l'esistenza e l'entità del debito escusso nella procedura esecutiva
nr. __________dell'UE di __________, oggetto della decisione del 16.07.2003, ed
ha constatato che l'arretrato di fr. 1'760.40 escusso è
sino a tutt'oggi esistente. Esso si compone delle quote LAMal da luglio a
dicembre 2002 e delle spese d'incasso di fr. 70.--. A ciò
si  ag­giungono le spese esecutive a carico dell'opponente.

 

(…)

 

Come già detto, con l'opposizione __________ contesta
sostanzialmente la propria re­sponsabilità solidale in qualità di moglie nei
confronti della __________. Decisiva in me­rito è la questione a sapere se tra
i coniugi __________ al momento dell'insorgenza del debito, ossia tra luglio e
dicembre 2002, sussisteva vita comune ai sensi dell'art. 166 CC (consid. 2.3).
La __________ ha a tal fine compiuto accertamenti presso le competenti autorità
ed ha interpellato __________. Dagli accertamenti intrapresi è risultato che la
Signora __________ vive separata dal marito dal 01.07.2003. Ne discende
inequivocabilmente che la responsabilità solidale della moglie __________
esisteva ancora al momento dell'insorgenza del debito escusso.

A giusto titolo la __________ ha promosso la procedura esecutiva
qui contestata verso la moglie di __________ volta ad ottenere l'incasso del
debito del marito.

L'esistenza di una tassazione separata tra marito e moglie (così
come il regime patrimoniale tra coniugi) è irrilevante per la definizione della
fattispecie." (Doc. _)

 

                               1.2.   Con atto del  12 dicembre
2003 __________ si è aggravata a questo TCA indicando di vivere separata dal
marito dal luglio 2003 senza percepire alimenti, di avere incaricato il proprio
legale di avviare una procedura alla competente Pretura, osservando inoltre
come il marito disporrebbe di un posto di lavoro e voglia pagare il suo debito.

 

                                         Con
risposta di causa del 22 gennaio 2004 __________ ha riconfermato il suo
provvedimento.

 

                               1.3.   Il giudice
delegato ha chiesto all'assicuratore la produzione delle polizze assicurative
di rilievo con i relativi conteggi leggibili essendo inammissibile – ciò che
vale anche pro futuro – la trasmissione di incomprensibili estratti
informatici.

 

                                         A
__________ è pure stato chiesto di produrre:

 

" 
… copia degli atti esecutivi avviati nei
confronti di __________ e l'eventuale attestato di carenza beni nei confronti
dello stesso per il medesimo titolo di credito nonché ogni ulteriore utile
documento a sostegno delle pretese della __________." (Doc. _)

 

                                         Con
scritto 9 febbraio 2004 __________ ha precisato l'arretrato dovuto nei seguenti
termini:

 

"  premio
LAMAL luglio 2002                                     Fr. 290.90

premio LAMAL agosto 2002                                  Fr.
290.90

premio LAMAL settembre 2002                             Fr. 290.90

premio LAMAL ottobre 2002                                  Fr.
290.90

premio LAMAL novembre 2002                             Fr. 290.90

premio LAMAL dicembre 2002                              Fr. 290.90

spese di sollecito                                                   Fr.
15.-­

totale                                                                     Fr.
1'760.40

 

a cui si aggiungono le spese esecutive (finora di fr.
70.--; cfr. art. 68 LEF, DTF 125 V 276) e gli interessi di mora del 5% a
partire dall'entrata in vigore della LPGA (art. 26 cpv. 1 e art. 82 cpv. 1 LPGA,
art. 90 cpv. 2 OAMAL; cfr. Veli Kieser, ATSG-Kommentar, Kommentar
zum Bunde­sgesetz über den Allgemenen Teil des
Sozialverischerungsrechts vom 6. Oktober 2000,
Art. 82, n. 2ss.).

 

(…)

 

In considerazione della situazione d'insolvenza del signor __________
(attestata dall'allegato estrat­to UEF di __________, doc.
_) la __________ ha escusso direttamente la moglie dell'assicurato quale
debitrice solidale ai sensi dell'art. 166 CC, senza procedere preventivamente
in via esecutiva nei confronti del proprio assicurato per lo stesso debito. Né
la LAMAL e le sue ordinanze, né la legge cantonale di applicazione alla LAMAL
(LCAMAL) richiedono del resto che l'assicuratore malattie proceda
preventivamente nei confronti dell'assicurato stesso. L'art. 90
OAMAL cpv. 3 prevede che, nel caso in cui gli assicurati non pagano i premi
scaduti nonostante diffida, dev'essere avviata una procedura esecutiva; la
disposizione non vieta di procedere diret­tamente contro il responsabile
solidale.

La responsabilità solidale ha di principio quale conseguenza per
il terzo di poter scegliere quale coniuge perseguire per l'intera prestazione.

L'esecuzione diretta nei confronti della moglie dell'insolvente
assicurato senza preventiva esecu­zione nei confronti dell'assicurato, così
come praticata dalla __________, è espressamente
autorizzata anche dall'Istituto delle assicurazioni sociali, il quale dispensa
l'assicuratore malattia di promuovere una nuova esecuzione nei confronti di
assicurati con già due attestati di carenza beni rilasciati nell'arco di 24
mesi, una dichiarazione di insolvenza deve in tal caso attestare che anche
successive procedure sfocerebbero in ulteriori attestati di carenza beni."
(Doc. _)

 

                                         La
signora __________, invitata a prendere posizione in merito non si è espressa.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   Va rilevato
che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA). Il giudice delle assicurazioni
sociali non tien conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il
momento determinante della resa del provvedimento amministrativo (STFA del 9
gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio
2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella
causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366
consid. 1b). 

 

                                         Dal
profilo procedurale la LPGA è invece immediatamente applicabile. Nel merito si
applicano le disposizioni in vigore in precedenza, poiché da un punto di vista
temporale sono di principio determinanti le norme in vigore al momento in cui
si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 127 V 467 consid. 1)
ed il Tribunale federale delle assicurazioni, ai fini dell'esame di una
vertenza, si fonda, di regola, sui fatti che si sono realizzati fino al momento
dell'emanazione della decisione amministrativa contestata (DTF 121 V 366
consid. 1b; STFA del 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02).

 

                                         Ogni
riferimento alle norme della LAMal applicabili in concreto va inteso nel tenore
in vigore fino al 31 dicembre 2002.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Oggetto
della lite è l'obbligo di __________ di pagare i premi dell'assicurazione
obbligatoria contro le malattie del marito __________, dal quale vive separata
dal luglio 2003, per il 2° semestre 2002.

 

                                         Giusta
l'art. 61 LAMal, l'assicurato è tenuto al pagamento dei premi fintanto che dura
l'affiliazione (art. 89-92 OAMal; cfr. STFA 30.6.1998 in re M. e P. c. C.M.H.,
inedita).

                                         Il
pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi da parte dell'assicurato è
necessario per il finanziamento dell'assicurazione malattia (art. 60 LAMal) e
quindi per l'esecuzione della legge; secondo la volontà del legislatore gli
assicuratori malattia devono quindi far valere le proprie pretese in via
esecutiva secondo la LEF (cfr. art. 88 cpv. 1 e 2 LAMal; art. 80 LAMal; DTF 125
V 273 consid. 6c).

                                         In caso
di mora dell'assicurato l'art. 9 OAMal prevede che:

 

" 
1 Se,
nonostante diffida, l’assicurato non paga premi o partecipazioni ai costi
scaduti, l’assicuratore deve promuovere una procedura esecutiva. Se questa
sfocia in un attestato di carenza di beni, l’assicuratore ne informa la
competente autorità d’assistenza sociale. Sono salve le disposizioni cantonali
che contemplano la previa notifica all’autorità preposta alla riduzione dei
premi."

                                         Per l'art. 20 cpv. 1
LCAMal, inoltre, il Consiglio di Stato designa l'autorità di assistenza sociale
per il pagamento dei crediti irrecuperabili relativi alle prestazioni
obbligatorie previste dalla legislazione federale.

 

                                         Per il capoverso 3, prima
di procedere al pagamento dei crediti irrecuperabili, l'istanza competente
applica il sussidio per la riduzione dei premi.

 

                                         Per l'art. 21 LCAMal,
inoltre, l'istanza designata dal Consiglio di Stato esige che l'assicuratore
promuova una nuova procedura esecutiva, se è a conoscenza di circostanze che lo
giustificano.

 

                                         Per l'art. 82 cpv. 1 del relativo Regolamento d'applicazione l’assicuratore
malattie che a seguito della procedura esecutiva di cui alla LCAMal ottiene un
attestato di carenza di beni definitivo o un certificato di insolvenza, può
chiedere all’Istituto delle assicurazioni sociali il pagamento dei crediti
irrecuperabili, incluse le spese esecutive, ma esclusi gli interessi. 

 

                                         Per il capoverso 4
l'Istituto delle assicurazioni sociali emana le direttive di procedura.

 

La cifra 4.2. delle direttive emanate il 31 maggio 1999 dall'IAS
relative alla richiesta di pagamento allo Stato dei premi LAMal e delle
partecipazioni alle spese di cura legate all'assicurazione obbligatoria prevede
che:

 

"  Se
per un assicurato fossero stati rilasciati due attestati di carenza di beni in
un periodo di 24 mesi (dal momento della richiesta di pagamento allo Stato),
l'assicuratore malattie è dispensato dall'avviare una nuova procedura
esecutiva, sempre che produca una dichiarazione di insolvenza rilasciata
dall'UEF.

 

osservazione

L'assicuratore malattie che dopo due procedure esecutive promosse
nell'arco di 2 anni ha ottenuto due attestati di carenza di beni (ACB), deve
richiedere, per le istanze di pagamento seguenti, il rilascio di una dichiarazione
d'insolvenza all'UEF, in quanto si presume che anche successive procedure
sfoceranno sempre in ACB. Ciò per evitare inutili spese esecutive.

Lo Stato non riconoscerà più le spese esecutive per una terza o
ulteriori procedure esecutive promosse sempre nel corso dei 24 mesi."

 

ed ancora, alla cifra 4.8. delle medesime direttive:

 

"  In
ossequio alla giurisprudenza oggi conosciuta, se viene rilasciato un attestato
di carenza di beni (ACB) o una dichiarazione di insolvenza per assicurati
coniugati, la procedura esecutiva o il rilascio della dichiarazione di
insolvenza deve essere richiesto anche per il coniuge quando il contratto
assicurativo è stato sottoscritto durante li periodo matrimoniale. Se per
contro il contratto assicurativo è stato stipulato prima del matrimonio, la
procedura esecutiva nei confronti dell'altro coniuge non è ammessa.

In situazione di procedura esecutiva ammessa nei confronti
dell'altro coniuge, non entra in linea di conto il tipo di regime matrimoniale
(in particolare non è tenuta in considerazione un'eventuale separazione dei
beni)."

 

                                         Con comunicazione I/2003
del 27 gennaio 2003 l'IAS ha precisato che:

 

" 
facciamo riferimento alle indicazioni
procedurali fin qui emanate a riguardo di questa articolare casistica di
assicurati, con particolare riferimento agli assicurati coniugati.

 

Le disposizioni impartite attraverso la Circolare
IAV n. I/99 del 31 maggio 1999 prevedevano, a questo proposito, che la
procedura esecutiva a carico del coniuge dell'assicurato in mora era ammessa
solo se il contratto d'assicurazione era stato stabilito durante il periodo
matrimoniale.

 

In data 14 gennaio 2003 è stato reso noto un
importante cambiamento giurisprudenziale in questo ambito.

In una sentenza, il TFA ha indicato che la
responsabilità solidale dei coniugi è sempre data, anche se il contratto
d'assicurazione è stato stipulato prima del matrimonio.

 

In sostanza se uno dei coniugi non paga i debiti
verso l'assicuratore malattie (premi + partecipazioni), l'altro coniuge è
debitore solidale, ragione per la quale deve essere promossa una procedura
esecutiva anche nei confronti di quest'ultimo." 

 

                               2.4.   Nel merito,
in via preliminare occorre rilevare che il problema della responsabilità
solidale tra coniugi va risolto alla luce del diritto privato, nella misura in
cui esso è compatibile con il diritto delle assicurazioni sociali, non prevedendo
la LAMal alcunché in tal senso (RAMI 1993 p. 85 consid. 2b; DTF 119 V 16).

 

                               2.5.   In proposito
Eugster (op. cit., p. 182 N 817) precisa, rinviando a DTF 119 V 24 consid. 6a
che:

 

" 
Die Vertretung der ehelichen Gemeinschaft und
damit die solidarische Haftung entfällt mit Aufhebung des gemeinsamen
Haushaltes ohne Rücksicht auf den guten Glauben des Dritten. Die Aufhebung des
gemeinsamen Haushalts bedarf keiner richterlicher Bewilligung
(Hegnauer/Breitschmid, p. 180ss N 17.45, 17.46, 18.05)."

 

                                         Questo TCA si è allineato
alla convincente opinione della dottrina maggioritaria, che vuole evitare di
avvantaggiare immotivatamente il creditore in caso di debito dovuto da coniugi
di fatto separati e che tende comunque alla protezione del coniuge separato del
debitore, in un caso recente (TCA __________ in re C.) in cui due coniugi -
dopo il matrimonio - avevano interrotto la vita in comune a seguito di un
tentativo di conciliazione fallito dinanzi al Pretore. In quella sentenza era
stato ritenuto come non fosse:

 

"  sempre
di meridiana evidenza accertare quando due coniugi non vivono più in comune. La
sospensione della vita comune potrà risultare sia da una decisione giudiziaria
che da un accordo delle parti rispettivamente ancora dalle circostanze. Si
tratta sostanzialmente di casi in cui i coniugi non intendono più mantenere una
vita coniugale rispettivamente i casi in cui la stessa ha cessato di
sussistere. Come detto una distinzione netta non sempre appare evidente, come
rammentano Henry Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op.
cit., nota 25 a pié della pagina 179:

 

"                                                                             la
volonté des époux de maintenir l’union en tant que communauté de destin est
particulièrement importante pour déterminer si le pouvoir de représentation au
sens de l’art. 166 subsiste alors qu’une vie de couple n’est pas possible
(séjour prolongé à l’hôpital ou en prison)."

 

Come indicato,
quindi, una volta accertato il venir meno di una vita in comune dei coniugi
cessa la rappresentanza dell’unione coniugale e la solidarietà degli sposi per
i debiti contratti dal consorte (cfr. TCA 5 agosto 2003 in re L. __________
nonché TCA 6 febbraio 2003 in re C. __________ relativo a due coniugi separati
per forza maggiore).

 

                               2.6.   Nel caso
concreto occorre evidenziare come __________ chieda l'incasso di premi del 2°
semestre 2002 quando i coniugi __________ ancora vivevano assieme. La signora
__________ rammenta infatti una convivenza cessata nel luglio 2003.

 

                                         Dalla
polizza assicurativa prodotta (doc. _) su sollecitazione del giudice delegato
viene comprovato l'ammontare del premio mensile dell'assicurazione obbligatoria
di __________. Poco importa se il dato come tale non era contestato,
all'assicuratore non sfugge che la procedura è retta dal principio
inquisitorio.

 

                                         Incontestato
è inoltre il fatto che durante 6 mesi il premio di CHF 290,90, per un totale di
CHF 1'745,40, non è stato pagato.

 

                                         D'altro
canto, su richiesta del giudice delegato, __________ ha prodotto la lista delle
esecuzioni e, soprattutto, la lista degli attestati di carenza beni relativi a
__________, 1968, già in __________.

                                         La lista
degli ACB conta 19 pagine e, per il solo 2002, vede l'emanazione di 9 ACB per
importi anche contenuti e di cui sono creditori pubblici uffici. A giusta
ragione quindi l'importo di CHF 1'745,40 va quindi senz'altro posto a carico
della ricorrente alla luce delle considerazioni di diritto che precedono.

 

                               2.7.   Per quel che
concerne invece l'importo delle spese di CHF 15.- la pretesa può essere
accolta.

 

                                         In una
sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276 il TFA ha ricordato che
pure sotto l'imperio della nuova LAMal un assicuratore contro le malattie può
esigere il pagamento in adeguata misura delle spese di diffida così come di
spese supplementari cagionate da mora dell'assicurato al momento del versamento
dei premi e della partecipazione ai costi, in quanto tali spese (alle quali si
sarebbe ovviato in caso di versamento tempestivo) siano addebitabili a colpa
dell'interessato e le disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli assicurati
contemplino una regolamentazione al riguardo.

                                         Il TFA ha
in particolare precisato:

 

" 
Im gegensatz zu Art. 1 Abs. 2 KUVG, wonach sich
die Krankenkassen nach ihrem Gutfinden einrichteten, soweit das Gesetz keine
entgegestehenden Vorschriften enthielt, fehlt im neuen Recht ein entsprechender
Hinweis auf eine Autonomie der Versicherer. Das Gesetzmässigkeitsprinzip hat
das Autonomieprinzip abgelöst, indem das KVG die Krankenpfelgeversicherung in
wesentlichen Bereichen vollständig und detailliert regelt (BGE 124 V 359 f. Erw
2d mit Hinweisen; zur sozialen Krankentaggeldversicherung vgl. Demgegenüber BGE
124 V 205 Erw. 3d). In Bereichen, in denen die gesetzliche Regelung nicht
detailliert ist, sind kasseninterne Bestimmungen hingegen nicht von vornherein
unzulässig (Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht, S. 9; zurückhaltender
Eugster, Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht
(SBVR), Rz. 5). Davon geht auch Art. 12 Abs. 2 lit. b KVV aus, wonach die
Krankenkassen dem Anerkennungsgesuch an das Bundesamt für Sozialversicherung
allfällige allgemeine Bestimmungen über die Rechte und Pflichten der
Versicherten beizulegen haben.

Bezüglich der Erhebung von Mahngebühren beim
Verzug in der Zahlung von Prämien und Kostenbeteilungen vertritt Eugster
(a.a.O., Rz 341) die Auffassung, dass autonome Regelungen der Versicherer
zulässig sind, sofern die versicherte Person die (unnötigen) Kosten schuldhaft
verurscht hat und die Entschädigung angemessen ist (anders bezüglich Kosten,
die beim Gesetzesvollzug notwendigerweise entstehen; vgl. Hiezu auch RKUV 1992
Nr. K 891 S. 72 Erw. 2b betreffend KUVG sowie SVR 1994 BVG Nr. 18 S. 47 Erw. 4
betreffend BVG). Nachdem die Durchsetzung der finanziellen Verpflichtungen der
Versicherten gegenüber den Versicherern weder gesetzlich noch verordnungsmässig
ausführlich geregelt ist und die Erhebung von Mahngebühren nicht in gesetzliche
Ansprüche eingreift, kann dieser Auffassung gefolgt werden.

cc) Da Art. 12 Abs 4 der Allgemeinen
Versicherungbedingungen (der Kasse) … die Erhebung von Umtriebsspesen bis zu
einem Beitrag von Fr. 50.-- pro Fall bei Verletzung der Mitwirkungspflichten
des Versicherten (Prämieninkasso/Leistungsauszahlung) ausdrücklich vorsieht und
der Beschwerdeführer mehrmals gemahnt werden musste, erging der vorinstanzliche
Entscheid, soweit er die Auferlegung von Mahn- und Umtriebsspesen in der Höhe
von ingesamt Fr. 70.-- schützt, zu Recht."

 

                                         Le
condizioni della __________ prevedono la possibilità di caricare spese per
richiami all'assicurato. La pretesa appare qui adeguata all'aggravio causato
dal mancato pagamento.

 

                                         Non così
invece per gli interessi che non sono oggetto dell'esecuzione (doc. _) come
pure della decisione formale del 16 luglio 2003 e della decisione su
opposizione.

 

                             2.10.   __________
ben conosce il tema relativo all'incasso forzato di somme come quella in
discussione per una recente sentenza di questo TCA (__________in re S. sentenza
15.12.2003). Basti qui ricordare allora che il TFA ha più volte dichiarato
applicabile alle casse malati (DTF 121 V 109ss.; RAMI 1983, p. 294 = DTF 109 V
46; RCC 1984, p.197), la giurisprudenza secondo cui una cassa di compensazione
può rigettare un'eventuale opposizione ad un P. E. con una decisione formale
riferentesi precisamente all'esecuzione in corso, qualora avesse iniziato la
procedura esecutiva per il recupero del credito senza prima avere formalmente
deciso in merito alla propria pretesa. La Cassa malati, in tali casi, è dunque
legittimata a rigettare l'opposizione ai sensi dell'art. 80 LEF.

 

                                         Alla luce
di quanto precede il ricorso va respinto e la decisione su opposizione
protetta, senza carico di tasse e spese alla ricorrente e senza attribuzione di
ripetibili.

 

                                         L'opposizione
interposta al PE __________dell'UE di __________ è quindi rigettata in via
definitiva per l'importo di CHF 1'760,40 oltre alle spese esecutive.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                         Di
conseguenza:

 

                                         1.1.  La
decisione su opposizione impugnata è confermata.

 

                                         1.2.  È
rigettata in via definitiva l'opposizione interposta da  

                                                 __________,
al PE __________del 14 maggio 2003 per 

                                                 l'importo
di CHF 1'760,40 oltre alle spese esecutive.

 

 

                                 2.-   Non si
percepiscono tasse e spese e non si attribuiscono ripetibili.        

 

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti