# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3ed7c599-278f-5b55-8234-9f1901c8fa89
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-09-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.09.2009 30.2009.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2009-2_2009-09-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2009.2

   

  TB

  	
  Lugano

  21 settembre
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 gennaio 2009
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 27 novembre
  2008 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1  
  

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   Con scritto
del 21 luglio 2008 (doc. 13) la Cassa CO 1 ha comunicato a RI 1 l'affiliazione d'ufficio, ex art. 64 cpv. 5
LAVS, quale indipendente a partire dal 1° gennaio 2001.

 

                               1.2.   Con quattro
distinte decisioni definitive del 20 agosto 2008 la Cassa CO 1 ha fissato i contributi personali AVS/AI/IPG dovuti da RI 1 quale persona esercitante un'attività lucrativa indipendente per gli
anni 2001 (doc. 3), 2002 (doc. 4), 2003 (doc. 5) e 2004 (doc. 6).

La Cassa, evincendo l'importo dalla dichiarazione d'imposta 2003A dell'assicurata,
ha ritenuto per il 2001 un reddito aziendale di Fr. 1'207'152.- e per il 2002 di Fr. 1'588'617.-, con un
capitale proprio nullo investito nell'azienda.

Per l'anno 2003 l'amministrazione
si è basata sulla notifica di tassazione fiscale IFD 2003B, considerando un
reddito aziendale di Fr. 1'026'151.- ed un capitale proprio pari a zero.

I contributi per l'anno di contribuzione 2004 sono stati fissati sulla base della decisione
di tassazione IFD 2004, ossia su un reddito di Fr. 1'882'135.- ed un
capitale proprio di Fr. 7'350'000.-.

 

                               1.3.   Dopo avere chiesto
conferma dei redditi aziendali e del capitale investito dall'assicurata alla competente autorità fiscale
(doc. 2), con decisione su opposizione del 27 novembre 2008 (doc. A1) la Cassa di
compensazione ha parzialmente accolto l'opposizione
dell'interessata (doc. 10), modificando in Fr. 1'081'253.- il reddito aziendale del 2004. Per il resto, ha ribadito che
la fissazione dei contributi per gli anni 2001 e 2002 non era prescritta,
giacché l'Ufficio di tassazione
competente le ha comunicato i relativi dati accertati con lo scritto del 26
giugno 2008 (doc. 1) e pertanto è solo da quel momento che decorre il termine
di prescrizione penale di 7 anni previsto dagli artt. 16 cpv. 1 3a
frase LAVS e 97 CP, siccome si tratta di un'affiliazione d'ufficio
(art. 64 cpv. 5 LAVS). L'amministrazione
ha confermato che il capitale proprio investito era nullo per tutti gli anni in
esame, tranne per il 2004.

 

                               1.4.   Con ricorso
del 12 gennaio 2009 (doc. I) l'assicurata,
patrocinata dall'avv. RA 1, ha chiesto l'annullamento della decisione della
Cassa. A suo dire, i contributi relativi agli anni 2001 e 2002 sarebbero
prescritti giusta l'art. 16 cpv.
1 LAVS, poiché i cinque anni decorrono dall'emanazione della notifica di tassazione 2001/2002, il 25 novembre
2002, e non della 2003A, dato che non è una decisione ma una semplice
comunicazione. In nessun caso è applicabile la prescrizione penale, non potendo
imputare alla ricorrente alcuna intenzionalità per non essersi annunciata all'AVS come indipendente.

Inoltre, il capitale proprio investito dovrebbe
essere calcolato considerando il valore contabile degli immobili risultante dai
dati fiscali e non il valore di stima, oltretutto visto che la Cassa è
vincolata ai dati provenienti dalla notifica di tassazione. Quindi, sommando ai
valori degli immobili a bilancio l'attivo circolante e
deducendo il capitale di terzi, si giunge ad un capitale proprio di Fr. 8'737'793,89
nel 2003 e di Fr. 10'027'661,77 nel 2004.

In via subordinata, qualora il TCA si basasse sul valore di stima degli immobili, l'insorgente ha postulato l'adeguamento al valore
di riparto intercantonale, per ottenere così un capitale proprio di Fr. 56'510,25
nel 2003 e di Fr. 13'296'724,70 nell'anno 2004.

 

                               1.5.   Nella
risposta del 3 febbraio 2009 (doc. III) l'amministrazione ha confermato la tempestività dell'emanazione delle due decisioni inerenti i
contributi per gli anni 2001 e 2002 - che si fondano sulla dichiarazione d'imposta transitoria 2003A e non sulla notifica
di tassazione 2001/2002 -, siccome essa ha saputo solo mediante lo scritto del
26 giugno 2008 dell'UT i dati
relativi a questi due anni. Peraltro, va ritenuto il termine di prescrizione
penale di 7 anni, dato che l'assicurata
non si è mai annunciata all'AVS
come persona indipendente, oltretutto alla luce del fatto che suo marito svolge
l'attività di fiduciario e
quindi è cognito della materia AVS. Siccome la Cassa di compensazione si deve
attenere alle tassazioni fiscali, vincolanti, i dati che l'autorità fiscale le
ha comunicato già comprendono l'adeguamento al valore di riparto intercantonale e sono dunque
corretti.

 

                               1.6.   Con le
osservazioni del 23 febbraio 2009 (doc. V) l'assicurata ha ribadito in sostanza le tesi ricorsuali, precisando
che né l'autorità fiscale né la
Cassa di compensazione si sono attenute ai dati della notifica fiscale.

Anche l'amministrazione ha riassunto le proprie motivazioni e le ha riconfermate
(doc. VII).

 

 

considerato                    in
diritto

 

in ordine

 

                               2.1.   Con
l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000,
sono state apportate diverse modifiche alla LAVS.

Da un punto di vista temporale sono di principio
determinanti le norme sostanziali (materiali) in vigore al momento della
realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o
che produce conseguenze giuridiche (STF H 178/05 del 24
gennaio 2007, consid. 6.1; DTF 130 V 160 consid. 5.1;
DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 166 consid. 4b).

 

Per contro, per quanto attiene alle disposizioni
formali (procedurali) della LPGA, il TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale
Federale) ha già avuto modo di accertare l'assenza di una normativa specifica che regola la questione
intertemporale, stabilendo di conseguenza la necessità di ricorrere al
principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano
immediatamente in vigore (STF H 178/05 del 24 gennaio 2007, consid. 6.1; DTF
130 V 4 consid. 3.2).

 

In concreto, la decisione impugnata si riferisce
alla fissazione dei contributi personali AVS/AI/IPG dovuti dalla ricorrente per
un periodo sia antecedente il 31 dicembre 2002 (per gli anni 2001-2002) sia
posteriore (2003 e 2004). Le decisioni (formale e su opposizione) sono invece
state emanate nel corso del 2008. Pertanto, mentre per quanto concerne
l'aspetto procedurale trovano subito applicazione le norme della LPGA e le
relative modifiche apportate alla LAVS, per la fissazione dei contributi dovuti
come indipendente sono applicate le norme materiali e le Direttive in vigore
fino al 31 dicembre 2002 per i primi due anni ed i disposti LAVS validi dal 1°
gennaio 2003 per gli altri due anni di contribuzione.

 

 

nel merito

 

                               2.2.   Sono
assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale
sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che
sono domiciliate in Svizzera (art. 1 cpv. 1 lett. a vLAVS ed art. 1a cpv. 1
lett. a LAVS).

A norma dell'art. 3 cpv. 1 (v)LAVS, gli assicurati sono tenuti al
pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.

In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 (v)LAVS, i contributi degli
assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento del
reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.

I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività
lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che
non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 (v)LAVS). Il
reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito deducendo
dal reddito lordo le spese generali necessarie per conseguire il reddito lordo
(art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).

                               2.3.   I contributi
sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di contribuzione si
intende l'anno civile (art. 22 cpv. 1 (v)OAVS).

I contributi sono calcolati sul reddito
conseguito effettivamente durante l'anno di contribuzione e sul capitale
proprio investito nell'azienda al 31 dicembre (art. 22 cpv. 2 (v)OAVS). Nei
Cantoni con tassazione biennale praenumerando, per i due anni di contribuzione
precedenti è determinante il capitale proprio investito al 1° gennaio di ogni
anno (art. 22 cpv. 2 vOAVS).

Il reddito dell'anno di contribuzione è stabilito
secondo il risultato dell'esercizio commerciale chiuso o degli esercizi
commerciali chiusi in quell'anno (art. 22 cpv. 3 (v)OAVS).

Se in un anno di contribuzione non si è proceduto
alla chiusura dei conti, il reddito dell'esercizio commerciale va ripartito
sugli anni di contribuzione conformemente alla sua durata (art. 22 cpv. 4 (v)OAVS).

Se l'esercizio commerciale non corrisponde
all'anno di contribuzione, è determinante il capitale proprio investito
nell'azienda alla fine dell'esercizio commerciale (art. 22 cpv. 5 (v)OAVS).

 

                               2.4.   Le autorità
fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante per il calcolo dei
contributi in base alla tassazione dell'imposta federale diretta, passata in
giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in base alla
corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in giudicato e
adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1 (v)OAVS).

In difetto di una tassazione dell'imposta
federale diretta passata in giudicato, gli elementi fiscali determinanti sono
desunti dalla tassazione dell'imposta cantonale sul reddito e, in mancanza di
essa, dalla dichiarazione controllata d'imposta federale diretta (art. 23 cpv.
2 (v)OAVS).

Nei casi (di tassazione intermedia: art. 23 cpv.
3 (v)OAVS) o di procedura per sottrazione d'imposta, i capoversi 1 e 2 sono
applicabili per analogia (art. 23 cpv. 3 (v)OAVS).

Le indicazioni fornite dalle autorità fiscali
sono vincolanti per le casse di compensazione (art. 23 cpv. 4 (v)OAVS).

Se le autorità fiscali cantonali non possono
comunicare il reddito, le casse di compensazione devono valutare il reddito
determinante per stabilire il contributo e il capitale proprio investito
nell'azienda fondandosi sui dati a loro disposizione. Gli assicurati devono
dare le indicazioni necessarie alle casse di compensazione e, se richiesto,
presentare i giustificativi (art. 23 cpv. 5 (v)OAVS).

                               2.5.   In concreto,
sulla base del reddito aziendale di Fr. 1'207'152.- indicato dall'assicurata nella dichiarazione di tassazione 2003A
come reddito conseguito nel 2001 (doc. 1) rispettivamente di Fr. 1'588'617.- come reddito realizzato nell'anno 2002 (doc. 2), la Cassa ha definitivamente calcolato in Fr. 118'778,55 ed in Fr. 156'318,05 il contributo AVS/AI/IPG dovuto per
quegli anni.

Per l'anno 2003, deducendolo dalla notifica d'imposta 2003B, la Cassa di compensazione si è basata su un reddito
da attività indipendente pari a Fr. 1'026'151.-, per
ottenere un contributo totale, quindi spese amministrative comprese, di Fr. 100'968,35.

Il reddito ritenuto per il 2004 ammontava a Fr. 1'882'135.- come da IFD 2004 e, dedotto il 2,5% del capitale proprio
investito (Fr. 7'350'000.-), la Cassa ha calcolato in Fr. 167'113,05 i contributi totali dovuti. Con la
decisione su opposizione la Cassa CO 1 ha rettificato questo reddito in Fr. 1'081'253.-.

 

L'assicurata ha contestato sia l'assoggettamento al pagamento di questi ammontari per gli anni 2001 e
2002, che a suo dire sarebbero prescritti, sia l'importo dei contributi dovuti per gli anni 2003 e 2004.

Controversa è, pertanto, oltre alla
determinazione del capitale proprio investito negli anni 2001-2004, anche la
questione di  sapere se nel 2008 la Cassa poteva effettivamente fissare i
contributi AVS/AI/IPG dovuti dalla ricorrente per gli anni 2001 e 2002, oppure
se per questi due anni essi sono prescritti.

 

                               2.6.   Per l'art. 16 cpv. 1 vLAVS, i contributi, il cui
importo non è stato fissato in una decisione notificata entro un termine di
cinque anni dalla fine dell'anno
civile per il quale sono dovuti, non possono essere né pretesi né pagati.
Trattandosi di contributi secondo gli articoli 6, 8 capoverso 1 e 10 capoverso
1, il termine decorre dalla fine dell'anno civile in cui passa in giudicato la tassazione fiscale
determinante o la tassazione consecutiva a una procedura di ricupero d'imposta. Se il diritto di esigere il
pagamento di contributi arretrati nasce da un atto punibile per il quale la legge
penale prevede un termine di prescrizione più lungo, quest'ultimo è determinante.

 

Con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la
LPGA che ha modificato l'art.
16 cpv. 1 LAVS seconda frase, il cui tenore, ora, recita che in deroga all'art. 24 cpv. 1 LPGA, trattandosi di
contributi secondo gli articoli 6, 8 cpv. 1 e 10 cpv. 1, "il termine
decorre dalla fine dell'anno
civile in cui passa in giudicato la tassazione fiscale determinante o la
tassazione consecutiva a una procedura di ricupero d'imposta".

 

Di primo acchito, il testo della legge in
italiano appare chiaro. Tuttavia, leggendo le versioni in lingua francese e
tedesca, sembra esserci una discrepanza circa il termine che decorre dalla fine
dell'anno civile in cui passa in giudicato la tassazione fiscale determinante o
la tassazione consecutiva ad una procedura di ricupero d'imposta. I testi nelle
altre due lingue nazionali indicano infatti un termine di prescrizione di un
anno.

 

L'art. 16 cpv. 1 (v)LAVS nella versione tedesca recita così:

 

" 
1 Werden Beiträge nicht innert fünf Jahren nach Ablauf des
Kalenderjahres, für welches sie geschuldet sind, durch Verfügung geltend
gemacht, so können sie nicht mehr eingefordert oder entrichtet werden. [In
Abweichung von Artikel 24 Absatz 1 ATSG] endet die Verjährungsfrist für
Beiträge nach den Artikeln 6, 8 Absatz 1 und 10 Absatz 1 erst ein Jahr nach
Ablauf des Kalenderjahres, in welchem die massgebende Steuerveranlagung oder
Nachsteuerveranlagung rechtskräftig wurde. Wird eine Nachforderung aus einer
strafbaren Handlung hergeleitet, für welche das Strafrecht eine längere
Verjährungsfrist festsetzt, so ist diese Frist massgebend.".

 

Il testo francese di questa norma ha il seguente
tenore:

 

" 
1 Les
cotisations dont le montant n’a pas été fixé par décision notifiée dans un
délai de cinq ans à compter de la fin de l’année civile pour laquelle elles
sont dues, ne peuvent plus être exigées ni payées. [En dérogation à l’art. 24,
al. 1, LPGA], s’il s’agit de cotisations visées aux art. 6, 8, al. 1, et 10,
al. 1, le délai n’échoit toutefois qu’un an après la fin de l’année civile au
cours de laquelle la taxation fiscale déterminante ou la taxation consécutive à
une procédure pour soustraction d’impôts est entrée en force. Si le droit de
réclamer des cotisations non versées naît d’un acte punissable pour lequel la
loi pénale prévoit un délai de prescription plus long, ce délai est
déterminant.".

 

 

Con sentenza 30.2001.72 del 5 novembre 2001, cresciuta
incontestata in giudicato, lo scrivente Tribunale ha già trattato questa
tematica. Rifacendosi ai testi francese e tedesco, nonché al Messaggio del
Consiglio federale, ha stabilito che il termine entro il quale fissare
definitivamente i contributi, in caso di procedura fiscale in corso e se il
termine di cinque anni è già spirato, è di un anno dal termine dell'anno civile
in cui cresce in giudicato la tassazione determinante o la tassazione
consecutiva ad una procedura di ricupero d'imposta.

 

Per giungere a questa conclusione, il TCA si è fondato da un lato sul Messaggio del Consiglio federale relativo alla 10a revisione
dell'AVS (FF 1990 II 1, in particolare pag. 52), che recita:

 

" 
Articolo 16 (Prescrizione)

 

Il mantenimento del termine di prescrizione attuale, previsto dal
capoverso 1, sembra ragionevole; un prolungamento di tale termine, in funzione
del passaggio in giudicato della tassazione fiscale sarebbe utile soltanto
qualora una tassazione fiscale passata in giudicato non fosse ancora
disponibile dopo il termine dei cinque anni. In merito, il termine di un anno a
decorrere dalla fine dell'anno civile, risulta sufficiente.

 

Bisogna evitare di fare riferimento all'imposta federale diretta
(tassazione fiscale "determinante"), poiché, per il reddito, in
taluni casi, e per il capitale proprio investito nell'azienda, di regola,
bisogna basarsi sulla tassazione fiscale cantonale.

 

La nuova normativa si inserisce al posto della seconda frase del
capoverso 1 e vi introduce una semplificazione formale, poiché il termine di un
anno si applica anche alla tassazione consecutiva a una procedura per
sottrazione d'imposte."

 

D'altro lato, questo Tribunale s'è basato anche sulle Direttive sulla riscossione dei contributi (N.
4013 DRC), edite dall'UFAS, valide dal 1° gennaio 2001, stato 2006, e sul
commentario pubblicato in Pratique VSI 1996 pag. 299, dove viene
precisato:

 

"1.    Nouvelle échéance du délai en relation avec la taxation
consécutive à une procédure pour soustraction d'impôts

 

La deuxième phrase de l'article 16, alinéa 1er, LAVS
contient la modification la plus importante. Dorénavant, l'échéance du délai
dépendra de la taxation fiscale ou de la taxation consécutive à une procédure
pour soustraction d'impôts. En ce qui concerne les cotisations des assurés dont
l'employeur n'est pas tenu de payer des cotisations (sans perception à la
source (art. 6 al. 1 LAVS)), des indépendants et des personnes sans activité
lucrative, l'article 16, alinéa 1er, deuxième phrase, LAVS règle l'échéance du
délai d'une nouvelle manière. La caisse de compensation dispose en tous les cas
d'un délai d'une année après l'entrée en force de la taxation fiscale ou de la
taxation consécutive à une procédure pour soustraction d'impôts pour faire
valoir sa créance (cf. n.o 4012.1 DP). Conformément au nouveau droit, la
détermination des cotisations peut s'appuyer sur une taxation fiscale passée en
force, quand bien même une procédure judiciaire fiscale viendrait à se
prolonger (cf. Hanspeter Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der
obligatorischen AHV, Berne 1989, n.o 16.5).".

 

Con STCA del 2 dicembre 2003 (30.2002.188) la
scrivente Corte ha confermato quanto deciso due anni prima (cfr. consid. 2.7).

 

La portata dell'art. 16 cpv. 1 LAVS, ed in particolare della sua seconda frase, è
stata esaminata dall'allora
Tribunale federale delle assicurazioni nella STFA H 1/06 del 30 novembre 2006,
in cui l'Alta Corte si è espressa
come segue:

 

" 
(…)

4.4

4.4.1 Nach dem klaren Wortlaut nimmt Satz 2 von
Art. 16 Abs. 1 AHVG auf den vorangehenden Satz 1 derselben Bestimmung
vergleichend Bezug, indem zum Ausdruck gebracht wird, gegenüber der Fünfjahresfrist
gemäss Satz 1 "[...] ende die Frist jedoch erst [...]" ein Jahr nach
Ablauf des Kalenderjahres, in welchem die massgebende Steuerveranlagung oder
Nachsteuerveranlagung rechtskräftig geworden sei. Der eindeutige Wortlaut lässt
auf eine Verlängerung der Fünfjahresfrist von Satz 1 des Art. 16 Abs. 1 AHVG um
die in Satz 2 umschriebene Einjahresfrist schliessen. Wie das BSV mit in allen
Teilen überzeugender Begründung richtig darlegt, wollte der Gesetzgeber im
Rahmen der 10. AHV-Revision die bisherige Verjährungsregelung von Art. 16 Abs.
1 AHVG grundsätzlich beibehalten, jedoch dort "eine Verlängerung der
fünfjährigen Frist in Abhängigkeit der Rechtskraft der Steuerveranlagung"
einführen, "wo bei Ablauf der fünfjährigen Frist noch keine rechtskräftige
Steuerveranlagung vorliegt". Hiefür erachtete der Gesetzgeber (ab Eintritt
der Rechtskraft der [Nach-] Steuerveranlagung) eine Einjahresfrist, welche erst
am Ende des Kalenderjahres abläuft, als ausreichend (Botschaft über die zehnte
Revision der Alters- und Hinterlassenenversicherung vom 5. März 1990, in: BBl
1990 II 1 ff., insbesondere S. 83 f.). Die in Satz 2 des Art. 16 Abs. 1 AHVG
vorgesehene Frist von einem Jahr seit Rechtskraft der massgebenden
Steuerveranlagung für Beiträge nach den Art. 6, 8 Abs. 1 und 10 Abs. 1 AHVG ist
eine zur Fünfjahresfrist des Art. 16 Abs. 1 Satz 1 AHVG hinzutretende Frist
(Urteil F. vom 4. September 2002, H 288/01, Erw. 4b mit Hinweis; vgl. auch
Urteil H. vom 30. Oktober 2002, H 158/02, Erw. 3.2). Dies scheint auch Käser (Unterstellung
und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2. Aufl., Bern 1996, S. 335 Rz
16.7) zu anerkennen, soweit er die Auffassung vertritt, die mit der 10.
AHV-Revision eingeführte Anpassung von Satz 2 des Art. 16 Abs. 1 AHVG sei aus
der Erkenntnis heraus erfolgt, "dass in der Praxis die fünfjährige Frist
oft zu kurz bemessen" gewesen sei.

 

4.4.2 Aus der unmittelbar anschliessenden Aussage
von Käser (a.a.O.), "die Verkürzung der Frist auf ein Jahr" werde
durch den Umstand gerechtfertigt, dass die AHV-Durchführungsorgane innerhalb
dieses Zeitraumes seit Rechtskraft der Steuerveranlagung handeln könnten,
ergibt sich nichts anderes: Vor dem 1. Januar 1997 begann die
Fünfjahresfrist von Satz 1 des Art. 16 Abs. 1 AHVG nach Satz 2 dieser
Bestimmung für Beiträge, die auf Grund einer Nachsteuerveranlagung festgesetzt
wurden, erst mit dem Ablauf des Kalenderjahres, in welchem die Nachsteuer
rechtskräftig veranlagt wurde, zu laufen. Für die Geltendmachung von Beiträgen,
welche auf Grund einer Nachsteuerveranlagung festgesetzt wurden, verblieb der
Verwaltung also nach Eintritt der Rechtskraft der Nachsteuerveranlagung die
Fünfjahresfrist des Satzes 1 von Art. 16 Abs. 1 AHVG. Demgegenüber steht der
Verwaltung für die Geltendmachung von Beiträgen nach den Artikeln 6, 8 Abs. 1
und 10 Abs. 1 AHVG laut Satz 2 von Art. 16 Abs. 1 AHVG in der vom 1. Januar
1997 bis 31. Dezember 2002 geltenden Fassung (vgl. Erw. 4.1 hievor) nur
noch ein Jahr nach Ablauf des Kalenderjahres, in welchem die massgebende
Steuerveranlagung oder Nachsteuerveranlagung rechtskräftig wurde, zur
Verfügung, sofern in diesem Zeitpunkt die Fünfjahresfrist von Art. 16 Abs. 1
Satz 1 AHVG bereits abgelaufen war. Mit anderen Worten wurde die
Beitragsfestsetzungsfrist mit Inkrafttreten der Änderungen gemäss 10.
AHV-Revision einerseits über die unverändert beibehaltene Fünfjahresfrist von
Art. 16 Abs. 1 Satz 1 AHVG hinaus um die Einjahresfrist gemäss Art. 16 Abs. 1
Satz 2 AHVG verlängert, andererseits jedoch mit Blick auf die Anknüpfung an die
Rechtskraft einer allfälligen Nachsteuerveranlagung - sofern diese erst nach
Ablauf der Fünfjahresfrist eintritt - auf ein Jahr im Sinne von Art. 16 Abs. 1
Satz 2 AHVG verkürzt.

 

4.4.3 Soweit der Beschwerdeführer einen hievon
abweichenden Standpunkt vertritt, steht dieser im Widerspruch zum klaren
Wortlaut von Satz 2 des Art. 16 Abs. 1 AHVG in der vom 1. Januar 1997 bis 31.
Dezember 2002 geltenden Fassung und lässt sich nicht mit dem Willen des
historischen Gesetzgebers vereinbaren.

 

4.5 Das BSV führt sodann zu dem mit Inkrafttreten
des ATSG auf den 1. Januar 2003 angepassten Satz 2 des Art. 16 Abs. 1 AHVG aus,
der Zusatz "in Abweichung von Art. 24 Abs. 1 ATSG [...]" habe wegen
Art. 1 Abs. 1 AHVG (in der seit 1. Januar 2003 gültigen Fassung) ergänzt werden
müssen. Nach der zuletzt genannten Bestimmung habe das AHVG Abweichungen vom
ATSG ausdrücklich vorzusehen. Aus diesem neu eingefügten Zusatz sei nicht auf
eine Verkürzung der fünfjährigen Beitragsfestsetzungsfrist von Art. 16 Abs. 1
Satz 1 AHVG zu schliessen. Auch dem ist beizupflichten. Kieser (ATSG-Kommentar,
N 25 zu Art. 24) weist explizit zu Art. 16 Abs. 1 AHVG darauf hin, dass
"die bisherige Rechtslage unverändert weiter" gelte. Es sind keine
Gründe ersichtlich, welche im Zusammenhang mit der zum 1. Januar 2003 in Kraft
getretenen Anpassung von Satz 2 des Art. 16 Abs. 1 AHVG an der vom 1. Januar
1997 bis 31. Dezember 2002 gültig gewesenen Rechtslage (vgl. Erw. 4.4 hievor)
etwas geändert haben." (…). (sottolineature della redattrice)

 

Modificando quindi la seconda frase dell'art. 16 cpv. 1 (v)LAVS
nell'ambito della 10a revisione AVS - in vigore dal 1° gennaio 1997 -, il
legislatore ha voluto introdurre una proroga del termine di cinque anni dell'art.
16 cpv. 1 1a frase (v)LAVS in funzione della crescita in giudicato della notifica
di tassazione fiscale (cfr. consid. 4.4.1).

Inoltre, l'adattamento della seconda frase dell'art. 16 cpv. 1 (v)LAVS
alla LPGA non ha modificato il regime giuridico in vigore fino al 31 dicembre
2002 (cfr. consid. 4.5).

 

Nella sentenza 9C_179/2007, consid. 4.2 del 7 novembre 2007 il
Tribunale federale ha ribadito che il legislatore ha attuato una regola
particolare in materia di prescrizione di contributi AVS, che si distanzia
dalle regole generali dell'art. 24 LPGA, in vigore dal 1° gennaio 2003. Infatti,
quando i contributi prelevati sul reddito provengono da un'attività lucrativa
indipendente, il termine di prescrizione scade soltanto un anno dopo la fine
dell'anno civile in cui passa in giudicato la tassazione fiscale determinante o
la tassazione consecutiva ad una procedura di recupero di imposta (art. 16 cpv.
1 2a frase (v)LAVS; Kieser,
Alters- und Hinterlassenenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht
[SBVR], Soziale Sicherheit, 2e ed., Basilea 2007, pag. 1285, n. 238).

 

Va ancora rilevato che, contrariamente al titolo
dell'art. 16 LAVS che indica
"prescrizione", tanto il termine relativo di un anno quanto quello
assoluto di cinque anni sono in realtà dei termini di perenzione (DTF 115 V 186
consid. 2b con riferimenti; SVR 2007 AHV Nr. 1 consid. 4.1). Pertanto, essi non
possono essere né interrotti, né sospesi e neppure ripristinati (DTF 117 V 210
consid. 3a). La perenzione provoca l'estinzione del diritto, ossia esso si estingue alla fine del termine
previsto (Greber/Duc/ Scartazzini,
op. cit., N. 2 ad art. 16, pag. 405) e va quindi esaminata d'ufficio, indipendentemente da un'eventuale eccezione (STF 8C_ 383/ 2007 del
15 luglio 2008, consid. 6.2; DTF 113 V 180 consid. 2
pag. 181, DTF 112 V 5 consid. 4c, DTF 111 V 135 consid. 3b).

 

La Cassa di compensazione non può reclamare il
pagamento di contributi prescritti, né compensare questi ultimi con prestazioni
d'assicurazione. Essa non può neppure accettare il
pagamento di tali contributi (N. 4003 DRC).

Contributi prescritti possono essere riscossi quando il mancato
incasso crea una lacuna contributiva, a condizione che l'assicurato possa
invocare il principio della buona fede (DTF 121 V 71; N. 4006
DRC).

Dopo la fine del termine di prescrizione le
iscrizioni registrate nel CI non possono più essere modificate, di conseguenza
i contributi del CI di un assicurato non possono per esempio essere trasmessi
su quello di un altro assicurato (N. 4009 DRC).

 

Va rammentato, inoltre, che prima che la
perenzione diventi definitiva, i contributi devono figurare in una decisione
notificata al debitore dei contributi (Greber/Duc/Scartazzini,
op. cit., pag. 409). La decisione deve essere notificata, entro il termine di perenzione,
al debitore dei contributi. Non basta che sia impostata entro il termine (DTF
119 V 96, Pratique VSI 1996 pag. 136 segg. e pag. 299; Greber/Duc/Scartazzini, op. cit., pag. 409; Kieser, ATSG-Kommentar,
Basilea Zurigo Ginevra 2003, N. 20 ad art. 24, pag.
271).

La comunicazione di una decisione è un atto
giuridico che necessita della notifica. Essa esplica i suoi effetti a partire
dal momento in cui la notifica è stata fatta regolarmente. Poco importa che l'interessato prenda conoscenza del contenuto
della decisione. A determinate condizioni, la decisione notificata allo scopo
di evitare che un credito contributivo sia perento può essere sufficiente anche
se il suo contenuto è lacunoso (per esempio indica l'importo globale a carico del datore di lavoro, senza che figurino i
dettagli per ogni dipendente). Tuttavia, l'ammontare richiesto successivamente non può superare quello della
decisione precedentemente notificata.

 

Una decisione contributiva resa nei termini
legali esclude una volta per tutte la perenzione prevista dall'art. 16 cpv. 1
LAVS.

Kieser, ATSG Kommentar, N. 20 ad art. 24, pag.
271, rammenta infatti che “Mit dem Erlass einer Beitragsverfügung wird die
Verwirkung ein für allemal ausgeschlossen, und zwar auch dann, wenn die
Verfügung in der Folge gerichtlich oder wieder erwägungsweise aufgehoben und
durch eine neue ersetzt wird.” (cfr. anche Greber/Duc/Scartazzini, op. cit., n. 9 segg. ad art. 16, pag.
409 seg.).

 

                               2.7.   Per
giurisprudenza costante del TFA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme
alla realtà: le Casse di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle
Autorità di tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di
principio la decisione fiscale unicamente dal profilo della legalità.
L'Autorità giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in
giudicato a meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati,
immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti
irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali.
Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la
determinazione del reddito spetta alle Autorità fiscali e il Giudice delle
assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti
di tassazione.

 

L'assicurato esercitante un'attività indipendente
deve anzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per
quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997
pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992
pag. 35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45
consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V
130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale federale delle assicurazioni ha comunque precisato
che la comunicazione fiscale è vincolante per l'Amministrazione e per il
Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione
degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, pag. 242 segg.).

 

Le comunicazioni fiscali sono vincolanti per la
Cassa, anche se fondate su una tassazione d'ufficio (RCC 1988 pag. 321 consid. 3; Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a
edizione, Zurigo 1996, N. 8.32, pag. 212; Greber/Duc/Scartazzini,
op. cit., N. 151 ad art. 9 LAVS, pag. 312).

Va a questo proposito rammentato che secondo la
giurisprudenza del TFA, gli atti fiscali sono vincolanti ai fini di stabilire
il momento della realizzazione del reddito anche per quanto concerne i
lavoratori indipendenti (DTF 122 V 291 = SVR 1997 AVS Nr. 110 pag. 341 segg.,
consid. 5a).

 

                               2.8.   Nella presente
fattispecie, per fissare i contributi portanti sugli anni 2001, 2002, 2003 e
2004, occorre determinare il reddito conseguito dall'assicurata durante quei medesimi anni (art. 22 cpv. 1 (v)OAVS).
Bisogna quindi fare capo alla tassazione praenumerando 2003A, che porta sui
redditi realizzati nel biennio fiscale 2001 e 2002, alla tassazione
postnumerando 2003B, che porta sull'anno 2003 e alla notifica di tassazione 2004 per il 2004.

 

In merito ai primi due anni di contribuzione, la
ricorrente ritiene che, quale base di calcolo, debba essere considerata la
notifica di tassazione relativa agli anni 2001 e 2002 emessa il 25 novembre 2002
(doc. 5).

Ora, questa notifica di tassazione, emanata
secondo il sistema  praenumerando, porta sul biennio di contribuzione 1999/2000,
ovvero concerne i redditi conseguiti negli anni 1999 e 2000. Di conseguenza, se
si desse seguito alla richiesta della ricorrente non rispetterebbe il chiaro
senso dell'art. 22 (v)OAVS, in
vigore dal 1° gennaio 2001, che prevede espressamente che i contributi vengano fissati
per ciascun anno di contribuzione (cpv. 1) e che vengano calcolati sul reddito
conseguito effettivamente durante l'anno di contribuzione (cpv. 2). Ciò stante, è evidente che i redditi
conseguiti nel 1999 non possono essere ritenuti per fissare i contributi
dovuti nel 2001; alla stessa stregua dei redditi percepiti nel 2000 che non
sono utilizzabili per calcolare i contributi da versare per l'anno di contribuzione 2002.

I redditi conseguiti negli anni 2001 e 2002 sono
stati indicati dagli assicurati nella successiva dichiarazione di tassazione
2003A.

Quest'ultima è particolare rispetto alle
precedenti dichiarazioni fiscali.

In effetti, nel corso dell'anno 2003 i contribuenti domiciliati nel
Cantone Ticino hanno dovuto indicare il reddito ordinario effettivamente
conseguito negli anni 2001 e 2002, ben sapendo però che sarebbero in realtà
stati tassati su quegli importi, trattandosi del periodo di transizione (cosiddetto
vuoto di tassazione) dal sistema di tassazione biennale praenumerando
al sistema di tassazione annuale postnumerando. Di conseguenza, a
meno di aver esposto dei redditi o delle spese straordinarie, i contribuenti non
hanno ricevuto una decisione formale (notifica di tassazione) in cui sono stati
stabiliti il reddito imponibile ed il corrispettivo importo da versare a titolo
di imposta. Infatti, l'autorità
fiscale trasmetteva ai contribuenti interessati solo una comunicazione standard,
con cui semplicemente avvisava, qualora fosse il caso, che non erano state
registrate delle entrate/uscite straordinarie da assoggettare alle imposte
annue intere 2001 e/o 2002, né spese straordinarie da riconoscere in aumento
delle deduzioni del periodo fiscale 2001/2002 che riguardavano ancora gli anni
di computo 1999/2000. Pertanto, la procedura concernente la dichiarazione di
imposta transitoria 2003A veniva considerata conclusa dall'Ufficio di tassazione. Non essendo, tale
avviso, intitolato come decisione formale, nemmeno erano menzionati i mezzi di
diritto da utilizzare in caso di impugnativa (doc. 6).

 

                               2.9.   La
questione, sollevata dalla ricorrente, è quella di sapere innanzitutto se la
dichiarazione d'imposta 2003A possa
essere comunque considerata valida per la fissazione dei contributi AVS/AI/IPG,
anche se non è una decisione formale e quindi non è cresciuta in giudicato. L'art. 16 cpv. 1 2a frase (v)LAVS, come
visto, prevede infatti espressamente che il termine decorre dalla fine dell'anno civile in cui passa in giudicato la
tassazione fiscale determinante. Pertanto, a prima vista, la dichiarazione
d'imposta 2003A non può essere
ritenuta quale base di calcolo per fissare i contributi degli anni 2001 e 2002.

 

In proposito, questo Tribunale evidenzia che la
legislazione federale in materia AVS non ha previsto alcun disposto legale riguardante
il passaggio dalla tassazione fiscale biennale praenumerando alla tassazione
fiscale annuale postnumerando. E non poteva essere altrimenti, anche perché era
nella facoltà di ogni Cantone scegliere se conformarsi al principio secondo il
quale il periodo fiscale comprende due anni civili consecutivi (art. 40 cpv. 2
LIFD), e quindi per l'imposta
sul reddito è determinante il reddito medio del biennio civile precedente il
periodo fiscale o il risultato medio, calcolato su dodici mesi, degli esercizi
chiusi nel biennio (art. 15 cpv. 2 LAID), oppure se passare al periodo fiscale
annuo facoltativo, fissando e riscuotendo le imposte sul reddito e sulla
sostanza per un periodo fiscale di un anno corrispondente all'anno civile (art. 16 LAID ed art. 41 LIFD).

Tuttavia, malgrado l'art. 72 LAID concernente l'adeguamento delle legislazioni cantonali
preveda che, fatto salvo proprio l'articolo 16, i Cantoni adeguino le loro legislazioni alle
disposizioni dei titoli secondo a sesto entro il termine di otto anni dall'entrata in vigore della presente legge,
tutti i Cantoni svizzeri – eccetto tre: Canton Ticino, Canton Vallese e Canton
Vaud – hanno comunque optato entro il 2001 per il sistema facoltativo di
tassazione annuale postnumerando (STF H 177/06 del 28 settembre 2007, consid.
3.1; Pratique VSI 2000 pag. 108).

 

Con il 1° gennaio 2003 anche il Cantone Ticino ha
concretizzato questo cambiamento di sistema d'imposizione fiscale, che ha comportato il passaggio alla tassazione
annuale (art. 50 LT).

 

L'art. 218 LIFD regola le
disposizioni concernenti il cambiamento delle basi temporali per le persone
fisiche. In particolare, il cpv. 6 prevede che le autorità fiscali
cantonali determinano il reddito proveniente da attività lucrativa
indipendente per gli anni n-1 ed n-2 conformemente all'art. 9 cpv. 2 LAVS e annunciano tale reddito alle casse di
compensazione.

 

Su questa scorta, sono stati emanati gli artt.
321a-i LT.

Per l'art. 321a LT, il nuovo diritto concernente la tassazione annuale per
le persone fisiche è applicabile per la prima volta al periodo fiscale 2003,
mentre la tassazione e la riscossione delle imposte fino all'anno 2002 compreso sono disciplinati dal
vecchio diritto.

Le imposte sul reddito e sulla sostanza del
periodo fiscale 2003 sono tassate e riscosse conformemente al nuovo diritto
(art. 321c LT)

I proventi straordinari conseguiti negli anni
2001 e 2002 o in un esercizio che si è concluso in questi anni soggiacciono,
per l'anno fiscale in cui sono stati realizzati, ad un'imposta annua intera
(art. 321d cpv. 1 LT).

Di riflesso, l'art. 321f cpv. 1 LT prevede che
dal reddito imponibile tassato nel periodo fiscale 2001/2002 di contribuenti
assoggettati nel Cantone il 1° gennaio 2003 possono essere dedotte le spese
straordinarie sostenute mediamente negli anni 2001 e 2002.

Giusta l'art. 321 h cpv.
1 LT, i contribuenti devono presentare, nell'anno 2003, una dichiarazione di imposta completa compilata
conformemente alle disposizioni concernenti la tassazione biennale
praenumerando. Essa serve a determinare i redditi e le spese straordinari, a
chiedere il rimborso dell'imposta
preventiva, a procedere alle comunicazioni all'AVS per gli indipendenti e le persone senza
attività lucrativa e a verificare i casi di
tassazione intermedia. Per l'art.
321 h cpv. 2 LT, la dichiarazione di imposta deve essere comprensiva dei
redditi straordinari (art. 321d) e delle spese straordinarie di cui si chiede la
deduzione (art. 321f).

 

Con sentenza del 3 novembre 2005 (RtiD I-2006 N.
22t pag. 531), cresciuta incontestata in giudicato, la Camera di diritto tributario
ha esaminato la questione della natura e degli effetti giuridici della
citata lettera standard con cui l'Ufficio di tassazione ha comunicato ai
contribuenti la conclusione della procedura relativa alla dichiarazione d'imposta
transitoria 2003A. Dopo avere esposto sia le norme transitorie della LIFD e della
LT in proposito (cfr. consid. 5.2) sia il messaggio del
Consiglio di Stato che accompagnava il disegno di legge relativo al passaggio
dal sistema di tassazione praenumerando biennale al sistema postnumerando
annuale (cfr. consid. 5.3: messaggio n. 5138 del 6 luglio 2001, Progetto di
modifica della Legge tributaria e della Legge sull'imposta di bollo e sugli spettacoli cinematografici per l'introduzione di nuovi sgravi fiscali
finalizzati al sostegno dei redditi e al rilancio competitivo dell'economia e per il passaggio al sistema di
tassazione annuale postnumerando delle persone fisiche, pagg. 63-64), la Camera
di diritto tributario ha desunto che la legge tributaria non ha disciplinato in
modo esauriente la procedura di accertamento nell'ambito del periodo transitorio (cfr. consid. 5.4).

Dall'analisi dei succitati elementi a disposizione la CDT ha quindi proseguito
con le seguenti considerazioni:

 

"  (…)

5.5. Si tratta ancora di stabilire se la lettera del 17 luglio
2003, che il ricorrente ha ricevuto dall’Ufficio di tassazione, possa
considerarsi una decisione che accerta l’eventuale inesistenza di redditi
straordinari.

Depone a favore di tale tesi, in primo luogo, la circostanza che
la decisione contenga l’affermazione secondo cui «con la presente
comunicazione, la procedura relativa alla dichiarazione d’imposta transitoria
2003A può considerarsi conclusa». La conclusione della procedura presuppone
evidentemente non il semplice ricevimento della dichiarazione da parte
dell’Ufficio di tassazione ma anche la verifica dell’asserito carattere
ordinario dei redditi dichiarati. Se la verifica avesse luogo in un momento
successivo, non avrebbe alcun senso l’invio di uno scritto che parla della
conclusione della procedura.

Alla stessa conclusione conduce anche l’avvertenza posta in calce
alla lettera in questione, che riserva eventuali decisioni separate sul
rimborso dell’imposta preventiva e sulle tassazioni intermedie relative ad
eventi verificatisi negli anni 2001/2002. È significativo che una simile
riserva non sia prevista in relazione alla valutazione dell’asserito carattere
ordinario dei redditi dichiarati. Ciò non può non indicare che tale valutazione
deve a tale momento già essere avvenuta.

È vero che lo scritto in questione non indica alcun rimedio
giuridico per il contribuente che volesse contestare la decisione stessa. Ma,
se si considera il fatto che si tratta di una decisione che è necessariamente
favorevole al contribuente – a meno di voler immaginare che questi possa essere
interessato a chiedere che ad un certo reddito sia riconosciuta la qualifica di
provento straordinario – la mancanza di tale indicazione non è sufficiente a
far venir meno il carattere di decisione dello scritto in discorso.

Si deve dunque concludere che la lettera, con cui l’Ufficio di
tassazione comunica la chiusura della procedura relativa alla dichiarazione
d’imposta transitoria 2003A, costituisce una decisione formale mediante la
quale viene definitivamente accertato il carattere ordinario dei redditi, in
base alla dichiarazione stessa.

Tale conclusione appare del resto anche la sola che sia
compatibile con il principio della buona fede." (…) (sottolineatura
della redattrice)

 

Visto quanto precede, va quindi ammesso che le lettere
che gli Uffici di tassazione hanno inviato agli assicurati per comunicare che
la procedura relativa alla dichiarazione d'imposta transitoria 2003A era considerata conclusa, costituiscono delle
decisioni formali. Di conseguenza, in applicazione dell'art. 206 cpv. 1 LT, trascorsi i trenta giorni dalla notifica esse vanno
giudicate come cresciute in giudicato.

 

                             2.10.   È vero, che
con sentenza del 20 marzo 2003 (H 206/02 = SVR 2003 AHV Nr. 18), l'allora TFA ha ribadito che i valori fiscali
stabiliti da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato sono vincolanti per
le Casse di compensazione. L'Alta
Corte ha però anche precisato che per gli anni di contribuzione che sono caduti
nel cosiddetto vuoto di tassazione a seguito del cambiamento del sistema
fiscale d'imposizione dal
biennale praenumerando all'annuale
postnumerando – avvenuto per il Canton Zurigo nel 1999 – non ha fatto
seguito una decisione definitiva. Pertanto, l'assicurata non aveva alcuna possibilità di far verificare per via
giudiziaria l'accertamento
compiuto dall'autorità fiscale.
Per la fissazione dei contributi non è quindi possibile attribuire a questo
accertamento fiscale lo stesso valore vincolante per la Cassa di una tassazione
cresciuta in giudicato (cfr. consid. 3.2).

 

Nella sentenza H 185/05 dell'8 novembre 2006, il Tribunale
federale delle assicurazioni ha giudicato una fattispecie in cui la Cassa di
compensazione ha fissato nel 2004 i contributi dovuti nel 1999 e nel 2000 da un
agricoltore indipendente, basandosi sulle cifre dei redditi conseguiti quegli stessi
anni che l'autorità fiscale le ha comunicato, malgrado l'Ufficio di tassazione stesso
l'avesse avvisata che questi redditi cadevano nel vuoto di tassazione e che
dunque non erano stati né verificati né imposti. Il TFA ha concluso quanto
segue:

 

" 
(…)

que le Tribunal administratif a relevé à juste titre
que les revenus de 37'860 fr. pour 1999 et 33'147 fr. pour 2000 communiqués
par l'Autorité de taxation fiscale du Jura bernois (art. 218 al. 6 LIFD) n'avaient
pas servi de base à des décisions de taxation en raison de la brèche fiscale et
n'avaient pas de force contraignante au sens de l'art. 23 al. 4 RAVS pour la
fixation des cotisations sociales (cf. consid. 3.2 de l'arrêt B. du 20 mars
2003, H 206/02, publié in SVR 2003 AHV n° 18 p. 48);

 

que la juridiction cantonale a constaté, de manière
à lier la Cour de céans, que le recourant avait lui-même indiqué les revenus en
cause dans sa déclaration d'impôts 1999-2000 et qu'ils émanaient de surcroît de
la comptabilité établie par sa fiduciaire en fonction de critères fiscalement
déterminants;

 

que dans ces conditions, le Tribunal administratif a
admis à juste titre qu'on ne pouvait reprocher à l'intimée de s'être fondée sur
les revenus communiqués par l'Autorité fiscale cantonale, d'autant moins que ni
le recourant ni sa fiduciaire n'avaient fait valoir que le bouclement fiscal
aurait été erroné;

(…)

qu'il s'ensuit que le recours est infondé;

(…)" (sottolineature della
redattrice)

 

La sentenza H 177/06 del 28 settembre 2007 del Tribunale federale concerne
la fissazione dei contributi personali dovuti da un promotore immobiliare
esercitante attività indipendente per gli anni 2001 e 2002. Nel settembre 2004
l'autorità fiscale ha comunicato alla Cassa di compensazione i redditi che ha
fissato per il 2001 ed il 2002, nonché il capitale proprio investito nella
società al 1° gennaio 2003. Due mesi dopo, considerando altre cifre, che
peggioravano la situazione dell'assicurato, la Cassa ha emesso tre decisioni di
fissazione dei contributi (dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2001, dal 1°
gennaio 2002 al 31 maggio 2002 e dal 1° giugno 2002 al 31 dicembre 2002). L'assicurato
si è quindi rivolto al TF, che si è così pronunciato:

 

" 
(…)

3.2 Jusqu'au 31 décembre 2000, les cotisations des
indépendants et des personnes sans activité lucrative étaient fixées selon le
système de calcul praenumerando. Pour des raisons pratiques, l'AVS appliquait
en effet le système bisannuel de l'impôt fédéral direct, puisque les autorités
fiscales étaient compétentes pour déterminer les facteurs nécessaires au calcul
des cotisations (art. 9 al. 3 LAVS). Presque tous les cantons ayant prévu
d'introduire dès le 1er janvier 2001 le système d'imposition postnumerando pour
l'impôt fédéral direct - à l'exception des cantons du Tessin, du Valais et de
Vaud -, le Conseil fédéral a décidé de modifier le système applicable au calcul
des cotisations AVS/AI/APG, afin que le système fiscal et le système des
assurances sociales continuent de concorder dans le temps. Pour ce faire, il a
adopté les dispositions de l'ordonnance du 1er mars 2000 modifiant le Règlement
sur l'assurance-vieillesse et survivants (RAVS). Le passage au système
postnumerando pour le calcul des cotisations personnelles des indépendants et
des personnes sans activité lucrative a été consacré à l'art. 22 al. 2 RAVS.
Les cotisations sont désormais fixées chaque année sur la base du revenu
effectivement acquis pendant l'année de cotisation et du capital propre engagé
au 31 décembre. En d'autres termes, la période de cotisation coïncide avec la
période de calcul (VSI 2003 p. 66 consid. 4b p. 69 [H 420/01], 2000 p. 112).

Les nouvelles dispositions du RAVS sont entrées en
vigueur de manière uniforme dans toute la Suisse le 1er janvier 2001. Afin de
maintenir l'égalité de traitement entre les assurés tant pour le paiement des
cotisations que pour le calcul des cotisations, le Conseil fédéral a en effet
expressément exclu une cantonalisation du système analogue à celle de l'impôt
fédéral direct. Ce choix - délibéré - avait cependant pour inconvénient que les
personnes tenues de cotiser dans l'un des cantons qui avait maintenu le système
d'imposition praenumerando bisannuelle devaient attendre plus longtemps la
fixation définitive du montant de leurs cotisations, puisque celle-ci demeurait
dépendante de l'entrée en force de la taxation fiscale (sur l'ensemble de la
question, VSI 2000 p. 107 s.; voir également Paul Cadotsch, Die AHV stellt für
die Bemessung der persönlichen Beiträge auf die Gegenwartsbemessung um, Revue
fiscale 2000, p. 365 s.; Michel Jaccard, L'AVS passe au calcul postnumerando le
1er janvier 2001, Sécurité sociale [CHSS] 2000, p. 134 s.).

 

3.3 Les cantons du Tessin, du Valais et de Vaud sont
passés au système d'imposition postnumerando le 1er janvier 2003. Le passage du
système d'imposition praenumerando bisannuelle au système postnumerando a
ouvert une brèche de calcul, durant laquelle les revenus ordinaires des deux
années précédant le changement de système d'imposition n'ont pas fait
directement l'objet d'une taxation. Dans la mesure où les caisses de
compensation auraient pu ne plus disposer des données fiscales relevant de la
brèche de calcul pour déterminer les cotisations AVS/AI/APG des indépendants et
des personnes sans activité lucrative, la loi a contraint les autorités
fiscales à établir et à communiquer aux caisses de compensation les données
nécessaires à la détermination des cotisations AVS/AI/APG durant la brèche de
calcul fiscale (art. 218 al. 6 LIFD [RS 642.11] et 69 al. 6 LHID [RS
642.14] en corrélation avec l'art. 9 al. 3 LAVS; voir également l'avis du
Conseil fédéral relatif à l'initiative parlementaire Hegetschweiler «Prise en
compte des dépenses extraordinaires lors d'une modification apportée à
l'imposition dans le temps», FF 1998 V 4348 s.; arrêt M. du 14 juillet 2006 [H
138/05]).

 

3.4 En raison de la brèche fiscale, les revenus
(art. 218 al. 6 LIFD) et le capital propre engagé dans l'entreprise (art. 69
al. 6 LHID) communiqués par les autorités fiscales n'ont pas été tirés de
décisions de taxation fiscale passées en force; partant, les données transmises
dans ce cadre par les autorités fiscales cantonales n'ont pas de force
contraignante au sens de l'art. 23 al. 4 RAVS pour la fixation des cotisations
sociales (arrêt H 185/05 du 8 novembre 2006; arrêt H 206/02 du 20 mars
2003, consid. 3.2 paru in SVR 2003 AHV n° 18 p. 48). (…)"
(evidenziatura della redattrice)

 

Dalla giurisprudenza federale esposta va concluso che – pur avendo
la comunicazione dell’autorità fiscale relativa agli anni 2001 e 2002 formale
valore di decisione – gli importi dei redditi ed il capitale proprio investito
nell'azienda realizzati durante il vuoto di tassazione (per il Ticino: 2003A), e
che le autorità fiscali hanno comunicato alle Casse di compensazione, non
sono definitivi e non crescono in giudicato.

 

Sulla scorta delle summenzionate motivazioni, questa
particolare informazione fornita dall'Ufficio di tassazione non è pertanto vincolante né per l'amministrazione né per il giudice (art. 23
cpv. 4 OAVS), quo ai valori espressi dal contribuente (per reddito e sostanza)
che l’amministrazione fiscale non ha ritenuto straordinari. Il TCA e la Cassa di compensazione sono quindi legittimati a scostarsi dagli elementi esposti all’
Ufficio di tassazione qualora essi appaiano inesatti. Sebbene, dunque, un'errata indicazione del reddito non avesse
importanza a livello fiscale, i dati figuranti nella tassazione 2003A hanno comunque
rilevanza dal profilo delle assicurazioni sociali.

 

D’avviso, della scrivente Corte, quindi, i dati trasmessi
dalle autorità fiscali alle Casse di compensazione non sono vincolanti per
la fissazione dei contributi sociali. 

 

                             2.11.   Per quanto
concerne la valenza, nell’ottica della prescrizione, delle lettere che gli
Uffici di tassazione hanno inviato agli assicurati - in qualità di persone
direttamente interessate - per comunicare loro che la procedura relativa alla
dichiarazione d'imposta
transitoria 2003A era considerata conclusa, questo Tribunale, fa per contro propria
la soluzione esposta in precedenza (cfr. consid. 2.9) e ritiene che esse
costituiscano effettivamente delle decisioni formali e che dunque crescano in
giudicato.

 

Non va infatti dimenticato che gli assicurati medesimi
hanno comunque dovuto dichiarare i redditi ordinari ed eventualmente
straordinari per gli anni 2001 e 2002 e che l'autorità fiscale, seppure sommariamente, ha esaminato se i redditi esposti 
dovessero essere considerati come redditi straordinari e quindi essere
assoggettati mediante una decisione formale di tassazione.

In seguito, una volta trasmessa agli assicurati la
comunicazione standard secondo cui non c'erano redditi straordinari da assoggettare alle imposte annue intere
per il 2001 e/o il 2002, la procedura fiscale per questi anni veniva considerata
conclusa.

Ora, questa chiusura non può che essere
assimilata (come evidenziato dalla CDT con la sentenza 3 novembre 2005 citata) alla
notifica di una decisione formale, dato che stabiliva e comunicava in maniera
vincolante l’assenza di redditi straordinari da tassare. La procedura di
tassazione riguardo ai redditi conseguiti nel 2001 e nel 2002 veniva pertanto a
tutti gli effetti chiusa.

 

Dal profilo della LAVS, dunque, va considerato
che è da questa comunicazione, e meglio un anno dopo dalla fine dell'anno civile in cui essa passa in giudicato,
che scade il termine di prescrizione di cui all'art. 16 cpv. 1 2a frase LAVS.

Se così non fosse, il principio della decorrenza
della prescrizione dei contributi per i datori di lavoro che non sono tenuti al
pagamento dei contributi, per gli indipendenti e per le persone senza attività
lucrativa, non potrebbe mai essere concretizzato nei confronti dei due anni
fiscali che sono caduti nel vuoto di tassazione fiscale. La conseguenza sarebbe
sia la violazione dell'art. 16
cpv. 1 LAVS, sia la non fissazione dei contributi per quei due anni, ciò che
andrebbe ad evidente discapito di questi assicurati nell'ambito della fissazione della loro futura rendita
AVS/AI/IPG, poiché presenterebbero un vuoto contributivo di due anni.

 

Occorre ancora ricordare che gli stessi art. 218
cpv. 6 LIFD ed art. 321h LT prevedono espressamente che le autorità fiscali
cantonali accertino il reddito degli anni caduti nel vuoto di tassazione e lo
comunichino alle Casse di compensazione. La dichiarazione d'imposta, compilata come se si trattasse
ancora della tassazione biennale praenumerando, serve infatti per  procedere
alle comunicazioni all'AVS per
gli indipendenti e le persone senza attività lucrativa.

 

Alla luce di queste considerazioni, non va
seguita la soluzione adottata dalla Cassa di compensazione che, quale punto di
partenza per l'inizio del
termine di prescrizione, ha considerato la comunicazione dell'UT del 26 giugno 2008 (doc. 1) dei dati
accertati relativi ai redditi ed alla sostanza conseguiti dalla ricorrente nel
2001 e nel 2002.

La tesi della ricorrente, che fa decorrere il
termine di cinque anni della prescrizione dalla crescita in giudicato della
notifica di tassazione 2001/2002 (che però concerne i redditi conseguiti nel
1999 e nel 2000) va anch’essa, come indicato in precedenza, disattesa.

 

                             2.12.   Da tutto quanto esposto discende
che per verificare se le due decisioni di fissazione dei contributi personali
AVS/AI/IPG che la Cassa di compensazione ha emanato il 20 agosto 2008 portanti
sugli anni 2001 e 2002 siano perente e quindi debbano essere annullate, occorre
riferirsi ai termini dell'art. 16 cpv. 1 (v)LAVS.

 

In virtù dell'art. 16 cpv. 1 1a frase (v)LAVS, ossia
con riferimento al termine di 5 anni dalla fine dell’anno per il quale i
contributi sono dovuti, la perenzione del diritto di esigere il pagamento da
parte dell’amministrazione è subentrata siccome le decisioni emesse unicamente
il 20 agosto 2008.

 

A nulla di diverso porta, l’applicazione dell’art. 16 cpv.1 2a
frase v.LAVS dipende dalla crescita in giudicato della notifica di tassazione
fiscale determinante. Infatti partendo dalla comunicazione del 25 marzo 2004,
considerata alla stregua di una decisione formale (cfr. consid. 2.11), la
perenzione del diritto dell'amministrazione di fissare i contributi dovuti interviene
un anno dopo la fine dell'anno civile in cui passa in giudicato questa
tassazione.

Più concretamente, la Cassa di compensazione aveva tempo fino al
31 dicembre 2005 per fissare, mediante una decisione formale, i contributi
personali dovuti dalla ricorrente per gli anni 2001 e 2002. Non vi sono dunque
gli estremi per prolungare il termine ordinario.

 

                              2.13   Occorre
analizzare se possa essere ritenuta applicabile la soluzione adottata dalla
Cassa di compensazione per stabilire la perenzione del diritto di fissare i
contributi dell'insorgente.

 

Fondandosi sull'art. 16 cpv. 1 3a frase (v)LAVS, per giustificare il diritto con cui
ha fissato nell'anno 2008 i
contributi personali dovuti dall'assicurata per il 2001 ed il 2002, l'amministrazione
ha applicato il termine di perenzione di 7 anni (art.
97 cpv. 1 CP) considerando come il pagamento degli arretrati nascesse da un
atto punibile per il quale la legge penale prevede un termine di prescrizione
più lungo cui rifarsi. La Cassa ha infatti sostenuto che la ricorrente ha
disatteso l'obbligo legale di
annunciarsi spontaneamente all'AVS
(art. 64 cpv. 5 LAVS) come indipendente, ciò che le ha quindi impedito di
fissare i contributi e di riflesso di procedere al loro incasso; l'assicurata si sarebbe così sottratta
intenzionalmente giusta l'art.
87 2a frase (v)LAVS all'obbligo
di pagare questi contributi.

 

L'interessata ha fermamente contestato questa tesi, negando
soprattutto una sua intenzionalità nel non annunciarsi all'AVS.

 

Occorre quindi verificare l'applicabilità delle norme invocate
dall’amministrazione.

                                          

Quali disposizioni penali, la LAVS distingue
quelle relative ai reati, alle contravvenzioni, alle infrazioni commesse nelle
aziende ed alle multe d'ordine (artt. 87-91 (v)LAVS).

 

In particolare, l'art. 87
2a frase (v)LAVS tratta dei reati e recita:

 

" 
Chiunque, mediante indicazioni inesatte o
incomplete o in qualsiasi altro modo, si sottrae, in tutto o in parte, all'obbligo di pagare i contributi, è punito,
se non si tratta di un crimine o di un delitto del Codice penale svizzero cui è
comminata una pena più grave, con la detenzione fino a 6 mesi o con la multa fino
a 30'000 franchi. Le due pene
possono essere cumulate.".

 

Secondo l'art. 88 1a frase (v)LAVS relativo alle contravvenzioni,

 

" 
Chiunque, in violazione dell'obbligo che gli incombe, fornisce
intenzionalmente informazioni inesatte o rifiuta di dare informazioni, è punito
con la multa fino a 10'000
franchi, sempreché non si verifichi una fattispecie indicata nell'articolo 87.".

 

Riguardo alla prescrizione penale, in virtù dell'art. 97 cpv. 1 CP in vigore dal 1° gennaio
2007: 

 

"  L’azione
penale si prescrive: (…)

b. in quindici anni, se per il reato è comminata una pena
detentiva superiore a tre anni;

c. in sette anni, se per il reato è comminata un’altra
pena.".

 

L’art. 70 CPS 1937 prevedeva che per i crimini o
per i delitti puniti con pene detentive superiori ai 3 anni l’azione penale si
prescrivesse (in maniera relativa) in 10 anni mentre la prescrizione, sempre
relativa, era di 5 anni per i delitti. In virtù dell’art. 72 CPS 1937 la
prescrizione poteva essere interrotta e ad ogni interruzione decorreva un nuovo
termine di prescrizione ritenuta comunque una prescrizione assoluta dell’azione
penale una volta decorso il termine della prescrizione aumentato della sua
metà. Questa norma è stata abrogata al 1° ottobre 2002 e sostituita con l’art.
70 CPS 2002 che prevedeva (fatti salvi casi particolari che qui non occorre
evocare) una prescrizione di 7 anni in caso di delitti punibili con pene sino a
3 anni ed una prescrizione di 15 anni in casi di crimini e delitti puniti con
pene superiori ai 3 anni di detenzione (testo poi ripreso nell’art. 97 CPS
2007).  

 

In merito all'affiliazione alle Casse ed all'obbligo di informare, giusta l'art. 64 cpv. 5 (v)LAVS:

 

" 
I datori di lavoro, le persone esercitanti
un’attività lucrativa indipendente, le persone che non hanno un’occupazione
lucrativa e gli assicurati dipendenti da datori di lavoro non tenuti al
pagamento dei contributi, devono, se non sono già affiliati, annunciarsi alla
cassa cantonale di compensazione.".

 

L'art. 209 cpv. 2 OAVS tratta anch'esso dell'obbligo di
informare:

 

"  Le
persone che esercitano un’attività lucrativa indipendente, le persone che non esercitano
un’attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non sono obbligati a
pagare i contributi sono tenuti a fornire alle casse di compensazione informazioni
conformi alla verità per quanto ciò sia necessario per l’applicazione
dell’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti.".

 

Nella sentenza H 21/01 del 10 agosto 2001, l'allora Tribunale federale della
assicurazioni si è pronunciato riguardo al caso di un'assicurata che dal 1986 al 1994 ha esercitato l'attività lucrativa di terapeuta a titolo
indipendente e dal 1989 al 1995 l'attività accessoria di docente. Nel 1997 l'autorità fiscale ha comunicato alla Cassa di compensazione che nel
1993 e 1994 l'assicurata aveva
conseguito dei redditi da attività indipendente. Il Tribunale amministrativo
del Canton Berna ha accolto il ricorso dell'assicurata ed ha rinviato gli atti all'amministrazione per un ulteriore accertamento dei suoi redditi da
attività indipendente. Dopo avere sottoposto per iscritto alcune domande all'assicurata per accertarsi del suo statuto
da indipendente, con decisione del 23 dicembre 1999 l'amministrazione ha fissato i contributi per il 1994. In seguito, con
decisione del 22 giugno 2000 ha stabilito quelli per l'anno 1993 ed ha modificato i contributi a suo tempo richiesti per il
1994, sostituendo la precedente decisione.

Il TFA ha ritenuto:

 

" 
(…)

3.- a) Gemäss Art. 64 Abs. 5 AHVG haben sich
Arbeitgeber, Selbständigerwerbende, Nichterwerbstätige und versicherte
Arbeitnehmer nicht beitragspflichtiger Arbeitgeber, die von keiner
Ausgleichskasse erfasst wurden, bei der kantonalen Ausgleichskasse zu melden.
Laut Art. 209 Abs. 2 AHVV sind die Selbständigerwerbenden, Nichterwerbstätigen
und Arbeitnehmer ohne beitragspflichtige Arbeitgeber gehalten, den
Ausgleichskassen wahrheitsgetreu Auskunft zu erteilen, soweit dies für die
Durchführung der AHV nötig ist.

 

b) Die Vorinstanz hat richtig festgehalten, dass
sich aufgrund dieser Bestimmungen für die erwähnten Versicherten die
Verpflichtung ergibt, im Rahmen der für die Ermittlung des AHV-Beitragsstatuts
erforderlichen Abklärungen die nötigen Auskünfte zu erteilen. Dieser
Verpflichtung kann sich die Versicherte nicht mit dem Argument entziehen, sie
erfülle einen bestimmten Status nicht. Die Auskunftserteilung dient gerade der
Abklärung dieser Frage, und die AHV-Organe sind hiebei auf die Mitwirkung der
Versicherten angewiesen.

 

Da die Beschwerdeführerin die ihr obliegende
Meldepflicht nach Art. 64 Abs. 5 bereits in Bezug auf die Aufnahme der
selbständigen Erwerbstätigkeit Ende der 80er Jahre verletzt
hatte und die Kasse erst durch die Mitteilung der kantonalen
Steuerverwaltung im August 1997 auf dieses Erwerbseinkommen aufmerksam gemacht
wurde, war die Frist zur Festsetzung der Beiträge nach Art. 16 Abs. 1 AHVG
hinsichtlich der ersten Beitragsjahre schon verwirkt (vgl. BGE 119 V 96),
bevor die Kasse überhaupt nur die ersten Abklärungen in die Wege leiten konnte.

 

4.- Im vorliegenden Fall hat das kantonale
Gericht in für das Eidgenössische Versicherungsgericht im Sinne von Art. 105
Abs. 2 OG verbindlicher Weise festgestellt, dass es sich bei den von der
Steuerveranlagungsbehörde im August 1997 an die Kasse gemeldeten Einkommen von
Fr. 30'180.- für das Jahr 1993 und von Fr. 30'405.- für das Jahr 1994 um
Einkünfte aus selbständiger Erwerbstätigkeit handelt, nachdem die Versicherte
selbst gegenüber der IV-Stelle Bern unterschriftlich bestätigt habe, von 1986
bis 1994 eine selbständige Tätigkeit als Therapeutin mit einem Monatseinkommen
von Fr. 4'500.- ausgeübt zu haben, und nachdem sie folgerichtig auch die
entsprechende Steuertaxation unangefochten in Rechtskraft habe erwachsen
lassen. Bei dieser Sachlage war die Beschwerdeführerin zur
Auskunftserteilung gegenüber der Kasse verpflichtet. Die Kasse versuchte
nach Massgabe des Rückweisungsentscheides des Verwaltungsgerichts des Kantons
Bern vom 12. Mai 1999 mit eingeschriebenen Postsendungen vom 17. November und
1. Dezember 1999 sowie vom 26. Januar und 11. Februar 2000 den Sachverhalt
genauer abzuklären, um aktenkundige Widersprüche zwischen den Angaben der
Versicherten gegenüber der IV-Stelle Bern und den Steuerbehörden des Kantons
Bern auszuräumen. Die Beschwerdeführerin beantwortete die eingeschriebenen
Postsendungen überhaupt nicht oder nur mit ausweichenden und unklaren
Äusserungen. Damit hat sie die ihr obliegende Mitwirkungspflicht verletzt.
Unter Berücksichtigung dieser Tatsache ist nicht zu beanstanden, dass die
Vorinstanz den Sachverhalt gemäss angefochtenem Entscheid neu anhand der
vorliegenden Akten gewürdigt hat. (…)". (sottolineature
della redattrice)

 

Dalla sentenza riportata si deduce che al rimprovero mosso all'assicurata,
che dalla fine degli anni 80 a metà degli anni 90 non ha mai comunicato alla
Cassa di svolgere anche un'attività indipendente e non ha nemmeno risposto – o
poco chiaramente - ai numerosi scritti che l'amministrazione le ha inviato al
fine di conoscere esattamente la sua posizione, non ha fatto seguito alcuna
conseguenza giuridica a suo discapito. In particolare, non vi è cenno né ad una
sanzione amministrativa né, tanto meno, penale.

La sola conseguenza giuridica è stata la perenzione del diritto
alla fissazione dei contributi per i primi anni di attività.

Nella fattispecie, a causa della mancata richiesta da parte dell'assicurata
all'amministrazione di affiliarsi come persona esercitante un'attività lucrativa
di tipo indipendente, la Cassa di compensazione ha saputo solo nel 2008, dall'autorità
fiscale che, a seguito della sentenza del Tribunale federale del 21 marzo 2001
(2P.56/2000 e 2A.118/2000), le entrate della ricorrente derivanti dalla
gestione di immobili adibiti a centri commerciali non dovevano essere
qualificate come reddito della sostanza immobiliare, bensì come reddito da
attività lucrativa indipendente.

 

Ora, conformandosi alla giurisprudenza esposta, il Tribunale non
ritiene realizzati gli estremi delle norme penali evocate e, quindi,
l’applicazione nel caso di specie di sanzioni. Va infatti evidenziato che dopo
che la ricorrente ha ricevuto nel 2001 la sentenza del Tribunale federale
riguardante la qualifica dei suoi redditi (doc. 14), ella ha sempre dichiarato quanto
derivante dalla locazione e dalla gestione degli immobili adibiti a centri
commerciali come reddito da attività indipendente. Prova ne sono tanto la
dichiarazione d'imposta 2003A qui in esame, quanto le notifiche di tassazione IC
2003B (doc. A3) ed IC 2004 (doc. A4).

È stata l'autorità fiscale, per motivi che qui non occorre
indagare, a correggere di volta in volta le dichiarazioni fiscali dell'assicurata
considerando le somme dichiarate come reddito (netto) da attività indipendente principale
della moglie in valore locativo e affitti, ciò che sicuramente ha prodotto
confusione.

Di conseguenza, la circostanza di non avere mai annunciato alla
Cassa di compensazione di avere esercitato un'attività di tipo indipendente per
quasi un decennio non può avere conseguenze nell’ottica dell’art. 87 cpv. 2 e
64 cpv. 5 LAVS, tale omissione è la conseguenza di una sentenza del TF e
dell’atteggiamento dell’autorità fiscale con riferimento ai redditi esposti.

D’altra parte la Cassa CO 1 non si è attivata in alcun modo con un
esposto inoltrato al Ministero Pubblico segnalando un’ipotesi di reato al
momento in cui ha avuto notizia di attività indipendente svolta dalla
ricorrente e non segnalata alla Cassa.

 

Ne discende, a mente di questo Tribunale, che né l'art. 87 2a
frase (v)LAVS come preteso dalla Cassa di compensazione né l'art. 88 1a
frase (v)LAVS debbano dunque essere applicati al caso in esame.

In queste circostanze non è quindi possibile rifarsi al termine di
perenzione di cui all'art. 16 cpv. 1 3a frase (v)LAVS, poiché non si è concretizzato
un atto punibile per il quale il Codice penale prevede un termine di prescrizione
più lungo.

 

Da quanto precede discende che le decisioni del 20 agosto 2008
relative alla fissazione dei contributi per il 2001 ed il 2002 sono state
emanate tardivamente.

Il diritto della Cassa di compensazione di fissare i contributi
per gli anni 2001 e 2002 è infatti perento.

La ricorrente non deve dunque versare alcunché quale contributi
personali AVS/AI/IPG per questi due anni.

Le predette decisioni devono di conseguenza essere annullate ed il
ricorso accolto su questo punto.

 

Le decisioni relative ai contributi 2003 e 2004 sono invece tempestive
siccome il diritto di percepire i contributi per quegli anni non è perento, le
decisioni sono state infatti emanate nel termine quinquennale dagli anni per i
quali i contributi sono dovuti.

 

                             2.14.   Per quanto
concerne la lamentela della ricorrente riferita alla determinazione del
capitale proprio investito nell'azienda, occorre esaminare se, quale base a cui applicare il tasso
del 2,5% (valido per gli anni 2003 e 2004) vada ritenuto il valore di stima
degli immobili comunicato dall'autorità
fiscale alla Cassa di compensazione, oppure il valore contabile risultante dai
dati fiscali come preteso dall'insorgente.

 

A specifica richiesta della Cassa di
compensazione, l'Ufficio di
tassazione di __________ ha confermato che il reddito aziendale netto della
ricorrente conseguito nel 2003 era pari a Fr. 1'026'151.- ed a Fr. 1'882'135.- nel 2004 (doc. 1).

Inoltre, il competente UT ha indicato che la
sostanza netta era nulla per il 2003, mentre era pari a Fr. 7'349'440.- per il 2004.

 

Nella richiesta di verifica del 19 settembre 2008
(doc. 2) dei dati fiscali precedentemente comunicati, l'autorità di tassazione ha corretto in Fr. 1'081'253.- l'importo del reddito aziendale 2004 ed ha risposto
quanto segue:

 

" 
(…) Per quanto riguarda il capitale investito,
non siamo in grado purtroppo di risalire alle cifre indicate dai contribuenti.
Probabilmente il calcolo del capitale investito da loro effettuato è basato sul
valore contabile degli immobili, in luogo del valore di stima.

Riconfermiamo quindi i dati relativi alla
sostanza aziendale trasmessi in prima sede che scaturiscono dal calcolo
riportato di seguito: (…).".

 

Il valore di stima degli immobili ammonta
a Fr. 14'917'715.- nel 2003 ed a Fr. 23'637'406.- nel 2004.

Rivalutati secondo il coefficiente IFD (1,15), questi
valori sono stati fissati in Fr. 17'155'372.- per il
2003 ed in Fr. 27'183'017.- per l'anno 2004.

A questi importi sono stati dedotti i debiti di
Fr. 23'800'000.- e, rispettivamente, di Fr. 19'833'577.-, per ottenere una sostanza netta di Fr. - 6'644'628.- nel 2003 e di Fr. 7'349'440.- nel 2004.

 

Sulla scorta di questi dati, la Cassa di
compensazione ha quindi ritenuto un capitale proprio nullo nel 2003, mentre ammontante
a Fr. 7'350'000.- nel 2004. È a quest'ultimo importo che è stata applicata la
percentuale del 2,5 ed il totale di Fr. 183'750.- è stato dedotto dal nuovo reddito aziendale di Fr. 1'081'253.-, per ottenere il reddito soggetto a contribuzione.

 

Dal canto suo, la ricorrente ha evidenziato che
fa stato il valore contabile, poiché la stessa autorità fiscale impiega
i valori contabili degli immobili per stabilire l'importo da porre in deduzione a titolo di spese di gestione e di
manutenzione, come pure di ammortamento degli immobili.

Per il 2003, si avrebbe quindi un valore degli
immobili a bilancio pari a Fr. 25'826'094,89, a cui va
aggiunto l'attivo circolante
pari a Fr. 6'711'699.- e dedotto il capitale di terzi di Fr.
23'800'000.-, per ottenere un capitale proprio di Fr. 8'737'793,89.

Per l'anno 2004, da un valore a bilancio di Fr. 24'615'971,47 si addiziona
l'attivo circolante di Fr. 5'245'267,30 e si defalca il capitale di terzi di Fr. 19'833'577.-, ottenendo così un capitale proprio ammontante a Fr. 10'027'661,77.

 

 

                             2.15.   Giusta l'art. 9 cpv. 3 LAVS, il reddito proveniente
da un'attività lucrativa
indipendente ed il capitale proprio impegnato nell'azienda sono accertati dalle autorità fiscali cantonali e comunicati
alle casse di compensazione.

 

 

 

Come evidenziato (cfr. consid. 2.4), le autorità
fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante per il calcolo dei
contributi in base alla tassazione dell'imposta federale diretta, passata in
giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in base alla
corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in giudicato ed
adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS).

 

Con sentenza del 6 marzo 2007 (H 96/06), la nostra
Massima istanza ha ricordato in proposito quanto segue:

 

" 
(…)

3.1 Das Einkommen aus selbständiger
Erwerbstätigkeit wird ermittelt, indem vom hierdurch erzielten rohen Einkommen
u.a. der Zins des im Betrieb eingesetzten eigenen Kapitals abgezogen wird (Art.
9 Abs. 2 lit. f erster Satz AHVG). Das Einkommen aus selbständiger
Erwerbstätigkeit und das im Betrieb eingesetzte eigene Kapital werden von den
kantonalen Steuerbehörden ermittelt und den Ausgleichskassen mitgeteilt (Art. 9
Abs. 3 AHVG). Die kantonalen Steuerbehörden ermitteln das für die Berechnung
der Beiträge massgebende Erwerbseinkommen auf Grund der rechtskräftigen
Veranlagung für die direkte Bundessteuer, das im Betrieb investierte
Eigenkapital auf Grund der entsprechenden rechtskräftigen kantonalen
Veranlagung unter Berücksichtigung der interkantonalen Repartitionswerte (Art.
23 Abs. 1 AHVV in der bis 31. Dezember 2000 gültig gewesenen Fassung). Die
Angaben der kantonalen Steuerbehörden sind für die Ausgleichskassen verbindlich
(Art. 23 Abs. 4 AHVV). Nach der Rechtsprechung weicht das
Sozialversicherungsgericht dann von rechtskräftigen Steuerveranlagungen ab,
wenn diese klar ausgewiesene Irrtümer enthalten, die ohne weiteres richtig
gestellt werden können oder wenn sachliche Umstände gewürdigt werden müssen,
die steuerrechtlich belanglos, sozialversicherungsrechtlich aber bedeutsam sind
(BGE 110 V 83 E. 4 S. 86, 110 V 369 E. 2a S. 371 mit Hinweisen; AHI 1997 S. 25
E. 2b).

 

 

3.2 Mit dem vom rohen Einkommen abzuziehenden
Zins des im Betrieb eingesetzten eigenen Kapitals wird dem Umstand Rechnung
getragen, dass Selbständigerwerbende gemischtes Einkommen aus dem Einsatz von
Arbeit und Kapital erzielen. Nach Art. 4 Abs. 1 AHVG unterliegt jedoch
ausschliesslich das Erwerbseinkommen der Beitragspflicht. Mit dem Zinsabzug
werden daher pauschal jene Einkommensbestandteile ausgeschieden, die auf dem
Einsatz von Kapital beruhen (SVR 2006 AHV Nr. 20 S. 74 E. 4.2 [H 132/05];
Hanspeter Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2.
Aufl., S. 205 Rz 8.15). Das im Betrieb investierte Eigenkapital entspricht dem
Reinvermögen am Stichtag (ZAK 1987 S. 425 unten; Käser a.a.O. S. 208 Rz 8.23
sowie Ernst Höhn/Robert Waldburger, Steuerrecht Band II, 9. Aufl., S. 351 Rz 105). (…)".

 

Nella sentenza del 7 novembre 2007 (9C_179/2007),
il Tribunale federale si è espresso come segue riguardo al capitale proprio:

 

" 
(…)

4.2 Contrairement à ce que soutient le recourant, on
ne saurait reprocher un comportement passif à la caisse de compensation, quand
bien même elle n'était pas sans ignorer que le Service des contributions de la
République et canton du Jura devait encore procéder à la taxation définitive
des revenus réalisés par le défunt durant les années 2003 et 2004. Dans le
cadre de la fixation des cotisations des assurés exerçant une activité
lucrative indépendante, le législateur a expressément confié aux autorités
fiscales cantonales le soin de déterminer le revenu provenant d'une activité
indépendante et le capital propre engagé dans l'entreprise (art. 9 al. 3
LAVS et 23 RAVS; voir également RCC 1992 p. 34 consid. 4b). Il s'ensuit que
les caisses de compensation sont liées, en principe, par les données
communiquées par les autorités fiscales cantonales pour fixer les cotisations
dues pour l'année de cotisation (art. 23 al. 4 et 27 al. 2 RAVS). En raison
des particularités de cette procédure, le législateur a d'ailleurs posé une
règle particulière en matière de prescription qui s'écarte des règles générales
de l'art. 24 LPGA. Lorsque les cotisations perçues sur le revenu proviennent
d'une activité indépendante, le délai de prescription n'échoit qu'un an après
la fin de l'année civile au cours de laquelle la taxation fiscale déterminante
ou la taxation consécutive à une procédure pour soustraction d'impôts est
entrée en force (art. 16 al. 1, 2ème phrase, LAVS; cf. arrêt H 1/06 du 30
novembre 2006, consid. 4.4.1; voir également Ueli
Kieser, Alters- und Hinterlassenenversicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, 2e éd., Bâle 2007, p. 1285,
n. 238). N'ayant aucun moyen de contraindre les autorités
fiscales à prendre rapidement une décision, la caisse de compensation n'était
par conséquent pas tenue d'entreprendre quelque démarche que ce soit auprès de
celles-ci. (…)". (evidenziature della
redattrice)

 

Il TCA evidenzia in primo luogo che le notifiche
di tassazione IC/IFD per gli anni 2003 e 2004 sono regolarmente cresciute in
giudicato, nel senso che l'assicurata
non vi si è validamente opposta. In tali circostanze, le informazioni ivi
contenute fornite dall'Ufficio
di tassazione devono essere considerate vincolanti per l'amministrazione e per il giudice (art. 23
cpv. 4 OAVS). Per questi anni di contribuzione, lo scrivente Tribunale non è
quindi legittimato a scostarsi dagli elementi esibiti dal citato Ufficio di
tassazione, a meno che essi appaiano manifestamente errati.

 

Ancora recentemente (9C_514/2008 del 19 maggio
2009), il Tribunale federale ha confermato tale principio (cfr. consid. 4.2):

 

"  (…)

Mentre le autorità fiscali possono qualificare come distribuzione
dissimulata di utile una prestazione - dichiarata come salario - che non
sarebbe stata dispensata a un dipendente non azionista, per converso le
autorità AVS possono qualificare quale salario determinante una prestazione
dichiarata come distribuzione di utile. Per decidere se una prestazione abbia
carattere di salario determinante o di reddito da capitale, le casse di
compensazione non sono vincolate alla qualifica dell'autorità fiscale.
Tuttavia, dall'ordinamento risultante dall'art. 23 OAVS si evince che le casse
di compensazione si attengono in linea di massima alla valutazione
dell'amministrazione fiscale. In considerazione del principio di unità e
coerenza dell'ordinamento giuridico vanno possibilmente evitate divergenti
valutazioni dell'autorità fiscale e dell'amministrazione AVS. Quest'ultima
eviterà pertanto di distanziarsi, nella misura del possibile, dalle decisioni
adottate dall'autorità fiscale se esse appaiono sostenibili. Al parallelismo
tra qualifica fiscale e assicurativa sociale non va possibilmente rinunciato. È
quanto stabilisce del resto la prassi giudiziaria che subordina all'esistenza
di motivi decisivi la possibilità di qualificare come salario determinante
prestazioni che sono state assoggettate all'imposizione dell'utile netto con
decisione cresciuta in giudicato. Il mancato rispetto del principio unitario
dell'ordinamento giuridico rischia altrimenti di mettere a repentaglio
l'accettazione dello stesso ordinamento da parte dei contribuenti. Chi,
come la società qui ricorrente, deve accettare dal profilo fiscale che
determinate remunerazioni versate a suoi collaboratori-azionisti (o comunque a
collaboratori ad essi vicini) non siano riconosciute come pagamenti
commercialmente giustificati, solo difficilmente comprenderà le ragioni di
dover versare i contributi sociali su questi elementi di reddito netto. (…)."
(sottolineature della redattrice)

 

Visto quanto esposto, la lamentela dell'insorgente in merito alla determinazione
del capitale proprio partendo dal valore contabile degli immobili va respinta.

Infatti, occorre evidenziare che per determinare
il capitale proprio investito nell'azienda, la legge rinvia espressamente alla corrispondente
tassazione dell'imposta passata
in giudicato ed adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv.
1 OAVS). Questo disposto è chiaro e non specifica affatto che si debba fare
capo ai valori contabili degli immobili, né altre norme concernenti l'AVS si pronunciano in questo senso.

Ne discende, dunque, che ci si deve attenere ai
dati determinati dal competente Ufficio di tassazione.

Ora, tanto la notifica di tassazione IC 2003
quanto la decisione di tassazione IC 2004, contemplano il valore di stima degli
immobili della ricorrente, poiché che la stessa Legge tributaria prevede
espressamente che gli immobili non agricoli ed i loro accessori sono imposti
per il valore di stima ufficiale (art. 42 cpv. 1 LT).

 

Pertanto, la censura dell'assicurata va respinta.

 

                             2.16.   In virtù dell'art. 22 cpv. 2
(v)OAVS, per il calcolo dei contributi sono determinanti il reddito secondo il
risultato dell'esercizio commerciale chiuso nell'anno di contribuzione ed il
capitale proprio investito nell'azienda alla fine dell'esercizio commerciale.

 

Riguardo al capitale proprio investito, questo
Tribunale ha già avuto modo di osservare che esso corrisponde alla differenza
tra la sostanza commerciale ed i debiti commerciali (Greber/Duc/ Scartazzini, op. cit., n. 136 ad art. 9 LAVS, pag.
309; STCA del 10 ottobre 2007, 30.2007.30).

 

Per calcolare il capitale proprio per l'anno 2003, occorre
quindi innanzitutto fare riferimento al valore di stima degli immobili di  Fr.
14'917'715.- che l'autorità
fiscale ha comunicato alla Cassa di compensazione e che si ritrova nella
notifica di tassazione fiscale cantonale IC 2003 emessa il 9 novembre 2005
(doc. A3), alla posta n. 28 "sostanza immobiliare".

La legge (art. 23 cpv. 1 OAVS) prevede poi che
questo importo debba essere adeguato al valore di ripartizione intercantonale.

La circolare n. 22 del 21 novembre 2006
concernente le regole per la valutazione degli immobili in vista della
ripartizione intercantonale delle imposte per i periodi di tassazione dal 1997
al 2008 (doc. A5) - i cui coefficienti di ripartizione sono applicabili
ugualmente per la valutazione del capitale proprio investito in una ditta
individuale, da comunicare alle autorità AVS - ha stabilito per il Cantone
Ticino che dal 2002 il coefficiente di ripartizione è del 115% per gli immobili
non agricoli, mentre è del 100% per quelli agricoli.

Moltiplicando quindi il valore di Fr. 14'917'715.- per il coefficiente del 115%, si ottiene la somma di Fr. 17'155'372.-.

 

Occorre infine dedurre da quest'ultima cifra gli
eventuali debiti, che l'Ufficio
di tassazione ha indicato essere di Fr. 23'800'000.-, come peraltro indica la posta n. 31.1 "debiti privati"
(che però la ricorrente aveva esposto come "debiti della ditta
individuale") della notifica di tassazione IC 2003.

Si ha così un capitale proprio di Fr. - 6'644'628.-, ossia nullo.

 

Per l'anno 2004, il valore di stima degli
immobili della ricorrente è stato indicato dall'UT alla Cassa in Fr. 23'637'406.-. Per
contro, la notifica di tassazione IC 2004 del 21 dicembre 2006 (doc. A4) ha
stabilito in Fr. 24'247'856.- questo
valore.

Al proposito, il TCA osserva peraltro che la stessa assicurata ha indicato nel suo atto
ricorsuale quale base di calcolo proprio questa seconda cifra.

Da un'analisi più approfondita di questa notifica
di tassazione, si evince che anche l'importo del reddito aziendale che l'autorità
fiscale ha comunicato alla Cassa di compensazione è differente. Infatti, esso è
stato fissato in Fr. 1'081'253.- partendo da un reddito da attività
indipendente di Fr. 3'940'976.- e deducendo le spese di gestione e di
manutenzione per Fr. 2'459'282.-, oltre agli interessi passivi di Fr. 400'441.-.

Calcolandolo invece il reddito da attività
indipendente con i dati stabiliti dalla notifica di tassazione, si giunge a Fr.
1'116'011.- (Fr. 4'009'541.- [affitti] – Fr. 2'493'089.- [spese di gestione e
manutenzione immobili] – Fr. 400'441.- [interessi passivi privati]).

 

Da queste cifre emerge una differenza di reddito
di Fr. 68'565.- (Fr. 4'009'541.- - Fr. 3'940'976.-), che corrisponde al reddito
immobiliare prodotto dall'immobile sito a __________ (cfr. riparto della IC
2004).

Quanto alla sostanza immobiliare, la differenza
di Fr. 610'450.- (Fr. 24'247'856.- - Fr. 23'637'406.-) si riferisce anch'essa
allo stesso bene immobile.

 

Ora, dato che la fissazione dei contributi
personali AVS/AI/IPG deve portare soltanto sul reddito e sulla sostanza
commerciale della ricorrente, è corretto che l'autorità fiscale abbia
comunicato alla Cassa di compensazione degli altri importi rispetto a quelli risultanti
dai summenzionati calcoli.

In effetti, dalla notifica di tassazione IC 2004 risulta
un reddito da comunioni ereditarie di Fr. 68'565.- (seppure non accertato qui
dall'UT, ma ammesso nel riparto), che quindi non appartiene al reddito da
attività indipendente dell'insorgente e che dunque va correttamente escluso dagli
elementi utili per la determinazione dei contributi personali.

Analogamente, anche la sostanza riferita alle
partecipazioni a comunioni ereditarie, dichiarata ed accertata dal competente
Ufficio di tassazione in Fr. 610'450.-, deve pertanto essere esclusa dal
calcolo della sostanza commerciale dell'assicurata.

È a buon diritto che l'autorità fiscale ha quindi
considerato solo quegli elementi di calcolo relativi all'attività dell'interessata.

 

Peraltro, non va dimenticato che le tassazioni
fiscali sono vincolanti per il giudice e quindi, fatti salvi degli errori
manifesti, egli non può scostarsi dai dati comunicati dall'autorità fiscale
alla Cassa di compensazione.

 

Ne discende, dunque, che il capitale proprio
investito nel 2004 dall'assicurata deve essere determinato partendo dal valore
di stima dei suoi immobili, ossia da Fr. 23'637'406.-, importo che va
però ancora rivalutato secondo il coefficiente di ripartizione intercantonale
(art. 23 cpv. 1 LAVS).

Ciò comporta che è corretto che il valore di Fr.
23'637'406.- sia stato rivalutato in Fr. 27'183'017.- (Fr. 23'637'406.-
x 115 : 100).

Per determinare il capitale proprio investito, a
questa somma non resta che dedurre i debiti dell'assicurata legati al suo reddito da attività indipendente. La posta
n. 31.1 "debiti privati" della IC 2004 indica l'importo di Fr. 19'833'577.-, cifra che corrisponde a quella comunicata
dall'Ufficio di tassazione alla
Cassa CO 1.

La differenza fra la sostanza rivalutata secondo
il valore di ripartizione ed i debiti derivanti dall'attività indipendente, dà un capitale proprio investito pari a Fr. 7'349'440.-.

Infine, in virtù dell'art. 18 cpv. 2 OAVS, l'interesse del capitale proprio investito nell'azienda può essere dedotto dal reddito in
conformità dell'art. 9 cpv. 2
LAVS. Questo capitale è arrotondato al multiplo di Fr. 1'000.- immediatamente superiore.

Di conseguenza, l'importo appena determinato va arrotondato a Fr. 7'350'000.- e ad esso va applicato l'interesse del 2,5%, pari a Fr. 183'750.-, che va poi dedotto dall'ammontare del reddito aziendale.

 

In conclusione, quindi, il reddito soggetto a
contribuzione per il 2004 assomma a Fr. 897'503.- (Fr. 1'081'253.- - Fr. 183'750.-).

 

Va da ultimo osservato che i valori di stima
degli immobili erano già stati correttamente rivalutati dall'autorità di tassazione – e di riflesso
dalla Cassa di compensazione - in virtù del coefficiente di ripartizione
intercantonale del 115% valido dal 2002 per il Cantone Ticino. E, come visto,
tale procedere rispetta i disposti legali in materia di determinazione del
capitale proprio investito nell'azienda.

È pertanto infondata la critica mossa dall'assicurata a tale riguardo (doc. I punto
2.2 pag. 10).

 

Sulla scorta di quanto precede, la decisione su
opposizione riguardante la fissazione dei contributi personali dell'assicurata per gli anni 2003 e 2004 deve
essere confermata.

 

                             2.17.   Tutto ben
considerato, le contestazioni sollevate dall'insorgente riguardanti l'errata fissazione dei contributi personali AVS/AI/IPG come
indipendente per gli anni 2001-2004 vanno accolte solo parzialmente, ovvero relativamente
agli anni di contribuzione 2001 e 2002, siccome perenti.

La decisione su opposizione va invece confermata
per quanto concerne i contributi personali per gli anni 2003 e 2004.

 

La ricorrente, parzialmente vincente in causa e
patrocinata, ha diritto all'attribuzione
di ripetibili ridotte (art. 61 lett. g LPGA).

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

 

                               1.1.   La decisione
su opposizione è annullata limitatamente alla fissazione dei contributi personali
AVS/AI/IPG relativa agli anni 2001 e 2002, mentre riguardo ai contributi per il
2003 ed il 2004 deve essere confermata.

 

                               1.2.   Gli atti
vanno rinviati alla Cassa di compensazione, affinché proceda alle sue
incombenze.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La Cassa di compensazione verserà alla ricorrente
Fr. 1'000.- a titolo di
ripetibili ridotte (IVA inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti