# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7dd0d202-4799-5cbc-90a6-01f9df6e4c91
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 12.09.2003 52.2002.403
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2002-403_2003-09-12.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2002.403

   

  	
  Lugano

  12 settembre 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 9 ottobre 2002 del

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  La decisione 18 settembre 2002 del Consiglio di
  Stato (n. 4391), che ha accolto l’impugnativa della __________ contro la
  risoluzione 24 luglio 2002 con cui il municipio di __________ le ha intimato
  una tassa di fr. 4'380.-- per la posa di tre insegne pubblicitarie;

  

 

 

viste le risposte:

-        
22 ottobre 2002 della
__________;

-        
22 ottobre 2002 del
Consiglio di Stato;

-        
25 ottobre 2002 della
Sezione dell’esercizio e manutenzione;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il
10 luglio 2002 la __________ ha chiesto al municipio di __________ il permesso
di esporre su tre facciate dello stabile dove esercita la propria attività
commerciale (part. n. __________ RFD di __________) altrettante insegne,
ciascuna di dimensioni differenti, e meglio di 13,6 mq la prima, 8,5 mq la
seconda e 3 mq la terza.

 

                                         Con
un'unica decisione datata 24 luglio 2002, l’esecutivo comunale ha accolto la
domanda ed ha imposto all’istante una tassa di complessivi fr. 4'380.-- (fr.
4'300.-- quale tassa di decisione e fr. 80.-- per spese straordinarie d’esame e
sopralluogo), calcolata prendendo quale criterio la dimensione di ogni singolo
impianto pubblicitario, giusta l’art. 7 dell’ordinanza municipale 15 gennaio
2002 che regola la procedura per la posa di impianti pubblicitari, di insegne e
di scritte destinate al pubblico.

 

 

                                  B.   Con
giudizio 18 settembre 2002 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso
presentato dalla __________ contro la suddetta tassa ed ha quindi disposto il
rinvio degli atti al municipio per nuova decisione. Dopo aver ravvisato nei
combinati art. 14 LImp e 9 RLImp una base legale sufficiente per la percezione
del tributo, il Governo ha negato la competenza del municipio a legiferare in
materia d’impianti pubblicitari ed ha pertanto dichiarato nullo l’art. 7 della
citata ordinanza. L’esecutivo cantonale ha quindi reputato che la tassa di cui
all’art. 14 LImp dev’essere determinata unicamente in base alle prestazioni
fornite dall’autorità in relazione all’esame dell’istanza nel suo insieme, e
non sulla base di criteri quali le dimensioni delle insegne prese singolarmente,
com’era consuetudine sotto l’egida della legge sulle insegne e scritte destinate
al pubblico del 29 marzo 1954, abrogata in seguito all’entrata in vigore della
LImp.

 

 

                                  C.   Contro il
predetto giudizio il comune di Mendrisio si aggrava ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento.

                                         In
sintesi, sostiene che può essere esatta una tassa per ogni impianto
pubblicitario per il quale è chiesta l’autorizzazione e che il metodo per il
calcolo della stessa basato sulla dimensione delle insegne è conforme alla
legislazione cantonale.

 

 

                                  D.   All’accoglimento
del gravame si oppongono sia il Consiglio di Stato, in quale non formula
osservazioni, che la __________, la quale contesta succintamente le tesi
dell’insorgente.

Per contro, la Sezione dell’esercizio e manutenzione del Dipartimento del
territorio postula l’accoglimento del gravame, riprendendo nella loro sostanza
le argomentazioni sviluppate dal comune ricorrente.

 

 

 

Considerato,                  in diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall’art. 18 cpv. 2
LImp. Contrariamente all’opinione della società resistente e vista l’inequivocabile
intestazione del ricorso, il municipio compare nel presente gravame unicamente
quale rappresentante del comune, a cui deve essere riconosciuta la legittimazione
a ricorrere; il ricorso, tempestivo (art. 46 Pamm), è dunque ricevibile in
ordine.

Il presente giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria
(art. 18 PAmm), la situazione dei luoghi e dello stabile con e senza insegne
emergendo tra l’altro chiaramente dalle fotografie prodotte dal municipio in prima
istanza.

 

 

2.2.1. Giusta l’art. 3 cpv. 1 LImp
l’esposizione di ogni impianto pubblicitario soggiace all’obbligo di ottenere
un’autorizzazione, rilasciata a titolo precario. Le autorizzazioni all’esterno
delle località sono rilasciate dal Dipartimento del territorio, Ufficio della
segnaletica stradale e degli impianti pubblicitari (art. 4 LImp e art. 1 cpv. 2
lett. a RELImp), mentre quelle all’interno delle località sono rilasciate dai
municipi (art. 5 cpv. 1 LImp).

L’art. 14 LImp stabilisce che per ogni autorizzazione è prelevata una tassa
compresa tra fr. 50.-- e fr. 2000.--, oltre al rimborso spese per le
prestazioni eccezionali dell’autorità, quali ad esempio i sopralluoghi, i
consulti, ecc. L’art. 9 RELImp prevede a questo proposito una tassa d’esame
compresa tra fr. 20.-- e fr. 100.--, un rimborso spese per i sopralluoghi
compreso tra fr. 50.-- e fr. 200.-- e un rimborso spese in caso di preavvisi e
consulenze tra fr. 20.-- e fr. 100.--.

2.2. Dalle disposizioni appena illustrate risulta chiaramente che per la posa
di ogni singola insegna dev’essere rilasciata un’autorizzazione. Per questo
motivo, contrariamente all’opinione del Consiglio di Stato e della società
resistente, per ciascuna di esse può di principio essere percepita una tassa,
ancorché l’istanza venga formulata su un unico formulario per più insegne e il
municipio evada la medesima con un’unica decisione, come è avvenuto nel caso in
esame.

3.Di principio, tutti i tributi pubblici
devono fondarsi su una legge in senso formale, ossia su di un atto di portata
generale e astratta, adottato secondo le regole del diritto pubblico e
sottoposto a referendum (DTF 126 I 180 consid. 2a/aa con riferimenti), nel
quale sono stabilite, accanto al principio, perlomeno anche le premesse, la
misura dell’imposizione e la cerchia dei soggetti fiscali.

Il requisito in rassegna può essere attenuato laddove, per il cittadino, è
ancora possibile la verifica della legittimità della tassa in applicazione dei
principi costituzionali, in particolare di quelli della copertura dei costi e
dell’equivalenza, non invece laddove la funzione di tutela del cittadino viene
svolta proprio tramite l’esigenza di una base legale formale (DTF 126 I 180
consid. 2a/bb con riferimenti). Il principio della legalità assume dunque una
diversa portata a seconda della natura della tassa. In materia di contributi
causali esso è già adempiuto quando la legge formale stabilisce l’importo
massimo dell’emolumento sotto forma di un limite superiore che non può essere superato
(DTF 121 I 230 consid. 3a/gg con riferimenti).

4.4.1. I contributi litigiosi sono
qualificabili come delle “tasse di controllo” (sul concetto cfr.:
Imboden/Rhinow/Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, vol. II,
Basilea e Francoforte, 1986, N. 110 B VI), in quanto rappresentano la rimunerazione
dell’attività di polizia che l’ente pubblico è tenuto per legge ad esercitare
nell’ambito della posa di impianti pubblicitari.

L’art. 14 LImp costituisce, a non averne dubbio, una valida base legale per i
medesimi. Esso fissa in effetti, oltre al principio secondo il quale dev’essere
percepita una tassa per l’esposizione di impianti pubblicitari, i limiti entro
i quali essa dev’essere commisurata (da fr. 50.— a fr. 2000.--), fermo restante
il fatto che debitore della medesima è, naturalmente, il beneficiario del
permesso.

4.2. Né la predetta disposizione, né il regolamento d’esecuzione della legge
sugli impianti pubblicitari stabiliscono tuttavia il modo in cui dev’essere
calcolato il tributo in questione, né tantomeno prevedono a questo proposito un
tariffario a cui riferirsi. A partire da ciò si deve dunque riconoscere che in
questo ambito la legge conferisce ai municipi – i quali sono competenti a
rilasciare le autorizzazioni all’interno delle località (art. 5 cpv. 1 LImp) –
una certa autonomia. Circostanza quest’ultima che non disattende il principio
di legalità. In effetti, nella misura in cui - come visto sopra (cfr. consid.
4.1) - l’art. 14 LImp contiene esso stesso le condizioni generali
dell’imposizione e l’ammontare massimo della contribuzione, dev’essere ammessa
la facoltà del legislatore di delegare all’autorità esecutiva il compito di
stabilire nel dettaglio il sistema di calcolo del medesimo (DTF 100 Ia 60
consid. 2a; 99 Ia 594 consid. 5a).

Contrariamente a quanto affermato dal Consiglio di Stato, non sussisteva dunque
a priori nessun motivo che impediva al municipio di __________ di disciplinare
l’esercizio del suo potere discrezionale mediante l’adozione di regole
sostanzialmente volte ad assicurare un’applicazione uniforme della legge nei
diversi casi concreti. D’altronde l’art. 192 LOC prevede espressamente la
possibilità per gli esecutivi comunali di emanare ordinanze, al fine di
disciplinare materie di competenza propria o delegata loro da leggi o regolamenti.

Di conseguenza non può essere condivisa la conclusione a cui è pervenuto il
Governo, secondo cui l’art. 7 della citata ordinanza municipale sarebbe
addirittura nullo, in quanto emanato da un autorità incompetente.

5.Diversa è invece la questione di sapere
se, nella misura in cui fa riferimento alla superficie delle insegne quale
criterio per il calcolo della tassa, la predetta disposizione municipale sia
rispettosa dei limiti stabiliti dal diritto cantonale e, segnatamente,
dall’art. 14 LImp.

5.1. Nell’ambito della determinazione delle tasse dottrina e giurisprudenza
riconoscono al legislatore la possibilità di far capo a criteri schematici,
dedotti dall’esperienza (DTF 125 I 185 consid. 4h; Imboden/Rhinow/Krähenmann,
op. cit., N. 110 B V). Il ricorso a detti criteri costituisce in effetti
un’irrinunciabile necessità, soprattutto per motivi pratici, ai fini della
percezione delle tasse.

5.2. Il calcolo della tassa per l’esposizione di impianti pubblicitari basato
sulle dimensioni dei medesimi rientrava tra i casi di semplificazione dettati
da motivi pratici previsti dall’art. 14 dell’ormai abrogata legge sulle insegne
e scritte destinate al pubblico del 29 marzo 1954.

Sennonché, nel suo messaggio n. 4918 del 7 settembre 1999 il Consiglio di Stato
ha espresso seri dubbi sulla legittimità e sull’equità di detto sistema,
aggiungendo che, ai fini del computo della tassa, la nuova normativa in materia
di insegne pubblicitarie si fonda unicamente sulle prestazioni fornite
dall’autorità in relazione all’esame dell’istanza (cfr. messaggio pag.
3).Esprimendosi in questi termini, il governo cantonale ha certamente inteso manifestare
la propria volontà di abbandonare il previgente sistema di calcolo della tassa,
per favorire l’introduzione di un metodo che tenga conto in maniera più
appropriata dell’effettivo dispendio di tempo e di mezzi da parte dell’autorità
preposta all’esame della domanda di autorizzazione.

L’art. 14 LImp, attualmente in vigore, differisce parzialmente nella sua
formulazione dalla norma che il Consiglio di Stato aveva proposto nel suo
disegno di legge del 7 settembre 1999, per il fatto che il testo approvato il
28 febbraio 2000 dal Gran Consiglio, non fa più alcun riferimento alle “prestazioni
dell’autorità decidente” quale criterio di commisurazione della tassa,
limitandosi ad enunciare il principio secondo cui “per ogni autorizzazione è
prelevata una tassa da fr. 50.— a fr. 2'000.--, oltre al rimborso delle spese
per prestazioni eccezionali dell’autorità (sopralluoghi, consulti, ecc.)”.
Nessun elemento permette però di affermare che, attraverso questa modifica
redazionale, il legislatore abbia voluto distanziarsi dai chiari intendimenti
espressi dal Governo nel suo messaggio. Secondo quanto emerge sia dal rapporto
allestito l’11 febbraio 2000 dalla Commissione della legislazione, che dai verbali
commissionali e parlamentari, su questo punto non è mai stata sollevata nessuna
obbiezione nel corso dell’intero iter legislativo che ha condotto
all’approvazione della legge in questione. Un simile atteggiamento da parte del
Legislativo dev’essere per forza di cose inteso come la tacita adesione di
quest’ultimo ai propositi espressi dall’Esecutivo di non far più riferimento
alle dimensioni degli impianti pubblicitari ai fini del calcolo della tassa
prevista dall’art. 14 LImp.

Ne discende che, nella sua attuale formulazione, l’art. 7 della suddetta
ordinanza municipale stabilisce un sistema di commisurazione del tributo
incompatibile con i principi che scaturiscono dal diritto di rango superiore e,
segnatamente, dall’art. 14 LImp. Di conseguenza le tasse litigiose, determinate
esclusivamente in funzione delle dimensioni delle insegne autorizzate, devono
essere annullate.

6.A prescindere dalle considerazioni che
precedono, le tasse poste a carico della ditta resistente non potrebbero comunque
essere confermate, dal momento che appaiono lesive del principio di
equivalenza, giusta il quale l’importo di una tassa non deve eccedere il valore
oggettivo della prestazione di cui costituisce il corrispettivo (DTF 126 I 180
consid. 3 a/bb).

In effetti, pur tenendo debitamente conto dell’interesse della ditta resistente
all’ottenimento del permesso postulato, come pure della necessità per
l’autorità di far riferimento per ragioni di praticabilità a soluzioni
schematiche, non vi è chi non veda come l’imposizione di un contributo
complessivo di ben fr. 4300.— per la posa su suolo privato di tre insegne
pubblicitarie di identico contenuto sia manifestamente sproporzionata rispetto
alla prestazione tutto sommato semplice fornita dall’autorità.

7.Stante tutto quanto precede,
anche se per motivi differenti rispetto a quelli ritenuti dal Consiglio di
Stato, il ricorso dev’essere respinto e gli atti ritornati al municipio, affinché
emetta una nuova tassa in ossequio ai criteri enunciati.

                                   8.   Visto
l’esito del gravame, non si prelevano né tassa né spese di giustizia, mentre le
ripetibili sono poste a carico del comune ricorrente in considerazione della
sua integrale soccombenza (art. 31 PAmm).

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 3, 4, 5, 14, 18 LImp; 1,
4, 9 RELImp; 7 dell’ordinanza 15 gennaio 2002 del municipio di __________ che
regola la procedura per la posa di impianti pubblicitari, di insegne e di
scritte destinate al pubblico; 3, 18, 28, 31, 43, 60, 61 PAmm; 

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

1.Il ricorso è respinto.

§. Di conseguenza, gli atti sono rinviati al municipio affinché
fissi una nuova tassa conformemente ai considerandi del presente giudizio.

 

                                   2.   Non
si prelevano né tassa di giustizia, né spese.

 

                                   3.   Il
comune di __________ verserà alla resistente __________ fr. 1'000.-- a titolo
di ripetibili.

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________ 

   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario