# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 10e0d89e-504b-5ded-b37f-7af9a43dd937
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-11-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.11.2022 C-4532/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-4532-2020_2022-11-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-4532/2020 

  S e n t e n z a  d e l  2 1  n o v e m b r e  2 0 2 2  

Composizione 

 
Giudici Michela Bürki Moreni (presidente del collegio),  

Regina Derrer, Madeleine Hirsig-Vouilloz,  

cancelliere Oliver Engel. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, (Svizzera) 

patrocinata dall'avv. Yasar Ravi, 

ricorrente,   
 

 
contro 

 

 
Fondazione istituto collettore LPP  

Agenzia regionale della Svizzera italiana,  

patrocinata dall'avv. Alessandro Pescia,  

autorità inferiore.   
 

 
 

Oggetto 

 
Previdenza professionale  

(decisione contributiva del 27 luglio 2020 relativa agli anni 

2016 – 2019 e di rigetto dell'opposizione). 

 

 

C-4532/2020 

Seite 2 

Fatti: 

A.  

A.a La società A._______ (denominata anche società, datore di lavoro, in-

sorgente o ricorrente), con sede a (…) da maggio 2020 (in precedenza a 

[…]), attiva nel settore dello sviluppo, progettazione e produzione di mac-

chinari ed impianti industriali, dal 1° marzo 2015 è affiliata alla Fondazione 

istituto collettore LPP (in seguito Istituto collettore, fondazione o autorità 

inferiore) ai fini dell’esecuzione della previdenza professionale obbligatoria 

in favore dei suoi dipendenti (doc. 1 e segg. dell’incarto completo della fon-

dazione, trasmesso con osservazioni del 6 dicembre 2021 [doc. TAF 26]).   

A.b Nel mese di dicembre 2016 l’Istituto collettore ha promosso una prima 

procedura esecutiva (no. 2322147) nei confronti della società per CHF 

17'991.25, relativa ai contributi dovuti fino al 30 settembre 2016, oltre a 

spese e interessi di mora (doc. 52 e segg.). Il debito è stato integralmente 

saldato nel mese di agosto 2017 (doc. 78 e segg.; doc. 191 pag. 3 consid. 

K).  

A.c  

A.c.a Con domanda di esecuzione no. 2531844 del 12 febbraio 2018 l’Isti-

tuto collettore ha fatto spiccare un secondo precetto esecutivo per CHF 

43'728.07 (CHF 42'247.95 [contributi dovuti per il periodo dal 30 settembre 

2016 al 31 dicembre 2017], CHF 100.- di spese per l’avvio dell’esecuzione 

e CHF 1'380.12 per interessi di mora del 5% precedenti l’esecuzione; cfr. 

doc. 96 e segg.), a cui la società ha fatto opposizione il 21 marzo 2018 

(doc. 98).  

A.c.b Con invio raccomandato del 28 marzo 2018 la fondazione ha accor-

dato all’interessata un termine fino al 27 aprile 2018, scaduto infruttuoso, 

per motivare l’opposizione al precetto esecutivo (doc. 103). 

A.c.c Con scritto del 5 ottobre 2018 l’Istituto collettore ha comunicato al 

datore di lavoro le condizioni per tacitare ratealmente l’importo dei contri-

buti posti in esecuzione e degli ulteriori scoperti correnti, precisando che, 

in caso di mancato rispetto delle stesse, avrebbe riattivato la procedura 

esecutiva senza ulteriori avvisi (doc. 128).  

  

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Pagina 3 

B.  

B.a Con diffida del 24 agosto 2019, recapitata con lettera raccomandata, 

la fondazione ha constatato che la fattura trimestrale dei contributi del 1° 

luglio 2019 non era stata interamente saldata ed ha sollecitato il paga-

mento dell’importo ancora scoperto pari a CHF 72'571.10 per il periodo dal 

30 settembre 2016 al 30 giugno 2019 (doc. 163).  

B.b Non avendo il datore di lavoro dato seguito alla diffida del 24 agosto 

2019, con domanda di esecuzione del 13 settembre 2019 la fondazione ha 

fatto spiccare nei suoi confronti, dall’Ufficio esecuzione e fallimenti di (…), 

il precetto esecutivo no. 2830332, per CHF 78'613.06 (ossia CHF 

72'521.10, importo scoperto sul conto corrente per il periodo dal 30 settem-

bre 2016 al 30 giugno 2019, CHF 100.- per spese esecutive, CHF 50.- 

spese di sollecito e CHF 5'941.96 per interessi di mora al 5% prima 

dell’esecuzione), oltre a interessi del 5% a partire dal 12 settembre 2019. 

L’interessata ha fatto opposizione il 26 settembre 2019 (doc. 164 e segg.).  

B.c Il 17 settembre 2019 l’Istituto collettore ha comunicato all’Ufficio ese-

cuzione che il 13 settembre 2019 (con valuta del medesimo giorno) la so-

cietà aveva effettuato un pagamento parziale di CHF 939.20 (doc. 166). 

B.d Con invio raccomandato del 3 ottobre 2019 la fondazione ha accordato 

alla società interessata un termine fino al 2 novembre 2019, scaduto infrut-

tuoso, per motivare l’opposizione al precetto esecutivo no. 2830332 (doc. 

171). 

B.e Il 21 ottobre 2019 la fondazione ha informato l’Ufficio esecuzione che 

l’interessata aveva versato ulteriori CHF 3'001.05 (valuta 21 ottobre 2019; 

doc. 172). 

B.f Con scritti del 9 e 21 gennaio 2020 l’autorità inferiore ha comunicato 

all’Ufficio esecuzione che, a seguito della revisione dei conteggi salariali di 

alcuni dipendenti l’importo posto in esecuzione andava diminuito di CHF 

467.15 rispettivamente di CHF 531.51 (entrambi valuta 12 settembre 2019; 

cfr. doc. 177 e 179).  

B.g Con decisione del 27 luglio 2020 la Fondazione ha condannato il da-

tore di lavoro al pagamento di CHF 67'778.49, oltre a CHF 50.- per la diffida 

del 24 agosto 2019, CHF 100.- per l’avvio dell’esecuzione no. 2830332 e 

CHF 5'897.54 pari agli interessi di mora maturati prima dell’esecuzione (cfr. 

per i dettagli pag. 5 della decisione, nonché i conteggi allegati). Ha inoltre 

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rigettato l’opposizione interposta dall’interessata al precetto esecutivo no. 

2830332 dell’Ufficio esecuzione di (...) per l’importo di CHF 73'629.73 più 

interessi di mora dal 12 settembre 2019. L’autorità inferiore ha in particolare 

addotto che durante gli anni di contribuzione rilevanti (2016, 2017, 2018 e 

2019) il datore di lavoro ha impiegato lavoratori sottoposti all’assicurazione 

obbligatoria ed ha pertanto l’obbligo di versare i contributi della previdenza 

professionale, che in seguito all’esecuzione del 13 settembre 2019 l’inte-

ressata ha effettuato dei pagamenti parziali ed ha annunciato una diminu-

zione dei salari per gli anni rilevanti, motivo per cui essa ha ridotto l’importo 

posto in esecuzione da CHF 78'613.06 a CHF 73'629.73 (CHF 67'778.49, 

oltre a CHF 50.- [per la diffida del 24 agosto 2019] e CHF 100.- [per l’avvio 

dell’esecuzione no. 2830332] e CHF 5’897.54 [interessi di mora maturati 

prima dell’esecuzione; cfr. doc. 191), oltre a interessi del 5% per il periodo 

posteriore all’avvio dell’esecuzione.  

C.  

C.a Contro il menzionato provvedimento la società affiliata ha interposto 

ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF) il 14 settembre 

2020, chiedendo – in via preliminare – la concessione dell’effetto sospen-

sivo al gravame e – nel merito – l’annullamento della decisione. In relazione 

alla pretesa fatta valere dall’autorità inferiore la ricorrente ha osservato che 

le carte processuali fornite non permettono di comprendere la composi-

zione dell’importo scoperto, in quanto la somma menzionata nell’estratto 

conto prodotto non corrisponde né a quella indicata nel precetto esecutivo 

né a quella riportata nella decisione impugnata (alla pagina 5). Tale man-

canza di chiarezza costituirebbe un accertamento inesatto dei fatti e sa-

rebbe lesiva del diritto di essere sentito. Essa ha inoltre censurato delle 

incongruenze nel calcolo degli interessi di mora. Infine, ha contestato la 

validità del rigetto dell’opposizione. A suo dire, il procedimento in questione 

non sarebbe stato promosso presso il foro corretto, essendo essa domici-

liata a (…) e non a (...). Infine, ha osservato che, in caso di continuazione 

dell’esecuzione da parte dell’autorità inferiore potrebbe subentrare il falli-

mento, che creerebbe un danno irreparabile sia ai propri dipendenti, sia ai 

creditori (doc. TAF 1).  

C.b Con decisione incidentale del 18 settembre 2020 la giudice dell’istru-

zione ha constatato che il ricorso del 14 settembre 2020 ha effetto sospen-

sivo ed ha chiesto alla ricorrente di versare un anticipo di CHF 3'000.- sulle 

spese processuali (doc. TAF 2), pagato il 16 ottobre 2020 (doc. TAF 5 e 

segg.). 

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C.c Con risposta del 14 dicembre 2020 la fondazione, tramite il proprio pa-

trocinatore, ha chiesto il rigetto del gravame, confermando la corretta quan-

tificazione degli obblighi contributivi pretesi, tenuto conto che ad essi vanno 

aggiunti i costi accessori, ovvero gli interessi di mora, i costi di sollecito e 

di avvio della procedura esecutiva. A tal proposito ha osservato che gli im-

porti indicati nella decisione impugnata divergono da quelli posti in esecu-

zione a causa dei pagamenti parziali nel frattempo prestati e delle modifi-

che salariali annunciate posteriormente al precetto esecutivo e di cui essa 

ha correttamente tenuto conto. Inoltre, gli importi figuranti ai punti I e II del 

dispositivo sarebbero diversi ma nondimeno coerenti tra di loro e con 

quanto emerge dagli estratti conto allegati al provvedimento impugnato. In 

merito alla procedura esecutiva ha precisato che la censura di presunta 

irregolarità del foro è irricevibile, oltre che infondata dal profilo sostanziale. 

Infine ha addotto che un condono dei contributi LPP per evitare un’even-

tuale fallimento non è contemplabile (doc. TAF 11). 

C.d Con replica dell’8 marzo 2021 la ricorrente ha osservato, senza quan-

tificarne la misura, che l’importo in esame deve essere rettificato, il salario 

dovuto a B._______ essendo mutato a seguito dell’allegata sentenza della 

Pretura di (...) del 23 settembre 2020. Inoltre ha ribadito che gli importi in-

dicati nel dispositivo della decisione impugnata non corrispondono a quelli 

fatti valere con il precetto esecutivo del 13 settembre 2019, motivo per cui 

il provvedimento impugnato deve essere annullato (doc. TAF 16).   

C.e Con duplica del 26 aprile 2021 l’autorità inferiore ha preso posizione 

sulle censure della ricorrente e si è riconfermata nelle proprie conclusioni 

(doc. TAF 18).  

C.f  

C.f.a Con ordinanza del 2 novembre 2021 questo Tribunale ha invitato l’au-

torità inferiore a trasmettere l’incarto completo relativo alla ricorrente, a 

comprovare e delimitare con precisione i contributi e le spese amministra-

tive fatte valere nei diversi procedimenti esecutivi e illustrare compiuta-

mente le conseguenze delle mutazioni salariali dei dipendenti della ricor-

rente (doc. TAF 20).  

C.f.b Con scritto del 6 dicembre 2021 l’autorità inferiore ha trasmesso l’in-

carto, nonché una breve presa di posizione del 3 dicembre 2021 (doc. TAF 

26).  

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C.g Con osservazioni del 9 marzo 2022 la ricorrente ha contestato che 

l’autorità inferiore abbia comprovato e delimitato con sufficiente precisione 

i contributi e le spese. A tal proposito ha osservato di non comprendere per 

quale ragione, nell’ambito della prima procedura esecutiva no. 2322147 le 

era stato chiesto di pagare l’importo di CHF 19'316.85 a fronte di un credito 

di CHF 18'558.83. Essa ha altresì sostenuto che l’Istituto collettore non ha 

illustrato in maniera comprensibile gli effetti delle mutazioni salariali dei 

suoi dipendenti. Infine, ha ribadito una mancanza di identità tra gli importi 

indicati nella decisione impugnata e nel precetto esecutivo, chiedendo la 

conferma dell’opposizione (doc. TAF 37). 

C.h Con osservazioni del 16 maggio l’autorità inferiore ha preso posizione 

sulle osservazioni trasmesse dalla ricorrente e ulteriormente ribadito le pro-

prie tesi e conclusioni (doc. TAF 39). 

C.i Fatti e argomentazioni non ancora menzionati verranno ripresi, per 

quanto necessario, nei considerandi in diritto del presente giudizio. 

Diritto: 

1.  

1.1 In virtù dell'art. 31 LTAF il TAF giudica i ricorsi contro le decisioni ai 

sensi dell'art. 5 PA emanate dalle autorità menzionate agli art. 33 LTAF, 

riservate le eccezioni di cui all'art. 32 LTAF. Conformemente all'art. 33 lett. 

h LTAF possono essere impugnate dinanzi al TAF le decisioni pronunciate 

dagli Istituti collettori in materia di previdenza professionale. 

1.2 La procedura innanzi al TAF è retta dalla PA, nella misura in cui la LTAF 

non preveda altrimenti (art. 37 LTAF). 

1.3 Secondo l'art. 48 PA ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al procedi-

mento dinanzi all'autorità inferiore (o è stato privato di farlo), è particolar-

mente toccato dalla decisione impugnata e ha un interesse degno di pro-

tezione all'annullamento o alla modifica della stessa. La ricorrente adempie 

le citate condizioni. 

1.4 Il ricorso del 14 settembre 2020 è tempestivo e rispetta i requisiti pre-

scritti dalla legge (art. 52 PA). L'insorgente ha inoltre versato l'anticipo cor-

rispondente alle spese processuali entro il termine impartito (doc. TAF 5 e 

segg.). Il gravame è dunque ricevibile.   

 

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Pagina 7 

2.  

2.1 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-

cisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la 

decisione impugnata sulla base della situazione di fatto esistente al mo-

mento in cui essa è stata resa. Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo 

tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento re-

trospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 

consid. 1.2; 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono stretta-

mente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'ap-

prezzamento del giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata 

pronunciata, in concreto il 27 luglio 2020 (cfr. sentenze del TF 

8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5; 9C_116/2010 del 20 aprile 

2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine). 

2.2  

2.2.1 Dal profilo temporale, riservate disposizioni di diritto transitorio, sono 

applicabili le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello 

stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce con-

seguenze giuridiche (DTF 143 V 446 consid. 3.3; 139 V 335 consid. 6.2; 

138 V 475 consid. 3.1). 

2.2.2 In concreto si applicano pertanto le disposizioni legali in vigore da 

settembre 2016 a dicembre 2019. 

2.3  

2.3.1 Di principio, nella procedura di ricorso di diritto amministrativo pos-

sono essere esaminati unicamente i rapporti giuridici sui quali l'autorità am-

ministrativa competente si è già determinata con una decisione vincolante. 

Se non è (ancora) stata emessa una decisione è carente l'oggetto impu-

gnato e quindi un presupposto processuale (DTF 131 V 164 consid. 2.1 e 

sentenza del TF 9C_1011/2010 del 15 dicembre 2011 consid. 1.1 con rin-

vii).  

2.3.2 Oggetto impugnato e del contendere in concreto è la decisione con 

cui la fondazione ha condannato il datore di lavoro da un lato al versamento 

di contributi della previdenza professionale pari a CHF 67'778.49 oltre a 

spese ed interessi di mora per il periodo dal 30 settembre 2016 al 30 giu-

gno 2019 (compreso) e, dall’altro ha rigettato l’opposizione al precetto ese-

cutivo no. 2830332 per l’importo di CHF 73'629.73. 

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Pagina 8 

2.4 Non sono per contro oggetto della presente lite, fatto peraltro non con-

testato, i contributi e le spese fatte valere dall’autorità inferiore con il pre-

cetto esecutivo del 21 dicembre 2016, al quale la società non ha d'altra 

parte fatto opposizione e che essa ha integralmente saldato nel mese di 

agosto 2017, relativi al periodo precedente il 30 settembre 2016 (consid. 

A.b).  

3.  

3.1 La ricorrente può di principio far valere la violazione del diritto federale, 

compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, l'accertamento 

inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza della 

decisione (art. 49 PA). 

3.2 Il TAF applica il diritto d'ufficio, senza essere vincolato in nessun caso 

dai motivi del ricorso (art. 62 cpv. 4 PA). In virtù dell'art. 12 PA e dell'art. 19 

PA in relazione con l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 

dicembre 1947 (PCF, RS 273), il Tribunale accerta i fatti determinanti per 

la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta li-

beramente. Le parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 

13 PA) ed a motivare il proprio ricorso (art. 52 PA). In linea di principio non 

è compito dell’autorità di ricorso accertare ex novo i fatti rilevanti andando 

oltre alle dichiarazioni delle parti in tal senso (sentenze del TAF A-

6810/2015 consid. 1.4 e A-7110/2014 del 23 marzo 2015 consid. 1.2 con 

ulteriori rinvii). Ne consegue inoltre che l'autorità di ricorso adita si limita di 

principio ad esaminare le censure sollevate, mentre le questioni di diritto 

non invocate dalle parti vengono considerate solo nella misura in cui emer-

gono dagli argomenti delle parti o dall'incarto (DTF 122 V 157 consid. 1a; 

121 V 204 consid. 6c e sentenza del TAF C-6034/2009 del 20 gennaio 2010 

consid. 2).  

4.  

4.1 L'art. 11 LPP impone al datore di lavoro che occupa lavoratori da assi-

curare obbligatoriamente di affiliarsi a un istituto di previdenza regolar-

mente registrato. Tale affiliazione ha effetto retroattivo e comporta, per il 

datore di lavoro, l'obbligo del pagamento dei contributi (art. 66 LPP). L’affi-

liazione del datore di lavoro a un istituto di previdenza registrato implica 

l’assicurazione di tutti i salariati sottoposti alla legge presso questo istituto 

(art. 7 cpv. 1 OPP2).  

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Pagina 9 

4.2 L’istituto collettore è un istituto di previdenza (art. 60 cpv. 1 LPP). Esso 

è obbligato ad affiliare i datori di lavoro che ne facciano richiesta (art. 60 

cpv. 2 lett. b LPP). 

4.3 L'art. 66 LPP prevede che l'istituto di previdenza stabilisce nelle dispo-

sizioni regolamentari l'importo dei contributi del datore di lavoro e dei lavo-

ratori. Il contributo del datore di lavoro deve essere almeno uguale a quello 

complessivo dei suoi lavoratori. Il datore di lavoro deve all'istituto gli interi 

contributi e deduce dal salario la quota del lavoratore stabilita nelle dispo-

sizioni regolamentari. Egli è l'unico debitore dei contributi (in argomento cfr. 

BRECHBÜHL, in: Commentaire LPP e LFLP, op. cit., ad art. 66, n. 8ss; BRÜH-

WILER, Obligatorische Berufliche Vorsorge, in: Schw. BVR, 2007, n. 171ss; 

LÜTHY, Das Rechtsverhältnis zwischen Arbeitgeber und Personalvorsorge-

stiftung, 1989, p. 32).  

4.4  

4.4.1 Sui contributi non pagati alla scadenza l'istituto collettore può preten-

dere interessi di mora (art. 66 cpv. 2 LPP). Gli interessi di mora intendono 

compensare il beneficio che il debitore trae dal ritardato pagamento del 

debito principale. Oltre alla compensazione forfettaria della perdita di inte-

ressi sul capitale, si intende compensare le spese amministrative per la 

riscossione tardiva o successiva dei contributi e per la riscossione degli 

interessi di mora stessi (DTF 139 V 297 consid. 3.3.2.2; sentenza TAF A-

91/2018 del 6 febbraio 2019 consid. 4.4). Gli interessi di mora sui crediti 

contributivi sono dovuti, senza alcun sollecito, a partire dalla data di esigi-

bilità (sentenza del TAF C-4681/2019 del 12 maggio 2021 consid. 5.3).  

4.4.2 Secondo il Regolamento sui costi della Fondazione istituto collettore 

LLP applicabile al momento in cui è stata emessa la decisione impugnata 

(doc. TAF 1 allegato C penultima pagina) il tasso per gli interessi di mora è 

del 5% a decorrere dall’esigibilità dei contributi.  

4.5 Per quanto riguarda l'esigibilità dei contributi l’art. 3 cpv. 6 delle Condi-

zioni di affiliazione dell’Istituto collettore, dichiarate applicabili con la deci-

sione di affiliazione del 2 giugno 2015 (doc. 1), precisa che i contributi di 

previdenza vengono fatturati ogni trimestre posticipatamente e che sono 

esigibili il 31 marzo, il 30 giugno, il 30 settembre e il 31 dicembre. Il paga-

mento deve pervenire alla Fondazione entro 30 giorni dalla scadenza del 

rispettivo termine. In caso di pagamento ritardato la Fondazione può appli-

care degli interessi sui contributi dovuti. I contributi esigibili sono oggetto di 

sollecito. Inoltre, giusta il cpv. 7 dell’art. 3 delle Condizioni di affiliazione, se 

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Pagina 10 

il datore di lavoro non rispetta il sollecito, la Fondazione esige i contributi 

dovuti compresi interessi e spese. Gli interessi vengono calcolati in base 

ai tassi d'interesse di mora fissati dal Consiglio di fondazione, a decorrere 

dalla data di esigibilità dei contributi. Il sollecito e la procedura di esecu-

zione sono soggetti a spese. In mancanza di obiezione motivata entro venti 

giorni dal rispettivo ricevimento, i conteggi dei contributi e i solleciti inviati 

dalla Fondazione sono da intendersi approvati dal datore di lavoro. 

4.6 L’art. 11 cpv. 7 LPP prevede che l’Istituto collettore conteggia al datore 

di lavoro moroso le spese amministrative che ha causato (cfr. anche l’art. 

3 cpv. 4 dell’Ordinanza concernente i diritti dell’istituto collettore in materia 

di previdenza professionale [RS 831.434] secondo cui il datore di lavoro 

deve risarcire l’istituto collettore di tutte le spese inerenti alla sua affilia-

zione).  

Secondo il Regolamento sui costi applicabile al momento in cui è stata 

emessa la decisione impugnata (doc. TAF 1, allegato C penultima pagina), 

le spese per ogni sollecito trasmesso al datore di lavoro per raccomandata 

corrispondono a CHF 50.-, le spese per l’avvio dell’esecuzione a CHF 100.-

e le spese per notifiche in ritardo di entrate, uscite e mutazioni salariali dei 

dipendenti a CHF 100.-. 

Per essere legittime le richieste di pagamento di spese da parte dell’Istituto 

collettore devono riferirsi a provvedimenti amministrativi effettivamente 

eseguiti e giustificati (cfr. sentenza del TAF A-91/2018 del 6 febbraio 2019 

consid. 4.3 con riferimenti). 

5.  

5.1 Giusta l’art. 60 cpv. 2bis LPP l’istituto collettore può emanare decisioni 

per adempiere i compiti di cui al capoverso 2 lettere a e b e all’articolo 12 

capoverso 2 LPP. Tali decisioni sono parificate alle sentenze esecutive di 

cui all’articolo 80 della legge federale dell’11 aprile 1889 sulla esecuzione 

e sul fallimento (LEF). Di conseguenza all'istituto collettore compete l’ema-

nazione di decisioni in materia di contributi e di rigetto dell'opposizione (art. 

79 LEF e DTF 139 III 288 consid. 2 e 134 III 115 consid. 3 e 4). Pertanto, 

l’istituto collettore non pronuncia unicamente la decisione di merito, ma 

funge anche da autorità di rigetto dell’opposizione. Tuttavia il procedimento 

viene retto dalla procedura amministrativa e non da quella civile (sentenza 

del Tribunale federale 9C_196/2017 del 19 dicembre 2017 consid. 4.4). 

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Pagina 11 

5.2 Nel procedimento riguardante il versamento di contributi della previ-

denza professionale l'istituto di previdenza deve sostanziare la pretesa in 

maniera completa al fine di permetterne l'esame (SVR 1998 UV n. 1; DTF 

117 V 263 consid. 1b). La portata del principio indagatorio è tuttavia limitata 

dall’obbligo delle parti di collaborare all'istruzione della causa (DTF 125 V 

195 consid. 2, 122 V 150 consid. 1a con riferimenti). D'altro canto il datore 

di lavoro deve sostanziare i motivi per cui la pretesa non sarebbe fondata. 

Se la richiesta risulta sufficientemente sostanziata, le contestazioni immo-

tivate non vengono considerate (SZS/RSAS 2003 p. 500, 2001 p. 562 e 

sentenza del TF 9C_140/2012 del 12 aprile 2012 consid. 3.2.2). 

6.   

6.1 Nel caso di specie, la società non contesta né l’affiliazione presso la 

Fondazione Istituto collettore LPP dal 1° marzo 2015 (passata in giudicato), 

né l’obbligo che ne deriva di versare contributi della previdenza professio-

nale per i propri dipendenti (doc. TAF 1 consid. II.1). Neppure nega di prin-

cipio di essere debitrice di un importo contributivo alla luce di uno scoperto 

sul proprio conto corrente relativo al periodo contributivo in esame. D’al-

tronde dagli atti all’incarto non risulta che essa abbia mai contestato né i 

conteggi trasmessi trimestralmente dall’Istituto collettore, né le relative dif-

fide a lei recapitate (v. doc. 58 e segg.).  

6.2 La società censura per contro l’ammontare del debito contributivo. Da 

un lato sostiene infatti che l’Istituto collettore non avrebbe sufficientemente 

motivato la decisione impugnata e dall’altro che non avrebbe correttamente 

tenuto conto delle mutazioni salariali e inoltre che gli importi fatti valere 

sarebbero contraddittori e non coerenti tra di loro. Infine, essa lamenta pure 

una doppia contabilizzazione degli interessi per il giorno 12 settembre 

2019, così come la necessità di un adeguamento dell’importo a seguito 

della sentenza della Pretura di (...) (consid. 3). A suo dire pure la procedura 

di rigetto dell’opposizione risulta viziata (cfr. doc. TAF 1, 16 e 37).  

7.  

La censura della violazione del diritto di essere sentito, in particolare di 

carente motivazione, deve essere evasa in via preliminare, in quanto se 

fondata può provocare l’annullamento della decisione.  

7.1 La ricorrente sostiene che l’Istituto collettore non avrebbe sostanziato 

in maniera chiara il credito rispettivamente non delimitato e motivato i con-

tributi e le spese amministrative fatte valere nei suoi confronti. Pertanto – 

visti anche i diversi importi riportati nel precetto esecutivo, nelle cifre I e II 

C-4532/2020 

Pagina 12 

del dispositivo della decisione impugnata e nei conteggi trasmessi – essa 

non sarebbe in grado di comprendere quale sia la somma realmente do-

vuta. 

7.2 Con la risposta di causa l’Istituto collettore ha osservato che non è in 

concreto ravvisabile una violazione del diritto di essere sentito, in quanto è 

del tutto logico che gli importi del precetto esecutivo e della decisione di-

vergano l’uno dall’altro, mentre sarebbero nondimeno coerenti tra di loro e 

con quanto emerge dagli estratti conto allegati alla decisione impugnata 

(doc. TAF 11).  

7.3  

7.3.1 Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. 

Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare 

essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di 

una decisione sfavorevole nei suoi confronti, di fornire prove circa i fatti 

suscettibili di influire sul provvedimento, di prendere visione dell'incarto, di 

partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di de-

terminarsi al riguardo (DTF 132 V 368 consid. 3.1 pag. 370 e sentenze ivi 

citate). Il diritto di essere sentito è una garanzia costituzionale formale, la 

cui violazione implica l'annullamento della decisione impugnata, a prescin-

dere dalle possibilità di successo nel merito (DTF 132 V 387 consid. 5.1 

pag. 390; 127 V 431 consid. 3d/aa pag. 437). Ai sensi della giurisprudenza, 

una violazione del diritto di essere sentito - nella misura in cui essa non sia 

grave - è da ritenersi sanata qualora l'interessato abbia la facoltà di espri-

mersi innanzi ad un'autorità di ricorso che gode di piena cognizione. Un 

eventuale vizio va comunque considerato sanato solo in via eccezionale 

(DTF 127 V 431 consid. 3d/aa pag. 437). Giova inoltre precisare che anche 

in caso di grave violazione del diritto di essere sentito è possibile prescin-

dere da un rinvio della causa all'amministrazione, se una simile operazione 

si esaurirebbe in un vuoto esercizio formale e procrastinerebbe inutilmente 

il processo in contrasto con l'interesse - di pari rango del diritto di essere 

sentito - della parte ad essere giudicata celermente (DTF 132 V 387 consid. 

5.1 pag. 390 con riferimenti). 

7.3.2 L'art. 29 cpv. 2 Cost. offre, a titolo sussidiario, una garanzia minima, 

mentre la portata di tale diritto è determinata in primo luogo dalle norme 

cantonali o federali di procedura (DTF 126 I 15 consid. 2a pag. 16; 125 I 

257 consid. 3a pag. 259). 

C-4532/2020 

Pagina 13 

7.3.3 Il diritto di essere sentiti delle parti è garantito anche dall’art. 20 PA e 

comprende l'obbligo per l'autorità di motivare le proprie decisioni. Esso ha 

lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di af-

ferrare le ragioni poste a fondamento della decisione, di rendersi conto 

della portata del provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di 

causa, e, dall'altro, di permettere all'autorità di ricorso di esaminare la fon-

datezza della decisione medesima. Ciò non significa tuttavia che l'autorità 

sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argo-

mentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per 

il giudizio, atte ad influire sulla decisione (DTF 129 I 232 consid. 3.2 pag. 

236; 126 I 97 consid. 2b pag. 102; 125 II 369 consid. 2c pag. 372). 

7.3.4 Invero l'autorità non è tenuta a compiere un'analisi approfondita di 

tutte le allegazioni di parte e esaminare dettagliatamente tutte le risultanze 

processuali, essendo sufficiente che, anche attraverso una valutazione glo-

bale di quelle deduzioni e risultanze, spieghi, in modo logico ed adeguato, 

le ragioni che hanno determinato il suo convincimento, dimostrando d'a-

vere tenuto presente ogni fatto decisivo (DTF 129 I 232 consid. 3.2; sen-

tenza del TAF C-2183/2013 del 28 gennaio 2015 consid. 9.2.3). Peraltro, 

l'esigenza della motivazione aumenta allorquando l'applicazione della 

legge implica l'esercizio del potere di apprezzamento o l'interpretazione di 

una norma giuridica indeterminata (DTF 134 I 83 consid. 4.1; 129 I 232 

consid. 3.3 e relativi riferimenti nonché sentenza del TF 2C_105/2009 del 

18 settembre 2009 consid. 5.1). Se questi precetti vengono disattesi, il vizio 

formale comporta di norma l'annullamento della decisione, senza che il ri-

corrente debba dimostrare un interesse, in altri termini indipendentemente 

dalle possibilità di successo nel merito (DTF 118 Ia 17 consid. 1; 117 Ia 7 

consid. 1a e 115 Ia 10 consid. 2a). 

7.3.5 Secondo costante giurisprudenza per soddisfare l'obbligo di motiva-

zione la decisione dell’Istituto collettore in materia di pagamento dei contri-

buti e di rigetto dell’opposizione deve contenere le seguenti informazioni 

affinché il calcolo possa venir compreso e, quindi, impugnato con piena 

cognizione di causa: 

- il periodo contributivo rilevante; 

- l'importo totale dei premi per anno, rispettivamente per trimestre se la 

fatturazione avviene trimestralmente; 

C-4532/2020 

Pagina 14 

- per ogni persona assicurata e per ogni anno: la durata contributiva 

(mesi), il salario AVS, il salario coordinato determinante, le aliquote 

contributive e ed i premi che ne risultano; 

- per ogni persona assicurata: l'ammontare degli interessi di mora, con 

riferimento alla durata del periodo di mora, al tasso di interesse, alla 

base legale su cui fonda il tasso di interesse e alle fatture emesse ed 

ai solleciti/diffide inviati;  

- un elenco delle spese/degli oneri con indicazione dei provvedimenti 

amministrativi che li hanno provocati; 

- i pagamenti effettuati dal datore di lavoro con la data di valuta e, a par-

tire da questi, un conteggio che indichi i contributi ancora dovuti e gli 

interessi sugli stessi (dalla data di valuta della pretesa; sentenza del TF 

9C_196/2017 del 19 dicembre 2017 consid. 4.2 e sentenze del TAF A-

2266/2019 del 15 gennaio 2020 consid. 2.1.3 con referenze e C-

3634/2013 del 14 dicembre 2015 consid. 20). 

8.  

8.1 Questo Tribunale rileva che la decisione impugnata del 27 luglio 2020 

rispettivamente i suoi allegati (doc. 191 o doc. TAF 1 allegato C e relativi 

annessi), indicano i periodi di contribuzione (annui) rilevanti, nonché l'im-

porto globale dovuto per ogni trimestre ed per ogni anno (allegato 1), non-

ché i dettagli salariali (salario AVS, salario coordinato determinante e ali-

quote contributive) rispettivamente i contributi dovuti per ogni singolo di-

pendente (allegati 2 e 3), così come i provvedimenti amministrativi che giu-

stificano la riscossione di spese ed oneri ed il relativo regolamento sui cui 

fondano (allegato 1 e 5). Dall’allegato 4 invece si evincono gli interessi di 

mora dovuti, con indicazione del periodo determinante e del tasso di inte-

resse (la cui base legale viene precisata nella decisione stessa [cfr. consid. 

7] e pure riportato nel regolamento sui costi prodotto con l’allegato 5). In-

fine, nell’allegato 1 risultano anche contabilizzati con la relativa valuta, i 

pagamenti parziali effettuati dal datore di lavoro, con conteggio comples-

sivo dello scoperto ancora da corrispondere.  

8.2  

8.2.1 Da quanto precede discende che l’autorità inferiore ha motivato la 

propria pretesa conformemente ai criteri giurisprudenziali in materia (v. 

C-4532/2020 

Pagina 15 

consid. 7.3.5 del presente giudizio), permettendo alla ricorrente di com-

prendere su quali basi si fonda il credito posto in esecuzione. La censura 

di violazione del diritto di essere sentito è dunque infondata e deve essere 

respinta.  

8.2.2  

8.2.2.1 A proposito delle mutazioni salariali intervenute in relazione ai di-

pendenti C._______, D._______ e E._______ va precisato che secondo la 

giurisprudenza non comporta una violazione del diritto di essere sentito la 

circostanza che l’Istituto collettore nel provvedimento impugnato si è limi-

tato a rinviare espressamente agli allegati quali parte integrante della deci-

sione, senza specificare in dettaglio nella decisione in che misura le modi-

fiche salariali di alcuni dipendenti hanno influito sulla riduzione dell’importo 

vantato (cfr. sentenza del TF 9C_196/2017 del 19 dicembre 2017 consid. 

3.3 e sentenza del TAF A-4271/2016 del 21 giugno 2017 consid. 3.2.3).  

8.2.2.2 Ad ogni buon conto, un’eventuale violazione del diritto di essere 

sentito su questo punto, va considerata sanata pendente causa alla luce 

delle spiegazioni fornite nel nutrito scambio di scritti in fase ricorsuale. L’au-

torità inferiore ha difatti ampiamente spiegato le ripercussioni delle modifi-

che salariali e dei pagamenti parziali, nonché gli importi figuranti ai consi-

derandi del provvedimento impugnato, fornendo oltretutto ampia documen-

tazione al riguardo (cfr. in particolare la risposta di causa, doc. TAF 11, la 

replica doc. TAF 18 e le osservazioni del 6 dicembre 2021, doc. TAF 26 e 

del 16 maggio 2022, doc. TAF 39: così come la sentenza del TF 

9C_196/2017 del 19 dicembre 2017 consid. 4).  

9.  

9.1  Resta dunque da esaminare se la pretesa avanzata dall’autorità infe-

riore è fondata dal punto di vista materiale, segnatamente se contributi, 

spese ed interessi fatti valere sono giustificati e correttamente conteggiati, 

rispettivamente se essa ha tenuto conto dei pagamenti parziali dalla ricor-

rente, delle modifiche salariali di alcuni dipendenti e se gli interessi di mora 

siano stati calcolati in maniera corretta. 

9.2  

9.2.1 Per quel che attiene ai contributi scoperti, con il conteggio del 24 ago-

sto 2019 (doc. 163 e segg.) l’autorità inferiore ha constatato che, per gli 

anni rilevanti (2016, 2017, 2018 e 2019), sul conto corrente della ricorrente 

C-4532/2020 

Pagina 16 

si erano accumulati contributi (e spese) esigibili per un totale di CHF 

72'521.10. 

9.2.2 Successivamente alla notifica del precetto esecutivo, l’autorità infe-

riore ha confermato il pagamento (a saldo parziale del debito) da parte 

della società di: 

- CHF 939.20 il 13 settembre 2019 (valuta 13 settembre 2019; doc. 166)  

- CHF 3'001.05 il 21 ottobre 2019 (valuta 21 ottobre 2019; doc. 172).  

Inoltre, l’Istituto collettore ha comunicato all’Ufficio esecuzioni di (...) che, a 

causa di modifiche salariali notificate a posteriori dalla società, l’importo 

posto in esecuzione andava ulteriormente ridotto di:  

- CHF 467.15 il 9 gennaio 2020 (valuta 12 settembre 2019, doc. 177) 

- CHF 531.51 il 21 gennaio 2020 (valuta 12 settembre 2019, doc. 179) 

9.2.3 Dai nuovi conteggi allegati alla decisione del 27 luglio 2020 risulta 

che l’autorità inferiore ha correttamente tenuto conto e contabilizzato i pa-

gamenti di CHF 939.20 del 13 settembre 2019 e CHF 3'001.05 del 21 ot-

tobre 2019 prestati dalla ricorrente, diminuendo di conseguenza l’importo 

richiesto con la decisione impugnata (doc. TAF 1, allegato 1). Si tratta pe-

raltro di un aspetto non controverso.  

9.3  

9.3.1 Va invece esaminato in che misura le modifiche salariali/occupazio-

nali di alcuni dipendenti – segnatamente quelle relative a C._______, 

D._______ e E._______ – abbiano influito sulla somma vantata dall’auto-

rità inferiore e se quest’ultima ne abbia debitamente tenuto conto.  

9.3.2 Nella decisione impugnata l’autorità inferiore si è limitata ad osser-

vare che dopo l’emissione del precetto esecutivo la ricorrente ha annun-

ciato mutazioni salariali con conseguente diminuzione dei contributi dovuti 

(punto H), senza tuttavia spiegare in dettaglio in quale misura ognuna di 

esse influiva sulla somma richiesta, ma rinviando genericamente a tal pro-

posito ai conteggi allegati alla decisione (doc. 191 consid. B, H e 7), da cui 

risulta che prima dell’annuncio delle modifiche salariali erano stati contabi-

lizzati i seguenti contributi (cfr. doc. 164):  

1) C._______ 

C-4532/2020 

Pagina 17 

Data valuta  Contributi in CHF 

31.03.2017 523.44 

30.06.2017 785.16 

30.09.2017 785.16 

31.12.2017 785.16 

31.03.2018 1514.60 

30.06.2018 1514.60 

24.07.2018 59.15 

Totale 5967.27 
 

 

2) D._______ 

Data valuta Contributi in CHF 

31.03.2019 478.13 

30.06.2019 483.50 

Totale    961.63 
 

 

3)  E._______ 

Data valuta Contributi in CHF 

31.12.2018 511.51 

31.03.2019 849.94 

30.06.2019 849.94 

Totale 2211.39 
 

 

In seguito alle modifiche salariali notificate in ritardo dalla ricorrente l’auto-

rità inferiore ha invece rettificato i propri conteggi come segue (cfr. allegato 

1 a doc. 191):  

 

 

 

 

 

 

C-4532/2020 

Pagina 18 

1) C._______  

Data valuta Contributi in CHF 

31.03.2017 498.65 

30.06.2017 747.97 

30.09.2017 747.97 

31.12.2017 747.97 

31.03.2018 1317.40 

30.06.2018 1317.40 

24.07.2018 58.40 

Totale    5435.76 

 

2) D._______  

Data valuta Contributi in CHF 

31.03.2019 245.84 

30.06.2019  248.60 

Totale 494.44 
 

 

3) E._______ 

Data valuta Contributi in CHF 

31.12.2018 511.51 

31.03.2019 948.09 

30.06.2019 948.09 

Totale 2407.69 
 

 

9.3.3 Pertanto le modifiche salariali/occupazionali in questione hanno com-

portato per C._______ una riduzione dei contributi dovuti per un totale di 

CHF 531.51 (CHF 5435.76 - 5967.27), per D._______ una riduzione dei 

contributi dovuti per un totale di CHF 467.19 (CHF 494.44 - 961.63), mentre 

l’aumento di salario di E._______ ha comportato un aumento dei contributi 

dovuti per un totale di CHF 196.30 (CHF 2407.69 - 2211.39). 

9.3.4 Con la risposta di causa l’autorità inferiore ha rilevato che a seguito 

dei pagamenti parziali e delle modifiche salariali relative ad alcuni dipen-

denti l’obbligo contributivo della ricorrente è stato ridotto da CHF 72'521.10 

a CHF 67'778.49. In particolare ha osservato che le mutazioni salariali re-

lative alle dipendenti C._______ e D._______ hanno entrambe comportato 

C-4532/2020 

Pagina 19 

una riduzione dell’importo di CHF 467.19 ciascuna, mentre quella concer-

nente il dipendente E._______ ha portato ad un aumento dell’importo do-

vuto di CHF 196.30 (doc. TAF 11). 

9.3.5 Da quando precede risulta dunque che nella risposta di causa l’Isti-

tuto collettore ha erroneamente indicato quale conseguenza delle muta-

zioni relative alla dipendente C._______ una riduzione dell’importo 

escusso di CHF 467.19, essendo la stessa invece di CHF 531.51. Si tratta 

nondimeno di una semplice svista redazionale. L’intera documentazione 

agli atti è invece corretta e l’autorità inferiore, in relazione alle modifiche 

salariali della dipendete C._______, ha giustamente diminuito l’importo ri-

chiesto di CHF 531.51 e non di CHF 467.19, come dimostrato anche dalle 

missive indirizzate all’Ufficio esecuzioni (cfr. doc. 177 e segg.) e dai con-

teggi allegati alla decisione impugnata (allegato 1).  

9.3.6 Tenuto conto di quanto precede, discende che l’autorità inferiore ha 

debitamente tenuto conto dei pagamenti parziali e delle modifiche salariali 

annunciate dalla ricorrente. Al riguardo va precisato in particolare che l’im-

porto di CHF 196.30, dovuto ad un aumento salariale del dipendente 

E._______, è stato iscritto quale contributo dovuto nel conto corrente della 

ricorrente ma non figura sul conto di esecuzione e pertanto non è compreso 

nell’importo per cui è stato chiesto il rigetto dell’opposizione (per i dettagli 

v. consid. 11.3 del presente giudizio).   

9.4  

9.4.1 Per quel che attiene invece alle spese addebitate dall’autorità infe-

riore, questo Tribunale rileva che dall’allegato 1 risulta che essa ha conteg-

giato otto diffide/solleciti di pagamento dei contributi arretrati (valuta 11 

marzo 2017, 9 giugno 2017, 8 settembre 2017, 9 giugno 2018, 8 settembre 

2018, 9 dicembre 2018, 11 marzo 2019, 9 giugno 2019), tutte trasmesse 

per crediti giustificati e notificate alla ricorrente tramite lettera raccoman-

data, di cui si trova copia agli atti (cfr. i doc. 64, 71, 82, 116, 126, 133, 146, 

158). Si tratta pertanto di spese per complessivi CHF 400.- che l’autorità 

inferiore ha il diritto di far valere.  

9.4.2 Inoltre, essa ha pure addebitato alla ricorrente le spese per il prose-

guimento della prima esecuzione no. 2322147 (CHF 100.- con data valuta 

10 febbraio 2017) e per la connessa domanda di fallimento del 4 luglio 

2017 (CHF 100.-). Si tratta di spese giustificate e che non sono state fatte 

valere, rispettivamente riscosse, nell’ambito della prima esecuzione (si 

confronti a tal riguardo doc. 52 e segg. ed in particolare doc. 74 da cui 

C-4532/2020 

Pagina 20 

risulta che l’autorità inferiore ha richiesto il pagamento dei contributi sco-

perti e degli interessi di mora, le spese di sollecito e le tasse per la do-

manda di esecuzione e per la comminatoria di fallimento ma non le spese 

per i suoi provvedimenti amministrativi) e che essa è dunque legittimata a 

riscuotere.  

9.4.3 Alla ricorrente sono pure stati addossati i costi per la notifica tardiva 

dell’entrata del dipendente F._______ (CHF 100.- valuta 13 ottobre 2017; 

doc. 87) e del piano di ammortamento di ottobre 2017 (CHF 100.- con data 

18 ottobre 2017; doc. 87/89). Anche tali provvedimenti si trovano agli atti e 

sono giustificati, la messa in conto delle relative spese deve pertanto venir 

confermata.   

9.4.4 Infine, sono state messe in conto alla ricorrente anche le spese per 

l’avvio della seconda procedura esecutiva no. 2531844 (CHF 100.- con 

data valuta 12 febbraio 2018, doc. 96), nonché i costi del relativo precetto 

esecutivo (CHF 140.30 con data valuta 22 maggio 2018, doc. 98). Le spese 

di esecuzione sono da anticipare dal creditore e la possibilità di addossarle 

al debitore dipende dall’esito della procedura esecutiva (cfr. art. 68 LEF e 

sentenza del TAF C-398/2014 dell’8 febbraio 2016 consid. 3.6). Nel caso 

concreto l’esecuzione è stata avviata per pretese legittime e non è stata 

proseguita unicamente perché alla società è stato concesso un piano di 

ammortamento che quest’ultima non ha rispettato, rendendo necessario 

l’avvio di un’ulteriore procedura esecutiva. Pertanto, l’addebito di tali costi 

è in concreto giustificato.  

9.4.5 È inoltre a giusto titolo che l’autorità inferiore ha condannato la ricor-

rente al pagamento di CHF 50.- per il sollecito del 24 agosto 2019 e di CHF 

100.- di spese per l’avvio dell’esecuzione no. 2830332 essendo tali spese 

giustificate e comprovati agli atti i rispettivi provvedimenti amministrativi 

che li hanno giustificati (v. doc. 163 e 165 e segg.).  

9.5 Il debito per contributi previdenziali dovuti dal 2016 al 2019 e spese 

ammonta pertanto a CHF 67'778.49 (ossia CHF 72'521.10 - 939.20 - 

3'001.05 - 467.15 - 531.51 + 196.30) oltre a CHF 50.- per la diffida del 24 

agosto 2019 e CHF 100.- per l’avvio dell’esecuzione.  

9.6  

9.6.1 La ricorrente ha infine censurato un errato conteggio degli interessi 

di mora da parte dell’autorità inferiore. Quest’ultima avrebbe in particolare 

C-4532/2020 

Pagina 21 

conteggiato due volte gli interessi per il giorno 12 settembre 2019 (doc. 

TAF 1, 16 e 37).  

9.6.2 Nella fattispecie, la richiesta di interessi di mora – al tasso del 5% che 

non supera quello legale di cui all’art. 104 CO – è di principio giustificata 

(cfr. in particolare consid. 4.4 del presente giudizio) e non è contestata.  

9.6.3 In merito alla contabilizzazione del periodo di mora il Tribunale fede-

rale ha già avuto modo di confermare che in Svizzera, per il calcolo dei 

giorni di mora, è utilizzabile sia il metodo francese (che conteggia i giorni 

secondo il calendario civile sulla base di 365 giorni, rispettivamente 366 

giorni, annui), sia il metodo commerciale tedesco (secondo cui ogni mese 

di mora comporta 30 giorni e l’anno di mora 360 giorni; cfr. sentenza del 

TF 9C_953/2009 del 23 febbraio 2010 consid. 4.1).  

9.6.4 Nel caso concreto, dai conteggi trasmessi dall’autorità inferiore risulta 

che essa applica il metodo commerciale tedesco (v. in particolare allegato 

4 alla decisione impugnata). Dai medesimi conteggi si evince inoltre che 

nella somma di CHF 5'897.54 chiesta a titolo di “interessi di mora fino al 12 

settembre 2019” non è compreso l’interesse dovuto per il giorno 12 set-

tembre 2019. Difatti, nella misura in cui gli interessi sono dovuti a partire 

dal giorno in cui i contributi sono esigibili (ossia il 31 marzo, 30 giugno, 30 

settembre e 31 dicembre) risulta che nel calcolo degli interessi di mora fino 

al 12 settembre 2019 effettuato dall’autorità inferiore quest’ultimo giorno 

non è stato contabilizzato (ciò si evince ad esempio dall’allegato 4 al doc. 

TAF 1 pag. 29 ultima riga: per gli interessi riguardanti la dipendente 

G._______ dal 30 giugno 2019 al 12 settembre 2019 sono stati contabiliz-

zati 72 giorni, non contando dunque ancora il 12 settembre 2019 [30 giugno 

+ 2 mesi a 30 giorni cadauno + 11 giorni in settembre = 72]).  

9.6.5 Anche sotto questo profilo la censura della ricorrente deve pertanto 

essere respinta. Non avendo quest’ultima ulteriormente contestato l’im-

porto di CHF 5'897.54 conteggiato a titolo di interessi prima dell’esecuzione 

e neppure gli interessi richiesti per il periodo posteriore all’esecuzione e 

non essendo inoltre riscontrabili – per quanto è dato constatare – ulteriori 

irregolarità, la decisione impugnata va confermata anche sotto questo 

aspetto.  

9.7 Da quanto precede, discende che gli importi fatti valere dall’Istituto col-

lettore alla cifra I del dispositivo sono di principio corretti e dovuti (si con-

fronti consid. 9.5). 

C-4532/2020 

Pagina 22 

10.  

10.1  

10.1.1 Infine, nella replica, riferendosi alla sentenza del 23 settembre 2020 

emessa dal Pretore aggiunto del Distretto di (...), successiva alla decisione 

impugnata, la ricorrente sostiene che i salari relativi a B._______ sareb-

bero inferiori a quelli conteggiati e che pertanto i contributi relativi a questo 

lavoratore vanno ridotti (doc. TAF 16 e allegati). 

10.1.2 Al riguardo la convenuta ha precisato che “ogni circostanza che do-

vesse dar luogo ad una modifica dell'obbligo contributivo di A._______ sarà 

oggetto dei relativi conteggi/revisioni da parte della qui resistente” (doc. 

TAF 18). 

10.2  

10.2.1 In primo luogo va rilevato che la ricorrente non ha precisato l’am-

montare della presunta riduzione di salario né i periodi contributivi interes-

sati. Non è inoltre noto se di salari si tratti e in caso di risposta affermativa 

in che misura si sarebbero ridotti, non specificando la convenzione con-

clusa nell’ambito di una procedura di disconoscimento del debito di fronte 

al Pretore relativa al pagamento da parte di A._______ di CHF 18'000.- il 

motivo del debito. Per quanto riguarda il periodo contributivo si presume 

tuttavia, alla luce della documentazione di cui al doc. F allegato al doc. TAF 

16 si tratti degli anni 2017 e 2018 e quindi corrisponde all’oggetto impu-

gnato e altresì litigioso (consid. 2 del presente giudizio), in cui l’assicura-

zione disoccupazione ha contabilizzato degli storni salariali. In simili condi-

zioni trattandosi di fatti che possono imporsi quali elementi d'accertamento 

retrospettivo della situazione anteriore alla decisione impugnata, dev’es-

serne tenuto conto in concreto (consid. 2.1). 

10.2.2 Ritenuto quindi che alla luce dei citati documenti risulta perlomeno 

probabile che sia intervenuta una modifica salariale riguardante il lavora-

tore menzionato durante due degli anni contributivi oggetto del contendere, 

il datore di lavoro dovrà rendere verosimile la modifica e la sua misura, in 

modo tale da rendere possibile l’eventuale adeguamento – non contestato 

da parte della fondazione – dei contributi. Su questo punto l’incarto va per-

tanto ritornato all’amministrazione, affinché verifichi con l’imprescindibile 

collaborazione del datore di lavoro l’importo contributivo dovuto in favore 

di B._______ in relazione agli anni 2017 e 2018. Eventuali differenze, ver-

C-4532/2020 

Pagina 23 

ranno dedotte, se del caso, dall’importo contributivo complessivo determi-

nato in questa sede, la cui conformità al diritto è qui accertata (cfr. consid. 

9.5). 

L’importo richiesto alla cifra I del dispositivo va pertanto confermato, ecce-

zion fatta per quanto riguarda le eventuali modifiche dei contributi dovuti in 

favore del dipendente B._______ nel 2017 e 2018.  

A tal proposito, appare inoltre evidente ma nondimeno corretto che l’im-

porto menzionato nella cifra I dispositivo della decisione impugnata è infe-

riore rispetto a quello fatto valere con il precetto esecutivo del 13 settembre 

2019, avendo la ricorrente effettuato dei pagamenti parziali nonché annun-

ciato modifiche salariali dei suoi dipendenti. Il ricorso è pertanto parzial-

mente accolto. 

11.  

11.1 L’autorità inferiore chiede inoltre la conferma – per l’importo di CHF 

73'629.73 oltre che interessi – del rigetto definitivo dell'opposizione inter-

posta al precetto esecutivo n. 2830332 dell’UE di (...) (doc. 191, cfr. in par-

ticolare la cifra II del dispositivo). 

11.2 A tal proposito, giova ricordare che la Fondazione istituto collettore 

LPP, oltre a disporre della competenza di emettere decisioni di merito con-

cernenti la sussistenza e l'ammontare del credito, per quel che concerne 

importi esigibili, nonché i conseguenti costi amministrativi, può pure delibe-

rare il rigetto di un'eventuale opposizione interposta dal datore di lavoro 

(cfr. consid. 5.1 del presente giudizio).  

11.2.1 In concreto, la ricorrente censura innanzitutto che l’opposizione non 

può essere rigettata in quanto la procedura esecutiva sarebbe erronea-

mente stata promossa a (...) e non a (…), sede della ricorrente a decorrere 

da maggio 2020.  

11.2.2 Al riguardo l’autorità inferiore ha fatto valere – da un lato – che il 

precetto esecutivo del 13 settembre 2019 è stato correttamente fatto spic-

care dall’UE di (...), in quanto in tale data la sede della ricorrente si trovava 

ancora a (...) (consid. C.a). D’altro canto, l’autorità inferiore ha osservato 

che la censura della ricorrente risulta di difficile comprensione in quanto il 

rigetto dell’opposizione pronunciato nella decisione impugnata non è da 

ricondursi al foro esecutivo di (...); avendo l’Istituto collettore agito in qualità 

di autorità competente per rigettare l’opposizione ad un precetto esecutivo 

C-4532/2020 

Pagina 24 

correttamente notificato dall’UE di (...) (e non come creditore ordinario che 

deve richiedere il rigetto alla Pretura competente ratione loci). 

11.2.3 A tal proposito questo Tribunale rileva che dall’estratto del registro 

di commercio della ricorrente risulta che la sede sociale è stata spostata 

da (...) a (…) il 20 maggio 2020, mentre la procedura esecutiva in questione 

è invece è stata avviata il 13 settembre 2019. Pertanto, il foro esecutivo di 

(...) era corretto (art. 49 LEF). Inoltre, e come rettamente illustrato dall’au-

torità inferiore, essa ha la competenza per deliberare il rigetto dell’opposi-

zione per importi esigibili nonché i conseguenti costi amministrativi (consid. 

5). Sotto questo profilo, le censure della ricorrente devono pertanto essere 

respinte.  

11.3  

11.3.1 Per quel che concerne invece l’importo di CHF 73'629.73, oltre a 

interessi per il periodo posteriore all’avvio dell’esecuzione, per cui l’autorità 

inferiore ha rigettato l’opposizione della ricorrente, questo Tribunale rileva 

che come già precisato la somma esigibile dovuta è maggiore dell’importo 

pari a CHF CHF 196.30 (consid. 9.3 e in particolare l’allegato 1 alla deci-

sione impugnata, dal quale si evince che l’autorità inferiore ha trasferito sul 

conto di esecuzione la somma di CHF 71'522.44, restando invece dovuti 

CHF 196.30 [saldo negativo al 12 settembre 2019]). 

11.3.2 Da quanto precede, risulta inoltre che la cifra II del dispositivo è coe-

rente con gli estratti conto prodotti dall’autorità inferiore, nonché con la cifra 

I del dispositivo (difatti CHF 73'629.73 corrispondono a CHF 67'778 [con-

tributi non pagati] + 50 [spese di sollecito] + 100 [spese per l’avvio dell’ese-

cuzione] + 5'897.54 [interessi di mora fino al 12 settembre 2019] – 196.30 

[contributi dovuti ma non posti in esecuzione]), che la divergenza di CHF 

196.30 non è suscettibile di inficiarne la validità e che l’autorità inferiore ha 

correttamente tenuto conto delle modifiche salariali e dei pagamenti par-

ziali ed ha a giusto titolo rigettato definitivamente l’opposizione per l’importo 

di CHF 73’629.73 oltre che interessi del 5% per il periodo posteriore all’av-

vio dell’esecuzione.  

Tuttavia ritenuto che, alla luce della documentazione trasmessa pendente 

causa di ricorso, l’importo esatto del credito non può essere definito (nep-

pure in parte, consid. 10.2.2) senza ulteriori accertamenti – non è infatti 

ancora noto se i documenti relativi al dipendente B._______ ne ridurranno 

l’importo – non è possibile confermare la decisione di rigetto dell’opposi-

zione, né interamente nè in parte (si confronti in proposito DTF 119 V 329 

C-4532/2020 

Pagina 25 

consid. 2b p. 331 con riferimenti). L’opposizione interposta al precetto ese-

cutivo va pertanto mantenuta. 

12.  

Riassumendo il ricorso deve essere parzialmente accolto e la decisione 

impugnata annullata. L’incarto va rinviato all’amministrazione affinché sta-

bilisca, con la collaborazione della ricorrente i contributi dovuti in favore del 

dipendente B._______ per gli anni rilevanti e adegui se necessario l’im-

porto dovuto di CHF 67'778.49 oltre a interessi al 5%. 

13.  

13.1  

13.1.1 Secondo prassi costante del Tribunale federale in caso di rinvio 

(completo) degli atti all’amministrazione per ulteriori accertamenti con esito 

aperto non si prelevano spese processuali (DTF 141 V 281 consid. 11.1 e 

riferimenti; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem 

Bundesverwaltungsgericht, 2022, pag. 295 N 142; art. 63 cpv. 1 PA). Un’at-

tribuzione di costi si giustifica solo in quei casi in cui un rinvio è di fatto 

comparabile ad una decisione finale o a una decisione parziale e l’esito 

non è più aperto in quanto l’istanza inferiore non dispone di alcun margine 

di manovra per decidere in favore della parte ricorrente, ma si limita a ese-

guire quanto stabilito dal Tribunale (DTF 142 II 20 consid. 1.2 e WIEDER-

KEHR/MEYER, VwVG-Kommentar, 2022, pag. 756-757 N 9). 

13.1.2 Nel caso in esame, malgrado il parziale accoglimento del ricorso e 

il rinvio degli atti per stabilire l’importo esatto dei contributi dovuti in favore 

di un unico dipendente (B._______) nel 2017 e 2018, l’amministrazione 

non dispone di alcun margine di manovra, dovendosi essa limitare ad even-

tualmente dedurre la riduzione dell’importo contributivo dovuto al dipen-

dente B._______ alla luce della nuova documentazione, dal credito contri-

butivo riconosciuto espressamente dal TAF in questa sede, tramite rinvio 

espresso nel dispositivo ai considerandi (consid. 9.5 e 12). In simili circo-

stanze, l’esito del rinvio non si può dire aperto, dovendosi l’amministrazione 

attenere alle direttive poste da questa Corte. 

13.1.3  In concreto quindi, visto l’esito del ricorso, parzialmente accolto, 

vengono prelevate delle spese processuali parziali di CHF 2’000 (art. 63 

PA). L’importo verrà compensato con parte dell’anticipo spese versato il 16 

ottobre 2020. I restanti CHF 1'000.-, saranno restituiti alla ricorrente allor-

quando la presente sentenza sarà cresciuta in giudicato. 

C-4532/2020 

Pagina 26 

13.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentata – solo a partire dalle osser-

vazioni alla duplica – da un mandatario professionale, si giustifica altresì 

l'attribuzione di spese ripetibili ridotte (art. 64 PA in combinazione con l'art. 

7 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, 

RS 173.320.2]; cfr. pure DTF 137 V 57 consid. 2 secondo cui la parte che 

ha presentato ricorso in materia d'assegnazione o rifiuto di prestazioni as-

sicurative è reputata vincente, dal profilo delle ripetibili, anche se la causa 

è rinviata all'amministrazione per complemento istruttorio e nuova deci-

sione e tuttavia sentenza del TF 8C_533/2016 del 18 ottobre 2016 consid. 

6.2.2 e i riferimenti citati, nel caso in cui la parte ricorrente è vittoriosa solo 

in minima parte, come nel caso concreto). L’ammontare di quest’ultime, in 

assenza di una nota dettagliata ma tenuto conto del lavoro utile e neces-

sario ancorché ridotto svolto dal rappresentante della ricorrente, viene fis-

sata in CHF 800.- (art. 14 cpv. 2 TS-TAF). L'indennità per ripetibili è posta 

a carico dell'Istituto collettore. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

C-4532/2020 

Pagina 27 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è parzialmente accolto, la decisione impugnata è annullata e l’in-

carto è rinviato alla Fondazione istituto collettore LPP affinché proceda ai 

sensi dei considerandi 9, 10 e 12. 

2.  

Vengono posti a carico della ricorrente CHF 2'000.- a titolo di spese pro-

cessuali. L’importo residuo di CHF 1'000.- sarà restituito alla ricorrente 

dopo la crescita in giudicato della presente sentenza. 

3.  

La Fondazione istituto collettore LPP rifonderà alla ricorrente CHF 800.- a 

titolo di spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, all'autorità inferiore,  

all’UFAS e alla Commissione LPP. 

 

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Michela Bürki Moreni Oliver Engel 

 

 

 

 

 

 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

C-4532/2020 

Pagina 28 

 
Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione, nella misura in cui 

sono adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 

LTF. Il termine è reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al 

Tribunale federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a 

una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo 

giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono contenere le 

conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

Data di spedizione: