# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 515e2457-cb14-5470-a99c-aaee9d233a40
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-31
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 31.03.2010 D-1909/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1909-2010_2010-03-31.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1909/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3 1  m a r z o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione di Pietro Angeli-Busi, giudice;
cancelliere Carlo Monti;

A._______,
paese sconosciuto,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 18 marzo 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1909/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in Sviz-
zera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro 
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 3 e del 18 marzo 2010;

il verbale della decisione orale dell'UFM del 18 marzo 2010, notificato 
all'interessato il medesimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del 24 marzo 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 25 marzo 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF) in 
data 25 marzo 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale 
del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni  previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in-
feriore,  è  particolarmente toccato dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito nei 
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere im-
pugnato non può essere esteso alla questione della concessione del-
l'asilo, che presuppone una decisione nel merito della domanda stes-
sa;

che, per conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla conces-
sione dell'asilo è inammissibile;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che nei citati limiti occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino liberiano nato nel B._______ 
ma di  essere espatriato all'età di  sei  anni  a causa della  guerra e di 
avere  dunque  vissuto  per  dieci  anni  in  un  campo  profughi  ad 
C._______, in Ghana; che egli si sarebbe poi trasferito a D._______, 
un quartiere di C._______, ove avrebbe vissuto per tre anni presso un 
uomo  che  gli  avrebbe  offerto  un  lavoro  e  l'alloggio  nel  proprio 
condominio (cfr. verbale d'audizione del 3 marzo 2010, pag. 6); che nel 
2007 quest'uomo avrebbe iniziato ad abusare sessualmente di  lui,  e 
che egli, non avendo un luogo in cui rifugiarsi, sarebbe espatriato solo 
nel  2008,  recandosi  prima  ad  E._______,  in  Niger,  ove  avrebbe 
trascorso una settimana, prima di  recarsi  a  F._______,  in Libia; che 
egli,  dopo  aver  vissuto  per  oltre  un  anno  a  F._______,  si  sarebbe 
imbarcato su una nave che l'avrebbe portato a G._______, in Sicilia, 
ove  si  sarebbe  trattenuto  all'incirca  cinque  mesi,  per  poi  recarsi  a 
H._______, da cui poi sarebbe  giunto in Svizzera il (...) (cfr. ibidem, 
pag. 7);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi-
tà;

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che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi  1,  RS 142.311); che,  dall'altro  lato, 
detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di  specie; che, infatti,  il  richiedente 
non sarebbe riuscito a convincere l'autorità della sua pretesa cittadi-
nanza liberiana e, di conseguenza, egli  sarebbe stato considerato di 
provenienza  sconosciuta;  che,  inoltre,  l'autorità  inferiore  ha  ritenuto 
che, in forza dell'obbligo di collaborare all'accertamento dei fatti sanci-
to dall'art. 8 LAsi, sebbene si possa presumere che il richiedente pro-
venga forse dal  Ghana o dalla  Nigeria,  l'UFM non sarebbe tenuto a 
sondare l'esistenza di eventuali ostacoli all'allontanamento;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché ha pronunciato 
l'allontanamento dell'interessato dalla  Svizzera e l'esecuzione dell'al-
lontanamento verso il  suo Paese d'origine siccome lecita, esigibile e 
possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di documenti d'identità, allegato che, essendo stato profugo dal-
l'età di sei anni, non sarebbe mai stato in grado di richiedere tali docu-
menti ritenendo dunque di avere motivi scusabili e verosimili; che, in-
fatti, il ricorrente reputa di aver fornito sufficienti indizi atti a dimostrare 
l'esistenza di fatti propri volti alla concessione della qualità di rifugiato 
o determinanti per la concessione della protezione provvisoria, in par-
ticolare egli allega che un rinvio in Liberia lo porrebbe in grave perico-
lo, in quanto esso sarebbe un paese ancora fortemente destabilizzato 
ove il ricorrente non avrebbe più alcun contatto né legame (cfr. ricorso, 
pagg. 2 e 3);

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua domanda d'asilo; ha chiesto di essere ammesso provvisoriamente 
se non gli venisse concesso asilo politico; nonché presentato una do-
manda di  dispensa dal versamento dell'anticipo equivalente alle pre-
sunte spese processuali;

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che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do-
manda; 

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al-
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi-
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti-
colari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non sono documenti 
validi  giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. a LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi, 
come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di na-
scita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi 
(cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre un mese dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che,  inoltre, egli ha dichiarato di non avere mai necessitato di posse-
dere un passaporto (cfr. verbale d'audizione del 3 marzo 2010, pag. 5);

che, oltre a ciò, interrogato sul suo viaggio, il ricorrente non è riuscito 
a corroborare della benché minima verosimiglianza il proprio soggior-
no in Italia, in particolare egli non è stato in grado di fornire alcun det-
taglio su G._______, affermando anzi di non conoscere "nulla, non co-
nosco nessun  supermercato,  nessuna  via,  nessuna  località  vicina  a 
G._______"  (cfr. verbale  d'audizione  del  3 marzo 2010,  pag. 8);  che 
peraltro egli non ha saputo indicare il tipo di nave con la quale si sa-
rebbe recato in Sicilia; che, a prescindere dalle allegazioni palesemen-
te  inverosimili  di  cui  sopra,  vale  sottolineare  che  varcare  il  confine 
Schengen senza subire alcun controllo, come il ricorrente ha dichiara-

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to di aver fatto, costituisce al momento attuale, un'impresa pressoché 
impossibile;

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla-
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempia manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò puo' risul-
tare  sia dalla  manifesta  inconsistenza sia  dalla  manifesta  irrilevanza 
dei motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli 
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 

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dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5)

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Liberia nel (...) a causa della guerra e di avere lasciato il Ghana 
per gli abusi sessuali subiti;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri-
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che basti rilevare che un motivo d'asilo presentato dall'insorgente, ov-
vero gli abusi sessuali subiti dal proprio datore di lavoro in Ghana, non 
è pertinente in materia d'asilo, in quanto non rientra nella fattispecie di 
cui all'art. 3 LAsi, tanto più che non si tratterebbe di atti avvenuti nel 
suo Paese d'origine o di ultima residenza;

che, in particolare, quando interrogato sulla Liberia, l'insorgente non è 
stato in grado di fornire alcuna informazione su di essa; in particolare 
è da notarsi che, malgrado abbia lasciato il proprio paese natio all'età 
di appena sei anni, egli avrebbe vissuto per oltre dieci anni in un cam-
po  profughi  liberiano,  ove  avrebbe  senz'altro  accumulato  un  deter-
minato bagaglio culturale, come apprendere un'altra lingua oltre all'in-
glese, conoscere il nome della capitale della Liberia, come essa è divi-
sa amministrativamente, la moneta in uso (cfr. verbale d'audizione del 
3 marzo 2010, pagg. 1 e 2); che egli non ha fornito neppure alcun det-
taglio a riguardo della permanenza in detto campo per profughi, infatti 
non ne ha saputo descrivere la  grandezza,  limitandosi  ad affermare 
che "è un posto grande con tante costruzioni" (cfr. verbale d'audizione 
del  18 marzo 2010,  pag. 6); che egli  non ha nemmeno descritto  con 
chi avrebbe vissuto, o chi fossero le persone al campo con lui (cfr. ibi-
dem);

che sulla base di quanto precede questo Tribunale ha motivo di dubita-
re dell'allegata provenienza liberiana del ricorrente; 

che,  di  conseguenza,  l'altro  motivo  d'asilo  evocato,  ovvero  l'aver  la-
sciato la Liberia a causa della guerra, è stato rettamente ritenuto come 
inverosimile dall'autorità inferiore, giusta l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi;

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che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte-
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista del-
l'ammissibilità  (cfr.  decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale 
E-423/2009  dell'8  dicembre  2009  consid.  8,  destinata  alla 
pubblicazione);

che il ricorrente non ha prodotto alcun documento suscettibile di pro-
vare l'identità allegata;

che, in virtù di quanto precede, ne discende che l’UFM ha rettamente 
considerato  siccome adempiti  i  presupposti  per  la  pronuncia  di  una 
decisione di  non entrata nel merito ai  sensi dell’art. 32 cpv. 2 lett. b 
LAsi per inganno sull'identità giusta l'art. 1a lett. a OAsi 1;

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata;

che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera  (art.  14  cpv.  1  e  2  LAsi  e  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); 

che  la  questione  del  carattere  possibile,  ammissibile  ed  esigibile 
dev'essere esaminata d'ufficio; che, tuttavia, questo principio è limitato 
dall'obbligo  dell'interessato  di  collaborare  all'accertamento  dei  fatti 
giusta l'art. 8 cpv. 1 LAsi (v. la sentenza del Tribunale amministrativo 
federale  D-3975/2007  del  15 giugno 2007,  consid.  3.4;  WALTER KÄLIN, 
Grundriss  des  Asylver-fahrens,  Basel  und  Frankfurt  am Main,  1990, 

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pag.  262);  che  si  tratta  di  un  tipico  caso  d'applicazione  dell'art.  13 
cpv. 1 lett. c PA;

che, avendo, pertanto, il  ricorrente violato l'obbligo di collaborare se-
gnatamente con riferimento all'indicazione della sua vera cittadinanza, 
a lui senza dubbio nota, non spetta alle autorità in materia d'asilo de-
terminare il  vero Paese d'origine dell'insorgente ed eventuali  ostacoli 
all'esecuzione dell'allontanamento verso detto Paese (cfr. decisioni del 
Tribunale  amministrativo  federale  D-1736/2009  del  27 marzo 2009; 
D-3170/2008  del  20 maggio 2008;  D-4787/2007  del  20 luglio 2007; 
D-3975/2007 del 15 giugno 2007);

che, nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione 
di  non  entrata  nel  merito  dell'UFM relativa alla  domanda d'asilo  del 
ricorrente, quest'ultimo non può prevalersi  del  principio del divieto di 
respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente riconosciuto nell'am-
bito  del  diritto  internazionale  pubblico  ed  espressamente  enunciato 
all'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del 
28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30);

che, in siffatte circostanze, non v'è motivo di considerare l'esistenza di 
un  rischio  personale,  concreto  e  serio  per  il  ricorrente  di  essere 
esposto,  in  caso  di  allontanamento  nel  suo  Paese  d'origine,  ad  un 
trattamento  proibito,  in  relazione  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti  del  10  dicembre  1984  (Conv. tortura,  RS  0.105;  GICRA 
1996 n. 18);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente è ammis-
sibile;

che, d'altronde, in relazione all'art. 83 cpv. 4 LStr, avendo dissimulato 
la sua nazionalità, il ricorrente ha reso impossibile la ricerca di pericoli 
concreti e suscettibili  di minacciarlo nel suo effettivo Paese d'origine; 
che l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi di  salute che possano giustificare la sua ammissione prov-
visoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli 
atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per 
motivi medici;

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che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo 
Paese d'origine deve essere considerata ragionevolmente esigibile;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che l'insor-
gente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni docu-
mento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontanamen-
to è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e relativa esecuzione,  il  gravame va disat-
teso e la querelata decisione confermata;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese pro-
cessuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in 
materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art. 83 
lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente, tramite il Centro di registrazione e di procedura di Chias-
so (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)

- all'UFM, Centro di registrazione e di procedura di Chiasso (via fax, 
per l'incarto N [...], con preghiera di notificare la sentenza al ricor-
rente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale am-
ministrativo federale)

- I._______(via fax)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione: 

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