# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ab0f1bff-aa23-55f1-a9cb-2bfcc952d17f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-09-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 16.09.2009 17.2008.79
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2008-79_2009-09-16.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2008.79

  	
  Lugano

  16 settembre
  2009/lw

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di cassazione e di revisione
  penale                                 del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei
  giudici:

  	
  Roggero-Will, presidente,

  Lardelli e Pellegrini

  

 

	
  segretario:

  	
  Filippini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per
cassazione presentato il 9 dicembre 2008 da

 

	
   

  	
   RI 1

   e           

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emanata nei suoi
  confronti il 19 novembre 2008 dal giudice della Pretura penale 

  	 

	
   

  	
   

  	 

					

 

esaminati gli atti;

 

posti i seguenti

 

punti in questione:

 

                                   1.   Se
dev'essere accolto il ricorso per cassazione.

 

                                   2.   Il
giudizio sulle spese e sulle ripetibili.

 

 

Considerato                   in fatto e in diritto:

                                         

                                   1.   Con decreto d’accusa 19 maggio 2008, il procuratore pubblico ha
ritenuto RI 1 colpevole di disobbedienza a decisioni dell’autorità per non
avere accompagnato, il 29.12.2007, il 26.1. 2008 e il 9.2.2008, il figlio
presso il __________ dove il padre avrebbe esercitato il diritto di visita in
forma libera disattendendo, così, l’ordine impartitole dalla PL 1 con decisione
14.5.2007  e con comminatoria dell’art. 292 CP.

Il procuratore pubblico ne ha, perciò, proposto
la condanna alla multa di fr 500.- che, in caso di mancato pagamento, sarebbe
stata sostituita da una pena detentiva di 5 giorni.

 

                                   2.   RI 1 ha sollevato opposizione
contro tale decreto d’accusa.

 

                                   3.   Con
sentenza 7 ottobre 2008, constatato che la prevenuta, nonostante fosse stata
regolarmente citata “a mezzo raccomandata del 27 agosto 2008” non era comparsa al
dibattimento, il giudice della Pretura penale ha proceduto nelle forme
contumaciali ed ha confermato il decreto d’accusa.

 

                                   4.   Con
scritto pervenuto alla pretura penale il 27 ottobre 2008 RI 1 ha, implicitamente, chiesto il rifacimento del dibattimento sostenendo che il giudice, nella sua
decisione del 7 ottobre precedente, non aveva preso in considerazioni le
ragioni per cui non aveva presenziato al dibattimento.

 

                                   5.   A
seguito di tale scritto, il giudice della pretura penale ha indetto un nuovo
dibattimento per le 11.15 del 19 novembre 2008. 

RI 1 non ha presenziato nemmeno a questo
dibattimento.

Rilevato come la prevenuta fosse stata
regolarmente citata e ritenuta ingiustificata la sua assenza, il giudice, con
sentenza intimata il 28 novembre 2008, ha dichiarato definitivamente valida la sentenza contumaciale di condanna del 7 ottobre
2008.

 

                                   6.   Con tempestivo ricorso, RI 1 ha chiesto l’annullamento della sentenza 19/28 novembre 2008 (notificata alla condannata il 5.12.2008) osservando,
dapprima, di non avere potuto partecipare al dibattimento indetto per il 19
novembre precedente poiché non aveva ricevuto in tempo la relativa citazione. 

 

                                   7.   Giusta
l’art. 7 CPP, le intimazioni di atti giudiziari avvengono per invio postale o
per mezzo di usciere (cpv. 1), in applicazione analogica delle disposizioni del
Codice di procedura civile (cpv. 2). Di regola, dunque, una notifica è eseguita
per invio raccomandato, con o senza ricevuta di ritorno, in conformità ai
regolamenti postali (art. 124 cpv. 1 CPP). Se il destinatario è assente dal Cantone,
ma è noto il luogo ove si trova, gli atti giudiziari gli possono essere
notificati nei modi consentiti dai regolamenti postali o per tramite
dell’autorità giudiziaria del luogo, riservati i trattati (cfr. art. 122 CPP), tra
i quali vanno annoverati – in materia penale – la Convenzione europea di
assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 (RS 0.351.1), il
Secondo Protocollo addizionale alla citata Convenzione concluso in data 8
novembre 2001 (RS 0.351.12) e singole Convenzioni concluse dalla Svizzera con
singoli Stati, come ad esempio l’Accordo tra il Consiglio federale svizzero e
il Governo della Repubblica francese del 28 ottobre 1996 che completa la
Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile
1959 (RS 0.351.943.92), l’Accordo tra la Confederazione svizzera e la
Repubblica federale di Germania del 23 novembre 1969 con le relative modifiche
che completa la citata Convenzione (RS 0.351.934.61) e l’Accordo tra la
Svizzera e l’Italia del 10 settembre 1998 (RS 0.351.945.41).

Quest’ultimo accordo – che, come detto, completa
la citata Convenzione e ne agevola l’applicazione (art. XII n. 1) - contempla (così
come ad esempio, gli accordi stipulato con Francia e Germania) la facoltà di
indirizzare direttamente per via postale qualsiasi atto processuale e
provvedimento in materia penale alle persone che si trovano sul territorio
dell’uno o dell’altro stato. Tale accordo, approvato dall’Assemblea federale il
20 aprile 1999 (RS 2001, 1524), è entrato in vigore tra i due Stati contraenti
mediante scambio di note il 1°giugno 2003 (v. RS 0351.945.1 pag. 1 in
alto; v. anche RU 2003, pag 2005; CCRP sentenza 17 marzo 2008,v. inc.
17.2007.53 consid. 3.

 

                                   8.   Dagli atti risulta che la citazione per il dibattimento del 19
novembre 2008 è stata spedita alla ricorrente per raccomandata con avviso di
ricevimento il 5 novembre 2008. 

La ricerca postale chiesta dalla pretura penale
il 15.12.2008 non ha dato, per quel che risulta dall’incarto, alcun esito.

Il 17 febbraio 2009, la pretura penale ha
trasmesso a questa Corte (con la semplice menzione “da inserire nell’incarto
già trasmesso il 15.12.2008”) lo scritto 12 febbraio 2009 inviato al primo
giudice – apparentemente in risposta ad una richiesta di quest’ultimo
(richiesta di cui, però, questa Corte non ha ricevuto copia) – in cui la
ricorrente scrive che “a conferma di quanto scritto nella mia lettera del 9
dicembre 2008”  allega “quanto da voi richiesto”. Quanto allegato dalla
ricorrente è la stampata di una ricerca postale effettuata sul sito delle “Poste
italiane” da cui emerge che la “spedizione __________  con data
5.11.2008” è stata “consegnata dal portalettere del centro postale di __________
 in data 19 novembre 2008” .

In queste condizioni, ritenuto come sia evidente
che la mancata partecipazione al dibattimento previsto per il 19 novembre 2008 non
può essere imputata a colpa della ricorrente e, quindi, come sia evidente che l’accertamento
del primo giudice secondo cui l’accusata era stata “regolarmente citata”
(sentenza pag. 2) sia manifestamente arbitrario, la sentenza 19/28 novembre
2008 va annullata e gli atti ritornati alla pretura penale affinché venga
indetto, con termini adeguati, un nuovo dibattimento e si proceda ad un nuovo
giudizio.

 

                                   9.   Visto l’esito del ricorso, gli oneri processuali vanno caricati allo
Stato (art. 15 cpv. 2 CPP).

                                      

 

Per questi motivi,

 

visto sulle spese anche l’art. 39 lett. d LTG

 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è accolto. Di conseguenza, la sentenza impugnata è
annullata e gli atti ritornati alla pretura penale
affinché proceda alla citazione, con termini adeguati, di un nuovo dibattimento
e ad un nuovo giudizio.

 

                                   2.   Gli
oneri processuali, consistenti in:

 

a) tassa di
giustizia                    fr.            800.-

b) spese
complessive               fr.            200.-

                                                     fr.         1'000.-

 

sono posti a carico dello Stato.

 

                                   3.   Intimazione
a: 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  P_GLOSS_TERZI

  	 

				

      

Per la Corte di cassazione e di revisione penale

La presidente                                              Il
segretario

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Contro decisioni finali, contro decisioni
parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la
ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art.
100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non
sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,
il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.