# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 33346b78-ba95-5bf8-85c7-71235198a272
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-05-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di espropriazione 14.05.2007 10.2006.9-1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TE_001_10-2006-9-1_2007-05-14.html

## Full Text

Incarto n.

  10.2006.9-1

   

   

   

  	
  Lugano

  14 maggio 2007

  	
  Decisione

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale di espropriazione

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  Composto

  dalla Presidente

  	
  Margherita De Morpurgo

  
	
  e
  dai membri

  	
  arch.
  Alberto Canepa

  arch. Giancarlo Fumasoli

  
	
  segretario
  giudiziario

  	
  Enzo
  Barenco

  

 

 

statuendo
nella procedura di espropriazione formale promossa da

 

	
   

  	
  ISEP
  1

  rappr.
  dal RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  COCE
  1 composta da: 

  1.
  MCON 1 

  2.
  MCON 2 

  3.
  MCON 3 

  4.
  MCON 4 

  5.
  MCON 5 

   

  

 

	
   

  	
  nell'ambito
  delle opere di realizzazione del nuovo acquedotto intercomunale "__________"

   

  relativamente
  al mapp. no. 935 di __________

  

 

 

ed
ora sulle opposizioni all’espropriazione, alla costituzione di un diritto di
passo veicolare ed all’anticipata immissione in possesso,

 

considerato                    in
fatto ed in diritto 

- che i Comuni di __________ e __________ intendono costruire l’acquedotto
intercomunale. In tale ambito è prevista la realizzazione di un nuovo serbatoio
in territorio di __________ che permetterà ai due Comuni di disporre di un maggiore
e sufficiente volume di stoccaggio dell’acqua proveniente dalle sorgenti __________,
in funzione del fabbisogno attuale e futuro. La nuova condotta di adduzione
consentirà di eliminare la tubazione sospesa sul torrente __________ e, grazie
all’elevata pressione d’esercizio ed ai nuovi impianti di collegamento,
permetterà di sopperire alle carenze degli attuali sistemi di distribuzione in
entrambi i Comuni;

- che il Consiglio Comunale di __________ ha approvato la convenzione
concernente la costruzione del serbatoio e della relativa condotta di
alimentazione come pure la convenzione riguardante la proprietà e l’esercizio
del serbatoio, concedendo contestualmente il credito di costruzione nel corso
della seduta del 22.5.2006 (MM 5/2006);

- che per realizzare l’opera il Comune di __________ ha avviato la presente
procedura che coinvolge, tra gli altri, anche il mapp. no. 935 per il quale è
chiesta, in particolare, l’espropriazione definitiva di mq 360, l’occupazione
temporanea di mq 486 e la costituzione di un diritto di passo veicolare su mq
480 contro versamento, rispettivamente, di fr. 20.- il mq, di fr. 0.20 il mq e
di fr. 2.- il mq quali indennità (cfr. tabella di espropriazione);

- che gli atti di espropriazione sono stati pubblicati dal 4.10 al 2.11.2006;

- che entro i termini di legge i proprietari del mapp. no. 935 si sono opposti
all’espropriazione del sedime ed alla costituzione del diritto di passo,
contestando inoltre le indennità offerte siccome insoddisfacenti;

- che all’udienza di conciliazione del 17.4.2007 i proprietari hanno confermato
le opposizioni. Dal canto suo il Comune, dichiaratosi d’accordo di limitare il
diritto di passo alle sole necessità di gestione e di manutenzione del nuovo
serbatoio, ha confermato che il diritto stesso interessa la pista agricola
esistente sul mapp. no. 935 e che quest’ultima non sarà modificata; è previsto
solo il rinforzo dei muri di sostegno esistenti mantenendo però il loro
carattere attuale. Il Comune ha chiesto peraltro l’anticipata immissione in
possesso dal 1°.9.2007, provvedimento al quale i proprietari si sono pure
opposti;

- che sempre all’udienza, accertato che l’ente pubblico ha eseguito solo la
modinatura della parte esterna del serbatoio, il Tribunale ha ordinato il
completamento della picchettazione a norma di legge;

- che dando seguito all’invito del Tribunale l’ente espropriante ha trasmesso
la documentazione richiamata e comprovato l’avvenuta picchettazione (cfr.
lettera del 7.5.2007 e documentazione annessa);

- che il mapp. no. 935 è ubicato in località __________, misura
complessivamente mq 20824 e consta di ampie aree prative e forestali oltre che
di vari edifici posti, per lo più, nella parte alta del terreno. Il settore
interessato dall’espropriazione ospita un rustico non riattato ed è
attraversato da una pista agricola (cfr. documentazione fotografica).

Stando al vigente PR il fondo appartiene al territorio fuori dalla zona
edificabile; esso è inoltre parzialmente colpito da un vincolo AP-EP, volto
specificatamente all’ampliamento del serbatoio dell’acquedotto, istituito con
una variante approvata il 15.11.2005 dal Consiglio di Stato. Il ricorso
interposto dai proprietari contro il vincolo è stato respinto (cfr. ris. 5369
del 15.11.2005; piano della variante);

- che un intervento espropriativo, come ogni atto limitativo dei diritti di
proprietà, deve rispondere ad un interesse pubblico e rispettare il principio
di proporzionalità. Occorre cioè, da un canto, che sia preordinato al
perseguimento di fini pubblici preponderanti rispetto a quelli meramente
privati e, d’altro canto, che si configuri come mezzo idoneo al raggiungimento
dello scopo prestabilito (Hess/Weibel, Das Enteignungsrecht des Bundes,
1986, ad art. 1 no. 11 ss, 25 ss; Grisel, Traité de droit administratif,
1984, vol. II, p. 727);

- che giusta l’art. 24 cpv. 2 Let. a Lespr. l’espropriato ha facoltà di opporsi
all’esporpriazione;

- che tale facoltà è corollario dell’art. 2 Lespr. – che a sua volta sancisce
il principio di presunzione di pubblica utilità per le opere realizzate dal
Cantone e dai Comuni – ed ha indubbia valenza giuridica qualora l’opera non
figurasse nel PR poiché, in tale evenienza, consente al soggetto colpito di
contestarne la legittimità nell’ambito del procedimento espropriativo
assoggettando l’opera stessa a quell’esame di pubblica utilità che ancora non
ha subito e garantendo al privato l’esercizio del diritto di essere sentito;

- che, per contro, qualora la pubblica utilità fosse già stata riconosciuta dal
Consiglio di Stato contestualmente all’approvazione del PR (art. 40 cpv. 2
LALPT) il Giudice delle espropriazioni non è più confrontato con una sola
presunzione bensì con una certezza (praesumptio juris et de jure) per cui la
prova del contrario non è più ammissibile per ovvi motivi di sicurezza
giuridica e di separazione dei poteri (Hess/Weibel, op. cit., ad art. 1
no. 13 in fine; RDAT I-1993 no. 49; TRAM 23.6.2004 N. 50.2003.16
in re L.);

- che i proprietari si oppongono all’espropriazione del terreno destinato alla
costruzione del nuovo serbatoio (mq 360) poiché quest’ultimo potrebbe essere
realizzato su di un altro sedime;

- che sotto questo profilo essi vorrebbero riavviare il dibattito sulla
pubblica utilità e la proporzionalità dell’opera trascurando, tuttavia, che il
tema è già stato risolto definitivamente con l’approvazione del PR;

- che d’altra parte l’esistenza di soluzioni alternative a quella proposta
dall’ente espropriante non basta a screditare un progetto concreto trattandosi
di un giustificativo generico di cui chiunque potrebbe avvalersi con la
conseguenza che la messa in atto di lavori pubblici sarebbe in buona parte
destinata a fallire (Hess/Weibel, op. cit., ad art. 1 no. 26 ss, ad art.
35 p. 431; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement du territoire,
construction, expropriation, 2001, no. 1252);

- che inoltre la presunzione di pubblica utilità di un’opera si estende anche
ai piani costruttivi dell’opera stessa (cfr. RDAT I-1993 no. 49);

- che in concreto, come già rilevato, la superficie esproprianda è stata
riservata mediante una recente variante ad hoc del PR per la costruzione del
serbatoio;

- che di conseguenza l’opposizione all’espropriazione è inammissibile;

- che, invero, la legittimità di un PR potrebbe ancora essere contestata in
sede di applicazione concreta ma soltanto a condizione che, all’atto di
adozione del piano, l’interessato non abbia potuto recepire le restrizioni
imposte o non abbia avuto la possibilità di impugnarle oppure se le circostanze
che le avevano giustificate fossero sostanzialmente mutate (DTF 123 II
337 c. 3a; RDAT I-1995 no. 30; TRAM 23.6.2004 N. 50.2003.16 in re
L.);

- che in concreto tali requisiti manifestamente non sono adempiuti ritenuto che
i proprietari hanno impugnato il vincolo tuttavia senza successo;

- che i proprietari contestano pure la costituzione in via coatta di una
servitù di passo veicolare che colpisce una superficie di mq 480 ed è intesa ad
offrire un accesso al serbatoio, argomentando che essa pregiudica la
riattazione del rustico esistente e la gestione agricola dell’intera
particella;

- che, come detto, la predetta servitù interessa la pista agricola al mapp. no.
935 (cfr. piano di espropriazione; documentazione fotografica);

- che tale pista agricola è riportata nel piano della variante (cfr. piano), ma
nel piano viario non è segnata né come sentiero pubblico né come tracciato
stradale pubblico (cfr. piano viario, frazione __________);

- che, ciò considerato, il diritto di passo veicolare postulato dal Comune è
logica ed imprescindibile conseguenza della costruzione del serbatoio poiché ne
garantisce l’accesso. Infatti quand’anche gli attuali proprietari tollerassero
il transito in via amichevole, verso eventuali terzi nuovi proprietari il
Comune non potrebbe far valere alcun diritto;

- che pertanto l’onere è sorretto da un indiscutibile interesse pubblico;

- che, del resto, oltre a servire come accesso privato a quella parte della
proprietà, il sedime è già gravato con un onere di passo con ogni veicolo a
favore del sentiero al mapp. no. 907 (cfr. estratti RF) che, di fatto,
costituisce la continuazione verso est della pista agricola;

- che di conseguenza e ritenuto che da parte del Comune il transito sarà
occasionale, non è ravvisabile alcun pregiudizio per la gestione agricola del
fondo. Quanto al rustico, inserito nell’inventario degli edifici situati fuori
dalle zone edificabili ed appartenente alla categoria degli edifici meritevoli
di conservazione ma con ammesso il cambiamento di destinazione, il diritto di
passo certamente non ne pregiudica lo sfruttamento (cfr. scheda descrittiva;
ris. 4.3.1998 del Consiglio di Stato di approvazione dell’inventario);

- che, infine, per assicurarsi l’accesso necessario il Comune non ha
sollecitato l’espropriazione definitiva del sedime bensì ha optato per una
servitù, ossia per la misura meno incisiva per i diritti del proprietario,
dichiarandosi inoltre d’accordo di limitare il diritto di passo alle sole
necessità di gestione e di manutenzione del nuovo serbatoio. In quest’ottica il
Comune provvederà solamente a rinforzare i muri di sostegno esistenti senza
modificarne l’aspetto attuale, intervento che avvantaggerà, di riflesso, anche
i proprietari;

- che anche il principio di proporzionalità è dunque ossequiato;

- che pertanto l’opposizione alla costituzione del diritto di passo appare
infondata;

- che il Comune ha chiesto l’anticipata immissione in possesso a far tempo dal
1°.9.2007, provvedimento al quale i proprietari si sono opposti (cfr. verbale
17.4.2007);

- che l’ente espropriante può chiedere l’immissione in possesso prima della
stima e del pagamento dell’indennità qualora renda verosimile che un ritardo
nell’inizio dei lavori sarebbe di pregiudizio all’opera. Tuttavia, fintanto che
sulle opposizioni all’espropriazione e sulle domande di modifica dei piani non
sia stata presa una decisione definitiva, l’immissione in possesso può essere
concessa solo nella misura in cui non abbiano a sorgere danni irreparabili
qualora le stesse venissero accolte. L’autorizzazione è peraltro accordata
sempre che la presa di possesso non impedisca di esaminare la domanda di
indennità (art. 51 Lespr.);

- che in concreto i lavori non sono ancora stati deliberati;

- che, stando alle affermazioni del Comune, i lavori devono essere eseguiti nel
periodo invernale quando l’erogazione d’acqua è minore ed il servizio può
essere garantito con la posa di un serbatoio provvisorio di piccole dimensioni.
Esso conta quindi di pubblicare il bando di concorso all’inizio del mese di
maggio e deliberare i lavori a fine luglio di modo che, tenuto conto delle
ferie, l’opera potrebbe essere realizzata a partire dall’inizio di settembre
(cfr. verbale 17.4.2007);

- che, tuttavia, il rispetto delle date, così come prospettate dall’ente
pubblico, non è scontato;

- che bisogna infatti considerare che il presente giudizio è impugnabile
mediante ricorso e lo stesso vale sia per il bando di concorso sia per le
delibere sia, infine, per la licenza edilizia;

- che eventuali ricorsi potrebbero comportare una dilatazione dei tempi e
quindi il differimento dei lavori, nella peggiore delle ipotesi il loro rinvio
all’anno prossimo poiché vanno eseguiti nella stagione invernale;

- che in queste condizioni il requisito dell’urgenza non è adempiuto;

- che pertanto il Tribunale non può accordare l’anticipata immissione in
possesso;

- che sulle indennità espropriative il Tribunale si pronuncerà in separata
sede, salvo che le parti si accordino privatamente;

- che gli espropriati non si sono avvalsi della consulenza di un legale e
pertanto non si assegnano ripetibili.

 

richiamata                       la
Legge di espropriazione dell’8 marzo 1971

 

dichiara 

e pronuncia:          1.     L’opposizione all’espropriazione è respinta.

                                2.     L’opposizione alla costituzione di un diritto
di passo veicolare è respinta.

2.1. E’ fatto ordine al Comune di limitare il diritto di passo veicolare alla
sola gestione e manutenzione del nuovo serbatoio.

 

                                3.     L’opposizione all’anticipata immissione in
possesso è accolta e di conseguenza il provvedimento non è accordato.

 

                                4.     La tassa di giustizia e le spese in fr. 500.-
sono a carico dell’ente espropriante. Non si assegnano ripetibili.

 

                                5.     Intimazione a:

	
   

  	
  -
  

  -
  

  -
  

  -
  

  -
  

  -
  

   

  

 

 

per il Tribunale di
espropriazione

la
Presidente                                                             Il
segretario giudiziario

 

 

Margherita
De Morpurgo                                           Enzo Barenco