# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fed8d9d5-33ea-5e5b-b2cb-91455bb32d42
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-09-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 22.09.2017 80.2016.149
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2016-149_2017-09-22.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2016.149

  80.2016.150

  	
  Lugano

  22 settembre 2017

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 27 giugno 2016 contro la decisione del 26 maggio 2016 in materia di IC/IFD
  2014.

  

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   Il 17.11.2015
l’Ufficio di tassazione di __________ (di seguito UT) emetteva una multa
disciplinare nei confronti dei coniugi RI 1 a seguito del mancato inoltro della
dichiarazione di tassazione per il periodo fiscale 2014. Nella decisione, oltre
alla multa di fr. 600.- veniva rinnovata la diffida a voler presentare la
dichiarazione d’imposta entro 20 giorni, con l’avvertenza che scaduto infruttuoso
il termine in questione, l’autorità fiscale avrebbe proceduto ad emanare una
decisione di tassazione d’ufficio.

 

 

                                  B.   Per il periodo
fiscale 2014 i coniugi RI 1 ed __________ venivano tassati d’ufficio, non
avendo dato seguito alla diffida del 17.11.2015. L’UT, con decisione 20.1.2016 commisurava
per l’IC un reddito imponibile di fr. 150'000.- (medesimo importo determinante
per l’aliquota). Per l’IFD il reddito imponibile era pari a fr. 147'400.-
(stessa somma determinante anche per l’aliquota). A motivazione della
tassazione d’ufficio l’UT indicava: “Richiamata
la diffida del 17.11.2015, ritenuto che alla richiesta in essa contenuta non è
stato dato seguito, si procede con la tassazione d’ufficio. La tassazione
d’ufficio è stata eseguita in applicazione degli art. 204 cpv. 2 della LT e 130
cpv. 2 della LIFD. Il contribuente può impugnare la tassazione operata
d’ufficio soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo
dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova. Ciò significa che al
reclamo dev’essere allegata la dichiarazione d’imposta debitamente compilata e
corredata da tutti i certificati, attestazioni, documenti, ecc. Vi rendiamo
attenti  che un eventuale reclamo con modalità e contenuti che non soddisfano i
requisiti di legge verrà dichiarato irricevibile. Di conseguenza la tassazione
d’ufficio diventerà definitiva”.

 

 

                                  C.   Con raccomandata del
23/24.2.2016 i coniugi RI 1, per il tramite di __________ impugnavano mediante
reclamo la decisione di tassazione d’ufficio. In particolare veniva indicato
come l’imponibile accertato non corrispondesse a realtà: l’attività di RI 1,
avvocato, era stata ridotta in quel periodo fiscale, con entrate che non
superavano fr. 50'000.- ed inoltre, la moglie avrebbe iniziato la sua attività
professionale dipendente unicamente nel 2015. I rappresentanti precisavano che
erano in attesa della contabilità allestita dall’avvocato, e che avrebbero preparato
una situazione relativa alle entrate ed uscite da trasmettere all’autorità fiscale.
Non veniva allegata né la dichiarazione d’imposta né alcun documento
giustificativo.

 

 

                                  D.   Con scritto 10.3.2016
l’UT si rivolgeva alla rappresentante degli insorgenti indicando come per poter
entrare nel merito del reclamo relativo alla tassazione d’ufficio fosse
necessario trasmettere la dichiarazione d’imposta per il 2014 corredata dai documenti
necessari ed elencati nello scritto. Veniva attribuito un termine scadente il
30.3.2016 per la trasmissione di quanto richiesto corredato dall’avvertenza che
in caso di mancata trasmissione il reclamo sarebbe stato dichiarato
irricevibile. L’UT concedeva una proroga sino al 30.4.2016 – su richiesta di __________
- per la trasmissione di quanto richiesto, ricordando l’avvertenza che la
scadenza infruttuosa del termine avrebbe comportato l’irricevibilità del gravame.

 

 

                                  E.   Con decisione
26.5.2016 l’UT dichiarava irricevibile il reclamo con la seguente motivazione:
“Considerato il reclamo presentato avverso le
decisioni di tassazione d’ufficio imposta cantonale e imposta federale diretta
2014, richiamata la corrispondenza intercorsa e constatato che, nel termine
assegnato alla rappresentante dei contribuenti per produrre la necessaria
documentazione atta a comprovare la manifesta infondatezza delle decisioni di
tassazione d’ufficio ed all’assolvimento degli obblighi procedurali, non è
stato (dato) seguito a quanto richiesto si procede come comunicato a dichiarare
il reclamo irricevibile in applicazione degli art. 206 e ss. L. tributaria ticinese;
art. 132 e ss. L. federale sull’imposta federale diretta”.

 

 

                                  F.   Con ricorso
25/28.6.2016 l’avv. RI 1 impugna la decisione su reclamo IC/IFD 2014. Contesta
il reddito imponibile di fr. 150'000.- commisurato dall’UT, poiché non
corrisponderebbe alla sua situazione finanziaria. Il ricorrente allega al gravame
la dichiarazione d’imposta per il periodo fiscale 2014 ed indica che negli scorsi
anni si era spesso assentato all’estero, motivo per il quale egli aveva inviato
in ritardo atti all’autorità fiscale. Il ricorrente chiede di annullare la
decisione e di accertare gli elementi imponibili sulla base di quanto da lui
indicato.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         La Camera di diritto
tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli
uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a
condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare
preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente
motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata,
ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia
dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Infatti, se
l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno
retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in
caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

 

                                         1.2.

                                         Nel caso che qui ci occupa
si ha che, con la multa disciplinare, l’UT ha parimenti assegnato ai
contribuenti un termine di 20 giorni per presentare la dichiarazione di
tassazione per il periodo fiscale 2014 per l’IC e l’IFD ed al contempo ha indicato
che, in caso di mancata ottemperanza agli obblighi fiscali, avrebbe proceduto alla
tassazione d’ufficio.

                                         Nel termine impartito RI 1
non hanno dato seguito a quanto intimato loro da parte dell’UT.

                                         Motivo per cui l’autorità
ha proceduto con una tassazione d’ufficio, ricordando ai contribuenti le
condizioni restrittive cui è subordinato il reclamo contro una tassazione per
apprezzamento.

 

                                         1.3.

                                         Gli
articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD consentono all’autorità di tassazione
di procedere ad una tassazione d’ufficio in base ad una valutazione coscienziosa,
se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi
procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati
esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede può tener conto
di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita
del contribuente.

 

                                         1.4.

                                         Contro
la decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto
all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206
cpv. 1 LT; art. 132 cpv. 1 LIFD). Tuttavia, il contribuente può impugnare la
tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è “manifestamente
inesatta”. Il reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova
(art. 206 cpv. 3 LT; art. 132 cpv. 3 LIFD).

                                         Le
norme appena citate esigono che il contribuente apporti la prova della “manifesta
inesattezza” della tassazione d’ufficio e richiede espressamente che il reclamo
sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova. Tali requisiti del reclamo
rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassazione
per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in mancanza dei
quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (sentenza del Tribunale federale
del 21 novembre 1997, in DTF 123 II 552).

                                         Secondo
il Tribunale federale, il requisito della motivazione del reclamo, contenuto
nella disposizione in esame, deve essere considerato quale requisito di validità,
sebbene la legge non lo designi esplicitamente come tale (DTF 81 I 98 consid.
3, 121 I 117 consid. 3a, 122
I 70 consid. 1c).

 

                                         1.5.

                                         La prova della manifesta
inesattezza della tassazione d’ufficio, secondo la giurisprudenza del Tribunale
federale, dev’essere completa e non può limitarsi a singole posizioni: il
contribuente deve cioè riprendere la collaborazione trascurata ed in particolar
modo inoltrare la dichiarazione fiscale precedentemente non presentata (cfr.
DTF 2c_504/2010 in RF 67/2012 p. 143; inoltre ASA 75 p. 329 consid. 5.1).

 

                                         1.6.

                                         Nel caso in disamina si ha
che nella motivazione della decisione di tassazione operata d’ufficio ed
emanata il 20.1.2016, l’UT ha espressamente indicato come la stessa fosse
censurabile unicamente se manifestamente inesatta e mediante un reclamo motivato,
che indicasse eventuali mezzi di prova.

                                         Tuttavia i contribuenti, rappresentati
in sede di reclamo dalla __________, nel generico gravame, non si sono
confrontati con la manifesta inesattezza della decisione di tassazione
d’ufficio e, al contempo, non hanno presentato né la dichiarazione fiscale, né
tanto meno i necessari documenti giustificativi.

 

                                         In un simile caso, l’UT
avrebbe dovuto dichiarare – senza esitazioni di sorta - il reclamo irricevibile,
limitandosi a costatare che la decisione di tassazione d’ufficio era passata in
giudicato, non essendo stati adempiuti i requisiti per contestarla.

                                         Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, infatti, se il contribuente interpone un reclamo che
non adempie i requisiti previsti dalla legge per impugnare una tassazione per
apprezzamento, l’autorità fiscale lo dichiara irricevibile senza attribuire al
reclamante un termine di grazia per rimediarvi (Fenners/Looser,
Besonderheiten bei der Anfechtung der Ermessensveranlagung, in AJP 2013 p. 33,
in particolare p. 42 e giurisprudenza citata; cfr. anche la sentenza CDT n.
80.2013.230 del 30 ottobre 2013 consid. 2.4; cfr. anche CDT n. 80.2016.123 del
17 ottobre 2016).

 

                                         1.7.

                                         Tuttavia con scritto 10.3.2016
l’UT ha dato ancora modo ai contribuenti di adempiere ai loro obblighi fiscali,
richiedendo tutta una serie di documenti. In calce a tale missiva, l’autorità
indicava anche: “In caso di inosservanza del
presente invito, il reclamo sarà deciso sulla documentazione già a disposizione
dell’autorità constatato il mancato rispetto degli obblighi procedurali dei
contribuenti ritenuta non comprovata la manifesta infondatezza delle decisioni
d’ufficio emesse, dichiarandone l’irricevibilità”.

                                         Anche a seguito della
ricezione dello scritto 30.3.2016, inviato tramite posta APlus con il quale
veniva concessa un’ulteriore proroga sino al 30.4.2016 per presentare quanto
richiesto - sotto comminatoria di dichiarare irricevibile il reclamo- , gli
insorgenti omettevano di trasmettere la documentazione. In queste circostanze,
la decisione impugnata, con cui l’Ufficio di tassazione ha dichiarato irricevibile
il reclamo, è conforme al diritto federale e cantonale.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Il ricorrente
contesta la tassazione d’ufficio, che a suo dire non corrisponderebbe affatto
alla situazione economica sua e della moglie per quanto riguarda il periodo
fiscale 2014.

 

                                         2.2.

                                         A tale riguardo, dal
momento che a giusto titolo l’Ufficio di tassazione non è entrato nel merito
del reclamo, non vi sono i presupposti perché nella procedura di ricorso si
possano esaminare le critiche formulate dal ricorrente contro la tassazione
d’ufficio. Come ha ancora recentemente ricordato il Tribunale federale,
procedere ad un tale esame equivarrebbe ad ammettere che, anche in presenza di
un reclamo irricevibile, un contribuente sia legittimato a dimostrare, davanti
alle istanze superiori, il carattere manifestamente inesatto della tassazione
d’ufficio. In tal modo, verrebbero tuttavia svuotate del loro senso le esigenze
formali previste dall’art.132 cpv. 3 LIFD, per il fatto che il contribuente
che, dopo aver violato i suoi obblighi di collaborazione ed essere stato
sottoposto alla tassazione d’ufficio, ha presentato un reclamo non motivato,
potrebbe sfuggire alle conseguenze previste dalla legge (cfr. la sentenza del 2
febbraio 2016 n. 2C_509/2015 e 2C_510/2015, in RDAF 2016 II p. 168 = RF 71/2016
p. 455, consid. 6.2.1. con riferimenti).

                                         Non è pertanto possibile
verificare la tassazione d’ufficio alla luce della dichiarazione d’imposta,
presentata solo con il ricorso alla Camera di diritto tributario.

 

                                         2.3.

                                         Alla luce di quanto sopra,
si tratta ancora solo di verificare se la valutazione compiuta dall’autorità
fiscale in sede di tassazione d’ufficio non sia stata palesemente eccessiva.

                                         A questo proposito, il
Tribunale federale ha stabilito che possano essere censurati solo gravi errori
di valutazione. Una tassazione per apprezzamento è manifestamente inesatta se
ha trascurato o valutato in modo erroneo un aspetto essenziale o se l’autorità
fiscale è incorsa in errori palesi (DTF 2C_6/2011, consid. 3.3.1;
Fenners/Looser, Besonderheiten bei
der Anfechtung der Ermessensveranlagung, AJP 2013 p. 33 ss., p. 38).

                                         I redditi
stabiliti per apprezzamento includono il reddito da attività indipendente del
marito (fr. 150‘000.-) ed il valore locativo della casa (fr. 12‘591.-). Le
deduzioni includono le spese di gestione e di manutenzione immobili (fr.
2‘519.- per l’imposta cantonale come anche per l’imposta federale diretta) e
gli interessi passivi privati (fr. 10‘000.-). Unicamente in sede ricorsuale i
contribuenti hanno indicato che la moglie esercitava un’attività lucrativa (da
fine settembre 2014 al 31.12.2014 per un salario netto di fr. 11‘754.-). L’UT
basandosi anche sulla circostanza che i ricorrenti hanno, nel 2015, pagato
circa fr. 107‘000.- di imposte arretrate, hanno valutato in maniera oculata,
quella che doveva essere stata la situazione reddituale dei coniugi RI 1 per il
periodo fiscale 2014. Senza entrate di una certa consistenza, gli stessi non
sarebbero stati infatti in grado di far fronte ad un così importante debito
d’imposta.                  

                                         Secondo
la giurisprudenza, peraltro, l’autorità fiscale, quando procede alla stima
coscienziosa, non è obbligata, nelle valutazioni imposte dalla condotta del contribuente,
a scegliere, in caso di dubbio, la soluzione più favorevole a quest’ultimo: si
deve impedire che il contribuente che si è preoccupato di presentare gli
elementi della tassazione in modo tale che possano essere sottoposti a verifica
debba pagare più imposte di quello che rende impossibile una simile verifica
per motivi che sono a lui imputabili (RDAF 2003 II 581 consid. 4.1; ASA 58 p.
670 consid. 3b).

                                         Le stime su cui si fondano
le decisioni impugnate non presentano dunque errori manifesti, tali da farle
apparire manifestamente inesatte.

 

                                         2.4.

                                         A titolo abbondanziale va
anche aggiunto come i ricorrenti indicano solo in sede ricorsuale che la
moglie, per il periodo fiscale sub judice aveva svolto un’attività lucrativa.
Gli insorgenti allegano agli atti copia del certificato di salario di __________.
Spetterà all’autorità fiscale valutare se, nel caso in disamina emergono anche
gli estremi per avviare una procedura di ricupero d’imposta.                                              

 

 

                                   3.   Visto l’esito del
ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico dei
ricorrenti, soccombenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    700.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr.    800.–

                                         sono a carico dei
ricorrenti.

                                      

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
  -;
  

  -;
  

  -;
  

  -.

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: