# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3a5be542-fc4e-510c-ac69-d578dd0035dc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-01
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 01.09.2025 B-2133/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-2133-2023_2025-09-01.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte II 

B-2133/2023 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 °  s e t t e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 

 
Giudici Chiara Piras (presidente del collegio),  

Pietro Angeli-Busi, David Aschmann,  

cancelliere Luca Rossi. 
 

 
 

Parti 

 
1. Giovanni Caverzasio,  

Stradón 22, 6653 Verscio,   

2. Giorgio Caverzasio,  

Via Caselle 8, 6644 Orselina,   

entrambi patrocinati dall'avv. Ivano Genovini,  

Studio legale e notarile,  

Via Franscini 29, casella postale 222, 6601 Locarno,  

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 

 
CHIODI ASCONA SA,  

Via Delta 24, 6612 Ascona,   

patrocinata dall'avv. Gianluigi Della Santa,  

Studio Legale e Notarile,  

Viale Stazione 2, casella postale 1854, 6501 Bellinzona,  

controparte,  

  

Istituto Federale della Proprietà Intellettuale IPI, 

Stauffacherstrasse 65/59g, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  
 

 
 

Oggetto 

 
Procedura di cancellazione n° 102861,  

CH 658'599 TRE TERRE. 

B-2133/2023 

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Fatti: 

A.  

A.a Depositato il 9 aprile 2014, in seguito registrato e pubblicato il 15 mag-

gio 2014 nella pagina web Swissreg, il marchio svizzero n. 658'599 "TRE 

TERRE" (di seguito: il marchio impugnato), di cui CHIODI ASCONA SA (di 

seguito: la controparte, la resistente) è titolare, è destinato ai prodotti della 

classe 33: Bevande alcoliche (tranne le birre). 

A.b Avverso la registrazione del marchio non è stata sollevata nessuna 

opposizione.  

B.  

B.a Con scritto del 9 settembre 2022, Giorgio e Giovanni Caverzasio (in 

seguito: i ricorrenti, i richiedenti) hanno presentato, presso l’Istituto Fede-

rale della Proprietà Intellettuale (in seguito: l’autorità inferiore, l’IPI o l’Isti-

tuto), una domanda di cancellazione per mancato uso del marchio impu-

gnato (procedura di cancellazione n° 102861).  

B.b Con risposta del 18 novembre 2022, la controparte ha chiesto il rigetto 

della domanda di cancellazione del marchio impugnato.  

B.c Con decisione del 2 marzo 2023 l’autorità inferiore ha respinto la do-

manda di cancellazione n. 102861, posto a carico dei ricorrenti la tassa di 

cancellazione di fr. 800.– e condannato quest’ultimi a versare un’indennità 

di patrocinio di fr. 600.– alla controparte. 

C.  

C.a Contro la suddetta decisione i ricorrenti sono insorti il 19 aprile 2023 

dinnanzi al Tribunale amministrativo federale (in seguito: il Tribunale o 

TAF), postulandone l’annullamento e di conseguenza la radiazione per 

mancato uso del marchio n. 658'599 "TRE TERRE" dal Registro nazionale 

dei marchi, con protesta di tasse, spese e ripetibili per la presente e la pre-

cedente procedura. Ripercorrendo le argomentazioni già esposte nella do-

manda di cancellazione del 9 settembre 2022. 

C.b Con osservazioni del 19 giugno 2023, la resistente ha rinviato alle con-

siderazioni già esposte nella sua risposta del 18 novembre 2022, nella 

quale si era già espressa riguardo alla legittimità e alla validità del deposito 

del marchio impugnato ed aveva preso puntualmente posizione sulle 

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argomentazioni avanzate dai richiedenti dinnanzi all’IPI. Essa ha pertanto 

chiesto il respingimento del ricorso, con protesta di spese, tasse e ripetibili. 

C.c Con risposta del 25 luglio 2023, l’autorità inferiore ha chiesto di respin-

gere il ricorso e di confermare la decisione impugnata.  

C.d Con replica del 24 settembre 2023, i ricorrenti si sono riconfermati nelle 

conclusioni ricorsuali.  

C.e Con duplica dell’11 e del 24 ottobre 2023, la controparte e l’autorità 

inferiore si sono sostanzialmente riconfermate nelle conclusioni e nelle ar-

gomentazioni esposte nei precedenti memoriali.   

D.  

I fatti e gli argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi e/o ri-

portati nei considerandi, qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale esamina d'ufficio e liberamente la ricevibilità dei ricorsi che 

gli vengono sottoposti (DTAF 2007/6 consid. 1).  

1.2 Il Tribunale è competente per giudicare il presente ricorso (artt. 31, 32 

e 33 lett. e della Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo 

federale [LTAF, RS 173.32]; art. 5 cpv. 2 della Legge federale del 20 dicem-

bre 1968 sulla procedura amministrativa [PA, RS 172.021]).  

1.3 I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-

riore, sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un 

interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Inoltre, le disposizioni relative alla rappresen-

tanza e patrocinio (art. 11 PA), al termine di ricorso (art. 50 cpv. 1 PA), al 

contenuto e alla forma dell'atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA), all'anticipo 

delle spese processuali (art. 63 cpv. 4 PA), nonché ai rimanenti presupposti 

processuali (art. 44 e segg. PA), sono rispettate. 

1.4 Pertanto, nulla osta alla ricevibilità del ricorso. 

  

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2.  

2.1 Oggetto del presente litigio è la domanda di cancellazione per mancato 

uso del marchio impugnato. Nel caso concreto, il periodo di riferimento di 

cinque anni (cfr. consid. 4.3) inizia al 9 settembre 2017 e si conclude al 9 

settembre 2022, data del deposito della domanda di cancellazione. 

2.2 A sostegno della tesi del mancato uso del marchio impugnato, i richie-

denti hanno innanzitutto evidenziato dinanzi all'autorità inferiore come, per 

quasi trent’anni, vi sarebbe stata una stretta collaborazione lavorativa tra 

essi e la controparte. Tale collaborazione sarebbe consistita nella vinifica-

zione congiunta di uve prodotte e selezionate esclusivamente dai richie-

denti, utilizzate per realizzare vini commercializzati con il marchio "TRE 

TERRE". Dal canto suo la controparte avrebbe partecipato alla vinifica-

zione delle uve nella cantina di proprietà dei richiedenti, occupandosi poi 

della commercializzazione del vino sotto la ragione sociale CHIODI 

ASCONA SA. Successivamente, le parti si sarebbero accordate per modi-

ficare l’etichetta del vino "TRE TERRE" specificando che le uve erano "col-

tivate e selezionate da Giovanni Caverzasio", vinificate con Fabio Arna-

boldi e distribuite da CHIODI ASCONA SA. Secondo i richiedenti, il rap-

porto così instaurato escludeva la possibilità per la controparte di rivendi-

care legittimamente la titolarità del marchio "TRE TERRE", in quanto ideato 

e inizialmente commercializzato esclusivamente dai richiedenti. Cionono-

stante, la controparte non soltanto avrebbe usurpato i diritti preferenziali 

dei richiedenti, ma avrebbe altresì effettuato un deposito abusivo e illecito 

del marchio (art. 2 cpv. 2 del Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 

[CC, RS 210] e art. 3 lett. d della Legge federale contro la concorrenza 

sleale del 19 dicembre 1986 [LCSI, RS 241]), rendendolo quindi privo di 

effetti giuridici. Infine, i richiedenti sostengono che il marchio oggetto della 

presente controversia avrebbe natura meramente difensiva, circostanza 

che ne comporterebbe la decadenza. A suffragio di quanto asserito, i ri-

chiedenti hanno prodotto numerosi documenti, concludendo per l’accogli-

mento della domanda di radiazione totale del marchio impugnato.  

2.3 Sulla base delle affermazioni dei ricorrenti e della documentazione pro-

dotta, l’IPI ha ritenuto nella decisione impugnata che quest’ultimi non ab-

biano reso verosimile che tra il 15 agosto 2014 e il 15 agosto 2019 la con-

troparte non abbia fatto uso del marchio impugnato in relazione ai prodotti 

della classe 33. Al riguardo l’autorità inferiore ha attirato l’attenzione dei 

richiedenti sul fatto che la loro argomentazione e la conseguente offerta di 

prove, pur permettendo di dimostrare l’esistenza di una stretta collabora-

zioni tra le parti nella produzione del prodotto commercializzato sotto il 

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marchio impugnato, non è rilevante nell’ambito della procedura semplifi-

cata di cancellazione condotta dinnanzi all’istituto, che riguarda unica-

mente l’uso del marchio "TRE TERRE" da parte della resistente per un 

periodo ininterrotto di cinque anni dalla scadenza inutilizzata del termine di 

opposizione. Pur riconoscendo che un chiarimento circa la titolarità del 

marchio in questione, cosi come una determinazione dell’eventuale carat-

tere difensivo e della natura abusiva ed illecita del deposito dello stesso, 

potrebbero essere appropriati, essa ha tuttavia precisato che tali argomen-

tazioni potrebbero essere sollevate unicamente nell’ambito di una proce-

dura di nullità svolta dinanzi al giudice civile cantonale, non per contro nel 

quadro della presente procedura di cancellazione davanti all’lstituto. 

Ciò posto e indipendentemente dall’errore di valutazione nella strategia ar-

gomentativa, l’IPI ha rilevato che dai mezzi probatori prodotti dai ricorrenti 

non emergesse alcun elemento concreto riguardante il mancato uso del 

marchio impugnato, ma piuttosto l’esatto opposto. 

2.4 Nel loro ricorso, i ricorrenti hanno contestato all’autorità inferiore di non 

aver adeguatamente esaminato la censura proposta per cui l’utilizzo e il 

preventivo deposito del marchio impugnato sarebbe abusivo, ragione per 

cui l’utilizzo dello stesso da parte della controparte sarebbe giuridicamente 

inoperante. A fronte dell’usurpazione di un marchio sul quale, a loro modo 

di vedere la controparte non aveva alcun diritto, a quest’ultima non po-

trebbe quindi essere imputato un utilizzo valido e continuativo. Inoltre, 

hanno osservato che né la controparte né l’autorità inferiore avrebbero 

colto il fulcro della contestazione da loro sollevata, ovvero il fatto che l’uti-

lizzo del marchio fosse da ritenersi non valido, sia a causa del carattere 

abusivo del deposito dello stesso, che dal fatto che il prodotto per cui esso 

era abusivamente utilizzato era sostanzialmente creato da loro. 

2.5 Pur non mettendo in dubbio la lunga collaborazione avuta in passato 

con i richiedenti, la controparte ha innanzitutto precisato che il marchio 

"TRE TERRE" è sempre stato vinificato e commercializzato da CHIODI 

ASCONA SA, ricorrendo solo per una parte della produzione alle uve col-

tivate e selezionate da Giovanni Caverzasio; ha quindi puntualizzato che 

la commercializzazione del vino sotto il marchio "TRE TERRE" è conti-

nuata anche dopo la cessazione della fornitura di uve da parte dei richie-

denti. La resistente ha poi contestato la rilevanza delle allegazioni dei ri-

chiedenti riguardo al prezzo di favore di cui essi beneficiavano per le pro-

prie uve e al fatto che, per contratto, avessero la possibilità di vendere di-

rettamente parte della produzione "TRE TERRE" ad esercenti del Locar-

nese. Secondo la controparte, tuttavia, le argomentazioni dei richiedenti si 

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sarebbero focalizzate unicamente su avvenimenti storici e su fatti del tutto 

irrilevanti ai fini della lite. A suo modo di vedere essi avrebbero completa-

mente travisato l’oggetto del contendere nell’ambito della procedura di can-

cellazione, non avendo addotto alcun elemento concreto suscettibile di 

rendere verosimile il mancato uso del marchio impugnato. Mancato uso 

che essa contesta, rilevando che la produzione e la commercializzazione 

del marchio "TRE TERRE" in Svizzera non è mai cessata ed è tuttora in 

corso, come dimostrerebbero i numerosi documenti prodotti. 

3.  

3.1 Il diritto al marchio insorge con la registrazione (art. 5 della legge fede-

rale del 28 agosto 1992 sulla protezione dei marchi e delle indicazioni di 

provenienza [LPM; RS 232.11]) e conferisce al titolare il diritto esclusivo di 

farne uso per contraddistinguere i prodotti o i servizi per i quali il marchio è 

rivendicato e di disporne (art. 13 cpv. 1 LPM).  

3.2 La protezione è accordata sempre che il marchio sia usato in relazione 

ai prodotti o servizi per i quali esso è rivendicato (art. 11 cpv. 1 LPM). L’uso 

di una forma del marchio che non diverga in maniera essenziale dal mar-

chio registrato nonché l’uso per l’esportazione sono assimilati all’uso del 

marchio (art. 11 cpv. 2 LPM). L’uso del marchio con il consenso del titolare 

è assimilato all’uso da parte del titolare (art. 11 cpv. 3 LPM). 

3.3 Per poter mantenere il diritto al marchio registrato, il titolare deve 

utilizzarlo in modo effettivo (art. 11 cpv. 1 LPM; sulla ragion d'essere di tale 

obbligo, DTF 139 III 424 consid. 2.2.1; sentenza del TF 4A_509/2021 del 

3 novembre 2022 consid. 3.3 e i riferimenti citati). Egli non è tuttavia tenuto 

ad agire sin dalla registrazione poiché la legge gli concede un termine di 

cinque anni (art. 12 cpv. 1 LPM), che ricomincia a decorrere se egli 

interrompe successivamente tale uso (sentenza del TF 4A_509/2021 del 3 

novembre 2022 consid. 3.3). Il titolare ha così il tempo di introdurre il 

proprio marchio sul mercato o di adeguarsi alla situazione economica 

(sentenze del TF 4A_464/2022 del 3 gennaio 2023 consid. 3.1; 

4A_509/2021 del 3 novembre 2022 consid. 3.3 e riferimenti citati). 

3.4 Il titolare che, per un periodo ininterrotto di cinque anni, non ha usato il 

marchio in relazione ai prodotti o ai servizi per i quali esso è rivendicato 

non può più far valere il diritto al marchio, salvo che gravi motivi giustifi-

chino il mancato uso (art. 12 cpv. 1 LPM).  

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Il difetto di utilizzo può risultare sia dall’assenza totale di utilizzo del mar-

chio che da un utilizzo non conforme all’art. 11 LPM (sentenza del TAF B-

605/2021 del 14 settembre 2022 consid. 4.3.2 "TRILLIUM"). 

3.5 Se un marchio non è utilizzato ai sensi degli artt. 11-12 LPM la sua 

radiazione può essere di principio richiesta al giudice civile (sentenza del 

TF 4A_464/2022 del 3 gennaio 2023 consid. 3.2). 

4.  

4.1 Dal 1° gennaio 2017 sono stati introdotti gli artt. 35a e 35b LPM che 

prevedono la possibilità di avvalersi di una procedura semplificata di radia-

zione dinnanzi all’IPI dei marchi non utilizzati, piuttosto che dell'azione di 

nullità dinanzi al giudice civile (messaggio del Consiglio federale del 18 

novembre 2009 concernente la modifica della legge sulla protezione dei 

marchi e della legge federale sulla protezione degli stemmi della Svizzera 

e di altri segni pubblici [Progetto "Swissness"]; di seguito: messaggio 

"Swissness", Foglio Federale [FF] 2009 7425, 7497-7498). 

4.2 Chiunque può presentare una domanda di cancellazione di un marchio 

per mancato uso (art. 35a cpv. 1 LPM), senza essere chiamato a dimo-

strare un particolare interesse o l’esistenza di un interesse giuridicamente 

protetto. Ciò è riconducibile all’interesse pubblico a disporre di registri ag-

giornati e corretti (sentenze del TF 4A_464/2022 del 3 gennaio 2023 con-

sid. 3.2; 4A_509/2021 del 3 novembre 2022 consid. 2; sentenze del TAF 

B-605/2021 del 14 settembre 2022 consid. 5.1 "TRILLIUM"; B-2153/2020 

del 2 maggio 2022 consid. 3.4 "SWISSVOICE"; B-2382/2020 del 18 gen-

naio 2022 consid. 2.4.2 "PIERRE DE COUBERTIN"; B-2627/2019 del 23 

marzo 2021 consid. 5.3 "SHERLOCK, SHERLOCK'S"). Poiché la richiesta 

di cancellazione ai sensi dell'art. 35a cpv. 1 LPM può essere presentata da 

chiunque, è ipotizzabile che siano presentate domande abusive. Il legisla-

tore ha adottato due misure per contrastare l’abuso di diritto: da un lato, la 

domanda di cancellazione deve essere motivata, non essendo sufficiente 

la semplice affermazione di non utilizzo del marchio, dall'altro lato, una 

tassa sufficientemente elevata deve rendere poco conveniente una richie-

sta abusiva (messaggio "Swissness", 7498; sentenza del TAF B-

2382/2020 del 18 gennaio 2022 consid. 2.4 "PIERRE DE COUBERTIN"). 

4.3 La domanda di cancellazione deve essere quindi motivata, in partico-

lare la stessa deve rendere verosimile il mancato uso ai sensi degli artt. 11 

e 12 LPM (art. 24a lett. d dell'Ordinanza sulla protezione dei marchi e delle 

indicazioni di provenienza del 23 dicembre 1992 [OPM, RS 232.111) e 

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dev’essere pertanto corredata dai mezzi di prova a sostegno della verosi-

miglianza del mancato uso (art. 24a lett. e OPM). I principi che disciplinano 

la questione dell'uso, desunti dall'art. 11 LPM, si applicano mutatis mutan-

dis alla procedura di cancellazione (sentenze del TAF B-2382/2020 del 18 

gennaio 2022 consid. 2.5-2.7 "PIERRE DE COUBERTIN"; B-65/2021 del 

4 gennaio 2022 consid. 3.1 "VISARTIS"; B-2597/2020 del 26 agosto 2021 

consid. 3.3 "U UNIVERSAL GENEVE [fig.]/UNIVERSAL GENEVE"; B-

2627/2019 del 23 marzo 2021 consid. 3.3 "SHERLOCK/ SHERLOCK'S"; 

IPI, Direttive in materia di marchi [https://www.ige.ch/it/servizi/documenti-

e-link/marchi, consultate il 25 agosto 2025], versione del 1° gennaio 2024 

[di seguito: Direttive IPI], Parte 7, cap. 4.2 [p. 273]; UELI BURI, in : Basler 

Kommentar zum Markenschutz- und Wappenschutzgesetz, 3a ed. 2017, 

art. 35b LPM no 6). 

Il periodo di riferimento si estende ai cinque anni precedenti la denuncia di 

mancato utilizzo (sentenze del TAF B-2382/2020 del 18 gennaio 2022 con-

sid. 2.5 "PIERRE DE COUBERTIN"; B-65/2021 del 4 gennaio 2022 consid. 

3.1 "VISARTIS"; B-2597/2020 del 26 agosto 2021 consid. 3.5 "U UNIVER-

SAL GENEVE [fig.]/UNIVERSAL GENEVE").  

4.4 Chi intende difendersi da una richiesta di cancellazione ha tre possibi-

lità: a) contestare la verosimiglianza del mancato uso del marchio impu-

gnato, b) rendere verosimile l'uso di tale marchio, oppure c) rendere vero-

simili l’esistenza di gravi motivi per il suo mancato uso (art. 35b cpv. 1 

lett. a, b e b in fine LPM; sentenze del TAF B-2382/2020 del 18 gennaio 

2022 consid. 2.6 in fine "PIERRE DE COUBERTIN"; B-2597/2020 del 26 

agosto 2021 consid. 3.6 "U UNIVERSAL GENEVE [fig.]/UNIVERSAL GE-

NEVE"). 

È importante preservare questa possibilità di scelta. In tutte le fasi della 

procedura di cancellazione (dunque anche in sede di ricorso), il titolare del 

marchio impugnato può limitarsi a contestare solo la verosimiglianza del 

mancato uso. Considerato che chiunque può depositare una domanda di 

cancellazione (consid. 4.2), se si obbligasse il titolare del marchio impu-

gnato a rendere verosimile l'uso di tale marchio o i motivi gravi per il man-

cato uso, egli potrebbe vedersi costretto a rendere pubblici segreti com-

merciali, quali il fatturato o i volumi di vendita (sentenza del TAF B-

2153/2020 del 2 maggio 2022 consid. 3.6 "SWISSVOICE"). 

4.5 Anche per questo, secondo la giurisprudenza e la dottrina, la domanda 

di cancellazione è respinta in tutto o in parte, nella misura in cui il richie-

dente non rende verosimile la mancanza di uso effettivo in Svizzera del 

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marchio in questione (sentenza del TF 4A_17/2025 del 3 aprile 2025 con-

sid. 3.4 "Lemania/LWM"; sentenze del TAF B-5149/2021 del 25 maggio 

2022 consid. 3.4 "GALADRIEL" e B-2153/2020 del 2 maggio 2022 consid. 

8.1 "SWISSVOICE"; GASSER/WILD, in: Noth/Bühler/Thouvenin [ed.], Mar-

kenschutzgesetz [MSchG], 2a ed. 2017, art. 35b LPM n. 15; DAVID ASCH-

MANN, Das neue administrative Löschungsverfahren im Gefüge des Mar-

kenprozessrechts, in : sic! 2016, 196 ss, 198). 

Se il richiedente rende verosimile il mancato uso (cfr. art. 35b cpv. 1 lett. a 

LPM a contrario) e se, da parte sua, il titolare del marchio rende verosimile 

l'uso del marchio o un motivo valido per il mancato uso (cfr. art. 35b cpv. 1 

lett. b LPM), la domanda di cancellazione deve essere parimenti respinta 

(sentenza del TAF B-605/2021 del 14 settembre 2022 consid. 5.3.2.2 

"TRILLIUM" e riferimenti ivi menzionati). 

5.  

5.1 Al fine di ottenere la cancellazione del marchio impugnato, il richiedente 

deve quindi rendere verosimile il mancato uso (art. 35b cpv. 1 lett. a a con-

trario LPM). 

5.2 Tale condizione corrisponde a quella dell’art. 12 cpv. 3 LPM e a tale 

scopo il richiedente deve presentare dei mezzi di prova appropriati a so-

stegno della verosimiglianza del mancato uso (art. 24a lett. d ed e OPM). 

Chi invoca il mancato uso deve semplicemente renderlo verosimile (ovvero 

lo stesso grado di prova che risulta dall'art. 32 LPM per la procedura di 

opposizione; sentenze del TF 4°_464/2022 del 3 gennaio 2023 consid. 3.2; 

4A_515/2017 del 4 luglio 2018 consid. 2.3.2; 4A_299/2017 del 2 ottobre 

2017 consid. 3.4). Si tratta quindi di un'attenuazione dell'onere della prova 

rispetto alla certezza derivante dal principio generale dell'art. 8 CC. La 

prova al grado della semplice verosimiglianza non richiede che l'autorità 

sia convinta della fondatezza delle argomentazioni della parte ricorrente; 

l'autorità deve semplicemente disporre di indizi oggettivi sufficienti affinché 

i fatti addotti presentino una certa verosimiglianza, senza dover escludere 

che possa essere diversamente (DTF 144 II 65 consid. 4.2.2; 142 II 49 

consid. 6.2; sentenza 4A_299/2017 del 2 ottobre 2017 consid. 3.4). Per la 

natura stessa delle cose, è più facile rendere verosimile l'uso di un marchio 

che il suo mancato uso (sentenze del TF 4A_515/2017 del 4 luglio 2018 

consid. 2.3.2; 4A_299/2017 del 2 ottobre 2017 consid. 3.4). Infatti, poiché 

riguarda un fatto negativo, la prova del mancato uso è nella maggior parte 

dei casi impossibile da fornire (sentenze del TF 4A_257/2014 del 29 set-

tembre 2014 consid. 3.5; 4A_253/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 4.1). 

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Di conseguenza, la mancata utilizzazione deve essere resa verosimile in 

modo indiretto, sulla base di un insieme di indizi (sentenza del TF 

4A_464/2022 del 3 gennaio 2023 consid. 3-2; 4A_299/2017 del 2 ottobre 

2017 consid. 4.1). 

Per ritenere verosimile il mancato uso, l’autorità giudicante deve non solo 

considerare tale mancato utilizzo come possibile, ma anche come proba-

bile, basandosi su una valutazione obiettiva delle prove. Essa non deve 

essere convinta della veridicità del fatto addotto; è sufficiente che la sua 

veridicità appaia superiore alla sua inesattezza (cfr. sentenza del TF 

4A_299/2017 del 2 ottobre 2017 consid. 3.4; sentenza del TAF B-

6637/2014 del 10 ottobre 2016 consid. 3.1.2 "sensationail [fig.]/SENSATIO-

NAIL"; FABIENNE HOHL, Procédure civile, vol. I, 2a ed. 2016, n. 1884). 

5.3  

5.3.1 Nel caso concreto, i ricorrenti hanno esposto con dovizia di dettagli 

(sia dinnanzi all’IPI che in sede ricorsuale) le modalità con cui hanno colla-

borato per oltre trent’anni alla produzione del vino commercializzato con la 

denominazione "TRE TERRE" e ai motivi per cui hanno ragione di credere 

che di tale prodotto vi sia stata un’appropriazione indebita da parte della 

controparte che ne avrebbe abusivamente depositato il marchio. Le circo-

stanze storiche evocate, in parte avvalorate dalla copiosa documentazione 

prodotta, non sono tuttavia rilevanti nell’ambito della procedura che ci oc-

cupa, volta unicamente a stabilire, con il grado della verosimiglianza, se il 

marchio impugnato sia stato utilizzato o meno nel periodo di riferimento.  

5.3.2 A tal proposito si rammenta che la procedura di cancellazione se-

condo gli artt. 35a e 35b LPM è una procedura di natura sommaria più 

semplice ed economica della procedura civile (messaggio "Swissness", 

7497-7498), che mira sostanzialmente ad assicurare la tenuta di un regi-

stro aggiornato e corretto e in tal senso una cancellazione facilitata dei 

marchi non più validi. La procedura di cancellazione introdotta con le sud-

dette disposizioni verte unicamente sull’esame dell’uso del marchio se-

condo l’art. 11 LPM o dei motivi addotti per giustificarne il mancato uso 

(sentenza del TAF B-2382/2020 del 18 gennaio 2022 consid. 2.3 "PIERRE 

DE COUBERTIN"). La nullità del marchio impugnato per motivi assoluti 

d’esclusione o motivi diversi dall’uso perpetuante la tutela del diritto al mar-

chio o dal mancato uso del marchio, per contro, deve essere determinata 

nel quadro di una procedura per nullità dinanzi a un tribunale civile (Diret-

tive IPI, Parte 7, cap. 1 [p. 264]). 

B-2133/2023 

Pagina 11 

5.3.3 Allo stesso modo e contrariamente a quanto asserito dai ricorrenti, 

l’utilizzo abusivo di un marchio non può essere accertato nell’ambito della 

procedura di cancellazione secondo gli artt. 35a e 35b LPM. Gli stralci giu-

risprudenziali a cui essi si riferiscono nel proprio gravame, a ben vedere, 

non permettono di dare maggiore sostegno alla loro tesi, poiché stabili-

scono tutt’altro.  

Il carattere abusivo del deposito del marchio, che ne impedisce la tutela, 

dev’essere infatti accertato da un tribunale che è chiamato ad esaminare 

approfonditamente l’insieme dei fatti, definendo le intenzioni al momento 

del deposito di colui che ne è divenuto titolare, tenendo conto dell’obbiettivo 

e dei motivi di quest’ultimo, nonché di tutte le circostanze del caso (sen-

tenze del TF 4A_242/2009 consid. 6.4; 4C.82/2007 del 30 maggio 2008 

consid. 2.1.4 e riferimenti citati). Non essendo stato dimostrato nelle op-

portune sedi che il deposito del marchio impugnato è stato fatto al solo fine 

di nuocere commercialmente ai richiedenti e non potendolo fare nel quadro 

della procedura che ci occupa, non si può pertanto ritenere, come sotten-

dono i richiedenti, che la controparte se ne sia appropriata indebitamente 

e che di conseguenza il deposito del marchio impugnato sia del tutto ino-

perante (cfr. pagine 8-9 del ricorso).   

Infatti, pur ritenendo che il divieto dell’abuso di diritto si applichi in linea di 

principio all'intero ordinamento giuridico, nella citata sentenza B-5129/2016 

il TAF ha precisato che nella procedura di opposizione o di ricorso contro 

l’opposizione, a causa dell'oggetto limitato della controversia, il divieto di 

abuso di diritto può essere invocato solo con riferimento agli argomenti giu-

ridici previsti dagli artt. 31, 32, in relazione con quanto disposto dall’art. 12 

cpv. 1 LPM. Ha quindi chiarito che nell’ambito di tali procedure non sono 

ammissibili e non possono essere perciò esaminati ai fini dell'accertamento 

dell'abuso di diritto, gli argomenti basati sul diritto della concorrenza sleale, 

sui diritti della personalità o sul diritto al nome, su accordi di delimitazione 

di diritto civile e altri contratti, poiché la tutela di tali diritti va richiesta in altre 

sedi giudiziarie (sentenza del TAF B-5129/2016 del 12 luglio 2017 consid. 

5.1 "CHROM-OPTICS"). Tale precisazione e la limitazione dell’oggetto del 

contendere che ne deriva, vale a maggior ragione per la procedura som-

maria di cancellazione degli artt. 35a e 35b LPM che verte unicamente sul 

mancato uso del marchio. 

Quanto all’abuso di diritto evocato nell’altra sentenza citata dai ricorrenti 

(B-2382/2020 del 18 gennaio 2022 consid. 2.4 "PIERRE DE COUBER-

TIN"), si riferisce a quello che il legislatore ha voluto evitare, imponendo 

l’obbligo di motivazione, essendo la domanda di cancellazione aperta 

B-2133/2023 

Pagina 12 

anche a chi non può prevalersi di un interesse diretto o giuridicamente pro-

tetto (cfr. consid. 4.2).  

In definitiva, né l’IPI, né tantomeno questo Tribunale sono tenuti ad esami-

nare se la controparte avesse il diritto di depositare il marchio impugnato e 

se l’utilizzo che ne ha fatto fosse lecito o meno, ma soltanto se essa ne 

abbia concretamente fatto uso.  

5.3.4 Ne consegue che, come rettamente rilevato dall’IPI, le argomenta-

zioni riguardanti la pretesa usurpazione dei diritti preferenziali dei ricorrenti, 

nonché del deposito e dell’utilizzo abusivo del marchio esulano dalla pre-

sente vertenza e dovranno, se del caso, essere risolte nelle opportune sedi 

civili. Tali argomentazioni, sono pertanto irrilevanti e, in definitiva, mal ripo-

ste. 

5.4  

5.4.1 Per quel che concerne la tematica al centro della presente controver-

sia, ossia il mancato uso del marchio, occorre concordare con l’autorità 

inferiore nel ritenere che gli argomenti e le prove fornite dai richiedenti nella 

domanda di cancellazione del 9 settembre 2022 non forniscono alcun ele-

mento concreto a sostegno del fatto che nel periodo di riferimento il mar-

chio impugnato non sia stato effettivamente utilizzato dalla controparte. A 

ben vedere i richiedenti stessi hanno indirettamente fornito alcuni indizi che 

vanno nella direzione contraria. Essi hanno in particolare riferito che la con-

troparte almeno fino al 2020 avrebbe continuato a vinificare nella loro can-

tina diverse etichette, fra cui il marchio "TRE TERRE", commercializzan-

dolo e pubblicizzandone la produzione sul proprio sito web (cfr. domanda 

§16 e doc. J). Il tenore dello scritto del 6 agosto 2020 (doc. O) – con cui 

Giorgio Caverzasio ha chiesto la cessione del marchio depositato, riser-

vandosi, in caso di mancata ottemperanza, di far valere il "danno presente 

e futuro legato a tale indebito utilizzo" da parte della resistente – e dello 

scritto del 12 ottobre 2020 (doc. Q) – con cui i rappresentanti legali dei 

richiedenti hanno minacciato di adire le competenti autorità giudiziarie per 

formulare le necessarie richieste cautelari di blocco della commercializza-

zione del marchio impugnato – parrebbe altresì confermare la presenza sul 

mercato della controparte. D’altro canto, per le ragioni già esposte nei pre-

cedenti considerandi, i richiedenti non possono essere seguiti laddove so-

stengono che il preteso deposito abusivo del marchio ne infici l’utilizzo suc-

cessivo che la controparte ne ha fatto. Non avendo dimostrato nelle oppor-

tune sedi l’esistenza di un tale abuso, occorre infatti partire dal presupposto 

B-2133/2023 

Pagina 13 

che l’uso che la controparte ha fatto del marchio a seguito del deposito sia 

legittimo e pienamente operante. 

5.4.2 In sede di ricorso, i richiedenti hanno sostanzialmente reiterato le me-

desime argomentazioni e prodotto la stessa documentazione già esami-

nata dall’Istituto. Essi non hanno apportato nuovi e validi argomenti, non 

precedentemente considerati, a sostegno della propria tesi. Anzi, essi 

hanno espressamente asserito di non contestare che nel periodo di riferi-

mento vi sia stato un utilizzo (seppur ritenuto abusivo) del marchio impu-

gnato da parte della resistente (ricorso §52, p. 14). Affermazione questa 

che induce il Tribunale a concordare con l’autorità inferiore nel ritenere che 

i ricorrenti non abbiano individuato la tematica al centro della presente ver-

tenza. 

5.5  

5.5.1 In definitiva, non resta che constatare che i ricorrenti non sono riusciti 

a dimostrare, secondo il grado della verosimiglianza, il mancato uso in 

Svizzera del marchio n. 658599 "TRE TERRE" da parte della resistente.  

5.5.2 Nella misura in cui i richiedenti non hanno reso verosimile la man-

canza di uso effettivo in Svizzera del marchio impugnato, è pertanto a giu-

sto titolo che l’autorità inferiore ha respinto la domanda di cancellazione 

n. 102861 (art. 35b cpv. 2 lett. a LPM; vedi anche consid. 4.5), senza indu-

giare ulteriormente nell’esame della verosimiglianza dell’uso da parte del 

titolare del marchio (art. 35b cpv. 2 lett. b LPM).  

6.  

Così stando le cose, il ricorso va pertanto respinto, in quanto infondato e 

la decisione del 2 marzo 2023 va confermata. 

7.  

7.1 Le spese processuali comprendono la tassa di giustizia e i disborsi 

sono posti a carico della parte soccombente (art. 63 cpv. 1 PA e art. 1 

cpv. 1 del Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ri-

petibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). La tassa di giustizia è calcolata in funzione dell'interesse 

pecuniario, dell'ampiezza e della difficoltà della causa, del modo di con-

dotta processuale e della situazione finanziaria delle parti (art. 63 cpv. 4bis 

PA e art. 4 TS-TAF). Giusta l’art. 6a TS-TAF le spese processuali 

B-2133/2023 

Pagina 14 

addossate congiuntamente a più persone sono da queste sostenute in parti 

uguali e con responsabilità solidale. 

7.2 Nell’evenienza concreta le spese processuali davanti al Tribunale ven-

gono fissate a fr. 4'500.– (cfr. sentenza del TAF B-2382/2020 del 18 gen-

naio 2022 consid. 7.1 "PIERRE DE COUBERTIN") e sono poste a carico 

dei ricorrenti, totalmente soccombenti. Tale importo verrà compensato, 

dopo la crescita in giudicato della presente sentenza, con l'anticipo di pari 

valore già versato dai ricorrenti il 25 maggio 2023. 

8.  

8.1 La parte, totalmente o parzialmente, vincente ha diritto a un’indennità 

per spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato (spese 

ripetibili; art. 64 cpv. 1 PA in relazione con l'art. 7 segg. TS-TAF). L’inden-

nità per spese ripetibili comprende le spese di rappresentanza o di patro-

cinio ed eventuali altri disborsi di parte e deve essere determinata sulla 

base della nota spese presentata o, in mancanza di questa, sulla base de-

gli atti (art. 8 TS-TAF). 

8.2 Nella fattispecie, i ricorrenti totalmente soccombenti non hanno diritto 

ad alcuna indennità.  

8.3 La controparte che ottiene ragione ed è rappresentata da un avvocato, 

ha per contro diritto alle indennità per spese ripetibili. 

Non avendo la medesima dettagliato alcuna nota d'onorario occorre quindi 

stabilire l’indennità in base agli atti di causa e tenuto conto del lavoro utile 

e necessario svolto, consistente nelle osservazioni del 19 giugno 2023 (6 

pagine) e nella duplica dell’11 ottobre 2023 (4 pagine), che hanno in buona 

sostanza ripreso le considerazioni già ampiamente esposte nel memoriale 

presentato dinnanzi all’autorità inferiore. Occorre inoltre considerare che i 

summenzionati scritti presentano un contenuto identico a quelli prodotti 

nell’ambito della procedura di cancellazione parallela (B-2126/2023) che 

vede coinvolte le medesime parti, ragione per cui si giustifica l’attribuzione 

di un'indennità per spese ripetibili di fr. 1'000.– (disborsi ed IVA inclusi) a 

carico dei ricorrenti che ne sono debitori solidali (art. 64 cpv. 1 e 3 PA; art. 7 

cpv. 1 e 5 TS-TAF con rinvio all’art. 6a TS-TAF). 

8.4 Quanto all'autorità inferiore, essa non ha diritto alle ripetibili (art. 7 

cpv. 3 TS-TAF). 

(dispositivo pagina seguente)  

B-2133/2023 

Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali vengono fissate a fr. 4'500.– e sono poste a carico 

dei ricorrenti. Tale cifra verrà compensata dall'anticipo di fr. 4'500.– già 

versato dai ricorrenti in data 25 maggio 2023. 

3.  

3.1 Ai ricorrenti non vengono accordate indennità a titolo di spese ripetibili. 

3.2 Alla controparte è accordata un’indennità a titolo di spese ripetibili di 

fr. 1'000. –. Essa è posta in solido a carico dei ricorrenti. 

4.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla controparte e all'autorità 

inferiore. 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Chiara Piras Luca Rossi 

 

  

B-2133/2023 

Pagina 16 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia civile 

al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 30 giorni dalla 

sua notificazione, nella misura in cui sono rispettate le condizioni di cui agli 

art. 72 segg. e 100 LTF. Il termine è reputato osservato se gli atti scritti sono 

consegnati al Tribunale federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta 

svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 

tardi l'ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono 

essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e 

l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 

e – se in possesso della parte – i documenti indicati come mezzi di prova 

devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

 

Data di spedizione: 9 settembre 2025 

 

  

B-2133/2023 

Pagina 17 

Comunicazione a: 

– ricorrenti (atto giudiziario)  

– controparte (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. 102861; atto giudiziario)