# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ba4250ca-8491-501d-a4db-5f2979584f9c
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-09-15
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 15.09.2015 S 2015 55
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2015-55_2015-09-15.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 15 55

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presidenza Racioppi
giudici Meisser, Audétat
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 15 settembre 2015

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali 

A._____,

rappresentato dall'Avvocato lic. iur. Mirco Rosa, 

ricorrente

contro 

Ufficio per l'industria, arti e mestieri e lavoro dei Grigioni, 

convenuto

concernente idoneità al collocamento

- 2 -

1. A._____, 1953, di professione elettrotecnico, era dal 1998 occupato quale 

indipendente presso la ditta di cui è titolare e dal 2012 beneficia di una 

rendita d'invalidità da parte dell'Assicurazione per l'invalidità (AI) di tre 

quarti. Dal 1 dicembre 2013 al 31 dicembre 2014 A._____ rivestiva la 

carica di sindaco di X._____ per un impiego al 50 %. Dal 1 gennaio 2015, 

l'assicurato rivendica il diritto all'indennità di disoccupazione per una 

disponibilità del 50 %. Nell'ambito degli ulteriori accertamenti condotti in 

vista della definizione del diritto all'indennità giornaliera, emergeva che 

l'assicurato intendeva svolgere in futuro la precedente attività 

indipendente per la ditta di cui era titolare e assumere dei mandati politici 

per conto del Comune di X._____, motivo per cui la cassa di 

disoccupazione OCST sottoponeva il caso per decisione al servizio 

cantonale.

2. Il 19 febbraio 2015, l'assicurato veniva allora invitato dall'Ufficio per 

l'industria, arti e mestieri e lavoro dei Grigioni (UCIAML) a voler indicare in 

quale misura e durante quali orari fosse occupato con l'attività 

indipendente ed a determinare quando esattamente restasse a 

disposizione per il collocamento. Il 25 febbraio 2015, A._____ precisava 

di non poter indicare il volume dell'attività di indipendente, essendo lo 

stesso strettamente collegato agli incarichi di potenziali clienti. Durante il 

2015 non avrebbe però ancora svolto alcun lavoro per la propria ditta, ma 

eseguito solo alcuni mandati politici per il Comune di X._____, senza 

alcuna assicurazione di un eventuale indennizzo. In ogni caso, le 

indennità da parte del comune come pure l'utile aziendale sarebbero stati 

quantificabili solo al termine dell'anno in corso e non prima. 

3. Con decisione 6 marzo 2015, l'UCIAML riteneva A._____ inidoneo al 

collocamento e gli negava il diritto all'indennità di disoccupazione. In 

sostanza, l'assicurato non veniva ritenuto collocabile non potendo lo 

stesso indicare chiaramente le ore durante le quali sarebbe stato a 

- 3 -

disposizione del mercato del lavoro quale dipendente. La tempestiva 

opposizione presentata contro detto provvedimento veniva respinta in 

data 20 aprile 2015. 

4. Nel ricorso dell'8 maggio 2015, A._____ chiedeva l'annullamento della 

decisione impugnata e che fosse ritenuto idoneo al collocamento. 

Formalmente, la motivazione del provvedimento impugnato sarebbe 

insufficiente. Dal profilo sostanziale, il lavoro svolto a titolo di indipendente 

sarebbe di carattere alquanto saltuario e di tipo su chiamata, fatto che gli 

permetterebbe di svolgere un'altra attività al 50 % senza alcun 

impedimento. In queste circostanze il rifiuto deciso non sarebbe 

difendibile.

5. Nella propria presa di posizione del 2 giugno 2015 l'UCIAML postulava la 

reiezione del ricorso. Già dal 1998 - e fino all'assunzione del mandato 

quale sindaco - l'assicurato avrebbe svolto l'attività di indipendente che 

intenderebbe del resto continuare a svolgere tuttora. Considerato quindi il 

carattere duraturo dell'attività indipendente e la mancata intenzione di 

fissare le ore disponibili per il collocamento, il rifiuto deciso sfuggirebbe 

alle censure di ricorso. 

6. L'11 giugno 2015, l'istante rinunciava a replicare. 

Considerando in diritto:

1. a) Formalmente, l'istante invoca una violazione del proprio diritto di 

audizione ed in particolare dell'obbligo che controparte ha, giusta quanto 

previsto all'art. 49 cpv. 3 seconda frase della legge federale sulla parte 

generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), di 

motivare la propria decisione se non corrisponde interamente alle 

- 4 -

richieste dell'assicurato. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la 

persona interessata nelle condizioni di comprendere le ragioni poste a 

fondamento del provvedimento (DTF 123 I 34 cons. 2c, 122 IV 8 cons. 

2c), di rendersi conto della sua portata e di poterlo impugnare con 

cognizione di causa (DTF 136 I 236 cons. 5.2, 134 I 88 cons. 4.1, 124 II 

146 cons. 2a, 121 I 57 cons. 2c e 119 Ia cons. 4d) e, dall'altro, di 

permettere all'autorità di ricorso di esaminarne la fondatezza. Ciò non 

significa tuttavia che l'autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito 

ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte (DTF 138 I 232 cons. 5.1, 

136 I 229 cons. 5.2 e 133 III 439 cons. 3.3); essa si può occupare anche 

delle sole circostanze rilevanti per il giudizio e meglio atte ad influire sulla 

decisione (DTF 139 V 496 cons. 5.1, 133 I 277 cons. 3.1, 129 I 232 cons. 

3.2,126 I 15 cons. 2a/aa e 97 cons. 2b, 125 II 369 cons. 2c e 122 IV 8 

cons. 2c).

b) Nel caso di specie, la censura formale non merita protezione. Una 

motivazione è sufficiente, dal momento che l'interessato comprende il 

motivo a sostegno del provvedimento preso. Nella decisione 6 marzo 

2015 veniva ribadito che l'assicurato avrebbe dovuto indicare le ore 

durante le quali sarebbe stato a disposizione del mercato del lavoro e che 

il fatto di non averlo fatto comportava l'inidoneità al collocamento, 

conseguenza del resto chiaramente indicata sullo scritto del 19 febbraio 

2015. Che tale scritto non fosse sufficientemente chiaro riguardo alle 

conseguenze di una carente indicazione degli orari disponibili per il 

collocamento è pretestuoso. La richiesta indicava infatti in modo chiaro 

che "gli assicurati non sono considerati idonei al collocamento se, 
da un lato, persistono nella propria idea di voler esercitare un'attività 

indipendente e, dall'altro, non vogliono fissare le ore in cui sono 
disponibili per il collocamento" (messa in evidenza nostra). 

- 5 -

c) Anche nella successiva procedura di opposizione l'assicurato persisteva 

nella propria idea di non poter indicare il tempo di lavoro durante il quale 

sarebbe stato occupato quale indipendente. Dal canto suo l'ufficio 

riteneva necessario tale indicazione per poter definire la perdita di lavoro 

computabile. In aggiunta veniva qualificato di natura duratura il carattere 

dell'attività indipendente. Nella concreta fattispecie, queste motivazioni 

sono sufficienti a far sapere all'interessato il motivo del rifiuto deciso, 

come del resto la motivazione di ricorso implicitamente dimostra. 

2. a) Tra i presupposti del diritto all’indennità di disoccupazione, 

l’art. 8 cpv. 1 lett. f della legge federale su l’assicurazione obbligatoria 

contro la disoccupazione e l’indennità per insolvenza (LADI; RS 837.0) 

annovera l’idoneità al collocamento. Il disoccupato è idoneo al 

collocamento se è disposto, capace ed autorizzato ad accettare 

un’occupazione adeguata e a partecipare a provvedimenti di 

reintegrazione (art. 15 cpv. 1 LADI). Gli impediti fisici o psichici sono 

considerati idonei al collocamento se, in condizione equilibrate del 

mercato del lavoro e tenuto conto della loro infermità, potrebbe essere 

loro assegnata un'occupazione adeguata. Il Consiglio federale disciplina il 

coordinamento con l'assicurazione per l'invalidità (art. 15 cpv. 2 LADI). 

L’idoneità al collocamento presuppone due elementi: la capacità al lavoro, 

da un lato, intesa come la facoltà di fornire un lavoro (più precisamente di 

esercitare un’attività lucrativa salariata) senza che l’assicurato ne sia 

impedito per motivi inerenti alla propria persona e, d’altra parte, la 

disponibilità ad accettare un lavoro confacente ai sensi dell’art. 16 LADI. 

Questo secondo elemento non implica soltanto la volontà di assumere un 

determinato lavoro, qualora se ne presentasse l’occasione, ma anche la 

disponibilità sufficiente quanto al tempo che l’assicurato può consacrare 

ad un impiego e quanto al numero dei potenziali datori di lavoro. In 

particolare, un disoccupato deve essere considerato non idoneo al 

collocamento, se una limitazione troppo importante nella scelta di un 

- 6 -

posto di lavoro rende notevolmente incerta la possibilità di trovare un 

impiego (DTF 123 V 216 cons. 3 e riferimenti). 

b) Come giustamente addotto dall’ufficio convenuto, i lavoratori indipendenti 

non hanno diritto a prestazioni da parte dell’assicurazione contro la 

disoccupazione, non essendo delle persone assicurate (vedi art. 2 cpv. 1 

lett. a LADI). Questa regola vale analogamente anche per le persone che 

partecipano ad una società in qualità di soci, finanziatori, membri del 

consiglio di amministrazione ecc., per quanto siano in grado di influire sul 

potere decisionale del loro stesso datore di lavoro, come è indubbiamente 

il caso per il ricorrente che riveste la qualità di titolare della omonima ditta 

che giusta l'iscrizione a registro di commercio si occupa dell'acquisto, 

vendita, riparazione e montaggio di apparecchi elettrici. Per contro è 

ammessa un’idoneità al collocamento anche per quegli assicurati che 

svolgono un’attività indipendente a tempo parziale e che però cercano 

un’occupazione a tempo pieno o, come nel caso del ricorrente, che 

svolge un’attività indipendente a tempo parziale e che però cerca 

un’occupazione a metà tempo. Come tale il fatto di esercitare un’attività 

lucrativa indipendente non esclude quindi a priori l'interessato dal diritto 

all’indennità di disoccupazione per mancanza d’idoneità al collocamento. 

c) Per quanto riguarda la disponibilità temporale a svolgere attività 

lavorativa, il Tribunale federale delle assicurazioni ha già sentenziato che 

un assicurato che per motivi familiari o personali non può o non vuole 

offrire ad un datore di lavoro tutta la disponibilità normalmente esigibile 

non può di principio essere considerato idoneo al collocamento. L'idoneità 

va pertanto ammessa con molto riserbo nel caso in cui, a causa per 

esempio di altri obblighi o circostanze personali particolari, un assicurato 

desidera svolgere un'attività lucrativa solo durante determinate ore della 

giornata o della settimana. Un disoccupato dev'essere infatti considerato 

inidoneo al collocamento nel caso in cui la scelta dei posti di lavoro è 

- 7 -

talmente limitata da rendere alquanto incerta la possibilità di trovare un 

impiego (DTF 123 V 216 cons. 3, 120 V 388 cons. 3a e sentenze del 

Tribunale amministrativo S 07 58 e S 06 94). 

3. a) Il ricorrente è un elettrotecnico ed è titolare di una ditta che si occupa 

della vendita, istallazione e riparazione di elettrodomestici, impianti 

elettrici, apparecchi radio, TV, HiFi nonché di impianti di antenne, satellite, 

solari o fotovoltaici. Per quindici anni, dal 1998 agli inizi dicembre del 

2013, l'assicurato ha svolto tale lavoro di carattere indipendente per conto 

della propria ditta, anche se dal 2012 è stato posto al beneficio di una 

rendita d'invalidità di tre quarti. Giusta la domanda d'indennità di 

disoccupazione del 22 gennaio 2014 (recte: 2015), l'assicurato ha smesso 

con detta attività allorquando ha assunto la carica di sindaco al 50 %, 

anche se la ditta ha continuato ad esistere. Con la cessazione del 

mandato di sindaco, è nelle intenzioni dell'istante riprendere detta attività 

indipendente ed eseguire dei mandati politici per conto del comune. 

Come addotto dall'ufficio convenuto, è quindi nell'evenienza concreta 

indubbiamente dato partire dal presupposto che l'assicurato abbia 

riattivato la propria attività di indipendente già svolta precedentemente. In 

questo senso è giusto qualificare il ricorrente come un esercitante attività 

individuale a lungo termine.

b) Già per motivi di salute, essendo al beneficio di una rendita d'invalidità di 

tre quarti, la disponibilità dell'assicurato sul mercato del lavoro è ridotta. 

Giusta il provvedimento dell'AI, l'assicurato è ancora abile nella sua 

attività di elettrotecnico ed in un'attività adatta al 60%. Se si considera che 

accanto a tale riduzione egli intende pure continuare con la sua attività di 

indipendente e svolgere dei mandati politici per il comune, il tempo che 

potrebbe effettivamente essere a disposizione del mercato del lavoro 

potrebbe essere tanto limitato, in ragione degli impegni persistenti o delle 

prospettive di reimpiego, da renderlo praticamente non idoneo al 

- 8 -

collocamento (sentenza del Tribunale federale C 1/05 del 17 ottobre 2005 

cons. 1.3 ed i numerosi riferimenti giurisprudenziali e dottrinali). 

Nell'evenienza, onde chiarire la fattispecie, all'assicurato veniva chiesto di 

indicare chiaramente durante tutti i giorni lavorativi della settimana, 

mattina e pomeriggio, quando fosse disponibile sul mercato del lavoro. 

Tale precisazione non è stata apportata essendo per l'interessato 

impossibile indicare il volume di lavoro e le ore settimanali in media 

dedicate all'attività indipendente. Di riflesso, l'istante ometteva anche 

qualsiasi indicazione sulla diponibilità come dipendente. In sede di 

ricorso, onde ovviare a tale mancanza di chiarezza, l'istante pretende che 

lavorerebbe solo su chiamata e che quindi sarebbe sempre disponibile ad 

assumere un lavoro. In effetti, giusta la prassi del Tribunale federale, se 

l'interessato può esercitare l'attività indipendente al di fuori dell'orario 

normale di lavoro, egli può essere ritenuto idoneo al collocamento (vedi 

sentenza del Tribunale federale C 275/04 del 10 novembre 2005 cons. 

2.4 secondo paragrafo). Se però le cose dovessero effettivamente essere 

così, tale precisazione avrebbe potuto essere apportata già sul formulario 

richiesto, indicando che per tutti i giorni della settimana vi era una 

disponibilità di tre o quattro ore alternativamente il mattino o il pomeriggio. 

In realtà invece, l'assicurato non ha chiaramente indicato quando 

potrebbe lavorare come indipendente non perché contava di non avere 

alcun mandato, ma semplicemente perché al momento della 

compilazione del formulario gli era impossibile quantificare la sua attività 

di indipendente e tantomeno gli "incarichi conseguibili da potenziali clienti" 

(vedi presa di posizione del 25 febbraio 2015). Egli non pretendeva 

neppure che tale attività restasse del tutto marginale o che non potesse 

influire altrimenti sul tempo di lavoro a sua disposizione. Di sicuro 

intendeva comunque continuare con la stessa fino alla regolare età del 

pensionamento. In queste circostanze, l'istante non riteneva possibile 

quantificare quanto tempo avrebbe potuto dedicare all'attività dipendente 

propriamente non potendo quantificare concretamente quella di 

- 9 -

indipendente e non perché quest'ultima fosse da ritenere del tutto 

marginale come preteso nel ricorso. 

c) A sostegno della propria disponibilità, l'istante adduce l'assenza di 

qualsivoglia incarico da indipendente durante i primi due mesi del 2015. 

Durante detto periodo avrebbe svolto solo alcuni mandati per il comune 

senza comunque sapere se gli verranno retribuiti. In principio, la 

realizzazione di un utile o l'ottenimento di un indennizzo per i lavori 

eseguiti su mandato non è come tale decisiva. Come il Tribunale 

amministrativo ha già precisato in S 07 58, non sono le entrate effettive 

dell'attività di indipendente ad essere determinanti, ma il tempo che 

l'assicurato dedica a tale attività e durante il quale non può essere 

disponibile per un altro lavoro. Concretamente, il fatto che nei due mesi 

successivi alla cessazione del mandato di sindaco, la ditta non abbia 

ancora potuto contare su degli incarichi è abbastanza normale, 

considerata la temporanea cessazione dell'attività e la sua riattivazione a 

corto termine nonché il particolare periodo dell'anno. Del resto è evidente 

che l'istante, che prima dell'assunzione del mandato di sindaco viveva 

della propria attività di indipendente, deve attualmente rifarsi una 

clientela. Determinate in quest'ottica è però il tempo che l'indipendente 

dedica a questa attività (lavori amministrativi, comande, clientela, offerte, 

consulenze ecc.) e non quanto guadagna. Anche per i mandati che 

l'istante ottiene dal comune il ragionamento è lo stesso. Tali incarichi 

riducono ulteriormente la sua già ridotta disponibilità di tempo per 

dedicarsi a quella che pretende possa essere un'attività al 50 %. 

4. In conclusione, l'istante non è riuscito a dimostrare quando esattamente 

sarebbe a disposizione del mercato del lavoro e quale potrebbe di 

conseguenza essere la sua perdita di lavoro computabile. Ne consegue 

che la decisione di rifiutare l'idoneità al collocamento va in questa sede 

- 10 -

confermata e che il ricorso deve essere respinto. La procedura è gratuita 

giusta quanto previsto all'art. 61 lett. a LPGA.

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. La procedura è gratuita.

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]

L’interposto ricorso è stato respinto dal Tribunale federale con sentenza del 3 

giugno 2016 (8C_743/2015).