# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 873ab878-a66b-54fd-85b8-c27cf6ff61a7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-11-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 21.11.2017 60.2017.125
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2017-125_2017-11-21.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2017.125

   

  	
  Lugano

  21 novembre 2017/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

   

   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Giovan Maria Tattarletti

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 17.7.2017 presentato da

 

 

	
   

  	
  avv. RE 1, , 

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  i dispositivi n. 19.3. e n. 19.3.1. (tassazione note
  professionali) della sentenza 5.5.2017 della Corte delle assise criminali emanata
  nei confronti, segnatamente, di PI 2, __________ (inc. TPC 72.2016.213 e 72.2017.35);

  

 

 

richiamati gli scritti 25.7.2017 e 31.8/1.9.2017
(duplica) del procuratore pubblico Pamela Pedretti – che, senza osservazioni,
si è rimesso al giudizio della Corte –, 28.7.2017 e 8.9.2017 (duplica) del
giudice Marco Villa, presidente della Corte delle assise criminali – che,
esposte le sue considerazioni, ha postulato la reiezione del gravame – e
28/29.8.2017 (replica) dell’avv. RE 1 – che si è confermato nelle sue
allegazioni –;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

considerato

 

 

in fatto

 

                                   a.   Con
giudizio 5.5.2017 la Corte delle assise criminali ha dichiarato e pronunciato,
tra gli altri, PI 2 (in carcerazione preventiva dal 14.5.2016 al 28.9.2016, in
anticipata esecuzione di pena dal 29.9.2016) autore colpevole di rapina e di
atti preparatori punibili di rapina e lo ha condannato alla pena detentiva di
trentadue mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto, sospesa in ragione
di venti mesi, con un periodo di prova di tre anni.

 

                                         La
Corte delle assise criminali ha approvato le note professionali 31.10.2016,
24.4.2017 e 3.5.2017 dell’avv. RE 1, difensore d’ufficio di PI 2, per la somma
di CHF 25'727.30, di cui CHF 23'890.30 di onorario e CHF 1'837.00 di spese e trasferte
(dispositivo n. 19.3.). La Corte di merito ha parimenti disposto che il condannato
fosse tenuto a rimborsare detto importo allo Stato del Cantone Ticino non
appena le sue condizioni economiche glielo consentivano (dispositivo n. 19.3.1.).

 

                                         La
sentenza motivata è stata intimata in data 28.6.2017.

 

 

                                  b.   Con
gravame 17.7.2017 l’avv. RE 1 – che l’11.5.2017, ricevuto il dispositivo del
giudizio, aveva comunicato a questa Corte di presentare reclamo contro la quantificazione
della retribuzione del difensore d’ufficio come ai dispositivi n. 19.3. e n. 19.3.1.
– postula che le note professionali 31.10.2016, 24.4.2017 e 3.5.2017 siano
approvate ai sensi dei considerandi e quindi gli sia riconosciuto l’importo
complessivo di CHF 36’826.27.

 

                                         Il
reclamante rimprovera alla Corte della assise criminali di avere apprezzato la
quantificazione delle prestazioni – che sarebbero state svolte a tutela dei
diritti dell’imputato – in maniera totalmente arbitraria, procedendo a
decurtazioni delle note senza sufficiente motivazione. L’avv. RE 1, ricordati
il diritto applicabile e i principi relativi alla motivazione della decisione
in tema di tassazione, elenca i punti della pronuncia che contesta, precisando
le ragioni per le quali la sentenza non sarebbe sostenibile.

 

                                         Delle
ulteriori argomentazioni si dirà, se necessario, in seguito.

 

 

 

 

 

in diritto

 

                                   1.   Il
difensore d’ufficio, in applicazione dell’art. 135 cpv. 3 lit. a CPP, può
interporre reclamo in materia di retribuzione contro la decisione del pubblico
ministero o del tribunale di primo grado.

 

                                         Con
il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1
lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2
LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e
l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art.
393 cpv. 2 lit. b CPP) e l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).

 

                                         Il
reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP),
con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed
all’art. 385 CPP per la motivazione.

 

                                         Esso
deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,
i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati
(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

 

                                   2.   2.1.

                                         2.1.1.

                                         Il
pubblico ministero [se il procedimento non viene concluso dalla decisione di un
tribunale (BSK StPO – N. RUCKSTUHL, 2. ed., art. 135 CPP n. 9)] o l’autorità
giudicante stabilisce l’importo della retribuzione al termine del procedimento
(art. 135 cpv. 2 CPP).

 

                                         L’autorità
giudicante deve pronunciarsi sulla retribuzione del difensore d’ufficio, di
principio, nella sentenza di merito (giusta i combinati art. 81 cpv. 3 lit. a /
cpv. 4 lit. b, 135 cpv. 2, 351 cpv. 1, 421 cpv. 1 e 422 cpv. 2 lit. a CPP)
[decisioni TF 6B_824/2016 del 10.4.2017 consid. 2.2.1.; 6B_659/2016 del
6.3.2017 consid. 2.3.; 6B_460/2016 del 27.2.2017 consid. 2.3.; 6B_652/2014 del
10.12.2014 consid. 1.2.; 6B_211/2014 del 9.10.2014 consid. 1.1.; 6B_212/2014
del 9.10.2014 consid. 1.1.; 6B_985/2013 del 19.6.2014 consid. 1.1.; 6B_48/2013
del 13.6.2013 consid. 2.1.; DTF 143 IV 40 consid. 3.2.1.; 140 IV 213 consid.
1.1.; 139 IV 199 consid. 5.1.; decisione TPF BB.2016.350 del 25.1.2017 consid.
3.1.; BSK StPO – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 135 CPP n. 12; ZK StPO – V.
LIEBER, 2. ed., art. 135 CPP n. 10; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, 2. ed.,
art. 135 CPP n. 4].

 

 

                                         2.1.2.

                                         Il
difensore d’ufficio – a differenza dell’imputato e del procuratore pubblico
che, quali parti (art. 104 cpv. 1 CPP), impugnano la sentenza con appello anche
per quanto riguarda l’indennità al difensore d’ufficio – contesta con reclamo
il giudizio di merito inerente all’entità della retribuzione (art. 135 cpv. 3
lit. a CPP) [decisioni TF 6B_659/2016 del 6.3.2017 consid. 2.1.; 6B_460/2016
del 27.2.2017 consid. 2.1.; 6B_451/2016 dell’8.2.2017 consid. 2.1.; 6B_919/2015
dell’11.12.2015 consid. 4.; DTF 143 IV 40 consid. 3.2.2.; 140 IV 213 consid.
1.4.; 139 IV 199 consid. 5.2.; BSK StPO – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 135 CPP
n. 16; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, op. cit., art. 135 CPP n. 5].

 

                                         2.1.3.

                                         Il
termine per aggravarsi contro l’entità della retribuzione, stante lo specifico
mezzo di ricorso, è disciplinato dall’art. 396 cpv. 1 CPP (decisioni TF
6B_659/2016 del 6.3.2017 consid. 2.1.; 6B_460/2016 del 27.2.2017 consid. 2.1.),
secondo il quale i reclami contro decisioni comunicate per scritto od oralmente
vanno presentati e motivati per scritto entro dieci giorni presso la giurisdizione
di reclamo. Il termine decorre dunque dalla notificazione della decisione
motivata (art. 384 lit. b CPP) – che il difensore d’ufficio medesimo deve richiedere,
entro dieci giorni dalla notificazione del dispositivo del giudizio, quale
terzo giusta i combinati art. 105 cpv. 1 lit. f / cpv. 2 e 82 cpv. 2 lit. a CPP
(decisioni TF 6B_659/2016 del 6.3.2017 consid. 2.1.; 6B_460/2016 del 27.2.2017
consid. 2.1.; 6B_451/2016 dell’8.2.2017 consid. 2.1./2.2.; DTF 143 IV 40
consid. 3.6.) – e non dalla consegna oppure dalla notificazione del dispositivo
scritto (art. 384 lit. a CPP) [decisioni TF 6B_659/2016 del 6.3.2017 consid.
2.1./2.3.; 6B_460/2016 del 27.2.2017 consid. 2.1./2.3.; 6B_451/2016
dell’8.2.2017 consid. 2.1.; DTF 143 IV 40 consid. 3.4.].

 

                                         2.2.

                                         Il
gravame, inoltrato il 17.7.2017 contro i dispositivi n. 19.3. e n. 19.3.1.
della sentenza 5.5.2017, intimata motivata il 28.6.2017, della Corte delle
assise criminali (che si è pronunciata in applicazione dei combinati art. 135
cpv. 2 e 81 cpv. 4 lit. b CPP), è tempestivo siccome presentato nel termine di
dieci giorni (secondo l’art. 396 cpv. 1 CPP) dall’intimazione del giudizio di
merito motivato, recapitato all’avv. RE 1 in data 7.7.2017.

 

                                         Esso
è anche proponibile secondo l’art. 135 cpv. 3 lit. a CPP.

 

                                         L’avv.
RE 1, designato dal pubblico ministero difensore d’ufficio di PI 2 con decreto
10.6.2016, con effetto dal 14.5.2016 (AI 133), in applicazione degli art. 132
s. CPP, è legittimato a reclamare a’ sensi dell’art. 135 cpv. 3 lit. a CPP.

 

                                         Le
esigenze di forma e motivazione del reclamo sono rispettate.

 

                                         L’impugnativa,
in queste circostanze, è ricevibile in ordine.

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Chi
dirige il procedimento nella relativa fase procedurale (giusta l’art. 61 CPP)
dispone (giusta l’art. 133 cpv. 1 CPP) una difesa d’ufficio se: a. in caso di
difesa obbligatoria 1. nonostante ingiunzione, l’imputato non designa un
difensore di fiducia; 2. il mandato è revocato al difensore di fiducia oppure
questi lo rimette e l’imputato non designa un nuovo difensore entro il termine
impartito; b. l’imputato è sprovvisto dei mezzi necessari e una sua difesa si
impone per tutelare i suoi interessi (art. 132 cpv. 1 CPP).

 

                                         3.2.

                                         Il
decreto di nomina del difensore d’ufficio fonda un rapporto di diritto
pubblico, a favore di una terza persona, tra la Confederazione rispettivamente
il Cantone e il legale designato (decisioni TF 6B_824/2016 del 10.4.2017
consid. 18.3.1.; 6B_894/2015 del 13.1.2016 consid. 2.2.2.; 6B_919/2015
dell’11.12.2015 consid. 4.1.; 6B_325/2015 del 19.5.2015 consid. 2.1.;
6B_951/2013 del 27.3.2014 consid. 3.1.; DTF 141 IV 344 consid. 4.2.; 141 I 124
consid. 3.1.; 141 I 70 consid. 6.1.; 139 IV 261 consid. 2.2.1.; 131 I 217
consid. 2.4.; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 132 CPP n. 1 / art. 135 CPP
n. 1), sulla base del quale quest’ultimo – che non svolge un mandato privato,
ma adempie un compito pubblico (decisioni TF 6B_824/2016 del 10.4.2017 consid.
18.3.1.; 6B_986/2015 del 23.8.2016 consid. 5.2.; 6B_919/2015 dell’11.12.2015
consid. 4.1.; 6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.1./2.4.; 6B_951/2013 del
27.3.2014 consid. 3.1.; DTF 141 IV 344 consid. 3.2./4.2.; 141 I 124 consid.
3.1./4.1.; 141 I 70 consid. 6.1.; 139 IV 261 consid. 2.2.1.; ZK StPO – V.
LIEBER, op. cit., art. 132 CPP n. 1) – ha un credito di diritto pubblico nei
confronti dello Stato, che deriva dall’art. 29 cpv. 3 Cost., ad un indennizzo
(decisioni TF 6B_824/2016 del 10.4.2017 consid. 18.3.1.; 6B_986/2015 del
23.8.2016 consid. 5.2.; 6B_894/2015 del 13.1.2016 consid. 2.2.2.; 6B_919/2015
dell’11.12.2015 consid. 4.1.; 6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.4.;
6B_325/2015 del 19.5.2015 consid. 2.1.; 6B_951/2013 del 27.3.2014 consid. 3.1.;
DTF 141 IV 344 consid. 3.2./4.2.; 141 I 124 consid. 3.1.). 

 

                                         La
designazione di un patrocinatore d’ufficio (prevista anche, tra l’altro,
dall’art. 6 cifra 3 lit. c CEDU) discende invero dall’interesse pubblico
(decisione TF 6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.4.): è un mezzo dello Stato
per adempiere i suoi doveri finalizzati segnatamente a garantire un processo
equo, ad attuare il principio della parità delle armi e ad assolvere il suo
obbligo di assistenza (DTF 141 IV 344 consid. 4.2.). In applicazione dell’art.
12 lit. g della legge federale sulla libera circolazione degli avvocati
l’avvocato è di conseguenza tenuto ad assumere le difese d’ufficio e ad
accettare i mandati di gratuito patrocinio del Cantone nel cui registro egli è
iscritto (decisioni TF 6B_919/2015 dell’11.12.2015 consid. 5.3.; 6B_856/2014
del 10.7.2015 consid. 2.1.; DTF 141 IV 344 consid. 4.2.; 141 I 70 consid.
6.1.).

 

                                         3.3.

                                         3.3.1.

                                         Il
legale d’ufficio – che ha un incarico ben definito e delimitato, ovvero che ha
il compito di assistere l’imputato nel procedimento penale e di difenderlo
dalle imputazioni mosse a suo carico dalle autorità penali (decisione TF
6B_951/2013 del 27.3.2014 consid. 3.2.) – ha una pretesa costituzionale alla
retribuzione soltanto per quanto necessario alla tutela dei diritti dell’imputato
stesso.

 

                                         Secondo
questo parametro la pretesa si determina dal profilo qualitativo e quantitativo:
possono essere indennizzate unicamente quelle prestazioni – necessarie e
proporzionali – in nesso causale con/per la cura dei diritti dell’imputato nel
procedimento a suo carico (decisioni TF 6B_824/2016 del 10.4.2017 consid.
18.3.1.; 6B_618/2015 del 16.12.2015 consid. 2.3.; DTF 141 I 124 consid. 3.1.;
decisioni TPF BB.2017.97 del 21.8.2017 consid. 4.2.1.; BB.2017.60 del 18.7.2017
consid. 3.2.; BB.2016.249 del 31.8.2016 consid. 3.3.; BB.2016.58 del 26.8.2016
consid. 6.1.; BSK StPO – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 135 CPP n. 3; ZK StPO –
V. LIEBER, op. cit., art. 135 CPP n. 3/6; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, op.
cit., art. 135 CPP n. 3).

 

                                         Quale
criterio per rispondere alla domanda inerente al dispendio necessario per una
difesa corretta nel procedimento penale si fa riferimento ad un avvocato di
esperienza, che dispone di solide conoscenze nell’ambito del diritto penale materiale
e processuale e che può svolgere la difesa in modo mirato ed efficiente fin
dall’inizio del procedimento (decisioni TF 6B_824/2016 del 10.4.2017 consid.
18.3.1.; 6B_264/2016 dell’8.6.2016 consid. 2.4.1.; decisione TPF BB.2016.58 del
26.8.2016 consid. 6.1.). 

 

                                         Per
determinare il dispendio si deve tenere conto, segnatamente, della natura,
dell’importanza, della complessità, delle difficoltà particolari in fatto e/o
in diritto della causa, del tempo consacrato dal difensore allo studio e alla
trattazione dell’incarto, del numero dei colloqui con l’imputato prima e/o dopo
gli interrogatori, della partecipazione alle udienze e al processo, del tempo
delle trasferte, delle visite indispensabili in carcere e del tempo necessario
per la preparazione dell’arringa e del dibattimento (decisioni TPF BB.2016.369
del 12.7.2017 consid. 2.2.; BB.2016.249 del 31.8.2016 consid. 3.3.; BB.2016.58
del 26.8.2016 consid. 6.1.; BB.2016.14 del 28.7.2016 consid. 7.1.; DTF 141 IV
344 consid. 4.2.; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 135 CPP n. 4). 

 

                                         Il
legale deve esaminare ogni operazione che potrebbe essere utile per il suo
cliente. Il difensore d’ufficio ha in effetti il medesimo dovere di diligenza
di un avvocato di fiducia (DTF 141 IV 344 consid. 4.2.; ZK StPO – V. LIEBER,
op. cit., art. 134 CPP n. 13): l’imputato difeso d’ufficio ha diritto ad un
legale efficiente, esperto e dedicato alla tutela dei suoi interessi [art. 32
cpv. 2 Cost.] (decisioni TF 1B_192/2017 del 3.7.2017 consid. 3.1.; 1B_103/2017
del 27.4.2017 consid. 2.3.; 1B_259/2016 dell’11.1.2017 consid. 2.4.; 6B_172/2011 del 23.12.2011 consid.
1.3.1./1.3.2.; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 132 CPP n. 1 / art. 134 CPP
n. 12/13). Secondo l’art. 12 lit. a della
legge federale sulla libera circolazione degli avvocati l'avvocato deve esercitare
la sua attività professionale con cura e diligenza. Sebbene legato allo Stato
dal suddetto particolare rapporto, il difensore d’ufficio è del resto
vincolato, entro i limiti della legge e delle norme deontologiche, unicamente
agli interessi dell’imputato (art. 128 CPP): gli incombe di conseguenza,
operando in completa indipendenza, di fronteggiare l’azione penale e di adoperarsi
per ottenere il proscioglimento dell’imputato oppure una condanna la più
clemente possibile per lui (DTF 141 IV 344 consid. 4.2.; BSK StPO – N.
RUCKSTUHL, op. cit., art. 128 CPP n. 1/5; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art.
128 CPP n. 4/5; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, op. cit., art. 128 CPP n. 1).

 

                                         Il
difensore ha un ampio margine di apprezzamento sulla conduzione della difesa e
sulla scelta della strategia di difesa (decisioni TF 6B_307/2016 del 17.6.2016
consid. 2.3.4.; 6B_172/2011 del 23.12.2011 consid. 1.3.2.; ZK StPO – V. LIEBER,
op. cit., art. 134 CPP n. 15). Il rimprovero di avere effettuato operazioni superflue
deve dunque essere mosso con riserbo (decisioni TPF BB.2016.58 del 26.8.2016
consid. 6.1.; BB.2016.14 del 28.7.2016 consid. 7.2.), proprio tenuto conto che
il difensore deve avere un margine di manovra e deve poter svolgere il mandato
a favore dell’imputato in maniera efficace (decisione TF 6B_618/2015 del
16.12.2015 consid. 2.3.; DTF 141 I 124 consid. 3.1.; BSK StPO – N. RUCKSTUHL,
op. cit., art. 135 CPP n. 3).

 

                                         Il
difensore d’ufficio che trascurasse i suoi obblighi dovrebbe peraltro essere sostituito
(art. 134 cpv. 2 CPP) [DTF 141 IV 344 consid. 4.2.; BSK StPO – N. RUCKSTUHL,
op. cit., art. 134 CPP n. 11 ss.] e si esporrebbe ad un procedimento
disciplinare.

 

                                         L’intervento
del giudice sulla nota professionale si giustifica di conseguenza soltanto
qualora esista una sproporzione tra il valore delle operazioni effettuate e
l’onorario (decisione TPF BB.2016.14 del 28.7.2016 consid. 7.2.). Il difensore
d’ufficio, anche se gli si richiedono determinate prestazioni nel pubblico interesse,
non deve prestare “Frondienste”, termine che si può tradurre con opere
di volontariato (decisione TF 6B_919/2015 dell’11.12.2015 consid. 5.3.; DTF 141
I 124 consid. 4.2.). La rimunerazione dell’avvocato d’ufficio – che può essere
inferiore a quella di un mandatario privato – deve pertanto essere equa
(decisione TF 6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.4.; DTF 141 I 124 consid.
3.2.; 139 IV 261 consid. 2.2.1.; 137 III 185 consid. 5.1.; ZK StPO – V. LIEBER,
op. cit., art. 135 CPP n. 5). Per essere considerata equa, la remunerazione del
legale non deve soltanto coprire le spese generali dell’avvocato, ma deve anche
permettergli di ottenere un reddito modesto, che non sia unicamente simbolico
(decisione TF 6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.4.; ZK StPO – V. LIEBER, op.
cit., art. 135 CPP n. 5).

 

                                         Non
devono comunque essere indennizzate spese inutili, superflue e estranee al
procedimento (decisione TF 6B_652/2014 del 10.12.2014 consid. 2.3.; decisione
TPF BB.2016.14 del 28.7.2016 consid. 7.2.), di sostegno morale (decisioni TPF
BB.2017.94 del 4.7.2017 consid. 4.1.; BB.2016.14 del 28.7.2016 consid. 7.2.; ma
cfr. decisione TF 6B_951/2013 del 27.3.2014 consid. 3.2.) o inerenti
all’attività di aggiornamento dei parenti del difeso (decisione TPF BB.2016.249
del 31.8.2016 consid. 4.2.). 

 

                                         3.3.2.

                                         Giusta
l’art. 135 cpv. 1 CPP il difensore d’ufficio è retribuito secondo la tariffa
d’avvocatura della Confederazione o del Cantone in cui si svolge il procedimento
penale a carico del patrocinato.

 

                                         Nel
Canton Ticino si applica il regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio
d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili
(Rtar), in vigore dall’1.1.2008 [art. 4 della legge sull’assistenza giudiziaria
e sul patrocinio d’ufficio (LAG)].

                                         Il
predetto regolamento stabilisce la tariffa per le prestazioni dell’avvocato nel
caso della sua nomina a patrocinatore d’ufficio, nel caso di concessione del
beneficio dell’assistenza giudiziaria e, ancora, per la fissazione delle
ripetibili (art. 1 cpv. 1 Rtar). 

 

                                         Secondo
l’art. 2 cpv. 1 Rtar all’avvocato è riconosciuto l’onorario per le prestazioni
necessarie per lo svolgimento del patrocinio, calcolato secondo i principi e le
disposizioni del regolamento.

 

                                         L’onorario
dell’avvocato è calcolato secondo il tempo di lavoro sulla base della tariffa
di CHF 180.00/ora [art. 4 cpv. 1 Rtar (tariffa che l’Alta Corte ritiene
corretta, quale minimo: decisioni TF 6B_856/2014 del 10.7.2015 consid. 2.4.;
6B_502/2013 del 3.10.2013 consid. 3.2.; DTF 141 I 124 consid. 3.2.; 139 IV 261
consid. 2.2.1.; ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 135 CPP n. 5)]. Se la
pratica è stata particolarmente impegnativa, per esempio avendo richiesto
studio e conoscenze speciali o avendo comportato trattazioni di nuove e
complesse questioni giuridiche, l’onorario può essere aumentato sino a CHF
250.00/ora (art. 4 cpv. 2 Rtar). L’onorario del praticante legale è calcolato
sulla base della tariffa di CHF 90.00/ora (art. 4 cpv. 3 Rtar). L’onorario
dell’avvocato per la partecipazione a interrogatori fuori orario di lavoro (tra
le ore 20.00 e le ore 08.00 dei giorni feriali, nei giorni festivi ufficiali e
di sabato) è fissato a CHF 250.00/ora; l’onorario del praticante legale è
stabilito in CHF 110.00/ora (art. 5a Rtar).

 

                                         Per
la determinazione dell’onorario a favore del difensore d’ufficio, tenute presenti
le citate tariffe orarie, fanno stato i principi dell’art. 21 cpv. 2 della
legge sull’avvocatura (art. 1 cpv. 2 Rtar) – norma che concretizza la
giurisprudenza citata più sopra – secondo i quali l’avvocato ha riguardo alla complessità
ed all’importanza del caso, al valore ed all’estensione della pratica, alla sua
competenza professionale ed alla sua responsabilità, al tempo ed alla diligenza
impiegati, alla situazione personale e patrimoniale delle parti, all’esito
conseguito ed alla sua prevedibilità.

 

                                         Ha
inoltre diritto al rimborso delle spese necessarie allo svolgimento del patrocinio,
riservato l’art. 6 Rtar (art. 2 cpv. 2 Rtar). Quest’ultima norma prevede che possa
essere riconosciuto un importo forfetario in per cento dell’onorario quale rimborso
per le spese di cancelleria, di spedizione, di comunicazione, di fotocopie e di
apertura e archiviazione dell’incarto (art. 6 cpv. 1 Rtar).

 

 

 

                                         3.4.

                                         Il
diritto di essere sentito a’ sensi degli art. 3 cpv. 2 lit. c CPP e 29 cpv. 2
Cost. – garanzia di natura formale, la cui violazione comporta l’annullamento
della decisione impugnata indipendentemente dalla fondatezza materiale del
gravame, riservato il caso in cui l’autorità di ricorso goda di pieno potere
d’esame e davanti ad essa la parte sia reintegrata nell’esercizio dei diritti
che le erano stati negati o se il rinvio all’autorità inferiore costituisca una
mera formalità che cagiona un inutile allungamento della procedura,
incompatibile con gli interessi della parte alla celerità del procedimento
(decisione TF 6B_1251/2016 del 19.7.2017 consid. 3.1.; decisioni TPF BB.2017.94
del 4.7.2017 consid. 4.1.; BB.2016.263 del 3.10.2016 consid. 2.3.; BB.2016.14
del 28.7.2016 consid. 6.1.) – comprende, oltre al diritto di esprimersi prima
che una decisione sia presa, di fornire prove sui fatti rilevanti per il
giudizio, di farsi rappresentare o assistere e di poter consultare gli atti, il
diritto di ottenere una decisione motivata.

 

                                         L’obbligo
di motivazione (art. 80 cpv. 2 prima frase CPP) impone di menzionare, almeno
brevemente, i motivi che hanno spinto l’autorità a decidere in un senso
piuttosto che nell’altro e di porre pertanto l’interessato nelle condizioni di
rendersi conto della portata del provvedimento e delle eventuali possibilità di
impugnazione presso un’istanza superiore, che deve poter esercitare il
controllo (decisione TF 6B_499/2017 del 6.11.2017 consid. 3.2.2.; ZK StPO – D.
BRÜSCHWEILER, op. cit., art. 80 CPP n. 2).

 

                                         Principio
che vale anche in materia di tassazione della nota professionale del difensore
d’ufficio: tale obbligo comporta che l’autorità di tassazione, qualora decida
sulla base di un elenco di spese presentato dal legale, indichi – se intende
discostarsene – almeno brevemente i motivi per cui ritiene certe operazioni ingiustificate
(decisioni TF 6B_1251/2016 del 19.7.2017 consid. 3.1.; 6B_329/2014 del
30.6.2014 consid. 2.2./2.4.; 6B_389/2013 del 26.11.2013 consid. 1.; 6B_502/2013
del 3.10.2013 consid. 3.4.; DTF 141 I 70 consid. 5.2.; decisioni TPF BB.2017.98
del 4.9.2017 consid. 2.1.; BB.2017.94 del 4.7.2017 consid. 4.1.; BB.2016.263
del 3.10.2016 consid. 2.3.; BB.2016.58 del 26.8.2016 consid. 5.1.; BB.2016.14
del 28.7.2016 consid. 6.1.).

 

 

                                   4.   4.1.

                                         La
procedura dibattimentale di primo grado è disciplinata agli art. 328 ss. CPP,
che regolamentano i compiti del giudice (rispettivamente, in determinati casi,
di chi dirige il procedimento), tra cui quello di pronunciarsi con sentenza –
al termine del procedimento penale, da condurre nel rispetto del principio di
celerità (art. 5 CPP) [che anche le autorità giudicanti devono ossequiare (decisioni
TF 6B_647/2017 del 10.8.2017 consid. 3.2.; 1B_103/2017 del 27.4.2017 consid.
3.2.)] – sulla colpevolezza dell’imputato, sulle sanzioni e sulle altre conseguenze
(art. 351 cpv. 1 CPP).

 

                                         Tra
le “altre conseguenze” di cui all’art. 351 cpv. 1 in fine CPP rientra
anche l’importo della retribuzione del difensore d’ufficio (art. 81 cpv. 3 lit.
a / cpv. 4 lit. b, 135 cpv. 2, 421 cpv. 1 e 422 cpv. 2 lit. a CPP), che deve
essere fissata al termine del procedimento penale nella sentenza di merito
(cfr. consid. 2.1.1.).

 

                                         Inoltre,
il giudice, se deve motivare la sentenza, la notifica entro sessanta giorni,
eccezionalmente entro novanta giorni, all’imputato e al pubblico ministero con
la motivazione completa e alle altre parti soltanto con i punti concernenti le
loro conclusioni (art. 84 cpv. 4 CPP). Si tratta di termini d’ordine, per cui
la loro eventuale inosservanza non tocca la validità del giudizio (decisione TF
6B_195/2017 del 9.11.2017 consid. 3.9.); la loro inosservanza potrebbe comunque
costituire indizio di una violazione del principio di celerità (decisioni TF 6B_195/2017
del 9.11.2017 consid. 3.9.; 6B_870/2016 del 21.8.2017 consid. 4.1.).

 

                                         4.2.

                                         4.2.1.

                                         Il
giudice deve esprimersi sulla retribuzione tenendo presente i compiti del difensore
d’ufficio in relazione all’imputato stesso.

 

                                         Si
deve anzitutto ricordare che l’imputato ha diritto ad un procedimento leale,
principio che deriva dall’obbligo delle autorità penali di trattare con equità
tutti i partecipanti al procedimento (art. 3 cpv. 2 lit. c CPP). All’imputato
deve dunque essere garantito il diritto ad una difesa effettiva (decisione TF
6B_172/2011 del 23.12.2011 consid. 1.3.1.; ZK StPO – W. WOHLERS, op. cit., art.
3 CPP n. 22), previsto peraltro dall’art. 6 cifra 3 lit. c CEDU.

 

                                         Lo
Stato ha quindi l’obbligo di assicurare una simile difesa, designando – qualora
ne siano dati i presupposti (art. 132 CPP) – un difensore d’ufficio, obbligato
ad assumere la difesa (art. 12 lit. g della legge federale sulla libera
circolazione degli avvocati).

 

                                         Si
deve poi aggiungere – come già anticipato (consid. 3.3.1.) – che il difensore
d’ufficio, pur essendo nominato dalle autorità penali e adempiendo un compito
di interesse pubblico, è vincolato unicamente agli interessi dell’imputato
(art. 128 CPP), di modo che deve procedere con la medesima diligenza di un
difensore di fiducia, svolgendo al meglio la difesa: deve perciò avere, pur
senza dimenticare che le sue prestazioni devono essere necessarie e
proporzionali, un margine di manovra per esaminare gli atti che potrebbero
essere utili per il patrocinio dell’imputato.

 

                                         Ne
discende dunque – come esposto più sopra al considerando 3.3.1. – che la
censura di avere effettuato operazioni superflue deve essere mossa al legale
con cautela. In caso contrario, infatti, all’imputato potrebbe essere messa in
pericolo rispettivamente non essere garantita una difesa effettiva, in
violazione dei diritti medesimi dell’imputato, in ragione delle restrizioni che
si potrebbe imporre il difensore per non vedersi poi rimproverato dal giudice
di avere presentato una nota professionale non corretta. Al legale d’ufficio
deve essere riconosciuto, in altre parole, un certo margine di apprezzamento
nell’impostazione degli atti di difesa.

 

                                         Il
procuratore pubblico rispettivamente il giudice interverranno quindi sulla nota
professionale soltanto qualora esista una sproporzione tra quanto esposto – con
riferimento a onorario e spese – e le esigenze per garantire una difesa
effettiva, tenuto presente – in ogni caso – il margine di apprezzamento del
legale.

 

                                         Si
ricorda peraltro che giusta l’art. 3 cpv. 2 lit. a CPP le autorità penali si
attengono al principio della buona fede, da cui discende il divieto di
formalismo eccessivo, forma particolare del diniego di giustizia: esso è
realizzato quando la rigorosa applicazione delle regole procedurali non è
giustificata da alcun interesse degno di protezione, diviene fine a sé stessa,
complica in maniera insostenibile la realizzazione del diritto materiale o
l’accesso al tribunale (decisioni TF 6B_520/2016 del 18.5.2017 consid. 2.1.; 6B_901/2016 del 18.1.2017 consid.
3.2.1.; DTF 142 IV 299 consid. 1.3.2.; ZK StPO – W. WOHLERS, op. cit., art. 3
CPP n. 11).

 

                                         4.2.2.

                                         Questa
Corte, nel giudizio inc. 60.2016.15 del 14.4.2016 (consid. 4.1.), aveva ritenuto
che, per ragioni di economia procedurale, non dovevano essere esaminate le
decurtazioni delle note professionali pari o inferiori a cinque minuti, per cui
le prestazioni toccate dalle defalcazioni erano da riconoscere come esposte.

 

                                         Questa
scelta è confermata: decurtazioni di simile ristretta portata non possono
essere il frutto di un corretto esercizio del potere di apprezzamento, proprio
in considerazione della loro esiguità.

 

                                         In
senso analogo a questa Corte si era del resto già espresso anche il Consiglio
di moderazione con decisione 1.7.2002 (pubblicata sul Bollettino dell’Ordine degli
avvocati n. 24, mese di dicembre 2002, p. 38): “Certo, in regime di assistenza
giudiziaria si richiede all’avvocato anche stringatezza. D’altro lato però il
giudice della tassazione non deve defalcare a beneplacito. Se riduce la durata
di una prestazione, deve anche motivare la sua scelta in modo che il Consiglio
di moderazione possa seguire il suo ragionamento e valutare la legittimità
della decurtazione. Ridurre sistematicamente (o quasi) i colloqui di 20, 100
anche (recte: 10 o anche) di 5 minuti solo perché il patrocinatore ha
operato in regime di assistenza giudiziaria non è ammissibile”.

 

 

                                   5.   5.1.

                                         Con
giudizio 5.5.2017 la Corte delle assise criminali ha approvato le note professionali
31.10.2016, 24.4.2017 e 3.5.2017 dell’avv. RE 1 per la somma di CHF 25'727.30,
di cui CHF 23'890.30 di onorario e CHF 1'837.00 di spese e trasferte. 

 

                                         5.2.

                                         Il
reclamante postula che le note professionali 31.10.2016, 24.4.2017 e 3.5.2017
siano approvate ai sensi dei considerandi e gli sia riconosciuto l’importo complessivo
di CHF 36’826.27.

 

                                         5.3.

                                         5.3.1.

                                         Ad
eccezione delle poste di cui si dirà successivamente, le prestazioni del legale
che hanno subito decurtazioni pari oppure inferiori a cinque minuti sono riconosciute
come esposte nelle relative note professionali, senza esame da parte di questa
Corte.

 

                                         Seguendo
questo criterio, ai minuti già ammessi dalla Corte, si devono aggiungere +70
min, di cui +5 per “telefonata dalla polizia” (14.5.2016) [punto
28.2.a) della sentenza 5.5.2017 (di seguito sentenza)], +5 per “trasferta
al domicilio” (14.5.2016) [punto 28.2.d) sentenza], +5 per “ricezione
disposizioni carcere” e “ricezione permessi di visita” (17.5.2016)
[punto 28.2.h) sentenza], +5 per “fax a pp” (17.5.2016) [punto
28.2.j) sentenza], +2 per “ricezione permessi” (19.5.2016) [punto
28.2.l) sentenza], +2 per “ricezione permessi” (1.6.2016) [punto
28.2.t) sentenza], +2 per “fax da PP” (27.6.2016) [punto 28.2.af)
sentenza], +5 per “interrogatorio __________ c/o Polizia Chiasso con
tempo di trasferta” (30.6.2016) [punto 28.2.ag) sentenza], +2 per “fax
da PP” (7.7.2016) [punto 28.2.ah) sentenza], +2 per “fax da PP”
(8.7.2016) [punto 28.2.ai) sentenza], +5 per “esame decisione PP
(negato dissequestro auto)” (28.7.2016) [punto 28.2.au) sentenza], +2
per “l da PP” (3.8.2016) [punto 28.2.aw) sentenza], +5 per “ricezione
disgiunzione” (30.8.2016) [punto 28.2.bb) sentenza], +2 per “fax
da PP” (28.9.2016) [punto 28.2.bv) sentenza], +5 per “tel a pp”
(30.9.2016) [punto 28.2.bw) sentenza], +5 per “l da trib”
(2.12.2016) [punto 28.3.a) sentenza], +5 per “l da trib”
(23.12.2016) [punto 28.3.c) sentenza], +2 per “l da trib citazione”
(27.1.2017) [punto 28.3.d) sentenza], +2 per “citazione a processo”
(14.3.2017) [punto 28.3.h) sentenza], +2 per “l a trib per nota e oss
a preavviso” (24.4.2017) [punto 28.3.j) sentenza].

 

                                         5.3.2.

                                         Per
quanto concerne le spese di trasferta è corretto, come ha reputato la Corte,
utilizzare l’“indicatore delle distanze chilometriche da Bellinzona, Lugano,
Locarno”, di modo da considerare le stesse distanze per tutti i legali
d’ufficio [punto 28.1.a2) sentenza]. Secondo questo “indicatore” la
distanza Lugano-Cadro-Lugano, luogo, quest’ultimo, dove ha sede l’ufficio
legale dell’avv. RE 1 e dal quale si presume (per prassi) che origini la sua
trasferta, è pari a 12 km (6 km/tratta), per cui a ragione la Corte ha ridotto
le spese ritenendo una distanza di 12 km.

 

                                         Correttamente
la Corte ha riconosciuto 27 km/tratta per il percorso Lugano-Chiasso del
14.5.2016 [punto 28.2.b) sentenza]: il fatto che il reclamante, al momento in
cui è stato chiamato per la difesa d’ufficio, fosse al suo domicilio di __________,
perché sabato, non giustifica riconoscere la trasferta a partire da questo
luogo: la disponibilità ad assumere difese d’ufficio comporta la presunzione
che il legale sia disponibile, in qualsiasi momento, se di picchetto, presso il
suo ufficio legale. Se opta di essere altrove, non può addossare allo Stato le
spese della sua scelta. La medesima conclusione, per le stesse ragioni appena
indicate, si impone con riferimento al punto 28.2.f) sentenza: è corretto avere
ammesso soltanto 8 min per la trasferta dallo studio legale del reclamante (__________,
__________) al Ministero pubblico e ritorno.

 

                                         Al
difensore d’ufficio deve essere retribuito anche il tempo di trasferta
(decisione TPF BB.2015.47 del 16.12.2015 consid. 4.5.). Questa Corte (decisioni
inc. 60.2014.26 del 2.6.2014
consid. 4.2.2.; inc. 60.2013.455 del
6.5.2014 consid. 3.5.; inc. 60.2011.204 del 5.7.2011 consid. 3.2.) ha riconosciuto il principio secondo cui,
nella tassazione della nota per prestazioni riferite a trasferte, si deve
considerare la situazione concreta in relazione alla praticabilità delle
strade: il tempo di percorrenza delle vie di transito ticinesi dipende infatti
molto dalla situazione del traffico, che muta in maniera importante a
dipendenza del giorno (feriale o festivo) e del momento della giornata
(mattina, pomeriggio o sera). Nell’esame dei tempi di percorrenza si deve
tenere presente la situazione concreta, valutando la plausibilità della durata
delle tratte e non operando una decurtazione standardizzata.

 

                                         Il
legale ha esposto diversi tempi di trasferta, dai 20 min ai 35 min a tratta per
la distanza ufficio-Cadro (La Farera). La Corte ha riconosciuto 15 min/tratta
[punto 28.1.a1) sentenza]. Ora, per tenere conto del traffico, appare corretto
aumentare di 5 min a tratta il dispendio ammesso (per quanto il legale stesso
abbia indicato un tempo superiore a 15 min; in caso contrario viene ammesso il
dispendio esposto): è evidentemente un tempo medio, che equilibra i giorni di
traffico con i giorni di meno traffico, quando la tratta può essere percorsa in
un tempo inferiore. Per le trasferte indicate al punto 28.1.a2) del giudizio –
37 tratte – si riconoscono quindi, oltre a quanto già ammesso, +185 min.

 

                                         5.3.3.

                                         Per
quanto concerne il punto 28.1.b) sentenza – riconoscimento di onorario per
emails – si concorda con la Corte delle assise criminali, nel senso che esse, come
si evince dal doc. F allegato al reclamo, avevano quale scopo quello di definire
le date dei verbali di interrogatorio, per cui 5 min rispettivamente 10 min per
uno scambio di emails su questo tema appaiono sufficienti.

 

                                         5.3.4.

                                         Al
punto 28.1.c) sentenza la Corte ha indicato di non riconoscere onorario per
fogli di trasmissione, inviati unitamente ad altri scritti. Le lettere accompagnatorie
menzionate in detto punto sono effettivamente inutili, e dunque da non riconoscere
(nell’ipotesi, negata dal reclamante, che siano state conteggiate): il tenore
degli scritti che anticipavano non imponeva altre spiegazioni.

 

                                         5.3.5.

                                         In
merito all’onorario per i verbali di interrogatorio [punto 28.1.d) sentenza],
la Corte ha ritenuto di fondarsi unicamente sulle indicazioni di inizio e fine
riportate sui verbali medesimi. Il calcolo effettuato dalla Corte è nondimeno
troppo rigoroso: si deve infatti considerare che le formalità di entrata e di
uscita dal carcere La Farera necessitano di un certo tempo, per cui deve essere
riconosciuto anche il dispendio orario concernente il disbrigo di dette
formalità, che può essere ipotizzato, per eccesso, in una quindicina di minuti
(senza necessità di richiamare dalle Strutture carcerarie la lista delle
entrate e delle uscite dal penitenziario La Farera). Il medesimo principio si
deve applicare per i verbali effettuati in luoghi diversi da La Farera, ovvero
presso il Ministero pubblico e gli uffici di polizia: in questi casi si
giustifica riconoscere complessivamente dieci minuti per l’entrata e per l’uscita.

 

                                         Oltre
a quanto accettato dalla Corte si riconosce il dispendio orario esposto non
approvato per quanto rientri nei citati 15 min (se maggiore, si riconoscono 15
min) in merito ai verbali presso La Farera rispettivamente per quanto rientri
nei citati 10 min (se maggiore, si riconoscono 10 min) con riferimento ai
verbali svolti presso gli uffici del Ministero pubblico e della polizia. Si
ammettono quindi +194 min, di cui +10 per la posta 14.5.2016 (“colloquio
e interrogatorio”) [punto 28.2.c) sentenza], +9 per la posta
24.5.2016 (“colloquio e interrogatorio”) [punto 28.2.m) sentenza], +15
per la posta 24.5.2016 (“interrogatorio __________”) [punto 28.2.n)
sentenza], +15 per la posta 25.5.2016 (“interrogatorio __________”)
[punto 28.2.o) sentenza], +15 per la posta 31.5.2016 (“interrogatorio
__________” e “colloquio e interrogatorio”) [punto 28.2.s) sentenza], +15
per la posta 13.6.2016 (“interrogatorio __________”) [punto 28.2.w)
sentenza], +10 per la posta 17.6.2016 (“interrogatorio __________”)
[punto 28.2.aa) sentenza], +30 min per la posta 21.6.2016 (“interrogatori
__________ e __________”) [punto 28.2.ac) sentenza], +10 min per la
posta 22.6.2016 (“interrogatorio __________”) [punto 28.2.ad) sentenza],
+10 per la posta 13.7.2016 (“interrogatorio __________ c/o Farera con
tempo di trasferta”) [punto 28.2.ak) sentenza], +15 per la posta
23.8.2016 (“interrogatorio confronto”) [punto 28.2.ay) sentenza], +10
per la posta 26.8.2016 (“interrogatorio __________”) [punto 28.2.ba)
sentenza], +10 per la posta 1.9.2016 (“Interrogatorio __________”)
[punto 28.2.bd) sentenza], +10 per la posta 1.9.2016 (“interrogatorio
__________”) [punto 28.2.be) sentenza], +10 per la posta 13.2.2017
(“interrogatorio __________”) [punto 28.3.f) sentenza].

 

                                         5.3.6.

                                         Per
quanto riguarda il punto 28.1.e) sentenza, l’avv. __________ ha difeso
l’imputato durante l’assenza per vacanza dell’avv. RE 1 dal 25.6.2016 al
27.7.2016.

 

                                         La
Corte ha ritenuto che non potevano essere messi in discussione il diritto rispettivamente
l’obbligo per un difensore d’ufficio di farsi sostituire in caso di sua
impossibilità, ritenuto nondimeno che tale sostituzione non poteva valere, nel
principio, che per una o al massimo poche prestazioni puntuali e temporalmente
definite, non di certo per un periodo di più di un mese. Ha aggiunto che il
doversi far sostituire non poteva poi avere per conseguenza per lo Stato di
dovere pagare due volte la stessa prestazione, nel rispetto dei principi
dell’economia di giudizio e della riduzione dei costi. La Corte ha dunque
ammesso in complessivi 90 min l’onorario da riconoscere ai due legali per il
passaggio, trasferte comprese, dell’incarto e per la discussione del caso. 

 

                                         A
ragione. Al legale che sostituisce il difensore d’ufficio non si richiede
infatti che conosca tutti gli atti del procedimento penale: quest’ultimo è in
effetti tenuto ad informare compiutamente il collega, di modo che questi possa
continuare nella difesa senza necessità di leggere e studiare tutto l’incarto.
E questo ritenuto che si tratta di difesa d’ufficio, con gli oneri a carico
dello Stato.

 

                                         Quanto
riconosciuto dalla Corte è quindi corretto e condivisibile.

 

                                         Per
quanto riguarda i costi di trasferta dell’avv. __________, essi sono stati indicati,
senza ulteriori precisazioni, in CHF 122.00. La Corte, secondo l’“indicatore
delle distanze chilometriche da Bellinzona, Lugano, Locarno”, tenuto conto
dei luoghi in cui si sono svolti gli interrogatori, ha ammesso CHF 82.00 [punto
28.2.av) sentenza]. Non ci sono motivi per non approvare la conclusione della
Corte, corretta nel merito.

 

                                         5.3.7.

                                         Si
giustifica riconoscere 25 min (+10) per la posta 15.5.2016 (“studio
istanza di carcerazione e incarto”) [punto 28.2.e) sentenza], ritenuto che
un legale diligente doveva esaminare se il contenuto dell’istanza fosse
corretto rispetto ai presupposti della carcerazione, in considerazione degli
effetti della misura privativa della libertà sulla situazione personale di PI 2.

 

                                         Si
giustifica aumentare di +15 il dispendio di tempo per “visione atti
prima di udienza GPC” (15.5.2016), riconosciuto in 25 min [punto 28.2.g)
sentenza]: gli atti allegati ad AI 43 erano numerosi, per cui – anche soltanto
per una lettura superficiale – 25 min, come ammessi, sono senz’altro insufficienti
per il caso di specie.

 

                                         5.3.8.

                                         Per
quanto riguarda i colloqui / emails con la moglie e il figlio dell’imputato
[punti 28.2.i), q), u), z), aj), al), ap), ar), as), bf), bi), bj), bl), bn),
br) sentenza], il legale ha esposto 337 min (oltre cinque ore); la Corte ha
riconosciuto 60 min, ovvero una sola ora.

 

                                         Ora,
è molto verosimile ritenere – stante l’entità del dispendio orario – che le prestazioni
svolte dal legale avessero carattere di sostegno morale, che nondimeno non
possono essere indennizzate nell’ambito di una difesa d’ufficio. Di modo che i 60
min ammessi dalla Corte delle assise criminali appaiono sufficienti per
informare i parenti della situazione processuale di PI 2 e per richiedere loro
eventuali atti necessari per il caso (in relazione segnatamente all’autovettura
oggetto di sequestro). Essi beneficiavano peraltro di permessi di visita in
carcere.

 

                                         5.3.9.

                                         Si
è detto che possono essere indennizzate unicamente quelle prestazioni necessarie
e proporzionali in nesso causale con/per la cura dei diritti dell’imputato nel
procedimento, tenuto conto – segnatamente – della natura, dell’importanza,
della complessità e delle difficoltà particolari in fatto e/o in diritto della
causa stessa. Ciò premesso, e ricordato che le prestazioni di tipo assistenziale
non devono essere indennizzate, è manifesto che anche i colloqui con il difeso
debbano seguire i criteri indicati, ovvero essere necessari e proporzionali per
gli interessi dell’imputato in un determinato momento del procedimento. Il
fatto che una persona sia in detenzione non giustifica, di per sé, una visita
in carcere del legale: è indispensabile un’esigenza per il procedimento.

 

                                         Per
quanto riguarda la posta “colloquio con cliente” (25.5.2016), esposta
per 30 min, è stata riconosciuta in 10 min [punto 28.2.p) sentenza]: a ragione
la Corte ha ritenuto che già il giorno precedente il legale e l’imputato
avevano avuto un colloquio di 20 min. Si devono aggiungere +15 min per
le formalità di accesso al carcere.

 

                                         In
relazione alle poste “trasferta a Farera”, “colloquio con cliente”
e “rientro in ufficio” (30.5.2016), esposte per 125 min e CHF 12.00,
correttamente la Corte non le ha riconosciute [punto 28.2.r) sentenza]:
l’ultimo colloquio con l’imputato era stato il 24.5.2016 e non c’erano
necessità istruttorie tali da fondare l’urgenza di un incontro del difensore
d’ufficio con l’imputato.

 

                                         La
medesima conclusione, per gli stessi motivi, si impone con riferimento alle poste
“trasferta a Farera”, “colloquio con cliente” e “rientro in
ufficio” (6.6.2016), esposte in 75 min e CHF 12.00, in assenza di esigenze
istruttorie [punto 28.2.v) sentenza].

 

                                         Ancora
a ragione la Corte non ha riconosciuto le poste “trasferta a Farera”, “colloquio
con cliente” e “rientro in ufficio” (20.6.2016), esposte in 140 min
e CHF 12.00: il difensore e l’imputato si erano incontrati alcuni giorni prima
e il giorno dopo, prima dell’audizione, hanno avuto la possibilità di
colloquiare [punto 28.2.ab) sentenza]. Ciò che appare sufficiente a fine di
difesa.

                                         Non
sono da ammettere neppure le poste “trasferta a Farera”, “colloquio
con cliente” e “rientro in ufficio” (24.6.2017), esposte in 90 min e
CHF 12.00: il difensore d’ufficio, che aveva permessi liberi telefonici con
l’imputato, poteva informarlo per questa via della sua assenza per vacanze e
della sua sostituzione, durante questo periodo, con un altro legale [punto
28.2.ae) sentenza].

 

                                         Si
deve riconoscere la posta “colloquio con cliente c/o Farera con tempo di
trasferta (traffico ritorno)” (14.7.2017), esposta in +145 min: il
giorno successivo ci sarebbe infatti stato l’interrogatorio dell’imputato, per
cui è ragionevole che l’avv. __________ incontrasse PI 2 per preparare la
prossima audizione [punto 28.2.am) sentenza].

 

                                         Inutili,
per le ragioni esplicitate dalla Corte ai punti 28.2.aq) e 28.2.at) sentenza, sono
la posta “colloquio c/o Farera con tempo di trasferta” (21.7.2016) e la
posta “tel da cliente” (26.7.2016).

 

                                         Il
“colloquio con cliente” (4.8.2016), esposto in 70 min, è da ammettere in
50 min [punto 28.2.ax) sentenza] (+20), tempo necessario per discutere
di quanto occorso durante l’assenza del patrocinatore rispettivamente per
preparare le audizioni a confronto.

 

                                         La
Corte non ha riconosciuto la posta “colloquio con cliente” (8.9.2016),
esposta in 60 min, in difetto di urgenza e necessità e facendo riferimento,
anche, al fatto che il successivo colloquio sarebbe avvenuto due settimane dopo
[punto 28.2.bg) sentenza]. In merito a quest’ultima posta – “colloquio con
cliente” (26.9.2016) – la Corte ha riconosciuto 15 min (non gli esposti 30
min) [punto 28.2.bp) sentenza]. Ora, se si può concordare che il colloquio
dell’8.9.2016 non era indispensabile, in assenza di urgenze istruttorie, è corretto
riconoscere gli esposti 30 min (+15) per la posta del 26.9.2016,
ritenuto che l’ultimo colloquio era stato il 4.8.2016 e che nel frattempo
c’erano stati alcuni atti istruttori.

 

                                         Si
devono ammettere 35 min (+20) per la posta “colloquio con cliente”
(13.10.2016) [punto 28.2.bx) sentenza]: si trattava di preparare
l’interrogatorio finale, nel corso del quale, come indicato dal procuratore
pubblico nello scritto 28.9.2016 al legale (AI 240), si sarebbero riassunte le
risultanze dell’intera inchiesta.

 

                                         I
15 min riconosciuti per la posta “colloquio con cliente” (30.1.2017), prestazione
esposta in 40 min, sono corretti: detto dispendio orario bastava per comunicare
all’imputato i motivi del rinvio del pubblico dibattimento e della reiezione
della domanda di dissequestro dell’autoveicolo [punto 28.3.e) sentenza]. Si devono
aggiungere +15 min per le formalità di accesso al carcere.

 

                                         Non
si può poi che concordare con la Corte delle assise criminali quando non ha
ammesso le poste “trasferta a Farera”, “colloquio con cliente” e
“rientro in ufficio” (9.3.2017), esposte dal legale d’ufficio in 85 min
e CHF 12.00, siccome superflue per una difesa diligente dell’imputato: in
questo periodo il procedimento penale a suo carico, pendente davanti alla Corte
di merito, non ha infatti palesato circostanze di rilievo [punto 28.3.g)
sentenza]. Gli interrogatori di __________ si erano svolti il mese precedente.

 

                                         15
min, in luogo di 40 min, per “colloquio con cliente” (12.4.2017) erano
sufficienti per, come ritenuto dalla Corte, aggiornare PI 2 su quanto occorso a
partire dal 30.1.2017 (ovvero nulla di particolare rilevanza) [punto 28.3.i)
sentenza]. Si devono aggiungere +15 min per le formalità di accesso al
carcere.

 

                                         Si
deve invece riconoscere come esposta, ovvero in 60 min (+30), la posta “colloquio
con cliente” (2.5.2017), ammessa dalla Corte in 30 min [punto 28.4.a) sentenza]:
si trattava dell’ultimo colloquio prima del dibattimento, per cui è ragionevole
che il legale ridiscutesse con PI 2 i fatti imputatigli.

 

                                         5.3.10.

                                         Per
la posta “esame domanda proroga carcerazione e stesura osservazioni”
(15.7.2016), esposta in 120 min e riconosciuta in 30 min [punto 28.2.an) sentenza],
e per la posta “esame decisione GPC (proroga carcerazione)” (19.7.2016),
esposta in 20 min e riconosciuta in 10 min [punto 28.2.ao) sentenza], si
giustifica riconoscere +15 min: anche se non c’era necessità – in
assenza di problematiche giuridiche particolari – di dilungarsi
nell’esposizione del diritto e anche se la motivazione della decisione del
giudice dei provvedimenti coercitivi era, tolti i fatti e il diritto conosciuti,
non particolarmente lunga, il legale diligente doveva comunque confrontarsi con
i presupposti della carcerazione, analizzandoli e valutando eventuali rimedi di
diritto.

 

                                         5.3.11.

                                         A
ragione la Corte ha riconosciuto in 3 min (in luogo degli esposti 15) la posta
“ricezione citazioni” (24.8.2016) [punto 28.2.az) sentenza], essendo semplici
comunicazioni, senza particolarità.

 

 

                                         5.3.12.

                                         Per
le poste “ricezione domanda di proroga carc e studio” (12.9.2016),
esposta in 60 min e riconosciuta in 10 min [punto 28.2.bh) sentenza], “osservazioni
a domanda di proroga” (15.9.2016), esposta in 95 min e riconosciuta in 30
min [punto 28.2.bk) sentenza] e “ricezione decisione GPC” (21.9.2016),
esposta in 80 min e riconosciuta in 10 min [punto 28.2.bm) sentenza], la Corte delle
assise criminali a ragione ha ridotto il dispendio orario: 50 min, in luogo di
quasi quattro ore, per leggere una breve istanza di proroga della carcerazione
preventiva, per redigere osservazioni finalizzate a contestare i pericoli di
fuga e di recidiva e a proporre il versamento di un deposito cauzionale e,
ancora, per prendere atto del giudizio sono sufficienti in assenza di novità di
rilievo, tanto è vero che – come evidenziato dalla Corte – la decisione del
giudice dei provvedimenti coercitivi era una sostanziale ripetizione di quella
emanata il 18.7.2016.

 

                                         5.3.13.

                                         Per
la posta “chiusura istruttoria” (20.10.2016) [punto 28.2.by) sentenza], esposta
in 15 min e riconosciuta in 3 min, e per la posta “esame atti”
(28.10.2016) [punto 28.2.bz) sentenza], esposta in 135 min e non riconosciuta,
si possono ammettere complessivamente 60 min (+57): il legale diligente,
oltre che verificare la correttezza della comunicazione, doveva esaminare e
valutare eventuali prove da proporre. Il termine per inoltrare istanze probatorie
non era peraltro ancora scaduto il 28.10.2016; il fatto che, di seguito, non
siano state presentate domande è irrilevante.

 

                                         5.3.14.

                                         Pur
tenuto conto di quanto esposto al punto 5.3.4. di questo giudizio sui fogli accompagnatori
inutili, si giustifica riconoscere, considerato che un legale impiega
evidentemente alcuni minuti per definire diligentemente il testo da
trasmettere, per la posta “fax a pp” (13.6.2016) [punto 28.2.x)
sentenza] 10 min (+2) e per la posta “fax a pp” (26.9.2016)
[punto 28.2.bo) sentenza] 10 min (+2).

 

                                         A
ragione la Corte ha ridotto il dispendio per le poste “fax a pp”
(26.9.2016) [punto 28.2.bq) sentenza], “fax da pp” (28.9.2016) [punto
28.2.bt) sentenza], “fax a pp” (28.9.2016) [punto 28.2.bu) sentenza] e “l
da trib con l da avv. __________” (21.12.2016) [punto 28.3.b) sentenza] in
considerazione dei temi trattati, che non esigevano particolari
approfondimenti, rispettivamente non ha riconosciuto la posta “consegna
originale espiazione anticipata” (27.9.2016) [punto 28.2.bs) sentenza] siccome
atto inutile.

                                         5.4.

                                         In
aggiunta alla somma ammessa nel giudizio 5.5.2017 dalla Corte di merito [CHF 25'727.30,
di cui CHF 23'890.30 di onorario e CHF 1'837.00 di spese e trasferte
(dispositivo n. 19.3.)], si riconosce l’importo di CHF 2'539.15 di onorario [825
min (70 min, consid. 5.3.1.; 185 min, consid. 5.3.2.; 194 min, consid. 5.3.5.;
25 min, consid. 5.3.7.; 275 min, consid. 5.3.9.; 15 min, consid. 5.3.10; 57
min, consid. 5.3.13.; 4 min, consid. 5.3.14.)], di cui 770 min a CHF 180.00/ora
e 55 min (poste 14.5.2016, consid. 5.3.1.; poste 15.5.2016, consid. 5.3.2.;
posta 14.5.2016, consid. 5.3.5.; poste 15.5.2016, consid. 5.3.7.) a CHF
250.00/ora.

 

                                         Le
note 31.10.2016, 24.4.2017 e 3.5.2017 dell’avv. RE 1 sono approvate per CHF 28'323.60,
di cui CHF 26'429.45 di onorario e CHF 1'894.15 [CHF 1'057.15 (4% di CHF
26'429.45), CHF 25.00 per il pranzo e CHF 812.00 per trasferte] di spese.

 

 

                                   6.   Il
gravame è parzialmente accolto. Non si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo
Stato della Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà al reclamante, parzialmente
vincente, adeguate ripetibili.

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 135, 379 ss. e 393 ss. CPP e ogni
altra disposizione applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
reclamo è parzialmente accolto. Di conseguenza:

 

                                    §   Il
dispositivo n. 19.3. della sentenza 5.5.2017 della Corte delle assise criminali
(inc. TPC 72.2016.213 e 72.2017.35) è riformato nel senso che:

 

                                         Le
note professionali 31.10.2016, 24.4.2017 e 3.5.2017 dell’avv. RE 1, __________,
sono approvate per:

 

                                         onorario                         CHF
26'429.45

                                         spese
e trasferte          CHF   1'894.15

                                         totale                              CHF
28'323.60

                                 §§   Il
dispositivo n. 19.3.1. della sentenza 5.5.2017 della Corte delle assise
criminali (inc. TPC 72.2016.213 e 72.2017.35) è riformato nel senso che: 

 

                                         PI
2 è tenuto a rimborsare allo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino
l’importo di CHF 28'323.60 non appena le sue condizioni economiche glielo
permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato della Repubblica e del Cantone
Ticino rifonderà all’avv. RE 1, __________, CHF 400.00 (quattrocento) a titolo
di ripetibili.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali
e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                      

 

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                          La
cancelliera