# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e5224b8f-1c29-528b-a70a-528ca0316cf7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-01-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.01.2014 36.2013.71
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2013-71_2014-01-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2013.71

  36.2014.2

   

  cs

  	
  Lugano

  7 gennaio
  2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 7 novembre
2013 di

 

	
   

  	
  1.  AT 1   (inc. 36.2013.71)

  2.  AT 2    (inc. 36.2014.2)

  entrambe rappr.
  da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione contro le
  malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   AT
1 (nata nel __________) e AT 2 (nato nel __________) sono affiliati presso CO 1
(di seguito: CO 1) per alcune assicurazioni complementari, tra cui le spese di
cura in caso di malattie (doc. 1 e 2), che coprono la degenza ospedaliera nel
reparto privato nonché soggiorno di cura, senza franchigia (doc. 1 e 2).

 

B.    
Nel corso del mese di febbraio 2013 AT 2 ha
trasmesso a CO 1 un certificato medico per sé ed uno per sua moglie al fine di
ottenere la garanzia della copertura dei costi per un soggiorno di cure presso
il centro termale di __________ (__________ doc. D). 

 

                                  C.   Il
21 marzo 2013 l’assicuratore ha rifiutato per entrambi di emanare la chiesta
garanzia, non ritenendo adempiute le condizioni previste dalle condizioni
generali d’assicurazione (di seguito: CGA), poiché, secondo CO 1, il rimborso è
previsto solo in caso di urgenza e se la malattia o l’infortunio è avvenuto
all’estero (doc. 7).

 

                                  D.   Dopo
ulteriori scambi di corrispondenza, AT 2 e AT 1 AT 2, rappresentati dall’avv. RA
1, si sono rivolti al TCA, chiedendo la condanna dell’assicuratore al pagamento
di un importo di Euro 3'478 (Euro 2'238 [doc. N] + Euro 1'195 [doc. N]) oltre
interessi a far tempo dal 7 novembre 2013 (data dell’inoltro della petizione),
per le spese sostenute per il soggiorno ad __________ (__________) dal 5 al 12
maggio 2013 (doc. I).

                                         Dopo
aver riassunto la fattispecie, gli attori rammentano che già nel 2012 avevano
soggiornato presso il medesimo centro termale ed avevano ottenuto il completo
rimborso delle prestazioni sebbene la richiesta fosse stata inoltrata solo dopo
aver effettuato le cure. Gli assicurati evidenziano inoltre che, data la
persistenza dei dolori e ritenuto che l’anno precedente le cure avevano avuto
un effetto positivo, si sono comunque recati ad __________ ed hanno inoltrato
all’assicuratore le fatture per la cura ed il soggiorno all’estero.

                                         Rifacendosi
agli art. A4, B1, B2, B3, B6 e B7 delle condizioni generali d’assicurazione (di
seguito: CGA), gli attori sostengono di aver diritto al rimborso delle
prestazioni poiché né nelle CGA né nella polizza vi è una limitazione che
concerne il rimborso delle prestazioni in funzione del luogo del soggiorno. Le
norme citate dall’assicuratore concernono, secondo gli attori, unicamente le
cure ambulatoriali all’estero e comunque, ritenuto che nel 2012 il rimborso è
avvenuto senza alcuna richiesta particolare da parte dell’assicuratore, in
applicazione del principio della buona fede anche per il 2013 la convenuta avrebbe
dovuto rimborsare i costi del soggiorno all’estero. Tanto più che nuove singole
assicurazioni offerte proprio da CO 1 prevedono espressamente la copertura per
soggiorni di cura termali in Svizzera o ad __________ (__________).

 

                                  E.   Con
risposta del 12 dicembre 2013 l’assicuratore propone la reiezione della
petizione con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso
di motivazione (doc. V).

 

                                         in
diritto

 

                                         In ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione
giudiziaria (cfr. STF  9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7
novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del
21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4
febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre
2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre
2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                                   2.   Nel
caso di specie gli attori hanno tra l’altro sottoscritto, presso CO 1,
l’assicurazione per spese di cura in caso di malattie, con applicazione delle
CGA edizione settembre 1994 (doc. 1 e 2), le quali prevedono, all’art. A15, che
a complemento delle CGA si applica la Legge federale sul contratto d’assicurazione
(LCA).

 

                                         A
norma dell’art. A4 cpv. 1 CGA le assicurazioni sono valide in tutto il mondo.
Qualora l’assicurato abbandoni il suo domicilio svizzero, le assicurazioni si
estinguono dopo 6 mesi.

 

                                         Gli
art. da B1 a B7 CGA regolano specificatamente l’”assicurazione delle spese
di cura” (doc. 3).

 

                                         Per
l’art. B1 cpv. 1 CGA “voi potete assicurare sia per le malattie che per gli
infortuni: 

                                         -
le spese di cura in caso di degenza in ospedale, nel reparto privato o
semiprivato, e in caso di soggiorno di cura;

                                          -
le spese di cura in caso di degenza in ospedale, nel reparto privato o
semiprivato, in caso di soggiorno di cura e di trattamento ambulatoriale”.

 

                                         Secondo
l’art. B2 cpv. 1 CGA per le degenze in ospedale e i soggiorni di cura la CO 1
paga, purché venga fatturata almeno una (1) retta giornaliera, le spese per
tutti i trattamenti, provvedimenti, servizi e acquisti prescritti dal medico,
scientificamente riconosciuti e necessari dal punto di vista medico, come pure
le spese per vitto, alloggio e cure. Queste prestazioni vengono versate in base
ai tassi praticati normalmente nella regione o in base alle tariffe stabilite
dall’autorità.

 

                                         Sono
considerati ospedali gli istituti di cura diretti o sorvegliati da un medico,
comprese le cliniche psichiatriche. Nella polizza è specificato se la CO 1 paga
le spese per il reparto privato o per quello semiprivato (art. B2 cpv. 2 CGA).

 

                                         E’
considerata soggiorno di cura la degenza in un istituto specializzato, diretto
o sorvegliato da un medico, in cui vengono effettuate cure termali e
dietetiche, cure di riabilitazione o convalescenze. La CO 1 paga le spese se
riceve la prescrizione medica 3 settimane prima dell’inizio della cure e se ha
dato il suo consenso (art. B2 cpv. 3 CGA).

 

                                         Per
l’art. B6 cpv. 4 CGA le prestazioni per tutti i soggiorni di cura, fatti a
causa di malattia, sono limitate a 120 giorni in un periodo di 5 anni,
indipendentemente dei casi di malattia. Nei casi di convalescenza la durata
massima delle prestazioni è di 30 giorni in un periodo di 2 anni.

 

                                         L’art.
B7 CGA elenca le “delimitazioni dell’assicurazione”.

 

                                         Per
l’art. B7 cpv. 4 CGA qualora l’assicurato si ammali o subisca un infortunio
all’estero, le spese ivi sostenute saranno rimborsate dalla CO 1 in base ai
tassi praticati normalmente in quella regione.

 

                                         A
norma dell’art. C3 cpv. 3 CGA, applicabile per l’assicurazione di un’indennità
d’ospedalizzazione e di cura (cfr. art. A1 cpv. 3 CGA), in caso di degenza in
ospedale o in una casa di cura all’estero, la CO 1 versa le prestazioni soltanto
se l’assicurato si è ammalato o ha subito l’infortunio mentre soggiornava
all’estero.

 

                                   3.   Per
costante giurisprudenza al contratto d’assicurazione si applicano i principi
generali dell’interpretazione dei contratti, tanto più che la legge speciale non
contiene disposizioni particolari in proposito: l’art. 100 cpv. 1 LCA rinvia
infatti al diritto delle obbligazioni e, di riflesso, al Codice civile
(sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2; DTF 118 II 342 consid. 1a
pag. 344). Dovendosi determinare il contenuto di un contratto d’assicurazione e
delle condizioni generali che ne formano parte integrante, il giudice deve,
come per ogni altro contratto, ricorrere in primo luogo alla cosiddetta
interpretazione soggettiva, ovvero ricercare la “vera e concorde volontà dei
contraenti”, se del caso in modo empirico, basandosi su indizi (art. 18 cpv. 1
CO; sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2, cfr. anche sentenza
4A_34/2007 del 26 luglio 2007, consid. 3.1). Se non gli è possibile stabilire
tale reale volontà, oppure se constata che uno dei contraenti non ha compreso
la reale volontà espressa dall’altro, il giudice ricercherà il senso che le
parti potevano e dovevano attribuire alle reciproche manifestazioni di volontà
(principio dell’affidamento: sentenza 4A_34/2007 del 26 luglio 2007, consid.
3.1; sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2, DTF 129 III 118
consid. 2.5; 126 III 119 consid. 2a; 122 III 118 consid. 2a). Punto di partenza
di tale interpretazione è l’espressione letterale del contratto; il giudice
dovrà tuttavia tener conto delle circostanze che hanno caratterizzato la
conclusione del contratto (DTF 127 III 444 consid. 1b; 125 III 305 consid. 2b).
Sarebbe infatti errato attribuire un’importanza decisiva ai termini utilizzati
dalle parti, seppur chiari; dall’art. 18 cpv. 1 CO traspare che non si può
erigere a principio l’assioma che in presenza di un testo chiaro si debba
escludere il ricorso ad altri mezzi d’interpretazione; sebbene una clausola
contrattuale possa apparire a prima vista chiara ed indiscutibile, il fine
perseguito dalle parti, ma anche altre circostanze possono lasciar intendere
che l’espressione verbale non restituisca pienamente il senso dell’accordo
concluso (sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2, DTF 128 III 212
consid. 2b/bb, consid. 3c). Sussidiariamente, all’interpretazione di clausole
redatte esclusivamente dall’assicuratore ed alle clausole generali prestampate
trova applicazione il principio “in dubio contra stipulatorem”, in virtù del
quale esse vanno lette a sfavore di chi le ha redatte, dunque dell’assicuratore
(DTF 122 III 118 consid. 2a). L’art. 33 LCA ne è un’espressione (sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2, DTF 115 II 264 consid. 5a). Perché questa regola venga
applicata non basta, tuttavia, che le parti discordino sul significato da
attribuire ad una dichiarazione; questa deve effettivamente prestarsi a
differenti interpretazioni, ed inoltre deve essere impossibile, in assenza di
altri mezzi d’interpretazione, dissipare altrimenti il dubbio venutosi a creare
(DTF 122 III 118 consid. 2d; 118 II consid. 1a). 

 

                                   4.   Per
quanto concerne le condizioni generali (di seguito: CGA), va ancora rilevato
che in virtù dell'art. 3 cpv. 1
LCA (nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2006) esse devono essere
inserite nel formulario di proposta rilasciato dall'assicuratore o consegnate
al proponente prima ch'egli abbia inoltrato il formulario contenente la sua
proposta. Da ciò deriva, come evidenziato da dottrina (Carrė, Loi fédérale sur le contrat
d'assurance, Losanna 2000, pag. 120
ad art. 3 LCA; Viret, Assurances-maladie complémentaires et loi sur le contrat d'assurance,
in: Recueil de travaux en l'honneur de la Société suisse de droit des
assurances, ed. IRAL 1997, pag. 666 segg., in
particolare pag. 673) e giurisprudenza (sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2), che le condizioni generali d'assicurazione sono parte
integrante del contratto d'assicurazione. 

Come rammenta Vincent Brulhart,
Droit des Assurances privées, Stämpfli 2008 n° 263 e segg. (pag. 120 e
segg.), il contenuto del contratto può essere di principio determinato
liberamente ed é, il più delle volte, fissato nelle condizioni generali
preformulate. Si tratta di "conditions contractuelles qui
règlent les droits et les obligations des contractants…fixent l'étendue de la
couverture" (V.
Brulhart, op. cit., n° 26-4). La dottrina ricorda
che l'uso di condizioni generali é la regola in materia di contratto
d'assicurazione:

 

"  De
fait, l'utilisation des conditions générales est indissociable de la technique
d'assurance." (V.
Brulhart, op. cit., n° 267)

 

                                         La
tecnica d'assicurazione (si veda l'autore citato no. 15 e segg. della sua
opera) si fonda sulla legge dei grandi numeri ed il calcolo delle probabilità;
da ciò la necessità di considerare un grande numero di eventi simili per
dedurne le probabilità di sopravvenienza futura con necessità di definire
convenientemente il rischio e le condizioni della sua assunzione da parte
dell'assicuratore. Questi motivi, in uno con la necessità di mantenere i costi
amministrativi degli assicuratori ridotti (V.
Brulhart, op. cit., n° 270 pag. 121) conducono all'offerta di prodotti
standardizzati, con rischi e garanzie uniformati "…ce qui intervient
par l'utilisation de conditions contractuelles préformulées" (V. Brulhart, op. cit., n° 271, pag.
121).

 

                                         Come
indicato le CGA, che non hanno qualità di norme giuridiche, reggono il
contratto solo se vengono integrate nello stesso. 

 

                                         La
legge sul contratto d'assicurazione non definisce il contratto che regola.
L'assicurazione è una convenzione per la quale, a fronte del versamento di un
premio, l'assicuratore si impegna - in caso di realizzazione di un rischio
aleatorio previsto - a garantire la sua controparte delle conseguenze
dell'evento. Si tratta di un contratto sinallagmatico, successivo poiché
esplica i suoi effetti nel tempo ed è generalmente, come rileva parte della
dottrina (V. Brulhart, op. cit., n° 399) un contratto d'adesione siccome elaborato,
redatto e stampato dall'assicuratore prima della sua conclusione, ciò che ha
per effetto che il prenditore d'assicurazione aderisce, in genere senza
discussione delle clausole, all'elaborato dell'assicuratore.

                                         Di
per sé il contratto d'assicurazione non è sottoposto ad alcuna condizione di
forma e può essere concluso oralmente o per atti concludenti (Willy König,
Schweizerisches Privat-versicherungsrecht, 3a ed. Berna 1967 pag. 69 e
DTF 112 II 245).

 

                                         Se
il contratto d'assicurazione non è sottoposto a condizioni di forma anche la
proposta assicurativa ne è svincolata (V.
Brulhart, op. cit., n° 404 e n° 262) pur potendo le parti convenire
altrimenti. Per quanto attiene alle CGA, definite da Erns Kramer e Bruno
Schmidlin, Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, Tomo IV, 3 ed.,
Berna 1986, pag. 177-178, quali forma di legislazione emanata dall'economia
privata o di legislazione senza legislatore, le stesse regolano il contratto
nella misura in cui siano, come detto, integrate nello stesso.

 

                                         Se
è ammissibile la conclusione di un contratto d'assicurazione per "facta
concludentia", deve essere ammessa la possibilità di modificare il
contratto stesso rispettivamente le CGA con le medesime modalità.

 

                                   5.   In concreto non è contestato che gli attori hanno soggiornato ad __________
(__________) presso un istituto che ha erogato cure termali, diretto o
sorvegliato da un medico e che alla fattispecie vanno applicate le CGA relative
alla sezione B: “Assicurazione delle spese di cura” e meglio l’art. B2
cpv. 3 prima frase CGA per il quale è considerata soggiorno di cura la degenza
in un istituto specializzato, diretto o sorvegliato da un medico, in cui
vengono effettuate cure termali e dietetiche, cure di riabilitazione o
convalescenze.

 

                                         Vi
è invece una divergenza tra le parti circa la presa a carico delle spese di cura
per degenze effettuate all’estero, poiché la convenuta ritiene che l’art. B7
cpv. 4 CGA escluda il rimborso di tali prestazioni.

                                         Come
visto (cfr. consid. 2), per l’art. B7 cpv. 4 CGA:

 

"  qualora
l’assicurato si ammali o subisca un infortunio all’estero, le spese ivi
sostenute saranno rimborsate dalla CO 1 in base ai tassi praticati normalmente
in quella regione.”

 

                                         In
concreto non risulta possibile stabilire la reale e concorde volontà delle
parti al momento della conclusione del contratto, poiché le parti non hanno
fornito i nomi delle persone coinvolte nella conclusione di detto contratto od
altri indizi che permettano di accertare la volontà soggettiva dell'assicuratore malattia e degli attori.
Inoltre, questo contratto assicurativo è stato stipulato diversi anni fa, ciò
che rende(rebbe) ancora più difficile risalire alle persone coinvolte e,
soprattutto, alla loro volontà (cfr. sentenza 36.2012.65 dell’11 gennaio 2013,
consid. 5).

In assenza di
indicazioni contrarie delle parti relative a specifiche pattuizioni, occorre
ricorrere all'interpretazione oggettiva del contratto, secondo il principio
dell'affidamento. Il TCA deve domandarsi come il destinatario oggettivo di
questa manifestazione di volontà poteva comprenderla in buona fede, quindi secondo
il senso che ogni contraente poteva e doveva ragionevolmente attribuire alle
dichiarazioni dell'altro nelle circostanze concrete (cfr. sentenza 4A_468/2008
del 20 febbraio 2009, consid. 2.4.1).

 

                                         Procedendo
all’interpretazione delle clausole contrattuali secondo il principio
dell’affidamento, che permette d’imputare ad una parte il senso oggettivo della
sua dichiarazione o del suo comportamento anche se ciò non corrisponde alla sua
intima volontà (DTF 130 III 417 consid. 3.2, DTF 129
III 118 consid. 2.5, DTF 128 III 419 consid. 2.2, DTF 127 III 444 consid. 1b;
non ci si deve scostare dal senso letterale del testo adottato
quando non c’è alcuna ragione seria per ritenere che non corrisponda alla
volontà della parti ; DTF 129 III 118 consid. 2.5; DTF 128 III 265 consid. 3a)
occorre concludere che il disposto in esame concerne unicamente la modalità del
calcolo del rimborso delle prestazioni quando la persona assicurata si ammala
all’estero o vi subisce un infortunio. In tal caso si applica la tariffa
praticata normalmente nel luogo della cura. Questa norma non prevede invece,
contrariamente a quanto sostiene la convenuta (doc. V, pag. 2), che il rimborso
avviene unicamente se la persona si ammala o si infortuna all’estero, ossia
solo in caso d’urgenza. Ciò è previsto solo per le cure ambulatoriali (cfr.
art. B5 cpv. 1 CGA).

 

                                         Questa
interpretazione trova conferma nel fatto che invece, nell’ambito di un’altra
copertura, e meglio quella dell’assicurazione di un’indennità d’ospedalizzazione
e di cura, l’art. C3 CGA, al cpv. 3, prevede espressamente che in caso di
degenza in ospedale o in una casa di cura all’estero la convenuta “versa le
prestazioni soltanto se l’assicurato si è ammalato o ha subito l’infortunio
mentre soggiornava all’estero”. Se l’assicuratore convenuto avesse voluto
prevedere la medesima esclusione anche per l’assicurazione delle spese di cura
qui in discussione (CGA, sezione B), non avrebbe avuto alcun motivo per non
utilizzare la medesima formulazione.

                                         Del
resto, nelle disposizioni comuni delle CGA (sezione A), non figura alcuna
esclusione specifica per quanto concerne i soggiorni di cura in istituti
termali all’estero. L’art. A4 cpv. 1 CGA prevede, al contrario, che le
assicurazioni sono valide in tutto il mondo e qualora l’assicurato abbandoni il
suo domicilio svizzero, che si estinguono dopo 6 mesi.

                                         A
confortare ulteriormente questa interpretazione vi è pure, in via
abbondanziale, la circostanza che altre coperture assicurative offerte dalla
convenuta, anche se non sono quelle sottoscritte dagli attori, prevedono
espressamente la copertura dei costi delle cure terminali in Svizzera ed “ad
__________” (cfr. doc. O).

 

                                         Ne
segue che, di principio, l’assicuratore è tenuto a rimborsare i costi per un
soggiorno di cura in un istituto specializzato diretto o sorvegliato da un
medico in cui vengono effettuate cure termali, anche se si trova all’estero. La
limitazione figura nell’art. B6 cpv. 4 CGA, secondo cui le prestazioni per
tutti i soggiorni di cura, fatti a causa di malattia, sono limitate a 120
giorni in un periodo di 5 anni, indipendentemente dal numero dei casi di
malattia. Nei casi di convalescenza la durata massima delle prestazioni è di 30
giorni in un periodo di 2 anni.

 

                                   6.   L’assicuratore
sostiene in secondo luogo, per la prima volta con la risposta di causa, che,
anche se vi fosse un diritto al rimborso delle cure all’estero, nel caso di
specie non sarebbero adempiute le condizioni dell’art. B2 cpv. 3 CGA poiché “come
afferma il medico curante nella presa di posizione del 26 febbraio 2013 i
risultati sono stati “discreti”. Tali risultati discreti sono noti e pertanto i
metodi passivi quali cure termali da anni non sono più di moda. Con il loro
approccio metodico, forse aumentano il benessere, tuttavia non contribuiscono a
curare la malattia e i postumi”.

 

                                         L’art.
B2 cpv. 3 CGA prevede che è considerato soggiorno di cura la degenza in un
istituto specializzato, diretto o sorvegliato da un medico, in cui vengono
effettuate cure termali e dietetiche, cure di riabilitazione o convalescenze.
L’assicuratore paga le spese se riceve la prescrizione medica 3 settimane prima
dell’inizio della cura e se ha dato il suo consenso.

 

                                         In
concreto gli attori hanno chiesto la garanzia del rimborso tramite due certificati
medici del 1° febbraio 2013 (doc. D) e si sono recati ad __________ (__________)
nel corso del mese di maggio 2013. Il termine di 3 settimane è di conseguenza
stato ampiamente rispettato. Certo, l’assicuratore non ha dato il suo consenso.
Ciò tuttavia è dovuto ad un’errata interpretazione delle CGA applicabili al
caso di specie e non può di conseguenza essere opposto agli attori quale motivo
di diniego di pagamento delle prestazioni. Del resto, il 4 marzo 2013 la
convenuta ha rilasciato, perlomeno per il marito, una garanzia per la cura
termale ad __________ (__________), sulla base della copertura prevista
dall’assicurazione “__________” pari a fr. 50 al giorno per al massimo 21
giorni (doc. 6). 

                                         Quanto
agli effetti delle cure, oltre a ribadire che comunque, perlomeno per il marito
l’assicuratore, sulla base della copertura “__________”, ha rilasciato una
garanzia, basti qui evidenziare come al termine del precedente soggiorno in __________,
rimborsato dall’assicuratore senza alcuna riserva, il 14 giugno 2012 il dr.
med. __________ ha attestato che la cura specifica di fisiobalneoterapia
effettuata dal 3 al 10 giugno 2012 ha portato “ad un effetto benefico”
(doc. E2) ed il 26 febbraio 2013 il dr. med. __________ ha attestato che vi è
stata una “discreta remissione della sintomatologia dolorosa” (doc. 5a).
Non si vede per quale motivo, ex ante, la cura da effettuare nel 2013 non
avrebbe dovuto avere il medesimo esito positivo. Quanto alla circostanza che le
cure termali non sarebbero “più di moda”, va ribadito che lo stesso
assicuratore le prevede ancora (doc. O e doc. V pag. 3 punto 13).

 

                                   7.   Infine,
gli assicurati chiedono il versamento di interessi di mora dal 7 novembre 2013,
ossia dalla data della petizione (doc. I).  

 

                                         Per
l’art. 102 cpv. 1 CO se l’obbligazione è scaduta, il debitore è costituito in
mora mediante interpellazione del creditore.

                                         A
norma dell’art. 102 cpv. 2 CO quando il giorno dell’adempimento sia stato
stabilito o risulti determinato da una disdetta preventivamente convenuta e
debitamente fatta il debitore è costituito in mora pel solo decorso di detto
giorno.

 

                                         L’art.
104 cpv. 1 CO prevede che il debitore in mora al pagamento di una somma di
danaro deve pagare gli interessi moratori del cinque per cento all’anno,
quand’anche gli interessi convenzionali fossero pattuiti in misura minore.

 

                                         Con
sentenza 4A_468/2008 del 20 febbraio 2009 il TF, al consid. 3.2, ha rammentato:

 

"  (…) 

II Tribunale cantonale
delle assicurazioni gli ha accordato interessi di mora del 5 % sulla somma
residua di fr. 68'420.10 (137'065 ./. 68'644.90) dall'8 febbraio 2008 al 29
febbraio 2008, cioè dal giorno della prima interpellazione (art. 102 cpv. 1 CO)
al giorno della ricezione del pagamento. Il ricorrente obietta che gli
interessi di mora andrebbero riconosciuti dal 24 dicembre 2006, momento nel
quale, a suo dire, la prestazione assicurata avrebbe dovuto essergli versata. A
torto. Gli interessi di ritardo del 5 % (art. 104 cpv. 1 CO) sono dovuti dal
giorno dell'interpellazione del creditore, che mette in mora il debitore (art.
102 cpv. 1 CO). Queste norme si applicano anche al contratto d'assicurazione
(JÜRG NEF, in Basler Kommentar, Bundesgesetz über den Versicherungsvertrag,
2001, n. 20 art. 41 LCA). Dato che il ricorrente non contesta la data della
prima messa in mora considerata nel giudizio impugnato, la Corte ticinese ha
applicato correttamente il diritto federale. La censura dell'attore, che
parrebbe conferire rilevanza, sotto il profilo degli interessi di mora, al
momento in cui il credito dell'assicurato diviene esigibile (cfr. art. 41 cpv.
1 LCA), è infondata.”

 

                                         La
richiesta di condannare l’assicuratore al pagamento di interessi di mora al 5%
dal 7 novembre 2013, data dell’inoltro della petizione, va di conseguenza
accolta.

 

                                   8.   L’attore
chiede la condanna della convenuta all’importo complessivo di Euro 3'478 (cfr.
doc. I ed N).

 

                                         L’assicuratore
non contesta il contenuto delle fatture, né sostiene, in sede di risposta di
causa, di aver già versato prestazioni derivanti da altre assicurazioni
sottoscritte dagli attori.

                                         Tuttavia,
da uno scritto del 21 agosto 2013 di CO 1 all’attore risulta che il 6 agosto
2013 l’assicuratore avrebbe provveduto ad un rimborso, per il marito, sulla
base dell’assicurazione complementare __________ (doc. 11). Considerato che
tale copertura prevede un rimborso di fr. 50 al giorno (cfr. doc. 10),
l’eventuale importo già versato andrà dedotto dal totale di Euro 3'478 dovuto
dall’assicuratore (cfr., a proposito della valuta: DTF 134 III 151, consid. 2.4
e 2.5, DTF 137 III 158 e sentenza 4A_152/2013 del 20 settembre 2013,
consid. 3.2: “Lorsqu'une obligation est exprimée en monnaie étrangère, elle
doit en principe être payée dans cette monnaie. Toutefois, aux conditions de
l'art. 84 al. 2 CO, le débiteur - et lui seul - a la faculté alternative de
payer en francs suisses. Le dispositif d'un jugement qui ne serait libellé
qu'en monnaie nationale n'apparaît pas admissible (arrêt 4C.191/2004 du 7 septembre 2004 consid. 6, in SJ 2005 I 174).  Autre est la question de l'exécution
forcée en Suisse d'une créance stipulée en monnaie étrangère (ATF 134 III 151
consid. 2.3). La loi sur la poursuite pour dettes et la faillite impose que le
montant de la créance en poursuite soit désigné en valeur légale suisse (art.
67 al. 1 ch. 3 LP). Cette règle d'ordre public, fondée sur des motifs
pratiques, n'a toutefois pas pour effet de nover en une dette de francs suisses
celle que les intéressés ont librement fixée en devises étrangères: le débiteur
doit simplement tolérer que, dans la procédure d'exécution, ses biens situés en
Suisse soient soumis à l'exécution pour un montant qui, en valeur suisse,
correspond à la dette de monnaie étrangère (ATF 135 III 88 consid. 4.1; 125 III
443 consid. 5a). Il s'ensuit que dans une procédure tendant à faire reconnaître
l'existence d'une créance libellée en monnaie étrangère, le tribunal ne peut
prononcer une condamnation pécuniaire que dans cette monnaie-là, étant entendu
que s'il doit dans le même temps accorder la mainlevée de l'opposition formée
au commandement de payer, celle-ci sera libellée en francs suisses, à des fins
d'exécution forcée (ATF 134 III 151 consid. 2.4)“).

 

                                   9.   Il valore di causa è rappresentato dall’importo di Euro 3'478
chiesto dagli attori.

 

                                         Va qui
rammentato che con sentenza 4A_83/2013 del 20 giugno 2013 il TF ha affermato:

 

"  (…)

1.

Il ricorso è
presentato dalla parte soccombente nella sede cantonale (art. 76 cpv. 1 lett. a
LTF), è tempestivo (art. 100 cpv. 1 LTF) ed è volto contro una sentenza finale
(art. 90 LTF) emanata dall’autorità ticinese di ultima istanza (art. 75 cpv. 1
LTF) in una causa civile (art. 72 cpv. 1 LTF). Esso è ammissibile a prescindere
dal valore litigioso (di soli fr. 1'120.--) poiché, come afferma correttamente
la ricorrente, nel Cantone Ticino le controversie tra assicurati e assicuratori
concernenti le assicurazioni complementari all’assicurazione contro le malattie
sono di competenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni in prima e unica
istanza (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF; art. 7 CPC; art. 75 della legge ticinese
di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997 [RL/TI 6.4.6.1]; DTF 138 III 799
consid. 1.1)”

 

Secondo l'art. 49 cpv.
2 LSA, i tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità di
sorveglianza una copia di tutte le sentenze concernenti disposizioni del
diritto in materia di contratto d'assicurazione; s'impone perciò di notificare
all'autorità di sorveglianza anche la presente sentenza in forma elettronica e
senza il nominativo degli attori.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   La
petizione è accolta ai sensi dei considerandi.

                                    §   CO
1 è condannata a versare a AT 2 e AT 2, in solido, Euro 3'478, dedotti
eventuali rimborsi già effettuati, oltre interessi al 5% dal 7 novembre 2013.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. La Cassa verserà agli attori, in solido, fr. 1'800 (IVA inclusa, se
dovuta), a titolo di ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
alle parti ed alla FINMA, Berna.

Contro il presente
giudizio è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare
quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve
motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

Nelle cause a
carattere pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a
Fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione ed
a Fr. 30'000.- negli altri casi.

                                         Per
valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive
un'istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia ammissibile il
ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, ricorso sussidiario
in materia costituzionale (art. 113 e 117 LTF).

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti