# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 17593ff7-40fd-5f84-8227-210b0009c0d9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-02-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 07.02.2007 12.2006.55
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2006-55_2007-02-07.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2006.55

  	
  Lugano

  7 febbraio
  2007/rgc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Walser e Lardelli

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. DI.2005.29
della Pretura di Riviera promossa con istanza 18 aprile 2005 da

 

	
   

  	
   AO 1  

  rappr. dalla RA
  2  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1  

  rappr. dall'  RA
  1  

   

  

con la quale l'istante ha chiesto la condanna della convenuta al
pagamento dell'importo di fr. 29'999.95 oltre interessi a titolo di pretese
salariali e il rigetto dell'opposizione interposta al PE n. __________, domande
avversate dalla convenuta;

 

domande che il Segretario assessore ha evaso con sentenza 6 febbraio
2006 accogliendo l'istanza per fr. 29'999.95 oltre interessi al 5% dal 26
novembre 2004, rigettando per tale importo l'opposizione al precetto esecutivo
e condannando la convenuta a rifondere all'istante fr. 600.– a titolo di
indennità;

 

appellante la convenuta che, con atto d'appello 22 febbraio 2006,
chiede la riforma del giudizio impugnato nel senso di respingere l'istanza, con
protesta di spese e ripetibili;

 

mentre con osservazioni del 28 febbraio 2006 l'istante propone la
reiezione dell'appello, con protesta di ripetibili di seconda sede;

 

letti ed esaminati gli
atti ed i documenti di causa;

 

considerato

 

in fatto e in diritto:   

 

                                     1.    La ditta AP 1 (in
seguito __________) ha assunto, con decorrenza dal 6 marzo 2000, AO 1 in
qualità di tagliapietra. Il contratto di lavoro soggiace al Contratto
collettivo di lavoro nel ramo del granito e delle pietre naturali (in seguito
CCL) [doc. A], a sua volta riferito al Contratto
nazionale mantello per l'edilizia principale in Svizzera (in seguito CNM) [doc. B]. La AP 1 ha pure stipulato per i suoi dipendenti, presso la __________,
un'assicurazione collettiva d'indennità giornaliera in caso di malattia secondo
la LCA, retta dalle condizioni generali d'assicurazione __________ edizione
1999 (in seguito CGA 1999) [incarto
richiamato __________, doc. 1 e 3].

 

 

                                     2.    AO 1 l'11 maggio
2002 è divenuto inabile al lavoro a causa di malattia. Dal 1° dicembre 2002
egli è invalido al 100% come a decisione 26 aprile 2004 dell'Assicurazione
Invalidità (in seguito AI) [doc.
E]. A causa della disdetta del
rapporto di lavoro per il 31 agosto 2003 (doc. 4), AO 1 è passato
all'assicurazione individuale della __________, beneficiando dal 1° settembre
2003 delle prestazioni d'indennità giornaliera in caso di malattia
precedentemente assicurate in fr. 127.– al giorno (incarto richiamato __________,
doc. 14, 15, 16 e 17); l'assicurazione è cessata in data 16 maggio 2004, avendo
AO 1 esaurito l'11 maggio 2004 tutte le indennità previste dalle condizioni
generali d'assicurazione CSS (incarto richiamato __________, doc. 18).

 

 

                                     3.    La CSS
Assicurazioni, in base alle pattuizioni contrattuali, ha versato a AO 1
complessivi fr. 15'402.– per il periodo dal 13 maggio 2002 al 30 novembre 2002
e fr. 53'924.– per il periodo dal 1 dicembre 2002 al 29 febbraio 2004 (doc.
16). L'AI, a partire dal 1 dicembre 2002, ha pure attribuito a AO 1 una rendita
d'invalidità di fr. 2'095.– per il mese di dicembre 2002 e nel seguito di fr.
2'145.– mensili. Con decisione 26 aprile 2004 l'AI ha quindi versato alla __________
fr. 32'125.– [fr. 2'095.– per
dicembre 2002 e complessivi fr. 30'030.– per il periodo dal 1° gennaio 2003 al
29 febbraio 2004 (fr. 2'145.– al mese)]; dal 1° marzo
2004 ha invece versato la rendita mensile di fr. 2'145.– direttamente a AO 1
(doc. E).

                                            Con lettera 14 aprile 2004 (inviata in copia
alla AP 1) la __________ ha comunicato a AO 1 di aver
ricevuto dall'AI l'importo di complessivi fr. 32'125.– e, in ragione del sovaindennizzo,
di concedere a partire dal 1° marzo 2004 “un'indennità giornaliera di fr. 56.–
fino all'11 maggio 2004, data di esaurimento delle prestazioni” (doc. F). La __________
ha di conseguenza ancora versato a AO 1 complessivi fr.
4'032.–, per indennità giornaliera di fr. 56.– [fr. 127.– (indennità assicurata
__________) ./. fr. 71.– (indennità giornaliera AI)] per il periodo dal 1°
marzo 2004 all'11 maggio 2004, data di esaurimento delle prestazioni (doc. F e
doc. 16).

 

 

                                     4.    Con istanza del 18
aprile 2005 AO 1 si è rivolto alla Pretura di Riviera per chiedere la condanna
della AP 1 al pagamento di fr. 29'999.95 oltre interessi a titolo di pretese
salariali e il rigetto dell'opposizione interposta al PE n. __________. Esso ha
sostenuto che la AP 1 ha stipulando con la __________ una convenzione collettiva
per perdita di guadagno in caso di malattia secondo la LCA; ciò contravvenendo
ai propri impegni contrattuali, che imponevano una copertura assicurativa
secondo LAMal. A seguito della predetta inadempienza, l'importo di fr. 32'125.–
(ridotto a fr. 29'999.95.– per motivi di economia processuale) versato dall'AI
per il periodo 1° dicembre 2002 – 29 febbraio 2004 è andato a beneficio della __________
e non ha potuto essergli riversato. Da ciò la richiesta di risarcimento
formulata nei confronti del datore di lavoro, ribadita all'udienza del 17
giugno 2005. Alla medesima si è opposta la convenuta. Esperita l'istruttoria,
le parti hanno rinunciato a comparire alla discussione finale, confermandosi
nei rispettivi memoriali conclusivi.

 

 

                                     5.    Con sentenza 6 febbraio
2006 il Segretario assessore, statuendo in luogo e vece del Pretore, ha
accertato che al contratto di lavoro in oggetto torna applicabile il Contratto
collettivo di lavoro nel ramo del granito e delle pietre naturali (CCL) – in
particolare l'art. 31.1 CCL, che prevede l'obbligo per il datore di lavoro di
concludere un'assicurazione collettiva con prestazioni di indennità giornaliera
conformi alla LAMal – a sua volta riferito al Contratto nazionale mantello per
l'edilizia principale in Svizzera (CNM). Il primo giudice ha ritenuto
comprovato che l'importo di fr. 32'125.– (ridotto dall'istante nella sua
richiesta a fr. 29'995.– per motivi di economia processuale) versato dall'AI
alla __________ non ha potuto essere riversato a AO 1, per il fatto che la convenuta
non aveva stipulato con l'assicurazione una clausola rispettosa degli obblighi
sanciti dalla CCL e meglio delle normative LAMal. Il primo giudice ha pertanto
accolto l'istanza per fr. 29'999.95 oltre interessi al 5% dal 26 novembre 2004
(rigettando per tale importo l'opposizione al precetto esecutivo) e condannato
pure la convenuta a “rifondere all'istante fr. 600.– a titolo di indennità”.

 

 

                                     6.    Con appello 20
febbraio 2006 la AP 1 chiede la riforma del giudizio impugnato nel senso di
respingere l'istanza, con protesta di spese e ripetibili. L'appellante non
contesta il fatto che il CCL preveda l'obbligo per il datore di lavoro di
stipulare un'assicurazione per indennità giornaliera in caso di malattia ai
sensi della LAMal. Esso si aggrava tuttavia per il fatto che avrebbe notificato
alla __________, al momento della stipulazione del contratto d'assicurazione,
che sottostava ad un contratto collettivo di lavoro prevedente una copertura
assicurativa per indennità giornaliera in caso di malattia in base alla LAMal;
avrebbe inoltre a più riprese aperto i propri uffici alla Commissione
paritetica di controllo (in seguito CPC) e che in nessuna circostanza quest'ultima
avrebbe segnalato una copertura assicurativa insufficiente. L'istante non
avrebbe inoltre, a suo dire, adeguatamente documentato la propria pretesa. In
particolare le modalità di calcolo della sovrassicurazione messe in atto dalla __________
sarebbero sbagliate e competeva all'appellato verificare “i conteggi”; questi
ultimi sarebbero pure in contrasto con quelli prodotti in causa da AO 1 (documenti
da S a Z). I predetti conteggi non terrebbero poi conto dei criteri stabiliti
dall'art. 5 cpv. 4 delle linee direttive costituenti l'appendice n. 10 del CNM.
L'importo di fr. 4’032.– versato all'appellato dalla CSS Assicurazioni quale
“indennità giornaliera di fr. 56.– dal 1° marzo 2004 all'11 maggio 2004”
dovrebbe, a suo dire, essere comunque dedotto dalle pretese di AO 1.

                                            Con
osservazioni 28 febbraio 2006 l’appellato postula la reiezione del gravame con
argomenti di cui si dirà, se del caso, nel seguito.

 

 

                                     7.    Allorquando il datore di lavoro non rispetta gli obblighi
contrattuali o convenzionali in materia di assicurazione perdita di guadagno in
caso di malattia (per mancata conclusione di un'assicurazione, ritardo o non
versamento delle quote dovute o annuncio tardivo) non entra in considerazione
l'art. 324a CO, quanto piuttosto si applicano le norme generali in materia di inesecuzione
del contratto (Brunner, Bühler, Wäber, Bruchez,
Kommentar zum Arbeitsvertragsrecht, Basilea 2005, ad art. 324a, pag. 123 n.
23). Il datore di lavoro risponde in tal caso, in applicazione dell'art. 97 CO,
per il mancato adempimento dell'obbligazione e deve riparare il danno che ne
deriva per il lavoratore; deve dunque versare al medesimo gli importi che
sarebbero stati pagati dall'assicurazione (DTF 127 III 318 consid. 5; 124 III
126 consid. 4; 115 II 251 consid. 4b; decisione non pubblicata n. __________
del 25 aprile 2002).

 

 

                                     8.    Per quanto qui
concerne, l'appellante non contesta, anzi ammette (appello, pag. 2 verso il
basso e pag. 5 in basso) che il CCL prevede l'obbligo per il datore di lavoro
di stipulare un'assicurazione per indennità giornaliera in caso di malattia ai
sensi della LAMal. Conformemente all'art. 72 LAMal il diritto all'indennità
giornaliera in caso di malattia è dato qualora la capacità lavorativa
dell'assicurato sia ridotta di almeno la metà (cpv. 2); l'indennità va pagata
durante almeno 720 giorni compresi nell'arco di 900 giorni consecutivi (cpv.
3). L'art. 69 LPGA prescrive tuttavia che il concorso di prestazioni delle
varie assicurazioni sociali non deve provocare sovraindennizzo all'assicurato
(cpv. 1) e meglio, la somma delle varie prestazioni assicurative non può
superare lo stipendio perso dall'assicurato; le prestazioni pecuniarie sono
ridotte dell'importo del sovraindennizzo, ritenuto comunque che le rendite
dell'assicurazione invalidità sono esenti da riduzioni (cpv. 3). L'art. 72 cpv.
5 LAMal dispone però che, qualora l'indennità giornaliera sia ridotta in
seguito a sovraindennizzo giusta l'art. 69 LPGA, l'assicurato colpito da
incapacità lavorativa ha diritto a 720 indennità giornaliere complete; i
termini relativi alla concessione delle indennità giornaliere sono prolungati
in funzione della riduzione. L'idea alla base di quest'ultima disposizione è
che l'assicurato non perda, a causa di un sovraindennizzo, il beneficio delle
prestazioni acquisite con il versamento dei premi; l'assicuratore non deve dal
canto suo trarre un beneficio dal fatto che l'assicurato beneficia di prestazioni
di altre assicurazioni (DTF 127 V 88, consid. 1c). Gli importi del sovraindennizzo
non devono dunque essere incamerati dall'assicurazione, ma riversati
all'assicurato sotto forma di ulteriori indennità giornaliere, con conseguente
aumento della durata delle prestazioni al di là dei 720 giorni; ciò anche
qualora l'inacapacità di lavoro dell'assicurato sia solo parziale (DTF 127 V
88, consid. 1d).

                                     9.    Dagli atti emerge
che l'appellante ha stipulato per i suoi dipendenti, presso la __________,
un'assicurazione collettiva d'indennità giornaliera in caso di malattia. La
medesima è conforme all'art. 31.3 CCL là dove garantisce una copertura
assicurativa per un’indennità giornaliera corrispondente all'80% del salario per
una durata di 730 giorni nell'arco di 900 giorni consecutivi. L'assicurazione
collettiva stipulata dall'appellante, retta dalle condizioni generali
d'assicurazione __________ edizione 1999 (in seguito CGA 1999) [incarto richiamato __________, doc. 1 e 3], si discosta invece palesemente dall'art.
31.1 CCL, nella misura in cui non è fondata sulle normative della LAMal quanto
piuttosto su quelle della LCA. In particolare le CGA 1999 prevedono che qualora
l'assicurato percepisca prestazioni da un'assicurazione sociale svizzera, la __________
integra la parte di effettiva perdita di guadagno non coperta dalle predette
assicurazioni, al massimo tuttavia l'indennità giornaliera stabilita
contrattualmente (art. 12.1); in caso d'incapacità lavorativa e/o prestazione
ridotta per coordinamento con altri assicuratori, la durata delle prestazioni
non si prolunga (art. 12.4 e tabella riassuntiva all'art. 15). L' assicurazione
collettiva d'indennità giornaliera in caso di malattia stipulata
dall'appellante non  prevede dunque il riversamento del sovraindennizzo
all'assicurato sotto forma di ulteriori indennità giornaliere, con conseguente
aumento della durata delle prestazioni al di là dei 720 giorni – previsto
dall'art. 72 cpv. 5 LAMal – quanto piuttosto l'incameramento da parte
dell'assicurazione delle prestazioni di altre assicurazioni sociali, nella
misura in cui l'assicurazione ha già versato il massimo dell'indennità
giornaliera pattuito contrattualmente; rispettivamente, se le prestazioni di
altre assicurazioni sono versate direttamente all'assicurato, l'integrazione di
tali prestazioni fino a raggiungere il massimo dell'indennità giornaliera
stabilita dal contratto.

 

 

                                     10.  La decisione comunicata
dalla __________ a AO 1 con lettera 14 aprile 2004 (inviata
in copia alla AP 1) [doc. F] – che l'importo
di complessivi fr. 32'125.– versato dall'AI costituisce un sovraindennizzo,
come pure che, in ragione del sovraindennizzo, verrà concessa a partire dal 1°
marzo 2004 “un'indennità giornaliera di fr. 56.– fino all'11 maggio 2004, data
di esaurimento delle prestazioni” – adempie alle predette pattuizioni
contrattuali in base alla LCA. Con detta decisione la __________ informa
infatti l'assicurato di aver già concesso per il periodo dal 1° dicembre 2002
al 29 febbraio 2004 la somma di fr. 53'924.– costituente il massimo delle
indennità giornaliere riferite a quel periodo (cfr. anche doc. 16, estratto
conto prestazioni, doc 23 e 24) e di incamerare l'importo di fr. 32'125.– che
le viene versato dall'AI, per quello stesso lasso di tempo (cfr. anche doc. E),
costituente un sovraindennizzo a norma delle pattuizioni contrattuali; a
partire dal 1° marzo 2004, essendo le prestazioni AI versate direttamente
all'assicurato [fr. 2'145.–
mensili, corrispondenti a un’indennità giornaliera AI di fr. 71.– (cfr. anche
doc. 16)], la __________ dichiara invece d'integrare
tali prestazioni con un importo giornaliero di fr. 56.–, e meglio fino a
raggiungere il massimo dell'indennità giornaliera assicurata in fr. 127.–, ciò
solo fino all'11 maggio 2004, data di esaurimento delle prestazioni pattuite
contrattualmente. In relazione a quest'ultima posizione della decisione, la __________
ha difatti poi versato a AO 1 l'importo di fr. 4'032.–
(cfr. doc. 16, estratto conto prestazioni).

 

 

                                     11.  Se l'appellante
avesse rettamente stipulato con la __________ un'assicurazione collettiva in
base alla LAMal, l'importo di fr. 32'125.– versato dall'AI per il periodo dal
1° dicembre 2002 al 29 febbraio 2004 (limitato dall'istante nelle sue pretese a
fr. 29'999.95 per motivi di economia processuale), non sarebbe andato a beneficio
dell' assicurazione; per quanto detto sopra (consid. 8) sarebbe per contro stato
riversato a AO 1 sotto forma di ulteriori indennità giornaliere, con
conseguente aumento della durata delle prestazioni al di là dei 730 giorni
stabiliti contrattualmente in base alla CCL.

                                            Il Segretario assessore,
riconoscendo una responsabilità del datore di lavoro nella mancata stipulazione
di una copertura assicurativa conforme alla LAMal – mancando segnatamente la
clausola del riversamento all'assicurato del sovraindennizzo derivante da
prestazioni sociali pervenute dall'AI – e quindi il non rispetto degli obblighi
contrattuali sanciti dalla CCL, ha dunque rettamente riconosciuto la pretesa risarcitoria
di AO 1 e accolto l'istanza di quest'ultimo.

 

 

                                     12.  L'appellante
sostiene che le proprie responsabilità sarebbero sminuite dall'agire della __________
(alla quale avrebbe notificato, al momento della stipulazione del contratto
d'assicurazione, che sottostava ad un contratto collettivo di lavoro prevedente
una copertura assicurativa per indennità giornaliera in caso di malattia in
base alla LAMal) e della CPC (a cui avrebbe aperto a più riprese gli uffici,
senza che sia mai stata segnalata una copertura assicurativa insufficiente). Le
rimostranze dell'appellante non hanno tuttavia alcun influsso sulle
responsabilità della AP 1 per rapporto al lavoratore e all'interesse di quest'ultimo
ad avere una copertura assicurativa conforme alle pattuizioni contrattuali sancite
per altro da una convenzione collettiva di lavoro. L'appello su questo punto
cade dunque nel vuoto.

 

 

                                     13.  L'appellante
sostiene che AO 1 non avrebbe adeguatamente documentato la propria pretesa; in
particolare non avrebbe verificato i conteggi dell'AI e della __________, con
la conseguenza che le modalità di computo del sovraindennizzo presentate con
l'istanza del 18 aprile 2005 e in corso di causa (doc. da S a Z) – queste
ultime comprensive di una rendita __________ –, sarebbero contraddittorie tra loro
e quindi errate. A torto.

                                            La pretesa dell'istante
appare sufficientemente documentata dall'estratto conto prestazioni (doc. 16) e
dai conteggi delle indennità giornaliere (doc 23 e 24) della __________, come
pure dalla decisione 26 aprile 2004 dell'AI (doc. E). I primi documenti fanno
stato delle indennità giornaliere versate integralmente dalla __________ per il
periodo dal 1° dicembre 2002 al 29 febbraio 2004 per un importo complessivo di fr.
53'924.–; la decisione dell'AI di cui al documento E indica invece l'importo di
fr. 32'125.– versato da quest'ultima assicurazione sociale alla __________ –
per le rendita AI di cui ha beneficiato AO 1 nel medesimo periodo – incamerato
dalla predetta compagnia assicurativa conformemente alle pattuizioni contrattuali
in base alla LCA; importo questo che la __________ avrebbe invece dovuto
riversare a AO 1 sotto forma di ulteriori indennità giornaliere, con
conseguente aumento della durata delle prestazioni al di là dei 730 giorni
stabiliti contrattualmente in base alla CCL, se il contratto assicurativo fosse
stato stipulato secondo la LAMal. L'appellante non spiega del resto in che cosa
sarebbe errato il conteggio dell'AI di cui al documento E, che di fatto fonda
la legittima pretesa dell'appellato; né si può pretendere che quest'ultimo
avesse ad impugnare una decisione di rendita AI, nell'intento di diminuire la
rendita a lui attribuita. Il fatto poi che AO 1 sia stato o meno a beneficio di
una rendita __________ per un evento infortunistico antecedente alla sua assunzione
è irrilevante ai fini del presente giudizio; come detto, la questione si riduce
infatti in definitiva al fatto che in base alle pattuizioni contrattuali la __________
abbia potuto incamerare una rendita AI, che invece sarebbe pertoccata di
diritto all'assicurato mediante un prolungo della durata delle prestazioni
contrattuali. Le argomentazioni d'appello si rivelano quindi nuovamente prive
di fondamento.

 

 

                                     14.  Secondo
l'appellante il conteggio presentato dalla __________ di cui al documento F non
terrebbe conto dei criteri stabiliti dall'art. 5 cpv. 4 delle linee direttive
costituenti l'appendice n. 10 del CNM. Essa si lamenta di aver ripetutamente
chiesto a AO 1 e alla __________ di rivedere il predetto conteggio
conformemente alla menzionata normativa, senza avere dai medesimi un riscontro
positivo. A torto.

                                            Non si vede come la __________
doveva eseguire – e AO 1 pretendere – l'adeguamento di un conteggio (doc. F)
rispettoso, come detto (sopra, consid. 10) delle pattuizioni contrattuali in
base alla LCA. 

                                            La normativa invocata
dall'appellante non muta d'altro canto il concetto della LAMal che prevede
l'integrale riversamento all'assicurato del sovraindennizzo. Conferma anzi il
principio secondo il quale le prestazioni delle assicurazioni sociali e le
indennità giornaliere di malattia devono essere conteggiate in modo tale che il
lavoratore benefici al massimo della totalità del salario perduto.

                                            Le modalità di computo
dei giorni aggiuntivi di prestazione delle indennità giornaliere in caso di sovrassicurazione,
di cui all'art. 5 cpv. 4 delle linee direttive costituenti l'appendice n. 10
del CNM – alle quali l'appellante sembra far riferimento – sono comunque
irrilevanti ai fini del presente giudizio. Infatti, come detto (sopra, consid.
9), tra l'assicurato AO 1 e la __________ – per responsabilità imputabili al
datore di lavoro AP 1 – non è mai esistito un contratto assicurativo conforme
alla LAMal, alla CCL e di riflesso alla CNM. Per cui è ora inutile calcolare il
numero dei giorni aggiuntivi ai quali avrebbe avuto diritto l'assicurato se il
contratto assicurativo fosse stato stipulato conformemente al contratto di
lavoro e alla CCL. La vertenza si riduce infatti al quesito a sapere se il
lavoratore possa pretendere dal datore di lavoro di essere risarcito per
l'importo di fr. 32'125.– (limitato dall'istante nelle sue pretese a fr.
29'999.95 per motivi di economia processuale) per le prestazioni dell'AI,
finite senza sua colpa nelle casse della __________; questione alla quale si
può rispondere affermativamente per i motivi anzidetti.

                                     15.  L'appellante pretende
infine che l'importo di fr. 4'032.–, versato a AO 1 dalla __________ per
un'indennità giornaliera riconosciuta in fr. 56.– per il periodo dal 1° marzo
2004 all'11 maggio 2004, sia comunque dedotto dalle pretese dell'appellato. A
torto. 

                                            Già si è detto (sopra, consid.
10) che il menzionato versamento è stato eseguito conformemente alle
pattuizioni contrattuali in base LCA, secondo le quali la __________ ha ridotto
l'indennità giornaliera da lei assicurata in fr. 127.–, deducendo un'indennità
giornaliera AI, calcolata in fr. 71.– (corrispondente alla rendita mensile AI
di fr. 2'145.–, versata direttamente AO 1 a far tempo dal 1° marzo 2004).
Invero se il datore di lavoro avesse stipulato un'assicurazione in base alla LAMal,
la predetta riduzione non sarebbe stata eseguita e il lavoratore avrebbe anzi
percepito l'indennità giornaliera piena almeno fino all'11 maggio 2004, con
ulteriore prolungo anche dopo tale termine per la compensazione del sovraindennizzo
di cui si è detto. Non è comunque il caso di stare a quantificare quanto
sarebbe pertoccato in aggiunta all'appellato, ritenuto che quest'ultimo non ha
formulato una specifica pretesa in tal senso.

 

 

                                     16.  In conclusione,
l'appello in oggetto, infondato su ogni punto, deve essere respinto e la
decisione del Pretore confermata. Non si prelevano tasse né spese trattandosi
di una causa fondata sul diritto del lavoro di valore non superiore a fr.
30'000.–. La convenuta, interamente soccombente, verserà all'istante un'equa
indennità per ripetibili.

 

 

Per questi motivi,

richiamati per le spese gli art. 148 CPC e la TOA,

 

 

 

pronuncia:              1.   L’appello 20 febbraio 2006 della AP 1 è
respinto.

 

                                   2.
  Non si prelevano tasse né spese di appello. AP 1 rifonderà a AO 1 fr. 1'300.-
per ripetibili di appello.

 

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -      

  -     

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura di Riviera, Biasca

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia
civile al Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo
integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere
pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr.
15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr.
30'000.- negli altri casi. Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la
controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se
una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF).
Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli
stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).