# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6fd3b08e-f51f-5029-a29c-9b05c76c0624
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-09-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 14.09.2017 13.2017.42
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2017-42_2017-09-14.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2017.42

  	
  Lugano

  14 settembre 2017/rn

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La terza Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Walser,
  presidente,

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Locatelli

  

 

 

sedente
nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) per statuire nella causa inc.
n. OR.2015.70 (procedura ordinaria) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1,
promossa con petizione 14 aprile 2015 da

 

	
   

  	
  RE
  1 

  patrocinata da PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   CO 1 

   CO 2 

  tutti patrocinati da PA 2 

   

  

 

chiedente la condanna di
CO 1 al pagamento di fr. 57'605.30 oltre interessi e di CO 2 al pagamento di
fr. 142'427.30 oltre interessi;

 

 

e ora sul reclamo 13
aprile 2017 di RE 1 contro la decisione 30 marzo 2017 con cui il Pretore
aggiunto ha riconosciuto ad PI 1 un indennizzo di fr. 2'127.60 per la
produzione di documenti chiesti in edizione;

 

ritenuto

in fatto:                   A.   Ottenuta l'autorizzazione
ad agire, con petizione 14 aprile 2015 introdotta davanti al Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 1, RE 1 ha chiesto la condanna di CO 1 al
pagamento di fr. 57'605.30 oltre interessi e di CO 2 al pagamento di fr.
142'427.30 oltre interessi, importi percepiti asseritamente in modo indebito a
titolo di pretese salariali e societarie da CO 1 tra il 6 ottobre 2010 e il 5
gennaio 2011, e da CO 2 tra il 5 gennaio 2011 e il 28 luglio 2011. I convenuti
si sono opposti alla petizione e ne hanno chiesto la reiezione. Nello scambio
degli allegati che ne è seguito, le parti hanno ribadito le loro antitetiche
argomentazioni e richieste di giudizio.  

 

                                  B.   Con disposizione
ordinatoria processuale 23 agosto 2016, il Pretore aggiunto ha statuito sui
mezzi di prova. Egli ha così - fra l'altro - disposto l'edizione da parte di PI
1 di tutta la documentazione contabile e di ogni altro documento in suo possesso
concernente RE 1 per il periodo dalla sua costituzione al 31 dicembre 2011.

 

                                         Il 26 settembre 2016 PI 1
ha prodotto la documentazione richiesta, allegando una distinta delle spese
sostenute in esecuzione del citato ordine per un totale di fr. 4'071.60,
corredata dei relativi giustificativi. Con osservazioni 12 ottobre 2016 la
società attrice si è opposta al rimborso delle spese, ritenendo equo un importo
massimo di fr. 435.– per fotocopie al costo di fr. 0.25 l'una. I convenuti non
hanno formulato osservazioni.    

 

                                  C.   Con decisione 30
marzo 2017 il Pretore aggiunto ha riconosciuto ad PI 1 un importo di fr.
2'127.60 (fr. 1'388.– + fr. 582.–, oltre IVA all'8%) quale indennizzo per le
spese sostenute in ordine all'edizione dei documenti richiesti.

 

                                  D.   Con reclamo 13 aprile
2017 RE 1 chiede la riforma della decisione in oggetto, postulando che ad  PI 1
sia riconosciuta un'indennità massima di fr. 531.90. Inoltre la reclamante protesta
almeno fr. 520.– di spese e ripetibili per la presentazione del gravame.

 

                                         Con osservazioni 20 luglio
2017 PI 1 propone di respingere il reclamo. Dal canto loro, con osservazioni 24
agosto 2017, i convenuti si sono rimessi al giudizio di questa Camera.

 

Considerando

in diritto:                 1.   L'indennizzo che il giudice
riconosce al terzo tenuto a cooperare in applicazione dell'art. 160 segg. CPC è
parte delle spese processuali di assunzione delle prove giusta l'art. 95 cpv. 2
lett. c CPC (Hasenböhler, in:
Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger, Kommentar ZPO, 3a ed., 2016, n.
31 ad art. 160).

 

                                1.1   Trattandosi di costi che, per
finire, il giudice addosserà poi alle parti in causa (Hasenböhler, op. cit., n. 31 ad art. 160; Higi, in: Brunner/Gasser/Schwander, ZPO
Kommentar, 2a ed., 2016, n. 38 ad art. 160), nei loro confronti la
decisione di indennizzo costituisce una decisione in materia di spese,
impugnabile a titolo indipendente mediante reclamo (art. 110 CPC), a
prescindere se la controversia in sé è soggetta ad appello oppure reclamo (Trezzini, in:
Cocchi/Trezzini/Bernasconi, Commentario CPC, 2011, art. 110, pag. 447). 

 

                                1.2   La decisione con cui il
giudice fissa l'indennità volta a compensare i costi di esecuzione di un'assunzione
di prova, segnatamente un'edizione di documenti, non può però essere
qualificata quale decisione finale o parte della decisione finale
in quanto il giudice non statuisce su una domanda delle parti, bensì si limita
a indennizzare un terzo tenuto a cooperare all'assunzione delle prove (art. 160
cpv. 1 lett. a CPC), liquidando così una questione che si pone durante il corso
dell'istruttoria. Diversamente da quanto disposto dall'art. 48 lett. b n. 7a
LOG, del reclamo se ne occupa quindi la terza Camera civile del Tribunale
d'appello in applicazione dell'art. 48 lett. c cifra 2 LOG.

 

                                1.3   La decisione impugnata è
stata notificata alla reclamante il giorno 31 marzo 2017 ed è pervenuta alla
stessa lunedì 3 aprile 2017. Rimesso alla posta il giorno 13 aprile 2017, il
reclamo ossequia così il termine più breve di 10 giorni (art. 321 cpv. 2 CPC)
risultando, da questo punto di vista, senz'altro tempestivo e ammissibile.
Parimenti dicasi (art. 322 cpv. 2 CPC), a fronte della notifica del reclamo 11
luglio 2017 e - trattandosi di procedura ordinaria - della sospensione dei
termini durante le ferie giudiziarie estive (art. 145 cpv. 1 lett. b CPC), delle
osservazioni 20 luglio 2017 del terzo PI 1 e dello scritto 24 agosto 2017 dei
convenuti. 

 

                                   2.   Giusta l'art. 320
CPC, con il reclamo si possono censurare l'applicazione errata del diritto
(lett. a) e l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).

 

                                2.1   Il Pretore aggiunto ha
stralciato le poste relative all'esborso di fr. 525.– oltre IVA dovuto a __________,
di fr. 675.– oltre IVA dovuto allo studio legale __________, e di fr. 600.– per
il dispendio di tempo di A__________ (2.40 ore a fr. 250.– l'una), poiché non
si trattava di spese effettive e necessarie all'esecuzione dell'ordine di
edizione dei documenti. Ha invece ritenuto adeguato il costo di fr. 1'388.– per
fotocopie (1'735 a fr. 0.80/l'una). Egli ha poi riconosciuto un'indennità di
fr. 582.– (4.85 ore a fr. 120.–/l'una) a titolo di risarcimento per il tempo
investito e dedicato alla raccolta del materiale da trasmettere. Di qui, un
totale di fr. 2'127.60 (fr. 1'388.– + fr. 582.– oltre l'8% di IVA).     

                                   3.   La reclamante
lamenta un eccesso di apprezzamento da parte del Pretore aggiunto in relazione
all'indennizzo per il costo delle fotocopie, ritenendo corretto un costo
unitario di fr. 0.20 per fotocopia in luogo dei 0.80 ritenuti. Reputa inoltre
eccessiva l'indennità per il dispendio di tempo calcolata in base ad una
tariffa di fr. 120.–/l'ora, essendo a suo dire sufficiente un rimborso orario
di fr. 30.–. L'indennizzo massimo dovuto al terzo sarebbe quindi pari a fr.
531.90 (IVA già inclusa). 

 

                                3.1   Giusta l'art. 160 cpv. 1 CPC
il terzo è tenuto a cooperare all'assunzione delle prove. In tal senso, se così
richiesto, egli è chiamato a produrre i documenti indicatigli (art. 160 cpv. 1
lett. b CPC) e ha diritto a un adeguato indennizzo (art. 160 cpv. 3 CPC),
diritto che dev'essere fatto valere nei confronti del tribunale, non nei
confronti di una o di entrambe le parti (Schmid,
in: Basler Kommentar, ZPO, 3a ed., 2017, n. 68 ad art. 160; Hasenböhler, op. cit., n. 31 ad art. 160;
Higi, op. cit., n. 38 ad art. 160;
Jeandin, in:
Bohnet/Haldy/Jeandin/Schweizer/Tappy, 2011, n. 26-28 ad art. 160). L'adeguatezza
(e dunque l'ammontare) dell'indennità è decisa dal giudice secondo il suo
libero apprezzamento (Schmid, op.
cit., n. 69 ad art. 160; Hasenböhler,
op. cit., n. 31 ad art. 160; Higi,
op. cit., n. 39 seg. ad art. 160; Jeandin,
op. cit., n. 26-28 ad art. 160). Essa non comprende il rimborso di tutte le
spese sopportate dal terzo, bensì è funzionale a un giudizio di equità che
tiene conto di tutte le particolarità del caso concreto, e con la premessa che
quei costi siano stati sostanziati (Hasenböhler,
op. cit., n. 31 ad art. 160; Higi,
op. cit., n. 41 ad art. 160; Jeandin,
op. cit., n. 26-28 ad art. 160). L'art. 96 CPC lascia poi una competenza
residua ai Cantoni per stabilire le tariffe per le spese giudiziarie (Rüegg/Rüegg, in: Basler Kommentar, ZPO,
3a ed.,  2017, n. 3 ad art. 95, n. 1, 2 e 6 ad art. 96; Schmid, op. cit., n. 72 ad art. 160; Higi, op. cit., n. 40 e 42 ad art. 160).

 

                                         Il Canton Ticino ha
stabilito che al testimone è versata un'indennità di fr. 50.– per mezza
giornata e di fr. 100.– per la giornata intera, oltre le spese di trasferta
(art. 28 cpv. 1 e 3 della Legge sulla tariffa giudiziaria del 30 novembre 2010,
entrata in vigore il 1° gennaio 2011 (LTG)). Inoltre, il giudice fissa
un'indennità equa per la cooperazione di terzi (art. 28 cpv. 2 LTG). Sulla
scorta dell'art. 32 LTG, il Consiglio di Stato ha poi stabilito le tasse di
cancelleria fatturabili dalle autorità giudiziarie in fr. 1.– la pagina per
ogni fotocopia, rispettivamente in fr. 0.50 se la fotocopia è effettuata di
persona dal richiedente (art. 1 cpv. 1 n. 7 del Regolamento concernente le
tasse di cancelleria delle autorità giudiziarie del 18 dicembre 2012 (RL
3.1.1.5.2)).

 

                                3.2   In merito al costo delle
fotocopie, la reclamante reputa sproporzionato il costo di fr. 0.80 cadauna fatturato
da PI 1: visti la grande quantità di copie considerate (1735) e il costo medio
sul mercato di carta, toner e nolo per una fotocopiatrice, la cifra massima pretendibile
per ogni pagina così riprodotta sarebbe di fr. 0.20 (reclamo, pag. 2 n. 1b). A comprova
di ciò, la reclamante rinvia all'art. 1 cpv. 1 n. 7 del Regolamento del 18 dicembre
2012 concernente le tasse di cancelleria delle autorità giudiziarie che stabilisce
un costo unitario di fr. 0.50 per pagina di fotocopia se fatta personalmente presso
l'autorità in questione, e all'art. 13 cpv. 2 del Regolamento del 31 agosto
2010 del Tribunale penale federale sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e
le indennità della procedura penale federale (RS 173.713.162), che per grandi
quantità di copie conteggia appunto un costo unitario di fr. 0.20 (reclamo,
pag. 3 n. 1c). 

 

                                         Ma invano. Alla resa dei
conti, i citati regolamenti pongono tutto sommato un costo minimo di fr. 0.20 e
uno massimo di fr. 1.– per fotocopia. Di modo che, quand'anche per applicazione
analogica, l'ipotesi di un eccesso di potere di apprezzamento andrebbe semmai affrontata
qualora questi estremi fossero superati. Ciò che non è il caso in concreto, il
Pretore aggiunto avendo ammesso il risarcimento delle spese per le complessive
1735 copie prodotte da PI 1 in esecuzione alla domanda di edizione, applicando un
costo unitario di fr. 0.80 ciascuna. Sicché, quantificata in fr. 1'388.–,
l'indennità così stabilita non è frutto di un manifestamente errato
accertamento dei fatti o di un'applicazione errata del diritto. Il reclamo va
quindi respinto.

 

                                3.3   In merito all'indennità
attribuita dal Pretore aggiunto per compensare 4.85 ore di lavoro dedicate alla
scansione, alla stampa, alla verifica e alla preparazione dei documenti
raccolti e poi trasmessi (reclamo, pag. 3 n. 1d), la reclamante contesta la
tariffa oraria di fr. 120.–. A suo dire, PI 1 non ha dimostrato di avere patito
un mancato guadagno. Quel lavoro poteva d'altra parte essere svolto da un
apprendista, legittimando quindi una tariffa oraria massima da riconoscere di fr.
30.– (reclamo, pag. 4 n. 1d).  

 

                                         La critica è fondata. Certo,
il terzo può pretendere che gli sia riconosciuto un indennizzo a titolo di
mancato guadagno, è tuttavia necessario che questo sia effettivo (Higi, op. cit., n. 39 ad art. 160 e nota
49 con rinvii; Hasenböhler, op.
cit., n. 31 ad art. 160; Schmid, op.
cit., n. 70 ad art. 160, che esclude l'ipotesi di indennizzo di un teste
secondo i criteri di fatturazione validi per il calcolo del suo onorario, e
cita il caso di un medico cui è stato negato un rimborso in base alla tariffa
della cassa malati). Ora, nel caso concreto il conteggio “Attività e
addebiti del cliente” allestito da PI 1,  cui rinvia la voce “Nostre
prestazioni professionali come da dettaglio time sheet allegato” di cui
alla fattura 23 settembre 2016 (nel fascicolo edizione documenti doc. II), rappresenta
a tutti gli effetti la specifica della parcella d'onorario per le prestazioni lavorative
svolte da A__________ (2.40 ore alla tariffa oraria di fr. 250.–), posta questa
che il Pretore aggiunto ha stralciato (sopra, consid. 2.1), e da S__________ (4.85
ore alla tariffa oraria di fr. 120.–). Con la produzione dei documenti
richiesti in edizione, PI 1 non è però stata chiamata a fornire una prestazione
lavorativa che rientra nel suo ramo di attività societaria per la Pretura, e
men che meno ad adempiere a un mandato professionale. L'obbligo di produrre
quei documenti è, in effetti, semmai una conseguenza indiretta del rapporto
contrattuale che l'aveva legata all'attrice. Invero poi, in assenza di elementi
oggettivi, sulla base di mere allegazioni nemmeno l'ipotesi di annullamento e/o
spostamento di precedenti impegni è costitutiva di un mancato guadagno (osservazioni
PI 1, pag. 3 nel mezzo). Sicché, non trattandosi dell'assolvimento di un
compito lavorativo e non essendovi riscontro del fatto che quelle ore sono
andate effettivamente a scapito di ore da fatturare a un proprio cliente, il
risarcimento di un onorario calcolato sulla base della tariffa applicabile a un
mandato professionale configura a ben vedere il riconoscimento di un
ingiustificato mancato guadagno e quindi, come tale, un eccesso del potere di
apprezzamento da parte del primo giudice. 

 

                                         Nondimeno, questo non
esclude un indennizzo che compensi l'impegno del terzo cui è fatto ordine di
produrre determinati documenti. Questi è invero tenuto a collaborare
all'amministrazione della giustizia e si trova in una posizione processuale
simile a quella di un teste, e non può pretendere di lucrare per questa sua collaborazione.
Può però chiedere un'indennità che sia commisurata e proporzionata all'incomodo
patito (II CCA 12.2005.152 del  12 maggio 2006 consid. 7, che rinvia a Cocchi/Trezzini, CPC/TI massimato e
commentato, Lugano 2000, m. 10 ad art. 211). In concreto, davanti a questa
Camera la reclamante propone un compenso orario di fr. 30.– per le 4.85 ore di
lavoro ammesse dal Pretore aggiunto. L'importo così proposto appare senz'altro
equo e congruo, giacché non è solo in linea con la prassi (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 10 ad art.
211), ma nel complesso è anche proporzionato - come rileva la reclamante -
all'indennizzo complessivo di fr. 100.– che verrebbe corrisposto a un testimone
resosi disponibile per un'intera giornata (sopra, consid. 3.1). Peraltro ben si
può ritenere che anche il costo unitario di fr. 0.80 per fotocopia remunera
comunque una parte di costo per il tempo effettivamente dedicato alla copiatura
dei documenti. Entro questi termini pertanto, il reclamo merita accoglimento
con conseguente riforma del giudizio impugnato.  

 

                                   4.   In definitiva,
l'importo di fr. 2'127.60 riconosciuti dal Pretore aggiunto va ridotto a fr.
1'656.20 - a fronte della richiesta di riduzione a fr. 531.90 -, comprensivo
del compenso per 1735 fotocopie al costo unitario di fr. 0.80 (sopra, consid. 3.2)
e per 4.85 ore a fr. 30.– l'una (sopra, consid. 3.3), oltre l'8% di IVA. 

 

                                         La reclamante ottiene
quindi causa vinta in relazione all'indennità per il dispendio di tempo (sopra,
consid. 3.3), ma soccombe per quel che ne è dell'indennizzo per il costo delle
fotocopie (sopra, consid. 3.2). In veste di terzo PI 1, resiste con successo
sull'indennizzo delle fotocopie, ma perde in relazione all'indennità per il
dispendio di tempo. 

 

                                   5.   Le spese processuali
seguono il vicendevole grado di soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC) e, per quanto
si è detto (sopra, consid. 4), sono poste per 7/10 a carico della reclamante e per
il resto a carico della società terza PI 1. Per le decisioni su reclamo del
Tribunale d'appello, la tassa di giustizia - da fissare in considerazione del
valore, della natura e della complessità della causa (art. 2 cpv. 1 LTG) - si
situa tra fr. 100.– e fr. 10'000.– (art. 14 LTG) ed è stabilita in fr. 500.–,
già anticipati dalla reclamante. Non avendo resistito al reclamo, i convenuti
non possono per contro considerarsi soccombenti nel presente giudizio.

 

                                         Il vicendevole grado di
soccombenza è altresì determinante per decidere sulle ripetibili. RE 1 rifonderà
ad PI 1 fr. 300.– di ripetibili.

 

                                         

Per i quali motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo 13 aprile 2017 di RE
1 è parzialmente accolto. Di conseguenza il dispositivo n. 1 della decisione 30
marzo 2017 (inc. n. OR.2015.70) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione
1, è annullato e riformato come segue:

 

                                         “1.      Ad PI 1 è riconosciuto un indennizzo di
fr. 1'656.20.” 

 

 

 

                                   2.   Le spese processuali
del reclamo, fissate in fr. 500.– e già anticipate dalla reclamante, restano a
carico di quest'ultima per fr. 350.–, mentre i restanti fr. 150.– sono a carico
di PI 1. La reclamante rifonderà ad PI 1 fr. 300.– di ripetibili ridotte.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  –      ;

  –     ;

  – .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

 

 

Per
la terza Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                       

Rimedi giuridici

Contro la presente sentenza è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notifica­zione del testo integrale della decisione con i limiti
dell’art. 93 LTF. Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile
se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di
diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi. Per valori
inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza
cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in
materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in
materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).