# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1c3c66ea-6ddd-5f03-affc-f56b0c0ec84f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-12-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 04.12.2018 9.2018.161
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2018-161_2018-12-04.html

## Full Text

Incarto n.

  9.2018.161

  	
  Lugano

  4 dicembre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Camera di protezione del
  Tribunale d'appello

  
	
  Franco
  Lardelli

  
	
  giudice
  unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 LOG

  
						

 

	
  assistito
  dalla

  vicecancelliera

  	
   

  Dell’Oro

  

 

 

sedente
per statuire nella causa che oppone

 

	
   

  	
  RE
  1 

  rappr.
  da: RA 1 

   

  

 

	
   

  	
  all’

  

 

	
   

  	
  Autorità
  regionale di protezione __________, 

  

 

	
   

  	
  per
  quanto riguarda l’accollo della
  mercede e delle spese dovute al curatore per il 2017

  

 

 

giudicando
sul reclamo del 30 ottobre 2018 presentato da RE 1 contro la decisione emanata
il 4 ottobre 2018 dall'Autorità regionale di protezione __________ (ris.
n. 188/410);

 

letti ed esaminati gli atti,

 

ritenuto

 

in fatto

                                  A.   Con decisione 27
marzo 2015 (ris. n. 27/2015) l’Autorità regionale di protezione __________ (di
seguito: Autorità di protezione) ha istituito in favore di RE 1 una curatela di
rappresentanza con amministrazione dei beni ai sensi degli art. 394 e 395 CC. Con
decisione 3 settembre 2015 (ris. n. 164/315) è stato nominato quale curatore RA
1.

 

                                  B.   Il 6 marzo 2018 il
curatore ha presentato all’Autorità di protezione il rapporto e il conto
finanziario relativo alla gestione 2017 della curatela. Facendo riferimento
alla giurisprudenza di questa Camera, ha postulato “l’anticipo da parte
dell’Autorità regionale di protezione dell’importo di CHF 1'054.00 a valere
quale indennità e CHF 3.00 quale rimborso spese” (pag. 3).

 

                                  C.   Con decisione 4
ottobre 2018 (ris. n. 188/410) l’Autorità di protezione ha approvato il
suddetto documento, apportando alcune correzioni agli importi esposti. Ha
inoltre riconosciuto al curatore la retribuzione di fr. 1'057.– richiesta a
titolo di mercede e di spese, ponendola tuttavia a carico dell’interessata,
così come spese e tasse di giudizio per l’importo di fr. 150.–.

 

                                  D.   Con reclamo 30
ottobre 2018 RE 1, per il tramite del suo curatore, ha impugnato la decisione
di mettere a suo carico i costi della misura di protezione, chiedendo la
riforma del dispositivo in questione nel senso di accollare al
suo Comune di domicilio la mercede e le spese dovute al curatore.

 

                                  E.   Con osservazioni 22
novembre 2018 l’Autorità di protezione si è rimessa al giudizio di questo
giudice. Non è stato ordinato un secondo scambio di allegati.

 

 

Considerato

 

 

in diritto

                                   1.   Le
decisioni delle Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni e minorenni
sono impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale di
appello, nella composizione di un giudice unico (art. 450 CC in relazione agli
art. 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC; art. 2 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione
e la procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto [LPMA]; art.
48 lett. f n. 7 LOG). Riguardo alla procedura applicabile, per quanto non già
regolato dagli art. 450 segg. CC occorre riferirsi, in via sussidiaria, alla
Legge sulla procedura amministrativa, in particolare alle norme concernenti le
azioni connesse con il diritto civile di competenza dell’autorità amministrativa
(art. 99 LPAmm; cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611 del 7 marzo 2012
concernente la modifica della LTut, pag. 8) e, in via ancora più sussidiaria,
alle disposizioni del diritto processuale civile (CPC; v. art. 450f CC).

 

                                  2.   Nel suo reclamo, RE 1 contesta la decisione dell’Autorità di protezione
di accollargli la mercede e le spese dovute al curatore.

                               2.1.   Nella
decisione impugnata, l’Autorità di protezione ha accertato
che dal rendiconto finanziario presentato dal curatore per il periodo di
gestione 2017 emergono entrate per fr. 34'125.– e uscite per fr. 33'261.43, per
un utile d’esercizio di fr. 863.57. Al 31 dicembre 2017, il patrimonio (attivo)
ammontava a fr. 5'630.06.

                                         Dopo aver approvato il rendiconto finanziario e il rapporto morale, l’Autorità di protezione ha riconosciuto al curatore la mercede e le
spese esposte, per l’importo complessivo di fr. 1'057.–, ponendole a carico
dell’interessato. Nelle sue osservazioni l’Autorità di prime cure ha ribadito
la correttezza degli importi indicati e si è rimessa al giudizio di questo
giudice per quanto concerne l’accollo della mercede e delle spese della
curatrice.

 

                               2.2.   Nel suo
reclamo, RE 1 si oppone all’addebito di tali costi. Richiamandosi a precedenti
decisioni di questa Camera, il reclamante ritiene che in presenza di una
sostanza contenuta e di un uso parsimonioso del reddito sia corretto mettere i
costi a carico del Comune di domicilio anziché del pupillo, che deve poter beneficiare
di una riserva di soccorso (reclamo, pag. 2-3). Scopo della misura non deve
essere infatti quello di peggiorare una situazione finanziaria già precaria (reclamo,
pag. 3). Nel caso di specie, la messa a carico della mercede del curatore
comporterebbe, per l’interessato, “un intaccamento totale dei pochi risparmi
da lui effettuati nel giro di pochi anni”: la misura di protezione non
costituirebbe altro che una punizione e un disincentivo al risparmio (reclamo,
pag. 3).

 

                               2.3.   Ai sensi
dell’art. 404 CC il curatore ha diritto a un compenso adeguato e al rimborso
delle spese necessarie, pagati con i beni dell'interessato; in caso di curatore
professionale i relativi importi sono corrisposti al datore di lavoro (cpv. 1).
L’Autorità di protezione degli adulti stabilisce l'importo del compenso; a tal
fine, tiene conto in particolare dell'estensione e della complessità dei
compiti conferiti al curatore (cpv. 2). Ai Cantoni è demandato il compito di
emanare le disposizioni d’esecuzione e di disciplinare il compenso e il
rimborso delle spese per i casi in cui gli stessi non possano essere pagati con
i beni dell’interessato (cpv. 3).

 

                                         In linea di
principio, e come già nel diritto previgente, tutti i costi delle misure
ufficiali di protezione – adottate nell'interesse e a beneficio delle persone
bisognose di aiuto (cfr. art. 388 cpv. 1 CC) – devono essere
posti a carico delle medesime (Messaggio concernente
la modifica del CC, protezione degli adulti, diritto delle persone e diritto
della filiazione del 28 giugno 2006, FF 2006 pag. 6391, pag. 6440). Tuttavia,
se i costi della misura di protezione non possono essere prelevati sui beni
dell’interessato in ragione della sua indigenza, la collettività pubblica deve
farsene carico (Reusser, in: BSK
Erwachsenenschutz, 2012, ad art. 404 CC n. 31; Fountoulakis, in: Handkommentar zum
Schweizer Privatrecht, 3. ed. 2016, ad art. 404 CC n. 6; Fassbind, in: OFK – ZGB
Kommentar, 3. ed. 2016, ad art. 404 CC n. 3). Per la disciplina di tali casi, l’art. 404 cpv. 3 CC prevede una delega
legislativa nei confronti dei Cantoni. A prescindere dall’assenza di definizione
di un minimo intangibile del patrimonio del curatelato nella legislazione
cantonale, è pacifico che l’onere delle spese della curatela non può privare il
curatelato dei pochi mezzi che ha (Reusser,
BSK Erwachsenenschutz, ad art. 404 CC n. 45).

 

                               2.4.   L’art.
19 LPMA prevede che i costi di gestione (compenso, spese, tasse) della misura
di protezione sono a carico della persona interessata o di chi è tenuto al suo
sostentamento (cpv. 1); se la persona interessata o chi altrimenti è
tenuto al suo sostentamento non vi fa fronte, tali costi sono anticipati
dall’Autorità regionale di protezione (cpv. 2). Gli anticipi effettuati
dall’Autorità regionale di protezione nel corso degli ultimi 10 anni possono
essere recuperati, presso l’interessato, tenuto conto del suo fabbisogno (cpv.
3 lett. a).

                                         Anche la legge cantonale (come l’art. 404 cpv. 1 CC) prevede dunque che i costi delle misure ufficiali di protezione siano di principio a carico dell’interessato. Se
l'interessato non dispone dei mezzi sufficienti, ai sensi dell’art. 19 cpv. 2 e
3 LPMA l'obbligo retributivo passerà a carico dell'ente pubblico, con diritto
di regresso (v. anche STF 5A_422/2014 del 9 aprile 2015 consid. 8.1).

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 49 LPMA, i curatori hanno diritto a un compenso commisurato al lavoro
svolto e alla situazione patrimoniale del pupillo; il compito di concretizzare
quanto previsto all’art. 404 CC è demandato al Consiglio di Stato.

                                         Mediante questa norma, il
Parlamento cantonale ha quindi a sua volta delegato all’Esecutivo il compito di
regolamentare i casi in cui gli importi dovuti al curatore a
titolo di remunerazione e di rimborso spese non possano essere pagati con i
beni dell’interessato. 

                                         Il
Consiglio di Stato, nell’emanare il Regolamento della legge
sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e
dell’adulto, ha precisato che le spese della misura di protezione, quando anticipate
dall’Autorità regionale di protezione e non recuperate dall’interessato o da
chi è tenuto al suo sostentamento, sono a carico del Comune di domicilio della
persona interessata (art. 3 cpv. 3 ROPMA). Agli art. 16, 17 e 18 ROPMA ha
inoltre disciplinato il principio e le modalità di calcolo della remunerazione
del curatore.

                                         Al di là di
tali disposti, il regolamento in questione non indica alcun parametro per
definire in quali casi, ai sensi degli art. 404 cpv. 3 CC e 49 LPMA,
l’interessato non possa fare fronte alle spese della curatela in quanto
indigente. Nonostante la menzionata delega legislativa, la normativa cantonale
è silente in merito alle condizioni che devono essere adempiute affinché l’ente
pubblico anticipi e sopporti i costi della misura di protezione ai sensi
dell’art. 19 cpv. 2 LPMA.

 

                               2.6.   Come
rammenta la giurisprudenza federale, spetta pertanto al giudice
colmare la lacuna riscontrata (DTF 130 V 472 consid. 7, DTF130 III 241
consid. 3.3, DTF 127 V 442 consid. 2b; v. anche sentenza CDP del 7
giugno 2017, inc. 9.2017.80, consid. 3). 

                                         Con pronuncia del 13
settembre 2018 (sentenza CDP inc. 9.2016.223 consid. 5; nel frattempo
confermata con sentenza CDP del 15 novembre 2018, inc. 9.2018.152 consid. 4;
sentenza CDP del 15 novembre 2018, inc. 9.2018.133 consid. 4; sentenza CDP del
20 novembre 2018, inc. 9.2018.166 consid. 4; sentenza CDP del 4 dicembre 2018,
inc. 9.2018.161 consid. 2.6), questo giudice ha precisato
la sua pregressa giurisprudenza (citata nel reclamo) e ha ritenuto
adeguato fissare dei valori soglia al di sotto dei quali
la remunerazione del curatore dovrà essere presa a carico dell’ente pubblico,
prevedendo un minimo intangibile (“riserva di soccorso”) dell’importo di fr.
5'000.– per persona sola, fr. 10'000.– per coppia (sposata o in unione
domestica registrata, non in regime di separazione dei beni) e fr. 2'500.– per
ogni figlio minorenne al cui mantenimento provvede, limitata ad un massimo di
fr. 12'500.– per nucleo familiare. Qualora la situazione patrimoniale
dell’interessato, attestata dal rendiconto presentato dal curatore all’Autorità
regionale di protezione (cfr. art. 16 cpv. 3 ROPMA) dia atto di una sostanza
netta inferiore a tali importi, la sua remunerazione dovrà essere presa a
carico dall’ente pubblico (ovvero, in Ticino, dal Comune di domicilio). I costi
della curatela potranno dunque essere sopportati dall’interessato solo nella
misura in cui non intaccano le soglie definite sopra.

                                         Tale soluzione consente di tenere conto degli scopi perseguiti dal
diritto di protezione, permette al curatelato di conservare degli averi
necessari per far fronte a una spesa imprevista e agevola il compito delle
Autorità regionali di protezione, che applicano dei limiti chiari e si vedono
offrire nel rendiconto finanziario i dati per il calcolo della sostanza netta.
Inoltre, tale metodo permette di adottare un sistema unitario, applicabile a tutto il Ticino nonostante l’assenza di una normativa
cantonale ad hoc, e pone fine alle disparità sinora riscontrate.

 

                                   3.   Tornando
alla fattispecie in esame, dal rendiconto stilato dal curatore e verificato
dall’Autorità di protezione emerge che gli attivi (fr. 6'121.46) superano i passivi
(fr. 1'091.40) e che a fronte di un utile d’esercizio di fr. 863.57, la
sostanza netta di RE 1 al 31 dicembre 2017 ammontava a fr. 5'630.06.

                                         Tale cifra si situa
al di sopra della soglia stabilita nella giurisprudenza
citata e permette dunque un accollo della mercede e delle spese della curatela
all’interessato, ancorché parziale, di modo da non intaccare la sua riserva di
soccorso.

                                         Il reclamo
merita dunque parziale accoglimento, nella misura in cui la mercede e le spese
del curatore rimangono a carico di RE 1 per l’importo di fr. 630.05, mentre tali
costi devono essere messi a carico dell’ente pubblico per i restanti fr. 426.95.

 

                                   4.   Gli
oneri processuali seguirebbero la soccombenza ma, in considerazione della
particolarità del caso concreto, si prescinde eccezionalmente dal loro
prelievo. Non si assegnano ripetibili, RE 1 avendo interposto reclamo
senza l’ausilio di un legale, bensì attraverso il suo curatore.

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il
reclamo è parzialmente accolto.

 

                                   §.   Di conseguenza, il dispositivo n. 2 della decisione del 4
ottobre 2018 (ris. no. 188/410) dell’Autorità regionale di
protezione __________ deve essere riformato come segue:

                                         “E’
riconosciuto al curatore l’importo di fr. 1'054.– a titolo di indennità e l’importo
di fr. 3.– a titolo di spese; i suddetti importi sono posti a carico
dell’interessato per un totale di fr. 630.05 e a carico del Comune di domicilio
dell’interessato per i restanti fr. 426.95.”

 

                                   2.   Non si prelevano tasse e spese di giustizia. Non si assegnano ripetibili

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -
  

  -
  

  

 

 

Il
presidente                                                         La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause
di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;
quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile
se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale
(art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF.
Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo
stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.