# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b1a49e3e-5240-58e5-a6f4-fcc299c7bd86
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-02-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.02.2024 D-1111/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1111-2024_2024-02-26.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1111/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 6  f e b b r a i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Daniele Cattaneo;  

cancelliera Francesca Bertini-Tramèr. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Marocco,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (nessuna 

domanda asilo - art. 31a cpv. 3 LAsi);  

decisione della SEM del 14 febbraio 2024 / N (…). 

 

 

 

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Visto: 

la domanda d'asilo che A._______ ha presentato in Svizzera l’(…) ago-

sto 2021, 

la scomparsa del richiedente e lo stralcio della sua domanda d’asilo,  

la ripresa della procedura d’asilo in data 27 settembre 2022,  

il verbale d'audizione dell’8 febbraio 2024 giusta l'art. 29 della legge sull'a-

silo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), 

il parere del rappresentante legale, del 13 febbraio 2024, sul progetto di 

decisione della Segreteria di Stato della migrazione (in seguito: SEM) del 

12 febbraio,  

la decisione del 14 febbraio 2024, notificata il medesimo giorno, con la 

quale l’autorità inferiore non è entrata nel merito della domanda d’asilo del 

richiedente ai sensi dell’art. 31a cpv. 3 LAsi ed ha pronunciato il suo allon-

tanamento dalla Svizzera, nonché l’esecuzione del medesimo siccome 

ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile,  

la cessazione del mandato di rappresentanza del 14 febbraio 2024 da parte 

della Protezione giuridica,  

il ricorso del 21 febbraio 2024 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d’entrata 22 febbraio 2022) per mezzo del quale l'interessato è insorto di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale o TAF), 

postulando l’accoglimento del ricorso, l'annullamento della decisione impu-

gnata e alla concessione dell’ammissione provvisoria per inammissibilità e 

inesigibilità dell’allontanamento; egli ha altresì presentato istanza di assi-

stenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal pagamento delle spese di 

giudizio e del relativo anticipo, con protesta di spese e ripetibili,  

 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

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RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che, nel caso in esame, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) 

contro una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; 

art. 31‒33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli 

artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 cpv. 1 PA; che il ricorrente è altresì legittimato 

ad aggravarsi contro la decisione avversata, avendo egli partecipato al pro-

cedimento dinanzi all'autorità inferiore, essendo particolarmente toccato 

dalla decisione impugnata e vantando un interesse degno di protezione 

all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA),  

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso,  

che con il ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, 

la violazione del diritto federale (compreso l’eccesso o l’abuso del potere 

di apprezzamento) e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi);  

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico con l'approvazione di un 

secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti,  

che in sede di audizione il richiedente ha dichiarato di essere cittadino ma-

rocchino originario di Casablanca, città nella quale egli avrebbe vissuto fino 

all’espatrio avvenuto nel 1997 (cfr. atto SEM 93/7 D6-9),  

che sentito sui motivi d’asilo, egli ha dichiarato di aver lasciato il Marocco 

e di essersi recato in B._______ a causa della difficoltà a trovare un lavoro 

ed in ragione della sua volontà di crearsi un futuro migliore in Europa (cfr. 

atto SEM 93/7 D49, D57),  

che inoltre, il ricorrente ha espressamente specificato non aver avuto alcun 

problema con le autorità del suo Paese d’origine (cfr. atto SEM 93/7 D54); 

che altresì egli nel 2019 avrebbe anche fatto rientro in Patria per una ven-

tina di giorni (cfr. atto SEM 93/7 D13-14, D51), 

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che nella decisione impugnata la SEM ha ritenuto che il richiedente non 

avrebbe inoltrato una domanda di asilo ai sensi dell’art. 18 LAsi, non 

avendo manifestato la volontà di ottenere dalla Svizzera una protezione 

contro persecuzioni,   

che di conseguenza, la SEM non è entrata nel merito della citata domanda 

ai sensi dell’art. 31a cpv. 3 LAsi pronunciando l’allontanamento dell’inte-

ressato dalla Svizzera,  

che nel gravame l’insorgente chiede di essere posto al beneficio dell’am-

missione provvisoria in Svizzera in ragione della sua lunga assenza dal 

Paese d’origine e la mancanza di una rete sociale e famigliare in grado di 

sostenerlo in caso di rientro in Marocco; che inoltre, egli invoca anche pro-

blemi di natura medica, i quali renderebbero a suo dire inammissibile il suo 

allontanamento; che invero, a suo dire, le patologie di cui soffrirebbe ne-

cessiterebbero di un controllo costante attraverso una rete medica ade-

guata; che in assenza di ciò i suoi problemi si aggraverebbero e di conse-

guenza il suo stato di salute si degraderebbe rapidamente,  

che tale tesi non può essere seguita, 

che preliminarmente, il Tribunale osserva che nell’atto ricorsuale l’insor-

gente non ha contestato la decisione dell’autorità inferiore circa la non en-

trata nel merito della propria domanda d'asilo fondata sull'art. 31a 

cpv. 3 LAsi; che conseguentemente oggetto del litigio in questa sede risulta 

essere esclusivamente l'esecuzione dell'allontanamento dalla Svizzera,  

che va dunque analizzato, se l’autorità inferiore ha a giusto titolo ritenuto 

ammissibile, esigibile e possibile l'esecuzione dell'allontanamento del ricor-

rente,  

che a norma dell'art. 83 cpv. 3 della legge sugli stranieri e la loro integra-

zione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20) l'esecuzione dell'allontana-

mento non è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli im-

pegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera, 

che nella misura in cui il ricorrente non può prevalersi del principio del di-

vieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), non v’è neppure motivo di con-

siderare l’esistenza di un rischio personale, concreto e serio di essere 

esposto, in caso di allontanamento nel suo Paese d’origine, ad un tratta-

mento proibito in relazione all’art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 

dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk

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(CEDU, RS 0.101) o all’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre 

pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 

(Conv. tortura, RS 0.105),  

che comunque, occorre rammentare che le questioni di natura medica pos-

sono avere influssi sull’ammissibilità dell’allontanamento solo in casi 

straordinari e di estrema gravità (cfr. tra le altre DTAF 2009/2 consid. 9.1.2-

9.1.6; sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 

2016, 41738/10, §181 segg.); che ciò non risulta essere il caso nella fatti-

specie nonostante i timori espressi in sede ricorsuale (cfr. infra),  

per pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l’esecuzione 

dell’allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme di diritto internazio-

nale pubblico nonché della LAsi (cfr. art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione 

all’art. 44 LAsi), 

che giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato di origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a seguito 

di situazioni di guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica,  

che nella fattispecie non risultano indizi da cui desumere che il ricorrente 

sarà concretamente in pericolo in caso di ritorno in Marocco,  

che la situazione in tale Paese non è caratterizzata da guerra, guerra civile 

o violenza generalizzata che coinvolga l’insieme della popolazione nell’in-

tegralità del territorio nazionale,  

che per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura in cui, nel 

caso di rientro nel loro paese d’origine o di provenienza, potrebbero non 

ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni minime 

d’esistenza; che per cure essenziali, si intende le cure di medicina generale 

e d’urgenza assolutamente necessarie alla garanzia della dignità umana; 

che l’art. 83 cpv. 4 LStrI, non può invece essere interpretato quale norma 

che comprenderebbe un diritto di soggiorno lui stesso indotto da un diritto 

generale di accesso in Svizzera a delle misure mediche tendenti al recu-

pero della salute o il suo mantenimento, per il semplice motivo che l’infra-

struttura ospedaliera o le regole dell’arte medica nel paese d’origine o di 

destinazione, non raggiungono lo standard elevato elvetico 

(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati), 

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che in tal senso, se le cure necessarie possono essere assicurate nel 

paese d’origine del richiedente, all’occorrenza con altri trattamenti rispetto 

a quelli prescritti in Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento in tale 

Paese sarà ragionevolmente esigibile; che invece non lo sarà più, ai sensi 

della disposizione precitata se, in ragione dell’assenza di possibilità di trat-

tamento adeguato, lo stato di salute dell’interessato si degraderebbe così 

rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla messa in pericolo 

concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, durevole e notevolmente 

più grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con rife-

rimenti citati), 

che in sede d’audizione l’interessato ha affermato di soffrire da molti anni 

di gastrite, asma e colesterolo alto (cfr. atto SEM 93/7 D45-46) e di assu-

mere regolarmente Pantoprazol e Buscopan, oltre a delle compresse per il 

colesterolo altro e l’inalatore per l’asma (cfr. atto SEM 93/7 D49),  

che in data 4 febbraio 2024, il ricorrente è stato visitato presso il pronto 

soccorso dell’ospedale Regionale di C._______ per una gastrite e gli è 

stato prescritto Buscopan 10mg in caso di dolori (cfr. 94/2),  

che pertanto, nel caso in parola, non si evincono indicatori quanto all’esi-

stenza, finanche potenziale, di affezioni suscettibili d’iscriversi nella restrit-

tiva giurisprudenza convenzionale,  

che oltretutto, il Marocco dispone di un sistema sanitario funzionante e si 

può quindi presumere sia possibile un adeguato trattamento medico dei 

problemi di salute dell’interessato (cfr. sentenza del TAF D- 5524/2021 del 

21 novembre 2022 consid. 5.3.4. con relativi riferimenti),  

che quo alla situazione personale dell’interessato, occorre rilevare che seb-

bene l’interessato non abbia mai lavorato nel Paese d’origine, durante il 

lungo periodo trascorso in B._______ ha maturato una solida esperienza 

professionale quale muratore (cfr. atto SEM 93/7 D34-35); che inoltre, in 

Marocco vi vivrebbe la madre e una zia e che disporrebbe di una casa di 

proprietà (cfr. atto SEM 93/7 D27-30),  

che a titolo abbondanziale, va rilevato che ci si può poi attendere un certo 

sforzo da parte del ricorrente per superare le eventuali difficoltà iniziali (cfr. 

DTAF 2010/41 consid. 8.3.5),  

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che visto tutto quanto sopra, l’esecuzione dell’allontanamento del ricor-

rente nel suo paese di origine è ragionevolmente esigibile (art. 83 

cpv. 4 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi),  

che infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI); che l’assenza di 

documenti d’identità non costituisce un ostacolo; che invero il ricorrente, 

usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indi-

spensabile al rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12),  

che l’esecuzione dell’allontanamento è dunque pure possibile (art. 83 

cpv. 2 LStrI in relazione all’art. 44 LStrI),  

che di conseguenza, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il 

diritto federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA); che pertanto il ricorso va respinto, 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese pro-

cessuali è divenuta senza oggetto,  

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto 

pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF), 

che la pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta.  

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Francesca Bertini-Tramèr 

 

 

Data di spedizione: