# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 834cb7a2-0fb6-5030-8716-f34a27ebe435
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.09.2009 D-2883/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2883-2007_2009-09-08.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2883/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 8  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Christa Luterbacher, Fulvio Haefeli, 
cancelliere Carlo Monti.

A._______,
B._______,
C._______, e
D._______, Montenegro,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 23 marzo 2007 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2883/2007

Fatti:

A.
Gli  interessati,  cittadini montenegrini  di  etnia  musulmana con ultimo 
domicilio in Montenegro a E._______, hanno presentato una domanda 
d'asilo in Svizzera il 23 febbraio 2007. Hanno dichiarato, per quanto è 
qui  di  rilievo  (cfr.  verbali  d'audizione  del  6  marzo  2007  e  del 
14 marzo 2007),  d'essere  espatriati  per  i  problemi  che  A._______ 
avrebbe  avuto  con  le  autorità.  Nel  febbraio  2006,  oppure  dopo  il 
20 febbraio 2006 (cfr. audizioni del 6 marzo 2007 pag. 4 [marito] e del 
14 marzo 2007 pagg. 4 e 8 [marito]) ed in previsione del referendum 
del  21 maggio 2006  sull'indipendenza  in  Montenegro,  il  richiedente, 
durante  la  visita  di  due  ispettori  di  polizia,  avrebbe  accettato  di 
collaborare con loro e quindi di comprare i voti dei cittadini serbi, con 
lo scopo di favorire l'indipendenza del Montenegro. Dopo tre o quattro 
giorni,  egli  si  sarebbe  quindi  incontrato  in  un  bar  con  i  suddetti 
poliziotti accompagnati da altre due persone. Quest'ultimi gli avrebbero 
chiesto  di  fingere  di  essere  un  poliziotto  e  di  persuadere,  dietro 
pagamento, una cinquantina di persone, in maggioranza serbi, oppure 
tutti serbi (cfr. audizioni del 6 marzo 2007 pag. 5 e del 14 marzo 2007 
pag. 3), a non votare. A tal proposito, egli avrebbe aperto una busta, 
che in seguito avrebbe rifutato di prendere, nella quale era contenuta 
una lista di nominativi da contattare, una carta d'identità e una patente 
di guida con la sua foto e false generalità serbe. Qualche giorno dopo 
uno dei predetti poliziotti gli avrebbe telefonato e riproposto la stessa 
offerta  di  collaborazione,  ma lui  avrebbe nuovamente  rifiutato. Dopo 
aver parlato dei suoi problemi in occasione di una riunione di partito, 
egli avrebbe ricevuto delle richieste di denaro ed altre minacce, rivolte 
anche alla  sua famiglia,  da parte degli  ispettori. In  seguito,  sarebbe 
stato multato con vari pretesti,  avrebbe ricevuto delle convocazioni e 
dei poliziotti si sarebbero recati diverse volte nel suo ristorante nonché 
nella sua ditta di costruzioni. Durante un'infrazione stradale nel mese 
di maggio 2006, un poliziotto gli avrebbe, inoltre, strappato la patente 
di guida. Il 15 maggio 2006, il richiedente avrebbe poi sporto denuncia 
contro i due ispettori, ma il giudice avrebbe decretato un non luogo a 
procedere  per  assenza  di  prove.  Il  10  giugno  2006,  l'interessato 
avrebbe,  altresì,  inviato  una  lettera  di  denuncia  presso  il  ministero 
degli  affari interni. Il 17 giugno 2006, con l'accusa di falsificazione di 
documenti  di  identità,  sarebbe  stato  arrestato  e  trattenuto  per  due 
giorni  alla  stazione di  polizia  di  E._______. Nonostante l'abbandono 
dell'imputazione,  il  richiedente sarebbe comunque rimasto  ancora in 

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carcere per oltre un mese, con l'accusa di falsificazione e di messa in 
circolazione  di  una  banconota  da  EUR  500.-.  Il  29,  oppure  il 
30 agosto 2006,  sarebbe,  infine,  stato  condannato  ad  un  anno  di 
carcere (cfr. audizioni del 6 marzo 2007 pag. 5 e del 14 marzo 2007 
pagg.  5  e  12),  senonchè,  il  1°  settembre  2006  sarebbe  poi  stato 
rimesso  in  libertà  per  due  giorni  (cfr. audizione  del  14  marzo  2007 
pag. 5 [marito]),  senza una decisione ufficiale, ed avrebbe raggiunto 
sua  moglie,  che,  nel  frattempo,  sarebbe  fuggita  a  F._______  nel 
comune  di  G._______  con  l'aiuto  di  un  amico  dell'interessato.  In 
seguito,  per  paura  che potesse succedere  qualcosa  anche  alla  sua 
famiglia, gli interessati sarebbero espatriati dopo dieci o 15 giorni, due 
mesi,  oppure  il  16  novembre 2006 (cfr. audizioni  del  6  marzo 2007 
pagg. 4 [moglie] e 6 [marito] nonché del 14 marzo 2007 pag. 2 [moglie] 
e  pag. 2  [marito]),  chiedendo  asilo  in  Svezia.  Dopo  l'esito  negativo 
della  predetta  procedura,  i  richiedenti  sarebbero  tornati  in  Patria  a 
G._______  il  3  febbraio  2007  per  recuperare  i  mezzi  di  prova.  Il 
22 febbraio 2007 avrebbero lasciato il loro Paese e, il giorno succes-
sivo, sarebbero quindi giunti in Svizzera a bordo di un furgone.

B.
Tramite  decisione  del  23  marzo  2007  (notificata  agli  interessati  il 
26 marzo 2007;  cfr.  risultanze  processuali),  l'UFM  ha  respinto  la 
succitata domanda d'asilo. Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allonta-
namento  dei  richiedenti  dalla  Svizzera  nonché  l'esecuzione  dell'al-
lontanamento medesimo, siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
Il  24  aprile  2007,  gli  interessati  hanno  inoltrato  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  deci-
sione dell'UFM. Hanno chiesto, in via principale, l'annullamento della 
decisione impugnata ed, in via sussidiaria, la concessione dell'ammis-
sione provvisoria.

D.
Con decisione incidentale del 18 maggio 2007, il TAF ha considerato il 
gravame  privo  di  probabilità  d'esito  favorevole.  Ha  quindi  invitato  i 
ricorrenti  a  versare  un  anticipo  di  CHF  600.-  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali, con comminatoria d'inammissibilità del 
ricorso, in caso di mancato versamento di detto anticipo.

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E.
Il 1° giugno 2007, i ricorrenti hanno tempestivamente versato l'anticipo 
richiesto.

Diritto:

1.
Il  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  giudica  definitivamente  i 
ricorsi contro le decisioni dell'UFM (art. 31 e art. 33 lett. d della legge 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
[LTAF, RS 173.32],  art. 105 della  legge sull'asilo  del  26 giugno 1998 
[LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, 
RS 172.021), nonché all'art. 108 cpv. 1 LAsi.

3.
3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il pro-
cedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti 
(art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  della  decisione  impugnata 
(v. sentenza del TAF D-4917/2006 del 12 luglio 2007 consid. 3).

5.
Giusta  l'art. 111a cpv. 1  LAsi,  il  TAF può rinunciare  allo  scambio  di 
scritti.

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6.
6.1 Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  considerato  inverosimili 
fantasiste e contradittorie, le allegazioni dei richiedenti concernenti la 
loro  domanda  d'asilo.  Infatti,  il  racconto  della  ricorrente  sarebbe 
totalmente inconsistente e sovrabbondante di numerosi “non ricordo” e 
“non  so”.  Ella  non  ricorderebbe  né  il  nome dell'uomo che  l'avrebbe 
avvertita dell'arresto del marito e che l'avrebbe nascosta nei pressi di 
G._______, né chi avrebbe aspettato suo marito all'uscita del carcere, 
né il  nome dell'uomo che l'avrebbe condotto al  rifugio nel  settembre 
2006. Inoltre, ella non saprebbe né quando, né in che modo l'amico del 
marito  avrebbe  appreso  la  notizia  dell'arresto,  né  per  quale  motivo 
quest'ultimo l'avrebbe nascosta a G._______. Peraltro, non sarebbe in 
grado di indicare quante convocazioni avrebbe ricevuto suo marito, né 
quando si  sarebbe presentato  la  prima volta  alla  convocazione,  né, 
tantomeno, quando sarebbe arrivata l'ultima convocazione. Per di più, 
ignorerebbe la data in cui suo marito avrebbe sporto denuncia, nonché 
i nomi dei poliziotti da lui denunciati. Inoltre, sarebbe inconcepibile che 
A._______ non  si  sia  informato  sulle  modalità  del  suo  rilascio.  In 
aggiunta, sarebbe incoerente il fatto che i richiedenti si siano nascosti 
nella  loro  zona d'origine  (G._______)  e  abbiano  permesso al  padre 
dell'interessato  di  visitarli  presso  tale  indirizzo,  sopratutto  quando 
quest'ultimo  avrebbe  ritirato  per  il  richiedente  la  nuova  patente  di 
guida, rilasciata poco prima della sua partenza. Inoltre, non sarebbero 
rimpatriati  nel  febbraio  2007  solamente  per  recuperare  i  mezzi  di 
prova,  se  avessero  realmente  temuto  che  l'interessato  rischiasse  di 
essere nuovamente arrestato. Peraltro, sarebbero alquanto divergenti 
le allegazioni della richiedente in merito al suo periodo di permanenza 
a  G._______  dopo  il  rilascio  del  marito.  Per  di  più,  l'UFM  ha 
considerato  inadeguati  i  mezzi  di  prova presentati  dai  richiedenti,  in 
quanto  più di  un  documento  mostrerebbe  seri  ed  evidenti  segni  di 
manipolazione.  Infatti,  il  documento  relativo  all'infrazione  del 
17 maggio,  secondo  cui  l'interessato  avrebbe  condotto  un  mezzo 
senza targhe, porterebbe tracce di falsificazione. Difatti, le informazioni 
dattiloscritte  apportate  al  formulario  indicherebbero  che  l'evento 
sopraccitato  si  sarebbe svolto  il  17 maggio  2005. Tuttavia,  nel  testo 
sarebbero state aggiunte a mano delle modifiche visibili, in quanto la 
cifra dell'anno della data manoscritta sarebbe stata cambiata da “5” a 
“6” e nel formulario già compilato sarebbe stato aggiunto manualmente 
l'anno  2006.  Sia  l'originale  di  tale  infrazione,  sia  la  copia  carbone 
dimostrano che tali  modifiche sono state fatte in un secondo tempo, 
ritenuto altresì che l'originale conterrebbe due diversi tipi d'inchiostro e 

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sulla copia carbone sarebbero state fatte delle correzioni a matita. Ciò 
non solo annullerebbe l'autenticità  degli  stessi,  ma renderebbe pure 
inverosimili  i  motivi d'asilo adotti. Oltre a ciò, quand'anche uno o più 
documenti risultassero essere autentici nella loro integralità, questi si 
limiterebbero,  tutt'al  più, a  provare  che  l'interessato  si  sarebbe reso 
colpevole  di  reati  sanzionati  in  maniera  proporzionata,  ma  non 
proverebbero  affatto  le  persecuzioni  allegate.  Infine,  l'UFM  ha 
concluso che le allegazioni presentate non soddisfano le condizioni di 
verosimiglianza  previste  dall'art.  7  LAsi.  Per  conseguenza,  non 
potrebbe  essere  riconosciuta  la  qualità  di  rifugiato  prevista 
dall'art. 3 LAsi nella fattispecie.

6.2 Nel  gravame,  gli  insorgenti  hanno  segnalato,  in  sostanza  e  per 
quanto è qui di rilievo, che nell'ambiente montenegrino sarebbe poco 
probabile  che un assistito  chieda  al  suo  avvocato  per  quali  contatti 
fortunati  sarebbe riuscito  a  farlo  scarcerare. Inoltre,  in  presenza del 
suo  assistito,  un  avvocato  non  farebbe  mai  il  nome  della  o  delle 
persone  che  gli  avrebbero  permesso  di  liberare  un  suo  cliente  in 
maniera  poco  ortodossa.  Peraltro,  la  casa  sita  a  G._______  nella 
frazione di F._______, zona di provvenienza del ricorrente, si sarebbe 
meglio prestata come nascondiglio, in quanto essa sarebbe situata in 
una zona montagnosa, molto discosta e, dopo la guerra, abbandonata 
da  molte  persone  a  causa  delle  diverse  case  danneggiate,  mentre 
quelle rimaste sarebbero abitate sopratutto da persone anziane. Per di 
più,  non sarebbe raggiungibile  in  auto  e  ci  si  arriverebbe dopo  una 
camminata  di  oltre  un'ora.  In  aggiunta,  il  padre  dell'insorgente  vi  si 
sarebbe recato ogni settimana, già a partire da quando la ricorrente 
era rimasta sola con i bambini per portare a quest'ultima da mangiare, 
ed  avrebbe  poi  contiunato  in  tal  modo  anche  quando,  dopo  la 
scarcerazione del ricorrente, egli  si  sarebbe nascosto a sua volta in 
tale luogo. Visto che la famiglia dei ricorrenti avrebbe dipeso dal padre 
del  ricorrente,  sarebbe  pertanto  logico  che  lo  stesso  abbia  pure 
ritirato, presso l'Ufficio di circolazione di E._______, la nuova patente 
del ricorrente. Inoltre, il  fatto che la casa dell'autore del gravame sia 
stata ritenuta come sicura per i motivi sudetti, spiegherebbe la ragione 
per la quale i  ricorrenti  sarebbero tornati  in Patria nel febbraio 2007 
per recuperare i  mezzi  di  prova. Peraltro, l'UFM non avrebbe tenuto 
conto del forte impatto che la persecuzione del ricorrente da parte di 
agenti  di  polizia  avrebbe  avuto  sull'autrice  del  gravame,  in  quanto 
sarebbe  comprensibile  che  la  medesima  abbia  confuso  delle  date, 
abbia fornito delle informazioni approssimative, oppure abbia risposto 

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a più riprese con “non so” e “non ricordo”. Per di più, le manipolazioni 
effettuate  sui  documenti  sarebbero  opera  dei  funzionari  stessi.  Ciò 
sarebbe  la  conseguenza  di  una  scarsa  formazione  di  quest'ultimi, 
senza una preparazione comparabile a quella dei funzionari svizzeri. 
Inoltre, non avrebbe avuto alcun senso falsificare questo documento, 
in  quanto,  nell'intestazione  del  documento,  vi  sarebbe  scritto  a 
macchina “E._______, 15.05.06”. Peraltro, le  ripetute convocazioni  e 
segnalazioni  di  reati  a  carico  di  una  persona  equilibrata  e  corretta 
quale  il  ricorrente,  non  potrebbero  che  essere  un  segno  chiaro  di 
persecuzione,  come  anche  il  fatto  che  l'accusa  di  falsificazione  di 
documenti  sarebbe  stata  sostituita  dall'accusa  di  falsificazione  di 
denaro, dopo che la prima sarebbe caduta davanti al tribunale. Infine, i 
ricorrenti  ritengono  che  il  loro  racconto  soddisfi  le  condizioni  di 
verosimiglianza previste dall'art. 7 LAsi e quindi dovrebbe esser loro 
riconosciuta la qualità di rifugiati.

7.
7.1 Sono  rifugiate  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima 
residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza, 
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale 
o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere 
esposte a tali  pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposi-
zione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà, nonché 
le  misure  che  comportano  una  pressione  psichica  insopportabile. 
Occorre  altresì tenere  conto  dei  motivi  di  fuga specifici  della  condi-
zione femminile (art. 3 LAsi).

7.2 Chiunque  domanda  asilo  deve  provare  o  per  lo  meno  rendere 
verosimile  la  sua  qualità  di  rifugiato. Per poter  ammettere  la  verosi-
miglianza, ai sensi dell'art. 7 LAsi, delle dichiarazioni determinanti rese 
da un richiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado 
di  convinzione logica tale da prevalere in  modo preponderante  sulla 
possibilità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria 
(Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso 
in materia d'asilo [GICRA] 1993 n. 21). In altri termini, le dichiarazioni 
devono essere attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero 
non generiche e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto 
o più verosimile), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e 
nemmeno con altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla vero-
simiglianza dev'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non 
esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo 

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da  consentire  di  limitare  al  minimo  il  rischio  dell'approssimazione, 
ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili 
postulati  di  civiltà  giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudi-
cante (GICRA 1995 n. 23).

8.
8.1 Il TAF osserva che, come rettamente rilevato dall'autorità inferiore 
nella  decisione  impugnata,  le  dichiarazioni  decisive  rese  dagli 
insorgenti  in  corso di  procedura s'esauriscono in mere ed imprecise 
affermazioni di parte, non corroborate dal benché minimo elemento di 
seria consistenza. Inoltre, i ricorrenti si sono limitati a mere congetture, 
non fondate su alcun indizio oggettivo, con riferimento agli evocati fatti. 
Per  di  più,  i  mezzi  di  prova  presentati  dai  ricorrenti  riportano  delle 
modifiche evidenti, effettuate con l'ovvio intento d'ingannare le autorità 
d'asilo elvetiche. Infatti, in merito al documento dell'infrazione stradale 
del 17 maggio 2005, va rilevato che, oltre alle modifiche già precisate 
dall'UFM, vi sono ancora riportate le date non modificate del 17 e del 
23  maggio  2005,  allorquando i  fatti  sarebbero,  secondo il  ricorrente 
accaduti  nel  2006 (cfr. mezzi  di  prova agli  atti  pag. 9). Inoltre,  in un 
altro documento da lui presentato a dimostrazione delle persecuzioni 
subite, sono ancora leggibili tre riferimenti all'anno 2005, nonostante la 
contraffazione nella quale è stata cambiata le cifra dell'anno da “5” a 
“6” (cfr. mezzi di prova agli atti pag. 8). Quest'ultimo documento, riporta 
oltretutto  il  numero  di  ruolo  “H._______”,  in  cui  le  cifre  “05”,  come 
facilmente  evincibile  dalla  sistematica  dei  numeri  di  ruolo  utilizzata 
dalle autorità locali negli altri documenti inoltrati (cfr. ibidem), indicano 
l'anno  2005.  Di  conseguenza,  codesto  Tribunale  conferma 
l'apprezzamento  dell'UFM  sull'inadeguatezza  dei  mezzi  di  prova 
presentati dai ricorrenti a comprova delle persecuzioni allegate. Inoltre, 
il  modo  d'agire  del  ricorrente  è  in  vari  punti  incomprensibile  per 
codesto Tribunale. In primo luogo, egli  avrebbe fatto ritirare la nuova 
patente dal padre, dopo essersi nascosto dalle autorità a F._______. 
Per contro, se il ricorrente fosse stato veramente un ricercato, la logica 
conseguenza  sarebbe  stata  la  sospensione,  da  parte  delle  autorità, 
del rilascio della patente in modo da non agevolargli ulteriormente la 
fuga. Oppure, non appena queste stesse autorità avessero saputo del 
ritiro della patente da parte del genitore, esse avrebbero provveduto 
alla  perquisizione  della  casa  del  padre  dell'insorgente,  in  quanto 
probabile  nascondiglio. Oltre  a  ciò,  è  logico  pensare  che  la  polizia, 
dopo aver strappato la vecchia patente del ricorrente e dopo la fuga 
del medesimo, avrebbero senz'altro notato ed osservato un tentativo 

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dell'insorgente  di  richiederne  una  nuova  e  soprattutto  il  ritiro  della 
stessa. Per di più, è completamente irrazionale pensare che i ricorrenti 
si siano recati a chiedere l'asilo in Svezia senza portare con loro dei 
mezzi  di  prova  rilevanti,  abbiano  ricevuto  una  decisione  negativa 
senza  interporre  ricorso  (cfr.  audizione  del  ricorrente  del 
14 marzo 2007  pag.  2)  e  solo  ora  siano  in  grado  di  presentare  tali 
mezzi.  In  aggiunta,  anche  il  fatto  che  il  ricorrente  oltre  a  essere 
tornato, abbia anche soggiornato per quasi tre settimane in Patria al 
fine  di  poter  recuperare  i  predetti  documenti,  costituisce  un  modo 
d'agire completamente illogico per una persona ricercata, oltretutto se 
già  rappresentata  da un  avvocato. Infatti,  lo  stesso,  su  richiesta,  gli 
avrebbe senz'altro potuto inviare tutta la documentazione necessaria, 
soprattutto considerato come egli lo avesse già aiutato in precedenza 
(ad esempio adoperandosi del suo influsso come ex-giudice per farlo 
uscire  provvisoriamente  dalla  prigione).  Per  di  più,  gli  autori  del 
gravame si sono contraddetti sulla data dell'espatrio avendo dichiarato 
di  essere  espatriati  dopo  dieci  o  15  giorni,  due  mesi,  oppure  il 
16 novembre  2006  dalla  scarcerazione  e  successiva  fuga 
dell'insorgente (cfr. audizioni  del  6 marzo 2007 pagg. 4 [moglie]  e 6 
[marito] nonché del 14 marzo 2007 pagg. 2 [moglie e marito]). Infine, la 
ricorrente  non  ha  saputo  nemmeno  fornire  le  date  su  punti  cruciali 
della storia del coniuge come quella in cui si sarebbe presentato per la 
prima,  oppure  per  l'ultima  volta  ad  una  convocazione  o  quando  si 
sarebbe  svolto  il  primo  processo  (cfr.  audizione  del 
14 marzo 2007 pag. 5 [moglie]). Tuttavia, ci si poteva ragionevolmente 
attendere  che  la  stessa  conoscesse  almeno  tali  informazioni 
fondamentali nel racconto alla base della richiesta d'asilo presentata. 
Visto  quanto  precede,  questo  Tribunale  ritiene  che  l'UFM  ha 
rettamente  considerato  le  dichiarazioni  dei  ricorrenti  come  non 
realizzanti le condizioni di verosimiglianza previste dall'art. 7 LAsi.

8.2 In considerazione di  quanto esposto, il  ricorso sul  punto di  que-
stione dell'asilo,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo fondamento,  non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

9.
I ricorrenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento 
(art. 14 cpv. 1 e cpv. 2 ed art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordi-
nanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]).

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10.
10.1 Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento, 
l'art. 83 della  legge  federale  del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri 
(LStr, RS  142.20) prevede  che  la  stessa  sia  ammissibile  (cpv.  3), 
esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di 
una  di  queste  condizioni,  l'Ufficio  federale  dispone  l'ammissione 
provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStr).

10.2
10.2.1 Per  gli  stessi  motivi  citati  al  considerando  8  del  presente 
giudizio, non emergono dalle  carte  processuali  neppure elementi  da 
cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento degli insorgenti in 
Montenegro possa violare l'art. 25 cpv. 2 della  Costituzione federale 
della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101), 
l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 
(LStr, RS 142.20).

La  portata  dell'art.  83  cpv.  3  LStr  non  si  esaurisce,  altresì,  nella 
massima  del  divieto  di  respingimento.  Anche  altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione 
del  rimpatrio,  in  particolare  l'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  l'art. 3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). L'applica-
zione  di  tali  disposizioni  presuppone,  peraltro,  l'esistenza  di  serie  e 
concrete ragioni  per  ritenere che lo  straniero possa essere esposto, 
nel Paese verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a 
detti  articoli; spetta  all'interessato di  rendere plausibile  l'esistenza di 
siffatte serie e concrete ragioni.

Nel caso concreto non è dato rilevare alcun serio indizio secondo cui i 
ricorrenti possano essere esposti in caso di rimpatrio al rischio reale 
ed immediato di un trattamento contrario a siffatte disposizioni. In altri 
termini,  quest'ultimi  non  hanno  saputo  fornire  un  insieme  d'indizi, 
oppure presunzioni non contraddette, sufficientemente gravi, precisi e 
concordanti quo ad un pericolo d'esposizione personale ad atti o fatti 
che si ritengono contrari alle disposizioni sopraccitate.

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D-2883/2007

10.2.2 Pertanto,  come  rettamente  ritenuto  nel  giudizio  litigioso, 
l'esecu-zione dell'allontanamento è ammissibile  ai  sensi  delle norme 
del diritto pubblico internazionale nonché della LAsi.

10.3
10.3.1 Inoltre, il TAF osserva nondimeno che in Montenegro non vige 
attualmente  una  situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza 
generalizzata che coinvolga l'insieme della  popolazione nella  totalità 
del territorio nazionale.

10.3.2 Quanto alla  situazione personale degli  insorgenti,  i  medesimi 
sono  giovani  e  A._______  ha  una  certa  esperienza  professionale 
quale tecnico edile. Inoltre, dispongono di  una rete sociale in patria, 
segnatamente  i  loro  genitori  nonché  due  fratelli  e  tre  sorelle  di 
B._______ (cfr. audizioni del 6 marzo 2007 pag. 3). Non hanno, altresì, 
preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano 
giustificare un'ammissione provvisoria (GICRA 2003 n. 24), senza che 
da un esame d'ufficio degli  atti  di  causa emerga la necessità di una 
permanenza degli autori del gravame in Svizzera per motivi medici. In 
siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto siccome 
adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con 
riferimento  alle  effettive  possibilità  per  gli  stessi  di  un  adeguato 
reinserimento sociale nel loro Paese d'origine.

10.3.3 In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allonta-
namento è ragionevolmente esigibile nella fattispecie.

10.4 Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti, i ricor-
renti,  usando  della  dovuta  diligenza  potranno  procurarsi  ogni  docu-
mento  necessario  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontanamento  è 
dunque pure possibile.

11.
In  considerazione  di  quanto  precede,  anche  in  materia  d'allontana-
mento ed esecuzione dell'allontanamento, il gravame va disatteso e la 
querelata decisione confermata.

12.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  degli  insorgenti 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 

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D-2883/2007

tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse 
sono computate con l'anticipo spese, di CHF 600.-, versato dai ricor-
renti il 1° giugno 2007.

(dispositivo alla pagina seguente)

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D-2883/2007

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti. 
L'anticipo, di CHF 600.-, versato il 1° giugno 2007, è computato con le 
spese processuali.

3.
Comunicazione a:

- rappresentante dei ricorrenti (plico raccomandato)
- UFM, Divisione Soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato: incarto 

UFM)
- I._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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