# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a8c0fbb0-1a46-51dc-bd48-37e7b074f44e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-10-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.10.2010 C-7822/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7822-2009_2010-10-19.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7822/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 9  o t t o b r e  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Beat Weber, Franziska Schneider; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
rappresentato dal Patronato INCA Zurigo, 
Luisenstrasse 29, casella postale 1614, 8031 Zurigo,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione 
dell'11 novembre 2009)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7822/2009

Fatti:

A.
Mediante decisione del 12 ottobre 2000, la Cassa di compensazione 
degli impresari costruttori vodesi, in esito a delibera dell'Ufficio AI del 
Cantone  di  Vaud,  ha  erogato  in  favore  di  A._______,  cittadino 
portoghese, nato il , di professione macchinista nel settore edile, una 
rendita  intera  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità,  con  rendite 
completive  in  favore  dei  familiari,  a  decorrere  dal  1°  marzo  1996. 
L'indagine medica relativa a questo caso aveva posto in evidenza che 
l'assicurato  era portatore  di  esiti  di  transversectomia (D12 a destra) 
per  osteite  cronica  aspecifica  in  esito  a  consistenti  lombosciatalgie 
croniche a destra, sovraccarico meccanico articolare posteriore; esiti  
di contusione del gomito sinistro e frattura radiale del polso sinistro a 
fine 1999 (doc. 1-128).

Con il rimpatrio dell'interessato, il pagamento delle prestazioni è stato 
ripreso,  per  competenza,  dall'Ufficio  AI  per  gli  assicurati  residenti  
all'estero  (UAI;  ora  Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  
assicurati residenti all'estero, UAIE) dal 1° gennaio 2003 (doc. 129).

Una prima procedura di revisione del diritto alla rendita non ha posto 
in luce sostanziali mutamenti della capacità di lavoro dell'interessato, 
per cui il diritto alla rendita intera è stato confermato il 14 giugno 2004 
(doc. 137, 142, 143).

B.
Nell'agosto 2008, l'UAIE ha avviato la prevista procedura di revisione 
del diritto alla rendita (doc. 144).

L'amministrazione ha ritenuto utile  far eseguire una visita  peritale in 
Svizzera. Il mandato è stato assegnato ai Dott.ri Fauchère (psichiatra) 
e Meyer (ortopedico). L'assicurato è stato visitato dal Dott. Fauchère il  
29  gennaio  2009  il  quale  non  ha  riscontrato  particolari  patologie 
psichiatriche e quindi una completa assenza di incapacità di lavoro dal 
suo punto di  vista  specialistico (rapporto del  16 febbraio  2009,  doc. 
153). Il Dott. Meyer ha visitato l'interessato il 28 gennaio 2009 ed ha 
ricevuto  il  mandato  di  svolgere  un esame anche  dal  punto  di  visita 
internistico e di prendere atto delle conclusioni psichiatriche. L'esperto 
ha ritenuto la diagnosi di dorso-lombalgie sulla base di discreti disturbi  
degenerativi, indebolimento bilaterale dell'avanpiede con alluce valgo. 

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Il Dott. Meyer ha rilevato che si può ammettere che il paziente presenti  
un'incapacità  di  lavoro  come  macchinista  edile,  mentre  l'interessato 
sarebbe  del  tutto  in  grado  di  svolgere  attività  di  sostituzione 
leggere/medie semisedentarie in misura completa (doc. 155, rapporto 
del 19 febbraio 2009).

C.
L'incarto  è  stato  sottoposto  in  esame  al  Dott.  Ribordy,  dell'UAIE,  il  
quale,  nella  sua  relazione  dell'8  marzo  2009,  ha  osservato  che  a 
confronto  con l'epoca  in  cui  la  prestazione venne riconosciuta,  vi  è 
stato  un  miglioramento  netto  del  quadro  clinico/ortopedico  e  non  vi 
sono più segni  oggettivi  di  limitazioni  funzionali  di  rilievo (doc. 158).  
Egli condivide dunque il parere del Dott. Meyer.

L'amministrazione ha aderito al parere dei summenzionati sanitari ed 
ha svolto un'indagine comparativa dei redditi dalla quale è risultato che 
svolgendo attività alternative in misura del 100%, invece di  quella di  
macchinista  del  settore  edile,  l'interessato  subirebbe  una  perdita  di 
guadagno del  40,47%, tasso che comporta  il  diritto  ad un quarto  di 
rendita  AI  (doc. 160). In  questo  calcolo,  il  salario  dopo  l'insorgenza 
dell'invalidità è stato ridotto del 15% per tenere conto della situazione 
personale dell'assicurato (età, handicap).

In data 8 giugno 2009, l'amministrazione ha inviato all'assicurato un 
progetto di decisione comportante la riduzione della prestazione AI ad 
un quarto di rendita (doc. 161). Un nuovo progetto di decisione è stato 
inviato  all'interessato  il  30  giugno  2009  in  quanto  il  precedente 
conteneva un errore (doc. 163).

Con scritto del 6 agosto 2009, l'interpellato si è opposto a tale progetto 
facendo valere che il suo stato di salute non sarebbe mutato rispetto 
all'epoca  in  cui  la  prestazione  venne  riconosciuta  (doc.  164,  165). 
L'amministrazione  ha  concesso  un  nuovo  termine  all'assicurato  per 
produrre  nuova  documentazione  sanitaria.  Il  nominato  ha  prodotto 
successivamente: una risonanza magnetica (RM) del rachide dorsale 
del  6  ottobre  2009;  un  referto  tomografico  assiale  computerizzato 
(TAC) del rachide cervicale e dorsale del 13 agosto 2009; una RM del 
rachide  lombosacrale  del  15  luglio  2009;  i  risultati  di 
un'elettromiografia del 14 luglio 2009 (doc. 166-170).

Ricevuta questa documentazione, l'amministrazione ha risottoposto gli 
atti al Dott. Ribordy, il quale, nella sua relazione del 31 ottobre 2009, 

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ha affermato che la documentazione oggettiva prodotta mostra segni 
patologici minimi e perlopiù conosciuti, ma non invalidanti (doc. 173).

Mediante decisione dell'11 novembre 2009,  l'UAIE ha confermato  la 
riduzione del diritto alla rendita da intera ad un quarto con effetto dal  
1° gennaio 2010 (doc. 175).

D.
Con  il  ricorso  depositato  il  16  dicembre  2009,  A._______, 
regolarmente  rappresentato  dal  Patronato  INCA  di  Zurigo,  chiede, 
sostanzialmente,  il  ripristino  del  diritto  alla  rendita  intera  AI.  Nulla 
produce, di nuovo, a suffragio delle sue considerazioni. 

Nelle sue osservazioni ricorsuali del 6 aprile 2010, l'UAIE propone la 
reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui, per quanto occorra, si 
riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio. 

E.
Dopo  aver  preso  atto  delle  osservazioni  dell'amministrazione  e 
visionato l'incarto, il Patronato INCA, con scritto del 28 aprile 2010, ha 
ribadito  l'intenzione  del  proprio  assistito  di  mantenere  il  ricorso. 
L'insorgente segnala che la recente documentazione esibita dimostra 
che la situazione valetudinaria non sarebbe mutata ed inoltre il perito 
ortopedico  incaricato  non  avrebbe  adeguatamente  esaminato  i 
problemi  relativi  alla  lesione  della  vertebra  D12  principale  affezione 
che avrebbe motivato il riconoscimento della rendita intera.

F.
In  esito  a  decisione  incidentale  del  5  gennaio  2010  del  Tribunale 
amministrativo federale  (TAF),  il  ricorrente  ha versato,  il  22  gennaio 
successivo, un anticipo di Fr. 300.- corrispondente alle presunte spese 
processuali.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi  
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 

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dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti  l'assicurazione  per 
l'invalidità  possono  essere  portate  innanzi  al  TAF  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  del  19  giugno  1959 
sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla  
legge  (art.  60  LPGA  e  52  PA).  L'interessato  ha  versato  l'anticipo 
corrispondente  alle  presunte  spese  processuali,  entro  il  termine 
impartito. Il  gravame è dunque ricevibile, nulla ostando all'esame del 
merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 

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Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2).

5.

5.1 Va ricordato che in base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità 
l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente 
o  di  lunga  durata.  L'art.  4  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

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5.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 2  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. art. 29 cpv. 4 LAI, secondo il quale le rendite per un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non è più applicabile quando l'assicurato è cittadino svizzero o dell'UE 
e vi risiede.

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). L'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce 
che l'assicurato ha diritto ad una rendita alle seguenti condizioni: a. la 
sua capacità di  guadagno o la  sua capacità di  svolgere le  mansioni 
consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante 
provvedimenti  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili;  b.  ha  avuto 
un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante 
un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo anno è 
invalido almeno al 40%.

5.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 

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inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA).

6.

6.1 Giusta l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario 
di  una rendita  d'invalidità  subisce una modifica,  che incide in  modo 
rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o 
ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. 

La revisione  avviene d'ufficio  quando, in  previsione di  una  possibile 
modificazione importante del grado d'invalidità o di grande invalidità, è 
stato stabilito un termine nel momento dell'erogazione della rendita o 
dell'assegno  per  grandi  invalidi,  o  allorché  si  conoscono  fatti  o  si 
ordinano  provvedimenti  che  possono  provocare  una  notevole 
modificazione del  grado d'invalidità  o  della  grande invalidità  (art.  87 
cpv. 2 dell'ordinanza sull'assicurazione per l'invalidità del 17 gennaio 
1961 [OAI, RS 831.201]).

6.2 Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di 
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, 
tutto  o  parte  del  diritto  a  prestazioni  dal  momento  in  cui  si  può 
supporre  che  il  miglioramento  costatato  perduri.  Lo  si  deve  in  ogni 
caso  tenere  in  considerazione  allorché  è  durato  tre  mesi,  senza 
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 
88a cpv. 1 OAI). Se la capacità al guadagno o la capacità di svolgere 
mansioni  consuete  peggiora,  occorre  tenere  conto  del  cambiamento 
determinante il  diritto a prestazioni non appena esso perdura da tre 
mesi senza interruzione notevole (art. 88a cpv. 2 OAI).

6.3 La costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite d'invalidità 
sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello 
stato  di  salute  che  ha  un  influsso  sull'attività  lucrativa,  ma  anche 
quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze 
sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante 
(DTF  130  V  349  consid.  3.5,  113  V  275  consid.  1a).  Tuttavia,  non 
sussiste  motivo  di  revisione  quando  le  circostanze  sono  rimaste 
immutate e che, motivo delle soppressione o della diminuzione delle 
rendita si configura unicamente un un nuovo e diverso apprezzamento 
del caso (sentenza del TF I 755/04 del 25 settembre 2006 consid. 5.1; 
DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b, SVR 2004 IV n. 5 consid. 
3.3.3). Un motivo di revisione ai sensi dell'art. 17 LPGA deve trasparire 

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dagli  atti  in  modo  limpido.  Le  norme  in  materia  di  revisione  non 
dovrebbero  quindi  costituire  un  fondamento  giuridico  di  un  libero 
riesame, privo di condizioni, del diritto alla rendita (RUDOLF RUEDI, Die 
Verfügungsanpassung  als  verfahrenrechtliche  Grundfigur  namentlich 
von Invalidenrevisionen,  in  Schaffauser/Schlauri  [Hrsg],  Die Revision 
von  Dauerleistungen  in  der  Sozialversicherung,  San  Gallo  1999,  p. 
15).

6.4 La riduzione o la soppressione della rendita è messa in atto al più 
presto il  primo giorno del  secondo mese che segue la notifica della 
decisione (art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI). L'aumento della rendita avviene 
invece  al  più  presto  a  partire  dal  mese  in  cui  è  stata  prevista  la  
revisione d'ufficio oppure, se l'assicurato ha chiesto la revisione, dal 
mese in cui  la domanda è stata inoltrata (art. 88bis cpv. 1 lett. a e b 
OAI).

6.5 Il  punto  di  partenza  per  stabilire  se  il  grado  d'invalidità  si  è 
modificato in  maniera da influire sul  diritto  a prestazioni  è costituito  
dall'ultima  decisione  che  ha  esaminato  materialmente  il  diritto  alla 
rendita  (DTF  133  V  108  consid.  5.4).  Il  periodo  di  riferimento 
nell'ambito della presente vertenza è pertanto quello intercorrente fra 
la  decisione  del  12  ottobre  2000,  con  la  quale  la  Cassa  di 
compensazione degli impresari costruttori vodesi ha erogato in favore 
dell'assicurato una rendita intera d'invalidità a decorrere dal 1° marzo 
1996,  e  l'11  novembre  2009,  data  dell'impugnata  decisione.  Va qui 
rilevato che la procedura di revisione del 2004 ha esaminato in modo 
sommario  la  situazione  valetudinaria  dell'assicurato  e  si  è  conclusa 
con  una  semplice  comunicazione  di  conferma  della  prestazione  in 
corso (doc. 137). Tale procedura non può quindi essere assunta quale 
paragone con la revisione in corso.

7.
L'interessato non ha più lavorato dopo il rimpatrio (cfr. perizia del Dott.  
Meyer, punto II cifra 1, doc. 155).

La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA è  di  carattere  
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il  rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per 
valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe 
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo 
la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto  conto  di  una  situazione 

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equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli  
avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da 
valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce 
soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 
o  psichica  dovuto  a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la 
conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei 
redditi). 

In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio per determinare quali  
lavori  siano  ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato,  ma non 
spetta al medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 
V  314). Infatti,  per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni  mediche 
possono  costituire  importanti  elementi  d'apprezzamento  del  danno 
invalidante, allorché permettono di valutare l'incapacità lavorativa e di  
guadagno dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile 
(DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c). 

8.

8.1 Nel riconoscere inizialmente il diritto alla rendita intera AI l'autorità 
amministrativa si era fondata su di una documentazione medica dalla 
quale  traspariva  che  l'assicurato  era  portatore  di  esiti  di 
costotransversectomia  pedicolare  e  D12  del  febbraio  1997  per 
problemi  dorsali  cronici  ed  infortuni  professionali  comportanti 
contusioni lombari ribelli alle cure, esiti di lussazione del gomito e del 
polso a  sinistra del 21 dicembre 1999 (cfr. la relazione del Dott. Rion 
del 4 aprile 1996, doc. 10, rapporto del CHUV di Losanna relativo alla  
degenza dal 17 al 27 febbraio 1997, doc. 32; rapporto dell'Ospedale 
ortopedico  della  Svizzera  romanda  del  16  giugno  1998,  doc.  44; 
certificato del Dott. Cikes del 29 novembre 1999, doc. 73, rapporto del 
Dott. Bettex del 1° marzo 2000, doc. 89). 

8.2 Al momento della revisione  in esame, è stato accertato: diagnosi 
con influsso sulla capacità di lavoro: dorsolombalgie su discreti disturbi  
degenerativi (M54.5); diagnosi senza influsso sulla capacità di lavoro: 
cedimento bilaterale dell'avampiede con alluce valgo (cfr. perizia del 
Dott.Meyer  consegnata  il  19  febbraio  2009,  doc. 155). Dal  punto  di  
vista  psichiatrico  non  è  stato  evidenziato  nulla  di  patologico  (cfr. 
perizia del Dott. Fauchère del 16 febbraio 2009).

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9.

9.1 Divergenti  sono  i  pareri  circa  le  ripercussioni  invalidanti  delle 
menzionate  affezioni. Il  medico dell'UAIE,  Dott. Ribordy, sulla  scorta 
della  relazione  del  Dott.  Meyer,  ortopedico,  ritiene  che  sussista  un 
miglioramento  della  capacità  di  lavoro  dell'assicurato,  mentre 
quest'ultimo stima che tale presunto miglioramento non è dimostrato. 

9.2 Ora, è palese che dalla documentazione clinica ad atti non si può 
dedurre  alcun  miglioramento  della  situazione  valetudinaria 
dell'assicurato.  L'assunto  contrario  viene  solo  espresso  dal  medico 
dell'UAIE, ma non coincide con il parere del Dott. Meyer. 

Certamente,  il  Dott.  Meyer  riferisce  uno  stato  clinico  dei  membri 
superiori ed inferiori nei limiti della norma; tutte le funzioni articolari e 
muscolo-tendinee sono simmetricamente  presenti;  non vi  è  nessuna 
limitazione  funzionale,  né  al  gomito,  né  al  polso  sinistri.  Colonne 
lombare,  dorsale  e  cervicale  presentano  una  normalità  funzionale 
chiara;  flessioni  e  rotazioni,  in  ogni  ambito,  sono  libere.  Qualche 
trascurabile problema antalgico si presenta alla colonna cervicale, ove 
risulta una reazione di crispazione ai movimenti estremi. La marcia è 
possibile  senza  zoppia,  ginocchia,  caviglie  e  piedi  non  presentano 
particolarità a parte il cedimento degli avampiedi bilateramente senza 
ripercussioni  funzionali  di  rilievo.  L'esperto  incaricato  non  evidenzia 
nulla di debilitante nemmeno sul piano neurologico.

Significativa  è  la  circostanza  che  l'ortopedico,  in  più  occasioni, 
sottolinea  che  la  situazione  non  è  mutata  rispetto  a  precedenti 
situazioni.  Egli  afferma  che  l'affezione  in  esame  si  riassume  a  dei  
dolori rachidei esistenti da 20 anni e che non sono peggiorati (rapporto 
pag.  8);  vi  è  una  sindrome  lombare  moderata  (oggettivamente 
documentata)  come  era  già  il  caso  nel  1996  (rapporto  pag.  8); 
sussiste,  come  allora,  una  discordanza  evidente  fra  le  doglianze 
soggettive da una lato, necessitanti di banali cure, con la scarsità delle 
risultanze patologico/cliniche. Egli continua osservando (pag. 9) che la 
situazione attuale non sembra essersi  modificata dall'epoca in cui la 
prestazione  venne  concessa;  la  prognosi  medica  è  buona  e  si  può 
constatare che le lesioni sono state poco progressive dal 1995 (pag. 
9).

Ora,  come  allora,  come  confermato  anche  dal  Dott.  Ribordy,  è 
evidente la discordanza fra riscontri oggettivi e clinici con le doglianze 

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dell'insorgente. Tuttavia, non è stato dimostrato un miglioramento della 
capacità di lavoro e di guadagno.

9.3 Alla  luce  di  queste  considerazioni,  questo  collegio  giudicante 
ritiene  che  lo  stato  di  salute  di  A._______,  alla  data  dell'impugnata 
decisione, non era migliore di quello esistente nel 2000 quando è stato 
riconosciuto il diritto alla rendita intera AI. Tale valutazione rappresenta 
una diversa e più restrittiva constatazione di una situazione immutata 
e non è invece l'espressione di una situazione modificata in maniera 
rilevante.  I  medici,  compreso  quello  dell'UAIE,  non  accertano  alcun 
miglioramento,  che  possa  rappresentare  motivo  di  revisione  della 
rendita  ai  sensi  dell'art.  17  LPGA.  Ciò  che  è  mutato  è  solo 
l'apprezzamento medico della residua capacità lavorativa: tale non è 
tuttavia,  secondo  costante  giurisprudenza,  motivo  di  revisione  (cfr. 
considerando  6.3).  Le  condizioni  di  cui  all'art.  17  LPGA  non  sono 
dunque adempiute.

10.

10.1 Anche  in  assenza  di  una  modifica  del  grado  d'invalidità  del 
beneficiario della rendita, è possibile procedere alla riduzione di una 
rendita. L'art.  53  cpv. 2  LPGA prevede infatti  che  l’assicuratore  può 
tornare  sulle  decisioni  o sulle  decisioni  su  opposizione formalmente 
passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e 
se la loro rettifica ha una notevole importanza.

Nella fattispecie, è pacifico che la decisione del 12 ottobre 2000 non è 
stata  oggetto  di  controllo  giudiziale  di  merito  e  che  la  sua  rettifica 
rivestirebbe  un'apprezzabile  importanza  nella  misura  in  cui  se  il 
riesame dovesse essere ammesso, la rendita intera sarebbe ridotta o 
eventualmente soppressa.

10.2 Secondo  la  giurisprudenza,  per  stabilire  se  una  decisione  è 
manifestamente  erronea  è  necessario  basarsi  sulla  situazione 
giuridica esistente al momento in cui la decisione in questione è stata 
emanata, tenuto conto della prassi in vigore all'epoca (DTF 119 V 479 
consid.  1b/cc  con  i  rif.).  Lo  scopo  del  riesame  è  di  correggere 
un'applicazione  iniziale  erronea  del  diritto  come  pure  una  con-
statazione  inesatta  dei  fatti  (DTF  117  V  17  consid.  2c,  115  V  314 
consid. 4a/cc). Questo dovrebbe permettere di evitare che il riesame 
diventi uno strumento destinato a giustificare una nuova valutazione di 
una prestazione durevole. In particolare, gli organi d'applicazione non 

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dovrebbero  procedere  ad  ogni  momento  ad  una  nuova  valutazione 
della situazione solo in base ad un esame più approfonditi dei fatti. Un 
errore  non  dovrebbe  di  conseguenza  essere  corretto  quando  il 
riconoscimento  delle  prestazioni  dipende  da  circostanze  materiali,  il 
cui  esame  suppone  un  potere  d'apprezzamento  e  che  la  decisione 
appare  tutto  sommato  ammissibile  vista  la  situazione  di  fatto  e  di 
diritto  (sentenza  del  TFA del  6  maggio  2003  nella  causa  I  375/02 
consid. 2.2). 

10.3 La  rendita  intera  AI  era  stata  riconosciuta  a  A._______  sulla 
scorta di un rapporto del 12 maggio 2000 dell'Ufficio AI del Cantone di  
Vaud. Questa relazione riteneva l'interessato incapace di lavorare, se 
non in un ambito protetto con un guadagno annuale di Fr. 8'800.- (da 
cui una perdita di guadagno dell'89%). Ciò nonostante, alcuni medici e 
in  particolare  il  Dott.  Cikes,  medico  curante,  davano  per  esigibile 
un'attività lucrativa di tipo leggero, eventualmente a tappe e attraverso 
un idoneo reinserimento professionale (cfr. doc. 9, 10, 44, 73). L'Ufficio 
AI ha preso atto di queste valutazioni ma è giunto alla conclusione che 
un  reinserimento  professionale  non  era  ancora  possibile,  anche 
perché lo stato di salute dell'interessato non si era ancora stabilizzato. 
La  capacità  di  guadagno  residua  era  pertanto  notevolmente 
compromessa.

In  queste  circostanze  non  si  può  ritenere  che  la  decisione  del  12 
ottobre  2000 fosse manifestamente  erronea. In  primo luogo, l'Ufficio 
cantonale AI si è pronunciato – dopo un'istruzione durata 4 anni – con 
cognizione  di  causa  e  ciò  alla  luce delle  patologie  che affliggevano 
l'interessato e tenendo conto della sua capacità lavorativa residua. In 
secondo luogo, l'UAIE non ha sviluppato questa tesi nell'ambito della 
procedura di  revisione qui  in esame, non facendo mai  valere che la 
rendita intera fosse stata riconosciuta manifestamente a torto.

11.

11.1 Alla  luce  di  quanto  precede,  il  ricorso  deve  essere  accolto  e 
l'impugnata  decisione annullata. A._______ è  riposto  al  beneficio  di 
una  rendita  intera  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  a 
decorrere dal 1° gennaio 2010.

11.2 Visto l'esito del ricorso, non si percepiscono spese processuali. 
L'anticipo  di  Fr. 300.-  versato  dall'insorgente  il  22  gennaio  2010  gli  
viene restituito.

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11.3 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 
tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese 
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato.

Nel caso in esame, vista la memoria ricorsuale e la replica, si giustifica 
riconoscere  alla  parte  ricorrente  un'indennità  per  spese  ripetibili  di 
Fr. 700.-, la quale è posta a carico dell'UAIE.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il  ricorso  è  accolto  e  la  decisione dell'11  novembre 2009 annullata.  
A._______  è  riposto  al  beneficio  di  una  rendita  intera 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità dal 1° gennaio 2010.

2.
Non si prelevano spese processuali. L'anticipo di Fr. 300.- versato dal  
ricorrente gli viene restituito.

3.
Alla parte ricorrente viene riconosciuta un'indennità per spese ripetibili  
di Fr. 700.-, posta a carico dell'autorità inferiore.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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