# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9268c0d5-1990-56a8-8dba-e41fa1e6bfd9
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-12-10
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 10.12.2014 A 2014 36
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2014-36_2014-12-10.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

A 14 36

Priuli in qualità di Giudice unico e Krättli-Keller come attuaria

SENTENZA

del 10 dicembre 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____ e B._____,

ricorrenti

contro 

Comune di X._____,

convenuto

concernente tasse approvvigionamento idrico e trattamento 

acque di scarico

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1. Il 28 maggio 2014, il notificava ad’ A._____ le fatturazioni riguardanti 

diverse tasse per il 2013 che distinguevano l'abitazione occupata dai 

coniugi e l'attività commerciale esercitata dalla moglie B._____. Per 

l'attività di estetista svolta da quest'ultima, la fatturazione comprendeva 

una tassa per l'approvvigionamento idrico di fr. 250.--, quella per il 

trattamento delle acque luride di fr. 450.-- e la tassa base per i rifiuti di fr. 

100.--. La tempestiva opposizione presentata da B._____ e A._____ 

contro la tassazione per l'attività commerciale, considerata sproporzionata 

all'effettivo consumo, veniva dell'esecutivo respinta con decisione 25 

agosto 2014. 

2. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 12 

settembre 2014, B._____ e A._____ chiedevano la riduzione della 

fatturazione in base all'assegnazione dell'attività di estetista alla categoria 

a basso consumo idrico o eventualmente applicando per l'attività a medio 

consumo la tariffa minima e non quella massima prevista dalla normativa 

comunale. In sostanza i ricorrenti ritengono che la specifica attività svolta 

non richieda che un minimo consumo di acqua e che l'esercizio della 

professione di estetista a tempo parziale debba trovare il debito riscontro 

nella fissazione della tassa, che sarebbe altrimenti non più proporzionale 

alla prestazione fornita, anche considerato che rispetto agli anni 

precedenti la nuova tassazione verrebbe a corrispondere ad un aumento 

del 350 %. 

3. Nella propria presa di posizione il Comune di X._____ chiedeva la 

conferma della tassazione decisa. Scopo della nuova normativa 

approvata a fine 2012 e applicata al prelievo di tasse per l'anno 2013 

sarebbe propriamente stato quello di garantire un autofinanziamento delle 

altrimenti deficitarie aziende comunali per l'approvvigionamento idrico e 

per il trattamento delle acque di scarico. Per questo il sensibile 

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incremento delle tasse rispetto agli anni precedenti sarebbe stato reso 

noto ai votanti prima dell'adozione delle nuove norme. Per il resto, l'attività 

di estetista sarebbe stata giustamente assegnata alla classe di consumo 

medio e la tariffa applicabile corrisponderebbe a quella stabilita dal 

consiglio comunale il 18 dicembre 2012. 

4. Replicando e duplicando le parti si riconfermavano essenzialmente nelle 

loro precedenti allegazioni e proposte. In data 10 dicembre 2014 il 

Giudice unico eseguiva un sopralluogo sul posto. In detta occasione i 

ricorrenti e il rappresentante del comune convenuto avevano ancora una 

volta modo di esporre i rispettivi punti di vista. Sulle argomentazioni 

avanzate e sulle risultanze del sopralluogo si tornerà, per quanto utile ai 

fini del giudizio, nelle considerazioni di merito che seguono. 

Considerando in diritto:

1. In applicazione all'art. 43 cpv. 3 della legge sulla giustizia amministrativa 

(LGA; CS 370.100), il Tribunale amministrativo decide nella composizione 

di giudice unico, quando il valore litigioso non supera i fr. 5'000.-- e non è 

prescritta una composizione di cinque giudici. Nell’evenienza non vi è al-

cuna prescrizione che imponga una composizione a cinque giudici ed il 

valore litigioso non raggiunge il limite legale, essendo contestata una 

decisione riguardante tasse di consumo per un ammontare di fr. 700.--. 

Infatti, per l'attività di estetista svolta dalla ricorrente è controversa la 

liceità delle tasse per l'approvvigionamento idrico e l'eliminazione delle 

acque luride, mentre non viene contestata la tassa sui rifiuti, come 

precisato dagli istanti anche in sede di sopralluogo. 

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2. a) Giusta il nuovo regolamento sull'approvvigionamento idrico (RAI) e quello 

sul trattamento delle acque di scarico (RAS), approvati in votazione 

comunale il 25 novembre 2012, l'ammontare delle tasse è fissato 

separatamente nello schema tasse allegato al rispettivo regolamento ed è 

parte integrante dello stesso. Inoltre, l'ammontare delle tasse 

commisurate alla quantità è adeguato periodicamente dal consiglio 

comunale entro i limiti stabiliti nello schema delle tasse al fabbisogno 

finanziario del finanziamento speciale per l'approvvigionamento idrico e 

per lo smaltimento dei rifiuti (art. 23 cpv. 2 e 3 RAI e art. 25 cpv. 2 e 3 

RAS). 

b) Per le attività commerciali varie, lo schema delle tasse per 

l'approvvigionamento idrico opera, per immobili non muniti di contatore, le 

distinzioni tra le attività ad alto, medio e basso consumo di acqua. Sono 

ad alto consumo: commerci, artigiani, negozi, esercizi pubblici, 

ristorazione, imprese di costruzioni e ditte di trasporto. Nelle attività a 

medio consumo vengono elencate: commerci, artigiani, negozi, bar, uffici, 

edifici amministrativi, studi medici, parrucchieri, magazzini per materiale e 

simili, saloni di cura. Tra le attività a basso consumo figurano: edifici di 

culto, rimesse, costruzioni accessorie, posteggi, impianti privati per lo 

sport e il tempo libero. In base a questa classificazione l'attività di 

estetista della ricorrente è stata assegnata alla classe di consumo medio, 

essendo i saloni di cura inclusi esplicitamente in detta categoria. 

3. a) I ricorrenti contestano tale assegnazione per due ragioni. L'attività non 

sarebbe a medio consumo in quanto la ricorrente eseguirebbe 

essenzialmente manicure, pedicure e depilazioni, senza il ricorso a 

saune, massaggi o altre attività che offrirebbero magari altri saloni di 

bellezza e che comporterebbero un maggior consumo di acqua. Questo 

argomento non può essere preso in considerazione. Nella concreta 

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fattispecie, non vi sono elementi concreti per ritenere che le prestazioni 

fornite dalla ricorrente in qualità di estetista siano essenzialmente diverse 

dagli altri saloni di cura. Sarebbe poi del tutto impossibile per l'autorità 

comunale controllare nel caso specifico quali particolari trattamenti 

verrebbero eseguiti per stabilire se il consumo di acqua possa essere 

quantificato come medio o basso. Nello schematismo scelto dal sovrano 

comunale nel RAI, i saloni di cura sono considerati a medio consumo di 

acqua, senza che sia possibile (o fattibile) operare una distinzione in base 

alle concrete prestazioni fornite in seno a detta attività. Visto poi quali 

attività sono considerate a basso consumo, non vi sono dubbi che la 

classificazione operata sia corretta, giacché il consumo di acqua di un 

salone di cura è certamente superiore a quelli di una costruzione 

accessoria, di un posteggio o di un edificio di culto già per semplici 

questioni igieniche.

b) A mente degli istanti, anche il fatto che l'attività sarebbe esercitata solo a 

tempo parziale non sarebbe stato tenuto nella debita considerazione. A 

questo riguardo i regolamenti comunali sono però silenti. Come si è 

potuto vedere anche in sede di sopralluogo, la ricorrente fa capo ad un 

salone di cura perfettamente arredato ed attrezzato allo scopo, con 

accesso indipendente e con una disposizione dei locali tale da permettere 

il trattamento alternato di due clienti (due vani separati con lettino). 

Oggettivamente pertanto la struttura soddisfa tutti i requisiti per uno 

svolgimento professionale e completo dell'attività. Ma anche la cifra 

d'affari, indicativamente di circa fr. 25'000.--, evocata dalla ricorrente non 

permette un diverso giudizio. Tali introiti non lasciano dubbi sul carattere 

imprenditoriale del lavoro svolto, indipendentemente dal fatto di sapere se 

si tratti effettivamente di un'attività tra il 40 e il 50 %. In ogni caso il salone 

di cura non viene portato avanti solo per hobby, per passatempo o in via 

meramente accessoria e i quattro appuntamenti richiesti nella mezz'ora 

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che è durato il sopralluogo, pur tenendo in considerazione le imminenti 

festività, comprovano l'esistenza di un'attività commerciale svolta 

professionalmente a tutti gli effetti. Non vi sono pertanto motivi per tenere 

in considerazione il preteso svolgimento di un'attività a tempo parziale, 

neppure previsto dalla legge. Del resto l'applicazione di un determinato 

schematismo non permette propriamente di tenere in considerazione tutti 

gli aspetti del caso specifico. 

c) Accanto allo schematismo sopra indicato, il RAI prevede l'obbligo della 

posa di un contatore per le attività a forte consumo di acqua, mentre 

quelle a medio e basso consumo possono essere esentate dalla posa del 

contatore (art. 30 cpv. 2 RAI). Nel caso che ci occupa, la possibilità di 

pagare in base al solo consumo effettivo è quindi garantita dalla 

normativa comunale tramite la richiesta della posa di un contatore. In 

futuro, se i ricorrenti intenderanno pagare solo in funzione della loro 

pretesa situazione particolare, avranno in ogni caso la possibilità di 

chiedere la posa di un contatore. Per l'anno qui in discussione, lo 

schematismo applicato merita invece conferma.  

4. a) I ricorrenti chiedono poi che nell'ambito della classe a consumo medio 

venga loro applicata la tariffa minima di fr. 150.-- e non quella massima di 

fr. 250.--. Come è già stato evocato in precedenza, spetta al consiglio 

comunale adeguare periodicamente entro i limiti stabiliti nello schema 

l'ammontare delle tasse in funzione del fabbisogno finanziario dell'azienda 

comunale interessata (vedi art. 23 cpv. 3 RAI e art. 25 cpv. 3 RAS). 

Rifacendosi quindi a questa competenza il consiglio comunale ha deciso, 

il 18 dicembre 2012, che per le tasse per attività commerciali varie 

venisse applicato l'importo massimo secondo il tariffario. Contrariamente 

allora a quanto preteso dai ricorrenti, non era possibile applicare la tassa 

minima, quando da parte del consiglio comunale era stata decisa 

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l'applicazione per tutti della tassa massima prevista per la categoria. Per 

la tassa commisurata alla quantità di acqua di scarico la problematica è la 

stessa. Giusta lo schema delle tasse allegato al RAS, il rapporto della 

tassa per l'eliminazione di acque luride si situa tra il 90 e il 180 % della 

tassa d'uso annuale acqua potabile. Il 18 dicembre 2012, anche per 

questa tassa è stata dal consiglio comunale decisa l'applicazione della 

percentuale del 180 %.

b) Viene infine censurata la sproporzione tra le tasse precedenti e quelle 

emesse dopo l'accettazione dei nuovi regolamenti comunali. Come era 

già stato indicato dall'esecutivo in vista della votazione dei nuovi RAI e 

RAS, lo scopo principale della revisione della normativa sulle tasse di 

consumo dell'acqua potabile e per l'eliminazione dei rifiuti era quello di 

sanare le da anni deficitarie aziende pubbliche. In questo senso è 

pertanto assodato che un aumento era inevitabile avendo il cittadino 

versato fino ad allora dei contributi insufficienti a coprire i costi dei servizi. 

Il fatto quindi che i cittadini siano tenuti a pagare nel 2013 oltre tre volte 

tanto quanto corrisposto in precedenza trova la propria giustificazione 

nella necessità di sanare finanziariamente i due servizi. La differenza 

appare poi tanto ingente in quanto, come è stato esposto in sede di 

sopralluogo, era da tanti anni che il comune non aveva più proceduto ad 

alcun adeguamento delle tasse. Pertanto, anche se a prima vista la 

differenza tra le tasse pretese nel 2012 e prima appare ingente rispetto a 

quelle fatturate per il 2013, non è ancora dato ravvisare in detta 

tassazione una violazione del principio della proporzionalità, essendo le 

tasse pretese in relazione ai costi del servizio offerto. 

5. a) In sede di sopralluogo, i ricorrenti hanno rimproverato all'amministrazione 

comunale di non aver eseguito un sopralluogo, come era stato da loro 

richiesto nello scritto del 20 giugno 2014. Il diritto di essere sentito, 

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sancito esplicitamente dall'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale 

(Cost.; RS 101), comprende il diritto per gli interessati di consultare 

l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne 

l'assunzione, di partecipare all'assunzione stessa o perlomeno di potersi 

esprimere sui suoi risultati, nella misura in cui essi possano influire sulla 

decisione (DTF 126 I 15 cons. 2a, 124 I 49 cons. 3a, 241 cons. 2; JÖRG 

PAUL MÜLLER/MARKUS SCHEFER, Grundrechte in der Schweiz, 4a ed., Ber-

na 2008, pag. 863 ss. ). Esso non impedisce tuttavia all'autorità di 

procedere a un apprezzamento anticipato delle prove richieste, se è 

convinta che non potrebbero condurla a modificare la sua opinione (DTF 

124 I 208 cons. 4a, 122 II 464 cons. 4a, 120 Ib 224 cons. 2b).

b) Nel caso in oggetto, come è stato esposto in precedenza, le peculiarità 

della situazione degli istanti non sono proprie ad incidere sull'entità della 

tassa di consumo pretesa. La rinuncia ad un sopralluogo appare in queste 

condizioni giustificata, non essendo il mezzo di prova offerto proprio ad 

apportare elementi decisivi al fine del giudizio. Contrariamente al 

Tribunale amministrativo poi, per l'amministrazione comunale le 

caratteristiche generali dell'attività della ricorrente erano da reputarsi 

grosso modo notorie. 

6. In conclusione, nella determinazione delle tasse contestate l'autorità 

comunale ha correttamente applicato la normativa comunale e il ricorso 

deve essere respinto. L'esito della controversia giustifica l'accollamento 

dei costi occasionati dal presente procedimento alla parte soccombente 

giusta quanto sancito all'art. 73 cpv. 1 LGA. 

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Il Giudice unico decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 300.--

- e le spese di cancelleria di fr. 194.--

totale fr. 494.--

il cui importo sarà versato da B._____ e A._____ X._____, responsabili in 

solido, entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione all’Am-

ministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]