# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5bad4a1f-fa86-5947-bec4-c48f67a7cf27
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-10-10
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 10.10.2018 12.2018.72
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2018-72_2018-10-10.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2018.72

  	
  Lugano

  10 ottobre 2018/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente della seconda Camera civile del
  Tribunale d'appello

  
	
  quale giudice unico (art. 48b
  cpv. 1 lett. b cfr. 3 LOG)

  
	
   

   

   

  
						

 

 

visto il ricorso 7 maggio 2018 presentato da

 

	
   

  	
  RI
  1 ,

  Di  F, ,

  e  R,  

   

  
	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
  contro

  	 

					

 

la decisione 25 aprile 2018 dell'Ufficio del registro
di commercio di Biasca 

 

	
   

  	
   

  

ritenuto

 

in fatto e in diritto:       che sin dalla sua costituzione il 25 ottobre 2010 il
recapito iscritto nel Registro di commercio della società RI 1 risulta essere in
via __________ a __________;

che con scritto 4 aprile 2017 l’Ufficio
esecuzioni di Mendrisio ha comunicato all’Ufficio del registro di commercio che
RI 1 risultava tra le società nei
confronti delle quali ha dovuto far capo
alla pubblicazione dei precetti esecutivi sul foglio ufficiale in quanto
irreperibile;

 

che ai sensi dell’art. 153a cpv. 1 ORC in data 3
gennaio 2018 l’Ufficio del registro di commercio ha assegnato alla società un
termine di 30 giorni per notificare il nuovo domicilio legale o comunicare in
forma scritta la validità di quello iscritto a registro di commercio, rendendo
attenta la destinataria della possibilità di applicazione di un’ammenda fino a
fr. 500.- ai sensi dell’art. 943 CO;

 

che, in assenza di riscontri, con pubblicazione sul
FUSC del 26 febbraio 2018 alla società, in applicazione dell’art. 153a cpv. 3
ORC, è stato assegnato un termine di 30 giorni per ripristinare la situazione
legale, menzionando nuovamente le
prescrizioni determinanti e le conseguenze giuridiche in caso di violazione di
tale obbligo;

che, rilevato come anche quest’ultimo termine è decorso senza che fosse presentata una notificazione
o una conferma, con decisione 25 aprile 2018 l’Ufficio
del registro di commercio, in applicazione dell’art.
153b ORC, ha dichiarato lo scioglimento
d’ufficio della società (dispositivo n. 1), ha nominato quali liquidatori i suoi
soci F__________ __________ e R__________ __________ (dispositivo n. 2), ha
ordinato l’iscrizione nel registro di commercio della relativa decisione
(dispositivo n. 3) e ha conseguentemente statuito in merito a spese, tasse e
ammenda (dispositivi n. 4-7);

 

che con ricorso 7 maggio 2018 RI 1 e i suoi soci F__________ __________ e R__________ __________
hanno impugnato la predetta decisione;

 

che i ricorrenti non rivolgono critiche specifiche alla
decisione impugnata, riconoscendo peraltro di non aver adeguatamente adempiuto
agli obblighi di gestione della società, circostanza di cui si scusano
espressamente;

 

che essi espongono le circostanze che avrebbero
comportato il venir meno di un recapito, situazione riconducibile al desiderio
di limitare i costi e ad un’erronea valutazione in merito agli effetti nel
tempo del sistema concordato con la Posta per “il reindirizzamento
automatico” degli invii destinati alla società; la mancata ricezione dei
solleciti e l’assenza di una reazione sarebbero pertanto da ricondurre al non
funzionamento di questo meccanismo;

che, esposto in questi termini, il ricorso contro la decisione di scioglimento è
irricevibile, siccome non adempie agli obblighi di motivazione, mancando una
critica adeguata al giudizio impugnato;

che i ricorrenti chiedono altresì “un condono di parte o tutte le sanzioni
inflitteci” confidando nella benevolenza di questa Camera; benché
succintamente motivata la richiesta, che non comporta una contestazione del
principio del prelievo, è ricevibile perlomeno quale censura all’ammontare di
spese, tasse e ammenda;

che l’Ufficio ha menzionato una serie di riferimenti alla norme applicate, ma non
ha esposto i motivi alla base della quantificazione concretamente operata; 

che la spesa di iscrizione di fr. 180.-, sebbene non sia agevole comprenderne
la composizione, può comunque essere confermata, apparendo verosimile
l’applicazione congiunta delle tariffe stabilite dagli art. 5 cpv. 1 lett. a n.
1 e 2 e art. 5 cpv. 1 lett. d n. 6 dell’Ordinanza delle tasse in materia di
registro di commercio;

che la tassa di fr. 100.- per la diffida corrisponde a quanto prescritto
dall’art. 9 cpv. 1 lett. h dell’Ordinanza citata, ma l’Ufficio non indica per
contro per quali motivi ha fissato al massimo della tariffa applicabile (da fr.
50.- a fr. 200.-) la tassa prescritta dall’art. 12 dell’Ordinanza;

che nessuna indicazione, in contrasto con l’esigenza accresciuta di motivazione
in materia di sanzioni, è deducibile dalla decisione impugnata con riferimento
all’ammenda di fr. 300.- inflitta ad entrambi i gerenti, a fronte di una
forchetta da fr. 10.- a fr. 500.- fissata dall’art. 943 cpv. 1 CO;

che alla luce delle circostanze concrete, tenuto conto delle motivazioni e
delle scuse presentate in sede di ricorso, appare adeguato modificare la
decisione fissando la tassa base per la diffida a fr. 100.- oltre ad altri fr.
50.- (dispositivo n. 5) con vincolo di solidarietà (dispositivo n. 7) e
l’ammenda a fr. 150.- per ognuno dei gerenti (dispositivo n. 6);

che le spese della procedura ricorsuale seguono la soccombenza (art. 47 LPAmm,
applicabile nella procedura di ricorso in virtù del rimando dell’art. 6 cpv. 2
LCRC) ma,

visto l’esito del giudizio, si prescinde dal prelievo; all’Ufficio del registro
di commercio non vengono attribuite ripetibili (art. 49 cpv. 2 LPAmm);

che il valore litigioso, determinante anche ai fini di
un eventuale ricorso al Tribunale Federale, ammonta a fr. 22'000.-, corrispondente
al capitale nominale della società in questione;

 

decide                      1.   Il ricorso 7 maggio 2018
di RI 1, F__________ __________ e R__________ __________ è parzialmente
accolto e la decisione 25 aprile 2018 dell’Ufficio del registro di
commercio, inalterati i dispositivi 1, 2, 3 e 4, è così modificata:

5. Per la diffida scritta è riscossa una
tassa base di fr. 100.- oltre ad una tassa di fr. 50.-.

6. È inflitta un’ammenda di fr. 150.- a carico di entrambi i gerenti F__________
__________ e R__________ __________.

7. Le tasse di iscrizione e di diffida sono poste solidalmente a carico dei
signori F__________ __________ e R__________ __________.

 

                                   2.   Non si prelevano
spese processuali.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -    e    

  - Ufficio del registro di commercio, Via Tognola 7, Biasca 

   

  

                                         Comunicazione all’Ufficio federale
del registro di commercio di Berna

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
vicepresidente                 

 

(Giudice
Bozzini)

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso inferiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,  1000 Losanna 14, entro
30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100
cpv. 1 LTF), se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è
possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).