# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a7fe521f-c5a4-559e-a52d-fc6bef1e01ef
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-01-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.01.2000 35.1999.66
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-1999-66_2000-01-28.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.1999.00066

   

  mm/tf

  	
  Lugano

  28 gennaio 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Giovanna Roggero-Will

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 giugno 1999 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 29 aprile 1999 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 15
settembre 1990, __________, alle dipendenze della ditta __________ SA di
__________ in qualità di operaia addetta a lavori di stamperia, ha subito
l’amputazione di entrambi i pollici, quasi alla base dell’osso metacarpale I,
lavorando su una pressa per tondelli (doc. _). 

 

                                         Il caso é
stato regolarmente assunto dall’__________, il quale, alla chiusura del caso,
ha posto l’assicurata al beneficio di un’indennità per menomazione
dell’integrità del 35% (doc. _) e di una rendita degressiva, per tener conto
del miglioramento prevedibile per adattamento e assuefazione, del 60% dal 1°
aprile 1994 e del 50% dal 1° aprile 1996 (doc. _). 

 

                               1.2.   Con
decisione formale 17 maggio 1996 - cresciuta in giudicato incontestata -
l’Istituto assicuratore, a contare dal 1° giugno 1996, ha ridotto la rendita
d’invalidità al 35%, facendo valere che “... i postumi infortunistici non
influiscono più nella misura ammessa a suo tempo sulla vostra capacità di
guadagno. Attualmente infatti percepisce un salario annuo di fr. 24’310 (fr.
1’870 x 13) mentre, se non foste rimasta vittima dell’infortunio, realizzereste
una paga di fr. 37’076 (fr. 2’480 + 15% di cottimo x 13). Considerato lo
scapito finanziario del 34.43% cagionato dai postumi infortunistici, riduciamo
al 35% la rendita d’invalidità concessavi” (doc. _). 

 

                               1.3.   In data 10
dicembre 1998, il datore di lavoro di __________ ha annunciato all’__________
una ricaduta dell’infortunio del settembre 1990 (doc. _), causata da una brachialgia
bilaterale (maggiore a destra) dipendente da un sovraccarico nel senso di una
tendinite (a catena) (doc. _).

 

                                         L’assicuratore
LAINF ha riconosciuto, al riguardo, il proprio obbligo contributivo sino al 28
febbraio 1999, data in cui la ricaduta é stata dichiarata chiusa (doc. _). 

 

                               1.4.   Con
decisione formale 16 marzo 1999 - esperite le necessarie indagini medico-amministrative
- l’Istituto assicuratore ha negato un aumento del grado d’invalidità,
affermando che “... dalla documentazione medica in nostro possesso non risulta
essere intervenuto un peggioramento dello stato postinfortunistico. Il fatto di
voler ridurre l’orario lavorativo é una scelta personale che non può essere
messa in relazione con i postumi infortunistici e di cui l’assicurazione
infortuni non può essere chiamata a rispondere. Per quel che ci concerne,
potreste infatti tuttora eseguire l’attività presso la ditta __________ SA
nella misura svolta prima dell’annuncio della recente ricaduta” (doc. _). 

 

                                         A seguito
dell’opposizione interposta, personalmente, dall’assicurata, l’__________ ha,
in data 29 aprile 1999, sostanzialmente riconfermato il contenuto della sua
prima decisione. 

 

                               1.5.   Con
tempestivo ricorso, __________, patrocinata dall’avv.  __________, ha chiesto
che le venga assegnata una rendita d’invalidità del 60% a far tempo dal 1°
marzo 1999 (I, p. 4).

                                         Queste,
in particolare, le considerazioni espresse dall’assicurata a supporto della
propria pretesa ricorsuale:

 

" 
In primo luogo é opportuno rilevare che il
calcolo dell’indennità per la menomazione all’integrità operato dalla
__________ a suo tempo risulta semplicistico, tanto per usare un eufemismo.

Basti pensare che secondo le note tabelle
la perdita per un mancino del pollice della mano sinistra equivale ad un grado
di menomazione del 20%.

Voler considerare che la perdita di
entrambi i pollici comporterebbe una menomazione all’integrità pari al 35% é
semplicemente sconcertante.

Benché la relativa indennità corrisposta
non possa oggi essere rimessa in discussione, appare evidente che in realtà la
menomazione all’integrità subita dalla signora __________ é da ritenersi
perlomeno pari al 50%.

Tale elemento va preso in considerazione
anche per il calcolo della rendita d’invalidità, e ciò a maggior ragione a
distanza di 9 anni dall’infortunio, preso atto dei disturbi che regolarmente la
ricorrente si vede costretta a subire.

 

D’altra parte viene qui prodotto quale doc.
_ lo scritto indirizzato recentemente dalla datrice di lavoro alla signora
__________, nell’ambito della quale si sostiene testualmente che la stessa é
incapace di svolgere autonomamente i compiti previsti dalla sua funzione.

Ciò significa che difficilmente la signora
__________ potrà continuare a svolgere la propria attività a tempo parziale, e
meglio in ragione del 65%, presso la __________ SA.

È comunque opportuno richiamare dal
datore di lavoro un rapporto attuale circa il salario da lei percepito, una
descrizione esatta dell’attività lavorativa svolta, e il salario presumibile
che avrebbe percepito oggi senza le note menomazioni.

 

Nel caso specifico é poi indispensabile
sottoporre l’assicurata ad una perizia di livello universitario, nell’ambito
della quale il perito sarà pure chiamato a rispondere sull’effettiva capacità
lavorativa della signora __________ in generale, in considerazione del fatto
che la stessa non dispone di alcuna formazione professionale, e in particolare
nell’ambito dell’attività svolta presso la __________ SA.

Il perito dovrà pure accertare se
l’attività usuale di casalinga della signora ____, unitamente all’attività
lavorativa svolta al 65% presso la __________ SA sono atti a causare con grande
verosimiglianza disturbi alle articolazioni, alla muscolatura e ai tendini
delle braccia della ricorrente” (I, p. 3).

 

                               1.6.   In risposta,
l’__________ ha postulato un’integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (IV). 

 

                               1.7.   Pendente
causa, lo scrivente TCA ha interpellato il datore di lavoro dell'assicurata
allo scopo d'ottenere dei chiarimenti in merito al rendimento di quest'ultima
dopo la chiusura della summenzionata ricaduta (VI).

                                         La
risposta della __________ SA è pervenuta il 3 novembre 1999 (VII). 

 

                                         L'__________
ha presentato le proprie osservazioni in data 19 novembre 1999 (IX) mentre
__________ a è rimasta a tutt'oggi silente.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza
(ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle
prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai
sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni sociali.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   A norma
dell'art. 22 LAINF, se il grado d'invalidità del beneficiario muta
notevolmente, la rendita sarà corrispondentemente aumentata, ridotta oppure
soppressa. La revisione non potrà, però, più essere effettuata a decorrere dal
mese in cui il beneficiario ha compiuto 65, rispettivamente 62, anni d'età (su
questo aspetto, cfr. STFA 31.12.1991 in re C.V., non pubblicata).

 

                                         L'istituto
della revisione ha per scopo l'adeguamento della rendita d'invalidità alle
mutate circostanze e non la correzione di errori di commisurazione
dell'invalidità di cui sia stata viziata la decisione iniziale o una revisione
successiva (Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents,
Losanna 1992, p. 115).

 

                                         La
revisione presuppone, dunque, che l'invalidità abbia subito sostanziali
mutamenti dopo la costituzione della rendita o una sua successiva revisione.

 

                                         Conformemente
alla sua costante giurisprudenza, il TFA considera che i principi dedotti
dall'art. 41 LAI si applicano per analogia pure nell'ambito della revisione
delle rendite d'invalidità assegnate dall'__________, indipendentemente dal
fatto che essa sia disciplinata dall'art. 80 LAMI o dall'art. 22 LAINF (RAMI
1987 p. 446; STFA 25.2.1991 in re C.B. non pubbl.; STFA 2.7.1998 in re D. non pubbl;
STFA 27.7.1998 in re P. non pubbl.). 

 

                               2.3.   L'invalidità
può modificarsi essenzialmente per due ordini di motivi: sia perché cambia lo
stato di salute, sia perché il danno alla salute, pur rimanendo immutato, si
ripercuote diversamente sulla capacità lucrativa dell'assicurato, ossia sulla
sua capacità di procurarsi un guadagno col proprio lavoro (RCC 1989, p. 323, consid.
2a; DTF 113 V 275, consid. 1a; DTF 109 V 116, consid. 3b). 

 

                                         L'assicurato
può, infatti, migliorare, in prosieguo di tempo, le proprie attitudini
professionali, acquisire conoscenze che gli consentano l'inserimento in
attività meglio rimunerate, reperire un posto confacente in modo ideale al suo
stato di salute e alle sue attitudini, ben pagato e sicuro, mettendo in atto
una situazione non prevedibile al momento di stabilire il reddito ipotetico da
invalido.

                                         Oppure le
sue capacità di guadagno possono, per motivi diversi, peggiorare.

 

                               2.4.   Il mutamento
deve, inoltre, essere notevole.

                                         Secondo
la giurisprudenza resa prima dell'entrata in vigore della LAINF, la modifica
doveva essere apprezzata relativamente al grado di invalidità precedentemente
accertato: così, un mutamento del 5% é stato considerato notevole per rapporto
ad un'invalidità del 15% ma poco importante per rapporto ad un'invalidità
iniziale del 75% (Ghélew, Ramelet, Ritter; op. cit., p. 115 ed autori ivi
citati).

 

                               2.5.   Per rivedere
una rendita d'invalidità non basta naturalmente un semplice cambiamento
passeggero: le circostanze di base devono mutare presumibilmente a lungo
termine.

                                         In
particolare, non é motivo di revisione un temporaneo aumento di guadagno
dell'assicurato (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 114).

 

                               2.6.   Determinante
per la revisione è il raffronto tra le condizioni attuali e quelle esistenti al
momento in cui la rendita fu costituita o successivamente riveduta.

                                         Da notare
che tanto nel fissare inizialmente la rendita d'invalidità quanto nel rivederla
successivamente si deve ipotizzare un mercato del lavoro in condizioni di
normalità, cioè essenzialmente equilibrato. 

                                         I
mutamenti congiunturali, il passaggio ad esempio da una fase di recessione ad
una di surriscaldamento economico, non sono motivo di revisione.

 

                                         Non si
tiene parimenti conto, né prima né dopo, di fattori estranei al danno della
salute. 

                                         Ad es. le
scarse conoscenze scolastiche, le difficoltà linguistiche, le insufficienti
attitudini professionali, ecc. non sono rilevanti ai fini della commisurazione
dell'invalidità.

                                         Ciò che
importa é la diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di
rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica
conseguente ad infortunio (art. 4 cpv. 1 LAI, art. 18 cpv. 2 LAINF, art. 9 cpv.
1 OAINF). Sola conta, infatti, per la determinazione dell'invalidità,
l'incapacità lucrativa in nesso causale con il danno alla salute (che, a sua
volta, nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, dev'essere in nesso
causale adeguato con l'infortunio).

 

                               2.7.   In concreto,
si tratta dunque d’esaminare se il grado d’invalidità della ricorrente é
notevolmente mutato, così come esatto dall’art. 22 cpv. 1 LAINF, procedendo ad
un raffronto delle circostanze esistenti al momento della revisione della
rendita (maggio 1996) con quelle che si presentano al momento in cui é stata
emessa la decisione su opposizione riguardante la revisione (cfr. STFA
28.7.1999 in re V.d.P.-D. consid. 1b, non pubblicata, e giurisprudenza ivi
menzionata). 

 

                                         Facendo
un passo a ritroso nel tempo, si rileva come la decisione dell’__________ di
ridurre al 35% il grado della rendita d’invalidità (cfr. doc. _) fosse, in
sostanza, supportata alle risultanze delle indagini esperite, durante il
periodo novembre 1995-aprile 1996, presso la ditta __________ SA, indagini
espressamente sollecitate dall’allora medico di circondario dell’__________, il
dottor __________, spec. FMH in chirurgia:

 

" 
Funzionalmente notiamo un netto miglioramento
della presa rozza con ora 0.4 bar a destra rispettivamente 0.5 bar a sinistra
in confronto alla visita di chiusura del 14.11.1991 con 0.2 bar a destra
rispettivamente 0.15 bar a sinistra. Per il resto situazione invariata con
perdita completa del primo raggio bilateralmente.

 

Sono subentrati una certa assuefazione e
adattamento.

 

È intervenuto un cambiamento
dell’esigibilità. La paziente mostra una certa assuefazione e adattamento allo
stato attuale, utilizza ora l’indice quasi come il pollice prendendo oggetti
leggeri o carta fine tra l’indice e il III. dito come una pinza con un certo
sovraccarico flessorio dell’indice.

Attualmente la signora __________ svolge un
lavoro esigibile in parte al computer e in parte raccogliendo e girando gli
stampati; lavoro monotono di prosupinazione soprattutto al braccio sinistro
dominante. È comprensibile che dopo 5 ore di lavoro si osservi una certa epicondilite
ulnare da sovraccarico del flessore dell’indice. Questo fatto potrebbe essere
evitato se sussistesse la possibilità di svolgere il suo lavoro ad esempio per
3 ore il mattino e 3 ore al pomeriggio con eventuale aumento della capacità
lavorativa a 66.6% invece del tasso attuale di 50% (5 ore di fila). Svolgendo
il lavoro descritto sul rapporto ispettivo 6 ore lavorative sarebbero esigibili.
Propongo pertanto una nuova valutazione ispettiva in ditta. Qualsiasi
lavoro di scrittura al computer sarebbe esigibile in misura completa sull’arco
dell’intera giornata con un certo rallentamento e impedimento a causa della
mancanza di entrambi i pollici.

Per il resto nessun cambiamento
dell’esigibilità esposta in precedenza” (doc. __________ - la sottolineatura é
del redattore). 

 

                                         A questo
punto, é opportuno ricordare che all’insorgente, nel corso del 1995, sono state
affidate delle nuove mansioni, in seno al reparto logistico, essendo stato
soppresso, nel frattempo, il reparto stamperia, dove essa era originariamente
impiegata:

 

" 
Mentre si stava studiando il da farsi si é
presentata l’occasione propizia. Ovvero un nuovo lavoro, dovuto ai nuovi
comandi di manovra fabbricati a Locarno.

Ci voleva una persona che facesse partire
determinati programmi di lavoro mediante due PC collegati a diverse stampanti.

La scelta é caduta sull’assicurata. Le si é
chiesto se le interessasse questa nuova attività e lei ha risposto
affermativamente.

Ora svolge già il nuovo lavoro. Sta
inserendosi acquistando esperienza, dopo aver gradualmente abbandonato la
precedente attività d’inserviente. Il periodo di prova si é concluso
positivamente. 

Il suo lavoro attuale fa parte
dell’attività del reparto logistico. 

In sostanza deve far stampare tutta la
documentazione tecnica da allegare ad ogni singolo elemento di manovra (così
vengono chiamate le varie componenti). Si tratta dello stampaggio di disegni e
liste dei vari pezzi. Disegni di parti elettriche, meccaniche ed elettroniche.

 

La Sig.na __________ immette i dati nel
computer e poi avvia la stampante. Riesce a fare a meno dei pollici sul
tabulatore provvedendo con altre dita. Quando le stampanti sono in azione non
resta inattiva ma, oltre, che controllare il buon funzionamento delle macchine,
provvede a mansioni collaterali. Provvede al rifornimento della carta
necessaria, separa le liste uscite secondo un ordine prestabilito ed infine
sistema i fogli in apposite scatole.

È contenta della nuova sistemazione. Ci ha
detto di non incontrare soverchi impedimenti, neanche con la manipolazione
delle scatole con la carta, che pesano circa due kg. Se necessario trova sempre
qualcuno che l’aiuta.

Le posizioni sono alternate. Talvolta
seduta, talvolta in piedi

 

(...)

 

Abbiamo raccolto dati sulla retribuzione
presumibile quale operaia integra fisicamente. Il reparto stamperia dove era
occupata la Sig.na __________ non c’é più. Avrebbe in ogni caso dovuto cambiare
reparto, rispettivamente essere integrata in altri compiti. Il Sig. __________
pensa che avrebbe potuto essere trasferita nel reparto dove si fabbricano pezzi
di ricambio o in quello dove si provvede al montaggio di parti
elettromeccaniche.

Ci sarebbe stata una retribuzione base di fr.
2’480.-- mensili + 13ma come in stamperia ma ci sarebbe stato un calo del cottimo,
ridotto mediamente al 15% contro il 24%” (doc. _: rapporto ispettivo 25.9.1995
- la sottolineatura é del redattore).

 

                                         Interessanti
indicazioni circa l’attività ulteriormente intrapresa dalla ricorrente emergono
dal rapporto ispettivo 28 febbraio 1996:

 

" 
Il responsabile del personale Sig. __________ ci
ha precisato che l’assicurata lavora ormai in pianta stabile nella sua nuova
occupazione, che é quella che abbiamo compiutamente descritto nel nostro
rapporto del 25.9.1995.

Ora la Sig.na __________ presenzia
regolarmente per 6 ore giornaliere. Ha chiesto ed
ottenuto di poter fare i seguenti orari: 07.00/11.30 e 13.00/14.30.

Tutto si é risolto con reciproca
soddisfazione fra datore di lavoro e dipendente. Non risulta che l’assicurata
incontri maggiori impedimenti per il fatto che si é prolungata di qualche po'
la presenza sul lavoro.

L’attuale occupazione dovrebbe avere
carattere duraturo. Il condizionale é d’obbligo vista la continua evoluzione
tecnologica e la sfrenata rincorsa a continue nuove soluzioni per il
contenimento dei costi.

Alla sig.na __________ é stata fissata una
retribuzione di fr. 2’400.-- mensili + 13ma” (doc. _ - la sottolineatura é del
redattore)

 

                                         da quello
datato 26 marzo 1996:

 

" 
Come salario presumibile ci é stato confermato
quanto già si sapeva. Fr. 2’480.-- + il 15% di cottimo, il tutto per 13
mensilità.

Arriviamo a fr. 37’076.--.

Circa il salario effettivo é stata fatta
invece una correzione rispetto a quanto comunicatoci il 28.2.96.

L’attuale occupazione della sig.na
__________ “vale” fr. 2’400.-- mensili + 13ma ma se svolta sull’arco
dell’intera giornata, ovvero per 8 ore ed 1/4 giornaliere.

Siccome la sig.na __________ presenzia solo
6 ore al giorno, pari a circa il 70% dell’intera occupazione, la sua
retribuzione effettiva viene calcolata in conformità. Fanno fr. 1’680.--
mensili + 13ma, pari a fr. 21’840.-- annui” (doc. _ - la sottolineatura
é del redattore)

 

                                         nonché da
quello stilato in data 30 aprile 1996, con il quale é stata precisata l’entità
della retribuzione corrisposta a __________ per la nuova attività (reddito da
invalido):

 

" 
Abbiamo verificato la nuova retribuzione
dell’assicurata interpellando il nostro interlocutore abituale presso la
__________ SA, Sig. __________.

Effettivamente risultano fr. 1’870.--
mensili + 13ma.

Il perché é presto spiegato. La __________
SA retribuisce i lavori parziali secondo uno schema in base al quale chi é
occupato al 50% riceve il 60% del salario pieno.

Man mano che l’occupazione aumenta la
retribuzione aumenta in proporzione fino ad un ovvio salario del 100% per chi
lavora in misura completa.

Ne deriva che la Sig.na __________, con un
rendimento del 70% ha diritto al 78% del salario pieno.

Quindi, con un salario pieno che nella sua
attività attuale sarebbe di fr. 2’400.-- mensili abbiamo la seguente
situazione:

 

fr. 2’400.-- x 78 = fr. 1’872.-- arrotondati a fr. 1’870.--, logicamente

        100

+ 13ma” (doc. _). 

 

                                         Tenuto
conto delle suesposte indicazioni di carattere medico-amministrativo,
l’Istituto assicuratore convenuto ha, con decisione formale 17 maggio 1996
(doc. _), ridotto al 35% la rendita d’invalidità percepita da
__________, e ciò a contare dal 1° giugno 1996. 

                                         La
suddetta decisione é, nel frattempo, cresciuta in giudicato incontestata.

 

                                         D’altra
parte, l’__________ ha provveduto, nel corso del 1998, ad ulteriormente
verificare la rendita d’invalidità concessa all’assicurata, giungendo alla
conclusione - dopo colloquio con il Capo del personale della ditta __________
SA - che non vi erano le premesse per una sua revisione (cfr. doc. _:
“... la situazione rispetto al 1996 non é sostanzialmente cambiata.
L’assicurata lavora nel noto, nuovo posto di lavoro e facendo un orario di
lavoro ridotto (medicalmente giustificato - vedi atti - causa insorgenza di
disturbi), pari a ore 6 giornaliere. Anche il salario mensile non ha subito
sostanziali modifiche (ora é di fr. 1854.--/mese)”). 

 

                               2.8.   Quelle
esposte qui sopra sono, in sintesi, le circostanze che portarono, nel 1996,
l’Istituto assicuratore convenuto a ridurre la rendita d’invalidità al 35%. Non
resta dunque che esaminare la situazione esistente al momento in cui é stata
emanata la decisione impugnata. 

 

                                         L’__________
ha, in sostanza, espresso la convinzione che, nel frattempo, le circostanze
non sono affatto mutate né dal profilo medico né da quello della situazione
professionale (cfr. IV, p. 6). __________, da parte sua, pretende aver
diritto ad una rendita d’invalidità del 60%, sostenendo che - posteriormente
alla ricaduta annunciata nel dicembre 1998 - difficilmente “...potrà continuare
a svolgere la propria attività a tempo parziale, e meglio in ragione del 65%
presso la __________ SA” (I, p. 3).

 

                                         Nel corso
del mese di dicembre 1998, il datore di lavoro dell’assicurata ha,
effettivamente, annunciato all’assicuratore LAINF convenuto una ricaduta
dell’evento traumatico 15 settembre 1990 (doc. _). Dal rapporto 19 novembre
1998 del dottor __________, medico curante dell’insorgente, emerge, in effetti,
che quest’ultima presentava dei dolori ad entrambi gli arti superiori, dalle
dita sino alle spalle - interpretati quale “brachialgia bilaterale (maggiore a
destra), sforzo-dipendente, causata da sovraccarico (in stato dopo amputazione
pollice bilaterale) nel senso di tendinite (a catena)” (doc. _) - che hanno
originato un’incapacità lavorativa del 50% a contare dal 10 novembre 1998. 

                                         La
ricaduta é stata riconosciuta dall’__________, il quale ha erogato prestazioni
assicurative sino al 28 febbraio 1999.

 

                                         In data
12 gennaio 1999, la ricorrente, che nel frattempo aveva svolto un ciclo di
ergoterapia (cfr. doc. ), é stata visitata dal medico di circondario dell’____,
il dottor __________, spec. FMH in chirurgia, il quale ha potuto constatare una
situazione decisamente migliorata, senza alcun segno per una tendinosi a
catena del braccio destro. Il dottor __________ ha, temporaneamente,
giudicato l’assicurata abile al lavoro al 50%, auspicando comunque una nuova
ispezione sul luogo di lavoro (doc. _). 

 

                                         Dall’indagine
economica effettuata il 4 febbraio 1999 é risultato, segnatamente, quanto
segue:

 

" 
La signora __________ dice che ora sta bene e
non ha più le tendiniti che aveva quando lavorava anche nel pomeriggio.

Dice esplicitamente che non vuole nemmeno
provare a lavorare anche nel pomeriggio, poiché sa già che se lavorasse anche nel
pomeriggio tornerebbero i dolori che ha avuto per anni prima dell’attuale
ricaduta e questa malgrado le misure adottate dopo l’intervento della Croce
Rossa. 

Chiede pertanto che la rendita __________ e
quella AI (ridotta da poco) vengano portate al 50%.

 

Da parte del signor __________ viene fatto
presente che per ora si può occupare l’assicurata per sola mezza giornata,
anche perché ora il lavoro da fare é modesto. Ma se il lavoro aumentasse si
dovrebbero studiare altre soluzioni (...).

 

Faccio presente che la __________ prenderà
posizione prossimamente. Verrà valutato se medicalmente si può ripristinare la
capacità lavorativa nei limiti della rendita del 35%.

 

La signora __________ ribadisce che non
intende più lavorare più di mezza giornata. Ora si é organizzata col lavoro in
ditta al mattino e con il riposo e l’esecuzione di faccende domestiche nel
pomeriggio” (doc. _ - la sottolineatura é del redattore). 

 

                                         Prima di
procedere all’emanazione della decisione 16 marzo 1999 - poi confermata in sede
d’opposizione - l’__________ ha interpellato la propria Divisione medica di
__________ e specificatamente il dottor __________, spec. FMH in chirurgia, a
mente del quale, nel frattempo, non sarebbe subentrato alcun cambiamento, né
nello stato di salute dell’assicurata né nella sua situazione professione,
giustificante una revisione della rendita d’invalidità:

 

" 
Nach sorgfältigem Studium der vollständigen Akten
stellen wir fest, dass keine echte Verschlimmerung der Unfallfolgen eingetreten
ist. Anatomisch ist der Zustand nach Amputation der beiden Daumen 1990 Auch
der Kreisarzt konnte am 12.01.99 gegenüber den Voruntersuchungen vom 14.11.91
und 23.11.95 nichts Neues feststellen. Es bestehen auch keine
Armschmerzen mehr rechts. Das Schreiben der Ergotherapie vom 11. 12.98 enthält
vor allem Hypothesen. Tatsächlich ist funktionell längst eine gute Anpassung
und Angewöhnung eingetreten. Auch die gut adaptierte, leichte Tätigkeit im
Betrieb hat sich nicht geändert. Auch deshalb ist ein "sovraccarico"
nicht wahrscheinlich. Es besteht kein medizinischer Grund, warum die
Versicherte nicht weiterhin zumutbarerweise mindestens 6 h pro Tag
arbeiten könnte, also im Rahmen der bestehenden Rente von 35% seit 0
1. 06.96, was auch noch bei der administrativen Revision Mitte 1998 unbestritten
war (Schreiben vom 15.06.98). In der Zwischenzeit liegen keine neuen
Fakten vor, weder medizinisch noch erwerblich. Eine spezielle Behandlung ist
nicht notwendig. Selbstverständlich ist die Zuständigkeit der Suva für
ergotherapeutische HiIfsmittel (auch für den Alltag) unbestritten. Auf
zukünftige "Rückfälle" kann nur mehr bei fundierten Diagnosen
eingetreten werden." (doc. 70)

 

                                         Ora,
attentamente esaminate le tavole processuali, questa Corte ritiene di poter
condividere l’apprezzamento espresso dal dottor __________ - sebbene
l’assicurata l’abbia definito, omettendo purtroppo di motivare oltre la sua
opinione, privo “... di qualsiasi fondamento logico e scientifico” (I, p. 2) -
e, pertanto, di dover pervenire alla conclusione che lo stato di salute di
__________ non é affatto notevolmente peggiorato rispetto a quello che era
all’epoca in cui la rendita d’invalidità é stata oggetto di revisione (1996).
Ci si può, quindi, esimere dal dare seguito al provvedimento probatorio
richiesto dall’assicurata in sede di ricorso (perizia medica giudiziaria),
nella convinzione che lo stesso non permetterebbe di giungere ad un esito
diverso. A questo preciso proposito, va ricordato che, per costante
giurisprudenza, quando l'istruttoria da effet­tuare d'ufficio conduce
l'amministrazione od il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle
prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero
modificare il risultato (valu­tazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad
assumere altre prove (RCC 1986 pag. 202 consid. 2 d; sentenza TFA del 27
ottobre 1992 in re A.B.P., sentenza TFA del 13 febbraio 1992 in re M.O.,
sentenza TFA del 13 maggio 1991 in re A.A., sentenza TCA del 25 novembre 1991
in re G.M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274) senza che
ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 4
CF (DTF 122 V 162 consid. 1d e 164s. consid. 2c con riferimenti, 124 V 94 consid.
4b, 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223, 120 Ib 229 consid. 2b, 199 II 117 consid.
4c, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti, 115 Ia 101 consid. 5b; Ch. Zünd, Kommentar
zum Gesetz über das Sozialversicherungsgericht des Kantons Zürich, Zurigo 1999,
§ 23 n. 6). 

 

                                         L’assicurata,
a seguito dell’infortunio del settembre 1990, ha riportato l’amputazione di
entrambi i pollici. È, a questo punto, evidente come la situazione - perlomeno
da un punto di vista anatomico - non sia certo suscettibile di peggiorare. 

                                         Il TCA
non ignora il fatto che, in occasione della ricaduta annunciata nel dicembre
1998, l’insorgente accusava dei dolori al braccio destro, giudicati essere la
manifestazione di una tendinite a catena (doc. _). Tuttavia, tali disturbi hanno
avuto soltanto un carattere transitorio, se é vero che, già al momento
in cui l’assicurata si é sottoposta alla visita medica circondariale (12
gennaio 1999), i disturbi brachiali erano scomparsi, ciò che ha finalmente
portato il dottor __________ a constatare l’assenza di segni per una tendinosi
a catena del braccio destro (doc. _). Analoghe informazioni si ritrovano, del
resto, nel rapporto ispettivo 4 febbraio 1999 (doc. _: “La signora __________
dice che ora sta bene e non ha più le tendiniti che aveva quando lavorava anche
nel pomeriggio”). Ciò non é evidentemente sufficiente per poter parlare di
un sensibile e duraturo aggravamento dello stato di salute fisica di
__________. 

                                         Nulla
possono mutare le indicazioni contenute nella valutazione ergoterapica 11
dicembre 1998 - così come nel rapporto 25 marzo 1999 del dottor __________
(doc. _), il quale si é essenzialmente limitato a trascrivere quanto già aveva
affermato, tempo prima, la ergoterapista __________ - nella misura in cui, così
come pertinentemente sottolineato dal dottor __________ (doc. _), la terapista
non ha saputo andare oltre l’avanzare delle mere ipotesi riguardo
all’evolvere futuro della situazione:

" 
... é possibile che la mancanza dei
pollici può provocare con il tempo uno sviluppo muscolare diverso,
tensioni non desiderate o un consumo delle articolazioni; questi comportamenti
sbagliati possono provocare diverse conseguenze, come per es. dolori, tendiniti”
(doc. _ - le sottolineature sono del redattore). 

 

                                         Interessante
rilevare come l’ergoterapista stessa abbia dovuto riconoscere che l’assicurata,
con il passare del tempo, ha “sviluppato delle strategie di lavoro per
compensare la mancanza dei movimenti di opposizione dei pollici in modo molto
efficace e rapido” (doc. _ - la sottolineatura é del redattore). D’altra
parte, il fatto che l’adattamento non abbia potuto compiersi completamente non
é neppure in discussione, dal momento in cui l’insorgente é stata, appunto,
posta al beneficio di una rendita d’invalidità del 35%. 

 

                                         Di nessun
soccorso può essere l’obiezione sollevata dalla ricorrente in merito all’entità
dell’indennità per menomazione dell’integrità riconosciutale dall’__________
nel lontano 1992, con decisione formale ampiamente cresciuta in giudicato (cfr.
doc. _). Contrariamente a quanto sostiene __________, il fatto che, a suo
avviso, la menomazione dell’integrità da essa patita sia almeno pari al 50%,
non va affatto “... preso in considerazione anche per il calcolo della rendita
d’invalidità ...” (I, p. 3). Al riguardo, va ricordato che le finalità della
rendita d’invalidità e dell’IMI sono chiaramente diverse: l’IMI persegue
lo scopo d’indennizzare una diminuzione durevole dell’integrità fisica o
mentale, a prescindere dagli effetti di quest’ultima sulla capacità di guadagno
dell’assicurato (art. 36 cpv. 1 2a frase OAINF), mentre la rendita
d’invalidità quello di compensare la riduzione della capacità lucrativa
consecutiva ad un danno permanente alla salute. 

 

                               2.9.   Al
precedente considerando, lo scrivente TCA é giunto alla conclusione che,
rispetto alla situazione esistente nel 1996, allorquando la rendita
d’invalidità venne ridotta al 35%, le condizioni di salute della ricorrente
sono sostanzialmente restate uguali. 

                                         A mente
dell’assicuratore LAINF convenuto, lo stesso esito s’impone, considerando la situazione
professionale dell’assicurata. 

 

                                         Ora - a
fronte di uno stato di salute rimasto essenzialmente immutato - questo
Tribunale non vede per quale ragione __________, chiusa la ricaduta del
dicembre 1998, non dovrebbe aver potuto riprendere la sua abituale attività
presso il reparto logistico, con uno stesso tempo di presenza ed esprimendo il
medesimo grado di rendimento a suo tempo constatato (quest'ultima circostanza
è, del resto, stata confermata dal suo datore di lavoro (cfr. VII), dietro
esplicita domanda dello scrivente TCA: "il rendimento della signora
__________ è sempre stato inferiore al 100% causa la sua menomazione
alle mani (problemi nell'imballare gli schemi in apposite scatole, aggiungere
carta alle stampanti, ecc.)" - la sottolineatura è del redattore). 

                                         D'altronde,
se non fosse il caso, ciò significherebbe che la valutazione del grado
d’invalidità operata in occasione della revisione della rendita, era, in
realtà, sbagliata. L'errore avrebbe allora dovuto, già all'epoca, venir
censurato dalla qui insorgente. Precisamente a questo proposito, è senz'altro
utile rammentare che l’istituto della revisione ha per scopo l’adeguamento
della rendita d’invalidità a delle circostanze che si sono modificate in modo importante
(cfr. STFA 1964, p. 185) e non la correzione di eventuali errori di
commisurazione dell’invalidità di cui sia stata viziata la decisione iniziale o
una revisione successiva (cfr. consid. 2.2. e STFA 4.8.1980 pubblicata in Estr.
INSAI 1980 n. 8). 

 

                                         Concludendo
se ne deduce che - senza che si riveli necessario procedere ad ulteriori
provvedimenti probatori - non sono dati i presupposti per dare seguito alla
pretesa revisione della rendita d’invalidità assegnata a __________. 

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Adligenswilerstrasse
24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

La vicepresidente                                                 Il
segretario

 

Giovanna Roggero-Will                                        Fabio
Zocchetti