# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 58be6750-bc9b-59bd-ab8c-6b0a2c42016f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-08-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 04.08.2014 14.2014.130
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2014-130_2014-08-04.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2014.130

  	
  Lugano

  4 agosto 2014/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Baur
  Martinelli

  

 

 

statuendo nella causa
SO.2014.277 (fallimento) della Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Nord
promossa con istanza 14 maggio 2014 da:

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sul reclamo del 20 giugno 2014 presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 18 giugno 2014 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di
Mendrisio, il 14 maggio 2014 CO 1 ha chiesto il fallimento di RE 1 per il
mancato pagamento di fr. 3'606.60 oltre interessi e spese.

 

                            B.  All’udienza
di discussione del 17 giugno 2014 nessuno è comparso.

 

                            C.  Statuendo
con decisione del 18 giugno 2014 il Pretore della Giurisdizione di
Mendrisio-Nord ha dichiarato il fallimento di RE 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore 14.00.

 

                            D.  Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 20 giugno 2014 per ottenere l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato il
credito posto in esecuzione e di essere solvibile. A controparte il reclamo non
è stato intimato, il suo credito essendo stato saldato.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La
sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di
prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è
dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di
esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1
LOG).

 

                                  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con reclamo
entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato il 20 giugno 2014 contro la sentenza notificata a RE 1 quello stesso giorno, il reclamo è tempestivo.

 

                             2.  In
virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo
dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione
del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di
fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.

 

                           2.1  Questi
fatti nuovi e le relative prove – i cosiddetti nova autentici o in senso
proprio (in tedesco “echte Nova”) in contrapposizione agli pseudonova
o “un­echte Nova” menzionati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF – non
vengono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente
e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda verosimile la sua
solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame,
giunge alla conclusione che esso corrisponde con una sufficiente probabilità
alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4c). Concretamente è
pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che
la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal
proposito non devono essere poste delle esigenze troppo severe, in modo
particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva economicamente
non può essere negata a priori (FF 1991 III 80) e la mancanza di
liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del Tribunale federale
5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2). L’illi­quidi-tà dev’essere
oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla
scadenza dei loro crediti. Un indizio d’insolvibilità
può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al
decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di
pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa
verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi di
pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici
dichiarazioni del debitore sono insufficienti (Giroud
in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF).

 

                           2.2  Nel
caso in esame la reclamante ha prodotto un estratto bancario del 12 giungo 2014 riguardante il versamento di fr. 4'031.–all’Ufficio esecuzione e
fallimenti di Mendrisio in relazione all’esecuzione in oggetto n. __________ e
una ricevuta del 18 giugno dello stesso ufficio relativa al versamento di fr. 23.–
a saldo della predetta esecuzione promossa dall’istante (doc. 8). Ritenuto che
non solo il debito, ma pure gli interessi e le spese devono essere estinti, il
presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta essere stato adempiuto solo
dopo il pagamento dell’importo di fr. 23.–, effettuato, secondo l’informazione
ottenuta dall’Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio, il 18 giugno 2014 alle ore 15.35, ovvero dopo la pronuncia del fallimento (alle ore 14:00).

 

                           2.3  Per
quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione
indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,
come visto, il pagamento completo della somma posta in esecuzione è avvenuto
soltanto dopo la pronuncia del fallimento – dall’estratto esecutivo prodotto
dalla reclamante si evince che nei suoi confronti sono pendenti 43 procedure
esecutive per un importo complessivo di fr. 673'289.52.

 

                             a)  Ora,
determinante è che per quanto riguarda il mancato pagamento di oneri sociali dovuti
all’istante, nell’anno in corso, oltre che nella procedura in esame, in
ulteriori quattro procedure è già stata emessa la comminatoria di fallimento
mentre nel 2013 e nel 2014 è stata presentata in altre 16 esecuzioni la domanda
di proseguire l’esecuzione. Dall’estratto emerge poi che nell’anno in corso in
altri sei procedimenti è stata presentata la domanda di proseguire l’esecuzione
per il mancato pagamento di tasse sia cantonali che federali. Sempre quest’anno
sono d’altronde state emesse tre comminatorie di fallimento in altre
esecuzioni. Ciò lascia intuire che le difficoltà di pagamento della reclamante
non sono solo di natura transitoria rispettivamente che non si tratta di una
mancanza di liquidità passeggera (v. sopra consid. 2.1). Tutto ciò porta a
concludere che la situazione finanziaria della reclamante non sta
sostanzialmente migliorando e che essa non dispone di liquidità sufficiente per
far fronte ai suoi impegni, nemmeno per pagare le tasse e gli oneri sociali.

 

                            b)  Allo
scopo di rendere verosimile la sua solvibilità la reclamante ha spiegato che la
sua costituzione è avvenuta il 30 agosto 2012 nell’ambito di un’operazione di
risanamento dell’azienda della famiglia __________, la __________ SA – di cui
il defunto __________ era il titolare –, la quale gestiva numerosi esercizi
pubblici. Nel corso degli anni la società ha accumulato debiti per un importo
elevato, a fronte dei quali erano però stati acquisiti valori immobiliari
importanti, per cui gli eredi di __________ hanno deciso, con una convenzione
del 17 agosto 2012, di risanare la situazione patrimoniale della __________ SA
mediante la vendita degli immobili. A questo scopo sono state costituite due
società – una dai quattro figli avuti da __________ da un precedente matrimonio
e l’altra, appunto la RE 1, dalla sua convivente __________ e dai tre figli
comuni –, che si sono entrambe impegnate a pagarne i debiti. La reclamante ha
asserito di avere ripreso la gestione del __________ e di avere, sin dalla
propria costituzione, proceduto a pagare le rate del debito assunto dalla __________
SA, estinguendo già nella metà del primo esercizio debiti per fr. 348'516.–
(cfr. bilancio al 31.12.2012, doc. 4).

 

                                  Malgrado
gli elevati incassi degli esercizi pubblici (circa fr. 370'000.– mensili,
doc. 5), essa riferisce di non essere purtroppo riuscita a far fronte alla
gestione corrente (circa il 30% dell’incassato è destinato al pagamento dei
fornitori e circa fr. 40'000.–/50'000.– al pagamento delle rate del debito
della __________ SA), lasciando scoperte altre fatture, per lo più nei
confronti della CO 1 (AVS e Cassa pensione). La reclamante ha poi puntualizzato
che, malgrado la situazione debitoria accumulatasi, nel corso del 2013 ha effettuato pagamenti all’Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio per complessivi fr. 217'000.–
(doc. 7B). Secondo RE 1 l’imminente vendita dello stabile __________ genererà
un ricavo netto di circa 2 milioni di franchi, da cui, dopo l’estinzione
integrale dei debiti della __________ SA (circa fr. 600'000.–), risulterà
per lei un importo netto di fr. 700'000.–, da utilizzare per estinguere i
propri debiti (doc. 3 e 6). Una volta pagati integralmente i debiti della __________
SA essa evidenzia che potrà far fronte agli oneri correnti con maggiore facilità.

 

                             c)  Orbene,
la reclamante ammette che i debiti posti in esecuzione nei suoi confronti
superano fr. 670'000.– e che i suoi incassi, pur consistenti, non le
consentono di far fronte alla gestione corrente. Del resto, ha accumulato
contributi sociali e imposte per oltre fr. 600'000.– in appena due anni,
ciò che, tenuto conto anche degli impegni assunti per il rimborso rateale della
metà dei debiti di complessivi fr. 377'000.– menzionati al punto 9 a-c
della convenzione del 17 agosto 2012, non testimonia a favore della redditività
dell’attività della reclamante, per tacere del carattere incompleto (tranne per
quanto riguarda il 2012) e soggettivo (in quanto priva di riscontri oggettivi o
di conferma dall’organo di revisione) della documentazione contabile fornita
dalla reclamante, inidonea a rendere verosimili i fatti allegati (sopra consid.
2.1). Ad ogni modo la stessa reclamante ammette, almeno implicitamente, che
solo l’incasso di fr. 700'000.– dalla vendita dello stabile __________
potrebbe ristabilirne la solvibilità. Sennonché in merito a tale operazione
essa non ha fornito alcun indizio oggettivo e concreto, né sugli importi citati
né sui tempi di realizzazione, e nemmeno sulla destinazione del prezzo di
vendita, la convenzione del 17 agosto 2012 autorizzando la vendita degli immobili
della comunione ereditaria per pagare i debiti di __________ SA ma non quelli
della reclamante.

 

                            d)  Si
può quindi affermare che in base agli atti l’incapacità di pagamento della
reclamante appare più probabile della sua capacità di pagamento. Il presupposto
della solvibilità non essendo stato reso verosimile, il reclamo va respinto,
per cui il fallimento di RE 1 non può essere annullato.

 

                             3.  Essendo
stato concesso effetto sospensivo al gravame, il fallimento va nuovamente
pronunciato.

 

                             4.  La
tassa di giustizia è posta a carico della parte soccombente (art. 48, 61 cpv. 1
OTLEF e 106 cpv. 1 CPC). Alla controparte non si assegnano ripetibili, il
reclamo non essendole stato intimato per osservazioni.

 

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:            1.  Il
reclamo è respinto.

                                  Di
conseguenza è dichiarato il fallimento di RE 1, , a far tempo da

 

                                  mercoledÌ
 6 agosto 2014 alle ore 10.00.

 

 

                             2.  La
tassa di giustizia di fr. 150.– è posta a carico di RE 1.

 

                             3.  Notificazione
a:

	
   

  	
  –;

  –;

  –  Ufficio
  esecuzione e fallimenti di Mendrisio, Mendrisio;

  –  Ufficio
  cantonale del Registro di commercio, Biasca;

  –  Ufficio
  del Registro fondiario del Distretto di Mendrisio, Mendrisio.

  

 

                                  Comunicazione alla Pretura della Giurisdizione di
Mendrisio-Nord.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il termine di ricorso è
sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 2 LTF).