# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6acd0c74-3ff7-531f-bdf5-345071282438
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-11-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 12.11.2025 11.2023.45
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2023-45_2025-11-12.html

## Full Text

Incarti n.

  11.2023.45

  11.2023.49

  	
  Lugano

  12 novembre 2025

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici

  e della giudice

  	
  Giani,
  presidente, Jaques

  Giamboni
  

  

 

	
  cancelliera

  	
  Chietti
  Soldati

  

 

 

sedente
per statuire nella causa CA.2021.292 (divorzio su azione di un coniuge:
provvedimenti cautelari) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6,
promossa con istanza del 2 settembre 2021
da

 

	
   

  	
  D______ S______ J______, C______ d______ (Mo______) 

  (patrocinata dall'avv. A______ F______ F______, V______)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  dott. M______ J______, B______ 

  (patrocinato dall'avv. P______
  C______ D______, L______),

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando
sull'appello del 6 aprile 2023 presentato da D______ S______ J______ contro il
decreto cautelare emesso dal Pretore aggiunto il 28 marzo 2023 (inc.
11.2023.45)

 

e
sull'appello del 17 aprile 2023 presentato da M______ J______ contro il
medesimo decreto (inc. 11.2023.49); 

 

Ritenuto

 

in fatto:                A.  M______ J______ (1960) e
D______ S______ J______ (1964) si sono sposati a Z______ il 29 dicembre ____.
Dal matrimonio sono nati i figli E______ 

                                  (____), G______ (____), M______ (____)
e R______ (____), tutti maggiorenni e in parte ancora in formazione. M______
J______, ginecolo­go specializzato in procreazione assistita, già contitolare
della società P______ SA, attiva nel settore della consulenza e l'assistenza
nel contesto della procre­azione assistita, dal 2017, dopo averla venduta, ne è
diventato dipendente in veste di direttore sanitario fino al gennaio 2021. Nell'aprile
di quell'anno, egli ha poi acquistato la particella n. ____ RFD di L______
(“stabile A______ A______”) in cui era ubicato il centro medico, per poi locare
l'immobile alla medesima società. D______ S______ J______, economista, dal 2005
a febbraio 2018 ha lavorato al 50% per la P______ SA come assistente del marito
e segretaria amministrativa. Sul momento della separazione i coniugi divergono:
per la moglie il marito ha lasciato l'abitazione coniugale di Mo______ (particelle
n. 854 e 856 RFD, comproprietà dei coniugi in ragione di metà ciascuno) nel gennaio 2019 quando si è trasferito a B______,
per il marito, invece, la separazione è intervenuta nell'agosto del 2018,
quando ha locato un appartamento a C______.

 

                            B.  Il 26 gennaio 2021 D______
S______ J______ ha promosso azione di divorzio (senza motivazione) davanti al
Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, rivendicando un diritto di
abitazione sull'abitazione coniugale fino al termine della formazione del
figlio cadetto, sollecitando dopo di allora lo scioglimento della compropri­età
immobiliare, il versamento di fr. 3 000 000.– in liquidazione del regime matrimoniale,
la suddivisione a metà degli averi previdenziali maturati dai coniugi durante il matrimonio e un contributo
alimentare per sé di fr. 8000.– mensili vita natural durante (inc. DM.2021.19).
All'udienza del 26 aprile 2021, indetta per la conciliazione i coniugi si sono
unicamente accordati sul principio del divorzio. Sugli altri punti le parti non hanno raggiunto un'intesa, di
modo che il Pretore aggiunto ha assegnato all'attrice, il 9 giugno 2021, un
termine di 30 giorni, poi prorogato, per motivare la petizione. In un memoriale
del 2 settembre 2021 la moglie ha
sostanzialmente ribadito le proprie domande.

 

                            C.  Lo stesso 2 settembre 2021
D______ S______ J______ ha postulato in via cautelare l'attribuzione dell'abitazione
coniugale e un contributo alimentare per sé di fr. 11 000.– mensili dall'ottobre 2020 (CA.2021.292).
Nelle sue osservazioni del 13 ottobre 2021 il marito ha aderito alla prima
domanda, proponendo per il resto di respingere la richiesta di contributo
alimentare. Al contraddittorio cautelare del 13 aprile 2022 le parti hanno
riaffermato le loro domande ed entrambe hanno notificato prove. L'istruttoria
cautelare si è chiusa il 19 gennaio 2023 e alla discussione finale le parti
hanno rinunciato, limitandosi a conclusioni scritte. Nei loro rispettivi memoriali
del 27 febbraio 2023 esse hanno ribadito le loro posizioni, l'istante aumentando
la pretesa di contributo alimentare a fr. 14 000.– mensili. In una replica spontanea del 3 mar­-zo 2023 la
moglie ha contestato l'applicabilità del metodo di calcolo dei contributi
alimentari “a una fase” prospettata dal marito. Mediante duplica spontanea del 21 marzo 2023 il convenuto ha mantenuto
il suo punto di vista.

 

                            D.  Statuendo con decreto
cautelare del 28 marzo 2023, il Pretore aggiunto ha assegnato l'abitazione
coniugale in uso provvisorio alla moglie e ha fissato il contributo alimentare a
suo favore in 

                                  fr. 10 161.– mensili da aprile a ottobre 2021, in fr. 9894.– mensili da
novembre 2021 a dicembre 2022 e in fr. 7565.– mensili da gennaio 2023 in poi.
Le spese processuali di fr. 4500.– sono sta­te poste per un terzo a carico dell'istante
per due terzi a carico del convenuto, tenuto a rifondere alla moglie fr. 2700.–
per ripetibili ridotte.

 

                            E.  Contro il decreto cautelare
appena citato D______ S______ J______ è insorta a questa Camera con un appello
del 6 aprile 2023 in cui chiede la riforma del giudizio impugnato nel senso di
aumentare il contributo di mantenimento per sé a fr. 14 000.– mensili da ottobre
2020 (inc. 11.2023.45). M______ J______ ha appellato a sua vol­ta il
decreto cautelare il 17 aprile 2023 per ottenere – previo conferimento dell'effetto
sospensivo – la soppressione del contributo alimentare o, in subordine, la
riduzione a fr. 1142.50 mensili dal 1° aprile 2023 o, in via ancor più
subordinata e in caso di applicazione del metodo “a due fasi”, a fr. 505.45
mensili, con la facoltà “qualora venissero ammessi contributi di mantenimento
precedenti il mese di aprile 2023 di compensare i contributi arretrati con gli
importi ricevuti dalla moglie tramite accrediti bancari dai conti del marito
sui suoi conti, prelievi a contanti della stessa e assunzione spese da parte
del marito” (inc. 11.2023.49).

 

                                  Nelle loro osservazioni dell'8 maggio e del 22 maggio
2023 le parti hanno vicendevolmente
concluso per il rigetto dell'appello avversario. Nel frattempo, con decreto del 10 maggio 2023, il
presidente di questa Camera ha conferito all'appello del marito effetto
sospensivo limitatamente ai contributi alimentari dovuti dal 1° aprile 2021
fino al 31 marzo 2023. 

 

                             F.  Statuendo con sentenza dell'8
ottobre 2024, il Pretore aggiunto ha pronunciato il divorzio e ha, in
particolare, obbligato M______ J______ a versare alla moglie un contributo
alimentare di fr. 7110.– mensili finché la stessa sarebbe rimasta nell'abitazione
coniuga­le e di fr. 7785.– mensili dopo di allora, vita natural durante, così
come fr. 698 675.60 oltre interessi
del 5 % in liquidazione del regime dei beni dall'“emanazione della sentenza”. Tale
decisione è passata in giudicato.

Considerando

 

in diritto:              1.  Gli appelli in esame
riguardano la stessa causa e si fondano sul medesimo complesso di fatti. Si
giustifica così di congiungere le procedure
e di emanare una sentenza unica (art. 125 lett. c CPC). I due appelli inoltre vanno esaminati in parallelo, le censure sollevate dalle parti sovrapponendosi.

 

                             2.  I decreti cautelari emanati in una procedura di divorzio (art.
276 cpv. 1 CPC) sono adottati con la procedura sommaria (art. 248 lett. d CPC)
ed erano impugnabili perciò con appello entro 10 giorni dalla notificazione
(art. 314 vCPC in vigore fino al 31 dicembre 2024). Se tali decisioni vertono
su questioni meramente patrimoniali, tuttavia, l'appello è ammissibile soltanto
se il valore litigioso raggiungeva almeno fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione
riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Nella
fattispecie tale requisito è dato, ove appena si consideri l'entità del
contributo alimentare in discussione dinanzi al Pretore aggiunto. Quanto alla
tempestività dei due rimedi giuridici, il decreto cautelare è stato notificato
al legale dell'istante il 29 marzo 2023 e alla patrocinatrice del convenuto il
5 aprile 2023 (tracciamenti degli invii n. __.__.______.____1/2, agli
atti). Cominciati per ognuno a decorrere l'indomani, i termini di ricorso
sarebbero scaduti così sabato 8 aprile 2023 per il primo e sabato 15 aprile 2023
per il secondo, salvo protrarsi per entrambi sino al lunedì successivo in forza
dell'art. 142 cpv. 3 CPC. Introdotti il 6 aprile 2023 da D______ S______
J______ e il 17 aprile 2023 da M______
J______, ultimi giorni utili (timbri
postali sulle buste d'invio), gli appelli in esame sono pertanto ricevibili.

 

                             3.  Con
la sentenza di divorzio il Pretore aggiun­to ha disciplinato il contributo
alimentare per D______ S______ J______ dal passaggio in giudicato della
medesima decisione, ovvero dal 12 novembre 2024. Da quel momen­to, il
provvedimento cautelare ha cessato quindi di esplicare i suoi effetti (DTF 146
III 286 consid. 2.2, 145 III 40 consid. 2.4). In tale misura l'appello
diretto contro i contributi successivi a quella data risulta superato dagli
eventi. Il rimedio in esame conserva ancora interesse – per contro – sulla
regolamentazione del contributo ali­mentare da ottobre 2020 all'11 novembre
2024, periodo antecedente al passaggio in giudicato della sentenza di divorzio,
il contributo alimentare per la moglie continuando a essere disciplinato in
quel lasso di tempo dall'assetto provvisionale (RtiD I-2015 pag. 872 n. 8c con
riferimenti; più recente: I CCA sentenza inc. 11.2022.81 del 17 settembre
2024 consid. 2). Entro tali limiti occorre perciò procedere alla trattazione
dell'appello.

 

                             4.  Il
21 aprile 2023 M______ J______ ha prodotto copia del verbale del­l'udienza del
18 aprile 2023 svoltasi davanti al Pretore aggiunto nella causa di divorzio
durante la quale sono stati sentiti l'avv. E______ V______ e A______ S______.
Ora, nuovi mezzi di prova sono proponibili in appello se vengono immediatamente
addotti e se dinanzi alla giurisdizione inferiore non era possibile farli valere
nemmeno con la diligenza esigibile,
tenuto conto delle circostanze (art. 317 cpv. 1 CPC). La regola
vale anche nelle cause rette dal principio inquisitorio “attenuato” (“limitato”,
“sociale”) che informa le procedure sommarie (art. 272 CPC). Successivo al
decreto impugnato e inoltrato sollecitamente, il verbale in questione è
ricevibile e se ne
terrà conto ove dovesse risultare utile ai fini del giudizio.

 

                             5.  Nel
decreto cautelare il Pretore aggiunto dopo avere stabilito l'applicazione del metodo
di calcolo a due fasi, contestata dal marito, ha escluso che con tale criterio
la moglie possa vedersi riconoscere un contributo alimentare che “trascenderebbe
il tenore di vita sostenuto durante la comunione domestica”. Ciò premesso egli ha
accertato il reddito del marito da attività lucrativa in fr. 23 200.– mensili
fino al dicembre 2020, fr. 23 735.– per il gennaio 2021, fr. 19 665.– mensili da
febbraio a ottobre 2021 e fr. 19 130.– mensili da novembre 2021 a dicembre 2022
così come quello immobiliare di fr. 24 515.– mensili, per complessivi fr. 47 715.–
mensili da ottobre a dicembre 2020, fr. 48 250.– per il mese di gennaio 2021,
fr. 44 180.– mensili da febbraio a ottobre 2021, fr. 43 645.– mensili da
novembre 2021 a dicembre 2022 e fr. 24 515.– mensili da gennaio 2023 in poi. ll
primo giudice ha ri­nunciato a imputare al marito un reddito ipotetico per la
mancata riscossione delle indennità di disoccupazione, come chiedeva la moglie.
Egli ne ha poi quantificato il fabbisogno minimo in fr. 16 135.– mensili
fino al 2022 e in fr. 11 784.– mensili dal 1° gennaio 2023.

 

                                  Quanto
alla moglie, priva di redditi, il Pretore aggiunto, ha rinunciato a imputarle
entrate ipotetiche e le ha calcolato il fabbisogno minimo in fr. 4633.–
mensili. In tali circostanze e tenuto altresì conto dei fabbisogni minimi dei
quattro figli, tutti ancora in formazione, di complessivi fr. 12 356.– mensili fino
al 31 dicembre 2022 e di quello del solo R______ di fr. 2235.– mensili dal 1°
gennaio 2023, per il primo giudice l'istante ha diritto alla copertura del
proprio fabbisogno minimo e alla metà dell'eccedenza, onde un contributo
alimentare di fr. 10 161.– mensili da aprile a ottobre 2021 di fr. 9894.– mensili
da novembre 2021 a dicembre 2022 e di fr. 7565.– mensili dal 1° gennaio
2023.

 

                             6.  M______
J______ contesta innanzitutto l'applicabilità alla fattispecie del metodo “a
due fasi”, sostenendo che sommate le sue entrate professionali con quelle
immobiliari il suo reddito deve essere considerato eccezionalmente elevato. A
suo parere, quindi, si giustifica l'applicazione del metodo “a una fase”,
ovvero secondo il dispendio effettivo. Ricordato che un coniuge può ambire al
massimo al tenore di vita raggiunto prima della separazione, per l'appellante questo non può essere fondato sullo
stipendio da lui per­cepito da gennaio 2018, dopo la vendita della P______
SA, né sui
cespiti di reddito derivanti dal­la locazione a quella società dello stabile percepito da maggio 2018 a
pochi mesi dalla separazione. Per di più, egli soggiunge, fondarsi sul provento
ottenuto dalla cessione delle azioni di quel­la società “è arbitrario” giacché questo
non costituisce un reddito ma mera sostanza di cui la moglie ha “già in parte
beneficiato e beneficerà nella liquidazione del regime matrimoniale”. Infine,
epiloga l'appellante, visto che i suoi introiti sono aumentati in mo­do
considerevole solo da gennaio 2018 (quelli professionali) e da maggio 2018
(quelli locativi), gli è stata preclusa la possibilità di dimostrare l'esistenza
di una quota di risparmio ciò che avrebbe evitato o ridotto l'eccedenza da
divedere con la moglie. In definitiva, per il marito, determinante per accertare
l'ultimo tenore di vita è il reddito di cui i coniugi disponevano nel 2017, ultimo
anno completo di comunione domestica – di circa fr. 200 000.– annui – ragione per cui si
giustifica l'applicazione del metodo di calcolo a “una fase” fondato sul
dispendio effettivo. Ciò evita di giungere a una situazione arbitraria e iniqua.
Eventualmente, per l'appellan­te, si potrebbe applicare il metodo “a due fasi” prescindendo
pe­rò dalla ripartizione dell'eccedenza.

 

                                  a)   Secondo
giurisprudenza ormai consolidata per il calcolo di contributi alimentari (anche
durante la procedura di divorzio) il metodo di calcolo valevole a livello
svizzero è quello “a due fasi” in esito al quale l'eccedenza registrata dal
bilancio familiare va ripartita tra coniugi e figli minorenni dopo avere
dedotto dalle entrate complessive il fabbisogno di ogni membro della famiglia,
dividendo tale eccedenza nella proporzione di due a uno (DTF 147 III 265, 147
III 293, 147 III 301). Se non vi so­no figli, l'eccedenza va ripartita di norma
a metà tra i coniugi (sentenza del Tribunale federale 5A_256/2023 del 12 luglio
2024 consid. 4.1.2 con rinvii). Quanto al metodo fondato sul dispendio
effettivo (RtiD I-2015 pag. 880 consid. a) o “a una fase” (DTF 147 III 298
consid, 4.4), esso rimane valido solo nel caso di una situazione
“eccezionalmente favorevole” (DTF 147 III 305 consid. 4.3; più di recente: sentenza
del Tribunale federale 5A_864/2024 del 7 aprile 2025 consid. 3.1), in
particolare nell'ipotesi in cui il metodo di calcolo “a due fa­si”
permetterebbe al coniuge richiedente (e ai figli) di riscuotere contributi
alimentari esorbitanti, che trascenderebbero manifestamente il tenore di vita
sostenuto durante la comunione domestica (DTF 147
III 279 consid. 6.6, 300 consid. 4.5, 305 consid. 4.3).

 

                                  b)  Nel caso
precipuo, anche tenendo già solo conto degli accertamenti del Pretore aggiunto,
il reddito del marito varia tra

                                       fr. 47 715.– e
fr. 24 515.– mensili. Pur trattandosi di una situazione finanziaria
favorevole, non si può ritenere che sia “particolarmente favorevole” ove si
pensi che è ben lungi dalla soglia del milione di franchi annui, pari a fr. 83
333.– mensili, menzionata da alcuni autori per scostarsi dal metodo “a due fasi” (sentenza del Tribunale federale 5A_864/2024
del 7 apri­le 2025 consid. 3.3
con rinvio a: Stoudmann, Entretien
de l'enfant et de l'(ex-) époux - Aspects pratiques, in: Famille et argent, 11e
symposium en droit de la famille 2021, pag. 76; Aeschlimann/Bähler/Schweighauser/Stoll,
Berechnung des Kindersunterhalts - Einige Überlegungen zum Urteil des
Bundesgerichts vom 11. November 2020 i.S. A. gegen B. 5A_319/2019 in: FamPra.ch
2021 pag. 267). Né, in concreto, ci si trova per
altro in presenza di una situazione finanziaria complessa che rende difficile
la determinazione dei redditi o in un caso in cui il tenore di vita sostenuto durante
la comunione domestica è stato finanziato con la sostanza, ipotesi che potrebbero
giustificare una deroga all'applicazione del metodo a “due fasi” (sentenza del
Tribunale federale 5A_864/2024 del 7 aprile 2025 consid. 3.3 con rinvio a Mor­dasini-Rohner/Stoll,
Die Praxisänderungen im (nach-) ehelichen Unterhaltsrecht auf dem Prüfstand,
FamPra.ch 2021 pag. 530). Non si ravvisano
pertanto gli estremi per far capo al metodo di calcolo ancorato al dispendio
effettivo come vorrebbe l'interessato.

 

                                  c)   Per di più,
solo nel memoriale conclusivo cautelare il marito ha proposto di scostarsi dal
metodo “a due fasi” e di applicare quello del “dispendio effettivo”. Se non
che, a quello stadio del procedimento, si sarebbe posta la questione di sapere
se la moglie non fosse stata privata della possibilità di rendere verosimili quali fossero le spese necessarie
per conservare il livello di vita anteriore alla separazione, come le incombeva
(sentenza del Tribunale federale 5A_573/2023 del 21 maggio 2025 consid.
9.1 con rinvio a DTF 115 II 424). Ad ogni modo,
come si vedrà in appresso, l'applicazione del metodo “a due fasi” non conduce a
riconoscere alla moglie contributi che trascendono il tenore di vita sostenuto
durante la comunione domestica. Al riguardo, la decisione del Pretore aggiunto
resiste alla critica.

 

                                  d)  Ciò non toglie,
come si è detto, che determinante per la
definizione dei contributi alimentari è l'ultimo tenore di vita che le parti
hanno sostenuto insieme, senza trascurare le spese supplementari causate ora
dalla doppia economia domesti­ca, non un livello più elevato (DTF 148 III 359
consid. 5, 147 III 296 consid. 4.4; più recentemente: sentenza 5A_256/2023 del 12
luglio 2024 consid. 4.1.2; analogamente: RtiD II-2016 n. 6c pag. 602 consid. 7b
con richiami: da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2021.133 del 16 novembre 2022 consid. 13a). Il metodo di calcolo “a due fasi” non deve
condurre, in altri termini, a una ridistribuzione del patrimonio coniugale o a
una liquidazione anticipata del regime dei beni (cfr. RtiD I-2007 pag. 737
consid. 4b). In linea di principio, nel caso in cui i coniugi non
accantonassero risparmi durante la vita in comune o nel caso in cui le entrate
coniugali siano ormai interamente assorbite dalle due economie domestiche separate,
il meto­do di calcolo a “due fasi” permette
di tenere già adeguatamente conto del precedente tenore di vita e delle
eventuali restrizioni imposte al coniuge creditore (DTF 147 III 295 consid. 4.3
con rinvii; analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2022.107 del 21 ottobre 2024
consid. 7). Rimane eccettuata l'ipotesi in cui, dopo la
separazione (o dopo l'ultimo decreto cautelare), il reddito di un coniuge o
quello di entrambi sia sensibilmente aumentato (sentenza del Tribunale federale
5A_945/2022 del 2 aprile 2024 consid. 8.2 con rinvii; analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2022.107 del 21 ottobre
2024 consid. 7). E nella fattispecie litigiosa è, appunto, la commisurazione
dell'ultimo livello di vita sostenuto dai coniu­gi durante la vita in comune. Nel
caso di specie, giovi pertan­to esaminare in prima battuta tale aspetto.

 

                             7.  Nel
decreto cautelare impugnato il Pretore aggiunto si è limitato a rilevare che, indipendentemente
dalla questione di sapere se la separazione è intervenuta solo nel 2019 come preteso
dalla moglie o già nell'estate del 2018 come affermato dal marito, nel 2017
essi beneficiavano già di redditi cospicui come risultava dalla documentazione
fiscale. Egli non ha trascurato che per il marito ciò era dovuto alla vendita
della P______ SA, ma gli ha rimproverato di non aver spiegato perché il tenore
di vita raggiunto grazie a tale operazione “non andrebbe considerato”. A suo
parere, pertanto, “non si può concludere che, considerando il reddito
conseguito dalla locazione dello stabile A______ A______, la moglie
beneficerebbe di un tenore di vi­ta più agiato rispetto a quello raggiunto in
costanza di matrimonio, segnatamente nel
2017”. In definitiva egli ha così tenuto con­to del reddito della
sostanza immobiliare.

 

                                  a)   Relativamente al momento della separazione, dagli
atti emer­ge che il marito ha locato un appartamento a C______ d______
dal 1° agosto 2018 (doc. 51), data cui fa risalire la separazione. D______
S______ J______ sostiene per contro che la separazione è intervenuta nel
gennaio 2019 quando il coniu­ge si è trasferito a B______. Al riguardo, si conviene
che il versamento saltuario di pigioni in favore di M______ B______, per di più
nel 2021 (doc. 71, 72 e 74), desta qualche perplessità, tanto più in assenza di
logiche spiegazioni. Dalla documentazione bancaria agli atti risultano nondimeno
due addebiti del 3 luglio 2018 su un conto del marito di fr. 9000.– e di
fr. 3300.–, verosimilmente in pagamento della caparra e di un canone di locazione
(doc. 74). In tali circostanze, a un esame di verosimiglianza, non si può concludere
per “l'inconsistenza del contratto di
locazione” come pretende la moglie. Nulla ren­de verosimile perciò che
la comunione domestica sia cessata solo nel 2019, tanto meno se si pensa che all'udienza
di conciliazione, le parti avevano indicato
di “vivere separati dal 2018” (verbale del 26 aprile 2021 pag. 1).

 

                                  b)  Premesso
ciò dalle decisioni di tassazione si evince che i redditi da attività
lavorativa della coppia assommavano nel 2015 a fr. 204 786.– (doc. 9), nel
2016 a fr. 203 899.– (doc. 10) e nel 2017 a fr. 45 333.– oltre a fr.
3 712 265.– provenienti
dalla vendita della società del marito (doc. 12). Nel mese di gennaio 2018
M______ J______ è divenuto direttore sanitario della società venduta e il suo reddito
da attività dipendente è aumentato a fr. 311
762.– annui (doc. 15) pari a fr. 25 980.– mensili. Ciò posto, l'incremento delle entrate è
avvenuto quan­do i coniugi vivevano ancora assieme. A un esame sommario,
si può presumere che la scelta di cedere la società e di esercitare un'attività
quale dipendente sia stata presa dai coniugi di comune accordo. In circostanze
siffatte, per determinare l'ultimo tenore di vita, non appare fuori luogo
riferirsi a quest'ultima fase della vita in comune (cfr. sentenza del Tribunale
federale 5A_1037/2019, del 22 aprile 2020, consid. 3.3). Ai fini del giudizio,
occorre quindi dipartirsi da un reddito del marito di fr. 25 980.– mensili.

 

                                  c)   Per
quanto concerne il provento della vendita della P______ SA, tassato dall'autorità
fiscale come “utile dello studio medico”, M______ J______ sostie­ne, in sintesi,
che nei redditi del 2017 non si debba tenere conto di tale cespite d'entrata poiché
si tratta di “sostanza di cui la moglie ha già in parte beneficiato e
beneficerà con l'imminente liquidazione del regime matrimoniale”. Egli assevera
di avere ad ogni modo dimostrato che tale ricavo non è stato utilizzato per il
mantenimento della famiglia, ma è stato usato per il pagamento delle imposte,
dell'AVS e reinvestito per l'acquisto della particella n. ____ RFD di L______
(“________

”), oltre che suddiviso tra i coniugi in
ragione di 

                                       fr. 750 000.– ciascuno.

 

                                  d)  Dagli
atti risulta che la quota di spettanza del marito della cessione della società,
pari a fr. 8 872 500.–, è stata accreditata su un conto dell'avv. E______
V______ che ha curato l'operazione. Da tale importo fr. 835 152.60 sono
stati versati quale acconto per gli oneri AVS per il 2017, fr. 1 000 000.– sono stati
trasferiti ai nuovi proprietari della società quale investimento, “condizione
richiesta per la conclusione del contratto di vendita” (doc. 2 appello), mentre
fr. 5 464 276.81 so­no
confluiti il 10 aprile 2018 su un conto del marito (doc. 57). Il 23 marzo 2017
M______ J______ ha acquistato lo stabile A______ A______ per fr. 8 350 000.– (doc. 82),
importo versato l'11 aprile 2017 su un conto dello studio legale E______
V______ contestualmente al pagamento della tassa di bollo di fr. 25 050.– (doc. 71, pag.
3), mentre nel dicembre 2020 sono state saldate le imposte dirette relative al
2017 connesse alla vendita per complessivi fr. 716 197.– (doc. 61).
Entrambi i coniugi hanno inoltre beneficiato di fr. 750 000.– ciascuno
(doc. UU e 57).

 

                                       Visto
quanto precede, a un esame sommario non si può dire che, prima della
separazione (fine luglio 2018), il ricavo della cessione societaria sia stato
utilizzato per il mantenimento della famiglia. In particolare, il conto
intestato alla moglie, su cui sono stati versati il 28 febbraio 2018 fr. 750 000.–, non
evidenzia movimenti successivi, salvo un prelievo marginale di fr. 240.60 il 16
luglio 2018, irrilevante ai fini del tenore di vita (doc. UU). Dal conto del
marito emergono invece uscite di fr. 8000.– mensili in favore di ciascun
coniuge dal 25 maggio 2018, circostanza che la moglie stessa ha confermato nel
suo memoriale conclusivo, riconoscendo che tali versamenti erano destinati a
garantirle il mantenimento del tenore di vita (pag. 22), ma non ad aumentarlo. A un esame di verosimiglian­za, e
contrariamente alla deduzione del primo giudice, si può così escludere che l'operazione
in questione abbia comporta­to un aumento dell'ultimo tenore di vita dei
coniugi.

 

                                  e)   Per
quanto attiene ai redditi locativi dell'immobile situato a Lu______ – su cui il
primo giudice ha sorvolato – D______ S______ J______ chiede di conteggiarli tra
i redditi del marito. Quest'ultimo oppone, nel suo appello, che quegli introiti,
di sua pertinenza, non sono mai stati utilizzati per il mantenimento della
famiglia ma rimanevano accantonati su un conto presso U______ B______ per gli “importanti
lavori di ristrutturazione che tale immobile, di oltre novant'anni, necessiterà”
(pag. 27). In realtà, in un secondo tempo egli ha sì confermato che quelle
entrate venivano accantonate come risparmio, precisando tuttavia che una parte confluisce
nel fondo di rinnovamento ma che un'altra parte è destinata alla manutenzione di
un'imbarcazione (osservazioni all'appello avversario, pag. 12). Del resto, già in
prima sede il convenuto aveva ammesso di attingere a una parte dei redditi dell'immobile
in S______ per il mantenimento della famiglia (conclusioni pag. 5 in alto e
pag. 14 in fondo). In circostanze siffatte, a un sommario esame, si può
ragionevolmente ritenere che i prelievi e i pagamenti effettuati dal conto
bancario U______ B______ negli anni 2016-2018 per complessivi € 46 320.– (doc. 76),
pari a € 1286.– mensili e corrispondenti a fr. 1438.– mensili (al tasso di
cambio medio per il 2016 di 1.0901, per il 2017 di 1.1119 e per il 2018 di
1.1538 (www.exchange-rates.org/it/storico-tassi-cambio/eur-chf-2016; -2017;
-2018) siano stati utilizzati per garantire il tenore di vita della famiglia.

 

                                  f)   Non
si trascura che dal mese di maggio 2018 le entrate di M______ J______ hanno registrato un
incremento significativo dovuto all'incasso dalla locazione dello stabile “A______ A______”, quantificato dal Pretore aggiunto in fr. 24 515.– mensili e dal marito in fr. 18 820.25
mensili. Nella misura in cui è stato percepito
per soli tre mesi prima della separazione, ad un esame di verosimiglianza tale
cespite di reddito non può ritenersi avere concorso al tenore di vita dei
coniugi. Esso non va quindi considerato, ragione per cui, in ultima analisi, l'ultimo tenore di vita sostenuto dalla famiglia può
essere quantificato in fr. 27 418.– mensili (fr. 25 980.– + fr. 1438.–), importo
che si avvicina peraltro a quello indicato dalla moglie nelle sue conclusioni
(fr. 27 000.– mensili, pag. 22 in alto).

 

                                         g)  Per quel
che è delle spese familiari – con
tutte le approssimazioni correlate a un giudizio di apparenza – esse possono essere stabilite in fr. 6600.–
mensili arrotondati (fr. 1700.– minimo vitale, fr. 1054.– interessi ipotecari,
fr. 420.– olio riscaldamento, [doc. F3, pag. 2], fr. 50.– manutenzione impianto
riscaldamento, fr. 18.– spazzacamino, fr. 44.– tassa acqua potabile, fr. 25.– tassa
uso fognature, fr. 42.– giardiniere, fr. 20.– manutenzione impianto d'allarme,
fr. 115.– assicurazione stabili, fr. 65.– assicurazione economia domesti­ca +
fr. 400.– telecomunicazioni [stima] + fr. 465.– premio cassa malati moglie, fr.
60.– assicurazione RC auto moglie, fr. 87.– imposta circolazione moglie, fr.
342.– premio cassa malati marito, fr. 225.– assicurazione RC auto marito, fr.
76.– imposta circolazione marito, fr. 52.– assicurazione professionale marito,
fr. 147.– associazioni mediche marito, fr. 1250.– imposte). A quest'ultimo
proposito, l'onere fiscale è stato stimato, dipartendosi della notifica di
tassazione del 2016, ovvero l'ultima notifica ricevuta dai coniugi prima della
separazione (doc. 10). Riguardo al terzo pilastro 3a, dagli atti (doc. 6.9),
dall'estratto conto bancario riguardante il periodo aprile 2017– marzo 2018
(doc. 18), così come dal raffronto dei valori di riscatto al 26 gennaio e al 1
maggio 2021 e dalla loro entità (doc. 44 e 98) risulta che il premio di fr.
1287.– a favo­re di H______ è mensile, che quello di fr. 100.– della
Cooperativa dei medici svizzeri (doc. 9.10) è annuale e che entram­be le
assicurazioni erano già in vigore durante l'unione coniugale. Nel fabbisogno minimo
dei coniugi tali premi non vanno riconosciuti poiché queste assicurazioni
servono alla costituzione di un risparmio e se ne potrà tenere conto al momento
della ripartizione dell'eccedenza (sentenza del Tribunale federale 5A_447/2023
del 16 luglio 2024 consid. 9 e rinvii). Tenuto conto dei costi per i figli, che
secondo quanto indicato dal marito e riconosciuto dalla moglie ammontavano a
fr. 12 356.–
mensili, e del terzo pilastro (fr. 1295.– mensili), ne risulta un'eccedenza fr.
7000.– mensili arrotondati, corrispondenti a fr. 3500.– mensili per ciascun
coniuge.

 

                             8.  Ciò premesso, per quel che concerne
la situazione dopo la separazione, controverso è innanzitutto il fabbisogno
minimo della moglie che il Pretore aggiunto ha calcolato in fr. 4633.– mensili
(minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1200.–, interessi ipotecari fr.
1054.–, olio riscaldamento fr. 795.–, spazzacamino 

                                  fr. 18.–, giardiniere fr. 42.–,
allarme fr. 20.–, caldaia fr. 52.–, assicurazione stabili fr. 115.–,
assicurazione economia domestica 

                                  fr. 65.–, premio cassa malati fr.
465.–, assicurazione RC automobile fr. 60.–, imposta di circolazione fr. 87.–,
forfait telecomunicazioni fr. 160.– e imposte fr. 500.– [stima]). M______
J______ chie­de di ridurlo a fr. 4283.15 mensili, mentre per la moglie esso va aumento
a fr. 7794.– mensili. Le singole censure vanno esaminate separatamente.

 

                                  a)   Il
Pretore aggiunto ha
riconosciuto spese di riscaldamento per fr. 795.– mensili sulla scorta del giustificativo relativo alla
fornitura del 2022 (doc. ZZ). Per il marito, la spesa va ricondotta a fr.
445.15 mensili come prospettato in un primo tem­po dalla consorte sulla scorta
delle fatture 2020 e 2021(doc. F3). Ora è di comune notorietà che nel 2022, a
causa in particolare della situazione geopolitica mondiale e della ripresa
economica post Covid-19, il prezzo dell'olio combustibile ha registrato una
notevole impennata, salvo poi nel tempo stabilizzarsi, tanto che esso è nel
frattempo sensibilmente diminuito. In circostanze del genere, a un esame
sommario, si giustifica di ricondurre la spesa a un costo medio di fr. 600.–
mensili.

 

                                  b)  Per
quel che è delle spese di telecomunicazione, la moglie rimprovera al Pretore
aggiunto di avere inserito l'importo forfetario di fr. 160.– mensili, analogo a
quello riconosciuto al marito, scostando dai giustificativi da lei prodotti che
attesta­no una spesa di telecomunicazioni di complessivi fr. 293.– mensili e la
tassa Serafe di fr. 28.– mensili.

 

                                       Nel
sistema “a due fasi” il fabbisogno di ogni membro della famiglia è definito in
base alle direttive per il calcolo dei minimi di esistenza in Svizzera diramate
dalla Conferenza degli ufficiali delle esecuzioni e dei fallimenti agli effetti
dell'art. 93 LEF (per il Cantone Ticino: FU 68/2009 del 28 agosto 2009, pag.
6292 segg.). A tale minimo si aggiungono, se
le condizioni finanziarie ciò permettono – segnatamente – un'indennità
per spese di telefonia e di comunicazione. Ora, è vero che questa Camera ha riconosciuto
– sempre se le condizioni finanziarie lo permettevano – un forfait di fr. 150.–
mensili nel fabbisogno minimo dei coniugi. Tale importo è stato ammesso tuttavia
in casi nei quali la Camera si è trovata a dover ridefinire per la prima volta
i contributi alimentari in applicazione del metodo a “due fasi”. Negli altri
casi spetta pur sempre alle parti sostenere e rendere verosimile la spesa
realmente sostenuta, trattandosi di una questione di fatto 

                                       (I
CCA, sentenza inc. 11.2022.148 del 22 ottobre 2025 consid. 6 con rinvio). 

 

                                       Premesso
ciò, nel caso in esame, l'istante ha fatto valere e documentato costi mensili
medi per l'abbonamento al telefo­no
cellulare e a quello fisso di fr. 177.– arrotondati (doc. F20), a cui vanno aggiunti fr. 40.– per il canone
upc/Cablecom (col­legamento via cavo) e fr. 26.– per la tassa Serafe del
2021 (doc. F21). Non si giustifica così di ricorrere a importi forfettari e la
voce va fissata in fr. 243.– mensili.

 

                                  c)   In
merito all'onere fiscale la moglie postula l'aumento del carico tributario a
fr. 3500.– mensili per tenere conto dell'effetti­vo ammontare dei contributi alimentari
che riceverà. Se non che, come si vedrà in appresso, il contributo alimentare
in esito al presente giudizio non si scosta sensibilmente da quello stabilito
dal Pretore aggiunto, di modo che l'importo di fr. 500.– mensili, di per sé non
contestato, può essere confermato.

 

                                  d)  In
definitiva il fabbisogno minimo mensile di D______ S______ J______ va
quantificato in fr. 4525.– mensili arrotondati. Oltre
al­la copertura del proprio fabbisogno minimo, alla stessa va riconosciuto
l'importo di fr. 3500.– mensili, corrispondente alla metà dell'eccedenza familiare esistente al momento della ces­sazione
della vita comune.

 

                             9.  M______ J______ chiede di
imputare alla moglie un reddito ipotetico di fr. 3777.75 mensili per
un'attività al 50% o di fr. 7000.– mensili per un'attività a tempo pieno. Nelle
osservazioni all'appello D______ S______ J______ afferma che su questo punto l'appello
avversario è irricevibile per carenza di motivazione, il marito limitandosi a riproporre
argomentazioni già sollevate davanti al Pretore aggiun­to. Ora, che un appello debba
essere “scritto e motivato” nel sen­so che dal memoriale deve evincersi per
quali ragioni la senten­za di primo grado è contestata, è indubbio (art. 311
cpv. 1 CPC; DTF 142 III 417 consid. 2.2.4 con rinvii). Né doglianze generiche e
recriminazioni di carattere generale sono sufficienti, come non basta ripetere
nell'appello le argomentazioni esposte in prima se­de. Spetta all'appellante
confrontarsi con la motivazione addotta nella sentenza impugnata, indicando
dove e in che cosa consisterebbe lo sbaglio del primo giudice (sentenza del
Tribunale federale 4A_463/2023 del 24 aprile 2024 consid. 4.1 con rinvii;
da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2023.117 del 15 aprile 2025, con­sid. 3).

 

                             a)  In concreto, è vero che l'appellante riprende ampi
stralci del memoriale conclusivo, ma egli non manca di rimproverare al Pretore
aggiunto di avere negato a torto l'esistenza delle con­dizioni per imporre alla
consorte un reinserimento professionale, così come di non essersi chinato sulle
sue argomentazioni secondo cui, avendo ella lavorato al 50% fino a cinque mesi
prima della separazione, si giustificava di imputarle un reddito ipotetico pari
a quello conseguito sino ad allora. Nel complesso l'appello adempie così i requisiti
minimi di motivazione.

 

                                  b)  Riguardo
all'obbligo, per un coniuge, di riprendere o di estendere un'attività lucrativa
durante una procedura a tutela del­l'unione coniugale o durante una causa di
divorzio, questa Camera ha già rammentato più volte che fino al passaggio in
giudicato della relativa decisione continua a sussistere fra i coniugi il
dovere di mutua assistenza derivante dall'art. 163 CC (RtiD II-2012 pag. 795
consid. 4 con rinvio; più di recen­te: I CCA, sentenza inc. 11.2023.108 dell'11
settembre 2025 consid. 8b). La conservazione dei ruoli assunti dai coniugi al­l'interno
della famiglia perde importanza solo qualora non ci si debba più attendere una
ripresa della comunione domesti­ca. In tal caso lo scopo di favorire
l'indipendenza economica del coniuge professionalmente inattivo – o attivo solo
a tem­po parziale – assume maggior peso. Dandosi una disunione definitiva già
in una procedura a tutela dell'unione coniugale – e a maggior ragione in
pendenza di una causa di divorzio – si fa capo per analogia in materia di
contributi alimentari ai parametri dell'art. 125 CC che regolano il contributo
di mantenimento dopo il divorzio (DTF 148 III 358 consid. 5 con rinvii). Da
quel coniuge, pertanto, si può pretendere che si impegni con solerzia per
sopperire da sé, nella misura del possibile, al proprio debito mantenimento,
come del resto gli sa­rà chiesto di fare al momento del divorzio (RtiD II-2019
pag. 665 n. 4c; più recentemente: I CCA, sentenza inc. 11.2024.95 del 6 maggio
2025 consid. 7).

 

                                       Il
giudice dei provvedimenti cautelari esamina pertanto se e in quale misura, alla
luce delle circostanze concrete, si possa esigere che il coniuge ormai sgravato
dal governo della casa e della famiglia investa altrimenti la propria forza
lavoro così liberatasi e intraprenda o estenda un'attività lucrativa. Ciò può
rendere necessaria una modifica dell'accordo sul ruolo assunto dalle parti
durante la vita in comune. Non è ad ogni modo compito del giudice dei
provvedimenti cautelari valuta­re, nemmeno sotto il profilo della
verosimiglianza, se il matrimonio abbia o meno concretamente influenzato la
vita del coniuge creditore (DTF 148 III 360 consid. 5; più di recente: sen­tenza
del Tribunale federale 5A_389/2023 del 6 novembre 2024 consid. 4.3;
analogamente: RtiD II-2019 pag. 665 n. 4c; più recentemente: I CCA, sentenza
inc. 11.2023.54 del 20 feb­braio 2025 consid. 17c).

 

                                  c)   Nelle
condizioni descritte, per fissare l'entità di contributi alimentari ci si
diparte, di regola, dal reddito effettivo del coniu­ge richiedente. Se
tuttavia, dando prova di buona volontà, quel coniuge avrebbe la ragionevole
possibilità di guadagnare di più, fa stato il reddito ipotetico. Un guadagno
potenziale non va tuttavia determinato in astratto, ma dev'essere alla concre­ta
portata di chi è chiamato a conseguirlo. Il giudice valuta così se si può
ragionevolmente esigere che l'interessato eser­citi una determinata attività
lucrativa o la estenda. In seguito egli esamina se costui abbia l'effettiva
possibilità di esercitare la divisata attività e quale sarebbe il reddito
conseguibile, tenendo calcolo dell'età, dello stato di salute, delle conoscenze
linguistiche, della formazione professionale (passata e futu­ra), delle
esperienze professionali, della flessibilità (persona­le e geografica), oltre
che della situazione sul mercato del lavoro (DTF 143 III 237 consid. 3.2 con
rinvii; v. anche DTF 147 III 321 consid. 5.6; analogamente: RtiD I-2014 pag.
735 consid. 4d, II-2006 pag. 690 n. 5a con richiami; da ultimo I CCA,
sentenza inc. 11.2023.134 del 17 luglio 2025 consid. 8).

 

                                       Trattandosi
di un coniuge che durante una lunga vita in comune non ha esercitato
un'attività lucrativa per dedicarsi unicamente alla casa e alla famiglia,
vigeva fino a poco tempo addietro la presunzione per cui non si potesse
pretendere la ripresa di un'attività lucrativa se al momento della separazione
quel coniuge avesse già 45 anni o, tutt'al più, 50 anni (DTF 137 III 110
consid. 4.2.2.2; sentenza del Tribunale federale 5A_101/2018 del 9 agosto 2018
consid. 3.3). La giurisprudenza più recente ritiene ora che un'occupazione
retribui­ta non sia esclusa, a condizione che tale possibilità esista
effettivamente e che non sussistano impedimenti, come in particolare la cura di
bambini piccoli. Determinanti sono ancora una volta le circostanze del caso
concreto, a cominciare dal­l'età, dallo stato di salute del soggetto, dalle
attività svolte in precedenza, dalla flessibilità personale e dalla situazione
del mercato del lavoro (DTF 147 III 320 consid. 5.5 e 5.6, e 258 consid. 3.4.4;
analogamente: I CCA, sentenza inc. 11.2023.134 del 17 luglio 2025 consid. 8).

 

                                  d)  In
concreto, non è revocato in dubbio che la
disunione dei coniugi, separati dall'estate del 2018, era ormai definitiva. D'altro lato, il marito medesimo ammette di aver versato alla consorte fr. 8000.– mensili dopo la separazione, di modo che
quest'ultima poteva ancora
legittimamente immaginare di non dover­si attivare per trovare un impiego (a
quel tempo già al 100%). Se non che, dopo l'avvio dell'azione di divorzio
l'istante, debitamente patrocinata, non poteva più supporre che da lei non ci
si aspettasse un reinserimento professionale. Quale creditrice alimentare, in
circostanze siffatte, incombeva a lei rende­re verosimile l'improponibilità di
riprendere un'attività lucrati­va. Ciò nonostante l'interessata non
risulta essersi minimamente attivata nella
ricerca di un'occupazione. Né risorse eco­nomiche della famiglia, seppure molto favorevoli, ostano di per sé a
una ripresa dell'attività lucrativa da parte del coniuge creditore (cfr.
sentenza del Tribunale federale 5A_538/2019 del 1° luglio 2020 consid. 3.1
in: FamPra.ch 2020 pag. 1039).

 

                                  e)   Per quel che è dell'ammontare del reddito
ipotetico, nel gennaio 2021
D______ S______ J______ aveva 57 anni e non denota­va problemi di salute. Dagli atti risulta che essa ha conseguito nel 1989
una laurea in economia aziendale all'U______ U______ di Z______, che non ha mai
svolto l'attività di economista, che ha lavorato solo nel settore marketing di
un istituto bancario e che durante la vita in comune è stata impiegata per la
società del marito operando “da casa come assistente/segretaria del marito, e
negli anni 2016/17 in ditta per inserire dei dati in un sistema informativo
nuovo” (deposizione dell'istante del 21 settembre 2022, verbali pag. 5 e 7). Essa parla correntemente l'italiano e il tedesco,
capisce e parla l'inglese e lo spagnolo “ma non in modo fluente” mentre il
francese lo capisce a livello scolastico senza parlarlo (loc. cit. pag. 7). La
moglie ha confermato altresì di non essersi mai annunciata all'ufficio
disoccupazione (loc. cit.). Non si trascura che a quell'età le occasioni
d'impiego nel Cantone Ticino possano apparire aleatorie, il
mercato del lavoro essendo caratterizzato
dalla concorrenza dovuta all'ampia disponibilità di manodopera frontaliera. Se
non che spettava all'istante, creditrice alimentare, rendere plausibile
l'oggettiva impossibilità di reperire un posto di lavoro. Essa, co­me si è
detto, non ha tuttavia recato il benché minimo elemento concreto, nessuna ricerca
di lavoro essendo stata documentata. Ne segue che, a un esame di
verosimiglianza, non si può dire che per la moglie fosse irrealistico trovare
un'occupazione. Valesse il contrario, si istaurerebbe una presunzione secondo la
quale, senza nulla dimostrare, al raggiungimento di una certa età un soggetto sarebbe
automaticamente escluso dal mercato del lavoro. Tale non è tuttavia
l'orientamento giurisprudenziale.

 

                                  f)   Alla
luce di tali accertamenti, si
fosse anche l'interessata debitamente
attivata
per reperire un'attività a tempo pieno nel set­tore di sua competenza, un guadagno di fr. 7000.–
mensili netti appare fuori dalla sua portata, tanto più se si pensa che la
retribuzione percepita dalla società dal marito a un esame di verosimiglianza appare
di favore alla luce delle mansioni da svolgere. D'altro canto, contrariamente
all'assunto della moglie, non si può ritenere nemmeno a un giudizio di
apparenza che l'impiego nella società del marito fosse fittizio, l'interessata
avendo ammesso di avere comunque sia svolto
in precedenza attività di supporto amministrativo al marito direttamente da
casa e negli anni successivi di avere poi collaborato presso l’azienda,
occupandosi dell’inserimento di dati nel nuovo sistema informatico (deposizione
di D______ S______ J______ del 21 settembre 2022, verbale pagg. 5 e 7). In
tali circostanze, si può ritenere a un sommario esame che essa ha acquisito una
certa esperienza nel settore impiegatizio. In ultima analisi, si può ragionevolmente presumere che, con
tutte le cautele del caso concreto e concedendole qualche mese per trovare
un'occupazione, dall'aprile 2021 essa avrebbe potuto contare su un reddito
attorno ai fr. 3000.– mensili netti corrispondenti per altro al salario raccomandato
dall'Ordine dei medici del Cantone Ticino per un'impiegata generica vista la
mancanza di una formazione specifica (https://omct.ch/assets/asm/stipendi-asm/stipendi-asm-e-impiegate-di-commercio-2021).
Ne segue che l'appello del marito, su questo punto, deve essere accolto entro tali
limiti.

 

                           10.  Per
quanto attiene alla situazione del marito, ai fini del presente giudizio basti
rilevare quanto segue. 

 

                                  a)   M______
J______ si duole che nel calcolo dei suoi redditi dal 1° febbraio 2021 al
31 dicembre 2022 il Pretore abbia considerato l'indennità di fr. 440 000.– ricevuta a seguito del licenziamento da P______
SA, senza considerare che in quell'importo è compreso anche l'indennizzo di sei
mesi di stipendio di fr. 165 000.–
per torto morale. Egli chiede altresì di stralciare quanto percepito dall'attività
svolta da gennaio a ottobre 2021 presso lo studio medico del dott. T______
S______ (fr. 535.– mensili) poiché tale entrata è già stata considerata ed
è ad ogni modo superiore al suo reddito del 2017. Per tacere del fatto che, a
un esame sommario, non si ravvisano ragioni per escludere entrate effettive
percepite quale compensazione per la risoluzione anticipata del contratto di
lavoro rispettivamente come retribuzione di attività lucrativa, per finire l'interessato
ripropone nei suoi calcoli gli importi accertati dal primo giudice, ossia
fr. 19 665.– mensili (per il
periodo da febbraio a ottobre 2021) e fr. 19 130.–
mensili (per il periodo da novembre 2021 a dicembre 2022). Né egli contesta,
nel principio, che l'indennizzo vada distribuito in quelle 23 mensilità. Premesso
ciò, per praticità, la media del
reddito dall'attività professionale da aprile 2021 a dicembre 2022, può essere stabilita in
fr. 19 300.– mensili arrotondati.

 

                                  b)  Il
marito pretende altresì di tenere conto del reddito derivante dalla locazione
della particella n. 1064 RFD di L______ (“stabile A______ A______”) solo dal
1° gennaio 2023, ossia dopo la cessazione del computo delle entrate da
attività lucrativa per evitare che la moglie profitti di redditi superiori a
quelli conseguiti durante la vita in comune, e di ridurlo in ogni modo a fr. 18 820.25 mensili deducendo anche gli
interessi ipotecari non considerati dal primo giudice e operando una media su
due anni. In realtà la decisione del Pretore aggiunto di sommare tutti gli
attuali redditi effettivi di costui, derivanti dall'attività lucrativa, da
indennizzi sostitutivi o dalla locazione della sostanza immobiliare è corretta
(sul principio: Stoudmann, op. cit., pag. 37). Peraltro delle obiezioni del
marito relative al tenore di vita goduto prima della separazione già si è
tenuto conto sopra (consid. 7; cfr. sul metodo per tener conto dell'aumento dei
redditi dopo la separazione: Stoudmann, op. cit., pag. 256 e seg.). 

 

                                       Quanto alla
quantificazione di tale reddito, il Pretore aggiunto lo ha accertato in fr. 24 515.– mensili deducendo dal reddito
locativo lordo di fr. 354 000.– le
spese di manutenzione indicate nella dichiarazio­ne d'imposta del 2019 di fr. 59 790.–. M______ J______ obietta che occorre
tenere con­to anche degli interessi
ipotecari, che secondo tale dichiarazione ammontano a fr. 69 419.– annui, ed
operare una media con i dati del 2020, onde un importo di fr. 18 820.25 mensili. La
moglie ammette la deduzione per l'aggravio ipotecario nei limiti di fr. 63 418.75 annui, obiettando
tuttavia che le spese di
manutenzione non vanno considerate poiché assunte direttamente dalla P______ SA
in virtù del noto contratto di locazione concluso con il coniuge. Ora, per
quanto attiene all'onere ipotecario, si giustifica di fare riferimento ai dati
più recenti che attestano interessi nel 2021 per fr. 63 418.75, tanto più che il contributo
alimentare decorre da quell'anno (doc. 54). Per il resto conteggi allestiti dal
marito medesimo (doc. 17 e 53) o la dichiarazione d'imposta priva di
giustificativi e neppure passata al vaglio dell'autorità fiscale (doc.16) non
bastano a rendere verosimile esborsi per spese di manutenzione, ove appena si
pensi che la locataria si è impegnata ad assumere oltre al canone di fr. 29 500.– mensili e alle spese accessorie anche
le spese della manutenzione ordinaria (doc. 96, pag. 2). In definitiva, a un
esame sommario, il reddito dalla locazione dello “stabile A______ A______” va
ridefinito in fr. 24 215.–
mensili arrotondati ([reddito lordo fr. 354 000.– ./. interessi ipotecari fr.  63 418.75] : 12 mesi). 

 

                                  c)   Infine, in relazione al fabbisogno minimo del
marito, che egli chiede di aumentare a fr. 22 912.45 mensili, basti
rilevare che la posta di fr. 10 000.– mensili per imposte arretrate non può
essere ammessa, tale debito fiscale essendo già stato considerato in sede di
liquidazione del regime dei beni. Ai fini del giudizio non è necessario approfondire
le altre poste litigiose.

 

                           10.  Visto quanto precede, relativamente alla situazione
per il periodo aprile 2021/dicembre 2022, anche accogliendo le pretese di
M______ J______ di ammettere il fabbisogno minimo da lui rivendicato – fatta
eccezione dell'onere fiscale arretrato (sopra, consid. 9c) – di fr. 12 912.– mensili e di confermare il
fabbisogno minimo dei quattro figli in complessivi fr. 12 356.– fino al 31 dicembre 2022 e del solo
R______ in fr. 2235.– dopo di allora, il quadro del bilancio familiare risulta
il seguente:

 

                                  Da aprile 2021 a dicembre 2022

                                  reddito
del marito                                                        fr.  43 515.—

                                         reddito
della moglie                                                    fr.    3 000.—

                                                                                                                          fr. 
46 515.—
mensili

 

                                         fabbisogno
minimo del marito                                      fr.  12 912.—

                                         fabbisogno
minimo della moglie                                  fr.    4 525.—

                                         fabbisogno
dei figli                                                     fr.  12 356.—

                                                                                                                          fr. 
29 793.— mensili

                                         eccedenza da ripartire                                                fr. 
16 722.—
mensili

                                         di
cui eccedenza da garantire alla moglie                     fr.    3 500.— mensili.

 

                                         Il
marito può conservare per sé il

                                         resto
dell'eccedenza, per complessivi:

                                         fr.
12 912.–
+ fr. 13 222.–                                             fr.  26 134.— mensili,

 

                                         può
destinare al mantenimento dei figli:                       fr.  12 356.— mensili

 

                                         e
deve versare alla moglie:

                                         fr.
4525.– + fr. 3500.– ./. fr. 3000.–                               fr.    5 025.— mensili.

 

                                  Ne
discende che M______ J______
dispone di risorse più che sufficienti per far fronte al proprio fabbisogno e a
quello dei figli e per versare un contributo di mantenimento alla moglie che le
garantisce il tenore di vita raggiunto durante la comunione domestica,
conservando per sé un margine ben più elevato. Ciò vale anche per il periodo
successivo, pur considerando che egli non dispone più di redditi da attività
lucrativa, le risorse familiari restano infatti sufficienti a garantire a
entrambi i coniugi l'ultimo tenore di vita raggiunto durante la comunione
domestica, così come risulta dal seguente bilancio familiare:

 

                                  Da gennaio 2023 in poi

                                  reddito del marito                                                       fr. 
24 215.—

                                         reddito
della moglie                                                    fr.    3 000.—

                                                                                                                         fr. 
27 215.—
mensili 

 

                                         fabbisogno
minimo del marito                                     fr.  12 912.—

                                         fabbisogno
minimo della moglie                                  fr.    4 525.—

                                         fabbisogno
di R______                                              fr.    2 235.—

                                                                                                                         fr. 
19 672.—
mensili

 

                                         eccedenza
da ripartire                                               fr.    7 543.— mensili

                                         di
cui eccedenza da garantire alla moglie                    fr.    3 500.— mensili.

 

                                         Il
marito può conservare per sé il

                                         resto
dell'eccedenza, per complessivi:

                                         fr.
12 912.–
+ fr. 4043.–                                               fr.  16 955.— mensili,

 

                                         può
destinare al mantenimento di R______:                 fr.    2 235.— mensili

 

                                         e
deve versare alla moglie:

                                         fr.
4525.– + fr. 3500.– ./. fr. 3000.–                               fr.    5 025.— mensili.

 

                                  Ne segue
in definitiva che il contributo alimentare va stabilito in fr. 5025.– mensili,
importo che garantisce alla moglie l'ultimo
tenore di vita raggiunto durante la comunione domestica. Ciò esime
dall'esaminare le ulteriori censure
della medesima riguardanti il fabbisogno del marito e del figlio R______, come pure le richieste di lei di imputare al marito un
reddito ipotetico e di includere nei redditi di lui i proventi dell'immobile di
Lu______.

 

                           11.  D______
S______ J______ chiede infine di vedersi attribuire la quota dell'eccedenza
liberatasi con la fine dell'obbligo di mantenimento verso i figli. Il Pretore
aggiunto ha constatato che da gennaio 2023 il padre unicamente è tenuto al
mantenimento di R______ e ha così suddiviso l'eccedenza tra i coniugi in
ragione di metà ciascuno. Prima di allora, il primo giudice ha ritenuto una
spesa per i quattro figli di fr. 12 356.– indicata dal convenuto e,
a suo dire, riconosciuta dall'istante. L'appellante contesta tale accertamento,
ribadendo che già dalla separazione il marito aveva a carico solo R______ e non
più gli altri figli. Ora anche volendo aderire alla tesi della moglie, che appa­re,
già a un esame sommario, smentita dalla documentazione agli atti (doc. 20, 22, 58,
72 e 92), essa non pretende che la famiglia abbia vissuto in modo
particolarmente parsimonioso durante il periodo in cui i figli erano agli studi.
Per di più, appare verosimile che i coniugi accumulassero risparmi anche nel
periodo in cui una parte delle loro risorse era consacrata al mantenimento dei
figli (doc. 9 e 10). A un sommario esame, non si può ragionevolmente ritenere
che essi prospettassero di utilizzare per il loro mantenimento le risorse
liberate con la fine dell'obbligo alimentare verso i figli. Al contrario, si
può invece presumere che i mezzi così liberati sarebbero andati ad accrescere
la quota di risparmio (cfr. Stoudmann,
op. cit., pag. 261 con riferimenti). Ne segue che al proposito l'appello della moglie
non può trovare ascolto.

 

                           12.  Resta
infine da statuire sulla decorrenza del contributo alimenta­re. Nel decreto
impugnato il Pretore aggiunto ha accertato che, dopo la separazione e fino al
mese di ottobre 2020, il convenuto ha
corrisposto volontariamente alla moglie fr. 8000.– mensili. Egli ha
inoltre rilevato come l'istante medesima aveva ammesso di aver effettuato una
serie di prelevamenti dai conti bancari cointestati con il marito, così come di
aver continuato a disporre della carta di credito di lui fino al mese di aprile
2021. Il primo giudice ha pertanto ritenuto giustificato far decorrere il
contributo di mantenimento solo da quel mese.

 

                                  a)   D______
S______ J______ contesta tale conclusione, facendo valere che tali prelevamenti
“nulla hanno che vedere” con i contributi alimentari, trattandosi di prelievo
di sostanza rientrante nei beni acquisti di cui ella ha diritto alla metà, tanto
più che anche il marito ha prelevato fr. 46 000.– da un conto cointestato. Essa
nega poi di avere ammesso l'uso della carta di credito fino al mese di aprile
2021, essendosi limitata a osservare che in quel mese la stessa le era stata
bloccata. A suo dire, infine, spettava semmai al marito dimostrare che quanto
da lei speso eccedeva i contributi alimentari ai quali essa aveva diritto, ciò
che non ha mai allegato. Per l'interessato, dunque, si giustifica di far
decorrere i contributi alimentari da ottobre 2020.

 

                                       Da parte sua, M______
J______ assevera che dalla separazione a ottobre 2020 la consorte, oltre a percepire
fr. 8000.– mensili, ha disposto di somme di denaro senza il suo consenso,
incassando perciò complessivamente fr. 260 000.–. Dopo di allora, egli continua, la moglie ha trasferito sui
propri conti com­plessivamente fr. 66 000.– e prelevato contanti per
ulteriori fr. 43 000.–. Il marito rileva infine di avere continuato, anche
dopo la separazione, ad assumere il pagamento di diverse spese riconducibili
alla moglie medesima, mentre quest'ulti­ma ha continuato a disporre della carta
di credito fino alla fi­ne di aprile 2021. A suo parere è quindi iniquo
riconoscere contributi alimentari retroattivi, senza al contempo permettergli
di compensarli con i versamenti da lui già eseguiti dopo la separazione, con gli importi prelevati dalla moglie
(di comples­sivi fr. 325
000.–) e con le spese da lui sostenute. Di
conseguenza, per l'interessato non vi sono i presupposti per accordare i
contributi da ottobre 2020.

 

                                  b)  Ora, in esito
al divorzio il Pretore aggiunto ha respinto la pretesa del marito di reintegrare
fr. 67 000.– prelevati dalla moglie da un conto bancario di lui
tra giugno e settembre 2020 (sentenza 8 ottobre 2024 pag. 15 consid. 5.8.4.2.).
Tenuto conto che tale somma non è quindi stata considerata nella liquidazione
del regime matrimoniale e che la moglie medesima indica di avere effettuato i
prelevamenti quale anticipo della liquidazione stessa, la conclusione del primo
giudice di far decorrere i contributi dall'aprile 2021 resiste alla critica,
l'importo prelevato superando – di gran lunga – la cifra complessiva di quanto
essa avrebbe potuto pretendere a titolo di mantenimento in quei sei mesi (fr. 48 150.–). Al
riguardo l'appello vede la sua sorte segnata.

 

                           13.  Le
spese del giudizio odierno seguono il principio della soccombenza (art. 106
cpv. 1 CPC). M______ J______, che ha postulato la soppressione del contributo
alimentare, consegue una riduzione da fr. 10 161.–
mensili per il periodo dall'aprile 2021 all'ottobre 2021, da fr. 9894.– mensili
dal novembre 2021 al dicembre 2022 e da fr. 7565.– mensili dal gennaio 2023 al
novembre 2024 a fr. 5025.– mensili. Tutto ponderato si giustifica così che sopporti quattro
settimi delle spese processuali, la
rimanenza a carico della moglie, cui il
marito rifonderà un'indennità per ripetibili ridotte (un settimo
dell'indennità piena: RtiD II-2016 pag. 638 consid. 3b). Per quel che è
dell'appello di D______ S______ J______, essa esce completamente soccombente e
dovrà così corrispondere al marito un'adeguata indennità per ripetibili
commisurata all'impegno profuso nella redazione delle relative osservazioni. L'esito
dell'attuale giudizio impone la riforma degli oneri di prima sede, che sono
poste per un terzo a carico del marito e per due terzi a carico della moglie,
che verserà al marito fr. 2700.– per ripetibili ridotte.

 

                           14.  Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro la presente
sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso
raggiunge agevolmente la soglia di fr. 30 000.– nella prospettiva dell'art.
74 cpv. 1 lett. b LTF (sopra, consid. 1). Trattandosi nondimeno di un provvedimento cautelare, il ricorrente potrà far
valere davanti al Tribunale federale soltanto la violazione di diritti
costituzionali (art. 98 LTF).

 

Per questi motivi

 

decide:                  I.  Le cause inc. n. 11.2023.45 e
11.2023.49 sono congiunte.

 

                             II.  L'appello di M______ J______ è
parzialmente accolto nel senso che il decreto cautelare impugnato è così riformato:

                                  1.2  Il marito è condannato a versare alla moglie,
anticipatamente entro il 5 di ogni mese, un contributo alimentare di fr. 5025.–
mensili dal mese di apri­le 2021.

                                         2.    Le
spese processuali di fr. 4500.– sono poste per due terzi a carico della moglie
e per un terzo a carico del marito, al quale la moglie rifonderà fr. 2700.–
per ripetibili ridotte.

 

                            III.  Le spese di tale appello, di fr.
4000.–, sono poste per quattro settimi a carico dell'appellante e per tre settimi
a carico di D______ S______ J______, cui M______ J______ rifonderà fr. 750.–
per ripetibili ridotte.

 

                           IV.  L'appello di D______ S______
J______ è respinto.

 

                            V.  Le spese di tale appello, di fr.
4000.–, sono poste a carico del­l'appellante, che rifonderà al M______ J______ fr.
2600.– per ripetibili.

 

                           VI.  Notificazione:

	
   

  	
  – avv. A______ F______
  F______, V______;

  – avv. P______ C______
  D______, L______.

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 6.

 

Per
 la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                 La cancelliera

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso
in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).