# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e312c58d-0218-553b-aba6-c6bde9828dbe
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-06-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.06.2024 A-4119/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-4119-2023_2024-06-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

  

A-4119/2023 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 1  g i u g n o  2 0 2 4  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio),  

Stephan Metzger,  

Jürg Marcel Tiefenthal,  

cancelliere Demis Mirarchi. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

(…),   

patrocinata dagli avv. Francesco Wicki e Laura Rossi, Studio 

legale e notarile Arnold & Partner, Piazza Cioccaro 8, casella 

postale 1852, 6901 Lugano,  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale delle strade USTRA,  

3003 Bern,   

controparte,  

 

Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, 

dell'energia e delle comunicazioni DATEC, 

Palazzo federale nord, 3003 Bern,    

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Strade nazionali; determinazione delle zone riservate. 

 

A-4119/2023 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il 28 marzo 2023, l’Ufficio federale delle strade (USTRA) ha presentato al 

Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle 

comunicazioni (DATEC) la documentazione relativa alla “determinazione 

delle zone riservate sulla strada nazionale N13, Nuovo collegamento 

Bellinzona-Locarno” chiedendone l’approvazione. 

B.  

Con lettere del 31 marzo 2023, il DATEC ha dato la possibilità a tutte le 

parti interessate, ovvero il Comune di Gambarogno, il Cantone Ticino, 

l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale e i proprietari delle zone incluse 

nelle zone riservate, di esprimersi. Tra i proprietari interessati è stata 

interpellata anche A._______. 

C.  

Con lettera del 3 maggio 2023, il Cantone Ticino ha preavvisato 

favorevolmente il progetto. 

D.  

Entro il termine fissato dal DATEC, ossia l’11 maggio 2023, A._______ non 

ha reagito. 

E.  

Con decisione di determinazione delle zone riservate del 15 giugno 2023, 

il DATEC ha determinato le zone riservate e approvato i seguenti piani e 

documenti: 

- Determinazione delle zone riservate, N13 Nuovo collegamento 

Bellinzona-Locarno, Nota tecnica del 2 febbraio 2023, Piano  

n. 180065-01-06; 

- Determinazione delle zone riservate, N13 Nuovo collegamento 

Bellinzona-Locarno, Piano fondi interessati dalla procedura di 

riservazione del 20 gennaio 2023, 1:1'000, Piano n. 180065-01-10; 

- Determinazione delle zone riservate, N13 Nuovo collegamento 

Bellinzona-Locarno, Planimetria zone riservate con ortofoto del  

20 gennaio 2023, 1:1'000, Piano n. 180065-01-07. 

Il DATEC ha invitato contestualmente il Comune di Gambarogno a 

pubblicare i succitati piani tra il 26 giugno 2023 e il 25 luglio 2023. 

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F.  

Con ricorso del 25 luglio 2023, A._______ (di seguito: la ricorrente) è 

insorta dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribunale) 

contro suddetta decisione del DATEC (di seguito: autorità inferiore). Essa 

ha chiesto, in via principale, l’accoglimento del ricorso, l’annullamento della 

decisione impugnata e la retrocessione degli atti all’autorità inferiore per 

rideterminare le zone riservate. A titolo subordinato, essa ha chiesto 

l’accoglimento del ricorso, l’annullamento della decisione impugnata e 

l’estromissione dei mappali n. (…) e (…) RFD dalla zona riservata, con 

conseguente rideterminazione del perimetro della stessa. Il tutto con 

protestate tasse, spese e ripetibili. 

G.  

Con presa di posizione del 5 ottobre 2023, l’autorità inferiore ha ribadito 

interamente i suoi argomenti, sottolineando di non avere nessun elemento 

per contestare il metodo di calcolo che l’USTRA ha utilizzato per 

determinare la percentuale di riservazione. 

H.  

Con osservazioni dell’11 ottobre 2023, l’USTRA (di seguito: controparte) ha 

confermato le sue valutazioni e chiesto di respingere il ricorso. 

I.  

La ricorrente, con osservazioni finali dell’8 gennaio 2024, si è 

completamente riconfermata nelle sue conclusioni ricorsuali. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 della 

Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, 

RS 172.021), emanate dalle autorità menzionate all’art. 33 della Legge 

federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, 

RS 173.32), riservate le eccezioni di cui all’art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). 

La procedura dinanzi ad esso è retta dalla PA, in quanto la LTAF non 

disponga altrimenti (art. 37 LTAF). 

Nella presente fattispecie, l’atto impugnato costituisce una decisione ai 

sensi dell’art. 5 PA, emessa dal DATEC, che è un dipartimento ai sensi 

dell’art. 33 lett. d LTAF. Sotto il profilo della competenza ratione materiae, 

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l’atto impugnato è una decisione ai sensi dell’art.14 cpv. 3 della Legge  

dell’8 marzo 1960 sulle strade nazionali (LSN, RS 725.11). 

1.2 La questione della legittimazione ricorsuale della ricorrente può restare 

aperta, essendo dubbioso l’interesse attuale a che la stessa venga qui 

annullata (art. 48 PA). Non vi sono infatti, ad ora, progetti edilizi previsti 

dalla proprietaria della zona riservata. In ogni caso, la ricorrente è 

destinataria della decisione impugnata, nel senso che è proprietaria di fondi 

coinvolti dalla decisione di determinazione delle zone riservate del  

15 giugno 2023, aspetto questo che, secondo la giurisprudenza del 

Tribunale federale, le conferisce la legittimazione a ricorrere ai sensi 

dell’art. 14 cpv. 3 LSN (sentenza del TF 1C_169/2022 del  

19 dicembre 2022, consid. 2.3 segg.). Il ricorso è poi stato interposto 

tempestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di 

forma e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA). 

1.3 Come si evince dalle precedenti considerazioni di fatto, con la 

decisione impugnata, l’autorità di prima istanza ha approvato dei piani ed 

una nota tecnica (cfr. Fatti E). Per quanto attiene all’approvazione dei piani, 

l’art. 27d LSN prescrive che chi ha qualità di parte secondo le disposizioni 

della PA può, durante il termine di deposito dei piani, fare opposizione 

presso il Dipartimento contro il progetto esecutivo o gli allineamenti in esso 

contenuti. Se non fa opposizione, è escluso dal seguito della procedura. 

Questo disposto concerne la procedura d’approvazione di piani esecutivi, 

ossia quelli di un’opera concreta e non quelli attinenti alla creazione di una 

zona riservata ex art. 14 segg. LSN. Di conseguenza, il silenzio della 

ricorrente durante la procedura di prima istanza (cfr. Fatti D) resta senza 

conseguenze.  

Il ricorso deve essere considerato ricevibile e quindi essere esaminato nel 

merito.  

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del 

potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l’accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l’inadeguatezza (art. 49 

lett. c PA).  

2.2 L’autorità adita non è vincolata né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), 

né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. sentenza del TF 1C_108/2014, 

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1C_110/2014 del 23 settembre 2014 consid. 7.4; DTAF 2007/41 consid. 2 

[pagg. 529 e seg.]). Secondo il principio di articolazione delle censure 

(Rügeprinzip) l’autorità di ricorso non è tenuta ad esaminare le censure che 

non appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla 

constatazione e presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza 

sostanziate (cfr. sentenza del TAF A-5225/2018 del 7 maggio 2019  

consid. 2) . Il principio inquisitorio non è assoluto: la sua portata è limitata 

dal dovere delle parti di collaborare. Quest’ultimo comprende per la parte 

l’obbligo di produrre le prove necessarie, d’informare il giudice sulla 

fattispecie e di motivare la propria richiesta (cfr. art. 13 PA; DTF 143 II 425 

consid. 5.1; 140 I 285 consid. 6.3.1).  

3.  

3.1 Con la decisione impugnata del 15 giugno 2023, il DATEC ha 

determinato le zone riservate nell’ambito del progetto “N13 Nuovo 

collegamento Bellinzona-Locarno”, includendo anche una parte dei fondi 

n. (…) e (…) RFD di proprietà della ricorrente.  

(Cfr. Planimetria perimetro zona riservata, Nota tecnica, incarto di prima 

istanza, 3.1)  

  

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(Cfr. Piano fondi interessati dalla procedura di riservazione, incarto di prima 

istanza)  

 

 

 

 

 

 

 

(Cfr. Planimetria zona riservate con ortofoto, incarto di prima istanza) 

3.2 Con memoriale ricorsuale del 25 luglio 2023, la ricorrente ha impugnato 

il succitato provvedimento. In primo luogo, la ricorrente fa valere “che 

calcolando la superficie totale del fondo e l’attuale costruzione, si ritiene 

che il pregiudizio patito a seguito dell’inserimento del fondo […] in zona 

riservata sia ben superiore al 27%”. In secondo luogo, la ricorrente invoca 

che non si comprenderebbe per quale motivo le sue particelle dovrebbero 

essere incluse in una zona riservata, visto che il progetto del cosiddetto 

“Comparto di Quartino” consiste in uno svincolo completamente interrato.  

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La ricorrente fa poi valere che l’autorità avrebbe previsto per il fondo n. (…) 

una percentuale di riservazione del 7%, mentre per il fondo n. (…) una 

percentuale del 27%. Accennando alle regole comunali/cantonali edilizie 

per la zona artigianale e commerciale quale definita all’art. 39 delle Norme 

di attuazione del piano regolatore (NAPR) di (…), la ricorrente è dell’avviso 

che il sistema di calcolo della superficie riservata – con un ragionamento 

poco chiaro – non terrebbe conto delle capacità edificatorie dei fondi. 

Questo discorso varrebbe soprattutto per il fondo n. (…), inserito nella 

predetta zona artigianale e commerciale. Il sedime non avrebbe sfruttato a 

pieno le proprie capacità edificatorie e l’inserimento nella zona di 

riservazione lo pregiudicherebbe per il futuro. 

3.3 La controparte, nella sua risposta al ricorso, fa valere che sull’area del 

fondo n. (…) che comporta (…) mq sono stati riservati (…) mq e che 

sull’area restante le capacità edificatorie possono essere completamente 

utilizzate. Essa sostiene poi che l’opera per la quale sono stati riservati dei 

fondi sarà effettivamente interrata e che, quindi, l’area riservata dovrà 

servire per la fase di costruzione, dopodiché la superficie verrà 

integralmente restituita a prato. 

3.4 L’autorità di prima istanza ha infine notato che non aveva motivi per 

contestare il calcolo dell’USTRA. 

4.  

Lo strumento delle zone riservate, previsto ad esempio in ambiti come 

quello stradale (art. 14 segg. LSN), ferroviario (cfr. art. 18n-18p della Legge 

federale del 20 dicembre 1957 sulle ferrovie [Lferr, RS 742.101]) e delle 

strutture aeroportuali (cfr. art. 37n-37p della Legge federale del  

21 dicembre 1948 sulla navigazione aerea [LNA, RS 748.0]) consente di 

mantenere libero il terreno per delle future infrastrutture. In linea di 

principio, non è possibile apportare modifiche che siano contrarie allo 

scopo della zona stessa (cfr. HETTICH/MATHIS, 1. Teil: Raumplanerische 

Instrumente zur Steuerung der Bautätigkeit, in: Fachhandbuch Öffentliches 

Baurecht, Expertenwissen für die Praxis, 2016, n. marg. 1.115 con altri 

riferimenti). 

Nello specifico per quando riguarda le strade nazionali, per assicurare la 

disponibilità dell’area stradale, il DATEC, uditi i Cantoni, può determinare 

delle zone riservate. La determinazione delle zone riservate deve essere 

resa di pubblica ragione nei Comuni. I piani rifiniti delle zone devono 

rimanere depositati presso le amministrazioni comunali, onde possano 

essere esaminati. La determinazione delle zone riservate diviene esecutiva 

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a contare dalla pubblicazione (art. 14 LSN). Nelle zone riservate è vietato, 

salvo un permesso, di costruire o di trasformare le costruzioni esistenti 

accrescendone il valore (art. 15 cpv. 1 LSN). Opere edilizie possono essere 

permesse soltanto se esse non intralcino o non rincarino l’opera stradale 

né pregiudichino la determinazione degli allineamenti (art. 16 cpv. 1 LSN). 

Sulle domande di costruire del proprietario di cui la particella è inclusa nella 

zona riservata decidono le autorità designate dai Cantoni, ossia l’autorità 

competente per il rilascio di un permesso edilizio. L’autorità cantonale 

sente l’ufficio competente prima di rilasciare il permesso edilizio (art. 16 

cpv. 2 LSN). In altre parole, agli interessati non viene sottratto ancora nulla. 

La limitazione riguarda a questo stadio l’obbligo per l’autorità cantonale di 

coinvolgere l’autorità competente prima di determinarsi sul rilascio di un 

eventuale permesso edilizio. La restrizione derivante dall’istituzione di una 

zona riservata ai sensi dell’art. 14 LSN può essere assimilata ad un 

controllo accresciuto delle condizioni poste all’edificazione sul fondo in 

parola, in quanto, se il proprietario vuole edificare, l’ufficio federale 

competente deve essere consultato dall’autorità comunale o cantonale 

competente per il rilascio del permesso edilizio. Predetta restrizione, che 

in principio non dà diritto ad indennità per espropriazione materiale  

(art. 18 cpv. 2 LSN; cfr. sentenza del Tribunale A-6928/2015 del  

20 dicembre 2017 consid. 3.7.2 con ulteriori riferimenti) è in linea di 

massima di una durata di 5 anni e scompare non appena la decisione che 

definisce gli allineamenti (ossia una decisione d’approvazione dei piani 

esecutivi ai sensi degli art. 21 segg. e 26 segg. LSN) cresce in giudicato; 

può anche essere soppressa dal DATEC se è certo che la zona non verrà 

utilizzata per il progetto per il quale era stata prevista  

(art. 17 cpv. 1 e 2 LSN). Infine, secondo l’art. 15 cpv. 2 LSN, se un 

proprietario non rispetta la limitazione della zona riservata, il Cantone può 

prendere le misure necessarie al ripristino a spese del trasgressore, 

indipendentemente dalla punibilità del medesimo. 

5.  

5.1 Anche se non in questi termini e dovendo qualificare le censure 

contenute nel memoriale ricorsuale, l’insorgente solleva una violazione 

della garanzia della proprietà (art. 26 della Costituzione federale della 

Confederazione Svizzera [Cost., RS 101]). In filigrana, la ricorrente 

considera il provvedimento impugnato contrario al principio della 

proporzionalità. Da un lato, essa considera che il suo fondo non debba 

essere parte delle zone riservate, poiché il progetto è interamente 

sotterraneo, sottintendendo dunque che la misura non sarebbe idonea 

rispetto all’interesse pubblico perseguito. La misura non sarebbe poi 

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ragionevolmente esigibile, poiché non terrebbe conto della capacità 

edificatoria – secondo l’art. 39 NAPR (…) – dei fondi. 

5.2 Per determinare la conformità della decisione impugnata rispetto alla 

Costituzione federale occorre dapprima verificare che il campo di 

protezione dell’art. 26 Cost. sia toccato. In un secondo momento, 

bisognerà verificare se le condizioni elencate all’art. 36 Cost., che regolano 

la restrizione dei diritti fondamentali, sono soddisfatte. 

5.2.1 La garanzia della proprietà tutela la proprietà in particolare ai sensi 

del diritto privato (cfr. art. 641 segg. del Codice civile svizzero del  

10 dicembre 1907 [CCS, RS 210]). Essa protegge il proprietario da 

limitazioni dei dritti derivanti dalla proprietà, come quello di disporre della 

proprietà (cfr. KIENER/KÄLIN/WYTTENBACH, Grundrechte, 3a ed. 2018, § 30, 

n. marg. 10 e17). La proprietà del fondo si estende superiormente nello 

spazio ed inferiormente nella terra fin dove esiste per il proprietario un 

interesse ad esercitarla (art. 667 cpv. 1 CCS). 

5.2.2 In un caso come quello in esame, in cui non vi è un progetto edilizio 

concreto della ricorrente sul fondo riservato, la lesione della garanzia della 

proprietà exart. 26 Cost. riguarda l’obbligo per l’autorità cantonale di 

coinvolgere l’ufficio competente prima di determinarsi sul rilascio di un 

eventuale permesso edilizio (cfr. supra consid. 4). Ciò, concretamente, può 

rallentare o rendere maggiormente insicura la realizzazione di un progetto.  

5.3 La garanzia della proprietà sottostà al regime di restrizione previsto 

dall’art. 36 Cost. (cfr. KIENER/KÄLIN/WYTTENBACH, op. cit., n. marg. 22). Una 

lesione dell’art. 26 Cost. è dunque conforme alla Costituzione se si fonda 

su una base legale (cpv. 1), persegue un interesse pubblico (cpv. 2), è 

proporzionale rispetto allo scopo perseguito (cpv. 3) e non svuota il diritto 

della sua essenza (cpv. 4). 

Per quanto concerne in particolare l’esame della proporzionalità, occorre 

suddividere l’analisi in tre gradini. Il principio di proporzionalità richiede che 

una misura sia idonea e necessaria per raggiungere l'obiettivo di interesse 

pubblico o privato e che sia ragionevolmente esigibile per gli amministrati 

in considerazione della gravità della restrizione dei diritti fondamentali. 

Deve esservi, in altre parole, un rapporto ragionevole tra fine e mezzo  

(cfr. tra le altre DTF 148 II 392 consid. 8.2.1, 147 I 450 consid. 3.2.3). 

5.3.1 In concreto, la prima condizione è soddisfatta. Come considerato 

sopra (consid. 4), la restrizione è prevista da una legge in senso formale, 

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ovvero la LSN. L’art. 15 LSN vieta nelle zone riservate, salvo un permesso, 

di costruire o di trasformare le costruzioni esistenti accrescendone il valore. 

L’art. 16 LSN consente la realizzazione di opere edilizie, soltanto se esse 

non intralcino o non rincarino l’opera stradale.  

5.3.2 È poi pacifico che il provvedimento impugnato persegue un interesse 

pubblico, ovvero quello di mantenere libero il terreno per le future 

infrastrutture di utilità pubblica, nel caso in esame la strada nazionale N13, 

che collega la città di Bellinzona con quella di Locarno. 

5.3.3 Per quanto concerne l’esame della proporzionalità, il Tribunale 

esaminerà dapprima la questione dell’idoneità, poi quella della necessità 

ed infine quella della proporzionalità in senso stretto (cfr. supra  

consid. 5.3). 

5.3.3.1 Lo strumento delle zone riservate serve, come esposto poc’anzi, a 

mantenere libero il terreno per assicurare la disponibilità per un progetto 

stradale. I fondi della ricorrente sono funzionali a questo scopo, nel senso 

che verrebbero, come punteggiato dalla controparte, destinati ad eseguire 

degli scavi, visto che l’opera dovrebbe essere completamente interrata. La 

decisione impugnata assicura alla Confederazione che le superficie entro 

i limiti del comparto previsto per i lavori non siano occupate da costruzioni; 

l’autorità cantonale competente per il rilascio di un permesso edilizio ha 

così il dovere di consultare l’autorità federale per evitare di emettere 

un’autorizzazione contraria ai progetti federali. Questo è il motivo per il 

quale, a differenza di ciò che sostiene l’insorgente, la misura è idonea. 

5.3.3.2  La necessità della riservazione della zona risulta dai piani stessi: 

si evince piuttosto chiaramente dai piani raffigurati in precedenza  

(cfr. consid. 3) che il piano della zona riservata comprende un comparto 

ben delimitato, che segue un tracciato corrispondente all’opera prevista. 

Che predetto tracciato sia più ampio in larghezza di quanto lo sarà 

un’eventuale futura galleria si spiega con la necessità di prevedere dello 

spazio per i lavori e delle possibili installazioni di cantiere. A questo 

proposito, il Tribunale deve considerare che le superfici riservate non 

sembrano essere state sovradimensionate oltre alle necessità 

summenzionate dell’opera e dei lavori che vi sono legati (cfr. Planimetria 

perimetro zona riservata, Nota tecnica, incarto di prima istanza, 3.1). 

Per quanto attiene alla particella n. (…) RFD (…) della ricorrente, lo 

scrivente Tribunale non intravede come l’autorità adita avrebbe potuto 

approvare una zona riservata senza includervi predetto terreno, nonché la 

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Pagina 11 

superficie della particella n. (…) (cfr. Planimetria citata qui sopra, nonché 

le due altre più dettagliate, estratte della Planimetria zona riservate con 

ortofoto, incarto di prima istanza e del Piano fondi interessati dalla 

procedura di riservazione, incarto di prima istanza). Si vede in effetti 

chiaramente che la zona riservata segue una linea parallela a quella del 

futuro progetto e non s’intravede come sarebbe possibile riservare l’area 

necessaria per il progetto tralasciando una particella o l’altra.  

La percentuale del 27%, come ammesso dalla stessa ricorrente, risulta dal 

calcolo della proporzione tra superficie totale della particella e superficie 

inclusa nella zona riservata. Come sottolineato dalla controparte, qualora 

la ricorrente avesse progetti in vista per il futuro, le capacità edificatorie del 

suo fondo potrebbero senz’altro essere sfruttate a condizione che la zona 

riservata nel perimetro del progetto federale – è soprattutto nella fattispecie 

le ragioni per le quali è stata riservata la zona – non sia pregiudicata, 

questione, questa, che verrebbe comunque esaminata all’occasione di 

un’eventuale domanda di permesso edilizio. 

A sostegno della sua conclusione tendente all’estromissione completa 

della particella n. (…) dalla zona riservata, la ricorrente sembra volere 

opporre le regole cantonali e comunali alla decisione impugnata. Oltre al 

fatto che la ricorrente non si prevale in nessuna maniera di un qualsiasi 

progetto concreto per il quale avrebbe depositato dei piani concreti, occorre 

ricordare che in materia di opere federali, la legislazione cantonale (e 

comunale) non viene presa in considerazione che qualora non ostacoli la 

realizzazione dell’opera federale (cfr. art. 26 cpv. 3 LSN per analogia). 

Come considerato qui sopra, nella presente fattispecie, a questo stadio di 

pianificazione, non sembra possibile interrompere la linea di delimitazione 

della zona riservata per la sola particella n. (…); è lo scopo stesso della 

zona riservata mantenere le superfici necessarie a disposizione per una 

futura progettazione, progettazione che comprende le installazioni di 

cantiere. 

Il Tribunale, visto quanto precede, ritiene che la misura avversata è 

necessaria. 

5.3.3.3 Per quanto attiene alla proporzionalità in senso stretto, ossia il 

bilanciamento tra l’interesse pubblico della misura e l’interesse privato della 

ricorrente, si deve considerare quanto segue. Il grado di ingerenza nella 

garanzia di proprietà della ricorrente è relativamente ridotto, visto che la 

LSN non vieta in maniera assoluta l’edificazione nelle zone riservate, ma 

obbliga a formulare una domanda di un’autorizzazione con lo scopo di 

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Pagina 12 

valutare la compatibilità dei vari progetti. In tutti i casi, le capacità 

edificatorie restanti non sono irrisorie (percentuale di riservazione per il 

fondo n. (…): 27%). Lo strumento della determinazione delle zone riservate 

ha poi una natura temporanea, visto che esse decadono non appena la 

decisione che determina gli allineamenti passa in giudicato, ma al più tardi 

dopo cinque anni, con possibilità di proroga di tre anni al massimo (art. 17 

cpv. 1 LSN; cfr. supra consid. 4). Dall’altra parte, la volontà di garantire il 

posto necessario per la costruzione della tratta autostradale tra Bellinzona 

e Locarno riveste un chiaro interesse pubblico, in quanto i lavori per opere 

di queste dimensioni, in zone densamente occupate, sono di per sé più 

difficili e devono prendere inconsiderazione molti fattori.  

Nella presente fattispecie – dato che la ricorrente non verrà espropriata in 

maniera definitiva –, la riservazione riveste senz’altro un interesse pubblico 

preponderante rispetto alla limitazione subita dalla ricorrente.   

Rispetto all’interesse pubblico che riveste la progettazione dello svincolo 

autostradale in parola, la misura rispetta la proporzionalità in senso stretto.  

Visto anche quanto sopra, la misura, infine, non tocca l’essenza intangibile 

della garanzia della proprietà. 

6.  

In sunto, il provvedimento adottato è conforme ai disposti costituzionali e 

legali e il ricorso è pertanto respinto. 

7.  

In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese 

processuali vanno poste a carico della ricorrente soccombente (art. 1 segg. 

del Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF;  

RS 173.320.2]). Nella fattispecie, esse sono stabilite in franchi 1'500  

(art. 4 TS-TAF), importo che viene integralmente compensato con l’anticipo 

versato. Con riferimento all’art. 7 TS-TAF non viene riconosciuta nessuna 

indennità per ripetibili. 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Pagina 13 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di franchi 1'500, sono poste a carico della ricorrente 

e sono compensate con l’anticipo spese già versato. 

3.  

Non viene assegnata alcuna indennità a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, al controparte e all'autorità 

inferiore. 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Demis Mirarchi 

 

  

A-4119/2023 

Pagina 14 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Il 

termine è reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale 

federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una 

rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno 

del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

 

Data di spedizione: 

 

  

A-4119/2023 

Pagina 15 

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– controparte (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. (…); atto giudiziario)