# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 571cbbf2-6a67-5467-b909-793fa3459b5a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-31
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 31.08.2010 D-5993/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5993-2010_2010-08-31.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5993/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3 1  a g o s t o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Christa Luterbacher;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Iraq,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 20 agosto 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5993/2010

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo,

i verbali d'audizione del 19 maggio 2010 (di seguito: verbale 1) e del 
20 agosto 2010 (di seguito: verbale 2),

il  verbale  della  decisione  dell'UFM  del  20  agosto  2010,  notificata 
oralmente all'interessato lo stesso giorno (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 24 agosto 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato), 

l'incarto  originale  dell'UFM,  pervenuto  al  Tribunale  amministrativo 
federale (di seguito: il Tribunale) in data 25 agosto 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del  
20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa (PA, RS 172.021), 
dalla legge del 17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  del  17 giugno 2005  sul  Tribunale 
federale  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26 giugno  1998 
sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni 
dell'UFM in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art.  
105 LAsi e art. 83 lett. d cpv. 1 LTF),

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che v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art.  52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato ha dichiarato di essere nato il (...), ossia di avere (...) anni 
e (...) mesi, e di essere originario di B._______ (Arbil, Iraq) ma di aver 
vissuto a C._______ (Iraq) con i genitori fino all'età di (...) anni e poi a 
D._______ (Iraq) con la zia materna sino alla morte di quest'ultima nel 
(...), 

che,  dopo  la  morte  della  zia,  l'interessato  sarebbe  stato  costretto 
contro  la  sua  volontà  a  ritornare  a  vivere  con  i  suoi  genitori  a 
C._______;  che,  a  causa  di  problemi  con  la  sua  famiglia  e  della 
situazione  di  insicurezza  regnante  in  questa  città,  dove  non  poteva 
uscire, vi erano rapimenti ed esplosioni, l'interessato – assieme ai suoi 
genitori – avrebbe deciso che sarebbe stato meglio per lui espatriare 
all'estero  per  costruirsi  una  vita;  che,  inoltre,  ritenuto  che  il  fratello  
dell'interessato lavorerebbe per gli americani, egli sarebbe in pericolo, 
in  quanto  rischierebbe  di  essere  ucciso  o  rapito,  se  la  gente  lo 
verrebbe a scoprire, 

che, da D._______, l'interessato avrebbe viaggiato in aereo – munito 
di  un passaporto messogli  a disposizione dal passatore, il  quale poi  
glielo  avrebbe  sequestrato  –  fino  a  E._______  (Turchia),  dove  vi 
sarebbe  rimasto  per  (...)  mesi  circa;  che,  dalla  Turchia,  avrebbe 
proseguito  il  viaggio  in  TIR  sino  ad  arrivare  in  Svizzera,  senza 
documenti e senza subire controlli, 

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità,

che  l'UFM  ha  considerato,  da  un  lato,  che  il  richiedente  non  ha 
consegnato  alle  autorità  competenti  in  materia  d'asilo  nessun 
documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  entro  le  48  ore;  che, 
dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  
previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 

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l'esecuzione dell'allontanamento verso il nord dell'Iraq siccome lecita,  
esigibile e possibile,

che,  nel  ricorso, l'insorgente  contesta  la  decisione  dell'UFM, 
sostenendo che vi sarebbero nel suo caso dei motivi che giustificano 
la mancata presentazione dei documenti d'identità, per i quali l'autorità 
inferiore avrebbe dovuto entrare nel merito della sua domanda d'asilo 
e  la  decisione  qui  impugnata  dovrebbe  essere  annullata;  che,  in 
particolare, egli sostiene di aver reso dichiarazioni precise riguardo ai 
suoi  documenti  d'identità,  in  particolare  riguardo  al  passaporto,  che 
ribadisce  essergli  stato  spedito,  assieme  al  suo  certificato  di 
nazionalità, tre settimane prima, ma che non avrebbe ad oggi ancora 
ricevuto, probabilmente a causa dei problemi legati ai servizi postali;  
che, inoltre, l'insorgente fa valere che l'UFM sarebbe dovuto entrare 
nel merito della sua domanda d'asilo, in quanto sarebbero necessari 
ulteriori  approfondimenti  in  relazione  al  suo  statuto  di  rifugiato  e 
soprattutto riguardo all'esecuzione del suo allontanamento, 

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto  l'annullamento  della 
decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  all'autorità  inferiore 
per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo; che ha, 
altresì,  presentato  una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso 
della dispensa dal  pagamento delle  spese processuali  e del  relativo 
anticipo, 

che, preliminarmente, avendo il ricorrente dichiarato la sua minor età 
al  momento  dell'inoltro  della  sua domanda d'asilo  ed essendo stata 
riconosciuta  come  verosimile  dall'autorità  inferiore  (cfr.  risultanze 
processuali),  al  ricorrente  sarebbe  dovuta  essere  designata  una 
persona di fiducia ai sensi dell'art. 17 cpv. 3 LAsi, 

che,  tuttavia,  se  da  un  lato,  è  stata  notificata  da  parte  dell'UFM 
all'autorità  cantonale  competente  la  presenza  del  richiedente  quale 
minore  non  accompagnato  affinché  si  prendessero  le  misure  di 
protezione previste a riguardo, dall'altro lato, il richiedente è divenuto, 
nel frattempo, maggiorenne, 

che,  inoltre,  nessun  atto  di  procedura  rilevante,  oltre  alla  prima 
audizione  sommaria,  è  stato  eseguito  prima  che  il  richiedente 
divenisse maggiorenne, 

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che,  di  conseguenza,  non  v'è  ragione  di  censurare  la  mancata 
designazione nei confronti  del ricorrente di  una persona di  fiducia ai 
sensi dell'art. 17 cpv. 3 LAsi, 

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono  
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale 
svizzero [DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che,  in  relazione  a  quanto  già  rettamente  rilevato  dall'UFM  nella 
decisione  impugnata  circa  la  mancata  presentazione  dei  documenti 
d'identità  da  parte  del  ricorrente,  non  soccorre  quest'ultimo  la 
stereotipata  allegazione,  secondo  cui  la  sua  carta  d'identità 
(cfr. verbale 1 pag. 6 e verbale 2 D4-6 pag. 2) rispettivamente il  suo 
passaporto (cfr. ricorso pag. 2) non gli sarebbe giunto in Svizzera sino 
ad oggi,  a causa di  problemi legati  ai  servizi  postali; che, infatti,  tali 
asserzioni – peraltro contraddittorie riguardo al fatto se si tratta della 
carta d'identità o del passaporto, quest'ultimo si troverebbe in Turchia,  
giacché gli sarebbe stato trattenuto dal passatore (cfr. verbale 2 D 10-
12  pagg.  3-4)  – non  costituiscono  ragioni  valide  per  giustificare  la 

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mancata esibizione di documenti ai sensi della legge; che, inoltre, non 
vi  è  alcun indizio che  egli  abbia effettuato  seri  e  concreti  sforzi  che 
avrebbero potuto avere esito favorevole per l'invio dei suoi documenti  
dall'Iraq;  che,  segnatamente,  non  soccorre  il  ricorrente  la  semplice 
allegazione secondo cui avrebbe cercato di far pervenire i documenti 
(cfr. verbale 2 D9 pag. 2), visto il tempo trascorso dall'inoltro della sua 
domanda d'asilo  o dalla  prima audizione in  cui  egli  ha  dichiarato di  
esserne stato informato per la prima volta (cfr. verbale 2 D8 pag. 2) e 
considerato  che  egli  avrebbe  potuto  fin  da  subito  rivolgersi  ai  suoi 
genitori  in patria,  dove peraltro egli  ha dichiarato di  trovarsi  la carta 
d'identità (cfr. verbale 1 pag. 6), 

che, inoltre, quanto al suo viaggio d'espatrio, il cui racconto è peraltro 
vago e caratterizzato da diversi "non lo so", non può corrispondere alla 
realtà che il ricorrente abbia potuto arrivare dalla Turchia in Svizzera, 
in una località che afferma essergli  sconosciuta, in TIR, di cui non è 
stato  in  grado  di  indicarne  nemmeno  il  Paese  di  immatricolazione, 
entrando nello spazio Schengen e attraversando mezza Europa, senza 
subire  alcun  controllo  e  senza  documenti,  allorquando  egli  avrebbe 
affermato che il TIR sarebbe stato controllato; che, segnatamente, non 
è  plausibile  che  egli  sia  potuto  sfuggire  a  questo  controllo  stando 
nascosto nel rimorchio; che, infatti, un camion – in ragione della merce 
che può trasportare – è di base sottoposto a controlli doganali; che, in 
siffatte  circostanze,  e tanto più che egli  ha dichiarato che il  TIR era 
vuoto, rispettivamente trasportava solo alcuni cartoni, il ricorrente non 
avrebbe potuto trovarvi alcun nascondiglio, 

che,  pertanto,  l'insorgente  non  può  aver  viaggiato  nelle  circostanze 
descritte, 

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa la mancata presentazione dei documenti d'identità, 
v'è ragione di  concludere che l'insorgente dissimuli  i  suoi  documenti 
d'identità per i bisogni della causa,

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 

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stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il  
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di  
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel  
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che,  segnatamente,  riguardo  al  motivo  d'asilo  allegato  secondo  cui 
temerebbe di essere perseguitato a causa dell'attività del fratello che 
collaborerebbe con gli americani, il ricorrente non è stato in grado di 
fornire alcun elemento concreto; che egli si è limitato ad affermare in 
maniera  vaga  di  avere  dei  problemi  per  la  posizione  del  fratello 
(cfr. verbale 2 D24 pag. 4 e D38 pag. 5), di temere di essere ucciso e 
sequestrato  (cfr.  verbale  1  pag.  7),  nonché  di  subire  minaccie  ed 
estorsioni;  che  egli  non  ha  saputo  spiegare  il  motivo  a  fondamento 
degli  allegati  timori,  accennando in  maniera  del  tutto  stereotipata  ai 
problemi esistenti tra sunniti e sciiti quale giustificazione (cfr. verbale 2 
D39-43  pag.  6);  che  l'inconsistenza  delle  allegazioni  del  ricorrente 
conducono  a  ritenere  senza  dubbio  che  l'evocato  motivo  d'asilo  è 
manifestamente inverosimile; che, d'altronde, questo motivo d'asilo – 
così  vagamente  esposto  –  risulta  essere  solo  un  mera  maschera 

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rispetto a quello che sarebbe la realtà dei fatti; che, infatti, il ricorrente  
ha altresì espressamente dichiarato di essere espatriato a causa dei 
problemi avuti con la sua famiglia, residente a C._______, a seguito 
della morte della zia che lo accudito durante la sua vita a D._______; 
che,  a  tal  proprosito,  il  ricorrente  ha  fatto  valere  di  non  potersi 
reinserire socialmente a C._______, dove in  generale regnerebbe la 
paura e non sarebbe libero di vivere la sua vita in maniera tranquilla e 
indipendente, ciò che avrebbe creato dei disappunti con i suoi genitori  
(cfr. verbale 1 pagg. 7-8 e verbale 2 D24-25 pag. 4 e D38 pag. 5); che 
tali problemi – i quali costituirebbero il vero motivo per cui il ricorrente  
sarebbe  espatriato  –  a  prescindere  dalla  loro  verosimiglianza,  sono 
come facilmente riconoscibili  palesemente irrilevanti  ai  sensi  dell'art.  
3 LAsi, 

che, per conseguenza, le dichiarazioni rese dal ricorrente – oltre ad 
essere  state  rettamente  considerate  inverosimili  dall'UFM  con 
riferimento  all'art.  32  cpv. 3  lett. b  LAsi  –  sono  irrilevanti  in  materia 
d'asilo, 

che,  pertanto,  non  risultano  elementi  ai  sensi  dell'art. 
32 cpv. 3 lett. c LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato 
dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid.  5-8 
pagg. 725-733 e DTAF 2007/8 consid. 5,6, 5-5.7 pag. 90 e segg.), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  nord  dell'Iraq 
(nelle  provincie  di  Dohuk,  Arbil  e  Suleimaniya)  possa  violare 
l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione 
del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o 
esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti  contrari  all'art.  3  della  convenzione  del  4 novembre 1950 
per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell’uomo  e  delle  libertà  fondamentali 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del 10 dicembre 1984 

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contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), 

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 
32 cpv. 2 lett. a LAsi,

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali 
dell'11 agosto 1999  [OAsi  1,  RS  142.311];  Giurisprudenza  ed 
informazioni della Commissione svizzera di  ricorso in materia d'asilo 
[GICRA] 2001 n. 21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr),

che,  inoltre,  la  situazione  nel  nord  dell'Iraq  (Dohuk,  Arbil  e 
Suleymaniya)  non  vige,  al  momento,  una  situazione  di  violenza 
generalizzata  e  la  situazione  politica  non  è  talmente  tesa  da 
considerare  un  rimpatrio  come  generalmente  inesigibile;  che 
segnatamente,  lo  stato  della  sicurezza  è  più  stabile  ed  equilibrato 
rispetto  al  resto  del  Paese;  che,  inoltre,  la  situazione  dei  diritti  
dell'uomo è migliore rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq; 
che,  in  particolare,  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  le  tre 
province  curde  è  esigibile,  di  principio,  per  gli  uomini  curdi,  non 
sposati,  in  buona  salute  e  giovani,  a  condizione  che  la  persona 
interessata  sia  originaria  della  regione  o  vi  abbia  vissuto  un  lungo 
periodo e disponga di una rete sociale, segnatamente famiglia, parenti 
o conoscenti, oppure di relazioni con i partiti al potere (DTAF 2008/5 
consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 7.5.8), 

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che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli è giovane e 
celibe senza alcuna persona a carico; che, a D._______, egli ha potuto 
acquisire una formazione scolastica ed espletare l'attività lavorativa di 
(...)  per  mantenersi  in  maniera indipendente (cfr. verbale  1  pag. 3  e 
verbale 2  D35-36 pag. 5); che,  inoltre,  egli  dispone nella  regione di  
D._______  –  dove egli  stesso  ha  dichiarato  di  aver  vissuto  bene  e 
volere tornare a vivere (cfr. verbale 1 pagg. 7-8 e verbale 2 D24-25 
pag. 4) – di un'importante rete sociale, tra cui il suo ex datore di lavoro, 
per il quale sarebbe una persona di fiducia, nonché i suoi amici, tra i 
quali  uno  che  lo  avrebbe ospitato  prima di  espatriare  (cfr. verbale 2 
D24- pag. 4; D36 pag. 5 e D56 pag. 7); che, d'altronde, anche nella 
regione di  Arbil  – di cui  è originario – il  ricorrente ha dei parenti  da 
parte  materna (cfr. verbale  1  pag. 4)  e  può altresì  contare  sull'aiuto 
della  sua  famiglia  che  vive  a  C._______  (cfr. ibidem);  che,  infine, 
l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di 
salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria 
(cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli atti di 
causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi  
medici, 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv. 2  LAsi  e 
art. 83 cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi;  DTAF  2008/34  consid.  12  pagg.  513-515);  che 
l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

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D-5993/2010

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che, peraltro, essendo le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa dal pagamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA), è 
respinta, 

che,  visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N [...]  (per corriere 

interno; in copia)
- F._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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