# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e07d26d4-45c4-5161-85d2-61997bc28662
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-08-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 10.08.2017 80.2015.45
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2015-45_2017-08-10.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2015.45

  80.2015.46

  	
  Lugano

  10 agosto 2017

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

  RI 2 

  tutti rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 9 marzo 2015 contro la decisione del 4 febbraio 2015 in materia di IC/IFD
  2012.

  

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   I coniugi RI 1,
rispettivamente di nazionalità __________ e __________, trasmettevano la dichiarazione
fiscale IC/IFD 2012, da loro firmata il 26.12.2013, all’Ufficio di tassazione
di __________ (di seguito UT).

 

 

                                  B.   Con decisione di
tassazione del 29.10.2014 l’UT commisurava per l’IC 2012 il reddito imponibile
in fr. 161'400.- (determinante per l’aliquota fr. 161'400.-), e la sostanza in
fr. 15'780'000.- (determinante per l’aliquota fr. 15'780'000.-). Per l’IFD 2012
il reddito imponibile veniva accertato in fr. 179'900.- (medesimo importo determinante
per l’aliquota).

                                  C.   Con reclamo trasmesso
per lettera raccomandata il 5.12.2014, i contribuenti si aggravavano, per il
tramite del proprio rappresentante, contro la decisione emanata dall’UT. In
particolare nel gravame si indicava che gli insorgenti avevano trasferito nel
2012 la loro residenza principale in __________. Motivo per cui ritenevano di
non più essere imponibili illimitatamente in Svizzera. Nell’esposto (trasmesso
sia in lingua italiana che __________) veniva altresì indicato: “I contribuenti
hanno soggiornato in __________ fino al 2 dicembre 2014. Quindi hanno ricevuto
la decisione di tassazione inviata senza lettera raccomandata solo il 2 dicembre
2014. Se l’Ufficio di tassazione avesse inviato la decisione di tassazione il
29 ottobre 2014 per raccomandata, ai contribuenti sarebbe stato inserito nella
cassetta delle lettere un avviso di ritiro il 30 ottobre 2014. A causa della
loro assenza per il soggiorno all’estero, non avrebbero ritirato la spedizione.
Di conseguenza la spedizione è da considerarsi consegnata il settimo giorno
dopo il tentativo vano di consegna. Nel presente caso sarebbe il 6 novembre
2014. Per questi motivi il ricorso viene presentato entro i termini per il
ricorso di 30 giorni. Persino se il ricorso non dovesse avvenire entro i
termini, secondo l’art. 192 comma 5 Legge sulla tassazione, il termine di ricorso
deve essere ripristinato perché i contribuenti non sono venuti a conoscenza
tempestivamente della decisione di tassazione senza colpa a fronte del loro
soggiorno all’estero”.

 

 

                                  D.   Con scritto
18.12.2014 l’UT inviava una richiesta di documentazione tesa all’ottenimento,
entro il 20.1.2015, dell’attestazione di partenza rilasciata dalle autorità
comunali del Comune di __________ al momento della partenza dei contribuenti
dal Ticino e dalla Svizzera, l’attestazione di arrivo e di domicilio rilasciata
dalle autorità comunali __________ presso cui i ricorrenti sono domiciliati, le
attestazioni di assoggettamento alle imposte alla fonte 2012 dei salari dei
contribuenti relativi all’attività professionale dipendente svolta ad __________,
rilasciato dall’Ufficio delle imposte alla fonte del __________, la decisione
di tassazione per l’anno 2012 emessa dal fisco __________ a carico dei
contribuenti, copia del contratto di affitto dell’abitazione famigliare in __________
oppure copia del contratto d’acquisto dell’immobile presso cui i contribuenti
hanno vissuto. Alla richiesta di documentazione, i contribuenti rispondevano
con scritto del 20/23.1.2015.

 

 

                                  E.   Con decisione del
4.2.2015, il reclamo presentato dai coniugi RI 1 veniva respinto. L’UT indicava
nella propria motivazione: “I contribuenti sono domiciliati in Ticino nel
Comune di __________. Sono perciò illimitatamente imponibili in Ticino e in
Svizzera per appartenenza personale. Il reclamo è respinto”.

 

 

                                  F.   Con tempestivo ricorso
9/10.3.2015 i contribuenti censurano la decisione IC/IFD 2012 su reclamo. Nel
gravame si specifica che i ricorrenti risiedono dal mese di gennaio del 2012 a __________
in __________, pur non avendo rinunciato alla residenza a __________. Essi
vivono comunque per la maggior parte dell’anno ad __________, località nella
quale il ricorrente lavora per la “__________”, senza ricevere uno stipendio.
Dal 1°.9.2012 i figli frequentano le scuole in __________. A __________ gli
insorgenti hanno una casa di loro proprietà. Essi inoltre lavorano per la __________,
da cui percepiscono lo stipendio. I ricorrenti sono dell’avviso che una loro
imposizione illimitata anche in Svizzera sia contraria al divieto di doppia imposizione
internazionale, essendo loro già totalmente imposti in __________ sui medesimi
elementi imponibili. Essi ritengono di essere unicamente limitatamente
imponibili in Svizzera: gli elementi da prendere in considerazione sono il
reddito imponibile di fr. 22'239.- (determinante per l’aliquota fr. 161'400.-)
e la sostanza di fr. 230'000.- (determinante per l’aliquota fr. 2'765'000.-).

 

 

                                  G.   Con osservazioni al
ricorso del 13/16.3.2015 l’UT ha precisato che i ricorrenti erano ancora a
beneficio di un permesso C con domicilio a __________ ed erano pertanto
soggetti illimitatamente imponibili in __________. Marito e moglie risultano
essere pendolari settimanali, come indicato nel modulo 4 relativo alle spese professionali.
Essi lavorano per una ditta della quale sono azionisti al 100%. L’autorità
fiscale aggiungeva anche: “È perlomeno inusuale il mancato pagamento di uno
stipendio da parte della __________ per l’attività che loro affermano  di
svolgere per la maggior parte dell’anno in __________, mentre che lo stipendio
percepito dalla __________ (ossia quello dichiarato e imposto illimitatamente
in TI/CH) è quello percepito per l’attività di direttore esecutivo del consiglio
di amministrazione svolta durante solamente 30 giornate per il marito e di impiegata
per la moglie. (...)”.

 

 

                                  H.   Con scritto di
replica del 24/25.3.2015 i ricorrenti indicano di aver già spiegato nel loro
ricorso come dal mese di gennaio 2012 essi risiedano prevalentemente in __________,
senza aver comunque rinunciato alla residenza a __________. In particolare fanno
notare che i figli frequentano le scuole in __________, circostanza questa non
contestata da parte dell’autorità fiscale. Ritengono che alla fattispecie debba
applicarsi la Convenzione di doppia imposizione __________, secondo cui il
domicilio fiscale deve essere stabilito prendendo in considerazione il centro
degli interessi del contribuente.

 

 

                                    I.   Con scritto
21.6.2017 questa Camera si è rivolta al rappresentante dei ricorrenti. In
particolare è stato chiesto di voler prendere posizione in merito alla
tempestività del reclamo presentato all’UT il 5/9.12.2014 contro la decisione
del 29.10.2014. I ricorrenti sono inoltre stati invitati a voler produrre la
decisione di tassazione emessa dal fisco __________ per il periodo fiscale
2012.

 

 

                                  L.   Con scritto di
risposta del 7/10.7.2017, il rappresentante degli insorgenti ha indicato come,
secondo la norma generale dell’art. 8 CC, l’onere della prova per quanto
riguarda la notifica della decisione incombe all’autorità fiscale. Spetta a
quest’ultima provare quando sia avvenuta l’intimazione. Secondo la versione dei
ricorrenti essi avrebbero ricevuto la decisione fiscale unicamente il
2.12.2014: prima di tale data essi erano assenti all’estero, presso la loro
residenza in __________. Allegato allo scritto veniva altresì inviata la
decisione fiscale per il 2012 riguardante i contribuenti.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         La Camera di diritto
tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli
Uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a
condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare
preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente
motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata,
ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia
dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Se
l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno
retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in
caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

 

                                         1.2.

                                         Nella fattispecie, come
visto, i contribuenti hanno interposto reclamo il 5/9.12.2014 avverso la
decisione di tassazione del 29.10.2014. Si tratta quindi di esaminare
preliminarmente la tempestività dell’interposizione del gravame.

                                         È
vero che l’Ufficio di tassazione ha tacitamente ammesso la tempestività del reclamo,
entrando nel merito dello stesso. Quando, tuttavia, l’istanza precedente ha
ignorato la mancanza di un presupposto processuale, ciò deve essere rilevato
d'ufficio nella procedura di ricorso: la decisione impugnata deve essere annullata
e deve essere adottata una nuova decisione, che tenga conto del difetto procedurale.
Ciò non configura una reformatio in peius, proprio perché i
presupposti processuali devono essere verificati d'ufficio (Känzig/Behnisch, Die direkte Bundessteuer,
vol. III, Basilea 1992, art. 111 DIFD, n. 3, p. 277)

 

 

                                   2.   2.1.

                                         L’art. 206 cpv. 1 LT per
imposta cantonale e l’art. 132 cpv. 1 LIFD per l’imposta federale diretta
stabiliscono che contro la decisione di tassazione o contro la decisione di tassazione
d’ufficio, se è manifestamente inesatta, il contribuente può reclamare per
iscritto all’autorità che ha emesso la tassazione, entro trenta giorni dalla
notifica.

                                         Gli art. 192
cpv. 5 LT e 133 cpv. 3 LIFD precisano che tale termine, stabilito dalla legge,
è perentorio, essendo prevista una deroga solo quando esiste un motivo di
restituzione in intero del termine, vale a dire quando è provato che l’inosservanza del termine è da attribuire a servizio militare, malattia,
assenza dal cantone o altri gravi motivi riguardanti il contribuente o il suo
rappresentante.

 

                                         2.2.

                                         Una decisione si considera
notificata non nel momento in cui il contribuente ne prende conoscenza, bensì
il giorno in cui viene debitamente comunicata, cioè nel momento in cui entra
nella sfera di competenza del suo destinatario, in modo tale che quest’ultimo
possa prenderne conoscenza (cfr. la sentenza del Tribunale federale 2A.494/2005
del 7
febbraio 2006 consid. 2.1; inoltre RF 67/2012 p. 301 consid.
4.2).  

                                         Siccome la legge (né
quella federale né quella cantonale) non prescrive una determinata forma, l’autorità
fiscale non è obbligata a notificare i suoi atti mediante invio postale
raccomandato, ma può procedervi anche con lettera semplice (cfr. la sentenza
del Tribunale federale 2C_430/2009 del 14 gennaio 2010, in RF 65/2010 p. 396
consid. 2.4).

                                         Dal profilo giuridico, la
differenza fondamentale concerne l’onere della prova circa l’effettiva
comunicazione di un atto e la data in cui la stessa ha avuto luogo. Infatti,
nel caso della notifica di una decisione con lettera semplice, l’amministrazione
deve assumere l’onere della prova in base alla regola dell’art. 8 CCS: questa
norma, che ha una portata generale e che si applica sia in diritto privato, sia
in diritto pubblico, dispone che ove la legge non stabilisca altrimenti, chi
vuol dedurre il suo diritto da una circostanza di fatto da lui asserita, deve
fornirne la prova (DTF 114 III 54, 99 Ib 359).

                                         Se
la notificazione è avvenuta per posta semplice, l’autorità fiscale deve apportare
in maniera adeguata la prova del fatto che la notificazione sia avvenuta e del
momento in cui si sia verificata. Non si richiede a tal fine una prova in senso
stretto; nell’ambito dell’apprezzamento delle prove, basta che in base alle
circostanze concrete sia possibile determinare in modo sufficientemente chiaro
il lasso di tempo durante il quale l’invio dovrebbe essere entrato nella sfera
di competenza del destinatario (cfr. la sentenza del Tribunale federale
2A.494/2005 del 7 febbraio 2006, consid. 2.1, con riferimento alla sentenza
2A.271/1999 del 17 novembre 1999, consid. 3a, in NStP 53/1999, p. 173).

 

                                         2.3.                                                                          

                                         In effetti,
per rendere verosimile l’avvenuta notificazione di una decisione di tassazione,
l’autorità fiscale può avvalersi di circostanze concludenti che confermino in
modo univoco che la tassazione sia pervenuta al destinatario, e segnatamente
alla data indicata dall’autorità (cfr. sentenza del Tribunale federale del 18
febbraio 1982 in re R.; DTF 99 Ib 360 e richiami; 103 V 65 cons. 2; CDT n. 331
del 27 agosto 1984 in re P.). Costituiscono ad esempio una prova indiretta dell’avvenuta
intimazione della tassazione: il fatto che il contribuente abbia ricevuto,
senza reagire immediatamente, le polizze di versamento del conguaglio di imposta
in cui è indicata la data di intimazione della tassazione, il richiamo e la diffida
di pagamento (cfr. CDT n. 331 del 27 agosto 1984 in re P.); il fatto che il contribuente abbia pagato il conguaglio di imposta cantonale mediante
una bolletta che fa riferimento alla tassazione notificata (cfr. CDT n. 526 del
14 dicembre 1983 in re R.; CDT n. 428 del 13 dicembre 1982 in re M.).

 

                                         2.4.

                                         Come visto
nella sua giurisprudenza costante il Tribunale federale ammette che un invio è
considerato come notificato non nel momento in cui il destinatario ne prende
effettivamente conoscenza, ma già a partire dal momento in cui questo invio si
trova nella sfera di potere del suo destinatario, in modo tale che quest’ultimo
sia in misura di prenderne conoscenza. Se il destinatario doveva attendersi di
ricevere una notifica oppure si assenta per un lungo periodo, si può esigere da
questi che prenda tutte le misure necessarie per ricevere le decisioni che gli
sono indirizzate. Ne consegue che la notifica al vecchio indirizzo di un
amministrato è effettuata in maniera valida quando quest’ultimo si assenta per
un periodo prolungato senza dare un ordine di rispedizione della posta né informare
l’autorità oppure incaricare di tale compito un terzo (sentenze TF 2P.259/2006
del 18.4.2007 consid. 3.1.; TF 2A.494/2005 del 7.2.2006 consid. 2 citate in: Casanova/ Dubey, in: Noël/ Aubry Girardin [a cura di], Commentaire
romand LIFD, 2a ed., Basilea 2017, n. 3 ad art. 133 LIFD).

 

                                         2.5.

                                         In un caso trattato dal
Tribunale federale (sentenza TF 2P.259/2006 del 18.4.2007, citata anche in Casanova/ Dubey, op.
cit., n. 3 ad art. 133 LIFD) è stato esaminato il caso della notifica di una
decisione di tassazione ad un contribuente che pretendeva di essere partito
all’estero e di aver preso conoscenza della decisione una volta rientrato in
Svizzera, presso l’immobile ricevuto in eredità dalla madre e nel quale aveva
abitato unitamente a quest’ultima. Lo stesso indicava che il termine di 30
giorni per interporre reclamo avrebbe dovuto partire dal momento in cui egli
aveva preso conoscenza della decisione all’interno della bucalettere. Sicché il
suo reclamo doveva essere considerato tempestivo. L’Alta Corte ha precisato
come il ricorrente avesse perso di vista che la notifica si reputa compiuta
quando l’atto trasmesso entra nella sfera d’influenza del suo destinatario e
non unicamente quando quest’ultimo ne prende conoscenza. Nel caso di specie il
ricorrente non contestava di aver ricevuto la decisione di tassazione del
26.2.2002 tramite posta semplice nella sua bucalettere, motivo per cui, veniva
stabilito che la decisione di tassazione era entrata nella sua sfera
d’influenza al più presto il 27.2. ed al più tardi qualche giorno dopo. Motivo
per cui, l’Alta Corte aveva ritenuto che il reclamo presentato il 13.6.2002 fosse
tardivo (cfr. consid. 3.2. e 3.3.). Sempre il Tribunale federale aveva inoltre
indicato che – contrariamente alla tesi dell’insorgente – la decisione era
stata correttamente indirizzata all’indirizzo in Svizzera (consid. 3.3.).

 

                                         2.6.

                                         Ritornando
al caso che qui ci concerne, i ricorrenti ritengono di aver ricevuto unicamente
in data 2.12.2014 la decisione di tassazione del 29.10.2014, poiché assenti
all’estero.

 

                                         Ora,
contrariamente a quanto da loro preteso, essi non hanno informato l’autorità di
una loro assenza all’estero, né si sono premurati di incaricare terzi di
svuotare la bucalettere. Neppure la tesi di un loro trasferimento definitivo in
__________ può entrare in linea di conto: essi non hanno annunciato una loro partenza
alle competenti autorità.

                                         In simili
circostanze si può pertanto ammettere, analogamente alla sentenza sopra
menzionata del Tribunale federale, che la decisione sia stata notificata al più
presto il 30.10.2014 ed al più tardi qualche giorno dopo. Il reclamo, inviato
per raccomandata il 5.12.2014 appare quindi tardivo. In simili circostanze il
reclamo avrebbe dovuto essere dichiarato irricevibile, siccome intempestivo. A
prescindere da tale argomentazione di carattere formale, il ricorso andrebbe comunque
respinto nel merito per le ragioni che qui di seguito verranno esposte.

 

 

                                   3.   3.1.

                                         I ricorrenti ritengono di
non essere imponibili illimitatamente in Svizzera nel periodo fiscale
litigioso. Essi indicano di essersi trasferiti in __________, dove sono stati
assoggettati alle imposte. L’essere ritenuti illimitatamente imponibili parimenti
in Svizzera comporterebbe una doppia tassazione per i qui ricorrenti nel 2012.

 

                                         3.2.

                                         La giurisprudenza del
Tribunale federale ha già avuto occasione di riconoscere che l’appartenenza
personale, e di conseguenza l’assoggettamento illimitato, possano essere
ammessi, in base al principio della buona fede, se una persona ha garantito
alle autorità svizzere, nella procedura per il rilascio di un permesso di dimora,
di costituire un domicilio o una dimora (fiscale) in Svizzera, ma in seguito
sostiene il contrario. In casi simili, l’imposizione può fondarsi anche su un
domicilio fittizio, che dipende dal fatto che le successive contestazioni
dell’assoggettamento o della tassazione non possono essere prese in considerazione,
in quanto contrastano con il principio della buona fede e con il divieto di
comportamento contraddittorio (“venire contra factum proprium”), che
discende al primo (cfr. Arnold/Meier/Spinnler,
Steuerpflicht bei Auslandsbezug, in ASA 70/2001, n. 22, p. 10; inoltre, Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch/Matteotti
[a cura di], Internationales Steuerrecht, Basilea 2015, n. 48 ad art. 4, p.
337). 

 

 

                                         3.3.

                                         3.3.1.

                                         Dagli accertamenti
esperiti in merito ai permessi di soggiorno relativi a RI 1, cittadino __________,
risulta che egli abbia ottenuto il permesso di domicilio (permesso C) nel 1984.
Lo stesso è stato ancora rinnovato il 31.1.2009 ed il 31.1.2014. __________,
cittadina __________, è stata a beneficio di un permesso di dimora (permesso B)
dal 9.9.2010 al 16.9.2015.

 

                                         Risulta che RI 1 sia stato
domiciliato a __________ (ora Comune di __________) dal 1°.2.2001 sino al
25.11.2015. RI 2 risulta essere stata domiciliata nel Comune di __________ dal
9.9.2010 al 25.11.2015.

 

                                         3.3.2.

                                         Ora, i ricorrenti hanno
presentato per il periodo fiscale 2012 la propria dichiarazione, firmandola
entrambi il 26.12.2013, a __________.

                                         Per il 2012 i coniugi
indicavano [come ben rilevato dall’UT], ad esempio nel modulo 4 [relativo alle spese
professionali], le spese di trasporto dal domicilio “__________” al luogo di
lavoro “__________” per fr. 4'500.-.

                                         RI 1 faceva anche valere
fr. 1'500.- per pasti principali fuori casa e fr. 9'600.- per l’alloggio. Anche
RI 1 faceva valere spese di trasporto per fr. 4'500.- tra il domicilio di __________
ed il luogo di lavoro __________. Anche lei indicava fr. 1'500.- per spese di
pasto fuori casa e fr. 9'600.- per l’alloggio settimanale.

                                         Questa situazione era del
tutto analoga al periodo fiscale precedente, nell’ambito del quale i ricorrenti
non hanno messo in dubbio la loro imposizione illimitata in Svizzera.

 

                                         Dalla disamina degli atti
giustificativi allegati alla dichiarazione fiscale si può rilevare come anche
il certificato di salario rilasciato dalla __________ l’11.9.2013 per il 2012
indichi quale domicilio dei coniugi “__________” a __________.

                                         Il datore di lavoro nella
casella dell’indirizzo del certificato di salario deve infatti immettere
l’indirizzo attuale al momento della compilazione del medesimo (Bosshard/ Mösli, Der neue Lohnausweis,
Muri/Bern 2007, pag. 36).          

 

                                         Ora, del tutto diversa è
l’impostazione data dai ricorrenti una volta ricevuta la decisione di
tassazione per il periodo fiscale 2012: con il reclamo hanno in effetti indicato
di non essere illimitatamente imponibili in Svizzera. Ciò è evidentemente in
contrasto con la posizione da loro assunta in precedenza nei confronti
dell’autorità fiscale. Già solo per questi motivi il ricorso andrebbe respinto
rilevato come i contribuenti siano manifestamente caduti in una situazione di “venire
contra factum proprium”.

 

                                         3.4.

                                         In ogni caso, anche
volendo ignorare il comportamento contraddittorio dei contribuenti, in
contrasto con il principio della buona fede, si deve constatare che essi non
portano elementi a supporto della tesi dell’esistenza di un domicilio
all’estero, prevalente su quello esistente nel Canton Ticino nel periodo
fiscale preso qui in considerazione.

 

                                         3.5.

                                         Le convenzioni
internazionali in materia di doppia imposizione contengono unicamente delle
regole che hanno quale scopo quello di limitare i poteri d’imposizione degli
Stati, ma non costituiscono regole d’imposizione. Si tratta quindi di assicurare
in via principale l’esistenza di un diritto (interno d’imposizione) e poi, se
del caso di verificare che tale diritto d’imporre non è limitato da una
disposizione convenzionale che ha come scopo quello di restringere oppure
eliminare un’eventuale doppia imposizione internazionale (sentenza TF inc.
2C_335/2014 del 19.1.2015, consid. 4).

 

                                         3.6.

                                         Il diritto fiscale
svizzero e quello del Cantone Ticino ammettono, in linea di principio, che il
contribuente è assoggettato all'imposta in modo illimitato in un solo luogo,
segnatamente quello in cui, secondo l'art. 3 cpv. 1 LIFD e l'art. 2 cpv. 1 LT,
la persona fisica ha domicilio o dimora fiscale in Svizzera.

                                         Una persona ha il domicilio
fiscale in Svizzera, secondo l'art. 3 cpv. 2 LIFD e l'art. 2 cpv. 2 LT,
quando vi risiede con l'intenzione di stabilirsi durevolmente o quando il
diritto federale ivi le conferisce uno speciale domicilio legale.

                                         Secondo la giurisprudenza,
una persona ha il domicilio nel luogo in cui risiede di fatto con l'intenzione
di rimanervi stabilmente,

                                         cioè quando sono
realizzati cumulativamente, i due seguenti elementi: 

                                         ·
l'effettiva residenza in un determinato luogo;

                                         ·
l'intenzione di rimanervi in modo duraturo.

                                         A tal fine, non è
determinante la dichiarazione di volontà della persona, bensì la sua condotta
esteriore. Il luogo ove la persona assoggettata possiede il centro dei suoi
interessi personali va, in altre parole, desunto dall’insieme delle circostanze
oggettive e concrete del singolo caso, non invece dalle sue dichiarazioni (sentenza
TF inc. 2C_335/2014 del 19.1.2015, consid. 5.1.; DTF 132 I 29 consid. 4.1; 125
I 54 consid. 2a; 123 I 289 consid. 2b).

                                         Secondo l'art. 3 cpv. 2
LIFD e l'art. 2 cpv. 3 LT, la dimora fiscale in Svizzera è data invece
quando una persona vi soggiorna senza interruzioni apprezzabili:

                                         a. almeno 30 giorni esercitandovi
un'attività lucrativa;

                                         b. almeno 90 giorni senza
esercitare un'attività lucrativa.

                                         Se non sussiste neppure
una dimora fiscale, il contribuente può essere assoggettato all'imposta
federale e cantonale in modo limitato, se esiste un sufficiente punto di
collegamento tra il nostro territorio e il suo reddito o la sua sostanza (cfr.
art. 5 cpv. 1 LIFD; art. 4 cpv. 1 LT), segnatamente se egli è proprietario di
fondi nel Cantone o ha su di essi diritti di godimento reali o diritti di godimento
personali a questi economicamente assimilabili (cfr. art. 4 cpv. 1 lett. c
LIFD; art. 3 cpv. 1 lett. c LT).

 

                                         3.7.

                                         Dal profilo formale,
incombe alle autorità fiscali, le quali non sono affatto vincolate dalle
decisioni prese da altre autorità, determinare d’ufficio gli elementi di fatto
costitutivi del domicilio (dimora) fiscale (art. 196 LT) e, quindi, provarne
l’esistenza. Al contribuente è invece imposto l’obbligo di fare tutto il
necessario per consentire una tassazione completa ed esatta (art. 200 LT). Conformemente
al principio di collaborazione, egli deve in particolare fornire delle
informazioni circostanziate su tutti gli elementi idonei a fondare il suo
assoggettamento (decisione TF n. 2C_484/2009 del 30 settembre 2010, consid.
3.1).

                                         Da quel che precede
discende che, in presenza di indizi chiari e precisi che rendono verosimile la
fattispecie stabilita dalla stessa autorità, spetta allora al contribuente
confutare, prove a sostegno, quanto avanzato dalla stessa (ASA 44 p. 621;
decisione TF n. 2C_770/2008 del 4 marzo 2009; cfr. anche Locher, Kommentar zum
DGB, Vol. I, Therwil/Basilea 2001, n. 60 e 61 ad art. 3 LIFD, p. 104).

 

                                         3.8.

                                         Nella sentenza 2C_335/2014
del 19.1.2015, il Tribunale ha ricordato la propria giurisprudenza, secondo la
quale l’esistenza di un nuovo domicilio oppure di un soggiorno all’estero può
essere ammessa se l’interessato è riuscito a dimostrare che in quel luogo paga
le imposte oppure ne è esentato. Ha tuttavia precisato  che tale giurisprudenza
si basa sulla nozione di domicilio fittizio (di cui all’art. 24 cpv. 1 CC),
secondo cui il contribuente che abbandona il domicilio svizzero per recarsi
all’estero conserva il suo domicilio in Svizzera sino al momento in cui non se
ne sia creato uno nuovo. A partire dal momento in cui esiste un insieme di indizi
sufficienti per ammettere che il centro degli interessi del contribuente si
trova in Svizzera, non c’è bisogno di determinare un domicilio fittizio, di
modo che quella specifica giurisprudenza non trova applicazione (sentenza TF
2C_335/2014 del 19.1.2015 consid. 5.3.).

 

                                         3.9.

                                         Ora sono stati proprio i
ricorrenti, con l’invio della dichiarazione a confermare l’adempimento dei
presupposti per l’assoggetta-mento illimitato in Svizzera e nel Canton Ticino. Del
resto sono stati loro ad indicare come luogo di lavoro __________, ad inserire
negli appositi formulari le spese professionali tra le quali quelle per lo
spostamento settimanale da tale località al domicilio di __________. In tal
senso vi è un insieme di indizi atti a determinare come nel 2012 il centro di
interessi dei qui contribuenti fossero la Svizzera ed il Ticino (cfr. anche i
permessi di domicilio e di dimora).

 

                                         In quest’ordine di
pensiero non viene in aiuto dei contribuenti la presentazione del contratto di
locazione tra la __________ (con sede in __________, in __________ a __________)
[società a loro riconducibile] né la “Haushaltsbescheinigung” prodotta
per RI 2 che attesta che la stessa si è annunciata all’indirizzo di __________
7, ad __________. In effetti è poco probabile che i qui ricorrenti abitino
all’interno della loro ditta (cfr. anche il sito internet __________, sito
consultato il 28.7.2017).

 

                                         Si consideri anche la
circostanza che il loro datore di lavoro in Svizzera (cioè la __________ AG,
società della loro famiglia) non ha trattenuto l’imposta alla fonte dai salari
versati ai ricorrenti (cfr. i rispettivi certificati di salario). Infatti, i lavoratori
che, senza domicilio o dimora fiscale in Svizzera, vi esercitano
un'attività lucrativa dipendente durante brevi periodi, durante la settimana
oppure come frontalieri, sono assoggettati all'imposta alla fonte sul reddito
della loro attività, conformemente agli articoli 83-86 (art. 91 LIFD; per le
imposte cantonali, cfr. art. 35 cpv. 1 lett. a LAID e art. 104 LT).

 

                                         Neppure determinante per
un domicilio all’estero è la produzione agli atti della dichiarazione di
tassazione da loro inoltrata alle autorità __________. La stessa non risulta
firmata, né datata. Non è pertanto dato sapere quando gli stessi l’abbiano inviata
al fisco __________. La decisione di tassazione __________ per il 2012 è stata
emessa solo a dicembre del 2015 e, con la medesima, è stato messo a loro carico
un “Verspätungszuschlag”, cioè un supplemento d’imposta previsto proprio
per il caso in cui una dichiarazione d’imposta viene presentata in ritardo
(cfr. § 152 dell’Abgabenordnung germanica).

 

                                         Non è evidentemente
compatibile con il principio della buona fede che un contribuente decida in
quale Stato pagare le imposte, a dipendenza del rispettivo onere fiscale, e che
gli sia consentito di invocare una doppia imposizione internazionale dopo che
egli stesso l’ha provocata presentando una dichiarazione d’imposta in ritardo.

 

                                         Il centro degli interessi
dei contribuenti per il 2012 era in Svizzera e nel Canton Ticino, motivo per
cui essi sono imponibili illimitatamente in Svizzera in applicazione degli articoli
3 cpv. 1 LIFD e 2 cpv. 1 LT. 

 

 

                                   4.   Il ricorso è
respinto e la decisione di tassazione IC/IFD 2012 è confermata. La tassa di
giustizia e le spese sono poste a carico dei ricorrenti, soccombenti.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.  2’500.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr. 2’600.–

                                         sono a carico dei ricorrenti.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
  -
  __________;

  -;
  

  -;

  -.

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: