# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6b4ec7f9-fb85-59f3-9c9c-4048a5cb2a08
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-12-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.12.2023 D-6476/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6476-2023_2023-12-14.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6476/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 4  d i c e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Chiara Piras (presidente del collegio),  

Simon Thurnheer, Walter Lang,  

cancelliera Giulia Marelli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Iran,   

patrocinato da Sara Castronovo,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

istante,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Revisione; sentenza del Tribunale amministrativo federale  

D-4014/2023 del 26 ottobre 2023 / N (…). 

 

 

 

D-6476/2023 

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Fatti: 

A.  

L’interessato, asserito cittadino iraniano, ha presentato una domanda 

d’asilo in Svizzera il 14 marzo 2023. 

B.  

Con decisione dell’11 luglio 2023, notificata il giorno seguente, la Segrete-

ria di Stato della migrazione (in seguito: SEM) non è entrata nel merito della 

domanda d’asilo ai sensi dell’art. 31° cpv. 1 lett. b della legge sull'asilo del 

26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) e ha pronunciato il trasferimento dell’in-

teressato verso la Bulgaria nonché l’esecuzione del predetto provvedi-

mento. 

C.  

La sopracitata decisione è stata confermata dal Tribunale amministrativo 

federale (in seguito: Tribunale), nel frattempo adito su ricorso il 19 lu-

glio 2023, con sentenza D-4014/2023 emessa il 26 ottobre 2023. 

D.  

Il 23 novembre 2023, l’interessato si è rivolto al Tribunale con un’istanza di 

revisione, postulando, nello specifico, l’annullamento della sentenza  

D-4014/2023 e la “ripresa dell’istruzione da parte del Tribunale”; in subor-

dine l’annullamento della decisione della SEM e la restituzione degli atti ad 

essa “per il completamento dell’istruzione e per un nuovo esame delle al-

legazioni”. In detto contesto, egli ha altresì presentato una domanda di as-

sistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese 

processuali e del relativo anticipo. 

E.  

Il 24 novembre 2023, il Tribunale ha sospeso in via supercautelare l’ese-

cuzione dell’allontanamento. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Per le procedure dinanzi al Tribunale è determinante la legge federale 

sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021), in 

quanto la legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 

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(LTAF, RS 173.32) non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). Secondo l’art. 31 

LTAF, il Tribunale giudica ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA. Il 

Tribunale è altresì competente per pronunciarsi in merito alle domande di 

revisione interposte contro le proprie sentenze (cfr. DTAF 2007/21 con-

sid. 2.1). Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici 

(art. 21 cpv. 1 LTAF).  

1.2 Per rinvio dell’art. 45 LTAF, le domande di revisione interposte contro 

le sentenze del Tribunale sottostanno alle condizioni di cui agli art. 121–

128 LTF. Per il contenuto e la forma è applicabile l’art. 67 cpv. 3 PA (art. 47 

LTAF). 

1.3 L’istante è particolarmente toccato dalla sentenza del Tribunale  

D-4014/2023 e vanta un interesse degno di protezione all'annullamento o 

alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad 

inoltrare la presente istanza di revisione (art. 89 cpv. 1 LTF, per analogia; 

cfr. in merito MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem 

Bundesverwaltungsgericht, 3° ed. 2022, n. 5.70). 

2.  

2.1 La domanda di revisione costituisce il solo rimedio di diritto suscettibile 

di essere esercitato nei confronti di una sentenza del Tribunale cresciuta in 

giudicato. Se l’istanza interposta viene accolta, la crescita in giudicato della 

sentenza impugnata sarà annullata e la fattispecie dovrà nuovamente es-

sere giudicata. 

2.2 In maniera del tutto generale, la revisione, in quanto rimedio di diritto 

straordinario soggetto ad essere esercitato solo a severe condizioni, non 

consente di ridiscutere liberamente la sentenza di cui è chiesta la revisione 

(cfr. ESCHER, in: Niggli/Uebersax/Wiprächtiger [Hrsg.], Basler Kommentar 

zum Bundesgerichtsgesetz, 3° ed. 2018, art. 121 n. 1; VON WERDT, in: Sei-

ler/von Werdt/Güngerich/Oberholzer, Stämpflis Handkommentar SHK, 

Bundesgerichtsgesetz, 2° ed. 2015, art. 121 n. 9). La procedura di revi-

sione non permette difatti di sollevare censure che avrebbero dovuto es-

sere formulate nella precedente procedura o di riproporre critiche sulle 

quali il Tribunale si è già pronunciato. La revisione non è inoltre data per 

correggere presunti errori giuridici, per beneficiare di una nuova interpreta-

zione o prassi né tantomeno per ottenere un nuovo apprezzamento di fatti 

già noti al momento dell’emissione della sentenza di cui viene richiesta la 

revisione (cfr. tra le tante la sentenza del Tribunale D-2422/2023 del 15 no-

vembre 2023 consid. 2.3).  

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2.3 I motivi di revisione, esaustivi, sono enunciati agli art. 121–123 LTF 

(art. 45 LTF). Per essere ammissibile, l'istanza di revisione dev'essere mo-

tivata, ovvero l'istante deve prevalersi di uno dei motivi legali di revisione o 

quantomeno invocare dei fatti costitutivi del medesimo. Non è invece ne-

cessario che il motivo invocato sia realizzato, trattandosi in tal caso di una 

condizione per l'accoglimento della domanda e non di una condizione di 

ricevibilità. Infine, l’istanza di revisione deve rispettare i termini previsti dalla 

legge (art. 124 LTF).  

2.4 Nel caso di specie, viene invocato espressamente il motivo di revisione 

di cui all’art. 123 cpv. 2 lett. a LTF, il termine di 90 giorni risulta rispettato e 

pure gli altri criteri formali suesposti sono adempiuti.  

3.  

Per quanto riguarda la conclusione n. 2 dell’istanza, con la quale viene 

richiesto l’annullamento della decisione della SEM e la restituzione degli 

atti alla predetta autorità per il completamento dell’istruzione e per un 

nuovo esame delle allegazioni, il Tribunale constata che tale richiesta verrà 

esaminata nell’ambito di una nuova procedura di ricorso in caso di accogli-

mento della domanda di revisione (cfr. art. 67 cpv. 3 in fine PA).  

4.  

L’istante fonda la sua richiesta di revisione su mezzi di prova nuovi, che 

ritiene tali da rimettere in discussione l’esito della procedura anteriore. Si 

tratta nello specifico di un rapporto medico della “(…)” del 31 ottobre 2023, 

un rapporto medico del 10 novembre 2023 della “(…)” e una conferma di 

degenza “Aufenthaltsbestätigung Klinik B._______” del 31 ottobre 2023 

della “(…)”. Egli precisa che, sebbene tali documenti siano insorti dopo la 

sentenza del Tribunale D-4014/2023, questi sarebbero motivo di revisione 

poiché comproverebbero un fatto già esistente durante la procedura di ri-

corso, ossia il suo tentativo di suicido con conseguente ricovero (cfr. 

istanza di revisione pag. 7).  

5.  

5.1 Giusta l’art. 123 cpv. 2 lett. a LTF la revisione può essere domandata 

se l’istante, dopo la pronuncia della sentenza, viene a conoscenza di fatti 

rilevanti o ritrova mezzi di prova decisivi che non ha potuto addurre nel 

procedimento precedente, esclusi i fatti e i mezzi di prova posteriori alla 

sentenza (cfr. DTAF 2013/22 consid. 13.2). La possibilità di revisione si 

limita così ai cosiddetti “pseudo nova” e meglio, ai fatti ed ai mezzi di prova 

anteriori alla sentenza, ma insorti in seguito (cfr. DTAF 2019 I/8 con-

sid. 4.3.2).  

https://www.swisslex.ch/doc/aol/36b3d367-2872-422f-98f6-355226dd42f9/bb0e8d72-c3ef-4871-8110-c18ccd939ece/source/document-link

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5.2 Su questi presupposti, giustificano una revisione soltanto i fatti che si 

sono realizzati fino al momento in cui, nella procedura principale, erano 

ancora ammissibili delle allegazioni di fatto, sebbene non fossero noti al 

ricorrente malgrado tutta la sua diligenza. Per quanto concerne i mezzi di 

prova, essi dovevano innanzitutto già esistere al momento della pronuncia 

della sentenza emessa nella procedura ordinaria, e meglio, prima del mo-

mento in cui avrebbero potuto essere introdotti in modo ammissibile in tale 

procedimento. I mezzi di prova devono servire a comprovare i fatti nuovi 

che giustificano la revisione oppure fatti già noti e allegati nel procedimento 

precedente, che tuttavia non avevano potuto essere provati, a discapito del 

richiedente. Se i nuovi mezzi di prova sono destinati a provare dei fatti so-

stenuti in precedenza, il richiedente deve pure dimostrare di non essere 

stato in grado di invocarli in tale procedimento (cfr. DTAF 2013/37 consid. 

2.2 e 3). Inoltre, i fatti e i mezzi di prova devono essere rilevanti, vale a dire 

di natura tale da modificare la fattispecie alla base della sentenza conte-

stata e condurre a un giudizio diverso (cfr. DTAF 2019 I/8 consid. 4.3.2).  

5.3 Nel caso de quo, l’istante ha prodotto tre mezzi di prova, con data po-

steriore a quella della sentenza D-4014/2023, sottolineando il loro riferi-

mento a fatti anteriori. Tale costellazione giustifica un’eccezione (parziale) 

al principio sopra esposto: Il fatto che l’istante, per dimostrare fatti anteriori, 

si avvalga di prove insorte unicamente dopo la sentenza contestata, e che 

rappresentano dunque “veri nova”, non pregiudica, in casu, la loro ammis-

sibilità quale motivo di revisione ai sensi dell’art. 123 cpv. 2 lett. a LTF, pre-

messe l’uso della dovuta diligenza (cfr. sotto, consid. 6.2) e la loro rilevanza 

(cfr. sotto, consid. 6.3). Difatti, la sentenza DTAF 2013/22 (cfr. sopra, con-

sid. 5.1) fa riferimento alla costellazione in cui le prove prodotte facevano 

riferimento ad un fatto già noto ed allegato nel procedimento precedente, 

che tuttavia non aveva potuto essere provato, a discapito del richiedente. 

Nella fattispecie citata, contrariamente a quella qui in esame, risultava dun-

que nuova unicamente la prova, e non il fatto. La presente istanza di revi-

sione, invece, si basa de facto sull’allegazione di un fatto nuovo, e i mezzi 

di prova consegnati hanno unicamente lo scopo di provare l’esistenza di 

tale fatto al momento della sentenza di cui viene chiesta la revisione (cfr. 

sentenza del Tribunale D-4461/2023 del 2 novembre 2023 consid. 3.5 con 

ulteriori rif. cit.).  

  

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6.  

6.1 Nell’ambito di un’istanza di revisione basata sull’art. 123 cpv. 2  

lett. a LTF non è sufficiente che l'istante proponga semplicemente, dopo il 

giudizio di merito, fatti rilevanti o mezzi di prova potenzialmente decisivi, 

bensì occorre che egli dimostri che usando la diligenza ragionevolmente 

esigibile dalla parte, egli non abbia potuto averne conoscenza o scoprirli 

prima, oppure che, pur avendone conoscenza, non sia stato in grado di 

produrli o farli valere nel procedimento precedente. È necessario, in altri 

termini, che l'istante, senza sua colpa, tenuto conto della concreta situa-

zione processuale e delle regole di rito applicabili, si sia trovato nell'impos-

sibilità di esibire precedentemente le prove ed i fatti in questione (cfr. MO-

SER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, op. cit., n. 5.47 segg.; OBER-HOLZER, 

in: Seiler/von Werdt/Güngerich/Oberholzer, Stämpflis Handkommentar 

SHK, Bundesgerichtsgesetz [BGG], 3° ed. 2018, art. 123 n. 8).  

6.2 Nel caso di specie, va da sé che l’istante sia stato a conoscenza del 

peggioramento del proprio stato di salute rispettivamente del proprio rico-

vero sin dal momento in cui esso è avvenuto. Quanto all’impossibilità di far 

valere tali circostanze nell’ambito del procedimento precedente, l’istante 

osserva che i rapporti medici in merito sarebbero stati redatti solo succes-

sivamente all’emanazione della sentenza del Tribunale del 26 ottobre 

2023, trattandosi di un’oggettiva impossibilità di reperirli precedentemente 

(cfr. istanza di revisione pag. 3). Inoltre, il suo fragile stato di salute non gli 

avrebbe permesso di “documentare ulteriormente” il suo stato e la sua pa-

trocinatrice ne sarebbe venuta a conoscenza unicamente tramite i predetti 

rapporti medici (cfr. istanza di revisione pag. 6). L’istanza non contiene, per 

il resto, alcuna giustificazione in merito al motivo per cui non sarebbe, in 

concreto, stato possibile per l’istante informare il Tribunale riguardo al peg-

gioramento del suo stato di salute a prescindere dai relativi rapporti medici. 

A tal proposito, va sottolineato che il ricovero è avvenuto il 13 ottobre 2023, 

quasi due settimane prima dell’emanazione della sentenza in questione. 

Dalla documentazione medica versata agli atti non si evince una condi-

zione di salute che, a mente di questo Tribunale, avrebbe reso impossibile 

all’istante di contattare perlomeno la sua patrocinatrice (cfr. i rapporti me-

dici del 10 novembre 2023 della “(…)”, pag. 2, e della “(…)” del 31 ottobre 

2023, pag. 3). Considerato ciò, l’istante non ha dimostrato che, usando la 

diligenza dovuta e ragionevolmente esigibile, egli non avrebbe potuto ad-

durre i fatti nuovi già prima della pronuncia della sentenza del Tribunale, 

oggetto della presente istanza di revisione.  

6.3 Alla luce di quanto precede, le allegazioni dell’istante circa il peggiora-

mento del suo stato di salute con conseguente ricovero sono da 

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considerarsi tardive. Di conseguenza, si rende superflua la valutazione 

della loro rilevanza. 

7.  

7.1 Nella procedura di revisione, le allegazioni tardive possono essere co-

munque prese in considerazione se da esse risultano degli ostacoli al rin-

vio, ossia quando l’istante dimostra, con le allegazioni sollevate nell’ambito 

della domanda di revisione, di essere minacciato in modo serio e concreto 

da persecuzioni o da trattamenti contrari ai diritti umani (cfr. DTAF 2021 

VI/4; Giurisprudenza ed Informazioni della Commissione svizzera di ricorso 

in materia d'asilo [GICRA] 1995 n. 9). Secondo prassi costante del Tribu-

nale, non è sufficiente la semplice allegazione di una costellazione del ge-

nere, bensì deve essere dimostrato dall’istante un rischio attuale e serio in 

tal senso.  

7.2 Nella fattispecie, l’istante con l’istanza di revisione non ha dimostrato 

la presenza di ostacoli di questo tipo relativi al suo trasferimento in Bulga-

ria, ma si è limitato, per la maggior parte, a riferimenti a rapporti di organiz-

zazioni internazionali e a testimonianze di terze persone (senza indica-

zione delle fonti), sulla base delle quali sarebbe indicata segnatamente una 

nuova valutazione di un’eventuale violazione dell’art. 3 della Convenzione 

del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà 

fondamentali (CEDU, RS 0.101). In proposito, va rammentato che il respin-

gimento forzato di persone che soffrono di problemi medici, costituisce una 

violazione dell’art. 3 CEDU unicamente in circostanze eccezionali (cfr. sen-

tenza della Corte europea dei diritti dell'uomo [Corte EDU] Paposhvili con-

tro Belgio del 13 dicembre 2016 [Grande Camera], 41738/10, §181 e 

segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1). Per il resto, per completezza, il Tribunale 

rinvia alla sua giurisprudenza in merito ai trasferimenti in Bulgaria nell’am-

bito di procedure Dublino di persone affette di patologie psichiatriche (cfr. 

sentenze del Tribunale D-2887/2023 del 23 agosto 2023 consid. 6.4; E-

3750/2023 del 17 luglio 2023 consid. 8; E-2068/2023 del 26 aprile 2023 

consid. 6.3).  

8.  

Alla luce di quanto precede, l’istanza di revisione è inammissibile (cfr. DTAF 

2021 VI/4 consid. 12). 

  

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Pagina 8 

9.  

9.1 Avendo il Tribunale con la presente sentenza statuito in merito 

all’istanza, la domanda formulata a titolo pregiudiziale di concessione 

dell'effetto sospensivo è divenuta senza oggetto. Le misure supercautelari 

pronunciate il 24 novembre 2023 decadono.  

9.2 Per lo stesso motivo, anche la domanda di esenzione dal versamento 

di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è priva di og-

getto. 

10.  

10.1 Ritenuta l’istanza di revisione sprovvista di probabilità di esito favore-

vole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

pagamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA), è respinta.  

10.2 Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 1’500.– che 

seguono la soccombenza sono poste a carico dell’istante (art. 37 LTAF; 63 

cpv. 1 PA nonché art. 1–3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).  

(dispositivo pagina seguente)  

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Il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

L’istanza di revisione è inammissibile.  

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta.  

3.  

Le spese processuali di CHF 1'500.– sono poste a carico dell’istante. Tale 

ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-

derale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente 

sentenza.  

4.   

Questa sentenza è comunicata all’istante, alla SEM e all’autorità cantonale 

competente.  

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Giulia Marelli 

 

Data di spedizione: