# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 78e74fbd-dc85-52ce-afa1-6174deb58200
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-05-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 16.05.2000 15.1999.00068
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1999-00068_2000-05-16.html

## Full Text

Incarto n.

  15.1999.00068

  15.1999.00078

  	
  Lugano

  16 maggio
  2000 /CJ/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo sul
ricorso 23 aprile 1999

 

__________ 

 

e meglio contro il
verbale di pignoramento 12 aprile 1999 emanato nell’esecuzione __________
diretta contro

 

__________ 

 

visto l'incarto
completo relativo alla procedura ricorsuale (inc. __________) e la
dichiarazione di fallimento 13 marzo 2000 del Pretore del Distretto di Lugano
contro l’escusso,

 

ritenuto

in fatto:                 A.      Basandosi
su un attestato di carenza beni definitivo in seguito a pignoramento
rilasciatole il 9 dicembre 1998 dall’UE di Lugano, in un’esecuzione precedente
n. __________, la ricorrente ha chiesto, il 16 febbraio 1999, la continuazione
dell’esecuzione, senza notifica di un nuovo precetto esecutivo, per un importo
di fr. 41'022,50 (doc. F). Tale esecuzione è stata registrata sotto il numero
__________.

                                          Il
12 aprile 1999, l’UE di Lugano ha spedito alla ricorrente il verbale di
pignoramento (doc. A), dal quale risulta che il pignoramento a favore del
gruppo n. __________, al quale partecipa la ricorrente, è stato eseguito il 25
febbraio 1999, che è stata pignorata una somma mensile di fr. 1'500.— sul
salario dell’escusso, e che nel termine di partecipazione, che scadeva il 27
marzo 1999, altri 5 escutenti avevano chiesto la prosecuzione della propria
esecuzione e dunque partecipano al gruppo n. __________.

 

                                B.      Contro
questo verbale di pignoramento si aggrava tempestivamente la ricorrente con
reclamo (recte ricorso) 23 aprile 1999, chiedendo che sia fatto obbligo all’UE
di Lugano di giustificare i versamenti fatti o da fare ai creditori dal 1°
ottobre 1998 al 30 novembre 1999 nonché alcune delle poste riconosciute per il
calcolo del minimo di esistenza (lett. c, d, f, g, h).

                                          

                                C.      L’UE
di Lugano, nelle sue osservazioni 18 maggio 1999, chiede che il ricorso sia
respinto.

 

                                D.      Con
scritto 1° giugno 1999, la ricorrente ha dichiarato di rinunciare alla
contestazione dell’affitto preso in considerazione nel calcolo del minimo di
esistenza, visto che l’UE di Lugano aveva, con scritto 4 maggio 1999, avvertito
l’escusso che, in consonanza con la giurisprudenza vigente, esso avrebbe preso
in considerazione per il calcolo del minimo vitale un affitto mensile di fr.
800.— a partire dalla prossima scadenza contrattuale, ossia dal 1° aprile 2000.
Con lettera 12 maggio 1999, l’escusso ha chiesto all’UE di Lugano che la posta
relativo all’affitto figurante nel calcolo del minimo vitale non fosse
modificata.

 

                                E.      Il
23 giugno 1999, l’escusso è stato sentito dalla scrivente Camera nella forma
dell’interrogatorio formale. Ha prodotto alcuni documenti, anche dopo
l’udienza.

 

                                F.      Il
13 marzo 2000, il Pretore del Distretto di Lugano ha dichiarato il fallimento
di __________ __________.

 

Considerato

in diritto:              1.      Secondo gli art. 20a cpv. 2 n. 2 LEF e 19 cpv. 1 LPR,
l’autorità di vigilanza constata i fatti d’ufficio. Questa Camera ha già avuto
modo di giudicare che i nova sono ammissibili in materia di ricorso (CEF 18
aprile 1999 su ricorso ing. T., cons. 3a). In casu, vanno pertanto esaminati gli
effetti del fallimento dell’(ex-) escusso sul presente ricorso.

 

                               a.      Giusta
l’art. 199 LEF, i beni pignorati non peranco realizzati al momento della
dichiarazione di fallimento sono devoluti alla massa (cpv. 1); tuttavia, se i
termini di partecipazione al pignoramento (art. 110 e 111 LEF) sono scaduti, le
somme già ricavate dal pignoramento di denaro, di crediti e di salari, nonché
dalla realizzazione di beni, sono ripartite a norma degli art. 144 a 150 LEF,
l’eventuale eccedenza spettando alla massa (cpv. 2).

 

                               b.      Il
ricorso in esame è dunque diventato privo di oggetto nella misura in cui si
riferisce a beni dell’escusso non ancora realizzati il 13 marzo 2000, cioè ai
crediti di salario sorti dopo questa data ‑ o sorti anteriormente, ma non
incassati dall’UE prima di questa data. Di conseguenza, tutte le critiche del
ricorrente relative al calcolo del minimo vitale (secondo e terzo punto del n.
1 delle conclusioni) sono diventate prive di oggetto, dato che pure se esse
dovessero essere ammesse, l’UE non dispone più del potere di pignorare somme di
denaro (o beni comprati con queste somme) già versate all’escusso, quand’anche
non necessarie alla copertura del suo minimo d’esistenza, ed eventualmente
ancora in possesso di questo, visto che tali (ipotetici) beni sono caduti nella
massa al momento dell’apertura del fallimento; in assenza di beni pignorabili
diversi dall’eccedenza pignorabile dei crediti di salario, l’UE, d’altronde,
non potrebbe nemmeno eseguire un pignoramento complementare ai sensi dell’art.
145 cpv. 1 LEF.

 

                               2.      La
ricorrente chiede poi la giustificazione dei versamenti fatti o da fare dall’UE
dal 1° ottobre 1998 al 30 novembre 1999 (primo punto del n. 1 delle
conclusioni). Tale domanda è prematura. Potrà essere, se del caso, sollevata
solo al momento della ripartizione effettiva del provento del pignoramento in
seno al gruppo n. __________.

 

                               3.      La
ricorrente, nei motivi dell’allegato di ricorso, insorge inoltre contro il
fatto che l’UE di Lugano, sia nell’esecuzione n. __________ (gruppo n. __________)
che nell’esecuzione n. __________ (gruppo n. __________), abbia rinviato
l’inizio del pignoramento per mesi e che il precedente pignoramento sia durato
meno di un anno. Ella ritiene inoltre inverosimile che i creditori che
partecipano al gruppo n. __________ per il quale è stato rilasciato il verbale
impugnato (doc. A) siano otto (recte sei), mentre, secondo il doc. C (verbale
di pignoramento relativo al gruppo n. __________), erano solo due all’inizio di
gennaio 1998.

 

                               a.      La
questione della successione temporale dei gruppi va esaminata, poiché un errore
nella determinazione della durata dei diversi pignoramenti potrebbe, se del
caso, essere corretta a favore del gruppo al quale partecipa la ricorrente.

 

                               b.      Il
ricorso in oggetto è tuttavia evidentemente tardivo quanto alla questione della
regolarità dell’esecuzione precedente n. __________; la ricorrente avrebbe
dovuto far valere le sue ragioni nel termine di 10 giorni a contare dal
rilascio dell’attestato di carenza di beni 9 dicembre 1998 invocato quale
titolo nell’esecuzione n. __________ in corso. Si precisa comunque che se i
redditi dell’escusso possono sì essere pignorati per un anno al massimo dal
giorno dell’esecuzione del pignoramento (art. 93 cpv. 2 LEF), tale pignoramento
può portare solo sulla parte dell’eccedenza pignorabile del reddito non
necessaria alla copertura dei crediti che fanno parte di un gruppo precedente
(cfr. art. 110 cpv. 3 LEF). Può quindi capitare che un gruppo riceva
l’eccedenza pignorabile solo per un mese quando la stessa, per gli undici mesi
precedenti, sia stata interamente assorbita da un gruppo anteriore e il
pignoramento a favore di questo gruppo sia stato eseguito meno di due mesi
prima dell’esecuzione del pignoramento a favore del gruppo posteriore (cfr. Pierre-Robert
Gilliéron, Commentaire de la LP (art.
89-158), Losanna 2000, n. 139 art. 93; DTF 98 III 15-16).

 

                               c.      L’osservazione
di cui al punto b vale pure per il gruppo n. __________ di cui fa parte la
ricorrente per il proprio credito fatto valere con l’esecuzione n. __________
nonché per i gruppi precedenti. Si esaminerà in seguito unicamente la
situazione dei gruppi al beneficio di un pignoramento del salario dell’escusso
al momento dell’esecuzione del pignoramento a favore del gruppo n. __________
(25 febbraio 1999). 

                                         Il
pignoramento del salario di __________ a favore del gruppo n. __________ (9
crediti, per un importo complessivo di fr. 8'279,50) è stato eseguito il 18
marzo 1998; vista l’esistenza di un pignoramento a favore di un gruppo
precedente (per la precisione il suddetto gruppo __________ del quale faceva
parte la ricorrente), solo le quote pignorabili dei salari dei mesi da dicembre
1998 a marzo 1999 sono state effettivamente versate ai creditori del gruppo n.
__________.

                                         Il
pignoramento del salario successivo a favore del gruppo n. __________ (5
crediti, per un importo complessivo di fr. 19'214,65) è stato eseguito il 3
luglio 1998; vista l’esistenza del pignoramento a favore del gruppo precedente
n. __________, solo le quote pignorabili dei salari dei mesi da aprile 1999 a
luglio 1999 sono state effettivamente versate ai creditori del gruppo n.
__________. 

                                         Il
pignoramento di salario successivo a favore del gruppo n. __________ (4
crediti, per un importo complessivo di fr. 12'222,60) è stato eseguito il 13
novembre 1998; vista l’esistenza del pignoramento a favore del gruppo
precedente n. __________, solo le quote pignorabili dei salari dei mesi da
agosto 1999 a novembre 1999 sono state effettivamente versate ai creditori del
gruppo n. __________. 

                                         Infine,
il pignoramento di salario a favore del gruppo n. __________ (8 crediti, per un
importo complessivo di fr. 50'191,60) è stato eseguito il 25 febbraio 1999;
vista l’esistenza del pignoramento a favore del gruppo precedente n.
__________, solo le quote pignorabili dei salari dei mesi da dicembre 1999 a
febbraio 2000 saranno effettivamente versate ai creditori del gruppo n.
__________.

 

                               d.      La
formazione dei gruppi è pertanto stata effettuata conformemente alla legge.

 

                               4.      La
ricorrente critica pure l’indicazione sul verbale di pignoramento del termine
nel quale può essere chiesta la vendita, una domanda di realizzazione essendo
inutile in materia di pignoramento di salario. L’UE condivide l’opinione della
ricorrente ma osserva che il verbale di pignoramento, al punto 2 delle
spiegazioni sul lato sinistro dell’indicazione criticata, menziona
espressamente la dispensa di domanda di vendita in caso – segnatamente ‑
di pignoramento di redditi. In realtà, l’indicazione del termine per chiedere
la vendita è giustificata dal fatto che qualora il datore di lavoro non avesse
consegnato alla scadenza le somme pignorate, la realizzazione del diritto a
queste somme deve (e non può, cfr. circolare CEF n. 15) essere domandata entro
quindici mesi dal pignoramento, come rettamente indicato dall’UE (fino al 25
maggio 2000). 

 

                                5.      Ne
consegue la reiezione del gravame. Sulle tasse occorre ricordare a futura
memoria che ‑ benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema
di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (Jean-François
Poudret/Suzette Sandoz-Monod, Commentaire de la loi fédérale
d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990,n. 2.10 all'art. 81, p. 804) ‑
siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art.
20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383
cons. 2a). Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2
OTLEF).

 

 

 

 

 

Richiamati gli art. 17, 20a, 93, 110, e 199
LEF, nonché 62 OTLEF,

 

 

pronuncia:            1.     Il ricorso 23 aprile 1999 __________,
è respinto.

 

                                 2.     Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                 3.     Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                    4.   Intimazione:              ___________

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                           La
segretaria