# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2ac6a836-1632-5c76-9708-a196560921d0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-02-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 12.02.2001 15.2001.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2001-10_2001-02-12.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2001.00010

  	
  Lugano

  12 febbraio
  2001

  EC/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, vicepresidente, 

  Rusca e Chiesa (quest'ultimo in sostituzione del giudice Cometta, assente)

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

 

statuendo sul ricorso 13 novembre 2000 di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti di
Riviera e meglio contro il calcolo del minimo d’esistenza della debitrice e
l’emissione dell’attestato di carenza beni dell’8 novembre 2000 nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ promossa dal reclamante contro:

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

viste le
osservazioni 10 gennaio 2001 dell’UEF di Riviera;

 

esaminati atti e
documenti;

 

ritenuto

 

in fatto:

 

                                   A.  __________
procede nei confronti di __________ per l’incasso del proprio credito di fr.
3'987.50 oltre accessori. In data 8 novembre 2000 l’UEF di Riviera ha
rilasciato all’escutente un attestato di carenza beni per l’importo di fr.
4'488.75, accertando, per quanto concerne il reddito dell’escussa e del marito,
l’assenza di ogni eccedenza pignorabile, in base al calcolo seguente:

 

                                          Introiti:      

                                          Debitore                                                                 fr.     2'500.--

                                          Contr.
moglie                                                         fr.     1'077.--

                                          Totale
mensile                                                       fr.     3'577.--

                                                  

                                          Minimo
di esistenza:

                                          Minimo
base                          fr.  1’370.--

                                          locazione                                fr.   1'210.--

                                          cassa
malati                          fr.    492.--

                                          trasferte                                  fr.    600.--

                                          pasti
fuori (lui)                        fr.    180.--

                                          totale
deduzioni                     fr.  3'852.-- fr.           Fr.   3'852.--.

 

                                    B.   Con ricorso 13 novembre 2000 __________ è insorto contro il
conteggio allestito dall’UEF di Riviera e contro l’emissione dell’attestato di
carenza beni dell’8 novembre 2000.

 

                                    C.   Delle
osservazioni dell’UEF di Riviera, postulanti la reiezione del gravame, si dirà,
per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato 

 

 

in diritto:

 

                                   1.   Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità
di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al
momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del
debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21, 108
III 12, 106 III 13; Georges Vonder Mühll,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 17 ad art.
93), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere
tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III
13).

                                         Nell’esecuzione
del pignoramento o del sequestro di salario l’organo di esecuzione forzata
allestisce il relativo verbale tenendo conto dei ricavi e delle spese effettivi
mensili.

 

 

                                   2.   Il 1° gennaio 2001 è entrata in vigore la nuova Tabella per il
calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (FUCT
n. 1 del 2/2001 pag. 74 ss.). Da tale data la nuova Tabella risulta applicabile
anche a quei pignoramenti di salario iniziati sotto l’imperio della Tabella del
1. gennaio 1994, ma solo a far tempo dal 1° gennaio 2001 (cfr. punto IX della
nuova Tabella). 

 

                                   3.   Nel caso in cui sia il debitore che il suo coniuge dispongano di un
reddito, occorre tenere conto dell’art. 163 CC, secondo il quale i coniugi
provvedono in comune, ciascuno nella misura delle proprie forze, al
mantenimento della famiglia. La Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del
Tribunale federale nelle DTF 116 III 78 e 114 III 15 ha stabilito che
per calcolare la quota di reddito pignorabile occorre, in primo luogo, determinare
il reddito di ambedue i coniugi e il loro minimo vitale comune; poi, ripartire
tra di essi il minimo vitale ottenuto in relazione con il reddito netto. La
quota pignorabile del reddito del coniuge escusso risulta sottraendo la sua
parte del minimo vitale dal suo reddito determinante (Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs
- und Konkursrechts, Berna 1997, § 23 n.66, p. 178/179). 

 

                                   4.   Nel
caso di specie, i coniugi __________ dispongono entrambi di un reddito,
ammontante rispettivamente a fr. 1'077.20.-- mensili per l’escussa (cfr.
conteggio della __________ relativo all’indennità giornaliera per malattia
percepita dalla debitrice) e di fr. 2'503.25..-- per il marito (cfr. conteggi
di salario emessi dalla __________ per i mesi di giugno e settembre 2000). Di
conseguenza l’UEF di Riviera ha agito correttamente inserendo nel calcolo del
reddito pignorabile a carico dell’escussa, il guadagno conseguito dal coniuge.

 

                                   5.

 

                                  a)   Secondo
il punto 1.2 della Tabella dei minimi di esistenza agli effetti del diritto
esecutivo del 1. gennaio 1994, applicabile quando l’UEF ha preso il
provvedimento impugnato, l’importo base mensile per coniugi ammonta fr.
1’370.--.

 

                                  b)   Secondo il punto 1.1 della Tabella l’importo base di fr.  1’370.-- è
comprensivo delle spese di sostentamento. Il debitore che è costretto, per
motivi di lavoro, a prendere i pasti fuori dell’economia domestica ha diritto a
un supplemento da fr. 6.-- a fr. 9.-- per ogni pasto principale (cfr. Tabella,
punto 2.4.3). __________ lavora a __________ ed abita a __________. Di
conseguenza egli è costretto a consumare il pasto di mezzogiorno fuori
domicilio  L’importo mensile di fr. 180.—riconosciuto dall’UEF di Riviera
risulta quindi conforme al punto 2.4.3 della Tabella.

 

                                  c)   Per il calcolo del minimo di esistenza va considerato il minimo di
esistenza concreto ed oggettivo del debitore e della sua famiglia, non quello
confacente al loro ceto e tenore di vita abituale. Solo in questo modo è
infatti possibile tenere conto sia degli interessi del debitore che del
creditore (DTF 119 III 71 cons. 3b e rif. ivi).

 

                                  d)   Il principio secondo il quale il debitore pignorato deve limitare il
suo tenore di vita e vivere con il minimo di esistenza calcolato vale anche per
le spese dell’alloggio. 

 

                                         Nel
determinare il minimo vitale va considerato il canone locatizio conforme
all’uso locale per un alloggio del quale si possa pretendere che l’escusso si
accontenti nelle circostanze concrete, ritenuto l’imperativo categorico di
ridurre al minimo le spese per un’abitazione adeguata alle sue necessità e
possibilità (DTF 104 III 38-41, 87 III 102 e 57 III 207; CEF 8 aprile 1991 su
reclamo C.R: cons. 1, 30 agosto 1988 su reclamo B. cons. 4c, 4 agosto 1988 su
reclamo S e 12 giugno 1970 in Rep. 1971 p. 117). L’importo del canone va messo
in relazione con il reddito dell’escusso (CEF 16 febbraio 1989 su reclamo S.
cons. 5b).

                                         Il
debitore non può essere costretto dalle autorità di esecuzione ad occupare un
alloggio corrispondente ai suoi mezzi finanziari: tuttavia il canone deve
essere ridotto ad una misura normale se l’escusso utilizza un’abitazione
costosa solo per sua eccessiva comodità (DTF 114 III 12-18 cons. 2 e 4; CEF 16
febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b). La decurtazione del quantum può però, di
regola, essere operante solo nel rispetto dei termini contrattuali (DTF 119 III
73; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, Berna
1997, § 23 n. 64 p. 178).

                                         Nel
caso in esame la debitrice ha ottenuto nel calcolo del minimo di esistenza il
riconoscimento di fr. 1’030.-- a titolo di canone locatizio oltre a un acconto
spese di fr. 180.-- (comprensivo delle spese di riscaldamento) per
l’appartamento di 4 ½ locali che occupa unitamente al marito a __________.

                                         E’
di tutta evidenza che per una famiglia di due persone l’alloggio occupato ed il
relativo canone locatizio deve essere considerato un onere sproporzionato che,
a far tempo dal primo termine utile di disdetta, non può più essere computato
interamente nel minimo esistenziale.

                                         Dal
contratto di locazione si evince che la disdetta può essere data per la prima
volta per la fine di dicembre 2001: fino a quella data quindi l'intera pigione
va inclusa nel minimo vitale. Alla debitrice va comunque ricordato che, in caso
di ulteriori pignoramenti, dal gennaio 2002 le verrà riconosciuto quale canone
locatizio un importo massimo di fr. 900.--, spese di riscaldamento comprese,
per un appartamento di 2 ½ locali, ritenuto confacente ad una famiglia di due
persone. 

                                         Dal
contratto di locazione stipulato il 30 dicembre 1997 (pto 24) si evince inoltre
che l’immobile occupato dai coniugi __________ beneficia del sussidio cantonale
per l’alloggio, qualora evidentemente i locatari ne adempiano le condizioni.
Dagli atti causa non emerge però che l’UEF abbia verificato se i coniugi __________,
visto il loro reddito modesto, beneficino di questo sussidio: anche per questo
motivo, oltre che per i motivi che verranno evidenziati qui di seguito, si
impone la retrocessione dell’incarto all’UEF di Riviera affinché esperisca i
necessari accertamenti. 

 

                                  e)   E’ principio giurisprudenziale e dottrinale indiscusso che le
spese fisse e correnti connesse all’uso di un’automobile rientrano nel minimo
di esistenza del debitore solo se il veicolo viene dichiarato impignorabile ex
art. 92 n. 3 LEF, ossia se il veicolo è necessario al debitore per l’esercizio
della sua professione (cfr. DTF 117 III 22, 104 III 73, 97 III 52; Amonn/Gasser, op. cit., § 23 n.27,
p.170; Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung
und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol. I, Zurigo 1984, § 24 n. 60). In casu
__________ abita a __________ e lavora a __________. L’UEF di Riviera ha
riconosciuto a titolo di spese di trasferta l’importo mensile di fr. 600.--.

                                         In
concreto non è comunque dato di saper all’Autorità di vigilanza se per
__________ sia necessario l’utilizzo di una vettura privata per recarsi al
lavoro. Abitando a __________ e lavorando a __________, vi è infatti da
presumere, in assenza di motivi particolari, la possibilità concreta da parte
del marito dell’escussa di far capo all’uso del treno, essendo entrambi questi
paesi attraversati dalla linea ferroviaria. Siffatto accertamento deve essere
eseguito quindi dall’Ufficio di esecuzione.

 

                                   f)   Ai coniugi __________ è stato riconosciuto dall’UEF di Riviera
l’importo mensile di fr. 492.-- quali spese per la cassa malattia. Dalla
documentazione agli atti si evince però unicamente che il premio bimestrale di
__________ nel 1999 ammontava a fr. 500.--. Relativamente ai premi dovuti dalla
debitrice nulla invece figura agli atti. Inoltre dal richiamo di pagamento del
31 luglio 1999 sembrerebbe che __________ neppure paghi il premio della propria
cassa malattia. Va qui ricordato che oltre alla prova dell’esistenza e del
carattere indispensabile delle spese da prendere in considerazione nel minimo
di esistenza, l’ufficio deve anche accertare che l’escusso effettivamente le
paghi (cfr. Vonder Mühll,
op. cit., n. 25 ad art. 93; Gilliéron,
op. cit., n. 106 ad art. 93). 

 

                                   6.   Per
l’art. 21 cpv. 4 LPR la sentenza che ammette il ricorso può riformare il
provvedimento impugnato o annullarlo con rinvio all’organo di esecuzione e
fallimento per un nuovo giudizio. Se il provvedimento impugnato contiene
accertamenti di fatto sufficienti, l’Autorità di vigilanza riforma il pregresso
giudizio; in caso contrario la vertenza è rinviata all’organo di esecuzione
affinché completi gli accertamenti ed emani un nuovo provvedimento. La
decisione sulla specie d’effetto rientra nel potere discrezionale dell’Autorità
di vigilanza (Flavio Cometta,
Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2 ad art. 21, p.260).

 

                                   7.   Nel caso di specie L’UEF di Riviera ha omesso di compiere i necessari
accertamenti atti a determinare l’importo che effettivamente pagano i coniugi
__________ quale canone di locazione, se per __________ sia necessario
l’utilizzo di una vettura privata per recarsi al lavoro, l’ammontare del premio
cassa malattia di entrambi i coniugi per il 2000 e se gli stessi effettivamente
lo pagano.

                                         Di
conseguenza l’incarto viene retrocesso all’UEF di Riviera per esperire i
necessari accertamenti e valutazioni e, nell’eventualità di un’eccedenza
pignorabile, per ordinarne il pignoramento. L’organo di esecuzione forzata
dovrà tener conto degli orientamenti giurisprudenziali richiamati al cons. 5,
con l’avvertenza che nell’ambito di un eventuale pignoramento di salario, dal
1. gennaio 2001 è applicabile la nuova Tabella dei minimi di esistenza.

 

                                   8.   Di conseguenza il ricorso 13 novembre 2000 di __________ è
accolto ai sensi dei considerandi.

                                         Sulle
tasse occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria
al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l’art.
17 LEF (Jean-François Poudret / Suzette
Sandoz-Monod, Commentaire
de la loi fédérale d’organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10
all’art. 81, pag. 804) – siffatto principio è stato codificato per espressa
volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a
OTLEF; DTF 125 III 383 cons. 2a). Per lo stesso motivo non si assegnano
indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

 

richiamati gli art. 17
e 93 LEF

 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso 13 novembre 2000 di __________, è accolto ai sensi dei considerandi.

 

                               1.1.   Di
conseguenza è annullato l’attestato di carenza beni dell’8 novembre 2000
nell’esecuzione n. __________ dell’UEF di Riviera promossa da __________ contro
__________.

 

                               1.2.   Gli
atti sono retrocessi all’UEF di Riviera affinché si determini come al
considerando 7 di questa sentenza.

                                      

                                   2.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione
a:

                                         -
__________

 

                                         Comunicazione
all'UEF di Riviera.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il vicepresidente                                                                         Il
segretario