# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7988e269-7bd0-5c07-99a1-722d9bf786fa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-07-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 04.07.2014 52.2013.315
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2013-315_2014-07-04.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2013.315

   

  	
  Lugano

  4 luglio 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Matteo
  Cassina, vicepresidente,

  Flavia Verzasconi, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry
  Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso 1° luglio 2013 di

 

 

	
   

  	
  RI
  1  

  patrocinata
  da: PA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 12 giugno 2013 (n. 3149) del Consiglio di Stato, che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 13 dicembre 2012 del Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione della popolazione, in materia di rilascio di un permesso di dimora
  per redditieri;

  

 

 

ritenuto,                      in
fatto

 

                            A.  Il
3 novembre 2011, la cittadina statunitense RI 1 (1936) - vedova dal 12
marzo precedente - ha presentato presso il Consolato generale elvetico a New
York (Stati Uniti d'America) una domanda di visto D per lungo soggiorno in
Svizzera al fine di vivere definitivamente a L__________, dove è proprietaria
di un appartamento di 2½ locali.

Entrata in Svizzera quando
era ancora pendente la predetta istanza, il 7 marzo 2012 essa ha chiesto
il rilascio di un permesso di dimora annuale senza attività lucrativa,
indicando - tra le altre cose - di disporre dei mezzi finanziari sufficienti
per il proprio sostentamento. Ha in seguito precisato di volersi trasferire nel
nostro Paese per trascorrervi la vecchiaia.

 

 

                            B.  Il
13 dicembre 2012, la Sezione della popolazione del Dipartimento delle
istituzioni ha respinto la richiesta.

Ha indicato che
l'interessata non dispone di alcun diritto all'ottenimento di un permesso
di dimora in Svizzera e che non vi erano motivi importanti da giustificarne il
rilascio. Riferendosi alla prassi applicata
dall'autorità fiscale cantonale per l'imposizione della tassazione
globale delle persone fisiche, ha precisato che il reddito imponibile dei
cittadini di Stati terzi che desiderano soggiornare in Ticino quali redditieri
non può essere inferiore a quello per cui vengono assoggettati i globalisti ed equivalente
al momento della decisione a fr. 200'000.– annui. Importo, questo, che l'interessata
tuttavia non disponeva in quanto poteva far capo soltanto ai suoi averi bancari per il proprio mantenimento. La
decisione è stata resa sulla base degli art. 3, 28 lett. c, 30 cpv. 1 lett. b,
96 della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr; RS 142.20), nonché 6 cpv. 2, 25 e 31 dell'ordinanza
sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa del 24 ottobre 2007
(OASA; RS 142.201).

 

 

                            C.  Con giudizio 12 giugno 2013, il Consiglio
di Stato ha confermato la suddetta risoluzione dipartimentale, respingendo
l'impugnativa contro di essa interposta da RI 1.

In sostanza, il Governo ha
ritenuto che vi fossero gli estremi per non rilasciarle un permesso di dimora per
redditieri in virtù dei motivi addotti dal Dipartimento. Ha inoltre
rilevato che non adempiva nemmeno le
premesse per ottenere un'autorizzazione di soggiorno per casi particolarmente
gravi. Le ha infine rimproverato di non avere rispettato la procedura per il
rilascio del visto, il cui esito doveva essere atteso all'estero, per essere
entrata in Svizzera e avervi soggiornato oltre il termine legale di tre mesi.

 

                            D.  Contro la predetta pronunzia
governativa, la soccombente si aggrava ora
davanti al Tribunale cantonale amministrativo chiedendone l'annullamento e
postulando il rilascio di un permesso di dimora senza attività lucrativa.

La ricorrente sostiene in
sostanza di disporre di mezzi finanziari sufficienti e di adempiere tutte le
altre condizioni per poter soggiornare in Svizzera quale redditiera.

 

 

                            E.  All'accoglimento
del gravame si oppongono sia il Dipartimento che il Consiglio di Stato,
senza formulare particolari osservazioni al riguardo.

 

 

Considerato,               in
diritto

 

                             1.  La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire nel merito della presente vertenza è data
dall'art. 10 lett. a della legge di applicazione alla legislazione
federale in materia di persone straniere
dell'8 giugno 1998 (LALPS; RL 1.2.2.1). Il gravame in oggetto, tempestivo
giusta l'art. 46 cpv. 1 della legge di procedura
per le cause amministrative del 19 aprile 1966 (LPamm; BU 1966, 181) e
presentato da una persona senz'altro legittimata
a ricorrere (art. 43 LPamm), è pertanto ricevibile in ordine e può
essere deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm).

 

 

                             2.  Va innanzitutto rilevato che, a
ragione, il Consiglio di Stato ha considerato che RI 1 non può ottenere un
permesso di dimora per casi particolarmente gravi sulla base degli art. 30 cpv.
1 lett. b LStr e 31 OASA. Tale genere di autorizzazione è destinata in linea di
principio alle persone straniere che soggiornano da tempo in Svizzera e che per
diversi motivi non possono rientrare nel Paese d'origine, ciò che non è il caso
nella presente fattispecie. Tanto più che
l'interessata non dispone di un diritto in tale senso, non ha legami famigliari
in Svizzera e non ha mai documentato di trovarsi in una situazione di bisogno. Del
resto, nemmeno la ricorrente lo richiede. Essa postula infatti il
rilascio di un permesso di dimora per redditieri.

                             3.  3.1. L'art. 28 LStr dispone che lo straniero che non esercita più un'attività lucrativa può essere
ammesso in Svizzera se ha raggiunto l'età minima fissata dal Consiglio federale
(a), possiede legami personali particolari con
la Svizzera (b) e dispone dei mezzi finanziari
necessari (c).

Secondo l'art. 25 OASA, l'età minima per
l'ammissione di redditieri è di 55 anni (cpv. 1). Vi sono legami personali particolari
con la Svizzera, soggiunge il capoverso 2 della medesima norma, in particolare,
se sono dimostrati precedenti soggiorni in Svizzera di una certa durata,
segnatamente per vacanze, formazione o attività lucrativa (a) oppure vi sono
legami stretti con parenti prossimi in Svizzera come genitori, figli, nipoti o
fratelli (b).

Salvo la gestione del proprio patrimonio, in
Svizzera o all'estero non può essere esercitata alcuna attività lucrativa (cpv.
3).

I mezzi finanziari sono considerati sufficienti,
precisa il capoverso 4, se superano l'importo che autorizzerebbe un richiedente
svizzero e se del caso i suoi familiari a percepire le prestazioni
complementari giusta la legge federale sulle prestazioni complementari
all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità, del 6 ottobre
2006 (LPC; RS 831.30).

Il rilascio di tale genere di autorizzazione sottostà all'approvazione
dell’Ufficio federale della migrazione (cfr. art. 85 cpv. 1 lett. a OASA).

 

3.2. La normativa testé esposta non conferisce
tuttavia un diritto al rilascio di un permesso di dimora senza attività lucrativa
come redditiere in Svizzera. Nella presente fattispecie non esiste
inoltre alcun trattato multilaterale oppure bilaterale tra la Confederazione Svizzera e gli Stati Uniti d'America, da cui potrebbe scaturire un diritto in
tal senso in favore della ricorrente. Ne discende dunque che le
autorità amministrative competenti in materia
di polizia degli stranieri fruiscono nell'applicazione di queste
disposizioni di un ampio potere discrezionale, che sono tenute ad esercitare nel rispetto dei principi generali del diritto,
nonché tenendo conto degli interessi pubblici in gioco, delle relazioni
personali e del grado d'integrazione dello straniero (art. 96 cpv. 1 LStr). Tale margine di apprezzamento può essere
censurato - perlomeno da parte di questo Tribunale - soltanto quando il
suo esercizio integra gli estremi dell'eccesso o dell'abuso di potere e viola
il principio della proporzionalità (cfr. DTF 112 Ib 478).

                             4.  4.1.
In concreto, RI 1 (1936) è proprietaria di un appartamento di 2½ locali del
valore di stima di circa fr. 120'000.–, situato in via __________ a L__________ e acquistato all'inizio degli anni '90, nel
quale avrebbe trascorso regolarmente le vacanze estive insieme al marito, fotografo free lance. Essendo rimasta
vedova il 12 marzo 2011, chiede ora di essere posta al beneficio di un permesso
di dimora per poter vivere definitivamente a L__________, città cui si sente fortemente
attaccata. Ha affermato di disporre di beni per circa 2 milioni di franchi tra i
quali un conto bancario in Svizzera di fr. 1'630'000.– che, rapportato alla sua
età ed al suo stile di vita, le permetterà senz'altro di mantenersi durante gli
anni a venire (doc. D: estratto RFD, doc. E: valore ufficiale di stima del
fondo, e doc. F: estratti conto bancari, prodotti dinnanzi al Consiglio di
Stato).

 

4.2. Al momento della domanda, RI 1 aveva più di 55 anni. È
quindi incontestato che la prima delle condizioni cumulative previste agli art. 28 LStr e 25 OASA per poter ottenere il
rilascio di un permesso di dimora per redditieri, è adempiuta.

Bisogna ora verificare se la
ricorrente disponga di mezzi finanziari sufficienti per poter risiedere nel
nostro Paese. In questo ambito, l'autorità dipartimentale adotta la
prassi applicata dall'autorità fiscale per l'imposizione della tassazione
globale delle persone fisiche, nel senso che
il reddito imponibile dei cittadini di Stati terzi che desiderano soggiornare
in Ticino quali redditieri non può essere inferiore a quello previsto
per il periodo fiscale in corso, anche nel caso in cui viene chiesta la
tassazione ordinaria. Per il 2012, questo limite era di fr. 200'000.– (art. 1
Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche per il periodo fiscale 2012, del 20 dicembre 2011; BU
2011, 601), mentre per il 2013 di fr.
300'000.– (art. 1 Decreto esecutivo 19 dicembre 2012; BU 2012, 611). Per il
2014, esso è di fr. 400'000.– (art. 13
cpv. 8 legge tributaria del 21 giugno 1994; LT; RL 10.2.1.1).

In concreto, visto che RI 1 non aveva sottoscritto la dichiarazione
per l'imposizione globale secondo il dispendio, la Sezione della popolazione ha
raccolto il parere della Divisione delle
contribuzioni del Dipartimento delle finanze e dell'economia. Il 23 novembre 2012, l'autorità fiscale ha indicato che in assenza di pensioni o di altre rendite, la ricorrente disponeva
per il proprio mantenimento soltanto di averi bancari per un totale di fr. 1'630'000.–,
di modo che sarebbe stata esente dall'imposizione sul reddito e assoggettata
soltanto sulla sostanza che, tenuto conto del valore immobiliare a L__________,
si aggirava attorno a fr. 5'000.–. Non disponendo di redditi per un importo
equivalente al dispendio minimo riferito al
periodo fiscale determinante (fr. 200'000.–) e potendo far capo soltanto
al proprio capitale, il Dipartimento ha quindi ritenuto che l'interessata non
disponesse dei mezzi finanziari sufficienti per poter risiedere nel nostro Paese.
Il Consiglio di Stato ha fondato il proprio giudizio riferendosi anch'esso alla
prassi dell'autorità fiscale del dispendio determinante relativo ai globalisti,
riferito al periodo fiscale in corso a quel momento.

Sennonché bisogna
considerare che il 1° gennaio 2014 è entrato in vigore l'art. 24 cpv. 4 OASA, il quale sancisce che i mezzi finanziari sono considerati
sufficienti se superano l'importo che autorizzerebbe un
richiedente svizzero, e se del caso i suoi familiari, a percepire le
prestazioni complementari giusta la LPC.

Ora, il redditiere dispone dei mezzi finanziari necessari per
il suo sostentamento se è praticamente certo che ne beneficerà fino al termine
della sua vita, al punto che si possa praticamente escludere che ricorrerà un giorno all'aiuto sociale. A tal fine vanno
quindi presi in considerazione non soltanto le rendite, ma pure i capitali. Scopo
dell’articolo 28 lettera c LStr è infatti quello di evitare che il redditiere,
una volta ottenuto il permesso di soggiorno, cada a carico dell'assistenza
pubblica (STAF C_6310/2009 del 10 dicembre 2012, consid. 9.3.3; Istruzioni
Ufficio federale della migrazione nel settore degli stranieri, nella versione
al 25.10.13, pag. 210, consultate il 13
maggio 2014; Martina caroni/Lisa Ott, in: Martina Caroni/Thomas Gächter/Daniela Thurnherr, Bundesgesetz über die
Ausländerinnen und Ausländer (AuG),
Berna 2010, n. 16 e 18 ad art. 28).

Benché l'entrata in vigore dell'art. 24 cpv. 4 OASA sia successiva
al giudizio governativo, bisogna comunque considerare che tale disposizione
concretizza in realtà quanto già ritenuto in precedenza dalla prassi federale
in materia, la quale non poteva essere ignorata dalle autorità inferiori. Queste
ultime dovevano pertanto verificare se RI 1, tenuto conto della
sua età e delle uscite che dovrà necessariamente affrontare in caso di
soggiorno in Svizzera (vedi il fabbisogno previsto dalle direttive della Conferenza
svizzera dell'azione sociale COSAS e rappresentato dal minimo vitale, dalla cassa
malati nonché dalle altre spese di base), disponga di mezzi finanziari
che superano l'importo che autorizzerebbe un richiedente svizzero a percepire
le prestazioni complementari giusta la LPC,
risultando di conseguenza sufficienti per poter
vivere nel nostro Paese senza dover ricorrere all'aiuto sociale.

Conteggio, questo, che sia il Dipartimento sia il Consiglio
di Stato non hanno tuttavia provveduto ad effettuare.

 

4.3. Sulla base degli atti
prodotti, la situazione della ricorrente non è affatto chiara, di modo che gli
elementi per poter valutare correttamente la presente fattispecie su questo
punto risultano insufficienti. Tanto più che nulla è dato di sapere di preciso
nemmeno riguardo alla sua situazione personale, segnatamente dal
profilo della sua effettiva presenza sul nostro territorio durante gli anni
passati e sui legami da essa allacciati.

In siffatte circostanze, non è pertanto possibile delineare
un quadro preciso circa la facoltà, per quest'ultima, di vivere in Svizzera al
beneficio di un permesso di dimora per redditieri.

 

 

                             5.  Stante quanto precede, si
giustifica pertanto di annullare la decisione dipartimentale impugnata e quella
governativa che la tutela, rinviando gli atti direttamente alla Sezione della popolazione
affinché si pronunci nuovamente sulla domanda, previa verifica di quanto
indicato al precedente considerando.

L'autorità dipartimentale dovrà
riesaminare la situazione finanziaria di RI 1 e verificare nuovamente, alla
luce dei criteri precedentemente esposti, se dispone dei mezzi necessari per
poter soggiornare come redditiera nel nostro Paese, prendendo pure in considerazione la documentazione da essa versata
agli atti in questa sede, dalla quale risulta che beneficia di una rendita di
pensionamento e vedovile di USD 1'100.–, nonché di royalties che le sono
versate per la pubblicazione delle fotografie scattate dal defunto marito (doc.
B e C).

L'autorità di prime cure dovrà poi
eventualmente procedere a verificare se l'insorgente, la quale non ha parenti
in Svizzera, possiede effettivamente dei legami personali particolari con il
nostro Paese, anche di tipo culturale o personale come la partecipazione
a manifestazioni o contatti diretti con la popolazione indigena, e se è effettivamente
intenzionata a trasferirvi il centro dei suoi interessi (STAF C-6349/2010 del
14 gennaio 2013; C-797/2011 del 14 settembre 2012).
Il fatto di essere proprietari di un immobile in Svizzera, non è infatti
ancora sufficiente per poter considerare l'esistenza di un legame personale
particolare con il nostro Paese (art. 6 cpv. 2 OASA; Peter Uebersax, Einreise und Anwesenheit, in:
Peter Uebersax/Beat Rudin/Thomas Hugi Yar/Thomas Geiser, Ausländerrecht, Basilea 2009, n. 7.184, pag. 273).

Dopodiché essa deciderà nuovamente se rilasciarle un permesso
di dimora per redditieri, tenendo altresì conto che l'interessata non dispone comunque di alcun
diritto all'ottenimento dell'autorizzazione richiesta.

 

 

                             6.  In esito alle considerazioni che
precedono, il ricorso dev'essere pertanto parzialmente accolto, senza che
necessiti di ulteriore disamina.

Visto l'esito del ricorso, si prescinde dal prelievo di una
tassa di giustizia e delle spese (art. 28 LPamm). Alla ricorrente, patrocinata
da un legale, dev’essere riconosciuta un’indennità per ripetibili per entrambe
le sedi (art. 31 LPamm).

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                             1.  Il ricorso è parzialmente accolto.

§.  Di conseguenza, sono annullate:

                                1.1.  la
risoluzione 12 giugno 2013 (n. 3149) del Consiglio di Stato;

                                           1.2.  la
decisione 13 dicembre 2012 (ST 192)
della Sezione della popolazione.

 

 

                             2.  Gli atti sono retrocessi alla
Sezione della popolazione, affinché si chini
nuovamente sulla domanda di rilascio di un permesso di dimora in favore
di RI 1 (1936), come indicato ai considerandi.

 

 

                             3.  Non si prelevano né tassa di giustizia
né spese. La somma di fr. 800.–, già versata dall'insorgente a titolo di
anticipo, le viene restituita. Lo Stato del Cantone Ticino rifonderà alla ricorrente
fr. 1'500.- a titolo di ripetibili per entrambe le sedi.

 

 

                             4.  Contro la presente decisione è
dato ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale a Losanna
entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 113 segg. legge sul
Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

 

	
                               5.  Intimazione a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
vicepresidente                                            Il segretario