# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1707daba-fb4f-59a2-b8e6-ee0fd28fc91f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-06-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 10.06.2003 INC.2003.33802
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-33802_2003-06-10.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.33802

  	
  Lugano

  10 giugno 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________ 

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
  presentata il 30 maggio / 2 giugno 2003 da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________, 

  domiciliato a __________,

  attualmente detenuto presso la camera cella dell’Ospedale
  __________

  (patrocinato dall’avv.__________)

   

  
	
   

  	
   

  

e qui trasmessa il 5 giugno 2003, con preavviso negativo,
dalla

 

	
   

  	
  Procuratrice pubblica __________

  

 

 

viste le osservazioni 6 giugno
2003 dell’accusato, che conferma contenuti e conclusioni dell’istanza;

 

 

visto l’incarto MP __________ (3
classatori e 2 fascicoli/cartelle cliniche __________);

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

in fatto e in
diritto

 

 

 

1.

 

La mattina del 27 maggio 2003,
alle ore 07.50, a __________, sull’argine del fiume __________, è stata
rinvenuta la signora __________, accasciata al suolo in posizione bocconi e in
stato di incoscienza. Sul luogo del ritrovamento vi era un’importante pozza di
sangue e un sasso sporco di sangue. La donna, trasportata all’Ospedale
__________, era ed è tuttora in gravi condizioni.

Dal rapporto di polizia 28 maggio
2003 emerge che i medici legali dott. __________ e dott. __________, dopo aver
conferito con i loro colleghi dell’Ospedale __________, presso il quale la
donna è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico, hanno dichiarato
che la poveretta presenta numerose ferite alla testa, procurate da un corpo
contundente, nonchè due ematomi sui dorsi delle mani; essi hanno escluso che
tali ferite possano essere state provocate da una caduta ed hanno confermato
l’intervento di terze persone nel ferimento di __________.

 

 

2.

 

Nel pomeriggio del 27 maggio
2003, in relazione al fatto di cui sopra, è stato fermato __________ i, figlio
della vittima. Al termine dell’interrogatorio di polizia, __________ è stato
arrestato, con le accuse di mancato omicidio (art. 111 CPS), sub. lesioni gravi
(art. 122 CPS), promosse nei suoi confronti dalla Procuratrice pubblica
__________ (cfr. doc. _, inc. GIAR __________).

L’arresto è stato confermato da
questo giudice il 28 maggio 2003, per i bisogni dell’istruzione (cfr. doc. _,
inc. GIAR citato sopra).

 

 

3.

 

Con istanza 30 maggio 2003,
__________ chiede di essere scarcerato. A suo dire, non sussisterebbero
sufficienti indizi di colpevolezza per giustificare il perdurare della
carcerazione. Egli ritiene che “la malattia psichiatrica di cui soffre ... da
vent’anni è una patologia che si manifesta ad intervalli regolari, ma che porta
ad uno stato di scompenso soltanto dopo alcuni giorni di segnali sempre più
evidenti, quali insonnia, agitazione sempre più marcata, insofferenza
crescente, ecc. Come tale non può pertanto assurgere a valore di indizio”.

L’accusato sostiene inoltre che
la tempistica escluderebbe la sua responsabilità, ciò con riferimento al fatto
che “è passato nel proprio studio medico prima di recarsi ad effettuare un
prelievo ad una paziente, per poi farvi ritorno verso le 8.00/8.05”. Egli rileva
che una testimone sarebbe passata verso le ore 7.30 nel punto dove è stata
trovata la signora __________, senza notare la sua presenza; ciò starebbe a
significare “che l’aggressione dev’essere avvenuta ben dopo le 7.30”, con
esclusione della sua responsabilità.

__________ esclude inoltre
l’esistenza di bisogni dell’istruzione e di pericoli di collusione.

 

Con il preavviso negativo 5
giugno 2003, la magistrata inquirente evidenzia sussistenza di gravi indizi di
colpevolezza. Gli stessi non poggerebbero unicamente “sul fatto che __________
sia conosciuto come persona affetta da patologia psichiatrica”, ma “bensì su
affermazioni dello stesso accusato e delle persone sentite in qualità di
testimone”. In particolare, già in data 27 maggio 2003, egli avrebbe “chiesto
agli agenti intervenuti per la perquisizione del suo Studio medico, se in
merito alle tracce trovate era stato reperito un sasso intriso di sangue; cosa,
questa, di cui non poteva essere a conoscenza non essendogli stata comunicata
nè dalla Polizia, nè dal padre, nè dal di lui fratello”.

La Procuratrice pubblica osserva
inoltre che “non risulta che vi sia un/una qualsivoglia testimone che abbia
dichiarato di essere transitato/a nei luoghi dell’aggressione verso le 07.30
senza aver notato la presenza del corpo della signora __________ ”.
L’inesistenza di un tale teste implicherebbe “che l’ora dell’aggressione ben
può essere situata prima delle ore 07.30 per cui __________, almeno sino ad
oggi, non ha un alibi che copra lo spazio temporale dal momento della sua
partenza da casa al momento in cui è giunto al suo studio medico”.

La magistrata inquirente rileva
d’altro canto sussistenza di necessità d’inchiesta e di rischio di collusione e
di inquinamento delle prove; in particolare evidenzia la necessità di esperire,
con __________ in stato detentivo, una “perizia psichiatrica che possa
determinare lo stato di salute mentale dell’accusato sia prima, che durante e
dopo il 27 maggio 2003”.

La necessità di mantenere la
carcerazione preventiva di __________, secondo la Procuratrice pubblica,
sarebbe fondata anche sul pericolo di recidiva.

Con le osservazioni del 6 giugno
2003 (inoltrate, come richiesto, via telefax) la difesa ribadisce
sostanzialmente il contenuto dell’istanza; sarebbe, a suo dire, matematicamente
impossibile che il suo patrocinato abbia potuto compiere
l’aggressione__________ del 28 maggio 2003 ha sostenuto che una giovane donna
in vacanza nella zona sarebbe transitata nel luogo di ritrovamento del corpo
della signora __________ verso le ore 7.30 e che a quell’ora la medesima non si
trovava in loco ... questo giornalista ha confermato ancora oggi al
sottoscritto legale che si trattava di una coppia con un camper piazzato al
campo di calcio di __________ e che i due gli avevano riferito di essere stati
interrogati dalla polizia”.

 

In ragione delle affermazioni
della difesa di cui sopra, questo giudice ha chiesto alla magistrata inquirente
una verifica di completezza degli atti trasmessi con il preavviso negativo.

 

Con lettera 10 giugno 2003, la Procuratrice
pubblica trasmette una lettera 6 giugno 2003 della Polizia Cantonale, dalla
quale emerge che non sono stati rintracciati o sentiti testimoni che, la
mattina del 27 maggio 2003, sono passati sul luogo dei fatti alle ore 07.30.

 

 

4.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.

 

L’art. 95 CPP – corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 – dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni
dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di
inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria – può continuare
ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 ,
pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela
dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

L’eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

5.

 

Sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà.

5.1

 

Con verosimiglianza sufficiente a
questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può concludere per la
presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a carico di __________ e
relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti inquisiti.

 

Significativamente indiziante
appare, in primo luogo, la domanda che __________ ha posto agli agenti di
polizia in data 27 maggio 2003 (durante la perquisizione presso il suo studio
medico), intesa a sapere se sul luogo di ritrovamento del corpo della madre
fosse stato trovato un sasso sporco di sangue, con il quale la stessa sarebbe
stata colpita (cfr. Rapp. di PO 27 maggio 2003; deposizioni 28 maggio 2003 del
Comm. __________, del Comm. __________ e dell’Agt. __________). Nessuno degli
inquirenti aveva reso noto all’accusato che, sul luogo del ritrovamento di
__________, era stato trovato un sasso sporco di sangue (cfr. le già menzionate
deposizioni degli agenti di polizia __________, __________e __________).

Interrogato, pochi istanti dopo,
in merito alla sua domanda sul ritrovamento del sasso sporco di sangue,
__________ ha dapprima negato di aver posto una simile domanda (cfr. verb. PO
27.5.2003 p. 6 risposta n. 15) e poi ha ammesso di aver chiesto agli agenti
informazioni sul sasso intriso di sangue (cfr. verb. PO 27.5.2003 p. 8 risposta
n. 16). Le spiegazioni date dall’accusato sui motivi che l’hanno indotto a
porre una simile domanda – l’aver “pensato ad un sasso intriso di sangue,
perchè lungo il fiume __________, la strada non mi risulta essere asfaltata”
(cfr. verb .PO 27.5.2003 p. 6 risposta n. 16) o l’aver posto “una domanda
provocatoria agli inquirenti che si comportavano come se io fossi un
delinquente” (cfr. verb. PP 5.6.2003 p. 5/6) – non contribuiscono di certo a
togliere dall’accusato il fondato sospetto che egli ha parlato di “sasso sporco
di sangue” (e non di un bastone o di un altro oggetto contundente), proprio
perchè gli era noto, per l’uso che ne ha fatto, che quella era l’arma
utilizzata per ferire __________.

 

Del resto, non sono mancate in
tempi recenti, minacce e vie di fatto, messe in atto da __________ nei
confronti dei genitori __________ e __________ i. Ne riferisce in particolare
la teste __________, che nel corso della prima metà di maggio 2003 ha ricevuto
la confidenze di __________, che in casa con il figlio c’era stata una lite
violenta (verbalmente). La teste aggiunge che __________ le aveva anche detto
che in quella circostanza “il figlio l’aveva spintonata e che lei era caduta
... dopo essere stata spintonata dal figlio __________ era caduta sul fianco o
sulla testa ... aveva dei dolori a seguito di questa caduta”; secondo la teste,
in quella circostanza __________ aveva avuto anche paura e le ha detto,
riferita al figlio __________ “lu mai sentii vusa in sci tanto ... u ma fai
pagura dal tanto che al vusava” (cfr. verb. PP 4.6.2003 di interrogatorio di
__________ p. 2).

I fatti di cui sopra si
inseriscono nei problemi psicopatologici di cui è affetto da una ventina di
anni __________. Dalle cartelle cliniche trasmesse dalla Clinica Psichiatrica
__________ emerge che l’accusato soffre
di un disturbo bipolare con importanti scompensi maniacali; dal 1989 al maggio
2003 è stato ricoverato 18 (diciotto) volte presso la Clinica psichiatrica
__________, in 9 (nove) casi dei quali ha subito un ricovero coatto. Negli
ultimi due anni __________ è stato ricoverato 6 (sei) volte, di cui 4 (quattro)
in modo coatto. Non mancano, negli atti delle cartelle cliniche, certificati
medici che attestano – in occasione dei ricoveri coatti – pericolosità di
__________ per sè e per gli altri (cfr. per es. il certificato 27.12.2002 in
occasione del 17° ricovero).

Significative sono poi le
informazioni che si ricavano dalla cartella clinica relativa al 18° ricovero
del 9 maggio 2003 (l’ultimo in ordine di tempo); oltre alle minacce proferite
anche nei confronti del medico curante e all’atteggiamento “molto provocatorio,
persecutorio nei confronti dei suoi famigliari”, si riferisce di “uno scompenso
in senso maniacale manifestatosi molto rapidamente (in 24 ore)”. Quest’ultimo
fatto smentisce le considerazioni dell’accusato secondo cui la sua patologia
non potrebbe assurgere a valore di indizio, perchè – a suo dire - porterebbe ad
uno stato di scompenso soltanto dopo alcuni giorni di segnali sempre più
evidenti.

 

Gli indizi di cui sopra non sono
d’altro canto smentiti da un alibi dell’accusato nei tempi critici della
mattina del 27 maggio 2003.

Gli accertamenti fino ad ora
esperiti, indicano che __________, quella mattina, è partito dalla casa dei
genitori, presso la quale risiede a __________, a bordo della sua Porsche, tra
le ore 6.50 e le 7.05 (cfr. verb. PP 30.5.2003 p. 6 del padre __________); egli
viene visto arrivare a __________ all’entrata del palazzo, dove ha sede il suo
studio, tra le ore 7.25 e le 7.35 (cfr. verb. PO 4.6.2003 di __________ e verb.
PO 30.5.2003 di __________). Questi tempi di percorrenza, tra l’abitazione di
__________ e lo studio di __________, risultano essere chiaramente superiori a
quelli cronometrati dalla Polizia cantonale in 8/9 minuti durante la
ricognizione del 29.5.2003 (cfr. comunicazione 2.6.2003 del Comm. __________
alla magistrata inquirente).

Gli accertamenti esperiti dalla
Polizia in data 4.6.2003 (cfr. comunicazione di stessa data del Comm.
__________ alla magistrata inquirente), indicano per contro come possibile in
18 minuti, partire da casa __________, a __________, raggiungere __________,
dopo aver fatto tappa per due minuti a __________ nel posteggio vicino al campo
di calcio (nelle immediate vicinanze del luogo di ritrovamento di __________).

La tesi della difesa secondo la
quale detti tempi sarebbero insufficienti, per cambiarsi anche i vestiti e le
scarpe e nascondere il tutto, non tien conto del fatto che l’accusato è stato
fermato dalla polizia il 27.5.2003 alle ore 15.30, quindi più di otto ore dopo
l’aggressione di __________.

D’altro canto, pure i tempi di
percorrenza a piedi, indicati dalla difesa nelle osservazioni del 6.6.2003 in
22 minuti, per giungere (partendo dall’abitazione __________) al punto di
ritrovamento di __________, hanno un valore relativo. Quei tempi sono
effettivamente stati cronometrati dalla polizia in data 28.5.2003 (cfr. verb.
PO di __________ di medesima data); non è dato tuttavia sapere se si riferiscano
al percorso a piedi tratta corta o a quello tratta lunga indicati con due
differenti colori sulla planimetria presente agli atti. Comunque la mattina del
27.5.2003 __________ è uscito di casa pochi istanti dopo la madre __________
(cfr. verb. PP 30.5.2003 p. 6 di __________); non può dunque essere escluso che
l’accusato abbia raggiunto la madre con la sua automobile per poi accompagnarla
per una tratta a bordo della Porsche, con tempi di percorrenza inferiori a
quelli della ricostruzione.

La tesi della difesa secondo la
quale l’aggressione di __________ sarebbe avvenuta dopo le ore 07.30, non trova
in fine riscontro negli atti. Con lettera 6.6.2003 (trasmessa dalla magistrata
inquirente in data 10.6.2003) – conseguente alla richiesta di questo giudice di
verificare la completezza degli atti – la Polizia cantonale ha escluso che
“siano stati rintracciati o sentiti testimoni che, la mattina del 27 maggio
2003, sono passati sul luogo dei fatti alle ore 07.30”, così come indicato
dalla difesa.

 

I gravi indizi di reato sono
pertanto presenti.

 

 

5.2

 

L’accusato persiste nel negare la
propria responsabilità.

Diverse sono ancora le esigenze
istruttorie. La magistrata inquirente indica come necessario compiere gli
accertamenti per trovare eventuali tracce di sangue sui vestiti dell’accusato
e/o ritrovare i vestiti da lui indossati al momento dell’aggressione subita da
__________. A questi accertamenti può essere aggiunto il completamento dei
rilievi sul sasso trovato sul luogo dell’aggressione. A questi accertamenti
dovranno poi seguire le contestazioni all’accusato.

Pure la perizia psichiatrica
appare atto istruttorio fondamentale, da eseguirsi con l’accusato in stato
detentivo, ciò in ragione delle patologie di cui soffre l’accusato e che
emergono in tutta evidenza dalle cartelle cliniche della Clinica Psichiatrica
__________.

La Procuratrice pubblica indica
pure un pericolo di collusione tra __________ e i testimoni, per le pressioni
che l’accusato potrebbe esercitare sugli stessi per far modificare le loro
versioni. Questo pericolo appare concreto, se sol si pon mente al fatto che
__________, durante un breve incontro avuto con il padre __________ negli
uffici della Polizia, prima che intervenisse il suo arresto, ha esercitato
pressioni sul padre, manifestando di essere contrariato dalle sue dichiarazioni
(cfr. verb. PP 30.5.2003 __________).

 

 

5.3

 

Il pericolo di recidiva deve
essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme
delle circostanze, tra cui i precedenti dell’accusato, il suo comportamento
durante l’istruttoria, la sua personalità, la sua costituzione fisica e
soprattutto psichica e le modalità di commissione dei reati che gli vengono
addebitati, così che la reiterazione appaia assai verosimile (LUVINI, I
presupposti materiali del carcere preventivo nel processo penale ticinese, REP
1989, pag. 294; Gérard PIQUEREZ, Manuel de procédure pénale suisse, Zurich
2001, n.1479/1483).

Ritenuto che presentemente
primeggiano le esigenze istruttorie e il pericolo di collusione e di inquinamento
delle prove, può qui restare indecisa la probabilità di reiterazione, che potrà
essere approfondita in seguito, quando sarà meglio definito il quadro delle
responsabilità dell’accusato istante, in relazione alle sue condizioni di
salute psichica oggetto di accertamento peritale.

 

 

6.

 

Visto il brevissimo lasso di
tempo intercorso fra l’arresto e l’istanza ora in esame, va infine rilevato che
il carcere preventivo sofferto e ipotizzabile, in un procedimento che risulta
essere condotto con coerente sollecitudine, è rispettoso del principio della
proporzionalità, con riferimento alla presumibile pena.

Resta sottointeso l’obbligo, per
il magistrato inquirente, di trattare con priorità i casi in cui l’accusato è
in detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP).

 

 

7.

 

In conclusione, l’istanza in
discussione deve essere respinta con la presente decisione, esente da tassa e
da spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci
giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1
lett. a CPP).

 

 

Per i quali motivi,

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.       
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.       
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

 3.    Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei
ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

 4.      Intimazione
a:

-     
avv. __________ o, per sé e per l’istante   (con copia della
lettera 10.6.2003 della magistrata inquirente sulla verifica di            completezza
dell’incarto);

-     
Procuratrice Pubblica __________

     (con
l’incarto MP __________di ritorno e copia delle osservazioni della difesa).

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
_____________