# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f75a7227-5031-5327-8457-ef8c3567aa95
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-07-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.07.2008 B-1982/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-1982-2008_2008-07-17.pdf

## Full Text

Corte II
B-1982/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 7  l u g l i o  2 0 0 8

Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio), 
Claude Morvant, Hans Urech, 
cancelliere Corrado Bergomi.

1. A._______ (associazione di categoria),
2. B._______,
3. C._______,
4.D._______,
5.E._______,
tutte patrocinate dall'avv. Romina Biaggi, 
studio legale avv. Luigi Mattei, via Dogana 2, 
casella postale 2747, 6500 Bellinzona,
ricorrenti,

contro

Alp Transit San Gottardo SA, Zentralstrasse 5, 
6003 Lucerna
autorità aggiudicatrice

bando di concorso pubblicato su FUSC del 6 marzo 2008 
relativo al Lotto 852 - Opere sotterranee Galleria di base 
del Ceneri.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

B-1982/2008

Fatti:

A.
Con pubblicazione sul  foglio  ufficiale  svizzero di  commercio (FUSC) 
no. 46 del  6 marzo 2008 la  Alp Transit  San Gottardo SA (ATG), con 
sede a Lucerna,  (in seguito: committente, autorità  aggiudicatrice)  ha 
dato  avvio  alla  gara,  secondo  le  modalità  previste  dalla  procedura 
libera, per l'aggiudicazione del "Lotto 852, Opere sotterranee Galleria 
di base del Ceneri”. Nel bando di concorso è tra l'altro indicato che la 
lingua  dell'offerta  è  l'italiano  o  il  tedesco  (cifra  3.10),  che  tutte  le 
domande inerenti i documenti d'appalto o le procedure devono essere 
trasmesse  per  iscritto  in  italiano  o  in  tedesco  entro  i  tre  termini 
impartiti  e infine che la  lingua contrattuale è il  tedesco (cifra 4.5). Il 
termine per l'inoltro dell'offerta è il 19 settembre 2008 (cifra 3.9). 

B.
Con memoria del 26 marzo 2008 A._______, B._______, C.________, 
D._______,  E._______,  tutte  patrocinate  dall'avv.  Romina  Biaggi, 
(ricorrenti) sono insorte contro il bando di concorso. Esse propongono 
l'annullamento parziale del bando di concorso e la modifica della cifra 
4.5  dello  stesso,  nel  senso  che  “La  lingua  contrattuale  è  l'italiano”, 
protestate tasse, spese e ripetibili. 

A  motivo  delle  sue  conclusioni  le  ricorrenti  adducono  che  il  bando 
prevede la possibilità per i concorrenti di scegliere se inoltrare la loro 
offerta in tedesco o in italiano, però che la lingua contrattuale dovrà 
forzatamente essere il tedesco. Secondo loro tale disposizione viola il 
principio  della  parità  di  trattamento,  in  particolare  il  divieto  di 
discriminazione nei  confronti  dei  concorrenti  di  madrelingua italiana. 
Nel caso il lotto venisse aggiudicato alle ricorrenti, esse si vedrebbero 
costrette a stipulare un contratto in una lingua ad essi estranea, oltre 
che diversa da quella  parlata nel  luogo di  esecuzione dei  lavori. Le 
ricorrenti deducono che la possibilità data dal bando di presentare le 
offerte  e  le  domande  in  una  delle  lingue  abbia  valore  meramente 
astratto  e  fittizio.  Infatti,  il  susseguente  obbligo  di  sottoscrivere  il 
contratto  in  tedesco  rende  nella  sostanza  assolutamente  vana  ed 
inutile  la  facoltà  di  inoltrare  l'offerta  e  le  domande  in  italiano.  Le 
ricorrenti  ravvisano un'importante  discriminazione operata dal  bando 
nei confronti dei concorrenti italofoni, poiché non viene data loro una 
reale ed effettiva possibilità di poter presentare le proprie offerte e di 
concludere il  relativo contratto in una lingua familiare, lingua ufficiale 

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nel Cantone Ticino. Secondo le ricorrenti tale modo di procedere non è 
sorretto  da  alcun  elemento  giustificativo  tale  da  permettere  alla 
committente  di  costringere  la  ditta  aggiudicataria  a  concludere  il 
contratto  in  tedesco  per  l'esecuzione  dell'opera  in  un luogo  dove si 
parla l'italiano. Per le ricorrenti appare evidente che il foro in caso di 
eventuali litigi dovrà essere quello di Bellinzona e non Lucerna, come 
previsto nella documentazione del bando.

Le  ricorrenti  indicano  che  il  lotto  no.  852,  oggetto  del  bando  di 
concorso impugnato, confina con i lotti nri. 851, 853 , 854 e 813, i quali 
sono già  stati  appaltati  e  la  cui  lingua  contrattuale  è  l'italiano ed  in 
caso  di  eventuali  litigi  il  foro  è  Bellinzona.  Perciò  esse  non 
comprendono il motivo per cui solo per il lotto no. 852 la committente 
abbia  previsto  una  lingua  contrattuale  differente  rispetto  a  quella 
stabilita  per  tutti  gli  altri  lotti,  i  quali,  come  conferma  la  stessa 
committente, rappresentano due terzi dell'opera. 

C.
Con  risposta  datata  del  29  maggio  2008,  anticipata  via  fax  il 
30 maggio  2008,  l'autorità  aggiudicatrice  postula  in  via  principale 
l'irricevibilità  del  ricorso  per  mancata  legittimazione  ricorsuale  delle 
ricorrenti,  in via subordinata la reiezione integrale del gravame, nella 
misura della sua ricevibilità, protestate tasse, spese e ripetibili. 

In  primo  luogo  l'autorità  aggiudicatrice  contesta  la  legittimazione  a 
ricorrere  di  tutte  le  ricorrenti.  In  secondo  luogo  essa  ritiene  che  la 
scelta  del  tedesco  quale  unica  lingua  di  contratto  non  viola  l'art.  8 
cpv. 2 Cost, in quanto gli offerenti italofoni godono di diversi benefici: 
documentazione di appalto in italiano, sopralluogo esperito nelle due 
lingue  italiano  e  tedesco,  facoltà  di  porre  le  domande  relative  alla 
documentazione di appalto nelle due lingue rispettivamente facoltà di 
rispondere  della  committente  anche  nelle  due  lingue,  facoltà  di 
presentare  l'offerta  nelle  due  lingue  e  assunzione  delle  spese  di 
traduzione dall'italiano al tedesco a carico del committente. L'autorità 
aggiudicatrice  sottolinea che  la  LAPub e  l'accordo GATT/WTO sugli 
acquisti pubblici non menzionano la lingua di contratto, ma soltanto la 
lingua di procedura. 

La committente ritiene infondata la censura delle ricorrenti secondo cui 
in  qualità  di  potenziali  aggiudicatarie  sono  costrette  a  stipulare  un 
contratto in tedesco, in una lingua a loro estranea e diversa da quella 
parlata nel luogo di esecuzione dei lavori. Essa osserva che secondo i 

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principi  sanciti  dal  diritto  privato,  in  particolare  il  principio 
dell'autonomia e  della  libertà  contrattuale,  il  committente  è  libero  di 
determinarsi  sulla  lingua  del  contratto.  Contrariamente 
all'art. 24 LAPub  che  fissa  ex  lege  la  lingua  della  pubblicazione,  la 
facoltà  di  determinarsi  sulla  lingua  contrattuale  spetta  all'autorità 
aggiudicatrice.

La  committente  asserisce  che  dalla  circostanza  che  l'italiano  è  la 
lingua ufficiale nel Canton Ticino non è possibile dedurre alcun diritto 
in relazione alla procedura d'appalto, tanto è vero che è applicabile il 
diritto federale e non quello cantonale nel caso di specie. Mettendo a 
disposizione  degli  offerenti  la  documentazione  d'appalto  nelle  due 
lingue,  la  committente  è  andata  oltre  alle  garanzie  minime  sancite 
dalle disposizioni federali.
A  detta  della  committente  la  scelta  del  solo  tedesco  quale  lingua 
contrattuale è motivata anche dal fatto che la sede di ATG si trova a 
Lucerna e la maggior parte dei collaboratori è di madre lingua tedesca. 
Secondo lei va pure considerato che nell'arco degli anni ATG ha avuto 
modo  di  acquisire  un  considerevole  know-how  nella  gestione  dei 
contratti di appalto sull'intero asse del Gottardo, conoscenze che sono 
prevalentemente correnti in tedesco. È quindi evidente che per evitare 
che tali conoscenze vadano disperse, il cosiddetto know-how-transfer 
debba avvenire in tedesco.
La  committente  rinvia  anche  alla  circostanza  che  le  norme  SIA 
rilevanti per i lavori in sotterraneo sono disponibili per la maggior parte 
solo in tedesco. Per lei  è indispensabile che gli  elementi  contrattuali 
siano coerenti e privi di incongruenze, il che può solo essere raggiunto 
se gli  elementi  contrattuali  vengono redatti  nella medesima lingua in 
cui sono redatte le norme SIA. 
La  committente  sottolinea  in  particolare  l'aspetto  dell'analisi  del 
mercato dei  potenziali  offerenti. I  lavori  in  sotterraneo sono lavori  di 
dimensione europea e non locale. Le indagini effettuate e l'esperienza 
sull'asse  del  Gottardo  e  del  Lötschberg  mostrano  che  vi  sono 
nettamente  meno  imprese  nell'area  italofona  che  dispongono  delle 
competenze necessarie per eseguire i lavori in sotterraneo di volume e 
complessità  analoghi  a  quelli  del  Ceneri  e  che  sono interessate  ad 
eseguirli, rispetto alla concorrenza dell'area germanofona. 

Per la committente non esiste una disposizione federale che imponga 
alla  stazione  appaltante  di  prevedere  la  lingua  parlata  nel  luogo  di 
esecuzione dei  lavori  come lingua di  contratto. E  nemmeno vi  sono 
disposizioni  che  escludono  il  foro  di  Lucerna  a  favore  di  un  foro  a 

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Bellinzona, tanto è vero che la NEAT Controlling Weisung impone alla 
committente solo di fissare il foro in Svizzera. 

D.
Con replica  del  16  giugno  2008  le  ricorrenti  si  sono  espresse sulla 
questione della loro legittimazione a ricorrere e hanno infine chiesto di 
giudicare il riconoscimento della stessa.

E.
Il  26  giugno 2008 la  committente  ha presentato la  duplica sul  tema 
della legittimazione a ricorrere e riconfermato in sostanza le proprie 
conclusioni e motivazioni.

F.
Ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  verranno 
ripresi  nei  considerandi  qualora  risultino  decisivi  per  l'esito  della 
vertenza. 

Diritto: 

1.
Il  Tribunale amministrativo federale si pronuncia d'ufficio e con pieno 
potere d'esame sull'ammissibilità del gravame che gli viene sottoposto 
(cfr. DTAF 2007/6 consid. 1 con rinvii). 

1.1 Con l’entrata in vigore dell’Accordo tra la Confederazione Svizzera 
e  la  Comunità  europea su alcuni  aspetti  relativi  agli  appalti  pubblici 
(Accordo bilaterale Svizzera-CE; RS 0.172.052.68)  il  1° giugno 2002 
gli  operatori  ferroviari  sono  assoggettati  alle  normative  sugli  appalti 
pubblici (art. 3 cpv. 2 lett. d e cpv. 3 dell'Accordo bilaterale Svizzera-
CE e Allegato II B). Nel settore ferroviario (costruzione ed esercizio di 
infrastrutture  ferroviarie)  sono  direttamente  soggette  alla  legge 
federale  sugli  acquisti  pubblici  del  16  dicembre  1994  (LAPub;  RS 
172.056.1) le Ferrovie federali svizzere come pure le imprese operanti 
nei settori della costruzione o dell’esercizio di impianti ferroviari, in cui 
le  FFS  detengono  la  maggioranza,  o  altri  operatori  ferroviari  sotto 
l’influenza predominante della Confederazione. Fanno eccezione tutte 
le  attività  di  queste  imprese che non sono in  rapporto  diretto  con il 
settore dei trasporti (art. 2a cpv. 2 lett. b dell’Ordinanza federale sugli 
acquisti  pubblici  dell'11  dicembre  1995  [OAPub; RS  172.056.11]).  Il 
pacchetto  azionario  della  committente  è  detenuto  al  100%  dalle 

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Ferrovie federali svizzere. La committente rientra pertanto nel novero 
delle  autorità  assoggettate  alla  legge  sugli  acquisti  pubblici  in 
ossequio al combinato degli art. 2 cpv. 2 LAPub, art. 2a cpv. 2 lett. b 
OAPub. 

Inoltre  i  costruttori  della  NFTA sono  nel  contempo  subordinati  alla 
legge sugli  acquisti  pubblici sulla base dell'art. 13 cpv. 1 del Decreto 
federale  concernente  la  costruzione  di  una  ferrovia  transalpina  del 
4 ottobre  1991  (Decreto  sul  transito  alpino;  RS  742.104)  e 
dell'art. 4 dell'Ordinanza del 28 febbraio 2001 sulla costruzione di una 
ferrovia  transalpina  (Ordinanza  sul  transito  alpino,  OTrAl;  RS 
742.104.1). Ne consegue anche che la Alp Transit  San Gottardo SA 
rappresenta  un'autorità  aggiudicatrice  soggetta  alla  LAPub 
(GALLI/MOSER/LANG/CLERC,  Praxis  des  öffentlichen  Beschaffungsrechts, 
Zürich-Basel-Genf 2007, N. a margine 33). 

La  presente  commessa  comprende  la  costruzione  delle  gallerie 
ferroviarie a binario unico del Ceneri (GbC), fa quindi parte dei lavori 
per il progetto della Galleria di base del Monte Ceneri ed è in relazione 
diretta con l'esercizio delle ferrovie e con l'infrastruttura utilizzata per il 
traffico delle persone e delle merci. 

La committente stima il  prezzo del  preventivo dei  lavori  inerenti  alla 
presente  commessa  a  “diverse  centinaia  di  milioni  di  franchi”, 
paragonando la portata del lotto 852 ai grandi lotti di galleria stipulati 
nell'ambito della costruzione della Galleria di base del Gottardo (GbG). 
Di  conseguenza  sono  chiaramente  superati  i  valori  soglia  imposti 
dall'Ordinanza  sull'adeguamento  degli  acquisti  pubblici  per  il  2008 
(Art. 1  lett.  c  dell'Ordinanza  del  DFE  del  26  novembre  2007 
sull’adeguamento dei  valori  soglia degli  acquisti  pubblici  per il  2008; 
RS 172.056.12; in relazione all'art. 6 LAPub). 

Visto  quanto  precede  si  può  senz'altro  affermare  che  la  presente 
commessa  ha  avuto  luogo  in  applicazione  dei  disposti  di  diritto 
federale vigenti (cfr. per le commesse di Alp Transit San Gottardo SA 
concernenti lavori di costruzione in relazione alle gallerie la decisione 
incidentale  del  Tribunale  amministrativo  federale  del  31  luglio  2007, 
B-743/2007, consid. 1.1-1.3). 

1.2 Il  bando  di  concorso  costituisce  un  atto  impugnabile  ai  sensi 
dell'art. 29 lett. b LAPub (GALLI/MOSER/LANG/CLERC, op. cit., N. 820 seg.; 
CARRON/FOURNIER,  La  protection  juridique  dans  la  passation  des 

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marchés publics, Friburgo 2002, pag. 57 seg.). Contro le decisioni del 
committente aventi come oggetto il  bando di  concorso è ammesso il 
ricorso al Tribunale amministrativo federale (art. 29 lett. b i. r. c. l'art. 27 
cpv. 1 LAPub nella versione del 17 giugno 2005). La procedura dinanzi 
al  Tribunale amministrativo federale è retta dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA;  RS  172.021), 
sempre che la LAPub e la legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17 giugno  2005  (LTAF;  RS  173.32)  non  dispongano  altrimenti 
(art. 26 cpv. 1 LAPub e art. 37 LTAF). 

1.3 Di  seguito  va  esaminata  la  questione  della  legittimazione  a 
ricorrere della A._______ (associazione di  categoria)  e delle quattro 
ditte ricorrenti. Detta questione è valutata sulla base dell'art. 48 PA i. r. 
c. l'art. 26 cpv. 1 LAPub. Conformemente a detti  disposti il  ricorrente 
deve aver partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore o è 
stato  privato  della  possibilità  di  farlo  (“formelle  Beschwer”),  deve 
essere particolarmente toccato dalla decisione impugnata (“materielle 
Beschwer”)  ed  avere  un  interesse  degno  di  protezione 
all'annullamento o alla modificazione della stessa. 

1.3.1 Nella giurisprudenza la questione della legittimazione a ricorrere 
è  ampiamente  trattata  in  procedimenti  di  ricorso  che  sono  perlopiù 
indirizzati  contro  decisioni  di  aggiudicazione:  gli  offerenti  non 
considerati  rispettivamente  i  concorrenti  esclusi  sono  i  destinatari 
diretti di simili decisioni con le quali si portano a termine procedure in 
materia di acquisti pubblici giusta la LAPub e sono quindi legittimati a 
ricorrere, indipendentemente dalle loro possibilità concrete di ottenere 
l'aggiudicazione  o  dal  fatto  che  non  sia  stato  richiesto  l'effetto 
sospensivo  al  ricorso  e  che  sia  stato  già  concluso  il  contratto  con 
l'aggiudicatario  (cfr.  GALLI/MOSER/LANG/CLERC,  op.  cit.,  N.  850  seg.,  in 
particolare N. 854 seg.). 

Nella  presente  fattispecie  la  procedura  d'appalto  non  si  è  ancora 
conclusa con un'aggiudicazione, bensì si trova nella fase dell'annuncio 
pubblico, vale a dire in uno stadio della procedura ancora ben lontano 
dall'aggiudicazione.  A  questo  stadio  della  procedura  in  materia  di 
acquisti  pubblici  hanno un interesse degno di  protezione tutti  quegli 
offerenti  per  i  quali  non  è  possibile  stabilire  senza  dubbio  se  essi 
debbano essere esclusi dalla procedura (cfr.  anche per la nozione di 
“zuschlagsfernen  Stadien”:  MARTIN BEYELER,  Öffentliche  Beschaffung, 
Vergaberecht  und  Schadenersatz,  Zurigo-Basilea-Ginevra  2004, 
N. 404).  Ad  una  conclusione  analoga  è  giunta  anche  la  Corte  I  di 

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diritto pubblico del Tribunale federale quando afferma che di principio 
la  legittimazione  a  contestare  un  bando  di  concorso  deve  essere 
riconosciuta a qualsiasi potenziale partecipante alla gara che si ritiene 
danneggiato  nei  propri  interessi  giuridicamente  protetti  da  tale  atto 
(sentenza  del  Tribunale  federale  dell'11  agosto  2004,  1P.338/2004, 
consid. 2.2).  Conformemente alla particolarità del diritto in materia di 
acquisti  pubblici  nel  quadro  dell'impugnabilità  del  bando,  per  la 
cosiddetta “formelle Beschwer” (il  ricorrente deve aver partecipato al 
procedimento  dinanzi  all’autorità  inferiore  o  è  stato  privato  della 
possibilità di farlo) non possono valere le condizioni che di solito sono 
richieste. 

1.3.2 La A._______ è un'associazione di categoria secondo gli art. 60 
e  seguenti  del  Codice  Civile  Svizzero  che  raggruppa  le  imprese 
dell'edilizia,  del  genio civile  e dei  rami affini  (settore principale della 
costruzione) (cfr. art. 1.1 dello Statuto 2004 della A._______). 

1.3.2.1 I disposti federali in materia di acquisti pubblici non prevedono 
una  legittimazione  a  ricorrere  particolare  per  le  organizzazioni 
professionali.  Pertanto  esse  sono  legittimate  a  ricorrere  solamente 
nella misura in cui  sono adempiute in modo cumulativo le premesse 
del  cosiddetto  ricorso  collettivo  nell'interesse  dell'associazione 
(“egoistische  Verbandsbeschwerde”)  (GALLI/MOSER/LANG/CLERC,  op. cit., 
N.  862).  Un'associazione  ha  il  diritto  di  interporre  ricorso  quando: 
- essa ha personalità giuridica ed è abilitata dagli statuti a tutelare per 
i  membri  gli  interessi  in questione; -  gli  interessi  da essa fatti  valere 
sono comuni alla maggioranza dei membri dell'associazione o almeno 
ad  un  grande  numero  di  membri;  - ciascun  membro  che  essa 
rappresenta ha il diritto di interporre ricorso individuale per far valere i 
propri  interessi  ( GALLI/MOSER/LANG/CLERC,  op.  cit.,  N.  862 
CARRON/FOURNIER, op. cit., pag. 66 seg.). Nella prassi la legittimazione a 
ricorrere  collettiva  delle  associazioni  professionali  viene  spesso 
negata  poiché  sembra  molto  difficile  adempiere  l'esigenza  che  la 
maggior parte o un gran numero di membri sia toccato dalla decisione 
impugnata. Secondo il parere di HUBERT STÖCKLI (cfr. le sue osservazioni 
in  BR  2001  pag.  161  seg.)  ciò  ha  come  conseguenza  che  le 
associazioni  sono  in  grado  solo  difficilmente  di  impugnare  una 
decisione  diretta  contro  un'aggiudicazione. Pertanto  a  suo avviso  le 
cose  si  presentano  in  modo  diverso,  se  il  ricorso  collettivo 
nell'interesse  dell'associazione  è  indirizzato  contro  un  bando  di 
concorso,  un  invito  nella  procedura  mediante  invito  oppure  contro 
un'aggiudicazione  mediante  trattativa  privata,  poiché  si  tratta  ogni 

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volta di casi in cui la cerchia dei prevedibili offerenti è aperta e quindi è 
toccato un gran numero dei membri dell'associazione. In questi casi la 
legittimazione a ricorrere è data se sono adempiute le esigenze poste 
alla  personalità  giuridica  e  alla  base  statuaria  vertente  sulla  tutela 
degli interessi. 

1.3.2.2 Nel caso in esame l'art. 1 dello statuto di A._______ (associa-
zione di categoria) prevede che A._______ è un'associazione ai sensi 
dell'art. 60 seg. del Codice Civile Svizzero (RS 210). Ne discende che 
A._______è una persona giuridica indipendente con personalità giuri-
dica propria. All'art. 2 dello statuto di A._______ è disciplinato lo scopo 
dell'associazione. Di particolare attenzione sono l'art. 2.2 (“A._______ 
tutela gli interessi dei suoi membri nel settore degli appalti pubblici di  
fronte alle  autorità  e agli  uffici  competenti.”)  e  l'art. 2.3 (“A._______ 
può prendere tutti i provvedimenti necessari, come presentare ricorsi  
e azioni contro atti e decisioni delle autorità, in particolare nel contesto 
degli appalti pubblici.”). 

Dagli atti si evince che A._______ comprende al momento attuale 170 
membri. Conformemente all'art. 1 dello statuto, nella A._______ sono 
raccolte le imprese dell'edilizia, del genio civile e dei rami affini (setto-
re principale della costruzione). In linea di massima e a titolo generale 
è immaginabile che con il presente bando di concorso sia toccato un 
numero considerevole di  membri  della  A._______,  se si  tiene conto 
della circostanza che nel caso di specie si tratta di un contratto di ap-
palto (“Bauauftrag”, cifra 1.6 del bando) e che le prestazioni ivi indica-
te si muovono nel quadro del settore delle costruzioni. 

Tuttavia la committente rivendica che a suo avviso, in considerazione 
della  portata  della  presente  commessa,  il  numero  dei  membri  della 
A._______ che può entrare nel novero delle imprese attive nell'ambito 
dei lavori di sotterraneo si riduce a tre, per cui verrebbe a mancare la 
legittimazione  a  ricorrere  della  A._______.  Secondo  lei,  a  causa 
dell'assenza di esperienza nel ramo dei lavori in sotterraneo non sa-
rebbero  adempiuti  nemmeno  i  presupposti  di  idoneità  esplicati  nel 
bando di concorso alle cifre 3.5 e 3.6. 

In primo luogo, in riferimento alla censura della mancata idoneità va 
sottolineato che l'esame dell'idoneità non deve essere anticipato già 
nell'ambito dell'esame della legittimazione a ricorrere contro il  bando 
di  concorso. In  secondo  luogo  va rilevato  che  il  bando  di  concorso 
stesso alla cifra 3.4 ammette in maniera esplicita la formazione di con-

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sorzi. Non sono quindi ravvisabili motivi per cui si debba escludere la 
possibilità che i membri della A._______, che sono pur sempre attivi 
nell'ambito delle costruzioni,  si riuniscano in un consorzio con una o 
più ditte specializzate nella categoria dei lavori in sotterraneo. A que-
sto riguardo va osservato che si giustifica esaminare la legittimazione 
a ricorrere dei ricorrenti al momento dell'inoltro del ricorso, cosicché di 
principio, a mente del Tribunale amministrativo federale, non ha impor-
tanza se la cerchia dei potenziali membri può restringersi poiché non 
si è ancora verificata un'annessione ad un consorzio malgrado l'avan-
zare della scadenza del termine per presentare le offerte.  Ne conse-
gue che tutti i membri della A._______ o perlomeno un gran numero di 
essi possono rappresentare potenziali partecipanti a un consorzio e in 
questa veste possono essere potenziali  concorrenti  nel  quadro della 
presente procedura in materia di acquisti pubblici. 

Considerato che sono date tutte e tre le condizioni per un ricorso col-
lettivo  nell'interesse  dell'associazione  (“egoistische  Verbandsbesch-
werde”) si può ragionevolmente affermare che sono dati tutti i presup-
posti per la legittimazione a ricorrere della A._______. 

1.3.3 Per quanto attiene alla questione a sapere se anche le quattro 
ditte  ricorrenti  hanno  diritto  ad  interporre  ricorso,  essa  può  essere 
lasciata indecisa, nella misura in cui si deve accettare la legittimazione 
a ricorrere dell'associazione A._______ e in ogni caso si deve entrare 
nel merito del ricorso. 

1.3.4 I requisiti relativi ai termini, alla forma e al contenuto del ricorso 
sono soddisfatti.  Il  rappresentante  legale ha giustificato  i  suoi  poteri 
tramite  una  procura  scritta  valida.  Gli  altri  presupposti  processuali 
sono parimenti adempiuti. 
Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.
Oggetto  di  lite  nella  presente  fattispecie  è  soltanto  la  questione  a 
sapere se la disposizione contenuta alla cifra 4.5 del bando “La lingua 
contrattuale è il tedesco” è lecita o meno.

3.
In  materia  di  acquisti  pubblici  il  potere  cognitivo  del  Tribunale 
amministrativo  federale  è  limitato  alla  violazione  del  diritto  federale, 
compreso  l'eccesso  o  l'abuso  del  potere  di  apprezzamento  e 
all'accertamento incompleto o inesatto di fatti giuridicamente rilevanti 

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(art.  49  lit.  a  e  b  PA).  Non  può  invece  essere  addotto  il  motivo 
dell'inadeguatezza (art. 31 LAPub). 

Il Tribunale amministrativo federale esamina liberamente la violazione 
del diritto federale, esso si impone tuttavia un certo riserbo nel quadro 
dell'esame  dell'apprezzamento  delle  prestazioni  in  base  ai  criteri  di 
aggiudicazione  (cfr.  in  materia  di  potere  cognitivo  del  Tribunale 
amministrativo  federale  la  decisione  incidentale  del  2  luglio  2008, 
B-3544/2008 consid. 5 con rinvii). 

Nella  motivazione  del  ricorso  si  spiega  che  il  bando  prevede  la 
possibilità per i  concorrenti  di  scegliere se inoltrare la loro offerta in 
tedesco  o  in  italiano,  però  che  la  lingua  contrattuale  dovrà 
forzatamente essere il tedesco. Secondo la ricorrente tale disposizione 
viola il  principio della parità di trattamento, in particolare il  divieto di 
discriminazione nei  confronti  dei  concorrenti  di  madrelingua italiana. 
Essendo  invocata  una  violazione  del  diritto  federale,  il  Tribunale 
amministrativo federale esamina la censura mossa dalla ricorrente con 
pieno potere di cognizione.

4.

4.1 Come  già  indicato  precedentemente,  il  bando  di  concorso 
costituisce  una  decisione  suscettibile  d'essere  impugnata  tramite 
ricorso (cfr. consid. 1.2). L'impugnazione è  possibile  nei  confronti  di 
quelle  disposizioni  del  bando che appaiono di  per sé illecite e il  cui 
significato  rispettivamente  la  cui  portata  sono senz'altro  riconoscibili 
per  gli  interessati;  questo  vale  di  regola  ad  esempio  per  quelle 
disposizioni  concernenti  il  tipo  di  procedura,  i  termini  di  inoltro  per 
l'offerta, l'ammissibilità di un consorzio di offerenti, di offerte parziali, di 
varianti,  di  formazione  di  lotti  oppure  la  lingua  o  le  lingue  della 
procedura  (GALLI/MOSER/LANG/CLERC,  op.  cit.,  N.  820  con  rinvii  alla 
giurisprudenza  della  vecchia  Commissione  di  ricorso  in  materia  di 
acquisti  pubblici).  Dai  principi  sviluppati  dalla  prassi  si  può 
ragionevolmente  desumere  che  di  regola  sono  impugnabili  quelle 
disposizioni  che  per  legge  devono  essere  contenute  nel  bando  di 
concorso.

4.2 Essendo la committente assoggettata alla legislazione federale in 
materia di acquisti  pubblici (consid. 1.1), ciò significa che il  bando di 
concorso e la documentazione del bando per le commesse nel quadro 
della  NFTA  devono  soddisfare  le  esigenze  poste  nella  LAPub 

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(GALLI/LEHMANN/RECHSTEINER,  Das öffentliche Beschaffungswesen in  der 
Schweiz, Zurigo 1996, N. 303). 

4.3 Ogni  commessa  che  viene  aggiudicata  nell’ambito  di  una 
procedura libera o selettiva deve essere messa a pubblico concorso 
singolarmente  (art.  18  cpv. 1  i.  r. c.  art.  14  cpv. 1  e  art.  15  cpv. 1 
LAPub).  Per  quanto  attiene  al  contenuto  all'art.  9  cpv.  2  LAPub  è 
previsto  di  rendere  noti  nel  bando  (al  più  tardi  nella  relativa 
documentazione) i  criteri  e le prove d’idoneità. Giusta l'art. 20 cpv. 1 
lett.  a  LAPub  possono  essere  condotte  trattative  se  ne  è  fatta 
menzione  nel  bando. L'art.  16  cpv. 1  OAPub rimanda  per  quel  che 
riguarda  le  indicazioni  del  bando  all'allegato  4  OAPub. L'allegato  4 
OAPub  contiene  le  indicazioni  minime  per  il  bando  pubblico  di  una 
commessa nell’ambito della procedura libera o selettiva. In materia di 
lingua l'allegato 4 OAPub prevede che il bando debba almeno indicare 
la lingua o le lingue delle domande o delle offerte (cifra 6 b allegato 4 
OAPub). L'allegato 5 OAPub si esprime sulle indicazioni minime per la 
documentazione  del  bando  consegnata  nell’ambito  della  procedura 
libera o selettiva, richiedendo tra l'altro almeno che vengano indicate 
la lingua o le lingue delle offerte (cifra 3 allegato 5 OAPub). Nel bando 
il  committente  può  tuttavia  limitare  o  escludere  la  possibilità  della 
formazione di  consorzi  (art.  21 cpv. 1  OAPub). Se,  per  una corretta 
esecuzione  della  commessa,  è  necessaria  una  determinata  forma 
giuridica per la formazione di consorzi, il committente può esigere che 
questa sia costituita prima dell’aggiudicazione (art. 21 cpv. 2 OAPub). 
Nel bando, il  committente esige di  principio un’offerta globale per le 
prestazioni  che  intende  acquisire  (art.  22  cpv.  1  OAPub).  Egli  può 
tuttavia limitare o escludere in esso la possibilità dell'inoltro di varianti 
(art. 22 cpv. 2 OAPub). Nel caso di offerte parziali, il committente può 
rinunciare ad un’offerta globale, indicando ciò nel bando (art. 22 cpv. 2 
OAPub).  Il  committente  deve  indicare  nel  bando  le  eccezioni  dal 
principio  che  gli  offerenti  non  hanno  diritto  ad  un'indennità  per 
l'elaborazione  dell'offerta  (art.  23  OAPub).  Nell’ambito 
dell’aggiudicazione,  il  committente  può  suddividere  la  commessa  in 
commesse parziali  oppure aggiudicarla integralmente a più offerenti. 
Questa  intenzione  dev’essere  indicata  nel  bando  (art.  27  cpv.  1 
OAPub). 

In  riferimento alla  forma linguistica del  bando l'art. 24 cpv. 3 LAPub 
statuisce che per  commesse edili  e  relative forniture nonché servizi 
nell’ambito  di  progetti  di  costruzione,  il  bando  di  concorso  e 
l’aggiudicazione  avvengono  almeno  nella  lingua  ufficiale  del  luogo 

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della  costruzione,  mentre per altre  forniture e servizi  in  almeno due 
lingue ufficiali. Se una commessa prevista non è pubblicata in lingua 
francese, al bando dev’essere allegato un riassunto in lingua francese, 
inglese o spagnola (art. 24 cpv. 4 LAPub). Il contenuto di tale riassunto 
si evince dall'art. 16 cpv. 2 OAPub. 

4.4 Di  principio  il  bando  (o  la  documentazione  del  bando)  deve 
(devono)  contenere  una  descrizione  chiara  e  completa  della 
prestazione richiesta. Quest'ultima forma la base diretta per il contratto 
da stipulare con l'offerente che ha ottenuto l'aggiudicazione (cfr. GALLI/
MOSER/LANG/CLERC, op. cit. 224 segg.).  

Salvo  che  per  le  disposizioni  di  carattere  imperativo  previste  dalla 
LAPub e dall'OAPub in materia di requisiti per il contenuto del bando 
(cfr. consid. 4.3),  al  committente  è  di  principio  conferita  una grande 
libertà  nel  quadro  dell'allestimento  del  bando  e  della  relativa 
documentazione. Né  la  LAPub né l'OAPub esigono  dal  committente 
che egli renda noto nel bando la lingua del contratto. In particolare, la 
lista delle indicazioni minime giusta l'allegato 4 OAPub non regola che 
il committente debba rendere noto le condizioni contrattuali in maniera 
completa  nel  bando  (GALLI/LEHMANN/RECHSTEINER,  op. cit.,  N.  280).  Dal 
momento che la lingua del contratto non deve quindi essere oggetto 
del  bando,  diventa  lecito  chiedersi  se  l'impugnazione  di  una 
disposizione  del  bando  che  per  legge  non  vi  deve  essere 
obbligatoriamente  regolata  è  di  per  sé  possibile.  Tenuto  conto  che 
nella  fase  che  segue  l'aggiudicazione  della  commessa  è  il  diritto 
privato  che  trova  applicazione  nell'ambito  della  conclusione  del 
contratto e degli effetti di quest'ultima (cfr. GALLI/MOSER/LANG/CLERC, op. 
cit. N. 828 e 701; JEAN-BAPTISTE ZUFFEREY, Quid après l'adjudication? Les 
effets  du  droit  (public)  des  marchés  publics  sur  la  conclusion  et 
l'exécution du contrat (de droit privé) – in BR 2004 Sonderheft, pag. 62 
seg. con rinvii),  si può ritenere che il  committente gode di una certa 
libertà nell'impostazione del contratto. 

Benché  le  disposizioni  relative  alla  lingua  non  richiedano  di 
comunicare espressamente la lingua contrattuale nel bando e benché 
quest'ultima possa essere a prima vista oggetto di un conflitto di diritto 
privato, una regolamentazione esplicita  della  lingua del  contratto nel 
bando  può  avere  effetti  sulla  situazione  di  fatto  e  di  diritto  degli 
interessati  nella  fase  di  inoltro  delle  offerte,  come  dimostreranno  i 
considerandi che seguono. Di principio non possono essere tollerate 
quelle  disposizioni  del  bando  che  potrebbero  essere  atte  a 

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discriminare  i  singoli  potenziali  offerenti  già  nella  fase  tra  la 
pubblicazione  del  bando  e  l'aggiudicazione  (cfr. 
GALLI/MOSER/LANG/CLERC, op. cit., N. 239 seg.). 

4.5 Visto quanto precede va di seguito esaminato se la disposizione 
impugnata  che  prevede  il  tedesco  come  lingua  contrattuale  viola  il 
principio della garanzia della parità di trattamento (art. 1 cpv. 2 e art. 8 
cpv. 1 lett. a LAPub). 

Il principio della parità di trattamento significa nel diritto degli appalti 
pubblici che a nessun offerente possono essere imposti pregiudizi, che 
non  valgono  per  altri  offerenti  e  che  a  nessun  offerente  possono 
essere  concessi  privilegi  che  sono  negati  agli  altri  offerenti.  La 
legislazione svizzera in  materia  di  appalti  pubblici  esige non solo la 
parità  di  trattamento  tra  offerenti  stranieri  e  offerenti  nazionali  e  tra 
offerenti  stranieri  tra  loro,  ma  anche  la  parità  di  trattamento  degli 
offerenti  nazionali  tra  di  loro  (non-discriminazione) 
(GALLI/LEHMANN/RECHSTEINER, op. cit., N. 193 seg.). 

4.5.1 Per quanto  attiene alla  parte  collegata  alla  lingua,  il  bando di 
concorso  è  stato  pubblicato  integralmente  in  tedesco  e  in  italiano, 
mentre per la versione francese è stato pubblicato un breve riassunto, 
il che è conforme all'art. 24 cpv. 3 e 4 LAPub. Per il resto, il bando di 
concorso prevede l'inoltro di offerte nelle lingue italiano o tedesco e la 
facoltà di porre domande relative alla documentazione di appalto nelle 
lingue tedesco e italiano, alle quali il committente risponde in tedesco 
o  in  italiano  (cifra  4.5).  Inoltre  la  documentazione  del  bando  è 
disponibile sia in italiano che in tedesco e i sopralluoghi (uno tecnico e 
uno geologico) a detta della committente sono stati anch'essi esperiti 
nelle  due lingue. Le disposizioni  concernenti  la  lingua previste  dalla 
committente fino alla fase dell'aggiudicazione osservano pienamente 
le condizioni poste al contenuto minimo del bando di concorso giusta 
la LAPub e l'OAPub (cfr. consid. 4.3), anzi esse vanno addirittura oltre 
i requisiti minimi richiesti. 

4.5.2 Pertanto, proprio perché fino alla fase dell'aggiudicazione della 
commessa  la  committente  ha  optato  a  favore  di  una  procedura 
bilingue, sorprende e dimostra una certa incoerenza che per la lingua 
del contratto si sia scelto soltanto la lingua tedesca. Dalla lettera della 
committente  dell'11  marzo  2008  alla  A._______  (doc.  R  allegato  al 
ricorso)  si  evince che  tutti  i  contratti  finora  stipulati  e  concernenti  il 
Ceneri sono già stati messi in appalto e aggiudicati in italiano e hanno 

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il foro a Bellinzona. Se si considera inoltre che la documentazione del 
bando  comprende  il  progetto  di  contratto  non  solo  in  tedesco  ma 
anche in lingua italiana,  è ravvisabile che la stesura del contratto in 
italiano non rappresenta più un dispendio notevole per la committente 
(cfr. Elemento IA: Atto di contratto con appendici; classificatore no. 1). 
Alla  luce  di  queste  circostanze  sorge  il  dubbio  che  la  scelta  del 
tedesco come lingua contrattuale non sia altro che una conseguenza 
scaturita  dalla  scelta  del  foro  di  Lucerna  per  decidere  su  eventuali 
controversie derivanti dal contratto. 

4.5.3 Come già accennato precedentemente (cfr. sopra consid. 4.4) la 
lingua del contratto non rientra nei requisiti minimi posti al contenuto 
del bando di concorso. Dal momento che questo criterio è però stato 
inserito  dalla  committente  nel  bando  di  concorso,  essa  deve 
sopportare le critiche sollevate contro questa scelta e vertenti su una 
presunta discriminazione dei partecipanti al concorso. 

Per  esaminare  l'aspetto  della  violazione  della  parità  di  trattamento 
possono senz'altro essere consultati per analogia i principi relativi alla 
lingua della procedura di aggiudicazione. Giusta l'art. 24 cpv. 3 LAPub 
per  commesse edili  e  relative forniture nonché servizi  nell’ambito  di 
progetti  di costruzione, come si tratta nel caso di  specie, il  bando di 
concorso  e  l’aggiudicazione  avvengono  almeno  nella  lingua  ufficiale 
del luogo della costruzione. 

Nel Messaggio concernente i necessari adattamenti del diritto interno 
per la ratifica degli accordi GATT / OMC (Uruguay-Round) (Messaggio 
2  GATT) del  19  settembre 1994 (FF 1994 923 segg.,  in  particolare 
pag. 1163 e  1164)  si  precisa  che la  differenziazione della  lingua di 
pubblicazione  tra  opere  di  costruzione,  da  una  parte,  e  forniture  e 
prestazioni di servizi, dall'altra, è giustificata dal fatto che per i progetti 
di  costruzione la  lingua ufficiale  è legata al  luogo della  costruzione. 
Dato  che  la  Confederazione  esegue  costruzioni  in  tutte  le  regioni 
linguistiche della Svizzera, l'alternanza linguistica della pubblicazione 
è  garantita.  L'obbligo  di  pubblicare  le  aggiudicazioni  non  dovrebbe 
servire  unicamente  all'informazione  a  livello  internazionale  bensì 
anche in tutte le regioni della Svizzera.

La  vecchia  Commissione  federale  di  ricorso  in  materia  di  acquisti 
pubblici  ha  già  avuto  modo  di  occuparsi  nella  sua  prassi 
dell'art. 24 LAPub. Essa ha rilevato che l'art. 24 cpv. 3 e 4 LAPub ha 
come  scopo  quello  di  informare  la  cerchia  maggiore  possibile  di 

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potenziali  candidati  e  persegue  un  obiettivo  di  trasparenza  e  di 
apertura  di  mercato  (cfr.  decisione  del  9  dicembre  1999,  CRM 
1999-011,  consid. 3;  in  quel  caso  si  trattava  di  una  commessa  per 
forniture e per prestazioni di  servizi). Anche per Bernard Waldmann, 
pur  quanto  la  lingua  del  bando  offra  uno  strumento  ideale  per 
canalizzare  l'origine  degli  offerenti,  laddove  il  diritto  in  materia  di 
acquisti  pubblici  si  esprime  sulla  lingua  del  bando,  esso  lo  fa 
prevalentemente in vista dello scopo di raggiungere il maggior numero 
possibile di potenziali  candidati  (cfr.  BERNHARD WALDMANN,  Die Sprache 
im öffentlichen Vergabeverfahren in  FZR 2003,  pag. 16 seg.; questo 
articolo  rinvia  esplicitamente  alla  decisione  della  CRM  1999-011 
appena citata). 

Tuttavia ci si può porre la domanda se le interpretazioni addotte sopra 
possono  essere  riprese  per  la  presente  commessa  edile  che  ha  la 
particolarità  di  avere il  luogo della  costruzione nel  Cantone Ticino e 
che riveste il carattere di un progetto di dimensioni almeno nazionali. 
Nel  contesto  del  caso  in  esame,  la  disposizione  dell'art. 24  cpv.  3 
LAPub è da considerare come esigenza minima, la quale ha un effetto 
informativo  per  i  potenziali  concorrenti  residenti  nella  regione.  Il 
privilegio linguistico che de facto ne deriva automaticamente  per  gli 
offerenti residenti nella regione è statuito esplicitamente nella legge e 
deve essere rispettato. 

4.5.4 Prevedere  già  a  livello  dell'inoltro  delle  offerte  che  il  contratto 
sarà unicamente concluso in lingua tedesca, come nel caso in esame, 
appare criticabile sotto tre punti di vista.
Dapprima per  le  ditte  di  madre  lingua  italiana  risulta 
comprensibilmente  contraddittorio  e  inconsistente  se  da  una  parte 
viene data loro la possibilità prima dell'aggiudicazione di presentare le 
loro  offerte  in  italiano,  porre  domande  chiarificatorie  in  italiano  e 
richiedere  la  documentazione  del  bando  in  italiano,  ma  dall'altra  si 
esclude  l'italiano  come  lingua  contrattuale.  In  secondo  luogo,  la 
regolamentazione del tedesco come lingua contrattuale già al grado di 
bando di  concorso può allora  rivelarsi  restrittiva,  nella  misura  in  cui 
essa è atta a distogliere i potenziali offerenti che risiedono nel luogo 
della costruzione del progetto ad inoltrare le proprie offerte. Infine, la 
committente  deve quindi  assumere la  critica  che l'introduzione della 
disposizione querelata nel bando potrebbe servire in  un certo modo 
quale  mezzo  per  controllare  l'origine  dei  potenziali  concorrenti 
rispettivamente  per  influenzare  l'associazione  degli  stessi  ad  un 
consorzio. Del resto è la stessa committente ad affermare che le ditte 

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dell'area germanofona hanno più esperienza e mostrano più interesse 
per i lavori messi in concorso che le ditte del Cantone Ticino. 
Considerati  questi  aspetti,  nonché  la  regolamentazione  legale  della 
lingua nel quadro della pubblicazione del bando e dell'aggiudicazione, 
l'abbandono della via del bilinguismo allo stadio della conclusione del 
contratto  rispettivamente  la  relativa  comunicazione  nel  bando 
comportano in casu uno svantaggio per i potenziali offerenti regionali 
rispetto alla situazione che si presenta per le ditte (svizzero-)tedesche. 

Ne consegue che la disposizione del bando che prevede come lingua 
contrattuale il  tedesco -  già allo stadio di  procedura dell'inoltro delle 
offerte - ha un effetto discriminatorio nei confronti di potenziali offerenti 
di  lingua  italiana. Gli  argomenti  portati  dalla  committente  non  sono 
sufficienti  a  giustificare  la  lesione  del  principio  della  parità  di 
trattamento. Infatti  le circostanze che la committente abbia la sede a 
Lucerna,  che  il  know-how-transfer  nella  gestione  dei  contratti  di 
appalto  sia  spesso  avvenuto  in  tedesco  e  che  le  normative  SIA  in 
materia di “lavori in sotterraneo” sono disponibili in gran parte solo in 
tedesco  non  le  hanno  comunque  impedito  finora  di  concludere  un 
buon  numero  di  contratti  in  italiano  (cfr. doc. R  allegato  al  ricorso). 
Giova infine ricordare che per la presente commessa esiste già nella 
documentazione  del  bando  un  modello  del  contratto  in  versione 
italiana.

4.5.5 Dai  considerandi  suesposti  emerge  che  le  censure  sollevate 
dalla ricorrente in relazione alla violazione della parità di trattamento si 
rivelano  fondate. Per  questo  la  decisione  impugnata  è  da  annullare 
parzialmente al punto 4.5 solo per quanto attiene alla disposizione “La 
lingua contrattuale è il  tedesco”. In  questo punto il  ricorso va quindi 
accolto.

4.5.6 La  ricorrente  chiede  di  modificare  il  punto  4.5  con  la 
formulazione “La lingua contrattuale è l'italiano”. A questa conclusione, 
che mira ad escludere il  tedesco in modo concreto, non può tuttavia 
essere dato seguito  per gli  stessi  o gli  analoghi motivi  per i  quali  si 
voleva  escludere  l'italiano. Potrebbero  infatti  nascere  delle  notevoli 
incongruenze se si aggiudicasse l'appalto ad una ditta germanofona o 
romanda.  Il  Tribunale amministrativo federale giunge alla conclusione 
che  conviene  unicamente  annullare  la  disposizione  “La  lingua 
contrattuale  è  il  tedesco”.  Sulla  base  dei  considerandi  precedenti 
risulterebbe fuori luogo, se si desse spazio ad una regolamentazione 
concreta della  lingua contrattuale nel  bando di  concorso,  così  come 

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auspicato  dalla  ricorrente,  tanto  più  che  la  conclusione  stessa  del 
contratto non sottostà più alla LAPub, ma dipende dalla sfera privata 
delle parti. Pur quanto possa apparire coerente attendersi anche per il 
contratto l'alternatività del tedesco e dell'italiano come previsto nella 
fase  precedente  l'aggiudicazione,  si  ritiene  pertanto  meglio  indicato 
dare  comunque  la  possibilità  alla  committente  e  al  futuro 
aggiudicatario di mettersi d'accordo su un'altra lingua contrattuale. La 
disposizione “La lingua contrattuale è il  tedesco” deve essere quindi 
cancellata senza sostituzione.

Ne discende che il ricorso non può essere accolto in questo punto.

4.5.7 In considerazione del risultato al quale si è giunti ci si può porre 
la  domanda  se  la  soppressione  della  disposizione  “La  lingua 
contrattuale è il tedesco” può avere degli effetti sul bando intero, nella 
misura in cui con il mutamento della situazione devono essere ordinati 
dei nuovi termini per l'inoltro delle offerte (giusta la cifra 3.9 del bando 
il  termine per l'inoltro dell'offerta è il 19 settembre 2008). Il  Tribunale 
amministrativo federale conclude che non sono ravvisabili motivi per la 
fissazione  di  nuovi  termini  per  l'inoltro  delle  offerte,  in  quanto  le 
ricorrenti  non hanno chiesto il  conferimento dell'effetto sospensivo al 
ricorso  e  in  secondo  luogo  esse  non  hanno  dimostrato  in  modo 
concreto  se  rispettivamente  a  partire  da  quando  e  sotto  quali 
condizioni  esse  si  vedrebbero  costrette  di  dover  rinunciare  ad  una 
candidatura, nel caso in cui nel bando dovesse valere la disposizione 
che il tedesco rimane la lingua contrattuale.

5.
Dai considerandi  suesposti  si  evince che la ricorrente non riesce ad 
imporsi  completamente  con  le  sue  conclusioni.  Il  ricorso  va  quindi 
accolto  solo parzialmente. La decisione impugnata va annullata solo 
per quanto attiene alla  disposizione prevista al  punto 4.5 “La lingua 
contrattuale è il tedesco”. Per il resto il ricorso va respinto.

La committente  è  tenuta  inoltre  a  pubblicare debitamente  il  risultato 
della  presente decisione nel  senso della  modifica  del  bando che ne 
deriva. 

6.
Visto quanto precede, alla ricorrente che soccombe solo parzialmente 
sono messe a carico spese processuali (tassa di decisione nelle tasse 
di  cancelleria  e  negli  sborsi)  ridotte  (art.  63  cpv. 1  frase  2  PA). Si 

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giustifica  fissare  le  spese  processuali  a  fr.  2'000.-.  Esse  verranno 
computate con l'anticipo spese dell'ammontare di fr. 5'000.-, versato in 
data  11 aprile  2008. Nessuna spesa processuale  è  messa a  carico 
dell'autorità inferiore né delle autorità federali (art. 63 cpv. 2 PA).

L'autorità  di  ricorso,  se  ammette  il  ricorso  in  tutto  o  in  parte,  può, 
d'ufficio  o  a  domanda,  assegnare  al  ricorrente  una indennità  per  le 
spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato (art. 64 
cpv. 1 PA e art. 7 del Regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle  cause dinanzi  al  Tribunale amministrativo  federale; TS-TAF RS 
173.320.2). Il dispositivo indica l'ammontare dell'indennità e l'addossa 
all'ente  o  all'istituto  autonomo,  nel  cui  nome  l'autorità  inferiore  ha 
deciso, in quanto non possa essere messa a carico di una controparte 
soccombente (art. 64 cpv. 2 PA). La parte ricorrente non ha inoltrato 
una nota delle spese, per cui  il  Tribunale fissa l'indennità sulla base 
degli  atti  in  causa (art.  14 cpv. 2 TS-TAF). In  considerazione che la 
parte  ricorrente  è  vincente  solo  parzialmente,  si  giustifica  fissare 
spese ripetibili ridotte per un importo di fr. 2'500.- (IVA compresa).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il  ricorso  è  parzialmente  accolto.  La  decisione  relativa  al  bando  di 
concorso pubblicata in FUSC no. 46 del 6 marzo 2008 è annullata al 
punto  4.5  solo  per  quanto  attiene  alla  disposizione:  “La  lingua 
contrattuale  è  il  tedesco”.  Tale  disposizione  è  cancellata  senza 
sostituzione.

2.
L'autorità  aggiudicatrice  si  impegna  di  pubblicare  nel  FUSC  il 
contenuto della cifra 1 del dispositivo della presente decisione entro 8 
giorni  a  partire  dalla  notificazione  della  medesima,  ma  al  più  tardi 
entro il 31 luglio 2008. 

3.
Alla  parte  ricorrente  sono messe a  carico  spese  processuali  ridotte 
per  un importo  di  fr. 2'000.-  Esse vengono computate  con l'anticipo 
spese versato di  fr. 5'000.-  La differenza di  fr. 3'000.-  è versata alla 

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parte ricorrente (fr. 500.- per ogni ricorrente) dalla cassa del Tribunale 
dopo la crescita in giudicato della presente sentenza. 

4.
Alle ricorrenti  è assegnata un'indennità a titolo di spese ripetibili  per 
un  importo  di  fr. 2'500.-,  cioè  fr.  500.-  per  ogni  ricorrente,  a  carico 
dell'autorità aggiudicatrice.

5.
Comunicazione a: 

- ricorrenti (atto giudiziario)
- autorità aggiudicatrice (atto giudiziario)

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Brentani Corrado Bergomi

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B-1982/2008

Rimedi giuridici:

La presente decisione può essere impugnata presso il Tribunale fede-
rale svizzero entro i trenta giorni dalla notifica del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il  valore stimato della  commessa 
raggiunge la soglia determinante secondo la legge federale del 16 di-
cembre 1994 sugli acquisti pubblici o secondo l'Accordo del 21 giugno 
1999 tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea su alcuni 
aspetti  relativi  agli  appalti  pubblici  (art. 83 lett. f  cifra 1 LTF) e se si 
pone una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 83 lett. f 
cifra 2 LTF).

Data di spedizione: 18 luglio 2008

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