# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1bc3092a-456b-50cb-a5d9-acd6ddfba100
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-03-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.03.2022 42.2021.73
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2021-73_2022-03-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  42.2021.73

   

  cs/DC

  	
  Lugano

  7 marzo 2022     

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 2 dicembre 2021 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 3 novembre 2021 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di indennità perdita di guadagno (Corona)

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione del 20 luglio
2021 (doc. 4), confermata dalla decisione su opposizione del 3 novembre 2021
(doc. 1), la Cassa CO 1 (di seguito: Cassa) ha respinto la richiesta tendente
all’ottenimento delle indennità giornaliere a causa del coronavirus inoltrata
da RI 1, nata nel 1980, di professione agricoltrice e autista indipendente (__________),
per il periodo dal 17 marzo 2020 al 16 settembre 2020, poiché inoltrata
tardivamente, ossia l’8 luglio 2021 (doc. 7). 

                               1.2.   RI 1, unitamente al marito __________,
è insorta al TCA sia contro la predetta decisione su opposizione, sia contro la
decisione su opposizione del 3 novembre 2021 con cui la medesima Cassa ha
rifiutato il condono della restituzione delle indennità giornaliere Corona per
complessivi fr. 23'006.80 versate al marito per il periodo dal 17 marzo 2020 al
16 settembre 2020, sia contro la decisione del 10 novembre 2021 dell’UAI che ha
compensato tale importo con la rendita d’invalidità intera riconosciuta a suo
marito dal 1° febbraio 2020 (dopo un anno d’attesa [art. 28 cpv. 1 lett. b
LAI]), con diritto al versamento della prestazione dal 1° aprile 2020 (6 mesi
dopo l’inoltro della richiesta [art. 29 cpv. 1 LAI]).

                                         La ricorrente, dopo aver
ripercorso l’intera fattispecie, comprendente le gravi patologie che hanno
afflitto lei stessa (carcinoma al seno) e suo marito __________ fino a renderlo
da ultimo inabile al lavoro all’85% (febbre Q delle capre, batterio nel sangue
con conseguente operazione al cuore di riparazione della valvola mitrale,
endocardite; successiva depressione) ed aver rilevato di avere tre figli (nati
nel 2000 [madre di una figlia nata nel 2019], 2002 e 2007) a carico, sostiene
che quale collaboratrice dell’azienda di suo marito abbia diritto alle
indennità poiché durante il lockdown non ha percepito alcuna prestazione
straordinaria.

 

                               1.3.   Con risposta del 4 gennaio
2022 la Cassa CO 1 ha chiesto la reiezione del ricorso, con argomentazioni che,
laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III). 

 

                               1.4.   Il 14 gennaio 2022 la
ricorrente ha affermato che a causa delle gravi patologie che hanno colpito lei
e suo marito fin dal 2016, la famiglia si trova in gravi difficoltà economiche
e nel marzo 2020 ha chiesto di poter beneficiare delle IPG Corona (doc. V). Dal
settembre 2020 la ricorrente ha cercato una nuova occupazione e dal 19 ottobre
2020 ha iniziato un’attività presso l’__________. L’interessata, malgrado si
occupasse della gestione dell’azienda agricola e dei trasporti, non si è
affiliata quale indipendente, essendo fiduciosa che suo marito avrebbe potuto
nuovamente lavorare. Il marito all’epoca percepiva IPG malattia al 50% per
favorire la ripresa dell’attività, anche se poi non è più riuscito ad
esercitare il suo lavoro a causa del deperimento psichico. 

                                         La ricorrente afferma di
essere stata invitata dalla Cassa ad iscriversi quale indipendente ed a
stralciare l’affiliazione del marito a titolo retroattivo poiché “è più
giusto che prosegua lei con l’affiliazione e i contributi”. La ricorrente
sostiene che nel luglio 2021, dopo aver ricevuto la decisione di restituzione
per il marito, ha contattato l’amministrazione per capire la situazione ed è
stata invitata ad inoltrare la richiesta delle prestazioni a suo nome. La
decisione però è stata respinta in quanto la domanda era tardiva. 

 

                               1.5.   Il 25 gennaio 2022 la Cassa
si è riconfermata nella sua posizione (doc. VII). 

 

                               1.6.   Il 27 gennaio 2022 il TCA ha
interpellato l’__________ __________ __________ CO 1, chiedendo:

 

" Nell’ambito
degli scambi di allegati RI 1 ha rilevato di essersi affiliata presso la vostra
Cassa di compensazione a titolo retroattivo quale indipendente dal 1° gennaio
2020, mentre suo marito, __________, è stato stralciato quale indipendente,
sempre a titolo retroattivo, con effetto dal 31 dicembre 2019.

Le modifiche sono avvenute nel corso del
2021.

Nel ricorso figura che “in seguito a
malattia di lunga durata nel 2020 su suggerimento dei funzionari __________ mia
moglie è stata affiliata al mio posto quale indipendente”.

In successive osservazioni la ricorrente ha
inoltre affermato di essere “stata invitata dalla cassa __________ a
stralciare l’affiliazione di mio marito e di procedere con la mia affiliazione
retroattiva. “è più giusto che prosegua le con l’affiliazione e i contributi”.

 

Ai fini del giudizio le chiediamo di voler
precisare quanto segue:

 

1. Lo stralcio con effetto
retroattivo al 31 dicembre 2019 di __________ è avvenuto su richiesta
dell’amministrazione o spontaneamente ad opera dell’assicurato? 

2. L’affiliazione dal
1° gennaio 2020 quale indipendente di RI 1 è avvenuta su richiesta della Cassa CO
1 o spontaneamente ad opera dell’assicurata?

3. a.  nel caso in
cui le modifiche di statuto fossero avvenute in seguito ad una richiesta della
Cassa CO 1, per quale motivo i coniugi __________ sono stati invitati a
modificare la propria affiliazione retroattivamente (quali sono gli elementi
che hanno fatto intervenire la Cassa)?  

b. In particolare è stato
oggetto di discussione anche il diritto o meno a indennità giornaliere per
coronavirus già versate al marito? In caso di risposta positiva le chiediamo di
voler indicare cosa eventualmente è stato discusso.” (doc. VIII)

 

                               1.7.   Il 3 febbraio 2022 __________
CO 1 ha affermato:

 

" 1.   Lo
stralcio con effetto retroattivo al 31.12.2019 del signor 

__________ è avvenuto spontaneamente
ad opera dell’assicurato, per il tramite dell’Agenzia comunale AVS di __________.
Quest’ultima a seguito della citata lettera del 12.05.2021 scritta a mano dal
sig. __________, ha compilato il formulario “Notifica di mutazione”
inviandocelo assieme alla lettera dell’assicurato, avvisandoci della mutazione
da eseguire.

A tal riguardo
rileviamo che precedentemente, l’assicurato in data 15.03.2021 aveva inviato
una mail alla nostra Cassa informando che “… Preciso che sono inabile al
lavoro e in attesa di una decisione AI. Mi chiedo in questo caso si pagano i
contributi. ...” Il nostro __________ con mail del 23.03.2021 risponde
all’assicurato che “… Nel caso in cui non dovesse più svolgere nessuna
attività lucrativa dovrebbe recarsi al proprio comune di domicilio per
richiedere di essere iscritto per il pagamento dei contributi AVS/AI/IPG quale
persona senza attività lucrativa e non più quale indipendente. …”. Non
sappiamo con certezza se sia a seguito della nostra mail del 23.03.2021 che il
sig. __________ ha scritto la lettera citata in precedenza consegnandola
all’Agenzia comunale AVS di __________.

2.   La richiesta
di affiliazione a partire dal 01.01.2020 quale indipendente della signora RI 1,
è stata inoltrata spontaneamente ad opera dell’assicurata.

3.a  Il nostro __________,
all’infuori della mail del 23.03.2021 suindicata e inviata al sig. __________,
nella quale abbiamo illustrato eventuali passi da intraprendere, non ha mai
richiesto ai coniugi __________ di modificare il loro statuto contributivo, men
che meno alla sig.ra RI 1.

3.b  L’indennità
giornaliera per coronavirus non è mai stata motivo di discussione o di
interesse per noi in quanto non di nostra competenza. Ma visto quel particolare
periodo dell’anno (primavera 2021 in piena emergenza COVID), eravamo
consapevoli dell’importante mole di lavoro dei nostri colleghi __________. Era
pertanto uso da parte nostra fornir loro eventuali informazioni rilevanti per
la determinazione del diritto/restituzione delle indennità giornaliere per
coronavirus, ma solo a titolo informativo, affinché ne potessero prendere atto
ed avviare gli eventuali e necessari accertamenti.” (doc. IX)

 

                               1.8.   Con scritto del 16 febbraio
2022, trasmesso all’insorgente con facoltà di eventualmente esprimersi in
merito entro il 23 febbraio 2022, l’amministrazione ha rilevato di non avere
particolari osservazioni in merito (doc. XII). 

 

                               1.9.   Con presa di posizione del 16
febbraio 2022, trasmessa alla Cassa per conoscenza, l’assicurata ha affermato:

 

" Chiaramente
è stato tutto opera nostra, ma su consiglio e d’obbligo per legge.

In dicembre 2020, purtroppo non ho preso
nota della data ma presumo tra il 10 e il 16 dicembre visto che ho presentato
richiesta per l’affiliazione quale indipendente al 16 dicembre 2020 (vedi copia
formulario), ho telefonato alla CO 1 ho parlato con il signor __________, ho
spiegato la situazione e lui mi ha invitata a presentare richiesta a mio nome
“se è lei che lavora deve pagarli lei i contributi”. Precisando nelle
osservazioni quanto spiegato per telefono (vedi formulario affiliazioni punto
I) osservazioni).

Sicura che lo stralcio di mio marito e la
mia affiliazione andassero di pari passo.

Al 22 dicembre 2020 ho avuto conferma per
la mia affiliazione dal 01 gennaio 2020 (vedi allegato).

Al 4 gennaio 2021 ho telefonato alla cassa,
Signor __________ e mi ha di nuovo invitato a scrivere due righe (vedi
allegato) per chiedere di compensare i contributi pagati a nome di mio marito a
mio favore.

Preciso che all’8 gennaio 2021 c’era stata
la compensazione del credito a mio favore per i premi AVS (vedi foglio
allegato).

In data 9 marzo 2021 ho telefonato alla CO
1 e ho parlato con il Signor __________, che mi ha invitata a scrivere due
righe per mail (mail già presentata dalla cassa) scritta il 12 marzo 2021.

A questo punto il 23 marzo 2020 (recte:
2021) mi hanno risposto, tra cui di recarmi all’AVS del comune di domicilio.

Al 12 maggio finalmente siamo riusciti ad
andare e mi hanno fatto scrivere due righe a mano sul momento e poi firmata da
mio marito (non è mia prassi scrivere a mano una lettera, sono precisa e
ordinata).

Da come potete vedere la procedura mi è
stata indicata correttamente dalla cassa per la nostra situazione creatasi.

Visto che il lavoro aziendale, sia
trasporti che agricolo venivano svolti da me, per l’agricolo con l’aiuto di mio
figlio.

L’IPG Corona è stata richiesta fino al 16
settembre 2020 in quanto da ottobre 2020 ho iniziato a lavorare come impiegata
amministrativa presso __________ e di conseguenza i trasporti non sono più
stato eseguiti.

Mi sembra di essere stata onesta e
rispettosa delle leggi COVID sugli aiuti ricevuti.

In data 21 luglio abbiamo ricevuto la
decisione di restituzione IPG Corona e subito ho telefonato per chiarire la
situazione per noi insostenibile. Preciso che la tassazione 2020 figura un reddito
di frs. 18'000.-- compresa IPG Corona.

A tal punto per sistemare la situazione
sono stata invitata dall’ufficio competente a compilare i formulari a mio nome
per il periodo in questione, marzo-settembre 2020.

Presumo andasse bene visto che me l’hanno detto
loro.

Purtroppo per tale periodo la risposta è
stata negativa in quanto tardiva.

Poi mi hanno detto di inoltrare per il
periodo dal 01 novembre 2020 fino al 30 giugno 2021, perché figuro come
indipendente e il diritto sussiste. Come detto più volte con i funzionari al
telefono, secondo mio avviso non sono più di diritto avendo smesso con i
trasporti. Invece qui la risposta è stata accolta e mi hanno versato i soldi
che poi ho restituito perché sicura di non averli di diritto.

Attendo fiduciosa, in quanto esausta
dall’onere burocratico creatosi, visto che tutti i soldi sono stati ritornati o
compensati, sono una persona onesta e desidero essere lasciata in pace.” (doc.
XIII)

 

                             1.10.   In data 22 febbraio 2022 la
ricorrente si è ulteriormente espressa, ribadendo le sue motivazioni (doc.
XVI). Lo scritto è stato trasmesso alla Cassa per conoscenza (doc. XVII).

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   In concreto, con un unico
ricorso, la ricorrente e suo marito hanno contestato tre distinte decisioni:

 

-      
decisione su opposizione del 3 novembre 2021 con cui la Cassa CO 1 ha
rifiutato il versamento delle indennità giornaliere Corona alla ricorrente dal
17 marzo 2020 al 16 settembre 2020 poiché la domanda è tardiva;

 

-       decisione
su opposizione del 3 novembre 2021 con cui la Cassa CO 1 ha respinto la domanda
di condono della restituzione dell’importo di fr. 23'006.85 per le indennità
giornaliere Corona per il periodo 17 marzo 2020 – 16 settembre 2020 versate al
marito;

 

-       decisione
del 10 novembre 2021 dell’UAI, preavvisata dal progetto dell’8 giugno 2021, con
cui, oltre a riconoscere al marito una rendita intera dal 1° febbraio 2020 (con
diritto al versamento delle prestazioni dal 1° aprile 2020), è stata effettuata
una compensazione con l’importo di fr. 23'006.85 chiesto in restituzione.

 

                                         La ricorrente e suo marito
chiedono la congiunzione delle cause (incarti 42.2021.73; 42.2021.74 e
32.2021.131).

 

                                         Secondo
l’art. 76 della Legge sulla procedura amministrativa (LPAmm), disposizione
applicabile in virtù del rinvio di cui all’art. 31 Lptca, quando siano proposti
davanti alla stessa autorità più ricorsi il cui fondamento di fatto sia il
medesimo, l’autorità può ordinare la congiunzione delle istruttorie, decidere i
ricorsi con una sola decisione o sospendere una o più procedure in attesa
dell’istruzione o della decisione delle altre. 

 

                                         In
concreto, la richiesta non può trovare accoglimento. 

 

                                         Infatti,
la domanda di prestazioni della ricorrente, respinta in quanto tardiva, è
indipendente rispetto alla richiesta di condono del marito ed alla
compensazione effettuata dall’UAI tra le indennità giornaliere Corona versate
al marito e la rendita retroattiva dovuta al marito.

 

                                         Ne
segue che il ricorso inoltrato contro la decisione su opposizione qui impugnata
viene trattato separatamente rispetto alle altre procedure.

 

 

 

 

                                         nel
merito

 

                               2.2.   Ai sensi dell’art. 185 cpv. 3
della Costituzione federale (Cost.), il Consiglio federale può emanare
ordinanze e decisioni per far fronte a gravi turbamenti, esistenti o imminenti,
dell’ordine
pubblico o della sicurezza interna. La validità di tali ordinanze dev’essere
limitata nel tempo.

 

                                         Il Consiglio federale,
fondandosi sull’art. 185 cpv. 3 Cost., il 20 marzo 2020 ha, in particolare,
adottato, per frenare le conseguenze economiche connesse alla diffusione del
coronavirus, l’Ordinanza sui provvedimenti in caso di perdita di guadagno in
relazione con il coronavirus (COVID-19) (Ordinanza COVID-19 perdita di
guadagno; RS 830.31), entrata in vigore retroattivamente il 17 marzo 2020 con
validità di sei mesi (RU 2020 871).

 

                                         Dopo che il 25 settembre
2020 il Parlamento ha approvato la Legge federale sulle basi legali delle
ordinanze del Consiglio federale volte a far fronte all’epidemia di COVID-19 (Legge
COVID-19; cfr. RS 818.102), il 4 novembre 2020 il Consiglio federale,
fondandosi sull’art. 15 della Legge COVID-19, ha emanato le relative modifiche
dell’ordinanza in base alle quali hanno in particolare diritto all’indennità di
perdita di guadagno i lavoratori indipendenti e le persone in posizione assimilabile
a quella di un datore di lavoro se devono interrompere la loro attività a causa
di provvedimenti ordinati dalle autorità per combattere l’epidemia di COVID-19
e subiscono una perdita di guadagno o salariale (art. 2 cpv. 3 Ordinanza
COVID-19 perdita di guadagno). 

 

                                         Hanno inoltre diritto alle
prestazioni i lavoratori indipendenti e le persone in posizione assimilabile ai
datori di lavoro che, in seguito a provvedimenti adottati per combattere il
coronavirus, devono interrompere la loro attività lucrativa, rispettivamente la
loro attività lucrativa è limitata in modo considerevole, subiscono una perdita
di guadagno o salariale e nel 2019 hanno conseguito con questa attività un
reddito soggetto all’AVS di almeno 10 000 franchi; questa condizione vale per
analogia anche se hanno avviato l’attività dopo il 2019; se l'attività non è
stata svolta per un anno intero, questa condizione va adempiuta in proporzione
alla durata dell'attività (cfr. art. 2 cpv. 3 bis Ordinanza COVID-19 perdita di
guadagno).

 

                                         Il 18 giugno 2021 il
Consiglio federale ha prorogato le basi giuridiche per il diritto all’indennità
di perdita di guadagno per il coronavirus fino al 31 dicembre 2021 (cfr. art.
11 cpv. 6), sulla base della proroga delle basi giuridiche della legge COVID-19
decisa dal Parlamento (cfr. anche comunicato stampa del Consiglio federale del
18 giugno 2021: “Coronavirus: prolungamento del diritto all’indennità di
perdita di guadagno”).

 

                                         Il 17 dicembre 2021 il
Parlamento ha deciso di prorogare la durata di validità dell’articolo 15 della
legge COVID-19 fino al 31 dicembre 2022. Lo stesso giorno il Consiglio federale
ha prorogato la durata di validità dell’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno.

 

                                                      L’attività
lucrativa è ritenuta limitata in modo considerevole se si è registrata una
diminuzione della cifra d’affari mensile pari almeno al 55 per cento rispetto
alla cifra d’affari mensile media degli anni 2015–2019. Se l’attività è stata
avviata dopo il 2015 e prima del 2020, è determinante la media del periodo di attività
effettivo. Le persone che hanno avviato la loro attività lucrativa dopo il 2019
devono dimostrare di aver subito una diminuzione della cifra d’affari mensile
pari almeno al 55 per cento rispetto alla cifra d’affari mensile media di
almeno tre mesi; fa stato la media dei tre mesi con le cifre d’affari più
elevate (art. 2 cpv. 3, 3bis e 3ter Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno; RU
2020 4571 segg.).

 

                                         Il cpv. 3ter,
primo periodo è poi stato modificato dal Consiglio federale il 18 dicembre 2020
con entrata in vigore il 19 dicembre 2020, nei seguenti termini:

 

" 3ter
L’attività lucrativa è ritenuta limitata in modo considerevole, se si è
registrata una diminuzione della cifra d’affari mensile pari almeno al 40 per
cento rispetto alla cifra d’affari mensile media degli anni 2015–2019. …” (cfr.
RU 2020 pag. 5829)

 

                                         Il 20 gennaio 2021 l’art.
2 cpv. 3ter primo e terzo periodo è stato così corretto (cfr. RU 2021 18):

 

" Art. 2
cpv. 3ter, primo e terzo periodo 

3ter L’attività lucrativa è
ritenuta limitata in modo considerevole, se si è registrata una diminuzione
della cifra d’affari mensile pari almeno al 40 per cento rispetto alla cifra
d’affari mensile media degli anni 2015–2019. ... Le persone che hanno avviato
la loro attività lucrativa dopo il 2019 devono dimostrare di aver subito una
diminuzione della cifra d’affari mensile pari almeno al 40 per cento rispetto
alla cifra d’affari mensile media di almeno tre mesi; fa stato la media dei tre
mesi con le cifre d’affari più elevate.”

                                         Nell’ambito della revisione
della legge COVID-19 del 19 marzo 2021 (RU 2021 153), in vigore dal 1° aprile
2021, tale limite è stato nuovamente modificato, nel senso che l’art. 15 cpv. 1
seconda frase (provvedimenti volti a indennizzare la perdita di guadagno),
prevede che sono ritenute aver subito una limitazione considerevole
dell’attività lucrativa soltanto le persone che hanno subito una perdita di
guadagno o salariale e la cui impresa ha registrato una diminuzione della cifra
d’affari del 30 per cento almeno rispetto alla cifra d’affari media degli anni
2015-2019.

 

                                         L’art. 2 dell’Ordinanza
COVID-19 perdita di guadagno ha subito un importante cambiamento con effetto
dal 17 febbraio 2022; sono stati abrogati i capoversi 1-3 e 6-8, mentre l’art.
3bis è stato modificato nel senso che hanno diritto alle prestazioni i
lavoratori indipendenti ai sensi dell’articolo 12 LPGA e le persone di cui
all’articolo 31 capoverso 3 lettere b e c della legge del 25 giugno 1982
sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI) attivi nel settore delle
manifestazioni sono obbligatoriamente assicurati ai sensi della LAVS (lett. a);
la loro attività lucrativa è limitata in modo considerevole a causa di
provvedimenti ordinati dalle autorità per combattere l’epidemia di COVID-19
(lett. b).

                                         L’art. 4 dell’Ordinanza
COVID-19 perdita di guadagno, relativo alla forma dell’indennità e al numero
delle indennità giornaliere, enuncia che l’indennità è versata sotto forma di
indennità giornaliera (cpv. 1) e che ogni cinque indennità giornaliere sono
versate due ulteriori indennità giornaliere (cpv. 2). 

 

                                         Ai sensi dell’art. 5
dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, riguardante l’importo e il calcolo
dell’indennità, l’indennità giornaliera ammonta all’80 per cento del reddito
medio dell’attività lucrativa conseguito prima dell’inizio del diritto
all’indennità (cpv. 1), all’accertamento del reddito è applicabile per analogia
l’articolo 11 capoverso 1 della legge del 25 settembre 1952 sulle indennità di
perdita di guadagno (cpv. 2), l’indennità ammonta al massimo a 196 franchi al
giorno (cpv. 3).

 

                                         Per l’art. 5 cpv. 2ter nel
tenore in vigore dal 17 settembre 2020 (RU 2020 4571) al 17 gennaio 2021 (RU
2021 5):

 

" Per il
calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti aventi diritto di cui
all’articolo 2 capoverso 1bis lettera b numero 2, capoverso 3 o 3bis è
determinante il reddito soggetto all’AVS conseguito nel 2019. Dopo la
fissazione dell’indennità non si può procedere a un nuovo calcolo della stessa
fondandosi su una base di calcolo più recente.”

 

                                         Ai sensi dell’art. 5 cpv.
2ter nel tenore in vigore dal 18 gennaio 2021 al 30 giugno 2021 (RU 2021 5,
109, 167, 218, 296), per il calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti
aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 1bis lettera b numero 2,
capoversi 3, 3bis o 3quinquies è determinante il reddito soggetto all’AVS
conseguito nel 2019. Dopo la fissazione dell’indennità non si può procedere a
un nuovo calcolo della stessa fondandosi su una base di calcolo più recente. 

 

                                         Dal 1° luglio 2021 la
norma prevede che per il calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti
aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 1bis lettera b numero 2,
capoverso 3, 3bis o 3quinquies che non rientrano nel campo d’applicazione del
capoverso 2bis è determinante il reddito soggetto all’AVS conseguito nel 2019.

 

                                         Dal 1° luglio 2021 è
inoltre in vigore l’art. 5 cpv. 2ter0 per il quale se nel caso dei
lavoratori indipendenti aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 1bis
lettera b numero 2, capoverso 3, 3bis o 3quinquies la decisione di tassazione
fiscale per il 2019 indica un reddito dell’attività lucrativa più elevato
rispetto alla base di calcolo secondo il capoverso 2bis o 2ter, dal 1° luglio
2021 le indennità future sono calcolate sulla base della decisione di tassazione
fiscale per il 2019. 

                                         Dal 17 febbraio 2022
l’art. 5 cpv. 2bis dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno
prevede che ai lavoratori indipendenti aventi diritto di cui all’articolo 2
capoverso 3bis che hanno già percepito un’indennità in virtù della
presente ordinanza nella versione in vigore fino al 16 settembre 2020 si
applica la medesima base di calcolo. 

                                         Per l’art. 5 cpv. 2ter
dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, in vigore dal 17 febbraio 2022,
per il calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti aventi diritto di cui
all’articolo 2 capoverso 3bis o 3quinquies che non
rientrano nel campo d’applicazione del capoverso 2bis è determinante
il reddito soggetto all’AVS conseguito nel 2019. 

 

                                         L’art. 5 cpv. 2ter0
dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, nel tenore in vigore dal 17
febbraio 2022, prevede che se nel caso dei lavoratori indipendenti aventi
diritto di cui all’articolo 2 capoverso 3bis o 3quinquies
la decisione di tassazione fiscale per il 2019 indica un reddito dell’attività
lucrativa più elevato rispetto alla base di calcolo secondo il capoverso 2bis
o 2ter, dal 1° luglio 2021 le indennità future sono calcolate sulla
base della decisione di tassazione fiscale per il 2019.

 

                                         Ai sensi dell’art. 15 cpv.
5 della Legge COVID-19 il Consiglio federale può dichiarare applicabili le
disposizioni della LPGA. Può prevedere deroghe all’articolo 24 capoverso 1 LPGA
per quanto concerne l’estinzione del diritto, all’articolo 49 capoverso 1 LPGA
per quanto concerne l’applicabilità della procedura semplificata e all’articolo
58 capoverso 1 LPGA per quanto concerne la competenza del tribunale delle
assicurazioni.

 

                                         Secondo
l’art. 6 dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno in vigore fino al 16
settembre 2020, in deroga all’art. 24 LPGA, il diritto alle prestazioni si
estingue il 16 settembre 2020.

 

                                         Per l’art. 6 nel tenore in
vigore dal 17 settembre 2020, in deroga all’art. 24 LPGA, il diritto alle
prestazioni si estingue il 31 dicembre 2021. Dal 1° luglio 2021, il medesimo
articolo prevede che il diritto alle prestazioni si estingue il 31 marzo 2022.
Dal 1° gennaio 2022 la norma dispone che il diritto alle prestazioni si
estingue il 31 marzo 2023.

 

                                         Dal 17 febbraio 2022
l’art. 6 dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno è stato ulteriormente
modificato nel senso che, in deroga all’articolo 24 capoverso 1 LPGA, il
diritto a prestazioni arretrate si estingue alla fine del terzo mese dopo
l’abrogazione delle disposizioni su cui si fonda.

                                         Va ancora rilevato che il
cpv. 1 dell’art. 10c dell’ordinanza COVID-19 relativo alle disposizioni
transitorie della modifica del 4 novembre 2020, prevede che in deroga
all’articolo 24 LPGA, il diritto alle indennità dovute in virtù dell’articolo 2
capoverso 1bis lettera a numero 1 o 2 della presente ordinanza nella
versione vigente fino al 16 settembre 2020 si estingue il 30 giugno 2021. 

 

                                         Per il cpv. 2 del medesimo
disposto, in deroga all’articolo 24 capoverso 1 LPGA, il diritto ad altre
indennità dovute in virtù della presente ordinanza nella versione vigente fino
al 16 settembre 2020 è estinto. Le persone che all’entrata in vigore della
modifica del 4 novembre 2020 avevano diritto a tali indennità e che intendono
esercitare il diritto a indennità in virtù della presente ordinanza nella
versione in vigore dal 17 settembre 2020 devono presentare una nuova richiesta.

 

                               2.3.   Nella Circolare
sull’indennità in caso di provvedimenti per combattere il coronavirus –
Indennità di perdita di guadagno per il coronavirus (CIC) – valida dal 17
settembre 2020 (stato: 17 febbraio 2022), l’Ufficio federale delle
assicurazioni sociali (UFAS), ricorda innanzitutto che questa direttiva
amministrativa è costantemente aggiornata dal 17 marzo 2020 (ne esistono 25
versioni, cfr. CIC versione 25; https://sozialversicherungen.admin.ch/it/d/12721).

 

                                         Il
p.to 3.1. “condizioni generali” prevedeva, nella versione 5 in vigore
dal 19 giugno 2020, quanto segue:

 

" 1020.1  Il
diritto all’indennità può nascere fino al 16 settembre 2020 

06/20    e deve essere deve essere esercitato entro quella data. Scaduto
questo termine, in deroga all’articolo 24 LPGA si estingue per tutte le
pretese.”

 

                                         Nella versione 7 del 17
settembre 2020, il marginale 1020.1 è stato modificato nei seguenti termini:

 

" 1020.1  Il
diritto all’indennità concessa in virtù dell’ordinanza COVID- 

09/20    19 perdita di guadagno nella versione in vigore fino al 16 settembre 2020 può
nascere al più tardi il 16 settembre 2020 e deve essere esercitato entro quella
data. Scaduto questo termine, in deroga all’articolo 24 LPGA si estingue per
tutte le pretese. Al diritto alle indennità in caso di quarantena si applicano
le disposizioni transitorie, secondo le quali un tale diritto nato in virtù
dell’ordinanza nella versione in vigore fino al 16 settembre 2020 potrà essere
esercitato fino al 31 dicembre 2021. In questo modo, le persone colpite da un
provvedimento di quarantena poco prima della scadenza del diritto vigente
saranno equiparate a quelle che dovranno interrompere l’attività lucrativa in
seguito a una quarantena a partire dal 17 settembre 2020.

1020.2  Il diritto all’indennità concessa in virtù dell’ordinanza COVID- 

09/20    19 perdita di guadagno nella versione in vigore dal 17
settembre 2020 può nascere al più presto il 17 settembre 2020 e sussiste per la
durata del provvedimento che ne ha determinato la nascita. 

 

1020.3  In deroga all’articolo 24 LPGA, il diritto alle indennità 

09/20    concesse in
virtù della versione dell’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno in vigore dal
17 settembre 2020 potrà essere esercitato al più tardi fino al 31 dicembre 2021.”

 

                                         Nella versione 8 del 4
novembre 2020 i marginali 1020.1 e 1020.3 sono stati così modificati:

 

" 1020.1  Il
diritto all’indennità concessa in virtù dell’ordinanza COVID- 

11/20    19 perdita di guadagno nella versione in vigore fino al 16 settembre
2020 può nascere al più tardi il 16 settembre 2020 e deve essere esercitato
entro quella data. Scaduto questo termine, in deroga all’articolo 24 LPGA si
estingue per tutte le pretese. Al diritto alle indennità in caso di quarantena
si applicano le disposizioni transitorie, secondo le quali un tale diritto nato
in virtù dell’ordinanza nella versione in vigore fino al 16 settembre 2020
potrà essere esercitato fino al 30 giugno 2021. In questo modo, le persone
colpite da un provvedimento di quarantena poco prima della scadenza del diritto
vigente saranno equiparate a quelle che dovranno interrompere l’attività
lucrativa in seguito a una quarantena a partire dal 17 settembre 2020.

 

             (…)

 

1020.3  In deroga all’articolo 24 LPGA, il diritto alle indennità 

11/20    concesse in
virtù della versione dell’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno in vigore dal
17 settembre 2020 potrà essere esercitato al più tardi fino al 30 giugno 2021.”

 

                                         Nella versione 15 del 15
aprile 2021 i marginali 1020.1 e 1020.3 sono stati così modificati:

 

" 1020.1  Il
diritto all’indennità concessa in virtù dell’ordinanza COVID- 

04/21    19 perdita di guadagno nella versione in vigore fino al 16 settembre
2020 può nascere al più tardi il 16 settembre 2020 e deve essere esercitato
entro quella data. Scaduto questo termine, in deroga all’articolo 24 LPGA si
estingue per tutte le pretese. Al diritto alle indennità derivante da un caso
di quarantena o dalla cessazione della custodia dei figli da parte di terzi si
applicano le disposizioni transitorie, secondo le quali un tale diritto nato in
virtù dell’ordinanza nella versione in vigore fino al 16 settembre 2020 potrà
essere esercitato fino al 31 dicembre 2021. In questo modo, le persone colpite
da un provvedimento di quarantena o dalla cessazione della custodia dei figli
da parte di terzi poco prima della scadenza del diritto vigente saranno
equiparate a quelle che dovranno interrompere l’attività lucrativa in seguito a
una quarantena o alla cessazione della custodia dei figli da parte di terzi a
partire dal 17 settembre 2020.

 

             (…)

 

1020.3  In deroga all’articolo 24 LPGA, il diritto alle indennità 

04/21    concesse in
virtù della versione dell’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno in vigore dal
17 settembre 2020 potrà essere esercitato al più tardi fino al 31 dicembre
2021.”               

 

                                         Nella versione 17 del 1°
luglio 2021 i marginali 1020.1 e 1020.3 hanno subito le seguenti modifiche:

 

" 1020.1  Il
diritto all’indennità concessa in virtù dell’ordinanza COVID- 

07/21    19 perdita di guadagno nella versione in vigore fino al 16 settembre
2020 può nascere al più tardi il 16 settembre 2020 e deve essere esercitato
entro quella data. Scaduto questo termine, in deroga all’articolo 24 LPGA si
estingue per tutte le pretese. Al diritto alle indennità derivante da un caso
di quarantena o dalla cessazione della custodia dei figli da parte di terzi si
applicano le disposizioni transitorie, secondo le quali un tale diritto nato in
virtù dell’ordinanza nella versione in vigore fino al 16 settembre 2020 potrà
essere esercitato fino al 30 giugno 2021. In questo modo, le persone colpite da
un provvedimento di quarantena o dalla cessazione della custodia dei figli da
parte di terzi poco prima della scadenza del diritto vigente saranno equiparate
a quelle che dovranno interrompere l’attività lucrativa in seguito a una
quarantena o alla cessazione della custodia dei figli da parte di terzi a
partire dal 17 settembre 2020.

 

             (…)

 

1020.3  In deroga all’articolo 24 LPGA, il diritto alle indennità 

07/21    concesse in
virtù della versione dell’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno in vigore dal
17 settembre 2020 potrà essere esercitato al più tardi fino al 31 marzo 2022.”

 

                                         Nella versione 21 del 17
dicembre 2021 il marginale 1020.3 ha il seguente tenore:

 

" 1020.3  In
deroga all’articolo 24 LPGA, il diritto alle indennità 

12/21    concesse in
virtù della versione dell’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno in vigore dal
17 settembre 2020 potrà essere esercitato al più tardi fino al 31 marzo 2023.”

 

                                         Nella versione 25 in vigore
dal 17 febbraio 2022, i marginali 1020.1 e 1020.2 sono stati soppressi, mentre
il marginale 1020.3 prevede quanto segue:

 

" 1020.3  In
deroga all’articolo 24 LPGA, il diritto alle indennità 

02/22b  concesse in
virtù della versione dell’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno in vigore dal
17 settembre 2020 potrà essere esercitato al più tardi sino alla fine del terzo
mese successivo alla soppressione dell’indennità.”

 

                                         Il nuovo marginale 1020.4
prevede:

 

" 1020.4  Se
la richiesta di prestazioni concerne indennità il cui diritto 

02/22b  è nato prima
del 17 febbraio 2022 e che sono state soppresse a quella data, si applicano le
versioni precedenti della circolare.”

 

                               2.4.   Le direttive
amministrative non costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il
giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STF 9C_458/2020 del 27 settembre 2021
consid. 4.1.; DTF 147 V 79 consid. 7.3.2.; STF 8C_721/2020 del 15 giugno 2021
consid. 5.5.2.2.; STF 9C_631/2019 del 19 giugno 2020 consid. 2.3.; STF 8C_331/2019 del 18 settembre 2019 consid. 4.3.; STF 8C_902/2017 del
12 giugno 2018 consid. 4.2., pubblicata in DTF 144 V 195; STF 8C_688/2011 del
13 febbraio 2012 consid. 3.2.1; DTF 138 V 50 consid.
4.1 pag. 54; DTF 137 V 434 consid. 4.2 pag. 438; DTF 133 V 169 consid. 10.1 pag. 181).

 

                                         Quest’ultimo deve tenerne
conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime
permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili
giustificata nel caso di specie (cfr. STF 8C_214/2020 del 18 febbraio 2021 consid.
3.2; DTF 146 V 224; DTF 146 V 104; STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1;
DTF 142 V 442 consid. 5.2 pag. 445 seg.; DTF 140 V 314 consid. 3.3 pag. 317;
DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 133 V 587 consid. 6.1
pag. 591; DTF 133 V 257 consid. 3.2 pag. 258 seg.; DTF 132 V
125 consid. 4.4; DTF 132 V 203 consid. 5.1.2; DTF 131 V 286 consid. 5.1.; DTF
131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127
V 57 consid. 3a; STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF 125 V 377, consid. 1c,
pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86
consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24,
consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

 

                                         Il giudice deve, invece,
scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr.
STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1.; DTF 130 V 229 consid. 2.1.;
STFA H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379
consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262,
SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c,
pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b,
DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992
pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b, pag. 91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233
consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4
consid. 3a; vedi inoltre Bois, "Procédures
applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber:
"La portée de l'art. 4 de la
 Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II
pag. 527; Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn,
Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).

                                         Secondo la giurisprudenza,
infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una
pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze
(DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b). 

 

                               2.5.   In concreto, l’assicurata,
indipendente, attiva quale agricoltrice e autista (trasporto allievi scuole
speciali), ha inoltrato la richiesta di indennità giornaliere per il
coronavirus per il periodo dal 17 marzo 2020 al 16 settembre 2020, in data 8
luglio 2021 (doc. 7).

 

                                         La domanda, di principio,
è perenta.

 

                                         Infatti, per l’art. 6
dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno in vigore fino al 16 settembre
2020, adottato in virtù dell’art. 15 cpv. 5 della Legge COVID-19, in deroga
all’art. 24 LPGA, il diritto alle prestazioni (per il periodo dal 17 marzo 2020
al 16 settembre 2020) si estingue il 16 settembre 2020.

                                         Anche secondo il cpv. 2
prima frase dell’art. 10c dell’ordinanza COVID-19 relativo alle disposizioni
transitorie della modifica del 4 novembre 2020, in deroga all’articolo 24
capoverso 1 LPGA, il diritto ad altre indennità dovute in virtù dell’ordinanza
nella versione vigente fino al 16 settembre 2020 è estinto.

 

                                         Ciò è del resto quanto
prevede anche il marginale CIC 1020.1 nelle versioni in vigore fino al 16
febbraio 2022, prima della sua soppressione.

 

                                         La ricorrente chiede
tuttavia che quale data d’inoltro della richiesta di indennità di perdita di
guadagno Corona, venga presa in considerazione quella della trasmissione della domanda
del marito (23 marzo 2020), titolare dell’azienda agricola familiare dal 1990
ed all’epoca affiliato come indipendente.

 

                                         L’insorgente evidenzia infatti
di collaborare nell’azienda del coniuge dal 2012, occupandosi prevalentemente
del trasporto giornaliero degli allievi di scuola speciale della zona.

 

                                         In seguito alla malattia
del marito ha preso in mano la gestione dell’azienda, compreso l’allevamento
del bestiame (capre e cavalli).

 

                                         Dopo la chiusura delle
attività decretata dal Consiglio federale, la ricorrente, a nome del marito,
titolare dell’azienda, il 23 marzo 2020, ha inoltrato la richiesta di indennità
giornaliere Corona. 

 

                                         A causa del protrarsi
della malattia del coniuge, a fine dicembre 2020 ha chiesto di poter essere
iscritta quale indipendente, poiché ormai da diversi mesi si occupava, insieme
ad un figlio, della continuazione dell’attività dell’azienda agricola. Il
marito, infatti, non è riuscito, malgrado gli auspici iniziali, a riprendere
l’attività.

                                         Dalle tavole processuali emerge
che CO 1 ha affiliato la ricorrente quale indipendente con effetto retroattivo
dal 1° gennaio 2020, mentre nel corso del mese di maggio 2021 il marito è stato
stralciato quale indipendente con effetto al 31 dicembre 2019. Nella sua
richiesta di affiliazione del 16 dicembre 2020 l’assicurata ha affermato: “preciso
che ritiro il conteggio di mio marito __________ (…) perché lui non può più
lavorare è in attesa risposta AI. I lavori aziendali vengono svolti da me e mio
figlio __________.” (doc. XIII/1).

 

                                         In precedenza essa non era
iscritta come indipendente poiché per l’art. 3 cpv. 3 lett. b LAVS, si ritiene
che paghino contributi propri, qualora il coniuge versi contributi pari almeno
al doppio del contributo minimo, gli assicurati che lavorano nell’azienda del
proprio coniuge se non riscuotono alcun salario in contanti. 

                                         A questo proposito l’opuscolo
informativo 2.03 relativo ai contributi delle persone senza attività lucrativa
all’AVS, all’AI e alle IPG, punto 3 (eccezioni), precisa che le persone senza
attività lucrativa che lavorano nell’azienda della moglie o del marito senza
retribuzione in contanti non sono tenute a versare contributi propri se il
coniuge versa contributi pari ad almeno il doppio del contributo minimo.

 

                                         Alla luce di quanto sopra
esposto questo Tribunale rileva che l’attività dell’azienda agricola era svolta
da numerosi anni da entrambi i coniugi. Solo il marito era tuttavia iscritto
quale indipendente, poiché titolare dell’azienda. La moglie, invece, pur
collaborando, non era tenuta ad iscriversi in tale qualità (cfr. art. 3 cpv. 3
lett. b LAVS). Il reddito da lei prodotto con il suo lavoro, era infatti, come
prassi nei casi delle aziende agricole, conglobato nel guadagno da indipendente
conseguito dal marito. 

                                         A causa delle gravi
patologie che hanno afflitto il coniuge e che lo hanno reso incapace al lavoro,
con conseguente diritto, dal 1° febbraio 2020, ad una rendita intera
d’invalidità (grado del 100% [progetto di decisione dell’8 giugno 2021 e decisione
del 19 novembre 2021]), la ricorrente, dopo aver accertato che suo marito non
sarebbe più riuscito a riprendere, neppure in misura parziale, l’attività, ha
chiesto all’amministrazione di affiliarla come indipendente al posto del proprio
coniuge.

 

                                         Occorre pertanto
concludere che nel caso di specie ci si trova confrontati ad un caso
particolare. 

                                         La domanda di prestazioni
inoltrata il 23 marzo 2020 a nome del marito era intesa a coprire la perdita di
guadagno che la pandemia ha causato all’azienda agricola, iscritta a nome del
marito, gestita da entrambi, ma portata avanti unicamente dalla ricorrente a
partire da inizio 2020 a causa della grave malattia che aveva afflitto il
coniuge (su questo aspetto cfr.: donne nell’agricoltura, in: www.blw.admin.ch/blw/it/home/politik/soziales/frauen-in-der-landwirtschaft.html:
“Tradizionalmente, molte mogli/partner (90%) e mariti/partner (10%) lavorano
in fattoria con il o la capoazienda: è il caso per 31 000 persone o per il 62%
delle aziende svizzere. Circa 18 000 persone lavorano esclusivamente nella
propria azienda, quindi non esercitando un’attività lucrativa esterna ad essa.
Di queste, 11 700 sono agricoltrici (66%) con un conto AVS proprio. Le
rimanenti 6200 mogli/partner (34%) sono assicurate all’AVS tramite il o la
capoazienda”). 

 

                                         L’affiliazione quale
indipendente, avvenuta a titolo retroattivo, è stata richiesta dalla moglie a
causa della grave patologia che ha impedito il marito di riprendere l’attività.
Quest’ultimo a sua volta ha chiesto lo stralcio quale indipendente a titolo
retroattivo poiché non è più stato in grado di lavorare. L’attività svolta,
ossia la gestione dell’azienda agricola, era la medesima.

 

                                         La domanda di indennità
giornaliere Corona inoltrata il 23 marzo 2020, a nome del marito, alla luce
della singolarità della fattispecie, deve di conseguenza essere considerata
come se fosse stata inoltrata dalla moglie e va di conseguenza ritenuta
tempestiva. Del resto, in seguito alla modifica retroattiva anche dello statuto
del marito, quest’ultimo il 23 marzo 2020 non avrebbe potuto presentare lui
stesso la richiesta.

 

                                         In queste condizioni il
ricorso deve essere accolto e l’incarto rinviato alla Cassa affinché calcoli le
indennità dovute per il periodo litigioso.

 

                         2.6.   L’art. 61 lett. a LPGA, nel tenore in vigore fino al 31
dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di
regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio e le spese
di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un comportamento
temerario o sconsiderato.

 

In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA prevede ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e, di regola pubblica. 

Dalla
medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo
cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a
spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo
prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato. 

 

Secondo
l’art. 82a LPGA (disposizione transitoria), ai ricorsi pendenti dinanzi al
tribunale di primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del
21 giugno 2019 si applica il diritto anteriore.

 

                                         In
concreto, il ricorso è del 2 dicembre 2021, per cui si applica la nuova
disposizione legale. 

 

                                         Trattandosi
di prestazioni IPG Corona non è stato previsto di prelevare le spese (cfr. art.
1 Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno del 17 marzo 2020 [RU 2020 871; RS
830.31]; U. Kieser, Covid-19 – Erlasse und Sozialversicherungsrecht in
COVID-19. Ein Panorama der Rechtsfragen zur Corona-Krise,
Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2020 pag. 741 n. 30).
 

 

                                         Sul tema cfr. anche la STF
9C_394/2021 del 3 gennaio 2022, consid. 5., con rinvio alla STF 8C_265/2021 del
21 luglio 2021 consid. 4.4.3.. 

 

                                         Ne discende che nel
presente caso non si riscuotono spese giudiziarie.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

1.    Il ricorso è accolto.

§ La
decisione su opposizione impugnata è annullata e l’incarto rinviato alla Cassa CO
1 per i suoi incombenti.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti