# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2ba15f7b-cb25-5cce-8d21-01e50985d141
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-10-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 03.10.2002 11.2002.110
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2002-110_2002-10-03.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.2002.00110

  	
  Lugano

  3 ottobre
  2002/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.____._____
(trattenuta di stipendio) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa
con istanza del 13 agosto 2002 da

 

	
   

  	
  __________, __________

  (patrocinata dall'avv. __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________, __________;

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti 

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto il
reclamo (recte: appello) del 20 settembre 2002 presentato da __________ contro
il decreto emesso il 6 settembre 2002 in luogo e vece del Pretore dal
Segretario assessore del Distretto di Bellinzona;

                                      

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che con sentenza del 28 novembre 2000 il Pretore del Distretto di
Bellinzona ha sciolto il matrimonio tra __________ e __________ nata
__________, omologando la convenzione sulle conseguenze del divorzio
sottoscritta dalle parti il 5 luglio 2000;

 

                                         che in
tale convenzione __________ si impegnava, tra l'altro, a erogare all'ex moglie
un contributo alimentare di fr. 1400.– mensile indicizzati;

 

                                         che nei
mesi di luglio e agosto del 2002 egli ha versato a titolo di contributo alimentare
unicamente l'importo mensile di fr. 1000.–;

 

                                         che
__________ si è rivolta il 13 agosto 2002 al Pretore del Distretto di
Bellinzona perché ordinasse al datore di lavoro dell'ex marito di trattenere
immediatamente dallo stipendio di quest'ultimo fr. 1400.– mensili, riversandoli
a lei direttamente;

 

                                         che
all'udienza del 6 settembre 2002, indetta per la discussione, l'istante ha
confermato la richiesta, mentre il convenuto, pur am­mettendo di avere
decurtato di fr. 400.– le mensilità di luglio e agosto a seguito di asserite
difficoltà finanziarie dovute al trasloco, si è opposto alla trattenuta affermando
di impegnarsi a “pa­gare regolarmente”;

 

                                         che,
statuendo il 6 settembre 2002 in luogo e vece del Pretore, il Segretario assessore
ha accolto l'istanza e ha ordinato alla ditta __________ SA, datrice dei lavoro
del convenuto, di trattenere dal­lo stipendio di quest'ultimo fr. 1400.– ogni
mese e di riversare tale importo a __________;

 

                                         che non
sono state prelevate spese né tassa di giustizia;

 

                                         che
contro il citato provvedimento __________ è insorto il 

                                         20
settembre 2002 alla Camera civile di appello con un atto denominato “reclamo”
nel quale chiede, previo conferimento dell'effetto sospensivo, l'annullamento
della diffida ai debitori;

 

                                         che
l'appello non è stato intimato alla controparte; 

 

e considerando 

                                      

in diritto:                        che
a norma dell'art. 132 CC quando l'obbligato trascura i doveri di mantenimento
il giudice può prescrivere ai suoi debitori di effettuare totalmente o in parte
i loro pagamenti all'avente diritto;

 

                                         che nel
Cantone Ticino la diffida ai debitori è regolata dalla procedura di camera di
consiglio contenziosa, in esito alla quale il Pretore statuisce con sentenza
(art. 4 n. 1b e 5 LAC, che rinviano agli art. 361 segg. CPC);

 

                                         che il
“reclamo” è in concreto tempestivo, essendo stato presen­tato prima della scadenza
del termine di dieci giorni previsto dall'art. 370 cpv. 2 CPC e può dunque essere
esaminato come appello; 

 

                                         che il
Segretario assessore, dopo avere accertato che il convenuto aveva ridotto il
contributo alimentare dovuto per luglio e agosto 2002 di fr. 400.– mensili, essendo
stato per di più dichiarato in fallimento il 5 luglio 2002 dal Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 5, ha accolto l'istanza e ha ingiunto al datore di
lavoro di trattenere dallo stipendio del lavoratore e di versare direttamente
alla creditrice l'importo mensile di fr. 1400.–;

 

                                         che
l'appellante ammette di avere decurtato unilateralmente i contributi alimentari
versati in luglio e agosto 2002, ma ritiene sproporzionata la trattenuta di
stipendio a fronte di una morosità tanto limitata;

 

                                         che la diffida
ai debitori deve invero rispettare il principio di proporzionalità e non si
giustifica per un semplice ritardo nei pagamenti (Schwenzer in: Praxiskommentar Scheidungsrecht, Basilea 2000,
n. 2 ad art. 132 CC); 

 

                                         che nella
fattispecie, tuttavia, le pretese della creditrice sono seriamente messe in
pericolo, poiché il debitore è stato dichiarato in fallimento il 5 luglio 2002
(doc. A) e il suo stato di insolvenza non consente una prognosi positiva per il
versamento puntuale dei contributi alimentari, tanto più se si considera che
egli ha ammesso di avere ridotto i versamenti in luglio e agosto 2002 proprio
per le intervenute difficoltà economiche;

 

                                         che a
giusta ragione, pertanto, il primo giudice ha disposto la diffida ai debitori;

 

                                         che nelle
circostanze descritte l'appello, manifestamente infondato, può essere deciso
con la procedura dell'art. 313bis CPC;

 

                                         che
l'emanazione del giudizio odierno rende senza oggetto la domanda di effetto
sospensivo contenuta nel gravame;

 

                                         che gli
oneri processuali seguono la soccombenza dell'appellante (art. 148 cpv. 1 CPC),
mentre non è il caso di attribuire ripetibili alla controparte, alla quale
l'appello non è nemmeno stato notificato;

 

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a) tassa
di giustizia      fr. 100.–

                                         b) spese                         fr.  
50.–

                                                                                fr.
150.–

                                         sono
posti a carico di __________. Non si attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

                                         – __________,
__________;

                                         – avv.
__________, __________;

                                         –
_________ SA, __________ (limitatamente al dispositivo n. 1).

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario