# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e781835a-f939-5f37-b2a5-61ccf5d41ba7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-11-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 14.11.2003 INC.2003.63903
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-63903_2003-11-14.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.63903

  	
  Lugano

  14 novembre 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
  presentata in data 10 novembre 2003 da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________, cittadina della Bosnia
  Herzegovina, già residente a __________ e soggiornante in via __________,
  attualmente detenuta c/o PCT La Stampa, Cadro

   

  
	
   

  	
  e qui trasmessa il 12 novembre 2003 con preavviso negativo
  dalla

   

  Procuratrice pubblica __________

  

 

	
   

  	
   

  

 

viste le osservazioni 13 novembre
2003 dell’accusata, che conferma contenuti e conclusioni dell’istanza e il
complemento di informazioni 14 novembre 2003 della magistrata inquirente;

 

 

letti ed esaminati gli atti,
segnatamente l’inc. MP __________/2003;

 

 

ritenuto,

 

 

 

in fatto:

 

 

 

A.

 

__________ è stata arrestata a
__________ il 3 ottobre 2003, con contestuale promozione dell’accusa nei suoi
confronti per infrazione aggravata alla LFStup (art. 19 cifra 2 LFStup) e
infrazione alla LDDS (art. 23 LDDS).

L’arresto è stato confermato dal
GIAR il 4 ottobre 2003, ritenuti presenti gravi e concreti indizi di
colpevolezza, pericolo di fuga, bisogni dell’istruzione e pericolo di
collusione (doc. _, inc. GIAR __________).

 

 

B.

 

La sera del 3 ottobre 2003 i
Carabinieri di __________ comunicavano agli inquirenti svizzeri di aver
provveduto all’arresto di __________ (figlia di __________) e di __________ e
di aver trovato questi ultimi in possesso di 1550 pastiglie di ecstasy. Ritenuto
che dai controlli telefonici in atto emergeva che __________ era pienamente a
conoscenza di quanto stava facendo sua figlia, gli inquirenti svizzeri
provvedevano pure al suo arresto (AI _). 

L’accusata ha inizialmente
ripetutamente negato di essere a conoscenza delle attività illegali della
figlia __________ (v. verb. PO 4.10.2003, ore 01.38; verb. PO 4.10.2003, ore
10.20 e verb. PO 8.10.2003 ore 10.08). Nel seguito ha poi ammesso di essere a
conoscenza dei suddetti traffici (v. verb. PO 16.10.2003, ore 9.00) e di
esserne pure personalmente coinvolta, per avere quantomeno messo a disposizione
della figlia FRS: 5'000.- per l’acquisto in Bosnia di 1’600/1'700 pastiglie di
ecstasi (v. verb. PO 16.10.2003, ore 13.45; verb. PP 20.10.2003, ore 14.00 e
verb. PO 30.10.2003, ore 09.23; verb. PP 31.10.2003, ore 09.40).

In data 6 ottobre 2003, gli
inquirenti svizzeri hanno arrestato anche __________ c, pure risultato
coinvolto nel traffico di stupefacenti in oggetto (AI 17).

 

 

C.

 

Con istanza 10 novembre 2003,
__________ chiede di essere immediatamente posta in libertà provvisoria. 

L’accusata non contesta la
presenza di gravi indizi di colpevolezza e dice di aver confessato quanto
commesso. A sostegno della sua richiesta rileva che sua figlia __________,
minorenne di 15 anni, sarebbe attualmente allo sbando, ciò in quanto l’altra
sua figlia __________, che si occupava della sorella durante la sua
carcerazione in Germania, è oggi pure in stato di arresto. D’altro canto non vi
sarebbe, a suo dire, nè il pericolo di fuga, nè il pericolo di recidiva. 

 

 

D.

 

Con preavviso negativo 12
novembre 2003, dopo aver evidenziato i gravi e concreti indizi esistenti a
carico dell’accusata, passando segnatamente in rassegna le ammissioni di
quest’ultima, la magistrata inquirente ha indicato sussistenza di bisogni
istruttori; ciò in particolare in relazione alla necessità di procedere a
rigorosa verifica e approfondimento delle dichiarazioni dell’accusata e di
effettuare la rogatoria in Italia “per poter ben definire il ruolo dei differenti
protagonisti”.

Vi sarebbe inoltre il pericolo di
collusione e di inquinamento delle prove con la figlia __________ e con “la
mente” del traffico in Bosnia. Vi sarebbe poi pericolo di fuga, ritenuto che la
stessa ha “sposato nel settembre 2003 un cittadino che risiede in Svizzera” ma
non è cittadina svizzera e “non risulta affatto che ... abbia mai vissuto con
il marito”. Neppure il legame con la figlia __________, secondo la Procuratrice
pubblica, impedirebbe all’accusata di “lasciare il territorio”.

Vi sarebbe infine un pericolo di
recidiva, in ragione delle precedenti condanne esistenti a carico dell’accusata
in Svizzera e in Germania.

 

 

E.

 

Con le osservazioni 13 ottobre
2003 al preavviso negativo, l’accusata contesta la sussistenza di bisogni
istruttori, come pure di un pericolo di collusione e di inquinamento delle
prove. La commissione rogatoria sarebbe stata “formulata ben un mese dopo
l’arresto dell’accusata, ritenuto che già ab inizio doveva e poteva essere nota
l’eventuale opportunità ... di interrogare anche la figlia”. L’accusata
ribadisce poi che non sussiste neppure il pericolo di fuga, essendo ella
sposata con un cittadino svizzero e ritenuto che “in Ticino vive la figlia
__________ ”. Contesta l’affermazione della magistrata inquirente secondo cui
non avrebbe vissuto mai sotto lo stesso tetto del coniuge __________.

 

 

Considerato,

 

 

 

 

in diritto:

 

 

 

1.

 

La legittimazione di __________,
accusata detenuta, all'inoltro della presente istanza, trasmessa a questo
ufficio nei termini di legge, è pacifica. 

 

 

2.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui riproposti:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne – il pericolo di fuga, il pericolo di recidiva e i bisogni
dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione che, - sia
detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere sino al pubblico
dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale
del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento
al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95
cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente
la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili,
essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc.
520.2001.5)

 

 

 

 

3.

 

Sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà.

 

 

3.1.

 

I seri e concreti indizi di
colpevolezza a carico di __________ (non formalmente contestati dalla difesa,
ma comunque soggetti a verifica d’ufficio da parte di questo giudice) sono
senz’altro dati: l’accusata ha infatti ammesso il suo diretto coinvolgimento
nell’acquisto da parte di sua figlia __________ di un consistente quantitativo
di ecstasy destinate ad essere rivendute, segnatamente di aver messo a
disposizione della figlia l’importo di FRS. 5'000.—per l’acquisto di
1’600/1'700 pastiglie di ecstasy (v. verb. PO 16.10.2003, ore 13.45; verb. PP
20.10.2003, ore 14.00 e verb. PO 30.10.2003, ore 09.23; verb. PP 31.10.2003,
ore 09.40).

Il coinvolgimento di __________
nel traffico di stupefacenti trova del resto conferma nelle intercettazioni
telefoniche (già contestate all’accusata e annesse ai verbali di interrogatorio
di PO del 5.11.2003, ore 11.10 e 14.39), come pure nelle dichiarazioni del
correo __________ (v. AI __  e AI __).

 

 

3.2

 

Anche le altre condizioni che
permettono il mantenimento della carcerazione preventiva, sono pure (e ancora)
presenti nella fattispecie in oggetto.

 

 

3.2.1

 

La magistrata inquirente stà
procedendo negli interrogatori dell’accusata e del correo __________, pure in
arresto in Svizzera. Per l’audizione dei correi __________ e __________
(detenuti in Italia), la Procuratrice pubblica in data 3 novembre 2003 ha
avviato una commissione rogatoria alla competente autorità giudiziaria italiana
(AI __).

La magistrata inquirente fa
valere a giusta ragione i bisogni istruttori con il connesso pericolo di
collusione, ciò in relazione all’esecuzione dei suddetti atti d’inchiesta, ma
anche alle ammissioni fatte dall’accusata negli interrogatori di polizia del 5
novembre 2003 di un suo più ampio coinvolgimento nell’organizzazione del
traffico di stupefacenti (con contatti con persona residente in Bosnia).

 

 

3.2.2

 

La Procuratrice pubblica fa pure
valere il pericolo di fuga.

I criteri determinanti per
stabilire se esista pericolo di fuga sono il carattere del prevenuto, il suo
domicilio, la sua professione, la sua situazione familiare ed i suoi legami con
lo Stato in cui egli è inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in
re S. C. del Tribunale federale, sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP
314/94) e l'apprezzamento di tutte tali circostanze, per invocare appunto un
rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiono
rispetto all'accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui
dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati
comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importante (in questo
senso M. Luvini, in Rep. 1989, p. 292 e ss. e riferimenti ivi indicati;
sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94).

A mente di questo giudice tale
pericolo è in questo caso dato e concreto. __________ è cittadina della Bosnia
Herzegovina e dopo aver terminato di espiare la pena per una condanna in
Germania, in data 10 maggio 2003 è giunta in Svizzera, dove ha risieduto
illegalmente a partire dalla scadenza del visto d’entrata (7.8.2003: v. AI __,
verb. PO 4.11.2003 p. 2). Dal 22 settembre 2003 l’accusata è sposata con il
cittadino italo-svizzero __________, residente presso l’Albergo __________.
L’accusata ha tuttavia dichiarato di non aver fino ad ora vissuto sotto lo
stesso tetto del coniuge __________(v. verb. PO 12 novembre 2003, ore 15.49),
ciò a conferma della labilità del rapporto esistente con il marito, che
traspare del resto in tutta evidenza dal menzionato verbale di interrogatorio.
A giusta ragione la magistrata inquirente rileva dunque che “i rapporti tra i
coniugi non sembrano essere tali da far ritenere che l’accusata rimarrebbe in
Svizzera a disposizione delle autorità inquirenti, rispettivamente che non si
sotrarrebbe al procedimento penale”, considerato il fatto che essa è certamente
consapevole del rischio di essere confrontata con una pena di una certa
consistenza. 

Neppure la presenza in Svizzera
di __________, figlia quindicenne della __________, depone a favore di una
scarcerazione dell’accusata, ciò in ragione della coscienza da parte di
quest’ultima del rischio sopraddetto. Non cambia la conclusione neppure la
circostanza che __________ sia rimasta sola dopo l’arresto della sorella
__________e il nuovo arresto della madre; spetterà infatti semmai all’autorita
tutoria competente prendere gli opportuni provvedimenti cautelari.

 

 

3.2.3

 

La Procuratrice pubblica fa anche
valere il pericolo di recidiva.

Il pericolo di recidiva deve
essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme
delle circostanze, tra cui i precedenti dell’accusato, il suo comportamento
durante l’istruttoria, la sua personalità, la sua costituzione fisica e
soprattutto psichica e le modalità di commissione dei reati che gli vengono
addebitati, così che la reiterazione appaia assai verosimile (LUVINI, I
presupposti materiali del carcere preventivo nel processo penale ticinese, REP
1989, pag. 294; Gérard PIQUEREZ, Manuel de procédure pénale suisse, Zurich
2001, n.1479/1483).

A carico di __________ vi sono
precedenti condanne sia in Svizzera che all’estero. Dall’estratto del
casellario giudiziale svizzero risulta che l’accusata è stata condannata una
prima volta l’11.12.1997, con DA del Ministero Pubblico di Lugano, a 15 giorni
di detenzione (sospesi condizionalmente per un periodo di prova di due anni)
per infrazione alla LDDS e una seconda volta il 9.11.2000, dalle Assise
correzionali di Lugano, a 3 mesi di detenzione (sospesi condizionalmente per un
periodo di prova di quattro anni) per truffa (v. AI 40). __________ risulta
pure essere stata condannata il 31.5.2002, dal Tribunale di
__________(Germania), a tre anni di detenzione per traffico illecito di
clandestini (v. AI 51), pena che ha espiato tra il 9.11.2000 e il 19.3.2003 (v.
dichiarazioni dell’accusata: verb. PO 4.10.2003, ore 01.38 e verb. PO
30.10.2003, ore 09.23).

Il pericolo di recidiva è dunque
manifestamente dato, ritenuto che l’accusata è addirittura recidiva specifica e
l’arresto per i nuovi fatti a lei imputati è avvenuto a poco meno di sette mesi
dall’espiazione di un’importante pena detentiva.

 

 

3.2.4

 

Visto il breve lasso di tempo
intercorso fra l’arresto e l’istanza ora in esame (38 giorni), va infine
rilevato che il carcere preventivo sofferto e ipotizzabile, in un procedimento
che risulta essere condotto con coerente sollecitudine nonostante la presenza
di più persone coinvolte, è rispettoso del principio della proporzionalità, con
riferimento alla presumibile pena.

Resta sottointeso l’obbligo, per
la magistrata inquirente, di trattare con priorità i casi in cui l’accusato è
in detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP).

4.

 

In conclusione, l’istanza in
discussione si appalesa infondata e come tale deve essere respinta con la
presente decisione, esente da tassa e da spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG
e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali
del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.       
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.       
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.       
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.       
Intimazione a:

-     
avv. __________, per sé e per l’istante;

-     
Procuratrice pubblica __________

(con
copia delle osservazioni e l’incarto MP __________/2003 di ritorno).

 

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
_____________