# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 01777458-25a4-583c-8e91-9dc21b0bd732
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-06-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 07.06.2017 11.2017.60
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2017-60_2017-06-07.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2017.60

  	
  Lugano

  7 giugno 2017/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Grisanti,
  giudice presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Fasola

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SO.2017.1691 (protezione
dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa
con istanza del 3 aprile 2017 da

 

	
   

  	
  AO 1 

  (patrocinata
  dall' PA 1) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  (già
  patrocinato dall'avv.),

  

 

giudicando sul ricorso
del 28 maggio 2017 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa dal Pretore aggiunto
il 23 maggio 2017;

 

Ritenuto

 

in fatto:                A.  Con sentenza del 23 maggio 2017
emessa a protezione dell'unione coniugale, il Pretore aggiunto del Distretto di
Lugano, sezione 6, ha omologato un accordo fra AP 1 (1965) e AO 1 (1958), nata __________,
sulla regolamentazione della vita separata. In virtù di tale intesa, il Pretore
aggiunto ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha assegnato l'abitazione
coniugale di __________ in uso alla moglie (con mobili e suppellettili) e ha
condannato il marito a versarle un contributo alimentare di fr. 550.– mensili
per i mesi di agosto, settembre e ottobre 2017, liberandolo per contro da ogni
obbligo dopo di allora "previa produzione (…) di un documento attestante
la ripresa del suo diritto alla disoccupazione". Le spese processuali di
fr. 100.– sono state poste a carico delle parti in ragione di un mezzo
ciascuno, compensate le ripetibili. Entrambi i coniugi sono stati ammessi al
beneficio del gratuito patrocinio.

 

                            B.  Contro la sentenza appena
citata AP 1 è insorto a questa Camera con un ricorso del 28 maggio 2017 nel
quale chiede di rivalutare la decisione impugnata per non essere in grado di
pagare i contributi stabiliti dal primo giudice. Non sono state chieste osservazioni
al ricorso. 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  Le misure a protezione
dell'unione coniugale sono impugnabili con appello, trattandosi di procedura
sommaria (art. 271 lett. a CPC), entro 10 giorni dalla notificazione (art. 314
cpv. 1 CPC), sempre che, ove si tratti di controversie meramente patrimoniali,
il valore litigioso raggiungesse fr. 10 000.–
secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione impugnata (art. 308 cpv.
2 CPC). In concreto la tempestività del rimedio giuridico non fa dubbio, la
decisione del Pretore aggiunto essendo stata notificata al convenuto il 23
maggio 2017 e il ricorso essendo stato presentato a mano al Tribunale d'appello
il 29 maggio successivo. Quanto non sembra raggiunto è il valore litigioso, ove
si consideri il contributo alimentare omologato dal primo giudice (fr. 550.– mensili dal 1° agosto al
31 ottobre 2017), ora oggetto di contestazione. Di per sé il ricorso andrebbe
quindi trasmesso alla Camera civile dei reclami (art. 48 lett. d n. 1
LOG). Dato nondimeno che ciò si tradurrebbe in un mero esercizio di giurisdizione,
il ricorso apparendo manifestamente irricevibile, giova procedere senza indugio
all'emanazione del giudizio.

 

                             2.  Nel caso in rassegna il
Pretore aggiunto ha omologato un accordo stipulato dai coniugi sui contributi
alimentari dovuti dal marito alla moglie in esito a una protezione dell'unione
coniugale. Una simile intesa è ammissibile (DTF 142 III 519 consid. 2.5). Premesso
ciò, una convenzione sugli effetti della vita separata
può essere censurata per inosservanza dell'art. 279 cpv. 1 CPC alla
stessa stregua di una convenzione sugli effetti del divorzio (sentenza del
Tribunale federale 5A_187/2013 del 4 ot­tobre 2013 consid. 5, in:
FamPra.ch 2014 pag. 409 e successiva sentenza 5A_121/2016 dell'8 luglio 2016
consid. 4, in: FamPra.ch 2016 pag. 1007). La disattenzione dell'art. 279 cpv. 1
CPC può essere fatta valere con appello o – come in concreto – con reclamo, se
il

                                  valore litigioso non è
raggiunto, e può vertere tanto su un preteso vizio della volontà quanto sul
fatto che la convenzione non sia stata conclusa dopo matura riflessione, non
sia chiara, non sia completa o sia “manifestamente inadeguata” (sentenza del Tribunale
federale 5A_121/2016 dell'8 luglio 2016 consid. 4, in: FamPra.ch 2016 pag.
1007).

 

                             3.  Nel caso in esame il
reclamante – che per altro davanti al Pretore aggiunto era assistito da un
legale – non invoca alcun vizio della volontà né pretende che la convenzione
non sia stata conclusa dopo matura riflessione, non sia chiara o non sia completa.
Egli si limita a chiedere una rivalutazione della decisione del primo giudice,
adducendo di non essere in grado di pagare la somma stabilita, di non avere i
mezzi per vivere e mantenere i suoi figli all'università e di arrivare a fatica
alla fine del mese con l'aiuto del datore di lavoro che gli concede dei piccoli
crediti. Che ciò basti per considerare il ricorso provvisto di sufficienti
conclusioni è quanto meno dubbio, dallo stesso dovendo risultare non solo che
la sentenza di primo grado è impugnata e per quali ragioni, ma anche in che
misura ne sia chiesta la modifica (sentenza del Tribunale federale 5A_247/2013
del 15 ottobre 2013, consid. 3.3 con riferimenti). 

 

                             4.  Si volesse anche prescindere
da questa considerazione, il ricorso non sarebbe destinato a miglior esito. Il
ricorrente non discute l'esattezza dei dati posti a fondamento della decisione
impugnata. Non contesta così il suo reddito di fr. 3399.– mensili (fino al 31
ottobre 2017) e il suo fabbisogno minimo di fr. 2757.70 mensili. Come non
revoca in dubbio le entrate della moglie di 

fr. 1633.– mensili (rendita AI) per rapporto al suo fabbisogno minimo di fr.
2720.85. Né egli rimette in causa quanto discusso all'udienza del 23 maggio
2017, ovvero che le detrazioni salariali di fr. 500.– mensili operate dal
proprio datore di lavoro a rimborso di un anticipo concessogli per il deposito
della locazione termineranno a luglio del 2017 e che dopo di allora egli potrà
contare su un margine di fr. 641.30 mensili fino alla scadenza del contratto di
lavoro, prevista per il 31 ottobre 2017. Ciò posto, il ricorrente non spiega –
né pretende invero – perché la convenzione omologata sarebbe “manifestamente
inadeguata”, nel senso che si discosta in maniera evidente e immediatamente
riconoscibile dalle previsioni della legge (I CCA, sentenza inc. 11.2016.58 del
29 dicembre 2016, consid. 3 con rinvii). Quanto all'invocato mantenimento dei
figli all'università, l'argomento è irricevibile, non essendo stato allegato in
precedenza né essendo minimamente circostanziato (art. 321 cpv. 1 e art. 326
cpv. 1 CPC). Per tacere

                                  del fatto che l'interessato
nemmeno potrebbe valersi di un siffatto onere per liberarsi dall'obbligo nei
confronti della moglie (cfr. Stoudmann,
Le nouveau droit de l'entretien de l'enfant en pratique: Ce qui change et ce
qui reste in: RMA/ZKE 2016 pag. 436 con riferimento a DTF 132 III 211 consid.
2.3).

 

                             5.  Giusta l'art. 48b
cpv. 1 lett. a n. 2 LOG le Camere della Sezione di diritto civile del Tribunale
di appello decidono nella composizione di un giudice unico segnatamente la non
entrata nel merito delle impugnazioni manifestamente inammissibili o manifestamente
non motivate in modo sufficiente, come si avvera – per quanto visto in
precedenza – nella fattispecie. 

 

                             6.  Le spese del giudizio
odierno seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Considerata la
precaria situazione finanziaria del reclamante e il fatto ch'egli, sprovvisto
di cognizioni giuridiche, abbia agito di sua iniziativa senza l'ausilio di un
legale, si giustifica di rinunciare a ogni prelievo. Non si pone invece problema
di ripetibili, il memoriale non essendo stato notificato per osservazioni.

 

                             7.  Circa i rimedi esperibili
contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il
valore litigioso non raggiunge la soglia di fr. 30 000.– ai fini dell'art. 74
cpv. 1 lett. b LTF (sopra, consid. 1).

 

Per questi motivi,

 

decide:                 1.  Trattato come reclamo, il
ricorso è irricevibile.

 

                             2.  Non si
riscuotono spese. 

 

                             3.  Notificazione:

	
   

  	
  –;
  

  –
  avv.. 

   

  

 

 

 

 

 

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
giudice presidente                                     Il vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti
concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2
LTF).