# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4427c665-b0d8-5d87-ae55-8d721acc4ebd
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 00.00.0000 PVG 2006 27
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2006-27_0000-00-00.pdf

## Full Text

10/27 Raumordnung und Umweltschutz PVG 2006

Opposizione edilizia. Rispetto delle disposizioni comunali 
sulle persone disabili.
– La LDis lascia ai cantoni la facoltà di stabilire regole con- 

crete in materia edilizia conformi alla garanzia costitu- 
zionale (cons. 9a).

– Nelle proprie prescrizioni, il comune può andare oltre le 
prescrizioni minime previste dal diritto cantonale (cons. 9b).

– È l’entrata principale della costruzione e non l’accesso ad 
un garage che deve soddisfare le disposizioni speciali sulle 
pendenze delle rampe per garantire l’accesso alle persone 
disabili (cons. 9d).

Baueinsprache. Einhaltung der kommunalen Vorschriften 
über Personen mit Behinderung.
– Das BehG überlässt es den Kantonen, konkrete Baure- 

gelungen zu treffen, die den Verfassungsschutz garan- 
tieren (E.9a).

– In der eigenen Bauordnung kann die Gemeinde stren- 
gere Vorschriften als das kantonale Recht vorsehen 
(E.9b).

– Es ist der Haupteingang eines Hauses und nicht der Ein- 
gang zur Garage, welcher den speziellen Vorschriften für 
Personen mit Behinderung über die Steigung einer Zu- 
gangsrampe zu genügen hat (E.9d).

Considerandi:
9. a) La legge federale sui disabili (LDis), entrata in vigore

il 1. gennaio 2004, si fonda sul divieto di discriminazione sancito 
dall’art. 8 cpv. 2 CF e sul mandato legislativo dell’art. 8 cpv. 4 CF, 
secondo cui la legge prevede provvedimenti per eliminare gli 
svantaggi nei confronti delle persone disabili. La normativa si ap- 
plica anche alle costruzioni e agli impianti accessibili al pubblico 
per i quali un’autorizzazione a costruire o ad effettuare lavori di 
rinnovo è accordata dopo la sua entrata in vigore (art. 3 lett. a 
LDis). Essa impone a Confederazione e cantoni di adottare prov- 
vedimenti per impedire, ridurre o eliminare gli svantaggi (art. 5 
cpv. 1 LDis), precisando nel contempo i criteri che permettono di 
prescindere dall’adozione di simili misure per ragioni di propor- 
zionalità (art. 11 e 12 LDis) e riservando in generale ai cantoni la fa- 
coltà di adottare disposizioni più favorevoli (art. 4 LDis). Scopo 
della normativa federale è quello di creare le condizioni quadro in-

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dispensabili affinché le persone disabili possano partecipare più 
attivamente alla vita della società (art. 1 cpv. 2 LDis), lasciando ai 
cantoni le loro facoltà originarie di stabilire regole concrete in ma- 
teria edilizia conformi alla garanzia costituzionale. In altri termini, 
la legge sui disabili non contiene disposti di diritto edilizio mate- 
riale (federale), ma fissa requisiti generali che, nel rispetto della ri- 
partizione usuale delle competenze, riservano l’adozione di speci- 
fiche norme di polizia delle costruzioni di diritto cantonale (su 
questa questione vedi DTF 132 I 82 pag. 85 con i numerosi riferi- 
menti dottrinali e relativi al processo legislativo).

b) In base all’art. 80 LPTC, edifici e impianti pubblici, edifici 
con più di otto unità abitative, nonché edifici ed impianti con più di 
50 posti di lavoro, devono essere configurati secondo le norme 
specialistiche riconosciute, in modo tale che siano accessibili an- 
che alle persone disabili. Gli edifici e gli impianti pubblici devono 
inoltre poter essere utilizzati da persone disabili. Laddove la pre- 
sente legge ammette prescrizioni comunali complementari o di- 
vergenti, continua ad essere applicato il diritto comunale esistente. 
Restano riservate prescrizioni in genere più severe dei comuni (art. 
107 cpv. 2 LE). Nell’ambito della propria legislazione, il comune 
convenuto è andato oltre le prescrizioni minime previste dal diritto 
cantonale. Infatti, giusta l’art. 35a LE, l’accesso agli edifici e agli im- 
pianti destinati al pubblico è garantito anche alla persone handi- 
cappate e anziane. Lo stesso obbligo si applica anche agli immobili 
locativi e alle proprietà per piani di più di tre piani. L’art. 35f cpv. 1 
LE precisa che la pianificazione e la costruzione delle opere aperte 
al pubblico e delle opere private per le quali deve essere garantito 
l’accesso alle persone handicappate deve rispettare la Norma SN
521.500. La facoltà per i comuni di prevedere delle disposizioni più 
restrittive in virtù dell’art. 107 cpv. 2 LPTC, comporta l’obbligo per 
l’autorità di applicare la normativa comunale anche a quegli inter- 
venti edilizi in principio non contemplati a livello cantonale. Per 
questo, l’autorità edilizia non può nell’evenienza omettere l’esame 
della conformità del progetto alle disposizioni sulle persone disa- 
bili, come addotto in sede di sopralluogo, appellandosi all’insigni- 
ficanza del progetto edilizio per il diritto cantonale. Poiché la nor- 
mativa comunale prevede delle disposizioni sulle persone disabili 
che vanno oltre le garanzie del diritto cantonale, è all’autorità edili- 
zia che incombe l’obbligo di ossequiare tali disposti, indipendente- 
mente dalla questione di sapere se le associazioni interessate ab- 
biano o meno rinunciato a pronunciarsi sul progetto o se queste 
intendano rinunciare oltre ai loro diritti.

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d) Per i ricorrenti, il progetto violerebbe la normativa ten- 
dente all’eliminazione delle barriere architettoniche nella misura 
in cui la pendenza della rampa non permetterebbe l’accesso all’e- 
dificio alle persone disabili. Anche questa censura non può essere 
sentita. In base alle disposizioni SN 521.500, le rampe possono 
avere una pendenza massima del 6 %. Nell’evenienza però non è 
la rampa d’accesso ai garage che deve rispettare tale disposto 
bensì la rampa d’accesso alla porta principale dell’edificio. Se l’ac- 
cesso alla porta principale ossequia tale pendenza, non si pone il 
problema della rampa d’accesso ai garage, essendo per la per- 
sona disabile possibile raggiungere il garage in macchina come gli 
altri residenti motorizzati. Dal garage è poi possibile raggiungere 
l’ascensore senza alcuna variazione di pendenza, contando le due 
porte comunicanti una larghezza minima di m 0.80. Dai piani non  
è a questo proposito deducibile se le porte verranno create con 
delle soglie o meno. La relativa normativa predilige l’eliminazione 
di tali barriere o la loro riduzione ad un’altezza massima di cm
2.50. Basterà pertanto a questo riguardo che l’autorità comunale 
vegli nell’esecuzione dei lavori all’osservanza di tali particolari. In 
base alle sezioni dei singoli piani anche lo spazio riservato all’a- 
scensore (m 1.50x1.30) dovrebbe permettere la posa di un solle- 
vatore consono ai dettami delle normative sulle persone disabili.   
S 06 36 Sentenza del 14 luglio 2006

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