# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0edc4928-0a19-5b21-842e-c63156afa7b3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-04-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.04.2004 32.2003.85
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2003-85_2004-04-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2003.85

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  28 aprile 2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

statuendo sul ricorso del 19 novembre 2003
di

 

	
   

  	
  ____________

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 20 ottobre 2003 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità  6501 Bellinzona 1 caselle 

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   L'assicurato,
nato nel 1975, impiegato di commercio, nell'agosto 2001 ha presentato al
competente Ufficio cantonale una richiesta volta all'ottenimento di una rendita
AI. In relazione a tale richiesta il medico curante dr. __________ ha posto la
diagnosi (con ripercussioni sulla capacità lavorativa) di eroinomania in
sostituzione metadonica e di stato ansioso-depressivo.

 

                               1.2.   Esperiti gli
accertamenti medici del caso, segnatamente una perizia psichiatrica a cura del
Servizio psico-sociale concludente per una completa capacità lavorativa
dell'assicurato - affetto da una sindrome da dipendenza da sostanze psicoattive
multiple attualmente in astinenza ma in trattamento metadonico (ICD 10-F:19.23)
in struttura di personalità schizoide - quale impiegato d'ufficio, per
decisione 7 maggio 2003 l'UAI ha respinto la richiesta di prestazioni
evidenziando come l'incapacità lavorativa dell'interessato sia dovuta
primariamente alle conseguenze di uno stato di dipendenza, ciò che non
rappresenta un'invalidità ai sensi dell'AI.

 

                               1.3.   A seguito
dell'opposizione interposta dall'assicurato avverso suddetto provvedimento, con
decisione su opposizione 20 ottobre 2003 l'UAI ha confermato il diniego di
prestazioni.

 

 

                               1.4.   Contro la
decisione amministrativa l'assicurato si aggrava a questo Tribunale contestando
le risultanze peritali e confermando la sua richiesta di prestazioni
assicurative.

 

                                         Queste
le motivazioni del gravame:

 

"  In
seguito alla mia prima opposizione del 05.06.03 e alla vs conseguente
decisione di respingerla, mi sento in dovere di interporre ricorso contro la vs decisione del 20 ottobre 2003.

 

La mia precedente lettera di ricorso intendeva porre l'accento sul
fatto che i famosi 110 minuti di colloquio non potevano, a mio modo di vedere,
portare ad una perizia, oltretutto specialistica, redatta in una maniera così
risolutiva, insomma secondo il dr. __________, e cito ...
io sarei in grado di svolgere un'attività lucrativa senza limitazione ...
(rapporto del 14 gennaio 2003). Il sopracitato dottore in quei 3 colloqui a
capito i miei 28 anni di vita, oppure io sono stato talmente bravo che ho
potuto in quel lasso di tempo descrivere totalmente la mia vita?

Rileggendo i riassunti dei colloqui tenuti non me parso di aver
tirato fuori tutti gli episodi della mia vita che ho dovuto sopportare, .... le
orripilanti giornate passate a scuola ... (ricordo tra l'altro che non ho
dimenticato niente di quello che ho passato di brutto in quei anni) e non mi
giova affatto il precisare che io ho avuto una formazione professionale quale
impiegato di commercio .... anzi ... mi affligge il sapere che ho frequentato
quella e tante altre istituzioni manipolatrici di menti, e ci tengo a precisare
che l'attestato federale di capacità non me lo sono meritato, perchè io non lo
volevo, lo preso come si accetta un brutto regalo non voluto.

lo veramente e sinceramente non capisco da dove il dr. __________ ha estrapolato l'inconfutabile e lampante
rapporto che egli ha redatto, ma più che altro ripeto come ha fatto in quei
minuti a capire tutta la mia vita?

 

Dopo questa introduzione vorrei passare ad un altro fatto che mi
lascia perplesso:

Nel primo ricorso mi lamentavo giustamente del fatto che la vostra
decisione in merito si limitava a ben poche battute di tastiera, omettendo per
lo più di fare parola di quello che ho dichiarato ... ma non
intendevo dire che ora, nella decisione che stiamo trattando, voi dovevate fare
dei copia ed incolla delle mie frasi e aggiungercele alla
decisione .... io intendevo dire che nella prima decisione non vi sono risposte
chiare in merito alle mie domande presentate nel ricorso, e addirittura nella
seconda decisione usate le mie frasi ma non rispondete alle domande in maniera
diretta, allora come devo fare per ricevere una risposta alle mie lecite
domande? Che poi preciso sono mezzi di prova in questo ricorso, visto che non
sto inventando niente e che quello che dico l'ho vissuto sulla mia pelle. Un
cittadino merita una risposta!

Da parte mia ho dichiarato di essere sempre a disposizione per
chiarire eventuali problematiche, ma da parte vostra in questi mesi non sono
stato contattato, per questo motivo sinceramente ricorro;  perchè ho la
sensazione che un'altra volta si è deciso in base a quello che stabiliscono il
dr. __________ - __________ - __________, i
quali non si sono mai presi interamente "a cuore" la mia situazione,
anzi come già detto loro non mi hanno interamente ascoltato. Allora pretendo
almeno delle risposte dirette ai miei quesiti, o almeno di essere chiamato a
colloquio, ma con qualcuno che almeno sappia rispondere alle mie domande!

 

Comunque ci tengo ad esporre inseguito i motivi principali, ma non
unici, del mio dissenso sulla vs decisione:

 

- La mia tossicodipendenza si avvia ormai a superare l'undicesimo
anno, molte delle disfunzioni avute e sopportate ancora al giorno d'oggi sono
di difficile ma non impossibile spiegazione, seppur abbia tentato più volte di
esporre i miei problemi al dr. Med. __________ , egli non
a mai preso in seria considerazione i miei esposti, anzi li ha sempre
considerati come neanche avvenuti, e di certo non mi ha preso mai sul serio
perchè si è sempre limitato a scherzare con battute di pessimo gusto come
risposta alle mie domande, ... questo era il trattamento medico avuto con il
dr. _________. Ecco perchè a tutt'oggi mi trovo a dovermi difendere da solo in
quanto non ho ancora, per il momento, un medico che mi prendi la pressione a
cadenze regolari.

Questo però non vuole dire che i miei problemi non esistano, e che
di conseguenza venga considerato totalmente abile al lavoro.

 

Allora voglio con questa lettera elencare in breve le varie
problematiche fisiche apportate sicuramente da una così lunga ed energetica
esposizione a sostanze ancor oggi ritenute dalla società illegali e pericolose!

 

- ho forti problemi ad espormi, senza i dovuti occhiali oscurati,
alla luce solare, o altre fonti di luce fortemente penetranti, le quali mi
provocano dei forti dolori alla testa, impedendomi una vita serena e normale al
di fuori delle mura domestiche.

 

- restando in ambito oculistico ho dei disturbi alla vista che
compaiono soprattutto con il buio e che vanno dai classici puntini neri a delle
macchie di svariati colori.

Poi raramente mi succede all'improvviso di non più riuscire a
vedere bene e praticamente di dovermi rilassare ed aspettare che passi da solo
così come è venuto, per poi lasciarmi con un emicrania che può durare nel
peggiore dei casi fino ad un paio di giorni.

 

- fisicamente, anche se sono in cura sostitutiva con il metadone,
mi sento sempre con qualcosa che non va: male alle gambe, sento un calore
soffocante, brividi di freddo improvvisi, vertigini, respiro affannoso,
debolezza fin dal risveglio e stanchezza che perdurano per tutto l'arco della
giornata.

 

Il lato psicologico, quello che non ha ancora da parte vostra
ricevuto un'esaustiva risposta, prevalentemente di problemi avvenuti anni
addietro .... che elenco brevemente in quanto hanno creato, secondo me, un
disagio nell'affrontare la vita quotidiana x poi alla fine rifugiarmi nelle
sostanze proibite dalla legge:

 

- Ho avuto fin dall'asilo dei rilevanti ed inconfutabili problemi
nel fronteggiare gli OBBLIGHI imposti dalla società, la quale ha creato, e deve
assumersi la responsabilità x questo, l'individuo che oggi ha di fronte.

D'altronde non mi sembra di aver avuto una benché minima
possibilità di scelta, anzi, vi è l'obbligo x tutti di frequentare le scuole,
ma la società si preoccupa di quella minoranza di persone alla quale l'obbligo
scolastico all'istruzione non interessa? Perchè non cercate di dare una
risposta a questa semplice domanda?

Se sono cresciuto "storto" e oggi mi trovo a chiedere le
prestazioni AI, la colpa è anche delle istituzioni che si sono prese il diritto
di comandare la vita altrui e che adesso dovrebbero prendersi la briga di
affrontare l'errore che hanno, con complicità di altre persone, creato. Oppure
mi si viene a dire che 16 o 17 anni che ho passato sui banchi di scuola di
istruzione forzata non hanno avuto nessun effetto negativo sulla mia psiche?
Io, ribadisco, di non aver chiesto di essere istruito in quella maniera, anzi
mi sono battuto con forza per non farne parte; ma qualcuno si è permesso di
obbligami .... le conseguenze sono anche queste .... o non volete ammettere che il vs sistema di
istruzione preveda dei fallimenti, ma che questi essendo in minoranza e non
importanti non vengono considerati?

Coraggio..... Datemi una risposta.

Perché obbligate all'istruzione le persone che non voglio fare
parte della massa, o che semplicemente non vogliono essere istruite dallo
stato, per poi non assumersi la responsabilità di quello che poi ne potrebbe
scaturire?

Ripeto non ho chiesto di essere istruito, nè di stare 5 giorni su
7 sui banchi di scuola, lontano dai miei genitori, la mia famiglia.

 

Poi la società, o le persone che
ne fanno parte, si chiedono come mai i figli non ascoltano più i genitori, non
li rispettano e fanno quello che vogliono ... per forza chi ha cresciuto e
istruito i loro amati figli purtroppo non sono loro, ma le istituzioni appunto
che con l'obbligo scolastico si appropriano delle giovani menti x farne dei
abili lavoratori atti a rinforzare e portare avanti l'economia della nazione
(bene dal lato economico, ma male x quello che riguarda la crescita individuale
e non collettiva a stampo unico).

IO NON CI STO' .... Io non farò
mai più parte del vs astuto complotto, io gli occhi li ho aperti e si
sono pure rovinati x questo.

 

Si può al giorno d'oggi essere
fieri delle società in cui viviamo? 

Si può sentirsi fieri essendo un
essere umano?

 

Ma non ve ne accorgete in che
mondo creato vivete? Matusa abili solo a perseguire la legge del massimo
profitto e del massimo risparmio! In barba a tutto e a tutti: viviamo in un
mondo inquinato dai ns futili bisogni: $ produrre x consumare x distruggere x
riprodurre ... ma dove sta la logica in tutto questo? $

Forse ci si illude che ricevendo
il sospirato stipendio a fine mese ci si possa ritenere con l'anima a posto. 

Questa illusione fa perdere
all'essere umano il vero senso della vita, ...che non sta certo in banca o nel
vile denaro.

Penso questa e tante altre cose
su come si comporta l'essere umano, ma vorrei anche arrivare ad una conclusione
x quanto mi riguarda ... anche se non vedo ancora un equilibrio possibile x la
mia vita in questo sistema.

 

Oltre al danno fisico-psitico
cagionato dalla sequenza TOSSICODIPENDENZA-PRESSIONE DELLA SOCIETÀ, sono
oltremodo stato rovinato in ambito spirituale; visto che ancora oggi la società
e la chiesa "costringono" al passaggio
BATTESIMO-COMUNIONE-CRESIMA-MATRIMONIO, sennò si è visti male dalla
congregazione dei cristiani che è solo capace a predicare bene e razzolare
male. Passaggi che mi sono stati impartiti tutti tranne il matrimonio, che non
si presenterà mai nella mia vita. Passaggi che non volevo (comunione-cresima)
ma che per seguire il gregge mi sono stati imposti (battesimo). Mi duole dirlo
ma non viviamo affatto in una società libera nè tantomeno democratica ne in
pace, ...è solo un'illusione e una pressione psicologica, ... ovvio ... sempre
che ci si accorga di tali situazioni." (Doc. I)

 

 

                               1.5.   Con risposta
di causa l'UAI chiede per contro la reiezione del gravame confermando quanto
esposto nella decisione su opposizione.

 

 

                               1.6.   Con scritto
19 dicembre 2004 l'assicurato, riconfermandosi nella propria domanda di
giudizio (V), ha chiesto una proroga del termine assegnatogli per la
presentazione di ulteriori mezzi probatori. Nel termine prorogato sino al 1.
febbraio 2004 l'assicurato non ha prodotto né comunicato alcunché.

 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H. [H 335/00], del 4 febbraio 2002 nella causa B. [H 212/00], del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R. [H 220/00], del 10 ottobre 2001 nella causa F. [U
347/98] pubblicata in RDAT I-2002 pp. 190ss., del 22 dicembre 2000 nella
causa H. [H 304/99], del 26 ottobre 1999 nella causa C. [I 623/98]).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

 

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003
IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366
consid. 1b) e poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della
vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento
della decisione contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF
121 V 366 consid. 1b), nel presente caso sono applicabili le disposizioni in
vigore a partire dal 1° gennaio 2003.

                                         Non
applicabili sono per contro le norme di legge introdotte, al 1° gennaio 2004,
dalla 4a revisione dell’AI.

Per quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione
in vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è sapere se __________ ha diritto ad una rendita d’invalidità.

 

                                         Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. 

Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione,
sono quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit
suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una
rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40
%. 

Va altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 p. 182 consid. 3, 1990 p. 543 consid. 2; Valterio,
Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985,
pp. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi: DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136
consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini,
op. cit, p. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, pp. 316ss, nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313 consid.
3a).

 

                               2.4.   Per quanto
riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino
intollerabile per la società (DTF 127 V  298 consid. 4c, 102 V 165= RCC
1977 p. 169; Pratique VSI 1996 p. 318, 321, 324; RCC 1992 p. 180;
ZAK 1984 p. 342, 607 ;STFA del 29 settembre 1998 nella causa S.
F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b); Locher, Grundreiss des
Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, p. 128).

 

                                         A tale
riguardo l'Alta Corte ha infatti avuto modo di precisare che:

 

"  (…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono
determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere
annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie
psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato
psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è
ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate).

Questi principi valgono, secondo la giurisprudenza, per le psicopatie, le
alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen),
l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (RCC 1992 pag. 182
consid. 2a e sentenze ivi citate)." (STFA del 29 settembre 1998, nella
causa S. F. (I 148/98), pag. 10 consid. 3b).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono per le psicopatie, le
alterazioni dello sviluppo psichico, l'alcolismo, la farmacomiania, la tossicomania
e le nevrosi (STFA del 18.10.1999 nella causa B, I 441/99 non
pubblicata; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti). Per quanto
riguarda in particolare la tossicomania, in una sentenza del 31 gennaio 2000
pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 223 e segg. (= SVR 2001 IV
Nr. 3), confermando la sua precedente giurisprudenza, il TFA ha avuto modo di
ribadire che quest'ultima (sottolineature del redattore)

 

" 
(…)

ne justifie pas en soi une invalidité au sens de
la loi. En revanche, l'AI en tient compte si elle provoque une maladie ou un
accident entraînant une atteinte à la santé physique ou mentale qui diminue la
capacité de gain ou si elle résulte elle-même d'une atteinte à la santé
physique ou mentale que l'on peut qualifier de maladie (ATF 99 V 28 consid.
2 = RCC 1973 p. 600; VSI 1996 p. 318 consid. 2a, p. 321 consid. 1a et p. 324
consid. 2a et références citées; confirmé par l'arrêt non publié en cause J. du
21 octobre 1999, I 569/98). (…)" (VSI 2001 pag. 225)

 

                                         precisando
che:

 

" 
b.  Est considérée comme invalidité au sens de
la loi - comme nous l'avons - la diminution de la capacité de gain, présumée
permanente ou de longue durée, qui résulte d'une atteinte à la santé physique
ou mentale provenant d'une infirmité congénitale, d'une maladie ou d'un
accident. Sur la base de cette définition, la toxicomanie en soi, soit plus
précisément le diagnostic de toxicomanie, ne justifie pas une invalidité au
sens de l'art. 4 LAI. Indépendamment du fait que les notions de toxicomanie
et de dépendance à la drogue ne sont pas utilisées de manière uniforme par la
médecine (vois MSD-Manual der Diagnostic und Therapie, 5e éd.,
Munich 1993, p. 2979) et qu'une définition générale valable pour tous fait
défaut, le diagnostic de toxicomanie à la drogue ne permet pas de conclure que
l'assuré ne peut plus s'abstenir de drogues; la dépendance à la drogue n'est
pas davantage liée à une incapacité de travail ou de gain (voir VSI 1996 p. …).
Au vu de ces considérations, la jurisprudence établie depuis de longues années,
qui admet que la toxicomanie ne peut être invalidante que si elle est liée
aux facteurs mentionnés à l'art. 4 al 1 LAI, ne fait que concrétiser la
notion d'invalidité. (…)" 

(VSI 2001 pag. 226)

 

Secondo la giurisprudenza
del TFA, quindi, la tossicodipendenza non può di per sé motivare una invalidità
ai sensi della legge se non viene accertato che un danno alla salute fisica o
psichica con valore di malattia compromettente la capacità al guadagno ha
portato alla dipendenza o è insorto quale conseguenza di quest'ultima (v. anche
Pratique VSI 2002 pp. 30ss; STFA del 25 luglio 2003 nella causa
R. [I 731/02], del 27 maggio 2003 nella causa M. [I 862/02], del 19 dicembre
2003 nella causa P. [I 619/02], del 22 gennaio 2004 nella causa S. [534/03]).

 

                                         Il TFA ha
in particolare ritenuto un assicurato di 23 anni, tossicomane ed eroinomane
dall'età di 17 anni - che aveva postulato l'assegnazione di provvedimenti
professionali dell'AI poiché non più in grado di riprendere la professione
iniziata - non invalido ai sensi della legge ed ha di conseguenza negato il
diritto a prestazioni AI (Pratique VSI 1996 pp. 317ss).

                                         Per
contro l'alta Corte ha ammesso la presenza dell'invalidità in una persona
dipendente dalla droga già dal suo ventesimo anno d'età - e che al momento
della decisione aveva 37 anni - la quale soffriva di un grave disturbo della
personalità (personalità schizofrenica). Le gravi turbe e la dipendenza ormai
cronica comportavano un'incapacità al lavoro dell'assicurato del 100%, non più
migliorabile né con misure mediche, né professionali. In quel caso, dopo un
apprezzamento totale dell'insieme delle cause e delle conseguenze, il danno
alla salute è stato considerato come malattia, perché la dipendenza, almeno in modo
parzialmente causale, era una conseguenza del disturbo della personalità.
L'assicurato era stato poi posto al beneficio di una rendita AI (RCC
1992, pp. 180ss).

 

                               2.5.   Nella
presente fattispecie con referto 14 gennaio 2003 i medici del Servizio psico-sociale
di __________, dr. __________, psichiatra e psicoterapeuta e dr. __________,
hanno evidenziato quanto segue:

 

" 
(…)

La nostra perizia che mira ad accertare l'incapacità lavorativa
del peritando è stata redatta in base a:

 

·                                    un
colloquio ed esame psichiatrico del peritando con il Dr. med. __________, direttore di Settore, avvenuto in data 23 settembre 2002
presso il Servizio Psico Sociale di __________.

·                                    Un
secondo colloquio avvenuto presso
il Servizio Psico Sociale di
__________ in data 15 novembre 2002.

·                                    Una
terza valutazione con il sottoscritto sempre avvenuta presso il Servizio Psico
Sociale di __________ in data 17.12.2002.

·                                    Un
colloquio telefonico con il medico curante Dr. med. __________ FMH in medicina
interna.

·     Esame degli atti da voi messi cortesemente a disposizione.

 

 

A.    Dati clinici

 

1.    Anamnesi

 

         Anamnesi familiare

Nel
gentilizio non vengono riferiti disturbi psichiatrici né malattie organiche
invalidanti. Tuttavia i genitori percepiscono entrambi una rendita di
invalidità intera. Il peritando è secondogenita di una fratria di due. I
genitori sono di origine italiana. II padre ha 52 anni e ha lavorato come muratore fino ad alcuni
anni fa quando gli viene assegnata una rendita di invalidità per problemi
somatici (epatite C, mal di schiena). La madre 50enne, di professione
animatrice, da anni percepisce una rendita d'invalidità in seguito ad un
incidente automobilistico.

La
sorella maggiore è sposata e lavora come impiegata d'ufficio.

 

         Anamnesi personale

Il
peritando è nato in Ticino e riferisce dei problemi non meglio precisati sulla
gravidanza e sul parto. Normali vengono riferite le principali tappe dello
sviluppo psicomotorio.

L'inserimento
e l'iter scolastico avvengono con difficoltà e il peritando riferisce di essere
stato costretto ad andare all'asilo e a scuola. Si definisce un bambino ribelle
e per i suoi comportamenti è stato in cura per un periodo dallo psicologo Dr.
__________. Tuttavia il peritando porta a termine le scuole d'obbligo senza
ripetere nessun anno. In seguito frequenta l'apprendistato di commercio
riuscendo ad ottenere il diploma dopo sei anni.

All'età
di 17 anni inizia ad abusare di cannabis, ed in seguito, all'età di 18 anni a
tale abuso si aggiunge il consumo di eroina, inizialmente per via nasale ed in
seguito per via venosa. In questo periodo, il peritando decide di
"ribellarsi" contro la società cercando di non seguire più la strada
che gli avevano fatto scegliere i genitori. Perde così il suo posto di lavoro
come impiegato d'ufficio e si assiste ad un peggioramento del consumo di
sostanze psicoattive. Inoltre, emergono i primi problemi con la giustizia e nel
1997 il peritando viene incarcerato per sei mesi.

Terminato
il periodo di disoccupazione, il peritando chiede l'assistenza al comune di
Arbedo e nel corso di questi anni, gli vengono offerti due programmi
occupazionali che il peritando rifiuta dicendo di non sentirsi in grado di
riprendere un'attività lavorativa.

Da
circa quattro anni il peritando percepisce l'assistenza e da sette anni convive
con una ragazza 24enne. Assume una terapia farmacologica a base di Metadone
140mg, Tranxilium 10mg e dello Stilnox prescritto dal Dr. med. __________.
Grazie a questa terapia, il peritando riferisce che da anni non consuma più
eroina.

Sul
piano fisico, non si segnala una patologia specifica (sierologia negativa per
AIDS ed epatite C).

 

         Evoluzione di
risorse e deficit

Per
quanto riguarda le risorse personali, il peritando non ha presentato problemi
particolari durante le scuole dell'obbligo ma ha terminato l'apprendistato di
commercio con difficoltà ripetendo tre anni.

Dopo
il diploma ha continuato il lavoro come impiegato d'ufficio per pochi mesi, in
seguito è stato in disoccupazione ed attualmente da quattro anni è in
assistenza. Da segnalare che il peritando non fornisce una versione precisa
sulla sua attività lavorativa dopo il diploma (non si ricorda le date degli
avvenimenti importanti della sua vita ecc.).

 

         Sviluppo della
malattia e risultati della terapia

Da
diversi anni (sei-sette anni) il peritando non ha svolto alcuna attività
lavorativa ma ciò, non è dovuto ad una patologia specifica. Dal 1992 presenta
una dipendenza da sostanze psicoattive multiple e da circa tre anni è in
terapia sostitutiva con Metadone. Grazie a tale cura, il peritando non consuma più
eroina da diversi anni, ma c'è un regolare consumo di cannabis.

 

 

 

2.      Dati soggettivi
dell'assicurato

 

Questi
dati emergono dai colloqui avvenuti presso il nostro Servizio Psico Sociale di
__________. II peritando si è presentato puntuale al primo colloquio, ma non si
è presentato al secondo appuntamento. E' stato successivamente convocato in
diverse occasioni fino al 15 novembre, quando si è presentato per il secondo
colloquio.

II
peritando riferisce innanzitutto il suo bisogno di riflettere e di lavorare su
sé stesso per cancellare tutto ciò che la società durante gli anni di
scolarizzazione ha inserito nel suo cervello. Si lamenta di una debolezza dì
mente e fisica che non gli permette di svolgere alcuna attività lavorativa e
sostiene la sua situazione personale come conseguenza di una malattia.

Sul
piano relazionale, il peritando dichiara di non riuscire a sopportare nessuno e
di essere chiuso in un severo ritiro sociale. Per questo motivo ha invertito il
suo ritmo sonno veglia e cerca di evitare qualsiasi contatto sociale. Ammette
comunque di uscire per fare la spesa e di ritirare la sua terapia farmacologica
e di frequentare i genitori con i quali ha un buon rapporto. Dichiara di non
essere interessato a nulla e di apprezzare solo le ore notturne che passa
davanti alla televisione per vedere i programmi socioculturali. Riferisce che
per il momento non ha le forze mentali e fisiche per affrontare un'attività
lavorativa o una riqualifica professionale. Non riesce a fornire una data circa
la fine di "questo periodo di riflessione", ma ritiene che ci
vogliono anni per poter cancellare tutto quello che la società, tramite
l'istruzione, ha causato nella sua personalità.

 

3.      Constatazioni
obiettive

 

         Status psichiatrico

II
peritando dimostra la sua età biologica ed è sufficientemente curato
nell'abbigliamento e nella persona. Si presenta orientato su sé stesso, nello
spazio e nel tempo.

II
rapporto affettivo è facile da instaurare e l'atteggiamento è collaborante. Il
campo di coscienza è integro. La memoria, l'attenzione e la comprensione sono
ben conservate.

Non
si rilevano alterazioni della percezione e le capacità associative del pensiero
sono conservate. II pensiero è concentrato prevalentemente sul suo rifiuto
della nostra società e del suo funzionamento.

L'esame
dell'affettività non evidenzia un importante flessione del tono dell'umore
verso il polo negativo come pure non emerge uno stato di appiattimento ed
impoverimento delle istanze emotive-affettive.

Non
si rilevano manifestazioni di ansia. L'istinto vitale è ben conservato. Pur non
essendo contento dell'attuale situazione, non emerge un pessimismo per quanto
concerne le prospettive future.

 

         Colloquio con il Dr.
med. __________.

 

Si
tratta di un paziente che è in cura da anni dal collega per una politossicodipendenza.
Nel corso del trattamento il paziente è stato sottoposto ad una terapia
metadonica di mantenimento con buoni risultati. Secondo il medico curante il
peritando sarebbe abile al 100% data l'assenza di una patologia invalidante.

 

4.      Diagnosi

 

4.1    Diagnosi con
ripercussioni sulla capacità di lavoro

L'esame
psichiatrico confrontato dai rilievi anamnestici appresi dagli atti e dal
peritando consentono di individuare un quadro clinico riferibile ad una
sindrome di dipendenza da sostanze psicoattive multiple attualmente in
astinenza, ma in trattamento metadonico di mantenimento (ICD10-F:19.23) in
struttura di personalità schizoide.

 

         Esistenti da quando?

Da
anni (5-6 anni).Come già riferito, il peritando non fornisce le date precise
dell'interruzione dell'attività lavorativa, del periodo di disoccupazione e
dell'inizio dell'assistenza.

 

4.2    Diagnosi senza
ripercussioni sulla capacità di lavoro

         --

 

5.      Valutazione e
prognosi

 

Si
tratta di un paziente svizzero, celibe, di professione impiegato di commercio.
Ha terminato l'apprendistato di commercio con difficoltà ed in seguito ha
lavorato per pochi mesi come impiegato. Successivamente non svolge nessuna attività lavorativa e terminato il
periodo di disoccupazione, da tre, quattro anni percepisce l'assistenza dal
Comune di Arbedo.

Durante
questi anni, questa inabilità lavorativa non è stata mai giustificata da un
certificato medico ed il peritando è stato seguito dal suo medico di famiglia
per la prescrizione metadonica per il noto problema della tossicodipendenza.

Su
consiglio dell'assistente sociale, che segue il peritando da anni, nell'agosto
2001, il signor __________ inoltra la richiesta di prestazione Al, dichiarando
che la sua lunga inabilità lavorativa è dovuta a vari problemi fisici e
mentali.

II
medico curante, Dr. med. __________, con il suo rapporto dell'8 agosto 2001
riferisce che "dal punto di vista internistico non vi sono elementi
patologici significativi" e propone una valutazione psichiatrica per
valutare meglio la capacità lavorativa del peritando. Il collega indica come
diagnosi una eroinomania in sostituzione metadonica ed uno stato ansioso
depressivo.

 

II
peritando, presenta una politossicodipendenza da circa 10 anni e attualmente è
in terapia sostitutiva metadonica con buoni risultati. Inoltre è presente un
disturbo del carattere caratterizzato da un isolamento sociale, presenza di
pensiero magico, inadeguatezza nel rapportarsi agli altri, un bizzarro modo di
esprimersi ed una marcata indifferenza nei confronti delle norme e delle convenzioni
sociali. Presente inoltre una valida consapevolezza della sua situazione e
dell'ambiente che lo circonda. Vi è anche una relativa assenza di sentimenti e
freddezza emozionale.

 

Tuttavia,
il quadro clinico sopradescritto, pur avendo molte analogie con dei disturbi
psichiatrici gravi di tipo "schizofrenia simplex o disturbo
schizotipico", a nostro avviso, al momento non giustifica una limitazione
funzionale che possa effettivamente pregiudicare la capacità lavorativa del
peritando. Infatti la non compromissione dell'esame di realtà che il peritando
presenta induce chiaramente a formulare
la diagnosi di struttura di personalità schizoide.

 

Durante
i colloqui, anche il peritando riferisce che questo periodo di
"riflessione" prima poi finirà ma non riesce a fornire una data
precisa.

 

Dalla
nostra osservazione, il peritando attualmente non presenta un quadro depressivo
rilevante nonostante la sua difficile situazione personale. Inoltre non
emergono manifestazioni di ansia e, per quanto riguarda il problema della
tossicodipendenza, riferisce che da anni non consuma più eroina, ma ammette un
consumo regolare di cannabis.

 

In
considerazione di ciò riteniamo che da un punto di vista medico psichiatrico le
condizioni di salute del peritando siano tali da permettergli una attività
lavorativa al 100% quale impiegato d'ufficio.

Da
un punto di vista clinico la prognosi e comunque incerta, molto dipenderà dagli stimoli e dalle motivazioni che
il peritando avrà nel ritentare un nuovo inserimento lavorativo. Comunque durante
i colloqui il peritando ha affermato di non aver intenzione di riprendere
un'attività lucrativa e nel corso di questi anni, come già riferito, ha
rifiutato senza prendere in considerazione due proposte di programma
occupazionale.

 

B.     Conseguenze sulla
capacità di lavoro

 

1.      Menomazioni (qualitative e quantitative)
dovute ai disturbi constatati

 

1.1    A livello psicologico
e mentale

Sulla
base della nostra valutazione, al momento egli appare in grado di svolgere
un'attività lucrativa nella misura del 100%.

 

1.2    A livello fisico

I
problemi di ordine fisico (il peritando si lamenta di una stanchezza e mancanza
di forza secondo lui dovuta alla terapia metadonica) non incidono sulla sua
capacità lavorativa. Anche il medico curante, Dr. med. __________, condivide
questa nostra opinione.

 

1.3    Nell'ambito sociale

La
riferita compromissione delle capacità relazionali del peritando non si
ripercuote sulla capacità lavorativa.

 

 

2.      Conseguenze dei disturbi sull'attività attuale

 

2.1    Come
si ripercuotono i disturbi sull'attività attuale dell'assicurato? 

Come già descritto dal profilo
psichiatrico non emergono validi elementi che controindichino la ripresa di
tale attività.

 

3.                                   L'ambiente
di lavoro dell'assicurato è in grado di sopportarne i disturbi psichici?

         Da anni il peritando non ha alcuna attività lavorativa.

 

C.     Conseguenze sulla capacità di integrazione

 

Data l'entità del quadro clinico
sopradescritto, riteniamo non indicati provvedimenti d'integrazione. II
peritando comunque, al momento rifiuta qualsiasi intervento che porti ad una
ripresa di un'attività lavorativa." (Doc. _)

 

                               2.6.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso
valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli
esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta
l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)
e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento
della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere
motivate (Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in BJM 1989 p. 31; DTF 125 V 352 consid. 3a e
riferimenti; Pratique VSI 2001 p. 108 consid. 3a, 1997 p. 123; STFA
del 18 marzo 2002 nella causa M. [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA
inedite del 14 aprile 1998 nella causa O.B., del 28 novembre 1996 in re G.F.,
del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189).

                                         

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10 pp. 33ss), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri
di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano
dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

Lo stesso vale per le perizie fatte
esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI
1993 p. 95).

 

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, p. 111).

Inoltre, in una sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294
e seg. il TFA ha fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann
(Somatoforme Störungen: Gerichte und (psychiatrische) Gutachten, in: SZS
1999 pp. 105ss), in cui questo autore ha descritto in dettaglio i compiti del
perito medico che deve esprimersi sul carattere invalidante di un'affezione
somatoforme.

Secondo Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto
porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi
sulla gravità dell'affezione. 

Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività
lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi
criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri. Inoltre, l'esperto deve
esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

Del resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi
criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati,
le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le
lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le
allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA
inedita 27 settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).

                                         Il TFA ha
inoltre precisato che trattandosi di valutazione di questioni che richiedono
una perizia psichiatrica, per principio è necessaria una consultazione per
conferire valore probante alle conclusioni del perito (DTF 127 I 54
consid. 2e-g=RAMI 2001 p. 345 s)

 

                               2.7.   In concreto,
in esito ad un approfondito e dettagliato esame dello stato di salute
dell'assicurato, nel referto 14 gennaio 2003 - cui va senz'altro attribuito
pieno valore probatorio conformemente ai succitati parametri giurisprudenziali
-  i periti, sulla base di tre consultazioni, dell'esame degli atti medici
a loro disposizione, dopo illustrazione dei dati anamnestici (anamnesi
familiare, personale, evoluzione di risorse e deficit, sviluppo della terapia e
suoi risultati) dei dati soggettivi e delle costatazioni obiettive
(status psichiatrico e colloquio con il medico curante), sulla scorta di una
approfondita valutazione anche dal profilo prognostico, hanno quindi concluso
che l'assicurato, affetto da una sindrome da dipendenza da sostanze psicoattive
multiple attualmente in astinenza ma in trattamento metadonico (ICD
10-F:19.23) in struttura di personalità schizoide, quale impiegato d'ufficio
presenta, dal punto di vista psichiatrico, una piena capacità lavorativa (ciò
che risulta del resto corrispondere al parere espresso dal medico curante),
evidenziando inoltre, per quanto riguarda i problemi di ordine fisico
(stanchezza e mancanza di forza dovuta a detta dell'assicurato alla terapia
metadonica), che essi non incidono sulla sua capacità lavorativa e rilevando
infine che l'asserita compromessa capacità relazionale dell'interessato non si
ripercuote sulla capacità al lavoro.

 

                                         Stante
quanto precede, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze peritali è
da ritenere siccome dimostrato con il grado di certezza richiesto nelle
assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati,
115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188
consid. 2b) che
__________ non presenta un'invalidità ai sensi della LAI, non essendo in casu
rinscontrabili elementi che permettono di stabilire che la tossicodipendenza
abbia provocato o sia la conseguenza di un danno alla salute psichica né
tantomeno fisica dell'assicurato, assimilabile a malattia avente per effetto la
diminuzione della sua capacità di guadagno.

 

                                         A giusta
ragione, quindi, l'UAI ha respinto la domanda di prestazioni.

 

                                         Ne
consegue la conferma del querelato provvedimento e la reiezione del gravame.

 

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti