# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f6e9ff36-6ac4-52a1-b8d7-4da56cb48fdd
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-07-06
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 06.07.2006 S 2006 58
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2006-58_2006-07-06.pdf

## Full Text

S 06 58

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

SENTENZA
del 6 luglio 2006

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente rendita d'invalidità (diniego di giustizia)

1. …, 1966, soffre dal 2003 di una subatrofia del nervo ottico con associata una 

degenerazione retinica bilaterale che la rende ipovedente. Per questo motivo, 

il 12 maggio 2004, faceva formale richiesta in vista dell’ottenimento di una 

rendita d’invalidità. Con decisione 14 giugno 2005 all’assicurata veniva 

riconosciuto il diritto all’assegno per grandi invalidi di grado esiguo per un 

ammontare mensile di fr. 430.--.

2. Contro detta decisione … interponeva tempestivamente opposizione 

chiedendo anche il riconoscimento di una rendita intera d’invalidità e del 

patrocinio gratuito. In sostanza la ricorrente considera di aver fatto 

essenzialmente domanda per una rendita d’invalidità e di non considerarsi 

soddisfatta con il solo riconoscimento di un assegno per grandi invalidi. Nella 

decisione su opposizione del 19 maggio 2006, l’ufficio AI, non entrava nel 

merito della questione riguardante la rendita d’invalidità, non essendo tale 

problematica oggetto della decisione impugnata. Quest’ultima riguarderebbe, 

infatti, unicamente il riconoscimento del diritto all’assegno per grandi invalidi. 

In tale sede veniva comunque ricordato che era al vaglio l’esame del diritto ad 

una rendita d’invalidità. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 19 giugno 

2006, … postulava principalmente l’annullamento della decisone impugnata, 

l’erogazione di una rendita intera d’invalidità e, in via eventuale, il ritorno degli 

atti all’ufficio AI per l’emanazione di una decisione attestante la concessione 

di una rendita d’invalidità e di un assegno per grandi invalidi di grado esiguo, 

accanto al riconoscimento del gratuito patrocinio in sede di opposizione e per 

la procedura di ricorso. Rifiutandosi di decidere in merito al diritto ad una 

rendita d’invalidità, la convenuta sarebbe incorsa in un diniego di giustizia 

censurabile.

4. Nella propria risposta, l’Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei 

Grigioni, ufficio AI, rinunciava a prendere posizione sul ricorso, non 

considerandolo apportare alcun nuovo elemento di giudizio.   

Considerando in diritto:

1. a) Non è contestato il ben fondato del diritto all’assegno per grandi invalidi di 

grado esiguo. Giusta l’art. 56 cpv. 1 della legge federale sulla parte generale 

del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) le decisioni su opposizione e 

quelle contro cui un’opposizione è esclusa possono essere impugnate 

mediante ricorso. Secondo l'art. 56 cpv. 2 LPGA il ricorso può essere 

interposto anche se l'assicuratore, nonostante la domanda dell'assicurata, 

non emana una decisione o una decisione su opposizione. Tale disposizione 

include sia i ricorsi per ritardata giustizia che per denegata giustizia (Ueli 

Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra 2003, art. 56 nota 10 pag. 

560). Prima dell'entrata in vigore della LPGA, spettava all’ufficio federale delle 

assicurazioni sociali (UFAS), quale autorità di vigilanza, pronunciarsi in merito 

ai ricorsi inoltrati da assicurati contro il rifiuto di statuire da parte dell’ufficio AI 

o in merito ad un ingiustificato ritardo da parte del medesimo ufficio (DTF 114 

V 145 e STFA I 629/01 del 7 agosto 2002). Con l’entrata in vigore dell’art. 56 

cpv. 2 LPGA spetta ora al competente Tribunale cantonale delle assicurazioni 

statuire in merito ad un ricorso per denegata/ritardata giustizia (Kieser, ATSG-

Kommentar, op. cit., art. 56 nota 11 pag. 560 s. e STFA I 387/03 del 23 ottobre 

2003). Secondo il TFA, vi è diniego di giustizia qualora un'autorità giudiziaria 

od amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa è 

competente (DTF 114 V 147 cons. 3a e riferimenti ivi menzionati; Kieser, 

ATSG-Kommentar, op. cit, art. 56 nota 10 pag. 560) o nel caso in cui l'autorità 

competente si dimostri certo pronta ad emanare una decisione, ma ciò non 

avviene entro un termine che appare adeguato, tenuto conto della natura 

dell'affare nonché dell'insieme delle altre circostanze (DTF 107 Ib 164 cons. 

3b e riferimenti). Irrilevanti sono le ragioni che hanno determinato il diniego di 

giustizia. Decisivo per l'interessata è unicamente il fatto che l'autorità non 

abbia agito del tutto o che non abbia agito in maniera tempestiva (DTF 108 V 

20 cons. 4c e 103 V 195 cons. 3c). Nel giudicare l'esistenza di una ritardata 

giustizia, si deve procedere ad una valutazione delle circostanze oggettive. Vi 

è, quindi, ritardata giustizia quando le circostanze che hanno condotto ad un 

prolungamento della procedura non appaiono oggettivamente giustificate 

(DTF 103 V 195 cons. 3c in fine). Criteri rilevanti sono, segnatamente, la 

natura della procedura, la difficoltà della materia ed il comportamento 

dell'interessato (DTF 125 V 188). Il principio secondo cui la procedura innanzi 

al Tribunale cantonale delle assicurazioni deve essere semplice e spedita (art. 

61 cpv. 1 lett. a LPGA) è espressione di un principio generale del diritto delle 

assicurazioni sociali e vale, perciò, anche nell'ambito della procedura 

amministrativa (DTF 110 V 61 cons. 4; cfr. pure Ueli Kieser, Das 

Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, pag. 243 nota 

509).

b) Dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata giustizia può 

essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità protrae più del 

dovuto la trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa prende dei 

provvedimenti positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori supplementari. 

In DTF 129 V 411, il TFA ha ammesso l'esistenza di un ritardo ingiustificato a 

carico dell'ufficio AI e della commissione federale di ricorso in materia di 

AVS/AI, trattandosi di una procedura durata globalmente più di 10 anni (dal 

momento in cui è stata presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è 

stata resa la sentenza impugnata). Nella DTF 125 V 188, il TFA ha invece 

negato l'esistenza di un ritardo ingiustificato, trattandosi di un assicuratore 

malattie che, trascorsi meno di 4 mesi dal momento in cui l'assicurato ha 

interposto opposizione, non aveva ancora proceduto ad emanare la decisione 

di sua competenza. In RAMI 1997 U 286, pag. 339, la Corte federale ha 

riconosciuto una ritardata giustizia a carico di un tribunale cantonale che era 

rimasto completamente inattivo nei riguardi di una causa pendente da 42 mesi 

e suscettibile di essere giudicata da 27 mesi (ossia a partire dall'evasione di 

un atto di ricusa). In dottrina viene menzionata la sentenza del 20 settembre 

1995 nella causa A.L. del Tribunale delle assicurazioni del Canton Argovia, 

nella quale è stata riconosciuta una ritardata giustizia, trattandosi di un'autorità 

che aveva atteso più di 9 mesi prima di procedere ad ordinare un'ulteriore 

perizia (Ueli Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der AHV und IV in: 

Schaffhauser/Schlauri, Verfahrensfragen in der Sozialversicherung, San 

Gallo 1996, pag. 92 s.) oppure quella datata 22 giugno 1998 del Tribunale 

amministrativo del Canton Nidwaldo, in cui l'amministrazione è stata (soltanto) 

biasimata per aver lasciato trascorrere più di un anno senza prendere alcuna 

decisione dopo ricezione di una perizia (Plädoyer 6/1998, p. 67). 

2. a) Nell’evenienza non è contestato che la ricorrente abbia fatta formale richiesta 

per l’ottenimento di una rendita d’invalidità. Poco più di un anno dopo la 

presentazione della domanda, all’istante veniva riconosciuto il diritto 

all’assegno per grandi invalidi. Giustamente, poiché la richiesta 

dell’interessata volgeva all’ottenimento di una rendita d’invalidità, questa si 

opponeva al provvedimento ribadendo di volere una decisione in merito alla 

questione relativa alla rendita d’invalidità. Non entrando nel merito della 

richiesta formulata in sede di opposizione, a due anni dalla deposizione della 

domanda, la convenuta è indubbiamente incorsa in un diniego di giustizia 

formale in palese dispregio a quanto previsto all’art. 56 cpv. 2 LPGA. 

L’assicurata ha infatti un diritto di ricorso anche qualora l’assicuratore, 

malgrado ne sia stata fatta formale domanda, non emana una decisione o una 

decisione su opposizione. Su richiesta dell’interessata pertanto, la parte 

convenuta era tenuta ad emanare una formale decisione in merito 

all’eventuale diritto ad una rendita d’invalidità. Il fatto che la decisione sul 

riconoscimento dell’assegno per grandi invalidi non avesse come oggetto la 

questione del diritto ad una rendita d’invalidità non esonerava certo l’ufficio AI 

dal decidere nel merito di questa questione su richiesta dell’interessata, come 

esplicitamente previsto all’art. 56 cpv. 2 LPGA. Rifiutandosi invece di entrare 

nel merito di detta questione in sede di opposizione e non statuendo del resto 

in modo separato su tale esplicita richiesta, l’ufficio AI è pertanto 

contravvenuto ai dettami della LPGA in materia di diniego di giustizia.

b) Il diniego in oggetto non è però solo formale, nel senso che non è ancora stata 

emanata una decisione su tale questione, ma anche materiale. Dopo la 

valutazione dell’incapacità lavorativa data dal curante nel luglio del 2004 e 

dopo i dati forniti dal datore di lavoro il 26 agosto 2004, da parte dell’ufficio AI 

non sono più stati ordinati provvedimenti in vista del chiarimento della 

questione riguardante l’invalidità fino al 10 febbraio 2006, data alla quale 

l’assicurata è stata avvertita dell’identità della persona di contatto per chiarire 

gli eventuali provvedimenti professionali che avrebbero potuto entrare in 

considerazione. Per questo Giudice, non vi è però nell’evenienza alcun motivo 

oggettivo che giustifichi un simile ritardo.  

3. Oggetto di un ricorso per denegata o ritardata giustizia è soltanto la verifica 

del preteso diniego o del preteso ritardo: il Tribunale non può, quindi, decidere 

in merito alle prestazioni (DAS 2001 AMal 38, pag. 109), come vorrebbe la 

ricorrente. Le prestazioni assicurative materiali, in effetti, non costituiscono 

l'oggetto litigioso di questa procedura. Questa giurisprudenza è da 

considerare valida anche sotto l’egida dell’art. 56 cpv. 2 LPGA (Kieser, ATSG-

Kommentar, op. cit., art. 56 nota 12 pag. 56). Da ultimo va rilevato che, in caso 

di accoglimento di un ricorso per ritardata o denegata giustizia, il Tribunale 

ordina all’assicuratore sociale di concludere entro un termine ragionevole la 

procedura, rispettivamente di dar seguito alla richiesta misura (Kieser, 

Verwaltungsverfahren, op. cit., nota 507 pag. 240; cfr. anche DAS 2001 AMal 

38 cons. 2b pag. 110). In questo senso si giustifica di accordare all’ufficio AI 

un termine di poco più di tre mesi per l’evasione della domanda riguardante 

la rendita d’invalidità. Entro la fine di ottobre 2006, alla ricorrente va trasmesso 

un provvedimento riguardante la richiesta rendita d’invalidità. 

4. a) In principio la procedura, nell’ambito delle assicurazioni sociali, è gratuita, 

tuttavia la tassa di giustizia e le spese di procedura possono essere imposte 

alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato (art. 61 lett. a 

LPGA). Nel caso concreto, la superficialità e la temerarietà dell’atteggiamento 

assunto dall'assicuratore, che non ha posto rimedio al suo agire - nonostante 

il chiaro diritto dell’istante ad una decisione di merito - nemmeno in sede 

ricorsuale malgrado l’inequivocabile disposizione di legge, giustificano 

l’accollamento di una tassa di giustizia e delle relative spese alla parte 

convenuta in ricorso.

b) La ricorrente che vince la causa ha diritto alla rifusione delle ripetibili nella 

misura stabilita dal tribunale. Il loro importo è determinato in relazione alla 

fattispecie e alla difficoltà del processo, senza tener conto del valore litigioso 

(art. 61 lett. g LPGA). In relazione alla richiesta di ripetibili nella procedura di 

opposizione, va rilevato che l'art. 52 cpv. 3 LPGA prevede che di regola nella 

procedura di opposizione non siano accordate ripetibili. Tuttavia, se in questa 

fase può essere concesso all'assicurata il gratuito patrocinio, allora nel caso 

dell’accoglimento dell'opposizione vanno erogate le ripetibili (DTF 130 V 570; 

Kieser, ATSG-Kommentar, op. cit., ad art. 52 nota 28 e art. 37 nota 23). Già 

in sede di opposizione l’assicurata aveva chiesto di essere posta al beneficio 

del patrocinio gratuito. Avendo vinto il ricorso ed ottenendo ragione anche in 

sede di opposizione si giustifica l’attribuzione alla ricorrente di un’equa 

indennità a titolo di ripetibili sia per la sede di opposizione che per quella di 

ricorso. Con ciò la domanda di patrocinio gratuito posta davanti a questo 

Giudice diviene priva di oggetto. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto e viene fatto ordine all’Ufficio AI dei Grigioni di decidere 

sull’esistenza di un eventuale diritto alla rendita d’invalidità da parte di … entro 

la fine del mese di ottobre 2006. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1’000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 162.--

totale fr. 1'162.--

il cui importo sarà versato dall’Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei 

Grigioni, Ufficio AI, entro 30 giorni dalla notifica della presente decisione 

all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. L’Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni versa a …l’importo 

complessivo di fr. 3'000.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili in sede di opposizione 

e di ricorso. La richiesta di patrocinio gratuito è con ciò divenuta priva di oggetto.

L’interposto ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale è stato respinto (I 

675/06).