# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bc0901ee-374f-5fdd-a5be-8e9d67985b9f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-05-29
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 29.05.2018 16.2018.22
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2018-22_2018-05-29.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2018.22

  	
  Lugano

  29 maggio 2018/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Giani,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Jurissevich

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo del 9 aprile 2018 presentato da

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
  contro
  la decisione emessa l'8 marzo 2018 dal Pretore aggiunto della
  giurisdizione di Mendrisio Sud nella causa SE.2018.2 (lavoro) promossa con petizione
  del 25 gennaio 2018 dalla

  	 

 

	
   

  	
  CO 1;

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                           che __________ A__________,
dall'11 gennaio 2013 dipendente del centro __________ di RE 1, è stato
licenziato il 31 gennaio 2017 “per la prima data valevole”;

 

                                         che il 1° febbraio 2017 il
dipendente ha comunicato al titolare della ditta di ritenere il contratto
disdicibile con preavviso di due me­si per il 30 aprile 2017;

 

                                         che il 2 febbraio 2017 il
datore di lavoro gli ha chiesto di lasciare immediatamente il posto di lavoro;

 

                                         che con lettere del 3
febbraio 2017 e del 13 marzo 2017 il lavoratore ha rivendicato il pagamento del
salario fino al 30 aprile 2017, dichiarandosi disponibile a lavorare fino a
tale data;

 

                                         che, nel frattempo, il 6 febbraio
2017 egli si è annunciato alla Cassa disoccupazione CO 1 di __________, la
quale gli ha versato dal 6 febbraio 2017 al 30 aprile 2017 indennità per complessivi
fr. 9641.30;

 

                                         che ottenuta l'autorizzazione
ad agire, con petizione del 25 gennaio 2018 la Cassa
disoccupazione CO 1, agendo in virtù della cessione legale di cui all'art. 29
cpv. 2 LADI, ha convenuto RE 1 davanti al Pretore della giurisdizione
di Mendrisio Sud chiedendo il pagamento di fr. 9641.30 oltre interessi del 5%
dal 6 febbraio 2017; 

 

                                         che invitato il 26 gennaio
2018 a presentare osservazioni scritte entro un termine di 15 giorni, il
convenuto è rimasto silente;

                                      

                                         che il 15 febbraio 2018 il
Pretore aggiunto ha assegnato al convenuto un termine suppletorio di 10 giorni per
presentare osservazioni “con l'avvertenza che se il termine scade infruttuosamente,
il giudice emana una decisione finale, sempre che la causa sia matura per il
giudizio, altrimenti, cita le parti al dibattimento”, 

 

                                         che entro tale termine il
convenuto non ha reagito, lasciandosi precludere dalla lite;

 

                                         che statuendo l'8 marzo
2018 il primo giudice ha accolto la petizione condannando il convenuto a
versare all'attrice fr. 9641.30 oltre interessi del 5% dal 6 febbraio 2017,
oltre a un'indennità di fr. 700.–;

 

                                         che contro il predetto
giudizio RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 9 aprile 2018 in cui
chiede l'annullamento della decisione impugnata e la restituzione del termine
per presentare le osservazioni alla petizione; 

 

                                         che il reclamo non è stato
intimato per osservazioni;

 

e considerando

 

in diritto:                        che le decisioni emanate
nella procedura semplificata sono impugnabili, trattandosi di controversie
patrimoniali con un valore litigioso inferiore a fr. 10 000.–, con reclamo
entro trenta giorni dal­la notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC);

                                         

                                         che in concreto, la
decisione impugnata è stata notificata al convenuto il 14 marzo 2018 (cfr. tracciamento
degli invii postali n. __________ agli atti), sicché il reclamo, introdotto il 9
aprile 2018, è tempestivo;

 

                                         che secondo l'art. 320 CPC
con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto (lett. a)
e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b);

 

                                         che il reclamo dev'essere
motivato (art. 321 cpv. 1 CPC), nel senso che il reclamante non può limitarsi a
criticare la sentenza impugnata contrapponendo la propria opinione a quella del
primo giudice, ma è tenuto a formulare delle conclusioni chiare, a designare
dettagliatamente i punti contestati della sentenza impugnata e a spiegare
perché la motivazione sarebbe erronea (sentenza del Tribunale federale 4A_218/2017
del 14 luglio 2017 consid. 3.1.2 con
rinvio a DTF 138 III 375 consid. 4.3.1);

 

                                         che nella decisione
impugnata, il Pretore aggiunto ha ritenuto che in mancanza di contestazioni da
parte del convenuto i fatti esposti dell'attrice non erano controversi
e non dovevano essere oggetto di prova, né, ha soggiunto nel caso concreto, non sussistevano “notevoli dubbi” sugli stessi, onde
l'accoglimento della petizione;

 

                                         che il reclamante lamenta
il fatto che il Pretore aggiunto ha emesso la sentenza senza sentire le sue
ragione poiché non sapeva di avere ricevuto le ordinanze con cui il primo
giudice lo aveva invitato a presentare osservazioni alla petizione a causa di “una
situazione organizzativa disastrata dovuta a problemi contabili ed economici” e
si dice sorpreso del fatto che, pur essendo pendente presso la medesima Pretura
una causa introdotta dall'ex dipendente volta a ottenere lo stipendio dei mesi
da febbraio ad aprile 2017, il Pretore aggiunto non abbia né sospeso d'ufficio
la procedura né congiunto i due procedimenti;

 

                                         che dai tracciamenti relativi
agli invii postali raccomandati si evince che il 29 gennaio 2018 al convenuto è
stata notificata l'ordinanza del 26 gennaio 2018 con cui il Pretore aggiunto
gli ha assegnato un termine di 15 giorni per presentare osservazioni alla
petizione (invio n. __________), mentre il 21 febbraio 2018 allo stesso è pervenuta
quella del 15 febbraio 2018 con cui il primo giudice gli ha impartito un
termine suppletorio di 10 giorni (invio n. __________);

 

                                         che, in tali circostanze, la
notificazione degli atti è avvenuta correttamente sicché non si intravvede
alcuna violazione del diritto di essere sentito del convenuto, la sua
preclusione dovendo essergli imputata; 

 

                                         che per quanto attiene
invece alla sospensione del procedimento (art.
126 cpv. 1 CPC) e alla congiunzione di più cause (art. 125
lett. c CPC), tali facoltà sono potestative e al riguardo il
giudice fruisce di un ampio potere di apprezzamento (cfr. per
la sospensione di un procedimento: sentenza del Tribunale federale 4A_683/2014
del 17 febbraio 2015 consid. 2.1; per la congiunzione di
più cause: sentenza del Tribunale federale 4A_625/2015 del 29 giugno 2016
consid. 2.1 in: SJ 2017 pag. 8);

 

                                         che, in concreto, per
tacere del fatto che il convenuto non ha mai chiesto al Pretore aggiunto di sospendere
la procedura o di congiungere i procedimenti, egli non spiega
perché il primo giudice avrebbe dovuto procedere d'ufficio in tal senso,
anziché considerare la causa in esame matura per il giudizio;

 

                                         che in merito alla
richiesta del reclamante di restituzione del termine per formulare le
osservazioni alla petizione, il cui accoglimento presuppone che l'istante renda
verosimile di non aver colpa dell'inosservanza o di averne solo in lieve misura
(art. 148 cpv. 1 CPC), essa non solo andava proposta al primo giudice ma avrebbe
dovuto essere presentata entro dieci giorni dalla cessazione del motivo dell'inosservanza
del termine (art. 148 cpv. 2 CPC);

 

                                         che nella fattispecie, quand'anche
il convenuto avesse saputo solo con la notificazione della decisione impugnata,
avvenuta il 14 marzo 2018, di avere omesso di rispondere entro i termini
(ordinario e suppletorio) assegnatigli dal primo giudice, la sua richiesta di
restituzione del termine, introdotta il 9 aprile 2018, si rivela tardiva e
quindi irricevibile;

 

                                         che in siffatte
circostanze una sua trasmissione al Pretore aggiunto non entra in linea di
conto, poiché si esaurirebbe in un mero esercizio di giurisdizione;

 

                                         che in definitiva il reclamo
deve essere respinto e può essere deciso nella composizione a giudice unico
prevista dall'art. 48b lett. a n. 2 LOG;

 

                                         che le spese processuali
seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma le circostanze del caso
specifico inducono a rinunciare – eccezionalmente – a ogni prelievo, il
reclamante essendo sprovvisto di cognizioni giuridiche e avendo agito senza
l'ausilio di un patrocinatore (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC), mentre non si pone
problema di indennità alla controparte, alla quale il reclamo non è stato notificato
per osservazioni.

 

 

Per questi motivi, 

 

 

decide:                     1.   Nella misura in cui è
ricevibile, il reclamo è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese
processuali.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Mendrisio Sud.

 

 

Per
la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore
litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie
in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta
giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti
dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.