# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9e27c409-d53b-51d8-a382-7a53dd584ea2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-11-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.11.2023 D-6134/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6134-2023_2023-11-16.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6134/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 6  n o v e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Esther Marti;  

cancelliera Francesca Bertini-Tramèr. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

patrocinato da Rosa Maisto,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 27 ottobre 2023. 

 

 

 

D-6134/2023 

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Fatti: 

A.   

A.a A._______, cittadino afgano di etnia pashtun, ha depositato una do-

manda d'asilo in Svizzera il (…) luglio 2023, indicando di essere nato il (…) 

e pertanto dichiarandosi minorenne.  

A.b Le successive indagini, svolte in data 18 luglio 2023 dalla Segreteria 

di Stato della migrazione (di seguito: SEM), hanno permesso di accertare 

che secondo la banca dati EURODAC il richiedente aveva già depositato 

una domanda d'asilo pregressa in Croazia il (…) luglio 2023. 

A.c In data 20 luglio 2023 il richiedente ha conferito procura alla rappre-

sentanza legale assegnatagli.  

A.d In data 4 agosto 2023 l’interessato ha versato agli atti, quali mezzi di 

prova la fotocopia della sua taskara e la fotocopia del suo certificato vac-

cinale. 

A.e Il 14 agosto 2023 il richiedente è stato sentito quale minore non ac-

compagnato nell'ambito di una prima audizione in presenza della sua rap-

presentante legale (di seguito: PA-RMNA). In tale occasione, al richiedente 

è stato concesso il diritto di essere sentito in merito ad un'eventuale com-

petenza della Croazia per il trattamento della sua domanda d’asilo e circa 

il suo stato di salute.  

A.f In medesima data, l’interessato ha trasmesso alla SEM una chiavetta 

USB contenente un video relativo al momento della registrazione delle 

sue impronte digitali da parte delle autorità croate.  

A.g In data 8 settembre 2023 il Centro universitario romando di medicina 

legale ha presentato all’autorità inferiore le risultanze della perizia medico-

legale volta a determinare l’età dell’interessato, sulla base dell’esame cli-

nico svolto dall’interessato in data 29 agosto 2023.  

A.h Conseguentemente in data 13 settembre 2023, la SEM ha presentato 

alle competenti autorità croate una richiesta di ripresa in carico dell'interes-

sato in applicazione dell'art. 18 par. 1 lett. b del Regolamento (UE) 

n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro 

competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale 

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presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da 

un apolide (rifusione; GU L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: RD III), 

allegando l’esito della perizia medico-legale.  

A.i Il 26 settembre 2023 la SEM ha concesso il diritto di essere sentito al 

richiedente in merito alla rideterminazione della sua età.  

A.j In data 27 settembre 2023, le autorità croate, hanno accolto la richiesta 

di ripresa in carico dell'interessato, in accordo con l’art. 20 par. 5 RD III. 

A.k Il richiedente ha preso posizione in data 29 settembre 2023, in merito 

al diritto di essere sentito concessogli dalla SEM con scritto del 26 set-

tembre 2023. Egli ha altresì trasmesso nuovamente una fotocopia della 

sua taskara. 

A.l Per quanto concerne il profilo medico, il richiedente ha beneficiato di 

alcune viste mediche (cfr. atto SEM 13/2; 32/2; 43/2).  

B.  

Con decisione del 27 ottobre 2023, notificata il 31 ottobre seguente 

(cfr. atto SEM 40/1), la SEM non è entrata nel merito della succitata do-

manda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull'asilo del 

26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), pronunciando nel contempo il trasferi-

mento dell'interessato verso la Croazia. 

C.  

Con scritto del 30 ottobre 2023, il richiedente ha trasmesso alla SEM ulte-

riori mezzi di prova, ossia tre suoi certificati scolastici in copia. 

D.  

Il 7 novembre 2023 (recte 8 novembre 2023; cfr. tracciamento degli invii; 

data d'entrata: 9 novembre 2023) il richiedente è insorto contro la deci-

sione della SEM dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il 

Tribunale o TAF), postulando, anzitutto la sospensione dell’allontanamento 

in via supercautelare e la concessione dell'effetto sospensivo; in via princi-

pale, l'accoglimento del ricorso e l’annullamento della decisione impu-

gnata; in via subordinata, la restituzione degli atti alla SEM per il comple-

tamento dell'istruzione, a garanzia di un accertamento esaustivo della pro-

pria situazione; con contestuale richiesta di concessione dell'assistenza 

giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal versamento delle spese proces-

suali e dal relativo anticipo. 

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Pagina 4 

E.  

Con misure supercautelari del 9 novembre 2023 il Tribunale ha provviso-

riamente sospeso l'esecuzione dell'allontanamento. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 Il ricorrente che ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in-

feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un in-

teresse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di 

essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 cpv.1 PA) sono soddisfatti. Occorre 

pertanto entrare nel merito del ricorso. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).  

4.  

I ricorsi manifestamente infondati, come nel caso di specie, sono decisi dal 

giudice unico (art. 111a LAsi), con l'approvazione di una seconda giudice 

(art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente 

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(art. 111a cpv. 2 LAsi). Ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo 

scambio degli scritti. 

5.  

5.1 In sede d’audizione PA-RMNA l’interessato ha riferito di voler vivere in 

Svizzera e di non voler far ritorno in Croazia, poiché sarebbe stato costretto 

a rilasciare le impronte digitali.  

5.2 Nella propria decisione, l'autorità inferiore ha dapprima considerato che 

l'interessato non avrebbe reso verosimile la sua minore età. In particolare, 

la SEM ha sottolineato la mancanza di documenti d’identità originali e ha 

ritenuto le dichiarazioni in merito alla sua biografia confuse e lacunose. 

Inoltre, l’autorità di prima istanza ha osservato come il risultato della perizia 

medico-legale corroborerebbe l’inverosimiglianza della sua minore età. In-

fine, anche le argomentazioni fornite dal richiedente nelle sue considera-

zioni in merito al diritto di essere sentito risulterebbero insufficienti. Di con-

seguenza, il richiedente è stato considerato maggiorenne per il seguito 

della procedura. 

Proseguendo, la SEM ha constatato la competenza della Croazia per l'e-

same della domanda d'asilo, nonostante la coercizione a registrare le im-

pronte digitali ed ha escluso la sussistenza di carenze sistemiche ai sensi 

dell'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III o di un rischio di trattamenti con-

trari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e 

delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o di vio-

lazione del principio del divieto di respingimento. Infine, non sussistereb-

bero motivi che giustificherebbero l'applicazione dell'art. 16 par. 1 Regola-

mento Dublino III o della clausola di sovranità ai sensi dell'art. 17 par. 1 

Regolamento Dublino III e dell'art. 29a cpv. 3 dell'Ordinanza 1 sull'asilo re-

lativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311). In 

particolare, i problemi medici dell’interessato non sarebbero ostativi al suo 

trasferimento. 

5.3 Con la sua impugnativa, l'insorgente avversa le conclusioni a cui è 

giunta l'autorità inferiore, in punto alla maggiore l'età e all’applicazione della 

clausola di sovranità.  

In primo luogo, egli ritiene che la SEM avrebbe accertato in modo inesatto 

e incompleto la sua minore età. In particolare, non avrebbe valutato ade-

guatamente le sue allegazioni così come i mezzi di prova da lui prodotti. In 

aggiunta, sarebbe incorsa anche in una valutazione incompleta dei nuovi 

documenti. Invero, nella decisione mancherebbe alcun riferimento ai 

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certificati scolastici debitamente trasmessi in data 30 ottobre 2023. Inoltre, 

la SEM in mancanza di una disamina completa dei fatti idonei a influire 

sulla decisione, sarebbe altresì incorsa in una palese violazione del diritto 

di essere sentito nella forma di una carente motivazione del provvedimento 

impugnato. Quanto alla perizia medico-legale, il ricorrente rimprovera 

all’autorità inferiore di essersi limitata a consultare meramente le conclu-

sioni, osservando come dal rapporto dell’esame sterno-clavicolare sarebbe 

stato registrato uno stadio di sviluppo cosiddetto “3b” sul lato destro e uno 

stadio di sviluppo più avanzato cosiddetto “3c” sul lato sinistro. Nelle con-

clusioni, a suo dire, verrebbe però – a suo sfavore e senza una chiara mo-

tivazione – considerato unicamente lo sviluppo della clavicola sinistra.  

In secondo luogo, l’insorgente ribadisce l’esistenza di carenze sistemiche 

in Croazia, ciò che avrebbe dovuto portare la SEM all’applicazione della 

clausola di sovranità. A sostegno delle sue allegazioni egli evidenzia il pre-

levamento delle impronte digitali in modo coatto. A ciò si dovrebbe aggiun-

gere anche la sua particolare vulnerabilità.  

6.  

In ragione delle contestazioni ricorsuali, il Tribunale dirimerà dapprima la 

questione in punto alla minore età del ricorrente (cfr. infra consid. 7), poiché 

determinante nell’ambito della determinazione dello Stato responsabile per 

l’esame della domanda di asilo (cfr. art. 8 RD III). In seguito il Tribunale 

valuterà se, a giusto titolo, la SEM ha ritenuto la Croazia competente per 

la trattazione della procedura d'asilo e di allontanamento del richiedente 

(cfr. art. 3 par. 1 RD III; infra consid. 8), se si può escludere la sussistenza 

di carenze sistemiche nella procedura d'asilo e nelle condizioni di acco-

glienza dei richiedenti in Croazia (cfr. art. 3 par. 2 RD III; infra consid. 9) e 

se a giusto titolo la SEM ha omesso di applicare le clausole discrezionali 

(cfr. art. 17 par. 1 RD III; art. 29a cpv. 3 OAsi 1; infra consid. 10). 

7.  

7.1 Come esposto nel consid. 5.3 l’insorgente contesta la valutazione della 

SEM in punto alla propria età anagrafica. 

7.2  

7.2.1 L'autorità competente, in applicazione del principio inquisitorio, deve 

procedere d'ufficio all'accertamento esatto e completo dei fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). Essa deve procurarsi la documen-

tazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giuridi-

che ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo. Il principio 

inquisitorio non dispensa comunque le parti dal dovere di collaborare 

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all'accertamento dei fatti ed in modo particolare dall'onere di provare 

quanto sia in loro facoltà e quanto l'amministrazione o il giudice non siano 

in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; DTAF 

2019 I/6 consid. 5.1). 

7.2.2 Qualora un fatto rimanga non comprovato nonostante un accerta-

mento completo dei fatti, occorre di norma fare riferimento alle regole sulla 

ripartizione dell'onere della prova derivanti dall'applicazione analogica 

dell'art. 8 del Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 (CC, RS 210). 

Le stesse hanno, infatti, portata allorquando le misure istruttorie necessarie 

non abbiano permesso di chiarire determinati aspetti (cfr. sentenze del TAF 

D-3567/2019 del 29 novembre 2019 consid. 5.3, D-5091/2019 dell'8 otto-

bre 2019 consid. 6.3 e A-2888/2016 del 16 giugno 2017 consid. 3.2; 

THIERRY TANQUEREL, Manuel de droit administratif, 2a ed. 2018, n. 1563). 

7.2.3 Per quanto concerne la minore età, è al richiedente l'asilo che in-

combe l'onere della prova al riguardo. In presenza di un accertamento dei 

fatti esaustivo e corretto, se la valutazione globale degli atti di causa non 

permette di ritenere che l'interessato ‘ abbia resa verosimile, questi sarà 

tenuto ad assumersene le conseguenze, venendo conseguentemente con-

siderato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e relativi riferimenti). 

7.2.4 Nello specifico l’'autorità si basa sui documenti d'identità autentici de-

positati agli atti, come pure sui risultati delle audizioni relativamente al qua-

dro personale dell'interessato nel paese d'origine, alla sua cerchia fami-

gliare ed al suo curriculum scolastico. Se necessario, ordina una perizia 

medica volta alla determinazione dell'età (cfr. art. 17 cpv. 3bis in relazione 

all'art. 26 cpv. 2 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.6; 2018 VI/3 consid. 4.2 e 

rif. cit.). Esperita l'istruttoria, l’autorità inferiore procede ad un apprezza-

mento globale degli elementi in ossequio ai principi sopra citati (cfr. 

DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e rif. cit.). 

7.2.5 In concreto i risultati ottenuti dai diversi metodi applicati per determi-

nare la maggiore età del soggetto devono essere valutati, a seconda del 

risultato, in modo differente. Gli accertamenti fondati sull'approccio a tre 

pilastri prevedono, di norma, un esame clinico ed una radiografia della 

mano seguiti da una tomografia sterno-clavicolare e da un esame dello 

sviluppo dentale. Qualora entrambe le investigazioni (tomografia sterno-

clavicolare ed esame dello sviluppo dentale) indichino un'età minima su-

periore a 18 anni, v'è da ritenere un indizio molto forte di maggiore età. Se 

da uno solo degli esami indicati risulti un'età minima superiore a 18 anni 

ma i rispettivi intervalli tra età minima e massima si attestino su valori 

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equivalenti, la maggiore età resta altamente probabile. Essa è invece solo 

poco probabile se, con una sola età minima superiore a 18 anni, non vi è 

sovrapposizione tra gli intervalli, pur in presenza di una spiegazione me-

dica plausibile giustificante la diversa scala di valori. Vi sono poi ulteriori 

casistiche nelle quali le risultanze della tomografia sterno clavicolare e 

dell'esame dello sviluppo dentale apportano solo indizi molto deboli rispet-

tivamente nessun indizio di maggiore età. Ad ogni modo, quanto più gli 

accertamenti medici costituiscono un indizio a favore della maggiore età, 

tanto meno è necessario procedere ad un apprezzamento generale delle 

prove (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2 e riferimenti citati).  

7.3  

7.3.1   

Nella fattispecie, dall'esame dello sviluppo dentale è risultata una moderata 

probabilità del 56% che il richiedente abbia superato la maggiore età e 

un’età media di 18.3 anni con deviazione standard di 1.93, in particolare 

per il fatto che i suoi denti n. 38 e n. 48 risultano allo “stadio G” del dia-

gramma di sviluppo delle radici dei denti (cfr. atto SEM 25/11, pag. 6-7). 

Dalla tomografia sterno-clavicolare è risultato uno stadio di sviluppo “3c” a 

sinistra. L’età media a questo stadio è di 23.6 anni con deviazione standard 

di 2.6 anni e l’età minima di 19 anni (cfr. atto SEM 25/11, pag. 10).  

In un tale caso, conformemente alla giurisprudenza (DTAF 2018 VI/3 con-

sid. 4.2), è necessario verificare un’eventuale sovrapposizione dei rispettivi 

intervalli tra età minima ed età massima. Considerando che l’età media in 

base all’esame dello sviluppo dentario si situa a 18.3 (±1.93) e l’età minima 

in base alla tomografia sterno-clavicolare è di 19 anni, si è in presenza di 

una sovrapposizione tra gli intervalli (da 19 a 20.23 anni). Di conseguenza, 

nella fattispecie – sebbene si è in presenta di un esame dello sviluppo den-

tario con un’età minima inferiore a 18 anni – la maggiore età resta alta-

mente probabile. Inoltre, la censura ricorsuale in merito alla mancata con-

siderazione della clavicola destra, la quale presenta uno stadio di sviluppo 

inferiore, ossia “3b”, può essere respinta in quanto lo sviluppo non può es-

sere più avanzato rispetto all’età. Anzi, come rettamente osservato dalla 

SEM, nei casi nei quali è presente uno stadio di sviluppo “3c” è quasi certo 

che l’età superi i 18 anni (cfr. sentenza del TAF E-5629/2022 del 12 dicem-

bre 2022 consid. 7.6.2 e relativi riferimenti).  

Altresì, dagli atti non traspare che le esigenze formali minime prescritte 

dalla giurisprudenza non siano in casu state rispettate. Il rapporto non è, 

infatti, contraddittorio e si riferisce direttamente alla persona 

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Pagina 9 

dell'insorgente. Lo stesso è ben motivato e tiene in debita considerazione 

l'anamnesi dell'interessato.  

7.3.2 Proseguendo nella valutazione, è necessario rilevare che l'insorgente 

non ha fornito alcun documento d'identità originale atto a comprovare o 

quantomeno a rendere verosimile l'asserita minore età. Nonostante egli 

abbia trasmesso la fotocopia della sua taskara, tale documento, come ret-

tamente osservato dall'autorità inferiore, ha uno scarso valore probatorio 

(cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 6.2). Altresì, la fotocopia del certificato vaccinale 

come pure le fotografie dei suoi certificati scolastici non posso essere con-

siderati dei documenti d’identità. A tal proposito, si osserva come la SEM 

non abbia potuto prendere posizione in merito ai precitati certificati scola-

stici in quanto questi siano stati versati agli atti successivamente alla spe-

dizione della decisione impugnata. Ad ogni modo, tali documenti – che at-

testerebbero che egli abbia iniziato la prima elementare nel 1392 (che cor-

risponde nel calendario gregoriano al periodo dal 21 marzo 2013 al 20 

marzo 2014) – risultano in contrasto con quanto dichiarato, ossia che 

avrebbe iniziato la scuola primaria nel 2012 all’età di 6 anni (cfr. atto SEM 

17/10 pt. 1.17.04).  

Inoltre, anche le affermazioni in merito alla sua biografia non si distinguono 

per consistenza e coerenza. In particolare, egli si è contraddetto affer-

mando di conoscere la sua data di nascita in quanto questa sarebbe stata 

scritta nella taskara, ma anche in quanto egli sarebbe il più grande della 

famiglia (cfr. atto SEM 17/10 pt. 1.06). Tuttavia, in un secondo momento 

egli avrebbe poi affermato di avere una sorella di 19 anni (cfr. atto SEM 

17/10 pt. 3.01). A ciò, si aggiunge anche la discrepanza in merito all’età al 

momento dell’ottenimento della taskara, la quale risulta essere stata rila-

sciata il 31 marzo 2020 (cfr. atto SEM 17/10 pt. 4.03). In questo contesto 

va pure aggiunto che il ricorrente è stato registrato in Croazia quale mag-

giorenne (cfr. atto SEM 30/2).  

7.4 Alla luce delle suesposte considerazioni, anche il Tribunale, in un'at-

tenta valutazione globale di tutti gli elementi evincibili dall'incarto ed in pre-

senza di una fattispecie giuridica sufficientemente completa e corretta, ri-

tiene che l'insorgente – alla quale incombeva l'onere della prova – non è 

stato in grado di rendere verosimile la sua supposta minore età al momento 

dell'inoltro della sua domanda d'asilo in Svizzera. Pertanto, egli deve assu-

mersene le conseguenze, ovvero che venga considerato maggiorenne, 

nonché che le disposizioni normative relative ai minorenni non gli siano 

applicabili, e, come rettamente concluso dalla SEM nella decisione impu-

gnata, egli non possa avvalersene. 

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Pagina 10 

8.  

8.1 Chiarita la maggiore età del ricorrente, occorre ora determinare se la 

SEM non sia a giusto titolo entrata nel merito della domanda d'asilo pre-

sentata dall'insorgente, ritenendo la Croazia competente per l'analisi della 

domanda.  

8.2  

8.2.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento. 

8.2.2 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal RD III. Se in base a questo esame è individuato un altro Stato 

quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia 

la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa 

in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. 

DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2).  

8.2.3 Ai sensi dell'art. 3 par. 1 RD III, la domanda di protezione internazio-

nale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base 

ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15). Nel caso di una procedura di ri-

presa in carico (inglese: take back) – come è il caso di specie – di principio 

non viene effettuato un nuovo esame di determinazione dello Stato mem-

bro competente secondo il capo III RD III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 

con riferimenti citati).  

8.3 Lo Stato membro competente è tenuto a riprendere in carico – in osse-

quio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 – il richiedente la cui 

domanda è in corso d'esame e che ha presentato domanda in un altro 

Stato membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza 

un titolo di soggiorno (art. 18 par. 1 lett. b RD III). 

8.4 Nel caso in rassegna, poco importa se la destinazione del richiedente 

fosse stata la Svizzera: infatti il regolamento Dublino non conferisce al ri-

chiedente il diritto di scegliere lo Stato membro competente nel quale de-

sideri che la propria domanda d’asilo sia esaminata. Vista la richiesta di 

ripresa in carico fondata sull'art. 18 par. 1 lett. b RD III nonché l'espressa 

accettazione della medesima da parte delle autorità di tale Paese (cfr. su-

pra lett. A.h e A.j), la competenza della Croazia per la trattazione della 

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Pagina 11 

procedura d'asilo e di allontanamento del richiedente, risulta di principio 

essere data. 

9.  

9.1 Quo alla procedura di asilo e di accoglienza dei richiedenti in Croazia, 

non vi sono fondati motivi di ritenere che sussistano carenze sistemiche 

che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi 

dell'art. 4 della Carta UE (cfr. art. 3 par. 2 2ª frase RD III; cfr. sentenza di 

riferimento del TAF E-1488/2020 del 22 marzo 2023 consid. 9.5; tra le altre 

le sentenze TAF E- 5790/2023 del 30 ottobre 2023 consid. 6.3.1, D-

3639/2023 del 25 luglio 2023 consid. 7). 

9.2 In proposito va ricordato che la Croazia è legata alla CartaUE e firma-

taria della CEDU, della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura 

ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 

0.105), della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati 

(Conv. rifugiati, RS 0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo 

del 31 gennaio 1967 (RS 0.142.301) e ne applica, a tale titolo, le disposi-

zioni. Pertanto, si presume il rispetto della sicurezza dei richiedenti l'asilo, 

in particolare la tutela del diritto alla trattazione della propria domanda se-

condo una procedura giusta ed equa e la garanzia di una protezione con-

forme al diritto internazionale ed europeo cfr. direttiva 2013/32/UE del Par-

lamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure 

comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione 

internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva 2013/33/UE del 

Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme 

relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale [di seguito: 

direttiva accoglienza]). 

9.3 Tale presunzione, non è tuttavia assoluta e può essere confutata in 

presenza di indizi seri tesi a dimostrare che le autorità di tale Stato non 

rispetterebbero il diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 consid. 6; 2010/45 

consid. 7.4 e 7.5). La stessa va inoltre scartata d'ufficio in presenza di vio-

lazioni sistematiche delle garanzie minime previste dall'Unione europea o 

di indizi seri di violazioni del diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 con-

sid. 6; sentenza della CorteEDU M.S.S. contro Belgio e Grecia del 21 gen-

naio 2011, 30696/09). 

9.4 Nel caso di specie, nulla permette di ritenere l'esistenza di una pratica 

attuale di violazione sistematica delle norme comunitarie minime in mate-

ria. Conseguentemente, l'applicazione dell'art. 3 par. 2 2a frase RD III non 

si giustifica nel caso di specie. 

D-6134/2023 

Pagina 12 

10.  

10.1 È ora necessario esaminare, se la SEM abbia a giusto titolo omesso 

di applicare le clausole discrezionali di cui agli art. 17 par. 1 RD III non-

ché 29a cpv. 3 OAsi 1. 

10.2  

10.2.1 Giusta l'art. 17 par. 1 RD III (clausola di sovranità), in deroga ai cri-

teri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro può decidere di 

esaminare una domanda di protezione internazionale presentata da un cit-

tadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli com-

pete.  

10.2.2 Ai sensi dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza in 

diritto interno svizzero la clausola di sovranità, se “motivi umanitari” lo giu-

stificano, la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora giu-

sta il RD III un altro Stato sarebbe competente per il trattamento della do-

manda. Per quanto concerne la nozione giuridica indeterminata, “motivi 

umanitari”, il Tribunale ha pieno potere cognitivo (DTAF 2015/2 con-

sid. 4.3.3), mentre nell’applicazione della seconda parte della frase ("la 

SEM può decidere di entrare nel merito della domanda"), l’autorità inferiore 

dispone di un reale potere di apprezzamento ed il Tribunale, a seguito 

dell'abrogazione dell'art. 106 cpv. 1 lett. c LAsi (entrata in vigore il 1° feb-

braio 2014), dispone di un potere di esame ridotto (cfr. DTAF 2015/9 con-

sid. 7 seg.). Esso può infatti unicamente esaminare se la SEM ha eserci-

tato il suo potere di apprezzamento in modo conforme alla legge, ossia se 

l'autorità inferiore ha fatto uso di tale potere e se l'ha fatto secondo criteri 

oggettivi e trasparenti (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8). 

10.2.3 Se il trasferimento del richiedente nel paese di destinazione con-

travviene ad una norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle 

della CEDU, l'autorità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di so-

vranità e ad entrare nel merito della domanda d'asilo ed il Tribunale dispone 

di potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1). 

10.3  

10.3.1 Nel caso in disamina, il ricorrente non ha dimostrato che lo Stato di 

destinazione non sia intenzionato a riprenderlo in carico ed a portare a ter-

mine la procedura relativa alla sua domanda di protezione in violazione 

della direttiva procedura. La Croazia ha d’altro canto espressamente ac-

cettato, con scritto del 27 settembre 2023 (cfr. atto SEM 30/2), di continuare 

l'esame della procedura in accordo con la summenzionata direttiva, in par-

ticolare si è impegnata a continuare la determinazione della responsabilità 

D-6134/2023 

Pagina 13 

per il trattamento della domanda di protezione dell'insorgente («to continue 

to determine responsibility for the above mentioned person»). Inoltre, l'in-

sorgente non ha apportato qualsivoglia indizio serio e concreto suscettibile 

di dimostrare che lo Stato di destinazione non rispetterebbe il principio del 

divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno nell'ossequio dei suoi 

obblighi internazionali, riviandolo in un paese dove la sua vita, integrità cor-

porale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe 

di essere respinto in un tale paese. Infine, agli atti non figurano elementi 

tali da indurre a concludere che un trasferimento nello Stato in questione 

esporrebbe il ricorrente al rischio di essere privato del sostentamento mi-

nimo e di subire delle condizioni di vita indegna in violazione della direttiva 

accoglienza. Ad ogni modo, appartiene al ricorrente sollevare l'eventuale 

violazione dei suoi diritti fondamentali, utilizzando le adeguate vie di diritto 

dinanzi alle autorità dello Stato in questione (cfr. art. 26 della direttiva ac-

coglienza).  

10.3.2  

10.3.2.1 Rimane inoltre da chiarire se il suo trasferimento in Croazia, in 

presenza dei problemi medici, vìoli l’art. 3 CEDU.  

In proposito va detto che il respingimento forzato di persone che soffrono 

di problematiche mediche, costituisce una violazione dell'art. 3 CEDU uni-

camente in circostanze eccezionali; ciò risulta essere il caso segnatamente 

laddove la malattia dell'interessato si trovi in uno stadio a tal punto avan-

zato o terminale da lasciare presupporre che, a seguito del trasferimento, 

la sua morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza della 

Corte EDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 

2011/9 consid. 7.1). 

Una violazione dell'art. 3 CEDU può però anche sussistere qualora vi siano 

dei seri motivi di ritenere che la persona, in assenza di trattamenti medici 

adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale rischio di 

un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute 

comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della 

speranza di vita (cfr. sentenza della Corte EDU Paposhvili contro Belgio 

del 13 dicembre 2016, 41738/10, § 181 segg.). 

10.3.2.2 Dagli atti medici all’incarto, si evince che il richiedente ha subìto 

di una visita medica il 2 agosto 2023, a causa di insonnia e pensieri, con-

seguentemente alla quale gli è stato prescritto Relaxane da assumere 

prima di andare a dormire e raccomandata una rivalutazione in caso di 

necessità (cfr. atto SEM 13/2). Inoltre in data 21 settembre 2023 gli è stata 

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Pagina 14 

prescritta una terapia a base di Aktnemycin per 10 giorni a causa di una 

follicolite (cfr. atto SEM 32/2). In seguito all’emanazione della decisione im-

pugnata, egli è stato visitato in data 30 ottobre 2023 per dei dolori alla 

schiena nella parte sinistra e gli è stato prescritto Irfen 600mg (cfr. atto SEM 

43/2).  

10.3.2.3 Di conseguenza, anche alla luce dell’attuale situazione medica, 

non sussistono indizi per ritenere che egli sia affetto da una patologia defi-

nitiva grave, rispettivamente che questa non possa essere trattata in Croa-

zia. Va in ogni caso rilevato come è notorio che lo Stato di destinazione 

dispone in ogni caso di infrastrutture mediche qualitativamente sufficienti. 

Inoltre in quanto Stato firmatario della direttiva accoglienza, esso deve 

provvedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanita-

ria, comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soccorso, ed il trat-

tamento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali, nonchè fornire la 

necessaria assistenza medica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di 

accoglienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate misure di as-

sistenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 della citata direttiva).  

10.3.2.4 Infine, qualora necessario prima del trasferimento, sarà premura 

delle autorità competenti per l'esecuzione dell'allontanamento informare in 

maniera precisa e completa le autorità croate dell'arrivo e degli eventuali 

problemi di salute dell'insorgente (cfr. art. 31 RD III). Delle garanzie indivi-

duali particolari, come richiesto dal ricorrente, non sono necessarie. 

10.4  

10.4.1 In conclusione dunque, il ricorrente non ha fornito indizi seri suscet-

tibili di comprovare che le sue condizioni di vita o la sua situazione perso-

nale sarebbero tali da contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU 

o all'art. 3 Conv. tortura in caso di esecuzione del trasferimento in Croazia. 

In seguito, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ritenere 

che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere di apprezza-

mento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1. 

10.4.2 Pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui 

all'art. 17 par. 1 RD III (clausola di sovranità).  

11.  

Di conseguenza, la Croazia è competente dell'esame della domanda di 

asilo del ricorrente ai sensi RD III ed è tenuta a riprenderlo in carico in 

ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25, 29 RD III. 

D-6134/2023 

Pagina 15 

12.  

12.1 Alla luce di quanto precede, è dunque a giusto titolo che la SEM non 

è entrata nel merito della domanda di asilo del ricorrente, in applicazione 

dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi. 

12.2 In siffatte circostanze, non occorre esaminare le questioni relative 

all'esistenza di un impedimento all'esecuzione del trasferimento per i motivi 

giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 Legge federale sugli stranieri e la loro integra-

zione del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20), poiché detti motivi sono 

indissociabili dal giudizio di non entrata nel merito nel quadro di una proce-

dura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 consid. 5.2). 

13.  

Visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione della 

SEM confermata.  

14.  

14.1 Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con-

cessione dell'effetto sospensivo al ricorso è divenuta senza oggetto. 

14.2 Per il medesimo motivo esposto al considerando precedente, anche 

la domanda tendente all'esenzione dal pagamento anticipato delle spese 

di giudizio, risulta senza oggetto. 

15.  

Le misure supercautelari del 9 novembre 2023 decadono con la presente 

decisione finale (cfr. SEILER HANSJÖRG, in: Waldmann/Weissenberger 

[ed.], Praxiskommentar VwVG, 2° ed. 2016, n. 54-56 PA). 

16.  

16.1 Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta. 

16.2  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che se-

guono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

17.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è 

D-6134/2023 

Pagina 16 

pendente una domanda d'estradizione presentata nello Stato che ha ab-

bandonato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale 

(art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 17 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta.  

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Francesca Bertini-Tramèr 

 

 

Data di spedizione: