# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9c4fc8b1-f914-58fd-8e01-e8b754aa0657
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.06.2010 C-4901/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-4901-2009_2010-06-02.pdf

## Full Text

Corte II I
C-4901/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2  g i u g n o  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Vito Valenti, Madeleine Hirsig; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
patrocinato dall'avvocato Luigi Potenza, 
via della Repubblica 23, IT-73054 Presicce,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 22 giugno 2009).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-4901/2009

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano, nato il , ha lavorato in Svizzera dal 1970 
al  1988, solvendo regolari  contributi  all'assicurazione svizzera per la 
vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI), durante tale periodo (doc. 
5).  Dopo  il  rimpatrio,  ha  continuato  a  svolgere  una  regolare  attività 
lucrativa (40 ore la settimana) come commerciante ambulante fino al 5 
maggio 2008, quando, in seguito a malattia, ha interrotto il lavoro, che 
ha poi ripreso, ma ad orario ridotto e con compiti di sorveglianza, dal  
giugno successivo (doc. 7, 8).

B.
In  data  10  giugno  2008,  A._______  ha  formulato  una  domanda  di 
rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 1, 3).

Il richiedente è stato visitato il 9 settembre 2008 presso i servizi medici  
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di Casarano, ove 
il  sanitario  incaricato  ha  evidenziato  la  diagnosi  di  cardiopatia 
ischemica in infarto anteriore trattato con PTCA + Stent (maggio 2008) 
in attuale discreto compenso emodinamico, diabete mellito, artrosi del 
rachide senza evidente impegno funzionale (doc. 13). Sono stati esibiti  
documenti oggettivi, segnatamente:

-  una  cartella  clinica  inerente  un  ricovero  del  settembre  2004  per  
verifica delle apnee notturne con diversi altri esami di routine (doc. 9);

- la cartella clinica relativa alla degenza dal 5 al 13 maggio 2008 per 
infarto  miocardico  acuto,  aterosclerosi  coronarica,  diabete  mellito  II 
(doc. 10);

- un rapporto di visita cardiologica (con risultati di esami specialistici)  
del 14 giugno 2008 (doc. 11);

- i risultati di un elettrocardiogramma semplice ed un ecocolordoppler 
cardiaco del 15 settembre 2008 (doc. 12).

C.
Nella relazione del  26 marzo 2009,  il  Dott. Lüthi,  medico dell'Ufficio 
dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
(UAIE), dopo aver ripreso la diagnosi sopra riferita, ha affermato che 

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l'interessato  avrebbe  potuto  riprendere  il  suo  precedente  lavoro  in 
misura completa da settembre 2008 (doc. 15).

L'amministrazione ha aderito al parere del proprio medico di fiducia ed 
un  progetto  di  decisione  comportante  il  diniego  di  prestazioni 
assicurative è stato inviato al  richiedente il  16 aprile 2009 (doc. 16). 
Questi non ha preso posizione in merito.

Mediante decisione del 22 giugno 2009, l'UAIE ha respinto la richiesta 
di rendita (doc. 17).

D.
Con il  ricorso depositato il  29 luglio  2009, A._______,  regolarmente 
rappresentato  dall'avv.  Potenza,  chiede,  sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza, il riconoscimento del suo diritto alla rendita intera AI. In 
via  subordinata  domanda  che  sia  fatta  allestire  una  perizia  medica 
giudiziaria.  Lamenta  inoltre  la  scarsa  motivazione  dell'impugnata 
decisione e chiede di potere prendere visione degli atti.

E.
Nelle sue osservazioni ricorsuali del 3 novembre 2009, l'UAIE propone 
la reiezione del  ricorso con argomenti  di  cui,  per  quanto occorra,  si 
riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

Dopo aver preso conoscenza dell'incarto della causa e, in particolare, 
della  risposta  dell'UAIE,  l'avv. Potenza,  con  scritto  del  17  dicembre 
2009,  ha  ribadito  l'intenzione  del  proprio  assistito  di  mantenere  il  
ricorso. A suffragio delle sue conclusioni produce un certificato di visita 
medica collegiale  per il  Patronato INAPA del  16 novembre 2009 nel 
quale  si  accenna ad  un peggioramento  delle  condizioni  di  salute  di 
A._______ (rispetto ad una visita collegiale precedente) e si menziona 
la  stessa  diagnosi  già  ricordata  dal  medico  dell'INPS;  un  referto 
radiologico  della  colonna  in  toto  del  17  marzo  2009;  un  referto 
radiologico delle ginocchia del 22 ottobre 2009; un rapporto d'esame 
ortopedico  del  31 ottobre  2009; una relazione d'esame cardiologico 
del 30 ottobre 2009 (Dott. Perrone) con i risultati  di esami obbiettivi; 
esami delle urine del  16 ottobre 2009 con un breve referto d'esame 
endocrinologico (diabete) di stessa data.

Nella duplica del 25 gennaio 2010, l'UAIE ripropone la reiezione del 
ricorso annotando che un eventuale peggioramento delle condizioni di 

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salute (e della capacità di lavoro e di guadagno) intervenuto dopo la 
data  dell'impugnata  decisione  non  rientra  nel  periodo  d'esame 
sottoposto all'autorità giudiziaria.

F.
Con  decisione  incidentale  del  1°  febbraio  2010,  il  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  ha  invitato  la  parte  ricorrente  a  voler 
versare un anticipo, corrispondente alle presunte spese processuali, di 
Fr.  300.-.  Detto  anticipo  è  stato  versato  il  15  febbraio  successivo. 
Parimenti ha inviato alla stessa copia della duplica dell'UAIE.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi  
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

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2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla  
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il ricorrente ha versato un anticipo di Fr. 
300.-,  corrispondente  alle  presunte  spese  processuali.  Il  gravame è 
dunque ammissibile, nulla ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

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4.
Relativamente  al  diritto  applicabile,  deve  essere  precisato  che,  a 
partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI nel 
suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto  il  
principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in vigore al  
momento in cui dei fatti giuridicamente rilevanti si sono verificati (ATF 
130 V 445 consid. 1.2).

Il  periodo  di  cognizione  giudiziaria  dello  scrivente  Tribunale 
amministrativo  federale  si  estende  fino  al  22  giugno  2009,  data 
dell'impugnata decisione. Il giudice delle assicurazioni sociali analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata  
resa (DTF 130 V citata).

5.  

5.1 La  parte  ricorrente  ha  affermato  che  la  decisione  impugnata 
sarebbe stata sommariamente motivata e non si capisce dalla stessa 
su quali basi è fondato il suo parere e, inoltre, l'amministrazione non 
avrebbe  messo  a  disposizione  del  ricorrente  le  perizie  mediche  (o 
pareri)  determinanti.  Queste  censure  devono  essere  esaminate 
nell'ambito del diritto di essere sentito, la cui violazione va esaminata  
d'ufficio dallo scrivente Tribunale (DTF 120 V 357 consid. 2a).

5.2 Il diritto di essere sentito, la cui garanzia è prevista art. 29 cpv. 2  
Cst,  comprende  il  diritto  per  il  prevenuto  di  prendere  conoscenza 
dell'incarto (DTF 132 II 485 consid. 3, 126 I 7 consid. 2b), di esprimersi 
in merito agli elementi pertinenti prima che una decisione sia emessa 
nei suoi confronti, di produrre delle prove pertinenti, di ottenere che sia 
dato  seguito  alle  sue  offerte  di  prove  pertinenti,  di  partecipare 
all'amministrazione delle prove essenziali o almeno di poter esprimersi 
sul  suo  risultato,  allorquando  questo  è  proprio  ad  influenzare  la 
decisione da emanare (cfr. DTF 124 II 132 consid. 2b e giurisprudenza 
ivi citata). Nel quadro della procedura amministrativa il diritto di essere 
sentito è consacrato dagli art. 26-28 (diritto di esaminare gli atti), dagli 
art.  29-33  (diritto  di  essere  sentito  strictu  sensu)  e  dall'art.  35  PA 
(diritto di ottenere una decisione motivata).

La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito, definito dalle 
norme speciali di procedura (quali l'art. 35 PA) l'obbligo per l'autorità di 
motivare la sua decisione, così da permettere ai destinatari e a tutte le  

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persone interessate di comprenderla, eventualmente di impugnarla ed 
in modo da rendere possibile all'autorità di ricorso eventualmente adita 
di  esercitare  convenientemente  il  suo  controllo  (cf.  DTF  129  I  232 
consid. 3.2; DTF 126 I 97 consid. 2B; DTF 122 IV 8 consid. 2c, DTF 
112 Ia 107 consid. 2b; cfr. inoltre la  sentenza del  Tribunale  federale 
2A.496/2006 / 2A.497/2006 del 15 ottobre 2007 consid. 5.1.1). Si è in 
presenza di una violazione del diritto di essere sentito se l'autorità non 
soddisfa al suo obbligo di esaminare e di trattare i problemi pertinenti  
(cf. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 122 IV 8 consid. 2c). Per adempiere 
a  tali  esigenze,  è  sufficiente  che  il  giudice  (o  l'autorità)  menzioni,  
almeno brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in 
modo  da  permettere  all'interessato  di  apprezzare  la  portata  di 
quest'ultima e di  impugnarla in  piena conoscenza di  causa (cfr. DTF 
menzionate). In  generale,  la  portata dell'obbligo di  motivare dipende 
dalla  complessità  della  fattispecie  da  giudicare,  dalla  potenziale 
gravità  delle  conseguenze  della  decisione  e  dalle  circostanze  del 
singolo caso. Più la libertà d'apprezzamento dell'autorità è ampia e più 
la  misura  adottata  arreca  pregiudizio  ai  diritti  dei  singoli,  più  la 
decisione deve essere circostanziata (cfr. DTF 112 Ia 107 consid.  2b; 
cfr. inoltre  la  sentenza  del  Tribunale  federale 
2A.496/2006 / 2A.497/2006  precitata).  Sebbene  la  motivazione  deve 
fare emergere le riflessioni dell'autorità in merito agli elementi (di fatto  
o di diritto) essenziali che hanno influenzato la decisione, l'autorità non 
è  comunque  tenuta  a  pronunciarsi  su  tutti  i  fatti,  argomentazioni  e 
mezzi  di  prova invocati  dalle  parti,  ma può permettersi  di  limitarsi  a 
quelli che, senza arbitrio, le sembrano decisivi per la risoluzione della 
causa (cfr. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 112 Ia 107 consid. 2b).

Il  diritto  di  ottenere una decisione motivata costituisce una garanzia 
costituzionale  di  natura  formale,  la  cui  violazione  causa  in  principio 
l'annullamento  della  decisione  impugnata  indipendentemente  dalle 
possibilità  di  esito  positivo del  ricorso nel  merito  (cfr. DTF 126 I  19 
consid. 2d/bb; DTF 126 V 130 consid. 2b; DTF 122 II 464 consid. 4a e 
giurisprudenza  citata).  Eccezionalmente  un'eventuale  violazione  del 
diritto di  essere sentito può essere sanata allorquando l'autorità che 
ha  emanato  la  decisione  ha  preso  posizione  in  merito  alle 
argomentazioni  decisive nel quadro dello  scambio degli  scritti  e che 
l'amministrato  ha  avuto  la  possibilità  di  esprimersi  liberamente  di 
fronte ad un'autorità di  ricorso, la cui cognizione è altrettanto ampia 
che quella  dell'autorità  inferiore (cfr. DTF 133 I  201 consid. 2.2; DTF 
130 II  530  consid. 7.3;  DTF  126  V  130  consid.  2b;  DTF 124  V  389 

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consid. 5a e 180 consid. 4a). Tuttavia, qualora il vizio costituisce una 
grave violazione di procedura, tenuto conto del principio dell'economia 
di  procedura,  è  escluso  che  l'autorità  di  ricorso  lo  sani  (cfr.  LORENZ 
KNEUBÜHLER, Gehörverletzung und Heilung, in Zbl 3/1998, p. 112ss). 

5.3 Nella fattispecie, la decisione impugnata del 22 giugno 2009 non 
contiene  tutti  quegli  elementi  essenziali  sopra  ricordati.  È  vero  che 
vengono espresse le norme legali principali applicabili, ma mancano le 
valutazioni  del  servizio  medico  dell'autorità  inferiore,  come  pure  un 
breve riassunto dei fatti. Viene soltanto riferito che  “dagli  atti  in nostro 
possesso non risulta un'incapacità di lavoro media sufficiente, per un anno, ai  

sensi  delle  disposizioni  sopraccitate.  Un'attività  lucrativa  confacente  è 

esercitata, senza alcuna perdita di guadagno dovuta allo stato di salute” . Con 
il progetto di decisione inviato al richiedente era stato illustrato quale 
sarebbe stato  il  risultato  della  sua domanda e nel  contempo gli  era 
stata  offerta  la  possibilità  di  pronunciarsi,  ma  non  gli  erano  state 
fornite  più  informazioni  di  quelle  contenute  nella  decisione  del  22 
giugno 2009. Dalla motivazione di  questo provvedimento il  ricorrente 
non ha potuto dedurre i fatti su cui esso si fondava e le ragioni per cui  
è  stato  pronunciato.  Si  deve  pertanto  ammettere  che  la  decisione 
impugnata  non  è  sufficientemente  motivata  ciò  che  costituisce  una 
violazione del diritto di essere sentito del ricorrente. Si rileva tuttavia 
che tale carenza è stata sanata in sede ricorsuale. Questo Tribunale, 
che  dispone  di  piena  cognizione,  ha  infatti  provveduto  ad  inviare 
l'incarto  completo  della  causa  all'insorgente.  In  occasione  del  suo 
preavviso inoltre,  l'autorità  inferiore ha avuto modo di  esprimersi  sul 
contenuto  del  ricorso  e  di  completare  le  motivazioni  alla  base  del 
rifiuto  della  rendita.  L'interessato,  dopo  avere  preso  conoscenza  di 
questi  documenti  e  argomentazioni,  ha  depositato  una  replica 
confermando le conclusioni del suo ricorso.

Visto quanto sopra, la censura del ricorrente, in ordine all'insufficienza 
della  motivazione,  e  quindi  alla  violazione  del  suo  diritto  di  essere 
sentito, si rivela fondata ma sanata in sede ricorsuale (cfr. DTF 116 V  
39/40 consid. 4b).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:

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- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

- aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per almeno tre anni (art. 36 
LAI).  A  tal  fine  è  possibile  prendere  in  considerazione  anche  i 
contributi  versati  ad un'assicurazione sociale assimilata di  uno Stato 
membro  dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione  europea  di 
libero scambio (AELS), a condizione che almeno un anno di contributi  
sia  registrato  all'AVS/AI  svizzera  (FF  2005  p.  4065;  art.  45  del 
regolamento 1408/71).

Nella specie, il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un  periodo  superiore  ai  tre  anni.  Pertanto,  l'interessato  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 2  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, secondo il quale le rendite per un grado 
d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che sono 
domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è 
più applicabile quando l'assicurato è cittadino svizzero o dell'UE e vi  
risiede.

7.3 L'art.  28  cpv. 1  LAI  stabilisce  che  l'assicurato  ha diritto  ad  una 
rendita alle seguenti  condizioni: a. la sua capacità di  guadagno o la 
sua  capacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete  non  può  essere 
ristabilita,  mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti 
d'integrazione  ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di 
lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza 

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notevole interruzione; c. al termine di questo anno è invalido almeno al 
40%. Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi 
dalla  data  in  cui  l'assicurato  ha  rivendicato  il  diritto  alle  prestazioni  
conformemente all'articolo 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire 
dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI).

7.4  Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile.

8.
Dopo  il  rimpatrio,  l'interessato  ha  regolarmente  lavorato  come 
commerciante ambulante, attività sospesa al  momento in cui è stato 
colpito da infarto miocardico (5 maggio 2008), ma che ha poi ripreso 
ad orario ridotto e con mansioni meno impegnative (4 ore giornaliere)  
nel giugno successivo.

La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA è  di  carattere  
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il  rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI,  per 
valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe 
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo 
la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto  conto  di  una  situazione 
equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli  
avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da 
valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce 
soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 
o  psichica  dovuto  a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la 

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conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei 
redditi; DTF 128 V 30; Pratique VSI 2000 p. 84). 

In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio per determinare quali  
lavori  siano  ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato,  ma non 
spetta al medico graduare l'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). 
Infatti, per costante giurisprudenza, le certificazioni mediche possono 
costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di  valutare l'incapacità lavorativa e di  guadagno 
dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 
V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).

9.
Nel caso in esame, in sede d'istruttoria, è stata evidenziata la diagnosi 
di cardiopatia ischemica in IMA anteriore trattato con PTCA + Stent (5 
maggio  2008)  in  attuale  discreto  compenso  emodinamico,  diabete 
mellito  II  privo  di  complicanze  e  non  insulinodipendente,  artrosi  del 
rachide  senza  evidente  impegno  funzionale.  La  documentazione 
medica  esibita  in  sede  di  replica  non  pone  in  evidenza  ulteriori  
patologie  di  rilievo,  se  non  un  aggravamento  generale  indicato 
solamente  in  un  certificato  medico  (collegiale)  sulla  base  di  una 
diagnosi invariata (referto del 16 novembre 2009).

10.

10.1 Non concordi sono i pareri circa le ripercussioni invalidanti delle 
menzionate  affezioni.  In  effetti,  il  medico  dell'INPS  pone  un  tasso 
d'invalidità del 60% pur precisando che l'assicurato potrebbe svolgere 
il suo precedente lavoro in misura di 5 ore giornaliere e che sarebbe in  
grado di svolgerne un altro (adatto alle sue condizioni) per 5-6 ore. Dal  
canto suo, il  Dott. Lüthi,  dell'UAIE ritiene che A._______, da giugno 
2008, avrebbe potuto lavorare come prima in misura del 70% e, dopo 
tre mesi dall'infarto, in misura praticamente completa evitando gli sforzi 
più intensi.

10.2 Ora,  la  patologia  principale  che  affligge  l'assicurato  è  di  tipo 
cardiologico.  L'infarto  del  maggio  2008  non  si  è  rilevato  severo.  Il 
tempestivo ricorso a struttura ospedaliera ed l'applicazione di PTCA e 
Stent  hanno  notevolmente  migliorato  le  conseguenze  di  tale  evento 
morboso.  Il  ricovero,  tutto  sommato,  è  risultato  breve.  Gli  esami 
eseguiti successivamente hanno potuto dimostrare l'ottima funzionalità 

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cardiaca.  L'esame  cardiologico  del  14  giugno  2008  osserva  un 
paziente  asintomatico  alla  prova clinica  per  tutti  quei  test  di  routine 
post-infarto;  l'elettrocardiogramma  evidenzia  postumi  poco  evidenti 
dell'infarto  subito,  il  ritmo  è  sinusale  e  normale.  Le  prove  più 
approfondite del  settembre 2008 (eco ed elettrocardiogramma) sono 
nella norma. Il  ventricolo sinistro non lascia trasparire anomalie, con 
cinesi e segmentazioni globali in ordine; la frazione di eiezione è del 
56% il che lascia trasparire una buona capacità di recupero cardiaco. Il 
setto interventricolare permane lievemente ispessito. Non sussistono 
patologie pericardiche od endocardiche, né valvulopatie sospette. La 
documentazione  esibita  con  la  replica,  contrariamente  a  quanto 
assunto  dall'insorgente,  non  attesta  alcun  peggioramento.  La 
descrizione  indicata  dal  Dott.  Perrone  del  30  ottobre  2009,  lascia 
trasparire dati simili, se non identici ai precedenti. L'ecocardiogramma 
è praticamente sovrapponibile al precedente, a parte un lieve rigurgito 
mitralico; l'elettrocardiogramma è normale. Peraltro, lo stesso esame 
specialistico  attesta  un  buon  compenso  emodinamico.  L'unico 
importante  fattore  di  rischio,  in  questa  storia  clinica,  è  il  notevole 
sovrappeso, la cui riduzione è consigliata in più attestati.

A._______ soffre inoltre, da molto tempo, di un diabete di tipo II, non 
insulinodipendente.  La  patologia  in  atto  è  tenuta  sotto  controllo 
ambulatoriale  e,  anche  in  questo  caso,  una  dieta  iposodica  ed 
ipocalorica  è  stata  raccomandata  (cfr. p. es. il  verbale  di  dimissione 
ospedaliera del 13 maggio 2008).

Le  turbe  ortopediche/articolari  sono  prive  di  incidenza  funzionale.  Il  
rachide è spinalgico, non contratto e limitato solo ai gradi estremi, più  
che  altro  per  sovrappeso;  movimenti,  forza  e  tono  muscolare  sono 
normali, l'andatura è libera.

Per  il  resto,  l'assicurato  si  presenta  in  buone  condizioni  generali  di 
salute, ogni altro organo od apparato essendo indenne da patologie.

10.3 La  parte  ricorrente,  in  sede  di  replica,  fa  valere  un 
peggioramento  delle  sue  condizioni  di  salute.  Già  si  è  visto  che, 
perlomeno  dal  punto  di  vista  cardiaco,  tale  asserzione  non  trova 
conferma  negli  atti  esibiti  (segnatamente  nei  risultati  della  visita 
cardiologica del 30 ottobre 2009). In materia ortopedica, per quel che 
si  può  dedurre  dal  referto  specialistico  31  ottobre  2009  (poco 
leggibile), sarebbe presente una sindrome a livello cervicale (C5-C6 e 
C6-C7)  che  provocherebbe  delle  cefalee  e  vertigini  ed  uno 

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schiacciamento  vertebrale  di  D12  ed  altri  disturbi  verosimilmente  a 
livello lombare. Oggettivamente, le radiografie esibite (17 marzo 2009) 
della  colonna  dorsale  in  toto  attestano  unicamente  una 
spondilouncoartrosi  ed una riduzione degli  spazi  intersomatici  come 
sopra descritto, come pure simili problemi a livello di D12-L1 ed L5-S1.  
Viene anche attestata una artrosi femoro-rotulea nelle radiografie del 
22 ottobre 2009. Queste anomalie riscontrate non giustificano certo il  
riconoscimento  di  un'invalidità  di  rilievo. Potrebbero deporre  per  una 
limitazione più accentuata delle funzionalità ortopedico/articolare, ma 
nulla più. 

In  proposito,  comunque, va rilevato  che per  lo  scrivente  Tribunale  è 
determinante lo  stato di  fatto esistente fino alla data della decisione 
impugnata:  esami  e  documenti  medici  stilati  dopo  questa  data,  di 
regola non possono essere presi in considerazione (cfr. anche consid. 
4).  È  vero  che  la  giurisprudenza  ha  ammesso  che  il  giudice  delle 
assicurazioni sociali può tenere conto dei fatti verificatisi dopo la data 
della decisione impugnata quando essi possono imporsi quali elementi 
d'accertamento retrospettivo della  situazione anteriore alla decisione 
stessa  (DTF 121  V  366  consid. 1b,  116  V  248  consid.  1a).  Queste 
condizioni non sono tuttavia adempite nella fattispecie poiché l'assunto 
poggia solamente su di un certificato medico di visita collegiale del 16 
novembre 2009, prodotto con la replica, privo di refertazione oggettiva 
convincente. I  documenti  trasmessi  dal  ricorrente  in  sede  di  replica 
non sono quindi di rilievo per la soluzione della presente vertenza.

10.4 Da  quanto  precede,  ne  consegue  che  l'interessato  avrebbe 
potuto, come lo ha dimostrato a partire da giugno 2008 (anche se solo 
a metà tempo), riprendere il suo precedente lavoro astenendosi dalle 
incombenze più gravose. Dal  punto di  vista medico-teorico, a partire 
da settembre,  ossia tre mesi  completi  dopo l'incidente cardiaco, egli 
avrebbe  potuto  riprendere  la  sua  usuale  occupazione,  sempre 
evitando  comunque sforzi  particolari,  in  misura  completa. Il  collegio 
giudicante  non  ha  motivo  di  scostarsi  dal  parere  del  Dott.  Lüthi.  
fondato, per l'essenziale, sulla documentazione oggettiva esibita. Altri 
esami non sono necessari, quelli ad atti, vista la patologia in esame, 
essendo  più  che  sufficienti.  Può  essere  ancora  rilevato  che  il  
riconoscimento  dell'invalidità  (ai  fini  del  diritto  alla  rendita)  è  pure 
escluso con l'esercizio della precedente attività in misura superiore al 
60%  con  modalità  diverse,  come  per  esempio  con  una  presenza 
completa (su tutto l'arco della giornata), ma con un rendimento ridotto 

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(esenzione dagli obblighi più pesanti), oppure per 5-6 ore al giorno, o 
per tre/quattro giorni la settimana, ecc.

In  queste  circostanze,  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata.

11.

11.1 Le  spese  processuali,  ammontanti  a  Fr.  300.-,  sono  poste  a 
carico del ricorrente e vengono compensate con l'anticipo versato.

11.2 Visto l'esito del ricorso non si assegnano indennità per le spese 
ripetibili.

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al  
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di Fr. 300.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Esse sono computate con l'anticipo spese.

3.
Non vengono riconosciute indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. AI )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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