# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 05238223-330e-553e-819b-1f49ddf4fa79
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-08-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.08.2021 35.2021.33
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2021-33_2021-08-16.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  35.2021.33

   

  mm

  	
  Lugano

  16 agosto 2021  

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

statuendo sul ricorso del 24 marzo 2021 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 19 febbraio 2021 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 4 novembre 2019, RI 1,
dipendente della __________ di __________ in qualità di operatrice di cassa e,
perciò, assicurata d’obbligo contro gli infortuni e le malattie professionali
presso l’CO 1, è rimasta vittima di un incidente della circolazione stradale e
ha riportato in particolare, secondo il referto 11 dicembre 2019 del dott. __________,
un trauma contusivo-distorsivo alla spalla destra (doc. 18).

 

                                         L’istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge. 

                               1.2.   A margine della consultazione
del 16 gennaio 2020, l’assicurata ha riferito al proprio medico curante
specialista di soffrire di disturbi alla spalla sinistra, peggiorati nel
corso dei giorni precedenti la visita (cfr. doc. 30). 

                                         L’artro-RMN del 4 marzo
2020 ha evidenziato la presenza di un impingement sottoacromiale con
lieve borsite, di una lesione parziale del sovra- e sottospinato e di
alterazioni degenerative alla testa omerale (doc. 52). 

 

                               1.3.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 27 ottobre 2020,
l’assicuratore ha negato la propria responsabilità a proposito della
problematica interessante la spalla sinistra, ritenuta non trovarsi in una
relazione di causalità naturale con l’evento infortunistico del novembre 2019
(doc. 143).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurata (cfr. doc. 155), in data 19
febbraio 2021, l’CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc.
184).

 

                               1.4.   Con ricorso del 24 marzo
2021, RI 1, sempre rappresentata dall’avv. RA 1, ha chiesto in via principale
che, annullata la decisione su opposizione impugnata, le vengano riconosciute
le prestazioni assicurative per il danno alla spalla sinistra e in subordine il
rinvio degli atti all’amministrazione per complemento istruttorio e nuova
decisione (cfr. doc. I).

 

                               1.5.   L’CO 1, in risposta, ha
postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. III).

 

                               1.6.   Con scritto del 28 aprile
2021, l’istituto assicuratore ha domandato che il ricorso interposto
dall’assicurata venga dichiarato irricevibile in quanto tardivo (doc. IV: “dal
Track-and Trace della Posta (invio no __________) risulta che la decisione su
opposizione del 19.2.2021 è stata notificata nella casella postale del
patrocinatore in data 20.2.2021. Il termine per ricorrere ha di conseguenza
cominciato a decorrere il giorno seguente ed è giunto a scadenza il 22.3.2021.
Il ricorso inoltrato in data 24.2.2021 è pertanto tardivo.”).

 

                                         L’avv. RA 1 ha presentato
le proprie osservazioni a questo riguardo il 25 maggio 2021 (doc. VIII, p. 2-7).

 

                                         La
rappresentante dell’CO 1 si è riconfermata nella propria richiesta (doc. X). 

 

                                         Il patrocinatore
dell’assicurata ha ancora formulato alcune sue considerazioni a proposito, in
particolare, della questione della tempestività del ricorso (doc. XII). 

 

                               1.7.   Il 22 giugno 2021, questo
Tribunale ha interpellato la dirigenza dell’Ufficio postale di __________, la
quale è stata invitata a rispondere ad alcune domande attinenti alla
fattispecie (doc. XIV). Le relative risposte sono pervenute in data 2 luglio
2021 (doc. XV).

                                         Le parti hanno avuto modo
di prendere posizione in merito il 9 luglio 2021 (doc. XVII + allegati e doc.
XVIII).

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Preliminarmente, richiamata
la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2 (relativa a un caso in cui
l’incarto era stato affidato dall’assicuratore a un legale esterno
all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria; sul tema, si veda pure la
STF 8C_561/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 1), questa Corte rileva che decide
questa vertenza nella sua composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N.
043/2018 del 29 maggio 2018) poiché, come dichiarato dall’CO 1 in una
comunicazione dell’8 giugno 2020 al TCA, l’incarto sub judice è stato
trattato dalla funzionaria che figura nell’intestazione degli allegati prodotti
(in concreto, dall’avv. RA 2), senza che la giurista di lingua italiana figlia
del Giudice Ivano Ranzanici se ne sia in alcun modo occupata. 

 

                               2.2.   Nel merito, l’oggetto della
lite è circoscritto alla questione di sapere se l’CO 1 era legittimato a negare
il proprio obbligo a prestazioni relativamente ai disturbi alla spalla
sinistra, oppure no. 

 

                                         Il
TCA è però innanzitutto tenuto a esaminare se l’impugnativa interposta da RI 1 contro
la decisione su opposizione del 19 febbraio 2021 è tempestiva, oppure no. 

 

                               2.3.   Giusta l'art. 60 cpv. 1 LPGA,
il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione o della decisione contro cui l'opposizione è esclusa.

                                         Secondo il capoverso 2, gli
articoli 38-41 sono applicabili per analogia.

                                         L'art. 38 cpv. 1 LPGA prevede
che se il termine è computato in giorni o in
mesi e deve essere notificato alle parti, inizia a decorrere il giorno dopo la
notificazione. Il cpv. 3 stabilisce che se l’ultimo giorno del termine è un
sabato, una domenica o un giorno festivo riconosciuto dal diritto federale o cantonale,
il termine scade il primo giorno feriale seguente. È determinante il diritto
del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte o il suo rappresentante.

 

                                         Dopo
l'entrata in vigore della LPGA, in analogia alla giurisprudenza resa in
relazione all’art. 20 PA, il termine di ricorso in caso di notifica della
decisione durante la sospensione dei termini comincia a decorrere il primo
giorno dopo la scadenza della sospensione (cfr. DTF 131 V 305; STF I 643/06 del
2 novembre 2006; Pratique VSI 1998 p. 217; Mosimann, in: Praktische
Anwendungsfragen des ATSG, 2003, pp. 130s).

 

                                         A
norma dell’art. 39 cpv. 1 LPGA, le richieste scritte devono essere consegnate
all’assicuratore oppure, a lui indirizzate, a un ufficio postale svizzero o a
una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l’ultimo
giorno del termine.

 

                                         Se
il termine di ricorso è spirato, il giudice non entra nel merito di un ricorso
tardivo, per cui la decisione contestata cresce in giudicato (cfr. DTF 134
V 49 consid. 2; Th. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2003, § 73
Nr. 9, p. 479).

 

                               2.4.   In una sentenza 8C_559/2018
del 26 novembre 2018, mediante la quale il giudizio di questa Corte era stato
finalmente annullato in ragione di una violazione del diritto di essere sentito
del ricorrente, l’Alta Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni relative
al sistema di spedizione Posta A Plus, ovvero quello utilizzato dall’CO 1 per
comunicare all’assicurata la decisione su opposizione del 19 febbraio 2021:

 

"
(…). 

3.3. Nel sistema di spedizione Posta A Plus alla busta è applicato un
numero e analogamente a un plico raccomandato, l'invio avviene con la menzione
A Plus. A differenza della posta raccomandata la ricezione dell'invio non è
però attestata dal destinatario. 

Conseguentemente il destinatario in caso di
assenza non è informato tramite un avviso di ricevimento. La notificazione è
attestata elettronicamente, quando l'invio è inserito nella casella postale o
nella cassetta delle lettere del destinatario. Così facendo, grazie al sistema
di tracciamento degli invii Track & Trace previsto dalla Posta Svizzera è
possibile osservare la cronologia dell'invio fino all'arrivo nella sfera di
influenza del destinatario. Tuttavia, in tale evenienza, il tracciamento Track &
Trace non dimostra direttamente, che la busta sia entrata effettivamente nella
sfera di influenza del destinatario, ma soltanto che la Posta Svizzera nel
proprio sistema di tracciamento abbia attestato una consegna dell'invio. Da
ciò, si può unicamente dedurre alla stregua di un indizio che la busta sia
stata depositata nella cassetta delle lettere o nella casella postale del
destinatario. In assenza di un'attestazione conferita dal sistema Track &
Trace non si può concludere che qualcuno abbia preso possesso in mano
dell'invio e men che meno che qualcuno ne abbia preso conoscenza (DTF 142 III 599 consid. 2.2 pag. 602 con
riferimenti). 

 

3.4. Il Tribunale federale si è già confrontato diverse volte con il
sistema di spedizione Posta A Plus. In quei casi ha stabilito come
notificazione determinante per la decorrenza del termine di ricorso, il
deposito dell'invio nella cassetta delle lettere o nella casella postale del
destinatario, benché questa operazione sia avvenuta il sabato. La circostanza
che la persona interessata abbia ritirato la corrispondenza il lunedì
successivo è stata esplicitamente ritenuta irrilevante dal Tribunale federale
(sentenze 2C_1126/2014 del 20 febbraio 2015 consid. 2.2 con riferimenti; cfr.
anche sentenze 9C_90/2015 del 2 giugno 2015 consid. 3.4 e 8C_198/2015 del 30
aprile 2015 consid. 3.2 entrambe con rinvii).

(…).

 

4.3.1. Contrariamente alle tesi del ricorrente, la LPGA, diversamente da
altri ordinamenti (per esempio il CPP), non prescrive per gli assicuratori una
particolare forma di notificazione delle decisioni (DTF 144 IV 57 consid. 2.3.1 pag. 61 seg.; 142 III 599 consid. 2.4.1 pag. 603 e consid. 2.5 pag. 604
seg.; sentenza 9C_90/2015 consid. 3.1). Le diffuse critiche del ricorrente
cadono quindi nel vuoto. L'assicuratore può lecitamente inviare le proprie
decisioni (su opposizione) con il sistema Posta A-Plus. 

 

4.3.2. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale relativa al sistema
di spedizione Posta A Plus, un errore nella notificazione postale non deve
essere escluso a priori. Tuttavia, una consegna erronea non è da presumere, ma
può essere ritenuta se sulla base di tutte le circostanze sembra plausibile.
Bisogna fondarsi sulla descrizione dei fatti del destinatario, la quale solleva
una consegna postale erronea, se essa è ragionevole e sembra avere una certa
probabilità, tenuto conto che occorre presumere la buona fede del destinatario
(DTF 142 III
599 consid. 2.4.1 pag. 603
con rinvio alle sentenze 9C_90/2015 consid. 3.2 e 2C_570/2011 consid. 4.3, in:
StR 67/2012 pag. 301). Considerazioni del tutto ipotetiche del destinatario,
secondo cui la busta sia stata inserita nella cassetta delle lettere del vicino
(o di terzi), non giovano alle sue tesi (sentenza 9C_90/2015 consid. 3.2 con
riferimenti).”

 

                                         Nella
pronunzia 9C_90/2015 del 2 giugno 2015, citata nella sentenza 8C_559/2018,
confrontata all’obiezione del patrocinatore del ricorrente, secondo la quale la
registrazione Track&Trace (“Sa 10.05.2014 06.13 zugestellt via Postfach”)
non documenterebbe il deposito dell’invio nella sua casella postale ma soltanto
il momento in cui esso è pervenuto presso l’ufficio postale, precisato che,
sapendo i funzionari dell’ufficio postale (dei quali aveva chiesto
l’interrogatorio) che egli non ritira mai la corrispondenza di sabato, la
decisione in questione sarebbe stata depositata nella sua casella postale
soltanto nel corso della mattinata di lunedì, la Corte federale ha rilevato
segnatamente che “die Darstellung des Rechtsvertreters ist alles andere als
plausibel. So wie der Rechtsanwalt die Abläufe in der Poststelle
X.________ schildert, würde die Postdienstleistung A-Post Plus, welche die
zuverlässige elektronische Sendungsverfolgung von der Postaufgabe bis zur
Zustellung ermöglichen soll, geradezu sinnlos. Jedenfalls kann der
Vorinstanz weder Willkür noch eine Gehörsverletzung vorgeworfen werden, wenn
sie in antizipierter Beweiswürdigung auf die beantragte Zeugenbefragung
verzichtete, auf den Track&Trace-Auszug abstellte und das darin
bescheinigte Zustellungsdatum (Samstag, den 10. Mai 2014) als
Eröffnungszeitpunkt der Rentenaufhebungsverfügung vom 9. Mai 2014 betrachtete.
Dabei spielt es keine Rolle, ob tatsächlich bereits am Samstag, 10. Mai 2014,
vom Verfügungsinhalt Kenntnis genommen wurde oder - wie der Rechtsvertreter des
Beschwerdeführers geltend macht - erst am darauffolgenden Montag. Nach
ständiger Rechtsprechung ist für die Zustellung einer Sendung nämlich nicht
erforderlich, dass der Adressat sie tatsächlich in Empfang nimmt; es genügt,
wenn sie in seinen Machtbereich gelangt und er demzufolge von ihr Kenntnis
nehmen kann.” – il corsivo è del redattore). 

 

                                         In una
sentenza 1C_31/2018 del 14 gennaio 2019, sempre in tema di tempestività di un
ricorso interposto contro una decisione amministrativa inviata con il sistema Posta A Plus, riguardante una fattispecie in cui il
patrocinatore della ricorrente aveva prodotto una dichiarazione, datata 23
giugno 2017, della sua segretaria, secondo la quale, contrariamente a quanto
risultava dall’estratto Track&Trace, la decisione non
sarebbe stata notificata sabato 6 maggio 2017 alle ore 8.23, in quanto proprio
quel giorno, recatasi al lavoro per sbrigare delle pratiche rimaste inevase,
alle ore 11.30 circa avrebbe personalmente vuotato la casella postale dello studio
senza reperire l’invio in questione, il Tribunale federale ha confermato la
pronunzia cantonale d’irricevibilità, formulando in particolare le seguenti
considerazioni:

 

"
(…).

3.3. Allfällige Fehler bei der Postzustellung liegen nicht
ausserhalb jeder Wahrscheinlichkeit. Eine fehlerhafte Postzustellung ist
allerdings nicht zu vermuten. Dies gilt sowohl bei der Versandart A-Post Plus
als auch bei eingeschriebenen Postsendungen hinsichtlich des Avis, der in den
Briefkasten oder in das Postfach des Empfängers gelegt wird. In beiden Fällen
ist somit zu vermuten, dass das Zustelldatum von den Postangestellten korrekt
registriert worden ist (BGE 142
III 599 E. 2.4.1 S. 604; 142 IV 201 E. 2.3 S. 204 f.). Die Vermutung kann
durch den Gegenbeweis umgestossen werden. Es müssen konkrete Anzeichen für
einen Fehler vorhanden sein, sodass dieser aufgrund der Umstände als plausibel
erscheint (vgl. die leicht unterschiedlich formulierten, inhaltlich jedoch gleichwertigen
Erwägungen a.a.O., ebenso: Urteile 2C_1038/2017 vom 18. Juli 2018 E. 3.2;
1C_330/2016 vom 27. September 2016 E. 2.5 mit Hinweisen).

(…). 

 

4.2. Die Beschwerdeführerin bringt dagegen vor, das
Verwaltungsgericht habe die bundesgerichtliche Rechtsprechung missachtet und
einen falschen Massstab bei seiner Beweiswürdigung angewendet. Diesbezüglich
weist sie zwar zu Recht darauf hin, dass der gute Glaube zu vermuten ist (vgl. BGE 142
III 599 E. 2.4.1 S. 604
mit Hinweisen), übersieht jedoch, dass dies nichts an der erwähnten Vermutung
ändert, dass die Postzustellung korrekt erfolgte. Weiter wirft sie dem
Verwaltungsgericht vor, es habe Beweisanträge übergangen, nämlich die
angebotenen Beweisaussagen einer anderen Sekretärin sowie eines Hauswarts, die
beide die Postabfertigung am betreffenden Samstag bestätigen würden. Was diese
Personen konkret aussagen könnten, lässt sie jedoch offen. Eine Verletzung des
rechtlichen Gehörs ist deshalb nicht erkennbar und es kann offenbleiben, ob
ihre Ausführungen im vorinstanzlichen Verfahren tatsächlich als Beweisanträge
verstanden werden können, was das Verwaltungsgericht in seiner Vernehmlassung
bestreitet. 

Die Beschwerdeführerin beruft sich weiter
darauf, die betreffende Mitarbeiterin könne sich an den jenen Samstag noch
genau erinnern, weil es nur ganz selten vorkomme, dass sie an einem Samstag
arbeite. Das ändert allerdings nichts daran, dass die Erinnerung an einen
Ereignisablauf, dessen Relevanz zudem erst nachträglich erkennbar wurde, nach
fünf Wochen nicht mehr gleich zuverlässig ist. Zu berücksichtigen ist auch,
dass die Mitarbeiterin entgegen den internen Weisungen (vgl. E. 5.2 hiernach)
auf die "Track & Trace"-Nachforschung verzichtet und gemäss ihrer
eigenen Aussage die Anwaltskorrespondenz zu sich nach Hause genommen hat, wobei
nicht bekannt ist, ob es diesbezüglich Weisungen gab. Dass das
Verwaltungsgericht vor diesem Hintergrund und angesichts der Handwechsel, die
am Montag, dem 8. Mai 2017, stattgefunden hatten, nicht ausschloss, dass bei
der Postbearbeitung in der Kanzlei ein Fehler unterlief, ist nicht zu
beanstanden. Daran ändert auch nichts, dass das betreffende Couvert gross und
auffällig gewesen sein soll, wie die Beschwerdeführerin vorbringt. 

Entscheidend ist allerdings im Ergebnis
weniger die Frage, ob mögliche Fehlerquellen bei der nachträglichen
Postbearbeitung in der Kanzlei erkennbar sind, als vielmehr das Bestehen von
konkreten Anzeichen für einen Fehler bei der Postzustellung selbst. In dieser
Hinsicht macht die Beschwerdeführerin geltend, die Zustellung des vorliegend
angefochtenen Urteils des Verwaltungsgerichts habe ebenfalls nicht
ordnungsgemäss funktioniert. Allerdings weist sie selbst darauf hin, dass die
betreffende Poststelle Ende September 2017 geschlossen und als Hilfspoststelle
in der neu eröffneten Dorfapotheke weitergeführt worden sei. Aus einem nach
diesem Wechsel erfolgten Zustellungsfehler kann somit nicht auf die Zuverlässigkeit
der Postzustellung in der Zeit davor geschlossen werden. Dass sich schon vorher
Fehler zugetragen bzw. gehäuft hätten, wird in der Beschwerdeschrift zwar
behauptet, jedoch nicht belegt. 

Insgesamt lässt die
Sachverhaltsfeststellung des Verwaltungsgerichts keine Willkür erkennen (Art. 9
BV). Die Kritik der Beschwerdeführerin ist unbegründet.”

 

                                         In una sentenza 8C_747/2018
del 20 marzo 2019 consid. 2.2, emanata in un contesto
diverso da quello sub judice (sospensione del diritto all’indennità di disoccupazione
nel caso in cui l’assicurato non dimostri gli sforzi compiuti per trovare
un’occupazione), il TF ha segnatamente ricordato quanto segue:

 

"
(…) Dans le domaine des assurances sociales, la
procédure est régie par le principe inquisitoire, selon lequel les faits
pertinents de la cause doivent être constatés d'office par l'autorité (cf. art. 43 LPGA [RS 830.1]). Cette règle n'est toutefois pas absolue.
Sa portée est restreinte par le devoir des parties de collaborer à
l'instruction de l'affaire. Cela comporte en partie l'obligation d'apporter,
dans la mesure où cela peut être raisonnablement exigé, les preuves commandées
par la nature du litige et des faits invoqués, faute de quoi la partie
concernée s'expose à devoir supporter les conséquences de l'absence de preuve.
Malgré les pertes de documents pouvant se produire dans toute administration,
la jurisprudence a presque toujours indiqué que les assurés supportaient les
conséquences de l'absence de preuve en ce qui concerne et la remise de la liste
des recherches d'emploi (cf. arrêt C 294/99 du 14 décembre 1999 consid. 2a, in
DTA 2000 n° 25 p. 122; cf. aussi les arrêts 8C_239/2018 du 12 février 2019
consid. 3.2; 8C_460/2013 du 16 avril 2014 consid. 3; 8C_591/2012 du 29 juillet
2013 consid. 4) et la date effective de la remise (arrêt C 3/07 du 3 janvier
2008 consid. 3.2). Le fait que des allégations relatives à la remise des
justificatifs de recherches d'emploi (ou relatives à la date de celle-ci)
soient plausibles ne suffit pas à démontrer une remise effective des
justificatifs (ou une remise à temps). Une preuve fondée sur des éléments
matériels est nécessaire (BORIS RUBIN, Commentaire de la loi sur
l'assurance-chômage, 2014, n° 32 ad art. 17, p. 206).”

 

                                         In una
sentenza 8C_179/2019 dell’11 aprile 2019, l’Alta Corte si è espressa nei
termini seguenti sempre a proposito della validità del metodo di spedizione A
Plus: 

 

"
4.1. 

Invoquant la violation de l'interdiction de
l'arbitraire (art. 9 Cst.), du droit d'être entendu (art. 29 Cst.) et des art.
39 al. 1 et 60 LPGA, la recourante fait valoir que l'envoi par courrier A Plus
ne tient pas compte des spécificités liées aux horaires d'ouverture des bureaux
qui ferment le samedi. Il serait donc important de distinguer entre les
personnes privées, d'une part, lesquelles reçoivent le courrier chez elles et
peuvent en prendre connaissance le samedi, et les entreprises, d'autre part,
pour lesquelles l'ouverture des courriers ne peut se faire que le premier jour
ouvrable suivant. Selon la recourante, les courriers adressés aux entreprises
ne devraient être transmis que par le biais de plis recommandés, soumis à
signature. 

 

4.2. Les griefs sont mal fondés. En effet, selon une
jurisprudence déjà bien établie, les communications des autorités sont soumises
au principe de la réception. Il suffit qu'elles soient placées dans la sphère
de puissance de leur destinataire et que celui-ci soit à même d'en prendre
connaissance pour admettre qu'elles ont été valablement notifiées (ATF 144 IV
57 consid. 2.3.2 p. 62; 142 III 599 consid. 2.4.1 p. 603; 122 I 139 consid. 1 p. 143; 115 Ia 12 consid. 3b p. 17). Autrement dit, la prise de connaissance effective de
l'envoi ne joue pas de rôle sur la détermination du dies a quo du délai de
recours. Par ailleurs, le Tribunal fédéral s'est déjà penché sur la question de
la notification des décisions par courrier A Plus, notamment dans le domaine
des assurances sociales. Il a exposé en particulier qu'il n'existait pas de
disposition légale obligeant les assureurs sociaux à notifier leurs décisions
selon un mode particulier. Dès lors, les assureurs sont libres de décider de la
manière dont ils souhaitent notifier leurs décisions. Ils peuvent en
particulier choisir de les envoyer par courrier A Plus (ATF 142
III 599 consid. 2.4.1
précité; voir également, parmi d'autres, arrêts 8C_754/2018 du 7 mars 2019
consid. 5.3 et 8C_559/2018 du 26 novembre 2018 consid. 4.3.1). Dans ce
contexte, le Tribunal fédéral a précisé, en outre, que le dépôt de l'envoi dans
la boîte aux lettres ou la case postale constitue le point de départ pour le
calcul du délai de recours, quand bien même la livraison a lieu un samedi et
que le pli n'est récupéré qu'à une date ultérieure, comme le lundi suivant
(arrêts 8C_754/2018 précité consid. 7.2.3; 9C_655/2018 du 28 janvier 2019
consid. 4.4; 8C_559/2018 précité consid. 3.4; 9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid.
3.4; 8C_198/2015 du 30 avril 2015 consid. 3.2; 8C_573/2014 du 26 novembre 2014
consid. 3.1; 2C_1126/2014 du 20 février 2015 consid. 2.2). Il n'y a pas lieu de
revenir sur cette jurisprudence confirmée à de nombreuses reprises. La
recourante ne soutient d'ailleurs pas que les conditions d'un changement de
jurisprudence seraient remplies (à ce sujet cf. ATF 144 IV
265 consid. 2.2 p. 269; 142 V 212 consid. 4.4 p. 117; 139 V 307 consid. 6.1 p. 313). Enfin, l'accès aux
cases postales est en principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider
la case postale le samedi relève de la responsabilité du destinataire. 

 

5. 

5.1. Se prévalant du principe de la bonne foi, la
recourante se plaint du fait que la décision du 31 octobre 2018 n'a été
distribuée que deux jours après son envoi par la CNA, alors qu'une distribution
dans les temps aurait permis une livraison le jeudi 1er novembre
2018. 

 

5.2. En l'occurrence, on peine à saisir en quoi le
"retard" des services postaux dans la distribution de l'envoi serait
susceptible d'influer sur l'issue du litige sous l'angle de la bonne foi. La
recourante n'expose d'ailleurs pas avec précision en quoi les conditions du
principe de la bonne foi seraient réalisées. Au demeurant, le temps de
distribution mentionné à titre indicatif par la Poste sur son site internet ne
saurait être traité comme une promesse ou une assurance faite à l'intéressée.
En outre, le fait qu'un courrier A ou A Plus n'a pas été distribué le jour
suivant ne permet pas d'admettre que l'on est en présence d'une notification
irrégulière. Le grief, à supposer qu'il puisse être considéré comme recevable,
doit dès lors être écarté.”. 

 

                                         In una sentenza
8C_61 2019 del 17 aprile 2019 consid. 3 ss., riguardante una fattispecie in cui
il ricorrente pretendeva in particolare che la decisione impugnata,
trasmessagli con il sistema Posta A Plus,
sarebbe stata depositata nella cassetta delle lettere vicina, comune a
delle società di cui il suo patrocinatore era o era stato associato, gerente,
direttore o liquidatore, l’Alta Corte ha concluso che non vi era motivo di
discostarsi dalla data di distribuzione risultante dall’estratto
Track&Trace:

 

"
(…). 

3.

Se fondant sur l'attestation de suivi des
envois de la poste (relevé "Track & Trace"), la cour cantonale a
constaté que la décision sur opposition du 21 juin 2018 avait été distribuée le
samedi 23 juin 2018. Aussi, le délai de recours était-il arrivé à échéance le
vendredi 24 août 2018 (compte tenu des féries). Par conséquent, le recours,
déposé le 27 août 2018, ne l'avait pas été en temps utile. 

Par ailleurs, en ce qui concernait l'erreur
de distribution invoquée par le recourant - selon lequel la décision attaquée
aurait été déposée dans la boîte aux lettres voisine commune à des sociétés
dont le mandataire du recourant était ou est associé, gérant, directeur ou
liquidateur -, les premiers juges ont considéré qu'elle ne reposait que sur une
hypothèse, de sorte qu'elle n'avait pas été rendue plausible. Ils ont relevé en
particulier que le nom du mandataire figurait uniquement sur la boîte aux
lettres de l'étude et non sur celle des sociétés. En outre, en l'absence de
vérification du relevé "Track & Trace" par le personnel de
l'étude, la date inscrite au tampon ("reçu le 25 juin 2018") était un
indice trop faible pour admettre que la notification était survenue ce jour-là.
Au demeurant, même si la décision sur opposition de l'intimée avait été déposée
dans la boîte aux lettres voisine, elle devrait être réputée parvenue dans la
sphère de puissance du mandataire du recourant, compte tenu de ses liens avec
les sociétés.

 

4. 

4.1. Invoquant la violation des art. 38 al. 1 et 60 LPGA,
le recourant reproche à l'autorité précédente d'avoir considéré qu'il n'avait
pas rendu plausible l'erreur de distribution.  

 

4.2. 

4.2.1. Selon la jurisprudence, le relevé "Track &
Trace" ne prouve pas directement que l'envoi a été placé dans la sphère de
puissance du destinataire mais seulement qu'une entrée correspondante a été
introduite électroniquement dans le système d'enregistrement de la poste.
L'entrée dans le système électronique constitue néanmoins un indice que l'envoi
a été déposé dans la boîte aux lettres ou la case postale du destinataire à la
date de distribution inscrite (ATF 142
III 599 consid. 2.2 p.
602; arrêt 8C_482/2018 du 26 novembre 2018 consid. 3.3). Une erreur de
distribution ne peut dès lors pas d'emblée être exclue. Cependant, elle ne doit
être retenue que si elle paraît plausible au vu des circonstances. L'exposé des
faits par le destinataire qui se prévaut d'une erreur de distribution, et dont
on peut partir du principe qu'il est de bonne foi, doit être clair et présenter
une certaine vraisemblance (ATF 142
III 599 consid. 2.4.1 p.
604). Dans ce contexte, des considérations purement hypothétiques, selon
lesquelles l'envoi aurait été inséré dans la boîte aux lettres du voisin ou
d'un tiers, ne sont pas suffisantes (arrêts 8C_482/2018 précité consid. 4.3;
9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid. 3.2 et les arrêts cités). 

4.2.2. Le point de savoir si le recourant a rendu plausible
l'existence d'une erreur de distribution, au sens de la jurisprudence précitée,
est une question de fait que le Tribunal fédéral ne peut pas examiner librement
(supra consid. 1). 

 

4.2.3. En l'occurrence, les arguments avancés par le
recourant ne sont pas de nature à démontrer le caractère arbitraire des
constatations du jugement attaqué. Il fait valoir en particulier que des
erreurs de distribution se sont déjà produites mais les copies des lettres
auxquelles il renvoie - produites en instance cantonale - n'apparaissent pas
pertinentes en l'espèce, ni de nature à étayer son propos. En effet,
contrairement à la décision sur opposition de l'intimée, les lettres
prétendument mal distribuées mentionnent au dessus de l'adresse tant le nom des
sociétés que celui du mandataire du recourant (ou le titre "avocat"
sur un des documents). En outre, selon les constatations des premiers juges, le
nom du mandataire du recourant, à laquelle a été adressée la décision sur
opposition, figure uniquement sur la boîte aux lettres de l'étude et non sur
celle des sociétés. Quant à la proximité des deux boîtes, elle ne suffit pas à
rendre vraisemblable une erreur de distribution. Enfin, on ne peut pas non plus
déduire de la date inscrite au moyen du tampon de l'étude que la décision a été
déposée dans la fausse boîte aux lettres. Au final, le recourant n'a apporté
aucun élément concret permettant de conclure, au degré de vraisemblance requis,
à une erreur de distribution. Les premiers juges n'ont donc pas fait preuve
d'arbitraire en considérant que la version du recourant ne reposait que sur une
hypothèse. Dans ces conditions, il n'y a pas lieu de s'écarter de la date de distribution
inscrite dans le relevé "Track & Trace".”

 

                                         In una
pronunzia 8C_124/2019 del 23 aprile 2019 consid. 5 ss., il TF ha ulteriormente
ribadito la validità del sistema di spedizione Posta A Plus, respingendo tutte
le obiezioni che erano state sollevate a tal riguardo dall’insorgente:

 

"
(…). 

5.

Le recourant se plaint d'une constatation
incomplète des faits. Il reproche à l'autorité précédente de n'avoir pas pris
en considération plusieurs pièces produites en instance cantonale. Bien qu'il
l'affirme, il n'explique toutefois pas en quoi ces pièces auraient pu influer
sur l'issue du litige. Son grief ne répond pas aux exigences de motivation de
l'art. 106 al. 2 LTF et n'est pas de nature à démontrer une constatation
manifestement inexacte des faits ou une appréciation arbitraire des preuves.

 

6.

6.1. Invoquant la violation du droit à la preuve (art. 29
al. 2 Cst.), le recourant reproche aux premiers juges de n'avoir pas donné
suite à sa requête tendant à la production par l'intimée des statistiques des envois
de ses décisions sur opposition sur trois ans, en distinguant les jours et la
méthode d'envoi. Il entendait ainsi démontrer que l'intimée envoie
volontairement ses décisions par courrier A Plus le vendredi.  

 

6.2. Le droit d'être entendu garanti par l'art. 29 al. 2
Cst. comprend notamment le droit pour l'intéressé d'obtenir qu'il soit donné
suite à ses offres de preuves pertinentes, de participer à l'administration des
preuves essentielles ou à tout le moins de s'exprimer sur son résultat lorsque cela
est de nature à influer sur la d.ision à rendre (ATF 140 I
285 consid. 6.3.1 p. 299; 135 II 286 consid. 5.1 p. 293 et les arrêts cités).
Toutefois, il est possible de renoncer à l'administration de certaines preuves
offertes, lorsque le fait dont les parties veulent rapporter l'authenticité
n'est pas important pour la solution du cas, lorsque les preuves résultent déjà
de constatations versées au dossier ou lorsque le juge parvient à la conclusion
qu'elles ne sont pas décisives pour la solution du litige ou qu'elles ne
pourraient l'amener à modifier son opinion (ATF 140 I
285 consid. 6.3.1 précité
et les arrêts cités; 136 I 229 consid. 5.3 p. 236). 

 

6.3. Comme l'ont relevé les premiers juges, en droit des
assurances sociales, il n'existe pas de disposition légale obligeant les
assureurs sociaux à notifier leurs décisions selon un mode particulier. Dès
lors, la jurisprudence admet que les assureurs sont libres de décider de la
manière dont ils souhaitent notifier leurs décisions. Ils peuvent en particulier
choisir de les envoyer par courrier A Plus (ATF 142
III 599 consid. 2.4.1 p.
603; voir également, parmi d'autres, arrêt 8C_559/2018 du 26 novembre 2018
consid. 4.3.1). Rien ne les empêche non plus d'envoyer leurs décisions un
vendredi. Dans ces conditions, l'acte d'instruction sollicité par le recourant
n'apparaissait pas pertinent et les premiers juges pouvaient refuser d'y donner
suite. Pour les mêmes raisons, il n'y a pas lieu d'accéder à la requête
formulée une nouvelle fois devant la Cour de céans.  

 

7. 

7.1. Le recourant se plaint d'un déni de justice (art. 29
al. 1 Cst.) et de la violation de son droit d'être entendu (art. 29 al. 2 Cst.
et 6 CEDH), du fait que la juridiction cantonale n'a pas répondu à son
argumentation relative à l'existence d'une lacune proprement dite de la LPGA
ainsi qu'à ses griefs tirés de l'interdiction du formalisme excessif et du
principe de la bonne foi. 

 

7.2. La jurisprudence a déduit du droit d'être entendu le
devoir pour le juge de motiver sa décision, afin que le destinataire puisse en
saisir la portée, le cas échéant, l'attaquer en connaissance de cause et que
l'autorité de recours puisse exercer son contrôle (ATF 138 I
232 consid. 5.1 p. 238 et
les arrêts cités). Pour répondre à ces exigences, il suffit que le juge
mentionne, au moins brièvement, les motifs qui l'ont guidé et sur lesquels il a
fondé sa décision; il n'est pas tenu de discuter tous les arguments soulevés
par les parties, mais peut se limiter à ceux qui lui apparaissent pertinents (ATF 142
III 433 consid. 4.3.2 p.
436 et les arrêts cités). 

 

7.3. En l'espèce, les premiers juges ont appliqué la
jurisprudence du Tribunal fédéral, selon laquelle un envoi expédié par courrier
A Plus se trouve dans la sphère de puissance du destinataire dès la date de
dépôt dans la boîte aux lettres ou la case postale de celui-ci, fût-elle un
samedi. Dans cette mesure, ils ont rejeté, à tout le moins implicitement, les
griefs du recourant tendant à démontrer que la notification par courrier A Plus
ne pouvait pas intervenir le samedi en cas de dépôt dans une case postale. La
cour cantonale a également exposé que ce mode de notification ne violait pas la
garantie d'un procès équitable ni de l'accès au juge. Cela étant, elle n'a pas
violé son devoir de motivation en renonçant à s'exprimer davantage sur les
arguments du recourant, lesquels ne sont pas fondés comme on le verra (infra
consid. 9). 

8.

8.1. Invoquant la violation du droit à un procès équitable
et à l'accès au juge (art. 29 al. 1, 29a Cst. et 6 CEDH), le recourant fait
valoir, en substance, que l'envoi par courrier A Plus offre une protection
moins importante que l'envoi par recommandé ou courrier A, qu'il ampute de deux
jours le délai de recours et crée des incertitudes en fonction du destinataire.

 

8.2.

8.2.1. Les critiques formulées par le recourant sont mal
fondées. 

En effet, selon le mode d'expédition A
Plus, la lettre est numérotée et envoyée par courrier A de la même manière
qu'une lettre recommandée. Toutefois, contrairement au courrier recommandé, le
destinataire n'a pas à en accuser réception. En cas d'absence, celui-ci ne
reçoit donc pas d'invitation à retirer le pli. La livraison est néanmoins
enregistrée électroniquement au moment du dépôt de l'envoi dans la boîte aux
lettres ou la case postale du destinataire. Grâce au système électronique
"Track & Trace" de la poste, il est ainsi possible de suivre
l'envoi jusqu'à la zone de réception du destinataire (ATF 142
III 599 précité consid.
2.2 p. 601 s. et les arrêts cités; arrêts 8C_586/2018 du 6 décembre 2018
consid. 5; 8C_53/2017 du 2 mars 2017 consid. 4.1; 8C_573/2014 du 26 novembre
2014 consid. 2.2).

 

8.2.2. En outre, le délai de recours est le même pour toutes
les formes de notification. Il commence à courir lorsque l'envoi entre dans la
sphère de puissance du destinataire et que ce dernier peut prendre connaissance
du contenu de l'envoi. En présence d'un courrier sans signature (A Plus comme
A), c'est le cas au moment du dépôt dans la boîte aux lettres ou la case
postale. Si l'envoi est distribué un samedi, le délai de recours commence à
courir le dimanche. En présence d'un courrier recommandé, l'envoi entre dans la
sphère de puissance du destinataire lorsqu'il est retiré au guichet. A cet
égard, la notification par lettre recommandée n'offre pas un avantage
significatif puisqu'au stade de l'avis de retrait, le destinataire ne connaît
ni le contenu ni la motivation de la décision qui lui est adressée (arrêts
8C_754/2018 précité consid. 7.2.3; 2C_1126/2014 du 20 février 2015 consid.
2.4).  

 

8.2.3. Par ailleurs, l'accès aux cases postales est en
principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider la case postale le
samedi relève de la responsabilité du destinataire (privé ou commercial).
Celui-ci ne saurait s'en prévaloir pour reporter le dies a quo du délai de
recours, alors que la date de distribution d'un courrier A Plus est facilement déterminable
au moyen du numéro apposé sur l'enveloppe. Contrairement à ce que soutient le
recourant, un tel procédé ne présente aucune difficulté particulière, surtout
pour un cabinet d'avocats, et permet précisément de lever les éventuelles
incertitudes liées à l'envoi sans signature.  

 

9. 

9.1. Le recourant se plaint de la violation du principe de
la bonne foi de l'administration (art. 5 al. 3 et 9 Cst.) en reprochant à
l'intimée d'induire en erreur les assurés en transmettant ses décisions sur
opposition par courrier A Plus. Il invoque également l'interdiction du
formalisme excessif (art. 29 al. 1 Cst.), soutenant que ce mode d'envoi met en
péril les droits des assurés.  

 

9.2. Ces griefs, dont la motivation rejoint en substance
celle développée au point précédent, ne sont pas davantage fondés. On ne
saurait en effet reprocher à l'intimée un comportement déloyal et la mise en
péril des droits des assurés pour avoir choisi un mode de notification
expressément admis par le Tribunal fédéral. En outre, il n'y a pas lieu de
remettre en cause le principe de la réception auquel sont soumises les
communications des autorités et dont il ressort que la prise de connaissance
effective de l'envoi ne joue pas de rôle sur la détermination du dies a quo du
délai de recours (cf. ATF 144 IV
57 consid. 2.3.2 p. 62; 142 III
599 déjà cité consid.
2.4.1; 122 I 139 consid. 1 p. 143; 115 Ia 12 consid. 3b p. 17). On peut d'ailleurs
attendre d'un avocat qu'il tienne compte de ce principe bien établi et recoure
en temps utile.

 

10. 

10.1. Le recourant invoque enfin la violation de l'art. 60
al. 1 LPGA. Selon lui, il appartiendrait au Tribunal fédéral de combler une
lacune de la LPGA, en énonçant clairement les modes de notification acceptables
ou, tout au moins, des règles claires sur l'utilisation du courrier A Plus. Se
référant aux règles sur le comblement des lacunes, en relation notamment avec
l'art. 29 al. 7 de l'Ordonnance du 29 août 2012 sur la poste (OPO; RS 783.01)
et le ch. 2.5.3 des conditions générales de la poste ("Prestations du
service postal" pour les clients commerciaux), il considère qu'une
distribution le samedi doit être exclue. 

 

10.2. Le grief est mal fondé. En effet, au risque de se
répéter, dans le domaine des assurances sociales, le dépôt dans la boîte aux
lettres ou la case postale d'un envoi, par courrier A Plus, constitue le point
de départ pour le calcul du délai de recours, quand bien même la livraison a
lieu un samedi et que le pli n'est récupéré qu'à une date ultérieure, comme le
lundi suivant. Il n'y a pas lieu de revenir sur cette jurisprudence que le
Tribunal fédéral a confirmée à maintes reprises (cf. notamment arrêts
8C_754/2018 consid. 7.2.3 déjà cité; 9C_655/2018 du 28 janvier 2019 consid.
4.4; 8C_559/2018 déjà cité consid. 3.4; 9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid. 3.4;
8C_198/2015 du 30 avril 2015 consid. 3.2; 8C_573/2014 déjà cité consid. 3.1).
Le recourant ne prétend d'ailleurs pas que les conditions d'un changement de
jurisprudence seraient remplies (à ce sujet cf. ATF 144 IV
265 consid. 2.2 p. 269; 142 V 212 consid. 4.4 p. 117; 139 V 307 consid. 6.1 p. 313). Au demeurant, le fait
que le samedi n'est pas mentionné comme jour "ouvrable et de dépôt" à
l'art. 29 al. 7 OPO ne signifie pas pour autant que les envois ne peuvent pas
être distribués ce jour-là. Quant au ch. 2.5.3 "Dimanche et jours
fériés" des conditions générales susmentionnées, il prévoit que "si
la date de distribution (= échéance) tombe un dimanche ou un autre jour férié
reconnu, au niveau étatique ou par l'usage local, au lieu de la prestation, le
premier jour ouvrable qui suit ce dimanche ou jour férié est considéré date de
distribution". On ne peut pas en déduire que le samedi est un jour férié
au sens de cette disposition, auquel cas il serait mentionné au même titre que
le dimanche. Par ailleurs et comme l'ont indiqué les premiers juges, la
référence à l'art. 1 de la loi fédérale du 21 juin 1963 sur la supputation des
délais (RS 73.110.3) n'est pas davantage pertinente, car cette disposition ne
concerne que la fin du délai de recours et non son commencement. Enfin, la
fermeture des bureaux de l'administration, et à plus forte raison des cabinets
d'avocats, ne suffit pas en soi pour reconnaître au samedi le caractère de jour
férié (cf. arrêts 6B_730/2013 du 10 décembre 2013 consid. 1.3.2 et les arrêts cités; 1P.322/2006 du 25 juillet
2006 consid. 2.5).”

 

                                         In una
sentenza 8C_875/2018 del 24 luglio 2019, chiamata a statuire sul ricorso
interposto dall’avvocato della persona assicurata, il quale aveva sostenuto che
l’invio depositato di sabato nella casella postale di uno studio legale
entrerebbe nella sua sfera d’influenza soltanto il lunedì successivo e che
esisterebbe inoltre una disparità di trattamento tra le notifiche mediante
invio raccomandato e quelle mediante Posta A Plus, l’Alta Corte si è espressa
nei seguenti termini:

 

"
(…) L'argumentation est mal fondée. En effet, selon une
jurisprudence déjà bien établie, les communications des autorités sont soumises
au principe de la réception. Il suffit qu'elles soient placées dans la sphère
de puissance de leur destinataire et que celui-ci soit à même d'en prendre
connaissance pour admettre qu'elles ont été valablement notifiées (ATF 144 IV
57 consid.
2.3.2 p. 62; 142 III
599 consid.
2.4.1 déjà cité; 122 I 139 consid. 1 p. 143; 115 Ia 12 consid. 3b p. 17).
Autrement dit, la prise de connaissance effective de l'envoi ne joue pas de
rôle sur la détermination du dies a quo du délai de recours. En outre,
contrairement à ce que laisse entendre la recourante, l'accès aux cases
postales est en principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider la
case postale le samedi relève de la responsabilité du destinataire. Le point de
vue de la recourante reviendrait d'ailleurs à fixer le point de départ du délai
de recours des destinataires d'un envoi sans signature (A Plus comme A)
distribué le samedi de manière différente, selon qu'ils sont ou non représenté
par un mandataire professionnel, ce qui n'est pas admissible. Par ailleurs,
quoi qu'elle en dise, la recourante a bénéficié d'un délai de recours "complet"
dans la mesure où, en dehors des féries judiciaires et avant l'échéance du
délai de recours, les week-ends doivent être pris en compte dans le calcul du
délai de recours, cela indépendamment du mode de notification de la
communication. Enfin, le délai de recours est le même pour toutes les formes de
notification. Il commence à courir lorsque l'envoi entre dans la sphère de
puissance du destinataire et que ce dernier peut prendre connaissance du
contenu de l'envoi. En présence d'un courrier sans signature, c'est le cas au
moment du dépôt dans la boîte aux lettres ou la case postale. Si l'envoi est
distribué un samedi, le délai de recours commence à courir le dimanche. En
présence d'un courrier recommandé, c'est le cas lorsque l'envoi est retiré au guichet.
A cet égard, la notification par lettre recommandée n'offre pas un avantage
significatif puisqu'au stade de l'avis de retrait, le destinataire ne connaît
ni le contenu ni la motivation de la décision qui lui est adressée (cf. les
arrêts déjà cités 8C_124/2019 consid. 8.2.2 et 8C_754/2018 consid. 7.2.3; arrêt
2C_1126/2014 du 20 février 2015 consid. 2.4). En conclusion, il n'y a pas lieu
de revenir sur la jurisprudence mise en cause par la recourante, que le
Tribunal fédéral a confirmée à maintes reprises (supra consid. 4). La
recourante n'expose d'ailleurs pas valablement en quoi les conditions d'un
revirement de jurisprudence seraient remplies (à ce sujet voir ATF 144 V
72 consid. 5.3.2 p. 77 s. et la référence).”

 

                                         Infine, in
una sentenza 8C_330/2020 del 2 luglio 2020, il TF ha definito come puramente
ipotetiche le obiezioni sollevate dall’assicurato, in particolare quella
secondo la quale la Posta avrebbe commesso un errore di notifica, posto che,
quale membro del Consiglio comunale, egli svuoterebbe regolarmente la sua buca
delle lettere e controllerebbe attentamente la corrispondenza ivi depositata:

 

" (…) Dass die
Vorinstanz den Sachverhalt offensichtlich unrichtig festgestellt hätte, ist
nicht erkennbar. Dies gilt insbesondere insoweit, als sie einen falschen
Zustellvermerk durch die Post als nicht ausgewiesen erachtete. Dass sie in den
Angaben des Beschwerdeführers - auch wenn sie glaubhaft sein mögen - keine
konkreten, über blosse Hypothesen hinausgehenden Anhaltspunkte für einen Fehler
bei der Postzustellung erkannte, ist nicht zu beanstanden. Es liegt darin auch
keine Missachtung der im Zusammenhang mit der Zustellung praxisgemäss
massgeblichen Beweisregeln. Unter der für das Bundesgericht verbindlichen
Annahme einer korrekten Postzustellung durfte das kantonale Gericht zudem auf
die rechtsgültige Eröffnung der Suva-Verfügung schliessen, ohne Bundesrecht zu
verletzen. Insbesondere liegt auch keine Verletzung der Ansprüche auf ein
faires Verfahren und auf rechtliches Gehör (im Sinne einer Rechtsverweigerung)
vor.” 

 

                               2.5.   Nella presente fattispecie,
chiamato a pronunciarsi sull’eccezione d’intempestività del ricorso sollevata
dall’assicuratore LAINF resistente, il patrocinatore dell’assicurata ha
formulato segnatamente le seguenti considerazioni:

 

" (…) Tale
invio è giunto all’impianto delle caselle postali di __________ il 20 febbraio
2021 ma di certo non nella casella di posta dello scrivente studio legale.

(…) L’inoltro della CO 1, che non indicava né il nominativo RA 1,
né l’indirizzo corretto, né men che meno la casella postale dello scrivente
studio legale, in data 20 febbraio 2021 non era presente nella casella postale
del patrocinatore della qui reclamante pervenendoci solo lunedì 22 febbraio
2021. 

(…) Gli avvocati dello studio, soliti visionare la posta anche il
sabato mattina, non hanno ritrovato la summenzionata decisione in casella. Con
ogni verosimiglianza, la decisione qui avversata è stata inserita in un’altra
casella, probabilmente nella casella di posta corrispondente agli uffici di __________.
Per quanto consta alla qui ricorrente, la missiva è giunta invece nella casella
di posta corretta solamente lunedì 22 febbraio 2021.

(…) A ulteriore riprova di tale manifesto errore, che oggi
controparte vuole artatamente e – ci si consenta – poco correttamente sfruttare
a suo favore per non confrontarsi sul merito della decisione, sia ulteriormente
rilevato che una dipendente della CO 1, accortasi dell’errore relativo
all’indirizzo indicato sulla decisione su opposizione del 19 febbraio 2021,
lunedì 22 febbraio 2021 in mattinata, ha contattato lo scrivente Studio legale
per informarlo dell’errore ed accertarsi che la decisione ci fosse pervenuta,
circostanza che le è stata confermata dalla praticante dello studio legale che
aveva ritrovato la mattina stessa la busta finalmente giunta nella casella postale
corretta. Proprio a fronte di tale telefonata fu chiesto a CO 1 di voler
modificare l’indirizzo dell’avv. RA 1, quello corretto essendo già
evidentemente in loro possesso visti i precedenti scritti recanti il giusto
recapito.

(…) A questo riguardo, desta più di un sospetto proprio l’invio
della decisione su opposizione all’indirizzo erroneo, quando invece
comunicazioni precedenti sono state inviate all’odierno e corretto indirizzo
postale (cfr. doc. R). Quanto precede, come pure di seguito esposto, manifestamente
in dispregio dei precetti di buona fede. 

(…).

Nel caso di specie, la decisione su opposizione è stata spedita il
19 febbraio 2021, ma dal track & trace si evince unicamente che tale
invio è pervenuto all’impianto di caselle postali di __________ in data 20
febbraio 2021 alle ore 06.37 e non nella casella postale del patrocinatore
della ricorrente, da lì in poi non vi sono informazioni su che fine abbia fatto
tale inoltro, che ribadiamo recava l’indirizzo errato e sabato 20 febbraio 2021
non era presente nella casella postale del patrocinatore della qui ricorrente,
ma vi è stato inserito solamente lunedì 22 febbraio 2021.” (doc. VIII, p. 3
ss.)

 

                                         In corso di causa, questo
Tribunale si è rivolto alla dirigenza dell’ufficio postale di __________,
mediante uno scritto del seguente tenore:

 

" (…) le
rendo noto che lo scrivente Tribunale cantonale delle assicurazioni (TCA) è
chiamato a derimere una vertenza avente per oggetto la ricevibilità di un
ricorso interposto contro una decisione amministrativa intimata mediante il
sistema di spedizione Posta A Plus. 

Trattandosi dell’invio __________, spedito il 19 febbraio 2021
dall’ufficio postale di “__________”, nel sistema di tracciamento degli invii
Track&Trace figura la seguente indicazione: “20 febbraio 2021 – 06:37 - Recapitato
via casella postale - __________” (si veda estratto allegato).

Ai fini dell’istruttoria di causa, la invito a rispondere alle
seguenti domande:

 

1. La data e
l’ora che figura nel sistema di tracciamento con la          menzione “Recapitato
via casella postale” corrisponde al        momento in cui l’invio A Plus
è pervenuto presso l’ufficio postale                   di destinazione oppure a
quello in cui la busta è stata fisicamente                         depositata
nella casella postale del destinatario?

 

2. Nel caso in cui dovesse corrispondere al momento in cui l’invio
A  Plus è pervenuto presso l’ufficio postale di destinazione, il suo         deposito
nella casella postale del destinatario ha luogo il giorno            stesso
oppure soltanto più tardi? Quando precisamente?

 

3. Nel caso concreto, ritiene plausibile che la data del 20
febbraio     2021 corrisponda al momento in cui l’invio                    __________
è stato registrato nel sistema, mentre            quell’invio è stato
fisicamente depositato nella casella postale del                    destinatario
soltanto il lunedì 22 febbraio 2021? Voglia motivare la                    sua
risposta. 

 

4. Il fatto che l’invio indicava un indirizzo errato (via xy,
anziché via   xz), e meglio un vecchio recapito del patrocinatore del
ricorrente,   può aver in qualche modo ritardato il deposito della lettera
nella                   sua casella postale, nel senso che esso avrebbe avuto
luogo                              soltanto il lunedì 22 febbraio 2021? Voglia
motivare la sua                               risposta. (…).” (doc. XIV)

 

                                         Queste le risposte fornite
il 1° luglio 2021 da __________, Responsabile della Regione di recapito lettere
__________:

 

" (…) come
da sua richiesta rispondiamo alle domande poste ai fini dell’istruttoria di
causa relativa all’invio postale A-Plus nr. __________.

 

1. La data che figura nel sistema corrisponde a quella
dell’avvenuto  recapito nella casella postale, trattandosi di un invio A-Plus
lo  stesso viene distribuito direttamente nella casella postale. L’orario          che
figura nel sistema corrisponde al momento in cui l’invio viene          rilevato
dai nostri collaboratori tramite l’apposito apparecchio                              (scanner),
questo orario può differire dall’effettivo inserimento                          dell’invio
nella casella postale; tutti gli invii presenti vengono                                rilevati
in un unico momento ed in seguito depositati nelle caselle                             postali.

 

2. Il deposito ha luogo lo stesso giorno entro l’orario previsto
per      garantire l’offerta di prestazione, per le caselle postali di __________
 corrisponde alle 07:30.

 

3. Nel caso concreto, in circostanze normali, non riteniamo
plausibile           che l’invio sia stato depositato solo il giorno 22.
Purtroppo non     siamo in grado di ricostruire con estrema sicurezza quanto             avvenuto
quel giorno preciso ma lo standard è quello descritto.

 

4. Malgrado l’indirizzo indicato non fosse completo, le
tempistiche    previste sono state comunque rispettate: impostazione il 19     febbraio
– recapito il 20 febbraio. 

 

Mi permetto di farvi presente che il 20 febbraio era un sabato e
che molti clienti al sabato non lavorano e vuotano la casella postale solo al
lunedì, forse la discrepanza sui giorni è dovuta a questo.” (doc. XV)

 

                                         Invitato a formulare le
proprie osservazioni in proposito, l’avv. RA 1 ha in particolare rilevato che:

 

" (…) Rileviamo
all’uopo che le risposte fornite dalla Spettabile Posta CH SA, a seguito delle
domande formulate da codesto lodevole Tribunale, ricalcano la tesi sin qui
sostenuta dallo scrivente legale, confermando che la data del 19 febbraio 2021
e l’orario delle 06.37 indichino unicamente il momento in cui lo stesso è stato
“rilevato” dai collaboratori della posta tramite scanner e che l’orario
dell’effettivo inserimento nelle caselle postali possa differire.

Posta CH SA, peraltro informa che il deposito, in condizioni normali,
ha luogo lo stesso giorno in cui l’invio perviene alla posta, fatto peraltro
mai contestato dalla Signora RI 1, ma non è dato sapere, men che meno con
certezza, e neppure a seguito delle recenti precisazioni di Posta CH SA, e lo
scritto di quest’ultima lo conferma, esattamente in quale casella postale venga
inserito, se quella corretta del destinatario oppure una differente.

Al riguardo, sia detto che l’errore di inserimento di
corrispondenza nelle caselle postali è fatto tutt’altro che eccezionale, lo scrivente
Studio legale trovando in casella quasi ogni giorno corrispondenza a lui non
indirizzata e dovendola restituire, il medesimo giorno o quello successivo,
agli sportelli postali o ancora addirittura non ricevendo per nulla la
corrispondenza inviataci con posta A Plus, di cui si perde totalmente traccia
(cfr. Doc. T: email della Pretura di __________ del 7 luglio 2021, con copia
dell’invio mai consegnato presumibilmente per un piccolissimo errore
nell’indirizzo). 

L’invio e ne siamo persuasi è stato certamente depositato in data
20 febbraio 2021, ma non nella casella postale dello scrivente legale, la posta
non essendo in grado di ricostruire con certezza quanto avvenuto quel giorno
dopo la scansione della lettera per mano dei suoi collaboratori.

In merito alla risposta fornita al punto 4. da Posta CH SA,
contestiamo che l’indirizzo non fosse semplicemente incompleto. Lo stesso era
totalmente errato. A tal proposito non si comprende come Posta CH SA possa
sostenere che le tempistiche siano comunque state rispettate, a meno di voler
ritenere “recapitato” un invio riposto nella casella postale errata. A mente
dello scrivente legale non è sufficiente, anzi è assurdo, sostenere di averlo
depositato in una generica casella postale per ritenerlo consegnato, ammettendo
inoltre che dopo la scansione da parte dei collaboratori di tale invio si
perdono completamente le tracce.

Di più.

Al riguardo, non può non essere evidenziato che proprio Posta CH
SA rilascia un opuscolo recante indicazioni per il corretto indirizzamento
della corrispondenza, precisando che lo stesso

 

                “ costituisce la premessa fondamentale affinché
le 

                  lettere pervengano tempestivamente al
destinatario.”

 

(…).” (doc. XVII)

 

                               2.6.   Posto che, come visto,
secondo il Tribunale federale, vi è la presunzione che il recapito postale
abbia avuto luogo correttamente (cfr. STF 1C_31/2018 consid. 3.3: “… ist somit zu vermuten, dass das
Zustelldatum von den Postangestellten korrekt registriert worden ist …”,
parzialmente riprodotta al consid. 2.4.), occorre
ora esaminare se gli elementi evidenziati dal rappresentante dell’assicurata,
destinatario dell’invio in questione, possano assurgere a indizi concreti
suscettibili di rovesciare tale presunzione (in tal senso, si veda la succitata
STF 1C_31/2018 consid. 4.2: “Entscheidend
ist allerdings (…) das Bestehen von konkreten Anzeichen für einen Fehler
bei der Postzustellung selbst.” – il corsivo è del redattore), precisato che a
ciò nulla muta il fatto che, conformemente alla giurisprudenza federale, la
buona fede del destinatario è da presumere (cfr. sempre la STF 1C_31/2018 consid. 4.2: “Diesbezüglich weist sie zwar zu Recht darauf hin, dass der gute
Glaube zu vermuten ist (vgl. BGE 142 III 599 E. 2.4.1 S. 604 mit Hinweisen), übersieht jedoch, dass dies
nichts an der erwähnten Vermutung ändert, dass die Postzustellung korrekt
erfolgte.” – il corsivo è del redattore). 

 

                                         Preliminarmente
va comunque sottolineato che la presunzione è in concreto
rafforzata dalle precisazioni fornite in corso di causa dai dirigenti
dell’ufficio postale di __________. In effetti, dalle loro indicazioni si
evince che il momento in cui gli invii A Plus vengono registrati mediante
scansione del codice a barre figurante sulle buste (in concreto, le 6.37 di sabato
20 febbraio 2021) non corrisponde esattamente a quello in cui i medesimi invii
vengono fisicamente recapitati nelle caselle postali dei destinatari, ma che la
fase d’inserimento degli invii nelle rispettive caselle postali avviene, in
ogni caso, il giorno stesso del loro arrivo all’ufficio di recapito (e,
quindi, della loro registrazione nel sistema), “entro le 07.30”, come pure che,
per queste ragioni, essi non reputano “… , in circostanze normali, (…)
plausibile che l’invio sia stato depositato solo il giorno 22.” (cfr. supra,
consid. 2.5.).

                                         Dalla
scheda informativa “Posta A Plus (A+) – Trasparenza dell’intero processo di
spedizione”, consultabile sul sito web de LaPosta, risulta del resto che “per
la posta A Plus valgono gli stessi tempi rapidi della posta A: gli invii
arrivano al destinatario il giorno lavorativo dopo l’impostazione, sabato
incluso.” (il corsivo è del redattore). 

                                         Certo,
il sistema di recapito appena descritto - specificatamente il décalage esistente
tra la registrazione dell’invio mediante scansione del codice a barre e quello
del suo recapito in casella postale -, è suscettibile di generare incertezze
nel destinatario, ma ciò è un problema, irrilevante ai fini del presente
giudizio (come detto, il recapito ha comunque luogo il giorno stesso), al quale
spetta alla Posta porre rimedio. Una soluzione potrebbe essere quella prevista
allorquando il recapito dell’invio A Plus non avviene nella casella postale, ma
nella cassetta delle lettere del destinatario. In effetti, in quel caso, sul
tracciamento dell’invio figura, oltre alla data e all’ora dell’arrivo
all’ufficio di recapito, la data e l’ora in cui l’invio è stato fisicamente
depositato nella cassetta delle lettere.

 

                                         Inoltre, è utile ricordare
che la correttezza di un recapito non può essere messa in discussione
genericamente ed in linea di principio. Occorrono per contro degli indizi
concreti che, nel caso specifico, facciano apparire come plausibile
un’errata datazione (in questo senso, si veda la sentenza C-7037/2017 del 16
novembre 2018 del Tribunale amministrativo federale).

 

                               2.7.   Nella presente
fattispecie, nella misura in cui l’avv. RA 1 contesta la validità del sistema
di spedizione Posta A Plus nel suo principio (cfr. doc. VIII, p. 6 s.:
“Bisognerebbe invero imporre a questi ultimi [agli assicuratori, n.d.r.]
l’invio di ogni comunicazione da cui decorre effettivamente un termine legale solo
e solamente tramite Posta Raccomandata.”), le sue critiche cadono nel vuoto. In
effetti, la giurisprudenza federale ha più volte confermato la liceità del
sistema in oggetto (cfr. consid. 2.4.; sul tema, si veda pure
l’articolo di T. Barth, Le courrier A Plus, apparso in Anwaltpraxis/Pratique du
barreau 3/2019, p. 129: “Le courrier A+ ne constitue nullement une révolution
et ne fait que concrétiser la jurisprudence dévelopée sur le principe de la
sphère d’influence. Il permet aux administrations, tribunaux et avocats de
réduire quelque peu leurs coûts en se substituant, lorsque la loi permet cette
forme d’expédition, à un envoi par pli recommandé. Il appartient aux
destinataires des courriers d’être attentifs à ce mode d’envoi et de prendre
les mesures appropriées afin de déterminer quand le courrier a été déposé dans
leurs boîtes aux lettres.”. Il medesimo autore ha peraltro consigliato agli
avvocati di rendere attento il personale incaricato dell’apertura della
corrispondenza all’etichetta A+ e “l’instruire de systématiquement effectuer
un suivi de l’envoi, par exemple en scannant l’étiquette avec l’application
mobile de La Poste, afin de déterminer le moment du dépôt dans la boîte aux
lettres et d.insi calculer correctement l’éventuel délai.” – il corsivo è
del redattore).

 

                                         D’altro
canto, il rappresentante della ricorrente sostiene che i membri del suo studio
legale sono soliti vuotare la casella presso l’ufficio postale di __________
anche il sabato mattina, non trovandovi l’invio A Plus n. __________,
contrariamente quindi a quanto indicato dal relativo Track & Trace. L’invio
in questione è invece stato reperito il lunedì successivo, 22 febbraio 2021, e
portato in ufficio, dove è poi stato apposto il timbro di ricezione (doc. VIII,
p. 3 e doc. XII). 

 

                                         Il patrocinatore ha così esposto
la sua personale versione dei fatti. Alla luce della giurisprudenza federale
precedentemente riprodotta, ciò non può bastare per rovesciare la presunzione che
il recapito ha avuto luogo correttamente. 

                                         Il timbro apposto sulla
decisione impugnata (“22 FEB. 2021”) costituisce un indizio oggettivo circa il
momento in cui è stata vuotata la casella postale, ma non in merito a quello in
cui l’invio è stato effettivamente recapitato in casella. 

                                         In questo contesto, è
ancora utile segnalare che le sentenze emanate nel recente passato dal TCA in
materia di tempestività di ricorsi diretti contro decisioni intimate con il sistema di spedizione Posta A Plus, riguardavano proprio delle fattispecie in cui i patrocinatori della persona
assicurata sostenevano di aver vuotato la casella postale di sabato senza trovare
l’invio in questione, reperito, a loro dire, soltanto il lunedì successivo
(cfr. la STCA 35.2018.121+124 del 6 maggio 2019 e la STCA 35.2018.128 del 6 maggio
2019, entrambe confermate dal TF con pronunzia 8C_399/2019 dell’8 gennaio 2020,
rispettivamente 8C_400/2019 del 13 gennaio 2020). 

 

                                         Nemmeno il fatto che
l’amministrazione abbia erroneamente indirizzato la decisione impugnata al
vecchio recapito postale dell’avv. RA 1, è suscettibile di giustificare una
diversa soluzione. In effetti, così come attestato dalla Posta rispondendo a
questo Tribunale, nonostante l’errore, “… le tempistiche previste sono state
(…) rispettate: impostazione il 19 febbraio – recapito il 20 febbraio.”
(doc. XV – il corsivo è del redattore). D’altro canto, l’affermazione secondo
cui, a causa dell’errore d’indirizzo, la lettera sarebbe stata depositata nella
casella postale di un altro utente per poi essere trasferita in quella del
rappresentante dell’assicurata soltanto il lunedì 22 febbraio 2021, è una mera supposizione
non suffragata dal benché minimo indizio concreto. Del resto, è lecito credere
che, in ragione del traffico di corrispondenza che normalmente genera uno
studio legale, i funzionari della Posta conoscessero la casella postale alla
quale fa capo il patrocinatore dell’insorgente. 

 

                                         In esito a tutto quanto
precede, occorre pertanto affidarsi al tracciamento elettronico dell’invio, in
base al quale la decisione su opposizione del 19 febbraio 2021 è stata
impostata il giorno stesso con il sistema di spedizione Posta A Plus ed è stata
recapitata nella casella postale del rappresentante di RI 1 sabato 20
febbraio 2021 (cfr. doc. Q). Il fatto che la casella postale sia stata
vuotata e, pertanto, si sia presa conoscenza della decisione su opposizione
soltanto lunedì 22 febbraio 2021, non ha alcuna influenza sul momento
determinante l’inizio della decorrenza del termine ricorsuale (cfr. supra,
consid. 2.4.). 

                                         Il termine di ricorso di
30 giorni ha dunque iniziato a decorrere il giorno successivo, ossia domenica
21 febbraio 2021, in virtù dell’art. 38 cpv. 1 LPGA. Esso è
perciò giunto a scadenza lunedì 22 marzo 2021. 

 

                                         Consegnato
all’Ufficio postale di __________ in data 24 marzo 2021 (cfr. la busta
d’invio allegata all’impugnativa), il ricorso deve essere ritenuto tardivo e,
pertanto, irricevibile in ordine. 

 

                               2.8.   L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020,
prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita
per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia
essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA prevede ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61
lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a
prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo
prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese
processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato. 

 

La
procedura è pertanto di principio onerosa se concerne la fissazione dei
contributi (cfr. Messaggio concernente la modifica della legge federale sulla
parte generale del diritto delle assicurazioni sociali, FF 2018, p. 1303 e
seguenti, p. 1334: “La
mozione Gruppo UDC 09.3406 chiede che venga abolito il principio della gratuità
delle procedure di ricorso davanti ai tribunali cantonali nell’ambito delle
assicurazioni sociali. L’indicazione secondo cui la procedura è gratuita va
pertanto soppressa (art. 61 lett. a D-LPGA). Saranno così applicabili le
disposizioni del diritto cantonale relative alle spese di procedura. Per quanto
riguarda invece le controversie relative a prestazioni, la lettera fbis
contempla l’addebito di spese soltanto nel caso in cui la singola legge lo
preveda. Nell’assicurazione invalidità una tale regolamentazione è già in
vigore dal 1° luglio 2006 (art. 69 cpv. 1bis LAI)”).

 

                                         Secondo l’art. 82a LPGA
(Disposizione transitoria, cfr. RU 2021 358), ai ricorsi pendenti dinanzi al
tribunale di primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del
21 giugno 2019 si applica il diritto anteriore.

 

                                         In concreto, il ricorso è
stato inoltratro il 24 marzo 2021 e pertanto si applica il nuovo diritto.

 

                                         Trattandosi di prestazioni dell’assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni per le quali il legislatore federale non ha previsto di
prelevare le spese, la presente procedura è esente da spese.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è irricevibile.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti