# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e00954b0-7408-5449-93ef-4acb54d356e3
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-11-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.11.2025 D-1591/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1591-2025_2025-11-06.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1591/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  6  n o v e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio),  

Mathias Lanz, Lukas Müller,  

cancelliere Miroslav Vuckovic. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Nigeria,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 3 febbraio 2025. 

 

 

 

D-1591/2025 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a Il richiedente, cittadino nigeriano di etnia igbo originario di B._______ 

([…]) classe 1990, ha presentato domanda d’asilo in Svizzera il 19 ottobre 

2023. Il 26 gennaio 2024, la Segreteria di Stato della migrazione (di se-

guito: SEM) ha emanato una decisione di non entrata nel merito ai sensi 

del regolamento di Dublino, che a seguito della scadenza dei termini di 

trasferimento verso l’C._______, è stata revocata il 20 giugno 2024; l’inte-

ressato è stato assegnato alla procedura d’asilo nazionale ed attribuito al 

Cantone D._______. L’8 luglio seguente ha avuto luogo un’approfondita 

audizione sui motivi d’asilo ai sensi dell’art. 29 LAsi (RS 142.31) e l’11 luglio 

seguente, il dossier del richiedente è stato assegnato alla procedura am-

pliata. 

 

A.b Il richiedente, ha dichiarato di essere espatriato più volte a partire dal 

(…) a causa di persecuzioni che avrebbe subìto da parte dell’Ebubeagu, 

un corpo di miliziani legato al partito al potere in Nigeria, poichè avrebbe 

sostenuto il gruppo separatista “Indigenous People of Biafra” (di seguito: 

IPOB) ed i Biafran Movement attraverso la pubblicazione di contributi a loro 

favore sui social media. Nel (…) del (…) membri di quest’ultimo lo avreb-

bero ricercato, incendiando il suo negozio, dove egli vendeva (…); a se-

guito di tale episodio, nel (…) del 2022 egli sarebbe infine espatriato. 

 

A.c Il richiedente non ha versato agli atti né documenti d’identità né alcun 

mezzo di prova a sostegno della propria domanda. 

 

B.  

Con decisione del 3 febbraio 2025, notificata il 5 febbraio 2025, la SEM ha 

negato al richiedente la qualità di rifugiato, ha respinto la sua domanda 

d’asilo e ne ha pronunciato l’allontanamento dalla Svizzera, incaricando il 

Cantone D._______ dell’esecuzione di quest’ultima misura. 

 

C.  

C.a Con ricorso del 7 marzo 2025 (data d’entrata: 10 marzo 2025), l’insor-

gente si aggrava dinnanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: 

Tribunale o TAF) postulando l’annullamento della decisione della SEM. 

 

C.b Con decisione incidentale del 12 marzo 2025, l’insorgente è stato invi-

tato a regolarizzare entro sette giorni l’atto ricorsuale, presentato senza 

firma (cfr. atto TAF n. 3); invito a cui ha dato seguito il 20 marzo successivo 

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integrando inoltre il ricorso con nuove conclusioni e motivazioni (cfr. atto 

TAF n. 5). 

 

C.c Con decisione incidentale del 1° aprile 2025, il Tribunale ha concesso 

all’insorgente l’esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle 

presunte spese processuali ed ha invitato l’autorità inferiore ad inoltrare 

una risposta, esprimendosi in particolare sulle effettive possibilità di prose-

guire la terapia medica essenziale anche nella città e nel Paese d’origine 

(cfr. atto TAF n. 6). 

 

C.d Con osservazioni del 22 maggio 2025, l’autorità ha presentato un 

nuovo consulting medico e si è riconfermata nella propria decisione propo-

nendo il respingimento del ricorso (cfr. atto TAF n. 9). 

 

C.e Con ordinanza del 22 luglio 2025, il Tribunale ha trasmesso al ricor-

rente le osservazioni della SEM, corredate dal consulting medico, invitan-

dolo a replicare (cfr. atto TAF n. 10). Il ricorrente ha replicato con scritto del 

5 agosto 2025 (cfr. atto TAF n. 11), che il Tribunale ha infine trasmesso per 

conoscenza all’autorità inferiore (cfr. atto TAF n. 12). 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

 

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 

cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 

 

2.  

Con il ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'ina-

deguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale 

non è inoltre vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle 

considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomenta-

zioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

 

 

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3.  

3.1 Nella decisione impugnata, l’autorità inferiore ha ritenuto il narrato 

dell’interessato inconsistente, privo di criteri di contenuto e caratterizzato 

da grande confusione e contraddizioni. Il racconto spontaneo sarebbe 

stato estremamente povero di dettagli e troppo succinto, mentre le succes-

sive spiegazioni – nonostante le molteplici possibilità concessegli – sareb-

bero state fin troppo concise e ripetitive. Il sostegno ad IPOB si sarebbe 

limitato a qualche pubblicazione sui social media ed alle partecipazioni a 

due manifestazioni nel 2017, quest’ultime considerate non credibili. Infatti, 

egli non avrebbe fornito dettagli in merito alla sua presenza alle stesse, 

rispondendo alle domande postegli in maniera stereotipata e generica. Non 

è poi chiaro né come il suo status di sostenitore di IPOB sarebbe stato 

segnalato alle autorità e all’Ebubeagu, né da chi, in quanto l’interessato 

avrebbe solo dichiarato trattarsi di persone a lui prossime, senza ulteriori 

precisazioni. Inoltre, non risulterebbe chiaro in che modo egli abbia ap-

preso di essere sotto osservazione sin dal 2019. In merito all’episodio, ri-

tenuto centrale dalla SEM, della ricerca infruttuosa e dell’incendio del ne-

gozio per mano dei miliziani, l’interessato non avrebbe minimamente con-

testualizzato i fatti in questione ed avrebbe fornito un quadro poco chiaro e 

confusionario. Inoltre, tale circostanza non sarebbe stata menzionata du-

rante il racconto spontaneo, sollevando dubbi sulla sussistenza dell’evento 

stesso. Non sarebbe chiaro dove lo avrebbero ricercato, in quanto egli 

avrebbe fornito un luogo differente ad ogni nuova versione dei fatti. I nu-

merosi espatri e rimpatri, avvenuti negli anni precedenti alla fuga, non sa-

rebbero compatibili con gli asseriti timori di ritornare in Nigeria. L’autorità di 

primo grado si sarebbe dunque attesa un’esposizione dei motivi d’asilo e 

del vissuto dell’interessato più dettagliata e convincente, tenuto conto in 

particolare del suo livello di istruzione e della sua esperienza professionale. 

Di conseguenza, le sue dichiarazioni non sono state ritenute conformi ai 

requisiti di verosimiglianza ex art. 7 LAsi e, pertanto, la SEM non ha ritenuto 

opportuno procedere con un esame ai sensi dell’art. 3 LAsi. 

 

Da ultimo, l’autorità di prima istanza ha ritenuto che nulla osterebbe all’ese-

cuzione dell’allontanamento dell’interessato verso la Nigeria. Nemmeno il 

suo stato di salute, in quanto un consulting medico redatto dalla Sezione 

Analisi indicherebbe la possibilità per lo stesso di accedere anche in Nige-

ria ai medicinali essenziali ed alle cure mediche necessarie, comprese le 

trasfusioni a cadenze trisettimanali. L’assicurazione sanitaria statale forni-

rebbe inoltre un supporto economico per gli eventuali costi ed egli avrebbe 

anche diritto ad ottenere un sostegno finanziario ex art. 93 cpv. 1 lett. d 

LAsi. Con riferimento ad un eventuale trapianto di midollo osseo, la SEM 

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ritiene che lo stesso non sarà necessario qualora l’interessato proseguisse 

con regolari trasfusioni. 

 

3.2 Nel proprio gravame e nel complemento alla regolarizzazione, l’interes-

sato ha brevemente esposto il pericolo al quale sarebbe esposto qualora 

tornasse in Nigeria, soprattutto in quanto sostenitore dell’IPOB. In relazione 

ai molteplici rimpatri degli anni passati, egli ha ritenuto che fossero inevita-

bili, in quanto né a E._______ né in F._______ vi sarebbero state le condi-

zioni idonee per vivere in modo dignitoso e/o provvedere al proprio sosten-

tamento con mezzi leciti. In aggiunta, egli rammenta come il suo negozio 

sarebbe stato bruciato ed il suo migliore amico ucciso dalle milizie 

Ebubeagu. Con riferimento al proprio stato di salute, l’interessato reputa 

che un rimpatrio risulterebbe pericoloso, poiché in Nigeria non avrebbe mai 

beneficiato di alcun aiuto statale, non disporrebbe di assicurazione sanita-

ria e non potrebbe ricevere trattamenti medici comparabili a quelli ottenuti 

in Svizzera. 

 

3.3 Nelle proprie osservazioni, la SEM ha evidenziato quanto emerso da 

una nuova ricerca (consulting medico) più individualizzata sulle possibilità 

concrete di accesso ai trattamenti medici essenziali per l’insorgente in Ni-

geria. La maggior parte degli stessi sarebbe possibile in centri specializzati 

da lui facilmente raggiungibili, mentre i restanti in zone limitrofe. Parimenti, 

tale considerazione può estendersi anche ai medicinali, eccezion fatta per 

un farmaco disponibile attualmente solo ad Abuja. Da ultimo, qualora ne-

cessario in futuro, il ricorrente avrebbe altresì l’opportunità di sottoporsi ad 

un trapianto di cellule staminali per pazienti affetti da anemia falciforme; 

tale trattamento sarebbe infatti disponibile ad Abuja già a partire dall’agosto 

2024. Pertanto, sulla base delle nuove risultanze, l’autorità inferiore si è 

riconfermata nei propri considerandi. 

 

3.4 In sede di replica, l’insorgente ha sostenuto che, in ragione delle pro-

prie condizioni cliniche e della scarsità dei farmaci indispensabili, non sa-

rebbe in grado di ricevere un trattamento sanitario appropriato nel Paese 

di provenienza. Tutte le cure – trasfusioni incluse – dovrebbero essere dun-

que proseguite in Svizzera, in quanto quelle intraprese in Nigeria in passato 

sarebbero state causa diretta del grave deterioramento della sua salute. 

Un ritorno in patria rappresenterebbe quindi un rischio vitale reale con ele-

vate possibilità di esito letale. Il trapianto di midollo osseo sarebbe una ne-

cessità medica impellente, da eseguirsi necessariamente in Svizzera, in 

quanto la procedura disponibile in Nigeria sarebbe praticata soltanto 

dall’agosto 2024 e mancherebbero tuttora dei risultati clinici affidabili 

sull’efficacia della stessa. Pertanto, sussisterebbe il rischio concreto di 

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essere sottoposto a trattamenti sperimentali non ancora testati e potenzial-

mente letali. 

 

4.  

4.1 Oggetto della presente controversia è stabilire se la decisione impu-

gnata, con la quale la SEM ha negato all’interessato la qualità di rifugiato 

e pronunciato il suo allontanamento dalla Svizzera, sia lesiva del diritto fe-

derale o fondata su un accertamento inesatto ed incompleto dei fatti giuri-

dicamente rilevanti. 

 

4.2  

4.2.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le dispo-

sizioni della LAsi (art. 2 cpv. 1 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo 

statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifu-

giati; esso comprende il diritto di risiedere in Svizzera (art. 2 cpv. 2 LAsi). 

4.2.2 Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposi-

zione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le mi-

sure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 

LAsi). Sarà quindi riconosciuto come rifugiato colui che ha dei motivi og-

gettivamente riconoscibili da terzi (elemento oggettivo) di temere (ele-

mento soggettivo) di essere esposto, in tutta verosimiglianza e in un futuro 

prossimo, ad una persecuzione (per i dettagli, cfr. DTAF 2011/51 con-

sid. 6.2; 2010/57 consid. 2.5). 

4.2.3 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). La dottrina e la giurisprudenza 

riconoscono determinati elementi per riconoscere la verosimiglianza delle 

allegazioni: le indicazioni del ricorrente devono essere, sufficientemente 

fondate, concludenti, plausibili ed il richiedente dev’essere credibile. La 

credibilità delle affermazioni del ricorrente viene messa in dubbio, segna-

tamente, se egli nasconde degli elementi importanti o se rifiuta di collabo-

rare con l’autorità all’accertamento dei fatti. Il giudizio sulla verosimiglianza 

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non deve ridursi ad una mera verifica della plausibilità del contenuto di ogni 

singola allegazione, bensì dev’essere il frutto di una ponderazione tra gli 

elementi essenziali a favore e contrari ad essa. Sarà pertanto decisivo de-

terminare, da un punto di vista oggettivo, quali fra questi risultino prepon-

deranti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1). 

4.3  

4.3.1 Nel caso in esame, il Tribunale non ritiene possa essere prestata ade-

sione né alle tesi ricorsuali né a quanto in seguito integrato dal ricorrente, 

non essendovi quindi fondamenti per discostarsi dalle conclusioni dell’au-

torità inferiore.  

4.3.2 In primo luogo, le allegazioni concernenti le persecuzioni asserita-

mente subite ad opera dell’Ebubeagu non possono essere ritenute verosi-

mili. L’assoluta mancanza di dettagli, la generale vaghezza del narrato, 

così come il fare contradditorio dell’interessato, sono tutti elementi che con-

corrono a confermare l’inverosimiglianza di quanto esposto dallo stesso. 

Occorre convenire con l’autorità inferiore che il racconto spontaneo espo-

sto dal ricorrente è stato oltremodo succinto (cfr. atto SEM n. […]-60/15, 

D77). Neppure i quesiti di approfondimento hanno trovato adeguato riscon-

tro, essendo stati soddisfatti in maniera superficiale dallo stesso (cfr. atto 

SEM n. 60, D78-84). Egli si è infatti limitato a qualificarsi quale sostenitore 

dell’IPOB e dei Biafran Movement, indicando alcuni post su Facebook e la 

partecipazione a due manifestazioni quali presunti motivi scatenanti di per-

secuzioni non meglio precisate. A tal proposito, egli non ha fornito alcun 

mezzo di prova che potesse corroborare la sua versione dei fatti; né 

screenshot delle proprie pubblicazioni dal 2019 ad oggi né fotografie o altre 

prove che confermino la sua presenza ai raduni del 2017. I dettagli forniti 

in merito alle due manifestazioni sono invero molto scarni, generici e ste-

reotipati (cfr. atto SEM n. 60, D92-98), avvalorando l’improbabilità tanto 

della sua partecipazione agli stessi quanto – più in generale – del suo so-

stegno ad IPOB. In merito all’episodio principale, ossia la ricerca da parte 

dei miliziani e l’incendio del negozio, da lui richiamato solo succintamente 

nel racconto spontaneo, il ricorrente ha fornito risposte eccessivamente 

sommarie nonostante le ripetute e specifiche domande della SEM (cfr. atto 

SEM n. 60, D126-141). Come correttamente rilevato dall’autorità inferiore, 

sorprende la superficialità con cui è stato esposto un episodio che avrebbe 

dovuto rivestire carattere centrale e significativo nella vita del ricorrente, 

circostanza che ne compromette inevitabilmente la credibilità.  

4.3.3 Da ultimo, va sottolineata la condotta contraddittoria del ricorrente, 

con riferimento ai molteplici espatri e rimpatri precedenti al 2022. Difatti, 

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egli sarebbe espatriato una prima volta nel (…), asseritamente onde evitare 

persecuzioni conseguenti alla sua partecipazione alle manifestazioni del 

2017. Dopo il periodo passato a E._______, egli avrebbe spontaneamente 

deciso di rientrare in patria nel (…), date le condizioni “orribili” presenti in 

tale Paese (cfr. atto SEM n. 60, D119). In seguito egli sarebbe espatriato 

alla volta della F._______, per rientrare in Nigeria già pochi mesi dopo, 

poiché nemmeno lì vi sarebbero state le condizioni da lui auspicate (cfr. 

atto SEM n. 60, D124). L’impressione che se ne ricava è che l’insorgente 

sia espatriato in primis per conseguire condizioni di vita migliori, sotto il 

profilo economico e sociale. Un eventuale timore di subire persecuzioni in 

Nigeria, qualora invero sussistente, ha rivestito sempre un’importanza se-

condaria. Prova ne è il fatto che egli è rientrato più volte in patria, sebbene 

conscio degli asseriti pericoli. Pertanto, all’esito di una valutazione com-

plessiva, il narrato in esame – anche alla luce del buon grado di istruzione 

del ricorrente – si presenta eccessivamente impersonale, tanto da non ap-

parire come genuina rappresentazione del suo vissuto. 

4.3.4 Considerato quanto sopra menzionato, il Tribunale giudica dunque 

che l’insieme delle allegazioni succitate non può essere ritenuto verosimile 

ai sensi dell’art. 7 LAsi. Ne deriva che non si impone alcun esame dei motivi 

d’asilo ex art. 3 LAsi. 

 

5.  

Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia 

di norma l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione (art. 44 

LAsi). Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 LAsi nonché art. 32 OAsi 1; cfr. DTAF 2013/37 

consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1). Il Tribunale è pertanto tenuto a confer-

mare la pronuncia dell’allontanamento. 

6.  

6.1 L’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI, 

RS 142.20), applicabile per rinvio dell’art. 44 LAsi, dispone che l’esecu-

zione dell’allontanamento dev'essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), am-

missibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 

LStrI). Qualora una di queste condizioni non sia adempiuta, la SEM di-

spone l'ammissione provvisoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 LStrI). 

6.2 Il ricorrente afferma che l’esecuzione del suo allontanamento dalla 

Svizzera sarebbe inesigibile in virtù della sua condizione medica e delle 

cure essenziali alle quali non potrebbe avere accesso in Nigeria. Di 

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conseguenza, in assenza di trattamenti adeguati, la sua vita sarebbe con-

cretamente in pericolo in caso di rimpatrio. 

6.3 Secondo l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non è 

ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera. A tale proposito, il ricorrente non 

può, per i motivi già esposti, prevalersi del principio del divieto di respingi-

mento in quanto non dispone della qualità di rifugiato (art. 5 cpv. 1 LAsi). 

Inoltre, non v’è motivo di considerare l’esistenza di un rischio personale, 

concreto e serio di essere esposto ad un trattamento proibito, in relazione 

all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene 

o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 

(Conv. tortura, RS 0.105). Anche l’attuale situazione dei diritti umani in Ni-

geria non risulta essere ostativa al suo rimpatrio (cfr. ex pluris sentenza del 

TAF D-6582/2024 del 26 febbraio 2025 consid. 10.2 e relativi riferimenti). 

Le problematiche mediche possono altresì assumere rilievo sotto il profilo 

dell’ammissibilità soltanto in situazioni straordinarie e di estrema gravità 

(cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.1.2-9.1.6; sentenza della CorteEDU [Grande 

Camera] Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 

segg.), che non trovano riscontro nella presente vicenda, come risulta dagli 

atti (cfr. anche infra consid. 6.4). L’esecuzione dell'allontanamento risulta 

perciò ammissibile. 

6.4  

6.4.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione non può essere ragionevol-

mente esigibile qualora, nello stato di origine o di provenienza, lo straniero 

venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali 

guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. 

6.4.2 In Nigeria non vige attualmente un contesto di guerra, guerra civile o 

violenza generalizzata riguardante l'integralità del territorio, che permetta 

di presumere – a priori e nei confronti di tutti i cittadini di tale Paese – l’esi-

stenza di una messa in pericolo concreta ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI 

(cfr. ex pluris sentenza del TAF D-6582/2024 del 26 febbraio 2025 consid. 

11.2 e relativi riferimenti). Inoltre, mere difficoltà sociali e economiche, alle 

quali tutta la popolazione residente è esposta, non sono in principio suffi-

cienti per essere qualificate quali pericolo concreto ai sensi dell'art. 83 

cpv. 4 LStrI (cfr. DTAF 2008/34 consid. 11.2.2) 

6.4.3 Il ricorrente è giovane e dispone di un’importante formazione scola-

stica, essendosi laureato presso il Politecnico di G._______ (cfr. atto SEM 

n. 60, D55). Egli ha già dimostrato inoltre in passato le proprie abilità 

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imprenditoriali aprendo due negozi di (…), peraltro in due città differenti. In 

Nigeria egli ritroverà un’importante rete di supporto sociale, in quanto il pa-

dre ed il fratello vivono a H._______ mentre le due sorelle vivono a 

G._______, città limitrofa a B._______. In aggiunta, come correttamente 

indicato dalla SEM, egli ha già avuto modo di rientrare dopo due espatri in 

Nigeria reinserendosi sempre con successo. 

6.4.4  

6.4.4.1 In casu, si impone un’attenta considerazione dello stato di salute 

del ricorrente, in quanto tale circostanza potrebbe costituire un impedi-

mento all’esecuzione del suo allontanamento verso la Nigeria. 

6.4.4.2 Per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile se, nel caso di rientro 

nel loro paese d’origine o di provenienza, esse potrebbero non ricevere le 

cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni minime d’esistenza, 

ossia i trattamenti di medicina generale e d’urgenza assolutamente neces-

sari alla garanzia della dignità umana. Se le cure necessarie possono es-

sere assicurate nel Paese d’origine, all’occorrenza con altri trattamenti ri-

spetto a quelli prescritti in Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento sarà 

quindi ragionevolmente esigibile. Non lo sarà invece più se, in ragione 

dell’assenza di possibilità di trattamento adeguato, lo stato di salute della 

persona interessata si degraderebbe così rapidamente al punto da con-

durla, in maniera certa, alla messa in pericolo concreta della sua vita o ad 

un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più grave della sua integrità 

fisica (cfr. DTAF 2014/26 consid. 7.3; 2011/50 consid. 8.3). 

 

6.4.4.3 Preliminarmente, va rilevato che la Sezione Analisi della SEM ha 

redatto il 17 ottobre 2024 un consulting medico (cfr. atto SEM n. 74) riferito 

alla situazione individuale del ricorrente e volto a valutare in particolare le 

possibilità di prosecuzione delle cure necessarie in Nigeria. L’interessato 

ha avuto modo di esprimersi a riguardo con scritti del 29 novembre e 3 

dicembre 2024 (cfr. atti SEM n. 80 e 81). Tale consulting medico è stato 

ritenuto in parte lacunoso dal Tribunale, il quale ha invitato l’autorità infe-

riore ad approfondire la propria ricerca di modo da fornire chiare indicazioni 

sulle concrete possibilità di accesso alle cure indispensabili al ricorrente 

(cfr. atto TAF n. 6). Egli è infatti affetto da una malattia genetica ereditaria 

che non è stata adeguatamente curata ed ha portato a gravi conseguenze 

mediche. Il 21 maggio 2025 è stato quindi redatto un nuovo consulting me-

dico (cfr. atto SEM n. 97), che – come verrà esposto in seguito – il Tribunale 

ritiene sufficientemente circostanziato ed individualizzato acché si possa 

confermare l’effettiva possibilità per l’interessato di curarsi, non solo nel 

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Pagina 11 

proprio Paese ma principalmente nella sua città d’origine e nelle zone limi-

trofe.  

 

6.4.4.4 Nel caso concreto, il ricorrente è affetto da anemia falciforme, la 

quale causa numerose patologie, quali l’insufficienza renale cronica, l’iper-

paratiroidismo normocalcemico e la retinopatia a cellule falciformi, la cole-

cistolitiasi sintomatica, l’addominalgia, l’iperpotassiemia e l’ipovitaminosi. 

Egli è inoltre cardiopatico ed ha subìto in passato un intervento medico di 

posizionamento di una protesi (…). In aggiunta, il richiedente – il cui gruppo 

sanguigno è raro in Svizzera – si sottopone obbligatoriamente a trasfusioni 

sanguigne (eritroaferesi) con cadenza trisettimanale (cfr. atti SEM n. 71 e 

72). I medicamenti da lui assunti sono i seguenti (cfr. atto SEM n. 81, alle-

gato; principio attivo indicato tra parentesi): Zyloric (allopurinolo), Norvasc 

(amlodipina), Forxiga (dapagliflozin), Litalir (idrossicarbamide), Novalgin 

(metamizolo), Nephrotrans (bicarbonato di sodio), Dafalgan (paraceta-

molo), Resonium A (polistirensolfonato), Triatec (ramipril), oltre che acido 

folico e vitamina D3. 

 

6.4.4.5 Innanzitutto, il secondo consulting medico predisposto dalla SEM 

attesta che tutti i trattamenti necessari all’interessato sarebbero reperibili 

presso l’ospedale universitario di B._______, ove – previa determinazione 

sierologica del gruppo sanguigno – verrebbero effettuate le trasfusioni tri-

settimanali, indispensabili al mantenimento di un quadro clinico stabile (cfr. 

atto SEM n. 97). Quanto alla posizione sostenuta dal ricorrente, che attri-

buisce alle trasfusioni effettuate in Nigeria in passato la responsabilità di-

retta del marcato deterioramento del suo stato di salute, la stessa non può 

essere condivisa. Difatti, si rammenta che egli – sebbene a conoscenza 

della propria patologia anemica sin dall’infanzia – non si è volutamente sot-

toposto, dal 2015 e sino all’ultimo espatrio, alle adeguate cure, recandosi 

dai medici solo in caso di dolori (cfr. atto SEM n. 60, D13-20). Non è dato 

accertare se cure regolari nel Paese d’origine avrebbero evitato il deterio-

ramento riscontrato in Europa; esse avrebbero tuttavia con ogni probabilità 

contribuito a mitigarne gli effetti. Per quanto attiene ai medicamenti essen-

ziali, dai consulting risulta che essi sono reperibili nella città del ricorrente, 

ed in una località limitrofa, o che vi siano quantomeno dei farmaci conte-

nenti i medesimi principi attivi. L’unico appunto concerne i farmaci a base 

di polistirensolfonato, che al momento del primo consulting si trovavano 

unicamente presso le farmacie di Abuja, con ritardi nella distribuzione. Non 

si ravvisano ad ogni modo impedimenti di sorta che ostacolino l’interessato 

dal recarsi nella predetta città per rifornirsi dei necessari medicinali. Inoltre, 

l’interessato potrà beneficiare in entrata di un sostegno finanziario volto a 

garantire l’assistenza medica per un periodo limitato nel Paese d’origine, 

D-1591/2025 

Pagina 12 

segnatamente mediante la predisposizione di una riserva di farmaci prima 

del rimpatrio (art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi e art. 73 segg. dell’Ordinanza 2 

sull’asilo relativa alle questioni finanziarie dell’11 agosto 1999 [OAsi 2, RS 

142.31]). 

 

6.4.4.6 Qualora in futuro si rendesse inoltre necessario un trapianto – 

eventualità non ravvisabile nell’immediato né, come sostenuto dall’insor-

gente, urgente – sussisterebbe la concreta possibilità di sottoporvisi anche 

in patria. In particolare, a partire dall’agosto 2024, presso l’ospedale uni-

versitario di Lagos vengono eseguiti trapianti di cellule staminali destinati a 

pazienti affetti da anemia falciforme (cfr. atto SEM n. 97). Trattasi invero di 

un trapianto specificamente consigliato sia dalla Dr.ssa I._______ (specia-

lista in ematologia), che ha visitato il ricorrente nell’agosto del 2024 

(cfr. atto SEM n. 72, pag. 4), che dalla Dr.ssa J._______ (specialista in me-

dicina interna generale) nel suo scritto del 28 novembre 2024 (cfr. atto SEM 

n. 81, allegato). Non si può, in tal senso, accogliere l’assunto dell’insor-

gente secondo cui detti interventi difetterebbero di risultati clinici affidabili 

o sarebbero da considerarsi sperimentali, non testati e dunque potenzial-

mente pericolosi. Pertanto, deve escludersi la fondatezza dell’affermazione 

secondo cui egli non potrebbe continuare le cure in patria, posto che i me-

dicinali necessari sono reperibili in Nigeria e che l’interessato, godendo 

della libertà di domicilio, potrebbe trasferirsi in altra regione per assicurarsi 

l’accesso agli stessi. Si rammenta infine che l’eventuale differenza tra gli 

standard medici vigenti in Svizzera e quelli del Paese d’origine non costi-

tuisce di per sé elemento pertinente; sicché non è sufficiente, per escludere 

l’esecuzione dell’allontanamento, affermare che una terapia conforme agli 

standard svizzeri non potrebbe essere proseguita nello Stato di rimpatrio 

(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3; sentenza del TAF D-166/2023 del 13 feb-

braio 2023, consid 11.1) 

 

6.4.4.7 Da ultimo, con riferimento alla copertura dei costi delle cure, oltre 

al già menzionato aiuto al ritorno (cfr. supra, consid. 6.4.4.5), occorre rile-

vare che in Nigeria è disponibile un sistema di assicurazione sanitaria sta-

tale, il quale prevede diversi piani di copertura, tra cui quello privato che è 

accessibile a qualsiasi persona che disponga di un impiego 

(cfr. <https://www.nhia.gov.ng/service/health-insurance/>, consultato il 

06.11.2025). Va detto inoltre che il ricorrente ha già ricevuto in passato cure 

mediche ed aveva un medico di riferimento in Nigeria (cfr. atto SEM n. 60, 

D13-21), eppure non ha mai riferito di aver avuto alcun problema nell’ac-

cesso ai servizi sanitari. Pertanto, in considerazione del livello di istruzione, 

della rilevante esperienza professionale e delle comprovate capacità im-

prenditoriali del ricorrente, appare ragionevole attendersi che egli 

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Pagina 13 

intraprenda un’attività lavorativa idonea a consentirgli la stipula della men-

zionata assicurazione sanitaria (cfr. sentenza del TAF E-6087/2020 del 6 

luglio 2022 consid. 7.5.5.2), tanto più che le sue condizioni mediche non 

risultano essere debilitanti a tal punto da impedirgli di svolgere un’attività 

lavorativa.  

 

6.4.4.8 Alla luce delle considerazioni che precedono, il Tribunale ritiene 

che l’interessato non presenti problematiche mediche di gravità tale da im-

pedire l’esecuzione del suo allontanamento verso la Nigeria, potendo egli 

senz’altro avere accesso nel Paese d’origine alle cure essenziali. Nem-

meno si può ritenere che egli rischi che il suo stato di salute si degradi in 

maniera così rapida da metterne in pericolo, in maniera certa, la vita o da 

causare un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più grave alla sua 

integrità fisica. 

 

6.4.4.9 Pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento si rivela ragionevol-

mente esigibile. 

 

6.5 Infine, non risultano impedimenti sotto il profilo della possibilità dell'e-

secuzione dell’allontanamento, in quanto il ricorrente, usando della neces-

saria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 

(cfr. art. 47 cpv. 1 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12). 

6.6 Visto quanto precede, la decisione avversata va confermata anche per 

quanto concerne l’esecuzione dell'allontanamento. 

7.  

In esito, la SEM non ha violato il diritto federale e neppure ha accertato in 

modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 

LAsi). La stessa non è nemmeno incorsa in un abuso del suo potere d’ap-

prezzamento in relazione alla misura dell’allontanamento pronunciata. Per-

tanto, il ricorso deve essere respinto e la decisione avversata confermata. 

8.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-

rico del ricorrente soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; art. 3 lett. b del Re-

golamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

Tuttavia, considerata la situazione del ricorrente – al quale, con decisione 

incidentale del 1° aprile 2025, era stata concessa l’esenzione dall’anticipo 

delle spese ex art. 63 cpv. 4 terza frase – non appare equo addossargli 

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Pagina 14 

spese processuali ai sensi dell’art. 6 lett. b TS-TAF. Si rinuncia pertanto a 

prelevare le spese processuali. 

9.  

La presente sentenza è definitiva e non può essere impugnata mediante 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-1591/2025 

Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Miroslav Vuckovic 

 

 

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