# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4d6e03cd-f3ca-5a2c-9dff-f03085ac2c30
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.06.2010 D-4731/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4731-2006_2010-06-02.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4731/2006/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2  g i u g n o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Hans Schürch; 
cancelliere Carlo Monti;

A._______, Congo (Kinshasa), 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 26 settembre 2005 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4731/2006

Fatti:

A.
L'interessata,  originaria  della  Repubblica  Democratica  del  Congo 
(RDC),  la  quale  ha  risieduto,  a  suo  dire,  a  B._______  fino  ad 
agosto 2002 e da ultimo a C._______ nella provincia D._______ (cfr. 
verbale d'audizione del 9 settembre 2005, pag. 1 e ricorso, pag. 3 ), ha 
presentato domanda d'asilo in Svizzera il 24 agosto 2005.

Sentita sui suoi motivi d'asilo, ha dichiarato, in sostanza e per quanto è 
qui di rilievo, di essere espatriata per il timore di essere uccisa dai ri -
belli. Tali guerriglieri  l'avrebbero rapita il  20 giugno 2005 insieme alla 
sua datrice di lavoro - una commerciante d'oro - allorquando si trovava 
a C._______ ed abitava nella stessa dimora di quest'ultima (cfr. verba li 
d'audizione  del  9  settembre  2005,  pag.  4  e  del  19 settembre 2006, 
pagg. 4 nonché 7). L'avrebbero quindi portata in una foresta dove sa-
rebbe stata violentata svariate volte. Trascorsa una settimana, sarebbe 
riuscita a fuggire ed avrebbe trovato rifugio in un convento di suore a  
C._______ da dove - dopo due giorni di permanenza - si sarebbe re-
cata a E._______, a bordo di un camion, per poi lasciare la RDC in 
data 25 luglio 2005 (cfr. verbali d'audizione del 9 settembre 2005, pag. 
4 e del 19 settembre 2005, pag. 12). Avrebbe quindi raggiunto il centro 
di accoglienza “F._______” a G._______, Uganda. Da lì sarebbe giunta 
a H._______, Belgio, a bordo di un aereo, ed infine in Svizzera in auto 
(cfr. verbale d'audizione del 9 settembre 2005, pagg. 4-5).

B.
Con decisione del 26 settembre 2005, l'Ufficio federale della migrazio -
ne (in seguito: UFM, autorità inferiore) ha respinto la succitata doman-
da d'asilo. Esso ha pure pronunciato l'allontanamento della richiedente 
dalla Svizzera nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo, sic-
come lecita, esigibile e possibile.

C.
In data 23 ottobre 2005, l'interessata ha inoltrato ricorso dinnanzi alla 
già  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (in  seguito: 
CRA) contro la decisione dell'UFM. Ha chiesto la conferma dell'effetto 
sospensivo, l'annullamento della decisione impugnata con conseguen-
te concessione dell'asilo in Svizzera e, in via sussidiaria, la concessio-
ne dell'ammissione provvisoria congiuntamente ad una domanda d'as-

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sistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dalle spese processuali 
e del relativo anticipo.

D.
La CRA, con ordinanza del 1° novembre 2005, ha autorizzato la ricor-
rente  a  soggiornare  in  Svizzera  fino  al  termine della  procedura. Ha 
inoltre rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi particolari, a chiede-
re alla ricorrente il versamento di un anticipo a copertura delle presu-
mibili spese processuali. Nel contempo, ha invitato l'autorità inferiore a 
presentare una risposta al ricorso.

E.
Con risposta del 18 gennaio 2006, l'UFM, ha proposto la reiezione del 
gravame.

F.
Con ordinanza del 20 gennaio 2006, la CRA ha concesso all'insorgen-
te un termine fino al 6 febbraio 2006 per presentare una replica.

G.
Il  6  febbraio 2006,  l'autrice del  gravame ha inoltrato l'atto  di  replica 
onde ha, in sostanza, rimandato a quanto già esposto nel ricorso.

H.
A  partire  dal  1°  gennaio  2007,  il  Tribunale  amministrativo  federale 
(TAF) è subentrato alla CRA.

I.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in materia d'asilo  sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

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Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in virtù  
dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5  
PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferio-
re, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un in -
teresse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA); è pertanto legittimata ad aggravar-
si contro di essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 105 vLAsi), alla forma e al  
contenuto dell'atto di ricorso (art. 50 e 52 PA) sono soddisfatti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
2.1 Il TAF osserva, altresì, che dal 1° gennaio 2007 giudica, in quanto 
sia competente, i ricorsi pendenti al 31 dicembre 2006 presso le com-
missioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi dei 
dipartimenti. Il  giudizio si svolge secondo il  nuovo diritto processuale 
(art. 53 cpv. 2 LTAF).

2.2 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

3.
3.1 Giusta  l'art. 33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando  del-
l'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua del-
la decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il procedi-
mento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano, 
il ricorso è stato presentato in francese, di modo che la presente sen-
tenza va redatta in italiano.

4.
Con ricorso al TAF, possono essere invocati la violazione del diritto fe-

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derale, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi). Il  TAF non è vincolato né dai 
motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche del -
la decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti  (cfr. sen-
tenza del TAF D-4917/2006 del 12 luglio 2007, consid. 3; PIERRE MOOR, 
Droit administratif, vol. II, 2ª ed., Berna 2002, n. 2.2.6.5).

5.
Giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai ri -
fugiati. L'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a perso-
ne in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiati. Esso comprende 
il diritto di risiedere in Svizzera.

Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiate le persone che, nel paese d'o-
rigine o di  ultima residenza,  sono esposte a seri  pregiudizi  a causa 
della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determina-
to gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato 
timore di essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segna-
tamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della 
libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica in -
sopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tenere conto dei motivi 
di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità  
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-
traddittorie,  non  corrispondono  ai  fatti  o  si  basano  in  modo  deter -
minante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi-
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza deve 

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essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di 
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di 
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà  
giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante  (cfr.  GICRA 
1995 n. 23).

6.
6.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato inverosimile non-
ché in più punti povero di dettagli, impreciso, contraddittorio e privo di 
qualsiasi elemento capace di avvalorarlo il racconto della richiedente 
concernente i  suoi  motivi  d'asilo. In  particolare,  non avrebbe saputo 
rendere verosimile il suo periodo di prigionia nella foresta ed ha ritenu-
to la descrizione del luogo di reclusione, delle violenze sessuali subite,  
del suo vissuto di  detenzione e del capo dei ribelli,  stereotipata, ap-
prossimativa  e  convenzionale.  Inoltre,  si  sarebbe  contraddetta  nella 
seconda audizione quando sarebbe stata portata fuori dalla capanna 
assieme alla sua datrice di lavoro dai ribelli. Infatti, avrebbe allegato in 
un primo momento che quest'ultimi avrebbero buttato loro la bibbia per 
prenderle in giro perché non sarebbero riuscite a leggerla poiché era 
notte, mentre, in un secondo tempo, avrebbe dichiarato che fuori v'era-
no lanterne e torce e che, per tale motivo, la sua superiore avrebbe vi-
sto cadere fuori  dalla  bibbia la  sua “attestation de perte  des pièces 
d'identité”. Inoltre, l'esecuzione dell'allontanamento sarebbe ammissi-
bile, esigibile e possibile.

6.2 Nel gravame, l'insorgente ha affermato, in sostanza e per quanto è 
qui di  rilievo, che l'UFM non avrebbe compreso le sue allegazioni in 
sede d'audizione. Inoltre,  le  dichiarazioni  fatte  nel  corso della  prima 
audizione  avrebbero  soltanto  un  valore  probatorio  ristretto  per  l'ap-
prezzamento  circa  la  verosimiglianza  dei  suoi  motivi  d'asilo. Ha  poi 
segnalato  una  trasmissione  della  Télévision  Suisse  Romande  2 
(TSR 2) la quale dimostrerebbe la situazione nel suo Paese d'origine e 
quindi  la  verosimiglianza  del  suo  racconto.  Ha  altresì  allegato  che 
l'UFM non avrebbe intrapreso delle ricerche approfondite, circa i motivi  
per i quali avrebbe lasciato il suo Paese a seguito dell'invasione della 
provincia D._______ da parte dei ribelli ed il fatto che le autorità statali  
non  sarebbero  state  in  grado  di  proteggerla.  Inoltre,  il  documento 
allegato al  ricorso dimostrerebbe la veridicità del suo racconto e dei 
suoi  timori  legati  ad  un'eventuale  esecuzione  dell'allontanamento 
verso la RDC.

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6.3 Nella risposta al gravame, l'UFM ha osservato che il  ricorso non 
conterrebbe alcun nuovo elemento atto a confutare le argomentazioni 
sviluppate nella decisione impugnata. In particolare, il documento pre-
sentato dalla ricorrente non corroberebbe i motivi d'asilo concernenti il  
suo Paese d'origine.

6.4 Nella replica, la ricorrente ha, per quanto è qui di rilievo, rimanda-
to a quanto esposto nel ricorso.

7.
Questo  Tribunale osserva che,  come rettamente rilevato dall'autorità 
inferiore  nella  decisione  impugnata,  le  dichiarazioni  determinanti  in 
materia d'asilo rese dall'insorgente s'esauriscono in mere, generiche 
ed imprecise affermazioni di parte, non corroborate dal benché minimo 
elemento di seria consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel  
provvedimento litigioso.

Come ritenuto in entrata, la ricorrente ha affermato di aver vissuto a 
B._______ fino ad agosto 2002 e di  essersi  poi recata a C._______ 
nell'est del Congo. Avrebbe preso tale decisione ai fini di trovare lavoro 
e  perché  sarebbero  morte  sua  madre  ed  una  sorella  (cfr.  verbale 
d'audizione del 19 settembre 2005, pagg. 2-4).

Su questo punto, va avantutto osservato, che quo alla narrazione del 
suo  spostamento  dall'ovest  all'est  del  paese,  peraltro  senza 
indicazione di mezzi e modi di come ciò sia avvenuto, risulta già da un 
punto  di  vista  dell'esperienza  di  vita  e  dell'agire  umano,  non 
convincente. Lasciare B._______, ovvero una zona del Congo ritenuta 
non affetta da violenze generalizzate, per spostarsi per lavoro in una 
zona caratterizzata  da conflitti  armati,  risulta  quanto  meno contrario 
alla  logica  dell'agire.  Ancor  meno  logico  è  il  fatto  che  la  ricorrente 
sarebbe stata addirittura accompagnata da sua sorella ed i suoi due 
nipoti  di  sei,  rispettivamente  sette  anni;  che  avrebbe  vissuto  a 
C._______ per quasi tre anni pur essendo cosciente dei pericoli ai cui  
andava incontro. Infatti,  l'insorgente stessa ha dichiarato che “i  ribelli 
attaccavano spesso la città”, oppure che “ad un certo punto c'era un 
po'  di  insicurezza  a  C._______,  però noi  siamo  rimaste  lì e  io  ho 
continuato  a  lavorare”  (cfr.  verbali  d'audizione  del  9  e  del 
19 settembre 2005,  pag. 4).  Del  resto,  avendo  vissuto  dapprima  a 
B._______, dove aveva sicuramente accesso ai mass media, e vista la 
sua formazione scolastica (quinta media), risulta improbabile che non 
sia  già stata al  corrente della  situazione nell'est  del  paese prima di  

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spostarsi in tale direzione, mettendosi in tal modo deliberatamente in 
pericolo di vita (cfr. verbale d'audizione del 19 settembre 2005, pag. 2).

Circa poi le vicissitudini allegate del vissuto ad est del paese, risulta 
alquanto inverosimile il fatto di non ricordarsi di quante volte sarebbe 
stata stuprata visti, tra l'altro, il breve periodo trascorso in prigionia di 
appena  una  settimana ed  il  lasso  temporale  fino  alla  presentazione 
della  sua  domanda  d'asilo  in  Svizzera  di  soli  2  mesi  (cfr.  verbale 
d'audizione  del  19 settembre  2005,  pag.  12).  Sarebbe  poi illogico  il 
comportamento dei ribelli che l'avrebbero fatta uscire dalla capanna di 
notte facilitandole in tal modo la fuga (cfr. ibidem, pag. 10). Anche per 
quanto riguarda la fuga risulta incredibile che vi sia riuscita nel modo 
descritto visto il suo pessimo stato di salute, ossia l'asserita debolezza 
a causa della  scarsa nutrizione, la faccia gonfia a tal punto che non 
vedeva niente ed il  fatto che non riusciva a camminare senza l'aiuto 
della  sua  superiore  (cfr.  verbale  d'audizione  del  19 settembre 2005, 
pagg.  5  e  11).  Peraltro,  si  sarebbe  perfino  messa  a  dormire  nella 
foresta  la  stessa  notte  in  cui  sarebbe  fuggita  dando  così ai  ribelli 
maggiori probabilità  di  raggiungerla  (cfr.  ibidem,  pag. 11).  E'  pure 
contro la logica dell'agire il fatto di aver proseguito la sua fuga lungo la 
strada per C._______ (cfr. ibidem) ed il fatto che non solo sia tornata 
nella  città  del  suo ultimo domicilio  per  due giorni,  bensì sia rimasta 
nella zona est del Congo per un altro mese prima di espatriare (cfr. 
verbale d'audizione del 9 settembre 2005, pag. 5).

Anche  dal  racconto  sul  rapimento  risulta  inverosimile  che  ella  sia 
fuggita  senza nemmeno informarsi  delle sorti  dei  familiari  i  quali  -  a 
suo dire - sarebbero tutt'ora a C._______ (cfr. verbali d'audizione del 
9 settembre  2005,  pag.  2  e  del  19 settembre  2005,  pag.  2).  Tale 
circostanza risulta  a  maggior  ragione  incredibile considerato  il  fatto 
che dopo la sua fuga dai ribelli  si sarebbe nascosta addirittura nella 
medesima città in un convento di suore per due giorni ed il fatto che 
doveva aspettarsi almeno delle rappresaglie da tali forze armate rivolte 
contro  i  suoi  familiari  visto  che  poteva  aspettarsi  che  l'avrebbero 
dapprima  cercata  a  casa  della  sua  datrice  di  lavoro  (cfr.  verbale 
d'audizione del 19 settembre 2005, pag. 12).

Infine, non ha chiarito alcunché nel gravame e nella successiva replica 
riferendosi  semplicemente  alla  situazione  generale  nella  regione 
D._______ limitandosi a segnalare una trasmissione televisiva.

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Per quel che riguarda lo scritto del centro d'accoglimento “F._______” 
di  G._______  (Uganda)  presentato  quale  mezzo  di  prova  in  sede 
ricorsuale,  codesto  Tribunale  ritiene  che  tale  documento  non  la 
soccorre, in quanto i problemi incontrati in Uganda - al di là del fatto se  
verosimili o meno - sono successi in un Paese terzo e quindi irrelevanti 
per la sua domanda d'asilo.

In considerazione di quanto precede, visti tutti gli elementi allegati nel 
loro  insieme,  codesto  Tribunale  ritiene  che  l'UFM  ha  rettamente 
considerato i motivi presentati dalla ricorrente come inverosimili e non 
realizzanti  le  condizioni  della  qualità  di  rifugiato  previste 
dall'art. 3 LAsi.

Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, desti tuito 
d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata.

8.
La ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  (art.  14 
cpv. 1 e 2 e 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo 
relativa  a questioni  procedurali  dell'11 agosto 1999  [OAsi  1, 
RS 142.311]).

9.
9.1 Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento, 
l'art. 83 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, 
RS 142.20) prevede che la  stessa sia ammissibile  (cpv. 3),  esigibile 
(cpv. 4)  e  possibile  (cpv. 2). In  caso  di  non adempimento  di  una di 
queste condizioni,  l'Ufficio  federale  dispone l'ammissione provvisoria 
(art. 83  cpv. 1  LStr).  La  questione  dell'ammissibilità,  dell'esigibilità  e 
della  possibilità  dell'allontanamento  deve  essere  esaminata  d'ufficio 
(cfr. decisione del TAF D-3975/2007 del 15 giugno 2007, consid. 3.4; 
WALTER KÄLIN, Grundriss des Asylverfahrens, Basilea e Francoforte sul 
Meno, 1990, pag. 262).

9.2 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr non si  esaurisce peraltro nella 
massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto in -
ternazionale della Svizzera possono essere ostativi all'esecuzione del 
rimpatrio, in particolare l'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali  del  4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-

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tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 
10 dicembre 1984  (Conv.  tortura,  RS  0.105).  L'applicazione  di  tali 
disposizioni  presuppone  l'esistenza  di  serie  e  concrete  ragioni  per 
ritenere  che  lo  straniero  possa  essere  esposto,  nel  Paese  verso  il  
quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli. Spetta 
all'interessato  di  rendere  plausibile  l'esistenza  di  siffatte  serie  e 
concrete ragioni.

In casu non è dato rilevare alcun serio indizio secondo cui la ricorrente 
possa essere esposta in caso di rimpatrio al rischio reale ed immedia-
to  di  un  trattamento  contrario  a  siffatte  disposizioni.  In  altri  termini,  
quest'ultima non ha saputo fornire un insieme d'indizi, oppure presun-
zioni  non  contraddette,  sufficientemente  gravi,  precisi  e  concordanti 
quo ad un pericolo d'esposizione personale ad atti o fatti che si riten-
gono contrari alle disposizioni sopraccitate.

Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme del diritto pub-
blico internazionale nonché della LAsi.

9.3 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'e -
secuzione  non  può  essere  ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello 
Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concre-
tamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, 
violenza generalizzata o emergenza medica.

La prima disposizione citata si applica principalmente ai " réfugiés de 
la violence", ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni del-
la qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti,  ma 
che fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza gene-
ralizzata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'al -
lontanamento comporterebbe un pericolo concreto, in particolare per-
ché esse non potrebbero più ricevere le cure del quale esse hanno bi-
sogno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vive-
re durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e per-
tanto esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di 
salute,  all'invalidità  o  persino  la  morte.  Per  contro,  le  difficoltà  so-
cio-economiche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regio-
ne, in particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di 
formazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale espo-
sizione  al  pericolo.  L'autorità  alla  quale  incombe  la  decisione  deve 
dunque, in ogni  singolo caso, confrontare gli  aspetti  umanitari  legati 

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alla situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel 
suo Paese dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pub-
blico  militante  a  favore  del  suo  allontanamento  dalla  Svizzera 
(GICRA 2005 n. 24, consid. 10.1, pag. 215).

Ciò  posto,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento  ri -
conducibili all'art. 83 cpv. 4 LStr, il TAF osserva nondimeno che in Con-
go (Kinshasa) non vige attualmente una situazione di  guerra, guerra 
civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazio -
ne nella totalità del territorio  nazionale. Infatti,  secondo la prassi del 
TAF, l'allontanamento è di  principio esigibile  per  le  persone aventi  il  
loro ultimo domicilio a Kinshasa o in una città aeroportuale dell'ovest 
del Paese, oppure che dispongono di una solida rete sociale o familia-
re in una di queste città. Tuttavia, va precisato che, anche in tali circo -
stanze, l'allontanamento rimane, su riserva di un'accurata valutazione 
di caso in caso, di principio inesigibile per un richiedente accompagna-
to da un bambino in tenera età (specialmente un bambino di meno di  
sei anni), oppure da numerosi bambini, per gli anziani, per le persone 
malate, oppure per le donne non accompagnate e sprovviste di  una 
rete  sociale  o  famigliare  (cfr.  fra  le  tante  sentenza  del  TAF 
D-4786/2007 del 12 febbraio 2009 e GICRA 2004 n. 33, consid. 8.3, 
pag. 237).

Nella fattispecie la ricorrente non rientra in uno dei succitati gruppi vul-
nerabili.  Dalle  carte  processuali  non  si  evince  neppure  che  ella  sia 
sprovvista di una rete sociale o famigliare in patria, segnatamente nel-
la parte ovest del paese, ciò anche alla luce della ritenuta inverosimi-
glianza del suo spostamento avvenuto da ovest ad est (cfr. consid. 7).  
In altre parole, si può partire dal presupposto che la ricorrente abbia 
ancora una rete sociale a B._______ – in particolare sua sorella ed i 
suoi due nipoti – con i quali avrebbe vissuto, quand'anche non chiara-
mente deducibile dagli atti di causa, per alcuni anni con la sua famiglia 
nel Comune di I._______. Vi è quindi ragione di credere che ivi abbia 
ancora un certo numero di conoscenze alle quali poter rivolgersi (cfr. 
verbale d'audizione del 9 settembre 2005, pag. 1).

In tale ambito e visto che ha leso severamente la sua credibilità nel 
corso  della  presente  procedura  d'asilo,  codesto  Tribunale  non  può 
nemmeno escludere che sappia onde si trovi suo padre. Che non ab-
bia poi dovuto pagare ella stessa il viaggio in aereo costituisce un ulte-

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D-4731/2006

riore indizio a favore di stretti contatti in loco pronti a sostenerla al suo 
rientro (cfr. verbale d'audizione del 9 settembre 2005, pag. 5).

Quanto alla situazione personale dell'insorgente, la medesima ha una 
discreta formazione scolastica (quinta media) ed una certa esperienza 
professionale  quale  cassiera  (cfr.  verbale  del  19 settembre  2005, 
pag. 2  e  “attestation  de  perte  des  pièces  d'identité”  del  26 giu-
gno 2002).

Infine, ella non ha nemmeno allegato di soffrire di gravi problemi di sa-
lute che possano giustificare un'ammissione provvisoria (GICRA 2003 
n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la 
necessità di una permanenza dell'autore del gravame in Svizzera per 
motivi medici.

In siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto sicco-
me adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole con 
riferimento alle effettive possibilità per la stessa di un adeguato reinse-
rimento sociale nel suo Paese d'origine.

In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento 
è ragionevolmente esigibile nella fattispecie.

9.4 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-
secuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti,  la ricorrente, 
usando della dovuta diligenza potrà procurarsi  ogni documento neces-
sario al rimpatrio.

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

10.
Visto quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ra-
gionevolmente esigibile e possibile. Per conseguenza, anche in materia 
d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la que-
relata decisione confermata.

11.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il dirit-
to federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di pri-
me cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridica-
mente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), 
per il che il ricorso va respinto.

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D-4731/2006

12.
Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata 
(art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudi-
ce (art. 111 lett. e LAsi).

13.
Ritenuto che il  ricorso era privo di probabilità d'esito favorevole, la do-
manda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento 
delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA).

14.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico della ricorrente (art.  63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

15.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico della ricorren-
te. Il succitato saldo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro 
un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di pagamento)
- UFM,  Divisione  soggiorno,  (allegati:  incarto  N [...]  e  copia  del 

ricorso del 23 ottobre 2005, per corriere interno; in copia);
- J._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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