# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2fa213a2-302a-58e5-9e5d-eb5383ad15d3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-12-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 14.12.1999 14.1999.00024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1999-00024_1999-12-14.html

## Full Text

Incarto n.

  14.1999.00024

  	
  Lugano

  14 dicembre
  1999 /MR/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo nella causa a procedura sommaria di cui all’inc.EF.98.041
della Pretura di Mendrisio-Sud  a dipendenza dell'istanza di sequestro del 16
gennaio 1998 di 

 

                                          __________ 

                                         __________

 

e
dell'opposizione formulata il 29 gennaio 1998 da

 

                                         __________

                                      

 

al decreto di sequestro 16 gennaio 1998 emanato dal Pretore della
Giurisdizione di __________;

 

opposizione parzialmente accolta dal Segretario assessore della
Pretura di __________, che con decisione 26 febbraio 1999 ha cosi statuito:

 

    “1.     L’opposizione
al sequestro è parzialmente accolta.

  1.1.     Di
conseguenza il decreto di sequestro 16 gennaio 1998 è così modificato: 

             sequestro presso il __________ di __________ di ogni
avere in denaro, titoli e metalli, anche eventuali cassette di sicurezza di
spettanza di __________ __________i, in particolare il saldo della relazione
__________ fino a concorrenza del credito di Fr. 273'983.20 oltre ad interessi
del 10% dalla data media del 1° gennaio 1994.

 

     2.     Le spese e la tassa di giustizia di Fr. 1’000.--,
da anticipare come di rito, sono poste a carico per 1/3 di >__________,
__________, per i restanti 2/3 di __________, __________, la quale rifonderà a
__________ Fr. 1’000.-- a titolo di indennità.

 

      3.    omissis.”

 

decisione impugnata da ___________, che con appello 15 marzo 1999
chiede sia giudicato:

 

    “1.     L'appello
è accolto.

 

             Di
conseguenza: 

    2.      La sentenza 26 febbraio 1999 del Segretario
assessore della Pretura di __________ è così riformata:

 

             1.      L’istanza
di opposizione al sequestro è accolta.

 

             2.      Il decreto di sequestro 16 gennaio 1998
del Pretore di __________ a carico di __________ __________, di cui all'inc.
__________, ed il sequestro eseguito dall'UEF di __________ presso il
__________, __________, in data 16 gennaio 1998, sono revocati ed annullati.

 

             3.      Spese e tasse a carico di __________,
__________, la quale rifonderà a __________ l'importo di Fr. 10'000.-- a titolo
di ripetibili.

 

   3.       Spese,
tasse e ripetibili a carico di __________, __________.”

 

Viste le osservazioni
16 aprile 1999 di __________ __________, __________;

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto:                    A.   Il 22 febbraio 1996 __________
__________, cittadina __________ figlia del defunto __________ __________, ha
ottenuto dal Pretore di __________ nei confronti di __________ __________
__________, domiciliata a __________ e pure cittadina __________ il sequestro
presso il __________ __________ di __________ dei suoi averi fino a concorrenza
di un credito di Fr. 89'770.-- oltre accessori derivante da un mutuo di DM
103'000 concesso dal defunto alla debitrice. Siffatto sequestro - ordinato
sulla base dell'art. 271 cpv.1 n.4 vLEF nel tenore in vigore fino al 31
dicembre 1996 - è stato annullato dal Tribunale federale il 28 maggio 1996 a
seguito del ricorso di diritto pubblico interposto da __________ __________
__________. A convalida del sequestro è stata introdotta nel frattempo una
causa di accertamento del credito presso la Pretura di __________ (__________).

 

                                  B.   Il
7 giugno 1996 __________ __________ ha nuovamente ottenuto dal Pretore di
__________ - sempre sulla base dell'art. 271 cpv.1 n.4 vLEF - il sequestro
presso la medesima banca di tutti gli averi di __________ __________ __________
fino a concorrenza del credito di Fr. 649'300.-- più Fr. 89'770.-- (DM 103'000)
oltre interessi al 10% su Fr. 360'000.-- dal 12 ottobre 1993, su Fr. 7'300.--
dal 22 ottobre 1993, su Fr. 282'000.-- dal 30 marzo 1995 e su Fr. 89'770.-- dal
22 marzo 1991. La creditrice ha sostanziato la propria pretesa di restituzione con
donazioni asserite nulle pari a Fr. 694'300.-- nonché con il preteso mutuo,
subordinatamente una donazione pure nulla, di Fr. 89'770.-- (DM 103'000), che
il defunto __________ __________ aveva concesso alla __________ __________. Il
10 giugno 1996 la banca ha comunicato all'UEF che il sequestro ha dato esito
parzialmente fruttuoso. A convalida del sequestro 7 giugno 1996 è tuttora
pendente presso la Pretura di ____________________ una causa di accertamento
del credito (inc. __________) che è stata congiunta con la precedente causa inc.__________.

 

                                  C.   Dopo aver proceduto - nell'ambito dell'istruttoria delle
cause __________ - a un esame della documentazione bancaria relativa a
__________ __________ __________ e al figlio __________ __________, con istanza
16 gennaio 1998 __________ __________ ha chiesto alla Pretura della
Giurisdizione di __________ un nuovo sequestro presso il __________ di
__________ di tutti gli averi di __________ __________ __________ - in
particolare del saldo della relazione __________ - per un credito di
complessivi Fr. 650'192.35 oltre accessori per indebito arricchimento a seguito
di ulteriori versamenti (oltre a quelli considerati nei precedenti sequestri)
che il defunto __________ __________ avrebbe effettuato sine causa - le
donazioni essendo nulle per difetto di forma - in favore di __________
__________ __________. Il sequestro è stato chiesto sulla base dell’art. 271
cpv.1 n.4 LEF in vigore dal 1° gennaio 1997.

 

                                  D.   Con
decisione 16 gennaio 1998 il Segretario assessore ha accolto l’istanza e
ordinato il sequestro di quanto ivi indicato, facendo tuttavia obbligo alla
creditrice di prestare una garanzia ex art. 273 LEF di Fr. 130'000.--.

 

                                  E.   Con
atto 29 gennaio 1998 __________ __________ __________ ha formulato opposizione
al sequestro, con protesta di tasse, spese e indennità, contestando sia la
verosimiglianza che l'ammontare del credito (saggio di interesse applicato e
data di decorrenza inclusi) per il quale è chiesto il sequestro, che la
verosimiglianza della causa di sequestro invocata - in particolare in punto
all'esistenza di un legame sufficiente della pretesa con la Svizzera. Riguardo
al credito, non sarebbe stato reso verosimile che gli averi accreditati sul
conto __________ presso il __________ __________ siano da ricondurre a
versamenti di __________ __________ o provengano comunque dal patrimonio di
questi. Quanto al legame sufficiente con la Svizzera, nel caso concreto la
pretesa della creditrice sequestrante trarrebbe origine dall' asserito indebito
arricchimento dell'opponente nell'aver ricevuto somme di denaro da __________
__________ a titolo di donazioni o disposizioni di ultima volontà nulle. Ora
siffatta pretesa per arricchimento indebito non avrebbe alcun legame con la
Svizzera, in particolare la sola circostanza che le somme percepite dalla
debitrice sequestrata, cittadina straniera residente all'estero, si trovino su
un conto della stessa in Svizzera non creerebbe un legame sufficiente con la
Svizzera della pretesa di restituzione.

 

                                  F.   All’udienza
di discussione 20 maggio 1998 - preceduta irritualmente da uno scambio di
allegati - __________ __________ __________ ha confermato la sua opposizione al
sequestro, contestando in particolare che gli accrediti sul conto bancario
sequestrato indicati dalla creditrice sequestrante provengano da __________
__________, rispettivamente che la pretesa di restituzione fatta valere dalla
creditrice abbia un legame sufficiente con la __________ __________ __________
da parte sua ha confermato in sostanza l'istanza di sequestro, rilevando in
particolare che le condizioni economiche della debitrice - con un reddito annuo
medio nel periodo 1991-1995 non superiore ai cinquanta milioni di lire e senza
attività lavorativa dalla metà del 1992 -  e la notoria disponibilità economica
del defunto __________ __________ rendono più che verosimile che anche gli
accrediti di cui all'istanza di sequestro - che si riferiscono al periodo di
frequentazione di __________ con la debitrice e che come per gli accrediti
accertati nelle precedenti procedure portano la dicitura "bonifico da un
cliente" - siano da ricondurre allo stesso __________ e siano avvenuti
come gli altri a titolo gratuito senza rispettare la dovuta forma. Da qui la
pretesa di restituzione per indebito arricchimento della creditrice - in forza
del proprio titolo di erede universale del defunto. Quanto al legame
sufficiente della pretesa con la Svizzera, esso sarebbe dato dal fatto che il
luogo di esecuzione dei trasferimenti - nulli per difetto di forma - è la
Svizzera, gli accrediti contestati essendo intervenuti sul conto intestato alla
debitrice presso il __________ di __________. Con decisione 26 febbraio 1999 il
Segretario assessore ha parzialmente accolto l’opposizione di __________
__________ __________ e confermato il sequestro 16 gennaio 1998 limitatamente
all'importo di Fr. 273'983.20 oltre interessi al 10% dal 1° gennaio 1994,
caricando la tassa di giustizia e le spese per 1/3 all’opponente e per 2/3 alla
creditrice sequestrante, con l'obbligo per quest'ultima di rifondere alla
controparte Fr. 1’000.-- a titolo di indennità. In sostanza il Segretario
assessore ha ridotto la pretesa della creditrice ritenendo in primo luogo
siccome verosimile che una parte degli accrediti contestati presso il
__________ __________ di __________ - per un importo di complessivi Fr.
225'059.40 - costituiscono "meri trapassi da altri suoi (di __________
__________) conti", non riconducibili a versamenti di __________. Inoltre
anche in merito a una seconda parte di accrediti - per un totale di Fr.
151'149.75 - provenienti da conti della debitrice presso la __________ di
__________, il primo giudice ha affermato che "nulla indica che queste
somme siano entrate nella sfera patrimoniale dell'opponente nel periodo in cui
frequentava __________ ". Soltanto tre accrediti - FF 866'606 del 26
giugno 1992, US$ 38'823.52 del 24 settembre 1992 e US$ 5'000.-- del 4 agosto
1995, per complessivi Fr. 273'983.20 - sono stati riconosciuti come
verosimilmente attribuibili a versamenti di __________ a favore di __________,
e ciò alla luce da un lato degli elementi forniti dalla creditrice quali il suo
"pluriennale legame" con __________, i precedenti versamenti a suo
favore, qualificati dalla medesima come donazioni del __________, la cessazione
di ogni attività lavorativa nel 1992 e un reddito fiscalmente accertato per gli
anni 1991-1994 mai superiore a Lit. 50 milioni,  e dall'altro della circostanza
che la spiegazione data dalla __________ sull'origine di detti accrediti -
"ulteriori trasferimenti nell'ambito del suo patrimonio o importi ad essa
spettanti per l'attività professionale del defunto __________ __________ "
- non troverebbe alcun riscontro oggettivo.

 

                                         Quanto
alla verosimiglianza di una pretesa della creditrice sequestrante alla
restituzione dei tre accrediti in questione, __________, quale beneficiaria dei
versamenti di __________ __________, in applicazione del diritto italiano cui
rinvierebbero le norme di diritto internazionale privato risulterebbe
indebitamente arricchita a danno del patrimonio del defunto, non potendosi quei
trasferimenti giustificare né come donazioni (nulle per difetto di forma ex art.
728 CCit) né come disposizioni  successorie (pure nulle ex art. 458 CCit);
conseguentemente ad __________ , "verosimilmente legittima ed unica erede", 
spetterebbe una pretesa di indennizzo "della correlativa diminuzione
patrimoniale" ex art. 2041 cpv.1 CCit.

                                         In
relazione alla causa di sequestro invocata, essa sarebbe data da un lato
trovandosi il domicilio della debitrice all’estero e dall'altro lato risultando
il legame sufficiente con la Svizzera dall'esistenza di una norma di diritto
internazionale privato che fonderebbe la competenza svizzera a giudicare il
merito della contestazione. In particolare a mente del primo giudice l'art. 128
cpv. 1 LDIP rinvierebbe all'art. 113 LDIP, norma che riconosce la competenza
dei tribunali svizzeri del luogo di esecuzione della prestazione, atteso che in
concreto "l'adempimento della donazione (o del contratto successorio) è
avvenuto tramite gli accrediti effettuati a __________ ". 

 

                                  H.   Con
appello 15 marzo 1999 __________ postula l’annullamento e contestuale riforma
del giudizio di prima istanza, nel senso di ammettere integralmente la sua
opposizione al sequestro 16 gennaio 1998, con protesta di tasse, spese e
indennità di prima e seconda sede. L’appellante contesta che __________ abbia
reso anche soltanto verosimile un suo obbligo alla restituzione, contestando in
particolare sia che i tre accrediti in questione provengano dal patrimonio del
defunto, sia che vi sia un legame sufficiente della pretesa di restituzione con
la Svizzera, atteso che le somme contestate non sarebbero state trasferite che
in un secondo tempo in Svizzera, "in un momento in cui il rapporto
intercorrente tra le parti contrattuali era già stato eseguito e
adempiuto".

 

                                    I.   Con osservazioni 16 aprile 1999 __________ postula la reiezione
del gravame, confermando quanto già espresso in prima sede, rilevando in
particolare - in merito alla causa di sequestro ex art. 271 cpv. 1 n.4 LEF -
che la giurisprudenza del Tribunale federale non interpreta in modo restrittivo
la condizione del legame sufficiente con la Svizzera e che nel caso concreto
siffatto legame sarebbe costituito dal fatto che il trasferimento delle somme
di denaro, di cui è chiesta la restituzione, sarebbe avvenuto a __________.
Quanto alla verosimiglianza della stessa pretesa di restituzione, i diversi
elementi forniti dall'appellata e la mancanza di giustificazioni della
debitrice sull'origine degli accrediti contestati renderebbero verosimile la
pretesa per indebito arricchimento della creditrice anche in relazione ai tre
accrediti considerati dal primo giudice.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.

                               1.1.   Per crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il
sequestro di beni del debitore, quando sia data una causa di sequestro (cfr. art.
271 cpv. 1 n.1 a 5 LEF). Nel Cantone Ticino per valori superiori a Fr. 2’000.--
competente per la concessione del sequestro è il Pretore del luogo in cui si
trovano i beni da sequestrare indicati dal creditore (art. 14 cpv. 1 e 16 cpv.
3 LALEF, art. 5 cpv. 1 LOG). La procedura, di natura sommaria (art. 25 n.2
lett. a LEF), è retta dall’art. 19 LALEF che non prevede il contraddittorio. 

 

                               1.2.   Prima
di concedere il sequestro il giudice esamina, sulla base dei soli elementi
addotti dal creditore, se è stata resa sufficientemente verosimile l’esistenza
del credito, di una causa di sequestro nonché di beni appartenenti al debitore
(art. 272 LEF). Il grado di verosimiglianza ex art. 271-272 LEF richiesto per
valutare se vi è un credito, se nel circondario di sua competenza vi sono beni
appartenenti al debitore e se si realizza almeno una delle cause di sequestro
fatte valere dal creditore è in linea di principio nel senso che la tesi del
creditore deve risultare plausibile e l’esame puntuale delle allegazioni e
della documentazione prodotta dal creditore deve permettere al giudice di
convincersi - sulla base di elementi oggettivi, non bastando di regola fatture
o altri elementi allestiti unilateralmente dal creditore sequestrante o da suoi
organi o persone ausiliarie - che in concreto le circostanze di fatto rilevanti
si sono realizzate, senza per questo poter già escludere il contrario. 

 

                               1.3.   Concesso
il sequestro, chi è toccato nei suoi diritti può fare opposizione al giudice
del sequestro entro dieci giorni da quando ne ha avuto conoscenza (art. 278
cpv.1 LEF). In tal caso il giudice, in una procedura pure sommaria retta dagli art.
20ss. LALEF, sottopone il sequestro a nuovo esame, dando agli interessati la
possibilità di esprimersi (cfr. art. 278 cpv.2 LEF) rispettivamente di addurre
fatti nuovi. In caso di tempestiva opposizione al sequestro, il giudice che lo
ha concesso deve chinarsi dunque nuovamente sulla domanda sequestro e
verificare  - pur con il medesimo potere di cognizione esercitato in precedenza
(cfr. Betrand Reeb, Les mesures provisoires
dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p.478;  Pierre-Robert Gilliéron, Le séquestre dans la LP révisée, in
BlSchK 1995, p.135) - se alla luce di quanto emerso dal contraddittorio tutte
le condizioni del sequestro - contestate dall’opponente - risultano ancora
sufficientemente verosimili, se cioè in relazione alle stesse è ancora
soddisfatto quel grado di verosimiglianza necessario per la sua concessione
(cfr. Amonn/ Gasser, op.cit., §51
n.71, p.420), atteso che resta onere del creditore sequestrante fornire al
giudice gli elementi sufficienti (cfr. Hans
Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, Vol.III,
n.38 ad art. 278 LEF).

 

                               1.4.   La
nuova decisione (sull’opposizione) - sia essa di annullamento o di conferma del
sequestro - può essere a sua volta impugnata entro dieci giorni all’autorità
giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 primo periodo LEF) - nel Cantone Ticino
alla Camera di esecuzione e fallimenti con il rimedio dell’appello (art. 22
LALEF e art. 14 e 22 lett. c LOG), rispettivamente, in caso di valore inferiore
agli 8’000.-- franchi, alla Camera di cassazione civile con ricorso per
cassazione (art. 22 LALEF e art. 5, 13 e 22 lett. b LOG). L’autorità superiore
deve verificare - sulla base delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle
parti ed eventualmente anche dei fatti nuovi di cui le stesse si possono
avvalere (art. 278 cpv.3 secondo periodo LEF) - se nel caso concreto in
relazione al realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dal creditore -
e contestate dalle parti -  è raggiunto il grado di verosimiglianza necessario
per la concessione rispettivamente il mantenimento del provvedimento
conservativo, atteso che in caso negativo annullerà la decisione del giudice di
prime cure che ha confermato il sequestro rispettivamente confermerà la
decisione che lo ha annullato, riservate soluzioni intermedie (cfr. Amonn/ Gasser, op.cit., §51 n.74,
p.421; Reeb, op.cit., p.482).

 

                                   2.   In
concreto controversa è innanzitutto la questione della verosimiglianza
dell’esistenza del credito per il quale è stato chiesto il sequestro (art. 272
cpv. 1 n.1 LEF).

 

                               2.1.   Il
credito fatto valere da __________ e su cui ancora vi è disputa si riferisce ai
seguenti tre accrediti di complessivi Fr. 273'983.20 - oltre interessi al 10%
dal 1° gennaio 1994 quale data media -effettuati sul conto n.__________ presso
il __________ di __________ e per i quali il Segretario assessore ha confermato
il sequestro (cfr. istanza di sequestro 16 gennaio 1998, p.2 e sentenza
impugnata, cons. 4.3, 4.4 e 10): 

 

                                         FF
     866'666.--            del 26.6.1992                 (Fr.             208'866.50)

                                         US$
    38'823.52          del 24.9.1992                 (Fr.       7'429.45)

                                         US$
       5'000.--           del 4.8.1995                   (Fr.    57'687.25)

 

                                         Nella
misura in cui risulti verosimile la tesi della appellata, secondo cui  detti
accrediti sarebbero riconducibili a disposizioni a titolo gratuito di
__________, una sua pretesa alla restituzione derivante da indebito
arricchimento - a livello di verosimiglianza - può essere senz'altro ammessa,
quegli atti di disposizione verosimilmente sottostando in concreto, alla luce
degli art.128, 117 cpv. 1 e 124 cpv. 1 LDIP, al diritto italiano, che ne
sancisce la nullità per vizio di forma.

 

                                         A
sostegno di siffatta tesi, fatta propria dal primo giudice, __________ ha da un
lato rilevato la coincidenza temporale fra i trasferimenti in questione e la
relazione d'amicizia della debitrice con __________, l'avvenuto accredito
durante quel periodo sulla relazione __________ presso il __________ di
__________ di diversi importi, in particolare di oltre Fr. 700'000.--
trasferiti per il tramite del figlio __________ e in relazione ai quali è già
pendente una causa di restituzione per indebito arricchimento, la qualifica di
donazioni dei trasferimenti operati da __________ in favore dell'appellante (e
da questa ammessi come tali), la loro nullità per vizio di forma secondo il
diritto italiano, l'inattività lavorativa rispettivamente i redditi modesti di
__________ nel periodo in questione. Ora si tratta di elementi senz'altro atti
ad ingenerare il fondato sospetto che anche gli accrediti in questione - al
pari di quelli esplicitamente ammessi dalla debitrice sequestrata, seppur
soltanto in un secondo tempo - si riferiscano a atti di disposizione gratuiti
di __________ a favore di __________, in quanto tali suscettibili di essere
oggetto di restituzione. Tanto basta  nelle circostanze di specie per
raggiungere quel grado (minimo) di verosimiglianza richiesto dall'art. 272 cpv.
1 n. 1 LEF. Su questo punto il giudizio del Segretario assessore va quindi
confermato.

 

                               2.2.   Quanto
al tasso annuo del 10% degli interessi riconosciuti dal primo giudice a
partire dal 1° gennaio 1994 - dies a quo non più contestato - con
l'appello la debitrice ne postula la riduzione al 5% dal 1° gennaio 1997, data
della modifica dell'art.1284 CCit. Considerato che la creditrice non ha reso
verosimile l'applica-bilità - neppure in appello- del tasso del 10% anche dopo
l'entrata in vigore della novella legislativa, ben si giustifica - in un
giudizio sommario come dev'essere il presente - di ammettere sul credito
complessivo un tasso d'interesse del 10 % soltanto fino al 31 dicembre 1996, e
successivamente del 5%. 

                                                                                                                         

                                   3.   Il sequestro è stato chiesto e concesso sulla base dell’art. 271
cpv.1 n. 4 LEF, che - a differenza delle altre cause di sequestro - esige che
il credito del sequestro (cosiddetta “Arrestforderung”) abbia un “legame
sufficiente con la Svizzera” rispettivamente si fondi su una sentenza esecutiva
o su un riconoscimento di debito ex art. 82 cpv.1 LEF. La pretesa di __________
__________ non si fonda su una sentenza né su un riconoscimento di debito, di
modo che un sequestro può essere concesso soltanto nella misura in cui sia dato
un legame sufficiente con la Svizzera nel senso dell'art. 271 cpv.1 n. 4 LEF,
legame che il giudice di prime cure ha riconosciuto nella competenza data ai
tribunali svizzeri del luogo di esecuzione della prestazione dall' art. 113
LDIP, norma alla quale rinvierebbe l'art. 128 cpv. 1 LDIP. A torto. In effetti
la competenza svizzera a decidere su pretese derivanti da indebito
arricchimento in ambito internazionale - riservate le convenzioni - è
disciplinata espressamente dall' art. 127 LDIP,  mentre l'art. 128 LDIP che
regola il diritto applicabile non rinvia ad altre norme di competenza
internazionale.

                                         Sennonché
sia la giurisprudenza federale (DTF 123 III 494 cons. 3a, 124 III 220 cons. 3a)
che la dottrina (cfr. Reeb, op.cit.,
p.440s.; Lucien Gani, Le “lien suffisant
avec la Suisse” et autres conditions du séquestre lorsque le domicile du débiteur
est à l’étranger (art. 271 al.1er ch.4 nLP), in: SJZ 92 (1996), p.229s.; Beat Mumenthaler, Le séquestre des biens
du débiteur domicilié à l'étranger selon l'art. 271 al. 1 ch. 4 - le lien suffisant
de la créance avec la Suisse, in: AJP 1999, p.303ss.;  Pierre-Robert Gilliéron, op.cit., p.128; Walter A. Stoffel, Basler Kommentar zum
SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, Vol.III, n.81-82 ad art. 271 LEF) sono
orientate verso un'interpretazione non restrittiva della nozione legale di “legame
sufficiente con la Svizzera” ex art. 271 cpv.1 n. 4 LEF. In
particolare nella recente sentenza pubblicata in DTF 124 III 220 è stata
ammessa l'esistenza di tale legame quando un credito per cui è stato chiesto un
nuovo sequestro è stato oggetto di un processo di convalida di un precedente
sequestro  sotto l'imperio del diritto precedente, anche se la competenza dei
tribunali svizzeri per statuire sull'azione era unicamente fondata sull'art. 4
LDIP.

                                         

                                         In
concreto il sequestro 16 gennaio 1998 è stato preceduto dal sequestro 22
febbraio 1996 (poi annullato dal Tribunale federale il 28 maggio 1996) e dal
sequestro 7 giugno 1996, entrambi aventi per oggetto gli averi della debitrice
presso il __________ __________ di __________ e concessi a garanzia di pretese
per indebito arricchimento a seguito della nullità per vizio di forma di atti
di disposizioni del defunto __________ __________. A convalida di quei
precedenti sequestri sono state  promosse davanti alla Pretura della
Giurisdizione di _____________ due distinte cause di accertamento del credito,
poi congiunte e tuttora pendenti (__________e __________).  Atteso che il
credito per il quale è stato chiesto il sequestro 16 gennaio 1998 pure si fonda
sul preteso indebito arricchimento della debitrice a seguito di disposizioni a
titolo gratuito di __________, facendo capo quindi al medesimo complesso
fattuale e giuridico su cui vertono le pendenti procedure di convalida, ben si
giustifica ammettere anche per quest'ultima pretesa - emersa nell'ambito
dell'istruttoria di quelle cause - un legame sufficiente con la Svizzera nel
senso dell'art. art. 271 cpv. 1 n.4 LEF. Nell'esito quindi il giudizio
impugnato va confermato.

                                      

                                   4.   Con
l’appello __________ ha chiesto infine che l'importo di Fr. 1'000.--
riconosciutole in prima sede a titolo di indennità venga riconsiderato e
aumentato ad almeno Fr. 10'000.--, in considerazione "dell'elevato valore
di causa" , della "difficoltà derivante dal fatto di ricomporre fino
all'origine, attraverso una lunga serie di operazioni bancarie in Svizzera e
all'estero, la genesi delle singole poste componenti il saldo della relazione
__________ presso il __________ di __________ " nonché della
"soccombenza della controparte in ragione di 2/3".

 

                               4.1.
  Per i combinati art. 25 n. 2 lett. a LEF, art. 20 cpv. 1 LALEF e 62 cpv. 1
OTLEF, nelle procedure sommarie in materia di sequestro il giudice può, su
domanda della parte vincente, condannare la parte soccombente al pagamento di
un’equa indennità come risarcimento delle spese. In DTF 113 III 110 cons.3b e
3c, il Tribunale federale ha rilevato che l’equa indennità può essere assegnata
per la perdita di tempo e per le spese sopportate e il suo ammontare deve
essere fissato nella decisione. Sulle modalità della sua determinazione il
Tribunale federale si è poi espresso in DTF 119 III 69, statuendo che
l’indennità - nelle procedure sommarie in materia di esecuzione - può
comprendere anche le spese derivanti dal patrocinio di un avvocato. La valutazione
dell’equa indennità ha luogo in applicazione del diritto federale (art. 62 cpv.
1 OTLEF), ritenuto che si può far capo alla Tariffa dell’Ordine degli Avvocati
solo in termini di semplice riferimento e avuto riguardo alle peculiarità del
caso di specie (DTF 119 III 69 cons.3b e rif.ivi). L’art. 18 cpv.1 TOA
stabilisce che per le procedure sommarie previste dalla LEF l’onorario va dal
10% al 50% dell’onorario normale calcolato giusta l’art.9 della tariffa,
ritenuto un massimo di Fr. 20’000.--. Considerato che le indennità da assegnare
nelle procedure sommarie in materia di esecuzione sono rette dalla normativa
federale - in particolare dall’art. 62 cpv.1 OTLEF - e che per il calcolo delle
stesse la tariffa cantonale può servire in ogni caso soltanto da semplice
riferimento, questa Camera ritiene - in via pregiudiziale - che per la
determinazione di una “equa indennità” nel senso della citata norma si possa e
debba far capo all’art.18 della TOA, non giustificandosi un diverso trattamento
per le procedure in tema di sequestro rispetto alle altre procedure sommarie,
pure rette dagli art. 20 e segg. LALEF.

 

                               4.2.   Con
l'istanza 16 gennaio 1998 __________ ha chiesto il sequestro a copertura di un
credito di complessivi Fr. 650'192.35 oltre accessori, riproposto integralmente
in sede di discussione sull'opposizione - totale - di __________ __________
__________. Alla luce di quanto esposto al considerando precedente, del valore
della lite, della soccombenza di 2/3 di __________ __________ in prima sede,
sostanzialmente confermata in appello, nonché della media difficoltà della
procedura, a __________ può essere riconosciuto l'importo di Fr. 2'250.-- per
parte di indennità di prima sede.

 

                               4.3.   Visto
l’esito del gravame che vede __________ soccombente in misura prevalente,
tenuto conto del valore di causa in appello così come dell'art. 22 TOA , ad
__________ __________ può essere riconosciuto l’importo di Fr. 800.--  a titolo
di parte di indennità di seconda sede.

 

 

Richiamati
gli art. 271 ss. LEF e, per le spese, la vigente OTLEF,

 

 

pronuncia:                I.   L’appello
del 15 marzo 1999 di __________ __________, __________ (__________), è parzialmente
accolto.

 

                                    §   Di
conseguenza la sentenza 26 febbraio 1999 del Segretario assessore della Pretura
della Giurisdizione di __________ è così riformata:

                                      

                                 "1.   L'opposizione
al sequestro è parzialmente accolta.

 

                               1.1.   Di
conseguenza il decreto di sequestro emanato il 16 gennaio 1998 dal Pretore
della Giurisdizione di __________ su istanza di (__________), nei confronti di
__________ (__________), è così modificato:

 

                                         Credito:    Fr.
273'983.20 con interessi dalla data media del        1° gennaio 1994 del 10%
fino al 31 dicembre 1996 e del 5% dal 1° gennaio 1997, più spese esecutive

 

                                         Titolo
del credito: credito di restituzione di somme indebitamente percepite dalla
signora __________; donazioni nulle.

 

                                         Causa
del sequestro:                art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF

 

                                         Beni
da sequestrare: presso il __________ di __________, ogni avere in denaro,
titoli e metalli, anche eventuali cassette di sicurezza di spettanza di
__________, in particolare il saldo della relazione __________ fino a
concorrenza del credito di Fr. 273'983.20 con interessi dalla data media del 1°
gennaio 1994 del 10% fino al 31 dicembre 1996 e del 5% dal 1° gennaio 1997, più
spese esecutive.

 

                                         Per
il resto il decreto di sequestro rimane invariato.

 

                                   2.   Le
spese e la tassa di giustizia di Fr. 1'000.--, da anticipare come di rito, sono
poste a carico per 1/3 di __________ __________ __________, __________, per i
restanti 2/3 di __________, la quale rifonderà a __________ Fr. 2'250.-- a
titolo di indennità.

 

                                   3.   omissis
"                        

                                         

                                   II.   La
tassa di giustizia della presente decisione di Fr. 1'500.--, già anticipata
dall’appellante, resta a suo carico per 9/10, mentre per 1/10 è posta a carico
di __________ __________ rifonderà ad __________ Fr. 800.-- per parte di
indennità di appello.

 

                                  III.   Intimazione
a:

                                         _________

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                           La
segretaria