# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ff78ac43-13e1-5c0f-8f8c-d775f8300c62
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-06-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 20.06.2003 INC.2003.5602
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-5602_2003-06-20.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.5602

  	
  Lugano

  20 giugno 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

  sedente per statuire sull'istanza di libertà provvisoria
  presentata in data 11/12 giugno 2003 da

  
						

 

	
   

  	
  __________,

  (rappr. dall'avv. __________)

   

  
	
   

  	
  e qui trasmessa il 16/18 giugno 2003 con preavviso
  negativo dal 

   

  Procuratore pubblico avv. __________;

  
	
   

  	
   

  

 

viste le osservazioni 18 giugno 2003 dell'accusato, che
conferma contenuti e conclusioni dell'istanza;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,

 

 

 

in fatto

 

 

 

A.

__________ è stato arrestato il
30 gennaio 2003, di ritorno da __________ dove si trovava dal 22 dicembre 2002,
con l'accusa di incendio intenzionale, esplosione e truffa tentata,
segnatamente per avere, nella notte 31 dicembre 2002/1 gennaio 2003 a
__________, in correità con terzi (__________, __________ ed __________)
provocato intenzionalmente l'incendio dello stabile ospitante l'__________, di
cui era gerente, cagionato l'esplosione e quindi la distruzione dello stabile,
e per avere, a scopo di indebito profitto, provocando la distruzione
dell'esercizio pubblico, tentato di indurre l'assicuratore ad atti
pregiudizievoli al proprio patrimonio (cfr. richiesta conferma dell'arresto,
doc. _, inc. GIAR __________). 

 

L'arresto è stato confermato da
questo giudice il giorno successivo, stante l'esistenza di gravi e concreti
indizi di colpevolezza e di bisogni istruttori (cfr. doc. _, inc. GIAR citato
sopra).

 

 

B.

Gli atti istruttori esperiti
hanno permesso di accertare la natura dolosa del sinistro ed il coinvolgimento,
oltre che di __________ e __________, quali autori materiali, di altre persone,
tra cui, appunto, __________, il quale è sospettato di avere agito in qualità
di mandante e complice. L'accusato sin dall'inizio dell'inchiesta ha mantenuto
un atteggiamento sostanzialmente negatorio e reticente.

 

 

C.

Con istanza 11 giugno 2003,
__________ chiede di essere immediatamente posto in libertà provvisoria.
Innanzitutto nei suoi confronti non sarebbero dati seri e concreti indizi di
colpevolezza: a tale proposito esisterebbero unicamente le dichiarazioni di
__________, che, oltre a non essere attendibili, sarebbero pure in contrasto
con le risultanze dell'inchiesta, segnatamente con quanto asserito da
__________, e avrebbero lo scopo di scaricare le responsabilità dell'accaduto
sull'istante. In secondo luogo, nella fattispecie non sarebbero dati preminenti
motivi di ordine pubblico atti a giustificare il mantenimento della
carcerazione preventiva. Infatti, il pericolo di fuga e quello di recidiva,
sono già stati esclusi, non essendo stati invocati in sede di conferma
dell'arresto; mentre, per quanto concerne i bisogni dell'istruzione, essendo
l'inchiesta ormai giunta al termine, non vi sarebbe alcun pericolo di
inquinamento delle prove, né tantomeno di collusione, poiché anche __________ è
stato arrestato (fine maggio 2003) e si trova tuttora in stato di detenzione.
L'assenza di bisogni istruttori sarebbe peraltro comprovata dalla scarcerazione
del fratello dell'istante - anch'egli sospettato di essere intervenuto
nell'organizzazione della tentata truffa ai danni dell'assicurazione - già nel
corso del mese di aprile, nonché dal fatto che in occasione degli ultimi due
interrogatori dinanzi al Procuratore pubblico (9 maggio e 6 giugno 2003) a
__________ non sono stati contestati fatti nuovi. In siffatte circostanze il
mantenimento dello stato di detenzione preventiva sarebbe quindi contrario al
principio di proporzionalità. In ogni caso sarebbero comunque date le
condizioni per eventualmente pronunciare misure sostitutive ai sensi dell'art.
96 CPP. 

 

 

D.

Con preavviso negativo (16 giugno
2003) il magistrato inquirente evidenzia sussistenza di gravi e concreti indizi
di colpevolezza a carico di __________. Gli stessi emergerebbero non soltanto
dalle dichiarazioni di __________, ma anche da quelle di __________ e di
__________, dai tabulati del cellulare di __________ stesso, nonché dal fatto
che il cellulare ritrovato addosso a __________, gli era stato dato da
__________, che, a sua volta, non poteva che averlo ricevuto da __________. Il
Procuratore pubblico rileva poi l'esistenza di bisogni istruttori e di rischio
di collusione ed inquinamento delle prove. In particolare evidenzia la
necessità di chiarire le versioni discordanti date da __________ e __________
sui motivi che hanno portato alla distruzione dell'__________, precisando che
nel corso della prossima settimana si procederà ad un nuovo interrogatorio di
__________ nel corso del quale sarà possibile farsi un'idea più precisa sulla
possibilità di procedere a confronti con gli altri personaggi coinvolti
(l'istante stesso ed eventualmente __________), ciò che non è stato possibile
fare prima a causa delle critiche condizioni di salute di __________, che non
permettevano di esperire né interrogatori complessi e dettagliati né tantomeno
confronti. Relativamente al rischio di collusione, la liberazione di __________
a questo stadio dell'inchiesta potrebbe comprometterne l'esito, tenuto conto
delle possibili interferenze su __________, visto l'ambiente in cui si muovono
le persone in questione, caratterizzato da "paura" e/o "imbarazzo"
e tenuto conto di fatti, non immediatamente spiegabili, verificatisi
ultimamente (incendio della casa abitata a suo tempo dai genitori di
__________, taglio di gomme di auto, visite di personaggi ambigui in casa della
__________). Inoltre, a giudizio del Procuratore pubblico, non potrebbe neppure
essere escluso che __________, cittadino italiano, attualmente disoccupato e
con diversi parenti in Italia, nella prospettiva di una condanna ad una pena
relativamente pesante preferisca darsi alla fuga. In considerazione della
gravità dei reati ipotizzati, la carcerazione preventiva sin qui sofferta
sarebbe comunque rispettosa del principio di proporzionalità. 

 

 

E.

Con le osservazioni al preavviso
negativo l'accusato ribadisce che non sussisterebbero né i bisogni
dell'istruzione, né il pericolo di collusione e inquinamento delle prove, né
quello di fuga ed evidenzia che nel caso in esame sarebbero date le condizioni
per l'applicazione di misure sostitutive ai sensi dell'art. 96 CPP. 

 

 

 

Considerato,

 

 

 

in diritto

 

 

 

1.

La legittimazione di __________,
accusato detenuto, all'inoltro della presente istanza, trasmessa a questo
ufficio nei termini di legge, è pacifica. 

 

 

2.

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui riproposti:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc.
520.2001.5)

3.

Sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà.

 

 

3.1.

Preliminarmente occorre osservare
che, sin dall'inizio dell'inchiesta, il comportamento di __________ ha
suscitato dei sospetti in ordine al suo coinvolgimento nell'incendio in
questione. Egli, infatti, sebbene a conoscenza della distruzione dello stabile
in cui era sito l'esercizio pubblico, di cui era gerente e, a quanto è dato
sapere, sua unica fonte di sostentamento è comunque rimasto a __________,
facendo rientro in Ticino soltanto alla fine del mese di gennaio. Sospetti
ulteriormente corroborati dall'atteggiamento affatto collaborativo da lui
dimostrato. Basti qui rilevare che nel corso dei primi verbali, egli ha sempre
negato di conoscere sia __________ che __________, ammettendo poi un mese dopo
di aver dato ospitalità a __________ presso l'__________, omettendo di
notificarlo alle Autorità dietro richiesta di quest'ultimo e benché quasi non
lo conoscesse (cfr. verbali POL n. 86 e 151).

Ciò premesso, dagli atti risulta
che i seri e concreti indizi di colpevolezza a carico dell'istante emergono non
soltanto dalle dichiarazioni di __________, ma anche da quelle di __________ e
di __________, nipote di __________. In particolare, __________ ha formulato
una chiara chiamata in correità nei confronti del qui istante, già nel corso
del primo verbale di interrogatorio, indicandolo quale mandante dell'incendio
(cfr. verbale POL 5 marzo 2003. doc. __________ ). Egli ha mantenuto la propria
versione dei fatti anche nei successivi verbali, precisando che era stato
__________ a dargli il denaro per pagare la benzina servita per appiccare
l'incendio (cfr. verbali POL 6, 12 e 20 marzo 2003 n. __________; nonché
verbale PP 11 aprile 2003), che per lui era scontato che __________ avesse
deciso di bruciare il locale per intascare i soldi dall'assicurazione (cfr.
verbali POL 27 e 28 marzo 2003, n. __________). Tali asserzioni, contrariamente
a quanto sostenuto dalla difesa sono attendibili, in quanto trovano conferma,
seppure indirettamente, nelle dichiarazioni rilasciate da __________ e
__________, nonché in altri atti istruttori esperiti. __________, pur asserendo
che __________ non gli avrebbe mai detto esplicitamente che l'incendio era
stato commissionato da __________ per questioni assicurative, ha più volte
ripetuto di aver pensato che l'ideatore di tutto fosse quest'ultimo, in quanto
__________ gli aveva parlato di un compenso di fr. 10'000.-- (cfr. verbali POL.
20 febbraio 2003, 7 marzo 2003 e 26 marzo 2003, n. __________ e __________).
__________, nipote di __________, ha affermato che suo zio gli aveva raccontato
di avere ricevuto l'incarico di incendiare l'__________ dal gerente del locale
e da un'altra persona, __________ (cfr. verbali POL 7 marzo 2003 n. __________,
confermati dinnanzi al PP nel verbale 10 marzo 2003, n. __________). Le
dichiarazioni di __________, secondo cui egli si sarebbe recato a comprare la
benzina, per un importo complessivo di circa fr. 200.--, con __________ verso
le 20 del 21 dicembre 2002 in una stazione di servizio nei pressi di
__________, trovano conferma sia in una registrazione della cassa automatica
della stazione __________, sia nei tabulati relativi al natel di __________
(con carta SIM __________), da cui risulta che lo stesso alle ore 19.55 era
allacciato all'antenna di __________, paese dal quale egli aveva dichiarato di
non essere passato quella sera (cfr. verbale PP 9 maggio 2003 e 5 giugno 2003).

A ciò si aggiunge che la sera del
21 dicembre 2002 __________, gerente del salone per parrucchiera, sito al piano
terreno dello stabile sede dell'__________, ha provveduto alla chiusura del
locale unitamente a __________, consegnando poi a quest'ultimo le chiavi del
locale (accessibile solo dall'esterno); nel locale era rimasto il natel Nokia
__________ con carta SIM __________, di proprietà di __________ ed in uso al
salone (cfr. verbale POL __________ 4 gennaio 2003 n. __________ e __________
30 gennaio 2003 n. __________). Orbene, al momento del recupero dei feriti dopo
l'esplosione è risultato che __________ aveva un cellulare con inserita la
suddetta carta SIM, mentre il cellulare Nokia è stato trovato addosso a
__________, il quale ha dichiarato di averlo ricevuto da __________, un paio di
giorni prima di Natale, in cambio del proprio (un Telit) (cfr. verbali POL
__________ 14 gennaio 2003 n. __________ e __________). Da tali circostanze
emergono quindi sufficienti elementi per ritenere che il Nokia sia stato
consegnato a __________ dal qui istante, l'unico ad avere accesso al salone, e che
i due si conoscevano (bene); ciò che rende poco credibili le asserzioni di
__________ secondo cui il soggiorno di __________ presso l'__________ sarebbe
stato del tutto causale.

 

 

3.2.

Quanto alle necessità istruttorie
atte a giustificare la misura cautelare di privazione della libertà, non è
inutile ricordare i seguenti principi: 

 

"

-      In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare
la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non
s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli
accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o
d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta
raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse,
ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.;
RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in
corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass
noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht
werden konnten oder dass der Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt
nicht" (N. Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se
posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto
svolgimento e, conseguentemente, l'esito.

 

-      E', inoltre, necessario che questa possibilità di
pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti:
"Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die
theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren
könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder        die Nichtgewährung von
Urlauben unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konktrete
Indizien für eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117 Ia 257, cons. 4
c.).

 

-      Gli elementi di concretezza del pericolo vanno
individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e
nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad
esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non
può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della
misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del
teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza
d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p.
438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p.19). Il semplice atteggiamento di diniego
dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66;
Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13)."

(GIAR 23 settembre 2002 in re Y.)

 

 

Va da sé che i criteri sopra
esposti richiedono applicazione più restrittiva allorquando l'inchiesta (e la
detenzione) é in corso da un certo tempo. 

 

Interrogato dalla polizia al
momento del fermo, così come in sede di conferma dell'arresto, l'accusato ha
sostanzialmente tenuto un atteggiamento negatorio. Atteggiamento che è stato
mantenuto nel prosequio dell'inchiesta.

La palese divergenza fra le
dichiarazioni rese da __________ e quelle di __________ rende necessario che si
proceda ad un confronto, sino ad ora non esperito a causa della precarie
condizioni di salute di __________. Come detto, nel preavviso negativo il
Procuratore pubblico ha evidenziato che già la prossima settimana si procederà
ad una nuova audizione di quest'ultimo e che sarà quindi possibile farsi
un'idea più precisa sulla possibilità di procedere a breve ad un confronto con
il qui istante ed eventualmente con __________. Il magistrato inquirente ha
pure evidenziato che fino a questo momento è necessario ("vitale")
che non vi siano interferenze con __________.

Da parte sua la difesa, in sede
di osservazioni, ha rilevato che non vi è alcuna necessità che la detenzione di
__________ venga mantenuta in attesa del confronto, visto che lo stesso si è
presentato alle autorità inquirenti al suo ritorno da __________, motivo per
cui non vi sarebbe alcun pericolo di collusione o inquinamento delle prove,
tanto più che __________ si trova tuttora in stato di arresto presso un
ospedale oltre Gottardo. Evidenzia poi che gli episodi indicati dal magistrato
inquirente (incendio casa dei genitori di __________ e taglio gomme) sono
comunque avvenuti mentre l'istante si trovava in carcere e quindi egli vi è del
tutto estraneo. Se è ben vero che __________ non ha direttamente partecipato a
tali fatti, è altrettanto vero che gli stessi sono indicativi del particolare
ambiente in cui si muovono i personaggi implicati in questa vicenda, contraddistinto
da omertà e "paura". Ciò che non permette affatto di escludere
l'intensificarsi di ritorsioni e pressioni, che verrebbe favorito dalla messa
in libertà dell'accusato, nei confronti dei famigliari dei correi, segnatamente
di quelli di __________. Relativamente all'asserita collaborazione di
__________, non si può che rinviare a quanto esposto sub. 3.1. sul suo
atteggiamento nel corso dell'inchiesta.

 

 

3.3.

I criteri determinanti per
stabilire se esista pericolo di fuga sono il carattere del prevenuto, il suo
domicilio, la sua professione, la sua situazione familiare ed i suoi legami con
lo Stato in cui egli è inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in
re S. C. del Tribunale federale, sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP
314/94) e l'apprezzamento di tutte tali circostanze, per invocare appunto un
rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiono
rispetto all'accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui
dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati
comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importante (in questo
senso M. Luvini, in Rep. 1989, p. 292 e ss. e riferimenti ivi indicati;
sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94).

 

Sebbene non indicato in sede di
conferma dell'arresto, tale pericolo non può essere escluso a priori, tenuto
conto che l'imputato è cittadino italiano, dove ha ancora vari parenti (zii
ecc.) e che attualmente è disoccupato. Tali circostanze, nonché l'atteggiamento
sostanzialmente negatorio e reticente, rendono concreto il pericolo che
__________, una volta messo in libertà provvisoria, tenti di sottrarsi al
procedimento, dandosi alla fuga, tenuto conto della presumibile pena (di
reclusione) in caso di condanna. 

Abbondanzialmente va osservato
che tale pericolo, a questo stadio della procedura, non potrebbe essere ovviato
dall'applicazione di una misura sostitutiva ai sensi dell'art. 96 CPP, come
proposto dalla difesa, tanto più che tali misure sono notoriamente inadatte a scongiurare
il pericolo di inquinamento e collusione delle prove, anch'esso dato nel caso
in esame. 

 

 

4.

Il carcere preventivo sofferto ed
ipotizzabile, è rispettoso del principio di proporzionalità, con riferimento
alla presumibile pena.

Resta sottinteso l'obbligo per il
magistrato inquirente, il quale l'ha assicurato nel preavviso negativo, di
trattare con priorità i casi in cui l'accusato è in detenzione (art. 102 cpv. 1
e 176 cpv. 3 CPP).

 

Il presente giudizio, in tema di
libertà personale, è esente da spese e tassa di giustizia.

 

 

 

P.Q.M.

 

 

richiamati gli articoli 21, 146,
221 e 223 CP, 95 ss. 102, 103, 279 ss, 284 CPP;

 

 

 

decide:

 

 

 

1.        
L’istanza è respinta.

 

 

2.        
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.        
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni 

      
dall’intimazione.

 

 

4.        
Intimazione:

-   Procuratore
pubblico avv. __________

(con l'inc. MP __________ di ritorno e copia delle osservazioni 18
giugno 2003 della patrocinatrice dell’accusato);

-   avv. __________,
per sé e per l’accusato.

 

 

 

 

 

 

p. giudice __________

 

giudice __________