# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 51f02f7b-9bb9-56f9-ac7c-d81b89c25dec
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.09.2010 D-6116/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6116-2010_2010-09-09.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6116/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  9  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del Giudice Hans Schürch;
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nato il (...), 
Bosnia-Erzegovina, alias
B._______, nato il (...), 
Slovenia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 26 agosto 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6116/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato il (...);

i  verbali  d'audizione  del  3 agosto 2010  e  del  12 agosto 2010  a 
C._______;

il  rapporto  d'arresto  della  polizia  criminale  del  Canton  D._______ 
dell'(...), dal quale risulta che i motivi d'arresto sarebbero segnatamen-
te l'infrazione di falsità in certificati;

il modulo di decisione del (...) dell'Ufficio della migrazione del Canton 
D._______ (Amt für Migration, Ruckführung) con la quale viene ordina-
to l'allontanamento dell'interessato ex art. 64 della legge federale sugli 
stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20); 

il decreto penale dell'(...) (E._______) che ritiene colpevole l'interessa-
to di falsità in certificati,  d'entrata e di soggiorno illegale in Svizzera,  
d'inganno nei confronti delle autorità e d'esercizio senza permesso di 
un'attività lucrativa in Svizzera; 

il formulario dell'(...) dell'Ufficio della migrazione del Canton D._______ 
(Amt für Migration, Ruckführung) che convoca l'interessato per orga-
nizzare il rientro in patria;

la decisione dell'UFM del 26 agosto 2010 notificata il medesimo giorno 
all'interessato (cfr. risultanze processuali);

il ricorso inoltrato dal ricorrente il 27 agosto 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato, data d'entrata 30 agosto 2010);

gli  atti  trasmessi al  Tribunale amministrativo federale in data 30 ago-
sto 2010 (data d'entrata 31 agosto 2010);

gli ulteriori documenti allegati dal ricorrente al suo scritto del 3 settem-
bre 2010, segnatamente i  documenti  concernenti  gli  impegni  politici; 
un'attestazione dell'azienda di  sicurezza privata oltre a sei  fotografie 
che lo ritraggono con politici di primo piano (data d'entrata 6 settembre 
2010)

ulteriori fatti ed argomenti del caso di specie che verranno ripresi nei 
considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza;

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e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del -
l'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate agli art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un inte-
resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a - c PA) e che è pertanto legittimato ad ag-
gravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 50 PA e 108 LAsi), alla  
forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti e 
che gli altri presupposti processuali sono parimenti adempiuti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che i ricorsi manifestamente fondati o infondati, ai sensi dei motivi che 
seguono,  sono  decisi  in  procedura  semplificata  (art.  111a  LAsi)  dal 
giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e  
LAsi) e la decisione è motivata solo sommariamente (art. 111a cpv. 2 
LAsi);

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti;

che interrogato sui motivi  d'asilo l'interessato ha dichiarato di essere 
cittadino della Bosnia e Erzegovina , con ultimo domicilio a F._______ 
e  di  essere  espatriato  7  anni  or  sono  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
3 agosto 2010, pag. 1); che i suoi problemi sarebbero iniziati  nel (...)  
mentre  si  trovava in  G._______ dove avrebbe lavorato  per  il  partito 
H._______ e poiché si sarebbe rifiutato, in occasione delle elezioni del 

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1996, di registrare dei voti illegali tramite l'iscrizione di nomi di persone 
decedute (cfr. verbale d'audizione del 3 agosto 2010, pag. 4); che una 
volta rientrato in patria, nel (...), egli avrebbe intrapreso un'attività indi -
pendente  grazie  a  stampanti,  a  computer  ed  a  fotocopiatrici  ch'egli 
avrebbe portato con sé dalla G._______ (cfr. verbale d'audizione del 
3 agosto 2010,  pagg. 4  e  5);  che,  nel  quadro  di  questa  attività,  egli 
avrebbe ricevuto delle minacce e subito dei danneggiamenti da parte 
di membri dell'unione islamica J._______ (o "K._______"), per il fatto 
che si sarebbe rifiutato di eseguire i loro ordini in merito ad operazioni 
su internet, di altre attività informatiche e di preparazione di volantini 
(cfr. verbale d'audizione del 3 agosto 2010, pag. 5 e verbale d'audizio-
ne del 12 agosto 2010, pag. 3); che le prime minacce  sarebbero avve-
nute a fine (...)/inizio (...) (cfr. verbale d'audizione del 12 agosto 2010, 
pag. 3); 

che l'insorgente sarebbe entrato in territorio elvetico munito di un do-
cumento d'identità sloveno falso (cfr. verbale d'audizione del 12 ago-
sto 2010, pag. 4); che egli  sarebbe espatriato nel (...),  recandosi ini -
zialmente  in  L._______  per  qualche  mese,  in  M._______  e  poi  a 
N._______, ma ha inoltrato la sua domanda di asilo soltanto il (…) (cfr.  
verbale d'audizione del 3 agosto 2010, pagg. 2 e 7); che, secondo le 
sue  dichiarazioni,  la  ragione  dell'inoltro  della  domanda  d'asilo  dopo 
aver soggiornato da tempo ed illegalmente in Svizzera sarebbe dovuta 
al fatto che, all'incirca due mesi prima della sua domanda d'asilo, una 
persona che l'avrebbe all'epoca minacciato, certo Signor O._______, 
avrebbe  messo  una  bomba  davanti  ad  un  edificio  della  polizia  di 
F._______ (cfr. verbale d'audizione del 12 agosto 2010, pag. 5);

che, con decisione del 26 agosto 2010, l'UFM non è entrato nel merito 
della domanda d'asilo dell'interessato fondandosi sull'art. 33 LAsi; che, 
in particolare, detto Ufficio ha constatato che l'interessato era entrato 
illegalmente in territorio elvetico nel mese di (...) 2007, utilizzando un  
passaporto sloveno falso e che in data (...) è stato arrestato dalla poli -
zia del Canton D._______ dopo anni di permanenza illegale in Svizze-
ra; che, inoltre, dopo essere stato rilasciato dalla custodia cautelare ed 
in attesa di essere rinviato in Bosnia e Erzegovina, egli aveva inoltrato  
la domanda d'asilo; che, per di più, date le lampanti contraddizioni, le 
lacune e l'assenza di dettagli, le allegazioni del richiedente sono state  
ritenute  inverosimili;  che,  viste  dette  contraddizioni  dell'interessato, 
quest'ultimo non era stato in grado di confutare la presunzione secon-
do cui avrebbe inoltrato la domanda d'asilo in stretta correlazione cro-

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nologica con il suo arresto e con la decisione d'allontanamento, ben-
ché l'inoltro della domanda era possibile e poteva ragionevolmente es-
sere preteso prima; che, infine, le allegazioni contraddittorie dell'inte-
ressato ed i restanti atti di causa, non permettevano di ammettere l'e -
sistenza di  indizi  di  persecuzione; che l'autorità  inferiore  ha,  altresì, 
pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecu-
zione dell'allontanamento verso la Bosnia e Erzegovina siccome lecita,  
esigibile e possibile;

che nel gravame, l'insorgente fa valere che nel suo caso sussistereb-
bero indizi di persecuzione, viste le minacce e le intimidazioni ch'egli 
avrebbe subito nel suo Paese, come pure le prove fornite dal medesi -
mo a sostegno delle  sue dichiarazioni,  le quali  risulterebbero, a suo 
dire, verosimili; che, allegato al ricorso, l'insorgente ha prodotto un do-
cumento in lingua tedesca (Gründungsprotokoll del [...]) che provereb-
be la sua partecipazione a riunioni politiche; che egli ha inoltre asseri -
to che il suo rinvio verso la Bosnia e Erzegovina sarebbe inesigibile; 

che, in conclusione, l'insorgente ha chiesto l'annullamento della deci-
sione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferio-
re per una nuova decisione nel merito e, qualora non fosse riconosciu-
to quale rifugiato, la concessione dell'ammissione provvisoria; che egli 
ha, altresì, presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel sen-
so della dispensa dal versamento delle spese anticipate di giustizia;

che giusta l'art. 33 LAsi, non si entra nel merito della domanda d'asilo 
di una persona che soggiorna illegalmente in Svizzera se, con tale do-
manda, essa mira manifestamente a sottrarsi all'esecuzione imminente 
di un'espulsione o di un allontanamento (cpv. 1); che tale scopo è pre-
sunto se l'inoltro della domanda precede o segue di poco un arresto, 
un procedimento penale, l'esecuzione di una pena o l'emanazione di 
una decisione di allontanamento (cpv. 2); che, il cpv. 1 della suddetta 
norma non è applicabile se l'inoltro della domanda non era possibile o 
non poteva ragionevolmente essere preteso prima (cpv. 3 lett. a) o se 
sussistono indizi di persecuzione (cpv. 3 lett. b);

che, la nozione di indizi di persecuzione dell'art. 33 cpv. 3 lett.  b LAsi 
deve essere intesa in senso lato e alla medesima portata dell'art. 18 e 
dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che la stessa comprende pertanto non soltanto 
i seri  pregiudizi previsti  dall'art. 3 LAsi, ma pure i rischi di violazione 
dei diritti umani e la situazione di guerra, guerra civile o violenza gene -
ralizzata (cfr. in tal senso Giurisprudenza ed informazioni della Com-

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missione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 18; GI -
CRA 2004 n. 35 consid. 4.3; GICRA 2004 n. 5 consid. 4c/aa);

che, peraltro, per ammettere l'esistenza di indizi di persecuzione che 
implicano l'entrata nel merito di una domanda d'asilo, vale un grado di 
verosimiglianza ridotto (cfr. GICRA 1998 n. 33 consid. 4b, GICRA 2004 
n. 5 consid. 4c/bb, GICRA 2004 n. 35 consid. 4.3); 

che, in altri termini, l'autorità deve entrare nel merito di una domanda 
d'asilo se il richiedente invoca delle persecuzioni – in senso lato – e  
che le sue allegazioni non risultano, prima facie, provviste di credibilità  
(GICRA 1998 n. 33 consid. 4b); 

che, nella fattispecie, il ricorrente è arrivato in Svizzera nel 2007, mu-
nito di un documento d'identità falso, ove ha vissuto, sebbene lascian-
do di tanto in tanto il territorio, per ben tre anni prima di inoltrare la do-
manda  d'asilo  (cfr.  verbale  d'interrogatorio  della  polizia  criminale  di 
D._______ del 9 giugno 2010, pag. 8 e verbale d'audizione del 12 ago-
sto 2010, pag. 5); 

che la domanda d'asilo dell'interessato è stata presentata poco più di  
un mese dopo l'arresto avvenuto nel  Canton D._______,  come pure 
della decisione d'allontanamento ordinato dalle autorità cantonali; 

che le condizioni previste all'art. 33 cpv. 1 e 2 sono pertanto adempiu-
te; 

che, per di più, non si evince dagli atti che l'interessato non avrebbe 
potuto inoltrare la domanda prima o che questo non poteva essere ra-
gionevolmente preteso; che, tra l'altro, il ricorrente medesimo ammette 
nel ricorso che la sua domanda è tardiva (cfr. ricorso, pag. 2);

che,  oltre  a ciò,  quo agli  asseriti  indizi  di  persecuzione,  l'insorgente 
non ha presentato argomenti o prove suscettibili di giustificare una di-
versa valutazione rispetto a quella di cui all'impugnata decisione; 

che le allegazioni decisive in materia d'asilo si esauriscono, infatti, in 
affermazione di parte non corroborate da elementi della minima consi-
stenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso 
pur tenendo conto di un grado di verosimiglianza ridotto;

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che, in particolare ed a titolo d'esempio, quanto alle sparatorie dinanzi  
al  suo  domicilio  in  patria,  egli  avrebbe inizialmente  menzionato  due 
eventi avvenuti all'inizio del (...) per il primo e alla fine del medesimo 
anno  per  il  secondo  (cfr.  verbale  d'audizione  del  3 agosto 2010, 
pag. 5); che, per contro, successivamente, egli avrebbe menzionato un 
solo episodio di sparatoria, sostenendo in un primo tempo che sareb-
be avvenuto alla fine del (...) e, successivamente, alla fine del (...) (cfr. 
verbale d'audizione del 12 agosto 2010, pagg. 3 e 5); che confrontato 
a dette contraddizioni di eventi e di date, egli si è limitato a dire che 
non era più sicuro se era successo nel (...) o nel (...) sostenendo che 
esisteva comunque un rapporto di polizia (cfr. verbale d'audizione del  
12 agosto 2010, pag. 8); che, per inciso, il ricorrente non ha neppure 
prodotto detto rapporto di polizia; che, inoltre, le dichiarazioni circa il 
numero  di  volte  e  le  modalità  delle  minacce  subite  da  un  certo 
N._______ sarebbero state contraddittorie e alquanto vaghe (cfr. ver-
bale d'audizione del  3 agosto 2010, pag. 6 e verbale d'audizione del 
12 agosto 2010, pagg. 5 e segg.); 

che,  quanto  ai  mezzi  di  prova  forniti  dallo  stesso  in  sede  di  prima 
istanza e dinanzi a codesto Tribunale, si rileva che delle semplici foto-
grafie o il protocollo del (...) prodotto in sede ricorsuale non dimostra-
no in alcun modo, neppure prima facie e tenuto conto di un grado di 
verosimiglianza ridotto, che egli abbia effettivamente subito le minacce 
e le violenze asserite; 

che nemmeno i documenti prodotti con lo scritto del 3 settembre 2010, 
posto che oltretutto si tratta per la maggior parte di semplici fotocopie, 
non soccorrono il ricorrente, per non sostanziare ulteriormente quanto 
già allegato in precedenza;

che per esempio uno di questi documenti,  a prima vista di  diffidente 
confezione,  attesta  che  una  ditta  di  sicurezza,  tra  il  (...)  ed  il  (...),  
avrebbe protetto il ricorrente, la sua famiglia e la sua ditta contro mi-
nacce di terzi;

che non di meno detto scritto si  limita soltanto ad attestare di avere 
protetto il ricorrente senza sostanziare null'altro circa quale pericolo o 
minaccia sarebbe stato oggetto;

che per il resto nemmeno è comprensibile il motivo per il quale verreb-
be chiesta protezione ad una ditta privata piuttosto che venga richiesto 
allo Stato di agire in questa funzione;

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che sia pure osservato che detti documenti, peraltro risalenti agli anni 
(...), (...) e (...), vengono prodotti inspiegabilmente la prima volta dinan -
zi  a  questo Tribunale e non già al  momento della  domanda di  asilo, 
nella misura in cui dovessero avere ancora una connessione tempora-
le con i motivi d'asilo addotti;

che nemmeno la documentazione fotografica può portare ad altra con-
clusione;

che, per di più, il ricorrente non è riuscito a fornire alcun dettaglio con -
creto o spiegazione credibile riguardo al suo racconto, oppure chiarire 
le  contraddizioni  sollevate  dall'UFM  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
12 agosto 2010, pagg. 8 e seg. e ricorso, pag. 2);

che, non essendovi pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi, l'art. 5 LAsi (di-
vieto di respingimento) non si applica in casu;

che, inoltre, non emergono dalle carte processuali  neppure elementi 
da cui desumere delle violazioni degli art. 3 della Convenzione per la 
salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 no-
vembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o 3 della Convenzione contro la tortu-
ra ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 di-
cembre 1984  (Conv. tortura,  RS 0.105)  imputabili  all'agire  umano,  in 
caso di rientro in Bosnia e Erzegovina;

che, premesso ciò, in detto Paese non vige attualmente una situazione 
di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insie -
me della popolazione nella totalità del territorio nazionale;

che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di 
persecuzione ai sensi dell'art. 33 cpv. 3 lett. b LAsi;

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 33 LAsi, di modo che, su questo punto, 
il ricorso, destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tu -
tela e la decisione impugnata va confermata;

che, se non entra nel merito di una domanda d'asilo, l'UFM pronuncia, 
di  norma,  l'allontanamento  dalla  Svizzera  e  ne  ordina  l'esecuzione 
(art. 44 cpv. 1 LAsi);

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che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 e 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sull'a -
silo relativa a questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 
142.311]; GICRA 2001 n. 21);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata dall'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (Lstr, RS 142.20),  
entrata in  vigore il  1° gennaio 2008;  che,  giusta l'art. 83 cpv. 1 LStr, 
l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 
LStr),  ammissibile  (art.  83  cpv.  3  LStr)  e  ragionevolmente  esigibile 
(art. 83 cpv. 4 LStr); 

che a seguito di quanto osservato poc'anzi, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile e ragionevolmente esigibile(art. 44 cpv. 2 LAsi e  
art. 83 apv. 3 e 4 LStr); 

che pure quo la situazione personale del ricorrente, dalle carte proces-
suali non emergono neppure ostacoli dal profilo dell'esigibilità dell'al -
lontanamento; 

che, infatti, egli è ancora relativamente giovane, in buona salute ed ha 
una formazione quale tecnico del traffico; che, inoltre, egli ha lavorato 
per diversi anni nel suo paese come indipendente (cfr. verbale d'audi-
zione del 3 agosto 2010, pag. 2); 

che,  infine,  l'insorgente dispone in patria  di  una rete sociale,  tra cui  
due  figli  ed  una  sorella  (cfr.  verbale  d'audizione  del  3 agosto 2010, 
pag. 3); 

che il ricorrente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvi -
soria (GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di 
causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi  
medici;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  ed 
art. 83 cpv. 2 LStr); 

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che il ricorrente, il quale possiede già un passaporto della Bosnia e Er -
zegovina, usando la necessaria diligenza, potrà procurarsi  ogni altro 
documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il  gravame va disatteso e la querelata decisione confer-
mata;

che,  pertanto,  l'UFM  con  la  decisione  impugnata  non  ha  violato  il  
diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità 
di  prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i  fatti  
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 
106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
C._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di C._______, con alle-
gato l'incarto N [...] con preghiera di notificare la sentenza al ricor-
rente e di ritornare l'avviso di ricevimento al Tribunale amministrati -
vo federale (per corriere interno; in copia)

- P._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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