# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f202f3a5-233f-5fd8-bf13-fccbcab594d9
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-01-11
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 11.01.2011 U 2010 118
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2010-118_2011-01-11.pdf

## Full Text

U 10 118
5a Camera  

SENTENZA
dell’11 gennaio 2011

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente misurazione catastale

1. In vista dell’introduzione del registro fondiario federale, sul territorio del 

Comune di … è in atto la misurazione ufficiale. Nel corso del 2006, sono stati 

eseguiti i lavori di terminazione del lotto 7. Per la particella no. 2548 in zona 

forestale, veniva convocato alla picchettazione dei fondi C. Entro i termini 

d’esposizione - dal 25 maggio al 16 giugno 2006 – A. interponeva il 12 giugno 

2006 opposizione alla Commissione di terminazione del Comune di   (qui di 

seguito semplicemente commissione di terminazione) chiedendo la rettifica 

dei rapporti di proprietà, in quanto il fondo no. 2548 di m2 4400 sarebbe in 

comproprietà, in ragione di un terzo ciascuno, di A., B. e C. e non solo di C. 

In comproprietà in ragione di un terzo ciascuno sarebbe pure il fondo no. 2835, 

mentre al sopralluogo per la picchettazione sarebbero stati convocati solo B. 

e C. Il 3 novembre 2006, la commissione di terminazione informava A. che le 

necessarie modifiche sarebbero state nel frattempo apportate nei registri e 

che quindi, in assenza di un riscontro da parte dell’opponente entro dieci giorni 

dalla notifica di detto scritto, l’opposizione sarebbe stata considerata evasa. 

2. Dal 3 maggio al 2 giugno 2010 veniva esposta la misurazione ufficiale e A. 

interponeva di nuovo opposizione alla commissione di terminazione 

lamentando la mancata adozione, nell’allestimento del nuovo estratto 

censuario, dei valori precedentemente iscritti a registro fondiario e che 

nell’evenienza concreta corrispondevano ad una superficie della particella no. 

2548 di m2 4’400 rispetto ai m2 2’325 attualmente riportati. Veniva allora 

nuovamente pattuito un incontro con le parti e convocato un sopralluogo, 

nell’ambito del quale non era possibile stabilire dei diversi confini della 

particella no. 2548 e l’opponente si riservava il diritto di controllare le superfici 

delle particelle circostanti presso il registro fondiario e di decidere in seguito 

sul mantenimento o meno dell’opposizione. In data 29 luglio 2010, A. riteneva 

di non poter accettare una differenza di superficie tanto elevata e contestava 

la posa dei termini fatta nel 2006, essendo la picchettazione avvenuta solo 

alla presenza di uno dei tre comproprietari. La commissione di terminazione 

faceva a questo punto procedere la pratica al Dipartimento dell’economia 

pubblica e socialità dei Grigioni (DEPS), per la sua evasione.

3. Con decisione 20/22 settembre 2010, il DEPS respingeva l’opposizione e 

fissava un termine di 30 giorni a A. per promuovere un’eventuale azione civile. 

Infatti, dal profilo della misurazione, la superficie della particella 

corrisponderebbe aIl’area definita dai punti di picchettazione. La controversia 

riguarderebbe però i confini della proprietà e la sua superficie, per cui la 

competenza sarebbe del giudice ordinario. Per questo all’istante veniva 

assegnato un termine di 30 giorni per promuovere la rispettiva azione civile.   

4. Nel tempestivo ricorso 18 ottobre 2010 proposto al DEPS e da questo 

trasmesso per competenza al Tribunale amministrativo, A. contestava 

essenzialmente la procedura adottata, che sarebbe stata inficiata di vizio di 

forma, essendo stato convocato uno solo dei tre comproprietari, già al 

momento della terminazione dei fondi.  

5. Mentre il DEPS rinunciava a prendere posizione sul ricorso, nella risposta di 

causa dell’11 novembre 2010 la commissione di terminazione concludeva alla 

reiezione del ricorso. Per la zona forestale, la picchettazione si sarebbe 

servita solo marginalmente del registro fondiario essendo stati intavolati solo 

i fondi che avrebbero subito dei trapassi durante gli ultimi 50/60 anni e 

rappresentando questi solo il 20/30% della superficie totale. Per questo le 

informazioni sarebbero state fornite da proprietari fondiari e ispettori forestali, 

mentre sarebbe stato consultato il registro fondiario solo per quanto 

necessario. Per la particella no. 2548 la commissione avrebbe avuto a 

disposizione il nome di C., il quale avrebbe partecipato alla picchettazione e 

si sarebbe accordato sulla forma del fondo con i proprietari confinanti. Nella 

propria opposizione del 2006, l’istante non avrebbe del resto preteso il 

rifacimento della procedura o contestati gli schizzi di picchettazione. Anche 

nell’ambito dell’evasione dell’opposizione sollevata avverso la misurazione 

nel 2010, il ricorrente non avrebbe concretamente saputo postulare una 

precisa modifica dei termini della sua comproprietà.  

6. Degli altri due comproprietari, solo C. prendeva posizione sul ricorso e 

chiedeva che lo stesso venisse accolto. Al sopralluogo indetto nel 2006 dei 

tre confinanti si sarebbe presentato solo un proprietario. Contando sulla 

validità dell’iscrizione catastale, il comproprietario si sarebbe in perfetta buona 

fede affidato a tale documento per garantirsi la terminazione del relativo 

appezzamento, senza concretamente occuparsi della questione della posa 

dei termini sul posto. 

7. Nell’ambito del secondo scambio di scritti processuali, le parti si 

riconfermavano essenzialmente nelle loro precedenti allegazioni e proposte. 

Considerando in diritto:

1. Il ricorrente è comproprietario per un terzo del fondo in oggetto e come tale 

attivamente legittimato al processo (ZGB-Bauer, art. 648 marginale 8). Su 

richiesta del Tribunale amministrativo, degli altri due comproprietari il fratello 

C. ha espressamente preso posizione sul ricorso, chiedendo parimenti che lo 

stesso venga accolto. Infine, la legittimazione è in ogni caso assodata visto 

che l’insorgente ha in proseguo di causa allegato le procure dei due fratelli 

per la procedura davanti alla commissione di terminazione. Materialmente, la 

controversia verte sui confini della comproprietà del ricorrente ed esula 

pertanto, per i motivi che verranno esposti in seguito, dalla sfera di 

competenze che spettano al Tribunale amministrativo nell’ambito delle vie di 

diritto a disposizione contro la misurazione ufficiale. 

2. a) Giusta l’ordinanza federale concernente la misurazione ufficiale (OMU) e 

quella sulla misurazione ufficiale nel Cantone dei Grigioni (OMUC), la 

misurazione ufficiale si svolge in due fasi. La demarcazione, secondo la 

terminologia del diritto federale, o la terminazione, come definita dal diritto 

cantonale, comprendono l’accertamento dei confini e la posa dei segni di 

terminazione (art. 11 OMU e 8 OMUC), con l’aiuto del geometra. La procedura 

di terminazione è limitata all’accertamento dei confini ed alla posa dei segni 

di terminazione. Questa fase prosegue con l’esposizione pubblica e la 

possibilità di presentare opposizione alla commissione di terminazione giusta 

l’art. 14 OMUC. Se la commissione di terminazione con l’aiuto del geometra 

non riesce a mettere d’accordo i proprietari fondiari interessati, essa prende 

subito una decisione (art. 14 cpv. 2 OMUC) e fissa alle parti un termine di 30 

giorni per promuovere un’eventuale azione civile di accertamento dei confini 

(art. 14 cpv. 3 OMUC). Le controversie che possono sorgere a questo 

proposito sono pertanto di carattere meramente civile e non di diritto 

amministrativo. Materialmente, le questioni che concernono i confini e la 

proprietà possono però essere decise solo dalla giurisdizione civile. 

L’eventuale azione va infatti proposta contro gli altri proprietari fondiari 

interessati e non contro l’autorità comunale (Aargauische Gerichts- und 

Verwaltungsentscheide, AGVE-2001-39, 43). Trascorso inutilizzato il termine 

per fare opposizione, la terminazione passa in giudicato. 

b) Alla terminazione segue la misurazione delle particelle (art. 18 OMU e 16 ss 

OMUC). Dopo l’esame della misurazione da parte dell’ufficio della bonifica e 

misurazione fondiaria, le parti integranti della misurazione vengono esposte 

per 30 giorni. Entro il termine d’esposizione è dato presentare opposizione. 

Ciò che è già stato deciso nella procedura secondo l’art. 14 cpv. 2 e 3 OMUC 

non può più essere oggetto dell’opposizione. In seguito la commissione di 

terminazione cerca di mettere d’accordo le parti e se l’accordo non è possibile, 

essa trasmette l’opposizione al dipartimento competente per l’evasione della 

decisione. Questa decisione può essere impugnata entro 30 giorni mediante 

ricorso al Tribunale amministrativo con riserva del capoverso 4. Quest’ultimo 

capoverso precisa che quando si tratta di controversie su confini o proprietà, 

che non siano già state decise nella procedura di terminazione, il dipartimento 

fissa all’opponente un termine di 30 giorni per promuovere un’eventuale 

azione civile. 

3. a) Nell’evenienza concreta, il ricorrente contesta l’esito della procedura di 

misurazione, appellandosi però ad un presunto errore nell’ambito della 

procedura di terminazione. In effetti, durante la procedura di terminazione era 

stato convocato al sopralluogo solo uno dei tre comproprietari della particella 

no. 2548, contrariamente a quanto attestavano i dati catastali e il registro 

fondiario. Diversamente da quanto preteso da parte della commissione di 

terminazione, un simile agire non trova alcuna giustificazione anche 

trattandosi della terminazione di zona forestale. Per questa zona è 

indubbiamente lecito e corretto ricorrere alla collaborazione di persone di 

fiducia per la fissazione dei confini, ma non è certo dato ignorare quanto è 

stato iscritto a registro fondiario per risalire ai legittimi proprietari di un fondo. 

Ogni procedura di terminazione non avrebbe infatti alcuno scopo se 

dovessero essere convocati alla terminazione solo una parte dei proprietari 

legali (vedi anche art. 10 OMUC). Essendo poi stabilito che anche per l’altra 

comproprietà dell’istante (particella no. 2835) la convocazione sarebbe stata 

viziata e che non veniva ritenuto indicato un rifacimento dei sopralluoghi, 

l’agire della commissione di terminazione va in questa sede senza indugio 

censurato. 

b) Nell’ambito dell’opposizione 12 giugno 2006 contro l’esposizione della 

terminazione, il ricorrente chiedeva espressamente, dopo aver consultato gli 

schizzi di terminazione esposti e premettendo di non essere stato presente 

alla terminazione sul posto, la rettifica dei rapporti di proprietà, limitandosi ad 

indicare le dimensioni e i confinanti dei fondi no. 2835 e 2548. In effetti, da 

detta opposizione non è dato dedurre che l’istante intendesse contestare 

anche i termini apposti con la demarcazione. In questo senso, lo scritto 3 

novembre 2006 nel quale si precisava che “le sue osservazioni sono state 

segnalate al geometra ufficiale il quale ha già provveduto ad eseguire le 

necessarie modifiche nei registri” e che “senza una sua comunicazione 

contraria entro 10 giorni l’opposizione sarà considerata evasa” si riferiva per 

la commissione di terminazione alla sola correzione dei nominativi dei 

proprietari. Non avendo l’opponente reagito alla sollecitazione, l’opposizione 

veniva considerata evasa. Molto probabilmente invece l’istante era partito dal 

presupposto che la modica apportata ai registri si riferisse ai corretti nominativi 

dei tre comproprietari ed all’estensione dei due appezzamenti, anche se una 

proposta in questo senso non era stata chiaramente formulata.  

c) Contrariamente a quanto preteso nel ricorso, nell’ambito dell’attuale 

procedura di misurazione, sarebbe però riduttivo concludere che all’istante 

fosse stata semplicemente opposta la crescita in giudicato della procedura di 

terminazione. E’ vero che alcuni confinanti e rappresentanti della 

commissione di terminazione accennavano alla conclusione della precedente 

procedura. Nell’ambito del sopralluogo 14 luglio 2010 era però pure stata 

ventilata la possibilità di una cessione di parte della proprietà del vicino …, 

qualora il ricorrente avesse saputo comprovare l’estensione del proprio fondo. 

Inoltre, durante la visita sul posto, malgrado l’invito a voler formulare delle 

chiare pretese, il ricorrente non era in grado di indicare una diversa 

disposizione dei confini apposti in precedenza. Per l’istante, sarebbe stato 

compito del geometra definire tali confini nel rispetto della superficie del fondo. 

Questa pretesa può essere sentita solo in parte. Come non è contestato, 

accanto all’iscrizione a registro fondiario, non vi era stata alcuna misurazione 

ufficiale della zona forestale e non esistevano planimetrie con indicazione 

dell’ubicazione e morfologia delle particelle. Per questo, anche per il geometra 

era difficile stabilire i confini della proprietà senza l’aiuto dei proprietari 

interessati o di persone a conoscenza della situazione. L’enorme mancanza 

di superficie accusata dal fondo dell’istante avrebbe però dovuto essere 

meglio analizzata dal responsabile già all’epoca dell’apposizione dei termini, 

anche in collaborazione con i proprietari dei fondi confinanti, le cui superfici 

non figuravano, a differenza del fondo del ricorrente, a registro fondiario. 

Purtroppo, nell’ambito dell’attuale procedura di misurazione, l’assoluta 

mancanza di qualsivoglia proposta di demarcazione da parte dell’istante non 

induceva neppure ad una modifica dei termini apposti dall’altro 

comproprietario nel 2006 nell’ambito della demarcazione. Del resto, i 

comproprietari stessi non concordano manifestamente sull’estensione del 

possesso che il ricorrente reputa escluso potesse estendersi anche sotto la 

strada per il Monte Laura (vedi replica dell’8 novembre 2010), mentre il fratello 

riteneva che la proprietà si estendesse anche al di sotto della strada (vedi 

scritto del 1. novembre 2010). In caso di mancato accordo non spetta alla 

commissione di terminazione dare ragione all’uno o all’altro confinante. Il 

compito di questo organo è quello di cercare di stabilire l’ubicazione e 

l’estensione della proprietà fondiaria in base ai dati a disposizione ed 

all’accordo con le parti. In caso di contestazioni su confini o proprietà, spetta 

al giudice civile stabilire l’estensione delle rispettive proprietà. La 

commissione può durante la procedura di terminazione solo prendere una 

decisione e quindi assegnare al proprietario che non è d’accordo con i confini 

apposti il ruolo di parte attrice. Nel caso in esame, in assenza di una 

qualsivoglia proposta concreta di fissazione dei confini del fondo da parte 

dell’opponente neppure nell’ambito della procedura di misurazione, alla 

commissione di terminazione non restava che constatare l’impossibilità di 

trovare un accordo con le parti e far proseguire la pratica al DEPS 

mantenendo la demarcazione stabilita bonalmente e accettata da tutti gli altri 

confinati, anche se viziata, del 2006. Poiché gli altri confinanti non si 

opponevano al rilievo eseguito, spettava eventualmente propriamente alla 

parte rimasta insoddisfatta, ovvero al ricorrente, adire il giudice civile per 

ottenere una diversa apposizione dei termini di confine della comproprietà e 

quindi una diversa estensione del fondo. Ne consegue che nell’ambito del 

presente procedimento il Tribunale amministrativo non può decidere sui 

pretesi confini della comproprietà dell’istante, esulando tale questione della 

competenza del giudice amministrativo. Le pecche procedurali prodottesi 

durante la fase di terminazione e la mancata verifica dei termini in relazione 

alla superficie iscritta a registro fondiario non mutano le sorti del giudizio. Per 

ottenere quanto preteso in questa sede, il ricorrente è tenuto ad adire il giudice 

civile. 

4. In conclusione, per i motivi esposti in precedenza non è dato entrare nel merito 

del ricorso e se intende ottenere una diversa estensione del fondo il ricorrente, 

nel proprio interesse in sintonia e accordo con gli altri due comproprietari e 

sulla base di prove possibilmente evidenti, è costretto ad adire il giudice 

ordinario. A questo proposito, il termine di 30 giorni per proporre azione viene 

in questa sede rinnovato a partire dalla cresciuta in giudicato della presente 

sentenza. In principio, giusta l’art. 73 cpv. 1 LGA, è la parte che soccombe a 

doversi assumere le spese del procedimento. Nell’evenienza, considerato 

però che l’agire della commissione di terminazione non va esente da critiche, 

si giustifica un proporzionale accollamento dei costi occasionati dal presente 

procedimento tra il ricorrente e il comune convenuto, di cui la commissione di 

terminazione è organo. 

Il Tribunale decide:

1. Non si entra nel merito del ricorso. Al trascorrere inutilizzato del termine per 

impugnare la presente sentenza presso il Tribunale federale, a A., B. e C. 

viene fissato un termine di 30 giorni per promuovere un’eventuale azione 

civile.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 600.--

- e le spese di cancelleria di fr. 311.--

totale fr. 911.--

il cui importo sarà versato per metà da A. e per l’altra metà dal Comune di    , 

Commissione di terminazione, entro trenta giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. Non vengono assegnate ripetibili.