# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f2e61667-72aa-51b9-a1ad-e21a3a9347df
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-10-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.10.2001 32.2001.21
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-21_2001-10-11.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00021

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  11 ottobre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 13 marzo 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 8 marzo 2001 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
provvedimento 14 novembre 1995 l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha
posto __________ al beneficio di provvedimenti sanitari necessari alla cura
dell'infermità congenita prevista alla cifra 274 dell'Ordinanza sulle infermità
congenite del 9 dicembre 1985 (OIC), con effetto dal 7 ottobre 1995. 

 

                               1.2.   In data 1
settembre 1999 il padre dell'assicurato ha postulato l'assunzione da parte
dell'AI, dei costi relativi ad un intervento dentistico volto all'eliminazione
di una  devastazione dentaria di tipo cariogena. A mente dell'istante tale
affezione rappresenta una conseguenza diretta dell'affezione precedentemente
diagnosticata, l'assunzione di succhi di frutta, dall'età di due anni,
all'origine della patologia dentaria essendosi segnatamente resa necessaria a
causa dei gravi disturbi intestinali legati all'infermità congenita di cui alla
cifra 274 OIC.

                                         In
relazione a tale richiesta, con certificato 29 novembre 1999 il medico curante
dott. __________, pediatra, ha attestato:

 

"  Su
richiesta dei genitori certifico che __________ è stato a lungo in trattamento
per l'infermità congenita numero 274 e per la risoluzione della stitichezza
oltre al costante utilizzo di medicamenti lassativi ha necessitato di misure
dietetiche/alimentari. Oltre all'utilizzo, di carboidrati non riassorbibili
dall'intestino ha abusato di zuccheri che hanno portato come conseguenza ad una
devastazione dentaria di tipo cariogena." (Doc. AI _)

 

                                         Dal canto
suo, interpellato dall'amministrazione, con rapporto 4 ottobre 2000 il medico
dentista __________, esecutore dell'intervento dentistico, ha osservato:

 

"  come
da voi richiesto, sottopongo un mio preavviso per rapporto alla problematica
riguardante il paziente succitato.

La prima consultazione è avvenuta in data 31.3.2000, dove ho
potuto constatare un'edentulia parziale dovuta a prematura estrazione dei denti
decidui, che ha ritardato e sta ritardando tuttora l'eruzione degli incisivi
permanenti superiori.

Una prima indagine clinica ha portato alla luce diverse lesioni
cariose necessitanti un'otturazione.

La sindrome da camicie bianco, dovuta ai molti traumi terapeutici
subiti in più tenera età, ha scatenato nel bambino uno stato psichico tale da
rendere impossibile un intervento convenzionale; anche una premedicazione
sedativa con benzodiazepine non ha dato i frutti desiderati.

Tutto ciò mi ha fatto propendere per un intervento in narcosi
totale eseguito in data 1.10.1999.

 

Quello che posso affermare è che la devastazione dentaria è stata
causata sicuramente dall'abuso di zuccheri, apportati in modo volutamente
eccessivo attraverso l'assunzione di succhi di frutta, peraltro consigliati dal
pediatra.

Sulla cariogenicità dei succhi di frutta non ci sono dubbi:

a. per l'alto contenuto di fruttosio, b. per l'acidità che li
contraddistingue. Teniamo inoltre presente che non è facile far rispettare a un
bambino determinate misure dietetiche.

 

La domanda finale che bisogna porsi è la seguente:

se il bambino non avesse sofferto della patologia congenita
riconosciuta dall'AI (displasia sfinterica con costipazione), avremmo
riscontrato comunque la devastazione cariogena dei denti decidui?

A mio avviso la risposta è negativa e ribadisco il rapporto
causale tra le carie e la costipazione cronica." (Doc. AI _)

 

                                         Chiamato
ad esprimere un proprio parere sulla richiesta di prestazioni formulata
dall'assicurato, con scritto 16 novembre 2000 l'Ufficio federale delle
assicurazioni sociali (UFAS) ha osservato:

 

" 
Zahnkaries ist auf einen ganzen Ursachenkomplex
zurückzuführen. Unter anderem spielen Zahnstellung, mangelhaft mineralisierte
Zahnsubstanz, Art und Zusammenset­zung der Nahrungsmittel und insbesondere auch
die Mundhygiene (Verweildauer der Nahrungsreste im Mund) und vieles mehr
eine Rolle.

 

Da Zahnkaries nicht zum engen Symptomenkreis eines
Geburtsgebrechens der Ziffer 274 GgV gehört, kann die Behandlung nicht aufgrund
der Randziffer 11 des KSME übernommen werden.

 

ArtikeI 11 IVG ist ebenfalls nicht anwendbar, da die
Zahnkaries nicht auf eine von der IV übernommenen medizinische
Eingliederungsmassnahme zurückzuführen ist.

 

Auch die Narkosekosten allein können nicht
übernommen werden. Durch eine Sphink­teranomalie (Gg274) werden
ZahnbehandIungen nicht behindert. Der Antrag ist abzu­lehnen." (Doc. AI _)

 

                               1.3.   Con proposta
di decisione 6 febbraio 2001, confermata con provvedimento formale 8 marzo
2001, l'UAI ha respinto la richiesta di prestazioni motivando:

 

"  Giusta
l'art. 13 della legge federale per l'assicurazione invalidità (LA1), gli
assicurati di età inferiore ai 20 anni hanno diritto ai provvedimenti sanitari
necessari al trattamento delle infermità congenite riconosciute. Queste
affezioni sono menzionate in modo esaustivo nella lista figurante
nell'ordinanza concernente le infermità congenite che dà diritto ai
provvedimenti sanitari.

 

Le spese per le cure dentarie non sono imputabili né ad
un'infermità congenita né sono una conseguenza della cura dell'infermità
congenita n. 274 riconosciuta dall'Assicurazione invalidità con decisione del
14.11.1995.

 

Pertanto, la sua domanda di prestazioni è respinta.

 

La invitiamo a voler informare la sua assicurazione malattia o
l'assicurazione infortuni di questa decisione." (Doc. AI _)

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso 13 marzo 2001 il padre dell'assicurato ha impugnato la
decisione dell'amministrazione, postulando il riconoscimento delle spese
cagionate dall'intervento dentistico.

                                         Queste le
motivazioni del gravame:

 

"  A
mio __________ é stata riconosciuta dalla nascita l'infermità congenita n. 274,
con decisione del 14.11.1995 dell'Ufficio dell'assicurazione invalidità del
Cantone Ticino a Bellinzona.

 

I disturbi di stitichezza legati all'infermità vennero poi risolti
sottoponendolo ad un'operazione chirurgica. Prima di tale evento però, al fine
di alleviare i problemi di stitichezza (vedi certificato del  Dr. __________
del 29.11.99) __________ ha dovuto assumere per lungo tempo medicamenti
lassativi abbinati a succhi di frutta ed altri cariogeni.

Queste misure dietetiche causarono a lungo andare una devastazione
dentaria di tipo cariogeno, che ha dovuto essere trattata dal Dr. __________
dentista (vedi certificato del 04.10.2000).

 

Visto lo stretto rapporto di casualità tra la carie e la
costipazione cronica, ho fatto richiesta all'Ufficio dell'assicurazione
invalidità di Bellinzona di un risarcimento delle spese medico‑dentistiche.

 

Con decisione definitiva del 08 marzo 2001, l'Ufficio
dell'assicurazione invalidità ha respinto la mia richiesta di risarcimento
delle prestazioni.

 

Contro tale decisione intendo inoltrare ricorso." (Doc. _)

 

                               1.5.   Con risposta
di causa 3 luglio 2001 l'UAI ha proposto di respingere il gravame per i
seguenti motivi:

 

" 
(…)

Giusta l'art. 13 LAI, gli assicurati, sino al compimento dei 20
anni, hanno diritto ai provvedimenti sanitari necessari per la cura delle
infermità congenite. L'elenco delle infermità congenite riconosciute dall'Al
figura nell'Ordinanza sulle infermità congenite (OIC).

Se un'affezione non risulta nell'elenco delle infermità congenite,
di regola non è dato diritto a provvedimenti sanitari (Pra 1991, p. 903).

La giurisprudenza ha però stabilito che il diritto a provvedimenti
sanitari può eccezionalmente estendersi anche al trattamento di danni alla
salute secondari, che non fanno più parte dell'insieme di sintomi
dell'infermità congenita, ma che, secondo l'esperienza medica, sono spesso la
conseguenza di questa infermità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le
droít suisse de la sécurité sociale, p. 235 seg.). In questo caso è però
necessario che fra l'infermità congenita ed il disturbo in questione esista un
nesso causale adeguato qualificato (Pra 1991, p. 903), ovvero un legame
particolarmente stretto. E' il caso se i sintomi sono una conseguenza frequente
dell'infermità congenita in esame (cf. dec. MA 19.1.2001 in re H.).

 

Nella fattispecie, fra le due manifestazioni non esiste un nesso
di causalità adeguato qualificato, in quanto la carie non è una manifestazione
secondaria dell'infermità congenita di cui alla cifra 274 OIC.

Né comunque è dimostrato che il problema alla dentatura non si
sarebbe prodotto senza l'ingestione di succhi di frutta. La carie dentaria è
infatti un fenomeno piuttosto frequente ‑ soprattutto nel caso di
dentatura primaria ‑, il più delle volte imputabile ad una serie di
concause (cf. parere UFAS 16.11.2000).

 

In definitiva quindi non sussistono i presupposti affinché ]'Al
debba farsi carico delle spese dentarie in oggetto." (Doc. _)

 

                               1.6.   Pendente
causa il TCA ha chiesto alcuni chiarimenti al dott. __________, pediatra. La
relativa risposta datata 21 agosto 2001 é stata quindi sottoposta alle parti
per le osservazioni. L'UAI ha fatto pervenire la propria presa di posizione, a
cui ha allegato il parere del medico AI, in data 6 settembre 2001, mentre il
rappresentante dell'assicurato, cui sono state pure trasmesse le osservazioni
dell'UAI, è rimasto silente.

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Per l'art.
13 LAI

 

" 
1Gli
assicurati, fino al compimento dei 20 anni, hanno diritto ai provvedimenti
sanitari necessari per la cura delle infermità congenite.

 

2Il
Consiglio federale designa le infermità per le quali sono concessi tali
provvedimenti. Esso può escludere le prestazioni, se l'infermità è di poca
importanza."

 

                                         Il
diritto a questi provvedimenti è dato indipendentemente dalla possibilità di
integrazione (art. 8 cpv. 2 LAI).

 

                                         Secondo
l'art. 3 OAI l'elenco delle infermità congenite previste all'articolo 13 LAI è
oggetto di un'ordinanza speciale.

 

                                         Per
l'art. 1 dell'Ordinanza sulle infermità congenite (OIC):

 

" 
1Per
infermità congenite giusta l'articolo 13 LAI si intendono le infermità
esistenti a nascita avvenuta. La sola predisposizione a una malattia non è
considerata infermità congenita. Il momento in cui l'infermità è accertata non
ha importanza".

 

2Le
infermità congenite sono enumerate nell'elenco in allegato. Il Dipartimento
federale dell'interno può qualificare delle infermità congenite evidenti, che
non figurano nell'elenco in allegato, come infermità congenite giusta
l'articolo 13 LAI."

 

                                         Sono
reputati provvedimenti necessari alla cura di un'infermità congenita tutti i
provvedimenti ritenuti validi dalla scienza medica e intesi a conseguire nel
modo più semplice e funzionale lo scopo terapeutico (art. 2 cpv. 3 OIC)

 

                               2.3.   In concreto
dagli atti emerge che il piccolo __________ è affetto da infermità congenita
enumerata nel capitolo IX dell'allegato OIC sotto la cifra 274 OIC (atresia e
stenosi congenite dello stomaco, dell'intestino, del retto e dell'ano)

 

                                         Per
questo motivo l'UAI con provvedimento 14 novembre 1995 l'UAI ha assunto i costi
relativi ai provvedimenti sanitari necessari alla cura di tale infermità con
effetto dal 7 ottobre 1995.

                                         Con il
presente gravame, l'assicurato, come visto, postula l'assunzione da parte
dell'AI, negatagli con la querelata decisione, dei costi relativi alla cura
dentistica che ha dovuto essere effettuata a seguito della devastazione
dentaria  cagionata dall'ingerenza di elevate dosi di zucchero, la quale, a
mente dell'assicurato, costituisce una diretta conseguenza dell'infermità
congenita di cui alla cifra 274 OIC, in quanto la necessità di assumere succhi
di frutta in sodi elevate è stata a sua volta resa necessaria a causa dei
problemi di stitichezza riconducibili a tale infermità.

 

                               2.4.   Va rilevato,
in via preliminare che, secondo la giurisprudenza, se un'affezione non risulta
nell'elenco delle infermità congenite, di regola non è dato il diritto a
provvedimenti sanitari (Pra 1991 p. 903). 

 

                                         I
provvedimenti necessari volti alla cura delle infermità congenite riguardano in
particolare la cura delle conseguenze e delle manifestazioni che, da un punto
di vista medico, fanno parte dell'insieme dei sintomi che riguardano
l'infermità congenita interessata (Meyer/Blaser, Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung (IVG), Zurigo 1997, p. 103).

 

                                         Il
diritto a provvedimenti sanitari si estende, tuttavia, eccezionalmente, anche
al trattamento di danni alla salute secondari, che non fanno più parte
dell'insieme di sintomi dell'infermità congenita, ma che, secondo l'esperienza
medica, sono spesso la conseguenza di questa infermità (Pra 1991 p. 904
consid. 1a; DTF 100 V 41 consid. 1a; RCC 1971 p. 560; G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Ginevra
1991, p. 235seg, 241).

                                         Secondo
la giurisprudenza tra l'infermità congenita e il disturbo manifestatosi deve
esserci pertanto un nesso causale adeguato qualificato (Pra 1991 214 p.
903). Solo in tal caso il diritto all'assunzione dei costi per la cura
dell'infermità congenita è dato (Meyer/Blaser, op. cit., p. 104 e
giurisprudenza federale citata; cfr. Scartazzini, op. cit. p. 237 e
giurisprudenza citata). Affinché il nesso di causalità adeguato possa essere
ammesso non è necessario che la sofferenza secondaria sia una conseguenza
diretta dell'infermità congenita. Anche conseguenze indirette possono esserlo
(Pra 1991 214 903 consid. 3b).

 

 

                               2.5.   Si ha un
nesso di causalità adeguata fra l'evento in esame e il danno alla salute quando
il primo, non soltanto concorre causalmente a produrre il secondo, ma è anche
idoneo, secondo il corso normale delle cose e l'esperienza generale, a produrre
o perlomeno a favorire un effetto di quel tipo (DTF 117 V 361 consid. 5a e
giurisprudenza citata; DTF 115 V 135 consid. 4a; Ghélew, Ramelet, Ritter, op.
cit., pag. 52; Omlin, p. 112).

                                         Il nesso
di causalità adeguata è un concetto giuridico al contrario del nesso di
causalità naturale (DTF 122 V 416ss; Locher, op.cit. p. 320).

 

                                         Il nesso
di causalità adeguata è, in sostanza, l'idoneità generale di un determinato
fattore a generare un effetto analogo a quello concretamente prodottosi
(idoneità generale e non solo per rapporto al caso di spe­cie). Con l'avvertenza,
nota il TFA in DTF 112 V 3 ss., che l'e­sigenza dell'idoneità generale non deve
indurre a prendere uni­camente in considerazione quelle conseguenze di un in­fortu­nio
che, secondo la dinamica dell'evento ed i suoi ef­fetti sul corpo, sono solite
veri­ficarsi (DTF 113 V 307).

 

                                         Una causa
non è da ritenersi generalmente adeguata solo quando provoca sovente o
addirittura regolarmente l'effetto considerato: se un evento è atto di per sé
stesso a produrre un simile risultato, anche esiti singolari, eccezionali
possono costituire effetti adeguati dell'infortunio (DTF 87II 127 e 96.II.396).

                                         La
singolarità non deve intendersi in senso quali­tativo ma quantitativo. E'
ammessa l'adeguatezza del nes­so causale, malgrado la singolarità dell'effetto,
solo se l'ec­ceziona­lità è di ordine statistico, se cioè un simile effet­to ri­corre
con rara frequenza. Non si può invece pre­scin­dere dal­l'idoneità qualitativa
(cfr. DTF 113 V 307).

                                         L'idoneità
a produrre quel risultato dev'essere strettamente radicata nella natura
dell'evento (idoneità ontologica e non di ordine probabilistico, da misurarsi
statisticamente).

 

                                         La giurisprudenza ha inoltre stabilito in materia
LAINF che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della responsabilità
dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un rapporto di
causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi fisici
consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione infortuni
risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non
si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 118 V 286; DTF 117 V 365
i.f.).

                                         Di
conseguenza, se è altamente verosimile che un evento ha causato disturbi
organici e quindi è dato il nesso di causalità  naturale, esso viene
considerato anche adeguato (Meyer/Blaser, op.cit., cfr. SZS 1994 p. 104).

 

                               2.6.   In ambito AI
tuttavia i principi sviluppati LAINF non possono però essere applicati. Nel
caso delle infermità congenite, come visto (cfr. consid. 2.5), la
giurisprudenza pretende infatti l'esistenza di un nesso di causalità
adeguato qualificato (Pra 1991 p. 903) e meglio un rapporto di causalità
particolarmente stretto. Ciò è il caso se i sintomi sono una conseguenza
frequente dell'infermità congenita in esame. Il criterio è puramente
formale (cfr. giurisprudenza citata in Scartazzini, op. cit. p. 240, 241).

 

                                         Giusta la
cifra marg. 11 della Circolare sui provvedimenti sanitari d'integrazione
dell'AI (CPSI), valida dal 1. gennaio 1999:

 

" 
(…)

La cura di un danno alla salute che rappresenta una conseguenza dell'infermità
congenita, è a carico dell'Al se le manifestazioni patologiche sono in
stretta connessione con l'insieme dei sintomi dell'infermità con­genita e
nessun avvenimento esteriore interviene nel

processo in modo determinante. In questi casi, l'Al può prendere a
carico le misure mediche proprie al tratta­ mento di sintomi isolati di
quest'infermità congenita solo se le condizioni particolari (v. N. 18)
richieste per la cura di ognuna sono soddisfatte. (…)"

 

                                         Nella
sentenza pubblicata in Pra 1991 p. 906 consid. 4 il TFA ha avuto modo di
precisare che

 

" 
…Ein Anspruch auf medizinische Massnahmen
ausnahmsweise … auch auf die Behandlung sekundären Gesundheitsschäden
erstrecken kann, die zwar nichr mehr zum Symptomkreis des Geburtsgebrechen
gehören, aber nach medizinischer Erfahrung häufig die Folge dieses Gebrechen
sind. Zwischen dem Geburtsgebrechen und dem sekundären Leiden muss … ein
qualifizierter adäquater Kausalzusammenhang bestehen.….Dabei ist Häufigkeit in
diesem Zusammenhang nicht absolut , bezogen auf die statistisch erfasste
Gesamtbevölkerung zu verstehen, sondern relativ, mit Bezug auf vergleichbare
Kinder mit dem Geburtsgebrechen Ziff.….."

 

                               2.7.   Sulla scorta
degli atti medici all'inserto, secondo questa Corte tra l'infermità congenita
di cui è affetto il piccolo __________ (274 OIC) e l'attuale danno alla salute
non esiste un nesso causale adeguato qualificato ai sensi della citata
giurisprudenza.

                                         Dagli
atti medici risulta, anzitutto, che per il trattamento conservativo dei gravi
disturbi della defecazione (stitichezza cronica massiccia), riconducibili al
difetto dell'intestino incontestabilmente classificato come infermità congenita
274 OIC, sono state medicalmente prescritte sia la somministrazione di
lassativi che altre misure dietetiche/alimentari (cfr.  _, VII). Dalle tavole
processuali emerge, per contro, che l'uso di succhi di frutta, la cui
assunzione in dosi elevate ha portato, a mente dell'insorgnete, all'insorgenza
della patologia dentaria litigiosa, non è stata una terapia consigliata dal
medico, bensì una "strategia empirica adottata dai famigliari confrontati
con la quotidiana stressante situazione" (a tale riguardo il dott.
__________ ha in effetti precisato che in molte persone tali sostanze provocano
feci molli o diarrea, cfr. _). Inoltre, il pediatra, dopo aver evidenziato come
non vi fosse stata alcuna indicazione medica per quanto riguarda la succitata
misura empirica messa in atto dai famigliari, rispondendo alla domanda postagli
dal TCA pendente lite, a sapere se l'affezione dentaria in esame fosse una
conseguenza frequente dell'infermità congenita 274 OIC, ha avuto modo di
osservare che "non è di mia conoscenza la conseguenza di carie dentaria
a seguito dell'infermità congenita 274 OIC" (cfr. _), confermando in
tal modo quanto in precedenza osservato dalla Divisione invalidità dell'UFAS,
secondo cui la carie dentaria non rientra nell'insieme dei sintomi di tale
infermità congenita (cfr. doc. AI _, cfr. consid. 1.2). 

 

                                         Orbene,
alla luce delle considerazioni che precedono è da ritenere siccome dimostrato
con la certezza richiesta nel campo delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195
consdi. 2, DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 11 V 188
consid. 2b) che, da un lato, la patologia dentaria per la quale è chiesta la
copertura assicurativa non può essere considerata come conseguenza
frequentemente riconducibile all'infermità congenita 274 OIC. D'altro lato, pur
comprendendo la difficile situazione cui erano confrontati i familiari del
piccolo __________, nella misura in cui si dovesse ammettere che la
devastazione dentaria sia riconducibile esclusivamente o anche solo
preponderantemente alla misura messa in dai famigliari, tale affezione risulta
essere stata in concreto provocata da un evento esterno, segnatamente
dall'ingestione - senza alcuna indicazione medica - di eccessive dosi di
zucchero, la quale è intervenuta in modo tale da interrompere ogni nesso di
causalità adeguata tra l'infermità congenita e il danno alla salute (cfr. cifra
marg. 11 CPSI, cfr. consid. 2.6). 

 

                                         In simili
condizioni, non può neppure essere ipotizzabile l'assunzione dei costi del
trattamento medico-dentistico in applicazione dell'art. 11 LAI -  che sancisce
il diritto al risarcimento delle spese di cura in caso di malattia o infortunio
occasionati durante l'esecuzione di provvedimenti d'integrazione e che implica
inoltre l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra il danno alla salute
e la misura reintegrativa  (cfr in argomento Meyer-Blaser, op. cit., pag. 74;
cfr. EVGE 1962 pag. 52) - la (eccessiva) assunzione di succhi di frutta da
parte del piccolo __________ non costituendo un provvedimento sanitario
d'integrazione o di accertamento ordinati dall'Ufficio AI o eseguiti prima di
una deliberazione dell'Ufficio, bensì una "strategia empirica" che
non era stata consigliata né prescritta a livello medico.     

                                         

                                         Visto
quanto precede, i costi per la cura dell'affezione dentaria del piccolo
__________ non possono essere posti a carico dellAI.

 

                                         Ne
consegue la reiezione del gravame e la conferma della decisione impugnata.

 

 

 

                                      

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti