# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3a850a0c-a8ea-5145-a883-8e5b1bd8788f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-09-01
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 01.09.2008 D-5342/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5342-2008_2008-09-01.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5342/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 °  s e t t e m b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Emilia Antonioni, 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, Georgia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 13 agosto 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5342/2008

Fatti:

A.
Il 27 giugno 2008, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera.  Ha  dichiarato,  in  sostanza  e  per  quanto  qui  di  rilievo, 
d'essere  espatriato  verso  la  fine  del  2007  verso  la  Spagna.  Dopo 
essere  stato  rimandato  dalla  Svizzera  verso  la  Francia  il 
26 giugno 2008, il giorno seguente, l'interessato è entrato illegalmente 
in  Svizzera.  Avrebbe  lasciato  la  Georgia  dopo  aver  lavorato  per  il 
B._______ come capo-guardia e poi nell'ambito sociale. Essendo stato 
testimone  di  una  vendita  di  rottami,  a  scopo  di  sovvenzionare  la 
costruzione d'un  carcere,  ed  essendosi  rifiutato  di  aderire  al  partito 
nazionalista, sarebbe stato minacciato di morte a più riprese da parte 
di membri del governo, nel caso in cui non avesse lasciato il Paese.

B.
Il 13 agosto 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art.  34  cpv.  2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi,  RS 142.31). Detto Ufficio ha pure pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  nonché  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  la  Francia  siccome  lecita,  esigibile  e 
possibile  (v.  accordo  di  riammissione  Franco-Svizzero  del 
28 luglio 2008).

C.
Il 19 agosto 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM.  Ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  del 
provvedimento litigioso e la trasmissione degli atti di causa all'autorità 
inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda 
d'asilo, la concessione dell'asilo e, in via sussidiaria, dell'ammissione 
provvisoria.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 LAsi,  e  art.  83  lett  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

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2.

2.1 Nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  34  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa. 

2.2 Nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie le condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 
della  legge  federale  sulla  procedura  amministrativa  del 
20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, 
il procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  considerato  che  la  Francia  è 
stata designata dal Consiglio federale come Stato terzo sicuro, dove 
sussiste  la  presunzione  del  rispetto  del  principio  di  divieto  di 
respingimento. Detto  Ufficio  constata  che  l'insorgente  sarebbe  stato 
oggetto  di  un  respingimento  dalla  Svizzera  verso  la  Francia  il 
26 giugno 2008, il giorno precedente a quello in cui, dopo l'entrata in 
territorio  elvetico,  ha  depositato  la  sua  richiesta  d'asilo.  Peraltro,  la 
Francia si sarebbe già dichiarata disposta a riammettere il  ricorrente 
sul  suo  territorio.  Inoltre,  l'insorgente  non  avrebbe  presentato  alcun 
elemento convincente a sfavore di un rinvio verso la Francia. Infatti, il 
ricorrente  avrebbe  semplicemente  scartato  l'idea  d'essere  espulso 
verso detto Paese. Egli  allega,  altresì,  che in  Francia risiederebbero 
certi elementi criminali potenzialmente pericolosi per la sua incolumità. 
In  tale  evidenza,  l'UFM,  ha  rilevato  che  l'insorgente  avrebbe  la 
possibilità di rivolgersi alle autorità francesi per ottenere un'adeguata 
protezione  contro  un'eventuale  agire  illegittimo  di  terzi  nei  suoi 
confronti. In più, il ricorrente si sarebbe contraddetto sul suo impiego e 

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non sarebbe stato in grado né di quantificare né di datare le minacce 
ricevute  via  telefono  oppure  SMS.  Infine,  egli  avrebbe  fornito  un 
racconto  insensato  nonché  contraddittorio  in  quanto  all'episodio 
avvenuto  nei  pressi  d'un  benzinaio  in  cui  sarebbe  stato  minacciato. 
Pertanto, l'UFM ha ritenuto inverosimili le allegazioni del ricorrente.

5.
Nel gravame, l'insorgente fa valere, in sostanza, che avrebbe lavorato 
per il C._______ georgiano, dove avrebbe avuto dei problemi, subendo 
molte minacce, come avrebbe già spiegato nel corso delle audizioni di 
prima istanza. Inoltre,  avrebbe attraversato  la  Francia  al  solo  scopo 
d'entrare  in  Svizzera,  dove avrebbe presentato l'unica sua domanda 
d'asilo.  Egli  contesta,  quindi,  l'applicazione  del 
art. 34 cpv. 2 lett. a LAsi nella fattispecie.

6.

6.1 Secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
il Consiglio federale designa gli Stati terzi sicuri in cui, secondo i suoi 
accertamenti,  v'è una protezione effettiva dal  respingimento ai  sensi 
dell'art. 5 cpv. 1 LAsi.

6.2 Giusta l'art. 34 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  può  ritornare  in  uno  Stato  terzo 
sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato 
precedentemente. Giusta l'art. 34 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 non si applica se 
in  Svizzera  vivono persone con cui  il  richiedente  intrattiene rapporti 
stretti  o  suoi  parenti  stretti  (lett.  a),  se  il  richiedente  adempie 
manifestamente la qualità di rifugiato secondo l'art. 3 LAsi (lett. b), o 
se  vi  sono  indizi  che  nello  Stato  terzo  non  vi  sia  una  protezione 
effettiva dal respingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi (lett. c).

7.

7.1 Le  condizioni  d'applicazione  dell'art.  34  cpv. 2  lett.  a  LAsi  sono 
manifestamente  realizzate,  essendo incontestato  che l'insorgente ha 
soggiornato in Francia dal 26 al 27 giugno 2008. Inoltre, la durata del 
soggiorno nello Stato terzo sicuro antecedente l'entrata del ricorrente 
in  Svizzera  non  è  decisiva  per  l'allontanamento  verso  tale  Stato 
(v. FF 2002 6125; Decisione del TAF E-2001/2008 del 4 aprile 2008). 
Infine,  la  Francia – designata  come Stato  terzo sicuro dal  Consiglio 
federale  il  14  dicembre  2007  –  ha  dato  il  suo  accordo  alla 

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riammissione  dell'insorgente,  in  applicazione  dell'Accordo  del 
28 ottobre 1998 tra il  Consiglio federale svizzero ed il  Governo della 
Repubblica  francese  sulla  riammissione  delle  persone  in  situazione 
irregolare (RS 0.142.113.499), in data 28 luglio 2008.

7.2  Questo  Tribunale  osserva  che  dalle  carte  processuali  non 
emergono  elementi  da  cui  si  possa  desumere  che  in  Svizzera  si 
trovino persone con cui il ricorrente intrattenga rapporti stretti o siano 
suoi  parenti  prossimi.  Da  quanto  esposto,  discende  che,  nel  caso 
concreto, non sono dati i presupposti dell'art. 34 cpv. 3 lett. a LAsi.

7.3  Contrariamente a quanto preteso nel gravame, l'insorgente non è 
manifestamente  riuscito  a  comprovare  la  propria  qualità  di  rifugiato 
secondo l'art. 3 LAsi. Il TAF rileva, altresì, che il ricorrente in corso di 
procedura  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione.  Quest'ultime 
s'esauriscono in mere affermazioni di parte non corroborate da alcun 
elemento della benché minima consistenza, in sostanza per le ragioni 
indicate  nel  provvedimento  litigioso,  cui  può  essere  rimandato 
(art. 109 cpv.  3  LTF  in  relazione  all'art.  6  LAsi,  all'art.  37  LTAF ed 
all'art.  4  PA).  Basti  rilevare  che  il  ricorrente  in  sede  di  ricorso  ha 
evocato in maniera estremamente vaga i suoi motivi d'asilo e le ragioni 
per  cui  avrebbe  la  qualità  di  rifugiato,  nonostante  le  contraddizioni 
evidenziate  dall'UFM  nella  sua  decisione,  rimandando  solamente  a 
quanto da lui esposto nel corso della procedura di prima istanza. Ciò 
non  può che  comprovare  la  conclusione  dell'UFM  circa 
l'inverosimiglianza  delle  allegazioni  del  ricorrente. In  virtù  di  quanto 
precede,  nel  caso  di  specie,  l'eccezione  prevista 
dall'art. 34 cpv. 3 lett. b LAsi non è applicabile.

7.4 Dato che la Francia è considerata uno Stato terzo sicuro, incombe 
all'insorgente  invalidare  la  presunzione  di  protezione  effettiva  dal 
respingimento.  Nella  fattispecie,  il  ricorrente  non  è  manifestamente 
riuscito  in  tale  intento.  Infatti,  nell'incartamento  non  vi  sono  indizi 
secondo  cui  le  autorità  francesi,  confrontate  ad  elementi  e  prove 
suscettibili  ad  attestare  la  qualità  di  rifugiato,  non  accorderebbero 
un'appropriata  protezione.  Pertanto,  l'art.  34  cpv. 3  lett.  c  LAsi  non 
trova applicazione nella fattispecie.

8.
Di  conseguenza,  il  ricorso  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 

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destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata.

9.
L'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2,  art. 44 cpv. 1 LAsi  nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

10.

10.1 Non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  serio  indizio  da  cui 
desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in 
Francia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o esporre l'insorgente al rischio reale ed immediato 
di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 
altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. Tortura, RS 0.105).

10.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
che  né la  nota  situazione  generale  esistente  in  Francia,  che  non  è 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale, né altri motivi deducibili dalle carte processuali conducono 
a pensare che, in caso d'allontanamento in questo Paese, vi sia una 
messa in pericolo concreta del ricorrente.

10.3 Inoltre,  l'insorgente  è  giovane,  ha  una  certa  esperienza 
professionale e non ha altresì preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria 
(v. sulla  problematica  GICRA 2003  n. 24),  senza  che  da  un  esame 
d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza del 
ricorrente in Svizzera per motivi medici.

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10.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Le 
autorità francesi si sono dichiarate disposte a riammettere l'insorgente 
sul  loro  territorio.  L'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque  pure 
possibile.

11.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 10 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

12.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

13.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art.  63  cpv.  1  e 
cpv. 5 PA nonché 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese 
ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione dimora e aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N )
- D._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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