# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 47f804d6-2759-5478-877c-2585b7b1fecf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-09-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 19.09.2017 60.2017.98
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2017-98_2017-09-19.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2017.98

   

  	
  Lugano

  19 settembre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro
  Mini, presidente,

  Raffaele
  Guffi, Giovan Maria Tattarletti

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Valentina
  Item, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo 12/13.4.2017, motivato in data 26.5.2017, presentato
da

 

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  il punto n. 9.1. del dispositivo della sentenza 11.4.2017
  emanata dalla Corte delle assise criminali, relativo alla sua retribuzione
  quale difensore d’ufficio (inc. TPC __________);

  

 

 

richiamate le osservazioni 9/12.6.2017 del presidente
della Corte delle assise criminali, giudice Marco Villa, mediante il quale
comunica di riconfermare le motivazioni espresse nella sentenza indicando nel
contempo alcune considerazioni;

 

considerato che PI 1, interpellato, non ha presentato
osservazioni al gravame;

 

ritenuto che l’avv. RE 1, interpellata, non ha
inoltrato osservazioni di replica;

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in
fatto

 

a.Con
sentenza 11.4.2017, la Corte delle assise criminali ha ritenuto PI 1 autore colpevole
di infrazione aggravata alla LFStup, condannandolo alla pena detentiva di 3
anni e 6 mesi (da dedursi il carcere preventivo sofferto), all’espulsione dal territorio
svizzero per la durata di 8 anni ed al pagamento della tassa di giustizia e
delle spese procedurali. 

La Corte non ha ordinato la revoca della sospensione
condizionale di una pena precedentemente inflittagli, mentre che ha ordinato la
confisca di tutto quanto in sequestro (v. dispositivo della sentenza di
condanna 11.4.2017, p. 15-16, inc. TPC __________).

 

                                         Al
punto n. 9 del dispositivo è stato previsto che le spese per la difesa
d’ufficio sono sostenute dallo Stato e che le note professionali 11.1.2017 e
10.4.2017 dell’avv. RE 1 sono approvate per CHF 4'332.15, comprensivi di
onorario, spese e trasferte (cfr. p.to 9.1., p. 16, inc. TPC __________). 

 

 

                                  b.   Con
scritto 12/13.4.2017 l’avv. RE 1 ha comunicato a questa Corte di intendere interporre
reclamo in merito alla quantificazione della retribuzione del difensore
d’ufficio di cui al punto 9.1 del dispositivo della sentenza 11.4.2017 della
Corte delle assise criminali.

 

Questa Corte - in data 13.4.2017 - ha fissato un
termine alla stessa per provvedere alla motivazione del reclamo, non appena le
sarebbero state intimate le motivazioni indicanti le ragioni delle decurtazioni
delle sue note professionali (doc. 2, inc. CRP __________).

 

 

                                   c.   Nella
motivazione scritta della sentenza 11.4.2017 la Corte delle assise criminali ha
precisato la decurtazione delle note d’onorario della patrocinatrice
dell’imputato sopraindicate, approvandole limitatamente a CHF 4'332.15 [di cui
CHF 4'072.15 per onorari e CHF 260.-- per spese e trasferte], in luogo dei postulati
complessivi CHF 4'580.50.

 

                                         Il
Tribunale di primo grado ha operato delle decurtazioni dalle note professionali
dell’avv. RE 1, di cui si dirà in corso di motivazione.

 

 

d.   
Con la motivazione 26.5.2017
al gravame, l’avv. RE 1 chiede la riforma della decisione impugnata nel senso
che le sue note professionali siano integralmente approvate.

La reclamante contesta nel dettaglio tutte le
decurtazioni operate dalla Corte, censurando “l’eccesso e l’abuso del potere
di apprezzamento, nonché l’inadeguatezza dell’agire della Corte a tal proposito”
(reclamo motivato 26.5.2017, p. 1). 

 

      Delle allegazioni relative alle singole poste
decurtate e/o ridotte nella decisione impugnata, si dirà, nei considerandi in
diritto.

 

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Giusta
l’art. 135 cpv. 3 CPP, in materia di retribuzione, il difensore d’ufficio può
interporre reclamo alla giurisdizione di reclamo [ovvero in Ticino, alla Corte
dei reclami penali (art. 62 cpv. 2 LOG)] contro la decisione del pubblico
ministero o del tribunale di primo grado (cfr. art. 393 cpv. 1 lit. b CPP),
(Commentario CPP – M. GALLIANI / L. MARCELLINI, art. 135 CPP n. 6).

 

                                         Con il gravame si possono censurare le violazioni del
diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento e la denegata
o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP), l'accertamento inesatto o incompleto
dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e l'inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit.
c CPP).

 

                                         Il reclamo deve essere inoltrato entro dieci giorni,
non dalla recezione del dispositivo, ma dal momento in cui sono pervenute le
motivazioni scritte della decisione (sentenza 6B_654/2016 del 16.12.2016 cons.
3.4.4, destinata a pubblicazione).

 

                                         Il
reclamo va presentato per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento
in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta e all’art. 385 CPP per la
motivazione

 

                                         Esso
deve indicare, in particolare, i punti
della decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione
ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

                                         

                                         1.2.

                                         Il gravame, inoltrato il 12/13.4.2017 e completato il 26.5.2017,
contro la decisione 11.4.2017 della Corte delle assise criminali, con cui ha tassato le note professionali dell’avv. RE
1, è tempestivo, in quanto presentato nel
termine di 10 giorni giusta l’art. 396 cpv. 1 CPP, e proponibile, con riferimento all’art. 135 cpv. 3 lit. a CPP.

 

                                         Le esigenze di forma e di motivazione sono rispettate. 

 

Il legale, designato quale difensore
d’ufficio di PI 1 (con decreto 14.11.2016, AI 5, inc. MP __________) e
destinatario della decisione impugnata, è pacificamente legittimato a reclamare
giusta l’art. 135 cpv. 3 CPP.

                                      

                                         Il reclamo è – di conseguenza – ricevibile in ordine.

 

 

2.   2.1.

                                         Giusta
l’art. 135 cpv. 1 CPP il difensore d’ufficio è retribuito secondo la tariffa
d’avvocatura della Confederazione o del Cantone in cui si svolge il procedimento
penale a carico del patrocinato con i quali è venuto in essere, dopo la nomina,
un particolare rapporto giuridico, sulla base del quale il legale ha un credito
di diritto pubblico (sentenze TF 6B_730/2014 del 2.3.2015 consid. 3.1.;
6B_951/2013 del 27.3.2014 consid. 3.1.). 

                                      

                                         2.2.

                                         Al
caso concreto è pertanto applicabile il regolamento sulla tariffa per i casi di
patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle
ripetibili (Rtar), in vigore dall’1.1.2008. Il predetto regolamento stabilisce
la tariffa per le prestazioni dell’avvocato nel caso della sua nomina a
patrocinatore d’ufficio, nel caso di concessione del beneficio dell’assistenza
giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (art. 1 cpv. 1 Rtar).

                                         All’avvocato
è riconosciuto l’onorario per le prestazioni necessarie per lo svolgimento del
patrocinio, calcolato secondo i principi e le disposizioni del regolamento
(art. 2 cpv. 1 Rtar). 

 

                                         La
retribuzione della difesa d’ufficio copre dunque il dispendio di tempo essenziale
ad un’efficace difesa nel procedimento penale (BSK StPO I – N. RUCKSTUHL, 2.
ed., art. 135 CPP n. 3; ZK StPO – V. LIEBER, 2. ed., art. 135 CPP n. 3/6; StPO PK
– N. SCHMID, 2. ed., art. 135 CPP n. 3; Commentario CPP – M. GALLIANI / L.
MARCELLINI, art. 135 CPP n. 4): deve essere indennizzato l’onorario
proporzionale e necessario, che è in nesso causale con la tutela dei diritti
del difeso (BSK StPO I – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 135 CPP n. 3; ZK StPO –
V. LIEBER, op. cit., art. 135 CPP n. 6).

 

                                         L’onorario
dell’avvocato è calcolato secondo il tempo di lavoro sulla base della tariffa
di CHF 180.--/ora (art. 4 cpv. 1 Rtar; tariffa confermata anche dall’Alta Corte
nella decisione TF 6B_502/2013 del 3.10.2013 consid. 3.2.). 

                                         Se
la pratica è stata particolarmente impegnativa, per esempio avendo richiesto
studio e conoscenze speciali o avendo comportato trattazioni di nuove e complesse
questioni giuridiche, l’onorario può essere aumentato sino a CHF 250.--/ora
(art. 4 cpv. 2 Rtar). 

                                         L’onorario
dell’avvocato per la partecipazione a interrogatori fuori dall’orario di lavoro
usuale (tra le ore 20.00 e le ore 08.00 dei giorni feriali, nei giorni festivi
ufficiali e di sabato) è fissato a CHF 250.--/ora (art. 5a Rtar).

 

                                         2.3.

                                         Per
la determinazione dell’onorario a favore del difensore d’ufficio, tenute presenti
le citate tariffe orarie, fanno stato i principi dell’art. 21 cpv. 2 della
legge sull’avvocatura (art. 1 cpv. 2 Rtar), secondo i quali l’avvocato ha
riguardo alla complessità ed all’importanza del caso, al valore ed
all’estensione della pratica, alla sua competenza professionale ed alla sua
responsabilità, al tempo ed alla diligenza impiegati, alla situazione personale
e patrimoniale delle parti, all’esito conseguito ed alla sua prevedibilità
(decisione TF 6B_810/2010 del 25.5.2011 consid. 2.).

                                         Ha
inoltre diritto al rimborso delle spese necessarie allo svolgimento del patrocinio,
riservato l’art. 6 Rtar (art. 2 cpv. 2 Rtar). 

                                         Quest’ultima
norma prevede che possa essere riconosciuto un importo forfetario in per cento
dell’onorario quale rimborso per le spese di cancelleria, di spedizione, di
comunicazione, di fotocopie e di apertura e archiviazione dell’incarto (art. 6
cpv. 1 Rtar).

                                         

                                         2.4.

                                         2.4.1.

                                         La
decisione relativa alla tassazione della nota professionale del difensore
d’ufficio deve inoltre essere motivata, come esatto dal diritto di essere
sentito.

 

                                         Tale
diritto (cfr. art. 3 cpv. 2 lit. c CPP e 29 cpv. 2 Cost.) comprende infatti, oltre
al diritto di esprimersi prima che una decisione sia presa, di fornire prove
sui fatti rilevanti per il giudizio, di farsi rappresentare o assistere e di
poter consultare gli atti, anche il diritto di ottenere una decisione motivata.

                                         Il
diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui violazione
comporta l’annullamento della decisione impugnata indipendentemente dalla fondatezza
materiale del gravame, riservato il caso in cui l’autorità di ricorso goda di
pieno potere d’esame e davanti ad essa la parte sia reintegrata nell’esercizio
dei diritti che le erano stati negati (cfr., nondimeno, con riferimento alla
giurisdizione di reclamo, decisione TF 1B_604/2011 del 7.2.2012 consid. 2.3.).

 

                                         2.4.2.

                                         L’obbligo
di motivazione, previsto esplicitamente dal CPP all’art. 80 cpv. 2 prima frase,
impone di menzionare, almeno brevemente, i motivi che hanno spinto l’autorità a
decidere in un senso piuttosto che nell’altro, in modo da porre pertanto
l’interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del
provvedimento e delle eventuali possibilità d’impugnazione presso un’istanza
superiore, che deve poter esercitare il controllo sul medesimo (decisione TF
6B_502/2013 del 3.10.2013). 

                                         In
base alla giurisprudenza in materia di spese, la garanzia del diritto di essere
sentito implica che, qualora il giudice decida in base ad una lista
dettagliata, se intende scostarsi dalla stessa, deve indicare almeno brevemente
le ragioni per le quali ritenga ingiustificate determinate prestazioni, in modo
che il destinatario possa impugnare la decisione con conoscenza di causa (decisione
6B_1251/2016 del 19.4.2017 cons. 3.1)

 

 

                                   3.   Il
caso presente consente, a questa Corte, prima di entrare nel merito della tassazione
delle note professionali contestate, di formulare alcune considerazioni di
carattere generale. 

                                         

                                         3.1. Sul
ruolo del difensore d’ufficio

                                         3.1.1.

Come indicato dalla dottrina, pur non
essendo il difensore penale considerato alla stregua di un “ausiliario della
giustizia” (non essendo tenuto alla ricerca della verità materiale e alla
giusta applicazione del diritto), assurge però a interlocutore privilegiato
delle autorità penali di perseguimento o di giudizio.

 

                                         3.1.2.

                                         Questo
ruolo di interlocutore privilegiato delle autorità penali di perseguimento o di
giudizio vale a maggior ragione per il difensore d’ufficio (ex art. 132 ss.
CPP).

                                         Come
ricordato dalla giurisprudenza e dalla dottrina, con la nomina di un difensore
d’ufficio si instaura un rapporto di diritto pubblico a tre, tra Stato,
avvocato d’ufficio e imputato (DTF 131 I 217, consid. 2.4): un “öffentlich-rechtliches Auftragsverhältnis
zugunsten eines Dritten” (ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 132 CPP n.
1). 

Per un avvocato, l’assunzione della
funzione di difensore d’ufficio è un dovere civico, con riferimento all’art. 12
LLCA, secondo cui l’avvocato è
tenuto ad assumere le difese d'ufficio e ad accettare i mandati di gratuito
patrocinio nel Cantone nel cui registro è iscritto (lit. g.).

Il difensore penale concorre con i giudici, i pubblici ministeri e gli
eventuali patrocinatori degli accusatori privati, all’adempimento di una delle
funzioni essenziali dello Stato moderno.

 

                                         3.1.3.

Pur vincolato da un rapporto di diritto
pubblico, nei confronti dell’imputato, il difensore d’ufficio ha i medesimi
obblighi professionali del difensore di fiducia (CR – CPP, art 132 CPP n. 6).
Deve in particolare assicurare una difesa effettiva ed efficace, fornendo tutto
il suo zelo e tutte le sue attenzioni agli interessi del suo cliente,
segnatamente assistendolo attivamente durante gli interrogatori, studiando con
cura l’incarto penale e stabilendo un sistema coerente di difesa (G. PIQUEREZ /
A. MACALUSO - Procédure pénale suisse, 3. ed., n. 841).

 

3.1.4

Il diritto dell’imputato ad avere una
difesa sufficiente, efficace ed effettiva è un diritto fondamentale, convenzionale,
previsto dall’art. 6 cifra 3 lit. c CEDU (decisione Eurofinacom c. Francia del
7.9.2004; G. PIQUEREZ / A. MACALUSO - Procédure pénale suisse, op. cit., n. 842).

 

3.1.5

                                         Riguardo
la remunerazione dei difensori d’ufficio, la stessa dev’essere equa, segnatamente
coprire le spese generali sostenute dal legale e permettergli d’ottenere un
guadagno modesto che non sia solo simbolico. 

                                         Come
ricordato sopra, il difensore d’ufficio ha anzitutto l’obbligo di assumere
l’incarico. 

                                         Deve
garantire una difesa sufficiente, efficace ed effettiva: caso contrario, le
eventuali mancanze potrebbero essere rimproverate al difensore (con un’azione
disciplinare) e allo Stato di nomina, se adeguatamente informato di tali mancanze
o in presenza di carente manifeste (S. BARTOLE / P. DE SENA / V. ZAGREBELSKI -
Commentario breve alla CEDU, p. 235). 

                                         Il
difensore d’ufficio deve dar prova di diligenza e fedeltà, analogamente al difensore
di fiducia.

 

 

 

                                                                                 

3.2. Principi generali

3.2.1.

Incombe alle autorità cantonali, che
dispongono di un largo potere di apprezzamento, determinare il carattere
ragionevole delle prestazioni del difensore d’ufficio (DTF 141 I 124 consid.
3.2; PC – CPP, 2. ed., art. 135 CPP n. 3a). 

Nell’esercizio del potere di
apprezzamento, occorre dar prova di un certo riserbo.

                                        Diversamente,
un esercizio restrittivo dello stesso, che riducesse eccessivamente le
prestazioni riconosciute e/o la loro durata, potrebbe concretamente privare gli
imputati di una difesa sufficiente, efficace ed effettiva, svuotando il senso di
questo diritto convenzionale. 

Da qui il fatto che il TPF ritiene che
l’intervento del giudice si giustifica soltanto qualora esista una sproporzione
tra il valore della prestazione effettuata e l’onorario (decisione TPF
BB.2016.14 del 28.7.2016 cons. 7.2). 

Il potere di apprezzamento, pur ampio,
va dunque esercitato con cautela anche tenendo presente il ruolo e la funzione
del difensore d’ufficio.

 

3.2.2.

Con riferimento all’esercizio del potere
di apprezzamento, ma anche per ragioni di economia di procedura, questa Corte
ha già deciso di escludere l’esame di eventuali decurtazioni della durata di
prestazioni, pari o inferiori a 5 minuti (cfr. decisione 14.4.2016, inc. CRP __________
consid. 4.1.).

Questa scelta è qui confermata, ritenuto
che decurtazioni di simile ristretta portata non possono essere il frutto di un
corretto esercizio del potere d’apprezzamento, proprio in ragione della loro
esiguità. 

Inoltre, in senso analogo si era già
espresso a suo tempo anche il Consiglio di moderazione, con una decisione dell’1.7.2002
(pubblicata sul Bollettino dell’Ordine degli avvocati n. 24 del dicembre 2002,
p. 38): 

“Certo, in regime di assistenza
giudiziaria si richiede all’avvocato anche stringatezza. D’altro lato però il
giudice della tassazione non deve defalcare a beneplacito. Se riduce la durata
di una prestazione, deve anche motivare la sua scelta in modo che il Consiglio
di moderazione possa seguire il suo ragionamento e valutare la legittimità
della decurtazione. Ridurre sistematicamente (o quasi) di 20, 100 anche di 5
minuti solo perché il patrocinatore ha operato in regime d’assistenza
giudiziaria non è ammissibile”.

 

 

3.2.3.

Giusta l’art. 3 cpv. 2 lit. a CPP (cfr.
anche art. 5 cpv. 3 e 9 Cost.), le autorità penali si attengono al principio
della buona fede. In virtù di questo principio, che devono rispettare anche le
parti (decisione TF 6B_397/2015 del 26.11.2015 consid. 1.3.), unitamente al
divieto dell’abuso di diritto, le autorità penali hanno l’obbligo di rispettare
la lealtà nella ricerca della verità e nell’applicazione del diritto (PC - CPP,
2. ed., art. 3 CPP n. 9 ss.). 

                                        Tal
principio è l’emanazione di un principio più generale, quello della fiducia,
che presuppone che i rapporti giuridici si fondino e si organizzino su una base
di lealtà (G. PIQUEREZ / A. MACALUSO - Procédure pénale suisse, op. cit., n.
423). Questa fiducia va applicata nei confronti dei difensori d’ufficio.

 

                                         3.2.4.

L’osservanza delle regole di procedura
(sia da parte dell’autorità che da parte dei prevenuti) s’impone per assicurare
il buon svolgimento del processo, l’uguaglianza di trattamento e prevenire ogni
abuso di potere. Tuttavia, come detto, l’applicazione del principio della
legalità ha i suoi limiti, in quanto le regole di procedura devono essere
interpretate secondo le regole della buona fede (G. PIQUEREZ / A. MACALUSO -
Procédure pénale suisse, op. cit., n. 189). Vi è infatti formalismo eccessivo
se la rigida applicazione di disposizioni formali non è giustificata da alcun
interesse degno di protezione, è fine a sé stessa e complica in maniera
insostenibile la realizzazione del diritto materiale oppure impedisce in modo
inammissibile l'accesso ai tribunali (decisione
TF 2P.89/2003 del 7.11.2003 consid. 3.2. e
riferimenti).

 

3.3. Obblighi istituzionali

3.3.1.

                                         Nella
decisione impugnata, un riferimento è fatto anche ai compiti istituzionali
incombenti alla Corte di merito.

 

                                          3.3.2

Il compito istituzionale primario del
Tribunale di primo grado, se deve entrare nel merito dell’accusa, è quello di
prendere senza indugio le disposizioni necessarie per il dibattimento
(ex art. 330 cpv. 1 CPP; G. PIQUEREZ / A.
MACALUSO - Procédure pénale suisse, op. cit., n. 1783), svolgere i dibattimenti ed emanare le relative
sentenze, con celerità e diligenza (G.
PIQUEREZ / A. MACALUSO - Procédure pénale suisse, op. cit., n. 495), nonché motivare
le sentenze nei termini fissati dalla legge. 

In questi compiti istituzionali
rientrano anche le incombenze di tassazione delle note: si tratta di un compito
parziale, limitato, correlato all’insieme delle surriferite funzioni.

                                         

3.3.3.

È indubbio che l’entrata in vigore del
CPP ha comportato, per il Canton Ticino così come per altri Cantoni, un aumento
dei costi delle difese d’ufficio e del gratuito patrocinio. 

Si tratta di una problematica di portata
generale, conseguente all’applicazione della nuova normativa procedurale, e non
già il frutto di un’ipotetica prassi di sistematici abusi da parte dei patrocinatori.

In quanto problematica di carattere
generale, la stessa travalica i singoli casi che le Corti di merito sono
chiamati a giudicare: la problematica non può pertanto essere affrontata e
risolta con le singole decisioni di tassazioni, generalizzando ad esempio
criteri eccessivamente restrittivi per contenere le spese, né con esternazioni 
di carattere generale al momento delle comunicazioni dei dispositivi. Nei
giudizi si può, anzi si deve, come sempre fatto, correggere eventuali singoli
abusi.

La problematica di portata generale
assurge a questione organizzativa dello Stato, con rilevanza politica. 

Non incombe in primis alle
autorità giudiziarie risolvere questa tematica: compete alle autorità politiche
(legislativo ed esecutivo) eventualmente affrontarla e disciplinarla.

A queste autorità dello Stato si
possono, se del caso, indirizzare le preoccupazioni e gli eventuali auspici,
consigli e raccomandazioni delle autorità giudiziarie.

Anche questa Corte (chiamata in passato
e anche ora a tassare delle note o verificare delle tassazioni) è sensibile a
questa problematica: ha fatto presente nelle opportune sedi (al parlamento in
primis, cui spetta l’alta vigilanza, ma anche all’esecutivo) l’eventualità di
intervenire, facendo ad esempio riferimento ad una sentenza del TF che aveva
ammesso la possibilità di una remunerazione forfetaria (decisione TF
6B_730/2014 del 2.3.2015, pubblicata in DTF 141 I 124 consid. 4.2 e 4.3). Si rimanda
al Rendiconto del Tribunale d’Appello del 2015, nella parte riferita a questa
Corte (p. 20).

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Nella fattispecie in esame, la Corte delle assise criminali
ha approvato le note professionali dell’avv. RE 1, di complessivi CHF 4'580.50
(onorario e spese), per l’importo totale di CHF 4'332.15 (onorario e spese). 

                                         Le prestazioni riconosciute e non decurtate dal
Tribunale di primo grado sono ammesse senza ulteriore esame da parte di questa
Corte. 

                                         Analogamente
avviene, come detto, per le prestazioni che hanno subìto delle decurtazioni inferiori
o pari a 5 minuti.

                                         Nei
punti seguenti saranno perciò esaminate le altre decurtazioni.

                                              

                                              4.2. Nota professionale 11.1.2017

                                         

- 11.11.2016 -
“(...), trasferta __________ (55 km esposti per CHF 55.-- di spesa: 54 Km
riconosciuti, per CHF 54.- di spesa da parte del Tribunale di primo grado. I costi di trasferta vengono riconosciuti in modo
integrale, come esposti dall’avv. RE 1, in quanto occorre tener presente che lo
studio del difensore è sito a __________: anche se “__________è ora __________”
(osservazioni del presidente della Corte delle assise criminali 9/12.6.2017, p.
1), determinante è il quartiere di partenza (data la particolare estensione del
comune di __________). Inoltre, una rettifica di 1 km su 55 km, di 1.-- CHF su
55.-- CHF (ovvero dell’1.81%) assurge a formalismo eccessivo. 

   Analoga
conclusione s’impone per la riduzione del tempo esposto in medesima data (da
250 minuti esposti a 246 minuti riconosciuti: meno di 5 minuti, meno
dell’1,6%). Una differenza di 4 minuti può comodamente trovare giustificazione
con le formalità di apertura e di chiusura del verbale.

 

-  13.11.2016 - “esame rapporto arresto + osservazioni
a istanza carcerazione per GPC” 40 minuti. La prestazione viene riconosciuta
integralmente in quanto tale prestazione consta nella lettura del Rapporto di
arresto provvisorio di 5 pagine (cfr. AI 1), nonché nella stesura delle
osservazioni all’istanza di carcerazione inoltrate al GPC il 13.11.2016 di quasi due pagine (cfr. in AI 9). Il
tempo indicato nella nota appare proporzionato alla prestazione effettuata.

 

-  5.1.2017 - “posteggio __________” CHF 3.10. È
indubbio che non è stato versato agli atti un documento giustificativo del
parcheggio, come richiesto con lettera raccomandata al difensore.

    Applicando un creterio ragionevole, derivato
dall’esperienza quotidiana (“secondo il
corso normale delle cose e l’esperienza della vita”), si può riconoscere che il
costo esposto (posteggio: CHF 3.10) sia in rapporto adeguato con la correlata
prestazione (trasferta per l’interrogatorio dell’imputato presso il Ministero
pubblico di __________ in data 5.1.2017). 

    Rifiutarsi di rimborsare detta spesa unicamente in
ragione dell’assenza di un documento giustificativo assurge manifestamente a
formalismo eccessivo.

 

                                              La nota professionale 11.1.2017 è dunque approvata integralmente
per complessivi CHF 3'566.10, di cui CHF 3'308.-- di onorario e CHF 258.10 di
spese e trasferte .

 

                                              4.3.
Nota professionale 10.4.2017 

 

-  23.1.2017 - “ricezione e lettura rapporto di
inchiesta” 0.33 h. (esposto-decurtato). È riconosciuta integralmente, in quanto
il rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria consta di 7 pagine oltre i
numerosi allegati (cfr. AI 52): il tempo indicato dal legale appare adeguato e
comunque non eccessivo.

 

-  7.4.2017 - “ripresa verbali e incarto in vista di
incontro con cliente e di preparazione al processo” 0.67 h.  Tale prestazione è
riconosciuta integralmente, considerato che, come rettamente indicato dall’avv.
RE 1, “i verbali resi dall’imputato (...), risalgono (...) ad almeno 4/5
mesi prima della data del dibattimento” [cfr. reclamo motivato 26.5.2017,
p. 2]. Si giustifica una rilettura, sia per discutere con il cliente, sia per
preparare il dibattimento. Di conseguenza il tempo esposto non appare eccessivo.

 

-  7.4.2017 - “sessione con cliente c/o Stampa,
rilettura con cliente dei passi principali dei verbali + AA + spiegazione
processo + trasferta a/r ufficio (30 min)” 1.50 h. Anche tale prestazione viene
riconosciuta integralmente in quanto 60 minuti relativi al colloquio con
l'imputato non appaino eccessivi, considerati anche i tempi morti che tali visite
comportano (entrata/uscita dal carcere, attesa del detenuto,...) e in ragione
dell’imminente dibatimento da preparare.

 

-  10.4.2017 - “preparazione dibattimento e arringa” 3.00
h. Pure questa prestazione viene riconosciuta in modo integrale, così come
esposta nella suddetta nota. La preparazione al dibattimento, peraltro dinnanzi
ad una Corte delle assise criminali, presentava almeno quattro questioni che
andavano valutate compiutamente: l’aggravante della banda, l’espulsione
dell’imputato (nuova problematica giuridica), la revoca della sospensione
condizionale di una precedente condanna e la commisurazione della pena.

Nel calcolo totale, ai surrifeiriti
importi vanno aggiunti 165 minuti (2.75 h) relativi alla durata del
dibattimento, così come indicato nella sentenza impugnata. 

Le spese di trasferta chieste
(unicamente) in sede di reclamo nella misura di 20 minuti, non possono essere
riconosciute, non essendoci una previa decisione da parte del Tribunale di
primo grado su tale prestazione. 

 

In siffatte circostanze, la nota
professionale 10.4.2017 è dunque approvata per complessivi CHF 1'509.40, di cui
CHF 1'499.40 di onorario e CHF 10.-- di spese.

 

 

5.    Il gravame è parzialmente accolto, con riforma
del punto 9.1. della decisione 11.4.2017 della Corte delle assise criminali,
per i motivi indicati. 

 

       Le
note professionali 11.1.2017 e 10.4.2017 sono approvate per la somma complessiva
di CHF 5'075.50 (comprensiva di onorari e spese).

 

       Non si prelevano tassa di giustizia e spese.
Lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà alla reclamante, in considerazione
della vertenza (art. 135 CPP), adeguate ripetibili.

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 3, 5, 132 ss., 379 ss. e 393 ss.
CPP, 1 ss. e 25 LTG, il Rtar ed ogni altra disposizione applicabile,

 

 

 

pronuncia

 

 

 

 

 

                                    1.   Il reclamo è parzialmente accolto.

 

 

                                   §.   Il
punto 9.1. del dispositivo della sentenza 11.4.2017 della Corte delle assise criminali
è riformato come segue:

 

                                         Le
note professionali 11.1.2017 e
10.4.2017 dell’avv. RE 1 sono approvate per:

 

                                         onorario                         fr.        4'807.40

                                         spese
e trasferte          fr.           268.10

                                         totale                              fr.        5'075.50

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato della Repubblica e del Cantone
Ticino rifonderà all’avv. RE 1, __________, CHF 500.-- (conquecento) a titolo
di ripetibili.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali
e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

.

 

 

 

Per
 la Corte dei reclami penali

 

Il
presidente                                                          La cancelliera