# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cf1f515c-2984-59d1-8065-5f73ee0ae897
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-09-24
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 24.09.2015 U 2015 46
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2015-46_2015-09-24.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 15 46

1a Camera  

presidenza Racioppi
giudici Audétat, Stecher 
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 24 settembre 2015

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____ e B._____,

rappresentati dall'Avvocato lic. iur. Cesare Lepori, 

ricorrenti

contro 

Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità dei Grigioni, 

convenuto

concernente ricongiungimento familiare

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1. La cittadina turca A._____, 1986, entrava in Svizzera il 16 febbraio 2008 e 

otteneva un permesso di dimora annuale a seguito di un grave caso di 

rigore personale. Il 1. aprile 2014, A._____ sposava il cittadino turco 

B._____ per il quale introduceva poi in data 30 giugno 2014 formale 

domanda di ricongiungimento familiare, avendo il marito richiesto il rilascio 

di un visto per la Svizzera. Dopo aver chiarito presso l'ufficio regionale del 

collocamento le possibilità di trovare un'occupazione per B._____, con 

decisione 2 ottobre 2014 l'Ufficio della migrazione e del diritto civile 

(UMDC) respingeva la domanda, non essendo il reddito conseguibile 

sufficiente a coprire il fabbisogno finanziario dei due coniugi. Giusta il 

calcolo operato, le uscite mensili della coppia verrebbero a superare le 

entrate di fr. 360.--.

2. Il tempestivo reclamo interposto al Dipartimento di giustizia, sicurezza e 

sanità dei Grigioni (DGSS) – mediante il quale i coniugi A._____ e B._____ 

chiedevano il rilascio dell'autorizzazione richiesta, essendo per il marito 

possibile conseguire un reddito mensile quale tassista di almeno fr. 1'500.-- 

e garantendo il fratello della richiedente la propria disponibilità a coprire un 

eventuale disavanzo – veniva respinto in data 31 marzo/7 aprile 2015. Per 

il DGSS non sarebbe dato considerare nel calcolo del fabbisogno della 

famiglia anche il guadagno teorico realizzabile dal marito, non essendo 

stata dimostrata con la sufficiente probabilità l'effettiva possibilità di 

ottenere un reddito duraturo e non sussistendo per il resto alcun obbligo 

legale di assistenza del fratello della moglie nei confronti della coppia. 

3. Nel ricorso interposto al Tribunale amministrativo in data 11 maggio 2015, 

A._____ (qui di seguito detta la ricorrente) e B._____ (qui di seguito detto il 

ricorrente) chiedevano l'annullamento del rifiuto deciso e che al marito della 

ricorrente venisse accordata un'autorizzazione di entrata in Svizzera e un 

permesso di dimora B a titolo di ricongiungimento familiare. Accanto ai 

motivi già fatti valere in sede dipartimentale, gli istanti adducono che le 

condizioni economiche della famiglia soddisferebbero le disposizioni 

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cantonali applicabili, essendo accertato che all'istante verrebbe sempre 

corrisposta una gratifica, anche se non prevista contrattualmente, e che le 

spese di affitto mensili non ammonterebbero più a fr. 650.-- bensì solo a fr. 

250.--. 

4. Nella risposta di causa, il DGSS postulava la reiezione del ricorso per i 

motivi già esposti nel provvedimento impugnato. Il nuovo contratto d'affitto 

presentato per la prima volta in sede di ricorso contemplerebbe una pigione 

indubbiamente di favore ai fini della presente controversia. Essendo però 

possibile un cambiamento delle condizioni contrattuali con soli tre mesi di 

preavviso, la nuova pigione pattuita tra le parti non dovrebbe poter essere 

presa in considerazione, data la sua precarietà.

5. Replicando in data 26 giugno 2015, gli istanti motivavano la riduzione della 

pigione con pretese prestazioni lavorative della ricorrente a favore del 

locatore e della sua famiglia e reputavano pretestuoso l'argomento 

riguardante il periodo di disdetta di tre mesi, valevole per qualsiasi contratto 

di affitto. 

6. Dal canto suo, il DGSS si limitava a riconfermarsi nelle precedenti 

allegazioni e proposte, chiedendo in ogni caso l'accollamento dei costi 

procedurali a parte ricorrente. 

7. Chiamati a determinarsi sul presunto rapporto di lavoro esistente tra la 

ricorrente e il locatore, gli istanti precisavano che non si tratterebbe di un 

vero e proprio lavoro, ma di una relazione improntata sul volontariato e 

quindi non soggetta al versamento di contributi sociali. 

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Considerando in diritto:

1. La controversia verte sul rifiuto di accordare al ricorrente un permesso di 

dimora. Nell'evenienza non è applicabile l'Accordo del 21 giugno 1999 tra 

la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea e i suoi 

Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 

0.142.112.681), in quanto viene chiesto il ricongiungimento familiare di un 

cittadino turco e quindi di un originario di uno stato terzo all'Unione 

europea.

2. a) Lo straniero che ha un legame di parentela con una persona che possiede 

un permesso di domicilio o la nazionalità svizzera può invocare a 

protezione della propria vita familiare l'art. 8 della Convenzione per la 

salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 

novembre 1950 (CEDU; RS 0.101). Lo stesso diritto è garantito dalla 

Costituzione federale (Cost.; RS 101) all’ art. 13 cpv. 1 Cost., anche se 

questa garanzia non accorda maggiori diritti di quelli derivanti dalla CEDU 

(DTF 126 II 394 cons. 7). Anche coloro che sono solo in possesso di un 

diritto di dimora possono a determinate condizioni invocare la garanzia 

della vita privata e familiare, in particolare quando la persona straniera ha 

un diritto certo ad ottenere il rinnovo del permesso di dimora di cui dispone. 

La ricorrente ha un permesso di dimora che scade il 15 febbraio 2016 e 

non vi sono elementi agli atti che lascino supporre che essa abbia un diritto 

certo al suo rinnovo. Ne consegue che la presente vertenza va definita 

unicamente in base alla relativa normativa federale. Giusta l'art. 44 della 

legge federale sugli stranieri (LStr; RS 142.20), al coniuge straniero di una 

straniera titolare di un permesso di dimora può essere rilasciato un 

permesso di dimora se: coabita con lei (lett. a), vi è a disposizione 

un'abitazione conforme ai loro bisogni (lett. b) e non dipendono dall'aiuto 

sociale (lett. c). In base alle istruzioni alla LStr rilasciate dalla Segreteria di 

Stato della migrazione (SEM), un'abitazione è conforme ai bisogni della 

famiglia se consente di accogliere l’intera famiglia senza risultare 

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sovrappopolata. Nell'evenienza il fatto che la coppia voglia coabitare e che 

con l'appartamento di due locali e mezzo affittato dalla ricorrente essi 

dispongano di una sufficiente possibilità di alloggio non sono messi in 

discussione. 

b) Controversa è invece la terza condizione di cui all'art. 44 lett. c LStr, ovvero 

la sufficienza di mezzi finanziari per non dover dipendere dall'aiuto sociale. 

In principio, il minimo indispensabile è stabilito giusta i concetti e le 

indicazioni per il calcolo dell'aiuto sociale emanate della Conferenza 

svizzera dell'azione sociale (direttive COSAS), benché i cantoni possano 

decidere liberamente se esigere mezzi finanziari più cospicui, tali da 

consentire allo straniero una migliore integrazione sociale in Svizzera (vedi 

le istruzioni riguardanti l'art. 44 LStr rilasciate dalla SEM). Per la 

determinazione dei mezzi finanziari sufficienti nell'ambito del 

ricongiungimento familiare in virtù della LStr, il Cantone dei Grigioni ha 

emanato l'ordinanza sul fabbisogno finanziario nell'ambito dei 

ricongiungimenti familiari di persone di Stati terzi (qui di seguito 

semplicemente ordinanza sul fabbisogno finanziario [OFF]; CS 618.120). In 

base a tali disposizioni, il minimo vitale è composto da un forfait per il 

sostentamento, dal fabbisogno complementare per il sostentamento, dalle 

spese di affitto, dai costi dell'assicurazione contro le malattie e gli infortuni 

e altre assicurazioni, dagli impegni finanziari verso terzi, dalle spese per il 

conseguimento del reddito e da quelle derivanti dall'affidamento dei figli 

(art. 2 OFF). Concretamente, il forfait per due persone è di fr. 1'550.-- (art. 

3 lett. b OFF) e il fabbisogno complementare è stabilito a fr. 452.-- (art. 4 

lett. b OFF). 

c) Nell'evenienza, il calcolo operato dalle istanze precedenti contempla un 

fabbisogno vitale minimo per due persone composto dal forfait di fr. 1'550.--

, dal fabbisogno complementare di fr. 452.--, dai costi dell'affitto di fr. 650.--, 

dai costi della cassa malati di fr. 760.-- e delle spese per il conseguimento 

del reddito di fr. 250.--, per delle uscite complessive di fr. 3'662.--. A questi 

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esborsi si oppongono le entrate da attività lavorativa della ricorrente di fr. 

2'923.-- e il sussidio alla riduzione dei premi della cassa malati per un 

contributo mensile di fr. 379.--. Giusta detto calcolo le uscite superano le 

entrate di fr. 360.--. Tenendo in considerazione il fatto che nel 2013 e 2014 

la ricorrente era stata posta al beneficio di una gratifica di rispettivi fr. 

1'500.-- e fr. 1'200.--, non prevista dal contratto di lavoro, il DGSS 

considera che anche tenendo debitamente conto di tale ulteriore entrata, 

risulterebbe comunque un ammanco di fr. 249.--. Di questo calcolo gli 

istanti contestano la mancata presa in considerazione del potenziale 

reddito del ricorrente, della disponibilità del fratello della ricorrente ad 

assumersi degli eventuali ammanchi e delle ridotte spese per l'affitto. 

3. a) Gli istanti pretendono che nelle entrate della coppia venga considerato 

anche il guadagno conseguibile dal ricorrente. Giusta le istruzioni alla LStr 

rilasciate dalla SEM, in linea di massima nel calcolo del fabbisogno minimo 

non sono presi in considerazione eventuali introiti futuri. Questo in 

particolare perché gli stranieri ammessi nel quadro del ricongiungimento 

familiare con persone titolari di un permesso di dimora annuale non hanno 

un diritto sancito per legge al rilascio di un permesso. Se tuttavia è 

rilasciato un permesso di dimora, queste persone hanno diritto a esercitare 

un’attività lucrativa. Un eventuale reddito futuro può pertanto essere 

considerato, in via eccezionale, se molto probabilmente potrà essere 

conseguito in maniera duratura (posto di lavoro reale, sicuro nonché 

possibilità effettiva di esercitare un’attività lucrativa alla luce della 

situazione familiare).

b) Nel caso di specie, l'UMDC aveva tentato di analizzare le possibilità di un 

inserimento professionale del ricorrente sottoponendo la questione 

all'ufficio regionale del collocamento. Quest'ultimo rilevava l'indubbio 

svantaggio della mancata conoscenza della lingua italiana, del fatto che il 

candidato non avesse una formazione e dell'esiguità dei posti di lavoro 

reperibili sul mercato locale. La giovane età era invece considerata un 

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fattore positivo in vista di un eventuale collocamento. In sede 

dipartimentale, gli istanti concretizzavano le loro pretese allegando lo 

scritto 3 novembre 2014, giusta il quale una ditta attiva nell'ambito del 

servizio taxi e locazione di veicoli dichiarava la propria disponibilità "ad 

assumere o a collaborare in altro modo" con il ricorrente in caso di 

ottenimento di un permesso B. Quale reddito veniva indicativamente 

accennato a fr. 1'500.-- mensili netti. Per questo Giudice, tale certificazione 

non può però essere considerata come una garanzia in vista di un impiego 

futuro. L'istante non ha alcun contratto di lavoro tra le mani e la sola 

disponibilità per un'assunzione non permette ancora di considerare come 

reale la possibilità d'impiego e quindi anche il conseguimento di un reddito. 

Inoltre, in quanto cittadino turco senza alcuna conoscenza della lingua 

italiana, è difficilmente immaginabile che l'interessato possa superare gli 

esami in qualità di tassista. La mancata conoscenza della lingua locale 

parlata e scritta è poi per un tassista un ostacolo insormontabile, essendo 

di importanza primordiale capire la destinazione voluta dal cliente e poter 

poi leggere i cartelli stradali ed i nomi delle strade. Per quanto riguarda poi i 

requisiti professionali richiesti (vedi sito internet:

http://www.orientamento.ch/dyn/1311.aspx?data=qualification&id=583 

visitato in data 30 settembre 2015), i conducenti di taxi necessitano della 

licenza di condurre di categoria B da almeno un anno, condizione che il 

ricorrente non pretende neppure di soddisfare. Ne consegue che non 

essendo state comprovate né l'esistenza di un impiego reale e tantomeno 

la possibilità effettiva di esercitare un simile lavoro in considerazione della 

situazione personale del richiedente, la mancata presa in considerazione 

nelle entrate della coppia dell'incerto guadagno che potrebbe teoricamente 

realizzare il marito non dà adito a critiche e merita conferma. 

4. A garanzia di qualsivoglia indipendenza dall'aiuto sociale, gli istanti 

allegano la certificazione del fratello della ricorrente, il quale si impegna a 

provvedere al mantenimento della coppia. C._____, 1991, vivrebbe ancora 

con i genitori e disporrebbe di un reddito mensile di fr. 4'568.--, importo che 

http://www.orientamento.ch/dyn/1311.aspx?data=qualification&id=583

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gli permetterebbe di aiutare la ricorrente in caso di ristrettezze economiche. 

Come giustamente addotto dalle istanze precedenti, tale certificazione non 

è propria a garantire quanto pretende. Il fratello della ricorrente non ha 

alcun obbligo di mantenimento nei confronti della sorella e del cognato e 

qualora lo stesso volesse avere una propria famiglia, coprire un disavanzo 

mensile di circa fr. 300.-- potrebbe risultare problematico. Come poi 

giustamente richiamato dal DGSS, l'art. 44 LStr vuole garantire che lo 

straniero che chiede il ricongiungimento sia anche in grado di far fronte con 

i propri mezzi alle spese di mantenimento sue e della sua famiglia. Per 

questo le promesse di terze persone, come tali non coercibili, non possono 

essere a questo riguardo determinanti. 

5. a) Conformemente all'art. 5 OFF, nel calcolo del minimo vitale deve essere 

considerato l'affitto effettivo di un appartamento adeguato alla grandezza 

dell'economia domestica della famiglia. Se il contratto d'affitto prevede un 

canone d'affitto chiaramente troppo basso, viene stabilito un canone 

d'affitto usuale per il luogo, in base alla grandezza dell'oggetto locato. 

Scopo di tale disposto è quello di assicurare un calcolo del minimo 

esistenziale sulla base di dati per quanto possibile duraturi e affidabili. La 

pretesa stando alla quale la pigione deve corrispondere a quelli che sono 

gli usi locali vuole propriamente garantire che con un semplice 

cambiamento di abitazione, il minimo esistenziale non venga già per 

questo fatto messo a repentaglio. Nella concreta fattispecie, fino al maggio 

2015 la ricorrente corrispondeva per l'appartamento di due locali e mezzo 

ed una superficie di 70 m2 un affitto di fr. 650.--. Dal mese di maggio 2015 

per lo stesso appartamento fa valere una spesa per l'affitto di soli fr. 250.--, 

che il DGSS ritiene manifestamente troppo bassa. Giusta le motivazioni di 

ricorso, la riduzione sarebbe imputabile a "prestazioni lavorative" che 

l'istante eseguirebbe per le parti comuni dell'immobile e a favore della 

famiglia del locatore. Chiamati a meglio determinarsi sulla questione, gli 

istanti adducono che la prestazione fornita non potrebbe essere intesa 

come una prestazione lavorativa soggetta a contributi sociali, ma sarebbe 

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del semplice volontariato. L'affitto pagato corrisponderebbe per il resto ai 

canoni corrisposti in una regione discosta come quella in oggetto. 

b) La tesi di ricorso riguardo all'adeguatezza del canone d'affitto, che si limita 

a considerazioni di carattere generale e astratto, è però palesemente 

indifendibile. Che il canone d'affitto di fr. 250.-- per un appartamento di due 

locali e mezzo a 0.1_____, spese comprese, possa essere considerato 

consono al mercato locale è pretestuoso. Già la deduzione per i costi 

accessori dell'affitto, di circa fr. 100.--/150.-- al mese lasciano apparire 

l'ammontare della pigione di un'entità del tutto estranea alla situazione del 

mercato locale. In base ad una semplice ricerca su internet, risulta che a 

0.2_____ (ancora più discosto di 0.1_____ nell'accezione scelta dagli 

istanti) per 80 m2 il canone preteso è di fr. 780.--, spese escluse. A 

0.3_____ un due locali e mezzo di 47 m2 è affittabile al prezzo di fr. 900.--, 

incluse le spese di fr. 50.--. A O.4._____ in Valle D._____, un 

appartamento di tre locali e mezzo per 70 m2 è locabile a fr. 700.--. Al 

Tribunale amministrativo è poi noto, in virtù della procedura di ricorso U 15 

41, che i costi di un due locali e mezzo a O.5._____ può raggiungere i fr. 

900.--, spese incluse. Questi esempi, riferiti a zone altrettanto discoste di 

quella in cui vive la ricorrente, dimostrano come l'affitto versato dall'istante 

dopo il mese di maggio 2015 sia una pigione di favore. È' allora chiaro che 

l'affitto corrisposto dal precedente locatario e dalla ricorrente fino al mese di 

aprile 2015 è pari a fr. 650.-- corrisponda anche al giusto valore di mercato 

dell'oggetto da locare. In applicazione all'art. 5 OFF non è allora in queste 

circostanze possibile considerare le spese di affitto per un valore diverso 

da quanto ritenuto dalle istanze inferiori e pari a fr. 650.--.

6. Giusta quanto preteso inizialmente in sede di ricorso, a motivo della 

riduzione della pigione vi sarebbero delle "prestazioni lavorative" fornite 

dalla ricorrente a favore del proprietario dell'immobile. Chiamati a produrre 

il relativo contratto di lavoro, gli stanti correggono le precedenti allegazioni 

nel senso che la ricorrente non lavorerebbe per il locatore, ma svolgerebbe 

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del semplice volontariato per il proprietario dell'immobile e la sua famiglia. 

Indipendentemente allora dalla qualifica delle prestazioni fornite al locatore 

o a chi per esso, la ricorrente non ha un contratto di lavoro addizionale e 

neppure un'entrata finanziaria aggiuntiva accanto al reddito conseguibile 

presso la casa di riposo che la occupa. Ne consegue che il provento da 

tale "prestazione volontaria" è, diversamente da quanto potrebbe 

riguardare il diritto fiscale, ai fini del presente giudizio irrilevante. 

7. a) In conclusione, il rifiuto del ricongiungimento familiare merita in questa 

sede conferma e il ricorso deve essere respinto. In conformità all'art. 73 

della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CS 370.100), nella 

procedura di ricorso la parte soccombente deve di regola assumersi le 

spese. L'esito della controversia giustifica pertanto l'accollamento dei costi 

occasionati dal presente procedimento ai due ricorrenti.

b) Non potendo gli istanti  invocare l'art. 8 CEDU e non detenendo quindi un 

diritto al rilascio del permesso richiesto, il rimedio giuridico che può 

nell'evenienza entrare in considerazione contro decisioni prese sulla base 

dell'art. 44 LStr è solo il ricorso sussidiario in materia costituzionale al 

Tribunale federale (DTF 137 I 284 cons. 1.2). 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 800.--

- e le spese di cancelleria di fr. 227.--

totale fr. 1'027.--

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il cui importo sarà versato da A._____ e B._____, responsabili in solido, 

entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione all’Amministrazione 

delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]