# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d01cedfa-211b-58e2-bcee-e5f578296ede
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-06-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 07.06.2018 13.2017.113
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2017-113_2018-06-07.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2017.113/114

  	
  Lugano

  7 giugno 2018/rn

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La terza Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Walser,
  presidente,

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Locatelli

  

 

 

sedente
nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) per statuire nella causa inc.
n. SO.2017.4435 (misure a protezione
dell'unione coniugale e richiesta di provvedimenti cautelari) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6,
promossa con istanza 30 agosto 2017 da

 

	
   

  	
  RE
  1 

  patrocinata dall' PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO
  1 

  patrocinato dall' PA 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

e ora sul reclamo 6
novembre 2017 di RE 1 contro la decisione 27 ottobre 2017 con cui il Pretore ha
respinto la sua istanza di gratuito patrocinio 30 agosto 2017;

 

ritenuto

in fatto:                    A.   RE 1, nata __________, e CO
1 si sono uniti in matrimonio il 26 giugno 2014. Dalla loro unione è nata N__________
(2013). Con loro vive anche B__________ (2012), nato da un precedente legame tra
la madre RE 1 e il padre di quest'ultimo __________. Con istanza 30 agosto 2017
RE 1 ha chiesto l'adozione di misure a protezione dell'unione coniugale, già in
via supercautelare e cautelare, data l'impossibilità oggettiva - sfociata anche
nell'intervento della polizia - a continuare la vita in comune con il marito CO
1. Nel contempo l'istante ha postulato l'ammissione al gratuito patrocinio
inclusa la copertura dei costi di rappresentanza legale nella persona dell'avv.
PA 1.  

                                  B.   Con decreto
supercautelare 30 agosto 2017 il Pretore ha confermato il decreto di
allontanamento che il 23 agosto 2017 la polizia aveva emesso a carico del marito,
ha autorizzato la vita separata dei coniugi, ha attribuito l'abitazione
coniugale alla moglie e ha affidato provvisoriamente la figlia N__________ alla
madre. 

 

                                  C.   All'udienza 15
settembre 2017, l'istante ha confermato la sua istanza. Dal canto suo il
convenuto vi si è opposto e ha formulato le proprie richieste, postulando infine
il beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio. Nelle more
istruttorie e nell'interesse dei minori, le parti si sono nondimeno impegnate a
rispettare un accordo transattivo di misure provvisorie.      

 

                                  D.   A seguito di un nuovo
intervento della polizia e dei servizi sociali, constatata l'esposizione dei
minori ad una situazione inadeguata, con decreto supercautelare 26 settembre
2017 il Pretore ha disposto la convocazione personale dei coniugi ad un'udienza
urgente per valutare l'adozione di ulteriori misure. 

 

                                         All'udienza 29 settembre
2017 le parti hanno confermato l'assetto provvisorio concordato il 15 settembre
2017 e dato il proprio assenso al proseguimento della valutazione affidata
all'Ufficio dell'aiuto e della protezione, settore delle famiglie e dei minorenni.
Il Pretore ha omologato questa transazione.   

 

                                  E.   Con decisione 27
ottobre 2017 il Pretore ha respinto le istanze di gratuito patrocinio
presentate, rispettivamente, da RE 1 (dispositivo n. 3) e da CO 1 (dispositivo
n. 4). Dalla notifica di tassazione 2016 risultava l'esistenza di una certa
sostanza e, in parte almeno, i comportamenti delle stesse parti avevano
contribuito a generare costi. 

 

                                  F.   Con reclamo 6
novembre 2017 RE 1 impugna la citata decisione, che chiede di annullare e riformare
nel senso di accogliere l'istanza di gratuito patrocinio e di tassare la relativa
nota professionale, in alternativa di rinviare l'incarto al Pretore per la tassazione
di rito. L'interessata postula il gratuito patrocinio anche per il reclamo
inclusi i costi di rappresentanza legale nella persona dell'avv. PA 1.

 

Considerando

in diritto:                  1.   Giusta l'art. 121 CPC, le
decisioni che rifiutano o revocano totalmente o parzialmente il gratuito
patrocinio sono impugnabili mediante reclamo alla terza Camera civile del
Tribunale d'appello (art. 319 lett. b cifra 1 CPC e 48 lett. c cifra 1 LOG). La
domanda di gratuito patrocinio è trattata con la procedura sommaria (art. 248
lett. a CPC e art. 119 cpv. 3 prima frase CPC), sicché il termine
d'impugnazione è di 10 giorni (art. 321 cpv. 2 CPC).

 

                                         La decisione impugnata è
pervenuta alla reclamante il giorno 31 ottobre 2017 (estratto tracciamento
degli invii 15 novembre 2017; reclamo, pag. 3). Di modo che, rimesso alla posta
il 6 novembre 2017 il reclamo è tempestivo e, da questo punto di vista, ammissibile.

 

                                   2.   Conformemente
all'art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati l'applicazione errata
del diritto (lett. a) e l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett.
b).

 

                                2.1   La reclamante invoca l'errata
applicazione del diritto e l'accertamento manifestamente errato dei fatti per
avere, il Pretore, leso il suo diritto di essere sentita e negato il gratuito
patrocinio a motivo dell'esistenza di non meglio specificata sostanza e del preteso
comportamento inappropriato delle parti (reclamo, pag. 3).   

 

                                   3.   La reclamante invoca
la violazione del suo diritto di essere sentita poiché, limitandosi ad
evidenziare l'esistenza di una “certa sostanza”, il Pretore non aveva
specificato il tipo e l'ammontare della sostanza a cui faceva riferimento
(reclamo, pag. 6), men che meno aveva specificato l'esatto comportamento
rimproverato alle parti (reclamo, pag. 9).

 

                                3.1   Il diritto di essere sentito
delle parti (art. 53 cpv. 1 CPC) gode della garanzia costituzionale formale
(art. 29 cpv. 2 Cost.), e la sua violazione comporta di principio
l'annullamento della decisione impugnata, a prescindere dalle possibilità di successo
del gravame (DTF 137 I 195 consid. 2.2). Il diritto di essere sentito comprende
anche l'obbligo per il giudice di motivare la sua decisione (Hurni, Berner Kommentar, ZPO, vol. I,
2012, n. 60 segg. ad art. 53) che, giusta l'art. 238 lett. g CPC, può ritenersi
sufficiente quando vengono menzionati, almeno brevemente, le ragioni - sia
fattuali che giuridiche - che hanno indotto il giudice a decidere in un senso
piuttosto che in un altro, ponendo l'interessato nella condizione di rendersi
conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità d'impugnazione (Trezzini, in: Trezzini e al.,
Commentario pratico al CPC, IIa ed., 2017, n. 40 seg. ad art. 238).

 

                                3.2   Ora, il Pretore ha
evidenziato che, quantomeno a questo stadio, i costi giudiziari e legali potevano
essere assunti dai due coniugi in quanto dalla notifica di tassazione 2016
risultava la disponibilità di una “certa sostanza” in capo alla famiglia
(decisione impugnata, pag. 1), ritenuto oltretutto che, almeno in parte, il
loro comportamento era stato all'origine dei problemi sorti in corso di
procedura e quindi anche delle relative spese (decisione impugnata, pag. 2).
Sicché, a ben vedere, i motivi alla base della conclusione del Pretore non
danno adito a dubbi. La censura quindi, ai limiti del preteso, va respinta.

 

                                   4.   Per l'art. 117 CPC -
che corrisponde alla garanzia costituzionale minima di cui all'art. 29 Cost.
(sentenza del Tribunale federale 4D_72/2013 del 26 agosto 2014 consid. 3 con
rinvii) - ha diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi
necessari (lett. a) e, cumulativamente, la cui domanda non appaia priva di
probabilità di successo (lett. b). Esso comprende l'esenzione dagli anticipi,
dalle cauzioni e dalle spese processuali e la designazione di un patrocinatore
d'ufficio (art. 118 cpv. 1 CPC). Esso può essere concesso integralmente o in
parte (cpv. 2) e non esenta dal pagamento delle ripetibili alla controparte (cpv.
3). 

 

                                4.1   È considerato indigente
giusta l'art. 117 CPC chi non è in grado di far fronte con mezzi propri  -
reddito e sostanza - alle spese giudiziarie e legali senza intaccare il
fabbisogno suo e quello della famiglia (DTF 128 I 232 consid. 2.5.1; RtiD
I-2004 pag. 33 consid. 2.2; Trezzini, op.
cit., n. 14 ad art. 117). L'esistenza di uno stato di indigenza non va posta in
astratto, ma con riferimento alla situazione finanziaria effettiva e alle
particolarità del caso, dovendosi quindi esaminare la situazione del
richiedente al momento della richiesta di essere posto al beneficio dell'assistenza
giudiziaria (sentenza del Tribunale federale 4D_72/2013 del 26 agosto 2014
consid. 3 con rinvii). Pur vigendo il principio inquisitorio limitato (Trezzini, op. cit., n. 16 ad art. 119 e
nota 2839), secondo dottrina e giurisprudenza, spetta anzitutto al richiedente
presentare - spontaneamente - in modo chiaro la propria situazione finanziaria
attuale, sostanziando e dimostrando, pena la reiezione della sua domanda, che
egli non è in grado di affrontare le spese connesse alla causa senza
pregiudicare il proprio sostentamento e quello della propria famiglia (DTF 135
I 221 consid. 5 con rinvii). 

                                      

                                   5.   Riferendosi alla
dichiarazione d'imposta 2016 prodotta quale doc. O (pag. 8), la reclamante spiega
che il valore della sostanza mobiliare per titoli e capitali assomma a fr.
24'182.–, di cui fr. 4'298.– quale deposito di garanzia affitto per il contratto
di locazione dell'abitazione coniugale, fr. 12'451.– quale saldo su un conto
bancario del figlio B__________, fr. 5'213.– quale saldo su un conto bancario della
figlia N__________, fr. 107.– quale saldo su un conto bancario di risparmio e
fr. 2'103.– [recte: 2'113.–] quale saldo su un conto corrente postale dei
coniugi (reclamo, pag. 6 seg.). Completa inoltre la sostanza una polizza di
assicurazione vita del valore di fr. 11'991.– e l'auto del valore di fr.
12'000.– (reclamo, pag. 6). A detta dell'interessata possono considerarsi alla
stregua di sostanza disponibile unicamente il saldo del conto di risparmio di
fr. 107.– e quello del conto corrente di fr. 2'113.–, importi comunque insufficienti
per sostenere eventuali spese legali (reclamo, pag. 7).   

 

                                5.1   Nondimeno. Dalla stessa
dichiarazione emerge anche che il conto privato Postfinance, attestante un
saldo al 31 dicembre 2016 di fr. 2'113.–, ha prodotto nel corso dell'anno un reddito
lordo di fr. 11.60 (doc. O pag. 8), a fronte di un tasso d'interesse remunerativo
per quel tipo di conto passato da 0.01% a 0.0% il 1° agosto 2016 (cfr.
comunicato stampa Postfinance del 13 giugno 2016). A prescindere da ciò, con
riferimento ai conti bancari di risparmio occorre rilevare che due di essi sono
rubricati rispettivamente con la specifica “B” e “N” per un avere
complessivo di fr. 17'664.– (doc. O pag. 8). Diversamente da quanto lascia intendere
la reclamante (reclamo, pag. 7), questo non basta però ad affermare che i figli
B__________ e N__________ ne siano titolari, conclusione che andava semmai
comprovata con l'ausilio dei necessari attestati o estratti bancari. Ma di ciò
non vi è traccia agli atti. E neppure torna utile il verbale dell'udienza 15 settembre
2017 che peraltro sulla questione nulla dice (reclamo, pag. 7; act. III). La reclamante
non può così essere seguita laddove afferma che, trattandosi di beni
appartenenti ai due figli minori, tali risorse sfuggono alla sostanza
computabile in capo ai due coniugi (reclamo, pag. 7).  

 

                                5.2   Per quanto attiene il valore
di riscatto di fr. 11'991.– della polizza d'assicurazione vita (reclamo, pag.
7), giova d'altra parte rilevare che il relativo contratto è stato stipulato
nella forma di un'assicurazione di previdenza libera (di risparmio a capitalizzazione
vita e decesso) e che il relativo valore di riscatto (quantificabile al 1° agosto
2017 in fr. 12'077.–) è la cifra restituita all'assicurato in caso di annullamento
anticipato (doc. O pag. 5; doc. L pag. 4 segg., 5). 

 

                                5.3   Fatta astrazione del valore
dell'auto detenuta in leasing (doc. R pag. 2 seg.) e dell'importo di fr. 4'298.–
vincolato quale garanzia d'affitto (doc. O pag. 8), ne consegue una sostanza
mobiliare costituita quantomeno da un capitale di risparmio e non di complessivi
fr. 19'884.– e da un valore di riscatto della polizza di assicurazione vita di fr.
12'077.– (sopra, consid. 5, 5.1 e 5.2), per un totale di fr. 31'961.–. In
assenza di documenti bancari e postali riferiti all'anno 2017 (sotto questo
profilo l'estratto conto postale di agosto 2017 inerente una relazione bancaria
(doc. S) neppure indicata dalla citata dichiarazione d'imposta risulta inutile),
che spettava alla reclamante produrre, tali cifre sono appunto determinati ai
fini della richiesta di gratuito patrocinio. Sicché, nelle circostanze
concrete, anche considerando un margine a titolo di “riserva di soccorso”
(reclamo, pag. 6 e 7) non se ne può desumere che il Pretore sia incorso in un accertamento
manifestamente errato dei fatti laddove ha ritenuto che le parti disponessero di
una “certa” sostanza. Questo esclude anche la conseguente errata
applicazione dell'art. 117 CPC. Infondato il reclamo va così respinto.   

 

                                   6.   Obietta la
reclamante che in materia di diritto della famiglia, il comportamento delle
parti non può determinare la probabilità di esito favorevole di una vertenza giudiziaria
(art. 117 lett. b CPC), giacché la causa si era resa necessaria in particolare
a tutela dei minori, in un siffatto contesto la conflittualità tra le parti era
da considerare implicita, le stesse si erano comunque dimostrate ragionevoli a
fronte della transazione provvisoria e l'udienza del 29 settembre era stata
voluta dal Pretore medesimo (reclamo, pag. 8 seg.). L'argomento è però
fuorviante. 

 

                                6.1   Certo, per il Pretore le
parti avevano contribuito ad amplificare i problemi e le divergenze esistenti e,
in parte almeno, questo loro atteggiamento aveva comportato dei costi
aggiuntivi (decisione impugnata, pag. 2). Ciò non toglie che è a fronte della
sostanza disponibile che, per il momento almeno, egli ha ritenuto proponibile
il richiamo delle parti ad una responsabilità per i costi del procedimento (decisione
impugnata, pag. 1), conclusione che - come appena visto - trova qui conferma. Peraltro
la correlazione tratta dalla reclamante con il presupposto di probabilità di
esito favorevole della causa giusta l'art. 117 lett. b CPC è sprovvista di
qualsiasi pertinenza, visto che sulla questione il Pretore non si è affatto
pronunciato. Anche questo esclude l'ipotesi di un'errata applicazione del
diritto (reclamo, pag. 9). A priori la critica è quindi infondata.  

                                         

                                6.2   Si aggiunga, per mero
scrupolo, che il decreto supercautelare 26 settembre 2017 si era imposto perché,
nonostante l'accordo raggiunto il 15 settembre 2017, “sono nuovamente
intervenuti fatti incresciosi che hanno richiesto l'intervento urgente della
Polizia e dei servizi sociali” e “i minori coinvolti sono gravemente
esposti a una situazione del tutto inadeguata” (act. IV pag. 1). Data la necessità
di una nuova udienza per appunto “impostare le misure di protezione che si
impongono”, oltre l'urgenza e l'importanza dei temi in gioco, il
Pretore ha persino disposto “l'obbligo di comparsa per i genitori [...]
assortito della comminatoria penale ex. art. 292” (act. IV pag. 1). Per
finire poi, “richiamati al rispetto dei loro doveri genitoriali” e
avvertiti della possibilità che “potranno intervenire decisioni severe sia
sul piano della custodia, sia sul piano delle ulteriori misure accompagnatorie
necessarie”, i coniugi sono stati appunto citati per il 29 settembre 2017 (act.
IV pag. 2). E su questi fatti la reclamante sembra volutamente soprassedere (reclamo,
pag. 9). Di modo che, seppur in un contesto di legittima e comprensibile animosità,
non si può seriamente rimproverare il Pretore per avere in parte individuato nel
comportamento dei coniugi la causa dei provvedimenti resisi necessari e dei relativi
costi. Ciò perlomeno non configura gli estremi di un accertamento
manifestamente errato dei fatti. Sicché, anche al riguardo la censura non ha pertinenza.
   

 

                                   7.   La procedura di
reclamo contro il diniego di gratuito patrocinio non è, diversamente dall'art.
119 cpv. 6 CPC, gratuita (DTF 137 III 470 consid. 6). Le spese processuali, fissate
in fr. 150.– in applicazione degli art. 2 cpv. 1 LTG (valore, natura e
complessità della causa) e 14 LTG (tassa di giustizia per le decisioni su reclamo
tra fr. 100.– e fr. 10'000.–) e tenuto anche conto che le contestazioni
sollevate nel gravame coincidono con il parallelo reclamo presentato da CO 1
(inc. n. 13.2017.117/118), seguono la soccombenza della reclamante (art. 106
cpv. 1 CPC). Non si pone la questione delle ripetibili, la procedura di
gratuito patrocinio opponendo la richiedente allo Stato e, comunque sia, non
essendo state raccolte osservazioni. 

 

                                         La richiesta di gratuito
patrocinio per questa sede di giudizio va respinta. Il reddito mensile netto
della reclamante le consente di quantomeno sovvenire al proprio fabbisogno
mensile (reclamo, pag. 10), fermo restando poi che il preteso supplemento del
25% non è affatto automatico, ma presuppone l'esistenza di circostanze particolari
che la reclamante nemmeno adduce. Ciò detto, e per i motivi di cui si è detto, a
fronte di una sostanza mobiliare di fr. 31'961.– (sopra, consid. 5.3), non possono
ritenersi adempiuti i presupposti di comprovato stato di indigenza dell'interessata.

 

                                         Il reclamo, trattato in procedura
sommaria (sopra, consid. 1), viene evaso da questa Camera nella composizione a
giudice unico (art. 48b cpv.1 lett. b cifra 2 LOG). 

 

 

 

 

Per i quali motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo 6 novembre 2017 di RE
1 è respinto.

 

                                   2.   La domanda di
gratuito patrocinio 6 novembre 2017 di RE 1 è respinta.

 

                                   3.   Le spese processuali
del reclamo, fissate in fr. 150.–, sono poste a carico della reclamante.

 

                                   4.   Notificazione
(unitamente al reclamo 6 novembre 2017 alla controparte):

	
   

  	
  –;

  –. 

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

 

Per
la terza Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

                       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notifica­zione
del testo integrale della decisione con i limiti dell’art. 93 LTF. Nelle cause
a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta
a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e
a fr. 30'000.- negli altri casi. Per valori inferiori il ricorso è ammissibile
se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale
o se una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2
LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre
negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113,
117 LTF).  La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso
ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi
i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).