# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** da604334-bc04-5d93-9f5c-50ac0045d123
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-01-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 24.01.2023 35.2022.83
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2022-83_2023-01-24.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  35.2022.83

   

  mm

  	
  Lugano

  24 gennaio 2023 

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 ottobre 2022 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 21 settembre 2022 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  In data 27 novembre 2021, RI 1,
nata nel 1976, dipendente della __________ in qualità d’infermiera e, perciò,
assicurata d’obbligo contro gli infortuni e le malattie professionali presso l’CO
1, ha avvertito uno strappo tra il collo e la spalla accompagnato da forte
dolore durante il trasfert di un residente.

                                  Con rapporto del 19 dicembre
2021, la dott.ssa __________ ha diagnosticato degli esiti di strappo alla
spalla sinistra e di contusione al collo con sospetta lesione del tendine
sovraspinato in sede ventrale in presenza di un acromion di forma uncinata e
segni di una leggera borsite sottoacromiale (cfr. doc. 9). 

                                  L’esame di RMN cervicale del 21
dicembre 2021 ha evidenziato l’esistenza di una discopatia C5-C6 con possibile
radicolopatia C6 a sinistra in assenza di segni per una lesione traumatica
(doc. 40). Quello effettuato nell’aprile 2022, secondo la neurologa curante, un
conflitto disco-radicolare C5-C6 a sinistra sia su base spondilotica che per
ernia discale (doc. 52). 

                                  Infine, la RMN delle
articolazioni mandibolari del 6 maggio 2022 ha, da parte sua, mostrato una sospetta
rottura della connessione inferomediale della zona bilaminare verso il condilo
nell’articolazione mandibolare destra con porzione laterale conservata, come
pure un’articolazione mandibolare sinistra con strutture regolari (cfr. doc.
55). 

 

                                  L’istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

                          1.2.  Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 2 agosto 2022,
l’amministrazione ha dichiarato estinto dal 13 giugno 2022 il proprio obbligo a
prestazioni dipendente dall’infortunio del 27 novembre 2021, ritenuto che i
disturbi ancora presentati dall’assicurata non si sarebbero più trovati in una
relazione causale naturale con quell’evento (doc. 81). 

 

                                  A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurata (cfr. doc. 96), in data 21
settembre 2022, l’assicuratore LAINF ha in sostanza confermato il contenuto
della sua prima decisione (cfr. doc.101). 

 

                          1.3.  Con tempestivo ricorso del 20
ottobre 2022, RI 1, sempre rappresentata dall’avv. RA 1, ha chiesto che,
annullata la decisione su opposizione impugnata, l’CO 1 venga condannato a
riconoscere le proprie prestazioni anche dopo il 13 giugno 2022, argomentando
in particolare quanto segue:

 

" (…) Nel
caso concreto, l’assicuratore ha deciso la chiusura del caso con il 13 giugno
2022 facendo essenzialmente capo al parere espresso in merito dal proprio
medico, dr. __________. In violazione dell’art. 43 LPGA, l’amministrazione non
ha sufficientemente accertato i fatti giuridicamente rilevanti, e non ha
ritenuto opportuno farlo neppure in sede di opposizione.

(…).

Nel caso concreto, la “valutazione” effettuata dal dr. __________
si basa su una descrizione dell’infortunio incompleta e non corretta (v.
sopra); è incompleta perché non discute le prese di posizione della neurologa,
rileva contraddizioni senza andare a fondo dei referti oggettivi e senza
interpellare al riguardo il medico dentista; è incompleto nell’anamnesi
(inesistente) e nella diagnosi (assente); infine, non ha mai neppure incontrato
l’assicurata.

Neppure in seguito è stato effettuato un approfondimento della
fattispecie, che anzi è stata “liquidata” in brevissimo tempo dal solo servizio
giuridico.

Tutto ciò richiede l’annullamento della decisione impugnata e se
non altro un serio approfondimento, con incontro dell’assicurata, da parte di
un perito neutro. Ritenuto che la CO 1 si è rifiutata di effettuare gli
approfondimenti/rivalutazioni richieste, si chiede una perizia giudiziaria.” (doc.
I)

 

                          1.4.  L’CO 1, in risposta, ha postulato
che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto (doc. V + allegati).

 

                          1.5.  In data 24 novembre 2022, l’avv. RA
1 ha formulato alcune sue considerazioni a proposito del contenuto degli
apprezzamenti specialistici prodotti con l’allegato di risposta e ha ribadito
la necessità che venga disposta una perizia giudiziaria pluridisciplinare (doc.
VII). 

 

                          1.6.  Il 29 novembre 2022, l’assicuratore
convenuto ha versato agli atti un rapporto, datato 23 novembre 2022, del Prof.
dott. med. e dott. med. dent. __________ (doc. IX + allegato). 

 

                                  La patrocinatrice del ricorrente
si è pronunciata in merito in data 19 dicembre 2022 (doc. XIII). 

 

considerato                 in diritto

 

                                  in ordine

 

                          2.1.  Preliminarmente, richiamata la STF
8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2. (si veda anche la STF 8C_14/2018 del
25 aprile 2018), questa Corte rileva che decide questa vertenza nella sua
composizione ordinaria (pubblicata su FUCT N. 102 del 27 maggio 2022). Con
scritto del 18 ottobre 2018 l’CO 1 ha infatti comunicato al TCA che, a partire
da quella data, gli incarti affidati dall’assicuratore a un legale esterno
all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria non vengono gestiti, in
seno alla Direzione, dalla giurista di lingua italiana figlia del Giudice Ivano
Ranzanici (cfr. STF 8C_668/2021 del 18 febbraio 2022 consid. 2.1).

 

                                  nel merito

 

                          2.2.  In concreto è litigiosa la
questione di sapere se l’CO 1 era legittimato a dichiarare estinto dal 13
giugno 2022 il proprio obbligo a prestazioni dipendente dall’infortunio del 27
novembre 2021, oppure no.

 

                          2.3.  Secondo l’art. 6 cpv. 1 LAINF, per
quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni assicurative sono
effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non professionali e
di malattie professionali.

 

                          2.4.  Il diritto alle prestazioni
risultante da un infortunio assicurato presuppone l’esistenza di un nesso di
causalità naturale tra l’evento dannoso e il danno alla salute. Questa
condizione è adempiuta qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una conditio sine qua non del danno. È questione di
fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un
nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si
determinano secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente
essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (DTF 142 V
435 consid. 1; 129 V 177 consid. 3.1, 402 consid. 4.3). 

 

                                  Se un infortunio ha semplicemente
scatenato un processo che sarebbe comunque insorto anche senza questo evento,
il nesso di causalità naturale tra i disturbi accusati dall’assicurato e
l’infortunio deve essere negato se lo stato morboso preesistente è ritornato ad
essere quello che era prima dell’infortunio (status quo ante) oppure se
ha raggiunto lo stadio che sarebbe prima o poi subentrato anche senza
l'infortunio (status quo sine) (RAMI 1992 U 142 p. 75 consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U.
Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der
Sozialversicherung, in: Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093). 

 

                          2.5.  Il diritto a prestazioni
assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata
tra l'evento dannoso e il danno alla salute.

 

Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto
quando, secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita, il
fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto,
sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in
questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a,
DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze citate).

Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale,
l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il
requisito della causalità adeguata (DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a;
su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents,
Losanna 1992, p. 51-53).

 

                                  La giurisprudenza ha inoltre
stabilito che in caso di danno alla salute fisica, dal momento in cui è
accertata la causalità naturale il nesso di causalità è generalmente ammesso
(DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine;
Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungs-rechts,
in SZS 2/1994, p. 104s; M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                          2.6.  Nella concreta
evenienza, dalla decisione su opposizione impugnata risulta che
l’amministrazione ha posto fine alle prestazioni dipendenti dall’evento
traumatico assicurato, facendo capo al parere espresso in proposito dal proprio
medico __________ (cfr. doc. 101, p. 4).

 

                                  In
effetti, con l’apprezzamento del 26 luglio 2022, il dott. __________, spec. FMH
in chirurgia generale e traumatologia, si è espresso nei seguenti termini a
proposito dell’eziologia dei disturbi interessanti la spalla sinistra, la
mandibola destra e il rachide cervicale:

 

" (…) Ricordo
che la RM non ha mostrato nessuna lesione della cuffia rotatoria nelle
immagini del 13.12.2021 da me pure visualizzate. Clinicamente una cisti
interossea di 1 cm che non ha nessuna relazione causale essendo di origine
morbosa. Non vi è nessun versamento, edema o lesione del labbro o di altre
strutture visibili, in completa assenza di danni di origine infortunistica, al
contrario si evidenzia una buona formazione della muscolatura con piccolo gap
tra il sovraspinato ed il subscapolare, non patologia infortunistica ma nella
normalità della cuffia rotatoria.

Per quanto riguarda la colonna cervicale abbiamo a
disposizione una risonanza magnetica del 21.12.2021 e del 05.04.2022 che mostra
invariatamente un problema di origine morbosa e non infortunistica tra C5-C6,
un bulging verso la parte ventrale e dorsale del disco intervertebrale con una
discopatia che in modo sicuro non è di origine infortunistica. 

L’assicurata non ha avuto nessun danno né diretto né indiretto alla
colonna cervicale e nemmeno ha avuto un trauma assiale che può essere in grado
di provocare una discopatia intervertebrale a questo livello. In modo sicuro
quindi siamo confrontati con una patologia di origine morbosa e non
infortunistica.

Anche la dinamica dell’infortunio in modo sicuro non è in grado di
creare una discopatia o una protusione della colonna vertebrale.

Nella documentazione agli atti non è mai stato descritto un
problema alla mandibola. In particolare, non viene mai descritto alcun
trauma diretto o indiretto verso la testa durante l’episodio della durata di
pochi secondi mentre stata spostando un paziente dalla carrozzella al letto,
attività usuale nel suo lavoro in casa anziani.

(…).

Per quanto riguarda la valutazione del dr. med. __________ in base
alla risonanza magnetica della mandibola del 06.05.2021, vedo una discrepanza
in quanto viene descritto un sospetto “Erhöhte Signalintensität” inserzione
prossimale nella zona inferomediale della zona bilaminare del condilo
mandibolare (da lui interpretato come una lesione parziale) che alla RMN viene
descritto all’articolazione mandibolare destra e non a sinistra come riportato
nel suo rapporto del 04.07.2022. 

Inoltre, in assenza di qualsiasi dinamica verso la testa e/o la
mandibola, in assenza di lesioni traumatiche ed in assenza di lussazione o
sublussazione alla mandibola, questo sospetto di lesione parziale non è
spiegabile con la dinamica dell’evento infortunistico (spostare un paziente con
le mani) e in modo sicuro non è in relazione causale con l’infortunio che non
ha coinvolto la testa nella sua dinamica.” (doc. 80, p. 3 s. – il corsivo è del
redattore)

 

                                  Dalle carte processuali emerge
che nel decorso la ricorrente ha consultato diversi specialisti di sua fiducia,
i quali si sono pronunciati in merito all’eziologia dei disturbi. 

 

                                  Con referto del 18 febbraio 2022,
la dott.ssa __________, spec. FMH in neurologia, tenuto conto degli esiti della
RMN del dicembre 2021 e dell’esame elettroneuromiografico da lei stessa
effettuato, ha sostenuto che la sintomatologia presentata dall’’assicurata era
imputabile “… al contatto disco-radicolare C6 a sinistra, probabilmente in gran
parte scatenato dall’infortunio ed in minor misura da una lieve sindrome del
tunnel carpale; (…).” (doc. 27). 

                                  La stessa dott.ssa __________,
con rapporto del 26 aprile 2022, ha riferito che una seconda RMN cervicale,
effettuata all’inizio del mese di aprile 2022, aveva mostrato “un conflitto
disco-radicolare C5-C6 a sinistra sia su base spondilotica che per ernia
discale (…).” (doc. 49). 

 

                                  Sempre nel corso del mese di
aprile 2022, l’insorgente ha consultato il PD dott. med. dott. med. dent. __________,
spec. in chirurgia orale-maxillo-facciale, il quale ha dichiarato che
l’infortunio del 27 novembre 2021 ha causato una sospetta rottura del disco
dell’articolazione temporo-mandibolare destra, confermata dall’esame di RMN
eseguito il 6 maggio 2022 a __________ (doc. 54). 

                                  Il referto radiologico del Prof.
dott. __________, spec. FMH in radiologia e neuroradiologia, parla di una
sospetta rottura traumatica della connessione infero-mediale della zona
bilaminare verso il condilo nell’articolazione mandibolare destra con porzione
laterale conservata, disco lievemente spostato verso anteriore (doc. 55). 

                                  Con certificazione del 4 luglio
2022, il dott. __________ ha sostenuto che il danno mandibolare “… è
sicuramente ed obiettivamente a carico dell’infortunio del 27.11.2021.” (doc.
74). 

 

                                  In data 5 luglio 2022, la
neurologa dott.ssa __________ ha fatto valere che, a suo avviso, “… i sintomi
presentati dalla paziente sono secondari alla contusione cervicale e della
spalla avvenuta il 27.11.2021; infatti prima dell’infortunio la paziente non
soffriva né di cervicale né di cervicobrachialgie, tutto ciò si è presentato in
seguito all’infortunio e nella fattispecie la paziente tuttora soffre di
importante limitazione dei movimenti della cervicale soprattutto lateralmente
ed a sinistra più che a destra sia attivamente che passivamente in contesto di
importanti contratture paracervicali e importante dolore a livello cervicale
lungo il dermatomero C6 a sinistra che a tratti coinvolge tutto il braccio
sinistro, il quale è spesso anche intorpidito e coinvolto da parestesie nonché
da deficit stenico intermittente in paziente oltretutto mancina. La lieve
sindrome del tunnel carpale può spiegare solo in minima parte la sintomatologia
ovvero le parestesie a livello delle prime III dita della mano ma non i sintomi
a carico delle altre dita, dell’avambraccio, del braccio e della spalla, ciò
che fa pensare ad una probabile trazione del plesso brachiale anch’essa
verosimilmente traumatica e per cui la paziente a breve sarà valutata anche da
un chirurgo della spalla dell’ospedale __________ di __________.” (doc. 77). 

 

                                  Il 10 agosto 2022 ha avuto luogo
la consultazione presso il dott. __________, Capoclinica presso il Servizio di
ortopedia e traumatologia dell’Ospedale __________ di __________, il quale ha
sospettato l’esistenza di una lesione del tendine sovraspinato della spalla
sinistra e disposto l’esecuzione di una RMN (doc. 93). 

                                  Dall’esame diagnostico in
questione è emersa la presenza di una moderata tendinopatia del sovraspinato,
di una possibile lieve borsite subacromion-deltoidea, nonché di una sospetta
lesione Slap I. Secondo il dott. __________, “visto che la paziente prima del
trauma non ha mai avuto problemi alla spalla sinistra la causa dei dolori è il
trauma subito più di otto mesi fa.” (doc. 94). 

 

                                  Il 5 settembre 2022, il PD __________
ha certificato che “la paziente non lamentava disturbi all’articolazione
temporo mandibolare antecedenti all’infortunio, non può quindi essere un
peggioramento di una situazione preesistente. Dichiaro come da mio formulario
del 26.04.2022 che la rottura del disco dell’ATM sinistro, confermata nel referto
__________ del 06.05.2022, è sicuramente ed obiettivamente a carico
dell’infortunio del 27.11.2021.” (doc. 95; dello stesso autore si vedano le
precisazioni fornite in data 12 settembre 2022 – doc. 97, p. 15). 

 

                                  Con referto del 9 settembre 2022,
la neurologa curante ha ribadito che “in considerazione della clinica che si è
manifestata in seguito all’infortunio e che non era presente precedentemente e
della RMN cervicale che mostra delle neurocompressioni a sinistra nonché
contatto di un’ernia sul midollo non presenti ad una RMN cervicale effettuata
nel 2018, è verosimile affermare che questi cambiamenti siano da ricondurre
all’incidente avvenuto nel novembre scorso.” (doc. 97, p. 14). 

 

                                  Unitamente al ricorso, la rappresentante
ha prodotto un ulteriore rapporto del dott. __________, per il quale “la
risonanza magnetica mostra sia una sospetta lesione del sovraspinato che una
possibile lesione SLAP i quali possono essere stati causati dal trauma di
sollevamento avvenuto 1 anno fa dalla paziente. Le lesioni non sono facilmente
visibili alla risonanza magnetica visto che si tratta di una risonanza
magnetica nativa e non con mezzo di contrasto. Una risonanza con mezzo di
contrasto al momento però non è eseguibile a causa delle non chiare
intolleranze da parte della paziente.” (doc. 106, p. 11). 

 

                                  In corso di causa, l’istituto
resistente ha versato agli atti due apprezzamenti medici, l’uno del dott. __________,
l’altro del PD dott. __________, spec. FMH in neurologia, attivo presso il
Centro __________ di __________. 

 

                                  Con rapporto del 7 novembre 2022,
il medico __________ ha preso posizione sulla documentazione ulteriormente
acquisita, osservando in particolare quanto segue:

 

" (…) Valutando
il decorso si nota che l’assicurata già da anni soffre di problemi cronici alla
colonna cervicale e lombare (problemi precedenti all’infortunio del 27.11.2021
annunciato alla CO 1).

Nell’infortunio annunciato alla CO 1 l’assicurata afferma che
spostando un paziente due volte con successivi dolori e limitazione funzionale
a causa di questi dolori. Questa dinamica non è in grado di provocare un’ernia
e nemmeno una protusione cervicale che è un processo degenerativo e non
infortunistico. Questo, inoltre, in chiara presenza di processi degenerativi
già valutati, mostrati e descritti anche dagli specialisti e nei referti
radiologici. Durante questo movimento l’assicurata non ha avuto nessun forte
trauma assiale né contusivo né distorsivo della colonna cervicale. 

Alzare un peso non è normalmente in grado di provocare una lesione
della cuffia se non è già presente un’avanzata degenerazione. 

In questo caso non è mai stata oggettivata una lesione traumatica
della cuffia rotatoria dopo l’annunciato infortunio e l’assicurata non ha da
subito lamentato disturbi neurologici a parte dolori e limitazione della
mobilità a causa di questi dolori. Questo viene anche asserito ripetutamente
dal dr. med. __________ che descrive solo una possibile lesione senza prova di
oggettivare una lesione della cuffia rotatoria. 

Non posso escludere che vi sia probabilmente stata
un’acutizzazione di un processo degenerativo durante l’attività lavorativa
abituale dell’assicurata sollevando parzialmente un paziente nel trasferimento
dello stesso dalla carrozzella al letto e viceversa. 

Gli esami oggettivi, quindi, hanno escluso un danno strutturale
della cuffia rotatoria. 

Viene unicamente diagnosticata una tendinopatia in presenza di un
acromion uncinato e di segni per una borsite leggera sottoacromiale (possibile
lesione SLAP I), diagnosi che possono essere favorevoli per un conflitto
subacromiale acutizzato durante l’attività lavorativa.

Questi processi con segni degenerativi oggettivabili (ganglion
intraosseo sottocorticale sul versante dorsale della testa omerale, chiari
segni di processo degenerativo all’inserzione del tendine sovraspinato spalla
sinistra) non sono di origine infortunistica ma problemi di un’acutizzazione di
una tendinopatia della spalla. 

(…).

In assenza di una lesione della cuffia rotatoria ed in assenza di
una dinamica infortunistica che può essere in grado di provocare un danno alla
colonna cervicale (in presenza di processi degenerativi cronici da anni), dopo
quasi un anno dall’infortunio abbiamo raggiunto uno status quo sine. 

Un’erniazione causata da un trauma necessita di una importante
forza assiale, cosa che non è avvenuta alzando semplicemente un paziente. Il
fatto che la dr.ssa med. __________ abbia correttamente notato un peggioramento
del processo degenerativo non influisce sulla valutazione in quanto questi
processi degenerativi sono esclusivamente di origine morbosa e non
infortunistica (in assenza, inoltre, di un trauma adeguato) e continuano ad
avanzare nel loro processo degenerativo nei mesi/anni.” (doc. V 3)

 

                                  Da parte sua, con apprezzamento
dell’11 novembre 2022, il dott. __________ ha rilevato che, nel caso di specie,
non è possibile formulare alcuna diagnosi neurologica nel contesto del noto
stiramento che ha interessato la spalla/collo a sinistra, in assenza di segni
oggettivabili a favore di una radicolopatia C5/C6 e/o di uno stiramento del
plesso brachiale (assenza di segni di denervazione nel territorio di competenza
di C5/C6 [muscolo bicipite sinistro] e di limitazioni della mobilità del
braccio e della mano sinistra, in presenza di riflessi muscolari simmetrici).
Elettrofisiologicamente si è dimostrata unicamente la presenza di una lieve
sindrome del tunnel carpale a sinistra, senza nesso di causalità con
l’infortunio assicurato, la quale è tutt’al più suscettibile di spiegare i
formicolii/le parestesie alle dita I-III denunciati a intermittenza dalla
ricorrente. 

                                  Il PD __________ è pertanto
giunto alla conclusione che dopo uno stiramento della spalla/collo nel contesto
del trasferimento di un paziente, non può essere posta alcuna diagnosi
neurologica in relazione causale con l’evento traumatico del novembre 2021,
ritenuta l’assenza di un sostrato oggettivabile all’esame clinico ed
elettrofisiologico (doc. V 4). 

 

                                  Infine, con referto del 23
novembre 2022, il Prof. dott. med. e dott. med. dent. __________, spec. FMH in
chirurgia maxillo-facciale, dopo aver precisato che la valutazione di una RMN
compete a uno specialista in radiologia, ha dichiarato che un trauma diretto
può certo provocare la rottura della connessione del disco. Questo
patomeccanismo è conosciuto e pure descritto nella letteratura scientifica.
Quello riportato dall’assicurata non è però stato un trauma diretto. Ora, la
rottura di una struttura intracapsulare a seguito di un trauma indiretto
oppure – come nel caso concreto – di un trauma da sollevamento, non viene
descritta nella letteratura specialistica in tedesco e inglese. Di conseguenza,
a suo avviso, non esiste, con verosimiglianza preponderante, un nesso di
causalità (doc. IX 1). 

 

                          2.7.  Per costante giurisprudenza, in un
procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STF U 259/02
dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                  Nella DTF 125 V 351 seg. (=
SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572),
la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle
dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante,
a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. 

                                  Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                  In una sentenza 8C_216/2009
del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale federale ha
precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria
sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno il
più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali
rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi
che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU,
discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità
dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova
propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare,
anche le certificazioni dei medici curanti.

 

                                  Trattandosi invece di perizie
affidate dagli assicuratori sociali, durante la procedura amministrativa, a
medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati indipendenti, esse
godono di piena forza probatoria, a condizione che non esistano indizi concreti
che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF 8C_862/2014 del 2 aprile 2015
consid. 3.2 e riferimenti ivi citati). 

                                  Per quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante
è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata,
che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella
presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano
motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352;
RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160 ss.,
consid. 1c e riferimenti). 

                                  L'elemento
rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo
di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                  È infine utile
osservare che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può
evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per
cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va,
tuttavia, precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi
pareri medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico,
come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è
l’opinione più adeguata (cfr. STF I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in
fine; STF I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p. 35 consid. 4b).

 

                         2.8.  Chiamato a
pronunciarsi in merito all’eziologia dei diversi disturbi denunciati
dall’insorgente, trattandosi innanzitutto della problematica riguardante la mandibola
destra - secondo quanto risulta dal referto 6 maggio 2022 del radiologo
Prof. __________, una rottura, peraltro soltanto sospetta, della connessione
infero-mediale della zona bilaminare verso il condilo nell’articolazione
mandibolare (cfr. doc. 55) -, questo Tribunale ritiene che il parere espresso
al riguardo dagli specialisti interpellati dall’amministrazione (i dottori __________
e __________) possa validamente servire da base al giudizio che è ora chiamato
a rendere.

 

                                  Al riguardo, va rilevato come
entrambi abbiano negato l’esistenza di un nesso di causalità naturale con
l’infortunio del 27 novembre 2021, in considerazione della dinamica dell’evento
stesso e, meglio, del fatto che la faccia non è stata direttamente interessata
(cfr. doc. 80: “… in assenza di qualsiasi dinamica verso la testa e/o la
mandibola, in assenza di lesioni traumatiche ed in assenza di lussazione o
sublussazione alla mandibola, questo sospetto di lesione parziale non è
spiegabile con la dinamica dell’evento infortunistico …” e doc. IX 1: “Eine
Ruptur einer intrakapsulären Struktur aufgrund eines indirekten Traumas oder –
wie bei der versicherten Patientin – eines Verhebetraumas wird in der deutschen
und englischen Fachliteratur nicht beschrieben. Es besteht somit kein
Kausalzusammenhang mit überwiegender Wahrscheinlichkeit.”). 

                                  Questa Corte osserva che in
effetti dalla documentazione a sua disposizione non risulta che il volto
dell’insorgente sia rimasto coinvolto nell’infortunio. 

 

                                  Il TCA prende atto
che, per il dott. __________, i disturbi alla mandibola destra sarebbero invece
da ricondurre - “sicuramente ed obiettivamente” - all’evento
traumatico del novembre 2021 (cfr. doc. 74 e 95), tuttavia questo parere non è
atto a generare dei dubbi, neppure lievi, a proposito della fondatezza della
valutazione del dottor __________ e del Prof. __________.

                                  In effetti, la sua affermazione
secondo cui il danno in questione sarebbe imputabile all’infortunio di
cui è rimasta vittima l’assicurata, appare apodittica e, come
tale, non rappresenta una valida risposta alle argomentazioni sviluppate in
proposito dai medici interpellati dell’assicuratore LAINF, specificatamente a
quella inerente l’inadeguatezza del trauma subito a causare la lesione in
discussione. 

                                  Del resto, non è
decisiva la circostanza che la ricorrente non avrebbe accusato disturbi
all’articolazione temporo mandibolare prima del sinistro del novembre 2021
(cfr. doc. 95), posto che la regola del “post
hoc ergo propter hoc” (dopo questo, dunque a causa di questo) non ha
valenza scientifica. La giurisprudenza federale ha stabilito che per il solo
fatto d’essere insorto dopo un infortunio, un disturbo alla salute non può già
essere ritenuto una sua conseguenza. Tale argomento è insostenibile dal profilo
della medicina infortunistica e inammissibile da quello probatorio (cfr. STF
8C_725/2012 del 27 marzo 2013 consid. 7.2.2: “Der Versicherte argumentiert weiter, "woher sonst, wenn
nicht vom Unfall aus dem Jahre 1993, kommen die erwähnten Beschwerden an der
linken oberen Extremität?" Die mit dieser rhetorischen Frage angerufene
Beweisregel "post hoc ergo propter hoc" (vgl. BGE 119 V 335 E. 2b/bb
S. 341 f.) ist jedoch praxisgemäss unfallmedizinisch nicht haltbar und
beweisrechtlich nicht zulässig, …”; STF 8C_245/2017 dell’8 agosto 2017; STF
8C_230/2017 del 22 giugno 2017).

 

                                  Parimenti
inadeguato a sminuire il valore probatorio attribuito ai rapporti elaborati
dagli specialisti consultati dall’CO 1, appare il fatto che il dott. __________
abbia qualificato - senza fornire la benché minima motivazione in proposito -
di “traumatica” la lesione all’articolazione temporo mandibolare destra
(cfr. doc. 55). In particolare, non può essere ignorato come il medico in
questione abbia omesso di discutere la circostanza secondo cui il viso
dell’assicurata non è rimasto (direttamente) coinvolto nell’infortunio. 

 

                                  È utile infine ricordare che la
giurisprudenza federale non esige che la persona assicurata venga visitata
personalmente affinché si possa ammettere il valore probatorio di un documento
medico, purché l’incarto su cui si fonda tale documento contenga sufficienti
apprezzamenti medici elaborati in base a un esame concreto (cfr. STF
8C_469/2020 del 26 maggio 2021 consid. 3.2 e i riferimenti ivi menzionati). Ciò
è il caso nella presente fattispecie in cui i consulenti dell’CO 1 hanno
espresso la loro valutazione in base ai referti elaborati da medici specialisti
(un neurologo, un ortopedico e un chirurgo maxillo-facciale) a seguito di
ripetute visite personali della ricorrente. 

 

                                  In conclusione, in esito alle
considerazioni che precedono, si ritiene dimostrato, perlomeno con il grado
della verosimiglianza preponderante, caratteristico del settore della sicurezza
sociale (cfr., fra le tante, la DTF
129 V 56 consid. 2.4), che i disturbi mandibolari non costituiscono
una conseguenza naturale, nemmeno parziale, dell’evento infortunistico
assicurato.

 

                                  Per quanto concerne i disturbi
alla spalla sinistra, il TCA non vede ugualmente validi motivi per distanziarsi
dalla valutazione espressa al riguardo dal dott. __________, e ciò nella misura
in cui egli ha sostenuto che l’evento infortunistico non ha di per sé causato
alcun danno strutturale a quella parte del corpo ma ha probabilmente aggravato
in maniera transitoria uno stato morboso preesistente (cfr. doc. V 3: “Non
posso escludere che vi sia probabilmente stata un’acutizzazione di un processo
degenerativo durante l’attività lavorativa abituale dell’assicurata (…). Gli
esami oggettivi, quindi, hanno escluso un danno strutturale della cuffia
rotatoria.”). 

                                  La restante documentazione medica
agli atti non consente di giungere ad altra conclusione e, del resto, nemmeno
di far sorgere dei lievi dubbi circa l’attendibilità del parere del medico __________.
In effetti, il dott. __________ con la sua certificazione del 1° settembre 2022
ha postulato l’esistenza di un legame causale naturale con l’infortunio
assicurato fondandosi esclusivamente sulla regola del “post hoc ergo propter hoc” (doc. 94: “Visto che la
paziente prima del trauma non ha mai avuto problemi alla spalla sinistra la
causa dei dolori è il trauma subito più di otto mesi fa.” – il corsivo è del
redattore) che, come detto in precedenza, non ha alcuna valenza scientifica,
mentre con il referto del 12 ottobre 2022 il chirurgo ortopedico curante si è
espresso in termini di semplice possibilità (doc. 106: “La risonanza magnetica
mostra sia una sospetta lesione del sovraspinato che una possibile lesione SLAP
i quali possono essere stati causati dal trauma di sollevamento avvenuto
1 anno fa dalla paziente.” – il corsivo è del redattore), ciò che non basta dal
profilo probatorio (cfr. supra, consid. 2.4.). 

 

                                  Questa Corte non può comunque
confermare la decisione su opposizione impugnata, mediante la quale
l’amministrazione ha dichiarato estinto il nesso di causalità naturale a
distanza di circa sei mesi e mezzo dall’infortunio (13 giugno 2022), in quanto,
su questo punto, essa sembra essere in contraddizione con quanto sostenuto dal
dott. __________ nel suo apprezzamento del 7 novembre 2022. In quella sede, il
medico __________ ha infatti dichiarato che “in assenza di una lesione della
cuffia rotatoria (…) dopo quasi un anno dall’infortunio abbiamo raggiunto
uno status quo sine.” (cfr. doc. V 3, p. 4 – il corsivo è del redattore). 

 

                                  In esito a quanto precede, la
decisione su opposizione del 21 settembre 2022 deve quindi essere annullata
nella misura in cui il nesso di causalità naturale tra i disturbi alla spalla
sinistra e l’evento traumatico assicurato è stato dichiarato estinto dal 13
giugno 2022 e gli atti rinviati all’amministrazione affinché inviti il medico __________
a precisare, fornendo la motivazione del caso, il proprio parere su questo
specifico aspetto (momento in cui l’assicurata ha raggiunto lo status quo
sine per quanto concerne la spalla sinistra), tenuto conto anche del fatto
che nel medesimo documento il dott. __________ ha precisato che l’acutizzazione
di una tendinopatia guarisce spontaneamente nel giro di settimane fino a
pochi mesi (cfr. doc. V 3, p. 4). 

 

                                  Una soluzione analoga s’impone
pure per la problematica interessante il rachide cervicale. 

                                  Anche in questo caso, in base
alle considerazioni espresse dai dottori __________ e __________, occorre
ritenere accertato, con un sufficiente grado di verosimiglianza, che l’evento
traumatico assicurato non ha causato alcuna lesione strutturale alla colonna
cervicale né ne ha provocato un peggioramento direzionale (duraturo). 

 

                                  In quanto fondate sulla regola
del “post hoc ergo propter hoc” (cfr.
doc. 77: “I sintomi presentati dalla paziente sono secondari alla
contusione cervicale e della spalla avvenuta il 27.11.2021; infatti prima
dell’infortunio la paziente non soffriva né di cervicale né di
cervicobrachialgie, tutto ciò si è presentato in seguito all’infortunio
(…)” e doc. 97, p. 14: “In considerazione della clinica che si è manifestata
in seguito all’infortunio e che non era presente precedentemente (…).” – il
corsivo è del redattore), le certificazioni agli atti della neurologa dott.ssa __________
non appaiono suscettibili di scalfire il valore probatorio riconosciuto al
parere dei medici fiduciari dell’assicuratore. 

 

                                  Parimenti irrilevante ai fini del
giudizio è l’argomento secondo il quale le RMN cervicali effettuate dopo l’infortunio
avrebbero dimostrato un peggioramento delle alterazioni rispetto a quelle che
erano state refertate con l’esame del febbraio 2018 (cfr. doc. 97, p. 14). 

                                  In proposito, va innanzitutto
sottolineato che se nel 2018 l’insorgente si è vista costretta a sottoporsi a
una risonanza magnetica cervicale è perché già allora soffriva di disturbi a
quel livello (in questo senso, l’indicazione che figura sul referto del 6
febbraio 2018 fa accenno a una “sindrome cervico vertebrale recidivante”),
ciò che sconfessa la neurologa curante, secondo la quale invece “prima
dell’infortunio la paziente non soffriva né di cervicale né di
cervicobrachialgie”. 

                                  D’altro canto, questa Corte
constata che già la RMN del 2018 aveva mostrato, a livello di C5-C6, la
presenza di alterazioni degenerative nella forma di una riduzione dello spazio
intersomatico con componente di ernia discale paramediana che oblitera
lievemente lo spazio subaracnoideo, senza compressioni del midollo né delle
radici (doc. 97, p. 13). 

                                  Da parte sua, la risonanza
effettuata successivamente all’infortunio ha evidenziato, sempre a livello di
C5-C6 (e rispetto all’esame del 2018), una lieve progressione del quadro di
spondilosi con invariato restringimento dello spazio intersomatico ed
assottigliamento del disco, lieve maggior protusione posteriore mediana
paramediana discale con restringimento dei forami bilateralmente e possibile
radicolopatia C6 specie a sinistra, il tutto in assenza di segni a favore di
lesioni traumatiche (cfr. doc. 40). 

                                  Ora, a prescindere dal fatto che,
secondo il PD dott. __________, gli esami a cui è stata sottoposta RI 1,
segnatamente quelli elettrofisiologici, in realtà non confermano la presenza di
una radicolopatia (né di uno stiramento del plesso brachiale) ma hanno messo in
luce soltanto una sindrome del tunnel carpale di origine extra-infortunistica
(cfr. doc. V 4), il TCA non intende scostarsi dal parere del medico __________,
secondo cui il peggioramento riscontrato alla RMN del 2021 corrisponde
piuttosto all’avanzamento naturale di alterazioni degenerative già presenti nel
2018 (tra i due accertamenti sono trascorsi quasi quattro anni) (cfr.
doc. V 3: “Il fatto che la dr.ssa med. __________ abbia correttamente notato un
peggioramento del processo degenerativo non influisce sulla valutazione in
quanto questi processi degenerativi sono esclusivamente di origine morbosa e
non infortunistica (in assenza, inoltre, di un trauma adeguato) e continuano
ad avanzare nel loro processo degenerativo nei mesi/anni.” – il corsivo è
del redattore). 

 

                                  Se ne deduce che l’infortunio del
27 novembre 2021 ha quindi aggravato soltanto transitoriamente il
preesistente stato (morboso) del rachide cervicale. 

 

                                  Il TCA non può però confermare la
decisione su opposizione del 21 settembre 2022, nella misura in cui stabilisce
che il nesso di causalità naturale tra l’evento assicurato e la problematica
cervicale si è estinto il 13 giugno 2022. Con l’apprezzamento del 7 novembre
2022, il dott. __________ pare in effetti sostenere che lo status quo sine
sarebbe stato raggiunto solo “dopo quasi un anno dall’infortunio” (cfr.
doc. V 3, p. 4). 

 

                                  Il provvedimento impugnato deve
quindi essere annullato anche in tale misura e gli atti rinviati
all’assicuratore resistente affinché chieda al medico __________ di precisare,
fornendo adeguata motivazione, il proprio parere su questo specifico aspetto
(momento in cui l’assicurata ha raggiunto lo status quo sine per quanto
riguarda il rachide cervicale). 

                                  Tale soluzione appare tanto più
giustificata se si considera che, in caso di
aggravamento post-traumatico (senza lesione strutturale associata) di uno stato
degenerativo anteriore della colonna vertebrale, la giurisprudenza
federale prevede che l’esistenza della causalità naturale possa essere ammessa
sino a un massimo di un anno dall’evento infortunistico. 

 

                          2.9.  Visto l’esito del ricorso (il
rinvio con esito aperto equivale a piena vittoria, cfr., da ultimo, STF
8C_859/2018 del 26 novembre 2018 consid. 5 con rinvio a DTF 137 V 210 consid.
7.1 p. 271 e riferimento), l’CO 1 verserà all’insorgente, rappresentata da un
avvocato, l’importo fr. 2’500 (IVA inclusa) a titolo d’indennità per
ripetibili.

 

                        2.10.  L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore
fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice,
rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio
e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato.

 

                                  In data 1° gennaio 2021 è entrata
in vigore una modifica della LPGA. 

                                  L’art. 61 lett. a LPGA prevede
ora unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola
pubblica. 

                                  Dalla medesima data è entrato in
vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie
relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge
interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può
imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o
sconsiderato. 

 

                                  In casu, trattandosi di
prestazioni LAINF, in relazione alle quali il legislatore non ha previsto di
prelevare le spese, non si riscuotono spese giudiziarie.

 

                                  Sul tema cfr. anche STF
9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022
KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio
2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi,
Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les
tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin
2019, in SZS/RSAS 2/2022 p. 107).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                             1.  Il ricorso è parzialmente
accolto ai sensi dei considerandi.

                                  §   La decisione su opposizione
impugnata è annullata nella                          misura in cui l’CO 1 ha
dichiarato estinto dal 13 giugno 2022                            il nesso di
causalità naturale tra l’infortunio del 27 novembre      2021 e i disturbi alla
spalla sinistra e al rachide cervicale.

                                  §§ Gli atti sono rinviati all’CO
1 per complemento istruttorio e                 nuova decisione.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. 

                                  L’CO 1 verserà all’assicurata,
patrocinata da un avvocato, l’importo di fr. 2'500 (IVA compresa) a titolo
d’indennità per ripetibili.

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti