# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f6b05830-b4a0-5cb7-9175-59d408922e44
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-01-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 09.01.2004 30.2003.312
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2003-312_2004-01-09.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2003.312/AMM

  26403/005

  	
  Bellinzona

  9 gennaio 2004

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Marco Ambrosini

  
	
   

  
						

sedente con la
segretaria Lucia Ferrazzo per statuire sul ricorso del 18 settembre 2003
presentato da

 

	
   

  	
  _________   _________, _________

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione n.
  _________  /_________  del _________  2003 emessa dalla Sezione della circolazione, _________, 

  

 

viste                                  le osservazioni del 26 settembre
2003 presentate dalla Sezione della circolazione;

 

                                         letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto                              in fatto:

 

                                         che la Sezione della
circolazione, con decisione del 5
settembre 2003, ha inflitto a _________  _________  una multa di fr. 50.–,
addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 20.– e le spese di fr.
10.–, per i seguenti fatti accertati l'8 luglio 2003 in territorio di
_________:

                                         "Ha illecitamente
fatto uso, allo scopo di posteggiare il veicolo _________  di un fondo
privato debitamente segnalato con apposito avviso autorizzato dal competente
giudice di pace";

 

                                         che la risoluzione è stata
emessa in applicazione degli art. 375bis e 375ter CPC;

 

                                         che _________  _________  è
insorto contro tale decisione con un ricorso del 18 settembre 2003 in cui
chiede in sostanza l'annullamento della multa;

 

                                         che nelle sue osservazioni del
26 settembre 2003 la Sezione della circolazione propone di respingere il
ricorso e di confermare la decisione impugnata;

e considerato                     in diritto:

 

                                         che la competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa
sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile in ordine
e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr;

 

                                         che per l'art. 375bis CPC
l'avente diritto che intende inibire nei confronti di una cerchia indeterminata
di persone l'uso illecito di un fondo a scopo di posteggio dei veicoli presenta
un'istanza al giudice di pace del luogo dove si trova l'immobile (cpv. 1); il
giudice, se sono resi verosimili il diritto della parte procedente e la
turbativa dello stesso, autorizza l'istante ad affiggere in loco un avviso che
enuncia il divieto di utilizzare illecitamente il fondo a scopo di posteggio di
veicoli e che commina ai contravventori la multa da fr. 20.– a fr. 500.– (cpv.
2 prima frase);

 

                                         che in caso di violazione del
divieto affisso in loco l'avente diritto o il suo rappresentante, entro il termine
perentorio di tre giorni dalla conoscenza del fatto, possono sporgere per
iscritto querela contro il trasgressore all'autorità competente (art. 375ter
cpv. 2 CPC);

 

                                         che la Sezione della
circolazione ha sanzionato l'interessato, come detto, per avere "illecitamente
fatto uso, allo scopo di posteggiare il veicolo _________, di un fondo
privato debitamente segnalato con apposito avviso autorizzato dal competente
giudice di pace" (cfr. la decisione impugnata, con riferimento al
rapporto di denuncia del 9 luglio 2003 agli atti);

 

                                         che il ricorrente non nega in
sostanza di aver commesso l'infrazione rimproveratagli: "Mi è capitato
alcune volte, di parcheggiare in uno spazio non assegnato, ossia,
sprovvisto di un cartello che specificasse a chi fosse assegnato il parcheggio
(probabilmente era uno spazio commerciale sfitto). È probabilmente in questa
occasione che il mio veicolo è stato oggetto dell'attenzione del proprietario
del fondo" (ricorso, punto 2; cfr. anche l'ultimo foglio allegato al
ricorso, in alto: "Io ho semplicemente parcheggiato in un parcheggio
non assegnato", e le osservazioni del 16 luglio 2003 al rapporto di denuncia,
punto 2);

 

                                         che l'insorgente adduce
nondimeno di essere "un subaffittuario della spettabile _________,
locataria di metà del 2° piano dello stabile … nel fondo in oggetto" e
di avere quindi "personalmente diritto di parcheggiare … negli spazi
riservati" da tale società (ricorso, punto 1);

 

                                         che l'eventuale diritto
dell'interessato di posteggiare negli spazi assegnati a un locatario non gli
conferisce tuttavia, con ogni evidenza, il diritto di utilizzare gli altri
posteggi, e ciò a prescindere dal fatto che essi non rechino un "divieto
assoluto di parcheggio" (ricorso, punto 4) bastando il divieto
generale affisso all'entrata del sedime (osservazioni 22 luglio 2003 del
denunciante; cfr. anche fotografia in basso nell'ultimo allegato al ricorso);

 

                                         che neppure giova al
ricorrente dolersi di non avere ricevuto dal denunciante le prove
dell'infrazione (ricorso, punto 3), non contestando egli – come detto – di
avere parcheggiato in uno spazio non assegnato e il denunciante avendo per di
più allegato al rapporto di denuncia una fotografia dell'infrazione (menzionata
nello stesso rapporto intimato al ricorrente per osservazioni);

 

                                         che le argomentazioni
ricorsuali non consentono in definitiva di scostarsi dalla decisione impugnata,
la multa inflitta essendo per altro proporzionata all'infrazione commessa,
rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla
legge;

 

                                         che gli oneri processuali
seguirebbero la soccombenza dell'insorgente (art. 15 cpv. 2 LPContr);

 

                                         che la natura particolare del
caso concreto giustifica nondimeno di soprassedere – in via eccezionale – al
prelievo di tasse e spese dell'attuale giudizio;

                                         

per questi motivi,                visti gli art. 375bis e 375ter CPC; 1
segg. LPContr;

 

 

pronuncia:                1.     Il ricorso è respinto e la
decisione impugnata è confermata.

 

                                 2.     Non si prelevano né tasse né
spese dell'attuale giudizio.

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
  –
  _________  _________, _________, 

  – Sezione della circolazione, _________.

   

  

 

 

Il giudice:                                                                                 La
segretaria: