# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 35f14a52-8407-5dc7-97fa-b37ce4808f38
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2015-04-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.04.2015 D-1176/2015
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1176-2015_2015-04-16.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-1176/2015 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 6  a p r i l e  2 0 1 5  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Gabriela Freihofer, Gérald Bovier,  

cancelliera Zoe Cometti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), alias 

B._______, nata il (…), alias 

C._______, nata il (…), e le figlie 

D._______, nata il (…), alias 

E._______, nata il (…), 

F._______, nata il (…), 

Nigeria,   

rappresentate dal lic. iur. Mario Amato, 

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione  

(SEM; già Ufficio federale della migrazione, UFM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (Dublino); 

decisione della SEM del 4 febbraio 2015 / N […]. 

 

D-1176/2015 

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Fatti: 

A.  

Il 24 ottobre 2014 A._______, cittadina nigeriana, ha presentato domanda 

d'asilo in Svizzera. 

Nel corso dell'audizione sulle generalità avvenuta il 28 ottobre 2014, ella 

ha dichiarato di essere giunta in Svizzera con la figlia D._______, la quale 

è stata quindi inclusa nella domanda d'asilo, e di essere all'ottavo mese di 

gravidanza. Ella ha altresì indicato di aver depositato una domanda d'asilo 

nel 2011 in Italia, a G._______, circostanza questa peraltro confermata dal 

riscontro dattiloscopico EURODAC. 

B.  

In data 4 novembre 2014 A._______ ha dato alla luce F._______, la quale 

è stata inclusa nella domanda d'asilo della madre. 

C.  

Il 25 novembre 2014 la Segreteria di Stato per la migrazione (di seguito: 

SEM; già Ufficio federale della migrazione, UFM) ha attivato una procedura 

Dublino inoltrando alle autorità italiane una richiesta di ripresa in carico 

delle interessate. 

D.  

Con decisione del 4 febbraio 2015, notificata alle richiedenti in data 18 feb-

braio 2015 (cfr. avviso di ricevimento agli atti), l'autorità inferiore non è en-

trata nel merito della domanda d'asilo, ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b 

LAsi (RS 142.31); ha pronunciato il trasferimento delle interessate verso 

l'Italia ed ordinato lo stesso al più tardi il giorno seguente la scadenza del 

termine di ricorso, indicando che un eventuale ricorso non avrebbe avuto 

effetto sospensivo.  

E.  

Non avendo ricevuto alcuna risposta in merito alla richiesta di ripresa in 

carico inoltrata il 25 novembre 2014, il 5 febbraio 2015 le autorità svizzere 

hanno informato le autorità italiane di considerare questo silenzio come 

un'accettazione tacita da parte dell'Italia delle proprie competenze in merito 

alla domanda d'asilo delle interessate. 

F.  

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Il 25 febbraio 2015 (cfr. data del plico raccomandato; data d'entrata: 26 feb-

braio 2015) le interessate hanno inoltrato ricorso al Tribunale amministra-

tivo federale (di seguito: il Tribunale) contro la decisione della SEM del 

4 febbraio 2015. Le insorgenti hanno concluso all'annullamento della deci-

sione impugnata, alla restituzione degli atti all'autorità inferiore affinché 

questa provveda ad acquisire dall'Italia la garanzia concreta ed individuale 

che le interessate verranno ospitate in strutture adeguate e alla conces-

sione dell'effetto sospensivo. Oltre a quanto sopra, le interessate hanno 

chiesto al Tribunale l'esenzione dal pagamento di un anticipo a copertura 

delle presunte spese processuali, con protestate tasse, spese e ripetibili. 

G.  

Il 27 febbraio 2015 il Tribunale ha ordinato supercautelarmente la sospen-

sione dell'esecuzione dell'allontanamento delle interessate dalla Svizzera. 

H.  

Con decisione incidentale del 2 marzo 2015 il Tribunale ha accolto l'istanza 

di concessione dell'effetto sospensivo al ricorso ed esentato le ricorrenti 

dal versamento di un anticipo a copertura delle spese processuali ed ha 

invitato l'autorità inferiore ad inoltrare una risposta al ricorso. 

I.  

La SEM ha inoltrato le sue osservazioni in data 10 marzo 2015, confer-

mando la decisione del 4 febbraio 2015 ed invitando il Tribunale a respin-

gere il ricorso. 

J.  

Con ordinanza del 18 marzo 2015, il Tribunale ha invitato la SEM a inoltrare 

ulteriori osservazioni alla luce della sentenza del TAF  

E-6629/2014 del 12 marzo 2015 prevista per la pubblicazione. Il 

25 marzo 2015 la SEM ha richiesto una proroga a tempo indeterminato del 

termine di inoltro delle osservazioni, al fine di definire la procedura da ap-

plicare circa l'ottenimento di garanzie. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. 

 

 

 

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Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. 

La SEM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi). 

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. 

Le ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-

riore, sono particolarmente toccate dalla decisione impugnata e vantano 

un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 

della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto sono legittimate ad aggra-

varsi contro di essa. 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5). 

3.  

Nella decisione impugnata la SEM ha pronunciato l'allontanamento delle 

ricorrenti verso l'Italia e considerato l'esecuzione dello stesso come am-

missibile e ragionevolmente esigibile. La SEM ha sottolineato che, confor-

memente alla sentenza Tarakhel, le autorità italiane avrebbero, in maniera 

generale, confermato per iscritto alla SEM che tutte le famiglie con bambini 

minorenni saranno accolte in strutture adatte alla loro età e che l'unità del 

nucleo famigliare sarà mantenuta. Inoltre prima del trasferimento delle in-

teressate, la SEM provvederà a richiedere delle garanzie esplicite specifi-

che alla loro situazione e soltanto in caso di ottenimento di tali garanzie, 

esse verranno allontanate verso l'Italia. In questo senso l'autorità inferiore 

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ritiene che non esistano concreti motivi di credere che, una volta rientrate 

in Italia, le ricorrenti potranno trovarsi in una situazione esistenziale critica.  

Nel ricorso le insorgenti hanno ritenuto insufficiente il modo di procedere 

della SEM; in particolare richiedendo delle garanzie esplicite e specifiche 

alla loro situazione soltanto in occasione dell'organizzazione del trasferi-

mento, le ricorrenti resterebbero prive di tutela giurisdizionale nel caso in 

cui suddette garanzie non dovessero essere date. Alla luce delle molteplici 

critiche mosse al sistema italiano d'accoglienza dei richiedenti l'asilo, in 

particolar modo dei casi Dublino, circa il rispetto degli standard europei e 

dell'art. 3 CEDU, le ricorrenti sono dell'opinione che per ottemperare alle 

esigenze enunciate nella sentenza Tarakhel la SEM debba ottenere, prima 

dell'emanazione della sua decisione, garanzie concrete ed individuali che 

le interessate, una volta in Italia, verranno ospitate in strutture adeguate. 

Nella sua presa di posizione del 10 marzo 2015, la SEM ha evidenziato 

come nella sentenza Tarakhel, pur ritenendo che un trasferimento senza 

previe garanzie specifiche ed individuali da parte delle autorità italiane co-

stituirebbe una violazione dell'art. 3 CEDU, la CorteEDU non determine-

rebbe il momento preciso nel quale tali garanzie debbano essere a dispo-

sizione della autorità svizzere. Pertanto, a mente dell'autorità inferiore, ap-

pare chiaro che tali verifiche costituiscano un aspetto delle modalità del 

trasferimento e non, come avanzato dalle ricorrenti, un requisito necessa-

rio per pronunciare il rinvio. 

4.  

4.1 Giusta l'art. 12 PA, l'autorità accerta d'ufficio i fatti. Quest'ultima deve 

procedere all'accertamento esatto e completo dei fatti giuridicamente rile-

vanti. D'un lato, v'è un accertamento inesatto dei fatti quando la decisione 

si fonda su fatti incorretti e non conformi agli atti, e dall'altro lato, v'è un 

accertamento incompleto dei fatti quando non è tenuto conto di tutte le cir-

costanze di fatto giuridicamente rilevanti (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5.1; 

KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechts-

pflege des Bundes, 3a ed. 2013, n. 1043, pagg. 369 seg.). 

 

4.2 Ai sensi dell'art. 61 cpv. 1 PA, l'autorità decide la causa o eccezional-

mente la rinvia, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore. Ciò conviene 

allorquando è necessario procedere all'accertamento di ulteriori circo-

stanze di fatto o effettuare una dettagliata amministrazione delle prove, an-

ziché procedere a sanatoria in sede di ricorso (cfr. DTAF 2009/53  

consid. 7.3; cfr. KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, op. cit., n. 1155, pagg. 403 seg.). 

 

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In casu, il Tribunale ritiene giudizioso, per i motivi che seguono, rinviare la 

presente causa alla SEM con istruzioni vincolanti per l'emanazione di una 

nuova decisione, giacché non può nella fattispecie ed in questa sede es-

sere compito del Tribunale accertare i fatti giuridicamente rilevanti preclu-

dendo di conseguenza alle ricorrenti un'istanza di ricorso. 

 

4.3 Sulla questione delle garanzie questo Tribunale si è pronunciato in una 

recente giurisprudenza, segnatamente sentenza del TAF  

E-6629/2014 del 12 marzo 2015 (prevista per la pubblicazione), ripren-

dendo quanto stabilito nella sentenza della Grande camera della  

CoteEDU in re Tarakhel contro Svizzera del 4 novembre 2014, 29217/12, 

§ 122, secondo cui la Svizzera non può procedere al trasferimento di fami-

glie qualora non ottenga garanzie individuali dall'Italia circa la presa in ca-

rico adeguata conforme all'età dei fanciulli ed alla preservazione  

dell'unità della famiglia. In assenza di tali garanzie individuali da parte dell'I-

talia vi sarebbe un rischio di violazione dell'art. 3 CEDU. Come ritenuto 

nella citata sentenza del Tribunale, la presenza di garanzie circa una presa 

in carico conforme all'età dei fanciulli e alla preservazione dell'unità della 

famiglia non costituisce una mera modalità del trasferimento, bensì rappre-

senta una condizione materiale alla determinazione dell'ammissibilità del 

trasferimento verso l'Italia. L'autorità preposta al trasferimento deve essere 

in possesso di garanzie individuali e concrete, che facciano riferimento al 

nome ed all'età degli interessati; assumendosi il compito di assicurarsi, 

presso le autorità italiane, che al loro arrivo in Italia i richiedenti saranno 

accolti in strutture e condizioni adatte all'età dei bambini e nel rispetto del 

principio dell'unità della famiglia. Garanzie astratte e generali preliminari 

alla decisione della SEM, come pure garanzie specifiche ed individuali al 

momento del trasferimento, non sono né sufficienti, né ritenute conformi 

alla giurisprudenza sopracitata. In quest'ordine di cose, le garanzie fornite 

dal Ministero dell'Interno italiano, per mezzo di un documento, peraltro non 

datato né firmato e nel quale non si fa riferimento alcuno all'identità o alla 

situazione delle interessate (cfr. A21/1), non ottempera ai sopracitati criteri. 

Ovvero, alla luce di queste considerazioni, dalle tavole processuali non si 

evince la presenza di tali garanzie specifiche ed individuali, tanto che si 

impone un rinvio per un accertamento dei fatti rilevanti. La causa viene 

quindi rinviata alla SEM per procedere, in termini ragionevoli agli accerta-

menti necessari e pronunciarsi con una nuova decisione. 

 

5.  

Il ricorso va quindi accolto e la decisione impugnata del 4 febbraio 2015 

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annullata. Gli atti di causa sono trasmessi alla SEM, la quale provvederà 

ad ottenere delle garanzie concrete ed individuali che le ricorrenti verranno 

ospitate in strutture adeguate e, conseguentemente, valuterà l'ammissibi-

lità del trasferimento delle stesse verso l'Italia. 

6.  

Visto l'esito della procedura non si prelevano spese processuali (art. 63 

cpv. 1 seg. PA). A difetto di una nota particolareggiata, l'indennità per spese 

ripetibili è fissata d'ufficio dal Tribunale sulla base degli atti di causa in CHF 

1'000.– (art. 14 cpv. 2 TS-TAF). 

7.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Pagina 8 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 4 febbraio 2015 è annullata 

e gli atti di causa sono trasmessi alla SEM per la pronuncia di una nuova 

decisione ai sensi dei considerandi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

La SEM rifonderà alle ricorrenti CHF 1000. – a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Zoe Cometti 

 

 

Data di spedizione: