# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c0b13a44-0db1-5bc2-8422-5ad61b90d7b6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-04-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.04.2013 35.2012.45
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2012-45_2013-04-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  35.2012.45

   

  mm/DC/sc

  	
  Lugano

  17 aprile
  2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
					

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 2 luglio 2012 di

 

	
   

  	
   RI 1  

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 30 maggio
  2012 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 18
luglio 2003, RI 1si, nato nel 1973, - dipendente della ditta __________ in
qualità di magazziniere e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni
presso l’CO 1 -, é rimasto vittima di un incidente della circolazione stradale
in sella al proprio motoveicolo.

                                         A causa
di questo sinistro, egli ha riportato, secondo il rapporto 26 settembre 2003
dell’Ospedale regionale di ____________________, una contusione della spalla
destra con possibile compressione al foramen C5-C6 (doc. 17). 

 

 

                                         Accertamenti
compiuti successivamente hanno evidenziato una radicolo-plessopatia in
corrispondenza del territorio di C6 e C7 destro traumatica, come pure una
discopatia con ipersegnale del plateau vertebrale, riferibile a una patologia
di vecchia data (cfr. doc. 32, p. 2). 

 

                                         L’Istituto
assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto
regolarmente le proprie prestazioni assicurative. 

                                         Il caso é
stato dichiarato chiuso a far tempo dal 3 ottobre 2005 (doc. 78, p. 2). 

 

                               1.2.   Il 26
gennaio 2007, all’amministrazione é stata annunciata una ricaduta del sinistro
del luglio 2003, determinata dalla necessità di sottoporsi a un trattamento
chiropratico per dolori al collo e al braccio (cfr. doc. 83). 

                                         La RMN
del rachide cervicale del 28 giugno 2007 ha mostrato la presenza di un’ernia discale C5/C6 paramediana e foraminale destra, un’ernia C6/C7 paramediana e
foraminale destra, nonché delle degenerazioni segmentali C5/C6 e C6/C7 con
osteofiti (cfr. doc. 89). 

 

                                         Con
decisione formale del 23 aprile 2008, all’assicurato é stata riconosciuta
un’indennità per menomazione all’integrità del 10%, per tener conto del danno
alla colonna cervicale (cfr. doc. 97, p. 4 e doc. 99). 

 

                               1.3.   Nel mese di
marzo 2011, RI 1 ha annunciato una nuova ricaduta dell’infortunio assicurato
(doc. 105). Dal rapporto 3 febbraio 2011 del dott. __________ risulta che erano
nel frattempo insorti dei disturbi alla spalla destra (doc. 103). 

 

                                         In data
19 agosto 2011, l’assicurato é stato sottoposto a un intervento chirurgico di
ricostruzione della cuffia dei rotatori della spalla destra (lesione parziale
craniale del tendine sottoscapolare, rottura parziale transmurale del tendine
del sovraspinato e tendinopatia sintomatica del tendine del bicipite - cfr.
doc. 115). 

 

                               1.4.   Esperiti gli
accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 25
novembre 2011, l’amministrazione ha negato la propria responsabilità
relativamente ai disturbi alla spalla destra, oggetto dell’annuncio di ricaduta
del marzo 2011 (cfr. doc. 139).

 

 

                                         A seguito
dell’opposizione interposta dall’assicurato personalmente (cfr. doc. 145 e doc.
153), in data 30 maggio 2012, l’Istituto assicuratore ha confermato il
contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. 169).

 

                               1.5.   Con
tempestivo ricorso del 2 luglio 2012, RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto che, annullata la decisione su opposizione impugnata, l’CO 1 venga condannato a
riconoscergli le prestazioni di legge. 

                                         A
sostegno della propria pretesa ricorsuale, l’insorgente ha sviluppato in
particolare le considerazioni seguenti:

 

" 
(…).

… Dalle successiva procedura ricordiamo qui il
rapporto 21.12.2011 del dr. __________ che conclude con

Ich bitte die CO 1 um eine erneute Überprüfung
und Stellungnahme. Aus meiner Sicht besteht klar ein postraumatischer
Zusammenhang der Schulterverletzung mit dem Motorradunfall vom 19 (recte,
18).07.2003.

 

La sua spiegazione é chiara e illuminante.

L’assenza di altri traumi e kleine transmurale Partialläsion der
Supraspinatussehne bei ansonsten intakter Rotatorenmanschette porta alla sola
conclusione possibile di un nesso sicuramente probabile con l’evento
assicurativo del 18.08.2003.

 

… Importante nella motivazione dell’opposizione del 29.01.2012 é
sottolineare la dichiarazione dell’istruttore del club d’arti marziali dove si
allenava il ricorrente, signor __________, del 23.01.2012, che conferma la
continuata persistenza dei dolori e delle difficoltà limitanti alla spalla
destra.

Da qui la sua costrizione nella carriera agonistica, che ne é
risultata fortemente compromessa.

 

… La decisione impugnata si presta a più di una critica anche per
altri motivi, oltre i già citati.

 

(…).

… Da un profilo formale viola il diritto di essere sentito per
rapporto alla richiesta di un esplicito incontro personale che il ricorrente
intendeva avere con l’assicuratore.

 

Tale incontro alla luce di quanto sopra era perfettamente dovuto,
al di là della grave ospedalizzazione che ha subito il sottoscritto in questa
primavera.

 

Inconferenti sono le argomentazioni sulla formazione del
patrocinatore rispetto all’asserita natura della controversia, qualificata come
solo medica.

 

Ciò potrebbe apparire nella sostanza vero, ma solo circa i suoi
risvolti procedurali, che misconosce il giurista CO 1. 

Infatti una risposta in presenza del medico di __________ alle
obiezioni dell’assicurato, avrebbe consentito di fare ampia luce sulle
sfumature tutt’altro che irrilevanti della presenta causa.

 

Rispettivamente avrebbe consentito di avanzare, sentite quelle
obiezioni medico-assicurative, già in quella sede la richiesta di una perizia
medica ed ev. poi legale. 

 

La violazione di essere sentito é quindi chiara e palese. 

 

… Da un profilo materiale la decisione impugnata non tiene conto
dell’effetto positivo che ha avuto l’esercizio sportivo sulla muscolatura del
ricorrente, che quindi ha protetto la parziale lesione trasmurale occasionata dalla
caduta dalla moto nel 2003.

Ciò può aver (ed anche ha molto) probabilmente consentito che la
decostruzione della cuffia possa essere avvenuta con molto ritardo, rispetto a
un soggetto sportivamente neutrale o anche solo normale.

A tale proposito la decisione impugnata é silente e quindi da
ritenersi annullabile in quanto immotivata già per questo motivo. 

 

(…).”

                                         (doc. I)

 

                                         RI 1 ha infine chiesto al TCA di indire un
pubblico dibattimento (doc. I, p. 6). 

 

                               1.6.   L’CO 1, in risposta, ha postulato l’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. III).

 

                               1.7.   In corso di
causa, questa Corte ha chiesto al medico di circondario dell’CO 1 di
pronunciarsi sul contenuto della dichiarazione 23 gennaio 2012 di __________,
presidente e responsabile tecnico della __________ (doc. V). 

 

                                         Il
rapporto del dott. __________ é datato 6 novembre 2012 (doc. VII). 

 

                                         L’Istituto
assicuratore ha preso posizione il 12 novembre 2012 (doc. IX), mentre
l’assicurato é rimasto silente. 

 

                               1.8.   In data 4
febbraio 2013 ha avuto luogo il pubblico dibattimento. 

 

                               1.9.   Nel mese di
febbraio 2013, il TCA ha sottoposto all’assicurato, per osservazioni, alcune
immagini tratte dal web, dopo avere inserito in Google il termine “Nanbudo”
(doc. XIII + allegati).

 

                                         La
risposta dell’insorgente é pervenuta il 3 aprile 2013 (doc. XVIII + allegato)
ed è stata trasmessa per conoscenza all'INSAI il 10 aprile 2013 (cfr. Doc.
XIX).

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Sul piano
formale, l’insorgente lamenta una violazione del suo diritto di essere sentito,
in quanto, nel quadro della procedura di opposizione, l’CO 1 gli avrebbe negato
di esprimersi in occasione di un colloquio personale (cfr.
doc. I, p. 5s.). 

 

                                         L'art.
29 cpv. 2 Cost. e l'art. 42 LPGA garantiscono alle parti il diritto d’essere
sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto d’essere sentito deve in
particolare essere dedotto il diritto dell'interessato di esprimersi prima
della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire
prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter
prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle
prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 129 II 497 consid.
2.2 con riferimenti; 126 V 130 consid. 2b con riferimenti).

 

                                         Il diritto di essere
sentito é una garanzia costituzionale di carattere formale, la cui violazione
comporta l’annullamento della decisione impugnata, a prescindere delle
possibilità di successo del ricorso nel merito (DTF 127 V 437 consid. 3d/aa,
126 V 132 consid. 2b e i riferimenti ivi citati).

                                         Secondo la giurisprudenza,
la violazione del diritto di essere sentito - a condizione che non sia di una
particolare gravità - é sanata se la parte lesa ha la possibilità di esprimersi
dinanzi a un’autorità di ricorso che gode di un pieno potere cognitivo. La
riparazione di un eventuale vizio deve comunque avvenire solo in via
eccezionale (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa).

 

                                         Dalle tavole processuali
si evince che, nel mese di novembre 2011, l’CO 1 ha intimato all’assicurato la decisione formale (cfr. doc. 139). Il 20 dicembre 2011, RI 1 ha interposto opposizione, chiedendo di poter prendere visione dell’intero incarto che lo riguarda
(cfr. doc. 145). 

 

                                         In data 28 dicembre 2011, l’assicuratore
ha inviato al ricorrente un CD contenente tutta la documentazione digitalizzata
e gli ha assegnato un termine per motivare l’opposizione (doc. 146). Il 29
gennaio 2012, RI 1 ha trasmesso all’CO 1 i motivi a supporto della propria
opposizione (doc. 153). Il 31 gennaio 2012, l’avv. RA 1 ha sollecitato un colloquio personale preliminare prima di procedere ad ogni accertamento medico
dell’opposizione (doc. 154). In data 6 marzo 2012, l’assicurato ha informato
l’amministrazione che il proprio patrocinatore era stato nel frattempo
ospedalizzato (doc. 157). Il giorno stesso l’CO 1 ha accordato all’avv. RA 1 un termine fino al 16 aprile 2012 per motivare/ritirare l’opposizione
(doc. 158), prorogato sino al 15 maggio 2012 (cfr. doc. 161 e 164). Il 15 maggio
2012, il rappresentante ha ribadito la richiesta di un colloquio personale e ha
chiesto ulteriori 10 giorni per completare la valutazione del caso (doc. 165).
In data 30 maggio 2012, l’CO 1 ha emanato la decisione su opposizione (doc.
169). 

 

                                         La questione relativa ad
un’eventuale violazione del diritto di essere sentito dell’insorgente per il
fatto che l’amministrazione ha emanato la decisione su opposizione senza
attendere il colloquio personale richiesto dall’avv. RA 1, può rimanere aperta.
Tale lesione è comunque stata sanata dinanzi al TCA, autorità
di ricorso che gode di piena cognizione, al più tardi in occasione del pubblico
dibattimento (cfr. DTF 136 I 279; STF 8C_752/2012 del 3 gennaio 2013) che ha
avuto luogo il 4 febbraio 2013.

 

                               2.2.   Nel merito,
si tratta di valutare se l’CO 1 era legittimato a negare l’esistenza di un
nesso causale naturale tra il danno localizzato alla spalla destra e l’evento
infortunistico del luglio 2003, oppure no. 

 

                                         Giusta
l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi
d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione
dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare
(cfr. art. 6 LPGA) a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità
giornaliera.

                                         Il
diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello
dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità
lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.

                                         Parimenti,
il diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da
attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato (cfr. art.
19 cpv. 1 LAINF): nemmeno persistenti dolori bastano a conferire il diritto
alla continuazione del trattamento se da questo non si può sperare un
miglioramento sensibile dello stato di salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter,
Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).

 

                                         L’Alta
Corte ha inoltre precisato che la questione del “sensibile miglioramento” di
cui all’art. 19 cpv. 1 LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto
aumento oppure del ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui
quest’ultima è pregiudicata dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109
consid. 4.3 e riferimenti).

 

                               2.3.   Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra
l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio
sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p.
145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella
causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121
V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto
2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106
consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468
consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323
consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188
consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p.
31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo
essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano
elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V
110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid.
3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore
contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che
le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione
delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi: 

 

-  quando
lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva
immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine) 

 

                                         (cfr.
RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die
Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in
Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

                                         Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con
l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza,
l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se
l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla
salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che
fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale
dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della
verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non
giochi più un effetto causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione
del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già
all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e
riferimenti ivi citati). 

 

                               2.4.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi
summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181
consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e
382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che
l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che
solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102
consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des
Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard,
L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                               2.5.   In virtù dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF é tenuto a
riprendere l’erogazione delle prestazioni assicurative in caso di ricadute
o conseguenze tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e
A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 277). 

                                         Né la
LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la
pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze
tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio
assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento,
l’interessato sia o meno ancora assicurato. Rilevante é soltanto l’esistenza di
un nesso di causalità (cfr. STFA U 122/00 del 31 luglio 2001).

 

                               2.6.   Dalle tavole
processuali emerge che l’amministrazione ha negato l’esistenza di un nesso
causale naturale tra i disturbi alla spalla destra e l’evento infortunistico
del luglio 2003, facendo capo al parere espresso al riguardo dal dott. ____________________,
spec. FMH in chirurgia ortopedica.

                                         In
effetti, con apprezzamento del 3 giugno 2011, il medico __________ __________
appena citato ha sostenuto quanto segue a proposito dell’eziologia della
problematica in questione:

 

" 
(…).

Durante l’infortunio del 18.7.2003 l’assicurato
si é procurato un’importante contusione/distorsione del cingolo scapolare
destro con molto probabilmente provocazione di una plessopatia brachiale
traumatica temporanea a destra che é stata oggettivata all’esame clinico ed
elettrofisiologico, ma nel decorso di circa 2 anni é regredita completamente.

Secondo il rapporto di visita
medico-circondariale del 3.10.2005 e secondo i rapporti del dott. __________
nel 2007 oggettivamente non si trovano segni per una lesione del plesso
brachiale di destra e quindi non si confermano postumi infortunistici per
quanto riguarda la spalla destra e il plesso brachiale a destra.

 

Più di 10 anni dopo l’infortunio citato
l’assicurato consulta uno specialista per nuovi dolori insorti a livello della
spalla destra. In assenza di sintomi a ponte, di postumi traumatici e in
presenza di segni per patologia degenerativa, la nuova sintomatologia algica
alla spalla destra non può essere messa in relazione causale con l’infortunio
del 18.7.2003.

(…).”

                                         (doc.
107, p. 2)

 

                                         Quanto
dichiarato dal dott. __________ deve essere rettificato nel senso che
l’assicurato si é recato da un medico per disturbi localizzati alla spalla
destra a distanza di circa sette anni e mezzo dall’infortunio (e di oltre
5 anni dalla chiusura del caso iniziale; cfr. doc. 103). 

 

                                         Con
certificazione del 13 settembre 2011, il dott. __________, spec. FMH in
fisiatria, ha sostenuto che a livello della cuffia rotatoria della spalla
destra, era presente una lesione di origine infortunistica (allegato al doc.
119). 

 

                                         Il dott. __________
ha ribadito le proprie conclusioni anche dopo aver preso conoscenza degli esiti
dell’intervento chirurgico del 19 agosto 2011:

 

" 
(…).

Nel frattempo é stata diagnosticata e operata una
lesione della cuffia rotatoria alla spalla destra (rottura parziale trasmurale
tendine sovraspinato, rottura parziale articolare craniale del tendine
sottoscapolare, tendinopatia del capolungo del bicipite).

L’origine di tali lesioni della cuffia viene
ricondotta all’infortunio del 2003 sia dall’assicurato sia dal dott. __________.

I riferiti sintomi a ponte per quanto riguarda la
spalla dx non sono in accordo con la documentazione medica. Stupisce che una
rottura traumatica della cuffia nel 2003 diventi manifesta e sintomatica solo a
distanza di 7-8 anni malgrado l’attività fisica impegnativa regolare per la
spalla dell’assicurato (vedi attività sportive svolte). Considerando la
documentazione medica un’origine degenerativa della lesione della cuffia é
probabile. Confermo tutte le conclusioni espresse nell’apprezzamento medico del
03.06.2011.”

                                         (doc.
128)

 

                                         Nell’ambito
della procedura di opposizione, RI 1 ha prodotto un rapporto, datato 21
dicembre 2011, del dott. __________, Capo-clinica presso la __________, il
quale si é espresso a favore dell’esistenza di un nesso causale naturale con
l’incidente stradale del luglio 2003:

 

" 
(…).

Da der Patient primär betreffend einer Nervenläsion
an der rechten Schulter behandelt worden ist, gehe ich bei fehlenden weiteren
Traumatas von einem direkten Zusammenhang der Rotatorenmanschetten-Läsion mit
dem Motorradunfall aus. Im Vorfeld war der Patient vollständig beschwerdefrei. Bei
dem jungen Patienten ist sicherlich nicht von einer degenerativen Vorerkrankung
auszugehen. Primär stand sicherlich die Behandlung der Nervenläsion im
Vordergrund. Sonographisch stellte sich lediglich eine kleine trasmurale
Partialläsion der Supraspinatussehne dar bei ansonsten intakter
Rotatorenmanschette. MR-tomographisch konnte dann die Läsion vollständig
dargestellt werden. Bei anamnestisch fehlenden Traumata, die eine
Intervallläsion wie intraoperativ dargestellt erklären können, sind mir nicht
bekannt. Diesbezüglich sehe ich hier klar eine posttraumatische Genese der
Läsion.“

                                         (doc.
144)

 

                                         In corso di causa, il TCA ha invitato il medico di __________ dell’CO
 1 a esprimersi sul contenuto della dichiarazione 23 gennaio 2012 di __________,
presidente e responsabile tecnico della __________, secondo il quale
l’insorgente avrebbe “… sempre lamentato dolori e limitazioni del movimento
della spalla destra, i quali hanno anche limitato notevolmente la sua carriera
agonistica. Ci tengo a sottolineare che il problema alla spalla destra non é
svanito col passare del tempo, ma anzi é sempre rimasto anche per tutti gli
ultimi otto anni.”(cfr. allegato al doc. 153). 

 

                                         Questo, in particolare, il
tenore del referto 6 novembre 2012 del dott. __________, spec. FMH in chirurgia
ortopedica: 

 

"  (…).

Sulla scorta delle quattro visite medico-__________ posso
sostenere che l’assicurato soffriva di una forma di scapola alata dovuta a una
compressione e lesione parziale del nervo toracico lungo che col tempo si é
risolta, infatti, in occasione della visita medica del 2005, la scapola alata
era completamente scomparsa ma già in occasione della visita medico-__________
del 13.12.2004, il medico di __________ aveva valutato la spalla destra, vi era
una mobilità completa in elevazione, adbuzione e rotazione esterna e la forza
isometrica in adbuzione era buona, quindi in quell’occasione non vi era nessun
sospetto per lesione della cuffia dei rotatori, si può quindi dire che a parte
la lieve scapola alata ancora presente che poi si é risolta nel 2005, già nel
2004 non vi erano più problemi alla cuffia dei rotatori.

La dichiarazione quindi secondo la quale l’assicurato avrebbe
sempre avuto problemi alla spalla durante gli otto anni, si scontra in modo
evidente e inequivocabile con gli atti a nostra disposizione e con i referti
delle visite medico-__________ effettuate, infatti già nel dicembre 2004 la
spalla era praticamente guarita e in ogni caso al più tardi nell’ottobre 2005
non vi era assolutamente più nulla a questa spalla. 

Questa dichiarazione del responsabile tecnico della __________ non
può quindi modificare la valutazione espressa da parte del collega dott. __________.”

                                         (doc. VII, p. 2)

 

                               2.7.   Chiamata ora a pronunciarsi,
questa Corte ritiene che l’apprezzamento enunciato dai dottori __________ e __________,
entrambi chirurghi ortopedici che vantano una vasta esperienza nel campo della
medicina infortunistica e assicurativa, in base al quale la rottura della cuffia dei rotatori della
spalla destra non é imputabile all’evento infortunistico del 18 luglio 2003, possa validamente costituire da supporto
probatorio al presente giudizio, senza che si riveli necessario procedere a
ulteriori atti istruttori.

 

                                         Secondo
la giurisprudenza federale, una ricaduta viene assunta da un assicuratore
infortuni, allorché la sintomatologia ponte fra l’infortunio e i disturbi
accusati è evidente. Disturbi occasionali non sono sufficienti, come ad
esempio quando gli stessi non sono così rilevanti da richiedere un trattamento
(cfr. STFA U 344/03 del 9 dicembre 2004 consid. 3.2.2.; 3.3.). 

 

                                         In
merito specificatamente alla sintomatologia a ponte, il TCA rileva che, in
occasione della visita fiduciaria del 7 giugno 2004, il dott. __________, spec.
FMH in chirurgia ortopedica, aveva refertato una funzione del braccio destro
praticamente normale, con ancora solo qualche problema all’elevazione completa
(cfr. doc. 51). A margine della visita del 13 dicembre 2004, il dott. __________,
spec. FMH in chirurgia, aveva riscontrato, a livello della spalla destra, una
mobilità completa in elevazione, abduzione e rotazione esterna. Risultava
ancora limitata la rotazione interna con 50° a destra e 70° a sinistra (cfr.
doc. 65). Lo stesso medico di circondario, in data 3 ottobre 2005, aveva
rilevato uno stato della spalla destra completamente normale, tanto da
dichiarare chiuso il caso d’infortunio (cfr. doc. 78). 

 

                                         È vero che nel gennaio
2007 era già stata annunciata una ricaduta del sinistro del luglio
2003 (cfr. doc. 80), tuttavia essa riguardava una problematica interessante il
rachide cervicale (cfr. doc. 85, p. 2: “Er sei seit mehreren Tagen blockiert im
Hals. 

                                         Er könne
den Hals nicht richtig bewegen. Er habe chiropraktische
Behandlung gemacht. (…) Er habe Schmerzen im Hals mit Ausstrahlung in den
rechten Arm. Etwas weniger Gefühl im rechten Daumen.“; rapporto 26 settembre
2007 della Clinica __________ - doc. 89: „Diagnose: Diskushernie C5/6
und C6/7 rechts; Osteochondrose C5/6 und C6/7.“; rapporto 6 luglio 2007 del
neurologo dott. __________, doc. 93: „Aufgrund der Bildgebung und der
elektrophysiologischen Untersuchung ergibt sich der dringende Verdacht, dass
die geschilderte Symtomatik des Patienten mit Nackenschmerzen, austrahlenden
Schmerzen und Missempfindungen des Dig. I rechts radikulär bedingt sind im
Sinne einer Wurzelaffektion C6 rechts.“; rapporto relativo alla visita medica
di chiusura del 1° aprile 2008 - doc. 97, p. 2: „Es gehe jetzt besser. Er habe
zwar noch Nackenschmerzen, aber weniger im Arm.“). 

 

                                         Inoltre
deve essere soprattutto sottolineato che dal referto 3 febbraio 2011 del dott. __________ emerge che i disturbi a livello della spalla destra erano presenti da
un mese, ed erano  apparsi dopo le ferie (doc. 103: “Der Patient meldet sich
auf Grund Schulterschmerzen rechts in der Sprechstunde, seit einem Monat
vorhanden, kein Unfallereignis, aufgetreten nach Ferien.” - il
corsivo é del redattore). 

 

                                         La
documentazione appena citata dimostra quindi che, dopo la chiusura del caso
nell’ottobre 2005, dei disturbi alla spalla destra erano riapparsi soltanto nei
primi mesi del 2011, quindi a distanza di oltre 5 anni, periodo durante i quali
non risulta che RI 1 fosse stato costretto a consultare un
medico, rispettivamente a interrompere la propria attività lavorativa in
ragione di problemi a quella parte del corpo. 

 

                                         Secondo
questo Tribunale, non può quindi essere ammesso che vi sia stata una chiara
sintomatologia a ponte ai sensi della giurisprudenza appena citata. L’Alta
Corte ha ad esempio deciso in questo stesso senso in una sentenza U 458/00 del
24 ottobre 2001, in cui l’assicuratore LAINF non é stato giudicato responsabile
della ricaduta fatta valere nel 1995 da un assicurato che nel 1991, in occasione di incidente della circolazione, aveva subito una contusione di un ginocchio,
poiché, benché durante i quattro anni intercorsi tra il sinistro e la nuova
problematica, egli avesse avuto dei disturbi, essi non potevano valere quali
sintomi ponte per il riconoscimento di una relazione di causalità naturale. Infatti
tali disturbi non avevano mai necessitato di cure, né condotto a un’inabilità
lavorativa (cfr. anche la STFA U 296/03 del 24 maggio 2004 consid. 2.1.1.).

                                         In esito
a quanto precede, il valore probatorio da attribuire allo scritto 23 gennaio
2012 di __________ (cfr. allegato al doc. 153), deve essere valutato con
estrema prudenza, visto che quanto da lui dichiarato non trova riscontro nella
restante documentazione agli atti e, anzi, risulta contraddetto dal rapporto 3
febbraio 2011 del dott. __________, il quale, a margine della
consultazione del febbraio 2011, ha attestato che i disturbi alla spalla destra
erano presenti da appena un mese (cfr. doc. 103). 

                                         A quest’ultimo riguardo,
appare ininfluente il fatto, evocato in occasione del pubblico dibattimento,
secondo cui “… all’inizio neppure il dr. Zenhäusern pensava che ci fossero
problemi alla spalla, tutto era ascritto ai dolori alla cervicale.” (doc. XII,
p. 2). 

                                         Determinante é invece che
il sanitario in questione ha annotato che i dolori localizzati alla spalla
destra erano presenti da breve tempo, a prescindere dalla questione riguardante
la loro origine. 

 

                                         Il TCA constata peraltro
che dal sito web della società Nanbudo __________ emerge che,
nel 2006, l’assicurato é stato persino in grado di partecipare a un campionato
del mondo, ottenendo risultati lusinghieri (cfr. www.__________.ch/RI 1). 

                                         In sede
di udienza, RI 1 ha relativizzato il significato di tale circostanza, facendo
valere che la disciplina del nanbudo “… permette varie modalità di difesa e per
questo ha potuto comunque praticarlo.” (doc. XII, p. 2). 

                                         Nel corso
del mese di febbraio 2013, il TCA ha sottoposto all’assicurato alcune immagini
tratte da internet, dopo inserimento del termine “nanbudo” nel motore di
ricerca Google, e gli ha chiesto di spiegare come esse si conciliano con quanto
da lui dichiarato in occasione del pubblico dibattimento (doc. XIII). 

                                         Il
ricorrente ha riconosciuto che si tratta di fotografie che riguardano la
pratica del nanbudo, precisando che la prima e la quinta “sono di
competizione”, la seconda “di una dimostrazione” e le restanti “di un qualche
allenamento o show”. Dopo avere formulato alcune osservazioni e/o critiche sulla
tecnica utilizzata dai rispettivi protagonisti, RI 1 ha sottolineato che il nanbudo viene praticato “… sopra un tappeto di protezione, normalmente rosso
e verde o rosso e blu, il quale aiuta ad ammortizzare le cadute.” e, per quanto
lo concerne, di non essere un gigante “… con il mio metro e settanta non cado
dall’alto.” (allegato al doc. XVIII). 

                                         Al
riguardo questa Corte si limita a rilevare che le immagini in questione
consentono perlomeno di inferire che nel nanbudo anche agli arti superiori
vengono, in un modo o nell’altro, sollecitati. Ciò permette al TCA di
condividere le perplessità del dott. Gehri circa la compatibilità della sua
pratica con la presenza di una rottura della cuffia dei rotatori. 

 

                                         Il referto 21 dicembre
2011 del dott. __________ (doc. 144) non é parimenti suscettibile di sminuire il
valore probatorio riconosciuto all’apprezzamento enunciato dai medici di __________
dell’CO 1, posto che il sanitario della __________, nella misura in cui fa
valere che i dolori alla spalla destra sarebbero stati ininterrottamente presenti,
sembra ignorare l’anamnesi dell’assicurato. 

                                         Nemmeno è
decisiva la circostanza che il ricorrente prima del sinistro non avrebbe mai
accusato disturbi alla spalla destra è decisiva. In effetti, la regola “post
hoc, ergo propter hoc” (dopo questo, dunque a causa di questo) non ha
valenza scientifica. La giurisprudenza federale ha stabilito, al riguardo, che
per il solo fatto d’essere insorto dopo l’infortunio, un disturbo alla salute
non può già essere ritenuto una sua conseguenza (DTF 119 V 341s. consid. 2b/bb
con riferimenti; Th. Frei, Die Integritätsentschädigung
nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung, Friborgo
1998, p. 30, nota 96; A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo
1995, p. 41).

 

                                         Infine -
per quanto riguarda l’affermazione secondo la quale sarebbe da escludere
un’eziologia degenerativa vista la giovane età dell’assicurato (38 anni al
momento della diagnosi) -, questa Corte rileva che se é vero che l’incidenza di
rotture della cuffia é relativamente rara prima dei 40 anni, é altrettanto vero
che ciò non significa ancora che il danno in questione sia stato causato
dall’infortunio occorso otto anni prima e non da un avvenimento successivo. In
proposito, occorre ricordare che, una volta accertato che i disturbi alla
spalla destra insorti nel 2011 non costituiscono una conseguenza naturale
dell’infortunio assicurato, non spetta all'amministrazione o al TCA
individuarne la causa precisa (cfr. STCA 35.2005.2 del 10 giugno 2005; STFA U
60/02 del 18 settembre 2002). 

 

                                         Tutto ben
considerato, il TCA non ritiene quindi dimostrato, secondo il grado della
verosimiglianza preponderante caratteristico del settore della sicurezza
sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p.
320 e A. Rumo-Jungo,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz
über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343), un legame causale naturale tra
i problemi alla spalla destra annunciati all’CO 1 nel mese di marzo 2011
e l’infortunio occorso all’assicurato il 18 luglio 2003.

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti