# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ea97a208-e57a-5392-a951-575f8085e9dc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.07.2003 52.2003.175
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-175_2003-07-02.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.175

   

  	
  Lugano

  2 luglio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Paolo Bianchi, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 31 maggio 2003 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 15 maggio 2003 del municipio di ______
  che delibera allo studio d’architettura arch. __________ la progettazione per
  la sistemazione dell’__________; 

  

 

 

 

richiamato l’art. 48 PAmm; 

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che il 1°
marzo 2002 il municipio di ______ ha indetto un concorso di progettazione,
retto dalla LCPubb, per la sistemazione dell’area pubblica nel centro del paese
(cfr. FU __________ del __________, p. __________); 

 

                                         che,
secondo il capitolato d’appalto, obiettivo del concorso era la ricerca di
soluzioni che, pur considerando le esigenze del traffico veicolare e pedonale,
rivalutassero le qualità formali e ambientali delle __________ di ______ (cfr.
pto. A.2 del capitolato); 

 

                                         che il
capitolato specificava inoltre che ai progettisti era lasciata ampia libertà di
formulare le loro proposte per la revisione e la riqualificazione dell’area,
nel rispetto di alcune indicazioni basilari riguardanti, in particolare, la
__________, i __________ e le __________ (cfr. pto. F del capitolato);

 

                                         che
nell’ambito del concorso sono stati presentati 10 progetti, fra cui quello
dello studio d’architettura arch. __________ e quello dell’arch. __________,
qui ricorrente;  

 

                                         che il 25
settembre 2002 la giuria incaricata di esaminare i progetti ha rassegnato il
proprio rapporto, ritenendo quello proposto dall’insorgente palesemente
carente, ed assegnando il primo premio, di fr. 12'000.--, al progetto dello
studio d’architettura __________;

 

                                         che,
trasmesso a tutti i concorrenti il rapporto della giuria ed informata la
popolazione sui progetti presentati, con decisione 15 maggio 2003 il municipio
di ______ ha deliberato allo studio __________ la progettazione della
sistemazione dell’__________; 

 

                                         che
contro la predetta decisione di aggiudicazione l’arch. __________ insorge ora
dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento; 

 

                                         che
l’insorgente contesta il progetto aggiudicatario siccome prevede, tra l’altro,
l’eliminazione di un muretto di delimitazione del sagrato prospiciente la
chiesa parrocchiale, intervento in contrasto con l’inalienabilità di tale
spazio e la sacralità del luogo di culto, oltre che privo della necessaria
approvazione dell’autorità ecclesiastica; 

 

                                         che
questo Tribunale ha invitato il municipio a trasmettere l’incar-to,
prescindendo dall’assegnazione di un termine per la presentazione della risposta; 

 

 

 

considerato,                   in
diritto

                                         

                                         che,
giusta l'art. 48 PAmm, l'autorità di ricorso può, immediatamente o dopo richiamo
degli atti, decidere di respingere il ricorso se esso si riveli inammissibile o
manifestamente infondato;

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall’art. 36 cpv. 1
LCPubb; 

 

                                         che la
legittimazione attiva dell’insorgente, partecipante al concorso di progettazione,
è certa (art. 43 PAmm); 

 

                                         che il
gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e
può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1
PAmm); 

 

                                         che,
giusta l’art. 14 cpv. 1 LCPubb, il concorso di idee o di progettazione è la procedura
intesa a fornire al committente, soprattutto nel settore della pianificazione
territoriale, dell’urbanisti-ca, dell’architettura e dell’ingegneria civile,
nonché dell’elabora-zione dei dati, un piano o un progetto, selezionati da una
giuria in base ad una gara con o senza assegnazione di premi; 

 

                                         che i
concorsi di progettazione servono al committente per valutare soluzioni diverse
dal profilo concettuale, estetico, strutturale, ecologico, economico o tecnico
(art. 12 cpv. 1 RLCPubb); 

 

                                         che la
giuria procede ad una classificazione dei lavori in concorso formalmente in
regola, assegna i premi e formula una raccomandazione all’attenzione del committente
per l’assegnazione del mandato al primo classificato nel caso di un concorso di
progetto (art. 20 cpv. 1 e 3 e 21 cpv. 1 RLCPubb); 

 

                                         che il
committente è in linea di principio vincolato alla raccomandazione della giuria
e può scostarsene solo in casi eccezionali, versando un’indennità (art. 23
RLCPubb);  

 

                                         che il
ricorso al Tribunale cantonale amministrativo è proponibile contro la
violazione del diritto, in particolare contro l’eccesso o l’abuso del potere di
apprezzamento (art. 61 PAmm); 

 

                                         che una
decisione integra gli estremi di una violazione del diritto sotto il profilo
dell’eccesso o dell’abuso di potere, allorquando appare insostenibile, siccome
lesiva dei principi fondamentali del diritto, segnatamente di quelli riferiti
alla parità di trattamento o all'adeguatezza (cfr. DTF 104 Ia 206; RDAT I-1994
n. 34; Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art.
61, n. 2d);

 

                                         che il
controllo dell'apprezzamento da parte di questo Tribunale non è quindi illimitato,
ma circoscritto alla verifica che l'autorità decidente non abbia travalicato i
limiti del potere discrezionale riservatole dalla legge o l'abbia esercitato in
spregio dei principi generali del diritto; 

 

                                         che la
natura stessa e le finalità di un concorso di progettazione riservano al committente,
e per esso, di principio, alla giuria, un margine discrezionale estremamente
ampio ai fini della valutazione delle offerte, dal momento che la prestazione
richiesta è predefinita unicamente in termini generali e che proprio il pubblico
concorso serve a delinearla e circoscriverla (cfr. Stöckli [ed.], Das
Vergaberecht der Schweiz, Rechtsgrundlagen und Rechtsprechung, 5. ed., p.
U42);  

 

                                         che, a
comprova dell’esteso potere d’apprezzamento di cui gode la giuria, l’art. 21
cpv. 2 RLCPubb dispone che la stessa può 

                                         persino
classificare lavori che si scostano dalle disposizioni del programma su alcuni
punti essenziali, se lo decide all’unanimità oppure se tale possibilità è
espressamente prevista nel programma di concorso; 

 

                                         che, in
concreto, è a giusta ragione incontestato che il concorso di progettazione
promosso dal municipio di ______ rispetta le prescrizioni procedurali imposte
dalla LCPubb e dal relativo regolamento d’applicazione;

 

                                         che, di
contro, l’insorgente censura l’aggiudicazione dei lavori, assegnati dal committente
conformemente alle indicazioni della giuria, poiché il progetto prescelto si
estende anche al sagrato della chiesa parrocchiale;  

 

                                         che,
tuttavia, la scelta di integrare nel progetto il suddetto spazio prospiciente
la chiesa e nelle immediate vicinanze della casa comunale non risulta
certamente in contrasto con le disposizioni del concorso emanate dal
committente né, più in generale, appare fondata su considerazioni
insostenibili; 

 

                                         che il
capitolato riservava infatti espressamente ai progettisti ampia libertà nel formulare
proposte per la sistemazione, tra l’altro, della piazza, della sua pavimentazione
e del relativo arredo urbano;  

 

                                         che
l’idea di unire in un disegno comune gli spazi antistanti la chiesa e la casa comunale,
ampliando in maniera significativa la piazza, è inoltre senza dubbio rimarchevole,
nell’ottica della rivalutazione di questo punto nodale del villaggio; 

 

                                         che,
d’altra parte, la necessità di ottenere l’approvazione delle autorità
ecclesiastiche, prima di procedere alla ristrutturazione del sagrato, è un
aspetto palesemente irrilevante ai fini della contestata delibera; 

 

                                         che,
considerati i limiti assai ristretti del potere di cognizione che la legge
riserva all’autorità di ricorso in tema di controllo dell’ap-prezzamento, la
valutazione operata dalla giuria e ripresa dal committente, oltre a reggere
alle inconferenti critiche del ricorrente, non risulta priva di pertinenza ed
obbiettività; 

 

                                         che, in
esito alle considerazioni che precedono, il gravame va pertanto respinto e la
decisione impugnata confermata, siccome immune da violazioni del diritto (art.
61 PAmm); 

 

                                         che la
tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm);  

 

                                         che la
reiezione in limine dell’impugnativa permette comunque di contenere entro
minimi termini l’ammontare degli oneri processuali.  

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 14, 36 LCPubb; 12, 20, 21, 23 RLCPubb;
3, 18, 28, 43, 46, 48, 60 e 61 PAmm; 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto. 

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, di complessivi fr. 600.--, sono a carico del ricorrente. 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario