# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e104757c-29e6-5512-9853-febc87b61e77
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-03-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 03.03.1995 52.1995.108
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1995-108_1995-03-03.html

## Full Text

Incarto n.

  52.95.00108

  DP 279/94

  cm

  	
  Lugano

  3 marzo 1995

  	
  In
  nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

statuendo sul ricorso del 14
settembre 1994 di

 

	
   

  	
  __________

  rappr. dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  la decisione 24 agosto 1994, no. 7270 del Consiglio di Stato che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione
  22 giugno 1994 con cui il municipio di __________ gli ordina di allontanare
  il suo cane lupo dalla casa d'abitazione;

  

viste le risposte:

-    23
settembre 1994 del municipio di __________;

-    4
ottobre 1994 del Consiglio di Stato;

letti ed
esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

              che __________, gerente del ristorante __________ di
__________ ed abitante a __________ è detentore di un cane lupo che tiene con
sé sia al domicilio, sia sul lavoro;

              che a __________ il cane, di indole aggressiva, ha
già ucciso un cane, ne ha ferito gravemente un altro ed ha ammazzato un gatto;
il caratteraccio dell'animale è inoltre fonte di continua preoccupazione per i
vicini;

              che con decisione 11 marzo 1994 il municipio di
__________ ha inflitto a __________ una multa di fr. 300.-- per aver lasciato vagare
liberamente il cane, che approfittando dell'occasione aveva aggredito e ferito
un altro cane, tenuto al guinzaglio;

              che con giudizio 25 maggio 1994 il Consiglio di
Stato  ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso
inoltrata dal proprietario; il Governo ha prospettato l'adozione di misure più
severe, incluso l'allontanamento, in caso di recidiva;

              che nemmeno due settimane dopo questo giudizio il
cane del ricorrente ha azzannato il cane di __________, ferendolo seriamente;

              che il 22 giugno 1994 il municipio di __________ ha
ordinato a __________ di allontanare il cane entro 10 giorni;

              che con risoluzione 24 agosto 1994 il Governo ha
confermato anche questo provvedimento, respingendo il ricorso contro di esso
inoltrato dal proprietario del cane; dei motivi addotti dal Consiglio di Stato
si dirà semmai più avanti;

              che contro questo giudizio __________ insorge davanti
al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che venga annullato assieme al
controverso ordine del municipio;

              che, in sostanza, l'insorgente eccepisce l'esistenza
di una base legale e contesta l'adeguatezza del provvedimento; il cane sarebbe
sempre custodito; l'ultima aggressione sarebbe da attribuire ad una scusabile
distrazione; il cane sarebbe presente a __________ soltanto durante le ore
notturne; il porto della museruola costituirebbe una misura sufficiente;

              che all'accoglimento del ricorso si sono opposti il
Consiglio di Stato ed il municipio di __________ con argomenti che verranno
semmai ripresi più avanti;

              che dagli accertamenti esperiti d'ufficio da questo
Tribunale è risultato che il cane è tuttora aggressivo (benché sia stato nel
frattempo castrato), che gli inconvenienti denunciati dall'autorità comunale di
__________ si verificano anche a __________, sul posto di lavoro del
ricorrente, dove tre persone sono state azzannate (almeno una dopo che il
Consiglio di Stato aveva reso il giudizio qui impugnato);

Considerato,                   in diritto

              che la competenza del Tribunale cantonale
amministrativo, la legittimazione attiva del ricorrente e la tempestività
dell'impugnativa sono incontestabilmente date (art. 208 LOC; 43, 46 PAmm); il
ricorso è dunque ricevibile in ordine;

              che il giudizio può essere reso sulla base degli atti
integrati dalle prove ulteriormente raccolte da questo Tribunale; la perizia
sulla pericolosità del cane, chiesta dal ricorrente, non appare indispensabile:
l'ispezione dell'animale e le aggressioni a danno di persone emerse in sede
d'istruttoria davanti a questo Tribunale forniscono un quadro sufficientemente
preciso ed attendibile dei rischi che la detenzione del cane comporta per le
persone e per gli altri animali;

              che giusta l'art. 107 LOC il municipio esercita le
funzioni di polizia locale: queste hanno tra l'altro per oggetto il
mantenimento dell'ordine e della tranquillità (cfr. lett. a);

              che la norma in questione si limita a designare,
all'interno del comune, l'organo al quale è demandato il compito di tutelare i
cosiddetti beni di polizia; non determina né la natura, né la modalità degli
interventi ammissibili; il contenuto delle singole misure deve essere stabilito
da ulteriori specifiche norme di diritto materiale, oppure - dove queste
mancano - dalla cosiddetta clausola generale di polizia: rimedio di natura
sussidiaria che, in caso d'urgenza, permette di adottare misure atte a
prevenire, rispettivamente ad eliminare pericoli gravi ed immediati per i beni
di polizia (RDAT 1990 N 3; 1991 I N 3; 1991 II N. 33; Imboden Rhinow, Schweiz.
Verwaltungsrechtsprechung V ed. N 134 B I seg.; Rhinow Krähenmann, ibidem);

              che con ordinanza 5 maggio 1993, il municipio ha
imposto ai detentori di animali di vigilare affinché gli stessi non arrechino
disturbo a terzi; la prescrizione, accompagnata dalla comminatoria di
allontanamento in caso di ripetuta molestia, è soprattutto intesa a tutelare la
quiete; nulla impedisce tuttavia di applicarla anche per salvaguardare
l'incolumità delle persone e degli altri animali;

              che tanto nella misura in cui si fonda sull'ordinanza
precitata, quanto nella misura in cui è sorretto dalla clausola generale di
polizia, il controverso ordine di allontanamento regge perfettamente alle
critiche dell'insorgente; esso risulta infatti giustificato dall'inderogabile
necessità di tutelare l'incolumità delle persone e degli altri animali dai
gravi rischi che l'ulteriore detenzione del cane comporta;

              che il cane del ricorrente non è soltanto fonte di
turbative evidenti, ma costituisce anche un pericolo grave, diretto ed incombente
per la sicurezza pubblica; lo dimostrano le ripetute aggressioni ai danni di
altri animali a __________; lo confermano le aggressioni ai danni di persone a
__________;

              che la misura in contestazione è adeguatamente
commisurata alla gravità del pericolo; altri provvedimenti meno incisivi, quali
la recinzione del giardino (già attuata), il porto obbligatorio della
museruola, il guinzaglio e la castrazione non danno sufficienti garanzie di
sicurezza: lo dimostra l'ultima aggressione ai danni del cane di __________ a
__________, messa a segno sfuggendo al controllo del ricorrente; lo conferma la
recente aggressione ai danni di un operaio del centro __________ di __________,
dove pure il cane (già castrato) si è sottratto al controllo del detentore;

              che, in tali circostanze, l'ordine di allontanamento
del cane appare come l'unico rimedio atto ad eliminare la minaccia che la sua
detenzione rappresenta per la sicurezza degli abitanti di __________;

              che, così stando le cose, il ricorso, palesemente
infondato, va quindi respinto;

              che la tassa di giustizia segue la soccombenza;

Per questi
motivi;

visti gli art. 107, 208 LOC; 3,
18, 28, 60, 61 PAmm

dichiara e
pronuncia:

1.           Il ricorso è respinto.

2.           Le spese e la tassa di giustizia di fr. 1'000.--
(mille) sono a carico del ricorrente.

 

	
   

  	
  3.

  	
  Intimazione
  a:

  	
   

   

  __________

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  

Per il Tribunale cantonale
amministrativo:

Il presidente:                                                            Il
segretario: