# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** db7b36e6-dac0-5494-bc55-1be9f17d2a3a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-09-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 25.09.2000 INC.1995.95203
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1995-95203_2000-09-25.html

## Full Text

N. 952.95.3 L                                                              Lugano,
25 settembre 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

__________

 

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato l'11 settembre 2000 da

 

__________

(patrocinato dall'avv.
__________)

 

per ritardata rispettivamente
denegata giustizia del Procuratore pubblico generale nel procedimento
conseguente a denuncia del reclamante contro __________ (patrocinato dall'avv.
__________), per titolo di truffa;

 

 

viste le osservazioni 19
settembre 2000 del magistrato inquirente;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto e in
diritto:

 

che

 

-    concluse le informazioni preliminari, conseguenti alla denuncia
10 marzo 1995 di __________, costituitosi parte civile, il Procuratore pubblico
ha tratto ragioni per promuovere l’accusa contro __________ per titolo di
truffa con decisione 12 dicembre 1995 (doc. _ dell'inc. MP 1633/95):

 

“per avere, a
__________ dal mese di aprile 1992 sino alla fine di novembre 1994 ingannato
astutamente __________ inviandogli l’elenco dei trasporti effettuati
sottacendogli il corretto ammontare degli importi incassati dai clienti e che
avrebbero dovuto essergli versati nella misura prevista dal contratto in
particolare fotocopiando i conteggi coprendo gli importi, ottenendo così un
indebito profitto”;

 

 

 

-    l'istruzione formale si è poi protratta per l'allestimento di una
perizia tecnico-contabile, con seguito di audizioni del perito e di referti
complementari, l'ultimo dei quali del 5 gennaio 1999 venne intimato alle parti
il 9 marzo dello stesso anno;

 

-    da quel momento l'incarto processuale conta unicamente solleciti
del reclamante ed assicurazioni (non concretizzate) degli inquirenti di
prossima conclusione del procedimento, come elencato nel gravame, proposto pur
nella consapevolezza di oneri di questi tempi particolarmente importanti per il
Ministero pubblico, ma per la necessità di trovare rimedio ad ingente
pregiudizio patrimoniale;

 

-    il Procuratore pubblico generale ammette la fondatezza delle
lagnanze della parte civile, fa riferimento all'ampiamente nota situazione di
aggravio del Ministero pubblico e assicura comunque che "nel caso
concreto si farà il possibile per concludere la trattazione dell'incarto entro
la fine del corrente anno";

 

-    si ha ritardata giustizia quando, in violazione dell'art. 29
Cost. (che specificamente garantisce il "diritto … ad essere
giudicato entro un termine ragionevole"), l'autorità cui compete una
decisione non vi pone mano oppure, pur dimostrandosi pronta a statuire, non lo
fa tempestivamente e in modo adeguato alla natura delle cose e delle
circostanze rispettivamente quando il ritardo non è contenuto nei limiti
normali corrispondenti alle esigenze dell'istruttoria o derivanti dalla
complessità del procedimento o ancora, ma in misura minore, dal numero delle
pratiche pendenti dinnanzi all'autorità in mora (decisione 23 agosto 2000 in re
A.B., GIAR 459.2000.1);

 

-    non occorre spendere superflue parole per ritenere certa nel caso
in discussione la ritardata giustizia, come emerge dall'incarto, dalle
sollecitazioni della parte civile qui reclamante e dalle stesse osservazioni
del Procuratore pubblico generale, per cui a questo giudice non resta che farne
formale costatazione, con pressante invito al magistrato inquirente a tener
concretamente presente la sua assicurazione di prossima conclusione del
procedimento, nonostante le numerose ed importanti incombenze del Ministero
pubblico;

 

-    a quest'ultimo proposito e con riferimento all'evidenza nelle
osservazioni del Procuratore pubblico generale che "gli incarti
pendenti presso il Ministero pubblico nei quali potrebbe tranquillamente essere
rilevata una ritardata giustizia sono diverse centinaia", si può
suggerire un grado di celerità conseguente a quello di legge che riguarda procedimenti
a carico di accusati in carcere preventivo (art. 176 cpv. 3 CPP) e cioè:
prioritariamente appunto questi ultimi, poi quelli di particolare disagio
morale e materiale per le parti, soprattutto quando vengono sollecitati in modo
puntuale, come nel presente caso;

 

 

 

 

-    l'accoglimento del reclamo non vuole ovviamente seguito di spese
giudiziarie, ma riconoscimento di ripetibili commisurate all'impegno
professionale del legale del reclamante (art. 9 cpv. 6 CPP per il principio ed
in applicazione per analogia dell'art. 150 CPC: v. sentenza 19 febbraio 1998
della Camera dei ricorsi penali in re A.L., CRP 60.96.407);

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge e gli art. 280 ss. CPP,

 

 

 

decide:

 

 

1.      Il reclamo è accolto,
come ai considerandi.

 

 

2.      Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      Lo Stato verserà al
reclamante l'importo di fr. 400.- a titolo di ripetibili.

 

 

4.      La presente decisione è
definitiva.

 

 

5.      Intimazione:

 

- avv. __________, per sé e per il reclamante (con copia delle
osservazioni del magistrato inquirente);

 

- Procuratore pubblico generale, sede (con l'inc. MP 1633/95, di
ritorno).

 

 

 

 

 

 

                                                                       giudice
__________