# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 404a5c3b-5fd8-5f35-aec2-ca3f1df42ecd
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.09.2025 F-6834/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-6834-2025_2025-09-12.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-6834/2025 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 2  s e t t e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 

 
Giudice Basil Cupa, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Susanne Genner;  

cancelliere Matthew Pydar. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (…), 

alias B._______, nato il (…), 

alias C._______, nato il (…), 

alias D._______, nato il (…), 

Afghanistan,    

patrocinato da SOS Ticino Protezione giuridica della 

Regione Ticino e Svizzera centrale - Caritas Svizzera, 

Via 1° Agosto, casella postale 1328, 6830 Chiasso,  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione SEM,  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione della SEM 

del 29 agosto 2025 / N (…). 

 

 

 

F-6834/2025 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a Il ricorrente ha depositato una domanda d’asilo in Svizzera il  

13 luglio 2025, dichiarando di essere nato il (…) e dunque minorenne. Da 

ricerche intraprese nella banca dati europea di rilevamento delle impronte 

digitali “Eurodac” da parte della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) 

sono apparse precedenti domande d’asilo nei seguenti Stati membri Du-

blino: in Belgio il 12 giugno 2025, l’8 agosto 2024 ed il  

29 agosto 2022; in Francia il 15 novembre 2024 ed in Germania il  

1° febbraio 2024. Inoltre è comparsa una registrazione in Bulgaria del  

20 aprile 2022. 

A.b Il 31 luglio 2025 si è tenuta una prima audizione nell’ambito della mi-

nore età (PA RMNA). In tale sede è stato concesso al ricorrente il diritto di 

essere sentito in merito alla competenza del Belgio per lo svolgimento della 

procedura di asilo e di allontanamento. Inoltre gli è stata data possibilità di 

esprimersi sul suo stato di salute. 

A.c Sempre nella stessa sede gli è stato anche concesso il diritto di essere 

sentito in merito alla minore età da egli asserita e all’intenzione della SEM 

di considerarlo maggiorenne per il seguito della sua procedura. In tale am-

bito il ricorrente, rappresentato dal suo patrocinatore, ha richiesto che ve-

nisse eseguita una perizia medica allo scopo di accertare l’età. 

A.d Il 31 luglio 2025 la SEM ha modificato l’identità principale con la data 

di nascita del 1° gennaio 2007 ed il ricorrente è stato considerato maggio-

renne per il seguito della procedura. 

A.e Lo stesso giorno la SEM ha inoltrato una domanda di ripresa in carico 

presso le autorità belghe sulla base dell’art. 18 par. 1 lett. d del regola-

mento (UE) n° 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del  

26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: RD III). 

A.f L’11 agosto 2025 le autorità belghe hanno rifiutato la richiesta sopra-

menzionata chiedendo alla SEM di motivare e giustificare i motivi dietro 

alla modifica della data di nascita. A tale richiesta ha fatto seguito, lo stesso 

giorno, una domanda di riesame da parte dell’autorità inferiore, indicando 

– tra le altre cose – che il ricorrente aveva inoltrato unicamente la sua 

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Tazkara, che le sue dichiarazioni fossero state contraddittorie e che in Bel-

gio il ricorrente fosse noto con un’identità maggiorenne. 

A.g Il 13 agosto 2025 le autorità belghe hanno accettato la richiesta di ri-

presa in carico in virtù dell’art. 18 par. 1 lett. b del RD III. 

B.  

Con decisione del 29 agosto 2025 – inoltrata al ricorrente il  

1° settembre 2025 – la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo 

del ricorrente, ne ha disposto l’allontanamento in Belgio e lo ha intimato al 

più tardi il giorno seguente la scadenza del termine di ricorso a lasciare il 

Paese. 

 

C.   

Contro tale decisione il ricorrente ha inoltrato ricorso presso il Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) con gravame dell’ 

8 settembre 2025, domandando l’annullamento della precitata decisione e 

la restituzione degli atti alla SEM, affinché questa esegua un esame nazio-

nale della domanda d’asilo o, in subordine, i necessari complementi istrut-

tori. Per quanto riguarda le richieste di natura formale, il ricorrente do-

manda l’esenzione dal pagamento delle spese di giudizio e del relativo an-

ticipo oltre che la concessione dell’effetto sospensivo al ricorso.  

 

D.  

Il 9 agosto 2025 il giudice istruttore ha disposto la misura supercautelare 

della sospensione dell’esecuzione dell’allontanamento.  
 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale è competente per il trattamento del ricorso e decide in via 

definitiva, a meno che non si tratti di un’eccezione, non applicabile nel pre-

sente caso (art. 1 cpv. 2 ed art. 33 lett. d LTAF [RS 173.32], applicabili con 

riferimento all'art. 105 LAsi [RS 142.31], in combinato disposto con  

l'art. 83 lett. d cifra 1 LTF [RS 173.110]). Le condizioni di ammissibilità del 

ricorso risultano soddisfatte (Art. 48 cpv. 1 PA, Art. 108 cpv. 3 LAsi e  

Art. 52 cpv. 1 PA).  

1.2 Con ricorso possono essere fatti valere motivi di violazione del diritto 

federale (compreso l’abuso e l’eccesso di potere di apprezzamento) o per 

l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti rilevanti dal punto di vista giu-

ridico (art. 106 cpv. 1 LAsi). 

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1.3 Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso dal giudice unico, con 

l’approvazione di una seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi). Inoltre, giusta 

l’art. 111a cpv. 1 e 2 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti e la 

decisione è motivata soltanto sommariamente.  

2.  

Il ricorrente domanda sostanzialmente l'annullamento della decisione im-

pugnata, poiché la SEM, rinunciando a richiedere una perizia medica 

sull'età, avrebbe violato il principio inquisitorio. Poiché né nelle sue richie-

ste né nella sua motivazione viene fatto riferimento a una modifica della 

data di nascita registrata nel sistema d’informazione centrale sulla migra-

zione (SIMIC), il presente ricorso non è diretto contro l'iscrizione nel SIMIC, 

ma solo contro la decisione di non entrata nel merito della domanda d'asilo 

e dell’allontanamento.  

3.  

3.1 Il ricorrente asserisce che, nel caso in esame, la SEM abbia rinunciato 

in modo inammissibile a richiedere una perizia sull'età, per cui i fatti relativi 

all’accertamento dell'età non sarebbero stati chiariti in modo giuridica-

mente sufficiente. Pertanto, la SEM sarebbe incorsa in una violazione della 

massima inquisitoria (art. 12 PA combinato disposto con art. 6 LAsi). 

3.2 Nel caso in esame la SEM ha eseguito una PA RMNA, nell’ambito della 

quale è stata data possibilità al ricorrente di esprimersi su tutte le circo-

stanze personali, inclusa la sua età, necessarie per l’accertamento dei fatti. 

In tale ambito, egli ha affermato di avere - alla data dell’incontro - 17 anni 

e 4 o 5 mesi, salvo per poi dichiarare di non sapere quanti anni avesse al 

momento in cui ebbe lasciato il suo Paese di origine (SEM-atti 16/12, p. 7). 

Ciononostante ha affermato di aver lasciato l’Afghanistan il 20 agosto 2021 

(SEM-atti 16/12, p. 3), donando quindi un chiaro elemento al suo racconto. 

Inoltre, ha affermato di conoscere la sua data di nascita grazie a sua ma-

dre, salvo poi affermare che tale informazione l’avrebbe appresa sola-

mente una volta giunto in Svizzera, ove è arrivato solo (SEM-atti 16/12, p. 

3). Pur sapendo la data esatta della sua fuga dall’Afghanistan, il ricorrente 

non è stato in grado di fornire dati certi in merito al suo trascorso nel suo 

Paese d’origine, affermando a più riprese di non ricordare elementi salienti 

della sua vita (cfr. SEM-atti 16/12, p. 5). Nello specifico egli ha dichiarato 

di non ricordarsi le date esatte, ad esempio, della sua permanenza in Tur-

chia, ma che una volta le ricordava. Da quando “gira” (sic!) avrebbe perso 

questi ricordi (cfr. SEM-atti 16/12, p. 8); tuttavia agli atti non appaiono pa-

tologie mediche che possano avere intaccato le capacità mnemoniche del 

ricorrente in modo significativo. Inoltre, pare bizzarro che il ricorrente possa 

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ricordarsi con certezza le date in merito alla sua fuga dall’Afghanistan, ma 

non quelle in merito a periodi fondamentali della sua vita, come ad esempio 

il suo trasferimento in un’altra città afghana. Infine, egli, una volta ripreso 

sul fatto che in Belgio era stato registrato con la data del 30 giugno 2025, 

ha dichiarato “va bene” – salvo poi affermare che la data giusta fosse quella 

indicata nella Tazkara (cfr. SEM-atti 16/12, p. 8). Pertanto si evince un rac-

conto caratterizzato da imprecisioni e contraddizioni, di una gravità tale da 

non rendere il ricorrente credibile. 

3.3 A tale elemento va aggiunto che il ricorrente, come costatato dall’auto-

rità inferiore, ha fornito generalità divergenti alle autorità straniere in Belgio. 

Infatti, sia nel primo rifiuto di ripresa in carico che nella seguente accetta-

zione (SEM-atti 22/1; 26/1), le autorità belghe hanno dichiarato di identifi-

care il ricorrente con la data di nascita del 3 settembre 2005. Come noto 

agli atti, egli ha inoltrato ben tre richieste d’asilo in quel Paese, perciò risul-

terebbe sorprendente che il ricorrente non abbia insistito su un cambia-

mento delle sue generalità, qualora egli fosse stato effettivamente mino-

renne, anche in Belgio. Tuttavia, ciò non si evince né nel gravame di ri-

corso, né tantomeno dagli atti. 

3.4 Va inoltre osservato che l'autorità inferiore gode di un ampio margine 

di discrezionalità nella decisione relativa alla redazione di una perizia 

sull'età (si vedano, ad esempio, le sentenze del Tribunale amministrativo 

federale E-1799/2024 e E-1839/2024 del 3 settembre 2024 consid. 4.2, 

con ulteriori riferimenti). Considerate le dichiarazioni contraddittorie del ri-

corrente, il fatto che la Tazkera da lui inoltrata ha un valore probatorio estre-

mamente ridotto (vedi ex multis: sentenza del Tribunale F-4592/2025 del 

1° luglio 2025 consid. 2.5), così come la circostanza che tale documento 

fosse stato inoltrato solamente per la prima volta in Svizzera – e non anche 

in Belgio, dove la procedura d’asilo è in corso da più di due anni – l'autorità 

inferiore non era tenuta a commissionare una costosa perizia medica 

sull'età.  

Infatti, nell'ambito della libera valutazione delle prove, va anche presa in 

considerazione un’eventuale violazione dell'obbligo di collaborare da parte 

del ricorrente (cfr. art. 8 LAsi). La parte che viola il proprio obbligo di colla-

borazione deve subire le conseguenze di un'eventuale mancanza di prove, 

in quanto l'autorità rinuncia a ulteriori accertamenti e decide sulla base de-

gli atti esistenti (cfr. DTAF 2008/46 consid. 5.6.1; cfr. anche art. 40 della 

Legge di procedura civile federale del 4 dicembre 1947 [RS 273] in combi-

nato disposto con l'art. 19 PA; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Pro-

zessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 3ª ed., 2022, n. 3.123). 

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Inoltre, nemmeno un accertamento medico dell'età può determinare con 

esattezza o dovuta sicurezza la data di nascita. Nel migliore dei casi, tale 

accertamento può costituire solo un indizio più o meno forte della maggiore 

o minore età di una persona (cfr. DTAF 2018 VI/3 E. 6.1). Come esposto 

sopra (cfr. consid. 3.2 - 3.4), le considerazioni della SEM relative alla mag-

giore età del ricorrente vanno confermate, ragione per cui il Tribunale non 

ritiene opportuno richiedere una perizia medica sull'età neppure in sede di 

ricorso. 

3.5 Nel caso in esame, risultava lecito per la SEM rinunciare a richiedere 

una perizia sull'età. Essa ha quindi accertato in modo corretto e completo 

tutti i fatti rilevanti dal punto di vista giuridico, adempiendo in modo suffi-

ciente al proprio obbligo inquisitorio (art. 6 LAsi in combinato disposto con 

l'art. 12 PA). La richiesta di rinviare la causa all’autorità inferiore per un 

chiarimento completo dei fatti e una nuova valutazione deve pertanto es-

sere respinta. 

4.  

4.1 In caso di ricorso contro una decisione di non entrata nel merito con cui 

la SEM ha rifiutato di esaminare la fondatezza della domanda d'asilo (art. 

31a cpv. 1-3 LAsi), l'autorità di ricorso è limitata di principio a esaminare se 

l'autorità inferiore abbia giustamente deciso di non entrare nel merito della 

domanda d'asilo (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1; 2012/4 consid. 2.2, con 

ulteriori riferimenti). 

4.2 Il ricorrente intende appellarsi alla sua presunta minore età al momento 

del deposito della domanda di asilo in Svizzera. Quale minorenne si consi-

dera un cittadino di uno Stato terzo di età inferiore ai 18 anni  

(art. 2 lett. i RD III; art. 1a lett. d dell’Ordinanza 1 sull’asilo dell’11 agosto 

1999 [OAsi 1, RS 142.311]). I minorenni non accompagnati sono esclusi 

dalla procedura di ripresa in carico (cfr. art. 8 par. 4 RD III; FILZWIE-

SER/SPRUNG, Dublin-III-VO, Vienna 2014, cap. 15 e seg. ad Art. 8). Nel 

caso di una minore età del ricorrente sussisterebbe dunque una compe-

tenza della Svizzera anziché del Belgio per una ripresa in carico (cfr. sen-

tenza del Tribunale F-7749/2024 dell’8 gennaio 2025 consid. 3.3). L’onere 

della prova spetta tuttavia al ricorrente (DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2.3). 

4.3 Come sopra evidenziato (consid. 3.2-3.5), il ricorrente non è stato in 

grado di rendere credibile la sua asserita minore età, per cui egli va trattato 

quale maggiorenne. Le autorità belghe hanno accettato la richiesta di ri-

presa in carico della SEM in data 12 agosto 2025 (cfr. SEM-atti 26/1) sulla 

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base dell’art. 18 par. 1 lett. b RD III. Pertanto, è data la competenza di 

principio delle autorità belghe. 

Va tuttavia chiarito se la SEM, come fatto valere dal ricorrente, sia incorsa 

in una violazione dell’obbligo d’informazione nei confronti delle autorità 

straniere per cui la competenza al trattamento materiale della richiesta 

d’asilo sia trapassata alle autorità svizzere. 

4.3.1 Secondo l’art. 23 par. 4 RD III spetta allo Stato interpellante eseguire 

la richiesta di ripresa in carico tramite l’ausilio di un formulario uniforme e 

accludendo elementi di prova o circostanze indiziarie quali descritti nei due 

elenchi dell’art. 22 par. 3 RD III, e/o elementi pertinenti tratti dalla dichiara-

zione del richiedente, che permettano allo Stato richiesto di verificare la 

competenza di questo in base ai criteri definiti dal RD III. Da tale norma, il 

Tribunale ha dedotto un obbligo d’informazione da parte dello Stato inter-

pellante, la cui violazione può portare all’annullamento dell’approvazione 

della richiesta di presa (o ripresa) in carico da parte dello Stato interpellato 

(cfr. sentenza del Tribunale F-1696/2019 del 10 maggio 2019 consid. 7.2 

con ulteriori riferimenti; confermata nella sentenza F-7549/2024 dell’ 

11 marzo 2025 consid. 4.6). 

4.3.2 Secondo l’art. 5 par. 2 frasi 1 e 2 del Regolamento (CE) 

N. 1560/2003 della Commissione del 2 settembre 2003 recante modalità 

di applicazione del regolamento (CE) n. 343/2003 del Consiglio che stabi-

lisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro compe-

tente per l'esame di una domanda d'asilo presentata in uno degli Stati 

membri da un cittadino di un paese terzo (GU L 222/3 del  

5 settembre 2003; parzialmente modificato dal regolamento di esecuzione 

[UE] n. 118/2014 della Commissione del 30 gennaio 2014 [GU L 39/1 dell’ 

8 febbraio 2014], di seguito: Regolamento CE), ove lo Stato membro ri-

chiedente ritenga che il rifiuto oppostogli sia basato su un errore di valuta-

zione, ovvero disponga di prove complementari da fare valere, esso può 

sollecitare un riesame della richiesta. Tale facoltà va esercitata entro tre 

settimane dal ricevimento della risposta negativa. 

4.3.3 Nonostante un primo rifiuto (cfr. SEM-atti 22/1) da parte delle autorità 

interpellate, la SEM ha provveduto a fornire fin da subito ulteriori chiari-

menti nell’ambito di una richiesta di riesame (cfr. SEM-atti 23/2) adem-

piendo al termine di scadenza previsto dall’art. 5 par. 2 del Regolamento 

CE.  

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Pagina 8 

4.3.4 Le autorità belghe avevano motivato il loro rifiuto iniziale indicando 

che la divergenza tra la data indicata nella richiesta di ripresa in carico, 

corrispondente al 1° gennaio 2007 (cfr. SEM-atti 18/6) e quella dichiarata 

dal ricorrente del 4 febbraio 2008, non risultava motivata da ulteriori detta-

gli. Nello specifico, le autorità straniere domandavano alla SEM le informa-

zioni necessarie per attestare il cambiamento d’età, richiedendo se fosse 

stata eseguita una perizia sull’età del ricorrente (cfr. “Did an age assesment 

took place?”) e se da essa fosse stato concluso che il ricorrente fosse ef-

fettivamente un adulto (cfr. SEM-atti 22/1). Nella sua risposta dell’ 

11 agosto 2025, la SEM indicava che essa non aveva nessun dubbio sulla 

maggiore età del ricorrente, indicando le contraddizioni in sede di 

PA RMNA e la mancanza di prove che attestassero la sua minore età 

(cfr. SEM-atti 23/2). Inoltre, essa aveva nuovamente reso attente le autorità 

straniere sul fatto che il ricorrente fosse a loro noto con la data di nascita 

del 30 giugno 2025. Su tale punto va precisato che il ricorrente aveva inol-

trato in Belgio ben tre richieste d’asilo in tre periodi diversi, nel 2025, 2024 

e 2022 (cfr. SEM-atti 8/2). Secondo le stesse dichiarazioni del ricorrente, 

egli avrebbe vissuto in Belgio per quasi due anni e mezzo e le sue do-

mande d’asilo sarebbero state tutte e tre rigettate (cfr. SEM-atti 16/12, p. 8). 

Pare dunque improbabile, data la lunga permanenza ed il numero di richie-

ste di asilo, che le autorità belghe non avessero informazioni sufficienti per 

determinare la maggiore età del ricorrente. Pertanto la SEM non è incorsa 

in nessuna violazione dell’obbligo d’informazione giusta l’art. 23 par. 4 

RD III. 

4.4 Di seguito, l’autorità inferiore ha dedotto correttamente che il sistema 

d’asilo belga non è soggetto a carenze sistemiche per le quali la compe-

tenza giusta l’art. 3 par. 2 RD III debba essere trasferita alla Svizzera 

(cfr.  esemplativamente sentenze del Tribunale F-2934/2025 del 14 luglio 

2025 consid. 2.1; D-2818/2022 del 30 giugno 2022 pp. 6-7) e che nel caso 

presente non sussistono motivi di diritto internazionale per cui la Svizzera 

sia costretta ad applicare la clausola di sovranità giusta l’art. 17 par. 1 

RD III. Inoltre, l’autorità inferiore ha deciso di non entrare nel merito della 

domanda d’asilo in ottemperanza del suo margine d’apprezzamento ga-

rantito dall’art. 17 par. 1 RD III e l’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, la cui applicazione 

risulta nel presente caso priva di violazioni di diritto. Di conseguenza l’au-

torità inferiore ha correttamente stabilito di non entrare nel merito della do-

manda d’asilo del ricorrente in base all’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi e, in ap-

plicazione dell’art. 44 LAsi, ne ha disposto l’allontanamento verso il Belgio. 

Inoltre, non emergono agli atti patologie mediche particolari che risultereb-

bero ostative ad un trasferimento in violazione dell’art. 3 CEDU (cfr. sen-

tenza della Corte europea per i diritti dell’Uomo Paposhvili contro Belgio 

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Pagina 9 

del 13 dicembre 2016, Grande Camera, 41738/10, §§ 180- 193 con ulte-

riori riferimenti, confermata nella sentenza Savran contro Danimarca del 

7 dicembre 2021, Grande Camera, No. 57467/15 §§ 121 e segg.). Per ul-

teriori dettagli si fa riferimento alle motivazioni addotte dall’autorità infe-

riore. 

4.5 Tale giudizio non permette di essere ribaltato dalle allegazioni ricor-

suali. Infatti, le dichiarazioni secondo cui il ricorrente appartenga alla cate-

goria dei soggetti vulnerabili (cfr. gravame di ricorso, pp. 12-13) non risul-

tano supportate da alcun mezzo di prova che possa effettivamente accer-

tarne la veridicità. Inoltre, va rammentato che il Belgio è uno stato di diritto 

con un sistema giudiziario funzionante. Qualora il ricorrente lo riterrà op-

portuno, egli potrà adire alle vie di diritto necessarie per far valere i propri 

diritti, se dovesse incombere in una loro violazione nell’ambito del sistema 

d’accoglienza belga (cfr. sentenza del Tribunale F-2934/2025 del  

14 luglio 2025 consid. 2.3). 

5.  

Per le ragioni sopra menzionate la decisione impugnata non è da confutare 

(art. 106 LAsi) ed il ricorso è da respingere. Con la presente sentenza de-

cade la misura supercautelare del 9 settembre 2025. La domanda ten-

dente all’effetto sospensivo del ricorso è inoltre divenuta priva di oggetto.  

6.  

Essendo le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favore-

vole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta.  

7.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di Fr. 750.– sono poste 

a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del rego-

lamento sulle tasse e sulle spese ripetibili dinanzi al Tribunale amministra-

tivo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina successiva) 

  

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Pagina 10 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di fr. 750.– sono poste a carico del ricorrente. 

Il succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 

termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.  

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'autorità inferiore ed all’au-

torità cantonale competente. 

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Basil Cupa Matthew Pydar 

 

Data di spedizione: