# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 27199280-0d57-57ae-887b-bf684de16691
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-11-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 24.11.2000 INC.2000.37709
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-37709_2000-11-24.html

## Full Text

N. 377.2000.9 L                                                         Lugano,
24 novembre 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato il 6 novembre 2000 da

 

 

__________

(patrocinato dall'avv. __________)

 

 

contro la decisione 26 ottobre
2000 del Procuratore pubblico straordinario dott. __________, che ha
respinto quesiti complementari per l'ordinata perizia medica, nel procedimento
pendente contro il reclamante per titolo di corruzione passiva ed altri reati;

 

 

viste le osservazioni 16 novembre
2000 del magistrato inquirente, che postula la reiezione del reclamo;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

 

A.

 

 

Il Procuratore pubblico
straordinario procede contro __________, come a promozione dell'accusa
precisata ed estesa a conclusione del verbale di interrogatorio del 4 agosto
2000, per titolo di corruzione passiva (art. 315 CP, dal 1. maggio 2000 art.
322 quater CP), ripetuta violazione del segreto d'ufficio (art. 320 CP),
istigazione a violazione del segreto d'ufficio (art. 320 CP, in relazione
all'art. 24 CP) e favoreggiamento (art. 305 CP).

 

 

 

 

 

La fattispecie si riferisce alla
conoscenza e frequentazione dell'accusato con __________, che erogò somme di
denaro quali asseriti prestiti all'avv. __________, già compagna ed ora moglie
di __________, e che fece da tramite per ottenere da __________ ed a favore
dell'accusato parte di denaro dissequestrato nel contesto di un procedimento di
confisca, presieduto dall'allora giudice __________, con ricorrenti
informazioni da parte di quest'ultimo sullo svolgimento degli incombenti, in
urto al dovere del segreto d'ufficio.

 

 

 

B.

 

 

Con istanza 8 agosto 2000 al
Procuratore pubblico straordinario, __________ ha chiesto di essere sottoposto
a perizia psichiatrica, per l'applicazione degli art. 10 e 11 CP,
apparentemente - secondo lo stringato testo - "allo scopo di chiarire
la natura dei suoi ripetuti vuoti di memoria", da ultimo ancora
dinnanzi a questo giudice all'udienza di conferma dell'arresto del 5 agosto
2000, trattandosi quindi di stato "in relazione con la sua grave
malattia e le terapie che gli vengono somministrate". Solo, per così
dire, di transenna e senza verun concreto riferimento, l'accusato ha fatto
valere "il suo stato valetudinario gravemente compromesso sia fisico
sia psichico al momento dei fatti".

Il Procuratore pubblico
straordinario ha respinto questa istanza e nel contempo ha ordinato l'erezione
di una perizia strettamente medica (affidata al prof. __________, specialista
in oncologia), con decreto 4 settembre 2000, ritenuto da un lato che
manifestamente non vi sono dubbi sullo stato mentale dell'accusato al momento
dei fatti (vuoi per la sua normale attività di funzione, vuoi per essersi
affidato alle cure di uno psichiatra solo dopo l'apertura del procedimento), e
dall'altro che appare "opportuno accertare se e quali sono stati gli
effetti delle terapie applicate all'istante nel periodo successivo
all'intervento operatorio 19.10.1998 eseguito all'__________ per tumore maligno".
Questo decreto non è stato impugnato.

 

 

 

C.

 

 

Il 4 ottobre 2000, costatata la
crescita in giudicato del menzionato decreto, il Procuratore pubblico
straordinario ha provveduto alla posa dei quesiti peritali, avvertendo
l'accusato del suo diritto di proporre propri quesiti. __________ ha fatto uso
di questa facoltà, formulando appunto una serie di suoi quesiti il 20 ottobre
2000.

Con decisione 26 ottobre 2000 il
magistrato inquirente ha respinto una parte di 

questi nuovi quesiti (dei quali meglio si dirà in seguito, se necessario), in
quanto esorbitanti nel campo propriamente psichiatrico e ciò in contrasto con
quanto già consegnato nella decisione del 4 settembre 2000, "cresciuta
in giudicato, per cui è escluso che al perito (oncologo) possono essere sottoposti
quesiti di pertinenza di una perizia psichiatrica".

Il reclamo in discussione
ripropone i reietti quesiti, essendo di principio escluso che una decisione del
magistrato inquirente sull'assunzione di "una prova validamente offerta"
possa crescere in giudicato e pregiudicare i diritti della difesa, in
particolare riconosciuti dall'art. 196 CPP. I quesiti sono poi pertinenti
rispetto a quelli "volutamente troppo vaghi" posti dal
Procuratore pubblico straordinario e vogliono precisamente "far
accertare se e in quale misura la malattia e le terapie somministrate hanno
avuto effetti sulla psiche dell'accusato e ne hanno condizionato i
comportamenti risp. alterato la personalità", atteso che una malattia
oncologica ha conseguenze anche d'ordine psichiatrico, con alterazione della
personalità. Il perito designato potrà semmai fare ricorso a periti ausiliari.

Il Procuratore pubblico
straordinario chiede la reiezione del reclamo, in quanto l'area dell'ordinata
perizia non lascia spazio a quesiti di natura psichiatrica, come quelli
proposti dall'accusato, che pertanto non vanno ammessi, siccome manifestamente
invadenti quest'ultimo campo, già escluso con il decreto del 4 settembre 2000,
non impugnato. Di fatto i quesiti proposti dall'accusato sono finalizzati a sostituire
una perizia psichiatrica, "le cui premesse non sono date, dovendosi
stabilire lo stato dell'accusato al momento dei fatti e non nel corso della
presente istruttoria", né __________ ebbe in allora manifestazioni o
squilibri, "che pongono dubbi gravi sullo stato mentale tale da rendere
necessaria una perizia psichiatrica", con riferimento alla sua
ineccepibile attività di funzione ed ai suoi mirati interessamenti per
__________ e per la futura moglie, senza nessun fatto nuovo in contrario senso.

 

 

 

e considerando

 

 

 

in diritto:

 

 

 

1.

 

 

__________, in quanto parte nella
veste di accusato, è pacificamente legittimato al reclamo, peraltro tempestivo
a norma di legge, per cui è data di massima ricevibilità in ordine (art. 280
ss. CPP).

 

 

 

 

 

2.

 

 

Altro è però il discorso sulla
riproponibilità di identiche prove nel corso del procedimento, avuti qui
presenti la reiezione dell'esperimento di una perizia psichiatrica, con la
decisione 4 settembre 2000 del Procuratore pubblico straordinario, ed i quesiti
peritali di parte in discussione di chiaro indirizzo psichiatrico.

 

 

2.1

 

La giurisprudenza ha riconosciuto
la facoltà per le parti di proporre l'assunzione di prove in ogni tempo (art.
58 cpv. 1 e 60 cpv. 1 CPP, per quanto concerne l'accusato) durante il procedimento
di istruzione (e financo nell'ambito delle informazioni preliminari quando
ricorrano gli estremi per una anticipata applicazione delle norme procedurali
relative alla garanzia dei diritti della difesa: v. tra tante la decisione 22
maggio 1997 in re D.C., GIAR 832.96.2, e riferimenti). Il Procuratore pubblico
è comunque tenuto a pronunciarsi in merito solo a conclusione dell'istruzione
formale (loc. cit.; Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la
revisione totale del CPP, pag. 81 nota 2 in fine), con la riserva che eccezione
a tale principio potrebbe essere costituita dall'eventualità di pericolo nel
ritardo, ad esempio per l'età avanzata e la salute cagionevole di persona da
interrogare.

Non potranno però più trovare
udienza nel seguito della fase predibattimentale - ed in particolare in sede di
deposito degli atti - complementi di prova in precedenza anticipatamente già
proposti, decisi e respinti, per quanto concerneva necessità e contenuti
dell'inchiesta preparatoria. Anche qui è comunque di pregio l'eccezione
costituita dall'emergenza di nuove acquisizione di elementi probatori che
rendono utile e pertinente la prova in precedenza non ammessa. Mentre
l'evenienza di questa eccezione sarà esaminata di seguito, questa
giurisprudenza non consente di ammettere la premessa del reclamo sulla
possibilità di poter validamente riproporre mezzi di prova sino al deposito
degli atti a norma dell'art. 196 CPP: i diritti dell'accusato in proposito sono
propriamente ed ampiamente salvaguardati dal diritto di presentare o
ripresentare prove dinnanzi alla Corte del merito e sino alla chiusura
dell'istruttoria dibattimentale (art. 227 e 228 CPP), non esclusa quella
peritale psichiatrica (sentenza 13 ottobre 1998 del Tribunale federale in re
G.V.), mentre in sede di istruttoria formale al magistrato competente è
riservato il potere di apprezzamento sull'opportunità di tale prova (sentenza
24 febbraio 2000 del Tribunale federale in re C.B.).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2.2

 

 

Il Procuratore pubblico
straordinario, ad istanza dell'accusato, ha affrontato l'eventualità
dell'esperimento di una perizia psichiatrica, con motivata decisione negativa
del 4 settembre 2000, che non è stata impugnata in questa sede, come già
evidenziato sopra nei fatti.

Ora __________ intende, con
domanda del 20 ottobre 2000, far rientrare nel contesto della disposta perizia
medica quesiti chiaramente di carattere psichiatrico, quando vuole risposte ad
interrogativi quali "le conseguenze e gli effetti collaterali
transitori e permanenti dal lato fisico, da quello psichico e da quello
psiconeurologico" (quesito 3.1), la possibilità della "farmacoterapia…di
alterare le facoltà mentali" (quesito 3.2), quella di "alterazioni
della personalità" per l'impatto psicologico di diagnosi e decorso
(quesito n. 4.3) e quella di alterazione dei "parametri di valutazione
e di giudizio nell'ambito dei rapporti personali, relazionali e umani"
(quesito n. 6). Ricordato che la prima istanza dell'8 agosto 2000 era fondata
solo su pretesi "ripetuti vuoti di memoria" in corso di istruzione,
e rilevato che quella del 20 ottobre 2000 non è assistita da motivazione, è con
il reclamo in oggetto che viene avanzata una connessione tra la grave malattia
oncologica patita da __________ ed i suoi comportamenti sfociati nell'inchiesta
penale, ma semplicemente con affermazioni generiche  ed ipotetiche, senza
precisi riscontri e soprattutto senza tentativo di dimostrazione di sostanziale
mutamento delle acquisizioni istruttorie dopo l'8 agosto rispettivamente il 4
settembre 2000. In quest'ultima data il magistrato inquirente ha affermato -
nel contesto dell'art. 13 CP - di non avere dubbio sullo stato mentale
dell'accusato al momento dei fatti, atteso che:

 

"risulta
dagli atti istruttori che l'accusato ha presieduto e padroneggiato normalmente
oltre una cinquantina di dibattimenti, in processi penali anche complessi, con
conseguenti motivazioni; ha coordinato l'attività del Tribunale penale quale
Presidente, esercitando le mansioni attribuitegli dal CPP (art. 39a LOG); la
prima consultazione del dr. __________, specialista in psichiatria, è
posteriore al 6 giugno 2000, data della notifica all'istante del presente
procedimento".

 

Il reclamante non ha minimamente
preso posizione su questi oggettivi riscontri, riproposti come segue nelle
osservazioni al reclamo:

 

"l'accusato
non ha dato segni di squilibrio mentale nei numerosi dibattimenti celebrati e
sanzionati da sentenze da lui redatte, nel Consiglio di vigilanza, in sedute di
lavoro con il Consiglio di Stato, nella consulenza giuridica svolta per __________
in Svizzera e all'estero, in conferenze con direttori di banca, nella
discussione con il dott. __________ relativa a 

problemi delle __________, nella stipulazione del rogito di compravendita di un
appartamento di __________ e nella successiva collocazione bancaria del
provento, ecc.".

 

Queste costatazioni traggono
conforto dalle risultanze dell'istruttoria e dalla nota attività professionale
dell'allora giudice __________, non solo nella presidenza di Corti d'Assise, ma
anche - tra altro - nei ricorrenti gagliardi interventi per il potenziamento
del Tribunale penale cantonale, sia al cospetto delle Autorità costituite, sia
con interviste sui media.

 

 

 

3.

 

 

Il reclamo appare quindi
irricevibile e comunque destituito di fondamento, per cui è respinto con la
presente decisione definitiva (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP, e contrario), le
spese giudiziarie andando conseguentemente a carico del reclamante soccombente.

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
In quanto ricevibile, il reclamo è respinto.

 

 

2.     
La tassa di giustizia di fr. 300.- e le spese di fr. 20.- sono a carico
del reclamante.

 

 

3.     
La presente decisione è definitiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4.     
Intimazione:

-        
avv. __________, per sé e per il reclamante (con copia delle
osservazioni del magistrato inquirente);

-        
Procuratore pubblico straordinario dott. __________.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                   giudice
__________