# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f50e207d-714a-56b0-9826-8ca1ee9dc16a
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-12-11
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 11.12.2008 U 2008 26
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_U-2008-26_2008-12-11.pdf

## Full Text

U 08 26

2a Camera 

SENTENZA
del 26 giugno 2008

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente assistenza sociale

1. …, domiciliato a … dal 1. marzo 2004, beneficia dell’assistenza sociale 

pubblica. Il 21 gennaio 2008, il Servizio sociale … sottoponeva al Comune di 

… il foglio di calcolo dell’aiuto sociale. Alla posizione assegni integrativi al 

richiedente non veniva corrisposto alcun importo. La prestazione sociale 

mensile così calcolata ammontava a fr. 1937.95. Il 22 febbraio 2008, il 

Comune di … approvava il calcolo della quota assistenziale giusta il conteggio 

dell’8 febbraio e riconosceva a … un contributo mensile di fr. 1620.—, 

deduzione fatta dei premi della cassa malati (fr. 234.60) e delle partecipazioni 

a spese mediche (fr. 83.35) pagati direttamente dal comune.

2. Il 10 marzo 2008, … adiva tempestivamente il Tribunale amministrativo 

lamentandosi principalmente dell’atteggiamento assunto dall’incaricata del 

servizio sociale e poi dall’autorità comunale nei confronti di un cittadino da 

anni senza lavoro, in larga misura emarginato e al quale sarebbe già stato 

ripetutamente fatto capire di essere persona non grata sul territorio comunale. 

Per questo, al ricorrente sarebbe già stato in passato ridotto in modo arbitrario 

il contributo sociale e l’istante avrebbe da tempo richiesto senza alcun 

riscontro di venir assegnato ad una diversa operatrice sociale. Anche le 

pretese rivolte all’autorità comunale per la correzione del protocollo dell’8 

giugno 2007 non sarebbero state ascoltate e la richiesta di una garanzia 

d’assunzione dei costi per una perizia medica puridisciplinare non sarebbe 

ancora stata evasa. L’entusiasmo con il quale avrebbe iniziato a lavorare 

presso il comune sarebbe poi subito svanito, vedendosi assegnare solamente 

lavori troppo pesanti per il suo stato fisico e oltremodo impegnativi dal profilo 

psicologico. L’attività svolta presso il cimitero, oltre a ricordargli 

costantemente la recente perdita del padre, avrebbe richiesto un consistente 

sovraccarico della schiena. Come un’attività notevolmente degradante erano 

poi stati risentiti i lavori di pulizia sul suolo pubblico come quelli della raccolta 

di mozziconi di sigarette. I ripetuti dolori in sede lombare e poi il carico 

psicologico accumulati lo avrebbero in seguito reso del tutto inabile a svolgere 

le mansioni assegnategli. Dal 31 luglio 2007 soffrirebbe poi anche di 

emicranie in seguito ad un infortunio con il motorino. Davanti al Tribunale 

amministrativo, il ricorrente chiede l’erogazione retroattiva dell’assegno 

integrativo dal 1. marzo 2006, deduzione fatta dei mesi durante i quali avrebbe 

lavorato presso il comune, che venga aperto un procedimento disciplinare 

avverso alcuni municipali e impiegati comunali, nel senso che agli stessi 

venga intimato il rispetto della sfera privata del cittadino, l’evasione delle 

pratiche entro breve tempo e la presa a carico da parte della collettività 

pubblica dei costi di accertamento medici proposti dall’assicurazione invalidità 

(AI). Per finire l’istante chiedeva una sentenza nella sua lingua madre. 

3. Il 27 marzo 2008, il ricorrente chiedeva formalmente di poter essere posto al 

beneficio dell’assistenza giudiziaria gratuita. La richiesta veniva in parte 

accolta e l’istante veniva esonerato da tasse e spese di giustizia (decisione U 

08 26a). Per contro il Giudice istruttore non riteneva necessaria e neppure 

indicata la collaborazione di un patrocinatore legale a spese dello Stato. 

Contro detto provvedimento, l’interessato interponeva ricorso procedurale. Il 

26 giugno 2008, il Tribunale amministrativo, in una composizione escludente 

il Giudice che aveva fino ad allora istruito la pratica, non entrava nel merito 

dell’istanza presentata essendo questo sprovvista degli elementi formali 

minimi di un ricorso e non avendo l’interessato corretto detti vizi di forma dopo 

essere stato espressamente invitato a farlo (sentenza U 08 26b). Quale 

ulteriore prova a sostegno dell’atteggiamento lesivo degli organi comunali, 

l’istante descriveva nello scritto del 17 aprile 2008 l’inutile protrarsi della sua 

richiesta d’assistenza per il secondo trimestre del 2008.

4. Il 23 aprile 2008, il Comune di … concludeva alla reiezione del ricorso per 

quanto fosse possibile entrare nel merito dello stesso. La questione 

dell’indagine medica, contrariamente a quanto preteso nel ricorso, non 

sarebbe ancora pendente, ma il comune avrebbe già rifiutato a giusta ragione 

la richiesta. Nell’ambito del presente procedimento non potrebbe neppure 

venir postulato l’avvio di un procedimento disciplinare avverso la municipalità 

e l’assistente sociale. Anche la richiesta di rettifica del verbale sarebbe oltre 

che tardiva irricevibile. Infine, il rifiuto dell’assegno integrativo non darebbe 

adito a critiche dopo che l’istante si sarebbe rifiutato di svolgere lavori alla sua 

portata e non avrebbe pertanto comprovato alcuna disponibilità ad accettare 

un’occupazione. 

5. Replicando e duplicando la parti si riconfermavano essenzialmente nelle loro 

precedenti allegazioni e proposte di cui si dirà, per quanto utile ai fini del 

giudizio, nelle considerazioni che seguono. 

Considerando in diritto:

1. Giusta l’art. 8 cpv. 2 della legge cantonale sulle lingue, la lingua della 

procedura si conforma di regola alla lingua ufficiale usata nella decisione 

impugnata rispettivamente alla lingua ufficiale parlata dalla parte convenuta. 

In considerazione del fatto che sul territorio del comune convenuto la lingua 

ufficiale comunale è l’italiano e che la decisione impugnata è stata redatta in 

italiano, si giustifica la redazione della presente sentenza in questo idioma. Al 

ricorrente resta comunque impregiudicata la possibilità di proporre le proprie 

argomentazioni al Tribunale amministrativo nella lingua ufficiale tedesca.

2. a) Oggetto di ricorso può essere solamente la decisione del 22 febbraio 2008 

concernente l’assistenza pubblica dal 1. gennaio al 31 marzo 2008. 

Relativamente a questa decisione il ricorrente contesta il mancato 

riconoscimento dell’assegno integrativo. Giusta l’art. 6 cpv. 2 delle 

disposizioni esecutive della legge cantonale sull’assistenza, alle persone alle 

quali, malgrado la comprovata disponibilità, il comune competente non può 

presentare un'offerta integrativa corrispondente alle loro capacità fisiche o 

psichiche, deve essere versato un assegno integrativo di 100 franchi al mese. 

Poiché l’istante non avrebbe dimostrato alcuna disponibilità ad eseguire i 

lavori che gli sarebbero stati assegnati, il comune non ritiene sussista un diritto 

all’assegno. Dal canto suo, il ricorrente contesta l’esigibilità degli impieghi che 

gli sarebbero stati offerti.

b) Nel luglio 2006 al ricorrente veniva per la prima volta assegnato un lavoro di 

utilità pubblica per un periodo determinato presso il comune. L’occupazione 

dava ben presto adito a reciproche insoddisfazioni. L’istante avrebbe preferito 

avere a disposizione un anticipato dettagliato programma settimanale di 

lavoro, riteneva che i lavori fossero troppo faticosi dal punto di vista fisico - 

tanto da minare la sua salute - e reputava l’occupazione poco dignitosa per la 

sua persona. Dal canto suo il comune giudicava le occupazioni del tutto 

esigibili. Per poter trovare una soluzione all’insoddisfacente situazione 

venutasi a creare in data 14 maggio 2007 aveva luogo un abboccamento tra 

tutte le parti, compreso il medico curante del ricorrente. In detta sede le parti 

decidevano di reintrodurre con effetto retroattivo il sussidio finanziario 

decurtato inizialmente del 15% e di “interrompere con effetto immediato il 

tentativo d’integrazione lavorativa (vedi certificato medico)”. I medico curante 

e il municipio intendevano poi adoperarsi per trovare una soluzione al 

problema, eventualmente con il collocamento dell’assistito presso un centro 

specializzato. Il 1. giugno successivo al ricorrente veniva ufficialmente 

comunicata l’interruzione della pratica relativa all’integrazione lavorativa. Da 

allora nessuno pretende o comprova che siano intervenuti dei sostanziali 

cambiamenti. 

c) In queste circostanze la questione di sapere se i lavori affidati al ricorrente 

fossero esigibili o meno non si pone neppure. Di comune accordo le parti 

avevano deciso di interrompere la pratica lavorativa su presentazione di un 

certificato medico. In queste condizioni forza è di constatare che il comune 

non ha potuto presentare un'offerta integrativa corrispondente alle capacità 

fisiche o psichiche dell’istante, propriamente perché questi era stato dichiarato 

inabile. Il fatto che il colloquio in questione si sia svolto circa sette mesi prima 

del periodo qui in discussione non è determinante poiché il comune convenuto 

non pretende neppure essere subentrato un sostanziale cambiamento della 

situazione medica dell’istante da allora. Ne consegue che senza nuovi 

elementi di giudizio, mantiene validità l’accordo allora preso. 

d) E’ vero che anche dopo il colloquio del 14 maggio 2007 al ricorrente non 

veniva riconosciuto l’assegno integrativo, ma veniva semplicemente ristabilita 

l’intera prestazione calcolata in precedenza (senza la decurtazione del 15%). 

Questo fatto non modifica però le sorti del giudizio. Formalmente l’istante ha 

impugnato il provvedimento concernente il calcolo della prestazione sociale 

per il primo trimestre del 2008 e solo questo periodo può essere oggetto di 

giudizio. Per detto trimestre l’assegno integrativo è dovuto, mentre per il 

periodo antecedente le decisioni sono cresciute incontestate in giudicato ed è 

pertanto esclusa l’erogazione di tale prestazione con effetto retroattivo prima 

del 1. gennaio 2008. Del resto nello scritto dell’8 giugno 2007, il fratello del 

ricorrente dichiarava esplicitamente di rinunciare a tale assegno almeno fino 

al mese di luglio 2007. Su questo punto il ricorso deve pertanto essere in parte 

accolto per il primo trimestre 2008. 

3. Il ricorrente adduce poi tutta una serie di argomenti che non sono stati oggetto 

della decisione impugnata e sui quali al Tribunale amministrativo non è dato 

entrare nel merito del ricorso. Come giustamente addotto dal comune 

convenuto non può essere in questa sede richiesta l’apertura di un 

procedimento disciplinare verso gli impiegati comunali o l’operatrice sociale 

che si occupano dell’istante. Il Tribunale amministrativo non è autorità di 

vigilanza sui comuni o sugli organi del servizio sociale, ma tale competenza 

spetta al governo cantonale e al dipartimento della socialità. 

Anche la richiesta perizia medica pluridisciplinare proposta dal medico 

curante è stata oggetto della decisione 24 agosto 2007. In detta 

comunicazione al medico curante, il municipio esponeva i motivi per cui non 

considerava necessario far eseguire la perizia richiesta, tra questi motivi 

veniva fatto accenno alla scarsa possibilità di ottenere delle prestazioni da 

parte dell’AI e agli ingenti costi di una simile indagine. In effetti, già l’8 

settembre 2004 l’AI rifiutava al ricorrente prestazioni d’invalidità 

considerandolo abile completamente a svolgere qualsiasi attività 

commerciale, bancaria, di agente di sicurezza o come pilota professionista. Il 

13 settembre 2006 anche l’allora patrocinatrice dell’istante rinunciava poi al 

mandato conferitole, ritenendo che non sussistessero possibilità oggettive di 

contestare le conclusioni dell’AI o la perizia fatta eseguire su incarico degli 

organi di detta assicurazione sociale. Se pertanto l’istante non ha ancora 

avuto notizie di questa decisione, giustamente intimata al medico che aveva 

proposto l’indagine, l’omissione non va cercata nella lentezza 

dell’amministrazione comunale ad evadere la pratica, ma eventualmente in un 

disguido comunicativo tra medico curante e paziente.

Anche la richiesta tendente alla correzione del protocollo 14 maggio 2007 

sulla base delle considerazioni addotte dal fratello del ricorrente l’8 giugno 

successivo è infondata. A prescindere dal fatto che l’istante non vanta alcun 

interesse ad una modifica nel senso richiesta, non contenendo il protocollo 

elementi che potrebbero tornare a suo sfavore, questa questione esula 

manifestamente dal contesto della presente vertenza. 

Il preteso inutile ritardo nell’evasione della nuova domanda di prestazione per 

il secondo semestre non è oggetto di ricorso e la questione non è 

probabilmente già più attuale al momento della redazione della presente 

sentenza. Per quanto riguarda infine la presunta censurabile verifica 

trimestrale anziché biennale dei presupposti per il diritto al sussidio è bene 

ricordare al ricorrente che non spetta certo al beneficiario della prestazione 

stabilire a che scadenza vada verificato il persistere del diritto all’aiuto sociale. 

4. Giusta l’art. 73 cpv. 1 LGA, nella procedura di ricorso la parte soccombente 

deve di regola assumersi le spese. L’esito della controversia giustifica 

pertanto un accollamento proporzionale delle spese occasionate dal presente 

procedimento tra la parte ricorrente e il comune convenuto. Ai sensi dell’art. 

78 LGA, la parte soccombente viene di regola obbligata a rimborsare alla 

parte vincente tutte le spese necessarie causate dalla procedura (cpv. 1). Ai 

comuni invece non vengono di regola assegnate ripetibili, se vincono la causa 

nell'esercizio delle loro attribuzioni ufficiali (cpv. 2).

Il Tribunale decide:

1. Nella misura in cui è dato entrare nel merito del ricorso questo è parzialmente 

accolto e la decisione del 22 febbraio 2008 viene modificata nel senso che … 

ha diritto all’assegno integrativo mensile di fr. 100.-- per il trimestre dal 1. 

gennaio al 31 marzo 2008, per il resto il ricorso è respinto. 

2. a) Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 194.--

totale fr. 694.--

il cui importo sarà versato per 1/5 dal Comune di … entro trenta giorni dalla 

notifica della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone 

dei Grigioni, Coira, e per 4/5 da ... 

b) … è stata riconosciuta l’assistenza giudiziaria per cui viene liberato dal 

pagamento delle spese e tasse della procedura.

c) La parte beneficiaria dell'assistenza giudiziaria gratuita deve rimborsare le 

spese che le sono state condonate, se le sue condizioni di reddito o di 

sostanza sono migliorate ed essa è in grado di farlo (art. 77 cpv. 1 LGA).