# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3c73cfbf-c18d-5b83-9e7d-48c5f6a00733
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-02-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 18.02.2013 15.2013.7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2013-7_2013-02-18.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2013.7

  	
  Lugano

  18 febbraio
  2013

  EC/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Jaques

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina,
  vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 28 dicembre 2012 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato dell’CO 1 e meglio contro il non inserimento
del proprio credito in graduatoria e il rifiuto di accesso agli atti esecutivi nell’ambito della liquidazione dell’eredità
giacente fu __________,

 

viste le osservazioni 16 gennaio 2013 dell’CO 1 e la
determinazione 21 gennaio 2013 della ricorrente, con il rilievo che non è
ammessa la produzione di documenti dopo la scadenza del termine di ricorso
(art. 7 cpv. 3 e 8 LPR), peraltro irrilevanti nella fattispecie (cfr. infra
consid. 1);

 

esaminati gli atti,

 

 

ritenuto 

 

in fatto:

                                  A.   Con
decreto del 16 aprile 2012 il Pretore del Distretto di __________ ha
dichiarato giacente l’eredità relitta dal defunto __________, deceduto a __________
in data __________, avendo con scritto 13 marzo 2012 gli eredi dichiarato di
rinunciare all’eredita. Egli ha quindi ordinato all’CO 1 di procedere alla
liquidazione dell’eredità in conformità di legge, ovvero secondo le norme sul
fallimento.

 

 

                                  B.   Il 30 aprile 2012 l’Ufficio si è rivolto alla Pretura, segnalando di
avere dato seguito agli obblighi conseguenti al menzionato decreto, procedendo
tra l’altro all’interrogatorio di __________, rappresentante delle eredi del defunto.
Esposte le risultanze dell’allestimento dell’inventario e considerata la
semplicità del caso, esso ha chiesto di essere autorizzato a procedere alla
liquidazione dell’eredità giacente facendo capo alla procedura sommaria ex art.
231 LEF. Con decisione del 2 maggio 2012 il Pretore del Distretto di __________
ha acconsentito a tale modo di procedere. 

 

 

                                  C.   Il 4
maggio 2012 l’Ufficio ha trasmesso a RI 1 l’avviso di “Pubblicazione di
fallimento/diffida ai creditori”, poi pubblicato l’11 maggio 2012, contenente
l’assegnazione ai creditori di un termine scadente l’11 giugno 2012 per
l’insinuazione dei loro crediti.

 

 

                                  D.   Nel
termine assegnato RI 1 non ha insinuato alcun credito.

 

 

                                  E.   Il __________
giugno 2012 l’Ufficio ha reso noto, mediante pubblicazione sul FUCT, che a
partire dal __________ giugno 2012 erano depositati la graduatoria e
l’inventario. A seguito della mancata insinuazione del suo credito, RI 1 non
figurava iscritta nella graduatoria.

 

 

                                  F.   Il __________
agosto 2012, l’Ufficio ha depositato lo stato di riparto, che a fronte di
attivi per fr. 24'003.50 prevede spese di liquidazione per fr. 1'676.95, un
riparto di fr. 15'099.15 a favore dei creditori, corrispondente a un dividendo
del 100% e un’eccedenza a favore degli eredi di fr. 7'226.95.

 

 

                                  G.   Il
20 agosto 2012 l’Ufficio ha presentato alla Pretura la relazione sull’eredità
giacente, chiedendo che la stessa venisse dichiarata chiusa, cosa che il
Pretore ha fatto con decisione 21 agosto 2012.

 

 

                                  H.   L’avvenuta
chiusura del fallimento è stata pubblicata sul FUSC del __________ agosto 2012.

 

                                    I.   Il
5 settembre 2012 l’ufficio ha versato alle eredi l’ulteriore importo di fr.
4'310.85, corrispondente all’importo di fr. 4'355.50 retrocessogli dall’Ufficio
esazione e condoni a cui ha dedotto fr. 44.65 per le proprie spese.

 

 

                                  L.   Il
28 novembre 2012 RI 1 ha trasmesso all’Ufficio la fattura dell’11 aprile 2012
di fr. 9'438.- riferita alle prestazioni fornite per il funerale di __________,
lamentandosi di non aver ricevuto alcuna decisione.

 

 

                                  M.   Con
scritto 30 novembre 2012 l’Ufficio ha comunicato alla ricorrente che il 21
agosto 2012 la Pretura aveva dichiarato chiusa la liquidazione dell’eredità
giacente __________, rilevando di averle notificato “il termine d’insinuazione
per i crediti in data 04.05.2012, tramite copia dell’estratto apparso poi sul
foglio ufficiale in data 11.05.2012”, ma che essa entro il termine assegnato,
scaduto l’11.06.2012 non aveva provveduto ad insinuare il credito e pertanto
non se ne era tenuto conto al momento della ripartizione degli attivi.

 

 

                                  N.   Il 4
dicembre 2012 RI 1 ha nuovamente scritto all’Ufficio asserendo di avergli
trasmesso il 26 aprile 2012 la fattura dell’11 aprile 2012. A seguito di ciò, prendendo atto del suo credito, l’Ufficio le avrebbe trasmesso la diffida ai
creditori. RI 1 ha pure chiesto la trasmissione della graduatoria e dei verbali
di audizione.

 

 

                                  O.   L’11
dicembre 2012 l’Ufficio ha precisato di aver ricevuto la fattura concernente le
spese funerarie del defunto, intestata alle eredi, dalla rappresentante di
queste ultime. L’Ufficio ha precisato di non poter considerare delle fatture, o
quanto emerge da altri fatti, in assenza di un’insinuazione di credito
esplicitamente indirizzatagli dal creditore. L’Ufficio ha poi negato alla
ricorrente la trasmissione dei documenti richiesti, in quanto non essendosi
insinuata non ne avrebbe diritto.

 

 

                                  P.   Il
19 dicembre 2012 la __________, a nome della ricorrente, ha chiesto la trasmissione
di copia integrale degli atti riferiti all’eredità giacente __________.

 

 

                                  Q.   Il
21 dicembre 2012 l’Ufficio ha ribadito a __________ che l’accesso ai documenti
dell’eredità giacente è riservato unicamente ai creditori iscritti in
graduatoria.

                                  R.   Con
ricorso 28 dicembre 2012 RI 1 precisa che con la comunicazione del 4 maggio
2012, riguardante la pubblicazione dell’apertura dell’eredità giacente,
l’Ufficio avrebbe riconosciuto il proprio credito. Con tale atto esso avrebbe
voluto solo informare la ricorrente dell’apertura dell’eredità giacente senza
richiederle di fare una nuova insinuazione. A mente della ricorrente in assenza
dei documenti richiesti, essa sarebbe privata della possibilità di poter
dimostrare di aver inviato all’Ufficio la fattura riferita alle spese
funerarie.

 

 

                                  S.   Con
osservazioni 16 gennaio 2012 l’CO 1 ha chiesto la reiezione del gravame
argomentando che non sarebbe possibile considerare fatture o quanto emerge da
altri fatti in assenza di una precisa insinuazione di credito. Questo perché le
fatture sarebbero potute essere state nel frattempo parzialmente o integralmente
saldate e quindi così facendo non si avrebbe la certezza che i dati in possesso
dell’Ufficio siano corretti e aggiornati. L’Ufficio ribadisce che RI 1 non
avrebbe diritto ad accedere ai documenti riferiti alla liquidazione
dell’eredità giacente, in quanto essa non avrebbe insinuato il proprio credito.

 

 

Considerato

 

in diritto:

                                   1.   Giusta l’art. 17 cpv. 2 LEF, il ricorso contro un
provvedimento dell’uf­ficio d’esecuzione dev'essere presentato entro dieci
giorni da quando il ricorrente ne ebbe notizia. La conferma di un provvedimento
non fa rinascere il termine di ricorso (DTF 113 III 29, consid. 1; Co­metta/Mö­ckli, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, 2a ed., Basilea
2010, n. 22 ad art. 17), siccome essa non è considerata quale decisione
ai sensi dell'art. 17 LEF (cfr. pure Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 12 ad art. 17, con rif.; Lorandi, Betreibungsrechtliche
Beschwerde und Nichtigkeit, Basilea/Ginevra/ Monaco 2000, n. 54 ad art. 17).

 

                               1.1.   Nel
caso in esame, lo scritto 11 dicembre 2012 dell’CO 1 (doc. H), nella misura in
cui si determina sul modo in cui la fattura 11 aprile 2012 (doc. A) è stata
trattata nella procedura fallimentare, non è un provvedimento impugnabile ai sensi
dell’art. 17 LEF, bensì una semplice informazione su precedenti provvedimenti
che la ricorrente non ha tempestivamente impugnato (in particolare la graduatoria,
il cui deposito è stato pubblicato sul FUSC il 22 giugno 2012, e la chiusura
del fallimento, pubblicata sul FUSC del 28 agosto 2012). Il ricorso è quindi su
questo punto irricevibile.

                               1.2.   Va
inoltre ricordato che il ricorso ai sensi dell’art. 17 LEF all’Autorità di
vigilanza cantonale ha per oggetto non l’accertamento con giudizio di merito di
un diritto materiale posto a fondamento di un’esecu­zione forzata, bensì il
provvedimento di un organo amministrativo. In particolare, il ricorso deve
servire al conseguimento di un fine pratico di procedura esecutiva – non
ottenibile in altro modo – e non alla semplice constatazione di un eventuale
errato comportamento dell’or­gano di esecuzione forzata in vista di una
successiva azione di responsabilità giusta l’art. 5 LEF (cfr. Gilliéron, op. cit., n. 65 ad art. 17,
con rif.). Nel caso concreto, in quanto tende – implicitamente – a ottenere il
pagamento della fattura 11 aprile 2012 (doc. A) con il provento degli attivi
fallimentari, il ricorso non può conseguire alcun fine esecutivo pratico, dal
momento che la procedura fallimentare è già chiusa in modo definitivo.

 

                               1.3.   A
titolo abbondanziale va del resto rilevato che, giusta l'art. 244 LEF, l'amministrazione
del fallimento – trascorso il termine per le insinuazioni – esamina i crediti insinuati
e fa le necessarie verifiche, chiedendo per ogni insinuazione la dichiarazione
del fallito. Essa quindi non deve e non può pronunciarsi che sulle pretese
annunciate nel termine di un mese stabilito all’art. 232 cpv. 2 cifra 2 LEF o
che devono essere iscritte d’ufficio nella graduatoria quali i crediti risultanti
dal registro fondiario o da un registro ad esso assimilato (art. 246 LEF), i
crediti già insinuati nell’ambito di una grida ai creditori effettuata
nell’ambito di una procedura concordataria o di beneficio d’in­ventario (art.
234 LEF), i crediti iscritti nei libri di una banca o di una società di assicurazione
sulla vita in fallimento e i crediti che rinascono a seguito della revoca di un
atto del fallito (Jaques,
Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Mo­na­co 2005, n. 8 ad art. 244 e
n. 5 ad art. 245; Hierholzer, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea 2010, n. 2 ad
art. 245 e n. 1 ad art. 246). 

 

                                         Ora nella fattispecie,
malgrado che l’Ufficio, sulla base della fattura di cui al doc. A trasmessagli
dalla rappresentante delle eredi __________, conformemente all’art. 233 LEF avesse
trasmesso a RI 1 l’avviso di “Pubblicazione di
fallimento/diffida ai creditori”, poi pubblicato l’11 maggio 2012, contenente
l’assegna­zio­ne ai creditori di un termine scadente l’11 giugno 2012 per
l’insi­nu­a­zione dei loro crediti, la ricorrente ha omesso d’insinuare il proprio
credito nei termini e nelle forme richieste dall’art. 232 cpv. 2 cifra 2 LEF,
motivo per il quale l’Ufficio non inserendo il credito della ricorrente nella
graduatoria ha operato correttamente. Non erano infatti date le condizioni di
legge per una sua iscrizione d’ufficio sulla base della sola trasmissione della
fattura di cui al doc. A avvenuta prima della diffida dell’11 maggio 2012.

 

 

                                   2.   Per
l’art. 8a cpv. 1 LEF chiunque renda verosimile un interesse può consultare i
verbali e i registri degli uffici di esecuzione e degli uffici dei fallimenti,
nonché chiederne estratti. La legge non esige che il richiedente sia creditore
del fallito né che sia parte della procedura fallimentare. Per costante
giurisprudenza è sufficiente ch’egli possa far valere un interesse giuridico
proprio, attuale, pratico e degno di protezione alla consultazione richiesta
(DTF 93 III 9). Per i terzi, tale diritto si estingue cinque anni dopo la
chiusura del procedimento (art. 8a cpv. 4 LEF; DTF 130 III 41, consid. 3.2).

 

                               2.1.   Nel caso in esame la procedura di liquidazione dell’eredità giacente
è stata chiusa con decisione 21 agosto 2012 del Pretore di __________, pubblicata sul FUSC del __________ agosto 2012. Il termine di perenzione
dell’art. 8a cpv. 4 LEF non è quindi ancora scaduto, sicché è ricevibile il
ricorso tempestivamente inoltrato contro il rifiuto dell’Uffi­cio di fornire
alla ricorrente le informazioni richieste, significatole con la decisione
dell’11 dicembre 2012.

 

                               2.2.   Siccome
le spese funerarie, a determinate condizioni, sono spese della successione
(art. 474 cpv. 2 CC), non si può di principio negare alla ricorrente un
interesse giuridico proprio a verificare negli atti dell’Ufficio il modo in cui
il suo asserito credito è stato trattato. Tuttavia, nella fattispecie tale
interesse non è più né attuale né concreto dal momento che il fallimento è già
chiuso. Sopratutto non è contestato che la graduatoria non menziona il credito
della ricorrente né che la rappresentante delle eredi, __________, ha trasmesso
all’Ufficio la fattura della ricorrente in occasione del suo interrogatorio del
23 aprile 2012, ovvero prima della diffida dell’11 maggio 2012. La richiesta
d’informazione va quindi disattesa.

 

 

                                   3.   Da
quanto precede discende che il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, si
rivela infondato e come tale va respinto.

                                         Non si
prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità
(art. 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

 

Per questi motivi,

 

richiamati gli art. 8a,
232 cpv. 2 cifra 2, 244 LEF; 61
cpv. 2 lett. a, 62 cpv. 2 OTLEF

 

pronuncia:

 

                                   1.   Nella misura in cui è ricevibile il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né indennità.

 

                                   3.   Notificazione a.

 

                                         Comunicazione
all’CO 1.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                                Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10
(dieci) giorni dalla notificazione, rispettivamente entro 5 (cinque)
giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata
pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.