# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 65ce9e66-45ab-5ac9-bbea-6deb8af4597f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-06-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.06.2017 15.2017.18
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2017-18_2017-06-21.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2017.18

  	
  Lugano

  21 giugno 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cassina

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso interposto il 2 febbraio 2017 da

 

	
   

  	
   RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano,
o meglio contro il verbale di pignoramento emesso il 14 dicembre 2016 nelle esecuzioni
n. __________, __________, __________, __________, __________ e __________
promosse nei confronti della ricorrente da

	
   

  	
  PI 1, __________ 

  (rappr. da: RA 1, __________)

  Stato del Canton Ticino, Bellinzona

  Confederazione Svizzera, Berna

  (entrambi rappr. dall’Ufficio esazione e
  condoni, Bellinzona,

   e la seconda anche dalla __________,)

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Sulla
scorta dei precetti esecutivi summenzionati, emessi dall’Uf­­ficio di esecuzione (UE) di Lugano, PI 1, lo Stato del
Canton Ticino e la Confederazione Svizzera procedono contro RI 1 per l’incasso
dei propri crediti. 

 

                                  B.   Il 14 dicembre 2016 l’UE ha determinato la quota
pignorabile dei redditi dell’escussa sulla base del seguente computo:

                                         Redditi (del debitore)

	
  Istituto assicurazioni sociali

  	
  fr.

  	
      1'758.00

  	
   

  
	
  Cassa Pensioni di __________

  	
  fr.

   

  	
      1'668.75

   

  	
   

  
	
  Totale

  	
  fr.

  	
      3'426.75

  	
   

  

                                         Minimo
d’esistenza

	
  Minimo base

  	
  fr.

  	
      1'200.00

  	
   

  
	
  Affitto

  	
  fr.

  	
      1'000.00

  	
  Quota
  parte

  
	
  Assicurazione malattia

  	
  fr.

  	
         480.80

  	
   

  
	
  Spese mediche e dentali

  	
  fr.

  	
          50.00

  	
   

  
	
  Altri

  	
  fr.

  	
         100.00

  	
  Trasferte
  x cure mediche

  
	
  Totale

  	
  fr.

  	
      2'830.80

  	
  100%

  	 

 

                                         Dall’importo
del minimo di esistenza arrotondato in complessivi fr. 2'831.–, l’Ufficio
ha dedotto l’ammontare della rendita AVS di fr. 1'758.–, pignorando la
rendita presso la Cassa Pensioni di __________ per la somma eccedente fr. 1'073.–.

 

                                  C.   Con
ricorso del 2 febbraio 2017, RI 1 postula di riconoscere nel proprio minimo vitale
fr. 300.– mensili per le spese dalla stessa sopportate per l’acquisto di
medicinali e fr. 400.– ogni tre mesi per le spese delle cure mediche.

 

                                  D.   I
creditori non hanno presentato osservazioni, mentre nelle sue del 6 marzo 2017 l’UE
è opposto al ricorso.

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Giusta l’art. 17 cpv. 2 LEF, il ricorso contro
un provvedimento dell’ufficio d’esecuzione dev’essere presentato entro dieci
giorni da quando il ricorrente ne ebbe notizia. Tuttavia, in virtù dell’art. 22
LEF, l’escusso può in ogni tempo contestare le decisioni che manifestamente
ledono il minimo di esistenza suo e/o della sua famiglia, ponendoli in una
situazione insopportabile (cfr. DTF 110 III 32; Vonder Mühll in: Basler Kommentar,
SchKG I, 2a ed. 2010, n. 66 ad art. 93 LEF). In
concreto, a prescindere dalla sua dubbia tempestività in considerazione del
fatto che l’atto impugnato è stato inviato alle parti già il 13 gennaio 2017 e
l’inoltro del ricorso risale solo al 2 febbraio 2017, il gravame può nondimeno
essere esaminato sotto il profilo della nullità giusta l’art. 22 LEF.

 

                                   2.   Giusta
l’art. 93 LEF ogni provento del lavoro può essere pignorato in quanto a
giudizio dell’Ufficiale non sia assolutamente necessario al sostentamento del
debitore e della sua famiglia. Per stabilire l’eccedenza pignorabile, le
autorità di esecuzione devono determinare il reddito globale netto dell’escusso,
deducendo dal totale dei suoi redditi lordi i contributi sociali e le spese di
acquisizione del reddito. Sono poi detratte le spese indispensabili al
sostentamento del debitore e della sua famiglia, fondandosi in linea di massima
sulla Tabella per il calcolo del minimo esecutivo giusta l’art. 93 LEF (detta
in seguito “Tabella”) allegata alla circolare CEF n. 35/2009 (pubblicata sul
Foglio ufficiale cantonale n. 68/2009 del 28 agosto 2009). Redditi e
fabbisogni devono essere accertati d’ufficio alla data dell’esecuzione del
pignoramento o del sequestro (DTF 112 III 19 consid. 2d; 108 III 12 consid. 3;
sentenza del Tribunale federale 5A_16/2011 del 2 maggio 2011, consid. 2.1),
ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto
conto soltanto mediante riesame del pignoramento (art. 93 cpv. 3 LEF; DTF 108
III 12 consid. 4). 

 

                                   3.   La
ricorrente argomenta di avere l’asma, di essere anemica, di avere
problemi agli occhi, alla tiroide e al fegato e di spendere fr. 300.– al mese per l’acquisto di
“medicine salva vita” e fr. 400.– ogni tre mesi per le cure
mediche. 

 

                                3.1   In
base al punto II/8 della Tabella, l’Ufficio deve riconoscere al­l’escusso un
importo medio mensile per spese legate alla salute (spese mediche, dentistiche,
farmaceutiche e ospedaliere) che l’escusso o i suoi famigliari sopportano o
sopporteranno durante il periodo di validità del pignoramento, nella misura in
cui le stesse sono imminenti (o comunque prevedibili) al momento del pignoramento.
In ogni caso è sempre richiesta la produzione di documenti giustificativi per
le spese sostenute o da sostenere. Il debitore dovrà in particolare dimostrare
di pagare tali costi, producendo i relativi
giustificativi, e di continuare a doverli assumere anche in futuro, ad esempio
perché soffre di una malattia cronica, attestata da un medico (DTF 129 III 244
seg.; Ochsner in: Commentaire romand, Poursuite et
faillite, 2005, n.
144 e 145 ad art. 93 LEF;
sentenza della CEF 15.2015.47 del 10 settembre 2015
consid. 6.1).

 

                               3.2.   Nella
fattispecie, l’Ufficio ha computato nel minimo di esistenza dell’escussa un
importo mensile di fr. 50.– alla voce “spese
mediche e dentali” e di fr. 100.– alla voce “trasferte per cure mediche”.

 

                                3.3   Ora,
la ricorrente si è limitata all’apodittica affermazione di sostenere spese mediche e spese per l’acquisto di medicine indispensabili per la
sua sopravvivenza superiori a quelle riconosciute dall’Ufficio. Ella ha però
omesso di versare agli atti i documenti probatori attestanti le proprie affermazioni.
Anche in assenza di tale documentazione, nel calcolo del minimo di esistenza
della ricorrente l’Ufficio ha comunque conteggiato alle voci spese mediche e
dentali e trasferte per cure mediche un importo complessivo di fr. 150.–,
che alla luce degli atti appare congruo. Ne consegue che la censura dev’essere
respinta, fermo restando che se la debitrice dovesse in futuro sostenere delle
spese mediche e farmaceutiche effettivamente superiori a quelle già riconosciutele,
esse potranno essere riconosciute dall’Ufficio mediante revisione (art. 93 cpv.
3 LEF), a condizione che la debitrice produca la documentazione a suffragio
delle sue asserzioni.

 

                                   4.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –        ;

  –      ;

  –      

   ;

  –       .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.