# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6f5b78b9-d768-5ef3-82fb-ac36bbdd6f05
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 15.08.2001 11.2001.58
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2001-58_2001-08-15.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2001.00058

  	
  Lugano

  15 agosto
  2001/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.____.______
(iscrizione provvisoria di ipoteca legale) della Pretura della giurisdizione di
Mendrisio nord promossa con istanza del 15 maggio 2000 da

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________ 

  (patrocinato dall'avv. __________ __________,
  __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________

  (patrocinato dalla lic. iur. __________ __________, 

  studio legale __________ -__________, __________);

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta
l'appellazione del 23 aprile 2001 presentata da __________ __________ contro la
sentenza emessa il 

                                              10
aprile 2001 dal Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   __________ __________i, metalcostruttore a __________, ha eseguito la posa di
una veranda con tapparelle nell'abitazione di __________ __________ a
__________ (particella n. __________RFD), in esito a un'offerta 

                                         del 18
gennaio 1999 che prevedeva una spesa di fr. 46 000.–. Il 20 aprile 2000 egli ha
inviato al committente una fattura di complessivi fr. 87 208.30. Dedotti
acconti per fr. 55 000.–, è risultato uno scoperto di fr. 32 208.30.

 

                                  B.   Il
15 maggio 2000 __________ __________ si è rivolto al Pretore della giurisdizione
di Mendrisio Nord, chiedendo che sulla particella n. __________di __________
__________ fosse iscritta in via provvisoria un'ipoteca legale degli artigiani
e imprenditori per fr. 32 208.30 oltre interessi al 5% dal 4 maggio 2000. Con
decreto emesso quel giorno inaudita parte il Pretore ha accolto l'istanza. Al
contraddittorio del 6 luglio 2000 l'istante ha confermato la domanda, cui si è
opposto __________ __________, argomentando in sintesi che l'iscrizione era
tardiva. Esperita l'istruttoria, le parti hanno confermato le loro richieste in
un memoriale conclusivo, rinunciando alla discussione finale. 

 

                                  C.   Statuendo
il 10 aprile 2001, il Pretore ha confermato l'iscrizione provvisoria dell'ipoteca
legale a carico della particella n. __________RFD di __________ per l'importo
di fr. 32 208.30 e ha fissato a __________ __________ un termine di 60 giorni
per avviare la causa volta all'iscrizione definitiva dell'ipoteca. Le spese, con
una tassa di giustizia di fr. 800.–, sono state poste a carico del convenuto,
tenuto a rifondere all'istante fr. 1600.– per ripetibili.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata __________ __________ è insorto con un appello del 23
aprile 2001 nel quale chiede che l'istanza della controparte sia respinta e che
il giudizio del Pretore sia riformato di conseguenza. Nelle sue osservazioni
del 22 maggio 2001 __________ __________ propone di respingere l'appello e di
confermare la sentenza impugnata.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Litigiosa
è unicamente la questione di sapere, in concreto, se l'ipoteca legale iscritta
senza contraddittorio il 15 maggio 2000 sulla particella n. __________RFD di
__________, proprietà del convenuto sia stata chiesta in tempo utile. Il
Pretore ha ritenuto di sì, per quanto i lavori fossero rimasti fermi tra la
fine del 1999 e il 14 febbraio 2000. Egli ha rilevato che, come risultava dai
bollettini di lavoro e dalla deposizione di un operaio del metalcostruttore, il
15 febbraio 2000 “è stato posato del silicone nei supporti delle guide per i
rolladen”. Tale intervento, ancorché limitato per dispendio di tempo orario e
materiale, era da considerare necessario al compimento dell'opera, e quindi
decisivo per l'iscrizione dell'ipoteca legale.

 

                                   2.   L'appellante
sostiene che per avvalorare la tempestività della richiesta la controparte si
richiama a un generico bollettino di lavoro, senza precisare né la natura né la
rilevanza dell'intervento. In realtà, i lavori svolti il 15 e il 23 febbraio 2000
sarebbero semplici lavori di finitura e di sistemazione, la veranda essendo
stata terminata e consegnata già prima di Natale, tant'è che era ammobiliata e
abitata. Il lavoro svolto il 15 febbraio 2000, in particolare, è consistito
nella mera sostituzione di silicone già posato all'interno del locale nel
dicembre 1999 e che non si era essiccato. Inoltre egli rileva che i bollettini
di lavoro non possono essere considerati come prova, poiché nessuno degli
operai sentiti durante l'istruttoria ha dichiarato di averli redatti. 

 

                                   3.   Secondo
l'art. 839 cpv. 2 CC l'iscrizione di un'ipoteca legale degli artigiani e degli
imprenditori deve avvenire entro tre mesi dal compimento dell'opera, da quando
cioè sono stati eseguiti tutti i lavori costitutivi del contratto e l'oggetto
può essere consegnato (DTF 125 III 116 consid. 2b, 106 II 25 consid. 2b). Per
salvaguar-dare il termine, perentorio, basta un'iscrizione provvisoria a norma
degli art. 961 cpv. 1 n. 1 CC e 22 cpv. 4 RRF (Schumacher, Das
Bauhandwerkerpfandrecht, 2ª edizione, pag.
214 n. 739). La procedura di iscrizione provvisoria è sommaria (art. 961
cpv. 3 CC), di camera di consiglio (art. 4 n. 19 LAC e 361 segg. CPC).
Incombe all'istante rendere verosimile – senza che il giudice ponga esigenze
troppo rigorose – la sua pretesa, ovvero l'esistenza e l'ammontare del credito,
il fatto ch'esso sia suscettibile di ipoteca legale e il rispetto del termine
di tre mesi dall'ultimazione dei lavori. In caso di dubbio l'iscrizione va
ordinata, il giudice rinviando la decisione sul buon fondamento dell'ipoteca
alla sentenza di merito (Steinauer, Les
droits réels, vol. III, 2ª edizione, pag. 224 n. 2890 con rinvii). Se il
litigio verte sulla tempestività dell'iscrizione provvisoria, quest'ultima può
essere rifiutata solo qualora la scadenza del termine sia chiaramente decorsa
prima dell'iscrizione nel registro fondiario (Schumacher,
op. cit., n. 750 pag. 218).

 

                                   4.   Nel caso in esame è pacifico che l'istante, titolare di una ditta
individuale di metalcostruzioni, si è impegnato nei confronti del convenuto a
posare – tra l'altro – le tapparelle della veranda (doc. 12, pag. 2).
Contrariamente a quanto asserisce l'appellante però, nel dicembre del 1999 i
lavori non erano ancora terminati. Egli medesimo ha ammesso che il 21 dicembre
1999 mancavano le tapparelle esterne (risposta, pag. 4). Anche il progettista
__________ __________ ha confermato che nel dicembre del 1999 le tapparelle
(“rolladen”) non erano ancora state posate (verbali, pag. 24). __________
__________, operaio dell'istante, ha dichiarato di avere raggiunto il 14
febbraio 2000 l'abitazione del convenuto portando con sé i piantoni di
fissaggio per le guide delle tapparelle, inserite poi da altri operai (verbali,
pag. 17 in basso). __________ __________ ha ricordato che il 14 febbraio 2000
la posa delle persiane avvolgibili era pressoché iniziata e che quel giorno
egli ha fissato le guide di scorrimento in metallo (verbali, pag. 19).
__________ __________ ha dichiarato di essersi recato sul cantiere con un altro
operaio, il 14 febbraio 2000, per terminare la posa delle tapparelle e il
giorno dopo, da solo, per eseguire siliconature e finiture varie. Egli ha
precisato che la siliconatura è necessaria per impedire all'acqua di penetrare
nei muri e di non ricordarsi se aveva sostituito silicone già esistente
(verbali, pag. 20). 

 

                                   5.   La questione è di sapere, ciò posto, se la siliconatura fosse una
prestazione necessaria al compimento dell'opera giusta l'art. 839 cpv. 2 CC,
come reputa il Pretore. Già si è accennato che l'iscrizione di un'ipoteca
legale deve avere luogo entro tre mesi da quando sono stati eseguiti i lavori
costitutivi del contratto e l'opera può essere consegnata (consid. 3). Lavori
di piccola entità o di secondaria importanza, interventi posticipati di proposito
dall'artigiano o dall'imprenditore, così come semplici ritocchi, sostituzioni
di parti guaste o eliminazioni di difetti non pertengono al completamento
dell'opera (DTF 106 II 26 consid. 2b con richiami di giurisprudenza). Lavori di
poca importanza quantitativa vanno nondimeno considerati alla stregua di un
compimento dell'opera ove appaiano indispensabili dal profilo
qualitativo (DTF 125 III 115 consid. 2b con riferimenti). Il Tribunale federale
ha avuto modo di ritenere indispensabile per il compimento dell'opera –ad
esempio – l'ostruzione di due aperture per ragioni di sicurezza, benché
l'intervento richiedesse una sola ora di lavoro e fr. 5.– di materiale (DTF 102
II 206), come pure il collegamento e la regolazione di radiatori a un impianto
di riscaldamento (DTF 106 II 22) o, ancora, la fornitura di una piccola
quantità di calcestruzzo per completare il raccordo di canalizzazioni e colmare
lo scavo circostante (DTF 125 II 113). Questa Camera ha avuto modo di considerare,
da parte sua, che la posa di isolazioni a porte e finestre è parte integrante
dei serramenti (Rep. 1985 pag. 117).

 

                                   6.   In
concreto il lavoro svolto il 15 febbraio 2000 da __________ __________ è
indubbiamente una prestazione di poca entità di fronte al costo complessivo
dell'opera. In linea di massima la siliconatura è un intervento indispensabile,
giacché impedisce all'acqua di penetrare nei muri. Tutto dipende però dalle
circostanze e dal tipo di lavoro. In concreto non è dato di capire che cosa
esattamente sia stato sigillato quel 15 febbraio 2000, né soccorre
l'indicazione fornita dalla ditta stessa al proprio legale il 4 luglio 2000
(doc. H), che, oltre a non essere un bollettino di lavoro, nemmeno è stata
confermata dal testimone. Serie perplessità sussistono inoltre sulla necessità
di siliconare i supporti delle guide delle tapparelle, non essendo dato di
capire – né l'istante spiega – da dove sarebbe potuta entrare l'acqua. Per
tacere del fatto che in genere le guide sono fissate al muro o ai telai delle
finestre con viti e spessori e rimangono staccate dal muro qualche centimetro.
Tuttavia, come si è detto (consid. 3), semplici dubbi non bastano per rifiutare
l'iscrizione provvisoria di un'ipoteca legale. In casi del genere l'iscrizione
va ordinata e il giudice rinvia la decisione sull'effettiva ammissibilità
dell'ipoteca alla sentenza di merito. Nella fattispecie non si può escludere, a
un esame di mera verosimiglianza, che il lavoro eseguito il 15 febbraio 2000
fosse indispensabile al compimento dell'opera. Ne discende che la tempestività
dell’iscrizione può – in via provvisoria – ritenersi data. 

 

                                         È
possibile che la veranda fosse già stata ultimata qualche mese prima e fosse
ammobiliata e abitata. Ciò nulla muta al fatto che il lavoro eseguito
dall'istante possa apparire, a un sommario esame, necessario per la consegna
dell'opera, tanto più che – come detto – le tapparelle erano considerate dal
proprietario stesso alla stregua di un lavoro necessario. Né si può dire che
tale lavoro sia consistito nella sola sostituzione di silicone già posato ma
non essiccato (appello pag. 6), il lavoro del 15 febbraio 2000 non riguardando
strutture all'interno del locale. Non si può escludere, certo, che i bollettini
di lavoro non siano stati singolarmente redatti da tutti gli operai e che non vi
figuri la prestazione eseguita, ma decisivo è che costoro sono stati sentiti
dal giudice, si siano espressi sui lavori eseguiti in quei giorni e che le loro
indicazioni non risultino contrastanti. 

 

                                         Nemmeno può affermarsi che l'istante abbia – per avventura –
intenzionalmente procrastinato l'esecuzione dell'opera per salvaguardare il
termine di iscrizione. I lavori sono cominciati invero con ritardo, tant'è che
il committente se ne è lamentato e ha sollecitato l'istante a terminarli entro
una certa data (doc. 12), ma dagli atti non emergono i motivi per i quali, tra
il dicembre del 1999 e il febbraio del 2000, l'istante non fosse presente sul
cantiere, né risulta che il proprietario lo abbia diffidato a posare le
tapparelle. Del resto __________ __________ ha dichiarato di avere progettato
la veletta (“la lamiera pressopiegata di contenimento del pacchetto rolladen”)
tra la fine di dicembre 1999 e l'inizio di gennaio 2000 (verbali, pag. 23 e
24). Si aggiunga che nel febbraio del 2000 il lasso trimestrale non era ancora
decorso, di modo che non era necessaria la presenza sul cantiere per non
“perdere il termine” (appello, pag. 10). Ne discende che, a un esame sommario
come quello che disciplina l'emanazione di sentenze in camera di consiglio, il
termine di tre mesi sancito dall'art. 839 cpv. 2 CC non poteva cominciare a
decorrere prima del 15 febbraio 2000, onde la verosimile tempestività dell'iscrizione
avvenuta il 15 maggio 2000. Ciò posto, l'appello si rivela destinato
all'insuccesso.

 

                                   7.   Gli
oneri processuali seguono la soccombenza (148 cpv. 1 CPC). L'appellante rifonderà
alla controparte un'equa indennità per ripetibili. 

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata. 

 

                                   2.   Gli oneri
processuali di appello, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 400.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
450.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante, che rifonderà alla controparte fr. 1000.– per
ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

                                         – lic.
iur. __________ __________, __________;

                                         – avv.
__________ __________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio Nord.

 

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario