# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b4a5fd4b-6dc5-5c7f-a9ac-d5bbd3932cb3
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-08-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.08.2008 C-1281/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1281-2006_2008-08-07.pdf

## Full Text

Corte II I
C-1281/2006
{T 0/2}

Sentenza del 7 agosto 2008

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Bernard Vaudan, Blaise Vuille,
cancelliere Graziano Mordasini. 

A._______,
patrocinato dall'Avv. Christof Affolter,
ricorrente, 

contro

Ufficio federale di giustizia UFG,
Bundesrain 20, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Restituzione di sussidi indebitamente percepiti e revoca 
del riconoscimento come istituto educativo di B._______.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-1281/2006

Fatti:

A.
Il  21 settembre  1994,  l'Ufficio  gioventù,  maternità  ed  infanzia  del 
Canton Ticino (UGMI, attualmente Ufficio del sostegno a enti e attività 
per  le  famiglie  e  i  giovani  [UFaG]),  il  quale  funge  da  autorità  di 
collegamento con l'Ufficio federale della giustizia (UFG), ha trasmesso 
a  quest'ultimo  una  richiesta  tendente  al  riconoscimento  di 
"B._______", istituto per minori appartenente alla Città di C._______ 
creato nel 1967, quale istituto educativo avente diritto alle sovvenzioni 
ai sensi della legge federale del 5 ottobre 1984 sulle prestazioni della 
Confederazione nel campo dell'esecuzione delle pene e delle misure 
(LPPM, RS 341).

La  procedura  in  oggetto  è  durata  oltre  tre  anni,  nel  corso dei  quali 
l'istituto  ha  dovuto  procedere  a  diverse  modificazioni  nella  sua 
struttura, al fine di adempiere ai criteri fissati dall'UFG.

B.
Con decisione del 3 febbraio 1998, l'UFG ha riconosciuto "B._______", 
con effetto al 1° gennaio 1998, come casa d'educazione avente diritto 
ai  sussidi  ai  sensi  della  LPPM,  ponendo  quale  condizione 
l'adattamento dell'effettivo del personale educativo in caso di aumento 
del numero dei pensionanti per un certo lasso di tempo.

Tra  il  1998  ed  il  2000  il  suddetto  istituto  ha  quindi  beneficiato  dei 
sussidi erogati sulla base della LPPM in ragione del 40% dei costi del 
personale riconosciuto, percentuale scesa poi al 30% a seguito di una 
modifica legislativa (cfr. art. 7 cpv. 1 LPPM). Esso è inoltre sussidiato 
dal  Canton  Ticino,  il  quale  è  intervenuto,  fino  al  2003,  coprendo  il 
disavanzo  d'esercizio  e  successivamente  con  un  contributo  fissato 
sulla base di un contratto di prestazione.

I  sussidi  d'esercizio  vengono  calcolati  sulla  base  di  un  dossier 
annuale, costituito in particolar modo da un modulo C in cui figurano 
tutte  le  persone  il  cui  stipendio  è  sussidiabile,  il  loro  grado  di 
occupazione  e  lo  stipendio  computabile,  oltre  che  sulla  scorta  del 
modulo  B,  nel  quale  sono  indicate  la  funzione  e  la  formazione  del 
personale.

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C-1281/2006

C.
Dal  momento  del  riconoscimento,  l'UFG  ha  effettuato  tre  ispezioni 
presso la "B._______", più precisamente il 15 febbraio 2001, tra il 9 e 
l'11 aprile 2003, nonché il 16 febbraio 2006.

D.
Con  scritto  del  25 agosto  2004,  l'UFG  informò  "B._______"  (cfr. 
allegato 11) in merito all'adozione di una nuova procedura di riesame 
degli istituti riconosciuti.

Se  fino  a  fine  2004  essi  venivano  ispezionati  unicamente  qualora 
avessero fatto domanda di modificare la concezione, se le direttive sui 
sussidi prevedevano nuovi presupposti legali o se sorgeva il sospetto 
che le  condizioni  alla  base delle  decisioni  emanate  non fossero  più 
adempiute, a partire dal 2005 ogni istituto sarebbe stato sottoposto, ad 
intervalli di 5 anni, ad un esame completo della documentazione sulla 
base degli  stessi  criteri  applicati  in caso di un nuovo riconoscimento 
(cfr. marg. 28 delle direttive sui sussidi [DS]).

Tra fine 2005 ed inizio 2006, fece seguito un fitto scambio epistolare 
tra l'UFG e la "B._______" portante sulla documentazione da fornire in 
vista dell'ispezione a "B._______".

E.
Durante  l'incontro  del  16 febbraio  2006  a  cui  presero  parte 
rappresentanti  dell'UFG, dell'UFaG, nonchè della città di  C._______, 
fu posto in modo particolare l'accento sulla presunta lacunosità della 
documentazione  prodotta  dall'istituto,  nonché  sul  problema  del 
sussidiamento degli stipendi di D._______ e E._______.

A questo titolo risulta dal verbale che al momento del riconoscimento 
di  "B._______"  (1998)  D._______  era  ancora  responsabile  della 
divisione sociale e in quanto tale riconosciuto come direttore. Con il 
passaggio alla funzione di direttore generale nel 2000, il suo salario ha 
continuato a figurare come sovvenzionato al 100%. Inoltre E._______, 
vice-direttore dal 1999 e registrato come psicologo, è sovvenzionato al 
100%  dal  2001.  Negli  anni  2004  e  2005  entrambi  risultavano  dal 
modulo  C  come  impiegati  a  tempo  parziale  per  "B._______"; 
ciononostante è stato indicato e fatturato l'integralità del loro stipendio.

E._______ ha riconosciuto l'inesattezza della fatturazione per gli anni 

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in  questione,  confermando  comunque  che  sia  lui,  sia  D._______ 
avevano svolto presso l'istituto diversi compiti educativi o formativi per 
i  quali  potevano essere  percepite  delle  sovvenzioni  e  precisato  che 
avrebbe sottoposto all'UFG una nuova panoramica delle mansioni.

Pur  riservandosi  di  procedere  ad  un'analisi  più  accurata  della 
situazione in base alla nuova documentazione, l'autorità di prime cure 
ha infine precisato  che avrebbe chiesto  il  rimborso delle  prestazioni 
versate  in  eccesso  e  valutato  l'eventuale  revoca  a  "B._______"  del 
riconoscimento quale istituto sovvenzionato.

F.
Con scritto del 20 febbraio 2006, gli Istituti Sociali Comunali (di seguito 
ISC) fecero pervenire all'UFG una prima presa di posizione, nonché i 
mansionari completi di E._______ e D._______. Quest'ultimo ammise 
che nel 2004 e nel 2005 si era prodotto un errore amministrativo, in 
quanto era stato indicato lo stipendio pieno, benché nel 2004 fossero 
sussidiabili soltanto il 30% per il direttore e il 45 % per il vice-direttore, 
e nel 2005 soltanto il 20% per il direttore ed il 45% per il vice-direttore. 
L'istituto  calcolò  di  aver  percepito  a  torto  Fr.  111'372.-  che  si 
impegnava a restituire alla Confederazione.

D._______  confermò  altresì  l'esattezza  dei  dati  relativi  agli  anni 
antecedenti  il  2004,  in  quanto  sia  lui  che  E._______  avevano 
effettivamente  lavorato  per  la  "B._______"  a  tempo  pieno  in  quel 
periodo.  Riteneva  pertanto  sussidiabili  entrambi  gli  stipendi, 
adducendo  che  soltanto  a  partire  dal  2003  l'assunzione  di  un 
capostruttura aveva permesso di ridimensionare la loro attività in seno 
all'istituto.

G.
Il  7 aprile  2006,  l'UFG  trasmetteva  al  Sindaco  della  Città  e  al 
capostruttura un progetto di decisione concernente la restituzione dei 
sussidi  indebitamente  percepiti  e  la  revoca  a  "B._______"  del 
riconoscimento quale istituto educativo avente diritto alle sovvenzioni, 
invitandoli a formulare eventuali osservazioni in merito.

In data 20 aprile 2006, la Divisione dell'azione sociale e delle famiglie, 
da  cui  dipende  l'UFaG,  informata  della  procedura  in  corso,  senza 
entrare nel merito dei sussidi percepiti  dalla "B._______", ha invitato 
l'autorità federale a rinnovare la fiducia a "B._______", sottolineato il 

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ruolo importante ed il  buon lavoro svolto da quest'ultimo, e proposto 
pertanto  di  rinunciare  a  revocarne  il  riconoscimento  quale  istituto 
avente diritto ai sussidi.

Con scritto del 4 maggio 2006, il A._______ ha riconosciuto che erano 
stati commessi degli errori nella stesura dei formulari per la richiesta di 
sussidi,  sottolineato la propria buona fede, restando nel contempo a 
disposizione per le verifiche del caso e per la restituzione della somma 
ricevuta  in  esubero.  Esso  ha  inoltre  riconfermato  la  propria 
disponibilità  ad un incontro,  sottolineando l'importanza di  ripristinare 
immediatamente sentimenti  di  reciproca fiducia,  base essenziale dei 
buoni rapporti che dovrebbero intercorrere tra l'UFG e la Città.

H.
Con decisione del 24 maggio 2006, l'UFG ha ritenuto che il A._______ 
aveva indebitamente  ricevuto,  nel  periodo  1998  -  2005,  sussidi  per 
"B._______" pari a Fr. 438'136.-, di cui ha ordinato la restituzione entro 
la fine di agosto 2006. L'autorità di prime cure ha inoltre ritirato all'ente 
luganese, a partire dal 1° giugno 2006, il riconoscimento quale istituto 
educativo avente diritto ai sussidi, riservandosi di statuire in separata 
sede in merito al calcolo pro rata temporis (per il periodo 1° gennaio – 
31 maggio 2006) dei sussidi  d'esercizio per l'anno in corso. Essa ha 
inoltre  negato  l'effetto  sospensivo  ad  eventuali  ricorsi  avverso  la 
decisione in oggetto.

L'autorità federale ha affermato di aver emesso la decisione a seguito 
della  mancata  collaborazione  di  "B._______"  e  in  ragione  delle 
indicazioni false fornite dai suoi responsabili sui moduli di richiesta del 
sussidio e in occasione di successive richieste di informazioni inerenti 
l'attività svolta in seno all'istituto da D._______ e E._______. 

Per quanto attiene D._______ e le funzioni da esso svolte presso la 
"B._______", l'autorità di prime cure sostiene che la Città ha percepito 
sussidi in eccesso per un totale di Fr. 260'924.-.

Nell'ambito  della  procedura  di  riconoscimento,  D._______  è  stato 
annunciato  e  quindi  riconosciuto  dall'UFG  come  direttore  della 
"B._______".  Per  il  periodo  1998  -  2003  l'istituto  ha  indicato  sul 
modulo C che l'interessato ha dedicato il 100% del suo tempo di lavoro 
al suddetto ente, con conseguente presa a carico dello stipendio pieno 
da parte dell'autorità federale. Benché il medesimo modulo indicasse 

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che  dal  2004  D._______  lavorava  al  20%  per  "B._______",  il  suo 
stipendio ha continuato ad essere imputato al 100%.

In violazione di quanto disposto dall'art. 10 cpv. 5 dell'Ordinanza del 
29 ottobre  1986  sulle  prestazioni  della  Confederazione  nel  campo 
dell'esecuzione delle pene e delle misure (OPPM testo in vigore fino al 
21 novembre  2007,  RS  341.1),  "B._______"  non  avrebbe  mai 
comunicato per iscritto all'autorità federale il cambiamento di funzione 
intervenuto  nel  2000.  L'UFG  ritiene  che  in  realtà,  nella  sua  nuova 
veste di direttore generale, D._______ non avrebbe dedicato a compiti 
educativi almeno il 50% dell'attività svolta per l'ente in questione (vale 
a dire il 20% del suo tempo di lavoro), non adempiendo dunque più i 
presupposti fissati dall'art. 4 cpv. 2 OPPM per il versamento di sussidi, 
di modo che dal 2001 il suo stipendio non doveva più essere preso a 
carico. L'UFG sostiene quindi di aver versato sussidi troppo elevati per 
i costi salariali di D._______, in ragione del 50% tra il periodo 1998 - 
2000 e del 100% tra il 2001 ed il 2005, per un totale di Fr. 260'924.-.

Per  quanto  concerne  l'attività  svolta  da  E._______  presso  la 
"B._______", l'UFG ritiene che la Città ha percepito sussidi in eccesso 
per un totale di Fr. 177'212.-.

L'autorità  di  prime cure  afferma che nel  2001 ha riconosciuto  come 
sussidiabile  lo  stipendio  di  E._______,  annunciato  da  "B._______" 
quale  psicologo  con  un  grado  di  occupazione del  100%. Negli  anni 
2001  -  2003  nel  modulo  C  figurava  il  suo  stipendio  pieno,  importo 
indicato anche negli anni successivi, sebbene il grado di occupazione 
dell'interessato fosse pari al 45%. 

Dal  1999  E._______  è  vicedirettore  degli  ISC  di  C._______. L'UFG 
sostiene  che  egli  non  ha  mai  lavorato  come  psicologo  presso  la 
"B._______",  al  contrario,  secondo  il  suo  mansionario,  doveva 
occuparsi della strategia e del personale di tutti gli istituti della Città. 
L'interessato  nei  rapporti  annuali  figurava  come  facente  parte  del 
"personale amministrativo" dell'ente luganese, di modo che il suo salario 
non era sussidiabile, in quanto egli non dedicava a compiti  educativi 
almeno il 50% della sua attività presso la "B._______". Ne consegue 
un'indebita riscossione di sussidi da parte della Città di C._______ per 
un totale di Fr. 177'212.-.

Queste circostanze, unite ad un atteggiamento di chiusura assunto dai 

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responsabili di "B._______", avrebbero così determinato il venir meno 
del  rapporto  di  fiducia  che  deve reggere  la  collaborazione  dell'UFG 
con gli istituti, ciò che ha comportato il ritiro del riconoscimento quale 
istituto educativo avente diritto sussidi in applicazione dell'art. 10 cpv. 
6 OPPM.

I.
Il  A._______,  agendo  per  il  tramite  del  suo  patrocinatore,  è  insorto 
avverso la suddetta decisione con ricorso del 23 giugno 2006.

Il  ricorrente  ha  rilevato  come,  contrariamente  a  quanto  affermato 
dall'UFG,  i  responsabili  della  "B._______"  hanno  collaborato  con 
l'autorità  federale,  consegnando  tutti  i  documenti  ed  i  complementi 
richiesti,  sottolineando  nel  contempo  che  per  la  prima  volta  veniva 
applicata una nuova forma di procedura, ciò che aveva comportato un 
lavoro  complesso,  tant'è  che  le  autorità  cantonali  avevano messo  a 
disposizione degli istituti una consulente. 

Per  quanto  riguarda  lo  stipendio  di  D._______,  il  A._______  ha  in 
primo  luogo  affermato  come  la  richiesta  di  restituzione  dei  sussidi 
percepiti  nel  periodo  1998  -  2000,  attribuiti  sulla  base  di  decisioni 
regolarmente  cresciute  in  giudicato,  fosse  prescritta.  Quo  ai  sussidi 
relativi agli anni 2001 - 2005, risulta dalle tabelle trasmesse dall'UFaG 
all'UFG  che  D._______  ha  dedicato  a  "B._______"  il  20%  del  suo 
tempo lavorativo.

Il  ricorrente  sostiene  avantutto  che  l'indicazione  sul  modulo  C  per 
l'interessato di una percentuale di impiego non corrispondente a quella 
effettiva  era  riconducibile  all'interpretazione  iniziale  data  alle 
complesse  Direttive  sui  sussidi  emanate  dall'UFG. Gli  ISC,  facendo 
capo alla compilazione del primo modulo C effettuata con l'aiuto di una 
funzionaria  dell'UFG,  compilarono  allo  stesso modo i  moduli  per  gli 
anni  successivi,  sottolineando  inoltre  che  i  risultati  della  verifica 
effettuata  dai  funzionari  dell'autorità  federale  venivano 
preventivamente  sottoposti  agli  ISC  tramite  l'ufficio  cantonale  di 
collegamento, e mai le posizioni di  D._______ e E._______ vennero 
messe  in  discussione. Il  A._______  ha  poi  posto  l'accento  sul  fatto 
che, sebbene i sussidi gli venissero versati,  il  vero beneficiario era il 
Cantone,  e che quindi  non vi  fosse stata da parte  degli  ISC alcuna 
intenzione  di  trarre  in  inganno  l'autorità  sussidiante  fornendo 
volutamente false informazioni. Esso sottolinea da ultimo che il ruolo di 

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responsabile  prima e direttore  poi  svolto  da D._______ in  seno alla 
"B._______" non sottointendeva che egli  si  dedicasse unicamente a 
compiti strategici ed amministrativi non sussidiali. Risultava infatti dal 
mansionario annesso alla lettera del 20 febbraio 2006 che egli avesse 
svolto anche compiti di natura educativa e formativa ai sensi dell'art. 5 
OPPM.

In  ragione  di  quanto  sopra  il  ricorrente  ha  riconosciuto  di  aver 
percepito  indebitamente  sussidi  relativi  all'attività  di  D._______ 
unicamente per Fr. 175'479.-.

Per quanto concerne il salario di E._______, il A._______ rileva che, 
come  avvenuto  per  D._______,  non  vi  è  identità  tra  la  percentuale 
d'impiego dedicata alla "B._______" figurante sul  modulo C e quella 
risultante  dalle  tabelle  trasmesse  all'UFG  dall'UFaG,  e  che  questa 
differenza  era  riconducibile  ad  una  diversa  interpretazione  delle 
Direttive  sui  sussidi.  Esso ha  poi  affermato  che  le  attività  alle  quali 
E._______  ha dedicato  almeno il  45% del  suo tempo lavorativo  dal 
2001 in poi, di cui al mansionario allegato alla lettera del 20 febbraio 
2006,  rientrano  nei  campi  dell'educazione,  della  formazione  e  della 
consulenza  e  necessitano  il  titolo  di  psicologo:  sono  dunque 
sussidiabili giusta l'art. 4 cpv. 1 OPPM. La richiesta di restituzione dei 
sussidi percepiti in relazione allo stipendio di E._______ è stata quindi 
riconosciuta  per  un  importo  di  Fr. 103'558.-.  Il  totale  degli  importi 
ricevuti  indebitamente ammonterebbe quindi  a  Fr. 279'037.-,  contro  i 
Fr. 438'136.- rivendicati dall'UFG.

Il  ricorrente contesta poi la decisione dell'autorità federale di ritirare, 
giusta  l'art.  10  cpv.  6  OPPM,  a  "B._______"  il  riconoscimento  e  i 
relativi  sussidi,  poiché ottenuti  affermando cose false o occultando i 
fatti. Esso pone l'accento sul fatto che lo scritto del 20 febbraio 2006 
degli ISC mostra manifestamente la volontà di contribuire a chiarire la 
questione  del  sussidiamento,  e  non  costituisce,  contrariamente  a 
quanto asserito dall'autorità intimata, un nuovo tentativo di ingannarla.

A sostegno del proprio gravame il  A._______ rileva che la sanzione 
amministrativa adottata dall'UFG nei suoi confronti esige l'esistenza di 
una base legale e può essere pronunciata solo se vi è colpa, ovvero 
se il contravventore ha agito intenzionalmente.

Esso  sottolinea  inoltre  che  il  problema dei  sussidi  è  stato  sollevato 

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solo in occasione dell'ispezione del 16 febbraio 2006, dopo che tutte le 
domande di sussidio inoltrate dal 1998, per ben otto volte, erano state 
verificate, in alcuni casi modificate e approvate con decisioni formali. 
Non  vi  è  pertanto  stato  alcun  tentativo  di  giustificare  la  situazione 
antecedente  al  2003,  bensì  la  sorpresa  per  il  voler  riconsiderare 
situazioni  che  si  ritenevano  acquisite.  Non  essendoci  stata 
intenzionalità nell'agire dei responsabili degli ISC, la sanzione del ritiro 
del riconoscimento non poteva quindi essere adottata.

Per  concludere,  il  A._______  ha  chiesto  la  restituzione  dell'effetto 
sospensivo  tolto  dall'autorità  intimata  ad  eventuali  ricorsi  inoltrati 
avverso la decisione del 24 maggio 2006.

J.
Con decisione incidentale del 4 luglio 2006, il Dipartimento federale di 
giustizia  e  polizia  (DFGP)  ha  accolto  l'istanza  tendente  alla 
restituzione dell'effetto sospensivo riguardo i punti 1 e 2 del dispositivo 
della decisione in oggetto, mentre l'ha respinta per quanto attiene al 
punto 3 del dispositivo.

Chiamato ad esprimersi in merito al gravame interposto dal A._______ 
avverso la succitata decisione, con sentenza del 27 febbraio 2007, il 
Tribunale  federale  ha  accolto  il  ricorso,  annullato  la  decisione 
impugnata e rinviato la causa al Tribunale amministrativo federale (di 
seguito: il Tribunale o TAF) per nuovo giudizio.

Con decisione incidentale del 18 aprile 2007 cresciuta in giudicato, il 
TAF ha  quindi  accolto  l'istanza  tendente  alla  restituzione  dell'effetto 
sospensivo al ricorso.

K.
Invitato a determinarsi  in merito al  gravame ricorsuale del 23 giugno 
2006, con preavviso del 1° settembre 2006 l'UFG ne ha proposto la 
reiezione.

Esso  ha  in  primo luogo  asserito  che  la  richiesta  di  restituzione  dei 
sussidi  percepiti  dal  ricorrente relativamente al  salario  di  D._______ 
per gli anni 1998 - 2000 non era prescritta. L'art. 32 cpv. 2 della legge 
federale del 5 ottobre 1990 sugli aiuti finanziari e le indennità (Legge 
sui sussidi: LSu, RS 616.1) prevede infatti che il diritto alla restituzione 
di aiuti finanziari o indennità si prescrive in un anno dal giorno in cui 

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l'autorità di decisione o l'autorità partecipe del contratto ne ha avuto 
conoscenza, ma in ogni caso in dieci anni dalla sua nascita, e quindi 
nella fattispecie tra il 2008 ed il 2015. Quo all'attività del D._______ in 
seno  alla  "B._______"  nel  periodo  in  questione,  l'autorità  federale 
sottolinea  come la  decisione  di  riconoscimento  del  3  febbraio  1998 
(cfr. n. 2 e 3 in fatto) stabilì  la sussidiabilità dei suoi costi salariali in 
ragione del 50%, mentre il A._______ computò sempre il 100% dello 
stipendio, evidenziando nel contempo come quest'ultimo non avesse 
mai negato una sua dichiarazione erronea in merito.

L'UFG ha poi evidenziato come dal mansionario di D._______ emerge 
che dal  2001 egli  si  occupa in prevalenza di  questioni  strategiche e 
che pertanto dedica a compiti  educativi meno della metà del 20% di 
attività  svolta  come direttore  generale  di  "B._______",  di  modo  che 
non soddisfa i  criteri  di sussidiabilità posti dall'art. 4 cpv. 2 OPPM. A 
questo  titolo  l'autorità  di  prime  cure  evidenzia  come  neppure  il 
mansionario  più dettagliato inviato il  20 febbraio 2006 offra maggiori 
delucidazioni  in  merito  al  mandato  educativo  diretto  del  D._______, 
ritenendo  poi  perlomeno  azzardata  la  tesi  del  ricorrente,  il  quale 
sostiene  che  un  direttore  generale,  che  oltre  a  "B._______"  dirige 
cinque  case  per  anziani,  due  asili  nido  e  diversi  altri  servizi  sociali 
ambulatori  della  Città  di  C._______,  svolga un'attività  pedagogica  in 
un  singolo  istituto  educativo  dedicandovi  il  10%  del  suo  orario 
lavorativo  complessivo.  Di  transenna  essa  afferma  poi  che  i  costi 
salariali  del  predecessore  di  D._______  nella  funzione  di  direttore 
generale  non  erano  sussidiati  e  che  pertanto  il  passaggio  di 
quest'ultimo  da  capodivisione  a  direttore  generale  avrebbe  dovuto 
essere notificato, affinché l'UFG potesse esaminare il diritto ai sussidi.

I  costi salariali  indebitamente percepiti  dal  A._______ per l'attività di 
D._______  ammonterebbero  quindi  ad  un  totale  di  Fr. 260'924.- 
(sussidi in eccesso del 50% dal 1998 al 2000 e del 100% per il periodo 
2001 - 2005).

Per quanto attiene l'attività svolta da E._______, assunto nel 2001 in 
funzione  di  psicologo,  presso  "B._______",  l'UFG  rileva  come  dal 
mansionario  in  suo  possesso  risulti  che  esso,  nella  sua  qualità  di 
vicedirettore degli ISC, sia in primo luogo responsabile delle questioni 
operative e strategiche di tutti gli istituti sociali della Città, di modo che 
pure  lui  non  adempie  ai  requisiti  posti  dall'art.  4  cpv. 2  OPPM  per 
l'ottenimento di sussidi.

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L'autorità di prime cure reitera pertanto la sua richiesta di restituzione 
dell'ammontare di Fr. 177'212.- percepiti  indebitamente dal ricorrente 
per l'attività di E._______.

L'UFG ha poi  ribadito  come il  ricorrente,  in  violazione degli  obblighi 
derivanti dall'art. 10 cpv. 5 OPPM, non abbia comunicato, né a voce né 
per  iscritto,  il  cambiamento  di  funzione  di  D._______  nel  2000, 
cosicché esso ha continuato a considerarlo direttore dell'istituto anche 
dopo tale data.

L'autorità di prime cure ha infine affermato che la Città di C._______ 
ha  manifestamente  violato  le  disposizioni  legali  e  ha  ripetutamente 
abusato del rapporto di fiducia con esso e che dunque la revoca giusta 
l'art. 10 cpv. 6 OPPM del riconoscimento quale istituto avente diritto ai 
sussidi è da considerarsi proporzionata.

L.
Con  atto  di  replica  del  5 ottobre  2006,  il  ricorrente  ha  formulato  le 
proprie considerazioni in merito al preavviso dell'autorità di prime cure.

In  primo  luogo  il  A._______  ha  ribadito  che  l'errore  di  imputazione 
dello  stipendio  di  D._______  e  E._______  venne  immediatamente 
riconosciuto,  da  E._______  nel  corso  dell'ispezione  del  16 febbraio 
2006 e nella missiva degli ISC del 20 febbraio 2006.

Esso ha inoltre affermato come la mancata comunicazione per iscritto 
dell'avvenuto  cambiamento  della  funzione  di  D._______  fosse  stata 
sanata verbalmente in occasione della prima ispezione successiva alla 
modifica.  Inoltre  in  sede  epistolare  l'interessato  si  era  sempre 
espresso e firmato in qualità di direttore degli ISC, di modo che l'UFG 
sapeva o  doveva sapere  dei  cambiamenti  intervenuti  ai  vertici  degli 
stessi.

Il  ricorrente ha poi stigmatizzato l'atteggiamento di  chiusura assunto 
dall'UFG,  il  quale  non  ha  preso  in  considerazione  la  proposta  di 
mediazione avanzata  dalla  Divisione  cantonale  dell'azione sociale  e 
delle famiglie con scritto del 20 aprile 2006 e la richiesta di  incontro 
formulata dal  Municipio, sottolineando nuovamente come i  funzionari 
federali presentarono delle perplessità in merito al sovvenzionamento 
degli stipendi di direzione solo nel corso dell'ispezione del 16 febbraio 
2006 e  che gli  ISC,  già quattro  giorni  più  tardi,  fornirono la  propria 

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collaborazione in vista della risoluzione dei problemi venuti alla luce.

Pur prendendo atto dei termini di prescrizione di cui all'art. 32 cpv. 2 
LSu, il  A._______ ribadisce come non vi  sia stata alcuna volontà di 
trarre  in  inganno  l'UFG  nella  trasmissione  di  indicazioni  errate  sul 
grado  di  occupazione  di  D._______  e  E._______,  poiché,  da  una 
parte,  i  sussidi  ricevuti  andavano  a  diminuire  le  prestazioni  che  il 
Cantone  versava  all'istituto  e,  dall'altra,  le  richieste  di  sussidi  di 
esercizio erano di volta in volta esaminate e decise dall'UFG.

Per  quanto  attiene  la  sussidiabilità  del  20%  dello  stipendio  di 
D._______,  il  A._______ sostiene  che  le  considerazioni  dell'autorità 
intimata  sono  frutto  di  un  apprezzamento  errato  e  rammenta  che 
l'interessato,  prima  di  assumere  la  Direzione  degli  ISC,  era 
responsabile della "B._______" di modo che risulta logico e plausibile 
che  egli  abbia  mantenuto  impegni  di  natura  educativa,  peraltro 
attinenti  alla  sua  formazione.  A  questo  titolo  esso  sottolinea  inoltre 
come la quota parte del 10% del salario di D._______ è riconosciuta e 
sussidiata dal Cantone sulla base delle relazioni presentate dall'UFaG, 
autorità  che  in  ragione  della  sua  prossimità,  ha  la  possibilità  di 
constatare direttamente qual'è l'impegno dei singoli collaboratori.

Anche  per  quanto  concerne  il  sovvenzionamento  dello  stipendio  di 
E._______  il  ricorrente  rileva che le  considerazioni  dell'UFG sono  il 
frutto  di  apprezzamenti  errati  ed  in  contraddizione  con  quelli 
dell'UFaG,  ribadendo  nel  contempo  che  l'interessato  svolge  presso 
"B._______" dei compiti di carattere educativo per i quali la formazione 
di psicologo è necessaria e dunque il rifiuto di sussidiarne il 45% del 
salario è ingiustificato.

Il  ricorrente  rammenta  infine  che  il  ritiro  del  riconoscimento  quale 
istituto avente diritto ai sussidi è una decisione di natura sanzionatoria 
e come tale, oltre ad essere sorretta da una base legale di  cui  non 
dispone, può essere pronunciata solo se vi è colpa, vale a dire se il 
contravventore ha agito intenzionalmente.

M.
Invitato a determinarsi  in  merito  alla  replica del  5 ottobre 2006,  con 
duplica  dell'11 ottobre  2007  l'UFG  ha  ripreso  le  argomentazioni 
sviluppate nella decisione del 24 maggio 2006 e nel suo preavviso del 
1° settembre 2006.

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Il  suddetto  ufficio  ha  rilevato  come  la  nascita  di  un  diritto  di 
restituzione non dipende dalla colpa del debitore, precisando poi come 
i responsabili di "B._______" avessero compilato correttamente e con 
diligenza i moduli relativi a tutti  i propri  collaboratori ad eccezione di 
quelli  di  D._______  e  E._______,  di  modo  che,  in  considerazione 
anche dei frequenti cambi di funzione di quest'ultimi, non è plausibile 
ritenere che i moduli siano stati compilati in buona fede e che gli errori 
verificatisi siano da attribuire a delle sviste. L'autorità di prime cure ha 
inoltre affermato che il ricorrente non gli ha comunicato in via ufficiale i 
cambiamenti  di  funzione di  D._______ e E._______, violando così  il 
suo obbligo di collaborazione di cui agli art. 13 della legge federale del 
20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021) e 
10 cpv. 5 OPPM. A questo titolo, essa ha poi prodotto dei documenti 
che dimostrano il  tipo di procedura da seguire in un caso analogo di 
modifica  delle  funzioni  (cfr. doc.  25  e  26  agli  atti).  Quo  alla  revoca 
dell'autorizzazione  a  "B._______",  l'UFG  ha  infine  sottolineato  che 
essa è espressamente prevista dalla legislazione applicabile (art. 30 
cpv.  1  LSu  e  art.  10  cpv.  6  ultima  frase  OPPM),  e  che  in  casu  il 
ricorrente  ha  ottenuto  dei  sussidi  tramite  false  informazioni  e 
occultando  fatti  rilevanti,  adottando  quindi  un  comportamento  non 
degno di protezione giuridica. 

N.
Con osservazioni del 19 novembre 2007, il ricorrente ha formulato le 
proprie considerazioni in merito alla duplica dell'autorità di prime cure, 
confermando integralmente il contenuto del ricorso del 23 giugno 2006 
e della replica del 5 ottobre successivo.

Per quanto attiene la comunicazione dei cambiamenti di funzione, egli 
ha affermato che, al di là della corrispondenza epistolare e dei contatti 
telefonici  avuti,  D._______  ha  partecipato  all'audizione  del  2001  e 
E._______  a  quelle  del  2001  e  del  2003  in  qualità  di  direttore, 
rispettivamente  vicedirettore  degli  ISC.  L'interessato  ha  poi  rilevato 
che la  procedura di  riconoscimento di  "B._______" fu  molto lunga e 
che l'istituto non ha beneficiato di alcun trattamento di favore. Esso ha 
infine  sottolineato  che  l'errore  nel  quale  erano  incorsi  gli  ISC  è 
talmente macroscopico da escludere l'astuzia, presupposto necessario 
per considerare l'esistenza di un comportamento in malafede.

O.
In  data  30 novembre  2007,  l'UFG  ha  trattenuto  l'importo  di 

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Fr. 279'037.-  non  contestato  dal  ricorrente  sui  sussidi  per  istituti 
d'educazione versati per l'anno di sussidio 2006.

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge federale del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 
173.32),  giusta  l'art.  31  LTAF il  Tribunale  giudica  i  ricorsi  contro  le 
decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate agli art. 
33 e 34 LTAF. Fra queste figurano le decisioni inerenti l'assegnazione, 
il  versamento e la restituzione dei sussidi emanate dall'UFG, nonché 
quelle relative al ritiro del riconoscimento quale istituto sussidiato (art. 
9a e 10 cpv. 6 OPPM in relazione con gli art. 31 e 33 lett. d LTAF).

Il Tribunale amministrativo federale giudica, in quanto sia competente, i 
ricorsi pendenti presso le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o 
presso  i  servizi  dei  ricorsi  dei  dipartimenti  al  1° gennaio  2007  sulla 
base del nuovo diritto processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

Salvo  i  casi  in  cui  la  LTAF  non  disponga  altrimenti,  la  procedura 
davanti al TAF è retta dalla PA (art. 37 LTAF).

1.2 Il  A._______  ha  diritto  di  ricorrere  (art.  48  cpv. 1  PA)  e  il  suo 
ricorso,  presentato nella  forma e  nei  termini  prescritti  dalla  legge,  è 
ricevibile (cfr. art. 50 e 52 PA).

2.
Preliminarmente  si  rileva  che  nel  suo  ricorso  del  23 giugno  2006  il 
A._______ ha ribadito la sua richiesta di essere sentito, già formulata 
nella  sua  missiva  del  4 maggio  2006  all'intenzione  dell'UFG.  Con 
replica del 5 ottobre seguente il ricorrente ha inoltre chiesto l'audizione 
personale davanti allo scrivente Tribunale di F._______, responsabile 
dell'UFaG.

A  questo  titolo  si  rammenta  che  la  procedura  innanzi  al  Tribunale 
avviene  di  regola  per  iscritto  (cfr.  Giurisprudenza  delle  autorità 
amministrative  della  Confederazione  [GAAC]  56.5;  FRITZ GYGI, 
Bundesverwaltungsrechtspflege, Berna, 1983, pag. 65 e 70). Infatti, la 
procedura  amministrativa  prevede  un'audizione  di  testimoni  solo  a 

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titolo sussidiario (art. 14 cpv. 1 PA [cfr. DTF 130 II 169, consid. 2.3.3]), 
ed è quindi  solo in  presenza di  circostanze del tutto  eccezionali,  ed 
allorquando una tale misura risulta indispensabile per la constatazione 
dei fatti rilevanti nella fattispecie, che si procede ad un'audizione orale 
e personale dei testi. 

In casu, il Tribunale ritiene che gli elementi pertinenti della causa sono 
stati  accertati in modo appropriato e non necessitano quindi di alcun 
complemento di  istruttoria. L'autorità  è infatti  abilitata a mettere fine 
all'istruttoria  allorquando  le  prove  prodotte  le  hanno  permesso  di 
formare  la  propria  convinzione  e  che,  procedendo  in  maniera  non 
arbitraria  ad  un  apprezzamento  anticipato  delle  prove  che  le  sono 
proposte  ulteriormente,  essa  ha  la  certezza  che  queste  ultime  non 
potrebbero  condurlo  a  modificare  la  sua  opinione  (DTF  131  I  153 
consid. 3; 130 III 734 consid. 2.2.3; 130 II 425 consid. 2.1; GAAC 69.78 
consid. 5a).

Non  è  quindi  dato  seguito  alle  richieste  di  audizione  formulate  dal 
ricorrente.

3.
Giusta  l'art.  5  cpv. 1  LPPM,  la  Confederazione  concede  sussidi  per 
speciali  misure  educative prese  da  istituti  pubblici  e  privati  di  utilità 
pubblica che accolgono determinate categorie di fanciulli, adolescenti 
e giovani adulti. L'art. 6 LPPM prevede che spetta al Consiglio federale 
stabilire  le  condizioni  per  il  pagamento  dei  sussidi,  conformemente 
all'art. 3 (cpv. 1), ed esso può subordinare la concessione dei sussidi 
ad  altre  condizioni  o  vincolarla  ad  oneri  (cpv. 2).  Secondo  l'OPPM 
(testo in vigore fino al 21 novembre 2007) incombe all'UFG prendere 
le necessarie decisioni per il riconoscimento del diritto ai sussidi e per 
l'assegnazione e il versamento degli stessi (art. 9a). Essa sancisce poi 
che  i  sussidi  d'esercizio  vengono  accordati  soltanto  alla  case  di 
educazione riconosciute come sussidiabili (art. 10 cpv. 1). Il cpv. 2 di 
questa disposizione specifica che il diritto ai sussidi d'esercizio inizia, 
in linea di massima, con il mese del riconoscimento e termina con la 
chiusura  della  casa  di  educazione  o  la  revoca  del  riconoscimento. 
Giusta  l'art.  10  cpv.  6  la  decisione  di  riconoscimento  dev'essere 
adeguata  quando  le  circostanze  si  sono  modificate  sostanzialmente 
(prima  frase),  il  riconoscimento  è  revocato  se  le  condizioni  per  la 
concessione dei  sussidi  non sono più adempiute o se,  malgrado un 
avvertimento,  le  condizioni  e  gli  oneri  non  sono  osservati  (seconda 

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frase) ed esso può essere ritirato qualora il beneficiario dei sussidi li 
abbia ottenuti affermando cose false o occultando fatti (terza frase).

4.
Con decisione del 24 maggio 2006, l'UFG ha ritenuto che il A._______ 
ha  indebitamente  ricevuto,  nel  periodo  1998  -  2005,  sussidi  per 
"B._______" pari a Fr. 438'136.-, ordinandone la restituzione entro la 
fine di agosto 2006 in applicazione dell'art. 12 cpv. 1 LPPM.

Il Tribunale prende preliminarmente atto del fatto che nel suo gravame 
del 23 giugno 2006 il ricorrente ha riconosciuto di avere indebitamente 
ricevuto negli anni 1998 – 2005 dei sussidi federali inerenti l'attività di 
"B._______"  per  un  totale  di  Fr.  279'037.-. Questo  importo  è  stato 
compensato dall'UFG in data 30 novembre 2007 sui sussidi concessi 
al  suddetto  istituto  per  l'anno  di  sussidio  2006.  La  somma  residua 
contestata  di  cui  l'UFG  chiede  la  restituzione  ammonta  pertanto  a 
Fr. 159'099.-, importo che costituisce l'oggetto della lite (cfr. DTF 131 V 
164 consid. 2.1. e 125 V 413). 

4.1 Per quanto attiene l'attività di D._______ in seno a "B._______", 
l'autorità di prime cure ha ritenuto che quest'ultimo vi è stato attivo nel 
periodo  1998  –  2000  con  un  tasso  di  occupazione  del 50%  e 
successivamente  del  20%,  mentre  i  suoi  costi  sono  sempre  stati 
computati al 100%. Essa ha in particolare affermato come, a seguito 
della sua nomina nel 2000 in qualità di direttore generale degli  ISC, 
l'interessato  fosse  impegnato  presso  il  suddetto  istituto  al  20% con 
compiti  di  gestione  e  coordinazione  (“personale  amministrativo”).  Di 
conseguenza D._______ non ha esplicato il 50% almeno di un'attività 
pedagogica  nei  settori  educativo  o  della  formazione  scolastica  o 
professionale  per  la  quale  la  Confederazione  accorda  sussidi 
d'esercizio ai sensi dell'art. 4 OPPM. Da qui la richiesta di restituzione 
formulata dall'UFG per un totale di Fr. 260'924.-.

Dal canto suo il ricorrente ha sostenuto che le pretese dell'UFG per il 
periodo 1998 – 2000 sono prescritte,  precisando poi come dal 2001 
D._______ avesse ancora assunto dei compiti  di  carattere educativo 
per  almeno  la  metà  del  suo  tasso  di  occupazione  presso  la 
"B._______", e che pertanto il suo stipendio relativo ad un'attività del 
20%  è  sussidiabile.  Il  Municipio  di  C._______  si  è  pertanto  detto 
disposto a restituire Fr. 175'479.- dei Fr. 260'924.- reclamati dall'UFG.

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4.1.1     Periodo 1998 – 2000:      

Dagli  atti  di  causa  si  evince che  nel  suddetto  periodo D._______ è 
stato attivo presso "B._______" in qualità di direttore con un tasso di 
occupazione del 50% (cfr. lista del personale e consuntivo 1998, lista 
del  personale  e  preventivo  1999,  preventivo  2000),  sebbene  il  suo 
salario sia sempre stato computato al 100% (cfr. moduli C). 

Nel periodo 1998 – 2000 il ricorrente ha ricevuto Fr. 83'153.- di sussidi 
per lo stipendio di D._______. Ne discende che i sussidi percepiti  in 
eccesso per l'interessato ammontano a Fr. 41'576.- (50%).

Giusta l'art. 32 cpv. 2 LSu il diritto alla restituzione di aiuti finanziari o 
indennità si prescrive in un anno dal giorno in cui l'autorità di decisione 
o l'autorità partecipe del contratto ne ha avuto conoscenza, ma in ogni 
caso  in  dieci  anni  dalla  sua  nascita.  La  richiesta  di  restituzione 
dell'UFG per il periodo in oggetto non è dunque prescritta.

4.1.2     Periodo 2001 – 2005:      

Nella fattispecie si constata che nel periodo in oggetto D._______ ha 
esercitato la  funzione di  direttore degli  ISC, consacrando il  20% del 
suo tasso occupazione a "B._______" (cfr. organigramma ISC, liste del 
personale, preventivi e consuntivi 2001 - 2005 ), sebbene il suo salario 
sia sempre stato computato al 100%. Nel suo gravame del 23 giugno 
2006, il ricorrente ha riconosciuto di avere indebitamente ricevuto dei 
sussidi per l'80% del salario dell'interessato. Di conseguenza, la sola 
questione  controversa  è  quella  di  sapere  se  le  attività  svolte  da 
D._______ per il 20% del suo tempo di lavoro presso la "B._______" 
siano state esplicate per il  50% almeno nei settori  educativo o della 
formazione scolastica o professionale e siano quindi sussidiabili dalla 
Confederazione giusta l'art. 4 OPPM.

Il mansionario allestito dagli ISC della Città di C._______ prevede che 
il direttore degli ISC svolge essenzialmente delle funzioni di gestione, 
coordinamento  e  di  amministrazione  e  deve  essere  titolare  di  una 
licenza universitaria o diploma e certificato universitario di una scuola 
superiore in politica sociale. Dagli  atti  di  causa si  evince inoltre che, 
nella sua qualità di direttore degli ISC, D._______ si occupa pure della 
direzione  di  "B._______"  (cfr.  liste  del  personale,  preventivi  e 
consuntivi 2001 – 2005). A questo titolo il  mansionario allestito dagli 

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ISC e allegato allo scritto del 20 febbraio 2006 all'intenzione dell'UFG, 
prevede  che  il  direttore  (20%)  rispetto  a  "B._______"  provvede  a 
coordinare la conduzione della stessa dal  punto di  vista operativo e 
strategico. Ora, dall'analisi dettagliata di questi compiti  (in particolare 
incontri quotidiani con il capostruttura, gestione diretta di situazioni di 
particolare disagio degli ospiti, analisi delle qualifiche del personale e 
gestione  dei  rapporti  con  i  diversi  servizi  di  sostegno  all'attività  di 
"B._______", supervisione di tutti i processi, analisi e scelte di fondo di 
"B._______")  risulta  che  essi  si  riferiscono  ad  attività  di 
amministrazione, gestione e di coordinamento.

Alla luce di quanto esposto, è a giusto titolo che l'autorità di prime cure 
ha ritenuto  che D._______ non svolge per  il  50% almeno della  sua 
attività presso "B._______" una funzione nei settori educativo o della 
formazione  scolastica  o  professionale  (art.  4  cpv.  2  OPPM), 
sussidiabile  dalla  Confederazione  giusta  il  cpv.  1  della  stessa 
disposizione.  Di  transenna,  si  rileva  come  il  fatto  che  l'interessato 
abbia  una  formazione  in  ambito  sociologico  ed  educativo  non 
costituisce la prova che egli svolge un'attività di questo genere presso 
il  suddetto istituto. Giova infatti  rammentare come l'art. 3 cpv. 1 let. f 
OPPM  prevede  che  la  Confederazione  accorda  dei  sussidi  ad  un 
istituto solamente se la direzione dispone di una formazione completa 
in  ambito  educativo  ai  sensi  dell'art.  5  lett.  a  e  b  della  stessa 
ordinanza,  criterio  peraltro  ripreso  quale  requisito  per  svolgere  la 
funzione  di  direttore  degli  ISC,  attività  che  comporta  anche 
l'assunzione della direzione di "B._______".

È  pertanto  a  giusto  titolo  che  l'autorità  di  prime  cure  richiede  la 
restituzione  dell'integralità  dei  sussidi  versati  per  lo  stipendio  di 
D._______ nel periodo in oggetto, vale a dire Fr. 219'347.-, dai quali 
vanno dedotti i Fr. 175'478.- che il ricorrente ha riconosciuto di avere 
ricevuto senza alcun diritto, il montante ancora da restituire è quindi di 
Fr. 43'869.-.

4.1.3 Ne discende  che  il  totale  dei  sussidi  percepiti  in  eccesso  dal 
A._______ per lo stipendio di D._______ per il periodo 1998 – 2005 e 
di cui il ricorrente non ha già riconosciuto la restituzione ammontano a 
Fr. 85'445.- (Fr. 41'576.- + Fr. 43'869.-). 

4.2 Per quanto attiene l'attività di E._______ in seno a "B._______", 
l'autorità di prime cure ha ritenuto che quest'ultimo vi è stato attivo nel 

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periodo 2001 – 2005 con un tasso di occupazione del 45% mentre i 
suoi costi sono sempre stati computati al 100%. Essa ha poi affermato 
come, a seguito della sua nomina nel 1999 a vice-direttore degli ISC, 
l'interessato  fosse  impegnato  presso  il  suddetto  istituto  al  45% con 
compiti  di  gestione  e  coordinazione  (“personale  amministrativo”).  Di 
conseguenza E._______ non ha esplicato il 50% almeno di un'attività 
pedagogica  nei  settori  educativo  o  della  formazione  scolastica  o 
professionale  per  la  quale  la  Confederazione  accorda  sussidi 
d'esercizio  ai  sensi  dell'art.  4  OPPM. Da  qui  la  richiesta  formulata 
dall'UFG di restituzione dell'integralità dei sussidi  versati per l'attività 
dell'interessato, per un totale di Fr. 177'212.-.

Dal  canto  suo  il  ricorrente  ha  sostenuto  come  E._______  avesse 
sempre assunto dei compiti di carattere educativo per almeno la metà 
del  suo  tasso  di  occupazione  del  45%  presso  "B._______",  e  che 
quindi il suo stipendio era sussidiabile. Il A._______ si è pertanto detto 
disposto a restituire Fr. 103'558.- dei Fr. 177'212.- richiesti.

Nella fattispecie si constata che dal 1999 E._______ ha esercitato la 
funzione  di  vice-direttore  degli  ISC,  consacrando  nel  periodo  2001- 
2005  il  45%  del  suo  tasso  d'occupazione  a  "B._______"  (cfr. 
organigramma ISC, liste del personale, preventivi e consuntivi 2001 - 
2005 ),  sebbene il  suo salario sia sempre stato computato al  100%. 
Nel suo gravame del 23 giugno 2006, il  ricorrente ha riconosciuto di 
avere  indebitamente  ricevuto  dei  sussidi  per  il  55%  del  salario 
dell'interessato.  Di  conseguenza,  la  sola  questione  controversa  è 
quella di sapere se le attività svolte da E._______ per il 45% del suo 
tempo di lavoro in seno a "B._______" siano state esplicate per il 50% 
almeno  nei  settori  educativo  o  della  formazione  scolastica  o 
professionale e siano quindi  sussidiabili  dalla  Confederazione giusta 
l'art. 4 OPPM.

Il mansionario allestito dagli ISC della Città di C._______ prevede che 
il  vice-direttore  degli  ISC  svolge  essenzialmente  delle  funzioni  di 
gestione,  coordinamento  e  di  amministrazione  e  che  esso  deve  in 
particolare essere titolare di una licenza universitaria o diploma di una 
scuola  superiore  nel  campo  psicologico  o  pedagogico.  Dagli  atti  di 
causa  si  evince  che  nella  sua  qualità  di  vice-direttore  degli  ISC 
E._______ si è pure occupato della vice-direzione di "B._______" (cfr. 
liste  del  personale,  preventivi  e  consuntivi  2001  –  2005).  A  questo 
titolo  il  mansionario  allestito  dagli  ISC  e  allegato  allo  scritto  del 

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20 febbraio 2006 all'intenzione dell'UFG, prevede che il vice-direttore 
(45%)  rispetto  a  "B._______"  provvede  a  coordinare  la  conduzione 
della stessa dal punto di vista operativo e strategico. Ora, dall'analisi 
dettagliata  di  questi  compiti  (in  particolare  incontri  quotidiani  con  il 
direttore e il capostruttura, gestione diretta di situazioni di particolare 
disagio degli ospiti, scelta e valutazione del personale, organizzazione 
di  eventi  e  attività  di  supporto,  incontri  periodici  con  gli  educatori, 
gestione  dei  rapporti  con  i  diversi  servizi  di  sostegno  all'attività  di 
"B._______")  risulta  che  essi  si  riferiscono  ad  attività  di 
amministrazione, gestione e di coordinamento.

Alla  luce di  quanto esposto,  è  quindi  a  giusto titolo  che l'autorità  di 
prime cure ha ritenuto che E._______ non svolge per il  50% almeno 
della  sua  attività  presso  "B._______"  una  funzione  nei  settori 
educativo o della formazione scolastica o professionale (art. 4 cpv. 2 
ODDM), sussidiabile dalla Confederazione giusta il cpv. 1 della stessa 
disposizione. Per gli  stessi motivi esposti al considerando 4.1.2 della 
presente sentenza, si rileva come il  fatto che l'interessato abbia una 
laurea in psicologia non costituisce la prova che egli svolge un'attività 
di questo genere presso il suddetto istituto.

È  pertanto  a  giusto  titolo  che  l'autorità  di  prime  cure  richiede  la 
restituzione  dell'integralità  dei  sussidi  versati  per  lo  stipendio  di 
E._______ nel periodo in oggetto, vale a dire Fr. 177'212.-, dai quali 
vanno dedotti i Fr. 103'558.- che il ricorrente ha riconosciuto di avere 
ricevuto senza alcun diritto, il montante ancora da restituire è quindi di 
Fr. 73'654.-.

4.3 In  conclusione,  il  totale  dei  sussidi  percepiti  in  eccesso  dal 
A._______ per gli stipendi di D._______ per il periodo 1998 – 2005 e 
di E._______ per il periodo 2001 – 2005 e di cui il ricorrente non ha 
già effettuato la restituzione ammontano a Fr. 159'099.- (Fr. 85'445.- + 
Fr. 73'654.-). La decisione dell'UFG del  24 maggio 2006 deve quindi 
essere confermata ed il ricorso respinto su questo punto. 

5.
Con la decisione impugnata l'UFG ha inoltre ritirato a  "B._______" il 
riconoscimento  come  istituto  educativo  avente  diritto  ai  sussidi  in 
applicazione dell'art. 10 cpv. 6 OPPM.

Preliminarmente occorre rilevare che l'art. 30 cpv. 1 LSu, applicabile in 

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relazione  con l'art.  2  cpv. 2  LSu,  prevede che  l'autorità  competente 
revoca  la  decisione  di  aiuto  finanziario  o  di  indennità  qualora  la 
prestazione  sia  stata  concessa,  a  torto,  in  violazione  di  norme 
giuridiche oppure in virtù di fatti inesatti  o incompleti. L'art. 10 cpv. 6 
OPPM,  applicabile  secondo  l'art.  19  LPPM,  concretizza  le  suddette 
disposizioni, le quali costituiscono pertanto una base legale sufficiente 
per il  ritiro a  "B._______" del riconoscimento come istituto educativo 
avente diritto ai sussidi.

5.1 L'autorità di prime cure ha sottolineato che il ricorrente non ha mai 
comunicato  nelle  dovute  forme i  cambiamenti  di  funzione in  seno a 
"B._______",  in  particolare  quello  di  D._______  nel  2000,  con 
conseguente  violazione  dell'obbligo  impostogli  dall'art.  10  cpv.  5 
OPPM. Essa ha inoltre rilevato come, con dichiarazioni false in merito 
ai  tassi  di  occupazione  ed  al  tipo  di  attività  svolta  da  D._______  e 
E._______,  i  responsabili  di  "B._______" abbiano  indebitamente 
percepito per anni dei sussidi, minando così il rapporto di fiducia che 
deve reggere la collaborazione dell'autorità federale con gli istituti. 

Dal canto suo il ricorrente ha sostenuto che la mancata comunicazione 
per  iscritto  dei  cambiamenti  di  funzione  è  stata  sanata  durante 
l'ispezione del  2001 a cui  D._______ aveva partecipato in qualità di 
direttore  e  E._______ come vice-direttore degli  ISC e del  2003 alla 
quale  quest'ultimo  aveva  preso  parte  nella  stessa  veste.  Ha  inoltre 
affermato che  "B._______" aveva ripreso in buona fede un errore di 
indicazione effettuato al  momento del  riconoscimento dell'istituto nel 
1998, sottolineando di avere superato senza problemi per ben 8 anni i 
controlli  effettuati  dall'UFG  in  merito  alla  concessione  di  sussidi.  Il 
A._______  ha  infine  rilevato  che  il  cantone  interviene  a  titolo 
sussidiario a copertura dei costi non sussidiati dalla Confederazione, 
di  modo  che  non  sussiste  alcun  interesse  diretto  a  fornire  false 
indicazioni, ciò che dimostra la sua buona fede. Ha infine precisato a 
questo titolo di avere sempre dimostrato la sua disponibilità a trovare 
una  soluzione  concordata  alle  problematiche  venutasi  a  creare  in 
questo ambito.

5.2 Giusta l'art. 10 cpv. 5 OPPM la casa di educazione comunica per 
iscritto e senza indugio all'Ufficio federale qualsiasi modificazione della 
situazione  di  fatto  o  giuridica  che  è  stata  determinante  per  il 
riconoscimento.

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Nella fattispecie dagli atti di causa si evince che il A._______ non ha 
mai comunicato per iscritto all'UFG i cambiamenti di funzione in seno 
a "B._______", come peraltro non contestato dal ricorrente stesso. 

Per quanto  attiene  in  particolare  l'attività  svolta  da  D._______  e  da 
E._______ in seno a  "B._______" dalla documentazione agli atti (cfr. 
organigramma ISC, liste del personale, preventivi e consuntivi 2001 - 
2005) si  evince che essi  sono sempre stati  designati  quali  direttore, 
rispettivamente vice-direttore degli  ISC ed hanno consacrato il  20%, 
rispettivamente il  45% del loro tempo di lavoro al suddetto istituto in 
qualità  di  direttore e vice-direttore. Allo  stesso modo si  constata poi 
che nella corrispondenza all'attenzione delle varie autorità, tra le quali 
l'UFG stessa,  gli  interessati  sono sempre designati  con l'indicazione 
delle  loro  funzioni  presso  gli  ISC,  rispettivamente  presso  la 
"B._______".

Alla  luce  di  quanto  esposto  risulta  che,  malgrado  la  mancata 
comunicazione ufficiale per iscritto da parte del ricorrente, l'autorità di 
prime cure  poteva agevolmente  accertare i  cambiamenti  di  funzione 
intervenuti in seno a "B._______". 

5.3 L'art. 10  cpv. 6  in  fine  OPPM prevede che l'Ufficio  federale  può 
ritirare  il  riconoscimento  qualora  il  beneficiario  dei  sussidi  li  abbia 
ottenuti affermando cose false o occultando fatti.

In casu il A._______ ha percepito dalla Confederazione dei sussidi in 
eccesso inerenti le attività svolte da D._______ e E._______ in seno 
alla  "B._______", come del resto da egli  stesso in parte riconosciuto 
nel  corso  della  procedura  (cfr.  punto  4).  L'incongruenza  tra  le 
indicazioni  trasmesse all'autorità  di  prime  cure  e  le  prestazioni  reali 
fornite dagli interessati poteva tuttavia essere facilmente riconoscibile, 
visto  che  risulta  in  modo  chiaro  ed  inequivocabile  dalla 
documentazione agli atti (cfr. liste del personale, preventivi, consuntivi, 
etc.) che essi hanno sempre operato a tempo parziale per il suddetto 
istituto, mentre i costi erano sempre stati computati al 100%. 

L'analisi della fattispecie permette di constatare che tanto l'UFaG che 
l'UFG procedono a dei  controlli  regolari  e  specifici  degli  atti  inerenti 
"B._______" messi  a  disposizione dal  ricorrente,  e  che questi  uffici, 
qualora  necessario,  richiedono  della  documentazione  e  delle 
delucidazioni  complementari. Di  conseguenza,  l'UFG avrebbe potuto 

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accorgersi subito dell'incongruenza tra il tasso effettivo di lavoro svolto 
da D._______ e E._______ presso  "B._______" e quanto realmente 
computato dal ricorrente.

In  conclusione,  il  Tribunale  amministrativo  federale  constata  che  da 
entrambe  le  parti  si  sono  verificate  negligenze  e  lacune,  sia  nella 
trasmissione  delle  informazioni,  sia  nel  controllo  delle  stesse.  Non 
appaiono dunque pienamente adempiute le  condizioni  poste dall'art. 
10 cpv. 6 in fine OPPM. Alla luce di tali  considerazioni, tenuto conto 
della finalità di pubblica utilità nel campo dell'esecuzione delle pene e 
delle misure esercitato da "B._______", appare sproporzionato privare 
quest'ultima del riconoscimento come istituto educativo avente diritto 
ai sussidi. Il ricorrente dovrà tuttavia in futuro prestare una particolare 
attenzione  nell'allestimento  della  documentazione  da  presentare 
all'UFG per l'ottenimento dei sussidi.

Occorre inoltre rilevare che, a seguito dell'incontro effettuato in data 
16 febbraio  2006  durante  il  quale  era  stato  sollevato  il  problema 
dell'inesattezza  dei  sussidi  conferiti  a  "B._______",  tutti  gli  enti 
interessati, ISC, UfaG e A._______ (cfr. missive del 20 febbraio 2006, 
rispettivamente  20 aprile  e  4 maggio  2006)  hanno  riconosciuto  le 
incongruenze esistenti,  sottolineato l'importante e buon lavoro svolto 
dall'istituto nel corso degli anni, confermando la propria disponibilità a 
trovare una soluzione concordata alle problematiche emerse.

In conclusione il  punto 3 della decisione del 24 maggio 2006 con la 
quale  l'UFG,  in  applicazione  dell'art.  10  cpv. 6  OPPM,  ha  ritirato  a 
"B._______" il riconoscimento come istituto educativo avente diritto ai 
sussidi è annullato.

6.
Considerato quanto precede il A._______ è tenuto a restituire all'UFG 
l'importo di Fr. 159'099.- per i sussidi percepiti in eccesso in relazione 
all'attività  svolta  da D._______ e  E._______ presso la  "B._______". 
Alla "B._______" della Città di C._______ è restituito il riconoscimento 
come istituto educativo avente diritto ai sussidi ai sensi della LPPM.

7.
Tenuto  conto  del  fatto  che  il  ricorrente  ha  riconosciuto  di  avere 
indebitamente  ricevuto  dall'UFG  dei  sussidi  per  un  totale  di 
Fr. 279'037.-  e  che  il  suo  gravame  è  stato  accolto  quo  al 

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riconoscimento di  "B._______" quale istituto avente diritto ai  sussidi, 
delle  spese  processuali  di  Fr.  2'500.-  sono  poste  a  carico  del 
A._______  (art.  63  cpv.  1  PA in  relazione  con  l'art.  4  cpv.  1  del 
Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [(TS-TAF, RS 
173.320.2]). 

8.
Giusta l'art. 64 cpv. 1 PA in relazione con l'art. 7 TS-TAF, l'autorità di 
ricorso,  se  ammette  il  gravame in  tutto  o  in  parte,  può d'ufficio  o  a 
domanda,  assegnare  al  ricorrente  un'indennità  per  le  spese 
processuali indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato.

Come  già  rilevato  dal  Tribunale  federale  nella  sua  sentenza  del 
27 febbraio  2007,  non  si  giustifica  assegnare  ripetibili  al  ricorrente 
dato  che,  anche se si  è  fatto  assistere  da un legale,  dispone di  un 
servizio giuridico proprio. Non risulta inoltre che abbia affrontato spese 
rilevanti,  né  sussistono  speciali  circostanze suscettibili  di  legittimare 
un'indennità per ulteriori spese causate dalla lite.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto per quanto attiene la richiesta di restituzione dei 
sussidi formulata dall'UFG. La decisione dell'autorità di prime cure del 
24 maggio 2006 deve pertanto essere confermata su questo punto. Il 
A._______  è  tenuto  a  restituire  all'UFG  l'importo  residuo  di 
Fr. 159'099.-.

2.
Il ricorso è accolto e il punto 3 della decisione dell'UFG del 24 maggio 
2006  è  annullato.  A  "B._______"  è  restituito  lo  statuto  di  istituto 
educativo avente diritto ai sussidi ai sensi della LPPM.

3.
Le spese processuali di Fr. 2'500.- sono poste a carico del ricorrente. 

4.
Non si assegnano ripetibili.

5.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Atto giudiziario; allegato: bollettino di versamento),
- autorità inferiore (n° di rif.---; TI --- e TI ---, atto giudiziario)
- Ufficio  del  sostegno  a  enti  e  attività  per  le  famiglie  e  i  giovani, 

Bellinzona, per informazione (numeri di riferimento TI --- e TI ---).

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini 

Rimedi giuri dici:

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Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  1000  Losanna  14,  entro  un 
termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. 
e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 
173.110]. Gli  atti  scritti  devono essere redatti  in  una lingua ufficiale, 
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed 
essere  firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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