# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2156a4be-e828-5846-9ef9-523e2d273bb5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-11-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.11.2016 30.2016.28
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2016-28_2016-11-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  30.2016.28

   

  TB

  	
  Lugano

  7 novembre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 23 maggio 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 25 aprile 2016 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1  

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                               1.1.   Con STCA 30.2014.39 dell’11
novembre 2014 questo Tribunale ha confermato l’ammontare del reddito aziendale
sottoposto all’assoggettamento dei contributi personali AVS/AI/IPG dovuti da RI
1, 1971, come indipendente per l’anno 2009.

Inoltre, il TCA ha rinviato gli atti alla Cassa CO 1 affinché, vista
la domanda di riduzione al minimo di legge dell’importo dovuto dei contributi formulata
dall’assicurato con il suo ricorso del 25 settembre 2014 a causa delle sue
difficoltà economiche, e non essendo oggetto della decisione impugnata,
l’amministrazione si pronunciasse sui presupposti di tale diritto.

Questa sentenza è cresciuta incontestata in giudicato.

 

                               1.2.   Il 14 novembre 2014 (doc. A11)
la Cassa di compensazione ha inviato all’assicurato il questionario per la
“Richiesta di riduzione dei contributi personali AVS/AI/IPG” con invito a
compilarlo e ad allegare una serie di giustificativi attestanti la sua
situazione economica. Dal calcolo effettuato il 9 dicembre 2014 (doc. A9) dall’assicurato
risulta un’eccedenza di circa Fr. 1'000.- al mese.

Nel mese di gennaio 2015 (doc. A8) l’amministrazione ha chiesto
all’interessato di produrre ulteriori pezze giustificative (doc. A7).

 

                               1.3.   Con decisione dell’8
settembre 2015 (doc. A6) la Cassa di compensazione ha respinto la richiesta di
riduzione dei contributi personali dell’assicurato per l’anno 2009. Ritenute
delle entrate di Fr. 4'654.- e un minimo di esistenza di Fr. 4'079,05, la Cassa
ha concluso che la differenza di Fr. 574,95 che rimaneva a sua disposizione
precludeva all’assicurato la possibilità di vedersi ridotti i contributi
dovuti.

 

                               1.4.   Il 5 ottobre 2015 (doc. A5)
l’assicurato si è opposto al rifiuto della Cassa contestando alcune poste e,
ottenute delle spiegazioni dall’amministrazione (doc. A4), il 1° dicembre 2015
(doc. A3) ha precisato alcuni punti e prodotto una dichiarazione.

 

Con decisione su opposizione del 25 aprile 2016 (doc. A1) la Cassa
di compensazione ha respinto l’opposizione e quindi ha confermato il rifiuto di
concedere la riduzione dei contributi dovuti per il 2009. L’amministrazione ha
ricordato che la riduzione avviene solo in casi eccezionali e quali sono i criteri
adottati per il riconoscimento di determinate spese del nucleo familiare. In
concreto, malgrado la richiesta di giustificare le spese vantate, l’opponente
non ha allegato la prova dell’avvenuto pagamento della sua quota di locazione,
ma solo una dichiarazione in tal senso della sua compagna. Senza questo giustificativo
la Cassa non ha proceduto al nuovo calcolo del minimo esistenziale e ha
ricordato la possibilità della dilazione di pagamento.

 

                               1.5.   Il 23 maggio 2016 (doc. I) RI
1 si è rivolto al Tribunale evidenziando che la sua situazione economica è ulteriormente
peggiorata essendo stato licenziato e percependo dal 1° maggio 2016 le
indennità di disoccupazione, perciò è impossibilitato a versare i contributi
personali per l’anno 2009.

Il ricorrente ha chiesto al TCA di comunicargli quale sia il
periodo considerato per il calcolo di un’eventuale eccedenza di redditi, ossia
se ci si basa sulla sua situazione economica attuale o di un altro periodo e
che nella prima ipotesi si tenga conto che le sue entrate sono diminuite.

Inoltre, l’assicurato ha postulato che gli interessi di mora non
decorrano finché la decisione sulla domanda di riduzione dei contributi sia
cresciuta in giudicato.

 

                               1.6.   Nella sua risposta del 17
giugno 2016 (doc. III) la Cassa di compensazione ha riassunto la fattispecie e
ha evidenziato che se la situazione dell’assicurato si è modificata rispetto al
momento dell’emanazione della decisione su opposizione, egli doveva chiedere
alla Cassa di rivedere la sua decisione oppure inoltrare una nuova domanda di
riduzione in base alla nuova situazione finanziaria, allegando sempre la
documentazione a comprova della nuova situazione e non limitarsi a citare dei
fatti mediante una lettera.

Infatti, l’amministrazione ha ricordato che la riduzione dei
contributi è una misura straordinaria e che per stabilire se esiste una
situazione d’inesigibilità occorre fondarsi sulla situazione economica del
debitore presente al momento in cui dovrebbe pagare i contributi, ossia quando
la decisione è cresciuta in giudicato e quindi, eventualmente, quando il Tribunale
cantonale e, se del caso, anche il Tribunale federale, si sono pronunciati.

Considerati i compensi ricevuti dal ricorrente durante l’anno 2009
(Fr. 61'330.-), la Cassa ha chiesto di confermare la decisione impugnata.

 

                               1.7.   Il 29 giugno 2016 (doc. V) il
ricorrente ha allegato il conteggio delle indennità di disoccupazione del mese
di maggio e perciò ha chiesto che sia allestito un nuovo calcolo e che gli
interessi di mora non decorrano fintanto che non vi sarà una decisione definitiva.

 

                               1.8.   Il 9 luglio 2016 (doc. VII)
la Cassa di compensazione, alla luce delle indennità di disoccupazione
percepite dall’assicurato in giugno (doc. VII/2: Fr. 4'182), ha allestito un
nuovo calcolo dal quale è emersa una disponibilità secondo LEF di Fr. 102,95,
che il ricorrente ha contestato producendo la prova delle sue spese effettive che
portano, invece, a un ammanco di Fr. 34,50 al mese (doc. IX).

 

A sua volta, la Cassa ha corretto alcune poste e il 9 agosto 2016
(doc. XI) ha stabilito in Fr. 172,90 l’eccedenza di reddito.

Il 17 ottobre 2016 (doc. XIII) il TCA ha chiesto al ricorrente un
aggiornamento della sua situazione economica (doc. XIV).

 

 

considerato                    in diritto

 

                               2.1.   Oggetto del contendere è il
rifiuto da parte della Cassa CO 1 di concedere al ricorrente la riduzione del
contributo personale AVS/AI/IPG dovuto come indipendente per l’anno di
contribuzione 2009, siccome dal calcolo effettuato con la decisione formale,
confermato dalla decisione su opposizione, risulta un’eccedenza mensile di
entrate di Fr. 574,95.

Pendente causa la situazione economica del ricorrente è mutata e
l’amministrazione ha di volta in volta allestito un nuovo calcolo che portava
però sempre ad avere una disponibilità mensile e quindi a rifiutare di ridurre
i contributi dell’assicurato.

 

                               2.2.   Nella STCA 30.2014.39 dell’11
novembre 2014 questo Tribunale ha già esposto le norme e la giurisprudenza
applicabili in ambito di diritto alla riduzione dei contributi personali, che
occorre qui comunque riportare per esteso.

 

Per l'art.
11 cpv. 1 LAVS, i contributi dovuti in applicazione degli artt. 6, 8
cpv. 1 o 10 cpv. 1 LAVS, il cui pagamento non potrebbe essere ragionevolmente
richiesto alle persone assicurate obbligatoriamente, possono essere
adeguatamente ridotti, a richiesta motivata, per un periodo di tempo
determinato o indeterminato; essi non possono però essere inferiori al
contributo minimo.

L'art. 31 OAVS sulla riduzione dei contributi prevede al capoverso
1 che chi intende chiedere la riduzione dei suoi contributi, deve presentare
alla cassa di compensazione cui è affiliato una domanda scritta, corredata dei
documenti giustificativi necessari e rendere verosimile che non si può esigere
da lui il pagamento del contributo intero.

La cassa di compensazione accorda la
riduzione dopo aver fatto le indagini necessarie (art. 31 cpv. 2 OAVS).

 

La riduzione dei contributi è una misura straordinaria che
presuppone notevoli e straordinarie difficoltà finanziarie dell'assicurato; si
deve dunque trattare di un effettivo stato di necessità (RCC 1950 pag. 334).
Ciò si verifica in particolare quando l'assicurato è economicamente rovinato (RCC
1954 pag. 70; N. 3021 DIN). La condizione dell'inesigibilità è soddisfatta
quando il pagamento dell'intero contributo non permetterebbe all'assicurato di
coprire il suo fabbisogno vitale e quello della sua famiglia (RCC 1949 pag.
162; RCC 1952 pag. 319; RCC 1989 pag. 122), vale a dire quando le spese
indispensabili al mantenimento (minimo vitale) non sarebbero più coperte dai
mezzi disponibili (N. 3022 DIN). Lo stato di indigenza deve essere esaminato
fondandosi sull’insieme della situazione economica e non soltanto sul reddito
da attività lucrativa (RCC 1984 p. 177; RCC 1989 p. 122). Si devono inoltre
considerare le condizioni di reddito e di sostanza del coniuge e dei figli che
vivono nell'economia domestica comune, indipendentemente dal regime
matrimoniale scelto (DTF 120 V 275 consid. 5a/cc; RCC 1981 pag. 516, RCC 1951
pag. 457; N. 3025 DIN). Per situazione di bisogno si intende il minimo vitale
ai sensi della LEF (RCC 1988 pag. 132; RCC 1989 pag. 122). Salvo in circostanze
molto particolari, il minimo vitale previsto dal diritto dell'esecuzione
rappresenta il limite sotto cui il pagamento di un intero contributo non è
esigibile (RCC 1981 pag. 321; N. 3026 DIN), costituendo un onere troppo
gravoso. La giurisprudenza federale ha stabilito che si può riconoscere una
particolare situazione di disagio economico, allorquando il reddito netto
dell'assicurato è inferiore ai minimi di esistenza valevoli agli effetti del diritto
esecutivo (RCC 1978 pag. 523). Perché vi debba essere riduzione, occorre che il
richiedente non possa far fronte ai propri bisogni vitali, non bastando invece
che, abituato a una vita agiata, si senta soggettivamente in una situazione di
disagio, senza che il pagamento dell'intero contributo lo metta in uno stato di
necessità (RCC 1981 pag. 322; RCC 1953 pag. 319; N. 3028 DIN). I contributi
personali di un assicurato che possiede sostanza (immobili, titoli) non possono
essere di principio ridotti, in assenza di un onere troppo pesante, anche se l'assicurato
non ne può disporre. Per le proprietà fondiarie, una riduzione può entrare in
linea di conto quando non è possibile aumentare il debito ipotecario (N. 3030
DIN). Tuttavia, se l'assicurato dispone di una certa sostanza, ma è gravato da
debiti per un importo superiore, in questo caso può essergli riconosciuto il
diritto di beneficiare di una riduzione dei contributi invece della dilazione
di pagamento (STCA 5 marzo 1986 in re H.H., STCA 14 aprile 1986 in re H.J.M.). Le parti di sostanza bloccate, come l’assicurazione sulla vita, possono essere
oggetto di un prestito e giustificano tutt’al più la concessione di una proroga
di pagamento (art. 34b OAVS; RCC 1951 pag. 237; RCC 1978 pag. 521). In tal
caso, la Cassa ha diritto di aspettare che sia contratto un prestito per pagare
i contributi dovuti (RCC 1980 pag. 501; N. 3031 DIN). Per determinare se il
pagamento del contributo minimo costituisce un onere troppo grave per l'assicurato,
la giurisprudenza ha definito dei criteri (DTF 120 V 274 consid. 5 = Pratique
VSI 1995 pag. 162). In particolare, i debiti fiscali non fanno parte degli
obblighi della vita quotidiana da includere nel minimo vitale (DTF 120 V 274
consid. 5a/aa; RCC 1984 pag. 177; N. 3033 DIN). Il debito contributivo di cui
si chiede la riduzione non può essere preso in considerazione per la
determinazione del minimo vitale dell'assicurato (RCC 1989 pag. 125 consid. 4;
N. 3034 DIN). Nemmeno gli interessi passivi sono deducibili, a meno che si
tratti di interessi ipotecari in relazione con l'abitazione del debitore o di
altri suoi bisogni vitali (DTF 120 V 271 consid. 5a/bb; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des art.
1 à 16 de la LAVS, pag. 355 n. 8 ad art. 11). La riduzione dei
contributi deve essere esclusa se la concessione di una dilazione di pagamento
permette alla cassa di ottenere il pagamento dell'intero importo (N. 3037DIN).
Per stabilire se esiste una situazione d'inesigibilità, occorre fondarsi sulla
situazione economica del debitore che esiste al momento in cui egli dovrebbe
pagare i contributi e quindi quando la decisione relativa alla riduzione
rispettivamente la decisione su opposizione è notificata (STFA H 164/99; DTF 120 V 275 consid. 5a/dd; DTF 113 V 254
consid. 4b, DTF 104 V 61; DTF 98 V 251; N. 3041 DIN). Questo momento è quello
in cui la decisione sulla domanda di riduzione è cresciuta in giudicato e, di
conseguenza, eventualmente quello in cui l'autorità cantonale di ricorso o il
Tribunale federale statuisce sulla questione della riduzione. In questo caso,
sebbene il Tribunale federale sia vincolato dalle constatazioni dell'autorità
di prima istanza, eccezionalmente può tenere conto dei fatti nuovi, posteriori
alla decisione della Cassa o della sentenza cantonale (DTF 120 V 275 consid. 5a/dd;
DTF 104 V 61; Greber/Duc/Scartazzini, op. cit., n. 14 ad art. 11). Inoltre, un
condono fiscale non implica necessariamente una riduzione dei contributi
AVS/AI/IPG. Tale condono può tutt'al più rappresentare un indizio (RCC 1954
pag. 230; N. 3046 DIN), ma in ogni caso spetta all'amministrazione dell'AVS di
valutare se e in quale misura il pagamento dei contributi debba essere
considerato un onere troppo elevato (DTF 120 V 271 consid. 6). I contributi non
devono essere ridotti in misura superiore a quanto richiesto dall'assicurato
(N. 3047 DIN). I contributi pagati senza riserva non possono più essere
ridotti, ossia una domanda di riduzione può vertere solo su debiti contributivi
non pagati (RCC 1952 pag. 428; N. 3048 DIN). Di regola, il grado di riduzione è
stabilito dal rapporto esistente tra l'insieme dei mezzi economici dell'assicurato
e di quelli che gli garantiscono il minimo vitale (RCC 1949 pag. 163), oppure
dalla parte del reddito che non copre il minimo vitale previsto dal diritto
dell'esecuzione (N. 3049 DIN). I debiti ed i loro interessi non giustificano di
per sé il fatto che si consideri l'esistenza economica dell'assicurato come
seriamente minacciata né, di conseguenza, la concessione di una riduzione che
abbassi il contributo ad un tasso inferiore a quello del contributo usuale
versato dai salariati, come avviene in caso di rovesci di fortuna o di malattie
(RCC 1954 pag. 70; N. 3050 DIN). La riduzione riguarda la totalità del
contributo annuale. Se l'assicurato ha già versato una parte dei contributi
prima di presentare la domanda, la parte già pagata deve essere presa in
considerazione al momento del conteggio (RCC 1954 p. 70; N. 3051 DIN).

 

                               2.3.   In concreto, la decisione del
24 giugno 2014 di fissazione dei contributi dovuti per il 2009 è cresciuta in
giudicato, come visto, a seguito della STCA 30.2014.39 dell’11 novembre 2014,
che ha invitato la Cassa di compensazione a pronunciarsi sulla richiesta di
riduzione dei contributi formulata dall’assicurato con il suo precedente
ricorso.

 

Preso atto delle spese e delle entrate fatte valere
dall’assicurato (doc. A10), il quale ha riconosciuto che “mensilmente mi
rimangono ca. Fr. 1'000.- per poter vivere” (doc. A9), la Cassa ha
allestito con la decisione dell’8 settembre 2015 (doc. A6) il calcolo della
disponibilità dell’assicurato, cifrandola in Fr. 574,95 al mese (Fr. 4'654.-
[entrate] – Fr. 4'079,05 [spese]) e quindi rifiutando la concessione della
riduzione dei contributi dovuti.

 

Pendente causa la situazione economica del ricorrente è mutata diverse
volte e quindi entrambe le parti hanno proposto dei nuovi calcoli, dai quali
emerge, per la Cassa, sempre una disponibilità mensile (doc. XI), mentre per
l’assicurato, dal suo ultimo calcolo, un ammanco ciò che, a suo dire,
dimostrerebbe la sua impossibilità a versare i contributi richiestigli per il
2009 (doc. IX).

 

                               2.4.   Oggi, momento in cui questo
Tribunale si deve porre per valutare le condizioni economiche attuali del
ricorrente, dai documenti prodotti risulta che dal 1° maggio 2016 l’assicurato percepisce
delle indennità di disoccupazione.

 

Ritenuto un guadagno assicurato di Fr. 5'489.- e un’indennità
giornaliera di Fr. 202,35 (Fr. 5'489.- x 80% : 21,70), nel primo mese di
disoccupazione, in cui sono stati computati 5 giorni di attesa su 22 controllati,
le indennità ammontavano a Fr. 3'439,95 lordi, ossia a Fr. 3'159,50 netti versati
all’assicurato (doc. V/4).

Nel mese di giugno, esclusi i rimborsi spese, dati 22 giorni
controllati le indennità sono state di Fr. 4'451,70 lordi, pari quindi a Fr. 4'088,70
netti (doc. VII/2).

A luglio l’indennità giornaliera è stata versata per 21 giorni,
perciò da un importo lordo di Fr. 4'249,40 l’assicurato ha ricevuto la somma
netta di Fr. 3'902,90, rimborsi spese esclusi (doc. C1).

Per il mese di agosto, i giorni controllati sono stati 23, da cui
un’indennità netta di Fr. 4'274,65 per un lordo di Fr. 4'654,10 (doc. C2).

Infine, nel mese di settembre 2016 l’indennità giornaliera è stata
versata per 22 giorni, perciò l’assicurato ha ricevuto Fr. 4'088,75, esclusi i rimborsi
spese, partendo da un lordo di Fr. 4'451,75 (doc. C3).

 

Facendo una media fra le indennità versate, senza tenere conto però
della deduzione eccezionale dei 5 giorni a maggio, si può ritenere che il
ricorrente percepisce mensilmente Fr. 4'088,75 (Fr. 20'443,70 : 5).

 

Per quanto concerne le uscite dell’assicurato, oltre al minimo
vitale di Fr. 1'350.- computabile per le persone sole con obbligo di
mantenimento, vanno conteggiati gli alimenti di Fr. 950.- per la figlia __________
e di Fr. 800.- per il figlio __________.

L’assicurato ha inoltre comprovato di versare alla compagna Fr.
650.- per la locazione dell’appartamento in cui abitano.

Quanto al premio di Cassa malati, dopo l’iniziale rifiuto del 31
marzo 2016 (doc. C5) della concessione della riduzione di tale premio, con
decisione del 31 agosto 2016 (doc. C4) l’Istituto delle assicurazioni sociali
ha accolto la richiesta dell’interessato e ha riconosciuto da aprile a dicembre
2016 complessivamente l’importo di Fr. 349,20, pari a Fr. 38,80 al mese su un
premio mensile pieno LAMal di Fr. 311.-. Resta invece interamente a carico del
ricorrente la copertura assicurativa complementare LCA di Fr. 6,20, non
rientrando essa nel fabbisogno minimo degli assicurati essendo di carattere
facoltativo (doc. B2).

In sostanza, quindi, mensilmente da aprile l’interessato deve fare
fronte a un premio LAMal di Fr. 272,20, sussidio già dedotto. L’importo pagato
in più dovrà essergli restituito rispettivamente compensato dalla sua Cassa
malati (docc. B1, C6 e C7).

 

Riassumendo, le spese accertate secondo i parametri LEF sono pari
a Fr. 4'022,20 (Fr. 1'350.- + Fr. 950.- + Fr. 800.- + Fr. 650.- + Fr. 272,20).
Ogni altra spesa indicata dall’assicurato, come per esempio i costi extra per i
figli agli studi, peraltro non comprovati, non possono essere considerati nel
calcolo del fabbisogno LEF.

Data un’entrata mensile media di Fr. 4'088,75, la disponibilità di
Fr. 66,55 che rimane a favore dell’insorgente comporta il rifiuto della concessione
della riduzione dei contributi dovuti come indipendente per l’anno 2009.

 

Al ricorrente è sempre data la possibilità di dilazionare il
pagamento (art. 34b OAVS), opzione peraltro già presa in considerazione
dall’assicurato lo scorso 19 maggio (doc. V/3).

 

                               2.5.   Va da ultimo osservato che gli
interessi di mora regolamentati dall'art. 41bis cpv. 1 OAVS cessano di
decorrere soltanto con il pagamento completo dei contributi (art.
41bis cpv. 2 OAVS).

Questo significa che finché tutti i contributi personali
dell'assicurato esatti per l’anno 2009 non sono stati versati alla Cassa di
compensazione, non è possibile non conteggiare all'interessato degli interessi
di ritardo.

E ciò, indipendentemente da quando questi contributi personali siano
stati definitivamente fissati dalla Cassa.

 

L'art. 41bis cpv. 2 1a frase OAVS prevede però anche che gli
interessi cessano di decorrere con il pagamento completo dei contributi, con la
presentazione del regolare conteggio o, in mancanza di esso, con la fatturazione.

 

                               2.6.   Da quanto
precede discende che la decisione impugnata deve essere confermata e il ricorso
integralmente respinto.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è
chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare
la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti