# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b7bf31da-064b-5ce9-95ca-0bffb8cf0c36
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-05-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.05.2018 38.2018.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2018-15_2018-05-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  38.2018.15

   

  RS

  	
  Lugano

  17 maggio 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 marzo 2018 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 20 febbraio 2018 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento, __________ 

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su opposizione
del 20 febbraio 2018 l’Ufficio regionale di collocamento di __________ (in
seguito: URC) ha confermato la precedente decisione del 18 dicembre 2017 (cfr.
doc. B=4) con cui aveva sospeso RI 1 per nove giorni dal diritto alle indennità
di disoccupazione a causa di ricerche di lavoro qualitativamente insufficienti nel
periodo dall’8 agosto al 7 novembre 2017 precedenti l’iscrizione in
disoccupazione, quando era attiva professionalmente quale lavoratrice
stagionale presso l’__________ di __________.

                                         Più specificatamente l’amministrazione,
pur riconoscendo che l’assicurata ha presentato un numero sufficiente di
ricerche d’impiego, le ha imputato il fatto di avere postulato presso posti di
lavoro di carattere stagionale e di non avere allegato alcuna risposta dei
datori di lavoro interpellati (cfr. doc. F)

 

                               1.2.   Contro la decisione su
opposizione del 20 febbraio 2018 l’assicurata, rappresentata da RA 1, ha
inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, facendo valere, segnatamente, di avere
lavorato dal 25 marzo al 7 novembre 2017 tutti i giorni inclusi sabato e
domenica. Al riguardo si chiede, perciò, quando avrebbe potuto migliorare la
qualità delle ricerche.

                                         La ricorrente ha poi
rilevato di avere prodotto, in risposta a una richiesta dell’URC, due sue
dichiarazioni con un elenco di quattordici timbri firmati da diverse ditte, e
meglio alberghi, ristoranti e bar aperti tutto l’anno. La medesima ha precisato
che si tratta delle altre ricerche che ha effettuato dal 1° marzo 2017.

                                         L’insorgente ritiene che
la decisione contestata ignori i fatti documentati e le ricerche svolte di
persona dal 1° marzo 2017, in particolare trentotto ricerche compiute da agosto
a novembre 2017 cercando lavoro tutto l’anno in diversi alberghi della zona.

                                         La medesima ha
puntualizzato, da un lato, di avere appreso successivamente che tanti alberghi
sono aperti soltanto nella stagione estiva. Dall’altro, che da marzo ad agosto
2017 ha effettuato e documentato quattordici ricerche d’impiego (cfr. doc. I).

                                         

                               1.3.   L’URC, in risposta, ha
postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                                         in diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione
giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid.
5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11
luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H
212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98
del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del
22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014
del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8 settembre 2015).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto della
vertenza è la questione di sapere se l’URC ha a ragione o meno sospeso l’assicurata
dal diritto all’indennità di disoccupazione a causa di ricerche di lavoro
insufficienti dal profilo qualitativo nel lasso di tempo dall’8 agosto al 7
novembre 2017 precedente l’iscrizione in disoccupazione.

 

                               2.3.   Tra gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare
personalmente un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16
cpv. 1 e 2 LADI il cui tenore non è stato modificato dalla quarta revisione
della LADI), se necessario anche fuori della professione precedente (cfr. art.
17 cpv. 1 LADI il cui testo è rimasto invariato in occasione della quarta
revisione LADI) ed anche fuori del proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16
cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo di
controllo egli dovrà, dunque, presentare al servizio competente le prove documentali
relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA C 77/91 del 29 gennaio
1992 nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1 OADI:

 

"
L'assicurato deve
finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di regola sotto forma di
domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI prevede
che:

 

"
L’assicurato deve inoltrare la prova delle ricerche di lavoro per ogni
periodo di controllo al più tardi il quinto giorno del mese seguente o il primo
giorno lavorativo successivo a tale data. Se l’assicurato lascia scadere il
termine senza valido motivo, le ricerche di lavoro non potranno più essere
prese in considerazione."

 

L'art. 26 cpv. 3
OADI stabilisce che:

 

"
Il servizio competente
verifica ogni mese le ricerche di lavoro dell'assicurato."

 

                                         La LADI ha, dunque, previsto
che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue possibilità per evitare o
ridurre lo stato di disoccupazione.

 

                                         Tale principio non è stato
messo in discussione contestualmente alla quarta revisione della LADI (cfr.
Messaggio concernente la modifica delle legge sull’assicurazione contro la
disoccupazione del 3 settembre 2008, FF N. 38 dl 23 settembre 2008).

                                         L'obbligo di ridurre il danno,
valido anche nell'assicurazione contro la disoccupazione (cfr. DTF 125 V 197
consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, p.
48), è violato, fra l'altro, quando l'assicurato compie sforzi insufficienti
per trovare lavoro.

 

                                         Se non adempie il suo obbligo
egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI,
secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il suo
possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr. STF
8C_180/2010 del 4 agosto 2010; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010; STFA C
221/02 del 3 agosto 2003).

 

                                         L’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI
è stato ritenuto dal Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1°
gennaio 2007 Tribunale federale) conforme alle disposizioni della Convenzione
OIL Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V
228-230; D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation
de l'assurance chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e
Francoforte sul Meno 1992, p. 193s.).

 

                                         La
giurisprudenza ha stabilito che deve essere sospeso dal diritto all'indennità
l'assicurato che non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo
che precede l'adempimento dell'obbligo di controllo (cfr. STF 8C_589/2009 del
28 giugno 2010).

 

                                         Per
costante giurisprudenza, chiunque si accinge ad iscriversi in disoccupazione
deve attivarsi per cercare un nuovo impiego.

                                         In
una sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006, la nostra Alta Corte ha così
sottolineato che l'obbligo di cercare un'occupazione adeguata nel periodo
precedente la disoccupazione vige anche con l'entrata in vigore della LPGA.
Tale dovere è ancorato nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché
gli assicurati non possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere
tenuti a intraprendere dei validi sforzi anche antecedentemente all'iscrizione
in disoccupazione.

                                         L'assicurato deve così, ad
esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal
momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova
occupazione (cfr. STF 8C_192/2016 del 22 settembre 2016 consid. 3.1.; STF
8C_463/2016 del 20 settembre 2016 consid. 3.2.; STF 8C_544/2014 del 26 novembre
2014 consid. 4.2.; STF 8C_278/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 2.1.2.
pubblicata in DTF 139 V 524; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010,
consid. 3.1; STF 8C_800/2008 dell'8 aprile 2009, consid. 2.1; STFA C 208/03 del
26 marzo 2004, consid. 3.1 in DLA 2005 n. 4 p. 56; STFA C 77/91 del 29 gennaio
1992; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure
art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).

 

                                         Inoltre
gli assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. STF 8C_863/2014 del 16 marzo 2015
consid. 2.2., pubblicata in DTF 141 V 365; Comunicazioni e istruzioni UFIAML,
n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo, op. cit., pag. 17).

 

                               2.4.   Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA C 49/00 del 15 gennaio 2001).

 

                                         Per
quel che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non
prevede un numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.

                                         La giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di
riferimento (e non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo
di controllo vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide
(cfr., per tutte, la STCA AD 247/86 del 28 gennaio 1987). 

                                         L'Alta Corte, pur confermando
tale principio (cfr. STFA C 33/87; STFA C 286/02 del 3 luglio 2003), ha
precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto quante ricerche
mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che la prassi
amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego al mese
(cfr. STFA C 106/04 del 12 luglio 2005 consid. 2.1.; STFA C 199/05 del 29
settembre 2005; STFA C 6/05 del 6 marzo 2006 consid. 3.2.).

                                         In una sentenza 8C_589/2009
del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha confermato la propria
giurisprudenza e ha rilevato:

 

"
(…)

3.2 Pour trancher le point de savoir si
l'assuré a fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il
faut tenir compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches entreprises
(ATF 124 V 225 consid. 4a p. 231). Sur le plan quantitatif,
la jurisprudence considère que dix à douze recherches d'emploi par mois sont en
principe suffisantes (cf. ATF 124 V 225 consid. 6 p. 234; arrêt C 258/06 du 6 février
2007 consid. 2.2). On ne peut cependant pas s'en tenir de manière schématique à
une limite purement quantitative et il faut examiner la qualité des démarches
de l'assuré au regard des circonstances concrètes, des recherches ciblées et
bien présentées valant parfois mieux que des recherches nombreuses (arrêt C
176/05 du 28 août 2006 consid. 2.2;
RUBIN, op. cit. p. 392). (…)"

 

                                         Al
riguardo cfr. pure STF 8C_278/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 2.1.4.,
pubblicata in DTF 139 V 524; STF 8C_544/2014 del 26 novembre 2014 consid. 4.4.;
STF 8C_192/2016 del 22 settembre 2016 consid. 3.2. (in cui al consid. 5 l’Alta
Corte ha in particolare precisato che non va effettuata alcuna distinzione tra
il numero di ricerche da svolgere in un periodo di controllo e il relativo
numero durante il periodo di disdetta); STF 8C_463/2016 del 20 settembre 2016
consid. 3.2.

 

                                         Sulle modalità con le quali
bisogna effettuare le ricerche di lavoro, il TCA ricorda innanzitutto che
secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il
suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio
competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26
cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; DLA 1988 p.
95; DTF 120 V 74).

                                         La legge non prevede nessun
modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire effettuate
sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi datori di
lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla fine di ogni
periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio competente d'avere
realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del 29 gennaio 1992
nella causa E. R., non pubblicata).

                                         Concretamente ciò significa
che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di ricerca personale
il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei datori di
lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è necessario che il
datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo "timbro" sul
formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra forma scritta, che la
ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del 28 gennaio 1987 nella
causa S. P., AD 5/87).

                                         Inoltre
deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si
è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella
causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

 

                                         L'assicurato potrà servirsi
dell'apposito formulario messo a disposizione dalla SECO (dal 1° luglio 1999 la
Segreteria di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio federale dello
sviluppo economico e del lavoro).

 

                                         In caso di rifiuto del datore
di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà comunque
limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al servizio
competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 pag. 95). 

 

                                         In
una sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

pag. 156 segg., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno
l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

 

                               2.5.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI la
durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione dal diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in
caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. cfr. art. 45 cpv. 3 OADI in vigore dal 1° aprile 2011; 45 cpv. 2 vOADI).

                                         La sua durata è determinata
secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv. 5
OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità, la
durata della sospensione è prolungata in modo adeguato. Per determinare il
prolungamento sono prese in considerazione le sospensioni degli ultimi due
anni. 

                                         Nella già
citata sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha
ricordato che "La gravité de la faute dépend de l'ensemble des
circonstances du cas, en particulier des recherches d'emploi qui peuvent être
mises au crédit de l'assuré malgré le caractère globalement insuffisant de ses
démarches, ou encore d'éventuelles instructions de l'ORP qu'il n'aurait pas suivies
en dépit de leur pertinence".

                                         Per quel che attiene
alla sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata sull'art.
30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione da 4 a 6
giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per
insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo
successivo i parametri della SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9
giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione
per insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con
proporzionali aumenti per i periodi successivi, visto l'art. 45

cpv. 5 OADI (cfr. Prassi LADI/ID D72 punto 1 dell’ottobre 2011; Lista delle
sospensioni SdL n. 464 del 23 dicembre 2011).

 

                                         Queste
direttive sono conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo,
"Alcuni compiti …”, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte
dall'amministrazione su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA.

                                         Anche il TFA ha approvato il
modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA C 10/05 del 25 aprile 2005;
STFA C 210/04 del 10 dicembre 2004; STFA C 275/02 del 2 maggio 2003; STFA C
286/02 del 3 luglio 2003; STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; STFA C 338/01 del
6 agosto 2002).

 

                               2.6.   Nella presente evenienza,
dalla documentazione agli atti si evince che l’assicurata dal 27 marzo al 5
novembre 2017 è stata impiegata quale cameriera ai piani/lingerista presso
l’Albergo __________ di __________ con contratto stagionale (cfr. doc. 1a).

 

                                         L’8 novembre 2017 la
ricorrente si è iscritta in disoccupazione, aprendo il 2° termine quadro per la
riscossione delle prestazioni (8.11.2017 – 7.11.2019) e ricercando un impiego
quale cameriera ai piani, impiegata di buffet, cameriera, ausiliaria di pulizie,
aiuto cucina e palafreniere (cfr. doc. F).

 

                                         Al momento dell’annuncio
per il collocamento l’assicurata ha presentato all’amministrazione le proprie
ricerche d’impiego compiute nel periodo precedente la disoccupazione. Dalla
documentazione prodotta è risultato che la medesima ha effettuato 37 ricerche dal
mese di agosto al mese di ottobre 2017. Nessuna ricerca è stata comprovata per
i mesi antecedenti agosto 2017 (cfr. doc. 1b). 

                                         Il
consulente del personale, il 15 novembre 2017, le ha perciò trasmesso una
“Richiesta di giustificazione” con cui, da un lato ha indicato:

 

(…) quale “disoccupata stagionale”
lei deve essere disposta a cercare e accettare impieghi duraturi. In
particolare lei deve cercare lavoro durante tutto l’anno (compreso il periodo
in cui lavorava). Di conseguenza il suo obiettivo deve essere quello di
ricercare un nuovo lavoro che le permetta di essere occupata tutto l’anno
oppure, quale seconda scelta e quale sforzo minimo, cercare almeno un lavoro
sostitutivo per la “stagione morta” (anche fuori dalla professione normale).
Queste istruzioni le sono già state comunicate  per il tramite del documento
“promemoria sulle ricerche di lavoro”, consegnatole nel periodo di
disoccupazione precedente. (…)” (Doc. 2)

 

                                         Dall’altro, l’ha invitata
a motivare, entro il 22 novembre 2017, il proprio comportamento, allegando
l’eventuale documentazione a sostegno delle sue dichiarazioni.

                                         Il
collocatore ha aggiunto che, oltre la data indicata, l’autorità cantonale
avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando espressamente
l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione di un
assicurato nel caso in cui non faccia il suo possibile per ottenere un’occupazione
adeguata (cfr. doc. 2).

 

                                         La ricorrente, il 21
novembre 2017, ha risposto di non avere mai sentito o di non avere capito,
anche perché non comprende bene l’italiano, le condizioni di ricerca di un
lavoro per le persone con contratto stagionale. La medesima ha precisato di
avere ricevuto un contratto di questo tipo per la prima volta nel 2016 presso
l’Albergo __________ e che la disoccupazione del 2014 è intervenuta in un
periodo molto difficile della sua vita, in quanto il marito soffriva di una
disfunzione renale che ha necessitato, nel giugno 2014, di un trapianto di rene
da lei donatogli (cfr. doc. 3).

 

                                         Dal profilo procedurale
l’amministrazione ha, dunque, ossequiato il diritto di essere sentito
dell’insorgente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e dall’art. 42 LPGA (al
riguardo cfr. DTF 136 V 115-116; DTF 136 V 124).

 

                                         L’URC,
con decisione formale del 18 dicembre 2017, ha sospeso l’assicurata dal diritto
alle indennità di disoccupazione per nove giorni a causa di ricerche di lavoro
qualitativamente insufficienti nel periodo dall’8 agosto al 7 novembre 2017,
osservando in particolare:

 

" (…) Nel
caso concreto, abbiamo verificato le indicazioni ricevute in precedenza e dalle
stesse non abbiamo rilevato informazioni specifiche in merito per cui abbiamo
valutato unicamente il periodo 08.08.2017-07.11.2017 e non tutto il periodo
01.03.2017-7.11.2017. La verifica rileva che, ha sì effettuato ricerche durante
tale periodo, ma le ricerche debbono essere considerate qualitativamente
insufficienti in quanto svolte in attività stagionali e che pertanto non
avrebbero migliorato la sua situazione professionale. Procedendo come fatto, la
signora RI 1 ha violato il proprio obbligo di ricercare lavoro prima
dell’iscrizione all’URC e deve pertanto essere sospesa dal diritto all’indennità
di disoccupazione. (…)” (Doc. B=4)

 

                                         Nell’opposizione
interposta contro il provvedimento del 18 dicembre 2017 l’insorgente ha
asserito di aver intrapreso, oltre alle ricerche presentate, altri sforzi al
fine di reperire un’occupazione tramite i giornali, internet, la Cassa di
disoccupazione, conoscenti e amici. L’assicurata ha, inoltre, indicato di avere
compiuto ricerche in alberghi per attività stagionali a sua insaputa, in quanto
non era al corrente se gli stessi chiudevano nella stagione invernale. Per
alcuni esercizi pubblici che regolarmente chiudono in inverno la medesima ha
specificato di essersi, però, candidata spontaneamente, poiché cercano
personale durante le feste di Natale o di fine anno e in seguito avrebbero
potuto proporle un contratto per l’inizio della stagione.

                                         La ricorrente ha, infine,
fatto valere di non cercare soltanto nell’ambito della ristorazione, bensì in
qualsiasi ramo professionale che possa essere consono alle sue caratteristiche
(cfr. doc. C=5).

 

                                         L’amministrazione, il 24
gennaio 2018, ha, di conseguenza, chiesto all’assicurata di comprovare, entro
il 5 febbraio 2018, le ricerche d’impiego che avrebbe eseguito rispondendo a
reali offerte di lavoro, annunci su giornali e internet, come pure di
trasmettere le dichiarazioni firmate dei potenziali datori di lavoro che
avrebbe contattato di persona (cfr. doc. 6).

 

                                         Il 6 febbraio 2018 sono
pervenuti all’URC da parte della ricorrente due fogli con stampati il suo
indirizzo, la dichiarazione “Confermo la ricerca di lavoro di signora RI 1
in periodo dal 01.03.1917 (recte: 2017)” e, a piè di pagina, quanto segue:

 

" Buon
giorno. Avrei interesse di lavorare in sua impresa o albergo sia come cameriera
ai piani o anche come cameriera di ristorante. Il mio lavoro adesso in __________
è stagionale, non mi garantisce un minimo di ore di lavoro e va finire in mese
di ottobre 2017.

RI 1” (Doc. 7)

 

                                         Inoltre sui fogli sono
stati apposti da parte di ristoranti, bar, hotel e negozi del locarnese alcuni
timbri e firme (cfr. doc. 7).

 

                                         L’URC,
con decisione su opposizione del 20 febbraio 2018, precisando che l’elenco dei
timbri fornito dall’assicurata conferma che l’assicurata si è presentata ad
alcuni potenziali datori di lavoro nel periodo dal 1° marzo 2017, non
pertinente al lasso di tempo valutato, ha confermato il provvedimento del 18 dicembre
2017 (cfr. doc. F).

 

                               2.7.   Per quanto
attiene agli assicurati che controllano la disoccupazione tra una stagione
lavorativa e l’altra (ad es. nel settore dell’edilizia o della ristorazione) o
durante le vacanze scolastiche, e quindi si annunciano in disoccupazione
soltanto alcuni mesi ogni anno, va osservato che questo Tribunale ha stabilito
che le esigenze relative alla ricerca costante di un impiego duraturo devono
essere molto severe, al fine di evitare che venga decretata la loro inidoneità
al collocamento dal profilo soggettivo. In particolare questi assicurati devono
svolgere tali ricerche durante tutto il periodo in cui lavorano e devono
ricercare un'occupazione annuale - o almeno un'occupazione, di breve durata,
per la "stagione morta" fuori dalla propria professione e in
un'attività realmente esistente sul mercato del lavoro. Essi sono pure tenuti
ad accettare un impiego annuale duraturo ufficialmente assegnato (cfr. RDAT
II-2001 N. 92; STCA 38.2000.190 del 17 aprile 2001; STCA del 16 marzo 2000
nella causa P.B.; STCA del 21 settembre 1999 nella causa A.T. contro URC; STCA
del 21 aprile 1999 nelle cause T.B. e S.P. contro UCL e N.Q contro UCL; DTF 120
V 385; D. Cattaneo, Alcuni compiti …, pag. 21; 24-25).

                                         Il TCA ha pure stabilito
che l'amministrazione, per valutare se sono stati compiuti sufficienti sforzi
per reperire un impiego e decidere un'eventuale sanzione, deve riferirsi a
tutto il periodo in cui viene esercitata un'attività lucrativa e non solo agli
ultimi mesi di lavoro (cfr. RDAT II-2001 N. 92; STCA 38.2001.15
del 17 agosto 2001; STCA 38.2000.190 del 17 aprile 2001).

 

                                         In tale contesto è utile
segnalare che in una sentenza C 53/06 del 20 marzo 2007 il TF ha accolto il
ricorso del Servizio pubblico dell’impiego del Canton Friborgo inoltrato contro
un giudizio con il quale il Tribunale cantonale amministrativo aveva annullato
una decisione su opposizione di inidoneità al collocamento di un assicurato che
non aveva compiuto alcuna ricerca di lavoro durante l’attività stagionale precedente
la disoccupazione e aveva rinviato gli atti per, se del caso, infliggergli una
sospensione dal diritto all’indennità di disoccupazione.

                                         La nostra Massima Istanza
ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…)

5.

Il ressort des pièces du dossier que l'intimé a
travaillé, de manière tout à fait temporaire, au service de l'agence Creyf's
pour le compte de JPF Construction SA, huit mois en 2002, 7 mois et demi en
2003 et six mois en 2004. A chaque occasion, un nouveau contrat de durée déterminée
a été conclu, si bien que l'on est en présence d'un pur rapport de travail
intérimaire (à l'instar de la situation de l'arrêt ATF 119 V 46 consid. 2a et
2b p. 49 sv.).

 

Il convient donc d'examiner si l'intimé était
disposé à accepter un emploi durable qui s'offrirait à lui. L'assuré s'est
inscrit au chômage en décembre 2003. Après avoir bénéficié d'indemnités
journalières en janvier et février 2004, il a sollicité à nouveau de telles
prestations à partir du 24 décembre 2004. Il n'a fourni aucune recherche
d'emploi pour les deux périodes précédant ses inscriptions au chômage. On doit
dès lors admettre qu'il se limitait essentiellement à exercer des activités
temporaires par l'intermédiaire de Creyf's SA, comme le démontre d'ailleurs le
fait qu'il a repris une occupation par l'entremise de cette même agence en mars
2005. Quoi qu'il s'en défende, il entre dans la catégorie des assurés dont la
disponibilité se limite uniquement aux emplois de durée et de fréquence
irrégulière, qui ne veulent ou ne peuvent pas accepter d'emploi fixe et qui ont
ainsi en principe à leur charge, du point de vue de l'aptitude au placement, le
risque inhérent d'une perte de travail entre deux emplois (ATF 120 V 385 consid.
3b p. 388; Thomas Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungs-recht [SVBR], Soziale Sicherheit, 2ème édition, ch. 286 p.
2266; Boris Rubin, Assurance-chômage: Droit fédéral, survol des mesures
cantonales, procédure, 2ème édition, ch. 3.9.8.6. p. 228). (…)."

 

                                         L’Alta
Corte, in un’ulteriore sentenza C 22/07 del 21 agosto 2007,
 ha, poi, dichiarato inidoneo al collocamento per i mesi interstagionali
invernali un assicurato che dopo 17 anni presso una ditta con contratto di
durata indeterminata è stato licenziato e riassunto dalla stessa azienda con contratto
di durata determinata.

                                         Contestualmente
il TF ha rilevato che:

 

" (…) der Wille, eine unbefristete Stelle
anzutreten, hat nicht wegen fehlender Arbeitslosenentschädigung zu erfolgen,
sondern weil die Unterbrüche in der Erwerbstätigkeit vermieden werden wollen.
Doch bereits die Arbeitsbemühungen in der hier interessierenden Zeit machen
deutlich, dass eine Festanstellung nicht angestrebt wurde. Im Gegenteil suchte
der Versicherte ausschliesslich im Baugewerbe, wo er davon ausgehen konnte,
dass in den Wintermonaten nicht mit einer Anstellung zu rechnen war (vgl.
Urteil C 216/06 vom 8. März 2007). Indem er seine Arbeitsbemühungen nicht auf
andere Branchen ausweitete, hat er nicht alle Vorkehrungen getroffen, um im
Sinne der Schadenminderungspflicht die Arbeitslosigkeit zu vermeiden, sondern
nahm seine kurzen Verdienstausfälle in Kauf. Diese sind aber nicht Jahr für
Jahr von der Arbeitslosenversicherung zu tragen.“ 

 

                                         Inoltre con giudizio 8C_459/2007 dell’11 giugno 2008 il
Tribunale federale ha confermato l’inidoneità al collocamento di un’assicurata
dal 1° dicembre 2006 al 31 marzo 2007 sia perché non aveva svolto un numero
sufficiente di ricerche di lavoro, sia in quanto non era disposta ad accettare,
se si fosse presentata l'occasione, un lavoro a tempo pieno.

                                         In proposito la nostra
Massima Istanza ha rilevato che:

 

" (…)

Come affermato dalla Corte cantonale non risulta dagli atti in
alcun modo la volontà di S.________ di voler effettivamente cercare
rispettivamente accettare, sia nel suo settore che in altri adeguati, un lavoro
a tempo indeterminato. Le ricerche di lavoro infatti si sono limitate al
settore della ristorazione, che comprende in parte attività di carattere
stagionale (gerente di esercizi pubblici). Inoltre la ricorrente si è rifiutata
di partecipare a eventuali programmi occupazionali e ha addotto che nel caso in
cui le fossero stati sottoposti lavori annuali, avrebbe dovuto "valutare
bene con il potenziale datore tale proposta" e che non si sarebbe
"mai posta questo quesito da quando si è iscritta in disoccupazione ad
oggi" (colloquio di consulenza del 21 novembre 2006).

 

Dagli atti emerge del resto che essa lavora da quattro anni
stagionalmente per la medesima società, la quale gestisce un ristorante a
conduzione familiare, in cui per sua stessa ammissione è attiva praticamente
tutta la famiglia. Alla luce di quanto sopra esposto le circostanze parlano
tuttalpiù a favore della volontà - ben comprensibile - dell'assicurata di
continuare a gestire, durante la stagione estiva, l'attività di ristorazione a
carattere stagionale avviata nel 2003 dalla famiglia. In tale ipotesi tuttavia,
il rischio della perdita di lavoro tra una stagione e l'altra va posto a suo
carico.

Non va inoltre dimenticato che S.________ ha reiteratamente, e
meglio per ben quattro anni, e per sua stessa ammissione, eseguito ricerche di
lavoro insufficienti non raggiungendo il numero pattuito con il consulente
competente e limitandole all'ambito della propria professione.

 

Che tale procedere non era corretto le doveva inoltre essere ben
chiaro, in quanto le era stato ripetutamente comunicato dai consulenti, che
doveva cercare un impiego a tempo indeterminato anche al di fuori del suo campo
di attività.”

 

                               2.8.   In concreto dalle carte
processuali, in particolare dai formulari “Prova degli sforzi personali
intrapresi per trovare lavoro”, emerge che l’assicurata, nel lasso di tempo
valutato dall’URC, ossia dall’8 agosto al 7 novembre 2017 (cfr. doc. B=4;
consid. 2.6.), ha intrapreso 57 ricerche di lavoro a tempo pieno, e meglio 12
ricerche nel mese di agosto 2017, 13 ricerche nel mese di settembre 2017 e 12
ricerche nel mese di ottobre 2017, in qualità di cameriera ai piani presso
hotel del locarnese (cfr. doc. 1a). Nessuna ricerca è stata attestata per il
periodo dal 1° al 7 novembre 2017.

 

                                         Chiamato a pronunciarsi in
merito alle ricerche d’impiego relative all’arco di tempo dall’8 agosto al 7
novembre 2017, il TCA, attentamente esaminata la documentazione agli atti,
ritiene che effettivamente le modalità secondo le quali la ricorrente ha
ricercato una nuova occupazione non sono esenti da critica. 

 

                                         In primo luogo, questa Corte
osserva che l’assicurata, nei mesi di agosto, settembre e ottobre 2017, ha
cercato lavoro esclusivamente nel settore alberghiero che in Ticino nella stagione
invernale, anche per quanto concerne quelle strutture che restano aperte tutto
l’anno, risente negativamente di un notorio calo del turismo.

                                         Di questo aspetto
l’insorgente, che vive ad __________, non poteva non essere consapevole. 

 

                                         In secondo luogo, volendo
comunque proporsi presso alcuni hotel, l’assicurata avrebbe dovuto rivolgersi
ad alberghi che restano aperti tutto l’anno, verificando prioritariamente se
gli stessi chiudono in inverno, ciò che non risulta essere stato fatto. 

                                         In effetti la medesima,
nell’opposizione del 22 dicembre 2017, ha riconosciuto di avere compiuto
ricerche in alberghi per attività stagionali, come indicato dall’URC (cfr. doc.
B=4), ma a sua insaputa, in quanto non era al corrente se gli stessi chiudevano
nella stagione invernale (cfr. doc. C=5; consid. 2.6.).

 

                                         Gli sforzi intrapresi
presso gli alberghi che interrompono l’attività nei mesi invernali non solo non
sono stati rivolti verso un’occupazione annuale, ma nemmeno verso un impiego
per la “stagione morta”. 

                                         Tali ricerche di lavoro si
rivelano, dunque, inconsistenti e destinate a priori all’insuccesso.

 

                                         Come evidenziato dall’URC
(cfr. doc. F), la ricorrente del resto non ha allegato, davanti all’amministrazione
e neppure davanti al TCA, alcuna risposta dei potenziali datori di lavoro
interpellati.

 

                                         Va, poi, rilevato che
tutte le ricerche svolte nei mesi da agosto a ottobre 2017 sono state compiute
nella zona limitrofa al domicilio di __________ dell’assicurata, in particolare
ad __________ stessa, __________, __________, __________, __________, __________
(cfr. doc. 1a).

                                         Al riguardo giova
sottolineare che nel Cantone Ticino, oltre alla zona del __________, vi sono in
ogni caso altre regioni a vocazione turistica, come le varie valli e le sponde
del __________ (cfr. STCA 38.2016.6 del 14 aprile 2016 consid. 2.8.; STCA
38.2012.4 del 22 marzo 2012 consid. 2.9.). 

 

                                         Per quanto attiene ai
timbri con relative firme concernenti hotel, bar, ristoranti e negozi del
locarnese a cui l’assicurata si sarebbe rivolta alla ricerca di un impiego e
che la stessa ha prodotto all’amministrazione il 6 febbraio 2018 (cfr. doc. 7),
giova osservare che gli stessi non riportano la data di quando esattamente
l’insorgente si sarebbe candidata presso ogni singolo posto, bensì figura soltanto
l’indicazione prestampata che si tratterebbe di ricerche compiute dal 1° marzo
2017. Inoltre non è stato precisato quale tipo di attività la ricorrente abbia
ricercato, né l’esito della domanda d’impiego.

                                         Ne discende che gli stessi,
da cui non emerge chiaramente che si riferiscano al periodo 8 agosto - 7
novembre 2017, sono ininfluenti ai fini della risoluzione della presente
vertenza.

 

                                         Il TCA, d’altronde, ha già
avuto modo di ricordare che la legge impone agli assicurati non di raccogliere
firme o timbri, bensì di compiere sforzi validi per trovare un nuovo lavoro
(cfr. STCA 38.2016.6 del 14 aprile 2016 consid. 2.8.; RDAT I-1994, pag.
206-207). 

 

                                         Relativamente, infine,
alla censura ricorsuale secondo cui durante l’attività lavorativa di durata
determinata svolta nel 2017 ha lavorato tutti i giorni fino al 7 novembre 2017,
incluso sabato e domenica, per cui non aveva la possibilità di migliorare le
ricerche (cfr. doc. I pag. 2), questo Tribunale ricorda che secondo l'art. 329
cpv. 3 del Codice delle obbligazioni, se il contratto è disdetto, il datore di
lavoro deve concedere al lavoratore "il tempo necessario per cercare un
altro lavoro" (cfr. ad esempio STCA 38.2006.63 del 30 novembre 2006
consid. 2.8.; STCA 38.2000.13 del 2 maggio 2000).

                                         Il tempo occorrente per
cercare un altro impiego deve essere accordato anche ai lavoratori legati da un
contratto di lavoro di durata determinata che sta per scadere (cfr. STCA
38.2016.34 del 15 febbraio 2017 consid. 2.9.; STCA 38.2014.73 del 26 marzo 2015
consid. 2.7.; STCA 38.2012.72 del 27 febbraio 2013 consid. 2.10.; STCA
38.2012.6 del 26 aprile 2012 consid. 2.9.; STCA 38.2010.75 del
4 maggio 2011 consid. 2.8.; STCA 38.2008.72 del 18 marzo
2009 consid. 2.7.; G. Aubert, "Du contrat de travail" in Code des obligations
I. Commentaire romand. Ed. Helbing & Lichtenhahn, Ginevra-Basilea-Monaco
2003 ad art. 329 n. 6 pag. 1734; Brunner-Bühler-Wacher-Bruchez
"Commentaire du contrat de travail". Ed Réalités sociales,
Losanna 2004 ad art. 329 n. 3 pag. 160).

 

                                         In simili condizioni, questo
Tribunale deve concludere che il comportamento della ricorrente, nel periodo
dall’8 agosto al 7 novembre 2017, non corrisponde a quanto richiesto dalla
legge e dalla giurisprudenza federale, non risultando le relative ricerche di
impiego sufficienti qualitativamente.

 

                                         L’assicurata, in tale arco
di tempo, ha così violato l’obbligo di ridurre il danno che la legge le impone
e deve dunque essere sospesa dal diritto alle indennità di disoccupazione
giusta l’art. 30 cpv. 1 lett. c. (cfr. consid. 2.3.).

 

                               2.9.   Per
quanto concerne la commisurazione della sanzione, va preliminarmente osservato
che il 27 agosto 2001 l'Ufficio cantonale del lavoro ha emanato una circolare
interna no 114a, la quale è stata esaminata da questa Corte nell'ambito di una
vertenza analoga alla presente (cfr. STCA 38. 2001.201 del 5 febbraio 2002).
Essa indica che:

 

"
(…)

1.   Periodo di tempo da esaminare

 

L'esame delle ricerche di lavoro è esteso a tutti gli
sforzi intrapresi prima dell'iscrizione in disoccupazione e durante tutto il
periodo durante il quale il disoccupato ha lavorato (l'esame non va
limitato agli ultimi 3 mesi).

 

(…)

3.  Durata della sospensione

 

La durata della sospensione avviene in
considerazione della colpa dell'assicurato, operando una valutazione complessiva
degli sforzi svolti durante i 3 mesi immediatamente precedenti la
disoccupazione e durante tutta la durata dell'impiego stagionale. Per garantire
omogeneità d'applicazione e offrire una base di valutazione comune i giorni di
sospensione dovranno essere determinati tenendo conto di quanto segue:

 

3-4 giorni per ogni mese di ricerche
insufficienti o inesistenti durante i tre mesi prima della disoccupazione,
aumentati di 1‑2 giorni per ogni mese nel resto dell'anno con sforzi
insufficienti o inesistenti, senza superare in ogni caso il massimo di 18
giorni." (Doc. 10, inc. 38.2001.201)

 

                                         Nell'ambito della vertenza
sopra menzionata, il TCA ha ritenuto tale direttiva conforme a quanto previsto
dalla giurisprudenza cantonale in merito ai lavoratori stagionali (cfr. consid.
2.7.; STCA 38.2001.201 del 5 febbraio 2002).

 

                                         La
Circolare 114a non indica in modo preciso quando, relativamente agli ultimi tre
mesi di attività lavorativa, infliggere 3 o 4 giorni per mese e, per quanto
riguarda i mesi precedenti gli ultimi tre prima della disoccupazione, quando
irrogare 1 o 2 giorni.

                                         Il
TCA ha ritenuto, in analogia con quanto enunciato dalla "Circulaire
relative à l'indemnité de chômage" emanata dalla SECO in vigore dal 1°
gennaio 2002 (p.to D68) - corrispondente alla Prassi LADI/ID p.to D72 della
SECO in vigore dall’ottobre 2011 (cfr. consid. 2.4.) - la quale prevede per il
periodo di disdetta sanzioni più severe per mancate ricerche che per
insufficienti ricerche, che per i tre mesi antecedenti l'annuncio in disoccupazione
si debbano applicare 3 giorni per insufficienti ricerche e 4 giorni per mancate
ricerche. 

                                         Il
medesimo ragionamento vale per i giorni di sanzione da irrogare nei mesi
precedenti gli ultimi tre di attività, per cui 2 giorni vanno applicati per
mancate ricerche e 1 giorno è da infliggere per insufficienti ricerche (cfr. STCA
38.2012.4 del 22 marzo 2012 consid. 2.10.; STCA 38.2001.262 del 30 settembre
2002 consid. 2.10).

 

                                         Al
riguardo giova segnalare che la direttiva n. 477 relativa a sospensioni nel
caso di attività stagionali emessa dalla Sezione del lavoro il 30 aprile 2010,
 in modo concorde alla giurisprudenza e alla circolare n. 114a, prevede che:

 

"
(…)

La durata della sospensione avviene in considerazione
della colpa dell’assicurato, operando una valutazione complessiva degli sforzi
svolti durante i 3 mesi immediatamente precedenti la disoccupazione e durante
tutta la durata dell’impiego stagionale. Per garantire omogeneità
d’applicazione e offrire una base di valutazione comune i giorni di sospensione
dovranno essere determinati tenendo conto di quanto segue:

-      
durante i tre mesi prima della
disoccupazione

             ricerche insufficienti 3 giorni / per
ogni mese

             ricerche inesistenti 4 giorni / per ogni
mese

-      
durante ogni mese nel resto
dell’anno

             ricerche insufficienti 1 giorno

             ricerche inesistenti 2 giorni

 

in totale, in qualsiasi caso, senza superare in ogni
caso il massimo di 18 giorni fissato dalla Lista delle sospensioni SdL.” (cfr. STCA 38.2012.12 del 4 ottobre 2012 consid. 2.11.)

 

                                         In proposito cfr. pure
STCA 38.2016.37 del 23 marzo 2017 consid. 2.12.

 

                                         Nel caso in esame l'URC,
che ha valutato esclusivamente le ricerche d’impiego svolte dalla ricorrente
dall’8 agosto al 7 novembre 2017 (cfr. doc. B=4: decisione formale del 18
dicembre 2017; consid. 2.6.; 2.8.), l’ha sospesa dal diritto alle indennità di
disoccupazione per nove giorni (2 giorni per il periodo dall’8 al 31 agosto
2017 + 3 giorni per il mese di settembre 2017 + 3 giorni per il mese di ottobre
2017 + 1 giorno per il periodo dal 1° al 7 novembre 2017; cfr. doc. B=4).

                                                                                

                                         Tutto ben considerato, la
sanzione di nove giorni inflitta all’insorgente risulta conforme al principio
della proporzionalità (cfr. consid. 2.5.). 

 

                                         Questa soluzione si
giustifica tanto più se si considera che il giudice non può mettere in
discussione senza validi motivi il margine di apprezzamento
dell’amministrazione (cfr. STF 8C_342/2017 del 28 agosto 2017 consid.4.2.; STF
8C_22/2016 del 3 marzo 2016; DLA 2016 Nr. 3 pag. 58 seg.; DTF 137 V 75; STFA C
221/2002 del 4 agosto 2003; STCA 38.2012.43 del 24 settembre 2012, il cui
ricorso al TF è stato dichiarato inammissibile con sentenza 8C_841/2012 del 3
dicembre 2012; STCA 38.2011.84 del 6 febbraio 2012).

 

                                         La
decisione su opposizione del 20 febbraio 2018 deve, conseguentemente, essere
confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti