# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c08a2bb5-833e-593f-b6be-5720995f40bd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-04-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 07.04.2017 12.2017.33
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2017-33_2017-04-07.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2017.33

  	
  Lugano

  7 aprile 2017/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente della seconda Camera civile del
  Tribunale d'appello

  
	
  quale
  giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. b cfr. 3 LOG)

  
	
   

  	
   

  
						

 

sedente
per statuire nella causa inc. n. SO.2017.465 (tutela giurisdizionale nei casi
manifesti, espulsione del conduttore) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 4, promossa con istanza 1° febbraio 2017 da

 

	
   

  	
  AO 1 

  AO 2 

  RA
  1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
  contro

  
				

 

	
   

  	
  AP 1 

   

  

 

chiedente l’espulsione immediata della
convenuta, domanda alla quale questa si è opposta e che il Pretore ha accolto
con decisione 16 febbraio 2017;

 

appellante la convenuta che con appello del 18 febbraio 2017 chiede “che
la sentenza di sfratto venga annullata o posticipata”;

ritenuto

 

in fatto e in diritto:

 

                                  che a partire dal
1° novembre 2012 AP 1 conduce in locazione locali adibiti ad uso commerciale nello
stabile in via V 2 ad A, per una pigione mensile di fr. 3’000.- (doc. A);

che il 13 ottobre
2016 le locatrici AO 1 e AO 2 hanno diffidato
la conduttrice a voler versare il saldo scoperto per le pigioni, prospettando la disdetta del contratto per mora (doc. B);

 

                                  che con raccomandata
6 dicembre 2016 la locatrice ha notificato, con modulo ufficiale, la disdetta
straordinaria del contratto per il 31 gennaio 2017 (doc. C);

                                  che, non avendo la
conduttrice provveduto alla riconsegna dei locali entro la data fissata, con
istanza 1° febbraio 2017 nella procedura sommaria a tutela nei casi manifesti,
le locatrici hanno chiesto alla Pretura di ordinarne l’espulsione;

che con giudizio 16 febbraio 2017 il Pretore ha accolto l’istanza e ordinato
l’espulsione della conduttrice entro dieci giorni, con le comminatorie di rito;

 

                                  che con appello 18
febbraio 2017 la convenuta insorge contro il giudizio pretorile chiedendo “che la sentenza di sfratto venga annullata o posticipata”, siccome intenzionata a far fronte al pagamento delle pigioni
scoperte entro breve, non appena risolto l’inconveniente che ha causato la
mancanza di liquidità e il conseguente ritardo;

che l’appello non è stato intimato alla controparte e la procedura, non ponendo
questioni di principio e non risultando di rilevante importanza, può essere
decisa dalla Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv 1 lett. b
cfr. 3 LOG);

che dal 1° gennaio 2011 l’espulsione di un conduttore dai locali
occupati dopo la fine del contratto per disdetta, ordinaria o straordinaria,
avviene o in procedura semplificata (art. 243 e segg. CPC) previa conciliazione
o in procedura sommaria di tutela giurisdizionale nei casi manifesti (art. 257
CPC) che non richiede la previa conciliazione (Hohl, Procédure civile, Tome II, 2a
ed., n. 1429 pag. 260);

che con l’appello possono essere censurati l’errata applicazione del diritto e
l’errato accertamento dei fatti (art. 310 CPC); l’atto di appello deve
contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato
(art. 310 e 311 cpv. 1 CPC); l’appellante deve spiegare non perché le sue
argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o censurabili le
motivazioni del Pretore;

che nel caso concreto l’appellante ha presentato un breve testo di appello, con
il quale peraltro riconosce le circostanze poste alla base della decisione
appellata, limitandosi a esporre i motivi che hanno condotto alla mancanza di
liquidità e alla conseguente difficoltà di pagamento, ribadendo altresì l’intenzione
di fare fronte agli obblighi contrattuali nella convinzione che la descritta
situazione critica possa risolversi entro un paio di mesi, ciò che
giustificherebbe che la decisione pretorile “venga annullata o
posticipata”;

che tale modo di procedere è inammissibile e comporta l’irricevibilità
dell’appello per carente motivazione, non essendo adempiuti i presupposti
dell’art. 311 cpv. 1 CPC: l’appellante non si confronta infatti minimamente con
il giudizio impugnato;

che gli accertamenti e le conclusioni del primo giudice non risultano quindi
validamente criticati con l’appello, che va pertanto considerato irricevibile,
ciò che comporta la conferma della sentenza impugnata;

che al lato pratico la procedura d’appello, a prescindere dall’irricevibilità
dell’atto, ha comunque sostanzialmente scaturito almeno in parte il risultato
auspicato, senza peraltro che il tempo trascorso abbia concretamente prodotto
gli effetti preannunciati, nulla essendo stato comunicato al proposito;

che le spese processuali seguono la soccombenza (art. 106 CPC) e
sono fissate in conformità all’art. 9 cpv. 3 LTG; il valore litigioso della
procedura di appello, determinante anche ai fini di un eventuale ricorso al
Tribunale federale, ammonta a fr. 108’000.-, come indicato dal Pretore; non si assegnano ripetibili alla
controparte alla quale l'appello non è stato notificato.

 

Per questi motivi, 

 

decide:                 1.  L'appello 18 febbraio 2017 di AP 1 è irricevibile.

 

                             2.  Le spese processuali
di complessivi fr. 200.- sono poste a carico dell’appellante. Non si assegnano
ripetibili.

                             3.  Notificazione:

	
   

  	
  -,

  -.

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 4

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d'appello

Il
vicepresidente               

 

D.
Bozzini

 

 

 

 

Rimedi giuridici (pagina
seguente)

Nelle cause a carattere pecuniario in materia di
locazione con un valore litigioso superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF).
Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli
stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117
LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario
sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi
con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).