# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ff6ed6f2-d48e-5af8-9cd9-edee1fafeeba
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-07-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.07.2008 D-3483/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3483-2008_2008-07-21.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3483/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 1  l u g l i o  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Walter Stöckli,
cancelliera Marcella Lurà.

A._______, alias B._______, alias C._______, Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 26 maggio 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3483/2008

Fatti:

A.
L'8  aprile  2008,  l'interessato  ha  presentato  una  domanda  d'asilo  in 
Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. 
verbali  d'audizione  del  29  aprile  e  del  15  maggio  2008),  d'avere 
lasciato il suo Paese, poiché suo padre, un agente di polizia, nel  [...] 
del  2007,  sarebbe  stato  ucciso,  in  quanto  lo  stesso  avrebbe 
ammazzato delle persone da lui fermate e che sarebbero state liberate 
dopo l'arresto, fra cui parenti di un ex governatore e di un ex senatore. 
Sentendosi  minacciato  e  temendo per  la  propria  vita,  il  richiedente, 
invece di rivolgersi alle autorità statali, si sarebbe dapprima nascosto 
in  alcune  località  in  Nigeria  ed  in  seguito,  il  [...] 2008,  sarebbe 
espatriato.

B.
Il  26  maggio  2008,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno  1998  (LAsi,  RS 142.31).  L'autorità  inferiore  ha  pure 
pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso la  Nigeria  siccome  lecita, 
esigibile e possibile.

C.
Il 28 maggio 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
una nuova decisione nel  merito  della  sua domanda d'asilo  e,  in  via 
sussidiaria, la concessione dell'asilo o dell'ammissione provvisoria. Ha 
altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal  versamento 
dell'anticipo a copertura delle presumibili spese processuali.

Diritto:

1.
Il TAF pronuncia definitivamente sui ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]).

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2.
Nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai sensi 
dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere impugnato 
non può essere esteso alla questione della concessione dell'asilo, che 
presuppone una decisione nel merito della domanda stessa.

2.1 Nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie le condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 
della  legge federale  sulla  procedura  amministrativa del  20  dicembre 
1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella  decisione impugnata,  l'UFM ha considerato,  da  un lato,  che il 
ricorrente non ha addotto motivi che possano giustificare la mancata 
tempestiva  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità,  dall'altro 
lato, ha ritenuto inconsistenti le allegazioni decisive in materia d'asilo 
presentate  dall'insorgente.  In  particolare,  quest'ultimo  avrebbe  reso 
versioni  contraddittorie  in  merito  alle  persecuzioni  personali  a  cui 
potrebbe  essere  esposto  nel  suo  Paese. L'interessato  non  avrebbe, 
altresì,  saputo  fornire,  in  quanto  figlio  di  un  poliziotto,  precise 
indicazioni  in  merito  all'organizzazione  della  polizia  in  Nigeria, 
all'attività  del  padre,  come  pure  alle  modalità  dell'uccisione  di 
quest'ultimo.  Infine,  l'autorità  inferiore  ha  considerato  che  non  sono 
necessari ulteriori chiarimenti ai fini dell'accertamento della qualità di 
rifugiato  o  dell'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione 
dell'allontanamento del ricorrente.

5.
Nel  ricorso,  l'insorgente  sostiene  di  non  avere  mai  posseduto  e 
neppure richiesto un passaporto od una carta d'identità e dunque di 
non potere produrre alcun documento ufficiale nigeriano. Segnala che 

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nessuno  nel  suo  Paese  potrebbe  procurargli  un  siffatto  documento. 
Ritiene inoltre necessari ulteriori chiarimenti in relazione allo statuto di 
rifugiato o all'esecuzione dell'allontanamento, ragione per cui l'autorità 
inferiore avrebbe dovuto entrare nel merito della sua domanda d'asilo. 
In  particolare,  avrebbe  riferito  “fatti  gravissimi”  come  pure  “elementi 
fondati” in merito alla professione del padre. Ribadisce d'avere lasciato 
il  suo  Paese  poiché  la  sua  vita  sarebbe  in  grave  pericolo.  Un  suo 
rientro  in  Nigeria  sarebbe  pure  inesigibile,  dal  momento  che 
rischierebbe la vita.

6.
Giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. 
c).

6.1 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

6.2 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 

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dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

7.
Questo Tribunale osserva che il  ricorrente, senza valide ragioni,  non 
ha  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai  sensi  di  legge, 
benché  l'UFM  l'abbia  invitato  ad  esibirli  sin  dal  29  aprile  2008.  In 
particolare, e nella loro imprecisione, non possono ritenersi plausibili 
le  dichiarazioni dell'insorgente secondo le  quali  avrebbe viaggiato in 
nave  dalla  Nigeria  al  Camerun  e  dal  Camerun  all'Europa  e  poi  in 
macchina  fino  in  Svizzera,  senza  essere  in  possesso  di  alcuno  dei 
surriferiti  documenti.  Non  v'è,  altresì,  ragione  di  ritenere  che  se  il 
ricorrente  avesse  effettuato  dei  seri  e  concreti  sforzi  per  procurarsi 
tempestivamente un documento di viaggio o d'identità, detti sforzi non 
avrebbero potuto avere esito favorevole. Infine, in assenza di  ragioni 
valide per giustificare la mancata esibizione di documenti  ai sensi di 
legge  in  procedura  di  prima  istanza,  non  v'è  motivo  d'annullare  la 
decisione di non entrata nel merito quand'anche il richiedente avesse 
a presentare un siffatto documento in sede di ricorso (v. sentenza del 
Tribunale amministrativo federale D-8199/2007 del 18 dicembre 2007 
consid. 8 e relativo riferimento).

8.
Il  TAF rileva, altresì,  che il  ricorrente non ha presentato, all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione, 
delle allegazioni decisive in materia d'asilo da lui presentate in corso 
di procedura. Quest'ultime s'esauriscono in mere affermazioni di parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può 
essere, nella misura in cui riassunte nel presente giudizio, rimandato 
(art. 109 cpv. 3 LTF in relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 37 LTAF ed all'art. 
4 PA). Basti ancora rilevare che l'insorgente, malgrado abbia dichiarato 
di essere figlio di un poliziotto, non ha saputo fornire alcun dettaglio in 
merito  all'organizzazione  generale  della  polizia  in  Nigeria,  all'attività 
del  padre  ed  alle  persone  che  quest'ultimo  avrebbe arrestato  e  poi 
ucciso. Peraltro, il ricorrente si limita a mere congetture, non confortate 
da alcun elemento serio e concreto, sull'eventualità d'essere ricercato 
rispettivamente ucciso dai familiari  delle vittime. Infine, giova rilevare 
che non v'è inoltre alcun motivo di ritenere che le autorità statali,  se 
opportunamente  sollecitate,  non  accorderebbero  al  ricorrente 

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un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo dei 
menzionati  terzi  nei  suoi  confronti.  Per  conseguenza,  l'UFM  ha 
rettamente  considerato  come  del  tutto  prive  di  fondamento,  con 
riferimento  all'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi,  le  dichiarazioni  rese 
dall'insorgente.

9.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate dal ricorrente (v. considerando 8 del presente giudizio), non 
risultano elementi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti 
ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente 
medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

10.

10.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa  violare  l'art.  25  cpv.  2  della 
Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile 
1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei 
rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di 
respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della  legge  federale  del  16 
dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente 
in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 
della  Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle 
libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 
3  della  Convenzione  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 
0.105).

10.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere 
se per impedimenti all'esecuzione dell'allontanamento ai sensi dell'art. 
32  cpv.  3  lett.  c  LAsi  debbano  intendersi  anche  quelli  di  diritto 
nazionale  (riguardanti  l'esigibilità  e  la  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto  internazionale  pubblico 
(esaminati  al  precedente  considerando  10.1).  In  effetti,  anche  in 
materia d'esigibilità e di possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile 
d'imporre  degli  ulteriori  chiarimenti,  ritenuto  altresì  che  il  ricorrente 
non ha indicato nel gravame che tipo d'accertamenti sarebbero ancora 
necessari e in quale ambito.

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10.3 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno  che  in  Nigeria  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della  popolazione  nella  totalità  del  territorio  nazionale.  Da  questo 
profilo,  gli  accadimenti  successivi  alle  elezioni  del  mese d'aprile  del 
2007 non giustificano un diverso apprezzamento.

10.4 Inoltre,  il  ricorrente  è  giovane,  ha  una  certa  formazione  ed 
esperienza professionale. Egli  non ha altresì  preteso nel  gravame di 
soffrire di gravi problemi di salute suscettibili d'opporsi alla pronuncia 
dell'esecuzione dell'allontanamento (v. sulla problematica GICRA 2003 
n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la 
necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi 
medici. In siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto 
siccome adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole 
con riferimento alle effettive possibilità per il ricorrente di un adeguato 
reinserimento  sociale  in  Nigeria.  Per  sovrabbondanza,  può  essere 
rilevato che secondo le dichiarazioni dell'insorgente in patria risiedono 
ancora la madre, un fratello e due sorelle (cfr. verbale d'audizione del 
29 aprile 2008 pag. 3).

10.5 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

11.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

12.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 
agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

13.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 

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per le  ragioni  indicate al  considerando 10 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

14.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

15.
Il TAF avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione 
dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto.

16.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 
nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto.

3.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM,  Divisione  Dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia;  n.  di  rif. N  ; 

allegato: incarto UFM)
- D._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Marcella Lurà

Data di spedizione:

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