# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f0532614-f08a-5682-886a-ae94eddb10ac
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.10.2008 34.2008.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2008-10_2008-10-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2008.10

   

  rg/sc

  	
  Lugano

  15 ottobre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

   

   

   

   

  
						

 

statuendo sulla petizione del 6 febbraio
2008 di

 

	
   

  	
  AT 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  CV 1   

   

   

  in materia di contributi della previdenza
  professionale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

 

considerato                    in
fatto e in diritto

 

                                1.1   Con
contratto d’adesione da ultimo rinnovato in data 6 ottobre 1993, la CV 1, quale
datore di lavoro, ha affidato alla __________ – ora AT 1 – l’attuazione della
previdenza professionale obbligatoria dei suoi dipendenti (doc. A, B).

 

                                1.2
  A seguito del mancato pagamento – anche dopo invio di solleciti e diffide
(doc. H, L, O) e malgrado la concessione di un piano d’ammortamento (doc. I) –
di arretrati contributivi per un ammontare complessivo di fr. 11'564.55 (cfr.
conteggio sub doc. Q), sciolto il contratto d’adesione con effetto al 10 luglio
2005 (doc. O, P) e adite le vie esecutive da ultimo con PE n. __________
dell’UEF di __________ (doc. N, S), con la petizione in oggetto la AT 1 chiede
la condanna della CV 1 al pagamento di suddetto importo oltre interessi di mora
al 5 % dal 24 agosto 2007, nonché al rimborso di fr. 600.-- per spese di mora e
di ulteriori spese come da precetto esecutivo, della cui opposizione postula
altresì il rigetto definitivo. Protesta infine tasse, spese e ripetibili.

 

                                1.3   Con
la risposta di causa e nelle successive sue osservazioni la convenuta contesta
di essere debitrice dei contributi relativi all’anno 2005 (III, VII). Postula
al riguardo l’esonero dal pagamento dei contributi asseverando come il
dipendente __________, al beneficio di indennità per perdita di guadagno
dall’aprile 2004, anche nel 2005 si trovasse “praticamente in malattia”.
Produce al riguardo copia dello scambio epistolare con la AT 1 e con la __________
quale assicuratore per malattia, nonché copia del rapporto medico del novembre
2004 redatto dal dr. __________ per conto di quest’ultima. 

 

                                1.4   Contestando
le argomentazioni di controparte, la Fondazione attrice nelle sue successive
prese di posizione (V, IX) evidenzia come l’esonero dal pagamento dei premi in
relazione all’impie-gato __________, a dipendenza di sua inabilità lavorativa,
sia stato debitamente tenuta in considerazione con riferimento alle percentuali
e ai periodi d’incapacità notificati dall’assicuratore malattia, allegando al
proposito i conteggi da cui risultano essere stati considerati, ai fini
dell’esonero, gradi d’incapacità (con rispettive percentuali di esonero) del
70% nel periodo giugno-no-vembre 2004, del 50% da dicembre 2004 a gennaio 2005
e del 30% nel periodo febbraio-marzo 2005 (doc. U-Z).

 

                                1.5   Il
TCA ha quindi proceduto a richiamare dalla AT 1 la documentazione relativa
all’esame delle capacità professionali del dipendente __________ nonché la corrispondenza
intercorsa al riguardo tra quest’ultimo e la __________ (XI, XII). Alla Fondazione
attrice sono pure state chieste ulteriori delucidazioni in relazione al periodo
d’esonero dal pagamento dei contributi (XVI, XVII). Delle osservazioni presentate
dalla società convenuta in merito a suddetti accertamenti (XIV, XIX) si dirà,
per quanto necessario, nel prosieguo.

 

                                2.1   La presente vertenza
non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad
esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il
TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell’art.
49 cpv. 2 LOG.

 

                                2.2   Nel processo
riguardante il versamento di contributi della previdenza professionale
l'istituto di previdenza deve sostanziare la pretesa in maniera completa al fine
di permetterne l'esame, il principio indagatorio vigente nell'ambito delle
assicurazioni sociali (SVR 1998 UV n. 1; DTF 117 V 263 consid. 1b) avendo i
suoi limiti nell'obbligo delle parti di collaborare all'istruzione della causa
(DTF 125 V 195 consid. 2, 122 V 150 consid. 1a con riferimenti). D'altro canto
il datore di lavoro deve sostanziare i motivi per cui la pretesa non sarebbe
fondata. Se la richiesta risulta sufficientemente sostanziata, le contestazioni
immotivate non vengono considerate, ritenuto come i fatti da dimostrare vanno
sostanziati in maniera sufficiente e meglio vanno indicati in modo completo al
fine di poter assumere le prove necessarie (SZS 2003 p. 500, 2001 p. 562).

 

                                2.3   L'art. 11 LPP impone al
datore di lavoro che occupa lavoratori da assicurare obbligatoriamente di
affiliarsi a un istituto di previ­denza regolarmente registrato. Tale affiliazione
ha effetto retro­attivo e comporta, per il datore di lavoro, l'obbligo del paga­mento
dei contributi (art. 66 LPP). Per quel che riguarda l'ammontare dei contributi
l'art. 66 LPP prevede che l'istituto di previdenza stabilisce nelle
disposizioni regolamentari l'importo dei contributi del datore di lavoro e dei
lavoratori. Il contributo del datore di lavoro deve essere almeno uguale a
quello complessivo dei suoi lavoratori. Il datore di lavoro deve all'istituto
gli interi contributi e deduce dal salario la quota del lavoratore stabilita
nelle disposizioni regolamentari. Egli è l'unico debitore dei contributi
(Brühwiler, Obligatorische Berufliche
Vorsorge, in: Schw. BVR, 1998 p. 46; Lüthy, Das
Rechtsverhältnis zwischen Arbeitgeber und Personalvorsorgestiftung, 1989, p.
32). Sui contributi non pagati alla scadenza l'istituto
può pre­tendere interessi di mora (art. 66 cpv. 2 LPP). Secondo l'art. 49 cpv.
1 LPP inoltre gli istituti di previdenza possono strutturare liberamente le prestazioni,
il finanziamento di queste e l'organizzazione. Di conseguenza i contributi non
devono necessariamente corrispondere agli accrediti di vecchiaia di cui
all'art. 16 LPP (Messaggio del Consiglio federale sulla LPP, p. 98). I primi
servono per il finanziamento del fondo di previdenza, i secondi a stabilire le
prestazioni minime previste dalla legge.

 

                                2.4

                            2.4.1    Nel caso di specie la
pretesa attorea appare sufficientemente sostanziata e documentata.

 

                                         Giusta
l'art. 3.3 del contratto d'adesione (doc. B), il datore di lavoro si impegna a
versare direttamente i contributi alla Fondazione. L’obbligo contributivo in
quanto tale deve essere quindi ammesso, le modalità di calcolo e versamento dei
contributi nonché di addebito per misure speciali e per il fondo di garanzia
risultando dal contratto d'adesione, dal regolamento (doc. D), e dal piano di
previdenza (doc. E, F).

 

 2.4.2    Quo alle
contestazioni di parte convenuta (cfr. consid. 1.3), dalla

documentazione prodotta agli atti non possono essere dedotti elementi
per un esonero (con relativo accredito a favore del datore di lavoro) di entità
superiore a quello applicato dall’istituto previdenziale in considerazione
dell’incapacità lavorativa del dipendente __________ attestata per l’anno 2005.
Parte convenuta sostiene debba essere considerata ai fini dell’esonero un’inca-pacità
del 50% anche dopo il marzo 2005. Al riguardo essa ha prodotto il
rapporto 8 novembre 2004 del dr. __________, medico fiduciario della __________
(doc. VII/bis), da cui si evince il perdurare sino al momento dell’esame medico
(novembre 2004) di una incapacità del 70% e come fosse prevedibile, da dicembre
2004, un aumento della capacità lavorativa al 50%. Il medesimo sanitario
ha tuttavia evidenziato che in attività leggera/medio leggera rispettosa di
determinate limitazioni (posizione alternabile, trasporto di pesi non superiori
a 5-10 kg) __________ presentava una completa capacità lavorativa. In
seguito, nel gennaio 2005 egli è stato sottoposto ad un approfondito esame
delle sue capacità professionali tenuto conto di quanto accertato in sede
medica e delle specifiche sue competenze ed attitudini (cfr. rapporto 25 gennaio
2005 allestito per conto della __________ e che il TCA ha provveduto ad acquisire
agli atti; cfr. doc. AA/3). In esito a tale valutazione __________ è stato
quindi giudicato abile in misura completa in attività confacenti e ciò, previo
adeguato periodo d’adattamento (cfr. scritto 25 febbraio 2005 di __________ sub
doc. AA/2). Ciò che nessuno risulta aver contestato dinanzi alle competenti
istanze giurisdizionali (cfr. doc. 1). Orbene, al pari di quanto stabilito nelle
CGA della __________ in relazione all’assicura-zione malattia collettiva (cfr.
doc. AA/2), anche – ed è ciò che qui interessa – il Regolamento di previdenza
del gennaio 1985 della AT 1 (artt. 3.4.6 e segg.; cfr. doc. C) come pure il
Regolamento di previdenza del gennaio 1998 della AT 1 (artt. 3.4.6. e segg.;
cfr. doc. D) fanno dipendere l’esonero dal pagamento dei premi dal grado
d’invalidità stabilito in ambito AI  oppure – ed è ciò che qui conta – dal
grado di capacità dell’assicu-rato di esercitare temporaneamente o permanentemente
la sua professione o altra confacente (adeguata cioè alla sua posizione
sociale, alle sue attitudini, cognizioni e capacità). La capacità di __________
– accertata su convincente base medica ed in esito ad approfondito esame
professionale – di svolgere, ai sensi della succitata normativa regolamentare, altre
attività corrispondenti alle sue capacità ed attitudini risulta quindi essere
stata valutata correttamente. In assenza di ulteriore certificazione medica o
valutazione di natura professionale che consentano di ritenere siccome non
affidabili le risultanze del succitato rapporto 25 gennaio 2005 e del referto medico
8 novembre 2004, le circostanze addotte nelle more della presente procedura a
sostegno di un esonero contributivo maggiore di quello riconosciuto – e considerato
ai fini del calcolo dei contributi posti in giudizio (cfr. doc. T-Z) –
rispettivamente a giustificazione della mancata tempestiva contestazione in
sede giudiziaria della soluzione adottata da __________ (e fatta propria dalla AT
1) quo all’esigibilità in misura completa di attività confacenti (circostanze
inerenti segnatamente alla prospettata ma non attu-ata assunzione da parte di
altro dipendente delle mansioni svolte da __________ rispettivamente la decisione
di quest’ultimo di non presentare richiesta di prestazioni AI; cfr. in specie
III, XIV, doc. 3) appaiono ininfluenti ai fini del presente giudizio.

 

Ritenuto come il riacquisto della capacità del dipendente __________
sia stata riconosciuta, dopo periodo di adattamento, a far tempo dal 1. aprile
2005 rispettivamente il versamento di indennità per malattia sia stato –
incontestatamente – riconosciuto dal-l’assicuratore d’indennità giornaliera per
malattia sino a marzo 2005 (cfr. XV, XVI),  l’esonero dal pagamento dei contributi
previdenziali è stato di conseguenza sospeso a far tempo dal 1. aprile 2005
(cfr. doc. Z) (sull’applicazione, in ambito LPP, dei principi sviluppati nel
settore dell’assicurazione malattia per quanto riguarda il concetto d’incapacità
al lavoro e il periodo d’adat-tamento, cfr. in particolare STFA 6 febbraio 2006
nella causa L. [B 56/05] e DTF 134 V 20 con riferimenti).

 

                                         Tenuto
conto di questi elementi e di quelli in precedenza ricordati, considerati i versamenti
effettuati dal datore di lavoro, gli accrediti e i rimborsi effettuati in suo
favore (cfr. estratti sub doc. G), il credito per contributi non soluti (compresi
interessi passivi, spese di diffida, di gestione, di scioglimento di contratto
e per piano d’ammortamento) fatto valere in petizione deve essere riconosciuto.

 

                             2.4.3   Disatteso
deve per contro essere il postulato rimborso di spese di mora per fr. 600.--.

 

                                         Secondo
l’art. 106 CO il debitore è tenuto a risarcire anche il danno patito dal creditore
eccedente gli interessi moratori, in quanto non provi che non gli incombe alcuna
colpa. Affinché possano essere riconosciute tali spese devono essere dimostrate
(DTF 117 II 258; STCA 13 maggio 2008 nella causa L.F., 30 giugno 2006 nella
causa N. LCC, 30 giugno 2006 nella causa T.G.I. SA, 7 giugno 2006 nella causa
L. D.;  11 aprile 2006  nella causa F.G.I.C. SA, 3 aprile 2006 nella causa T.B.
SA). In concreto l’attrice non ha prodotto i giustificativi atti a sostanziare
e quantificare i costi addebitati, che di conseguenza non possono essere
riconosciuti, né possono per i medesimi motivi essere riconosciuti i
costi (fr. 200.--) addebitati al datore di lavoro nell’aprile 2005 (cfr.
estratto conto 2005 sub doc. G) e compresi nell’importo fatto valere in petizione.

 

                             2.4.4   L’attrice
chiede anche la condanna della convenuta al pagamento di tasse e spese in
relazione al precetto esecutivo (PE n. __________ dell’UEF di __________).

 

                                         Al
riguardo va osservato che le spese di precetto esecutivo seguono le
sorti dell’esecuzione in quanto costituiscono un accessorio del credito che
deve essere sopportato dal debitore se non riesce ad opporsi con successo
all’esecuzione, in caso contrario dal creditore. Esse sono aggiunte alla somma
oggetto di esecuzione per la quale è stato concesso il rigetto (DTF 71 III 144;
Panchaud/Caprez, La mainlevée d’opposition, § 164, p. 414; Ammon, Grundriss des
Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, 1983, p. 106), senza che sia necessaria
un’esplicita pronuncia nel merito (STCA 21 settembre 1993 nella causa R.B; STCA
30 giugno 2006 nella causa N. LCC, 30 giugno 2006 nella causa T.G.I. SA,  7
giugno 2006 nella causa L. D;  11 aprile 2006  nella causa F.G.I.C. SA, 3
aprile 2006 nella causa T.B. SA, 24 gennaio 2007 nella causa T.D SA.).

 

Per lo stesso motivo non può nella specie essere ammesso l’addebito
di fr. 70.-- effettuato dall’attrice nell’aprile 2004 in relazione ad una
precedente procedura esecutiva alla quale non risulta essere stato dato seguito
(cfr. estratto conto 2005, sub. doc. G; cfr. doc N).

 

Per quanto riguarda la tassa d'incasso di fr. 60.80 di cui al
succitato precetto esecutivo e al cui pagamento parte attrice – per quanto è
dato di capire – chiede la condanna di parte convenuta, importa ricordare che
la stessa, oltre che a non dover essere anticipata dal creditore, in nessuna
ipotesi – e quindi nemmeno in caso di esito negativo (per il creditore) della
procedura esecutiva – è suscettibile di essere posta a suo carico (cfr. art. 19
OTLEF e art. 4 Rform), 

 

                             2.4.5   Ne
consegue che il credito complessivo di spettanza della Fondazione deve essere
cifrato in fr. 11'294.55 (11'564.55 – 200 – 70).

 

                                2.5   Il postulato versamento
di interessi di mora al 5% dal 24 agosto 2007 deve essere riconosciuto. Secondo
l’art. 66 cpv. 2 LPP, infatti, sui contributi non pagati alla scadenza
l'istituto di previdenza può pretendere interessi di mora (Brühwiler,
op. cit., p. 46; SZS 1990 p. 89; cfr. contratto d'adesione). In concreto, la convenuta
è palesemente in mora con il pagamento dei contributi e il tasso del 5%
richiesto corrisponde a quello legale (art. 104 CO).

 

                                2.6   Chiesta è pure la
pronuncia del rigetto definitivo dell'opposizione interposta al PE n. __________
dell’UEF di __________.

 

                                         Il
creditore che a seguito dell'opposizione ha fatto riconoscere i propri diritti
conformemente all'art. 79 LEF, può chiedere direttamente la continuazione
dell'esecuzione senza dover esperire la procedura speciale di rigetto
dell'opposizione prevista dall'art. 80 LEF; lo stesso vale laddove la decisione
pronunciata ai sensi dell'art. 79 LEF sia emanata da un'autorità o da un
Tribunale amministrativo della Confederazione o del cantone del foro dell'esecuzione
(DTF 107 III 60ss). Il principio é che qualora il creditore segua la procedura
dell'art. 79 e quindi intenti un'azione in riconoscimento del credito non
debba, vistosi riconoscere definitivamente il credito, adire successivamente la
procedura dell'art. 80 LEF (Adler, in: Droit privé et
assurances sociales, 1990, pp. 241ss, 251s). La
condizione aggiuntiva introdotta dalla citata giurisprudenza é che il giudice
dell'azione ordinaria (che può essere a seconda della natura del credito il
giudice civile o il giudice amministrativo e per la precisione, in casu, il
Tribunale cantonale delle assicurazioni) faccia preciso riferimento, nel dispositivo
che accoglie in tutto o in parte il petitum, all'esecuzione in corso e rigetti
formalmente l'opposizione per la parte del credito ricono­sciuto. La presente
sentenza varrà pertanto quale titolo per la prosecuzione dell'esecuzione, senza
che il creditore debba previamente chiedere il rigetto definitivo dell'opposizione
al giudice dell'ese­cuzione.

 

                                2.7   L'assicuratore che
vince la causa, ancorché rappresentato da un legale, non ha, di regola, diritto
a ripetibili (DTF 128 V 133, 126 V 150, 112 V 361; SZS 2001 p. 174; STCA 9 marzo 1992
nella causa F.P. c. S. SA).

 

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   La
petizione è parzialmente accolta.

 

                                         §    La CV 1 è condannata a
versare alla AT 1 fr. 11'294.55 oltre interessi al 5% dal 24 agosto 2007.

 

     §§ E’ rigettata in via definitiva l’opposizione al PE n. __________
del 19 ottobre 2007 dell’UEF di __________ per l’importo di fr. 11'294.55 oltre
interessi al 5% dal 24 agosto 2007.

 

                                 2.-   Non si percepisce tassa di giustizia mentre le spese sono poste a
carico dello Stato. Non si assegnano ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi
  implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti