# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 48cf67d6-6eb0-536b-a460-557bbc96cf93
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-05-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 17.05.2005 60.2003.287
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2003-287_2005-05-17.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2003.287

   

  	
  Lugano

  17 maggio
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretario:

  	
  Rocco Filippini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per
statuire sull’istanza 5/8.9.2003 presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1 

  patr. da: PA 1
  

   

  
	
   

  	
   

  tendente ad
  ottenere, in relazione all’esito del procedimento penale sfociato nel decreto
  di abbandono 15.4.2002 emanato dal procuratore pubblico Fiorenza Bergomi (ABB
  __________) e nel giudizio 9.9.2002 dell’allora competente Pretura del
  distretto di __________ (inc. __________), un’indennità a’ sensi degli art.
  317 ss. CPP;

  	 

 

 

richiamate le
osservazioni 12/15.9.2003 del procuratore pubblico Fiorenza Bergomi, che si rimette
al giudizio di questa Camera;

 

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

 

considerato

 

 

 

 

 

in fatto

 

                                   a.   Con
decreto 15.4.2002 il procuratore pubblico Fiorenza Bergomi ha posto in stato di
accusa davanti all’allora competente Pretura del distretto di __________ IS 1,
in carcere preventivo dal 2.3.1997 al 7.3.1997 nonché dal 6.6.1997 al 7.6.1997,
e ha proposto la sua condanna alla pena di otto giorni di detenzione sospesa condizionalmente
per un periodo di prova di due anni, da dedursi il carcere preventivo sofferto,
ed al pagamento della tassa di giustizia e delle spese, siccome ritenuto
colpevole di ripetuta violazione di domicilio “per essersi introdotto, in
diverse occasioni, in abitazioni e proprietà altrui, indebitamente e contro la
volontà degli aventi diritto, e meglio: nei giorni __________, __________ e __________
presso lo stabile di __________, __________, denominato ‘__________’ (…) a
partire dal __________ sino al __________ presso lo stabile ex ristorante __________,
in via __________, __________ (…)” e di delitto contro la legge federale
sul servizio civile sostitutivo “per non essersi presentato ad un servizio
al quale era stato convocato con scritto __________ dell’organo regionale del
servizio civile della Svizzera italiana, e meglio: nell’intenzione di rifiutare
il servizio civile, senza esserne dispensato o esonerato a causa di malattia,
benché informato più volte delle conseguenze penali alle quali andava incontro,
per non aver dato seguito alla convocazione per la giornata informativa
tenutasi a __________ il __________, onere facente parte degli obblighi derivanti
dall’appartenenza al servizio civile” (DAP __________).

 

 

                                   b.   Con
decisione di medesima data il magistrato inquirente ha invece decretato
l’abbandono del procedimento penale promosso nei confronti dell’istante per
titolo di esplosione, fabbricazione, occultamento e trasporto di materie
esplosive o gas velenosi e atti preparatori punibili di incendio intenzionale,
ritenuto che “a prescindere dall’eventuale accertamento, in casu per nulla
provato, in merito al fatto che IS 1 fosse in verità uno dei personaggi che
avrebbe costruito dette bottiglie incendiarie, per i reati ipotizzabili di cui
agli art. 223 CP (esplosione), rispettivamente 226 CP (fabbricazione,
occultamento e trasporto di materie esplosive o gas velenosi), conformemente a
quanto predisposto dalla Polizia federale, le cosiddette bottiglie incendiarie
non rientrano nella concezione giuridica di ‘materie esplosive’ di cui agli
art. 223 e seg. CP, in quanto, contrariamente alle cosiddette bottiglie Molotov,
non provocano una reazione chimica fra più elementi (‘miscela o cocktail’)
comportante un’esplosione strictu senso” e che “per quanto concerne gli
atti preparatori punibili di incendio intenzionale, non si ravvisano in
oggetto, gli estremi del reato, non avendo, coloro che hanno composto dette
bottiglie, volontà di causare un incendio” (ABB __________).

 

 

                                   c.   Con
giudizio 9.9.2002 il Pretore del distretto di __________ ha condannato IS 1
alla pena di quattro giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un
periodo di prova di due anni, da dedursi il carcere preventivo sofferto, ed al
pagamento della tassa di giustizia e delle spese riconoscendolo autore
colpevole di violazione di domicilio in relazione all’occupazione dello stabile
ex ristorante __________ dal __________ al __________, “(…) quindi per due
giorni anziché quattro come ritenuto nel decreto di accusa, non risultando
altre prove all’infuori dell’ammissione dell’accusato stesso che ha appunto
dichiarato di aver soggiornato nell’edificio solo una notte” (decisione
9.9.2002, p. 3, inc. __________).

 

                                         Il
Pretore del distretto di __________ ha invece assolto l’istante dalle accuse di
violazione di domicilio in relazione all’occupazione dello stabile denominato “__________”
rilevando che “l’eccezione di prescrizione (…) è fondata poiché, come
rilevato dalla difesa, dall’ordine di scarcerazione 7.3.1997 all’emanazione del
decreto di accusa avvenuta il 15.4.2002, non sono stati compiuti, riguardo a
questo reato, atti interrottivi della prescrizione” e di delitto contro la
legge federale sul servizio civile sostitutivo, osservando che “la
prova dell’avvenuta intimazione [della convocazione per la giornata
informativa] incombeva all’accusa che non l’ha però fornita” (decisione 9.9.2002, p. 4, inc. __________).

 

 

                                   d.   Con
l’istanza in esame IS 1 chiede che lo Stato della Repubblica e del Cantone
Ticino sia condannato a versargli l’importo di CHF 37'361.50 oltre interessi,
di cui CHF 6'814.10 per spese legali, CHF 20'547.40 a titolo di risarcimento
danni e CHF 10'000.-- a titolo di torto morale. Delle motivazioni si dirà,
laddove necessario, in diritto.

 

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Giusta
l'art. 317 CPP l'accusato prosciolto - ossia assolto al processo dalla Corte
delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da ogni
accusa con decreto di abbandono - ha diritto ad un'indennità nella forma della
rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e
della riparazione del torto morale (cfr. REP. 1998 n. 126; R. HAUSER / E.
SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005,
§ 109 n. 1 ss.; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 4017 ss.).

 

                                         L'indennità
prevista dall'art. 317 CPP consiste nel risarcimento pieno (“rifusione”)
delle spese di patrocinio legale oggettivamente necessarie e dei danni
materiali, nonché nella “riparazione” del torto morale, la cui
determinazione é lasciata al potere d'apprezzamento del giudice. Per la
definizione dell'ammontare, delle modalità e dell'estensione dell'indennità si
applicano le norme cantonali e, a titolo di diritto cantonale suppletivo, le
regole generali degli art. 42 ss. CO (cfr. R. HAUSER /
E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7; N. OBERHOLZER, Grundzüge des
Strafprozessrechts, Berna 1994, p. 593).

 

                                         L'onere della prova incombe all'istante, motivo per cui la sua richiesta
di risarcimento deve essere fondata su fatti precisi e deve essere documentata
(cfr. decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004; DTF 113 IV 93 e 107 IV 155; G.
PIQUEREZ, op. cit., n. 4026; N. OBERHOLZER, op. cit., p. 593; rapporto n. 3163,
p. 96 ad art. 317 e note riassuntive della seduta del 20.7.1988 della
Commissione speciale per la revisione del CPP, p. 9 ss.), e ciò malgrado la
responsabilità dello Stato sia di natura causale. Del resto, appositamente per
permettergli di raccogliere la documentazione e gli elementi necessari alla
corretta quantificazione della pretesa, la legge prevede che l'istanza debba essere
introdotta entro un anno (cfr. N. SALVIONI, Codice di procedura penale
annotato, Locarno 1999, ad art. 320 CPP, p. 508).

 

                                         1.2.

                                         Come
detto, giusta l'art. 320 cpv. 1 CPP la domanda di indennità
deve essere presentata entro un anno dall'abbandono del procedimento, rispettivamente
dalla sentenza di assoluzione.

 

                                         Il
procedimento penale nei confronti di IS 1 si è concluso con decreto di
abbandono 15.4.2002 in relazione ai titoli di esplosione (art. 223 cifra 1 CP),
di fabbricazione, occultamento e trasporto di materie esplosive o gas velenosi
(art. 226 cifra 1 CP) e di atti preparatori punibili di incendio intenzionale
(art. 226 bis CP), e con decisione 9.9.2002 del Pretore del distretto di __________
in relazione ai titoli di ripetuta violazione di domicilio e di delitto contro
la legge federale sul servizio civile sostitutivo.

 

                                         Da rilevare che il decreto di abbandono 15.4.2002 è stato intimato a
mezzo raccomandata all’istante, e per esso al suo patrocinatore avv. __________,
solo il 3.9.2002 (doc. 5 e 6), a seguito della relativa richiesta del 26.8.2002
(doc. 4). Ciò significa che il termine di prescrizione di un anno è cominciato
a decorrere, al più presto, il 5.9.2002, ovvero il giorno successivo a quello
della ricezione del decreto di abbandono. A’ sensi dell’art. 20 cpv. 2 CPP, il
termine fissato ad anni scade nel giorno corrispondente per il numero a quello
in cui comincia a decorrere: in concreto il 5.9.2003, giorno in cui è stata
introdotta la presente istanza. Ne consegue che la stessa è pertanto tempestiva.

 

                                         L’istanza
in esame è pure riferita al giudizio 9.9.2002 del Pretore del distretto di __________.
La sua tempestività è in questo caso pacifica.

 

                                         1.3.

                                         Con
decreto di abbandono 15.4.2002, l'istante è stato innanzitutto
assolto dalle imputazioni di esplosione, di fabbricazione, occultamento e
trasporto di materie esplosive o gas velenosi e di atti preparatori punibili di
incendio intenzionale. In seguito, in data 9.9.2002 il Pretore del
distretto di __________ lo ha poi prosciolto dalle accuse di violazione di domicilio
in relazione all’occupazione di “__________” e di
delitto contro la legge federale sul servizio civile sostitutivo con riguardo alla giornata informativa tenutasi a __________ il __________.

                                         In
definitiva, IS 1 è stato riconosciuto autore colpevole di
violazione di domicilio unicamente in relazione all’occupazione dell’ex
ristorante __________ durante i giorni __________ e __________.

 

                                         Occorre
quindi determinare con precisione, interpretando, cosa il CPP
intende con il termine “prosciolto”. I lavori preparatori non aiutano a
chiarire ulteriormente il termine “prosciolto”, segnatamente a sapere se
il diritto di cui all'art. 317 CPP valga solo in caso di totale proscioglimento
o anche in caso di parziale proscioglimento, come nella fattispecie in esame. Se
di principio questa Camera ritiene che un'indennità sia possibile solo in presenza
di un proscioglimento totale dell'accusato (cfr. decisione 12.5.2004 in re I.
F., inc. __________), si giustifica nondimeno considerare “prosciolto”
l'accusato assolto da imputazioni indipendenti da quelle di cui alla condanna,
ossia riconducibili a reati e/o a fatti del tutto diversi.

 

                                         È
innanzitutto indubbio che le imputazioni di cui al decreto di abbandono
15.4.2002 così come di delitto contro la legge federale sul servizio civile
sostitutivo sono indipendenti, in quanto riconducibili a reati e a fatti del
tutto diversi rispetto a quelli che hanno comportato la condanna dell’istante.

                                         Benché
il “modus operandi” sia sostanzialmente il medesimo, anche l’imputazione
di violazione di domicilio con oggetto l’occupazione di “__________” si riferice
a fatti diversi, anteriori rispetto a quelli inerenti l’occupazione dell’ex
ristorante __________. Del resto, malgrado le due imputazioni figurano nel
medesimo decreto di accusa 15.4.2002, le relative procedure non possono essere
considerate strettamente connesse (cfr. decisione TF __________ del 25.2.2005),
ritenuto che la prima inchiesta si è di fatto conclusa con l’ordine di
scarcerazione del 7.3.1997 (AI 17), ovvero ancor prima dell’avvio della seconda
inchiesta.

 

                                         Alla
luce di tutto quanto sopra esposto, se ne deduce che l’istante è stato
prosciolto a’ sensi dell’art. 317 CPP, dalle imputazioni di esplosione, di
fabbricazione, occultamento e trasporto di materie esplosive o gas velenosi e
di atti preparatori punibili di incendio intenzionale, di delitto contro la
legge federale sul servizio civile sostitutivo nonché di violazione di
domicilio in relazione all’occupazione di “__________”. Solo queste imputazioni
sono pertanto determinanti al fine del presente giudizio, ad esclusione
dell’imputazione di violazione di domicilio in relazione all’occupazione dello
stabile ex ristorante __________, essendo in tal caso il perseguimento penale risultato
di principio giustificato.

 

 

                                   2.   Rifusione
delle spese di patrocinio

 

                                         2.1.

                                         Nello
stabilire l'importo delle spese di patrocinio legale da risarcire, questa
Camera verifica la conformità della nota di onorario ai criteri della Tariffa
dell'Ordine degli avvocati (TOA) - così come voluto dal legislatore per evitare
abusi (cfr. note riassuntive della seduta del 20.7.1988 della Commissione
speciale per la revisione del CPP, p. 10) - analogamente a quanto previsto
dalla legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (art. 25 ss.
Lag, in vigore dal 31.7.2002) nella retribuzione del difensore d'ufficio
dell'accusato al beneficio del gratuito patrocinio, applicando quindi i
parametri giurisprudenziali seguiti dal Consiglio di moderazione e dal giudice
dell’istruzione e dell’arresto.

 

                                         Giusta
l'art. 37 TOA per tutti i procedimenti penali l'avvocato ha diritto di esporre,
per l'assistenza al patrocinato durante le informazioni preliminari,
l'istruttoria e la preparazione al dibattimento, un supplemento che non deve in
ogni caso eccedere quello massimo previsto dagli art. 31 ss. TOA. Pertanto, con
riserva per procedimenti ed altri atti perticolarmente impegnativi (art. 41
TOA), CHF 5'000.-- per i procedimenti di contravvenzioni a leggi cantonali e
federali, CHF 3'000.-- per i processi davanti al pretore, CHF 15'000.-- per i
processi davanti alla Corte delle assise correzionali e CHF 50'000.-- per i
processi davanti alla Corte delle assise criminali. Entro tali limiti,
l'onorario deve essere stabilito in base ai principi generali dell'art. 8 TOA,
cioè secondo la complessità e l'importanza, il valore e l'estensione della
pratica, la competenza professionale e la responsabilità dell'avvocato, il
tempo e la diligenza impiegati, la situazione sociale e patrimoniale delle
parti, l'esito conseguito e la sua prevedibilità (cfr. DTF 122 I 1 ss. cons. 3a
con numerosi riferimenti).

 

                                         Il
Consiglio di moderazione fissa dal 2001 la remunerazione, a dipendenza della
complessità della fattispecie, a CHF 250.-- orari per i casi più semplici (CHF
200.-- dal 1992 e CHF 220.-- dal 1996), senza stabilire un limite massimo. Nel
riconoscimento dell'onorario risarcibile questa Camera ammette onorari
corrispondenti ad una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato,
applicando criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato, lasciando a
carico del patrocinato la parte riconducibile ad una specifica scelta del
patrocinatore. In questo senso si tiene conto della complessità e
dell'importanza della pratica, delle difficoltà fattuali e giuridiche, della
responsabilità, dell'impegno, della diligenza e del tempo impiegati, nonché
della prevedibilità dell'esito del procedimento. In altre parole l'onorario a
tempo va stabilito prendendo quale parametro un avvocato sperimentato nel
diritto penale, tenuto conto di un ragionevole margine di oscillazione connesso
con le particolarità del caso.

 

                                         2.2.

                                         L’istante
postula la rifusione della nota professionale del suo patrocinatore, avv. __________,
di complessivi CHF 6'814.10 [di cui CHF 5'940.90 a titolo di onorario (25 ore e
50 minuti circa a CHF 230.--/ora), CHF 376.10 di spese, CHF 480.10 di IVA e CHF
17.-- di esborsi esenti IVA, doc. 15] oltre interessi al 5% dal 4.9.2003.

 

                                         Il
patrocinio si è in sostanza limitato alla preparazione del dibattimento ed al
dibattimento davanti al Pretore del distretto di __________. La nota d’onorario
finale del 5.9.2003 comprende sostanzialmente i colloqui con l’istante, diversi
esami dell’incarto e della documentazione, la corrispondenza epistolare e
telefonica, la redazione di un’istanza di riesame, la preparazione dell’arringa
e del dibattimento nonché la stesura della presente istanza di indennità (doc.
15).

 

                                         La
tariffa applicata, pari a CHF 230.--/ora, appare conforme ai predetti principi,
rientrando nei parametri indicati.

 

                                         Ciò
posto e ricordato che determinante non è tanto l'impiego temporale effettivo
del caso concreto, quanto semmai quello medio che un avvocato diligente avrebbe
profuso, secondo la normale esperienza, nell'esecuzione di un mandato di
complessità analoga (cfr. REP. 1998 n. 126 nota 4), il dispendio orario esposto
appare invece oggettivamente eccessivo - segnatamente con riferimento ai
diversi esami dell’incarto ed alla stesura della presente istanza - considerato
che la pratica, per un avvocato con le dovute conoscenze in ambito penale, ha
richiesto un impegno relativamente ridotto e non ha comportato difficoltà particolari,
circostanza questa che difatti l’istante non sostiene. Da rilevare inoltre che l’istanza
di riesame del 23.8.2002, alla luce della risposta 26.8.2002 del Pretore del
distretto di __________, non può essere considerata necessaria ed utile per il
procedimento e conseguentemente non va presa in considerazione.

                                         Per
il che, si giustifica riconoscere un onorario pari a 17 ore e 40 minuti, di cui
300 minuti inerenti i colloqui con il cliente, 160 minuti inerenti l’esame
dell’incarto e della documentazione, 40 minuti inerenti gli scritti (in media
10 minuti/scritto), 20 minuti inerenti le telefonate (in media 5
minuti/telefonata), 180 minuti inerenti la preparazione dell’arringa, 90 minuti
inerenti la trasferta al dibattimento, 90 minuti inerenti il dibattimento e 180
minuti inerenti l’allestimento della presente istanza.

 

                                         Sennonché
le suddette prestazioni vanno rimborsate solo parzialmente - e meglio nella
misura di due terzi - in quanto inerenti pure le accuse di violazione di
domicilio con oggetto l’occupazione dell’ex ristorante __________ per cui
l’istante è stato condannato con decisione 9.9.2002 del Pretore del distretto
di __________. Ne discende pertanto che l’onorario da risarcire (pari a 11 ore
e 50 minuti circa a CHF 230.--/ora) ammonta a CHF 2'722.--.

 

                                         A
detta somma vanno aggiunte le spese, riconosciute in CHF 340.50, ridotte a CHF
2.-- quelle inerenti le telefonate, stralciate quelle inerenti l’istanza di
riesame del 23.8.2002. All’istante va infine rimborsata l’IVA, pari a CHF
232.75, e gli esborsi esenti da IVA, pari a CHF 17.--.

 

                                         In
conclusione, a titolo di spese legali, a IS 1 va rifusa la somma complessiva di
CHF 3'312.25. Agli interessi moratori sono applicabili le disposizioni generali
del CO e pertanto essi vanno riconosciuti al tasso del 5% (art. 104 cpv. 1 CO)
dalla prima interpellazione agli atti (art. 102 CO), ossia, nel caso concreto,
dall’introduzione in data 5.9.2003 della presente istanza.

 

 

                                   3.   Risarcimento
dei danni materiali

 

                                         3.1.

                                         Secondo
la giurisprudenza sviluppata da questa Camera nell'interpretazione delle norme
precedentemente in vigore, in merito al concetto dei danni pecuniari da
risarcire, era stato inizialmente affermato che “tali sono e non possono
essere altri che quelli della perdita di guadagno e di occupazione” (cfr. REP.
1925 p. 312), per poi successivamente confermare l'estensione interpretativa
del danno pecuniario al “danno patrimoniale, materiale” e cioè del lucrum
cessans e del damnum emergens in nesso di causa ed effetto (cfr. REP. 1985 p.
406 e 1988 p. 422), che l'istante deve fondare su fatti precisi e documentati (cfr.
DTF 113 IV 93 e 107 IV 155). Questa interpretazione si applica evidentemente
anche alle nuove norme in vigore dal 1.1.1996. La perdita di guadagno non
concerne quindi unicamente il mancato guadagno durante il periodo della
detenzione o quello derivante dalla rottura del contratto di lavoro a seguito
dell'arresto, bensì anche tutti gli altri danni posteriori alla detenzione, a
condizione che venga stabilito un nesso di causalità adeguata tra la detenzione
o il procedimento penale ed il danno invocato. L'accusato deve quindi
dimostrare che il danno subito é la conseguenza diretta dell'accusa o della
detenzione (cfr. R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 1 ss.;
G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale bernoise et jurassienne, Neuchâtel,
1984, no. 742 ss.).

 

                                         Per
la valutazione e l'estensione del danno sono applicabili, quale diritto
suppletivo, gli art. 42 ss. CO (cfr. R. HAUSER / E.
SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7; N. OBERHOLZER, op. cit., p. 593; R.
WALLIMAN BAUR, Diss. ZH 1998, Entschädigung und Genugtuung durch den Staat an
unschuldig Verfolgte im ordentlichen zürcherischen Untersuchungsverfahren, n.
2, p. 89).

 

                                         3.2.

                                         L'istante chiede il rimborso di CHF 20'547.40, di cui CHF 10'000.-- in
risarcimento dei “(…) salari che avrebbe potuto percepire in forza al
contratto di lavoro (doc. 10) e segnatamente per quattro mesi fino al 12 luglio
1997 (…)” e CHF 10'547.40 - corrispondenti alla somma dei diversi attestati
di carenza beni successivi al suo arresto (doc. 14) - in risarcimento delle
difficoltà di collocamento che hanno provocato “(…) un danno patrimoniale
mediato assai rilevante ma difficilmente calcolabile e/o provabile con
precisione”, oltre interessi al 5% dal 13.3.1997 (istanza di indennità
5/8.9.2003, p. 4 e 5).

 

                                         3.3.

                                         L’istante
ha prodotto agli atti copia del contratto di lavoro concluso con l’associazione
__________, __________ (doc. 10) con oggetto uno stage di sei mesi - dal __________
al __________ - presso le __________ di __________ e la corresponsione di un
salario mensile di CHF 2'500.-- (perlomeno dal terzo al sesto mese di lavoro),
nonché copia dello scritto __________ con cui il datore di lavoro lo informava
dell’avvenuta interruzione del suddetto stage con effetto retroattivo all’__________
e contestualmente della disponibilità “(…) à vous reprendre pour vous permettre
d’achever votre stage dès que le Ministère public aura rendu une décision favorable
à votre encontre. Quant à votre dernier salaire, il vous a
été versé en date du __________” (doc. 9).

 

                                         È
innanzitutto pacifica l’esistenza di un nesso di causalità adeguato (cfr. decisione
TF 1P.602/2003 del 23.2.2004) tra l’arresto del 2.3.1997 e il relativo procedimento
penale promosso per i titoli di fabbricazione e occultamento di materie
esplosive e violazione di domicilio (AI 7) - accusa estesa in data 6.3.1997 ai
reati di esplosione, atti preparatori punibili di incendio intenzionale e
danneggiamento (AI 16) - e l’interruzione dello stage. D’altra parte, considerato
che il procedimento penale si è protratto per oltre cinque anni, all’istante
non può nemmeno essere rimproverato - in applicazione del principio secondo cui
il danneggiato è tenuto a ridurre il danno (art. 44 CO) - di non aver richiesto
all’associazione __________ di poter riprendere e terminare lo stage a suo
tempo iniziato.

 

                                         Per
il che si giustifica riconoscere l’importo di CHF 10'000.--, pari alle ultime quattro
mensilità, così come richiesto. Questa somma dovrà essere notificata come
reddito ai fini della deduzione degli oneri sociali. Gli interessi moratori del
5% sono invece dovuti dalla scadenza delle relative mensilità, ovvero, in
assenza di altre indicazioni, dal 12.4.1997 su CHF 2'500.--, dal 12.5.1997 su
CHF 2'500.--, dal 12.6.1997 su CHF 2'500.-- e dal 12.7.1997 su CHF 2'500.--.

 

                                         3.4.

                                         A
dimostrazione di un’ulteriore posta di danno, conseguente alle difficoltà a
ritrovare una collocazione professionale, l’istante ha prodotto agli atti i verbali
di due colloqui di consulenza del 20.8.1998 (doc. 11) rispettivamente del
14.6.1999 (doc. 12). Tale posta di danno, stimata in CHF 10'547’40 sulla base
degli attestati di carenza beni prodotti agli atti (doc. 14), è richiesta in
base al prudente giudizio di questa Camera a’ sensi dell’art. 42 cpv. 2 CO.

 

                                         Per
definizione, il danno giuridico consiste nella diminuzione involontaria della
fortuna netta: esso può risultare dalla riduzione dell’attivo, dall’aumento del
passivo o dal mancato guadagno (DTF 129 III 18), e dev’essere provato
dall’istante.

                                         L’art.
42 cpv. 2 CO ha per scopo di alleggerire l’onere della prova che spetta alla
parte danneggiata. Tuttavia, le circostanze da essa addotte devono essere
idonee a stabilire in maniera sufficiente l’esistenza di un danno, che non deve
apparire come una semplice possibilità (DTF 122 III 219). In concreto, i due
verbali di colloquio, datati 20.8.1998 e 14.6.1999, unitamente agli attestati
di carenza beni non sono di per sé idonei a provare l’esistenza di un danno
attuale, rivendicato sotto forma di mancato guadagno, ritenuto che l’istante
non dimostra di non aver trovato delle occupazioni negli anni successivi e che
gli attestati di carenza beni ne sarebbero la conseguenza.

 

                                         Da
rilevare inoltre che in quest’ambito non è determinante un eventuale rapporto
di causalità naturale, ma occorre un nesso causale adeguato, che si realizza
solo quando l’arresto o il procedimento penale sono idonei - secondo
l’andamento ordinario delle cose e l’esperienza generale della vita - a
produrre o a favorire il danno invocato (decisione TF __________ del 23.2.2004).

                                         Ora,
l’istante è stato arrestato in flagrante una seconda volta il 6.6.1997 con l’accusa
di violazione di domicilio in relazione all’occupazione dell’ex ristorante __________
(cfr. rapporto di arresto 6.6.1997, AI 20), reato per cui è stato in seguito condannato con decisione 9.9.2002 del Pretore del distretto di __________.
Con giudizio 24.6.1998 la Corte delle assise correzionali di __________ lo
ha inoltre condannato alla pena di otto mesi di detenzione, sospesa condizionalmente
per un periodo di prova di tre anni, riconoscendolo colpevole di ripetuta
infrazione alla legge federale sugli stupefacenti, furto d’uso, circolazione in
stato di ebrietà, circolazione senza licenza di condurre, inosservanza delle
prescrizioni di servizio e ripetuto danneggiamento in relazione a fatti avvenuti
nel periodo __________ (AI 27).

 

                                         Detto
questo, i documenti prodotti non sono sufficienti a concludere che l’istante ha
effettivamente subito un danno a seguito dell’interruzione dello stage e del “(…)
diffondersi nel Cantone Ticino della notizia dell’arresto (…) e dei capi
d’accusa particolarente gravi alla base di tale detenzione” (istanza di
indennità 5/8.9.2003, p. 4). Viste le ulteriori procedure pendenti nei suoi
confronti ed in particolare la sua condanna del 24.6.1998 (AI 27), a mente di
questa Camera - a prescindere da un eventuale nesso di causalità naturale - il
suo arresto del 2.3.1997 e la conseguente interruzione dello stage appaiono inadeguati
a provocare il prospettato danno patrimoniale. Del resto, le difficoltà a
ritrovare una collocazione professionale evidenziate nei due verbali sembrerebbero
piuttosto riconducibili ai suoi “(…) precedenti penali legati ai __________”
(doc. 11) e più in generale ai suoi “(…) trascorsi” (doc. 12).

 

                                         In
conclusione, l’istante non ha dimostrato, come gli incombeva, l’esistenza di un
danno né che il danno patrimoniale invocato è la conseguenza diretta del suo
arresto del 2.3.1997, per cui la pretesa di CHF 10'547.40 appare in ogni caso ingiustificata.

 

 

                                   4.   Riparazione
del torto morale

 

                                         4.1.

                                         L'indennità prevista dall'art. 317 CPP si estende, come detto, anche
al danno morale patito dall'accusato prosciolto. La determinazione dell'ammontare
dell'indennità é lasciata al potere d'apprezzamento del giudice (cfr. rapporto
della Commissione speciale per l'esame del CPP dell'8.11.1994, p. 96 ad art.
317 nel quale si parla di "equa indennità"; note riassuntive
della seduta del 9.7.1993 della Commissione speciale per la revisione del CPP,
p. 15 ss.) ed é stabilita in funzione della gravità della lesione alla personalità,
conformemente agli art. 42 ss. CO (cfr. DTF 113 Ia 177
e rif.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7). L’art. 49 CO prevede che un'indennità è concessa nel caso in cui la
gravità dell'offesa alla personalità lo giustifichi e questa non sia stata
riparata in altro modo. È necessario tenere conto delle circostanze del caso
concreto, in particolare del pregiudizio recato all'integrità fisica, psichica
o alla reputazione dell'accusato, della gravità dell'accusa, del numero di
persone venute a conoscenza dei fatti, come pure della situazione familiare e
professionale dell'accusato (cfr. decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004; DTF
125 III 70, 269 e 412, 113 IV 93 e 112 Ib 446).

 

                                         La
privazione della libertà, in quanto tale, costituisce una grave lesione della
personalità dell'accusato ed il Tribunale federale riconosce un diritto
all'indennità per torto morale anche per arresti di breve durata (cfr. DTF 113
Ia 177 e 113 Ib 155; REP. 1973, p. 229). Secondo dottrina e giurisprudenza, in caso
di detenzione ingiustificata, il torto morale dev'essere fissato secondo il
cosiddetto “metodo bifasico” (cfr. HÜTTE / DUCKSCH / GROSS, Le tort moral,
Zurigo 1996, I/105 ss.; P. MÜNCH, Bemessung der Genugtuung für ungerechtfertigten
Freiheitsentzug; in: ZBJV 1998, p. 237 s.; REP. 1998 n. 126 nota 5).

 

                                         Nella
prima fase occorre stabilire un importo base in funzione, soprattutto, della
durata della detenzione. Questa Camera ha adottato, quale criterio orientativo,
di riconoscere in genere un importo forfetario di CHF 100.-- per ogni giornata
di detenzione (cfr. REP. 1998 n. 126 nota 5.1 con numerosi riferimenti). Tale
regola è stata ancora di recente confermata dal Tribunale federale, che l'ha
ritenuta conforme ai dettami costituzionali (cfr. decisione TF __________ del 31.10.2000).
Invero, la Camera d'accusa del Tribunale federale considera di regola adeguato
riconoscere un'indennità giornaliera anche superiore, per periodi comunque di
privazione della libertà più brevi e nella misura in cui non sussistano particolari
motivi che ne giustifichino un aumento o una diminuzione (cfr. decisioni
5.5.1997 nella causa 8G.19/1997 e 7.12.2000 nella causa 8G.59/2000):
giurisprudenza alla quale, sia notato di transenna, anche questa Camera si è
adeguata (cfr. decisione 25.4.2002 in re S. R., inc. n. __________).

 

                                         Nella
seconda fase l'importo base ottenuto può essere corretto verso il basso o verso
l'alto, alla luce delle circostanze del singolo caso, vale a dire dei vari
fattori ricordati in precedenza, e in particolare delle eventuali conseguenze
fisiche o psichiche per l'accusato. Benché il denaro possa apparire inadeguato
a compensare le frustrazioni inevitabilmente legate alla carcerazione,
l'indennità per torto morale non deve neppure essere puramente simbolica.

 

                                         4.2.

                                         L’istante
postula la rifusione di CHF 10'000.-- a titolo di torto morale, rilevando sostanzialmente
che “considerati la gravità delle motivazioni che con straordinaria
attenzione mediatica hanno portato all’arresto dell’istante, le importanti ripercussioni
tanto per la reputazione dell’istante che per la sua salute psichica, i
notevoli ritardi nella chiusura del procedimento penale (…) e, infine, le
menzionate carenze nella fase predibattimentale e le conseguenti violazioni dei
diritti dell’istante, i criteri abitualmente utilizzati per il calcolo del
torto morale in caso di ingiusta detenzione appaiono ampiamente insuffienti nel
caso concreto” (istanza d’indennità 5/8.9.2003, p. 5)

 

                                         4.3.

                                         IS
1 è stato arrestato in flagrante il 2.3.1997 con le accuse di violazione di
domicilio e di fabbricazione e occultamento di materie esplosive (AI 2 e 7). Il
suo arresto è stato confermato il 3.3.1997, considerata
l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza e preminenti motivi di
interesse pubblico, segnatamente i bisogni dell’istruzione (cfr. verbale di
notifica di arresto e di decisione 3.3.1997, AI 8). È quindi stato
scarcerato il 7.3.1997 (AI 17).

                                         In
data 6.6.1997, è stato nuovamente arrestato in flagrante con le accuse di
violazione di domicilio e danneggiamento (AI 20). È stato infine scarcerato il
giorno seguente (AI 21).

 

                                         Come
esposto, con giudizio 9.9.2002 del Pretore del distretto di __________
è stato condannato alla pena di quattro giorni di detenzione, sospesa condizionalmente
per un periodo di prova di due anni, da dedursi il carcere preventivo sofferto,
unicamente in relazione all’occupazione dell’ex ristorante __________
durante i giorni 6.6.1997 e 7.6.1997 (inc. DT.2002.59). Alla luce del
decreto di abbandono 15.4.2002 emanato dal procuratore pubblico Fiorenza Bergomi
(ABB __________) e della decisione 9.9.2002 del Pretore
del distretto di __________ (inc. __________), ne consegue che solo la detenzione sofferta dal 2.3.1997 al
7.3.1997 si è per finire manifestata ingiustificata. 

 

                                         Ciò
posto ed in applicazione della prassi in materia, questa Camera ritiene che per
i sei giorni di carcere preventivo ingiustamente sofferto va innanzitutto
riconosciuto un importo base pari a CHF 1'200.-- (CHF 200.--/giorno). Gli
interessi moratori, riconosciuti al tasso del 5%, sono invece dovuti dal
7.3.1997, giorno in cui l’istante è stato scarcerato.

 

                                         4.4.

                                         Va
quindi esaminato se, come fatto valere nell’istanza, sussistono nel caso di
specie gli estremi per ammettere una lesione della personalità a tal punto
grave da giustificare un aumento di quest’importo base.

 

                                         4.4.1.

                                         Alla
vicenda dello sgombero di “__________” e dell’arresto di un giovane accusato di
aver confenzionato le asserite bottiglie “molotov” ivi scoperte è stato dato
effettivamente ampio risalto sui quotidiani ticinesi (doc. 8), suscitando senza
dubbio scalpore tra la popolazione. Tuttavia, la stampa non ha mai fatto il
nome di IS 1 e l’attenzione pubblica si è focalizzata sul problema dell’autogestione
in generale e sul gruppo dei cosiddetti “__________” più in particolare. Per il
che se ne deve dedurre che il procedimento penale aperto nei suoi confronti non
può aver seriamente danneggiato la sua reputazione.

 

                                         4.4.2.

                                         L’istante
ha prodotto agli atti un certificato medico rilasciato dal Servizio psico-sociale
di __________ dal quale si evince che è stato visitato in tre occasioni
(3.3.2000, 13.3.2000 e 27.3.2000) “(…) per una sindrome depressiva reattiva
a difficoltà esistenziali” (doc. 13). Ora, pur riconoscendo che il
procedimento penale possa aver contribuito al problema (circostanza peraltro
che rientra nell’importo base assegnato), il certificato medico non appare
sufficiente a provare che i disturbi riscontrati nel corso del mese di marzo
2000 - a ben tre anni di distanza - fossero la conseguenza diretta dell’arresto
del 2.3.1997 e del relativo procedimento penale. Ciò a maggior ragione se si
considera che l’istante è stato arrestato una seconda volta il 6.6.1997 ed è
stato condannato dalla Corte delle assise correzionali di __________ con giudizio
del 24.6.1998. D’altra parte, il certificato medico non permette nemmeno di escludere
che tali disturbi sussistessero già prima del suo arresto.

 

                                         In
altri termini, l’istante non ha affatto dimostrato, come gli incombeva, che il
procedimento penale gli ha causato i problemi medici attestati dal certificato
medico.

 

                                         4.4.3.

                                         Dall’arresto
del 2.3.1997 fino all’emanazione del decreto di abbandono 15.4.2002 e del
giudizio 9.9.2002 del Pretore del distretto di __________ sono trascorsi oltre cinque
anni. Più in particolare, in merito alle accuse di esplosione, di
fabbricazione, occultamento e trasporto di materie esplosive e gas velenosi e
di atti preparatori punibili di incendio intenzionale, l’istante osserva che “non
si capisce inoltre per quale ragione il Ministero pubblico, una volta accertata
l’insussistenza di tali accuse, abbia atteso anni prima di pronunciare il
relativo decreto di abbandono” (istanza di indennità 5/8.9.2003, p. 3).

 

                                         In
effetti, con comunicazione 5.3.1997 il Ministero pubblico della Confederazione,
sollecitato in merito al ritrovamento delle asserite bottiglie “molotov” a’
sensi dell’art. 340 CP (AI 10), informava l’allora procuratore pubblico che i
fatti sottostavano all’esclusiva competenza cantonale in quanto l’art. 226 CP
non trovava applicazione (AI 15). Successivamente, in sede di verbale di
interrogatorio del 6.3.1997, il magistrato inquirente ha quindi esteso l’accusa
ai titoli di atti preparatori punibili di incendio e di esplosione (AI 16). Da
allora, l’istante non è più stato interrogato in relazione a questa fattispecie.
In seguito al suo secondo arresto del 6.6.1997, la Polizia giudiziaria ha infine
allestito in data 11.6.1997 un rapporto preliminare, riunendo le suddette
accuse con l’accusa di ripetuta violazione di domicilio (AI 23). Ulteriori atti
istruttori non sono più stati compiuti.

 

                                         L’istruttoria
formale può sfociare in un decreto di abbandono unicamente allorquando il
procuratore pubblico ha maturato il proprio convincimento personale che non sono
dati gli estremi per condannare l’accusato (cfr. L. MARAZZI, Il Giar, l’arbitro
nel processo penale, Atti della serata di studio del 14 maggio 2001, Bellinzona
2001, p. 18 e 19). In concreto - indipendentemente dalla durata del
procedimento - emerge tuttavia in modo evidente un periodo di inazione
completa, perlomeno dal rapporto preliminare di polizia giudiziaria dell’11.6.1997
sino all’emanazione del decreto di abbandono del 15.4.2002 (che si riferisce
espressamente alla comunicazione 5.3.1997 del Ministreo pubblico della Confederazione),
ciò che costituisce una chiara violazione del principio di celerità.

 

                                         Detto
questo, occorre ancora considerare che l’istante avrebbe comunque
potuto interporre reclamo al giudice dell’istruzione e dell’arresto per
denegata giustizia al momento in cui riteneva che il magistrato inquirente
ritardasse indebitamente a chiudere l’istruzione formale e a decidere se
decretare l’abbandono o formulare l’atto d’accusa nei suoi confronti (cfr. decisione
di questa Camera del 16.9.1998, inc. __________ consid. 4; L. MARAZZI, op. cit.,
p. 29). D’altra parte, la violazione del principio di celerità ha pure giovato
all’istante, perlomeno in relazione all’imputazione di violazione di domicilio
con oggetto l’occupazione di “__________”, reato dal quale è stato prosciolto
dal Pretore del distretto di __________ per intervenuta prescrizione.

 

                                         In
conclusione, perlomeno con riguardo alle accuse di esplosione, di
fabbricazione, occultamento e trasporto di materie esplosive o gas velenosi e
di atti preparatori punibili di incendio, la violazione del principio di
celerità giustifica di assegnare a IS 1 un importo di CHF 2'500.-- a titolo di
torto morale, oltre interessi al 5% dal 5.9.2003, ovvero dall’introduzione
della presente istanza.

 

 

                                   5.   L’indennità
dovuta a IS 1 ammonta a CHF 17'012.25, di cui CHF 3'312.25 a
titolo di spese legali, CHF 10'000.-- a titolo di risarcimento dei danni
materiali e CHF 3'700.-- a titolo di riparazione del torto morale.

 

                                         Gli
interressi di mora del 5% sono dovuti su CHF 1'200.-- a far data dal 7.3.1997,
su CHF 2'500.-- dal 12.4.1997, su CHF 2'500.-- dal 12.5.1997, su CHF 2'500.--
dal 12.6.1997, su CHF 2'500.-- dal 12.7.1997 ed infine su CHF 5'812.25 (CHF
3'312.25 + CHF 2'500.--) dal 5.9.2003.

 

 

                                   6.   La procedura di indennità è gratuita (art. 320 cpv. 5 CPP).

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 317
ss. CPP e ogni altra norma applicabile,

 

 

 

 

pronuncia

 

 

 

                                   1.   L'istanza
è parzialmente accolta.

                                         Di
conseguenza, lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino, in relazione al
decreto di abbandono 15.4.2002 del procuratore pubblico Fiorenza Bergomi (ABB ____________________)
ed al giudizio 9.9.2002 dell’allora competente Pretura del distretto di __________
(inc. __________), rifonderà a IS 1, __________, __________, a titolo di
indennità giusta l'art. 317 CPP, l'importo di CHF 17'012.25, oltre interessi al 5% su CHF 1'200.-- a far data dal 7.3.1997, su
CHF 2'500.-- dal 12.4.1997, su CHF 2'500.-- dal 12.5.1997, su CHF 2'500.-- dal
12.6.1997, su CHF 2'500.-- dal 12.7.1997 ed infine su CHF 5'812.25 dal
5.9.2003.

 

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                   3.   Intimazione:

                                     

 

                                         per
conoscenza:

 

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  PI 1 

   

  

Per la Camera
dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             Il
segretario