# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 938f820a-ac46-5a85-82fc-98499580cfa5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-11-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 17.11.2014 12.2014.79
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2014-79_2014-11-17.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2014.79

  	
  Lugano

  17 novembre 2014/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente,

  Bozzini
  e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa inc. n. OR.2013.218
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, promossa con petizione 19
novembre 2013 da

 

	
   

  	
  RE 1 

  e RE 2 

  tutti
  rappr. dall' RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO
  1 

  rappr. da RA 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

chiedente
il versamento di fr. 5'000'000.- oltre interessi a titolo di risarcimento del
danno e del torto morale per atti illeciti commessi da funzionari pubblici;

e ora sulla domanda di
ricusa presentata dagli attori, contestualmente alla petizione, nei confronti
del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, __________ in merito alla quale
il magistrato ricusato ha comunicato di non ravvisare un motivo di ricusazione,
mentre il convenuto si è rimesso al giudizio dell'autorità giudicante;

 

domanda respinta dal
Pretore viciniore con decisione 24 aprile 2014;

 

reclamanti gli attori,
che con atto 8 maggio 2014 chiedono l’accoglimento della domanda di ricusa e
l’assegnazione dell’incarto a un’altra Pretura, con protesta di spese e
ripetibili;

 

mentre il convenuto, con
osservazioni 21 luglio 2014, si rimette alla decisione della Camera;

richiamata la decisione 26 maggio 2014 con cui la Presidente di questa Camera
ha respinto la domanda di concessione dell'effetto sospensivo al reclamo;

 

letti ed esaminati gli atti,

 

 

ritenuto

 

in fatto e in diritto:

 

                             1.  Con petizione 19 novembre
2013 (inc. OR.2013.218) gli avvocati e RE 2 hanno convenuto in causa lo Stato
del Cantone chiedendo il versamento di fr. 5'000'000.-, oltre interessi del 5%
dal 13 gennaio 2006, a titolo di risarcimento del danno e del torto morale per
atti illeciti subiti per colpa di alti funzionari pubblici, accusati in
particolare di aver divulgato ai media informazioni su incarti fiscali che li
riguardavano, sottoponendoli agli effetti nefasti di una feroce campagna
mediatica. Gli attori hanno tra l'altro rimproverato ai due funzionari
dirigenti "la più grave violazione del segreto fiscale in Svizzera"
(petizione pag. 13 n. IV.29), messa in atto scientemente per sottrarsi alle
conseguenze personali incombenti a seguito di loro inadempienze
nell'adempimento della funzione.

Contestualmente alla petizione gli attori hanno formulato
una domanda di ricusazione nei confronti del Pretore del Distretto di Lugano,
sezione 1, avv. __________. A loro dire, avendolo chiamato a deporre
nell’ambito della causa inc. OA.2009.100, il Pretore è
ricusabile ai sensi dell'art. 47 cpv. 1 lett. b CPC.

Il Pretore, con scritto 21 novembre 2013, ha comunicato alle parti di non ravvisare motivo alcuno di ricusazione, non avendo mai partecipato alla causa in
oggetto, o in altre cause, se non in veste di Pretore. Il convenuto si è
rimesso al giudizio del giudice.

 

                             2.  Con decisione 24 aprile
2014 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2, viciniore del Pretore
ricusato, ha respinto la domanda di ricusazione, mettendo a carico degli attori
in solido la tassa di giustizia di fr. 300.- e le spese di fr. 50.-.

Il Pretore viciniore, ricordato il tenore della norma invocata dai ricusanti,
ha in sostanza ritenuto che non vi sia connessione alcuna tra la causa
risarcitoria da questi promossa con petizione 19 novembre 2013 nei confronti
dello Stato (inc. OR.2013.218) e la causa di cui all'incarto OA.2009.100 e che
pertanto non vi sarebbe motivo per chiamare il Pretore a testimoniare per
riferire dei fatti relativi a questa seconda procedura. In ogni modo, a mente
del primo giudice, non può costituire valido motivo di ricusazione del
magistrato il solo fatto di prospettarne con l'allegato introduttivo una sua audizione
quale teste, pena la sottrazione senza valida ragione del processo al suo
giudice naturale. Il Pretore viciniore ne ha quindi dedotto l’inapplicabilità
alla fattispecie dell’art. 47 cpv. 1 lett. b CPC.

 

                             3.  Contro tale decisione gli
attori sono insorti con reclamo 8 maggio 2014 chiedendo, previa concessione al
rimedio dell’effetto sospensivo, l’accoglimento dell’istanza di ricusa del
Pretore nell’incarto OR.2013.218 e l’assegnazione dell’incarto a un’altra
Pretura, con protesta di spese e ripetibili.

Nella sua risposta del 21 luglio 2014 il convenuto ha anzitutto rilevato come le
argomentazioni dei reclamanti siano sostanzialmente riferite a procedimenti che
non lo hanno coinvolto e a fatti e ragioni a lui estranei, sui quali non
ritiene quindi di doversi esprimere. Nel merito della domanda di ricusazione il
convenuto si è rimesso al giudizio di questa Corte.

4.Con decisione
26 maggio 2014 la Presidente di questa Camera ha respinto la domanda di
concessione dell'effetto sospensivo al reclamo.

5.È
pacifico che alla vertenza si applica il Codice di diritto processuale civile
svizzero del 19 dicembre 2008 (CPC; RS 272), sia in prima sede sia in sede di
reclamo. Secondo l’art. 50 cpv. 2 CPC la decisione sulla domanda di ricusazione
di una “persona che opera in seno a un’autorità giudiziaria” ai sensi
dell’art. 47 e segg. CPC è impugnabile mediante reclamo. Giusta
l’art. 48 lett. b cifra 1 e 2 LOG l’autorità competente a occuparsi del reclamo
contro la decisione sulla domanda di ricusa in materia di diritto delle
obbligazioni è la seconda Camera civile del Tribunale d’appello.

6.Giusta
l’art. 47 cpv. 1 lett. b CPC, chi opera in seno a un’autorità giudiziaria si
ricusa se ha partecipato alla medesima causa in altra veste, segnatamente come
membro di un’autorità, patrocinatore di una parte, perito, testimone o
mediatore. L’art. 47 cpv. 2 CPC indica, a titolo non esaustivo, alcuni casi
tipici nei quali la partecipazione a una fase anteriore del medesimo
procedimento non è in sé un motivo di ricusazione (cfr. Messaggio del Consiglio
federale al CPC del 28 giugno 2006, pag. 6643, ad art. 45). Tale obbligo
codificato è analogo al diritto di ogni persona, espresso all’art. 30 cpv. 1
Cost. e all’art. 6 n. 1 CEDU, a che la sua causa sia giudicata da un tribunale
indipendente e imparziale. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, la
ricusazione del giudice deve essere ammessa quando la situazione o il suo
comportamento suscitano dei dubbi sulla sua imparzialità (DTF 115 Ia 172,
consid. 3, pag. 175; 138 I 1, consid. 2.2, pag. 3; sentenza del Tribunale
federale 1P.371/2005 del 6 settembre 2005, consid. 4). Essa ha lo scopo di
evitare che circostanze esterne alla causa possano influenzare la decisione a
favore o a sfavore di una parte (DTF 136 I 210 consid. 3.1 con rinvii). Per sua
natura la ricusazione rimane tuttavia un provvedimento eccezionale,
prospettabile solo per motivi gravi e oggettivi. Essa non presuppone
un’effettiva prevenzione del giudice, dato che una disposizione d’animo non può
essere dimostrata; bastano circostanze idonee a suscitare apparenza di
parzialità. Tuttavia, solo le circostanze oggettivamente constatate devono
essere prese in conto, le impressioni puramente soggettive della parte che
richiede la ricusa non sono in sé decisive (DTF 138 I 1, consid. 2.2, pag. 3-4 e referenze citate; 136 I 210 consid. 3.1 con rinvii; Weber in Spühler/Tenchio/Infanger,
Basler Kommentar, Schweizerische Zivilprozessordnung, Helbing Lichtenhahn,
Basilea 2010, pag. 271-272, n. 3).

Secondo l’art. 47 cpv. 1 lett. f CPC, chi opera in seno a un’autorità
giudiziaria si ricusa se, per altri motivi, segnatamente a causa di amicizia o
inimicizia con una parte o il suo rappresentante, potrebbe avere una
prevenzione nella causa. Secondo giurisprudenza e dottrina uno dei motivi della
clausola generale dell’art. 47 cpv. 1 lett. f CPC risulta quando la trattazione
della causa è già stata risolta precedentemente di modo che il suo esito non
appare più come oggettivamente aperto per tutte le parti al processo (Diggelmann in Brunner/ Gasser/Schwander,
Schweizerische Zivilprozessordnung, Kommentar, Dike, Zurigo/San Gallo, 2011
pag. 273, 280, punti 23 risp. 46 ad art. 47 cpv. 1 lett. f CPC; Weber in op. cit., pag. 278 e seg. ad
art. 47 cpv. 1 lett. f CPC; Wullschleger
in Sutter-Somm/Hasenböhler /Leuenberger, Kommentar zur Schweizerischen
Zivilprozessordnung (ZPO), Zürich, 2010, pag. 329 e seg. ad art. 47 cpv. 1
lett. f CPC; Häner in
Niggli/Uebersax/Wiprächtiger, Bundesgesetz, 2a ed., Helbing Lichtenhahn,
Basilea 2011, pag. 414 e seg. ad art. 34 cpv. 1 lett. e LTF).

7.Costituiscono delle circostanze oggettive sia il
comportamento personale del giudice durante il procedimento, sia considerazioni
di carattere funzionale o organico (DTF 115 Ia 172, consid. 3, pag. 175; Weber, op. cit., pag. 272, n. 3). In
particolare un giudice ha un’apparenza di prevenzione e può di conseguenza
essere ricusato se ha già statuito in una causa tra le medesime parti,
assumendo su determinati temi posizioni suscettibili di metterne oggettivamente
in dubbio l’equanimità (DTF 134 IV 294 consid. 6.2.1 con riferimenti). Bisogna
quindi verificare che il risultato della causa non sia predeterminato,
nonostante la partecipazione di un giudice ad una decisione precedente, e che
al contrario resti indecisa in relazione alla constatazione dei fatti e alla
soluzione dei quesiti giuridici da risolvere. In particolare bisogna esaminare
le funzioni procedurali che il giudice è stato chiamato ad esercitare durante
il suo intervento anteriore, prendere in considerazione i quesiti successivi da
decidere durante ogni stadio della procedura e mettere in evidenza la loro
eventuale analogia o la loro interdipendenza, nonché l’estensione del potere
decisionale del giudice nei loro confronti (DTF 116 Ia 135, consid. 3b, pag.
139; DTF 114 Ia 50, consid. 3d, pag. 57 e 59; DTF 131 I 113, consid. 3.4, pag.
116-117; sentenza del Tribunale federale 1P.371/2005 del 6 settembre 2005,
consid. 4 e 4.1; sentenza del Tribunale federale 1P.509/2005 del 30 settembre
2005; sentenza del Tribunale federale 2C_755/2008 del 7 gennaio 2009, consid.
3.2).

In altre parole, bisogna garantire che la causa rimanga aperta per tutte le
parti alla procedura (DTF 126 I 68, consid. 3 c, pag. 73; sentenza del
Tribunale federale 2C_755/2008 del 7 gennaio 2009, consid. 3.2;
Wullschleger in op. cit. pag. 319,
punto 3; Weber, op.cit., pag. 272,
punto 3). Tale verifica deve essere fatta in ogni caso concreto (DTF 131
I 113, consid. 3.4, pag. 117). In generale, per il Tribunale federale, non vi è
caso di ricusazione soltanto perché il giudice ha preso parte ad una decisione
precedente (sentenza del Tribunale federale 2C_755/2008 del 7 gennaio 2009,
consid. 3.2), per esempio in caso di annullamento della decisione da parte
della seconda istanza e rinvio all’autorità di prime cure (sentenza del Tribunale
federale 1P.371/2005, consid. 4.2; Wullschleger
in op. cit., pag. 338, punto 66; Diggelmann
in op. cit., pag. 282, punto 55; Weber
in op. cit., pag. 282, punto 55), in caso di revisione o miglioramento
materiale della decisione (Wullschleger
in op.cit., pag. 338, punto 67 e referenze; Diggelmann
in op. cit., pag. 282, punto 56; Weber
in op. cit., pag. 282, punto 55 e referenze citate) o a delle decisioni
precedenti prese anche a sfavore di una parte quali il rigetto dell’opposizione
(sentenza del Tribunale federale 1P.509/2005 del 30 settembre 2005),
l’assistenza giudiziaria (sentenza del Tribunale federale 2C_755/2008 del 7
gennaio 2009, consid. 3.2), o gli altri motivi citati all’art. 47 cpv. 2 CPC.

La parte non deve provare direttamente che un giudice è prevenuto, ma deve
apportare indizi esteriori che provino l’apparenza di prevenzione del giudice e
il pericolo che egli si pronunci in modo parziale (Weber in op. cit., pag. 272, punto 5). La ricusazione di un giudice deve in ogni caso rimanere l’eccezione,
poiché con questo istituto si sottrae la causa al giudice territorialmente
competente (DTF 112 Ia 290, consid. 3,
pag. 293; Weber in op. cit., pag.
272, punto 6; Wullschleger in op.
cit., pag. 319, punto 3).

8.I
reclamanti chiedono l’immediata ricusazione del Pretore lamentando, in caso
contrario, un irrimediabile pregiudizio. 

Il procedimento verrebbe a loro dire condotto da un giudice che non sarebbe in
grado di dare le dovute garanzie d'imparzialità e indipendenza, come già sarebbe
emerso da precedenti procedimenti. A questo proposito essi, oltre a richiamare
la censura espressa contestualmente alla petizione (di cui si dirà nei
considerandi successivi), elencano pure per la prima volta, e quindi in maniera
irrita (art. 326 CPC), una serie di procedure giudiziarie a loro parere
significative al riguardo di tale prevenzione. A mente dei ricusanti non
sarebbe inoltre corretto che "detto giudice decida egli stesso se
astringersi o meno dall'obbligo di testimoniare nella presente causa"
(appello pag. 2 n. 2 lett b). La censura è anzitutto irricevibile per carente
motivazione (art. 321 CPC), sia per la sua stringata formulazione, sia poiché
omette di confrontarsi con la contraria deduzione del Pretore aggiunto a questo
riguardo, che ha espressamente indicato come la ricusazione del giudice per il
semplice fatto di averne invocato con l'allegato introduttivo l'audizione
testimoniale costituirebbe un'indebita facoltà concessa ad una parte di
sottrarsi a piacimento al giudice naturale.

9.Parimenti
irricevibili per carente motivazione (art. 321 CPC), e peraltro pure infondati
nel merito, risultano altresì i rimproveri mossi al Pretore ricusato per quanto
avrebbe omesso di fare dopo l'avvenuto inoltro della causa in questione. Oltre
a non confrontarsi nuovamente con il giudizio emesso dal Pretore viciniore,
ovvero con l'oggetto del reclamo, le tesi dei ricusanti si esauriscono in
soggettive valutazioni sulla totale indifferenza del Pretore ricusato a
proposito del danno da loro patito e della loro età avanzata.

10. Le censure dei
reclamanti sviluppano di seguito ampie considerazioni critiche sulla base di molteplici
puntuali circostanze, a loro dire suffragate da una serie di prove proposte in
questa sede, sia con la produzione di ampia documentazione (da doc. A e doc. X),
sia con richiami di documenti da svariate autorità giudiziarie. Un simile modo
di procedere non può trovare conferma. La produzione dei nuovi mezzi di prova
non rispetta anzitutto le esigenze poste dall'art. 326 CPC, e le considerazioni
proposte per la prima volta con il reclamo esulano manifestamente dalle
circostanze ben limitate e succintamente invocate con la domanda di ricusazione
oggetto della contestata decisione del Pretore viciniore. È infatti per la
prima volta in questa sede che i reclamanti menzionano i vari procedimenti
giudiziari nell'ambito dei quali sarebbero in passato emerse circostanze,
imputate al Pretore ricusato, ora invocate quali indizi di prevenzione o di mancanza
di equanimità. E' pertanto invano che essi cercano di illustrare il contenuto
delle due procedure (inc. OR.2013.218 e OA.2009.100) e di dimostrarne un legame,
o di invocare abusi commessi da terzi e che il Pretore ricusato avrebbe omesso
di rilevare, o ancora di evidenziare affermazioni che quest'ultimo avrebbe
fatto sul loro conto per mettere in dubbio la buona fama. Non portano a diversa
conclusione neppure i vari rimproveri ora mossi al medesimo Pretore per aver
avuto, sempre nell'ambito di procedimenti passati, comportamenti non graditi o
aver preso decisioni considerate scorrette, in particolare per aver rifiutato di
rinviare un'udienza, averla indetta alle prime ore del mattino e condotta
scandalosamente, o infine per aver rifiutato le prove ivi proposte (cfr. le
decisioni di questa Camera del 14 luglio 2008 inc. n. 12.2008.33 e del 24
agosto 2009 inc. n. 12.2009.22). Queste critiche all'operato del Pretore, come
ad altri giudizi resi e ora menzionati dai reclamanti, avrebbero se del caso
dovuto essere esposte con i rispettivi rimedi di giudizio nell'ambito di quei procedimenti
e non costituiscono elementi che permettano ora di dedurre un motivo di
ricusazione.

11. Anche limitando l'esame
di merito di questa Corte alle poche censure non viziate da irricevibilità per
i suddetti motivi, il reclamo non può comunque trovare accoglimento.

Con riferimento al motivo di ricusazione ai sensi dell'art. 47 cpv. 1 lett. b CPC invocato con la domanda pedissequa
alla petizione, i reclamanti hanno infatti sostanzialmente menzionato l'esigenza
di sentire il magistrato quale teste. A ben vedere già le allegazioni iniziali risultavano
carenti in merito alle esigenze di motivazione, riducendosi in sostanza alle
seguenti considerazioni che meritano di essere citate per esteso: "La
presente è rivolta al Segretario assessore, dovendosi l'On. Pretore di ricusare
ex art. 47 cpv. 1 lett. b CPC poiché chiamato a deporre (col legale di
controparte in quel caso), sulla causa inc. OA.2009.100 (DI.2009.250) che
provoca agli attori danni ancora in corso, secondo quel legale promossa sulla
spinta di notizie sulle cessioni oggetto della campagna stampa del 2006/2007
con riprese e seguiti, cui il magistrato l'avrebbe spinto per indagare sulle
cessioni;" (petizione, "premessa d'ordine", pag. 1).

A questa premessa, stringata e di difficile comprensione tenuto conto della sua
ermeticità, non ha fatto seguito, nel prosieguo dell'allegato introduttivo,
alcun chiarimento o riferimento esplicito a circostanze che motivino la tesi
della preclusione e dell'esigenza di ricusazione. Solo a pag. 10, in modo peraltro marginale e con riferimento ad una delle tante poste di danno asseritamente
subito, gli attori illustrano i motivi che avrebbero interferito nell'incasso
di una somma dovuta da un loro debitore, e indicano il Pretore ricusato come
teste, senza peraltro fornire alcuna spiegazione sull'oggetto di tale
testimonianza. In modo del tutto generico essi accennano così alla circostanza
che l'avvocato rappresentante il debitore si sarebbe determinato, in modo a
loro pregiudizievole, in base a informazioni "avute (o rafforzate) da
nostri magistrati" (petizione pag. 10 III.22), senza però indicare i
loro nomi, né includervi espressamente il Pretore ricusato.

A fronte di tale argomentazione, posta alla base della loro domanda di
ricusazione, non può essere censurato il giudizio del Pretore viciniore che non
vi ha intravvisto una valida censura e si è sostanzialmente limitato ad esporre
le considerazioni che inducono a negare l'obbligo di ricusa a seguito della
chiamata a deporre del Pretore quale teste. Ne consegue che le censure proposte
sono pertanto sostanzialmente irricevibili poiché non si confrontano con il
giudizio impugnato (art. 321 CPC) e risultano pure infondate nel merito.

12. A torto i reclamanti
rimproverano il Pretore viciniore per non aver considerato un secondo motivo di
ricusazione da loro invocato, ovvero il fatto che il Pretore ricusato non desse
le volute garanzie di imparzialità e indipendenza. Così espressa la critica è vaga
e astratta, come generica e inconcludente è da considerare l'invocazione negli
stessi termini di un tale motivo di ricusa al momento dell'inoltro della
petizione del 19 novembre 2013. E' pertanto invano che i reclamanti hanno
profuso sforzi in sede di reclamo per ripercorrere le circostanze passate, nell'intento
di sostanziare ora la tesi di un'evoluzione dell'agire del magistrato ricusato
che mostrerebbe "il costante peggioramento della situazione di mancanza
d'imparzialità e di indipendenza" (reclamo pag. 13 n. 13 lett. b). Le
circostanze invocate dai reclamanti con dovizia di particolari e accompagnate
da apprezzamenti soggettivi, si riferiscono altresì a questioni che neppure
hanno riguardato direttamente il giudice ricusato, come è il caso per le ampie
considerazioni in merito alla ricusa di un giudice d'appello, formulate con
l'intento di smentire una tendenza dei reclamanti alla "ricusa facile"
(reclamo pag. 13 n. 14 e 15 n. 14.1 lett. g).

13. In simili circostanze, non vi
sono motivi oggettivi che possano far sorgere dubbi sull’imparzialità del
Pretore PI 1 nella trattazione della procedura inc. OR.2013.218. L'istanza di ricusazione presentata contestualmente alla petizione
del 19 novembre 2013, per quanto ricevibile, va
pertanto respinta e la decisione 24 aprile 2014 del Pretore viciniore
confermata. Le spese giudiziarie sono poste a carico della parte soccombente
(art. 106 cpv. 1 CPC). Il convenuto non ha formulato richiesta di ripetibili.

Sul piano federale, contro l’odierna decisione è proponibile il ricorso
in materia civile (art. 92 cpv. 1 LTF), trattandosi di ricusazione.

 

 

Per i quali motivi,

richiamati per le spese gli art. 106 segg. CPC, la LTG e il
Regolamento sulle ripetibili,

 

decide:

 

                             1.  Nella misura in cui è
ricevibile, il reclamo 8 maggio 2014 di RE 1 e RE 2 è respinto. 

 

                             2.  Le spese processuali della
procedura di reclamo in complessivi fr. 5'000.-, già anticipate dai reclamanti,
restano a loro carico in solido. Non si attribuiscono ripetibili.

                             3.  Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 1

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                      Il vicecancelliere

 

Rimedi giuridici

Nelle
cause senza carattere pecuniario è ammissibile, entro 30 giorni dalla
notificazione, il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna
14, per i motivi previsti dagli art. 95 e 98 LTF (art. 72 LTF). Nelle cause a
carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il
valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto
del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi (art. 74 cpv. 1
LTF). Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne
una questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge federale
prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall’art. 76 LTF. Qualora non sia dato il ricorso in
materia civile è possibile proporre, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF
(art. 113, 117 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso
dall’art. 115 LTF. La parte che intende impugnare una decisione sia con un
ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare
entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).