# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0f16597b-fa26-527f-82a8-4cf5de938fd8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-04-28
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 28.04.1997 12.1997.55
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1997-55_1997-04-28.html

## Full Text

Incarto n.

  12.97.00055

  	
  Lugano

  28 aprile 1997/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

   

  

 

 

sedente
per statuire nella causa a procedura accelerata -inc. no. EF.96.03099 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 5- promossa con
petizione 10 ottobre 1996 da

 

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  dallo Studio legale __________

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  Stato
  del Cantone Ticino, Bellinzona  

  rappr.
  dall’Amministrazione cantonale delle contribuzioni - Ufficio esazione e
  condoni, Bellinzona  

   

  

 

intesa a
contestare la graduatoria del fallimento della società __________ in
liquidazione, __________, ed in particolare gli elenchi oneri relativi alle
part. no. __________ e __________ RFD di __________, di proprietà della
fallita;

 

chiedente,
in accoglimento della petizione, lo stralcio dagli elenchi oneri dei crediti al
beneficio dell’ipoteca legale vantati dallo Stato del Cantone Ticino per
imposte cantonali relative agli anni 1988 e 1990-1993 di complessivi fr.
33’792.35;

 

domande
avversate dal convenuto, e sulle quali il Pretore con sentenza 17 febbraio 1997
si è così pronunciato:

 

1.    La
petizione è parzialmente accolta.

§     L’elenco
oneri speciale del 2 ottobre 1996 relativo alla part. __________ RFD di
__________ deposto come parte integrante della graduatoria del fallimento della
__________. è modificato nel senso che i crediti d’imposta insinuati dallo
Stato del Cantone Ticino per gli anni 1988 e 1990 per fr. 5’987.40, sono
registrati pro memoria (art. 63 cpv. 1 RUF) nel medesimo, mentre quelli per gli
anni 1991-1992-1993 vengono stralciati.

§§   L’elenco
oneri speciale del 2 ottobre 1996 relativo alla part. __________ RFD di
__________ deposto come parte integrante della graduatoria del fallimento della
__________. è modificato nel senso che i crediti d’imposta insinuati dallo
Stato del Cantone Ticino per gli anni 1988 e 1990 per fr. 5’065.90, sono
registrati pro memoria (art. 63 cpv. 1 RUF) nel medesimo, mentre quelli per gli
anni 1991-1992-1993 vengono stralciati.

2.    La
tassa di giustizia in fr. 800.- da anticipare dall’attrice resta a suo carico
per 1/4, mentre i restanti 3/4 sono a carico della parte convenuta, con l’obbligo
di rifondere alla controparte fr. 1’000.- a titolo di ripetibili.

 

Appellante
la parte convenuta, che con atto di appello 28 febbraio 1997 chiede la riforma
del querelato giudizio nel senso che il credito di fr. 26’515.75 relativo alle
imposte cantonali 1988 e 1990-1992 venga mantenuto nell’elenco oneri o in
subordine che lo sia almeno quello di fr. 11’053.30 relativo alle imposte 1988
e 1990 mentre gli altri importi (fr. 15’462.45) potevano esservi annotati pro
memoria ai sensi dell’art. 63 RUF; il tutto, protestando spese e ripetibili di
entrambe le sedi;

 

mentre
l’attrice con osservazioni 21 marzo 1997 ha postulato la reiezione del gravame
con protesta di spese e di ripetibili.

                                       

Letti ed esaminati
gli atti ed i documenti prodotti,

 

ritenuto

 

 

in fatto

 

                                  A.   Nell’ambito
del fallimento della __________ in liquidazione, __________, decretato il 28
luglio 1992, la __________ in Nachlassliquidation ha notificato all’UEF di
Lugano un credito di complessivi fr. 962’400.- oltre interessi correnti
garantito tra l’altro da due cartelle ipotecarie di V grado gravanti ciascuna
per nominali fr. 400’000.- le particelle N. __________ e __________ RFD di
__________ di proprietà della fallita (doc. C). A sua volta, lo Stato del
Cantone Ticino nella medesima procedura ha insinuato tutta una serie di crediti
per imposte cantonali, a suo dire al beneficio dell’ipoteca legale di cui
all’art. 836 CCS, 183 LAC e 229 vLT, per complessivi fr. 33’792.35.

                                         Tutti
questi crediti, insieme ad altri, sono stati iscritti dall’UEF di Lugano negli
elenchi oneri annessi alla graduatoria del 2 ottobre 1996 (doc. D-E-F).

                                  B.   Ritenendo
ingiustificata l’iscrizione negli elenchi oneri dei crediti insinuati dallo
Stato del Cantone Ticino, il 10 ottobre 1996 la __________ in
Nachlassliquidation ha avviato nei confronti di quest’ultimo un’azione di
contestazione dell’elenco oneri ex art. 250 LEF, con l’obiettivo di far
depennare i relativi crediti di fr. 33’792.35.

                                         In
particolare, con la petizione l’attrice ha contestato che i crediti d’imposta
insinuati dal convenuto potessero essere posti al beneficio dell’ipoteca
legale: lo Stato non aveva infatti prodotto le decisioni definitive di
tassazione, che erano la premessa per la validità dell’ipoteca legale, né
tantomeno i conteggi dell’ipoteca legale allestiti in forza dell’art. 229 vLT;
non era oltretutto provato che i crediti vantati dall’ente pubblico, definiti
genericamente “imposte cantonali”, avessero una relazione particolare con il
fondo.

 

                                  C.   Con
risposta 24 ottobre 1996, lo Stato del Cantone Ticino ha affermato che, a suo
parere, le premesse per la costituzione dell’ipoteca legale erano senz’altro
date.

 

                                  D.   Con
sentenza 17 febbraio 1997 il Pretore, in parziale accoglimento della petizione,
ha stralciato dagli elenchi oneri i crediti relativi alle imposte cantonali
1991-1993 ed ha per contro annotato pro memoria ai sensi dell’art. 63 RUF
quelli relativi alle imposte immobiliari 1988 e 1990 di complessivi fr.
11’053.30.

                                         Il
giudice di prime cure ha innanzitutto ammesso che l’iscrizione nell’elenco
oneri di un’ipoteca legale a favore dell’ente pubblico presupponeva l’esistenza
di una tassazione definitiva nonché dei relativi conteggi per la
quantificazione dell’importo al beneficio dell’ipoteca legale: in effetti
soltanto decisioni amministrative cresciute in giudicato potevano essere
collocate in graduatoria; per contro in presenza di tassazioni non ancora
cresciute in giudicato la pretesa non poteva essere iscritta nell’elenco oneri
ma poteva unicamente esservi annotata pro memoria ai sensi dell’art. 63 RUF,
mentre in assenza di una decisione definitiva, non ancora emessa o comunque
provvisoria, era ipotizzabile sia una sospensione della graduatoria ex art. 59
cpv. 2 RUF sia un’annotazione pro memoria ex art. 63 RUF, quest’ultima
eventualità entrando in linea di conto se l’autorità fiscale successivamente
avesse almeno intimato una decisione d’imposizione suscettibile di reclamo. 

                                         Pacifico
nel caso concreto il principio che l’imposta immobiliare cantonale potesse
godere del beneficio dell’ipoteca legale -siccome in connessione particolare
con l’immobile- l’assenza della prova della crescita in giudicato delle
tassazioni e dei conteggi per la quantificazione non permetteva tuttavia di
iscrivere nell’elenco oneri il credito relativo alle imposte immobiliari 1988 e
1990, lo stesso potendo unicamente esservi annotato pro memoria ex art. 63 RUF;
per quanto riguardava le imposte per gli anni 1991-1993, mancando agli atti
qualsivoglia documentazione che permettesse di ritenere avviata la procedura
fiscale, si imponeva il loro stralcio dall’elenco oneri.

 

                                  E.   Con
atto di appello 28 febbraio 1997 il convenuto chiede la riforma del querelato
giudizio nel senso che il credito di fr. 26’515.75 relativo alle imposte
cantonali 1988 e 1990-1992 venga mantenuto nell’elenco oneri o in subordine che
lo sia almeno quello di fr. 11’053.30 relativo alle imposte 1988 e 1990 mentre
gli altri importi (fr. 15’462.45) potevano esservi annotati pro memoria ai
sensi dell’art. 63 RUF; il tutto, protestando spese e ripetibili di entrambe le
sedi.

                                         Con
riferimento alle imposte 1991-1992, l’appellante ritiene innanzitutto che il
giudice di prime cure non abbia sufficientemente tenuto conto del fatto che
l’ipoteca legale nasceva ope legis al momento dell’esigibilità della pretesa fiscale,
indipendentemente dalla presenza di una tassazione definitiva o del conteggio
che attestasse l’ammontare dell’ipoteca legale stessa; in ogni caso, la
giurisprudenza della seconda Camera civile del Tribunale d’appello -influenzata
da una recente sentenza del Tribunale federale (DTF 120 III 32), che non
aveva escluso che nell’ambito di un procedimento di contestazione della
graduatoria il giudice del fallimento potesse essere investito dell’esame circa
l’esistenza e l’ammontare di un credito fiscale- in casi analoghi (in mancanza
cioè dell’allestimento della tassazione o di una decisione di conteggio per la
quantificazione) sembrava essersi orientata a permettere al giudice del
fallimento di fungere concretamente da giudice fiscale. Quanto alle imposte
1988 e 1990, l’ente pubblico aveva regolarmente notificato all’amministrazione
del fallimento i relativi conteggi per la quantificazione dell’ipoteca legale:
non essendo tuttavia risultato agli atti che gli stessi fossero stati impugnati
e non avendo la controparte del resto eccepito alcunché in sede d’istruttoria,
ben si poteva concludere per la loro crescita in giudicato, ciò che permetteva
senz’altro la registrazione dei crediti fiscali negli elenchi oneri.

 

                                  F.   Delle
osservazioni 21 marzo 1997 dell’attrice con cui si postula la reiezione del
gravame protestando spese e ripetibili si dirà, se necessario, nei successivi
considerandi.

Considerando

 

 

in diritto

 

                                   1.   L'art. 836 CCS
stabilisce che le ipoteche legali determinate dalle leggi cantonali per i rapporti
di diritto pubblico od altri rapporti di carattere obbligatorio generale per
tutti i proprietari di fondi, non richiedono per la loro validità l'iscrizione
nel registro fondiario, salvo contraria disposizione. La giurisprudenza ha già
avuto modo di stabilire che questa norma lascia semplicemente sussistere i
diritti di pegno legali delle legislazioni cantonali, le quali sono pertanto
libere nella determinazione dell'estensione e del grado: il diritto federale
impone soltanto la forma dell'ipoteca e, trattandosi di garanzie per pretese
fiscali cantonali, esige che l'imposta abbia una relazione particolare con il
fondo da gravare (DTF 110 II 237 con rif.).

                                         In Ticino giusta l'art.
229 cpv. 1 vLT (cfr. art. 252 cpv. 1 LT) per il pagamento di tutte le imposte
cantonali e comunali che hanno una relazione particolare con l'immobile è
riconosciuta al Cantone ed ai Comuni un'ipoteca legale secondo l'art. 836 CCS
(cfr. pure art. 183 LAC). Il cpv. 2 della medesima norma prevede che la
relativa pretesa d'imposta è stabilita mediante conteggio da intimare per
raccomandata alle parti interessate, con facoltà di reclamo all'autorità di
tassazione ex art. 175 segg. vLT, nonché di ricorso alla Camera di diritto
tributario del Tribunale di appello ex art. 181 segg. vLT (cfr. art. 253 cpv. 1
e 2 LT).

                                      

                                   2.   Ci si potrebbe
innanzitutto chiedere se il giudice civile, cui sono demandate le azioni di
contestazione della graduatoria ex art. 250 LEF, sia o meno competente a
decidere su questioni di carattere fiscale, chiaramente di natura
pubblicistica, come quelle che ci occupano. 

 

                                2.1   A questo proposito va
rilevato che, con sentenza 24 marzo 1994 in re Stato del Cantone Ticino,
ricorrente contro l'operato dell'autorità di vigilanza del Canton Soletta in
materia LEF (DTF 120 III 32), il Tribunale federale ha mutato la
giurisprudenza pubblicata in DTF 48 III 228 e di seguito ripetutamente
confermata, argomentando che nel corso di una procedura fallimentare non poteva
essere del tutto esclusa la possibilità di contestare l’esistenza e la misura
di un credito di diritto pubblico: ciò valeva in particolare a proposito
dell’ipoteca legale, giacché il fatto che un credito fosse collocato in un
rango che non gli spettava poteva arrecare pregiudizio agli altri creditori.
L’alta Corte ha quindi concluso che l’azione di contestazione della graduatoria
doveva essere ammessa anche per i crediti di diritto pubblico e che competente
a dirimere in concreto il contenzioso fosse il giudice del fallimento.

                                         Questo nuovo indirizzo
giurisprudenziale, peraltro già fatto proprio da questa Camera (IICCA 5
maggio 1994 in re S. in liq./Comune di B., 26 maggio 1994 in re G.K./S.C.T., 22
maggio 1995 in re G.M. SA/Comune di G. e lc., 27 settembre 1995 in re
L.K./S.C.T., 29 agosto 1996 in re G.K./S.C.T., 4 novembre 1996 in re S. in
liq./Comune di A.), trova consenziente anche parte della dottrina (Fritsche/Walder,
Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. 2, Zurigo 1993, §
49 N. 30; Zucker, Das Steuerpfandrecht in den Kantonen, Zurigo 1988, p.
138; critico Pedroli, L'ipoteca legale per crediti d'imposta, in RDAT
1995/I, p. 556 segg.).

 

                                2.2   La competenza formale
del giudice del fallimento a statuire in un contenzioso di carattere fiscale
nell’ambito di una procedura di contestazione della graduatoria -sancita dal
Tribunale federale- deve tuttavia essere ben distinta dalla competenza
materiale: in altre parole, se è vero che una tale contestazione deve essere
considerata ricevibile in ordine e può di conseguenza essere decisa dal giudice
civile, nulla è però ancora dato a sapere sulle modalità di esecuzione di tale
esame.

 

                                         Questa Camera ha già avuto
modo di pronunciarsi in merito alla competenza materiale del giudice del
fallimento in tali vertenze (IICCA 22 maggio 1995 in re G.M. SA/Comune
di G. e lc., 27 settembre 1995 in re L.K./S.C.T., 29 agosto 1996 in re
G.K./S.C.T.), giungendo alla conclusione che nell'ambito di un'azione di
contestazione dell'elenco oneri il giudice civile non era assolutamente
vincolato da eventuali decisioni dell'autorità fiscale (anche quelle cresciute
in giudicato; di altro parere: Lorandi, in AJP 1994 p. 1328; Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, N. 49
p. 373): in effetti la circostanza che la procedura fiscale -con il suo
eventuale corollario di un contenzioso di carattere amministrativo-giudiziario,
da effettuarsi nelle forme stabilite dal diritto tributario- fosse terminata,
pendente o neppure iniziata, se da un lato poteva senz’altro importare al
debitore d’imposta (in casu: la fallita), dall’altro però non risultava in
alcun modo determinante per il terzo creditore che interveniva nell’ambito
dell’azione di contestazione dell’elenco oneri, tanto è vero che questi nella
procedura civile di cui all’art. 250 LEF (basata, diversamente da quella
fiscale, sul principio attitatorio) poteva comunque ancora contestare
l’esistenza, l’ammontare ed il rango del credito insinuato dall’ente pubblico,
ritenuto che spettava a quest’ultimo -in base ai principi che regolano l’onere
della prova (art. 8 CC; IICCA 22 maggio 1995 in re G.M. SA/Comune di G.
e lc., 27 settembre 1995 in re L.K./S.C.T., 29 agosto 1996 in re G.K./S.C.T., 4
novembre 1996 in re S. in liq./Comune di A.; Cocchi/Trezzini, CPC, ad
art. 183, n. 12; Brunner/Houlmann/Reutter, Kollokations- und
Widerspruchsklagen nach SchKG, Berna 1994, p. 129)- provare che le premesse per
iscrivere in graduatoria il credito fiscale erano date. 

                                         Vero è che in alcune
recenti sentenze, era stata indicata l’applicazione dell’art. 63 RUF da parte
del giudice civile nel caso in cui la procedura fiscale fosse ancora pendente,
o ancora in assenza della prova della sua effettiva crescita in giudicato (IICCA
5 maggio 1994 in re S. in liq./Comune di B., 26 maggio 1994 in re G.K./S.C.T.,
4 novembre 1996 in re S. in liq./Comune di A.): come noto, in virtù di questa
norma i crediti che formano oggetto di liti già pendenti davanti all'autorità
giudiziaria al momento dell'apertura del fallimento vengono dapprima registrati
nella graduatoria soltanto pro memoria, senza fare oggetto di speciale
decisione da parte dell'amministrazione, precisando ai capoversi seguenti che,
se il processo viene continuato, il credito sarà, a seconda dell'esito di
quella procedura, cancellato o collocato definitivamente nella graduatoria
(cfr. anche Fritsche/Walder, op. cit., ibidem). Tale indirizzo deve
tuttavia essere abbandonato: in primo luogo per il fatto che la competenza ad
annotare un credito pro memoria ex art. 63 RUF spetterebbe unicamente
all’amministrazione del fallimento o, a seguito di un reclamo giusta l’art. 17
LEF, alla Camera di esecuzione e fallimento del Tribunale di appello quale
autorità di vigilanza (cfr. Lorandi/Camponovo, Die Kollokation
öffentlich-rechtlicher Geldforderungen im Konkurs und beim Nachlassvertrag mit
Vermögensabtretung, in AJP 1993 p. 1476; Pedroli, op. cit., p.
554) -ciò che comporterebbe l’inammissibilità di un’eventuale annotazione
ordinata dal Pretore o da questa Camera civile d’appello (IICCA 29
novembre 1993 in re G. e lc./Banca X; DTF 86 III 23); in secondo luogo
vista la sostanziale irrilevanza della procedura fiscale per il terzo
creditore, perché non vi è alcun valido motivo per derogare alla regola
generale e con ciò escludere in tali circostanze la competenza materiale del giudice
civile.

 

                                   3.   Ciò
premesso, mentre la richiesta d’iscrizione dell’imposta per il 1993 è stata
abbandonata in questa sede, trattandosi in effetti di un debito della massa,
nella fattispecie nulla osta all’iscrizione negli elenchi oneri della graduatoria
delle imposte immobiliari 1988 e 1990-1992: il credito fiscale è infatti
scaduto (art. 217 cpv. 4 lett. d e art. 89 vLT) ed esigibile, mentre non è più
contestato a questo stadio della lite che l’imposta immobiliare possa
regolarmente godere del beneficio dell’ipoteca legale.

                                         Quanto
all’ammontare del credito fiscale dovuto -per altro nemmeno contestato-,
quest’ultimo dipende dal valore di stima dei fondi, atteso che per l’imposta
cantonale si farà capo all’aliquota dello 0.2 % (art. 92 lett. b vLT): nel caso
concreto, tenuto conto che il valore di stima degli immobili della fallita è di
fr. 2’356’490.- fino al 1990 e di fr. 3’638’300.- dal 1.1.1991 (cfr. doc. 1, E
e F) l’imposta immobiliare ammonterà annualmente a fr. 4’713.- fino al 1990 ed
in seguito a fr. 7’276.60. Poiché l’appellata non ha contestato le modalità di
conteggio degli interessi dovuti sull’imposta, nel presente giudizio gli stessi
verranno riconosciuti così come sono stati richiesti (IICCA 22 maggio
1995 in re G.M. SA/Comune di G. e lc., 27 settembre 1995 in re L.K./Comune di
A.).

 

                                         L’imposta
immobiliare a favore dello Stato, al beneficio dell’ipoteca legale, sarà quindi
per l’anno 1988 di fr. 5’753.80 (= 4’713.- capitale + 1’040.80 interessi), per
l’anno 1990 di fr. 5’299.50 (= 4’713.- capitale + 586.50 interessi), per l’anno
1991 di fr. 7’980.85 (= 7’276.60 capitale + 704.25 interessi) e per l’anno 1992
di fr.  7’481.60 (= 7’276.60 capitale + 205.- interessi).

 

                                   4.   Ne discende che, in
accoglimento dell’appello, i crediti d'imposta immobiliare 1988 e 1990-1992 di
complessivi fr. 26’515.75 -da ripartirsi tra i due immobili in funzione dei
rispettivi valori di stima- vengono mantenuti negli elenchi oneri della
graduatoria.

 

                                   5.   La
tassa di giustizia, le spese e le ripetibili di primo e secondo                           grado
seguono la soccombenza (art. 148 CPC), ritenuto che in                                questa
sede all’ente pubblico, totalmente vincente e non                                                                                     rappresentato
da un avvocato, viene riconosciuta un’equa                                                                                  indennità
per compensare il solo dispendio di tempo (Rep. 1990                                                                   p.
210; IICCA 10 maggio 1994 in re R./C.).

 

                                      

 

 

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati, per le spese gli art. 148 CPC e seg. e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                      

                                    I.   L'appello 28
febbraio 1997 dello Stato del Cantone Ticino è accolto.

                                         Di conseguenza la sentenza
17 febbraio 1997 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 5, è così
riformata:

 

                                           1.    La
petizione è parzialmente accolta.

                                           §     L’elenco
oneri speciale del 2 ottobre 1996 relativo alla part. __________ RFD di
__________ deposto come parte integrante della graduatoria del fallimento della
__________. è modificato nel senso che i crediti d’imposta insinuati dallo
Stato del Cantone Ticino per gli anni 1988, 1990-1992 sono iscritti per
complessivi fr. 13’714.80, mentre il credito d’imposta 1993 viene stralciato.

§§   L’elenco
oneri speciale del 2 ottobre 1996 relativo alla part. __________ RFD di
__________ deposto come parte integrante della graduatoria del fallimento della
__________. è modificato nel senso che i crediti d’imposta insinuati dallo
Stato del Cantone Ticino per gli anni 1988 e 1990-1992 sono iscritti per
complessivi fr. 12’800.95, mentre il credito d’imposta 1993 viene stralciato.

2.  La
tassa di giustizia in fr. 800.- da anticipare dall’attrice resta a suo carico
per 3/4 e per 1/4 è posta a carico della parte convenuta, alla quale l’attrice
rifonderà fr. 250.- a titolo di indennità parziale.

 

                                   II.   Le spese della
procedura d'appello, consistenti in

 

                                         a) tassa di giustizia                             fr.           280.-

                                         b) spese                                               fr.
            20.-

                                         Totale                                                    fr.           300.-

 

                                         da anticiparsi dall'appellante,
sono poste a carico dell’appellata, che rifonderà alla controparte fr. 250.- a
titolo di indennità.

 

 

 

 

 

                                  III.   Intimazione a: -
__________ 

                                      

                                         Comunicazione alla Pretura
del distretto di Lugano, Sezione 5

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario