# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a023ad4b-2147-59ab-98c5-532c15c3a000
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-05-24
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 24.05.2023 BG.2023.18
**Docket/Reference:** BG.2023.18
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BG-2023-18_2023-05-24

## Full Text

Competenza ratione materiae (art. 28 CPP);;Competenza ratione materiae (art. 28 CPP);;Competenza ratione materiae (art. 28 CPP);;Competenza ratione materiae (art. 28 CPP)

Decisione del 24 maggio 2023  
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Daniel Kipfer Fasciati e Nathalie Zufferey,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   
Parti   

CANTONE TICINO, Ministero pubblico, 

Richiedente 

 

 contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERA-

ZIONE, 

Opponente 

 

Oggetto  Competenza ratione materiae (art. 28 CPP) 

 
  

B u n d e s s t r a f g e r i c h t   

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

 

 

Numero dell ’ incarto: BG.2023.18 

 

 

 

- 2 - 

 

 

Fatti: 

 

A. Nell’ambito di un procedimento penale aperto nei confronti di A. per riciclag-

gio di denaro (art. 305bis CP) e finanziamento del terrorismo (art. 260quinquies 

CP), il Ministero pubblico del Cantone Ticino (in seguito: MP-TI), con scritto 

dell’11 aprile 2023, informava il Ministero pubblico della Confederazione (in 

seguito: MPC) che “nel pomeriggio di domenica 09.04.2023 le Guardie di 

Confine hanno fermato A., con oltre 170’000 Euro in contanti, diretto verso 

l’Italia. Sulla base delle sue dichiarazioni di Polizia e dinnanzi alla sottoscritta, 

si prospettano i reati menzionati in ingresso. In data odierna ho richiesto al 

Giudice dei provvedimenti coercitivi la carcerazione preventiva dell’imputato. 

Ritenuto che il procedimento penale in oggetto è sottoposto alla giurisdizione 

federale, trattandosi di reato previsto dagli art. 23 e 24 CPP, le trasmetto in 

allegato il nostro intero incarto, affinché possa procedere con i suoi incom-

benti” (act. 1.4). Con scritto del 12 aprile 2023, il MPC ha rifiutato l’assun-

zione del procedimento in questione, sostenendo, sulla base degli atti tra-

smessigli, di non intravvedere l’esistenza di sospetti di reati federali (v. act. 

1.6).  

 

 

B. Il 13 aprile 2023, il MP-TI ha riproposto la sua richiesta al Procuratore gene-

rale del MPC, aggiungendo che la competenza federale sarebbe stata data 

anche in virtù della legge federale sul materiale bellico (LMB; RS 514.51). 

Con scritto del 26 aprile 2023, il MPC, non ritenendo adempiute le condizioni 

per una competenza federale, ha ribadito il proprio rifiuto ad assumere il pro-

cedimento ticinese (v. act. 1.12). 

 

 

C. Mediante istanza di fissazione del foro del 26 aprile 2023, il MP-TI, visti i reati 

ipotizzati a carico di A. di cui agli art. 260quinquies e 33 LMB nonché il principio 

di celerità, chiede a questa Corte “l’assegnazione del procedimento penale 

in oggetto all’autorità federale, in quanto vi sono fondate motivazioni che si 

impongono imperativamente e che giustificano, a non averne dubbio, la com-

petenza per il perseguimento penale dell’imputato presso il Ministero pub-

blico della Confederazione (MPC). Ne discende pertanto che la presente 

istanza venga accolta e gli atti assegnati all’autorità di perseguimento penale 

della Confederazione (MPC), per competenza” (act. 1, pag. 4 e seg.). 

 

 

D. Con lettera dell’8 maggio 2023, trasmessa al MP-TI per conoscenza (v. act. 

3), il MPC ha confermato il suo rifiuto (v. act. 2). 

 

- 3 - 

 

 

Delle ulteriori e specifiche argomentazioni sollevate dalle due autorità coin-

volte si dirà, per quanto necessario all'emanazione del presente giudizio, nei 

successivi considerandi in diritto.  

 

 

 

Diritto: 

 

1.  

1.1 La competenza della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale 

a statuire in merito a conflitti di competenza tra il Ministero pubblico della 

Confederazione e le autorità penali cantonali discende dai combinati disposti 

di cui agli art. 28 CPP e 37 cpv. 1 LOAP. In assenza di esplicite disposizioni 

processuali disciplinanti la materia, la Corte dei reclami penali statuisce se-

condo le regole che la legge e la giurisprudenza hanno stabilito per la riso-

luzione di conflitti di foro in ambito intercantonale (KIPFER, Commentario ba-

silese, 2a ediz. 2014, n. 2 ad art. 28 CPP; SCHWERI/BÄNZIGER, Interkantonale 

Gerichtsstandsbestimmung in Strafsachen, 2a ediz. 2004, n. 419 e il rinvio 

alla DTF 128 IV 225 consid. 2.3; TPF 2011 170 consid. 1.1). Condizione per 

adire la presente Corte è, da un lato, l'esistenza di una contestazione relativa 

alla competenza giurisdizionale e, dall'altro, che le parti coinvolte abbiano 

proceduto a prendere posizione in merito mediante uno scambio di scritti. 

Riguardo alla procedura applicabile, nonché al termine per sottoporre la ver-

tenza alla scrivente autorità, quest'ultima considera applicabili gli art. 379 e 

segg. CPP, e fra questi in particolare gli art. 393 e segg. CPP (KIPFER, op. 

cit., n. 2 ad art. 28 CPP; BOUVERAT, Commentario romando, 2a ediz. 2019, 

n. 4 ad art. 28 CPP; GALLIANI/MARCELLINI, Commentario CPP, 2010, n. 3 ad 

art. 28 CPP). 

 

1.2 Le autorità legittimate a rappresentare il proprio Cantone nell'ambito dello 

scambio di scritti, nonché nel procedimento dinanzi alla presente Corte, sono 

determinate secondo il diritto cantonale (v. art. 14 cpv. 2 CPP; SCHWERI/BÄN-

ZIGER, op. cit., n. 564; GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., n. 5 ad art. 40 CPP). 

Visto l'art. 67 cpv. 6 della legge sull'organizzazione giudiziaria del Cantone 

Ticino del 10 maggio 2006 (LOG; RL TI 177.100), il procuratore pubblico 

titolare del procedimento è abilitato ad inoltrare una richiesta come quella in 

esame. Il pregresso scambio di scritti è inoltre avvenuto con un membro del 

MPC abilitato a prendere posizione in questioni di competenza ratione ma-

teriae (v. art. 5 cpv. 2 regolamento sull’organizzazione e l’amministrazione 

del Ministero pubblico della Confederazione [RS 173.712.22] richiamato l’art. 

39 cpv. 2 CPP). Inoltrata il 26 aprile 2023, ossia entro il termine di 10 giorni 

- 4 - 

 

 

dalla fine dello scambio di scritti con il MPC, avvenuto in data 24 aprile 2023, 

l'istanza è dunque ricevibile in ordine. 

 

 

2.  

2.1 L'adempimento dei presupposti processuali e l'assenza di impedimenti a pro-

cedere sono condizioni essenziali affinché l'autorità possa essere investita e 

condurre un procedimento penale. La competenza ratione materiae, ratione 

loci, così come quella funzionale sono presupposti processuali detti "posi-

tivi", il cui adempimento deve essere verificato d'ufficio e ad ogni stadio della 

procedura (HAUSER/SCHWERI/HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessre-

cht, 6a ed. 2005, pag. 178 e seg. n. 4 e n. 13 e segg.; KIPFER, op. cit., n. 5 

ad intro art. 22 – 28 CPP). La ripartizione delle competenze tra Confedera-

zione e Cantoni in materia penale è disciplinata dagli art. 22-28 CPP. L'art. 

22 CPP sancisce la primaria competenza cantonale a perseguire e giudicare 

i reati previsti dal diritto federale, mentre la competenza delle autorità federali 

costituisce l'eccezione, e come tale deve essere espressamente prevista 

dalla legge (DTF 125 IV 165 consid. 5). La competenza federale è regolata 

a sua volta dagli art. 23 e 24 CPP. 

 

2.2 I reati che sottostanno alla giurisdizione federale in generale sono elencati 

all’art. 23 cpv. 1 CPP. Sono fatte salve le disposizioni concernenti la compe-

tenza del Tribunale penale federale previste in leggi federali speciali (art. 23 

cpv. 2 CPP). Fra queste vi è l’art. 33 cpv. 1 LMB (v. art. 40 cpv. 1 LMB; 

RYSER/WYSS, Die Exportkontrolle im Fokus der Strafbehörde, Eine aktuelle 

Auslegeordnung, in AJP/PJA 3/2023, pag. 340). Ai sensi dell'art. 24 cpv. 1 

CPP anche i reati di cui agli articoli 260ter, 260quinquies, 260sexies, 305bis, 305ter 

e 322ter-322septies CP, nonché i crimini commessi da un'organizzazione crimi-

nale o terroristica ai sensi dell'art. 260ter CP, sottostanno alla giurisdizione 

federale a condizione che siano stati commessi prevalentemente all'estero 

(lett. a) oppure in più Cantoni senza che il centro dell’attività penalmente ri-

levante possa essere localizzato in uno di essi (lett. b). La norma riprende 

sostanzialmente l'art. 337 vCP (rispettivamente l'art. 340bis vCP), di modo 

che ci si può riferire alla dottrina e alla giurisprudenza sviluppate in riferi-

mento alle predette norme. L'istituzione di nuove competenze della Confe-

derazione ha quale scopo quello di contrastare con miglior efficienza le 

nuove forme di criminalità, segnatamente quella organizzata, il riciclaggio di 

denaro nonché determinati generi di criminalità economica, ritenuta l'alta 

complessità nonché il carattere transcantonale o internazionale di tali fatti-

specie. Portata e complessità dei reati devono rendere necessario lo svolgi-

mento unitario delle indagini (cfr. Messaggio del Consiglio federale del 

28 giugno 1998 sui provvedimenti intesi a migliorare l'efficienza e la legalità 

- 5 - 

 

 

nel procedimento penale, FF 1998 1095; BOUVERAT, op. cit., n. 2 ad art. 24 

CPP). La nozione di reato commesso prevalentemente all'estero (pour une 

part préponderante à l'étranger; zu einem wesentlichen Teil im Ausland) 

deve essere analizzata secondo i normali canoni di metodologia giuridica, 

onde appurare, al di là del significato puramente letterale del testo, quale sia 

l'interpretazione più vicina alla volontà del legislatore. A questo proposito è 

necessario richiamarsi a quella che è l'idea guida della riforma legislativa, 

ovvero l'intento di migliorare l'efficienza e le caratteristiche dello Stato di di-

ritto in sede di perseguimento penale, di fronte alle nuove forme di crimina-

lità, segnatamente quella organizzata, il riciclaggio di denaro, nonché deter-

minati generi di criminalità economica. Nel dubbio occorre dunque scegliere 

l'interpretazione che permette di operare in maniera più efficace contro que-

sto tipo di criminalità, tenendo conto delle risorse disponibili. In quest'ottica il 

concetto di parte preponderante rispettivamente di parte importante del reato 

va interpretato non in termini quantitativi o peggio ancora contabili ma in ter-

mini qualitativi. Il reato è dunque da considerarsi commesso prevalente-

mente all'estero se la componente estera raggiunge una massa critica tale 

per cui i nuovi strumenti d'indagine messi a disposizione della Confedera-

zione si rivelano più adatti, rispetto a quelli cantonali, nella prospettiva di 

un'efficiente repressione del crimine (DTF 130 IV 68 consid. 2.2. e i riferi-

menti ivi citati; BOUVERAT, op. cit., n. 5 ad art. 24 CPP; GALLIANI/MARCELLINI, 

op. cit., n. 3 ad art. 24 CPP). 

 

2.3 La Corte dei reclami penali non è vincolata alle qualifiche giuridiche dei reati 

fornite dalle autorità di perseguimento penale (v. già per quanto riguarda la 

prassi della Camera d'accusa del Tribunale federale: DTF 92 IV 153 consid. 

1). Il foro va determinato in considerazione dei sospetti attuali. Non è dunque 

determinante ciò di cui l'imputato verrà effettivamente riconosciuto colpe-

vole, quanto piuttosto i fatti che gli sono contestati e la qualificazione giuri-

dica che è possibile dedurre dagli atti al momento dell'esame del conflitto di 

foro (v. decisioni del Tribunale penale federale BG.2017.31 del 9 gennaio 

2018 consid. 2.4 con rinvii; BG.2015.7 dell’8 maggio 2015 consid. 2.2.1; 

BG.2014.32 del 2 febbraio 2015 consid. 2.2). In questo contesto, la Corte dei 

reclami penali si fonda sui fatti e non su delle ipotesi (v. DTF 133 IV 235 

consid. 4.4; TPF 2011 170 consid. 2.1 e 2.2; MOSER/SCHLAPBACH, Commen-

tario basilese, 2a ediz. 2014, n. 11 ad art. 34 CPP; GUIDON/BÄNZIGER, Die 

aktuelle Rechtsprechung des Bundesstrafgerichts zum interkantonalen Ge-

richtsstand in Strafsachen, in: Jusletter 21 maggio 2007, n. 25). Nel confronto 

tra diversi reati e pene vige inoltre il principio in dubio pro duriore, secondo 

cui, in caso di dubbio, è opportuno istruire e perseguire considerando il com-

portamento più sfavorevole all'imputato e la forma qualificata del reato (GUI-

DON/BÄNZIGER, op. cit., n. 44). Solo se, già a questo stadio, il reato più grave 

- 6 - 

 

 

può essere escluso con certezza, esso non è più pertinente al fine della de-

terminazione del foro (MOSER/ SCHLAPBACH, op. cit., n. 11 ad art. 34 CPP). 

La pena più grave è stabilita con criteri astratti (pena edittale) e non in base 

alla pena da commisurarsi al caso concreto. Vengono presi in considera-

zione gli elementi qualificanti (per esempio "il mestiere", DTF 92 IV 153) o 

attenuanti di cui alle disposizioni speciali del CP (GALLIANI/MARCELLINI, op. 

cit., n. 4 ad art. 34 CPP). 

 

2.4 Nel caso concreto, il MP-TI afferma in sostanza che “per quanto attiene ai 

fatti imputati si ha che l’imputato è stato arrestato in possesso di oltre Euro 

170'000; denaro solo in minima parte contaminato dalla cocaina. In occa-

sione del suo arresto, in polizia e dinanzi al Magistrato, A. ha dichiarato di 

far parte di un gruppo di volontari, indipendenti dallo Stato ucraino che si è 

organizzato per raccogliere in Europa il denaro necessario per l’acquisto di 

materiale da guerra da destinarsi alla propria Nazione. Egli ha precisato che 

negli ultimi 4 mesi ha recuperato in giro per l’Europa un importo complessivo 

di oltre 3 Mio di Euro, tramite viaggi settimanali, due dei quali, quello del 

6 aprile scorso e l’ultimo del 9 aprile scorso, quando è stato arrestato, pas-

sando attraverso la Svizzera. A suo dire, il gruppo di cui fa parte, trattasi di 

più persone che si sono organizzate, ognuno con un compito specifico, e il 

suo era quello di recuperare e consegnare il denaro a chi di dovere, pren-

dendo disposizioni unicamente dal figlio, pure lui facente parte del medesimo 

gruppo” (act. 1, pag. 2). L’autorità inquirente ticinese sostiene che i compor-

tamenti appena descritti sarebbero sussumibili ai reati di cui agli art. 260quin-

quies CP e 33 LMB, di competenza federale in virtù degli art. 24 CPP risp. 40 

LMB. 

 

2.5 Il MPC, da parte sua, sostiene che la competenza federale non sarebbe data. 

Per quanto attiene ai reati previsti dalle summenzionate disposizioni, la ri-

chiesta ticinese “troverebbe esclusivo fondamento nelle dichiarazioni rese 

dall’imputato, considerazioni che lo stesso GPC ha già definito possibili sto-

rie di comodo per tentare di tirarsi fuori dagli stupefacenti” (act. 2, pag. 2). 

Esso ribadisce “l’assenza di qualsivoglia riscontro concreto od elemento di 

prova convergente, idoneo a porle direttamente o perlomeno indirettamente 

in relazione” con le ipotesi formulate dal MP-TI, “oltre alle sole dichiarazioni 

dell’imputato che non possono essere considerate sufficienti per giustificare 

una competenza federale. Sulla portata di tali dichiarazioni, si ribadisce infine 

che dai primi accertamenti sommari di polizia effettuati sul cellulare in uso 

all’imputato, è stato possibile confermare il ruolo di trasportatore di denaro 

dell’imputato, del coinvolgimento del di lui figlio, ma che non si discute di 

altro, come concluso dalla Polizia cantonale” (ibidem). Respinta anche l’ipo-

tesi di un’eventuale competenza federale in relazione a potenziali reati di 

- 7 - 

 

 

riciclaggio di denaro, il MPC conclude che “gli elementi fattuali che si appa-

lesano di rilevanza penale consolidata, ruotano attorno al reato di infrazione 

aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti (LStup), di esclusiva com-

petenza cantonale” (ibidem).  

 

2.6 Il rapporto di arresto provvisorio del 10 aprile 2023 redatto dalla Polizia can-

tonale ticinese indica che “in data odierna 09 aprile 2023, alle ore 15:30, al 

valico autostradale di Chiasso-Brogeda, veniva fermato dal Corpo delle 

guardie di confine (CGCF) l’imputato A. alla guida del veicolo VW D Passat, 

di colore grigio e con targhe lituane (LT) 1, mentre tentava dì uscire dal ter-

ritorio elvetico verso l’Italia. Dopo i controlli eseguiti dal Corpo delle guardie 

di confine venivano rinvenuti, all’interno di uno zaino appoggiato sul sedile 

passeggero, un totale di EUR 172’475, in mazzette imballate sottovuoto e 

principalmente in banconote da EUR 50.-“ (act. 1.1, pag. 3). Secondo il rap-

porto in questione, A. ha dichiarato “di aver ricevuto il denaro in Belgio, da 

un certo B., e che lo avrebbe dovuto consegnare in tre nazioni diverse: una 

parte in Italia, una parte in Romania e una parte in Grecia. Al momento del 

fermo era diretto a Milano per incontrare la persona che avrebbe ritirato una 

parte dei soldi, non sa di preciso chi ma sarebbe poi stato contattato dalla 

persona sul suo cellulare. La destinazione trovata sul navigatore del suo cel-

lulare, una stazione di benzina ENI vicino a Trezzo sull’Adda, situata su un 

incrocio tra via Z. e la SP2, è il luogo dove l’imputato ha dichiarato di allog-

giare. Si trovava in Svizzera in quanto voleva visitare e passare del tempo a 

Lugano in attesa della chiamata per la consegna […]. Il denaro sarebbe stato 

utilizzato per acquistare materiale per la guerra in Ucraina che l’Europa non 

fornisce. Tra questo materiale vi sono anche armi come fucili Beretta, oltre 

che visori notturni e mezzi che trasformano droni civili in droni militari […]. Vi 

sono diversi gruppi di volontari ucraini che trasportano denaro attraverso 

l’Europa con lo stesso scopo. Ci sono gruppi specializzati all’acquisto di armi, 

altri all’acquisto di visori, A. invece fa parte di un gruppo specializzato all’ac-

quisto dei droni e alla loro trasformazione. Il suo compito è però unicamente 

il trasporto del denaro contante attraverso l’Europa. Dichiara che ogni na-

zione europea ha circa 10-15 volontari ucraini che si occupano del trasporto 

del denaro, per svariati motivi a dipendenza del gruppo a cui fanno parte, ma 

sempre per l’acquisto di materiale che serve urgentemente per essere utiliz-

zato per la guerra in Ucraina […] All’interno dell’Ucraina vi sono molti volon-

tari che trasportano denaro per l’acquisto di materiale che serve alla guerra, 

lui è uno dei volontari che esce dalle frontiere ucraine ad effettuare i trasporti 

attraverso l’Europa perché, come ex poliziotto, ha degli accordi con i doga-

nieri ucraini che lo fanno passare dalla frontiera” (ibidem). Il rapporto di arre-

sto indica infine che A. ha effettuato “questi viaggi da ormai 4 mesi e circa 

una volta alla settimana. Finora, si può quindi quantificare che abbia 

- 8 - 

 

 

trasportato attraverso l’Europa un totale di circa EUR 3’200’000.-; questo 

calcolato in base a circa EUR 200’000.- trasportati settimanalmente per 4 

mesi (EUR 200’000.- x 4 settimane x 4 mesi = EUR 3’200’000.-)” (ibidem). 

A. ha confermato e ulteriormente descritto dinanzi al MP-TI, fornendo altri 

dettagli, la propria attività di trasporto di denaro destinato all’acquisto di armi 

a sostegno dello Stato ucraino nella guerra con la Russia (v. act. 1.2). Dell’at-

tività di trasporto di denaro la Polizia cantonale ha trovato riscontro nei mes-

saggi contenuti nel cellulare utilizzato dall’imputato (v. act. 1.8).  

 

2.7 Alla luce di quanto precede, questa Corte ritiene che l’attività svolta da A. 

potrebbe costituire anzitutto una violazione dell’art. 33 cpv. 1 lett. f LMB, se-

condo il quale chiunque, intenzionalmente, partecipa al finanziamento di un 

traffico illecito di materiale bellico o svolge attività di mediazione per il finan-

ziamento di un tale traffico è punito con una pena detentiva sino a tre anni o 

con una pena pecuniaria (in questo ambito cfr. RYSER/WYSS, op. cit., pag. 

342 e segg.). Contrariamente a quanto ritenuto dal MPC, di fronte alla detta-

gliata deposizione dell’imputato, non da ultimo suffragata da riscontri di poli-

zia, in applicazione del principio in dubio pro duriore (v. supra consid. 2.3), 

vi sono sufficienti elementi per rendere in primis necessario l’approfondi-

mento di questa ipotesi di reato. Dato che il perseguimento e il giudizio di 

tale infrazione soggiacciono alla giurisdizione penale federale (v. art. 40 cpv. 

1 LMB), è a giusto titolo che il MP-TI ha chiesto al MPC di assumere il pro-

cedimento INC.2023.2839, tanto più che i fatti contestati ad A. potrebbero 

costituire anche atti di riciclaggio di denaro giusta l’art. 305bis CP e, visto il 

contesto internazionale in cui si snoderebbero, l’attivazione della giurisdi-

zione federale si rivela opportuna anche in applicazione dell’art. 24 cpv. 1 

lett. a CPP e nella logica di un più efficiente perseguimento penale di simili 

reati (v. supra consid. 2.2 in fine). Gli elementi evocati per ipotizzare viola-

zioni della legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope 

(LStup; RS 812.121) sono per contro deboli e la stessa parziale contamina-

zione del denaro rafforzerebbe semmai il sospetto di riciclaggio di denaro (v. 

sentenza del Tribunale federale 6B_887/2018 del 13 febbraio 2019 consid. 

3), atteso che non risulta siano state trovate tracce di sostanze stupefacenti 

né sulla persona dell’imputato né nell’auto utilizzata da quest’ultimo né su 

altri oggetti in suo possesso. La stessa Polizia cantonale ha del resto preci-

sato che da una prima analisi dei messaggi contenuti nel telefono dell’impu-

tato “non è emersa alcuna correlazione con eventuali traffici di stupefacenti” 

(act. 1.8). In ogni caso, per ragioni di economia processuale e di unità della 

procedura (art. 29 cpv. 1 CPP), è opportuno che sia il MPC ad acclarare 

anche questi aspetti della vicenda. 

 

- 9 - 

 

 

3. Sulla scorta di tutto quanto precede, l'istanza presentata dal MP-TI deve es-

sere accolta. Le autorità federali sono le sole competenti per il persegui-

mento e il giudizio dei reati di cui all'incarto INC.2023.2839/LAM. 

 

 

4. Per la presente decisione non vengono prelevate spese (v. art. 423 cpv. 1 

CPP). 

- 10 - 

 

 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

 

1. Il Ministero pubblico della Confederazione è l'autorità competente per il perse-

guimento dei reati di cui all'incarto INC.2023.2839. 

 

2. Non si prelevano spese giudiziarie. 

 

 

Bellinzona, 24 maggio 2023  

 

In nome della Corte dei reclami penali 

del Tribunale penale federale 

 

Il Presidente: Il Cancelliere:  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunicazione a 

 

- Ministero pubblico del Cantone Ticino 

- Ministero pubblico della Confederazione 

 

 

 

 

Informazione sui rimedi giuridici: 

Contro questa sentenza non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.