# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7fd758ef-bd7c-506c-9075-511fa7fdb954
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-02-23
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 23.02.2016 S 2015 115
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2015-115_2016-02-23.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 15 115

3a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presidenza Racioppi
giudici Stecher, Moser 
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA

del 23 febbraio 2016

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali 

A._____,

rappresentato dal MLaw Curzio Guscetti, 

attore

contro 

B._____ SA, 

convenuta

concernente assicurazioni complementari LCA

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1. A._____ lavorava in qualità di cameriere presso la C._____ di O.1._____, 

ristorante preso in gestione con suo padre. La ditta aveva dal 1. ottobre 

2013 collettivamente assicurati i propri dipendenti per i casi di perdita di 

guadagno a seguito di malattia, tramite la Cassa di compensazione della 

D._____, presso la B._____ SA di O.2._____ (assicuratore malattia). Il 31 

luglio 2014, A._____ disdiva il contratto di lavoro con effetto dal 31 agosto 

2014 e dal 13 agosto 2014 era inabile al lavoro a causa di malattia. Non 

essendo stato informato sulla rescissione del contratto di lavoro, 

l'assicuratore malattia forniva le legali indennità giornaliere senza alcun 

riguardo per la disdetta. 

2. Il 17 settembre 2014, l'assicurato veniva convocato dall'assicuratore 

malattia per una visita medica il 23 settembre successivo, visita alla quale 

l'interessato non si sottoponeva per motivi di salute. Le prestazioni 

assicurative venivano allora immediatamente sospese e seguiva una 

nuova convocazione. In esito all'indagine psichiatrica condotta il 14 

ottobre 2014, dalla quale lo stato di salute dell'assicurato non veniva 

reputato tale da giustificare un'inabilità lavorativa, l'assicuratore malattia 

confermava la sospensione delle prestazioni dal 23 settembre 2014, data 

alla quale l'assicurato avrebbe dovuto sottoporsi alla prima visita medica. 

Dal 24 al 27 ottobre e dal 31 ottobre al 30 novembre 2014 A._____ era 

degente presso la Clinca X._____ e per la durata di dette degenze 

l'assicuratore malattia ripristinava l'indennità giornaliera. 

3. Agli inizi di dicembre 2014, l'assicuratore malattia veniva a conoscenza 

del fatto che dal 1. settembre 2014 A._____ non fosse più alle 

dipendenze della C._____. Con scritto 3 dicembre 2014 l'assicurato 

veniva allora informato che in assenza di una copertura contrattuale non 

avrebbe avuto alcun diritto alle indennità giornaliere versategli durante le 

due degenze ospedaliere. Parallelamente, all'assicurato veniva chiesta la 

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restituzione delle prestazioni percepite a torto per un ammontare 

complessivo di fr. 3'589.40. Importo che l'assicuratore malattia cercava in 

seguito di incassare tramite procedura esecutiva. 

4. Con petizione del 18 settembre 2015, A._____ chiedeva al Tribunale 

amministrativo di condannare la B._____ SA al versamento delle 

indennità giornaliere per perdita di guadagno per il periodo dal 13 agosto 

2014 al 31 marzo 2015. La richiesta veniva motivata dal fatto che l'attore 

sarebbe stato dichiarato completamente inabile al lavoro dal 13 agosto 

2014. Poiché l'inabilità al lavoro dell'attore si sarebbe protratta al 100 % 

fino al 10 febbraio 2015, al 70 % fino al 9 marzo successivo ed al 50 % 

fino al 31 marzo 2015, per la durata di tale inabilità l'assicuratore 

convenuto sarebbe tenuto al versamento delle relative indennità 

giornaliere. Vista la sua precaria situazione finanziaria, che rimane tutt'ora 

senza entrate, l'istante chiede di essere posto al beneficio del gratuito 

patrocinio. 

5. Nella risposta di causa del 12 ottobre 2015, l'assicuratore malattia 

postulava la reiezione dell'azione. L'attore avrebbe terminato il proprio 

rapporto di lavoro il 31 agosto 2014 omettendo di fare il passaggio 

dall'assicurazione collettiva a quella individuale e di informare la 

convenuta della situazione. Pertanto dal 31 agosto 2014 non sarebbe 

sussistita alcuna copertura assicurativa. In ogni caso poi, una ulteriore 

inabilità dopo il 23 settembre 2014 non troverebbe alcuna giustificazione 

materiale, come confermato dalle conclusioni dell'indagine medica 

condotta il 14 ottobre 2014.

6. Replicando e duplicando la parti si riconfermavano essenzialmente nelle 

loro precedenti allegazioni e proposte. Mentre per l'istante la cessazione 

del rapporto di lavoro sarebbe ininfluente ai fini del giudizio visto il 

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persistere ininterrotto di un'inabilità lavorativa fino al marzo 2015, 

l'assicuratore convenuto reputava dal canto suo determinante la fine della 

copertura assicurativa subentrata il 31 agosto 2014 e comunque 

l'assenza di una patologia dal settembre 2014 che avrebbe giustificato 

l'inabilità fatta valere. 

Considerando in diritto:

1. La controversia verte sulla questione di sapere se l'assicuratore malattia 

sia tenuto al versamento delle indennità giornaliere pretese dall'attore 

dopo il 23 settembre 2014 a mano di certificazioni attestanti un'inabilità 

lavorativa fino al marzo 2015. 

2. Determinante ai fini del giudizio è il contratto di assicurazione malattia 

collettiva indennità giornaliera stipulato dalla D._____ con l'assicuratore 

malattia per conto dell'allora datore di lavoro dell'attore in data 1. ottobre 

2013. Giusta detta polizza assicurativa le basi contrattuali erano 

composte tra l'altro anche dalle condizioni generali d'assicurazione per 

l'assicurazione indennità giornaliera collettiva secondo LCA (CGA). Come 

non viene neppure contestato e giusta quanto risulta dall'art. 1 CGA la 

presente vertenza riguarda un'assicurazione complementare retta dalla 

legge sul contratto di assicurazione (LCA; RS 221.229.1) e quindi 

sottoposta all'egida del diritto privato (vedi sentenza del Tribunale 

federale 4A_158/2011 del 6 aprile 2011 cons. 1.1). Giusta l'art. 7 del 

codice di diritto processuale civile svizzero (CPC; RS 272), i cantoni 

possono designare un tribunale competente a decidere, in istanza 

cantonale unica, le controversie derivanti da assicurazioni complementari 

all'assicurazione sociale contro le malattie secondo la legge federale 

sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10). La competenza in ragione 

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della materia è data in virtù dell'art. 63 cpv. 2 lett. b della legge sulla 

giustizia amministrativa (LGA; CS 370.100), il quale prevede che sia il 

Tribunale amministrativo in veste di tribunale delle assicurazioni a 

giudicare nella procedura d'azione le controversie ai sensi dell'art. 47 

della legge federale sulla sorveglianza delle imprese di assicurazione 

(LSA; RS 961.01). Come è già stato rilevato dal Tribunale amministrativo, 

in realtà il riferimento all'art. 47 LSA è dovuto ad una ripresa della 

precedente disposizione, mentre attualmente dovrebbe correttamente 

riguardare l'art. 85 LSA (vedi sulla questione la sentenza del Tribunale 

amministrativo S 12 112). Per quanto riguarda la competenza in ragione 

del luogo, trova applicazione l'art. 17 CPC che recita: salvo che la legge 

disponga altrimenti, le parti possono pattuire il foro per una controversia 

esistente o futura in materia di pretese derivanti da un determinato 

rapporto giuridico. Salva diversa stipulazione, l'azione può essere 

proposta soltanto al foro pattuito (cpv. 1). Il patto deve essere stipulato 

per scritto o in un'altra forma che consenta la prova (cpv. 2). 

Nell'evenienza concreta, giusta l'art. 90 CGA lo stipulante o l'assicurato 

possono scegliere come foro competente il foro ordinario o quello del 

proprio domicilio in Svizzera. In base a quanto preteso nell'azione la parte 

attrice, che dispone solo di un permesso di soggiorno in Svizzera, ha la 

propria residenza nei Grigioni per cui la petizione del 18 settembre 2015 è 

stata introdotta presso il competente tribunale.

3. a) Concretamente si pone la questione di sapere se la convenuta era tenuta 

all'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione collettiva dopo la 

cessazione del rapporto d'impiego. Con scritto 31 luglio 2014 l'attore 

disdiva il rapporto di lavoro per il 31 agosto 2014. La disdetta veniva 

controfirmata lo stesso giorno dal datore di lavoro per cui essa era 

tempestiva. Il fatto che durante il mese di agosto 2014 sia subentrata una 

inabilità lavorativa non ha alcuna ripercussione sul termine di disdetta, 

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essendo stata la rescissione decisa dal lavoratore e non dal datore di 

lavoro. Ne consegue che il rapporto d'impiego cessava a tutti gli effetti il 

31 agosto 2014.

b) Nell'ambito dell'assicurazione collettiva, il singolo dipendente esce dalla 

cerchia delle persone assicurate con la cessazione del rapporto di lavoro. 

A questo punto si pone la questione di un'eventuale "ulteriore copertura 

assicurativa" o di un' "ulteriore corresponsione di prestazioni". Questi due 

concetti vanno chiaramente differenziati, anche se nella prassi non viene 

sempre operata la necessaria distinzione (vedi sul tema CHRISTOPH 

HÄBERLI/DAVID HUSMANN, Krankentaggeld, Versicherungs- und 

arbeitsrechtliche Aspekte, Berna 2015, marginale 314). Dalla cessazione 

del rapporto d'impiego non esiste più una copertura assicurativa per tutte 

le nuove malattie che insorgono dopo la fine di detta relazione di lavoro. 

Per mantenere la copertura assicurativa è necessario che la persona 

interessata stipuli un'assicurazione individuale o passi ad un'altra 

assicurazione collettiva. Eccezionalmente può per legge persistere una 

copertura assicurativa anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro se 

l'assicurato in determinati casi non è stato sufficientemente informato 

sulla possibilità di passare dall'assicurazione collettiva a quella 

individuale. L'obbligo di "continuare a fornire prestazioni" riguarda invece 

la necessità per l'assicuratore malattia di versare ulteriormente prestazioni 

per un'inabilità verificatasi durante la copertura assicurativa e il suo 

protrarsi oltre il termine di cessazione dell'impiego, ovvero dopo che la 

persona assicurata è uscita dalla cerchia degli assicurati (CHRISTOPH 

HÄBERLI/DAVID HUSMANN, op. cit., marginale 315 ss). 

4. a) Sotto l'egida della LAMal, non vi è alcun obbligo di ulteriore erogazione di 

prestazioni d'indennità giornaliera e quindi con la fine del rapporto di 

lavoro non cessa solo la copertura assicurativa, ma anche l'erogazione di 

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prestazioni, giacché nell'assicurazione d'indennità giornaliera facoltativa il 

diritto all'erogazione di prestazioni per malattie intervenute prima della 

cessazione dell'assoggettamento all'assicurazione malattie termina, salvo 

disposizione contrattuale contraria, con la fine del contratto 

d'assicurazione (DTF 125 V 177 cons. 3c e decisione del Tribunale 

federale K 52/02 del 29 ottobre 2002 cons. 3.4 e per una critica a questa 

prassi CHRISTOPH HÄBERLI/DAVID HUSMANN, op. cit., marginale 320 e 

ALFRED MAURER, Das neue Krankenversicherungsrecht, 1996, p. 42). 

Giusta la prassi del Tribunale federale (DTF 127 III 106 cons. 3b), 

nell'ambito dell'assicurazione d'indennità giornaliera privata giusta la LCA 

invece, gli assicuratori malattia sono in principio tenuti all'ulteriore 

erogazione di prestazioni per quanto le CGA non prevedano altrimenti 

(esclusione o limitazione del numero di indennità giornaliere). 

b) Nell'evenienza in oggetto, l'art. 25 CGA prevede che "Con l'estinzione 

della copertura assicurativa cessa il nostro obbligo di corrispondere 

prestazioni." Tale disposizione contrattuale esonera pertanto 

l'assicuratore malattia dall'ulteriore obbligo di corrispondere indennità 

giornaliere oltre il 31 agosto 2014 anche per casi di malattia insorti prima 

della cessazione della copertura assicurativa. 

5. a) Resta allora da stabilire se l'attore aveva un diritto alla continuazione della 

copertura assicurativa nell'assicurazione individuale. Ad eccezione 

dell'art. 100 cpv. 2 LCA che riguarda gli stipulanti e gli assicurati 

disoccupati, la LCA non contiene disposizioni sul passaggio 

dall'assicurazione collettiva a quella individuale. Solitamente tale 

possibilità è però prevista contrattualmente, come è il caso nella concreta 

fattispecie. Giusta l'art. 43 prima frase CGA, in caso di uscita dalla cerchia 

degli assicurati o di risoluzione del contratto, l'assicurato residente in 

Svizzera ha diritto di passare all'assicurazione individuale. In applicazione 

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a tale disposto, l'assicurato avrebbe pertanto potuto passare 

dall'assicurazione collettiva a quella individuale e quindi mantenere la 

propria copertura assicurativa. 

b) Per l'attore, la cessazione della copertura assicurativa sarebbe imputabile 

all'assicuratore malattia che non lo avrebbe tempestivamente informato. 

La tesi non è corretta. In applicazione all'art. 44 CGA, lo stipulante è 

tenuto ad informare tempestivamente l'assicurato che lascia l'azienda in 

merito al diritto di passaggio all'assicurazione individuale e al relativo 

termine. Questi disposti riprendono essenzialmente il contenuto dell'art. 3 

cpv. 3 LCA il quale prevede che in caso di contratti collettivi che 

conferiscono un diritto diretto alle prestazioni a persone diverse dallo 

stipulante, questi è tenuto ad informare tali persone sul contenuto 

essenziale, sulle modifiche e sullo scioglimento del contratto. 

L’assicuratore dal canto suo mette a disposizione dello stipulante la 

documentazione necessaria a tal fine. 

c) Contrariamente a quanto vige nell'ambito dell'assicurazione malattie 

obbligatoria in virtù dell'art. 71 cpv. 2 LAMal, l'assicuratore LCA non ha 

alcun obbligo di rendere attento il dipendente sulla possibilità di passare 

dall'assicurazione collettiva a quella individuale. Il Tribunale federale 

respinge decisamente un tale obbligo d'informazione argomentando che 

l'assicuratore LCA che opera per l'indennità giornaliera secondo il volume 

dei salari non conosce le generalità degli assicurati collettivamente e non 

ha contatto diretto con gli stessi (sentenza del Tribunale federale 

5C.41/2001 del 3 luglio 2001 cons. 2l). 

d) Nell'evenienza concreta, a prescindere quindi dal fatto che l'assicuratore 

malattia non era neppure a conoscenza della cessazione del rapporto di 

impiego per il 31 agosto 2014, allo stesso non spettava neppure alcun 

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obbligo di informare l'attore sulla possibilità di passare dall'assicurazione 

collettiva a quella individuale. Ne consegue che le pretese avanzate 

dall'attore nei confronti dell'assicuratore malattia non meritano 

accoglienza neppure sotto questo aspetto, per cui non si rende neppure 

necessario statuire sull'esistenza o meno di una effettiva inabilità 

lavorativa dopo il 23 settembre 2014.

6. a) In conclusione, l'azione va respinta. Di regola le spese giudiziarie sono 

poste a carico della parte soccombente (art. 106 CPC). L'art. 114 CPC 

prevede però delle eccezioni. Giusta la lett. e di tale disposto nella 

procedura decisionale non sono addossate spese processuali per le 

controversie derivanti da assicurazioni complementari all'assicurazione 

sociale contro le malattie secondo la legge federale del 18 marzo 1994 

sull'assicurazione malattie. Per questo il presente procedimento va esente 

da spese.

b) L'attore chiede di essere posto al beneficio del patrocinio gratuito. Ha 

diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi necessari e 

la cui domanda non appaia priva di probabilità di successo (art. 117 

CPC). La parte cui è stato concesso il gratuito patrocinio è obbligata alla 

rifusione appena sia in grado di farlo (art. 123 CPC). Grazie al 

complemento fornito in data 25 gennaio 2016 lo stato di indigenza è stato 

debitamente comprovato. L'attore non ha attualmente entrate, non 

dispone di sostanza, bensì ha già contratto dei debiti ed è attualmente 

sostenuto finanziariamente da alcuni parenti. Per il resto, la difficoltà della 

causa e l'esito non scontato della stessa giustificano il ricorso ad un 

patrocinatore legale. Ne consegue che la richiesta di assistenza 

giudiziaria viene accolta e l'attore ha il diritto di avvalersi della 

collaborazione di un avvocato a spese dello Stato. 

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c) Spetta ai cantoni stabilire le tariffe per le spese giudiziarie (art. 96 CPC). 

Giusta l'art. 5 dell'ordinanza sulla determinazione dell'onorario degli 

avvocati (OOA; CS 310.250), per le spese legittime del mandato di 

gratuito patrocinio e la difesa d'ufficio viene versato all'avvocato un 

onorario di fr. 200.-- orari più spese necessarie in contanti e imposta sul 

valore aggiunto. L'onorario per i praticanti ammonta al 75 % della tariffa 

degli avvocati (art. 6 OOA). Malgrado la sollecitazione del 10 novembre 

2015, il legale non ha introdotta fino ad oggi alcuna nota d'onorario. Come 

da prassi in questi casi, il Tribunale amministrativo determina le spese di 

patrocinio in base ad un'indennità globale forfettaria. Considerato il doppio 

scambio di scritti e gli scambi riguardanti la richiesta di assistenza 

giudiziaria gratuita si giustifica nell'evenienza il riconoscimento di una 

indennità di fr. 2'000.-- a titolo di ripetibili. 

7. a) Nell'azione, l'istante non ha quantifica la propria pretesa. La 

quantificazione del valore litigioso è solitamente determinante per 

l'indicazione del rimedio giuridico a disposizione della parte soccombente, 

variando le vie di ricorso giusta la legge sul Tribunale federale (LTF; RS 

173.110) a seconda della questione di sapere se il valore litigioso è 

superiore o inferiore a fr. 30'000.--. Non essendo stato dall'attore stabilito 

alcun valore litigioso, in questi casi spetterebbe al giudice la 

determinazione dello stesso (art. 91 cpv. 2 CPC). In base alla 

documentazione agli atti, l'attore aveva diritto ad una indennità giornaliera 

di fr. 113.95 che gli è stata corrisposta fino al 23 settembre 2014. 

Nell'azione egli reclama la corresponsione di tale indennità al 100 % fino 

al 10 febbraio 2015, ovvero per 141 giorni (fr. 16'066.95), al 70 % fino al 9 

marzo successivo, ovvero per 28 giorni (fr. 2'233.40) e al 50 % fino al 31 

marzo 2015, ovvero per 22 giorni (fr. 1253.45). Poiché il valore litigioso 

non supera il limite di fr. 30'000.-- il ricorso in materia civile non dovrebbe 

essere possibile (art. 74 cpv. b LTF). 

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b) Con l'introduzione con effetto a partire dal 1. gennaio 2011 dell'art. 74 

cpv. 2 lett. b LTF, il ricorso in materia civile è comunque ammesso 

qualora una legge federale prevede un'istanza cantonale unica. 

Nell'ambito delle competenze lasciate ai cantoni dall'art. 7 CPC per 

dirimere controversie derivanti da assicurazioni complementari 

all'assicurazione sociale contro le malattie, di cui fanno parte anche gli 

assicuratori LCA, a livello cantonale può essere prevista una procedura 

civile semplificata giusta l'art. 243 cpv. 2 lett. f CPC o una procedura 

d'azione al tribunale cantonale delle assicurazioni. Poiché nei Grigioni il 

contenzioso in materia è giudicato in istanza unica dal Tribunale 

amministrativo in una procedura d'azione, contro il giudizio cantonale è 

ammesso il ricorso ordinario in materia civile al Tribunale federale, 

indipendentemente dall'ammontare del valore litigioso (CHRISTOPH 

HÄBERLI/DAVID HUSMANN, op. cit., marginale 890). 

Il Tribunale decide:

1. L'azione è respinta. 

2. La procedura è gratuita.

3. a) A A._____ è concessa l’assistenza giudiziaria gratuita (art. 117 CPC) e gli 

è assegnato un avvocato d’ufficio nella persona del MLaw Curzio 

Guscetti. Il rappresentate legale verrà indennizzato con fr. 2'000.-- (IVA 

inclusa) che andranno a carico dello Stato.

b) A._____ dovrà rimborsare le spese di patrocinio legale pari a fr. 2'000.--, 

qualora le sue condizioni di reddito e di sostanza dovessero migliorare ed 

esso sarà in grado di farlo (art. 123 CPC). 

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5. [Comunicazioni]