# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1a0fc093-dbfe-5b77-b097-32ce9b004580
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-10-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 16.10.2001 INC.2000.64305
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-64305_2001-10-16.html

## Full Text

N. 643.2000.5 M                                                        Lugano,
16 ottobre 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per
statuire sull’istanza 2 ottobre 2001 inoltrata dal

Procuratore Pubblico avv.
__________

e volta ad ottenere
la proroga di quattro mesi, ovvero sino al 17 febbraio 2002 compreso, della
carcerazione preventiva cui è astretto

__________

(difeso di fiducia dall’avv.
__________)

nel
procedimento penale a suo carico per titolo di truffa, usura e riciclaggio di denaro;

assegnato all’accusato, con ordinanza 2 ottobre 2001, un
termine per presentare eventuali osservazioni all’istanza di proroga, e preso
atto che, con scritto 8 ottobre 2001 del suo difensore, l’accusato ha
dichiarato di non opporsi in linea di principio alla proroga richiesta,
eccessiva comunque nella durata;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP __________;

 

ritenuto e considerato

in fatto ed in
diritto:

che

-       
__________ è stato tratto in arresto in data 18 ottobre 2000, in
quanto sospettato di essere coinvolto in una truffa di rilevanti dimensioni ai
danni di una anziana coppia germanica residente in Ticino (v. verbale MP 18
ottobre 2000, ore 18.20, inc. Giar __________ doc. _). Questo giudice ha
confermato l’arresto il giorno successivo, con contestuale intimazione della
promozione d’accusa (doc. _ nel citato inc. Giar);

-       
un’istanza di libertà provvisoria 2/3 novembre 2000 (inc. Giar
__________) è stata respinta con decisione 9 novembre 2000, in considerazione
delle (allora ancor più numerose) esigenze istruttorie, del connesso pericolo
di inquinamento delle prove nonché di serio e concreto pericolo di fuga;

-       
in data 12 aprile 2001, questo giudice ha concesso una prima
proroga di sei mesi della carcerazione preventiva di __________, “in considerazione
delle incombenze ancora da evadere, nonché di sufficientemente concreto
pericolo di fuga e di inquinamento delle prove” (loc. cit., inc. Giar
__________ doc. _ p. 5), sottolineando nel medesimo contesto che la proroga
concessa era comunque di durata rilevante (ibid.);

-       
con allegato 2 ottobre 2001 (inc. Giar __________ doc. _), il
magistrato inquirente richiede una nuova proroga di quattro mesi della
detenzione preventiva cui è sottoposto __________ (l’ultima frase dell’istanza,
a p. 3, dove la proroga viene fatta decorrere dal 16 settembre 2001, è
senz’altro frutto di una svista), adducendo la necessità di completare
l’acquisizione della documentazione richiesta con rogatoria in Germania, la
relativa contestazione agli accusati nonché la completazione dei confronti.
Ribadisce comunque l’ulteriore sussistere di pericolo di collusione e di fuga,
e conclude rilevando la proporzionalità della carcerazione già subita ed ancora
prospettabile, a fronte dei reati commessi e della pena prospettabile (ibid.);

-       
la difesa non si oppone al principio di un’ulteriore proroga del
carcere preventivo, ma ritiene eccessiva la durata postulata dal magistrato
inquirente, e soprattutto censura la motivazione della richiesta, nella misura
in cui essa si basa sulla pretesa scarsa collaborazione fornita dall’accusato
(v. osservazioni, inc. Giar __________ doc. _);

-       
l'art. 95 CPP, dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui
l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare
e - segnatamente come nel caso in discussione - proroga del carcere preventivo
a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi
e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo
sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui
concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione ed un certo pericolo di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare
la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione
della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993
del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep. 132 [1999] n.
116), e ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag.
44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381);

-       
i menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore
nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà
e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416;
1989 pag. 287 ss.). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi
penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep. 1980 pag. 128);

-       
la legittimità dell’arresto va esaminata d’ufficio, perlomeno
sommariamente, anche in assenza di espressa opposizione da parte dell’accusato;

-       
si deve allora constatare che sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla dottrina e dalla giurisprudenza, sono presenti
nella situazione personale e processuale di __________ a legittimare e
giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà oltre il
termine legale disposto dall’art. 102 cpv. 2 CPP;

-       
in punto all’esistenza di sufficienti indizi di colpevolezza, può
bastare generico rinvio a quanto già detto in occasione della precedente
decisione di proroga menzionata supra (inc. Giar __________ doc. _ p. 2)
relativamente alle ampie dichiarazioni dell’accusato medesimo (anche se già in
occasione della prima proroga si era rilevato l’atteggiamento “a scaricabarile”
degli accusati, v. decisione cit., p. 5). Quest’ultima constatazione, invero,
mal si concilia con la mancata collaborazione dell’accusato di cui si lamenta
il magistrato inquirente (v. istanza, cit., p. 2); d’altronde, quest’ultimo
propone una critica generica e non sufficientemente circostanziata;

-       
parimenti insufficientemente sostanziata appare la descrizione
delle esigenze istruttorie ancora da esperire. Sebbene l’ulteriore esistenza di
tali esigenze istruttorie non sia di principio contestata dall’accusato
resistente (a proposito delle quali si vedano già i considerandi della prima
decisione di proroga, cit., p. 3-4, qui integralmente richiamati), la loro
insufficiente caratterizzazione non permette di valutare compiutamente se la
durata della proroga postulata (quattro mesi, v. istanza, cit., p. 3) sia
rispettosa del principio di proporzionalità. Quanto all’evasione della
rogatoria inviata in Germania, premesso che non viene indicato da quanto tempo
la medesima sia pendente (ma dagli atti si rileva che è quasi trascorso un anno
dal suo inoltro, v. sollecito 9 ottobre 2001, all’inc. MP s.n.) né in quali
precisi termini ne sia stata garantita celere evasione, va rilevato che non è
dato di sapere in quale misura i dati che dovranno trasmettere le autorità
germaniche siano effettivamente utili (o addirittura indispensabili) per la
completazione dell’istruttoria. Anche la vaghezza di questo elemento di
giudizio, se non incide certo sulla giustificazione di principio della proroga
richiesta, ne rende difficile una determinazione temporale rispettosa del
principio di proporzionalità. Infine, anticipando già qui una considerazione
sulla proporzionalità, va detto senza mezzi termini che eventuali eccessive
lungaggini nell’evasione di una rogatoria non devono andare di principio a
detrimento dell’accusato in detenzione preventiva: seppur con particolare
attenzione ad ogni singola fattispecie, la salvaguardia del principio di
proporzionalità può al limite significare che la pubblica accusa – raggiunta
una certa durata dell’arresto – debba scegliere fra la rinuncia a
documentazione estera ed il mantenimento della misura privativa della libertà
(in tal senso era stata ad esempio ordinata la liberazione di una relazione bancaria
lungamente bloccata, v. decisione 16 agosto 2000 in re T., inc. Giar __________
consid. 5b; come qui, in germe, già decisione 19 agosto 1999 in re L., inc.
__________ consid. 4d);

-       
l’ulteriore mantenimento della carcerazione preventiva cui è
astretto __________ è certamente giustificato di per sé già dall’incontestato,
marcato pericolo di fuga (a proposito del quale si vedano già i considerandi
della prima decisione di proroga, cit., p. 4-5, qui integralmente richiamati).
Anche pericolo di collusione (v. in proposito la prima decisione di proroga,
cit., p. 4, qui espressamente richiamata) continua a sussistere, se non altro
nei confronti della moglie sotto inchiesta in Germania per il ruolo da lei
ricoperto nella vicenda, oltre che con gli ignoti che hanno dato mano
nell’occultamento del maltolto non ancora rinvenuto (v. istanza, cit., p. 2);

-       
sulla proporzionalità, rilevata l’ininterrotta attività
inquirente in consonanza con i dettami di legge, va nondimeno sottolineata
l’assoluta eccezionalità che una protrazione della carcerazione preventiva
oltre l’anno deve rivestire, indipendentemente dalla gravità dei reati
commessi, dalla presumibile lunga pena detentiva cui vanno incontro gli
accusati e dalle difficoltà dell’inchiesta. In assenza di precisi parametri che
si sarebbero potuti evincere da una più circostanziata descrizione degli
incombenti istruttori ancora da effettuarsi e dei relativi tempi, una proroga
può essere concessa solo in termini ristretti, in ogni caso inferiori ai
quattro mesi richiesti. Una valutazione astratta degli incombenti istruttori
ancora da effettuare impone di considerare che all’autorità inquirente deve
essere concesso un ragionevole lasso di tempo per un’ultima sollecitazione
della rogatoria, le cui risultanze dovranno poi essere debitamente contestate
agli accusati. Una proroga della durata di soli due mesi – durata sulla quale
si era detto d’accordo l’accusato medesimo (v. osservazioni, loc. cit.) – è
insufficiente per garantire, con l’agio che le circostanze impongono, l’effettuazione
di quanto appena esposto, non essendo nemmeno nell’interesse dell’accusato in
detenzione preventiva vedere ammessa una proroga di cui sa sin d’ora che non
basterà per la conclusione dell’istruttoria predibattimentale. Adeguata appare,
in conclusione, una proroga di tre mesi;

-       
resta ovviamente impregiudicato l’obbligo del magistrato
inquirente di procedere alla completazione dell’istruttoria formale ed
all’emanazione dell’atto d’accusa con la massima celerità possibile (artt. 102
e 176 cpv. 3 CPP);

-       
in conclusione, l’istanza di proroga appare di principio
giustificata in considerazione delle incombenze ancora da evadere, nonché di
sufficientemente concreto pericolo di fuga e di inquinamento delle prove.
Quanto alla durata, invece, la richiesta non appare adeguata, e può dunque
essere accolta solo parzialmente, con la presente decisione esente da tassa e
spese di giudizio (art. 39 lit. f TG e contrario) e suscettibile di
impugnazione entro 10 (dieci) giorni alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP).

*   *   *

Per i quali
motivi,

richiamate le
norme menzionate e visti gli artt. 103, 280 ss. e 284 CPP

d e c i d e :

1.   L’istanza 2 ottobre
2001 di proroga del carcere preventivo cui è astretto __________ è parzialmente
accolta.

§     Di
conseguenza, la detenzione preventiva cui è astretto l’accusato viene prorogata
sino al prossimo 17 gennaio 2002 compreso.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-          
avv. __________, per sé e per l’accusato;

-          
Procuratore Pubblico avv. __________, con copia delle
osservazioni dell’accusato e con l’inc. MP __________ di ritorno;

-          
Direzione del Penitenziario cantonale La Stampa, Cadro.

giudice __________