# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c148cf55-a746-598d-93dc-b5dc41f52a9e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-05-31
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 31.05.2005 16.2004.40
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2004-40_2005-05-31.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2004.40

  	
  Lugano

  31 maggio
  2005/rgc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, vice presidente,

  Giani e Chiesa (in sostituzione di Epiney-Colombo
  astenuta)

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 15
giugno 2004 presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1  

  patr. dall'avv. Yasar RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

la sentenza 24 maggio 2004 del Pretore del Distretto
di Lugano, sezione 1, nella causa civile inappellabile (inc. n. IU.2002.00348)
promossa con istanza 17 settembre 2002 da

 

 

	
   

  	
  CO 1  

  patr. dallo  RA 2  

   

  

 

 

 

con la quale l'istante ha chiesto il pagamento di
fr. 7'250.- oltre accessori a titolo di 

mercede derivante da contratto di mandato nonché
il rigetto in via definitiva 

dell'opposizione interposta dalla convenuta al PE
n. __________ dell'UE di Lugano, 

domande accolte dal giudice,

 

 

letti ed esaminati gli atti

 

 

considerato

 

in fatto e in diritto:

 

                                   1.   Con istanza 17 settembre 2002 CO 1, società che svolge attività
di consulenza e domiciliazione di società, ha convenuto RI 1 davanti al Pretore
del Distretto di Lugano, sezione 1, per ottenere il pagamento di fr. 7'250.-
oltre accessori, rivendicato a saldo delle fatture emesse il 1° settembre 2000
e il 15 marzo 2001 per le proprie prestazioni in relazione alle operazioni di
sottoscrizione a titolo fiduciario del capitale sociale di una società
domiciliata in __________, ovvero __________, che le sarebbero state richieste
dalla succursale di Lugano della convenuta sulla base di un contratto
di mandato sottoscritto dalle parti il 5 marzo 1999, oltre a fr. 600.- per
le spese di incasso delle due fatture. 

 

                                         La
convenuta si è opposta alla pretesa avversaria eccependo innanzi tutto la carenza
di competenza territoriale del giudice adito la stessa avendo la sua sede principale
nelle Isole di Man mentre la succursale di Lugano non sarebbe coinvolta nella
vertenza. Nel merito ha contestato sia la legittimazione attiva, l'istante
avendo ceduto il proprio credito a un'altra società, che la propria
legittimazione passiva non essendo parte al contratto sul quale l'istante basa
la sua pretesa, contratto dalla stessa concluso a nome e per conto di __________
al quale l'istante deve se del caso rivolgersi per il pagamento delle proprie
prestazioni. 

 

                                   2.   Con sentenza 24 maggio 2004 il Pretore, accertata innanzi tutto la
propria competenza territoriale a dipendenza dell'esistenza di una connessione
tra la vertenza che oppone le parti e l'attività della succursale della
convenuta con sede a Lugano (art. 5 cifra 5 Convenzione di Lugano e art. 21
cpv. 3 LDIP), così come la legittimazione attiva dell'istante che
contrariamente a quanto preteso dalla convenuta non ha ceduto il proprio
credito, ha accolto l'istanza per l'importo di fr. 7'250.- oltre interessi. Egli,
basandosi sulle risultanze istruttorie ha ritenuto comprovato il perfezionamento
di un contratto di mandato tra l'istante e la convenuta la quale, contrariamente
a quanto preteso, non ha dimostrato l'esistenza di un rapporto di
rappresentanza diretto in virtù del quale la stessa avrebbe agito per conto di __________.
E siccome la convenuta non ha contestato l’importo rivendicato in causa, il
pretore ha accolto l'istanza salvo modificare la data di decorrenza degli
interessi di mora rispetto a quelli richiesti dall’istante. 

 

                                   3.   Con il presente tempestivo gravame RI 1 è insorta contro il predetto
giudizio postulandone l'annullamento. La ricorrente ripropone innanzi tutto
l'eccezione di incompetenza territoriale del giudice adito, la stessa essendo
domiciliata nelle Isole di Man, mentre la succursale di Lugano sarebbe estranea
alla conclusione del contratto sul quale l'istante basa la sua pretesa anche
perché __________, che ha sottoscritto il contratto, non era legittimato a
vincolare la succursale essendo organo unicamente della ditta della sede
principale. Nel merito rimprovera al pretore di aver arbitrariamente valutato
le risultanze istruttorie, in particolare di essersi basato unicamente sulla
deposizione di __________, già sua collaboratrice e con lei inimicata in
quanto era stata licenziata, e finanche interessata all'esito della lite nella
sua qualità di membro del Consiglio di amministrazione dell'istante, ignorando
per contro le deposizioni testimoniali di __________ e di __________ dalle
quali si evince che nella conclusione del contratto la succursale ha agito in
qualità di rappresentante di __________ al quale pure l'istante si era
inizialmente rivolta per il pagamento delle proprie prestazioni. 

 

Con osservazioni 20 agosto 2004 la
controparte postula la reiezione del ricorso.

 

                                   4.   Per
quanto attiene alla ricevibilità del ricorso, contestata dall'istante, va
rilevato che per costante giurisprudenza di questa Camera, anche se carente
dell'indicazione del motivo di cassazione invocato così come lo prevede l'art.
329 cpv. 2 lett. e CPC, il ricorso è comunque valido se dalla sua motivazione
risultino con ogni evidenza le ragioni a fondamento del medesimo, di modo che
il giudice possa individuare con facilità sia il motivo di cassazione addotto
che la norma legale ritenuta violata (Cocchi/ Trezzini, CPC-TI, ad art. 329, m.
2). In concreto è indubbio che a fondamento della propria impugnazione la
ricorrente pone, oltre all'incompetenza del giudice adito (art. 327 lett. a
CPC), l'arbitraria valutazione delle risultanze istruttorie da parte del primo
giudice, ovvero invoca il titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. g CPC:
ne consegue la ricevibilità del ricorso.

 

                                   5.   In
merito al titolo di cassazione di cui all'art 327 lett. a CPC, la ricorrente
ripropone in questa sede l'eccezione di incompetenza territoriale del giudice
adito a dipendenza del fatto che la convenuta non è domiciliata nella sua
giurisdizione e che essa non può essere convenuta dinanzi al foro della
succursale siccome estranea alla lite.

 

L'art.
5 cifra 5 della Convenzione di Lugano stabilisce che il convenuto domiciliato
nel territorio di uno Stato contraente può essere citato in un altro Stato
contraente - davanti al giudice del luogo territorialmente competente - qualora
si tratti di una controversia concernente l'esercizio di una succursale, di
un'agenzia o di qualsiasi altra filiale (Donzallaz, La Convention de Lugano, 1996-1998,
n. 1063 segg.). La nozione di succursale ai sensi della citata Convenzione ha
carattere autonomo e non dipende dall'iscrizione nel Registro di Commercio
svizzero (Donzallaz, op. cit, n. 5280 ss. e 5337): essa presuppone l'esistenza
di due entità materiali, una principale e l'altra accessoria. La seconda deve
rappresentare un prolungamento decentralizzato della prima e rimanere pertanto
dipendente dall'entità principale. D'altro canto, la succursale deve però
disporre di una autonomia parziale che le consenta di concludere dei contratti
e di procedere alla loro esecuzione. Inoltre, l'attività svolta deve rivestire
una certa importanza e continuità (Donzallaz, op. cit, n. 5297 ss. e 5358 ss.; Kropholler,
Europäisches Zivilprozessrecht, 7. ed., 2002, n. 92; Schwander, Gerichtszustandigkeiten
im Lugano-Uebereinkommen, in: Das Lugano-Uebereinkommen, 1990, pag 76, DTF 117 II 87). Per
quanto riguarda la competenza stabilita dall'art. 5 cifra 5 CL occorre
"evidentemente, perché vi sia competenza del giudice del luogo della succursale,
che l'oggetto della controversia riguardi l'esercizio della succursale"
(Broggini, La Convenzione di Lugano: Introduzione e interpretazione; la competenza
giurisdizionale, in: La Convenzione di Lugano temi scelti e prime esperienze;
ed. CFPG, 1992, pag. 31; Donzallaz, op. cit, n. 5358 e 5363). In tal modo viene
quindi previsto un foro - quello della succursale - che da un Iato garantisce
una maggiore connessione e prossimità del giudice rispetto alla vertenza da
decidere e dall'altro facilita l'accesso ai tribunali alla parte attrice:
questa impostazione ha come scopo di ottenere una migliore amministrazione
della giustizia (Donzallaz, op. cit., n. 4269 ss., 5363 e 5274 ss.; Broggini,
op. cit., n. 60 a pag. 27 e pag. 31). Naturalmente è la società principale a
essere convenuta al foro della succursale, essendo quest'ultima priva di
personalità giuridica (DTF 120 11113; Donzallaz, op. cit., n. 5306). 

 

                                   6.   Nel
caso di specie, l'accertamento pretorile secondo cui oggetto del litigio che oppone
le parti è relativo all'incasso della mercede dovuta per prestazioni eseguite per
conto della succursale luganese della convenuta, donde il riconoscimento della
propria competenza territoriale, non è arbitrario. Infatti, come correttamente
evidenziato dal primo giudice, la vertenza che oppone le parti deriva
dall'esercizio di una succursale, che aveva la sua sede a Lugano dove la stessa
disponeva di uffici e personale propri (cfr. deposizione testimoniale __________
e interrogatorio formale __________ risposte n. 4 e 5, doc. R e T), ove la stessa
esercitava la propria attività (cfr. interrogatorio formale __________,
risposta n. 2), tant'è che il contratto sul quale l'istante basa la sua pretesa
è stato sottoscritto a Lugano (cfr. interrogatorio formale __________ risposta
n. 12), verosimilmente proprio in quegli uffici (cfr. deposizione testimoniale __________),
da una persona che ha agito quale organo di fatto della succursale, e segnatamente
dal suo direttore __________. Anche la corrispondenza, ovvero le richieste di
pagamento, sono state indirizzate dall'istante alla succursale della convenuta
(cfr. doc. F, G, O, P e Q), la quale non ha mai eccepito la sua estraneità al
rapporto di mandato, rispettivamente la carenza di poteri di rappresentanza di Giorgio
Luoni della quale vorrebbe prevalersi in questa sede. Queste risultanze, correttamente
valutate dal pretore, bastano per ritenere adempiuti i presupposti sanciti
dalla Convenzione di Lugano riguardanti l'esistenza di una controversia
concernente l’esercizio di una succursale con sede a Lugano, da qui la competenza
del Pretore del Distretto di Lugano.

 

                                   7.   Giusta
l'art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere
annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale
o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa
o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è
arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed
indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della
giustizia e dell'equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;
per essere definita come arbitraria tale violazione dev'essere manifesta e
riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l'arbitrio non può essere
ravvisato già nella circostanza che un'altra soluzione sarebbe immaginabile o
persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile
soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione
reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 129
I 8 consid. 2.1; 128 I 273 consid. 2.1; 127 I 60 consid. 5a).

 

                                   8.   La
legittimazione passiva della convenuta, pure contestata da quest'ultima, non costituisce
un presupposto processuale ma è invece un elemento del diritto sostanziale sul
quale il giudice statuisce con un giudizio di merito sulla base dei fatti
allegati dalle parti ed accertati (Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 181, m.
3). In tema di azioni contrattuali, ossia di pretese derivanti dall'esistenza
di un determinato contratto, la legittimazione passiva è data qualora la parte
convenuta sia parte del contratto in base al quale la controparte procede
(Cocchi/Trezzini, CPC-TI App., ad art. 181, m. 23). Nel caso di specie si
tratta pertanto di stabilire se tra l'istante e la convenuta sia insorto,
direttamente o indirettamente, un eventuale rapporto contrattuale. 

 

                                         Nella
misura in cui la convenuta pretende di aver sottoscritto il contratto di
mandato sul quale l’istante basa la sua pretesa per conto di una terza persona
(doc. B), ossia __________, spetta a lei l'onere di provare l’esistenza di
questo rapporto di rappresentanza (art. 8 CC; Watter, Basler Kommentar,
Obligationenrecht I, 3.ed., n. 35 ad art. 32 CO). Le premesse della
rappresentanza diretta ai sensi dell'art. 32 CO sono: una procura del rappresentato
al rappresentante e l'agire del rappresentante in nome del rappresentato (Zäch,
Berner Kommentar, n. 2 e segg. ad art. 32 CO). La procura al rappresentante può
venire conferita in qualsiasi forma (DTF 99 II 159), anche solo tollerando
consapevolmente che esso si comporti come tale (DTF 85 II 22 e segg.). Agire in
nome del rappresentato significa che il rappresentante deve far sì che la
controparte riconosca che egli intende far nascere nel rappresentato e non in
sé stesso gli effetti del negozio giuridico in questione. La volontà di fungere
da rappresentante può essere comunicata esplicitamente al terzo, oppure può essere
desumibile dalle circostanze o dovrebbe esserlo per un partner contrattuale in
buona fede, di modo che l'effetto della rappresentanza si attui. Se questo sia
il caso, si decide interpretando il comportamento del rappresentante e della
controparte contrattuale secondo il principio dell'affidamento, badando in
particolare a ciò che per la controparte era riconoscibile al momento della
stipulazione (art. 32 cpv. 2 CO, art. 18 CO; Watter, op. cit., n. 16 e 17 ad
art. 32 CO; Zäch, op. cit., n. 45 ad art. 32 CO).

 

                                   9.   In
concreto, come correttamente concluso dal primo giudice, le risultanze
istruttorie non permettono di concludere che la succursale della convenuta
abbia in qualche modo manifestato o lasciato intendere all'istante di agire per
conto di una terza persona, e più precisamente per conto di __________. Il
fatto che questo nominativo compaia sia nel contratto che nelle fatture, non prova
ancora l'esistenza di un rapporto di rappresentanza. L’intestazione di questi
documenti, così come formulata, non basta infatti per indicare la titolarità
del rapporto contrattuale, che deve invece essere determinata sulla base delle
pattuizioni intervenute tra le parti (II CCA 4 ottobre 1999 in re M. SA/B. e
llcc), pattuizioni che __________ ha confermato essere intervenute tra
l’istante e la succursale della convenuta. 

 

                                10.   Quanto
alla deposizione di questa teste, alla quale la ricorrente addebita un motivo
di inimicizia per essere stata dalla stessa licenziata, e un interesse nella
lite avendo ricoperto al momento dei fatti la carica di membro del Consiglio di
amministrazione dell’istante, va innanzi tutto rilevato che l'eventuale
esistenza di questi due motivi non comporta la nullità della deposizione in
quanto tale ma ne limita o pregiudica se del caso l'attendibilità
(Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 234, n. 736), credibilità che spetta al
giudice valutare sulla base del libero potere di apprezzamento delle prove che gli
compete in virtù dell'art. 90 CPC, libero potere di apprezzamento di cui il
pretore non ha in concreto abusato. 

 

                                         Infatti,
l'affermazione della teste secondo cui  essa si sarebbe occupata per conto
della RI 1 delle pratiche materialmente necessarie per disporre di questa [la
__________, ] società offshore in particolare la CO 1 mi mandò il formulario
doc. B ........già compilato. Io provvidi a farlo firmare al sig. __________,
per conto della RI 1., siccome quel giorno il sig. __________ era assente (cfr.
verbale 6 maggio 2003), è suffragata sia dal tenore del contratto che il
direttore della succursale __________ ha sottoscritto on behalf of RI 1. senza
indicare alcun rapporto di rappresentanza (cfr. doc. C), che dalla deposizione
di quest’ultimo, ove ha confermato che è stata la RI 1 a incaricare l'istante
di procedere alla costituzione di una società (la __________, cfr.
interrogatorio formale, risposta n. 14). L'affermazione di __________ secondo
il quale la RI 1 avrebbe agito in nome e per conto di un cliente libico (cfr.
interrogatorio formale, risposta n. 14), non significa ancora che questa
circostanza sia stata portata a conoscenza dell'istante, ovvero che al momento
della conclusione del contratto di mandato la succursale della convenuta abbia
effettivamente manifestato all'istante l'esistenza del preteso rapporto di
rappresentanza, rapporto che per essere opponibile all'istante deve quantomeno
esserle stato manifestato, ciò che la convenuta non ha provato essere stato il
caso in concreto, tant’è che le varie richieste di pagamento sono state tutte
indirizzate alla succursale della convenuta (doc. F e G) e al suo presidente __________
(doc. O, P e Q). 

 

                                         Per quel
che riguarda la deposizione di quest'ultimo, contrariamente a quanto preteso
dalla ricorrente non si può rimproverare al pretore di essersene distanziato
sia perché l'interrogato non conferma la tesi difensiva della ricorrente circa
l'avvenuta conclusione del contratto di mandato a nome e per conto di __________,
sia perché l'interrogato sostiene di non aver mai sentito parlare della società
Imagex International Limited nonostante i vari richiami di pagamento allo
stesso indirizzati con riferimento alla costituzione di questa società (doc. O,
P e Q) ancorché il direttore della succursale __________ abbia espressamente
dichiarato che __________ propose a __________ di mettere a disposizione di RI
1n una società costituita da CO 1, segnatamente __________ (cfr. interrogatorio
formale risposta n. 10).

 

                                11.   Alla
luce di quanto sopra esposto il ricorso, che non ha evidenziato nessun titolo
di cassazione, tantomeno la pretesa arbitraria valutazione delle risultanze
istruttorie da parte del pretore, deve essere respinto. 

                                         Tasse,
spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

 

Per i quali motivi, 

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese
l’art. 148 cpv. 1 CPC e la tariffa 

giudiziaria

 

pronuncia:

                                   1.   Il
ricorso per cassazione 15 giugno 2004 di RI 1 è respinto.

 

                                   2.   Gli
oneri del presente giudizio, consistenti in:

                                         a) tassa di giustizia      fr. 350.-

                                         b) spese                         fr.  
50.-                            

                                                                                fr.
400.-

 

                                         già
anticipate dalla ricorrente, rimangono a suo carico con l'obbligo di rifondere
alla resistente fr. 400.- a titolo di ripetibili.  

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  - avv. Yasar  ; 

  -   

    .

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

Il vice presidente                                                   La
segretaria