# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 155fb919-1e69-596d-a5fe-684e7b53ac1c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-12-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 12.12.1995 15.1995.00236
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1995-00236_1995-12-12.html

## Full Text

Incarto n.

  15.95.00236

  	
  Lugano

  12 dicembre 1995/C/fc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo
sul reclamo 23 novembre 1995 di

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti di
Locarno nell’ambito di varie
esecuzioni promosse contro

 

 

	
   

  	
  __________

   

  

 

 

in tema di notifica di atti esecutivi al terzo
proprietario del bene pignorato;

 

 

viste le osservazioni 29 novembre 1995 dell’UEF di
Locarno;

 

 

esaminati atti e documenti;

 

 

ritenuto

 

 

 

in fatto:

 

 

                                  A.   Con verbale di pignoramento 7 ottobre 1991/15
luglio 1992, riferito alle esecuzioni promosse contro __________ appartenenti
al primo gruppo di pignoramento, l’UEF di Locarno ha pignorato vari beni
mobili.

 

 

                                  B.   Con verbali di pignoramento 11 settembre 1992, 5
ottobre 1992, 9 novembre 1992 e 25 gennaio 1993, riferiti alle esecuzioni
promosse contro __________ e appartenenti ai gruppi di pignoramento n. 2, 3, 4
e 5, l’UEF di Locarno ha pignorato, oltre ai beni mobili già pignorati in
precedenza, la part. n. __________ RFD di __________ e le particelle n. __________
e __________ RFP di __________ __________                                                          L’8
settembre 1992, il 22 settembre 1992, il 29 settembre 1992, il 12 ottobre 1992,
il 19 ottobre 1992, il 16 novembre 1992, il 19 novembre 1992, il 2 dicembre
1992, l’8 febbraio 1993, il 17 febbraio 1993 e il 1. marzo 1993 l’UEF di
Locarno ha chiesto, per quanto di rilevanza nella fattispecie, l’annotazione
nel registro fondiario della restrizione della facoltà di disporre ex art. 960
cpv. 1 e 2 CC dei fondi n. __________ e __________ RFP di __________ 

 

                                  C.   Con decreto 24 marzo 1993 il Pretore di Locarno-Città
ha concesso a __________ una moratoria concordataria di quattro mesi, poi
prorogata di altri due con decreto 11 giugno 1993.

                                         Con
sentenza 22 dicembre 1993 il Pretore non ha omologato il concordato proposto da
__________. Con tempestivo appello 10 gennaio 1994 il debitore ha postulato la
declaratoria di nullità del decreto pretorile. Con decreto 19 gennaio 1994 il
Presidente della Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello ha
concesso al gravame di __________ effetto sospensivo. Con sentenza 5/13 luglio
1994 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello , quale
Autorità superiore dei concordati, ha poi respinto l’appello.

 

                                  D.   Con atto di pignoramento 11 ottobre 1994, riferito
alle esecuzioni promosse contro __________ appartenenti al sesto gruppo di
pignoramento, l’UEF di Locarno ha nuovamente pignorato sia i beni mobili che i
beni immobili già pignorati in precedenza.

                                      

                                  E.   Con avviso d’incanto unico 7 novembre 1995, __________
l’UEF di Locarno ha fissato al 1. dicembre il termine per le insinuazioni degli
oneri fondiari, al 14 dicembre 1995 il deposito delle condizioni d’asta e al 17
gennaio 1996 la vendita dei fondi n. __________ e __________ di __________ 

 

                                  F.   Il 9 novembre 1995 l’UEF di Locarno ha trasmesso
a __________ quale nuova proprietaria dei fondi pignorati, l’avviso d’incanto
tramite invio postale raccomandato, retrocesso dalla posta all’ufficio di
esecuzione e fallimenti con la menzione “indirizzo insufficiente”.

 

 

                                  G.   Il 13 novembre 1995 __________, riferendosi alla
pubblicazione del 10 novembre 1995, si è lamentata presso l’UEF per non aver
ricevuto l’avviso d’incanto.

                                         Lo
stesso giorno l’UEF di Locarno ha nuovamente trasmesso alla reclamante l’avviso
d’incanto, notificato a __________ il giorno successivo.

 

 

                                  H.   Con reclamo 23 novembre 1995 __________ ha postulato
la declaratoria di nullità di “ogni atto di procedura esecutiva” eccetto del
PE, che dovrà comunque esserle notificato affinché possa interporre opposizione.
A sostegno della propria richiesta la reclamante ha argomentato che:

 

                                         -     ”sono
proprietaria delle particelle n. __________ e __________ RFP del Comune di
__________, da me acquistate il 12 ottobre 1994”;

 

                                         -     ”al
momento dell’acquisto il bene era dichiarato libero da pegni immobiliari (cifra
4), salvo l’onere ipotecario di I. grado di Fr. 100’000.--”;

 

                                         -     ”in
data 13 novembre 1995 mi è stato segnalato da un conoscente che __________
questa particella sarebbe stata venduta all’asta il 17 gennaio 1996 per un
debito di mio fratello __________ preesistente all’acquisto”;

 

                                         -     solo
il 14 novembre 1995 l’UEF “mi ha mandato un avviso di asta e una copia della
busta che la posta aveva restituito per indirizzo insufficiente”;

 

                                         -     ”il
modo di procedere dell’Ufficio, che non mi aveva mandato prima né il precetto
esecutivo né la domanda di realizzazione dei creditori, non mi sembra conforme
alla legge”.

 

 

                                         I.    Con osservazioni 29 novembre 1995 l’UEF di
Locarno ha postulato la reiezione del gravame con motivazioni che, se del caso,
saranno riprese in seguito.

 

 

Considerato

 

 

in diritto:

 

 

                                         1.

                                         a)  Per l’art. 96 cpv. 1 LEF il debitore si deve
astenere, sotto minaccia di pena, da ogni disposizione degli oggetti pignorati
che non sia autorizzata dall’ufficiale.

                                              Gli
atti di disposizione del debitore sono nulli in quanto ne siano pregiudicati i
diritti che il creditore ha acquisito col pignoramento, sotto riserva degli
effetti dell’acquisto del possesso da parte di terzi di buona fede (art. 96
cpv. 2 LEF).

                                              Il
pignoramento di un fondo ha, di per se stesso, gli effetti di una limitazione
della facoltà di disporre ex art 960 cpv. 1 cifra 2 CC (art. 101 cpv. 1 LEF),
la cui annotazione nel registro fondiario esclude la buona fede di terzi (art.
960 cpv. 2 CC); Kurt Amonn, Grundriss des Schulbetreibungs- und Konkursrechts,
1993, § 22 m. 58, Carl Jäger, Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour
dettes et la faillite, 1920, n. 6 ad art. 96 LEF. Di conseguenza il
pignoramento prevale su tutti i diritti acquisiti successivamente sul fondo
(DTF 113 III 36; Amonn, op. cit., § 22 m. 58; Jäger, op. cit., n. 6 ad art. 96
LEF). La trasmissione della proprietà avvenuta dopo il pignoramento è
civilmente valida, ma il creditore pignoratizio può chiedere la realizzazione
del fondo a suo favore senza che siffatto mutamento leda i diritti da lui
acquisiti con l’annotazione (DTF 42 III 245-246; Amonn, ibidem; Pierre-Robert Gilliéron,
Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 1993, p. 191).

 

 

                                         b)  Nel caso di specie __________ ha acquisito la
proprietà delle particelle n. __________ e __________ di __________ con atto
notarile del 12 ottobre 1994, quando nel registro fondiario erano già annotate
numerose restrizioni della facoltà di disporre a seguito di pignoramento. Ne consegue
che, sebbene il trapasso della proprietà a favore della reclamante sia
civilmente valido, essa non si può opporre alla realizzazione dei fondi a
favore dei creditori pignoratizi. A ciò nulla muta la circostanza che nell’atto
notarile il venditore ha dichiarato che “il fondo venduto non è gravato da
diritti o oneri ipotecari oltre al mutuo di Fr. 100’000.-- in I rango”, atteso
che l’annotazione del pignoramento nel registro fondiario esclude la buona fede
di terzi (art. 960 cpv. 2 CC).

 

 

                                         2.

                                         a)  L’avviso d’incanto è pubblicato almeno un mese
prima (art. 138 LEF).

                                              Per l’art.
139 LEF copia del bando è notificata al creditore, al debitore, ed
eventualmente al terzo proprietario dell’immobile, come pure ad ogni
interessato iscritto nei libri pubblici, nell’ipotesi che abbiano un domicilio
conosciuto od un rappresentante (cfr. anche art. 30 RFF; Amonn, op. cit., § 28
m. 16; Gilliéron, op. cit., p. 230). Sulla procedura preliminare di
realizzazione immobiliare, l’art. 120 LEF prescrive che l’Ufficio deve avvisare
entro tre giorni il debitore che il creditore ha domandato la vendita.

                                              Subito
dopo la pubblicazione dell’incanto, l’ufficio spedirà gli avvisi speciali
previsti dall’art. 139 LEF (cfr. art. 30 cpv. 1 RFF) “ad ogni creditore cui
spetta diritto di pegno sul fondo od in cui favore esso sia stato pignorato”,
come pure, tra altri, “a tutte quelle persone che posseggono sul fondo un
diritto qualsiasi iscritto od annotato nel registro fondiario”.

 

 

                                         b)  Nel caso di specie le notifiche delle domande di
vendita e dell’avviso d’incanto sono ritualmente avvenute. I combinati art. 120
e 139 LEF (cfr. anche gli art. 28 e 30 RFF) prevedono infatti che solo l’avviso
d’incanto debba essere personalmente trasmesso all’eventuale terzo proprietario
dell’immobile, mentre  la comunicazione della domanda di vendita deve essere
trasmessa solo al debitore. La comunicazione dell’avviso d’incanto a
__________, avvenuta il 13 novembre 1995, ossia a __________ giorni dalla
pubblicazione della vendita sul FUC, è stata pertanto corretta. Nell’esecuzione
in via ordinaria, a differenza che nell’esecuzione in via di realizzazione del
pegno (art. 153 cpv. 2 LEF), anche il PE va notificato unicamente al debitore,
atteso che all’inizio della procedura esecutiva non è noto, nell’ipotesi che
l’esecuzione proceda per omessa opposizione o per il rigetto della stessa,
quali saranno i beni che verranno pignorati. Nel caso concreto, avendo
__________ acquistato le part. n. __________ e __________ quando le procedure
esecutive promosse contro il precedente proprietario erano già giunte allo
stadio del pignoramento, la notifica del PE alla reclamante è esclusa anche
perché, come sancito dal Tribunale federale in DTF 78 III 7, colui che acquista
un fondo gravato da una limitazione della facoltà di disporre, deve accettare
le esecuzioni che hanno portato al pignoramento del fondo medesimo nello stadio
in cui si trovano quando l’ufficio viene a conoscenza dell’avvenuto trapasso
della proprietà.

 

 

                                   3.   Restano riservati i diritti della reclamante di
procedere civilmente e, se del caso, penalmente nei confronti del fratello,
nell'ipotesi che vi sia stato inganno o altro in connessione con le garanzie ex
patto 4 del rogito 12 ottobre 1994.

 

 

                                   4.   Il reclamo 23 novembre 1995 __________ è
respinto.

                                         Non
si prelevano spese (art. 67 cpv. 2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68
cpv. 2 OTLEF).

 

 

                                         Per
questi motivi

                                         richiamati
gli art. 96 cpv. 1 e 2, 101 cpv. 1, 120, 138, 139, 153 cpv. 2 LEF; 28, 30 RFF;
960 cpv. 1 cifra 2, 960 cpv. 2 CC

 

 

PRONUNCIA

 

 

                                   1.   Il reclamo 23 novembre 1995 __________ è
respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese e non si assegnano
indennità.

 

                                   3.   Intimazione a:   -    __________

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                   
La segretaria