# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8ee2d030-c019-51a7-a2d1-8b41809c5982
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-04-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 19.04.2013 11.2013.35
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2013-35_2013-04-19.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2013.35

  	
  Lugano,

  19 aprile
  2013/mc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Jaques

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F. Bernasconi

  

 

 

sedente per statuire nella causa CA.2013.107
(protezione dell'unione coniugale: provvedimenti cautelari) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 6, promossa con 

istanza del 5 aprile 2013 da

 

	
   

  	
   AP 1  

  (patrocinato dall'avv.  PA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   AO 1  

  (patrocinata dall'avv.  PA 2 ),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando
sul reclamo del 12 aprile 2013 presentato da AP 1 contro il decreto supercautelare
emesso l'8 aprile 2013 dal Pretore;

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con
sentenza del 23 luglio 2012 emessa a protezione dell'unione coniugale il Pretore
del Distretto di Lugano, sezione 6, ha condannato AP 1 (1958), tra l'altro, a
versare dal 1° gennaio 2012 un contributo alimentare di fr. 192.50
mensili alla moglie AO 1 (1962), un contributo alimentare di fr. 1495.– mensili alla figlia maggiorenne G__________
(11 febbraio 1994) e un contributo alimentare di fr. 1368.50 mensili al
figlio M__________ (9 dicembre 1995), assegni familiari non compresi. Tale decisione
è passata in giudicato.

 

                                  B.   Il
13 marzo 2013 AP 1 ha chiesto al Pretore di ridurre retroattivamente dal 1°
marzo 2013 il contributo alimentare per G__________ a fr. 1353.50 mensili e
quello per M__________ a fr. 82.50 mensili. Con ordinanza del 14 marzo 2013 il
Pretore ha assegnato a AO 1 un termine di 20 giorni per “presentare tutti i
documenti aggiornati su redditi e spese”, convocando i coniugi all'udienza del
22 aprile 2013 per il dibattimento, poi rinviato su iniziativa di AO 1 al 7
maggio 2013. In seguito quest'ultima ha ottenuto una proroga fino al 25 aprile
2013 per produrre i documenti in questione.

 

                                  C.   AP 1 ha instato il 5 aprile 2013 davanti al Pretore perché la riduzione dei contributi alimentari da lui
postulata fosse decretata immediatamente in via cautelare, senza contraddittorio,
subordinatamente previo contraddittorio. Statuendo con “decreto supercautelare”
dell'8 aprile 2013, il Pretore ha respinto 

                                         la domanda e ha confermato l'udienza del 7 maggio 2013 indetta per
il contraddittorio, senza prelevare spese processuali.

 

                                  D.   Contro
il decreto predetto AP 1 ha presentato il 

                                         12 aprile 2013 un reclamo a questa Camera per ottenere che la
decisione impugnata sia riformata nel senso di accogliere la riduzione dei
contributi alimentari da lui sollecitata in via cautelare, eventualmente previo
contraddittorio. Il reclamo non è stato notificato a AO 1 per osservazioni.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le “decisioni di prima istanza in materia di provvedimenti cautelari”
sono appellabili, fermo restando che, trattandosi di controversie patrimoniali,
l'appello è ammissibile unicamente ove “il valore litigioso secondo l'ultima
conclusione riconosciuta nella decisione è di almeno 10 000 franchi” (art. 308 cpv. 1
lett. b combinato con il cpv. 2 CPC). Se la controversia patrimoniale non raggiunge
tale valore, la decisione di prima istanza in materia di provvedimenti
cautelari è suscettiva solo di reclamo (art. 319 lett. a CPC). Tanto nell'uno
quanto nell'altro caso, in ogni modo, la decisione dev'essere stata presa dal
giudice dopo avere dato modo alla controparte di esprimersi. Decreti
superprovvisionali non possono essere oggetto di appello né di reclamo (FF 2006
pag. 6729 in alto). Ciò vale non solo quando il giudice accolga un'istanza
supercautelare, ma anche quando la respinga (DTF 137 III 419 consid. 1.3 con
numerosi richiami). Tanto nell'uno quanto nell'altro caso, infatti, egli deve
ancora sentire la parte convenuta (art. 265 cpv. 2 CPC).

 

                                   2.   Nella
fattispecie il Pretore ha respinto l'8 aprile 2013 i provvedimenti superprovvisionali
chiesti dall'istante il 5 aprile precedente, convocando le parti all'udienza
del 7 maggio 2013 per il contraddittorio. AO 1 non ha ancora avuto modo di
pronunciarsi sulla riduzione immediata dei contributi alimentari, sempre ch'essa
sia abilitata a rappresentare anche la figlia maggiorenne G__________. Potrà
esprimersi in proposito all'udienza del 7 maggio 2013 già indetta dal Pretore per
discutere il merito dell'istanza di riduzione, una volta prodotti entro il 25
aprile 2013 “tutti i documenti aggiornati su redditi e spese”. Il decreto
dell'8 aprile 2013 con cui il Pretore ha respinto la riduzione immediata dei
contributi alimentari senza contraddittorio, decreto per altro espressamente
designato come “supercautelare” dal primo giudice, non è dunque impugnabile. Nel
suo memoriale AP 1 dà per scontata l'ammissibilità del reclamo (pag. 5 in fondo), ma non illustra minimamente quali argomenti sorreggano la sua ferma convinzione. Men che
meno egli spiega perché nella fattispecie, fosse impugnabile il decreto,
sarebbe dato unicamente reclamo allorché il valore litigioso eccede fr. 10 000.– (sopra,
consid. 1). Improponibile, il memoriale sfugge così a ogni disamina.

 

                                   3.   Le
spese del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si
attribuiscono ripetibili alla convenuta, che non è stata chiamata dalla Camera a
formulare osservazioni al reclamo.

 

                                   4.   Quanto
ai rimedi giuridici esperibili contro la presente decisione sul piano federale
(art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso non consta raggiungere la
soglia di fr. 30 000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF, ove appena si
consideri che il contributo alimentare per M__________ si estinguerà in ogni
modo alla maggiore età del figlio, il 9 dicembre prossimo.

 

Per questi motivi,

 

decide:                    1.   Il
reclamo è irricevibile.

 

                                   2.   Le spese
processuali di fr. 500.– sono poste a carico del reclamante.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  –  
  ;

  –   
  .

  

                                         Comunicazione:

                                         – G, ;

                                         – M, ;

                                         – Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere
pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100
cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il
ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta
ad almeno 30
000
franchi; quando il valore
litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è
ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art.
76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro
lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al
Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.