# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 763ed66c-bd40-51d2-9fe6-06dea0a6b2e4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.07.2003 52.2003.140
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-140_2003-07-02.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.140

   

  	
  Lugano

  2 luglio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi e Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 30 aprile 2003 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patrocinato dall'avv. __________ 

   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

	
   

  	
  la risoluzione 25 marzo 2003 (n. 1388) del Consiglio
  di Stato, che ha dichiarato irricevibile in quanto tardiva l'impugnativa
  presentata dall'insorgente avverso la decisione 11 dicembre 2002 del Dipartimento
  delle istituzioni, Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di
  revoca del permesso di domicilio;

  

 

 

viste le risposte:

-      9 maggio 2003 del
Dipartimento delle istituzioni,

-    13 maggio 2003 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 16 marzo
1994 l'Ufficio federale degli stranieri (UFDS) ha vietato l'entrata in territorio
elvetico fino al 15 marzo 1996 al cittadino dominicano __________ (1972) per
gravi infrazioni alle prescrizioni di polizia degli stranieri.

Rientrato il 5 maggio 1995 illegalmente nel
nostro Paese, il ricorrente si è sposato il 17 maggio successivo a __________
con la cittadina elvetica di origine dominicana __________ (1960). Per vivere
insieme alla moglie egli è stato posto al beneficio di autorizzazioni di dimora
annuali, mentre il 5 maggio 2001 ha ottenuto un permesso di domicilio.

 

 

                                  B.   a)
Interrogato il 22 novembre 2002 dalla Polizia cantonale in merito alla sua
relazione e convivenza con la connazionale __________ (1977), __________ ha
dichiarato quanto segue:

 

"Dal 1995
mi trovo in Svizzera. Abitavo a __________. Lo stesso anno, se non vado errato
nel corso del mese di aprile, a __________ mi sono sposato con la cittadina
svizzera __________ 2.01.1960. Dalla nostra unione non sono nati figli. L'anno
dopo, 1996, a __________ avevo modo di conoscere la connazionale
____________________, sposata con un cittadino svizzero. Non hanno avuto figli.
Ci siamo innamorati tanto è vero che abbiamo avuto un figlio di nome __________,
nato il 24.03.1997 a Santo Domingo. Io ho riconosciuto mio figlio. La mia amica
abitava con sua madre a __________ in __________. Per contro io abitavo in via
__________ a __________. Ho ottenuto regolare divorzio da mia moglie tre mesi
fa. Per contro la mia convivente, sebbene è separata, risulta ancora sposata.
La stessa non lavora. Da quattro mesi lavoro presso la ditta di pavimentazione
__________ di __________. Il mio stipendio si aggira a circa fr. 4'000.– netti.
Visto che tra di noi tutto funzionava a meraviglia abbiamo deciso di abitare
assieme. Infatti a partire dal 16.07.2001 abitiamo a __________ in via
__________. Il contratto d'affitto è a nome di tutte e due. Trattasi di appartamento
di due locali e mezzo per una pigione mensile di fr. 800.–. Da quando abitiamo
in via __________ siamo regolarmente notificati presso il controllo abitanti
del Comune di __________. In data 18.01.2000 è nata nostra figlia __________,
che io ho riconosciuto.

Adr: da quando abitiamo assieme la nostra
convivenza è effettiva e dormiamo sotto lo stesso tetto.

Adr: sono a conoscenza che la mia amica ha un
ordine di partenza per il giorno 31.12.2002 emesso alla __________ di
__________. A tale proposito posso dire che questo pomeriggio abbiamo un appuntamento
con il nostro legale avv. __________ di __________, in merito a questa decisione.

Ieri mattina,
verso le ore 08.30, agenti della __________ di __________ hanno eseguito un
controllo presso il nostro appartamento. Hanno potuto accertare che nei locali
vi sono miei effetti personali, capi di vestiario e necessario per l'igiene
personale. Questo è tutto quanto posso dichiarare in merito. Letto, confermo e
firmo".

 

b) Fondandosi sulle premesse emergenze, in
data 11 dicembre 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento
delle istituzioni ha deciso di revocare il permesso di domicilio a __________,
perché dal 1996 il suo matrimonio con una cittadina svizzera esisteva solo
sulla carta, fissandogli contestualmente il 15 gennaio 2003 quale ultimo
termine per lasciare il territorio cantonale. L'autorità ha precisato che se
fosse stata a conoscenza di tale situazione prima del rilascio dell'autorizzazione
di domicilio, il permesso di dimora dell'interessato sarebbe stato revocato.

La decisione, resa sulla base degli art. 3
cpv. 2, 7, 9 cpv. 4 lett. a LDDS, è stata inviata per raccomandata
all'indirizzo di Locarno, ma non è stata ritirata dall'interessato.

 

c) Con scritto 30 dicembre 2002 __________
ha chiesto alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione a __________ di
inviargli nuovamente la decisione di revoca al fine di determinarsi al riguardo,
adducendo che non l'aveva ricevuta perché era in vacanza all'estero.

Il 13 gennaio 2003 l'insorgente ha ritirato
la missiva presso l'Ufficio regionale degli stranieri di __________.

 

 

                                  C.   Adìto il 24
gennaio 2003 da __________, il 25 marzo successivo il Consiglio di Stato ha
dichiarato irricevibile il suo ricorso.

Il Governo ha considerato tardivo il gravame,
in quanto inoltrato oltre i termini ricorsuali. A titolo abbondanziale,
l'Esecutivo cantonale ha confermato la decisione impugnata sulla base dei motivi
addotti dal dipartimento.

Nel frattempo, con sentenza 13 febbraio
2003, il Pretore della giurisdizione di Locarno-Città ha sciolto per divorzio
il matrimonio dei coniugi __________.

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia governativa, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento.

Sostiene di non aver ritirato
tempestivamente la raccomandata in quanto si trovava all'estero e non doveva
aspettarsi di ricevere all'improvviso una decisione così incisiva circa il suo
permesso. Ritiene pertanto che il termine per impugnarla decorresse dal 13
gennaio 2003, momento in cui egli ne ha preso formalmente conoscenza.

Critica inoltre il dipartimento per non
averlo interpellato prima di emanare la decisione di revoca, dolendosi in
sostanza della violazione del suo diritto di essere sentito.

Nel merito contesta di aver commesso abuso
di diritto, adducendo che il suo matrimonio è stato effettivamente vissuto e
consumato all'inizio e rilevando che l'autorità era a conoscenza della sua
situazione personale e famigliare già prima di porlo al beneficio del permesso
di domicilio.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono sia il Consiglio di Stato sia il dipartimento con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr.
art. 10 lett. a LALPS).

 

1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG, in ambito di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo
al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di
permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto.
Sennonché, indipendentemente dalla sussistenza di un diritto, il ricorso di
diritto amministrativo è ammissibile contro decisioni concernenti la revoca di
permessi (art. 101 lett. d combinato con l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; DTF
99 Ib 1 consid. 2; Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en
matière de police des étrangers, in: RDAF 53/1997, pag. 325). Anche la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire sull'impugnativa inoltrata
da __________ è pertanto data.

 

1.3. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
10 LALPS e 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a
ricorrere (art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso
sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1.
Giusta l'art. 9 LALPS, entro 15 giorni dalla notifica della decisione
dell'autorità è dato ricorso al Consiglio di Stato, a meno che la legge non
preveda diversamente (cfr. anche art. 46 cpv. 1 PAmm). I termini stabiliti
dalla legge sono perentori (art. 11 primo periodo PAmm).

Per quanto riguarda la decorrenza dei
termini ricorsuali, va osservato quanto segue: quando il tentativo di
intimazione di un invio raccomandato da parte della Posta si rivela
infruttuoso, viene emesso un avviso di ritiro nella bucalettere o nella casella
postale del destinatario; l'invio è considerato validamente notificato se è
successivamente ritirato presso l'ufficio postale. Se ciò non avviene entro il
termine di ritiro, l'invio è considerato notificato l'ultimo giorno di questo
termine, nella misura in cui il destinatario doveva prevedere di ricevere un
atto da parte di un'autorità (cosiddetta "Zustellfiktion"; DTF 127 I
34, consid. 2a/aa, 119 Ib consid. 3b e rinvii; Borghi/Corti, Compendio di
procedura amministrativa ticinese, n. 1b ad art. 14 con rif.). Tale termine è
di sette giorni, come precedentemente sancito dall'art. 169 cpv. 1 lett. d dell'abrogata
Ordinanza 1 della Legge federale sul servizio delle poste (Osp 1) e ora dalle
Condizioni generali della posta (cifra 2.3.7 litt. b nella versione, qui di
rilievo, del 1° gennaio 2002). Il Tribunale federale ha più volte ribadito che
l'applicazione di tale finzione nel caso di un infruttuoso tentativo di
distribuzione non costituisce un eccesso di formalismo, perché risponde ad
un'esigenza di chiarezza, semplicità e soprattutto uniformità; dal profilo
della certezza del diritto è importante non solo per l'autorità di prima
istanza, ma anche per eventuali controparti e per le autorità di ricorso,
riconoscere in base a criteri oggettivi che una decisione è cresciuta in giudicato
(da ultimo: DTF 127 I 35, consid. 2b).

 

2.2. In concreto, la decisione 11 dicembre
2002 della Sezione dei permessi e dell'immigrazione, munita dei mezzi e dei
termini di ricorso, è stata inviata per posta raccomandata il giorno stesso al
domicilio del ricorrente (via __________, a __________). Al destinatario
essendo assente, gli è stato lasciato avviso di ritiro nella bucalettere; non
ritirato, l'invio è stato retrocesso al mittente.

Il termine di 15 giorni per impugnare il
provvedimento non ha però iniziato a decorrere il giorno successivo il settimo
giorno di giacenza all'ufficio postale, perché questo giorno cadeva nelle ferie
giudiziarie (7 giorni prima e 7 giorni dopo il Natale: art. 13 PAmm), bensì il
giorno 3 gennaio, giungendo poi a scadenza il 17 gennaio 2003. Ne consegue che
la decisione di revoca del permesso di domicilio è cresciuta in giudicato il 18
gennaio 2003. Il ricorso 24 gennaio 2003 al Consiglio di Stato era dunque manifestamente
tardivo.

 

2.3. Il ricorrente sostiene che, a causa
della sua assenza all'estero, è venuto a formalmente conoscenza del contenuto
del provvedimento in parola soltanto il 13 gennaio 2003, quando ha ritirato la
decisione 11 dicembre 2002 presso l'Ufficio regionale degli stranieri di
Locarno, dopo averne fatto espressa richiesta il 30 dicembre 2002. L'insorgente
asserisce che, non dovendosi aspettare un provvedimento così incisivo, egli non
era tenuto a prendere tutte quelle misure necessarie per tutelarsi affinché la
corrispondenza gli venisse recapitata durante la sua assenza. Gli argomenti
addotti non possono essere condivisi.

Sollecitato dall'agente interrogante il 22
novembre 2002 in merito alla durata della sua relazione e convivenza con
__________, __________ ha in particolare dichiarato alla polizia:

 

"sono a
conoscenza che la mia amica ha un ordine di partenza per il giorno 31.12.2002
emesso alla __________ di __________. A tale proposito posso dire che questo
pomeriggio abbiamo un appuntamento con il nostro legale avv. __________ di
__________, in merito a questa decisione".

 

In siffatte circostanze, stante che la sua
convivente doveva lasciare il territorio elvetico per la fine dell'anno,
__________, che aveva avuto un ruolo importante in tutta la vicenda, non poteva
certo escludere che eventuali atti giudiziari o amministrativi gli venissero
recapitati entro breve tempo, ritenuto che il suo soggiorno in Svizzera dipendeva
da un permesso, di dimora prima e di domicilio poi, ottenuto perché sposato con
un'altra donna. Egli non ha quindi agito con diligenza, omettendo di prendere
le misure necessarie affinché la corrispondenza gli potesse essere regolarmente
notificata, eventualmente tramite terza persona. Del resto, il precedente
legale dell'insorgente, avv. __________, era stato messo al corrente della
revoca del permesso di domicilio del suo cliente tramite scritto 16 dicembre
2002 con il quale la Sezione dei permessi e dell'immigrazione gli comunicava che
il termine di partenza fissato al 31.12.2002 a __________ non veniva prorogato
perché "negli scorsi giorni al signor __________ è stato revocato il
permesso di domicilio C" .

Quando il 30 dicembre 2002 __________ ha
chiesto alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione la decisione di cui
trattasi, egli già sapeva che il permesso di domicilio gli era stato revocato.
Egli l'ha poi ritirata solo il 13 gennaio 2003 presso l'Ufficio regionale degli
stranieri di __________, e  a quel momento era ancora in tempo per impugnarla;
in effetti, il suo precedente legale due giorni più tardi aveva preannunciato
telefonicamente all'Ufficio regionale degli stranieri di __________ che stava
preparando il ricorso, poi però inoltrato personalmente da __________ solo il
24 gennaio successivo (v. nota interna 15 gennaio 2003).

Per quanto riguarda la pretesa violazione
del diritto di essere sentito, l'esame della censura presuppone comunque
l'esistenza di un ricorso tempestivo che, in concreto non c'è.

L'insorgente non invoca nemmeno la
restituzione in intero contro il lasso dei termini (art. 12 PAmm).

 

2.4. Il Consiglio di Stato, accertata la
tardività del gravame inoltratogli da __________, lo ha pertanto correttamente
dichiarato irricevibile.

 

 

                                   3.   A titolo
abbondanziale, si rileva che il ricorso andrebbe respinto anche nel merito
(art. 3 cpv. 2, 7 cpv. 2 e 9 cpv. 4 lett. a LDDS).

Il ricorrente si è separato dalla moglie nel
1997 andando poi a vivere con __________, con la quale intratteneva una
relazione perlomeno da metà del 1996 e dalla quale ha avuto due figli, il primo
nato nel mese di marzo 1997.

Con l'unione coniugale da tempo gravemente
turbata ed esistente solo dal lato formale, __________ ha manifestamente
commesso abuso di diritto invocando il proprio matrimonio nelle diverse domande
di rinnovo del permesso di dimora per soggiornare in Svizzera. Venuto meno lo
scopo del soggiorno del ricorrente nel nostro Paese prima del decorso del
periodo quinquennale che gli conferiva il diritto al permesso di domicilio,
viene pure a mancare la ragione che giustificava l'ottenimento di siffatto
permesso.

Del resto, l'insorgente non aveva mai
informato l'autorità che conviveva con un'altra donna dalla quale aveva avuto
due figli. Inoltre, nella domanda 6 maggio 2001 volta a ottenere il permesso di
domicilio, egli aveva espressamente indicato, contrariamente al vero, che sua
moglie dimorava nell'appartamento coniugale di via ____________________ a
__________.

In queste circostanze, il ricorrente non può
invocare che il dipartimento era al corrente della propria situazione
famigliare già prima di concedergli il permesso di domicilio.

Per il resto, è sufficiente rinviare alle
pertinenti motivazioni poste a fondamento del giudizio impugnato.

 

 

                                   4.   Sulla
scorta di quanto precede, il ricorso dev'essere respinto. La tassa di giustizia
e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

Per questi motivi,

visti gli art. 3 cpv. 2, 7 cpv. 2, 9 cpv. 4 LDDS; 100
cpv. 1 lett. b n. 3 e 101 lett. d OG; 9 e 10 lett. a LALPS; 3, 11, 12, 13, 18,
28, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa e
le spese di giustizia, per complessivi di fr. 800.–, sono poste a carico del
ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale,
è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale a Losanna nel termine
di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario