# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fc78b043-1f99-589d-876b-666bc48aa942
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-05-31
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 31.05.2002 14.2002.00016
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2002-00016_2002-05-31.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2002.00016

  	
  Lugano

  31 maggio 2002   /CJ/fc/rgc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Chiesa, quest’ultimo in sostituzione del giudice Rusca, assente

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques,
  vicecancelliere

  

 

 

statuendo nella causa a procedura sommaria di cui
all’inc.OS.2001.16 della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5, a
dipendenza dell'istanza di sequestro del 26 settembre 2001 di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ 

  

 

e dell'opposizione formulata il 10 ottobre
2001 da

 

                                         __________

                                          

al decreto di sequestro 28 settembre 2001
emanato dalla Segretaria Assessore della Pretura di Lugano, Sezione 5,

 

opposizione parzialmente accolta dalla
stessa giudice, che con decisione 5 febbraio 2002 ha così statuito:

 

 

 

                                         “1.    L’opposizione è parzialmente accolta e di
conseguenza è confermato il sequestro ordinato il 10 ottobre 2001 su istanza
della signora __________, nei confronti del signor __________, per l’importo di
fr. 424'668.00.

 

                                          2.    La domanda per prestazione di una garanzia ex art. 273 LEF è
parzialmente accolta.

                                                 Di
conseguenza, la signora __________ è astretta al versamento di una garanzia
bancaria o altro titolo equivalente di fr. 25'000.00, entro venti giorni
dall’intimazione della presente decisione, di primario istituto bancario avente
la sede principale, una succursale o una rappresentanza nel Cantone Ticino, che
possa accettare depositi in virtù dell’art. 15 LF 8 novembre 1934 sulle banche
e casse di risparmio.

 

                                          3.    La
tassa di giustizia e le spese ridotte per complessivi fr. 250.00, da anticipare
dalla parte opponente, rimangono a suo carico, con l’obbligo di rifondere a
controparte fr. 2’500.00 a titolo di indennità ridotte.

 

                                          4.    omissis.”

 

decisione impugnata da __________, che con
appello 20 febbraio 2001 (recte 2002) chiede venga giudicato:

 

                                         “In via principale

 

                                  “I.    Il presente appello è integralmente accolto.

                                         Di
conseguenza la decisione della Pretura di Lugano, Sezione 5, prolata il 5
febbraio 2002 è così riformata:

 

                                         1.     L’opposizione
è integralmente accolta e di conseguenza il decreto di sequestro del 28
settembre 2001 è annullato.

                                                 §   Tutti
i beni in giacenza presso la __________, sequestrati a __________ sono rimessi
nella sua libera e completa disposizione.

                                          

                                          2.
   La domanda di prestazione di garanzia ex art. 273 LEF è integralmente accolta.____________________
è astretta al versamento di una garanzia bancaria o altro titolo equivalente di
Frs. 375'000.--, entro venti giorni dall’intimazione della presente decisione,
di primario istituto bancario avente la sede principale, una succursale o una
rappresentanza nel Cantone Ticino, che possa accettare depositi in virtù
dell’art. 15 LF 8 novembre 1934 sulle banche e casse di risparmio.

 

                                          3.    La
tassa di giustizia e le spese per complessivi Frs. 250.--, anticipati dalla
parte opponente, sono posti a carico della sequestrante con l’obbligo per
quest’ultima di rifondere a controparte Frs. 5’000.00 a titolo di indennità.

                                         

                                  II.     Protestate
tasse, spese e ripetibili.

 

 

                                         In
via subordinata

 

                                  “I.    Il presente appello è parzialmente accolto.

                                         Di
conseguenza la decisione della Pretura di Lugano, Sezione 5, prolata il 5
febbraio 2002 è così riformata:

 

                                         1.     L’opposizione
è parzialmente accolta e di conseguenza è confermato il decreto di sequestro
del 28 settembre 2001 nei confronti di __________ per l’importo di Frs.
424'668.--.

                                          

                                          2.
   La domanda di prestazione di garanzia ex art. 273 LEF è integralmente
accolta.

                                                 §   __________
è astretta al versamento di una garanzia bancaria o altro titolo equivalente di
Frs. 375'000.--, entro venti giorni dall’intimazione della presente decisione,
di primario istituto bancario avente la sede principale, una succursale o una
rappresentanza nel Cantone Ticino, che possa accettare depositi in virtù
dell’art. 15 LF 8 novembre 1934 sulle banche e casse di risparmio.

 

                                          3.    La
tassa di giustizia e le spese per complessivi Frs. 250.--, anticipati dalla
parte opponente, sono posti a carico della sequestrante con l’obbligo per
quest’ultima di rifondere a controparte Frs. 5’000.00 a titolo di indennità.

                                         

                                  II.     Protestate
tasse, spese e ripetibili.”

 

 

Viste le osservazioni 15 marzo 2002 di
__________.

 

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto:                    A.   Con istanza del 26 settembre 2001,
__________, domiciliata a __________, ha richiesto nei confronti di __________
a detta dell’istante pure domiciliato a __________, il sequestro ex art. 271
cpv.1 n. 4 LEF presso la banca __________, della “totalità dei beni mobili
intestati al convenuto, sotto nome, cifra, società o altri enti che la banca a
lui riconducibili”, sino a concorrenza di un credito di fr. 462'888,15 (pari a
€ 313'822,46 al cambio 1,475) a titolo di “risarcimento danni”.

                                         L’istante
sosteneva – come sostiene tuttora – che __________ è responsabile, quale suo
consulente finanziario, della perdita pari a € 287'910,51 sul suo conto
__________ presso la banca __________ da essa subita tra il 10 marzo 2000
(deposito di € 458'000.--, cfr. doc. B) ed il 25 settembre 2001 (saldo del
conto a tale data, pari a € 170'089,49, cfr. doc. F), danno al quale andrebbe
sommato il mancato rendimento minimo del 6% asseritamente promesso dal
sequestrato, ammontante a € 25'911,95, per un totale di € 313'822,46 pari a fr.
426'888,15 al cambio 26 settembre 2001 del 1,4750.

 

 

                                  B.   Con
decreto 28 settembre 2001, la Segretaria assessore della Pretura di Lugano,
Sezione 5, ha ordinato il sequestro come richiesto.

 

 

                                  C.   Il
10 ottobre 2001, __________ ha interposto opposizione. All’udienza di discussione
del 27 novembre 2001, egli ha contestato la propria legittimazione passiva, asseverando
che controparte della sequestrante nel mandato di consulenza finanziaria fosse
la società __________, di cui egli è direttore. L’opponente ha parimenti contestato
l’esistenza del credito vantato dalla sequestrante e la causa del sequestro,
chiedendo inoltre la condanna di __________ alla prestazione di una garanzia ex
art. 273 LEF di fr. 350'000.--. Quest’ultima si è opposta a tutte le domande di
controparte.

 

 

                                  D.   Con
sentenza 5 febbraio 2002, la Segretaria assessore della Pretura di Lugano,
Sezione 5, ha accolto parzialmente l’istanza, limitando l’importo garantito a
fr. 424'668.--, pari alla perdita registrata sul suo conto __________ tra il 10
marzo 2000 ed il 25 settembre 2001, escluso l’asserito mancato rendimento
minimo del 6%, come ha pure parzialmente ammesso la domanda vertente sulla
garanzia ex art. 273 LEF, a concorrenza dell’importo ridotto di fr. 25'000.--.

                                         In
sostanza, la prima giudice ha respinto l’eccezione di mancanza di
legittimazione passiva, considerando che la procura amministrativa 6 marzo 2000
che la sequestrante aveva conferito personalmente al sequestrato all’apertura
della relazione __________ (doc. C) fosse da qualificare come contratto di
mandato. La Segretaria assessore ha d’altronde escluso che il successivo
mandato di consulenza finanziaria del 30 giugno 2000 (doc. D) avesse “novato”
il contratto di cui al doc. C, vista la mancata identità tra le parti.

                                         La
giudice di prime cure ha poi ritenuto verosimile l’esistenza di un credito
della sequestrante nei confronti del sequestrato di un importo pari alla
perdita di capitale durante il mandato di gestione, evidenziando invece come
dal contratto di gestione non risultasse alcuna pattuizione di un rendimento
minimo del 6%.

                                         Sulla
questione della causa del sequestro, la giudice ha considerato che i documenti
prodotti da __________ altro non creavano che confusione sull’effettiva
residenza abituale dell’opponente. L’unico atto attendibile emesso dalle
autorità svizzere, ovvero il permesso “L” di dimora temporanea, rilasciato a
favore del sequestrato per un periodo limitato di 120 giorni, non era
sufficiente per concludere ad una sua residenza abituale in Svizzera, di modo
che il requisito dell’art. 217 cpv. 1 n. 4 LEF è stato ritenuto adempiuto.

                                         Infine,
la Segretaria assessore ha accolto la domanda per prestazione di una garanzia
ex art. 273 LEF limitatamente all’importo di fr. 25'000.--, ritenendo
verosimili unicamente le spese di patrocinio per la causa di convalida, la cui
durata è stata valutata in circa tre anni, mentre non ha creduto, in mancanza
di ogni documento agli atti a conforto, alla tesi della necessità per il
sequestrato di accendere un mutuo ai fini di risolvere i problemi di liquidità
della società __________ di cui è titolare, non senza aver rilevato come le
difficoltà di questa società apparissero anteriori al sequestro.

 

 

                                  E.   Con
atto di appello 20 febbraio 2002, __________ chiede, a titolo principale, la riforma
della sentenza pretorile nel senso dell’accoglimento integrale dell’opposizione
nonché dell’istanza per prestazione di garanzia ex art. 273 LEF di fr.
375'000.--, ed in via subordinata conclude per l’accoglimento solo di
quest’ultima domanda.

                                         L’appellante
ripropone in modo dettagliato tutte le censure fatte valere in prima sede,
aggiungendo quale fatto nuovo a conforto dell’allegazione di una sua dimora abituale
in Svizzera la sua recente nomina dallo __________ quale Console onorario per
la Svizzera, debitamente accreditato a Berna, e per la questione della garanzia
la liquidazione della società __________.

 

                                  F.   Dell’allegato di
osservazioni di __________ si dirà se necessario in seguito.

 

 

 

 Considerando

 

in diritto:                  1.   Questioni procedurali

                               1.1.   Per
crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni
del debitore, quando sia data una causa di sequestro (cfr. art. 271 cpv. 1 n. 1
a 5 LEF). Nel Cantone Ticino per valori superiori a Fr. 2’000.-- competente per
la concessione del sequestro è il Pretore del luogo in cui si trovano i beni da
sequestrare indicati dal creditore (art. 14 cpv. 1 e 16 cpv. 3 LALEF, art. 5
cpv. 1 LOG). La procedura, di natura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF), è
retta dall’art. 19 LALEF che non prevede il contraddittorio. 

 

                               1.2.   Prima di concedere il sequestro il giudice esamina, sulla base
dei soli elementi addotti dal creditore, se è stata resa sufficientemente
verosimile l’esistenza del credito, di una causa di sequestro nonché di beni
appartenenti al debitore (art. 272 LEF). Il grado di verosimiglianza ex art.
271-272 LEF richiesto per valutare se vi è un credito, se nel circondario di
sua competenza vi sono beni appartenenti al debitore e se si realizza almeno
una delle cause di sequestro fatte valere dal creditore è in linea di principio
nel senso che la tesi del creditore deve risultare plausibile e l’esame puntuale
delle allegazioni e della documentazione prodotta dal creditore deve permettere
al giudice di convincersi – sulla base di elementi oggettivi, non bastando di
regola fatture o altri elementi allestiti unilateralmente dal creditore
sequestrante o da suoi organi o persone ausiliarie – che in concreto le circostanze
di fatto rilevanti si sono realizzate, senza per questo poter già escludere il
contrario (cfr. Walter Stoffel, Le séquestre, in: La LP
révisée, collana CEDIDAC, vol. 35, Losanna 1997, p. 280 s.; Pierre-Robert Gilliéron, Le séquestre dans la LP révisée, in: BlSchK 1995, p. 132 e
rif.; Bertrand Reeb, Les mesures provisoires dans
la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p. 466; Amonn/Gasser, Grundriss
des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, n. 2 ad § 51; Rudolf Ottomann, Der Arrest, in: ZSR
1996/I, p. 253, n. 32).

 

                               1.3.   Concesso
il sequestro, chi è toccato nei suoi diritti, tranne il sequestrante, può fare
opposizione al giudice del sequestro entro dieci giorni da quando ne ha avuto
conoscenza (art. 278 cpv.1 LEF). In tal caso il giudice, in una procedura pure
sommaria retta dagli art. 20 ss. LALEF, sottopone il sequestro a nuovo esame,
dando agli interessati la possibilità di esprimersi (cfr. art. 278 cpv. 2 LEF),
rispettivamente di addurre fatti nuovi. In caso di tempestiva opposizione al
sequestro, il giudice che lo ha concesso deve chinarsi dunque nuovamente sulla
domanda di sequestro e verificare – pur con il medesimo potere di cognizione
esercitato in precedenza (cfr. Reeb, op. cit., p. 478; Gilliéron, op. cit., p. 135) – se
alla luce di quanto emerso dal contraddittorio tutte le condizioni del
sequestro – contestate dall’opponente – risultano ancora sufficientemente
verosimili, se cioè in relazione alle stesse è ancora soddisfatto quel grado di
verosimiglianza necessario per la sua concessione (cfr. Amonn/Gasser, op. cit., n. 71 ad § 51), atteso che resta onere del creditore
sequestrante fornire al giudice gli elementi sufficienti (cfr. Hans
Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998,
Vol. III, n. 38 ad art. 278).

 

                               1.4.   La nuova decisione
(sull’opposizione) – sia essa di annullamento o di conferma del sequestro (cfr.
Reiser, op. cit., n. 44-45
ad art. 278) – può essere a sua volta impugnata entro dieci giorni davanti
all’autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 primo periodo LEF), nel
Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti con il rimedio dell’appello
(art. 22 LALEF nonché 14 e 22 lett. c LOG), rispettivamente, in caso di valore
inferiore agli fr. 8’000.--, la Camera di cassazione civile con ricorso per
cassazione (art. 22 LALEF nonché 5, 13 e 22 lett. b LOG). L’autorità superiore
deve verificare – sulla base delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle
parti ed eventualmente anche dei fatti nuovi di cui le stesse si possono
avvalere (art. 278 cpv. 3 secondo periodo LEF) – se nel caso concreto in
relazione al realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dal creditore –
e contestate dalle controparti – è raggiunto il grado di verosimiglianza
necessario per il mantenimento del provvedimento conservativo, atteso che in
caso negativo annullerà la decisione del giudice di prime cure che ha
confermato il sequestro rispettivamente confermerà la decisione che lo ha
annullato, riservate soluzioni intermedie (cfr. Amonn/ Gasser, op.
cit., n. 74 ad § 51; Reeb, op. cit., p. 482).

 

                               1.5.   

                                  a)   Tutte le decisioni in materia di sequestro, in tutte le istanze,
vanno pronunciate in procedura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF). Le norme
cantonali che reggono tale tipo di procedura devono rispettare la massime
dispositiva ("Dispositionsmaxime"), il principio attitatorio
("Verhandlungsmaxime"), nonché le massime di celerità e di
concentrazione (cfr. Jérôme Piégai,
La protection du débiteur et des tiers dans le nouveau droit du séquestre, tesi
Losanna 1997, p. 213 ss. con rif.; Yvonne Artho
von Gunten, Die Arresteinsprache, tesi Zurigo 2001, p. 73 ss.).
Detto altrimenti, il giudice non agisce d'ufficio, egli esamina solo ciò che è
stato allegato e decide unicamente in base alle prove addotte dalle parti
("quod non est in actis, non est in mundo") e che possono essere
assunte seduta stante ("Beweismittelbeschränkung"), salvo che il
fatto allegato sia stato ammesso o non contestato dalla controparte non
contumace (Vogel/Spühler,
Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 24 ad cap. 6 e n. 12
ad cap. 10; di diverso parere: Artho
von Gunten, op. cit., p. 79 s., che però non convince, cfr. CEF
15 maggio __________).

                                         Il
giudice può accontentarsi della semplice verosimiglianza dei fatti
("Beweisstrengebeschränkung") ed esaminare sommariamente i punti di
diritto ("prima facie cognitio"), nella misura compatibile con
l'esigenza di celerità (cfr. Fabienne Hohl,
La réalisation du droit et les procédures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 453; Gilliéron, op. cit., p. 138, B; Piégai, op. cit., p. 212; Artho von Gunten, op. cit., p. 85
ss.). Il giudice apprezza liberamente le prove (art. 20 cpv. 5 LALEF).

 

                                  b)   I
principi di celerità e di concentrazione impongono in particolare alle parti
alte esigenze di motivazione per poter giungere ad un giudizio sollecito. Il
giudice del sequestro non deve ricercare tra tutti i documenti prodotti quelli
che potrebbero essere determinanti a sostegno delle allegazioni della parte.
Quest'ultima non può limitarsi ad indicare tesi descrittive –sia fattuali che
in diritto– ma deve sostanziarle con riferimenti puntuali e d'immediato riscontro
ai documenti topici a sostegno. In caso di omissione, le allegazioni non
debitamente motivate saranno ignorate per carenza di forma del gravame.

 

                                  c)   Vi
è verosimiglianza quando esiste una certa probabilità che i fatti allegati corrispondano
al vero (Piégai, op. cit.,
n. 792, p. 173). Il grado di verosimiglianza richiesto è oggetto di apprezzamenti
divergenti. Secondo questa Camera, la verosimiglianza è data a due condizioni
cumulative __________ 

                                         1)   vi è un “inizio di
prova” (“commencement de preuve”, DTF 107 III 36, 39 e 40, cons. 3 e 5; Walter
A. Stoffel, Basler Kommentar
zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 3 ad art. 272), ossia
indizi oggettivi e concreti a conforto della tesi del sequestrante;

                                         2)   dall’esame degli allegati
e mezzi di prova si ricava l’impressione che i fatti rilevanti per il giudizio
si siano comunque realizzati, pur senza poter escludere la probabilità nello
stesso ordine di grandezza di una realtà di segno opposto; detto altrimenti, si
ha verosimiglianza (semplice) quando sono possibili anche altre soluzioni
altrettanto probabili; viceversa, un fatto è da ritenere inverosimile, quando
si ha la netta impressione che i fatti si siano svolti diversamente da quanto
affermato dal sequestrante.

 

                                  d)   Secondo
l'art. 278 cpv. 3, 2. periodo LEF, le parti possono, nell'ambito del ricorso
contro la decisione su opposizione, avvalersi di fatti nuovi. Secondo la
giurisprudenza di questa Camera __________ sono ricevibili sia i veri nova che
gli pseudonova.

                                         Per
evidenti ragioni pratiche, riconducibili al principio di celerità, i nova di
ogni tipo possono essere addotti solo fino alla fase dello scambio degli
allegati __________.

 

 

                                   2.   Condizioni
materiali per la concessione del sequestro

                                          Giusta l’art. 272 cpv. 1 LEF, il
sequestro viene concesso dal giudice del luogo in cui si trovano i beni, purché
il creditore renda verosimile l'esistenza:

                                           1.
del credito;

                                           2.
di una causa di sequestro;

                                           3.
di beni appartenenti al debitore.

 

 

                                   3.   Sull'esistenza
e l'esigibilità dell'asserito credito

                               3.1.   La questione della legittimazione passiva è una questione di merito
e non una condizione processuale (cfr. Bernard Corboz, Le recours en réforme au Tribunal fédéral,
in SJ 2000 II 31 ad 5, con rif.; Fabienne Hohl,
Procédure civile, vol. I, Berna 2001, n. 388), che va esaminata, in materia di
sequestro, con l’esame della verosimiglianza del credito vantato dal
sequestrante, dato che il sequestro può essere diretto solo contro il debitore,
anche nelle ipotesi eccezionali in cui verte su beni (formalmente) di terzi.

                                         

                               3.2.   La
prima giudice ha ritenuto che la procura amministrativa di cui al doc. C
rendeva sufficientemente verosimile il credito vantato dalla sequestrante.
L’appellante nega invece che la procura costituisca un contratto, essendo la
stessa da qualificare come l’attribuzione di un potere; inoltre essa gli
sarebbe stata conferita non a titolo personale, bensì quale rappresentante di
__________ e sarebbe comunque stata estinta in seguito a novazione personale (o
soggettiva) al momento della conclusione del contratto di consulenza
finanziaria tra la sequestrante e __________ (cfr. doc. D).

 

                               3.3.   Si deve dare atto all’appellante che per la dottrina (cfr. Pierre
Engel, Traité des
obligations en droit suisse, 2a ed., Berna 1997, p. 381 ad 3°; Ingeborg Schwenzer, Schweizerisches
Obligationenrecht, Allgemeiner Teil, 2a.ed., Berna 2000, n. 42.02) la procura
(interna, ossia dal profilo dei rapporti tra mandante e procuratore) non è un
contratto bensì una manifestazione di volontà ricettizia unilaterale che non
richiede quindi l’accordo del procuratore. Anche dal profilo esterno (ossia dei
rapporti tra mandante e terzi), la procura viene analizzata non come un
contratto ma come una manifestazione di conoscenza (“Wissensmitteilung”, cfr. Schwenzer, op. cit., 42.04), e ciò
pure in ambito bancario (cfr. Daniel Guggenheim,
Les contrats de la pratique bancaire suisse, 4a. ed., Ginevra 2000, p. 425 ad
7, che cita tuttavia in nota 20 l’opinione divergente di __________, il quale
assimila la procura bancaria ad un contratto di assegno). Certo, ci si potrebbe
chiedere se una procura esterna del tipo della procura amministrativa di cui al
doc. C non includa implicitamente un impegno della banca ad eseguire gli ordini
del procuratore, che configuri almeno una modifica o precisazione del contratto
di base (di regola contratto di deposito) esistente tra la banca ed il
mandante. Fatto sta in ogni caso che anche in una simile ipotesi la procura non
regola i rapporti tra mandante e procuratore, ma l’effetto degli atti del
procuratore nei rapporti tra mandante e terzi.

 

                               3.4.   Ciò posto, è ovvio che l’esistenza di una procura presuppone di
fatto, almeno a livello di verosimiglianza, l’esistenza di un contratto
(generalmente di mandato) tra il mandante ed il procuratore. Del resto,
l’appellante non lo nega, ma asserisce che il rapporto di base esiste in realtà
tra la sequestrante e __________, sussidiariamente che un eventuale mandato ad
esso conferito è comunque stato novato con la conclusione del contratto di consulenza
finanziaria tra la sequestrante e __________ di cui al doc. D.

 

                               3.5.   Quest’ultima
censura può d’acchito essere rigettata, poiché la novazione non si presume
(art. 116 cpv. 1 CO); orbene, non risulta dal doc. D né da nessun altro agli
atti la volontà di novare un precedente contratto che sarebbe stato concluso
dall’appellante a titolo personale.

 

                               3.6.   Il
doc. D, prodotto dalla stessa sequestrante a conforto del suo asserito credito,
indica che il mandato di consulenza finanziaria è stato affidato a __________ e
non al sequestrato personalmente. L’affermazione dell’appellata secondo la
quale tale società configurerebbe la “solita scatola vuota” (osservazioni, p. 3
ad 1), così come l’asserzione secondo cui l’appellante, con la redazione del
doc. D, avrebbe inteso gestire dal profilo fiscale la regolamentazione della
propria remunerazione, non sono confortate da alcun indizio. Al contrario, è la
medesima appellata ad aver pagato apparentemente senza recriminazione la
fattura 30 giugno 2000 allestita a nome di __________ – che per inciso copre
anche il periodo dall’apertura dell’accredito del conto __________ (10 marzo
2000, cfr. doc. B) alla formalizzazione del contratto 30 giugno 2000 (cfr. doc.
D), per il quale il compenso pattuito è stato “condonato” (cfr. doc. E) –
nonché ad aver esplicitamente qualificato l’appellante quale “rappresentante”
di NHG nel suo scritto di disdetta del mandato dell’11 luglio 2001 (doc. L).

 

                               3.7.   In
queste circostanze, l’allegazione dell’appellante secondo la quale la procura
di cui al doc. C gli sarebbe stata conferita nella sua qualità di
rappresentante di __________ appare più probabile della tesi della
sequestrante. Anche se quanto sostenuto da quest’ultima non è a priori escluso,
atteso che il contratto di cui al doc. D potrebbe non rispecchiare la vera
volontà delle parti (cfr. art. 18 CO) o perché __________ potrebbe risultare
condebitore con __________ nei confronti della sequestrante, dall’esame degli
allegati e mezzi di prova si ricava l’impressione che la tesi dell’appellata
sia decisamente meno probabile di quella dell’appellante e quindi, ai sensi
della giurisprudenza di questa Camera (cfr. cons. 1.5c), inverosimile. Di
conseguenza, l’opposizione di __________ va accolta. 

                                         

 

                                   4.   Visto
quanto precede, un esame dell’esistenza e dell’estensione di un’eventuale
credito di risarcimento così come dell’esistenza di una causa di sequestro si
rivela superfluo.

 

 

                                   5.   Questione
della garanzia ex art. 273 LEF

                                         Per
l’art. 273 cpv. 1 LEF il creditore è responsabile nei confronti sia del
debitore che di terzi dei danni cagionati con un sequestro infondato e il
giudice può obbligarlo a prestare garanzia. Quest’ultima è tuttavia solo un
accessorio del sequestro nel senso che la facoltà di chiederne l’imposizione al
sequestrante decade con il sequestro stesso, ritenuto che la garanzia già prestata
viene ovviamente mantenuta anche nel caso in cui il sequestro decade e ciò a
garanzia dell'azione di responsabilità per sequestro infondato (art. 273 cpv. 2
LEF); del resto, qualora il sequestro sia già decaduto per altri motivi (come
nella fattispecie in seguito all’accoglimento dell’opposizione interposta dal sequestrato),
la comminatoria in virtù della quale il sequestro sarà considerato caduco se la
garanzia non viene versata nel termine fissato dal giudice del sequestro –
deterrente specifico all’art. 273 cpv. 1 secondo periodo LEF – diventa priva di
oggetto. Visto l’esito della presente procedura, la domanda di prestazione di
ulteriore garanzia ex art. 273 LEF va respinta. 

 

 

                                   6.   L’appello
20 febbraio 2002 di __________ va quindi parzialmente accolto.

                                         La
tassa di giustizia e le indennità di appello seguono il grado di soccombenza.

                                         Per
quanto concerne la prima istanza, l’appellante prevale per fr. 462'888,15 (accoglimento
dell’opposizione), mentre soccombe parzialmente sulla questione della garanzia
(fr. 25'000.-- invece dei fr. 350'000.-- chiesti [cfr. p. 19 del verbale di
udienza]), quindi prevale complessivamente per 3/5.

                                         In
seconda istanza, l’appellante vince per fr. 424'668.-- (revoca del sequestro),
mentre soccombe per fr. 350'000.-- sulla questione della garanzia, quindi vince
complessivamente per 55%.

 

 

Richiamati
gli art. 271 ss. LEF e, per le spese, la vigente OTLEF,

 

 

pronuncia:           

 

                                  1.   L’appello
20 febbraio 2002 di __________, asseritamente in Lugano, è parzialmente
accolto.

 

                               1.1.   Di
conseguenza, i dispositivi n. 1 e 3 della sentenza 5 febbraio 2002 della Segretaria
assessore del Distretto di Lugano, sezione 5 (OS.2001.16), sono riformati come
segue:

 

                                         “1.  L’opposizione è
accolta e di conseguenza il sequestro ordinato il 28 settembre 2001 nei
confronti di __________ è revocato.

 

                                          3.  La tassa di giustizia
di fr. 250.-- è posta a carico di __________ per fr. 100.-- e di __________ per
fr. 150.--, la quale rifonderà a __________ fr. 1'600.-- a titolo di indennità
ridotte.”

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia della presente decisione di fr. 1’000.--, già anticipata
dall’appellante, resta a suo carico per fr. 450.-- mentre per fr. 550.-- è
posta a carico di __________ la quale rifonderà a __________ fr. 400.-- a
titolo di indennità ridotte.

                                      

                                   3.   Intimazione
a:

                                         -
__________

 

                                         Comunicazione
alla Pretura di Lugano, Sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario