# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6b71d1e7-aecb-52fe-9450-c95a6b0a2c14
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-01-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 17.01.2011 12.2010.3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2010-3_2011-01-17.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2010.3

  	
  Lugano

  17 gennaio
  2011/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Bozzini, vicepresidente,

  Fiscalini e Pellegrini

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa - inc. n. OA.2009.66
della Pretura del Distretto di Bellinzona - promossa con petizione 23 aprile
2009 da

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   AO 2 

  rappr. da RA 3 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui
l’attrice ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento di fr. 1'063'579.-
oltre interessi al 5% dalla data della petizione, domanda avversata dalla controparte
che ha postulato la reiezione della petizione;

 

ed ora
sull’istanza di intervento accessorio in lite, in favore della parte attrice,
proposta il 17 novembre 2009 da AP 1 (rappr. da), avversata dal convenuto con
osservazioni 3 dicembre 2009, e che il Pretore, con decreto 4 dicembre 2009, ha respinto;

 

appellante
l’interveniente con atto di appello 30 dicembre 2009, con cui chiede la riforma
del querelato giudizio nel senso di accogliere l’istanza di intervento
accessorio in lite, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

preso atto
delle osservazioni 20 gennaio 2010 dell’attrice, che non si oppone all’accoglimento
del gravame, e di quelle datate 28 gennaio 2010 del convenuto, che postula la
reiezione dell’appello, pure con protesta di spese e ripetibili;

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                         che con
petizione 23 aprile 2009 AO 1, cessionaria ex art. 260 LEF delle pretese che la
massa fallimentare di Z__________ __________ vantava nei confronti degli organi
societari giusta l’art. 754 segg. CO, ha chiesto alla Pretura del Distretto di
Bellinzona la condanna di AO 2, già amministratore unico di quest’ultima
società, al pagamento di fr. 1'063'579.- più interessi;

 

                                         che il 19
agosto 2009 il convenuto si è opposto alla petizione ed ha denunciato la lite a
AP 1, nei confronti del quale riteneva di vantare un diritto di regresso,
evidenziando in particolare come costui fosse stato organo di fatto della
società fallita e, in qualità di mandante di __________, di cui il convenuto
era amministratore unico, lo avesse in sostanza incaricato di seguire le sue
istruzioni, come poi fatto;

 

                                         che il 17
novembre 2009 AP 1 ha comunicato di rifiutarsi di intervenire in lite a
sostegno del convenuto ed ha al contrario dichiarato di voler intervenire a
favore dell’attrice: a quel momento ha in particolare negato di aver funto da amministratore
di fatto della società fallita ed ha sostenuto di avervi investito mezzi propri
e di suoi clienti che sarebbero poi andati persi a seguito delle gravi mancanze
del convenuto;

 

                                         che,
diversamente dall’attrice, la quale il 24 novembre 2009 ha dichiarato di non opporsi alla domanda dell’interveniente, il convenuto, con scritto 3
dicembre 2009, ha chiesto di respingere la domanda, contestando che i
presupposti per un intervento accessorio a favore dell’attrice fossero
adempiuti;

 

                                         che il
Pretore, con il decreto 4 dicembre 2009 ora impugnato, ha respinto la domanda
di intervento, rilevando come l’interesse addotto dall’interveniente per
intervenire a favore dell’attrice non fosse giuridico ma solo economico, il che
non giustificava l’auspicato intervento in lite;

 

                                         che con
l’appello 30 dicembre 2009 che qui ci occupa l’interveniente chiede di
riformare il querelato giudizio nel senso di accogliere l’istanza di intervento
accessorio in lite: rammentato che il convenuto lo aveva chiamato in causa a più
riprese negli allegati preliminari e gli aveva persino denunciato la lite (con
gli effetti previsti da questo istituto giuridico), egli ritiene di avere un
interesse giuridico, e non solo economico, ad intervenire in lite, essendo
intenzionato a far accertare anche i fatti da lui in precedenza evidenziati e ad
evitare che i fatti addotti dal convenuto siano accertati in modo erroneo, il
tutto per far sì che tutte quelle circostanze, che gli sarebbero poi state opponibili
nell’azione di regresso in forza della denuncia di lite, non abbiano a
pregiudicare la sua (futura) posizione processuale; il suo intervento accanto
all’attrice s’imporrebbe in definitiva per accertare l’esclusiva responsabilità
del convenuto, senza con ciò alcun suo coinvolgimento;

 

                                         che delle
osservazioni 20 gennaio 2010 dell’attrice, che non si oppone all’accoglimento
del gravame, e di quelle datate 28 gennaio 2010 del convenuto, che postula
invece la reiezione dell’appello, si dirà, per quanto necessario, nei prossimi
considerandi;

 

                                         che
giusta l’art. 51 cpv. 1 CPC chiunque rende attendibile un interesse giuridico
proprio a che una lite vertente fra altre persone sia vinta da una parte, può
intervenire accessoriamente assistendo quest’ultima;

 

                                         che i
presupposti dell’intervento accessorio, oltre beninteso all’inoltro di una
formale domanda in tal senso, sono l’esistenza di una lite pendente fra altre
persone e l’esistenza di un interesse giuridico da parte dell’interveniente (Ottaviani, Le parti nel processo civile
ticinese, p. 80 seg. e 89; Vogel/Spühler,
Grundriss des Zivilprozessrechts, 8ª ed., § 27 n. 71 seg.; II CCA 2 dicembre 2004 inc. n. 12.2004.39);

 

                                         che il
requisito dell’interesse giuridico dell’interveniente è in particolare ritenuto
esistere quando l’esito del processo tra le parti principali può influenzare un
rapporto giuridico tra costui e la parte da lui assistita (o la sua
controparte), o in altre parole quando i diritti dell’interveniente dipendono
dall’esistenza di diritti o di rapporti giuridici che formano oggetto del
processo fra le parti principali (Ottaviani,
op. cit., p. 90; Frei, Die
Interventions- und Gewährleistungsklagen im Schweizer Zivilprozess, p. 11): ciò
è segnatamente il caso quando l’esistenza del diritto del terzo dipenda dalla
vittoria della parte da lui assistita, quando un obbligo del terzo sorga a
seguito della perdita del processo della parte da lui assistita, oppure ancora
quando la decisione nel procedimento principale abbia effetti pregiudiziali vincolanti
nei confronti del terzo (DTF 65 II 242; cfr. pure Sträuli/Messmer, Kommentar zur Zürcherischen
Zivilprozessordnung, 2ª ed., n.
1 seg. ad § 44 ZPO);

 

                                         che nel
caso di specie l’interveniente non pretende - né del resto potrebbe oggettivamente
farlo - che l’esistenza di un proprio diritto sarebbe condizionato alla
vittoria dell’attrice nella lite che la oppone al convenuto, rispettivamente
che un suo obbligo sarebbe sorto a seguito della perdita del processo da parte
dell’attrice;

 

                                         che egli,
oltretutto per la prima volta solo in questa sede e dunque in maniera irrita
(art. 321 cpv. 1 lett. b CPC), giustifica la sua domanda di intervento essenzialmente
con l’effetto pregiudiziale che la decisione resa nel procedimento principale,
le cui risultanze gli sarebbero opponibili a seguito della denuncia di lite
inoltratagli a suo tempo, potrebbe avere nella successiva azione di regresso
promossa nei suoi confronti dal convenuto;

 

                                         che egli nell’occasione
fa esplicito riferimento al principio giurisprudenziale secondo cui se il
denunciato in lite non è intervenuto, faranno stato anche nei suoi confronti le
constatazioni di fatto e le applicazioni del diritto fatte dal giudice nella
causa principale fra le parti dirette, come se si trattasse sopra questi punti
di cosa giudicata anche nei di lui riguardi (Cocchi/Trezzini,
CPC-TI, m. 2 ad art. 60): a torto;

 

                                         che tale
principio, ritenuto eccessivamente perentorio e foriero di malintesi, è in
effetti stato oggetto di precisazione da parte di quegli stessi commentatori, i
quali hanno aggiunto che non necessariamente l’integralità del primo giudizio,
dei suoi dispositivi e degli accertamenti che ne stavano alla base era
vincolante per il litisdenunciato: ciò valeva in particolare per gli eventuali
accertamenti di fatto o le considerazioni di diritto che attenevano alla sua
personale posizione giuridica, in quanto gli stessi erano stati emessi in un
procedimento (quello del litisdenunciante) che non lo vedeva quale parte e dove
egli non aveva avuto in alcun modo la possibilità di difendere le sue ragioni,
la soluzione contraria violando palesemente il precetto del diritto di essere
sentiti (Cocchi/Trezzini, op.
cit., n. 205 ad art. 60 con esempi; cfr. pure Guldener,
Schweizerisches Zivilprozessrecht, 3ª ed., p. 314);

 

                                         che,
tornando alla fattispecie in esame, si osserva che i fatti (menzionati in
precedenza) che il convenuto e l’interveniente pretendono di voler accertare nella
causa principale (e meglio la sua contestata qualità di organo di fatto della
società fallita e/o di mandante indiretto del convenuto) non sono di per sé rilevanti
per l’esito di quel procedimento (cfr. II CCA 2 dicembre 2004 inc. n.
12.2004.39) e dunque nemmeno necessiterebbero di essere chiariti in quella
procedura, l’istituto dell’intervento accessorio in lite non avendo ovviamente
lo scopo di ampliare il tema dell’azione principale ad aspetti che non
riguardano il rapporto giuridico tra le parti principali (in concreto il
carattere esclusivo o meno della responsabilità del convenuto); e comunque,
alla luce di quanto precede, gli eventuali accertamenti in tal senso contenuti
nella futura sentenza della causa principale neppure sarebbero vincolanti per l’interveniente,
sia pure litisdenunciato;

 

                                         che in
tali circostanze, dovendosi con ciò negare l’esistenza di un interesse
giuridico dell’interveniente a partecipare alla lite accanto all’attrice, il
giudizio con cui il Pretore ha respinto la domanda d’intervento può senz’altro essere
confermato;

 

                                         che l’appello,
infondato, deve pertanto essere respinto nella misura in cui è ricevibile;

 

                                         che la
tassa di giustizia, le spese e le ripetibili della procedura di secondo grado,
calcolate sulla base di un valore litigioso di fr. 1'063'579.-, seguono la
soccombenza (art. 148 CPC);

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello 30 dicembre 2009 di AP 1 è respinto nella misura in cui
è ricevibile. 

 

                                   II.   Le spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia                                    fr.    950.-

                                         b) spese                                                      fr.     
50.-

                                         Totale                                                           fr.
1’000.-

 

                                         da
anticiparsi dall’appellante, restano a suo carico con l’obbligo di rifondere
all’appellato AO 2 fr. 2’000.- per ripetibili.

                                  III.   Intimazione:

	
   

  	
  - 

  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici 

Nelle cause a carattere pecuniario è dato ricorso in
materia civile al Tribunale federale,  1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il
valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto
del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi; per valori
inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza
cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Il ricorso è ammissibile contro le
decisioni che pongono fine al procedimento (art. 90 LTF). Esso è pure
ammissibile contro una decisione che concerne soltanto talune conclusioni, se
queste possono essere giudicate indipendentemente dalle altre, o che pone fine
al procedimento soltanto per una parte dei litisconsorti (art. 91 LTF), oppure
ancora contro decisioni pregiudiziali e incidentali notificate separatamente e
concernenti la competenza  o domande di ricusazione (art. 92 cpv. 1 LTF). In
presenza di altre decisioni pregiudiziali o incidentali, il ricorso è
ammissibile solo se le stesse possono causare un pregiudizio irreparabile o se
l’accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale
consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (art.
93 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre
negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113,
117 LTF).  La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso
ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi
i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).