# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 518fedfa-f200-5a81-b3a1-f018100540d1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-02-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.02.2025 D-7964/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7964-2024_2025-02-18.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-7964/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 8  f e b b r a i o  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 

Thomas Segessenmann, Manuel Borla, 

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata l’(…), con il marito 

B._______, nato il (…), 

Georgia,  

(…),   

ricorrenti,  

 

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Esecuzione dell’allontanamento (non entrata nel merito,  

nessuna domanda asilo - art. 31a cpv. 3 LAsi);  

decisione della SEM del 10 dicembre 2024 / N (…). 

 

 

 

D-7964/2024 

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Fatti: 

A.  

A.a Gli interessati hanno presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 

(…) novembre 2022.  

A.b Con entrambi i richiedenti si è tenuta un’audizione il (…) febbraio 2023, 

portante in particolare sui loro motivi d’asilo. Tutti e due, hanno rivelato di 

essere espatriati il (…) 2022 dalla Georgia a causa dello stato di salute 

dell’interessata, che avrebbe scoperto nel Paese d’origine di essere affetta 

da un carcinoma mammario, perché potesse ricevere le cure adeguate ed 

avere così una speranza di vita, come pure per poter avere dei figli.  

A supporto della loro identità, essi hanno depositato i loro passaporti e le 

loro carte d’identità originali. 

A.c Il 23 febbraio 2023, gli interessati hanno potuto presentare il loro pa-

rere al progetto di decisione negativo della SEM da loro ricevuto il 22 feb-

braio 2023. 

A.d Tramite la decisione del 24 febbraio 2023, la SEM non è entrata nel 

merito delle loro domande d’asilo, ha pronunciato il loro allontanamento 

dalla Svizzera e l’esecuzione della predetta misura. 

A.e Con sentenza D-1262/2023 del 9 marzo 2023, il Tribunale amministra-

tivo federale (di seguito: il Tribunale), ha accolto il ricorso presentato il 

3 marzo 2023 dagli insorgenti contro la decisione della SEM succitata, an-

nullando la stessa per quanto concerne l’esecuzione dell’allontanamento 

dei ricorrenti (cifre 3 e 4 del dispositivo) e ritrasmettendo all’autorità infe-

riore gli atti per il completamento dell’istruttoria e la pronuncia di una nuova 

decisione su tale punto in questione ai sensi dei considerandi. In sunto, 

nella suddetta sentenza, il Tribunale ha ritenuto che la decisione della 

SEM, limitatamente alla questione dell’esecuzione dell’allontanamento, si 

sarebbe fondata su di un accertamento inesatto ed incompleto dei fatti giu-

ridicamente rilevanti in rapporto alla situazione valetudinaria degli insor-

genti nonché, sempre in merito allo stato di salute dei medesimi, non 

avrebbe motivato a sufficienza la decisione impugnata. In tal senso, allo 

stato attuale degli atti, per il Tribunale sarebbe stato impossibile seguire le 

argomentazioni presenti nella decisione avversata, senza che in merito allo 

stato di salute dei ricorrenti non si intraprendessero degli ulteriori accerta-

menti, come neppure esaminare se la SEM avesse potuto esercitare cor-

rettamente il suo potere d’apprezzamento, mancando sia agli atti, sia nella 

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decisione avversata, degli elementi rilevanti per potersi determinare in 

piena conoscenza di causa (cfr. consid. 7 della sentenza succitata). 

A.f A seguito di un’ulteriore istruzione della situazione medica dei ricorrenti, 

in particolare con la richiesta di rapporti medici completi e dettagliati ri-

guardo al loro stato di salute attuale, la SEM, con scritto del 9 dicem-

bre 2024, ha informato gli interessati che la decisione datata 24 feb-

braio 2023 era annullata e che riprendeva la procedura di prima istanza. 

B.  

Con decisione del 10 dicembre 2024, notificata il giorno successivo (cfr. 

[atto della SEM] n. [{…}]-96/1), l’autorità inferiore ha nuovamente statuito 

la non entrata nel merito nella domanda d’asilo degli interessati, pronun-

ciando nel contempo pure il loro allontanamento dalla Svizzera e l’esecu-

zione del precitato provvedimento. 

C.  

Tramite memoriale ricorsuale del 18 dicembre 2024, gli interessati sono in-

sorti dinanzi al Tribunale avverso la suddetta decisione, chiedendone l’an-

nullamento e postulando la concessione dell’ammissione provvisoria in 

Svizzera, per inammissibilità ed inesigibilità dell’esecuzione del loro allon-

tanamento. Essi hanno altresì presentato istanza di assistenza giudiziaria 

parziale, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali 

e del relativo anticipo. Al ricorso, quale nuova documentazione, gli insor-

genti hanno annesso, in copia: un messaggio elettronico della ricorrente 

alla rappresentante legale; un referto medico dell’11 dicembre 2024 ine-

rente al ricorrente e stampe di tre fotografie degli interni di locali.  

D.  

Con decisione incidentale dell’8 gennaio 2025, il Tribunale ha autorizzato i 

ricorrenti a soggiornare in Svizzera fino a conclusione della procedura e 

respinto la loro istanza d’assistenza giudiziaria parziale, invitandoli pari-

menti a versare, entro il 20 gennaio 2025, un anticipo di CHF 750.–, a co-

pertura delle presumibili spese processuali. L’anticipo spese richiesto, è 

stato corrisposto tempestivamente dai ricorrenti, in data 20 gennaio 2025.  

E.  

Ulteriori fatti, in particolare la nutrita documentazione medica presente agli 

atti, ed argomenti addotti dalle parti, saranno ripresi nei considerandi in 

diritto, qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

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Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi), contro 

una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 

LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1  

lett. a-c e 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 

cpv. 1 LTAF). In applicazione dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi 

il Tribunale può rinunciare allo scambio degli scritti, come nella fattispecie. 

3.  

Oggetto del ricorso, nel caso in parola, risulta essere esclusivamente la 

questione dell’esecuzione dell’allontanamento. Gli insorgenti infatti, nel 

loro ricorso, non soltanto non sollevano alcun argomento atto a contestare 

la non entrata nel merito delle loro domande d’asilo ai sensi dell’art. 31a 

cpv. 3 LAsi in combinato disposto con l’art. 18 LAsi e la pronuncia dell’al-

lontanamento da parte della SEM, bensì contestano esplicitamente la de-

cisione impugnata soltanto in merito all’esecuzione del loro allontanamento 

verso la Georgia (cfr. ricorso, pag. 2). Fra l’altro si denota come i suddetti 

punti, non avrebbero comunque potuto dar luogo a contestazione in una 

procedura ordinaria ricorsuale, in quanto già nella sua sentenza  

D-1262/2023 del 9 marzo 2023, il Tribunale aveva osservato come tali que-

stioni della decisione del 24 febbraio 2023, non facenti parte dell’oggetto 

litigioso, erano cresciute in giudicato (cfr. consid. 4, 7.6 e cifra 2 del dispo-

sitivo della sentenza D-1262/2023 precitata e supra lett. A.e). 

4.  

In materia di diritto degli stranieri, può essere invocata l’inadeguatezza ai 

sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vin-

colato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giu-

ridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. 

DTAF 2014/1 consid. 2).  

5.  

L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio dell’art. 44 

LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione 

del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), giusta il quale l’esecuzione 

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dell’allontanamento deve essere ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI), esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStrI) e possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI). In caso di non adem-

pimento di una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammissione provvi-

soria (art. 83 cpv. 1 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

6.  

6.1 Nella decisione impugnata, la SEM ha innanzitutto concluso che in spe-

cie non sarebbe applicabile il principio di non-respingimento ai sensi 

dell’art. 5 cpv. 1 LAsi e dell’art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifu-

giati del 28 luglio 1951 (RS 0.142.30). Inoltre non sussisterebbero agli atti, 

indizi tali da ritenere che un loro rientro in patria li esporrebbe seriamente 

e concretamente ad una pena o ad un trattamento proscritti dall’art. 3 

CEDU. Proseguendo nell’analisi, l’autorità inferiore ha considerato che 

pure dal profilo dell’esigibilità della misura di allontanamento, non fossero 

evincibili degli ostacoli dal profilo medico, economico o sociale. Invero essi, 

per le patologie di cui sarebbero tutt’ora affetti, potrebbero proseguire i trat-

tamenti ed ottenere i farmaci che a loro necessitano anche in Georgia. Al-

tresì, per quanto attiene al finanziamento, in particolare per i trattamenti 

oncologici e per l’epatite C, gli stessi sarebbero coperti integralmente dal 

sistema di assistenza sanitaria statale. Peraltro il ricorrente avrebbe alle-

gato di aver sempre ottenuto le cure mediche ed i medicamenti a lui ne-

cessitanti in patria. Inoltre essi disporrebbero in particolare di esperienze 

lavorative e, presso la madre della ricorrente, dove avrebbero precedente-

mente abitato, potranno nuovamente ristabilirsi. Da ultimo, l’esecuzione del 

loro allontanamento verso il precitato Stato, sarebbe pure possibile. 

6.2 Dal canto loro, nel gravame, i ricorrenti avversano le conclusioni della 

SEM, ritenendo come un loro rientro nel Paese d’origine non avverrebbe 

dignitosamente. Invero, malgrado alcune cure mediche sarebbero coperte 

dal sistema sanitario statale georgiano, presentando delle critiche allo 

stesso – anche con riferimento ad un documento pubblicato dall’(…) ([…]) 

nel (…) – essi considerano come alcuni trattamenti e farmaci non sareb-

bero finanziati completamente dal medesimo sistema. Inoltre, alla luce 

dell’attuale tasso di disoccupazione in Georgia e delle loro condizioni di 

salute, non potrebbero trovare alcuna attività lavorativa in patria, che per-

metta loro di sopperire ai propri bisogni e di acquistare i medicamenti i cui 

costi non sarebbero coperti. Peraltro, la madre della ricorrente sarebbe an-

ziana, percepirebbe soltanto la pensione minima ed altresì la sua abita-

zione verserebbe in condizioni disagevoli; conseguentemente, ella non sa-

rebbe in grado né di aiutarli né di ospitarli. 

 

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7.  

7.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera (cfr. per la portata di detta norma la 

DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti). 

7.2 Nel caso in esame, nella misura in cui non si è entrato nel merito delle 

loro domande d’asilo, i ricorrenti non possono prevalersi del principio del 

divieto di respingimento ex art. 5 LAsi, in quanto è una disposizione che 

protegge unicamente le persone alle quali è riconosciuta la qualità di rifu-

giato. In siffatte circostanze, non v’è neppure motivo di considerare l’esi-

stenza di un rischio personale, concreto e serio per gli insorgenti, di essere 

esposti, nel loro Paese d’origine, ad un trattamento proibito ai sensi 

dell’art. 3 CEDU o dell’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre 

pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 

(Conv. tortura, RS 0.105). Anche la situazione generale attuale dei diritti 

dell’uomo in Georgia non rende l’esecuzione dell’allontanamento degli in-

sorgenti inammissibile. 

7.3 In seguito, occorre rammentare che le questioni di natura medica pos-

sono avere influssi sull’ammissibilità dell’allontanamento solo in casi 

straordinari e di estrema gravità, ciò che però, come si vedrà di seguito 

sotto il profilo dell’esigibilità ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI (cfr. infra con-

sid. 8.3), e seppure la situazione di salute dei ricorrenti sia d’indubbia se-

rietà, non rientra nella restrittiva giurisprudenza della Corte europea dei 

diritti dell’uomo (di seguito: CorteEDU; cfr. sentenze della CorteEDU N. 

contro Regno Unito del 27 maggio 2008, n. 26565/05; Paposhvili contro 

Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §180-193; confermata con la sen-

tenza Savran contro Danimarca del 7 dicembre 2021, 57467/15, §§121 

segg.; cfr. anche la DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2). 

7.4 Pertanto, come ritenuto a ragione nel giudizio litigioso, l’esecuzione 

dell’allontanamento dei ricorrenti non risulta trasgredire alcun obbligo della 

Svizzera derivante dal diritto internazionale nonché dalla LAsi, ed è quindi 

da ritenere ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

8.  

8.1 Ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

è ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, 

lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situa-

zioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza me-

dica. 

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8.2 In primo luogo, lo Stato in parola è stato designato dal Consiglio fede-

rale quale Stato terzo sicuro (“Safe country”) ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 

lett. a LAsi, ed inserito nella lista dei Paesi verso i quali l’esecuzione dell’al-

lontanamento è di principio ragionevolmente esigibile (cfr. art. 83 cpv. 5 

LStrI). La situazione vigente in Georgia – ad eccezione delle regioni seces-

sioniste dell’Abkhazia e dell’Ossezia del sud, dalle quali i ricorrenti non pro-

vengono – non è inoltre caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza 

generalizzata che coinvolga l’insieme della popolazione nell’integrità del 

territorio nazionale. Pertanto, per costante giurisprudenza di questo Tribu-

nale, si deve partire dal principio che un ritorno dei richiedenti l’asilo in 

Georgia risulta in principio esigibile (cfr. ex multis le sentenze del Tribunale 

D-5768/2024 del 3 ottobre 2024 consid. 8.2, D-585/2024 del 

23 aprile 2024 consid. 7.3.2). 

8.3  

8.3.1 In secondo luogo, per quanto concerne le persone in trattamento me-

dico in Svizzera, è ricordato che l’esecuzione dell’allontanamento diviene 

inesigibile nella misura in cui, nel caso di rientro nel loro paese d’origine o 

di provenienza, potrebbero non ricevere le cure essenziali che garanti-

scano loro delle condizioni minime d’esistenza, e quindi che lo stato di sa-

lute dell’interessato si degraderebbe così rapidamente al punto da con-

durlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o ad 

un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più grave della sua integrità 

fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con rif. cit.). L’art. 83 cpv. 4 LStrI, non 

può invece essere interpretato quale norma che comprenderebbe un diritto 

di soggiorno lui stesso indotto da un diritto generale di accesso in Svizzera 

a delle misure mediche tendenti al recupero della salute o a mantenerla, 

per il semplice motivo che l’infrastruttura ospedaliera o le regole dell’arte 

medica nel paese d’origine o di destinazione dell’interessato, non raggiun-

gono lo standard elevato elvetico (cfr. ibidem). In tal senso, se le cure ne-

cessarie possono essere assicurate nel paese d’origine del richiedente, 

all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento in tale Paese sarà ragionevolmente esi-

gibile. Invece, non lo sarà più, ai sensi della norma succitata se, in ragione 

dell’assenza di possibilità di trattamento adeguato, lo stato di salute dell’in-

teressato si degraderebbe così rapidamente al punto da condurlo in ma-

niera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio 

serio, durevole e notevolmente più grave della sua integrità fisica (cfr. 

DTAF 2011/50 consid. 8.3 con rif. cit.). 

 

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8.3.2  

8.3.2.1 Nel caso in parola, la ricorrente ha scoperto di soffrire di cancro al 

seno già in Georgia, dove avrebbe effettuato la mammografia, l’ecografia 

ed una biopsia. A causa della grave diagnosi, avrebbero deciso con il ma-

rito di giungere in Svizzera, con la speranza di una risposta migliore e per 

ricevere le cure del caso (cfr. n. 40/8, D16, pag. 3; n. 41/9, D7 segg., pag. 2 

seg.). Effettivamente, una volta giunta in Svizzera, alla ricorrente è stato 

diagnosticato un carcinoma duttale invasivo al seno destro (cfr. n. 21/2, 

26/2 e 34/2). Dopo gli esami specialistici, ella ha ricevuto e terminato un 

trattamento chemioterapico (dal […] al […]) e subito un intervento di tumo-

rectomia al seno destro il (…). A seguire, ha ricevuto un trattamento di ra-

dioterapia al seno destro (dal […] fino al […]) e boost sul letto tumorale, 

nonché una terapia adiuvante di 12 somministrazioni totali (fino a comple-

tamento di 18 somministrazioni totali; cfr. n. 90/8); tutti trattamenti che 

hanno avuto un esito positivo senza presenza di recidive (cfr. n. 42/2, 44/2, 

52/4, 53/2, 57/2, 60/2, 61/2, 70/2, 75/19 e 90/8). Invero, nell’ultimo certifi-

cato medico dettagliato del 2 ottobre 2024, ottenuto su richiesta dalla SEM 

(cfr. n. 79/2 e 84/1), si segnala come le condizioni generali della ricorrente 

sarebbero attualmente buone, con guarigione dopo l’intervento chirurgico 

al seno destro e che proseguirebbe inoltre con i trattamenti a scopo pre-

cauzionale di Lucrin (terapia prevista per 5 anni) e di Exemestane 1 cp die 

(endocrinoterapia precauzionale per 5 anni). Per la ricorrente dovrebbero 

essere garantiti per il futuro: la somministrazione di Lucrin 11.25 mg ogni 

12 settimane, il prelievo ematico ed una visita oncologica almeno ogni sei 

mesi, la prosecuzione dell’endocrinoterapia adiuvante con inibitore 

dell’aromatasi fino a completamento di 5 anni totali di trattamento, un’eco-

mammografia di controllo almeno una volta all’anno ed una visita di con-

trollo senologica e ginecologica secondo l’indicazione specialistica. La pro-

gnosi sarebbe buona, con prevista una guarigione completa (cfr. n. 90/8). 

A fianco alla diagnosi di carcinoma, alla ricorrente sarebbero state diagno-

sticate delle iniziali alterazioni spondilosiche multilivello e un’artrosi intera-

pofisaria senza riconoscibili ernie compressive né lesioni ossee focali so-

spette, come neppure alterazioni di rilievo a livello del bacino segnalate 

(cfr. n. 90/8), per le quali però non risulta dagli atti che ella starebbe effet-

tuando un qualsivoglia trattamento o assumendo dei medicamenti specifici. 

Inoltre, nel suo soggiorno in Svizzera, ella ha beneficiato di una consulenza 

genetica specifica, che ha permesso di evidenziare che non vi sono muta-

zioni patogeniche, ma con una variante a significato sconosciuto in etero-

zigosi in MLH1 (cfr. n. 75/19); di una terapia antipertensiva per il riscontro 

di ipertensione arteriosa (cfr. n. 75/19); nonché di una psicoterapia di so-

stegno nell’ambito della diagnosi di carcinoma mammario (cfr. n. 36/2) e 

per finire di cure dentarie (cfr. n. 51/3). 

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8.3.2.2 Dal canto suo, al ricorrente, una volta giunto in Svizzera, gli sono 

state riscontrate le seguenti problematiche somatiche: un’ipertensione ar-

teriosa (cfr. n. 13/3, 32/3 e 74/13); un deficit da vitamina B12 e di acido 

folico (n. 32/3); un’infezione da virus respiratorio sinciziale (cfr. n. 13/3); 

una lieve steatosi e colecisti alitiasica (cfr. n. 33/2), ed una neuropatia ottica 

bilaterale di probabile eziologia nutrizionale (cfr. n. 37/3 e 74/13). Proble-

matiche per le quali gli sono state prescritte le terapie medicamentose del 

caso (cfr. n. 13/3 e 74/13). Dal profilo psichiatrico, è stata invece posta la 

diagnosi di sindrome da disadattamento, reazione mista ansioso-depres-

siva (cfr. n. 59/2), con visite psichiatriche e di sostegno psicologico regolari, 

con pure la prescrizione di medicamenti (cfr. n. 35/2, 59/2, 62/2, 74/13 e 

91/3). Gli ultimi certificati medici relativi al ricorrente e a disposizione agli 

atti, hanno evidenziato come egli soffra e sia seguito tutt’ora per la diagnosi 

di sindrome ansioso-depressiva, per la quale assumerebbe i medicinali: 

Trittico 150 mg, Quietapine 25 mg e Relaxane; nonché per recente riscon-

tro di una gastrite da H. Pylori – che sarebbe in trattamento per l’eradica-

zione – e di epatite C cronica, per la quale starebbe aspettando di iniziare 

una terapia antivirale (cfr. n. 91/3). Il medico generalista, rileva quale trat-

tamento necessario la terapia antivirale, nonché i controlli medici presso 

l’infettivologa e la psichiatra, con una buona prognosi per il futuro con i 

trattamenti medici indicati (cfr. n. 91/3). Altresì, dalla documentazione me-

dica annessa al ricorso, si evince come al ricorrente sia stata diagnosticata 

un’estesa trombosi venosa profonda a carico della vena femorale comune 

di destra della superficiale tratto prossimale ed anche a carico della popli-

tea omolaterale (cfr. certificato medico dell’11 dicembre 2024 allegato al ri-

corso), problematica però per la quale non è stato indicato alcun tratta-

mento che il ricorrente starebbe seguendo attualmente. 

8.3.2.3 Alla luce di quanto sopra, considerando con la dovuta attenzione lo 

stato di salute dei ricorrenti, agi occhi del Tribunale non v’è alcuna ragione 

di ritenere che le loro problematiche di salute, pur non sminuendole e d’in-

dubbia serietà in particolare per quanto riguarda la ricorrente, siano di una 

gravità tale da rientrare nella succitata giurisprudenza. Ciò che del resto 

neppure i ricorrenti pretendono nel loro ricorso. Invero, come a ragione mo-

tivato già dettagliatamente dalla SEM nel provvedimento sindacato, al 

quale si rinvia per ulteriori dettagli (cfr. p.to III, pag. 4 segg. della decisione 

impugnata) ed onde evitare inutili ripetizioni per quanto non verrà specifi-

cato dappresso, in patria possono essere loro assicurati sia le visite medi-

che sia i trattamenti ed i farmaci che essi necessitano per il prosieguo delle 

cure delle patologie di cui sono ancora affetti. Come il Tribunale ha già 

avuto modo di constatare a più riprese, la Georgia dispone difatti di un si-

stema sanitario che ha subito un’importante ristrutturazione, in questi ultimi 

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Pagina 10 

anni, ed ha realizzato dei grandi progressi, di modo che il trattamento della 

maggior parte delle affezioni fisiche e psichiche è ormai ivi possibile (cfr. 

sentenze del Tribunale D-5768/2024 del 3 ottobre 2024 consid. 8.4,  

E-4107/2024 del 20 agosto 2024, pag. 9 con ulteriori rif. cit.).  

Per quanto attiene più in particolare le patologie di cui soffrono gli insor-

genti, occorre osservare come gli esami ed i trattamenti oncologici per la 

ricorrente possono essere effettuati, in particolare nei centri ospedalieri di 

C._______, da dove i ricorrenti provengono, e di D._______, città dove la 

ricorrente ha già vissuto qualche anno in passato e dove risiede la sorella 

(cfr. n. 41/9, D35, pag. 5 e D55, pag. 6) e già segnalati nella decisione av-

versata alla quale si rinvia per ulteriori dettagli (cfr. p.to III, pag. 5). Anche i 

farmaci di cui ella necessita ancora, sono disponibili in Georgia, anche a 

C._______, come indicato già nella decisione impugnata (cfr. p.to III, pag. 4 

seg.).  

Pure per le patologie di cui risulta ancora affetto il ricorrente, egli potrà con-

tinuare o intraprendere (per quanto attiene al trattamento antivirale per 

l’epatite C) le cure necessarie in patria, ed ottenere, come tra l’altro già in 

passato (cfr. n. 40/8, D9, pag. 2 e D38, pag. 5), i medicamenti a lui neces-

sitanti.  

Pertanto, non vi sono indizi, neppure apportati nel ricorso, per ritenere che, 

in Georgia, essi non potranno beneficiare di una presa in carico adeguata 

delle loro patologie di cui ancora soffrono, indipendentemente dalle loro 

risorse finanziarie. In tale ambito, le criticità al sistema sanitario georgiano, 

mosse in modo del tutto generico nel loro ricorso, non sono atte a modifi-

care il predetto apprezzamento del Tribunale. Al contrario, ulteriore ele-

mento che rafforza lo stesso, è il fatto che i ricorrenti hanno riferito di aver 

sempre ottenuto, allorché si sarebbero rivolti ai medici, le cure necessarie, 

ed è soltanto per motivi di costi finanziari elevati per le cure della patologia 

principale della ricorrente e con la speranza di avere delle cure migliori che 

essi sarebbero giunti in Svizzera. Elementi però che, come già sopra ram-

mentato, non risultano pertinenti.  

8.3.3 Per quanto attiene ai costi dei trattamenti medici e dei farmaci, che i 

ricorrenti sollevano nel loro ricorso non sarebbero coperti completamente 

dal sistema assicurativo statale georgiano, e che essi non potrebbero as-

sumersi considerata la loro situazione di salute e del mercato di lavoro in 

Georgia, occorre considerare quanto segue. 

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Pagina 11 

8.3.3.1 Dal 2013, il “Universal Health Care Program” (UHCP), garantisce 

in Georgia una copertura d’assicurazione malattia gratuita a tutte le per-

sone socialmente vulnerabili o indigenti (cfr. tra le tante le sentenze del 

Tribunale D-1713/2023 del 5 aprile 2023 consid. 10.2.2 con ulteriori rif. cit.; 

E-4107/2024 precitata, pag. 10). Dal maggio del 2017, l’UHCP prende in 

considerazione il salario di ciascuno per determinare l’importo della presa 

in carico finanziaria. La copertura assicurativa si estende dal 70 al 100% 

secondo il trattamento in questione. Se non è escluso che i pazienti deb-

bano a volte sostenere il 10% dei costi dei medicamenti, tuttavia in caso 

d’incapacità finanziaria, possono indirizzarsi alla “Referral Service Com-

mission”, che in alcuni casi completa le prestazioni erogate dall’UHCP, in 

particolare per delle famiglie giudicate come vulnerabili (cfr. fra le tante le 

sentenze del Tribunale D-5768/2024 succitata consid. 8.4, E-4107/2024 

precitata, pag. 10 seg.). Per gruppi socialmente vulnerabili esistono, in 

grandi città, diversi sistemi di supporto informale a titolo gratuito (cfr. sen-

tenza del Tribunale D-585/2024 del 23 aprile 2024 consid. 7.3.5 con ulte-

riore rif. cit.). V’è inoltre da rimarcare che la decisione del Governo geor-

giano del 9 agosto 2023 entrata in forza, prevede come l’ormonoterapia, la 

chemioterapia, la radioterapia ed i medicamenti per tutti i pazienti oncolo-

gici sono interamente finanziati in tutto il Paese, indipendentemente dal 

reddito di una persona (cfr. sentenza del Tribunale D-585/2024 precitata 

consid. 7.3.5; GEORGIA TODAY, Georgia’s Healthcare Initiative: Equal Ac-

cess to Oncological Treatment for All, 20 ottobre 2023, accessibile al link 

Internet: < https://georgiatoday.ge/georgias-healthcare-initiative-equal-ac-

cess-to-oncological-treatment-for-all/ >, consultato il 30 gennaio 2025). 

Inoltre, il depistaggio, la diagnosi ed il trattamento con gli antiretrovirali 

dell’epatite C, come pure le cure per la stessa patologia, sono gratuiti (cfr. 

Organisation suisse d’aide aux réfugiés [OSAR], Géorgie: système de 

santé ed accès aux soins, 31 gennaio 2024, pag. 17).  

8.3.3.2 Tornando alla presente disamina, alla luce delle suesposte consi-

derazioni, un programma d’aiuto sociale, per il finanziamento delle cure e 

dei medicinali necessari ai ricorrenti, esiste in Georgia; cosicché essi po-

tranno condurre una vita dignitosa, al contrario di quanto da loro allegato 

nel ricorso. Invero, essi potranno senz’altro sollecitare dallo Stato geor-

giano gli aiuti per la presa a carico medica ed i trattamenti a loro necessari, 

che non dovessero già essere coperti dall’UHCP. E ciò a maggior ragione, 

se non dovessero poter riprendere da subito un’attività lavorativa nel Paese 

d’origine. A tal proposito vi è ancora da osservare che, seppure in Georgia 

le risorse risultino più limitate rispetto a quanto presente in Svizzera e che 

in tale Paese il sistema sanitario non offra la stessa qualità come su suolo 

elvetico, tuttavia tali circostanze non comportano, prese a sé stanti, 

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Pagina 12 

l’inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (cfr. in tal senso anche la 

sentenza del Tribunale E-1232/2019 del 22 marzo 2019 consid. 6.4.3). 

Sotto tale profilo, appartiene poi agli insorgenti di indirizzarsi prioritaria-

mente ai programmi sociali e di salute disponibili nel loro Stato d’origine, 

prima di appellarsi alla tradizione umanitaria svizzera in materia di cure (cfr. 

sentenza del Tribunale E-3753/2022 del 25 gennaio 2023 consid. 4.5.3 

con rif. cit.). A tal proposito, la ricorrente ha difatti affermato di non essersi 

mai neppure informata riguardo agli aiuti statali che avrebbe potuto otte-

nere per la copertura dei costi dei trattamenti medici (cfr. n. 41/9, D14 seg., 

pag. 3), e le cure mediche così come i farmaci che a loro servivano, sareb-

bero sempre riusciti a reperirli così come a finanziarli (cfr. n. 40/8, D9, 

pag. 2 e D38, pag. 5; n. 41/9, D11 segg., pag. 2 seg.; D29 seg., pag. 4 seg. 

e D70, pag. 8). In tale frangente vi è da rilevare come la ricorrente, (…), 

fino all’espatrio avrebbe lavorato quale (…) nella città di C._______ gua-

dagnando circa (…), ed il marito invece avrebbe effettuato dei lavori (…) 

presso (…), per il quale egli sarebbe stato retribuito economicamente (cfr. 

n. 40/8, D35 segg., pag. 5; 41/9, D36 segg., pag. 5 e D46 segg., pag. 6). 

Sarebbero inoltre riusciti a giungere in Svizzera con i loro mezzi ed a ver-

sare l’anticipo spese richiesto dal Tribunale. Pertanto è ragionevole rite-

nere come gli interessati avrebbero avuto i mezzi per finanziare i tratta-

menti necessitanti alla ricorrente in quel momento in Georgia, nonché gra-

zie alle conoscenze in materia (…) di quest’ultima anche di reperire senza 

particolari difficoltà i medicinali a lei necessitanti o la copertura dei costi per 

le cure mediche non coperte dal sistema assicurativo statale. In realtà essi, 

come da loro stesso peraltro allegato indirettamente, sono giunti in Sviz-

zera principalmente poiché diffidenti del sistema di salute del loro paese, 

rispettivamente con lo scopo di ricevere delle cure di migliore qualità. Ele-

menti che, come già sopra enucleato (cfr. consid. 8.3.1), non risultano es-

sere pertinenti. In particolare la ricorrente, ha tuttavia potuto beneficiare su 

suolo elvetico di cure specialistiche per più di due anni, attualmente pre-

sentando un quadro di guarigione completa del cancro al seno di cui era 

affetta in precedenza, i cui trattamenti precauzionali potranno essere pro-

seguiti anche in Georgia, come già sopra visto.  

Pur non essendo decisivo, vi è comunque da aggiungere che i ricorrenti 

potranno costituirsi una riserva di medicamenti prima della partenza dalla 

Svizzera e, se ciò si avverasse necessario, presentare alla SEM, in esito 

alla presente procedura ricorsuale, una domanda di aiuto al ritorno ai sensi 

dell’art. 93 LAsi, ed in particolare un aiuto individuale al ritorno come pre-

visto al cpv. 1 lett. d della predetta disposizione e all’art. 75 dell’ordinanza 

2 sull’asilo relativa alle questioni finanziarie dell’11 agosto 1999 (OAsi 2, 

RS 142.312), in vista di ottenere una presa a carico delle cure mediche 

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indispensabili per un periodo di tempo adeguato. Tale aiuto, dovrebbe in 

particolare lasciare il tempo ai ricorrenti di intraprendere i passi necessari 

presso i servizi sociali georgiani, per ottenere, se del caso, il sostegno fi-

nanziario per le cure mediche ed i medicamenti che non fossero già coperti 

dall’UHCP e per attivare anche il sostegno sociale per l’aiuto finanziario, 

per assicurare il loro minimo vitale. 

8.4 Altresì, i ricorrenti in patria, a differenza di quanto da loro motivato nel 

ricorso, dispongono non soltanto della presenza della madre della ricor-

rente, a C._______, presso la quale avrebbero in passato già vissuto e che 

avrebbe anche parzialmente partecipato con la sua pensione al loro fabbi-

sogno (cfr. n. 41/9, D41 segg., pag. 5 seg.), bensì pure della madre del 

ricorrente, che si trova a C._______ e che si mantiene con la pensione (cfr. 

n. 40/8, D43 segg., pag. 6), e della sorella della ricorrente che abita invece 

a D._______ (cfr. n. 41/9, D55, pag. 6). Sorella con la quale la ricorrente è 

rimasta in contatto (cfr. n. 41/9, D56 seg., pag. 6). Pertanto, anche fosse 

conforme alla realtà, che l’abitazione della madre della ricorrente si trove-

rebbe ora in condizioni insalubri, essi potranno all’occorrenza pure rivol-

gersi agli altri parenti di cui dispongono nel Paese d’origine, che li potranno 

sostenere per i loro bisogni vitali. Altresì, la sorella della ricorrente, che vive 

a D._______, potrà senz’altro ospitarli nel caso in cui essi dovessero re-

carsi in tale città per delle visite mediche. Al contrario poi di quanto indicato 

dai ricorrenti nel loro gravame, non è stata certificata alcuna inabilità lavo-

rativa per entrambi, ed allo stato attuale del loro stato di salute, si può 

senz’altro pretendere che essi compiano degli sforzi per reintegrarsi nel 

tessuto sociale e lavorativo del loro Paese, anche viste le loro conoscenze 

e le loro pregresse attività lavorative (cfr. supra consid. 8.3.3.2).  

8.5 Su tali presupposti, l’esecuzione dell’allontanamento dei ricorrenti, ri-

sulta pure essere ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione 

all’art. 44 LAsi). 

9.  

In ultima analisi, nemmeno risultano esserci degli impedimenti sotto il pro-

filo della possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento, in quanto i ricor-

renti dispongono di passaporti e di carte d’identità tutt’ora valide (cfr. mezzi 

di prova negli atti elettronici della SEM n. 1/2-4/3) e potranno procurarsi 

ogni ulteriore documento indispensabile al rimpatrio, usando della neces-

saria diligenza (art. 8 cpv. 4 LAsi; cfr. DTAF 2008/34 consid. 12). 

10.  

Di conseguenza la SEM, con la decisione impugnata, non ha violato il 

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Pagina 14 

diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi); altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va pertanto respinto e la decisione impu-

gnata confermata. 

11.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-

guono la soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), e sono prelevate sull’anticipo spese 

di medesimo importo versato dai ricorrenti il 20 gennaio 2025. 

12.  

La presente decisione non può essere impugnata con ricorso di diritto pub-

blico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF) ed è quindi 

definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico dei ricorrenti e pre-

levate sull’anticipo spese di medesimo importo versato il 20 gennaio 2025. 

3.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

 

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