# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0aa3a54d-4321-5ba1-9641-71b5507d6e4f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-10-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 18.10.2004 15.2004.167
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2004-167_2004-10-18.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2004.167

  	
  Lugano

  18 ottobre
  2004

  CJ/sc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques

  

 

 

statuendo sul ricorso 6 settembre 2004 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. dall' RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’CO 1 e meglio contro l'esecuzione del
sequestro n. 313'881 decretato il 16 luglio 2004 dal

 

	
   

  	
  PI 1 

  rappr. dall'__________ __________ __________, __________

   

  

 

per
l'importo di fr. 36'241,50 oltre spese e interessi al 5% dal 30 luglio 2003 su
fr. 10'919,50 (imposta comunale 1999-2002) e dal 1° gennaio 2004 su fr.
1'017,40 (imposta comunale 2003, interessi 2001);

 

viste le
osservazioni 17 settembre 2004 del PI 1 e 1° e 11 ottobre 2004 dell’CO 1;

 

esaminati
atti e documenti;

 

 

 

ritenuto
in fatto e considerato in diritto:

 

 

                                   1.   Il
16 luglio 2004, il PI 1 ha emesso nei confronti di __________ RI 1 una
richiesta di garanzia ai sensi dell'art. 248 LT per fr. 36'241,50, pari al
saldo delle imposte comunali da lui dovute per gli anni 1995 a 2003. Il 27
agosto 2004, in applicazione dell'art. 249 cpv. 1 LT, lo stesso Comune ha
decretato a garanzia del medesimo credito il sequestro dell'importo di fr.
30'709,50 depositato sul suo conto corrente postale dal debitore sequestrato,
rispettivamente del credito di quest'ultimo verso il Comune in restituzione
dell'importo depositato. Va infatti osservato che sebbene l'art. 249 cpv. 1 LT,
come pure l'art. 170 cpv. 1 LIFD per le imposte federali dirette, parificano la
decisione di richiesta di garanzia al decreto di sequestro giusta l'art. 274
LEF, è necessario che l'autorità fiscale emani un decreto di sequestro distinto
dalla decisione di richiesta di garanzia alfine di specificare gli oggetti da
sequestrare (cfr. Fessler, Basler
Kommentar zum DGB, vol. I/2b, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, n. 56 ad art. 169;
moduli n. 31 [richiesta di garanzia] e 32 [decreto di sequestro]
dell'Amministrazione federale delle contribuzioni).

 

                                   2.   Il
19 luglio 2004, l'CO 1 ha proceduto al sequestro del conto corrente postale del
PI 1 limitatamente all'importo di fr. 30'709,50. Il 27 agosto 2004, l'Ufficio,
per errore, ha allestito di proprio pugno sul fronte del modulo n. 45 destinato
al giudice del sequestro (cfr. Stoffel,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 2
ad art. 274) un (ulteriore) "decreto di sequestro",
indicando quale autorità del sequestro, in fondo alla prima pagina, l'UEF
stesso, invece di limitarsi ad allestire il verbale del sequestro sul modulo n.
45a o di aggraffare sul fronte del modulo n. 45 il decreto di sequestro del
Comune. 

                                         Il 1.
ottobre 2004, l'Ufficio ha riconsiderato il provvedimento, invitando le parti a
sostituire la prima e la seconda pagina del "verbale" del
pignoramento (denominato in realtà "decreto di sequestro") con la
richiesta di garanzia del PI 1, allegata alla decisione di riconsiderazione.

 

                                   3.   Nel
frattempo, il 6 settembre 2004, __________ RI 1 aveva interposto
"opposizione e sequestro (art. 278 LEF)" presso l'CO 1, chiedendo
l'annullamento integrale del decreto 27 agosto 2004. Il ricorrente si doleva in
particolare dell'impossibilità in cui si era trovato d'interporre opposizione
al sequestro, in quanto il decreto 27 agosto 2004 non indicava l'identità
dell'autorità di sequestro.

                                   4.   Giusta
l'art. 278 cpv. 1 LEF, chi è toccato nei suoi diritti da un sequestro può fare
opposizione al giudice del sequestro entro dieci giorni dalla conoscenza del
sequestro. La procedura è per principio disciplinata dal diritto cantonale
(art. 25 n. 2 lett. a LEF), segnatamente per quanto concerne la competenza per
materia. Secondo l'art. 249 cpv. 2 LT (simile all'art. 170 cpv. 2 LIFD), non è
tuttavia ammessa l'opposizione al decreto di sequestro prevista all'art. 278
LEF. La conformità di questa norma al diritto federale risulta dall'art. 78
LAID (LF del 14 dicembre 1990 sull’armonizzazione delle imposte dirette dei
Cantoni e dei Comuni, RS 642.14), sebbene, per inavvertenza, il legislatore
federale abbia omesso, dopo il 1° gennaio 1997, di sostituire il rinvio
all'art. 279 vLEF (relativo all'azione di contestazione della causa del
sequestro) con quello all'art. 278 nLEF, riferito al nuovo istituto
dell'opposizione al sequestro, come invece fatto con il modello dell'art. 78
LAID, ossia l'art. 170 cpv. 2 LIFD. Contro il decreto di sequestro fiscale
(previsto nell'ambito della costituzione di garanzie) è data la via del ricorso
alla Camera di diritto tributario (art. 248 cpv. 3 LT; cfr. Allidi, La costituzione della garanzia
e le altre forme di garanzia del diritto fiscale, la responsabilità solidale,
in: Lezioni di diritto fiscale svizzero, Bellinzona 1999, p. 306 ad 2).

                                         La
scrivente Camera non è pertanto competente per pronunciarsi sulle censure
ricorsuali rivolte direttamente contro il decreto di sequestro. In applicazione
dell'art. 32 cpv. 2 LEF, il ricorso, per quanto di sua competenza, viene
trasmesso alla Camera di diritto tributario.

 

                                   5.   La
scrivente Camera risulta per contro competente per pronunciarsi sull'unica
censura rivolta direttamente contro l'operato dell'CO 1, ossia la carente
indicazione dell'autorità di sequestro nel verbale del sequestro. Tale censura
è però diventata senza oggetto con la decisione di riconsiderazione del 1.
ottobre 2004. Si potrebbe certo ancora rimproverare all'Ufficio di aver –
apparentemente – comunicato solo la richiesta di garanzia e non anche il
decreto di sequestro (che contiene in più l'indicazione degli oggetti
sequestrati), ma il ricorrente non ha espresso nessuna critica su questo punto
né ha ricorso contro il provvedimento di riconsiderazione.

 

 

                                   6.   Nella
misura in cui è ricevibile, il ricorso va pertanto stralciato dai ruoli.

                                         Non si
preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2
lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

Richiamati
gli art. 17, 32, 278; 170 LIFD; 78 LAID; 249 LT; 61, 62 OTLEF;

 

pronuncia:                     

 

                                   1.   Nella
misura in cui è ricevibile, il ricorso 6 settembre 2004 di __________ RI 1, __________,
è stralciato dai ruoli in quanto privo di oggetto.

 

                                   2.   Per
il rimanente, l'incarto è trasmesso, per competenza, alla Camera di diritto
tributario del Tribunale d'appello.

 

                                   3.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                   4.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                   5.   Intimazione
a:  – __________ __________ RA 1, __________;

                                                                   – __________,
__________

                                                                            

                                          Comunicazione
alla Camera di diritto tributario e all'CO 1.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                                Il
segretario