# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 49d42d9e-fefe-5807-99d8-b299f68eaed2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-08-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 11.08.2010 11.2009.180
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2009-180_2010-08-11.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2009.180

  	
  Lugano

  11 agosto
  2010/rs

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretario:

  	
  Annovazzi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2006.161 (accesso
necessario) della Pretura della giurisdizione di Locarno
Campagna promossa con petizione del 16 novembre 2006 da

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinato dall'avv. PA 1) 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
    

  	
  e AO 1 

   (patrocinati
  dall'avv. PA 2,), 

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminata
ora la notifica del 13 ottobre 2009 con cui il
Pretore ha dichiarato di ravvisare 

in sé
un caso di esclusione;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti 

 

punti di questione:     1.  Se dev'essere accertata l'esclusione;

 

                                         2.  Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   AP 1 è proprietario della particella n. 721 RFD di __________, sulla
quale sorge una casa d'abitazione. AO 1 e la moglie AO 2 sono comproprietari,
un mezzo ciascuno, della contigua particella n. 290. Con petizione del 16
novembre 2006 AP 1 ha adito il Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna
per ottenere che, previo versamento di un'indennità di fr. 2000.–, fosse
iscritta in favore della sua particella n. 721 una servitù di accesso necessario
pedonale e veicolare a carico della particella n. 290. Nella loro risposta del
24 gennaio 2007 i convenuti hanno proposto di respingere la petizione. L'attore
ha replicato il 28 febbraio 2007, ribadendo la sua richiesta. I convenuti hanno
duplicato il 26 marzo 2007, confermando il loro punto di vista.

 

                                  B.   Nel corso dell'istruttoria il Pretore, ravvisando in sé un caso di
esclusione, ha notificato il 17 agosto 2009 tale circostanza alle parti,
invitandole a formulare osservazioni entro cinque giorni. L'attore il 21
agosto e i convenuti il 19 agosto 2009 hanno dichiarato di non ravvisare motivi
che possano incrinare la loro fiducia in un giudizio imparziale. Convocate le
parti a un'udienza del 

                                         18 settembre 2009, il Pretore le ha invitate nuovamente a esprimersi
entro l'8 ottobre seguente. Solo i convenuti si sono pronunciati, il 28
settembre 2009, concordando – questa volta – con la posizione del Pretore, il
quale ha trasmesso il 13 ottobre 2009 gli atti a questa Camera, chiedendo che
sia accertata la sua 

                                         astensione.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Il giudice che riconosce in sé un caso di esclusione ha l'obbligo di
astenersi dal proprio ufficio e di darne immediata comunicazione alle parti
(art. 28 cpv. 1 CPC). La parte che intende contestare l'esclusione deve
presentare la relativa domanda entro cinque giorni; “questa viene trasmessa per
decisione al giudice competente giusta l'art. 30” (art. 28 cpv. 2 CPC).
“Giudice competente giusta l'art. 30” è, dandosi esclusione di un Pretore, la
Camera civile del Tribunale d'appello (art. 30 cpv. 1 CPC).

 

                                   2.   Contrariamente
a quanto sembra evincersi dalla lettura dell'art. 28 cpv. 2 CPC, nel caso in
cui un Pretore si escluda dal proprio ufficio la Camera civile di appello è
chiamata a statuire non solo ove una parte muova contestazioni in proposito, ma
anche – per evitare abusi – ove le parti siano d'accordo o rinuncino a esprimersi
(Rep. 1997 pag. 212 n. 51). A giusto titolo pertanto il Pretore chiede a questa
Camera, competente per materia a trattare le liti in tema di diritti reali
(art. 48 lett. a n. 1 LOG), che accerti l'esclusione.

 

                                   3.   Nella
fattispecie il Pretore rileva che la perizia giudiziaria da lui commissionata all'arch.
__________ di __________ prende in considerazione fra i tracciati dell'accesso
necessario anche la possibilità di transitare sulla particella n. 288 RFD di __________,
proprietà di __________, ch'egli ben conosce e vede regolarmente, la quale è
zia della sua convivente. Nelle circostanze descritte egli ravvisa in sé un caso
di esclusione e reputa di doversi astenere dal giudizio.

 

                                   4.   L'art.
26 lett. a CPC prevede che ogni giudice è escluso dalle proprie funzioni se è
“marito, moglie, partner registrato, convivente, ascendente o discendente,
patrigno o matrigna, figliastro o figliastra, fratello o sorella, fratellastro
o sorellastra, zio o zia, nipote, suocero o suocera, genero o nuora, cugino o
cugina, cognato o cognata di una delle parti o dei patrocinatori o procuratori”,
L'art. 26 lett. b CPC soggiunge che il giudice è escluso “se egli, o i suoi
congiunti nei suddetti gradi hanno interesse nella causa o in altra vertente su
identica questione di diritto”. Il Pretore della giurisdizione di Locarno
Campagna non consta avere simili legami di parentela o di affinità con le parti
o con i patrocinatori, né pretende ch'egli o un suo congiunto nei gradi appena
citati abbia un interesse in questa o in un'identica lite. Non soccorrono dunque
i requisiti per dichiarare la sua esclusione.

 

                                   5.   Nella
fattispecie l'esclusione dichiarata dal Pretore può solo essere trattata, di conseguenza,
come istanza di autoricusazione fondata sull'art. 29 cpv. 1 CPC per “gravi
ragioni” nel senso dell'art. 27 lett. b CPC. Del resto, con lettera aggiuntiva
del 26 ottobre 2009 il Pretore ha precisato alla Camera che “il motivo grave
che mi induce a chiedere di non dover statuire in merito non è un semplice
imbarazzo derivante dalla conoscenza della signora __________, ma il fatto che
non mi sento libero nel prendere la decisione, poiché non posso escludere il
rischio di farmi influenzare dal desiderio di non nuocere alla signora __________”.
Ora, “gravi ragioni” soggettive sono date ove il convincimento
o il comportamento personale del giudice in una determinata occasione non offra
più sufficienti garanzie per escludere legittimi dubbi di parzialità (RtiD
II-2005 pag. 668 consid. 3). Un magistrato di ruolo dovrebbe essere aduso anche
alla trattazione di casi ostici o delicati. Non si può disconoscere, d'altro
lato, che nel suo intimo un giudice possa anche sentirsi soggettivamente inidoneo,
in determinati frangenti, a statuire in modo equanime e imparziale. Occorre tuttavia
che ne dia attendibile ragione (RtiD II-2005 pag. 669 consid. 4).

 

                                   6.   In
concreto il Pretore ha esposto puntualmente, nella lettera del 26 ottobre 2009,
i motivi per cui riconosce il pericolo di prendere inavvertitamente una
decisione con insufficiente distacco o spas­sionatezza, seppure le parti confidino
nella sua professionalità. Ch'egli denoti esagerata cautela, nelle circostanze
descritte, non può dirsi. Ch'egli adduca motivi di coscienza per evitare un pronunciato
scomodo o inviso non risulta. Ch'egli intenda abdicare al suo ufficio per mero
imbarazzo o disagio non consta, le ragioni da lui addotte non essendo puramente
astratte o ipotetiche. Ciò posto, l'esigenza di tutelare l'emanazione del
giudizio per opera di un
tribunale indipendente e imparziale (art. 30 cpv. 1
prima frase Cost.) impone di accogliere l'istanza di autoricusazione. Gli atti
vanno trasmessi così al Segretario assessore della Pretura, competente a
trattare il caso per via di supplenza ordinaria (art. 34 cpv. 1 LOG; la
sentenza del Tribunale federale pubblicata in DTF 134 I 184 riguardava un caso
di supplenza a norma dell'art. 34 cpv. 2 LOG).

 

                                   7.   La
richiesta di astensione emanando dal Pretore, non si prelevano tasse o spese. Non
essendovi per altro alcun “soccombente” (nell'accezione dell'art. 148 cpv. 1 CPC),
non è il caso nemmeno di assegnare ripetibili.

 

                                   8.   Quanto
ai rimedi giuridici dati contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112
cpv. 1 lett. d LTF), il ricorso in materia civile è proponibile – trattandosi
di (auto)ricusazione – indipendentemente dal carattere finale della decisione e
senza riguardo all'eventuale valore litigioso (art. 92 LTF).

 

Per questi motivi, 

 

 

pronuncia:              1.   Trattata come istanza di autoricusazione, la richiesta è
accolta ed è dichiarata l'astensione del Pretore della giurisdizione di Locarno
Campagna nella causa OA.2006.161. Gli atti sono trasmessi al Segretario assessore
per competenza.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  –
  avv. __________,;

  –
  avv..

  

                                         

                                         Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza
carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle
cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo
se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000
franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in
materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre
è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.