# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 872bef86-d999-51b9-8db1-819614b5c5c7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-01-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 04.01.2018 14.2017.233
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2017-233_2018-01-04.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2017.233

  	
  Lugano

  4 gennaio 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Villa

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa __________ (fallimento senza preventiva esecuzione) della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 24 luglio 2017
dalla

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 20 dicembre 2017 presentato dall’RE 1 contro
la decisione emessa l’11 dicembre 2017 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con istanza del 24
luglio 2017, la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione
5, di decretare il fallimento senza preventiva esecuzione dell’RE 1, facendo
valere che la convenuta ha sospeso i suoi pagamenti ed è in mora nei suoi confronti
per crediti di complessivi fr. 59'699.60 oltre alle spese e agli interessi.

 

                                  B.   All’udienza
di discussione del 15 novembre 2017 è comparsa la sola istante, che ha
confermato le sue conclusioni.

 

                                  C.   Statuendo
con decisione dell’11 dicembre 2017 il Pretore ha dichiarato il fallimento dell’RE
1 dal 12 dicembre 2017 alle ore 10.00,
ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.–
e un acconto di fr. 920.– per le spese esecutive.

 

                                  D.   Contro la sentenza appena citata l’RE 1 è insorta a
questa Camera con un reclamo del 20 dicembre 2017 per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento
del fallimento, asserendo di avere saldato tutte le esecuzioni pendenti nei
suoi confronti. L’indomani il presidente della Camera ha concesso all’impugnazione
effetto sospensivo parziale. Il reclamo non è stato intimato alla controparte
per osservazioni, avendo la stessa perso ogni interesse alla causa in seguito
all’estinzione dei suoi crediti.

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC),
contro la quale è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF, cui rinvia
l’art. 194 cpv. 1 LEF, e 319 lett. a CPC) alla Camera di
esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1
LOG).

 

                                         Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 e 321 cpv. 2
CPC). Presentato il 20 dicembre 2017 contro la sentenza notificata all’RE 1 al
più presto il 12 dicembre, in concreto il reclamo è tempestivo. Lo sono pure i
documenti prodotti dalla reclamante brevi manu il 21 dicembre e lo scritto complementare
del 27 dicembre, con i relativi allegati, dal momento che il termine di ricorso,
scaduto durante le ferie natalizie (dal 18 dicembre al 1° gennaio 2017: art. 56
n. 2 LEF), è stato prorogato per legge fino al terzo giorno utile dopo la fine
delle stesse (art. 63 LEF per il rinvio dell’art. 145 cpv. 4 CPC; DTF 108 III
49), ossia fino al 4 gennaio 2018.

 

                                   2.   La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della
giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con
il reclamo possono essere censurati sia l’ap­­plicazione errata del diritto sia
l’accertamento manifestamente errato dei fatti. Sono di regola inammissibili
conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prove nuovi,
fatte salve speciali disposizioni di legge (art. 326 cpv. 2 CPC). In materia di
fallimento le parti possono avvalersi senza restrizioni di fatti nuovi – detti pseudonova o “unechte
Nova” –, se
questi si sono verificati prima della decisione di prima istanza (art. 174 cpv.
1, 2° periodo LEF). Ove invece invochi fatti successivi – detti nova
autentici o in senso proprio, oppure “echte Nova” – il debitore deve inoltre rendere verosimile la propria solvibilità
(art. 174 cpv. 2 LEF). Queste regole valgono anche in materia di fallimento
senza preventiva esecuzione, l’art. 194 cpv. 1 LEF rinviando all’art. 174 LEF
(sentenze del Tribunale federale 5A_711/2012 del 17 dicembre 2012, consid. 5.2,
e 5A_14/2011 del 9 agosto 2011 consid. 3.4, con rimandi).

 

                                         Nel
caso specifico, la reclamante produce con il ricorso tutta una serie di attestazioni
successive alla dichiarazione del fallimento. Esse sono dunque ricevibili, ma
il fallimento potrà essere annullato solo se la reclamante, oltre a dimostrare
la ripresa dei suoi pagamenti, avrà anche reso verosimile la propria
solvibilità (v. sotto consid. 4).

 

                                   3.   In
virtù dell’art. 190 cpv. 1 n. 2 LEF, il creditore può chiedere al giudice la
dichiarazione di fallimento senza preventiva esecuzione contro il debitore
soggetto alla procedura di fallimento che abbia sospeso i suoi pagamenti.

 

                                3.1   La
nozione di sospensione dei pagamenti è una nozione giuridica indeterminata che
conferisce al giudice del fallimento un ampio potere di apprezzamento. Per
ammettere la sospensione dei pagamenti occorre che il debitore non paghi debiti
incontestati ed esigibili, lasci moltiplicare le esecuzioni promosse nei suoi
confronti interponendo sistematicamente opposizione, oppure ometta di pagare anche
debiti di minima importanza. Non occorre tuttavia che il debitore interrompa
tutti i suoi pagamenti, è sufficiente che il rifiuto di pagare verta su una
parte essenziale delle sue attività commerciali. Perfino un solo debito permette
di ammettere una sospensione dei pagamenti, se il debito è importante e se il
rifiuto di pagare è durevole; ciò può essere segnatamente il caso quando il
debitore rifiuta di tacitare il suo principale creditore (sentenze del
Tribunale federale 5A_711/2012 [citata sopra al consid. 2], consid. 5.2, e
5A_439/2010 dell’11 novembre 2010 consid. 4, con rinvii). La sospensione dei
pagamenti non deve essere soltanto di natura passeggera, ma deve trattarsi di
una situazione durevole (sentenza del Tribunale federale 5A_14/2011 [citata
sopra al consid. 2], consid. 3.1, con rimandi).

 

                                3.2   Con
scritto del 27 dicembre 2017 l’RE 1 ha prodotto un estratto del registro delle
esecuzioni dell’Ufficio di esecuzione di Lugano di stessa data, da cui si
evince che a suo carico non vi sono più né esecuzioni pendenti – avendole la
reclamante estinto tutte con pagamenti successivi al fallimento, tranne una
recente sospesa da opposizione e una perenta – né attestati di carenza di beni.
Ha così dimostrato senz’altro di avere ripreso i suoi pagamenti, sicché la
causa di fallimento dell’art. 190 cpv. 1 n. 2 LEF
non sussiste più.

 

                                   4.   Come
già menzionato (sopra consid. 2), essendo la ripresa dei pagamento successiva
alla dichiarazione del fallimento, occorre inoltre verificare il requisito della
solvibilità – condizione indispen­sabile per ottenere l’annullamento della decisione
impugnata (art. 174 cpv. 2 LEF). Nel caso specifico, la reclamante ha indubbiamente
reso verosimile la propria solvibilità, siccome è riuscita a estinguere quasi
tutte le esecuzioni pendenti nei suoi confronti. Ricordato che secondo giurisprudenza
e dottrina (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011,
consid. 2 e i rinvii) non si possono imporre esigenze troppo severe alla
verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può affermare che
la capacità di pagamento della reclamante appare più probabile che la sua incapacità
di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può
essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità sufficientemente verosimile.
Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento dell’RE
1 va annullato.

 

                                   5.   La
tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [RS 281.35]), come pure
le spese dell’Ufficio dei fallimenti di Lugano, sono poste in ambo le sedi a
carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio
della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte
non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni
al reclamo. La
tassa di giustizia di primo grado sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo
versato in questa sede.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:               I.   Il reclamo è accolto e di conseguenza:

                                          1.    La dichiarazione di
fallimento pronunciata l’11 dicembre 2017 dalla Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 5, nei confronti dell’RE 1 è annullata.

                                          2.    La tassa di giustizia
di prima sede di fr. 80.–, da anticipare come di rito, è posta a carico dell’RE
1.

                                          3.    Le spese dell’Ufficio
dei fallimenti di Lugano, da anticipare come di rito, sono poste a carico dell’RE
1.

 

                                   II.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 150.– è posta a carico dell’RE
1. La parte eccedente dell’anticipo corrisposto dalla reclamante in
questa sede, pari a fr. 80.–, è versata alla CO 1 quale rimborso della
tassa di giustizia di primo grado di cui al soprastante dispositivo n. I.2.

 

                                  III.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –

      ;

  –  Ufficio
  di esecuzione, Lugano;

  –  Ufficio
  dei fallimenti, Lugano;

  –  Ufficio
  cantonale del Registro di commercio, Biasca;

  –  Ufficio
  del Registro fondiario del Distretto di Lugano, Lugano.

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).