# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f34564c2-c50c-5ef1-b85c-5baedf0f2161
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-09-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 21.09.1998 16.1998.34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1998-34_1998-09-21.html

## Full Text

Incarto n.

  16.98.00034

  	
  Lugano

  21 settembre 1998/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli, vicecancelliera

  

 

 

sedente per
giudicare il ricorso per cassazione 16 marzo 1998 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________

  (patr. dall’avv.
  __________)

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la
sentenza 24 febbraio 1998 del Giudice di pace del circolo della Magliasina
nella causa civile inappellabile promossa con istanza 13 gennaio 1998 nei
confronti di

 

 

	
   

  	
  COMUNIONE
  DEI COMPROPRIETARI DEL CONDOMINIO 

  __________

  (rappr. da
  __________)

   

  

 

 

 

con la
quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 1’149.55 oltre accessori,
domanda respinta dal primo giudice,

 

 

 

letti ed esaminati
gli atti

 

 

considerato 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

                                1.      Con
istanza 13 gennaio 1998 __________ ha convenuto in giudizio la Comunione dei
comproprietari del __________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 1’149.55
corrispondenti alle spese da lui anticipate ai fini della ricerca ed
eliminazione di un guasto verificatosi nel corso del mese di dicembre 1997
all’impianto di erogazione dell’acqua nell’immobile condominiale. 

                                          La
convenuta si è opposta alla pretesa avversaria contestando la legittimazione
attiva dell’istante non essendo quest’ultimo comproprietario delle quote di PPP
che occupa invece in virtù di un contratto di locazione concluso con la
__________.

 

                                2.      Con
il querelato giudizio il primo giudice, accolta l’eccezione di carenza di
legittimazione attiva dell’istante che avrebbe dovuto rivolgersi alla
proprietaria dell’ente dallo stesso locato, ha respinto la sua domanda.

 

                                3.      Con
il presente tempestivo gravame __________ è insorto contro il predetto giudizio
postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art.
327 lett. g  CPC.

                                          Il
ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente applicato il
diritto sostanziale per avergli negato la legittimazione attiva e per non aver
riconosciuto nel suo agire un caso di gestione d’affari senza mandato ai sensi
degli art. 419 segg. CO.

 

                                          Con
scritto 7 maggio 1998 la controparte ha chiesto la reiezione del ricorso.

 

                                4.      Giusta
l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere
annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale
o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa
o di prove.

                                          Per
costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando
viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o
quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e
dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere
definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o
riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta
da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 122 III 130 consid.
2a con rinvii; 122 I 61 consid. 3a).

 

                                5.      La
decisione del giudice di pace –quanto alla sua motivazione– è almeno
limitativa: istante infatti avrebbe sì potuto rivolgersi alla sua locatrice ed
esigere l’allontanamento del difetto secondo le norme sulla locazione (art. 259
c segg. CO), ma ciò non esclude che avrebbe potuto farsi autorizzare dalla
comunità dei comproprietari –per mezzo dell’amministrazione– a trattare
direttamente con le ditte che sarebbero intervenute per porre rimedio al difetto,
verosimilmente attinente all’intera comproprietà.

 

                                          Seguendo
le argomentazioni ricorsuali in tal senso, vanno verificati i presupposti della
gestione d’affari (art. 419 CO), dal momento che non vi sono dubbi sull’assenza
di qualsiasi mandato in favore di __________.

                                          

                                6.      Il
gestore di affari senza mandato è legittimato ad agire secondo la presumibile volontà
del padrone quando questi è impossibilitato a partecipare direttamente al relativo
negozio giuridico. Caso contrario, ossia quando il padrone potrebbe agire personalmente,
l’intervento del gestore non si giustifica (Weber, in Commentario basilese,
n. 10  ad art. 419 CO).

                                          In
quest’ottica l’intervento del gestore non deve essere soltanto utile ma
richiesto dalle circostanze, nel senso che il gestore  è praticamente costretto
ad agire in luogo e vece del padrone impossibilitato a farlo egli stesso (Weber,
op.cit., n. 12 e 13 ad art. 419 CO).

                                          Nel
corso del contraddittorio l’amministratrice della comproprietà non ha
contestato l’assunto dell’istante secondo il quale egli avrebbe agito in base
all’urgenza di porre riparo al difetto e all’avvicinarsi delle ferie natalizie.
Per contro non è stata contraddetta la circostanza secondo cui l’istante non ha
interpellato l’amministratrice, __________, per ottenerne il consenso a procedere
nei lavori d’ispezione e di riparazione della canalizzazione: __________
nemmeno sostiene di aver tentato di farlo. In altre parole, egli ha proceduto
come se avesse disposto di una delega preventiva o come se desse per scontato
che l’__________ sarebbe stata nell’impossibilità di agire.

                                          Mancando
quindi almeno il presupposto dell’impossibilità di richiedere l’intervento del
padrone, non tornano applicabili le norme sulla gestione d’affari, per il che
l’istante deve sopportare le conseguenze della sua iniziativa.

                                    

                                          Alla
luce di quanto sopra esposto, la sentenza impugnata, ancorché per motivi diversi
da quelli indicati dal primo giudice, non può esser considerata arbitraria almeno
nel risultato finale: ciò impedisce l’accoglimento del ricorso.

 

                                7.      La
verifica dell’autorizzazione a stare in lite in favore dell’amministrazione
della convenuta è irrilevante dal momento che nel caso in esame l’unico atto
giuridico compiuto dalla stessa è stata la presentazione di un’eccezione su un
tema che il giudice avrebbe comunque dovuto esaminare d’ufficio.

 

                                8.      Alla
controparte non vengono assegnate ripetibili di questa sede non potendo il suo
scritto 7 maggio 1998 essere considerato  quale allegato di osservazioni.

 

 

Per i quali
motivi,

richiamati gli art.
327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la LTG

 

 

pronuncia:           1.      Il
ricorso per cassazione 16 marzo 1998 di __________ è respinto.

                                          

                                2.      Le
spese del presente giudizio, consistenti in:

                                          a)
tassa di giustizia      fr.     100.–

                                          b)
spese                         fr.       50.–

                                                                                 fr.     150.–

                                          già
anticipate dal ricorrente, rimangono a suo carico.

                                          Non
si assegnano ripetibili.

 

                                3.      Intimazione
a: 

                                          –
__________

                                          Comunicazione
alla Giudicatura di pace del Circolo della Magliasina.

 

 

Per la Camera
di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                
La segretaria