# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cdda07c0-bcaa-5bf7-9ea3-6870f9d02c1d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-10-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 20.10.2017 11.2017.40
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2017-40_2017-10-20.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2017.40

  11.2017.41

  	
  Lugano

  20 ottobre 2017/jh

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Grisanti,
  giudice presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Fasola

  

 

 

sedente
per statuire nella causa CA.2016.240 (divorzio:
diffida ai debitori) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa
con istanza del 22 giugno 2016 da

 

	
   

  	
  AO 1 

  (patrocinata
  dall'avv. PA 1) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP
  1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sull'appello
del 3 aprile 2017 presentato dalla

 

	
   

   

  	
  AP 1 

  

 

contro il decreto
cautelare emesso dal Pretore aggiunto il 21 marzo 2017 

(inc. 11.2017.40) come pure sull'appello di quello stesso 3 aprile 2017
presentato da PI 1 contro il medesimo decreto (inc. 11.2017.41); 

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Nell'ambito di una
procedura di divorzio promossa il 22 giugno 2016 da AO 1 (1970) nei confronti
di PI 1 (1958) il Pretore aggiunto del Distretto di Lugano, sezione 6, ha
accolto il 21 marzo 2017 un'istanza cautelare della moglie volta a ordinare
alla AP 1 la trattenuta con effetto immediato dallo stipendio o da ogni altra
indennità a beneficio di PI 1 di fr. 2500.– mensili (corrispondenti al contributo
alimentare mensile in favore di lei fissato l'11 luglio 2012 a protezione
dell'unione coniugale: inc. DI.2010.242) e il suo riversamento su un conto
bancario intestato a lei. Le spese processuali di fr. 1500.– sono state poste a
carico del marito, tenuto a rifondere alla moglie fr. 1000.– per ripetibili.

 

                                  B.   Contro il decreto
appena citato sono insorti a questa Camera PI 1 e la AP 1 con due appelli
separati (ma di identico contenuto) del 3 aprile 2017, in cui chiedono di
riformare la decisione impugnata e di respingere l'istanza cautelare di AO 1, ponendo
le spese giudiziarie a carico di lei. Invitata a esprimersi, l'interessata non
ha presentato osservazioni agli appelli.

 

                                  C.   Con "decisione
di stralcio" del 10 agosto 2017 il Pretore aggiunto, accertato il mancato
pagamento dell'anticipo per le spese processuali, non è entrato nel merito della
domanda di divorzio di AO 1 e le ha addebitato gli oneri processuali di fr. 1800.–,
obbligandola inoltre a versare al marito fr. 1500.– per ripetibili. Preso atto
di ciò, il giudice delegato di questa Camera ha interpellato il 29 settembre
2017 gli appellanti chiedendo loro di comunicare – entro 10 giorni – se i
ricorsi contro il decreto cautelare fossero ancora provvisti di interesse
attuale e concreto, con l'avvertenza che decorso infruttuoso il termine essi si
presumevano senza più interesse e sarebbero stati stralciati dai ruoli senza
prelievo di oneri processuali. Né gli appellanti né AO 1 hanno reagito a tale
comunicazione.  

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le impugnazioni in
esame sono dirette contro lo stesso decreto, vertono sull'identico oggetto e
tendono al medesimo risultato. Si giustifica così di congiungere le due cause e di emanare una decisione unica
(art. 125 lett. c CPC). 

 

                                   2.   La decisione con cui
il Pretore aggiunto non è entrato nel merito dell'azione di divorzio di AO 1
per il mancato pagamento dell'anticipo per le spese processuali ha comportato –
come già prospettato nel decreto del 29 settembre 2017 – la caducità del
provvedimento cautelare ordinato nella procedura di merito (art. 268 cpv. 2 CPC;
Sprecher in: Basler Kommentar,
ZPO, 3a edizione, n. 32 ad art. 268). Ciò fa decadere di conseguenza
anche l'interesse degno di protezione all'emanazione della sentenza da parte del
convenuto e del terzo debitore, sempre ammesso – ma non concesso – che
quest'ultimo fosse legittimato a ricorrere e potesse fare valere una lesione di
suoi interessi giuridicamente protetti (RtiD I-2016 pag. 602 consid. 8 con
rinvii di dottrina). In tali condizioni gli appelli, ai quali il convenuto e il
terzo debitore nemmeno hanno chiesto di accordare l'effetto sospensivo, si r7ivelano
manifestamente superati dagli eventi. Né in concreto sussistono – per ipotesi –
i presupposti (cumulativi) per un giudizio "a posteriori" sul decreto
cautelare (cfr. DTF 142 I 143 consid. 1.3.1 con riferimenti). 

 

                                   3.   Ne segue che nulla
giustifica di statuire sugli appelli nonostante l'intervenuta caducità del
litigio. In proposito le cause vanno dunque tolte dai ruoli (art. 242 CPC). Gli
appellanti postulano invero anche l'addebito delle spese giudiziarie di primo
grado all'istante. La domanda non ha tuttavia portata autonoma, ma è subordinata
all'accoglimento degli appelli. L'ipotesi non verificandosi in concreto, anche
tale richiesta si rivela senza oggetto (cfr. I CCA, decreto di stralcio inc.
11.2017.45 del 10 maggio 2017, consid. 2). 

 

                                   4.   Per quel che è delle
spese del giudizio odierno, trattandosi di cause diventate senza interesse o
senza oggetto esse andrebbero ripartite "secondo equità" (art. 107
cpv. 1 lett. e CPC). Le particolarità del caso inducono nondimeno – eccezionalmente
– a non riscuoterne, mentre non si pone problema di ripetibili, l'istante non
avendo presentato osservazioni agli appelli. 

 

                                   5.   Relativamente ai
rimedi giuridici esperibili contro l'odierno decreto sul piano federale (art.
112 cpv. 1 lett. d LTF), spetterà agli appellanti, nell'eventualità di un ricorso
in materia civile, rendere verosimile che il valore litigioso raggiunge fr. 30
000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF. 

 

Per questi motivi,

 

decreta:                   1.   Le cause inc. 11.2017.40 e 11.2017.41 sono
congiunte.

 

                                   2.   Gli
appelli sono dichiarati privi di oggetto e le cause sono stralciate dai ruoli.

 

                                   3.   Non
si riscuotono spese. 

 

                                   4.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –;
  

  –
  avv..

   

  

 

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
giudice presidente                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è ammissibile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno
30 000
franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in
materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile
il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario
in materia costituzionale al Tribunale federale per 

i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).