# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 64078950-4bcf-599a-90d7-ebfd4798c5f5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-01-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.01.2024 D-5603/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5603-2023_2024-01-15.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5603/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 5  g e n n a i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio),  

Barbara Balmelli, Walter Lang, 

cancelliere Kevin Togni. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…),  

B._______, nato il (…), 

Afghanistan,  

entrambi patrocinati da Elena Formisano,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) senza esecuzione dell’allonta-

namento (Stato terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi); 

decisione della SEM del 5 ottobre 2023 / N (…). 

 

 

 

D-5603/2023 

Pagina 2 

Visto: 

la domanda d’asilo che A._______, madre, e il figlio minorenne B._______, 

presunti cittadini afgani, hanno presentato il 15 giugno 2023 in Svizzera 

(cfr. atti SEM n. 1259042-4/2 e 5/2), 

i documenti di identità della madre e del figlio, validi fino al 6 aprile 2026, e 

i permessi di soggiorno della madre (valido fino al 22 maggio 2028) e del 

figlio (valido fino al 22 maggio 2026), in originale, rilasciati dalle autorità 

greche, in loro possesso al momento dell’arrivo in Svizzera (cfr. atti SEM 

n. 1/1, 2/1, 19/1 e 20/1), 

le risultanze Eurodac del 19 giugno 2023 dalle quali risulta che essi sono 

stati interpellati e hanno depositato una domanda d’asilo in Grecia il 1° feb-

braio 2023 (cfr. atto SEM n. 12/1), 

la lettera del 22 giugno 2023 con la quale la Segreteria di Stato della mi-

grazione (di seguito: SEM o autorità inferiore) ha concesso loro il diritto di 

essere sentiti in merito alla possibilità che venissero allontanati verso la 

Grecia, Paese in cui avrebbero già ottenuto, visti i permessi di soggiorno 

in loro possesso, la protezione internazionale (cfr. atto SEM n. 17/3), 

la richiesta di riammissione del 23 giugno 2023 con cui la SEM ha chiesto 

alle autorità greche di riammettere gli interessati sul proprio territorio in virtù 

della Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 

16 dicembre 2008 recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati 

membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare 

(GU L 348/98 del 24.12.2008) e l’Accordo tra il Consiglio federale svizzero 

e il Governo della Repubblica ellenica concernente la riammissione di per-

sone in situazione irregolare del 28 agosto 2006 (RS 0.142.113.729; 

cfr. atto SEM n. 22/7), 

la presa di posizione del 28 giugno 2023 con cui gli interessati si sono op-

posti all’allontanamento in Grecia chiedendo alla SEM di entrare nel merito 

della loro domanda d’asilo, alternativamente di concedere loro l’ammis-

sione provvisoria in Svizzera (cfr. atto SEM n. 24/8), 

la risposta del 29 giugno 2023 con cui le autorità competenti hanno accet-

tato la riammissione in Grecia degli interessati siccome hanno riconosciuto 

loro lo statuto di rifugiati il 7 aprile 2023 e concesso un permesso di resi-

denza valido fino al 6 aprile 2026 (cfr. atto SEM n. 26/1), 

D-5603/2023 

Pagina 3 

il progetto di decisione del 2 ottobre 2023 con la quale la SEM ha annun-

ciato l’intenzione di non entrare nel merito della loro domanda d’asilo, pro-

nunciare il loro allontanamento verso la Grecia ammettendoli tuttavia prov-

visoriamente in Svizzera per inesigibilità dell’allontanamento in tale Paese 

(cfr. atto SEM n.  42/5), 

la presa di posizione del 5 ottobre 2023 con cui gli interessati hanno criti-

cato il summenzionato progetto di decisione in punto alla non entrata in 

materia e alla pronuncia dell’allontanamento in Grecia (cfr. atto SEM 

n. 45/3), 

la decisione del 5 ottobre 2023, notificata agli interessati il giorno succes-

sivo (cfr. atto SEM n. 48/1), con cui la SEM non è entrata nel merito della 

loro domanda d’asilo (cfr. dispositivo, punto 1), ha pronunciato il loro allon-

tanamento verso la Grecia (cfr. dispositivo, punto 2) ritenendo tuttavia 

l’esecuzione di tale misura non ragionevolmente esigibile, ammettendoli 

pertanto provvisoriamente in Svizzera (cfr. dispositivo, punto 3; atto SEM 

n. 47/9), 

il ricorso del 13 ottobre 2023 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d’en-

trata: 16 ottobre 2023) con cui gli interessati sono insorti, dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale (di seguito: Tribunale), contro la summenzio-

nata decisione, concludendo all’annullamento dei punti 1 e 2 del disposi-

tivo, al riconoscimento della qualità di rifugiato e alla concessione dell’asilo, 

con contestuale domanda di concessione dell’assistenza giudiziaria, nel 

senso dell’esenzione dal pagamento delle spese processuali e del relativo 

anticipo, il tutto con protesta di tasse e spese, 

il 17 ottobre 2023, il Tribunale ha accusato ricezione del ricorso, 

il complemento al ricorso del 19 dicembre 2023 con il quale il ricorrente ha 

ulteriormente approfondito le proprie allegazioni, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),  

D-5603/2023 

Pagina 4 

che fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, 

in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 

5 PA rese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che la SEM rientra tra 

dette autorità (cfr. art. 105 LAsi) e l'atto impugnato costituisce una deci-

sione ai sensi dell'art. 5 PA,  

che i ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi l'autorità infe-

riore, sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un 

interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA); che pertanto sono legittimati ad aggravarsi con-

tro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), 

alla forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddi-

sfatti, 

che occorre dunque entrare nel merito del ricorso, 

che nell’ambito di un ricorso contro una decisione di non entrata nel merito 

in materia d’asilo, l’autorità di ricorso si limita ad esaminare se l’autorità 

inferiore ha rifiutato a giusto titolo di entrare nel merito della domanda 

d’asilo; che non può essere oggetto di impugnazione la concessione 

dell’asilo, la quale presuppone un esame materiale della domanda stessa 

(cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5), 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale (compreso l’eccesso o l’abuso del potere di 

apprezzamento) e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); che il Tribunale non è vincolato né 

dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche 

della decisione impugnata (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che, di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici 

(art. 21 cpv. 1 LTAF); che, anche in questo caso, può esimersi dall’effet-

tuare uno scambio di scritti (art. 111a cpv. 1 LAsi), 

D-5603/2023 

Pagina 5 

che i ricorrenti contestano, innanzitutto, la decisione della SEM di non en-

trare nel merito della loro domanda d’asilo ex art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi 

(cfr. dispositivo, punto 1); che, in particolare, sostengono che esistereb-

bero dei casi eccezionali per i quali l’autorità di prima istanza potrebbe de-

cidere di entrare nel merito della domanda d’asilo; che la SEM avrebbe 

dovuto eccezionalmente entrare nel merito della loro domanda d’asilo visto 

il loro interesse degno di protezione ai sensi dell’art. 25 cpv. 2 PA; che una 

volta riconosciuto loro lo statuto di rifugiati, essi avrebbero potuto richiedere 

di essere ricongiunti con C._______, altro figlio minorenne della ricorrente, 

che si troverebbe attualmente illegalmente in Iran presso la di lui nonna, la 

quale sarebbe in condizioni di salute precarie; che, in questo modo, l’auto-

rità inferiore avrebbe rispettato il diritto al rispetto della vita privata e fami-

liare (art. 8 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e 

delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 RS 0.101, CEDU) e l’in-

teresse superiore del fanciullo (art. 3 della Convenzione sui diritti del fan-

ciullo del 20 novembre 1989 RS 0.107; di seguito: CDF); che rinunciando 

ad entrare nel merito della loro domanda d’asilo, l’autorità avrebbe invece 

commesso una violazione del diritto federale (art. 106 cpv. 1 lett. a LAsi), 

che, giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel merito 

della domanda d’asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo si-

curo (secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi); che gli Stati terzi sicuri sono 

Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi sia un effettivo rispetto del 

principio di “non respingimento” ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi (cfr. Messag-

gio relativo alla modifica della legge sull'asilo, alla modifica della legge fe-

derale sull'assicurazione malattie e alla modifica della legge federale 

sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti del 4 settembre 2002, 

Foglio Federale [FF] 2002 6087 ss., 6118 s.); che tale principio presuppone 

imperativamente la ratifica ed il rispetto della CEDU, della Convenzione 

sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (RS 0.142.30) o di norme giuri-

diche equivalenti (cfr. DTAF 2010/56 consid. 3.2); che la decisione di non 

entrata nel merito sottostà infine alla garanzia della riammissione dei ri-

chiedenti asilo nel Paese di destinazione (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5.2.2; 

MAIANI FRANCESCO, in: Amarelle Cesla/Nguyen Minh Son (éd.), Code an-

noté de droit des migrations - Volume IV, Loi sur l’asile (LAsi), 2015, ad 

art. 31a LAsi, pag. 283), 

che, in questi casi, l’autorità inferiore entra eccezionalmente nel merito 

della domanda d’asilo del ricorrente se esistono elementi concreti atti a 

dimostrare che lo Stato terzo in questione non rispetti de facto il divieto di 

respingimento (cfr. DTAF 2013/10 consid. 7.6.2), 

D-5603/2023 

Pagina 6 

che la giurisprudenza ha precisato come non vi sia luogo di entrare nel 

merito della domanda d’asilo se il richiedente, che avrebbe manifesta-

mente la qualità di rifugiato (art. 31a cpv. 4 LAsi), ha ottenuto l’asilo o una 

protezione effettiva comparabile in uno Stato terzo designato come sicuro 

dal Consiglio federale (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5, in particolare con-

sid. 5.4, che si basa sull’analisi del vecchio art. 34 LAsi), 

che a parte i casi in cui si applica l’art. 50 LAsi e le disposizioni dell’Accordo 

europeo sul trasferimento della responsabilità relativa ai rifugiati del 16 ot-

tobre 1980 (RS 0.142.305, di seguito: Accordo rifugiati), non esiste alcuna 

norma nazionale o internazionale che imponga alla Svizzera di mantenere 

una persona sul proprio territorio che ha già ottenuto l’asilo o una prote-

zione effettiva comparabile in uno Stato terzo (cfr. DTAF 2010/56 con-

sid. 5.3.2), 

che l’art. 50 LAsi, norma che prevede il cosiddetto “secondo asilo”, dispone 

che l’asilo può essere accordato ad un rifugiato che è stato ammesso in un 

altro Stato, se soggiorna in Svizzera legalmente e senza interruzione da 

almeno due anni (per le condizioni cumulative poste dall’art. 50 LAsi per-

ché una fattispecie rientri nella stessa cfr. DTAF 2014/40 consid. 3 e 

DTAF 2019 VI/1 consid. 5 e 6), 

che, dal canto suo, l’art. 2 par. 1 dell’Accordo rifugiati, prevede che la re-

sponsabilità si considera trasferita allo scadere di un periodo di due anni di 

permanenza effettiva e continuativa nel secondo Stato – secondo la defi-

nizione data all’art. 1 lett. d del medesimo Accordo rifugiati – con l’assenso 

delle autorità di detto Stato, o, ancor prima, nel caso in cui il secondo Stato 

abbia permesso al rifugiato di restare nel proprio territorio su basi perma-

nenti o per un periodo che superi la validità del documento di viaggio; che 

questo periodo di due anni decorrerà a partire dalla data di ammissione del 

rifugiato nel territorio del secondo Stato o, qualora tale data non possa es-

sere determinata, dalla data in cui si presenti alle autorità del secondo 

Stato, 

che, nella fattispecie, dal fascicolo risulta che i richiedenti hanno ottenuto 

lo statuto di rifugiati il 7 aprile 2023 in Grecia, uno Stato incluso nell’elenco 

degli Stati terzi sicuri ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, e che le autorità 

di tale Paese hanno rilasciato loro dei permessi di soggiorno validi fino al 

6 aprile 2026; che la Grecia ha accettato la richiesta di riammissione dei 

medesimi sul proprio territorio; che è quindi giustificato che la SEM non 

abbia esaminato nel merito la loro domanda d’asilo ai sensi 

dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, 

D-5603/2023 

Pagina 7 

che i ricorrenti non hanno fatto valere alcuna valida eccezione all’applica-

zione della summenzionata norma; che, in primo luogo, essi non hanno 

apportato elementi atti a rovesciare la presunzione secondo cui la Grecia, 

quale Stato terzo sicuro, offra un’effettiva protezione contro il divieto di re-

spingimento (art. 5 LAsi); che il fatto che la SEM abbia riconosciuto loro 

l’ammissione provvisoria a causa dell’inesigibilità dell’esecuzione del loro 

allontanamento, non pone inoltre minimamente in dubbio la presunzione 

che la Grecia sia ritenuta dal Consiglio federale uno Stato terzo sicuro ai 

sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi; che, in secondo luogo, essendo stato 

riconosciuto loro lo statuto di rifugiati in Grecia non possono neppure pre-

valersi dell’art. 31a cpv. 4 LAsi, 

che, i ricorrenti non adempiono manifestamente né le condizioni previste 

dall’art. 50 LAsi né quelle poste dall’art. 2 par. 1 dell’Accordo rifugiati, 

aspetto che non viene neppure messo in discussione dagli stessi, 

che, inoltre, neppure il diritto al rispetto della vita privata e familiare 

(art. 8 CEDU) e l’interesse superiore del fanciullo (art. 3 CDF) possono giu-

stificare un’eccezione alla non entrata nel merito della domanda d’asilo; 

che tali norme vengono piuttosto prese in considerazione nell’esame 

dell’ammissibilità ed esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (cfr. ex 

pluris sentenza del Tribunale D-4718/2021 del 3 febbraio 2023 consid. 5.2), 

che, per il resto, i ricorrenti sembrano voler usufruire di un trattamento fa-

vorevole rispetto al summenzionato disposto legale, il quale non corri-

sponde tuttavia alla volontà del legislatore; che tale censura esula chiara-

mente dall’esame a cui il Tribunale è tenuto in caso di impugnazione di una 

decisione di non entrata nel merito (cfr. supra), 

che l’art. 25 cpv. 2 PA, il quale prevede che una domanda di una decisione 

d’accertamento dev’essere accolta qualora il richiedente provi un interesse 

degno di protezione, non fonda dunque alcun diritto per i ricorrenti al rico-

noscimento dello statuto di rifugiato e alla concessione dell’asilo in Sviz-

zera,  

che, visto quanto sopra, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel me-

rito della domanda d’asilo dei ricorrenti sulla base dell’art. 31a cpv. 1 lett. a 

LAsi; che, di conseguenza, la relativa censura dev’essere respinta, 

che i ricorrenti contestano, infine, la pronuncia del loro allontanamento 

verso la Grecia (cfr. dispositivo, punto 2), 

D-5603/2023 

Pagina 8 

che se non entra nel merito di una domanda d’asilo, la SEM pronuncia, di 

norma, l’allontanamento dalla Svizzera; che ciò non è il caso se il principio 

dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi), il rilascio di un permesso di dimora in 

Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi) o altre circostanze (art. 32 dell’ordinanza 

1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, 

RS 142.311]) vi si oppongono, 

che, nel caso di specie, non esistono motivi per i quali la SEM avrebbe 

dovuto astenersi dal pronunciare il loro allontanamento in tale Paese, 

che il Tribunale è quindi tenuto a confermare la pronuncia dell’allontana-

mento, 

che avendo il tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese pro-

cessuali è divenuta priva d’oggetto,  

che, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favo-

revole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta,  

che, visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, le 

quali seguono la soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti 

(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e 

sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]),  

che la sentenza non può essere impugnata con ricorso di diritto pubblico 

dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); essa è pertanto 

definitiva, 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-5603/2023 

Pagina 9 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico dei ricorrenti. Tale 

importo dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fede-

rale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Kevin Togni 

 

 

Data di spedizione: