# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 291f559d-63af-5358-b690-a41ffdb774cb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-09-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 15.09.2004 12.2003.138
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2003-138_2004-09-15.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2003.138

  	
  Lugano

  15 settembre
  2004/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Epiney-Colombo e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa -inc. n. OA.2000.00083
della Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord- promossa con petizione 11
settembre 2000 da

 

	
   

  	
  AADE1 

  rappr. da RAPP2 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  APPE1 

  rappr. da RAPP1 

   

  

con cui
l’attore ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 194'694.65
oltre interessi al 5% dal 1° agosto 1993 nonché, limitatamente a quella somma,
il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta al PE n. 165589
dell'UEF di Losanna; 

 

domande
avversate dalla controparte che ha postulato la reiezione della petizione, e
che il Pretore, con sentenza 31 luglio 2003, ha accolto salvo per quanto
riguarda la decorrenza degli interessi di mora, riconosciuti su fr. 2'500.- dal
1° luglio 1995, su fr. 7'500.- dal 1° ottobre 1995, su fr. 7'500.- dal 1°
gennaio 1996, su fr. 7'500.- dal 1° aprile 1996, su fr. 7'500.- dal 1° luglio
1996, su fr. 7'500.- dal 1° ottobre 1996, su fr. 7'500.- dal 1° gennaio 1997,
su fr. 7'500.- dal 1° aprile 1997, su fr. 7'500.- dal 1° luglio 1997, su fr.
7'500.- dal 1° ottobre 1997, su fr. 7'500.- dal 1° gennaio 1998, su fr. 7'500.-
dal 1° aprile 1998, su fr. 7'500.- dal 1° luglio 1998, su fr. 7'500.- dal 1°
ottobre 1998, su fr. 7'500.- dal 1° gennaio 1999, su fr. 7'500.- dal 1° aprile
1999, su fr. 7'500.- dal 1° luglio 1999, su fr. 7'500.- dal 1° ottobre 1999, su
fr. 7'500.- dal 1° gennaio 2000, su fr. 7'500.- dal 1° aprile 2000, su fr.
7'500.- dal 1° luglio 2000, su fr. 5'000.- dal 1° ottobre 2000, su fr. 37'194.65
dal 16 giugno 2000, ritenuto che la tassa di giustizia di fr. 6'500.- e le
spese di fr. 13'965.- sono state accollate all'attore per 1/20 e per 19/20 alla
convenuta, che è stata pure obbligata a versare alla controparte fr. 13'500.-
per ripetibili;

 

appellante
la convenuta con atto di appello 5 settembre 2003, con cui chiede la riforma
del querelato giudizio nel senso di respingere la petizione, protestando spese
e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre
l'attore, con osservazioni ed appello adesivo 15 ottobre 2003, postula la
reiezione del gravame di parte avversa e l'accoglimento del proprio nel senso
di caricare alla convenuta la totalità della tassa di giustizia e delle spese e
di aumentare a fr. 15'575.60 l'indennità ripetibile a suo favore, il tutto pure
protestando spese e ripetibili di primo e secondo grado;

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   Nel
novembre 1986 l'allora quarantottenne __________ AADE1, titolare di una
panetteria-pasticceria, ha concluso con la APPE1un contratto di previdenza
vincolata (doc. A), in base al quale gli veniva tra l'altro garantito, in caso
di incapacità di guadagno prima del 1° ottobre 2003, il versamento, dopo un
periodo di attesa di 24 mesi, di un rendita annua di fr. 30'000.-, come pure,
già dopo un periodo di attesa di 60 giorni, la liberazione dall'obbligo del
pagamento dei premi.

                                          

 

                                   2.   La
presente causa trae origine dal fatto che la compagnia d'assicurazioni, nel
corso dell'estate 1999, ha definitivamente rifiutato di erogare all'assicurato
le prestazioni contrattuali, nonostante la giudice delegata del Tribunale
cantonale delle assicurazioni, sulla base delle patologie di cui egli risultava
soffrire -un'affezione cardiaca e diabetica, una malattia psichica e
l'aggravamento di quella reumatologica della colonna vertebrale- aveva ritenuto
di riconoscergli, con sentenza 1° febbraio 1999 (doc. B), cresciuta in
giudicato, una rendita intera AI con effetto al 1° giugno 1993.

 

 

                                   3.   Con
la petizione in rassegna, cui la controparte si è opposta, l'assicurato,
adducendo di essere incapace al guadagno ai sensi del contratto di previdenza
vincolata con effetto al 1° giugno 1993, ha chiesto la condanna della compagnia
d'assicurazioni al pagamento di fr. 194'694.65 oltre interessi ed accessori,
somma corrispondente alla rendita annua di fr. 30'000.- per il periodo dal 1°
giugno 1995 al 1° settembre 2000 (fr. 157'500.-) ed ai premi assicurativi dal
1° agosto 1993 al 1° aprile 1995 da lui nel frattempo già versati (fr.
37'194.65), ma in realtà non dovuti, siccome per contratto egli avrebbe dovuto
essere posto al beneficio della liberazione dall'obbligo del loro pagamento.

 

 

                                   4.   Il
Pretore, con il giudizio qui impugnato, ha accolto la petizione, tranne -come
vedremo meglio più avanti (consid. 11)- in punto alla decorrenza degli
interessi di mora, ritenuto che la tassa di giustizia e le spese sono state
accollate all'attore per 1/20 e per la rimanenza alla convenuta, che è stata
pure obbligata a versare alla controparte fr. 13'500.- per ripetibili. Egli ha
in sostanza ritenuto che l'attore avesse dimostrato l'esistenza delle tre
condizioni contrattualmente previste per il riconoscimento della rendita
d'incapacità di guadagno e per la liberazione dall'obbligo del pagamento dei
premi: l'esistenza di una malattia, ed in particolare delle patologie
invalidanti, era stata in effetti provata dalla perizia giudiziaria e in
precedenza da quella fatta allestire dal Tribunale cantonale delle
assicurazioni; l'impossibilità di esercitare la propria professione o
un'attività conforme alle sue conoscenze ed attitudini risultava a sua volta
dalle due perizie, fermo restando che le constatazioni dell'agenzia
investigativa incaricata dalla convenuta non apparivano sufficienti ad
infirmare le convergenti risultanze istruttorie circa la totale incapacità
lavorativa dell'attore; quanto infine all'esistenza di una perdita di guadagno
o di un altro pregiudizio pecuniario equivalente a suo carico, non essendo
possibile nella particolare fattispecie trarre conclusioni affidabili dal
semplice raffronto tra l'utile realizzato dalla ditta individuale dell'attore
prima e dopo l'insorgere della malattia, il giudice di prime cure ha ritenuto
che la stessa era in ogni caso confermata dalle due perizie e dalla
testimonianza di __________, che aveva in particolare ricordato come le
mansioni originariamente svolte dall'attore fossero state in seguito affidate
ad altro personale appositamente assunto.

 

 

                                   5.   La
sentenza pretorile è stata impugnata da entrambe le parti. Con l'appello
principale, avversato dalla controparte, la convenuta chiede nuovamente di
respingere la petizione, rilevando che l'attore, nonostante le patologie che lo
affliggevano, avrebbe continuato ad occuparsi della sua attività professionale
e in ogni caso non avrebbe assolutamente comprovato di aver subito una
qualsiasi perdita di guadagno.

                                         Con
l'appello adesivo l'attore chiede invece di caricare integralmente alla
convenuta la tassa di giustizia e le spese e di aumentare a fr. 15'575.60 l'indennità
ripetibile a suo favore.

 

 

                                   6.   Nonostante
i dubbi sollevati dall'attore nelle sue osservazioni, l'appello principale, che
reca la data del 5 settembre 2003, è senz'altro tempestivo. Come risulta dal
timbro postale apposto sulla busta contenente il gravame, esso è stato in
effetti dato alla posta alle ore 18.39 del 4 settembre 2003, ultimo termine
utile per il suo inoltro. Di qui la sua ricevibilità in ordine.

 

 

                                   7.   Passando
ad esaminare il merito dell'appello principale, è innanzitutto opportuno rammentare
che entrambe le pretese fatte valere dall'attore, quella volta all'ottenimento
di una rendita annua di fr. 30'000.- e quella tendente alla liberazione
dall'obbligo di pagamento dei premi, presuppongono l'esistenza di un'incapacità
di guadagno (cfr. art. 2.1 delle Condizioni complementari dell'assicurazione
rendita d'incapacità di guadagno e art. 2 delle Condizioni complementari
relative alla liberazione dall'obbligo del pagamento dei premi futuri nel caso
d'incapacità di guadagno), che contrattualmente è data "quando, per
causa di malattia o d'infortunio, in base a costatazioni obbiettive e
medicalmente accertabili, l'assicurato non può più esercitare la propria
professione od ogni altra attività conforme alla sua posizione sociale, alle
sue conoscenze ed attitudini, e subisce di conseguenza una perdita di guadagno
od un altro pregiudizio pecuniario equivalente" (art. 1.1 delle
Condizioni complementari dell'assicurazione rendita d'incapacità di guadagno e
art. 1 delle Condizioni complementari relative alla liberazione dall'obbligo
del pagamento dei premi futuri nel caso d'incapacità di guadagno). Sempre in
base alle condizioni contrattuali, il versamento della rendita annua e la
liberazione dall'obbligo del pagamento dei premi sono dovuti integralmente non
solo in caso d'incapacità di guadagno totale dell'assicurato, ma anche in caso
di una sua incapacità di guadagno parziale, nella misura in cui la stessa sia
almeno del 66 2/3% (cfr. art. 2.2 delle Condizioni complementari
dell'assicurazione rendita d'incapacità di guadagno e art. 3.1 delle Condizioni
complementari relative alla liberazione dall'obbligo del pagamento dei premi
futuri nel caso d'incapacità di guadagno).

 

 

                                   8.   Nel
caso di specie, pacifico che l'attore sia affetto dalle patologie di cui già si
è detto e che le stesse da un punto di vista medico-teorico comportino
un'incapacità lavorativa totale, si tratta in primo luogo di esaminare se ed
eventualmente in quale misura esse abbiano concretamente impedito all'attore di
svolgere le mansioni di cui si occupava prima della loro insorgenza.

                                         L'istruttoria
di causa ha innanzitutto permesso di accertare che l'attore, prima di
ammalarsi, non si era mai occupato della gestione vera e propria della ditta
individuale né delle questioni amministrative o d'ufficio, che aveva delegato
ad altri (cfr. teste __________ e __________), ma svolgeva prevalentemente
l'attività di panettiere-pasticcere, si occupava del controllo della qualità
dei prodotti e teneva i contatti con la clientela (teste __________; cfr. pure
la perizia allestita dal Tribunale cantonale delle assicurazioni e la sentenza
di cui al doc. B p. 14). Dopo l'insorgenza delle menzionate patologie egli non
ha più lavorato nella ditta (teste __________) e le sue mansioni, in
particolare quella di tenere i contatti con i clienti e quella riguardante la
produzione, sono state assunte da altri, ancorché l'attore ne veniva tenuto al
corrente verbalmente e aveva modo di discuterne (teste __________). Tanto basta
per ammettere concretamente l'esistenza di una sua incapacità lavorativa totale
o comunque superiore al 66 2/3%. 

                                         A
giudizio della scrivente Camera, le constatazioni effettuate da alcuni detectives
privati, assoldati dalla convenuta, nell'ambito di una sorveglianza di 5 giorni
sull'arco di 2 settimane (dall'11 al 25 maggio 1999), non sono tali da
modificare questo stato di fatto. Essi hanno sostanzialmente riferito di aver
visto l'attore recarsi ogni giorno, anche se in modo irregolare, nel fabbricato
ove era situata la ditta, più volte andare e venire dalla stessa, muoversi qua
e là all'interno della stessa tenendo in mano fogli di carta rispettivamente
dei sacchetti di plastica, discutere con alcuni dipendenti, prendere appunti
seduto alla scrivania dell'ufficio e rispondere ad almeno due telefonate (cfr. doc.
P e 1 e testi __________ e __________). Ciò non consente tuttavia ancora di
ritenere che egli a quel momento stesse lavorando: i detectives non
hanno in effetti saputo indicare quale fosse il tenore dei colloqui avuti con i
dipendenti, con chi e a che proposito l'attore avesse parlato al telefono,
quale fosse il contenuto dei sacchetti di plastica, dei fogli di carta e degli
appunti in questione, per cui non sono stati in definitiva in grado di
confermare, nonostante l'impressione che essi ne avevano tratto -circostanza
quest'ultima che di per sé non ha alcuna valenza probatoria (cfr. II CCA
25 novembre 1997 inc. n. 12.96.175, 22 luglio 1998 inc. n. 12.98.39)-, che egli
a quel momento stesse svolgendo l'attività di panettiere-pasticcere o si stesse
occupando del controllo della qualità dei prodotti o ancora stesse tenendo i
contatti con la clientela; l'istruttoria di causa ha del resto provato che la
presenza dell'attore in ditta, oltre al fatto che egli ne era pur sempre il
titolare e proprietario, poteva anche essere dovuta al fatto che egli in quello
stabile disponeva di un locale ove praticava i suoi hobby (testi
__________ e __________) e soprattutto al fatto che egli in quel periodo si
stava adoperando per la vendita della ditta (cfr. il verbale d'interrogatorio
27 gennaio 2000 dell'attore, p. 3, inc. penale rich. II°), andata in porto nel
febbraio 2000 (doc. Q e S). La circostanza che essi, oltretutto in un'unica
occasione, abbiano visto l'attore consegnare della merce a un cliente (cfr. doc.
P e 1 e testi __________ e __________) non basta evidentemente per ammettere
una sua capacità lavorativa superiore al 33 1/3%, tale cioè da ostare
all'ottenimento della rendita annua di fr. 30'000.- e all'integrale liberazione
dall'obbligo del pagamento dei premi, mentre il fatto che un operaio possa aver
indicato a uno di loro di rivolgersi all'attore per un'eventuale assunzione
(cfr. doc. 1 e teste __________) è tutto sommato irrilevante, visto e
considerato che il teste __________ ha in ogni caso dichiarato che competente
per le assunzioni era in realtà la figlia dell'attore, per cui l'informazione
ricevuta a quel momento poteva essere semplicemente dovuta al fatto che
quest'ultima era già occupata o non era presente in ditta. 

 

 

                                   9.   La
convenuta ritiene infine che la petizione doveva già essere respinta in quanto
l'attore non aveva assolutamente provato di aver subito una perdita di
guadagno, visto in particolare come la situazione della ditta fosse migliorata
dopo l'insorgere della sua malattia e meglio a far tempo dal 1995. La censura è
infondata.

                                         Il
Pretore ha giustamente osservato, con un'argomentazione giuridica del tutto
pertinente -a cui si può tranquillamente rinviare-, che nel caso di specie, in
presenza cioè di una ditta individuale con una ventina di collaboratori,
soggetta a concorrenza e ad importanti fluttuazioni di mercato, non si potevano
trarre conclusioni affidabili in punto alla perdita di guadagno dell'attore dal
semplice raffronto tra l'utile realizzato dalla ditta prima e dopo l'insorgere
della sua malattia (cfr. DTF 104 V 135) e che determinante sarebbe stato
piuttosto sapere in che misura questi poteva ancora assumere certe funzioni e
l'importanza di queste in relazione al prodotto globale della ditta
rispettivamente effettuare un confronto dei redditi ipotetici che egli avrebbe
potuto conseguire (cfr. DTF 105 V 151). Ritenuto che la perizia
giudiziaria ha stabilito che l'attore era completamente inabile ad esercitare
non solo le mansioni che svolgeva in precedenza, ma qualsiasi attività
lavorativa (referto p. 23 ad 5.2 e p. 24 ad 6.2), compresi quindi eventuali
compiti amministrativi o dirigenziali, si può senz'altro concludere per
l'esistenza di una perdita di guadagno a suo carico.

                                         A
prescindere da quanto precede, va in ogni caso rammentato che la rendita e la
liberazione dall'obbligo del pagamento dei premi potevano essere concesse non
solo in presenza di una perdita di guadagno ma anche di un altro
pregiudizio pecuniario equivalente. Nel caso di specie quest'ultimo requisito
risulta senz'altro dato, visto e considerato che il teste __________ ha
pacificamente riferito che dopo la malattia dell'attore le mansioni di
quest'ultimo, inizialmente ripartite tra gli altri dipendenti rimasti, erano
state successivamente affidate ad altri impiegati assunti appositamente, ciò
che evidentemente, oltre alla mancata retribuzione dell'attore per le sue
attività, ha comportato un ulteriore esborso a carico della ditta e quindi,
trattandosi della ditta individuale dell'attore, di un pregiudizio patrimoniale
a carico di quest'ultimo.

 

 

                                10.   Ne
discende la reiezione dell'appello principale, ritenuto che la tassa giustizia,
le spese e le ripetibili di secondo grado seguono la soccombenza (art. 148
CPC).

 

 

                                11.   L'appello
adesivo si riferisce, come detto, al solo dispositivo su spese e ripetibili
della prima sede, che l'attore vorrebbe riformare tenendo conto di una
soccombenza integrale della convenuta e non solo del 95%, come stabilito dal
Pretore. A torto.

                                         Per
giurisprudenza invalsa, per altro nota all'attore, nella fissazione della tassa
di giustizia e delle ripetibili il giudice gode di un ampio potere di
apprezzamento censurabile unicamente in caso di eccesso o di abuso, ciò che non
è il caso se gli importi attribuiti rientrano tra i minimi ed i massimi della
tariffa applicabile (II CCA 7 ottobre 2003 inc. n. 12.2003.36; cfr. pure
Cocchi/Trezzini, CPC-TI, Lugano 2000, m. 51 ad art. 148 e m. 19 ad art.
150). Nel caso di specie il giudice di prime cure non ha certamente abusato del
suo potere di apprezzamento, laddove ha ritenuto che l'attore, vincente in
punto alle richieste in capitale e parzialmente soccombente nella questione
della decorrenza degli interessi di mora -che sono stati attribuiti mediamente
con una differenza di circa 5 anni rispetto a quanto postulato nella petizione,
ciò che di fatto ha ridotto il credito dell'attore di circa fr. 50'000.-, somma
che, nonostante quanto preteso nel gravame, non costituisce evidentemente una
semplice quisquilia- potesse essere considerato complessivamente vincente nella
lite solo in misura del 95% e non del 100%. 

                                         L'appello
adesivo, del tutto infondato, deve pertanto essere respinto con accollo
all'attore della tassa di giustizia e delle spese (art. 148 CPC), ma senza
assegnazione di un'indennità ripetibile alla controparte, che non ha presentato
le sue osservazioni.

                                      

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                    I.   L’appello 5 settembre 2003 di APPE1 è respinto. 

 

                                   II.   Le spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia                                    fr.    3'450.-

                                         b) spese                                                      fr.        
50.-

                                         Totale                                                           fr.   
3'500.-

 

                                         da
anticiparsi dall’appellante, restano a suo carico con l’obbligo di rifondere
alla parte appellata fr. 3'500.- per ripetibili.

 

                                  III.   L’appello adesivo 15 ottobre 2003 di __________ AADE1è respinto. 

 

                                 IV.   Le spese della procedura d’appello adesivo consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia                                    fr.      180.-

                                         b) spese                                                      fr.       
20.-

                                         Totale                                                           fr.     
200.-

 

                                         sono
poste a carico dell'appellante adesivamente.

 

 

                                  V.   Intimazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario