# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8ecd0b41-80de-519a-9d5a-a811fe9f7849
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-04-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 15.04.2002 50.1999.12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-1999-12_2002-04-15.html

## Full Text

Incarto n.

  50.1999.00012

   

  	
  Lugano

  15 aprile 2002

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso  9 dicembre 1999 del

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 8 novembre 1999 (no. 49/98-176) del
  Tribunale di espropriazione della giurisdizione sottocenerina, prolata
  nell'ambito del procedimento espropriativo promosso dal comune di __________
  per acquisire la proprietà di ca. 260 mq del mapp. __________ del __________.
  __________ in vista della sistemazione stradale di via __________ me;

  

 

 

viste le risposte:

-    28 dicembre 1999 del
Tribunale di espropriazione;

-    27 gennaio 2000 del  __________;

 

preso atto della replica 8 marzo 2000 del comune di
__________ e delle dupliche:

-    16 marzo 2000 del
Tribunale di espropriazione;

-    10 aprile 2000 del __________. __________, __________;

esperiti gli opportuni accertamenti;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il
__________  è proprietario del mapp. __________ di __________, un fondo di
sagoma regolare posto in località __________, a margine di via __________.

La proprietà, ampia 1027 mq e gravata da un
diritto di passo con ogni veicolo lungo il suo confine E, è inclusa in zona
__________ ed ospita una palazzina di reddito di sei piani realizzata nel 1988
.

 

 

                                  B.   Una volta
approvati i progetti definitivi attinenti alla sistemazione stradale di via
__________, il comune di __________ - mediante avviso personale 11 gennaio 1999
e pubblicazione degli atti (relazione tecnica e preventivo, progetto
dell'opera, piano di espropriazione, tabella di espropriazione e offerte di
indennità) - ha promosso l'espropriazione formale del terreno necessario alla
realizzazione dell'opera. Sono così divenuti oggetto di esproprio anche 260 mq
della part. __________, per i quali ha offerto fr. 584.- il mq.

Il 17 febbraio 1999 il proprietario ha per
contro notificato una pretesa di fr. 730.- il mq per il terreno, sollecitando
nel contempo un ulteriore indennizzo di fr. 326'400.- per la perdita della locazione
dei propri parcheggi dovuta alla prevista costruzione di un posteggio pubblico
sul contiguo mapp. __________.

All'udienza di conciliazione tenutasi il 27
aprile 1999 il Tribunale di espropriazione ha accertato che in conseguenza
dell'esproprio la proprietà avrebbe perso due posteggi esterni. In quella
stessa occasione le parti hanno concordato l'immediata anticipata immissione in
possesso dei diritti espropriati, riconfermandosi per il resto nelle rispettive
posizioni avverse.

 

 

 

C.  Esaurite le
formalità processuali, con sentenza 8 novembre 1999 il Tribunale di espropriazione
si è pronunciato sulle indennità dovute al proprietario del mapp. __________.

Esperite le usuali indagini a RF, il primo
giudice ha constatato innanzi tutto che a __________ le ultime contrattazioni
di terreni __________ risalivano al 1990 e che il prezzo medio pagato nell'ambito
delle uniche due compravendite effettuate all'epoca era stato di 1'203.- il mq.
Partendo dal presupposto che dopo il crollo verificatosi alla fine degli anni
'80 il mercato si era sostanzialmente stabilizzato, ha quindi riconosciuto
all'espropriato fr. 1'203.- il mq per i 237 mq esclusi a suo tempo dal computo
della superficie edificabile del fondo e fr. 842.-/mq per l'area restante (23
mq), considerata di natura complementare.

Quanto alla svalutazione della porzione
residua, il Tribunale di espropriazione ha negato che l'intervento
espropriativo in quanto tale fosse suscettibile di provocare un calo degli
introiti derivanti dalla locazione dei posteggi di cui è dotato lo stabile al
mapp. __________ ed ha dunque respinto la relativa richiesta d'indennità
avanzata dall'espropriato. Parimenti, non gli ha accordato alcun risarcimento
per la soppressione dei due parcheggi, atteso che il loro reddito capitalizzato
risultava inferiore al valore venale della superficie espropriata.

 

 

D.  Mediante ricorso 9
dicembre 1999 il comune di __________ ha impugnato la predetta pronunzia
innanzi al Tribunale cantonale amministrativo, postulando che l'indennizzo
accordato dall'istanza inferiore per l'esproprio parziale del mapp. __________
venga definito in fr. 10.- il mq per la parte adibita a strada e in fr.
292.-/mq (50% del valore edilizio pieno) per la porzione restante.

In sostanza l'insorgente ha rimproverato al
primo giudice una scorretta applicazione del metodo statistico-comparativo. A
suo parere, le particelle __________ e __________ prese in considerazione per
l'estimo non hanno le stesse caratteristiche del fondo dedotto in esproprio e
sono state compravendute a fini speculativi in epoca troppo lontana dal dies
aestimandi. Tenuto conto delle indennità pagate nel 1988 per l'espropriazione
dei terreni posti in via __________ (al massimo fr. 560.-/mq), delle pretese
notificate dai proprietari coinvolti nel presente procedimento (da 710.- a
850.- fr./mq) e delle stime dimostratesi attendibili operate dal pianificatore
del comune ai fini della stesura del programma di realizzazione del PR (fr.
750.- il mq per la zona __________), il valore venale medio dei fondi posti in
via __________ non sarebbe superiore a fr. 700.- il mq, mentre quello edilizio
pieno della proprietà __________ si fisserebbe in fr. 584.- il mq, cifra
corrispondente all'80% del valore di stima. La maggior parte del terreno
espropriato (180 mq) è tuttavia gravata da un diritto di passo veicolare a
favore del vicino mapp. __________, per cui andrebbe indennizzata con soli fr.
10.- il mq. La superficie restante (80 mq), di tipo complementare, giustificherebbe
invece un risarcimento di fr. 292.- il mq, ossia la metà del valore edilizio
pieno.

 

 

E.  Il Tribunale di
espropriazione ha proposto la reiezione del gravame e la conseguente conferma
della sentenza impugnata senza formulare particolari osservazioni.

Ad identica conclusione è pervenuto
__________, il quale ha avversato partitamente le tesi dell'insorgente con
argomentazioni che saranno riprese, per quanto necessario, in seguito.

In sede di replica e di duplica le parti si
sono riconfermate nelle rispettive tesi, allegazioni e domande.

 

 

F.   Il Tribunale ha
operato d'ufficio alcune indagini circa le transazioni aventi per oggetto
terreni R6-R7 realizzate nella regione di __________ tra il 1989 e il 1999. 

Delle risultanze istruttorie si dirà, ove
occorresse, nei considerandi che seguono.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del
ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art. 50 cpv. 1 e
3 Lespr, nonché 43 e 46 PAmm grazie al rinvio di cui all'art. 70 Lespr.

Il gravame è pertanto ricevibile in ordine e
può essere deciso sulla scorta degli atti integrati dalle risultanze degli accertamenti
esperiti d'ufficio in fase istruttoria, senza procedere all'assunzione delle
ulteriori prove (sopralluogo, testi, perizia giudiziaria) notificate dalle
parti in causa, insuscettibili di apportare la conoscenza di ulteriori elementi
affidabili e di rilievo per il giudizio (art. 18 cpv. 1 PAmm). La situazione
del mappale espropriato e dei luoghi circostanti, così come le caratteristiche
dei fondi considerati per l'estimo, sono infatti note al Tribunale. Quanto alla
perizia, mezzo di prova sollecitato dal resistente per accertare il valore
venale dello scorporo avulso, basterà ricordare che l'estimo compete al
Tribunale e che l'esproprio in discussione concerne una comune porzione di
terreno per la cui valutazione non occorrono nozioni specialistiche più estese
di quelle in possesso dei giudici delle espropriazioni.

 

 

2.   L'esproprio di
cui trattasi interessa una striscia di terreno di ca. 260 mq disposta lungo il
confine S e E del mapp. __________, per la quale il comune di __________ ha
offerto un'indennità di fr. 584.- il mq basata sul valore di stima ridotto del
20%, mentre l'espropriato ha preteso fr. 730.- il mq.

Condotta una ricerca sui prezzi di mercato
dei terreni __________ di __________, il Tribunale di espropriazione ha deciso
per finire di accordare al proprietario un'indennità equivalente in sostanza
alle quotazioni vigenti nella primavera del 1990, indennità che l'espropriante
contesta siccome sproporzionata ed eccessiva.

Come in prima istanza, anche in questa sede
la lite si concentra dunque sull'ammontare del risarcimento dovuto
all'espropriato per l'avulsione di 260 mq della sua proprietà e per la
soppressione di due posteggi esterni.

 

 

                                   3.   Giusta
l'art. 9 Lespr, l'espropriazione ha luogo mediante piena indennità. La determinazione
di questa è disciplinata dal principio secondo cui l'espropriato non deve
subire un danno individuale, né conseguire particolari vantaggi per effetto
dell'espropriazione. In altre parole, all'espropriato deve essere garantita la
stessa situazione economica in cui si troverebbe se l'espropriazione non avesse
avuto luogo, in modo che, per effetto dell'espropriazione, non subisca danni né
ricavi vantaggi pecuniari (Hess-Weibel, Das Enteignungsrecht des Bundes, 1986,
N. 3 ss. ad art. 16 LFespr; G. Müller, in Commentaire de la Constitution
fédérale, N. 66 ad art. 22ter; DTF 95 I 455).

                                         L'importo
dell'indennità è calcolato in base all'intero valore venale del diritto espropriato
(art. 11 lett. a Lespr). Essa comprende pure l'ammontare di tutti gli altri pregiudizi
subiti dall'espropriato come conseguenza dell'espropriazione. 

                                         Nella
stima del valore venale si deve tener conto anche della possibilità di un
miglior uso del fondo (art. 12 cpv. 1 Lespr); gli aumenti e le diminuzioni di
valore derivanti dall'opera dell'espropriante non vengono però considerati.

                                         Nel caso
di espropriazione parziale, l'indennità comprende inoltre l'importo di cui il
valore venale della frazione residua viene ad essere diminuito (art. 11 lett. b
Lespr).

                                         Il dies
aestimandi si situa al momento dell'anticipata immissione in possesso (art. 19
prima frase Lespr), data a far tempo dalla quale decorrono pure gli interessi
al saggio usuale sull'indennità definitiva (art. 52 cpv. 3 Lespr); se non v'è
presa di possesso anticipata, sarà determinante il momento dell'emanazione
della decisione di stima da parte del Tribunale di espropriazione (art. 19
seconda frase Lespr) e l'interesse legale sull'indennità inizierà a decorrere a
partire dalla data in cui la stessa diventa esigibile, ossia decorsi venti
giorni dalla sua fissazione definitiva (art. 54 cpv. 1 Lespr).

In casu il dies aestimandi va situato in
corrispondenza del 27 aprile 1999, giorno in cui l'espropriato ha bonalmente
concesso l'anticipata immissione in possesso del diritto espropriato.

 

 

                                   4.   Dottrina e
giurisprudenza concordano nel ritenere che il valore venale di un terreno venga
di regola stabilito in base al metodo statistico-comparativo (cfr. Hess-Weibel,
op. cit., N. 80 ss. ad art. 19 LFespr; Moor, Droit administratif, p. 417; DTF
122 I 168, 122 II 337, 115 Ib 408). Secondo questo metodo il valore venale di
un fondo viene individuato confrontando i prezzi già soluti nella regione di
cui si tratta per analoghi terreni in libere contrattazioni; nel limite del
possibile vengono di norma prese in considerazione le contrattazioni
attendibili realizzate nell'anno precedente il dies aestimandi . Di eventuali
differenze (per forma, situazione, dimensione, possibilità di sfruttamento,
ecc.) si tiene conto attraverso adeguati aumenti o diminuzioni. In sostanza il
valore corrisponde al prezzo che l'espropriato potrebbe conseguire in una
normale contrattazione, rispettivamente alla somma che un numero imprecisato di
acquirenti sarebbe disposto a pagare, tenuto conto dei prezzi praticati in
zona, corretti e adeguati alle peculiarità dei singoli terreni. Il prezzo di
gran lunga inferiore o superiore alla media convenuto in un contratto isolato
non è evidentemente determinante, e non può essere assunto quale esempio, dal
momento che vi possono influire elementi che impediscono di considerarlo
oggettivo (cfr. Hess-Weibel, op. cit., N. 87 ad art. 19 LFespr; Wiederkehr, Die
Expropriationsentschädigung, p. 36). L'applicazione del metodo comparativo
presuppone d'altro canto che esistano sufficienti contrattazioni relative a
fondi che possano essere paragonati a quello in esame, ma non è necessario che
si tratti di fondi identici. Richiesto è invece che i prezzi pagati per quei
fondi possano essere analizzati e che da essi si possano trarre conclusioni
ragionevoli circa il livello del mercato in generale (RDAT 1985 N. 92). Le
cifre indicative ottenute con questo approccio analitico vanno quindi corrette
ed adeguate in funzione delle peculiarità, siano esse negative o positive,
riguardanti il fondo oggetto dell'esproprio. Giova infine ricordare che il metodo
comparativo non conduce alla determinazione di valori assoluti, bensì serve a
mettere in evidenza una tendenza nell'evoluzione dei prezzi dei terreni in una
determinata zona, che può essere influenzata dalla situazione di fatto e di
diritto che la caratterizza.

 

 

                                   5.   Il
Tribunale di espropriazione non ha rinvenuto contrattazioni realizzate a
ridosso del dies aestimandi relative a fondi R__________ di __________. La
ragione è ovvia e va ricercata nella depressione che ha contraddistinto il
mercato immobiliare ticinese dopo il vistoso crollo intervenuto nel corso del
1990 e l'ulteriore ribasso verificatosi nei due anni seguenti. Piombato al
livello del 1984 dopo l'esplosione della bolla speculativa formatasi nella seconda
metà degli anni '80, il settore si è mantenuto sostanzialmente stabile per
circa un decennio, dando qualche segno di leggera quanto effimera ripresa solo
nel 1993 e nel 1995. Durante il 1999 si è tuttavia manifestata una nuova,
marcata tendenza al rialzo (+ 11,8% rispetto al 1998) che lascia ben sperare
per una crescita costante nel futuro (cfr. USTAT, Informazioni statistiche
2000/4, p. 12 ss., in particolare il grafico 1 attinente ai valori nominali e
reali delle transazioni immobiliari realizzate in Ticino dal 1979 al 1999).

Le indagini effettuate a RF dalla prima
istanza hanno tuttavia permesso di appurare che a __________ le ultime
contrattazioni di terreni __________ risalgono al 1990 e che il prezzo medio
pagato nell'ambito delle uniche due compravendite realizzate all'epoca è stato
di 1'203.- il mq. Nel dettaglio, i prezzi soluti dagli acquirenti di questi
fondi sono stati di:

 

                                         fr.
1'109.21 il mq           per il mapp. __________, di 2930 mq, situato in via
__________ a meno di cento metri dal mapp. __________ (iscr. a RF il
__________);

                                         fr.
1'298.13 il mq           per il mapp. __________, di 4853 mq, situato in via
__________, ad una cinquantina di metri in linea d'aria dal mapp. __________
(iscr. a RF l'__________).

 

Trattasi di terreni ben sagomati e di ampie
dimensioni, tali da consentire uno sfruttamento ideale delle possibilità
edificatorie concesse dalle NAPR (7 piani; i.s. 1.4; i.o. 50% al P.T., 30% ai
piani superiori). Contrariamente a quanto sostiene il comune, non v'è motivo
per ignorare questi negozi ai fini della determinazione del valore venale della
particella espropriata. Vuoi perché hanno per oggetto fondi che possono essere
immediatamente comparati - per situazione, morfologia e disciplina edilizia -
alla proprietà __________, vuoi perché gli insegnamenti della giurisprudenza in
materia di corretta applicazione del metodo statistico-comparativo non
impediscono di far capo a singole transazioni per trarre deduzioni circa il
livello di mercato di particolari fondi (DTF 122 I 174 consid. 3a); basta che
l'operazione venga analizzata con cura e si giunga alla conclusione che non è
stata influenzata da circostanze particolari (vendita tra parenti o comunque di
compiacenza, vendita chiaramente speculativa, ecc.). Orbene, sotto questo
specifico aspetto, nulla lascia supporre che le due transazioni siano state
condizionate da elementi estranei ad una normale compravendita immobiliare. Ha
ragione il ricorrente quando annota che il mapp. __________ è stato comperato
dalla cassa pensioni di un primario istituto bancario elvetico e il mapp.
__________ da un architetto-imprenditore confederato, ma questo non significa
ancora che entrambi gli acquirenti abbiano agito con intenti speculativi
pagando prezzi esagerati suscettibili di compromettere la redditività dell'operazione,
criterio, quest'ultimo, che informa più di qualsiasi altro l'acquisto di fondi
destinati all'edificazione intensiva. Accertamenti esperiti in passato da
questo Tribunale hanno infatti rivelato che negli anni susseguenti al tracollo
del 1990 a __________ città la quotazione media dei terreni posti in zona
R__________ (i.s. 1.6; i.o. 40%) si aggirava malgrado il momento di depressione
sui 1'200.- fr./mq, con punte massime - prive di significato in sede estimatoria
- addirittura superiori a 3'000.- fr. il mq (RDAT II-1998 N. 27; STA 29.5.1998
in re __________ -__________).

Nel caso di specie occorre piuttosto
chiedersi se alla crisi del 1990 ha fatto riscontro una flessione dei prezzi di
pari ampiezza, rispettivamente se il valore di circa fr. 1'200.- il mq
attribuibile ai terreni __________ di __________ nella primavera di quell'anno
è indicativo del livello del mercato del decennio seguente, oppure se rappresenta
l'apice raggiunto dalla borsa immobiliare prima della sua esplosione e si
distanzia dalle quotazioni reali esistenti nell'aprile del 1999. I dati a
disposizione concernenti __________ non consentono di trarre deduzioni di sorta
in mancanza di transazioni realizzate tra il 1991 e il 1999. Il Tribunale
amministrativo ha pertanto eseguito delle ricerche in altri comuni del
__________ dotati di zone residenziali intensive R6/R7 (oltre a __________, di
cui si è detto sopra, a __________, __________, __________ e __________),
constatando una scarsità di compravendite paragonabile a quella di __________.
I rari negozi rinvenuti attestano nondimeno che nel 1989-90 i terreni
__________ del vicino comune di __________ (a beneficio di un i.s. di 1.4 come
le particelle __________ di __________) valevano circa fr. 1'575.- il mq,
mentre i fondi __________ di __________ (anch'essi con un i.s. dell'1.4)
quotavano attorno a fr. 1'100.-/mq nel 1989-90 e a fr. 980.-/mq nel 1994
(-11%). Queste poche cifre lasciano supporre che la crisi dell'immobiliare abbia
inciso solo in minima parte sui prezzi di vendita dei mappali inedificati,
comparto tradizionalmente rappresentativo di un segmento minimo del mercato
complessivo (meno del 15% del valore totale); pare insomma che la drastica
flessione del numero e del valore globale delle transazioni non sia stata
accompagnata da un netto cedimento dei prezzi, che per quanto attiene in
particolare ai nudi terreni posti in zona R6/R7 si sono essenzialmente
mantenuti ad un livello di poco inferiore al passato. Gli importi pagati a
__________ e __________ nel biennio 1989-90, da un lato, e quelli soluti a
__________ e __________ nei successivi anni di crisi, dall'altro, consentono
dunque di ipotizzare che la somma media di fr. 1'200.-/mq rinvenuta a
__________ nella primavera del 1990 non sia l'espressione di un massimo storico
e possa fungere da punto di riferimento anche per il decennio appena trascorso.

Sulla scorta di quanto precede e tenuto
conto della chiara tendenza al rialzo manifestatasi nel mercato durante il
1999, questo Tribunale ritiene per finire che nell'aprile di quell'anno i
terreni R__________ siti nella zona __________ di __________ potevano avere
senz'altro un valore commerciale di circa 1'200.- fr. il mq. Importo che trova
sicure corrispondenze - a dispetto di collocazioni geografiche, condizioni ambientali
e parametri edificatori diversi - nel valore identico attribuito nell'ottobre
del 1996 ai fondi __________ che a __________ tangono via __________ (cfr. RDAT
II-1998 N. 27).

 

 

6.   La cifra
indicativa di cui sopra va ora corretta ed adeguata in funzione delle specificità
giuridiche e fattuali del mappale espropriato, in modo da giungere al suo
effettivo valore venale. E questo con estrema prudenza, poiché come osserva a
giusto titolo il resistente le peculiarità dei fondi destinati all'edificazione
intensiva concorrono relativamente alla formazione del loro prezzo,
condizionato piuttosto dall'incidenza che il prezzo stesso può avere sul costo
globale di costruzione, e per finire, sulla resa del capitale investito. Ad
ogni buon conto, i pregi ed i difetti della proprietà __________ tendono con
ogni evidenza a compensarsi fino a consentire un riferimento attendibile alla
cifra media dianzi esposta, di modo che al mapp. __________ può essere
attribuito il valore venale di fr. 1'203.- il mq stimato dal primo giudice.

Il fatto che l'espropriato abbia notificato
pretese di soli 730.- fr. il mq non è decisivo, atteso che per legge il
Tribunale di espropriazione non è vincolato dalle conclusioni delle parti nel
fissare l'importo dell'indennità (art. 49 Lespr). Neppure il fatto che il pianificatore
comunale ha operato stime più basse consente di pervenire a conclusioni
diverse, ove solo si considerino i criteri forzatamente approssimativi e
generici che informano la valutazione degli immobili ai fini della stesura del
programma di realizzazione del PR. Lo stesso dicasi per gli indennizzi di gran
lunga inferiori che il comune di __________ ha pagato in altre occasioni,
poiché gli espropri concernenti la trafficata via C__________resio risalgono
addirittura al maggio 1987 (vedi STA 10.3.1989 in re __________) e quelli
effettuati in via Industria si sono conclusi tutti con accordi bonali, i quali
non possono notoriamente influire in modo determinante sulla quantificazione
dell'indennità espropriativa, che deve corrispondere ai reali valori di mercato
(cfr. Hess/Weibel, op. cit., N. 86 ad art. 19 LFespr; RDAT I-1993 N. 51).
Quanto all'operazione di compravendita dei mapp. __________, __________ e
__________ di __________, basterà segnalare al ricorrente che il prezzo di
3'560'000.- fr. pagato nel 1995, dimezzato rispetto a quello soluto nel 1988, è
stato condizionato dalla presenza di un onere ipotecario di oltre 10 milioni di
fr. gravante collettivamente i tre fondi e si avvera quindi privo del
significato che gli è stato ascritto nell'impugnativa. Altrettanto irrilevante
si avvera d'altronde la stima fiscale della part. 250, trattandosi di elemento
estraneo alla formazione del prezzo in seno ad una normale e libera
contrattazione e che dunque non può nemmeno interferire nella fissazione
dell'indennità espropriativa (cfr. Hess-Weibel, op. cit., N. 53 ad art. 19
LFespr).

 

 

7.   L'importo di fr.
1'203.- il mq corrisponde al valore edilizio pieno del fondo, riferito alle
massime potenzialità edificatorie concesse dal PR.

Stando alla documentazione acquisita agli
atti, al momento di costruire il proprietario del mapp. __________ ha potuto
contare su una superficie edificabile di soli 800 mq, poiché già allora (1988)
si prevedeva che 237 mq di terreno sarebbero stati oggetto di esproprio per la
sistemazione di via __________ (cfr. art. 11 LE 1973, in vigore all'epoca).
Ovvio quindi che di principio tale area ancora piena di indici non sfruttati
debba essere risarcita al suo valore edilizio pieno, nel solco di quanto deciso
dal Tribunale di espropriazione. Sennonché, come sottolinea con pertinenza il ricorrente,
nel 1993 a carico di buona parte di questa superficie (mq 180 circa) è stata
successivamente iscritta a RF una servitù di passo con ogni veicolo a favore
del vicino mapp. 261, il che comporta una drastica riduzione del suo valore
(cfr., sull'argomento, RDAT I-1993 N. 52).

 

Parimenti di minor valore risultano i 23 mq
dedotti in esproprio e computati a suo tempo nella superficie edificabile del
fondo. Questo scorporo si configura infatti alla stregua di tipico terreno
complementare (sulla nozione di "Vorgarten" cfr. RDAT 1981 N. 65), il
cui valore economico è inferiore fino a percentuali del 50% rispetto a quello
del terreno pienamente sfruttabile a fini edilizi (RDAT II-1998 N. 27).

Ne segue che l'indennità espropriativa
dovuta al proprietario del mapp. __________ viene fissata in fr. 602.- il mq
per la superficie gravata dal diritto di passo (180 mq ca.) e per il terreno complementare
(23 mq ca.), e in fr. 1203.- il mq per la porzione restante (57 mq ca.).

 

 

8.   In caso di
espropriazione di un'area utilizzata come posteggio, il danno soggettivo subito
dall'espropriato corrisponde alla perdita del valore a reddito dell'impianto.
L'indennità d'esproprio si calcola pertanto in base al reddito capitalizzato
prodotto dalla locazione del posteggio, sempre che il valore venale della
superficie espropriata adibita a parcheggio non sia superiore (RDAT II-1996 N.
44, 1989 N. 74; STA 18.8.1998 in re Stato del Canton Ticino c. G.).

La prima istanza ha accertato che
l'intervento espropriativo comporterà la soppressione di due posteggi esterni,
ma non ha accordato alcuna indennità per tale titolo poiché il reddito capitalizzato
proveniente dalla loro locazione risultava inferiore al valore della superficie
espropriata. Rifacendo lo stesso calcolo in base alle cifre stabilite al
considerando precedente emerge tuttavia che l'indennità pagata per l'area
occupata da ogni posteggio situato nella fascia colpita dalla servitù di passo
(fr. 602.- x 2,20 x 3,80 = fr. 5'032.70) non raggiunge il provento
capitalizzato che esso fornisce (fr. 7'384.60). La differenza (fr. 2'351.90 x 2
parcheggi) va pertanto risarcita all'espropriato in aggiunta all'indennità
dovutagli per l'esproprio del terreno.

 

 

9.   Ferme queste
premesse, il ricorso del comune di __________ è parzialmente accolto.

 

La tassa di giustizia e le ripetibili
vengono ripartite tra le parti in funzione della preponderante soccombenza
dell'insorgente, atteso che in questa sede sono applicabili, giusta il rinvio dato
dagli art. 50 cpv. 3 e 70 Lespr, gli art. 28 e 31 PAmm (STF 9 giugno 1997 in re
S./Comune di __________).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 9, 11, 19, 50, 70 Lespr; 18, 28, 31, 43
e 46 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

                                   §.   Di
conseguenza il dispositivo 1 della decisione 8 novembre 1999 (no. 49/98-176)
del Tribunale di espropriazione della giurisdizione sottocenerina è annullato e
riformato come segue:

 

                                         1.                                     Il
Comune di __________ è tenuto a corrispondere al proprietario del mapp.
__________ le seguenti indennità:

                                                 1.1.   per
l'espropriazione formale di ca. 203 mq, fr. 602.- il mq;

                                                 1.2.   per
l'espropriazione formale di ca. 57 mq, fr. 1'203.- il mq;

                                                 1.3.   per la
soppressione di due posti auto esterni, fr. 4'703.80.

 

 

                                   2.   La tassa di
giudizio di fr. 1'000.- è posta a carico del comune di __________ nella misura
di 3/5 e per il resto a carico dell'espropriato.

 

 

                                   3.   Il comune
di __________ verserà all'espropriato fr. 600.-- a titolo di ripetibili.

 

 

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario