# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 910bbec1-444e-538d-8d39-3c6e44ff2a46
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.03.2010 D-1222/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1222-2010_2010-03-05.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1222/2010/cac
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  5  m a r z o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Regula Schenker Senn; 
cancelliere Carlo Monti;

A._______ dichiaratosi (...), 
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 25 febbraio 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1222/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data 15 genna-
io 2010 in Svizzera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro 
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

il verbale d'audizione dell'interessato del 22 gennaio 2010, in occasio-
ne del quale al richiedente, tra l'altro, è stato conferito il diritto di esse-
re sentito sulla  sua maggior  età e sulla  rinuncia ad assegnargli  una 
persona di fiducia;

l'esame osseo della radiografia alla mano a cui il  richiedente è stato 
sottoposto in data 26 gennaio 2010 ed il relativo rapporto;

il verbale d'audizione del 15 febbraio 2010;

la decisione dell'UFM del 25 febbraio 2010, notificata all'interessato il 
medesimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il ricorso del 26 febbraio 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 1° marzo 2010);

la copia degli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo fede-
rale (TAF) tramite FAX in data 1° marzo 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-

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gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni  previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito nei 
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere im-
pugnato non può essere esteso alla questione della concessione del-
l'asilo, che presuppone una decisione nel merito della domanda stes-
sa;

che, per conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla conces-
sione dell'asilo è inammissibile;

che,  nei  citati  limiti,  v'è  modo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie le condizioni d'ammissibilità di cui agli art. 48 cpv. 1 e 52 PA 
nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi;

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti  su ricorso è determinante la lin-
gua della decisione impugnata e che, se le parti utilizzano un'altra lin-
gua, il procedimento può svolgersi in tale lingua;

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua;

che, pertanto, la presente sentenza va redatta in italiano;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano, nato ad B._______, 
nello  stato  di  C._______,  dove avrebbe vissuto  dalla  nascita  fino  al 
suo  espatrio  a  dicembre,  oppure  nella  prima settimana  di  dicembre 
2009 (cfr. verbali d'audizione del 22 gennaio 2010, pagg. 1, 2 e 9 non-
ché del 15 febbraio 2010, pag. 2);

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che il richiedente, avrebbe lasciato il suo Paese d'origine per il timore 
di essere ucciso da un gruppo denominato “D._______” per aver mi-
nacciato di morte uno dei loro membri ed ex socio d'affari di suo fratel-
lo, il quale sarebbe stata la causa dell'uccisione di quest'ultimo;

che il richiedente sarebbe fuggito a E._______ il 13 settembre 2009, 
oppure ad ottobre 2009, dove sarebbe rimasto per meno di un mese, o 
fino a dicembre 2009, dopo che il gruppo "D._______" l'avrebbe cerca-
to per due volte a casa sua; che, siccome girovagava è non avrebbe 
avuto alcun aiuto, avrebbe raggiunto “un posto dove ci sono le navi” di 
cui ignora il nome; che, in tale luogo, avrebbe parlato con un uomo che 
ci lavorava e gli avrebbe raccontato la sua storia, ragione per cui que-
st'ultimo l'avrebbe fatto entrare in una nave e gli avrebbe altresì dato 
del cibo; che sarebbe quindi giunto in Svizzera, dopo un viaggio di due 
o tre settimane, a bordo di suddetta nave, oppure sarebbe sbarcato in 
una località a lui sconosciuta per poi prendere un treno che lo avrebbe 
portato a F._______in data 15 gennaio 2010; (cfr. verbali  d'audizione 
del 22 gennaio 2010, pagg. 2 e 9 nonché del 15 febbraio 2010, pag. 3);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi-
tà;

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha allegato, in sostanza e per quanto qui 
di rilievo, che intendeva allegare di essere nel suo sedicesimo anno di 
età, in quanto in Nigeria vi sarebbe l'abitudine di indicare l'anno della 
vita che si sta vivendo; che, inoltre, l'esame osseo sarebbe viziato dal 
fatto che la vita dura della sua regione lo renderebbe fisicamente più 
adulto  di  quanto  sarebbe realmente; che,  peraltro,  non avrebbe mai 
presentato né un passaporto, né una carta d'identità, siccome non ne 

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avrebbe mai posseduti; che avrebbe soltanto un certificato di nascita 
che starebbe tentando di farsi spedire; che, infine, le contraddizioni ri-
levate dall'UFM in merito ai suoi motivi d'asilo sarebbero dovute ai pro-
blemi con l'interprete il quale non gli avrebbe dato l'opportunità di spie-
garsi al meglio in sede d'audizione;

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata, la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua  domanda d'asilo,  la  concessione  dell'asilo  e,  in  via  sussidiaria, 
l'ammissione  provvisoria  congiuntamente  ad  una  domanda  d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese 
processuali;

che, giusta l'art. 7 cpv. 2 OAsi 1, per il richiedente l'asilo minorenne, 
che non è accompagnato, viene nominata una persona di fiducia per la 
durata della procedura d'asilo o d'allontanamento, ma al massimo fino 
alla  nomina  di  un  curatore  o  di  un  tutore,  oppure  fino  al  raggiungi-
mento della maggiore età; che la designazione di una persona di fidu-
cia presuppone tuttavia la dimostrazione da parte del richiedente l'asi-
lo, perlomeno nel senso della probabilità preponderante, dell'allegata 
minore  età  (cfr.  Giurisprudenza  ed  Informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2001 n. 22 e relativo rife-
rimento); 

che, nell'ambito dell'accertamento dei fatti è altresì possibile ricorrere 
all'ausilio di metodi scientifici (art. 7 cpv. 1 OAsi 1);

che, nella fattispecie, l'insorgente non ha saputo fornire indicazioni su-
scettibili  di  rendere altrimenti  plausibile la dichiarata minore età; che 
segnatamente  -  come rettamente rilevato dall'autorità  inferiore -  egli 
non è stato in grado di comprovarla con documenti d'identità; che, d'al-
tronde, non soccorrono il ricorrente le stereotipate e vaghe dichiarazio-
ni  circa  la  mancata  produzione  di  documenti  d'identità  o  di  viaggio 
(cfr. verbale d'audizione del 22 gennaio 2010, pagg. 5-6); che, inoltre, 
egli ha reso dichiarazioni inattendibili circa la sua biografia indicando 
di esser andato a vivere da suo fratello nel 1990 nonostante abbia di-
chiarato di essere nato nel 1994; che, peraltro, ha asserito di aver co-
minciato a frequentare la scuola primaria alla tenera età di  due anni 
(cfr. ibidem, pag. 3);

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che, nel caso concreto, l'insorgente non è stato in grado di dimostrare 
l'asserita minore età;

che, in siffatto contesto, aggiungasi altresì che dall'esame radiologico 
effettuato il 26 gennaio 2010 (cfr. A10/1) risulta un'età ossea del ricor-
rente superiore ai  18 anni  in  contraddizione con la  dichiarata età di 
16 anni e due mesi, peraltro in contraddizione con la data di nascita al-
legata (cfr. ibidem, pag. 1);

che, pertanto, conto tenuto delle circostanze sopra evocate del caso di 
specie, unitamente all'inconsistenza degli argomenti ricorsuali presen-
tati dal ricorrente (cfr. ricorso, pag. 2) ed all'inesistenza di qualsivoglia 
mezzo di prova, v'è ragione di concludere alla maggiore età dell'autore 
del gravame e di confermare la mancata designazione al ricorrente di 
una persona di fiducia ai sensi dell'art. 17 cpv. 3 LAsi, in quanto l'in-
sorgente non è stato in grado di corroborare l'allegata minorità;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri -
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al-
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi-
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti-
colari formalità amministrative; 

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

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che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di quasi due mesi dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che, inoltre, egli si è semplicemente limitato a dichiarare di non avere 
mai  posseduto  né un passaporto,  né  una carta  d'identità,  allegando 
addirittura allegato di non sapere cosa sia una carta d'identità e di non 
sapere  come  si  identificava  innanzi  all'autorità  in  loco  (cfr.  verbale 
d'audizione del 22 gennaio 2010, pag. 6);

che, oltre a ciò, interrogato sul suo itinerario, egli non ha saputo  indi-
care con precisione la durata del viaggio, dichiarando di aver viaggiato 
per due o tre settimane; che tale durata non combacia neanche con la 
data d'entrata in Svizzera, ossia il 15 gennaio 2010, in quanto egli ha 
asserito, in una delle sue versioni, di esser espatriato la prima setti-
mana di  dicembre 2009; che, inoltre, ha allegato di non aver pagato 
nulla per il tragitto in nave e di esser sbarcato in un luogo a lui scono-
sciuto (cfr. ibidem, pag. 9); che, oltre a ciò, non ha saputo indicare né il 
nome della nave, né a quale nazione apparteneva, né cosa trasporta-
va, (cfr. ibidem, pag. 10);

che,  in  aggiunta,  il  ricorrente  ha  asserito  in  maniera  vagha  di  non 
sapere quali Paesi avrebbe attraversato ed ha altresì affermato di non 
aver subito alcun controllo, nonostante abbia varcato il confine Schen-
gen (cfr. ibidem, pagg. 9-10);

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio (cfr. ricorso);

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 

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stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla-
tore ha pure introdotto una procedura d'esame materiale, accelerata e 
sommaria,  delle  domande  che  si  fondano  su  allegazioni  manifesta-
mente inconsistenti o manifestamente irrilevanti;

che la manifesta irrilevanza può risultare,  fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli 
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria per il timore di esser ucciso da parte di terzi;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri-
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, basti rilevare, che egli non ha saputo indicare il nome del socio di 
suo fratello, nonostante abbia convissuto con quest'ultimo (cfr. verbale 
d'audizione del 22 gennaio 2010, pag. 2); che, inoltre, ha addirittura di-
chiarato che il  suddetto  socio l'avrebbe cercato a casa sua ad ago-
sto 2009, malgrado avesse allegato che suo fratello sarebbe morto il 
13 settembre 2009, oppure di non saper tale data (cfr. ibidem, pagg. 5 
e 8 nonché verbale d'audizione del 15 febbraio 2010, pag. 3); che, pre-
messo  ciò,  oltre  all'apprezzamento  sull'inverosimiglianza  dei  motivi 
d'asilo del ricorrente svolto dall'UFM, al quale codesto Tribunale riman-
da pienamente, v'è modo di rilevare che il racconto addotto è palese-
mente irrilevante in materia d'asilo ai sensi dell'art. 3 LAsi, trattandosi 
di persecuzioni da parte di terzi, ovvero del socio di suo fratello come 
pure del gruppo “D._______”; che, inoltre, ha categoricamente negato 
la possibilità di poter ottenere una protezione dalle autorità nigeriane, 
senza averla neanche richiesta; che, in tale ambito, non v'è  motivo di 

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ritenere  che  egli  non  possa  ricevere  in  patria,  se  opportunamente 
sollecitata,  un'appropriata  protezione  contro  l'eventuale  futuro  agire 
illegittimo di terzi nei suoi confronti;

che, infine, non soccorre il ricorrente l'allegazione ricorsuale secondo 
cui  le  contraddizioni  rilevate dall'UFM in merito  ai  suoi  motivi  d'asilo 
sarebbero  dovute  ai  problemi  che  avrebbe  avuto  con  l'interprete,  il 
quale non gli avrebbe dato l'opportunità di spiegarsi al meglio in sede 
d'audizione, in quanto entrambi i verbali d'audizione gli sono stati tra-
dotti e gli è stata data la possibilità di modificarli prima di firmali (cfr. 
verbali  d'audizione  del  22  gennaio  2010,  pag.  11  e  del  15 febbra-
io 2010, pag. 8);

che, di conseguenza, a mente di questo Tribunale, i motivi d'asilo evo-
cati sono irrilevanti e sono altresì stati rettamente ritenuti come invero-
simili dall'autorità inferiore, giusta l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte-
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari  ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi-
mento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente (art. 32 cpv. 3 
lett. c LAsi);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en-
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera  (art.  14  cpv.  1  e  2  come  pure  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 

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il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi-
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio-
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale  ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  è  am-
missibile;

che, inoltre, notoriamente, la situazione vigente in Nigeria non appare 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga l'insieme della  popolazione nell'integralità  del  territorio  na-
zionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane ed 
ha un'esperienza professionale quale assistente muratore; che, inoltre, 
dispone di una rete sociale intatta in patria, segnatamente suo zio e, 
avendo sempre vissuto in  loco fino al  suo espatrio,  presumibilmente 
molti  amici  e  conoscenti  su  cui  contare  per  reinserirsi  nella  società 
(cfr. verbale d'audizione del 22 gennaio 2010, pagg. 3-5);

che l'insorgente non ha nemmeno preteso nel  gravame di  soffrire  di 
gravi  problemi  di  salute che possano giustificare la  sua ammissione 
provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24); che, peraltro, da un esame d'uffi-
cio degli atti di causa non emerge la necessità di una permanenza in 
Svizzera per motivi medici;

che, anche da questo punto di vista, l'esecuzione dell'allontanamento 
del ricorrente nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile;

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che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio; che l'esecuzione  dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che, di conseguenza, sulla base di quanto precede, anche in materia 
d'allontanamento e relativa esecuzione,  il  gravame va disatteso e la 
querelata decisione dell'autorità inferiore confermata;

che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sempli-
ficata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del TAF, entro un termi-
ne di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
F._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento e for-
mulario di ricevuta)

- UFM,  Centro di registrazione e di procedura di F._______ (via fax, 
per l'incarto N 536 522, con preghiera di notificare la sentenza al ri-
corrente e di  ritornare l'avviso di  ricevimento allegato al  Tribunale 
amministrativo federale)

- G._______ (via fax)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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