# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c3eb030b-8f9c-538f-88e1-2cc74c7ba920
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.11.2010 C-6419/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6419-2009_2010-11-04.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6419/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  4  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Johannes Frölicher, Vito Valenti; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, patrocinata dall'avv. Sybille Plouda, 
via Nassa 56, 6900 Lugano,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione 
dell'8 settembre 2009)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6419/2009

Fatti:

A.
Mediante decisione su opposizione dell'11 settembre 2006, l'Ufficio AI 
per gli assicurati residenti all'estero (UAI; ora Ufficio dell'assicurazione 
per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero, UAIE), ha erogato 
in favore di  A._______, cittadina italiana, nata , un quarto di  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità dal 1° giugno 2006 ed una 
rendita intera AI dal 1° settembre 2006.

L'indagine medica relativa a questo caso aveva posto in evidenza che 
l'assicurata era portatrice di una periartropatia omero scapolare destra 
di  tipo  anchilosante  in  esiti  a  frattura  del  1997  ed  intervento  di 
osteosintesi,  valgismo  delle  ginocchia  bilateralmente  per  condrosi 
rotulea,  episodio  depressivo  di  grado  lieve,  obesità,  ipertensione 
arteriosa trattata,  steatosi  epatica,  gozzo multinodulare in  pregressa 
lobectomia all'istmo destro nel novembre 2003 (cfr. perizia del Servizio 
medico di accertamento dell'assicurazione per l'invalidità, SAM, del 1° 
luglio 2005). Ne risultava una capacità lavorativa residua del 60% nel  
suo mestiere di operaia presso una ditta farmaceutica, ma dell'80% in 
attività  più  leggere  che  tengono  conto  delle  sue  patologie.  Da  un 
raffronto dei redditi  prima e dopo l'invalidità è risultata una perdita di 
guadagno  del  33%.  In  un  secondo  tempo  (fase  di  opposizione)  è 
tuttavia risultato che l'interessata è stata ricoverata nel maggio 2006 
per  emitiroidectomia  sinistra  a  seguito  di  un  carcinoma  tiroideo 
papillare  T3  NO  MO,  da  cui  il  riconoscimento  di  un'incapacità 
lavorativa completa e del diritto a una rendita AI.

B.  
Ritenuto  il  debole  carattere  patologico  dell'affezione  tumorale  e  la 
relativa breve terapia post-operatoria  (cfr. nota del Dott. Erba del 22 
marzo  2006),  l'amministrazione  ha  immediatamente  avviato  nel 
settembre  2006  una  procedura  di  revisione.  Dopo  aver  riunito  i  
documenti  medici  necessari  (scintigrafie  tiroidee,  esame  radiologico 
del  collo,  esami  ematochimici,  ecc.),  l'incarto  è  stato  sottoposto  in 
esame  al  Dott.  Fauth,  medico  dell'Ufficio  AI  del  Cantone  Ticino 
(competente per esaminare sul merito la revisione), il quale, nella sua 
relazione  dell'11  giugno  2007,  ha  sostanzialmente  rilevato  che 
l'affezione  tiroidea,  che  aveva  motivato  il  riconoscimento  dell'intera 
prestazione AI, era da considerarsi non più incidente sulla capacità di  
lavoro  dell'assicurata.  L'assicurata  avendo  ritrovato  la  sua  capacità 

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lavorativa come prima dell'affezione tumorale, è stata confermata una 
perdita di  guadagno del  33%. Pertanto l'UAIE, con decisione del  20 
agosto 2007, ha soppresso il diritto alla prestazione con effetto dal 1° 
ottobre 2007.

C.
In  data  24 settembre 2007,  A._______,  rappresentata  dal  Patronato 
INAS,  ha  formulato  ricorso  contro  il  summenzionato  provvedimento 
amministrativo e nel contempo, il giorno successivo, ha presentato una 
domanda  di  aggravamento,  come   da  lei  testualmente  asserito 
"unicamente  a  titolo  precauzionale  in  caso  di  respinta  o  parziale 
accoglimento del ricorso". A suffragio delle sue conclusioni produce i 
risultati  di  un'ecografia  del  capo  e  del  collo  del  2  luglio  2007,  un 
certificato  medico  del  Dott.  Barba  del  4  luglio  2007  ed  altri  referti 
oggettivi  (esami  strumentali  e  ematochimici).  Successivamente 
produce  una  relazione  sanitaria  del  Dott.  Heitmann,  specialista  in 
medicina  interna,  Chiasso  del  7  novembre  2007. L'esperto  di  parte 
ricorda  i  differenti  elementi  anamnestici/diagnostici,  insiste  sulla 
componente  invalidante  dell'affezione  psichica  e  ritiene  la  paziente 
invalida in misura completa.

Ricevuta l'impugnativa, l'Ufficio AI ticinese ha sottoposto gli atti al Dott.  
Erba,  del  proprio  servizio  medico,  il  quale,  nella  relazione  del  17 
dicembre 2007, ha proposto di far eseguire nuovi accertamenti sanitari 
al  SAM. Con il  preavviso  al  ricorso  del  4  gennaio  2008,  l'Ufficio  AI 
ticinese ha proposto l'accoglimento del gravame ed il  rinvio degli atti  
per  eseguire  quanto  indicato  dal  Dott.  Erba.  Con  sentenza  del  1°  
febbraio  2008,  il  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  ha 
parzialmente  accolto  l'impugnativa  ed  ha  rinviato  gli  atti 
all'amministrazione per eseguire quanto richiesto.

D.
A._______  è  stata  visitata  il  4,  6,  12  e  25  agosto  2008  al  SAM di  
Bellinzona. L'assicurata  è  stata  sottoposta  a  consulti  specialistici  in 
psichiatria, reumatologia ed oncologia. Della diagnosi particolareggiata 
si dirà nei considerandi in diritto. Gli esperti  incaricati hanno ritenuto 
che la capacità al lavoro dell'interessata come operaia non qualificata 
è  del  60% (orario  normale,  rendimento  del  40%),  mentre  in  attività 
confacenti il tasso d'invalidità in questione si situa fra il 15 ed il 20% 
(valida in misura dell'80-85%) a partire dal gennaio 2007.

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Sulla  base  di  questa  perizia,  il  medico  dell'UAI  ticinese,  Dott. 
Cermesoni,  nel  rapporto  del  24  settembre  2008,  ha  proposto  di 
ritenere un'incapacità al lavoro in attività adeguate dell'80-85%.

Nel  frattempo,  nell'ambito  della  domanda  di  aggravamento, 
l'interessata  ha  inviato  un  voluminoso  plico  contenente 
documentazione medica in gran parte già ad atti  e già esaminata in 
ambito  SAM.  Vanno  in  particolare  menzionati  i  certificati  del  Dott. 
Barba del 15 dicembre 2008 e quelli del Dott. Vascotto del 12 gennaio 
2009 attestanti quanto noto.

Nel rapporto finale del 9 febbraio 2009, il Consulente in integrazione 
professionale (CIP) ponendo un'esigibilità al lavoro dell'82% (media fra 
80-85%) ha calcolato la perdita di guadagno subita dall'interessata in 
15.78%.  Egli  ha  ritenuto  un  introito  precedente  l'invalidità  (dati 
attualizzati  nel  2007)  di  Fr.  47'251.-,  un  guadagno  teorico  dopo 
l'insorgenza dell'invalidità di  Fr. 51'082.-, praticabile all'82%, con una 
riduzione  per  motivi  personali  (età,  handicap)  del  5%,  ossia 
Fr. 39'793.-.

Con  progetto  decisione  del  13  marzo  2009,  l'amministrazione  ha 
disposto  la  conferma della  soppressione della  rendita dal  1°  ottobre 
2007.

Nelle sue osservazioni del 20 aprile  2009, A._______, regolarmente 
rappresentata  dall'avv.  Plouda,  chiede,  sostanzialmente,  il 
riconoscimento del diritto alla rendita intera AI o, in via eventuale, di 
sottoporre  ai  consulenti  medici  dell'assicurata  tutte  le  domande che 
l'UAI ha posto ai periti del SAM, di applicare nel calcolo comparativo 
dei  redditi  (reddito da invalido) le  tabelle  regionali  e  non federali,  di 
concedere, in via sub eventuale, l'aiuto al collocamento per l'attività di  
venditrice di merce leggera. Ulteriori risultati di indagini sanitarie sono 
stati inviati il 19 maggio 2009 (esami ematochimici del 3 aprile 2009, 
referto d'esame oculistico del 5 maggio 2009, i  risultati  di  una visita 
internistica  del  6  maggio  2009,  i  risultati  di  una  visita  oncologica  
dell'11 maggio 2009 ed altri referti.

L'incarto è stato sottoposto in esame al Dott. Cermesoni,  il quale ha 
annotato, nelle relazioni del 3 giugno/8 luglio/19 agosto 2009, che la 
documentazione esibita non apportano novità determinanti nel quadro 
consuetudinario per cui ha confermato il suo precedente parere. 

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Mediante  decisione  dell'8  settembre  2009,  l'UAIE  ha  respinto  la 
richiesta di prestazioni assicurative.

E.
Con  il  ricorso  depositato  il  12  ottobre  2009,  A._______,  sempre 
rappresentata dall'avv. Plouda fa valere le stesse richieste presentate 
con le osservazioni al progetto di decisione ed adduce, in sostanza, le 
stesse  argomentazioni.  L'insorgente  lamenta,  segnatamente,  la 
mancata  consistenza  delle  argomentazioni  del  Dott.  Cermesoni, 
soprattutto in considerazione dei documenti presentati dopo la perizia 
al  SAM.  Fa  valere  che  l'amministrazione  avrebbe  dovuto  porre  le 
stesse  domande  che  ha  rivolto  al  SAM ai  vari  medici  che  essa  ha 
consultato. L'amministrazione avrebbe inoltre  palesemente  ignorato i 
rapporti  medici  importanti  posteriori  alla  data  della  perizia  al  SAM. 
Contesta anche l'esigibilità di alcuni lavori di sostituzione elencati nel  
rapporto del CIP e propone un nuovo raffronto dei redditi. Chiede, a 
titolo provvisorio, in caso di rinvio degli atti per nuovi accertamenti, il  
riconoscimento di una rendita parziale. Domanda il riconoscimento del 
gratuito patrocinio.

F.
Ricevuta  l'impugnativa,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al 
proprio consulente medico, Dott. Erba. Lo stesso rileva, in sostanza, 
che i molteplici eventi patologici insorti dopo la perizia al SAM del 17 
settembre  2008  (problemi  di  anomalie  cardiache  riscontrati  all'eco 
cardiogramma  nell'aprile  2009,  calcaneite  sinistra,  steatosi  epatica 
rilevata nel luglio 2009, un episodio di  polmonite minima dell'ottobre 
2009)  sono  eventi  benigni  e  non  invalidanti  e  non  intaccano 
minimamente la valutazione del SAM. Tenendo conto, in parte,  delle 
considerazioni ricorsuali in merito al calcolo della perdita di guadagno, 
l'amministrazione  ha  proceduto  a  un nuovo calcolo  ed è  giunta  alla  
conclusione  che  l'interessata  subirebbe  uno  scapito  economico  del 
19.9%.

Nella sua risposta ricorsuale del 22 febbraio 2010, l'amministrazione 
propone la reiezione dell'impugnativa osservando che la perizia SAM, 
relativamente recente (settembre 2008) come pure le osservazioni del 
Dott.  Cermesoni  conservano  pieno  valore  probante.  In  merito  alle 
patologie insorte dopo la data dell'impugnata decisione, queste sono 
irrilevanti dal punto di vista valetudinario. L'amministrazione considera 
inutile  un  nuovo  esame  sanitario  dal  momento  che  non  sussistono 

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patologie di  rilievo in atto od una loro fondamentale modifica. Anche 
l'UAIE,  nelle  sue  osservazioni  del  26  febbraio  2010,  propone  la 
reiezione del ricorso.

G.
Con  decisione  incidentale  del  4  marzo  2010,  il  Tribunale 
amministrativo  federale,  dopo  aver  esaminato  la  documentazione 
prodotta,  ha  ammesso  A._______  al  beneficio  dell'assistenza 
giudiziaria e gratuito patrocinio. L'avv. Plouda è stata designata come 
rappresentante d'ufficio della ricorrente.

H.
Dopo  aver  preso  atto  delle  risposte  ricorsuali  delle  rispettive 
amministrazioni,  con  replica  del  17  maggio  2010,  ha  ribadito 
l'intenzione della propria assistita di mantenere il gravame. Ribadisce 
che  l'amministrazione  deve  considerare  in  maniera  più  adeguata  le 
certificazioni  dei  Dott.ri  Barba,  Vascotto  e  Heitmann.  Chiede,  per 
quanto  attiene l'esame della  perdita  di  guadagno, una riduzione del 
25% (massima) del reddito di quello dopo l'insorgenza dell'invalidità e 
l'applicazione delle  tabelle  regionali. Produce i  risultati  di  un  esame 
ematochimico del 12 maggio 2010 e una documentazione relativa a un 
rifiuto di ricovero in ospedale per ipoestesia emivolto destro.

I.
Ricevuta  la  replica,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al  Dott. 
Erba, il  quale,  nella sua nota del  5 luglio 2010, ha affermato che la 
documentazione esibita (TAC toracale, esame neurologico, referto rx 
calcaneare  bilaterale)  non  fa  che  confermare  l'assenza  di  gravi 
patologie invalidanti in atto.

Duplicando in  data  6 luglio  2010,  l'Ufficio  AI  cantonale  ripropone la 
reiezione  del  ricorso.  Alle  stesse  conclusioni  giunge  l'UAIE  nella 
duplica  del  15 luglio  2010,  le  quali  sono state  trasmesse alla  parte 
ricorrente per conoscenza.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi  

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contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti  l'assicurazione  per 
l'invalidità  possono  essere  portate  innanzi  al  TAF  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  del  19  giugno  1959 
sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla  
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ammissibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 

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normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.

5.1 Va ricordato che in base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità 
l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente 
o  di  lunga  durata.  L'art.  4  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

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5.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter 

LAI (art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'UE e vi risiede.

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace al  lavoro per almeno il  40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

5.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 

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considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

6.

6.1 Giusta l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario 
di  una rendita  d'invalidità  subisce una modifica,  che incide in  modo 
rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o 
ridotta proporzionalmente o soppressa,  d'ufficio  o su richiesta. Se è 
fatta domanda di  revisione, nella  domanda si  deve dimostrare che il 
grado d'invalidità  si  è modificato in  misura rilevante per il  diritto  alle 
prestazioni  (art.  87  cpv.  3  dell'ordinanza  del  17  gennaio  1961 
sull'assicurazione per l'invalidità [OAI, RS 831.201]). Ove la rendita o 
l'assegno  per  grandi  invalidi  siano  stati  negati  perché  il  grado 
d'invalidità era insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a sé 
stesso,  una  nuova  richiesta  è  riesaminata  soltanto  in  quanto  siano 
soddisfatte le condizioni previste nel capoverso 3 (art. 87 cpv. 4 OAI).

6.2 Il  punto  di  partenza  per  stabilire  se  il  grado  d'invalidità  si  è 
modificato in  maniera da influire sul  diritto  a prestazioni  è costituito  
dall'ultima  decisione  che  ha  esaminato  materialmente  il  diritto  alla 
rendita  (DTF  133  V  108  consid.  5.4).  Il  periodo  di  riferimento 
nell'ambito della presente vertenza è pertanto quello intercorrente fra 
la decisione dell'11 settembre 2006, con la quale l'UAI ha erogato in 
favore dell'assicurata un quarto di  rendita dell'assicurazione svizzera 
per l'invalidità a decorrere dal 1° giugno 2006 e la rendita intera dal 1° 
settembre  2006  (tre  mesi  dopo),  e  l'8  settembre  2009,  data 
dell'impugnata decisione.

6.3 Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di 
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, 
tutto  o  parte  del  diritto  a  prestazioni  dal  momento  in  cui  si  può 
supporre  che  il  miglioramento  constatato  perduri;  lo  si  deve in  ogni  
caso  tenere  in  considerazione  allorché  è  durato  tre  mesi,  senza 
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 
88a cpv. 1 OAI). Giusta l'art. 88bis cpv. 2 lett.a OAI, la riduzione o la 
soppressione della rendita è messa in atto il più presto il primo giorno  
del secondo mese che segue la notifica della decisione.

Pagina 10

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7.
Da ultimo, l'interessata ha lavorato con un contratto a termine dal 20 
gennaio  al  31  luglio  2003  come  operatrice  laser  per  una  ditta  di 
materiale medico sita in Ticino, con orario di  lavoro normale (40 ore 
settimanali). La dipendente è rimasta assente per ragioni di malattia a 
partire dal 22 aprile 2003. In precedenza l'interessata aveva lavorato 
nel  nostro  Paese  come  operaia  nel  settore  tessile,  come  pure 
nell'ambito farmaceutico.

La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA è  di  carattere  
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a 
cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità, 
il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini 
l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto 
a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa (metodo generale del  raffronto dei  redditi;  DTF 128 V 30, 
104 V 136, VSI 2000 p. 84). 

In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio per determinare quali  
lavori  siano  ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato,  ma non 
spetta al medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 
V  314). Infatti,  per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni  mediche 
possono  costituire  importanti  elementi  d'apprezzamento  del  danno 
invalidante, allorché permettono di valutare l'incapacità lavorativa e di  
guadagno dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile 
(DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c). 

8.

8.1 Durante l'indagine effettuata presso il SAM di Bellinzona il 1° luglio  
2005,  è  stato  accertato  che  l'assicurata  era  portatrice  di  una 
periartropatia  omero-scapolare  destra  di  tipo  anchilosante  in  esiti  a 
frattura  del  1997  ed  intervento  di  osteosintesi,  valgismo  delle 
ginocchia  bilateralmente  per  condrosi  rotulea,  sindrome  depressiva 

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lieve, obesità,  ipertensione arteriosa trattata,  steatosi  epatica,  gozzo 
nodulare  (precedentemente  lobectomizzato  all'istmo  destro  nel 
novembre  2003).  Queste  patologie  giustificavano  che  un'incapacità 
lavorativa del 40% nell'ultimo lavoro svolto ma del 20% in attività più 
leggere.

Nel  corso  della  procedura  d'opposizione,  l'Ufficio  AI  è  venuto  a 
conoscenza  che  l'assicurata  era  stata  operata  per  un  carcinoma 
tiroideo papillare T3 MO MO (maggio 2006). In esito a tale affezione 
oncologica  l'amministrazione  ha  ritenuto  opportuno  riconoscere 
un'incapacità di lavoro totale da maggio 2006. Peraltro, la decisione su 
opposizione  dell'11  settembre  2006  indicava  in  grassetto  che  " la 
patologia  (tumorale)  ed  il  conseguente  trattamento  implicano  che  
l'assicurata è da considerare totalmente inabile al lavoro in ogni tipo di  
attività  dal  19  maggio  2006  e  ciò  fino  a  conclusione  della  terapia  
(aggiornamento della situazione medica dell'assicurata per settembre  
2006)".

8.2 Al momento della revisione  in esame, procedura peraltro iniziata 
immediatamente dopo la decisione di riconoscimento della prestazione 
AI, è stato rilevato (perizia del SAM del 17 settembre 2008):

"diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa:

Periartropatia  omero-scapolare  cronica  parzialmente  anchilosante  a 
destra in stato dopo frattura della diafisi omerale nel 1997, trattata con 
osteosintesi (placca e viti); successiva complicazione infettiva seguita 
da  revisioni  con  asportazione  di  sequestri  ossei;  stato  dopo 
decompressione del nervo ulnare nel 1998; stato dopo drenaggio di un 
ascesso  sottofasciale  nel  2004;  sindrome  lombospondilogena  sub-
acuta  in  risoluzione,  con TAC del  16 luglio  2008 normale; incipiente 
gonartrosi bilaterale e predominanza destra, distimia.

Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa:

carcinoma  tiroideo  papillare  stadio  PT3  pMO,  stato  dopo 
emitiroidectomia nel giugno 2006 e stato dopo emitiroidectomia destra 
nel 2003 (per struma multinodulare), stato dopo radioterapia, nessuna 
evidenza clinica o paraclinica di recidiva neoplastica all'ultimo controllo 
follow-up oncologico  del  18 giugno 2008,  diabete  mellito  tipo  II  non 
insulinorichiedente  evidenziato  nell'ottobre-novembre  2005  con 
obesità  corporea  (BMI  41%),  situazione  metabolica  equilibrata, 

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ipertensione  arteriosa  e  dislipidemia  trattate,  assenza  di 
complicazione  agli  organi  bersaglio,  lieve  tenosinovite  cronica  (di 
natura  meccanica)  dei  peronei  della  caviglia  destra,  artralgie  di  tipo 
meccanico  alle  dita  della  mani,  eventualmente  legate  ad  incipienti  
alterazioni  degenerative,  possibile  steato-epatite  non alcoolica,  stato 
dopo  cauterizzazione  della  zona  E  della  portio  uterina  con  striscio 
citologico nella norma nel 2007".

Dalla  documentazione sanitaria  esibita  dopo  la  perizia  del  SAM del 
settembre  2008  (osservazioni,  ricorso,  replica),  esaminata, 
segnatamente,  dai  Dott.ri  Cermesoni  ed  Erba  medici  dell'Ufficio  AI 
cantonale,  si  possono  menzionare  minimi  disturbi  della  funzione 
cardiocircolatoria  posti  in  evidenza  da  un  ecocardiogramma  del  4 
aprile  2009,  ossia  lieve ingrandimento  del  lato  cardiaco sinistro  con 
lieve insufficienza mitralica e tricuspidale; sperone calcaneare calcifico 
al piede destro (Rx del 25 agosto 2009); calcaneite sinistra (rapporto 
ortopedico del 9 luglio 2009). Può essere anche segnalato un episodio 
di polmonite nell'ottobre 2009 che ha causato anche un problema di  
allergia  all'antibiotico  utilizzato  per  curare  tale  affezione  (eritema). 
Ampiamente dopo la data dell'impugnata decisione è stato segnalato 
un episodio di ipoestesia all'emivolto destro con diasartria anteriore e 
deviazione della rima orale (12 maggio 2010). Una TAC del 10 febbraio 
2010,  che  conferma  l'assenza  di  recidiva  tiroidea,  segnala  delle 
alterazioni di tipo degenerativo a livello del rachide.

9.

9.1 Divergenti  sono  i  pareri  circa  le  ripercussioni  invalidanti  delle 
menzionate affezioni. L'interessata, sulla scorta della documentazione 
esibita  (Dott.ri  Barba,  Vascotto  ed  Heitmann)  sostiene  di  essere 
invalida in misura sicuramente superiore al 70%, di modo che avrebbe 
diritto alla rendita intera AI. I medici del SAM dell'Ufficio AI cantonale 
negano tale assunto. 

9.2 Al  proposito,  va  rilevato  che  una  perizia  richiesta  dall'UAIE  (in 
casu un servizio di accertamento medico specifico dell'assicurazione 
per l'invalidità) non può essere scartata adducendo che si tratta di un 
referto  di  parte.  Infatti,  la  legge  attribuisce  all'amministrazione  il  
compito  di  istruire  le  domande  di  rendita,  procurandosi  gli  atti 
necessari, in particolare circa lo stato di salute, l'attività, la capacità di 
lavoro e l'idoneità all'integrazione dei richiedenti. A tale scopo possono 

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essere  domandati  rapporti  e  informazioni,  ordinate  perizie,  eseguiti 
sopralluoghi  e  consultati  specialisti  dell'aiuto  pubblico  o  privato  agli  
invalidi (art. 69 cpv. 2 OAI). In questo contesto l'Ufficio AI agisce quale 
organo  amministrativo  preposto  all'attuazione  della  legge,  sicché  le 
perizie  ordinate  in  adempimento  di  questo  compito  non  possono 
essere considerate di  parte o non conclusive alla luce di  altri  referti  
(DTF 123 V 175 e 122 V 157). Il Tribunale federale ha inoltre precisato 
che  deve  essere  considerata  rilevante  una  perizia  affidata  al  SAM, 
negando che tale servizio medico possa essere considerato parte in 
causa  per  sussistenza  di  un  vincolo  per  cui  l’istituto  medesimo 
sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli  interessi 
specifici dell’assicurazione per l’invalidità. 

Determinante è invece la circostanza che la perizia del SAM rispetti  
tutti  i  principi  concernenti  la valutazione medica dell'invalidità. Infatti,  
per quanto concerne il  valore probatorio d'un rapporto medico va in 
particolare accertato se il  rapporto è completo per quanto riguarda i  
temi sollevati, se si riferisce ad esami approfonditi, se tiene conto delle 
censure  del  paziente,  se  è  stato  redatto  con  conoscenza  della 
pregressa  vicenda  valetudinaria  (anamnesi),  se  è  chiaro  nella 
presentazione del  contesto medico e,  infine,  se  le  conclusioni  a  cui  
giunge sono fondate. Elemento determinante dal profilo probatorio non 
è in linea di principio l'origine del mezzo di prova né la designazione 
del  materiale  probatorio  quale  rapporto  o  di  perizia,  bensì  il  suo 
contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3a; 122 V 160 consid. 1c). 

9.3

9.3.1 Il  collegio  giudicante  non  ha  motivo  valido  per  scostarsi  dal 
parere dei sanitari del SAM. L'affezione più importante e per la quale 
l'interessata è stata riconosciuta invalida al  cento per cento è quella 
oncologica:  è  tuttavia  risultato  nel  corso  dell'attuale  procedura  di 
revisione che questa non è più  esistente. Il  SAM ha avuto  modo di 
constatare che gli  ultimi  controlli  "Follow-up" (18 giugno 2008)  sono 
del tutto negativi, segnatamente la scintigrafia locale è normale; i test  
specifici sono pure nella normalità. Determinante, nel presente caso, è 
dunque  la  circostanza  che  a  distanza  di  ormai  4  anni  dall'episodio 
tumorale  non  si  sono  verificate  né  metastasi  né  recidive  del  male. 
Oltretutto,  si  trattava  di  un  carcinoma  di  categoria  scarsamente 
maligna, facilmente curabile e con prognosi generale molto buona. Sul 
piano valetudinario, l'esperto oncologo del SAM (Dott. Spataro) ritiene 

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che ora, l'attuale diagnosi silente come detto di recidive e/o metastasi 
non giustifichi alcuna incapacità di lavoro nell'ultima attività svolta od 
ogni altra a lei accessibile. La procedura ricorsuale, fino alla replica, 
non ha apportato novità dal punto di vista oncologico. Gli ultimi esami 
(febbraio 2010) sono normali.

Pertanto, il motivo principale per cui all'insorgente venne riconosciuto 
un  tasso  d'invalidità  totale  è  venuto  a  cadere.  La  procedura  di  
revisione ha dimostrato un netto miglioramento dello stato di salute e 
della capacità di lavoro in tale senso.

9.3.2 La situazione reumatologica/ortopedica è dal canto suo rimasta 
sostanzialmente invariata rispetto al periodo in cui la nominata venne, 
per la prima volta, visitata al  SAM (luglio 2005). L'esperto incaricato 
del  SAM (Dott.  Badaracco)  ha  peraltro  esaminato  in  modo  attendo 
anche  le  osservazioni  formulate  dal  Dott.  Heitmann  in  sede  di  
audizione (rapporto 7 novembre 2007). Il Dott. Badaracco osserva che 
per  quanto  riguarda  la  spalla  destra  la  situazione  è  da  ritenere 
invariata sia dal punto di vista soggettivo  che oggettivo. La frattura è  
ben consolidata e radiologicamente non vi sono segni di osteomielite o 
miosite  ossificante,  né  altre  complicazioni.  Quale  unica  novità  è  da 
segnalare  che  da  circa  un  mese  (dalla  visita  al  SAM)  l'assicurata 
soffre  di  una  sindrome  lombospondilogena  con  irradiazione  non 
radicolare  a  destra,  ma  l'esame  clinico  mostra  solo  una  modica 
diminuzione della mobilità lombare, senza segni che fanno pensare ad 
una  compressione  radicolare  (TAC  locale  nei  limiti  delle  norma). 
Riguardo  alle  poliartralgie,  l'esperto  incaricato  afferma  che  non 
sussiste  evidenza  clinica  per  una  problematica  reumatologica 
infiammatoria, né per una cherioartropatia di tipo diabetico. 

Sul  piano  valetudinario,  dal  punto  di  vista  reumatologico,  l'esperto 
valuta  al  60% la capacità lavorativa dell'interessata nella  sua ultima 
attività (operaia non qualificata presso ditte farmaceutiche) e in lavori 
analoghi.  Ritiene  sia  possibile  una  soluzione  a  tempo  pieno  con 
rendimento ridotto o una soluzione a tempo parziale con rendimento 
pieno. La  paziente  è  da  considerare  in  grado  di  svolgere  un'attività 
prettamente  leggera,  prevalentemente  sedentaria  o  semisedentaria 
che  non  implichi,  se  non  eccezionalmente,  compiti  mediamente 
pesanti.  Non  devono  essere  richiesti  movimenti  eccessivamente 
ripetitivi  che  richiedano  un'importante  ampiezza  di  movimento  della 
spalla  destra;  non  devono  essere  richiesti  movimenti  con  l'arto 

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superiore  destro  al  di  sopra  dell'orizzontale,  né  la  rotazione  interna 
oltre alla cresta iliaca. Sono invece possibili movimenti anche ripetitivi,  
ma  con  un'escursione  limitata  della  spalla  destra  e  sforzi  limitati.  
L'assicurata non è inoltre in grado di affrontare lunghi spostamenti a 
piedi  o  spostamenti  ripetuti  o  di  eseguire  movimenti  ripetitivi  di 
flessione-estensione  delle  ginocchia  né  di  rimanere  a  lungo  in 
posizione inginocchiata. In sostanza, la situazione è rimasta invariata, 
praticamente sovrapponibile a quella esistente nel 2005.

9.3.3 Dal lato psichiatrico, risulta che dal 2006 la paziente è seguita 
ambulatoriamente da una specialista (Dott.ssa Vascotto). Molti  referti  
di quest'ultima sono stati esaminati dall'esperto del SAM (Dott. Mari), il  
quale ha preso atto anche delle considerazioni del Dott. Heitmann. Il  
Dott. Mari non evidenzia turbe cognitive maggiori; il contatto affettivo è 
buono,  non  vi  è  alcuna  alterazione  della  forma o  del  contenuto  del 
pensiero.  La  paziente  è  tendenzialmente  ansiosa  e  l'umore  tende 
verso un polo negativo ciò che induce l'esperto a porre una diagnosi di 
distimia  in  trattamento.  Egli  afferma  che  rispetto  alla  valutazione 
specialistica  effettuata  al  SAM nel  2005,  si  evidenziano  due  aspetti 
salienti:  dapprima  la  presa  a  carico  di  problemi  psichici 
precedentemente  non  trattati  da  uno  specialista  e,  poi  l'evoluzione 
della patologia in atto che ha consentito di migliorare il tono dell'umore 
ed a contenere la quota ansiosa, pur rimanendo immodificato lo stile di 
funzionamento  psicologico. Egli  ritiene  che  si  sia  in  presenza  di  un 
assestamento  di  una  sindrome  affettiva  persistente,  con  delle 
caratteristiche  di  distimia,  ciò  che  provocherebbe  un'incapacità  del 
lavoro  massima del  15-20%. Egli  giustifica  la  limitazione dello  stato 
valetudinario con una minore reattività psichica ed una ridotta capacità 
di effettuare gli sforzi.

9.3.4  Per il resto, le affezioni in corso, esaminate dai medici del SAM, 
non  si  caratterizzano  per  un'incidenza  debilitante  di  rilievo. Dal  lato 
neurologico,  si  nota  unicamente  una  modica  ipostesia  tatto-algica 
ripartita  alle  prime tre dita  della  mano destra,  con estensione lungo 
l'avambraccio  destro;  non  più  evidenziabili  sono  invece  i  disturbi 
estensori  del  polso  e  delle  dita  a  destra.  Dal  lato  puramente 
internistico  il  diabete,  scoperto  alla  fine  del  2005,  non  è 
insulinodipendente  e  può  essere  facilmente  trattato  con  farmaci  ad 
assunzione orale. Questa patologia non colpisce organi notoriamente 
sensibili ad una grave forma diabetica (reni, cuore). Nulla da rilevare 
sotto il  profilo cardiologico, nemmeno con la documentazione esibita 

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dopo  il  ricorso.  L'ipertensione  è  tenuta  sotto  controllo  con  farmaci; 
l'obesità  può essere anch'essa adeguatamente  trattata in  vari  modi; 
l'epatite steatosica non è altro che un accumulo di grasso attorno e nel  
fegato.

9.4 Da quanto precede, ne consegue che la situazione valetudinaria di 
A._______ è tornata ad essere quella presente nel corso dell'esame 
del  SAM  del  luglio  2005.  L'evento  tumorale  è  stato  un  fattore  di 
peggioramento di lunga durata, ma finalmente per un periodo limitato. 
L'interessata sarebbe dunque in grado di svolgere, in misura dell'80-
85% attività come da indicazioni poste dal reumatologo. Tutti i  referti  
esibiti dopo l'accertamento del SAM dell'agosto 2008, adeguatamente 
e  puntualmente  esaminati  dall'Ufficio  AI  del  Cantone  Ticino  (Dott.ri  
Cermesoni ed Erba), non hanno dimostrato alcun aggravamento della 
situazione valetudinaria della nominata.

Vero  è  che  la  ricerca  di  un  posto  di  lavoro  adatto  alle  capacità 
dell'interessato  appare  difficoltosa,  vista  la  situazione  congiunturale; 
tuttavia, se il mercato del lavoro locale non gli offre di sfruttare la sua 
residua capacità  lavorativa  e  di  guadagno,  non  può  essere  compito 
dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  di  sopperire  con  il  
versamento  di  prestazioni  assicurative a  quello  che sarebbe dovuto, 
semmai, dall'assicurazione italiana contro la disoccupazione. Secondo 
una  costante  giurisprudenza,  la  persona  che  richiede  prestazioni 
d'invalidità  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  da  lei  esigibile  per 
ovviare alle conseguenze della sua incapacità, mettendo soprattutto a 
profitto  le  superstiti  energie  lavorative  e  cambiando,  se  del  caso, 
anche  il  lavoro  e  il  domicilio  (DTF  123  V  88  consid.  4c,  113  V  28 
consid. 4).

10.

10.1 La  ricorrente  fa  valere  che  l'amministrazione  avrebbe  dovuto 
sottoporre ai medici di parte come la Dott.ssa Vascotto (psichiatra), il  
Dott. Barba (medico curante) ed il Dott. Heitmann (autore della perizia 
esibita in sede di  audizione nel novembre 2007) le  stesse domande 
rivolte al SAM, e questo anche dopo l'esecuzione della perizia SAM. 
La ricorrente chiede in sostanza un ulteriore apprezzamento ad opera 
dei tre medici da lei designati.

10.2 l  collegio  giudicante  considera  tale  richiesta  infondata. Da una 
parte  si  deve  rilevare  che  l'amministrazione  ha  debitamente  tenuto 

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conto dei documenti  medici  prodotti  dalla parte ricorrente. Non deve 
essere dimenticato che il perizia al SAM è stata chiesta dalla stessa 
amministrazione nel gennaio 2008 con le osservazioni al ricorso che 
l'assicurata aveva formulato contro la decisione di soppressione della 
rendita del 20 agosto 2007. A quell'epoca già erano dunque conosciuti 
i pareri della Dott.ssa Vascotto, del Dott. Heitmann e del Dott. Barba. I  
pareri formulati da questi medici dopo la data di deposito della perizia 
in  questione  non  hanno  lo  spessore  qualitativo  di  una  perizia 
pluridisciplinare del SAM. Tuttavia, come è d'obbligo, l'amministrazione 
ha  sempre  sottoposto  tali  referti  ai  propri  medici  consulenti,  Dott. 
Cermesoni dapprima ed il Dott. Erba poi.

Dall'altra,  la giurisprudenza permette di rinunciare ad assumere altre 
prove  quando  l'istruttoria  da  effettuare  d'ufficio  ha  condotto 
l'amministrazione  o  il  giudice,  in  base  ad  un  apprezzamento 
coscienzioso  delle  prove,  alla  convinzione  che  la  probabilità  di 
determinati  fatti  debba  essere  considerata  predominante  e  che  altri 
provvedimenti  probatori  non  potrebbero  più  modificare  il  risultato 
(valutazione anticipata  delle  prove). Un tale  modo di  procedere non 
lede il  diritto di essere sentito (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 
consid. 1d con i rif.; SVR 2001 IV n. 10, p. 27).

Alla luce di queste considerazioni, il collegio giudicante ritiene che non 
sia necessario sottoporre le conclusioni del SAM alla valutazione dei 
medici di parte del'insorgente.

11.

11.1 Occorre  pertanto  esaminare  se,  nell'ambito  di  attività  di 
sostituzione, l'insorgente presenti un'incapacità di guadagno di rilievo. 
L'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro 
che l'assicurato conseguirebbe, dopo la manifestazione dell'invalidità e 
dopo  l'esecuzione  d'eventuali  provvedimenti  d'integrazione, 
nell'esercizio di un'attività lucrativa, ragionevolmente esigibile da lui in 
condizioni  normali  del  mercato  del  lavoro,  e  il  reddito  che potrebbe 
conseguire se non fosse diventato invalido (art. 16 LPGA). 

11.2

11.2.1 In concreto, occorre tenere conto del reddito che l'interessata 
avrebbe  potuto  ottenere  presso  la  ditta  ove  ha  lavorato  da  ultimo, 
ossia  Fr.  3'500.-  mensili  nel  2004,  pari  a  Fr. 45'500.-  annuali  (dati 

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forniti  dal  datore  di  lavoro  sul  questionario  del  12  gennaio  2005). 
Questo introito deve essere indicizzato fino al 2009 (indice medio del  
settore  secondario;  dati  dell'Ufficio  federale  di  statistica); 
rispettivamente: 1.2% per il 2005, 1.1% per il 2006, 1.5% per il 2007, 
1.8% per  il  2008  e  2.3% per  il  2009. Il  reddito  da  valido  ammonta 
quindi a Fr. 49'207.63 nel 2009 per un'attività al 100%.

Ora si deve constatare che  il  reddito da valido è inferiore alla media 
dei  salari  per  un'attività  equivalente  nel  settore  della  produzione. 
Infatti, secondo i dati dell'UFS per il 2008, nel settore dell'industria e 
dell'artigianato,  categoria  comprensiva  della  professione  della 
ricorrente,  il  salario  medio mensile  equivaleva a Fr. 4'203.-,  per  una 
settimana  lavorativa  di  quaranta  ore.  Indicizzando  questo  valore  al  
2009, sulla base di una variazione del 2.3% rispetto al 2008, si ottiene 
un  salario  mensile  di  Fr.  4'299.66,  ossia  un  salario  annuo  di 
Fr. 51'596.02. Prendendo in considerazione una settimana lavorativa di 
41.7 ore, risulta un salario annuo pari a Fr. 53'788.85.

11.2.2 A  questo  proposito,  il  Tribunale  federale  ha  osservato  che, 
quando  il  reddito  da  valido  è  inferiore  alla  media  dei  salari  per 
un'attività  equivalente,  si  deve  ammettere  che  gli  stessi  fattori  che 
hanno inciso  negativamente  sul  reddito  da valido,  potrebbero anche 
influenzare  il  reddito  da  invalido.  In  pratica,  se  si  è  accertato  che 
l'assicurato  ha  realizzato  un  guadagno  inferiore  alla  media  per  dei 
motivi  estranei  all'invalidità,  anche  il  reddito  medio  realizzabile  sul 
mercato  equilibrato  del  lavoro  (reddito  da  invalido)  va  ridotto  in 
proporzione (cfr. VSI 1999 p. 246 consid. 1; RCC 1992 p. 94, 1989 p. 
483  consid.  3b,  le  sentenze  del  Tribunale  federale  del  5  dicembre 
2004, nella causa S., I 630/02, consid. 2.2.2, e del 2 dicembre 2002, 
nella causa R., I 53/02, consid. 3.3). 

Il Tribunale federale ha inoltre stabilito, in una sentenza del 12 giugno 
2008,  che  se  una  persona  assicurata,  per  motivi  estranei  alla  sua 
invalidità,  ha  realizzato  un  reddito  considerevolmente  inferiore  alla 
media  senza  spontaneamente  accontentarsi  di  ciò,  si  procede,  in 
primo luogo, ad un parallelismo dei due redditi di paragone (da valido 
e da invalido). In pratica, questo parallelismo può avvenire a livello di  
reddito  da  valido,  aumentando  in  maniera  adeguata  il  reddito 
effettivamente  conseguito  o  facendo  capo  ai  valori  statistici,  oppure 
ancora  a  livello  di  reddito  da  invalido,  mediante  una  riduzione 
adeguata del valore statistico. In una seconda fase, occorre esaminare 

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la questione della deduzione per circostanze personali e professionali, 
che si opera dal reddito da invalido ottenuto secondo i valori statistici 
medi.  A  questo  riguardo,  bisogna  rilevare  che  i  fattori  estranei 
all'invalidità di cui si dovesse aver tenuto conto con il parallelismo dei  
redditi  di  raffronto,  non possono essere  presi  in  considerazione una 
seconda volta nell'ambito della deduzione per circostanze personali e 
professionali  (DTF  134  V  322  consid.  4.1,  5.2  e  6.2).  Questo 
parallelismo  si  effettua  tuttavia  soltanto  per  la  parte  percentuale 
eccedente la soglia del 5 % (ATF 135 V 297 consid. 6.1.3).

Ciò  nondimeno,  in  una sentenza del  12 dicembre 2008,  il  Tribunale 
federale ha precisato che, se un salario da invalido medio può essere 
effettivamente  o,  comunque,  ragionevolmente  conseguito 
dall'assicurato,  non  sussiste  alcun  motivo,  quando  si  procede  al 
calcolo  del  grado  d'invalidità  secondo  il  metodo  del  raffronto  dei 
redditi,  di  procedere al  parallelismo di  quest'ultimi,  ossia all'aumento 
del  salario  da valido o alla  diminuzione del  salario  da invalido (DTF 
135 V 58).

11.2.3 Nella  fattispecie,  si  deve  constatare  che  la  differenza  tra  il 
salario da valido che la ricorrente avrebbe percepito dal suo ex datore 
di lavoro nel 2009 (Fr. 49'207.65) e il  salario medio svizzero nel suo 
settore  d'attività  (Fr.  53'788.85)  corrisponde  al  8.51%.  Anche  se  si  
dovesse procedere a un parallelismo dei due redditi di paragone, che 
per la parte eccedente al 5% corrisponde a 3.51%, l'interessata non 
avrebbe diritto a una rendita d'invalidità.

11.3 Quale reddito  da  invalido  si  deve  ritenere  quello  statistico 
ottenibile  in  attività  di  tipo  leggero non qualificate,  ripetitive. Queste 
attività comportano un salario medio mensile di Fr. 4'116.- nel 2008, 
pari  a  Fr.  49'392.-  annuali  (valori  dell'UFS,  tabella  TA1,  livello  4, 
donne).  Questo  importo  deve  essere  indicizzato  al  2009  (+2.1%)  e 
adeguato secondo un orario  settimanale di  41,7 medio svizzero, ciò 
che permette di ottenere rispettivamente Fr. 50'429.23 e Fr. 52'572.47. 
Questo introito teorico può essere ridotto per tenere conto dei fattori  
personali  dell'assicurato  (DTF  126  V  75),  quali  età,  handicap. 
L'amministrazione  ha  operato  una  deduzione  complessiva  del  5% 
(vedi allegato alla risposta di causa del 22 febbraio 2010), il che può 
essere condiviso, atteso che la riduzione massima consentita si situa 
al  25%,  ma  solo  in  casi  eccezionali.  Ne  consegue  un  reddito  di 
Fr. 49'943.84. Svolta all'80%, questa attività di  sostituzione comporta 

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un  introito  annuo  di  Fr.  39'955.07.  Questo  importo  può  essere 
ulteriormente ridotto del 3.51% per tenere conto del parallelismo dei 
redditi di cui sopra, di modo da ottenere Fr. 38'552.65.

Il  confronto  fra  un  reddito  privo  d'invalidità  di  Fr.  49'207.63 ed  un 
introito teorico dopo l'insorgenza dell'invalidità di Fr. 38'552.65 causa 
una perdita di guadagno del 21.65% (arrotondato al 22%), tasso che 
esclude il riconoscimento del diritto ad una rendita dell'assicurazione 
svizzera per l'invalidità.

Va  rilevato,  a  titolo  abbondanziale,  che  il  tasso  d'invalidità  non 
attingerebbe il livello del 40% (diritto al quarto di rendita), nemmeno se 
si  dovesse  considerare  una  riduzione  del  reddito  dopo  l'insorgenza 
dell'invalidità per fattori personali del 25%.

12.
In  conclusione,  considerato  che  il  miglioramento  della  capacità  di  
guadagno  della  ricorrente  deve  essere  fatto  risalire  al  più  tardi  al  
gennaio  2007,  e  che  esso  è  durato  più  di  tre  mesi  e  che 
presumibilmente  continuerà  a  perdurare  (art.  88a cpv.  1  OAI),  la 
soppressione della rendita intera d'invalidità a decorrere dal 1° ottobre 
2007 deve essere tutelata in questa sede (art. 88biscpv. 2 lett. a OAI).

13.
Per  quanto  attiene  al  riconoscimento  di  una  rendita  provvisoria 
pendente lite,  questa domanda è divenuta priva d'oggetto  in  quanto 
con il presente giudizio si è statuito sul merito ed ha stabilito che non 
esiste  un  diritto  a  prestazioni  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità.

14.

14.1 La parte ricorrente è stata posta al beneficio di una assistenza 
giudiziaria. Non si prelevano pertanto spese processuali.

14.2 Visti  gli  atti  di  ricorso  e  di  replica,  si  giustifica  riconoscere 
all'insorgente un'indennità di Fr. 2'500.- a titolo di gratuito patrocinio, la  
quale è posta a carico della cassa di questo Tribunale.

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

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1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non si prelevano spese processuali. 

3.
Alla  parte  ricorrente,  posta  al  beneficio  dell'assistenza giudiziaria,  è 
riconosciuta un'indennità di Fr. 2'500.-, la quale è posta a carico della  
cassa di questo Tribunale.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante della ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. AI IT/756.4870.2981.32/JU)
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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