# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f45159f1-6698-512f-81f8-a636fc9a10d5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-05-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.05.2003 32.2002.151
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-151_2003-05-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.151

   

  BS/cd

  	
  Lugano

  12 maggio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 12 novembre 2002
di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 16 ottobre 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1  

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

 

                               1.1.   __________,
nata nel 1944, gerente di un ristorante, ha beneficiato di una mezza rendita
d'invalidità dal 1° settembre 1998 (cfr. decisione 3 ottobre 1999, doc. AI _:).

 

                               1.2.   In occasione
della revisione della rendita avviata d'ufficio, con progetto di decisione 9
agosto 2002 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha ridotto al 40% il grado
d'invalidità dell'assicurata, riconoscendole quindi il diritto ad un quarto di
rendita con effetto retroattivo al 1° aprile 2001. Contestualmente
l’amministrazione ha chiesto la rifusione delle prestazioni assicurative
versate a torto.

A motivazione del provvedimento preso, l’UAI ha rilevato quanto segue:

" 
(…)

Nel suo caso, con decisione del 03.10.1999 è
stata posta al beneficio del diritto ad una mezza rendita di invalidità essendo
stata riconosciuta invalida in misura del 50 %.

Procedendo alla revisione avviata d'ufficio, in
data 18 settembre 2001 siamo venuti a conoscenza delle informazioni economiche
e salariali per il tramite del consueto questionario riempito dal datore di
lavoro.

Questo documento indica che dal 01.01.2001 le ha
avuto un incremento del suo salario, tanto da meritarsi fr. 2'500.-- mensili
anziché fr. 4'200.-- equivalenti al salario che normalmente avrebbe conseguito
se non avesse avuto malauguratamente un danno importante alla salute.

Orbene, confrontando questi dati salariali,
otteniamo una diminuzione della capacità di guadagno (invalidità) pari al 40 %.

Applicando le disposizioni federali vigenti, il
grado di invalidità del 

50 % precedentemente accordatole non ha più
ragione di sussistere e deve essere sostituito dal tasso ora stabilito al 40 %.

 

Giusta l'art. 77 dell'ordinanza sull'assicurazione
invalidità, le persone aventi diritto a prestazioni dell'AI o i loro
rappresentanti legali come pure le autorità ed i terzi ai quali le prestazioni
sono versate, sono tenuti a comunicare senza indugio all'Ufficio AI ogni
cambiamento importante che può avere ripercussioni sul diritto alle
prestazioni, in particolare quelli che concernono lo stato di salute, la
capacità al guadagno o di lavoro, la grande invalidità, la situazione personale
o economica dell'avente diritto. Orbene, lei è venuta a meno al suo obbligo di
informare tempestivamente il nostro Ufficio della situazione di fatto mutata.

 

Perciò, partendo dal presupposto che dal
01.04.2001 (art. 88 OAI - dopo tre mesi del perdurare del miglioramento della
capacità di guadagno) il diritto avrebbe dovuto riguardare il versamento di un
quarto di rendita invece della mezza rendita, le dobbiamo richiedere in
restituzione la differenza da noi versatale a torto proprio dal 01.04.2001 sino
ad oggi, data in cui è prevista la diminuzione della rendita (art. 49 LAI).

A questo scopo riceverà una decisione
separatamente.

 

Dobbiamo comunque farle osservare che, a norma di
legge, un assicurato che presenta un grado d'invalidità situato tra 40 e 50 % e
che si trova in una situazione economicamente precaria, ha pur sempre diritto a
una mezza rendita invece di un quarto di rendita, nell'ambito della regola del
cosiddetto caso di rigore.

Se questa situazione si concretizzasse nel suo
caso specifico, l'ordine di restituzione verrebbe evidentemente a cadere.

 

Per analizzare tale ipotesi, le trasmettiamo in
allegato il foglio complementare 3, invitandola se del caso a restituirlo
debitamente compilato e corredato dai giustificativi nel termine di 14 giorni
dalla presente.

Un ricorso contro la presente decisione non avrà
effetto sospensivo, in virtù dei combinati disposti dell'art. 97, cpv. 2 LAVS e
81 LAI." 

(cfr. doc. AI _)

 

                               1.3.   Mediante
scritto 14 agosto 2002 il datore di lavoro ha tuttavia precisato che l’importo
di fr. 4'200.— indicato nel questionario si riferiva al salario percepito nel
1994 dalla signora __________ prima dell’incidente (recte: malattia, cfr. doc.
AI _) e che attualmente lo stesso può variare tra i fr. 4’800 e i fr. 5'000.—
(doc. AI _).

Ritenute tali osservazioni ininfluenti, con decisione formale 16 ottobre 2002
l’UAI ha confermato la riduzione della prestazione assicurativa e chiesto la
restituzione della differenza d’importo tra la mezza rendita versata a torto e
il quarto di rendita spettante di diritto relativo al periodo 1° aprile 2001 -
31 ottobre 2002 per complessivi fr. 7'771. L’amministrazione ha inoltre tolto
l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso (II).

 

                               1.4.   Con il
presente tempestivo gravame __________, 

                                         rappresentata
da __________, chiede l'annullamento della decisione impugnata ed il
conseguente ripristino della mezza rendita, postulando altresì la restituzione
dell'effetto sospensivo. 

                                         Rilevando
come la sua capacità lavorativa sia rimasta invariata, essa sostiene che
l’aumento del salario è dovuto a motivi sociali in quanto con la precedente
retribuzione mensile di fr. 1'930 e la mezza rendita non riusciva più a
sostenere le spese (I).

                               1.5.   Dopo aver
preso conoscenza delle osservazioni 26 novembre 2002 dell'UAI sulla domanda di
restituzione dell’effetto sospensivo (IV), mediante giudizio incidentale del 18
dicembre 2002 il Vicepresidente del TCA ha parzialmente accolto l’istanza della
ricorrente limitatamente all’obbligo di restituzione di quanto indebitamente
percepito successivamente al 18 settembre 2001, per il resto la stessa è stata
respinta (VIII).

                               1.6.   Mediante
risposta di causa del 26 novembre 2002 l’amministrazione ha postulato il
parziale accoglimento del gravame nel senso di limitare la restituzione al
periodo 1° aprile – 31 ottobre 2001.

Riguardo alla riduzione della rendita, essa ha fra l’altro evidenziato quanto
segue:

" 
(…)

Per quel che concerne lo stato valetudinario è
incontestato che a far tempo dall'emissione della prima decisione non si è
verificato alcun miglioramento. L'assicurata continua a presentare un'inabilità
del 

50 %, con particolare riferimento alla propria
attività di gerente (cf. anche rapp. SMR 26 aprile 2002, doc. n. _ inc. AI).

Vi è però che la remunerazione per l'attività
svolta ha subito un incremento. Dalla dichiarazione fornita dal datore di
lavoro nel mese di settembre  dello scorso anno si evince infatti che
l'interessata percepiva nel 2001 uno stipendio pari a 2500.-- franchi al mese,
contro i 4200.-- franchi che avrebbe potuto guadagnare in assenza di danno alla
salute (doc. n. _ inc. AI).

Vi è quindi un discapito economico pari al 40,5
%.

E' vero che in seconda battuta il datore di
lavoro ha dichiarato che senza danno alla salute l'assicurata potrebbe
guadagnare attualmente dai 4800.-- ai 5000.-- franchi mensili, l'importo di 

fr. 4200.-- essendo stato erroneamente indicato
(cf. doc. n. _ inc. AI).

 

Orbene, lo scrivente Ufficio ha ritenuto di
prestar fede a quanto attestato nella dichiarazione di cui al doc. _, non
essendo stato reso sufficientemente verosimile quanto dichiarato
successivamente.

Fra l'altro all'incarto non risulta che
l'assicurata anni addietro avrebbe subito un danno alla salute tale da
influenzare il reddito percepito nel corso degli anni successivi.

Né d'altra parte si può prestare adesione alle
dichiarazioni fornite dall'assicurata, in base alle quali l'attuale reddito
costituirebbe in realtà un salario sociale, il datore di lavoro avendo
espressamente dichiarato che i 2500.-- franchi costituiscono la remunerazione
per il lavoro effettivamente fornito (cf. doc. n. _ inc. AI)." (cfr. doc.
_)

 

                                         Per
quanto concerne l’obbligo di restituzione, l’UAI ha evidenziato:

" 
(…)

In concreto, l'AI è venuta a conoscenza del fatto
motivante la richiesta di restituzione il 18 settembre 2001.

In virtù di quanto sopra, una restituzione potrà
essere chiesta solo sino al mese di ottobre del 2001 (anche agendo il più
celermente possibile, l'amministrazione non sarebbe comunque riuscita a
notificare la decisione di restituzione già per il mese successivo
all'annuncio).

 

In conclusione l'amministrazione è legittimata a
richiedere una restituzione dell'indebito esclusivamente per il periodo 1.
aprile a 31 ottobre 2001.

In tal senso la decisione impugnata dev'essere
corretta." (cfr. doc. _)

 

                               1.7.   Il 16
febbraio 2003 il TCA ha chiesto delle informazioni alla ricorrente (XIV),
ricevendo risposta in data 19 febbraio 2003 (XV).

Le risultanze, di cui si parlerà, per quanto occorra, nei considerandi in
diritto, sono state intimate all’amministrazione per una presa di posizione
(XVI).

Con comunicazione 25 febbraio 2003 l’UAI ha reso noto di non avere particolari
osservazioni da formulare (XVII).

                                         Mediante
osservazioni 2 maggio 2003 l’amministrazione ha trasmesso la nuova presa di
posizione della Cassa di compensazione Gastrosuisse, la quale ha riconosciuto
alla ricorrente il diritto alla mezza rendita per caso di rigore con effetto 1°
aprile 2001. Di conseguenza, l’UAI ha precisato che la richiesta di
restituzione dell’importo di fr. 7'771 diventa priva di oggetto (XVIII).

Con lettera 7 maggio 2003 la rappresentante della ricorrente ha preso posizione
in merito al nuovo sviluppo della causa (XX).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa
F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000
nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).               

 

Nel merito

 

                               2.2.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché,
secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non
tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non
pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid.
1, 121 V 366 consid. 1b). 

Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 16
ottobre 2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI
corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.3.   Nella
fattispecie in esame con una nuova decisione del 16 aprile 2003 l’UAI ha
riconosciuto alla ricorrente una mezza rendita ai sensi dell’art. 28 cpv.1 bis
LAI (secondo tale disposto di legge, nei casi di rigore, il diritto alla mezza
rendita nasce con un grado d’invalidità del 40% almeno) a decorrere dal 1°
aprile 2001, rendendo così privo di oggetto l’ordine di restituzione di fr.
7'771.--.

Rimane quindi controversa la riduzione, con effetto retroattivo dal 1° aprile
2001, della mezza rendita ad un quarto.

A motivazione della decisione impugnata l’UAI sostiene come l’incremento del
reddito da attività lucrativa abbia significato per la ricorrente una perdita
di guadagno del 40,5%, ciò che giustifica l’erogazione di un quarto di rendita.

                                         L’assicurata
sostiene per contro che parte del salario percepito dev’essere considerato
salario sociale, poiché quanto versato dal datore di lavoro non corrisponde
all’attività effettivamente eseguita.

 

                               2.4.   Va qui
rilevato che, se il grado d'invalidità del beneficiario di una rendita subisce
una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa
sarà, per il futuro, aumentata o diminuita in misura corrispondente oppure
soppressa (cfr. art. 41 LAI). 

                                         La
revisione avviene d'ufficio o su domanda (cfr. art. 87 cpv. 1 OAI).

                                         Se la
capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il
cambiamento determinante soppri­me, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a
prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è
durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà
a durare (cfr. art. 88 a cpv. 1 OAI). 

                                         Analogamente,
in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole (cfr. art. 88 a cpv. 2 OAI).

 

                                         Per quel
che concerne la soppressione di una rendita con effetto ex tunc, la stessa è
subordinata in particolare alle condizioni di cui all’art. 88bis cpv. 2 lett. b
OAI, secondo cui 

 

"  la
riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è
messa in atto

 

b)   Retroattivamente dalla data in cui avvenne la modificazione
determinante se l'erogazione illecita è causa dell’ottenimento indebito di una
prestazione per l’assicurato o se quest’ultimo ha violato l’obbligo di
informare, impostogli ragionevolmente dall’articolo 77”.

 

                                         A sua volta l’art. 77 OAI recita che: 

 

"  L'avente diritto, il suo rappresentante legale, le autorità o i
terzi cui è effettuata la prestazione devono comunicare immediatamente
all'ufficio AI ogni cambiamento rilevante per la determinazione del diritto
alle prestazioni, in particolare ogni cambiamento dello stato di salute, della
capacità al guadagno o al lavoro, delle necessità di aiuto, delle condizioni
personali e, eventualmente, economiche dell'assicurato."

 

                                         La violazione dell’obbligo di informare presuppone un comportamento
colpevole dell’assicurato. Una lieve negligenza è sufficiente (DTF 112 V 101
consid. 2a; DTF 110 V 180 consid. 3c). In tali circostanze, quindi,
l’interessato dev’essere capace di giudizio in relazione con l’azione concreta
(DTF 112 V 101 consid. 2a; 108 V 126 consid. 4).

                               2.5.   Nel caso
concreto, rilevato come la sua capacità lavorativa sia rimasta invariata,
l’assicurata sostiene di non aver percepito a torto le prestazioni di
invalidità in quanto il salario dichiarato nell’apposito formulario è da intendersi
quale salario sociale, poiché la precedente retribuzione non le permetteva di
far fronte al fabbisogno mensile.

Secondo l’art. 25 cpv. 1 lett. b OAI sono considerati redditi del lavoro nel
senso dell'articolo 28 capoverso 2 LAI i redditi annui presumibili sui quali
sarebbero riscossi i contributi disposti dalla LAVS, esclusi tuttavia tra
l’altro i componenti del salario per i quali il lavoratore non può fornire,
come esperito, nessuna controprestazione a causa della limitata capacità al
lavoro.

 

                                         La
lettera b del citato articolo stabilisce, quindi, che non si tien conto, nel
calcolo dell’invalidità, del cosiddetto salario sociale (RCC 1970 p.
473). Il raffronto tra reddito ipotetico e reddito conseguito presuppone,
infatti, che il salario sia equivalente alla prestazione effettuata (P. Omlin,
Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p.
213; STFA del 15 febbraio 1996 in re A. D.). Ciò non è tuttavia il caso
nell’ipotesi in cui viene erogato un salario sociale. In tal evenienza
l’interessato non può infatti fornire la contropartita equivalente al reddito
(DTF 110 V 277; Valterio, Droit et pratique de l’assurance invalidité, p. 203):
la sua invalidità gli permette di fornire unicamente una prestazione ridotta da
un punto di vista qualitativo e quantitativo (Valterio, op. cit. p. 203).

 

                                         Di regola
si deve presumere che il salario corrisponde alla prestazione effettuata:
il salario sociale va pertanto riconosciuto solo con riserva (DTF 117 V 18; RCC
1980 p. 321; P. Omlin, op. cit., p. 213; U. Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die
Invaliden- versicherung, Serie: Rechtssprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, p. 201). La prova deve basarsi su dati
precisi, in quanto il datore di lavoro potrebbe avere interesse a dichiarare
l’esistenza di un salario sociale: nel caso di erogazione della rendita egli
potrebbe infatti ridurre lo stipendio (Valterio, op. cit. p. 204). In simili
condizioni non ci si può pertanto fondare unicamente sulla dichiarazione del
datore di lavoro. Indizi a favore del versamento di un salario sociale sono in
particolare il rapporto di parentela, di amicizia o commerciale tra il datori
di lavoro e l’assicurato rispettivamente la sua famiglia, così come la lunga
durata del rapporto di lavoro e una collocazione in classi di salario fisse
(Omlin, op. cit. p. 213, cfr. anche marginale 3067 della Circolare
sull’invalidità e la grande invalidità nell’assicurazione per l’invalidità
(CIGI) nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2000).

                                      

                               2.6.   Nella
fattispecie in esame è incontestato che lo stato di salute della ricorrente sia
rimasto sostanzialmente invariato (cfr. anche rapporto 26 aprile 2002 del
Servizio medico regionale dell’AI (SMR), doc. AI _). L’UAI ha infatti fondato
la modifica della rendita, in particolare la sua soppressione dal 1° aprile
2001, a seguito del miglioramento della situazione economica.

Dalla dichiarazione 14 settembre 2001 del datore di lavoro, la ditta
__________, risulta che la ricorrente, con il danno alla salute, lavorava quale
gerente di ristorante nella misura del 50% (4 ore e 12 minuti su un tempo pieno
di 8 ore e ventiquattro, per 5 giorni la settimana) percependo un salario
mensile di fr. 2'500.—. Al punto no. 7 del medesimo questionario (“ Quanto
potrebbe guadagno attualmente l’assicurato nella professione indicata nella
cifra 2.2. senza il danno alla salute ?” ) la società ha indicato uno
stipendio di fr. 4'200.— (doc. AI _).

Tale dati sono stati successivamente confermati il 19 settembre 2002 (doc. AI
_).

Dal raffronto dei redditi risulta quindi un discapito economico del 40,5%
conferente il diritto ad un quarto di rendita. 

Con scritti 14 agosto 2002 e 23 settembre 2003 la __________ ha poi dichiarato
che senza il danno alla salute l’assicurata avrebbe potuto guadagnare dai fr.
4’800.— ai fr. 5'000.—al mese, precisando che l’importo di fr. 4'200.—
dichiarato nel mese di settembre corrispondeva al salario che l’interessata
aveva percepito nel 1994 prima di un periodo di malattia (doc. AI _).

L’amministrazione per contro non ha ritenuto che il datore di lavoro abbia reso
verosimile quanto dichiarato in seconda battuta. In particolare essa ha
rilevato come negli anni addietro le condizioni di salute dell’assicurata non
abbiano influenzato la retribuzione, per cui il salario di fr. 2'500.—
corrisponde alla remunerazione per il lavoro effettivamente prestato. 

Con il gravame in oggetto, la ricorrente ha ora sostenuto che il precedente
salario di fr. 1'930.— e la mezza rendita di fr. 818 non le consentivano di far
fronte alle spese da sostenere mensilmente, allegando il seguente calcolo del
fabbisogno:

" 
(…)

Calcolo fatto in base alle disposizioni
dell'Aiuto sociale (__________) del 1998:

 

Forfait per il ménage
composto da una sola persona:        fr. 1'010.--

Spillatico                                                                                        fr.   
150.--

Affitto *                                                                                            fr.
1'566.--

Cassa Malati **                                                                            fr.   
344.--

Spese per il
conseguimento del reddito                                 fr.    250.--

Tasse                                                                                             fr.   
200.--

Assicurazioni                                                                                fr.   
100.--

Telefono                                                                                         fr.   
100.--

 

Totale fabbisogno di base
circa                                               fr. 3'720.--

 

Occorre inoltre tener presente di ulteriori spese
e imprevisti come per esempio nel 2001 una cura importante ai denti resa
necessaria dagli effetti della chemioterapia, per un importo di fr.
8'000.--." (cfr. doc. _)

Il 23 gennaio 2003 la rappresentante della ricorrente ha inoltre fatto
pervenire al TCA lo scritto 21 gennaio 2003 della __________ del seguente
tenore:

" 
con la presente e come già comunicatole
telefonicamente

confermiamo che l'aumento di stipendio
intervenuto a partire dal 1.1.2001 (da Fr. 1'930.-- a Fr. 2'500.-- mensili) a
favore della sig.ra 

__________ è da addurre alla necessità di poter
continuare ad avvalersi dei preziosi servizi di una persona assolutamente
indispensabile per l'attività della società e considerando la malattia
intervenuta che la stessa potesse continuare questo lavoro part-time e
conseguire un salario economicamente accettabile." (cfr. doc. _)

 

                                         Questa
Corte ha poi posto all’assicurata le seguenti domande, le cui risposte sono del
19 febbraio 2003 (XV):

" 
(…)

1.      Dall’estratto di registro di commercio depositato agli atti risulta
che lei è amministratrice unica della __________ sin dalla sua costituzione (
30 gennaio 1991). È anche azionista ? Se sì, di maggioranza ? 

È azionista della società al 50%.

2.      Da quando è dipendente della società ?

È dipendente dalla società dalla sua costituzione nel 1991, tuttavia nei 10
anni precedenti ha collaborato a titolo volontario con il marito, da cui è
separata, che ha gestito il locale fino al 1990. Si può quindi calcolare che
essa dà il suo contributo da 20 anni.

3.      I dipendenti della __________ sono collocati in classi di salario
fisse (contratto di categoria) ?

Camerieri, aiuto cuoca ecc. hanno uno stipendio secondo le indicazioni del
CCL.

4.      Chi ha firmato la dichiarazione 21 gennaio 2003 trasmessa con
lettera 23 gennaio 2003 dalla __________? Quale funzione copre all’interno
della società?

Ha firmato la lettera il signor __________, contabile della società.

5.      Chi ha deciso l’aumento salariale al 1° gennaio 2001 da fr. 1'930.—
a fr. 2'500.— ? Vi è un riscontro scritto delle motivazioni di tale aumento ?
Se sì, voglia gentilmente produrlo.

L’aumento salariale è stato deciso dalla signora __________ con l’altro suo
socio, non vi è un riscontro scritto.”

                                         Orbene, è
vero che secondo la giurisprudenza si deve presumere che il salario corrisponde
alla prestazione effettuata 

(DTF 117 V 18). Ciò non esclude comunque che, in particolari circostanze, la
retribuzione dichiarata dal datore di lavoro non comprenda anche un salario
sociale (cfr. ad esempio SVR 2002 IV Nr. 28).

Nel caso che ci occupa, dunque, può essere ritenuto che nel 2001 il salario è
stato aumentato per far fronte al fabbisogno mensile della propria dipendente.
Le precarie condizioni economiche sono state del resto confermate dal fatto che
l’amministrazione ha riconosciuto alla ricorrente una mezza rendita quale caso
di rigore. Anche il lungo rapporto di lavoro, come detto al consid. 2.5.,
costituisce un indizio a favore del versamento di un salario sociale. 

Nondimeno dagli atti non risulta che sia subentrata una modifica,
rispettivamente un’estensione delle mansioni lavorative che avrebbero potuto
giustificare l’aumento retributivo. 

Non solo, ma dai questionari 4 marzo 1999 (doc. AI _) e 14 settembre 2001 (doc.
AI _) risulta che, nonostante nel mese di gennaio 1999 l’assicurata abbia
ripreso l’attività nella misura del 50%, il datore di lavoro le ha versato
integralmente il salario sino al mese di agosto 2000. 

Vero che la ricorrente è amministratrice unica della __________, essendo
tuttavia azionista al 50% essa ha dovuto ottenere l’avvallo dell’altro
azionista per far passare l’aumento di stipendio con le ragioni addotte in sede
ricorsuale. Tale circostanza costituisce un altro indizio a favore di un
salario sociale.

In conclusione, visto quanto sopra, secondo questa Corte risulta provato con il
grado della verosimiglianza preponderante (SVR 1996 KV Nr. 85 p. 269; SVR 1996
LPC Nr. 22 p. 263ss; DTF 121 V 208 consid. 6a; RAMI 1994 p. 210/211), che
l’incremento del reddito da attività lucrativa non corrisponde alle effettive
prestazioni effettuate dalla ricorrente, indi per cui è da considerare come
salario sociale (cfr. consid. 2.5).                                                           

                                         Pertanto
il ricorso deve essere accolto e la decisione impugnata annullata. La
situazione dell’assicurata non è infatti mutata ai sensi della giurisprudenza
dell’art. 41 LAI e pertanto l’UAI non poteva procedere alla revisione della
rendita.

In simili condizioni, confermando il grado d’invalidità del 50%, ___________ ha
diritto al versamento di una mezza rendita, indipendentemente dalle sue
precarie condizioni economiche che hanno consentito l’UAI di riconoscerle una
metà rendita per caso di rigore ai sensi dell’art. 28 cpv. 1bis LAI, anche dopo
il 1° aprile 2001.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

§    La decisione 16 ottobre 2002 è annullata.

§§  __________ ha diritto ad una mezza rendita anche

                                              
dopo il 1° aprile 2001.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L’UAI verserà alla ricorrente fr.1'000.-- di ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti