# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dcc3a918-8e9d-59b9-a5fd-a192494812d0
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-11-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.11.2009 C-6626/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6626-2007_2009-11-20.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6626/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 0  n o v e m b r e  2 0 0 9

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Franziska Schneider e Madeleine Hirsig, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
patrocinata dall'avvocato Roberto Coppola,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
22 agosto 2007).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6626/2007

Fatti:

A.
A._______,  cittadina  italiana,  nata  il  (...),  coniugata,  ha  lavorato  in 
Svizzera  dal  1966  a  marzo  del  1968,  solvendo  contributi 
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità 
durante tale periodo (doc. 7). Rientrata in Italia, si è dedicata ai lavori 
della  propria  economia  domestica  (doc.  12).  Il  24 maggio  2006,  ha 
formulato  una  richiesta  volta  all'ottenimento  di  una  rendita 
dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  (doc.  1).  L'assicurata 
percepisce,  a  far  tempo  dal  1°  agosto  2007,  una  rendita  dell' 
assicurazione svizzera per la vecchiaia (doc. 8).

B.
Nel corso dell'istruttoria, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per 
gli assicurati  residenti all'estero (UAIE) ha in particolare assunto agli 
atti la seguente documentazione:

• un referto di visita oculistica (non datato) (mal leggibile), in cui 
è evidenziata la diagnosi segnatamente di blefarocongiuntivite 
(doc. 13);

• un  certificato  medico  del  22  settembre  2000  (mal  leggibile), 
secondo  cui  la  paziente  presenta  crisi  epilettiche  (da  circa 
cinque anni) e che, nonostante la terapia, le crisi si verificano 
con frequenza mensile (doc. 14);

• un referto di visita oculistica del 14 gennaio 2004 (mal leggibile) 
(doc. 15);

• un referto di visita neurologica del gennaio 2004 (mal leggibile), 
nel  quale  è  posta  la  diagnosi  in  particolare  di  cardiopatia 
cronica e vasculopatia cerebrale con crisi epilettiformi (doc. 16);

• un  referto  di  visita  neurologica  del  29  luglio  2005  (mal 
leggibile),  da cui  appare la  diagnosi  segnatamente di  diabete 
mellito,  crisi  cefalalgiche  con  confusione  mentale,  insonnia 
(doc. 17);

• una  cartella  clinica  concernente  il  ricovero  dal  27  ottobre  al 
1° dicembre  2005  per  cardiopatia  ipertensiva  in  III  (terza) 

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classe NYHA, ateromasia carotidea bilaterale, diabete mellito, 
poliartrosi,  vasculopatia  cerebrale,  epilessia  tipo  grande  male 
(doc. 18);

• una ricetta medica del 7 febbraio 2006 (doc. 19);

• una  cartella  clinica  concernente  il  ricovero  dal  20  aprile  al 
30 maggio  2006  per  epilessia  tipo  grande  in  paziente  con 
radicolopatia  compressiva  C5-C6  (soprattutto  a  sinistra), 
diabete  mellito  tipo  2  non  insulino  dipendente,  cardiopatia 
ipertensiva,  sindrome  ansiosa  depressiva,  vasculopatia 
cerebrale cronica, obesità (doc. 20);

• un referto di visita oculistica del 13 luglio 2006, da cui risulta 
che la paziente è diabetica da circa tre anni e che la medesima 
assume terapia con ipoglicemizzanti orali (doc. 21);

• un referto di esame ginecologico del 26 luglio 2006 (doc. 22);

• un  resoconto  concernente  il  ricovero  del  24  agosto  2006 
segnatamente per incontinenza urinaria  in paziente diabetica, 
obesa, isterectomizzata (doc. 23);

• un'attestazione del 24 agosto 2006, nella quale è accertata la 
diagnosi di incontinenza urinaria da sforzo, correlata a cistocele 
e a grave obesità, vulvo vaginite batterica, esiti di isterectomia, 
diabete mellito (doc. 24);

• un certificato medico del 26 agosto 2006, da cui emerge che la 
paziente  è  affetta  da  dolore  scapolomerale  da  tendinite  del 
sovraspinoso  a  sinistra,  osteoartrite  lombare,  malattia  da 
reflusso, laringotracheite catarrale, osteoporosi (doc. 25);

• un referto di visita neurologica del 27 settembre 2006, da cui si 
evince  la  diagnosi  di  diabete  mellito,  cardiopatia  ipertensiva, 
vasculopatia  cerebrale  cronica,  cervicoartrosi,  rachidopatia 
compressiva cervicale (C5-C6) a sinistra, sindrome depressiva 
ansiosa, epilessia (doc. 26);

• un  referto  di  esame  elettrocardiografico  del  19  ottobre  2006, 
nel quale è evidenziata la diagnosi di cardiopatia ipertensiva in 
III  classe NYHA in soggetto con diabete mellito,  vasculopatia 

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cerebrale nonché epilessia e indicato che la paziente riferisce 
dispnea per piccoli sforzi e sporadicamente a riposo (doc. 27);

• un  certificato  medico  del  23  ottobre  2006,  giusta  il  quale 
l'interessata è affetta da diabete mellito tipo 2 dall'anno 2004 
(in  terapia  con  antidiabetici  orali)  e  che  la  stessa  presenta 
complicanze  croniche  legate  al  diabete,  segnatamente 
neuropatie  periferiche  polidistrettuali,  cardiopatia  ipertensiva 
nonché vasculopatia cerebrale cronica (doc. 28);

• la  perizia  medica  particolareggiata  E  213  della  previdenza 
sociale italiana del 24 ottobre 2006, da cui emerge la diagnosi 
di  epilessia tipo grande male,  cardiopatia  ipertensiva, diabete 
mellito complicato, poliartrosi ed obesità. L'interessata è stata 
ritenuta in grado di svolgere regolarmente lavori leggeri, ma né 
il suo ultimo lavoro quale operaia tessile né a tempo pieno un 
lavoro  adeguato  alle  sue  condizioni.  È  stato  segnalato  che 
l'assicurata  è  stata  considerata,  conformemente  alle 
disposizioni  di  legge del  Paese di  residenza,  invalida  all'80% 
sia nella precedente attività sia in un'attività adeguata alle sue 
condizioni (lavoro con pause supplementari) (doc. 29);

• un  referto  di  visita  neurologica  del  22  dicembre  2006, 
attestante  diabete  mellito,  vasculopatia  cerebrale  cronica, 
epilessia,  radicolopatia  cervicale  sinistra,  sindrome  ansiosa 
depressiva (doc. 30);

• un  referto  di  visita  ortopedica  del  27  febbraio  2007  (mal 
leggibile),  in  cui  è  evidenziata  la  diagnosi  segnatamente  di 
cervicobrachialgia  con  compressione  C5-C6  nonché  osteo-
artrosi (doc. 31);

• il certificato di pensione dell'Istituto nazionale della previdenza 
sociale  (INPS)  di  B._______,  da  cui  risulta  che  l'assicurata 
percepisce una pensione d'invalidità italiana (doc. 6);

• il  questionario  per  l'assicurata  del  28  marzo  2007,  nel  quale 
l'assicurata  ha  dichiarato  di  non  esercitare  alcuna  attività 
lavorativa (doc. 11);

• il  questionario per assicurati occupati nell'economia domestica 
del 28 marzo 2007, nel quale l'assicurata ha affermato di non 

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essere  più  in  grado  di  svolgere  le  mansioni  consuete  che 
competono ad una casalinga e di necessitare dell'aiuto di terzi 
(segnatamente di una persona esterna alla famiglia) (doc. 12);

• la  decisione  del  2  luglio  2007  mediante  la  quale  la  Cassa 
svizzera  di  compensazione  ha  deciso  di  erogare  in  favore 
dell'assicurata  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  la 
vecchiaia a decorrere dal 1° agosto 2007 (doc. 8).

C.
Nel  suo  rapporto  dell'8  giugno  2007,  il  dott.  C._______,  medico 
dell'UAIE, ha esposto la diagnosi secondaria senza ripercussioni sulla 
capacità lavorativa, di epilessia di tipo grande male, obesità, diabete 
mellito tipo 2, cardiopatia ed artrosi. Il medico ha in particolare rilevato 
che il  formulario  E 213 del  24 ottobre 2006 postula un'incapacità al 
lavoro  dell'80%.  L'esercizio  di  un'attività  leggera  è  comunque  da 
considerare  esigibile.  L'assicurata  è  stata  ricoverata  nel  2005  e  nel 
2006  per  affezioni  cardiovascolari-osteoarticolari  ed  epilessia.  Tali 
patologie non comportano alcuna incapacità  lavorativa nell'attività  di 
casalinga. L'interessata deve certo  essere curata,  ma la stessa è in 
grado di adempiere alle mansioni di casalinga. In conclusione, il dott. 
C._______ ha reputato che l'assicurata è completamente abile quale 
casalinga (doc. 33).

D.
Il 12 giugno 2007, l'autorità inferiore, mediante progetto di decisione, 
ha  comunicato  all'assicurata  che  la  richiesta  di  prestazioni  sarebbe 
stata respinta, ritenuto in particolare che il compimento delle mansioni 
consuete di casalinga è da considerare esigibile in misura sufficiente 
per  escludere  il  diritto  ad  una  rendita. L'autorità  inferiore  ha  altresì 
concesso all'interessata la facoltà di formulare, nel termine di 30 giorni 
dalla  ricezione  del  progetto  di  decisione,  delle  obiezioni  per  iscritto 
(doc. 34), facoltà di cui l'assicurata non ha fatto uso.

E.
Il  22  agosto  2007,  l'autorità  inferiore  ha  respinto  la  domanda  di 
prestazioni  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  Ha  osservato 
che  l'assicurata  non  ha  subito  né  un'incapacità  permanente  di 
guadagno né un'incapacità al lavoro media sufficiente per un anno, ai 
sensi  delle  disposizioni  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  In 
particolare, ha precisato che il compimento delle mansioni consuete di 

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casalinga è da considerare esigibile in misura sufficiente per escludere 
il diritto ad una rendita (doc. 35).

F.
Il  25  settembre  2007,  l'interessata  ha  interposto  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  contro  la  decisione  dell'UAIE  del 
22 agosto  2007  mediante  il  quale  ha  chiesto,  sostanzialmente,  il 
riconoscimento del  suo diritto  ad una rendita  intera d'invalidità  a far 
tempo da maggio del 2006 (data della richiesta volta all'ottenimento di 
una  rendita).  Ha  segnalato  che  le  patologie  di  cui  è  affetta, 
segnatamente  lombalgia,  diabete  mellito,  vasculopatia  cerebrale 
cronica,  epilessia  associata  sindrome  ansioso  depressivo  marcata, 
cervicale cronica, poliartrosi, cardiopatia ipertensiva con insufficienza 
mitralica  lieve  e  dilatazione  aneurismatica  dell'aorta  ascendente  in 
classe NYHA III nonché grave obesità, non le consentono di muoversi, 
quindi tantomeno di svolgere una qualsiasi attività lucrativa, neanche 
leggera. Ha precisato di presentare una completa incapacità al lavoro. 
Ha  osservato  che  le  affezioni  di  cui  soffre  sono  da  considerare 
evolutive, ossia suscettibili di solo peggioramento, e non labili. Ha fatto 
valere,  in  via  subordinata,  d'essere  invalida  ben  oltre  il  50%,  ma 
almeno  nella  misura  del  40%.  Ha  esibito  copiosa  documentazione 
medica (alcuni documenti medici già agli atti) (doc. TAF 1).

G.
Nella  risposta  al  ricorso del  29  gennaio  2008,  l'autorità  inferiore  ha 
proposto la reiezione del gravame. Ha precisato che nel caso di specie 
è possibile limitarsi ad esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una 
rendita il 24 maggio 2005 (ossia 12 mesi precedenti la presentazione 
della domanda) oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data 
ed il 18 luglio 2007 (data in cui l'interessata ha compiuto i 64 anni). In 
particolare,  ha  sottolineato  che  il  diritto  alla  rendita  d'invalidità  si 
estingue con l'inizio del diritto ad una rendita di vecchiaia. In virtù del 
rapporto  medico del  giugno 2007,  il  servizio  medico ha rilevato che 
l'assicurata è affetta da epilessia grande male, cardiopatia ipertensiva, 
diabete mellito  complicato,  poliartrosi  nonché obesità. Detto  servizio 
medico,  conto  tenuto  di  un'economia  domestica  composta  da  due 
persone  adulte  e  di  un'abitazione  di  tre  vani,  ha  considerato  che 
l'interessata è in grado di  svolgere le abituali  mansioni  di  casalinga. 
Per conseguenza, non ha mai subito un'incapacità al lavoro di livello 
pensionabile. Infine, l'autorità inferiore ha rilevato che la ricorrente non 
ha  allegato  alcun  fatto  nuovo  e  neppure  ha  esibito  nuova 

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documentazione suscettibile di giustificare un diverso apprezzamento. 
In particolare, i  documenti medici prodotti  (peraltro posteriori  rispetto 
alla data a partire dalla quale l'insorgente beneficia di una rendita di 
vecchiaia) non permettono di accertare retrospettivamente lo stato di 
salute  della  medesima  nel  periodo  di  riferimento.  In  siffatte 
circostanze, ulteriori accertamenti medici non appaiono utili (doc. TAF 
5).

H.
Nella replica del 7 marzo 2008, la ricorrente – dopo avere segnalato di 
essere  affetta  da demenza senile  grave,  cardiopatia  ipertensiva  con 
insufficienza mitralica ed aortica lieve disfunzione sistolica  del  vs  in 
classe NYHA III, lieve versamento pericardico, diabete mellito tipo II, 
ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica con I.M-I.A – ha chiesto 
il  riconoscimento  di  una  rendita  intera  fin  dalla  domanda  in  quanto 
assolutamente inabile al 100% con impossibilità a svolgere qualsiasi 
attività  lavorativa.  Ha  esibito  documenti  medici  del  21  febbraio  e  3 
marzo 2008 (doc. TAF 8).

I.

I.a Chiamato  ad  esprimersi  sulla  replica  dell'insorgente,  l'UAIE  ha 
sottoposto l'incarto al proprio servizio medico (doc. 36).

I.b Nel suo rapporto del 16 aprile 2008, il dott. D._______ ha rilevato 
che il certificato medico del 3 marzo 2008 dell'Azienda sanitaria locale 
di B._______ (posteriore rispetto a luglio del 2007, data a partire dalla 
quale  la  ricorrente  beneficia  della  rendita  di  vecchiaia)  attesta  una 
demenza grave (stato  mentale  minimo con pessimo risultato  al  test 
MMSE). Tale patologia non potrebbe comunque svilupparsi  in  simile 
dimensione in poche settimane e i documenti agli atti non menzionano 
alcun disturbo cognitivo. Il dott. D._______ ha altresì constatato, sulla 
base dei  referti  di  esami  cardiaci  agli  atti,  che l'assicurata  presenta 
una frazione di eiezione ventricolare sinistra del 45% compatibile con il 
compimento  delle  mansioni  consuete  di  casalinga.  La  dispnea  da 
sforzo,  di  cui  la  medesima  soffre,  non  sarebbe  quindi  causata  da 
un'affezione  cardiaca.  Il  medico  dell'UAIE  ha  infine  precisato  che 
l'interessata  non  assume  alcun  medicamento  per  l'ipertensione 
arteriosa, l'insufficienza cardiaca od una malattia cognitiva. Pertanto, e 
conto tenuto dello stato di salute dell'assicurata dal profilo cardiaco e 
mentale, ha confermato la precedente presa di posizione (doc. 37).

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I.c Nella duplica del 13 maggio 2008, l'autorità inferiore ha constatato, 
in virtù del rapporto del 16 aprile 2008 del servizio medico dell'UAIE, 
che la documentazione medica prodotta non comporta elementi tali da 
modificare  la  valutazione  riguardo  alla  capacità  lavorativa 
dell'insorgente. In  particolare,  detto servizio  medico  ha reputato che 
l'assicurata  è  stata  in  grado  di  adempiere  alle  proprie  mansioni 
consuete,  come  casalinga,  nel  periodo  di  riferimento.  L'autorità 
inferiore ha quindi nuovamente proposto la reiezione del ricorso (doc. 
TAF 10).

J.
Con decisione incidentale del 20 maggio 2008 (notificata il 21 maggio 
2008;  cfr.  avviso  di  ricevimento  agli  atti),  questo  Tribunale  ha 
trasmesso alla  ricorrente per conoscenza la  duplica e l'ha invitata a 
versare,  nel  termine  di  30  giorni  dalla  notificazione  della  decisione 
incidentale  medesima,  un  anticipo  di  fr.  300.--  a  copertura  delle 
presumibili  spese processuali. L'anticipo è stato versato il  12 giugno 
2008 (doc. TAF 11 a 14).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 
(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero (UAIE).

1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 

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cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.4 Il  ricorso – presentato tempestivamente e rispettoso dei requisiti 
previsti dalla legge (art. 59 e 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 
ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del 
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 

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del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni della 5a revisione della LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
non sono pertanto applicabili  nel  caso concreto  e di  seguito è fatto 
riferimento alle disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2007.

3.3 La  ricorrente  ha  presentato  la  richiesta  di  rendita  il  24  maggio 
2006. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se 
l'assicurato si  annuncia più di  dodici  mesi  dopo l'inizio  del  diritto,  le 
prestazioni  sono  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 
richiesta. Giova rilevare che, giusta l'art. 30 LAI,  il  diritto alla rendita 
(d'invalidità) si estingue con l'inizio del diritto a una rendita di vecchiaia 
dell'assicurazione svizzera per la vecchiaia. Peraltro, secondo l'art. 21 
cpv. 1 lett. b della legge federale del 20 dicembre 1946 sull'assicura-
zione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS, RS 831.10), le donne 
che hanno compiuto i 64 anni hanno diritto a una rendita di vecchiaia; 
il  diritto  alla  rendita  di  vecchiaia  nasce  il  primo  giorno  del  mese 
successivo a quello in cui è stata compiuta l'età stabilita (art. 21 cpv. 2 
LAVS). Nel  caso  di  specie,  questo  Tribunale  può  quindi  limitarsi  ad 
esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una rendita il 24 maggio 
2005  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 

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oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data e il  1° agosto 
2007, data a partire dalla quale è nato il diritto dell'insorgente ad una 
rendita  di  vecchiaia  dell'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia.  Il 
giudice  delle  assicurazioni  sociali  esamina  la  decisione  impugnata 
sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è 
stata resa. Tiene conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi 
possano  imporsi  quali  elementi  d'accertamento  retrospettivo  della 
situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 
DTF 121 V 362 consid. 1b).

4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI);

• aver pagato i  contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 
LAI).

La ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai 
sensi di legge.

5.

5.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

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5.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI,  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004, 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il 
40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 
quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  60% e  ad  una  rendita 
intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore 
dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 
50%,  ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino 
dell'UE o svizzero e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e 
sentenza del Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 
e relativi riferimenti).

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  il  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  al  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace 
al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata 
norma  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato  ed  è  essenzialmente  irreversibile  e  suscettibile  di 
pregiudicare  la  capacità  di  guadagno  probabilmente  in  modo 
permanente,  in  una  misura  giustificante  il  riconoscimento  di  una 
rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). 
La  lettera  b se  lo  stato  di  salute è labile,  vale a dire  suscettibile  di 
evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 
consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato 
relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal 
punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile 
di  subire  modifiche  di  rilievo  in  un  futuro  presagibile  (sentenza  del 
Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 98 consid. 
4a).

5.4 Un'incapacità  al  lavoro  del  20%  deve  essere  presa  in 
considerazione  per  il  calcolo  dell'incapacità  al  lavoro  media  giusta 
l'art. 29  cpv.  1  lett.  b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare 
sull'invalidità  e la  grande invalidità  nel  suo tenore applicabile  fino al 
31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des 
autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI  [Pratique  VSI]  1998  p. 126 
consid. 3c).

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6.

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 
110 V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito 
che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido;  metodo  generale  del 
raffronto  dei  redditi).  Se  non  è  possibile  determinare  o  stimare  in 
maniera  attendibile  i  due  redditi  di  cui  si  tratta,  si  deve procedere, 
ispirandosi al metodo specifico applicabile alle persone non esercitanti 
un'attività  lucrativa  (art.  27  dell'ordinanza  del  17  gennaio  1961 
sull'assicurazione per l'invalidità [OAI; RS 831.201]), al confronto delle 
attività  e  valutare  il  grado  d'invalidità  ritenendo  l'incidenza  della 
diminuita capacità di rendimento sulla situazione economica concreta 
(metodo  straordinario  di  graduazione;  v.  sentenza  del  Tribunale 
federale I 782/03 del 24 maggio 2006 consid. 2.3, DTF 128 V 29 e DTF 
104  V  135).  Peraltro,  l'invalidità  degli  assicurati  che  esercitano  solo 
parzialmente  un'attività  lucrativa  e  per  il  resto  sono  dediti  allo 
svolgimento delle  proprie  mansioni  va computata secondo il  metodo 
ordinario del raffronto dei redditi (art. 16 LPGA) per la parte di attività 
lucrativa,  mentre  in  merito  all'impedimento  a  svolgere  le  mansioni 
consuete l'invalidità  deve essere  valutata sulla  base di  un confronto 
delle attività – da attuare mediante un'inchiesta domiciliare (DTF 130 V 
97) – conformemente all'art. 27 OAI. In tal caso occorre determinare la 
parte rispettiva dell'attività lucrativa e quella del compimento degli altri 
lavori  abituali  e  calcolare  il  grado  d'invalidità  globale  in  funzione 
dell'impedimento nei due ambiti  in questione (metodo misto; cfr. DTF 
125 V 148 consid. 2; sentenze del Tribunale federale 9C_35/2007 del 4 
aprile  2008  consid.  2,  I  503/04  del  13  settembre  2006  consid.  2, 
nonché in particolare I 382/04 del 18 ottobre 2005 consid. 2 e I 540/02 
del 12 maggio 2004 consid. 2).

6.2 L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di 
principio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla 
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la  conseguente  incapacità  lavorativa.  L'invalidità  dell'assicurato  che 

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non esercita un'attività lucrativa, ma svolge le mansioni consuete e dal 
quale non si può ragionevolmente esigere che intraprenda un'attività 
lucrativa,  è  determinata,  in  deroga  all'art.  16  LPGA,  in  funzione 
dell'incapacità di svolgere le mansioni consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI; 
metodo specifico). L'art. 27 OAI precisa che per mansioni consuete di 
una persona senza attività lucrativa occupata nell'economia domestica 
s'intendono gli usuali lavori domestici, l'educazione dei figli nonché le 
attività artistiche e di pubblica utilità.

6.3 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c).

7.

7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di 
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 282 consid. 4a).

Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al 
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, 
di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero  modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).

7.2 In  virtù  degli  art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con 
l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 
(PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 
fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove 
necessarie  e  le  valuta  liberamente.  Secondo  giurisprudenza,  se  il 
giudice ritiene che i fatti non sono sufficientemente delucidati, può, di 

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principio, sia rinviare la causa all'amministrazione per completamento 
dell'istruzione  che  procedere  lui  medesimo  a  tale  istruzione 
complementare.  Un  rinvio  all'amministrazione  che  ha  per  scopo  di 
completare  l'accertamento  dei  fatti  non  viola  né  i  principi  della 
semplicità e della celerità né il principio inquisitorio. In particolare, un 
siffatto  rinvio  appare  in  generale  siccome  giustificato  se 
l'amministrazione  ha  proceduto  ad  una  constatazione  dei  fatti 
sommaria nella speranza che in caso di ricorso sarebbe poi stato il 
tribunale ad effettuare i necessari accertamenti fattuali (sentenza del 
Tribunale  federale  9C_162/2007  del  3  aprile  2008  consid.  2.3  e 
relativi riferimenti).

8.

8.1 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve esaminare in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi,  in  piena  conoscenza  della  pregressa  situazione 
valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto delle 
censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a 
fondate,  logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un 
rapporto  medico  ha  valore  di  prova  non  è  determinante  né  la  sua 
origine  né  la  sua  denominazione  –  ad  esempio  quale  perizia  o 
rapporto – ma il suo contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3a).

8.2 In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la 
giurisprudenza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi 
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a 
disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, 
da  un  punto  di  vista  medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del 
Tribunale  federale  U  505/06  del  17  dicembre  2007).  Ragioni  che 
possono indurre il giudice a non fondarsi su un tale referto sono ad 
esempio  affermazioni  contraddittorie,  il  contenuto  di  una 
superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi per farlo e, 
meglio, se l'opinione di altri  esperti  appare sufficientemente fondata 
da  mettere  in  discussione  le  conclusioni  peritali  (sentenza  del 
Tribunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

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8.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha 
precisato  che  esse  contengono  considerazioni  specialistiche  che 
possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. 
Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia 
giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a 
mettere  in  discussione la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata 
dall'amministrazione  (DTF  125  V  351).  Giova  altresì  rilevare  come 
debba  essere  considerato  con  la  necessaria  prudenza  l'avviso  dei 
medici  curanti,  i  quali  possono tendere a pronunciarsi  in favore del 
proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno 
con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).

8.4 Va ancora rilevato che il riconoscimento di un danno alla salute 
psichica  presuppone  in  particolare  una  diagnosi  espressa  da  uno 
specialista  psichiatrico,  fondata  su  criteri  posti  da  un  sistema  di 
classificazione  riconosciuto  scientificamente,  il  quale  deve 
pronunciarsi  sulla  gravità  dell'affezione  (DTF  130  V  396).  Tenendo 
conto di diversi criteri, il perito deve valutare l'esigibilità della ripresa 
lavorativa  da  parte  dell'assicurato.  Un'eventuale  inesigibilità 
presuppone la presenza manifesta di una comorbidità psichiatrica di 
notevole  gravità,  intensità  e  durata  oppure  la  presenza  costante  e 
intensa  d'altri  criteri  qualificati  quali  l'esistenza  di  concomitanti 
affezioni organiche accompagnate da un decorso patologico plurien-
nale con sintomi stabili o in evoluzione senza remissione duratura, la 
perdita  d'integrazione sociale  in  tutti  gli  ambiti  della  vita,  uno stato 
psichico  consolidato,  senza  possibilità  d'evoluzione  sul  piano 
terapeutico,  ad  indicare  allo  stesso  tempo  l'insuccesso  e  la 
liberazione  dal  processo  risolutivo  del  conflitto  psichico  oppure 
l'insuccesso  di  trattamenti  ambulatoriali  o  stazionari  conformi  alle 
regole  dell'arte  nonché  provvedimenti  riabilitativi  a  dispetto  degli 
sforzi  profusi  dalla  persona  assicurata  (sentenza  del  Tribunale 
federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 5).

8.5 Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici 
contraddittori  il  giudice non può evadere la vertenza senza valutare 
l'intero  materiale  e  indicare  i  motivi  per  cui  egli  si  fonda  su  un 
rapporto  piuttosto che su un altro. Al  riguardo va tuttavia  precisato 
che  non si  può  pretendere  dal  giudice  che raffronti  i  diversi  pareri 
medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista 
medico,  come farebbe un  perito,  i  punti  in  cui  si  evidenziano delle 

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carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale 
federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

9.

9.1 In materia d'assicurazioni sociali, il giudice fonda la sua decisione, 
salvo disposizioni di legge contrarie, su fatti che, senza poter essere 
stabili  in modo irrefutabile, appaiono come i più verosimili,  ossia che 
presentano un grado di verosimiglianza preponderante. Non è pertanto 
sufficiente  che  un  fatto  possa  essere  considerato  come  un'ipotesi 
possibile (DTF 126 V 353 consid. 5b e relativi riferimenti).

9.2 La scelta di uno dei metodi di graduazione dell'invalidità (metodo 
generale del confronto dei redditi, metodo specifico o metodo misto) 
dipende dallo statuto attribuito al potenziale beneficiario della rendita. 
Se una persona sia da considerarsi appartenente all'una o all'altra di 
queste categorie si determina esaminando cosa essa avrebbe fatto, 
ritenute altrimenti le medesime circostanze, se non fosse subentrato 
il  pregiudizio  alla  salute.  Questo  quesito  si  decide  tenendo  conto 
dell'evoluzione  della  situazione  sino  all'emanazione  della  decisione 
amministrativa  litigiosa,  ritenuto  che  l'ipotetica  ripresa  di  un'attività 
lucrativa  completa  o  parziale  va  ammessa  ove  tale  eventualità 
presenti un grado di verosimiglianza preponderante (DTF 125 V 150 
consid. 2c).

10.

10.1 Alfine  di  determinare  lo  statuto  della  ricorrente,  si  deve 
segnatamente esaminare se la stessa, da sana, avrebbe consacrato 
l'essenziale  della  sua  attività  all'economia  domestica  o  a 
un'occupazione  lucrativa,  questo  alla  luce  della  sua  situazione 
personale, famigliare, sociale e finanziaria (cfr. sentenza del Tribunale 
federale I 382/04 del 18 ottobre 2005 e DTF 117 V 195).

10.2 Nel caso di specie, l'UAIE ha ritenuto che da sana la ricorrente 
avrebbe  consacrato  la  sua  attività  all'economia  domestica. 
L'insorgente  non  ha  contestato  in  sede  di  ricorso  questo 
apprezzamento  delle  risultanze  processuali.  Non  appare  altresì 
sussistere  motivo  per  un  intervento  d'ufficio  in  merito  da  parte  di 
questo Tribunale (doc. 11 e 12).

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11.

11.1 Dalla documentazione medica agli  atti  emerge che la ricorrente 
soffre segnatamente di epilessia tipo grande male, sindrome ansiosa 
depressiva,  cardiopatia  ipertensiva  in  classe  NYHA III,  vasculopatia 
cerebrale  cronica,  diabete  mellito  tipo  2  complicato  da  neuropatie 
periferiche polidistrettuali, poliartrosi ed obesità.

11.2 Si  tratta  di  affezioni  di  carattere  labile,  ossia  suscettibili  di 
migliorare o peggiorare (o anche solo di peggiorare). Ne discende che, 
in  mancanza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente  stabilizzato,  è 
inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per cui può entrare 
in considerazione solo la seconda lettera della citata norma legale, la 
quale prevede un termine di attesa di un anno. Pertanto, la ricorrente 
potrebbe  pretendere  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità  solo  a  partire  dal  momento  in  cui  ha  subito,  senza 
interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa  di  almeno  il  40% 
durante un anno.

12.
In  merito  all'impedimento  a  svolgere  le  mansioni  consuete,  nella 
fattispecie  quelle  di  casalinga,  l'invalidità  deve essere  valutata  sulla 
base  di  un  confronto  delle  attività  da  attuare  di  principio  mediante 
un'inchiesta domiciliare (DTF 130 V 97). Siffatta indagine domiciliare è 
peraltro,  e  di  principio,  primordiale  –  e  quella  medica  di  massima 
insufficiente  ad  essa  sola  –  per  la  determinazione  dell'incapacità  a 
svolgere  le  consuete  mansioni  nei  casi  in  cui  l'incapacità  si  fonda 
principalmente su problemi fisici  (cfr. sentenza del Tribunale federale 
9C_784/2008 del 6 novembre 2008 consid. 4.2.1 e relativi riferimenti, 
tra  cui  segnatamente  il  consid.  5.2.1  della  sentenza  del  Tribunale 
federale I 246/05 del 30 ottobre 2007 non pubblicato in DTF 134 V 9).

12.1 Nella  fattispecie  in  esame,  occorre  determinare  se,  dal  24 
maggio  2005  al  1° agosto  2007,  la  ricorrente  ha  subito,  senza 
interruzione notevole, un'incapacità lavorativa media di almeno il 40% 
durante un anno giusta l'art. 29 cpv. 1 LAI.

12.2 L'insorgente ha fatto valere di non essere in grado di svolgere le 
mansioni consuete che competono ad una casalinga, le patologie di 
cui  è  affetta  comportando  una  completa  incapacità  al  lavoro  e 
giustificando  il  riconoscimento  del  suo  diritto  ad  una  rendita  intera 

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d'invalidità  (v.  in  particolare  le  risposte  di  cui  al  questionario  per 
assicurati occupati nell'economia domestica; doc. 12).

12.3 Secondo  il  medico  dell'UAIE,  dott.  C._______,  le  patologie 
menzionate  non  comportano  alcuna  incapacità  nell'attività  di 
casalinga. La ricorrente sarebbe in grado, nel periodo di riferimento, di 
adempiere  alle  proprie  mansioni  consuete  come  casalinga.  Non 
sussisterebbe pertanto un'incapacità lavorativa di lunga durata.

12.4 Questo Tribunale osserva che la perizia medica particolareggiata 
E 213 dell'ottobre 2006 (doc. 29) fa stato a pagina 8 della seguente 
diagnosi: epilessia tipo grande male, cardiopatia ipertensiva, diabete 
mellito  complicato,  poliartrosi  nonché  obesità.  Tale  diagnosi  appare 
comunque  imprecisa  ed  incompleta  rispetto  alle  affezioni  accertate 
nella documentazione medica obiettiva agli atti di causa. Dagli stessi 
risulta  in  effetti  un  quadro  clinico  più  articolato  rispetto  a  quello 
indicato  nella  menzionata  diagnosi  di  cui  a  pagina  8  della  perizia 
particolareggiata  E  213  dell'ottobre  2006,  perizia  che  contempla 
tuttavia ulteriori  indicazioni mediche determinanti anche al di là della 
sua pagina 8. Questo Tribunale osserva altresì che il dott. C._______, 
nel suo rapporto del giugno 2007 (doc. 33), ha certo incluso nella sua 
valutazione le patologie come sommariamente indicate nella diagnosi 
di  cui  a  pagina  8  della  citata  perizia  E  213,  ritenendole  senza 
incidenza sulla  capacità  lavorativa della  ricorrente,  ma non l'insieme 
preciso delle malattie di cui appare effettivamente soffrire la ricorrente. 

12.4.1 Questo  Tribunale  osserva  inoltre  che  nel  2005  è  stata 
diagnosticata  all'insorgente  una  cardiopatia  ipertensiva  in  classe 
NYHA  III  nonché  una  vasculopatia  cerebrale  cronica  (doc.  18), 
confermata  e  ribadita  nel  referto  di  esame  elettrocardiografico 
dell'ottobre  2006  (doc. 27).  Il  dott.  C._______,  nel  suo  rapporto  del 
giugno 2007, ha certo incluso nella diagnosi cardiopatia ipertensiva. I 
dubbi  sul  giudizio  del  medico  dell'UAIE  concernenti  la  problematica 
cardiaca  derivano  nondimeno  dall'incompletezza  della  diagnosi 
riportata e dall'assenza di una motivazione topica sul perché non sia 
stata  ritenuta  alcuna  limitazione  od  impedimento  nell'esercizio  delle 
consuete mansioni di casalinga. Basti  qui rilevare che risaputamente 
uno scompenso cardiaco in classe NYHA III appare di regola implicare 
una limitazione marcata già per sforzi fisici minimi, per cui il soggetto 
affetto da tale patologia non riesce di regola più, per esempio, a pulire 
i  pavimenti  e  pulire  le  finestre,  mansioni  che  richiedono  sforzi  fisici 

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conseguenti. Va altresì rilevato che non emerge dalle carte processuali 
per  quale  motivo  si  sia  ritenuto  che  un  complemento  d'istruttoria  in 
merito  sarebbe  stato  inutile.  Ne  discende  un  insufficiente 
accertamento dei fatti dal profilo cardiaco.

12.4.2 Questo Tribunale rileva altresì  che l'insorgente soffre, almeno 
da luglio del 2005, di diabete mellito tipo 2 non insulino dipendente e 
che  la  medesima assume terapia  con  antidiabetici  orali  (doc. 17;  v. 
anche  doc.  28).  Nel  certificato  medico  dell'ottobre  2006  del  Centro 
diabetologico  di  E._______  è  evidenziato  che  la  paziente  presenta 
delle complicanze associate al diabete, segnatamente una neuropatia 
periferica polidistrettuale (doc. 28). La perizia medica particolareggiata 
E 213 dell'ottobre 2006 fa stato di movimenti lenti nonché di andatura 
con  appoggio  (doc.  29  pag.  5).  In  sede  di  ricorso,  la  ricorrente  ha 
esibito  pure  un  certificato  medico  del  giugno  2007  dell'ospedale 
“F._______” di E._______ (doc. TAF 1), da cui risulta che è affetta da 
parestesie agli arti superiori ed inferiori. Invero, il dott. C._______, nel 
suo  rapporto  del  giugno  2007,  ha  esposto  la  diagnosi  di  diabete 
mellito  tipo  2.  Sennonché,  il  medico  dell'UAIE  non  ha  indicato  per 
quale  ragione  non  ha  reputato  di  includere  nella  diagnosi  una 
neuropatia  né  perché  abbia  ritenuto  superfluo  un  complemento 
d'istruttoria al riguardo. Ne discende un insufficiente accertamento dei 
fatti dal profilo neurologico.

12.4.3 Questo  Tribunale  osserva  infine  che  nel  2006  è  stata 
diagnosticata una radicolopatia compressiva cervicale C5-C6 a sinistra 
(doc.  20;  v. anche  doc.  26).  Dal  referto  di  visita  ortopedica  del  27 
febbraio 2007 (pur se mal leggibile) risulta che l'insorgente continua ad 
essere affetta da cervicobrachialgia con compressione radicolare C5-
C6 (doc. 31).  Certo,  il  dott. C._______ nel  suo  rapporto  del  giugno 
2007  ha  ritenuto  di  includere  nella  diagnosi  l'artrosi.  Il  medico 
dell'UAIE non si è però pronunciato sull'esistenza di una radicolopatia 
compressiva  C5-C6  e  le  sue  possibili  limitazioni  funzionali 
rispettivamente  sulla  ragione  per  cui  anche  in  tale  ambito  un 
complemento d'istruttoria  ematica sarebbe stato inutile. Ne discende 
un insufficiente accertamento dei fatti dal profilo ortopedico/reumatolo-
gico.

12.4.4 Questo  Tribunale  rileva,  inoltre,  che  dai  certificati  neurologici 
del settembre 2006 risulta che la ricorrente è affetta da una sindrome 
ansiosa depressiva (doc. 26; v. anche doc. 30). Nella perizia medica 

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particolareggiata  E  213  dell'ottobre  2006  è  pure  indicato  che  la 
medesima è depressa (doc. 29 pag. 2)  rispettivamente che soffre di 
una sindrome ansioso  depressiva  (doc. 29  pag. 5).  La  problematica 
psichica  non  è  però  stata  neppure  menzionata  da  parte  del  dott. 
C._______  nel  suo  rapporto  del  giugno  2007,  senza  che  vi  siano 
indicazioni  sui  motivi  per  cui  tale  affezione  non  avrebbe  alcuna 
incidenza sulla capacità a svolgere le abituali mansioni rispettivamente 
sulle  ragioni  per  cui  un  complemento  d'istruttoria  in  merito  sarebbe 
stato  inutile. Ne  discende  un insufficiente  accertamento  dei  fatti  dal 
profilo psichiatrico.

12.5

12.5.1 Nel  caso  di  specie,  il  medico  dell'UAIE  non  ha  comunque 
neppure  motivato  in  modo  adeguato  le  ragioni  per  cui  le  affezioni, 
peraltro  non  esaustive,  da  lui  ritenute  (segnatamente  di  natura 
neurologica, psichiatrica, cardiaca ed ortopedica/reumatologica), siano 
state  giudicate  come senza incidenza sulla  capacità  lavorativa della 
ricorrente (quale casalinga), nonostante che dal formulario E 213 del 
24  ottobre  2006  risulti  come  il  sanitario  incaricato  d'effettuare  la 
perizia medica particolareggiata abbia considerato che l'insorgente è 
inabile al lavoro nella misura dell'80% sia nella sua precedente attività 
(operaia tessile) sia in un'attività sostitutiva e che la stessa non può 
svolgere  attività  pesanti  e  semipesanti,  senz'altro  suscettibili  di 
presentarsi,  come  precedentemente  indicato  (consid.  12.4.1), 
nell'ambito delle consuete mansioni domestiche. In particolare, non è 
dato sapere  perché il dott. C._______ per tutte le consuete mansioni 
di casalinga da lui indicate e ritenute nell'apposito formulario (v. doc. 
33), abbia concluso ad una capacità della ricorrente del 100%. Infatti, 
dal  momento che appare incontestato,  allo  stato attuale degli  atti  di 
causa, che l'insorgente non è più in grado di svolgere attività pesanti o 
medio  pesanti,  che  secondo  l'esperienza  generale  della  vita  e  il 
normale  andamento  delle  cose  la  casalinga  deve  pure  di  massima 
espletare  (oltre  a  quelle  leggere)  delle  mansioni  esclusivamente 
pesanti e mediopesanti, non è desumibile dagli atti di causa per quale 
motivo per alcune delle attività di  casalinga riportate nel menzionato 
formulario  –  in  particolare,  ma  non  solo,  quelle  di  cui  al  punto  3 
"pulizia dell'abitazione"  – è stata ritenuta una capacità  del  100% (la 
ricorrente  ha  peraltro  dichiarato  di  non  potere  effettuare  le  pulizie 
dell'abitazione; cfr. la sua risposta alla domanda 3 del questionario per 
gli assicurati occupati nell'economia domestica; doc. 12).

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12.5.2 A  prescindere  dal  fatto  che  nel  caso  concreto  l'inchiesta 
domiciliare di  regola necessaria  in  presenza di  limitazioni  essenzial-
mente  d'origine  somatica,  non è stata  esperita,  senza che sia stata 
indicata una valida ragione per giustificare una rinuncia o il ricorso ad 
altro  strumento  idoneo  alternativo  per  un  corretto  accertamento  dei 
fatti  giuridicamente  rilevanti  (v.  sulla  questione  le  sentenze  del 
Tribunale  federale  I  733/06  del  16  luglio  2007  consid.  4.2.1  e 
8C_671/2007 del 13 giugno 2008 consid. 2 e 3 nonché le sentenze del 
Tribunale amministrativo federale C-5131/2007 del 16 marzo 2009 e C-
7838/2007  dell'8  settembre  2009),  va  peraltro  precisato  che  non  è 
ipotizzabile  in  casu una valutazione della  capacità  della  ricorrente a 
svolgere le abituali mansioni di casalinga sulla sola base del generico 
formulario  per  gli  assicurati  occupati  nell'economia  domestica, 
compilato  dalla  ricorrente  medesima  (doc.  12),  che  non  risponde 
minimamente, ad esso solo, alle esigenze di un corretto accertamento 
dei fatti per persona attiva nelle consuete mansioni di casalinga.

13.
Da quanto esposto, discende che la decisione impugnata, che viola il 
diritto  federale  (accertamento  inesatto  ed  incompleto  dei  fatti 
giuridicamente rilevanti), incorre nell'annullamento.

14.
Quando  il  Tribunale  amministrativo  federale  annulla  una  decisione, 
esso può sostituirsi  all'autorità  inferiore  e giudicare direttamente nel 
merito o rinviare la causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore 
per un nuovo giudizio  (ULRICH  HÄFELIN  /  GEORG  MÜLLER  /  FELIX  UHLMANN, 
Allgemeines Verwaltungsrecht, 5a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2006, n. 
1977 pag. 418). In particolare, esso si sostituirà all'autorità inferiore se 
gli atti sono completi e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione 
del diritto federale (v. sentenza del Tribunale federale 9C_162/2007 del 
3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti; DTF 126 II 43 e DTF 125 
II  326).  Tale  non  è  il  caso  nella  presente  fattispecie  per  i  motivi 
precedentemente  indicati.  Gli  atti  di  causa  sono  pertanto  rinviati 
all'autorità inferiore affinché la stessa proceda, in tempi ragionevoli, a 
completare  l'accertamento  dei  fatti  determinanti  nel  periodo  di 
riferimento  (24  maggio  2005  -  1°  agosto  2007),  come  indicato  nei 
considerandi  che  precedono,  nonché  a  pronunciare  una  nuova 
decisione.

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15.

15.1 Visto  l'esito  della  causa,  non  sono  prelevate  delle  spese 
processuali  (art.  63  PA).  L'anticipo  equivalente  alle  presunte  spese 
processuali  di  fr.  300.--,  versato  il  12  giugno  2008,  è  restituito  alla 
ricorrente.

15.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentata in questa sede da un 
mandatario  professionale  si  giustifica  altresì  l'attribuzione  di 
un'indennità  piena  (cfr.  sulla  questione  la  sentenza  del  Tribunale 
federale  8C_653/2009  del  28  ottobre  2009  consid.  8  e  relativi 
riferimenti) a titolo di spese ripetibili  (art. 64 PA in combinazione con 
gli  art. 7 e segg. del regolamento sulle tasse e sulle  spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008  [TS-TAF,  RS  173.320.2]).  La  stessa,  in  assenza  di  una  nota 
dettagliata,  è  fissata  d'ufficio  in  fr.  1'000.--,  tenuto  conto  del  lavoro 
effettivo  ed  utile,  relativamente  contenuto,  svolto  dal  patrocinatore 
della ricorrente (art. 14 cpv. 2 TS-TAF), ed è posta a carico dell'UAIE.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto, nel senso che la decisione impugnata 
del 22 agosto 2007 è annullata e gli atti di causa sono rinviati all'UAIE 
affinché proceda al completamento dell'istruttoria ed alla pronuncia di 
una nuova decisione ai sensi dei considerandi.

2.
Non si prelevano spese processuali. L'anticipo di fr. 300.--, versato il 
12 giugno 2008, è restituito alla ricorrente.

3.
L'UAIE rifonderà alla ricorrente fr. 1'000.-- a titolo di spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante  della  ricorrente  (Raccomandata con  avviso  di 
ricevimento)

- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30  giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 
90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS  173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i 
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata e – se in possesso della parte – i documenti indicati come 
mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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