# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 144c60ce-318d-57f3-8792-22bea74e9a84
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-02-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 28.02.2002 INC.2001.49203
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-49203_2002-02-28.html

## Full Text

N. 492.2001.3 EM                                                     Lugano,
28 febbraio 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

__________

 

 

Sedente per statuire sull'istanza di proroga del carcere
preventivo presentata il 20/21 febbraio 2002 dal Procuratore Pubblico dott.
Rosa Item nei confronti di

 

__________

(patrocinato dall'avv. dott. __________)

 

accusato dei reati di cui agli artt.
187, 190, 191, 219 CP;

 

 

viste le osservazioni 27 febbraio
2001 dell'indagato,

 

 

visto l'incarto MP6080/2001,

 

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto e in diritto

 

 

che:

 

-    __________
è stato arrestato il 6 settembre 2001, con contestuale promozione d'accusa per
i reati di cui agli artt. 187, 190, 191, 219 CP; l'arresto è stato confermato
da questo giudice il 7 settembre 2001;

 

-    __________ è accusato di aver commesso i reati menzionati nei
confronti delle due figlie adottive (__________–1979 - e __________ - 1986), a
partire , all'incirca, dall'estate 1992; dall'inchiesta è pure emerso che
l'accusato avrebbe commesso atti analoghi nei confronti della figlia naturale
(__________- 1969), ancorché tali fatti non siano oggetto di formale
procedimento in quanto già trascorso il periodo che da luogo a prescrizione
(cfr. rapporto d'arresto 6.09.2001, richiesta di conferma d'arresto 7.09.2001);

 

 

 

 

-    l'accusato ammette di aver compiuto determinati atti sessuali nei
confronti della figlia adottiva __________, così come nei confronti della
figlia naturale __________; nega, invece di aver commesso atti analoghi nei
confronti della figlia adottiva __________ (cfr. Verbale PS __________
6.09.2001, p. 3, rispettivamente 6 e 9/10);

 

-    con l'istanza qui in discussione, il magistrato inquirente chiede
una proroga di quattro mesi del carcere preventivo cui è astretto l'accusato; a
suo dire sono dati gravi indizi di colpevolezza (ammissione parziale di atti
analoghi e versioni credibili, ribadite in più occasioni, fornite dalle
vittime), nonché bisogni istruttori (prospettazione perizie, ulteriori
audizioni di testi) con concreto pericolo di collusione (forte capacità di
influsso dell'accusato nei confronti dei famigliari che, in alcuni casi,
starebbero già modificando le versioni iniziali; tentativo di confondere le
acque messo in opera prima dell'arresto e avuto sentore che determinati fatti
fossero emersi o stessero per emergere);

 

-    nelle sue osservazioni del 27 febbraio 2001, l'accusato riconosce
(sostanzialmente) i fatti commessi nei confronti della figlia __________ così
come da lei descritti; per quanto concerne le figlie __________ ed __________,
invece, contesta (integralmente, rispettivamente parzialmente) le versioni da
loro fornite ed il fatto che in relazione a queste vi siano gravi indizi di
colpevolezza (sia perché le versioni delle presunte vittime non sono, in sé,
sufficienti a sostanziare le tesi d'accusa, sia perché le ammissioni di quanto
commesso nei confronti di __________ coinciderebbero, nella sostanza, con la
versione della vittima); per quanto concerne le necessità istruttorie egli
sottolinea come la lentezza nel procedere ad alcuni atti (perizie in
particolare) non possa andare a scapito dell'accusato e, comunque, si tratti di
atti sui quali egli non ha possibilità di influire; il pericolo di collusione
con i famigliari, anche qualora fosse ammesso, non cancellerebbe le versioni
già (più volte) fornite; egli conclude chiedendo che, in virtù del principio di
proporzionalità e della necessità di procedere all'audizione di ulteriori
testi, l'istanza di proroga sia accolta limitatamente a due mesi;

 

-    i principi che reggono la materia sono noti come ai precedenti
analoghi giudizi, e meglio:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri 

 

 

 

possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

 

-    anche in presenza dell'accordo dell'accusato, questo giudice deve
verificare il ricorrere dei menzionati presupposti, sia pure succintamente ed
avendo cura di non creare pregiudizio per il merito;

 

-    allora, gli indizi di colpevolezza (gravi) sono dati e consistono
nelle stesse ammissioni (parziali) dell'accusato, a cui si aggiungono le
versioni delle (altre) presunte vittime, prima facie non incredibili, relative
a fatti analoghi situati in momenti precedenti e susseguenti quelli ammessi
corrispondenti ad analoga età (11/12 anni) delle vittime (effettive e
presunte);

 

-    quanto al pericolo di collusione, la difesa
contesta (e non completamente a torto) che questo sia presente e concreto in
relazione all'esito delle perizie e della ricerca di dati __________,
rispettivamente a testi già più volte sentiti in sede istruttoria; non lo
contesta, perlomeno non formalmente ed esplicitamente, in rapporto ai testi
ancora da sentire, o da sentire in relazioni a nuove (ulteriori) circostanze
(osservazioni p. 4); la particolarità dei reati ascritti (assenza di tracce
oggettive a distanza di tempo, consumazione in ambito famigliare solitamente
senza testimoni, difficoltà delle vittime ad esprimersi tempestivamente in
merito, ecc.) inducono a maggior rigore nella protezione della raccolta di elementi
(anche solo circostanziali), rispettivamente della versione delle vittime; il
fatto che l'accusato, ancorché prima dell'avvio dell'inchiesta, abbia posto in
essere interventi volti a dar corpo (o giustificazione credibile) ad una sua
versione, cercando di anticipare o parare quanto presupponeva stesse emergendo
(cfr. Verbale PS __________ 6.09.2001 p. 10), è elemento concreto sufficiente,
in questa fase della procedura, per fondare rischio di collusione ed imporre
misura a garanzia di una raccolta completa di prove priva da ogni possibile
influsso da parte sua (anche nel suo stesso interesse);

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-    in virtù di tutto quanto sopra, considerato che non è sugli esiti
delle perizie che si concretizza pericolo di collusione, la proroga può essere
concessa ma contenuta in due mesi, sufficienti per l'espletamento delle
prospettate audizioni (istanza p.4/5; osservazioni p.4) e ancora rispettosi
(con i sei già subiti) del principio di proporzionalità tenuto conto della
consistenza ed ampiezza dei fatti rimproverati e sottoposti ad inchiesta, con
conseguente gravità dei reati e pena ipotizzabile in caso di eventuale
condanna;

 

-    di conseguenza l’istanza di proroga del carcere preventivo è
parzialmente accolta con la presente decisione, esente da tassa e spese
giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario), e suscettibile di impugnazione
alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP);

 

 

P.Q.M.

 

richiamati gli articoli 187, 190,
191, 219 CP, 95 ss. 102, 103, 279 ss, 284 CPP,

 

 

 

decide

 

 

1.

L’istanza è parzialmente accolta.

Di conseguenza il carcere preventivo cui è astretto __________ è
prorogato

sino al 6 maggio 2002 (compreso).

 

2.

Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

3.

Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali

Entro dieci giorni dall’intimazione.

 

4.

Intimazione:

-      
Procuratrice pubblica dott. __________, Lugano (con fotocopia
delle 

   
osservazioni 27 febbraio 2002 del patrocinatore dell’accusato);

-    Avv. dott. __________, per sé e per l’accusato;

-    Direzione del Penitenziario cantonale, Lugano-Cadro.

 

 

 

 

giudice
__________