# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ffa4c500-eb8e-5582-b8bf-da82fbec08fb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-06-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.06.2014 34.2012.48
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2012-48_2014-06-23.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  34.2012.48+49+50

   

  FC/sc

  	
  Lugano

  23 giugno 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

 

 

statuendo sulle petizioni del 27 novembre 2012 di

 

 

	
   

  	
  AT 1  

  AT 2 

  AT 3 

   

  tutti rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  CV 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di previdenza professionale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Ai fini dell'attuazione della
previdenza professionale dei suoi dipendenti le __________ e la __________
erano affiliate alla Cassa pensioni di previdenza dell’__________, al cui
interno erano riunite le opere previdenziali di diverse imprese. A seguito delle
difficoltà finanziarie incontrate da __________, la quale ha ravvisato una
situazione di sottocopertura ed è infine stata sciolta dall’UFAS il 13 dicembre
2010, la __________ (in seguito __________) e la __________ (in seguito __________),
dopo aver dato disdetta alla convenzione con __________, con effetto dal 1.
gennaio 2006 si sono affiliate dalla CV 1, passando così da un sistema a
primato delle prestazioni a un sistema a primato dei contributi. 

                                                                                 

                               1.2.   Con effetto dal 1. gennaio
2006 la CV 1 ha preso a carico il versamento delle prestazioni a favore degli ex
dipendenti della __________ e della __________ al beneficio di rendite di
invalidità (e di vecchiaia), ritenuto tuttavia che la __________ e la __________
hanno provveduto ad anticipare le rendite per i primi mesi del 2006 (la __________
per tutto il 2006).  

                                         Al momento del
raggiungimento dell’età di pensionamento (AT 2 e AT 3, già dipendenti di __________,
dal 1. aprile 2010, e AT 1, già dipendente di __________, dal 1. dicembre 2009),
la CV 1 ha proceduto a comunicare agli assicurati  gli importi delle rendite di
vecchiaia in sostituzione delle rendite di invalidità. Considerato come le prestazioni
di vecchiaia erano di ammontare inferiore a quelle di invalidità e non
corrispondevano agli importi cui avrebbero avuto diritto in base alle norme
regolamentari, AT 1, AT 3 e AT 2, dapprima personalmente e tramite i
sindacati e quindi rappresentati dall’avv. __________, si sono più volte
rivolti alla fondazione  di previdenza rivendicando prestazioni maggiori. La CV
1 ha provveduto a correggere solo parzialmente i conteggi delle prestazioni,
negando prestazioni maggiori, sostenendo in sostanza che le persone già al
beneficio di una rendita di invalidità al 1. gennaio 2006 non erano entrate a
far parte della Cassa.                                  

 

                               1.3.   Con petizioni 27 novembre 2012,
presentate nei confronti della CV 1, AT 1, AT 3 e AT 2, rappresentati dall’avv.
RA 1, hanno chiesto al TCA di condannare la Fondazione convenuta al pagamento
della differenza tra le prestazioni di vecchiaia che sono loro state
riconosciute e quelle da loro rivendicate. In particolare, AT 1  ha chiesto la
condanna della convenuta al pagamento di fr. 18'331 oltre interessi del 5% dal
1. gennaio 2009 (momento del pensionamento) pari alla differenza tra il
capitale di pensionamento già ritirato (fr. 301'073) e quello a suo dire dovuto
(fr. 319'404); AT 2 ha postulato il versamento di fr. 34'140.33 (pari alla differenza
tra quanto ricevuto, fr. 288'940.00, e i fr. 323'080.33 pretesi) oltre a
interessi del 5% dal 1. aprile 2010, dedotti fr. 838.70 già versati. Infine AT
3, che ha optato per il versamento di una rendita di vecchiaia, ha chiesto la
condanna della CV 1 al pagamento di una prestazione di vecchiaia di mensili fr.
1730.05, in luogo di quella riconosciuta di fr. 1'471.80, e, quindi, anche al
pagamento della differenza - di fr. 258.20/mensili - sulle prestazioni già
versate dal 1.aprile 2010, oltre a interessi del 5% da ogni singola scadenza
per complessivi fr. 8'262.40 (fr. 258.20 X 32 mesi sino all’inoltro della
petizione) oltre fr.  533 di interessi, calcolati sino al novembre 2010 e del
5% in seguito (doc. EE).

                                         In sintesi gli attori
sostengono che la convenuta debba loro riconoscere le prestazioni di vecchiaia
dovute in base al regolamento. 

Delle ulteriori argomentazioni
addotte in petizione si dirà in sede di esame del merito, in quanto rilevanti
per il suo esito.

 

                               1.4.   Con la risposta di causa la RA
2, rappresentata dall’avvRA 2, ha invece postulato la reiezione delle petizioni,
confermando la correttezza delle prestazioni riconosciute dalla CV 1. In
sostanza secondo la convenuta gli attori, in quanto già titolari di una rendita
di invalidità al momento del passaggio delle due ditte da __________ alla CV 1,
il 1. gennaio 2006, non sono entrati a far parte della CV 1 e non avrebbero
quindi diritto alla prestazioni regolamentari. Delle singole allegazioni si
dirà, nella misura del necessario, nel merito. 

 

                               1.5.   Su richiesta del TCA, gli
attori hanno replicato e la Cassa convenuta duplicato. Entrambe le parti si
sono confermate nelle loro posizioni, anche con successive prese di posizione.

                                      

                               1.6.   Il TCA ha effettuato diversi
atti istruttori, segnatamente chiedendo alle parti informazioni e la produzione
di diversa documentazione, interpellando l'Ufficio federale delle assicurazioni
sociali (UFAS) in merito al passaggio di istituto di previdenza (LXVIII) e
ponendo una serie di quesiti agli ex datori di lavoro degli attori, __________
e __________.

                                         Le relative risultanze
sono state notificate alle parti che hanno presentato le osservazioni di rito.

 

 

 

 

 

considerato                    in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   In concreto si pone
innanzitutto la questione della congiunzione delle petizioni. Gli attori hanno
infatti inoltrato tre petizioni con contenuto parzialmente diverso, nei
confronti di prese di posizione distinte, tramite le quali la CV 1 si è espressa
sulla medesima fattispecie e meglio la contestata affiliazione alla fondazione,
e, di conseguenza, pronunciandosi sulle rispettive prestazioni di vecchiaia. 

 

                                         Per l’art. 31 Lptca, “per quanto non stabilito dalla presente legge, valgono le
norme della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni
sociali, delle leggi federali che regolano le singole materie e,
sussidiariamente, la legge cantonale di procedura per le cause amministrative”.

 

                                         Non contemplando la LPGA (cfr. l’art. 61) né la LPTCA regole
concernenti la congiunzione di cause, occorre far capo alla procedura
amministrativa cantonale (Legge di procedura per le cause amministrative del 19
aprile 1966, LPAmm qui di seguito), che al suo art. 51, a proposito della congiunzione dei ricorsi, prevede che
quando siano proposti davanti alla stessa Autorità più ricorsi il cui
fondamento di fatto sia il medesimo, l’Autorità può ordinare la congiunzione
delle istruttorie, decidere i ricorsi con una sola decisione o sospendere una o
più procedure in attesa della istruzione o della decisione delle altre.

 

                                         In concreto, ritenuto come
gli attori abbiano inoltrato tre petizioni distinte, ma che sollevano quesiti
giuridici e censure analoghi e tra loro strettamente connessi, nei confronti della
stessa fondazione di previdenza e derivando dal medesimo complesso di fatti,
pur differendo in base alle singole prestazioni da erogare da parte della CV 1,
la quale ha sollevato del resto argomenti difensivi simili nelle sue risposte, il
TCA ritiene la congiunzione delle procedure di cui agli incarti 34.2012.48, 34.2012.49
e 34.2012 doverosa e opportuna. Il TCA evade
quindi le tre distinte petizioni con un unico giudizio, che segue un’unica
istruttoria (STF 9C_866/2011 e 9C_899/2011 del 29 giugno 2012; 9C_1033/2008 e
9C_1038/2008 del 15 gennaio 2010; DTF 128 V 192; DTF 128 V 126).

 

 

                                         nel merito

 

                               2.2.   Giusta l'art.
73 cpv. 1 LPP le controversie tra istituti di previdenza, datori di lavoro e
aventi diritto sono decise da un Tribunale di ultima istanza cantonale.
Competente nel Canton Ticino è il Tribunale cantonale delle assicurazioni quale
istanza unica (art. 4 cpv. 1 della Legge
concernente la vigilanza sugli istituti di previdenza professionale e sulle
fondazioni, entrata in vigore il 1. gennaio 2012; RL 6.4.8.1).

 

                                         Secondo l’art. 73 cpv. 3
LPP il foro è nella sede o nel domicilio svizzeri del convenuto o nel luogo
dell’azienda presso la quale l’assicurato fu assunto. 

 

                                         L'art. 73 LPP trova
applicazione, in ambito obbligatorio, preobbligatorio e sovraobbligatorio, da
un lato agli istituti di previdenza registrati di diritto privato o di diritto
pubblico e, d'altro lato, alle fondazioni di previdenza a favore del personale
non registrate (art. 89bis cpv. 6 CC). In tale contesto, è irrilevante che le
pretese invocate attengano al diritto pubblico o a quello privato. Per fare
capo al rimedio di cui all'art. 73 cpv. 1 e 4 LPP occorre tuttavia che la
controversia tra le parti verta su questioni specifiche della previdenza
professionale, in senso stretto o lato del termine (DTF 127 V 35 consid. 3b,
125 V 168 consid. 2, 122 V 323 consid. 2b, 120 V 18 consid. 1a, 117 V 50
consid. 1 e 341 consid. 1b, 116 V 220 consid. 1a con riferimenti a dottrina e
giurisprudenza). Si tratta essenzialmente di liti aventi per oggetto
prestazioni assicurative, prestazioni di libero passaggio (ora: prestazioni
d'entrata o di uscita) e contributi. Per contro, anche qualora la lite dovesse
esplicare effetti di tale natura, la via dell'art. 73 LPP è preclusa se la
controversia non trova il proprio fondamento giuridico nella previdenza professionale
(DTF 128 V 44 consid. 1b, 127 V 35 consid. 3b e i riferimenti). 

                                         

                                         Vertenze di natura
previdenziale sono inoltre quelle relative a particolari temi per esempio
riferiti alla produzione di atti o al rilascio di informazioni così come quelle
concernenti obblighi del datore di lavoro nei confronti dell'istituto di
previdenza; pure da annoverare in quest’ambito sono determinate azioni di
accertamento per esempio nel caso in cui si debba stabilire l’assoggettamento
all’assicurazione obbligatoria (STFA non pubbl. del 14.12.1989 contro VPSW p.
5) o azioni costitutive (DTF 116 V 113; H. Walser, aktuelle rechtliche Probleme
im Hinblick auf den Vollzug des BVG, SZS 1988 p. 293; cfr. DTF 128 V 44
consid.1b).

                                         Per quanto in particolare
attiene a controversie che discendono da contratti d'affiliazione (art. 11
LPP), di principio esse ricadono sotto la competenza del giudice ex art. 73
LPP, sempre che il litigio sia direttamente riferito al contratto
d'affiliazione stesso e non ed un altro rapporto giuridico, come ad esempio al
contratto (individuale o collettivo) di lavoro. Il giudice della previdenza
professionale non è ad esempio competente a statuire in merito a pretese
risarcitorie a dipendenza di un preteso mancato adempimento del contratto
d'affiliazione, mentre lo è in materia di interpretazione di una clausola
contenuta in una convenzione d'affiliazione, dopo lo scioglimento di
quest'ultima o, in generale, per giudicare controversie tra datore di lavoro e
istituto di previdenza connesse alla risoluzione del contratto d'affiliazione o
l'esame dei diritti degli assicurati nei confronti del fondo di previdenza al
momento dello scioglimento del contratto d'adesione (consid. 2 inedito della
sentenza del TFA del 3 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 377 segg.; STFA
inedita 10 marzo 2004 nella causa X e litisconsorti, B 37/03, consid. 2.3; Meyer Blaser, Die Rechtsprechung des eidgenössischen
Versicherungsgerichts und Bundesgerichts zum BVG, in SZS 1995 pag. 106; SZS
1995 pag. 387; 1994 pag. 62seg.; DTF 120 V 446 consid. 1 e riferimenti;
cfr. STCA non pubblicata del 17 agosto 1998 in re P., 34.97.13 cui il TCA si è dichiarato competente a statuire sulla liceità del trasferimento degli averi di
vecchiaia da un istituto di previdenza all'altro a seguito della disdetta del
rapporto di previdenza tra il datore di lavoro e il primo istituto di
previdenza).  

                                         Nessuna competenza del TCA
è invece data per quel che concerne la procedura di liquidazione parziale. 

                                         

                                         Nella presente
fattispecie, la lite oppone degli ex lavoratori e già assicurati per la
previdenza professionale e ha per oggetto le prestazioni di vecchiaia loro spettanti
a seguito dello scioglimento del contratto di previdenza con il precedente
istituto di previdenza (__________) e, quindi, l'adesione al nuovo ente
previdenziale, e la conseguente prosecuzione del rapporto previdenziale con
quest’ultima fondazione.

                                         Più specificatamente, gli
attori rimproverano alla Fondazione convenuta di aver riconosciuto loro
prestazioni di vecchiaia insufficienti e chiedono pertanto che il TCA condanni
la fondazione al pagamento di rendite maggiori.                      

 

                                         Trattandosi
quindi nel caso in esame di una controversia in ambito previdenziale e avendo
la fondazione convenuta sede nel Cantone Ticino, è data la competenza della scrivente
Corte. 

 

Deve essere in via
abbondanziale osservato che non sono invece di competenza di questa Corte
eventuali altre censure in relazione alla liquidazione parziale del precedente
istituto di previdenza (__________) e conseguente passaggio alla nuova
Fondazione rispettivamente dei capitali riversati, questioni che hanno già
fatto oggetto delle opportune verifiche da parte della competente autorità di
vigilanza. 

Pacifica è infine la circostanza che la parti coinvolte nella presente
procedura appartengono alla cerchia delle persone/istituzioni menzionate
dall’art. 73 cpv. 1 LPP, motivo per cui le stesse sono legittimate a stare in
lite (DTF 127 V 168 consid. 2 con riferimenti).

                                                                                 

                               2.3.   Secondo l’art. 11 cpv. 1 LPP
il datore di lavoro che occupa lavoratori da assicurare obbligatoriamente
dev’essere affiliato ad un istituto di previdenza iscritto nel registro della
previdenza professionale (cfr. anche art. 7ss OPP2). Se non è ancora affiliato
a un istituto di previdenza, il datore di lavoro ne sceglie uno d’intesa con il
suo personale o con l’eventuale rappresentanza dei lavoratori (art. 11 cpv. 2
LPP). 

                                         In un regime di
previdenza, sia obbligatorio che sovra- obbligatorio, le parti sono legate da
un contratto sui generis (contratto innominato), al quale sono applicabili le
norme del CO, in particolare relative alla reciproca volontà contrattuale (DTF
129 III 476; Stauffer, Berufliche Vorsorge, 2005, n. 314, p.112 e n. 321 p.
116; Vetter-Schreiber, Kommentar zum BVG, 2013, ad art. 11 n. 4, 5, p. 57 e ad
art. 49, n. 4 pp. 164/5). Il contratto previdenziale non soggiace ad alcun
presupposto di forma e può essere pertanto concluso sulla base della
manifestazione della reciproca volontà, anche tacitamente o per atti
concludenti (cfr. al riguardo Stauffer, op. cit., n. 1264 p. 473;
Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 11 , n. 4, p. 57; cfr. anche DTF 129 III
478: “ Ein "Anschluss" kann daher auch
stillschweigend, insbesondere konkludent erfolgen, d.h. durch ein Verhalten,
das nicht bloss passiv ist, sondern eindeutig und zweifelsfrei einen
Anschlusswillen zeigt (BGE 123 III 53 E. 5a S. 59)”.

 

Nella STFA
9C-904/2012 del 6 maggio 2013 (pubblicata in DTF 139 V 316) il Tribunale Federale
ha sull’argomento esposto quanto segue: 

 

" (…)

L'autorità giudiziaria cantonale ha pertinentemente osservato che
le convenzioni di affiliazione costituiscono, secondo la giurisprudenza del
Tribunale federale, dei contratti sui generis in senso stretto (DTF 129 III 476
consid. 1.4 pag. 477). Qualora non esistano, come in concreto, accertamenti di
fatto sui reali intendimenti delle parti in causa (in casu: Municipio del … da
un lato, e Cassa opponente, dall'altro) al momento di contrarre o se il giudice
constata che una parte non ha compreso la volontà dell'altra, la loro
(presunta) volontà va determinata interpretando le dichiarazioni secondo il
principio dell'affidamento, ovvero secondo il senso che ogni contraente poteva
e doveva ragionevolmente attribuire alle dichiarazioni di volontà dell'altro
nella situazione concreta tenuto conto del contesto e delle circostanze che
hanno preceduto e accompagnato tali dichiarazioni (cfr. DTF 132 III 24 consid.
4 pag. 28; 131 III 280 consid. 3.1 pag. 286 seg.; 130 III 417 consid. 3.2 pag.
424 seg. con rinvii). Il principio dell'affidamento determina quindi pure
l'esistenza di una dichiarazione di volontà. Un'affiliazione può avvenire anche
in maniera tacita, concludente, vale a dire per mezzo di un comportamento che
non si rivela semplicemente passivo, ma che manifesta chiaramente e senza dubbio
una volontà di affiliazione (DTF 129 III 476 consid. 1.4 pag. 477; 123 III 53
consid. 5a pag. 59). 

(…)

Con riferimento all'interpretazione di dichiarazioni scritte è
inoltre opportuno rammentare che ci si riferisce in primo luogo al tenore delle
stesse. La presenza di un testo chiaro non esclude tuttavia la possibilità di
ricorrere ad altri criteri d'interpretazione. Ciononostante, non ci si scosterà
dal testo chiaro adottato dagli interessati qualora non vi sia nessun serio
motivo di ritenere ch'esso non corrisponde alla loro volontà (cfr. DTF 133 III
161consid. 2.2.1 pag. 67; 130 III 417 consid. 3.2 pag. 425 con riferimenti).”
(DTF 139 V 322-323) 

 

                                         La validità del contratto
non è inoltre subordinata al pagamento dei contributi (SZS 1989 p. 177). Ai
fini della nascita del contratto, è infatti necessario che il datore di lavoro
dichiari di volerlo concludere e che l’istituto di previdenza esprima la sua
accettazione. Concluso il contratto, tornano applicabili le disposizioni della
LPP. 

                                         Per quel che riguarda il
rapporto datore di lavoro - istituto di previdenza assumono poi una particolare
importanza le disposizioni regolamentari del fondo di previdenza, poiché la
parte principale del rapporto giuridico - i contributi ed il finanziamento - è
lasciata alla libera autonomia dell’Istituto di previdenza (cfr. art. 65 cpv. 2
LPP secondo cui “gli istituti di 

                                         previdenza disciplinano il
sistema contributivo e il finanziamento in modo che le prestazioni nell’ambito
della presente legge possano essere effettuate quando sono esigibili”; vedi
pure J. Brühwiler, Die betriebliche Personalvorsorge in der Schweiz, 1989, op.
cit., p. 452 N 20).

 

                                         Con l’adesione all’istituto
di previdenza quindi il datore di lavoro è sottoposto alle disposizioni
regolamentari, senza che sia necessaria una sua approvazione. L'istituto di
previdenza, in virtù dell’art. 50 cpv. 1 lett. c LPP, dispone infatti
dell’autorizzazione unilaterale a emanare disposizioni sull’amministrazione e
il finanziamento. Tale potere comprende anche la facoltà di modificare
posteriormente e unilateralmente le disposizioni (Brühwiler, op. cit., p. 453;
Riemer, Das Recht der beruflichen Vorsorge, 1985, p. 58ss; per gli istituti di
diritto pubblico cfr. l'art. 51 cpv. 5 LPP).

 

                                         Secondo la giurisprudenza,
l’interpretazione delle disposizioni regolamentari, e meglio del contenuto
preformulato del contratto di previdenza (STFA non pubbl. del 10 aprile 1992
nella causa D consid. 2a), va effettuata secondo le regole generali applicabili
all’interpretazione dei contratti (DTF 132 V 150 e 129 V 145 consid. 3 e 127 V
307 consid. 3a; SZS 1999 p. 377 consid. 3a). In primo luogo si deve quindi
stabilire la vera e comune volontà delle parti (art. 18 CO). Se non è
possibile, va accertata la volontà obbiettiva presunta, interpretando le
dichiarazioni secondo il senso che il destinatario poteva e doveva
ragionevolmente dar loro in virtù del principio della buona fede (il cosiddetto
"principio dell’affidamento", cfr. DTF 131 V 29 e riferimenti; SZS
1999 p. 376-378 consid. 3a, 1998 p. 721 e p. 301, 1997 p. 471, 1996 p. 156 e
1995 p. 47; DTF 122 V 146 consid. 4c) e tenendo conto delle modalità
d’interpretazione delle condizioni generali in particolare della regola della
clausola poco chiara rispettivamente della clausola inabituale (“Unklarheitsregel”;
SZS 1998 p. 75 consid. 2b; DTF 122 V 146 consid. 4c e giurisprudenza ivi
citata). 

                                         I regolamenti degli
istituti di previdenza vanno inoltre interpretati in maniera conforme alla
Costituzione (DTF 117 V 316 consid. 4b; Maurer, Bundessozialversicherugsrecht,
Basilea e Francoforte, p. 22 N 32). I principi della buona fede, della
proporzionalità, del divieto dell'arbitrio e dell'uguaglianza di trattamento
degli assicurati si applicano infatti anche nell'ambito della previdenza
professionale (SZS 1995 p. 68 consid. 2d.dd.; DTF 117 V 314,
115 V 109 consid. 4b; SZS 1995 p. 378 consid. 5a; per la previdenza
sovraobbligatoria: SZS 1990 p. 74; DTF 115 V 109; cfr. anche SVR 1998 LPP no.
11).

                                         

                               2.4.   Sia il datore di lavoro che
l’istituto di previdenza possono disdire la convenzione di adesione ed il
datore di lavoro può concludere un nuovo contratto, per far fronte all’obbligo
previdenziale obbligatorio della LPP (art. 2, 7 cpv. 1 LPP; cfr. DTF 120 V 299
e 445; J.-A. Schneider, "Les régimes complémentaires de retraite en
Europe...", p. 308-310 e p. 409).

 

Trattandosi di un contratto, la
disdetta è sottoposta alle regole generali sui contratti del Codice delle
obbligazioni ritenuto che nella fissazione delle clausole concernenti la
disdetta dello stesso le parti dispongono di un’ampia libertà limitata
unicamente dagli art. 2 e 27 CC (cfr. DTF 120 V 305 consid. 4b; Boll. UFAS
della previdenza professionale no. 8 del 30 marzo 1988, cifra 46 n. 1.2).

Per quanto riguarda le
conseguenze della disdetta di una convenzione di adesione, riservato quanto
previsto dall’art. 53e LPP entrato in vigore nell’aprile 2004, per il resto, in
difetto di altre norme nella LPP, tornano applicabili le disposizioni del
contratto di adesione e i principi generali che regolano il secondo pilastro,
secondo cui i beni devono restare vincolati, salvo casi eccezionali, allo scopo
della previdenza, fintanto che non si realizza un evento assicurato quale la
morte, l’invalidità o la vecchiaia; gli averi di vecchiaia vengono pertanto trasferiti
al nuovo istituto di previdenza (DTF 120 V 451ss; 117 V 37; 114 V 41; Messaggio
del Consiglio federale all’Assemblea federale concernente la LPP del
19.12.1975, in FF 1976 I p. 113segg., 214; Riemer, op. cit., p. 111-112; T.
Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 276; J.-A.
Schneider, "Les régimes complémentaires de retraite en Europe...", p.
308-314; cfr. Boll. UFAS della previdenza professionale no. 24 del 23 dicembre
1992 cifra 2.12. e no. 8 del 30 marzo 1988 cifra 46).

                                         

                                         Il TFA ha ammesso
l'applicabilità dell'art. 11 cpv. 2 LPP (citato sopra al consid. 2.3) anche
nell'ipotesi del cambiamento di istituto di previdenza (DTF 125 V 423 consid.
4a e, implicitamente, 120 V 304 consid. 3c; STFA B 63/99 del 26 ottobre 2001 in re M., consid. 3a; SZS 2000 p. 531 segg). 

                                      

                                         In
DTF 127 V 388 il TFA ha ancora osservato:

                                         

" Die austrentende Arbeitgeberin kann zufolge Dahinfalls der 

vertraglichen Grundlagen nicht beanspruchen, dass
die Renten beziehenden Personen bei er Sammelstiftung verbleiben. Nichts
anderes ergibt sich aus den Mitteilungen des BSV über die berufliche Vorsoge
Nr. 24 vom 23. Dezember 1992. Dieses Kreisschreiben kann nicht dahin gehend
verstanden werden, dass die einzelnen Renten beziehenden Personen ihre
Zustimmung zum Wechsel oder Verbleiben geben müssen; vielmehr lässt sich diesem
Kreisschreiben nur das aus Art. 51 BVG (paritätische Verwaltung) fliessende
Erfordernis entnehmen, dass das paritätische Organ die Zustimmung zur Auflösung
des Anschlussvertrages und zum Wechsel der Vorsorgeeinrichtung erteilt hat.
Diese Zustimmung für den Wechsel der Vorsorgeeinrichtung liegt hier aber nicht
im Streit, behauptet die Sammelstiftung doch nicht, die Kündigung des
Anschlussvertrages sei ungültig, weil sie nicht vom paritätischen Organ
genehmigt worden sei. Von der Zustimmung duch das paritätische Organ werden
aber auch die einzelnen Renten beziehenden Personen, auf die unter Umständen
ein wesentlicher Teil des verwalteten Vermögens entfällt, erfasst, auch wenn
sie in diesem Organ keine eigenen Vertreter haben sollten."

 

                                         Anche
la dottrina si è espressa in questo senso (cfr. J-A. Schneider,
Restructurations économiques et fonds libres d'une istitution de prévoyance, in
Plädoyer 5/1995, p. 57 seg.). 

                                         L'UFAS,
nella sua qualità di autorità di sorveglianza sugli istituti di previdenza a
carattere nazionale e internazionale giusta gli art. 61 cpv. 2 LPP e 3 cpv. 1
OPP1, il 19 ottobre 1992 ha emanato delle istruzioni concernenti l'esame dello
scioglimento dei contratti d'affilliazione e della riaffiliazione del datore di
lavoro (Richtlinien über die Prüfung der Auflösung von Anschlussverträgen sowie
des Wiederanschlusses des Arbeitsgebers) entrate in vigore il 1. gennaio 1993 e
pubblicate nel Bollettino della previdenza professionale no. 24 del 23 dicembre
1992 e in SZS 1993 p. 301 segg..

                                         Per l’UFAS si tratta di
istruzioni che definiscono le esigenze minime da rispettare dagli istituti di
previdenza, ai quali si indirizzano, in occasione dello scioglimento di
contratti d’affiliazione o di riaffiliazione, precisando parimenti le
incombenze degli organi di controllo. L’amministrazione federale ha
sottolineato che tali istruzioni non possono e non intendono costituire dei
nuovi diritti o delle nuove obbligazioni rispetto a quanto già precisato dalla
legge e dalla prassi (cfr. la cifra 148 del Boll. UFAS no. 24; cfr. in
proposito anche il Boll. UFAS no. 7 del 5 febbraio 1988, cifra 36). In
particolare secondo l’UFAS al momento dello scioglimento di un contratto di
affiliazione devono essere considerati diritti acquisiti di ogni assicurato (che
come tali non possono essere sminuiti dallo scioglimento del contratto di
affiliazione) il capitale di risparmio e di copertura (così come eventuali
partecipazioni a misure speciali o fondi liberi), non per contro l’ammontare
delle prestazioni garantite dall’istituto uscente e delle prestazioni di
vecchiaia o di invalidità già in corso (p. 8 e 9).    

                                         

                                         Sull’argomento, in una
vertenza deferita al TFA, l’UFAS ha peraltro già avuto modo di rilevare che lo
scioglimento di un contratto d’affiliazione non comporta necessariamente solo
dei vantaggi per gli assicurati, sottolineando implicitamente l'importanza di
coinvolgere i dipendenti nella decisione di cambiare l'istituto di previdenza
(cfr. DTF 120 V 304 consid. 3d). 

 

                                         In occasione della 1a
revisione della LPP è stato introdotto il nuovo art. 11 cpv. 3bis  del
seguente tenore: 

 

" Lo
scioglimento dell’affiliazione e la riaffiliazione a un nuovo istituto di
previdenza da parte del datore di lavoro avviene d’intesa con il personale o
con l’eventuale rappresentanza dei lavoratori. L’istituto di previdenza è
tenuto ad annunciare lo scioglimento del contratto all’istituto collettore
(art. 60)."

 

                                         Nella
sentenza 26 ottobre 2001 il TFA, riprendendo in particolare le direttive
amministrative, ha riassunto i diritti del personale in merito ad un
cambiamento dell’istituto previdenziale:

" a) Der Arbeitgeber, der obligatorisch zu versichernde Arbeitnehmer
beschäftigt, muss eine in das Register für die berufliche Vorsorge eingetragene
Vorsorgeeinrichtung errichten oder sich einer solchen anschliessen (Art. 11
Abs. 1 BVG). Er trifft die Wahl im Einverständnis mit seinem Personal (Art. 11
Abs. 2 BVG); diese den Obligatoriumsbereich betreffende Bestimmung ist nicht
nur beim

erstmaligen Anschluss, sondern auch beim Wechsel der Vorsorgeeinrichtung zu
beachten (BGE 125 V 423 Erw. 4a, vgl.

nicht veröffentlichtes Urteil F. des Bundesgerichts vom 28. September 1995,
2A.46/1995). Ob die Bestimmung auch im überobligatorischen Bereich gilt,
hat das Eidgenössische Versicherungsgericht bisher nicht entschieden.

Das BSV hat sich in seinen Mitteilungen über die berufliche Vorsorge verschiedentlich
zum Wechsel der Vorsorgeeinrichtung geäussert. Demnach hat im Lichte von Art.
51 BVG das paritätische Organ über die Auflösung eines Anschlussvertrages zu
beschliessen, was voraussetzt, dass dessen Mitglieder über die Gründe der
beabsichtigten Vertragsauflösung, über deren Wirkung und über die mit dem Anschluss
an eine andere Vorsorgeeinrichtung verbundenen          Bedingungen hinreichend
informiert sind. Die Versicherten sollen in angemessener Form von ihren
Vertretern im paritätischen Organ orientiert werden (Ziff. 36 der Mitteilungen
über die berufliche Vorsorge Nr. 7 vom 5. Februar 1988). In den seit 1. Januar
1993 geltenden Richtlinien über die Prüfung der Auflösung von Anschlussverträgen
sowie des Wiederanschlusses des Arbeitgebers (veröffentlicht in SZS 1993 S. 300
ff.; gültig für alle unter der Aufsicht des BSV stehenden Vorsorgeeinrichtungen,
denen mehrere Arbeitgeberangeschlossen sind, sowie für deren Kontrollstellen
[Richtlinien Ziff. 1.1; SZS 1993 S. 301]) wurde festgehalten, dass die
bisherige Vorsorgeeinrichtung der übernehmenden eine Bestätigung der Zustimmung
des betroffenen Personals oder einer repräsentativen Vertretung dieses
Personals zum vorgesehenen Wechsel beizubringen hat; bei registrierten Sammeleinrichtungen,
bei denen die Parität auf der Stufe des Vorsorgewerkes verwirklicht ist, genügt
dafür die Zustimmung des paritätischen Organs, während bei den anderen registrierten
Vorsorgeeinrichtungen das Einverständnis einer Mehrheit der Versicherten oder
die Zustimmung einer repräsentativen Vertretung der Versicherten notwendig
ist         (Richtlinien Ziff. 2.11 in fine, SZS 1993 S. 303; vgl. auch Ziff.
148 der Mitteilungen über die berufliche Vorsorge Nr. 24 vom 23. Dezember 1992 des BSV)." (STFA 26 ottobre 2001 nella causa M, B
63/99, consid. 3a)

 

                                         Pertanto, anche in caso di
cambiamento d’istituto di previdenza, deve essere ammesso il diritto per il
personale, rispettivamente una sua rappresentanza, di essere coinvolto nel
processo decisionale relativo al cambiamento dell’istituto previdenziale (cfr.
STCA inedita 10 dicembre 2002 nella causa E. Z. e litisconsorti, inc. 34.2001.12-21,
consid. 2.9). Ciò presuppone che gli assicurati siano sufficientemente
informati sulle ragioni circa del prospettato scioglimento del contratto
previdenziale, sulle sue conseguenze e sulle condizioni risultanti
dall’affiliazione presso un altro istituto di previdenza.

Il TFA ha lasciato aperto il tema di sapere se il diritto di codecisione degli
assicurati in caso di affiliazione e scioglimento del contratto di previdenza
vale anche nell’ambito sovrabbligatorio (DTF 125 V 423 consid. 423 consid. 4°; STFA
non pubblicata del 26 ottobre 2001 in re M., B 63/99 consid. 3°). 

                               2.5.   Fermo restando l’obbligo di
affiliazione ai sensi del precitato art. 11 cpv. 1 LPP, l’art. 7 OPP 2 cpv. 1
stabilisce che l’affiliazione del datore di lavoro a un istituto di previdenza
registrato implica l’assicurazione di tutti i salariati sottoposti alla legge
presso questo istituto. La legge, come pure la
disposizione dell’ordinanza, parte dall’idea che tutti i salariati di un datore
di lavoro debbano essere assicurati, di principio, allo stesso istituto di
previdenza (STF B 72/04 del 31 gennaio 2006 consid. 5.2 p. 5 con
riferimento al Commentario al progetto OPP 2 dell’UFAS,  2 agosto 1983, ad art.
37, p. 64; cfr. anche la succitata STFA 9C-904/2012 del 6 maggio 2013).

                                         Il cpv. 2
dell’art. 7 OPP 2 prevede:

 

" Se il
datore di lavoro vuole affiliarsi a diversi istituti di previdenza registrati,
deve definire ogni gruppo d’assicurati in modo tale che tutti i salariati
sottoposti alla legge siano assicurati. In caso di lacune nella definizione dei
gruppi d’assicurati, gli istituti di previdenza sono solidalmente responsabili
delle prestazioni legali. Essi possono esercitare il regresso contro il datore
di lavoro.”

                                                      

                                                      Il
succitato art. 7 OPP 2 è stato recepito, nella presente fattispecie, dal
Regolamento della CV 1, al suo art. 10, come segue: 

 

" Alla CV 1
devono essere ammessi tutti i salariati, rispettivamente i datori di lavoro, di
ogni affiliato, i quali sono soggetti ai contributi AVS con un salario annuo
superiore all’importo fissato nel piano previdenziale. (…) Nella CV 1 non
vengono ammessi salariati:

 

-       che
sono invalidi per almeno il 70%

-       il
cui contratto di lavoro è stato concluso per meno di tre mesi.(…)”

                                         

                               2.6.   Fino al 1. aprile 2004 la
risoluzione dei contratti di previdenza non era espressamente regolata dalla LPP
né dalla LFLP. In particolare mancava una regolamentazione sulla sorte dell’effettivo
dei beneficiari di rendite in caso di scioglimento del contratto di
affiliazione. La giurisprudenza si è occupata più volte di questo tema,
esigendo in questi casi che la regolamentazione interna della cassa (contratto
di adesione o regolamento) prevedesse un disciplinamento in merito, in difetto
del quale dovendosi ammettere che gli aventi diritto a rendita rimanevano
presso il precedente istituto di previdenza (DTF 125 V 421; cfr. anche DTF 127
V 377). Esaminando il caso di una disdetta di un contratto di affiliazione con
una cassa di previdenza, il TFA aveva sviluppato il principio giurisprudenziale
in base al quale i beneficiari di rendite e gli assicurati attivi di una cassa
di previdenza affiliata a un istituto collettivo formavano di principio
un’unità; di conseguenza nel caso in cui la regolamentazione interna prevedeva la
decadenza di tutte le assicurazioni nel caso di disdetta del contratto di
affiliazione, allora erano da considerare inclusi nel passaggio di istituto anche
gli aventi diritto a una rendita, verificandosi cioè un passaggio integrale di
tutto il collettivo assicurato; in difetto di una simile regolamentazione, gli
aventi diritto ad una rendita avevano invece il diritto di pretendere dalla
precedente istituzione di previdenza la continuazione del pagamento delle
prestazioni legali e regolamentari (DTF 127 V 377; Stauffer, op. cit,  n. 1280).
In questi casi aperto restava comunque il tema dell’assunzione di un’eventuale perdita
sul capitale di copertura, ritenuto che di fatto vi provvedeva di solito il
datore di lavoro poiché solo in questo caso gli era possibile trovare un nuovo
istituto di previdenza disposto ad assumersi la collettività degli assicurati
(Schiesser, in HAVE 2003 p. 310; Stauffer, op. cit, n. 1280).

                                                                               

                                         Con l’art. 53e LPP, elaborato
nel quadro della prima revisione della LPP, ma entrato in vigore il 1. aprile
2004 e, quindi, nel presente caso applicabile a livello intertemporale (fatto
salvo per il cpv. 4bis entrato in vigore dal 1. maggio 2007), applicabile anche
alla previdenza più estesa (DTF 135 V 261 consid. 4.1), esiste una
regolamentazione esplicita per questo caso, formulata sulla base della
giurisprudenza sviluppata precedentemente. La norma è di natura imperativa
(art. 50 cpv. 3 LPP; cfr. anche DTF 135 V 261 consid. 5.3).    

                                         L’art. 53e LPP
(Scioglimento dei contratti) prevede quanto                    segue:                                          

 

                                          Art. 53e1Scioglimento dei contratti

  

" 1 In caso di scioglimento dei contratti tra
gli istituti di assicurazione e gli istituti di previdenza che soggiacciono
alla LFLP2
vi è il diritto alla riserva matematica.

2 Il
diritto di cui all'articolo 1 è aumentato di una partecipazione proporzionale
alle eccedenze ed è diminuito dei costi di riscatto. L'istituto di
assicurazione deve presentare all'istituto di previdenza un conteggio
dettagliato e comprensibile.

3 Per
costi di riscatto si intendono le deduzioni per il rischio dovuto al tasso di
interesse. Se il contratto è durato almeno cinque anni, i costi di riscatto non
possono essere dedotti. L'avere di vecchiaia secondo l'articolo 15 non può
essere ridotto nemmeno se il contratto è durato meno di cinque anni.

4 Se
il datore di lavoro scioglie il contratto d'affiliazione con il suo istituto di
previdenza, il vecchio e il nuovo istituto di previdenza devono accordarsi sul
mantenimento dei beneficiari di rendite nell'attuale istituto di previdenza o
sul loro trasferimento presso il nuovo istituto di previdenza, per quanto il
contratto d'affiliazione non preveda altrimenti. Se il contratto non prevede
altrimenti o se non si giunge a un accordo tra il vecchio e il nuovo istituto
di previdenza, i beneficiari di rendite rimangono affiliati all'istituto
attuale.

4bis Se
il contratto di affiliazione prevede che in caso di suo scioglimento i
beneficiari di rendite lascino l'attuale istituto di previdenza, il datore di
lavoro può disdire il contratto soltanto se un nuovo istituto di previdenza ha
confermato per scritto che riprende i beneficiari di rendite alle stesse
condizioni. (applic. dal 1.4.2007) 3

5 Se
l'istituto di previdenza scioglie il contratto d'affiliazione con il datore di
lavoro, il vecchio e il nuovo istituto di previdenza devono accordarsi sul
mantenimento dei beneficiari di rendite nell'attuale istituto di previdenza o
sul loro trasferimento presso il nuovo istituto di previdenza. Se non si giunge
a un accordo, i beneficiari di rendite rimangono affiliati all'istituto attuale.

6 Se
i beneficiari di rendite rimangono affiliati all'istituto attuale, il contratto
d'affiliazione che li concerne è mantenuto. Questo vale anche nel caso in cui
l'invalidità sia sopraggiunta dopo lo scioglimento del contratto d'affiliazione
ma l'incapacità al lavoro la cui causa ha portato all'invalidità sia
sopraggiunta prima dello scioglimento del contratto d'affiliazione.

7 Il
Consiglio federale disciplina l'appartenenza dei beneficiari di rendite se il
contratto d'affiliazione è sciolto in seguito all'insolvenza del datore di
lavoro.

8 Il
Consiglio federale disciplina i particolari, segnatamente le esigenze in
materia di giustificazione dei costi e il calcolo della riserva matematica.

 

                                         La normativa prevede
quindi una regola differenziata a seconda di chi ha disdetto la convenzione di
affiliazione. Nel caso in cui il contratto di affiliazione sia stato disdetto
dal datore di lavoro (come nella fattispecie), in prima linea vale la
regolamentazione prevista dal contratto di affiliazione (ora disdetto), in
seconda linea il vecchio e il nuovo istituto di previdenza devono
accordarsi sul mantenimento dei beneficiari di rendite nell'attuale istituto di
previdenza o sul loro trasferimento presso il nuovo istituto di previdenza. Se il
contratto non prevede altrimenti o se non si giunge a un accordo tra il vecchio
e il nuovo istituto di previdenza, i beneficiari di rendite rimangono affiliati
all'istituto attuale (cpv. 4; in proposito cfr. DTF 135 V 261). Se gli aventi
diritto a rendita passano al nuovo istituto di previdenza, il vecchio istituto
di previdenza deve fornire tutte le informazioni necessarie per calcolare le
prestazioni al nuovo (art. 16a cpv. 3 OPP2; cfr. anche Boll UFAS n. 72). Nel
momento i cui gli aventi diritto a rendita sono presi a carico dal nuovo
istituto di previdenza, un contratto di ripresa è concluso (Kieser in Schneider/Geiser/Gächter,
Commentaire LPP et LFLP, 2010, ad art. 53e n. 20 p. 880). 

                                         Differentemente, nel caso
in cui sia l'istituto di previdenza a sciogliere il contratto d'affiliazione
con il datore di lavoro, la legge prevede che il vecchio e il nuovo istituto di
previdenza devono accordarsi sul mantenimento dei beneficiari di rendite
nell'attuale istituto di previdenza o sul loro trasferimento presso il nuovo;
nel caso in cui l’accordo non sia trovato, i beneficiari di rendite rimangono
affiliati all'istituto attuale (cpv. 5). Se i beneficiari di rendite rimangono
affiliati all'istituto attuale, il contratto d'affiliazione che li concerne è
mantenuto (cpv. 6).

 

La norma è stata voluta nella
consapevolezza che spesso nella prassi i contratti di affiliazione prevedevano
che nel caso di disdetta i beneficiari di rendita cambiavano istituto di
previdenza, fatto questo che portava a problemi in quanto il nuovo istituto di
previdenza di regola pretendeva un capitale di copertura superiore a quello esistente
(cfr. DTF 135 V 261). Si è optato dunque per una soluzione che permettesse, ove
necessario, una risoluzione parziale del contratto di previdenza, nel senso che
i beneficiari di rendita potessero se del caso restare nel precedente. 

D’altra parte la dottrina
riconosce che nessun nuovo istituto di previdenza può essere costretto ad
ammettere beneficiari di rendita. Ove dunque il trasferimento degli aventi
diritto a rendite è previsto dall’attuale contratto di affiliazione, l’ammissione
di essi nel nuovo istituto di previdenza è comunque parte del nuovo contratto
di affiliazione cosicché nel caso di mancato accordo sugli aventi diritto a
rendite, lo stesso contratto di affiliazione non viene concluso, poiché nessun
istituto di previdenza soggiace ad un obbligo di contrarre (cosidettto
“Kontraierungszwang”). Il nuovo istituto di previdenza è pertanto libero di
decidere, nel caso di presenza di beneficiari di rendita che non sono secondo i
suoi parametri completamente finanziati, se intende ammetterli unitamente agli
assicurati attivi oppure se decidere di rifiutare globalmente la nuova
annessione (Stauffer, op. citi., n. 1283 p. 481). Gli istituti di previdenza
non possono in effetti venir costretti ad accollarsi rischi e oneri non
oggettivamente ripartiti e suscettibili di mettere a repentaglio i loro piani
assicurativi oltre che gli interessi collettivi della comunità stessa degli
assicurati, rispettivamente il datore di lavoro non ha il diritto di imporre
concretamente a uno o più istituti di previdenza l'affiliazione di parte del
proprio personale secondo le modalità ed esigenze da lui auspicate (cfr. anche
la precitata STFA 9C-904/2012).

 

                                                                                 Con
riferimento all’art. 53e cpv. 4bis LPP (entrato in vigore il 1. gennaio 2007),
e in particolare al destino dei beneficiari di rendite, va detto che
l’obiettivo del legislatore era principalmente la salvaguardia dei diritti dei
beneficiari, ritenuto che “il passaggio a un nuovo istituto non può comportare
alcuna riduzione delle rendite né, in generale, alcun ridimensionamento dei
diritti dei beneficiari” (parere del Consiglio Federale del 23 settembre 2005 in merito all’iniziativa parlamentare sulla modifica degli art. 53e e 53f LPP, FF2005 p. 5297).  

                                         Nel suo Rapporto
del 26 maggio 2005, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del
Consiglio Nazionale così si esprimeva sul nuovo art. 53e e in particolare 53 cpv.
4bis LPP:

 

" Con l'introduzione dell'articolo 53e, la prima revisione della LPP
(00.027 n) ha disciplinato nei particolari la questione dello scioglimento dei
contratti nel campo della previdenza professionale. (…)  Il Tribunale federale
delle assicurazioni ha sviluppato il principio giurisprudenziale in base al
quale i beneficiari di rendite e gli assicurati attivi di una cassa di
previdenza affiliata a un istituto collettivo formano per principio un'unità.
La questione è stata disciplinata nell'ambito della prima revisione della LPP.
La permanenza nell'attuale istituto presenta, tanto quanto il passaggio al
nuovo istituto, determinati vantaggi e svantaggi, i quali però non hanno alcuna
rilevanza rispetto alla soluzione prospettata nel presente rapporto.

Negli ultimi anni, l'ammissione di nuovi effettivi
di affiliati si è fatta meno interessante per gli istituti di previdenza, non
da ultimo a causa del calo della redditività sui mercati finanziari. Perciò i
datori di lavoro che cambiavano istituto di previdenza dovevano spesso pagare
conguagli elevati, importi superiori alle capacità delle ditte e suscettibili
di mettere in gravi difficoltà le piccole e medie imprese. La

prima revisione della LPP ha introdotto alcuni
miglioramenti anche sotto questo aspetto. Tuttavia, l’affiliazione di
beneficiari di rendite è tuttora, come in precedenza, poco interessante per gli
istituti di previdenza. In una situazione del genere è importante che gli
effettivi di beneficiari di rendite, in quanto rischi cosiddetti
"cattivi", non possano essere semplicemente scaricati. Si tratta pure
di evitare che il datore di lavoro disdica il contratto con l'attuale istituto
di previdenza e poi non possa più concludere un contratto di affiliazione per i
beneficiari di rendite.

Bisognerebbe inoltre prevenire una selezione dei
rischi, consistente nel tentativo dei datori di lavoro di cambiare istituto di
previdenza con una certa frequenza e al momento del cambiamento prendere con sé
soltanto gli attivi, che essi potranno assicurare a condizioni migliori
rispetto al precedente effettivo globale di assicurati. Sotto questo aspetto,
si poneva poi anche la questione, in simili casi, di un eventuale obbligo
d'intervento dell'istituto collettore come bacino di raccolta per gli effettivi
di beneficiari di rendite.

Parte di questi problemi è stata risolta in modo
soddisfacente nell'ambito della prima revisione della LPP con l’adozione
dell’articolo 16a OPP 2, che consacra il cosiddetto principio della “porta
girevole”. (…) Tuttavia, l’articolo 16a OPP 2 non si applica agli istituti
collettivi o comuni autonomi, ma soltanto in caso di passaggio da un istituto
collettivo di un’assicurazione all’altro. Il presente progetto mira a colmare
questa lacuna.

Vi sono poi anche altri problemi. (…)

 

2.2 Permanenza o trasferimento dei beneficiari di
rendite in caso di cambiamento dell’istituto di previdenza e ruolo
dell’istituto collettore

In primo luogo, occorre impedire che in caso di
cambiamento dell’istituto di previdenza i beneficiari di rendite si ritrovino
da un momento all’altro privi di affiliazione e che l’istituto collettore venga
sfruttato abusivamente per gli scopi della selezione dei rischi. Per impedire
il verificarsi di situazioni di questo tipo, bisogna anzitutto che un datore di
lavoro non possa disdire il contratto di affiliazione in

corso presso un istituto collettivo o comune
autonomo, in base al quale i beneficiari di rendite partono obbligatoriamente
con gli assicurati attivi, finché un nuovo istituto di previdenza avrà
confermato per iscritto che è disposto a riprendere i beneficiari di

rendite. In secondo luogo, bisogna stabilire con
chiarezza che l’istituto collettore non è tenuto a riprendere gli obblighi
connessi a rendite in corso.

La prima normativa è volta a impedire che i
beneficiari di rendite si ritrovino senza contratto. Questo comporta però che
un datore di lavoro potrebbe essere costretto, a seconda delle circostanze, a
rimanere in un istituto di previdenza anche se ritiene che le condizioni da
esso praticate siano insoddisfacenti. (…)

 

3 Commento alle singole
disposizioni

Art. 53e cpv. 4bis (nuovo)

Questa disposizione serve a garantire che ai
beneficiari di rendite venga offerta una soluzione in caso di cambiamento
dell’istituto di previdenza. Se il contratto di affiliazione prevede che in
caso di disdetta i beneficiari di rendite lascino l'istituto di previdenza
insieme agli assicurati attivi, il datore di lavoro non può disdire tale contratto
senza preoccuparsi della sorte dei beneficiari di rendite2.

L’istituto collettore non è concepito per occuparsi
del versamento di rendite in corso fondate sulle disposizioni di altri
istituti; se così fosse, dovrebbe erogare prestazioni sulla base di un’infinità
di piani di previdenza diversi. Anche in futuro non potrà quindi assumere la
funzione di rete di salvataggio per i beneficiari di rendite (cfr. anche il
nuovo art. 60 cpv. 6 LPP). Pertanto, bisogna escogitare un altro sistema per garantire
che in caso di cambiamento di istituto di previdenza un altro istituto riprenda
l’obbligo di versare le rendite in corso della previdenza professionale.

Riprendere i beneficiari di rendite significa
riprendere l’obbligo di prestazione con tutte le condizioni e riserve vigenti
nel precedente istituto. I diritti dei beneficiari di rendite non devono
risultare diminuiti in seguito a un cambiamento dell’istituto di previdenza.
(…).

Il nuovo capoverso 4bis garantisce inoltre che non
si aprano lacune nel versamento delle rendite. Se l’affiliazione cambia,
l’obbligo di versare le rendite passa senza soluzione di continuità dal vecchio
al nuovo istituto di previdenza. (…)

Se il consenso dei beneficiari non è indispensabile
per il loro trasferimento, dal momento che i loro diritti sono garantiti (cfr.
DTF 127 V 377 consid. 5 d), occorre però che essi ne siano compiutamente
informati. (…)

 

 

                                         Quanto al disciplinamento
dei particolari riguardo allo scioglimento dei contratti, segnatamente le
esigenze in materia di giustificazione dei costi e il calcolo della riserva
matematica, lo stesso, secondo il cpv. 8 dell’art. 53e LPP, è delegato alla
competenza del Consiglio Federale, il quale vi ha provveduto all’art. 16a OPP2
(cfr. anche gli art. 48 e 48a OPP2). Il calcolo della riserva matematica degli
aventi diritto alla rendita che sono compresi dal cambio di istituto di
previdenza si determina secondo il contratto di affiliazione: i principi matematico-assicurativi
del nuovo istituto di previdenza non possono quindi essere determinanti (Vetter-Schreiber,
op. cit., ad art. 53e n. 11 p. 216).

                                         L’art. 16a OPP2 (Calcolo
della riserva matematica) consacra il cosiddetto principio della
“porta girevole”. Secondo tale principio, la riserva matematica che deve
seguire l’effettivo di assicurati partente corrisponde all’importo che
l’istituto di assicurazione esigerebbe dall’istituto di previdenza per
concludere un nuovo contratto concernente lo stesso effettivo di assicurati e
titolari di rendite nello stesso momento e per le stesse prestazioni. Con tale
norma il legislatore ha inteso eliminare un considerevole ostacolo alla
realizzazione del libero passaggio. Tuttavia, l’articolo 16a OPP 2 non si
applica agli istituti collettivi o comuni autonomi, ma soltanto in caso di
passaggio da un istituto collettivo di un’assicurazione all’altro. 

 

Con riferimento alle modalità
di trasferimento del capitale di copertura al nuovo istituto di previdenza, la
legge è silente. La giurisprudenza ha comunque chiarito che per il periodo
temporale sino al trapasso effettivo sono dovuti interessi di mora, senza la
necessità di un’interpellazione, l’esigibilità del capitale da trapassare
subentrando con lo spirare del contratto di previdenza. Il tasso applicabile è
stabilito contrattualmente o in assenza di un accordo è applicabile il tasso
del 5% secondo l’art. 104 CO (Stauffer, op. cit., n. 1287 p. 482).  

Strettamente collegato alla
nuova normativa dell’art. 53e LPP è anche il nuovo art. 11 cpv. 3bis LPP per il
quale l’istituto di previdenza deve annunciare lo scioglimento del contratto
d’affiliazione all’istituto collettore. Quest’ultimo non è tenuto comunque a
riprendere obblighi relativi a rendite in corso (art. 60 cpv. 6 LPP). 

 

                               2.7.   D’altra parte la legge
prevede che nel caso in cui il contratto di affiliazione viene disdetto, sono “presumibilmente
adempiute” le condizioni per una liquidazione parziale, disponendo l’art.
53b LPP (“Liquidazione parziale”):

 

" 1 Gli istituti di previdenza
disciplinano nei loro regolamenti le condizioni e la procedura di liquidazione
parziale. Le condizioni per la liquidazione parziale sono presumibilmente
adempiute se:

a.

l'effettivo del personale è considerevolmente ridotto;

b.

un'impresa è ristrutturata;

c.

il contratto d'affiliazione è sciolto.

 

2 Le
prescrizioni regolamentari concernenti le condizioni e la procedura per la
liquidazione parziale devono essere approvate dall'autorità di vigilanza

                                      

                                         La legge statuisce quindi una presunzione legale per cui nel caso del
verificarsi di una della fattispecie elencate al cpv. 1 è data una liquidazione
parziale. È sufficiente che sia realizzato uno dei tre presupposti per avviare
una liquidazione parziale (DTF 136 V 326 consid. 8.2; Kieser
in Schneider/Geiser/ Gächter, op. cit., ad art. 53a, n. 9, p. 824). Gli istituti di previdenza devono definire nei loro regolamenti quali
condizioni devono essere adempiute per ammettere un caso di liquidazione parziale
e prevedere la relativa procedura (Vetter-Schreiber,
Kommentar zum BVG, op. cit, ad art. 53b, n. 3 p. 183; Stauffer,
op. cit., n. 1144 p. 427). Nel rispetto della parità di trattamento anche gli
aventi diritto a rendite devono essere considerati in sede di liquidazione
parziale, segnatamente in sede di adattamento delle rendite in corso. In ogni
caso le disposizioni degli istituti di previdenza sono sottoposte al controllo
dell’autorità di vigilanza, la cui approvazione ha valore costitutivo
(Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 53b n. 23 p. 198). 

                                         

                                         Come conseguenze di una
risoluzione di un contratto d’affiliazione in effetti sono da considerare non
solo le questioni concernenti le pretese ai beni liberi, ma, in caso di
sottocopertura, anche le questioni relative all’eventuale intaccamento dei
capitali di copertura, considerato come nel caso di un passaggio del collettivo
degli assicurati ad un nuovo istituto di previdenza non è dato un caso di
libero passaggio (Stauffer, op. cit., p. 478 n. 1277; DTF 120 V 452). In ogni
caso, nell’evenienza di una liquidazione parziale la facoltà di operare una
deduzione proporzionale sui disavanzi tecnici risulta direttamente dalla legge
(art. 53d cpv. 3 LPP; cfr. anche DTF 135 V 113 e 138 V 303). 

                                         La procedura in caso di
liquidazione parziale o totale dell’istituto di previdenza è regolata dall’art.
53d LPP come segue.

 

" 1 La liquidazione parziale o totale
dell'istituto di previdenza ha luogo tenendo conto del principio della parità
di trattamento e secondo i principi tecnici riconosciuti. Il Consiglio federale
definisce questi principi.

2 I
fondi liberi devono essere calcolati in funzione del patrimonio valutato
secondo il valore di realizzo.

3 Gli
istituti di previdenza possono dedurre proporzionalmente i disavanzi tecnici,
sempre che non ne risulti una riduzione dell'avere di vecchiaia (art. 15).2

4 L'organo
paritetico designato o l'organo competente stabilisce nell'ambito delle
disposizioni legali e del regolamento:

a.

il momento esatto della liquidazione parziale;

b.

i fondi liberi e la quota da ripartire;

c.

l'importo del disavanzo e la sua ripartizione;

d.

il piano di ripartizione.

5 L'istituto
di previdenza informa tempestivamente e in modo esaustivo gli assicurati e i
beneficiari di rendite in merito alla liquidazione parziale o totale. Deve in
particolare concedere loro il diritto di consultare i piani di ripartizione.

6 Gli
assicurati e i beneficiari di rendite hanno il diritto di far verificare dalla
competente autorità di vigilanza le condizioni, la procedura e i piani di
ripartizione e di esigere una decisione in merito. Un ricorso contro la
decisione dell'autorità di vigilanza ha effetto sospensivo soltanto se lo
decide il presidente della competente corte del Tribunale amministrativo
federale o il giudice dell'istruzione, d'ufficio o su richiesta del ricorrente.
In assenza dell'effetto sospensivo, la decisione del Tribunale amministrativo
federale ha effetto soltanto a vantaggio o a scapito del ricorrente.

 

                                         In occasione di una
liquidazione parziale o totale, nel caso in cui esista un disavanzo tecnico, l’istituto
di previdenza può dedurre tali disavanzi (determinati secondo l’art. 44 OPP2) nel
calcolo delle prestazioni di uscita proporzionatamente (art. 19 LFLP), ritenuto
tuttavia che la ripartizione deve rispettare i principi della parità di
trattamento e sempre che non ne risulti una riduzione dell’avere di vecchiaia
minimo secondo l’art. 15 LPP, il quale frutta in ogni modo interessi secondo l’art.
12 OPP2 (art. 15 e 53d cpv. 3 LPP e art. 23 cpv. 2 LFLP; DTF 134 I 23, 131 II
533) ed è soggetta ad adeguato controllo da parte dell’autorità di
sorveglianza. La deduzione, proporzionale al grado di copertura
registrato alla data della liquidazione, si opera individualmente sulla singola
prestazione d’uscita (art. 27g cpv. 3 OPP2, art. 53d LPP; cfr. Vetter-Schreiber,
op. cit., ad art. 53d, n. 12ss p. 206). Del resto una simile deduzione
proporzionale di un disavanzo in caso di scioglimento di un contratto
d’affiliazione è possibile, per una questione di equità e nel rispetto della
parità di trattamento tra gli assicurati, anche nell’eventualità in cui si rinunci,
per motivi di praticabilità, all’esecuzione formale di una liquidazione parziale
(STF 2A.699/2006 del 11 maggio 2007; cfr. anche Bollettino della
previdenza professionale edito dall’UFAS - di seguito: Boll. UFAS -, n. 112 nota 699 con riferimento a STF 9C-1018/2008 del 16 marzo 2009; sulle condizioni per ammettere la fattispecie di copertura insufficiente
e la procedura da osservare cfr. gli art. 65c segg; art. 44 OPP2; cfr. anche
Boll. UFAS n. 78 e le  “Istruzioni concernenti le misure per risanare
le coperture insufficienti nella previdenza professionale” emanate dal
Consiglio federale il 27 ottobre 2004 contemplanti principi e obblighi per gli istituti
di previdenza che presentano una copertura insufficiente (parte generale) oltre
ad una descrizione dettagliata delle misure di risanamento (parte speciale);
cfr. anche Schneider/Geiser/Gächter , op. cit.,ad art. 65d LPP n. 14 p. 104).   

                                         In ogni caso
il piano di risanamento deve essere preventivamente approvato dall’autorità di
vigilanza, alla quale l’organo supremo dell’istituto di previdenza deve
annunciare un eventuale scoperto al più tardi alla presentazione dei conti
annuali (cfr. anche Boll. UFAS n. 78 n. 462; cfr. anche
Alessandra Prinz, Mesures d’assainissement des caisses de pension en découvert,
in Sécurité sociale CHSS 2/2009 p. 88ss). 

                                         

                               2.8.   Con
effetto dal 1985 l’__________ e l’__________, ai fini dell’attuazione
dell’obbligo di previdenza dei propri dipendenti, erano affiliate ad __________
(cooperativa __________ istituita come fondazione ai sensi degli art. 80segg
CC; cfr. Preambolo al Regolamento, doc. E; sino alla fine del 2005 trattavasi
di una fondazione comune, successivamente di una fondazione collettiva), al cui
interno erano riunite opere previdenziali di svariate imprese attive
soprattutto nei settori __________. Tra il 2000 e il 2003 la situazione
finanziaria dell’istituto si è fortemente deteriorata e nel 2008 la
sottocopertura ha raggiunto i 700 milioni di franchi (cfr. in proposito
Comunicato del 15 dicembre 2010 dell’UFAS. Scaricabile su http://www.ufas.admin.ch;
cfr. anche circolare alle ditte affiliate di __________ del 28 luglio 2005,
doc. L/2). Vista tale situazione, a contare dal 1. gennaio 2006 __________ ha
messo in vigore un piano completo di risanamento che comprendeva, fra l’altro,
la conversione della cassa da una fondazione comune in fondazione collettiva,
l’introduzione dl primato dei contributi, la riduzione del tasso tecnico
d’interesse sulle rendite, un contributo di risanamento sulla somma salariale.
Le misure intraprese non hanno tuttavia scongiurato la persistente difficile
situazione finanziaria (che poi ha portato alla liquidazione della Cassa
pensioni; cfr. succitato Comunicato dell’UFAS), ragione per cui __________ e __________,
effettuate le opportune valutazioni nel corso degli anni 2004 e 2005, hanno
proposto ai propri dipendenti di sciogliere il contratto di affiliazione e
passare alla CV 1 Preso atto dell’adesione dei dipendenti e assicurati, inclusi
gli aventi diritto ad una rendita, le datrici di lavoro hanno quindi deciso di
sciogliere il contratto di previdenza in essere con __________ per il 31
dicembre 2005 e di aderire alla CV 1 con effetto dal 1. gennaio 2006. Le due
datrici di lavoro hanno provveduto a informare i propri dipendenti e gli aventi
diritto a rendite mediante puntuali comunicazioni di cui si dirà, ove
necessario, in seguito. Il cambio di istituto di previdenza ha comportato il
passaggio dal sistema a primato delle prestazioni al sistema a primato dei
contributi. In seguito __________ ha trasferito i capitali di copertura delle
due ditte affiliate alla convenuta. La disdetta del contratto di affiliazione
ha - in questa sede incontestatamente - portato ad una liquidazione parziale di
__________ (sottoposta all’esame dell’UFAS; cfr. XXIV) con la conseguente
facoltà per l’istituto di previdenza coinvolto di operare una deduzione
proporzionale sui disavanzi tecnici (art. 53b cpv. 1 lett. c, art. 53d cpv. 3
LPP; cfr. anche DTF 135 V 113). La portata e l’attuazione della deduzione
proporzionale operata da __________ non è tema del presente contendere e
nemmeno oggetto della lite è la questione di eventuali interessi dovuti sul
capitale di copertura trasferito in seguito alla disdetta del contratto di
affiliazione (sull’argomento cfr. DTF 127 V 377).

                                         

                                         Litigiosa
in concreto è la sorte dei già dipendenti di __________ e __________ che al 1.
gennaio 2006 erano già al beneficio di una rendita di invalidità versata da __________
e più precisamente le modalità di calcolo della rendita di vecchiaia maturata
in seguito, col raggiungimento dell’età di pensionamento. Secondo gli attori la
rendita di vecchiaia va calcolata in base alle norme regolamentari della CV 1,
al pari degli altri assicurati; secondo la convenuta invece gli attori non
sarebbero di fatto mai entrati a far parte della fondazione, ragione per cui non
sarebbe data l’applicazione di tali norme al calcolo delle rendite dovute.  

 

Incontestato è nella
fattispecie che il contratto di affiliazione tra __________ e __________, da
una parte e __________, dall’altra, sia stato disdetto dalle due ditte datrici
di lavoro, realizzando di conseguenza la fattispecie di una liquidazione
parziale che, come detto, è pure stata oggetto delle opportune verifiche da
parte dell’UFAS quale di autorità di vigilanza (cfr. XXIX). 

 

Si tratta di stabilire, in base
alla documentazione agli atti, se in concreto fra le parti interessate, in
particolare __________ e __________ rispettivamente __________, e la convenuta,
sia stato concluso, foss’anche in forma concludente, un accordo sul
trasferimento dei beneficiari di rendita, ossia ex dipendenti di __________A e __________A
che, come gli attori, erano, al 1. gennaio 2006, già al beneficio di una
rendita di invalidità, e, nell’affermativa, con quale contenuto.  

  

                               2.9.   Dalla documentazione agli
atti risulta che con lettera 28 settembre 2005 (doc. F) __________ ha informato
i propri dipendenti e ex dipendenti pensionati e beneficiari di rendite della
situazione in essere con __________, spiegando che dal 1.1.2006 __________
avrebbe introdotto ulteriori misure di risanamento. Ha pure informato che la
Commissione del Consiglio di amministrazione per gli affari del personale ed il
personale attivo dell'__________ aveva deciso di non sottoscrivere il nuovo
contratto con __________, ritenuto che nel frattempo erano stati contattati "altri
istituti di previdenza in grado di garantire l'affiliazione con le medesime
attuali prestazioni ma con maggiori garanzie di solvibilità a lungo termine e
con condizioni contrattuali più equi e rispettosi dei diritti dei
lavoratori". Nella lettera veniva inoltre comunicato che "Per
i motivi esposti l'__________ ha deciso di sciogliere il contratto con l'__________
garantendo gli attivi ed ai beneficiari di rendita il capitale di
copertura necessario all'affiliazione nella nuova cassa”. 

                                         Anche __________ si è
rivolta il 16 settembre 2005 ai propri pensionati e beneficiari di rendite con
una lettera simile, con la quale comunicava di ritenere che altri istituti di
previdenza erano “in grado di garantire le medesime prestazioni con maggiori
garanzie di solvibilità a lungo termine e con dei Contratti più equi e
rispettosi dei diritti dei lavoratori”. Per il caso di disdetta, l'azienda
prevedeva due scenari, da un lato che i beneficiari di rendite rimanessero
presso __________, dall'altro che essi passassero alla nuova Cassa e l'azienda "garantisce
il versamento del capitale di copertura per attivi e pensionati alla nuova
Cassa". Con lettera del 26 settembre 2005 __________, illustrata la
difficile situazione finanziaria in cui versava __________, comunicava ulteriormente
agli assicurati quanto segue:

 

" (…)

Dopo attenta valutazione il Consiglio di Amministrazione e il
Personale delle __________ hanno deciso di rompere il 

 

Contratto di affiliazione con __________ previo invio della
disdetta entro il 

30 settembre 2005.

Nel merito l'azienda valuta che Fondazioni concorrenti siano in
grado di garantire le medesime prestazioni con maggiori garanzie di solvibilità
a lungo termine e con dei Contratti più equi rispettosi dei diritti dei
lavoratori. Qui di seguito alcune nuove disposizioni regolamentari che ci hanno
indotto a prendere quest'importante decisione:

(…)

In caso di disdetta dell'attuale Contratto in liquidazione
parziale prevediamo due scenari:

    1.  Uscita
degli attivi e versamento da parte dell'azienda ad __________ del capitale di
copertura per i beneficiari di rendita, mentre per gli attivi l'azienda prevede
il recupero del capitale di copertura nei prossimi anni d'accordo con la nuova
Cassa.

 

    2.  Anche i
beneficiari di rendita passano alla nuova Cassa e l'azienda garantisce il versamento
del capitale di copertura per attivi e pensionati alla nuova Cassa.

Sulla base di quanto esposto la Direzione vi chiede di sostenere
la rottura del Contratto di affiliazione con __________ invitandovi ad una
riunione con oggetto la decisione in merito al gravame presso la nostra sede di
__________, lunedì 26 settembre 2005 alle ore 14:00. (…)" (Doc. FF2)

 

Il medesimo giorno, 26
settembre 2005, si è tenuta una riunione alla presenza dei beneficiari di
rendita, del rappresentante della __________ e di __________, amministratore
della CV 1 dal cui verbale emerge quanto segue:

 

" (…)

Al termine di un'animata e dibattuta discussione, __________i
abbandona l'Assemblea dei pensionati, per permettere all'Assemblea di decidere.

All'unanimità dei presenti si decide la rottura del contratto
d'affiliazione a condizione che l'azienda su assuma l'onere di copertura totale
100% e soprattutto che sia attivi che pensionati vengono trapassati alla nuova
Cassa." (Doc. FF3)

 

                                         Nel dicembre 2005 __________
ha informato i beneficiari di rendite del passaggio alla CV 1, comunicando che,
tenuto conto che per il 29 dicembre 2005 __________ avrebbe versato solo degli
acconti sul capitale di copertura e sulle riserve matematiche per i beneficiari
di rendita, "la nostra azienda, d'accordo con il nuovo istituto di
previdenza e per evitare che i pensionati subiscano dei disagi, ha deciso di
versare lei stessa le rendite di gennaio 2006 (qualora fosse necessario anche
quelle di febbraio 2006) secondo le abituali scadenze." (doc. H, I). 

                                         

                                         Parallelamente __________
aveva scritto a CV 1 in data 18 dicembre 2005 comunicando che onde evitare
disagi ai pensionati avrebbe anticipato le rendite per i primi mesi dell’anno,
precisando che detti anticipi avrebbero poi dovuto essere dedotti dal conto
premi e chiedendo di informarli sugli importi delle rendite da versare
(XLVI/9). In risposta, la CV 1, con lettera 23 dicembre 2005, ha confermato l’accordo per l’anticipo delle rendite sottolineando l’impegno, preso da __________,
alla copertura al 100% degli attivi e dei pensionati entro il 31 dicembre 2011
(doc. XLVI/14). 

                                         

                                         Dalla documentazione
prodotta agli atti da __________ risulta che successivamente con la CV 1 si
sono succeduti regolari corrispondenze in relazione ai capitali necessari per
assicurare la necessaria copertura al 100% a favore dei pensionati. La CV 1 ha
in particolare comunicato di costituire un “fondo riserve per beneficiari di
rendita” sul quale sono stati fatti confluire inizialmente una parte degli
importi versati da __________ (per circa 3 Mio, doc. XLVI/14c) e in seguito in
varie tranches, versate da __________ (e rispettivamente da __________
parallelamente) sino al dicembre 2010, un importo di complessivi fr. 1'130'199
fr. calcolato dalla CV 1, sulla base dei calcoli del perito interpellato (__________),
per assicurare appunto “la copertura totale delle riserve matematiche LPP ex
__________” inerenti agli aventi diritto a rendite (doc. XLVI/ 14).   

  

                                         Dall’esame della
corrispondenza intercorsa tra la Fondazione convenuta e __________, emerge che
con e-mail del 6 dicembre 2005 la CV 1, in risposta ad un messaggio del 2
dicembre precedente (con il quale __________ comunicava di aver saputo da __________
che CV 1 era il nuovo istituto di previdenza e che procedeva quindi prima di
tutto a far pervenire “die Rentnerdaten” per permettere il versamento
delle rendite già in gennaio 2006, doc. 9), si rivolgeva ad __________
chiedendo di inviare “i dati per i beneficiari di rendite con le riserve al
100% per dischetto o per e-mail” ricordando che in caso di mancato invio
delle riserve al 100%, richiamato l’art. 53e cpv. 5 LPP, non erano d’accordo “per
il trasferimento dei pensionati che dovrebbero essere pagati da voi anche da
gennaio 2006” (doc. 9). 

                                         Successivamente, con lettere
9 dicembre 2005 alla CV 1, __________, riferendosi al “Transfert collectif
du personnel de __________”, ha annunciato che ai sensi dell’art. 181 CO
avrebbe trasferito, con valuta 29 dicembre 2005, un acconto corrispondente al
95% circa del capitale di previdenza al 31 dicembre 2005 con grado di copertura
del 75%, suddividendo l’importo in ca 3 milioni relativi a assicurati “actifs”
e ca 4 milioni relativi a “Benéficiaire de rentes” (doc. 5). Allegato a
tale scritto vi era la lista dettagliata degli importi suddivisa nelle due
menzionate categorie, ritenuto come la lista riferita al “Rentnerbestand”
comprendeva sia gli aventi diritto ad una rendita di invalidità sia quelli
titolari di una rendita di vecchiaia con tanto di nomi, dati anagrafici,
indicazione di inizio della rendita, importo della stessa, capitale di
copertura al tasso tecnico del 4.5% secondo EVK 2000, importo di
sottocopertura  e importo che sarebbe stato versato (doc. 5, 6 e 10). 

Nella lettera 9 dicembre 2005 __________
si rivolgeva come segue alla CV 1:

 

" Madame,
Monsieur,

 

Comme vous le savez, le contrat d'adhésion entre __________.
et la Caisse de pensions de I'__________ a été résilié au 31.12.2005. Dans
l'intervalle, l'employeur nous a

communiqué comme contact le nom de la fondation
collective repreneuse, à savoir CV 1.

 

Suite à la résiliation du contrat d'adhésion et à
la liquidation partielle qui en résulte, nous transférons, au sens de l'article
181 CO, à la date valeur du 29.12.2005 un acompte correspondant à 95%
environ des capitaux de prévoyance prévisionnels au 31.12.2005 indiqués
ci-après, et à un degré de couverture supposé de 75%:

 

CC Assurés actifs                                             SFr.
3'176'039.00

CC Bénéficiaire de rentes
                             SFr. 3'949'950.00

Total CC                                                                                                      SFr.
7'125'989.00

 

2% changement de bases
(CC assurés

actifs et bénéficiaires
de rentes)                                                            SFr.    142'523.00

 

1% fonds de fluctuation
des risques

(CC assurés actifs)                                                                                    SFr.
     31'759.00

 

Total des engagements                                                                          SFr.
7'300'271.00

 

./. 25% découvert                                                                                       SFr.
1'825'069.00

 

Total du capital de
couverture pour un

degré de couverture de
75%                                                                 SFr.
5'475'202.00

 

Dont acompte 95%                                                                                   SFr.
5'201'442.00

 

Réserves de cotisations
de l'employeur /

fonds d'amélioration
(100%)                                                                  SFr.     
44'092.40

 

Versement à la date de
valeur 29.12.2005

sur le compte n°
1472267001000001

auprès de la __________
(cl.

764)                                                                                                              SFr.
5'245'534.40

 

Les chiffres mentionné ci-dessus se basent sur les
calculs de l'expert en prévoyance (cf. ci-joint). D'autre part, les valeurs
intermédiaires ont été arrondies en francs, par conséquent de petites
différences peuvent en résulter.

 

 

 

(…)

 

Projet de contrat de transfert

Les modalités de la sortie collective sont fixées
dans le contrat de transfert que la Caisse de pensions de l'__________ peut
conclure, après présentation de ses comptes annuels 2005 révisés, avec la
nouvelle institution de prévoyance en juin 2006. Le projet ci-annexé dudit
contrat de transfert doit encore être approuvé par le Conseil de fondation de
la Caisse de pensions de l'__________ et est fourni à titre purement informatif."
(Doc. 10)

 

Analogamente ha proceduto con
riferimento all’altra ditta, la __________ (doc. 6, 8, 10). 

Il 14 dicembre 2005 la CV 1 scriveva
ad __________ quanto segue:

 

" Egregi
Signori,

 

 

abbiamo ricevuto soltanto oggi 14 dicembre 2005 la documentazione
relativa alla entrata nella nostra Fondazione delle __________ e __________.

Facciamo notare che non abbiamo nessuna possibilità di controllare
i dati contenuti nella lettera e la correttezza del versamento al 95% per un
grado di copertura immaginato del 75% per il 2005.

Gli stessi calcoli dovrebbe essere confermati dal vostro perito
LPP.

Attendiamo pertanto tale dichiarazione riservandoci il diritto di
ridiscutere le stesse cifre nel corso dei primi mesi del 2006.

Aggiungiamo inoltre che le indicazioni relative allo scoperto
tecnico da voi indicato (citando il vostro regolamento che dite di aver inviato
il 28.07.2005 e che non è mai a noi arrivato) sono solo dalla vostra parte e
che come indicato nella nostra lettera del 6 dicembre 2005 il

nostro accordo in base all'art. 53 e può essere dato solo se
vengono versate le riserve dei beneficiari di rendita al 100%.

Sperando vogliate prendere buona nota di quanto sopra in attesa
dell'attestato del perito che conferma la validità dei dati, porgiamo distinti
saluti." (Doc. 12)

 

                                         Il trasferimento dei
capitali alla CV 1 preannunciato da __________ è avvenuto con valuta 29
dicembre 2005 (doc. 5, 6) con ulteriori versamenti (fr. 651'000 per __________
e 641'000 per __________, doc. 7,8) in data 17 febbraio 2006. Tali importi sono
poi stati integrati sino al 100% da parte dei datori di lavoro.

 

La convenzione di adesione tra
la CV 1 e le ditte affiliate è stata sottoscritta dalle parti  il 6 giugno 2006
con effetto retroattivo al 1. gennaio 2006; sulla base della stessa le ditte in
oggetto trasferivano alla CV 1 “l’attuazione della previdenza professionale
a favore dei suoi salariati, conformemente all’atto di fondazione e al
regolamento. Essa inoltre aderisce dalla CV 1” (doc. C1 e C2).

 

Il 2/5 settembre 2008 CV 1 e __________
(e analogamente __________) hanno poi concluso un accordo del seguente tenore:

 

" (…)

PREMESSO CHE

 

·    con lettera 7.11.2005 __________
confermava alla CV 1 di accettare l'affiliazione alla CV 1 e di farsi garante
per la copertura 100% del proprio personale attivo e beneficiari di rendita, indipendentemente
dal tipo di liquidazione applicata dalla ____________________;

 

·    la CV 1 con lettera 23.12.2005
richiedeva alla __________ di accantonare i mezzi necessari per effettuare la
copertura al 100% entro il 31.12.2011, nel caso in cui non fosse stato
possibile ricevere gli importi necessari dalla __________ dopo aver seguito le
vie legali. Nel frattempo la CV 1 si sarebbe impegnata a garantire le rendite
ai pensionati al 100% solo fino all'esaurimento del fondo speciale creato
presso la CV 1 a nome della __________;

 

·    con lettera 9.01.06 __________
confermava alla CV 1 il proprio impegno alla copertura del 100% in caso di una
definitiva applicazione della procedura di liquidazione parziale e allo scopo
il proprio CdA in data 17.6.05 aveva già proceduto alla creazione di un fondo
previdenziale.

La __________ chiedeva però alla CV 1
di commissionare una perizia interna volta a stabilire l'esatto ammontare del
disavanzo di personale attivo e pensionati sulla base delle riserve comunicate
da __________;

 

·                                                                             la
CV 1 con lettera 6.02.2006 dichiarava lo scoperto indicato dal proprio perito
di fiducia essere di CHF 1'994'057 alla luce di un versamento già effettuato
con valuta 29.12.2005 da parte dell'__________ alla CV 1 di CHF 5'217’176. Tale
cifra era supportata dal rapporto del perito LPP Sig.ra __________r in allegato
alla lettera del 6.2.2006; totale passivi calcolato da __________ al 6.2.2006
di CHF 7'211'233;

 

·                                                                             con
lettera 6.2.2008 la CV 1 indicava alla __________ che in totale __________ al
27.11.2006 aveva riversato alla CV 1 in totale 6'434584 CHF di riserve indivise
tra attivi e pensionati;

 

·                                                                             tenuto
conto dei beneficiari di rendite garantiti da __________ le riserve versate
decurtate di CHF 378’308 si riducono a CHF 6'056'276;

 

·                                                                             con
valuta 21.12.2006 __________ a seguito del versamento alla CV 1 CHF 300’000
quale contributo di risanamento ha incrementato le riserve a CHF __________;

 

TUTTO CIÒ PREMESSO, SI STIPULA E
SI CONVIENE QUANTO SEGUE

 

Articolo 1

 

__________ versa alla CV 1 a copertura al 100% del proprio
istituto di previdenza II pilastro CHF 854'957 con valuta 31.12.2008. Questo  importo
serve a raggiungere il totale passivi di CHF 7'211'233 calcolati da __________
(perito __________) il .6.2.2006.

Articolo 2

 

__________ versa ulteriori CHF 64'122 a compensazione degli interessi passivi maturati da 1.1.2006 a 31.12.2008 riferiti al deficit
attuariale di CHF 854'957. Il tasso di interesse quivi applicato al 2.5% equivale
al tasso minimo secondo cui deve essere remunerato obbligatoriamente il
capitale di vecchiaia in base alla LPP.

 

Articolo 3

 

Eventuali ulteriori e- futuri conguagli dovuti e versati da __________
sulla base di una decisione dell'autorità; di vigilanza, o di ulteriori istanze
giudiziarie sono di spettanza di __________." (Doc. 3)

 

                                         Con riferimento ai
rapporti intercorsi con gli assicurati e beneficiari di rendita, dalla
documentazione agli atti risulta inoltre che durante i mesi di agosto e
settembre 2006 i beneficiari di rendite sono stati informati dalla CV 1 che,
tra l’altro,"dal 1. gennaio 2006 la nostra Fondazione ha stipulato una
convenzione di adesione con l' __________ ", rispettivamente con l'__________.
LaCV 1 chiedeva l'inoltro di alcuni documenti per controllare i casi di inabilità
lavorativa (doc. J) e in alcuni casi particolari (rendite professionali) ha
ulteriormente informato i beneficiari di rendita della "disponibilità
del datore di lavoro a colmare la lacuna generata dalla liquidazione parziale a
seguito dell'uscita dall'__________ " e con ciò della continuazione
del versamento delle rendite (cfr. doc. K).

                                        Agli
atti figurano inoltre altre comunicazioni della convenuta agli attori
rispettivamente dal suo riassicuratore, la __________, concernenti il
versamento delle prestazioni, l’entrata a far parte della fondazione del datore
di lavoro con effetto dal 1. gennaio 2006 e assicurazione di pagamento delle
rendite (doc. L, M) nonché l’assicurazione del mantenimento di tutti i
diritti acquisiti (doc. N, O, Q), 

 

In seguito al cambio di istituto
di previdenza, dal gennaio a maggio 2006 __________ e per tutto il 2006 __________
(doc. XLVI/14g; doc. 13 e 14; doc. XXXV) hanno proceduto ad anticipare le rendite
a favore dei pensionati; i relativi importi anticipati sono poi stati considerati
quali acconti sui premi da versare per gli assicurati attivi nel 2006 (doc.
14). 

 

Per quanto concerne i successivi
rapporti tra la convenuta e __________, dalla documentazione emerge che in data
29 maggio 2006 __________ inviava (con copia all’UFAS) un conteggio definitivo
in relazione al “Transfert collectif du personnel “ delle due ditte con
la quale rielencava la situazione dettagliata (riferita ai capitali di
copertura degli assicurati attivi, per ca 3 Mio di franchi per __________ e fr.
2 Mio per __________ e dei beneficiari di rendite, per circa 4 Mio per __________
e 5,1 Mio per __________) e allegava l’avviso di accredito relativo all’ultima
tranche di pagamento oltre alle liste degli assicurati e dei beneficiari di
rendite (doc. 22, 23). Per quanto riguardava __________ __________p ha versato
complessivamente ca 6.2 Mio (5.5 il 29 dicembre 2005, 650'000 il 17 febbraio
2006 e il restante il 31 maggio 2006) pari ad un tasso di copertura del 80.51%,
dedotto proporzionatamente conformemente al Regolamento di liquidazione
parziale approvato dal’UFAS (doc. 22). Per quanto riferito a __________ il
versamento complessivo è ammontato a quasi 6 Mio (5,2 versati il 29 dicembre
2005, 640'000 nel febbraio 2006 e il resto nel maggio 2006, doc. 23) pure pari
ad un tasso di copertura del 80.51%, dedotto proporzionatamente conformemente
al Regolamento di liquidazione parziale approvato dal’UFAS (doc. 23). 

Da notare che per quanto
riguarda __________ __________ ha pure trasmesso una lista dei casi di invalidità
annunciati, ma ancora in attesa (doc. 22). 

Inoltre, in data 14 settembre
2006 __________ ha informato la CV 1 sulla “Bereinigte Schlussabrechnung
nach Bearbeitung der Einsprachen zum Uebertragungsvertrag und zur
Schlussabrechnung des Personals” dell’__________ e __________ con allegati
tutti i conteggi riferiti da un lato agli attivi e dall’altro separatamente e precisamente
ai “Rentnerbezüger” comprendenti beneficiari sia di rendite di vecchiaia sia di
invalidità (doc. 15, 16). La lettera precisava che le liste facevano parte
dell’allegato “Uebertragungsvertrages”.  

Parallelamente in data 14
settembre 2006 ____________________ scriveva all’avv. __________, rappresentante
della __________ respingendo un’opposizione contro il piano di ripartizione in occasione
della liquidazione parziale, e sul tema del destino dei beneficiari di rendite
già dipendenti della __________, comunicando quanto segue:

 

" (…)

Übergang der Rentenverpflichtungen auf die neue Vorsorgeeinrichtung

Gemäss Artikel 53e Absatz 4 BVG haben sich die
bisherige und die neue Vorsorgeeinrichtung über den Verbleib der Rentenbezüger
zu einigen, sofern der Anschlussvertrag keine Regelung trifft. Zwar Ist die
Angelegenheit bei der Pensionskasse der __________ nicht im

Anschlussvertrag festgehalten; dafür sieht das
bis 31.12.2005 gültige Reglement klar vor, dass die Rentner von einer Kündigung
des Anschlussvertrages ebenfalls betroffen sind und in die neue
Vorsorgeeinrichtung übertreten. Da die vertraglichen und reglementarischen Grundlagen
gemäss höchstrichterlicher Rechtsprechung ein untrennbares Ganzes bilden, vermag
der Umstand, dass nicht der Anschlussvertrag sondern das Reglement das
Schicksal der Rentner bestimmt, nichts daran zu ändern. Eine Regelung dieser
Angelegenheit im Reglement kann somit als hinreichend erachtet werden. Wir
erlauben uns an dieser Stelle

den Hinweis, dass diese Auffassung von einzelnen
ausgetretenen Unternehmungen bereits gutachterlich abgeklärt und bestätigt
worden ist.

Der Stiftungsrat lehnt deshalb Ihre Einsprache
ab." (Doc. 24)

 

Di seguito veniva allestito il
conteggio definitivo della situazione per il 18 settembre 2006 che comprendeva
anche un capitale di copertura per gli aventi diritto a rendite di circa 4.5
milioni e circa 3 milioni per gli assicurati attivi (doc. 24). In calce
figurava la menzione della facoltà di ricorso al UFAS. 

 

Per quanto riguarda gli attori,
i capitali trasferiti erano i seguenti:

 

" __________
e __________

(…)

 

Capitaux de couverture transférés (calcul pour le
31.12.2005):

 

AT 2, né le 10.03.1945 CHF 369'502.00

AT 3, né le 04.02.1945 CHF 288'387.00

AT 1, né le 05.11.1944 CHF 304'024.00

 

Ces capitaux ont été calculés par notre Expert en
prévoyance, la base technique est la tabelle EVK 2000 avec taux technique de
4.5%." (Doc. AA)

 

   e più precisamente composti come
segue:

 

	
  Unter- nehmung

  	
   

  AHV-Nummer

  	
   

  Name Vorname

  	
   

  	
  Renten-

     art.

  	
   

  	
  Deckungs-

  kapital DK

  	
  gekürztes

         DK

  
	
  1064

  	
  __________

  	
   

  	
  …

  	
  Altersrente

  	
  …

  	
  288'940

  	
  232'048

  
	
  1064

  	
  __________

  	
  AT 2

  	
  …

  	
  Berufsinvaliden-rente

  	
  …

  	
    91'064

  	
    73'133

  
	
  1064

  	
  __________

  	
  AT 2

  	
   

  	
  Invaliden-Zusarzrente

  	
   

  	
    80'091

  	
    64'321

  
	
  ………...

  	
  ………………

  	
  ………………..

  	
  …

  	
  ………………..

  	
  …

  	
  …………...

  	
  ………...

  
	
   

  	
              
  35.118

  	
  AT 3

  	
  …

  	
  Altersrente

  	
  …

  	
  273'040

  	
  219'278

  
	
   

  	
              
  35'118

  	
  AT 3

  	
  …

  	
  Berufsinvaliden-
  rente

  	
  …

  	
   
  86'053

  	
   
  69'109

  

 

(…)" (doc. BB)

 

 

	
  Unter- nehmung

  	
   

  AHV-Nummer

  	
   

  Name Vorname

  	
   

  	
  Renten-

     art.

  	
   

  	
  Deckungs-

  kapital DK

  	
  gekürztes

         DK

  
	
  1214

  	
  __________

  	
  AT 1

  	
  …

  	
  Altersrente

  	
  …

  	
  287'844

  	
  231'168

  
	
  1214

  	
  __________

  	
  AT 1

  	
  …

  	
  Invalidenrente

  	
  …

  	
    90'718

  	
    72'856

  

 

(…)" (doc. CC)

                                                                                 

                                         Una convenzione è stata sottoscritta
tra le ditte e la convenuta il 12 novembre 2008 prevedendo tra l’altro quanto
segue:

 

" (…)

Premesso che

-   in data 30
novembre 2005 il Consiglio di amministrazione dell' __________. aveva deciso di
garantire. sia ai pensionati sia al personale attivo, il capitale mancante al
31 dicembre 2005 qualora la __________ non avesse versato interamente l'importo
di libero passaggio, a seguito della nuova affiliazione della Cassa di
previdenza __________, a partire dal 1 gennaio 2006, alla CV 1,

-   dai conteggi
definitivi al 31 dicembre 2005, presentati dalla il 14 settembre 2006 all' __________.,
effettivamente risulta che, sia per i pensionati sia per il personale attivo,
gli importi di libero passaggio non sono stati versati interamente alla CV 1,

-   attualmente
è pendente presso l'Ufficio federale delle assicurazioni (UFAS) di Berna un
ricorso presentato il 9 ottobre 2006 dall' __________ contro i predetti
conteggi definitivi dell'__________.

 

(…)

 

si stipula e si conviene quanto segue:

 

Eventuali futuri conguagli dovuti dall'__________ sulla base:

-   di una
decisione dell'Autorità di sorveglianza o di ulteriori istanze giudiziarie,
oppure

-   dì un accordo transattivo,

sono di spettanza della __________ fino a concorrenza di quanto
versato da quest'ultima alla CV 1, a copertura del capitale mancante di libero
passaggio menzionato nella premessa." (Doc. 4)     

 

                             2.10.   Al momento del raggiungimento
dell’età conferente il diritto alla rendita di vecchiaia, agli assicurati sono
state erogate delle prestazioni che non hanno soddisfatto le loro aspettative,
ritenuto come AT 1 e AT 2 hanno optato per il ritiro del capitale, mentre AT 3
per la rendita. 

Le prestazioni sono state
definite dalla convenuta come segue:

 

" (…)

AT 1 inc. 32.2012.48

 

	
  Invalidità

   

  	
   

  
	
  Versati da __________P

  	
   72'856.00

  
	
  Versati da __________

  	
   17'862.00

  
	
   

  	
   90'718.00

  
	
  Rendita Mensile invalidità

  	
     2'100.00

  
	
  Rendite versate

  	
          47.00

  
	
  Totale versato

  	
   98'700.00

  
	
  Maggior versamento

  	
     7'982.00

  

 

	
  Anzianità

   

  	
   

  
	
  Versati da __________

  	
  231'168.00

  
	
  Versati da __________

  	
    56'076.00

  
	
  Totale

  	
  287'244.00

  
	
  Versati a AT 1

  	
  287'844.00

  
	
  Interessi secondo accordo forfettario

  	
    13'299.00

  
	
   

  Totale versato

  	
   

  301'143.00

  

 

                                         In altre parole la
Fondazione ha calcolato la rendita di vecchiaia capitalizzata considerando
l’importo ricevuto da __________ con l’integrazione del datore di lavoro alla
fine del 2005 di fr. 287'244.- , deducendo quindi fr. 7'982 per “maggior
versamento” (tra quanto ricevuto e rendite versate) fissandolo quindi a fr.
279'862, poi corretto dopo numerose insistenze a fr. 301'143.- (doc. T),
aggiungendo interessi nella misura del 2.5% per il 2006, 2.5% per il 2007, 2.75
per il 2008 e 2% per il 2009 (cfr. doc. 18 e doc. T). 

                                         

                                         Analogamente ha proceduto
a calcolare il capitale di vecchiaia versato a AT 2 (doc. XXXV):

 

 

AT 2 inc. 32.2012.50

 

	
  Invalidità

   

  	
   

  
	
  Versati da __________

  	
    73'133.00

  
	
  Versati da __________

  	
    18'471.00

  
	
   

  	
    91'604.00

  
	
  Zusatzrente

  	
   

  
	
  Versati da __________

  	
    64'321.00

  
	
  Versati da __________

  	
    15'770.00

  
	
   

  	
    80'091.00

  
	
  Totale ricevuto

  	
  171'695.00

  
	
  Rendita Mensile invalidità

  	
      3'962.00

  
	
  Rendite versate

  	
           51.00

  
	
  Totale versato

  	
  202'062.00

  
	
  Maggior versamento

  	
    30'367.00

  
	
   

  	
   

  

 

	
  Anzianità

   

  	
   

  
	
  Versati da __________

  	
  232'048.00

  
	
  Versati da __________

  	
    56'892.00

  
	
  Totale

  	
  288'940.00

  
	
  Versati a AT 2

  	
  288'940.00

  
	
  Interessi 

  	
        838.70

  
	
   

  Totale versato

  	
   

  289'778.70

  

 

                                         La CV 1 si è limitata a
riconoscere l’importo ricevuto da __________ e il datore di lavoro, di fr.
288’940, al quale ha poi aggiunto fr. 838 di interessi. 

 

Quanto infine e AT 3, il quale
ha optato per il versamento della rendita, la situazione è stata definita dalla
convenuta come segue (doc. XXXV):

 

 

AT 3 inc. 32.2012.49

 

	
  Invalidità

   

  	
   

  
	
  Versati da __________

  	
   69'109.00

  
	
  Versati da __________

  	
   16'944.00

  
	
   

  	
   86'053.00

  
	
  Rendita Mensile invalidità

  	
     1'992.00

  
	
  Rendite versate

  	
          51.00

  
	
  Totale versato

  	
  101'592.00

  
	
  Maggior versamento

  	
    15'539.00

  

 

	
  Anzianità

   

  	
   

  
	
  Versati da __________

  	
  219'278.00

  
	
  Versati da __________

  	
    53'762.00

  
	
  Totale

  	
  273'040.00

  
	
  Interessi 2.5%

  	
    27'359.50

  
	
  Maggior versamento rendita

  	
    15'539.00

  
	
  Capitale per calcolo rendita

  	
  284'860.50

  
	
  Tasso di conversione

  	
            6.2%

  
	
  Rendita annua

  	
    17'661.35

  
	
  Rendita mensile

  	
      1'471.78

  

 

La prestazione di vecchiaia è
stata calcolata considerando un capitale di vecchiaia di fr. 284'860.50 (calcolato
deducendo il “maggior versamento rendita” di fr. 15'539 e aggiungendo
interessi semplici al 2.5% per fr. 27'359 su 51 mesi) e applicando un tasso di
conversione del 6.2% (in luogo di quello regolamentare del 6.8%), giungendo ad
una rendita mensile di fr. 1'471.80.

 

In sostanza, quindi, la
convenuta ha calcolato le prestazioni sulla base dei capitali ricevuti da __________
(copertura ca 80%), integrati dai datori di lavoro nella misura del 20%, e da
questi importi ha dedotto parte delle rendite (di invalidità) già versate e,
per quanto riferito alla rendita, applicato un tasso di conversione del 6.2%.
Le prestazioni riconosciute sono in tal modo risultate considerevolmente più
esigue non solo rispetto a quelle di invalidità versate in precedenza, ma
anche, e soprattutto, a quelle cui avrebbero avuto diritto gli interessati nel
caso fossero stati considerati regolarmente affiliati alla CV 1.  

In sostanza la CV 1 ha sostenuto
che gli aventi diritto ad una rendita di invalidità al 1. gennaio 2006 non sono
mai entrati a far parte della fondazione e non possono pertanto godere della
copertura degli attivi. Tale tesi è fermamente contestata dagli attori, i quali
chiedono in sostanza il riconoscimento dei diritti quali affiliati alla
fondazione e, quindi, l’aggiunta degli interessi composti sull’intero capitale
vecchiaia e l’applicazione del tasso di conversione regolamentare.     

 

                             2.11.   Questo Tribunale, tutto bene
ponderato, ritiene che, come sostenuto dagli attori, il passaggio di istituto
di previdenza da parte delle ditte __________ e __________, da __________ alla CV
1, ha comportato il trasferimento della globalità degli assicurati, e meglio
sia degli attivi che degli aventi diritto a rendite, incluse quindi anche le persone,
come gli attori, che al 1. gennaio 2006 erano al beneficio di una rendita di
invalidità. 

In questo senso, è bene
premetterlo, si è pronunciata in modo inequivocabile l’autorità di sorveglianza
che si è occupata della procedura di liquidazione di __________. Nello scritto
10 settembre 2013 al TCA  l’UFAS si è, tra l’altro, espresso in effetti nel
seguente modo:

 

" I nostri
incarti trattano varie tematiche della liquidazione parziale, realizzatasi col
trasferimento delle due aziende alla CV 1, tra cui anche la questione del
trasferimento dei beneficiari di rendita di vecchiaia ed invalidità. Ma i
contenuti si limitano alla questione dell’affiliazione di queste persone
(vengono riprese dal nuovo istituto di previdenza o restano presso l’__________)
ed agli importi versati una volta deciso il trasferimento alla CV 1, capitali
calcolati dal perito, senza però specificare in quale contesto. Poiché le
rendite d’invalidità dal gennaio 2006 sono state versate dalla CV 1, è pacifico
che la CV 1 abbia ripreso l’affiliazione di queste persone." (doc. XXIX)

 

L’UFAS ha poi nuovamente
ribadito in data 11 dicembre 2013:

 

" (…) Che
gli assicurati in questione siano passati alla CV 1 è nel caso chiaro, come su
come vi siano passati non abbiamo traccia." (doc. LI) 

 

                          2.11.1.   Innanzitutto una simile conclusione
si impone analizzando la regolamentazione interna all’istituto di previdenza e
la normativa applicabile. 

 

Richiamato il disciplinamento di
cui all’art. 53e cpv. 4 LPP, il quale dispone di esaminare se il contratto di
affiliazione (quello disdetto; nel nostro caso quindi quello concluso tra le
datrici di lavoro e __________ dispone di una regolamentazione sul mantenimento
o trasferimento dei beneficiari di rendite, il Regolamento __________ in vigore
dal 1. gennaio 2002 e fino al 31 dicembre 2005, cioè al momento del cambiamento
di istituto di previdenza oggetto della presente lite (doc. E), all'art. 74
cpv. 3 prevede che:

 

" (…)

3.   La risoluzione del contratto d'affiliazione comporta i
seguenti 

      effetti:

      a)  Tutti
gli assicurati attivi e pensionati del contraente d'assicurazione escono dalla
cassa alla data di disdetta;

      b)  La
cassa trasferisce i diritti acquisiti individuali di tutti gli assicurati
attivi del contraente d'assicurazione al nuovo istituto di previdenza dello
stesso. L'eventuale ammanco attuariale secondo il bilancio attuariale
approntato alla data d'uscita sarà tenuto in considerazione pro rata. Gli averi
di vecchiaia ai sensi della LPP sono tuttavia garantiti in ogni caso." 

 

Va precisato che la convenzione
di adesione sottoscritta tra __________ e __________ il 4 giugno 1985 (analogamente
a quella conclusa con __________) non si pronuncia specificatamente in meri