# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fce4f18a-6fee-546d-9cc0-a65c83fb0afc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-10-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 19.10.2017 15.2017.64
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2017-64_2017-10-19.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2017.64

  	
  Lugano

  19 ottobre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 7 settembre 2017 della

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Locarno,
o meglio contro la comminatoria di fallimento emessa il 13 luglio 2017
nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti della ricorrente dalla

 

	
   

  	
  PI 1, __________

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Nell’esecuzione n. __________ promossa il
25 aprile 2017 dalla PI 1 contro la ditta RI 1 per l’incasso
di fr. 597.85 oltre agli accessori, il 13 luglio 2017 l’Ufficio di esecuzione
(UE) di Locarno, appurato che l’escussa non aveva interposto opposizione, ha
emesso la comminatoria di fallimento, che ha potuto esserle notificata a mezzo
polizia solo il 1° settembre 2017.

 

                                  B.   Con
ricorso del 7 settembre 2017, la RI 1 chiede l’annullamento della comminatoria
di fallimento.

 

                                  C.   Con
osservazioni del 18 settembre 2017 la PI 1 si è opposta al ricorso, mentre l’UE
ha chiesto che ne venga dichiarata l’irricevibilità.

 

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Giusta l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la
via giudiziaria, il ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni
provvedimento di un ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di
una norma di diritto o un errore di apprezzamento. Contro la notifica della
comminatoria di fallimento può quindi essere formulato un ricorso, ma
unicamente per ragioni formali (Ottomann/Markus
in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n.
6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l’incompetenza territoriale dell’ufficio d’esecuzione
(DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell’escusso all’esecuzione
ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l’assenza di una decisione
esecutiva che rigetti l’opposizione o l’inoltro di un’azione di disconoscimento
di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece preclusa per
questioni di merito (relative alla validità materiale del credito posto in
esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria o
amministrativa competente, in particolare nell’ambito della procedura di
rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF).

 

                                   2.   Nel
caso specifico, la ricorrente afferma di non avere mai ordinato o acquistato
merce dalla PI 1 e, dopo la notifica del precetto esecutivo, di avere
contattato il suo servizio di contabilità, che le avrebbe assicurato che si
trattava di un errore e che avrebbe chiuso la questione annullando
l’esecuzione, motivo per cui l’escussa, fondandosi in buona fede su quanto
promesso, non avrebbe interposto opposizione. Chiede pertanto di annullare la
procedura o quantomeno di obbligare l’escutente a provare l’esistenza reale del
debito “contestato”. Da parte sua, la PI 1 contesta le affermazioni della ricorrente e
ricorda che la stessa aveva già in precedenza comprato merce presso il suo
negozio di __________, pagando poi le due relative fatture.

 

                                         Orbene,
da una parte la ricorrente ammette di non avere interposto opposizione, neppure
a titolo cautelativo, e dall’altra non ha prodotto alcuna prova atta a
dimostrare di essere stata dissuasa dall’opporsi all’esecuzione a causa di un
comportamento dell’escutente lesivo del principio della buona fede. Quanto al­l’asserita
inesistenza del credito vantato dalla PI 1, si tratta di una questione di
merito che sfugge al potere di cognizione dell’UE e di questa Camera (sopra
consid. 1). Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso va di conseguenza
respinto.

 

                                   3.   Non
si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –  ;

  –  .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Locarno.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.