# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e545cd38-5e60-53ac-adf9-17604ed36199
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-03-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.03.2001 32.2000.4
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2000-4_2001-03-06.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2000.00004

   

  MB/sc

  	
  Lugano

  6 marzo 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

   Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Michela Bürki
  Moreni

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 gennaio 2000
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 14 dicembre 1999 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 10
luglio 1998 __________, di professione gerente di bar, ha presentato istanza
all’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) tendente all’assegnazione di
prestazioni per adulti. Il dottor __________, nel rapporto medico redatto
all'attenzione dell'amministrazione, ha posto la seguente diagnosi (cfr. doc. _):

 

" 
Trombo-flebiti recidivanti nel quadro di una
resistenza alla proteina C attivata.

Instabilità dell'articolazione
trapezio-metacarpeale a destra.

Stato ansioso-depressivo.

Infetti urinari recidivanti."

 

                                         attestando
un'inabilità lavorativa del 100% dal 1. maggio 1997 (doc. _ atti amm).

 

                                         In data
30 settembre 1998 l'assicurata è stata sottoposta ad una ligamentoplastica per
la stabilizzazione ulnare della trapezio-metacarpea sec. Brunelli a destra,
eseguita dal dottor __________ (atto AI _).

                                         

                               1.2.   Pendente
istruttoria amministrativa l'UAI, alfine di accertare lo stato di salute
dell'assicurata, ha ordinato una perizia specialistica a cura del Servizio
medico dell'assicurazione invalidità (SAM), che ha esaminato l'assicurata da un
punto di vista psichiatrico e della chirurgia della mano. Le conclusioni
peritali sono state trasmesse all'amministrazione il 4 ottobre 1999.

 

                               1.3.   Con proposta
di decisione 14 ottobre 1999, l’amministrazione ha quindi assegnato a
__________ una mezza rendita di invalidità, precisando che

 

" 
Il grado d'invalidità, determinato in base
all'articolo 4 LAI, viene fissato al 50% con diritto a mezza rendita AI a
decorrere dal 1. maggio 1998.

Dal rapporto peritale stilato dal Servizio
Accertamento Medico AI di Bellinzona risulta, infatti, che l'assicurata
presenta una parziale incapacità lavorativa (50%) nella professione
precedentemente esercitata di gerente a far tempo dal 1.5.1997.

La mezza rendita viene concessa dopo un anno di
attesa."

                                         

                                         Il
diritto alla mezza rendita di invalidità con effetto dal 1 maggio 1998 è stato
confermato con decisione formale del 19 ottobre 1999.

                                         L'ammontare
della rendita è stato stabilito con decisione 14 dicembre 1999.

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso presentato al TCA in data 14 gennaio 2000 l’assicurata ha
impugnato la decisione dell’amministrazione, per il tramite dell'avvocato
__________, chiedendo al TCA l'assegnazione di una rendita intera di invalidità
con effetto dal 1. maggio 1998 al 1 novembre 1999. A sostegno della propria
richiesta il rappresentante dell'assicurata adduce quanto segue:

 

" 
(…)

in base al rapporto peritale del Servizio
accertamento medico AI, cui fa riferimento la proposta di decisione
dell'Ufficio AI del Cantone Ticino, la signora __________ deve essere
considerata incapace al lavoro nella misura del 50% come esercente, a partire
dal mese di maggio 1997 e continua. La ricorrente avrebbe infatti potuto essere
presente presso l'esercizio pubblico durante tutto l'arco della giornata, ma
con rendimento ridotto alla metà.

Il SAM ammette però che nel 1997, 1998 e 1999 vi
sono stati periodi di incapacità lavorativa al 100 % dovuti a ricoveri
ospedalieri, rispettivamente alla riabilitazione postoperatoria.

La signora __________ non condivide le
conclusioni del SAM, fatte proprie dall'Ufficio AI, che oltretutto
contraddicono i pareri del consulente del SAM medesimo e dei medici curanti
della ricorrente. Per questo motivo si chiede l'intervento di questo Tribunale
cantonale delle assicurazioni affinché la decisione impugnata venga riformata
nel senso proposto dall'insorgente. (…)" (Doc. _)

 

 

                               1.5.   Con risposta
28 febbraio 2000, l’UAI, dopo aver esperito alcuni accertamenti supplementari,
ha proposto al TCA di respingere il gravame con le seguenti motivazioni:

 

" 
(…)

1.   L'assicurata
ritiene che i periti non abbiano esattamente valutato il complesso dei fattori
inabilitanti.

 

                                                                         Tuttavia,
a nostro avviso, esaminando con attenzione la perizia, non vi sono motivi per
ritenere che i periodi di invalidità e la loro graduazione non siano aderenti
alla realtà: sono stati infatti considerati tutti i fattori patologici e sono
stati richiesti i necessari consulti specialistici.

 

2.   Premesso
quanto sopra, l'Ufficio Al, considerando che la refertazione del medico curante
di cui agli allegati 8 e 13 indicava, costantemente, un'inabilità del 100% dal
01.05.1997 e continua, ha chiesto ulteriori precisazioni sia al curante
medesimo che ai periti del SAM.

 

                                                                         Orbene
i periti, innanzitutto, hanno risposto in modo esauriente, considerando anche
la successione degli atti medici precedenti, sotto i profili di contestazione
specifici emersi in sede di ricorso, in particolare rilevando come alcuni dei
periodi di incapacità al 100% fossero da riferire agli esiti immediati delle
cure specialistiche, trattandosi quindi di fattori del tutto transitori, mentre
fanno ancora osservare che la certificazione del Dr. __________ recante
un'indicazione di invalidità del 100%, è con tutta probabilità riferita alla
precedente professione di cameriera barista e non di esercente‑gerente di
bar, col relativo cambio parziale di mansioni.

 

                                                                         Per
altro verso, il medico curante Dr. __________, nella sua risposta del
24.01.2000, dichiara espressamente di concordare con le precisazioni fornite
dal SAM il 14.01.2000 nella comunicazione poco sopra indicata e di condividere,
quindi, l'inabilità lavorativa al 50% in qualità di esercente.

 

 

                                                                         Il
contesto della dichiarazione fa chiaramente capire che l'inabilità lavorativa
al 50% in un'attività meglio confacente è da riferire a tutto il periodo
oggetto di osservazione, e non soltanto al lasso temporale successivo al 1.
novembre 1999." (Doc. _)

 

                               1.6.   Con scritto
11 aprile 2000 il rappresentante dell'assicurata ha proposto l'assunzione di
alcuni mezzi di prova e trasmesso il certificato medico del dottor __________
del giorno precedente, sottolineando che:

 

" 
(…)

Dall'ultimo rapporto del dr. __________ risulta
chiaramente che la decisione dell'Ufficio AI e la valutazione 14.1.2000 del SAM
non sono corrette. Questi atti non tengono infatti conto dei problemi avuti
dall'assicurata fino al 31 ottobre 1999, rispettivamente degli interventi
chirurgici subiti dal 1 maggio 1998 al 31 ottobre 1999. Durante questo periodo
la ricorrente deve dunque essere ritenuta inabile al lavoro al 100 % anche in
qualità di esercente." (Doc. _)

                                      

                               1.7.   Ai fini
istruttori questa Corte ha assunto agli atti l'incarto fiscale dell'assicurata
relativo al biennio 1999/2000, ha sottoposto all'UAI il certificato medico del
dottor __________ per osservazioni e posto alcuni quesiti sull'inabilità lavorativa
dell'assicurata alla Cassa malati __________.

                                         I
documenti assunti agli atti sono stati trasmessi alle parti. Il rappresentante
della ricorrente ha presentato le proprie osservazioni in data 13 novembre
2000, mentre l'UAI in data 22 dicembre 2000.

                                         Alle
precisazioni dell'amministrazione l'assicurato ha replicato il 18 gennaio 2001,
mentre in data 16 gennaio 2001 il dottor __________ ha risposto ad un ulteriore
quesito sottopostogli dal TCA. Tutti gli atti di causa sono stati trasmessi
alle parti.

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto del
contendere è il grado di invalidità dell'assicurata dal 1 maggio 1998 al 1
novembre 1999. L'interessata sostiene, infatti, che per questo lasso di tempo
l'invalidità è totale e non solo parziale, come stabilito dall'UAI.

 

                                         L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a   infermità congenita,
malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.2.   Come è già
stato rilevato in numerose sentenze la valutazione dell'inva­lidità non va
stabilita unicamente in base a fattori medico-teorici (RAMI 1996 p. 34, p. 36
consid. 3b; STFA inedita 23.3.92 in causa F.A., consid. 4; DTF 110 V 275
consid. 4a, 105 V 207 seg.), bensì rilevanti sono gli effetti del danno alla
salute sulla capacità di guadagno (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b).

                                         La
documentazione medica costituisce un impor­tante elemento di giudizio per
determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato
(SVR 1996 IV Nr. 74 p. 214 consid. 2d; DTF 114 V 314 consid. 3a, DTF 105 V 158
consid. 1; RCC 1982 pag. 35 consid. 1). 

                                         Non
spetta invece al medico graduare l'invalidità dell'assicurato.

                                         Il
compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute e
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro (RCC 1991, pag. 331 consid. 1c). Il medico non possiede invece né la
prepa­razione né gli strumenti per pronunciarsi sulla capa­cità di guadagno.
Questo giudizio spetta all'ammini­strazione, rispettivamente al giudice, e
dev’essere formu­lato sulla base del raffronto dei redditi (RCC 1986, pag.
432).

                                         I
documenti medici sono comunque sempre di rilievo quando permettono di dedurre
le conseguenze economiche delle affezioni accertate (STFA non pubbl. del 2
luglio 1996 in re M. N p. 4 consid. 2; DTF 114 V 314 consid. 3c).

                                         Di
conseguenza, il fatto che un assicurato sia, da un profilo medico, incapace al
lavoro ad un determinato grado, non significa ancora ch'egli debba
necessariamente benefi­ciare del riconoscimento dello stesso grado d'invalidità
da parte della Commissione AI. 

                                         L'incapacità
di guadagno (sulla quale si fonda il concetto d'invalidità ai sensi dell'art. 4
LAI) si distingue dall'incapacità di lavoro per il fatto che essa considera
quale guadagno può e deve ancora essere realizzato dall'interessato,
utilizzando la sua capacità lavorativa residua in un mercato del lavoro
equilibrato. L'incapacità di lavoro, invece, è l'impossibilità fisica di
muoversi o di fare uno sforzo, come pure l'impossibilità psichica di agire con
metodo. Essa viene valutata nella propria professione rispettivamente in altri
lavori e attività (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit
suisse de la sécurité sociale, pag. 228).

                                         La LAI
tutela dunque non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa, ma l'incapacità
al guadagno. 

                                         Di
regola, l'invalidità economica appare inferiore all'inabilità medica. In taluni
casi particolari, per contro, si deve ammettere che l'incapacità al guadagno
sia superiore al mero grado d'incapacità lavorativa sotto il profilo medico
(cfr. ad es. B. Schatz, Kommentar zur eidg. Militärversicherung, Zurigo 1952,
pagg. 140 e 141). 

 

                                         Quindi,
il grado d'invalidità di un assicurato non può essere fondato sulla mera
valutazione medica, bensì deve corrispondere al grado della sua incapacità al
guadagno, tenuto conto di ogni attività che da lui ragionevolmente si può
richiedere e delle possibilità di lavoro a lui aperte (cfr. SVR 1996 IV Nr. 74
p. 213ss consid. 2b; RCC 1962, pag. 126).

 

                               2.3.   Per l'art.
29 cpv. 1 lett. b LAI, inoltre, il diritto alla rendita secondo l'art. 28 LAI
(consid. 2.1) nasce il più presto nel momento in cui l'assicurato è stato per
un anno e senza notevoli interruzioni incapace al lavoro per almeno il 40%.

 

                               2.4.   L'assicurata
contesta l'affidabilità della perizia del SAM per quanto riguarda la
valutazione del grado di inabilità lavorativa per il periodo dal 1 maggio 1998
al 1 novembre 1999: a suo parere infatti l'inabilità lavorativa va considerata
totale.

                                         L'UAI,
dal canto suo, dopo aver esperito degli accertamenti supplementari, ha
precisato che l'inabilità al 100% si riferirebbe all'attività di cameriera,
mentre quella di esercente era esigibile al 50%. 

 

                                         In
concreto dalla perizia fatta esperire in sede amministrativa dall'UAI risulta
in particolare che, per stabilire il grado di inabilità lavorativa
dell'assicurata nel periodo contestato, i periti hanno tenuto conto unicamente
delle affezioni di natura psichica e degli aspetti relativi alla chirurgia
della mano.

                                         In
effetti quali "diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa" i
medici hanno indicato 

 

" 
Sindrome algica dell'arto sup. ds., con / su

 

-                                     pregressa
plastica ligamentare secondo Brunelli per instabilità dolente
dell'articolazione trapeziometacarpale il 30.09.1998;

-                                     pregressa
resezione di neurinoma di uno dei piccoli rami del ramo superficiale del nervo
radiale il 22.06.1999.

 

Sindrome
da Dolore Somatoforme."

                                         

                                         La resistenza
alla proteina C, attivata con/su pregresse tromboflebiti agli arti sinistri
(anticoagulazione con cumarinici), è invece stata considerata un' affezione
senza influsso alcuno sull'incapacità lavorativa.

 

                                         Il SAM,
inoltre, non ha ritenuto di far proprie le conclusioni del perito incaricato di
stabilire l'inabilità lavorativa in relazione ai problemi alla mano, precisando
che, al contrario di quanto attestato dal dottor __________, l'incapacità
lavorativa non è totale, ma pari al 50%. Al riguardo i periti hanno evidenziato
che 

 

" 
attualmente l'A. è attiva quale gerente di un
bar, come da noi già descritto in modo particolare al punto A.1. in contrasto
con l'affermazione del nostro consulente, noi medici del SAM siamo
dell'opinione che l'A. possa lavorare come gerente ed eseguire lavori
amministrativi, di sorveglianza, di PR, comanda di materiale, ecc.. Non può
più, invece, fungere da rimpiazzo alle cameriere / camerieri, lavorare come
barista, portare pesi (per esempio casse di bibite). I sopracitati lavori
"amministrativi" non occupano tutta la giornata di un gerente e per
questo motivo valutiamo l'A. incapace al lavoro come gerente nella misura del
50% (presenza durante tutta la giornata sul posto di lavoro, ma con rendimento
ridotto della metà)."

….

tenendo in particolare conto della patologia alla
mano ds., l'A. è totalmente incapace al lavoro come cameriera a partire dal
maggio 1997 (come citato nel rapporto medico AI del dr. __________ del
27.07.1998) e continua.

Come esercente (si veda la sopraccitata
discussione), l'A. è incapace al lavoro nella misura del 50% (presenza durante
tutto l'arco della giornata, ma con rendimento ridotto della metà), sempre a
partire dal maggio 1997 e continua.

 

Nel 1997, 1998 e 1999 vi sono stati brevi periodi
d'incapacità lavorativa, dovuti a ricoveri ospedalieri, rispettivamente alla
riabilitazione postoperatoria."

                                         

                                         Pendente
causa il SAM, interpellato nuovamente dall'Ufficio AI, ha ribadito che (doc. _
allegato alla risposta di causa):

 

" 
Brevemente ricordiamo che l'A. fu valutata
totalmente incapace al lavoro, come cameriera - barista, a partire dal maggio
1997 (inizio dei suoi disturbi e come codificato dal medico curante dr.
__________ nel suo rapporto per l'UAI del 27.07.1998) e continua.

 

Com'esercente fu valutata incapace al lavoro
nella misura del 50%, sempre a partire dal maggio 1997 e continua (presenza
durante tutta la giornata, ma con rendimento della metà; esecuzione di lavori
amministrativi, di sorveglianza, di pubbliche relazioni, comanda di materiale,
ecc.).

 

Al momento della valutazione presso il SAM
(13-15.09.1999) l'A. lavorava com'esercente presso un Bar di __________. Nella
nostra perizia facemmo notare che l'A., nel corso del 1998-99, ebbe brevi
periodi d'incapacità lavorativa totale dovuti agli interventi operatori ed alla
riabilitazione (pag. 9 della nostra perizia).

 

Allegati alla vostra sopraccitata lettera,
abbiamo ricevuto due certificati medici. Quello del dr. __________ (del
26.11.1999) parla d'incapacità lavorativa al 100% dal 26.05 al 31.08.1999;
trattasi di un'incapacità lavorativa dovuta alle cure specialistiche, in modo
particolare all'intervento operatorio, che fu eseguito il 22.06.1999. L'altro
certificato è stato redatto il 25.11.1999 dal medico curante dr. __________ e
l'A. è valutata inabile al lavoro al 100% dal 5.12.1997 al 31.10.1999; molto
probabilmente trattasi di un'incapacità lavorativa come cameriera - barista e
non com'esercente/gerente di Bar.

 

Riconfermiamo la valutazione espressa nella
nostra perizia, redatta il 4.10.1999."

                                         

                                         Su
espressa richiesta dell'amministrazione il dottor __________ ha inoltre
precisato di concordare 

 

" 
con quanto scritto dal dr. Med. __________ il 14
gennaio 2000. L'inabilità al 100% è da considerarsi in relazione all'attività
di cameriera barista. Concordo con l'inabilità lavorativa al 50% quale
esercente."                             

 

                                         All'attenzione
del patrocinatore dell'interessata il dottor __________ ha però evidenziato che

 

" 
dal 1° maggio 1998 al 31 ottobre 1999 concordo
con il ritenere la paziente inabile al lavoro in misura completa anche quale
gerente. Infatti in questo periodo la paziente ha presentato ripetutamente
delle tromboflebiti agli arti superiori nel quadro di una resistenza alla
proteina C attivata ed è stata sottoposta a due riprese a degli interventi alla
mano destra. Il secondo intervento del resto si era reso necessario in
seguito alla persistenza della sintomatologia dolorosa importante dopo il primo
intervento."

                                      

                                         Dalla
documentazione prodotta dalla Cassa malati __________ risulta infine che dal 1
maggio 1997 al 31 luglio 1998 è stata considerata inabile al lavoro sempre al
100%. La __________ ha in particolare dichiarato che:

 

" 
(…)

le elenchiamo i periodi di malattia pagati dalla __________ con le
relative percentuali e i motivi dell'incapacità lavorativa.

 

Dal 01.05.1997 al 30.11.1997 inabilità al 100%

"Stato depressivo"

 

Dal 05.12.1997 al 24.04.1999 inabilità al 100%

"Trombo flebiti recidivanti. Instabilità della trapezio‑metacarpea

bilaterale più sintomatica a destra. Stato depressivo"."

(Doc. _)

 

                               2.5.   Da un
attento esame della documentazione medica assunta agli atti
dall'amministrazione e, pendente ricorso, questa Corte, risulta
inequivocabilmente che le diagnosi invalidanti poste dal SAM di 

 

" 
Sindrome algica dell'arto sup. ds., con / su

 

-                                     pregressa
plastica ligamentare secondo Brunelli per instabilità dolente
dell'articolazione trapeziometacarpale il 30.09.1998;

-                                     pregressa
resezione di neurinoma di uno dei piccoli rami del ramo superficiale del nervo
radiale il 22.06.1999.

 

Sindrome da Dolore Somatoforme"

 

                                         provocano
un'inabilità lavorativa del 100% quale cameriera e del 50% quale gerente. Su
questo punto concordano sia il SAM che il medico curante, che la stessa
assicurata. Quest'ultima infatti sostiene che l'inabilità lavorativa al 100%
nel periodo in esame è riconducibile ad altre affezioni ed ai ricoveri. Neppure
il referto del dottor __________ inoltre è atto a mettere in discussione queste
conclusioni. In effetti egli ritiene l'assicurata inabile al 100% nell'attività
di cameriera ed esercente, mentre la considera abile per attività leggere, in
cui la mano destra non è sottoposta a sforzi. Anche alla luce di questo referto
quindi la sola attività di esercente va ritenuta ammissibile, eccetto per le
mansioni pesanti.

                                         

                               2.6.   Alla luce
dei referti medici menzionati risulta però altrettanto verosimile, come
sostenuto dall'interessata, che dal maggio 1997 all' ottobre 1999 è stata
inabile al lavoro per affezioni diverse da quelle ritenute invalidanti dal SAM,
così come per ricoveri e riabilitazioni postoperatorie. 

                                         L'assicurata
ha infatti sofferto di tromboflebiti recidivanti agli arti superiori e alla
gamba destra nel quadro di una resistenza alla proteina C, per cui è stata
dichiarata inabile al 100% dal 5 dicembre 1997 (cfr. X, doc. _; IV doc. _ in
relazione con il XVI; XXVII; perizia SAM p. 4), nonché di depressione per cui è
stata dichiarata totalmente inabile dal maggio 1997 al novembre 1997 (perizia
del SAM p. 2 in fine e p. 4).

Nell'agosto
1997 dall'1 al 6 è stata pure ricoverata al __________ per un infetto (perizia
SAM p. 4).

                                         Il 30
settembre 1998, l'interessata ha poi subito un intervento alla mano eseguito
dal dottor __________, per cui ha dovuto portare il gesso per quattro settimane
(cfr. rapporto operatorio no. 12 atti amm) rispettivamente un nuovo intervento
il 22 giugno 1999, (perizia del SAM p. 3, 4), che ha provocato una nuova
inabilità del 100% dal 26 maggio 1999 al 31 agosto (cfr. doc. _ allegato a IV;
consid. 2.4).

                                         

                            2.7.1.   Secondo
questa Corte la documentazione medica agli atti assunta dall'amministrazione e
dal Tribunale adito permettono di ritenere provato, con il grado della
verosimiglianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali (SVR 1996 KV
Nr. 85 p. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 p. 263ss; DTF 121 V 208 consid. 6a; RAMI
1994 p. 210/211), che da maggio 1997 a maggio 1998 l'assicurata va senz'altro
ritenuta inabile al 100% almeno per 7 mesi (da maggio a novembre compresi per
depressione) e al minimo al 50% per altri cinque (cfr. perizia del SAM, p. 4).
In effetti da dicembre l'assicurata risulta di nuovo inabile per tromboflebiti
recidivanti, affezione che l'UAI non ha considerato per fissare al 50%
l'inabilità lavorativa in quel periodo (cfr. consid. 2.6; XVI; doc. _ e XXVII).
In media, quindi, essa va considerata inabile sicuramente oltre il 66.6% per un
anno (cfr. art. art. 29 cp.v 1 lett. b LAI). 

 

                                         Le
dichiarazioni a prima vista divergenti tra loro del dottor __________ non
possono essere ritenute tali alla luce di questi fatti, in base ai quali si
deve affermare che l'assicurata ha subito inabilità lavorative non invalidanti
(a lungo termine) ma che comunque l'hanno limitata nell'esercizio  della sua
attività di esercente e non solo di cameriera.

 

                                         In tali
circostanze è corretto affermare che il 1° maggio 1998 è sorto un diritto alla
rendita intera.

 

                            2.7.2.   Per il
periodo successivo gli atti medici permettono di affermare che l'assicurata ha
presentato problemi alla mano almeno da febbraio 1998, quando, interpellato dal
dottor __________, il dottor __________ ha precisato che "la prima terapia
è senz'altro la fissazione di un tutore rigido per un periodo di alcune
settimane accompagnata da antiinfiammatori sistemici". Già nel luglio
1998, tuttavia, il dottor __________ ha deciso di sottoporre l'assicurata
all'intervento poi eseguito il 30 settembre 1998 (documentazione agli atti
dell'amm.), che ha comportato anche l'apposizione di un gesso per 4 settimane.
Da questa data l'inabilità è stata chiaramente fissata nel 100%. In seguito
l'interessata si è sottoposta a ergoterapia e a fisioterapia, presso il Centro
di riabilitazione di __________. Nell' aprile 1999 si è riscontrato un
peggioramento mentre la situazione è nuovamente peggiorata in maggio (cfr.
rapporto allegato alla perizia del SAM e indicazioni del dottor __________ del
26 febbraio 1999 agli atti amm.; scritto del dottor __________ al dottor
__________ del 18 gennaio 1999).

                                         Per
questi motivi l'assicurata è stata visitata dal dottor __________, che ha
dichiarato 

                                         

" 
…trotz intensiver Therapie ist angeblich keine
Besserung eingetreten. Die Patientin ist wegen der schmerzhaften Behinderung
nicht arbeitsfähig.

Tatsächlich ist die schmerzhafte
Sensibilibilitätsstörung aussergewöhnlich und wohl mit einem Wartenburg sindrom
vereinbar"

 

                                         L'interessata
è quindi stata stata nuovamente operata nel giugno 1999 da questo medico. In
questo periodo è stata attestata una  inabilità al 100% dal 26 maggio 1999 al
31 agosto 1999 (cfr.  consid. 2.4, doc. _ citato).

 

                                         Pendente
causa infine il TCA ha chiesto al dottor __________ 

 

" 
di precisare se l'assicurata è risultata inabile
al 100% durante tutto il periodo summenzionato oppure solo in determinati
momenti. 

Nella seconda ipotesi la preghiamo di indicare i
periodi in cui, da maggio a ottobre 1999, l'assicurata è stata inabile al 100%
anche nell'attività di gerente (ad esempio in seguito a ricoveri,
tromboflebiti, operazioni).

 

In proposito
il medico ha affermato che l'assicurata da maggio 1998 a ottobre 1999 è
risultata inabile al 100% quale cameriera e gerente per ripetuti episodi di
flebite e per la patologia al polso che ha provocato due interventi chirurgici
(XXVII).

 

                            2.7.3.   Alla luce dei
referti medici summenzionati, questa Corte ritiene giustificato affermare, in
quanto verosimile, che, anche dopo il 1 maggio 1998 e fino all'agosto 1999, l'
incapacità lavorativa dell'assicurata è rimasta superiore ai due terzi. In
effetti già da febbraio 1998 il medico curante l'ha sottoposta agli specialisti
in chirugia della mano per i grossi problemi riscontrati, che già nel mese di
luglio hanno disposto l'operazione, dopo aver preso altri provvedimenti
(fissazione della mano). Dopo l'intervento inoltre la situazione non è mai
migliorata, come indicato chiaramente dal dottor __________, al punto che
l'assicurata ha dovuto essere rioperata e sottoposta alla riabilitazione del
caso. Del resto questo fatto è attestato anche dai periti del SAM che a pagina
9 del loro referto precisano che nel 1998 e 1999 vi sono stati dei periodi di
incapacità lavorativa totale per gli interventi e la riabilitazione.

                                         Queste
circostanze sono inoltre confermate dal medico curante dottor __________ il
quale ha seguito il caso fin dall'inizio e, quindi, ha potuto appurare i
periodi di inabilità della sua paziente.

                                         In simili
condizioni la richiesta dell'assicurata tendente all'assegnazione di una
rendita intera dal 1 maggio 1998 dev'essere accolta. La mezza rendita decorre
invece dal 1. dicembre 1999 ai sensi dell'art. 88a cpv. 1 OAI (tre mesi dal 31
agosto 1999) . 

 

                                         Il
ricorso dev'essere quindi integralmente accolto e la decisione modificata in
questo senso.

                                         

                               2.8.   Visto
l'esito della procedura è giustificato assegnare a __________ fr. 2'000 a
titolo di spese ripetibili (RAMI 1996 p. 261 e 262; RAMI 1997 p. 322).

                                         

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

                                         § La
decisione impugnata è modificata nel senso che __________ ha diritto ad una
rendita intera di invalidità dal 

                                            1°
maggio 1998 al 30 novembre 1999 e ad una mezza rendita dal 1° dicembre 1999.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L'UAI verserà a __________ fr. 2'000 a titolo di spese ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti