# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0d76060b-ebc6-58b1-a4d2-622d471ad53a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-09-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.09.2008 D-7870/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7870-2007_2008-09-22.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7870/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 2  s e t t e m b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Martin Zoller,
cancelliera Chiara Piras.

A._______,
B._______,
C._______,
Federazione russa, 
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 21 novembre 2007 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7870/2007

Fatti:

A.
Il  16  ottobre  2007,  gli  interessati  hanno  presentato  una  domanda 
d'asilo in Svizzera. Hanno dichiarato, per quanto è qui  di  rilievo (cfr. 
verbali d'audizione del 2 e del 12 novembre 2007), di essere espatriati 
a causa dei problemi legati all'attività di A._______ come trasportatore 
privato  ed  in  particolare  ad  un  trasporto  del  [...].  In  tale  data 
l'interessato  avrebbe,  infatti,  ricevuto  l'incarico  da  parte  di  un  uomo 
presentatosi  come  D._______  di  trasportare  della  merce  da 
E._______ a  F._______. In  questa  occasione sarebbe stato  fermato 
dalla  polizia  ad  un  posto  di  blocco,  dove  avrebbero  trovato,  tra  la 
merce,  delle  armi. In  seguito, l'interessato sarebbe stato arrestato e 
maltrattato  da  agenti  del  FSB  (Servizio  Federale  di  sicurezza  della 
Federazione Russa,  ex KGB) ai  fini  di  avere informazioni  sulle  armi 
trasportate a sua insaputa. Durante la sua permanenza in prigione, si 
sarebbero presentati a casa, prima degli agenti del FSB, perquisendo 
la  casa,  poi  degli  sconosciuti,  che avrebbero  consigliato alla  moglie 
d'avvisare l'interessato affinché quest'ultimo non identifichi le persone 
che gli  avevano dato l'incarico o, a seconda delle versioni,  per fargli 
cambiare  la  testimonianza,  minacciandola.  A  causa  delle  continue 
minacce,  anche  dopo  il  rilascio  dell'interessato  dalla  prigione,  sua 
moglie  avrebbe  più  volte  interpellato  la  polizia,  senza  però  essere 
seriamente aiutata. Infine, in data [...] o [...], delle persone avrebbero 
incendiato la loro casa. Dopo avere vissuto per un po' di tempo a casa 
di  un  amico,  sarebbero  partiti  il  [...],  prima  per  Mosca,  per  poi 
proseguire verso la Svizzera. 

B.
Il  21  novembre  2007,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull'asilo 
del  26  giugno  1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  pure 
pronunciato l'allontanamento degli  interessati  dalla Svizzera siccome 
lecita, esigibile e possibile. 

C.
Il 21 novembre 2007, gli interessati hanno inoltrato ricorso dinanzi al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata 
decisione dell'UFM. Hanno chiesto l'annullamento del  provvedimento 
litigioso e la  trasmissione degli  atti  di  causa all'autorità  inferiore per 
una  nuova  decisione  nel  merito  della  loro  domanda  d'asilo,  il 

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riconoscimento  della  qualità  di  rifugiato  o  sussidiaramente,  la 
concessione  dell'ammissione  provvisoria.  Hanno  altresì  presentato 
una  domanda  d'assistenza  giudiziaria  nel  senso  dell'esenzione  dal 
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo.

D.
Il 24 gennaio 2008, con decisione incidentale, il TAF ha respinto, per i 
motivi  ivi  indicati  (ricorso  privo  di  probabilità  d'esito  favorevole),  la 
domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle 
presumibili  spese processuali  ed ha invitato i  ricorrenti  a versare un 
siffatto  anticipo,  di  fr.  600.--,  entro  il  1°  febbraio  2008,  con 
comminatoria  d'inammissibilità  del  gravame  in  caso  di  decorso 
infruttuoso del termine. 

E.
Il  30  gennaio  2008,  i  ricorrenti  hanno  tempestivamente  versato 
l'anticipo richiesto. 

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi, e art. 83 lett d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]). 

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS 
172.021), nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi. 

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua. 

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3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano. 

4.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che i ricorrenti non 
hanno prodotto motivi che possano giustificare la mancata tempestiva 
esibizione di documenti di viaggio o d'identità. Inoltre, detto Ufficio ha 
ritenuto vaghe, stereotipate e contraddittorie le allegazioni decisive in 
materia d'asilo presentate dagli insorgenti. In particolare, i ricorrenti si 
sarebbero  contraddetti  più  volte  nel  loro  racconto,  segnatamente 
riguardo al numero e al momento delle denuncie effettuate, alle date 
ed  il  contenuto  delle  minacce  subite  ed  al  giorno  esatto  della 
perquisizione della casa da parte degli  agenti del FSB. Infine, l'UFM 
non ha ritenuto necessari ulteriori chiarimenti ai fini dell'accertamento 
della  qualità  di  rifugiato  o  dell'esistenza  di  un  impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento. 

5.
Nel gravame, i ricorrenti sottolineano di non avere mai posseduto un 
passaporto  per  l'estero  e  di  avere  smarrito  il  passaporto  interno 
durante il viaggio verso la Svizzera. Non gli sarebbe, altresì, possibile 
contattare  i  passatori  per  farsi  inviare  tali  documenti.  Inoltre, 
contestano l'affermazione dell'UFM secondo la quale il  loro racconto 
sarebbe contraddittorio e stereotipato. Sarebbe, infatti, ricco di dettagli 
e  di  precisazioni.  Infine,  ritengono  necessari  ulteriori  chiarimenti  in 
relazione allo statuto di  rifugiati  o all'esecuzione dell'allontanamento, 
ragione  per  la  quale  l'autorità  inferiore  avrebbe  dovuto  entrare  nel 
merito della loro domanda d'asilo.

6.
Giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 

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l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. 
c).

6.1 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

6.2 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

7.
Questo  Tribunale  osserva  che  i  ricorrenti,  senza  valide  ragioni,  non 
hanno  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai  sensi  della 
legge,  benché  siano  passati  più  di  otto  mesi  dall'invito  da  parte 
dell'UFM ad esibirli  (v. verbali  d'audizione del 2 novembre 2007 pag. 
4).  In  particolare,  e  nella  loro  imprecisione,  non  possono  ritenersi 
plausibili le dichiarazioni secondo le quali il ricorrente avrebbe lasciato 
in macchina dei passatori la giacca con i due passaporti, il certificato 
di  nascita  del  piccolo  C._______,  il  certificato  dei  pompieri  ed  il 
documento della procura (cfr. verbale d'audizione del ricorrente del 2 
novembre  2007  pag.  7  e  verbale  d'audizione  della  ricorrente  del  2 
novembre 2007 pag. 3) e di non ricordare le generalità dei documenti 
falsi usati per passare i confini (cfr. verbale d'audizione della ricorrente 
del 2 novembre 2007 pag. 6). Non v'è, altresì, ragione di ritenere che, 
se  i  ricorrenti  avessero  effettuato  dei  seri  e  concreti  sforzi  per 
procurarsi tempestivamente un documento di viaggio o d'identità, detti 
sforzi  non  avrebbero  potuto  avere  esito  favorevole.  Inoltre,  non 
apparendo avere fatto valere delle persecuzioni  statali,  gli  insorgenti 

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avrebbero  potuto  e  dovuto,  usando  della  necessaria  diligenza, 
rivolgersi  ad  una  rappresentanza  del  loro  Paese  all'estero  per  farsi 
emettere  un  documento  di  viaggio  o  d'identità  ai  sensi  della  legge. 
Peraltro,  se  un  richiedente  l'asilo  non  aveva  ragioni  valide  per 
giustificare la mancata esibizione di documenti di viaggio o d'identità 
in procedura di prima istanza, non vi è motivo d'annullare la decisione 
di non entrata nel merito quand'anche avesse a presentare un siffatto 
documento in sede di ricorso (v. Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione svizzera  di  ricorso in  materia  d'asilo  [GICRA]  1999 n. 
16).

8.
Il TAF rileva, inoltre, che i ricorrenti non hanno presentato, all'infuori di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione, 
delle allegazioni decisive in materia d'asilo da loro presentate in corso 
di procedura. Quest'ultime s'esauriscono in mere affermazioni di parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può 
essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF in relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 
37 LTAF e all'art. 4 PA). Questo Tribunale constata che gli insorgenti si 
sono contraddetti in varie occasioni nel corso delle audizione. A titolo 
d'esempio,  basta  rilevare  che  nell'ambito  dell'audizione  del  2 
novembre 2007, il ricorrente aveva affermato di avere riconosciuto al 
posto  di  polizia  una delle  persone che gli  aveva dato  l'incarico  (cfr. 
verbale  d'audizione  pag,  5),  mentre  durante  l'audizione  del  12 
novembre 2007, ha ribadito di avere riconosciuto la persona che aveva 
caricato  la  merce e  non la  persona che gli  aveva dato  l'ordine (cfr. 
verbale d'audizione pag. 7). Inoltre, sempre durante l'audizione del 2 
novembre 2007, il ricorrente aveva affermato di avere avuto paura di 
andare al lavoro dopo essere tornato a casa dal posto di polizia (cfr. 
verbale  d'audizione  pag.  5),  mentre  nell'audizione  del  12  novembre 
2007 ha asserito di  avere ripreso la propria vita anche se andava a 
lavorare  poco  (cfr.  verbale  d'audizione  pag.  3).  Nell'ambito 
dell'audizione del 2 novembre 2007 (pag. 6), il ricorrente aveva altresì 
sostenuto che il [...] o il [...] D._______, la persona che gli aveva dato 
l'incarico, si  era presentato con altri  individui  a  casa sua. La moglie 
però,  ha  asserito  di  non  potere  descrivere  le  persone  che  erano 
venute a casa la sera del [...] e che, quando aveva descritto le persone 
al  marito,  quest'ultimo  non  aveva riconosciuto  nessuno  (cfr. verbale 
d'audizione  del  12  novembre  2007  pag.  5).  Peraltro,  i  ricorrenti  si 

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limitano a mere congetture, non confortate da alcun elemento serio e 
concreto, sull'eventualità d'essere in pericolo rientrando in patria (cfr. 
verbale  d'audizione della  ricorrente  del  12  novembre 2007 pag. 9  e 
verbale d'audizione del ricorrente del 12 novembre 2007 pag. 13). Va 
rilevato,  invece,  che  il  comportamento  degli  insorgenti,  che  hanno 
vissuto  indisturbati  per  settimane in  patria  prima di  espatriare  il  [...] 
(cfr.  verbale  d'audizione  del  2  novembre  2007  pag.  5),  appare 
dimostrare  l'assenza  di  seri  timori  d'esposizione  a  persecuzioni  nel 
loro paese d'origine. Infine, non v'è ragione di ritenere che le autorità 
statali, se opportunamente sollecitate, non accorderebbero ai ricorrenti 
un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo di 
terzi nei loro confronti. 

9.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate dai ricorrenti (v. considerando 8 del presente giudizio), non 
risultano elementi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti 
ai fini della determinazione della qualità di rifugiato dei ricorrenti (art. 
32 cpv. 3 lett. c LAsi).

10.

10.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento dei ricorrenti nella Federazione russa possa violare l'art. 25 cpv. 
2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18 
aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della  Convenzione sullo statuto 
dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv.,  RS  0.142.30),  l'art.  5  LAsi 
(divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale 
del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr,  RS  142.20)  o  esporre  i 
ricorrenti in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari 
all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti  dell'uomo e 
delle libertà fondamentali  del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o 
all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 
0.105).

10.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere 
se per impedimenti all'esecuzione dell'allontanamento ai sensi dell'art. 
32  cpv.  3  lett.  c  LAsi  debbano  intendersi  anche  quelli  di  diritto 
nazionale  (riguardanti  l'esigibilità  e  la  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto  internazionale  pubblico 

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(esaminati  al  precedente  considerando  10.1).  In  effetti,  anche  in 
materia d'esigibilità e di possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile 
d'imporre degli ulteriori chiarimenti, ritenuto altresì che i ricorrenti non 
hanno indicato nel gravame che tipo d'accertamenti sarebbero ancora 
necessari e in quale ambito.

10.3 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno  che  nella  Federazione  russa  non  vige  attualmente  una 
situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale.

10.4 Inoltre,  i  ricorrenti  sono  giovani,  hanno  una  certa  esperienza 
professionale (cfr. verbali d'audizione del 12 novembre 2007 pag. 2) e 
possono  contare  in  patria  su  una  sufficiente  rete  di  contatti  sociali 
(amici,  madre,  zia  e  cugini  della  ricorrente;  cfr.  verbale  d'audizione 
della  ricorrente  del  2  novembre  2007  pag.  2).  Non  hanno  altresì 
preteso nel gravame di  soffrire di gravi problemi di salute suscettibili 
d'opporsi  alla  pronuncia  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (v. sulla 
problematica  GICRA 2003  n.  24),  senza  che  ad  un  esame  d'ufficio 
degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una  permanenza  degli 
insorgenti  in  Svizzera  per  motivi  medici.  In  siffatte  circostanze, 
l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome  adempiti  i 
presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferimento alle 
effettive possibilità per i ricorrenti di un adeguato reinserimento sociale 
nella Federazione russa. 

10.5 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione dell'allontanamento  (art. 83 cpv. 2 LStr). I 
ricorrenti, usando della necessaria diligenza, potranno procurarsi ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

11.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

12.
I  ricorrenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 

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avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 
agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

13.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 10 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

14.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

15.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 
nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008  [TS-TAF, RS  173.320.2]).  Esse  sono  computate  con  l'anticipo 
spese, di fr. 600.--, versato dai ricorrenti il 30 gennaio 2008.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali,  di fr. 600.--, sono poste a carico dei ricorrenti. 
L'anticipo spese di fr. 600.--, versato il 30 gennaio 2008, è computato 
con le spese processuali. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrenti (plico raccomandato)
- UFM, Divisione dimora ed aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N )
- G._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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