# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b0f650af-5db0-5cb0-bfd3-febcda9c317e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-03-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 13.03.2024 80.2023.280
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2023-280_2024-03-13.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2023.280

  80.2023.281

  	
  Lugano

  13 marzo 2024  

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  cancelliera

  	
  Sabrina
  Piemontesi – Gianola, 

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  dell’8 dicembre 2023 contro la decisione dell’8 novembre 2023 in materia di IC
  e IFD 2022.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   Con decisione del
30.8.2023 l’Ufficio di tassazione di Locarno (di seguito UT), dopo aver
diffidato __________ (cittadina italiana a beneficio di un permesso di
domicilio, nata __________ il __________) alla presentazione della
dichiarazione fiscale per l’anno 2022, le notificava la tassazione IC/IFD 2022,
allestita d’ufficio, accertando un reddito imponibile di fr. 146'000.- per l’IC
e di fr. 145'300.- per l’IFD. La sostanza imponibile complessiva veniva
stabilita in fr. 833'000.-. Nella decisione, la contribuente veniva avvertita
che, il reclamo contro la tassazione d’ufficio avrebbe dovuto essere motivato
ed indicare eventuali mezzi di prova e che “Ciò significa che al reclamo
dev’essere allegata la dichiarazione d’imposta debitamente compilata e
corredata da tutti i certificati, attestazioni, documenti ecc.”. La
contribuente veniva inoltre avvertita che la presentazione di un gravame con “modalità
e contenuti che non soddisfano i requisiti di legge” sarebbe stato
dichiarato irricevibile.

 

 

                                  B.   Con scritto del 30.9/2.10.2023,
la contribuente contestava la decisione di tassazione d’ufficio 2022,
argomentando che nel 2021 sarebbe stata malata, per un periodo di 6 mesi, ed in
seguito avrebbe percepito uno stipendio ridotto, poiché a beneficio
dell’indennità di disoccupazione. Nel 2022 avrebbe lavorato per 4 mesi presso
la __________, venendo tuttavia pagata per un unico mese. Chiedeva che le fosse
attribuito un termine di 10 giorni lavorativi per “(…) fornire la
documentazione comprovatoria ed eventuali dichiarazioni per anni 2021 e 2022”.

 

 

                                  C.   Il 4.10.2023 avveniva
una conversazione tra __________ e l’UT, a seguito della quale la contribuente
trasmetteva, nella medesima data, una e-mail, con la quale inviava un resoconto
delle entrate ottenute nel 2022. Per quanto concerneva la __________ la contribuente
spiegava di essere ancora in attesa del pagamento di tre mesi di lavoro. Avrebbe
poi avuto un’entrata stabile, unicamente a fine 2022, lavorando presso __________.
In calce all’e-mail indicava inoltre: “Ho capito che ho tempo 2 settimane
per inviare la dichiarazione 2022 e devo spiegare il motivo per cui non ho
fornito la dichiarazione 2021 in tempo dopo aver ricevuto la sua lettera con la
richiesta della giustificazione”.

 

 

                                  D.   Con decisione
dell’8.11.2023, l’autorità fiscale dichiarava irricevibile il reclamo contro la
tassazione d’ufficio 2022, con la seguente motivazione:

                                         “(…). Il reclamo presentato non soddisfa i requisiti
formali richiesti poiché: 

-      
contesta una tassazione allestita
d’ufficio in seguito alla mancata presentazione della dichiarazione d’imposta
(nonostante il richiamo del 16.05.2023, la diffida del 13.06.2023 e la multa
del 18.7.2023), senza comprovarne la manifesta inesattezza. 

                                         Per
rispettare i requisiti formali sanciti dalla legge e dalla giurisprudenza:

-      
Nel reclamo contro una tassazione
operata d’ufficio, il contribuente deve apportare la prova della sua manifesta
inesattezza, motivandola (ossia esponendo la fattispecie in modo documentato) e
indicando eventuali mezzi di prova. Tali requisiti rappresentano un’esigenza essenziale
e irrinunciabile per la validità del reclamo, in mancanza dei quali l’autorità
fiscale non potrà entrare nel merito. 

                                         Considerato
che a tutt’oggi (27.10.2023): 

-      
La dichiarazione d’imposta
debitamente compilata e corredata dei relativi allegati non è stata presentata.

-      
La manifesta inesattezza della
tassazione operata d’ufficio non è stata né motivata né comprovata”.

 

 

                                  E.   Con tempestivo ricorso
alla Camera di diritto tributario, intitolato “Spiegazione e la richiesta
per la giusta quantificazione dei contributi per l’anno 2022”, __________ giustifica
l’inosservanza dei suoi obblighi fiscali con il fatto di lavorare tanto e di
essere distratta “a livello di burnout”. Inoltre, un’alluvione, a __________,
le avrebbe procurato molto stress nonché dei litigi con il proprietario di casa.
Per quanto concerne la situazione professionale, la precedente datrice di
lavoro, la __________, non le avrebbe ancora riconosciuto il pagamento di
alcuni salari e nemmeno le avrebbe rilasciato il certificato di salario.
Neppure avrebbe ancora ottenuto il certificato di salario da parte della __________,
dalla quale avrebbe percepito fr. 9'000.- nel 2022. Aggiunge di essere stata “(…)
parecchio disoccupata” ed inoltre che i titoli che deteneva avrebbero
perso il loro valore.

                                         Chiede infine di voler “alleviare”
la punizione inflittale con la tassazione d’ufficio e di volerle dare “una
chance per riprendere”, per il fatto che quanto accertato con la tassazione
d’ufficio sarebbe troppo “alto”.

 

 

                                  F.   Con osservazioni
15/17.1.2024, l’UT di Locarno chiede di confermare l’irricevibilità del gravame
e la correttezza della decisione impugnata.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   Contestata, nel caso
di specie è la tassazione d’ufficio inerente il periodo fiscale 2022, contro
cui la contribuente aveva interposto reclamo, dichiarato tuttavia irricevibile.

                                         La Camera di diritto tributario, autorità di ricorso in
materia fiscale contro le decisioni degli uffici di tassazione, è competente
per pronunciarsi nel merito dei ricorsi a condizione che il gravame sia
ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare preliminarmente se il
ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei
termini di legge e presentato da una persona legittimata, ma anche se una
eventuale decisione dell’UT, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del
contribuente, sia fondata. Infatti, se l’irricevibilità del reclamo è stata
pronunciata a torto, gli atti verranno retrocessi all’autorità di tassazione
per la decisione di merito, mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la
decisione di irricevibilità.

                                         Nel caso in esame, si
tratta pertanto unicamente di accertare se l’autorità fiscale abbia stabilito a
torto o a ragione l’irricevibilità del gravame.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Secondo
l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46
cpv. 3 LAID, l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a
una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa
i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono
essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener
conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore
di vita del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata soltanto
con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere
motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT, 132 cpv. 3
LIFD), per cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non tocca
all’autorità dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì
all’interessato provare che la stessa è manifestamente inesatta (sentenza TF
2C_419/2010 del 13.10.2010, consid. 2.1.).

 

                                         2.2.

                                         Giurisprudenza
e dottrina tendono a riconoscere che si possa ricorrere alla tassazione
d’ufficio non solo laddove il contribuente, nonostante diffida, non soddisfi ai
suoi obblighi procedurali, ma anche qualora la mancanza di documenti
attendibili sulla sua situazione finanziaria non possa essergli imputata
(decisione TF 2A.426/2004 del 23 novembre 2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno
2002; RDAF 2000 II 41; Zweifel,
in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht,
Vol. I/2b, 2ª ediz. Basilea
2008, n. 29 e 31 ad art. 130 LIFD, p. 342 ss.; Richner/Frei/
Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, Zurigo 2009, 2ª ediz., n. 26 ad
art. 130 LIFD, p. 1123).

                                         L’autorità fiscale deve agire “pflichtgemäss”,
ovvero secondo co-scienza professionale, conformandosi agli indispensabili
criteri di prudenza che devono sempre essere tenuti presenti in procedimenti
del genere, principalmente allo scopo di evitare eccessi di discrezionalità
(ASA 50 p. 372). Detto altrimenti, il contribuente deve essere imposto, nella
misura del possibile, su un reddito valutato il più vicino possibile alla sua
capacità contributiva reale (Zweifel,
op. cit., n. 46 ad art. 130 LIFD).

 

                                         2.3.

                                         Contro
la decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto
all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206
cpv. 1 LT; art. 132 cpv. 1 LIFD). Tuttavia, il contribuente può impugnare la
tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è “manifestamente
inesatta”. Il reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova
(art. 206 cpv. 3 LT; art. 132 cpv. 3 LIFD).

                                         Le
norme appena citate esigono che il contribuente apporti la prova della
“manifesta inesattezza” della tassazione d’ufficio e richiede espressamente che
il reclamo sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova. Tali requisiti del
reclamo rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della
tassazione per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in
mancanza dei quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (sentenza del
Tribunale federale del 21 novembre 1997, in DTF 123 II 552).

                                         Secondo
il Tribunale federale, il requisito della motivazione del reclamo, contenuto
nella disposizione in esame, deve essere considerato quale requisito di
validità, sebbene la legge non lo designi esplicitamente come tale (DTF 81 I 98
consid. 3, 121 I 117 consid. 3a, 122 I 70 consid. 1c).

 

                                         2.4.

                                         Secondo
la giurisprudenza del Tribunale federale, la prova della manifesta inesattezza
può essere portata in due modi:

·       
in primo luogo, il contribuente
può produrre i mezzi di prova necessari a sovvertire l’incertezza in merito
alla situazione effettiva, consentendo in tal modo il corretto accertamento
degli elementi imponibili. In questo caso, la tassazione d’ufficio contestata
viene rimpiazzata da una tassazione ordinaria. A tal fine, si richiede tuttavia
l’adempimento corretto degli obblighi procedurali precedentemente trascurati ed
una completa esposizione dei fatti con il reclamo. Se ciò non si verifica, non
si può rimediarvi nel seguito della procedura né mediante un’audizione
personale del contribuente. D’altronde, la prova dell’inesattezza deve essere
completa e non può limitarsi a singole posizioni della tassazione d’ufficio;

·       
in secondo luogo, il contribuente
può anche provare che la tassazione impugnata è palesemente eccessiva (cfr. la
sentenza del 16 maggio 2011 n. 2C_6/2011, consid. 3.1 e giurisprudenza citata).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Nel caso in esame, la
ricorrente è stata assoggettata ad una tassazione d’ufficio, poiché non ha
inoltrato la dichiarazione d’imposta 2022, nonostante una diffida e una multa per
violazione degli obblighi di procedura.

                                         Neppure con il reclamo la
contribuente ha presentato la dichiarazione fiscale, che è stata prodotta –
parzialmente – solo in sede ricorsuale. La ricorrente ha dichiarato un reddito
imponibile complessivo di fr. 67'073.- e una sostanza imponibile di fr.
59'901.- (cfr. “Modulo 2”).

 

                                         3.2.

                                         Come già ricordato, una
tassazione d’ufficio può essere impugnata solo in caso di manifesta
inesattezza. La prova dell’inesattezza, che compete al contribuente, deve
essere completa. Il reclamo deve essere presentato in modo tale da consentire
all’autorità fiscale di riconoscere senz’altro, in base alla motivazione e ai
mezzi di prova, se la tassazione d’ufficio è manifestamente inesatta (cfr. p.
es. la sentenza del TF 2C_30/2017 del 10.5.2017 consid. 2.2.2 e giurisprudenza
citata). 

 

                                         3.3.

                                         Nel caso di specie, la
contribuente si è limitata ad impugnare la tassazione operata d’ufficio senza
comprovarne la manifesta inesattezza: neppure con il reclamo ha presentato la
dichiarazione fiscale 2022. Da quanto si apprende dagli atti, risulterebbe che,
quantomeno in misura informale, l’UT le avrebbe addirittura concesso un
“termine di grazia” per presentare la dichiarazione 2022, senza tuttavia ottenere
esito positivo. Motivo per il quale il reclamo è stato legittimamente
dichiarato irricevibile.

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Unicamente in sede
ricorsuale, come già detto, __________ ha presentato la dichiarazione fiscale
2022, che non è comunque completa; in particolare, non sono allegati i
certificati di salario e il modulo 1 non è compilato nella parte relativa alla
sostanza.

 

                                         4.2.

                                         Se a giusto titolo
l’Ufficio di tassazione non è entrato nel merito del reclamo, non vi sono i
presupposti perché nella procedura di ricorso si possano esaminare le critiche
formulate dalla ricorrente contro la tassazione d’ufficio. Come ha ancora
recentemente ricordato il Tribunale federale, procedere ad un tale esame
equivarrebbe ad ammettere che, anche in presenza di un reclamo irricevibile, un
contribuente sia legittimato a dimostrare, davanti alle istanze superiori, il
carattere manifestamente inesatto della tassazione d’ufficio. In tal modo,
verrebbero tuttavia svuotate del loro senso le esigenze formali previste
dall’art. 132 cpv. 3 LIFD, per il fatto che il contribuente che, dopo aver
violato i suoi obblighi di collaborazione ed essere stato sottoposto alla
tassazione d’ufficio, ha presentato un reclamo non motivato, potrebbe sfuggire
alle conseguenze previste dalla legge (cfr. la sentenza del 2 febbraio 2016 n.
2C_509/2015 e 2C_510/2015, in RDAF 2016 II p. 168 = RF 71/2016 p. 455, consid.
6.2.1. con riferimenti).

 

                                         4.3.

                                         Tornando alla fattispecie
in esame, la documentazione prodotta con il ricorso non può pertanto essere
presa in considerazione. Ma anche se lo fosse, la stessa non appare comunque
idonea a provare la manifesta inesattezza della tassazione d’ufficio. 

                                         Non è pertanto possibile
modificare la tassazione d’ufficio alla luce della documentazione presentata
solo con il ricorso alla Camera di diritto tributario.

 

 

                                   5.   La ricorrente non ha
provato neppure che la tassazione contestata sia palesemente eccessiva (v. supra,
consid. 2.4). 

                                         A questo proposito, il
Tribunale federale ha stabilito che possano essere censurati solo gravi errori
di valutazione. Una tassazione per apprezzamento è manifestamente inesatta se
ha trascurato o valutato in modo erroneo un aspetto essenziale o se l’autorità
fiscale è incorsa in errori palesi (cfr. la sentenza del 16 maggio 2011 n.
2C_6/2011, consid. 3.3.1 e giurisprudenza citata; inoltre Zweifel/Casanova/Beusch/Hunziker, op.
cit., § 20, n. 29, p. 312 s.; Fenners/Looser,
Besonderheiten bei der Anfechtung der Ermessensveranlagung, AJP 2013 p. 33 ss.,
p. 38).

                                         Tenuto
conto degli elementi di cui disponeva l’autorità fiscale e considerato anche
l’atteggiamento processuale della ricorrente, non vi sono chiaramente le
condizioni perché la valutazione del reddito imponibile della ricorrente,
intrapresa dall’Ufficio di tassazione, possa essere considerata arbitraria. La
contribuente si è sostanzialmente limitata a lamentare il fatto che la
tassazione d’ufficio contestata rileva dei redditi notevolmente “alti”. Una
simile argomentazione è ben lungi dal dimostrare che l’autorità sia incorsa in
gravi errori di valutazione.

 

 

                                   6.   Il ricorso è
respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico della
contribuente, soccombente.

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                      

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.  1’000.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.    500.–

                                         per un totale di                                                      fr. 1’500.–

                                         sono a carico della
ricorrente (che le ha già anticipate).

 

                                   3.   Contro il presen           Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

Il
presidente:                                                         La cancelliera: