# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8b50d546-e644-585e-86d6-5412cd12a9b0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-12-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 20.12.2006 INC.2006.22204
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2006-22204_2006-12-20.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2006.22204

  	
  Lugano

  20 dicembre 2006

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Edy Meli

  
	
   

  sedente per statuire
  sull'istanza di libertà provvisoria presentata il 14/15 dicembre 2006 da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  e qui trasmessa con
  preavviso negativo del 18/19 dicembre 2006 da

  

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico Giovan
  Maria Tattarletti, MP di Lugano

  	
   

  

 

 

viste le osservazioni della difesa (19 dicembre 2006);

 

 

visti gli inc. __________, __________, __________;

 

 

ritenuto e considerato,

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

1.

 

Per quanto concerne i fatti essenziali relativi al
procedimento, si può far esplicito riferimento a precedente decisione, peraltro
nota alle parti (DTF 123 I 131):

 

-               __________
è stato tratto in arresto il 9 maggio 2006 in quanto, nei suoi confronti, era
pendente un ODA (19 aprile 2006) per le ipotesi di reato di truffa e falsità in
documenti per fatti avvenuti nel corso del 2004, in __________ ed all'estero,
commessi in correità con terzi e "sotto il paravento della società __________
" (cfr. ODA);

-               l'arresto
è stato confermato da questo giudice il 10 maggio 2006, ritenuti presenti gravi
indizi di reato, pericolo di fuga, nonché pericolo di collusione e di
inquinamento delle prove (doc. 4, inc. GIAR 222.2006.1); 

-               con
la richiesta di conferma dell'arresto (doc. 1, inc. GIAR 222.2006.1) l'accusa,
per gli stessi titoli di reato, è stata estesa a fatti avvenuti tra il
settembre 2005 e l'aprile 2006 e commessi "sotto il paravento" della __________;
inoltre, a conclusione di un verbale reso alla polizia (5 luglio 2006), il
magistrato inquirente ha esteso l'accusa nei confronti di __________ a
ulteriori fatti presunti commessi anche per il tramite della __________
(gennaio 2004/aprile 2006) e all'ipotesi di truffa per mestiere;

-               LAVEZZO
è, in sostanza, accusato (come detto, in correità con terzi) di aver ingannato
astutamente "titolari e/o collaboratori di aziende __________ ed __________,
ordinando loro sotto false generalità" merce che veniva poi ritirata e/o
spedita all'estero, tramite spedizionieri, lasciando impagate le fatture o
consegnando (ai fini del pagamento) assegni privi di copertura (doc. 1, inc.
GIAR 222.2006.1);

-               con
l'istanza di proroga (doc. 1, inc. GIAR 222.2006.3) il magistrato segnala che
l'inchiesta ha confermato gli indizi di colpevolezza a carico di __________, il
quale avrebbe, per finire, ammesso le proprie responsabilità in sede di
verbale;

-               il
magistrato inquirente precisa che le ipotesi di reato concernono importi che
globalmente superano i due milioni di __________ e che per la conclusione
dell'inchiesta si attende la trasmissione ufficiale dalle autorità __________
dei verbali (già) assunti in ambito rogatoriale ai fini della prospettazione
formale all'accusato; da qui, stante il pericolo di fuga ed un residuo (ma non
meglio precisato) pericolo di collusione, la richiesta di una proroga di tre
mesi del carcere preventivo;

            (GIAR 31.10.2006,
222.2006.3)

 

 

2.

 

La legalità della restrizione della libertà personale
cui è astretto __________ é già stata analizzata da questo ufficio a due
riprese: il 10 luglio 2006 (inc. 222.2006.2), nell'ambito di procedura
conseguente ad istanza di libertà provvisoria, ed il 31 ottobre 2006 (inc.
222.2006.3), nell'ambito della richiesta di proroga della carcerazione
preventiva.

In quest'ultima decisione, dopo aver constatato la
presenza di gravi indizi di colpevolezza, nonché la circostanza che:

 

-               ….
l'accusato non si oppone ad una proroga, bensì a che la stessa abbia la durata
richiesta dal magistrato inquirente; di conseguenza, pone unicamente un
problema di proporzionalità in relazione alla durata della proroga, contestando
l'attualità di un pericolo di collusione ed inquinamento delle prove ma non
quella di un pericolo di fuga (così come accertato nella decisione del 10
luglio 2006, considerando 6; cfr. anche CRP 17 novembre 2005, 60.2005.357,
cons. 7, per caso simile), ancorché residuo viste le successive ammissioni di
responsabilità;

 

questo giudice aveva concluso
che:

 

-               …,
nel rispetto dei principi di proporzionalità e celerità, l'istanza di proroga è
accolta limitatamente all'adesione della difesa e cioè per un periodo poco più
di sei (6) settimane (evidente il motivo per il quale è stato indicato il 22
dicembre).

 

3.

 

Con
l'istanza qui in discussione (doc. 1, inc. GIAR 222.2006.4), __________ chiede
di essere posto in libertà provvisoria.

L'istante
non contesta l'esistenza di gravi indizi indizi di colpevolezza (come accertati
nelle precedenti decisioni che lo concernono) ma segnala che l'inchiesta sarebbe
ormai conclusa (già effettuato e scaduto il termine di deposito degli atti),
sebbene un ultimo verbale dell'accusato sarebbe previsto per il 20 dicembre
2006.

A
suo dire, la questione si riduce all'esistenza (da lui ora contestata) del
pericolo di fuga, ritenuto che la carcerazione preventiva dura da oltre sette
mesi e mezzo, vi è la prospettiva di una pena al beneficio della condizionale
parziale (art. 43 nCP) e risieda effettivamente all'estero, ma in una zona di
confine con "tali rapporti con la __________, che non è plausibile che
voglia rinunciare a presentarsi al processo". Inoltre, e sempre a suo
dire, la concretezza del pericolo di fuga è diminuita dalle ammissioni
effettuate a partire dal mese di luglio.

La
proroga della carcerazione oltre il 22 dicembre 2006, per effetto
dell'eventuale chiusura dell'istruttoria entro quella data e l'inizio della
decorrenza dei termini ope legis, che dovrebbe comunque rispettare i
dettami dell'art. 95 CPP, non è, a dire dell'accusato, né giustificata, né
proporzionale.

L'istante
comunica pure di essere disponibile al versamento di una cauzione (senza
quantificarla).

 

 

4.

 

Il
magistrato inquirente ha preavvisato negativamente l'istanza (doc. 2, inc. GIAR
222.2006.4) in quanto, richiamati i gravi indizi di colpevolezza come dalle
procedure precedenti in materia di libertà provvisoria e proroga, sarebbe
ancora presente e concreto il pericolo di fuga, vista l'assenza di legami particolari
dell'accusato con la __________, territorio da lui utilizzato unicamente per
gli atti oggetto d'inchiesta.

Inoltre,
data l'entità dei reati imputati (truffe consumate per ca. 3,5 milioni di FRS,
reiterazione), non è scontato che l'istante possa beneficiare della
condizionale parziale, né che la pena possa essere contenuta nei limiti per
eventualmente beneficiarne.

Il
magistrato inquirente indica anche l'attualità di necessità istruttorie visto
che l'accusato si è rifiutato di fornire indicazioni sul destinatario di una
parte della merce oggetto dei reati imputati, impedendo di fatto il recupero
della stessa o il sequestro del relativo credito. 

 

 

5.

 

Con
osservazioni del 19 dicembre 2006, la difesa ribadisce sostanzialmente il
contenuto dell'istanza, limitandosi ad aggiungere che gli altri correi/complici
non hanno subito neppure un giorno di carcere, visto che l'__________ non ha
assunto il procedimento (doc. 5, inc. GIAR 222.2006.4).

 

 

6.

 

L'istanza, presentata dall'accusato detenuto, è
ricevibile in ordine; ricevuta dal Ministero pubblico il 15 dicembre 2006 è
stata trasmessa a questo ufficio il 18 dicembre 2006 (e ricevuta il 19), nel
rispetto dei termini di cui all'art. 108 cpv. 1 CPP.

 

7.

 

Sebbene noti al patrocinatore ed al magistrato
inquirente, nonché indicati nella decisione 10 luglio 2006, i principi generali
in materia di detenzione cautelare vengono qui di seguito riassunti:

 

L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito
dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene
validità la pregressa giurisprudenza: v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H.,
GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si
trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare ed
eventualmente proroga del carcere preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando
esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità
per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - segnatamente i bisogni
dell’istruzione e pericolo di recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale
misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni
dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo
e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e
riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H.,
1P.477/1993, consid. 3).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss) - ritenuto implicito il
rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413;
DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi
penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128).

 

 

8.

 

Anche per quanto concerne i gravi indizi di
colpevolezza, si può rinviare a quanto accertato nella decisione di proroga,
nulla essendo mutato in proposito (come peraltro neppure sostenuto
dall'accusato):

 

"-             i
gravi indizi di colpevolezza, elemento che deve essere analizzato d'ufficio
anche se non contestato, sono presenti nel caso in esame; a quanto già detto
nella precedente sentenza ("Elementi indizianti una attività truffaldina,
così come descritta dal magistrato inquirente nella promozione dell'accusa e
nelle osservazioni, messa in opera per il tramite delle società menzionate,
emerge dalle denunce (inc. __________, AI 1; __________, AI 7, 15, 19, 25), da
parte della documentazione contenuta nei classatori "fatture
ricevute" e "parti lese" prodotti con l'incarto, dalla
documentazione bancaria delle società (che rivela l'assenza di fondi - nonché
di movimentazione, ma contestuale emissione di assegni ; inc. __________, AI 5;
inc. __________ AI 7), nonché dai verbali di alcuni fornitori (Polizia
10.05.2006 __________; Polizia 16.05.2006 __________; Polizia 29.05.2006 __________)
e da quelli degli amministratori tabulari delle società, rispettivamente
dell'amministratore dello stabile in cui una di queste aveva uffici (Polizia
8.5.2006 __________; Polizia 25.5.2006 __________).Il coinvolgimento del qui
accusato nell'attività delle società in questione emerge in modo sufficiente
(per le necessità del presente giudizio) dai verbali dello spedizioniere __________
(contatti per la spedizione/importazione/esportazione di merce: Verbale PP __________
31 maggio 2006, pag. 2 e 3), da quelli di __________ e __________ (reperimento,
rispettivamente costituzione delle società, pagamento delle relative spese e
presenza negli uffici: Verbale PP __________ 14 giugno 2006, pag. 3 in
particolare; Verbale PS __________ 9 giugno 2006). Inoltre, tale coinvolgimento
risulta anche dalla documentazione trovata in possesso dell'accusato al momento
dell'arresto, relativa ai "fornitori" delle società oggetto
d'inchiesta (si vedano gli allegati al verbale PP __________ 31 maggio 2005 e
relative contestazioni - meglio: le risposte alle contestazioni -, in
particolare alle pagine 6 e ss.) e dal possesso di un telefonino di pertinenza
della __________ (idem, pag. 8).Da ultimo, l'accusato sembra conoscere
praticamente tutte le persone in qualche modo riconducibili alle tre società
oggetto d'inchiesta (cfr. Verbali PS __________ 5 luglio 2006, 9 maggio 2006,
11 maggio 2006, 23 maggio 2006; Verbale PP __________ 31 maggio 2006)."
GIAR 10 luglio 2006, 222.2006.2), e non smentito dal seguito dell'inchiesta, si
aggiungono ora le chiare ammissioni, sui fatti, dell'accusato stesso (cfr.
Verbale PP n. 9, pag. 1, 2, 4, nonché Verbale PP n. 10, pag. 2 e 3, 6);"

(GIAR 31.10.2006,
222.2006.3)

 

 

9.

 

a)

In merito al pericolo di fuga, gli elementi di
concretezza dello stesso sono stati individuati nella decisione del 10 luglio
2006 ("b) Il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri
termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe
con una certa verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale)
esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile non basta, da sola, a
motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui
il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio,
la professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la
fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117
Ia 69). Pacifico che a poco valgono, per quest'analisi, le semplici
dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso. __________ è cittadino __________,
residente in __________, e non ha legami particolari con il nostro territorio
se non il permesso G, da alcuni mesi "inutilizzato" (verbale PS 9
maggio 2006, pag. 1) che gli sarebbe però servito (sostanzialmente e se le
accuse dovessero essere confermate) a commettere gli atti di cui è accusato. Se
le accuse dovessero essere confermate il rischio di una pena non lieve esiste
(i reati per i quali è stata promossa l’accusa prevedono anche la reclusione).
Non è neppure certo che egli possa (sempre eventualmente) beneficiare della
sospensione condizionale. Quest'elemento, da solo, non é determinante, ma deve
essere attentamente considerato se ad esso se ne sommano altri come sopra
descritto (SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no.
701). La fuga (intesa come indisponibilità a presenziare al seguito del
dibattimento e all'eventuale relativo processo) può apparirgli quale soluzione
più interessante che non l’affrontare i rischi di un processo, dal quale sono
peraltro assenti, per il momento, i presunti correi. Alla luce di questi
elementi, il pericolo di fuga è presente in modo concreto (DTF 102 Ia 382; DTF
106 Ia 407; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 585)."),
e non contestati nelle osservazioni alla proroga decisa con sentenza 31 ottobre
2001.

 

b)

Gli elementi indicati, in quanto tali, sono tutt'ora
presenti, resta da verificare se siano ancora concreti come lo erano a fine
ottobre. 

 

L'istanza non fornisce indicazioni circa l'emergenza di
nuovi elementi non noti e presenti al momento della precedente decisione. Le
dichiarazioni d'intenti hanno poco o punto valore in questa valutazione e le
prospettive di pena non sono mutate (pur con la dovuta prudenza nella
comparazione di casi in materia penale, si rileva che le Assise correzionali di
__________, con sentenza 13 aprile 2006, per una truffa messa in opera con
modalità analoghe a quelle imputate al qui istante, sull'arco di un anno e per
un importo complessivo di FRS 3,7 mio, hanno condannato la persona accusata - in
detenzione preventiva da oltre dieci mesi - alla pena di 25 mesi di detenzione,
ritenuto uno stato di scemata responsabilità: inc. TPC 72.2006.15).

Quanto alla prospettiva del beneficio di una sospensione
condizionale, occorre ricordare che la possibilità che la pena erogata (sempre
in caso di eventuale condanna) possa essere sospesa condizionalmente dipende
dalla prognosi (ex art. 42 nCP, rispettivamente 43 nCP) di competenza del
giudice del merito e basata su tutto quanto sarà emerso (o accertato) a quel
momento; per tale motivo questa eventualità, perlomeno allorquando le
condizioni non sono manifestamente adempiute (ciò che non è qui il caso, già
per il solo fatto che il rifiuto di indicare destinazione di parte della merce,
impedendone il recupero o il sequestro del credito - cfr. verbale 20.11.2006,
pag. 12 -, potrebbe condurre ad applicazione dell'art. 42 cpv. 2 nCP) di regola
non po’ essere considerata in questa sede (DTF 125 I 60).

Inoltre, proprio il rifiuto di indicare il destino di
parte della merce oggetto d'inchiesta, mantenendo così disponibilità della
stessa o del relativo credito è ulteriore (e importante) elemento concreto che
milita a favore del pericolo di fuga (cfr.
GIAR 7.12.1999, 88.1999.10; GIAR 12 gennaio 2000, 43.1999.9; CRP 20 agosto 1999
in re P.; tutte inerenti cittadini __________, con legami famigliari in __________,
imputati di reati patrimoniali di una certa gravità e con sospetto di
disponibilità all'estero); non v'è,
infatti, ragione plausibile di ritenere che all'attuale silenzio farà riscontro
indicazione in sede dibattimentale per aumentare le possibilità di ottenere la
sospensione condizionale della - sempre eventuale - pena; questo silenzio
contrasta, quindi, e in modo stridente, con le dichiarazioni che lo vogliono
intenzionato a presenziare al seguito del procedimento.

 

 

10.

 

Stabilita l'esistenza di una delle condizioni
alternative a fondamento della misura restrittiva della libertà, non è
necessario verificare se siano eventualmente date anche le altre invocate dal
magistrato inquirente.

Nel caso in esame, comunque ed a titolo abbondanziale,
si segnala che il mancato accertamento, per l'atteggiamento dell'accusato, del
destino di parte della merce oggetto delle truffe imputate con relativa
impossibilità di procedere al recupero/sequestro del provento dell'eventuale
reato, lascia sussistere un concreto pericolo di inquinamento delle prove fino
all'eventuale dibattimento (CRP 10 luglio 2006, 60.2006.221).

 

 

11.

 

__________, come già fatto nella procedura che ha dato
origine alla decisione del 10 luglio 2006 (GIAR 222.2006.2), menziona "disponibilità
a versare una cauzione" senza però minimamente quantificarla né
fornire elementi economici a determinarne l'adeguatezza non solo in base alla
gravità del reato ascritto:

 

"Quanto alla possibilità di
stabilire una cauzione a limitazione del pericolo di fuga, va preliminarmente
detto che la sua entità deve essere determinata soprattutto in relazione alla
gravità del reato e all’importanza del pericolo di fuga. Occorre pure (entro
certi limiti) considerare la situazione economica dell’accusato e/o delle
persone eventualmente chiamate a prestare cauzione (DTF 105 Ia 186; SJ 1981 p.
389 e relative citazioni; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 719; Donatsch/Schmid,
Kommentar StPO Zürich, nos. 21 a 23 ad art. 73).

Spetta all’accusato, e a chi è disposto
ad intervenire, fornire i necessari elementi per una corretta e completa
valutazione della situazione (SJ 1980 181 e 586).

Nel caso in esame gli elementi (concreti
e certi) a disposizione sono praticamente inesistenti. Dagli atti d'inchiesta
non è possibile dedurre alcunché di utile (cfr. verbali PS 9 maggio 2006, pag.
1 e 23 maggio 2006, pag. 1), se non che l'accusato non ha chiesto il gratuito
patrocinio (cfr. verbale GIAR 10 maggio 2004). L'istanza di libertà provvisoria
è totalmente silente in merito alla situazione economica.

Ne consegue impossibilità di determinare
un importo cauzionale che non sia unicamente in relazione con l'entità/gravità
dei reati imputati. Comunque, nel caso in esame vista la sussistenza di
pericolo di collusione ed inquinamento delle prove, nonché il fatto che la
refurtiva non è ancora stata recuperata, è esclusa la messa in libertà previo
versamento cauzionale (in un recente caso, per fattispecie analoga, è stato ritenuto
inadeguato un importo, offerto, di FRS 70'000.- ; CRP 17 novembre 2005,
60.2005.357)."

(GIAR 10 luglio 2006, GIAR 222.2006.2)

 

Nulla è cambiato. Il silenzio sul destino di parte
della merce (che costituisce un residuo pericolo di inquinamento delle prove)
non solo osta alla messa in libertà su cauzione, ma imporrebbe anche di
accertare che l'importo da versare non sia costituito dal provento di reato.

 

 

12.

 

Quanto alla proporzionalità, va detto che la proroga
concessa il 31 ottobre 2006 lo è stata fino al 22 dicembre 2006 su richiesta
della stessa difesa che, ovviamente, l'aveva ritenuta rispettosa del principio
di proporzionalità. Questo giudice, limitando la richiesta del magistrato
inquirente al periodo indicato dalla difesa, aveva (altrettanto ovviamente)
accertato che una proroga sino a quella data era certamente proporzionale.

Il termine in questione non è ancora giunto a
scadenza, quindi il principio di proporzionalità è ancora rispettato.

 

A scanso di equivoci, e sebbene possa risultare accertamento
privo di utilità (non essendo qui questione di proroga ex art. 103 CPP e
constatato sia l’avvenuto deposito atti – nei tre incarti: AI 53, 59,
rispettivamente 152 -, sia i successivi interrogatori per l'inc. __________ -cfr.
scritti del 18.12.2006-), si precisa che qualora la chiusura dell'istruttoria
avvenga (regolarmente) entro il 22 dicembre 2006, la protrazione della
carcerazione (ope legis) in applicazione dei termini cui rinvia l'art.
102 cpv. 3 CPP sarebbe ancora proporzionale; infatti, si giungerebbe ad un
periodo di detenzione cautelare di circa dieci mesi, entità ancora lontana sia
dal rischio di pena prevedibile (cfr. cons. 9 b. della presente), anche
nell'ambito di una valutazione estremamente prudenziale (DTF 107 Ia 256; DTF
31.1.2005, 1P.18/2005). D'altronde, l'esistenza (e l'applicabilità) di questi
termini era nota alla difesa allorquando, in applicazione del principio di
proporzionalità, ha chiesto di limitare la proroga (per "la conclusione
dell'inchiesta": cfr. Osservazioni 26 ottobre 2006, punto 12, doc. 6
inc. GIAR 222.2006.3), così come le era noto che la richiesta del Procuratore
pubblico era volta a completare l'istruttoria e non semplicemente a permettere
l'applicazione dei termini ope legis.

 

 

13.

 

In conclusione, in capo a __________ sono presenti
gravi indizi di colpevolezza per i reati ascritti ed è presente e concreto il
pericolo di fuga, così come un residuo pericolo di inquinamento delle prove (in
relazione alla localizzazione e recupero di parte del provento di reato). Il
mantenimento del carcere preventivo risulta ancora rispettoso del principio di
proporzionalità.

L'istanza va quindi respinta.

 

 

 

P.Q.M

 

 

 

visti gli artt. 138, 146, 158, CP, artt. 20, 95 ss.,
108, 280 ss., 284 CPP, 9, 10, 31 CF,

5 cifra 3 CEDU,

 

 

 

decide

 

 

 

1.   L’istanza
di libertà provvisoria presentata da __________ è respinta.

 

 

2.   Non si
prelevano tasse e spese.

 

 

3.   Contro la presente decisione è dato ricorso alla
Camera dei ricorsi penali, Lugano, entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.     
Intimazione (anticipata via
fax, ritenuto che il termine di ricorso decorre 

      dall’intimazione dell’originale):

 

 

                                                                                giudice
Edy Meli