# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1a821298-9d42-5e8c-910f-265335ce51cb
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-02-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.02.2021 A-6590/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-6590-2019_2021-02-02.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-6590/2019, A-6592/2019, A-6593/2019, 
A-6595/2019 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2  f e b b r a i o  2 0 2 1  

Composizione 

 
Giudici Michela Bürki Moreni (presidente del collegio),  

Raphaël Gani, Marianne Ryter,  

cancelliere Oliver Engel. 
 

 
 

Parti 

 
1. A._______, (Italia) 

2. B._______, (Italia) 

3. C._______,  

4. D._______,  

 

tutti patrocinati dall'avv. Fabio Stampanoni,  

 
 

 
contro 

 

 
Amministrazione federale delle contribuzioni AFC  

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
assistenza amministrativa (CDI CH-IT). 

A-6590/2019, A-6592/2019, A-6593/2019, A-6595/2019 

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Fatti: 

A.  

Il 2 gennaio 2019 il Commando generale della Guardia di Finanza – auto-

rità dello Stato richiedente italiano (in seguito: autorità richiedente italiana) 

– ha presentato all’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) una 

domanda di assistenza amministrativa in materia fiscale concernente la so-

cietà italiana B._______ e A._______, in qualità di socio unico e rappre-

sentante legale della società, per il periodo fiscale dal 1° gennaio 2015 al 

30 settembre 2018. L’autorità richiedente italiana ha fondato la propria ri-

chiesta sull’art. 27 della Convenzione del 9 marzo 1976 conclusa tra la 

Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana per evitare le doppie im-

posizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul red-

dito e sul patrimonio (RS 0.672.945.41; di seguito: CDI CH-IT), in combi-

nazione con la lett. ebis del relativo Protocollo aggiuntivo, in vigore dal 13 lu-

glio 2016 (in seguito: Protocollo aggiuntivo; anch’esso pubblicato nella RS 

0.672.945.41; RU 2016 2769, 2771).  

B.  

B.a Nella predetta istanza di assistenza amministrativa l’autorità richie-

dente italiana ha esposto quanto segue: 

“La Guardia di Finanza di Verbania ha avviato una verifica fiscale nei con-

fronti della B._______. Nel corso degli accertamenti è stata acquisita do-

cumentazione contabile ed extracontabile utile ai fini dell'attività ispettiva. 

A tal proposito, è stata eseguita una attività di riscontro tra gli elementi ac-

quisiti dalla documentazione extracontabile con quanto riportato nei libri e 

registri. 

Detto riscontro ha evidenziato:  

 la presenza di conferme di ordini da fornitori per clienti i cui nomi-

nativi non compaiono tra le schede contabili della società;  

 vendite per importi talvolta differenti da quanto riscontrato in conta-

bilità; 

 la presenza di un documento, riportante le modalità di pagamento, 

facente riferimento ad un conto corrente, per l'accredito dell'importo 

pattuito, acceso presso un istituto di credito svizzero. IBAN: […] 

(acceso presso la E._______ filiale di […] - Svizzera). Conto cor-

rente non citato nei bilanci presentati. 

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Elementi che potrebbero far presupporre l'occultamento di parte del reddito 

prodotto. 

Dagli elementi sinora emersi nel corso della verifica, si ha motivo di ritenere 

che il conto corrente in Svizzera serva da deposito per veicolare denaro 

ricevuto a pagamento di vendite effettuate all'estero o deposito di redditi 

prodotti in Italia ed occultati al fisco”. 

In considerazione degli elementi a sua disposizione l’autorità richiedente 

italiana ha richiesto all’AFC le seguenti informazioni per il periodo dal 1° 

gennaio 2015 al 30 settembre 2018: 

 

 acquisire le movimentazioni del conto corrente per il periodo 

01.01.2015 - 30.09.2018; la data di accensione; gli intestatari; le 

persone eventualmente delegate ad operare sullo stesso;  

 riscontrare l'esistenza di eventuali attività finanziarie intestate a 

A._______ ovvero alla B._______ sul territorio elvetico, acquisendo 

la data di inizio dei rapporti ed i nominativi di eventuali persone de-

legate ad operare;  

 accertare la presenza di eventuali rapporti finanziari intestati a terzi 

in cui A._______ è delegato ad operare, acquisendo la data di inizio 

dei rapporti ed i nominativi degli intestatari. 

B.b Con decreto di edizione del 25 gennaio 2019 l’AFC ha esortato 

E._______ e F._______ a trasmettere le informazioni in esecuzione della 

predetta domanda di assistenza amministrativa italiana, limitandola dal 

punto di vista temporale al periodo 23 febbraio 2015 – 30 settembre 2018. 

Con scritto del 6 febbraio 2019 F._______ ha dato seguito alla richiesta, 

indicando che il conto corrente IBAN […] era intestato alla società 

D._______ […]. 

B.c Con decreto di edizione del 15 febbraio 2019, a cui l’istituto bancario 

ha dato seguito il 27 febbraio 2019, l’AFC ha esortato F._______ a trasmet-

tere anche le informazioni relative […].  

B.d Con scritti del 17 aprile 2019 l’AFC ha notificato ad A._______, alla 

D._______ e a C._______ le informazioni che intendeva trasmettere all’au-

torità richiedente italiana, impartendo loro un termine per pronunciarsi al 

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riguardo. Dal canto loro quest’ultimi hanno conferito mandato singolar-

mente di rappresentarli alla Dudifid SA e chiesto di ottenere accesso agli 

atti.  

B.e Il 6 agosto 2019 l’AFC ha concesso l’accesso agli atti a A._______ e 

C._______ così come alle società B._______ e D._______, tutti rappre-

sentati dalla Dudifid SA.  

B.f Con scritti del 30 agosto 2019 A._______, C._______, B._______ e 

D._______ – per il tramite del loro rappresentante – si sono opposti alla 

trasmissione delle informazioni all’autorità richiedente italiana, facendo va-

lere che la richiesta di assistenza amministrativa era irricevibile, in quanto 

fondata su un accertamento inesatto e incompleto della fattispecie da parte 

dell’autorità estera e che di conseguenza andava intesa quale ricerca indi-

scriminata di informazioni e prove (“fishing expedition”).  

B.g Con decisioni finali del 15 novembre 2019 l’AFC ha accolto la do-

manda di assistenza amministrativa in materia fiscale del 2 gennaio 2019 

relativa alla società B._______, statuendo di trasmettere all’autorità richie-

dente italiana le informazioni richieste concernenti la società D._______, 

A._______ e C._______ per il periodo 23 febbraio 2015 – 30 settembre 

2018.  

C.  

C.a Avverso le predette decisioni in data 11 dicembre 2019 A._______, 

C._______, B._______ e D._______ singolarmente (di seguito: ricorrenti) 

– per il tramite del loro rappresentante – hanno inoltrato ricorso dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale, chiedendo – in via principale – l’annul-

lamento delle decisioni dell’AFC del 15 novembre 2019 e – in via subordi-

nata – il rinvio degli incarti all’AFC per riesame. A sostegno delle conclu-

sioni addotte gli insorgenti hanno dichiarato che due aspetti erano già stati 

chiariti in sede amministrativa, hanno ribadito una ricerca indiscriminata di 

informazioni (“fishing expedition”) fondata su un atto che non può essere 

considerato un documento contabile ufficiale, censurato una richiesta di 

informazioni in merito a terzi non toccati dalle verifiche fiscali in Italia (in 

particolare in relazione alla D._______), cosi come un erroneo ed incerto 

accertamento della fattispecie da parte delle competenti autorità fiscali 

dello Stato richiedente (cfr. doc. TAF 1). 

C.b Con provvedimento dell’8 gennaio 2020 questo Tribunale ha congiunto 

le quattro procedure ricorsuali presentate parallelamente dai ricorrenti (A-

A-6590/2019, A-6592/2019, A-6593/2019, A-6595/2019 

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6590/2019, A-6592/2019, A-6593/2019 e A-6595/2019) sotto il numero di 

riferimento A-6590/2019 (doc. TAF 6). 

C.c Con risposta del 6 febbraio 2020 l’AFC (di seguito: autorità inferiore) 

ha postulato il rigetto dei quattro ricorsi presentati l’11 dicembre 2019, pren-

dendo posizione in merito alle censure dei ricorrenti (doc. TAF 7).  

D.  

Fatti e argomentazioni non ancora menzionati verranno ripresi, per quanto 

necessario, nei considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.1 Giusta l’art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi 

contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA. In particolare, le decisioni pronun-

ciate dall’AFC nell’ambito dell’assistenza amministrativa internazionale in 

materia fiscale ai sensi delle convenzioni di doppia imposizione – in casu 

la CDI CH-IT – possono essere impugnate dinanzi al Tribunale amministra-

tivo federale (cfr. art. 33 lett. d LTAF; art. 5 cpv. 1 della legge federale del 

28 settembre 2012 sull’assistenza amministrativa internazionale in materia 

fiscale [LAAF, RS 651.1] e art. 17 cpv. 3 LAAF).  

Per quanto concerne il diritto interno, l’assistenza amministrativa interna-

zionale in materia fiscale è attualmente retta dalla LAAF, in vigore dal 

1° febbraio 2013 (RU 2013 231). Sono fatte salve le disposizioni derogato-

rie della convenzione applicabile nel singolo caso (cfr. art. 1 cpv. 2 LAAF), 

in concreto della CDI CH-IT. Presentata il 2 gennaio 2019, la domanda di 

assistenza litigiosa rientra nel campo di applicazione di detta legge 

(cfr. art. 24 LAAF a contrario). Per il rimanente, la procedura di ricorso è 

retta dalle disposizioni generali della procedura federale (PA), su riserva di 

disposizioni specifiche della LAAF (cfr. art. 19 cpv. 5 LAAF; art. 37 LTAF). 

1.2 Ciò precisato, i ricorsi dell’11 dicembre 2019 sono stati interposti tem-

pestivamente (cfr. art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di 

contenuto e di forma previste dalla legge (cfr. art. 52 PA). Pacifica è la le-

gittimazione ricorsuale dei ricorrenti, nella misura in cui gli stessi hanno 

partecipato alla procedura dinanzi all’autorità inferiore, sono destinatari 

delle decisioni impugnate ed hanno chiaramente un interesse al loro an-

nullamento (cfr. art. 48 PA; art. 19 cpv. 2 LAAF). 

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1.3 Il ricorso ha effetto sospensivo ex lege (cfr. art. 19 cpv. 3 LAAF). 

L’eventuale trasmissione di informazioni da parte dell’autorità inferiore non 

può intervenire che alla crescita in giudicato della decisione di rigetto del 

ricorso (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 

consid. 1.2; A-6266/2017 del 24 agosto 2018 consid. 1.3). Ciò puntualiz-

zato, i ricorsi essendo ricevibili in ordine, devono essere esaminati nel me-

rito.  

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-

cati la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del po-

tere di apprezzamento (cfr. art. 49 lett. a PA), l’accertamento inesatto o in-

completo di fatti giuridicamente rilevanti (cfr. art. 49 lett. b PA) nonché l’ina-

deguatezza (cfr. art. 49 lett. c PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149).  

2.2 Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi del 

ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della deci-

sione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTF 142 V 551 

consid. 5; 141 V 234 consid. 1; DTAF 2007/41 consid. 2; MOOR/POLTIER, 

Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della 

massima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio del diritto sono tuttavia li-

mitati: l’autorità competente procede difatti spontaneamente a constata-

zioni complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure 

sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 141 V 234 con-

sid. 1 con rinvii; 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 

consid. 3.3). Secondo il principio di articolazione delle censure (“Rügeprin-

zip”) l’autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure che non ap-

paiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla constatazione e 

presentazione dei fatti, non essendo sostanziate a sufficienza (cfr. DTF 141 

V 234 consid. 1; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 1.55). Il principio 

inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal 

dovere delle parti di collaborare all’istruzione della causa (cfr. DTF 143 II 

425 consid. 5.1; 140 I 285 consid. 6.3.1; 128 II 139 consid. 2b). Il dovere 

processuale di collaborazione concernente in particolare il ricorrente che 

interpone un ricorso al Tribunale nel proprio interesse, comprende, in par-

ticolare, l’obbligo di trasmettere le prove necessarie, d’informare il giudice 

sulla fattispecie e di motivare la propria richiesta, ritenuto che in caso con-

trario rischierebbe di dover sopportare le conseguenze della carenza di 

prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 140 I 285 consid. 6.3.1; 119 III 70 consid. 1; 

MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.3, pag. 293 e segg.). 

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Pagina 7 

3.  

3.1 Nei casi in disamina oggetto del litigio sono le decisioni finali dell’auto-

rità inferiore del 15 novembre 2019, con cui quest’ultima ha sostanzial-

mente accolto la domanda del 2 gennaio 2019 di assistenza amministrativa 

in materia fiscale inoltrata dall’autorità richiedente italiana sulla base 

dell’art. 27 CDI CH-IT nei confronti della società B._______, decidendo di 

trasmettere le informazioni richieste in relazione ad A._______, C._______ 

ed alla società svizzera D._______. In tale contesto, per il Tribunale adito 

si tratta essenzialmente di esaminare l’ammissibilità della predetta do-

manda di assistenza amministrativa italiana, sia dal punto di vista mera-

mente formale che da quello materiale, alla luce delle censure puntuali sol-

levate dai ricorrenti. 

A tal fine, di seguito, il Tribunale richiamerà preliminarmente i principi ap-

plicabili alla presente fattispecie (cfr. consid. 3.2 segg. del presente giudi-

zio). 

3.2 L’assistenza amministrativa con l’Italia è retta dall’art. 27 CDI CH-IT. 

Tale disposizione, insieme a quelle del Protocollo aggiuntivo, si fonda, sul 

piano formale e materiale, sul Modello di convenzione dell’Organizzazione 

per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e sulla politica sviz-

zera in materia di convenzioni in questo ambito (cfr. Messaggio del 12 ago-

sto 2015 concernente l’approvazione di un Protocollo che modifica la Con-

venzione tra la Svizzera e l’Italia per evitare le doppie imposizioni, FF 2015 

5631, 5635 e 5637 [di seguito: Messaggio CDI CH-IT]). Nella loro versione 

in vigore dal 13 luglio 2016, modificata dagli artt. I e II del Protocollo di mo-

difica del 23 febbraio 2015, l’art. 27 CDI CH-IT e le disposizioni del Proto-

collo aggiuntivo si applicano a quelle domande di informazioni presentate 

al 13 luglio 2016 o dopo tale data, che si riferiscono a fatti e, o, circostanze 

esistenti o realizzate il 23 febbraio 2015 o dopo questa data (cfr. art. III 

par. 2 del Protocollo di modifica del 23 febbraio 2015; RU 2016 2769, 2771; 

Messaggio CDI CH-IT, FF 2015 5631, 5637). Tale è segnatamente il caso 

della domanda di assistenza amministrativa in oggetto, presentata il 2 gen-

naio 2019 e riguardante il periodo fiscale dal 1° gennaio 2015 al 30 settem-

bre 2018, ma limitata correttamente dall’AFC al periodo dal 23 febbraio 

2015 al 30 settembre 2018 (cfr. decisioni del 15 novembre 2019, consid. 

8). 

3.3 Le disposizioni dell’art. 27 CDI CH-IT sono precisate alla lett. ebis del 

Protocollo aggiuntivo. Detta norma disciplina in particolare le esigenze for-

mali a cui deve sottostare la domanda di informazioni (cfr. Messaggio CDI 

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CH-IT, FF 2015 5631, 5636), prevedendo al n. 2 che le autorità fiscali dello 

Stato richiedente forniscono le seguenti informazioni alle autorità fiscali 

dello Stato richiesto quando presentano una richiesta di informazioni se-

condo l’art. 27 CDI CH-IT: 

(i) l’identità della persona oggetto del controllo o dell’inchiesta; 

(ii) il periodo di tempo oggetto della domanda; 

(iii) la descrizione delle informazioni richieste, nonché indicazioni 

sulla forma nella quale lo Stato richiedente desidera ricevere tali 

informazioni dallo Stato richiesto; 

(iv) lo scopo fiscale per cui le informazioni sono richieste;  

(v) se sono noti, il nome e l’indirizzo del detentore presunto delle 

informazioni richieste. 

Il Protocollo aggiuntivo precisa inoltre che queste esigenze (lett. i-v) non 

devono essere interpretate in modo da ostacolare uno scambio effettivo di 

informazioni (cfr. lett. ebis n. 3 del Protocollo aggiuntivo; Messaggio CDI 

CH-IT, FF 2015 5631, 5636). In merito alla lista d’indicazioni circa il conte-

nuto di una domanda di assistenza che lo Stato richiedente è tenuto a for-

nire nel contesto delle CDI (cfr. art. 6 cpv. 2 LAAF applicabile a titolo sus-

sidiario), la giurisprudenza del Tribunale federale considera che detta lista 

è concepita in modo tale che se lo Stato richiedente vi si conforma scrupo-

losamente, lo stesso è di principio reputato fornire le informazioni sufficienti 

a dimostrare la « rilevanza verosimile » della sua domanda (cfr. DTF 142 II 

161 consid. 2.1.4; sentenza del TAF A-2618/2019 del 30 luglio 2019 con-

sid. 3.2 con rinvii). 

3.4  

3.4.1 Giusta l’art. 27 par. 1 CDI CH-IT le autorità competenti degli Stati con-

traenti si scambiano le informazioni verosimilmente rilevanti per applicare 

le disposizioni della Convenzione oppure per l’amministrazione o l’applica-

zione del diritto interno relativo alle imposte di qualsiasi natura o denomi-

nazione riscosse per conto degli Stati contraenti, delle loro suddivisioni po-

litiche o enti locali nella misura in cui l’imposizione prevista non sia contra-

ria alla Convenzione. Il requisito della rilevanza verosimile – ovvero, la con-

dizione “verosimilmente rilevante” (cfr. lett. ebis n. 3 del Protocollo aggiun-

tivo) – è dunque la chiave di volta del sistema di scambio d’informazioni 

(cfr. sentenze del TF 2C_695/2017 del 29 ottobre 2018 consid. 2.6; 

2C_1162/2016 del 4 ottobre 2017 consid. 6.3; [tra le tante] sentenze del 

TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.3.1 con rinvii; A-6226/2017 

del 21 marzo 2019 consid. 4.2.2). 

A-6590/2019, A-6592/2019, A-6593/2019, A-6595/2019 

Pagina 9 

3.4.2 Il ruolo dello Stato richiesto si limita ad un controllo della plausibilità; 

egli deve cioè limitarsi a verificare l’esistenza di un rapporto tra la fattispe-

cie illustrata e i documenti richiesti, tenendo presente la presunzione della 

buona fede dello Stato richiedente (cfr. DTF 143 II 185 consid. 3.3.2; 142 

II 161 considd. 2.1.1, 2.1.4 e 2.4; 141 II 436 consid. 4.4.3; [tra le tante] 

sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.3.2 con rinvii; 

A-6226/2017 del 21 marzo 2019 consid. 4.2.1). L’apprezzamento del re-

quisito della rilevanza verosimile delle informazioni richieste è in primo 

luogo di competenza dello Stato richiedente. Non spetta pertanto allo Stato 

richiesto rifiutare una domanda di assistenza o la trasmissione d’informa-

zioni, solo perché da lui considerate prive di pertinenza per l’inchiesta o il 

controllo sottostante (cfr. art. 27 par. 4 CDI CH-IT; DTF 142 II 161 con-

sidd. 2.1.1, 2.1.4 e 2.4 [che evoca in particolare una “ripartizione dei ruoli” 

tra Stato richiedente e Stato richiesto]; [tra le tante] sentenze del TAF A-

5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.3.2 con rinvii; A-6226/2017 del 

21 marzo 2019 consid. 4.2.2 con rinvii). La condizione “della rilevanza ve-

rosimile” può essere soddisfatta sia in casi relativi ad un singolo contri-

buente (identificato con il nome oppure altrimenti) sia in casi relativi ad una 

pluralità di contribuenti (identificati con il nome oppure altrimenti; 

cfr. lett. ebis n. 3 del Protocollo aggiuntivo). 

3.4.3 Il requisito della rilevanza verosimile è adempiuto allorquando, al mo-

mento della formulazione della domanda, esiste una ragionevole probabi-

lità che le informazioni richieste abbiano un nesso con le circostanze illu-

strate e quindi si rilevino pertinenti al fine dell’inchiesta o del controllo nello 

Stato richiedente. Ne consegue quindi che di principio lo Stato richiesto 

non può respingere una domanda di assistenza amministrativa poiché è 

giunto ad una diversa conclusione (cfr. DTF 143 II 185 consid. 3.3.2; 142 II 

161 considd. 2.1.1, 2.1.4 e 2.4; 141 II 436 consid. 4.4.3; [tra le tante] sen-

tenze del TAF A-5324/2018 del 9 dicembre 2019 consid. 3.3.2.3; A-

6226/2017 del 21 marzo 2019 consid. 4.2.1 con rinvii; A-2325/2017 del 

14 novembre 2018 consid. 4.3.1 con rinvii).  

 

3.5  

3.5.1 Il riferimento a informazioni “verosimilmente rilevanti” ha lo scopo di 

garantire uno scambio di informazioni in ambito fiscale il più ampio 

possibile, senza tuttavia consentire agli Stati contraenti di intraprendere 

una ricerca generalizzata e indiscriminata di informazioni (“fishing expe-

dition”) o di domandare informazioni la cui rilevanza in merito agli affari 

fiscali di un determinato contribuente non è verosimile (cfr. lett. ebis n. 3 del 

Protocollo aggiuntivo; art. 7 lett. a LAAF; DTF 144 II 206 consid. 4.2; 143 II 

136 consid. 6; sentenza del TF 2C_1162/2016 del 4 ottobre 2017 

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consid. 9.1; [tra le tante] sentenza del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 

consid. 2.4 con rinvii). Il divieto delle “fishing expeditions” corrisponde al 

principio della proporzionalità (cfr. art. 5 cpv. 2 Cost.), al quale deve confor-

marsi ogni domanda di assistenza amministrativa (cfr. DTF 139 II 404 

consid. 7.2.3; [tra le tante] sentenze del TAF A-506/2018 del 15 novembre 

2019 consid. 3.3 con rinvii; A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.4 

con rinvii; A-846/2018 del 30 agosto 2018 consid. 2.1.6). Ciò premesso 

non ci si attende dallo Stato richiedente che ognuna delle sue richieste 

conduca necessariamente ad una ricerca fruttuosa corrispondente (cfr. [tra 

le tante] sentenza del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.4 con 

rinvii). 

3.5.2 Fintantoché uno Stato si accontenta di accertare che una data 

persona, a titolo individuale, ha pienamente soddisfatto i suoi obblighi 

fiscali, in quanto nutre un dubbio al suo riguardo, non si può parlare di 

“fishing expedition”. L’accertamento della percezione corretta delle imposte 

è di per sé uno scopo sufficiente per giustificare una domanda di assistenza 

amministrativa, per lo meno quando su tratta di un’istanza di assistenza 

individuale in relazione ad un caso concreto (cfr. sentenze del TAF A-

1015/2015 del 18 agosto 2016 consid. 9; A-2872/2015 del 4 marzo 2016 

consid. 8). 

3.6  

3.6.1 Il principio della buona fede (cfr. art. 26 della Convenzione di Vienna 

del 23 maggio 1969 sul diritto dei trattati [CV, RS 0.111]) si applica, quale 

principio d’interpretazione e d’esecuzione dei trattati, nell’ambito dello 

scambio d’informazioni ai sensi delle Convenzioni di doppia imposizione 

(cfr. DTF 143 II 202 consid. 8.3; [tra le tante] sentenze del TAF A-506/2018 

del 15 novembre 2019 consid. 3.1.4 con rinvii; A-2325/2017 del 

14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii), quali la CDI CH-IT. La buona 

fede di uno Stato è presunta nelle relazioni internazionali (principio dell’affi-

damento). Nel contesto dell’assistenza amministrativa in materia fiscale, 

detta presunzione implica che lo Stato richiesto non può, di principio, met-

tere in dubbio le allegazioni dello Stato richiedente, a meno che sussistano 

dei seri dubbi. Detto in altri termini le dichiarazioni dello Stato richiedente 

vanno considerate corrette, fintanto che una contraddizione manifesta non 

risulta dalle circostanze (cfr. DTF 143 II 224 consid. 6.4; 143 II 202 con-

sidd. 8.7.1 e 8.7.4). Nel caso contrario, il principio dell’affidamento non si 

oppone ad una domanda di chiarimento allo Stato richiesto, il rovescia-

mento la presunzione della buona fede di uno Stato dovendosi in ogni caso 

fondare su fatti constatati e concreti (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.4; 143 II 

202 considd. 8.7.1 e 8.7.4; 142 II 161 consid. 2.1.3; [tra le tante] sentenza 

A-6590/2019, A-6592/2019, A-6593/2019, A-6595/2019 

Pagina 11 

del TAF A-2325/2017 del 14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii). In 

virtù del principio dell’affidamento lo Stato richiesto è vincolato alla 

fattispecie e alle dichiarazioni presentate nella domanda di assistenza, 

nella misura in cui quest’ultime non possono essere immediatamente con-

futate (“sofort entkräftet”) in ragione di errori, lacune o contradizioni mani-

feste (cfr. DTF 142 II 218 consid. 3.1; [tra le tante] sentenze del TAF A-

5324/2018 del 9 dicembre 2019 consid. 3.1.2 con rinvii; A-506/2018 del 

15 novembre 2019 consid. 3.1.4 con rinvii; A-2618/2019 del 30 luglio 2019 

consid. 3.4; A-2325/2017 del 14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii).  

In tale contesto, non si può esigere dallo Stato richiedente che, oltre a do-

ver menzionare nella domanda la fattispecie rilevante, l’esposizione fornita 

sia priva di lacune o totalmente priva di contraddizioni. Ciò non sarebbe 

infatti compatibile con lo scopo dell’assistenza amministrativa, poiché pro-

prio con le informazioni ed i documenti richiesti allo Stato richiesto, lo Stato 

richiedente cerca di chiarire i punti rimasti all’oscuro (cfr. DTF 142 II 161 

consid. 2.1.1; 139 II 404 consid. 7.2.2). 

3.6.2 Ora, salvo nel caso in cui la presa in considerazione di un fatto notorio 

lasci trasparire immediatamente che le indicazioni fornite dall’autorità 

richiedente nella propria domanda di assistenza amministrativa sono 

manifestamente erronee o che lo Stato richiesto sospetti l’esistenza di una 

situazione descritta all’art. 7 LAAF, rispettivamente nel caso in cui vi sia un 

palese abuso di diritto o emergano domande legittime circa la tutela dell’or-

dine pubblico svizzero o internazionale, le regole di procedura previste 

dalla LAAF non impongono allo Stato richiesto né di procedere lui stesso a 

delle verifiche né di rimettere in discussione la fondatezza delle informa-

zioni fornite dallo Stato richiedente (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.4, 142 II 

218 consid. 3.3; 142 II 161 consid. 2.1.4; [tra le tante] sentenze del TAF A-

6205/2018 del 23 settembre 2019 consid. 2.8 con rinvii; A-3773/2018 

dell’8 febbraio 2019 consid. 2.6; A-4044/2015 del 16 febbraio 2016 con-

sid. 2.6 con rinvii). 

3.7 La domanda di assistenza soggiace altresì al rispetto del principio della 

sussidiarietà, secondo cui lo Stato richiedente deve sfruttare tutte le fonti 

d’informazioni abituali previste dalla sua procedura fiscale interna prima di 

richiedere le informazioni (cfr. lett. ebis n. 1 del Protocollo aggiuntivo; [tra le 

tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.6 con 

rinvii; A-4434/2016 del 18 gennaio 2018 consid. 3.5; A-2321/2017 del 

20 dicembre 2017 consid. 3.5). In assenza di elementi concreti, rispettiva-

mente di seri dubbi al riguardo, non vi è alcuna ragione per rimettere in 

discussione l’adempimento del principio della sussidiarietà, allorquando 

A-6590/2019, A-6592/2019, A-6593/2019, A-6595/2019 

Pagina 12 

uno Stato presenta una domanda di assistenza amministrativa, in ogni 

caso quando lo stesso dichiara di aver sfruttato tutte le fonti d’informazione 

abituali previste dalla sua procedura fiscale interna prima di richiedere 

informazioni o di aver agito conformemente alla Convenzione (cfr. DTF 144 

II 206 consid. 3.3.2; sentenza del TF 2C_904/2015 dell’8 dicembre 2016 

consid. 7.2; [tra le tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 

consid. 2.6 con rinvii; A-6266/2017 del 24 agosto 2018 consid. 2.7; 

A-5066/2016 del 17 maggio 2018 consid. 2.7).  

3.8 Il principio della specialità esige che lo Stato richiedente utilizzi le infor-

mazioni ricevute dallo Stato richiesto unicamente per i fini descritti 

all’art. 27 par. 1 CDI CH-IT, ovvero nei confronti delle persone e dei com-

portamenti per i quali esso ha richiesto ed ottenuto dette informazioni 

(cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 con-

sid. 2.5 con rinvii; A-4434/2016 del 18 gennaio 2018 consid. 3.9.1; A-

6391/2016 del 17 gennaio 2018 consid. 4.3.5; A-2321/2017 del 20 dicem-

bre 2017 consid. 3.9.1; A-778/2017 del 5 luglio 2017 consid. 4.3.1). Per-

tanto, lo Stato richiedente non può utilizzare, nei confronti di terzi, le infor-

mazioni ricevute tramite assistenza amministrativa, a meno che ciò non sia 

possibile in base al diritto di entrambi gli Stati e che l'autorità competente 

dello Stato richiesto non autorizzi tale utilizzo (cfr. DTF 146 I 172 consid. 

7.1.3; sentenze del TF 2C_537/2020 del 13 luglio 2020 consid. 3.4 [desti-

nata alla pubblicazione]). Si tratta di una concretizzazione della dimensione 

personale del principio di specialità (sentenze del Tribunale federale 

2C_537/2019 del 13 luglio 2020 consid. 3.5 [destinata alla pubblicazione] 

e 2C_545/2019 del 13 luglio 2020 consid. 4.7). A tal proposito, la giurispru-

denza ha evidenziato che esistono diverse concezioni, sia a livello nazio-

nale che internazionale, della portata del principio di specialità. In conside-

razione di tale incertezza, l'AFC deve pertanto informare espressamente 

l'autorità richiedente della portata della restrizione dell'uso delle informa-

zioni trasmesse (cfr. sentenze del TF 2C_537/2019 del 13 luglio 2020 con-

sid. 3.7 [destinata alla pubblicazione] e 2C_545/2019 del 13 luglio 2020 

consid. 4.7).  

3.9  

3.9.1 La domanda di assistenza, di regola, persegue lo scopo di ottenere 

informazioni relative ad una persona identificata quale contribuente dallo 

Stato richiedente. Tuttavia, in determinate circostanze ben definite, pos-

sono essere trasmesse pure informazioni relative ad individui il cui assog-

gettamento fiscale non è invocato dallo Stato richiedente (cfr. sentenze del 

TAF A-6266/2017 del 24 agosto 2018 consid. 2.3.3, A-4545/2016 del 8 feb-

braio 2018 consid. 4.3.1 e A-4025/2016 del 2 maggio 2017 consid. 3.4). La 

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Pagina 13 

trasmissione di informazioni è quindi in linea di principio possibile, a condi-

zione che sia soddisfatto il requisito della rilevanza verosimile (cfr. DTF 144 

II 29 consid. 4.2.3 e DTF 142 II 161 consid. 4.6.1; così come la sentenza 

del TAF A-4819/2016 del 4 aprile 2018 consid. 3). 

3.9.2 Per quanto concerne in particolare i terzi non coinvolti, la trasmis-

sione dei loro nominativi è ammissibile ai sensi dell'articolo 4 cpv. 3 LAAF 

solo se tale informazione è presumibilmente pertinente per la valutazione 

della situazione fiscale della persona interessata, ossia rilevante per l'o-

biettivo fiscale perseguito dallo Stato richiedente nei suoi confronti, e se la 

stessa è proporzionata. La trasmissione risulta dunque ammissibile lad-

dove la rimozione dei nominativi di terzi renderebbe la richiesta di assi-

stenza amministrativa priva di senso perché impedirebbe o renderebbe ol-

tremodo difficoltosa l’inchiesta fiscale nello Stato richiedente. In altre parole 

ciò significa che l'art. 4 cpv. 3 LAAF non impedisce la trasmissione di infor-

mazioni relative a terzi non coinvolti – così come il loro nominativo – se la 

stessa è necessaria, ossia se la loro soppressione vanificherebbe lo scopo 

dell'assistenza fiscale internazionale (cfr. DTF 144 II 29 consid. 4.2.3 con i 

riferimenti citati; cfr. anche DTF 146 I 172 consid. 7.1.3; e anche le sen-

tenze del TF 2C_616/2018 del 9 luglio 2019 consid. 3.1 e 2C_387/2016 del 

5 marzo 2018 consid. 5.1). Unicamente qualora le informazioni relative a 

terzi non siano presumibilmente pertinenti, esse non vanno trasmesse. Tut-

tavia, anche in caso di trasmissione del nominativo di terzi, quest’ultimi ri-

sultano protetti perché al termine della procedura, l'autorità richiesta deve 

ricordare all'autorità richiedente le restrizioni dell'uso delle informazioni tra-

smesse e l'obbligo di mantenere il segreto (cfr. art. 20 cpv. 2, LAAF; 

cfr. DTF 146 I 172 consid. 7.1.3 e DTF  142 II 161 consid. 4.6.1). 

4. Esigenze formali 

 

Stabiliti i principi applicabili in concreto, il Tribunale adito osserva innanzi-

tutto che dal punto di vista strettamente formale la domanda di assistenza 

amministrativa del 2 gennaio 2019 inoltrata dall’autorità richiedente italiana 

(cfr. atto n. 1 dell’incarto prodotto dall’autorità inferiore [di seguito: 

inc. AFC]) adempie i requisiti formali alla base della sua ammissibilità, in 

quanto riassume sufficientemente tutte le informazioni richieste dall’art. 27 

par. 1 CDI CH-IT nonché dalla lett. ebis n. 2 del Protocollo aggiuntivo. In 

particolare precisa l’identità del contribuente oggetto dell’inchiesta fiscale 

in Italia, la fattispecie alla sua base, lo scopo fiscale, l’identità dei detentori 

d’informazione e il periodo fiscale interessato (cfr. consid. 3.3 e 3.4.1 del 

presente giudizio).  

A-6590/2019, A-6592/2019, A-6593/2019, A-6595/2019 

Pagina 14 

Tali aspetti non vengono peraltro censurati neppure dai ricorrenti. Di fatto, 

l’autorità estera ha trasmesso una domanda di assistenza amministrativa 

circoscritta ad uno specifico soggetto fiscale italiano, ossia la società 

B._______, ed estesa ad A._______ unicamente in qualità di socio unico, 

nonché rappresentante legale, della società in questione. Si tratta dunque 

di una domanda individuale volta all’accertamento della corretta imposi-

zione del reddito della società B._______, mediante la raccolta di informa-

zioni concernenti eventuali attività finanziarie in Svizzera riconducibili a 

quest’ultima o ad A._______.  

5. Censure materiali 

5.1 Ciò constatato per il Tribunale si tratta ancora di esaminare se dal punto 

di vista materiale l’autorità inferiore era autorizzata a dare seguito alla do-

manda di assistenza, viste in particolare le censure sollevate dai ricorrenti, 

i quali si sono avvalsi di una ricerca indiscriminata di informazioni (“fishing 

expedition”), di una richiesta di informazioni in merito a terzi non toccati 

dalle verifiche fiscali in Italia, così come di un erroneo accertamento della 

fattispecie da parte delle competenti autorità fiscali dello Stato richiedente.  

5.2 “Fishing expedition” 

5.2.1 I ricorrenti contestano innanzitutto la fondatezza della domanda di 

assistenza amministrativa del 2 gennaio 2019 in quanto si tratterebbe di 

una “fishing expedition”. A tal proposito fanno valere che la menzionata ri-

chiesta si fonda su argomentazioni incerte ed approssimative volte ad ot-

tenere informazioni generali e non pertinenti per l’accertamento fiscale re-

lativo alla società italiana nei cui confronti è stata avviata l’indagine fiscale. 

Gli insorgenti evidenziano inoltre che le prime due questioni poste alla base 

della domanda di assistenza – ovvero (i) la presenza di conferme di ordini 

da fornitori per clienti che non compaiono nei documenti della società e (ii) 

le vendite per importi talvolta differenti rispetto a quanto riportato nella con-

tabilità societaria – sarebbero già state chiarite direttamente con l’autorità 

estera, motivo per cui insistere su questi aspetti sarebbe arbitrario, fuor-

viante e confermerebbe l’intenzione dell’autorità italiana di procedere ad 

una ricerca generale di informazioni. I richiedenti precisano infine che la 

richiesta di assistenza amministrativa va considerata una “fishing expedi-

tion” anche perché basata sul documento denominato “annesso 2”, alle-

gato alla richiesta del 2 gennaio 2019, non riconducibile alla società italiana 

oggetto di verifiche fiscali (cfr. doc. TAF 1). 

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Pagina 15 

5.2.2 Dal canto suo l’AFC adduce di non condividere la posizione dei ricor-

renti, in quanto l’autorità estera avrebbe reso plausibile l’esistenza di un 

nesso tra i fatti descritti nella domanda di assistenza amministrativa e le 

informazioni richieste, che sarebbero dunque adatte ad essere utilizzate 

nell’ambito della verifica fiscale italiana nei confronti di B._______. Di con-

seguenza – tenuto in particolare anche conto del principio dell’affidamento 

– le informazioni richieste vanno considerate verosimilmente rilevanti per 

gli accertamenti fiscali in corso. 

5.2.3  

5.2.3.1 In proposito il Tribunale ribadisce preliminarmente come le censure 

sollevate dai ricorrenti non sono tali da rimettere in discussione l’adempi-

mento dei requisiti formali relativi all’ammissibilità della domanda di assi-

stenza amministrativa in oggetto, così come già accertato in questa sede 

(cfr. consid. 4 del presente giudizio).  

5.2.3.2 La Corte adita osserva inoltre che nulla agli atti permette di ritenere 

che la domanda di assistenza amministrativa in oggetto costituirebbe una 

“fishing expedition”, ovvero una ricerca indiscriminata di informazioni volta 

ad acquisire documentazione di ogni genere relativa alle attività economi-

che della società italiana interessata, rispettivamente dei ricorrenti o di altri 

potenziali soggetti fiscali in relazioni commerciali con la B._______ e/o 

A._______ (cfr. consid. 3.5 del presente giudizio). 

5.2.3.3 Si ribadisce che l’autorità richiedente italiana ha inoltrato una do-

manda di assistenza amministrativa allo scopo di accertare la corretta im-

posizione del reddito di un preciso soggetto fiscale italiano, ovvero la so-

cietà B._______ (cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC, ove viene chiaramente speci-

ficato: “Imposte interessate dalla domanda: Imposta sul reddito delle - recte 

della - società”) scopo fiscale chiaramente coperto dalla CDI CH-IT. La pre-

cisazione menzionata è di per sé sufficiente per ritenere adempiuto il re-

quisito dell’indicazione dello scopo fiscale nell’ambito di una domanda di 

assistenza individuale in un caso concreto. La richiesta di assistenza am-

ministrativa in questione non costituisce pertanto una “fishing expedition” 

(cfr. consid. 3.5.2 del presente giudizio).   

5.2.3.4 Inoltre, per quel che concerne la censura di “fishing expedition” in 

relazione alla richiesta di informazioni sul conto corrente presso E._______ 

(consid. B.a), questo Tribunale rileva che la richiesta del 2 gennaio 2019 è 

una domanda individuale circoscritta alla società B._______ (persona in-

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Pagina 16 

teressata; cfr. consid. 4 del presente giudizio). Benché sommaria, la fatti-

specie e lo scopo indicato dall’autorità richiedente risultano chiari e motivati 

in maniera concludente. Le domande ivi formulate al riguardo sono precise, 

specifiche e delimitano in maniera sufficiente le informazioni che l’autorità 

estera intende ottenere. In sostanza, alla luce delle irregolarità contabili 

constatate l’autorità richiedente italiana ha chiesto delucidazioni in merito 

alla relazione bancaria indicata come conto per il pagamento nel docu-

mento denominato “annesso 2”, rispettivamente ad altre attività finanziarie 

riconducibili alla B._______ o al suo socio unico A._______. In tale conte-

sto il Tribunale ritiene che l’autorità richiedente italiana abbia reso plausi-

bile un nesso tra le informazioni richieste e l’inchiesta fiscale in corso. Si 

tratta difatti di indizi sufficienti da un punto di vista fiscale per ritenere che 

la domanda non sia aleatoria o speculativa. In particolare, questo Tribunale 

non intravvede come la domanda di assistenza in oggetto potrebbe per-

mettere all’autorità richiedente italiana di ottenere delle informazioni di ogni 

genere in merito ai ricorrenti o ad altri soggetti fiscali ignoti e che non pre-

sentano alcun rapporto con la B._______ Inoltre, come rettamente segna-

lato anche dall’AFC, la trasmissione delle informazioni relative alla 

D._______ risulta necessaria proprio per permettere al fisco italiano di ve-

rificare l’eventuale fondamento dei sospetti di occultamento di redditi 

all’estero da parte della società italiana. Di conseguenza nulla permettendo 

– in assenza di fatti concreti che documentano una contraddizione manife-

sta – di dubitare della veridicità dello scopo fiscale perseguito dell’autorità 

richiedente italiana, la buona fede dello Stato richiedente è presunta (con-

sid. 3.6.1). 

5.2.3.5 Per quel che attiene alla censura secondo cui alcune richieste po-

ste alla base della domanda di assistenza sarebbero già state chiarite di-

rettamente con l’autorità estera richiedente, il Tribunale non può fare a 

meno di osservare che nulla vieta ad uno Stato di formulare una domanda 

di assistenza amministrativa volta alla verifica di informazioni eventual-

mente già in suo possesso. Anzi, se del caso, tale elemento non fa che 

dimostrare la rilevanza verosimile delle informazioni richieste. L’esame del 

Tribunale e dell’autorità inferiore dovendosi limitare alla plausibilità, ad ogni 

modo non spetta loro valutare la rilevanza verosimile o meno delle infor-

mazioni richieste dall’autorità richiedente italiana (cfr. consid. 3.4.2). Peral-

tro i ricorrenti non hanno in alcun modo sostanziato l’affermazione secondo 

cui avrebbero chiarito con le competenti autorità estere le presunte irrego-

larità contabili menzionate nella richiesta di assistenza amministrativa, 

mentre – nella propria domanda del 2 gennaio 2019 – l’autorità richiedente 

ha dichiarato che da parte sua “[…] ha esaurito le fonti d’informazione 

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Pagina 17 

usuali previste dalla sua procedura fiscale interna”, fatto sufficiente a com-

provare il rispetto del principio della sussidiarietà (cfr. consid. 3.7 del pre-

sente giudizio). Su questo punto il ricorso è pertanto infondato. 

5.2.3.6 Inoltre, laddove i richiedenti rimproverano alle autorità italiane un 

comportamento arbitrario e fuorviante – e sembrano dunque avvalersi di 

una violazione del principio della buona fede, rispettivamente di quello 

dell’affidamento – il Tribunale ribadisce che, per costante giurisprudenza 

del Tribunale federale, la buona fede dello Stato richiedente è presunta 

(cfr. consid. 3.4.2 e 3.6 del presente giudizio). In assenza di elementi con-

creti comprovanti il contrario, lo Stato richiesto deve partire dal presuppo-

sto che le dichiarazioni dello Stato richiedente sono veritiere, sicché non vi 

è di principio motivo di procedere ad ulteriori approfondimenti al riguardo 

(DTF 142 II 161 consid. 2.1.1). Nel caso specifico, così come giustamente 

rilevato dall’autorità inferiore (cfr. risposta di causa del 6 febbraio 2020, 

consid. 2.5), i ricorrenti non hanno apportato alcun elemento atto a mettere 

in dubbio la buona fede dello Stato richiedente o a far ritenere arbitraria la 

domanda presentata dallo Stato estero. Ne consegue che a giusta ragione 

l’autorità richiesta non ha proceduto ad ulteriori accertamenti. Il Tribunale 

non può pertanto che ritenere infondato il ricorso anche su questo punto. 

5.2.4  Alla luce di quanto sopra esposto nulla permette di escludere la rile-

vanza verosimile delle informazioni e dei documenti richiesti dall’autorità 

richiedente italiana, pertanto le varie censure sollevate dai ricorrenti al ri-

guardo vanno respinte.  

5.3 Richiesta di informazioni relative a terzi  

5.3.1 I ricorrenti hanno inoltre rilevato che il conto corrente presso un isti-

tuto di credito svizzero menzionato nella domanda di assistenza giudiziaria 

del 2 gennaio 2019 è intestato ad una società svizzera, dunque ad un’entità 

terza rispetto alla società italiana oggetto della verifica fiscale in Italia. Per-

tanto a mente degli insorgenti sarebbe evidente che di tale conto non si 

possa trovare riscontro nei bilanci della società italiana. Essi hanno poi evi-

denziato che il documento denominato “annesso 2” allegato alla domanda 

di assistenza amministrativa non può essere considerato un documento 

contabile ufficiale della società B._______, trattandosi tuttalpiù di un foglio 

di lavoro o di una bozza d’ordine ascrivibile alla società svizzera D._______ 

(cfr. doc. TAF 1). 

5.3.2 Nel caso concreto dagli atti emerge che l’autorità richiedente ha av-

viato una verifica fiscale nei confronti della B._______, che nell’ambito di 

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Pagina 18 

tale procedimento sono stati posti a confronto gli elementi acquisiti dalla 

documentazione extracontabile e quanto riportato nei libri e registri della 

società e che da tale raffronto sono emersi la presenza di conferme di or-

dini da fornitori per clienti i cui nominativi non compaiono tra le schede 

contabili della società, vendite per importi differenti da quanto riscontrato 

in contabilità e un documento intestato a B._______, ma che indica quale 

modalità di pagamento un conto corrente presso un istituto di credito sviz-

zero non riportato nella contabilità della società italiana. Alla luce di quanto 

precede l’autorità richiedente ha addotto di sospettare una frode fiscale, in 

particolare l’occultamento di parte del reddito realizzato sul menzionato 

conto corrente in Svizzera. 

In simili condizioni questo Tribunale ritiene che la trasmissione del nomina-

tivo della società alla quale è intestato il conto corrente svizzero, così come 

i movimenti avvenuti nel periodo 23 febbraio 2015 – 30 settembre 2018, 

sono presumibilmente pertinenti, rispettivamente necessari all’autorità ri-

chiedente per verificare i sospetti di frode fiscale da parte della società ita-

liana esposti con la richiesta di assistenza amministrativa del 2 gennaio 

2019. […]. 

5.3.3 Non emergono inoltre elementi che permettono di sospettare una vio-

lazione del principio di specialità (cfr. consid. 3.8 del presente giudizio) e, 

dal canto loro, i ricorrenti neppure lo sostengono. A tal proposito questo 

Tribunale evidenzia che l’autorità richiedente italiana si è formalmente im-

pegnata a trattare in maniera confidenziale tutte le informazioni ricevute 

sulla base della sua domanda e ad utilizzarle unicamente per i fini previsti 

dalla CDI CH-IT (cfr. cifra 17.a della richiesta del 2 gennaio 2019 sub atto. 

n. 1 dell’inc. AFC). Nel dispositivo delle decisioni da lei emanate il 15 no-

vembre 2019 l'autorità inferiore ha inoltre espressamente ricordato all'au-

torità fiscale italiana che le informazioni trasmesse sono soggette, nello 

Stato richiedente, alle restrizioni d'uso e agli obblighi di riservatezza previsti 

dalla Convenzione all'articolo 27 par. 2 CDI CH-IT (si veda il dispositivo 

delle decisioni impugnate, cifra 3, pag. 12). Inoltre, dalla giurisprudenza del 

Tribunale federale emanata posteriormente alle decisioni impugnate risulta 

chiaramente che le informazioni trasmesse possono essere utilizzate uni-

camente nel procedimento avviato nei confronti di B._______ (cfr. consid. 

3.8 del presente giudizio). Si tratta in effetti dell’unico soggetto direttamente 

interessato dagli accertamenti fiscali in Italia da parte dell'autorità estera. 

Non sono per contro oggetto della verifica fiscale A._______ a titolo indi-

pendente, C._______ e la D._______. 

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Pagina 19 

Nella suddetta recente giurisprudenza, il Tribunale federale ha in partico-

lare addotto che le informazioni possono essere utilizzate solo nei confronti 

delle persone contro cui la richiesta dell'autorità straniera è stata espres-

samente indirizzata ("nur gegenüber denjenigen Personen, gegen welche 

sich das Amtshilfegesuch ausdrücklich richtet" [sentenza del TF 

2C_545/2019 del 13 luglio 2020 consid. 4.7], rispettivamente "Deshalb darf 

der ersuchende Staat die [...] übermittelten Informationen nicht gegenüber 

Personen verwenden, die von seinem Ersuchen nicht betroffen waren" 

[sentenza del TF 2C_537/2019 del 13 luglio 2020 consid. 3.5). Il fatto che, 

nella fattispecie A._______ sia esplicitamente menzionato nella richiesta – 

in qualità di socio unico e rappresentante legale della B._______ – rispet-

tivamente che la D._______ vi sia indirettamente citata, avendo le autorità 

italiane indicato il numero di conto di cui è titolare, non le rende persone 

formalmente interessate ai sensi della recente giurisprudenza del Tribunale 

Federale. Sono quindi protette dal principio di specialità nella sua dimen-

sione personale. Lo stesso dicasi inoltre sia per C._______, […], che per 

le persone menzionate nella documentazione bancaria richiesta (cfr. a tal 

proposito la sentenza del TAF A-5522/2019 del 18 agosto 2020 consid. 

3.4.3).  

Pertanto, l’AFC dovrà, al momento della trasmissione delle informazioni 

richieste, ricordare all’autorità richiedente la citata dimensione personale 

del principio di specialità e modificare di conseguenza la cifra 3 del dispo-

sitivo delle decisioni impugnate del 15 novembre 2019 (cfr. a tal proposito 

le sentenze del TAF A-5522/2019 del 18 agosto 2020 e A-1342/2019 del 2 

settembre 2020).  

5.4 Documento denominato “annesso 2” prodotto dall’autorità richie-

dente 

Al riguardo questo Tribunale rileva che l’eventuale possibilità di ascriverlo 

all’attività commerciale della D._______ (e non della B._______) potrà es-

sere chiarito dall’autorità estera unicamente una volta ottenuta la docu-

mentazione richiesta con la domanda di assistenza amministrativa. Inoltre, 

come rettamente anche addotto dall’autorità inferiore, il documento in que-

stione riporta unicamente il nome della società italiana, sia nell’intesta-

zione, sia in basso nel luogo predisposto alla firma, e pertanto – perlomeno 

ad un primo e sommario esame – il sospetto di una frode fiscale, con cui 

l’autorità estera ha motivato la richiesta di assistenza giudiziaria non ap-

pare privo di fondamento, tenuto altresì conto del fatto che la domanda di 

assistenza non si fonda unicamente su tale elemento ma ugualmente su 

ulteriori presunte irregolarità contabili riscontrate durante le verifiche fiscali 

A-6590/2019, A-6592/2019, A-6593/2019, A-6595/2019 

Pagina 20 

in questione. In simili condizioni non si tratta pertanto di una censura atta 

ad impedire la trasmissione delle informazioni richieste dalla competente 

autorità estera.  

5.5 Erroneo accertamento della fattispecie 

5.5.1 Infine i ricorrenti hanno precisato di aver comunicato all’AFC che la 

domanda del 2 gennaio 2019 si fonderebbe su un accertamento manife-

stamente inesatto e incompleto della fattispecie non appena ricevuto l’ac-

cesso agli atti e che di conseguenza la richiesta di assistenza amministra-

tiva avrebbe dovuto essere dichiarata irricevibile dall’AFC (cfr. doc. TAF 1 

pag. 2).  

5.5.2 Al riguardo questo Tribunale rinvia a quanto già esposto in merito al 

principio dell’affidamento, ricordando che la buona fede dello Stato richie-

dente è presunta (cfr. consid. 3.6 e 5.2.3.5 del presente giudizio) e che di 

principio non vi è motivo di procedere ad ulteriori approfondimenti in merito 

alla fattispecie allegata da quest’ultimo. Non ci si attende dall’autorità ri-

chiedente che produca i mezzi di prova a sostegno della propria domanda, 

essendo unicamente tenuta a rendere verosimile lo scopo fiscale e i motivi 

per cui richiede determinate informazioni. Come detto, lo scopo fiscale e la 

fattispecie alla base della domanda di assistenza italiana appaiono con-

formi a quanto preteso dall’art. 27 par. 1 CDI CH-IT, nonché alla lett. ebis 

n. 2 del Protocollo aggiuntivo (cfr. consid. 4 e 5.2 del presente giudizio). E 

ciò vale a maggior ragione se i ricorrenti, come nel caso concreto, non pre-

cisano in che misura gli accertamenti svolti dalle competenti autorità ita-

liane sarebbero manifestamente inesatti, limitandosi invece a semplici af-

fermazioni non suffragate da alcuna prova documentale (cfr. prese di posi-

zione del 30 agosto 2019 e ricorsi dell’11 dicembre 2019). Infine, anche 

qualora gli insorgenti avessero già trasmesso alle autorità italiane le infor-

mazioni richieste, nulla vieta a quest’ultime di domandare ulteriore con-

ferma mediante una richiesta di assistenza amministrativa (cfr. consid. 

5.2.3.5 del presente giudizio). Di conseguenza, i ricorsi dell’11 dicembre 

2019 risultano infondati anche sotto questo profilo.  

6.  

In conclusione il Tribunale constata che la domanda di assistenza ammini-

strativa italiana del 2 gennaio 2019 adempie a tutti i requisiti formali. Essa 

non costituisce inoltre una “fishing expedition”, non è contraria al principio 

della specialità, né al principio di sussidiarietà e neppure a quello della 

buona fede e dell’affidamento. Nulla agli atti permette peraltro di dubitare 

A-6590/2019, A-6592/2019, A-6593/2019, A-6595/2019 

Pagina 21 

della rilevanza verosimile delle informazioni richieste dall’autorità richie-

dente italiana. Di conseguenza, è a giusta ragione che l’autorità inferiore 

ha concesso l’assistenza amministrativa in materia fiscale. Le decisioni im-

pugnate del 15 novembre 2019 vanno pertanto confermate ed i gravami 

dei ricorrenti integralmente respinti, fermo restando che l'autorità inferiore 

dovrà precisare la portata del principio di specialità ai sensi di quanto espo-

sto ai considerandi 3.8 e 5.3 del presente giudizio. 

7.  

7.1 In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese 

di procedura sono poste a carico dei ricorrenti, integralmente soccombenti, 

in parti uguali e solidalmente (cfr. art. 1 segg. del regolamento del 21 feb-

braio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Nella fattispecie 

l’importo complessivo è stabilito in CHF 5'000.- (cfr. art. 4 TS-TAF), che 

verrà detratto in parti uguali dall’anticipo spese di CHF 2'500.- versato a 

suo tempo da ognuno dei ricorrenti (complessivamente CHF 10'000.-). 

L’importo rimanente di CHF 5'000.- verrà restituito in parti uguali ai ricor-

renti (CHF 1'250.- cadauno) ad avvenuta crescita in giudicato del presente 

giudizio.  

7.2 Visto l’esito della procedura non sono dati i presupposti per l’assegna-

zione ai ricorrenti di indennità a titolo di spese ripetibili (cfr. 64 cpv. 1 PA a 

contrario, rispettivamente art. 7 cpv. 1 TS-TAF a contrario). 

8.  

Contro la presente sentenza può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale (cfr. art. 83 lett. h LTF). Il termine ricor-

suale è di 10 giorni dalla sua notificazione. Il ricorso inoltre è ammissibile 

soltanto se concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o 

se si tratta per altri motivi di un caso particolarmente importante ai sensi 

dell’art. 84 cpv. 2 LTF (cfr. art. 84a LTF). Il Tribunale federale è il solo com-

petente a determinare il rispetto di tali condizioni. 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

A-6590/2019, A-6592/2019, A-6593/2019, A-6595/2019 

Pagina 22 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

I ricorsi sono respinti.  

2.  

L'autorità inferiore è incaricata di informare l'autorità richiedente italiana 

che le informazioni trasmesse nell'ambito dell'assistenza amministrativa 

possono essere utilizzate unicamente nel procedimento concernente la 

B._______ ai sensi dell'articolo 27 par. 2 della CDI CH-IT. 

3.  

Le spese processuali di CHF 5'000.-  sono poste a carico dei ricorrenti. Alla 

crescita in giudicato del presente giudizio, il succitato importo verrà intera-

mente detratto in parti uguali dall’ anticipo spese complessivo versato pari 

a CHF 10’000.- e ad ogni ricorrente verrà restituito l’ importo residuo pari a 

CHF 1'250.-. 

4.  

Non vengono assegnate indennità a titolo di ripetibili. 

5.  

Comunicazione a: 

– rappresentante dei ricorrenti (atto giudiziario; allegati: formulari 

“indirizzo per il pagamento”),  

– autorità inferiore (n. di rif. […]; atto giudiziario) 

 

 

(rimedi giuridici alla pagina seguente) 

 

 

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Michela Bürki Moreni Oliver Engel 

 

A-6590/2019, A-6592/2019, A-6593/2019, A-6595/2019 

Pagina 23 

Rimedi giuridici: 

Contro le decisioni nel campo dell’assistenza amministrativa internazionale 

in materia fiscale può essere interposto ricorso in materia di diritto pubblico 

al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 10 giorni dalla 

sua notificazione, soltanto se concerne una questione di diritto di importan-

za fondamentale o se si tratta per altri motivi di un caso particolarmente 

importante ai sensi dell’art. 84 cpv. 2 LTF (art. 82, art. 83 lett. h, art. 84a, 

art. 90 e segg. e 100 cpv. 2 lett. b LTF). Il termine è reputato osservato se 

gli atti scritti sono consegnati al Tribunale federale oppure, all’indirizzo di 

questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare 

svizzera al più tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Negli 

atti scritti occorre spiegare perché la causa adempie siffatta condizione. 

Inoltre, gli atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere 

le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. 

La decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i docu-

menti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

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