# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b2bc5acd-cd6a-5d5e-bf6a-f41cc582ccbe
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-01-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 05.01.2001 INC.2000.56103
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-56103_2001-01-05.html

## Full Text

N. 561.2000.3                                                            Lugano,
5 gennaio 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria presentata il 22 dicembre 2000 / 2 gennaio 2001 da

 

 

____________,                   attualmente presso il
Penitenziario cantonale

(patrocinato
dall'avv. __________)

 

 

e qui trasmessa con preavviso
negativo il 3 gennaio 2001 dal Procuratore pubblico avv. __________;

 

osservato che, sentito oggi
verbalmente, il patrocinatore dell'accusato si conferma in contenuti e
conclusioni dell'istanza;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

1.

 

____________ venne arrestato il
14 settembre 2000, con contestuale promozione dell'accusa nei suoi confronti per
titolo di appropriazione indebita, truffa, amministrazione infedele e falsità
in documenti.

 

 

 

 

 

 

 

Il procedimento penale ha preso
avvio con la denuncia 1. settembre 2000 delle signore ____________ e
____________ (doc. 1 dell'inc. MP 5622), scopertesi spogliate dall'accusato
degli importi per oltre complessivi fr. 600'000, affidati a quest'ultimo nella
sua qualità di amministratore unico della fiduciaria ____________ S.A. (da lui
definita "un piccolo ufficio cambi di Lugano": v. verbale di
conferma dell'arresto 15 settembre 2000, doc. 10), con tentativo di mascherare
la malversazioni attraverso presentazione di falsi estratti di conto. In
seguito si sono manifestate due altre analoghe vicende, con perdita di 370 mio.
di lire da parte della famiglia ____________ (doc. 23, verbale A 11) e di 90
mio. di lire da parte di ____________ (verbale A 18). ____________ per diverso
tempo ha respinto ogni addebito, facendo riferimento ad investimenti e
responsabilità di terzi: confrontato poi con le risultanze di diligente
istruttoria, nel verbale 13 dicembre 2000 dinnanzi al Procuratore pubblico (A
21), egli ha stringatamente ammesso i suoi torti:

 

"Dopo
aver riflettuto su quanto accaduto e dopo aver preso atto di quanto acquisito
agli atti dell'inchiesta ritengo opportuno rettificare quanto detto finora al
PP.

…

In sostanza
posso dire che gli averi affidati dalla famiglia ____________ e dalla famiglia
____________ sono stati da me utilizzati per far fronte a mie spese, nel senso
che sono stati da me utilizzati. Non sono mai stati investiti.

Questo
denaro, per me, è servito anche ad una specie di valvola di sfogo. In questo
periodo mi trovavo in situazioni di stress che tentavo di alleviare appunto con
questi soldi."

 

 

2.

 

La libertà provvisoria viene
chiesta per le costatazioni di conclusione dell'istruttoria, senza necessità di
complementi e quindi con cessato pericolo di collusione, di esclusione di
pericolo di fuga per la situazione economica disastrata dell'accusato e di
improponibilità di pericolo di recidiva, quello accennato nella perizia
psichiatrica non potendo trovare concreta attuazione per la perdita di lavoro.
Oltretutto occorre far spazio al trattamento ambulatorio, suggerito dalla
stessa perizia psichiatrica, in libertà.

 

Con il suo preavviso negativo,
dopo breve istoriato dell'evoluzione istruttoria e sottolineatura della
reticenza dell'accusato, il Procuratore pubblico manifesta la necessità di
mantenere in essere la carcerazione preventiva cui è astretto ____________, per
presenza di pericolo di fuga, in quanto gli interessi dell'accusato -
confrontato con pesanti accuse, di cui invero ha ben poca coscienza - si
trovano in Italia, e per effettivo pericolo di recidiva, come confermato dalla
perizia psichiatrica, ed ancora a ragione di mancata resipiscenza. Peraltro la
durata del carcere preventivo è ridotta e proporzionata alla gravità degli
addebiti.

 

 

 

 

3.

 

L'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - il pericolo di recidiva e
quello di fuga (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, serve anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo e
a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e
riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H.,
1P.477/1993, consid. 3).

L'eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

4.

 

Sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di ____________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà, sino al dibattimento
processuale.

 

 

4.1

 

Non è necessario soffermarsi
sugli indizi di colpevolezza in presenza della confessione dell'accusato, come
al richiamato verbale del 13 dicembre 2000, sostenuta dagli accertamenti nel
frattempo assicurati dall'istruttoria. Vi è solo da evidenziare la gravità dei
fatti nella loro consistenza di danno e soprattutto nel contesto soggettivo in
cui si sono svolti.

 

 

 

 

 

 

 

 

4.2

 

La personalità ed il comportamento
dell'accusato istante consente di considerare dato il presupposto del pericolo
di recidiva, richiamando come lo stesso debba essere concreto (DTF 105 Ia 31) e
risultare da una valutazione dell’insieme delle circostanze, tra cui i
precedenti dell’accusato, il suo atteggiamento durante l’istruttoria, il suo
carattere, la sua costituzione fisica e soprattutto psichica e le modalità di
commissione dei reati che gli vengono addebitati, così che la reiterazione
appaia assai verosimile (LUVINI, loc. cit., pag. 294; Gérard PIQUEREZ, Précis
de procédure pénale suisse, Lausanne 1987, n. 1186/7).

 

In questa direzione spiccano e si
assommano: la disinvoltura e le finalità con le quali ____________ ha agito, in
breve tempo dilapidando un patrimonio acquisito solo per proprio vantaggio; gli
spavaldi approcci con le vittime, con sequela di bugie e di inganni (anche
documentali) per mascherare le malversazioni; la banalizzazione in istruttoria
delle proprie responsabilità, dapprima negate con artificiose giustificazioni e
poi riferite a proprio disagio psicologico; la sua disastrata situazione
economica, non ben percepita e forse neppure accettata; l'incapacità ad un
lavoro ordinato di contro ad abitudine a vita dispendiosa. Questo quadro, con
l'impressione soggettiva di impunità che deriverebbe da facile ottenimento
della libertà, è tale da propiziare ricaduta nel reato patrimoniale, anche
senza necessità di riferirsi alle conclusioni della perizia psichiatrica
prodotta dalla dott. __________, che pure ha rilevato (doc. 58.7, pag. 16):

 

"Ha si
sé un'immagine grandiosa, che lo porta a preoccuparsi di gratificare i propri
bisogni e le proprie necessità rispetto a quelle degli altri; tende ad imporre
se stesso, poco importa come.

…

Il
periziando sa cos'è la realtà, a cui è ben ancorato, ma non ne tiene conto,
impegnato com'è a soddisfare i suoi bisogni. Manca della capacità di capire
quali sono le ripercussioni, di cui non tiene conto.

…

Presenta un
disturbo di personalità grave e manifesto, che pur consentendogli di valutare
il carattere illecito dell'atto gli impedisce di agire secondo tale valutazione
(art. 11 CPS).

Viste le
difficoltà di controllare i propri impulsi non è escludibile una ripetizione
dei reati".

 

Occorre allora che ____________
sia confrontato in concreto con le conseguenze penali delle consumate malversazioni,
senza dimenticare l'ausilio del suggerito trattamento ambulatorio, che può
iniziare anche in corso di carcerazione preventiva (art. 105 CPP, per
analogia), senza essere necessariamente ed unicamente attuabile in libertà
(art. 43 cfr. 2 cpv. 2 CP, la sospensione dell'esecuzione della pena essendo
solo un'eventualità).

 

 

 

 

4.3

 

Per quanto concerne il pericolo
di fuga, si ricorda che i criteri determinanti per stabilire se questo
presupposto sia dato o meno sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio,
la sua professione, la sua situazione famigliare e i suoi legami con lo Stato
in cui egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S.C.
del Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94).
L'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare appunto un rischio di
fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiano per
l’accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui
dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati
comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importanti (in questo
senso Mario Luvini; in REP 1989,
pag. 292, con i riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in
re S.V., CRP 341/94).

Questo presupposto può avere valenza
solo abbondanziale, per considerazioni analoghe a quelle esposte in precedenza
ed avuto presente che effettivamente gli interessi personali di ____________
sono in Italia (e soprattutto se egli fruisce della doppia nazionalità). Ma più
che di pericolo di fuga vero e proprio, si potrebbe parlare di latitanza nei
confronti del seguito processuale, in ogni modo da evitare.

 

 

5.

 

Il carcere preventivo sin qui sofferto e
ipotizzabile sino al deferimento al giudice del merito, in un procedimento che
risulta essere stato condotto con coerente sollecitudine nonostante
l’atteggiamento vanamente defatigatorio dell’accusato, è pienamente rispettoso
del principio di proporzionalità: il deposito degli atti a norma dell'art. 196
CPP si è concluso il 29 dicembre scorso (v. doc. 69), per cui entro breve verrà
emanato l'atto di accusa, come assicurato dal Procuratore pubblico.

 

 

6.

 

L’istanza è così respinta con la presente
decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario)
e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1
lett. a CPP).

 

 

Per i quali motivi,

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

2.      
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

3.      
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

4.      
Intimazione:

-    avv. __________, per sé e per l’istante;

       -    Procuratore pubblico avv. __________, sede (con l’incarto
MP __________ di ritorno).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________