# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 58cba2b5-fd12-5e80-98a0-7c6de0b2c7f4
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.04.2010 D-2389/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2389-2010_2010-04-15.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2389/2010/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  a p r i l e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione di Kurt Gysi, giudice;
cancelliere Carlo Monti;

A._______, nato il (...), 
alias B._______, dichiaratosi nato il (...),
e dichiaratosi cittadino del Niger,
alias C._______, nato il (...),
alias D._______, nato il (...),
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 9 aprile 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2389/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

l'esame  osseo  a  cui  il  ricorrente  è  stato  sottoposto  in  data 
10 febbraio 2010 ed il relativo rapporto;

il  verbale  d'audizione  del  24 febbraio 2010  (audizione  sommaria  al 
Centro di registrazione e di procedura di Chiasso [di seguito: Centro]) 
in cui il richiedente ha dichiarato di essere cittadino del Niger nato il  
(...)  e  con  ultimo  domicilio  a  E._______,  da  dove  il  (...)  sarebbe 
espatriato,  poiché  minacciato  di  morte  dalla  famiglia  della  propria 
fidanzata, morta in seguito ad un aborto, nonché, nello stesso verbale,  
la presa di posizione dell'insorgente sulle risultanze dell'esame osseo;

l'analisi  LINGUA effettuata il  5 marzo 2010 ed il  relativo rapporto del 
28 marzo 2010 dell'esaminatore che l'ha effettuata;

il  verbale d'audizione del 9 aprile 2010, in occasione del  quale al  ri-
chiedente è stato conferito il  diritto  di  essere sentito  sulle risultanze 
del  rapporto  LINGUA,  nonché  in  merito  all'applicazione  del-
l'art. 32 cpv. 2  lett.  b  della  legge  sull'asilo  del  26  giugno  1998 
(LAsi, RS 142.31),

il verbale della decisione dell'UFM del 9 aprile 2010, notificata all'inte-
ressato il medesimo giorno (cfr. avviso di notifica e di ricevuta agli atti),

il  ricorso  del  9 aprile 2010  (cfr. timbro  del  plico  raccomandato,  data 
d'entrata 12 aprile 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 12 aprile 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

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e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del -
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore,  è particolarmente toccato dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che, nella decisione del 9 aprile 2010, l'UFM ha considerato che, da un 
lato, in forza dell'obbligo di collaborare all'accertamento dei fatti sanci-
to dall'art. 8 cpv. 1 LAsi, l'interessato non sarebbe riuscito a convincere 
l'autorità della sua minore età, non avendo presentato alcuna prova a 
sostegno della stessa, oltre ad essere risultato maggiorenne dall'esa-
me osseo, per il qual motivo l'audizione sui fatti si sarebbe svolta sen-
za una persona di fiducia; che, d'altro lato, in virtù delle risultanze del  
rapporto  sull'esame  LINGUA,  il  richiedente  ha  ingannato  le  autorità 
svizzere  in  materia  d'asilo  sulla  propria  identità  ai  sensi  dell'art.  32 
cpv. 2 lett. b LAsi, essendo emerso con certezza che la sua socializza-
zione non sarebbe avvenuta in Niger, bensì, con ogni probabilità, in Ni -
geria;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi; che l'autorità inferiore ha 

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pure pronunciato l'allontanamento dell'interessata dalla Svizzera e l'e -
secuzione dello stesso siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha allegato, in sostanza e per quanto qui 
di rilievo, di non aver ingannato le autorità svizzere, ribadendo di esse-
re  cittadino  del  Niger  e  affermando di  essere  nato  il  (...)  e  di  aver 
inteso, durante le audizioni, di essere nel proprio diciottesimo anno di 
vita, e non di avere già compiuto 18 anni (cfr. ricorso, pag. 2); che, a 
tal  proposito,  egli  contesta  l'esame  osseo,  osservando  come debba 
esserci  necessariamente  stato  un  errore;  che  egli  contesta  anche 
l'esame LINGUA, in quanto egli avrebbe risposto a molte domande sul 
Niger  e  dunque  fornendo  informazioni  sufficienti  a  confermare  la 
propria provenienza; egli censura pure il fatto che non gli sia stato con-
segnato il  rapporto integrale relativo all'esame LINGUA o la registra-
zione video dalle quali si evincerebbe in modo evidente che egli pro-
verrebbe dal Niger;

che, inoltre, il ricorrente ritiene che non si possa affermare che abbia 
violato il suo dovere di collaborare e che un suo rinvio non sarebbe ra -
gionevolmente esigibile;

che, in conclusione, l'insorgente ha chiesto l'annullamento della deci -
sione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità infe-
riore  per  una nuova decisione nel  merito  della  sua domanda d'asilo 
nonché,  in  via  sussidiaria,  l'ammissione  provvisoria;  che  ha,  altresì, 
presentato  una domanda d'esenzione dal  versamento  dell'anticipo  a 
copertura delle spese processuali;

che, giusta l'art. 7 cpv. 2 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), per il richieden-
te l'asilo minorenne non accompagnato, viene nominata una persona 
di fiducia per la durata della procedura d'asilo o d'allontanamento, ma 
al massimo fino alla nomina di un curatore o di un tutore, oppure fino 
al raggiungimento della maggiore età; che la designazione di una per-
sona di  fiducia presuppone tuttavia la dimostrazione da parte del  ri-
chiedente l'asilo, perlomeno nel senso della probabilità preponderante, 
dell'allegata minorità (cfr. Giurisprudenza ed Informazioni della Com-
missione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2001 n. 22 e re -
lativo riferimento); che, nell'ambito dell'accertamento dei fatti è al tresì 
possibile ricorrere all'ausilio di metodi scientifici (art. 7 cpv. 1 OAsi 1); 

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che, nella fattispecie, l'insorgente non ha saputo fornire indicazioni su-
scettibili  di  rendere altrimenti  plausibile la dichiarata minore età; che 
segnatamente - come rettamente rilevato dall'autorità inferiore - non è 
stato in grado di indicare né l'età della propria madre, né la propria et -
nia, il nome o la data di nascita del proprio padre, e neppure quando 
egli avrebbe iniziato e terminato la scuola primaria (cfr. verbale d'audi -
zione del 24 febbraio 2010, pagg. 3-4); che, d'altronde non soccorrono 
il ricorrente le stereotipate e vaghe dichiarazioni circa la mancata pro-
duzione di documenti d'identità o di viaggio (cfr. ibidem, pag. 5), tanto 
più ritenute le inverosimili  allegazioni rese dal medesimo quanto alle 
circostanze del viaggio d'espatrio, che sostanzialmente avrebbe effet -
tuato in aereo da E._______ fino a giungere in Francia, in una località 
a lui sconosciuta e senza subire alcun controllo da parte di qualsivo-
glia autorità (cfr. ibidem, pag. 9), e di cui non ha saputo ricordare le 
date precise, dichiarando di essere espatriato il (...); 

che, nel caso concreto, l'insorgente non è stato in grado di dimostrare 
l'asserita minore età; 

che, in siffatto contesto, aggiungasi altresì che dall'esame radiologico 
effettuato il  10 febbraio 2010 (cfr. A 6/1 agli  atti)  risulta un'età ossea 
del ricorrente superiore ai 18 anni in contraddizione con la dichiarata 
età di 17 anni; che, inoltre, l'insorgente stesso ha dichiarato durante la 
prima  audizione  di  avere  18 anni  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
24 marzo 2010,  pag. 2)  ed  ha  fornito  un'ulteriore  contraddizione, 
contenuta nel ricorso, dichiarando di essere nato il (...) invece del (...), 
ossia quanto dichiarato nei verbali d'audizione (cfr. ricorso, pag. 2);

che, pertanto, conto tenuto delle circostanze sopraevocate del caso di  
specie, unitamente all'inconsistenza degli argomenti ricorsuali presen-
tati dal ricorrente (cfr. ricorso pag. 2) ed all'inesistenza di qualsivoglia 
mezzo di prova, v'è ragione di concludere alla maggiore età dell'autore 
del gravame e di confermare la mancata designazione al ricorrente di  
una persona di fiducia ai sensi dell'art. 17 cpv. 3 LAsi, in quanto l'in-
sorgente non è stato in grado di corroborare l'allegata minorità; 

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo se il richiedente inganna le autorità sulla propria identità  
e tale fatto è stabilito dai risultati  dell'esame dattiloscopico o da altri 
mezzi di prova;

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che l’esame LINGUA va sussunto a mezzo di prova dell’informazione 
giusta l’art. 12 lett. c PA (v. Giurisprudenza ed informazioni della Com-
missione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 14, tut -
tora applicabile); che esso soggiace al libero apprezzamento delle pro-
ve e costituisce peraltro un mezzo idoneo a dimostrare l’inganno sull’i -
dentità ai sensi dell’art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi (GICRA 1999 n. 19 e n. 20 
e GICRA 1998 n. 34) e, dunque, a giustificare la pronuncia di una deci-
sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo; che è tuttavia 
consentito ammettere un inganno sull’identità solo allorquando l’esa-
me LINGUA consenta d’escludere inequivocabilmente che il richieden-
te l’asilo provenga dal Paese di cui sostiene di possedere la cittadinan-
za (GICRA 2004 n. 4);

che il  ricorrente ha censurato il  risultato dell'esame LINGUA, conte-
stando il  fatto  di  non avere conoscenze adeguate  della  propria  città 
(cfr. ricorso, pag. 2);

che, ai sensi dell'articolo 36 cpv. 2 LAsi, in vista di una decisione ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi, al ricorrente è concesso il diritto di 
essere sentito;

che, in tale ambito, il ricorrente è stato sentito su tutti i punti dell'esa-
me LINGUA che l'UFM ha successivamente utilizzato nella sua deci-
sione di non entrata nel merito (cfr. audizione del 9 aprile 2010);

che, pertanto, l'insorgente ha potuto correttamente esercitare il proprio 
diritto  di  essere sentito  in  relazione ai  punti  rilevanti  della  decisione 
presa dall'UFM ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi;

che,  dalle  risultanze dell'esame LINGUA contenute  nel  rapporto  del 
28 marzo 2010, da un lato, è emerso con certezza che la socializza-
zione del ricorrente è stata compiuta con ogni probabilità in Nigeria, e 
dall'altro, è stato escluso con altrettanta certezza che la stessa sia av -
venuta in qualsiasi altro paese, incluso il Niger (cfr. rapporto LINGUA 
del 28 marzo 2010, pagg. 1 e 2);

che, infatti,  l'esaminatore (cognito, in particolare, della lingua inglese 
nelle sue diverse varianti parlate nell'Africa occidentale e delle lingue 
pidgins e creolo [cfr. agli  atti]) ha indicato come le caratteristiche lin -
guistiche dell'insorgente rilevino un utilizzo dell'inglese tipico dell'Africa 
occidentale che escludono una sua provenienza dal Niger e conferma-
no invece la sua origine nigeriana (cfr. rapporto LINGUA, pagg. 2 e 4); 

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che, nonostante il ricorrente abbia sostenuto di aver vissuto dalla na-
scita  fino  all'espatrio  a  E._______,  in  Niger  (cfr. verbale d'audizione 
del 24 febbraio 2010, pag. 1), il suo modo di esprimersi presenta diver-
si tratti caratteristici dell'inglese parlato in Nigeria, senza contare che 
egli non parlerebbe il francese – lingua ufficiale del Niger – né alcun 
dialetto tribale, quale ad esempio l'hausa, idioma parlato dalla madre 
(cfr. rapporto LINGUA del 28 marzo 2010, pagg. 2 e 3 );

che, inoltre, l'insorgente, non è stato in grado di  dimostrare di  avere 
delle conoscenze particolari della zona di E._______, come è emerso 
dal rapporto dell'esame LINGUA, in cui l'esaminatore ha segnalato che 
egli  non ha saputo  indicare alcun villaggio nei  pressi  di  E._______, 
malgrado abbia affermato che vi avrebbe vissuto per tutta la vita; che il  
ricorrente non ha saputo indicare né le targhe di circolazione né le uni-
formi  della  polizia  in  Niger  (cfr. rapporto  LINGUA del 28 marzo 2010 
pag. 3);

che se, come in casu, in ragione dell'art. 27 PA, del rapporto stesso o 
della registrazione audio ne può essere limitata la compulsazione, non 
di meno il diritto di essere sentito del ricorrente non è violato se il ri -
corrente, come nell'evenienza concreta, viene a conoscenza del conte-
nuto essenziale degli atti di causa (cfr. GICRA 1994 no 1, consid. 4 e 
5); 

che, peralto, il ricorrente – sia in occasione del diritto di essere sentito, 
sia in sede di ricorso – non ha fatto valere alcun argomento o mezzo di 
prova suscettibile di contestare la fondatezza dell'esame LINGUA così 
come delle risultanze dello stesso;

che, in particolare, l'insorgente non ha presentato, all'infuori di generi -
che censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa 
valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione rispettiva-
mente al rapporto LINGUA;

che il ricorrente si è limitato a ribadire di essere cittadino nigerino sen -
za allegare fatti ulteriori od in contraddizione con quanto contenuto nel  
rapporto LINGUA;

che, a mente di questo Tribunale, sulla base del rapporto lingua agli 
atti e noto a questa autorità, non v'è motivo di censurare o di scostarsi  
dalle conclusioni a cui è giunto l'esaminatore nel rapporto LINGUA del 

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28 marzo 2010, e neppure di scostarsi dalla decisione dell'UFM qui im-
pugnata che rettamente si fonda su tali conclusioni;

che, in virtù delle emergenze processuali, ne discende che l’UFM ha 
rettamente considerato siccome adempiti i presupposti per la pronun-
cia di una decisione di non entrata nel merito ai sensi dell’art.  32 cpv. 2 
lett. b LAsi per inganno sull'identità giusta l'art. 1a lett. a OAsi 1;

che, pertanto, in materia di non entrata nel merito il ricorso, destituito 
d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata;

che, nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione 
di non entrata nel merito dell'UFM relativa alla domanda d'asilo del ri -
corrente, quest'ultimo non può prevalersi del principio del divieto di re-
spingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente riconosciuto nell'ambito 
del  diritto  internazionale  pubblico  ed  espressamente  enunciato  al-
l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 
(Conv., RS 0.142.30);

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20);  
che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve es-
sere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e  
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che la questione del ca-
rattere possibile,  ammissibile e esigibile  dev'essere esaminata d'uffi-
cio; che, tuttavia, questo principio è limitato dall'obbligo dell'interessato 
di collaborare all'accertamento dei fatti giusta l'art.  8 cpv. 1 LAsi (v. la 
sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-3975/2007  del  15 
giugno 2007, consid. 3.4;  WALTER KÄLIN,  Grundriss des Asylverfahrens, 
Basel und Frankfurt am Main, 1990, pag. 262); che si tratta di un tipico 
caso d'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 lett. c PA;

che nel caso di specie, le affermazioni del ricorrente in merito alla pro-
pria cittadinanza sono manifestamente confutate dall'esame LINGUA, 
al punto tale che può essere esclusa la sua provenienza dal Niger (cfr. 
rapporto  LINGUA  del 28 marzo 2010,  pagg. 1-3)  e  contestualmente 
qualsivoglia impedimento al rientro del ricorrente nel suddetto Paese, 

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come egli pretenderebbe far valere in sede di ricorso con generiche e 
semplici affermazioni (cfr. ricorso pag. 2-3); che per di più, questo Tri-
bunale osserva, alla luce del rapporto sull'esame LINGUA, che il ricor-
rente parla fluentemente la variante dell'inglese dell'Africa occidentale 
con inflessione tipicamente  ed unicamente  nigeriana e non conosce 
alcun idioma nigerino (cfr. rapporto LINGUA, pag. 3);

che, avendo il ricorrente violato l'obbligo di collaborare segnatamente 
con riferimento all'indicazione della sua vera cittadinanza, a lui senza 
dubbio nota, non spetta alle autorità in materia d'asilo determinare il 
vero Paese d'origine dell'insorgente ed eventuali ostacoli all'esecuzio-
ne dell'allontanamento verso suddetto Paese;

che, essendo comunque verosimile che il suo Paese di origine sia la 
Nigeria,  questo  Tribunale  osserva  che  dalle  carte  processuali  non 
emergono elementi  da cui desumere che l'esecuzione dell'allontana-
mento del ricorrente in Nigeria possa violare l'art.  25 cpv. 2 della Co-
stituzione federale della  Confederazione Svizzera del  18 aprile  1999 
(Cost.,  RS 101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati 
del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respin-
gimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre il ricorrente in patria al 
rischio reale ed immediato di trattamenti  contrari  all'art. 3 della Con-
venzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fonda-
mentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Con-
venzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani 
o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente è ammis-
sibile;

che  premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontana-
mento  riconducibili  all'art.  83  cpv. 4  LStr,  il  TAF osserva nondimeno 
che in Nigeria non vige attualmente una situazione di guerra, guerra 
civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazio-
ne nella totalità del territorio nazionale;

che, d'altronde, in relazione all'art. 83 cpv. 4 LStr, avendo dissimulato 
la sua nazionalità, il ricorrente ha reso impossibile la ricerca di pericoli  
concreti e suscettibili di minacciarla nel suo effettivo Paese d'origine;

che del  resto,  quanto alla  situazione personale del  ricorrente,  egli  è 
giovane e possiede una formazione di base, in quanto ha frequentato 

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le scuole fino alla sesta classe; che, inoltre, egli ha dichiarato di avere 
ancora la madre in patria e si può quindi partire dal presupposto che 
possa  disporre  di  una  rete  sociale  in  loco;  che  l'insorgente  non  ha 
nemmeno preteso nel  gravame di soffrire di  gravi  problemi di  salute 
che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla pro-
blematica Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera 
di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esa-
me d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza 
in Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo 
Paese d'origine deve essere considerata ragionevolmente esigibile;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che l'insor-
gente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni docu-
mento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontanamen-
to è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatte-
so e la querelata decisione confermata;

che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sempli-
ficata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle spese processuali  
è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  della  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini -
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF); 

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che la pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico della ricorren-
te. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammi-
nistrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizio-
ne della presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente, tramite il Centro di registrazione e di procedura di Chias-
so (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento);

- all'UFM, Centro di registrazione e di procedura di Chiasso (via fax, 
per l'incarto N (...), con preghiera di notificare la sentenza alla ricor-
rente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale am-
ministrativo  federale;  con  allegata  copia  del  ricorso  del  6 apri-
le 2010);

- F._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione: 

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