# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 956758e0-826e-5d3c-980d-1207344ffe87
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-09-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 25.09.2001 11.2001.106
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2001-106_2001-09-25.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2001.00106

  	
  Lugano,

  25 settembre
  2001/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa
__________.__________.__________ (modifica di sentenza di divorzio) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 6, promossa con petizione (“domanda”) del 

30 maggio 2001 da

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________

  (ora patrocinato dall'avv. __________ __________,
  __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ __________, nata __________, __________

  (patrocinata dall'avv. __________ __________,
  __________);

   

  

 

giudicando
ora sul caso di ricusazione riconosciuto dal
Pretore e dal Segretario assessore con “sentenza” del 17 agosto 2001, rispettivamente
sull'istanza di ricusazione presentata da __________ __________ il 7 settembre
2001;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accertato il
caso di ricusazione, rispettivamente se dev'essere accolta l'istanza di
ricusazione presentata da __________ __________;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che con sentenza del 22 gennaio 1998 il Pretore del Distretto di
Lugano, sezione 6, ha sciolto per divorzio il matrimonio contratto il
____________________ 1981 da __________ __________ (1946) e __________ nata
__________ (1960), affidando il figlio __________ (nato il ____________________
1985) alla madre, conformemente alla convenzione sugli effetti accessori sottoscritta
dai coniugi;

 

                                         che il 30
maggio 2001 __________ __________ ha promosso causa davanti al medesimo Pretore
per ottenere la modifica della sentenza di divorzio nel senso di vedersi
affidare il figlio;

 

                                         che
all'udienza del 21 giugno 2001, indetta per la discussione, il Segretario assessore
ha diffidato l'attore – in luogo e vece del Pretore – a munirsi di un avvocato
entro 20 giorni, comminandogli la nomina di un patrocinatore d'ufficio nel caso
in cui il termine fosse decorso infruttuoso;

 

                                         che
l'indomani __________ __________ ha inviato alla Pretura una lunga lettera in
cui dichiarava di rifiutare la designazione di qualsiasi avvocato e di ricusare
il Segretario assessore, muovendo aspre critiche all'operato della sezione 6;

 

                                         che il 26
giugno 2001 il Pretore e il Segretario assessore hanno ravvisato nei loro
confronti un caso di ricusazione, dandone comunicazione alle parti, le quali
hanno consentito all'astensione;

 

                                         che, ciò
posto, il Pretore e il Segretario assessore hanno trasmesso il fascicolo della
causa al Pretore della sezione 4 in qualità di giudice viciniore;

 

                                         che
quest'ultimo ha fatto seguire il caso alla Camera civile di appello per competenza;

 

                                         che con
sentenza del 31 luglio 2001 questa Camera non ha ravvisato alcun giustificato
motivo di ricusazione nei confronti del Pretore della sezione 6, mentre si è dichiarata
incompetente a sindacare la ricusazione del Segretario assessore, il giudizio
spettando al Pretore da cui quegli dipende (inc.
__________.__________.__________);

 

                                         che nelle
condizioni descritte il Pretore della sezione 4 ha ritornato gli atti al
Pretore della sezione 6 affinché giudicasse sulla ricusazione del suo Segretario
assessore;

 

                                         che
invece di ciò il Pretore e il Segretario assessore della sezione 6 hanno emesso
congiuntamente, il 17 agosto 2001, una “sentenza” in cui si dichiarano esclusi
dal procedimento e rinviano la causa al Pretore della sezione 4;

 

                                         che il
Pretore della sezione 4 ha nuovamente trasmesso gli atti, il 6 settembre 2001,
alla Camera civile di appello “per la decisione di sua competenza”;

 

                                         che il 7
settembre 2001 l'avv. __________ __________, designato da __________ __________
come patrocinatore di fiducia, ha inviato a questa Camera una lettera in cui
dichiara di scorgere ormai “gravi ragioni” nel senso dell'art. 27 lett. b CPC e
postula egli medesimo la ricusazione sia del Pretore sia del Segretario
assessore della sezione 6;

 

                                         che il
giudice delegato di questa Camera ha intimato l'istanza di ricusazione, con
ordinanza del 12 settembre 2001, a __________ __________ per eventuali osservazioni;

 

                                         che
__________ __________ ha dichiarato il 18 settembre 2001 di aderire alla ricusazione
chiesta dall'ex marito;

 

e considerando

 

in diritto:                        che “la cognizione dei motivi di ricusazione e di esclusione del
Pretore spetta alla Camera civile di appello”, mentre quella del Segretario
assessore “al giudice da cui dipende”, cioè al rispettivo Pretore (art. 30 cpv.
1 CPC);

 

                                         che la
“sentenza” del 17 agosto 2001 con cui il Pretore e il Segretario assessore
della sezione 6 dichiarano a titolo congiunto di astenersi dal loro ufficio è
quindi manifestamente nulla, il Codice di procedura civile non prevedendo alcun
caso in cui il Pretore e il Segretario assessore siano abilitati a giudicare
insieme né, tanto meno, alcun caso in cui il Pretore possa decidere autonomamente
la sua stessa ricusazione;

 

                                         che in
simili circostanze questa Camera potrebbe limitarsi ad accertare, in quanto
adita dal Pretore della sezione 4, l'inefficacia della decisione citata e
deferire il Pretore della sezione 6 al Consiglio della magistratura,
ravvisandosi chiari estremi di insubordinazione giurisdizionale;

 

                                         che
nondimeno, proprio in virtù di tale fatto, l'attore stesso chiede ora la
ricusazione del Pretore e del Segretario assessore della sezione 6, ritenuti
inidonei a trattare la causa con la necessaria serenità e imparzialità;

 

                                         che per
quanto riguarda il Segretario assessore l'istanza è manifestamente irricevibile,
solo il Pretore – o, dandosi giustificata astensione di questi, il Pretore
viciniore – essendo abilitato a sindacarne la ricusazione, non la Camera civile
di appello;

 

                                         che, ciò
premesso, rimane da esaminare se il contegno del Pretore della sezione 6 denoti
ormai i presupposti dell'art. 27 lett. b CPC (“gravi ragioni”), come l'attore sostiene;

 

                                         che in
linea di principio non soccorrono “gravi ragioni” per il solo fatto che un
Pretore rifiuti di attenersi a una sentenza del Tribunale di appello, giacché
in caso contrario basterebbe un'arbitraria renitenza del primo giudice per
vanificare l'art. 30 cpv. 1 CPC di senso e scopo;

 

                                         che
questa Camera non intravede del resto alcun motivo per riconsiderare – ammesso
e non concesso che ciò sia possibile – la sua sentenza del 31 luglio 2001;

 

                                         che dopo
la sentenza di appello è intervenuto nondimeno un fatto nuovo, ovvero l'emanazione
congiunta della “sentenza” 

                                         17 agosto
2001 da parte del Pretore e del Segretario assessore;

 

                                         che in
tale “sentenza” l'uno e l'altro si definiscono molto offesi dalla nota lettera
inviata il 22 giugno 2001 da __________ __________ alla Pretura, affermando di
non avere “mai, lo si ripete mai, ricevuto degli insulti come quelli proferiti
da __________ __________, caratterizzati da una simile intensità e cattiveria”,
di riscontrare “un caso eccezionale, che coinvolge un personaggio eccezionale”
e di censurare una deplorevole “tradizione dell'insulto da parte di __________
__________ ”, il quale “dall'emissione della sentenza di divorzio nel gennaio
1998 ha a scadenze regolari inviato a questo Pretore, con copie urbi et orbi,
scritti denigratori”;

 

                                         che delle
lettere denigratorie cui accenna per la prima volta il Pretore nella citata
“sentenza” non vi è traccia nel fascicolo processuale e del loro contenuto
tutto si ignora;

                                      

                                         che
l'eccezionalità ravvisata dal Pretore nel caso in esame nella persona di
__________ __________ sfugge a questa Camera, non essendone dati a divedere gli
estremi, se non in certi atteggiamenti querulomani dell'attore (missive
indirizzate simultaneamente a consiglieri di Stato, al comandante della Polizia
cantonale, all'autorità di vigilanza sulle tutele e ad autorità giudiziarie,
come quelle del 20 luglio 2001 e del 1° agosto 2001, agli atti) e – appunto –
nella menzionata lettera del 22 giugno 2001;

 

                                         che del
resto non vi è stato alcun contatto fra il Pretore e __________ __________
nella causa intesa alla modifica della sentenza di divorzio, il Pretore non
avendo compiuto alcun atto processuale, salvo convocare le parti alla
discussione (tenuta poi dal Segretario assessore) e – sembra – sentire il ragazzo;

 

                                         che per
quanto riguarda gli insulti lamentati dal Pretore, la nota lettera del 22
giugno 2001 (riprodotta per larghi tratti nella precedente sentenza di questa
Camera) contiene critiche anche pesanti e proteste vibrate, nonché rampogne e
recriminazioni, ma non ingiurie, tanto meno verso la persona del Pretore,
evocata in un solo punto, sul finale della lettera (sentenza di questa Camera,
pag. 4 in fondo), senza particolare malevolenza nei suoi confronti;

 

                                         che
lascia attoniti dunque la reazione esagerata e irragionevole del Pretore (del Segretario
assessore non deve occuparsi questa Camera), scomposta al punto da fargli perdere
ogni cognizione circa i limiti della propria competenza e fargli identificare
le critiche alla Pretura con critiche alla sua persona (“gli scriventi giudici
hanno recepito quale insulto diretto le invettive indirizzate da __________
alla Pretura che essi presiedono”: “sentenza” del 17 agosto 2001, primo
foglio);

 

                                         che un
simile atteggiamento può essere solo indice di un profondo disagio, suscettivo
di ottenebrare l'imparzialità e l'equanimità cui un magistrato deve far capo
nell'esercizio delle sue attribuzioni ufficiali;

 

                                         che,
vista in ultima analisi la “sentenza” del 17 agosto 2001, non rimane che accertare
l'esistenza di “gravi ragioni” giusta l'art. 27 lett. b CPC e dichiarare il
Pretore ricusato;

 

                                         che, di
conseguenza, nei confronti del Pretore l'istanza dell'attore va accolta;

 

                                         che sulla
ricusazione del Segretario assessore giudicherà, ciò posto, il Pretore viciniore;

 

                                         che
un'ultima considerazione è necessaria, dovendosi evitare che giudici emotivamente
vulnerabili possano, lasciandosi trasportare oltre misura, astenersi unilateralmente
dal loro ufficio e delegare alle giurisdizioni viciniori le cause più delicate;

 

                                         che si
impone dunque di rinnovare in via generale l'esortazione al distacco psicologico
già rivolta da questa Camera al Pretore della sezione 6 nella sentenza del 31
luglio 2001 (consid. 7), a maggior ragione ove si pensi che la nota lettera del
22 giugno 2001, ancorché sconveniente, non è certo più offensiva di talune
esternazioni ingiuriose e denunce infondate di cui sono già stati oggetto altri
Pretori e giudici di appello;

 

                                         che per
quanto riguarda gli oneri processuali si soprassiede a ogni prelievo, l'istanza
di ricusazione presentata dall'attore il 

                                         7
settembre 2001 dimostrandosi fondata, quanto meno nei confronti del Pretore,
senza che la convenuta si sia opposta all'accoglimento (Rep. 1997 pag. 137
consid. 4);

 

                                         che per
gli stessi motivi non si giustifica l'assegnazione di ripetibili;

 

 

pronuncia:              1.   La
“sentenza” emessa il 17 agosto 2001 dal Pretore e dal Segretario assessore della
sezione 6 nella causa __________.__________.__________promossa da __________
__________ contro __________ __________, nata __________, è dichiarata nulla.

 

                                   2.   Nella
misura in cui riguarda il Pretore, l'istanza di ricusazione presentata il 7
settembre 2001 da __________ __________ è accolta e gli atti sono trasmessi al
Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, per la continuazione del processo.

 

                                   3.   Nella
misura in cui riguarda il Segretario assessore, l'istanza di ricusazione presentata
da __________ __________ è irricevibile.

 

                                   4.   Non si
riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   5.   Intimazione:

                                         – avv.
__________ __________, __________;

                                         – avv.
__________ __________, __________;

                                         – Pretore
del Distretto di Lugano, sezione 6.

                                         Comunicazione
al Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale
d'appello

La presidente                                                        Il
segretario