# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 02ffae0d-5f72-53c7-9c0c-d7e2bfac7b04
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-10-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 07.10.2011 60.2011.285
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2011-285_2011-10-07.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2011.285

   

  	
  Lugano

  7 ottobre
  2011/ps

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

   

   

  
					

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 2/5.9.2011 presentato da

 

 

	
   

  	
  RE 1, ,

  patr. da: PR 1, ,

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  la decisione 22.8.2011 del procuratore pubblico
  Manuela Minotti Perucchi con cui ha respinto la sua istanza di indennità
  18/19.8.2011 inerente all’esito del procedimento penale sfociato nel decreto
  di abbandono 20.8.2010 (ABB __________);

  

 

 

richiamate le osservazioni 15.9.2011 e
22.9.2011 (duplica) del magistrato inquirente – che postula la reiezione del
gravame – e 20/21.9.2011 (replica) di RE 1 – che si conferma nelle sue
allegazioni –;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

considerato

 

 

 

 

in fatto ed in diritto

 

                                         che
con decisione 20.8.2010 il procuratore pubblico ha abbandonato il procedimento
penale promosso a carico, tra gli altri, di RE 1 per titolo di truffa per
mestiere e di appropriazione indebita aggravata, per – sostanzialmente – prescrizione
dell’azione penale ed importante violazione del principio di celerità (ABB __________);

 

 

                                         che
con istanza 18/19.8.2011 RE 1 ha chiesto al magistrato inquirente un’indennità
giusta l’art. 429 CPP pari a CHF 4'339'547.55, oltre interessi, in relazione
all’esito del procedimento penale aperto (anche) a suo carico sfociato nel
predetto decreto di abbandono;

 

 

                                         che
con decisione 22.8.2011 il procuratore pubblico ha respinto l’istanza in quanto
inammissibile “venire contra factum proprium” costitutivo di abuso di
diritto: l’istante, il 5/9.8.2010, aveva infatti rinunciato, per il tramite
dell’allora suo patrocinatore avv. __________, a far valere pretese di
risarcimento qualora fosse stato emanato un decreto di abbandono;

 

 

                                         che
con reclamo 2/5.9.2011 RE 1 domanda che – in accoglimento dell’impugnativa – venga
accertata la nullità della rinuncia ad un’indennità e che l’incarto venga retrocesso
al Ministero pubblico affinché proceda d’ufficio, ad opera di altro procuratore
pubblico, alla determinazione del danno e dell’indennità;

 

 

                                         che,
a suo dire, la sua rinuncia ad un’indennità per ingiusto procedimento non potrebbe
essere considerata valida: il procuratore pubblico avrebbe infatti potuto abbandonare
il procedimento penale soltanto per difetto di seri indizi, non perché
l’imputato aveva rinunciato a chiedere la corresponsione di un’indennità;

 

 

                                         che
giusta l’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP il reclamo può essere interposto contro le
decisioni e gli atti procedurali della polizia, del pubblico ministero e delle
autorità penali delle contravvenzioni, eccettuati i casi in cui è espressamente
escluso dal Codice o quando è prevista un’altra impugnativa;

 

 

                                         che
con il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20
cpv. 1 lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62
cpv. 2 LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso
e l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art.
393 cpv. 2 lit. b CPP) e l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP);

 

 

                                         che
il reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1
CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed
all’art. 385 CPP per la motivazione;

 

 

                                         che
esso deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,
i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati (art.
385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP);

 

 

                                         che
il gravame – inoltrato il 2/5.9.2011 – contro la decisione 22.8.2011 del procuratore pubblico con cui
ha respinto l’istanza di indennità 18/19.8.2011 di RE 1 è tempestivo e proponibile;

 

 

                                         che
le esigenze di forma e motivazione del reclamo sono rispettate;

 

 

                                         che
RE 1, quale imputato prosciolto, è pacificamente legittimato a reclamare giusta
l’art. 382 cpv. 1 CPP avendo un interesse giuridicamente protetto
all’annullamento o alla modifica del giudizio;

 

 

                                         che
il reclamo è, nelle predette circostanze, ricevibile in ordine;

 

 

                                         che,
se è pienamente o parzialmente assolto o se il procedimento nei suoi confronti
è abbandonato, l’imputato ha diritto a: a. un’indennità per le spese sostenute
ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali; b. un’indennità
per il danno economico risultante dalla partecipazione necessaria al procedimento
penale; c. una riparazione del torto morale per lesioni particolarmente gravi
dei suoi interessi personali, segnatamente in caso di privazione della libertà
(art. 429 cpv. 1 CPP);

 

 

                                         che
l’autorità penale esamina d’ufficio le pretese dell’imputato; può invitare
l’imputato a quantificarle e comprovarle (art. 429 cpv. 2 CPP);

 

 

                                         che
l’imputato può rinunciare a dette pretese (N. SCHMID, StPO Praxiskommentar,
art. 429 CPP n. 12; CPP Commentario – M. MINI, art. 429 CPP n. 8; BSK StPO – S.
WEHRENBERG / I. BERNHARD, art. 429 CPP n. 31; ZK StPO – Y. GRIESSER, art. 429
CPP n. 8);

 

 

                                         che
il doc. G (allegato al reclamo 2/5.9.2011) – scritto 29.8.2011 dell’avv. __________
all’avv. PR 1 – espone come si sarebbero svolti i fatti che avevano portato al
decreto di abbandono 20.8.2010:
“(…)
ero riuscito attraverso due procedure formali a costringere il PP ad emettere
un ultimo atto d’accusa per poter svolgere il processo a carico del signor RE 1.
La prima decisione formale è stata presa dal Presidente della Corte delle
assise correzionali di __________ che ha rinviato gli atti al PP con l’incarico
di rifare l’atto d’accusa. La seconda sentenza l’ha presa la Camera dei ricorsi
penali in data 29 marzo 2010, analizzando il nuovo atto d’accusa e forzando il
PP a tener conto dei casi ormai prescritti. A questo punto la Procuratrice, su
mia insistenza, si è detta disponibile a non fare un ulteriore atto d’accusa ma
ad emettere un decreto d’abbandono basato sulla violazione del principio di
celerità, chiudendo quindi ad integrale soddisfazione del signor RE 1 un caso che
inizialmente sembrava dover portare ad una condanna particolarmente grave. Il
signor RE 1, presumo su insistenza della sua socia, signora __________,
insisteva particolarmente affinché gli fossero risarciti i costi di patrocinio.
La PP poneva invece come condizione che questi costi di patrocinio non fossero
pretesi, invocando il fatto che i reati erano comunque stati commessi, anche se
a quel momento erano in gran parte prescritti. In data 5 agosto 2010 il signor RE
1 e la signora __________ sono venuti nel mio ufficio e abbiamo discusso del
quesito. Il signor RE 1, a cui anche la signora __________ ha riconosciuto
dovesse competere la decisione, ha per finire acconsentito a rinunciare al
risarcimento per ingiusta carcerazione, (…)”;

 

 

                                         che
la discussione tra RE 1 e l’allora suo legale si è concretizzata nello scritto
5.8.2010 di quest’ultimo al procuratore pubblico: “(…)
faccio riferimento al recente colloquio telefonico relativo all’ipotesi di un
proscioglimento direttamente da parte del Ministero pubblico del mio
patrocinato, (…), a seguito della decisione presa dalla Camera dei Ricorsi
penali del Tribunale di appello in data 1.6.2010, considerati i casi prescritti
e il tempo trascorso, per segnalarle che in tale eventualità sia il mio
patrocinato che i coprevenuti rinuncerebbero a formulare istanze miranti
all’ottenimento di una indennità ai sensi degli art. 317 e segg. CPP” (doc. D, allegato al reclamo 2/5.9.2011);

 

 

                                         che,
come detto, il 20.8.2010 il magistrato inquirente ha decretato l’abbandono del procedimento
penale (ABB __________);

 

 

                                         che
è incompatibile con la buona fede processuale un comportamento contraddittorio
– “venire contra factum proprium” –, come per esempio rinunciare
all’esercizio di un diritto per poi far valere soltanto in una fase successiva
la violazione o il rifiuto di tale diritto (CPP Commentario – P. BERNASCONI,
art. 3 CPP n. 12);

 

 

                                         che,
in queste circostanze, il reclamante che, assistito dall’avv. __________, ha esplicitamente
acconsentito a non chiedere indennità per ingiusto procedimento non può, ora,
censurare il modo di procedere del magistrato inquirente, siccome critica abusiva,
contraria alla buona fede processuale alla quale è tenuto;

 

 

                                         che
il gravame è respinto, con tassa di giustizia e spese a carico del reclamante,
soccombente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 379 ss., 393 ss. e 429 CPP,
1 ss. e 25 LTG ed ogni altra disposizione applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
reclamo è respinto.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 600.-- e le
spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 650.-- (seicentocinquanta), sono poste
a carico di RE 1, __________.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                      

 

 

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                           La
cancelliera