# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b7e333db-7185-5ae1-80a8-99320c9c266a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-02-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 07.02.2006 30.2006.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2006-6_2006-02-07.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2006.6

  719/606

  	
  Bellinzona

  7 febbraio 2006

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Damiano Stefani

  
	
   

  
						

sedente con il
segretario Marco Agustoni per statuire sul ricorso 14 gennaio 2006 presentato
da

 

	
   

  	
  RI 1 

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione 13
  gennaio 2006 emessa dalla Sezione della circolazione, Camorino,

  

 

viste                                  le osservazioni 23 gennaio 2006 presentate dalla Sezione della circolazione;

 

                                         letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto                             in fatto:

                                         che la Sezione della
circolazione, con decisione del 13 gennaio 2006, ha inflitto a RI 1 una multa
di fr. 100.--, addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 20.-- e le
spese di fr. 10.--, per i seguenti fatti accertati il 4 ottobre 2005 in
territorio di __________:

                                         “ha circolato con il
veicolo __________ impiegando, durante la guida, un telefono senza dispositivo
mani libere;”

                                         che la risoluzione è stata
emessa in applicazione degli art. 31 cpv. 1, 90 cifra 1 LCStr e 3 cpv. 1 ONC;

                                         che RI 1 è insorto contro tale
decisione con ricorso del 14 gennaio 2006, con il quale ha chiesto
l’annullamento della multa ed un congruo rimborso delle spese;

                                         che nelle sue osservazioni del
23 gennaio 2006 la Sezione della circolazione ha postulato la reiezione del gravame
e la conferma della decisione impugnata;

considerato                      in diritto:

                                         che la competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell’insorgente e la tempestività
dell’impugnativa sono date dall’art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è
ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti ai sensi
dell’art. 12 LPContr;

                                         che, giusta l’art. 31 cpv. 1
LCStr, il conducente deve costantemente padroneggiare il veicolo, in modo da
potersi conformare ai suoi doveri di prudenza;

                                         che, per l’art. 3 cpv. 1 ONC, il
conducente deve rivolgere la sua attenzione alla strada e alla circolazione.
Egli non deve compiere movimenti che impediscono la manovra sicura del veicolo.
Inoltre la sua attenzione non deve essere distratta né dalla radio né da altri
apparecchi riproduttori del suono;

                                         che chiunque contravviene alle
norme della circolazione contenute nella LCStr o nelle prescrizioni di
esecuzione del Consiglio federale è punito con l’arresto o la multa (art. 90
cifra 1 LCStr);

                                         che per l’impiego durante la
guida di un telefono senza dispositivo “mani libere”, è comminata una sanzione
pecuniaria di fr. 100.-- (cifra 311 dell’allegato 1 dell’Ordinanza concernente
le multe disciplinari (OMD);

                                         che il ricorrente ha a più
riprese contestato l’impiego durante la guida del telefonino senza dispositivo
“mani libere”, sottolineando come tale impianto sia parte integrante del suo
veicolo __________ targato __________ (cfr. lettera del 10 ottobre 2005,
allegato C del ricorso);

                                         che a sostegno di siffatte affermazioni,
il ricorrente ha prodotto una copia dei tabulati telefonici dalla quale risulta
che al giorno e all’ora in cui gli viene rimproverata l’infrazione non è stata
effettuata alcuna chiamata con il suo telefonino;

                                         che l’agente denunciante nel proprio
rapporto di contro-osservazioni del 15 ottobre 2005 si è limitato a
confermare la multa disciplinare, senza tuttavia fornire alcuna precisazione in
merito ai fatti, se non che l’infrazione è stata constatata anche dal collega
di pattuglia;

                                         che le dichiarazioni di
polizia non fruiscono, di per sé, di una presunzione di veridicità e
fedefacenza: rientra nelle attribuzioni dell’autorità decidente apprezzare
liberamente la concludenza delle dichiarazioni rese dall’autore
dell’accertamento ed esaminare la pertinenza della descrizione dei fatti,
tenendo conto delle argomentazioni sollevate dal multato;

                                         che la produzione di tabulati
telefonici o simili attestazioni di società telefoniche non è, di per sé sola,
per nulla concludente sul piano probatorio: il conducente potrebbe far uso di
un telefono mobile di cui non è il titolare e, inoltre, i tabulati telefonici
riportano unicamente le telefonate effettuate, e non quelle ricevute;

                                         che secondo l’art. 32 cpv. 1
Cost. ognuno è presunto innocente fino a quando non è stato dimostrato il
contrario;

                                         che, ben ponderate le due
versioni, le prove raccolte dall’istanza inferiore appaiono insufficienti per
convincere questo giudice della colpevolezza del ricorrente: considerate le
contestazioni portate dal denunciato, l’autorità dipartimentale avrebbe dovuto
chiedere all’agente denunciante di precisare le modalità dell’infrazione
osservata al fine di fornire ulteriori elementi utili al giudizio ed alla
valutazione della fattispecie;

                                         che in virtù del precitato
principio “in dubio pro reo” l’insorgente va pertanto prosciolto dall’accusa
formulata nei suoi confronti;

                                         che visto l’esito del gravame,
non si prelevano né tasse né spese di giustizia;

                                         che sulle ripetibili la
LPContr non contiene alcuna norma che imponga o semplicemente consenta
all’autorità giudicante di attribuire indennità alla parte vincente, né un
simile principio scaturisce dal diritto federale (DTF 105 Ia 128 consid. 2b);

 

per questi motivi                 visti gli art. 31 cpv. 1, 90 cifra 1
LCStr; 3 cpv. 1 ONC; 1 segg. LPContr;

 

pronuncia:                1.     Il ricorso è accolto e la
decisione impugnata è annullata.

 

                                 2.     Non si prelevano né tasse
né spese. Non si assegnano ripetibili.

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
   

   

  

 

 

Il giudice:                                                                                 Il
segretario: