# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d2e6de00-c154-5012-ba7c-33a58f02784c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.10.2003 36.2002.97
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2002-97_2003-10-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2002.97

   

  TB/cd

  	
  Lugano

  27 ottobre
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 agosto 2002 di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 25 giugno 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa malati __________ 

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Nell'ambito
del contratto collettivo n. 623 stipulato dal __________, di cui è titolare, il
22 ottobre 1998 (doc. _) __________ ha concluso con la Cassa malati __________
un'assicurazione per perdita di guadagno in caso di malattia che prevedeva il
diritto all'80% del salario dopo sette giorni d'attesa.

 

                               1.2.   A causa di
una periartropatia omero-scapolare destra tendinotica e di una lieve sindrome
del tunnel carpale destro (doc. _), dal 13 novembre 2000 l'assicurata, di
professione parrucchiera, è stata posta in incapacità lavorativa al 100%, poi
ridotta dal 27 novembre 2000 all'8 dicembre 2000 al 50%. Dal mese di aprile 2001
l'interessata è stata nuovamente dichiarata inabile al lavoro al 100% fino al 2
settembre 2001; dal giorno successivo al 7 ottobre 2001 l'inabilità è stata del
50%. Dopo un mese di totale abilità, dal 5 novembre 2001 v'è stata una ricaduta
con incapacità lavorativa del 50% fino al 14 aprile 2002, quando l'assicurata è
stata ricoverata presso la Clinica __________ (inabilità al 100%) per tre
settimane – fino al 4 maggio 2002 (doc. _). Dal 5 al 19 maggio 2002 __________
era inabile al lavoro nella misura del 50% (doc. _) e dal 20 maggio 2002 in poi
al 100%.

 

La Cassa malati __________ ha assunto il caso ed
ha erogato le prestazioni assicurate.

 

                               1.3.   Dopo aver
sottoposto __________ ad una visita di controllo a cura del dr. med.
__________, medico fiduciario della Cassa malati __________ (docc. _ e _), con
decisione formale del 7 maggio 2002 (doc. _) quest'ultima ha comunicato
all'assicurata di considerarla da subito abile al lavoro nella misura dell'80%
in qualità di impiegata-segretaria, con possibilità di ulteriore aumento della
capacità al 100% dopo circa un mese se l'attività risultava ben sopportata.
Pertanto, l'indennità giornaliera le sarebbe ancora stata versata per tre mesi,
ossia sino al 10 agosto 2002: in tale lasso di tempo essa avrebbe dovuto cercare
un lavoro confacente al suo stato di salute.

 

L'opposizione introdotta dall'assicurata il 7
giugno 2002 (doc. _) dal suo rappresentante, avv. __________ è stata respinta
dalla Cassa con decisione su opposizione del 25 giugno 2002 (doc. _).

 

                               1.4.   Con tempestivo
ricorso del 27 agosto 2002 (doc. _), sempre per il tramite del predetto
rappresentante __________ ha chiesto l'annullamento della citata decisione nel
senso che le venga riconosciuto il precedente grado d'incapacità lavorativa
(pari al 100%) e corrisposte le relative indennità fino ad una decisione
dell'Ufficio Assicurazione Invalidità. In particolare, essa sostiene quanto
segue:

 

"  (…)

2.

Prudenzialmente si solleva ogni e più ampia riserva riguardo alla
facoltà della firmataria della decisione di vincolare la Cassa Malati
__________.

Ne consegue che la decisione può essere ritenuta carente di un
elemento essenziale per la sua validità, la decisione è quindi nulla.

 

3.

Con la decisione contro cui è rivolto questo ricorso, la Cassa
Malati ha confermato il termine di tre mesi, sino al 10 agosto 2002, ai fini
della ricerca di un'occupazione più confacente con cambio di professione di cui
alla decisione 7/9 maggio 2002.

La decisione è stata motivata in virtù della frequentazione di
corsi di segretariato e della pretesa conoscenza della lingua tedesca.

Il cambio di professione sarebbe, secondo la Cassa Malati o il
medico di fiducia della stessa, sufficiente a considerare abile nella misura
dell'80 % l'assicurata in qualità di impiegata-segretaria.

 

4.

Per quanto attiene allo stato di salute della ricorrente, si
osserva che la stessa, dopo l'opposizione 7 giugno 2002, è ulteriormente stata
oggetto di esami ed accertamenti a dipendenza del decorso della malattia e del
progressivo quanto costante peggioramento della sua situazione.

In particolare in data 14 agosto 2002 la ricorrente è stata
sottoposta ad ulteriori esami atti a stabilire se le condizioni per un
intervento siano al momento date.

 

5.

Indipendentemente dalle circostanze di cui al punto 4 che precede,
il carattere progressivo dei disturbi riscontrati, già risulta dagli elementi
di fatto medici riferiti dalla stessa Cassa Malati.

 

6.

Nel frattempo, viste le difficoltà riscontrate nello svolgimento
dell'attività quale parrucchiera e le proprie continue assenze, avendone avuto
l'opportunità, la ricorrente ha ceduto il proprio salone.

Questa circostanza non assume rilevanza per quanto attiene allo
stato di malattia al momento riscontrabile, ma conferma che la ricorrente
intraprende tutto quanto in suo potere per evitare e limitare gli effetti della
sua malattia.

 

7.

Come evidenziato in sede di opposizione, il corso di segretariato
menzionato è stato frequentato almeno 15 anni or sono. Lo stesso non ha
comportato alcuna formazione, in particolare nel settore informatico e secondo
i criteri e tecnologie di lavoro attuali.

Il corso stesso non comporta quindi alcuna concreta formazione che
possa permettere all'assicurata lo svolgimento di attività di
impiegata-segretaria. Peraltro si trattava di un corso di durata limitata.

Le conoscenze del tedesco sono anch'esse remote e non hanno
trovato alcuna applicazione o uso pratico nella vita attiva professionale e/o
familiare.

In nessun caso l'assicurata è in grado di parlare correntemente,
ma semmai ha delle conoscenze di base della lingua tedesca parlata.

 

8.

La ricorrente in nessun caso si oppone ad un cambiamento
d'attività vista l'impossibilità di esercitare la propria attività di
parrucchiera.

Un'attività alternativa presuppone tuttavia un preliminare periodo
di formazione, come visto la cessione dell'attività indipendente è già
intervenuta ma ha comunque comportato un impegno temporale che impediva ogni
altra attività o formazione.

Nel contempo la ricorrente ha comunque anche visto il
peggioramento del suo stato indipendentemente dal fatto di non svolgere la
propria attività.

 

9.

Con questo tempestivo ricorso, l'assicurata contesta integralmente
le decisioni e conclusioni della Cassa, in particolare anche per le circostanze
di fatto di cui sopra ed i motivi qui di seguito più dettagliatamente esposti.

 

9.1.

L'attività di impiegata-segretaria appare incompatibile sia a
dipendenza di una totale mancanza di adeguata e aggiornata formazione, sia in
considerazione della posizione assunta; posizione assai simile a quella della
precedente attività ed incompatibile con le condizioni della ricorrente.

 

9.2.

La Cassa Malati, nella propria decisione, scarica l'onere ed il
compito di una reintegrazione sull'AI ciò che si ritiene inaccettabile, in ogni
caso è impensabile che possa essere escluso un adeguato periodo di
reintegrazione, almeno fino al momento in cui l'AI si sia
espressa al riguardo e siano stati completati gli accertamenti in corso
riguardo agli interventi cui eventualmente sottoporre la ricorrente.

In ogni caso la Cassa Malati conferma che a tutt'oggi esiste
un'incapacità lavorativa che non sparisce certo con la decisione in oggetto.

 

9.3.

Il mantenimento dell'indennità fino a decisione dell'AI, appare di
conseguenza più che giustificata, in caso contrario dovrebbe essere preso in
considerazione un congruo periodo per sottoporre la ricorrente ad una specifica
riformazione.

(…)".

 

                               1.5.   Nella sua
risposta del 23 maggio 2003 (doc. _) la Cassa propone di respingere il ricorso
ed osserva:

 

"  (…)

2    L'assicurata
presenta una "periartropatia omeroscapolare destra con modico
impingement" e una sindrome del tunnel carpale destro; per tale affezione
l'assicurata ha consultato diversi medici, fra cui il Dr. __________ - FMH
medicina interna e reumatologia; Dr. __________ - FMH chirurgia generale, e il
Dr. __________ (FMH in neurologia), Dr. __________ - FMH neurologia, nonché il
medico di fiducia della cassa Dr. __________ - FMH medicina interna e
reumatologia; gli stessi sono concordi nel sostenere che non è il caso di
operare poiché "l'entità della neuropatia - non impone almeno per il
momento - un intervento di neurolisi".

 

(…)

 

3    II Dr.
__________ nel rapporto d'uscita della Clinica __________ del 13.5.2002 rileva
quanto segue (vedi p.to 5 della decisione su opposizione): (Doc. _)

                                ...
Diagnosi "Periartropatia omeroscapolare destra cronica e parzialmente
refrattaria in presenza di un sospetto impingement su incipiente artrosi
acromioclavicolare, sindrome cervicospondilogena destra recidivante in presenza
di incipienti alterazioni degenerative discali C3-C4 e C5-C6 senza immagini
erniarie o compressioni radicolari, sindrome lombovertebrale intermittente,
lieve sindrome tunnel carpale destra irritativa". ...."Considerato il
miglioramento clinico solo parziale e la professione abituale con importante
sollecitazione delle estremità superiori, si ritiene tuttora indicata una
incapacità lavorativa al 50% come già valutato 2 volte nell'ambito di una
visita fiduciaria specialistica dal Dr. __________. In questo contesto è già
stata inoltrata dalla paziente una domanda AI parziale. Dal punto di vista
neurologico, da ricordare una valutazione con il Dr. __________ del 14.1.2002 e
una precedente valutazione del Dr. __________ del 15.1.2001 con conferma alla
prima visita di una minima sindrome del tunnel carpale destro con parametri
elettrofisiologici minimamente alterati e alla seconda visita di una sindrome
solo irritativa senza alterazioni significative dei parametri
elettrofisiologici; una indicazione operatoria veniva per altro esclusa dal Dr.
__________ ad una sua precedente visita del 6.8.2001".

 

4    Visto quanto
sopra, il medico di fiducia della Cassa Dr. __________ riteneva fattibile una
riqualifica professionale (Doc. _), vista anche l'esistenza di un chiaro nesso
fra la professione esercitata (parrucchiera - lavoro con le braccia spesso
alzate, cosa che normalmente peggiora la periatropatia della spalla e i suoi
sintomi), nonché la conferma del Dr. __________ (vedi rapporto medico AI del
21.5.2002 - Doc. _) ove attesta che l'assicurata è da ritenersi abile al 100%
in altre attività leggere con pesi non superiori ai 10 Kg, posizione corporea
variabile e assenza di movimenti ripetitivi (v. decisione su opposizione -
diritto p.ti 1 e 2).

 

(…)

 

IN DIRITTO

 

4.2 L'Avv. __________ contro tale decisione, in data 7.6.2002, si
oppone

adducendo come giustificazione che,
secondo i medici curanti, questi sconsigliano da parte loro una simile attività
(p.to 7 in diritto - della decisione su opposizione). Non ci è chiaro come
l'Avv. __________ possa asserire ciò, visto che proprio i medici curanti (tra
cui il medico curante Dr. __________ - vedi rapporto medico AI del 21.5.2002 -
p.to 4) affermano il contrario, considerando abile al 100% la Sig.ra __________
in qualsiasi attività fisicamente leggera. II Dr. __________ ha inoltre
puntualizzato "con pesi non superiori a 10 Kg, posizione corporea
variabile e assenza di movimenti ripetitivi".

 

(…)

 

5    L'Avv.
__________ è sicuramente a conoscenza che il "congruo periodo" a cui
si riferisce al p.to 9.3 del suo ricorso (vedi sopra) è già stato accordato
dalla Cassa; infatti la giurisprudenza vigente, per i casi di riqualifica
professionale prevede un periodo da 3 a 5 mesi (5 mesi quando il mercato del
lavoro sia particolarmente in crisi/recessione), al momento attuale il mercato
del lavoro è normale/stabile.

6    (…) A
distanza di oltre 6 mesi (!) dall'emissione della decisione su opposizione
(25.6.2002 !), in data 31 marzo 2003 abbiamo ricevuto, via il TCA, i rapporti
medici (Dr. __________ - primario di ortopedia e del Prof.
__________ - primario di neurologia), motivo per cui dobbiamo ritenere
che essi siano la documentazione cui alludeva l'Avv. __________.

 

6.1 Abbiamo sottoposto i rapporti di cui sopra al ns. medico di
fiducia

Dr. __________ - FMH medicina interna
e reumatologia; lo stesso ci fa notare che i rapporti medici in questione non
hanno provveduto a chiarire il punto centrale della questione in essere...
ossia quanto la problematica rilevata dai medici summenzionati incida sulle
capacità lavorative dell'assicurata.

 

Inoltre il ns. medico di fiducia ci
fa rilevare come non è per contro chiaro quanto il recente problema di
lombosciatalgia destra (non presentata al momento delle visite del medico di
fiducia e nemmeno riscontrata nel rapporto d'uscita della Clinica __________ -
degenza 15.4. - 4.5.2002) possa incidere sulla capacità
lavorativa dell'assicurata.

 

... Per quel che riguarda la
precedente sintomatologia, anche da quello che si evince nella lettera di
__________ del 13.5.2002, non sembra che le cose siano cambiate in maniera tale
da modificare la presa di posizione rispetto all'attività lavorativa. (Doc. _)

 

6.2 Dobbiamo pertanto ritenere che, fino a prova contraria, la

decisione resa dall'__________ con la
decisione su opposizione del 25.6.2002 sia tuttora da ritenere valida. Qualora
dovessero in seguito emergere degli ulteriori fatti rilevanti, ci riserviamo di
riesaminare la pratica.

 

7    Ai punti 8 e
9.2 del ricorso (27.8.2002) l'Avv. __________ fa inoltre rilevare che
l'assicurata non si oppone ad un cambiamento di professione, visto che
quest'ultima avrebbe già provveduto a cedere la sua attività indipendente
(salone di parrucchiera) e chieda un adeguato periodo di reintegrazione almeno
fino al momento in cui l'AI si sia espressa in merito.

 

7.1 Fino ad oggi non ci è stata inoltrata una motivata richiesta
di

prolungare il termine di cui sopra
(ev. ulteriori 2 mesi; per un totale di 5 mesi); infatti come abbiamo fatto
osservare precedentemente (vedi sopra), i rapporti medici non hanno chiarito in
che modo la recente problematica della lombosciatalgia destra incida sulla
capacità lavorativa dell'assicurata.

 

Qualora questa problematica fosse
esaustivamente chiarita, a quel momento ci riserveremo di rivedere la pratica.

(…)".

 

                               1.6.   Il 3 giugno
2003 (doc. _) il medico curante dell'assicurata, dr. __________, medicina
interna FMH, ha allestito un certificato medico attestante una serie di
patologie sul quale si è pronunciato il 26 giugno 2003 (doc. _) il dr.
__________, medico fiduciario della Cassa __________.

Successivamente, il 24 luglio 2003 quest'ultimo
ha rivisto – per la seconda volta - la ricorrente al fine di tracciare un
quadro completo delle sue condizioni di salute (doc. _).

 

                               1.7.   Nelle
proprie osservazioni finali del 20 agosto 2003 (doc. _), la Cassa malati
__________ ha osservato che

 

" 
(…)

4.2 (…) la "nuova patologia lombalgie con irradiazione
pseudo-sciatalgica all'arto inferiore destro in presenza di discopatia L4/5 più
marcata in L5/S1", rispetto alla situazione precedente (v. p.to 4 e 4.2
della risposta di causa – abile al 100% in un altre attività leggere – Dr.
__________ e Dr. __________), causa un aggravamento della capacità lavorativa,
dal 100% al 50%. Tale stato è susseguente all'accertamento della discopatia
11.3.2003 (v. certificato Dr.ssa __________ del 3.6.2003 – discografia TAC
11.3.2003). Da ciò se ne desume che, pertanto, l'assicurata dal 25.06.2002
(emissione della decisione su opposizione) e fino al 10.3.2003, è da ritenersi
abile al 100% in altre attività leggere con pesi non superiori ai 10 kg.
(infatti per tale periodo non c'è traccia della discopatia L4/5 più marcata in
L5/S1; la stessa appare per la prima volta sul certificato del 3.6.2003 della
Dr.ssa __________!).

(…)"

 

                               1.8.   Chiamata dal
TCA (doc. _) ad effettuare il calcolo del reddito che l'assicurata potrebbe
conseguire mettendo a profitto la sua capacità lavorativa residua, la Cassa
malati __________ si è così espressa:

 

" 
(…)

5    (…) Come si può rilevare dalle "tabelle di valutazione
adottate dalla __________ " (vedi allegato) per casi in cui si debba
provvedere ad un cambio di professione con ev. attribuzione di una rendita
d'invalidità [abbiamo preso in considerazione delle professioni leggere e
adeguate allo stato di salute attuale dell'assicurata, secondo l'Avv. __________
(p.to 7 del ricorso) visto che la professione di impiegata segretaria non
sembrava essere idonea. Le professioni di cui sotto sono state ritenute idonee
anche da parte del ns. medico di fiducia Dr. __________– FMH in reumatologia e
medicina interna.

 

      Professione                              Salario minimo    Salario
massimo

      Operaia (N. DAP 2597)            Fr. 44'270.--         Fr.
47'136.--

      Impiegata (N. DAP 2308)          Fr. 44'195.--         Fr.
44'195.--

      Commessa-Cassiera               Fr. 37'686.--         Fr.
39'094.--

      (N. DAP 2430)                          ________________________

      Media                                        Fr. 42'050.35       Fr.
43'475.--

 

¨      
Dalla documentazione fornita dall'Avv.
__________ (_ documenti _-_) ricevuta via TCA il 7.8.2003, risultano dei dati
discordanti fra di loro

Costi 2001 Stipendi
Fr. 28'800.--; Contributi sociali Fr. 1'650.-- =

ca. Fr. 25'500.--

Costi 2002 Stipendi
Fr. 8'800.--; Contributi sociali Fr. 361.50 =

ca. Fr. 7'100.-
(1.1.-30.9.02)

 

¨      
Al momento della stipulazione, nel mese di
ottobre 1998, del contratto collettivo l'assicurata annunciò un salario di Fr.
42'000.--; dopo di che dal 1.1.2000 lo stesso è stato adeguato a Fr.39'600.-.

 

¨      
L'assicurata da quanto ci risulta era
assoggettata alla CCC AVS/AI/IPG per un reddito di Fr. 20'000.-- (tale
importo dovrebbe far fede in caso di contestazioni) per il periodo dal
1.1.2001 – 31.7.2002; dopo di che l'interessata figura come persona senza
attività.

 

Pertanto visto quanto sopra, anche ritenendo
un'inabilità lavorativa del 50% (dopo il 10.3.2003 v. p.to 4.2), dopo aver
provveduto a chiarire la problematica relativa al p.to 5 di cui sopra, non
dovrebbe sussistere alcuna perdita."

 

                               1.9.   Questo
Tribunale ha accertato presso il competente Ufficio assicurazione invalidità
che, ad ora, l'assicurata in questione non ha percepito alcuna prestazione e che nei suoi confronti non sono state
intraprese delle misure di reintegrazione (docc. _ e _).

 

 

                                         in
diritto

 

In ordine

 

                               2.1.   Con
l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2003, della Legge federale sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000,
sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAMal.
Tuttavia, dal profilo del diritto materiale si applicano le disposizioni in
vigore in precedenza, poiché da un punto di vista temporale sono di principio
determinanti le norme (sostanziali) in vigore al momento in cui si realizza la
fattispecie che esplica degli effetti (DTF 127 V 467 consid. 1) ed il Tribunale
federale delle assicurazioni, ai fini dell'esame di una vertenza, si fonda di
regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della
decisione amministrativa contestata (STFA del 1° luglio 2003 nella causa G.C-N,
consid. 1.2., H 29/02; DTF 121 V 366 consid. 1b). Il giudice delle
assicurazioni sociali non tiene quindi conto di modifiche legislative e di
fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento
amministrativo (STFA del 16 giugno 2003 nella causa R.C.G., C 130/02; STFA del
7 marzo 2003 nella causa L. e G. G., H 305/01; STFA del 29 gennaio 2003 nella
causa M.D.L., U 129/02, consid. 1.3, pag. 3).

Pertanto, ogni riferimento alle norme applicabili
in concreto va inteso nel loro tenore in vigore fino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.2.   L'insorgente
propone anzitutto di considerare nulla la decisione su opposizione del 25
giugno 2002 qui impugnata a causa di una presunta mancanza di legittimazione
dei firmatari che, a suo dire, non avrebbero potuto vincolare la Cassa malati
__________. Di conseguenza, l'assicurata propone di considerare nulla detta
decisione su opposizione.

 

Interpellata in proposito (doc. _), la Cassa
malati __________ ha precisato che dette firme appartengono ad __________,
responsabile dell'__________ ed a __________, impiegata al settore indennità
giornaliera presso la medesima agenzia. Come tali, essi sono stati autorizzati
dalla Cassa stessa ad agire per suo conto, come d'altronde già avevano fatto
nelle precedenti corrispondenze con l'assicurata (doc. _ punto 2).

 

Pertanto, le summenzionate persone erano
legittimate ad emanare la decisione contestata, vincolando in tal modo l'ente
assicuratore. Il TCA può così esaminare nel merito il ricorso.

 

Nel merito

 

                               2.3.   La
ricorrente lamenta che nella decisione su opposizione la Cassa malati
__________ si sia fondata su basi errate sostenendo che la stessa era abile
all'80% - successivamente al 100% - in un'altra attività rispetto a quella di
parrucchiera esercitata fino ad allora, ad esempio quale impiegata-segretaria.
Infatti, le poche nozioni in tale materia sarebbero state acquisite quindici
anni prima, per cui essa non sarebbe più aggiornata sui nuovi mezzi e metodi di
lavoro. Pertanto, una riqualifica professionale come segretaria in soli tre
mesi parrebbe impossibile.

Occorre di conseguenza verificare da una parte il
grado di capacità lavorativa in attività leggere, dall'altra il salario di
riferimento per il calcolo dell'eventuale indennità per perdita di guadagno.

 

Giusta l'art. 72 cpv. 2 LAMal, il diritto
all'indennità giornaliera è dato qualora la capacità lavorativa dell'assicurato
sia ridotta di almeno la metà. Nel caso concreto, le Condizioni particolari
dell'assicurazione collettiva dell'indennità giornaliera (Categoria __)
prevedono all'art. 8 il diritto all'indennità giornaliera in caso di incapacità
lavorativa di almeno il 50%. Tuttavia, in casi particolari essa può già essere
riconosciuta a partire dal 25% (cfr. consid. 2.9.).

 

Secondo la giurisprudenza sviluppatasi sull'art.
12bis cpv. 1 LAMI - applicabile anche all'art. 72 LAMal (RAMI 1998 KV 45 pag. 430) - viene considerato incapace al lavoro colui che per motivi di
salute non è più in grado di svolgere la propria attività, oppure può farlo soltanto
in misura ridotta, oppure, ancora, quando l'esercizio di una tale attività
rischia di aggravarne le condizioni di salute (DTF 114 V 283 consid. 1c; DTF
111 V 239 consid. 1b; MAURER, Schweizerisches Sozialversicherungs-recht, T. I,
pag. 286 segg.).

 

La questione a sapere se esista un'incapacità
lavorativa tale da giustificare il riconoscimento del diritto a prestazioni va
valutato in considerazione dei dati forniti dal medico. Determinante non è,
comunque, l'apprezzamento medico-teorico - anche se il giudice non se ne
scosterà senza sufficienti motivi, essendo anch'egli tenuto a rispettare la
sfera d'apprezzamento del medico (RAMI 1983 pag. 293; RAMI 1987 pag. 106 segg.)
- bensì la diminuzione della capacità di lavoro che effettivamente risulta dal
danno alla salute (DTF 114 V 283 consid. 1c).

Il grado dell'incapacità lavorativa viene
valutato con riferimento all'impossibilità, derivante da motivi di salute, di
adempiere, secondo quanto può essere ragionevolmente richiesto, la professione
normalmente esercitata dall'assicurato.

 

In relazione alle conseguenze economiche
dell'incapacità lavorativa, va ricordato che anche nell'ambito
dell'assicurazione contro le malattie vige il principio - comune a tutti i
campi delle assicurazioni sociali - secondo cui l'assicurato è tenuto
all'obbligo di ridurre le conseguenze economiche negative del danno alla
salute. Si tratta di un principio generale del diritto federale delle
assicurazioni sociali, che vale anche per l'assicurazione malattia,
indipendentemente dal tenore della normativa statutaria delle Casse (DTF 123 V
233 consid. 3c; DTF 117 V 278 consid. 2b; DTF 115 V 53; DTF 114 V 285 consid.
3; DTF 111 V 239 consid. 2a; DTF 105 V 178 consid. 2).

 

Quindi, se da un lato la graduazione
dell'incapacità va fatta ritenendo la professione esercitata, dall'altro va
considerato che l'assicurato ha l'obbligo di fare quanto da lui è
ragionevolmente esigibile per attenuare il più possibile le ripercussioni del
danno alla salute sulla sua condizione economica.

Pertanto, in caso d'incapacità durevole nella
professione precedentemente esercitata, è obbligo dell'assicurato di utilizzare
le sue capacità residue in settori lavorativi diversi, ragionevolmente
prospettabili.

 

Del resto deve essere ricordato che il principio
dell’esigibilità configura un aspetto del principio della proporzionalità.
Secondo la dottrina questo principio permette di pretendere da una persona un
determinato comportamento anche se presenta degli inconvenienti (PETER, Die Koordination
der Invalidenrente, Schulthess 1997 pag. 71 e dottrina ivi citata).

 

                               2.4.   Circa
l'incapacità lavorativa dell'assicurata va osservato come nel rapporto del 18
gennaio 2002 (doc. _) il dr. med. __________, medico fiduciario della Cassa
specialista in medicina interna e reumatologia, dopo aver visitato l'assicurata
il 4 settembre ed il 21 novembre 2001, ha accertato una cervicobrachialgia
destra con dolore cronico in presenza di periartropatia omero-scapolare
tendinotica senza segni di capsulite retrattile, di tendomiosi multiple in
particolare del trapezio ma anche della muscolatura più distale dell'arto
superiore destro e di una lieve sindrome del tunnel carpale destro. Di
conseguenza egli ha dichiarato la paziente inabile al lavoro nella misura del
50% e ciò anche per il mestiere di cassiera, venditrice, operaia di fabbrica.
Solo con un mestiere estremamente leggero (per esempio segretaria che svolge
mansioni leggere) la capacita lavorativa avrebbe potuto, con le necessaria
preparazione, essere aumentata.

Con scritto del 25 febbraio 2002 (doc. _) lo
specialista ha poi precisato che l'attività di impiegata-segretaria con
mansioni leggere avrebbe potuto essere effettuata da subito all'80%, con
possibilità di aumento della capacità al 100% dopo un mese.

 

Il dr. med. __________, anch'egli specialista in
reumatologia, ha avuto in cura la ricorrente durante la sua degenza presso la
Clinica __________. Con referto del 13 maggio 2002 ha confermato la diagnosi
del medico fiduciario, rilevando inoltre una sindrome lombovertebrale
intermittente (M 51.3), per cui ha ritenuto per l'attività di parrucchiera
un'inabilità lavorativa del 50% (doc. _).

Nel rapporto medico per l'AI del giorno
successivo (doc. _) egli ha precisato che detta sindrome non si ripercuote sulla
capacità lavorativa e che "Quale parrucchiera la paziente presenta
verosimilmente un'incapacità lavorativa prolungata nella misura del 50% mentre
in altre attività fisicamente leggere con pesi non superiori ai 10kg, posizione
corporea variabile e assenza di movimenti ripetitivi è teoricamente possibile
una capacità lavorativa completa."

 

Il primario del reparto di ortopedia e chirurgia
ortopedica dell'Ospedale __________, dr. med. __________, nel suo referto del 6
marzo 2003 (doc. _) ha riscontrato nella ricorrente una sindrome
femoro-patellare ed un dolore plantare al piede destro.

Dopo aver visitato l'assicurata il 12 marzo 2003
(doc. _) per ulteriori accertamenti alla colonna vertebrale, il dr. med.
__________, primario di neurochirurgia nel medesimo istituto, ha confermato con
una neucleografia la rottura anulare in L5/S1 per la cui cura era necessaria
un'artroplastica discale.

 

Il medico curante dr. med. __________,
specialista in medicina interna, dopo aver premesso di conoscere l'assicurata
dal 1998, con certificato del 3 giugno 2003 (doc. _) ha evidenziato pure una
sindrome lombovertebrale con sintomatologia radicolare L5-S1 con livelli di
rottura del nucleo polposo e dell'anulo fibroso a livello L4-L5, L5-S1, una
sindrome femoro-patellare al ginocchio destro ed un dolore plantare al piede
destro.

 

Su questo nuovo elemento si è espresso il dr.
med. __________ il 26 giugno 2003 (doc. _), evidenziando come esso potrebbe
incidere sulla capacità lavorativa di __________ almeno in misura parziale,
mentre per quel che concerne le altre diagnosi riscontrate dalla dottoressa,
egli ha confermato la precedente capacità lavorativa.

Successivamente, il 24 luglio 2003 (doc. _), lo
stesso medico fiduciario di __________ ha visitato di nuovo l'insorgente
stilando così il suo rapporto:

 

" 
(…)

La paziente continua a lamentare dolori
cervicali, del cinto scapolare e del braccio destro in presenza di tendomiosi a
catena e lieve impingement della spalla destra. Dall'anno scorso lamenta anche
dolori lombari mediani, a sbarra occasionali con sensazione di blocco costanti
e risvegli notturni frequenti, impossibilità a mantenere le posizioni per più
di 15-20 minuti sia seduta che in piedi. Tutto questo ha fatto oggetto di
lunghe investigazioni, una RMN e TAC lombare mettono in evidenza una minima
discopatia L4/5 più importante L5/S1 con rottura dell'anulo fibroso e sarebbe
previsto un intervento neurochirurgico con artroplastica discale. Inoltre
presenta dolori alle ginocchia in relazione con una sindrome femoro-patellare
ed un dolore al piede destro di non chiara origine. Tutto questo ne limita le
capacità lavorative secondo la paziente in misura totale. I dolori non
sarebbero migliorati dalla presa di Fans, lievemente ridotti dalle
fisioterapie. Al 6 giugno 2003 è stata operata di isterectomia totale, lamenta
tuttora dolori legati alla cicatrice e interni legati all'intervento.

 

STATUS

 

Dolori alla palpazione anche superficiale del
cinto scapolare. Dolori allo sfioramento della pelle in regione lombare.
Sintomi di Waddel tutti positivi. Riduzione algica della motilità lombare,
impossibile una valutazione obiettiva (a causa della cicatrice di
isterectomia!). Estensione della zona algica con dolori fino alla zona dorsale
e cervicale.

TAC lombare del 2003: discopatia lieve in
L4/5, moderata in L5/S1.

 

 

DIAGNOSI

 

- Cervico-scapolo-brachialgia destra con
tendomiosi a catena

- Lombalgie con irradiazione pseudo-sciatalgica
all'arto inferiore

  destro in presenza di discopatia L4/5 più
marcata in L5/S1

- Sindorme femoro-patellare bilaterale

- Disturbo somatoforme del dolore cronico

 

 

DISCUSSIONE E VALUTAZIONE

 

La paziente lamenta quindi dolori ubiquitari che
si inseriscono secondo me attualmente piuttosto in una sintomatologia del
dolore cronico. La patologia lombare può tuttavia aver apportato un
aggravamento del suo stato di salute ed una limitazione ulteriore delle sue
capacità funzionali e lavorative.

Tenuto conto di questo se ne può quindi dedurre
che la paziente sia inabile in maniera totale attualmente nel suo mestiere di
parrucchiera. Risulta abile invece in misura di almeno il 50% in mestiere in
cui possa cambiare frequentemente posizione, non lavorare con il braccio destro
sopra l'orizzontale, non lavorare in posizione estrema del rachide e non
portare pesi superiori a 5-10 kg."

 

                               2.5.   A proposito delle perizie mediche eseguite
nell'ambito della procedura amministrativa, il TFA ha già avuto modo di
evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici
specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni
logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi,
fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V
176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329
e 332; ZAK 1986 pag. 189; LOCHER, Grundriss des Sozialversicherungsrechts,
Berna 1994, pag. 332).

 

Secondo la giurisprudenza, quanto alla valenza
probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti
siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su
esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che
sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito
siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha
valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione
quale perizia o rapporto (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01
ed S., U 330/01; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; MEYER-BLASER, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

In una recente sentenza,
pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto
conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire delle
direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In
particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurisprudenza ha
statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione
degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale
le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una
certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale
referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per
farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b/aa e riferimenti citati; STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

 

Nella DTF 125 V 351 (= SVR
2000 UV 10 pag. 33 segg.), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e,
infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto
di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio
l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari
circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti
circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

Lo stesso vale per le perizie
fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).

 

 

Per quel che riguarda il
medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve
tener conto del fatto che, in dubbio, alla luce del rapporto di fiducia
esistente col paziente, egli attesta a suo favore (STFA del 25 febbraio 2003
nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc);
MEYER-BLASER, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1997, pag. 230).

 

Infine, va ricordato che se vi
sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere la procedura
senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su
un rapporto piuttosto che su un altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause
P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

 

                               2.6.   Come emerge
dagli atti, sia il dr. med. __________ (doc. _) che il dr. med. __________
(doc. _) hanno rilevato nell'insorgente da un canto un'incapacità lavorativa
del 50% per quanto concerne la sua professione abituale di parrucchiera.
D'altro canto, entrambi hanno concluso che __________ poteva svolgere un'altra
attività di carattere estremamente leggero, come per esempio segretaria con
mansioni leggere.

In questa ipotesi, il medico fiduciario della
Cassa ha precisato che una tale attività poteva essere effettuata da subito già
nella misura dell'80%, con possibilità di estendere l'abilità al 100% dopo un
solo mese di pratica (doc. _).

Tale alternativa trova conferma pure nella
valutazione del dr. __________ che, anzi, è stato più preciso specificando come
in altre attività fisicamente leggere con pesi non superiori ai 10 kg, con
posizione corporea variabile ed un'assenza di movimenti ripetitivi,
teoricamente la ricorrente poteva completamente riacquistare la sua abilità
lavorativa.

 

I primari dell'Ospedale __________ dei reparti di
ortopedia e di neurochirurgia non si sono invece pronunciati sul grado di
incapacità di lavoro attribuibile alla ricorrente (docc. _ e _), proprio come
la dottoressa __________, che ha in cura l'interessata dal 1998. Essa si è
limitata a certificare nel giugno 2003 una serie di patologie, fra cui spicca
la sindrome lombo-vertebrale con sintomatologia radicolare L5-S1 (doc. _), fino
ad allora mai diagnosticata da nessun altro medico interpellato.

 

Questo nuovo elemento, come visto, a mente del
medico della Cassa __________ ha mutato di gran lunga il grado di abilità
lavorativa dell'assicurata. Infatti, se quest'ultima poteva disporre ancora di
una capacità lavorativa del 50% in relazione alla sua professione di
parrucchiera (doc. _), con la presenza della lombalgia detta attività non può
più in nessun caso essere esercitata.

Tuttavia, questo cambiamento del grado di
incapacità in corso di causa non va comunque preso in considerazione per la
determinazione del grado di capacità lavorativa dell'insorgente in attività
leggere. Infatti, non va dimenticato che, conformemente alla consolidata
giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali valuta la legittimità
delle decisioni impugnate in base allo stato di fatto esistente al momento in
cui la decisione litigiosa è stata presa (DTF 109 V 179, DTF 107 V 5).

Di conseguenza, secondo questo Tribunale per il
caso in questione bisogna unicamente considerare il grado d'incapacità
dell'assicurata esistente nel momento in cui è stata emanata la decisione su
opposizione, ossia al 25 giugno 2002 (doc. _).

Ora, lo scrivente TCA ritiene, attraverso una
valutazione complessiva dei referti medici agli atti che illustrano in modo
chiaro, preciso e concorde lo stato di salute dell'insorgente, che al momento
in cui è stata emanata la decisione su opposizione impugnata l'inabilità
lavorativa di __________ nella sua professione precedente di parrucchiera era
del 50%.

 

Spetterà, se del caso, alla Cassa malati stessa
pronunciarsi sulla nuova situazione venutasi a creare con la scoperta della
sindrome lombo-vertebrale, dunque a partire dall'11 marzo 2003 (doc. _), ove
l'insorgente si è ritrovata totalmente inabile ad esercitare l'attività di
parrucchiera.

 

Occorre pertanto esaminare se la ricorrente
poteva mettere a frutto la sua capacità lavorativa residua in un'altra attività
lucrativa in modo da poter ovviare nel miglior modo possibile, a seguito del
danno alla salute, alle conseguenze economiche dello stesso. Tale questione va
affrontata nei considerandi che seguono.

 

                               2.7.   Nel caso in
esame, come per la determinazione del grado di abilità della ricorrente nella
sua professione precedente, così pure per la capacità residua bisogna porsi al
momento in cui è stata emanata la decisione su opposizione. Dai vari
certificati agli atti emerge che quando la Cassa malati __________ ha reso la
decisione contestata, entrambi gli specialisti (dr. __________ e dr.
__________) hanno indicato che l'espletamento di attività leggere dove
l'assicurata non doveva sollevare pesi superiori ai 5-10 chili era possibile
nella misura del 100% (docc. _ e _).

Nel ricorso l'insorgente sostiene che la
professione di impiegata-segretaria suggerita dal dr. __________ (docc. _ e _)
non sarebbe adatta a lei, poiché le nozioni acquisite in questo campo
risalirebbero a quindici anni fa e non avrebbero comportato "(…) alcuna
formazione, in particolare nel settore informatico e secondo i criteri e
tecnologie di lavoro attuali." (doc. _ punto 7 pag. 2).

Pendente causa, ad esplicita richiesta di questo
Tribunale (doc. _) l'Ente assicuratore ha effettuato il calcolo del reddito che
l'assicurata potrebbe conseguire mettendo a profitto la propria capacità
lavorativa residua totale. Prendendo in considerazione sia quanto riscontrato
dal suo medico di fiducia sia le obiezioni sollevate dalla ricorrente in merito
al problema di un'adeguata formazione da seguire per poter lavorare come
segretaria, la Cassa malati __________ ha ipotizzato che l'interessata potrebbe
esercitare le professioni di operaia, impiegata o commessa-cassiera (cfr.
consid. 1.8., doc. _ punto 5).

 

Ora, il TCA ha già avuto modo di decidere che una
persona che non può sollevare più di 15 Kg, non può effettuare movimenti
ripetitivi né assumere posizioni corporee monotone per la durata di 1-2 ore
circa (seduta o eretta), può comunque esercitare un'attività lavorativa quale
operaia generica o aiuto magazziniere o nel settore della vendita (STCA del 21
gennaio 2001 nella causa __ di cui all'Inc. n. __________).

 

Pertanto, la valutazione di un’abilità lavorativa
del 100% della ricorrente in attività leggere così come individuata dal
medico di fiducia della Cassa (dr. __________) nel suo rapporto del 25 febbraio
2002 (doc. _) va seguita dal TCA. Infatti il predetto medico, specialista in
materia, è stato completo e dettagliato nelle sue diagnosi sull'assicurata
(docc. _ e _).

La sua valutazione medica trova pure consenso nel
referto della dottoressa __________ steso il 3 giugno 2003 (doc. _), sebbene la
stessa non si sia pronunciata sul grado di incapacità lavorativa e vi abbia
aggiunto, come visto, un nuovo elemento peggiorativo che non va in specie
comunque ritenuto.

Del medesimo avviso del medico della Cassa malati
è il dr. __________ che ha avuto in cura l'insorgente quando era degente presso
la Clinica __________. Nel suo rapporto medico per l'AI anch'egli ha ritenuto
che la capacità lavorativa della ricorrente è completa nelle attività leggere
(doc. _).

 

Si può quindi senz'altro ritenere - senza far
riferimento alla difficoltà concreta di reperimento di posti di lavoro dovuta
all’eccedenza della domanda, difficoltà che viene assicurata dall’assicurazione
contro la disoccupazione e non dall’assicurazione contro le malattie (DTF 110 V
276 consid. 4c; RCC 1991 pag. 332 consid. 3b; OMLIN, Die Invalidität in der
obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, pag. 83) - che la ricorrente
sia in grado di mettere a frutto la sua residua capacità lavorativa in attività
professionali più leggere da un profilo dell'impegno fisico rispetto a quella
originariamente esercitata.

 

                               2.8.   Nella sentenza pubblicata in RAMI 1989 pag. 106 segg., l'Alta
Corte federale ha stabilito che per il diritto all'indennità giusta l'art.
12bis LAMI, qualora un cambiamento di professione si imponga, tenuto conto
dell'obbligo di ridurre il danno, se il rapporto assicurativo prevede
l'indennizzazione anche di un'incapacità parziale, determinante diventa
l'entità del danno residuo (cfr. anche RAMI 1994 pag. 113 segg.).

In tale ipotesi va cioè considerata la differenza
tra il reddito che potrebbe essere realizzato senza la malattia nella
precedente professione ed il reddito che, invece, è realizzato o potrebbe
essere ragionevolmente esatto nella nuova professione.

 

Il grado di invalidità viene, in quest'ottica,
perciò valutato prendendo in considerazione l'intero mercato del lavoro:
all'assicurato andrà comunque concesso un periodo di adattamento la cui durata
dipenderà dalle peculiarità di ogni caso concreto (DTF 114 V 287 consid. 3d;
DTF 111 V 239 consid. 1b e 2a; RAMI 1987 pag. 105 segg.).

Il TFA ha più volte ritenuto adeguati periodi
d'adattamento varianti dai 3 ai 5 mesi (DTF 111 V 239 consid. 2a e
giurisprudenza ivi citata; RAMI 1987 pag. 108; RAMI 1994 pag. 113 segg.).

 

In questo contesto è opportuno rammentare che
l'assicurato che, incapace nella precedente attività, non mette a frutto la sua
residua capacità lavorativa in un'altra professione, viene giudicato secondo
l'attività professionale che avrebbe potuto esercitare con uno sforzo di buona
volontà, ritenuto che l'assenza di quest'ultima non è scusabile se non
derivante da malattia (DTF 114 V 283 consid. 1d; DTF 111 V 239 consid. 2a; DTF
101 V 145; RAMI 1987 pag. 106 consid. 2; STFA del 28 gennaio 1994 nella causa
S., non pubblicata).

 

Va qui ricordato che nella sentenza pubblicata in
RAMI 2000 KV 112 pag. 122 segg., il
TFA ha stabilito l'applicabilità in ambito LAMal della giurisprudenza elaborata
allorquando ancora era in vigore la LAMI.

 

Abbondanzialmente si osserva che, pendente causa,
il TCA ha potuto accertare che, ad ora, la ricorrente non è stata oggetto di
misure di reintegrazione al lavoro da parte dell'Ufficio assicurazione
invalidità, per cui la giurisprudenza in materia sviluppata in RDAT I-1997 pag.
241 non va qui applicata.

 

                               2.9.   Nel caso di specie, secondo le citate condizioni particolari
dell'assicurazione collettiva dell'indennità giornaliera la Cassa versa agli
assicurati affetti da un'incapacità lavorativa totale le indennità giornaliere
dovute (art. 8 cifra 1). L'incapacità parziale è pagata se è almeno del 50%.
Tuttavia essa può essere riconosciuta a partire dal 25% ma al massimo per 60
giorni civili durante la durata del diritto alle prestazioni e solo in seguito
ad un'incapacità lavorativa di almeno il 50%, su proposta del medico di fiducia
della Cassa e avente lo scopo di favorire la ripresa totale al lavoro. Il
riconoscimento di questa prestazione deve essere sottoposto al parere del
medico di fiducia (art. 8 cpv. 2). Se l'indennità è espressa in franchi fissi,
la Cassa versa l'indennità secondo contratto, con riserva di sovrindennizzo o
della sovrassicurazione (art. 8 cpv. 4).

 

Bisogna dunque determinare l'importo del reddito
ipotetico da invalido da porre alla base del calcolo.

 

La giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito da
invalido è stata oggetto di una completa verifica
da parte del Tribunale federale delle assicurazioni (cfr., a tale proposito, D.
Cattaneo, Novità e tendenze legislative e giurisprudenziali nel campo delle
assicurazioni sociali, in: RDAT II-2001, pag. 593 segg. (pagg. 602-606)).

In una sentenza del 30 giugno 2000 nella causa B. (I 411/98),
l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle conclusioni del
suo esame:

 

"  (…)

3.- b) Contrariamente all'UAI, l'autorità giudiziaria cantonale ha
invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che riguarda, in
particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo alla propria
giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento
ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più volte
confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto l'importo di
fr. 35'100.‑, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione annua media
conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non
qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996 UV
no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati su
dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce,
è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del Tribunale
federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata alla
pubblicazione.

 

4.- In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza
stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato, in
primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa l'assicurato.
Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di quest'ultimo,
possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i dati forniti
dalle statistiche salariali.

La questione di sapere se e in quale misura i salari medi
fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle
circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto
(limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi
che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto
del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo,
come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul
reddito di lavoro.

Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima
sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare -
percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata
dall'amministrazione -, il giudice delle assicurazioni sociali non può senza
valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello
dell'amministrazione. (n.d.r., in quella sentenza il TFA ha operato una
riduzione del 15% invece del 40% effettuata dai giudici cantonali).

 

5.- Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo
cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro
equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti
allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze
specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le
esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.

 

In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la decisione
amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono rinviati
all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità fondandosi sulla
recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto ai provvedimenti
professionali in lite.

(…)".

 

La nostra Corte federale ha pure emesso di recente alcune sentenze
in materia d'assicurazione contro gli infortuni. Si tratta di fattispecie in
cui questo TCA aveva proceduto a quantificare il reddito da invalido in
applicazione della suesposta prassi, a discapito della valutazione operata
dall'INSAI sulla base dei dati risultanti dalla documentazione sui posti di
lavoro (DPL).

La prima di queste pronunzie è stata emanata nella causa INSAI c/
L., U 181/98 e reca la data del 22 maggio 2001. Essa è stata successivamente
confermata con i seguenti giudizi: STFA 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M.,
U 286/98; 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 275/98; 31 maggio 2001
nella causa INSAI c/ M., U 279/98; 11 giugno 2001 nella causa INSAI c/ M., U
17/99; 11 giugno 2001 nella causa INSAI c/ S., U 285/98; 19 giugno 2001 nella
causa INSAI c/ P., U 271/98; 21 giugno 2001 nella causa R. c/ INSAI, U 349/98;
27 giugno 2001 nella causa INSAI c/ B., U 362/98; 28 giugno 2001 nella causa
INSAI c/ C.-D. C., U 18/99; 2 luglio 2001 nella causa INSAI c/ F., U 4/99; 9
luglio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 142/99; 10 luglio 2001 nella causa UAI
c/ C. e INSAI c/ C., I 442/99 + U 256/99; 18 luglio 2001 nella causa G. c/
INSAI e INSAI c/ G., U 154 + 163/99; 19 luglio 2001 nella causa INSAI c/ T., U
190/99; 27 luglio 2001 nella causa INSAI c/ B., U 252/99; 31 luglio 2001 nella
causa G., U 311/99; 5 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ B., U 165/00; 5 ottobre
2001 nella causa INSAI c/ I., U 91/00; 10 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ C.,
U 217+225/00; 16 ottobre 2001 nella causa M., U 301/00; 13 febbraio 2002 nella
causa INSAI c/ L., U 41/00; 19 febbraio 2002 nella causa INSAI c/ C., U 99/00;
19 febbraio 2002 nella causa INSAI c/ C., U 268/00; 5 marzo 2002 nella causa
INSAI c/ CE fu M., U 155/00; 15 marzo 2002 nella causa A. c/ INSAI e INSAI c/
A., U 220 + 238/00; 18 marzo 2002 nella causa INSAI c/ K., U 239/00; 18 marzo
2002 nella causa INSAI c/ P.S., U 235/00; 24 aprile 2002 nella causa INSAI c/
R., U 240/00; 30 aprile 2002 nella causa INSAI c/ P., U 241/00; 8 maggio 2002
nella causa C.-F., U 449/00; 23 maggio 2002 nella causa Winterthur
Assicurazioni c/ D., U 234/00.

 

Sostanzialmente, il TFA ha approvato i dati salariali utilizzati
dall'INSAI (ora SUVA), dopo avere anche verificato, in applicazione della DTF
126 V 75 segg., che in concreto, l'importo ritenuto dall'assicuratore LAINF
appariva plausibile alla luce dei dati dedotti dall'inchiesta svizzera sulla
struttura dei salari edita dall'Ufficio federale di statistica, considerata la
possibilità di ridurre il salario statistico fino al limite massimo del 25%:

 

"  (…)

Ai fini di stabilire le ripercussioni economiche
dell'impossibilità, per l'assicurato, di svolgere la precedente attività, le
istanze inferiori hanno fatto capo ad un paragone dei redditi, come lo
prescrive l'art. 18 cpv. 2 LAINF, già citato. Per quel che riguarda, in
particolare, il reddito ipotetico da invalido, i primi giudici, in modifica di
quanto stabilito nel provvedimento amministrativo impugnato e prevalendosi
della propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario
di riferimento per il calcolo della capacità di guadagno residua, hanno
ritenuto l'importo di fr. 35'000.--, che corrispondeva negli anni dal 1994 al
1998 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese
da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività
leggere adeguate. Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati
statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è
stata oggetto di una recente sentenza del Tribunale federale delle
assicurazioni pubblicata in DTF 126 V 75 segg.

 

c) In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito
che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato in primo
luogo la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato.
Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla
giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La
questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati
statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze
personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare
globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del
25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che
l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido
motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione.

 

d) Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un
mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in
attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare
riferimento alle specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non
soddisfa manifestamente le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata
(nello stesso senso: sentenze 19 aprile 2001 in re P., I 226/00, 31 gennaio
2001 in re R., I 10/00 e 30 giugno 2000 in re B, I 411/98). Il giudizio querelato
non può quindi essere tutelato.

 

e) Per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato, l'istituto ricorrente ha compiuto degli accertamenti
presso alcune aziende del Cantone Ticino appurando come in attività leggere,
che anche l'interessato sarebbe in grado di esercitare dal profilo sanitario, i
dipendenti di tali ditte percepissero un reddito annuo medio pari a fr.
42'030.--. Orbene, il Tribunale federale delle assicurazioni può aderire alla
valutazione del guadagno ipotetico di invalido operata dall'INSAI. L'importo
stabilito appare plausibile alla luce dei dati statistici sulla struttura dei
salari editi dal competente Ufficio federale - dati secondo i quali la
retribuzione annua media dei lavoratori di sesso maschile attivi in occupazione
semplici e ripetitive nel settore privato ammontava, nel 1997, a fr. 54'245.--
(fr. 4'294.-- : 40 x 41,9 x 12 x 100,5%) - quando si consideri come, ai sensi
della giurisprudenza in DTF 126 V 75 sopra indicata, le specifiche circostanze
del caso concreto siano suscettibili di comportare una riduzione del salario
statistico fino, realizzate tutte le premesse, al limite massimo del 25%.

 

3.- In tali condizioni, ritenuto che il reddito ipotetico
conseguibile senza invalidità (fr. 50'568.-- annui) non è mai stato contestato
dalle parti in causa, la decisione amministrativa in lite che riconosce
all'opponente il diritto ad una rendita calcolata su un'invalidità del solo 17%
merita di essere ristabilita. (…)."

(STFA 22 maggio 2001 nella causa L. c/ INSAI, pag. 4 segg.).

 

Nel caso in esame, in
ossequio alla più recente giurisprudenza federale, occorre dunque basarsi sui
dati statistici e, concretamente, sull'inchiesta svizzera sulla struttura dei
salari 2000 (l'ultima edizione disponibile), edita dall'Ufficio federale di
statistica.

 

Al proposito va rilevato che, secondo una recente sentenza del TFA
pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto dei
redditi ipotetici fa stato il momento dell'inizio dell'eventuale diritto alla
rendita (e non quello della decisione su opposizione). L'Alta Corte ha anche
precisato che l'amministrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul
diritto ad una prestazione, ad esaminare se nel periodo successivo all'inizio
di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei
dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto
procedere ad un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.

 

Tale principio è stato poi esteso anche all'assicurazione per
l'invalidità (STFA inedita del 26 giugno 2003 nella causa R., consid. 3.1, I
600/01; DTF 129 V 222 = SVR 2003 IV Nr. 24; STFA del 18 ottobre 2002 nella
causa L., consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11; STFA del 9
agosto 2002 nella causa S., consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA inedita del
13 giugno 2003 nella causa G., consid. 4.2, I 475/01).

 

A mente del TCA tale criterio deve valere anche
in materia di assicurazione contro le malattie.

 

In concreto, l'eventuale diritto all'indennità giornaliera sulla
base del confronto dei redditi è iniziato il 10 agosto 2002, ossia al termine
del periodo di tre mesi entro il quale l'assicurata avrebbe dovuto trovare un
lavoro adeguato alla propria capacità lavorativa (doc. _). Perciò vanno
considerati i dati concernenti l'anno 2002.

 

L'Alta Corte, nella citata sentenza del 13 giugno
2003 nella causa G. (I 475/01), a proposito delle tabelle da applicare ha
affermato:

 

" 
(…)

4.3. Per accertare
il reddito conseguibile dall'assicurato senza l'invalidità è decisivo
stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, quanto
egli guadagnerebbe effettivamente nel momento determinante se fosse sano
(sentenza del 23 maggio 2000 in re T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100
consid. 3b con riferimenti). Il reddito dev'essere fissato il più concretamente
possibile. Di regola è quindi determinante il livello medio del salario nel
settore interessato e nella situazione professionale concreta. Un salario di
punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che lo
giustificano (RCC 1980 pag. 560 con riferimenti). I salari medi pagati nel
settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base a contratti
collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b). Se vi è carenza di
elementi concreti, ci si deve fondare su valori medi empirici. I salari di
diversi settori dell'economia e con esigenze diverse vengono accertati
nell'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari dell'Ufficio federale di
statistica. Da questi valori risulta quanto potrebbe guadagnare una persona
nelle medesime condizioni professionali dell'assicurato. Nell'ambito della
valutazione dell'invalidità tuttavia ci si deve fondare su queste tabelle,
considerando anche i fattori personali e professionali rilevanti per la
remunerazione nel caso concreto (sentenza citata del 23 maggio 2000 pag. 2
consid. 2b; Meyer-Blaser, op. cit. pag. 180).

 

4.4. Per quanto
riguarda in particolare il reddito ipotetico da invalido il Tribunale federale
delle assicurazioni applica i dati pubblicati nell'inchiesta svizzera sulla
struttura dei salari edita dall'Ufficio federale di statistica (cfr. DTF 124 V
322), in particolare i redditi lordi standardizzati (tassi di salario; tabelle
gruppo A), fondandosi sul valore mediano (valore centrale; DTF 126 V 77 consid.
3b/bb).

 

In alcuni casi ad essa sottoposti questa Corte ha
in particolare applicato o confermato implicitamente l'applicazione della
tabella A1 (cfr. DTF 126 V 81 consid. 7a; 124 V 323 consid. 3b/bb; SVR 2001 IV
no. 10 pag. 27, sentenza del 19 dicembre 2002 in re B, I 222/02, sentenza del
30 gennaio 2001 in re S., I 637/99). In una sentenza pubblicata in RAMI 2000
no. U 405 p. 399 il Tribunale federale delle assicurazioni ha tuttavia
precisato che non esiste un principio secondo cui ci si debba sempre fondare
sulla tabella A1. In effetti le circostanze del caso concreto determinano quale
sia la tabella da applicare nel caso esaminato. E' pertanto ammissibile ad
esempio applicare la tabella TA7, che indica i valori per una determinata
attività, se così facendo è possibile determinare in maniera più precisa il
reddito da invalido (in proposito si veda anche consid. 4c non pubblicato in
DTF 128 V 174). Questa Corte, infine, ha pure ritenuto non criticabile
applicare la tabella TA13, che riferisce dei salari in relazione alle grandi
regioni (sentenza del 10 agosto 2001 in re R., consid. 3c/aa, I 474/00, del 27
marzo 2000 in re P. consid. 3c, I 218/99 del 28 aprile 1999 in re T. consid.
4c, I 446/98).

 

Alla luce di quanto sopra esposto non vi è
pertanto alcun motivo di applicare in concreto la tabella A1, come chiesto dal
ricorrente, invece della A14, ritenuto che quest'ultima meglio rispecchia la
realtà economica regionale.

 

L'applicazione della tabella regionale TA14 non è
quindi criticabile, mentre la TA7 non permette nel caso concreto di stabilire
il reddito in maniera più precisa. Su questo punto, in quanto infondato, il
ricorso va pertanto respinto.

 

4.5. Infine resta
da stabilire se all'interno della tabella TA14, va tenuto conto della colonna
1+2 riguardante i lavori più esigenti e i compiti più difficili rispettivamente
lavoro indipendente molto qualificato, come chiesto dall'assicurato, oppure
della colonna 3 (conoscenze professionali specializzate), come ritenuto dal
Tribunale cantonale.

 

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha in
particolare accennato a questo tema in DTF 126 V 81 consid. 7a. In tale
occasione questa Corte si è chiesta se, alla luce della formazione
professionale e scolastica dell'interessato, che aveva frequentato il ginnasio
e ottenuto il diploma di tecnico della circolazione, non si dovesse applicare
la colonna 3, invece della 4 (attività semplici e ripetitive). Trattandosi di
un caso limite è stato confermato quanto statuito dal tribunale di prima
istanza.

 

Alla luce di queste considerazioni, nel caso di
specie non può essere senz'altro applicata la colonna 1 combinata con la 2. In
effetti da un lato in questa categoria non è stata operata una chiara
distinzione tra i redditi conseguibili con lavori più esigenti e compiti più difficili
rispettivamente con il lavoro indipendente e molto qualificato. Di conseguenza
i redditi indicati vanno considerati una media delle due categorie e quindi non
risultano senz'altro adeguati alla situazione professionale dell'assicurato, in
quanto considerano una categoria di redditi, in particolare la 1, che
l'assicurato non può senz'altro conseguire in quanto troppo elevati. D'altro
lato, anche se non si può negare che l'assicurato svolga la propria attività in
maniera indipendente, non si può affermare, già alla luce della generale
esperienza della vita, che i compiti siano molto qualificati. E' invece
senz'altro corretto ritenere che egli dispone di conoscenze professionali
specializzate, come rettamente indicato dalla Corte cantonale, alla luce del diploma
conseguito di metalcostruttore (cfr. in proposito anche sentenza del 30 gennaio
2001 in re S. consid. 3b, I __________). (…)."

 

Nella presente fattispecie
possono dunque essere ritenuti i salari statistici relativi al Canton Ticino.

Secondo i dati del 2000, il
salario mediamente percepito in quell'anno riportato su una media di 41,8 ore
settimanali (cfr. per questo aspetto, STFA del 10 agosto 2001 nella causa R., I
474/00, consid. 3c)aa)) per
un’attività leggera e ripetitiva nel settore privato corrisponde a Fr. 50’498.-
(Fr. 4'027.- : 40 x 41,8 x 12) per gli uomini ed a Fr. 36'328.- (Fr. 2’897.- :
40 x 41,8 x 12) per le donne (cfr. Tabella TA 13 privato). Nel settore privato
e pubblico l’ammontare è di Fr. 51'702.- (Fr. 4'123.- : 40 x 41,8 x 12) per gli
uomini e di Fr. 36'679.- (Fr. 2'925.- : 40 x 41,8 x 12) per le donne (cfr.
Tabella TA 13 privato e pubblico).

 

Nel caso concreto, per calcolare il reddito da
invalida di __________ sulla base dei recenti citati dati statistici, si
deve partire da un salario di Fr. 36'328.- percepito dalle donne nel settore
privato per 41,8 ore settimanali di lavoro.

 

Conformemente alla
giurisprudenza federale (DTF 126 V 81 consid. 7a), adeguando questo importo in
base all’indice dei salari nominali (cfr. “La vie économique 8/2003",
Tabella B 10.3 pag. 91), si ottiene nel 2001 un salario medio pari a Fr. 37'240.- (Fr. 36'328.- : 2190 (indice dei salari nominali nel 2000)
x 2245 (nel 2001)), mentre nel 2002 esso assomma a Fr. 38'086.-

(Fr. 37'240.- : 2245 x 2296 (indice nel 2002)).

 

Bisogna ancora adeguare il salario
conseguito dall'interessata nel 2001 (ultimo dato certo disponibile) da
valida all'anno 2002 - dovendo sempre paragonare i dati relativi ai salari
dello stesso anno - secondo un tasso evolutivo dell'1,8% (cfr. "La vie
économique 8/2003", Tabella B 10.2 pag. 91). Di conseguenza, dalle tavole
processuali emerge uno stipendio annuo netto ascrivibile alla ricorrente
ammontante a Fr. 28'800.- (doc. _), a cui vanno ad aggiungersi i contributi
sociali di Fr. 1'650.-, il premio per l'assicurazione infortuni di Fr. 1'635.-
ed il premio per la malattia pari a Fr. 1'511,40 (doc._). Ne deriva così uno
stipendio annuo lordo assommante a Fr. 33'596,40.

Per l'anno 2002 si ottiene
perciò un ammontare, indicizzato, di Fr. 34'201,13 (Fr. 33'596,40 : 100
x 1,8 + Fr. 33'596,40).

 

Partendo da un salario rivalutato di Fr. 38'086.-
e ritenuta - per il momento in cui è
stata emanata la decisione su opposizione -un’esigibilità del 100%, ammettendo
inoltre una riduzione del 25%, viste l’età dell’assicurata, la
nazionalità e l’importanza delle limitazioni funzionali, il reddito
ipotetico dell'insorgente risulta essere di Fr. 28'564,50 (Fr. 38'086.- - (Fr. 38'086.- : 100
x 25)).

Confrontando quest'ultimo reddito che l'insorgente avrebbe potuto conseguire se
non fosse intervenuta la malattia con l'importo di Fr. 34'201,13 corrispondente al reddito indicizzato conseguito da
valida, emerge un’incapacità al guadagno pari al 16,48% ([Fr.
34'201,13 – Fr. 28'564,50] x 100 : Fr. 34'201,13),
ossia un grado inferiore al 25% richiesto dalle CGA.

Ciò non permette quindi alla Cassa malati
__________ di versare ulteriori indennità all'insorgente.

 

                             2.10.   Nei casi in
cui risulta esigibile un cambiamento d'attività, secondo quanto stabilito dal
TFA nell'ambito dell'assicurazione sociale contro le malattie, all'assicurato
deve essere concesso un periodo di adattamento la cui durata dipenderà dalle
peculiarità di ogni caso concreto (DTF 114 V 287 consid. 3d; DTF 111 V 239
consid. 1b e 2a; RAMI 1987 pag. 105 segg.; STFA del 28 gennaio 1994, non
pubblicata).

Come detto, il TFA ha più volte ritenuto adeguati
periodi d'adattamento varianti dai 3 ai 5 mesi (DTF 111 V 239 consid. 2a e
giurisprudenza ivi citata; RAMI 1987 pag. 108; RAMI 1994 pag. 113 segg.).

 

La Cassa malati __________ ha scritto
all'assicurata il 7 maggio 2002 (doc. _) comunicandole che le avrebbe versato
le indennità ancora fino al 10 agosto 2002 – concetto ribadito con la decisione
su opposizione del 25 giugno 2002 (doc. _). Così facendo la Cassa le ha
concesso per la ricerca di un'attività adeguata un termine di tre mesi come
richiesto dalla citata giurisprudenza.

 

La decisione impugnata, presa in ossequio alla
giurisprudenza federale, merita di conseguenza conferma.

 

                             2.11.   In
conclusione, il grado d'invalidità di __________, determinato confrontando il
reddito conseguito nel 2001 – aggiornato al 2002 - con il reddito che avrebbe
potuto percepire nel 2002 se non fosse intervenuta la malattia, risulta essere
del 16,48%, quindi inferiore al grado del 25% previsto dalle Condizioni
particolari BE sottoscritte nel 1998 (doc. _).

 

In queste circostanze il ricorso va integralmente
respinto.

 

                             2.12.   L'insorgente
chiede l'assunzione di ulteriori prove (doc. _: richiamare dai medici che
l'hanno visitata la documentazione medica, esperire un accertamento peritale ed
ordinare verifiche mediche).

 

Questo TCA non ritiene necessaria l'erezione di
una perizia e l'assunzione di altri referti medici. Infatti, come evidenziato
al considerando 2.7., sia il medico fiduciario della Cassa dr. __________ che
il medico curante dr. __________ sono concordi nell'affermare che l'assicurata
potrebbe svolgere in maniera completa (100%) un'attività lucrativa leggera.

 

Inoltre, conformemente alla costante
giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca
l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle
prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero
modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento
anticipato delle prove; KIESER, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 n. 450, KÖLZ/HÄNER, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 n. 111 e pag. 117 n. 320;
GYGI, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA del 5
giugno 2003 nella causa V.C. e R.G., H 268/01 e 269/01; STFA del 13 maggio 2003
nella causa T.T.C. SA, H 218/01; DTF 122 II 469 consid. 4a; DTF 122 III 223
consid. 3c, DTF 120 Ib 229 consid. 2b; DTF 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere
sentito (SVR 2001 IV n. 10 pag. 28 consid. 2b; riguardo al previgente art. 4
vCost. fed., ora art. 29 cpv. 2 Cost. fed.: DTF 124 V 94 consid. 4b; DTF 122 V
162 consid. 1d; DTF 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

In concreto, considerato come la presente causa
abbia potuto essere decisa sulla scorta degli atti già a disposizione di questo
TCA che appaiono chiari e non contestati nel loro contenuto, lo stesso rinuncia
all'assunzione di ulteriori prove.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti