# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9f0fd0f4-7aa7-5f74-a13c-12d6992519a8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-08-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.08.2018 35.2017.103
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2017-103_2018-08-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2017.103

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  22 agosto 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 settembre 2017 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 19 luglio 2017 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 29 ottobre 2016 RI 1,
nato il __________ 1985, di professione "aiuto cucina" al 100% presso
il Ristorante __________ di __________ dal maggio 2015, mentre stava percorrendo
verso le 10.15 la strada cantonale a __________, alla guida del proprio
ciclomotore per recarsi al lavoro, in zona __________, è stato urtato da un
veicolo, che gli tagliava la strada proveniente da una strada secondaria,
riportando un trauma cranico non commotivo, un trauma contusivo al ginocchio
sinistro ed un trauma contusivo al polso sinistro (cfr. doc. 1 e 9).

L’Istituto assicuratore (in casu: la CO 1) ha riconosciuto la propria
responsabilità e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

A decorrere dal 29 ottobre 2016 RI 1 non ha più svolto alcuna attività
lavorativa.

In seguito l'assicurato ha sviluppato dei dolori a livello di coscia sinistra
di natura neuropatica (cfr., in particolare, doc. 55) e dei disturbi psicogeni
(cfr., in particolare, doc. XIX-1 e doc. 55).

A causa dei dolori neuropatici accusati dopo l'infortunio, l'assicurato si è
sottoposto a svariate visite mediche specialistiche. 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medici del caso - in particolare, dopo aver raccolto la valutazione del 1°
febbraio 2017 (doc. 4) del dr. med. __________, specialista FMH in neurologia
(interpellato privatamente dall’assicurato, su consiglio del proprio medico
curante, dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna) e del 9
febbraio 2017 del proprio specialista FMH in chirurgia ortopedica, dr. med. __________
(doc. 43) - con decisione del 21 febbraio 2017 l'CO 1 ha comunicato
all’assicurato quanto segue (doc. 47):

 

" (…) Per le
conseguenze dell'infortunio del 29 ottobre 2016 la CO 1 ha versato finora le
prestazioni assicurative legali. In considerazione dell'evoluzione della
guarigione abbiamo riesaminato il nostro obbligo di versare prestazioni. (…).
In base alla valutazione effettuata dal nostro medico consulente, si può
ritenere che una relazione causale tra i disturbi attualmente accusati e
l'infortunio del 29 ottobre 2016 è da ritenersi estinta al più tardi dopo tre
mesi. Eccezionalmente le verseremo le prestazioni fino al 28 febbraio 2017. Il
suo diritto alle prestazioni dal 1° marzo 2017 dovrà essere esaminato dagli
assicuratori malattia competenti. (…)"

 

                              1.3.   Contro tale decisione
l'assicurato ha interposto personalmente opposizione in data 18 marzo 2017 (doc.
49) che ha poi motivato in data 11 maggio 2017 (doc. 54).

L'opponente ha fatto valere principalmente che i disturbi di cui soffre sono comparsi
a seguito dell'infortunio del 29 ottobre 2016, puntualizzando quanto segue:
"Io non sono mai stato in cura in vita mia
per via della mia salute, sono sempre stato sano e ho sempre lavorato (n.d.r.:
senza) fare nessuna fatica, sono stato sempre disponibile a svolgere il mio
lavoro e a maggioranza dei tempi che facevo 99% era in piedi" (cfr.
doc. 54).

Il 12 luglio 2017 l'assicurato ha trasmesso alla CO 1 il certificato medico di
inabilità lavorativa al 100% dal 1° giugno al 3 luglio 2017 del dr. med. __________,
specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, del 13 giugno 2017 ed il referto
medico del 30 giugno 2017 del dr. med. __________, Leitender
Arzt Neurologie, della __________ di __________ (doc. 55).

                               1.4.   Con
decisione su opposizione del 31 marzo 2017 la CO 1 ha confermato il contenuto
della sua prima decisione, puntualizzando quanto segue (doc. 56):

 

" (…) Il
medico di fiducia di CO 1, il dr. __________, al quale si è sottoposto a visita
medica l'assicurato, ha dichiarato in maniera inequivocabile che nel caso in
oggetto i disturbi lamentati non sono di natura infortunistica. (…).
L'assicurato è di parere opposto e ha presentato il referto medico della
clinica __________ di __________ del 30 giugno 2017. (…) Tuttavia il referto
medico della clinica di __________ si limita a dire che un nesso causale tra
quanto lamentato dall'assicurato e l'infortunio del 29 ottobre 2016 è
possibile. Ciò però non basta, poiché la giurisprudenza del Tribunale federale
esige che un nesso causale sia dimostrato con il grado della verosimiglianza
preponderante, non bastando per contro un giudizio di mera possibilità. E
questo è proprio il giudizio della clinica __________ di __________, giudizio
non sufficiente per provare - così come richiesto dal Tribunale federale - un
nesso causale con il grado della verosimiglianza preponderante. Inoltre il
referto della clinica __________ di __________ non si confronta con quanto stabilito
dal medico di fiducia di __________, ossia dal dr. __________. (…) il referto
della clinica __________ di __________ non si confronta nemmeno con la perizia
del dr. __________, e quindi non è in grado di confutarne la validità
scientifica della stessa. (…)”

 

                               1.5.   Il 28 luglio 2017 la CO 1 ha
ricevuto il  referto medico del 18 luglio 2017 del dr. med. __________, Leitender Artz Neurologie, della __________ di __________ (doc.
58).

Il 4 agosto 2017 l'assicurato ha trasmesso alla CO 1 il certificato medico
di inabilità lavorativa al 100% dal 3 al 26 luglio 2017 e dal 26 luglio al 26
agosto 2017 del dr. __________, specialista FMH in medicina interna generale e
SSMS in medicina dello sport, ribadendo che i disturbi di cui soffre sono comparsi
a seguito dell'infortunio del 29 ottobre 2016. Egli ha inoltre puntualizzato
che la CO 1 non ha nulla per provare le proprie affermazioni, visto che non
possiede nessun rapporto medico precedente all'incidente che dice che lui aveva
già questo problema di salute (doc. 59). 

 

                               1.6.   Con tempestivo ricorso del 14
settembre 2017 RI 1, patrocinato dall'avv. RA 1, ha postulato 

l’annullamento della decisione impugnata, il riconoscimento in suo favore delle
indennità giornaliere dal 1° marzo 2017 (ossia dal momento dell'interruzione
dei versamenti, come da decisione CO 1 del 21 febbraio 2017) e la copertura di
tutti i costi medici connessi all'infortunio stesso, attualmente pagati
direttamente dall'interessato e dalla cassa malati (fino all'importo della
franchigia più il 10% della parte eccedente alla stessa, soglia che in quel
momento era già stata ampiamente superata) e, quindi, il rimborso di quanto
pagato da lui direttamente per un importo pari ad almeno fr. 2'603.05 (doc. I,
pag. 10).

La patrocinatrice del ricorrente evidenzia che la difficile situazione medica
(ivi compresa quella psicologica) del suo cliente è stata causata dall'infortunio
del 29 ottobre 2016, ritenuto che l'assicurato, prima dell'infortunio, era una
persona sana (da tutti i punti di vista), per nulla depressa, felice della sua
vita e del suo mestiere. 

La rappresentante dell'insorgente sottolinea che l'assicurato è stato visitato
in due occasioni (30 giugno e 18 luglio 2017) dal dr. med. __________ della
Clinica __________ di __________, che ha ritenuto assai probabile il nesso
causale tra i sintomi riportati e l'incidente del 29 ottobre 2016 soprattutto
perché la parte colpita dai dolori è quella interessata dalla caduta e perché
prima il paziente non aveva mai riportato sintomi simili.

La patrocinatrice dell'assicurato osserva che il suo cliente è ancora inabile
al 100% e che la CO 1 ha concesso le indennità a titolo di malattia, fissando
pure un incontro con il proprio medico fiduciario, il dr. med. __________. Nel
frattempo il suo cliente ha dovuto sostenere spese per fr. 2'603.05. Sulla
scorta delle risultanze della visita peritale, il suo assistito è stato
ritenuto abile nuovamente a partire dal 26 agosto 2017.

La rappresentante del ricorrente evidenzia che la situazione del suo cliente è
penosa. È quasi un anno che si sottopone a svariati consulti specialistici
(ortopedici, internisti e neurologici) e nessuno è ancora riuscito a dare una
spiegazione al suo stato di salute; e per di più, non solo non percepisce
alcuna indennità di infortunio, ma nemmeno per malattia e i costi degli esami
specialistici si stanno accumulando. 

La patrocinatrice dell'insorgente sottolinea come il suo assistito non abbia
mai avuto problemi di salute. A comprova delle proprie asserzioni produce
l'attestazione del 4 settembre 2017 della Cassa Malati __________ (doc. II) e
la dichiarazione del 3 marzo 2017 del suo datore di lavoro, signor __________
(doc. JJ). 

La rappresentante dell'assicurato osserva che, nel caso di specie, non è mai
stata fatta, da parte dei medici, una valutazione "formale" del nesso
causale tra i disturbi e l'infortunio, o meglio la correlazione non è mai stata
negata (come si evince percorrendo l'intera cartella clinica), tuttavia non è
mai stata approfondita (salvo, anche se superficialmente, dal dr. med. __________).
Ella chiede pertanto che il suo cliente venga sottoposto ad una perizia
multidisciplinare (ortopedica, neurologica, psichiatrica) volta a determinare:
la natura dei disturbi sofferti; il danno alla salute che ne è scaturito; le
ripercussioni, in termini di inabilità al lavoro, in termini di prognosi a
medio-lungo termine; la sussistenza del nesso di causalità tra l'evento e il
danno patito, ossia se lo stesso sussista secondo il principio della
verosimiglianza/probabilità preponderante. La patrocinatrice del ricorrente
ritiene particolarmente importante verificare pure la sussistenza di un danno
alla salute psichico ed il suo collegamento con l'incidente.

La patrocinatrice dell'insorgente chiede pure l'audizione del suo cliente e che
possano essere richieste informazioni scritte (in merito agli aspetti oggetto
di perizia) al dr. med. __________ (neurochirurgo presso l'Ospedale __________
di __________), al dr. med. __________ (neurologo presso l'Ospedale __________
di __________) ed al dr. med. __________ (specialista in neurologia presso la __________).

Da ultimo, la rappresentante del ricorrente chiede che il suo assistito venga
posto al beneficio del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria.      
     

 

                               1.7.   Nella risposta
del 27 settembre 2017 la CO 1 ha postulato la reiezione del ricorso, con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc.
IV).

                               1.8.   Il 18 ottobre 2017 la
patrocinatrice dell'assicurato ha versato agli atti il certificato municipale
per l’ammissione all’assistenza giudiziaria debitamente compilato, vidimato e
corredato da svariata documentazione (doc. X).

 

                               1.9.   Il 15 novembre 2017 la
rappresentante dell'insorgente ha versato agli atti (doc. XII): l'esito
dell'esame elettroneurografico del 7 novembre 2017 (doc. KK); il certificato
medico del 7 novembre 2017 del dr. med. __________, caposervizio di neurologia
dell'Ospedale __________ di __________ (doc. LL); il certificato medico del 14
novembre 2017 de dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna
generale e SSMS in medicina dello sport (doc. MM) e, da ultimo, l'attestazione
dell'aprile 2015 del precedente datore di lavoro (____________________; doc.
NN).

 

                             1.10.   Il 27 novembre 2017 la CO 1 si
è riconfermata nella decisione impugnata e nella risposta di causa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di
diritto (doc. XIII).

Il doc. XIII è stato inviato alla patrocinatrice del ricorrente per
conoscenza (doc. XIV).

 

                             1.11.   Il 18 dicembre 2017 la
patrocinatrice del ricorrente si è riconfermata nel gravame, puntualizzando
alcuni punti (in particolare, contestando la rilevanza della perizia del medico
fiduciario dell'assicurazione, a fronte di un danno di tipo neurologico di cui
è affetto il suo assistito), con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. XVII).

 

                             1.12.   Il 12 gennaio 2018 la
rappresentante dell'insorgente ha versato agli atti il certificato medico del
10 gennaio 2018 del dr. med. __________, caposervizio di neurologia
dell'Ospedale __________ di __________ (doc. XIX-1), sulla base del quale, a
fronte di un danno alla salute infortunistico multifattoriale, ha ribadito la
richiesta di esperimento di una perizia (doc. XIX). 

 

                             1.13.   Il 23 gennaio 2018 la CO 1 si
è riconfermata nella decisione impugnata e nella risposta di causa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di
diritto (doc. XIII).

                             1.14.   Il 5 febbraio 2018 la patrocinatrice
dell'assicurato si è riconfermata nel gravame, puntualizzando alcuni punti (in
particolare, sulla necessità di esperimento di una perizia pluridisciplinare),
con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto
(doc. XXIII).

Il doc. XXIII è stato inviato alla CO 1 per conoscenza (doc. XXIV).

 

                             1.15.   Il 15 maggio 2018 il TCA ha
informato CO 1 che prendeva atto del fatto che aveva ritenuto che la
sintomatologia denunciata dall'assicurato non correlava a sufficienza con un
danno alla salute oggettivabile e che, contrariamente a quanto previsto dalla
giurisprudenza federale, non aveva momentaneamente sospeso la valutazione della
causalità naturale per procedere a un esame particolare della causalità
adeguata. Gli ha quindi assegnato un termine di 10 giorni per porvi rimedio (doc.
XXV).

 

                             1.16.   Il 28 maggio 2018 la CO 1 ha
comunicato al TCA che, a fronte di un infortunio da classificare tra quelli di
grado medio al limite della categoria degli eventi insignificanti, non è dato
il nesso di causalità adeguato, in quanto dei quattro requisiti richiesti dalla
giurisprudenza (DTF 8C_897/2009 consid. 4.5 e 8C_211/2011 del 22 agosto 2011
consid. 5), solo uno sembra essere adempiuto, e cioè quello relativo ai dolori
presenti ancora nel ricorrente (doc. XXVI).

                             1.17.   Il 15 giugno 2018 la
patrocinatrice del ricorrente ha evidenziato che, contrariamente a quanto
ritenuto dall'assicuratore convenuto, l'infortunio occorso al suo cliente
dev'essere qualificato come grave a fronte di un impatto indiscutibilmente e
oggettivamente violento (a velocità di 60/80 km/h, una moto __________ contro
una monovolume __________) e, quindi, a fronte dei dolori somatici ancora
presenti, ammessi da controparte, dev'essere riconosciuto il nesso di causalità
adeguato. La rappresentante dell'insorgente ha pure rilevato che, quand'anche
l'evento fosse da qualificare medio "in senso stretto", andrebbe
parimenti riconosciuto il nesso di causalità adeguata, essendo pure adempiuti i
criteri del decorso sfavorevole della cura e del grado e della durata
dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche, nonostante gli sforzi
dimostrati da RI 1. La patrocinatrice dell'assicurato ha contestato recisamente
che l'infortunio in questione sia da qualificare, come fatto dall'assicuratore
convenuto, quale medio al limite dell'insignificante. La rappresentante
dell'insorgente ha pure informato il TCA che: "il sig. RI 1 ha iniziato, circa un paio di settimane fa, una nuova
terapia, che inizierebbe a dare gli effetti sperati. Sono in attesa della
documentazione dell'Ospedale __________ di __________, che dovrebbe comprendere
pure un referto da parte del medico che sta attuando i trattamenti, il quale
offrirebbe alcuni elementi utili a comprendere maggiormente la difficile
situazione medica del RI 1. Inoltre il Dr. Med. __________ dovrebbe farmi
avere, a giorni, un resoconto dell'inabilità lavorativa del sig. RI 1 (cfr. più
sopra), perdurata al 100% fino al 31.03.2018; ragion per cui la pretesa qui
fatta valere va fatta cessare a tale data. (…).". La patrocinatrice
del ricorrente ha concluso che per: "quanto
concerne la causalità naturale, se in discussione, si ribadisce che, come da
giurisprudenza invalsa di questa Autorità, sarebbe necessaria una perizia
multidisciplinare (TCA, sentenza inc. 35.2017.20 del 28.08.2017, consid. 2.6)
ritenuto che i disturbi si sono cronicizzati dopo i primi mesi di cure e che
gli stessi toccano più ambiti medici (neurologico, psichiatrico, ortopedico)
come sostenuto fin in petizione. (…)." (doc. XXX).

 

                             1.18.   Il 2 luglio 2018 (doc. XXXII) la
patrocinatrice dell'assicurato ha trasmesso al TCA il certificato medico del 20
giugno 2018 del dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna
generale, giusta il quale l'assicurato è stato inabile al lavoro al 100% dal 29
ottobre 2016 al 31 marzo 2018 (doc. XXXII-1) ed il referto medico del 27 giugno
2018 del dr. med. __________, viceprimario del Centro __________ di __________
(doc. XXXII-2).  

 

                             1.19.   Il 27 luglio 2018 la CO 1 si è
riconfermata nella decisione impugnata e negli allegati di causa (doc.
XXXIV).

                             1.20.   Il doc. XXXIV è stato inviato
alla CO 1 per conoscenza (doc. XXXV).

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Oggetto del contendere è la
questione di sapere se la CO 1 era legittimata, oppure no, a sospendere a
partire dal 1° marzo 2017 il proprio obbligo a prestazioni in relazione
all’infortunio del 29 ottobre 2016.

                               2.2.   Disturbi neuropatici e
psicogeni: causalità naturale e adeguata con l’infortunio del 29 ottobre 2016?

                                      

                            2.2.1.   Presupposto essenziale per
l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è
l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue
conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo presupposto è da
considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento infortunistico,
il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si sarebbe
verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato
la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se
del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno
all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che l'evento
appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È questione di fatto lo
stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di
causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento
delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p.
378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA
del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella
causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H
407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23
dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella
causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC 1986 p. 202
consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V
142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V
188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p.
31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono,
di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a
giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53;
DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne discende che ove
l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non
possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato
dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406
consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore contro gli
infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele
dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle
prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi: 

 

-  quando lo stato
di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima
dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine)

 

                                         (cfr. RAMI 1992 U 142, p.
75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von
Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici
svizzeri 71/1990, p. 1093).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia
dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è
liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non
costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute. Analogamente
alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il diritto alle
prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio deve essere
provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza preponderante. La
semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto causale non è
sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto alle prestazioni,
l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr.
RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi citati). 

 

                            2.2.2.   Il diritto alle prestazioni assicurative
presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra
l’evento dannoso e il danno alla salute. In caso di danno alla salute fisica,
il nesso di causalità adeguata è generalmente ammesso, dal momento in cui è
accertata la causalità naturale (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5b/bb p. 103). Per
contro, la giurisprudenza ha elaborato più criteri per valutare l’adeguatezza
del nesso di causalità tra un infortunio e dei disturbi psichici sviluppati
successivamente dalla vittima. Essa ha dapprima classificato gli infortuni in
tre categorie, a seconda della dinamica: gli infortuni insignificanti o leggeri
(per esempio, una caduta o scivolata banale), gli infortuni di media gravità e
gli infortuni gravi. Per procedere a tale classificazione, non si deve
considerare il modo in cui l’infortunio è stato vissuto dall’interessato ma
piuttosto l’evento traumatico in quanto tale da un punto di vista oggettivo. In
presenza di un infortunio di media gravità, occorre prendere in considerazione
un certo numero di criteri, di cui i più importanti sono: 

 

                                         -  le
circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o la particolare
spettacolarità dell'infortunio;

                                         -  la
gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate, segnatamente la
loro idoneità, secondo l'esperienza, a determinare disturbi psichici;

                                         -  la durata
eccezionalmente lunga della cura medica;

                                         -  i disturbi somatici
persistenti;

                                         -  la
cura medica errata che aggrava notevolmente gli esiti dell'infortunio;

                                         -  il
decorso sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute;

                                         -  il
grado e la durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche.

 

                                         Non in ogni caso è
necessario che tutti i criteri appena menzionati siano presenti. La presenza di
un unico criterio può bastare per ammettere l'adeguatezza del nesso di
causalità quando l'infortunio va classificato fra quelli al limite della
categoria degli eventi gravi. Per contro, in presenza di un infortunio che si situa
al limite di quelli insignificanti o leggeri, le circostanze da considerare
devono cumularsi oppure rivestire un'importanza particolare affinché si possa
ammettere il carattere adeguato del nesso di causalità (DTF 115 V 140s.,
consid. 6c/aa e bb e 409s., consid. 5c/aa e bb, 117 V 384, consid. 4c; RAMI
2002 U 449, p. 53ss. consid. 4a). 

 

                            2.2.3.   La più recente giurisprudenza
federale applica la prassi relativa all’evoluzione psichica abnorme conseguente
a infortunio nei casi in cui l’esistenza dei disturbi denunciati
dalla persona assicurata è sì stata attestata da medici specialisti, ma non
oggettivata mediante accertamenti strumentali e radiologici scientificamente
riconosciuti. Secondo l’Alta Corte, in quei casi, l’assenza di postumi organici
oggettivabili non esclude a priori l’esistenza di un nesso di causalità
naturale con l’evento traumatico in questione (cfr. SVR 2012 UV n. 5 p. 17ss.
consid. 5.1 e riferimenti ivi menzionati). L’esame della causalità naturale
viene però momentaneamente sospeso, per procedere a un esame particolare
dell’adeguatezza del nesso causale. Se da tale esame emerge non essere dato il
necessario nesso di causalità adeguata, si può rinunciare a esperire ulteriori
indagini sulla questione della causalità naturale tra l’infortunio e i disturbi
lamentati (DTF 135 V 465 consid. 5.1). 

 

                                         Ad esempio,
questo principio è stato applicato dall’Alta Corte in una sentenza 8C_267/2009
del 26 gennaio 2010 consid. 4.3, riguardante dei disturbi visivi denunciati da
un assicurato che era stato spinto contro un muro da una terza persona. Ammessa
l’esistenza del nesso di causalità naturale in quanto attestata da due
neuro-oftalmologi attivi a livello universitario e constatata la mancata
oggettivazione di un danno alla salute organico, il TF ha esaminato il caso dal
profilo della causalità adeguata in applicazione della “psico-prassi” (e non di
quella relativa ai traumi cranio-cerebrali siccome l’assicurato aveva lamentato
una semplice contusione cranica), per giungere alla conclusione che l’adeguatezza
non era data. 

 

                                         In una
sentenza 8C_291/2012 dell’11 giugno 2012, la Massima Istanza ha deciso in
questo stesso modo, a proposito di una fattispecie in cui i disturbi lamentati
dall’assicurato all’arto inferiore sinistro, riferibili secondo gli specialisti
a un dolore neuropatico provocato dall’infortunio, non avevano potuto essere
oggettivati né neurologicamente né mediante esami strumentali per immagini.

 

                            2.2.4.   In concreto, con la decisione
su opposizione impugnata l'assicuratore resistente sostiene innanzitutto che la
sintomatologia denunciata dal ricorrente (neuropatia) non presenta un nesso
causale naturale con l'infortunio del 29 ottobre 2016, sulla base della
valutazione del dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica,
del 9 febbraio 2017 (doc. 43), giusta la quale:

 

" (…) Non ho
riscontrato elementi oggettivi che possono collegare i disturbi attuali
(ipoestesia della coscia sx) con l'infortunio del 29.10.2016. Anche i vari
accertamenti eseguiti (MRI ginocchio, polso sx, cervicale ed elettromiografia)
non permettono di porre una diagnosi diversa da quella di semplice contusione
del ginocchio sx, polso sx e lieve trauma cranico senza perdita di conoscenza.
Quindi ritengo che i disturbi lamentati attualmente dal paziente e per i quali
non ha potuto riprendere il lavoro sono ancora difficilmente spiegabili con le
conseguenze dell'infortunio del 29.10.2016. I referti oggettivi permettono di
porre la diagnosi di solo contusione del ginocchio sx, polso sx e lieve trauma
cranico che possono causare disturbi durante al massimo tre mesi. (…). Le
conseguenze dell'infortunio del 29.10.2016 dovute alla contusione del ginocchio
sx, polso sx e al lieve trauma cranico possono giustificare un'inabilità
lavorativa come pizzaiolo per al massimo tre mesi. I disturbi presenti ancora
attualmente (ipostesia della coscia sx) possono essere spiegati come
conseguenza dell'infortunio soltanto nella misura del possibile. (…). Ritengo
che ci siano anche dei problemi nella sfera psicologica che potrebbero essere
valutate da uno specialista, ma non sono conseguenze dell'infortunio del
29.10.2016. (…). Ritengo che dal punto di vista infortunistico non ci sono
attualmente elementi oggettivi che possono giustificare un prolungamento
dell'inabilità lavorativa."

 

                                         Con osservazioni del 23
gennaio 2018 l'assicuratore resistente ha considerato che i disturbi presenti
nel ricorrente non sono di natura ortopedica e neppure di natura neurologica ma
piuttosto di natura psichica, ritenendo tuttavia che in virtù della natura dell'infortunio
era improbabile che vi fosse un nesso causale tra i disturbi di natura psichica
del ricorrente e l'infortunio del 29 ottobre 2016 (doc. XXI). 

 

                                         Da parte sua, il
ricorrente fa valere che i disturbi (di natura neurologica ed ortopedica, da un
lato, e di natura psicogena, dall'altro) di cui soffre sarebbero la conseguenza
naturale dell’evento traumatico del 29 ottobre 2016, posto in particolare
che, primo di esso, come pure attestato dai suoi datori di lavoro e dalla cassa
malati __________ (doc. JJ, doc. II e doc. NN), egli avrebbe sempre goduto di
buona salute (cfr. doc. I e allegati e doc. XI e allegati).

Dal profilo medico, l'insorgente fonda la sua asserzione sulle certificazioni
agli atti del proprio medico di famiglia e degli specialisti da lui
privatamente consultati. In particolare su quella del 30 giugno 2017 del dr.
med. __________ della __________ di __________ (doc. 55), secondo cui: "Als Ursache der Neuropatie ist eine kontusion in
Rahmen des Unfalls am 29.10.2016 wahrscheinlich", rispettivamente
su quella del 7 novembre 2017 del dr. med. __________, caposervizio di
neurologia dell'Ospedale __________ di __________ (doc. LL), giusta il quale
l'assicurato: "continua a soffrire di un'importante sintomatologia
dolorosa (…) apparsa unicamente dopo l'infortunio (incidente della circolazione
in moto) da lui subito il 29.10.2016. In tal senso si può considerare che il
suddetto incidente abbia verosimilmente esercitato un ruolo scatenante riguardo
a questi disturbi" come pure su quella del 14 novembre 2017 del dr.
med. __________, specialista FMH in medicina interna generale e SSMS in 
medicina sportiva (doc. MM), secondo cui il paziente "soffre di
un'importante sintomatologia dolorosa con importanti disturbi parestetici,
iniziata unicamente dopo l'infortunio con la moto del 29.10.2016. In occasione
dell'infortunio, la moto del paziente era stata urtata da un veicolo e il
paziente era caduto battendo l'emicorpo sinistro, e in particolare il ginocchio
e la coscia sinistra, il polso sinistro e la testa. Il quadro attuale e le
indagini strumentali, alle quali è stato sottoposto il paziente, permettono di
porre la diagnosi di meralgia parestetica sinistra. Tenuto conto della dinamica
dell'incidente, con chiara contusione di coscia e ginocchio sinistro e
dell'assenza completa di qualsiasi disturbo prima dell'incidente si può
considerare che l'incidente subito dal paziente in data 29.10.2016 abbia avuto
un ruolo determinante, e preponderante riguardo ai disturbi che il paziente
presenta tuttora" e, da ultimo, su quella del 10 gennaio 2018 del dr.
med. __________ (doc. XIX-1) che, dopo aver posto la diagnosi di "Stato
dopo incidente della circolazione (in moto con trauma prevalente all'arto
sinistro), il 29.10.2016 e consecutiva sindrome dolorosa cronica curale sx
plurifattoriale con componenti: ortopedica (senza fratture documentabili),
neurologica (neuropatia del n. femoro-cutaneo laterale sx) e psicogena",
ha rilevato, tra l'altro, quanto segue: 

 

" (…)
l'infortunio risalente al 29.10.2016 ha agito da catalizzatore assoluto della
situazione attuale visto che il paziente, in precedenza, non aveva mai sofferto
di disturbi simili a quanto poi sviluppato all'arto inferiore sx. L'evoluzione
(la cronificazione) dei disturbi va considerata a mio modo di vedere nel senso
di una certa complessità con, per cominciare, un nesso di causalità di
preponderante verosimiglianza con il suddetto infortunio. Oltre alla componente
traumatologica (nel senso della partecipazione di osso e tessuti molli sebbene
senza evidenze di frattura) a alla (seppur discreta) partecipazione di un
tronco nervoso (che può essere però disturbante e alla base di una
"meralgia parestetica" cronificata), il paziente colpisce per
un'elaborazione particolare a livello psichico delle conseguenze dell'incidente.
Direi anzi, come accennato, che attualmente si sta istallando una deriva
depressiva (con ugualmente una certa tinta paranoide per taluni aspetti) che
potrebbe anche risultare preoccupante poiché potenzialmente alla base di
reazioni patologiche da parte del signor RI 1."

 

                                         A proposito dell'affermazione
del ricorrente (e dei suoi medici, anche specialisti, di fiducia) giova qui
ricordare che la regola “post hoc, ergo propter
hoc” (dopo questo, dunque a causa di questo) non ha valenza scientifica. La
giurisprudenza federale ha stabilito che per il solo fatto d’essere insorto
dopo l’infortunio, un disturbo alla salute non può già essere ritenuto una sua
conseguenza. Tale argomento è insostenibile dal profilo della medicina
infortunistica e inammissibile da quello probatorio (cfr. STF 8C_725/2012 del
27 marzo 2013 consid. 7.2.2: “Der
Versicherte argumentiert weiter, "woher sonst, wenn nicht vom Unfall aus
dem Jahre 1993, kommen die erwähnten Beschwerden an der linken oberen
Extremität?" Die mit dieser rhetorischen Frage angerufene Beweisregel
"post hoc ergo propter hoc" (vgl. BGE 119 V 335 E. 2b/bb S. 341 f.)
ist jedoch praxisgemäss unfallmedizinisch nicht haltbar und beweisrechtlich
nicht zulässig, …”; STF 8C_245/2017 dell’8 agosto 2017; STF 8C_230/2017 del 22
giugno 2017; sul tema vedi pure Th. Frei, Die Integritätsentschädigung nach
Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung, Friborgo 1998,
p. 30, nota 96; A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo
1995, p. 41; STCA 35.2017.60 dell'8 settembre 2016, consid. 2.5 in fine). 

                                        

                            2.2.5.   Chiamato a pronunciarsi nel
caso di specie, il TCA constata che, l'assicurato il 29 ottobre 2016 è stato
sottoposto a svariati accertamenti (TAC politrauma, Rx polso sx, Rx ginocchio
sx) che non hanno mostrato fratture (doc. 9). La MRI del polso sx del 4
novembre 2016 è risultata nei limiti della norma (doc. 13). La MRI del
ginocchio sx eseguita il 3 novembre 2016 non ha evidenziato lesioni traumatiche
e assenza di aree contusive ossee (doc. 14). Il 22 novembre 2016 il dr. med. __________
del __________, con riferimento alla valutazione enurologica in PS del 18
novembre 2016, ha confermato "la presenza
più che altro di sintomi assecifici inquadrabili nel contesto di una s.
post-comotiva ricordando che, molto probabilmente, il trauma cranico (semplice)
subito dal paziente è risultato alquanto violento (velocità, dinamica
dell'incidente…). Sembrerebbe giocare a sfavore in questo periodo l'aspetto
psicosociale. Su cambio delle condizioni generali da escludere una complicanza
tardiva del trauma cranico con un "imaging" (ematoma sottodurale).
(…). Al momento della visita non segni focali. (…)." (doc. XXX-1). Il
29 novembre 2016 l'assicurato è stato visitato dal dr. med. __________,
specialista FMH in neurologia, che ha rilevato che il paziente descriveva dei
sintomi difficilmente spiegabili su base organica a livello facciale e di arto
inferiore sx (doc. 25). La RM della colonna cervicale del 30 novembre 2016 non
aveva evidenziato lesioni post-traumatiche recenti, il canale vertebrale era
ampio, non vi erano conflitti radicolari e non vi erano effetti compressivi
midollari (doc. 26). Il 7 dicembre 2016 il dr. med. __________ ha inviato al
dr. med. __________, specialista FMH in ortopedia, la precitata MRI cervicale
puntualizzando che l'esame era risultato del tutto nella norma e non trovava
un'apparente causa neurologica dei sintomi accusati dal paziente (doc. 28). Il
5 dicembre 2016 il dr. med. __________ ha informato l'assicurato che i
distretti contusi non avevano problematiche particolari se non uno stato
antalgico infiammatorio, motivo per il quale avrebbe dovuto proseguire il
percorso riabilitativo; l'ha mantenuto inabile al lavoro fino al 9 gennaio 2017
al fine di potergli permettere di eseguire la riabilitazione e di completarla;
da ultimo, ha ritenuto che per le problematiche puramente ortopediche non
sarebbe stato necessario proseguire con ulteriori indagini o trattamenti terapeutici
(doc. 33).

Il 12 dicembre 2016 il dr. med. __________, specialista FMH in medicina
interna, ha inviato l'assicurato nuovamente al dr. med. __________, rilevando
quanto segue: 

 

" (…) L'ho
visto per la prima volta il 09.12.2016 (…). Dal lato oggettivo non ho potuto
vedere niente di sostanziale, il ginocchio sinistro non presentava segni di
lesioni menisco-ligamentari e esame neurologico fondamentalmente normale. Ho
interpretato il quadro più che altro come nell'ambito di una reazione psicogena
all'evento traumatico. (…). Segnalo tra l'altro che anamnesticamente il
paziente sette anni fa aveva avuto un trauma da come lo descrive banale, dove
era caduto con la testa all'indietro e si era procurato una piccola ferita che
avrebbe generato un'incapacità lavorativa di un mese e mezzo e dei dolori per 3
mesi… (…). Il paziente mi riconsulta attualmente dicendo che i dolori al
ginocchio sono diventati insopportabili e non riesce a camminare.
Oggettivamente ho un piccolo versamento anche se il paziente descrive dei
dolori (…) nella fascia interna della coscia, quindi chiaramente
extra-articolare. Ti sono grato se puoi rivalutare la situazione prima di
considerare il tutto come un sovraccarico psicogeno. (…)" (doc. 40).

 

                                         Il 23 gennaio 2017 il dr.
med. __________ ha inviato l'assicurato nuovamente al dr. med. __________,
rilevando quanto segue: 

 

" (…) Ti
sono grato eventualmente con ENG EMG se puoi valutare se i disturbi del
paziente possono avere una correlazione con un danno neurogeno in caso
affermativo a che livello. Io ho sempre più l'impressione che si tratti di
disturbi somatoformi esacerbati  dal trauma recente. Mi chiedo se non varrebbe
la pena indirizzarlo forzatamente ad una ripresa del lavoro. (…)" (doc.
40)

 

                                         Il 30 gennaio 2017 il dr.
med. __________ ha visitato l'assicurato, rilevando quanto segue: 

 

" (…). Allo
stato neurologico il paziente mi ha indicato le "palline" in regione
cervicale e laterale destra, sinceramente non sono riuscito a palpare queste
"palline", unicamente il muscolo locale, il quale non pareva neanche
particolarmente contratto. (…). Ho effettuato anche una valutazione EMG dei
muscoli vasto laterale mediale sinistro nonché del retto femorale, esame
risultato nella norma senza segni di una sofferenza neurogena acuta o cronica.
In pratica non trovo una chiara causa neurologica dei sintomi accusati dal
paziente, l'ipoestesia descritta non ha una chiara distribuzione dermatogena né
per una radice lombare né per un nervo periferico. Come suddescritto anche
elettrofisiologicamente nessun chiaro argomento per una radicolopatia lombare
L3-L4 sinistra. (…)" (doc. 43)

 

                                         Il 9 febbraio 2017 il dr.
med. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica, ha visitato
l'assicurato, rilevando quanto segue: 

 

" (…). Non
ho riscontrato elementi oggettivi che possono collegare i disturbi attuali
(ipoestesia della coscia sx) con l'infortunio del 29.10.2016. Anche i vari
accertamenti eseguiti (MRI ginocchio, polso sx, cervicale ed elettromiografia)
non permettono di porre una diagnosi diversa da quella di semplice contusione
del ginocchio sx, polso sx e lieve trauma cranico senza perdita di conoscenza.
Quindi ritengo che i disturbi lamentati attualmente dal paziente e per i quali
non ha potuto riprendere il lavoro sono ancora difficilmente spiegabili con le conseguenze
dell'infortunio del 29.10.2016. I referti oggettivi permettono di porre la
diagnosi di solo contusione del ginocchio sx, polso sx e lieve trauma cranico
che possono causare disturbi durante al massimo tre mesi. (…). Le conseguenze
dell'infortunio del 29.10.2016 dovute alla contusione del ginocchio sx, polso
sx e al lieve trauma cranico possono giustificare un'inabilità lavorativa come
pizzaiolo per al massimo tre mesi. I disturbi presenti ancora attualmente
(ipostesia della coscia sx) possono essere spiegati come conseguenza
dell'infortunio soltanto nella misura del possibile. (…). Ritengo che ci siano
anche dei problemi nella sfera psicologica che potrebbero essere valutate da
uno specialista, ma non sono conseguenze dell'infortunio del 29.10.2016. (…).
Ritengo che dal punto di vista infortunistico non ci sono attualmente elementi
oggettivi che possono giustificare un prolungamento dell'inabilità lavorativa."
(doc. 44)

 

                                         Il 17 febbraio 2017 il dr.
med. __________ ha scritto al medico fiduciario della CO 1, rilevando quanto
segue: 

 

" (…) Ho
ricevuto il rapporto del Dr. __________ che ha confermato la mia impressione
che per il momento non ci sono più grosse conseguenze post infortunistiche che
limitano la capacità lavorativa. Ho telefonato al paziente cercando di
fissargli un appuntamento per convincerlo a riprendere (magari inizialmente al
50%) il lavoro, ma il paziente non era d'accordo (…) e mi ha richiesto tutti i
documenti indicandomi che avrebbe cambiato medico. Ho quindi consegnato al
paziente copia del dossier in mio possesso. (…)" (doc. 48)

 

                                         Il 2 marzo 2017
l'assicurato si è sottoposto ad una RM della colonna lombare che non ha
evidenziato conflitti radicolari; reperti nella norma (doc. V).

Il 15 marzo 2017 l'assicurato è stato visitato al PS dell'Ospedale __________
di __________, __________, dove il primario __________ ha posto al diagnosi
conclusiva di "Stato post-commozionale
associato a cervicale" (doc. XXX-2).   

Il 13 aprile 2017 l'assicurato si è sottoposto ad una RM della coscia sinistra
che non ha evidenziato lesioni ossee né muscolari, né raccolte libere o
organizzate; reperti nella norma (doc. Z).

Il 21 aprile 2017 l'assicurato si è sottoposto ad una RM del bacino risultata
nella norma (doc. AA).

Il 2 maggio 2017 il dr. med. __________, caposervizio dell'ambulatorio di
terapia del dolore dell'Ospedale __________ di __________, dopo aver visitato
il paziente in due occasioni (il 28 marzo e l'11 aprile 2017), ha rilevato che:
1) dopo l'infiltrazione eseguita il 28 marzo 2017 i dolori non erano diminuiti
e il paziente aveva anzi riferito un aumento delle sensazioni di scossa alla
coscia con irradiazioni distali fino al piede per diversi giorni, e, pertanto,
l'esito della procedura escludeva definitivamente una meralgia; 2) in conseguenza
alle insistenze del paziente aveva richiesto un esame radiologico di dettaglio
del bacino e della coscia sinistra e che gli esami RM del 13 e 14 aprile 2017
non avevano evidenziato reperti patologici di nessun tipo; ha ricordato che i
precedenti esami RM (colonna lombare del 2 marzo 2017 e colonna cervicale del
30 novembre 2016) avevano mostrato reperti anatomici normali. Lo specialista ha
quindi concluso che "I disturbi riferiti
dal paziente a livello del fianco sinistro e della gamba a sinistra non trovano
una spiegazione organica precisa. Non si trovano reperti patologici tali da spiegare
l'intensità ed il carattere dei dolori; i trattamenti intrapresi
(Lyrica/Limbitrol/Tramal/Brufen/infiltrazione) sono risultati ininfluenti e non
si intravvedono soluzioni medicamentose migliori ad uso immediato. Al momento
ritengo esaurita l'indicazione ad ulteriori indagini radiologiche e
personalmente mi limiterei ad un'osservazione del decorso spontaneo
reintegrando al più presto il paziente nel suo contesto professionale
nonostante le prevedibili sue resistenze in merito." (doc. 54).       
      

                                         Il 13 giugno 2017 il dr.
med. __________, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, ha attestato
un'inabilità  lavorativa al 100% dal 1° giugno al 3 luglio 2017 (doc. 55).

Il 30 giugno 2017 il dr. med. __________ della __________ di __________ ha
osservato che i dolori alla coscia sinistra di cui soffre l'assicurato sono di
natura neuropatica e che "Als Ursache der
Neuropatie ist eine kontusion in Rahmen des Unfalls am 29.10.2016
wahrscheinlich" (doc. 55). 

Davanti al TCA l'assicurato ha versato agli atti l'esito dell'esame
elettroneurografico del 7 novembre 2017, giusta il quale "L'esame neurofisiologico non evidenzia segni di
denervione acuta o cronica nei distretti esaminati all'arto inferiore in
territorio radicolare L2-L3-L4-L5 a sinistra; si segnala che il potenziale di
azione sensitivo del nervo femorocutaneo laterale sinistro non è registrabile.
In conclusione esame compatibile con meralgia parestetica sinistra su possibile
neuropatia irritativa/ compromissiva del nervo femoro-cutaneo laterale di
sinistra" (doc. KK); il certificato medico del 7 novembre 2017 del
dr. med. __________, giusta il quale il paziente continua a soffrire di
un'importante sintomatologia dolorosa principalmente ripartita all'emicorpo
(arto inferiore) sx (doc. LL); il certificato medico del 14 novembre 2017 del
dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna generale e SSMS in
medicina sportiva, giusta il quale l'assicurato soffre di un'importante
sintomatologia dolorosa con importanti disturbi parestetici e secondo il quale
il quadro clinico e le indagini strumentali permettono di porre la diagnosi di
meralgia parestetica sinistra (doc. MM).

 

                                         Il 12 gennaio 2018
l'assicurato ha versato agli atti il certificato medico del 10 gennaio 2018
(doc. XIX-1) del dr. med. __________, che, dopo aver posto la diagnosi di
"Stato dopo incidente della circolazione (in moto con trauma prevalente
all'arto sinistro), il 29.10.2016 e consecutiva sindrome dolorosa cronica
curale sx plurifattoriale con componenti: ortopedica (senza fratture
documentabili), neurologica (neuropatia del n. femoro-cutaneo laterale sx) e
psicogena", ha rilevato, tra l'altro, quanto segue: 

 

" (…) ho
visto il signor RI 1 dopo l'infortunio da lui subito (…) risp. il 07.11.2017
(consulto ambulatoriale). In quest'ultima occasione (…) è stato eseguito
ugualmente un esame ENMG dettagliato e focalizzato all'arto inferiore sx
risultato perlopiù normale senza particolari indici in direzione di una
partecipazione del sistema nervoso periferico radicolo-plessuale (destinato
all'arto inferiore) pregressa o attuale al di fuori del non ottenimento del potenziale
del n. femoro-cutaneo laterale che risulta comunque indicativo della partecipazione
di questo tronco nervoso a determinati disturbi del paziente. (…). La
situazione del signor RI 1 appare complessa e resistente alle diverse misure
terapeutiche messe in atto. Si potrebbe dire, anzi, da quanto riferisce il
paziente, determinati aspetti presenti dopo l'infortunio hanno avuto tendenza a
fluttuare e quindi, piuttosto che riassorbirsi, ad estendersi e cronificarsi.
Sebbene dal profilo ortopedico, come ben sottolineato dal Dr. med. __________,
non si possono ritenere degli elementi probanti quest'evoluzione, sta di fatto
che l'infortunio risalente al 29.10.2016 ha agito da catalizzatore assoluto
(…). Oltre alla componente traumatologica (nel senso della partecipazione di
osso e tessuti molli sebbene senza evidenze di frattura) a alla (seppur
discreta) partecipazione di un tronco nervoso (che può essere però disturbante
e alla base di una "meralgia parestetica" cronificata), il paziente
colpisce per un'elaborazione particolare a livello psichico delle conseguenze
dell'incidente. Direi anzi, come accennato, che attualmente si sta istallando
una deriva depressiva (con ugualmente una certa tinta paranoide per taluni
aspetti) che potrebbe anche risultare preoccupante poiché potenzialmente alla
base di reazioni patologiche da parte del signor RI 1. In questo senso riterrei
assolutamente indispensabile in questo caso (…) un approfondimento (perizia)
dal profilo psichiatrico."

 

                                         Il 2 luglio 2018 (doc.
XXXII) la patrocinatrice dell'assicurato ha trasmesso al TCA il certificato
medico del 20 giugno 2018 del dr. med. __________, specialista FMH in medicina
interna generale, giusta il quale l'assicurato è stato inabile al lavoro al
100% dal 29 ottobre 2016 al 31 marzo 2018 (doc. XXXII-1) ed il referto medico
del 27 giugno 2018 del dr. med. __________, viceprimario del Centro __________
di __________, giusta il quale: 

 

" (…) ho
visto (n.d.r.: riferito all'assicurato) in consultazione in data 15.05.2018 ed
ho rivisto in data 12.06.2018, ad un mese dopo aver posizionato una apparecchio
di neurostimolazione TENS a livello della Gamba sinistra. Il pz vittima di un
incidente stradale il 29.10.2016 descrive da allora comparsa di dolori atroci e
con un carattere neuropatico alla gamba sinistra ed emisoma sinistro. A causa
dei dolori il paziente è stato sottoposto a diversi consulti in Ticino e a __________,
così come alla clinica __________. Si era sottoposto anche ad un consulto
psichiatrico dal Dr. med. __________ che non aveva messo in evidenza
particolarità di rilievo. Da parte nostra abbiamo fornito al pz un apparecchio
TENS da posizionare nelle zone loco dolenti ed il pz a distanza di 1 mese ha
riferito un risultato molto soddisfacente con diminuzione significativa dei
sintomi. Visto il buon esito, ho consigliato al pz di continuare con questa
terapia e al momento non ho previsto nuovi controlli. (…)." (doc. XXXII-2)

 

                                         In siffatte circostanze,
alla luce di quanto emerge dalla documentazione che è stata precedentemente
riassunta, questo Tribunale ritiene dimostrato, perlomeno con il grado di
verosimiglianza richiesto dalla giurisprudenza, che la sintomatologia neurologica
presentata da RI 1, non correla con un danno infortunistico oggettivabile.

In tale contesto va ricordato che, per poter parlare di lesioni
traumatiche oggettivabili dal punto di vista organico, i risultati ottenuti
devono essere confermati da indagini effettuate per mezzo di apparecchiature
diagnostiche o di immagine radiologica e i metodi utilizzati riconosciuti
scientificamente (STF 8C_421/2009 del 2 ottobre 2009 consid. 3 e sentenze ivi citate;
cfr. pure DTF 134 V 109 consid. 9 p. 122).

Ad esempio, il TCA segnala la STCA 35.2012.57 del 23 ottobre 2013 riguardante
un'assicurata che era rimasta vittima di un tamponamento che aveva sviluppato
una sintomatologia dolorosa alla spalla sinistra. In quell'occasione questa
Corte, allo scopo di chiarire la fattispecie dal profilo medico, aveva ordinato
una perizia giudiziaria, affidandone l’allestimento al PD dott. PE 1, spec. FMH
in reumatologia. L’esperto giudiziario aveva spiegato che gli accertamenti
compiuti non avevano evidenziato rilevanti alterazioni pato-anatomiche. A suo
avviso, l’esistenza di dolori a riposo erano compatibili con una lesione del
sistema nervoso, rispettivamente con un disturbo del funzionamento del medesimo
scatenato dall’infortunio subito. La persistenza dei disturbi dopo il sinistro
e il loro scatenamento soltanto alla palpazione, corrispondevano a una lesione
delle fibre A delta e C. Il perito giudiziario aveva quindi precisato che tale
lesione non poteva essere rappresentata mediante immagini, né documentata
grazie a misure neurofisiologiche ("Eine solche Läsion kann bildgebend
nicht dargestellt werden, ebenfalls können diese mit neurophysiologischen
Untersuchungen (Ableitung von sensibile oder motorischen Potenzialen) nicht
dokumentiert werde."). Rispondendo ai quesiti postigli dalle parti,
l’esperto incaricato dal TCA aveva ribadito che, a suo avviso, il quadro
dolorifico presentato dall'assicurata, che non correlava con alterazioni
anatomiche oggettivabili, andava imputato all’infortunio occorsole nel marzo
2009. In presenza di una sintomatologia che non correlava con un danno alla
salute oggettivabile, questo Tribunale ha effettuato un esame specifico
dell'adeguatezza, giungendo alla conclusione che la sintomatologia denunciata
dall'assicurata non costituiva una conseguenza adeguata dell'infortunio. Questa
decisione è stata confermata con STF 8C_858/2013 dell'8 gennaio 2014.    

Il TCA segnala pure la STCA 35.2015.59 del 4 febbraio 2016 (riguardante un
assicurato che, alla guida della propria moto, scendeva da un passo di montagna;
giunto poco prima di una galleria, nell’affrontare una curva piegante a destra,
a causa di un’irregolarità del campo stradale, fuoriusciva sulla sinistra;
percorreva una cinquantina di metri nel prato adiacente e terminava la sua
corsa contro un dosso presente; veniva sbalzato qualche metro più avanti) ove
l'assicurato aveva sviluppato una neuropatia del nervo occipitale a sinistra e
dei disturbi psichici che non correlavano con un danno alla salute
oggettivabile, la STCA 35.2016.109 del 22 maggio 2017 (riguardante un
assicurato che circolava in sella alla sua motocicletta diretto verso sud ad
una velocità dichiarata di 40-50 km/h, lo stesso portava regolarmente il casco
di protezione; giunto all’altezza di un distributore di benzina sito alla sua
destra, si trovava un autoveicolo, che circolava sulla corsia inversa, svoltare
verso la sua sinistra diretto al distributore di benzina; l'assicurato frenava
rovinando a terra collidendo in seguito con l’autovettura; la collisione è
avvenuta tra la parte anteriore della motocicletta e la parte anteriore
dell’autoveicolo), ove l'assicurato aveva sviluppato dei disturbi psichici che
non correlavano con un danno alla salute oggettivabile e dei disturbi organici
in parte non oggettivabili, la STCA 35.2017.29 del 17 agosto 2017 (riguardante
un operatore del sollevatore che, durante il riordino
del materiale sul piazzale del deposito, stava procedendo frontalmente
sottosterzo e improvvisamente, sentendo i lamenti dell'assicurato, ha
interrotto immediatamente la manovra costatando il ferimento del suo piede
destro; in tale occasione l'insorgente, che stava lavorando con le scarpe
antinfortunistiche) ove l'assicurato aveva
riportato un trauma da schiacciamento senza fratture ma sviluppando in seguito
dei dolori di carattere neuropatico e la STCA 35.2016.86 del 30 gennaio
2017 (riguardante un operaio che stava lavorando con le scarpe anti infortunistica,
allorquando, gli è caduto un cuscinetto della boccola, che pesava circa 15 kg,
sul dorso del piede destro) ove l'assicurato ha sviluppato una sintomatologia
che - a prescindere dalla discussione riguardante la diagnosi (principalmente
una "neuropatia post-traumatica del nervo fibularis profundus destro"
secondo lo specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia
consultato privatamente dall'assicurato rispettivamente dei "disturbi
psicogeni" per l'assicuratore convenuto) - non correlava con un danno
infortunistico oggettivabile. In tutti questi casi il TCA ha sospeso momentaneamente l'esame della causalità naturale per procedere a un
esame particolare dell’adeguatezza del nesso causale e, non essendo dato il necessario
nesso di causalità adeguata, ha rinunciato a esperire ulteriori indagini sulla
questione della causalità naturale tra gli infortuni esaminati e i disturbi
lamentati (DTF 135 V 465 consid. 5.1).

In queste condizioni, il TCA può esimersi dal disporre ulteriori misure
istruttorie, in particolare la richiesta perizia giudiziaria pluridisciplinare,
ritenendo che le circostanze giuridicamente rilevanti siano già state
adeguatamente accertate. In proposito, va ricordato che, per costante
giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce
l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle
prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero
modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà
ad assumere altre prove (cfr. STF 9C_632/2012 del 10 gennaio 2013; STF
9C_231/2012 del 24 agosto 2012), senza che ciò costituisca una lesione del
diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94
consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

In assenza di un sufficiente sostrato organico oggettivabile,
come è il caso nella presente fattispecie sulla scorta delle considerazioni che
precedono, occorre quindi effettuare, conformemente alla giurisprudenza
riportata al consid. 2.2.2 e 2.2.3, un esame specifico dell’adeguatezza, secondo
i criteri applicabili in caso di evoluzione psichica abnorme conseguente a
infortunio (DTF 115 V 133ss.).

                            2.2.6.   Nell'esaminare l'adeguatezza
del legame causale, bisogna avantutto procedere alla classificazione
dell’infortunio occorso al ricorrente.

Nel caso concreto l’assicurato, il 29 ottobre 2016, mentre stava percorrendo
verso le 10.15 la strada cantonale a __________, alla guida del proprio
ciclomotore per recarsi al lavoro, in zona __________, è stato urtato da un
veicolo, che gli tagliava la strada proveniente, da una strada secondaria,
riportando un trauma cranico non commotivo, un trauma contusivo al ginocchio
sinistro ed un trauma contusivo al polso sinistro (cfr. doc. 1 e 9).

Dalle tavole processuali si evince che la dinamica dell’incidente non viene
contestata dal ricorrente (cfr. doc. I) ed è pure confermata dalla polizia
intervenuta sul posto (cfr. doc. 19), motivo per cui il TCA può senz'altro
fondarsi sulla descrizione suesposta. 

 

                                         Tenuto conto
della sua dinamica oggettiva e precisato che, in questo contesto, non devono
essere prese in considerazione le conseguenze dell'infortunio, né le
circostanze concomitanti (cfr. SVR 2008 UV Nr. 8 p. 26), il sinistro
occorso all’assicurato può essere classificato, tutt’al più, tra gli eventi
di grado medio in senso stretto. 

A titolo di confronto, questa Corte segnala che in una sentenza 8C_949/2008 del
4 maggio 2009 consid. 4.1 - riguardante un motociclista che si era visto
tagliare la strada da un’autovettura che stava per svoltare a sinistra,
riportando una frattura trasversale del femore -, il TF ha ricordato di aver
regolarmente qualificato di grado medio in senso stretto, eventi infortunistici
con dinamiche analoghe a quella del caso oggetto di quella pronunzia. In
particolare,  ha ritenuto di grado medio (senza essere classificato al limite
della categoria degli eventi gravi) l’infortunio occorso a un assicurato che,
mentre circolava con la propria motocicletta su una strada principale in
condizioni di forte pioggia, entrò in collisione frontale a una velocità di 60-70 km/h con un’autovettura che gli aveva tagliato la strada; la violenza della collisione fu tale che
l’assicurato, in stato di elevata dispnea, fu intubato sul luogo dell’incidente
ed elitrasportato all’ospedale (STF U 78/07 del 17 marzo 2008 consid. 5). Pure
di grado medio, e non al limite della categoria degli eventi gravi, è stato
considerato l’infortunio occorso a un motociclista che stava utilizzando, a una
velocità di circa 50 km/h, la corsia riservata ai mezzi pubblici per superare
dalla parte sinistra una colonna di veicoli fermi, quando un’autovettura uscì
improvvisamente dalla colonna, provocando il tamponamento da parte del
centauro, il quale si procurò due fratture al femore destro (STFA U 115/05 del
14 settembre 2005 consid. 2.4.). Dello stesso grado di gravità (medio e non al
limite della categoria degli eventi gravi) è stato ritenuto l’infortunio
occorso a un’assicurata la cui moto si scontrò con un camion, si incastrò sotto
il paraurti anteriore dell’automezzo e fu spinta, con l’assicurata ancora in
sella, per oltre nove metri. L’assicurata si procurò una lussazione all’anca,
una frattura del bacino, un’abrasione alla gamba sinistra e varie contusioni
(STFA U 88/01 del 24 dicembre 2002 consid. 3.3.2.).

Per contro, in una sentenza del TCA 35.2014.2 del 17 settembre 2014 è stato
classificato tra gli eventi di grado medio al limite però della categoria
dei casi gravi, il caso di un assicurato che, in sella al proprio
motociclo, nel percorrere una curva verso destra, invadeva completamente la
corsia opposta andando a collidere con l’autobus che viaggiava in senso
opposto. 

 

                                         Il
Tribunale federale, in una sentenza 8C_746/2008 del 17 agosto 2009 consid.
5.1.2, ha giudicato allo stesso modo l’incidente della circolazione in cui un
assicurato, in sella alla propria motocicletta, si era scontrato frontalmente
con un’autovettura che circolava in senso opposto. In quella pronunzia, l’Alta
Corte ha in particolare precisato che la classificazione fra gli infortuni di
grado medio al limite di quelli gravi si giustificava soprattutto poiché, a
differenza della collisione tra due automobili aventi circa la stessa massa, in
caso di scontro frontale tra un’autovettura e una moto, quest’ultima assorbe la
stragrande maggioranza della velocità d’impatto, con trasmissione al
motociclista delle forze che ne derivano.

 

                                         Tutto ben considerato,
secondo il TCA, l’infortunio sub judice va giudicato meno grave rispetto
a quelli indicati nelle sentenze del TCA 35.2014.2 del 17 settembre 2014 e del
TF 8C_746/2008 del 17 agosto 2009.

A titolo di confronto, il TCA segnala pure la STCA 35.2015.59 del 4 febbraio
2016 (riguardante un assicurato che, alla guida della propria moto, scendeva da
un passo di montagna; giunto poco prima di una galleria, nell’affrontare una
curva piegante a destra, a causa di un’irregolarità del campo stradale,
fuoriusciva sulla sinistra; percorreva una cinquantina di metri nel prato
adiacente e terminava la sua corsa contro un dosso presente; veniva sbalzato
qualche metro più avanti), la STCA 35.2016.109 del 22 maggio 2017 (riguardante
un assicurato che circolava in sella alla sua motocicletta diretto verso sud ad
una velocità dichiarata di 40-50 km/h, lo stesso portava regolarmente il casco
di protezione; giunto all’altezza di un distributore di benzina sito alla sua
destra, si trovava un autoveicolo, che circolava sulla corsia inversa, svoltare
verso la sua sinistra diretto al distributore di benzina; l'assicurato frenava
rovinando a terra collidendo in seguito con l’autovettura; la collisione è
avvenuta tra la parte anteriore della motocicletta e la parte anteriore
dell’autoveicolo) e la STCA 35.2017.20 del 28 agosto 2017 (riguardante un
assicurata che è stata investita da una motocicletta, ad una velocità
dichiarata di 30/40 km/h mentre stava attraversando la strada sul passaggio
pedonale), ove i sinistri in questione sono stati classificati tra gli  infortuni
di media gravità in senso stretto. 

 

In siffatte circostanze, il giudice è quindi tenuto a valutare le circostanze
connesse con l’infortunio, secondo i criteri elaborati dal Tribunale federale e
qui evocati al consid. 2.2.2. Per ammettere l’adeguatezza del nesso causale, è
necessario che un fattore fosse presente in maniera particolarmente incisiva
oppure l’intervento di più criteri (cfr. consid. 2.2.2).

In una sentenza 8C_897/2009 del 29 gennaio 2010 consid. 4.5, pubblicata in SVR
2010 UV Nr. 25 p. 100 seg., il TF ha ribadito che - in caso di infortuni che
fanno parte della categoria di grado medio vera e propria - devono essere
adempiuti almeno tre dei criteri di rilievo affinché possa essere
riconosciuta l’esistenza del nesso causale adeguato.

A titolo di premessa, occorre osservare che nell'apprezzamento dell’adeguatezza
del nesso di causalità in materia di turbe psichiche, vanno considerati
unicamente i disturbi di natura somatica che si trovano in una relazione di
causalità, naturale e adeguata, con il sinistro assicurato (cfr. RAMI 1999
U 341 p. 409 e RAMI 1993 U 166, p. 94 consid. 2c e riferimenti). 

                                         Sempre in questo contesto,
va precisato che i disturbi che si impongono come somatici, ma che non
possono però essere spiegati a sufficienza dal profilo organico, non devono
essere presi in considerazione (cfr. STF 8C_1044/2010 del 12 maggio 2011
consid. 4.4.4: “Die als körperlich imponierenden organisch
jedoch nicht hinreichend erklärbaren Beschwerden sind bei einer Prüfung der
Adäquanz nach BGE 115 V 133 nicht in die Beurteilung einzubeziehen (Urteil
8C_825/2008 vom 9. April 2009 E. 4.6).”).

Innanzitutto, questo Tribunale non può individuare nel modo in cui si è svolto
l’evento in questione delle circostanze concomitanti particolarmente
drammatiche o una particolare spettacolarità: in fondo, si è trattato di un
"normale” incidente della circolazione stradale. Del resto, anche nelle
pronunzie federali citate in precedenza, riguardanti delle fattispecie ben più
gravi di quella sub judice, l’Alta Corte non ha considerato adempiuto il
criterio in discussione oppure lo ha ritenuto realizzato non in modo
particolarmente incisivo.

Nell’infortunio del 29 ottobre 2016, l’assicurato ha
riportato un trauma cranico non commotivo, un trauma contusivo al ginocchio
sinistro ed un trauma contusivo al polso sinistro (cfr. doc. 1 e 9).

Nel prosieguo, egli ha sviluppato dei dolori a livello di coscia sinistra di
natura neuropatica (cfr., in particolare, doc. 55), risultata priva di sostrato
organico oggettivabile, ed una sintomatologia psicogena (cfr., in particolare,
doc. XIX-1 e doc. 55).

Il criterio in questione implica l’esistenza di lesioni fisiche gravi o,
trattandosi della loro particolare natura, delle lesioni interessanti organi ai
quali l’uomo attribuisce una particolare importanza soggettiva come ad esempio
la perdita di un occhio oppure la mutilazione della mano dominante (cfr. STF 8C_566/2013 del 18 agosto 2014, consid. 6.2.2). 

                                         Tenuto conto
di quanto precede, secondo questo Tribunale, non si può quindi parlare
di lesioni gravi o particolarmente caratteristiche (in questo senso, si
vedano la STF 8C_795/2012 del 28 novembre 2012 consid. 5.3.2., riguardante
un’assicurata vittima di un trauma cranio-cerebrale con emorragia subaracnoidea
frontale a sinistra, che aveva reliquato cefalee come pure disturbi
dell’olfatto e del gusto, in cui il TF ha negato che il criterio in discussione
fosse adempiuto, anche soltanto in forma semplice, e la STF 8C_52/2008 del 5
settembre 2008 consid. 8.2, concernente un assicurato che, caduto dopo essere
stato urtato da un’autovettura, aveva accusato una commotio cerebri, una
contusione toracica a destra con una serie di fratture costali, nonché alcune
ferite lacero-contuse alla parte sinistra del volto).

 

                                         Dalle carte processuali
non risulta neppure che l’insorgente sia rimasto vittima di una cura medica
errata e notevolmente aggravante degli esiti dell'evento traumatico. 

                                         Del
resto, secondo la giurisprudenza, questo criterio non può già essere
considerato realizzato quando un determinato provvedimento medico non si rivela
finalmente efficace (cfr. SVR 2009 UV 41 p. 142 consid. 5.6.1). 

Il TCA ritiene pure insoddisfatto il criterio della specifica cura medica
protratta e gravosa. Infatti, l’assicurato ha essenzialmente beneficiato di
trattamenti farmacologici (per lo più, antalgici) e si è sottoposto a visite
mediche soprattutto a scopo diagnostico, il tutto eseguito su base
ambulatoriale.

Conformemente alla giurisprudenza, provvedimenti diagnostici e semplici visite
di controllo (cfr. STF 8C_327/2008 del 16 febbraio 2009 consid. 4.2), come pure
la somministrazione di farmaci antidolorifici (cfr. STF 8C_507/2010
del 18 ottobre 2010 consid. 5.3.4), non fanno parte della cura medica ai
sensi del criterio in discussione. Il TF ha del resto ritenuto in una sentenza
8C_387/2011 del 20 settembre 2011 consid. 3.3.3 (concernente un assicurato,
vittima di un incidente stradale con commotio cerebri e contusione del
rachide lombare, il cui trattamento era consistito essenzialmente in controlli
presso il medico curante e in sedute di fisioterapia) che nemmeno la degenza in
clinica nel periodo 20 novembre 2007-17 gennaio 2008, la seguente ergoterapia
ambulatoriale e l’ulteriore ospedalizzazione dal 20 luglio al 21 agosto 2008,
potevano giustificare la realizzazione di questo criterio, precisando che per la
realizzazione del criterio della specifica cura medica protratta e gravosa, la
prassi pone delle esigenze decisamente più elevate.

                                         Anche il criterio del decorso
sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute non è
realizzato. In merito è utile sottolineare che dalla cura medica e dai notevoli
disturbi non si può dedurre un decorso sfavorevole e/o delle complicazioni
rilevanti. Sono inoltre necessarie delle circostanze particolari che hanno
pregiudicato la guarigione, le quali, nel caso di specie, non appaiono
evidenti. L’assunzione di molti medicamenti e l’esecuzione di diverse terapie
non basta per ammettere questo criterio. Lo stesso vale per il fatto che,
nonostante regolari terapie, l’assicurato lamenta ancora disturbi e non ha raggiunto
una (completa) capacità lavorativa (cfr. STF 8C_213/2011 del 7 giugno
2011 consid. 8.2.5 e 8C_80/2009 del 5 giugno 2009 consid. 6.5 e riferimenti). In questo
senso, il Tribunale federale ha negato la realizzazione di questo criterio
anche nel caso di un decorso indiscutibilmente protratto (cfr. STF 8C_402/2011 del
10 febbraio 2012 consid. 5.4). Secondo la giurisprudenza federale neppure un
trattamento che serve unicamente a conservare le condizioni di salute
già esistenti, ha di principio rilevanza nel quadro dell’esame dell’adeguatezza
(STFA U 246/03 dell’11 febbraio 2004 consid. 2.4s. e U 37/06 del 22 febbraio
2007 consid. 7.3).

                                         In queste condizioni, può
rimanere indeciso se siano adempiuti il criterio della persistenza di dolori
somatici e quello del grado e della durata dell'incapacità lavorativa
dovuta alle lesioni fisiche, poiché questi criteri da soli - in presenza di un
infortunio di grado medio in senso stretto - non potrebbero comunque
giustificare l’adeguatezza del nesso di causalità (cfr. RDAT 2003
II n. 67 p. 276, U 164/02 consid. 4.7; RSAS 2001 p. 431, U 187/95).

Ne consegue che i disturbi neuropatici alla coscia sinistra denunciati
dall'insorgente non vanno considerati in nesso di causalità adeguato con l’infortunio
in esame. Parimenti dicasi per la sintomatologia psicogena (cfr., in
particolare, doc. XIX-1 e doc. 55). Facendo difetto l’adeguatezza, può essere
lasciata aperta la questione relativa all’esistenza del nesso di causalità
naturale tra l’infortunio e il danno alla salute di natura neuropatica e di
natura psicogena (cfr., in proposito, SVR 1995 UV 23, p. 67
consid. 3c; STF U 17/07 del 30 ottobre 2007, consid. 3, U 606/06 del 23 ottobre
2007, consid. 4 e U 299/05 del 28 maggio 2007, consid. 5.2).

 

                                         In esito a quanto precede,
si deve concludere che l’assicuratore resistente era legittimato a negare al
riguardo dei  disturbi neuropatici alla coscia sinistra e quelli psicogeni
denunciati dall'insorgente la propria responsabilità.

 

                            2.2.7.   Va qui pure ribadito
che, quando l'istruttoria da effettuare
d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre
prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II
consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente
all'art. 29 cpv.2 Cost.
(DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         Il TCA rinuncia quindi all'assunzione
di ulteriori prove [in particolare, alla perizia pluridisciplinare
(psichiatrico, neurologico e ortopedico) richiesta più volte
dall'avv. RA 1 (cfr., da ultimo, doc. XXX), ritenendo la situazione
sufficientemente chiarita.

                               2.3.   Sulla scorta delle
considerazioni che precedono il gravame deve dunque essere respinto e la
decisione su opposizione avversata confermata.

 

                               2.4.   L’assicurato chiede di essere
messo al beneficio dell’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio (doc.
I, pag. 10).

Ai sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve
essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo
giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale
norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2
lett. f LAVS, rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva
che l’autorità di ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare, se
del caso, l’assistenza giudiziaria. L’art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio
che i presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria si
esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa
indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362; Kieser, op. cit., ad art.
61, n. 86, pag. 626).

 

A norma dell’art. 3 cpv. 1 della Legge sull’assistenza giudiziaria
e sul patrocinio d’ufficio [LAG], nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2011, l’assistenza
giudiziaria si estende all’esenzione dagli anticipi e dalle cauzioni;
all’esenzione dalle tasse e spese processuali; all’ammissione al gratuito
patrocinio.

                                         

                                         I presupposti (cumulativi)
per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in principio dati se
l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato è necessario o
perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (DTF
125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).

 

                                         Va rilevato che, a fronte
di sintomatologie che non correlavano di tutta evidenza con un danno
infortunistico oggettivabile, alla luce della giurisprudenza pubblicata
sia nella Raccolta ufficiale che nel sito web della Confederazione,
rispettivamente in quello del Cantone Ticino (riportata in sentenza), doveva
apparire chiaro che il rischio di perdere il processo era palesemente maggiore
rispetto alle prospettive di un successo, ragione per la quale il requisito
della probabilità di esito favorevole va giudicato inadempiuto. In queste
condizioni, non essendo adempiuto uno dei tre presupposti cumulativi, la
domanda di assistenza giudiziaria deve essere respinta.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   L'istanza tendente alla concessione
dell’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio è respinta.

 

                                   3.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                   4.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti