# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f75c87d5-72a2-55ad-a940-b5dcef9eedb9
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.06.2010 C-7756/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7756-2008_2010-06-18.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7756/2008/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 8  g i u g n o  2 0 1 0  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Franziska Schneider, Alberto Meuli, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Luigi Potenza, 
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità, decisione del 21 ottobre 2008.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7756/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano nato il (...), coniugato e padre di due figli,  
ha lavorato in Svizzera come muratore dal 1971 al 1985, versando i 
contributi  obbligatori  all'assicurazione  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  
l'invalidità  (AVS/AI;  doc.  106).  Il  12  marzo  2004,  per  il  tramite 
dell'Istituto  nazionale  italiano  della  previdenza  sociale  (INPS), 
l'assicurato ha formulato all'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per 
gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  una  domanda  di  rendita 
d'invalidità svizzera (doc. 1 a 4). 

B.
Sulla base dei questionari per il datore di lavoro e per l'assicurato del  
4 novembre 2004, l'UAIE ha appurato che l'interessato ha lavorato in 
Italia da ultimo come pescatore, cinquantasei ore alla settimana, per 
un  salario  mensile  di  EUR  518.-,  dal  luglio  2000  all'agosto  2002, 
quando ha cessato la propria attività per gravi motivi di salute (doc. 9 e 
10). Dopo aver preso visione di diversi documenti medici risalenti, in 
parte, all'inizio degli anni Novanta e, in parte, al periodo dal 2000 al 
2005,  tra  cui  un  referto  d'esame  del  rachide  lombosacrale,  del  20 
gennaio  2005,  relativo  ad  una  risonanza  magnetica  (RM)  del  19 
gennaio  2005,  facente  stato  di  diffuse  manifestazioni  disco-  e 
spondiloartrosiche  con  riduzione  della  fisiologica  lordosi  (doc.  28), 
l'UAIE ha respinto la domanda con decisione dell'8 marzo 2005, per il  
motivo  che  le  affezioni  di  cui  soffriva  l'assicurato,  ossia, 
sostanzialmente, una spondilosi lombare diffusa, degli esiti da frattura 
della  clavicola  sinistra  e  dell'obesità,  non  determinano  un  grado 
d'invalidità sufficiente a fondare il diritto ad una rendita svizzera (doc.  
11  e  14  a  32).  Il  21  aprile  2005  l'interessato  ha  presentato 
opposizione,  munita  di  diversi  certificati  medici,  la  quale  è  stata 
parzialmente  accolta  dall'UAIE  mediante  decisione  del  29  agosto 
2005,  in  cui  è  stata  riconosciuta  la  necessità  di  effettuare  un 
complemento d'istruttoria medica (doc. 33 a 39). 

C.
Nell'ambito  dell'istruzione  complementare  della  domanda  di  rendita, 
l'UAIE ha ottenuto dall'INPS la documentazione medica seguente: 

-  una  perizia  particolareggiata  E  213  del  dott.  B._______,  del  4 
gennaio  2006,  facente  stato  della  diagnosi  d'obesità,  di  note  di 

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broncopatia  cronica  a  scarso  impegno  funzionale,  e  di 
spondilodiscoartrosi,  e  nella  quale  è  stabilito  che  l'assicurato  è  in 
grado di svolgere regolarmente lavori leggeri, senza controindicazioni, 
come pure il suo ultimo lavoro a tempo pieno, ed è formulato un grado 
d'invalidità del 60% (doc. 44),

-  un  rapporto  neurologico  del  4  febbraio  2006,  nel  quale  sono 
diagnosticati  un'iniziale  sindrome  del  tunnel  carpale  a  destra  e  un 
danno neurogeno di tipo assonale cronico nell'estensore comune delle 
dita e del bicipite a destra, da sofferenza radicolare C6/7 (doc. 45),

-  un  referto  di  visita  ortopedica  del  7  febbraio  2006,  nel  quale  è 
espressa  la  diagnosi  di  spondiloartrosi  con  discopatia  e  lieve 
risentimento sciatalgico destro in soggetto con modesti esiti di frattura 
della clavicola sinistra ed iniziale sindrome del canale carpale a destra 
(doc. 46).

D.
L'UAIE  ha  sottoposto  la  documentazione  raccolta  all'apprezzamento 
del proprio servizio medico, nella persona della dott.ssa C._______, la 
quale, nella sua presa di posizione del 24 aprile 2006, ha considerato 
che l'assicurato soffre di una discreta sindrome polmonare restrittiva, 
ma  soprattutto  d'obesità,  come  pure  di  una  spondiloartrosi  con 
discopatia e lieve risentimento sciatalgico destro, una sindrome iniziale 
del tunnel carpale destro ed un un danno neurogeno di tipo assonale 
cronico  nell'estensore  comune delle  dita  e  del  bicipite  a  destra,  da 
sofferenza radicolare C6/7. Il medico dell'UAIE ha inoltre stabilito che 
la capacità lavorativa in attività come quelle di muratore o pescatore, è 
ridotta al 30% dal 19 gennaio 2005 (data d'esecuzione della RM di cui  
al doc. 28), mentre essa è completa in attività medio-leggere del tipo 
di  operaio  non  qualificato,  portiere,  sorvegliante  di  parcheggi  o 
magazziniere (doc. 49).  

Il 3 maggio 2006 l'UAIE ha proceduto al calcolo del grado d'invalidità. 
Come  reddito  ipotetico  da  valido  per  il  2003,  in  assenza  di  dati 
affidabili all'incarto, l'amministrazione ha ritenuto un valore mensile di 
EUR  1'161.73,  quale  operaio  agricolo,  sulla  base  dei  dati  statistici  
dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO), e, come reddito da invalido, 
sempre secondo i dati dell'ILO per il 2003, in attività quali portiere o 
magazziniere,  ha  considerato  un  valore  medio  mensile  di  EUR 
1'119.23, ridotto del 15% viste le circostanze personali dell'assicurato, 

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ossia  EUR 951.-. Procedendo  al  raffronto  dei  due redditi,  l'UAIE ha 
così ottenuto una perdita di guadagno del 18.13%, corrispondente ad 
un grado d'invalidità del 18% (doc. 50). 

Il 13 luglio 2006 l'UAIE ha quindi approntato un progetto di decisione, 
con  il  quale  ha  preannunciato  all'assicurato  il  rigetto  della  sua 
domanda di rendita d'invalidità, invitandolo nel contempo a formulare 
eventuali osservazioni entro un termine di trenta giorni (doc. 58).

E.
Con  scritto  dell'8  agosto  2006  (doc.  60),  per  il  tramite  dell'Istituto 
nazionale  italiano  di  assistenza  e  di  patronato  per  l'artigianato 
(INAPA), l'assicurato si è opposto al progetto di decisione, chiedendo 
che gli  sia riconosciuto il diritto ad una rendita intera d'invalidità, ed ha 
esibito diversa documentazione medica, in parte già agli atti, ossia un 
certificato medico del 4 maggio 2006, facente stato di una bronchite 
cronica (doc. 55), un rapporto di visita medica collegiale, del 30 giugno 
2006, diagnosticante una bronchite cronica con ostruzione moderata-
grave,  una  spondilodiscoartrosi  a  moderato  impegno  funzionale, 
un'obesità  e  un'iperglicemia,  e  nel  quale  l'assicurato  è  dichiarato 
invalido secondo la legge italiana (doc. 57),  come pure un referto di 
esofagogastroduodenoscopia  del  29  luglio  2006,  che  attesta 
un'esofagite da reflusso con erosioni bulbari (doc. 59).  

La  dott.ssa  C._______  si  è  pronunciata  nuovamente  sul  caso 
mediante rapporto del 9 ottobre 2006, nel quale ha precisato che la 
documentazione prodotta con l'opposizione non indica altre patologie 
rispetto a quelle già considerate nella sua presa di  posizione del 24 
aprile 2006 (doc. 62). 

Il  17 ottobre 2006 l'UAIE ha quindi  emesso una decisione di  rigetto 
della  domanda  di  rendita  d'invalidità  presentata  dall'assicurato  il  12 
marzo 2004 (doc. 63).

F.
Contro  questa  decisione,  rappresentato  dall'avvocato  Potenza, 
l'assicurato  ha  inoltrato  ricorso,  il  14  novembre  2006,  all'allora 
Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI per le persone 
residenti  all'estero  (CFR;  documento  scritto  assente  all'incarto), 
presentando nel contempo diversa documentazione medica, tra cui tre 
referti  d'esami pneumologici,  del mese di  luglio 2006, del 12 ottobre 

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2006 e del 12 gennaio 2007, facenti stato di una broncopneumopatia 
cronica ostruttiva (BPCO) grave, con una saturazione in ossigeno del  
97%, e nei quali si consiglia all'interessato di cessare di fumare e di  
perdere  peso  (doc.  64  e  68),  un  referto  di  esofagogastroduodeno-
scopia  del  3  novembre  2006,  che  riporta  la  presenza  di  una  lieve 
iperemia al terzo distale dell'esofago (doc. 65), e due certificati medici,  
uno dell'11 gennaio 2007, l'altro dell'8 marzo 2007, nei quali è riferita  
la diagnosi di gonalgia (doc. 69 e 70). 

La  dott.ssa  C._______  ha  preso  posizione  sulla  nuova 
documentazione  medica  mediante  rapporto  del  2  aprile  2007,  nel 
quale  ha osservato che la  BPCO, anche se d'intensità medio-grave, 
non è incompatibile con l'esercizio di un'attività professionale leggera,  
nella misura in cui non si  tratta di  asma estrinseca aggravata da un 
agente  allergogeno  inevitabile  sul  posto  di  lavoro,  e  che  i  disturbi 
digestivi sono ininfluenti sulla capacità lavorativa, confermando così le 
conclusioni delle sue precedenti prese di posizione (doc. 72). 

In  fase  di  scambio  degli  allegati  davanti  al  Tribunale  amministrativo 
federale,  subentrato  alla  CFR  dal  1°  gennaio  2007,  l'assicurato  ha 
esibito  un  referto  d'esame  pneumologico  del  18  marzo  2007,  con 
annesso  un  referto  del  16  marzo  2007  d'esame  polisonnografico 
eseguito il 16 e 17 gennaio 2007, facente stato di una sindrome delle 
apnee  ostruttive  del  sonno  (OSAS,  Obstructive  Sleep  Apnea 
Syndrome)  di  grado  severo,  in  trattamento  con  CPAC  (Continuous 
Positive Airway Pressure), e di una BPCO (doc. 74). 

La dott.ssa C._______ si è pronunciata su questo rapporto il 26 aprile 
2007, rilevando la necessità di conoscere il risultato della terapia con 
CPAC (doc. 76). L'UAIE ha quindi chiesto al Tribunale amministrativo 
federale di accogliere parzialmente il ricorso e di rinviargli gli atti per 
approfondire l'indagine medica. Di conseguenza, con sentenza del 12 
giugno  2007,  il  Tribunale  amministrativo  federale  ha  accolto 
parzialmente il ricorso e rinviato gli atti all'UAIE (doc. 78).  

G.
Nel  quadro  dell'istruzione  complementare  della  domanda  di  rendita, 
l'UAIE si è procurato presso l'INPS i documenti medici seguenti: 

-  un  referto  d'analisi  del  monitoraggio  cardiorespiratorio  durante  il 
sonno,  del  6  dicembre  2007,  dal  quale  si  evince  che,  grazie  alla 

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terapia  con  CPAC,  sono  scomparsi  pressoché  totalmente  gli  eventi 
apnoici e ipoapnoici (doc. 86),

- una cartella di dimissione clinica, del 6 dicembre 2007, nella quale è 
formulata  la  diagnosi  di  OSAS  di  grado  severo  in  trattamento  con 
CPAP notturna, di BPCO in fase di stabilità clinica e di steatosi epatica 
(doc. 87),

-  un  rapporto  pneumologico  del  10  dicembre  2007,  nel  quale  è 
riportata  la  stessa  diagnosi  di  quella  contenuta  nella  cartella  di 
dimissione clinica del 6 dicembre 2007 (doc. 88),

-  un  certificato  medico  dell'11  dicembre  2007,  diagnosticante  una 
spondiloartrosi  diffusa,  degli  esiti  di  frattura  clavicolare,  una 
diminuzione del  visus,  una colica  renale  destra recidivante,  un'ernia 
iatale,  un'obesità  grave,  una  BPCO,  una  OSAS  di  grado  severo  in 
trattamento con CPAC, una steatosi epatica, un'ipercolesterolemia ed 
un'ipertrigliceridemia,  e  nel  quale  è  osservato  che  l'assicurato  è 
impossibilitato a svolgere qualsiasi lavoro proficuo (doc. 89).

H.
L'UAIE ha trasmesso la  nuova documentazione medica raccolta  per 
apprezzamento alla dott.ssa C._______, la quale, nella sua presa di 
posizione del 19 febbraio 2008, ha considerato, dopo avere elencato 
l'insieme  degli  elementi  diagnostici  pertinenti,  che  l'OSAS  di  grado 
severo, nel quadro dell'obesità, della BPCO medio-grave e dei disturbi  
del rachide, si ripercuote in modo significativo sulla capacità lavorativa, 
limitando il tempo di lavoro e gli sforzi esigibili. Il medico dell'UAIE ha 
quindi,  da un lato,  confermato  l'incapacità lavorativa del  70% per  le 
attività  di  muratore  e  pescatore,  e,  dall'altro  lato,  formulato 
un'incapacità  del  50% per  attività  sostitutive  leggere,  non  implicanti 
sforzi fisici e l'impiego ripetitivo e sopraelevato del braccio destro, da 
eseguire  in  posizione  seduta,  che  ha  limitato,  rispetto  a  quanto 
stabilito nel suo rapporto del 24 aprile 2006, a quelle di sorvegliante di  
parcheggi e magazziniere, alle quali ha aggiunto quella di venditore di 
biglietti, e ciò a partire dal 19 gennaio 2005 (doc. 91 e 92). 

L'11  marzo  2008  l'UAIE  ha  eseguito  un  nuovo  calcolo  del  grado 
d'invalidità. Come reddito ipotetico da valido per il 2005, in assenza di 
dati affidabili all'incarto, l'amministrazione ha ritenuto un valore di EUR 
1'239.-  al  mese, quale operaio agricolo,  sulla  base dei  dati  statistici  

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dell'ILO, e, come reddito da invalido, sempre secondo i  dati  dell'ILO 
per  il  2005,  nell'attività  di  operaio  nel  settore  dell'edizione,  ha 
considerato un valore mensile di EUR 1'186.66, ridotto del 15% viste 
le  circostanze personali  dell'assicurato,  ossia  EUR 1'008.66,  e  nella 
misura  del  50%,  cioè  EUR  504.33.  Effettuando  il  raffronto  dei  due 
redditi,  l'UAIE ha così stabilito una perdita di  guadagno del 59.30%, 
equivalente ad un grado d'invalidità del 59% (doc. 93). 

In  seguito,  l'UAIE  ha  chiesto  all'interessato  di  compilare  un  nuovo 
questionario per l'assicurato, al di fine di ottenere dei dati economici  
più aggiornati. L'assicurato ha fornito dati  analoghi a quelli  contenuti 
nel primo questionario del 4 novembre 2004 (doc. 94 e 95).

Il 22 maggio 2008 l'UAIE ha quindi elaborato un progetto di decisione, 
con il quale ha preannunciato all'assicurato il diritto all'ottenimento di 
una  mezza  rendita  dal  19  gennaio  2006,  invitandolo 
contemporaneamente  ad  inoltrare  eventuali  osservazioni  entro  un 
termine di trenta giorni (doc. 96).

I.
Con  scritto  del  3  luglio  2008,  per  il  tramite  dell'avvocato  Potenza, 
l'assicurato  si  è  opposto  a  questo  progetto,  chiedendo  che  gli  sia 
riconosciuto  il  diritto  ad  una  rendita  intera  o  di  tre  quarti  e,  nel 
contempo, che gli sia concesso di prendere visione degli atti (doc. 97). 
L'incarto  è  stato  trasmesso  all'interessato  dall'UAIE  con  lettera 
accompagnatoria del 16 luglio 2008 (doc. 98). 
 
Il 21 ottobre 2008, facendo seguito alla propria delibera del 10 ottobre 
2008  all'attenzione  dell'Ufficio  centrale  di  compensazione,  l'UAIE ha 
emesso due decisioni, medianti le quali ha riconosciuto all'assicurato, 
da un lato, il diritto ad una mezza rendita d'invalidità a decorrere dal 1°  
gennaio  2006  e,  dall'altro  lato,  il  diritto  ad  interessi  di  mora  sulle 
rendite arretrate a fare stato dal 1° gennaio 2006 (doc. 103 a 105). 

J.
Contro la decisione di riconoscimento del diritto ad una mezza rendita,  
il  ricorrente, rappresentato dall'avvocato Potenza, ha inoltrato ricorso 
al  Tribunale amministrativo federale il  29 novembre 2008, chiedendo 
che gli  siano attribuiti  tre quarti  di rendita oppure una rendita intera, 
essenzialmente per il motivo che la riduzione del 15% del salario da 
invalido non sarebbe sufficiente. 

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L'UAIE ha risposto al  ricorso il  31 marzo 2009, proponendo che sia 
respinto e che la decisione impugnata sia confermata. 

Dopo la risposta non sono più intervenuti scambi di allegati tra le parti. 

K.
Con decisione incidentale  del  27 maggio  2009,  questo  Tribunale  ha 
invitato  il  ricorrente  a  versare  un  anticipo  equivalente  alle  presunte 
spese processuali di Fr. 300.-. Mediante scritto del 15 giugno 2009, il 
ricorrente ha richiesto di essere esentato dal detto pagamento. Invitato 
da  questo  Tribunale  a  riempire  l'apposito  formulario  “Domanda  di 
gratuito  patrocinio”,  il  ricorrente  lo  ha  ritornato  compilato,  senza 
giustificativi, il 21 luglio 2009.   

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla  
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20). 

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per  l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempreché la  LAI  non deroghi 
alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 

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interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,  
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti  
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.  
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge (art. 59 e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA).  

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di trattamento tra i cittadini di uno Stato membro della Comunità 
europea,  ivi  risiedenti,  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  2  e  3  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 

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ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  italiano  che  risiede 
nell'Unione europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del 
Consiglio del 14 giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 
marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a decorrere dal 1° gennaio 2008, in conformità con le nuove 
disposizioni. 

4.
Il ricorrente  ha  contestato  la  validità  materiale  della  decisione 
dell'UAIE,  chiedendo che gli  sia  riconosciuto  il  diritto  a  tre  quarti  di  
rendita o ad una rendita intera. 

5.
In  deroga  all'art.  24  cpv.  1  LPGA,  che  prevede  che  il  diritto  a 
prestazioni arretrate si estingue cinque anni dopo la fine del mese per 
cui  era dovuta la  prestazione,  l'art. 48 cpv. 2 LAI,  nel  suo tenore in 
vigore  fino  al  31  dicembre  2007,  precisa  che,  se  l'assicurato  si 
annuncia più di dodici  mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  dodici  mesi  precedenti  la 
richiesta. 

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In  concreto,  il  ricorrente  ha  presentato  la  domanda  di  rendita  il  12 
marzo 2004. Questo Tribunale può quindi limitarsi ad esaminare se il  
ricorrente avesse diritto ad una rendita il 12 marzo 2003 (ossia dodici  
mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto 
alla rendita fosse sorto tra tale data e il  21 ottobre 2008, data della 
decisione  dell'UAIE.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata  
resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.  
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 
adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  aver versato contributi  all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI 
nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007). A partire dal 1° gennaio 
2008, è tuttavia necessario avere versato contributi durante almeno 3 
anni (art. 36 LAI nel tenore modificato il 6 ottobre 2006 ). A tale fine è 
possibile  prendere  in  considerazione  anche  i  contributi  versati  ad 
un'assicurazione sociale assimilata di  uno Stato membro dell'Unione 
europea (UE) o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a 
condizione che almeno un anno di  contributi sia registrato all'AVS/AI 
svizzera (FF 2005 p. 4065; art. 45 del Regolamento CEE n° 1408/71).

In  concreto,  è  pacifico  che il  ricorrente  adempie  la  condizione della 
durata  minima  di  contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina 
l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai 
sensi di legge.

7.

7.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità 
al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga 
durata.  L'art.  4  cpv.  1  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

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7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  Va 
ricordato che fino al  31 dicembre 2003, la LAI prevedeva il  diritto al 
quarto di rendita con un tasso d'invalidità del 40% almeno, alla mezza 
rendita con un tasso d'invalidità del 50% almeno ed alla rendita intera 
con un tasso d'invalidità dei due terzi (66.67%). In seguito all'entrata in 
vigore dell'ALC, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter  LAI  (art. 29 
cpv. 4 LAI a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le rendite 
per  un  grado  d'invalidità  inferiore  al  50%  sono  versate  solo  ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'Unione europea e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  
alle  seguenti  condizioni:  (a)  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  (b)  ha avuto un'incapacità  di  lavoro  (art. 6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e (c) al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno  è  definita  all'art.  7  cpv. 1  LPGA e  consiste  nella  perdita, 
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 

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salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.  Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

7.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è  
di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 
1b). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 
LAI  (art. 28a cpv. 1 LAI  dal  1°  gennaio 2008),  per  valutare il  grado 
d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando 
l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e 
l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di 
una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido.  In  altri  termini,  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla  
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa.

8.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti  
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti  
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 

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vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di  
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

9.

9.1 In concreto, dall'insieme della documentazione medica agli atti e, 
in  particolare,  dalla  perizia  E  213  del  dott.  B._______,  medico 
dell'INPS,  del  4  gennaio  2006  (doc.  44),  dai  referti  d'esami 
pneumologici  del  mese  di  luglio  2006,  del  12  ottobre  2006,  del  12 
gennaio e 10 marzo 2007 (doc. 64, 68 e 74), e dalle diverse prese di  
posizione  della  dott.ssa  C._______,  medico  dell'UAIE,  tra  cui,  in 
special modo, quella del 19 febbraio 2008 (doc. 49, 62, 72, 78 e 92),  
risulta la diagnosi di sindrome cervico-brachiale e vertebro-lombare, di 
BPCO,  d'OSAS,  di  esiti  da  frattura  della  clavicola  destra,  d'obesità, 
d'ipercolesterolemia, di tabagismo, d'esofagite da reflusso e di esiti da 
ulcera duodenale e da emorroidi.   

Visto il carattere univoco di questa diagnosi, del resto non contestata  
dal ricorrente, il collegio giudicante non vede nessun valido motivo per  
scostarsene.  A  questo  proposito,  pur  ammettendone  l'esistenza,  il 
collegio  giudicante  considera  che  la  sindrome  iniziale  del  canale 
carpale  a  destra  (doc.  46)  e  la  diminuzione  del  visus  (doc.  89), 
menzionate  sporadicamente  agli  atti,  sono  ininfluenti  sulla  capacità 
lavorativa. 

9.2 Per costante giurisprudenza, le affezioni appena menzionate sono 
di carattere labile, ossia suscettibili di migliorare o di peggiorare. Così,  
nell'assenza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente  stabilizzato,  è 
inapplicabile l'art. 29 cpv. 1 let. a LAI (nella versione in vigore fino al 31 
dicembre 2007), per cui può entrare in considerazione solo la lettera b 
della citata norma legale, la quale prevede un termine di attesa di un 
anno.  Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui abbia subito, senza interruzione notevole, un'incapacità lavorativa 
di almeno il 40% durante almeno un anno.

10.

10.1 Rispetto  alle  conseguenze  invalidanti  delle  affezioni  diagnosti-
cate sulla capacità lavorativa, il dott. B._______ ha considerato, nella 
sua perizia E 213 del 4 gennaio 2006, che il ricorrente è in grado di 

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continuare  a svolgere a tempo pieno il  suo ultimo lavoro e che può 
esercitare  attività  leggere  confacenti,  stabilendo  cionondimeno  un 
grado d'invalidità del 60%. Ora, indipendentemente dal suo carattere 
contraddittorio, questa valutazione non tiene conto dei diversi elementi 
diagnostici  rivelatisi  in  seguito, prima fra tutti  l'OSAS, per cui  la  sua 
pertinenza in questa sede deve essere relativizzata.   

Dal canto suo, la dott.ssa C._______ ha osservato, nella  sua ultima 
presa  di  posizione  del  19 febbraio  2008 (doc. 92),  in  cui  ha tenuto 
conto  di  tutte  le  componenti  diagnostiche enumerate  al  consid. 9.1, 
che l'incapacità lavorativa del ricorrente è pari al 70% per le attività di 
muratore e pescatore e pari  al  50% in un'attività sostitutiva leggera,  
“sans  effort  physique,  assise  et  sans  usage  répétitif  ni  surélevé du  
bras droit”, come sorvegliante di parcheggi o magazziniere, e ciò dal 
19  gennaio  2005  (data  d'esecuzione  della  RM di  cui  al  doc. 28).  Il  
medico dell'UAIE ha giustificato questi valori specificando che l'OSAS 
di  grado  severo,  nell'ambito  dell'obesità,  della  BPCO medio-grave e 
dei  disturbi  al  rachide,  ha  un  influsso  importante  sulla  capacità 
lavorativa, limitando il tempo di lavoro e gli sforzi esigibili da parte del 
ricorrente.  

10.2 Visto quanto precede, il collegio giudicante non può che aderire 
all'apprezzamento  della  dott.ssa  C._______  e  riconoscere  che 
l'incapacità lavorativa del ricorrente ammonta al  70% nelle attività  di 
muratore e pescatore ed al 50% in attività leggere confacenti, e ciò a 
decorrere dal 19 gennaio 2005. È quindi a giusto titolo che l'UAIE ha 
fissato l'inizio del diritto alla rendita al 1° gennaio 2006, ossia dopo un 
anno  d'incapacità  lavorativa  superiore  al  40% (art.  29  cpv. 1  lett.  b 
LAI).

11.

11.1 Come già esposto al  consid. 7.5.,  secondo l'art. 16 LPGA, per 
valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  invalido 
potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da 
lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato 
del  lavoro (reddito da invalido),  è  confrontato con il  reddito che egli 
avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da 
valido). 

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In concreto, l'UAIE ha proceduto al calcolo del grado d'invalidità, l'11 
marzo  2008  (doc.  93),  conformemente  al  metodo  del  confronto  dei 
redditi, sulla base delle statistiche dell'ILO relative al 2005, in assenza 
di  dati  affidabili  all'incarto,  considerando  un  salario  da  valido,  come 
operaio  agricolo,  di  EUR 1'239.-  al  mese,  e  un  salario  da  invalido, 
nell'attività  di  manovale  nel  settore  dell'edizione,  di  EUR  1'186.66, 
ridotto del 15% viste le circostanze personali del ricorrente, ossia EUR 
1'008.86,  e nella  misura del  50%, cioè EUR 504.33. Comparando il  
salario da valido con quello da invalido, secondo la formula [(1'239 – 
504.33) : 1239 x 100], l'UAIE ha ottenuto una perdita di guadagno del  
59.30%, equivalente a un grado d'invalidità del 59%, il quale dà diritto 
ad una mezza rendita d'invalidità. 

11.2 Al fine di eseguire il suo calcolo, l'UAIE ha optato per un salario  
da valido di  EUR 1'239.-  come operaio agricolo,  e ciò nonostante  il  
fatto  che  l'ultimo  lavoro  esercitato  in  Italia  dal  ricorrente  sia  stato 
quello  di  pescatore,  con  un  salario  mensile  di  soli  EUR 518.-. Ora,  
benché  questa  attività  non  rientri  esplicitamente  in  nessuna  delle 
categorie  professionali  dell'ILO  (http://laborsta.ilo.org),  la  scelta 
dell'UAIE  deve  essere  confermata,  nella  misura  in  cui  essa  è 
ragionevole, favorevole al ricorrente e, per di più, da quest'ultimo non 
contestata. 

11.3 Per quanto riguarda il salario da invalido, l'UAIE ha tenuto conto 
unicamente  dell'attività  di  manovale  nel  settore  dell'edizione, 
tralasciando  le  altre  attività  selezionate  per  il  calcolo  del  grado 
d'invalidità, nella misura in cui i corrispondenti salari sono superiori al  
salario  da  valido  (EUR  1'276.89  per  un  cassiere  nel  commercio  al  
dettaglio  e  EUR  1'396.77  per  un  impiegato  allo  stoccaggio  nel 
commercio  all'ingrosso).  Ora,  secondo  la  descrizione  fornitane 
dall'ILO,  l'attività  di  manovale  nel  settore  dell'edizione  implica 
principalmente  degli  sforzi  fisici  (“[...]  tasks  requiring […]  mainly 
physical  effort”),  per  cui  contraddice  l'esigibilità  formulata  dalla 
dott.ssa C._______, secondo la quale l'esercizio di un'attività leggera 
di  sostituzione  deve  avvenire,  in  particolare,  “sans  effort  physique” 
(doc.  92);  questa  constatazione  vale  anche  per  quanto  concerne 
l'attività  d'impiegato  allo  stoccaggio.  Ne  consegue  che,  così  come 
calcolato  dall'UAIE,  con  una  riduzione  limitata  al  15%,  il  salario  da 
invalido non può essere approvato in questa sede. 

Pagina 16

http://laborsta.ilo.org/STP/guest

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Ciò detto, appare chiaro a questo punto che le tre attività sostitutive 
indicate  dalla  dott.ssa  C._______  o  non  rientrano  in  nessuna  delle 
categorie dell'ILO, come quella di sorvegliante di parcheggi o di musei,  
o corrispondono a delle  attività  che implicano prevalentemente degli 
sforzi  fisici,  come  quella  d'impiegato  allo  stoccaggio  nel  commercio 
all'ingrosso, oppure la loro rimunerazione è di molto superiore a quella 
di un operaio agricolo, come è il caso per dei venditori di biglietti alla 
cassa (EUR 1'679.59). 

11.4 Il reddito teorico da invalido può essere ridotto per tenere conto 
dei fattori personali dell'assicurato (DTF 126 V 75 consid. 5 e 6). Ora,  
vero  è  che,  di  principio,  secondo  la  giurisprudenza  menzionata,  il  
giudice  non  può,  senza  valido  motivo,  scostarsi  dalla  valutazione 
operata  dall'amministrazione,  la  quale  gode  di  un  ampio  potere 
d'apprezzamento.  In  concreto,  tuttavia,  il  collegio  giudicante  è 
dell'avviso che il  salario da invalido deve essere ridotto di  almeno il  
20%  a  causa  della  particolarità  del  danno  alla  salute  subito  dal 
ricorrente,  che  gli  permette  di  svolgere  unicamente  un'attività  “sans 
effort  physique,  assise  et  sans  usage  répétitif  ni  surélevé  du  bras  
droit”,  e  considerato  che  le  limitazioni  funzionali,  incontestabilmente 
presenti, sono di natura particolarmente incisiva e non permettono di 
sfruttare al meglio la residua capacità di lavoro, tenuto conto inoltre sia 
dell'età  del  ricorrente  che  delle  difficoltà  di  reinserimento.  Una  tale 
riduzione,  nella  fattispecie,  non può quindi  essere considerata come 
una violazione del diritto federale, rispettivamente come un eccesso o 
un abuso del potere di apprezzamento.

Ciò significa che il grado d'invalidità si situa approssimativamente tra il  
62 e il 64%, a seconda che si riconosca una riduzione del salario da 
invalido del 20% [(1'239 – 474.66) : 1'239 = 61.69%] oppure del 25% 
[(1'239 – 444.99) : 1'239 = 64%], corrispondente al massimo previsto 
dalla  giurisprudenza.  Ne  discende  che  il  ricorrente  ha  diritto  a  tre 
quarti di rendita. 

12.
Di conseguenza, il ricorso deve essere accolto e la decisione dell'UAIE 
del  21  ottobre  2008  riformata,  nel  senso  che  al  ricorrente  è 
riconosciuto il diritto a tre quarti  di rendita d'invalidità dal 1° gennaio 
2006. 

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13.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a  carico  della  parte  soccombente.  In  concreto,  visto  l'esito  della 
procedura, non sono prelevate spese processuali. Di conseguenza, la 
domanda di gratuito patrocinio è dichiarata priva d'oggetto.

Conformemente all'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese ripetibili). In concreto, considerato che il ricorrente ha agito per 
il  tramite di un rappresentante professionale, è giustificato assegnarli 
un'indennità  per  spese  ripetibili  di  Fr.  1'000.-  (art.  7  e  segg.  del  
Regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale,  del  21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 
173.320.2]).

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C-7756/2008

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il  ricorso  è  accolto  e  la  decisione  dell'UAIE  del  21  ottobre  2008  è 
riformata,  nel  senso  che  al  ricorrente  è  riconosciuto  il  diritto  a  tre  
quarti di rendita d'invalidità dal 1° gennaio 2006. 

2.
L'incarto è trasmesso all'UAIE affinché calcoli  le prestazioni spettanti  
al ricorrente.

3.
Non si prelevano spese processuali e la domanda di gratuito patrocinio 
è dichiarata priva d'oggetto.

4.
Al ricorrente è assegnata un'indennità per spese ripetibili di Fr. 1'000.-  
a carico dell'UAIE. 

5.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (Raccomandata/AR);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...; Raccomandata);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata). 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

Pagina 19

C-7756/2008

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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