# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 71fcd4e0-44b7-5264-82a7-38a8fa2b3142
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-10-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 01.10.2018 80.2016.267
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2016-267_2018-10-01.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2016.267

  80.2016.268

  	
  Lugano

  1 ottobre 2018

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello­

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

  rappr.
  da:   RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 28 ottobre 2016 contro le decisioni del 28 settembre 2016 in materia di IC/IFD
  2013 – 2014.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   a. Periodo fiscale
2013

                                         Per il periodo fiscale
2013, RI 1 dichiarava redditi da attività dipendente per fr. 29'295.–, da
titoli e capitali fr. 2.–, da valore locativo fr. 4'183.–. Per quanto
concerne la sostanza, il contribuente dichiarava titoli e capitali per fr. 150.–,
sostanza immobiliare per fr. 74'222.– e faceva inoltre valere debiti
privati per fr. 414'500.–.

                                              

                                         b. Periodo fiscale 2014

                                         Per il periodo fiscale
2014, il contribuente dichiarava i seguenti redditi: fr. 15'071.– da
rendite AVS/AI, fr. 2.– da titoli e capitali, fr. 4'183.– di valore
locativo. Per quanto concerne la sostanza, RI 1 dichiarava fr. 2'028.–
quali titoli e capitali e fr. 74'222.– come sostanza immobiliare. Faceva
inoltre valere fr. 432'500.– come debiti privati.

 

 

                                  B.   a. Periodo fiscale
2013

                                         Con decisione 31 dicembre 2015,
l’Ufficio di tassazione di __________ (di seguito UT) accertava per l’IC un
reddito imponibile di fr. 60'800.– (di importo uguale il reddito
determinante per l’aliquo­ta), ed in fr. 121'000.– la sostanza imponibile
(di importo uguale la sostanza determinante per l’aliquota). Per l’IFD il reddito
imponibile veniva stabilito un reddito di fr. 65'000.–.

 

                                         Ai dati dichiarati da
parte del contribuente venivano aggiunti: fr. 2'478.– quali “interessi
Credito verso __________ di 2478.– (debito presso __________ – 100% di quest’ultima)”.
Veniva inoltre rettificato il valore locativo in fr. 5'000.– in ragione
del valore dell’immobile e dei canoni locatizi della zona. Venivano poi
aggiunti fr. 40'000.– a titolo di altri redditi ritenendo l’esistenza di
“prestazioni valutabili in denaro, mancanza di disponibilità e altri redditi
derivanti da partecipazioni in società”.

                                         Non veniva riconosciuta la
deduzione richiesta, pari a fr. 700.– legata alle spese per “bicicletta,
ciclomotore, motoleggera” in difetto dei requisiti di legge.

                                         Per quanto concerne la
sostanza venivano aggiunti fr. 243'000.– nei titoli, quali “credito verso __________
di 243'000.–”. Venivano inoltre aggiunti ulteriori fr. 200'000.– in
ragione del valore delle azioni della __________ (100%), __________ (50%
fallimento 2014) e __________ (50% fallimento 2014), per un complessivo di
valore nominale di fr. 200'000.–. Il valore della sostanza immobiliare
veniva inoltre rettificato in fr. 92'869.–.

 

                                         b. Periodo fiscale 2014

                                         Con decisione 31 dicembre 2015
l’UT commisurava, per l’IC il reddito imponibile in fr. 49'500.– (medesimo
valore determinante per l’aliquota) e la sostanza imponibile in fr. 25'000.–
(medesimo importo determinante per l’aliquota). Per l’IFD il reddito imponibile
veniva calcolato in fr. 52'700.– (egual importo determinante per l’aliquota).

 

                                         Ai redditi dichiarati da RI
1 venivano aggiunti fr. 2'370.– nei titoli e capitali (interessi derivanti
da un credito verso __________), veniva inoltre rettificato il valore locativo
in fr. 5'000.– ed aggiunti fr. 40'000.– come “altri redditi” con la
motivazione: “Aggiunta prestazioni valutabili in denaro, mancanza di
disponibilità e altri redditi derivanti da partecipazioni in società”. A
livello di deduzioni non veniva concessa la quota esente per beneficiari AVS/AI
poiché, secondo l’UT, il reddito netto era superiore al massimo di legge.

                                         Per quanto concerne la
sostanza veniva aggiunto l’importo di fr. 263'000.– quale credito verso __________
(“debito su RFD __________ proprietaria di quest’ultima”).

                                         Veniva inoltre modificato
il valore di stima della sostanza immobiliare.

 

 

                                  C.   Con unico reclamo 23/24
febbraio 2017 RI 1, per il tramite del suo patrocinatore avv. RA 1, avversava
le decisioni di tassazione IC/IFD 2013 – 2014. In particolare indicava di
essere venuto a conoscenza delle decisioni ad inizio del mese di febbraio 2016,
dopo che gli erano pervenute le polizze per il pagamento delle imposte.

                                         Egli contestava l’aggiunta
di altri redditi per fr. 40'000.– per entrambi i periodi fiscali e indicava
di non aver percepito altri redditi all’in­fuori della rendita AVS e del valore
locativo dell’abitazione da lui occupata. Veniva contestata l’ipotizzata
mancanza di disponibilità finanziaria e l’esistenza di redditi provenienti da
partecipazioni in società. Veniva pertanto espressamente richiesta la messa a
disposizione del calcolo delle disponibilità effettuato in fase di tassazione.

                                         Sempre per quanto
concerneva i redditi, veniva specificato come nel reddito da titoli e capitali
fosse stato inserito l’interesse del credito nei confronti della comproprietaria
__________. Secondo l’insorgente avrebbe tuttavia dovuto anche essere applicata
la deduzione degli interessi privati passivi pagati per il debito in questione.

                                         Veniva inoltre contestato
l’ammontare del valore locativo: in particolare il reclamante richiedeva
espressamente all’UT di voler indicare quale fosse il valore dell’immobile
considerato e soprattutto quali erano i “canoni locatizi normali della zona”
che erano stati presi come riferimento.

                                         Da ultimo, il reclamante
censurava l’aggiunta, nella sostanza degli importi di fr. 200'000.– (per
il 2013) e di fr. 100'000.– (per il 2014), quale numerario, biglietti di
banca, oro e metalli preziosi. Il reclamante indicava che la modifica, per il
2014 non risultava motivata, mentre che per il 2013 veniva specificato come la
stessa sarebbe dovuta al valore della azioni della __________, __________ e __________.

 

 

                                  D.   Con scritto 26
febbraio 2016, trasmesso mediante posta APlus l’UT si rivolgeva al
patrocinatore del contribuente. In particolare, l’autorità spiegava come il
valore fiscale delle azioni della __________ era da determinare in base alle
“Istruzioni per la valutazione dei titoli non quotati per la determinazione
dell’imposta sulla sostanza” (Circolare n. 28 del 28 agosto 2008) edita dalla Conferenza
svizzera delle imposte in collaborazione con l’Amministrazione federale delle
contribuzioni. In particolare secondo i dati ottenuti dall’ufficio di
tassazione delle persona giuridiche (in seguito UTPG) il valore fiscale delle
100 azioni della __________ al 31 dicembre 2013 era da stabilire in fr. 1'950'000.–,
mentre il valore fiscale al 31 dicembre 2014 ammontava a fr. 2'520'000.–.

                                         L’imposizione di altri
redditi per fr. 40'000.– riguardava i vantaggi economici e altre
prestazioni societarie a favore del contribuente, dopo una riduzione del 40%
per la partecipazione qualificata al capitale azionario.

                                         Per quanto concerneva la
deduzione degli interessi passivi relativi ai debiti privati, veniva indicato
che gli stessi erano stati tutti regolarmente dedotti, compresi quelli del
debito UBS con __________, corrispondenti alla quota di ½.

                                         Per quanto concerneva il
valore locativo veniva indicato: “Il valore locativo dell’abitazione in
comproprietà a Bellinzona, mappale 4414, per la quota di ½ è da calcolare
secondo le vigenti disposizioni di calcolo in fr. 9'838.–. La quota di ½
da imporre al contribuente equivale a fr. 4'919.–“.

                                         Veniva inoltre richiesto
al contribuente di voler presentare, entro il 10 maggio 2016 le osservazioni in
merito a quanto esposto dall’UT; le prove a dimostrazione dei fatti e degli
argomenti fatti valere; per gli esercizi 2012, 2012 e 2014 il bilancio, il
conto economico e le schede contabili dei singoli conti delle società di cui il
contribuente era azionista (compresi i bilanci di liquidazione delle società liquidate);
la copia dei conteggi del premio di cassa malati per il 2013 ed il 2014; gli
estratti dettagliati 1° gennaio 2013 -31 dicembre 2013 e 1° gennaio 2014 – 31 dicembre
2014 dei conti bancari/postali sui quali sono stati accreditati i salari e le
rendite vecchiaia del contribuente e con cui questi effettua i pagamenti
mensili delle spese correnti, degli ammortamenti e degli interessi dei debiti ipotecari,
delle imposte personali. RI 1 veniva avvertito che, in caso di mancato inoltro
di quanto richiesto, le decisioni di tassazione su reclamo sarebbero state emesse
senza ulteriori consultazioni.

                                         

 

                                  E.   Con risposta 10/11
maggio 2016 RI 1, sempre per il tramite del suo patrocinatore, prendeva
posizione in relazione allo scritto dell’autorità fiscale. In merito al valore
fiscale delle azioni delle società, il reclamante indicava che si sarebbe
espresso in merito unicamente dopo la visione dei dati dell’UTPG.

                                         Per quanto
concerneva l’aggiunta di altri redditi per fr. 40'000.– l’insorgente riteneva
che l’onere della prova in merito a tale aggiunta spettasse all’autorità fiscale.

                                         In merito alla
presentazione della documentazione contabile relativa alle società, veniva
indicato come da tempo tali società fossero inattive, motivo per cui non era stata
allestita alcuna contabilità: per tale ragione non venivano trasmessi i
documenti richiesti.

                                         Venivano tuttavia inviati
i conteggi dettagliati dei premi della cassa malattia e dei conti bancari. In
merito agli estratti conto del 2013, il reclamante indicava che gli stessi
erano stati prodotti nell’ambito della tassazione di __________. Si contestava
il saldo dei conti personali in ragione di fr. 50'000.–. Tale somma non
era mai stata a disposizione del contribuente.      

 

 

                                  F.   L’11 maggio 2016  l’UT
spiegava al ricorrente che per quanto atteneva alle persone giuridiche di cui era
azionista, le decisioni relative ai periodi fiscali 2013 e 2014 erano state
intimate ai recapiti aziendali delle medesime. Inoltre, secondo l’UT: 

                                         “Le decisioni di tassazione delle persone giuridiche
di cui il contribuente è azionista sono state tutte emesse d’ufficio. L’onere
della prova cui fa riferimento nella lettera è a questo punto ribaltato. Tocca
al contribuente presentare la documentazione necessaria perché l’autori­tà di
tassazione possa decidere in merito ai redditi aziendali imponibili”. 

                                         Per tali motivi l’UT
indicava che le ragioni per le quali il reclamante non aveva presentato la
documentazione contabile delle società fossero immotivate. L’UT ribadiva per il
resto che il valore delle azioni della __________ era da determinare in base
alle “Istruzioni per la valutazione dei titoli non quotati per la determinazione
dell’imposta sulla sostanza”, Circolare n. 28 del 28 agosto 2008 edita dalla
Conferenza fiscale svizzera in collaborazione con l’Amministrazione federale
delle contribuzioni. Veniva impartito un ulteriore termine scadente il 30
giugno 2016, poi prorogato sino alla fine del mese di luglio 2016, per prendere
posizione in merito. 

                                         Entro il termine
comminato, RI 1 non presentava ulteriori osservazioni, né produceva ulteriore
documentazione.

 

 

 

 

 

                                  G.   a. Periodo fiscale 2013

                                         Con decisione 28
settembre 2016 il reddito imponibile veniva commisurato per l’IC in fr. 60'700.–
(medesimo importo determinante per l’aliquota) mentre la sostanza imponibile
veniva stabilita in fr. 1'871'000.– (medesimo importo determinante per l’aliquo­ta).
Per l’IFD 2014 il reddito imponibile veniva fissato in fr. 64'900.– (medesimo
importo determinante per l’aliquota).

                                         Nelle proprie motivazioni,
l’UT si rifaceva alle lettere del 26 febbraio 2016 e dell’11 maggio 2016 sia
per quanto riguarda il valore locativo dell’abitazione, sia per la deduzione
degli interessi passivi dei debiti privati, sia per quanto concerne l’audizione
personale del contribuente.

                                         In merito all’aggiunta nei
redditi di fr. 40'000.– derivanti dai vantaggi economici goduti dal
contribuente per la sua partecipazione nella società di cui è azionista, la __________,
l’UT motivava: 

                                         “Si rileva che la decisione di tassazione della __________
di cui il contribuente è azionista e amministratore unico (sino a inizio 2016)
è stata emessa d’ufficio, siccome la dichiarazione d’imposta non è stata
fornita, nemmeno dopo richiamo, diffida e multa disciplinare”. 

                                         L’autorità fiscale
rilevava come, in mancanza della documentazione contabile societaria
sollecitata, non si poteva far altro che confermare l’imposizione dei fr. 40'000.–
a titolo di redditi. Per quanto concerne il valore delle azioni della __________,
al 31 dicembre 2013 esso veniva commisurato in fr. 1'950'000.–. Da ultimo
il valore di stima della sostanza immobiliare veniva stabilito in fr. 92'869.–.

 

                                         b. Periodo fiscale 2014                                             

                                         Con decisione 28 settembre
2016, per il periodo fiscale 2014 l’autorità fiscale commisurava, per l’IC il
reddito imponibile in fr. 49'500.– (medesimo importo determinante per l’aliquota)
e la sostanza in fr. 2'445'000.– (medesimo importo determinante per l’aliquota).
Per l’IFD il reddito imponibile veniva commisurato in fr. 52'600.–.

                                         Nelle proprie motivazioni,
l’UT si rifaceva alle lettere del 26 febbraio 2016 e dell’11 maggio 2016 sia
per quanto riguarda il valore locativo dell’abitazione, sia per la deduzione
degli interessi passivi dei debiti privati, sia per quanto concerne l’audizione
personale del contribuente.

                                         In merito all’aggiunta nei
redditi di fr. 40'000.– derivanti dai vantaggi economici goduti dal
contribuente per la sua partecipazione nella società di cui è azionista, la __________,
l’UT motivava: 

                                         “Si rileva che la decisione di tassazione della __________
di cui il contribuente è azionista e amministratore unico (sino a inizio 2016)
è stata emessa d’ufficio, siccome la dichiarazione d’imposta non è stata
fornita, nemmeno dopo richiamo, diffida e multa disciplinare”. 

                                         L’autorità fiscale
rilevava come, in mancanza della documentazione contabile societaria
sollecitata, non si poteva far altro che confermare l’imposizione dei fr. 40'000.–
a titolo di redditi. Per quanto concerne il valore delle azioni della __________,
al 31 dicembre 2014 esso veniva commisurato in fr. 2'520'000.–. Da ultimo
il valore di stima della sostanza immobiliare veniva stabilito in fr. 92'869.–.

 

 

                                  H.   Con unico ricorso
28.10.2016 RI 1 insorge avverso le decisioni di tassazione IC/IFD 2013-2014. In
particolare il ricorrente censura l’aggiunta di altri redditi per fr. 40'000.–
per entrambi i periodi fiscali impugnati ed anche la commisurazione dei titoli
e capitali, di fr. 2'193'150.– per il 2013 e di fr. 2'785'028.– per
il 2014. Nel ricorso viene evidenziato come, nelle decisioni su reclamo, vi sia
stato un notevole ed ingiustificato incremento del valore dei titoli e capitali.

                                         Per quanto concerne l’aggiunta
di altri redditi, il ricorrente censura tali importi ritenendoli sproporzionati
e fantasiosi: mal si comprende, a suo dire, come egli avrebbe potuto ottenere
dei vantaggi economici da una società che già dal 2013 non era più attiva.
L’insorgente lamenta inoltre la mancanza di una motivazione da parte dell’UT
per questa ripresa.

                                         Contesta inoltre la
valutazione del valore fiscale delle azioni della __________, che già dal 2013
non era più attiva.

                                                                                                                                

 

                                    I.   Con osservazioni 10/14.11.2017,
l’UT specifica come RI 1 sia azionista unico della __________, società che
svolgeva l’attività di gestione di postriboli. La __________ è stata tassata d’ufficio
per i periodi fiscali 2012, 2013 e 2014 e nessun reclamo è stato interposto. Le
decisioni sono cresciute in giudicato e pertanto sono divenute definitive.
Presso tale società erano stati tassati altri utili per fr. 200'000.–
(2012), fr. 250'000.– (2013) e fr. 300'000.– (2014). Viste le
decisioni d’ufficio per tale persona giuridica, cresciute in giudicato, l’UT ha
considerato equo imputare fr. 40'000.– a RI 1, anche in considerazione del
fatto che negli anni precedenti tali prestazioni erano state definite e accettate
nella misura di fr. 50'000.– all’an­no. Per quanto concerne la valutazione
del pacchetto azionario della __________, l’UT rimanda al calcolo interno dell’ufficio,
riconfermato con la valutazione ufficiale operata dall’UTPG.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Nella procedura fiscale
vige la massima ufficiale e il principio inquisitorio. L’autorità di
tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti fiscalmente
rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte le indagini
necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere in
particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai
contribuenti (decisione TF 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; cfr., al proposito,
Berger, Voraussetzungen und
Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 190). La procedura
fiscale è inoltre retta dal principio di collaborazione. Sia secondo l’art. 196
LT sia secondo l’art. 123 cpv. 1 LIFD, le autorità di tassazione determinano
con il contribuente le condizioni di fatto o di diritto determinanti per un’imposizione
completa ed esatta. Al contribuente è imposto l’obbligo di fare tutto il
necessario per consentire una tassazione completa ed esatta (art. 200 LT; art.
126 cpv. 1 LIFD). Egli deve in particolare esporre la situazione in maniera
esaustiva e trasparente (decisione TF 2A.502/2005 del 2 febbraio 2006, in: StR
61 p. 442).

 

                                         1.2.

                                         Di principio, in
applicazione analogica della regola generale prevista dall’art. 8 CC, nella
procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità
fiscale è tenuta a dimostrare l’e­­sistenza di elementi che fondano o aumentano
l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che
concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e
121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).

                                         La descritta regola sull’onere
probatorio non è però assoluta, in quanto non lascia alcuno spazio a
considerazioni inerenti le effettive possibilità probatorie o comportamenti
ostruzionistici (Schär,
Normentheorie und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung, in: ASA 67 p.
435). Una prima eccezione è data allorquando il contribuente tralascia, in
maniera colpevole ed in violazione dei propri obblighi, la collaborazione,
possibile ed esigibile, nel chiarimento degli elementi che fondano l’obbligo
fiscale. Una seconda eccezione si verifica invece quando il contribuente, per
motivi a lui estranei, non può apportare la prova di un fatto che diminuisce il
suo debito d’imposta oppure può farlo solo prestando una collaborazione che non
può essere pretesa (Zweifel, in:
Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol.
I/2b, 2ª ediz. Basilea 2008, n. 29 ad art. 130 LIFD, p. 342 e riferimenti).

                                         In definitiva, la massima
ufficiale e il principio inquisitorio trovano i loro limiti nel dovere di
collaborazione del contribuente, indipendentemente dalla ripartizione oggettiva
dell’onere probatorio (Zweifel, op. cit., n. 3 ad
art. 123 LIFD, p. 263; Althaus-Houriet, in: Yersin/Noël [a cura di],
Impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 4 ad art. 123 LIFD, p. 1196).

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Secondo l’art. 204 cpv. 2
LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46 cpv. 3 LAID, l’autorità
di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione
coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi
procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati
esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale
e del tenore di vita del contribuente. La tassazione d’uffi­­cio può essere
impugnata soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo
deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT,
132 cpv. 3 LIFD), per cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non
tocca all’autorità dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì
all’inte­­ressato provare che la stessa è manifestamente inesatta.

 

                                         2.2.

                                         Giurisprudenza e dottrina
tendono a riconoscere che si possa ricorrere alla tassazione d’ufficio non solo
laddove il contribuente, nonostante diffida, non soddisfi ai suoi obblighi
procedurali, ma anche qualora la mancanza di documenti attendibili sulla sua situazione
finanziaria non possa essergli imputata (decisione TF 2A.426/2004 del 23
novembre 2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno 2002; RDAF 2000 II 41; Zweifel, op. cit., n. 29 e 31 ad art.
130 LIFD, p. 342 ss.; Richner/Frei/Kaufmann,
Handkommentar zum DBG, Zurigo 2003, n. 26 ad art. 130 LIFD, p. 972; contra
Berger, op. cit., p. 197). 

                                         L’autorità fiscale deve
agire “pflichtgemäss”, ovvero secondo coscienza professionale, conformandosi
agli indispensabili criteri di prudenza che devono sempre essere tenuti
presenti in procedimenti del genere, principalmente allo scopo di evitare
eccessi di discrezionalità (ASA 50 p. 372). Detto altrimenti, il contribuente
deve essere imposto, nella misura del possibile, su un reddito valutato il più
vicino possibile alla sua capacità contributiva reale (Zweifel, op. cit., n. 46 ad art. 130 LIFD).

 

 

                                   3.   Nella fattispecie,
come visto, l’UT si è discostato dalla dichiarazione presentata dal ricorrente
ed ha rivalutato il suo reddito imponibile, aggiungendo altri redditi per fr. 40'000.–,
quali prestazioni valutabili in denaro godute in ambito societario (__________).

                                         Pur ritenendo che
la dichiarazione presentata dal contribuente non fosse corretta, l’autorità ha
rinunciato ad una vera e propria tassazione d’ufficio, che avrebbe presupposto
dapprima una diffida e che avrebbe poi limitato il diritto di reclamo da parte
del contribuente (obbligo di motivazione ex art. 206 cpv. 3 LT e 132
cpv. 3 LIFD). Con decisione del 31 dicembre 2015 ha infatti notificato a RI 1
una tassazione ordinaria, con la conseguenza che l’obbligo di effettuare
indagini d’ufficio, nell’intento di ricostruire la verità materiale, non è mai
venuto meno. Come ha stabilito la giurisprudenza del Tribunale federale, la
rinuncia alla tassazione d’ufficio non impedisce tuttavia all’autorità di
tassazione di determinare gli elementi imponibili in base ad una valutazione, rispettando
le regole relative all’onere della prova (sentenza del Tribunale federale del
22 febbraio 2006, n. 2A.561/2005 consid. 3).

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Nella procedura di
reclamo, l’autorità di tassazione si era rivolta a due riprese al contribuente,
invitandolo a produrre diversa documentazione contabile relativa alla società __________.
Il ricorrente non ha però mai fornito quanto richiesto, sostenendo che, essendo
la società ormai da tempo inattiva, non era stata allestita alcuna contabilità.

                                         Ora, pur rimanendo notevoli
dubbi circa l’effettiva volontà di collaborare da parte del contribuente, la
decisione impugnata appare a sua volta non del tutto convincente. 

                                         Nella decisione di
tassazione la ripresa di fr. 40'000.– è stata motivata quale “aggiunta di
prestazioni valutabili in denaro, mancanza di disponibilità e altri redditi
derivanti da partecipazioni in Società”. Sennonché il calcolo delle entrate e
delle uscite su cui dovrebbe basarsi la ripresa di redditi per “mancanza di
disponibilità” non risulta essere mai stato sottoposto al contribuente nonostante
egli l’abbia esplicitamente richiesto con il proprio reclamo. Il contribuente,
di conseguenza, è stato tenuto all’oscuro dei criteri adottati dall’autorità
per la definizione dei constatati altri redditi. 

                                         In sede di decisione su
reclamo l’UT ha dichiarato che la __________ è stata tassata d’ufficio e che, in
mancanza della documentazione contabile societaria sollecitata, non si poteva
far altro che confermare l’imposizione dei fr. 40'000.– a titolo di
redditi. Anche in questa seconda decisione, l’UT non ha specificato in alcun
modo quali siano questi presunti vantaggi di cui, a suo dire, ha goduto
l’azionista unico RI 1. 

                                         Nelle proprie osservazioni
l’UT ricorda come negli anni precedenti le prestazioni in denaro imponibili in
campo all’azionista siano state commisurate in fr. 50'000.– e accettate
dal contribuente. Sennonché le decisioni dei periodi fiscali precedenti non
sono vincolanti. Sarà pur vero che in periodi fiscali precedenti il qui ricorrente
non ha impugnato le riprese, ma ciò non significa ancora che l’autorità fiscale
possa giustificare le nuove riprese con la mancata contestazione di quelle
effettuate in periodi fiscali precedenti. 

 

                                         4.2.

                                         Alla luce delle
considerazioni che precedono, la decisione emanata dall’UT, per quanto riguarda
i vantaggi economici che il contribuente avrebbe goduto in ambito societario,
non appare sufficientemente motivata. Ciò non implica forzatamente una rinuncia
alla tassazione per apprezzamento, essendo stata la collaborazione del
contribuente inadeguata, ma si rende necessario quantomeno che l’autorità
fiscale chiarisca e motivi la sua decisione. 

                                         In considerazione del
fatto che la decisione impugnata non si è espressa in merito alla natura e all’entità
dei vantaggi economici goduti dal contribuente, si giustifica il rinvio degli
atti all’autorità di tassazione perché si pronunci nuovamente sulla misura
degli altri redditi da aggiungere ai proventi dichiarati. 

 

 

                                   5.   5.1.

                                         Quanto alla
valutazione del pacchetto azionario della __________, va innanzitutto osservato
che, l’imposta sulla sostanza delle persone fisiche ha per oggetto la sostanza
netta totale (art. 13 cpv. 1 LAID), che si determina secondo le regole di stima
previste dall’art. 14 LAID. Giusta l’art. 14 cpv. 1 LAID, la sostanza è stimata
al suo valore venale; il valore di reddito può essere preso in considerazione
in modo appropriato. La LAID non prescrive un metodo di valutazione preciso. In
questo contesto, i Cantoni dispongono pertanto di un importante spazio di manovra:
sia nella scelta del metodo di calcolo applicabile per determinare il valore
venale stesso che per definire, se e in che misura occorra considerare anche il
valore di reddito (sentenza 2C_826/2015 del 5 gennaio 2017 consid. 4.1.). Secondo
la LT, nella versione applicabile alla fattispecie, l’imposta sulla sostanza ha
per oggetto la sostanza netta totale (art. 40 cpv. 1 LT). Sono imponibili tutti
gli attivi mobiliari e immobiliari (art. 41 cpv. 1 LT). La sostanza è valutata
al suo valore venale, riservate le disposizioni specifiche (art. 41 cpv. 2 LT).
Le azioni, partecipazioni a società cooperative ed altri diritti di
partecipazione non regolarmente oggetto di transazione, sono valutati tenendo
conto del loro valore di reddito e del loro valore intrinseco (art. 45 cpv. 2
LT).

 

                                         5.2.

                                         La Circolare n. 28 (“Istruzioni
per la valutazione dei titoli non quotati per la determinazione dell’imposta
sulla sostanza”), che contiene le istruzioni riguardo alla stima dei titoli non
quotati in vista dell’imposta sulla sostanza, è edita dalla Conferenza svizzera
delle imposte, che raggruppa le amministrazioni fiscali cantonali e l’Amministrazione
federale delle contribuzioni. Essa è stata oggetto di molteplici edizioni, l’ultima
delle quali è datata 28 agosto 2008. In base alla giurisprudenza resa dopo l’entrata
in vigore della LAID, prevedendo delle regole unificate di stima dei titoli non
quotati in un ambito nel quale i Cantoni hanno un ampio potere di
apprezzamento, le menzionate istruzioni sono uno strumento di armonizzazione
orizzontale, che concretizza l’art. 14 cpv. 1 LAID (sentenze 2C_826/2015 del 5
gennaio 2017 consid. 4.1.; 2C_583/2013 del 23 dicembre 2013 consid. 3.1.3;
2C_952/2010 del 29 marzo 2011 consid. 2.1.; 2C_800/2008 del 12 giugno 2009
consid. 5.2.). Nel merito, la giurisprudenza precisa inoltre che queste istruzioni
prendono in considerazione gli elementi determinanti per la valutazione dei
titoli non quotati e sono appropriate per stimare le società in vista dell’imposizione
dei loro azionisti (sentenza 2C_826/2015 del 5 gennaio 2017 consid. 4.3.;
2C_583/2013 del 23 dicembre 2013 consid. 3.1.3 e 2C_504/2009 del 15 aprile 2010
consid. 3.3.). In via di principio, è quindi corretto riferirsi a tale Circolare
per la valutazione dei titoli non quotati (sentenze 2C_11/2017 dell’11 gennaio
2017 consid. 5.1. e 2C_826/2015 del 5 gennaio 2017 consid. 4.3.).

 

 

                                   6.   6.1.

                                         Nella fattispecie non è
contestata l’applicabilità della Circolare n. 28 in quanto tale, quanto
piuttosto il fatto che, a mente del ricorrente, l’UTPG, a scopi punitivi, non
avrebbe considerato che la __________ nel 2013 non era già più attiva e non
poteva pertanto avere il valore di oltre 2'000'000.– considerato dall’autorità
di tassazione. 

                                         La nota marginale n. 6
della Circolare n. 28 stabilisce che la valutazione del valore fiscale dei
titoli deve basarsi sull’attività effettiva di un’azienda. A tal proposito il
Tribunale federale ha già avuto modo di sancire che una società commerciale o
industriale senza attività, che si limita da almeno due anni al recupero dei
propri crediti, all’attività di liquidazione della sostanza fissa o mobile,
oppure all’amministrazione della propria proprietà immobiliare, e per la quale
non è prevedibile una ripresa dell’attività statutaria, può essere valutata al
solo valore di sostanza. Nella sentenza 2C_800/2008 del 12 giugno 2009 l’Alta Corte
ha ritenuto non arbitraria la decisione del Tribunale amministrativo del Canton
Lucerna di calcolare il valore della società basandosi sul solo valore sella
sostanza anziché sul valore medio tra il doppio del valore di reddito e il
valore della sostanza, come previsto dalla Circolare n. 28. In quella
fattispecie, concernente una tassazione per il periodo fiscale 2004, era però
stato appurato che la società aveva completamente cessato le sue attività
statutarie già nel mese di settembre 2001, occupandosi dal periodo fiscale 2002
solo del recupero dei propri crediti, della liquidazione della sostanza e dell’amministrazione
della propria proprietà immobiliare.

 

                                         6.2.

                                         Nella fattispecie, RI 1
sostiene che, nei periodi fiscali in oggetto, la società non fosse più attiva
già da tempo. 

                                         Sennonché, ai sensi del
precitato art. 8 CC, la prova di quei fatti che concorrono a escludere o a
ridurre il debito verso l’erario è a carico del contribuente. È quindi il
ricorrente a dover fornire la prova che, almeno due anni prima rispetto ai
periodi fiscali oggetto delle decisioni impugnate, la società aveva interrotto
ogni attività operativa prevista dagli statuti societari e che una ripresa dell’attività
statutaria non è prevedibile. A tal proposito non può certo bastare
un’asserzione del tutto generica secondo la quale la società sarebbe già da
tempo inattiva. 

                                         Essendo qui impugnate le
decisioni di tassazione per i periodi fiscali 2013 e 2014, il calcolo del
valore del pacchetto azionario potrebbe basarsi sul solo valore della sostanza,
unicamente se fosse comprovato che la società era inattiva già dal 2011, rispettivamente,
dal 2012. In caso contrario, il valore del pacchetto azionario va calcolato conformemente
ai dettami della Circolare n. 28. 

 

                                         6.3.

                                         Da una semplice lettura
della documentazione allegata alla dichiarazione d’imposta della __________ per
il periodo fiscale 2011 e meglio dai bilanci forniti, si può dedurre che
durante il 2011 la società era pienamente operativa. Mal si vede, a titolo d’esempio,
come una società non più attiva possa inserire nel bilancio degli acquisti di
merce per fr. 85'265.95, degli stipendi per fr. 135'945.35, delle
spese di riscaldamento per fr. 10'726.80 o dei ricavi per gli esercizi
pubblici gestiti per complessivi fr. 320'740.35. Ne viene quindi che,
essendo stata la __________ pienamente operativa nel corso del 2011, il calcolo
del valore fiscale dei titoli per il 2013 operato dall’UT conformemente alla
Circolare n. 28 è perfettamente legittimo.

                                         Per il periodo fiscale
2012 la società non ha invece fornito alcuna documentazione e l’autorità
fiscale si è trovata costretta a procedere con una tassazione d’ufficio.
Cionondimeno, l’operatività della __________ è stata ammessa dal medesimo RI 1
il quale, in un verbale d’interrogatorio davanti alla Polizia cantonale, reparto
giudiziario 2 - TESEU, dichiarava il 13 luglio 2012 quanto segue:

                                         “Io sono amministratore unico della __________,
società gestrice del bar __________ (…) io sono azionista unico della società e
quindi solo l’aven­te diritto economico di tale società.  Sono io che decido come
gestire l’__________. Fino ad un mese fa i prezzi erano maggiorati, da un mese
a questa parte ho abbassato i prezzi come i normali bar. (…) Sono io che mi
occupo di effettuare i conti della cassa e dell’incasso delle camere”

                                         Avendo il qui ricorrente
ammesso, quale azionista unico della __________, di gestire l’__________, è evidente
che la società fosse ancora attiva nel 2012, almeno sino al mese di luglio. Di
conseguenza, anche il calcolo del valore fiscale dei titoli per il 2014 operato
dall’UT conformemente alla Circolare n. 28 è ineccepibile.

 

 

                                   7.   Alla
luce di quanto precede, ne consegue che le decisioni impugnate devono essere
annullate in relazione alla commisurazione dei vantaggi economici goduti dal
ricorrente in ambito societario in seno alla __________. Di conseguenza gli
atti verranno ritornati all’UT perché proceda nei propri incombenti.

                                         Per la questione relativa
all’imposizione del valore fiscale del pacchetto azionario, il ricorso è
respinto. 

                                         La tassa di giustizia e le
spese processuali, verranno poste a carico del ricorrente in misura
proporzionale alla sua soccombenza. 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   1.1.    Le
decisioni su reclamo del 28 settembre 2016 sono annullate e gli atti sono
rinviati all’Ufficio di tassazione, perché adotti una nuova decisione in merito
alla commisurazione dei vantaggi economici goduti dal ricorrente in ambito societario
in seno alla __________.

                                         1.2.    Il
ricorso è respinto per la questione relativa all’imposizio­ne del valore
fiscale del pacchetto azionario.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    900.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr. 1'000.–

                                         sono a carico del
ricorrente nella misura di un mezzo.

                                         Non si assegnano
ripetibili.

 

                                   3.   Contro il presen           Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di .

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: