# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8a677cf7-2b0b-51de-8f62-ab07e93a55eb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-04-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.04.2012 42.2011.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2011-13_2012-04-23.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  42.2011.13

   

  rs

  	
  Lugano

  23 aprile
  2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 agosto 2011 di

 

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 28 luglio
  2011 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assistenza sociale 

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   L’Ufficio
del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI), con decisione su reclamo del 28
luglio 2011 (cfr. doc. A1), ha confermato il proprio provvedimento del 25
novembre 2010 (cfr. doc. A3) con cui ha ordinato a RI 1 di restituire l’importo
di fr. 5’040.-- che avrebbe percepito a torto a titolo di prestazioni
assistenziali dal mese di maggio al mese di ottobre 2009 e nei mesi di luglio e
agosto 2010, avendo scoperto che in quei periodi la stessa ha lavorato per una
media di 35 ore al mese per fr. 18.-- all’ora (fr. 18.--/h x 35 ore x 8 mesi).

 

                               1.2.   Contro la
decisione su reclamo del 28 luglio 2011 RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso
al TCA, nel quale ha addotto:

 

" 
(…)

Dopo il divorzio mi sono
trovata in gravi difficoltà finanziarie, dovendo provvedere al mantenimento di
due figli piccoli e, nel contempo, dovendo saldare alcuni debiti “ereditati”
dal matrimonio fallito.

Benché beneficiaria di una
rendita di assistenza sono riuscita con grandi sacrifici a saldare il debito
accumulatosi ai danni della __________ e a garantire ai miei figli un’infanzia
dignitosa.

Dopo questo periodo
difficile era mia intenzione rientrare parzialmente nel mondo del lavoro, per
cui mi sono impegnata nella ricerca di un’attività lavorativa che, comunque, mi
permettesse di occuparmi dei miei figli.

Ho risposto ad alcuni
annunci di lavoro con scarsi risultati, finché il gestore del grotto __________
mi ha proposto di lavorare per lui, ma solo qualora avesse avuto difficoltà nel
garantire una buona qualità di servizio a causa dell’elevato numero di clienti
al Grotto; quindi mi sono messa a disposizione “su chiamata”.

Il gestore, apprezzata la
mia disponibilità, mi ha detto che comunque prima avrei dovuto prestare
servizio per un periodo di prova.

Soddisfatto del mio lavoro
svolto nelle 82 ore, nel 2009, ha gentilmente chiesto la mia collaborazione
anche per la stagione successiva.

Trattandosi di un numero limitato
di ore di servizio, pensavo non fosse obbligatorio dichiararle; dopo un
controllo effettuato dall’autorità competente, tuttavia mi è stato fatto notare
che io avrei dovuto avvertire tempestivamente l’ufficio del sostegno sociale,
qualora io avessi ricevuto qualsiasi altra entrata pecuniaria.

Capisco le condizioni
esposte dall’ufficio del sostegno sociale affinché si abbia diritto alle
prestazioni assistenziali, tuttavia mi trovo nell’impossibilità di restituire
la somma pretesa, poiché, come già detto, le entrate effettive non
corrispondono a quelle che l’ufficio stesso sostiene io abbia percepito.

(…)” (Doc. I)

 

                               1.3.   L’USSI, in
risposta, ha chiesto la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Il TCA è
chiamato a stabilire se la ricorrente deve o meno restituire l’ammontare di fr.
5’040.--, corrispondenti a prestazioni assistenziali percepite nel periodo dal
mese di maggio al mese di ottobre 2009 e nei mesi di luglio e agosto 2010.

 

                               2.2.   L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla
Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las). 

                                         Tale
normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran
Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289
segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

                                         Questi
cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

 

                                         Il 1°
ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU
40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

 

                               2.3.   L'art. 1 Las
stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti
della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla
legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti
stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

                                         Le
prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e
professionale dei beneficiari (cpv. 2).

 

                                         L'art. 2
della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al
cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono
complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi
cantonali". 

                                         Il cpv. 2
precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente
dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre
prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

 

                                         L’art. 13
Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che 

 

" 
Le prestazioni sociali di complemento
armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1,
ritenuto che:

a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento
vanno erogate le partecipazioni al premio
dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di
riferimento hanno diritto;

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto
dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la
precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona
dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

 

                                         Inoltre giusta l’art. 2
cpv. 1 Laps:

 

" 
Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:

a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie
previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo
1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;

b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del
1° febbraio 1990;

c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;

d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la
riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;

e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul
rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f)  l’assegno integrativo
previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di
famiglia dell’11 giugno 1996;

h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza
sociale dell’8 marzo 1971."

 

                                         Anche dal
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,
si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i
residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la riqualifica
professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante il periodo
previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli e gli
assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono l’ultimo
intervento sociale. 

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).

                                         Al
riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare
alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2
Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,
10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

                                         La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa
legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

 

                                         Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las). 

                                         Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del
Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8
maggio 2002, pag. 3).

                                         Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 Las).

 

                                         Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

" 
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)."

 

                                         Ex art.
19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

 

" 
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."

 

                                         L’art. 19
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.

 

                                         La Las
rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da
molti anni, come altri Cantoni.

                                         L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si
basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

 

                                         Il
Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) -, il 5 gennaio 2007, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un
lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione
delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.
"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in
Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza
dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro,
che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione
del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di
bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove
direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -,
che a far tempo dal 1° gennaio 2008 la soglia di intervento corrisponde:

 

" 
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

 

 

	
  Persona dell'unità di riferimento (economia domestica
  ai sensi del sostegno sociale)

  	
  Forfait globale per il mantenimento (raccomandato
  dalla COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Supplemento d'integrazione (adattamento delle
  raccomandazioni minime della COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Totale

   

   

   

  (fr./mese)

  
	
  1
  persona

  	
   
  960.--

  	
  100.--

  	
  1060.--

  
	
  2
  persone

  	
  1469.--

  	
  100.--

  	
  1569.--

  
	
  3
  persone

  	
  1786.--

  	
  100.--

  	
  1886.--

  
	
  4
  persone

  	
  2054.--

  	
  100.--

  	
  2154.--

  
	
  5
  persone

  	
  2323.--

  	
  100.--

  	
  2423.--

  
	
  6
  persone

  	
  2592.--

  	
  100.--

  	
  2692.--

  
	
  7
  persone

  	
  2861.--

  	
  100.--

  	
  2961.--

  
	
  Per
  ogni persona supplementare

  	
  +
  269.--

  	
  -

  	
  +
  269.--

  

 

 

B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o
più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della
COSAS).

Per unità di riferimento con più di due persone
di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un
supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più
anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di
queste persone." 

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle
prestazioni assistenziali per il 2008 in BU 3/2008 del 25 gennaio 2008 pag. 30-31)

 

                                         Gli
importi appena menzionati sono stati mantenuti anche per l’anno 2009 e 2010
(cfr. BU 13/2010 del 26 febbraio 2010, pag. 82-83).

 

 

                               2.5.   L’art. 22
Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

 

" 
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti: 

 

a) Reddito computabile: 

    1.  vengono
computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul
diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente; 

    2.
 la sostanza netta viene computata
interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,
per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una
coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile; 

    3.  vengono
interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di
riferimento. 

    4.
 Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e
immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata: 

    1.  non
vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps); 

    2.  non
vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps; 

    3.  non
vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps; 

    4.  le
spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino
all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c)
Spesa per l’alloggio

    Per
il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato
delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9
Laps" 

 

                                         Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

 

                                         L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la
deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle
famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa
computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate
e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente
assicurate; 

i)  ... 

j)  … . (cpv. 1) 

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

 

a) per le unità                             importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

                                         

                                         Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a
determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione
di bisogno del richiedente.

                                         Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi
contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las
(per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento
di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

                                         La
sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto
al conteggio nell’ambito Laps.

                                         Dal
calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

                                         Infine il
limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a
Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                               2.6.   L’art. 67 Las, relativo
all’obbligo di informazione in generale, prevede che:

 

" 
1Il richiedente, rispettivamente
l’assistito, è tenuto a dare agli organi dell’assistenza sociale ogni
informazione utile sulle sue condizioni personali e finanziarie; esso deve
produrre, a richiesta, ogni documento e permettere ai rappresentanti degli organi
dell’assistenza l’accesso alla sua abitazione.

2A richiesta, l’interessato deve svincolare
ogni Autorità, ente privato o pubblico e ogni terzo in genere dal segreto
d’ufficio, rispettivamente dal segreto professionale.”

 

                                         Giusta l’art. 68 Las,
afferente all’obbligo di informazione in particolare:

 

" 
1L’assistito è tenuto a segnalare
immediatamente agli organi dell’assistenza sociale ogni cambiamento intervenuto
nelle sue condizioni personali o finanziarie tale da implicare la
modificazione, la riduzione o la soppressione delle prestazioni assistenziali.

2L’assistito è tenuto a segnalare
tempestivamente agli organi dell’assistenza sociale l’eventuale suo cambiamento
di domicilio, come pure l’eventuale sua intenzione di soggiorni prolungati
fuori del luogo di domicilio.”

 

                               2.7.   Per quanto concerne le
prestazioni ottenute indebitamente, l’art. 36 Las sancisce:

 

"  Le
prestazioni indebitamente percepite vanno restituite alle condizioni di cui
all’art. 26 Laps.”

 

                                         Ai sensi
dell’art. 26 Laps, riguardante l'obbligo di restituzione e il condono:

 

" 
La prestazione sociale indebitamente percepita
deve essere restituita. (cpv. 1)

Il diritto di esigere la restituzione è perento
dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto
conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della
prestazione. (cpv. 2)

La restituzione è condonata, in tutto od in
parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona
fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento
al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo
grave. (cpv. 3)"

 

                                         Il
Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per
quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni
percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata
giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr.
Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).

 

                                         Secondo
l'art. 21 cpv. 4 Laps

 

"L'organo designato dalla legge speciale è
inoltre competente per le revisioni e per le decisioni di restituzione delle
prestazioni indebitamente percepite."

 

                                         Ai sensi
dell'art. 2 Reg.Las competente a decidere sulle domande d’assistenza e su ogni
prestazione assistenziale in genere, come pure sulle relative modifiche, a
emanare le decisioni di rimborso e a promuovere le azioni di regresso è
l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento.

 

                               2.8.   Secondo la
giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile
alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998
menzionato sopra (cfr. consid. 2.7.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso
è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In
effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato
formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è
senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve
procedervi se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a
indurre ad una conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può
richiedere una restituzione (cfr. STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000; DTF 122 V
21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).

                                         Per quel
che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare
limite generalmente valido. È infatti determinante l’insieme delle circostanze
del singolo caso (RCC 1989 p. 547).

 

                                         È tenuto
alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla
quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è
quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante
sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto
l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame
nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung
unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea
1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA C 25/00
del 20 ottobre 2000).

                                         Il
principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle
regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.
art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS
e delle leggi ad essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se
il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la
persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura
distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la
restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS
e art. 79 OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et
survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).

                                         Questo concetto
è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps

(cfr. consid. 2.7.).

 

                               2.9.   Nella
presente evenienza dalle carte processuali emerge che RI 1, al beneficio, perlomeno
dal 2009 (cfr. doc. 390; 381; 376; 369; 357; 350; 330; 321; 306), di
prestazioni assistenziali ordinarie, nei periodi da aprile a settembre 2009 e dal
mese di giugno al mese di agosto 2010 ha lavorato in nero presso il Grotto __________ quale cameriera (cfr. doc. 34; 37; A4).

 

                                         Più
precisamente da un rapporto del 20 settembre 2010 allestito dall’Ufficio dell’ispettorato
del lavoro dopo aver effettuato un’ispezione preso il Grotto __________ il 31
agosto 2010, si evince che:

 

" 
(…)

Durante il controllo erano
presenti:

 

__________, __________
(gerente e titolare);

__________, __________,
permesso G/i.o.

__________, permesso
G/i.o.

Il signor __________ ha
dichiarato che la signora RI 1 lavora presso il grotto __________, dal 2009.

Nel 2009 ha lavorato dal mese di aprile a settembre per una durata media mensile di 35 ore.

Nel 2010 ha lavorato nei mesi di giugno, luglio, agosto e, a dipendenza del tempo, lavorerà anche nel
mese di settembre.

Per l’attività svolta
presso il ritrovo la signora RI 1 ha percepito fr. 18.00 all’ora, pagati in
contanti e senza ricevuta di ritorno o conteggio di stipendio.

A precisa domanda, il
signor __________ ha dichiarato che la signora RI 1 non è assicurata contro gli
infortuni e non è stata annunciata alla __________ per i contributi AVS.

Il signor __________
conferma di essere al corrente che la signora RI 1 era al beneficio di una
rendita assistenziale.

…

Riassumendo:

Dal 2009 la signora RI 1,
beneficiaria di una rendita assistenziale, lavora in nero presso il grotto __________.

La stessa ha lavorato:

-         
nel 2009, dal mese di aprile al mese di
settembre;

-         
nel 2010, nei mesi di giugno, luglio e agosto.

La signora RI 1 ha
lavorato una media di 35 ore al mese e ha percepito fr. 18.00 all’ora, pagati
in contanti e senza ricevuta di ritorno o conteggio di stipendio.

Il signor __________ ha
dichiarato che la signora RI 1 non è assicurata contro gli infortuni e non è
stata annunciata alla __________ per i contributi AVS.” (Doc. 34)

 

                                         A seguito
dell’esito di tale accertamento l’USSI ha ricalcolato l’importo della
prestazione assistenziale mensile spettante all’insorgente nei periodi da
maggio a ottobre 2009 e nei mesi di luglio e agosto 2010, tenendo conto di un
reddito da attività dipendente di fr. 630.-- al mese (35 ore/mese x fr. 18.--/h;
cfr. doc. A3; A1).

                                         Il 25
novembre 2010 l’amministrazione ha, conseguentemente, emesso nei confronti
della ricorrente un ordine di restituzione della somma di fr. 5'040.-- (cfr.
doc. A3).

 

                                         La
decisione del 25 novembre 2010 è stata confermata con decisione su reclamo del
28 luglio 2011 (cfr. doc. A1).

 

                                         RI 1 ha,
in buona sostanza, contestato l’entità dell’importo chiesto in restituzione. 

                                         La
medesima, infatti, sostiene di aver svolto presso il Grotto __________ un
numero di ore lavorative inferiore a quello considerato dall’USSI (cfr. doc. I;
A2; 15).

                                         L’insorgente,
al riguardo, ha in particolare asserito di aver lavorato nel lasso di tempo
maggio-ottobre 2009 per 82 ore complessive, guadagnando una somma pari a fr.
1'476.-- (82 ore x fr. 18.--/h) e nei mesi di luglio e agosto 2010 per 60 ore
in totale, percependo fr. 1'080.-- (60 ore x fr. 18.--/h; cfr. doc. A2).

 

                             2.10.   Questo
Tribunale ritiene, innanzitutto, utile sottolineare che nell’ambito
dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà di cui agli art.
2 Las e 13 Laps (cfr. consid. 2.3.). 

                                      

 

                                         Da tale
principio risulta che l’erogazione di prestazioni assistenziali viene
riconosciuta soltanto qualora un richiedente non sia in grado di provvedere
alle proprie necessità tramite sforzo personale oppure prestazioni a cui sono
tenuti dei terzi o,  ancora, mediante prestazioni volontarie da parte di terzi.

 

                                         A tale
proposito l’Alta Corte, in una sentenza K 22/04 del 22 ottobre 2004 consid.
2.3.1., pubblicata in RAMI 2005 pag. 30, ha infatti indicato che:

 

" 
(…) Im Bereich der Fürsorgeleistungen gilt der
Grundsatz der Subsidiarität. Danach besteht ein Anspruch auf Fürsorgeleistungen
erst dann, wenn eine betroffene Person die notwendigen Mittel nicht durch
Selbsthilfe, Leistungsverpflichtungen Dritter oder freiwillige Mittel Drittter
erhält (Wolffers, a.a. O., S. 71). Zu den Leistungsverpflichtungen Dritter
gehören auch die Leistungen der Sozialversicherung (Wolffers, a.a.O., S. 72).

Die fürsorgerische Unterstützung von Flüchtlingen
richtet sich grundsätzlich nach den Normen der allgemeinen Sozialhilfe, sofern
die Asylgesetzgebung keine Sondernormen kennt (Wolffers, a.a. O., S. 184 f. und 191)." (RAMI 2005 pag. 30)

 

                                         In
un’altra sentenza pubblicata in DTF 137 V 143 Il Tribunale federale ha, invece,
sottolineato che:

 

" 
(…)

3.7.1 Mit Blick auf die
weiter geltend gemachte Verletzung des Subsidiaritätsprinzips und der damit
zusammenhängenden Frage der Abklärung bestehender Ansprüche der unterstützten
Person Dritten gegenüber ist unbestritten, dass sowohl hinsichtlich der
Nothilfe nach Art. 12 BV als auch
im Rahmen der kantonal geregelten Sozialhilfe der Grundsatz der Subsidiarität
gilt (vgl. etwa BGE 131 I 166 E. 4.1 S. 173 mit Hinweisen sowie CHRISTOPH
HÄFELI, Prinzipien der Sozialhilfe, in: Das Schweizerische Sozialhilferecht, derselbe
[Hrsg.], 2008, S. 73 ff.). Die unterstützte Person ist in Ausschöpfung des
Subsidiaritätsprinzips verpflichtet, Leistungsansprüche Dritten gegenüber
geltend zu machen."

 

                             2.11.   Inoltre
le direttive COSAS del 2005, aggiornate nel dicembre 2007, al
punto A.4 ("Principi del sostegno sociale"), dopo aver ribadito che
la sussidiarietà costituisce uno dei principi fondamentali sui quali si basa il
sostegno sociale, sottolineano che:

 

" 
(...)

- Sussidiarietà

 

Il sostegno sociale
interviene quando la persona bisognosa non è in grado di aiutarsi da sola e
quando le altre fonti d’aiuto disponibili sono state esaurite. Il sostegno
sociale deve intervenire quando non possono essere ottenuti altri aiuti, in
tempo utile o in maniera adeguata. Il sostegno sociale viene elargito dall’ente
cantonale preposto ed è sussidiario:

 

·        
allo sforzo personale: la persona che si trova nel bisogno deve sforzarsi di
intraprendere tutto ciò che è in suo potere per uscire dalla situazione
critica. Occorre quindi utilizzare in primo luogo i proventi del lavoro, il
patrimonio esistente o altre entrate disponibili

·        
agli obblighi da parte di terzi: prima di elargire una prestazione, le autorità devono vagliare
attentamente tutte le possibilità d’intervento degli altri enti pubblici o
privati. Ci si riferisce a prestazioni d’assicurazioni sociale, a contributi di
mantenimento inerenti il diritto di famiglia, a pendenze da contratto,
indennizzi, borse di studio, ecc.

·        
alle prestazioni volontarie da parte di terzi: le prestazioni d’aiuto sociale volontarie sono equiparate alle
prestazioni pubbliche, anche nel caso in cui non avessero base giuridica e
rivestissero un carattere benevolo. Esse son prese in considerazione nella
determinazione dell’intervento pubblico.

(…)”

 

                                         Riguardo alla funzione
delle disposizioni COSAS, in dottrina, C. Hänzi (Die Richtlinien der
schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe". Ed. Helbing Lichtenhahn,
Basilea 2011) rileva quanto segue:

 

" 
In der Schweiz ist eine einheitliche Definition
hinsichtlich der Ausgestaltung und der Höhe des Existenzminimum nicht
vorhanden. Die verschiedenen Regelungen zum Existenzminimum in der Schweiz
bilden kein kohärentes, geschlossenes  System zur Sicherung und zum Schutze
minimaler Voraussetzungen für ein menschenwürdiges Dasein. So besteht auch eine
eigene Umschreibung und Ausgestaltung des Existenzminimum für den
Leistungsbereich der Sozialhilfe. Die Schweizerische Konferenz für Sozialhilfe
hat sich dieser Aufgabe angenommen und gibt im Rahmen ihrer Richtlinien
Empfehlungen zuhanden der Sozialhilfeorgane des Bundes, der Kantone, der
Gemeinden sowie der Organisationen der privaten Sozialhilfe ab. Damit bezweckt
sie, angesichts der grossen föderalen Vielfalt, vor allem auch die Förderung
einer gesamtschweizerischen Unterstützungspraxis, insbesondere im bereich der
materiellen Unterstützung. Die Richtlinien konkretisieren dabei nicht nur den
Verfassungsauftrag gemäss Art. 12 BV zur Existenzsicherung, sondern sie wollen
grundsätzlich die Ausgestaltung eines sozialen Existenzminimums definieren,
welches über dem absolut Notwendigen zu liegen kommt. Dabei wurde mit der
letzten Revision ein Paradigmawechsel in der Konzeption der Richtlinien
vollzogen, da die Grundsicherung ab dann mit einem Anreizsystem verknüpft
wurde. Ausgerichtet ist das Unterstützungssystem der SKOS-Richtlinien auf
längerfristig unterstützte Personen, die in einem Privathaushalt leben und
fähig sind, den damit verbundenen Verpflichtungen nachzukommen. Allerdings
zeichnen sich die Richtlinien nicht nur dadurch aus, dass sie ein
Bemessungssystem für die jeweils angemessene Sozialhilfe für solche Haushalte
beinhalten. Sie umschreiben bspw. auch die geltenden Zielsetzungen dieses
Leistungsfeldes, die wesentlichen Grundprinzipien, die Rechte und Pflichten
Unterstützter, die regeln bei der Auszahlung von Leistungen, die möglichen
Sanktionen, die Massnahmen zur Integration oder die Verwandten- und
Rückerstattungspflicht und erhalten eine Sammlung der Rechtsprechung, der
kantonalen Sozialhilfegesetze sowie Praxishilfen. Sie sind damit eine
eigentliche Referenz für die Sozialhilfepraxis. Die Richtlinien erlangen jedoch
erst durch di e kantonale Gesetzgebung, die kommunale Rechtsetzung und die
Rechtsprechung Verbindlichkeit.“ (pag. 171-172)

 

                                         Relativamente al principio
di sussidiarietà C. Hänzi (op. cit.) osserva in particolare che:

 

" 
(…)

Ueber die Subsidiarität
als Anspruchsvoraussetzung und Abgrenzungskriterium wurde bereits beim Recht
auf Hilfe in Notlagen Ausführungen gemacht. Auf diese kann auch hier im
Wesentlichen verwiesen werden. Als Grundprinzip im Sozialhilferecht ist die
Subsidiarität so zu verstehen, dass Sozialhilfe prinzipiell nur gewährt wird,
soweit der Einzelne keinen Zugang zu einer anderweitigen, zumutbaren
Hilfsquelle, namentlich auch einer solchen der Selbsthilfe, hat. Das
Subsidiaritätsprinzip ist letztlich auch Ausdruck der Pflicht zur
Mitverantwortung und Solidarität. Wohl trägt der Stärkere Verantwortung
gegenüber dem Schwachen, letzterer darf der Gemeinschaft aber nichts aufbürden,
was er selbst zu tragen vermag, andrenfalls er sich unsolidarisch verhalten
würde.

Der Grundsatz der
Subsidiarität findet sich auf Ebene der Bundesverfassung nicht nur in Art. 12.
er ist in seiner allgemeinen Ausprägung als Ausdruck von Selbstverantwortung
und Mitverantwortung gegenüber der Gemeinschaft in Art. 6 BV verankert und
spielt eine Rolle bei der Erreichung der in Art. 41 BV gefassten Sozialziele.
In diesem Sinne hat das Subsidiaritätsprinzip eigentlich eine höherrangige
Bedeutung, da es im Eigentlichen ein verfassungsgestaltendes Prinzip darstellt.
Dennoch ist es im Sozialhilferecht von besonderer Bedeutung, da im Rahmen des
Subsidiaritätsgrundsatzes auch die Frage des Bestehens eines Anspruchs zu
klären ist. Dies zeigt sich bspw. im Vergleich zum Sozialversicherungsrecht.
Während eine AHV-Rente unabhängig davon ausgerichtet wird, ob die berechtigte
Person mit oder ohne diese über genügend finanzielle Mittel verfügt, wird
Sozialhilfe immer nur bei objektiv feststellbarer Bedürftigkeit ausgerichtet.
In diesem Sinne fliesst aus diesem Prinzip auch der Bestand oder eben das
Nichtbestehen von Ansprüchen im Sozialhilferecht. Die Wichtigkeit des
Subsidiaritätsprinzips im Sozialhilferecht zeigt sich insbesondere an der
Verankerung in der kantonalen Gesetzgebung. Das Prinzip ist ausgesprochen
präsent in der gesamten Sozialhilfegesetzgebung der Kantone. Dennoch hat der
Grundsatz der Subsidiarität in der Sozialhilfe nicht absolute Geltung. Er ist
immer dann zu durchbrechen, wenn wohl Anspruch auf anderweitige Hilfeleistung
besteht, diese Quelle jedoch nicht innert nützlicher frist nutzbar gemacht
werden kann und damit die Notlage weiter besthet.“ (pag. 114-115)

 

                             2.12.   Chiamata ora
a pronunciarsi nel caso concreto, questa Corte osserva che, in virtù del
principio della sussidiarietà che vige nell’ambito dell’assistenza sociale
(cfr. consid. 2.10; 2.11.), il richiedente deve avantutto cercare di provvedere
al proprio sostentamento tramite sforzo personale, ad esempio tramite lo
svolgimento di un’attività lavorativa.

                                         L’esercizio
di un’attività lucrativa deve, pertanto, debitamente e tempestivamente essere
annunciato, segnatamente, agli organi dell’assistenza sociale (al riguardo cfr.
art. 67 e 68 Las; consid. 2.6.), affinché questi ultimi possano calcolare
correttamente la prestazione assistenziale a cui ha diritto un richiedente oppure,
se del caso, a eventualmente negarla o sopprimerla.

 

                                         Nel caso
di specie, come visto sopra, da un’ispezione effettuata il 31 agosto 2010
dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro è emerso che la ricorrente, nei mesi
primaverili-estivi del 2009 e nei mesi di luglio e agosto 2010, ha lavorato presso il grotto __________ di __________ percependo un salario.

                                         Tale
attività non risulta, però, essere stata comunicata all’USSI, né alle autorità fiscali
e delle assicurazioni sociali (cfr. consid. 2.9.).

 

                                         Rispetto
ai conteggi dei mesi di gennaio, giugno, settembre 2009 e marzo 2010 in cui non era stato computato alcunché a titolo di reddito da attività lucrativa (cfr. doc.
390; 381; 357; 350) si è, quindi, realizzato un cambiamento importante del
reddito disponibile dell’insorgente.

                                         Il
calcolo della prestazione assistenziale andava, di conseguenza, rivisto in base
al nuovo reddito più elevato.

 

                                         La
ricorrente, da un profilo oggettivo, ha perciò effettivamente percepito parzialmente
a torto le prestazioni assistenziali afferenti ai periodi del 2009 e del 2010 in cui ha lavorato presso il grotto __________.

                                         La parte
ricevuta indebitamente va così restituita.

 

                             2.13.   Occorre ora
stabilire se l’importo richiesto in restituzione sia corretto.

 

                                         Questo
Tribunale, attentamente esaminata la documentazione agli atti, ritiene che la
stessa non consenta di risolvere con la dovuta cognizione di causa la questione
relativa all’esattezza o meno della somma di prestazioni assistenziali, pari a
fr. 5'040.--, oggetto dell’ordine di rimborso da parte dell’USSI. 

 

                                         In
effetti è vero che l’USSI per stabilire il reddito da attività dipendente
conseguito dall’insorgente nel lasso di tempo maggio-ottobre 2009 e nei mesi di
luglio e agosto 2010, e quindi l’importo da restituire, si è fondato sul
rapporto del 20 settembre 2010 dell’Ufficio dell’ispettorato del lavoro (cfr.
doc. 34), il quale ai sensi dell’art. 4 della LF concernente i provvedimenti in
materia di lotta contro il lavoro nero (Legge contro il lavoro nero, LLN), degli
art. 2 e 3 della Legge d’applicazione della LF concernente condizioni
lavorative e salariali minime per lavoratori distaccati in Svizzera e misure
collaterali (LDist.) e della LLN, nonché dell’art. 3 del Regolamento della
Legge d’applicazione della LDist. e della LLN è competente per i controlli
previsti dalla legislazione federale, e meglio verifica l’osservanza degli
obblighi di annuncio e di autorizzazione conformemente al diritto in materia di
assicurazioni sociali, stranieri e imposte alla fonte (cfr. art. 6 LLN).

 

                                         Riguardo
alle competenze in ambito dei controlli l’art. 7 cpv. 1 LLN prevede, poi, che
le persone incaricate dei controlli possono accedere alle aziende o ai posti di
lavoro durante l’orario di lavoro delle persone che vi sono occupate, esigere
dai datori di lavoro e dai lavoratori ogni informazione necessaria, consultare
e riprodurre tutti i documenti necessari, verificare l’identità dei lavoratori
e controllare i permessi di dimora e di lavoro.

 

                                         E’
altrettanto vero, tuttavia, da una parte, che in un’attestazione del 14 ottobre
2010 indirizzata alla Cassa __________ e trasmessa all’USSI nel marzo 2011 dalla
ricorrente (cfr. doc. 15) __________ del Grotto __________ ha dichiarato che il
salario lordo percepito da RI 1 da aprile a ottobre 2009 corrisponde a fr.
1'476.-- - ore 82 x fr. 18.-- - (cfr. doc. 16), pari a fr. 211.-- al mese (fr.
1'476.-- : 7 mesi), ossia a un importo inferiore a quello di fr. 630.--
mensili considerato dall’USSI nel nuovo calcolo della prestazione assistenziale
(cfr. doc. A3).

 

                                         Dall’altra,
che agli atti, contrariamente a quanto prescritto dall’art. 9 LLN, non risulta
alcun verbale redatto in occasione dell’ispezione di fine agosto 2010 presso il
Grotto __________ e firmato dal datore di lavoro.

 

                                         L’art. 9
cpv. 1, 2 e 3 LLN enuncia che:

 

"  1 Le persone incaricate dei controlli
annotano in un verbale gli accertamenti fatti. A verbale sono riportati solo
gli accertamenti fatti in relazione all’oggetto del controllo secondo
l’articolo 6. Le eventuali riproduzioni di documenti sono allegate al verbale.

2 Le persone incaricate dei
controlli fanno firmare il verbale seduta stante alle persone controllate.

3 L’organo cantonale di
controllo:

a. trasmette il
verbale alle autorità e organizzazioni che sono competenti per indagare e
decidere in merito alle infrazioni accertate nell’ambito dei controlli;

b. invia copia del verbale alle persone e aziende controllate;

c. invia un
estratto del verbale, con le loro deposizioni, alle persone che hanno fornito
informazioni.

(…)”

 

                                         Inoltre
non è dato sapere se l’ispezione effettuata presso l’esercizio pubblico di __________
abbia comportato o meno l’adozione di misure ai sensi della LF contro il lavoro
nero nei confronti del datore di lavoro.

 

                                         Non è poi
noto se la Cassa di compensazione di categoria abbia emesso oppure no una
decisione con cui ha fissato i contributi AVS/AI/IPG/AD
dovuti per il periodo da aprile a settembre 2009 e per i mesi di luglio e
agosto 2010, né, nel caso in cui avesse emanato un provvedimento in tal senso,
l’ammontare del salario oggetto della ripresa.

 

                                         Nemmeno
emerge se dal profilo fiscale vi siano state delle ripercussioni e di che
entità.

 

                                         Si
giustifica, di conseguenza, l’annullamento della decisione su reclamo impugnata
e il rinvio degli atti all’USSI perché, avvalendosi della collaborazione,
segnatamente, dell’Ufficio dell’ispettorato del lavoro, della Cassa __________
e delle autorità fiscali, disponga accertamenti più approfonditi al fine di
determinare __________mesi del 2009 e del 2010 in cui ha lavorato alle dipendenze del Grotto di __________.

 

                                         L’amministrazione,
più concretamente, appurerà, in particolare, se in occasione dell’ispezione del
31 agosto 2010 presso il Grotto __________ è stato allestito un verbale
sottoscritto dal datore di lavoro in ossequio all’art. 9 LLN e in caso affermativo
il tenore del medesimo, soprattutto riguardo all’entità della retribuzione
percepita dall’insorgente nei mesi da maggio a ottobre 2009, nonché nei mesi di
luglio e agosto 2010.

                                         L’USSI
verificherà pure se a seguito di tale ispezione è stato o meno avviato un
procedimento per lavoro nero (cfr. art. 10, 13 LLN).

 

                                         L’amministrazione
accerterà inoltre presso la Cassa AVS e l’autorità fiscale competenti se sono
state emesse decisioni (di fissazione di contributi sociali, rispettivamente di
tassazione) in relazione alle entrate connesse all’attività svolta presso
l’esercizio pubblico di __________ nel 2009 e nel 2010, nonché, se del caso,
l’entità dei redditi che sono stati ritenuti da tali autorità, come pure i
motivi per i quali - in particolare qualora le entrate considerate da queste
ultime differiscano da quelle indicate dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro
- le stesse hanno tenuto conto di determinati importi.

 

                                         L’USSI,
sulla scorta delle relative risultanze, si pronuncerà poi nuovamente
sull’obbligo della ricorrente di restituire parte delle prestazioni
assistenziali percepite nei periodi del 2009 e del 2010 in cui ha svolto un’attività lavorativa dipendente presso il __________.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto ai sensi dei considerandi.

                                         §    La
decisione su reclamo impugnata è annullata.

                                         §§ Gli
atti sono rinviati all’USSI per complemento istruttorio e       nuova
decisione.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti