# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ee251010-8b91-5830-8d1e-bf1569db092e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-08-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.08.2023 35.2023.42
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2023-42_2023-08-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  35.2023.42

   

  cr

  	
  Lugano

  14 agosto 2023   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Cinzia
  Raffa Somaini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 19
maggio 2023 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del
  25 aprile 2023 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione
  contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in
fatto

 

                          1.1.  In data
10 marzo 2021 RI 1, nata nel 1969, in precedenza dipendente in qualità di
addetta alla cucina/buffet, a tempo determinato (dal 1° maggio 2019 al 31
ottobre 2019), presso il __________ di __________ – e perciò assicurata contro
gli infortuni presso CO 1 (di seguito: CO 1) - è caduta in bici, riportando una
frattura al polso sinistro (frattura pluriframmentaria della diafisi distale
del radio), per la quale è stata sottoposta ad un intervento chirurgico presso
la Clinica __________ (doc. 4).

 

                                  Ella ha
beneficiato di indennità giornaliere di malattia fino al 1° luglio 2021 (cfr.
doc. 2.6).

 

                                  L’assicurata,
per il tramite del suo attuale rappresentante, RA 1, ha provveduto a notificare
tale infortunio alla CO 1 in data 27 dicembre 2022 (doc. 4).

 

                          1.2.  Eseguiti
gli accertamenti medico-amministrativi del caso, in data 24 gennaio 2023 la CO
1 ha rifiutato di erogare le prestazioni in relazione al sinistro annunciato,
rilevando come, al momento dell’infortunio, l’assicurata non beneficiasse più,
in applicazione dell’art. 7 OAINF, di una copertura assicurativa, la quale era
terminata 31 giorni dopo la fine del rapporto di lavoro, intervenuta in data 31
ottobre 2019 (cfr. doc. 2.4).

 

                                  A
seguito dell’opposizione interposta da RA 1 per conto dell’assicurata (cfr.
doc. 2.2), in data 25 aprile 2023, la CO 1 ha confermato il contenuto della sua
prima decisione (cfr. doc. B).

 

                          1.3.  Con
tempestivo ricorso del 19 maggio 2023, RI 1, sempre rappresentata da RA 1, ha
chiesto che, annullata la decisione su opposizione impugnata, l’Istituto assicuratore
sia chiamato a corrispondere le prestazioni di legge nella loro interezza.

 

                                  A
sostegno delle proprie pretese, il rappresentante dell’insorgente ha
sostanzialmente posto l’accento sulla sussistenza di un’idonea copertura
assicurativa al momento del sinistro, dato che, a quel momento, l’assicurata
era al beneficio di indennità giornaliere di malattia - percepite dopo il
termine del rapporto di lavoro (intervenuto il 31 ottobre 2019), fino al loro
esaurimento (1° luglio 2021) – da considerare una prestazione sostitutiva del
salario, secondo quanto previsto dall’art. 7 OAINF in combinato disposto con
l’art. 3 LAINF.

 

                                  Egli
ha, inoltre, ritenuto applicabile l’art. 23 CCNL concernente l’obbligo del
pagamento del salario (doc. I).

 

                          1.4.  La CO 1,
in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui
si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. VII).

                          1.5.  Con
replica del 30 giugno 2023, il rappresentante dell’insorgente ha ribadito le
contestazioni già espresse in sede ricorsuale (doc. IX).

 

                          1.6.  In sede
di duplica, l’assicuratore LAINF ha integralmente contestato la replica di
controparte, confermando la correttezza della decisione su opposizione
impugnata (doc. XIII).

 

considerato                 in
diritto

 

                          2.1.  Nel caso
concreto, litigiosa è la questione di sapere se l’Istituto assicuratore era
legittimato a negare la copertura dell’evento infortunistico accaduto in data
10 marzo 2021, oppure no. 

 

                          2.2.  L’art. 3 LAINF, nella
versione in vigore dal 1° gennaio 2017, ha il seguente tenore:

 

"
1 L’assicurazione inizia il giorno in cui comincia il
rapporto di lavoro oppure in cui nasce il diritto al salario, in ogni caso però
dal momento in cui il lavoratore si avvia al lavoro. Per il disoccupato inizia
il giorno in cui, per la prima volta, sono adempiuti i presupposti del diritto
secondo l’articolo 8 LADI o sono percepite indennità secondo l’articolo 29
LADI. 

2 L’assicurazione termina
allo spirare del 31° giorno susseguente a quello in cui cessa il diritto almeno
al semisalario e, per il disoccupato, allo spirare del 31° giorno susseguente a
quello in cui per l’ultima volta sono adempiuti i presupposti del diritto
secondo l’articolo 8 LADI o sono percepite indennità secondo l’articolo 29
LADI. 

3 L’assicuratore deve
offrire all’assicurato la possibilità di protrarre l’assicurazione, mediante
accordo speciale, fino a sei mesi.

(…).

5 ll Consiglio federale
disciplina le rimunerazioni e i redditi sostitutivi computabili come salario,
come pure la forma e il contenuto degli accordi di protrazione
dell’assicurazione.”

 

                          2.3.  Secondo
l’art. 7 cpv. 1 OAINF, sono considerati salario ai sensi dell’art. 3 cpv. 2
della legge, il salario determinante secondo la
legislazione federale sull'AVS (lett. a), le indennità giornaliere
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, dell'assicurazione
militare, dell'assicurazione per l'invalidità (AI) e le indennità giornaliere
delle casse malati e delle assicurazioni private contro le malattie e contro
gli infortuni, sostitutive del salario, le indennità secondo la legge federale
del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno nonché le
prestazioni di assicurazioni maternità cantonali (lett. b), gli assegni
familiari versati conformemente all'uso locale o professionale a titolo di
assegni per i figli, di sussidi di formazione o di assegni familiari (lett. c)
e i salari su cui non è riscosso alcun contributo dell'AVS a causa dell'età
dell'assicurato (lett. d). 

                                  Giusta
il cpv. 2 della succitata disposizione d’ordinanza, non sono invece considerate
salario, le indennità versate allo scioglimento del rapporto di lavoro, in caso
di chiusura o fusione di un'azienda o in circostanze analoghe (lett. a) e le
rimunerazioni quali gratifiche, indennità natalizie, partecipazioni agli utili
d'esercizio, le azioni al personale, i tantièmes, i premi di fedeltà e
d'anzianità di servizio (lett. b). 

 

                          2.4.  L’art.
3 cpv. 2 LAINF subordina dunque la fine della copertura assicurativa alla fine
del diritto al semisalario almeno. Ciò significa che il termine di 31 giorni
inizia a decorrere il giorno successivo a quello in cui il lavoratore non
dispone più di un diritto alla metà almeno del suo salario. 

 

                                  Determinante
non è la data effettiva dell’interruzione del rapporto di lavoro, ma il diritto
al salario (secondo la legge o il contratto di lavoro), che può andare
anche oltre a quella data, ad esempio in ragione di vacanze. 

                                  La
pretesa salariale deve naturalmente riferirsi al periodo successivo all’ultimo
giorno di lavoro effettivo: un’indennità di salario arretrata relativa a un
lavoro fornito durante la durata del rapporto lavorativo, non posticipa il
punto di partenza del periodo di prolungamento della copertura assicurativa
(cfr. Jean-Maurice Frèsard/Margit Moser-Szeless, L'assurance-accidents
obligatoire, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], 2a ed.,
Basilea/Ginevra/Monaco 2007, p. 847 n. 31 e giurisprudenza ivi citata; D.
Guignard, Le dèbut et la fin de l’assurance-accidents (LAA), Tesi Losanna 1998,
p. 226). 

 

                          2.5.  Nella
concreta evenienza, l’istituto assicuratore ha negato il diritto a prestazioni
in relazione all’infortunio avvenuto in data 10 marzo 2021, per il motivo che,
a quel momento, non era più in essere la copertura assicurativa. In sintesi,
secondo l’assicuratore infortuni, essendo il rapporto di lavoro, a tempo
determinato, giunto al termine in data 31 ottobre 2019, la copertura
assicurativa presso la CO 1, in forza dell’art. 3 cpv. 2 LAINF, sarebbe scaduta
31 giorni dopo la fine del rapporto di lavoro e, di conseguenza, al momento del
sinistro era ampiamente scaduta. Quanto alla circostanza, invocata dal
rappresentante, che l’assicurata abbia beneficiato di indennità giornaliere di
malattia fino al 1° luglio 2021, la CO 1 ha considerato che ciò non risulta decisivo,
posto come la giurisprudenza federale abbia già chiarito che le stesse non
possono essere considerate prestazioni sostitutive del salario.

 

                                  Dal
canto suo, il rappresentante dell’insorgente ha contestato la posizione dell’assicuratore
convenuto, sostenendo che le indennità giornaliere di malattia percepite fino
al 1° luglio 2021 costituiscono una prestazione sostitutiva del salario e, di
conseguenza, fanno sì che al momento dell’infortunio (10 marzo 2021) la
copertura assicurativa fosse ancora in essere. 

 

                          2.6.  In una
STF 8C_617/2016 del 26 ottobre 2017, pubblicata in DTF 143 V 385, il Tribunale federale - chiamato ad esprimersi sul tema dalla
sussistenza o meno di copertura assicurativa nel caso di un infortunio (del 3 luglio
2010) avvenuto allorquando il rapporto di lavoro era già da tempo giunto a
termine (a partire dalla fine di ottobre 2008), mentre continuavano, invece, a
venire versate le indennità giornaliere di malattia (fino al 2 novembre 2010) -
ha già avuto modo di chiarire che le indennità giornaliere
devono essere considerate come prestazioni in luogo e vece del salario
conformemente all'art. 7 cpv. 1 lett. b OAINF fintanto che sono dovute secondo
il contratto di assicurazione, ma al più tardi al momento in cui termina il
rapporto di lavoro. 

                                  In
quel caso, l’Alta Corte è giunta alla conclusione che le parti avevano concluso
un contratto di lavoro di durata determinata, che ha preso fine prima
dell'esaurimento del diritto alle indennità giornaliere in caso di malattia. 

                                  Il
Tribunale federale ha quindi concluso che, nel momento in cui si è verificato
l’infortunio, l’assicurata non potesse più considerare di essere assoggettata
alla LAINF, essendo ormai da tempo terminato il rapporto di lavoro e, di
conseguenza, la relativa copertura assicurativa e ciò anche tenendo conto del
prolungamento di copertura di 30 giorni ai sensi dell’art. 3 cpv. 2 v.LAINF.

                                  L’Alta
Corte ha sviluppato, in particolare, le seguenti considerazioni:

 

"
(…)

4.1. Au sens de l'art. 7 al. 1 let. b OLAA, les indemnités versées par l'assurance-maladie ne sont réputées
salaires que lorsqu'elles remplacent le salaire dû par l'employeur en vertu de
l'art. 324a CO. La question du droit
au salaire est ainsi déterminante pour fixer la nature des indemnités
journalières versées par l'assurance-maladie. Elle l'est par conséquent
également lorsqu'il s'agit de fixer le moment de la fin du droit à la
couverture d'assurance-accidents.  

 

4.2. L'art. 324a al. 1 CO prévoit
que si le travailleur est empêché de travailler, sans faute de sa part, pour
des causes inhérentes à sa personne - comme par exemple la maladie ou
l'accomplissement d'une obligation légale -, l'employeur lui verse le salaire
pour un temps limité, y compris une indemnité équitable pour le salaire en
nature perdu, dans la mesure où les rapports de travail ont duré plus de trois
mois ou ont été conclus pour plus de trois mois. Pendant la première année de
service, ce temps limité ne peut pas être inférieur à trois semaines; par la
suite, il s'agit d'une période plus longue, à fixer équitablement d'après la
durée des rapports de travail et les circonstances particulières (al. 2). Un
accord écrit, un contrat-type de travail ou une convention collective peut
déroger à ces dispositions à condition d'accorder au travailleur des
prestations au moins équivalentes (art. 324a al. 4 CO). L'art. 324a al. 4 CO permet
ainsi de substituer, notamment par un accord écrit, une couverture d'assurance
à l'obligation légale de payer le salaire, à condition toutefois que les
travailleurs bénéficient de prestations au moins équivalentes. Dans le domaine
de l'assurance couvrant le risque de perte de gain en cas de maladie, les
parties peuvent librement choisir, soit de conclure une assurance sociale d'indemnités
journalières régie par les art. 67 à 77 LAMal, soit de conclure une assurance
d'indemnités journalières soumise à la LCA (RS 221.229.1) (GUY LONGCHAMP, in:
Commentaire du contrat de travail, Jean-Philippe Dunand/Pascal Mahon éd., 2013,
n. 41 ss ad art. 324a CO; RÉMY
WYLER/BORIS HEINZER, Droit du travail, 3e éd. 2014, p. 240 ss).  

 

4.3. L'art. 324a al. 1 et 2 CO étant
une norme relativement impérative, des dérogations peuvent être prévues par les
parties. Par exemple, il est permis d'assurer la couverture des empêchements de
travailler survenant durant les trois premiers mois de travail, lorsque les
rapports ont été conclus pour moins de trois mois (LONGCHAMP, op.cit., n. 32
ad art. 324a CO). Dans le cas d'un
régime plus favorable, les indemnités journalières doivent être considérées
comme des prestations versées en lieu et place du salaire, conformément à l'art. 7 al. 1
let. b OLAA, aussi longtemps qu'elles sont dues
selon le contrat d'assurance, mais au plus tard jusqu'à la cessation des
rapports de travail. Autrement dit, les indemnités journalières
d'assurance-maladie ne représentent plus une prestation accordée en
remplacement du salaire après la fin des rapports de travail (arrêt dans les
causes jointes 8C_147/2015 et 8C_149/2015 du 8 juillet 2015 consid. 5.2).
Lorsqu'il existe un régime plus favorable, ce n'est donc pas, contrairement à
l'opinion des premiers juges, le régime minimum de l'art. 324a CO qui est déterminant pour le maintien de la couverture
d'assurance LAA.  

 

4.4. Selon l'art. 334 al. 1 CO, le contrat de durée déterminée se définit comme celui qui prend
fin sans qu'il soit nécessaire de donner congé. La durée du contrat doit être
fixée par la loi, la convention des parties ou la nature de l'affaire. Ainsi,
dans tous les cas où l'on ne peut pas constater la fixation d'une échéance, le
contrat est considéré comme de durée indéterminée et un congé est alors
nécessaire pour y mettre fin; c'est pourquoi la doctrine et la jurisprudence
admettent qu'il faut présumer l'existence d'un contrat de durée indéterminée et
qu'il incombe à la partie qui soutient le contraire d'apporter la preuve qu'une
échéance a été fixée (arrêts 4A_531/2008 du 4 février 2009 consid. 2.1; B 90/00
du 26 novembre 2001 consid. 4c publié in: RSAS 2003, p. 503 s; WYLER/HEINZER,
op. cit. p. 497).  

 

4.5. En l'espèce, les juges précédents ont relevé un certain nombre
d'éléments de fait qui plaident en faveur d'un contrat de durée déterminée
limitée à moins de trois mois. Parmi ces éléments, figurent la nature de l'activité
exercée par l'entreprise B.________: celle-ci est une coopérative dont le but
est la défense des intérêts de ses membres dans la production et la
commercialisation fruitière. Elle emploie des ouvriers agricoles pour le
ramassage des fruits en général du mois d'août à fin octobre. Un autre indice
en faveur d'un contrat de durée déterminée réside dans le fait que l'indemnité
journalière a été versée à l'employeur jusqu'au 31 octobre 2008.  

 

A ce dernier propos,
on notera, dans le prolongement du raisonnement de la cour cantonale, que l'art. 19 al.
2 LPGA prévoit que les indemnités
journalières et les prestations analogues sont versées à l'employeur dans la
mesure où il continue à verser le salaire à l'assuré malgré son droit à des
indemnités journalières (cf. pour les assurances collectives perte de gain en
cas de maladie, l'art. 72 al. 6 LAMal; voir à
ce sujet GEBHARD EUGSTER, Vergleich der Krankentaggeldversicherung [KTGV] nach
KVG und nach VVG, in: Krankentaggeldversicherung: Arbeits- und versicherungsrechtliche
Aspekte, 2007, p. 78; WYLER/HEINZER op. cit., p. 242; cf. également, à propos
de l'indemnité journalière de l'assurance-accidents, l'art. 49 al.
1 LAA). Quant à l'assurance privée prévue par la
LCA, le contrat peut prévoir le versement des indemnités en mains de
l'employeur; celui-ci accomplit une tâche administrative définie par le contrat
d'assurance, en ce sens qu'il lui appartient d'encaisser les indemnités
journalières lesquelles sont cependant dues à l'assuré, et non pas à lui (ATF 141 III 112 consid. 4.4 p. 114; CHRISTOPH FREY/NATHALIE LANG, in: Basler
Kommentar, Versicherungsvertragsgesetz, Nachführungsband, 2012, n. 18 ad art. 87 LCA). Or le versement à l'employeur dans ces différents cas de figure
présuppose, par définition, le maintien d'un rapport de travail. Si tel n'est
pas le cas, l'indemnité est versée directement à l'assuré, qui en est le
créancier (cf. EUGSTER,  ibidem; ATF 141 III 112, cité, consid. 4.3 p. 113). Dans le cas particulier, le fait que
l'indemnité a été versée en mains de la recourante à partir du 1er novembre
2008 est donc - comme l'ont relevé les premiers juges - un indice sérieux en
faveur d'un contrat de durée limitée au 31 octobre 2008.  

 

Dans ce contexte et en
complément des faits retenus par la juridiction cantonale, on peut ajouter que
le rapport d'enquête du 3 avril 2012 indique que la recourante, selon les
informations recueillies auprès de CSS Assurance, a bénéficié des indemnités
journalières (jusqu'au 2 novembre 2010) "y compris par l'intermédiaire
d'une couverture de libre passage". Cela donne à penser qu'elle avait
cessé d'appartenir au cercle des assurés défini par le contrat en raison de la
fin des rapports de travail (voir pour l'assurance collective selon la LAMal,
l'art. 71 LAMal et EUGSTER,
Krankenversicherung, in: Soziale Sicherheit, SBVR, 3ème éd. 2016, p. 850 sv. n.
1491 ss; pour l'assurance collective selon la LCA, voir VINCENT BRULHART,
L'assurance collective contre la perte de gain en cas de maladie, in: Le droit
social dans la pratique de l'entreprise, 2006, p. 101). 

 

On notera enfin que,
dans les explications qu'il a fournies le 3 avril 2012, l'employeur a
clairement indiqué, en relation avec le cas d'espèce, que les travailleurs
saisonniers étaient engagés pour la période des récoltes (début août à fin
octobre). 

 

4.6. Comme le souligne la juridiction précédente, l'indication
figurant dans le rapport à l'assurance-invalidité ne signifie pas que
l'intéressée était engagée pour une durée indéterminée, mais elle renseigne
uniquement sur l'horaire de travail durant les mois d'août à octobre et en
dehors de cette période. Enfin, le fait que l'employeur a répondu
"nous" à la question lui demandant "Par qui le contrat de
travail a-t-il été résilié?" n'est pas déterminant au regard des autres
éléments susmentionnés. La recourante ne prétend du reste pas que son contrat a
été résilié, bien au contraire.  

 

4.7. Dans ces conditions, l'appréciation des preuves par la
juridiction cantonale ne saurait être taxée d'arbitraire. Sur la base des
éléments susmentionnés il faut admettre que les parties étaient liées par un
contrat de durée déterminée qui a pris fin en octobre 2008. A la date de
l'accident (3 juillet 2010), la recourante n'était plus soumise à la LAA, même
compte tenu de la couverture prolongée de trente jours prévus (art. 3 al. 2
aLAA).  (…)”.

 

                          2.7.  Chiamata
ora a pronunciarsi, questa Corte, sulla base della chiara giurisprudenza
federale appena riprodotta al consid. 2.6. - riguardante una fattispecie del
tutto analoga a quella oggetto della presente vertenza, checché ne dica il
rappresentante dell’insorgente - non può che confermare la correttezza della
decisione su opposizione impugnata.

 

Nel caso di specie, infatti, è pacifico
che, nel momento in cui si è verificato l’infortunio (10 marzo 2021), il
rapporto di lavoro dell’assicurata fosse ampiamente giunto a termine
(trattandosi di un rapporto di lavoro a tempo determinato dal 1° maggio 2019 al
31 ottobre 2019) (cfr. doc. 4).

 

Altrettanto incontestato che la stessa,
a quel momento, beneficiasse di indennità giornaliere di malattia, versate da __________
(fino al 1° luglio 2021, cfr. doc. 2.6.).

 

Ora, alla luce di quanto motivatamente
esposto dal TF nella sentenza pubblicata in DTF 143
V 385 sopra riportata (cfr. consid. 2.6.), questo Tribunale deve
concordare con l’amministrazione nel ritenere che, anche tenendo conto del
prolungamento di copertura di 31 giorni previsto dall’art. 3 cpv. 2 LAINF, al
momento dell’infortunio (marzo 2021) l’assicurata non potesse vantare una
valida copertura assicurativa LAINF da parte di CO 1.

 

Le tesi contrarie sostenute dal rappresentante
dell’insorgente, volte a dimostrare il presunto valore di salario sostitutivo
da attribuire alle indennità giornaliere di malattia percepite dall’assicurata
al momento dell’infortunio, appaiono del tutto inconsistenti e, ormai, superate
dalle chiare considerazioni sviluppate dall’Alta Corte nella citata sentenza di
cui alla DTF 143 V 385. 

                                  Questo
Tribunale rileva, in particolare, come il TF abbia evidenziato che le indennità
versate dall'assicurazione malattia valgono sì come salario, ma quando esse
sostituiscono il salario dovuto dal datore di lavoro in virtù dell'art.
324a CO. L’Alta Corte ha riconosciuto che la
questione del diritto al salario è così determinante per fissare la natura
delle indennità giornaliere versate dall'assicurazione malattia, così come pure
costituisca un aspetto decisivo anche per stabilire il momento della fine del
diritto alla copertura dell'assicurazione contro gli infortuni. Il TF ha
sottolineato che se il datore di lavoro dovesse derogare al quadro
legale di cui all'art. 324a cpv. 1 e 2 CO, le indennità giornaliere devono
essere considerate come prestazioni in luogo e vece del salario conformemente
all'art. 7 cpv. 1 lett. b OAINF fintanto che sono
dovute secondo il contratto di assicurazione, ma al più tardi al momento in
cui termina il rapporto di lavoro (cfr. sentenza citata, consid. 4 – il
corsivo è della redattrice).

 

Non occorre dunque dilungarsi oltre
sull’argomento, da considerare chiarito.

                                  Ne consegue, in
applicazione degli art. 3 cpv. 2 LAINF e 7 cpv. 1 OAINF, che l’insorgente, dopo
il lasso di tempo di trentuno giorni a decorrere dal termine del contratto di
lavoro a tempo determinato (avvenuto il 31 ottobre 2019) – e quindi a maggior
ragione nel marzo 2021 - era priva di copertura assicurativa, come giustamente
stabilito dalla CO 1.

 

                                  Alla luce di tutto quanto esposto
occorre concludere che a ragione l’assicuratore LAINF resistente non ha assunto
i disturbi lamentati dall’insorgente nel marzo 2021.

 

                                  La decisione su opposizione
impugnata deve conseguentemente essere confermata.

 

                          2.8.  L’art.
61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura
deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti;
la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte
alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

                                  In data 1° gennaio 2021 è entrata
in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA prevede ora
unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.

 

                                  Dalla medesima data è entrato in
vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie
relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge
interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può
imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o
sconsiderato.

 

                                  Trattandosi di una controversia
relativa a prestazioni LAINF, il legislatore non ha previsto di prelevare le
spese.

 

                                  Sul tema cfr. anche STF 9C_369/2022
del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18
(STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF
8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi, Actualités du
TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux
cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in
SZS/RSAS 2/2022 p. 107).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  Il
ricorso è respinto.

 

                             2.  Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             3.  Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                  L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti