# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fd63e8d2-7913-5484-bbc6-814fc533b80f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-02-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.02.2021 B-4370/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-4370-2020_2021-02-04.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte II 

B-4370/2020 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  4  f e b b r a i o  2 0 2 1  

  

 
Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio),  

Ronald Flury, Francesco Brentani,  

cancelliera Maria Cristina Lolli. 
 

 
 

Parti 

 
X._______,  

[…],   

patrocinata dall'avv. Patrick Untersee,  

Studio 1896,  

[…],  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Commissione svizzera di maturità CSM,   

c/o Segreteria di Stato per la formazione,  

la ricerca e l’innovazione SEFRI, 

[…],   

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Esame svizzero di maturità. 

 

 

 

B-4370/2020 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

X._______ (in seguito: la ricorrente) si è presentata al primo esame par-

ziale nella sessione estiva 2019 e al secondo esame parziale nella ses-

sione estiva 2020 per il conseguimento dell'attestato di maturità. Al termine 

di tali esami, la ricorrente ha totalizzato un punteggio di 83.5 e accumulato 

cinque insufficienze. Con tali risultati, la medesima non ha adempiuto ai 

criteri per il superamento dell'esame secondo l'art. 22 dell'Ordinanza del 

7 dicembre 1998 sull'esame svizzero di maturità (in seguito: Ordinanza 

ESM, [RS 413.12]) per il quale sarebbe stato necessario un punteggio mi-

nimo di 84 e al massimo quattro note insufficienti. Pertanto, non le è stato 

rilasciato l'attestato di maturità. 

A.a Nella sessione estiva 2019 la ricorrente ha ottenuto al termine del 

primo esame parziale i seguenti risultati: 

Materia: Nota finale Punti 

Biologia 3.5 3.5 

Chimica 3.5 3.5 

Fisica 2.5 2.5 

Storia 4.0 4.0 

Geografia 4.0 4.0 

Musica 4.5 4.5 

Totale dei punti ottenuti alla sessione  22.0 

A.b Con lettera del 15 gennaio 2020, la ricorrente ha fatto richiesta presso 

la Commissione svizzera di maturità CSM (in seguito: l'autorità inferiore o 

CSM) di ottenimento di deroga per iI secondo esame parziale (preceden-

temente già ottenuta per il primo esame parziale) a motivo del disturbo 

dell’attenzione (ADHD), allegando il rapporto medico deI Dr. A._______ 

contenente il piano didattico personalizzato per la ricorrente (cfr. ricorso  

alleg. "rapporto medico e piano didattico Dr. A._______ deI gennaio 

2019"). 

A.c Con decisione del 20 febbraio 2020, l'autorità inferiore ha parzialmente 

accolto la richiesta della ricorrente, autorizzando le seguenti misure di com-

pensazione: 

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Pagina 3 

- Per le prove scritte di italiano e di matematica potrà disporre di 30 minuti 

supplementari da utilizzare come pausa intermedia o come prolunga-

mento delle prove; 

- Per le prove scritte della seconda lingua nazionale, della terza lingua e 

dell'opzione specifica potrà disporre di 20 minuti supplementari da utiliz-

zare come pausa intermedia o come prolungamento delle prove; 

- Per le prove orali di italiano, della seconda lingua nazionale, della terza 

lingua, dell'opzione specifica e dell'opzione complementare potrà disporre 

di 5 minuti supplementari da utilizzare esclusivamente come tempo sup-

plementare di preparazione. 

A.d Per far fronte alla situazione pandemica venutasi a creare, iI Consiglio 

federale ha adottato l’Ordinanza del 13 maggio 2020 sullo svolgimento 

dell’esame svizzero di maturità 2020 in considerazione della pandemia di 

coronavirus (in seguito: Ordinanza COVID-19, [RS 413.17]), per poter ga-

rantire uno svolgimento degli esami in una situazione complessa e nel ri-

spetto delle misure di protezione. 

Una volta confermata la sessione estiva 2020 e sulla base di tale Ordi-

nanza, la CSM ha comunicato a tutti i candidati, con lettera del 18 giugno 

2020, che l'esame si sarebbe svolto in deroga all'Ordinanza ESM in osse-

quio dell’Ordinanza COVID-19 (cfr. consid. 3.2.4). Al fine di mitigare il più 

possibile le conseguenze derivanti da tale situazione straordinaria, iI Con-

siglio federale e la CSM hanno adottato, nell’ambito delle loro rispettive 

competenze, varie misure, dando segnatamente ai candidati la possibilità 

di ritirare la propria iscrizione senza conseguenze fino al giorno prima dell'i-

nizio della sessione; mettendo in atto, al momento dell’attribuzione delle 

note di maturità, un meccanismo idoneo a compensare l’assenza delle 

prove orali; e offrendo ai candidati al secondo esame parziale e all’esame 

completo, la possibilità di annullare Ie note conseguite nella sessione 

estiva 2020, senza che il sostenimento dell’esame completo o del secondo 

esame parziale contino come tentativo d’esame. 

A.e Nella sessione estiva 2020 la ricorrente ha ottenuto al termine del se-

condo esame parziale i seguenti risultati: 

Materia:  Scritto Correttivo [d] Nota finale Punti 

Prima lingua Italiano 3.0 + 0.29 3.5 10.5 

Seconda lingua  Tedesco 3.58 + 0.84 4.5 13.5 

Terza lingua Greco 4.0 + 0.5 4.5 9.0 

Matematica  2.81 + 0.47 3.5 7.0 

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Opzione specifica Latino 4.0 + 0.5 4.5 13.5 

Opzione complementare Storia 4.0 / 4.0 4.0 

Lavoro di maturità  4.0 + 0.0 4.0 4.0 

Totale dei punti ottenuti alla sessione  61.5 

A.f Con decisione del 15 luglio 2020, la CSM ha comunicato alla ricorrente 

che, avendo totalizzato un punteggio di 83.5, giusta l'art. 22 dell'Ordinanza 

deI 7 dicembre 1998 sull'esame svizzero di maturità (in seguito: Ordinanza 

ESM, [RS 413.12]), l'esame non risulterebbe superato e, pertanto, non po-

trebbe essere rilasciato l'attestato di maturità. A tal proposito, la CSM ha 

informato la ricorrente che le condizioni per la ripetizione dell'esame e le 

norme concernenti le note acquisite sono indicate nell'art. 26 Ordinanza 

ESM. 

B.  

In data 31 agosto 2020, la ricorrente ha impugnato detta decisione con ri-

corso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (in seguito: il Tribunale 

o TAF). La ricorrente ha postulato quanto segue: 

1. Il ricorso è accolto. Di conseguenza: 

1.1. In via principale la decisione è modificata con l'assegnazione di 

mezzo punto in più nella materia di matematica (nota 4) e italiano 

(nota 4) e per il lavoro di maturità (nota 4.5) con conseguente rilascio 

dell'attestato di maturità svizzera alla signorina X._______. 

1.2. In via subordinata la decisione è modificata con l'assegnazione di 

mezzo punto in più nella materia di matematica (nota 4) o di italiano 

(nota 4) con conseguente rilascio dell'attestato di maturità svizzera 

alla signorina X._______. 

1.3. In via ancora più subordinata gli atti sono ritornati al Presidente della 

Sessione, rispettivamente alla CSM per nuova decisione, rispettiva-

mente affinché sia assegnato in matematica o in italiano un mezzo 

punto tecnico. 

2. Protestate tasse, spese e ripetibili. 

La ricorrente censura una violazione del diritto federale, segnatamente del 

principio e del diritto della parità di trattamento (art. 8 CF e 27 dell'Ordi-

nanza), compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento, la 

mancata considerazione di alcuni fatti rilevanti costitutiva di un accerta-

mento incompleto degli stessi, nonché l'inadeguatezza. 

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In tal senso, la medesima fa valere un disturbo dell'attenzione (ADHD), 

medicalmente diagnosticato ed accertato. La ricorrente afferma che tale 

disturbo corrisponderebbe ad una disabilità (o handicap) ai sensi 

dell'art. 27 Ordinanza ESM e che, in quanto tale, non sarebbe stata com-

pensata da misure idonee durante lo svolgimento degli esami e non sa-

rebbe stata tenuta debitamente in considerazione nella valutazione degli 

stessi.  

C.  

In data 22 ottobre 2020, l’autorità inferiore ha trasmesso l’incarto a loro di-

sposizione e preso posizione sul ricorso, confermando la propria decisione 

e chiedendo di respingere quest'ultimo. Nella sua argomentazione, la CSM 

smentisce una qualsivoglia violazione del principio e del diritto della parità 

di trattamento, in quanto le deroghe concesse alla ricorrente per compen-

sare la sua disabilità sarebbero state messe in pratica, nella misura in cui 

gli esami toccati da tali misure compensatorie erano ancora oggetto della 

sessione 2020. Per di più, l'autorità inferiore precisa che l’attribuzione di un 

“mezzo punto tecnico”, o “nota puntata'’, rappresenterebbe una prassi che 

la medesima ha adottato per permettere a un candidato di riuscire, nono-

stante insufficienze tecniche riscontrate in singoli settori. La nota puntata 

non sarebbe un diritto del candidato, piuttosto verrebbe assegnata unica-

mente in funzione dell'apprezzamento globale della sua prestazione com-

plessiva. Nel caso in specie, l'assegnazione di tale “mezzo punto tecnico” 

non rispecchierebbe la sua prestazione complessiva e non sarebbe giusti-

ficato. Al contrario, tale attribuzione rappresenterebbe una violazione del 

diritto della parità di trattamento degli altri candidati. 

D.  

Con replica del 17 novembre 2020, la ricorrente ha inoltrato una presa di 

posizione sulla risposta della CSM, ribadendo sostanzialmente i motivi ad-

dotti nel ricorso. Essa afferma, in particolar modo, che la sua disabilità la 

svantaggerebbe negli esami scritti e che, invece, gli esami orali rappresen-

terebbero una possibilità per migliorare le proprie note. Se, da un lato, la 

ricorrente dichiara di non contestare il fatto che con le misure concessele 

il 20 febbraio 2020, essa sia stata messa in condizione di affrontare gli 

esami (scritti) alle stesse condizioni di tutti gli altri candidati, dall'altro lato, 

ritiene che la CSM non avrebbe adottato "alcuna ulteriore misura per com-

pensare l’aggravio aggiuntivo rispetto agli altri candidati subito dalla ricor-

rente a causa del venire meno delle prove orali e della presentazione orale 

di maturità e - per logica - dell’assenza dell’esperto alle prove orali". Per-

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tanto, proprio in virtù dell'assenza di quest'ultime e della disabilità della ri-

corrente, le dovrebbe essere accordato quanto richiesto nel ricorso 

(cfr. fatti B). 

E.  

Con duplica del 17 dicembre 2020, la CSM ha ripreso quanto esposto in 

precedenza, esprimendosi segnatamente sulla prassi messa in atto nella 

sessione estiva d’esame 2020 relativa all'attribuzione del "mezzo punto 

tecnico", indicando secondo quali criteri eventuali candidati ne abbiano be-

neficiato e in cosa il caso della ricorrente si differenzierebbe da questi. 

F.  

Con triplica del 31 dicembre 2020, la ricorrente si è riconfermata nelle sue 

conclusioni, nonché censure. 

G.  

Ulteriori fatti e gli argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi 

e/o riportati nei considerandi, qualora risultino decisivi per l'esito della ver-

tenza. 

  

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Diritto: 

1.   

1.1 Il Tribunale esamina d’ufficio e liberamente la ricevibilità dei ricorsi che 

gli vengono sottoposti (DTAF 2007/6 consid. 1). 

1.2 Il Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della 

Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, 

[RS 172.021]; art. 31 della Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale ammi-

nistrativo federale [LTAF, RS 173.32]). Giusta l’art. 33 lett. f LTAF il ricorso 

è ammissibile contro le decisioni delle commissioni federali. 

1.3 Le decisioni dell'autorità inferiore sono soggette a ricorso dinanzi al Tri-

bunale amministrativo federale (art. 29 dell'Ordinanza del 7 dicembre 1998 

sull'esame svizzero di maturità (in seguito: Ordinanza ESM [RS 413.12] in 

collegamento con art. 37 LTAF e art. 44 PA). Nell'evenienza, non sussi-

stono eccezioni a norma dell'art. 32 LTAF. 

1.4 La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-

riore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un inte-

resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA).  

1.5 Inoltre, le disposizioni relative alla rappresentanza e patrocinio (art. 11 

PA), al termine di ricorso (art. 50 cpv. 1 PA), al contenuto e alla forma 

dell'atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA), all'anticipo delle spese processuali 

(art. 63 cpv. 4 PA), nonché ai rimanenti presupposti processuali (art. 44 e 

segg. PA), sono rispettate. 

1.6 Pertanto, nulla osta alla ricevibilità del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invocati, 

giusta l’art. 49 PA in combinato disposto con l’art. 37 LTAF, la violazione del 

diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del potere di apprezzamento 

(lett. a), l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti 

(lett. b), nonché l’inadeguatezza (lett. c).  

2.1 Tuttavia, per costante prassi, le autorità di ricorso chiamate a statuire 

in materia di esami assumono un certo riserbo e non si scostano senza 

necessità dall’apprezzamento degli esaminatori anche nei casi in cui di-

spongono delle conoscenze necessarie a una verifica più estesa (DTF 136 

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I 229 consid. 6.2 e DTF 131 I 467 consid. 3.1 con rinvii). L'adozione di un 

certo riserbo si impone dato che l’autorità di ricorso non è generalmente a 

conoscenza di tutti gli elementi pertinenti della valutazione e non è, in ge-

nere, in grado di formulare un giudizio affidabile sul rendimento comples-

sivo del ricorrente e degli altri candidati. Inoltre, gli esami hanno come og-

getto materie specifiche, nelle quali l’autorità di ricorso non dispone di com-

petenze proprie. Una libera revisione della valutazione dell’esame da un 

punto di vista materiale, comporterebbe, inoltre, il rischio di ingiustizie e 

disuguaglianze rispetto agli altri candidati. Per questi motivi, la valutazione 

dei risultati degli esami può essere esaminata dall’autorità di ricorso sol-

tanto con un certo riserbo (DTF 118 Ia 488 consid. 4c e DTF 106 Ia 1 con-

sid. 3c con rinvii; DTAF 2008/14 consid. 3.1 e DTAF 2007/6 consid. 3 ri-

spettivamente con rinvii). 

2.2 Il riserbo nell'esercizio del potere d'esame si applica solo alla valuta-

zione materiale dei risultati. Se, invece, oggetto della contestazione sono 

l'interpretazione e l'applicazione delle disposizioni di legge o vengono rim-

proverate carenze procedurali nello svolgimento dell’esame, l’autorità di ri-

corso deve esaminare le obiezioni sollevate con piena cognizione, altri-

menti commetterebbe un diniego formale di giustizia (DTAF 2010/11 con-

sid. 4.2, DTAF 2010/10 consid. 4.1 con rinvii, DTAF 2008/14 consid. 3.3 e 

DTAF 2007/6 consid. 3 con rinvii; sentenza del TAF B-6252/2018 del 

25 gennaio 2019 consid. 3 con rinvii). Rappresentano delle questioni pro-

cedurali, tutte le obiezioni riguardanti lo svolgimento esterno dell'esame, il 

tipo di compito o la procedura di valutazione. L'onere della prova per even-

tuali errori procedurali spetta al ricorrente (sentenze del TAF B-5284/2018 

del 14 gennaio 2019 consid. 3.3 e B-4383/2016 del 18 settembre 2018 

consid. 6.2, rispettivamente con rinvii). 

2.3 Nella fattispecie, l'oggetto del ricorso è la decisione del 15 luglio 2020 

di superamento degli esami di maturità (cfr. fatti A.f), la cui seconda ses-

sione di esame parziale si è svolta nel contesto pandemico dovuto al coro-

navirus. Non è invece oggetto del ricorso, la decisione del 20 febbraio 2020 

(cfr. fatti A.c), cresciuta in giudicato. 

Pertanto, si tratta di verificare da un lato se, nel contesto pandemico le 

misure di compensazione accordate alla ricorrente (cfr. fatti. A.c), siano 

state applicate correttamente, o se l'autorità inferiore è incorsa in un vizio 

formale che ha posto la ricorrente in una posizione di svantaggio rispetto 

agli altri candidati (cfr. consid. 2.2 e 3). Tale censura ha come oggetto l'in-

terpretazione e l'applicazione delle disposizioni di legge, dunque, un 

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aspetto formale di tale esame. Pertanto, il Tribunale può esaminare libera-

mente quanto fatto valere dalla ricorrente. Dall'altro lato, l'attribuzione di un 

"mezzo punto tecnico" (cfr. consid. 4), rappresenta una questione di natura 

materiale, rispetto alla quale il Tribunale assume un certo riserbo (cfr. con-

sid. 2.1).  

2.4 Ai fini del presente giudizio vale la pena qui ricordare che la procedura 

amministrativa è retta dal principio dell'applicazione d'ufficio del diritto (iura 

novit curia), che impone all'autorità competente di esaminare liberamente 

la situazione giuridica, nonché applicare il diritto che considera determi-

nante e a darne l'interpretazione di cui è convinta (art. 62 cpv. 4 PA; DTF 

110 V 48 consid. 4a con rinvii; THOMAS HÄBERLI, in: Waldmann/Weissen-

berger [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, art. 62 marg. 42 e 

segg.). Nell'effettuare tale applicazione, l'autorità competente non è vinco-

lata dai motivi invocati dalle parti, né dall'opinione espressa da precedenti 

istanze di giudizio, bensì dal principio inquisitorio, in base al quale l'autorità 

amministrativa ha l'obbligo di accertare d'ufficio i fatti determinanti per la 

decisione (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2 con rinvii; MOOR/POLTIER, Droit ad-

ministratif, vol. II, 3a ed. 2011, n. 2.2.6.5, pag. 300). 

3.   

La ricorrente censura una violazione del principio e del diritto della parità 

di trattamento, in quanto la sua disabilità non sarebbe stata sufficiente-

mente presa in considerazione durante lo svolgimento dell’esame e della 

sua valutazione, non rilevando tutti i fatti giuridicamente pertinenti. 

3.1 A tal proposito, la ricorrente asserisce che gli svantaggi dovuti alla sua 

disabilità (cfr. fatti B), sarebbero stati accentuati dalle normative d'esame 

introdotte a seguito dell'emergenza sanitaria COVID-19. Infatti, l'abolizione 

degli esami orali per la seconda sessione d'esame, avrebbe causato uno 

svantaggio a suo discapito, non compensato dal correttivo [d] applicato a 

tutti i candidati della medesima sessione. Tali fatti costituirebbero una di-

sparità di trattamento ai danni della ricorrente. Sebbene quest'ultima abbia 

potuto beneficiare delle compensazioni normalmente adottate per le per-

sone che soffrono di ADHD (cfr. fatti A.c), a fronte dell’annullamento della 

quasi totalità degli esami orali, non sarebbero stati elaborati e messi in atto 

ulteriori possibili provvedimenti idonei ad assicurare una compensazione 

(come ad esempio la presenza dell’esaminatore alle prove scritte oppure 

la predisposizione e possibilità di connettersi durante l’esame scritto con 

l’esaminatore via zoom o telefonicamente). L'adozione di ulteriori misure, 

avrebbe potuto "permettere alla ricorrente di ottenere un mezzo punto in 

matematica o in italiano o in entrambe Ie materie che le avrebbe permesso 

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senz’altro di superare gli esami" (cfr. ricorso marg. 3). Infatti, negli anni pre-

cedenti, agli esami scritti sarebbe stato presente il professore che ha ela-

borato l’esame e, pertanto, idoneo ed in grado di rispondere ad eventuali 

interrogativi dei candidati, solitamente radunati in un’unica aula. Nel caso 

in specie, la ricorrente avrebbe svolto gli esami scritti in un’aula separata 

dagli altri candidati, in presenza di un sorvegliante senza specifica compe-

tenza e quindi non idoneo a fornire alcuna indicazione, qualora fosse stato 

interpellato. La presenza all’esame scritto del professore che ha elaborato 

l’esame e che all’occorrenza avrebbe potuto rileggere all’alunno le conse-

gne o fornirgli le opportune spiegazioni degli esercizi avrebbe assecondato 

una delle indicazioni menzionate daI Dr. A._______ (cfr. ricorso marg. 3 

con rinvio al certificato A._______).  

Pertanto, i provvedimenti correttivi adottati dalla CSM, seppur adeguati alla 

situazione pandemica particolare, nel caso della ricorrente avrebbero 

creato una situazione di penalizzazione e discriminazione, rendendo la 

sessione d'esame "oltremodo ed ingiustificatamente penalizzante nei suoi 

confronti in maniera difforme al diritto alla parità di trattamento" (cfr. ricorso 

marg. 14). 

Anche per quanto riguarda il lavoro di maturità, la ricorrente afferma che, 

nonostante questo fosse stato elaborato in parte anteriormente alla pande-

mia, l’esaminatore avrebbe dovuto tenere conto sia del contesto assoluta-

mente eccezionale riconducibile alla pandemia, che in particolare dello 

svantaggio accresciuto per la medesima causato dall’annullamento della 

presentazione orale del proprio lavoro (neI contesto della quale appari-

rebbe "verosimile" che essa avrebbe potuto migliorare, anche solo sensi-

bilmente, la propria nota, raggiungendo almeno il 4.5, ottenendo così il pun-

teggio minimo di 84 [cfr. ricorso marg. 16]). 

Inoltre, nel valutare la prestazione complessiva della ricorrente, l’autorità 

inferiore non avrebbe tenuto conto del fatto che quest'ultima si sarebbe 

ritrovata come unica candidata all'esame, a dover ripetere l'esame di 

greco, in quanto l'autore proposto non rientrava tra quelli previsti, aggiun-

gendo così una difficoltà in più rispetto agli altri candidati. 

3.2   

3.2.1 L'Ordinanza ESM disciplina le sessioni d'esame, l'iscrizione ad esso, 

le condizioni d'ammissione, nonché il suo scopo. 

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A tal proposito, secondo l'art. 27 Ordinanza ESM l'istanza inferiore può ac-

cordare delle deroghe: 

Nella misura in cui circostanze particolari lo esigano (p. es. nel caso di 

candidati andicappati), la Commissione può, su domanda debitamente 

motivata, accordare deroghe alle disposizioni della presente ordinanza. In 

ogni caso, lo scopo dell'esame secondo l'articolo 8 deve essere rispettato. 

Ciò lascia alla discrezione della CSM, sia la decisione sulla natura, che 

sulla portata di eventuali deroghe ed eccezioni al regolamento d'esame. 

Ciò non significa, tuttavia, che l'autorità inferiore sia completamente libera 

nel prendere le proprie decisioni. Piuttosto, deve trovare la soluzione più 

opportuna, tenendo conto dei principi giuridici riguardanti l'esercizio del po-

tere discrezionale. Dopotutto, l'autorità inferiore è vincolata dalla costitu-

zione e deve, in particolare, rispettare i principi di uguaglianza dei diritti e 

di proporzionalità e il dovere di salvaguardare gli interessi pubblici 

(cfr. DTAF 2008/26 consid. 5.1 con rinvii).  

Le disabilità sono caratteristiche personali particolari che, ad un esame, 

pongono i candidati disabili in una posizione di svantaggio rispetto ai can-

didati non disabili. Se questi svantaggi personali non vengono presi in con-

siderazione nella progettazione di un esame mediante misure compensa-

tive positive, il valore informativo della prestazione dell'esame può talvolta 

essere notevolmente distorto (cfr. DTAF 2008/26 consid. 4). 

3.2.2 Secondo l'art. 8 cpv. 2 della Costituzione federale della Confedera-

zione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), nessuno può essere 

discriminato, tra l'altro, a causa di menomazioni fisiche, mentali o psichi-

che. È vietato un qualsiasi tipo di nesso di fatto infondato con la caratteri-

stica dell'handicap, in particolare con uno svantaggio ad esso associato, 

che deve essere considerato come degradante o emarginante. Una norma 

può prevedere una tale differenziazione inammissibile da sé (la cosiddetta 

discriminazione diretta o indiretta) oppure, nei suoi effetti reali, discriminare 

in particolare i membri di gruppi specificamente protetti contro la discrimi-

nazione, senza che ciò sia oggettivamente giustificato (cfr. DTF 143 I 129 

consid. 2.3.1, 139 I 169 consid. 7.2, 139 I 292 consid. 8.2 e 134 I 105 con-

sid. 5; DTAF 2008/26 consid. 4.2). 

In riferimento a persone disabili in un contesto formativo, nonché di esame, 

il divieto di discriminazione indiretta, di cui all'art. 8 cpv. 2 Cost., conferisce 

a quest'ultime il diritto a facilitazioni formali dell'esame, adattate alle loro 

esigenze individuali. Il necessario adattamento formale dello svolgimento 

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dell'esame, a specifiche situazioni di disabilità, può essere effettuato in di-

versi modi, tenendo, tuttavia, sempre conto del tipo e del grado di disabilità. 

Questi includono, in particolare, prolungamento del tempo a disposizione, 

pause più lunghe o supplementari, lo svolgimento dell'esame in più fasi, 

altre forme d'esame o l'uso di un computer. D'altro canto, una misura di 

adattamento in concretizzazione dell'art. 8 cpv. 2 Cost. non significa che le 

capacità centrali, la cui esistenza deve essere garantita dalla formazione 

in questione, non possano più essere verificate (cfr. DTF 134 I 105 consid. 

5, 122 I 130 consid. 3c/aa; sentenza del TF 2D_7/2011 del 19 maggio 2011 

consid. 3.2; DTAF 2008/26 consid. 4.5). Inoltre, le disabilità devono essere 

sufficientemente chiarite da un ente indipendente (sentenza del TF 

2C_974/2014 del 27 aprile 2015 consid. 3.4). 

Per l'eliminazione di svantaggi esistenti nei confronti dei disabili, giusta 

l'art. 8 cpv. 4 Cost., in qualità di mandato indipendente, la legge prevede i 

provvedimenti necessari (DTF 141 I 9 consid. 3.1, 139 II 289 consid. 2.2.1, 

134 I 105 consid. 5 con rinvii; sentenza del TF 2C_974/2014 del 27 aprile 

2015 consid. 3.1). 

3.2.3 La Confederazione ha esercitato tale mandato nell'ambito delle sue 

competenze, in particolare con l'emanazione della Legge federale del 

13 dicembre 2002 sull'eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili 

(LDis, RS 151.3).  

3.2.3.1 Il suo scopo è quello di impedire, ridurre o eliminare gli svantaggi 

nei confronti dei disabili (art. 1 cpv. 1 LDis). Ai sensi della LDis, per disabile 

si intende una persona affetta da una deficienza fisica, mentale o psichica 

prevedibilmente persistente che le rende difficile o le impedisce di com-

piere le attività della vita quotidiana, di intrattenere contatti sociali, di spo-

starsi, di seguire una formazione o una formazione continua o di esercitare 

un'attività lucrativa (art. 2 cpv. 1 LDis; DTF 131 V 9 consid. 3.5.1.2, sen-

tenza del TF 2C_930/2011 del 1° maggio 2012 consid. 3.3). Vi è svantag-

gio quando i disabili, nei confronti dei non disabili, sono trattati diversa-

mente di diritto o di fatto e, senza giustificazione oggettiva, ne subiscono 

un pregiudizio, oppure quando non è prevista una diversità di trattamento 

necessaria a ristabilire un'uguaglianza di fatto fra i disabili e i non disabili 

(art. 2 cpv. 2 LDis; DTF 139 II 289 consid. 2.2.2). Ai sensi dell'art. 2 cpv. 5 

LDis, sussiste uno svantaggio nell'accesso a una formazione o a una for-

mazione continua in particolare quando l'utilizzazione dei mezzi ausiliari 

adatti alle esigenze dei disabili nonché l'assistenza personale loro neces-

saria sono ostacolate (lett. a) o la durata e l'assetto delle formazioni offerte 

e degli esami non sono adeguati alle esigenze specifiche dei disabili 

B-4370/2020 

Pagina 13 

(lett. b). Chi è svantaggiato ai sensi dell'art. 2 cpv. 5 LDis, a causa di un 

ente pubblico, può chiedere al giudice o all'autorità amministrativa di ordi-

nare che l'ente pubblico elimini lo svantaggio o vi rinunci (art. 8 cpv. 2 LDis; 

sentenza del TF 2C_974/2014 del 27 aprile 2015 consid. 3.2; DTAF 

2008/26 consid. 4.2). 

3.2.3.2 Nel compensare gli svantaggi, va sempre notato che un candidato 

disabile non può ricevere un trattamento preferenziale rispetto agli altri can-

didati a causa degli speciali adattamenti dell'esame. L'obiettivo degli ade-

guamenti della struttura d'esame è unicamente quello di compensare la 

posizione svantaggiata derivante dalla disabilità, ma non di offrire al candi-

dato disabile un vantaggio rispetto agli altri candidati. Tuttavia, con riguardo 

per la disabilità, i requisiti tecnici non devono essere ridotti e le agevolazioni 

concesse non devono condurre all'impossibilità di verificare delle compe-

tenze importanti per l'esercizio di una professione. Non sono, pertanto, da 

concedere semplificazioni per quanto riguarda i requisiti richiesti dall'og-

getto dell'esame. Nel caso in cui un esame qualifichi il candidato per una 

professione, che richiede determinate capacità fisiche o mentali, occorre 

garantire che gli impedimenti personali possano essere compensati in mi-

sura sufficiente anche nell'esercizio di essa. Per quanto riguarda la que-

stione della natura e dell'entità della compensazione, bisogna esaminare 

quali semplificazioni siano necessarie affinché un candidato disabile abbia 

le stesse possibilità di superare l'esame come se la sua disabilità non esi-

stesse (cfr. DTAF 2008/26 consid. 4.5 con rinvii). 

3.2.4 Oltre alle norme sopraesposte, è necessario tenere conto di quelle 

previste dall'Ordinanza COVID-19, riguardanti lo svolgimento dell'esame di 

maturità 2020: 

Art. 2 Deroghe alle disposizioni del diritto vigente 

1 In deroga all’articolo 18 capoverso 1 dell’ordinanza del 7 dicembre 

1998 sull’esame svizzero di maturità, nelle materie fondamentali prima lingua, 

seconda lingua nazionale, terza lingua e matematica, nonché nell’opzione 

specifica, non si svolgono esami orali. Fanno eccezione la materia musica e 

la procedura d’esame della maturità bilingue. 

2  In deroga all’articolo 18 capoverso 3 dell’ordinanza sull’esame svizzero di 

maturità, nell’opzione complementare l’esame è scritto oppure orale. La deci-

sione spetta al presidente della sessione. L’esame scritto dell’opzione com-

plementare dura 30 minuti. 

3  In deroga all’articolo 20 capoverso 4 lettera d dell’ordinanza sull’esame sviz-

zero di maturità, il lavoro di maturità non deve essere presentato oralmente. 

B-4370/2020 

Pagina 14 

4  In deroga all’articolo 24 capoverso 2 dell’ordinanza sull’esame svizzero di 

maturità, al termine dell’esame parziale o dell’esame completo le note sono 

ratificate soltanto dal presidente della sessione. 

Art. 3 Mancato superamento dell'esame 

1 I candidati che, dopo aver sostenuto l’esame completo o il secondo esame 

parziale nella sessione estiva 2020, non hanno superato l’esame possono 

chiedere alla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione 

l’annullamento delle note conseguite in tale sessione entro 30 giorni dal rice-

vimento del risultato dell’esame. 

2 In caso di annullamento né il sostenimento dell’esame completo né il se-

condo esame parziale contano come tentativo d’esame. 

3.3  

3.3.1 Nel caso in specie, la decisione dell'autorità inferiore, concernente le 

misure di compensazione accordate alla ricorrente per la sua disabilità 

(cfr. fatti A.c), è cresciuta in giudicato. Per quanto concerne le modalità di 

svolgimento dell'esame di maturità 2020, il Tribunale osserva che con l'an-

nullamento delle prove orali nelle materie "prima lingua", "seconda lingua", 

"terza lingua", "matematica", "opzione specifica", nonché della presenta-

zione orale del lavoro di maturità, l'esame ha subito una modifica sistema-

tica. Sulla base di ciò, le misure compensatorie concesse alla ricorrente 

per gli esami orali, sono automaticamente divenute prive di oggetto. Quelle 

concernenti gli esami scritti, invece, sono state correttamente messe in 

pratica dalla CSM. Infatti, come correttamente sottolineato dall'autorità in-

feriore, con le misure compensatorie concesse alla ricorrente, essa è stata 

messa nella condizione di affrontare gli esami del secondo esame parziale 

al pari degli altri candidati. 

Una volta apprese le modifiche delle modalità generali dello svolgimento 

dell'esame (cfr. consid. 3.2.4), qualora la ricorrente avesse ritenuto che le 

misure compensatorie già ottenute non fossero più sufficienti e idonee a 

compensare la sua disabilità, essa avrebbe dovuto inoltrare una nuova ri-

chiesta di deroga o richiedere la riconsiderazione di quella già accolta. In-

fatti, l'art. 27 Ordinanza ESM stabilisce chiaramente che l'autorità inferiore 

può accordare delle deroghe, a condizione che la richiesta sia stata debi-

tamente motivata. Nonostante la ricorrente citi varie possibili misure sup-

plementari che la CSM avrebbe potuto adottare nei confronti della ricor-

rente (cfr. fatti D e consid. 3.1), quest'ultima non ha sfruttato la possibilità 

di farne richiesta.  

B-4370/2020 

Pagina 15 

Pertanto, la censura secondo cui l'autorità inferiore avrebbe dovuto preve-

dere delle misure compensatorie aggiuntive, risulta infondata. 

3.3.2 Inoltre, va sottolineato che le modifiche delle modalità generali dello 

svolgimento dell'esame, hanno toccato tutti i candidati, indipendentemente 

dalle situazioni individuali. Al fine di evitare che tali cambiamenti compor-

tassero una difficoltà maggiore rispetto alle sessioni precedenti, le autorità 

competenti hanno predisposto varie misure di compensazione, uguali per 

tutti (cfr. fatti A.d e consid. 3.2.4). Ad esempio, una volta appresi tali cam-

biamenti, ai candidati è stata data la possibilità di ritirare la propria iscri-

zione (cfr. fatti A.d), possibilità della quale la ricorrente non ha usufruito.  

Il fatto che gli esami orali siano stati aboliti, non può essere considerato di 

per sé una discriminazione. Infatti, una disabilità non permette di poter sce-

gliere à la carte le modalità di esame (scritto o orale), bensì, dà diritto a 

delle misure adeguate che tengano conto del suddetto handicap, nell'am-

bito delle modalità di esame previste.  

Per di più, circa l'assenza dell'esperto quale "strumento compensativo", va 

rilevato che giusta l'art. 12 cpv. 1 Ordinanza ESM, gli esaminatori correg-

gono gli elaborati scritti di esame e preparano, conducono e valutano gli 

esami orali. Tuttavia, nella sessione 2020, gli esami orali sono stati aboliti 

e circa la correzione da parte dell'esaminatore degli esami scritti, si rinvia 

all'art. 2 cpv. 4 Ordinanza COVID-19 secondo il quale, al termine 

dell’esame parziale o dell’esame completo, le note vengono ratificate sol-

tanto dal presidente della sessione. Non da ultimo, per quanto concerne il 

lavoro scritto di maturità, si rinvia a quanto già espresso sul fatto che tutti i 

candidati sono stati toccati dalle modifiche dovute alla situazione pande-

mica e che, come giustamente espresso dalla CSM nella sua risposta, le 

note assegnate da persone esterne ad un candidato (nel caso in specie, la 

ricorrente fa valere che un suo docente avrebbe giudicato il lavoro in ma-

niera migliore), non sono vincolanti, ma hanno, tuttalpiù, valore indicativo.  

Per di più, l'affermazione secondo cui gli esami orali avrebbero verosimil-

mente permesso di migliorare i propri voti, rappresenta una mera supposi-

zione. Infine, il correttivo [d], adottato nella sessione d'esame in questione, 

tiene già conto dell'assenza degli esami orali.  

Pertanto, la censura concernente uno svantaggio accresciuto per la ricor-

rente in ragione della sua disabilità, dovuto allo svolgimento degli esami 

nel presente contesto pandemico, risulta infondata. 

B-4370/2020 

Pagina 16 

3.3.3 In conclusione e in via riassuntiva, la ricorrente ha usufruito delle mi-

sure compensatorie richieste circa la sua disabilità negli esami scritti; non 

ha sfruttato la possibilità concessa a tutti i candidati dopo la comunicazione 

delle modalità dell'esame, di ritirare la propria iscrizione, né ha inoltrato una 

nuova richiesta di ulteriori misure compensatorie per la sua disabilità; ha 

beneficiato del correttivo adottato al momento dell'attribuzione delle note; 

e non ha utilizzato la possibilità di annullare Ie note conseguite nella ses-

sione estiva 2020.  

4.  

Ora, la ricorrente ha ottenuto secondo il documento "Risultato dell'esame: 

Decisione" un punteggio totale di 83.5 punti (cfr. fatti A.f). Non avendo rag-

giunto il punteggio necessario di 84 punti, la ricorrente non ha superato 

l'esame. 

In seguito a quanto esposto finora, la ricorrente chiede di rivedere, alla luce 

della situazione pandemica e della sua disabilità, la valutazione dei voti 

ottenuti nelle materie di italiano e/o matematica al fine di raggiungere in 

almeno uno dei due esami la nota 4.0 (invece di 3.5). La modifica del voto 

di almeno uno dei due esami, le permetterebbe di ottenere un punteggio 

totale di 84, nonché un numero di insufficienze pari a quattro (invece che 

cinque). Inoltre, chiede che venga rivista la valutazione del lavoro scritto di 

maturità, aumentando la nota a 4.5 (invece di 4.0). Nel caso in cui ciò non 

dovesse essere possibile, la ricorrente chiede che le venga attribuito un 

"mezzo punto tecnico". 

4.1 Giusta l'art. 8 Ordinanza ESM, l'esame deve permettere di accertare 

se il candidato possiede la maturità necessaria agli studi universitari 

(cpv. 1). Tale maturità presuppone (cpv. 2): 

a. solide conoscenze fondamentali del livello secondario II secondo l'arti-

colo 9; 

b. la padronanza di una lingua nazionale e buone conoscenze di altre lin-

gue nazionali o straniere; la capacità di esprimersi con chiarezza, pre-

cisione e sensibilità e di apprezzare le ricchezze e le particolarità cul-

turali di cui una lingua è il vettore; 

c. apertura intellettuale, una capacità di giudizio indipendente, nonché 

sensibilità etica ed estetica; 

d. una certa familiarità con la metodologia scientifica, il ragionamento lo-

gico e l'astrazione, nonché pensiero intuitivo analogico e contestuale; 

B-4370/2020 

Pagina 17 

e. la capacità di situarsi nell'ambiente naturale, sociale e culturale, nelle 

sue dimensioni svizzere e internazionali, attuali e storiche; 

f. la capacità di dialogare, in particolare la capacità di argomentare e di 

difendere le proprie opinioni. 

Gli esami di maturità hanno, dunque, lo scopo di fornire informazioni sulle 

qualifiche professionali e personali dei candidati ad una particolare profes-

sione o formazione. Si tratta di stabilire le conoscenze e le competenze 

concrete dei candidati. Di conseguenza, i candidati all'esame hanno il di-

ritto di dimostrare la loro qualificazione effettiva.  

4.1.1 Circa l’attribuzione di un "mezzo punto tecnico", o "nota puntata", l'au-

torità inferiore ha espresso durante lo scambio di scritti, che ciò rappre-

senta una prassi adottata dalla medesima per permettere a un candidato 

di riuscire, nonostante insufficienze tecniche riscontrate in singoli settori, la 

quale non si baserebbe su criteri formali, bensì su principi, applicati anche 

alla sessione estiva d’esame 2020. Segnatamente, la "nota puntata" non 

sarebbe un diritto del candidato, ma verrebbe assegnata unicamente in 

funzione dell'apprezzamento globale della sua prestazione complessiva. II 

candidato dovrebbe, dunque, aver dimostrato di possedere globalmente 

solide conoscenze secondo l’art. 8 Ordinanza ESM, nonostante lacune 

tecniche riscontrate in singoli ambiti. L’assegnazione di un "mezzo punto 

tecnico", valutata nei casi in cui iI grado di selettività non risulti ragionevol-

mente netto, rappresenterebbe un intervento puramente tecnico che modi-

ficherebbe una nota (parziale) attribuita da un esaminatore, senza però 

metterne in dubbio il giudizio. Responsabile di tale assegnazione sarebbe, 

in ultima istanza, iI presidente della sessione che, conformemente 

all’art. 11 cpv. 2 Ordinanza ESM, rappresenta la CSM nella procedura 

d’esame e provvede affinché le disposizioni dell’ordinanza siano applicate 

in modo corretto nella valutazione delle prestazioni dei candidati garan-

tendo così l’uguaglianza di trattamento di questi ultimi. 

4.1.2 Nella fattispecie, il caso della ricorrente, insieme a tutti i casi dei can-

didati alla sessione estiva 2020, che non hanno soddisfatto per poco i criteri 

di superamento dell'esame, sarebbe stato analizzato individualmente alla 

luce di quanto esposto sopra; del fatto che a differenza delle note deI se-

condo esame parziale (ottenute nella sessione estiva 2020), le note deI 

primo esame parziale sono state acquisite in una sessione precedente, 

svoltasi in un contesto sanitario normale e secondo modalità standard; 

nonché del fatto che, seppur oggettivo e statisticamente fondato, iI corret-

tivo [d] applicato aI fine di compensare l’assenza delle prove orali nella 

sessione estiva 2020 rappresenta una misura tecnica, che ha portato la 

B-4370/2020 

Pagina 18 

CSM a imporsi un certo riserbo nell'adozione di un ulteriore provvedimento 

tecnico, come quello relativo al "mezzo punto tecnico".  

Degli 11 candidati in situazione analoga a quella della ricorrente, solo 3 

avrebbero beneficiato dell'assegnazione di un "mezzo punto tecnico".  

La ricorrente non ha goduto di tale attribuzione. A spiegazione di ciò, la 

CSM afferma che la ricorrente avrebbe mostrato fragilità già nell'ambito del 

primo esame parziale, dato che delle 5 insufficienze complessive accumu-

late, 3 sarebbero state acquisite nell'ambito di questo. Dunque, tali insuffi-

cienze non potrebbero essere imputate né al contesto sanitario, né alle 

modalità d'esame della sessione 2020. Per di più, nell'ambito del secondo 

esame parziale, la ricorrente avrebbe già beneficiato in larga misura deI 

massimo apprezzamento in suo favore al momento dell’attribuzione delle 

note e che un ulteriore adeguamento, nello specifico l’assegnazione di un 

mezzo punto tecnico, non rispecchierebbe la sua prestazione complessiva 

e non sarebbe giustificato. In particolare, le note delle materie deI secondo 

esame parziale sarebbero già state arrotondate in suo favore e terrebbero 

conto della situazione particolare legata alla pandemia. In conclusione, la 

ricorrente non solo non avrebbe soddisfatto i criteri formali di superamento 

dell'esame, ma non avrebbe neppure mostrato di possedere, globalmente, 

solide conoscenze e la maturità necessaria secondo l’art. 8 Ordinanza 

ESM, le quali avrebbero potuto giustificare l’assegnazione di un "mezzo 

punto tecnico". 

4.2 In maniera analoga agli esami di maturità professionale, va notato che 

nell'ambito della Ordinanza ESM non esiste un regolamento dei "casi li-

mite" che abbia validità generale. Se una regola per i casi limite non è pre-

vista né nel regolamento d'esame, né nelle direttive corrispondenti, allora 

la commissione d'esame stessa può di principio prevedere dei criteri per il 

trattamento dei casi limite. Tale competenza risulta dalla facoltà della com-

missione d'esame di fissare in modo definitivo le note dei candidati all'e-

same. Tali criteri devono essere oggettivamente sostenibili ed essere ap-

plicati in modo uguale a tutti i candidati (DTAF 2007/6 consid. 5.1). La va-

lutazione dei casi limite spetta alla commissione d'esame. L'autorità di ri-

corso non può che verificare tale valutazione con riserbo (cfr. sentenza del 

TAF B-6335/2009 del 19 maggio 2020 consid. 6.3). Questo concetto sca-

turisce dalle medesime ragioni che hanno indotto la consolidata prassi a 

B-4370/2020 

Pagina 19 

stabilire come il Giudice debba esaminare la valutazione di prestazioni d'e-

same effettuata delle istanze inferiori con riserbo (cfr. consid. 2.1).  

4.3 In considerazione di quanto precede, considerato come la CSM abbia 

riconosciuto l'esito dell'esame di maturità della ricorrente come caso limite 

e correttamente applicato la relativa procedura prevista riesaminando le 

prestazioni dell'interessata, non si può che rispettare la conclusione alla 

quale è giunta, vale a dire riconfermare le note attribuite e ritenere che la 

prestazione globale non giustificasse l'assegnazione di un "mezzo punto 

tecnico". La disabilità in quanto tale non può giustificare di per sé tale as-

segnazione, la quale corrisponderebbe altrimenti ad un avvantaggiamento 

illecito della ricorrente rispetto agli altri candidati.  

Pertanto, con il rifiuto di assegnare un "mezzo punto tecnico" alla ricor-

rente, l'autorità inferiore ha esercitato in maniera conforme alla legge il pro-

prio potere di apprezzamento. 

5.  

In virtù di quanto precede, la CSM ha, dunque, trattato i fatti e applicato il 

diritto in maniera corretta, senza incappare in un abuso di apprezzamento 

e, nella misura in cui sia controllabile, la decisione è altresì adeguata 

(cfr. consid. 2). Pertanto, il ricorso si rivela infondato e va respinto, nonché 

la decisione impugnata del 15 luglio 2020 confermata.  

6.  

Ad abundantiam, si ricorda che, giusta l'art. 26 Ordinanza ESM, la ricor-

rente ha ancora la possibilità di ripresentarsi una seconda volta all'esame 

(cpv. 1), ripetendo gli esami in tutte le materie in cui ha ottenuto una nota 

inferiore a 4 nel primo tentativo. Le note pari o superiori a 4 restano acqui-

site per due anni dopo la conclusione del tentativo d’esame; se non si ri-

presenta entro due anni dalla conclusione del primo tentativo d’esame, il 

candidato deve ripetere anche gli esami in cui ha ottenuto note pari o su-

periori a 4 e presentare un nuovo lavoro di maturità (cpv. 3). 

7.  

Le spese processuali comprendono la tassa di giustizia e i disborsi a carico 

della parte soccombente; se quest'ultima soccombe solo in parte, le mede-

sime vengono ridotte (art. 63 cpv. 1 PA e art. 1 cpv. 1 del Regolamento del 

21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). La tassa di giu-

stizia è calcolata in funzione dell'interesse pecuniario, dell'ampiezza e della 

B-4370/2020 

Pagina 20 

difficoltà della causa, del modo di condotta processuale e della situazione 

finanziaria delle parti (art. 2 cpv. 1 e art. 4 TS-TAF). 

Nella fattispecie, viste le sorti del ricorso (cfr. consid. 5), le spese del pro-

cedimento davanti al Tribunale vengono fissate a fr. 800.– e sono poste a 

carico della ricorrente, totalmente soccombente. Tale cifra verrà compen-

sata dall'anticipo di fr. 800.– già versato dalla ricorrente in data 4 settembre 

2020. 

8.  

La parte, totalmente o parzialmente, vincente ha diritto alle ripetibili per le 

spese necessarie derivanti dalla causa (art. 64 cpv. 1 PA in relazione con 

l'art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF). Le ripetibili comprendono le spese di rappresen-

tanza o di patrocinio ed eventuali altri disborsi di parte (art. 8 TS-TAF).  

Nella fattispecie, alla ricorrente, totalmente soccombente, non si assegna 

alcuna indennità. 

Quanto all'autorità inferiore, essa non ha diritto alle ripetibili (art. 7 cpv. 3 

TS-TAF). 

9.  

Infine, ritenuto che il ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribu-

nale federale è inammissibile contro le decisioni concernenti l’esito di 

esami e di altre valutazioni della capacità, segnatamente nei settori della 

scuola, della formazione continua e dell’esercizio della professione (art. 83 

lett. t della Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, 

RS 173.110]), la presente sentenza è definitiva. 

  

B-4370/2020 

Pagina 21 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto e la decisione impugnata del 15 luglio 2020 è confer-

mata.  

2.  

Le spese processuali vengono fissate a fr. 800.– e poste a carico della ri-

corrente. Questo importo verrà compensato dall'anticipo spese di fr. 800.– 

già pagato dalla ricorrente in data 4 settembre 2020. 

3.  

Non vengono accordate indennità a titolo di spese ripetibili.  

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (raccomandata; allegato: atti di ritorno)  

– autorità inferiore (raccomandata; allegato: incarto) 

 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Pietro Angeli-Busi Maria Cristina Lolli 

 

 

 

 

 

Data di spedizione: 16 febbraio 2021