# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c18523f7-1f25-54dd-9c46-1527b8383cb1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-05-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 18.05.1995 11.1995.198
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1995-198_1995-05-18.html

## Full Text

Incarto n.

  11.95.00198

  	
  Lugano

  19 maggio 1995

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

   

  
						

 

	
  segretaria:

  	
  Galfetti,
  vicecancelliera

  

 

sedente
per statuire nella causa n. __________/__________ (misure cautelari in causa di
stato) della Pretura della giurisdizione
di Locarno-Campagna promossa con istanza dell’8 marzo 1995 da

 

	
   

  	
  __________
  __________, nata __________, __________,  

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________ __________, __________),  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________
  __________I, __________,  

  (patrocinato
  dall’avv. Nicola __________, __________),  

   

  

 

e
ora sul decreto 5 maggio 1995 con cui
il Pretore ha respinto un’istanza di modifica supercautelare del decreto 9
marzo 1995 presentata il 2 maggio 1995 dal marito;

 

letti
ed esaminati gli atti,

 

posti
i seguenti:

 

punti
di questione:

 

                                   1.   Se dev’essere accolta l’appellazione dell’11 maggio
1995 di __________ __________ contro il decreto 5 maggio 1995 del Pretore della
giurisdizione di Locarno-Campagna;

 

                                   2.   Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

 

in
fatto:

 

                                         che
__________ __________ e __________ nata __________ si sono uniti in matrimonio
il ____________________ 1970 a __________; 

 

                                         che
dalla loro unione sono nati i figli __________ (1971), __________ (1973) e
__________ (1981);

 

                                         che
il 31 maggio 1994 Eri__________a __________ ha introdotto un’istanza di misure
provvisionali, chiedendo di obbligare il marito a versare un contributo alimentare 
di fr. 1’500.-- per lei stessa e di 

                                         fr.
800.-- per la figlia __________;

 

                                         che
all’udienza del 27 giugno 1994 i coniugi hanno sottoscritto una transazione giudiziale
con la quale hanno, in particolare, fissato l’obbligo per il marito di versare
un contributo alimentare di fr. 560.-- per la moglie e di fr. 600.-- per la
figlia __________;

 

                                         che
l’8 marzo 1995 la moglie ha instato per un nuovo tentativo di conciliazione e
con istanza di medesima data ha postulato la conferma, già in via
supercautelare, dell’accordo sottoscritto il 27 giugno 1994;

 

                                         che
con decreto del 9 marzo 1995 il Pretore ha accolto la richiesta supercautelare
della moglie;

 

                                         che
all’udienza del 2 maggio 1995 la moglie ha confermato le proprie pretese, cui
si è opposto il marito, il quale ha pure chiesto la revoca in via
supercautelare del decreto 9 marzo 1995;

 

                                         che
il 5 maggio 1995 il Pretore ha respinto l’istanza di revoca supercautelare del
decreto 9 marzo 1995 presentata dal marito;

 

                                         che,
insorto contro il predetto decreto con appello dell’11 maggio 1995, __________
__________ chiede, previa concessione dell’effetto sospensivo, l’accoglimento
della sua istanza di revoca supercautelare del decreto 9 marzo 1995;

 

                                         che
l’appello non è stato notificato alla controparte;

 

 

considerando

 

in
diritto:

 

                                         che
il provvedimento cautelare deciso dal Pretore giusta l’art. 145 cpv. 2 CC è
stato emanato con la procedura sommaria di cui agli art. 376 segg. CPC;

 

                                         che
secondo l’art. 382 cpv. 1 CPC soltanto i provvedimenti cautelari preceduti da
contraddittorio possono essere appellati;

 

                                         che
per contraddittorio non va intesa ogni discussione preliminare o interlocutoria
tra le parti, bensì la discussione finale (art. 395 CPC), indetta dopo
l’eventuale istruttoria (Rep, 1983 280 consid. 1, con rinvii; Cocchi/Trezzini, CPC annotato, n. 2 ad
art. 382; I CCA 1° settembre 1994 in re G./G.; II CCA 30 gennaio 1991 in re
P.);

 

                                         che,
nella fattispecie, all’udienza del 2 maggio 1995 le parti hanno entrambe notificato
prove, ragion per cui il Pretore ha citato le parti all’udienza del 13 giugno
1995 per l’audizione di due testi;

 

                                         che
in concreto l’istruttoria del procedimento cautelare non è neppure iniziata, di
modo che nessuna discussione finale può avere avuto luogo;

 

                                         che
in tali circostanze il decreto impugnato non può ritenersi emesso “previo contraddittorio”,
sicchè l’appello sfugge ad un esame di merito e può essere evaso con la
procedura sommaria prevista dall’art. 313 bis CPC;

 

                                         che
data l’emanazione del presente giudizio la richiesta di effetto sospensivo contenuta
nell’appello diviene senza oggetto;

 

                                         che
gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC) e sono posti
a carico dell’appellante;

 

                                         che
nella commisurazione della tassa di giustizia occorre tener conto del fatto che
la decisione odierna non comporta un sindacato di merito, il Pretore dovendo
ancora istruire la causa;

 

                                         che
non si giustifica di assegnare ripetibili alla controparte, cui l’appello non è
stato neppure notificato;

 

per
questi motivi

 

vista
sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

richiamato
l’art. 313bis CPC,

 

pronuncia:

 

                                   1.   L’appello è irricevibile.

 

                                   2.   Gli oneri del presente giudizio consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia                           fr.   150.--

                                         b)
spese                                             fr.      50.--

                                                                                                     fr.   200.--

                                         sono
posti a carico dell’appellante. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione: 

                                         -
avv. __________, __________

                                         -
avv. __________, __________

                                         Comunicazione
alla Pretura di Locarno-Campagna, Locarno

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La segretaria