# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dcc83bf8-9c1f-59ad-b5af-a8aa5f08affa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-06-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 06.06.2002 15.2002.59
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2002-59_2002-06-06.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2002.00059

  	
  Lugano

  6 giugno 2002/B/fc/fb 

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini, Giani (in sostituzione del giudice Rusca, assente)

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 18 aprile 2002 di

 

	
   

  	
  __________

  patr. dallo Studio legale __________ 

   

  
	
   

  	
   

  Contro

  	 

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti di
Locarno e meglio contro l'avviso d'incanto 28 marzo 2002 emesso nell'ambito
dell'esecuzione n. __________ promossa contro  

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

da

 

                                   
__________ 

 

rilevato che con ordinanza presidenziale 23 aprile 2002 al ricorso
non è stato concesso effetto sospensivo;

 

viste
le osservazioni:      - 6 maggio 2002 del __________

                                         -
19 aprile/8 maggio 2002 dell'UEF di Locarno

 

ritenuto 

 

 

in fatto:

 

 

                                  A.   __________ era proprietaria della part. __________ RFD di __________. Con
contratto 1° settembre 1999 essa ha locato alla __________ uno stabile
denominato "____________________” situato sulla predetta particella,
comprendente un appartamento, una stazione di benzina, un chiosco, una
trattoria ed il relativo inventario composto da mobili e attrezzature (doc. B).
In seguito a una procedura di realizzazione del pegno immobiliare promossa
contro __________, la part. __________ RFD di __________ è stata aggiudicata il
31 agosto 2001 ai pubblici incanti alla creditrice ipotecaria __________.
Quest'ultima è subentrata nel contratto di locazione con la __________. Dopo
che l'UEF di Locarno il 24 settembre 2001 ha emesso un attestato di
insufficienza di pegno, il __________ ha chiesto il pignoramento di tutti i
beni di proprietà della debitrice __________ e in particolare di quelli situati
nel Ristorante "__________".  

 

 

                                  B.   Dal verbale di pignoramento 18 ottobre 2001 risulta che l'UEF di
Locarno ha pignorato a __________ 50 oggetti e attrezzature componenti
l'inventario dello stabile "__________". I beni descritti ai no.
__________ sono stati dichiarati dal gerente __________ di proprietà della
__________.

                                         Con
avviso d'incanto 28 marzo 2002 l'UEF di Locarno ha reso noto che su istanza del
__________, il 17 maggio 2002 alle ore 15.00 avrebbe avuto luogo un'asta
pubblica per la vendita in blocco di una parte dell'inventario pignorato
appartenente a __________.

 

 

                                  C.   Con
atto 18 aprile 2002 la __________ ha presentato ricorso contro l'avviso
d'incanto sostenendo di avere stipulato un contratto di locazione con
__________, che comprendeva anche l'inventario situato nel ristorante. La
ricorrente ha rilevato che come risulta dalla decisione 26 febbraio
dell'Ufficio di conciliazione in materia di locazione di Locarno, il contratto
di locazione con il nuovo locatore __________ ha un'ulteriore durata di 3 anni,
a decorrere dal 23 ottobre 2001. 

                                         Essa
ha poi rilevato che in quanto titolare del diritto di possesso sui beni
inventariati è legittimata a promuovere il ricorso e ha rinviato all'art. 92
cifra 3 LEF sostenendo che l'inventario di un ristorante è indispensabile
all'esercizio della professione di esercente, per cui i beni destinati
all'incanto sarebbero impignorabili. Di conseguenza l'incanto deve essere
annullato.

 

 

                                  D.   Delle osservazioni del __________ e dell'UEF di Locarno si dirà, se
del caso, in seguito.

 

 

Considerato

 

 

In diritto:

 

    

                                   1.

                                  a)   Ex
art. 92 cifra 3 LEF sono impignorabili gli arnesi, gli apparecchi, gli
strumenti e i libri, in quanto siano necessari al debitore e alla sua famiglia
per l'esercizio della professione. Le disposizioni contenute nell'art. 92 LEF
hanno essenzialmente lo scopo di proteggere l'esistenza economica del debitore
e della sua famiglia nell'esecuzione forzata (Georges Vonder Mühll, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco, n. 3 ad art. 92; Kurt
Amonn/Dominik Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna
1997, § 23 n. 13 p. 168).

 

 

                                  b)   Nel caso in esame ricorrente è la __________, la quale invocando
l'art. 92 cifra 3 LEF, ha chiesto l'annullamento dell'asta pubblica fissata per
venerdì 17 maggio 2002. Alla ricorrente manca però un interesse degno di
protezione, ritenuto che proprietaria e debitrice nella procedura esecutiva che
ha portato alla vendita all'asta pubblica di una parte dell'inventario
pignoratole è __________, la quale sarebbe stata la sola legittimata ad
avvalersi dell'art. 92 cifra 3 LEF. 

                                         In
via abbondanziale va rilevato che se anche la ricorrente avesse potuto far
valere un interesse degno di protezione, quale persona giuridica (Sagl), che
svolge un'attività aziendale, essa sarebbe stata soggetta all'esecuzione con
tutto il suo patrimonio e non avrebbe potuto avvalersi dell'art. 92 cifra 3
LEF, applicabile solo alle persone fisiche che svolgono un'attività
professionale (Amonn/Gasser, op. cit. § 23 n. 24 p. 170; Pierre-Robert
Gilliéron, Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la
faillite, Losanna 2000, n. 87 ad art. 92).  

 

 

                                   2.   Il ricorso 18 aprile 2002 __________ va quindi respinto.

                                         Sulle
spese occorre ricordare che - benché la gratuità della procedura sia contraria
al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art.
17 LEF (Jean-François Poudret/Suzette Sandoz-Monod, Commentaire de la loi fédérale
d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 all'art. 81, p. 804) -
siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore
(art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383
cons. 2a). Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2
OTLEF).

 

 

Richiamato l'art. 17
LEF

 

 

pronuncia:

 

 

                                   1.   Il
ricorso 18 aprile 2002 __________, è respinto.

 

                                   2.   
Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                   3.   Contro
questa sentenza è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e falimenti del Tribunale di appello, Lugano, in
conformità dell'art. 19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione:       -
__________

 

 

Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di
vigilanza

Il presidente                                                                             La
segretaria