# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fa499d48-fece-596c-a41c-ff396c0e5d08
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-05-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 17.05.1999 52.1999.55
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1999-55_1999-05-17.html

## Full Text

Incarto n.

  52.99.00055

   

  	
  Lugano

  17 maggio 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Lorenza
  Ponti Broggini, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sul ricorso  12 febbraio 1999 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 26 gennaio 1999, no. 352, del Consiglio di Stato che ha respinto
  l'impugnativa del ricorrente avverso la risoluzione 3 dicembre 1998, no.
  2472, con la quale la Sezione della circolazione gli ha revocato per due mesi
  la licenza di condurre;

  

 

 

vista la risposta 25 febbraio 1999 del
servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 15 giugno 1972
__________, nato il 29 aprile 1952, ha ottenuto la licenza di condurre veicoli
della categoria B. 

Dal 1984 al 1992 egli è stato oggetto di cinque ammonimenti
per aver superato i limiti di velocità consentiti ed è pure stato obbligato a
seguire una giornata di istruzione sulle norme del traffico. Nel giugno 1995 e
nel settembre 1997 gli è stata revocata la licenza di condurre per un mese per
aver circolato a velocità largamente superiori al limite prescritto.

 

 

                                  B.   Il 26 ottobre 1998, alle ore
15.31, __________ è stato sorpreso in territorio autostradale di __________ a
circolare a 130 km/h (già dedotto il margine di tolleranza), laddove vige il
limite di 100 km/h.

                                         A seguito di tali fatti il
ricorrente è stato condannato al pagamento di una multa di fr. 400.--, oltre a
fr. 50.-- per tassa di giustizia, ai sensi degli art. 27 cpv. 1 e 90 cifra 1 LCStr,
4a ONC. La decisione è cresciuta in giudicato. 

 

 

                                  C.   a) L'11 novembre 1998 la
Sezione della circolazione ha comunicato all'insorgente che erano dati gli
estremi per procedere nei suoi confronti con l'adozione di una misura
amministrativa di revoca della licenza di condurre. Parimenti egli è stato informato
della possibilità di inoltrare eventuali osservazioni. 

 

b) Con scritto 23 novembre 1998 __________ ha esposto le sue
giustificazioni, di cui si dirà per quanto necessario nel seguito.

 

c) Con decisione 3 dicembre 1998, la Sezione della
circolazione gli ha revocato la licenza di condurre per la durata di due mesi.

 

 

                                  D.   a) Con ricorso 21 dicembre 1998
__________ è insorto davanti al Consiglio di Stato postulando l'annullamento
della risoluzione impugnata. A suo dire la decisione disattenderebbe la
giurisprudenza del Tribunale federale in questo ambito, sarebbe lesiva del
principio di proporzionalità e non terrebbe in considerazione la sua necessità
di disporre della licenza di condurre.

 

b) Il 26 gennaio 1998 l'Esecutivo cantonale ha respinto il
gravame. Alla luce dell'infrazione commessa dal ricorrente e tenuto conto delle
numerose misure amministrative di cui egli è già stato oggetto, il Governo ha
ritenuto adeguata e legittima la misura adottata dal Dipartimento. 

 

 

                                  E.   __________ insorge ora
davanti al Tribunale cantonale amministrativo riproponendo le richieste
presentate in precedenza. A suo dire, l'infrazione commessa dovrebbe essere
considerata di poca gravità ai sensi dell'art. 16 cpv. 2 LCStr in considerazione
della giurisprudenza del Tribunale federale in tale ambito, per cui si
giustificherebbe il prescindere da qualsiasi misura. Egli mette poi in evidenza
che per motivi professionali percorre circa 72'000 km all'anno, gli eccessi di
velocità rimproveratigli sono sempre stati commessi in autostrada e mai è stato
colto a circolare a velocità superiori a 130 km/h. In considerazione di tali circostanze
egli dovrebbe dunque essere ritenuto un automobilista corretto e rispettoso
delle norme sulla circolazione stradale. Precisa inoltre che il tratto dove è
stata rilevata l'infrazione, lungo circa 1 km, si trova inserito in un tratto
di autostrada dove vige il consueto limite di 120 km/h. A suo dire tale
restrizione del limite di velocità non sarebbe giustificata. Pertanto egli non
ritiene di aver compromesso la sicurezza del traffico.

Sottolinea infine che necessita della licenza di condurre per
motivi professionali, in quanto lavora a __________ ed è domiciliato in Ticino,
dove è pure attivo a livello politico e sociale, attività che lo impegnano
molto e che esigono la sua presenza in Ticino anche nei giorni
infrasettimanali.

 

 

                                  F.   All'accoglimento del gravame
si oppone il Consiglio di Stato, il quale si riconferma nelle argomentazioni
poste a fondamento della decisione impugnata. 

 

 

 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo a statuire contro le decisioni amministrative del
Consiglio di Stato in materia di circolazione stradale discende dall'art. 10 LALCStr.

Il gravame, tempestivo (art. 46 PAmm) e presentato da una persona
legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm), è ricevibile in ordine e può essere
evaso sulla base degli atti senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   Prima di entrare nel merito
del ricorso occorre precisare che il provvedimento di revoca della licenza di
condurre a scopo di ammonimento riveste il carattere di una decisione sulla
fondatezza di un'accusa penale ai sensi dell'art. 6 cpv. 1 CEDU (DTF 121 II 26 consid.
3b). In virtù di tale norma, sia in ambito penale che nell'ambito dei
procedimenti amministrativi aventi carattere penale, l'autorità giudicante deve
poter statuire con pieno potere cognitivo. Anche la commisurazione della pena e
della sanzione soggiace a libero esame (R. Herzog, Art. 6 EMRK und kantonale Verwaltungsrechtspflege,
part. 371; A: Kley-Struller, Die Anwendung der Garantien des Art. 6 EMRK auf Verfahren
betreffend den Führerausweisentzug, pag. 111 in: R. Schaffhauser, Aktuelle Fragen
des Straf- und im Strassenverkehr).

Il Tribunale cantonale amministrativo statuisce perciò sul
gravame in rassegna con pieno potere di cognizione, identico a quello di cui
dispone nella giurisdizione disciplinare (art. 70 PAmm), con facoltà quindi di
rivedere anche la commisurazione della sanzione. I limiti posti dall'art. 61 PAmm
in relazione al controllo dell'apprezzamento non trovano applicazione siccome
contrari alle prevalenti disposizioni dell'art. 6 CEDU (STA 26.9.1996 in re C.;
21.10.1996 in re T.).

 

 

                                   3.   A detta del ricorrente il
tratto autostradale, dove è stata accertata l'infrazione, non presenta pericoli
tali da giustificare l'abbassamento del normale limite di velocità da 120 km/h
a 100 km/h. Pertanto egli non ritiene di aver compromesso la sicurezza del
traffico. A torto.

Contestazioni in merito alla legittimità della segnaletica
presente in loco non possono essere esaminate in questa sede, in quanto questo
Tribunale non può di principio scostarsi dagli accertamenti di fatto contenuti
nella decisione penale cresciuta in giudicato. L'interessato non può pretendere
che in sede amministrativa si proceda ad ulteriori accertamenti, quando sapeva
o poteva prevedere, in ragione della gravità dei fatti che gli sono stati rimproverati,
che sarebbe pure incorso in una procedura di revoca della licenza di condurre
e, ciò malgrado, abbia omesso nell'ambito della procedura penale di fare valere
i suoi diritti o vi abbia rinunciato (DTF 121 II 217 riportata anche in JdT
1996, pag. 698).

L'insorgente ben sapeva che le infrazioni commesse avrebbero
comportato anche l'adozione di una misura di revoca della licenza di condurre.
Infatti già l'11 novembre 1998 egli era stato avvertito dalla Sezione della
circolazione che nei suoi confronti erano dati gli estremi per procedere con
l'adozione di tale misura. Considerato che la decisione di multa gli è stata
notificata il 16 novembre 1998, egli aveva dunque la possibilità di ricorrere
contro la risoluzione penale.

Non avendo impugnato presso le istanze superiori la decisione
di multa, __________ ne ha riconosciuto il contenuto. Pertanto, alla luce della
predetta giurisprudenza, in questa sede gli è preclusa ogni possibilità di
mettere nuovamente in discussione fatti già definitivamente accertati in ambito
penale.

 

 

                                   4.   La licenza di condurre può
essere revocata al conducente che, violando le norme della circolazione, ha
compromesso la sicurezza del traffico o disturbato terzi. Nei casi di lieve
entità, può essere pronunciato un ammonimento (art. 16 cpv. 2 LCStr).

Va osservato che la revoca della licenza a titolo
d'ammonimento ha per scopo di sanzionare il conducente resosi colpevole di
un'infrazione alle regole della circolazione e di impedire casi di recidiva (art.
30 cpv. 2 OAC).

L'autorità tenuta ad ordinare la revoca della licenza di
condurre deve fissare la durata di tale provvedimento, tenendo conto delle
circostanze del caso. In particolare essa deve tenere conto della colpa, della
reputazione dell'interessato in quanto conducente di veicoli a motore e della
sua necessità professionale a fare uso del veicolo (art. 17 cpv. 1 LCStr; 33
cpv. 2 OAC).

La durata del provvedimento non può in ogni caso essere inferiore
a un mese se la licenza dev'essere revocata a causa di un'infrazione che ha
compromesso gravemente la sicurezza della circolazione stradale (cfr. art. 16
cpv. 3 lett. a; 17 cpv. 1 lett. c LCStr).

 

 

                                   5.   Nel caso in cui la legge
prevede solo facoltativamente la sanzione della revoca, la gravità dell'infrazione
è determinante per stabilire se ad un conducente debba essere inflitta questa
misura oppure se è invece dato un caso di lieve entità, per cui si può prescindere
dalla revoca.

Nell'ambito di tale giudizio, l'autorità deve esaminare in
primo luogo la gravità della violazione al codice della strada, la gravità
della colpa come pure la reputazione quale conducente dell'amministrato (art.
33 cpv. 2 OAC, DTF 123 II 106 consid. 2, 121 II 127). In ogni caso se la
fattispecie non può già più considerarsi lieve per la gravità dell'infrazione
commessa e per la colpa, anche in presenza di buona reputazione del conducente,
la sanzione deve essergli effettivamente inflitta (DTF 105 I 255, 118 Ib 229).

Il Tribunale federale in una recente sentenza che è stata ampiamente
discussa sulla stampa (DTF 124 II 99) ha puntualizzato la sua giurisprudenza,
rilevando che chi in autostrada supera di 31-34 km/h la velocità legale di 120
km/h commette un'infrazione di media gravità, per cui si giustifica la revoca
della licenza di condurre giusta l'art. 16 cpv. 2 1. periodo LCStr senza esame
delle circostanze concrete, ossia anche se il conducente gode di una buona
reputazione.

 

 

                                   6.   6.1. Nella fattispecie il
superamento della velocità consentita è stato di 30 km/h, già dedotto il limite
di tolleranza. Tale violazione si situa al limite delle infrazioni che il
Tribunale federale ha definito come di media gravità (superamento di 31-34
km/h). Nel caso concreto non si può tuttavia prescindere dalla revoca delle
licenza di condurre, in quanto la colpa oggettivamente imputabile
all'insorgente non può essere definita lieve.

E' vero che il Tribunale federale ha situato il limite del
superamento a 31 km/h, in presenza del quale la revoca facoltativa dev'essere
di principio inflitta, se non sono dati motivi plausibili di discolpa. Questa
indicazione giurisprudenziale non preclude però all'autorità amministrativa la
facoltà di revocare la licenza di condurre ad un conducente che ha superato il
limite di "soli" 30 km/h, se sono dati fattori aggravanti.

Ciò è il caso nella presente fattispecie, ove si consideri
che il ricorrente è stato colto, dal 1995 ad oggi, ben due volte a superare i
limiti di velocità e dunque fatto oggetto di due revoche della durata di un
mese.

 

6.2. Il ricorrente si è giustificato asserendo che gli
eccessi di velocità rimproveratigli sono sempre stati commessi in autostrada. 

È ben vero che in autostrada il pericolo per la sicurezza del
traffico e di terzi causato da chi circola oltre il limite consentito è minore
che nell'abitato (ad esempio per l'assenza di pedoni). Ciò non toglie che anche
in autostrada il superamento della velocità prescritta crea un accresciuto
pericolo per gli altri utenti, che invece circolano correttamente, e ciò a
causa della grossa differenza di velocità o per la presenza di ostacoli
concreti. Infatti le restrizioni di velocità poste in determinati punti delle
autostrade sono giustificate da ragioni oggettive, quali la presenza di pericoli,
di gallerie, o di curve.

In ogni caso si rileva che quanto affermato dal ricorrente
non corrisponde al vero, in quanto le prime quattro infrazioni, che sono poi
sfociate in provvedimenti amministrativi tra il 1984 ed il 1987, sono tutte
state commesse al di fuori del sedime autostradale. 

 

6.3. Neppure giova all'insorgente osservare di non essere mai
stato sorpreso a circolare a velocità superiori a 130 km/h. Determinante è
unicamente il fatto che egli ha superato i limiti prescritti in larga misura
(28 km/h nel 1992, 23 km/h nel 1995, 30 km/h nel 1997). 

 

6.4. Orbene, siccome le revoche a scopo di ammonimento servono
a correggere i conducenti e ad impedire la recidività (art. 30 cpv. 2 OAC), e
visto che le sanzioni già inflitte al ricorrente non hanno sortito un tale
effetto, s'impone oggi di applicare un'ulteriore revoca.

 

 

                                   7.   Il ricorrente ha pure
osservato di avere commesso relativamente poche infrazioni per rapporto al
numero di chilometri che percorre annualmente. 

                                         Al proposito va osservato
che il numero di chilometri percorso, se da un lato accresce per un conducente
(invero chi vi è predisposto) l'eventualità di incorrere in una violazione, non
giustifica alcuna particolare attenuante, in quanto le infrazioni al codice
della strada devono essere analizzate come tali e non nel contesto della probabilità
di commetterle.

 

 

                                   8.   L'insorgente allega infine
la necessità dell'uso di un veicolo per recarsi sul luogo di lavoro a Berna. A
torto. 

Nel caso concreto la licenza di condurre non risulta in tutti
i casi indispensabile. La necessità rivendicata dal ricorrente non è certamente
paragonabile a quella di chi perderebbe altrimenti l'intero suo reddito - o una
parte essenziale dello stesso - come è il caso ad esempio per un autista professionale.

Nelle ragioni esposte dal ricorrente si possono unicamente ravvisare
quegli inconvenienti, talvolta anche importanti, che accompagnano
inevitabilmente ogni revoca della licenza e che fanno parte della funzione
anche afflittiva di questa misura, voluta dal legislatore come mezzo per
dissuadere da ulteriori infrazioni alle norme della circolazione stradale. A
tali inconvenienti può invero essere posto rimedio, anche se ciò dovesse essere
oneroso per l'insorgente, facendo capo per gli spostamenti segnatamente
all'aiuto di un collaboratore o di famigliari o ai mezzi pubblici (cfr. DTF 122
II 24 e seg. consid. 1c, DTF 22 dicembre 1994 in re M.; DTF 17 gennaio 1994 in
re P., DTF 29 ottobre 1993 in re D.S.).

 

 

                                   9.   Tenuto conto della gravità
dell'infrazione, della colpa effettiva e della necessità non inderogabile di
far uso di un veicolo per l'esercizio della professione (art. 33 cpv. 2 OAC),
il provvedimento di revoca pronunciato nei confronti di __________ appare del
tutto conforme al diritto. Fissando la durata della revoca in due mesi la
Sezione della circolazione non ha violato il principio di proporzionalità.

 

Per il che il ricorso va respinto.

La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art.
28 PAmm). 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 6 cpv. 1 CEDU; 16 cpv. 2 e 3 lett. a, 17 cpv. 1, 90 cifra 1 LCStr; 30
cpv. 2 e 33 cpv. 2 OAC; 10 LALCStr; 1 ss. PAmm,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   La tassa di giustizia e le
spese per complessivi fr. 800.-- sono poste a carico del ricorrente. 

 

                                   3.   Contro la presente decisione
è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale di Losanna nel
termine di 30 giorni dall'intimazione. 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             La
segretaria