# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d0686bbc-a082-5b26-9e2a-24da69555ef9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-04-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 02.04.2007 36.2007.30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2007-30_2007-04-02.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2007.30

   

  GC

  	
  Lugano

  2 aprile 2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Greta Cipolla, giurista

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 19 febbraio 2007
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 19 gennaio
  2007 emanata da

  
	
   

  	
  Istituto assicurazioni sociali Ufficio
  assicurazione malattia,

  6501 Bellinzona

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1, cittadino tedesco, residente a __________ beneficia di un permesso di dimora
in Svizzera per le persone senza attività lucrativa ed é assicurato contro le
malattie presso la __________, società __________.

 

                                         L’Istituto
delle assicurazioni sociali (di seguito: IAS) ha negato a RI 1, con decisione
formale del 20 novembre 2006, l’esenzione dall’obbligo assicurativo in Svizzera
poiché non sarebbero adempiuti i presupposti previsti dalla LAMal. In
particolare l'IAS ritiene che l’ente assicurativo estero, rifiutandosi di
vidimare l'apposito modulo TI 9.2, non avrebbe attestato l’equivalenza delle
prestazioni erogate con quelle svizzere, nonché che "gran parte delle
prestazioni sanitarie non vengono rimborsate al 100% ma unicamente per un
importo pari al 90%... inoltre la stessa prevede un limite massimale di
indennizzo annuo pari a 1'500'000.- CHF" (doc. 13).

 

B.    
Con reclamo del 14 dicembre 2006, RI 1, oltre a
produrre il modulo TI 9.2 vidimato dall'assicuratore estero atto a garantire
l'equivalenza delle prestazioni, ha sostanzialmente contestato che la copertura
della International Insurance è in realtà equivalente, se non più completa, rispetto
a quella svizzera, ritenuto come, anche se alcune prestazioni sono coperte al
90%, ve ne sono molte altre al 100% che non sono garantite dall'assicurazione
obbligatoria contro le malattie elvetica. RI 1 rileva inoltre come la copertura
di base della Confederazione garantisca solo virtualmente un rimborso al 100%,
poiché all'assicurato viene sempre chiesta una partecipazione ai costi.

 

                                         Contro
la decisione su reclamo, che conferma il rifiuto di concedere l’esonero
dall’obbligo assicurativo in Svizzera sulla base della mancata equivalenza
delle coperture, é tempestivamente insorto RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, ribadendo
la superiorità del grado di copertura della propria assicurazione rispetto alla
copertura di base svizzera ed aggiungendo che anche l'assicurazione
obbligatoria LAMal si limita a rimborsare solo il 90% delle prestazioni
effettuate. Il ricorrente chiede infine che sia ordinata una perizia al fine di
confrontare puntualmente entrambe le polizze assicurative.

 

                                  C.   Con
osservazioni del 6 marzo 2007 l’amministrazione propone di respingere il
ricorso e osserva in particolare come nell'assicurazione danese vi siano lacune
evidenti di carattere sostanziale e di protezione rispetto all'assicurazione
obbligatoria LAMal in particolare nel trattamento ambulatoriale, coperto
solo nella misura del 90% delle tariffe di riferimento e nel soggiorno in
istituti per anziani non coperto assicurativamente. Anche per quanto attiene al
plafonamento annuo dell'importo preso a carico per prestazioni vi sarebbero
differenze sostanziali per l'assenza di limiti nel nostro diritto nazionale.

                                         La
partecipazione personale annua ai costi della malattia si eleva a CHF 2'000.-- mentre
la partecipazione obbligatoria di legge, ai sensi della LAMal, é plafonata a
CHF 1'000.-- annui (franchigia ordinaria - CHF 300.-- - e aliquota  percentuale
plafonata - CHF 700.--) eventuali incrementi di franchigia essendo facoltativi.

 

                                         L'IAS
contesta infine la tesi ricorsuale secondo cui anche l'assicurazione
obbligatoria LAMal rimborsi unicamente il 90% delle prestazioni effettuate. A
suo dire infatti, la stessa ricopre di principio e in via assoluta il 100% dei
valori tariffali ufficialmente stabiliti e approvati dalla competente Autorità,
a parte la partecipazione da parte dell'assicurato plafonata all'importo di Fr.
1'000.- per anno civile.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA ha già emanato numerose sentenze in materia,
si veda in particolare la sentenza 4 febbraio 2004 36.2003.14 rispettivamente
la sentenza 25 gennaio 2005 36.2004.142-143. Questa autorità giudiziaria può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).

 

                                         nel
merito

 

                                   2.   Oggetto
del contendere è la questione a sapere se il ricorrente, cittadino tedesco
residente a __________, beneficiario di un permesso di dimora di tipo B per
persone senza attività lucrativa ed assicurato contro le malattie presso un
assicuratore privato danese, possa ottenere l’esenzione dall’obbligo
assicurativo in Svizzera.

 

                                   3.   Secondo
l'art. 3 LAMal

 

"  1 Ogni persona domiciliata in Svizzera deve
assicurarsi o farsi assicurare dal proprio rappresentante legale per le cure
medico-sanitarie entro tre mesi dall’acquisizione del domicilio o dalla nascita
in Svizzera.

2 Il Consiglio federale può prevedere eccezioni
all’obbligo d’assicurazione, segnatamente per i dipendenti di organizzazioni
internazionali e di Stati esteri.

3 Può estendere l’obbligo d’assicurazione a persone
non aventi il domicilio in Svizzera, in particolare a quelle che:

a. esercitano un’attività in Svizzera o
vi risiedono per un periodo prolungato;

b. lavorano all’estero per conto di un
datore di lavoro con sede in Svizzera".

 

                                         L'art.
1 cpv. 2 lett. f OAMal precisa che sono inoltre tenuti ad assicurarsi:

 

"  Le persone con permesso di dimora di breve durata o
permesso di dimora ai sensi dell’Accordo sulla libera circolazione delle
persone o dell’Accordo AELS, valevole almeno tre mesi.”

 

                                   4.   Ritenuto
che in concreto non è contestato che il ricorrente benefici di un permesso di
dimora di tipo B va esaminato se l'insorgente é tenuto ad assicurarsi nel
nostro Paese.

 

                                         L'art.
3 cpv. 2 e 3 LAMal dà infatti facoltà al Consiglio federale di prevedere
eccezioni all'obbligo di assicurazione, segnatamente per le persone che possono
godere dei privilegi del diritto internazionale, in particolare i dipendenti di
organizzazioni internazionali e di stati esteri.

 

                                         Facendo
uso della delega di cui all'art. 3 cpv. 2 LAMal, il Consiglio federale ha
emanato l'art. 2 OAMal che prevede diverse ipotesi di eccezione all'obbligo di
assicurazione. Tale disposto ha subito un'importante modifica con l'entrata in
vigore, il 1° giugno 2002, dell’ALC.

 

                                         L'art.
2 OAMal prevede in particolare, al cpv. 7, che:

 

"  7 A domanda, sono esentate dall'obbligo d'assicurazione le persone che
dispongono di un permesso di dimora per persone senza attività lucrativa
secondo l'Accordo sulla libera circolazione delle persone o l'Accordo AELS,
purché durante l'intera validità dell'esenzione beneficino di una copertura
assicurativa equivalente per le cure in Svizzera. La domanda dev'essere
corredata di un attestato scritto dell'organo estero competente che dia tutte
le informazioni necessarie. L'interessato non può revocare l'esenzione o la
rinuncia all'esenzione senza un motivo particolare."

 

5.In concreto, come indicato, l’Ufficio
Assicurazione Malattia rifiuta di esonerare l'insorgente dall’obbligo
assicurativo in Svizzera non ritenendo adempiuta la condizione dell'equivalenza
delle prestazioni così come sviluppata dalla giurisprudenza. In particolare
l'amministrazione ha indicato nelle sue osservazioni che una copertura del 90%
delle prestazioni, un massimale per le stesse e l'assenza di prestazioni
particolari in favore degli anziani residenti in istituti costituiscono le
sostanziali limitazioni del diritto estero.

                                   6.   Come
già testualmente ritenuto nella sentenza 25 gennaio 2005 36.2004.142-143
relativa alla situazione di due coniugi inglesi al beneficio di permesso
analogo a quello del ricorrente, l’art. 2 cpv. 7 OAMal prevede l’esenzione se
le persone assicurate beneficiano di una copertura assicurativa equivalente per
le cure in Svizzera e richiede, a questo scopo, un attestato scritto
dell’organo estero competente (ossia dell’assicuratore malattia) che dia tutte
le informazioni necessarie.

 

                                         L’UFAS,
nell’”informazione ai Cantoni”, “Accordo con la Comunità europea
sulla libera circolazione delle persone: ripercussioni sull’assicurazione
malattie”, del febbraio 2002, a proposito dell’art. 2 cpv. 7 OAMal, a pag.
25  afferma:

 

"  In virtù dell’articolo 6 dell’Accordo e dell’articolo 24 del relativo
allegato I, ad una persona senza attività lucrativa a determinate condizioni
può essere concesso il diritto di soggiorno. Una condizione è la copertura
assicurativa per tutti i rischi. Per la Svizzera, l’articolo 24 dell’allegato I
all’Accordo precisa che l’assicurazione malattie per persone che non scelgono
di risiedere in Svizzera deve coprire anche le prestazioni in caso di
infortunio e maternità. Una tale persona è dunque esentata dall’obbligo assicurativo
se ne fa domanda e se per tutta la durata dell’esenzione dispone di una
copertura equivalente per le cure in Svizzera. Il concetto “tutti i rischi” di
cui all’articolo 24 dell’allegato I all’Accordo viene dunque espresso con la
formula “copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera”."

 

                                         Per
l’art. 6 dell’ALC alle persone che non svolgono un’attività economica è
garantito il diritto di soggiorno sul territorio di una parte contraente
conformemente alle disposizioni dell’allegato I relative alle persone che non
svolgono attività.

 

                                         L’art.
24 dell’allegato I all’ALC al paragrafo 1 prevede che:

 

"  Il cittadino di una parte contraente che non esercita un’attività
economica nello Stato in cui risiede e che non beneficia di un diritto di
soggiorno in virtù di altre disposizioni del presente Accordo, riceve una carta
di soggiorno la cui validità ha una durata di almeno cinque anni, purché
dimostri alle autorità nazionali competenti di disporre per sé e per i membri
della propria famiglia:

 

a)    
di mezzi finanziari
sufficienti per non dover ricorrere all’assistenza sociale durante il
soggiorno;

b)    
di un’assicurazione
malattia che copra tutti i rischi. (In Svizzera, la copertura
dell’assicurazione malattia per le persone che non hanno il domicilio nel paese
deve comprendere anche prestazioni in caso d’infortunio e maternità)

 

Qualora
lo ritengano necessario, le parti contraenti possono esigere che la validità
della carta di soggiorno sia riconfermata al termine dei primi due anni di
soggiorno."

                                         L’UFAS,
con scritto del 9 luglio 2002 ai Governi cantonali, agli Uffici competenti per
il controllo dell’obbligo assicurativo e per l’applicazione della riduzione dei
premi, a pag. 5, a proposito dell’esenzione sulla base delle disposizioni del
diritto svizzero in materia di assicurazione malattie e degli art. 2 cpv. 4,
4bis, e 7 OAMal afferma:

 

"  (…) Nelle disposizioni (ndr. art. 2 cpv. 4 OAMal e art. 2 cpv. 4bis
OAMal) viene utilizzata l’espressione “copertura assicurativa equivalente”, il
che però non vuol dire che debbano essere fornite esattamente le stesse
prestazioni previste dalla LAMal: è sufficiente se sono coperte grossomodo le
stesse prestazioni della LAMal. Le modifiche alle disposizioni non provocano
quindi cambiamenti ai compiti dei Cantoni. Alla domanda va accluso un attestato
scritto dell’organo estero competente con tutte le informazioni necessarie.
L’organo estero competente è l’assicuratore malattie competente il quale deve
certificare che per le cure in Svizzera sono coperte le stesse prestazioni previste
dalla LAMal. Gli stessi presupposti valgono anche per il nuovo articolo 2
capoverso 7 OAMal che prevede l’esenzione di persone le quali, in virtù
dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone, dispongono di un permesso
di dimora per persone senza attività lucrativa."
(sottolineature della redattrice)

 

                                         Nella
versione francese, a proposito dell’equivalenza delle prestazioni, l’UFAS
afferma:

 

"  Cela signifie que les prestations fournies ne
doivent pas être exactement les mêmes que celles qui sont prévues par la LAMal.
Autrement dit, il suffit que les prestations couvertes soient plus ou moins
identiques. (…) L’organisme étranger compétent est l’assureur-maladie concerné,
qui doit attester que les prestations selon la LAMal sont couvertes en cas de traitement
effectués en Suisse." (sottolineature
della redattrice)

 

                                         Nella
versione tedesca l’UFAS afferma:

 

"  In der Bestimmung wird der Ausdruck “gleichwertiger
Versicherungsschutz” verwendet. Das heisst, dass nicht genau die identischen
Leistungen nach KVG erbracht werden müssen. Es genügt, wenn mehr oder weniger
die gleichen Leistungen wie nach KVG abgedeckt sind. (…) Bei der zuständigen ausländischen Stelle
handelt es sich um den zuständigen Krankenversicherer, der bestätigen muss,
dass für Behandlungen in der Schweiz die Leistungen nach KVG gedeckt sind." (sottolineature della redattrice)

 

                                         Alla
luce di quanto sopra esposto emerge che l’assicuratore estero deve attestare
che le sue prestazioni corrispondono “grossomodo” (“plus ou moins”,
“mehr oder weniger”) a quelle previste dalla LAMal. Non è necessario che
vi sia identità assoluta, è infatti sufficiente un’equivalenza.

                                         

                                   7.   Nel
caso concreto l’assicuratore danese ha in particolare attestato di coprire le
degenze ospedaliere al 100% mentre le cure ambulatoriali unicamente nella
misura del 90% ha inoltre attestato l'assenza di una copertura illimitata,
esistendo un massimale annuo coperto di Fr. 1'500'000.- (Formulario T9.2. e
scritto 7 dicembre 2006 allegato al doc. 14).

 

                                         Dalla
lettera 7.12.2006 della __________ allegata al citato modulo, emerge che la
polizza assicurativa danese, a differenza di quella svizzera, non copre in
nessun modo il soggiorno in casa di cura per anziani e le malattie pregresse ed
ancora non fornisce prestazioni per cure termali pur essendo più prodiga per i
trasporti in ambulanza (all. al doc. 14).

 

                                   8.   Il
tema dell’equivalenza della copertura assicurativa estera è stato analizzato,
anche se in diverso contesto, ossia nell'ambito dell'art. 2 cpv. 2 OAMal, in
una sentenza del Tribunale Federale del 4 ottobre 2001 nella causa T. (K
167/00) dove l'Alta Corte ha ritenuto:

 

"  Schliesslich fällt eine Befreiung vom
Krankenversicherungsobligatorium auch wegen fehlender Gleichwertigkeit des nach
ausländischem Recht gewährleisteten Versicherungsschutzes ausser Betracht (Art.
2 Abs. 2 KVV). Wohl deckt die gesetzliche Krankenversicherung für Beamte und
deren

beihilfefähigen Angehörigen grundsätzlich den gleichen
Leistungsbereich ab wie die obligatorische Krankenpflegeversicherung nach
schweizerischem Recht; übernommen wird indessen - im Unterschied zur
Krankenpflegeversicherung hierzulande - lediglich ein prozentualer Anteil
(hier: 80 %) der anfallenden Krankheitskosten, und dies auf Antrag hin auch nur
dann, wenn die ausgewiesenen Aufwendungen

insgesamt mehr als 200 DM betragen (§ 17 Ziff. 2 BhV).

Vorausgesetzt, es handle sich bei der Bayerischen Beamtenhilfe
überhaupt um eine obligatorische Krankenversicherung in Sinne von Art. 2 Abs. 2
KVV, genügt der vorliegend gewährleistete gesetzliche Versicherungsschutz
mangels voller Kostendeckung den Anforderungen an die Gleichwertigkeit nicht.
Dass sich der Beschwerdeführer im Umfang der restlichen 20 % der
Krankheitskosten zusätzlich auf freiwilliger, privater Basis versichert hat
(Bescheinigung der Bayerischen Beamtenkrankenkasse AG vom 30. Juli 1996), ist
für die Frage der Gleichwertigkeit unbeachtlich. Diese beurteilt sich im Lichte
des Normzwecks von Art. 2 Abs. 2 KVV

allein nach Massgabe des nach ausländischem Recht gewährten

obligatorischen Versicherungsschutzes (vgl. auch Eugster,
Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungs-

recht [SBVR], Soziale Sicherheit, S. 9, Rz. 15 mit Anm. 35 und 36)." 

 

                                   9.   In
concreto, come rettamente sottolineato dall’UAM, l’assicuratore estero non è
stato in grado di confermare una presa a carico delle tariffe elvetiche nella
misura del 100%, con eventuale partecipazione da parte dell’assicurato (cfr.
allegato al doc. 14) limitata come avviene in Svizzera. Già questo solo
elemento è sufficiente per escludere l'equivalenza.

                                         L’assicuratore
ha indicato una “Jährliche Versicherungsumme CHF. 1'500'000.-” precisando
quindi non solo che le spese di cura, escluse quelle di ricovero ospedaliero,
sono coperte in maniera limitata (90%) al contrario di quanto avviene in
Svizzera dove la copertura è piena fatta salva la partecipazione sino a CHF
700.-- annui a carico dell'assicurato, ma ha anche indicato i massimali
d'intervento in CHF 1'500'000.--. 

 

                                         Dalla
lettera 7.12.06 allegata al modulo emerge che la normativa straniera che regge
la polizza del ricorrente prevede innanzitutto che nessun rimborso viene
effettuato per malattie o infortuni già esistenti al momento della stipulazione
del contratto assicurativo, eventualità che invece non esiste in diritto
svizzero in considerazione dell'obbligatorietà dell'assicurazione malattie
LAMal che pertanto copre anche le malattie pregresse. L'esistenza di riserve
appare ulteriore elemento che pacificamente - d'avviso di questo Tribunale -
esclude l'equivalenza delle prestazioni. Circostanza questa facilmente
riconoscibile anche al ricorrente.

 

                                         Come
detto la polizza del ricorrente prevede poi un rimborso del 90% delle
prestazioni ambulatoriali e ciò fino al raggiungimento del tetto annuale
massimo. Ciò evidenzia due importanti differenze. In primis la LAMal prevede che l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume
i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i
relativi postumi non ponendo alcun limite finanziario. La legge prevede quindi
una copertura al 100% delle prestazioni sia ambulatoriali che relative al ricovero
in ospedale. 

 

                                         In
secondo luogo, come giustamente evidenziato dall'UAM, l'assicurazione danese prevede
un tetto massimo di prestazioni annue di Fr. 1'500'000.-. Ciò é in netto
contrasto con il principio della copertura assicurativa illimitata risultante
dal tenore dell'art. 24 LAMal il quale prevede che unici limiti alla copertura
assicurativa siano le condizioni previste dagli artt. 32 - 34, tra le quali non
rientra un limite finanziario di copertura massima annua.

 

                                         E’
vero che l'assicuratore estero indica la copertura al 100% per le cure
stazionarie in ospedale ma ciò non basta.

 

                                         Come
visto nella STFA del 4 ottobre 2001 l’Alta Corte ha stabilito che non è sufficiente
una copertura dell’80% dei costi per considerare equivalente l’assicurazione
estera a quella svizzera. Nel caso di specie, l’assicuratore estero non ha garantito
una copertura totale dei costi di malattia come quelli previsti in Svizzera, vi
sono pertanto delle lacune.

 

                                         Considerato
che, contrariamente a quanto ritiene l’insorgente, un’affiliazione al sistema
di assicurazione obbligatoria in Svizzera non potrebbe comportare
l’applicazione di nessuna riserva, poiché tale istituto è previsto solo nelle
assicurazioni complementari ma non nell’assicurazione obbligatoria che non
prevede l’esclusione di malattie esistenti dalla copertura non vi è  equivalenza
tra i due sistemi. A giusta ragione l’UAM ha respinto la richiesta
dell’interessato. La situazione, palese sin dall'inizio,
avrebbe dovuto indurre il ricorrente a trattenersi dall'introdurre il gravame.
Il suo agire imporrebbe il carico di congrua tassa di giustizia cui
eccezionalmente si prescinde con invito a migliore ponderazione pro futuro.

 

                                10.   Il
ricorrente ha infine richiesto una perizia sulla polizza assicurativa, al fine
di meglio confrontarla con l'assicurazione obbligatoria elvetica (doc. I).

 

                                         Il
TCA ritiene che ulteriori atti istruttori nel caso di specie sono superflui.
Infatti, considerato che le differenze già riscontrate da questo Tribunale sono
sufficienti a comprovare una non equivalenza delle assicurazioni in esame,l’assunzione
di ulteriori prove non avrebbe alcuna influenza sull’esito della vertenza.

 

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori
prove.

                                                                                 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

                                   4.   Qualora
non sia ammissibile il ricorso in materia di diritto pubblico, contro la
presente decisione è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti