# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5d495362-55e0-515f-886d-78cf7950da10
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-09-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.09.2011 D-4843/2011
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4843-2011_2011-09-08.pdf

## Full Text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t

T r i buna l   adm in i s t r a t i f   f édé ra l

T r i buna l e   ammin i s t r a t i vo   f ede ra l e

T r i buna l   adm in i s t r a t i v   f ede ra l

   

Corte IV
D­4843/2011

Sen t e n z a   d e l l ' 8   s e t t emb r e   2 0 1 1

Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Martin Zoller;
cancelliere Carlo Monti.

Parti A._______, nato il (…), alias
B._______, nato il (…),
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 31 agosto 2011 / N [...].

D­4843/2011

Pagina 2

Visto:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data 19 luglio 2011 
in Svizzera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) ha 
rimesso al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale lo ha reso 
attento  circa  la  necessità  di  consegnare,  entro  le  48 ore  successive 
all'inoltro della sua  istanza, un documento d'identità o di  viaggio,  con  la 
comminatoria  che,  in  caso di mancata  consegna e  in  assenza di motivi 
scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i  verbali  d'audizione  del  28 luglio 2011  (di  seguito:  verbale 1)  e  del 
31 agosto 2011 (di seguito: verbale 2);

il  verbale  di  decisione  dell'UFM  del  31 agosto 2011,  notificato 
all'interessato il giorno stesso (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del  2 settembre 2011  (cfr.  timbro del  plico  raccomandato,  data 
d'entrata 5 settembre 2011) dell'insorgente;

gli  atti  dell'UFM  trasmessi  via  fax  a  codesto  Tribunale  in  data 
5 settembre 2011;

ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza;

e considerato:

che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla 
procedura amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021),  dalla 
legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  (LTAF, 
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 
RS 173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi, 
RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che  fatta  eccezione  delle  decisioni  previste  all'art. 32  LTAF,  il  Tribunale 
amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), in virtù dell'art. 31 LTAF, 

D­4843/2011

Pagina 3

giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5 PA  prese  dalle 
autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità 
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un 
interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad 
aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma 
ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono, 
sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico, 
con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la 
decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);

che,  ai  sensi  dell’art. 111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli 
scritti;

che,  nell'ambito  dell'audizione  sommaria,  l'interessato  ha  dichiarato  di 
essere cittadino nigeriano, nato e con ultimo domicilio a C._______ (cfr. 
verbale 1, pag. 1);

che  il  richiedente  avrebbe  lasciato  la Nigeria  nel  2002  per migliorare  le 
sue  condizioni  economiche  (cfr.  verbale 1,  pagg. 1  e  4);  che  quindi, 
sarebbe espatriato recandosi in Niger dove sarebbe rimasto per sei mesi; 
che in seguito avrebbe soggiornato per altri sei mesi in Libia; che da qui 
avrebbe  proseguito  via  mare  per  la  Tunisia;  che,  una  volta  giuntovi, 
avrebbe proseguito  in barca per  l'Italia; che, dopo un soggiorno da tre a 
sei  mesi  a  D._______  si  sarebbe  recato  a  E._______  (Spagna)  dove 
avrebbe  soggiornato  per  due  anni;  che  in  seguito  sarebbe  tornato  e 
rimasto  in  Italia  per  meno  di  due  anni;  che  sarebbe  poi  tornato  a 
E._______ (Spagna) per oltre un anno; che, dopo il soggiorno spagnolo, 
si sarebbe recato in Portogallo in una città che a suo dire si chiamerebbe 
F._______  e/o  G._______;  che  avrebbe  fatto  ritorno  a  E._______ 
(Spagna) per poi raggiungere un'ultima volta  l'Italia nell'aprile 2011; che, 

D­4843/2011

Pagina 4

infine,  con  un  treno  da  D._______  sarebbe  entrato  in  Svizzera  a 
H._______, dove ha depositato la propria domanda d'asilo (cfr. verbale 1, 
pag. 5);

che, nella decisione  impugnata,  l'UFM ha considerato, da un  lato, che  il 
ricorrente  non  ha  consegnato  alle  autorità  competenti  in materia  d'asilo 
alcun documento d'identità o di viaggio valevole ai sensi dell'art. 1a lett. b 
e  c  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che, dall'altro lato, detto Ufficio 
ha  ritenuto che nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è 
realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi  e  contestualmente  ha pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile;

che,  nel  ricorso,  l'insorgente  ha,  per  ciò  che  concerne  la  mancata 
consegna di documenti  d'identità,  riconfermato quanto già affermato nei 
verbali d'audizione; che,  infatti, egli  ribadisce di non aver mai posseduto 
una  carta  d'identità  ma  di  aver  posseduto  e  poi  smarrito  il  passaporto 
prima  di  giungere  in  Svizzera  e  che  gli  sarebbe  stato  impossibile 
procurarsi nuovi documenti in sole 48 ore (cfr. ricorso, pag. 2);

che,  per  quanto  riguarda  i  suoi  motivi  d'asilo,  ha  riproposto  i  fatti  che 
l'avrebbero  portato  all'espatrio;  che  egli  sostiene,  in  aggiunta,  che 
sarebbe  stato  costretto  a  fuggire  dalla  Nigeria  in  quanto  la  situazione 
economica  sarebbe  divenuta  talmente  complicata  da  mettere  in  serio 
rischio  la  sua  stessa  possibilità  di  una  vita  dignitosa;  che,  inoltre  la 
situazione  in  Nigeria  non  farebbe  che  peggiorare  e  quest'ultima  non  si 
potrebbe  definire  sicura;  che,  pertanto,  egli  ritiene  che  si  dovrebbe 
assodare  l'inesigibilità  dell'esecuzione  del  suo  allontanamento  dalla 
Svizzera;

che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto l'annullamento della decisione 
impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per 
una  nuova  decisione  nel  merito,  subordinatamente,  la  concessione 
dell'ammissione  provvisoria;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda 
d'esenzione dal versamento anticipato delle presunte spese processuali;

che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  d'una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 

D­4843/2011

Pagina 5

documento di  viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della 
domanda;

che,  secondo  l'art. 32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett. a  non  si  applica  se  il 
richiedente  può  rendere  verosimile  di  non  essere  in  grado,  per  motivi 
scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio  o  d'identità  entro  48 ore 
dalla  presentazione della  domanda  (lett. a),  se  la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  all'art. 3  e 
all'art. 7  LAsi  (lett. b),  oppure  se  l'audizione  rileva  che  sono  necessari 
ulteriori chiarimenti per accertare  la qualità di  rifugiato o  l'esistenza d'un 
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, 
segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che  permettono 
un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in  particolare  della  sua 
cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio  senza  necessità  di 
particolari formalità amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5);

che,  per  contro,  non  sono  documenti  validi  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a 
LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale,  il  certificato  di  nascita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di 
fine degli studi (ibid., consid. 6);

che,  nel  caso  concreto,  il  ricorrente,  a  distanza  d'oltre  un  mese  dalla 
presentazione  della  domanda  d'asilo,  non  ha  esibito  alcun  documento 
che adempia i citati criteri;

che,  per  di  più,  egli  ha  dichiarato  una  prima  volta  d'aver  ottenuto  il 
passaporto nigeriano regolarmente e personalmente a E._______ per poi 
contraddirsi  ed affermare  in un secondo  tempo che  lo avrebbe ottenuto 
tramite  un  suo  amico  (cfr.  verbale 1,  pag. 3  e  verbale 2,  pag. 3);  che, 
interrogato  sulla  citata  contraddizione  avrebbe  fornito  un'ulteriore 
versione dei fatti adducendo d'aver inoltrato la richiesta per il passaporto 
tramite internet e d'essersi recato personalmente all'Ambasciata per fare 
la  fototessera 
(cfr.  verbale 2,  pag. 3);  che  sarebbe  incappato  in  un'ulteriore 
contraddizione  relativamente  alla  data  del  rilascio  di  detto  documento 
asserendo durante  la prima audizione d'averlo ottenuto nel 2009 per poi 
dichiarare in seconda audizione d'averlo ottenuto nel 2008 (cfr. verbale 1, 
pag. 3 e verbale 2, pag. 2); che il richiedente ha dichiarato d'aver perso il 
passaporto  durante  il  suo  viaggio  per  l'Italia  nell'aprile  2011  (cfr. 
verbale 1, pag. 3) oppure di non ricordare né quando l'avrebbe perso né 

D­4843/2011

Pagina 6

dove  indicando  grossolanamente  Italia  o  Portogallo  (cfr.  verbale 2, 
pag. 3);  che,  alla  domanda  di  cosa  avrebbe  fatto  per  procurarsi  i 
documenti  d'identità  o  di  viaggio  dopo  essere  venuto  a  conoscenza 
dell'incombenza  di  dover  fornirne  uno  nelle  48 ore  dopo  l'inoltro  della 
domanda  d'asilo,  egli  ha  dichiarato  di  non  aver  fatto  nulla  poiché  non 
avrebbe documenti da presentare (cfr. verbale 1, pag. 4);

che,  vista  l'inconsistenza,  l'inattendibilità e  l'incongruenza delle  suddette 
dichiarazioni  del  ricorrente  circa  il  possesso  dei  documenti  d'identità,  il 
Tribunale  ha  ragione  di  concludere  che  il  ricorrente  dissimuli  i  propri 
documenti per i bisogni della causa;

che, di conseguenza, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né  fornito  una  valida  giustificazione  per  la  mancata  produzione  degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art. 32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile;

che,  in assenza di documenti d'identità, occorre  inoltre esaminare se,  in 
applicazione  della  seconda  eccezione  dell'art. 32  cpv. 3  lett. b  LAsi,  in 
base  agli  art. 3  e  7  LAsi  nonché  all'audizione,  è  accertata  la  qualità  di 
rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore 
ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una procedura 
sommaria  nell'ambito  della  quale  è  statuito  sull'adempimento  o  meno 
della  qualità  di  rifugiato,  nonostante  che  la  stessa  termini  con  una 
decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5);

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza 
d'una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dall'evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle 
persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata  protezione  statale  contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  d'essere  espatriato  dalla 
Nigeria per motivi economici;

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione, 
rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

D­4843/2011

Pagina 7

che,  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato 
dall'autorità inferiore, i motivi elencati dall'insorgente a sostegno della sua 
domanda  d'asilo  non  presentano  alcun  elemento  di  rilevanza;  che, 
segnatamente,  i  problemi  di  ordine  economico,  legati  all'impossibilità 
d'ottenere  un  tenore  di  vita  ed un'occupazione  professionale  che possa 
garantirgli  un  maggior  benessere  (cfr.  verbale 1,  pag. 4  e  verbale 2, 
pagg. 3  seg.),  non  costituiscono  manifestamente  un  motivo  rilevante  ai 
sensi dell'art. 3 LAsi;

che,  di  conseguenza,  i  motivi  d’asilo  evocati  sono  stati  esaminati  e 
rettamente  ritenuti  dall’autorità  inferiore  come  irrilevanti,  giusta  l’art. 32 
cpv. 3 lett. b LAsi;

che, in considerazione di quanto precede, non risultano elementi ai sensi 
dell'art. 32  cpv. 3  lett. c  LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che,  in  aggiunta,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  d'istruzione 
complementari ai  fini d'accertare  l'esistenza d'un eventuale  impedimento 
all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista 
dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid. 5­8,  DTAF  2007/8 
consid. 5.6.5­5.7);

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che 
l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa  violare 
l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera 
del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS 101),  l'art. 33  della  convenzione  sullo 
statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi 
(divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli 
stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in 
patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari  all'art. 3  della 
convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà 
fondamentali  del  4 novembre  1950  (CEDU,  RS 0.101)  o  all'art. 3  della 
convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani 
o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato 
nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi;

D­4843/2011

Pagina 8

che,  di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso, 
destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la 
decisione impugnata va confermata;

che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 
(art. 14  cpv. 1  e  2,  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché  art. 32  OAsi 1;  DTAF 
2009/50 consid. 9);

che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art. 83  LStr, 
giusta  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  dev'essere  possibile 
(art. 83  cpv. 2 LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3 LStr)  e  ragionevolmente 
esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr  in  relazione 
all'art. 44 cpv. 2 LAsi);

che,  inoltre,  la situazione vigente  in Nigeria non  risulta caratterizzata da 
guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme 
della popolazione nell'integralità del territorio nazionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane ed ha 
una rete familiare solida (cfr. verbale 1, pag. 2 seg.); che, segnatamente 
egli ha confermato che la madre ed i sei fratelli risiedono tuttora in Nigeria 
(cfr. verbale 1, pag. 3 e verbale 2, pag. 6); che, pertanto, si può partire dal 
presupposto che la sua famiglia lo aiuterà nel suo reinserimento sociale;

che,  in  aggiunta,  il  ricorrente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di 
gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria  (cfr.  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24);

che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 83  cpv. 4  LStr  in 
relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83  cpv. 2  LStr  in  relazione 
all'art. 44 cpv. 2 LAsi);

D­4843/2011

Pagina 9

che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr.  DTAF  2008/34  consid. 12); 
che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità 
inferiore confermata;

che  l’UFM  con  la  decisione  impugnata  non  ha  pertanto  violato  il  diritto 
federale  né  abusato  del  suo  potere  d’apprezzamento;  che  esso  non ha 
accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed 
inoltre  la decisione non è  inadeguata (art. 106 LAsi), per  il che  il  ricorso 
va respinto;

che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 
cpv. 1  e 5  PA  nonché  art. 3  lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale 
del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]);

che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è 
pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno 
abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF);

che  la  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di 
diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

D­4843/2011

Pagina 10

(dispositivo alla pagina seguente)

D­4843/2011

Pagina 11

Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale 
pronuncia:

1. 
Il ricorso è respinto.

2. 
Le spese processuali,  di CHF 600.–,  sono poste a carico del  ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione 
della presente sentenza.

3. 
Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità 
cantonale competente.

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione: