# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d9d97be4-5515-5d93-8b1d-b581712935b9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-02-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 26.02.2015 15.2014.128
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2014-128_2015-02-26.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2014.128

  	
  Lugano

  26 febbraio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cassina

  

 

 

statuendo sul ricorso 18 novembre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  RI 2 

  (patrocinati
  dall’avv. PA 1, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano,
o meglio contro l’avviso di pignoramento emesso il 7 novembre 2014 nell’esecuzione
n. __________ promossa contro il ricorrente RI 1 dalla

 

	
   

  	
  PI 1 ()

  (rappr. dal dott. RA 1, __________ (__________)

   e patrocinata dall’avv. PA 2, __________)

  

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Statuendo
sull’istanza della PI 1, con decisione del 14 dicembre 2012 il Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 5, ha riconosciuto e dichiarato esecutivo in
Svizzera il dispositivo della sentenza n. 980/2011 del 20 dicembre 2011 del
Tribunale di __________ nella parte in cui condanna RI 1 in via solidale con
gli altri imputati al pagamento a favore delle parti civili rappresentate dal
dott. RA 1 di una provvisionale di € 120'000'000.– e decretato a favore della PI
1, a concorrenza di fr. 145'398'000.–, il sequestro dei conti correnti,
conti di investimento, conti deposito, beni depositati in cassette di sicurezza
di cui RI 1 risulta proprietario, specificatamente la relazione bancaria n. __________
intestata alla fondazione S__________ presso __________ di __________. Il 27 dicembre
2012, la moglie del debitore, RI 2, ha interposto opposizione al decreto di
sequestro, la quale è stata dichiarata tempestiva dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, con decisione incidentale del 16
ottobre 2013 (inc. SO.2013.64). Il reclamo inoltrato contro tale decisione
dalla sequestrante è stato respinto dal vicepresidente di questa Camera il 16
marzo 2014 (inc. 14.2013.185), mentre il 27 novembre 2014 il Tribunale federale
ha dichiarato inammissibile il ricorso in materia civile presentato dalla
stessa contro la sentenza cantonale (inc. 5A_331/2014). A oggi il
Pretore non ha ancora deciso sull’opposizione al sequestro.

 

                            B.  Nel
frattempo, sulla scorta del precetto esecutivo n. __________ emesso il 2
gennaio 2013 dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Lugano a convalida del
sequestro, la PI 1 ha escusso RI 1 per l’in­­casso di fr. 145'016'000.–,
più interessi del 5% dal 20 dicembre 2011, e di fr. 5'000.–. L’escusso
ha interposto tempestiva opposizione.

 

                            C.  Con
decisione del 23 settembre 2014 (inc. SO.2013.255) ora passata in giudicato, il
Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, ha dichiarato parzialmente senza oggetto l’istanza di rigetto definitivo dell’opposizione presentata dall’escutente
in seguito all’av­­venuto ritiro dell’opposizione limitatamente a fr. 144'840'000.–
oltre agli interessi del 5% dal 20 dicembre 2011, mentre per l’im­­porto
residuo ha respinto l’istanza. Il 13 ottobre 2014 la creditrice ha presentato
la domanda di proseguimento dell’esecuzione e il 7 novembre 2014 l’Ufficio di
esecuzione di Lugano ha emesso l’avviso di pignoramento.

 

                            D.  Con
ricorso del 18 novembre 2014, RI 1 e RI 2 hanno chiesto l’annullamento dell’avviso
di pignoramento e la sospensione della procedura esecutiva fino al passaggio in
giudicato della decisione del Pretore sull’opposizione al sequestro.

 

                            E.  Con
osservazioni 4 dicembre 2014 la PI 1 si è opposta al ricorso, mentre l’UE si è
rimesso al giudizio della Camera, pur ritenendo di aver agito correttamente.

 

 

Considerato

 

in diritto:              1.  I ricorsi di RI 1 e di RI 2, ancorché presentati
come atto unico, sono da considerare distinti stante la diversa posizione processuale
dei ricorrenti nell’esecuzione, ma le cause possono essere congiunte per
ragioni di economia processuale (in virtù dei combinati art. 5 cpv. 1 LPR e 51
LPamm) ed evase con una sola sentenza, pur conservando comunque la loro
individualità, nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere
impugnati anche singolarmente (cfr., tra tante la sentenza della CEF
15.98.225/231 del 16 febbraio 1999, consid. 1a).

 

                             2.  Interposti all’autorità di vigilanza entro 10 giorni dalla notifica
dell’atto impugnato, avvenuta l’11 novembre 2014 (doc. B), i ricorsi in esame sono
in linea di principio ricevibili (art. 17 LEF).

 

                             3.  Sul
piano formale, i ricorrenti argomentano che RI 1 è legittimato al ricorso quale
debitore, mentre RI 2 lo è perché il pignoramento del conto bancario intestato
alla S__________ mette a repentaglio i suoi diritti sul patrimonio della fondazione,
di cui lei è prima beneficiaria. Nel merito, a mente dei ricorrenti l’ufficio
avrebbe dovuto attendere l’esi­­to della procedura di opposizione al sequestro
prima di emettere l’avviso di pignoramento, di cui chiedono pertanto l’annullamen­­to.
Nell’ipotesi, però, in cui l’atto esecutivo non fosse annullato, i ricorrenti postulano
la sospensione della procedura esecutiva fino alla decisione definitiva sull’opposizione
al sequestro.

 

                             4.  Nelle
sue osservazioni la PI 1 contesta la legittimazione dei ricorrenti, facendo
valere che i beni riconducibili a RI 1 in Svizzera sono già oggetto di
sequestro civile e penale, sicché il loro pignoramento non farebbe sorgere
alcun pregiudizio attuale e concreto in capo al debitore, anche perché egli ha
sempre sostenuto che quanto depositato sul conto intestato alla fondazione sia
riconducibile alla moglie. D’altronde, dai procedimenti penali svizzeri e
italiani si evince, a mente dell’escutente, che i beni sequestrati siano
riconducibili a RI 1, per cui RI 2 non avrebbe alcun interesse legittimo a ricorrere
contro l’avviso di pignoramento.

                             5.  Legittimato
a ricorrere giusta l’art. 17 LEF è colui che giustifica un interesse proprio,
attuale, pratico e degno di protezione alla modifica o all’annullamento
del provvedimento impugnato oppure all’adozione di una determinata misura ingiustamente
negata nell’ambito di un’esecuzione o di un fallimento (tra altri: Gillié­ron, Commentaire de la LEF, vol.
I, 1999, n. 140 segg. ad art. 17 LEF). Vi è carenza di legittimazione
processuale, ad esempio, quando il ricorrente è persona completamente estranea
all’ese­­cuzione, quando non pretende di rappresentare l’escusso e nemmeno
vanta diritto alcuno sui beni oggetto della realizzazione in corso (DTF 112 III 3 consid. 1b) come pure
quando non è toccato nei suoi interessi specifici (DTF 112 III 6 consid. 4; Co­met­ta,
Commentario alla LPR, 1998, n. 3.3.1 ad art. 7 LPR).

 

                           5.1  Nella
fattispecie, sebbene RI 2 non sia parte nella procedura esecutiva promossa
contro RI 1, in concreto lei fa valere interessi autonomi che a priori
sono meritevoli di tutela giuridica in sede di procedura di ricorso in materia
di esecuzione e fallimenti. La ricorrente afferma infatti di essere la prima beneficiaria
della fondazione il cui conto, in quanto già sequestrato, verrebbe ora pignorato
nella procedura esecutiva a convalida del sequestro. La sua affermazione trova
peraltro riscontro nel regolamento della S__________ (doc. F accluso al
ricorso). Che nel merito la sua pretesa sia – come sostiene l’escutente –
infondata non è di rilievo per la questione della legittimazione processuale,
che non si confonde con la questione – di merito – della legittimazione attiva
o passiva. Per essere legittimato al ricorso è sufficiente che il ricorrente
pretenda di esercitare un diritto proprio che pare leso dal provvedimento
impugnato (cfr. DTF 139 III 507 consid. 1.2). Come visto, è proprio il
caso di RI 2, la cui legittimazione processuale è pertanto data.

 

                           5.2  Pure legittimato al ricorso è lo stesso RI 1,
anche se sostiene che i beni da pignorare siano della moglie. Infatti egli risulta
essere beneficiario del patrimonio della fondazione in caso di premorienza di RI
2, motivo per il quale è evidente il suo interesse a non vedere i beni
intestati alla fondazione sottoposti a pignoramento, a prescindere dal­­l’esi­sten­za
del sequestro penale, siccome non ancora definitivo.

 

                            6.   Giusta
l’art. 278 cpv. 5 LEF, durante la procedura di opposizione e in caso di
impugnazione della decisione sull’opposizione i termini di convalida previsti
dall’art. 279 LEF rimangono sospesi. A contrario si può dedurre dalla norma che
nulla impedisce al creditore di escutere anticipatamente il debitore a
convalida del sequestro durante la sospensione dei termini stabiliti da questa
norma, fermo restando che se egli fonda la sua pretesa su una decisione estera
il rigetto dell’opposizione e il pignoramento non potranno avvenire prima che l’exequatur
della decisione in Svizzera sia definitiva (FF 2009 pag. 1472 ad 2.7.3.2 e
pag. 1482 ad 4.1; sentenza della CEF 14.2013.104 del 19 novembre 2013, consid. 6.3 e 5.3; Reiser
in: Basler Kommentar,
SchKG I, 2a ed. 2010, n.
2a ad art. 279; D. Staehelin in: Dasser/Oberhammer (cu­ratori),
Handkommentar LugÜ, 2a ed. 2011, n. 95 ad art. 47 CLug; Kren
Kostkiewicz/Penon, Zur Arrestprosequierung im nationalen und
internationalen Kontext, in: BlSchK 2012, pag. 228; Hofmann/Kunz, in: Basler Kommentar, Lugano-Übereinkommen,
2011, n. 129 ad art. 43 e n. 206 ad art. 47 CLug). L’eventuale annullamento del sequestro nell’ambito
della procedura di opposizione (art. 278 LEF) provoca semmai la nullità (giusta
l’art. 22 LEF) dell’esecuzione a convalida promossa al foro del sequestro
(sentenza della CEF 15.2014.21 del 27 marzo 2014, consid. 2, con numerosi rinvii). L’ufficio esecuzione non può dunque sospendere l’esecuzione
prima di ricevere la decisione che annulla il sequestro. Esso deve pertanto,
come ha correttamente fatto in concreto, se richiesto dal creditore in possesso
di una decisione di rigetto definitivo dell’opposizione passata in giudicato
emettere l’avviso di pignoramento e poi procedere all’esecuzione dello stesso.

 

                                  Il
pignoramento di beni già sequestrati, del resto, non peggiora la situazione
dell’escusso. Senza contare che a lui come al terzo che ha sollevato
opposizione spetta il diritto di chiederne al giudice del sequestro l’evasione
sollecita (ricordato l’obbligo di pronuncia “senza indugio” di cui all’art. 278
cpv. 2 LEF). E degli interessi dell’eventuale terzo proprietario dei beni
pignorati si tiene comunque conto tramite l’istituto della procedura di
rivendicazione (art. 106 segg. LEF). Per i principi sopra esposti, d’altronde,
neppure si giustifica una sospensione dell’ese­­cuzione da parte dell’autorità
di vigilanza fino a quando il Pretore avrà deciso sull’opposizione al
sequestro. Questo anche perché il rimedio del ricorso permette all’autorità di
vigilanza unicamente di concedere l’effetto sospensivo allo stesso ricorso e di
accogliere la domanda riformando o annullando in tutto o in parte il provvedimento
impugnato, una sospensione dell’esecuzione potendo a questo punto entrare in
considerazione soltanto di fronte a uno dei motivi indicati dagli art. 57-62 o
123 LEF, il che non è il caso nella fattispecie. 

 

                             7.  Da quanto precede discende che i ricorsi devono essere respinti. Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità
(art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2
OTLEF).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:            1.  Il ricorso di RI 1 è respinto.

 

                             2.  Il
ricorso di RI 2 è respinto.

 

                             3.  Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                             4.  Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                  Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                 Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro
cinque giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è
stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.