# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 035740c7-07b7-5cf5-bd7b-c0763cdd25fb
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.03.2010 D-8141/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-8141-2009_2010-03-30.pdf

## Full Text

Corte IV
D-8141/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3 0  m a r z o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Daniele Cattaneo; 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, alias 
B._______ e 
C._______, alias 
D._______, Mongolia, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 13 luglio 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-8141/2009

Visto:

la  domanda  d'asilo  che  gli  interessati  hanno  presentato  in  data 
25 maggio 2009 in Svizzera,

i verbali d'audizione dell'8 giugno 2009 e del 1° luglio 2009,

la  decisione dell'UFM del  13  luglio  2009,  notificata agli  interessati  il 
medesimo giorno (cfr. risultanze processuali),

il ricorso inoltrato dagli insorgenti il 15 luglio 2009 (cfr. timbro del plico 
raccomandato) e, contestualmente, la domanda d'assistenza giudizia-
ria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali e 
del relativo anticipo,

la copia del dossier dell'UFM inoltrato al Tribunale amministrativo fede-
rale (TAF) il 16 luglio 2009,

la decisione incidentale del TAF del 24 luglio 2009 di rinuncia al prele-
vamento di un anticipo corrispondente alle presumibili  spese proces-
suali,

la risposta al ricorso dell'UFM del 5 agosto 2009,

la replica inoltrata dagli insorgenti il 19 agosto 2009,

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi-
derandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in  materia  d'asilo  (art.  31  e  33  lett. d  LTAF, nonché art.  105 LAsi  e 
art. 83 lett. d LTF),

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che v'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condi-
zioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e  52  PA,  nonché  del-
l'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della decisione impugnata; che, se le parti utilizzano un'altra lingua, il 
procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza può essere redatta in italiano,

che, nell'ambito delle audizioni sui fatti, gli interessati hanno dichiarato 
di essere cittadini mongoli di etnia khalkhi e di aver vissuto prima del-
l'espatrio ad E._______ (Mongolia),

che  essi  hanno  affermato  di  essere  espatriati  per  i  problemi  di 
A._______ nei quali sarebbe stata pure coinvolta sua moglie; che il ri-
chiedente, il quale si sarebbe occupato di riparazioni di cellulari insie-
me ad un socio, avrebbe visto con quest'ultimo una registrazione video 
dal  cellulare di  un suo cliente concernente il  traffico di  esseri  umani 
nell'ambito  della  criminalità  organizzata;  che,  in  seguito,  l'avrebbero 
cercato tre sconosciuti al suo domicilio ed avrebbe ricevuto delle tele-
fonate  e  dei  Short  Message  Services  (SMS)  minatori;  che,  vista  la 
scomparsa del suo socio, sarebbe espatriato il 16, oppure il 18 mag-
gio 2009 insieme a sua moglie per il timore di essere ucciso sia lui che 
sua  moglie  (cfr. verbali  d'audizione  dell'8  giugno  2009,  pagg.  8 
[C._______] e 11 [A._______]),

che, nella decisione del 13 luglio 2009, l'UFM, da un lato, ha constata-
to che il Consiglio federale ha inserito la Mongolia nel novero dei Paesi 
sicuri  e,  dall'altro,  ha  ritenuto  inverosimili  le  allegazioni  in  materia 
d'asilo presentate dai richiedenti, siccome contraddittorie su punti es-
senziali, prive di sostanza e di concretezza; che, quindi, non emerge-
rebbero dalle carte processuali degli indizi d'esposizione degli interes-
sati a persecuzioni in caso di rientro in patria,

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure 
pronunciato l'allontanamento dei  richiedenti  dalla Svizzera e l'esecu-
zione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile,

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che, nel gravame, i ricorrenti hanno dichiarato, in sostanza e per quan-
to qui di rilievo, di non essere in grado di indicare l'identità dei perse-
cutori, giacché sarebbero a loro sconosciuti; che, inoltre, l'amico poli-
ziotto del ricorrente non avrebbe voluto o potuto rivelargliela, in quanto 
temerebbe per la sua sicurezza; che, peraltro, hanno sostenuto che il 
loro racconto sarebbe stato ricco di dettagli e preciso; che, infine, han-
no segnalato di  avere problemi di salute contrari  all'esigibilità dell'al-
lontanamento nel caso in cui non dovessero essere considerati rifugia-
ti,

che, in conclusione, i ricorrenti hanno chiesto l'annullamento della de-
cisione impugnata, la trasmissione degli atti di causa all'autorità infe-
riore per una nuova decisione nel merito e, in via subordinata, la con-
cessione  dell'ammissione  provvisoria;  che  hanno  altresì presentato 
una domanda d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa dal 
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo,

che l'UFM, nell'ambito delle osservazioni del 5 agosto 2009, ha osser-
vato che per il ricorrente, da un lato, non sarebbe stata prevista alcuna 
terapia e, dall'altro lato, l'epatite B sarebbe curabile anche in Mongolia; 
che, peraltro, in merito ai problemi ginecologici della moglie, gli stessi 
sarebbero risolti,

che, nella replica del 14 agosto 2009, i ricorrenti non hanno menziona-
to più alcun problema di salute per C._______, ma fanno presente un 
problema  di  diabete  per  A._______,  senza  tuttavia  corroborare  tali 
affermazioni con un certificato medico, bensì allegando unicamente la 
fotocopia di un documento dove vi figurano dei valori di laboratorio ma 
nessuna diagnosi dettagliata,

che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una doman-
da d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio fe-
derale ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a 
meno che non risultino indizi di persecuzione, 

che giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha inserito un 
Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una presunzio-
ne d’assenza di  persecuzioni  in detto Paese; che incombe al  richie-
dente  l’asilo  d’invalidare  siffatta  presunzione  per  quanto  attiene  alla 
sua situazione personale,

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che,  inoltre,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi  dell’art. 34 
cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto i seri pre-
giudizi previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli all’esecuzione del-
l’allontanamento, di cui all’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili all'agire uma-
no (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di 
ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 18),

che, per ammettere l'esistenza di indizi di persecuzione che implicano 
l'entrata nel merito di una domanda d'asilo, vale un grado di verosimi-
glianza  ridotto  (GICRA  1996  n.  16  consid.  4  confermata  in  GICRA 
2004 n. 35 consid. 4.3 pag. 247),

che,  siccome il  Consiglio  federale ha effettivamente inserito,  in  data 
28 giugno 2000, la Mongolia nel novero dei Paesi esenti da persecu-
zioni, sussiste di massima una presunzione d'assenza di persecuzioni 
in detto Paese,

che, nella fattispecie, i ricorrenti non sono riusciti ad invalidare la pre-
sunzione d'assenza di persecuzioni, ritenuto segnatamente che dagli 
atti di causa non emergono indizi di persecuzione; che, in particolare, 
gli  insorgenti  non hanno presentato, all'infuori  di  generiche censure, 
argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri-
spetto a quella di cui all'impugnata decisione; che le allegazioni decisi-
ve in  materia  di  asilo  si  esauriscono, infatti,  in  mere affermazioni  di 
parte non corroborate da alcun elemento della benché minima consi-
stenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, 
pur tenendo conto di un grado di verosimiglianza ridotto,

che, segnatamente, gli insorgenti hanno reso dichiarazioni illogiche su 
punti essenziali del loro racconto; che, in primis, basti rilevare che non 
convince il comportamento di A._______, il quale si sarebbe limitato a 
rivolgersi al  suo amico poliziotto, senza denunciare quanto accaduto 
alle  autorità  in loco in  modo ufficiale; che, inoltre,  è  altrettanto poco 
credibile che non conosca il nome del cliente, che gli avrebbe portato il 
cellulare da riparare; che, per di più, i ricorrenti non hanno presentato 
alcun mezzo di prova circa il suo racconto, come ad esempio gli SMS 
minatori  ricevuti  (verbale  d'audizione  dell'8  giugno  2009,  pag.  11 
[A._______]); che, in aggiunta, gli  insorgenti sono rimasti vaghi nella 
descrizione  del  cliente  di  cui  sopra  (“un  signore  elegante”)  nonché 
delle tre persone che si sarebbero recate a casa loro (“tre persone in 
giacca e cravatta”; cfr. verbali  d'audizione dell'8 giugno 2009,  pag. 8 
[A._______]  e  del  1° luglio  2009,  pag. 5  [A._______ e  C._______]); 

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che,  per  di  più,  non hanno fornito  alcun indizio  idoneo a dimostrare 
che le autorità statali in loco non sarebbero in grado di proteggerli, se 
dovessero  denunciare  i  fatti  esposti;  che,  in  tale  ambito,  non  può 
essere  ritenuta  sufficiente  l'affermazione  secondo  cui  sarebbero 
espatriati poiché l'amico poliziotto, di cui non hanno nemmeno saputo 
indicare il  cognome, glielo avrebbe consigliato, senza tuttavia fornire 
ulteriori  dettagli  in merito ai suoi persecutori  (cfr, verbale d'audizione 
del  1° luglio 2009,  pag. 5 [A._______]); che, in aggiunta,  non hanno 
saputo indicare il cognome dell'amico d'infanzia che li avrebbe aiutati 
(cfr. verbale d'audizione del 1° luglio 2009, pagg. 16-17 [A._______]); 
che, oltre a ciò, si sono contraddetti circa la data in cui le tre persone 
avrebbero  cercato  A._______  come  pure  sulla  durata  del  periodo 
trascorso  in  tenda  (cfr.  verbali  d'audizione  dell'8  giugno  2009, 
pagg. 7-8  [C._______]  e  10  [A._______]  nonché  del  1° luglio  2009, 
pagg. 6 [C._______], 7 [A._______ e C._______], 12 [A._______] e 13 
[A._______]); che, peraltro, non sono riusciti  a fornire alcun dettaglio 
concreto in merito al loro racconto, oppure a chiarire le contraddizioni 
sollevate dall'UFM in sede di ricorso,

che, infine, segnatamente alla luce dell'inverosimiglianza del racconto 
reso  dai  ricorrenti  sulla  base  degli  elementi  sopraevocati,  non  v'è 
motivo  di  ritenere  che  essi  non  possano  ottenere  dalle  competenti 
autorità  in  Patria,  se  opportunamente  sollecitate,  un'appropriata 
protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo da parte di terzi,

che, in considerazione di quanto suesposto, non sussistono seri pre-
giudizi ai sensi degli art. 3 e 18 LAsi,

che non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui de-
sumere che l'esecuzione dell'allontanamento degli  insorgenti in Mon-
golia  possa  violare  l'art.  25  cpv. 2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o esporre i ricorrenti in patria al rischio reale ed im-
mediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salva-
guardia dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali  del 4 novem-
bre 1950 (CEDU, RS 0.101)  o  all'art. 3  della  Convenzione contro  la 
tortura ed altre  pene o trattamenti  crudeli,  inumani  o degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

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che, premesso ciò,  quanto agli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontana-
mento giusta gli  art. 44 cpv. 2 LAsi e  83 cpv. 4 LStr, in Mongolia non 
vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza ge-
neralizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del 
territorio nazionale,

che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di 
persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi,

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo 
punto, il  ricorso,  destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento,  non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata,

che i ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 e 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sul-
l'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali  dell'11 agosto  1999  [OAsi  1, 
RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21),

che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo 
dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale dei 
ricorrenti; che, infatti sono giovani, hanno entrambi una formazione di 
base e  A._______ ha un'esperienza professionale quale tecnico per 
cellulari, manager e agente di sorveglianza; che, infine, gli insorgenti 
dispongono  in  patria  di  un'importante  rete  sociale,  tra  cui  il  nonno 
materno e due zii di A._______ nonché i genitori, un fratello, numerosi 
zii  e  la  nonna  paterna  di  C._______ (cfr. verbali  d'audizione 
dell'8 giugno 2009, pag. 4 [A._______ e C._______]),

che gli insorgenti non hanno, altresì, preteso nel gravame di soffrire di 
gravi  problemi di  salute che possano giustificare la loro ammissione 
provvisoria (GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli 
atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per 
motivi medici; che, infatti, lo stato di salute del ricorrente è stato valu-
tato soddisfacente nel rapporto medico del 3 agosto 2009 (cfr. certifi-
cato medico agli atti); che, inoltre, i controlli regolari per l'epatite B ai 
quali si dovrebbe sottoporre l'insorgente possono anche essere effet-
tuati in patria (cfr. sentenza del TAF E-6210/2006 del 10 giugno 2009, 
consid. 6.3); che, peraltro, i problemi di diabete che il ricorrente fa va-
lere tramite l'atto di replica, sono rimasti delle mere allegazioni di parte 
non corroborate da alcun mezzo probatorio; che, infine, la cefalea di 

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cui  soffre  la  ricorrente  secondo la  documentazione medica allegata, 
peraltro non in originale, al ricorso, come pure i non meglio precisati 
problemi ginecologici, di cui appare avere sofferto, non costituiscono di 
per sé un problema medico tale da ostare all'allontanamento verso la 
Mongolia,

che,  per  le  ragioni  sopraindicate,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente 
ritenuto  ammissibile  e  ragionevolmente  esigibile  l'esecuzione 
dell'allontanamento,

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  ed 
art. 83 cpv. 2 LStr); che i ricorrenti, usando la necessaria diligenza, po-
tranno  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4 LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile,

che,  di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione,  il  gravame  va  disatteso  e  la  querelata  decisione 
confermata,

che, il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  infine,  ritenute  le  conclusioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA),

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dei  ricorrenti 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale, entro un termine di 30 giorni  dalla spedizione della 
presente sentenza.

4.
Comunicazione a:

- ricorrenti (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno con allegato l'incarto N [...] (per corriere 

interno; in copia)
- F._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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