# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3cd35e75-1f33-5549-b226-5825451a5685
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-11-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 03.11.2003 52.2003.318
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-318_2003-11-03.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.318

   

  	
  Lugano

  3 novembre 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Irène Pavone, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 23 settembre 2003 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patrocinata da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 2 settembre 2003 del Consiglio di Stato
  (n. 3755) che ha respinto l'impugnativa presentata dalla ricorrente avverso la
  risoluzione 11 luglio 2003, con cui la Sezione della circolazione le ha revocato
  la licenza di condurre a tempo indeterminato, specificando che nessun riesame
  verrà concesso prima del mese di giugno 2004;

  

 

 

 

vista la risposta 7 ottobre
2003 del Consiglio di Stato;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   __________,
classe __________, ha ottenuto la licenza di condurre veicoli della categoria B
il 17.01.1994. Da allora non ha mai interessato le autorità amministrative
preposte alla sorveglianza della sicurezza della circolazione.

 

 

                                  B.   Il 19
dicembre 2002, verso le 14:15, in territorio di __________ la ricorrente è
stata sorpresa alla guida di un'autovettura in stato di ebrietà (tasso di
alcolemia alla prova etanografica di 1.10 gr. per mille, e confermato in min.
1.55 g/kg - mass. 1.89 g/kg dal prelievo di sangue). Mentre circolava ad una
velocità massima di 50 km/h (limite vigente: 50 km/h), arrivata su un
rettilineo, dopo avere eseguito un tornante piegante a destra, ha perso la padronanza
del suo veicolo fuoriuscendo sulla destra contro un muro di sostegno,
provocando delle ferite sia a lei che al suo passeggero, __________. La licenza
di condurre veicoli a motore le è stata immediatamente sequestrata dalla polizia.

 

 

                                  C.   Con
sentenza 6 giugno 2003 del Pretore penale, __________ è stata condannata al
pagamento di una multa di fr. 600.- per circolazione in stato di ebrietà giusta
l’art. 91 LCStr, nonché violazione degli art. 90 cifra 1 LCStr, in relazione
con gli art. 26 cpv. 1, 27 cpv. 1, 31 cpv. 1 e 2 LCStr, art. 2 cpv. 1 e 2, 3
cpv. 1 e 7 cpv. 2 ONC.

 

                                         L’autorità
penale ha riconosciuto le attenuanti specifiche della scemata responsabilità e
della grave angustia, considerati i gravi avvenimenti personali che hanno in
qualche modo favorito l’incidente stradale di __________, ossia la grave depressione
di seguito alla rottura conflittuale di una relazione sentimentale con un uomo
violento, la conseguente degenza di quattro mesi presso una clinica, le minacce
rivoltele dall’ex compagno subito dopo l’uscita dallo stabilimento e il giorno
stesso dell’incidente.

 

                                          Tale
decisione non è stata impugnata.

 

 

                                  D.   Il 27 marzo
2003, la Sezione della circolazione, dopo aver dato la possibilità alla diretta
interessata di prendere posizione in merito ai fatti accaduti, ha notificato
all’insorgente la revoca della licenza di condurre veicoli a motore a titolo
preventivo e cautelativo con effetto immediato (art. 35 cpv. 3 OAC), in attesa
che fossero appurati i motivi di esclusione. A questo scopo, l’autorità ha
diffidato __________ a sottoporsi ad una perizia presso Ingrado Centro di cura
dell’alcolismo. 

La decisione è stata confermata dal
Consiglio di Stato con pronunzia del 6 maggio 2003.

 

 

                                  E.   Preso
conoscenza delle conclusioni della perizia 25 maggio 2003 di __________ (perito
presso il __________), l’11 luglio 2003 la Sezione della circolazione ha revocato
all'insorgente la licenza di condurre veicoli a motore a tempo indeterminato,
stabilendo che nessun riesame sarebbe stato concesso prima del mese di giugno
2004 e subordinando la riammissione alla guida alla presentazione di un
rapporto peritale e di un certificato medico internistico attestanti dopo un
periodo di controllo di almeno 12 mesi l'avvenuta disintossicazione e la
scomparsa di qualsiasi dipendenza psicofisica da bevande alcoliche, nonché alla
presentazione di un certificato medico psichiatrico attestante l’idoneità a
condurre. La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 14 cpv. 2
lett. c, 16 cpv. 1, 17 cpv. 1 bis e 3 LCStr e 34 OAC.

 

 

                                  F.   Il 2
settembre 2000 il Consiglio di Stato ha respinto il gravame inoltrato da
__________, ritenendo che alla luce degli atti e della perizia Ingrado fossero
dati gli estremi per una revoca della licenza di durata indeterminata ai sensi
dell'art. 17 cpv. 1 bis LCStr senza che fosse necessario procedere ad un complemento
istruttorio.

 

 

                                  G.   Contro
questa decisione, la soccombente è insorta davanti al Tribunale cantonale
amministrativo con atto del 23 settembre 2003, postulandone l'annullamento e
chiedendo l’adozione di misure cautelari nonché la concessione dell’effetto
sospensivo. Secondo la ricorrente sarebbe stato violato il suo diritto di
essere sentita, perché il Consiglio di Stato non ha ammesso delle prove da lei
proposte, determinanti per il giudizio, ossia: una nuova perizia psichiatrica
allestita dal dr. __________ (prodotta comunque dalla ricorrente con il ricorso
oggetto di questa decisione), l’audizione del teste __________ e l’edizione da
parte di __________ di un rapporto del dr. __________, menzionato nel referto
peritale del 25 maggio 2003, ma non versato agli atti.

                                         Inoltre,
a parere di __________, non sarebbero dati gli estremi per una revoca di
sicurezza, non essendo presente alcuna dipendenza dal bere. In effetti,
l’episodio all’origine dell’incidente è stato un evento unico causato da
circostanze particolari, che si preciseranno di seguito se necessario. A
comprova di ciò sottolinea che in sede penale sono state riconosciute le
attenuanti specifiche della scemata responsabilità e della grave angustia.

                                         Censura
inoltre il fatto che il rapporto del perito __________ è stato allestito sulla
base di un unico colloquio e sarebbe pertanto lacunoso, incompleto ed
inattendibile. 

                                         Infine
non sarebbe stato rispettato il principio di proporzionalità, in quanto nella situazione
della ricorrente era sufficiente sottoporla all’obbligo di presentare le
analisi di sangue ed un rapporto peritale, invece di revocare la patente.

 

 

                                  H.   Il
Consiglio di Stato ha chiesto la reiezione del gravame senza formulare
particolari osservazioni.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende
dall'art. 10 cpv. 2 LALCStr. Il gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm)
e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm),
è ricevibile in ordine.

                                         Il
giudizio può inoltre essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art.
18 cpv. 1 PAmm). L’audizione del teste __________ e l’edizione da parte del
perito __________ del rapporto del dr. __________, non appaiono invero atte a
procurare a questo tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per
statuire sulla revoca della licenza di condurre, oggetto del presente ricorso.
Dai documenti versati agli atti, nonché dalla nuova perizia prodotta dalla
ricorrente si evincono tutte le indicazioni necessarie alla valutazione dei
fatti rilevanti per il presente giudizio.

 

1.2. Trattandosi di una revoca a scopo di
sicurezza, il potere cognitivo di questo tribunale si limita alla verifica di
un'eventuale violazione del diritto, segnatamente con riferimento all'apprezzamento
erroneo di un fatto e all'eccesso o abuso di potere (art. 61 cpv. 1 e 2
PAmm), nonché alla verifica se l'accertamento dei fatti ad opera delle istanze
inferiori è stato esatto e completo (art. 62 PAmm), ciò che la ricorrente
precisamente contesta.

 

 

                                   2.   2.1. A
norma dei combinati art. 16 cpv. 1 e 14 cpv. 2 lett. c LCStr, la licenza di condurre
dev'essere revocata se il conducente è dedito al bere o ad altre forme di tossicomania
che possono diminuirne l'idoneità alla guida. La licenza di condurre è revocata
per una durata indeterminata se il conducente non è idoneo a guidare un veicolo
a motore a causa d’alcolismo o altra forma di tossicomania oppure per motivi
caratteriali o altri motivi. La revoca comporta un periodo di prova di almeno
un anno; nel caso di revoca per motivi medici non vi è periodo di prova (art.
17 cpv. 1 bis LCStr). L'art. 17 cpv. 3 prima e seconda frase LCStr stabilisce
che la licenza che è stata revocata per un tempo maggiore può essere nuovamente
rilasciata dopo almeno sei mesi condizionatamente, se può essere ammesso che il
provvedimento ha conseguito il suo scopo; la durata minima legale della revoca
(art. 17 cpv. 1 lett. d) e il periodo di prova connesso con la revoca di
sicurezza (art. 17 cpv. 1 bis) non possono essere ridotti.

 

Deve essere considerato come alcolizzato
colui che consuma abitualmente quantità di alcol tali che la sua capacità di
guidare è diminuita e che non è in grado di combattere quest’inclinazione con
la propria volontà (DTF 129 II 82 consid. 4.1. p. 86).

 

La revoca di sicurezza fondata sull’art. 14
cpv. 2 lett. c LCStr si giustifica nei casi in cui il conducente versa in uno
stato più o meno duraturo di alcolismo o di tossicomania implicante il rischio
che comprometta la circolazione quando si trova a condurre un veicolo a motore.
Da questo punto di vista non è necessario che sia incapace di condurre al
momento in cui viene emessa la decisione di revoca della licenza di condurre: è
il pericolo potenziale che è decisivo. Tuttavia, non è sufficiente la semplice
eventualità di una messa in pericolo successiva. Lo stato di dipendenza nei
confronti dei prodotti tossici deve essere tale che l’interessato presenta più
di ogni altra persona il rischio di prendere il volante di un veicolo in uno
stato – duraturo o momentaneo – che lo rende pericoloso per la circolazione
(DTF 105 Ib 385 consid. 1b p. 387; STF del 21 maggio 2003 nella causa X,
6A.25/2003).

 

                                         2.2. Per
costante giurisprudenza il ritiro della licenza a scopo di sicurezza dovuto
all’alcol o ad altre forme di tossicomania costituisce indubbiamente
un’ingerenza nella personalità del conducente toccato. Prima di pronunciare una
simile misura, l’autorità deve dunque valutare d’ufficio e caso per caso la
situazione della persona interessata.

L’esame dell’incidenza dell’alcol o di altre
sostanze sul comportamento come conducente, così come la determinazione della
relativa dipendenza, esige delle conoscenze particolari che giustificano il
ricorso a degli specialisti e dunque che venga ordinata una perizia.

La perizia deve essere esaustiva e
considerare tutti i parametri rilevanti. Deve apprezzare tutti gli elementi
pertinenti e discuterli. La perizia deve comportare informazioni da terzi ed
analisi di laboratorio sui parametri biologici CDT, MCV, Gamma-GT, GOT e GPT
(STF del 21 maggio 2003 nella causa X, 6A.25/2003).

 

 

3.3.1. Le autorità inferiori hanno fondato la revoca della licenza essenzialmente
sulle risultanze della perizia 25 maggio 2003 di __________. Nel caso
specifico, pur non contestando l'imparzialità e l'indipendenza del perito, la
ricorrente ne mette in dubbio le conclusioni, pronunciate, a suo dire, senza
sufficienti approfondimenti. 

 

3.2. Il perito ha avuto un unico colloquio
personale con l'interessata il 17 aprile 2003, ha tenuto conto delle risultanze
del certificato medico del dr. __________ (cfr. perizia, p. 1) nonché dei test
effettuati dal dr. __________ (vedi scritti del 13 marzo e 1° aprile 2003). 

L'esperto, riferendosi al certificato medico
del dr. __________ (medico psichiatra, capo clinica __________ di __________),
constata che il collega conferma il quadro clinico ansioso e depressivo
associato alla situazione personale della ricorrente, nonché l’abuso alcolico,
da cui però la paziente non sembrerebbe essere dipendente.

Le analisi di laboratorio a cui si è
sottoposta __________ (vedi scritti del 13 marzo e 1° aprile 2003 del dr.
__________) hanno evidenziato che i valori epatici sono moderatamente alterati,
segnatamente un valore del CDT di 5,8% (normale fino a 3%) e un valore GLDH più
del doppio del normale. Il dr. __________ ha però affermato che “non posso
pertanto esprimermi né pro né contro la sua idoneità alla guida” e che “dal
punto di vista strettamente tecnico internistico […] la paziente poteva
considerarsi idonea alla guida”, ma consigliava in ogni caso una
valutazione dal profilo psichiatrico. A proposito dei valori riscontrati,
__________ ha parzialmente ammesso la possibilità di aver bevuto più del solito
durante le due settimane precedenti il prelievo in questione.

Il perito ripercorre poi i gravi avvenimenti
personali che hanno favorito l’incidente stradale di __________, segnatamente
le minacce proferite dall’ex compagno il giorno stesso dell’incidente, le quali
hanno portato la ricorrente ad assumere calmanti e qualche bicchiere di vino,
prima di mettersi al volante per recarsi in polizia a sporgere denuncia.

 

L’esperto sottolinea inoltre che, malgrado
fosse stato concordato, l’insorgente non gli ha mai fatto pervenire i risultati
di un nuovo esame ematochimico, ciò che sarebbe per lui segno del perdurare
della situazione di abuso alcolico.

 

Da un punto di vista psicologico, sulla base
dei risultati degli esami esperiti, il perito ha ravvisato una certa
problematizzazione del proprio potus, ciò che potrebbe comunque essere un
aspetto prognosticamente favorevole, in quanto risulta poco espressa. Non ha
invece riscontrato la chiara presenza di un profilo etilistico della
personalità nonché di difese consapevoli nell’affrontare tali test. 

L'esperto ha sottolineato infine che la
dinamica dei fatti solleva dei seri dubbi sulla capacità di autocontrollo e del
controllo potorio in situazione di marcata emotività e di ansia. Il rischio
rimane alto considerata la fragilità dell’equilibrio della peritanda, nonché il
fatto che riconosca solo limitatamente la problematicità del suo modo di bere. 

Il perito __________ ha concluso dunque ad
una prognosi sfavorevole a medio termine. 

 

3.3. La perizia allestita da __________
appare fondata ed attendibile ed il suo procedere puntuale e scrupoloso. Il
referto, che verte sull'idoneità dell'interessata alla guida, è chiaro e approfondito.
Non vi è motivo di ritenere che il giudizio della Sezione della circolazione
prima e del Consiglio di Stato poi sia stato in alcun modo lacunoso o
incompleto, come sostenuto dalla ricorrente. A giusta ragione le autorità
inferiori hanno aderito alla prognosi sfavorevole a medio termine formulata
dall'esperto, fondata in modo preponderante sulle risultanze dell'esame psicologico
dell'insorgente. 

 

3.4. La nuova perizia chiesta dalla
ricorrente al dr. __________, psichiatra (doc. C), e prodotta con il ricorso
oggetto della presente decisione (sull’ammissibilità di nuove prove in sede
ricorsuale, vedi art. 10 cpv. 3 LALCStr e 63 PAmm), non smentisce questa conclusione.

 

In effetti, questo secondo rapporto conferma
in primo luogo la situazione constatata da __________ (vedi p. 4):

 

                                         “Una certa instabilità clinica sia
relativamente ai disturbi affettivi che alla condotta tossicofilica tende a
persistere anche alla dimissione dalla __________ fino all’incirca alla
primavera scorsa. Ciò è comprovato, almeno per l’abuso alcolico, dal riscontro
di valori di laboratorio alterati (presso lo studio del dr. __________ in
febbraio e marzo 2003, gli enzimi epatici sono doppi rispetto al normale ed il
CDT risulta a sua volta più che raddoppiato)”.

 

Per quanto concerne lo stato attuale,
sebbene il medico constati che la situazione è “sicuramente migliorata
rispetto a qualche mese fa”, in quanto la ricorrente avrebbe radicalmente
ridimensionato la terapia psicofarmacologica così come il consumo alcolico (p.
5), egli valuta comunque necessario, prima di poter rilasciare un’attestazione
di idoneità alla guida definitiva, che tale situazione si confermi fino al
dicembre 2003. Di seguito, sarebbe, a suo parere, sufficiente la prosecuzione
del trattamento psichiatrico e psicoterapeutico in corso, integrato da puntuali
controlli somatici e di laboratorio, con aggiornamenti puntuali all’ufficio
giuridico della sezione circolazione ogni 2-3 mesi (p. 7). 

 

 

4.Dagli atti risulta pertanto chiaramente che, sebbene __________ non
possa essere considerata come alcolizzata, la sua instabilità psicologica, la
conseguente assunzione di medicinali ed alcol e il controllo ancora relativo
del consumo concorrono a concretizzare un rischio accresciuto per la
circolazione in capo alla sua persona.

 

Lo stato di grave angustia riconosciuto in
sede penale al momento dell’incidente stradale non cambia nulla a questa conclusione.
In effetti, determinante è, per quanto concerne la misura amministrativa, il
rischio concreto effettivo per la circolazione e non le circostanze particolari
che hanno giustificato una riduzione del grado di colpa in sede penale.

 

                                         In queste
condizioni, la decisione di revoca, emessa dalla Sezione della circolazione ai
sensi dell’art. 17 cpv. 1bis LCStr, deve essere integralmente confermata. 

 

                                         Il
periodo di prova, fissato ad un anno, corrisponde al minimo prescritto
dall’art. 17 cpv. 1bis LCStr e non può pertanto essere ridotto.

 

 

                                   5.   Sulla
scorta delle considerazioni esposte, il ricorso va dunque respinto. 

                                         L'emanazione
del presente giudizio rende superflua l’adozione delle misure provvisionali
chieste dalla ricorrente.

                                         La tassa
di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

Per questi motivi,

visti
gli art. 14 cpv. 2 lett. c, 16 cpv. 1 e 17 cpv. 1 bis e cpv. 3, 26 cpv. 1, 27
cpv. 1, 31 cpv. 1 e 2, 90 cifra 1 e 91 cpv. 1 LCStr; 2 cpv. 1 e 2, 3 cpv. 1 e 7
cpv. 1 ONC; 34 e 35 cpv. 3 OAC; 10 LALCStr; 1 segg. PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese di fr. 1'000.- sono poste a carico della ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
di Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria