# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b2a8818e-115d-504f-bf3e-79b06991fbaf
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.09.2010 D-6859/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6859-2010_2010-09-29.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6859/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 9  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice François Badoud,
cancelliera Antonella Guarna;

A._______, nato il (...),
Benin,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 22 settembre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6859/2010

Visto: 

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in Sviz-
zera,

il verbale d'audizione del 13 settembre 2010 [di seguito: verbale 1] e 
del 22 settembre 2010 [di seguito: verbale 2], 

il  verbale della  decisione dell'UFM del  22 settembre 2010, notificata 
oralmente all'interessato il giorno medesimo (cfr. risultanze processua-
li), 

il ricorso inoltrato il 22 settembre 2010 dall'insorgente (cfr. timbro del  
plico raccomandato), 

l'incarto in copia dell'UFM, pervenuto via fax al Tribunale amministrati -
vo federale (di seguito: il Tribunale) in data 23 settembre 2010,

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi -
derandi che seguono, 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del  
20  dicembre 1968  sulla  procedura amministrativa  (PA, RS 172.021), 
dalla  legge del  17 giugno 2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale 
(LTAF, RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale fede-
rale (LTF, RS 173.110), in quanto la legge del 26 giugno 1998 sull'asilo 
(LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia  
d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d cpv. 1 LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 
83 lett. d LTF), 

che v'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condi-
zioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art.  52 PA nonché al-
l'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice uni -
co, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la  
decisione è motivata solo sommariamente,

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che ai sensi dell'art. 111a cpv. 2 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti,

che,  nell'ambito delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha di-
chiarato di essere nato a B._______ (Nigeria) dove ha vissuto sino al -
l'inizio 2008, ma di essere cittadino del Benin e di  aver avuto ultimo 
domicilio a C._______ (Benin) dal 2008 sino al suo espatrio nel 2010, 

che ha affermato di essere espatriato per il timore di essere incarcera-
to a vita per l'omicidio dell'amante della sua fidanzata; che, all'inizio di 
(...) 2010, l'interessato avrebbe scoperto che la sua fidanzata lo tradi -
va con un certo D._______; che egli avrebbe avvertito quest'uomo di 
non avvicinarsi più alla sua fidanzata; che, ciò nonostante, la mattina 
del (...), l'interessato avrebbe visto la sua fidanzata e D._______ usci-
re da un albergo di C._______; che egli avrebbe affrontato quest'uomo 
e lo avrebbe colpito con una bottiglia alla spalla; che, dopo aver appre -
so che D._______ sarebbe deceduto a causa delle ferite riportate, l'in -
teressato si  sarebbe reso irreperibile,  vivendo nascosto per le vie di 
D._______; che, dopo circa tre settimane, ovvero verso la metà di (…) 
2010, l'interessato avrebbe deciso di  lasciare il  suo Paese d'origine; 
che, dal Benin, avrebbe viaggiato in nave per tre settimane fino a sbar-
care il (...) in E._______, da dove il giorno seguente avrebbe preso un 
treno e sarebbe giunto in Svizzera, 

che, nella decisione del 22 settembre 2010, l'UFM ha constatato, da 
un lato,  che il  Consiglio  federale  ha inserito  il  Benin  nel  novero dei 
Paesi sicuri e, dall'altro, che le allegazioni in materia d'asilo presentate 
dal richiedente sono inverosimili, di modo che non emergerebbero dal-
le carte processuali degli indizi d'esposizione dell'interessato a perse-
cuzioni in caso di rientro in patria, 

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure 
pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecu-
zione del suo allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile, 

che, nel gravame, il ricorrente fa valere che dal suo racconto sarebbe-
ro  emersi  indizi  di  persecuzioni  non  manifestamente  infondati,  per  i 
quali l'UFM avrebbe dovuto entrare nel merito della sua domanda d'a-
silo; che, in particolare, il ricorrente ritiene che – contrariamente all'av-
viso dell'autorità inferiore – il suo racconto sarebbe verosimile; che, in -
fatti, come avrebbe già spiegato, egli avrebbe indicato l'albergo dove si 
sarebbero incontrati la sua fidanzata e il suo amante con due nomi di -

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versi perché il loro utilizzo sarebbe indifferente e la gente del posto sa 
a che cosa si riferisce; che, inoltre, sostiene che non è illogico presu-
mere di essere ricercato dalla polizia, ma non averne la certezza, dato 
che nulla formalmente gli sarebbe stato comunicato; che, infine, sotto-
linea che le tre settimane in cui sarebbe rimasto in patria senza dimora 
sarebbero state un tempo ragionevole e necessario per poter organiz-
zare la sua partenza; che, di conseguenza, la decisione dell'UFM do-
vrebbe  essere  annullata,  in  quanto  sarebbe  totalmente  immotivata; 
che, infine, subordinatamente, il ricorrente fa valere che, se non fosse 
possibile riconoscergli  la qualità di rifugiato, il  suo allontanamento in 
Benin dovrebbe essere almeno ritenuto inesigibile per i rischi a cui sa-
rebbe esposto, 

che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annulla -
mento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti all'autorità 
inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo  
e,  in  via  sussidiaria,  implicitamente,  la  concessione dell'ammissione 
provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda d'assistenza giu-
diziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese proces-
suali e del relativo anticipo,

che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una doman-
da d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio fe -
derale ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a 
meno che non risultino indizi di persecuzione, 

che, allorquando il Consiglio federale ha inserito un Paese nel novero 
dei  Paesi  sicuri,  sussiste  di  massima una presunzione d’assenza di 
persecuzioni in detto Paese; che incombe al richiedente l’asilo d’invali -
dare siffatta presunzione per quanto attiene alla sua situazione perso-
nale, 

che, peraltro, la  nozione d’indizi  di  persecuzione ai  sensi  dell’art. 34 
cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto i seri pre-
giudizi previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli all’esecuzione del-
l’allontanamento, di cui all’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili all'agire uma-
no (Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ri -
corso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 18), 

che, per ammettere l'esistenza di indizi di persecuzione che implicano 
l'entrata nel merito di una domanda d'asilo, vale un grado di verosimi-
glianza ridotto (GICRA 2004 n. 35 consid. 4.3 pag. 247),

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che, siccome il  Consiglio  federale ha effettivamente inserito,  in  data 
1° gennaio 2007, il Benin nel novero dei Paesi esenti da persecuzioni, 
sussiste  di  massima  una  presunzione  d'assenza  di  persecuzioni  in 
detto Paese, 

che, nella fattispecie, il  ricorrente non è riuscito ad invalidare la pre-
sunzione d'assenza di persecuzioni, ritenuto segnatamente che dagli 
atti  di causa non emergono indizi di in tal senso; che, in particolare,  
l'insorgente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, argo-
menti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispet-
to a quella di cui alla impugnata decisione; che le allegazioni decisive 
in materia di asilo si esauriscono, infatti, in mere affermazioni di parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può 
essere rimandato,

che,  segnatamente,  le  allegazioni  del  ricorrente  sono  incongruenti, 
vaghe e illogiche, ovvero prive di ogni fondamento oggettivo e reale, 
tanto  da  poter  concludere  senza  alcun  dubbio  alla  palese 
inverosimiglianza  del  suo  intero  racconto  a  sostegno  della  sua 
domanda d'asilo; che, a titolo d'esempio, il ricorrente si è contraddetto 
sul nome dell'albergo davanti al quale avrebbe scoperto in flagrante la 
sua  fidanzata  e  il  suo  amante,  nonché  si  sarebbe  scontrato 
fisicamente  con  quest'ultimo  (cfr.  verbale  1  pag.  5  a  confronto  con 
verbale  2  D24-25 e  D32); che,  posto  di  fronte  a  tale  incongruenza, 
l'insorgente non ha saputo darne alcuna spiegazione plausibile; che, 
infatti,  se  secondo  l'esperienza  generale  e  comune,  un  nome  per 
definizione serve ad identificare e individualizzare una persona o una 
cosa, non può essere ammesso che l'utilizzo di un nome piuttosto che 
di un altro sia indifferente o dettato dall'abitudine (cfr. verbale 2 D51-55 
e  ricorso  pag.  2);  che,  inoltre,  il  ricorrente  non  è  stato  in  grado  di 
indicare il numero di telefono della sua fidanzata; che, non è possibile  
credere che – dopo quasi due anni di fidanzamento e l'intenzione di 
sposare  la  sua  asserita  fidanzata,  la  quale  peraltro  è  all'origine  dei 
suoi problemi in patria – egli non sappia a memoria il suo numero di  
telefono,  senza  ricorrere  al  suo  cellulare  (cfr.  verbale  2  D38), 
indipendentemente  da  qualsiasi  questione  a  sapere  perché  non 
l'avrebbe  voluta  chiamare  (cfr.  ibidem  D41-42);  che,  peraltro, 
l'insorgente non ha nemmeno saputo riferire il cognome di colui con il  
quale la sua fidanzata lo avrebbe tradito, colui che avrebbe ucciso – 
seppur  accidentalmente  –  e  per  il  quale  all'ora  attuale  sarebbe 

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ricercato  e  temerebbe  di  essere  incarcerato  a  vita  (cfr.  verbale  1 
pag. 5);  che,  del  resto,  il  ricorrente  ha  fatto  valere  solo  mere 
supposizioni o deduzioni circa il fatto di essere ricercato dalle autorità  
del suo Paese d'origine per l'uccisione di quest'uomo, tramite semplici 
allegazioni  di  parte,  non  corroborate  da  alcun  elemento  oggettivo 
(cfr. verbale 1 pag. 6, verbale 2 e ricorso pag. 2); che, d'altronde, se 
tale  fosse  stato  effettivamente  il  caso,  il  ricorrente  sarebbe  di  certo 
venuto a conoscenza direttamente o anche indirettamente – nelle tre 
settimane  di  girovagare  per  le  vie  di  C._______  –  dell'esistenza  di  
eventuali  ricerche  o  misure  tendenti  alla  sua  cattura  messe  in  atto 
dalla  polizia  (cfr. verbale 2 D36, D43-44,  D49-50 e D66-67); che,  in 
tale  contesto,  segnatamente  alla  luce  dell'inverosimiglianza  del 
racconto  reso  dal  ricorrente  sulla  base  degli  elementi  inattendibili 
sopra evocati e senza che sia necessario evocarne di ulteriori, non v'è 
ragione di ritenere che il ricorrente non possa beneficiare di un equo 
processo in ambito penale in relazione ad eventuali accuse mosse nei  
suoi confronti; che, del resto, il timore di essere ricercato e incarcerato 
a  vita  a  causa dell'uccisione  dell'amante  della  sua fidanzata  –  fatto 
valere  dal  ricorrente  a  fondamento  della  sua  domanda  d'asilo  –  è 
come facilmente riconoscibile, palesemente irrilevante ai sensi dell'art.  
3 LAsi, 

che, in considerazione di quanto suesposto, non sussistono seri pre-
giudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi,

che non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui de-
sumere che l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente in Benin 
possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confede-
razione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della con-
venzione  del  28 luglio 1951  sullo  statuto  dei  rifugiati 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed im-
mediato di trattamenti contrari all'art. 3 della convenzione del 4 novem-
bre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fonda-
mentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del 10 dicem-
bre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani 
o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che, del resto, in sede di ricor-
so, il ricorrente non ha fatto valere alcunché in tal senso, 

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che, premesso ciò,  quanto agli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontana-
mento riconducibili all’art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 4 LStr, in Be-
nin non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o vio -
lenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella to-
talità del territorio nazionale, 

che, pertanto, nel caso di specie, non risultano manifestamente esser-
vi indizi di persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi,

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo 
punto, il  ricorso,  destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento,  non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata,

che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'ordi-
nanza 1 sull'asilo relativa a questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21),

che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo 
dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale del 
ricorrente; che il ricorrente è giovane, ha una formazione scolastica di 
base  e  vanta  un'esperienza  professionale  quale  (...)  (cfr.  verbale  1 
pag. 3) e quale (...) (cfr. verbale 2 D20); che, quest'ultima attività, che 
svolgeva a C._______, gli permetteva di mantenersi da solo e alloggia-
re in una casa (cfr. ibidem D18-20); che, inoltre, vista l'inverosimiglian-
za dell'intero racconto del ricorrente, v'è ragione di ritenere che il me-
desimo disponga in patria di un'importante rete sociale, tra cui anche 
la sua fidanzata, 

che l'insorgente è in buona salute; che egli non ha, del resto, preteso 
nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustifi -
care la loro ammissione provvisoria (GICRA 2003 n. 24), senza che ad 
un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una per -
manenza in Svizzera per motivi medici,

che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente rite -
nuto siccome ammissibile e ragionevolmente esigibile l'esecuzione del 
suo allontanamento,

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che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  ed 
art. 83 cpv. 2 LStr); che il  ricorrente,  usando la necessaria diligenza, 
potrà  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4 LAsi  cfr. DTAF 2008/34 consid. 12 pagg. 513-515); che 
l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile,

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il  gravame va disatteso e la querelata decisione confer-
mata,

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 
106 LAsi), per il che il ricorso va respinto,

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto, 

che, peraltro, essendo le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa dal pagamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA), è 
respinta, 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dei  ricorrenti 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF),

che la pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal ver-
samento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale ammini -
strativo federale, entro un termine di 30 giorni  dalla spedizione della 
presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno per l'incarto N [...] (per corriere interno; in 

copia)
- F._______ (in copia) 

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Antonella Guarna 

Data di spedizione: 

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