# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1e02bfa6-51cf-5a2d-a4da-5d944eb0d007
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-06-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.06.2002 32.2002.22
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-22_2002-06-11.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.00022

   

  BS/cd

  	
  Lugano

  11 giugno 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 31 gennaio 2002
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 22 dicembre 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,

 

                                         in
fatto

 

 

                               1.1.   __________,
nata nel 1953, di professione ausiliaria infermiera presso la Clinica
__________, è affetta da una sindrome lombovertebrale. 

In data 18 febbraio 1998 essa ha inoltrato una richiesta volta all'ottenimento
di una rendita d'invalidità. 

Con decisione 24 settembre 1999 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha
assegnato all’assicurata una mezza rendita 

 

                                         con
effetto dal 1° febbraio 1998, motivando come segue il provvedimento preso:

 

" 
Il grado d'invalidità, determinato in base
all'articolo 4 LAI, viene fissato al 62% con diritto a una mezza rendita a
decorrere dal 01.02.1998, dopo un anno ininterrotto di incapacità lavorativa e
al guadagno - art. 29 cpv. 1 lett. b LAI.

Dal profilo medico specialistico l'assicurata è
reputata totalmente inabile all'esercizio della precedente professione di
ausiliaria ai piani, come pure in altre analoghe e di tipo pesante.

In professioni dove non debba sollecitare in
maniera importante il rachide, ovvero dove non debba effettuare regolarmente
delle rotazioni e/o inclinazione del rachide, né sollevare regolarmente pesi
superiori a 5-6 Kg o occasionalmente a 10-15 Kg, dove possa cambiare la
posizione da seduta ad eretta ogni 45 minuti - 1 ora, la Signora potrebbe
essere abile al lavoro in misura di almeno l'80%. Un tale tipo di lavoro
corrisponderebbe a cassiera, operaia di fabbrica con mansioni leggere, attività
di ufficio.

Svolgendo tali attività l'assicurata potrebbe
conseguire dei redditi annui di circa 20'000.-, i quali se confrontati con
quelli che invece avrebbe conseguito nella sua precedente attività di
ausiliaria ai piani (fr. 51'000.- annui), determinano una perdita economica o
un'invalidità del 62% circa.". (Doc AI _)

                               1.2.   Contro tale
decisione l’assicurata è insorta davanti al TCA, postulando il riconoscimento
di una rendita intera (doc. AI _).

Mediante sentenza 28 settembre 2000 lo scrivente Tribunale ha parzialmente
accolto il gravame e rinviato gli atti all’amministrazione affinché procedesse
ad alcuni accertamenti economici e determinasse il grado d’invalidità in
applicazione della nuova giurisprudenza sui redditi (cfr. inc.
32.1999.128, doc. AI _).

                                         

                               1.3.   Dando
seguito a quanto ordinato dal TCA, l’UAI ha dapprima sottoposto il caso al
Consulente in integrazione professionale (CIP). 

Con rapporto 26 febbraio 2001 egli ha esaminato l’esigibilità delle attività
adeguate indicate nella perizia 28 settembre 1998 del dr. __________ ed ha proceduto
al raffronto dei redditi (cfr. doc. AI _).

Sulla base del rapporto del CIP, con progetto di decisione 3 ottobre 2001 l’UAI
ha confermato la mezza rendita, osservando:

 

" 
(…)

Nel caso concreto, come sopra potrà appurare
dall'allegata copia del rapporto allestito dal Consulente professionale, il
grado di invalidità o di pregiudizio economico non raggiunge il limite di
almeno il 66/6 % che consentirebbe invece l'erogazione di rendita intera.

La valutazione si fonda su dati economici
relativi a professioni ritenute ancora certamente confacenti ed esigibili.

In questo senso dunque non vi sono gli elementi
per accordare un diritto alla rendita intera e vengono così a confermarsi in
sostanza le conclusioni che avevano permesso il riconoscimento di un diritto
alla mezza rendita." (Doc. AI _)

 

                                         Mediante
scritto 18 ottobre 2001 l’assicurata, per il tramite del suo legale, ha
contestato la presa di posizione dell’amministrazione (doc. AI _).

Il 13 dicembre 2001 il CIP ha proceduto ad un’ulteriore valutazione economica
(doc. AI _).

Infine, con decisione formale 28 dicembre 2001 l’amministrazione ha
definitivamente confermato la mezza rendita (doc. AI _). 

 

                               1.4.   Contro
quest’ultima decisione amministrativa __________, per il tramite del suo
rappresentante, ha presentato un altro tempestivo ricorso al TCA, postulando
l’erogazione di una rendita intera.

Essa ha innanzitutto rilevato come l’amministrazione non abbia completamente
dato seguito agli accertamenti ordinati dallo scrivente Tribunale. 

Facendo poi riferimento al certificato 17 gennaio 2002 del 

dr. __________ ed al rapporto 14 gennaio 2002 del dr. __________, inviati all’UAI
il 31 gennaio 2002 (doc. AI _), l’assicurata ha anche sostenuto un
peggioramento del suo stato di salute che renderebbe praticamente inesigibile
l’espletamento di qualsiasi tipo di attività.

 

                               1.5.   Mediante
risposta 25 febbraio 2002 l’UAI ha chiesto la reiezione del gravame, poiché: 

" 
(…)

Per quanto attiene alla valutazione economica, si rileva che il
consulente in integrazione professionale in un primo rapporto 

26 febbraio 2001 (doc. n. _ inc. AI) ha innanzitutto proposto
alcune attività che l'assicurata, tenuto conto delle limitazioni mediche,
sarebbe ancora in grado di svolgere, presentando poi una paletta di redditi
teorici corrispondenti appunto alle remunerazioni medie nei campi di attività
citati.

In un ulteriore rapporto ha inoltre esposto i due parametri di
calcolo, ovvero il reddito presumibile senza invalidità, nonché il reddito
teorico da invalido, aggiornati al 2000 (Cf. rapp. 13.12.2001, doc. n. _ inc.
AI).

Dal paragone dei due redditi è infine risultato un grado di
inabilità inferiore al 66 e 2/3 %, che conferma quindi il diritto alla mezza
rendita.

 

Mal si comprendono quindi le obiezioni sollevate dalla ricorrente,
in base alle quali lo scrivente Ufficio avrebbe determinato il tasso di
invalidità in modo "totalmente contrario" alla più recente
giurisprudenza" (cf. allegato ricorsuale, p. 4)." (Doc. _, pezzo A)

 

                           In merito all’asserito peggioramento dello stato valetudinario,
l’amministrazione ha sostenuto che i recenti atti medici, oltre a non essere
determinanti per l’esito della pendente procedura, non sono nemmeno sufficienti
per comprovare un effettivo mutamento del grado d’incapacità lavorativa.

L’UAI ha poi precisato che:  

" 
(…)

…il giustificativo redatto dal curante, dottor __________ (doc. n.
_ inc. AI), è formulato in modo del tutto generico. Non viene descritta la
sintomatologia, non si certifica a partire da quando si sarebbe prodotto tale
peggioramento, e neppure si specifica in quale misura tale peggioramento
influirebbe sulla capacità lavorativa dell'interessata.

 

II dottor __________ ha invece presentato un rapporto dettagliato.
Anche in questo caso l'incapacità lavorativa non è però stata quantificata. Da
notare inoltre che, almeno a livello oggettivo, è stato constatato addirittura
un miglioramento (cf. rapp. citato, p.2).

Considerato ad ogni modo che il peggioramento non persisteva da
almeno tre mesi al momento in cui è stata emanata la decisione impugnata, la
questione a sapere in quale misura la componente psico-somatica influisca
sull'attuale stato valetudinario può rimanere indecisa nell'ambito della
presente procedura." (Doc. _, pezzo B)

 

                               1.6.   Dando
seguito all’ordinanza del TCA per la presentazione di nuovi mezzi di prova, con
lettera 11 marzo 2002 l’assicurata ha allegato lo scritto 8 marzo 2002 del dr.
__________, chiedendo:

 

" 
(…)

che venga ordinato l'allestimento di una perizia
che possa chiarire l'entità e la durata dei disturbi riscontrati.

 

Si richiama inoltre l'intero incarto concernente
la Signora __________ presso la Clinica
__________ in quanto tale documentazione potrà chiarire lo stato di salute
della nostra assistita anche per quanto attiene la fibromialgia." (Doc. _)

 

                               1.7.   Su richiesta
di questo Tribunale, il 5 aprile 2002 l’UAI ha sostenuto che il nuovo
certificato non giustifica una diversa valutazione della fattispecie e che lo
stesso potrà eventualmente essere determinante per una revisione della rendita
(doc. _).

                               1.8.   Con lettera
16 aprile 2002 l’assicurata ha contestato la presa di posizione
dell’amministrazione e precisato:

 

" 
(…)

Per quanto attiene alla concreta fattispecie, lo stato di salute
dell'assicurata non risulta essere ancora chiaro, nonostante gli accertamenti
medici ai quali la nostra assistita si è sottoposta sino ad ora.

 

Infatti sia dallo scritto 8.3.2002 del Dr. __________, sia dalle
annotazioni del medico dr. __________, emerge chiaramente che la Signora
__________ versa attualmente in condizioni di salute ben più precarie di quanto
considerato nella decisione impugnata. Si tratta ora soltanto di determinare se
tali peggioramenti sono precedenti alla decisione impugnata oppure posteriori e
possono di conseguenza essere considerati nell'ambito del presente procedimento
o meno.

 

Dal momento che il peggioramento dello stato di salute della
Signora __________ è stato riscontrato anche nelle Annotazioni del medico
redatte dal dr. __________ e che secondo il Dr. __________ i disturbi
recentemente riscontrati sarebbero molto probabilmente presenti da alcuni mesi
o anni (cfr. lettera 8.03.2002 Dr. __________ /Studio legale __________), con
la presente si chiede a questo lodevole Giudice di voler accogliere il ricorso
presentato dalla Signora __________ e annullare la decisione dell'UAI nel senso
di accordare all'assicurata una rendita intera di invalidità." (Doc. _)

 

 

                                         In
diritto

 

                                         In
ordine

 

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                      

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è l'assegnazione a __________ di una rendita intera d'invalidità. 

                                         L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

                                         ·    un danno
alla salute fisica o psichica conseguente a   infermità congenita, malattia o
infortunio, e

 

                                         ·    la
conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre,
quindi, che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, pag. 216ss).

                                         

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

                               2.3.   Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il
reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. 

                                         Se ciò
non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata
sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313
consid. 3a).

                               2.4.   Nel caso in
esame, occorre rilevare come nella sentenza 28 agosto 2000 questo Tribunale
abbia fatto propria la valutazione peritale del dr. __________ (cfr. STCA
28.08.2000, consid. 2.8, inc. 32.1999. 128).

Nel referto 28 settembre 1999 lo specialista in reumatologia ha concluso che
l’attività pesante di aiuto infermiera non è più adatta allo stato di salute
dell’assicurata ( affetta da lombosciatalgia destra, discopatia L3/L4 e L4/L5
nonché da lievi disturbi statici) in quanto i dolori riscontrati (dolori in
sede lombo-sacrale, irradianti nella regione ileo sacrale omolaterale, nonché
all'arto inferiore dx. regione laterale e posteriore fino circa alla caviglia)
aumentano quando essa si piega avanti, per scomparire in caso di reclinazione,
per poi aumentare di nuovo con la rotazione del tronco e con il sollevamento di
pesi superiori ai 4-5 Kg.

Il perito ha inoltre indicato una capacità lavorativa dell'80% in un’attività
adeguata che non comporti regolari rotazioni e inclinazioni del rachide, che
eviti il sollevamento di pesi oltre i 5-6 kg in maniera regolare o di 10-15 kg
occasionalmente, con la possibilità di cambiare la posizione da sedentaria ad
eretta e viceversa ogni 45 - 60 minuti. 

Secondo il dr. __________ risulterebbero esigibili i lavori quali cassiera,
operaia di fabbrica con mansioni leggere e qualsiasi lavoro d’ufficio (cfr.
doc. AI _)

                               2.5.   Sulla scorta
delle risultanze mediche di cui al considerando precedente, il consulente in
integrazione professionale, dando seguito a quanto ordinato nella sentenza di
rinvio del TCA del 28 agosto 2000, ha esaminato l’esigibilità delle attività
proposte dal dr. __________ (in merito ai compiti dell'orientatore professionale cfr. Meyer -Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228; Omlin, Die Invalidität in
der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, pag. 201). 

Nel rapporto 26 febbraio 2001 il CIP ha ritenuto inidonei i lavori
amministrativi e d’ufficio.

Quanto alle attività di cassiera e operaia di fabbrica, egli ha rilevato quanto
segue:

 

" 
(…)

La cassiera

 

Si tratta di un'attività che non necessita di particolari doti
intellettive. La fiducia e la responsabilità sono attributi necessari. Nelle
organizzazioni di grandi dimensioni la lettura dei dati è svolta dallo scanner,
mentre nelle aziende che non posseggono questi mezzi avviene manualmente. In
questa mansione manuale probabilmente l'A. dovrà dimostrare d'apprendere la
tecnica della registrazione. Per quanto riguarda i movimenti e la postura
abbiamo in caso di continuità una certa staticità. Nel caso d'alternanza del
flusso della clientela, abbiamo la possibilità di cambiare la postura e
d'integrare periodi di rilassamento.

II DL ha un ruolo importante nell'organizzazione dell'attività. In
taluni casi le cassiere hanno mansioni alternate (cassa, servizi nei
reparti). Ciò acconsentirebbe all'A. d'avvicinarsi ulteriormente
all'esigibilità lavorativa ideale.

Nei grandi magazzini (iper/super mercati) per ragioni
organizzative è probabile che la staticità aumenterebbe. Condizione che può variare
in funzione del flusso dell'utenza e delle casse aperte. Generalizzando, in
questi ambienti lavorativi il flusso dell'utenza non è continuo e
altrettanto spesso le casse aperte sono in esubero rispetto la domanda.
Mi appare quindi ragionevole concludere che in queste infrastrutture
commerciali vi sono orari di "punta" e orari "tranquilli' dove
solo la presenza è necessaria.

Un genere di professione collaterale alla cassiera, potrebbe
essere quella di venditrice. In questo caso è importante valutare bene
l'ambiente lavorativo e i compiti da svolgere. Essere assunta quale venditrice
presso la __________, l'__________, la __________, __________,

significa mantenere la posizione eretta per quasi tutta la
giornata! Una postura che l'A. non può mantenere. In altre situazioni come per
esempio in una stazione di servizio, in un negozio di piccole dimensioni e
decentrato (genere alimentari, merceria, cartoleria, tabacchi, giomali, ... ),
potrebbe (pur essendo al lavoro) avere la possibilità di alternare e soprattutto
di recuperare le energie.

 

Operaia di fabbrica

 

  -        Addetta
alle rifiniture e pulizia di parti inerenti al settore dell'orologeria. Sono
mansioni leggere (< di 5Kg), svolte in posizione di lavoro alternata e in
modo indipendente. I pezzi sono in seguito riposti in appositi
contenitori/carrelli! Non è particolarmente sollecitata la manualità fine. E'
possibile inserire delle pause. Formazione interna.

      -        Lavori
d'assemblaggio (per esempio: componenti elettrici). I compiti sono
prevalentemente svolti in posizione seduta e in modo indipendente. Oltre ai
compiti d'assemblaggio bisogna trasferire la merce ad altri colleghi e quindi
modificare la postura. I compiti sono svolti con attrezzi leggeri e di
precisione. L'abilità manuale richiesta è di media entità. Le pause sono
possibili. La formazione è interna. 

      -        Addetta
al controllo della produzione. Questo genere di compito è svolto
prevalentemente in posizione alternata. L'aspetto della responsabilità è importante.
Le pause sono possibili. Percezione visiva e manualità sono le caratteristiche
richieste. La formazione è interna." 

                (Doc.
AI _)

 

Il consulente ha infine ritenuto l’assicurata idonea anche per l’attività di
custode, portinaia senza compiti pesanti.

La ricorrente sostiene invece che tale rapporto difetti in concretezza e
attendibilità.

In particolare essa è del parere che l’attività di cassiera in un piccolo
negozio, come in una stazione di servizio, merceria, cartoleria ecc. non può
essere ritenuta esigibile poiché:

" 
anche in un piccolo negozio la merce va
sollevata e riposta negli appositi scaffali che vanno ripuliti e riordinati
regolarmente. Per giunta la venditrice alla cassa compie ripetutamente un
movimento di roteazione da destra verso sinistra, sollevando prodotti uno a
uno, attività che l’assicurata è impossibilitata ad eseguire come chiaramente
indicato dal dr. __________ (cfr. referto del 28 settembre 1998, pag. 4 e 5).
(Cfr. ricorso pag. 5).

 

                                         Quanto
all’esigibilità della restanti professioni esaminate dal CIP, l’assicurata ha
osservato quanto segue:

" 
(…)

Per quanto attiene al lavoro in qualità di operaia di fabbrica il
perito ha dichiarato che "percezione visiva e manualità sono le
caratteristiche richieste".

 

In caso basta dare un rapido sguardo alle mani della Signora
_______ per rendersi conto che la stessa non è in grado di svolgere tale
lavoro. Le sue mani sono indolenzite e avvolte da fasciature, ciò che le
impedisce di afferrare con agilità anche soltanto una penna.

 

Di conseguenza la Signora ___________ non può soddisfare il
criterio di manualità richiesto per lo svolgimento di un tale lavoro. Non si
può quindi ragionevolmente esigere dall'assicurata di lavorare in una fabbrica
come operaia.

 

Infine il perito ritiene la Signora __________ idonea quale
custode, pur escludendola dai lavori pesanti. Tale posizione è contraddittoria
per il semplice fatto che il lavoro di una custode consiste proprio nel dover
garantire ordine e pulizia in un condominio, ciò che significa pulire scale,
atri, cantine e corridoi, avere un facile contatto con gli inquilini e con
l'amministrazione, avere una capacità di organizzare la convivenza di tutti gli
inquilini, ecc.

 

Ne consegue che anche questa attività non può essere
ragionevolmente richiesta all'assicurata.." (Doc. _)

Va qui ricordato che, ai fini
dell'accertamento dell'invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro
equilibrato e quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra
domanda e offerta di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in
relazione con le capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta
pertanto di un concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276; U. Meyer‑Blaser,
Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, Zurigo 1997, ad art. 28 LAI p.
212). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità congiunturale
di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). 

                                         Ciò
non è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente
limitata, che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se
il suo esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica
di un datore di lavoro medio (cfr. ZAK 1989 p. 322 consid. 4a; Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 114).

Ora, a mente del TCA, le tesi ricorsuali non sono
idonee a modificare l’esito a cui è giunto il CIP.

In particolare il lavoro di cassiera non include necessariamente l’espletamento
di attività che l’assicurata non potrebbe svolgere, come rotazioni e
inclinazioni del rachide o sollevamento di pesi oltre i 5-6- kg. È vero che
tale attività svolta in un piccolo negozio può comportare la pulizia ed il
riordino degli scaffali. Ma, come rilevato dallo stesso CIP, in simili attività
sussiste la possibilità di alternare la posizione e di recuperare le energie.

Quanto al lavoro di operaia di fabbrica, la perizia non contiene alcuna
indicazione circa impedimenti o limitazioni funzionali della mano, per cui non
vi è motivo per ritenere che l’assicurata difetti della manualità richiesta per
espletare siffatta professione.

Da ultimo, a priori non può essere affermato che l’attività di
custode/portinaio include giocoforza l’espletamento di compiti pesanti, come
pulizia delle scale, atri ecc. Questo non è il caso, ad esempio, negli stabili
amministrativi dove si fa capo a ditte specializzate in pulizia, mentre il
custode si dedica segnatamente alle mansioni di vigilanza.

Del resto, secondo questo TCA, l’esperienza del CIP costituisce la miglior
prova che le attività professionali da lui indicate sono, a tutt’oggi, presenti
in un mercato equilibrato del lavoro.

Inoltre, nel rapporto 13 dicembre 2001, di cui si parlerà nei prossimi
considerandi, nella commisurazione del redditi l’orientare ha comunque tenuto
conto delle limitazioni funzionali dell’assicurata, proponendo una diminuzione
di rendimento del 15% (cfr. doc. AI _). 

                               2.6.   L’assicurata
ha sostenuto un aggravamento del suo stato di salute con conseguente modifica
del grado d’invalidità. 

A comprova di quanto asserito essa ha prodotto il certificato 17 gennaio 2002
del medico curante dr. __________ (doc. AI _) ed il rapporto 14 gennaio 2002
del reumatologo dr. __________ (doc. AI
_).

Occorre innanzitutto sottolineare che per costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali valuta
la legalità della decisione impugnata in base alla situazione di fatto
esistente al momento in cui essa è stata resa, quando si ritenga che fatti
verificatisi ulteriormente possono influire quali elementi di accertamento
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa ( DTF 127 V 251
consid. 4d, 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99
V 102).

Eccezionalmente il giudice può anche tener conto, per motivi d'economia
procedurale, dei fatti intervenuti posteriormente alla decisione impugnata, a
condizione che questi ultimi siano stabiliti in modo sufficientemente preciso
(RCC 1980 pag. 263) e siano suscettibili di influenzare il giudizio (RCC 1989
pag. 123 consid. 3b, RCC 1974 pag. 192 consid. 4, RCC 1970 pag. 582 consid. 3).

Nel caso in esame, a mente di questa Corte, non è
rilevante la situazione fattuale esistente al momento della resa della
pronunzia 28 dicembre 2001 qui contestata. 

Infatti, va ricordato che la presente procedura giudiziaria ha avuto inizio con
la decisione 24 settembre 1999 con cui l’amministrazione ha riconosciuto
all’assicurata una mezza rendita d’invalidità (dal 1° febbraio 1998) ed è stato
quello il momento determinante per la valutazione eseguita nella STCA 28 agosto
2000.

Con la decisione qui contestata, l’amministrazione ha unicamente dato seguito
agli accertamenti ordinati dello scrivente Tribunale e riguarda la medesima
procedura.

Determinante è quindi il momento della resa della prima decisione
amministrativa.

Ne consegue che i due succitati atti medici non possono essere presi in
considerazione, poiché attestano una situazione di fatto posteriore al 24
settembre 1999 (cfr. anche lettera 8 marzo 2002 del dr. __________in cui
attesta che la nuova diagnosi di fibromialgia risale al mese di novembre 2001,
doc. _).

La documentazione medica in parola non è inoltre sufficiente per poter
stabilire in modo completo e preciso in merito ad un’eventuale modifica del
grado d’invalidità ex art. 41 LAI, ricordato che, ai sensi dell’art. 88a cpv. 2
OAI, in caso di aggravamento dell’incapacità al guadagno (o della grande
impotenza), il cambiamento determinante il diritto alle prestazioni deve
perdurare da almeno tre mesi senza interruzione notevole. 

Da una lato, nel certificato 17 gennaio 2002 il medico curante ha semplicemente
attestato un peggioramento dello stato di salute della paziente (doc. AI _).

Dall’altro, nel dettagliato rapporto 14 gennaio 2002, lo specialista in
reumatologia ha in particolare rilevato:

 

“Il decorso vede oggettivamente un miglioramento
della situazione per quanto riguarda la funzione dell'arto superiore destro che
la paziente usa ora attualmente in modo abbastanza spontaneo (in precedenza vi
era un'importante attitudine di risparmio). Soggettivamente però, come ci si
aspetta, d'altronde da un paziente che presenta una problematica
prevalentemente psico-somatica va "sempre peggio"." (Doc. AI _)

 

                                         senza
comunque formulare una valutazione sulla capacità lavorativa. 

Solo nella lettera 8 marzo 2002 al legale dell’assicurata, il dr. __________ ha
ritenuto l’insorgente inabile tra il 20 ed il 30% in attività adeguate,
rimarcando tuttavia come “ il problema principale è però a mio avviso di
natura psichiatrica o psico-sociale. Non sono in grado di esprimermi circa
l’influenza di questa problematica sulla capacità di lavoro. Consiglierei però
di richiedere il parere di un esperto”, (doc. _).

Dunque, la componente psichica
merita certamente un approfondito esame da parte dell’amministrazione
nell’ambito di un’eventuale revisione della rendita.

 

                                         Alla
luce della refertazione medica successiva all'emanazione della decisione
amministrativa del 24 settembre 1999, si giustifica quindi la trasmissione
degli atti all'UAI affinché valuti, tramite approfonditi accertamenti, se ed in
che misura sia effettivamente intervenuto un peggioramento dello stato di
salute giustificante un'eventuale revisione del diritto alla rendita e ciò con
riferimento sia alla componente fisica che a quella psichica.

                               2.7.   Ritenuta
dunque una capacità residua dell’80% in attività adeguate, il CIP ha proceduto
al raffronto dei redditi:

                                         Nel
rapporto 13 dicembre 2001 si legge:

La pratica necessita di essere approfondita nei seguenti aspetti:

         - esame dei redditi (DL e ESS2000),

         - discussione in merito all'applicazione delle % di riduzione.

 

I redditi presso i DL e le ESS2000

Ho consultato telefonicamente Suor __________ (responsabile dei
personale alla Clinica __________) I'A nel 2000
avrebbe conseguito un reddito annuo di fr 52'921.70
(fr 4'031.90 al mese), mentre nel 2001, fr 53'410.50
(fr 4108.50 al mese)

Per quanto riguarda le ESS2000 (i dati del 2001 non sono stati
ovviamente pubblicati) nel settore femminile privato leggero non qualificato il
reddito annuale è di Fr 34'044 (Fonte degli adeguamenti: Vie économique2000).

Nel caso della nostra Assicurata, abbiamo un'esigibilità medica
teorica dell'80%, I'A potrebbe quindi conseguire, in via teorica, un reddito
annuo presumibile di Fr 27'235.

 

Le riduzioni

Propongo due riduzioni:

la prima del 10%, poiché che I'A può orientarsi unicamente al
mercato del lavoro leggero (I'A ha un limite di sollevamento di 

5-6 Kg),

la seconda del 5%, poiché è probabile che il rendimento dell'A
sarà inferiore alla norma. (In questo caso, quale consulente, ritengo
ampiamente fedele la correlazione: più un lavoratore compie pause, più
diminuisce il suo rendimento.)

 

Conclusione

Il reddito presumibile finale è quindi di Fr 23'149 (fr
27'235 x 15%). 

A disposizioni per ulteriori informazioni. Cordiali saluti." 

(Doc. AI _)

 

                                         Orbene,
come rimarcato al consid. 2.6, determinante è la situazione vigente al momento
della resa della decisione 24 settembre 1999, per cui i dati riferiti al
2000 e al 2001 presi dall'amministrazione non possono essere utilizzati e vanno
rettificati.

Tuttavia, come
si vedrà di seguito, anche dopo le rettifiche il risultato rimarrà il medesimo.

 

                            2.7.1.   Per
quel che concerne il reddito da valido, nella sentenza del 28 agosto
2000 questo TCA aveva stabilito che (sottolineatura del redattore):

" 
Sulla base dei nuovi accertamenti, l'amministrazione
determinerà nuovamente il grado d'invalidità di __________, raffrontando l'incontestato
reddito ipotetico di fr. 51'000.- con il reddito conseguibile
dall'assicurata tenendo conto del danno alla salute di cui à portatrice.” (Doc.
AI _).

 

                            2.7.2.   Riguardo alla
determinazione del reddito da
invalido, nella sentenza 28
agosto 2000 il TCA, facendo riferimento alla STFA 9 maggio 2000 nella causa A.
(I 482/99), nel frattempo pubblicata in DTF 126 V 75 s, aveva rimarcato come la
giurisprudenza cantonale sulla determinazione dei redditi di una persona esercitante attività leggere e non qualificate,
svolte a tempo pieno e con rendimento completo, fosse stata oggetto di un approfondito esame da parte dell’Alto Tribunale
sulla scorta di una precedente sentenza del 9 maggio 2000, pubblicata in DTF
126 V 75 ss.

Di conseguenza, nel rinvio per l’espletamento degli accertamenti economici,
questa Corte aveva anche stabilito che il raffronto dei redditi doveva essere
determinato sulla base della nuova giurisprudenza federale. 

Nella citata sentenza, il TFA ha innanzitutto ricordato che il reddito da
invalido va determinato sulla base della situazione professionale concreta
dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera
completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito
derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca
una paga sociale ("Soziallohn"; DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e
riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, - come nel caso in esame
- il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella
determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti di
statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si
riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro
(DTF 126 V 76 consid. 3b/bb, RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485
consid. 3b).

Inoltre, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale
o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di
dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto
la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono
di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata
una riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle
circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid.
5b/cc; cfr. VSI 2002 pag. 64 ss).

Ora, in applicazione succitati criteri giurisprudenziali del TFA, nella sentenza 4
settembre 2000 pubblicata in SVR 2001 IV Nr. 21 questo Tribunale ha precisato
che, conformemente ai dati statistici salariali pubblicati dall'Ufficio
federale di statistica ("L'enquête suisse sur la structure des salaires
1998), il salario ipotetico nel 1998 conseguibile in attività leggera adeguata
esercitata a tempo pieno nel Cantone Ticino e prima di eventuali riduzioni per
motivi particolari, che possono arrivare al massimo al 25%, riportato su 41,9
ore, ammonterebbe a fr. 45'390.‑‑ nel settore privato
(rispettivamente fr. 47'929.‑‑ nel settore pubblico e privato) per
gli uomini e a fr. 33'587.‑‑ (rispettivamente fr. 33'725.‑‑
) per le donne.

In casu, dal momento che l’assicurata non ha mai svolto un’attività
adeguata, non è quindi possibile fondarsi sulla
situazione salariale concreta.

                                         Di
conseguenza, occorre riferirsi ai dati statistici summenzionati, atteso che in
concreto, sulla base delle valutazioni espresse dal CIP, l'espletamento di
un'attività leggera ai sensi della citata giurisprudenza cantonale non può che
essere ritenuta esigibile.

Come visto, una donna, esercitando un'attività semplice e ripetitiva in Ticino,
avrebbe potuto realizzare nel 1998, nel settore privato, mediamente, un salario
annuo lordo di fr. 33'587.--. Conformemente alla giurisprudenza federale (cfr.
DTF 126 V 81 consid. 7a), questo importo, adeguato al 1999 (anno in cui è stata
resa la prima decisione) in base all’indice dei salari nominali (cfr. “La vie
économique 9/2001”, Tabella B10.3, pag. 85), ammonta a fr. 33’806.--- ( 33’587
x 2156 : 2142).

Ritenuta un’esigibilità dell’80%, il salario rivalutato risulta essere di fr.
27’045.— (80% di fr. 33'806). Considerato inoltre una riduzione del 15%, corrispondente
al tasso di riduzione ammesso dal consulente in integrazione professionale
dell'AI nel rapporto 13 dicembre 2001 (doc. AI _) - la cui valutazione non è
nella specie suscettibile di essere messa in discussione da parte di questo TCA
non essendo ravvisabili validi motivi che ne giustifichino la disattenzione
(cfr. STFA non pubblicata del 30 giugno 2000 in re B p. 5; DTF 126 V 75) -, si giunge ad un reddito da invalido di fr.
22’988. --. Dal raffronto di quest’ultimo importo con quello di fr.
51’000.--, corrispondente al reddito ipotetico che l’assicurata percepirebbe
senza il danno alla salute, l’incapacità al guadagno è del 54,9 %
(51'000 – 22'988
x 100 : 51’000), ciò che apre il diritto alla mezza rendita. 

Ne consegue che la decisione con cui l’UAI ha confermato il diritto ad una
mezza rendita deve essere confermata.

                                         

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Gli atti
sono trasmessi all’UAI per le sue incombenze come al consid. 2.6. 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti