# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 75880fc6-373d-53ea-96a2-572b69b9d45b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-04-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.04.2014 D-2100/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2100-2014_2014-04-30.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-2100/2014 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  3 0  a p r i l e  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Bruno Huber;  

cancelliere Gilles Fasola. 

 

 
 

Parti 

 
A. _______, nato il (…), 

Marocco,  

c/o EAZ Foral,  

(…),   

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM),  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;  

decisione dell'UFM del 14 aprile 2014 / N (…). 

 

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Visto: 

la domanda d'asilo che il richiedente ha presentato il 14 dicembre 2013 in 

Svizzera; 

i verbali d'audizione del 19 dicembre 2013 (di seguito: verbale 1) e di data 

20 marzo 2014 (di seguito: verbale 2); 

la decisione dell'UFM del 14 aprile 2014, notificata all'interessato il  

16 aprile 2014 (cfr. risultanze processuali), con la quale detto Ufficio non 

è entrato nel merito della domanda di asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 

LAsi (RS 142.31) ed ha pronunciato l'allontanamento nonché 

l'esecuzione dell'allontanamento del richiedente dalla Svizzera; 

il ricorso inoltrato dal ricorrente il 19 aprile 2014 (cfr. timbro del plico 

raccomandato; data d'entrata: 22 aprile 2014), nel quale il ricorrente ha 

chiesto l'annullamento della decisione impugnata, il riconoscimento della 

qualità di rifugiato e la concessione dell'asilo, come pure, 

sussidiariamente, la concessione dell'ammissione provvisoria; l'ulteriore 

conclusione ricorsuale tendente all'esenzione dal pagamento anticipato 

delle presunte spese processuali; 

l'incarto originale dell'UFM, pervenuto al Tribunale amministrativo 

federale (di seguito: il Tribunale) il 23 aprile 2014; 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei 

considerandi che seguono; 

 

e considerato: 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una 

decisione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), 

il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 e 

art. 52 PA); 

che tuttavia nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito 

ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi, l'oggetto suscettibile di essere impugnato 

non può essere esteso alla questione della concessione dell'asilo, che 

presuppone una decisione nel merito della domanda stessa (cfr. DTAF 

2011/30 consid. 3); 

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che, di conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla concessione 

dell'asilo è inammissibile; 

che, nei citati limiti, vi è motivo di entrare nel merito del ricorso; 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi e 

dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 

della decisione impugnata; che, se le parti utilizzano un'altra lingua, il 

procedimento può svolgersi in tale lingua; 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in tedesco, 

mentre il ricorso è stato inoltrato in lingua italiana; che, pertanto, la 

presente sentenza è redatta in italiano; 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, 

con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la 

decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); 

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti; 

che in sede di audizione il richiedente ha dichiarato di essere cittadino 

marocchino di etnia berbera e religione musulmana (cfr. verbale 1, pp. 2 e 

3);  

che, nella decisione contestata, alla quale si rinvia, l'UFM ha osservato 

che il richiedente non avrebbe inoltrato una domanda di asilo ai sensi 

dell'art. 18 LAsi, non avendo manifestato la volontà di ottenere dalla 

Svizzera una protezione contro persecuzioni; 

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 

ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure 

pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e la relativa 

esecuzione siccome lecita, esigibile e possibile; 

che nel ricorso l'insorgente sostiene che avrebbe contattato la propria 

famiglia in Marocco e che necessiterebbe del tempo per sistemare le 

cose in vista di un suo futuro rientro in patria; 

che, giusta l'art. 31a cpv. 3 LAsi, non si entra nel merito di domande di 

asilo che non soddisfano le condizioni fissate dall'art. 18 LAsi, questa 

disposizione si applica segnatamente se la domanda d'asilo è presentata 

esclusivamente per motivi economici o medici, 

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che, ai sensi dell'art. 18 LAsi, è considerata come domanda di asilo ogni 

dichiarazione con cui una persona manifesta di voler ottenere dalla 

Svizzera una protezione contro le persecuzioni; che la nozione di 

persecuzione presuppone un pregiudizio ad opera di terze persone; che, 

pertanto, non rientrano in questa definizione i pregiudizi indipendenti 

dall'agire umano; che, di conseguenza, le domande di protezione fondate 

unicamente sulla situazione personale del richiedente l'asilo, in assenza 

di agenti esterni di persecuzione, non soddisfano tali condizioni; che, per 

contro, sono compresi nella nozione di persecuzione, ai sensi dell'art. 18 

LAsi, in senso lato, non soltanto i seri pregiudizi previsti all'art. 3 LAsi 

(qualità di rifugiato), ma ugualmente gli ostacoli all'esecuzione 

dell'allontanamento di cui all'art. 44 LAsi (cfr. DTAF 2011/8 consid. 4.2 e 

relativi riferimenti); 

che sono rifugiate le persone che, nel paese di origine o di ultima 

residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, 

religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o 

per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere 

esposte a tali pregiudizi (art. 3 LAsi); che tale definizione di rifugiato, così 

come stabilita all'art. 3 cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude 

tutti gli altri motivi, suscettibili di condurre una persona a lasciare il proprio 

paese di origine o di residenza, quali per esempio le difficoltà derivanti da 

una situazione di crisi socio-economica (povertà, condizioni di vita 

precarie, difficoltà a trovare un impiego o un alloggio, redditi insufficienti) 

o dalla disorganizzazione, o dalla mancanza di infrastrutture o da 

problemi analoghi, ai quali ogni persona, nel paese in questione, può 

essere confrontata;  

che, nella fattispecie, il ricorrente non ha chiesto alla Svizzera protezione 

contro delle persecuzioni, non avendo egli allegato di essere esposto 

personalmente e concretamente o di avere fondato timore di essere 

esposto in un futuro prevedibile, in caso di rientro nel suo paese di 

origine, a seri pregiudizi a causa della sua razza, religione, nazionalità, 

appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni 

politiche (art. 3 LAsi); 

che, infatti, il ricorrente ha espressamente ammesso di essere espatriato 

unicamente alla ricerca di un lavoro e di una vita migliore (cfr. verbale 2, 

F26, p.4); che tali motivi, come manifestamente riconoscibile, non 

rientrano, nella definizione di persecuzione in senso lato giusta  

l'art. 18 LAsi; che nel ricorso l'insorgente non ha addotto alcun nuovo 

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argomento suscettibile di giustificare una diversa valutazione, rispetto a 

quella di cui all'impugnata decisione; 

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere che 

l'insorgente nel paese d'origine possa essere confrontato al rischio reale 

ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della 

Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); 

che, per di più, la situazione in Marocco non è caratterizzata da guerra, 

guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l’insieme della 

popolazione nell’integralità del territorio nazionale; 

che, da quanto esposto, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 

domanda di asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi;  

che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, 

destituito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 

decisione impugnata va confermata;  

che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo 

relativa a questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [Oasi 1, RS 

142.311]); 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr (RS 

142.20); che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento 

deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 

LStr) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);  

che, per i motivi sopraesposti, nella misura in cui codesto Tribunale ha 

confermato la decisione di non entrata nel merito dell'UFM relativa alla 

domanda di asilo del ricorrente, quest'ultimo non può prevalersi del 

principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente 

riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubblico ed 

espressamente  enunciato all'art. 33 della Convenzione del 28 luglio 1951 

sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), nonché degli 

impegni di diritto internazionale assunti dalla Svizzera (cfr. 

Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in 

materia di asilo [GICRA] 1996 n. 18 consid. 14b lett. e e relativi 

riferimenti);  

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che, in virtù di quanto poc'anzi indicato, l'esecuzione dell'allontanamento 

è ammissibile (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);  

che l'insorgente è giovane e ha frequentato le scuole dell'obbligo; che il 

medesimo vanta esperienze lavorative in patria quale venditore di 

abbigliamento e pescivendolo (cfr. verbale 1, p. 3); che l'insorgente ha in 

patria una solida rete sociale, ritenuto che vi risiedono i genitori e due 

sorelle (cfr. verbale 1, p. 5); che, oltretutto, egli può beneficiare del 

sostegno economico del fratello residente in Inghilterra (cfr. ricorso, p. 4); 

che, inoltre, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi 

problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria 

senza che da un esame di ufficio degli atti di causa emerga la necessità 

di una sua permanenza in Svizzera per motivi medici (cfr. DTAF 2009/2 

consid. 9.3.2 e relativi riferimenti; DTAF 2011/50 consid. 8.1‒8.3);  

che pertanto l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 

paese di origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 4 

LStr);  

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente, 

usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento 

indispensabile al rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 

consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure 

possibile; 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 

ragionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in 

materia di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso 

e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; 

che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni 

ricorsuali tendenti all'annullamento della decisione impugnata ed alla 

trasmissione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno 

respinte; 

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di 

esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 

spese processuali è divenuta senza oggetto; 

che, visto l'esito della procedura, le spese giudiziarie di CHF 600.– che 

seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente  

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(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 

sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto. Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale 

amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 

della presente sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità 

cantonale.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Gilles Fasola 

 

 

Data di spedizione: