# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 73bf1f98-86be-5e4a-8bc4-9836fac155c5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-05-24
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 24.05.2017 15.2016.102
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2016-102_2017-05-24.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2016.102

  	
  Lugano

  24 maggio 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo sul ricorso 7 novembre 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  (patrocinato dall’ PA 1,)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Locarno
nelle diverse esecuzioni (n. __________, ecc.) promosse nei confronti del
ricorrente da

 

	
   

  	
  CV 2,
  

  CV 1,
  

  (rappresentanti dall’RA 1,)

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Nelle
diverse esecuzioni (n. __________, ecc.) promosse dalla CV 2 e dallo CV 1
contro RI 1 per complessivi fr. 62'931.30 oltre ad accessori, il 14
settembre 2016 l’Ufficio di esecuzione (UE) di Locarno ha dichiarato
infruttuoso il pignoramento del reddito dell’escusso sulla base del seguente calcolo
del minimo d’esistenza:

                                         Redditi

	
  Rendita LAINF

  	
  fr.

  	
         859.40

  	
   

  
	
  Totale

  	
  fr.

  	
         859.40

  	
   

  

                                         Minimo d’esistenza

	
  Minimo base

  	
  fr.

  	
      1'200.00

  	
   

  
	
  Totale

  	
  fr.

  	
      1'200.00

  	
   

  

 

                                         In
quell’occasione l’UE aveva accertato in particolare che il debitore, sebbene
avesse già 72 anni (classe 1944), non percepiva alcuna rendita AVS, non
avendone mai fatto richiesta alla competente autorità. Egli era unicamente a
beneficio di una rendita d’invalidità a seguito d’infortunio (rendita LAINF),
non sufficiente a coprire il suo minimo esistenziale.

 

                                  B.   Dopo
aver proceduto a ulteriori accertamenti, l’Ufficio è venuto a conoscenza dalla
Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/ IPG (Cassa) che l’escusso aveva
chiesto l’erogazione della rendita di vecchiaia già l’11 agosto 2016. Con
scritto del 19 ottobre 2016 la Cassa ha inoltre comunicato all’UE che il 26
ottobre 2016 avrebbe accreditato sul conto corrente postale di RI 1 fr. 104'811.–,
corrispondenti alle rendite AVS dovutegli dal 1° agosto 2011 al 31 ottobre
2016.

 

                                  C.   Il
26 ottobre 2016 l’organo esecutivo ha quindi pignorato il credito di RI 1 nei
confronti della Postfinance SA, derivante dagli averi presenti sul conto
postale a lui intestato, sino a concorrenza di fr. 66'000.–. Con scritto
dello stesso giorno la Postfinance SA ha confermato il buon esito del
pignoramento.

 

                                  D.   Venuto
a conoscenza del pignoramento, con e-mail del 26 ottobre 2016 RI 1 ha
contestato l’operato dell’Ufficio, sostenendo che le rendite di vecchiaia sono
impignorabili e chiedendo pertanto l’annullamento del provvedimento. Il 28
ottobre 2016 l’UE ha ribadito la sua decisione, rilevando che le rendite
arretrate versate sul conto corrente postale dell’escusso possono essere
considerate come un capitale risparmiato e sono quindi illimitatamente
pignorabili.

 

                                  E.   Con
ricorso del 7 novembre 2016 RI 1 si aggrava contro il pignoramento in
questione, chiedendone l’annullamento, previo conferimento dell’effetto
sospensivo.

 

                                  F.   Il
10 novembre 2016 il presidente di questa Camera ha concesso effetto sospensivo
parziale al ricorso, nel senso che la ripartizione dell’importo pignorato è
sospesa.

 

                                  G.   Con
osservazioni del 2 ottobre 2016 l’UE postula che il ricorso sia respinto. Le
altre parti interessate sono invece rimaste silenti.

 

                                  H.   Dopo aver nuovamente sentito l’escusso,
il 20 febbraio 2017 l’Uf­­ficio ha allestito il seguente nuovo calcolo del
minimo esistenziale:

                                         Redditi

	
  Rendita LAINF

  Rendita AVS

  	
  fr.

  fr.

  	
         859.40

      1'672.00

  	
   

  
	
  Totale

  	
  fr.

  	
      2'531.40

  	
   

  

                                         Minimo d’esistenza

	
  Minimo base

  Affitto

  Premio cassa malati

  	
  fr.

  fr.

  fr.

  	
      1'200.00

        750.00

        423.65

  	
   

  
	
  Totale

  	
  fr.

  	
      2'373.65

  	
   

  

 

                                         L’UE
ha pure appurato quanto segue (verbale interno del 20 feb­braio
2017, pag. 2):

                                                        “L’escusso percepisce l’avs solo dal mese
di ottobre 2016, prima di tale data non aveva mai fatto la richiesta, pertanto
era a beneficio unicamente della rendita S__________. Il mantenimento dell’escusso
veniva garantito dalla sorella __________ vedova __________ e dalla figlia __________.
Entrambe sono benestanti”.

 

                                         Accertata
la pignorabilità della rendita LAINF sulla base del predetto computo, l’UE ha
dunque pignorato presso la S__________ la quota di fr. 158.– al mese.

 

                                    I.   Preso
atto dei nuovi fatti costatati dall’Ufficio, che riguardano in particolare il
mantenimento del debitore prima del versamento degli arretrati delle rendite
AVS, con ordinanza del 28 marzo 2017 questa Camera ha assegnato alle parti
interessate un termine di 10 giorni per presentare eventuali osservazioni sul
verbale interno delle operazioni di pignoramento. Nessuna parte si è determinata.

 

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino
la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 della Legge cantonale sulla procedura di
ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL 3.5.1.2]) – entro 10 giorni dalla notifica dell’atto impugnato emesso il 26
ottobre 2016 dall’UE, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17
LEF).

                                   2.   Giusta
l’art. 93 LEF ogni provento del lavoro può essere pignorato in quanto a
giudizio dell’Ufficiale non sia assolutamente necessario al sostentamento del
debitore e della sua famiglia. Per stabilire l’eccedenza pignorabile, le
autorità di esecuzione devono determinare il reddito globale netto dell’escusso,
deducendo dal totale dei suoi redditi lordi i contributi sociali e le spese di
acquisizione del reddito. Sono poi detratte le spese indispensabili al
sostentamento del debitore e della sua famiglia, fondandosi in linea di massima
sulla Tabella per il calcolo del minimo esecutivo giusta l’art. 93 LEF allegata
alla circolare CEF n. 35/2009 (pubblicata sul Foglio ufficiale cantonale
n. 68/2009 del 28 agosto 2009). Redditi e fabbisogni devono essere
accertati d’ufficio alla data dell’esecuzione del pignoramento o del sequestro
(DTF 112 III 19 consid. 2d; 108 III 12 consid. 3; sentenza del Tribunale federale
5A_16/2011 del 2 maggio 2011, consid. 2.1), ritenuto che delle successive
modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame
del pignoramento (art. 93 cpv. 3 LEF; DTF 108 III 12 consid. 4). 

                                   3.   Il
ricorrente si duole anzitutto del fatto di non aver ricevuto il provvedimento
che l’Ufficio ha trasmesso a Postfinance ai fini del pignoramento del credito e
di non essere dunque stato avvisato.

                                3.1   Giusta
l’art. 99 LEF, in caso di pignoramento di crediti o di diritti non risultanti
da titoli al portatore o all’ordine, si avverte il terzo debitore che d’ora
innanzi non potrà fare un pagamento valido se non all’ufficio. Ove appaia
giustificata dall’urgenza, tale misura, destinata a salvaguardare il
pignoramento, può anche essere adottata a titolo (super)provvisionale prima che
l’escusso sia stato avvisato del pignoramento (DTF 115 III 44 consid. 2).
Qualora le circostanze lo esigano, è in particolare consentito all’ufficio d’esecuzione
di preparare il pignoramento e di salvaguardare gli interessi del creditore
mediante un provvedimento conservativo con il quale sono bloccati globalmente
gli attivi del debitore che si trovano presso un terzo (DTF 107 III 67 consid.
2, 142 III 645 seg. consid. 2.1; sentenza della CEF 15.2014.49 del 2 luglio
2014, consid. 2.1).

                                3.2   Nel
caso in rassegna l’UE ha agito conformemente alla giurisprudenza appena
menzionata. Onde evitare che l’escusso potesse disporre del capitale di
vecchiaia accreditato sul suo conto postale, l’Ufficio ha correttamente
adottato una misura di blocco in via supercautelare dettata dall’urgenza,
giacché RI 1 gli aveva sottaciuto di aver fatto richiesta della rendita AVS,
circostanza che giustificava un rapido intervento da parte dell’orga­­no esecutivo.
E in tal caso, come esposto sopra (consid. 3.1), non era necessario che l’escusso
fosse preventivamente avvertito del pignoramento. Sotto questo profilo, il
ricorso si rivela dunque infondato.

                                   4.   L’insorgente si lamenta pure che il provvedimento impugnato non
indica i rimedi di diritto e non è firmato dal funzionario incaricato.

                                4.1   In
merito alla mancata indicazione dei rimedi di diritto, basti dire che l’UE si è
servito del formulario “mod. 9” edito dal Tribunale federale proprio per la
compilazione della notificazione di pignoramento di un credito, il quale non
prevede la menzione del rimedio di diritto. Ad ogni modo, visto il tenore dell’art.
20a cpv. 2 n. 4 LEF l’obbligo di una tale indicazione esiste solo per le
decisioni delle autorità cantonali di vigilanza e non per i provvedimenti degli
uffici d’esecuzione e fallimenti (sentenza
del Tribunale federale 5A_124/2016 del 17 agosto 2016, consid. 3.2), per tacere
del fatto che nella fattispecie il
ricorrente non ha subìto alcun pregiudizio siccome ha presentato il
ricorso tempestivamente.

                                4.2   Per
quanto attiene alla mancata firma dell’atto da parte del funzionario responsabile,
il ricorrente si basa sul duplicato che l’Uffi­­cio gli ha inviato con e-mail
del 26 ottobre 2016. L’atto trasmesso a P__________ reca invece sia la firma
sia il timbro dell’Ufficio. Anche da questo punto di vista il ricorso si rivela
dunque infondato.

                                   5.   Il
ricorrente fa valere altresì che l’Ufficio non ha tenuto conto dell’art. 92
cpv. 1 cifra 9a LEF, secondo cui sono impignorabili le rendite AVS.
Rileva poi che il capitale versato dalla Cassa neppure può essere trattato alla
stregua di un risparmio, ritenuto che dal momento del suo pensionamento egli
non ha risparmiato alcunché, ma ha anzi accumulato debiti per oltre fr. 250'000.–.
A suo dire, ciò è dovuto al fatto che non aveva fatto richiesta della rendita
AVS e che nessuno presso il suo Comune di domicilio si era preoccupato della questione.

                                5.1   Secondo
l’art. 92 cpv. 1 cifra 9a LEF, sono in particolare impignorabili le
rendite giusta l’art. 20 della legge federale del 20 dicembre 1946 sull’assicurazione
per la vecchiaia e per i superstiti, anche se, eccezionalmente, sono versate
sotto forma di capitale (Vonder Mühll
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 38
ad art. 92 LEF). Redditi impignorabili (in base agli art. 92 o 93 LEF)
che sono stati risparmiati (ovvero che l’escusso non ha utilizzato per far
fronte alle spese necessarie, per il pagamento delle quali tali redditi erano
stati lasciati a sua disposizione), sono invece illimitatamente pignorabili (sentenza
CEF 15.2011.75 del 23 dicembre 2011, consid. 2 e riferimenti citati; Vonder Mühll, ibidem
e sentenza dell’Obergericht di Basilea Campagna del 12 ottobre 1999, SJZ
96/2000 pag. 540).

                                5.2   Nel
caso specifico, il 26 ottobre 2016 la Cassa ha accreditato sul conto corrente
postale dell’escusso un capitale di fr. 104'811.–, che corrisponde agli
arretrati delle rendite AVS cui egli aveva diritto dal 1° agosto 2011 al 31
ottobre 2016. Visto il chiaro tenore dell’art. 92 cpv. 1 cifra 9a LEF,
tale importo è in principio impignorabile, a prescindere dal fatto che sia
stato versato sotto forma di capitale. Potrebbe essere illimitatamente
pignorabile, come sostenuto dall’UE, solo se potesse essere considerato un risparmio
(consid. 5.1). Poiché capitale e rendite devono essere trattati allo stesso
modo così da garantire lo scopo di protezione sociale perseguito dal
legislatore (DTF 115 III 48, consid. 1/b;
113 III 10 segg.; RtiD 2009 I 730 n. 64c consid. 8 [massima]), occorre procedere a un esame
retrospettivo e chiedersi quale fetta della rendita LAINF, che è limitatamente
pignorabile giusta l’art. 93 LEF (sentenza della CEF 15.2016.57 del 28 luglio
2016 consid. 3.2/b), l’UE avrebbe potuto pignorare dal 1° agosto 2011 al 31 ottobre 2016 ove il capitale AVS fosse stato versato all’escus­­so sotto forma di rendita
mensile. O viceversa quale fetta della sua rendita AVS egli non avrebbe dovuto
utilizzare per coprire il proprio minimo vitale, realizzando così un risparmio.

                                  a)   Orbene,
nei cinque anni che hanno preceduto il versamento del capitale AVS il minimo
esistenziale di RI 1 comprendeva almeno l’importo base di fr. 1'200.– e le
spese abitative, che possono essere valutate in fr. 750.– mensili, pari
alla pigione ch’egli ha iniziato a pagare alla sorella __________ da quando
percepisce la rendita AVS (v. osservazioni nel verbale interno del 20 febbraio
2017 e sopra ad H). Il ricorrente abita infatti con lei nel medesimo
appartamento sin dal 1995 (v. registro Movpop) e nulla l’obbligava ad
alloggiarlo gratuitamente. Durante quel periodo, RI 1 ha provveduto al proprio
mantenimento grazie alla rendita LAINF, pari a fr. 859.40 già dal 1°
gennaio 2009 (v. attestazione della S__________ agli atti), e all’aiuto
della sorella e della figlia (consid. H). Se egli
avesse percepito la rendita AVS, v’è da presumere che tale aiuto non sarebbe stato
dato e ad ogni modo né la figlia né la sorella erano (e sono) tenute a
procurarlo (nel senso dell’art. 328 CC) dal momento ch’egli avrebbe potuto
sopperire alle proprie necessità grazie alle rendite AVS e LAINF. Il debito
accumulato nei loro confronti esclude che la parte del capitale AVS
corrispondente al minimo di base e alle pigioni possa considerarsi risparmiata.
D’altronde, con la rendita AVS il ricorrente avrebbe verosimilmente pagato
anche i premi dell’assicu­razione malattie obbligatoria, o perlomeno l’UE
avrebbe potuto pagarli direttamente alla cassa malati con il provento della
trattenuta (sentenza della CEF 15.2009.140 del 14 gennaio 2010, RtiD
2010 II 718 n. 61c consid. 3.2).

                                  b)   Ciò
posto, a fronte di un minimo esistenziale di fr. 120'900.– complessivi per
il periodo dal 1° agosto 2011 al 31 ottobre 2016 ([fr. 1'200.– + fr. 750.–]
x 62 mesi), le entrate dell’escusso ammontano a fr. 158'093.80, pari alla
somma del capitale AVS di fr. 104'811.– e delle
rendite LAINF di fr. 859.40 mensili (di cui egli beneficia già dal 2009), pari
a totali fr. 53'282.80 per il medesimo periodo (fr. 859.40 x 62
mesi). L’eccedenza pignorabile (ovvero risparmiata) ascende a fr. 37'193.80
(fr. 158'093.80 ./. fr. 120'900.–), che deve quindi rimanere
pignorata a favore dei creditori procedenti, fermo restando che prima di
ripartirla tra di loro, l’UE tratterrà dall’eccedenza a favore dell’__________
la somma necessaria a pagare le esecuzioni, in corso o terminate con il
rilascio di un attestato di carenza beni, volte al­l’incasso dei premi della
cassa malattie obbligatoria riferiti al periodo
dal 1° agosto 2011 al 31 ottobre 2016. La rimanenza del ca­pitale AVS pignorato, indicativamente di fr. 28'806.20 (fr. 66’000.–
./. fr. 37'193.80), andrà invece liberata a favore di
RI 1. In tale misura il ricorso merita accoglimento.

                                   6.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è parzialmente accolto.

                                         1.1   Di conseguenza il
pignoramento (supercautelare) di credito eseguito il 26 ottobre 2016 presso la Postfinance
è limitato a fr. 37'193.80. Prima della ripartizione tra i
creditori procedenti, l’UE di Locarno preleverà da tale
somma e verserà all’__________ la somma necessaria a
pagare le esecuzioni, in corso o terminate con il rilascio di un attestato di carenza
beni, volte all’incasso dei premi della cassa malattie obbligatoria riferiti al
periodo dal 1° agosto 2011 al 31 ottobre 2016.

                                         1.2   Il saldo residuo
dell’importo pignorato presso la Postfinance dev’essere liberato a favore di RI
1.

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –,.

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Locarno.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.