# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6d35e9a7-ff4d-5a2e-8884-1ba2b33748c1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.09.2025 F-7276/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-7276-2025_2025-09-29.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-7276/2025 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  2 9  s e t t e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 

 
Giudice Claudia Cotting-Schalch, giudice unica, 

con l’approvazione della giudice Christa Preisig; 

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias 

C._______, nato il (…), 

Afghanistan, 

rappresentato da SOS Ticino Protezione giuridica della 

Regione Ticino e Svizzera centrale - Caritas Svizzera, 

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione SEM,  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento  

(procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 12 settembre 2025 / N (…). 

 

 

 

F-7276/2025 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 

(…) luglio 2025, asserendo di essere minorenne. Dai riscontri dattiloscopici 

dell’unità centrale del sistema europeo “Eurodac”, del 24 luglio 2025, è 

risultato che il richiedente aveva depositato una domanda d’asilo 

pregressa in Germania il (…). 

A.b Tramite lo scritto dell’8 agosto 2025, l’interessato ha trasmesso alla 

SEM copia della sua supposta taskara (documento repertoriato nei mezzi 

di prova [MdP] della SEM n. 1/2). 

A.c L’(…) agosto 2025, si è tenuta con l’interessato la prima audizione per 

richiedenti minorenni non accompagnati (di seguito anche: verbale RMNA). 

In tale contesto, egli ha presentato copia del permesso di soggiorno 

svizzero del cugino D._______. 

A.d Con rapporto peritale del (…) agosto 2025, l’E._______, ha dato 

seguito al mandato della SEM del (…) agosto 2025 di realizzare una 

perizia per stabilire l’età del richiedente l’asilo. 

A.e Per mezzo dello scritto del 27 agosto 2025, la SEM ha dato la 

possibilità all’interessato di esprimersi, fino al 29 agosto 2025, circa la 

conclusione di ritenere la sua minore età inverosimile e dell’intenzione 

dell’autorità inferiore di modificare la sua data di nascita al (…). Ciò che il 

richiedente ha fatto, presentando le sue osservazioni il 29 agosto 2025. In 

medesima data, l’autorità inferiore ha poi provveduto alla registrazione 

della data di nascita comunicata nel Sistema d’informazione centrale sulla 

migrazione (SIMIC) con una menzione del carattere contestato di questo 

dato. 

A.f Il 29 agosto 2025, la SEM ha presentato all’autorità tedesca preposta, 

una domanda di ripresa in carico dell’interessato fondandosi sull’art. 18 

par. 1 lett. d del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e 

del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di 

determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una 

domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri 

da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta 

ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD 

III). La Germania ha risposto positivamente alla stessa il 2 settembre 2025, 

pure basandosi sull’art. 18 par. 1 lett. d RD III. 

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B.  

Con decisione del 12 settembre 2025, notificata il 15 settembre 2025 (cfr. 

[atto della SEM] n. [{…}]-35/1), la SEM non è entrata nel merito della 

domanda d’asilo dell’interessato giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b della legge 

sull’asilo (LAsi, RS 142.31), con conseguente pronuncia del trasferimento 

del medesimo verso la Germania ed esecuzione della predetta misura. 

C.  

L’interessato ha impugnato con ricorso del 22 settembre 2025 il succitato 

provvedimento dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: 

Tribunale o TAF), con richieste procedurali tendenti d’un canto alla 

sospensione dell’esecuzione dell’allontanamento in via supercautelare ed 

alla concessione dell’effetto sospensivo al ricorso, e d’altro canto, 

all’accoglimento dell’istanza d’assistenza giudiziaria parziale, nel senso 

dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo 

anticipo. Nel merito, egli ha postulato l’annullamento della decisione 

impugnata e, in via principale, la restituzione degli atti di causa alla SEM 

per un nuovo esame delle sue allegazioni e per effettuare un esame 

nazionale della domanda d’asilo. In subordine, ha chiesto la restituzione 

degli atti alla SEM perché proceda ai necessari complementi istruttori, in 

modo tempestivo. Al ricorso è stato allegato quale nuovo documento il 

referto medico del 15 settembre 2025, nel frattempo pure assunto agli atti 

della SEM (cfr. n. 37/2). 

D.  

Il 23 settembre 2025, la giudice dell’istruzione competente per la pratica, 

ha pronunciato, quale misura supercautelare, la sospensione provvisoria 

dell’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 3 LAsi) ed è ammissibile sotto il 

profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto 

entrare nel merito del gravame. 

2.  

Per i motivi che seguono, il ricorso è manifestamente infondato, ed è quindi 

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deciso dalla giudice unica, con l’approvazione di una seconda giudice 

(art. 111 lett. e LAsi). Altresì, giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale 

rinuncia allo scambio di scritti. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi 

addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2). Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro 

una decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad 

esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 

consid. 3.1). 

4.  

4.1 D’ingresso è opportuno esaminare le censure formali sollevate dal 

ricorrente nel suo gravame, in quanto sono suscettibili di condurre 

all’annullamento della decisione impugnata (cfr. DTF 144 I 11 consid. 5.3 e 

rif. ivi citati). In particolare, l’insorgente lamenta una violazione dell’obbligo 

istruttorio da parte della SEM circa i fatti giuridicamente rilevanti  

(art. 6 LAsi; art. 12 PA; cfr. per il suo contenuto DTAF 2019 I/6 consid. 5.1), 

nonché una violazione del suo diritto di essere sentito (art. 29 della 

Costituzione federale del 18 aprile 1999 [Cost., RS 101] e art. 29 PA). 

Invero, nella valutazione complessiva della verosimiglianza della minore 

età del ricorrente, la SEM non avrebbe tenuto in debita considerazione la 

taskara da lui presentata (cfr. ricorso, pag. 7). Altresì l’autorità inferiore, nel 

suo apprezzamento non avrebbe considerato in modo complessivo la 

coerenza del suo racconto, interpretando in modo atomizzato e 

penalizzante soltanto alcune sue allegazioni (cfr. ricorso, pag. 7 seg.). 

Peraltro, nella domanda di ripresa in carico del richiedente alla Germania, 

la SEM avrebbe omesso di menzionare la copia della taskara depositata 

agli atti dal ricorrente, come pure il fatto di essere già a conoscenza che 

l’età registrata in Germania fosse il (…) (cfr. ricorso, pag. 9 seg.). 

4.2  

4.2.1 Dalla lettura della decisione sindacata, agli occhi del Tribunale, non 

si possono seguire le censure mosse dal ricorrente. 

4.2.2 Invero, al contrario di quanto sollevato da quest’ultimo nel gravame, 

nel provvedimento avversato, la SEM ha considerato e motivato tutti gli 

elementi giuridicamente rilevanti, anche ed in particolare rispetto alla copia 

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della taskara presentata dall’interessato (cfr. p.to II, pag. 3 e pag. 7 della 

decisione impugnata) ed all’assenza di scolarizzazione del medesimo (cfr. 

p.to II, pag. 8 della decisione avversata), effettuando una valutazione 

complessiva, e non soltanto di alcuni elementi di dettaglio come sollevato 

nel gravame, per giungere alla sua conclusione finale di ritenere la minore 

età dell’insorgente come inverosimile (cfr. p.to II, pag. 6 segg. della 

decisione impugnata). Concernente poi la mancata indicazione della 

presentazione dell’unica copia della taskara nella domanda di ripresa in 

carico alle autorità tedesche (cfr. n. 27/5), si rimarca come tale documento, 

non trattandosi di un documento d’identità ai sensi dell’art. 1a lett. c 

dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali 

dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), non andava segnalato o 

trasmesso oltre da parte dell’autorità inferiore. Non si vede poi di che utilità 

potesse essere per le autorità tedesche, che conoscevano la data di 

nascita da loro registrata del (…), sapere che le autorità svizzere avrebbero 

già avuto delle informazioni circa la data, quale maggiorenne, registrata in 

Germania. In tal senso, la domanda di ripresa in carico del 29 agosto 2025 

formulata dalla SEM all’indirizzo dell’omologa autorità tedesca (cfr. 

n. 27/5), conteneva tutte le informazioni rilevanti e pertinenti perché la 

Germania potesse valutare correttamente la sua competenza in specie.  

4.2.3 Pertanto non si ravvede nell’esame e nel procedere dell’autorità 

inferiore nel caso specifico alcuna violazione del suo obbligo di stabilire in 

modo corretto e completo i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 

lett. b LAsi), né men che meno che essa non abbia rispettato, così facendo, 

il diritto di essere sentito del ricorrente. Le censure formali ricorsuali vanno 

quindi integralmente respinte. 

5.  

5.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento. 

5.2  

5.2.1 Il ricorrente ha allegato, già al momento del deposito della sua 

domanda d’asilo in Svizzera, di essere minorenne, e contesta anche nel 

suo gravame la determinazione della SEM di ritenerlo invece maggiorenne 

(cfr. ricorso, p.to 3, pag. 5 segg.). 

5.2.2 Tale questione va esaminata preliminarmente, essendo la stessa 

determinante sia a livello procedurale (art. 17 cpv. 3 LAsi) sia nell’ambito 

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della determinazione dello Stato responsabile per l’esame della domanda 

di asilo (cfr. art. 8 RD III; DTAF 2019 I/6 consid. 3.3 con riferimenti citati). 

Appare tuttavia d’uopo rammentare che, per quanto concerne la minore 

età, è al richiedente l’asilo che incombe, in principio, l’onere della prova al 

riguardo. In presenza di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto, se 

la valutazione globale degli atti di causa non permette di ritenere che 

l’interessato la abbia resa verosimile, questi sarà tenuto ad assumersene 

le conseguenze, venendo pertanto considerato maggiorenne (cfr. 

DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e rif. ivi citati). 

5.2.3 Per quanto attiene innanzitutto alla taskara (cfr. MdP n. 1/2), come 

già osservato rettamente dalla SEM nel giudizio sindacato, la stessa è stata 

prodotta soltanto in copia, e non ne può quindi essere vagliata in alcun 

modo l’autenticità. Inoltre, per giurisprudenza del Tribunale, già di per sé la 

taskara, anche venisse presentata in originale – ciò che il ricorrente 

asserisce soltanto nel ricorso che starebbe tentando di procurarsi tramite 

la madre (cfr. ricorso, pag. 6) – non rappresenta un documento d’identità, 

ed ha un valore probatorio ridotto (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 6.2 e rif. cit.). 

Inoltre, il documento presentato dal ricorrente, si limita a rilevare che, 

nell’anno solare (…) (corrispondente al calendario gregoriano, secondo la 

traduzione della SEM, agli anni […]), in base all’aspetto fisico, “F._______” 

“è considerato di (…) anni” (cfr. MdP n. 1/2). Tuttavia, al contrario di quanto 

motivato nel ricorso, tale documento non conferma né il cognome del 

ricorrente, e neppure la sua età effettiva, non equivalendo la stima dell’età 

fornita ad una data di nascita certa, fra l’altro potendo avere il ricorrente 

sulla base dell’indicazione temporale riportata nella taskara, sia (…) sia 

(…) anni d’età, e quindi non confermando per nulla la copia della taskara 

le allegazioni rese dall’insorgente nel verbale RMNA circa la sua identità e 

la sua età. Pertanto il Tribunale giunge alla conclusione che alla taskara 

presentata dal ricorrente non può essere riconosciuta alcuna valenza 

probatoria determinante.  

5.2.4 Per quanto concerne i risultati della perizia medico-legale del 

(…) agosto 2025 (cfr. n. 21/15), si osserva come il Tribunale ritenga che le 

conclusioni a cui giunge, non possano essere utilizzate nel senso di 

ritenerla quale ulteriore indizio per la maggiore o minore età dell’insorgente, 

in quanto la stessa pone un’età minima di 17.6 anni ed un’età media tra 20 

e 23 anni, ma non esclude che il ricorrente potesse avere meno di 18 anni 

al momento degli accertamenti radiologici (cfr. n. 21/15). Di conseguenza, 

nel caso in parola, ed in conformità con la giurisprudenza del Tribunale 

espressa nella DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2, non si può ritenere che tale 

perizia sia concludente riguardo ad un indizio per una maggiore o minore 

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età dell’insorgente. Tuttavia, tale circostanza non è da tradursi, come 

invece postulato dall’insorgente nel gravame, a suo favore, ma soltanto 

che la perizia non risulta essere d’utilità nell’esame complessivo degli indizi 

a favore o a sfavore della minore età allegata dall’insorgente. 

5.2.5 Proseguendo nell’analisi, alla stessa stregua dell’autorità inferiore, 

anche agli occhi del Tribunale, il ricorrente ha reso delle dichiarazioni 

vaghe e contraddittorie su alcuni aspetti della sua biografia, della sua 

famiglia ed in relazione all’età dichiarata in Germania, che confrontate 

invece con altre sue allegazioni coerenti e precise, circa alcuni dati 

biografici e del percorso del suo viaggio, intaccano fortemente la credibilità 

della minore età da lui dichiarata. Tali elementi sono già sufficientemente e 

correttamente motivati nella decisione impugnata, alla quale pertanto si 

rinvia (cfr. p.to II, pag. 4 segg.) onde evitare inutili ridondanze, per quanto 

di seguito non specificato. Segnatamente, non si può dare alcun credito 

agli asserti ricorsuali dell’insorgente laddove attribuisce le incoerenze 

rilevate dalla SEM nella decisione avversata al suo contesto personale e 

culturale ed alla sua scarsa istruzione (cfr. ricorso, p.to 3.2, pag. 6). Invero 

risulta essere palese che egli riguardo a come avrebbe appreso della sua 

data di nascita è risultato incoerente nell’ambito delle dichiarazioni 

rilasciate nel corso del verbale RMNA, avendo in primo luogo asserito che 

il padre gli avrebbe scritto la data di nascita (del […]) su un quaderno, 

avendo fatto così anche con gli altri suoi fratelli (cfr. n. 16/11, p.to 1.06, 

pag. 3), quindi lasciando intendere che la conoscesse già prima 

dell’espatrio. Successivamente, egli ha invece riferito che gliela avrebbe 

comunicata il padre, ma soltanto una volta giunto in G._______, 

ripetendogliela anche allorché sarebbe arrivato in H._______ (cfr. n. 16/11, 

p.to 1.06, pag. 3). Anche per quanto attiene al fatto di sapere o meno 

scrivere, in prima battuta egli ha addotto che saprebbe leggere il (…), ma 

ha negato di sapere scrivere (cfr. n. 16/11, p.to 1.06, pag. 3). È soltanto 

dopo che egli è stato confrontato dal dipendente incaricato della SEM, sul 

fatto che egli avesse compilato di proprio pugno il modulo di registrazione 

dei suoi dati personali al suo arrivo al Centro federale d’asilo di I._______, 

che ha affermato di aver riempito la parte in (…), ma che l’altra parte gliela 

avrebbe compilata un altro ragazzo che l’avrebbe aiutato anche in altri 

punti in (…) (cfr. n. 16/11, p.to 1.06, pag. 3). Al contrario di quanto tenta di 

spiegare il ricorrente nel suo ricorso, la suddetta risulta essere una reale 

discrepanza nei suoi asserti. Fra l’altro, anche il fatto che egli inizialmente 

abbia riferito che anche le date di nascita dei fratelli sarebbero state 

annotate dal padre su un quaderno (cfr. cfr. n. 16/11, p.to 1.06, pag. 3), e 

poco più avanti dichiarare invece che non conosce la loro età, ma 

indicando che due sarebbero più grandi di lui mentre gli altri due più piccoli, 

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risulta essere incongruente. La sua giustificazione che tale lacuna 

deriverebbe dal fatto che i fratelli non glielo avrebbero mai detto, oltreché 

in Afghanistan non sarebbe d’uso festeggiare i compleanni (cfr. ibid., p.to 

3.01, pag. 6), non è in grado di spiegare in alcun modo la suddetta 

divergenza. Fra l’altro si denoti come per contro, nel corso del verbale 

RMNA, il ricorrente sia riuscito ad indicare esattamente le età dei suoi 

genitori, poiché essi glielo avrebbero comunicato (cfr. ibid., p.to 3.01, 

pag. 6), allorché invece nel corso dell’esame peritale, effettuato soltanto 

qualche giorno dopo, egli ha riferito di non conoscerne le età esatte (cfr. 

n. 21/15, pag. 4). Anche tali allegazioni, tra loro incoerenti, non aiutano il 

ricorrente a sostanziare la verosimiglianza della sua minore età, anzi 

insinuano maggiori dubbi in proposito. In merito poi all’età di (…) anni 

asserita in Germania nel ambito della domanda d’asilo depositata il (…) 

(con una data registrata in tale Paese al […]; cfr. n. 16/11, p.to 5.03, pag. 9; 

n. 30/3), il ricorrente con le sue spiegazioni offerte nel contesto del verbale 

RMNA – ovvero di aver dichiarato di essere maggiorenne per poter 

lavorare ed aiutare economicamente la sua famiglia rimasta in Afghanistan 

(cfr. n. 16/11, p.to 5.02, pag. 8 seg.) – non è in alcun modo in grado di 

renderla plausibile. Tale importante discrepanza con la data di nascita e la 

minore età da lui allegata invece da subito allorché ha presentato domanda 

d’asilo in Svizzera rovina la sua credibilità. La sua spiegazione, è inoltre 

ancor meno credibile, se messa a confronto con il fatto che egli, nonostante 

abbia dichiarato che in Germania avrebbero rifiutato la sua domanda 

d’asilo e per questo sarebbero stati “crudeli nei miei confronti” (cfr. n. 16/11, 

p.to 8.01, pag. 11), non abbia mai contestato la data di nascita attribuitagli, 

malgrado ne avrebbe avuto la possibilità. Peraltro, la giustificazione 

apportata soltanto in fase ricorsuale, che egli avrebbe dichiarato di essere 

adulto in Germania, poiché si sarebbe trovato a dover esercitare la 

funzione di “tutore maschile nei confronti delle donne della famiglia” (cfr. 

ricorso, pag. 7), non è per nulla stata allegata dall’insorgente nel suo 

verbale RMNA o nelle sue osservazioni successive del 29 agosto 2025 (cfr. 

n. 24/3), peraltro essendo osservato che in particolare il padre come pure 

degli zii paterni e materni sarebbero tutt’ora in vita. Non può pertanto 

essere riconosciuta alcuna credibilità a tali suoi asserti ricorsuali. Da ultimo, 

le autorità tedesche hanno accettato la richiesta di ripresa in carico 

dell’insorgente, essendo a conoscenza che quest’ultimo sostenesse di 

essere minorenne. Le autorità tedesche, con tale procedere, lasciano 

presupporre che esse non abbiano alcun dubbio circa la maggiore età 

dell’insorgente (cfr. nello stesso senso la sentenza del TAF F-7749/2024 

dell’8 gennaio 2025 consid. 5.5). Anche tali ultime circostanze, risultano 

incidere negativamente sulla credibilità degli asserti rilasciati 

dall’insorgente in audizione riguardo alla sua minore età. 

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5.2.6 Nelle surriferite circostanze, pur tenendo conto del contesto di 

provenienza dell’insorgente, come pure della sua possibile scarsa 

istruzione scolastica, anche il Tribunale, in un’attenta valutazione globale 

di tutti gli elementi evincibili all’incarto ed in presenza di una fattispecie 

giuridica sufficientemente completa e corretta (cfr. supra consid. 4), ritiene 

che l’insorgente – al quale incombeva in principio l’onere della prova in 

merito (cfr. supra consid. 5.2.2) – non è stato in grado di rendere verosimile 

la sua minore età al momento dell’inoltro della sua domanda d’asilo in 

Svizzera. Pertanto, egli deve assumersene le conseguenze, ovverossia 

viene considerato maggiorenne (cfr. supra consid. 5.2.2), nonché le 

disposizioni normative relative ai minorenni non gli sono applicabili. 

6.  

6.1 Proseguendo nell’analisi, la SEM, nel contesto della procedura Dublino 

e nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), come 

è il caso di specie, non entra nel merito di una domanda d’asilo ai sensi 

dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi quando, senza aver effettuato un nuovo 

esame di determinazione dello Stato membro competente secondo il capo 

III RD III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1), e previa accettazione 

espressa o tacita di ripresa in carico del richiedente l’asilo da parte dello 

Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2), conclude che un altro 

Stato è competente per l’esecuzione della procedura di asilo e 

allontanamento. Inoltre, ai sensi dell’art. 18 par. 1 lett. d RD III, lo Stato 

membro è tenuto a riprendere in carico, alle condizioni di cui agli art. 23, 

24, 25 e 29, un cittadino di un paese terzo o un apolide del quale è stata 

respinta la domanda e che ha presentato domanda in un altro Stato 

membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza un 

titolo di soggiorno. 

6.2 Nel caso di specie, la competenza della Germania per la ripresa in 

carico dell’insorgente, è di principio data, viste le risultanze dell’estratto  

Eurodac (cfr. n. 8/2 e 9/1), dalle quali risulta che il ricorrente ha presentato 

una domanda d’asilo in tale Stato il (…), circostanze tra l’altro confermate 

pure dall’insorgente (cfr. n. 16/11, p.to 2.06, pag. 6), e dalla risposta 

positiva delle autorità tedesche del 2 settembre 2025 ex art. 18 par. 1 

lett. d RD III (cfr. n. 30/3) alla richiesta di ripresa in carico formulata in data 

29 agosto 2025 dalla SEM, e basata sulla medesima norma legale (cfr. 

n. 27/5). 

6.3 Tuttavia, il ricorrente lamenta che la domanda di ripresa in carico 

formulata dalla Svizzera all’indirizzo della Germania, sia intaccata di 

un’incoerenza interna, che minerebbe la valutazione riportata nella 

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medesima richiesta di ripresa in carico (cfr. ricorso, p.to 4.1, pag. 9). Ora, 

a differenza di quanto argomentato nel ricorso dall’insorgente, la 

conclusione esposta dalla SEM nella domanda di ripresa in carico del 

29 agosto 2025 che: “A careful and detailed examination of the stated age 

showed that it is NOT possible for the applicant to be under 18 years old” 

(n. 27/5, pag. 3), risulta essere in modo chiaro quella generale alla quale è 

giunta la SEM, dopo la valutazione dei diversi elementi esposti 

successivamente nella richiesta. Tra questi ultimi vi è anche la perizia 

medico-legale, e l’autorità inferiore ne riporta in seguito le conclusioni (della 

perizia) tra le quali vi è anche, l’affermazione: “It possible for him to be less 

than 18 years old and the declared date of birth, 20.02.2008, is possible” 

(cfr. n. 27/5, pag. 3). Risulta quindi chiaro dall’esposizione delle 

argomentazioni nella domanda di ripresa in carico, che quest’ultima frase 

riguarda una delle conclusioni peritali, e non si vede come questa sia in 

contrasto con la conclusione invece generale sussunta dalla SEM dai 

diversi elementi elencati. Per il resto delle contestazioni esposte in merito 

alla competenza della Germania nel ricorso, si rinvia a quanto già 

considerato in merito precedentemente (cfr. supra consid. 4.2.2 e 5.2). 

Attinente poi al desiderio espresso dal ricorrente nel verbale RMNA di 

rimanere in Svizzera, come pure al fatto che in Germania avrebbero 

rifiutato la sua domanda d’asilo, o ancora la presenza del cugino in 

Svizzera, tali elementi non sono in grado di confutare la competenza della 

Germania per il proseguo della procedura d’asilo e d’allontanamento del 

ricorrente, per le ragioni già correttamente e sufficientemente indicate nel 

provvedimento avversato (cfr. p.to II, pag. 10), al quale può senz’altro 

essere rinviato onde evitare inutili ripetizioni e non avendo peraltro il 

ricorrente sollevato nulla in merito nel suo ricorso. 

7.  

7.1 Proseguendo, è cosa notoria che la procedura d’asilo in Germania 

rispetti le garanzie formali poste dal diritto internazionale e che non vi siano 

fondati motivi di ritenere che nel predetto Stato membro sussistano delle 

carenze sistemiche nella procedura d’asilo e nelle condizioni di 

accoglienza dei richiedenti l’asilo, che implichino il rischio di un trattamento 

inumano o degradante ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali 

dell’Unione europea (GU C 364/1 del 18.01.2000; cfr. a tal proposito ex 

multis le sentenze del TAF F-6548/2025 del 9 settembre 2025 consid. 5.2; 

F-6609/2025 dell’8 settembre 2025, pag. 7). Conclusioni che tra l’altro il 

ricorrente non contesta in alcun modo nel suo gravame. Neppure le 

dichiarazioni dell’insorgente rilasciate durante il verbale RMNA, del tutto 

generiche (cfr. n. 16/11, p.to 8.01, pag. 11), non sono in grado di rimettere 

in discussione la conclusione precitata. Peraltro, non vi sono né agli atti 

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Pagina 11 

all’inserto, né presentati nemmeno con il ricorso dall’insorgente, degli indizi 

supportati da qualsivoglia concretezza e sostanza, atti a ritenere che la 

Germania non rispetterebbe il principio di non-respingimento. A tal 

proposito, va ancora rimarcato che la SEM, avendo constatato nel 

provvedimento impugnato a giusta ragione che la Germania è competente 

per condurre il seguito della procedura d’asilo e d’allontanamento del 

ricorrente e che tale procedura era esente da carenze sistemiche (cfr. p.to 

II, pag. 10 della decisione impugnata), come già anche sopra considerato, 

non appartiene alle autorità svizzere di pronunciarsi sulla questione di una 

violazione del principio di non-respingimento (cfr. la sentenza della Corte 

di Giustizia dell’Unione europea del 30 novembre 2023, cause congiunte 

C-228/21, C-254/21, C-297/21 e C-281/21 [ECLI:EU:C:2023:934], §129-

142 e cifra 2 del dispositivo; cfr. anche la sentenza del TAF F-7928/2024 

dell’8 gennaio 2025 consid. 4.5). 

7.2 Ne discende pertanto che la presunzione del rispetto della sicurezza 

dei richiedenti l’asilo da parte dello Stato in questione, non è confutata in 

specie e che pertanto l’art. 3 par. 2 RD III non trova applicazione. 

7.3  

7.3.1 Tuttavia, giusta l’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di sovranità”), 

disposizione concretizzata in diritto interno svizzero all’art. 29a cpv. 3 

OAsi 1, ciascuno Stato membro può decidere di esaminare una domanda 

di protezione internazionale presentata da un cittadino di un paese terzo o 

da un apolide, anche se tale esame non gli compete in base ai criteri 

stabiliti nel RD III. Nell’applicazione di quest’ultima disposizione, la SEM, 

dispone di potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Al 

contrario, se il trasferimento del richiedente nel paese di destinazione 

contravviene ad una norma imperativa del diritto internazionale, tra cui 

quelle della CEDU, l’autorità inferiore è obbligata ad applicare la clausola 

di sovranità e ad entrare nel merito della domanda d’asilo ed il Tribunale 

dispone di potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1). 

7.3.2 Dalla documentazione medica all’incarto, si evince che al ricorrente 

è stata posta la diagnosi di fibroma in zona nucale che è stato dapprima 

disinfettato e medicato (cfr. n. 31/4) ed in seguito, nelle visite mediche 

successive all’emissione della decisione della SEM, tale fibroma 

dermatologico è stato asportato, senza rilevare alcun aspetto maligno dello 

stesso, e gli è stata prescritta una terapia a base di Irfen per il dolore, nel 

caso di bisogno (cfr. n. 37/2, 38/2 e 39/1). Stando così le cose, il suo stato 

di salute, non è classificabile quale grave ai sensi della giurisprudenza 

convenzionale in materia (cfr. sentenze della Corte europea dei diritti 

F-7276/2025 

Pagina 12 

dell’uomo, [Grande Camera], N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

26565/06; Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 

segg.; Savran contro Danimarca del 7 dicembre 2021, 57467/15, §§121 

segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1), e pertanto lo stesso non osta ad un suo 

rinvio in Germania. Del resto, se il ricorrente anche in futuro necessitasse 

di cure mediche, egli potrà senz’altro reperirle in Germania, che dispone di 

strutture mediche adeguate e sufficienti (cfr. sentenze del TAF  

F-6009/2025 del 25 agosto 2025 consid. 2.2; cause congiunte  

F-5552/2025 e F-5553/2025 del 31 luglio 2025 consid. 5.4). A tal proposito 

si osserva in aggiunta che, anche se la direttiva 2013/33/UE del 

Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme 

relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale non trova 

più applicazione nella fattispecie, visto che l’insorgente ha ricevuto dalle 

autorità tedesche una decisione di respingimento della sua domanda 

d’asilo ed è tenuto a ritornare nel suo Paese d’origine (art. 3 par. 1 della 

suddetta direttiva), nonché che l’assistenza alla quale può pretendere fino 

all’esecuzione del suo trasferimento rileva del diritto nazionale tedesco, 

nessun elemento concreto e sostanziato né all’incarto né apportato nel 

ricorso, permette di considerare che la Germania gli rifiuterebbe l’accesso 

alle cure in caso d’urgenza o di problemi gravi, essendo che le cure 

mediche essenziali in tale paese sono garantite anche alle persone in 

situazione irregolare. 

7.4 A titolo del tutto abbondanziale, anche se si ritenesse verosimile la 

presenza del cugino in Svizzera, dalla documentazione agli atti, non risulta 

né che il ricorrente sia in grado o presti una qualsivoglia assistenza 

indispensabile al cugino, né che egli sia beneficiario della medesima da 

parte del predetto. L’insorgente non può pertanto prevalersi neppure 

dell’art. 8 CEDU, né dell’art. 16 par. 1 RD III, disposizioni che peraltro non 

invoca, per opporsi validamente ad un suo trasferimento in Germania. 

7.5 Sulla scorta di quanto precede, non si ravvisano indicatori per 

concludere che l’autorità inferiore abbia esercitato in maniera arbitraria il 

suo potere d’apprezzamento di cui dispone nell’ambito degli art. 17 par. 1 

RD III e art. 29a cpv. 3 OAsi 1, per non entrare nel merito della domanda 

d’asilo del ricorrente. Non v’è quindi alcun motivo di applicare le clausole 

discrezionali precitate. 

7.6 Di conseguenza, in mancanza dell’applicazione di tali disposizioni da 

parte della Svizzera, la Germania è competente per la ripresa in carico 

dell’insorgente in ossequio alle condizioni poste nel RD III. Pertanto, il 

ricorso deve essere respinto e la decisione della SEM confermata. 

F-7276/2025 

Pagina 13 

8.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande 

dell’insorgente tendenti alla concessione dell’effetto sospensivo al ricorso, 

nonché all’esenzione dal versamento di un anticipo sulle presumibili spese 

processuali, risultano divenute senza oggetto. Inoltre, con la presente 

sentenza, le misure supercautelari pronunciate dal Tribunale il 

23 settembre 2025 sono revocate. 

9.  

Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali è respinta. Le spese processuali 

di fr. 750.– sono quindi poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; 

nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). 

10.  

La presente decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata 

con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale 

(art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)   

F-7276/2025 

Pagina 14 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal 

versamento dalle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di fr. 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità 

cantonale competente. 

 

 

La giudice unica: La cancelliera: 

  

Claudia Cotting-Schalch Alissa Vallenari 

 

 

 

Data di spedizione: