# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d7ebd4af-0862-5cf4-87e1-1ca933d9ecc7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-09-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 12.09.2014 60.2014.262
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2014-262_2014-09-12.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2014.262

   

  	
  Lugano

  12 settembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Daniela Fossati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza 29.07./4.08.2014 presentata
da

 

 

	
   

  	
  IS 1 

  patr. da: PR 1 

  
	
   

  	
   

  tendente ad ottenere la trasmissione, in copia, di
  una sentenza passata in giudicato emanata a carico di suo padre, nel
  frattempo deceduto;

  	 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto ed in diritto

 

                                         che a seguito
della denuncia sporta da __________ nei confronti di __________ per l’ipotesi
di reato di appropriazione indebita giusta l’art. 138 CP in relazione ad una pietra (topazio giallo naturale)
depositata presso la cassetta di sicurezza di un istituto bancario, il
Ministero pubblico ha aperto un procedimento penale (inc. MP __________)
sfociato dapprima nel decreto di accusa 21.02.2005 mediante il quale l’allora
procuratore pubblico Maria Galliani ha posto in stato di accusa dinanzi alla
Pretura penale __________ siccome ritenuto colpevole di appropriazione indebita
giusta l’art. 138 cifra 1 CP "per avere, nel periodo dal 1° dicembre
2003 al 21 maggio 2004, a __________, in qualità di cointestatario unitamente a
__________ (…) della cassetta di sicurezza no. __________ aperta presso la __________,
__________, allo scopo di procacciarsi un indebito profitto, indebitamente
disposto della pietra topazio giallo naturale, del peso di 274,8 g pari a 1'374 carati e del valore oscillante tra i frs. 700.-- ed i frs. 6'000.-- (…),
depositata nella citata cassetta di sicurezza e quindi a lui affidata dal
proprietario __________, trasferendo la stessa nel dossier titoli della
relazione bancaria __________ aperta presso la __________, __________, a lui intestata"
ed ha proposto la sua condanna alla pena di un mese di detenzione, sospesa condizionalmente
per un periodo di prova di due anni, all’espulsione dal territorio svizzero per
un periodo di tre anni, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due
anni (art. 55 vCP), al pagamento della tassa di giustizia e delle spese, ordinando
parimenti il dissequestro e la restituzione alla parte civile __________ della
citata pietra (DA __________);

 

 

                                         che avverso
il suddetto decreto __________, per il tramite del suo allora patrocinatore
avv. __________, ha presentato formale opposizione, riservandosi nondimeno la
facoltà del suo ritiro qualora fosse stato possibile trovare un accordo con la
parte civile (scritto 3/4.03.2005, doc. A – inc. MP __________);

 

 

                                         che con
sentenza 21.06.2005 il presidente della Pretura penale Marco Kraushaar ha
derubricato l’imputazione a carico di __________ nel reato di appropriazione
semplice giusta l’art. 137 cifra 2 CP, ha stralciato dai ruoli il procedimento
penale per ritiro della querela (avendo le parti concluso un accordo il
23.05.2005), ha restituito l’incarto penale al procuratore pubblico per quanto
di sua competenza e ha parimenti ordinati il dissequestro e la restituzione a __________
(dopo il passaggio in giudicato della sentenza) della pietra topazio
sequestrata il 7.06.2004 (inc. __________ della Pretura penale);

 

 

                                         che il
4.07.2005 l’allora procuratore pubblico ha ordinato all’istituto bancario il
relativo dissequestro (scritto PP 4.07.2005, inc. MP __________);

 

 

                                         che con la
presente istanza (datata 28.07.2014, spedita il 29.07.2014 e ricevuta da questa
Corte il 4.08.2014) l’avv. PR 1 chiede, in nome e per conto della sua assistita
IS 1, la trasmissione (in copia) della summenzionata sentenza emanata a carico
di suo padre, __________, deceduto a __________, il __________;

 

 

                                         che a
sostegno della sua richiesta il legale precisa in particolare che IS 1 è erede
legittima di ┼__________, che sarebbe nel di lei interesse sapere se nei
confronti del padre deceduto sono state emanate delle sentenze di condanna,
potendo tale circostanza comportare eventuali debiti di natura pecuniaria
trasmissibili agli eredi e che la sua assistita ha trovato un’ordinanza di
apertura datata 17.05.2005 inerente all’incarto __________ a carico del padre;

 

 

                                         che a
comprova della circostanza l’avv. PR 1 ha prodotto la procura conferitagli da IS
1 (in originale), la copia della carta d’identità di IS 1, la dichiarazione sostitutiva
dell’atto di notorietà datata 20.06.2014 (da cui emerge che IS 1 è effettivamente
erede legittima di ┼__________, deceduto il __________), il certificato di morte
datato 6.12.2012 e la copia dell’ordinanza di apertura 17.05.2005 (cfr., nel
dettaglio, istanza 29.07./4.08.2014 e
documentazione ivi annessa, doc. CRP 1);

 

 

                                         che questa
Corte ha deciso di non interpellare __________, parte civile (ai sensi del
previgente CPP TI) al procedimento penale di cui sopra nel frattempo archiviato,
essendo stato il padre della qui istante accusato (ai sensi del previgente CPP
TI) al medesimo;

 

 

                                         che l’art. 62
cpv. 4 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (LOG), in vigore
dall’1.01.2011, che ha ripreso il previgente art. 27 CPP TI, con riferimento
anche alla giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. DTF 110 Ia 83; 95 I
108), stabilisce che: "Dopo la conclusione del procedimento penale, la Corte dei reclami penali può permettere l’ispezione degli atti di un processo e l’estrazione
di copie a chi giustifica un interesse giuridico legittimo che prevale sui
diritti personali delle persone implicate nel processo, segnatamente su quelli
delle parti, del denunciante, dei testimoni e dei periti; la Corte dei reclami penali fissa le modalità dell’ispezione";

 

 

                                         che nella
fattispecie in esame – visti i motivi addotti nella presente richiesta e la
documentazione prodotta in questa sede – appare dato un interesse giuridico legittimo
ai sensi dell’art. 62 cpv. 4 LOG della qui istante, in qualità di erede legittima
di ┼__________, ad ottenere copia della sentenza richiesta emanata
nei confronti di quest’ultimo; 

 

 

                                         che
dall’incarto __________ della Pretura penale emerge in particolare che il
23.05.2005 le parti hanno trovato un accordo circa il debito di € 200'000.-- dell’accusato
(__________) nei confronti della parte civile (__________), il destino della
pietra preziosa e del predetto procedimento penale, nel frattempo archiviato
(inc. __________ della Pretura penale);

 

 

                                         che trattasi dunque
di informazioni potenzialmente utili alla qui istante (rispettivamente al suo
patrocinatore) per valutare la situazione debitoria del defunto in relazione ai
suoi eredi, e ciò in particolare con riferimento al destino dei € 200'000.-- di
cui all’accordo concluso il 23.05.2005;

 

 

                                         che in
siffatte circostanze l’accordo 23.05.2005 (accompagnato dallo scritto datato
2.06.2005 dell’avv. __________ indirizzato alla Pretura penale), il verbale del
dibattimento 21.06.2005 e la sentenza 21.06.2005 (inc. __________ della Pretura
penale) vengono trasmessi, in copia, al
patrocinatore della qui istante unitamente alla presente decisione;

 

 

                                         che la
tassa di giustizia, contenuta al minimo, e le spese sono poste a carico di chi
le ha occasionate.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 62 cpv. 4 LOG, 25 LTG ed ogni altra
norma applicabile,

 

 

 

 

pronuncia

 

 

                                    1.   L’istanza
è accolta ai sensi dei considerandi.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia di CHF 100.-- e le spese di
CHF 50.--, per complessivi CHF 150.-- (centocinquanta), sono poste a carico di IS
1, __________.

 

 

                                   3.   Intimazione:

                                      

 

 

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                          La
cancelliera