# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c3d1485a-5930-57f5-8281-f9798748b3dd
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.07.2010 D-4841/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4841-2010_2010-07-14.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4841/2010/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 4  l u g l i o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del Giudice Jean-Pierre Monnet,
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nato il (...), alias
B._______, nato il (...), alias
C._______, nato il (...), alias
D._______, nato il (...), alias
E._______, nato il (...), alias
F._______, nato il (...),
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 5 luglio 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4841/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha inoltrato il (...) in Svizzera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro 
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

il verbale d'audizione dell'interessato del 20 maggio 2010, in occasio-
ne del quale al richiedente, tra l'altro, è stato conferito il diritto di esse -
re sentito sulla maggior età e sulla rinuncia di conferirgli una persona 
di fiducia;

l'esame osseo della sua mano a cui il richiedente è stato sottoposto in 
data 25 maggio 2010 ed il relativo rapporto;

il verbale d'audizione dell'11 giugno 2010;

l'audizione del 18 giugno 2010, in occasione della quale all'interessato 
è stato conferito il diritto di essere sentito in merito al risultato dell'esa -
me osseo del 25 maggio 2010;

la decisione dell'UFM del 5 luglio 2010, notificata all'interessato il me-
desimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del  5  luglio  2010  (cfr. timbro del  plico  raccomandato,  data 
d'entrata 6 luglio 2010);

copia degli atti dell'UFM trasmessi tramite fax al Tribunale amministra -
tivo federale (TAF) in data 6 luglio 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

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e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del -
l'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi  
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della decisione impugnata; che se le parti utilizzano un'altra lingua, il 
procedimento può svolgersi in tale lingua;

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano;

che, i ricorsi manifestamente infondati sono decisi in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 
sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);

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che, ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scrit -
ti;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano, di etnia G._______, 
originario di H._______, nello Stato di I._______, con ultimo domicilio 
a J._______, nello Stato del L._______ (cfr. verbale d'audizione del 20 
maggio 2010, pagg. 1 e 2 e verbale d'audizione dell'11 giugno 2010, 
pag. 3);

che il richiedente avrebbe lasciato il suo Paese d'origine per il timore 
di essere ucciso da un gruppo occulto denominato "M._______", grup-
po al quale egli avrebbe aderito per il tramite di un amico a J._______, 
presso cui l'insorgente avrebbe abitato; che egli sarebbe stato aggredi-
to da membri del gruppo "M._______", poiché avrebbe rifiutato di par -
tecipare  ad  un  attacco  contro  le  autorità  che  avrebbero  ucciso  un 
membro di  detto  gruppo; che,  inoltre,  l'amico del  ricorrente  sarebbe 
stato ucciso e che, per timore di subire la stessa sorte, l'insorgente si 
sarebbe rifugiato a N._______, il (...), ove poi gli sarebbe stato consi -
gliato di espatriare per evitare di essere ucciso dal gruppo occulto (cfr.  
verbale d'audizione del 20 maggio 2010, pag. 6);

che egli sarebbe fuggito partendo da N._______, giungendo in Niger 
(senza sapere dove di preciso) ed in seguito in Libia, paese in cui si  
sarebbe imbarcato; che il  ricorrente avrebbe raggiunto l'Italia per poi 
proseguire in treno verso la Svizzera (cfr. verbale d'audizione del 20 
maggio 2010, pagg. 8 e 9); che, inoltre, egli ha confermato di aver im-
piegato 7 giorni per raggiungere la Svizzera dalla Nigeria, percorrendo 
diversi tratti a piedi (cfr. verbale d'audizione del 20 maggio 2010, pag. 
9);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà;

che,  nella  decisione  impugnata,  l'UFM ha  rilevato  che  il  richiedente 
non è stato in grado di rendere verosimile di essere minorenne; 

che l'UFM ha inoltre considerato, da un lato, che il richiedente non ha 
consegnato alle autorità competenti in materia d'asilo alcun documen-
to d'identità o di viaggio valevole ai sensi dell'art. 1a lett. b e c dell'ordi-
nanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 
(OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto Ufficio ha ritenuto che nes-

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suna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32  cpv. 3  LAsi  è  realizzata  nel 
caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi ed ha pronunciato l'allon -
tanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile; 

che nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna dei  documenti  d'identità,  rimandato a quanto già spiegato nei 
verbali  di  audizione e ha asserito che, data la  sua giovane età, non 
avrebbe mai posseduto un documento di identità ufficiale; che egli ha 
sostenuto che nel suo Paese l'esigenza di possedere un documento di  
identità non sarebbe così sentita come in Europa asserendo pertanto 
di aver fornito motivi scusabili che spiegano le ragioni che non gli han-
no permesso di consegnare i documenti richiesti; 

che, inoltre, ha confermato le modalità del suo viaggio d'espatrio e di 
aver esposto in modo dettagliato, sostanziato e coerente i suoi motivi  
d'asilo; che, infine, l'insorgente ha ribadito la sua minore età, asseren-
do che l'UFM avrebbe cambiato arbitrariamente la sua età,  conside-
randolo maggiorenne; 

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata, la trasmissione degli atti di  
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua  domanda; che  ha,  altresì,  presentato  domanda  d'esenzione  dal 
versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese proces-
suali;

che, di principio, giusta l'art. 7 cpv. 2 OAsi 1, per il richiedente l'asilo  
minorenne che non è accompagnato, viene nominata una persona di 
fiducia per la durata della procedura d'asilo o d'allontanamento, ma al 
massimo fino alla nomina di un curatore o di un tutore, oppure fino al  
raggiungimento della maggiore età; 

che ciò non avviene se il richiedente non rende verosimile la sua minor 
età; che, pertanto, è legittimo che l'UFM si pronunci, a titolo pregiudi -
ziale, prima dell'effettuazione dell'audizione particolareggiata sui moti -
vi d'asilo e della designazione di una persona di fiducia, sull'allegata 
minorità di un richiedente l'asilo allorquando vi sono dei dubbi riguardo 
all'età indicata (cfr. Giurisprudenza ed Informazioni della Commissione 

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svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 30, consid. 6.4.1. 
segg.); 

che, nella fattispecie, l'insorgente non ha saputo fornire indicazioni su -
scettibili di rendere altrimenti plausibile la sua minore età;

che segnatamente, come rettamente rilevato dall'autorità inferiore, egli  
non è stato in grado di comprovarla con documenti d'identità; 

che, infatti, non ha consegnato nessun documento d'identità;

che, peraltro, non soccorrono il  ricorrente le stereotipate e vaghe di-
chiarazioni  circa  la  mancata  produzione di  documenti  d'identità  o  di 
viaggio (cfr. verbale d'audizione del 20 maggio 2010, pag. 5);

che, inoltre, egli ha indicato per iscritto e a due riprese di essere nato 
il (...), compilando e firmando il formulario del Corpo delle guardie di 
confine ed il foglio dati personali del Centro di registrazione (cfr. A 5/12 
e A 2/1);

che, confrontato a tale fatto, egli si è limitato a sostenere che sarebbe 
stata la polizia a scrivere il falso (cfr. verbale d'audizione del 20 mag-
gio 2010, pag. 2);

che, per di più, il ricorrente è stato alquanto vago e ha reso dichiara-
zioni inattendibili circa la sua biografia, come ad esempio in merito alla 
sua formazione ed al periodo della stessa, su come avrebbe imparato 
a leggere e a scrivere e riguardo alle date della morte dei suoi genitori 
(cfr. verbale d'audizione del 20 maggio 2010, pagg. 3-5); 

che,  infine,  la  sua  attitudine  poco  collaborativa  durante  l'audizione 
sommaria, come lo dimostrano le risposte brevi o addirittura le manca-
te risposte alle domande poste in occasione di detta audizione, si rive-
lano pure sintomatiche nel caso concreto;

che, in considerazione di quanto suesposto, l'insorgente non è stato in 
grado di rendere verosimile e provare l'asserita minorità;

che, pertanto, sulla base dell'incarto e dei risultati dell'audizione som-
maria del 20 maggio 2010, l'UFM ha giustamente considerato il ricor -
rente come maggiorenne e non ha nominato una persona di  fiducia 
che lo accompagnasse nella procedura d'asilo;

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che,  per  sovrabbondanza  e  per  quanto  l'onere  della  prova  spetti  in  
casu al ricorrente, dall'esame radiologico effettuato il 25 maggio 2010 
(cfr. A12/1 e A13/1) risulta un'età ossea dello stesso superiore ai 18 
anni; 

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri -
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative (cfr. DTAF 2007/7, consid. 5);

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a  
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di due mesi dalla pre -
sentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento che 
adempia i citati criteri;

che, inoltre, egli si è semplicemente limitato a dichiarare di non avere 
mai posseduto e richiesto né un passaporto, né una carta d'identità, 
allegando che nel suo Paese la carta d'identità non era obbligatoria e 
che se si doveva identificare lo faceva a voce (cfr. verbale d'audizione 
del del 20 maggio 2010, pag. 5); che, successivamente, ha dichiarato 
di non sapere cosa sono i documenti d'identità (cfr. verbale d'audizione 
dell'11 giugno 2010, pag. 2); 

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che, oltre a ciò, interrogato sul suo itinerario, l'autore del gravame si è 
semplicemente  limitato  a  enumerare  qualche  paese  da  cui  sarebbe 
transitato, senza saper fornire dettaglio alcuno all'infuori di tre nomi di  
località da cui sarebbe passato (cfr. verbale d'audizione del 20 mag-
gio 2010,  pagg.  8  e  9  e  verbale  d'audizione  dell'11  giugno 2010, 
pag. 9); che, oltre a ciò, egli ha allegato di aver impiegato solo sette 
giorni per raggiungere la Svizzera partendo da N._______, percorren-
do diversi  tratti  a  piedi  (cfr. verbale d'audizione del  20 maggio 2010, 
pag. 9); 

che ha altresì affermato di non aver subito alcun controllo, nonostante 
abbia varcato il confine Schengen (cfr. verbale d'audizione del 20 mag-
gio 2010, pag. 9 e verbale d'audizione dell'11 giugno 2010, pag. 9);

che, inoltre, in merito alla data del suo espatrio, il ricorrente avrebbe in  
un primo tempo menzionato il (...) e, successivamente, il mese di (...), 
per infine rettificare le sue dichiarazioni e asserire di non ricordare più 
la data (cfr. verbale d'audizione del 20 maggio 2010, pag. 8 e verbale 
d'audizione dell'11 giugno 2010, pag. 6);

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio -
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio, limitandosi a confermare quanto già esposto in sede 
d'audizione (cfr. ricorso, pag. 2);

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte; 

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il mancato possesso dei documenti d'identità, come 
pure quelle in relazione all'asserita minorità, il TAF ha ragione di con-
cludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documenti d'identità 
per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 

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in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità  
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro -
cedura sommaria, nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5);

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato: che ciò può risulta-
re sia dalla manifesta inconsistenza sia dalla manifesta irrilevanza dei 
motivi d'asilo addotti;  che la manifesta irrilevanza può altresì risultare 
dalla palese assenza di una sufficiente intensità dei pregiudizi, dall'i -
nattualità degli stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa 
di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata 
protezione statale contro l'agire illegittimo di terzi  (DTAF 2007/8, con-
sid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria per il timore di esser ucciso dai membri del gruppo a cui  
egli apparteneva;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, basti rilevare, che egli non ha saputo fornire dettagli in merito al  
gruppo "M._______" al quale egli sarebbe appartenuto, dichiarando, in 
sede della prima audizione, di  non sapere cosa volesse dire la sigla 
"M._______"  (cfr.  verbale  d'audizione  del  20  maggio  2010,  pag.  7); 
che, invece,  in sede della  seconda audizione,  egli  ha dichiarato che 
detta sigla rappresenterebbe una parola d'ordine che viene citata da 
ogni membro per identificarsi (verbale d'audizione dell'11 giugno 2010, 
pagg.  4  e  5);  che  egli,  però,  non  ha  saputo  precisare  quale  fosse 
l'obiettivo di detto gruppo (cfr. verbale d'audizione del 20 maggio 2010, 
pag. 7 e verbale d'audizione dell'11 giugno 2010, pagg. 4 e 5); che, 
inoltre,  circa  il  suo  periodo  d'adesione,  l'insorgente  ha  dichiarato  di 
non  ricordare  né  l'anno  né  che  età  aveva  (cfr.  verbale  d'audizione 
dell'11  giugno  2010,  pag.  5);  che,  per  di  più,  interrogato 

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sull'aggressione  durante  la  quale  il  suo  amico  sarebbe  stato 
pugnalato, il ricorrente non è stato in grado di fornire alcun dettaglio 
sugli aggressori stessi o sul periodo esatto (cfr. verbale d'audizione del 
20 maggio  2010,  pag.  7  e  verbale  d'audizione  dell'11  giugno  2010, 
pagg. 8 e 9);

che, di  conseguenza, alla luce delle dichiarazioni lacunose del ricor-
rente quanto ai fatti e in considerazione di tutti gli  altri  elementi con-
traddittori e vaghi, sopramenzionati, che toccano i punti essenziali del 
racconto del ricorrente, v'è ragion di concludere alla manifesta invero-
simiglianza dei motivi d'asilo addotti; 

che, in tale contesto, non v'è motivo di ritenere che il  ricorrente non 
possa ottenere dalle autorità in Nigeria, se opportunamente sollecita -
ta, un'appropriata protezione statale contro l'eventuale futuro agire ille -
gittimo  di  terzi  nei  suoi  confronti,  o  non  possa  disporre  in  patria  di 
un'alternativa di rifugio in un'altra regione;

che,  pertanto,  i  motivi  d'asilo  evocati  sono  stati  rettamente  ritenuti 
come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta  l'art.  32 cpv. 3 lett. b 
LAsi;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista 
dell'ammissibilità (DTAF 2009/50 consid. 8);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-

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tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il  quale l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile 
(art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmen-
te esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

che,  la  situazione  vigente  in  Nigeria  non  appare  caratterizzata  da 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nell'integralità del territorio nazionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane ed 
ha lavorato nel suo Paese nell'ambito del commercio di pezzi di ricam-
bio di auto (cfr. verbale d'audizione del 20 maggio 2010, pag. 3 e ver-
bale  d'audizione  dell'11  luglio  2010,  pag.  3);  che,  inoltre,  stando  a 
quanto riferito, il ricorrente dispone pure di una rete sociale in Patria,  
ove vivrebbero almeno una sorella ed uno zio (cfr. verbale d'audizione 
dell'11 giugno 2010, pag. 3), o addirittura i nonni materni e paterni e 
diversi zii (cfr. verbale d'audizione del 20 maggio 2010, pagg. 4 e 5);  
che l'insorgente non ha nemmeno preteso nel  gravame di soffrire  di 
gravi  problemi  di  salute che possano giustificare la  sua ammissione 
provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24); che, peraltro, da un esame d'uffi-

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cio degli atti di causa non emerge la necessità di una permanenza in 
Svizzera per motivi medici; 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte speseHat 
es sich mit  processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

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che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art.  83 
lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva;

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente, (Raccomandata; allegato: bollettino di pagamento)
- UFM, Divisione soggiorno, per l'incarto  N [...]  (per corriere interno; 

in copia)
- O._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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