# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 024a2894-ee70-5d69-9dfc-3f918596e866
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-09-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 07.09.2000 INC.2000.50803
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-50803_2000-09-07.html

## Full Text

N. 508.2000.3 M                                                        Lugano,
7 settembre 2000

N. 509.2000.3 M

N. 510.2000.3 M

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sulle
istanze di libertà provvisoria congiuntamente inoltrate in data 30 agosto / 1°
settembre 2000 da

__________,                                    __________,
cittadino jugoslavo residente ad __________;

__________,                                    __________,
cittadina jugoslava residente ad __________;

__________,                                    __________,
cittadina francese residente ad __________

(tutti patrocinati di
fiducia dall’avv. __________)

e trasmesse
in data 4 settembre 2000 con preavviso negativo dal Magistrato dei minorenni
avv. __________;

concesso agli
accusati istanti, con ordinanza 4 settembre 2000, di formulare osservazioni al
preavviso negativo del magistrato inquirente;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. __________ della Magistratura dei minorenni;

ritenuto

in fatto:

A.

I tre minorenni istanti sono stati tratti in arresto in
data 24 agosto 2000 poiché in possesso di refurtiva proveniente da furti
commessi poco prima, da cui il sospetto che potesse trattarsi degli autori di
numerosi furti commessi nelle settimane precedenti (v. rapporto d'arresto 24
agosto 2000, incc. GIAR 508/509/510.2000.1 doc. _). Una quarta minorenne, di
età verosimilmente inferiore ai 15 anni e dunque incarcerabile (art. 23 cpv. 1
LMM), è stata affidata alle cure di un istituto minorile. Il giorno successivo,
questo giudice confermava l’arresto dei tre istanti, dopo che gli inquirenti ne
avevano – nei limiti del possibile – verificato identità ed età; tutti sono
stati edotti dell’avvio, nei loro confronti, di un’inchiesta per titolo di
infrazione alla LDDS e ripetuto furto con scasso (incc. GIAR 508.2000.1 doc. _,
509.2000.1 doc. _, 510.2000.1 doc.  _).

 

B.

Tutti i
minorenni, seppur con sfumature diverse, hanno ammesso le loro responsabilità
in punto ai furti commessi il giorno del loro fermo; __________ ha negato di
aver commesso altri furti in Svizzera, gli altri due hanno invece ammesso di
essere già noti agli inquirenti di altri Cantoni (v. rispettivi verbali GIAR,
cit., p. 2). __________, al settimo mese di gravidanza, è stata ricoverata
nella camera di sicurezza dell’Ospedale __________, da dove è evasa in data 30
agosto 2000.

 

C.

Con scritto
30 agosto 2000 identico per i tre minorenni (doc. _ nei rispettivi incc. GIAR
508/509/510.2000.3), il loro patrocinatore di fiducia ne chiede la messa in
libertà provvisoria “vu notamment l’âge des prévenus, la nécessité qu’ils se
retrouvent le plus rapidement possible dans leur famille, le souci que se fait
cette dernière et la gravité relative de l’infraction qui leur est reprochée”
(loc. cit., p. 2).

 

D.

Il Magistrato
dei minorenni, dal canto suo, preavvisa negativamente le istanze facendo
presente come a carico dei minorenni sussistano gravi indizi di colpevolezza
per un imprecisato (ma rilevante, prossimo ai 100) numero di furti – indizi
consistenti in testimonianze di alcune vittime, impronte digitali, ed il
possesso di merce di provenienza furtiva (v. preavviso negativo 4 settembre
2000, doc. _ negli incc. GIAR 508/509/510.2000.3). Sussisterebbero allora
ancora numerose necessità istruttorie, dovute anche al “comportamento non
pienamente collaborativo degli stessi” minorenni (ibid.), un grave pericolo
di fuga (esemplificato dal comportamento di __________), infine un pericolo di
recidiva deducibile dalla “personalità dei prevenuti, il loro stile di vita,
nonché il numero di reati contro il patrimonio agli stessi già imputabili allo
stato attuale dell’inchiesta” (ibid.).

 

E.

Il
patrocinatore dei minorenni istanti non ha ritenuto di proporre osservazioni al
preavviso negativo del Magistrato dei minorenni, pur essendovi stato invitato
con ordinanza 4 settembre 2000 (doc. _ nei rispettivi incc. GIAR
508/509/510.2000.3)

 

Considerato

in diritto:

1.

a)        La nuova Legge cantonale sulla magistratura dei minorenni
dell’8 marzo 1999 (di seguito: LMM), entrata in vigore il 1° aprile 2000, ha
profondamente rivoluzionato ruolo e figura del Magistrato dei minorenni. Per
quanto qui di rilievo, la nuova legge ha introdotto una procedura di “arresto
preventivo” del minorenne praticamente identica a quella applicabile ai
maggiorenni: il Magistrato dei minorenni può formulare una richiesta in tal
senso al Giudice dell’istruzione e dell’arresto (art. 23 cpv. 2 LMM),  che deve
sentire il minorenne entro il giorno successivo (art. 23 cpv. 3 LMM). Contro la
decisione del Giudice dell’istruzione e dell’arresto é dato il ricorso alla
Camera dei ricorsi penali, entro l’usuale termine di dieci giorni (art. 23 cpv.
4 LMM).

b)        La LMM, invece, non ha espressamente previsto l’istituto
dell’istanza di libertà provvisoria, ovvero la possibilità – per il minorenne
in arresto preventivo – di chiedere di essere rimesso in libertà in attesa di
giudizio (art. 107 CPP). Non si tratta, ovviamente, di un silenzio qualificato:
data non da ultimo la particolare connotazione che rivestono procedimenti
penali contro minorenni (v. infra, consid. 1c), ciò che è ammesso per un
adulto deve essere a fortiori possibile per un minorenne, impregiudicato
l’obbligo per il Magistrato dei minorenni di procedere spontaneamente alla
messa in libertà dell’indiziato non appena le circostanze lo consentano. Si
tratta allora di una questione alla quale – per espresso rinvio dell’art. 10 cpv.
1 LMM – vanno applicate per analogia le norme previste dalla procedura penale
ordinaria, ossia gli artt. 95 ss. e 107 s. CPP, siccome perfettamente
compatibili con lo spirito e la lettera della nuova LMM.

c)         L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla
revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene
validità la pregressa giurisprudenza: v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H.,
GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si
trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare ed
eventualmente proroga del carcere preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando
esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità
per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - segnatamente i bisogni
dell’istruzione e pericolo di recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale
misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni
dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo
e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e
riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H.,
1P.477/1993, consid. 3).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) – ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128).

d)        Pur non avendo questo Ufficio ancora avuto l’occasione di
sviluppare una ricca giurisprudenza in merito all’arresto di minorenni, si può
senz’altro affermare aprioristicamente che quando è in gioco la libertà
personale di minorenni, i suesposti criteri vanno certamente valutati in
termini restrittivi: lo esigono non solo le finalità stesse della legislazione
minorile, eminentemente educative, ma anche la fragilità dell’indiziato
minorenne, usualmente ancora strettamente legato alla vita familiare. Quanto si
viene di dire trova positiva espressione nel testo di legge, secondo il quale
per legittimare l’arresto repressivo non basta che siano soddisfatti i
succitati criteri validi per gli adulti: tale misura deve apparire
cumulativamente “indispensabile ai fini dell’inchiesta o della sicurezza
pubblica e se il suo scopo non può essere conseguito con un’altra misura
provvisionale” (art. 23 cpv. 2 in fine LMM). Un’espressione, quella testé
riportata, che esprime il principio di proporzionalità in termini rigorosi,
senz’altro molto più restrittivi che nel caso di adulti.

 

2.

Va premesso
che le istanze andrebbero integralmente respinte in ordine: non solo il legale
che dice di rappresentare i minorenni (rispettivamente i loro famigliari) non
si è legittimato con l’inoltro di una procura, ragione per cui a questo giudice
risulta tuttora che i minorenni sono patrocinati d’ufficio dall’avv.
__________; ma l’avv. __________ neppure risulta ammesso all’esercizio
dell’avvocatura in Ticino. L’istanza, inoltre, è talmente succinta (v. supra,
consid. C) da risultare insufficientemente motivata: in particolare, essa non
discute in alcun modo l’esistenza o meno dei presupposti di legge dell’arresto
repressivo, rispettivamente non indica per quali ragioni tali presupposti non
siano (più) adempiuti; né il patrocinatore dei minorenni ha ritenuto di doverla
completare con osservazioni al preavviso negativo del Magistrato dei minorenni
(v. supra, consid. E). Infine, essa è redatta in lingua francese, che
non é la lingua ufficiale del Cantone Ticino; né il legale si è premurato di
tradurla, pur essendovi stato apparentemente invitato dal Magistrato dei
minorenni (v. scritto 31 agosto 2000 dell’avv. __________, allegato
all’istanza, doc. _ nei rispettivi incc. GIAR 508/509/510.2000.3).

Un esame
delle istanze nel merito, eseguito abbondanzialmente e per rispetto della
libertà personale dei minorenni, porta comunque inesorabilmente alla loro
reiezione.

 

3.

a)        Con la verosimiglianza sufficiente a questo stadio del
procedimento ed in questa sede, si può con tranquillità concludere per la
presenza di seri e concreti indizi di colpevolezza a carico dei minorenni
istanti, e relativi ad un loro coinvolgimento nei fatti inquisiti, da loro
ammesso (anche se in termini alquanto riduttivi e poco credibili) avanti agli
inquirenti (v. verbale di polizia 2 settembre 2000, ore 09.00, di __________,
agli atti MM s.n., passim; verbale di polizia 24 agosto 2000, ore 18.03,
di __________, agli atti MM s.n., passim).

b)        Il fatto che __________ ammetta altri furti (oltre a quelli
commessi il giorno del fermo) solo in termini estremamente riduttivi, mentre
__________ addirittura nega ad oltranza anche la commissione di reati per i
quali esistono concreti indizi quali i riconoscimenti di testi oppure impronte
digitali lasciate da __________ (v. verbale di polizia 1° settembre 2000 di
__________, ore 10.00, all’inc. MM s.n., passim; v. tuttavia anche
verbale di polizia 31 agosto 2000, ore 09.00, agli atti MM s.n., p. 2, dove il
giovane ammette di essere venuto di recente altre due volte in Ticino,
naturalmente senza rubare), unitamente alle rilevanti difficoltà esistenti già
solo per addivenire ad una certa identificazione dei minorenni, rende manifesta
l’esistenza di ulteriori necessità istruttorie. Necessità che accrescono
ulteriormente se si pon mente che – a detta del Magistrato dei minorenni – i
furti che potrebbero essere stati commessi dagli istanti ammontano ad un
centinaio (v. preavviso negativo, cit., p. 2).

c)         In siffatte circostanze, si deve concludere che il perdurare
dell’arresto dei qui istanti è non solo utile, ma addirittura indispensabile ai
fini dell’inchiesta (art. 23 cpv. 2 LMM).

 

4.

a)        Notoriamente, il pericolo di recidiva deve essere concreto
(DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme delle circostanze,
tra le quali i precedenti dell’accusato, il suo comportamento durante
l’istruttoria, la sua personalità, la sua costituzione fisica e soprattutto
psichica, e le modalità di commissione dei reati che gli vengono addebitati,
così che la reiterazione appaia assai verosimile (v. Mario Luvini, I
presupposti materiale del carcere preventivo nel processo penale ticinese, in:
Rep. 122 [1989], p. 287 ss., pto. 3 p. 294; Gérard Piquerez, Précis de
procédure pénale suisse, 2ème éd. Lausanne 1994, margin. 1388 s.).

b)        Nonostante la loro invero giovanissima età, gli istanti sono
dediti al furto a livello che si può definire professionale: oltre
all’impressionante numero di reati dei quali sono sospettati in Ticino, ne
fanno stato le numerose segnalazioni di cui essi hanno fatto oggetto in diversi
Cantoni svizzeri (v. i resoconti dei confronti dattiloscopici digitali, agli
atti MM s.n., dai quali si evincono otto segnalazioni ciascuna per __________ e
__________, e due segnalazioni per __________). E la più giovane delle persone
fermate (la sedicente __________, poi non arrestata) ha inizialmente dichiarato
senza mezzi termini di essere venuta in Ticino a rubare diverse volte, già lo
scorso anno (v. verbali di polizia 24 agosto 2000, ore 19.04, agli atti MM
s.n., passim; verbale 25 agosto 2000, ore 13.45, passim) – salvo
poi rimangiarsi tutto (v. verbale di polizia 28 agosto 2000, ore 14.30, agli
atti MM s.n., passim). Se ne deve dedurre – come d’altronde una delle
ragazze ha ammesso al giusdicente in sede di conferma dell’arresto – che il
furto rappresenta l’unica attività che i giovani zingari sanno espletare, e
l’unica fonte di sostentamento loro e delle loro famiglie, che sono i veri
mandanti.

c)         Da cui si deve dedurre l’esistenza di un più che concreto
pericolo di recidiva.

 

5.

a)        Il pericolo di fuga, per giustificare la carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire il carattere di una certa
probabilità: in altri termini si ammette siffatto pericolo quando l’accusato,
fosse posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al
perseguimento penale e all’esecuzione della pena. La gravità della presumibile
pena, di per sé, non basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto,
l’insieme delle circostanze, quali il carattere dell’interessato, la sua
morale, i suoi legami familiari, l’assenza di un domicilio fisso, la sua
professione, la sua situazione finanziaria e le sue risorse economiche, deve
essere valutato e vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo
possibile, ma probabile (così verbatim DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.,
consid. 5a p. 7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid. 4 e ad altra sentenza di
imminente pubblicazione).

b)        Una delle istanti ha
già preso la fuga prima ancora che il suo patrocinatore potesse richiedere la
sua liberazione: a ragione il Magistrato dei minorenni considera tale
comportamento emblematico per la mentalità e le abitudini dei minorenni qui in
discussione (v. preavviso negativo, cit., p. 2). D’altra parte, ciò non deve
stupire: tutti e quattro i ragazzi appartengono ad una comunità di zingari Rom,
senza il benché minimo legame con la Svizzera e tanto meno con il Ticino, dove
sono sempre venuti unicamente per rubare. Anche in ragione della loro giovane
età appare allora assolutamente certo che essi, se posti anzitempo in libertà
provvisoria, cercherebbero di raggiungere la propria famiglia in Francia, con
conseguente impossibilità per le autorità giudiziarie ticinesi di completare
l’istruttoria e di rinviare i giovani a giudizio.

c)         Oltre alle necessità d’inchiesta ed al pericolo di recidiva,
dunque, anche un manifesto pericolo di fuga giustifica il perdurare
dell’arresto.

 

6.

a)        Considerata da un lato l’estensione ed il numero dei reati
patrimoniali verosimilmente commessi dagli istanti, e dall’altro il loro
atteggiamento processuale tutt’altro che cooperativo, si può ben dire che
l’inchiesta di cui essi sono oggetto è da annoverare fra quelle certamente
complesse, e di corrispondente durata. L’inchiesta, in ogni caso, sembra
procedere a ritmo sufficientemente celere, in consonanza con i dettami di
legge. L’arresto preventivo sofferto e prospettabile appare allora ampiamente
rispettoso del principio di proporzionalità, con riferimento sia alla
presumibile pena, sia alla presumibile durata dell’evasione delle necessità
istruttorie ancora incombenti. Resta sottinteso l’obbligo, per il Magistrato
dei minorenni, di trattare con priorità i casi in cui l’accusato è in arresto
preventivo (artt. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP e art. 10 cpv. 1 LMM combinati).

b)        Inoltre, non si riescono ad immaginare misure provvisionali
alternative altrettanto atte a garantire la sicurezza pubblica (art. 23 cpv. 3
LMM); anche in tal senso, dunque, il principio di proporzionalità è
soddisfatto.

 

7.

In
conclusione, nella misura in cui fossero ricevibili le istanze in discussione
dovrebbero essere respinte, ciò che avviene con la presente decisione
impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di
appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP e art. 10 cpv. 1 LMM combinati), e senza
conseguenza di tassa e spese.

Per i quali motivi,

visti gli
artt. 95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP e gli artt. 10 e 24 LMM

d e c i d e :

1.   In quanto ricevibili,
le istanze di libertà provvisoria inoltrate in data 30 agosto / 1° settembre
2000 da __________ sono respinte.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-          
avv. __________, per sé e per gli istanti, con copia del
preavviso negativo del Magistrato dei minorenni;

-          
avv. __________, quale difensore d’ufficio designato dei
minorenni;

-      Magistrato
dei minorenni avv. __________, con l’inc. MM __________ di ritorno.

giudice __________