# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 708280a1-c31e-5307-872b-6bf225c112c0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-05-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 31.05.2019 80.2018.266
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2018-266_2019-05-31.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2018.266

  80.2018.267

  	
  Lugano

  31 maggio 2019

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi - Gianola, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI 1  

   RI 2  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 4 dicembre 2018 contro la decisione del 5 novembre 2018 in materia di revisione
  IC/IFD 2014.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                            A.  Con raccomandate 15.1.2018 e
24.9.2018 i coniugi RI 1 presentavano all’Ufficio di tassazione di __________
(di seguito UT) una domanda di revisione della “situazione fiscale degli ultimi
10 anni”. La richiesta traeva origine dalla partecipazione di RI 1 nella
comunione ereditaria (di seguito CE) fu RI 2 (madre della contribuente, deceduta
il 12.10.2013). Questa situazione avrebbe, a dire dei coniugi RI 1, comportato
un notevole aggravio della loro situazione fiscale. In particolare, nello
scritto del 24.9.2018 venivano illustrati in maniera pratica i risvolti
concreti della partecipazione alla CE con diretto influsso sulla loro
situazione fiscale. I contribuenti facevano valere che i dati relativi al mapp.
__________ RFD __________, di proprietà della CE RI 1 sino al 10.5.2017
(momento in cui è stato esercitato un diritto di compera da parte della __________,
__________) erano stati calcolati erroneamente da parte dell’autorità fiscale.
In particolare, nell’accertare il valore di reddito e di sostanza del
sopraccitato immobile, l’Ufficio di tassazione non avrebbe considerato, per
rapporto ai dati dichiarati in precedenza dalla defunta __________, l’esistenza
di un diritto di compera. Neppure sarebbero stati valutati correttamente i
valori dei mapp. __________ e __________ RFD __________ di proprietà della __________.
Secondo RI 1 e RI 2 il “(...) valore contabile netto risultante per l’intera
CE è di fr. 2'900.-“. I contribuenti indicavano inoltre: “L’imposta
sulla sostanza immobiliare, secondo il valore di stima ufficiale, dedotta la
parte CE, va posta interamente a carico del beneficiario del diritto di compera”.
La partecipazione nella CE, sarebbe stata valutata in maniera errata al punto
che gli istanti indicavano nella loro domanda: “(...)la sostanza e il
reddito imponibili sono nettamente inferiori a quanto da voi precedentemente
accertato e tassato (...)”. In base a questi accertamenti inesatti, i
coniugi RI 1 ritenevano di aver versato somme d’imposta non dovute. Questa
situazione aveva altresì dato luogo all’avvio di procedure esecutive nei loro
confronti da parte dell’Ufficio esazione e condoni.

 

 

                            B.  Con decisione del 26.9.2018
l’UT di __________ respingeva la domanda di revisione della decisione IC/IFD
2014 del 12.7.2017. Dopo aver ricapitolato i motivi all’origine della richiesta
della revisione e meglio “(...) vari aspetti legati alla particella __________
di proprietà della comunione ereditaria __________ quali una eccedenza di spese
di gestione del 2013, valori di un diritto di compera e differenze nei valori
di stima”, l’autorità fiscale precisava i motivi giuridici per i quali era
possibile procedere alla revisione di una decisione di tassazione passata in giudicato,
elencati agli art. 232 cpv. 1 LT e 147 cpv. 1 LIFD. L’UT stabiliva che, in
applicazione degli art. 232 cpv. 2 LT, rispettivamente 147 cpv. 2 LIFD la
revisione di una tassazione non poteva essere ammessa “(...) per motivi che
il contribuente, usando la diligenza che da lui si poteva ragionevolmente
pretendere, sarebbe stato in grado di far valere già nella procedura ordinaria”.
Il fisco precisava inoltre che l’istituto della revisione non è dato per
addurre fatti che si sarebbero potuti invocare già nella procedura di reclamo o
di ricorso. Decidere altrimenti significherebbe abolire ogni distinzione tra
mezzi d’impugnazione ordinari e il rimedio straordinario della revisione, che
non può supplire ad un’omissione imputabile allo stesso ricorrente. Per
motivare la propria decisione l’UT si basava su una sentenza di questa Camera
dell’8.5.2013 (inc. CDT 80.2012.102/103). L’autorità fiscale stabiliva che le
ragioni addotte a sostegno della richiesta di revisione non potevano essere
considerate dei fatti nuovi legittimanti la revisione delle tassazioni.

 

 

                            C.  Con reclamo del 26/29.10.2018
i coniugi RI 1 contestavano la decisione dell’UT. In particolar modo censuravano
l’operato dell’Ufficio di tassazione laddove, per i dati inerenti la CE, si sarebbe
attenuto a quanto trasmesso in forma “anonima” da altri coeredi. La CE non
avrebbe alcun rappresentante e non era pertanto dato sapere chi avesse inviato
i dati inerenti la CE al fisco. I dati in questione sarebbero tutto fuorché
“dati accertati”: si baserebbero infatti su informazioni del tutto infondate.
Confrontando le dichiarazioni fiscali e le relative decisioni fiscali degli
anni 2011, 2012 e 2013 i contribuenti si sarebbero avveduti, per il mapp. __________
RFD __________ che le spese di gestione non sarebbero state riprese nei debiti
privati e che inoltre il debito privato di fr. 220'000.- vantato a decorrere da
fine 2002 dalla coerede __________ nei confronti della madre __________ ed
iscritto a Registro fondiario, non aveva trovato riscontro nelle dichiarazioni
fiscali di quest’ultima alla quale è subentrata la CE. I coniugi RI 1
lamentavano poi la violazione del loro diritto di essere sentiti: l’UT avrebbe
infatti negato loro il “sacrosanto diritto costituzionale di essere sentiti”. I
reclamanti concludevano asserendo: “Non si comprende per quali motivi
l’Ufficio circondariale di __________, pur essendo pienamente edotto della
nostra particolare situazione, ci ha rifiutato di accettare la nostra richiesta
di revisione fiscale a far capo da quella dell’anno 2013: tassazione falsata
dalla realtà dei fatti che implica le sue negative influenze su tutte quelle
successive”.

 

 

                            D.  Con decisione del 5.11.2018
l’UT di __________ respingeva la domanda di revisione in materia di IC/IFD 2014
riconfermandosi nei precedenti argomenti. In aggiunta, l’autorità fiscale precisava
che secondo la giurisprudenza della Camera di diritto tributario e del
Tribunale federale, l’istituto della revisione non è dato per riparare ad un
errore di diritto o per avvalersi di una nuova tesi giuridica e nemmeno per ottenere
una nuova valutazione di circostanze già note al momento della decisione.
L’autorità fiscale ribadiva il concetto secondo cui gli insorgenti non avevano
presentato nuove obiezioni idonee a contrastare la decisione con la quale era
stata negata la domanda di revisione. Le motivazioni del reclamo non dimostravano
l’esistenza di fatti nuovi che non si sarebbero potuti invocare già nella
procedura ordinaria di reclamo o di ricorso.

 

 

                            E.  Con tempestivo ricorso
4/5.12.2018 RI 1 insorgono contro la decisione su reclamo con la quale è stata
negata la domanda di revisione della decisione fiscale IC/IFD 2014. I
ricorrenti, per la motivazione, rinviano al ricorso presentato contro la
decisione di tassazione IC/IFD 2016, già pendente presso la Camera di diritto
tributario (inc. CDT __________). Gli argomenti ricorsuali sono i medesimi di
quelli esposti in sede di reclamo. Oltre a quanto già rivendicato, dinanzi alla
Camera di diritto tributario i contribuenti spiegano che anche la valutazione
del mapp. __________ RFD di __________, di proprietà del marito, sarebbe errata
ed avrebbe condizionato l’esattezza delle decisioni fiscali nel frattempo
emesse.

 

 

                             F.  In data 7/10.12.2018 l’UT
di __________ trasmette l’incarto fiscale 2014 dei coniugi ricorrenti,
indicando di non avere osservazioni da presentare al gravame. Con scritto
18.12.2018 i coniugi RI 1 chiedono alla Camera di diritto tributario se la
documentazione trasmessa da parte dell’UT di __________ è comprensiva anche
della dichiarazione di tassazione per il 2013 della defunta __________.

 

 

                            G.  Il 29.3.2019 si è tenuta
presso l’UT di __________ un’udienza alla quale hanno partecipato i ricorrenti
e l’autorità fiscale. In tale occasione gli insorgenti hanno avuto modo di
spiegare nuovamente la complessa situazione esistente all’interno della
comunione ereditaria cui fa parte la moglie. Precisano che nel frattempo,
l’immobile appartenente alla CE sarebbe stato venduto (nel mese di maggio del
2017) e dopo la divisione del ricavo a RI 1 sarebbero spettati unicamente fr.
1'000.-, che non sono sarebbero stati ancora incassati. I ricorrenti sono
dell’avviso che (non) sarebbe corretto dover pagare le imposte sui redditi
generati dall’immobile nei precedenti periodi fiscali. L’autorità fiscale ha
dal canto suo ribadito che dopo la morte della madre i redditi degli immobili
sono stati divisi per un quinto ciascuno fra gli eredi ai fini delle rispettive
tassazioni. I ricorrenti, censurano anche il valore locativo della casa di __________:
precisano di aver presentato un ricorso presso il Tribunale delle
espropriazioni. Ad ogni modo essi sono dell’avviso che il valore locativo
ritenuto da parte dell’autorità fiscale è eccessivo.

 

 

Diritto

 

 

                             1.  1.1 

                                  I ricorrenti censurano
preliminarmente una violazione del loro diritto di essere sentiti. In particolar
modo l’UT avrebbe negato loro il “sacrosanto diritto costituzionale di
essere sentiti”.

 

                                  1.2.

                                  Gli articoli 208 cpv. 1 LT e 135
cpv. 1 LIFD stabiliscono che, nella procedura di reclamo contro una decisione
di tassazione ordinaria, l’autorità di tassazione prende la sua decisione
fondandosi sui risultati dell’inchiesta e che essa può determinare nuovamente
tutti gli elementi imponibili e, sentito il contribuente, modificare la
tassazione anche a svantaggio del medesimo. Né la legge tributaria cantonale né
la legge federale sull’imposta federale diretta attribuiscono dunque al
contribuente il diritto di essere convocato e sentito personalmente prima di
una decisione su reclamo. Né una simile garanzia discende dall’art. 29 cpv. 2
Cost., poiché secondo il Tribunale federale la garanzia costituzionale del
diritto di essere sentito in un procedimento amministrativo non implica il
diritto di essere sentito oralmente (DTF 122 I 464 consid. 4c e giurisprudenza
citata). 

                                  Come ha ricordato il Tribunale
federale, ciò vale in modo particolare nell’ambito di procedimenti di massa,
estesi alla totalità dei cittadini, come le procedure di tassazione per le
imposte dirette (cfr. pure l’art. 126 cpv. 2 LIFD secondo cui [solo] l’autorità
di tassazione può esigere che siano fornite informazioni anche oralmente;
sentenza del 14 dicembre 2006 n. 2A.438/2006 consid. 3.2).

 

                                  1.3.

                                  Nella fattispecie,
l’Ufficio di tassazione non era pertanto tenuto a convocare i reclamanti prima
di adottare una decisione. Un’eventuale violazione del diritto di essere
sentito sarebbe comunque stata sanata nella procedura di ricorso, visto che le
parti sono state convocate in udienza da questa Corte.

 

 

                             2.  2.1.

                                  I ricorrenti hanno presentato una
domanda di revisione ritenendo che gli elementi imponibili legati alla CE di
cui fa parte __________ non sono stati accertati correttamente da parte del
fisco. Neppure corretta sarebbe la valutazione del valore locativo della casa
d’abitazione di __________. 

                                  L’autorità fiscale ritiene, per
contro, che nel caso concreto non siano dati i presupposti legali per procedere
alla revisione della decisione su reclamo inerente il periodo fiscale IC/IFD
2014. 

 

                                  2.2.

                                  Sono tre i motivi di revisione, a
vantaggio del contribuente, di una decisione o sentenza cresciuta in giudicato:

a)    la scoperta
di fatti rilevanti o mezzi di prova decisivi; 

b)    la mancata
considerazione, da parte dell’autorità giudicante, di fatti rilevanti o di
mezzi di prova decisivi, che conosceva o doveva conoscere, oppure un’altra
violazione di principi essenziali della procedura; 

c)    il fatto che
un crimine o un delitto abbia influito sulla decisione o sulla sentenza. 

                                  (art. 232 cpv. 1 LT; art. 147
cpv. 1 LIFD). 

                                  Quale ulteriore motivo di
revisione la legge cantonale aggiunge che essa è data se, in caso di conflitti
in materia di doppia imposizione intercantonale o internazionale, l’autorità
che ha deciso giunge alla conclusione che, secondo le norme applicabili per
evitare la doppia imposizione, il Cantone deve limitare il proprio diritto di
imporre (art. 232 cpv. 1 lett. d LT).

 

                                  2.3.

                                  La revisione è tuttavia esclusa
se l’istante, ove avesse usato la diligenza che da lui poteva essere
ragionevolmente pretesa, avrebbe potuto far valere già nel corso della
procedura ordinaria il motivo di revisione invocato (art. 147 cpv. 2 LIFD). 

                                  L’istituto della revisione non è
dato, cioè, per addurre fatti che si sarebbero potuti invocare già nella
procedura di reclamo o di ricorso. Decidere altrimenti, e ammettere
automaticamente la revisione in caso di violazione di norme essenziali di
procedura, significherebbe abolire ogni distinzione tra mezzi d’impugnazione
ordinari e il rimedio straordinario della revisione, che non può supplire a
un’omissione imputabile allo stesso contribuente, che ha diritto di avvalersi
dei rimedi ordinari (cfr. p. es. la sentenza del Tribunale federale 2C_47/2016,
2C_48/2016 del 22 agosto 2016 consid. 3.2 con riferimenti; inoltre: Locher, Kommentar zum DBG, vol. III,
Basilea 2015, n. 30 ad art. 147 LIFD, p. 773 s.; Looser, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum DBG, 3a
edizione, Basilea 2017, n. 24 ad art. 147 LIFD, p. 2474 ss.; Casanova/Dubey, in: Noël/Aubry Girardin
[a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2a
ediz., Basilea 2017, n. 15 ad art. 147 LIFD, p. 1802 s.). 

                                  Di
conseguenza, la revisione è esclusa, per esempio, nel caso dell’errore di
dichiarazione, cioè quando, per trascuratezza del contribuente o del suo
rappresentante, si è omesso di far valere nella procedura di tassazione o con i
rimedi giuridici ordinari elementi di fatto essenziali, oppure nel caso in cui
il contribuente avrebbe potuto scoprire subito l’errore di fatto o di diritto
dell’autorità, controllando la tassazione notificatagli (Casanova, Änderungen rechtskräftiger
Verfügungen und Entscheide, in ASA 61 p. 450-451). 

 

                                  2.4.

                                  Anche una “valutazione
completamente errata” dei fatti non potrebbe comunque essere considerata una
violazione di “principi essenziali della procedura”, così come preteso dagli
articoli 147 cpv. 1 lett. b LIFD e 232 cpv. 1 lett. b LT. Un
simile motivo di revisione è pensato unicamente per le ipotesi in cui una
motivazione errata o carente abbia dissuaso il contribuente dal presentare un
reclamo tempestivo (Casanova/Dubey,
op. cit., n. 8 ad art. 147 LIFD, p. 1801). Non vi rientrano, per contro, l’assunzione
errata, o arbitraria, di una prova e neppure un errore nella sussunzione (errore
nei fatti o applicazione errata del diritto), poiché altrimenti si finirebbe
per abolire ogni distinzione tra mezzi d’impugnazione
ordinari e il rimedio straordinario della revisione.

 

 

                             3.  3.1.

                                  In sostanza i ricorrenti sono
dell’avviso che l’autorità di tassazione non avrebbe correttamente accertato né
il valore locativo dell’immobile di __________, né i dati imponibili relativi
alla CE di cui fa parte __________: ciò che avrebbe comportato un notevole
aggravio della loro situazione fiscale.

 

                                  3.2.

                                  Ora i qui insorgenti non invocano
– a sostegno della loro domanda di revisione – alcuno dei motivi di cui agli
art. 232 cpv. 1 LT e 147 cpv. 1 LIFD.

                                  Già
nella decisione di tassazione IC/IFD 2014, per quanto riguarda i redditi, ed in
particolar modo il “valore locativo/affitti” l’autorità fiscale aveva addotto,
a sostegno delle modifiche rispetto alla dichiarazione presentata:

                                  Valore locativo della propria abitazione o dei propri
locali rettificato, tenuto conto del valore dell’immobile e dei canoni locatizi
normali della zona. Vengono inoltre aggiunti i redditi della comunione
ereditaria di __________ di fr. 7'384.-.

 

 

 

                                  3.3.

                                  Nell’ambito della procedura
ordinaria, i qui ricorrenti avevano presentato un reclamo, il 7.4.2017
sottoponendo i medesimi argomenti che vengono sollevati anche con l’istanza di
revisione, e meglio il calcolo del valore locativo dell’immobile di __________,
come anche i redditi generati dall’immobile di proprietà della CE fu __________
a __________. Con scritto inviato mediante posta APlus il 12.4.2017, l’UT di
Locarno si era rivolto ai contribuenti, chiedendo loro di voler trasmettere
della documentazione e fra l’altro quanto segue:

·      
Il reddito della vostra abitazione
è stato fissato in fr. 15'000.- tenuto conto del fatto che circa 1/3 di questo
importo di fr. 4'800.- dedotto dal reddito da attività indipendente, quindi
l’imposizione della parte privata ammonta a soli fr. 10'200.- (in base alla
giurisprudenza del tribunale federale questo importo deve corrispondere ad un
affitto reperibile in caso di locazione a terze persone di circa fr. 1'250.-
mensili), vi invitiamo quindi ad indicarci per quali motivi ritenete questa
cifra inadeguata.

·      
Per quanto concerne le proprietà
di __________, si tratta di dati corrispondenti alle stesse forniti dagli altri
proprietari debitamente documentati, non spetta quindi all’autorità fiscale entrare
nel merito di eventuali disaccordi tra le parti, vi invitiamo quindi a
giustificare la vostra contestazione.                    

                                  In data 31.5.2017 l’autorità
fiscale trasmetteva ai contribuenti un richiamo in relazione alla richiesta di
documentazione del 12.4.2017, non avendo gli stessi dato riscontro a quanto
richiesto. Veniva pertanto fissato un termine improrogabile scadente il
20.6.2017.

                                  Entro il termine impartito i
contribuenti non ottemperavano a quanto domandato loro da parte dell’autorità
fiscale. Motivo per cui, nella decisione su reclamo del 12.7.2017 – cresciuta
in giudicato – venivano ripresi i dati accertati nella prima decisione di
tassazione.

 

                                  3.4.

                                  Ora, con l’istanza di revisione
presentata il 24.9.2018 i qui ricorrenti ripropongono – in linea di massima – i
medesimi argomenti fatti valere nell’ambito della procedura ordinaria. L’autorità
fiscale, proprio su questi punti contestati, aveva a più riprese sollecitato la
presentazione di documentazione e di osservazioni ai contribuenti.

 

                                  3.5.

                                  La giurisprudenza del Tribunale
federale esige dal contribuente una certa diligenza nella salvaguardia dei suoi
diritti nel contesto della procedura di tassazione. Egli non può in particolare
avvalersi del rimedio della revisione per invocare argomenti che ha omesso di
sollevare nella procedura di ricorso ordinaria (cfr. le sentenze 2P.34/2006 e
2A.56/2006 del 16 giugno 2006, in: RtiD I-2007 n. 16t consid. 3.3; DTF
111 Ib 209 consid. 1; sentenza 2A.451/1996 del 21 maggio 1997, in:
ASA 67 p. 391 consid.
3d).

                                  Al contribuente spetta sempre e
comunque l’incombenza di controllare la decisione di tassazione al momento in
cui la riceve e di sollevare le proprie censure tramite i rimedi giuridici
ordinari. Decidere diversamente significherebbe infatti abolire ogni distinzione
tra mezzi d’impugnazione ordinari e il rimedio straordinario della revisione,
che in virtù del principio della certezza del diritto non può in nessun caso
supplire ad un’omissione imputabile agli stessi contribuenti (si veda anche CDT
n. 80.2012.72 del 12.11.2012).

 

                                  3.6.

                                  Ora la revisione non ha come
scopo quello di rimediare a omissioni del contribuente, in relazione ad
eventuali manchevolezze nella presentazione di documentazione o prese di posizione
che avrebbe potuto far valere nel solco della procedura ordinaria. Tanto più
che nel caso in esame l’autorità fiscale ha sollecitato a più riprese una presa
di posizione in relazione ai punti contestati con reclamo.

 

 

                             4.  Il ricorso è respinto. La
tassa di giustizia e le spese sono poste a carico dei ricorrenti, soccombenti.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  Il ricorso è respinto.

 

                             2.  Le spese processuali consistenti:

                                  a. nella tassa di giustizia di                           fr.
  200.–

                                  b. nelle spese di cancelleria di
complessivi     fr.   100.–

                                  per un totale di                                             fr.   300.–

                                  sono a carico dei ricorrenti.

 

                             3.  Contro il presen          Copia
per conoscenza:

                                  -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                La segretaria: