# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c72ab5e2-3bbb-5378-b80b-4bab0d599776
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2013-11-14
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 14.11.2013 RR.2013.202
**Docket/Reference:** RR.2013.202
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2013-202_2013-11-14

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP).

Sentenza del 14 novembre 2013 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, Presidente, 

Tito Ponti e Giorgio Bomio,  

Cancelliera Clara Poglia  

   

Parti   

A., quale legale rappresentante della B. LLC, 

patrocinato dall'avv. Gianfranco Barone,  

Ricorrente 

 

   

  contro 

   

AMMINISTRAZIONE FEDERALE DELLE DOGANE,  

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all'Italia 

 

Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2013.202 

 

 

 Fatti: 

A. La Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Salerno ha 

presentato, in data 29 febbraio 2012, una richiesta di assistenza giudiziaria 

internazionale in materia penale alla Svizzera nell'ambito di un procedimento 

penale avviato nei confronti di diversi indagati per le ipotesi di reato di 

trasferimento fraudolento di valori (art. 12-quinques del decreto legge n. 306 

dell'8 giugno 1992), contrabbando (art. 292 e 295 del decreto n. 43 del 

Presidente della Repubblica del 23 gennaio 1973), impiego di denaro, beni o 

utilità di provenienza illecita (art. 648 ter CP/I), e occultamento o distruzione 

di documenti contabili (art. 10 del decreto legge n. 74 del 10 marzo 2000). A 

tale prima richiesta ha fatto seguito una domanda rogatoriale complementare 

del 25 febbraio 2013 da parte della Procura della Repubblica presso il 

Tribunale ordinario di Napoli, cui nel frattempo è stata delegata la 

conduzione del suddetto procedimento. Dalle indagini sarebbe emersa 

un'articolata frode fiscale avente carattere transnazionale ai danni dello Stato 

italiano, messa in atto dai diversi indagati, i quali, per il tramite di una 

complessa struttura di società intervenenti a vario titolo nella compravendita 

di merci, avrebbero eluso il pagamento dell'IVA al fisco italiano per un 

ammontare di circa sette milioni di euro. Con la sua domanda 

complementare, l'autorità rogante postula l'acquisizione della 

documentazione relativa ai conti bancari detenuti da diverse società presso 

banche svizzere, in particolare dalla B. LLC, al fine segnatamente di 

identificare le movimentazioni finanziarie intervenute (act. 8.1 e 8.2). 

 

 

B. Con decisione di entrata in materia del 3 aprile 2013, l'Amministrazione 

federale della dogane (di seguito: AFD), Direzione generale delle dogane – 

autorità alla quale l'11 aprile 2012 l'Ufficio federale di giustizia (di seguito: 

UFG) ha delegato l'esecuzione della predetta commissione rogatoria e dei 

relativi complementi – ha ordinato alla banca C. SA, con sede a Z., l'edizione 

della documentazione afferente al conto corrente intestato alla società B. 

LLC. Ottemperando a tale ingiunzione, in data 16 aprile 2013, la banca C. 

SA ha trasmesso quanto richiesto all'autorità rogata (act. 8.3 e 8.4). 

 

 

C. In data 18 giugno 2013, l'AFD ha accolto la rogatoria in parola ordinando la 

trasmissione all'autorità richiedente della documentazione acquisita presso 

la banca C. SA, e meglio quella relativa al conto bancario intestato a B. LLC 

(act. 8.7). 

 

 

D. Con ricorso del 17 luglio 2013, A., "quale legale rappresentante della B. 

LLC", è insorto contro la summenzionata decisione di chiusura dinanzi alla 

 

 

Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, concludendo, in 

sostanza, che all'autorità estera vengano trasmessi unicamente determinati 

documenti e non l'insieme della documentazione bancaria raccolta. A suo 

dire, gran parte della documentazione sarebbe estranea ai fatti oggetto 

dell'inchiesta estera e quindi non pertinente alla stessa (act. 1).  

 

 

E. Con osservazioni del 7 agosto 2013, l'UFG postula, in via principale, 

l'irricevibilità del ricorso per carenza di legittimazione attiva del ricorrente – in 

quanto persona non toccata direttamente da una misura di assistenza 

giudiziaria – e, in via sussidiaria, la sua reiezione (act. 7). Con risposta del 

giorno successivo, l'AFD chiede la reiezione del gravame, ritenendo 

ossequiato, nel caso concreto, il principio della proporzionalità (act. 8). 

 

 

F. Con memoriale di replica del 21 agosto 2013, trasmesso per conoscenza 

all'UFG e all'AFD, A. si è sostanzialmente riconfermato nelle conclusioni 

espresse in sede di ricorso (act. 10).  

 

 

G. Le ulteriori argomentazioni verranno riprese, nella misura del necessario, nei 

successivi considerandi in diritto. 

 

 

 

 Diritto: 

 

1.  

1.1. In virtù dell'art. 37 cpv. 2 lett. a della legge federale del 19 marzo 2010 

sull'organizzazione delle autorità penali della Confederazione (LOAP;  

RS 173.71) e 19 cpv. 1 del regolamento del 31 agosto 2010 

sull'organizzazione del Tribunale penale federale (ROTPF; RS 173.713.161), 

la Corte dei reclami penali giudica i gravami in materia di assistenza 

giudiziaria internazionale.  

 

1.2. I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italiana 

e la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione europea 

di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in vigo-

re il 12 giugno 1962 per l’Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera (CEAG; 

RS 0.351.1), dall'Accordo italo-svizzero del 10 settembre 1998 che completa 

e agevola l'applicazione della CEAG (RS 0.351.945.41), entrato in vigore 

mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo italo-

svizzero), nonché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale 

dell’Unione europea, L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 48 e segg. 

 

 

della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 

1985 (CAS). Di rilievo nella fattispecie è anche la Convenzione sul riciclag-

gio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato, conclusa a 

Strasburgo l’8 novembre 1990, entrata in vigore il 1° settembre 1993 per la 

Svizzera ed il 1° maggio 1994 per l’Italia (CRic; RS. 0.311.53). Alle questioni 

che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trattati non regola  

espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più 

favorevole all'assistenza rispetto a quello pattizio (cosiddetto principio di 

favore), si applicano la legge federale sull'assistenza internazionale in 

materia penale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), unitamente alla relativa 

ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 Accordo italo-

svizzero; DTF 137 IV 33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 3.1; 135 IV 212 

consid. 2.3; 123 II 134 consid. 1a; 122 II 140 consid. 2). Il principio di favore 

vale anche nell'applicazione delle pertinenti norme di diritto internazionale (v. 

art. 48 n. 2 CAS, 39 n. 3 CRic e art. I n. 2 Accordo italo svizzero). È fatto 

salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 

consid. 7c).  

 

1.3. Interposto tempestivamente contro la sopraccitata decisione di chiusura 

dell'autorità federale d'esecuzione, il ricorso è ricevibile sotto il profilo degli 

art. 25 cpv. 1, 80e cpv. 1 e 80k AIMP. 

 

1.4. La ricevibilità del gravame presuppone tuttavia anche la legittimazione a 

ricorrere dell'insorgente giusta l’art. 80h AIMP. In base a quest’ultima 

disposizione, oltre all’UFG (art. 80h lett. a AIMP), ha diritto di ricorrere 

chiunque è toccato personalmente e direttamente da una misura d’assistenza 

giudiziaria e ha un interesse degno di protezione all’annullamento o alla 

modifica della stessa (art. 80h lett. b AIMP; v. anche l’art. 21 cpv. 3 AIMP per 

quanto concerne le persone contro cui è diretto il procedimento penale 

all’estero). Il concetto di persona toccata ai sensi dei predetti articoli di legge 

trova concretizzazione sia nella giurisprudenza che all'art. 9a OAIMP. Per 

essere considerato personalmente e direttamente toccato da una misura di 

assistenza giudiziaria internazionale, il ricorrente deve avere un legame 

sufficientemente stretto con la decisione litigiosa (DTF 123 II 161 consid. 1 

d/aa). Più concretamente, nel caso di una richiesta d’informazioni su un conto 

bancario è considerato personalmente e direttamente toccato il titolare del 

conto (v. art. 9a lett. a OAIMP; DTF 137 IV 134 consid. 5 e 118 Ib 547 consid. 

1d), così come nelle perquisizioni domiciliari questa qualità spetta al 

proprietario o al locatario (v. art. 9a lett. b OAIMP). In via giurisprudenziale è 

stato altresì precisato che la legittimazione a ricorrere compete alla persona 

direttamente sottoposta a una misura coercitiva (perquisizione, sequestro o 

interrogatorio; DTF 130 II 162 consid. 1.1; 128 II 211 consid. 2.3; 127 II 198 

consid. 2d; 126 II 258 consid. 2d; 124 II 180 consid. 1b; TPF 2007 79 

consid. 1.6 pag. 82), mentre gli interessati toccati solo in maniera indiretta, 

 

 

come ad esempio il mero avente diritto economico di un conto bancario, non 

possono impugnare tali provvedimenti (DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1 e 122 II 

130 consid. 2b e rinvii). Per lo stesso motivo, nel caso di documenti in 

possesso di terzi, soltanto questi ultimi in quanto loro possessori possono 

contestare il sequestro degli stessi, anche se i documenti in questione 

concernono un’altra persona contro la quale è pendente un procedimento 

penale estero (DTF 123 II 161 consid. 1d; 116 Ib 106 consid. 2a; TPF 2007 

79 consid. 1.6). Secondo la giurisprudenza, questo vale parimenti nel caso di 

documentazione bancaria detenuta da un avvocato o da una fiduciaria in 

ragione di un mandato (sentenza del Tribunale federale 1A.293/2004 del 18  

marzo 2005, consid. 2.3; sentenza del Tribunale penale federale 

RR.2007.101 del 12 luglio 2007, consid. 2.1). La persona perseguita 

all'estero non può invece ricorrere contro misure che toccano terzi (DTF 116 

Ib 106 consid. 2a/aa; 110 Ib 387 consid. 3b). Questo diritto è infatti 

riconosciuto all’indagato all’estero solo quando egli è toccato in maniera 

diretta dalla misura d’assistenza, per esempio laddove viene direttamente 

sottoposto ad un interrogatorio o ad una perquisizione in ambito rogatoriale.  

 

Discende da tali principi che la società B. LLC, nella sua qualità di titolare del 

conto oggetto della misura di assistenza, è unica beneficiaria della 

legittimazione ricorsuale. Alla luce degli scritti presentati a questa Corte, 

segnatamente della confusione e delle contraddizioni presenti nell'enunciato 

degli stessi, non risulta tuttavia chiara l'identità del ricorrente. Come 

segnalato supra, il frontespizio del memoriale di ricorso indica che lo stesso è 

interposto da A. "quale legale rappresentante della B. LLC" (act. 1, p. 1). La 

dicitura presente sullo scritto di replica precisa invece che la medesima è 

presentata da A. (act. 10, p. 1). Inoltre, nella motivazione del ricorso così 

come in quella di replica, viene sistematicamente e unicamente fatto 

riferimento a "il ricorrente". Queste constatazioni porterebbero a ritenere che 

l'impugnativa sia stata inoltrata da A. stesso, in nome proprio. Ad ogni buon 

conto, dato il potere di rappresentanza di cui quest'ultimo gode in favore della 

suddetta persona giuridica (act. 4.1), va ritenuto che il ricorso è ricevibile 

unicamente nella misura in cui egli ricorre in nome della società titolare del 

conto.   

 

 

2. Malgrado la ricorrente non lo formuli esplicitamente, si evince dalla sua 

argomentazione che la stessa lamenta una violazione del principio della 

proporzionalità. Essa fa in effetti valere che unicamente una parte della 

documentazione oggetto della decisione di chiusura sarebbe utile ai fini del 

procedimento estero.  

 

2.1 La questione di sapere se le informazioni richieste nell'ambito di una 

domanda di assistenza siano necessarie o utili per il procedimento estero 

 

 

deve essere lasciata, di massima, all'apprezzamento delle autorità 

richiedenti. Lo Stato richiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi 

sull'opportunità di assumere determinate prove e non può sostituirsi in 

questo compito all'autorità estera che conduce le indagini (DTF 132 II 81 

consid. 2.1 e rinvii). La richiesta di assunzione di prove può essere rifiutata 

solo se il principio della proporzionalità sia manifestamente disatteso (DTF 

120 Ib 251 consid. 5c; sentenze del Tribunale penale federale 

RR.2008.154-157 dell’11 settembre 2008, consid. 3.1 e RR.2007.18 del 

21 maggio 2007, consid. 6.3) o se la domanda appaia abusiva, le 

informazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le indagini 

(DTF 122 II 134 consid. 7b; 121 II 241 consid. 3a). Inoltre, da consolidata 

prassi, quando le autorità estere chiedono informazioni su conti bancari 

nell'ambito di procedimenti per reati patrimoniali di tipo distrattivo, esse 

necessitano di regola di tutti i documenti, perché debbono poter individuare 

il titolare giuridico ed economico dei conti eventualmente foraggiati con 

proventi illeciti, per sapere a quali persone o entità giuridiche possano 

essere ricollegati (DTF 129 II 462 consid. 5.5; 124 II 180 consid. 3c inedito; 

121 II 241 consid. 3b e c; sentenze del Tribunale federale 1A.177/2006 del 

10 dicembre 2007, consid. 5.5; 1A.227/2006 del 22 febbraio 2007, consid. 

3.2; 1A.195/2005 del 1° settembre 2005 in fine; sull'utilità dei documenti 

d'apertura di un conto v. sentenza del Tribunale federale 1A.182/2006 del 

9 agosto 2007, consid. 3.2; cfr. anche DTF 130 II 14 consid. 4.1). La 

trasmissione dell'intera documentazione potrà evitare altresì l'inoltro di 

eventuali domande complementari (DTF 136 IV 82 consid. 4.1; 121 II 241 

consid. 3; sentenza del Tribunale federale 1C_486/2008 dell'11 novembre 

2008, consid. 2.4). Si tratta di una maniera di procedere necessaria, se del 

caso, ad accertare anche l'estraneità delle persone interessate (DTF 129 II 

462 consid. 5.5; sentenze del Tribunale federale 1A.182/2006 del 9 agosto 

2007, consid. 2.3 e 3.2; 1A.52/2007 del 20 luglio 2007, consid. 2.1.3; 

1A.227/2006 del 22 febbraio 2007, consid. 3.2; 1A.195/2005 del 

1° settembre 2005 in fine; 1A.79/2005 del 27 aprile 2005, consid. 4.1). In 

base alla giurisprudenza l'esame va quindi limitato alla cosiddetta utilità 

potenziale, secondo cui la consegna giusta l'art. 74 AIMP è esclusa 

soltanto per quei mezzi di prova certamente privi di rilevanza per il 

procedimento penale all'estero (DTF 126 II 258 consid. 9c; 122 II 367 

consid. 2c; 121 II 241 consid. 3a e b). 

 

2.2 Come indicato in precedenza, le autorità inquirenti italiane avrebbero 

individuato l'esistenza di un'articolata frode fiscale a carattere 

transnazionale ai danni dello Stato italiano dalla quale avrebbero tratto 

profitto le società appartenenti al gruppo D. D¹, D² e D³ (di seguito: i fratelli 

D.), nella loro qualità di amministratori di società appartenenti al gruppo 

precitato, avrebbero falsamente intestato a società fittizie, formalmente non 

legate al gruppo ma a loro riconducibili, la proprietà di ingenti quantitativi di 

http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F120-IB-251%3Ait&number_of_ranks=0#page251
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F120-IB-251%3Ait&number_of_ranks=0#page251
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F122-II-134%3Ait&number_of_ranks=0#page134
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-II-241%3Ait&number_of_ranks=0#page241
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F129-II-462%3Ait&number_of_ranks=0#page462
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F124-II-180%3Ait&number_of_ranks=0#page180
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-II-241%3Ait&number_of_ranks=0#page241
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-II-241%3Ait&number_of_ranks=0#page241
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F130-II-14%3Ait&number_of_ranks=0#page14
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F126-II-258%3Ait&number_of_ranks=0#page258
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F122-II-367%3Ait&number_of_ranks=0#page367
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-II-241%3Ait&number_of_ranks=0#page241

 

 

banda stagnata (latta bianca). Mediante le società E. Limited (Regno unito), 

F. SARL (Tunisia) e G. ARL (Bulgaria), formalmente terze ma in realtà 

gestite dai fratelli D., i prodotti venivano successivamente importati in Italia 

da paesi extra-comunitari in sospensione d'IVA, per poi essere rivenduti su 

territorio italiano, tramite la H. Ltd (Regno unito) e la I. Srl (Romania), 

società riconducibili al gruppo D. Tali operazioni avvenivano mediante 

fatture imponibili IVA senza tuttavia che venisse proceduto al versamento 

dell'imposta dovuta. In questo contesto, la merce ritornava a  

J. Srl e K. Spa, società appartenenti al gruppo D., in vista della successiva 

distribuzione sul mercato italiano. Come si è visto, nell'ambito del 

procedimento penale condotto dall'autorità rogante, quest'ultima ha 

richiesto la trasmissione della documentazione bancaria del conto intestato 

alla B. LLC. In effetti, alla luce di quanto emerso dall'esame delle 

movimentazioni bancarie, la documentazione relativa alla suddetta 

relazione risulta, a mente dell'anzidetta autorità, necessaria per completare 

il tracciamento delle risorse finanziarie provenienti direttamente dall'ingente 

frode investigata. Tale approfondimento investigativo si renderebbe 

necessario al fine di completare l'identificazione di tutti i soggetti 

responsabili delle attività di reimpiego illecito di somme provento dei reati 

prospettati e l'individuazione della destinazione finale delle medesime 

somme, attraverso la complessa rete transazionale investigata.  

 

Orbene, nel proprio ricorso, la ricorrente stessa conferma che, come 

postulato dalle autorità italiane, alcune transazioni intervenute sul conto 

incriminato sono in relazione con l'inchiesta italiana (act. 1, § 3 segg.). Alla 

luce della consolidata giurisprudenza menzionata in precedenza 

(consid. 2.1), tutta la documentazione relativa al conto oggetto della 

richiesta è potenzialmente utile per le indagini, in quanto essa è destinata a 

permettere la ricostruzione complessiva delle presunte distrazioni a danno 

dello Stato italiano. A tale proposito, occorre ricordare che il principio 

dell'utilità potenziale assume un ruolo cruciale nell'applicazione del 

principio della proporzionalità nell'ambito dell'assistenza in materia penale. 

Lo scopo di tale cooperazione è proprio quello di favorire la scoperta di 

fatti, informazioni e mezzi di prova, compresi quelli di cui l'autorità estera 

non sospetta neppure l'esistenza. Non si tratta soltanto di aiutare lo Stato 

richiedente a provare i fatti evidenziati dall'inchiesta, ma di svelarne altri, se 

ne esistono. Ne deriva, per l'autorità d'esecuzione, un dovere di esaustività 

che giustifica la comunicazione di tutti gli elementi da essa raccolti e 

potenzialmente idonei alle indagini estere, al fine di chiarire in tutti i suoi 

aspetti i meccanismi delittuosi perseguiti nello Stato rogante (sentenze del 

Tribunale penale federale RR.2010.173 del 13 ottobre 2010, consid. 4.2.4/a 

e RR.2009.320 del 2 febbraio 2010, consid. 4.1; ROBERT ZIMMERMANN, La 

coopération judiciaire internationale en matière pénale, 3a ediz., Berna 

2009, n. 722, p. 673 e seg.). 

 

 

 

 Quanto precede permette di confermare la sufficiente relazione tra le 

misure d'assistenza richieste e l'oggetto del procedimento penale estero, 

spettando comunque al giudice del merito valutare se dalla 

documentazione sequestrata emerge in concreto una connessione 

penalmente rilevante fra i fatti perseguiti all'estero e la relazione bancaria 

litigiosa. Vi è quindi da concludere che la domanda di assistenza estera 

non viola il principio della proporzionalità e che non vi è ragione per 

circoscrivere la stessa ai soli documenti identificati dalla ricorrente. La 

censura va pertanto respinta. 

  

 

3. Visto quanto precede e non avvedendosi altri motivi suscettibili di condurre 

al rifiuto dell'assistenza, la decisione impugnata va integralmente 

confermata ed il gravame respinto.  

 

 

4. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 della legge federale 

sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA; RS 172.021] 

richiamato l’art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP). La tassa di giustizia è calcolata 

giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 del 

regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e 

le indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), ed 

è fissata nella fattispecie a CHF 5'000.--; essa è coperta dall’anticipo delle 

spese già versato. 

 

 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è respinto nella misura in cui è ricevibile. 

2. La tassa di giustizia di CHF 5'000.-- è posta a carico della ricorrente. Essa 

è coperta dall'anticipo dei costi già versato. 

 
 
Bellinzona, il 14 novembre 2013 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: La Cancelliera: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Gianfranco Barone 

- Amministrazione federale delle dogane 

- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria 

 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 
deve essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale 
della decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne 
un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure la comunicazione di informazioni 
inerenti alla sfera segreta e se si tratti di un caso particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un 
caso è particolarmente importante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati 
violati elementari principi procedurali o che il procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84 cpv. 
2 LTF).