# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5d78fed9-e32f-5d96-ae34-6b2feb496d44
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-09-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 17.09.2001 INC.2001.2309
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-2309_2001-09-17.html

## Full Text

N. 23.2001.9 M                                                          Lugano,
17 settembre 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
inoltrata in data 10 settembre 2001 da

__________,            __________

(difeso di fiducia dall’avv. dott.
__________)

e trasmessa
in data 13/14 settembre 2001 con preavviso negativo dal Procuratore Pubblico
avv. __________;

concesso
all’accusato, con ordinanza 14 settembre 2001, la facoltà di presentare
osservazioni al preavviso negativo del magistrato inquirente, e letto
l’allegato 17 settembre 2001;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP __________;

ritenuto 

in fatto:

A.

__________,
arrestato una prima volta il 12 gennaio 2001 e rilasciato il giorno successivo,
è in detenzione preventiva dallo scorso 11 giugno 2001, in quanto sospetto
autore – in correità con __________ – di appropriazione indebita, truffa e
falsità in documenti, in connessione con la gestione del conto __________ di
titolarità del fu __________. Questo giudice, sentito l’accusato il giorno
successivo e notificatagli l’estensione dell’accusa ai titoli di
amministrazione infedele e istigazione a falsa testimonianza (v. inc. Giar
__________ doc. _), ne confermava l’arresto (v. decisione 12 giugno 2001, inc.
Giar __________ doc. _)(su quanto precede v. anche, più in esteso, decisione 2
agosto 2001, inc. Giar __________ doc. _ consid. A e B p. 1-2).

 

B.

__________ ha
inoltrato una prima istanza di libertà provvisoria in data 27 luglio 2001 (inc.
Giar __________ doc. _), respinta con decisione 2 agosto 2001 (inc. Giar
__________ doc. _) principalmente per il perdurare di esigenze istruttorie,
accompagnate da pericolo di inquinamento delle prove, segnatamente di
collusione, ritenuto “estremamente grave” (loc. cit., consid. 3c p. 6). Il
pericolo di fuga paventato dalla pubblica accusa è stato lasciato indeciso
(loc. cit., consid. 4d p. 7-8).

 

C.

L’accusato
propone ora una nuova istanza di libertà provvisoria (inc. Giar __________ doc.
_), fondata essenzialmente su tre argomenti: da un lato non sussisterebbe più,
per l’accusato, la possibilità di inquinare le prove, “per il semplice motivo
che ogni documento utile si trova già in mano della Procura pubblica. Il
deposito atti, avvenuto il 5 settembre, conferma che è raggiunto lo scopo
dell’istruzione formale [...]” (loc. cit., pto. 3 p. 2). Sulla base di estratti
dei verbali dei testi, l’accusato contesta inoltre il rimprovero di aver
plagiato la teste __________ (loc. cit., pto. 3.1 p. 3) o di aver esercitato
qualsivoglia pressione su altri testi (eod. loc., p. 3-4), derivandone
l’infondatezza di un pericolo di collusione, anche nei confronti dei nuovi
testi proposti, comunque non “protagonisti principali” (loc. cit., pto. 3.2 p.
5). __________ contesta infine l’esistenza di un pericolo di sua fuga,
considerati il suo radicamento nella società ticinese e l’assenza di
disponibilità finanziaria occulta; e comunque, tale ipotetico pericolo potrebbe
essere ovviato con misure sostitutive (loc. cit., pto. 5 p. 5-6).

 

D.

Dal canto
suo, il Procuratore Pubblico si oppone all’istanza con un dettagliato preavviso
negativo 13/14 settembre 2001 (inc. Giar __________), dove evidenzia in primo
luogo come nell’ambito del deposito atti le parti abbiano proposto l’assunzione
di numerose nuove prove testimoniali (loc. cit., pto. 3.1 p. 3). Contrariamente
all’assunto di __________, sussisterebbe concreto pericolo di collusione con i
testi __________ e __________, dipendenti della Banca __________ e per anni
collaboratori dell’accusato (loc. cit., pto. 3.3.a p. 5), con la coaccusata
__________ (in particolare in prospettiva dei temi sui quali ella ha chiesto di
esprimersi, loc. cit., pto. 3.3.b p. 6), con i “testimoni che bene o male
gravitano nell’orbita __________ ” (loc. cit., pto. 3.3.c p. 6) ed infine, in
termini particolarmente urgenti, con __________ (loc. cit., pto. 3.3.h p. 8).
Il magistrato inquirente ribadisce, a tal proposito, che pericolo di collusione
sussiste pure nei confronti dei testi che l’accusato si riserva di chiamare
solo in aula (loc. cit., pto. 3.3.d p. 6-7). Viene poi reiterato il pericolo di
inquinamento delle prove tramite “confezionamento di documenti” (loc. cit.,
pto. 3.3.f p. 7), indiziato da ordini di bonifico firmati in bianco da
__________ e, più genericamente, da quanto posto in atto dall’accusato fra il
primo ed il secondo arresto (ibid.; v. pure la menzionata misteriosa intrusione
negli uffici già di __________ presso la Banca __________, loc. cit., pto.
3.3.g p. 8). Il pericolo di fuga di __________ risulterebbe ancora più acuto di
quanto esposto nell’ambito della precedente istanza di libertà provvisoria,
ritenuto che nel frattempo sono emersi attività immobiliare in Spagna (loc.
cit., pto. 4.2.a p. 9-10) ed importanti flussi di denaro di possibile sua
pertinenza (loc. cit., pto. 4.2.b p. 10).

 

E.

L’accusato
obietta al preavviso negativo del Procuratore Pubblico con dettagliate
osservazioni 17 settembre 2001 (inc. Giar __________). Ribadito quanto esposto
in sede d’istanza, rinnova soprattutto la critica al magistrato inquirente di
“manipolare i dati dell’incarto in modo inaccettabile” (loc. cit., pto. 1 p.
3); egli precisa, ad esempio, di non aver mai avuto alcuna intenzione di
convocare al processo testi tenuti segreti (ibid.), e ricorda come le testimonianze
raccolte finora indichino che il coaccusato __________ aveva lasciato in banca
numerosi ordini di bonifico firmati in bianco, ma non fogli firmati in bianco
(ibid.). Sul pericolo di collusione, dice che i testi __________ e __________
sarebbero in grado di fornire unicamente “informazioni tecniche non
influenzabili“ (loc. cit., ad 3.3 p. 6), che __________ è già stata
ripetutamente sentita (ad 3.3.b p. 6-7), e che __________ “in realtà è un teste
che può riferire solo di fatti estranei all’oggetto delle indagini” (ad 3.3.g
p. 8). In tema di inquinamento delle prove, __________ rileva che tra gennaio e
giugno 2001 (ossia fra il primo ed il secondo arresto) nessun documento risulta
essere stato alterato o costruito (ad 3.3.f p. 8), derivandone l’inesistenza di
un pericolo di inquinamento delle prove – ulteriormente sminuito, secondo lui,
dal fatto che “allo stadio attuale, dopo l’inoltro dei complementi d’inchiesta,
non ha molto senso ipotizzare l’apparire di documenti risolutivi” (ibid.).

Quanto al
pericolo di fuga, che il Procuratore Pubblico costruirebbe sull’ipotetica
disponibilità di fondi derivati da attività parallela, ma non illecita (loc.
cit., pto. 4 p. 10), __________ ribadisce non solo di non aver conseguito alcun
beneficio personale dai fatti sotto inchiesta, ma anzi di aver perso importanti
fondi propri (loc. cit., pto. 4 p. 11), lamentando come il magistrato
inquirente non si sia interessato a ricostruire le perdite subite da __________
a causa delle operazioni commerciali ed industriali di __________, benché ciò
fosse possibile sulla base della documentazione ricuperata presso la Banca
__________ (ibid.; v. anche pto. 1 p. 5). Con riferimento all’operazione
immobiliare in Spagna, __________ precisa di aver unicamente attivato il relativo
finanziamento, senza parteciparvi di persona quale co-garante – circostanza che
avrebbe potuto essere chiarita con la semplice audizione della promotrice
__________ (loc. cit., ad 4.2.a p. 12). Né sarebbero emerse sue ulteriori
liquidità: nega di essere azionista della società __________ (loc. cit., ad
4.2.b p. 14), sottolineando comunque come la documentazione relativa a tale
società rinvenuta in banca dimostri “che tutte le illazioni circa le pretese
scorrettezze commesse da __________ in fase istruttoria e le pretese complicità
di cui potrebbe fruire in __________ sono pure invenzioni” (loc. cit., ad 4.2.b
p. 13). Da ultimo, sempre in tema di pericolo di fuga, __________ considera
contraddittoria l’argomentazione del Procuratore Pubblico, che sembra basare la
propria tesi su interessi suoi in Spagna, ma anche sulla sua nazionalità
italiana (loc. cit., ad 4.2.c p. 14).

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., inc. GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al
cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà,
consente al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere
preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep.
132 [1999] n. 116).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) –
ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986
pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la
Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep.
1980 pag. 128).

 

2.

L’accusato
istante non contesta, in questa sede, la presenza di seri e concreti indizi di
colpevolezza a proprio carico (v. osservazioni, cit., pto. 1 p. 1-2; ad 4.2.c
p. 14), per cui può bastare, qui, rinvio al corrispondente considerando
sviluppato in sede di pronuncia 2 agosto 2001 sulla precedente istanza di
libertà provvisoria (cit., consid. 2 p. 4-5), tanto più che nessuno si avvale,
in questo contesto, di elementi di giudizio che sarebbero emersi
successivamente a quella decisione ed atti a smentire in termini immediati e
liquidi l’ipotesi accusatoria.

 

3.

a)        L’istruttoria si trova allo stadio del deposito degli atti.
Come spiega in dettaglio il Procuratore Pubblico (v. preavviso negativo, cit.,
pto. 3.1 p. 3), in questo contesto le parti hanno chiesto l’audizione di
numerose persone, non ancora sentite oppure da nuovamente interrogare su
aspetti meritevoli di approfondimento. Quanto precede, almeno per completare il
quadro dell’operazione __________ e delle malversazioni ad essa connesse. Anche
l’accusato medesimo ha chiesto l’audizione (rispettivamente una nuova
audizione, “questa volta in contradditorio”, v. istanza di complemento
istruttorio 10 settembre 2001, inc. Giar __________) di numerose persone, oltre
all’acquisizione di ulteriore documentazione (loc. cit., p. 3-4) ed alla
stesura di un rapporto complementare dell’Equipe finanziaria del Ministero
pubblico (o di una perizia, loc. cit., p. 4-5). Il Procuratore Pubblico avendo
accolto quasi integralmente questi complementi istruttori (come pure quelli
proposti dalle altre parti, v. decisione 13 settembre 2001, inc. Giar
__________), l’esistenza di esigenze istruttorie ancora aperte è manifesta –
senza dimenticare che, una volta evasi i complementi chiesti, si dovrà
procedere alle formalità di chiusura dell’istruttoria ed all’inoltro dell’atto
d’accusa.

b)        Come già esposto in sede di pronuncia 2 agosto 2001, e come
d’altronde da costante prassi, “non basta che vi siano ancora passi istruttori
da esperire. Il mantenimento della carcerazione preventiva dell’accusato è
giustificato soltanto se – e nella misura in cui – la prematura rimessa in
libertà di lui possa essere di nocumento proprio nell’ottica dell’assunzione
delle prove che ancora mancano. Si è soliti parlare, in questo contesto, di
pericolo di collusione, quando è lecito temere l’intervento dell’accusato su
terze persone (siano esse correi, parti lese o semplici testi), mentre il
termine più ampio di inquinamento delle prove sta ad indicare altri
atteggiamenti suscettibili di falsare l’assetto probatorio, come la
soppressione o l’alterazione di mezzi di prova eccetera” (loc. cit., consid.
3.b p. 5).

Nel caso di
specie, dopo attenta valutazione delle circostanze menzionate dalla pubblica
accusa e dalla difesa e/o che emergono dagli atti, le considerazioni fatte in
occasione della decisione sulla precedente istanza di libertà provvisoria e
relative al pericolo collusivo e di inquinamento delle prove esistente a carico
di __________ (inc. Giar __________, consid. 3.b e 3.c p. 5-6, qui
integralmente richiamate) non possono che trovare conferma: l’accusato istante
non solo ha artefatto un numero rilevante di documenti, ma ha pure esercitato
il proprio influsso su terzi affinché questi sottoscrivessero documenti fittizi
oppure rilasciassero testimonianze (false) a lui favorevoli. Ora, i pur
encomiabili sforzi della difesa volti a negare (o almeno relativizzare)
l’influsso esercitato da __________ sulla coaccusata __________ e su altri
testi (v. istanza, cit., pto. 3.1 p. 2-4; osservazioni, cit., ad 3.3 p. 6-7,
rispettivamente pto. 1 p. 4 per il teste __________) non possono distogliere da
quella che è una serena valutazione globale del suo comportamento, come esatto
dalla giurisprudenza: rammentato come questo giudice sia chiamato a decidere
sulla base di mera verosimiglianza (sia perché i tempi di decisione imposti
dalla legge sono tali da impedirgli un esame più approfondito, sia – e
soprattutto – perché deve evitare di esprimere giudizi di natura sostanziale,
anche solo ipoteticamente atti ad invadere l’esclusiva competenza della Corte
di merito), per quanto qui di rilievo (e sufficiente) è accertato che
__________ ha effettivamente posto in atto, sull’arco di anni, comportamenti
suscettibili di inquinare le prove. Ciò è sicuramente vero per (almeno alcuni
dei) fatti oggetto del procedimento penale nei suoi confronti. E sussistono
ragionevoli sospetti per affermare che anche nei confronti del teste
__________, incontrato certamente dopo il primo arresto dell’11 gennaio 2001
(v. verbale MP __________ 4 luglio 2001, inc. MP doc. __________), __________
si sia comportato in termini perlomeno ambigui, facendogli forse firmare un
atto di pegno antedatato (allegato al verbale menzionato). Ora, si può
discettare a lungo se sia o meno corretto definire tale atteggiamento
“collusivo”: l’accusato lo contesta (v. osservazioni, cit., pto. 1 p. 4; anzi,
sembra negare il fatto, loc. cit., ad 3.3.f p. 8). Ed in questa sede si vuole
lasciare assolutamente indecisa l’eventuale rilevanza penale (e relativa
sussunzione) di tale comportamento, come pure del tutto aperta resta la
questione a sapere se l’atteggiamento assunto da __________ nei confronti della
sua precedente collaboratrice __________ possa legittimamente configurare il
reato di istigazione alla falsa testimonianza (v. istanza, cit., pto. 3.1 p.
2). Appare tuttavia incontestabile che l’accusato, preso atto delle rimostranze
degli eredi __________ nel corso degli anni 1998/1999, si sia adoperato per
creare artificiosamente delle circostanze di fatto non vere, ma tali da rendere
apparentemente verosimile la propria versione dei fatti (che, a maggior ragione
se vera, a rigore non avrebbe dovuto necessitare di tali indebiti “appoggi”); e
non appena manifestatosi il proprio coinvolgimento in un’inchiesta penale,
invece di mettere le cose in chiaro, sembra aver preferito reiterare i propri
interventi mistificatori, creando a posteriori nuovi documenti di assai dubbia
originalità.

Ed anche per
il resto, l’atteggiamento processuale di __________ – descritto in sede di
decisione 2 agosto 2001, cit., consid. 3.b p. 6, sulla base di uno dei suoi
tanti verbali – è indubitabilmente improntato al confondere le carte. 

Quanto
precede basta (come bastava sei settimane orsono, in occasione della decisione
2 agosto 2001) per concludere che, in termini generali, la personalità di
__________ e l’approccio tattico da lui sposato non appena avuto sentore della
reazione degli eredi __________ favoriscono, rispettivamente esigono, la
manipolazione di terze persone, come ripetutamente avvenuto in passato. Che poi
– ci si ripete – tali interventi bastino per una condanna di __________ per
titolo di istigazione a falsa testimonianza, oppure per dare fondamento
all’accusa di aver egli ordito la più raffinata delle truffe, è tutt’altro paio
di maniche, da discutere comunque nella sede di merito. In quella sede,
__________ e la sua difesa avranno tutto lo spazio per esporre il proprio
movente ed il proprio tornaconto personale (rispettivamente l’assenza di
qualsiasi tornaconto personale). 

Sulla base
dell’esame retrospettivo testé proposto scaturisce inevitabilmente la prognosi
infausta: __________ ha manipolato i fatti, in una certa misura (che qui ci si
deve esimere dal definire in termini più precisi) ha esercitato il proprio
influsso su terzi, ed infine carattere ed atteggiamento processuale fanno apparire
concreto il pericolo che egli, al fine di migliorare la propria posizione
processuale, faccia ricorso a tali mezzi anche in futuro.

c)         Va detto, poi, che la prognosi è infausta non solo in
astratto, con riferimento alla personalità ed all’atteggiamento dell’accusato,
bensì anche perché buona parte delle prove proposte dalle parti in sede di
deposito atti sono – in specie quelle di natura testimoniale – passibili di
essere falsate da suoi improvvidi interventi. Lo è la nuova audizione di
__________, per lungo tempo sua stretta collaboratrice e, forse, con ancora
almeno qualche debito di riconoscenza: sebbene ella sia già stata sentita, le
sue spiegazioni sui motivi che l’avrebbero spinta alla falsa deposizione del
gennaio 2001  (non ancora compiutamente verbalizzate) sono atte a meglio
inquadrare non solo le responsabilità penali di lei, ma anche l’eventuale
istigazione esercitata nei suoi confronti da parte dall’accusato istante. I
sottili equilibri psicologici che caratterizzano un lungo e proficuo rapporto
di lavoro come quello fra il principale __________ e la sua collaboratrice
possono essere valutati con profitto unicamente a patto che venga esclusa
qualsiasi possibilità di contatto fra i due, prima dell’audizione in oggetto.
Il medesimo pensiero vale con riferimento alle audizioni degli ex-colleghi
__________ e __________, senz’altro non insensibili alla personalità
dell’accusato (verifica rinvii PP nota 13!). L’interesse di lui è ancora
più manifesto riguardo la prospettata audizione di __________: questi è persona
strettamente legata all’accusato, e la sua deposizione verterà sull’ipotizzata
interessenza di __________ nella società __________ SA, dunque sulle effettive
disponibilità economiche di lui – tema sul quale __________ è assolutamente sfuggente.
E se è vero che __________ può riferire unicamente in merito “ad una società
non coinvolta nel procedimento” (osservazioni, cit., ad 3.3.g p. 8-9: si tratta
appunto della __________ SA), in considerazione del tema sul quale potrà
riferire non lo si può certo definire teste di marginale importanza, ed ancor
meno si può negare l’interesse di __________ ad una sua favorevole deposizione.

d)        Bisogna invece ammettere che il pericolo di una collusione
fra __________ e le persone vicine a __________ appare ben più remoto, poche
essendo le armi che lui potrebbe impiegare nei loro confronti (v. anche, in
termini assai più perentori, osservazioni, cit., ad 3.3.c p. 7).

e)        Che poi il paventato pericolo di collusione possa protrarsi
fino al pubblico dibattimento compreso, come pretende il Procuratore Pubblico
(v. preavviso negativo, cit., pto. 3.3.d p. 7) e come ammette la giurisprudenza
(v. sentenza 23 marzo 2000 della I Corte di diritto pubblico del Tribunale
federale, inc. __________ in re S.B., consid. 4a p. 8), è ovviamente questione
da decidersi di caso in caso, sulla base delle risultanze istruttorie
predibattimentali nella loro interezza. Di certo non basta astratto pericolo di
collusione, motivato con la possibilità che l’accusato possa chiedere l’assunzione
di nuovi testi al pubblico dibattimento (come sembra invece preconizzare il
Procuratore Pubblico, v. preavviso negativo cit., pto. 3.3.d p. 6-7 – ipotesi
che fra l’altro sembra il frutto di un malinteso, v. osservazioni al preavviso
negativo, cit., pto. 1 p. 3; ad 3.3.d p. 7). Nel caso di specie, l’istruttoria
non essendo ancora conclusa, una presa di posizione appare quanto meno
prematura. 

 

4.

a)        Il pericolo di fuga, per giustificare la carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire il carattere di una certa
probabilità: in altri termini si ammette siffatto pericolo quando l’accusato,
fosse posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al
perseguimento penale e all’esecuzione della pena. La gravità della presumibile
pena, di per sé, non basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto,
l’insieme delle circostanze, quali il carattere dell’interessato, la sua
morale, i suoi legami familiari, l’assenza di un domicilio fisso, la sua
professione, la sua situazione finanziaria e le sue risorse economiche, deve
essere valutato e vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo
possibile, ma probabile (così verbatim DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.,
consid. 5a p. 7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid. 4).

b)        In occasione della decisione 2 agosto 2001 (inc. Giar
__________) questo giudice aveva preso conoscenza dei contrapposti argomenti
(loc. cit., consid. 4b p. 7) ed evidenziato soprattutto quelli a favore
dell’esistenza di un pericolo di fuga (loc. cit., consid. 4d p. 7-8). In ultima
analisi, aveva tuttavia potuto prescindere dal pronunciarsi in proposito in
termini definitivi, ritenuto che l’istanza doveva comunque essere respinta per
“l’alto pericolo di collusione ed inquinamento delle prove già accertato” (loc.
cit., consid. 4c p. 7). Oggi, difesa e pubblica accusa si ritrovano sulle
medesime posizioni: il Procuratore Pubblico ribadisce l’esistenza occulta di
rilevanti mezzi finanziari di spettanza di __________ (v. preavviso negativo,
cit., pto. 4.2.b p. 10), secondo lui atti ad indiziare il pericolo di una sua
fuga, soprattutto considerati a fianco degli altri elementi di giudizio già
esposti in occasione della prima istanza di libertà provvisoria (e che oggi
l’accusato controbatte con argomenti interessanti, v. in specie osservazioni,
cit., ad 4.2.c p. 15), e del coinvolgimento attivo di __________ in un grosso
progetto immobiliare in Spagna emerso nel frattempo (v. preavviso negativo,
cit., pto. 4.2.a p. 9-10). L’accusato, da parte sua, nega di disporre (ancora) di
grandi mezzi finanziari, avendo subito rilevanti perdite a seguito delle
operazioni __________ (v. osservazioni, cit., ad 4 p. 11) ed avendo anzi
rimborsato “parecchie posizioni debitorie verso la Banca [...]” (v.
osservazioni, cit., pto. 1 p. 5) – fatto, a suo dire, di facile accertamento
(ibid.).

c)         Anche oggi, l’argomento del pericolo di fuga potrebbe essere
aggirato, ritenuto che è stata ribadita l’esistenza di un sufficiente pericolo
di collusione. Tuttavia, non si possono sottacere due elementi di giudizio che
– se non direttamente oggi – in un prossimo futuro avranno ancora maggior peso
in tema di libertà provvisoria dell’accusato istante: da un lato, l’accresciuto
rigore con il quale, notoriamente, devono venire esaminati i presupposti
dell’arresto “quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto
più si avvicina la conclusione delle indagini” (supra, consid. 1). Ciò
significa, in concreto, che l’ulteriore esistenza di necessità istruttorie
potrebbe non più essere ammessa una volta evasi i complementi istruttori
chiesti dalle parti (ed accolti dal magistrato inquirente). Resterebbe allora,
a sostegno di un’ulteriore protrazione della carcerazione preventiva di
__________, unicamente il pericolo di fuga; e per giustificare quest’ultimo, si
tornerebbe giocoforza a disquisire sull’esistenza di sue disponibilità
economiche occulte. Quest’ultimo, appunto, è il secondo elemento di giudizio e,
qui, il tema principale.

Attualmente,
le ipotesi della pubblica accusa (poiché tali sono, sebbene non sprovviste di
fondamento, quelle esposte dal Procuratore Pubblico, v. preavviso negativo,
cit., pto. 4.2.b p. 10) si fondano sull’assunto che __________ abbia incassato
“centinaia di migliaia di franchi [...] derivanti da un’attività lucrativa
condotta nell’interesse della società __________ SA” (ibid.), ai quali
andrebbero aggiunti altri “redditi già esaminati tratti dalle società
__________ e __________ ” (ibid.), e disporrebbe pertanto di risorse
finanziarie occulte milionarie (ibid.). L’accusato medesimo contesta tale
ipotesi, come detto, facendo presente le rilevanti perdite subite ed i rimborsi
effettuati di tasca propria (v. osservazioni, cit., pto. 1 p. 5; ad 4 p. 11).
Per evitare che ci si ritrovi magari fra qualche settimana a discutere ancora sulla
base di vaghe ipotesi contestate in termini piuttosto generici dall'accusato
medesimo, si anticipa sin d’ora che questo giudice vorrà aver chiarita, nei
limiti del possibile, la questione delle effettive disponibilità dell’accusato:
il Procuratore Pubblico dovrà affrontare le obiezioni sollevate in proposito
dalla difesa in questa sede (ed in sede di istanza di complementi istruttori,
ad inc. Giar __________), ovviamente nei modi che riterrà più adatti, in
maniera che si possano contrapporre, da un lato, le entrate globali percepite
da __________ nel corso del periodo sotto inchiesta, e dall’altro lato le
uscite da lui effettuate. Solo in tal modo l’esistenza di riserve occulte
apparirà, semmai, debitamente sostanziata. Va da sé che l’accusato dovrà prestare
mano a tali chiarimenti: nella misura in cui la questione non riguarda il
merito della sua responsabilità penale (poiché non sembra che finora a tali
introiti sia stata attribuita una qualsiasi rilevanza penale), un suo
atteggiamento elusivo o addirittura reticente non potrà venir tollerato
semplicemente in applicazione del principio “in dubio pro reo”, ma sarà oggetto
di libero esame. Il medesimo ragionamento deve valere per tutti quegli indizi
che oggi appaiono appena abbozzati – in particolare il suo contestato
coinvolgimento attivo in una grossa operazione immobiliare in Spagna (v.
preavviso negativo, cit., pto. 4.2.a p. 9-10) –, e che si possono accertare con
apparente facilità (v. l’audizione di __________, cui accenna l’accusato,
osservazioni, ad 4.2.a p. 11-12; certamente non basta, a suffragio dell’ipotesi
accusatoria, la frequenza con la quale __________ ha frequentato in passato la
località mondana di __________, v. estratti __________, all’inc. MP doc.
__________).

d)        Sull’improponibilità delle misure sostitutive proposte
dall’accusato si rinvia a quanto già detto in sede di decisione 2 agosto 2001,
qui integralmente ribadito (loc. cit., consid. 4e p. 8).

 

5.

A fronte
della complessità dell’inchiesta, resa ulteriormente difficile dall’atteggiamento
dell’accusato, il carcere preventivo sofferto appare, in termini assoluti,
ancora relativamente breve – poco più di tre mesi. L’inchiesta, in corso dello
scorso gennaio, sembra comunque procedere a ritmo sufficientemente celere, in
consonanza con i dettami di legge. L’effettuazione del deposito atti, già
avvenuta, e l’encomiabile solerzia con la quale il magistrato inquirente ha
evaso le istanze di complementi istruttori proposte dalle parti (addirittura
con intimazione, in data odierna, del piano delle audizioni ancora previste),
permettono di affermare che il carcere preventivo ancora prospettabile fino
alla chiusura dell’istruttoria appare ancora assolutamente rispettoso del
principio di proporzionalità, con riferimento sia alla presumibile pena, sia
alla presumibile durata dell’evasione delle necessità istruttorie ancora
incombenti (riservata l’eventualità di ulteriori complementi istruttori “a
cascata” ai sensi dell’art. 196 cpv. 4 CPP). Resta sottinteso l’obbligo, per il
magistrato inquirente, di trattare con priorità i casi in cui l’accusato è in
detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP).

 

6.

In
conclusione, l’istanza in discussione dev’essere respinta, con la presente
decisione impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP), e senza conseguenza di tassa
e spese.

*   *   *

Per i quali motivi,

visti gli
artt. 95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

d e c i d e :

1.   L’istanza di libertà
provvisoria inoltrata in data 10 settembre 2001 da __________ è respinta.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-      avv. dott.
__________, per sé e per l’accusato __________;

-      Procuratore
Pubblico avv. __________, con copia delle osservazioni dell’accusato istante e
l’inc. MP __________ di ritorno.

giudice __________