# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** acec2dd7-1ba4-5907-bd2b-64ffc350abbd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-06-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.06.2003 32.2002.121
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-121_2003-06-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.121

   

  BS/cd

  	
  Lugano

  6 giugno 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 6 settembre 2002
di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 8 agosto 2002 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1  

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
nato nel 1947, di formazione meccanico d’auto, è titolare di un’officina di
riparazione di autoveicoli.

Nel 1997 egli ha subito due incidenti stradali ed un infortunio sul lavoro. Il
primo incidente della circolazione, avvenuto il 25 agosto 1997, gli ha
procurato un trauma distorsivo alla colonna cervicale, mentre il secondo (del
23 settembre 1997) gli ha aumentato le cefalee. Il caso è stato assunto dalla
__________, quale assicuratore contro gli infortuni. 

Nel periodo 2 marzo – 22 novembre 1998 l’assicurato ha tentato di riprendere a
tempo pieno la sua attività di meccanico d’auto.

Dal 23 novembre 1998 egli è stato ritenuto dal suo medico curante abile al 50%
(doc. AI _).

Nell’ambito della procedura LAINF l’assicurato è stato peritato dal dr.
__________, specialista in medicina infortunistica.

Nel rapporto 31 maggio 2002 questi ha concluso per un’invalidità del 15% in
relazione al primo infortunio, negando nel contempo una causalità naturale per
il restante 35% derivante dalla sindrome lombovertebrale. Visto il perdurare
dell’incapacità lavorativa, il succitato sanitario ha consigliato l’assicurato
d’inoltrare una domanda di AI (rapporto allegato al doc. AI _ oppure doc. _).

Di conseguenza, il 12 maggio 2000 __________ ha presentato una domanda volta ad
ottenere delle prestazioni AI per adulti (doc. AI _).

                                      

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti di
natura medica ed economica, tra cui un’inchiesta economica per gli indipendenti
ed una perizia reumatologica, con progetto di decisione 2 dicembre 2001,
l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha respinto la domanda dell’assicurato
in quanto:

" 
(…)

Dall'inchiesta esperita dal nostro ispettore risulta che
nell'ambito della sua attività il signor ___________ era attivo in misura del
25% nella direzione dell'azienda, contatti con i clienti, compera dei pezzi di
ricambi e materiali, bozze di fatture. L'attività vera e propria di meccanico
era quindi svolta per il rimanente 75%.

 

Dal rapporto peritale stilato dal Dr. __________ risulta che i
lavori amministrativi sono ancora totalmente esigibili mentre il lavoro di
meccanico é limitato del 50%.

 

Ne risulta pertanto il seguente specchietto:

 

                                       percentuale
delle attività     attività ancora possibile 

                                       precedentemente
svolte

 

direzione azienda, ecc.        25%                                 
25 % 

lavori quale meccanico        75%                                  
37,5% 

                                                                                      
62,5%

 

 

Risulta quindi un grado d'invalidità del 37,5% per cui le
condizioni 

per l'assegnazione di una rendita AI non sono assolte."

(cfr. doc. AI _)

 

                                         Non avendo ricevuto
dall’assicurato osservazioni in merito

                                         al progetto di decisione,
con provvedimento formale 8 agosto 2002 l’UAI ha confermato la reiezione della
domanda di 

                                         rendita (doc. AI _).

                               1.3.   Contro la decisione
amministrativa è tempestivamente insorto __________, rappresentato dall’avv.
__________, postulandone l’annullamento ed il conseguente riconoscimento di una
rendita intera, nonché, in via eventuale, l’esecuzione di una perizia
psichiatrica. 

Sostanzialmente egli ha contestato la valutazione economica, ritenendo
l’incaricato dell’AI prevenuto nei suoi confronti e rimarcato come la
componente psichiatrica non sia stata oggetto di una valutazione peritale. 

Delle singole argomentazioni si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di
diritto. 

                               1.4.   Mediante risposta di causa 24
settembre 2002 l’UAI ha postulato la reiezione del gravame.

Allegando la presa di posizione dell’ispettore che ha eseguito l’inchiesta economica
ed il rapporto del Servizio medico regionale dell’AI, l’amministrazione ha
sostenuto la bontà della decisione contestata. In particolare l’UAI ritiene di
non dover predisporre ulteriori accertamenti medici poiché non sono stati
evidenziati sufficienti elementi atti a rendere verosimile l’esistenza di una
patologia psichiatrica a carattere invalidante.

                               1.5.   Il 12 novembre 2002 il
ricorrente ha replicato.

                                         in diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22
dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è il riconoscimento a __________ di una rendita AI. 

                               2.3.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché,
secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non
tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non
pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid.
1, 121 V 366 consid. 1b). 

Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso l’8 agosto
2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al
tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

                               2.4.   A norma dell'art. 4 cpv. 1
LAI l'invalidità, nel senso della legge, è l'incapacità al guadagno presunta permanente
o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica,
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali
dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:

 

·    un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a   infermità congenita, malattia o infortunio, e

 

·    la conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (G.
Scartazzini, Le rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va inoltre precisato che,
secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera
se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi
almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.

 

                                         La misura dell'incapacità
di guadagno è determinata da criteri oggettivi e meglio dalla perdita che l'assicurato
subisce (o subirebbe) in condizioni normali di mercato del lavoro, ritenuto
ch'egli utilizzi, nella misura che da lui si può ragionevolmente pretendere, la
residua forza di lavoro.

 

                                         Infatti l'art. 28 cpv. 2
LAI prevede che: 

 

"  l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro

che l'assicurato conseguirebbe, dopo la manifestazione
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti di integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa, ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato di lavoro, e il reddito del lavoro ch'egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido." 

(metodo ordinario di calcolo dell’incapacità di guadagno; cfr. SVR
1996 IV Nr. 74 e giurisprudenza citata).

 

                                         Ne consegue che
l'incapacità di guadagno non sempre corrisponde alla perdita di guadagno
effettiva. Infatti, bisogna tenere conto, nel calcolo dell'incapacità di
guadagno, dell'eventuale circostanza che l'assicurato sfrutti in misura minore
di quanto gli sia possibile la capacità lavorativa residua oppure anche della
circostanza opposta.

 

                               2.5.   La giurisprudenza permette,
nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti particolarmente difficile, che
la graduazione dell’invalidità avvenga eccezionalmente secondo il metodo
straordinario. Capita in particolare nel caso di indipendenti, dove un calcolo
sufficientemente preciso dei redditi da porre a confronto sia escluso (cfr.
Pratique VSI 1998 p. 121; pag. 255; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss. consid. 2b;
RAMI 1996 p. 36 consid. 3b e 3c; DTF 104 V 137 consid. 2c; DTF 97
V 57; DTF 104 V 139; DTF 105 V 154ss consid. 2a; Duc, J. L., Les assurances
sociales en Suisse, Losanna 1995, p. 456).

                                         L’invalidità
è allora stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione
concreta in cui si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 pag. 121s,  Valterio,
Droit et pratique de l’assurance invalidité, Losanna 1985, p. 199). Perciò
l’invalidità sarà valutata considerando le ripercussioni economiche dovute alla
riduzione del rendimento sulla situazione concreta dove si svolge l’attività
dell’assicurato divenuto invalido (DTF 105 V 151). 

                                         In tal caso si procede a
paragonare le attività svolte prima e dopo la sopravvenienza del danno alla
salute, riferendosi al metodo specifico applicato a coloro i quali non svolgono
attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI 1998 p. 122 consid. 1a). La
differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo metodo consiste nel fatto che
il grado di invalidità non viene stabilito direttamente sulla base del
raffronto tra le attività. Dapprima, infatti, sulla base di tale raffronto, si
constata l’impedimento dovuto al danno, poi si valutano gli effetti di tale
impedimento sull’incapacità di guadagno (metodo straordinario; Pratique VSI
1998 pag.123 consid. 1a; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss consid. 2b; DTF 104 V 138;
ZAK 1987 p. 260s. consid. 2a; DTF 105 V 151). Una determinata limitazione della
capacità produttiva funzionale può, non deve tuttavia forzatamente, produrre
una perdita di guadagno della medesima entità (Pratique VSI 1998 pag.123
consid. 1a).

Nella prassi il metodo straordinario è spesso applicato alle persone con
attività lucrativa indipendente.

 

                                         Nel caso di un
indipendente, il TFA ha precisato che il raffronto tra l’utile realizzato prima
e quello conseguito dopo l’incidente, non conduce a conclusioni affidabili per
quel che riguarda la perdita di guadagno che dipende dall’invalidità. In
effetti, troppi fattori influenzano gli utili di un’azienda, come ad esempio la
situazione congiunturale e la situazione concorrenziale, di conseguenza le
oscillazioni sono dovute anche ad aspetti estranei all’invalidità.

                                         Di conseguenza il TFA ha
stabilito che i documenti contabili non sono dei mezzi idonei a stabilire in
maniera affidabile i redditi ipotetici (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b; DTF
104 V 137 consid. 2c).

 

                               2.6.   Nel caso in esame, al fine di
stabilire il grado d’invalidità di ___________, meccanico e titolare di un
garage di riparazione d’autoveicoli, l’amministrazione ha applicato il metodo straordinario
(cfr. consid. 2.5). 

A tale scopo l’UAI ha ordinato all’ispettorato AI di esperire un’inchiesta
economica per indipendenti eseguita il 2 ottobre 2001.

Nel relativo rapporto 4 ottobre 2001 l’incaricato, basandosi sulle
dichiarazioni dell’assicurato, ha descritto l’attività svolta dallo stesso
prima e dopo l’insorgenza del danno alla salute (cfr. punto no. 2 doc. AI _). 

Egli ha poi proceduto alla valutazione della capacità al guadagno, comparando
l’esigibilità delle diverse mansioni costitutive la professione di meccanico,
prima ( lettera A) e dopo il danno alla salute (lettera B), così come riassunto
nel seguente specchietto:

"   (…)

5.   Confronto fra le varie attività

 

(Per facilitare l'applicazione
dei N. 2142 e segg. delle Direttive
sull'invalidità e sulla grande invalidità)

 

5.1 Attività da eseguire

 

	
   

  	
         A                    

  	
          B

  	
        C

  
	
  1. 
  Direzione dell’azienda, contatti con clienti e fornitori, compera pezzi di
  ricambio + materiali, bozze di fatture 

  	
         
  25%

  	
      15%

  	
   

  
	
  2.  Ogni
  lavoro meccanico

  	
          75

  	
    * 50%
  (2/3)

  	
   

  
	
   

  	
          100%

  	
        75
  %

  	
   

  

 

* personalmente non ritengo di poter avvallare quanto afferma
l’assicurato = 50% d’incapacità sul lavoro fisico.

 

 

A  =       Percentuale di ogni singola attività
rispetto all'insieme dei lavori consueti dell'assicurato/a (senza danno alla
salute)

H  =      Attività ancora possibile dopo l'insorgenza
del danno della salute, valutato dalla persona incaricata 

           dell' inchiesta (p.es. ancora completa =
alla percentuale di A, ancora metà = percentuale di A)

C  =      Valutazione
dell'invalidità tramite l'Ufficio Al"

 

Inoltre, l’ispettore AI ha apportato le seguenti valutazioni suppletive: 

 

"  5.2
valutazioni suppletive:

E’ sempre in cura c/o dr. __________ 

Medicamenti: non ne prende, si cura con l’omeopatia (dr. __________). 

L'IG è cessata da un pezzo e veniva versata dall’assicurazione __________ (pol.
No. __________ (richiedere l’incarto).

Da parte dell’assicurazione __________ ha ricevuto una liquidazione per i soli
danni materiali, è in corso una causa giudica.

Per quanto riguarda l’aspetto economico dai bilanci si può rilevare che i
ricavi e gli utili lordi negli ultimi 5 anni sono stati vicini, mentre gli
utili d’esercizio (1997 superiore e 1999 inferiore) per gli anni hanno dato un
risultato che non diverge molto a quanto l’assicurato aveva conseguito nel
1996, cioè precedentemente all’infortunio.” (Doc. AI _).

                                         

Dunque, l’incaricato ha valutato globalmente in 25% gli impedimenti riscontrati
dall’assicurato nell’espletamento della propria attività indipendente.

                               2.7.   L’UAI
ha poi disposto un accertamento medico affidato al dr.__________. 

Nel dettagliato ed esaustivo rapporto 18 maggio 2002 lo specialista in
reumatologia, dopo aver proceduto all’anamnesi, alla descrizione dello status
dell’interessato ed esaminato la documentazione medica, ha fra l’altro posto la
seguente diagnosi, con ripercussione sulla capacità lavorativa. 

" 
(…)

A.4 DIAGNOSI

 

A.4.1 Diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa:

 

 

1. Sindrome cervico-vertebrale e cervico-spondilogena. 

 

2. Sindrome lombo-vertebrale cronica con:

 

         - sciatalgie anamnestiche bilaterali; 

         - discopatia L4/5;

- discopatia L5/Sl con ernia discale lussata
caudalmente a dx in

  contatto con la radice S1 a dx.

 

3. Gonartrosi tricompartimentale dx con:

 

         - stato dopo artrotomia mediale bilaterale; 

         - stato dopo artroscopia nell'agosto 1980. 

 

4. Obesità.

 

5. Involuzione depressiva." (cfr. doc. AI _)

 

Per quel che concerne le conseguenze sulla capacità lavorativa egli ha
riscontrato quanto segue (sottolineatura del redattore):

 

" 
(…)

B.1 Menomazioni
(qualitative e quantitative) dovute ai disturbi

       constatati:

 

Il signor ____________ riferisce
chiaramente di uno stato depressivo che si è instaurato in questi ultimi anni
sia a causa delle difficoltà finanziarie sia a causa dei suoi problemi di
salute. E' possibile, rispettivamente probabile, che questa sindrome depressiva
contribuisca alla persistenza di almeno una parte dei suoi disturbi, in
particolare di quelli cervico-cefalici.

 

B.2 Conseguenze dei
disturbi sull'attività attuale:

 

In effetti i disturbi
sopraelencati si riflettono sulla sua attività lavorativa di meccanico in
diversi settori. Da una parte il paz. è un'effettiva limitato nella possibilità
di carico del ginocchio, di marcia su terreni irregolari, di inginocchiarsi e
di rimanere inginocchiato. D'altra parte occorre riconoscere al paz. una
effettiva limitazione per quanto riguarda attività pesanti in cui deve
sollevare o spostare pesi superiori a 10-15 kg, in cui siano necessarie
posizioni ergonomiche sfavorevoli (flessione o rotazione lombare) o in cui
debba mantenere a lungo posizioni monotone. Il paz. altrimenti è limitato per
quanto riguarda la colonna cervicale (cefalee, vertigini a dipendenza delle
posizioni e ai cambiamenti di posizione, bloccaggi cervicali recidivanti) anche
se questi disturbi non sono ben collegabili ad alterazioni oggettive, almeno
per quanto riguarda le Rx standard.

 

Per quanto riguarda la sua
attività lavorativa di meccanico in proprio nell'ambito di una piccola
autorimessa in cui sono eseguite solo riparazioni, ritengo che il paz. sia
effettivamente limitato nella misura del 50% per quanto riguarda l'attività
manuale. Piccoli lavori di riparazione e manutenzione sono dunque possibili
nella misura del 50%. Nell'ambito della sua autorimessa il paz. non è per
contro limitato per quanto riguarda l'attività amministrativa, che richiede
comunque un investimento di tempo limitato." (cfr. doc. AI _)

In merito alla possibilità di esercitare un’altra occupazione adeguata, il
perito ha ritenuto che ( la sottolineatura è del redattore):

"  (…)

 

C.3 L'assicurato é in grado di svolgere altre attività?

 

L'assicurato ha sempre esercitato nella sua vita la professione di
meccanico d'auto. Un'attività adatta non dovrebbe comportare di dover
portare-sollevare pesi superiori ai 10 kg, delle posture ergonomiche
sfavorevoli o prolungate, dei ripetuti movimenti di flessione o rotazione della
colonna lombare, la necessità di frequenti genuflessioni o deambulazione su
terreno irregolare, così come di frequenti rotazioni cervicali. Si tratta
dunque di un'attività leggera con possibilità di cambiare posizione. In una
tale attività potrebbe conseguire una capacità lavorativa teorica dell'ordine
del 60-70%. Lascio stabilire ai competenti organi dell'AI se una
riconversione professionale si giustifichi dal punto di vista del miglioramento
della capacità di guadagno." (cfr. doc. AI _)

 

                                         Egli ha inoltre escluso la
possibilità di migliorare la capacità lavorativa mediante l’adozione di
provvedimenti sanitari. 

 

                                         Tenendo conto delle
risultanze peritali, l’amministrazione ha quindi concluso che l’assicurato può
esercitare al 50% le attività manuali di meccanico, senza alcuna limitazione
per i lavori amministrativi. 

Ritenuto che dall’inchiesta economica è risultato come l’assicurato dedichi il
75% del sua attività alle mansioni manuali, contro un restante 25% in attività
d’ufficio, l’UAI ha determinato l’incapacità al guadagno nella misura del
37,5%, respingendo quindi la domanda di prestazioni assicurative poiché il
grado d’invalidità valutato non raggiunge il minimo pensionabile del 40%.

                               2.8.   ___________ ha sollevato
diversi interrogativi sulla validità dell’inchiesta economica, ritenendo
l’incaricato prevenuto nei suoi confronti. 

In particolare egli ha rilevato come l’ispettore AI abbia fatto anche una
valutazione medica che non gli spettava, dichiarando che lui poteva muoversi
senza difficoltà e che nonostante il primo infortunio continuava ad andare in
motocicletta sebbene questo “secondo i medici fosse nocivo” alla salute (cfr.
ricorso pag. 9).

Ora, senza voler entrare nel merito delle singole succitate valutazioni,
contenute a pag. 2 del rapporto 4 ottobre 2001 (doc. AI _), rilevante per il
giudizio medico è comunque la valutazione peritale fornita dal dr. __________,
il quale ha ritenuto che il paziente “sia effettivamente limitato nella
misura del 50% per quanto riguarda l’attività manuale” e che “ i piccoli
lavori di riparazione e manutenzione sono dunque possibili nella misura del
50%”, senza trovare alcuna limitazione per quanto riguarda l’attività
amministrativa (doc. AI _ pag. 10).

Non può essere condivisa la valutazione fornita dal ricorrente di prendere in
considerazione un’incapacità del 75% per tutti i lavori manuali dell’officina,
compresi quelli pesanti (cfr. ricorso pag. 11). Infatti, nell’inchiesta
economica l’ispettore AI ha indicato come l’assicurato, a seguito del primo
infortunio, abbia abbandonato i lavori pesanti per “ fare solo piccole
riparazioni o preparazioni di veicoli per collaudi “ (doc. AI _ pag. 2),
attività che il perito ha ritenuto esigibili al 50%.

L’assicurato ha anche contestato la ripartizione tra il lavoro meccanico (75%)
e amministrativo (25%) effettuata dall’incaricato, sostenendo che dedica ben poco
tempo alle attività amministrative poiché i lavori d’ufficio sono affidati a
sua moglie ed ad uno studio fiduciario (cfr. ricorso pag. 10) e quindi la parte
dedicata ai lavori manuali è da valutare almeno al 90% (cfr. ricorso pag.11).

A tal riguardo, nella nota 2 ottobre 2002 il funzionario AI ha rilevato che le
percentuali tra mansioni amministrative e manuali riportate nell’inchiesta “mi
sono state comunicate ( e non una mia opinione) (dal ricorrente n.d.r)
dal momento che non è il sottoscritto a svolgere l’attività dell’assicurato per
cui semplicemente impossibilitato a suddividere le stesse secondo l’effettiva
consistenza” (III/2).

Orbene, anche volendo discostarsi da quanto dichiarato dall’assicurato durante
l’inchiesta economica, la questione di accertare la ripartizione tra le due
diverse mansioni, così come chiesto nel ricorso, può essere lasciata aperta per
i motivi che seguono. 

Occorre rilevare infatti come nella perizia il dr. __________ abbia descritto
il tipo di attività adeguata che l’assicurato potrebbe svolgere con un
rendimento del 60-70% ( “Un'attività adatta non dovrebbe comportare di dover
portare-sollevare pesi superiori ai 10 kg, delle posture ergonomiche
sfavorevoli o prolungate, dei ripetuti movimenti di flessione o rotazione della
colonna lombare, la necessità di frequenti genuflessioni o deambulazione su
terreno irregolare, così come di frequenti rotazioni cervicali. Si tratta
dunque di un'attività leggera (sottolineatura del redattore) con
possibilità di cambiare posizione. In una tale attività potrebbe conseguire una
capacità lavorativa teorica dell'ordine del 60-70%, cfr. consid. 2.7).

Ora, procedendo alla determinazione dell’invalidità secondo il metodo ordinario
(cfr. consid. 2.4), raffrontando cioè – sulla scorta dei dati riportati
dall’Ufficio AI in sede di valutazione economica relativa al 2000 (cfr. doc. AI
_) – la media dei redditi aziendali prima del danno alla salute  (fr.
36'000.--) con l’ipotetico reddito in attività leggere adeguate esercitate
nella misura del 65% (fr. 25'214.--), evinto dai dati statistici salariali
(cfr. in merito DTF 126 V 76 consid. 3b/bb;
cfr. anche STCA 14 aprile 2003 in re A.M.F, inc. 32.2002.79; STCA 4 febbraio
2003 in re A.V., inc. 32.2002.62) e compresa una riduzione di rendimento del
25% (cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc), si giunge ad un’incapacità al
guadagno del 29,4%, inferiore al 40%, percentuale minima che apre il diritto ad
una rendita d’invalidità.

Pur volendo prendere in considerazione il reddito da valido quantificato
dall’assicurato in fr. 40'066.— (cfr. ricorso punto 26 pag. 13), incluso quindi
anche il 30% dell’attività accessoria di portiere non dichiarata durante
l’inchiesta economica (cfr. punto 4.2. del rapporto 4 ottobre 2001, doc. AI _),
il discapito economico (36%) non raggiungerebbe comunque il grado d’invalidità
pensionabile. Allo stesso risultato si giunge anche operando un adeguamento dei
redditi al 2002 (momento della decisione contestata), con un reddito da valido
di fr. 41'114.- (40'066 + 1,5% tasso di rivalutazione 2001 + 1,1% tasso 2002
evinti dalla tabella B10.2 riportati nella rivista “ La vie économique 6/2003”,
pubblicata dal Seco) e da invalido di fr. 26’260.— ( 25’214 x 1933 : 1856, cfr.
tabella B10.3.). 

 

                               2.9.   Tuttavia occorre rilevare
come nel rapporto peritale il dr. __________ abbia fatto riferimento ad uno
stato depressivo dell’assicurato “che si è instaurato in questi ultimi anni
sia a causa delle difficoltà finanziarie sia a causa dei suoi problemi di
salute” per concludere che “è possibile, rispettivamente probabile, che
questa sindrome depressiva contribuisca alla persistenza di almeno una parte
dei suoi disturbi, in particolare di quelli cervico-cefalici” (doc. AI _
pag. 10 punto B.1). Il perito ha del resto ritenuto che il secondo infortunio “
ha peggiorato quantitativamente i dolori (cervicali e lombari) e lo stato
depressivo del paziente” (doc. AI _ pag. 14).

                                         Orbene, vero che il dr.
__________ non è uno specialista in psichiatria, che dalla documentazione
medica allegata agli atti non traspare una sintomatologia depressiva e che non
risulta come lo stesso ricorrente sia in cura per un’affezione psichiatrica.

Tuttavia va rilevato che la documentazione medica più recente, perizia a parte,
risale al 2000 indi per cui non vi è da escludere un peggioramento. Fatto sta,
come rettamente rilevato dalla dr. ssa ____________ nella sua nota 27 settembre
2002 (III/1), che la diagnosi di depressione involutiva con influsso sulla
capacità lavorativa è stata posta dal perito.

Vista la massima d’ufficio vigente anche nella procedura  amministrativa (fra
le tante cfr. DTF 117 V 283 consid. 4a), occorreva che l’UAI verificasse,
mediante un parere specialistico, l’esistenza o meno di una patologia
psichiatrica invalidante e, se del caso, ne quantificasse il relativo grado
d’inabilità.

In queste circostanze, dunque, visto quanto sopra, gli atti sono da rinviare
all’amministrazione affinché ordini l’espletamento di una perizia psichiatrica
e si pronunci in seguito nuovamente, tenuto conto dell’insieme delle patologie
invalidanti, sul diritto alla rendita di _____________. 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é  accolto ai sensi dei
considerandi.

§ La decisione 8 agosto 2002 è annullata.

 

                                 2.-   Gli atti
sono rinviati all’amministrazione per le proprie incombenze ai sensi del
consid. 2.9.

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L’UAI verserà al ricorrente fr. 1'000.— di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti