# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c4f92470-5e3a-5343-9d6f-ff4e8677b976
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-05-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.05.2024 D-2647/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2647-2024_2024-05-28.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2647/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 8  m a g g i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Nina Spälti Giannakitsas;  

cancelliera Ambra Antognoli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Algeria,  

(…) 

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo e allontanamento (procedura celere);  

decisione della SEM del 22 aprile 2024 / N (…). 

 

 

 

D-2647/2024 

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Fatti: 

A.  

A.a A._______, dichiaratosi cittadino algerino nato il (…), sarebbe giunto 

in Europa, più precisamente in B._______, nel 2006 (cfr. atti Segreteria di 

Stato della migrazione di seguito: SEM o autorità inferiore n. […]-7/2 e 8/2). 

In seguito, il 15 settembre 2023, mentre si trovava in detenzione nel car-

cere di C._______, egli ha depositato una domanda d’asilo (cfr. atto SEM 

n. 1/5). 

A.b Il 16 aprile 2024, la SEM ha provveduto all’audizione approfondita sui 

motivi d’asilo dell’interessato (cfr. atto SEM n. 21/11): egli ha dichiarato di 

essere giunto in B._______ nel 2006, dove, tramite una carta d’identità 

falsa, avrebbe lavorato per circa 6 o 7 mesi. Successivamente si sarebbe 

recato in Svizzera, dove avrebbe ottenuto un permesso di soggiorno grazie 

alla sua falsa identità, continuando a svolgere illegalmente varie profes-

sioni, principalmente nel settore della ristorazione, ciò che gli avrebbe cau-

sato dei problemi con la giustizia. In seguito, nel settembre 2023, mentre 

si trovava in carcere a causa della mancanza di documenti, gli sarebbe 

stato consigliato di presentare una domanda d’asilo per tentare di regola-

rizzare la propria situazione migratoria. 

Per quanto attiene invece ai motivi d’asilo, in sostanza e per quanto qui di 

rilievo, emerge che l’interessato nel 2005 avrebbe denunciato dei fatti di 

corruzione in cui erano coinvolte delle autorità comunali e provinciali del 

proprio Paese, conseguentemente al quale sarebbe scoppiato uno scan-

dalo e, nel 2006, avrebbe ricevuto delle minacce. A seguito di tale episodio, 

l’interessato avrebbe notato, vicino alla propria abitazione, individui a bordo 

di un veicolo che lo osservavano e si sarebbe sentito insicuro, decidendo 

quindi di espatriare nel 2006. Egli temerebbe, in caso di rientro nel proprio 

Paese, di dover continuare a vivere nella paura, ciò che gli potrebbe cau-

sare dei disturbi di salute mentale. 

B.  

Con decisione del 22 aprile 2024, notificata il medesimo giorno (cfr. atto 

SEM n. 26/1), la SEM non ha riconosciuto all’interessato la qualità di rifu-

giato, ha respinto la domanda d’asilo e ha pronunciato il suo allontana-

mento dalla Svizzera, considerando tale misura ammissibile, ragionevol-

mente esigibile e possibile (cfr. atto SEM n. 25/8). 

C.  

Con ricorso del 26 aprile 2024 (notificato il 30 aprile 2024, cfr. timbro del 

plico raccomandato) l’interessato è insorto dinanzi al Tribunale 

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amministrativo federale (di seguito: Tribunale) avverso la predetta deci-

sione chiedendo, principalmente, l’annullamento della stessa, il riconosci-

mento della qualità di rifugiato e la concessione dell’asilo. In subordine, egli 

chiede che gli sia concessa l’ammissione provvisoria in Svizzera. Oltre a 

ciò, egli domanda la restituzione dell’effetto sospensivo al ricorso; la con-

cessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal paga-

mento delle spese processuali e del relativo anticipo, come pure di gratuito 

patrocinio; protestando poi spese e ripetibili. 

D.  

D.a Tramite decisione incidentale dell’8 maggio 2024, il Tribunale ha re-

spinto la domanda di assistenza giudiziaria del ricorrente, nel senso 

dell’esenzione dal pagamento delle spese processuali e del relativo anti-

cipo, come pure di gratuito patrocinio, e invitato lo stesso a versare, entro 

il 21 maggio 2024, un anticipo di CHF 750.- a copertura delle presumibili 

spese processuali, con la comminatoria d’inammissibilità del ricorso in 

caso di decorso infruttuoso del termine. 

D.b Il 15 maggio 2024, il ricorrente ha provveduto al versamento di tale 

anticipo. 

E.  

Con decisione incidentale del 14 maggio 2024, l’autorità inferiore ha attri-

buito il richiedente l’asilo al Cantone di Lucerna (cfr. atto SEM n. 28/2). 

F.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi che seguono qualora dovessero risultare decisivi per l’esito della pro-

cedura. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia di asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

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1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell’art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rien-

tra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce quindi 

una decisione ai sensi dell’art. 5 PA e il Tribunale è dunque competente per 

statuire in merito allo stesso. 

1.3 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all’annullamento o alla modifica della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Il medesimo è pertanto legittimato ad aggravarsi 

contro quest’ultima. 

1.4 Il ricorso è ammissibile essendo stato presentato nella forma 

(art. 52 cpv. 1 PA) ed entro il termine (art. 108 cpv. 1 LAsi) previsti dalla 

legge. L’anticipo a copertura delle presumibili spese processuali è inoltre 

stato versato dal ricorrente rispettando il termine assegnatogli. Occorre 

pertanto entrare nel merito dello stesso. 

1.5 Il ricorso ha effetto sospensivo (art. 55 cpv. 1 PA), il quale nella fatti-

specie non è stato tolto dall’autorità inferiore (cfr. art. 55 cpv. 2 PA). Si ren-

dono pertanto superflue osservazioni circa la conclusione ricorsuale in me-

rito alla concessione dell’effetto sospensivo. 

2.  

Ritenuto il carattere manifestamente infondato del ricorso, la decisione è 

pronunciata dal giudice unico, con l’approvazione di una seconda giudice, 

e motivata soltanto sommariamente (artt. 111 lett. e e 111a cpv. 1 e 2 LAsi). 

Il Tribunale rinuncia, inoltre, a uno scambio di scritti (art. 111a cpv. 1 LAsi). 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è inoltre vincolato né dai motivi 

addotti nel ricorso (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche 

della decisione impugnata (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

4.  

4.1 Con l’impugnativa il ricorrente censura implicitamente la violazione del 

diritto federale e meglio dei disposti legali in punto al riconoscimento dello 

statuto di rifugiato (artt. 3 e 7 LAsi). In particolare, egli ha implicitamente 

evidenziato l’adempimento delle condizioni poste all’art. 7 LAsi circa la 

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verosimiglianza delle sue dichiarazioni, censurando il mancato esame dei 

motivi di asilo enunciati all’art. 3 LAsi. 

4.2  

4.2.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le dispo-

sizioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiati. Esso 

include il diritto di risiedere in Svizzera. 

Secondo l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d’ori-

gine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro 

razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo so-

ciale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere 

esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l’esposizione 

a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che 

comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). 

4.2.2 Chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere vero-

simile la sua qualità di rifugiato (art. 7 cpv. 1 LAsi). Quest'ultima è resa 

verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità preponderante 

(art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili, in particolare, le allegazioni che su 

punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, non corrispon-

dono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi o 

falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). 

È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l’asilo siano suffi-

cientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso di-

chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all’esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi-

mili ai sensi dell’art. 7 LAsi. È altresì necessario che il richiedente stesso 

appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere creduta. Que-

sta qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue allegazioni 

su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti 

o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di procedura ri-

tratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne introduce 

tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella procedura oppure 

nega la necessaria collaborazione. Infine, non è indispensabile che le alle-

gazioni del richiedente l’asilo siano sostenute da prove rigorose; al contra-

rio, è sufficiente che l’autorità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi 

circa alcune affermazioni, sia persuasa che, complessivamente, tale ver-

sione dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il giudizio sulla 

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verosimiglianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica della plausibi-

lità del contenuto di ogni singola allegazione, bensì dev’essere il frutto di 

una ponderazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad essa; 

decisivo sarà dunque determinare, da un punto di vista oggettivo, quali fra 

questi risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 con-

sid. 5.1 e relativi riferimenti). 

4.3 Nel caso di specie, il Tribunale respinge le tesi ricorsuali nella misura 

in cui le allegazioni del ricorrente contengono, come rettamente esposto 

dall’autorità inferiore, numerosi indicatori d’inverosimiglianza, su dei punti 

essenziali, che rendono l’intera narrazione dei motivi che l’avrebbero in-

dotto all’espatrio inverosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi. 

4.3.1 Nello specifico, appare, in primo luogo, che il ricorrente non ha fornito 

delle dichiarazioni sufficientemente fondate. A titolo esemplificativo, giova 

infatti rilevare che egli ha fornito delle descrizioni generiche e prive di det-

tagli personali in merito all’asserita denuncia di corruzione così come alla 

minaccia che avrebbe ricevuto da un funzionario (“te la farò pagare”, cfr. 

atto SEM n. 21/11, R54-R57) e ciò al contrario di quanto ci si attenderebbe 

da una persona affermante di aver vissuto simili vicissitudini. I racconti 

spontanei dell’interessato sono invero molto vaghi e, nonostante le possi-

bilità dategli alfine di approfondire le proprie allegazioni, egli non è stato in 

grado di fornire dettagli precisi in merito. In particolare, l’insorgente non ha 

saputo circostanziare su cosa verterebbe l’allegata corruzione denunciata, 

né sulle modalità secondo cui egli avrebbe effettuato la denuncia (cfr. atto 

SEM n. 21/11, R38-R46). Aggiungasi inoltre che l’interessato non è nep-

pure stato in grado di descrivere dettagliatamente l’episodio in cui sarebbe 

stato minacciato da un funzionario, limitandosi ad affermare, peraltro scar-

namente, che si sarebbe trovato nella terrazza di un caffè e un individuo gli 

avrebbe detto che gliel’avrebbe fatta pagare (cfr. atto SEM n. 21/11, R54-

R57). 

4.3.2 In secondo luogo, il ricorrente non ha fornito dichiarazioni sufficiente-

mente concludenti. In particolare, egli si è contraddetto dichiarando, in un 

primo momento, che avrebbe denunciato il presidente della provincia e il 

comandante dell’esercito; per poi affermare, in un secondo momento e in 

modo contrastante, che non avrebbe conosciuto l’identità degli autori dei 

reati da egli denunciati (cfr. atto SEM n. 21/11, R47-R49). Raffrontato in 

merito a tale contraddizione, l’interessato non è stato in grado di giustificare 

tale discrepanza in modo convincente (cfr. atto SEM n. 21/11, R50-R51). 

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4.3.3 In terzo luogo, la veridicità del racconto del ricorrente può essere for-

temente messa in dubbio anche sulla base di valutazioni di plausibilità. A 

titolo esemplificativo, risulta illogico e poco plausibile, qualora l’interessato 

fosse stato effettivamente perseguitato in Patria, che egli abbia atteso 

17 anni prima di depositare domanda d’asilo in Svizzera. Infatti, egli stesso 

ha ammesso, nel corso dell’audizione approfondita sui motivi d’asilo, che 

avrebbe richiesto l’asilo in Svizzera allo scopo di legalizzare la propria si-

tuazione migratoria, la quale sarebbe infatti irregolare da 17 anni (cfr. atto 

SEM n. 21/11, R70-R72). 

4.3.4 Neppure i mezzi di prova versati agli atti dal ricorrente permettono di 

rendere verosimili le sue allegazioni. In particolare, il curriculum vitae 

dell’interessato, il contratto di lavoro concluso alla condizione sospensiva 

che egli riceva i necessari permessi previsti dalla legislazione svizzera e la 

petizione firmata da vari cittadini che proverebbe la sua integrazione in 

Svizzera non permettono di comprovare le asserite persecuzioni subite 

dall’insorgente nel proprio Paese a seguito della di lui denuncia degli atti di 

corruzione. 

4.3.5 Fatte queste premesse, da una valutazione complessiva delle alle-

gazioni del ricorrente risulta che l'intera narrazione riguardante un’even-

tuale persecuzione a seguito della di lui denuncia degli atti di corruzione 

delle autorità provinciali e comunali non possa essere ritenuta verosimile 

ai sensi dell’art. 7 LAsi. Le dichiarazioni del ricorrente non sono sufficien-

temente fondate, non concludenti, non plausibili e non credibili. 

4.4 Ne discende che le dichiarazioni dell'insorgente riguardo ai suoi motivi 

d’asilo non risultano essere verosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi, come a ra-

gione anche considerato dalla SEM nella decisione impugnata. Ne conse-

gue che un esame dell’esistenza di motivi d’asilo ai sensi dell’art. 3 LAsi 

non risultava essere necessario. 

5.  

5.1 Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione 

(art. 44 LAsi). 

5.2 Nella misura in cui il Tribunale ha confermato la decisione della SEM 

relativa alla domanda d’asilo del ricorrente, quest’ultimo non può prevalersi 

del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente 

riconosciuto nell’ambito del diritto internazionale pubblico ed 

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espressamente enunciato all’art. 33 della Convenzione sullo statuto dei ri-

fugiati del 28 luglio 1951 (RS 0.142.30). 

5.3 L’insorgente non adempie, inoltre, le condizioni in virtù delle quali la 

SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla 

Svizzera ai sensi dell’art. 32 cpv. 1 OAsi 1. Il Tribunale è pertanto tenuto 

per legge a confermare tale provvedimento. 

6.  

6.1 L’esecuzione dell’allontanamento è invece regolamentata all'art. 83 

della Legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20), 

giusta il quale l’esecuzione dell’allontanamento dev’essere possibile 

(art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente 

esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). In particolare, l’esecuzione non è possibile 

se lo straniero non può partire né alla volta dello Stato d’origine o di prove-

nienza o di uno Stato terzo, né esservi trasportato (art. 83 cpv. 2 LStrI). 

Inoltre, l’esecuzione non è ammissibile se la prosecuzione del viaggio dello 

straniero verso lo Stato d’origine o di provenienza o verso uno Stato terzo 

è contraria agli impegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera 

(art. 83 cpv. 3 LStrI), in particolare l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Conven-

zione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-

danti del 10 dicembre 1984 (RS 0.105; di seguito: Conv. tortura). L’applica-

zione di tali disposizioni presuppone, tuttavia, l’esistenza di serie e con-

crete ragioni per ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel Paese 

verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari alle succitate di-

sposizioni. Infine, l’esecuzione non è ragionevolmente esigibile qualora, 

nello Stato d’origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi con-

cretamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, 

violenza generalizzata o emergenza medica (art. 83 cpv. 4 LStrI). Motivi 

medici rendono inesigibile l’esecuzione dell’allontanamento esclusiva-

mente quando le cure necessarie ed essenziali non sono ottenibili nel 

Paese di origine e un rimpatrio comprometterebbe rapidamente lo stato di 

salute della persona mettendone a rischio la vita (cfr. DTAF 2009/2 con-

sid. 9.3.2). 

6.2  

6.2.1 Gli atti non contengono alcun indizio serio e convincente che renda 

verosimile (art. 7 LAsi) l’esistenza di un probabile rischio che il ricorrente 

possa subire un trattamento contrario all'art. 3 CEDU o all’art. 3 Conv. Tor-

tura nel proprio Paese d’origine. Ne discende che l’esecuzione dell’allon-

tanamento è ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI). 

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6.2.2 Il Tribunale rileva anzitutto che in Algeria non vige attualmente un 

contesto di guerra, guerra civile e violenza generalizzata che coinvolga l’in-

sieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale (cfr. tra le altre 

le sentenze del Tribunale E-5209/2020 del 14 dicembre 2020 consid. 7.3.2, 

D-5217/2020 del 23 novembre 2020 consid. 7.3.1).  

Per quanto concerne invece lo stato di salute del ricorrente, dagli atti non 

risulta alcun elemento che permetta di opporsi al suo allontanamento. Inol-

tre, egli avrebbe concluso in Patria le scuole elementari e medie e avrebbe 

frequentato le superiori sino al secondo anno, oltre ad essersi formato 

quale apicoltore e animatore culturale e sportivo (cfr. atto SEM n. 21/11, 

R13-R15). Oltre a ciò, l’interessato vanterebbe varie esperienze lavorative 

in molteplici settori professionali, lo stesso sarebbe infatti stato segnata-

mente impiegato quale sorvegliante di una scuola, imbianchino, autista-

distributore e cuoco (cfr. atto SEM n. 21/11, R16-R18). Inoltre, in Patria, 

egli disporrebbe di una buona rete famigliare, composta dai genitori, un 

fratello, quattro sorelle, il cugino materno e lo zio materno (cfr. atto SEM 

n. 21/11, R21-R25). L’interessato ha precisato che parlerebbe con la madre 

tutti i giorni, salutando pure gli altri membri della famiglia qualora presenti 

(cfr. atto SEM n. 21/11, R28). Ciò indica che i numerosi famigliari dell’insor-

gente potranno dunque sostenerlo in caso di bisogno. Tutti questi fattori 

dovrebbero pertanto consentire al ricorrente di reinsediarsi nel proprio 

Paese senza incontrare eccessive difficoltà, anche in considerazione della 

sua età avanzata e della sua lunga assenza dall’Algeria. Di conseguenza, 

l’esecuzione dell’allontanamento dev’essere ritenuta ragionevolmente esi-

gibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). 

6.2.3 Infine, siccome il ricorrente è in misura d’intraprendere ogni passo 

necessario presso la competente rappresentanza del suo Paese d’origine 

in vista dell’ottenimento dei documenti necessari al rimpatrio (art. 8 

cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12) non risultano impedimenti sotto 

l’aspetto della possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 

cpv. 2 LStrI). 

6.3 Ne discende che l’esecuzione dell’allontanamento è possibile, ammis-

sibile e ragionevolmente esigibile. Di conseguenza, anche in materia di al-

lontanamento e relativa esecuzione, la decisione dell’autorità inferiore 

dev’essere confermata. 

7.  

Alla luce di quanto sopra, la decisione della SEM dev’essere confermata e 

le censure sollevate respinte. L’autorità inferiore non ha dunque violato il 

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Pagina 10 

diritto federale e ha accertato in maniera esatta e completa i fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 lett. a e b LAsi). 

8.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.-, che se-

guono la soccombenza, vengono poste a carico del ricorrente (art. 63 

cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]) e prelevate sull’anticipo spese versato 

il 13 febbraio 2024.  

9.  

La decisione non può essere impugnata mediante ricorso in materia di di-

ritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); essa 

è pertanto definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 11 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 750.-, sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare è prelevato sull’anticipo spese, del medesimo importo, versato 

dal ricorrente il 15 maggio 2024.  

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Ambra Antognoli 

 

 

Data di spedizione: