# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 46734419-42b8-5fd7-a52c-92874c325a7e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-11-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 17.11.2017 12.2017.96
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2017-96_2017-11-17.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2017.96

  	
  Lugano

  17 novembre 2017/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Balerna

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Federspiel
  Peer

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. SO.2017.213
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione __________ - promossa con istanza
16 gennaio 2017 da

 

	
   

  	
   RE 1 

   RE 2 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO
  1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

con cui gli istanti hanno postulato la ricusazione di
predetto Pretore nella procedura di conciliazione da loro inoltrata con istanza
21 dicembre 2016 contro L__________ (inc. CM.2016.902), nell’ambito della quale
hanno pure presentato una richiesta di astensione nei confronti del Segretario
assessore e del Pretore aggiunto della Sezione __________ (inc. SO.2017.127),

 

azione che il Pretore del Distretto di Lugano, sezione
__________, ha respinto con decisione del 22 maggio 2017 in quanto giudicata inammissibile
a seguito del mancato versamento dell’anticipo nel termine suppletorio
assegnato,

 

reclamanti gli istanti con appello (corretto: reclamo) del 22 giugno 2017
con cui chiedono “l’annullamento di tutte le procedure civili (…) che
coinvolgono il Pretore P__________, il segretario assessore G__________, il
Pretore viciniore G__________ secondo l’art. 51 cpv. 1 CPP”, oltre al
versamento di “Frs 10.000 come indennità straordinarie e ripetibili secondo
l’art 262 lett a-e CPC”, di “Frs 20.000 a titolo di torto morale e lesione
personalità” nonché “ Frs 22'000 come indennità di inconvenienza e ripetibili
(…) come rifusione delle spese di risarcimento all’ Avv. O__________ (…)” e
formulando altre richieste di cui, in quanto necessario, si dirà di seguito;

 

letti ed esaminati gli atti
ed i documenti prodotti;

 

ritenuto

 

in fatto e in diritto:

 

che, con istanza di conciliazione 21 dicembre 2016 RE
1 e RE 2 hanno convenuto in causa __________, postulando la condanna dello
stesso al pagamento di un importo di fr. 99'999.- a titolo di risarcimento danni;

 

                                         che, con scritto di data 9
gennaio 2017 RE 1 e RE 2 hanno ricusato il Segretario Assessore __________ G__________
che si occupava dell’istanza di conciliazione;

 

                                         che, ricevuta l’ordinanza del
12 gennaio 2017 con la quale il Pretore CO 1 ha ordinato la notifica
dell’istanza di ricusazione alla controparte e al Segretario Assessore con
l’assegnazione di un termine per formulare osservazioni, RE 1 e RE 2 hanno
ricusato anche il Pretore medesimo;

 

                                         che, trasmesso l’incarto
al Pretore viciniore, F__________, per la definizione della ricusazione del
Pretore CO 1, con ordinanza 20 gennaio 2017 questi ha assegnato a RE 1 e RE 2
un termine per il versamento dell’anticipo delle spese processuali;

 

                                         che, decorso infruttuoso
tale termine, con ordinanza 27 febbraio 2017 il Pretore viciniore ha assegnato
loro un ultimo termine di 5 giorni per provvedere al versamento dell’anticipo
delle spese giudiziarie, con la comminatoria che in caso di mancato pagamento
non sarebbe entrato nel merito della questione; 

 

                                         che, con reclamo del 6
marzo 2017 RE 1 e RE 2 sono insorti contro la precitata decisione dinanzi alla
Terza Camera civile del Tribunale d’appello, chiedendo tra le altre cose “una
valutazione congiunta e cumulativa di tutte le ricusazioni SO.2016.5509 e
SO.2016.5297 e un opportuno accertamento concertato con la Divisione giustizia
e il Dipartimento delle finanze, per l’entrata in merito alle personali
contestazioni delle spese giudiziarie tramite le fatturazione UIPA n 2017d1691,
2017d3242 di Frs 350 e n 2017d3433 di Frs 500, nonché la richiesta di
versamento di fr. 500 sul conto della Pretura n 0__________ per inc.
SO.2017.213 e di FRS 300 sul conto della Pretura n 6__________ per inc.
SO.2017.217”;

 

                                         che, con decisione del 16
marzo 2017 detto reclamo è stato dichiarato inammissibile dalla Terza Camera
Civile di questo Tribunale (inc. 13.2017.20); 

 

                                         che, contemporaneamente, RE
1 e RE 2 hanno inoltrato in data 6 marzo 2017 un atto denominato “revisione
della decisione inc. SO.2017.53 del Pretore Viciniore Avv. G__________ del 27
febbraio 2017” al Tribunale cantonale ammnistrativo;

 

                                         che, per quanto qui
interessa, basti ricordare che detto scritto è stato giudicato irricevibile con
sentenza del 7 marzo 2017 (inc. 52.2017.137); 

 

                                         che, con sentenza del 27
aprile 2017 la I Corte di diritto pubblico del Tribunale Federale ha dichiarato
inammissibile il ricorso presentato dagli istanti contro la decisione del 7
marzo 2017 (inc. 1C_228/2017); 

 

                                         che, con sentenza del 10
maggio 2017 la I Corte di diritto civile del Tribunale Federale ha dichiarato inammissibile
il ricorso presentato dagli istanti contro la decisione del 16 marzo 2017 (inc.
4A_205/2017);

 

che, essendo il termine assegnato con decisione 27
febbraio 2017 decorso infruttuosamente, il Pretore viciniore F__________ ha
respinto con sentenza del 22 maggio 2017 l’azione di ricusa introdotta in data
16 gennaio 2017 da RE 1 e RE 2 in quanto inammissibile, ed ha indicato nella
stessa “Rimedi giuridici: Contro la presente decisione è data facoltà
di ricorso, presentando appello scritto e motivato al Tribunale di
appello, Lugano, entro 30 giorni dalla sua notificazione. La decisione deve
essere allegata all'appello (art. 308 e 311 CPC-CH)”;

 

                                         che, con ricorso di data
22 giugno 2017 RE 1 e RE 2 insorgono contro la predetta decisione chiedendo “l’annullamento di tutte le procedure civili (…) che coinvolgono il
Pretore P__________, il segretario assessore G__________, il Pretore Viciniore
G__________ secondo l’art. 51 cpv. 1 CPP”, oltre al versamento di “Frs
10.000 come indennità straordinarie e ripetibili secondo l’art 262 lett a-e
CPC”, di “Frs 20.000 a titolo di torto morale e lesione personalità” nonché
“ Frs 22'000 come indennità di inconvenienza e ripetibili (…) come rifusione
delle spese di risarcimento all’ Avv. O__________ (…)” e formulando
ulteriori richieste di cui, in quanto necessario, si dirà di seguito; 

 

                                         che le decisioni in
materia di ricusazione sono impugnabili mediante reclamo (art. 50 cpv. 2 CPC).
Di regola, il reclamo va introdotto all'autorità giudiziaria superiore entro 30
giorni dalla notificazione della decisione impugnata (art. 321 cpv. 1 CPC), ma
se è impugnata una decisione pronunciata in procedura sommaria o una
disposizione ordinatoria processuale il termine è di dieci giorni, salvo che la
legge disponga altrimenti (art. 321 cpv. 2 CPC);

 

                                         che svariati autori
ritengono che la procedura di ricusazione abbia natura sommaria e che pertanto
il termine di reclamo sia di 10 giorni
(Wullschleger in: Sutter-Somm/ Hasenböhler/ Leuenberger [curatori],
Kommentar zur Schweizerischen ZPO, 2ª edizione, n. 5 ad art. 50; Diggelmann in: Brunner/ Gasser/
Schwander [curatori], Schweizerische ZPO, Kommentar, Zurigo/S. Gallo 2011,
n. 3 ad art. 50; Kiener in:
Oberhammer [curatore], Schweizerische ZPO, Basilea 2010, n. 1 in fine ad art.
50),  

 

                                         che, altri autori sostengono
che, a prescindere dalla natura sommaria della procedura, una decisione in
materia di ricusa va considerata in ogni caso alla stregua di una “disposizione
ordinaria processuale” nel senso dell’art. 319 lett b CPC, ed è pertanto
impugnabile entro il termine di 10 giorni (Tappy
in: CPC commenté, Basilea 2011, n. 21 e 32 ad art. 50; Kiener, op. cit., n. 4 ad art. 50 CPC; Livschitz in: Baker & McKenzie
[curatori], Schweizerische ZPO, Berna 2010, n. 2 ad art. 50; Rüetschi in: Berner Kommentar,
Schweizerische ZPO, vol. I, edizione 2012, n. 3 e 5 ad art. 50; Blickenstorfer in: Brunner/Gasser/ Schwander
[curatori], Schweizerische ZPO, Kommentar, op. cit., n. 23 ad art. 319; A. Staehlin/D. Staehlin/ Grolimund,
Zivilprozess­recht, 2ª edizione, § 6 n. 28; A. Staehlin
in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger [curatori], Kommentar zur
Schweizerischen ZPO, op. cit., n. 4 ad art. 124; cfr. Gasser/Rickli in: Schweizerische
ZPO, Kurzkommentar, Zurigo/S. Gallo 2010, n. 2 ad art. 50 e Weber in: Basler Kommentar, ZPO,
edizione 2010, n. 4 ad art. 50, i quali rinviano all'art. 319 lett. b n. 1 CPC
).

 

                                         che, di contro, alcuni
autori reputano che una decisione riguardante una ricusa costituisca un’“altra
decisione” a norma dell'art. 319 lett. b CPC (Jeandin
in: CPC commenté, op. cit., n. 15 ad art. 319 e nota 10 ad art. 321 CPC; Verda Chiocchetti in: Trezzini/Fornara/Cocchi/Bernasconi/Verda
Chiocchetti, Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile
svizzero, vol. 2, nota 32 ad art.
319 CPC), il cui termine di reclamo è quello applicabile alla procedura di
merito; 

 

                                         che, per sua parte, il
Tribunale federale non si è ancora chiaramente espresso al riguardo (cfr. sentenza
5D_160/2014 del 26 gennaio 2015 consid. 2.3 dove il Tribunale federale lascia
aperta la questione limitandosi ad asserire che secondo la dottrina tali
decisioni sono da attribuire alla categoria delle disposizioni ordinarie
processuali; ed anche sentenza 5A_448/2012 del 17 gennaio 2013, consid. 2.2,
dove l’Alta Corte si limita a riferire la tesi della “Rekurskommission” secondo
cui la decisione di ricusa sottostarebbe alla procedura sommaria e dovrebbe
pertanto rispettare il termine di 10 giorni);

 

                                         che, in concreto, la
questione sulla natura della procedura di ricusazione e sul relativo termine di
ricorso può, per i motivi di cui si dirà di seguito, essere lasciata aperta, ritenuto
che il ricorso deve essere respinto in quanto infondato;

 

                                         che, nel caso specifico, infatti,
nell’indicazione dei rimedi giuridici in calce alla decisione impugnata il
Pretore ha indicato il rimedio dell’appello da presentare entro 30 giorni dalla
notifica della sentenza rinviando, nel contempo, agli art. 308 e 311 CPC; 

 

                                         che, alla luce di quanto esposto
in precedenza, detta indicazione si rivela - quantomeno parzialmente - errata;

 

                                         che, in virtù del
principio di buona fede, l’indicazione errata delle vie e del termine di
ricorso non deve essere di pregiudizio alle parti. Nel caso specifico, non vi è
motivo per non accordare questa protezione alle parti ricorrenti. Infatti, in
concreto, non si poteva certo pretendere che le stesse, non patrocinate e prive
di particolari conoscenze giuridiche, si avvedessero dell’errata indicazione del
Pretore e approfondissero ulteriormente la problematica, come visto, controversa
in dottrina (cfr. Verda Chiocchetti, op.
cit. nota 80 ad art. 312 CPC);

 

                                         che, alla luce di quanto
precede, il ricorso, inoltrato nel termine di 30 giorni dalla notificazione
della decisione impugnata in conformità con quanto indicato dal Pretore, deve
essere ritenuto, da questo punto di vista, ammissibile; 

 

                                         che, giusta l’art. 48
lett. b cifra 2 LOG, l’autorità competente a occuparsi del reclamo contro la
decisione sulla domanda di ricusa in materia di diritto delle obbligazioni è la
seconda Camera civile del Tribunale d’appello;

 

                                         che, con il reclamo
possono essere censurati l'errata applicazione del diritto e/o l'accertamento
manifestamente errato dei fatti (art. 320 CPC). Il reclamo dev’essere motivato
(art. 321 cpv. 1 CPC), nel senso che, relativamente all'applicazione del
diritto, in esso occorre spiegare almeno in modo conciso, riferendosi
all'oggetto del litigio, in cosa consiste la violazione e su quali punti il
giudizio contestato viene impugnato. Quanto all'accertamento dei fatti, la
definizione di “manifestamente errato” corrisponde a quella dell'arbitrio, per
cui il reclamante non può limitarsi a criticare la decisione impugnata come in
una procedura d'appello, dove l'autorità di ricorso gode di cognizione libera,
opponendo semplicemente la propria opinione a quella del primo giudice; egli
deve invece dimostrare, attraverso un'argomentazione chiara e dettagliata, che
l'autorità inferiore ha emanato una decisione manifestamente insostenibile,
destituita di fondamento serio e oggettivo o in urto palese con il senso di
giustizia ed equità; non basta segnatamente che il reclamante affermi
l'arbitrarietà della decisione impugnata adducendo considerazioni generiche (II
CCA 29 ottobre 2013 inc. n. 12.2013.104, 18 novembre 2013 inc. n. 12.2013.71,
10 marzo 2014 inc. n. 12.2013.191). Nella procedura di reclamo, eccezion fatta per
casi particolari qui non dati (art. 326 cpv. 2 CPC), non sono ammesse né nuove
conclusioni, né l’allegazione di nuovi fatti, né la produzione di nuovi mezzi
di prova (art. 326 cpv. 1 CPC). 

 

                                         che, in relazione alla
decisione impugnata non è possibile individuare, nel coacervo di argomenti e
lagnanze esposti da RE 1 e RE 2, censure atte a provare un manifestamente errato
accertamento dei fatti o un’errata applicazione del diritto da parte del
Pretore nel respingere la loro azione in quanto inammissibile per mancato
versamento dell’anticipo; 

 

                                         che, con ogni evidenza le confuse,
e inutilmente prolisse, contestazioni sollevate dagli istanti non adempiono i
presupposti di motivazione di cui agli art. 320 e 321 CPC, ma neppure quelli
degli art. 308 e segg. CPC;

 

                                         che, contrariamente a
quanto paiono credere i ricorrenti, la richiesta del giudice di prestare un
anticipo non costituisce “una violazione dei diritti fondamentali”, ma
anzi è perfettamente legittima (art 98 CPC) e la sua mancata osservanza
determina il respingimento dell’azione in quanto inammissibile (art. 59 cpv. 2
lett. f CPC); 

 

                                         che contrariamente a
quanto addotto dai ricorrenti, la terminologia utilizzata dal Pretore nel
querelato giudizio è corretta e comprensibile e non si presta a critiche;

 

                                         che la richiesta di “annullamento
di tutte le procedure civile” in relazione agli incarti “SO 2016.5297,
SO 2016.5509, CM 2015.695, SE 2016.74” esula dalla presente procedura e
andava semmai avanzata impugnando le relative decisioni pretorili;

 

                                         che, allo stesso modo, non
può essere accolta la richiesta di “contribuzioni di Frs. 10.000 come
indennità straordinarie e ripetibili secondo l’art 262 lett a-e CPC”” in
quanto priva di qualsiasi fondamento;

 

                                         che discorso analogo va
fatto per la richiesta dell’“importo di 

Frs 20.000 a titolo di risarcimento per torto morale e lesione personalità per
tutto quanto subito dalla Pretura di Lugano secondo l’art 10 e 11 della Legge
sulla responsabilità civile degli enti pubblici e degli agenti pubblici”, pretesa
che avrebbe dovuto, se del caso, essere fatta valere secondo le norme
procedurali di predetta legge,     

 

                                         che, per quanto attiene inoltre
all’ulteriore richiesta di “Frs 22'000 come indennità di inconvenienti e
ripetibili per tutto quanto resosi necessario gestire come ricusazione presso
la Pretura, come rifusione delle spese di risarcimento all’Avv. O__________, e
le spese di gestione amministrativa e di cancelleria (…)” , a prescindere
dalla congruità della stessa, che pare già a prima vista non data, si osserva
che anche in questo caso essa si riferisce a prestazioni che esulano dal
presente procedimento;

 

                                         che, da ultimo, in merito
ai 14 documenti allegati dai ricorrenti al loro ricorso, è utile ricordare che,
nella procedura di reclamo, riservati casi particolari qui non dati (art. 326
cpv. 2 CPC) , non è ammessa la produzione di nuovi mezzi di prova;

                                         che, a titolo di
complemento, si osserva che in parte gli atti trasmessi erano già contenuti nell’incarto
(doc. da 1 a 6) e sono pertanto noti a questa Camera; per quanto attiene agli
altri, un rapido esame ha permesso di rilevare che il loro contenuto non è
determinante ai fini del presente giudizio;

 

                                         che, per tutti questi
motivi, il reclamo appare integralmente inammissibile; 

 

                                         che le spese seguono la
soccombenza dei reclamanti (art. 106 cpv. 1 CPC); 

 

                                         che, il gravame essendo
manifestamente infondato, lo stesso non è stato notificato alla controparte per
osservazioni (art. 322 CPC);

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati l’art. 106 CPC, la LTG
e il RTar,

 

decide:

 

                                   1.   Il reclamo 22 giugno
2017 di RE 1 e RE 2, nella misura in cui ricevibile, è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
in fr. 200.- sono poste a carico di RE 1 e RE 2 in solido. 

                                      

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 3

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

                       

 

 

 

 

Rimedi giuridici (v. pagina
seguente)

 

 

Contro
la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso
è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in
materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi.
Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge federale
prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato
il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso
sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che
intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso
in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e
medesima istanza (art. 119 LTF).