# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 048d5dc0-a94b-5a10-93e9-2e95d5f276f9
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.08.2010 D-8781/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-8781-2007_2010-08-13.pdf

## Full Text

Corte IV
D-8781/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 3  a g o s t o  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (Presidente del collegio), 
Gabriela Freihofer e Robert Galliker,
cancelliere Carlo Monti;

A._______, 
B._______, alias 
C._______ e 
D._______, Armenia, 
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 29 novembre 2007 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-8781/2007

Fatti:

A.
Il 26 maggio 2006, gli interessati, dichiaratesi cittadini armeni, d'etnia 
armena, con ultimo domicilio ad E._______, hanno presentato doman-
da d'asilo in Svizzera.

Hanno dichiarato di essere espatriati per i problemi di A._______. In-
fatti, ad ottobre 2004, quest'ultimo sarebbe stato aggredito verbalmen-
te da terzi, tra l'altro da un vicino di casa di nome F._______, per il fat -
to di essere figlio di un azero. Nello stesso mese,  come anche in se-
guito,  sarebbe stato picchiato da quest'ultimo e da altri vicini di casa. 
Oltre a ciò, avrebbe subito delle percosse al  suo domicilio in cinque 
occasioni, da ultimo nel 2006. In data 14 o 15 dicembre 2005, oppure 
alla fine del 2005, sarebbe poi stato incendiato e quindi distrutto il suo 
negozio  di  generi  alimentari.  Infine,  ad  aprile  2006,  un  certo 
G._______, un amico di A._______, l'avrebbe avvertito dell'intento di 
alcune persone di voler venire a casa sua per ucciderlo insieme alla 
sua famiglia. Essi sarebbero quindi espatriati in data 15 maggio 2006 
per il timore di A._______ di dover continuare a sopportare questa si-
tuazione,  oppure di  essere  ucciso  (cfr. verbali  d'audizione del  2 giu-
gno 2006, pagg. 5-6 nonché dell'11 ottobre 2006, pagg. 5, 6 e 10).

B.
Con  decisione  del  29 novembre 2007  (notificata  all'interessato  il 
30 novembre 2007;  cfr.  risultanze  processuali),  l'UFM  ha  respinto  la 
succitata domanda d'asilo. Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allonta-
namento dei richiedenti dalla Svizzera nonché l'esecuzione dell'allon-
tanamento medesimo, siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
Il  28 dicembre 2007, gli  interessati  hanno inoltrato ricorso dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale (TAF) contro la citata decisione del-
l'UFM, chiedendo, in via principale, l'annullamento del provvedimento 
impugnato, la concessione dell'asilo e, in via sussidiaria, l'ammissione 
provvisoria nonché la trasmissione degli atti all'UFM per un nuovo ac-
certamento. Essi hanno altresì presentato una domanda d'esenzione 
dal versamento di un anticipo a copertura delle presumibili spese pro-
cessuali  ed  hanno  allegato  un  rapporto  medico  del  Dr.  med. 
H._______ concernente A._______ del 21 dicembre 2007.

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D.
Il 10 aprile 2008, il TAF ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi 
particolari, a chiedere agli insorgenti il versamento di un anticipo a co-
pertura delle presumibili spese processuali. Nel contempo, ha invitato 
l'autorità inferiore a presentare una risposta al ricorso entro il 13 mag-
gio 2008.

E.
Il 13 maggio 2008, l'UFM, nell'ambito della sua risposta, ha proposto 
la reiezione del gravame.

F.
Il 15 maggio 2008, il TAF ha concesso ai ricorrenti un termine fino al  
16 giugno 2008 per introdurre l'atto di replica.

G.
Il 16 giugno 2008, i ricorrenti hanno presentato una replica con in alle -
gato una tabella comparativa per paese del prodotto interno lordo pro 
capite  dal  sito  internet  dell'Organizzazione  mondiale  della  sanità 
(OMS) in riferimento alla situazione in Armenia nell'anno 2005.

H.
Con ordinanza del 31 marzo 2010, il TAF ha invitato i ricorrenti ad indi-
care, in maniera precisa ed esaustiva, quali  ostacoli  si opporrebbero 
attualmente segnatamente dal profilo dei trattamenti medici eventual-
mente necessari ad un rinvio nel loro paese d'origine ed ha concesso 
un termine fino al 15 aprile 2010 – prorogato in seguito fino al 30 apri-
le e successivamente fino al 10 maggio 2010 – per produrre un certifi -
cato medico del Dr. med. H._______ attuale e circostanziato relativo 
allo stato di salute di A._______.

I.
Con scritto del 7 maggio 2010, gli insorgenti hanno trasmesso in alle-
gato quanto richiesto nella  succitata ordinanza allegando allo  scritto 
un  rapporto  medico  del  Dr.  med.  I._______  del  27  aprile  2010,  in 
quanto A._______ è ora in cura presso l'Ospedale Civico di J._______ 
e non viene più seguito dal Dr. med. H._______.

J.
Con ordinanza dell'11 maggio  2010,  il  TAF ha concesso all'UFM un 
termine fino al  26 maggio 2010 per prendere posizione in  merito  al 
succitato scritto del 7 maggio 2010.

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K.
Con scritto del 26 maggio 2010, l'UFM ha fornito una presa di posizio-
ne nella quale ha proposto nuovamente la reiezione del ricorso.

L.
Copia dello scritto del 26 maggio 2010 è stato trasmesso al ricorrente 
in data 12 agosto 2010 per conoscenza.

M.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in  materia d'asilo sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta 
eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in virtù del-
l'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA 
prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF. L'UFM rientra tra dette 
autorità (cfr. art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione 
ai sensi dell'art. 5 PA.

I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-
riore, sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vanta-
no un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica-
zione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA), per il che sono legitti -
mati ad aggravarsi contro di essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 50 cpv. 1 PA), alla forma e al 
contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti e pure gli altri  
presupposti processuali sono parimenti adempiuti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Con ricorso al TAF, possono essere invocati la violazione del diritto fe-

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derale, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti e l'inadeguatezza (art. 49 PA; art. 106 LAsi). Il TAF non è vincola-
to né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giu-
ridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti  
(cfr. decisione  del  TAF  D-4917/2006  del  12 luglio  2007,  consid. 3; 
PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II, 2ª ed., Berna 2002, n. 2.2.6.5).

3.
La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi -
zioni della LAsi (art. 2 LAsi). Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi sono rifugiati le 
persone che, nel paese d'origine o di ultima residenza, sono esposte a 
seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, apparte -
nenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politi -
che, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi.  
Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita,  
dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano 
una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità  
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-
traddittorie, non corrispondono ai  fatti  o si  basano in modo determi-
nante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere  la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi -
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giuri -
sprudenza  ed informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi -
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza de-
v'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di  
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di  
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà 

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giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante  (cfr. GICRA 
1995 n. 23).

Secondo la teoria della protezione (Schutztheorie), una persecuzione, 
di cui gli autori non sono né lo Stato, né uno dei suoi organi, né un'en-
tità quasi statale, è determinante per il riconoscimento della qualità di  
rifugiato, se la vittima non può ottenere una protezione adeguata dal 
suo paese d'origine (principio della sussidiarietà della protezione inter-
nazionale). Lo Stato non è tenuto a garantire una protezione assoluta 
e durevole a tutti i cittadini in ogni luogo (cfr. GICRA 1996 n. 18). Tutta-
via, tale protezione deve assumere un carattere effettivo e ragionevole. 
Lo Stato  non può prevenire  ogni  tipo  di  attacchi,  ma può proibirli  e 
sanzionarli. Se i  comportamenti  illegittimi  di  terzi  sono oggetto di  in-
chieste e sanzioni sistematiche, lo Stato adempie in generale al suo 
obbligo di protezione. Inoltre, un richiedente l'asilo può essere obbliga-
to a chiedere la protezione del suo paese d'origine, se essa è appro-
priata, ossia se è suscettibile di essere ottenuta da strutture di prote-
zione interne funzionanti ed efficienti (cfr. GICRA 2006 n. 18).

4.
4.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato vaghi, illogici ed 
inverosimili i motivi d'asilo dei richiedenti. Infatti, benché avesse vissu -
to in un villaggio, A._______ non sarebbe stato in grado di nominare la 
persona che per prima l'avrebbe aggredito verbalmente. Inoltre, sareb-
be strano che egli sappia che la stessa persona sarebbe fuggita dall'A-
zerbaigian e che avrebbe riconosciuto suo padre, ma non sappia come 
si  chiama. Peraltro,  non sarebbe chiaro  come tale  persona conosca 
suo padre se quest'ultimo non ha mai vissuto in Azerbaigian. Oltre a 
ciò,  non  saprebbe  quando  l'avrebbero  picchiato  per  l'ultima  volta, 
quante volte l'avrebbero aggredito per strada e quando avrebbero in-
cendiato il  suo negozio. In aggiunta, apparirebbe abbastanza insolito 
che non sappia il nome azero di suo padre e che non si sia informato  
in merito dopo aver subito le aggressioni descritte e malgrado le de-
nunce sporte alla polizia. In aggiunta, i richiedenti non avrebbero de-
positato alcun documento attestante la loro identità ed avrebbero dis-
simulato i loro documenti per il bisogno della loro causa. Infine, l'UFM 
ha ritenuto che qualora le persecuzioni addotte dagli interessati risul -
tassero avverate, avrebbero un carattere meramente locale. Di conse-
guenza, avrebbero la possibilità di sottrarsi a queste oppressioni an-
dando ad abitare in un altro luogo in Armenia e, pertanto, non potreb -
bero richiedere la protezione della Svizzera.

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4.2 Nel  gravame,  gli  insorgenti  hanno contestato,  in  sostanza e per 
quanto qui di rilievo, la decisione dell'UFM allegando che l'autorità in -
feriore avrebbe confuso la figura del personaggio che avrebbe ricono-
sciuto il padre di A._______ come azero e la figura di colui che per pri-
mo avrebbe insultato e picchiato il  ricorrente. Infatti,  l'insorgente non 
conoscerebbe la persona che avrebbe riconosciuto suo padre, bens ì 
avrebbe soltanto indicato i nomi dei vicini  di  casa coinvolti  nella fac-
cenda. Inoltre, sarebbe il vicino F._______ la persona che lo avrebbe 
per primo aggredito verbalmente e non l'armeno fuggito dall'Azerbai -
gian. Di conseguenza, detto argomento utilizzato dall'UFM si fondereb-
be su un equivoco e quindi su un accertamento incompleto dei fatti di  
causa. Peraltro, il fatto che non ricordi con esattezza i luoghi o le date 
potrebbe essere spiegato con la malattia del ricorrente. Non sarebbe 
altresì insolito il fatto che non fosse a conoscenza delle origini azere 
del padre, in quanto quest'ultimo avrebbe cambiato cognome durante 
il comunismo assumendone uno armeno per il che sarebbe compren-
sibile che non ne abbia mai parlato con i figli per evitar loro delle con -
seguenze  future.  In  aggiunta,  l'insorgente  avrebbe  già  dichiarato  in 
sede d'audizione di non avere la possibilità di recarsi in altre regioni  
dell'Armenia per sfuggire alle persecuzioni.

4.3 Nella risposta al ricorso, l'UFM ha segnalato che in Armenia vi sa-
rebbero  degli  specialisti  e  le  infrastrutture  necessarie  per  curare  la 
sclerosi multipla (in seguito: SM). Inoltre, ivi ottenibile sarebbe altres ì il 
medicinale Novatron di cui necessiterebbe il ricorrente. In tale ambito, 
ha ritenuto che gli insorgenti potrebbero richiedere un aiuto al ritorno 
per motivi sanitari presso il consultorio cantonale per il ritorno (art. 93 
LAsi).  Peraltro,  i  ricorrenti  potrebbero  reinserirsi  in  patria,  visto  che 
B._______ avrebbe  lavorato  fino  all'espatrio  come  modellista  e 
A._______ avrebbe ancora i suoceri ed i genitori in loco. Per il resto, 
ha rinviato ai considerandi della sua decisione ed ha proposto la reie-
zione del gravame.

4.4 Nella  replica,  i  ricorrenti  hanno  puntualizzato  che  l'UFM  non 
avrebbe  preso  posizione  circa  l'accertamento  dei  fatti  incompleto  e 
non avrebbe fornito delle indicazioni concrete dal profilo medico a cui  
si sarebbe riferito in sede di ricorso. Inoltre, la mera presenza di farma-
ci sul mercato in Armenia ancora non spiegherebbe nulla circa il fatto 
che il ricorrente possa essere adeguatamente seguito in loco segnata-
mente per quello che riguarda la  chemioterapia che dovrebbe conti-
nuare per un altro anno o due. Infine, hanno fatto riferimento al basso 

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prodotto interno lordo pro capite per ulteriormente evidenziare le diffi -
coltà d'accesso alle cure adeguate.

4.5 Nel rapporto medico del 27 aprile 2010, il Dr. med. I._______ ha 
dichiarato che, per quanto riguarda la SM di A._______, la situazione 
sarebbe stabile da un anno con, in primo piano, disturbi di  deambu-
lazione. Inoltre, sarebbe stata programmata una ripetizione di un ciclo 
di Rituximab per il 2010 che non sarebbe stato eseguito, in quanto la 
cassa malati  con decisione del  22 marzo 2010 avrebbe rifiutato  l'as-
sunzione dei costi. Infine, ha affermato che dal punto di vista medico 
non si opporrebbe nulla ad un trattamento del ricorrente nel suo paese 
d'origine e che sarebbe in grado di viaggiare, in quanto nonostante sia 
in carrozzella, non sussisterebbero ulteriori limitazioni.

4.6 Nelle successive osservazioni, l'UFM ha segnalato che il ricorren-
te sarebbe stato curato in Armenia nel 2004 con risultati buoni per il 
che  non  vi  sarebbe  ragione di  ritenere  che i  servizi  medico-sanitari 
presenti  in loco non sarebbero in grado di  seguire l'evoluzione della 
malattia dell'insorgente. Inoltre, vista la decisione della cassa malattia 
il trattamento per quest'ultimo non potrebbe essere effettuato in Sviz-
zera – all'infuori dell'assunzione del medicinale sperimentale 4-Amino-
piridina –, mentre in Armenia si potrebbe seguire la malattia.

5.
5.1 Questo Tribunale osserva che, come rettamente rilevato dall'auto-
rità inferiore nella decisione impugnata, le dichiarazioni determinanti in 
materia d'asilo rese dai ricorrenti s'esauriscono in mere, generiche ed 
imprecise  affermazioni  di  parte,  non corroborate dal  benché minimo 
elemento di seria consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel  
provvedimento litigioso.

Appare avantutto poco credibile da un punto di vista della logica degli 
eventi, come ritenuto in prima istanza, che il ricorrente non sia stato in 
grado di fornire una spiegazione valida come  egli abbia saputo della 
provenienza dall'Azerbaigian di tale persona, senza sapere poi nulla di 
più preciso sulla persona, vivendo peraltro in una città di  piccole di-
mensioni e potendo usare la stessa fonte che gli ha rivelato il fatto che 
la persona in questione sarebbe un armeno fuggito dall'Azerbaigian. 
Senza ulteriori spiegazioni è pure la palese impossibilità che la stessa 
persona abbia conosciuto il  genitore di  A._______ se quest'ultimo  – 
secondo le dichiarazioni del ricorrente stesso – non ha mai vissuto in 
Azerbaigian  (cfr.  verbale  d'audizione  dell'11 ottobre 2006,  pag. 9 

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[A._______]). Appare poi inverosimile il fatto che il ricorrente non abbia 
saputo già prima dell'ottobre 2004 delle origini  azere di  suo padre e 
non si sia mai interessato di tale fatto. Padre che, in questa storia, ri -
sulterebbe addirittura non essere mai stato oggetto di insulti e pestag-
gi  malgrado  la  loro  vicinanza  (cfr.  verbali  d'audizione  del  2 giu-
gno 2006, pag. 1 e del 19 settembre 2006, pag. 6 [B._______]).

Contraddittorio è pure il racconto circa l'incendio che avrebbe portato 
alla distruzione del suo negozio di generi alimentari. Egli avrebbe indi -
cato in un primo tempo che l'avrebbero incendiato il  14 o 15 dicem-
bre 2005, oppure alla fine del 2005, per poi allegare di avervi lavorato 
fino a marzo 2006 (cfr. audizioni del 2 giugno 2006, pagg. 2 e 5 non-
ché dell'11 ottobre 2006, pagg. 4-5 [A._______]). Quo alle denunce in-
fruttuose, nella prima audizione ha dichiarato di  aver sporto due de-
nunce limitatamente in merito alle percosse sofferte, mentre, in segui -
to e  nella  seconda audizione,  ha asserito  di  aver  denunciato  altres ì 
l'incendio  del  negozio  (cfr.  verbali  d'audizione  del  2 giugno 2006, 
pag. 5 nonché dell'11ottobre 2006, pagg. 6-7 [A._______]). A tal  pro 
non sarebbero nemmeno  riusciti a dimostrare che le autorità armene 
non accorderebbero loro un'appropriata protezione contro l'eventuale 
futuro  agire  illegittimo  di  terzi  nei  loro  confronti.  Difatti,  il  ricorrente 
stesso ha messo in difficoltà le autorità statali a svolgere il loro compi-
to di proteggere i cittadini, non riferendo le generalità complete dei loro 
aggressori  (verbale  d'audizione  dell'11  ottobre  2006,  pag.  9 
[A._______]). In tale evenienza, non è altresì credibile che il ricorrente 
non sappia il cognome di F._______, uno dei persecutori e suo vicino 
di casa (cfr. ibidem, pag. 6 [A._______]). Viste poi le denunce infruttuo-
se, non risulta nemmeno si sia poi prodigato oltre in suo favore, incari -
cando per esempio un legale, o trasferendosi nella vicina capitale ar-
mena – dove avrebbe peraltro degli amici e vi avrebbe soggiornato da 
aprile fino al 15 maggio 2006, ossia prima dell'espatrio  –, scegliendo 
invece subito di espatriare. 

Considerate queste evenienze nel suo insieme, questo Tribunale ritie-
ne, come rettamente considerato dall'autorità inferiore, che le dichiara-
zioni dei ricorrenti come non realizzanti le condizioni di verosimiglianza 
previste dall'art. 7 LAsi. 

I motivi fatti valere nell'ambito della procedura in esame, ovvero le per-
secuzioni da parte di terzi, sono, come facilmente riconoscibile, pale-

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semente irrilevanti e non costituiscono, di per sé, degli indizi propri a  
giustificare né la qualità di rifugiato ai sensi dell'art.  3 LAsi.

Ne segue che il ricorso sul punto di questione dell'asilo, destituito d'o-
gni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione im-
pugnata va confermata.

6.
I  ricorrenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32  dell'Ordi-
nanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo relativa a questioni procedurali  
[OAsi 1, RS 142.311]). Pertanto, anche sul punto di questione dell'al-
lontanamento il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va 
confermata.

7.
7.1 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83  della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20), 
giusta il quale, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile 
(art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) nonché ragione-
volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr). Le summenzionate tre condizio-
ni per una rinuncia all'esecuzione dell'allontanamento – impossibilità, 
inammissibilità ed inesigibilità – sono di natura alternativa: non appena 
una di queste condizioni è adempita, non può più essere pronunciata 
l'esecuzione dell'allontanamento e vanno disciplinate le condizioni del 
soggiorno in Svizzera dell'interessato secondo le regole sull'ammissio-
ne provvisoria (cfr. GICRA 2006 n. 6, consid. 4.2., pag. 54 e segg.).

7.2 Nella misura  in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione 
dell'UFM relativa alla domanda d'asilo del ricorrente, quest'ultimo non 
può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 
LAsi),  generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale 
pubblico  ed  espressamente  enunciato  all'art.  33  della  Convenzione 
sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30).

7.3 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr non si esaurisce nella massima 
del "non-refoulement". Anche altri impegni di diritto internazionale del -
la  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione  del  rimpatrio,  in 
particolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura 
ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). L'applicazione di tali  disposizioni 

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presuppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragioni per ritene-
re che lo straniero possa essere esposto, nel paese verso il quale sarà  
allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli; spetta all'interes-
sato di rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e concrete ragio -
ni.

Trattandosi nello specifico della liceità di un allontanamento – in casu 
in Armenia – compatibilmente con lo stato di salute del ricorrente, la 
già Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo (CRA) e questo  
Tribunale ha ritenuto e ritiene, in linea peraltro con la giurisprudenza 
della  Corte  europea  dei  diritti  dell'uomo,  che  la  situazione  generale 
che regna in un paese non comporta, ad essa sola, l'illiceità del rimpa-
trio secondo le disposizioni della Convenzione (cfr. GICRA 1995 n. 12,  
consid. 10a, pag. 110 e segg. nonché relativi riferimenti). Le scarse in-
frastrutture e conoscenze mediche nel paese d'origine o di provenien-
za non costituiscono incondizionatamente un ostacolo all'esecuzione 
dell'allontanamento.  Conformemente  all'applicazione  fatta  dell'art.  3 
CEDU dalla citata Corte, nemmeno l'eventuale riduzione, anche in ma-
niera significativa, dell'aspettativa di vita di uno straniero, in caso di al -
lontanamento dal nostro paese, non costituisce di per sé una violazio-
ne dell'art. 3 CEDU. Soltanto in circostanze straordinarie e in ragione 
di  gravi  motivi  medici,  un siffatto  diritto può essere riconosciuto (cfr. 
sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 27 maggio 2008 
nel caso N. c./ Regno Unito, ricorso [n° 26565/05], n. 42; GICRA 1993 
n. 38, pag. 274 segg.).

7.4 Nel caso concreto non è dato rilevare – in sostanza per le ragioni 
che verranno indicate più oltre – alcun serio indizio secondo cui gli in-
sorgenti potrebbero essere esposti in caso di rimpatrio al rischio reale 
ed immediato di un trattamento contrario a siffatte disposizioni. In altri  
termini, i ricorrenti non hanno saputo fornire un insieme d'indizi, oppu-
re presunzioni non contraddette, sufficientemente gravi, precise e con-
cordanti quo ad un pericolo d'esposizione personale ad atti o fatti che 
si ritengono contrari all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tortura.

Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme del diritto pub-
blico internazionale nonché della LAsi.

8.
8.1 Secondo l'art. 83 cpv. 4 LStr, l'esecuzione dell'allontanamento non 
è ragionevolmente esigibile  in  particolare se implica per  lo  straniero 

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un'esposizione concreta a pericolo. Le persone che possono prevalersi 
di questa disposizione non sono rifugiati ai sensi della legge sull'asilo 
o della Convenzione sullo statuto dei rifugiati e non beneficiano, per-
tanto, di una protezione di diritto internazionale pubblico contro il  re -
spingimento, ma sono in particolare quelle che in patria non potrebbe-
ro beneficiare – a causa della loro etnia, della loro formazione profes-
sionale,  della  loro  salute  o  dell'inesistenza  dei  mezzi  necessari  alle 
cure  mediche  essenziali  e  al  sostentamento  rispettivamente  di  una 
sufficiente rete sociale – delle condizioni minime per un adeguato rein -
serimento (cfr. Decisioni del Tribunale amministrativo federale svizzero 
[DTAF] 2007/10 e relativi riferimenti).

La nozione di cure mediche essenziali comprende le cure mediche di  
base, nonché quelle assolutamente necessarie in caso di  urgenza e 
nel rispetto della dignità umana (cfr. GABRIELLE STEFFEN, Droit aux soins 
et rationnement, Berna 2002, pag. 81 segg. e 87). Tuttavia, lo straniero 
non può prevalersi della suddetta disposizione tendente all'inesigibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento per dedurne un diritto incondizio-
nato di soggiorno in uno stato firmatario della CEDU, segnatamente in 
Svizzera ed un diritto d'accesso generale in questo paese alle forme di  
sostegno mediche, sociali  ed altre suscettibili di ripristinare o mante-
nere il suo stato di salute, per il semplice motivo che le infrastrutture e 
le conoscenze mediche nel paese d'origine o di destinazione non rag-
giungono il grado di quelle elvetiche. Non è quindi sufficiente che – per 
ammettere l'inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento – un trat -
tamento medico prescritto sulla base delle norme svizzere non possa 
essere seguito nel paese d'origine o di provenienza dell'interessato. In-
fatti, se le cure essenziali possono essere assicurate nel paese d'origi -
ne o di provenienza dello straniero, l'esecuzione dell'allontanamento in 
tale paese è ragionevolmente esigibile (cfr. tra le tante, sentenza del 
TAF D-3407/2006 dell'8 luglio  2008). Sono considerate come essen-
ziali  le  cure di  medicina generale e acuta assolutamente necessarie 
ad  un'esistenza  conforme  alla  dignità  umana  (cfr.  DTAF  2009/2, 
consid. 9.3.2; GICRA 2003 n. 24, consid. 5b).

La malattia in questione di cui è affetto A._______ è la SM. La SM, o 
sclerosi  a placche,  è una malattia  a  decorso cronico della  sostanza 
bianca del sistema nervoso centrale.

Nella SM si  verificano un danno e una perdita di mielina in più aree 
(da cui il nome "multipla") del sistema nervoso centrale. Queste aree di 

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perdita di mielina (o "demielinizzazione") sono di grandezza variabile e 
prendono il nome di placche. Alla base della SM dunque vi è un pro-
cesso di demielinizzazione che determina danni o perdita della mielina 
e la formazione di lesioni (placche) che possono evolvere da una fase 
infiammatoria iniziale a una fase cronica, in cui assumono caratteristi -
che simili a cicatrici, da cui deriva il termine "sclerosi" (cfr. sito internet 
dell'Associazione  Italiana  Sclerosi  Multipla  (AISM): 
http://www.aism.it/index.aspx?codpage=sclerosi_multipla  [sito  visitato 
il 13 agosto 2010]). L’evoluzione nel tempo della malattia varia da per-
sona a persona, è possibile individuare fondamentalmente quattro for -
me di decorso clinico (a ricadute e remissioni, secondariamente pro-
gressiva, primariamente progressiva e progressiva con ricadute) a cui 
si aggiunge una quinta forma caratterizzata da un andamento partico-
lare, detta  "SM benigna". La SM benigna presenta alcune peculiarità 
rispetto a tutte le altre forme: non peggiora con il passare del tempo e, 
in genere, esordisce con uno o due episodi acuti, che presentano un 
recupero completo, senza lasciare disabilità. Questa forma di SM può 
anche essere individuata quando è presente una minima disabilità per 
15 anni dalla data di esordio. In generale la SM benigna tende a esse-
re associata a sintomi sensitivi (parestesie) o visivi (neurite ottica). È 
difficile  stabilire  l’esatto  numero  di  persone  con  SM benigna,  alcuni 
studi avrebbero evidenziato che circa il 20% delle forme di SM con dia-
gnosi  clinica  sono  benigne,  mentre  altri  ricercatori  ritengono  che  la 
percentuale di forme benigne sia superiore al 20-30%. La forma clinica 
invece più  frequente  è  rappresentata  dalla SM a decorso recidivan-
te-remittente  (SM-RR): circa l’85% delle  persone con SM ha inizial-
mente questa forma di SM, nella quale si presentano episodi acuti di 
malattia (detti  "poussè" o  "ricadute", che insorgono nell’arco di ore o 
giorni e sono destinati a regredire del tutto o in parte in un tempo va -
riabile)  alternati  a  periodi  di  benessere (definiti  "remissioni"). La  SM 
secondariamente progressiva (SM-SP), che si sviluppa come evoluzio-
ne della forma recidivante-remittente, è caratterizzata da una disabilità 
persistente che progredisce gradualmente nel tempo. Circa il 30-50% 
delle  persone con SM, che inizialmente hanno una forma recidivan-
te-remittente,  sviluppano  entro  10  anni  circa  una  forma  seconda-
riamente progressiva. La  SM primariamente progressiva (SM-PP), in-
vece, è caratterizzata dall’assenza di vere e proprie ricadute; le perso-
ne  (meno del  10%)  presentano,  fin  dall’inizio  della  malattia,  sintomi 
che iniziano in modo graduale e tendono a progredire lentamente nel  
tempo. Infine vi sono anche persone (circa il 5%) per le quali, oltre al 
presentarsi di un andamento progressivo dall’inizio, si manifestano an-

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che episodi acuti di malattia, con scarso recupero dopo l’episodio (de-
corso progressivo con ricadute). Non vi è alcun esame che possa pre-
vedere con assoluta certezza, fin dai primi sintomi, quale sarà il decor-
so a lungo termine della SM nel singolo individuo; solo un monitorag-
gio attento che analizzi  gli  aspetti  specifici  della malattia nel  singolo  
caso permetterà di formulare un’indicazione di prognosi più precisa. In 
ogni caso, indipendentemente dalla forma della malattia, la durata del -
la vita delle persone con SM non è sostanzialmente differente da quel-
la degli altri. Per chi, inoltre, riceva oggi la diagnosi di SM e abbia un 
approccio  corretto  e  consapevole  alla  malattia,  le  probabilità  di  rag-
giungere un grado significativo di disabilità si sono di molto ridotte ri -
spetto al passato e sono aumentate, viceversa, le probabilità di poter 
godere a lungo di una buona qualità di vita personale, lavorativa e so-
ciale  (cfr.  sito  internet  dell'AISM:  http://www.aism.it/index.aspx?
codpage=tipi_sm  [sito visitato il 13 agosto 2010]). In conclusione, an-
che se non è ancora stata individuata una cura definitiva per la SM, 
sono disponibili terapie in grado di modificare favorevolmente il decor-
so della malattia, ridurre la gravità e la durata degli attacchi e l’impatto 
dei sintomi. Le terapie disponibili  sono complessivamente in grado di 
migliorare la prognosi della malattia, permettendo alle persone con SM 
di condurre una vita per quanto possibile normale. In considerazione 
della variabilità della SM e delle caratteristiche specifiche della singola 
persona,  il  trattamento deve essere  individuato  da caso a caso (cfr. 
sito  internet  dell'AISM:  http://www.aism.it/i  ndex.aspx?
codpage=farmacoterapia [sito visitato il 13 agosto 2010]).

Secondo le informazioni disponibili a codesto Tribunale, il sistema sa-
nitario armeno prevede un aiuto finanziario alle cure rispettivamente al 
trattamento di malattie. Tale sostegno finanziario può – secondo il caso 
in questione – comportare il condono della totalità delle spese dei ser-
vizi sanitari. Ciò dipende dal fatto se il paziente rientra in una delle ca-
tegorie vulnerabili di cui il "Basic Benefits Package" (BBP) (cfr. rappor-
to dell'OMS del 2006:  "Armenia: Health Systems in Transition, vol. 8, 
n. 6 2006: Health System Review"). Inoltre, vi sono la possibilità e le 
strutture per un trattamento della SM in Armenia, in particolare nelle 
maggiori  città  (cfr.  documentazione  dell'Ambasciata  degli  Stati  Uniti 
d'America a Yerevan relativa alle strutture sanitarie ed a medici con co-
noscenza  della  lingua  inglese  nel  relativo  sito  internet 
http://armenia.usembassy.gov/uploads/k4/Pc/k4PcSNgMF0SYLheMR0
2nRw/physicians.pdf [sito  visitato  il  13 agosto  2010]  e  considerando 
8.2).

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http://www.aism.it/index.aspx?codpage=farmacoterapia

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8.2 Dalle carte processuali emerge che il ricorrente nel dicembre 2004 
si era già recato in un ospedale a K._______ dove è stato sottoposto 
ad  un  TAC encefalo  e  puntura  lombare  con  successiva  diagnosi  di 
"malattia infiammatoria dei nervi". Ha quindi seguito un trattamento nel 
paese  d'origine  già  prima  dell'espatrio  (cfr.  verbale  d'audizione 
dell'11 ottobre 2006, pag. 8 [A._______]; rapporti medici del Dr. med. 
H._______ del 21 dicembre 2007, pag. 1 e del Dr. med. I._______ del 
27 aprile 2010, pag. 1). In data 28 dicembre 2007 il ricorrente ha fatto 
pervenire a questo Tribunale in allegato all'atto ricorsuale un rapporto 
medico del 21 dicembre 2007 del Dr. med. H._______, il quale aveva a 
suo tempo in cura il  ricorrente dal 5 dicembre 2006, e dal qual  rap-
porto risulta che nell'evoluzione del ricorrente v'è stato un peggiora-
mento neurologico durante la primavera del 2007 ed in seguito un leg-
gero  miglioramento  dopo  un  trattamento  cortisonico  ed  un'ulteriore 
chemioterapia. Il medico ha stilato una diagnosi di una forma cronica 
della SM nella spina dorsale (cfr. ibidem, pag. 2). In seguito nel rappor-
to medico del Dr. med. I._______ del 27 aprile 2010, quest'ultimo ha 
segnalato una situazione da un anno stabile dell'insorgente con in pri -
mo  piano  disturbi  di  deambulazione  ed  ha  stilato  una  diagnosi  di 
SM-SP. Inoltre, ha programmato una ripetizione di un trattamento su 
base di Rituximab per il 2010 che non è stato eseguito, in quanto la 
cassa malati con decisione del 22 marzo 2010 ha rifiutato l'assunzione 
dei costi. Infine, non si è opposto ad un trattamento del ricorrente nel  
suo paese d'origine ed ha indicato che è in grado di viaggiare, seppure 
in carrozzella (cfr. rapporto del Dr. med. I._______ del 27 aprile 2010, 
pagg. 1-2).

8.3 Nella presa di posizione dell'autorità inferiore del 13 maggio 2008 
sul ricorso del ricorrente del 28 dicembre 2008 ed il relativo rapporto 
medico del 21 dicembre 2007 del Dr. med. H._______, rispettivamente 
nella presa di posizione del 26 maggio 2010 sullo scritto del ricorrente 
del  7  maggio  2010  ed  il  relativo  rapporto  medico  aggiornato  del 
27 aprile 2010 del Dr. med. I._______, detta autorità fa osservare che 
quo allo stato di salute del ricorrente, in caso di ritorno in Armenia egli 
può continuare a ricevere le cure necessarie per la sua malattia. Essa 
fa rilevare che nel suo paese le terapie medicamentose per persone 
affette da SM sono disponibili ed ha puntualizzato il fatto che il tratta-
mento  che il  ricorrente  avrebbe ottenuto  in  patria  nel  2004 avrebbe 
portato ad una completa regressione della sintomatologia nell'arco di 
circa due mesi. Inoltre, si sarebbe concluso il trattamento medico nel 
gennaio 2009 ed una ripetizione del trattamento Rituximab non potreb-

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be essere proposta per decisione della cassa malati, ciò che sarebbe 
invece possibile in Armenia. Attualmente prenderebbe la 4-Aminopiri-
dina, ossia un farmaco in sperimentazione. Essa fa pure notare che a 
favore di un ritorno in patria deporrebbe pure il fatto che ivi avrebbe 
ancora una rete sociale sufficiente per garantire il suo inserimento so-
ciale: in loco vi sarebbero, oltre alla moglie, che avrebbe lavorato come 
modellista  fino  all'espatrio,  anche  i  suoceri  ed  in  genitori.  Secondo 
l'autorità inferiore, la disponibilità delle cure mediche e la presenza di  
famigliari sono degli elementi da prendere in considerazione nell'esa-
me dell'esigibilità del rinvio.

8.4 Nella  presa  di  posizione  del  ricorrente  del  16  giugno  2008  egli 
espone essenzialmente quale è lo stato attuale del sistema sanitario in 
Armenia ed indica quali potrebbero essere i disagi che incorrerebbe in 
patria. Per il resto va constatato che egli non si sofferma con ulteriori 
considerazioni sul suo stato di salute, o comunque non potendosi evin-
cere un'ulteriore evoluzione dello stato di salute nel senso di un degra -
do irreversibile del ricorrente tanto da costituire un pericolo concreto di 
vita o una minaccia seria e durevole della sua integrità.

8.5 Ciò posto, questo Tribunale ritiene che quand'anche la qualità dei 
trattamenti di SM non siano tutte dello stesso livello sul territorio na -
zionale e quand'anche non raggiunga lo stesso livello dell'Europa occi -
dentale, sono tuttavia presenti le strutture mediche rilevanti per le cure 
del ricorrente. Per ciò che concerne lo standard di qualità di strutture 
di cura nel paese d'origine, si rinvia alla giurisprudenza della CRA, ri -
presa  nella  prassi  di  questo  Tribunale  (DTAF 2009/2,  consid.  9.3.2; 
GICRA  2003  n.  24,  consid.  5b,  pag.  157  e  GICRA 2003  n. 18, 
consid. 8c, pag. 119).

In altre parole, nel caso in narrativa, alla luce delle considerazioni che 
precedono, non v'è ragione di ritenere che il ricorrente non possa otte -
nere nel suo paese d'origine il trattamento medico in grado d'aiutarlo 
ad alleviarne la sofferenza o che, considerate le infrastrutture, i servizi  
medico-sanitari presenti in loco, una volta presosi a carico il ricorrente, 
non siano in  grado di  prescrivergli,  se necessario,  altri  medicamenti 
appropriati  nella fattispecie, uguali o comunque equivalenti dal punto 
di  vista  dell'efficacia  a  quelli  disponibili  in  Svizzera,  avendo peraltro 
l'insorgente stesso dichiarato di essersi già recato ad un ospedale in 
patria per un trattamento (cfr. verbale d'audizione dell'11 ottobre 2006, 
pag. 8 [A._______]). Va altresì osservato che, in particolare, le perso-

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ne disabili rientrano nella lista dei gruppi di persone vulnerabili secon-
do il BBP di cui al considerando 9.1 e quindi l'insorgente potrà benefi -
ciare di un contribuito statale al suo trattamento (cfr. rapporto dell'OMS 
del  2006:  "Armenia: Health  Systems in Transition,  vol. 8,  n. 6 2006: 
Health  System Review",  pag. 33).  Inoltre,  ritenuta  l'inverosimiglianza 
del suo racconto inerente ai  suoi motivi  d'asilo non si può escludere 
che in patria abbia tuttora il suo negozio di generi alimentari quale fon-
te di reddito assieme al fatto che sua moglie potrà riprendere la sua 
attività professionale come modellista che ha svolto, peraltro, fino al -
l'autunno del 2005 (cfr. verbale d'audizione del 2 giugno 2006, pag.  2). 
Peraltro,  sembra  opportuno,  come  rettamente  considerato  dall'UFM, 
che egli  continui il  trattamento in patria conto tenuto altresì del fatto 
che la cassa malati ha deciso di non pagare ulteriori trattamenti al Ri-
tuximab e che in Armenia potrà almeno usufruire di un contributo sta-
tale al trattamento del SM senza dover continuare un trattamento con 
un medicinale sperimentale (4-Aminopiridina) in Svizzera.

Secondo le informazioni a disposizione di questo Tribunale, il medica-
mento assunto in passato tra settembre 2006 fino a maggio 2008 dal 
ricorrente con dose totale di 180 mg, il Novatron sulla base di Mitoxan-
trone, è diffuso in Armenia.

Va poi osservato che in relazione ai mezzi finanziari necessari per ac-
cedere ai trattamenti medici, ed in particolare ai medicamenti, il TAF si 
sente di segnalare che egli ha la facoltà di richiedere un adeguato aiu-
to al ritorno ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi.

In  sintesi,  per  quanto  riguarda  la  malattia  di  cui  soffre  il  ricorrente,  
questo Tribunale non rinviene elementi per doversi scostare dalla valu-
tazione dell'autorità inferiore, secondo la quale in Armenia sono dispo-
nibili le infrastrutture ed i farmaci adeguati per il tipo di trattamento se -
guito  in  Svizzera  da  parte  del  ricorrente. Di  conseguenza,  nel  caso 
concreto la continuazione in patria del trattamento iniziato in Svizzera 
non risulta essere inesigibile.

Quo  alla  situazione  personale  degli  insorgenti,  essi  sono  giovani  e 
A._______ ha una formazione universitaria  ed un'esperienza profes-
sionale  quale  negoziante,  mentre  sua  moglie  una  come  modellista. 
Inoltre, dispongono di una rete sociale in patria, segnatamente i geni-
tori di B._______ e di varie conoscenze a K._______ (cfr. verbali d'au-
dizione  del  19  settembre  2006,  pag.  4  [B._______]  e  dell'11  otto -
bre 2006, pag. 8 [A._______]). In patria egli oltre ai trattamenti neces-

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sari  potrà  dunque  beneficiare  dell'appoggio  di  persone  a  lui  vicine 
come supporto per un suo reinserimento sociale.

8.6 In  siffatte  circostanze,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto 
siccome adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole 
con riferimento alle  effettive possibilità  per  gli  stessi  di  un  adeguato 
reinserimento sociale nel loro paese d'origine.

Considerato  quanto precede,  i  motivi  presentati  dagli  insorgenti  nel -
l'ambito della presente procedura ricorsuale, non permettono di mette-
re in discussione la ragionevolezza dell'esigibilità dell'esecuzione del -
l'allontanamento.

9.
Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'ese-
cuzione  dell'allontanamento  (art.  83  cpv. 2  LStr).  Infatti,  i  ricorrent i, 
usando della dovuta diligenza potranno procurarsi ogni documento ne-
cessario al rimpatrio. 

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

10. Sulla  scorta  di  quanto  precede l'allontanamento  va ritenuto  am-
missibile, ragionevolmente esigibile e possibile. Per conseguenza, an-
che in materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il  gravame va 
disatteso e la querelata decisione confermata.

11.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il di -
ritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di 
prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuri -
dicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art.  106 
LAsi), per il che il ricorso va respinto.

12.
Vista la particolarità del caso, per eccezione, si rinuncia a prelevare 
spese processuali (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con art. 4a del regola-
mento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribuna-
le  amministrativo  federale  del  21  febbraio  2008  [TS-TAF, 
RS 173.320.2]).

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13.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non vengono prelevate spese processuali.

3.
Comunicazione a:

- rappresentante dei ricorrenti (Raccomandata)
- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N [...] (per corriere 

interno; in copia)
- L._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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