# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f391f4b4-b6f1-5f26-92a3-0093e4de5898
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-04-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.04.2002 32.2002.20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-20_2002-04-10.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.00020

   

  BS/RG/cd

  	
  Lugano

  10 aprile 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  Segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 28 gennaio 2002
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 14 gennaio 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 20 maggio 1996, cresciuta in giudicato, l'Ufficio assicurazione
invalidità (UAI) ha respinto la richiesta di rendita presentata da __________,
aiuto cucina, in quanto il grado d’invalidità accertato non raggiungeva il
minimo pensionabile (doc. AI _).

 

                                         Nel corso
degli anni successivi essa ha nuovamente inoltrato diverse richieste di
prestazioni assicurative, tutte sfociate in decisioni di non entrata in
materia, cresciute in giudicato, l’interessata non avendo mai reso verosimile
un peggioramento del proprio stato di salute (cfr. doc. AI _).

 

                               1.2.   In occasione
di un’ulteriore nuova domanda presentata il 5 ottobre 2001 __________ ha
prodotto due certificati medici: il primo del medico curante, dr.ssa __________
(doc. AI _), il secondo dello psichiatra, dr. __________ (doc. AI _).

 

                                         Con
proposta di decisione 11 gennaio 2002 l’amministrazione nuovamente non è
entrata nel merito della richiesta di prestazioni, poiché :

 

" 
(…)

Con decisione del 06.12.1999, una richiesta
relativa allo stesso argomento  è stata respinta. Un nuovo esame potrà essere
considerato unicamente se sarà reso plausibile che lo stato di fatto ha subito
delle modifiche determinanti, rispetto alle condizioni anteriori dopo la
decisione menzionata. Inoltre, un'altra entrata in materia o un nuovo esame
dello stato di fatto non modificato non entra in linea di conto.

 

Nella nuova richiesta non viene apportato un certificato
medico dettagliato che oggettiva l'avvenuto peggioramento allo stato di salute,
in cosa consiste e da quando è subentrato.

 

Neppure i due certificati medici pervenutici in
seguito alla proposta di decisione del 09.10.2001 documentato eventuali modifiche.
(…)" (Doc. AI _)

 

                                         Non
avendo l’assicurata presentato delle osservazioni in merito, con provvedimento
formale del 14 gennaio 2002 l’UAI ha confermato la non entrata in materia.

                               1.3.   Contro la
decisione di non entrata in materia è tempestivamente insorta __________.
Facendo riferimento ai due menzionati certificati, essa osserva, in sostanza,
che il suo stato di salute ha subito un peggioramento.

                               1.4.   Con risposta
di causa 14 febbraio 2002 l'UAI ha chiesto la reiezione del gravame, osservando
in particolare:

 

" 
(…) 

La nuova documentazione è quindi stata sottoposta
al Servizio medico regionale (SMR).La dottoressa __________, ha concluso circa
l'inesistenza delle premesse necessarie ad un riesame del caso (cf. doc. n. _
inc. AI).

 

Ora, come già si è avuto modo di affermare a più
riprese, è vero che in ambito di assicurazioni sociali vige il principio
inquisitorio, in base al quale l'amministrazione è tenuta d'ufficio a chiarire
e stabile i fatti rilevanti per il giudizio.

Tuttavia tale principio non è assoluto,
considerato che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare
all'istruzione della causa (DTF 122 V 158), ed in particolare di fornire nel
limite del possibile le prove atte a stabilire quanto da loro allegato,
ritenuto che altrimenti corrono il rischio di dover sopportare la conseguenza
legata alla carenza di prove determinanti (DTF 117 V 264).

Se così non fosse, ogni qual volta l'assicurato
inoltra un certificato redatto dal medico curante che lo attesta inabile al
lavoro, l'amministrazione si vedrebbe costretta ad ordinare ulteriori
accertamenti medici, con i dispendi che tale stato di fatto comporterebbe tanto
a livello di tempo, quanto di finanze.

In altri termini l'amministrazione è tenuta di
volta in volta a ponderare gli elementi offerti, giudicando se sulla base degli
stessi il caso meriti d'essere approfondito.

 

In caso la documentazione è stata attentamente
vagliata da personale competente in materia. L'amministrazione poteva quindi a
buon diritto attenersi al giudizio espresso, decidendo quindi di non esperire
ulteriori indagini." (Doc. _)

 

                                       

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Ove la
rendita è stata negata perché il grado di invalidità era insufficiente, una
nuova richiesta è riesaminata soltanto quando il grado d'invalidità risulti
modificato in misura rilevante (art. 87 cpv. 3 e 4 OAI).

                                         Questa
regolamentazione deve essere applicata anche quando, in precedenza, la rendita
era stata rifiutata per assenza d'invalidità (RCC 1983 pag. 492 consid. 1c).

                                         La ratio
dell'art. 87 cpv. 4 OAI è quella di impedire che l'amministrazione debba
costantemente chinarsi su domande identiche e non motivate, quando la
prestazione in causa è già stata rifiutata da una decisione cresciuta in
giudicato (RCC 1992 pag. 99 consid. 4b, RCC 1985 pag. 335 consid. 2c, RCC 1984
pag. 366 consid. 3, RCC 1983 pag. 389 consid. 2a, RCC 1983 pag. 492 consid. 1c,
RCC 1971 pag. 494 consid. 2 in fine, RCC 1966 pag. 264-265).

                                         Se
l'assicurato non rende attendibile che la sua invalidità si è modificata in
modo tale da influire sul diritto alla rendita, la nuova domanda è dichiarata
irricevibile, nel senso che la Cassa emana una decisione di non entrata in
materia (RCC 1991 pag. 270 consid. 1a).

                                         Se
l'assicurato interpone ricorso, il giudice esamina solo se l'amministrazione ha
rifiutato di entrare in materia a buon diritto. Se invece essa ha accettato di
esaminare la nuova richiesta, il giudice non si pronuncia sulla questione
dell'entrata in materia, ma esamina materialmente se la modifica delle
circostanze resa attendibile dall'assicurato è effettivamente avvenuta (RCC
1991 pag. 270 consid. 1a, RCC 1983 pag. 389 consid. 2b).

 

                               2.3.   Se
l'assicurato rende attendibile la modifica l'amministrazione deve entrare nel
merito della nuova richiesta ed esaminare materialmente se la modifica è
effettivamente intervenuta (RCC 1984 pag. 366 consid. 3, RCC 1983 pag. 389
consid. 2b; Valterio, Droit et pratique de l'assurance-invalidité, pag. 270;
Fonjallaz, Invalidité et révision des rentes d'invalidité, pag. 114).

                                         In
quest'evenienza la Cassa deve procedere in modo analogo alla procedura
applicabile in caso di revisione secondo l'art. 41 LAI (RCC 1992 pag. 98
consid. 3a).

                                         Se
l'amministrazione constata che il grado di invalidità non si è modificato dalla
precedente decisione cresciuta in giudicato, essa rigetta la nuova domanda.
Nella circostanza opposta l'amministrazione esamina se la modifica intervenuta
è tale da ammettere questa volta un'invalidità pensionabile ai sensi dell'art.
28 cpv. 1 LAI (RCC 1992 pag. 98 consid. 3a, RCC 1983 pag. 492 consid. 1c, RCC
1983 pag. 389 consid. 2b).

 

                               2.4.   Analogicamente
alla procedura di revisione, per esaminare materialmente una nuova richiesta di
rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche
dell'assicurato abbiano subito una notevole modificazione, tale da influire in
modo diverso sulla perdita di guadagno.

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto vista in astratto, ma
piuttosto in rapporto all'art. 28 cpv. 1 LAI che prevede l'assegnazione di un quarto
di rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 40%, una mezza rendita
quando il grado d'invalidità è di almeno il 50% e una rendita intera quando
l'invalidità raggiunge almeno il 66 2/3%.

                                         Comunque
una revisione della rendita è possibile unicamente se, da quando è stata resa
la decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non
basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia
giudicata in modo diverso (RCC 1987, pag. 38, consid. 1a; STFA 29 aprile 1991
in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).

In particolare si devono paragonare i fatti esistenti al momento della
decisione precedente a quelli relativi all’istante della nuova decisione. Un
provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è
dunque sufficiente (DTF 105 V 29; Valterio, op. cit., p. 268).

 

 

                               2.5.   Nel caso in
esame, avendo l'UAI emanato una decisione di non entrata in materia, unico
punto di giudizio è quello a sapere se l'amministrazione ha rifiutato a buon
diritto di esaminare il merito della richiesta.

 

                                         Innanzitutto
va rilevato che in occasione della prima domanda di AI, respinta con decisione
20 maggio 1996, l’insorgente è stata sottoposta ad un esame pluridisciplinare
eseguito dal Servizio Accertamento Medico dell’Assicurazione Invalidità (SAM).

Nel referto 12 gennaio 1996 i periti avevano concluso che l’interessata,
affetta dalle conseguenze di una pericistectomia epatica da echinococco e da
spondilolistesi, non era più adatta all’espletamento di attività pesanti,
mentre per lo svolgimento di un lavoro medio-leggero (donna di pulizie,
commessa, venditrice) la capacità lavorativa era dell’80% (doc. AI _ pag. 14).

                                         Nel corso
della procedura amministrativa relativa alla domanda oggetto del presente
gravame, con certificato medico 18 ottobre 2001 la dr.ssa __________, medico
generalista, ha attestato:

 

“Con la presente certifico che la paziente è in
cura da me dal 18.10.1993. Per i suoi problemi cronici e acuti viene
regolarmente.

L’ultima consultazione era il 16.10.01.

La paziente soffre di una grave sindrome ansiosa,
per la quale viene seguita regolarmente dal dr. __________ (psichiatra).

In più ha bisogno di cure regolari (controlli clinici, fisioterapia, terapia
medicamentosa) per una sindrome panvertebrale importante e dei problemi
gastrointestinali (st. d. echinococco epatico operato).

La prognosi dei disturbi psichici e della schiena
non è favorevole a lungo termine.

L’inabilità lavorativa al 100% continua per un periodo indeterminato” (Doc. AI
_). 

 

                                         Con
certificato del medesimo giorno, il dr. __________, psichiatra e
psicoterapeuta, ha rilevato:

 

" 
(…)

Sulla richiesta certifico che la paziente a
margine è seguita regolarmente presso il mio studio medico dal 24.07.1998 a
tuttora.

La paziente presenta una sindrome mista
ansiosa-depressiva (ICD-10 F41.2) con tratti isterico-conversivi (ICD-10 F44) da
diversi anni.

E' al beneficio di una psicofarmaco terapia
importante accompagnata da colloqui di sostegno.

Ha avuto diversi ricoveri ospedalieri non solo
per la sua patologia psichica ma anche a causa di una lombosciatalgia ed una
recidiva di crisi da echinococco, seguita e curata dal Dr. __________ che mi
legge in copia.

L'ultimo suo ricovero risale dal 22.01.2001 al
24.02.2001 presso la Clinica __________, a causa di uno scompenso della sua
situazione psicofisica, in seguito migliorata.

Per un periodo la paziente era al beneficio di
prestazioni dell'Ufficio di collocamento fino alla fine di luglio u.s.

Dal 1°agosto in seguito ad un importante peggioramento
del suo stato psichico essa non è più stata in grado di riprendere la sua
capacità lavorativa.

E' seguita regolarmente presso il mio studio
medico e malgrado un lieve miglioramento nelle ultime settimane presenta ancora
un importante stato ansioso accompagnato a volte da crisi di attacchi di panico
ed una serie di disturbi neurovegetativi.

 

La sua inabilità lavorativa attualmente è nella
misura completa con una prognosi a medio-lungo termine poco
favorevole.(…)" 

(Doc. AI _)

 

Come rilevato in sede di
risposta, questi certificati sono stati vagliati dal Servizio Medico Regionale
dell’AI (SMR). Nella nota 2 novembre 2001 la d.ssa __________ ha sostenuto:

 

" 
(…)

Come discusso in data odierna, confermo che:

-   la sindrome panvertebrale non è documentata nè a livello clinico
(assenza di descrizione dello status…) nè radiologico; non è neanche
specificato da quando sarebbe responsabile di un'inabilità lavorativa.

-   la patologia psichica (depressione) è citata come danno
invalidante dall'A. fin dal 1997 ma finora mai ritenuta come tale dal nostro
ufficio.

Il recente rapporto del dr. __________ cita un
importante peggioramento solo dall'1 agosto 2001 (il giorno seguente la fine
delle prestazioni dell'Ufficio di collocamento).

 

Non vi sono dunque le premesse per entrare nel
merito della nuova richiesta.(…)" (Doc. AI _)

 

                                         Orbene
con certificato 18 ottobre 2001 la dr.ssa __________, evidenziando la
permanenza di disturbi gastrointestinali riconducibili allo stato dopo
echinococco epatico (già riscontrato in occasione della precedente procedura
amministrativa), ha pure attestato l'insorgenza di una sindrome panvertebrale,
necessitante di cure regolari (controlli clinici, fisioterapia e terapia
medicamentosa) e confermato un'inabilità lavorativa totale imputabile a disturbi
sia fisici che psichici (grave sindrome ansiosa). 

Inoltre con rapporto 18 ottobre 2001 il dott. __________, psichiatra, ha
evidenziato che negli ultimi anni l’insorgente è stata ricoverata, non solo per
motivi psichici, ma anche per via di una lombosciatalgia e di una recidiva
cisti da echinococco, la cui ultima degenza è avvenuta agli inizi del 2001.

Per quanto riguarda in particolare l'affezione psichica, è vero che all’epoca
della perizia del SAM (gennaio 1996) la stessa non è stata ritenuta invalidante
(cfr. doc. AI _ pag. 13), ma è altrettanto vero che da fine luglio 1998, come
attestato dal citato psichiatra, l'assicurata - cui è stata diagnosticata una
sindrome mista ansioso depressiva (ICD-10 F41.2) con tratti isterico-conversivi
(ICD-10 F44) - è da questo regolarmente seguita ed è sottoposta ad una terapia
psicofarmacologica accompagnata da colloqui di sostegno. Tale circostanza
rappresenta di certo un indizio idoneo a far ritenere siccome verosimile
l'intervento di un cambiamento dello stato di salute psichica rispetto alla
situazione riscontrata dai periti del SAM nel gennaio 1996, i quali avevano
osservato come l'assicurata non avesse sin lì necessitato di alcuna cura
psichiatrica e confermato, sulla base delle valutazioni del consulente in
psichiatria, l'assenza, all'epoca, di un'incapacità lavorativa dal profilo
psicopatologico.

Il dr. __________ ha inoltre attestato un importante peggioramento sopravvenuto
il 1° agosto 2001, messo in relazione al fatto che dalla fine di luglio 2001 la
ricorrente non percepisce più delle prestazioni dell’assicurazione
disoccupazione.

In relazione alla surriferita diagnosi, lo psichiatra ha quindi evidenziato
come l'importante stato ansioso accompagnato da crisi di panico e da disturbi
neurovegetativi provochi una completa inabilità lavorativa, con una prognosi a
medio lungo termine poco favorevole.

Ora, a mente di questa Corte le certificazioni dei due medici curanti -
attestanti da un lato l'insorgenza di una sindrome panvertebrale necessitante
di cure, dall'altro la necessità di una cura psichiatrica dal luglio 1998
nonché la sopravvenienza di un peggioramento dello stato di salute psichico a
far tempo dall'agosto 2001 - contengono elementi idonei a far ritenere siccome
attendibile, con riferimento sia alla componente fisica sia, e soprattutto, a
quella psichica, una modifica delle circostanze intervenuta successivamente
alle ultime constatazioni mediche effettuate dal SAM nel gennaio 1996 e poste
alla base della precedente procedura amministrativa sfociata con decisione 20
maggio 1996.

Pertanto, alla luce di quanto precede, a mente di questo TCA, sulla base della
citata documentazione medica, è da ritenere siccome dimostrato con il grado di
certezza richiesto nel campo delle assicurazioni sociali (cfr. SVR 1996
Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 pag. 263ss; DTF 121 V 208 consid. 6a; RAMI
1994 pag. 210/211) che rispetto alla situazione presente al
momento dell'emanazione della decisione 20 maggio 1996, le condizioni di salute
fisica e psichica dell'assicurata, in relazione alle quali è stata evidenziata
un’incapacità lavorativa totale, hanno subito una modifica tale da
giustificare un esame materiale della nuova domanda da parte
dell'amministrazione.

 

                                         Ne
consegue che gli atti devono essere ritrasmessi all'amministrazione affinché
entri nel merito della nuova richiesta di prestazioni ed esamini se la modifica
di circostanze ritenuta attendibile in questa sede è effettivamente avvenuta ed
in che misura essa incide sulla capacità al guadagno dell'assicurata.

 

                                         In tale
contesto l'UAI dovrà in particolare esaminare se vi è stata un'effettiva
modifica della situazione invalidante con riferimento all'attuale capacità
lavorativa residua dell'assicurata nell'espletamento di attività ritenute
ancora parzialmente esigibili nella precedente decisione amministrativa 20
maggio 1996 emanata sulla scorta delle risultanze peritali del SAM.

 

                                      

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

                                         § Di
conseguenza la decisione impugnata è annullata.

 

                                 2.-   Gli atti
vengono ritrasmessi all'UAI perché entri nel merito della richiesta di
prestazioni del 5 ottobre 2001.

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                                                                      

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti