# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9adb20d8-6cf0-5868-847b-2d197c7c1393
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-06-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 26.06.1996 52.1996.116
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1996-116_1996-06-26.html

## Full Text

Incarto n.

  52.96.00116

  DP 107/96

  leo

  	
  Lugano

  26 giugno 1996

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  10 maggio 1996 di

 

 

	
   

  	
  __________ rappr. da: studio legale __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 30 aprile 1996 del Consiglio di Stato (n. 2086) che respinge
  l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 12 aprile
  1994 con cui il municipio di __________ gli ha negato il permesso sostituire
  un prefabbricato e di trasformare in cantiere nautico il deposito della sua
  impresa di costruzioni situato fuori della zona edificabile (part. n.
  __________ RFD);

  

 

 

viste le risposte:

-    23 maggio 1996 del Consiglio di
Stato; 

-    31 maggio 1996 del Dipartimento
delle finanze e dell'economia; 

-    29 maggio 1996 del Dipartimento del
territorio;

-      4 giugno 1996 del comune di
__________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il ricorrente __________ è
proprietario di un vasto terreno situato sul piano del __________ in territorio
di __________, fuori della zona edificabile, a S della strada cantonale che
porta verso __________, in un comprensorio che il piano del paesaggio del PR
comunale riserva allo sfruttamento agricolo del suolo (part. n. __________ RFD,
mq 5080).

Sul fondo, utilizzato per lunghi anni come deposito
dell'impresa di costruzioni del ricorrente, sorgono un capace magazzino (sub A:
mq 486), una lunga tettoia addossata ai confini E e S ed altri manufatti minori
(impianto di betonaggio, piegatoio, carpenteria).

In seguito alla cessazione dell'attività dell'impresa di
costruzioni, a partire dall'inizio del 1995 sul fondo si è insediata la ditta
__________, che ha trasformato il sedime in uno stabilimento per il deposito,
la manutenzione e la riparazione di imbarcazioni (stando alle insegne
pubblicitarie: "__________").

 

 

                                  B.   Senza chiedere alcun
permesso, nella primavera del 1995 __________ ha istallato  sul fondo un nuovo
prefabbricato in lamiera al posto di un vecchia baracca di legno (sub D), che sarebbe
andata distrutta a causa di una manovra maldestra di un veicolo della sua
impresa.

Su richiesta del municipio, l'8 giugno 1995 il ricorrente ha
chiesto il rilascio di un permesso in sanatoria per il prefabbricato collocato
abusivamente. La domanda di costruzione precisava che il manufatto sarebbe
stato adibito ad ufficio, spogliatoio e deposito.

Alla domanda si è opposto il Dipartimento del territorio,
ritenendo in sostanza che la trasformazione del deposito dell'impresa in un
cantiere nautico fosse da configurare alla stregua di un cambiamento di
destinazione contrario agli art. 24 LPT e 71 LALPT, oltre che incompatibile con
la zona di pianificazione cantonale istituita dal Consiglio di Stato per lo
studio della circonvallazione __________.

Preso atto del preavviso negativo dell'autorità cantonale, il
5 ottobre 1995 il municipio di __________ ha negato all'insorgente il rilascio
della licenza in sanatoria per il prefabbricato, precisando nel contempo di non
autorizzare nemmeno "il cambiamento di destinazione d'uso in cantiere
nautico degli impianti preesistenti".

 

 

                                  C.   Con giudizio 30 aprile 1996
il Consiglio di Stato ha confermato la predetta risoluzione municipale,
respingendo il ricorso contro di essa inoltrato da __________.

Esperito un approfondito sopralluogo, il Governo ha anzitutto
ritenuto che la nuova utilizzazione del fondo fosse da considerare alla stregua
di un cambiamento della precedente destinazione.

Valutata l'importanza del cambiamento attuato, il Consiglio
di Stato ha poi escluso che la trasformazione potesse essere considerata
parziale e beneficiare pertanto di un'autorizzazione eccezionale retta dagli
art. 24 cpv. 2 LPT e 75 LALPT. Non essendo dati i requisiti posti dall'art. 24
cpv. 1 LPT, il Governo ha quindi avallato il diniego dell'autorizzazione in
sanatoria per l'insediamento del cantiere nautico e per la posa del prefabbricato.

 

 

                                  D.   Contro il predetto giudizio
governativo il soccombente insorge davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento.

Riassunti i fatti, l'insorgente rileva anzitutto che il fondo
non era destinato soltanto a deposito della sua impresa di costruzioni, ma che
era anche utilizzato per la preparazione del calcestruzzo, dei ferri e delle
opere di carpenteria necessarie sui cantieri. Fatta questa precisazione, il
ricorrente nega poi che sul fondo vengano ora esercitate attività
cantieristiche. Il fondo verrebbe ora semplicemente utilizzato per il deposito
e la manutenzione di imbarcazioni. Non implicando un'alterazione apprezzabile
delle ripercussioni ambientali e non richiamando nemmeno l'applicazione di
norme diverse da quelle applicabili all'uso precedente, la modifica delle
condizioni d'utilizzazione non sarebbe quindi configurabile come un cambiamento
di destinazione rilevante dal profilo edilizio.

 

 

                                  E.   All'accoglimento del ricorso
si oppongono il Consiglio di Stato ed il Dipartimento del territorio, che non
formulano osservazioni. Ad identica conclusione perviene il municipio di
__________, che contesta partitamente le tesi del ricorrente con argomenti di
cui si dirà nei seguenti considerandi.

 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   Il ricorso è ricevibile in
ordine giusta gli art. 21 LE, 43 e 46 PAmm.

Incontestabili sono invero la competenza del Tribunale cantonale
amministrativo, la legittimazione attiva del ricorrente e la tempestività
dell'impugnativa.

Grazie alla minuziosa istruttoria esperita dal Consiglio di
Stato, il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza procedere ad
una nuova visita in luogo. La documentazione planimetrica e fotografica
raccolta dalla precedente istanza permette in effetti a questo Tribunale di
formarsi un idea sufficientemente precisa della situazione dell'oggetto della
contestazione e dell'attività svolta dalla ditta che vi si è insediata.

 

 

                                   2.   Controversa è
essenzialmente la questione a sapere se nell'insediamento di una ditta attiva
in campo nautico sul fondo dell'insorgente siano ravvisabili gli estremi di un
cambiamento di destinazione soggetto ad autorizzazione o se invece si tratti di
una modifica irrilevante dal profilo del diritto pianificatorio e della polizia
delle costruzioni.

 

2.1. Prima di stabilire cosa si debba intendere per
"cambiamento di destinazione" è opportuno chiarire il concetto di
"destinazione".

Con questo termine si intende generalmente quell'insieme di caratteristiche
che definiscono l'identità di una costruzione dal profilo della sua
utilizzazione. Si tratta quindi di un aspetto qualitativo che permette di
identificare un'opera edilizia attraverso lo scopo per la quale viene
edificata.

Alla destinazione il diritto pianificatorio attribuisce
particolare rilevanza. Per il principio della conformità di zona sancito dall'
art. 22 cpv. 2 lett. a LPT, l'autorizzazione a costruire può infatti essere
rilasciata soltanto per edifici e impianti conformi alla funzione prevista per
la zona di utilizzazione, ossia per opere edilizie la cui destinazione si
integra nella funzione assegnata alla zona in cui sono ubicati.

Il concetto di "destinazione", in quanto riferito
alle costruzioni, è diverso dal concetto di "funzione" al quale vien
fatto capo in ambito pianificatorio per caratterizzare le singole zone di
utilizzazione. Pur essendo entrambi volti a definire finalità relative all'uso
del territorio, i due concetti sono sostanzialmente diversi. La funzione delle
zone di utilizzazione si limita infatti a definire in modo generico la
tipologia degli insediamenti ammissibili nei diversi comparti in cui è
suddiviso il territorio. Opera distinzioni in base a semplici categorie di
possibili utilizzazioni. La destinazione delle costruzioni precisa invece lo
scopo specifico delle singole opere edilizie all'interno della funzione fissata
dalla zona in cui sono ubicate, definendo esattamente le modalità di
utilizzazione del singolo edificio (cfr. art. 9 cpv. 1 lett. c RLE).

 

2.2. Per cambiamento di destinazione rilevante dal profilo
del diritto pianificatorio si intende generalmente una modifica delle
condizioni di utilizzazione di un edificio o di un impianto esistente atta a
produrre ripercussioni diverse e localmente percettibili sull'ordinamento delle
utilizzazioni (DFGP; Commento alla LPT, ad art. 22 N. 12; Scolari, Commentario della
LE, ad art. 39 N. 16 seg.; Zimmerlin, Baurecht des Kt. Aargau § 150 N. 2 d;
Mäder, Das Baubewilligungsverfahren, Zürcher Schriften zum Verfahrensrecht, N.
209 seg.; Barblan, Bewilligungserfondernis und Zulässigkeitsvoraussetzungen für
Zweckänderung von Bauten ausserhalb des Bauzonen nach dem Recht des Bundes und
der Kantone, 56). Dottrina e giurisprudenza considerano rilevanti ed atte ad
implicare l'avvio di una procedura di rilascio del permesso di costruzione, sia
le modifiche dell'utilizzazione che comportano l'applicazione di norme edilizie
diverse da quelle applicabili l'uso preesistente, sia le modifiche che determinano
un'intensificazione o comunque un'alterazione apprezzabile delle ripercussioni
ambientali (STA 28.2.92 in re comune di C.; 27.3.92 in re B.F. SA; 3.1.94 in re
comune di S.).

Alla luce del concetto di "destinazione" sopra
illustrato sono tuttavia da considerare come cambiamento di destinazione anche
tutte le modifiche delle condizioni di utilizzazione di un'opera edilizia che
incidono in misura non trascurabile sulla sua identità dal profilo qualitativo,
alterando gli scopi per le quali sono state autorizzate e realizzate.

La questione a sapere se una determinata modifica delle condizioni
di utilizzazione di un'opera edilizia costituisca cambiamento di destinazione
va risolta indipendentemente dalla questione a sapere se tale modifica sia
ancora conforme alla funzione attribuita alla zona di situazione. L'esistenza
di un cambiamento di destinazione non dipende dalla sua rilevanza dal profilo
della funzione prevista per la zona di utilizzazione, ma dall'importanza della
modifica delle condizioni di utilizzazione della costruzione dal profilo della
sua identità qualitativa. La trasformazione di un'officina di fabbro in una
falegnameria integra quindi gli estremi di un cambiamento di destinazione anche
se entrambe le utilizzazioni sono artigianali, rimangono nei limiti della
funzione assegnata alla zona in cui l'edificio è situato e non alterano in misura
apprezzabile le ripercussioni ambientali. Determinante è la modifica
dell'identità della costruzione dal profilo qualitativo. Analoghe
considerazioni valgono ad esempio per la trasformazione di un albergo in un
centro d'accoglienza per profughi (STA 28.2.92 in re comune di C.) o per la trasformazione
di una residenza primaria in una residenza secondaria.

 

2.2. Nel caso in esame, il deposito dell'impresa di
costruzioni del ricorrente è stato trasformato in un deposito per natanti. Alle
attività collaterali che caratterizzavano la precedente utilizzazione del fondo
(preparazione del calcestruzzo, lavori di carpenteria, piegatura dei ferri)
sono subentrate altre attività legate alla manutenzione ed alla riparazione
delle imbarcazioni.

La modifica delle condizioni di utilizzazione, contrariamente
a quanto assume l'insorgente, non è trascurabile. Essa altera in effetti in
misura percettibile l'identità delle costruzioni che sorgono sul fondo del
ricorrente.

Dal profilo qualitativo, tra il deposito di macchinari ed
automezzi di un'impresa di costruzioni del proprietario del fondo ed il deposito
di imbarcazioni per conto di terzi non sussistono particolari relazioni di
affinità. Sostanziali differenze intercorrono pure fra le attività di
manutenzione e di riparazione dei macchinari, che venivano svolte per conto
proprio dall'impresa del ricorrente e le analoghe attività, che vengono ora
svolte dalla nuova locataria del fondo per conto della sua clientela.
Comportando una destinazione economica completamente nuova, comprendente addirittura
aspetti commerciali ed amministrativi (nautic shop, uffici), l'attuale
utilizzazione non può essere considerata come una continuazione della
precedente. Considerata la sua incidenza sull'identità del fondo dal profilo
qualitativo, la modifica delle condizioni di utilizzazione posta in essere dal
ricorrente va quindi configurata alla stregua di un cambiamento di destinazione.

Irrilevante in questo contesto è la circostanza che il fondo
si trovi fuori della zona edificabile. La controversa modifica delle condizioni
di utilizzazione integrerebbe gli estremi di un cambiamento di destinazione
anche se avesse per oggetto un fondo situato all'interno della zona
edificabile.

 

 

                                   3.   Accertata l'esistenza di un
cambiamento di destinazione, resta da verificare se questo possa essere posto
al beneficio di un'autorizzazione in sanatoria.

 

3.1. In deroga al principio della conformità di zona sancito
dall'art. 22 cpv. 2 lett. a LPT, fuori delle zone edificabili possono essere
rilasciate autorizzazioni per la costruzione o il cambiamento di destinazione
di edifici ed impianti soltanto tale ubicazione è imposta dalla loro
destinazione (art. 24 cpv. 1 lett. a LPT: ubicazione vincolata) e se non vi si
oppongono interessi preponderanti (art. 24 cpv. 1 lett. b LPT).

Il diritto cantonale può inoltre permettere interventi
minori, quali la rinnovazione, la trasformazione parziale o la ricostruzione di
edifici ed impianti esistenti fuori delle zone edificabili in contrasto con la
funzione prevista per la zona di utilizzazione, a condizione che risultino
compatibili con le importanti esigenze della pianificazione territoriale (art.
24 cpv. 2 LPT).

Secondo la giurisprudenza, una trasformazione parziale può
consistere in un aumento della volumetria o in una modifica delle condizioni di
utilizzazione. L'intervento è parziale se non comporta significativi
cambiamenti dell'aspetto esteriore della costruzione e della sua destinazione
originaria, rispettivamente se non ingenera effetti sostanzialmente nuovi
sull'utilizzazione del suolo, sull'urbanizzazione e sull'ambiente. La nuova
utilizzazione non deve inoltre divergere in misura sostanziale da quella originaria
e non deve implicare una destinazione economica completamente nuova (cfr. DTF
20. 5. 96 in re Bianchi; 119 I b 227, consid. 3a; 115 I b 472 consid. 2; Barblan,
op. cit. 159 seg.; Thomas Müller, Die erleichterte Ausnahmebewilligung, 124
seg.).

Per il diritto cantonale, permessi per trasformazioni
parziali di costruzioni esistenti fuori della zona edificabile possono essere
eccezionalmente accordati, se l'intervento è indispensabile per la
continuazione dell'utilizzazione attuale ed è compatibile con le importanti
esigenze della pianificazione territoriale (art. 75 LALPT).

 

3.2. In concreto, la trasformazione del deposito per
macchinari dell'impresa di costruzioni del ricorrente in un deposito per l'invernaggio,
la manutenzione e la riparazione di imbarcazioni non può essere considerato
alla stregua di un cambiamento parziale di destinazione.

Dal profilo quantitativo, la modifica dell'utilizzazione
interessa infatti la maggior parte del fondo. Esclusi dal cambiamento sono
soltanto il capannone principale ed alcune porzioni del sedime occupate dai
macchinari dell'impresa in attesa di miglior collocazione. Da questo profilo,
la modifica non è quindi parziale.

Analoga conclusione va tratta dal profilo qualitativo. Il
cambiamento delle modalità di utilizzazione incide infatti sostanzialmente
sull'identità dello stabilimento preesistente. La nuova destinazione stravolge
in misura radicale la precedente utilizzazione, poiché implica una destinazione
economica completamente nuova. Le attività imprenditoriali e commerciali svolte
sul sedime del ricorrente per conto di una clientela vasta ed indeterminata non
hanno nulla in comune con le attività di appoggio, che venivano svolte in
precedenza nell'interesse della ditta del ricorrente. Anche da questo profilo
non si è quindi in presenza di una trasformazione parziale.

Ricadendo sotto l'art. 24 cpv. 1 LPT, ne discende che l'intervento
non può essere autorizzato, già perché non risulta soddisfatto il requisito
dell'ubicazione vincolata. Un deposito per l'invernaggio, la manutenzione e la
riparazione di imbarcazioni non esige invero un'ubicazione fuori della zona
edificabile.

Insoddisfatto è pure il requisito posto dall'art. 24 cpv. 1
lett. b LPT. All'insediamento della nuova attività si oppongono infatti gli
interessi prevalenti relativi alla conservazione del territorio agricolo.

Ma anche volendo ammettere che il cambiamento di destinazione
sia soltanto parziale, ovvero non sovverta in misura radicale la precedente
utilizzazione, l'autorizzazione in sanatoria andrebbe comunque negata. La
modifica non può infatti essere considerata indispensabile per la continuazione
dell'utilizzazione precedente (art. 75 LALPT). Perpetuando un insediamento non
conforme alla funzione agricola della zona in cui è incluso il fondo del
ricorrente e ponendosi in manifesto contrasto con i vincoli istituiti dalla
zona decretata dal Consiglio di Stato a tutela della pianificazione viaria in
quel particolare comparto di territorio, la trasformazione appare inoltre manifestamente
incompatibile con le importanti esigenze della pianificazione territoriale.

Nemmeno da questo profilo, il ricorso può pertanto essere accolto.

Per gli stessi motivi, non essendo dati i presupposti per
autorizzare il cambiamento di destinazione attuato dal ricorrente, anche la
licenza in sanatoria per il manufatto posato abusivamente dev'essere negata.

 

 

                                   5.   In esito alle
considerazioni sopra esposte, la decisione governativa impugnata, immune da
violazioni del diritto, va quindi confermata, addebitando al ricorrente la tassa
di giustizia e le ripetibili.

 

 

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 22, 24, 27 LPT; 75 LALPT; 25, 26 NAPR di Muzzano; 3, 18, 28, 31, 60,
61 PAmm;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   La tassa di giustizia di fr.
800.-  sono a carico del ricorrente, che rifonderà fr. 1'200.- al comune
resistente a titolo di ripetibili.

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario