# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9a060703-8a04-5943-bfa9-3f831cdf9311
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-09-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.09.2008 30.2008.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2008-6_2008-09-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2008.6

   

  TB

  	
  Lugano

  22 settembre 2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 gennaio 2008
di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 30
  novembre 2007 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1  
  

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                                  A.   Il
21 luglio 2006 (doc. A2/1) la Cassa di compensazione ha emesso il conguaglio
dei contributi personali di RI 1 come indipendente per l'anno 2002. Dall'importo totale di Fr. 31'805,40 dovuto dall'assicurato
per contributi e spese, è stato dedotto il versamento degli acconti ammontanti
a Fr. 12'533,90 già effettuato
negli anni 2002 e 2003 (doc. A2/2), per ottenere un saldo a favore della Cassa
di compensazione di Fr. 19'271,50
da versare entro trenta giorni dalla data della fattura. Chiesta ed ottenuta
una dilazione di pagamento (doc. A2 punto 5.1), l'assicurato ha versato il conguaglio dovuto in otto rate nel periodo tra
la fine del 2006 ed il mese di ottobre 2007 (doc. A2/2).

                                  B.   Il
19 ottobre 2007 (doc. A1) la Cassa di compensazione ha emesso una decisione che
fissava per l'anno 2002 degli
interessi di mora sui contributi personali AVS/AI/IPG che l'assicurato doveva versare per il 2002,
conteggiando gli importi di Fr. 32,60, Fr. 23,60, Fr. 34.- e Fr. 27,90 per il
ritardo sul pagamento degli acconti trimestrali richiesti nel 2002, così pure Fr.
2'465,15 per la discrepanza tra
questi acconti versati e la fissazione definitiva dei contributi dovuti per il
2002, quindi complessivamente Fr. 2'583,25 da pagare entro trenta giorni dalla data della decisione.

 

                                  C.   Contro
la decisione su opposizione del 30 novembre 2007 (doc. A2) della Cassa che ha
respinto la sua opposizione, l'assicurato
ha inoltrato ricorso al TCA il
17 gennaio 2008 (doc. I), chiedendo di annullare la richiesta dell'amministrazione di versarle la somma di Fr.
2'465,15 a titolo di interessi
di mora. Il ricorrente sostiene che siccome la decisione formale - e di
conseguenza anche quella su opposizione - sono state emanate in difetto della
necessaria base legale formale, l'amministrazione non può pretendere la riscossione di interessi di
mora che, a suo dire, in sé non sono nemmeno degli interessi di ritardo, ma la mera
conseguenza dell'inottemperanza
dell'obbligo dell'assicurato di segnalare tempestivamente
alla Cassa una modifica significativa del suo reddito (art. 24 cpv. 4 OAVS),
che come tale non costituisce però un interesse di mora. A dire dell'insorgente, l'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS travalica la delega di competenza
legislativa concessa al Consiglio federale dall'art. 14 cpv. 4 lett. e LAVS, ritenuto che la riscossione di
interessi di mora avverrebbe per importi non ancora dovuti né esigibili, dato
che il debito sorge e diventa esigibile solamente con la decisione di
fissazione dei contributi.

L'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS violerebbe
inoltre gli artt. 5 e 8 Cost. fed.

 

                                  D.   Con
risposta del 30 gennaio 2008 (doc. III) la Cassa ha confermato la decisione su
opposizione, osservando che la delega legislativa dell'art. 14 cpv. 4 lett. e LAVS è già stata dichiarata sufficiente dal TCA per emanare l'art. 41bis OAVS. Ha respinto inoltre sia la censura di violazione
della parità di trattamento in relazione al concetto di mora, negando l'applicazione in specie del diritto privato,
sia la lamentela di aver agito arbitrariamente, essendosi limitata ad applicare
le norme previste dall'OAVS. La
Cassa ha poi ribadito l'obbligo
fatto agli assicurati di segnalare le divergenze sostanziali dei loro redditi
(art. 24 cpv. 4 OAVS).

 

Il ricorrente non ha
prodotto ulteriori mezzi di prova (doc. IV).

 

considerato                    in
diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (STFA del 21 luglio
2003 nella causa N., I 707/00) e 2 cpv. 1 LPTCA.

Infatti, con STCA del 19 aprile 2007 (inc. n. 30.2007.3)
questo Tribunale ha emanato una decisione di principio concernente una
fattispecie analoga alla presente, nella composizione di tre giudici, ed ha
respinto il ricorso con argomentazioni che verranno riprese anche in questa
sede (cfr. anche STCA del 2
maggio 2007, inc. n. 30.2007.6; STCA del 14 maggio 2007, inc. n. 30.2007.16; STCA del 14 maggio 2007, inc. n. 30.2007.21; STCA del 13 giugno 2007, inc. n. 30.07.22; STCA del 9 luglio 2007, inc. n. 30.07.12; STCA del 10 luglio 2007, inc. n. 30.07.23; STCA del 10 luglio 2007, inc. n. 30.07.24; STCA dell'11 luglio
2007, inc. n. 30.07.25; STCA
del 23 luglio 2007, inc. n. 30.07.19; STCA del 23 luglio 2007, inc. n. 30.07.26; STCA del 25 luglio 2007, inc. n. 30.07.29; STCA del 4 settembre 2007, inc. n. 30.2007.28; STCA del 5 settembre 2007, inc. n. 30.2007.31; STCA del 17 settembre 2007, inc. n. 30.2007.27; STCA del 7 maggio 2008, inc. n. 30.2007.52;
STCA del 13 maggio 2008, inc.
n. 30.2007.74). La STCA del 16
giugno 2008 (inc. n. 30.2008.3), emanata da questo Tribunale nella sua composizione
plenaria, si fonda su due recenti sentenze della nostra Massima istanza (cfr.
anche STCA del 21 luglio 2008,
inc. n. 30.2007.57, STCA del 4
settembre 2008, inc. n. 30.2008.30).

 

                                   2.   Gli
interessi di mora pretesi dalla Cassa concernono il periodo dal 1° gennaio 2004
al 21 luglio 2006, quindi riguardano un periodo successivo all'entrata in vigore, il 1° gennaio 2003,
della LPGA (STF 9C_738/2007 del 29 agosto 2008, consid. 4.1).

 

nel merito

 

                                   3.   L'art.
14 cpv. 2 LAVS prevede che i contributi del reddito proveniente da un'attività
lucrativa indipendente, i contributi degli assicurati che non esercitano
un'attività lucrativa e quelli degli assicurati i cui datori di lavoro non sono
soggetti all'obbligo di pagare i contributi devono essere stabiliti e versati
periodicamente. Il Consiglio federale fissa i periodi di calcolo e di
contribuzione.

Per l'art. 14 cpv. 3 LAVS se, nonostante diffida,
una persona tenuta al pagamento dei contributi non dà le indicazioni necessarie
per il calcolo di essi, questi sono stabiliti mediante tassazione d'ufficio.

Giusta l'art. 14 cpv.
4 LAVS, il Consiglio federale emana prescrizioni sui termini di pagamento dei
contributi (lett. a), sulla procedura di diffida e di tassazione d'ufficio
(lett. b), sul pagamento dei contributi arretrati e la restituzione di quelli
pagati in troppo (lett. c), sul condono del pagamento di contributi arretrati
(lett. d) e sulla riscossione di interessi di mora e il pagamento di interessi
rimunerativi (lett. e).

 

A quest'ultimo proposito va osservato che con l'entrata in vigore della LPGA, la lettera e
dell'art. 14 cpv. 4 LAVS
relativa alla riscossione di interessi di mora ed il pagamento di interessi rimunerativi
è stata abrogata. Dal 1° gennaio 2003 gli interessi di mora sulle prestazioni
sono retti dall'art. 26 LPGA e
quindi dagli artt. 6 e 7 OPGA.

 

                                   4.   Giusta
l'art. 24 cpv. 1 OAVS, nell'anno di contribuzione corrente le persone
tenute a pagare i contributi devono pagare i contributi d'acconto a scadenze periodiche.

Secondo il capoverso
2, le casse di compensazione stabiliscono i contributi d'acconto sulla base del reddito presumibile
dell'anno di contribuzione.
Possono fondarsi sul reddito determinante per l'ultima decisione di fissazione dei contributi, salvo che la persona
tenuta a pagare i contributi renda verosimile che detto reddito non corrisponde
manifestamente al reddito presumibile.

Se durante o dopo l'anno di contribuzione risulta che il
reddito diverge sostanzialmente dal reddito presumibile, le casse di
compensazione adeguano i contributi d'acconto (art. 24 cpv. 3 OAVS).

Giusta l'art. 24 cpv. 4 OAVS, le persone tenute a
pagare i contributi devono dare alle casse di compensazione le indicazioni necessarie
per la fissazione dei contributi d'acconto, presentare, se richiesto, i giustificativi e segnalare le
divergenze sostanziali dal reddito presumibile.

Per il capoverso 5, se
entro il termine fissato non vengono date le indicazioni necessarie, non
vengono presentati i giustificativi o non vengono pagati i contributi d'acconto, le casse di compensazione fissano
i contributi d'acconto dovuti
in una decisione.

 

In virtù dell'art. 25
cpv. 1 OAVS, le casse di compensazione fissano i contributi dovuti per l'anno
di contribuzione in una decisione e procedono alla compensazione con i
contributi d'acconto pagati.

Secondo l'art. 25 cpv. 2 OAVS, i contributi non
versati dagli assicurati vanno pagati entro trenta giorni a contare dalla
fatturazione.

Le casse di
compensazione devono restituire o compensare i contributi non dovuti (art. 25
cpv. 3 OAVS).

È compito delle casse di compensazione
domandare alle competenti autorità fiscali cantonali le indicazioni necessarie
al calcolo dei contributi per le persone esercitanti un'attività lucrativa indipendente.
Le autorità fiscali devono aggiungere i contributi versati all'AVS/AI/IPG (art.
27 cpv. 1 OAVS).

Secondo l'art. 27 cpv. 2 OAVS, le
autorità fiscali cantonali trasmettono man mano le indicazioni per ogni anno
fiscale alle casse di compensazione.

L'autorità fiscale cantonale che non ha
ricevuto nessuna domanda di comunicazione per una persona esercitante un'attività
lucrativa indipendente il cui reddito può essere stabilito conformemente all'art.
23 trasmette spontaneamente gli elementi di calcolo alla cassa cantonale di
compensazione. Questa li inoltra, ove occorra, alla cassa di compensazione
competente (art. 27 cpv. 3 OAVS).

 

                                   5.   Oltre
ai citati disposti sulla fissazione e la determinazione dei contributi che
hanno modificato le norme di esecuzione dell'AVS, con il 1° gennaio 2001 sono
entrate in vigore delle disposizioni che hanno mutato in maniera sostanziale il
capitolo relativo alla fissazione degli interessi di mora.

Infatti, giusta l'art.
41bis cpv. 1 OAVS devono pagare gli interessi di mora:

 

                                         a.   di regola, le persone
tenute a pagare i contributi, sui contributi che non pagano entro 30 giorni dal
termine del periodo di pagamento, a partire da tale termine;

 

                                         b.   le persone tenute a
pagare i contributi, sui contributi reclamati per gli anni civili passati, a
partire dal 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile per il quale i contributi
sono dovuti;

 

                                         c.   i datori di lavoro,
sui contributi salariali da compensare che non pagano entro 30 giorni dalla
fatturazione da parte della cassa di compensazione, a partire da tale
fatturazione;

 

                                         d.   i datori di lavoro,
sui contributi da compensare per i quali non presentano un regolare conteggio
entro 30 giorni dal termine del periodo di contribuzione, a partire dal 1°
gennaio dopo tale termine;

 

                                         e.   le persone che
esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che non esercitano
un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non sono obbligati a
pagare i contributi, sui contributi personali da compensare che non pagano entro
30 giorni dalla fatturazione da parte della cassa di compensazione, a partire
da tale fatturazione;

 

                                         f.    le persone che
esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che non esercitano
un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non sono obbligati a
pagare i contributi, sui contributi da compensare, qualora i contributi
d'acconto siano almeno il 25 per cento inferiori ai contributi effettivamente dovuti
e non vengano versati fino al 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile
seguente l'anno di contribuzione, a partire dal 1° gennaio dopo tale termine.

 

Gli interessi cessano
di decorrere con il pagamento completo dei contributi, con la presentazione del
regolare conteggio o, in mancanza di esso, con la fatturazione. In caso di
reclamo di contributi arretrati, gli interessi cessano di decorrere con la fatturazione,
sempre che i contributi siano pagati entro il termine fissato (art. 41bis cpv.
2 OAVS).

 

In virtù dell'art. 42
cpv. 1 OAVS, i contributi sono considerati pagati con la ricezione del
pagamento da parte della Cassa di compensazione. Il tasso per gli interessi di
mora e per gli interessi compensativi è del 5 per cento all'anno (art. 42 cpv.
2 OAVS).

Gli interessi sono
calcolati in giorni. I mesi interi sono calcolati come 30 giorni (art. 42 cpv.
3 OAVS; STFA H 148/03 del 10 novembre 2003).

 

A proposito degli
articoli riguardanti gli interessi di mora, va ricordato che le Disposizioni
finali della modifica del 1° marzo 2000 prevedono espressamente che a partire
dalla loro entrata in vigore (ossia dal 1° gennaio 2001), gli artt. 41bis cpv.
1 lett. a-e e cpv. 2, 41ter e 42 OAVS si applicano a tutti i contributi
ancora da pagare o da restituire (cpv. 4).

Per contro, l'art. 41bis cpv. 1 lett. f vale solamente
per i contributi che sono dovuti dopo la sua entrata in vigore (cpv. 5).

 

Infine, le summenzionate
disposizioni sono pure applicabili agli altri contributi sociali sulla base di
specifiche normative che rinviano espressamente, in materia di calcolo
rispettivamente riscossione dei relativi contributi, alla LAVS. Ciò è previsto
per l'assicurazione per l'invalidità (artt. 3 LAI e 1 OAI) e per l'indennità di
perdita di guadagno (art. 27 cpv. 2 IPG).

 

                                   6.   Nel
caso in esame, la Cassa di compensazione ha chiesto al ricorrente il versamento
di interessi di mora per il ritardo nel pagamento dei contributi personali per l'anno 2002.

 

Per quell'anno di contribuzione, l'assicurato ha versato dei contributi
personali sotto forma di acconti per complessivi Fr. 12'383,90. Il 21 luglio 2006 (doc. A2/1) la Cassa ha calcolato in Fr. 31'655,40 i contributi personali totali per il
2002, emettendo quindi una fattura di Fr. 19'271,50 a saldo.

 

Più specificatamente,
il saldo dei contributi (conguaglio) per il 2002 è stato richiesto all'assicurato il 21 luglio 2006 ed il versamento
del saldo è stato eseguito in otto rate, l'ultima delle quali è giunta alla Cassa l'8 ottobre 2007 (doc. A2/2).

 

Gli interessi maturati
a causa del superamento del limite soglia del 25% esistente fra l'ammontare degli acconti versati ed i contributi
effettivamente dovuti in totale per il 2002, giusta l'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS sono stati calcolati dal 1° gennaio 2004
al 21 luglio 2006, ossia (soltanto) fino al momento della fissazione definitiva
dei contributi personali – anziché fino al pagamento completo del saldo dovuto
-, siccome l'assicurato ha
chiesto ed ottenuto una dilazione di pagamento del conguaglio. La Cassa li ha quindi
calcolati su 921 giorni di ritardo e sempre sull'importo ancora da corrispondere alla Cassa a conguaglio (Fr. 19'271,50), per un interesse di mora del 5%
pari a Fr. 2'465,15.

 

                                   7.   In
merito alla tematica giuridica relativa all'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, l’Ufficio Federale delle
Assicurazioni Sociali ha emanato, aggiornandola sino al 2006, la Circolare
sugli interessi di mora e compensativi (CIM) nell’AVS AI e IPG. Al proposito
questa CIM rammenta come i contributi effettivamente dovuti per l’anno di
contribuzione sono quelli fissati giusta l’art. 25 cpv. 1 OAVS. Per contributi
d’acconto vanno intesi gli acconti pagati in base a quelli fissati per l’anno
di contribuzione in virtù dell’art. 24 OAVS. I contributi da compensare
corrispondono alla differenza tra i contributi effettivamente dovuti, come
indicato, e gli acconti versati (N. 2029 CIM).

Si devono riscuotere
interessi di mora se, il 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile seguente
l'anno di contribuzione, i contributi d'acconto versati sono almeno il 25%
inferiori ai contributi effettivamente dovuti (art. 41bis cpv. 1
lett. f OAVS). I contributi effettivamente dovuti fungono da base di calcolo o,
in altre parole, costituiscono il 100% (N. 2030 CIM).

Gli interessi
decorrono dal 1° gennaio dopo la fine dell’anno civile seguente l’anno di
contribuzione fino al pagamento completo dei contributi (art. 41bis cpv.
1 lett. f e cpv. 2 OAVS) o all'apertura del fallimento (art. 209 LEF) oppure
alla concessione della moratoria concordataria, a condizione che il concordato
non preveda disposizioni divergenti.

La CIM definisce poi specificatamente,
al N. 4012, il pagamento ed al N. 4014 le modalità di calcolo degli interessi
nonché, al N. 4020, la decorrenza degli interessi in caso d’esecuzione.

 

                                   8.   L'insorgente fonda la sua richiesta di
annullamento della decisione impugnata affermando l'inesistenza di una base legale formale che giustifichi la
riscossione di interessi di mora. Egli sostiene che il Consiglio federale,
emanando l'art. 41bis cpv. 1
lett. f OAVS, sia andato oltre alla delega legislativa concessa dall'art. 14 cpv. 4 lett. e LAVS. A suo dire, l'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS non concerne
degli interessi di mora, non essendoci ancora alcun debito per contributi e/o
conguaglio di contributi e quindi questo (presunto) debito non può essere
esigibile; a suo dire, il debito sorge e diventa esigibile unicamente con la
decisione di fissazione dei contributi, quindi in specie dal 21 luglio 2006, mentre
la Cassa ha calcolato gli interessi di ritardo dal 1° gennaio 2004 al 21 luglio
2006, quando però non poteva essere in ritardo con il pagamento di contributi.

 

Sia nella sentenza del
9 aprile 2008 (STF 9C_202/2007 pubblicata in DTF 134 V 202) sia nella recente
del 29 agosto 2008 (STF 9C_738/2007) - entrambe queste sentenze sono state emesse
dalla II Corte di diritto sociale nella sua composizione plenaria -, il
Tribunale federale ha ribadito quanto già stabilito nel 2004 (STFA H 20/04 del
19 agosto 2004 pubblicata in Pratique VSI 2004 pag. 257, consid. 1; STFA H
157/04 del 14 dicembre 2004, consid. 2), ovvero che l'art. 41bis cpv. 1 OAVS è conforme alla legge e rimane applicabile
anche in seguito all'entrata in
vigore dell'art. 26 cpv. 1
LPGA.

Quest'ultimo disposto prevede che gli interessi
di mora possono essere richiesti soltanto per pretese scadute di contributi,
ciò che era già naturalmente possibile sotto il vecchio diritto. Se, prima di
allora, era l'art. 14 cpv. 4
lett. e LAVS, abrogato il 31 dicembre 2002, a costituire la base legale formale
per la riscossione degli interessi di mora in ambito AVS, dal 1° gennaio 2003 l'art. 26 cpv. 1 LPGA ha sostituito questa norma.

Pertanto, le
disposizioni sugli interessi di mora dell'art. 41bis segg. OAVS si fondano direttamente su questo articolo, malgrado
la LPGA non si pronunci in nessun modo sulla scadenza dei crediti contributivi
("i crediti di contributi dovuti sottostanno a interessi di mora"),
cosicché questo momento va determinato come prima sulla base dell'art. 41bis OAVS, dato che le disposizioni
esecutive dell'OAVS sono rimaste
in vigore anche dopo il 1° gennaio 2003 e con esse anche i principi sviluppati
in relazione agli artt. 41bis segg. OAVS, che quindi mantengono tutta la loro
validità (citata STF 9C_378/2007 considd. 4.1 e 5.2; DTF 134 V 202 consid. 3.1).
L'art. 41bis OAVS è quindi
ancora determinante per l'esigibilità
degli interessi di mora in ambito AVS.

 

La LPGA non ha
dunque modificato l'art. 41bis
OAVS. Infatti, quest'ultima
norma, in vigore nella sua formulazione attuale dal 1° gennaio 2001, è
una regolamentazione propria e specifica (lex specialis) al campo dei
contributi AVS/AI/IPG. Di conseguenza, l'entrata in vigore il 1° gennaio
2003 della LPGA e del suo art. 26 cpv. 1, siccome disposto d'ordine generale applicabile a tutti i campi
del diritto delle assicurazioni sociali, non ha alcuna incidenza sulla
regolamentazione specifica in materia di contribuzione sociale degli indipendenti
di cui all'art. 41bis cpv. 1 lett. f. OAVS (STF 9C_173/2007
del 15 aprile 2008), alla quale deve lasciare quindi spazio.

 

Riguardo all'esigibilità del debito
contributivo (AVS) di un assicurato, la nostra Massima istanza ha ancora di
recente (citata STF 9C_738/2007 consid. 5.3.3) confermato che in realtà né il
debito contributivo né l'esigibilità dipendono dalla notifica di una fattura o
da una decisione di tassazione della cassa. Il debito contributivo nasce
piuttosto per legge con la realizzazione del reddito da lavoro e diventa
esigibile alla scadenza del periodo di pagamento, anche se i contributi possono
essere richiesti solo dopo l'assegnazione di un termine di pagamento (STF H
154/06 del 5 aprile 2007, consid. 6.1.1).

 

La censura del ricorrente è quindi manifestamente
infondata.

 

                                   9.   Nel
caso concreto va evidenziato come l’assicurato, alla luce del reddito
conseguito nel periodo d’interesse nella sua attività indipendente, a lui noto,
abbia effettivamente versato degli acconti insufficienti (cfr. consid. 6), siccome
eccessivamente bassi.

Inoltre, è opportuno osservare
che gli importi definitivi dei contributi, e quindi la differenza tra gli
acconti versati e quanto dovuto, possono essere fatturati dall’amministrazione
solo dopo l'emanazione
della decisione di tassazione (STCA del 23 febbraio 2006, 30.2006.2). Tuttavia, in taluni casi, proprio
come nella fattispecie, questa fatturazione può avvenire anche alcuni anni dopo
il conseguimento effettivo del reddito.

In queste circostanze,
le norme volute con le modifiche dal 1° gennaio 2001 dell'OAVS sono la conseguenza della mancata
tempestiva segnalazione da parte dell'assicurato alla Cassa di una modifica significativa (si consideri il
limite del 25% dell'art. 41bis
cpv. 1 lett. f OAVS) del proprio reddito.

In applicazione di
questa norma, gli interessi di mora possono però essere fissati unicamente dopo
che sono stati stabiliti i contributi definitivi e con essi anche i contributi
da versare a conguaglio, sempre che quest'ultimo importo sia inferiore al 25% dei contributi effettivamente
dovuti. È quindi soltanto al momento della determinazione di questa somma (il
conguaglio) che gli interessi diventano esigibili.

La soglia del 25% ha
lo scopo di garantire agli interessi moratori la loro funzione compensatrice
laddove la differenza del saldo è troppo grande. Soglia che se viene superata
obbliga l'amministrazione a
riscuotere gli interessi di mora in virtù dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS e a non applicare per contro l'art. 41bis cpv. 1 lett. e OAVS (citata
STF 9C_738/2007 consid. 5.3.1).

 

                                10.   Quanto
all'applicazione dei disposti
OAVS che regolano la riscossione degli interessi di mora, occorre evidenziare
che è corretto ritenere che spetta alla Cassa di compensazione, in virtù dell'art. 24 cpv. 2 OAVS, stabilire i contributi
d'acconto sulla base del
reddito presumibile dell'anno
di contribuzione e che, per fare ciò, essa può fondarsi sul reddito
determinante per l'ultima decisione
di fissazione dei contributi.

Tuttavia, è altrettanto vero che i debitori dei contributi personali quali
indipendenti o persone senza attività devono, come evidenziato, fornire
alle Casse di compensazione le indicazioni necessarie per la fissazione dei
contributi d'acconto,
segnalando le divergenze sostanziali dal reddito presumibile (citata STF 9C_738/2007
consid. 7.2).

 

Come impone l'art. 24 cpv. 4 OAVS, infatti, secondo cui
le persone tenute a pagare i contributi devono dare alle casse di compensazione
le indicazioni necessarie per la fissazione dei contributi d'acconto, gli assicurati devono presentare,
se richiesti, i giustificativi e segnalare le divergenze sostanziali dal
reddito presumibile, in difetto di che le casse fissano i contributi d'acconto in una decisione sulla base dei
dati (vecchi) a loro disposizione. L’assicurato debitore di contributi ha
quindi l'obbligo di segnalare
tempestivamente le modifiche del suo reddito rispetto al periodo precedente,
che generalmente funge da base di calcolo per la percezione degli acconti, onde
evitare le note (spiacevoli) conseguenze.

 

In effetti, il ricorrente
non è soggetto passivo della procedura che compete unicamente alla Cassa, ma è
attore con precisi obblighi non solo riguardo al pagamento dei contributi (ed
alla corretta compilazione dei dati fiscali per la percezione dei contributi),
ma anche alla segnalazione di modifiche significative del suo reddito che incidano
sulla percezione dei contributi d’acconto, sia a suo favore sia a suo svantaggio.
Questo obbligo traspare molto chiaramente dall'art. 24 cpv. 4 OAVS, secondo cui, infatti, non è vero che l'obbligo dell'assicurato di dare alla Cassa tutti gli elementi necessari per
fissare i contributi d'acconto
sorga solo a seguito di una richiesta formulata dalla Cassa stessa, la
quale fissa a tal proposito un termine (art. 24 cpv. 5 OAVS). Questo termine si
riferisce in realtà unicamente alla presentazione di giustificativi che la
Cassa può richiedere all'assicurato
(art. 24 cpv. 4 OAVS) nel caso in cui debba appurare, per verifica, i contenuti
delle nuove indicazioni date da quest'ultimo per fissare i contributi d'acconto che si basano su determinati giustificativi che tardano ad
essere prodotti (art. 24 cpv. 5 OAVS).

 

Nella fattispecie, l'insorgente avrebbe pertanto dovuto farsi
parte diligente - come senz’altro avrebbe fatto se il suo reddito fosse improvvisamente
calato in maniera significativa, postulando il versamento di acconti inferiori
rispetto al periodo precedente - e segnalare subito alla Cassa di
compensazione i redditi effettivi conseguiti nel 2002 (art. 24 cpv. 4 OAVS), in
modo tale che la Cassa potesse subito fissare adeguati contributi personali
AVS/AI/IPG/AF da versare per quell'anno.

 

Questa inattività, a
mente del Tribunale cantonale delle assicurazioni (al riguardo, STF 9C_738/2007
consid. 7.4 e DTF 134 V 202 consid. 3.4), ha fatto sì
che si sia configurata una situazione di ritardo nel pagamento dei contributi
dovuti dal ricorrente, tale da imporre poi l'applicazione dell'art.
41bis cpv. 1 lett. f OAVS e tale così da obbligare l'assicurato a versare degli interessi moratori.

 

Precisamente, il
ricorrente avrebbe dovuto versare, entro il 1° gennaio dell’anno seguente la
fine dell’anno civile successivo a quello di contribuzione, degli acconti non
inferiori al 25% dei contributi effettivamente dovuti - detto in altri termini,
l'importo da versare a
conguaglio non doveva essere superiore al 25% dei contributi effettivamente
dovuti -, onde non incorrere nella sanzione dell'accollamento di interessi di mora; ciò che però non è stato fatto.

 

In questo senso, va
osservato che quando nel 2006 l'assicurato ha ricevuto la decisione di fissazione dei contributi con
l'indicazione del conguaglio
dei contributi personali ancora da pagare, egli era già in ritardo con
il relativo pagamento.

Questo è l'unico motivo per il quale gli sono stati
caricati degli interessi di mora. Pertanto, come specificato più
dettagliatamente in seguito, il ritardo con cui la Cassa di compensazione ha emanato
la decisione di conguaglio (nel 2006) non ha avuto alcuna influenza
sulla realizzazione di questo stato di fatto e sulla conseguente contabilizzazione
di interessi di mora giusta l'art.
41bis cpv. 1 lett. f OAVS a carico dell'assicurato.

 

Alla stessa stregua,
totalmente marginale è pure il momento in cui l'assicurato ha spedito all'autorità fiscale la sua dichiarazione fiscale, quando quest'ultima gli ha comunicato le conseguenze della
tassazione IC 2003A e quando il fisco l'ha trasmessa alla Cassa.

La data della
comunicazione dei redditi conseguiti dall'assicurato da parte dell'autorità fiscale all'amministrazione ha rilevanza unicamente perché, prima di allora,
la Cassa non è in grado di fissare definitivamente i contributi
personali dovuti dagli indipendenti, perciò non le si può imputare alcun
ritardo né una negligenza nell'agire
nei confronti del ricorrente.

 

Il pagamento della
somma a conguaglio è avvenuto, a richiesta dell'insorgente, nel corso del 2007, quindi egli si è trovato in una
situazione simile alle altre ipotesi di ritardo trattate dalle lettere a-e del
citato disposto dell'OAVS.

L'interesse di mora e l'interesse compensativo hanno per funzione
di compensare il fatto che in caso di pagamento tardivo il debitore può trarre
un beneficio d'interesse mentre
il creditore subisce uno svantaggio. Dunque, l'interesse di mora tende a compensare un ingiustificato arricchimento
del debitore della prestazione, che versa sul contributo effettivamente dovuto
un acconto manifestamente insufficiente, conseguendo implicitamente un finanziamento
per il mancato pagamento alla Cassa di congrui acconti. L'assicurato avrebbe infatti potuto, durante
questa attesa, fare fruttare il debito contributivo non ancora fatturato né saldato.
Irrilevante, invece, è che durante questo tempo (in specie dal 2002 al 2007)
egli abbia o no effettivamente tratto vantaggio in misura equivalente al tasso
di interesse moratorio legale del 5%. L'obbligo di pagamento dell'interesse si fonda infatti sulla finzione di un guadagno di interessi
del contribuente e di una perdita corrispondente della Cassa. In virtù dell'art. 41ter cpv. 1 OAVS, questa finzione si
trova pure nel caso opposto, dove spetta alle Casse di compensazione versare
interessi compensativi del 5% per contributi non dovuti che vengono restituiti
o compensati (citata STF 9C_738/2007 consid. 7.1).

 

                                11.   È
lapalissiano che l'assicurato
conosca sempre prima della Cassa i suoi redditi effettivi conseguiti nell’anno
d’interesse. La realtà evidenzia anche che l’assicurato viene a conoscere la
decisione finale di tassazione degli stessi con largo anticipo rispetto alla
Cassa, che invece deve attendere la comunicazione ufficiale da parte dell'Ufficio di tassazione competente. Questi
lassi di tempo, come sottolineato anche di recente dal Tribunale federale (citata
STF 9C_738/2007 consid. 5.3.1), sembrano essere divenuti particolarmente lunghi
in Ticino a seguito del cambiamento di tassazione nel 2003, anno in cui si è
passati dalla tassazione biennale praenumerando a quella annuale postnumerando.

 

Nel corso dell'udienza esperita per la causa in cui il TCA ha esaminato per la prima volta il tema
di fondo qui posto in discussione (STCA del 19 aprile 2007, inc. n. 30.2007.3), in merito ai ritardi delle
autorità di tassazione nell’avviso alle Casse preposte all’applicazione della
LAVS, i rappresentanti dell’amministrazione hanno osservato che l’attesa dei
"… dati fiscali definitivi ossia delle decisioni cresciute in giudicato"
appare lunga ed "è indubbio che in Ticino vi sia un problema di trasmissione
di questi dati, in particolare alla luce del passaggio dalla tassazione
biennale a quella annuale.".

Tale evidenza, che
deve essere comunque affrontata e risolta a livello delle due amministrazioni __________,
nulla toglie agli obblighi dell’assicurato riguardo alla segnalazione alla
Cassa delle modifiche del suo reddito aziendale, compito, questo, che gli incombe
sotto pena di versamento di interessi moratori.

 

Nella fattispecie, le
richieste di versamento degli acconti sono state fissate sulla base della
notifica di tassazione fiscale conosciuta dalla Cassa a quel momento, verosimilmente
quella riferita al periodo fiscale 1999/2000, portante sui redditi conseguiti
negli anni 1997 e 1998.

 

Più concretamente, se
non al termine dell'anno per il
quale il contributo era chiesto, almeno certamente nel 2003 (per quanto
conseguito sino al 31 dicembre 2002), l'assicurato conosceva l'entità del proprio reddito quale
indipendente (citata STF 9C_738/2007 consid. 5.3.2), e ciò senza la necessità
di attendere la notifica di tassazione 2003A dell'Ufficio di tassazione – la quale, trattandosi di periodo fiscale caduto
nel vuoto di tassazione, peraltro non può crescere in giudicato, poiché è una
semplice comunicazione e non una decisione impugnabile.

Il ricorrente medesimo disponeva quindi dei dati necessari e della possibilità concreta
di trasmettere alla Cassa le informazioni (ed eventualmente la documentazione)
relative ai redditi (quasi) definitivi conseguiti nel 2002 prima ancora
che fosse emessa la decisione di conguaglio dei contributi personali (nel 2006).

 

L'assicurato,
nonostante gli obblighi fissati dall'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS - conforme all'art. 26 LPGA (STF 9C_738/2007 del 29 agosto
2008, STF 9C_173/2007 del 15 aprile 2008, DTF 134 V 202)
ed alla Costituzione -, ha invero omesso una tempestiva comunicazione alla
Cassa di compensazione dei suoi redditi conformemente all'art. 24 cpv. 4 OAVS.

Se vi avesse
provveduto, avrebbe certamente evitato di trovarsi in una situazione di mora,
dato che gli acconti versati si palesavano sin da allora – come si sono poi rivelati
essere – manifestamente inferiori ai contributi effettivamente dovuti per ogni
anno in esame e ciò oltre il limite del 25% specificatamente previsto dall'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS (citata STF
9C_738/2007 consid. 7.4).

 

Come detto, alla Cassa
non può essere mosso alcun rimprovero, non essendo imposto all’amministrazione
un puntuale controllo ed avendo la stessa applicato correttamente i disposti
della citata Ordinanza fissando, in assenza di una comunicazione contraria da
parte del diretto interessato (art. 24 cpv. 4 OAVS), i contributi d'acconto sulla base del reddito determinante
per l'ultima decisione di
fissazione dei contributi ad essa nota (art. 24 cpv. 2 OAVS).

L'amministrazione, come indicato, non
poteva sapere che i redditi effettivi del ricorrente conseguiti nel 2002
divergevano dal reddito presumibile fino a quel momento conosciuto ed in
maniera così importante (superiore del 25%). Non disponendo di dati diversi e
più recenti, la Cassa non era infatti nelle condizioni di adeguare i contributi
d'acconto (art. 24 cpv. 3 OAVS)
e - correttamente - la decisione di fissazione dei contributi definitivi è giunta
soltanto nel 2006, ossia solo una volta conosciuti dall'amministrazione
(e non solo dal ricorrente e dall'autorità fiscale) i redditi che l'insorgente ha effettivamente realizzato nel 2002.

 

                                12.   Vero
è che le casse di compensazione domandano alle competenti autorità fiscali
cantonali le indicazioni necessarie al calcolo dei contributi (art. 27 cpv. 1
OAVS), che queste ultime trasmettono man mano le indicazioni per ogni anno
fiscale alle casse di compensazione (art. 27 cpv. 2 OAVS) e che l'autorità fiscale cantonale che non ha
ricevuto nessuna domanda di comunicazione per una persona esercitante un'attività lucrativa indipendente il cui
reddito può essere stabilito conformemente all'art. 23 OAVS trasmette spontaneamente gli elementi di calcolo alla
cassa cantonale di compensazione, la quale li inoltra, ove occorra, alla cassa
di compensazione competente (art. 27 cpv. 3 OAVS). Ciò non allevia comunque
l'assicurato dal suo obbligo di notificare convenientemente all'amministrazione
le modifiche significative per la percezione di acconti sufficienti.

 

L'art. 27 OAVS si
riferisce alla procedura di determinazione dei contributi dovuti, mentre l'art.
24 OAVS ha specifica attinenza con i contributi d'acconto (in questo senso la
marginale).

 

Nemmeno l'art. 24 cpv. 2 OAVS viene pertanto in aiuto
all'assicurato. Infatti, questo
disposto permette alle casse di compensazione di stabilire i contributi d'acconto sulla base del reddito presumibile
dell'anno di contribuzione. Per
fare ciò, esse possono fondarsi sul reddito determinante per l'ultima decisione di fissazione dei contributi,
ma fintanto che l'amministrazione non viene a conoscenza in modo ufficiale, ossia mediante la
trasmissione delle notifiche di tassazione da parte dell'autorità fiscale o mediante l'assicurato medesimo, del reddito aziendale,
essa non può procedere con la fissazione di (nuovi) adeguati acconti e,
conseguentemente, deve continuare a richiedere all'assicurato i contributi d'acconto da versare basandosi (soltanto) sull'ultima tassazione ad essa nota.

 

Stanti le
considerazioni che precedono, non v'è pertanto nulla da recriminare all'amministrazione per il suo agire, la
quale ha correttamente seguito il senso e lo scopo delle norme legali applicabili.
Una negligenza, semmai, è da ricondurre al solo ricorrente - che aveva
sicuramente un primario interesse a definire la questione - per non averle
tempestivamente segnalato, giusta gli artt. 23 cpv. 5 e 24 cpv. 4 OAVS, le
concrete divergenze - peraltro da lui facilmente riconoscibili - fra il suo
reddito effettivo e gli acconti versati negli anni precedenti. Se avesse agito
in tal senso, avrebbe sicuramente evitato di far sorgere a suo carico degli
interessi di ritardo in virtù dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS (citate STF
9C_738/2007 consid. 7.4; DTF 134 V 202 consid. 3.4).

 

                                13.   La
questione dell'accollamento di
interessi di mora all'assicurato
"per colpa" della Cassa è stata affrontata dalla Cassa CO 1, che il
21 dicembre 2006 l'ha
sottoposta, per chiarimenti, all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS).

Come rammentato nella
citata pronuncia di questo Tribunale del 19 aprile 2007 (inc. n. 30.2007.3,
consid. 2.9), l'UFAS così si è espresso in merito:

 

" 
(…) Per quanto concerne
i lavoratori indipendenti la tassazione definitiva e dunque la fissazione dei
contributi è spesso effettuata molto tempo dopo l'anno contributivo
determinante. Non è raro che gli acconti versati per i contributi siano troppo
bassi e che l'importo mancante possa essere fatturato solo qualche anno dopo.
Di regola, in questi casi gli interessi di mora non vengono riscossi. Solo se i
contributi d'acconto sono inferiori di almeno il 25% per cento all'importo
effettivamente dovuto, si chiede all'assicurato di segnalare alla cassa di
compensazione le divergenze esistenti non appena è in grado di determinarle in
virtù della chiusura dei conti (art. 24 cpv. 4 OAVS; N. 1144 DIN). Se omette di
pagare la differenza entro la fine dell'anno civile seguente l'anno
contributivo, iniziano a correre gli interessi di mora secondo l'articolo 41bis
capoverso 1 lettera f OAVS.

Nei
casi da voi menzionati, gli assicurati non hanno comunicato le informazioni
richieste e non hanno versato la differenza, dando così il via al meccanismo
degli interessi di mora. L'obbligo di versare interessi di mora non è dunque da
ricondurre in alcun caso al ritardo nella fissazione dei contributi. In realtà,
il ritardo nella trasmissione delle dichiarazioni fiscali e nella determinazione
dei contributi contribuisce solo ad allungare il periodo di mora e aumentare
così l'importo dovuto per gli interessi. Il semplice fatto che la decisione
relativa ai contributi si faccia attendere così a lungo dovrebbe, ben al
contrario, spingere gli interessati a versare quanto prima la differenza, al
fine di evitare elevati interessi di mora.

Dal
canto nostro, partiamo dal presupposto che la cassa di compensazione abbia
informato sufficientemente i lavoratori indipendenti sui loro obblighi in
materia. Considerata la situazione, nonostante il ritardo nella fissazione dei
contributi, non vi è per principio alcun motivo di rinunciare alla riscossione
degli interessi.".

 

Occorre ancora
evidenziare che nella decisione impugnata la Cassa ha rilevato di aver
informato (nel corso del 2000) tutti gli assicurati ad essa affiliati riguardo
all'importante modifica del calcolo degli interessi di mora che sarebbe entrata
in vigore dal 1° gennaio 2001 (doc. A2 punto 4). E meglio che, in virtù dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, dal 1°
gennaio 2003 degli interessi di mora sarebbero stati prelevati qualora i
contributi ancora dovuti a conguaglio per il 2001 sarebbero stati superiori al
25% dei contributi totali definitivi da versare. Era dunque necessario notificarle
le variazioni rilevanti (del 25%) del reddito da attività lucrativa conseguito,
onde evitare il pagamento di interessi di mora.

 

Va comunque osservato
che se l'insorgente non avesse ricevuto tale informazione, egli non potrebbe
prevalersene, ritenuto come nessuno è protetto dall'ignoranza della legge (STFA
C 366/99 del 18 gennaio 2000, consid. 2; DTF 124 V 215, consid. 2b)aa) e la
giurisprudenza ivi citata; STCA
del 14 novembre 2006, inc. n. 30.2006.46, STCA del 4 dicembre 2002, inc. n. 30.2002.201).

 

Sempre a proposito di
questa tematica, il 18 dicembre 2006 Maximilian Reimann, membro del Consiglio
degli Stati, ha sottoposto al Consiglio federale un postulato – poi ritirato - con
cui ha chiesto di verificare se le Casse di compensazione non debbano condonare
gli interessi di mora del 5% applicati sui contributi AVS arretrati se il
ritardo del pagamento non è imputabile al contribuente.

Il 28 febbraio 2007 il
Consiglio Federale, proponendo di respingerlo, ha espresso il suo parere nei seguenti termini:

 

"  Secondo
la giurisprudenza del Tribunale federale, nell'AVS gli interessi di mora mirano
alla compensazione forfetaria delle perdite d'interessi subite
dall'assicurazione - al contrario degli assicurati, che invece ne beneficiano -
in caso di ritardo nel pagamento di contributi. Pertanto, per quanto attiene all'obbligo
di versare interessi di mora e alla sua durata, è del tutto irrilevante se il
ritardo nella fissazione o nel versamento dei contributi sia imputabile alla
cassa di compensazione o all'assicurato. È vero che il sistema degli interessi
di mora previsto nell'AVS è un po' schematico e relativamente severo, ma lo è
nell'interesse dell'assicurazione. D'altro canto non si può cercare una soluzione
individuale per ogni caso. Inoltre una severa regolamentazione in merito fa sì
che gli assicurati versino più rapidamente i contributi dovuti.

Far dipendere l'obbligo di
versare interessi di mora dalla responsabilità del ritardo ne inficerebbe la
funzione compensativa e implicherebbe complicazioni amministrative. Se i
contribuenti adempiono ai loro obblighi legali, la riscossione d'interessi di
mora è praticamente esclusa. In questi casi, nemmeno gravi ritardi nella
comunicazione fiscale comportano l'obbligo di versare interessi di mora.
Ciononostante, se tale versamento dipendesse da una colpa, le casse di
compensazione dovrebbero verificare in ogni singolo caso se i contribuenti
siano responsabili o meno del ritardo nel pagamento. Questo aumenterebbe
considerevolmente gli oneri e renderebbe più frequente il ricorso alle vie
legali. Nei rari casi in cui il versamento d'interessi di mora è chiaramente
imputabile alla cassa di compensazione, nel diritto vigente si possono trovare
soluzioni adeguate. Infine va notato che sono concessi interessi compensativi
del 5 per cento per contributi non dovuti che vengono restituiti o compensati
dalle casse di compensazione. Il principio di dipendenza da una colpa dovrebbe
allora essere applicato anche agli interessi compensativi. In questo caso la
cassa di compensazione dovrebbe chiarire ogni volta il motivo per cui sono
stati versati contributi troppo elevati. Questo richiederebbe accertamenti
delicati e onerosi.

Pertanto il Consiglio
federale non ritiene adeguato far dipendere il versamento d'interessi di mora
dell'AVS dalla responsabilità del ritardo. D'altra parte anche il Parlamento si
è espresso in tal senso nell'ambito della 10a revisione dell'AVS.",

 

Questi concetti sono
stati in sostanza ripresi dapprima nella citata sentenza del 9 aprile 2008 (DTF
134 V 202), poi ancora in quella del 29 agosto 2008 (STF
9C_738/2007 consid. 7.1), in cui il Tribunale federale ha affermato che l'interesse moratorio non ha carattere penale
e matura indipendentemente da ogni colpa. Per l'obbligo di prestare interessi di mora in ambito contributivo non è
pertanto decisivo se il ritardo nella fissazione o nel pagamento dei contributi
sia imputabile al contribuente oppure alla cassa di compensazione
(DTF 134 V 202 consid. 3.3.1; STFA H 221/90 del 24
gennaio 1992 = ZAK 1992 pag. 167 seg. consid. 4b). Siccome l'obbligo di pagare degli interessi di mora
esiste anche quando il ritardo è ascrivibile ad una colpa della Cassa di
compensazione, gli interessi vanno giustamente fatti valere quando dovesse
presentarsi un'omissione da
parte di un'altra
amministrazione, segnatamente dell'autorità fiscale, anche qualora
dovesse avere trascinato in maniera dilatoria la fissazione definitiva dei
contributi (DTF 134 V 202 consid. 3.3.2).

 

Queste recenti
precisazioni del Tribunale federale non lasciano spazio ad alcun dubbio.
Conseguentemente, alla Cassa di compensazione non va addebitata alcuna colpa
per avere tardato ad emanare ("soltanto" nel 2006) la decisione di
fissazione dei contributi personali. Come visto, invece, gli interessi di mora
sono diventati esigibili di per se stessi al 1° gennaio 2004.

 

                                14.   Gli
interessi di mora regolamentati dall'art. 41bis cpv. 1 OAVS, come evidenziato, cessano di decorrere
soltanto con il pagamento completo dei contributi (art. 41bis
cpv. 2 OAVS). Questo significa che fintanto che tutti i contributi
personali dell'assicurato
dovuti per il 2002 non sono stati versati alla Cassa di compensazione, non è
possibile non conteggiare all'interessato
degli interessi di ritardo.

E ciò,
indipendentemente da quando questi contributi personali siano stati definitivamente
fissati dalla Cassa.

 

Con decisione del 21
luglio 2006 la Cassa ha fissato i contributi personali (ancora) dovuti dall'assicurato per il 2002. Ciò significa,
dunque, che non tutti i contributi personali per questi due anni erano
già stati pagati dall'interessato.
In virtù di quanto precede, discende che, a buon diritto, degli interessi di
ritardo sono dovuti sulla somma rimasta scoperta.

Ora, dagli atti (doc. A2/2)
si evince che il ricorrente ha pagato nel corso del 2007 i contributi da
compensare fissati con la predetta decisione. Ma, fino ad allora (art. 42 cpv.
1 OAVS), vanno prelevati degli interessi di mora del 5% (art. 42 cpv. 2 OAVS).

 

Ora, applicando l'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, risulta che
i contributi d'acconto versati
dall'insorgente (Fr. 12'383,90) sono almeno il 25% inferiori ai
contributi che egli doveva effettivamente corrispondere - entro il 1° gennaio
dopo il termine dell'anno
civile seguente l'anno di
contribuzione - per l'anno di
contribuzione 2002 (Fr. 31'655,40). In altri termini, il conteggio finale degli importi ancora da
versare, ossia il conguaglio (Fr. 19'271,50), è superiore all'importo limite rilevante (Fr. 7'913,85), corrispondente al 25% dei contributi effettivamente dovuti nell'anno di contribuzione (Fr. 31'655,40; le spese di diffida di Fr. 150.-
non sono state giustamente conteggiate né nel totale dei contributi dovuti né
nell'importo da compensare).

Pertanto, sulla differenza
ancora esatta per il 2002 - siccome gli interessi vengono calcolati sul
differenziale, ovvero sui contributi da compensare (Fr. 19'271,50) e quindi non solo sulla parte superante
il 25%, come ricordato nella citata sentenza 30.2007.3 -, l'assicurato deve pagare degli
interessi di mora del 5% a far data dal 1° gennaio dopo il 31 dicembre dell'anno civile seguente (2003) l'anno di contribuzione (2002), quindi dal
1° gennaio 2004 (cfr. consid. 5).

 

Questi interessi
decorrono poi, come detto, fino al momento del versamento completo dei
conguagli dovuti. Tuttavia, nell'evenienza in esame, siccome la Cassa di compensazione ha concesso all'assicurato una dilazione di pagamento del contributo
dovuto a saldo, ha conteggiato questi interessi soltanto fino all'emanazione della decisione che fissa il
conguaglio di questi contributi, ossia fino al 21 luglio 2006.

Fino a quell'istante, dunque, il ricorrente si trovava
in mora nei confronti dell'amministrazione.

 

Ne discende che, sulla
base dell'art. 41bis cpv. 1
lett. f OAVS, la Cassa di compensazione ha giustamente proceduto calcolando degli
interessi di mora dal 1° gennaio 2004 al 21 luglio 2006 per i contributi
personali da versare nel 2002, fissandoli nell'importo di Fr. 2'465,15.

 

Occorre infine
specificare che i contributi totali dovuti dall'assicurato sono considerati, a giusta ragione, il 100% da versare e
quindi vanno utilizzati come base di calcolo per fissare l'importo limite che indica se v'è stato un superamento del 25% che, in tal
caso, viene sanzionato con il computo di interessi di mora. L'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS stesso,
implicitamente, puntualizza che i contributi effettivamente dovuti
rappresentano il 100%. La legge medesima contiene già la regolamentazione sufficiente
che pone le basi di calcolo per determinare l'esistenza di interessi di mora.

 

                                15.   Tutto
ben considerato, ne deriva che alcun rimprovero può dunque essere mosso nei
confronti della Cassa di compensazione per aver addebitato al ricorrente i summenzionati
interessi di ritardo in funzione dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS.

 

Il ricorso deve
pertanto essere integralmente respinto.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio Zocchetti