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**Case Identifier:** 0737ff3e-9cf5-5987-b84d-f5fa6a2a58e9
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-05-16
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 16.05.2007 RR.2007.76
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_RR-2007-76_2007-05-16.pdf

## Full Text

Sentenza del 16 maggio 2007 
II. Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Bernard Bertossa, Presidente, 
Andreas J. Keller e Roy Garré, 
Cancelliere Giampiero Vacalli  

   
Parti   

1. A.,  
 
2. B.,  
 

Ricorrenti 
 

rappresentati entrambi dall'avv. Daniele Timbal,  
 

  contro 
   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  
 

Controparte 
 

   
Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all'Italia 
 
Limitazione del numero di difensori 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: RR.2007.76 

 

- 2 - 
 
 

 Visti: 

- il ricorso con domanda di effetto sospensivo presentato da A. e B. avverso la 
decisione dell’8 maggio 2007 del Ministero pubblico della Confederazione 
(MPC), che in qualità di autorità preposta all’esecuzione della rogatoria del 
Tribunale penale di Milano del 24 aprile 2007 rifiuta la partecipazione di un 
secondo legale nella procedura di assistenza giudiziaria avente per oggetto la 
celebrazione a Lugano di due udienze di audizione testi da parte dello stesso 
Tribunale che avranno luogo il 21 e 22 maggio 2007; 

 
- le osservazioni del MPC, il quale postula la reiezione della domanda di effetto 

sospensivo e l'inammissibilità del gravame; 
 

- la rinuncia da parte dell’Ufficio federale di giustizia (UFG) a presentare osser-
vazioni. 

 Considerato: 

- che come giustamente sottolineano i ricorrenti, l’oggetto della commissione 
rogatoria non consiste in un atto istruttorio predibattimentale, ma nella cele-
brazione di un’udienza dibattimentale da parte del Tribunale di Milano nel pro-
cesso in cui essi sono imputati, con l’indiscutibile diritto di assistervi e/o di farsi 
rappresentare; 

 
- che il provvedimento impugnato non è l’audizione dei testi in quanto tale, con-

tro la quale i ricorrenti non sarebbero legittimati a ricorrere (sentenza 
1A.197/2002 del 30 settembre 2002, consid. 1 e rinvii), bensì il rifiuto del MPC 
di ammettere un secondo difensore durante l'esecuzione di una misura di as-
sistenza giudiziaria; 

 
- che tale rifiuto tocca personalmente e direttamente i ricorrenti nei loro diritti di 

partecipazione al procedimento e di difesa in quanto persone contro cui è di-
retto il procedimento penale all’estero, per cui la loro legittimazione ricorsuale 
è data in applicazione degli art. 21 cpv. 3, 80b e 80h lett. b AIMP (v. sentenza 
del Tribunale federale del 29 settembre 1997, pubblicata in Rep. 130/1997 
pag. 107 e segg., consid. 3); 

 
- che in base all’art. 80e cpv. 2 lett. b AIMP possono segnatamente venire im-

pugnate le decisioni incidentali se causano un pregiudizio immediato e irrepa-
rabile mediante la presenza di persone che partecipano al processo all’estero; 

 
- che la decisione impugnata, limitando il diritto di difesa dei ricorrenti 

nell’ambito di due udienze di audizione testi da parte del Tribunale penale di 

- 3 - 
 
 

Milano, causa un pregiudizio immediato e irreparabile, nella misura in cui trat-
tandosi di interrogatori di terzi, soltanto quest’ultimi saranno in linea di massi-
ma legittimati a ricorrere contro la trasmissione in quanto tale delle prove rac-
colte nell’ambito di tali atti istruttori (v. DTF 130 II 162 consid. 1.1 pag. 164; 
121 II 459 consid. 2c pag. 461; TPF RR.2007.17 del 30 aprile 2007, consid. 
1.6), per cui è solo nel presente stadio processuale che essi possono censu-
rare la violazione dei loro diritti di difesa; 

 
- che di conseguenza il gravame è ricevibile; 
 
- che in base all’art. 12 cpv. 1 seconda frase AIMP, per gli atti procedurali, vige 

il diritto procedurale determinante in materia penale; 
 
- che essendo affidata l’esecuzione della rogatoria al Ministero Pubblico della 

Confederazione si applicano le pertinenti norme della legge federale sulla pro-
cedura penale (PP); 

 
- che in base all’art. 35 cpv. 2 PP il presidente del tribunale può, in via eccezio-

nale, permettere che l’imputato sia assistito al dibattimento da due difensori, 
disposizione di per sé non in urto con quanto prevede l’art. 21 cpv. 1 prima 
frase AIMP, il quale va interpretato come fissazione legislativa del diritto a de-
signare un patrocinatore (“einen Rechtsbeistand bestellen”; “se faire assister 
d’un mandataire”), ma non come limitazione quantitativa di tale diritto; 

 
- che in base alla giurisprudenza l'art. 35 cpv. 2 PP deve essere compreso nel 

senso che il numero dei difensori non può essere aumentato in maniera illimi-
tata (TPF BB.2007.8 del 26 marzo 2007 consid. 3.2 e rinvii); 

 
- che lo scopo è quello di evitare abusi e prevenire il rischio che la giustizia ven-

ga paralizzata o complicata per un eccesso di partecipanti (JEAN-MARC 
VERNIORY, Les droits de la défense dans les phases préliminaires du procès 
pénal, tesi ginevrina, Berna 2005, pag. 254 e seg.; NIKLAUS SCHMID, Strafpro-
zessrecht, 4a ed., Zurigo 2004, pag. 156 e seg.); 

 
- che nel caso di specie non vi sono ragioni per ritenere che la presenza di due 

avvocati per ogni imputato ostacoli in questi termini il regolare funzionamento 
della giustizia; 

 
- che per contro la natura sia internazionale che nazionale della procedura può 

in linea di massima giustificare la presenza sia di uno specialista del diritto ita-
liano che di uno specialista del diritto svizzero durante gli atti istruttori in que-
stione, come nel caso concreto richiesto dai ricorrenti; 

 

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- che la complessità della procedimento penale di merito è a sua volta un ele-
mento da tenere in considerazione (v. anche MARKUS RAESS/ NADINE KIESER 
BLÖCHLINGER, Anspruch auf Verteidigung durch meherere Rechtsanwälte im 
Untersuchungsverfahren vor den Bundesstrafbehörden?, in Anwaltsrevue 
9/2006, pag. 191 e segg.);  

 
- che lo stesso presidente della I Sezione penale del Tribunale di Milano, nella 

sua richiesta di assistenza giudiziaria che sta alla base della presente causa, 
ha espressamente chiesto all’autorità rogata, “anche allo scopo di consentire 
un più rapido svolgimento delle audizioni” di voler comunque “valutare la pos-
sibilità di consentire la partecipazione di entrambi i difensori nei casi di doppia 
nomina” (act. 3.3 pag. 7); 

 
- che la preoccupazione dell’autorità rogante nasce evidentemente dalla volontà 

di garantire agli accusati il rispetto dei diritti di difesa giusta l’art. 96 del Codice 
di procedura penale italiano, il quale prevede espressamente la facoltà 
dell’imputato di nominare due difensori di fiducia, pena il rischio di invalidare, 
alla luce della giurisprudenza della Corte di cassazione italiana, gli atti istrutto-
ri effettuati in assenza del secondo difensore (v. a questo proposito la senten-
za n. 6 del 25 giugno 1997, delle Sezioni unite e quindi molto autorevole, non-
ché le successive sentenze conformi di singole sezioni, n. 5583 del 20 otto-
bre 1997; n. 11326 del 28 novembre 1997; n. 6615 dell’11 aprile 2000; n. 
24717 del 12 maggio 2004; n. 3635 del 10 gennaio 2006; n. 29863 del 4 lu-
glio 2006; v. inoltre GIOVANNI CONSO/ VITTORIO GREVI, Commentario breve al 
Codice di procedura penale, Complemento giurisprudenziale a cura di 
VITTORIO GREVI, 4a ed., Appendice di aggiornamento 2002-2006, Padova 
2006, pag. 99);  

 
- che alla luce del principio della celerità giusta l’art. 17a AIMP è nell’interesse 

sia dell’autorità rogante che di quella rogata fare in modo che gli atti istruttori 
eseguiti in ossequio della commissione rogatoria siano poi concretamente uti-
lizzabili nel procedimento estero, senza creare inutili rischi di annullabilità; 

 
- che pertanto la decisione del MPC di limitare ad uno solo il numero dei patro-

cinatori per accusato non può essere protetta, perché date le complessive cir-
costanze del caso limita in maniera sproporzionata i diritti di difesa e non è 
nemmeno opportuna sotto il profilo della celerità procedurale, tanto più che 
non corrisponde a quanto esplicitamente postulato dall’autorità rogante; 

 
- che visto l’esito del ricorso non si prelevano spese (v. art. 63 cpv. 2 PA); 
 
- che in base all’art. 64 cpv. 1 e 2 PA, ai ricorrenti viene assegnata un’indennità 

per ripetibili a carico del MPC. 

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Per questi motivi la II Corte dei reclami penali pronuncia: 
 
1. Il ricorso è accolto. Di conseguenza, ogni singolo ricorrente è autorizzato 

a farsi patrocinare da un massimo di due avvocati durante gli atti istruttori 
di esecuzione della rogatoria del 24 aprile 2007 della Prima Sezione pe-
nale del Tribunale di Milano, previsti a Lugano il 21 e 22 maggio 2007. 

 
2. La domanda d'effetto sospensivo è priva d'oggetto.  
 
3. Non si prelevano tasse di giustizia. 

 
4. Ai ricorrenti è riconosciuta un'indennità per ripetibili di complessivi fr. 500.- 

a carico del Ministero pubblico della Confederazione. 
 
 

Bellinzona, 25 maggio 2007 
 
In nome della II Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente:    Il Cancelliere:  
 
 
 
 
 

 
 
Comunicazione a: 
 
- Avv. Daniele Timbal 
- Ministero pubblico della Confederazione 
- Ufficio federale di giustizia, divisione dell'assistenza giudiziaria internazio-

nale 
 
 
 
Rimedi di diritto 
Contro questa sentenza non è dato alcun rimedio giuridico (v. art. 93 cpv. 2 LTF).