# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5e924ba5-5882-5ae4-b8e4-b6ef6c9f76a6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-04-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 05.04.2005 90.2000.57
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2000-57_2005-04-05.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2000.57

   

  	
  Lugano

  5 aprile 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della pianificazione del
  territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Lorenzo Anastasi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Stefano Furger, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 23 settembre 2000 di

 

 

	
   

  	
  RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 27 giugno 2000 (n. 2771) del
  Consiglio di Stato che istituisce una zona di pianificazione cantonale
  riguardante i comuni di __________, __________, __________, __________ e __________
  __________ __________ (Collegamento viario A2 - A13);

  

 

 

vista la risposta 13 febbraio 2001 della divisione
della pianificazione territoriale del dipartimento del territorio;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Nell'ambito
delle indicazioni scaturite dallo studio sul "Concetto di sviluppo del
Piano di Magadino", volto a conseguire un riordino dell'organizzazione
territoriale unitamente ad un miglioramento della qualità ambientale di questo
comprensorio e a selezionare le utilizzazioni ammissibili e auspicabili del
territorio, coordinandole con gli obiettivi del piano direttore e delle
pianificazioni locali, il Consiglio di Stato ha adottato, con risoluzione 27
giugno 2000 (n. 2771), una zona di pianificazione a salvaguardia della
progettazione del nuovo collegamento viario A2-A13 che, unitamente al
potenziamento dei servizi di trasporto pubblico e alle misure di accompagnamento,
costituisce uno dei tasselli strategici della mobilità sul Piano di Magadino.
La zona di pianificazione, della durata di cinque anni, è stata istituita sui
comprensori comunali di __________, __________, __________, __________ e __________
__________ __________, così come risulta dalle planimetrie 1:2'000 e dalla scheda
descrittiva annesse alla decisione governativa, affinché l'attività edilizia e
gli interventi di urbanizzazione delle aree edificabili non pregiudichino o
rendano più ardua le possibilità di attuazione del previsto progetto e, più in
generale, della strategia di mobilità che informa l'intero comprensorio del
Piano di Magadino. Di conseguenza, all'interno del perimetro di questa zona è
consentita senza restrizioni l'attuale utilizzazione dei fondi, senza modifica
del loro stato fisico, e sono ammessi la manutenzione degli edifici ed i manufatti
esistenti, esclusi i lavori di trasformazione sostanziali. La pubblicazione è
avvenuta dal 10 luglio al 10 settembre 2000 presso le cancellerie dei comuni
interessati.

 

 

                                  B.   La zona di
pianificazione che concerne il comprensorio territoriale del comune di __________
include, in località __________ __________, i mapp. 794, 800 e, parzialmente,
il mapp. 573, mentre per quanto riguarda il territorio del comune di __________
comprende parzialmente, in località __________, il mapp. 277. Tutti questi
fondi sono di proprietà della comunione ereditaria __________, composta da __________
__________, __________, __________, __________ e __________ __________. Il mapp.
573, con comproprietà coattiva di 1/4 sulla part. 800, presenta una vasta superficie
di 25'263 mq essenzialmente prativa, edificata tuttavia con un piccolo nucleo
formato da costruzioni di tipo abitativo, agricolo e accessorio, ubicato sul
margine nord-ovest. Il mapp. 794, anch'esso con comproprietà coattiva di 1/4
sulla part. 800, concorre a formare questo nucleo con una stalla, che occupa
integralmente la superficie di 66 mq. Infine, la suddetta particella 800, di
139 mq, funge da corte per i fondi contermini. In località __________ il mapp.
277 presenta una superficie prativa di 12'123 mq.

 

 

                                  C.   Con ricorso
23 settembre 2000 RA 1, dichiarando di agire anche in nome dei coeredi, insorge
innanzi a questo tribunale avverso la menzionata risoluzione governativa,
chiedendo lo stralcio della zona di pianificazione dai sopraccitati terreni. A
sostegno dell'impugnativa, essa lamenta una grave restrizione della proprietà,
data dall'impossibilità di poter disporre dei fondi, inclusi in zona industriale.

 

 

                                  D.   La
divisione della pianificazione territoriale postula il rigetto dell'impugnativa,
con argomentazioni che verranno, se del caso, riprese nei considerandi di
diritto (cfr. risposta 13 febbraio 2001).

 

 

                                  E.   In data 25
aprile 2001 si è tenuta l'udienza in contraddittorio, durante la quale le parti
hanno confermato le rispettive allegazioni e domande, rinunciando al
dibattimento finale e a presentare conclusioni.

 

 

                                  F.   Nelle more
del giudizio, il 16 ottobre 2001 il Consiglio di Stato ha adottato la scheda A
di piano direttore relativa al piano comprensoriale del Piano di Magadino, che
consolida nella pianificazione cantonale di ordine superiore gli studi fino ad
allora eseguiti. In particolare, per quanto riguarda la mobilità sul Piano di Magadino,
l'allegato 1, di dato acquisito, della scheda settoriale A.12 tratta del
collegamento viario A2-A13, definendolo, indicativamente, nella
rappresentazione grafica n. 12. La scheda A è stata impugnata con 13 ricorsi
davanti al Gran Consiglio, che li ha respinti nella seduta del 12 marzo 2003.

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 64 cpv. 1 LALPT).
RA 1 dichiara di agire anche in nome dei componenti della comunione ereditaria __________;
in assenza tuttavia della prova di tale rappresentanza, la legittimazione a ricorrere
dev'essere riconosciuta ad essa soltanto (art. 64 cpv. 2 LALPT). Il ricorso è
dunque ricevibile. 

 

 

                                   2.   Secondo l'art.
27 cpv. 1 LPT se i piani d'utilizzazione mancano o devono essere modificati, l'autorità
competente può stabilire zone di pianificazione per comprensori esattamente
delimitati al cui interno nulla è lecito intraprendere che possa rendere più
ardua la pianificazione dell'utilizzazione. Sempre per comprensori esattamente
delimitati, l'art. 58 LALPT consente di istituire zone di pianificazione se
conflitti con i principi pianificatori o problemi particolari relativi all'uso
del territorio lo giustificano. In particolare, se i piani mancano o devono
essere modificati. La zona di pianificazione è istituita, nell'ambito delle
relative competenze pianificatorie, dal municipio, rispettivamente dal
Consiglio di Stato: quest'ultimo può stabilire zone di pianificazione a
salvaguardia degli obiettivi generali della pianificazione del territorio e
della protezione dell'ambiente, così come per garantire l'adeguamento delle
pianificazioni locali (art. 60 LALPT). Il diritto cantonale riprende all'art.
63 cpv. 2 LALPT il principio secondo cui all'interno della zona è vietato ogni
intervento che possa rendere più ardua la pianificazione, con la precisazione,
al cpv. 3 della stessa disposizione, che le domande di costruzione in contrasto
con gli obiettivi del piano in formazione sono decise negativamente oppure sono
sospese, al massimo fino alla scadenza della zona di pianficazione. La zona di
pianificazione entra in vigore con la sua pubblicazione e lo resta fino a che
sia pubblicato il piano sostitutivo, ma comunque non oltre cinque anni, con
facoltà del Consiglio di Stato di prorogare di altri due il termine di scadenza
(art. 62 LALPT).

 

                                         In
sintesi, la zona di pianificazione è un provvedimento conservativo (RDAT 1990
n. 79 consid. 2b), volto a evitare che la pianificazione in atto o in procinto
di essere intrapresa venga ostacolata da un uso del territorio contrastante col
suo indirizzo. La giurisprudenza del Tribunale federale ha ravvisato tra gli
scopi fondamentali dell'istituto quello di impedire che modifiche del territorio
durante la pianificazione restringano eccessivamente la libertà di scelta dei
pianificatori (DTF 113 Ia 357 consid. 2a, bb). A questo stadio l'assetto
definitivo dell'ordinamento allo studio non può essere dato per certo. Non si
può in particolare affermare che ne deriverà effettivamente la restrizione
della proprietà che l'indirizzo pianificatorio potrebbe far temere. La zona di
pianificazione non si confonde con la pianificazione soggiacente: è un
provvedimento a sé stante che, pur condizionato nei suoi effetti dall'indirizzo
pianificatorio di cui si pone a tutela, provoca direttamente, per la sua
durata, una restrizione della proprietà. La legittimità della zona di
pianificazione va dunque esaminata distintamente da quella delle intenzioni pianificatorie
che pur nei limiti della loro indeterminatezza ne informano l'azione.

 

 

                                   3.   Giova qui
ricordare che la limitazione della proprietà posta in essere da una zona di
pianificazione è compatibile con la garanzia sancita dall'art. 26 Cost. solo se
si fonda su una base legale, è giustificata da un interesse pubblico
preponderante, rispetta il principio della proporzionalità, non viola la
garanzia della proprietà quale istituto e dà luogo a piena indennità ove
equivalga ad una espropriazione (art. 36 Cost.). Per i motivi che sono appena
stati spiegati, l'esame giurisdizionale che l'art. 33 cpv. 3 lett. b) LPT
garantisce nella materia specifica non può estendersi, salvo il caso di un'impostazione
manifestamente erronea, all'ordinamento pianificatorio nel quale dovrebbero
sfociare gli studi avviati, bensì e soltanto alla fondatezza e all'idoneità del
vincolo istituito per non compromettere la loro efficacia (RDAT 1990 n. 79 consid
2b). Solo importa dunque, in questo contesto, determinare se il provvedimento
si giustifichi in quanto tale.

 

 

                                   4.   Nella
fattispecie in esame, come già rilevato, giusta gli articoli 58 e 60 LALPT se
problemi particolari relativi all'uso del territorio lo giustificano, il
Consiglio di Stato ha la competenza di adottare dei provvedimenti a
salvaguardia di obiettivi generali della pianificazione del territorio e della
protezione dell'ambiente. L'operato del Governo è senz'altro sorretto da una
valida base legale.

 

 

                                   5.   L'interesse
pubblico a una misura di protezione della pianificazione presuppone una seria
intenzione pianificatoria (RDAT I-1995 n. 31 consid. 2b di fine). Nel caso concreto,
l'intenzione pianificatoria è manifesta, dato che, come evidenziato in narrativa,
la misura contestata si inserisce in un ampio contesto come la riconsiderazione
dell'assetto territoriale del Piano di Magadino. La premessa d'origine parte
dalla constatazione che il Piano di Magadino riveste a livello cantonale un'importante
valenza strategica e multifunzionale per la presenza di notevoli contenuti paesaggistici,
naturalistici, agricoli e turistici, ma anche come piattaforma di distribuzione
del traffico cantonale, che merita una rivalorizzazione attraverso una nuova e
più ordinata organizzazione del territorio, tenuto conto della necessità d'integrazione
di alcuni interventi infrastrutturali, come ad esempio l'Alp Transit nella sua
variante ottimizzata. Gli obiettivi alla base del concetto di sviluppo del comprensorio,
concretizzati in uno studio articolato in tre fasi (il già menzionato
"Concetto di sviluppo del Piano di Magadino", il successivo
"Piano di coordinamento territoriale" e, infine, la recente adozione
a piano direttore di una specifica scheda comprensoriale: scheda di coordinamento
A), consistono nella promozione della qualità ambientale e paesaggistica grazie
al progetto del Parco fluviale, nel favorire uno sviluppo economico e turistico
della regione, nel rafforzamento del settore agricolo, nonché nel sciogliere i
nodi che rendono disagevole la mobilità. In ordine a quest'ultimo obiettivo,
rilevato come a livello cantonale la polarizzazione delle attività lungo l'asse
Lugano-Bellinzona determini lo sviluppo di una forte gravitazione del Locarnese
su Bellinzona e Lugano, in aggiunta, a livello regionale, delle esigenze poste
dalla presenza di poli urbani quali Bellinzona e Locarno (zone industriali,
centri commerciali, ecc. nell'ambito dei processi di suburbanizzazione e periurbanizzazione),
lo studio ha evidenziato la necessità di promuovere per il Piano di Magadino,
attraverso una strategia di azione multimodale, il traffico pubblico, la
moderazione della circolazione e una politica dei posteggi, regolando l'afflusso
dei veicoli verso gli agglomerati urbani e i relativi centri, oltre che
realizzare nuovi tratti stradali in corrispondenza dei punti critici della rete
esistente. Fra i diversi e articolati progetti, atti ad essere operativi a
breve termine, a garantire un miglioramento della struttura spaziale e
ambientale del comprensorio, ad assicurare le condizioni ottimali di sicurezza
e funzionalità nella circolazione stradale e a evitare lo spostamento dei nodi
problematici in altre località, si pone la pianificazione di un nuovo
collegamento viario A2-A13, completo dalla rotonda dell'aeroporto fino alla
nuova diramazione con l'A2. L'interesse pubblico a una misura di protezione di
questo genere va quindi ricercato in concreto nel fatto che l'opera prevista è
da concepire come parte di un progetto destinato a rimodellare radicalmente l'assetto
del traffico di tutto il comprensorio e finalizzato al miglioramento
qualitativo delle potenzialità di sviluppo regionale del Sopraceneri e all'accrescimento
della qualità di vita negli abitati toccati dagli effetti negativi della
mobilità stradale d'attraversamento lungo le "sponde" del Piano di Magadino.
Quindi, la rilevanza sul piano territoriale dell'intervento allo studio, anche
perché riguarda, come nel caso dei terreni dell'insorgente, comprensori attribuiti
dalle pianificazioni locali alle zone edificabili, richiede di mantenere la
pianificazione al riparo da iniziative edilizie o pianificatorie, che
potrebbero seriamente comprometterla o comunque renderne più arduo lo
svolgimento. È questa la funzione della zona di pianificazione qui contestata
che, in quanto a ciò, risponde ad un incontestabile intesse pubblico.

 

 

                                   6.   Fondata
sotto il criterio dell'interesse pubblico, resta da esaminare se, per rapporto
alle circostanze concrete, la misura pianificatoria all'esame risulta
ragionevole, idonea e necessaria; segnatamente se non sacrifica
sproporzionatamente l'interesse privato contrapposto (RDAT I-1995 n. 31 consid.
2b). Se così fosse, questa misura violerebbe il principio della proporzionalità
(DTF 118 Ia 394).

 

                                         6.1. A
tale proposito occorre premettere che il tracciato del collegamento A2-A13,
consolidato a livello indicativo nella scheda comprensoriale A del piano
direttore, riprende il progetto di grande massima della cosiddetta
"variante '95". Pertanto, dalla rotonda dello "__________"
il tracciato si sviluppa in direzione della località __________ fino a
raggiungere la linea ferroviaria __________ -__________, costeggiandola il più
possibile fino alla diramazione con l'autostrada A2, tranne tuttavia nel tratto
tra lo svincolo di __________ e quello di __________ -est, laddove, attraversando
una vasta zona industriale, il tracciato dovrà essere coordinato con la riorganizzazione
territoriale di quell'area. È proprio in questo territorio che sono situati i
fondi della ricorrente, giustificandone quindi l'inclusione nella zona di
pianificazione. Va rilevato in proposito che il piano cartografico n. 12 del
piano direttore (scala 1:25'000) lo circoscrive con doppio tratteggio color
grigio, indicandolo in legenda quale area di verifica insediativa. Per questa
zona, l'allegato 3 della scheda settoriale A.10 (cfr. pure scheda settoriale A.12,
allegato 1, ambiente e territorio) stabilisce come obiettivo il riordino dell'utilizzazione
e i limiti dell'insediamento, attraverso i seguenti elementi di verifica
rispettivamente di modifica: dezonamento oltre il nuovo limite insediativo
determinato dal tracciato stradale della “variante 95”; riordino e ristrutturazione
insediativa con l'ausilio di un Piano d'indirizzo urbanistico elaborato dal
Cantone in collaborazione con i comuni interessati; recupero di aree di compensazione
agricola; adeguamento delle aree di protezione e valorizzazione naturalistica (cfr.
scheda settoriale A.10, allegato 3, provvedimento n. 2).

 

                                         6.2. Ciò
detto, sull'idoneità delle zona di pianificazione ad impedire che l'intendimento
pianificatorio venga compromesso da interventi pregiudizievoli non possono esserci
dubbi. E' questo lo strumento deputato per simili evenienze. D'altro canto, nessun
altro provvedimento di salvaguardia della pianificazione previsto dalla legge
(decisione sospensiva, blocco edilizio) è applicabile nella fattispecie.
Occorre tuttavia distinguere l'idoneità del provvedimento stesso da quella dell'ordinamento
pianificatorio da tutelare per il suo tramite. Nella misura in cui la
ricorrente avversa l'ordinamento pianificatorio in fieri, le sue censure non
sono ammissibili in questa sede, in quanto premature: sarà eventualmente nel
corso della procedura di adozione del piano generale (art. 13 Legge sulle
strade, che rinvia agli art. 46 e segg. LALPT) che essa potrà proporre
osservazioni in merito e, se del caso, adire le vie di ricorso. La misura
prevista, oltre ad essere idonea, è pure necessaria al raggiungimento dello
scopo previsto. Trattandosi nel caso specifico di programmare un reticolo viario
di tale importanza, il cui tracciato interessa direttamente i fondi dell'insorgente
e comunque, per il comparto ove sono ubicati, impone un coordinamento e un
riassetto della pianificazione locale, non si vede infatti come il processo pianificatorio
in atto possa essere adeguatamente tutelato, concedendo ai proprietari un uso
libero ed immediato, che vada oltre lo stato attuale d'utilizzazione dei fondi.
Nella ponderazione degli interessi si deve in questo caso tener conto che la
zona di pianificazione serve a proteggere la pianificazione di una porzione
importante del comprensorio del Piano di Magadino e difficilmente può essere
rimessa in forse per gli inconvenienti che potrebbero derivarne al singolo
caso. Va tuttavia ricordato che un apprezzabile elemento di proporzionalità è
già insito negli effetti stessi della zona di pianificazione, che non vieta sic
et simpliciter qualsiasi iniziativa edificatoria, ma impedisce piuttosto che un
intervento possa rendere più ardua la pianificazione dell'utilizzazione.
Intervento, che soltanto in un caso concreto potrà essere valutato dall'autorità
competente conforme o in contrasto con gli obiettivi del piano in formazione, a
seconda del grado di definizione raggiunto in quel momento. Trattandosi inoltre
di un vincolo i cui effetti sono limitati nel tempo e considerando l'importanza
della pianificazione da salvaguardare, la bilancia pende pertanto a favore dell'interesse
pubblico. Di conseguenza, la zona di pianificazione è proporzionata al
sacrificio imposto alla ricorrente, che del resto prima d'ora non ha mai
manifestato la volontà concreta di procedere all'edificazione, malgrado i fondi
fossero inseriti in zona industriale dalla fine degli anni '80. Questa misura
non può quindi costituire un grosso sacrificio.

 

 

                                   7.   La zona di
pianificazione all'esame risulta quindi sorretta da una valida base legale,
giustificata da un sufficiente interesse pubblico e rispettosa del principio di
proporzionalità. Il ricorso deve conseguentemente essere respinto. La tassa di
giudizio e le spese devono essere poste a carico della ricorrente (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie,

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La
ricorrente è condannata al pagamento della tassa di giudizio e delle spese per
complessivi fr. 1'000.- (mille).

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  1. PI 1 

  2. PI 2 

  3. PI 3 

   

  CO 1 

   

   

  

Per il Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                                                                Il
segretario