# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2c1c8fed-1282-58fd-b676-8c5dffd9d935
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-07-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 26.07.1995 90.1994.320
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1994-320_1995-07-26.html

## Full Text

Incarto n.

  90.94.00320

  	
  Lugano

  13 marzo 1997

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della
  pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto
  dai giudici:

  	
  Efrem Beretta, presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca

  

 

	
  vicecancelliera

  	
  Daniela Regazzi

  

 

visto
il ricorso del 28 gennaio 1994 di

 

	
   

  	
  1.
  ________________________,
  ____________________,  

  2.
  _________ ______________, ______________

  1.,2__________.
  _________ ______________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  risoluzione del Consiglio di Stato del 7 dicembre 1993
  che approva il PR del ___________ (revisione 1992) Sezione __________del
  Comune di _________;

   

  viste le osservazioni 17 maggio 1994 del Municipio
  di _______ e 18 maggio 1994 del Consiglio di Stato (messaggio no.
  __________);

   

  considerato l’allegato conclusivo del 15 maggio 1995
  dei ricorrenti, rispettivamente quello del 19 aprile 1995 del Municipio di
  __________;

   

  letti ed esaminati gli atti, esperiti i necessari
  accertamenti;

   

  

 

ritenuto

 

in
fatto

 

                                   a.   I signori ________________________e
__________ ______________sono
proprietari, singolarmente e in comunione ereditaria dei mappali no.
__________, __________, __________, ______________e ______________in
territorio del Comune di ______________sezione ______________zona
______________.

                                         Trattasi in sostanza dei
fondi in località “ex ______________”, inserita in un comparto
particolare che fa capo alla zona di ______________e ______________,costituita
da una delle poche radure seminaturali che si affacciano sul lago (paesaggio
inserito nell’inventario federale IFP e ripreso come zona protetta dal PD
cantonale).                                

 

                                  b.   Con la revisione 1992
del Piano Regolatore di Lugano, sezione ______________e ______________,adottata
dal Consiglio Comunale nella seduta del 24 febbraio 1992, il comune ha
attribuito i terreni dei ricorrenti con l’intero comprensorio “ex ____________________________”
ad una zona AP-EP per la realizzazione di un’area di svago a lago.

                                         

                               c. Con tempestivo ricorso al
Consiglio di Stato il signor ______________e la signora ______________hanno
contestato sia il contenuto del piano in genere, come pure la pubblica utilità
che s’intende attribuire alla zona di ______________,nonché i relativi
articoli delle ______________.

                                         Dal canto suo il Municipio
di ______________,nelle sue osservazioni all’impugnativa, ha chiesto la
reiezione del gravame rifacendosi a quanto esposto nei vari atti che compongono
il PR ed in particolare alla relazione tecnica.

 

                                  d.   Con risoluzione 7
dicembre 1993 il Consiglio di Stato ha approvato il PR respingendo al contempo
l’impugnativa sollevata dai ricorrenti. In sostanza l’autorità di prima istanza
ha ritenuto che l’azzonamento contestato risponde ad un evidente interesse
pubblico, risulta proporzionato al sacrificio imposto ai proprietari toccati ed
è finanziariamente sostenibile. Tuttavia, considerati i particolari contenuti
paesaggistici, naturalistici e geologici del luogo, il Governo ha giudicato
indispensabile subordinare la realizzazione di ogni tipo d’intervento previsto
nella zona AP-EP ad una verifica di conformità e compatibilità delle opere
previste con i pericoli naturali presenti, rispettivamente con le funzioni
naturalistiche e paesaggistiche del sito. A questo scopo ha quindi imposto
l’aggiunta di un nuovo capoverso all’art. 31 delle norme di attuazione del PR
riguardante la zona AP-EP, avente il seguente tenore: “La realizzazione delle
infrastrutture minime previste nella zona di svago dell’ex cava ______________è
soggetta ad approvazione dei servizi cantonali preposti per la verifica di
compatibilità con i pericoli naturali ed i contenuti e le funzioni
naturalistiche e paesaggistiche”.

                                   e.   Contro questa
risoluzione il signor ______________e la signora ______________insorgono
ora davanti a questo Tribunale, riproponendo in sostanza le medesime censure
già formulate in prima sede. 

                                         Preliminarmente essi
censurano l’assoluta carenza di documentazione a sostegno della pubblica
utilità della zona prevista, il mancato accertamento dei fatti, nonché
l’illegalità della procedura adottata dal Consiglio di Stato che avvalla la
zona AP-EP sotto condizione sospensiva.

Essi ribadiscono in particolare la precarietà del progetto pianificatorio in
corso, nel senso che si attribuisce un comprensorio ad una zona AP-EP senza
avere la certezza che gli interventi previsti siano realizzabili data la
particolare configurazione del luogo. 

                                         Nel merito gli insorgenti
contestano l’esistenza di qualsivoglia interesse pubblico preponderante che
giustifichi in concreto una limitazione della proprietà costituzionalmente
garantita, rispettivamente l’adeguatezza e la fattibilità finanziaria della
misura pianificatoria all’esame.

                                    f.   Sia il Municipio
con osservazioni 17 maggio 1994 che il Consiglio di Stato con risposta del 18
maggio 1994 propongono la reiezione dell’impugnativa. 

In particolare il Comune ribadisce che con questo intervento pianificatorio
s’intende sistemare un comparto di particolare attrattività onde ricavarne
un’area destinata allo svago, da mettere a disposizione di tutti i cittadini
del comune e della regione come pure dei turisti. Inoltre l’autorità comunale
rileva come nella relazione tecnica accompagnante il PR siano state recepite
attivamente le direttive cantonali intese a salvaguardare i contenuti
naturalistici del comprensorio, sia operando delle verifiche, sia dando mandato
a specialisti di studiare una gradualità di interventi possibili a seconda
delle incidenze territoriali. Si sono così concepite tre varianti , la prima
che prevede una gradualità di interventi “0”, corrispondente in pratica al
mantenimento della situazione attuale. La seconda, di gradualità d’intervento
“1”, corrispondente invece al mantenimento della situazione attuale con
creazione di alcune infrastrutture minime per l’igiene e la sicurezza capaci di
canalizzare il pubblico. Per finire, la terza variante, di gradualità
d’intervento “2”, prevedente la creazione di una zona balneare a forte
sfruttamento. Optando per la variante d’interventi “1”, l’autorità comunale
ritiene così di poter finalmente far fronte al sempre più sentito bisogno della
popolazione d’usufruire di spazi naturali in riva al lago offrendo al contempo
un minimo di comfort e di sicurezza. Ritiene quindi l’azzonamento previsto di
sicuro interesse pubblico come pure rispettoso dei presupposti che giustificano
una limitazione della proprietà privata. Per quel che concerne la fattibilità
finanziaria, il Municipio evidenzia come trattandosi di una cava abbandonata,
posta in una zona Zr, le indennità d’esproprio sono state valutate in Fr.
8’400.--, mentre i costi realizzativi in Fr. 800’000, cifra più che realistica
e sostenibile considerato gli interventi minimi previsti.

                                         Il Consiglio di Stato dal
canto suo ribadisce quanto già rilevato dal comune, evidenziando il sicuro
interesse pubblico in un area di svago di questo genere, nonché la sua
rispondenza al concetto di pubblica fruizione delle rive dei laghi espresso nel
______________cantonale. 

                                  g.   In data 14 ottobre
1994 è stato esperito un sopralluogo in contraddittorio. All’occasione è stata
esaminata la possibilità di escludere dal vincolo le costruzioni attualmente
esistenti sulla riva del lago. Il comune si è riservato di studiare una
variante in tal senso, chiedendo che la vertenza venisse nel frattempo tenuta
sospesa. 

Con scritto del 26 ottobre 1994 i ricorrenti, per il tramite del loro legale,
comunicavano al Municipio di ______________la loro disponibilità a
cedere al comune un diritto di superficie (di lunga durata e gratuito) sui
mappali di loro proprietà, contro rinuncia alla realizzazione della zona AP-EP,
rispettivamente all’esproprio.

Nella seduta del 26 gennaio 1995 il Municipio di ______________ha però
deciso di non aderire a questa proposta, riconfermando la necessità del
vincolo. L’autorità comunale ha a questo proposito precisato che solamente i
fondi già costruiti (ciò che non è il caso per quelli dei ricorrenti)
costituiranno oggetto di variante come preannunciato in sede di sopralluogo. 

Le parti hanno quindi presentato ambedue un allegato conclusivo del cui
contenuto si dirà all’occorrenza in seguito.

 

c o n s i d e r a t o,

 

in diritto                                                                  

 

                                   1.   La competenza di
questo tribunale è data dall'art. 26 quater lett. D LOG, introdotto con la
Legge concernente l'istituzione del Tribunale della pianificazione del
territorio, entrata in vigore il 1. ottobre 1992.

                                         A
norma dell’art. 38 LALPT contro le decisioni del Consiglio di    Stato è dato
ricorso al Tribunale della pianificazione del                    territorio
(TPT), entro 30 giorni dalla notificazione.

                                         L’art.
38 LALPT legittima a ricorrere il Comune
(cpv. 4 lett. a), i    già ricorrenti, per gli stessi motivi (cpv. 4 lett. b),
i proprietari dei                                          fondi la cui
situazione è stata modificata dalla decisione del                             Consiglio
di Stato (cpv. 4 lett. c).

                                         In
concreto, la legittimazione attiva dei ricorrenti, già insorti, per   gli
stessi motivi, in prima sede, è data a norma dell’art. 38 cpv. 4  lett. b)
LALPT.

                                         Presentati
nei termini di legge, e quindi tempestivi, i ricorsi sono             ricevibili
in ordine. 

 

                                   2.   Preliminarmente i
ricorrenti censurano l’operato del Consiglio di Stato che ha, a loro dire,
avvallato la zona AP-EP sotto condizione sospensiva, subordinando la
realizzazione delle infrastrutture in essa previste alla verifica della loro
compatibilità con i pericoli naturali insiti nella zona e con i contenuti
naturalistici e paesaggistici della stessa. Essi ritengono inammissibile ed
illegale sancire dapprima la pubblica utilità di una zona per poi far dipendere
la sua effettiva attuazione da successivi esami, che andrebbero effettuati già
al momento della scelta pianificatoria. 

                                2.1   Secondo una costante
giurisprudenza l’obbligo di pianificare il territorio sancito dall’art. 2 LPT
non permette alle autorità incaricate di compiti pianificatori di differire la
determinazione di una zona se non per fondati motivi pianificatori, in
particolare verificandosi incertezza circa il possibile futuro utilizzo della
zona. Non è segnatamente lecito far dipendere l'azzonamento da una determinata
condizione (DTF 118 Ia 172; DTF 115 Ia 341; DTF 112 Ia 158s, 316 c. 3B.).
Normalmente il comune è pertanto tenuto a manifestare subito le sue intenzioni,
delimitando giusta gli art 14 ss LPT le singole zone dell’intero territorio
comunale. Per una corretta e razionale determinazione dell’utilizzo del suolo
risulta in effetti indispensabile una concezione globale. In quest’ottica non è
pertanto ammissibile che per singoli comparti l’azzonamento venga tenuto in
sospeso o fatto dipendere da determinate condizioni, senza che siano date le
premesse di cui sopra. 

Nel caso in esame, contrariamente a quanto sostenuto dai ricorrenti, il comune
ha proceduto, conformemente all’obbligo sancito dall’art 2 LPT, all’azzonamento
delle particelle site in località “___________ ________________
_______________”. Il comparto è stato in effetti esplicitamente assegnato
ad una zona AP-EP per la realizzazione di un’area di svago a lago. L’autorità
comunale non ha quindi in concreto né differito, né sospeso l’azzonamento, come
erroneamente sostenuto dall'insorgente.

In realtà ciò che nella fattispecie è stato posto sotto la condizione di
ulteriori verifiche, non è l’azzonamento  in quanto tale, ma bensì  il tipo
d’infrastrutture che s’intende in esso realizzare. Come già rilevato nei considerandi
relativi ai fatti, il comparto in questione presenta dei contenuti speciali che
impongono, al momento della fase esecutiva del progetto, degli esami e delle
verifiche supplementari.   

A questo proposito il Consiglio di Stato ha quindi prudenzialmente inserito un
apposito capoverso nelle norme di attuazione del PR (art . 31 cpv. 4 NAPR).
Questo modo di procedere è senz’altro corretto. Infatti giusta l’art 29 lett. b
LALPT, nelle norme di attuazione di un PR possono essere stabilite le regole
particolari sull’utilizzazione e i parametri edilizi per ogni singola zona
comprese quelle destinate ad edifici e attrezzature pubbliche. Rispettivamente,
a norma dell’art 28 cpv. 2 lett. a ,seconda frase LALPT, all’interno delle
singole zone possono essere previsti ulteriori vincoli o agevolazioni per
particolari forme di utilizzazione quali quelle destinate al turismo o allo
svago. Tutte misure queste atte a tutelare un paesaggio meritevole di
protezione, senza necessariamente istituire una zona protetta. Le zone protette
non costituiscono del resto l’unico mezzo atto ad assicurare una protezione
efficace; numerosi altri strumenti giuridici permettono di conseguire il
medesimo risultato (vedi DFG in Commento alla LPT, art 17 n. 25). L’art 17 cpv.
2 LPT conferisce a questo scopo ai cantoni il necessario margine d’azione. Ecco
quindi che il Consiglio di Stato, nel caso concreto, facendo capo a queste
disposizioni, ha previsto d’introdurre un nuovo capoverso nella norma NAPR
relativa alle zone AP-EP, capace di garantire misure protettive e possibilità
d'intervento delle autorità cantonali competenti in materia di protezione della
natura e del paesaggio, al momento dell’esecuzione del previsto progetto (cfr.
DFG in Commento alla LPT art. 17 n. 31).

La procedura adottata dal Consiglio di Stato è quindi senz’altro sorretta da
una valida base legale.

 

                                2.2   Preliminarmente i
ricorrenti rilevano inoltre che non sono stati fatti sufficienti esami a
comprova della compatibilità della prevista area di svago con i contenuti
naturalisti e la pericolosità  del luogo.

Nell’adempimento dei propri compiti pianificatori le autorità incaricate devono
anche valutare e ponderare tutte le questioni concernenti la protezione
dell’ambiente da giudicare in base alle relative disposizioni federali e
cantonali.

In particolare esse hanno il compito di vegliare affinché gli insediamenti e
gli impianti vengano correttamente integrati nel paesaggio (art. 3 cpv. 2 lett.
b LPT), rispettivamente di evitare o ridurre al minimo le incidenze negative
degli edifici ed impianti d’interesse pubblico sulle basi naturali delle vita
(art. 3 cpv. 4 lett. c LPT). Trattasi in sostanza del postulato del
coordinamento delle attività d’incidenza territoriale che impone una predeterminazione
dei tipi di utilizzazione ammissibili (DTF 118 Ia 504 ss, DTF 116 Ib 55; DFG,
Commento alla LPT Introduzione n. 18). 

Contrariamente a quanto affermato dagli insorgenti, nel caso concreto il Comune
ha provveduto in questo senso avendo fatto allestire una perizia naturalistica
e geologica atta a valutare la fattibilità della proposta di PR all’esame (vedi
relazione tecnica preliminare dello Studio d'ingegneria, pianificazione,
ecologia ______________ ______________,del gennaio 1990). In essa sono
state vagliate alcune opzioni di utilizzazione (come già dettagliatamente
rilevato nei fatti, vedi variante 0,1,2) tenendo in debita considerazione
soprattutto la problematica dell’impatto ambientale. In conclusione è stata
proposta la cosiddetta variante1 (corrispondente al mantenimento della
situazione attuale con la creazione di alcune infrastrutture minime per
l’igiene e la sicurezza), scelta che presenta, confrontata alle altre varianti
di utilizzazione analizzate (ossia variante 0:mantenimento della situazione
attuale; variante 2:creazione di una zona balneare a forte sfruttamento), dei
vantaggi soprattutto ambientali.

Per quel che riguarda l’aspetto geologico della zona, in particolare
relativamente alla situazione dell’”ex cava Ronchetti”, lo studio di consulenza
geologica ______________ ______________ (vedi allegato alla relazione
tecnica sopraccitata), ha proposto alcune possibilità d’intervento per
garantire la sicurezza del pubblico da possibili pericoli derivanti dalla cava.

Alla luce di queste considerazioni anche la censura di carenza di documenti
probanti la fattibilità del previsto progetto, risulta evidentemente infondata.

 

                                   3.   Prima di procedere
all’esame delle censure di merito, va rilevato che il comune gode di autonomia
in quelle materie che il diritto cantonale o federale non regola
esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione del
comune, conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44). Il
comune ticinese usufruisce di questa autonomia in materia di pianificazione del
territorio (Rep. 1989, pag. 422, consid. 2 e riferimenti).

                                         L’autonomia non è però
assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b) LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone
Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di
Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo. Ciò
significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle
scelte pianificatorie comunali. A contemperare l’estensione di tale controllo
con l’autonomia  riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2
cpv. 3 LPT: Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di lasciare
alle autorità loro subordinate il margine d’apprezzamento necessario per
adempiere i loro compiti. Il Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente
sostituire il proprio apprezzamento a quello  del comune, ma deve rispettarne
il diritto di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più opportuna.
Il Consiglio di Stato non può però limitarsi a intervenire nei soli casi in cui
la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo, sia manifestamente
insostenibile. Deve al contrario rifiutare l’approvazione di quelle soluzioni
che disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto
federale o non danno loro sufficiente attuazione. Se l’autorità di approvazione
esige dal comune, per motivi oggettivi, di porre il PR in consonanza con
l’ordinamento giuridico, il comune invocherà invano la lesione della sua
autonomia (DTF 116 Ia 226 seg. consid. 2a; Alfred Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie
in der neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, Rep. 1991, pag. 45 seg., in
part. 55).

                                         Il Tribunale della
pianificazione del territorio non dispone, contrariamente al Consiglio di
Stato, del sindacato d’opportunità (tranne, in applicazione dell’art. 33 cpv. 3
lett. b LPT, se col ricorso è impugnata una modifica d’ufficio del PR). Il
ricorso è infatti proponibile solo contro la violazione del diritto (in
particolare contro l'errata o mancata applicazione di una norma stabilita dalla
legge o risultante implicitamente da essa, l'apprezzamento giuridico erroneo di
un fatto, l'eccesso o l'abuso di potere, la violazione di una norma essenziale
di procedura) e contro l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti rilevanti
per la decisione (art. 38 cpv. 2 e 3 LALPT). 

 

                                   4.   Nel merito i
ricorrenti rilevano come l’azzonamento previsto viola la loro proprietà,
ritenuto che non sono adempiuti i presupposti atti a giustificare una sua
limitazione. In particolare essi censurano l’esistenza di un qualsiasi
interesse pubblico, come pure della pretesa pubblica utilità del progetto di
pianificazione proposto, nonché la sua adeguatezza e conformità ai principi
basilari che dottrina e giurisprudenza hanno sviluppato in materia. 

 

                                4.1   È ovvio che
l’assegnazione di un fondo ad una zona per lo svago e il tempo libero comporta
una restrizione importante della proprietà privata.

Per prassi costante del Tribunale federale una restrizione di diritto pubblico
della proprietà è compatibile con la garanzia della proprietà sancita dall’art.
22 ter Cost. solo se si fonda su una base legale (che deve essere chiara ed
esplicita quando la limitazione è particolarmente grave, DTF 114 Ia 117 consid.
3), è giustificata da un interesse pubblico preponderante, rispetta il
principio di proporzionalità, non viola la garanzia della proprietà quale
istituto e dà luogo a piena indennità ove equivalga ad una espropriazione (DTF
115 Ia consid. 4, 114 Ia 249 consid. 5a, 114 Ia 337 consid. 2, 113 Ia 364 consid.
2). Nella fattispecie il problema della violazione della garanzia della
proprietà quale istituto non si pone. I problemi espropriativi esulano invece
dalle competenze del TPT.

 

                             4.1.1   In merito al
presupposto della base legale, del resto neppure contestato dagli insorgenti,
va rilevato che il diritto cantonale ticinese ha previsto all’art 28 cpv. 2
lett. d LALPT, che nelle rappresentazioni grafiche dei PR possono essere pure
stabiliti dei comprensori destinati a zone per servizi e attrezzature
d’interesse pubblico d’importanza locale, sovracomunale, cantonale o federale.
La riserva di questi spazi permette alle autorità incaricate di organizzare il
proprio territorio, di far fronte, tra l’altro, al compito pianificatorio di
cui all’art. 3 cpv. 2 lett. d LPT, che prevede espressamente l’obbligo di
conservare all’interno del paesaggio degli spazi ricreativi, come pure a quello
di cui all’art. 3 cpv. 2 lett. c LPT nel quale figura la necessità di tenere
libere le rive dei laghi e dei fiumi agevolandone il pubblico accesso e
percorso. Obbligo quest’ultimo ripreso pure dal diritto cantonale all’art 28
cpv. 2 lett. g LALPT ai sensi del quale le rappresentazioni grafiche del PR possono
fissare “le modalità e i vincoli per agevolare il pubblico accesso e percorso
delle rive dei laghi e dei fiumi”.

La base legale è quindi senz’altro data.

 

                             4.1.2   Per quel che riguarda
il presupposto dell’interesse pubblico, a mente di questo Tribunale, in
generale, non può essere negato ad un’area di svago a lago destinata a
realizzare uno spazio ricreativo per l’intera popolazione. Normalmente le rive
dei laghi sono dei luoghi particolarmente propizi alla distensione, alla
ricreazione e alle attività sportive. Molto spesso esse costituiscono pure
l’habitat di rare specie animali e vegetali. 

Il recupero della località “______________”, situata sulla sponda del
lago in territorio di ______________rientra senz’altro in quest’ottica
ed assume quindi una chiara funzione  di utilità pubblica. Trattasi in effetti
di un luogo che presenta tutte le caratteristiche adatte per un’utilizzazione
che necessiti di larghi spazi liberi, a contatto con la natura e il lago.  Con
un intervento minimo, come pronosticato nella relazione tecnica preliminare
(vedi variante 1), si può in concreto ottenere una struttura che risponde
certamente ad un bisogno sempre più sentito da parte della popolazione, sia
residente che turistica, ossia quello di poter raggiungere ampi spazi naturali,
distensivi, vicini alla città, senza doversi sottoporre ai disagi di lunghe
trasferte.

Non bisogna inoltre dimenticare che in concreto trattasi di un paesaggio
inserito nell’inventario federale IFP e ripreso dal _______________
_____________cantonale come area con componenti naturali accertate (vedi
scheda di coordinamento no. 1.1.46). Ciò a comprova dell'attrattività
particolare del comprensorio,  che riveste un evidente interesse pubblico per
la promozione turistico/sportiva dell’intera regione del luganese. 

Del resto la creazione di una zona di svago organizzata presenta pure il
vantaggio di riuscire finalmente a controllare  l’attività antropica che
attualmente già si volge in loco, però in modo disordinato e con evidenti
effetti negativi sulla flora e sulla fauna del posto. 

Bisogna inoltre rilevare come l’interesse di una zona per attrezzature ed
edifici pubblici può anche consistere nei bisogni futuri della comunità, purché
siano indicati precisamente dall'organo che procede alla pianificazione e
l'aspettativa abbia una buona verosimiglianza di concretizzarsi (DTF 6 giugno
1988 in re __________ e DTF 103 Ia 187 con riferimenti, specialmente 102 Ia
369).

                                         Questo principio era già
stato enunciato e ribadito dalla precedente giurisprudenza. 

                                         In DTF 88 I 295 il
Tribunale federale, premesso che l'autorità non deve andare oltre quanto serve
a realizzare lo scopo d'interesse pubblico perseguito e precisato che la regola
vale segnatamente quando un comune intende realizzare i suoi progetti in vista
di bisogni futuri, dichiara che il comune non potrà, col pretesto di assicurare
questi bisogni, usare il proprio potere pubblico per riservarsi importanti
superfici di terreno senza precisarne la destinazione e al solo scopo di
disporre al momento opportuno di una quantità di fondi sufficiente per godere
di una grande libertà di manovra nella pianificazione del territorio comunale. 

                                         Infine il DTF 114 Ia 336
conferma i principi sopra evocati, con la precisazione che se attente analisi e
prognosi, effettuate coi metodi riconosciuti della pianificazione del
territorio, comprovano l'asserita necessità di terreno per determinate esigenze
pubbliche, la fissazione di zone AP-EP non è censurabile. 

                                         Nella fattispecie i
ricorrenti ritengono che questi principi non sono stati rispettati, non avendo
il Comune sufficientemente precisato i suoi intendimenti. A mente di questo
Tribunale ciò non corrisponde al vero. Dagli atti figuranti nell’incarto,
risulta chiaramente sia l’intenzione che la necessità di creare in questo
comparto un area di svago a lago, senza grossi interventi infrastrutturali, ma
soprattutto rispettosa dell’ambiente circostante e oltretutto attenta a
preservare gli utenti da eventuali pericoli che possono derivare dalla presenza
della cava inattiva. Nessuna incertezza esiste quindi in merito al futuro
utilizzo di questa zona AP-EP.

Dalle pregresse considerazioni appare pertanto evidente che, in concreto,
sussiste un interesse pubblico generale a poter accedere e disporre di questo
luogo.

La misura pianificatoria prevista è quindi anche da questo profilo
confermabile.

 

                             4.1.3   Resta da esaminare la
questione a sapere se il vincolo AP-EP  rispetti il principio della
proporzionalità e segnatamente se il mezzo adottato è il meno incisivo fra
quelli possibili, è idoneo a conseguire lo scopo di interesse pubblico prefisso
e se sussiste un rapporto ragionevole tra il risultato da raggiungere e la
restrizione della proprietà necessaria al suo conseguimento (DTF 111 Ia 98, 113
Ia 137).

I ricorrenti negano l’adeguatezza della scelta pianificatoria all’esame. Questa
censura non può però essere seguita. Infatti è unanimemente riconosciuto che
questo comparto costituisce una delle poche radure seminaturali ,che si
affacciano sul lago, ancora esistenti nel comune, come pure una delle poche
aree ancora libere che presenta tutte le caratteristiche adatte per
un’utilizzazione a scopo ricreativo e distensivo su uno spazio relativamente
grande a contatto con  la natura e con il lago. L’azzonamento previsto risulta
quindi senz’altro adeguato al raggiungimento dello scopo previsto. Esso è
inoltre certamente il meno incisivo. In effetti nella perizia sulla valutazione
preliminare della sistemazione del comparto “______________”,
sopraccitata, sono stati, come già detto, valutati tre tipi d’interventi e di
utilizzazioni possibili del sedime in questione. Tra le tre soluzioni possibili
è stata scelta, a mente di questo Tribunale, la variante che meglio si addice
alla situazione concreta. L’intenzione di realizzare in loco solo poche opere
sia per protezione contro eventuali franamenti dalle pareti della cava (muretti
e reti di protezione), come pure per garantire un minimo di servizi, appare
sicuramente adeguata e pertinente.

Per quel che concerne l’esame della proporzionalità in senso stretto, ossia
della sussistenza di un rapporto ragionevole tra l’interesse pubblico a
conseguire lo scopo e il sacrificio che ne deriva al privato, questo Tribunale
ritiene che trattandosi in concreto di particelle che comunque non offrirebbero
grandi possibilità di sfruttamento trovandosi da sempre inserite in zona
residua, il sacrificio imposto ai proprietari non è sproporzionato rispetto
agli intendimenti che con ciò si vuole perseguire.

Alla luce di queste considerazioni si può senz’altro concludere che la misura pianificatoria
all’esame rispetta il principio della proporzionalità.

                                      

                             4.1.4   In merito alle presunte
difficoltà d’accesso evidenziate dai ricorrenti, va rilevato che la questione
non può essere considerata d’impedimento alla scelta pianificatoria proposta.
La località è infatti raggiungibile da ovest da ______________,e da est
dal Grotto dei ______________tramite dei sentieri che possono anche
essere migliorati. Inoltre, come correttamente sostenuto dall’autorità
comunale, nulla osta a che in futuro i collegamenti lacuali vengano potenziati,
per esempio con la realizzazione di nuovi attracchi per natanti pubblici.

                                   5.   Riconosciute quindi,
per le suddette considerazioni, la legittimità della contestata limitazione
della proprietà privata, l’impugnativa va respinta pure nel merito.

 

                                   6.   Per finire i
ricorrenti avanzano dubbi circa la fattibilità finanziaria dell’opera prevista.

 

                                         In linea di principio non
tocca né compete al TPT pronunciarsi sulla bontà, e tantomeno sull'op­portunità,
di scelte finanziarie adottate dai comuni. Il TPT, dato il riserbo impostogli
in casi del genere, non può di regola entrare nel merito delle spese per opere
pubbliche che l'autorità comunale decide di accollarsi. Il tribunale interviene
quando le scelte pianificatorie sono evidentemente insoste­nibili dal punto di
vista dei costi. Il cittadino deve infatti essere protetto da scelte
arbitrarie, quali sarebbe­ro azzonamenti AP/EP che non potranno avere concre­te
utiliz­za­zioni per carenza di mezzi finanziari. In caso contrario vi sarebbe
uno sperpero di terreno e un danno alla colletti­vità e in particolare alla
persona gravata dal vincolo.

                                         In concreto però non v’è
nulla che lasci intendere che l’autorità comunale abbia evidentemente
sopravvalutato le possibilità finanziarie del comune, e che le opere previste
dal PR siano irrealizzabili per meri motivi finanziari. Anche questa censura
non merita quindi accoglimento.

 

                                   7.   Per le pregresse
considerazioni il ricorso deve essere integralmente respinto. Le spese e le
tasse seguono la soccombenza.

 

 

Per
questi motivi,

 

visti
gli articoli di legge applicabili alla fattispecie,

 

 

dichiara
e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso é respinto.

 

                                   2.   Le spese e tasse di
giustizia di Fr. 1000.- sono poste a carico, in parti uguali e in via solidale,
dei ricorrenti.

 

  3.                                    Intimazione:     -
Avv. ________._________

   - Municipio di ______

- Consiglio di Stato, _________

   - Sezione pianificazione urbanistica,                      _________

Tribunale
della pianificazione del territorio

Il
presidente                                                           Il
segretario