# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 64c06ed3-49f6-5ef0-8da9-a14968b99013
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-01-17
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 17.01.2017 RR.2016.202
**Docket/Reference:** RR.2016.202
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2016-202_2017-01-17

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Decisioni incidentali (art. 80e cpv. 2 AIMP).
Accesso agli atti.;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Decisioni incidentali (art. 80e cpv. 2 AIMP).
Accesso agli atti.;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Decisioni incidentali (art. 80e cpv. 2 AIMP).
Accesso agli atti.;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Decisioni incidentali (art. 80e cpv. 2 AIMP).
Accesso agli atti.

Sentenza del 17 gennaio 2017 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Andreas J. Keller, giudice presi-

dente, Tito Ponti e Roy Garré,  

cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A., rappresentata dall'avv. Gianluca Generali,  

Ricorrente 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DEL CANTONE TICINO,  

Controparte 

 

   

 

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all’Italia 

 

Decisioni incidentali (art. 80e cpv. 2 AIMP) 

 

Accesso agli atti  

 
 
 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2016.202+RP.2016.58 

- 2 - 
 
 

 Fatti: 

A. Il 5 febbraio 2015 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pesaro 

(Italia) ha presentato alla Svizzera una domanda di assistenza giudiziaria, com-

pletata il 16 e 25 febbraio 2015 nonché il 7 giugno e 22 luglio 2016, nell’ambito 

di un procedimento penale avviato nei confronti di B., A. e altri per titolo di as-

sociazione per delinquere (art. 416 CP/italiano) e uscita o esportazione illecite 

(art. 174 D.L. 22 gennaio 2004 n. 42). In sostanza, gli indagati sono sospettati 

di essersi associati tra loro, costituendo una struttura stabile e con organizza-

zione articolata di ruoli e competenze, al fine di trasferire all’estero dipinti di 

interesse artistico e storico, in assenza di attestato di libera circolazione e/o 

licenza di esportazione. Tra tali dipinti figura l’olio su tela raffigurante il “Ritratto 

di Isabella d’Este” attribuito a Leonardo Da Vinci, apparentemente di proprietà 

di A., che le indagini italiane hanno permesso di localizzare a Lugano. Con la 

sua domanda di assistenza l’autorità rogante chiedeva alle autorità elvetiche di 

dare esecuzione a due decreti di sequestro, uno preventivo e l’altro probatorio, 

del dipinto in questione, emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il 

Tribunale di Pesaro del 5 febbraio 2015 (v. atto 1 MP/TI), sequestro che ha 

avuto luogo il 9 febbraio seguente ad opera della Polizia cantonale ticinese su 

ordine dell’autorità d’esecuzione della rogatoria, ossia il Ministero pubblico del 

Cantone Ticino (v. atti 6, 7 e 11 MP/TI). 

 

 

B. Con domanda di assistenza giudiziaria del 7 giugno 2016, l’autorità rogante ha 

chiesto alle autorità svizzere di dare esecuzione alla sentenza n. 58 emessa dal 

Tribunale di Pesaro in data 25 febbraio 2016 nei confronti di B., con la quale è 

stata disposta la confisca del dipinto di cui sopra, sentenza basata su un pat-

teggiamento ai sensi dell’art. 447 CPP/italiano e che sarebbe divenuta irrevo-

cabile in data 7 maggio 2016 (v. atto 58 MP/TI). In data 16 giugno 2016 A. ed il 

coimputato C. sono stati invece rinviati a giudizio dal GIP (v. atto 59 MP/TI). 

 

 

C. Con decisione del 3 agosto 2016 l’autorità d’esecuzione, ossia il Ministero pub-

blico del Cantone Ticino, ha accolto la richiesta di cui sopra, ordinando la resti-

tuzione allo Stato italiano del dipinto litigioso (v. atto 60 MP/TI). 

 

 

D. Il 25 agosto 2016 A. ha impugnato la decisione del 3 agosto 2016 dinanzi alla 

Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, chiedendone l’annulla-

mento (v. RR.2016.181 act. 1). Il relativo ricorso è stato accolto da questo Tri-

bunale in data 23 dicembre 2016 (v. sentenza RR.2016.181). 

 

 

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E. Con decisione del 5 settembre 2016 il Ministero pubblico ticinese ha accolto 

un’istanza di accesso agli atti dell’incarto ROG.2015.28 presentata in data 

11 febbraio 2015 dall’Amministrazione federale delle dogane (in seguito: AFD; 

v. act. 1.2). 

 

 

F. Il 14 settembre 2016 A. ha impugnato tale decisione dinanzi alla Corte dei re-

clami penali del Tribunale d’appello del Cantone Ticino (v. act. 1.1).  

 

 

G. Dopo uno scambio di opinioni tra autorità, il reclamo è stato trasmesso alla pre-

sente Corte per sua competenza (v. act. 2 e 3.1). 

 

 

H. Con scritto del 14 ottobre 2016 il Ministero pubblico ticinese ha comunicato di 

non avere osservazioni da formulare relativamente al ricorso del 14 settembre 

2016, rimettendosi al giudizio della Corte (v. act. 8). L’AFD, dal canto suo, con 

osservazioni del 17 ottobre 2016 ha postulato la reiezione del gravame in que-

stione (v. act. 9). Con scritto del 24 ottobre 2016 l’Ufficio federale di giustizia (in 

seguito: UFG) ha rinunciato a presentare osservazioni, chiedendo che il ricorso 

venga respinto, nella misura della sua ammissibilità (v. act. 10). 

 

 

I. Con replica del 3 novembre 2016, trasmessa alle altre parti per conoscenza 

(v. act. 13), la ricorrente si è riconfermata nelle sue conclusioni ricorsuali (v. act. 

12). 

 

 

Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, 

nei considerandi di diritto. 

 

 

 

Diritto: 

 

1  

1.1 In virtù dell'art. 37 cpv. 2 lett. a della legge federale del 19 marzo 2010 sull'or-

ganizzazione delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71), la 

Corte dei reclami penali giudica i gravami in materia di assistenza giudiziaria 

internazionale. 

1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italiana e 

la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione europea di 

assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in vigore il 

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12 giugno 1962 per l’Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera (CEAG; 

RS 0.351.1), dall'Accordo italo-svizzero del 10 settembre 1998 che completa e 

agevola l'applicazione della CEAG (RS 0.351.945.41), entrato in vigore me-

diante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo italo-svizzero), 

nonché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, 

L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 48 e segg. della Convenzione di 

applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (CAS; testo non pub-

blicato nella RS ma ora consultabile nel fascicolo "Assistenza e estradizione" 

edito dalla Cancelleria federale, Berna 2014). Di rilievo è anche la Convenzione 

sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato, conclusa 

a Strasburgo l’8 novembre 1990, entrata in vigore il 1° settembre 1993 per la 

Svizzera ed il 1° maggio 1994 per l’Italia (CRic; RS 0.311.53). Alle questioni che 

il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trattati non regola espres-

samente o implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più favore-

vole all'assistenza rispetto a quello pattizio (cosiddetto principio di favore), si 

applicano la legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale del 

20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), unitamente alla relativa ordinanza (OAIMP; 

RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 Accordo italo-svizzero; DTF 142 IV 

250 consid. 3; 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 con-

sid. 3.1). Il principio di favore vale anche nell'applicazione delle pertinenti norme 

di diritto internazionale (v. art. 48 n. 2 CAS, 39 n. 3 CRic e art. I n. 2 Accordo 

italo-svizzero). È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 135 IV 212 

consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c). 

1.3 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-

tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti 

atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 

12 cpv. 1 AIMP; v. DANGUBIC/KESHELAVA, Commentario basilese, Internationa-

les Strafrecht, Basilea 2015, n. 1 e segg. ad art. 12 AIMP), di cui al precedente 

considerando. 

 

 

2. Giusta l’art. 80e cpv. 1 AIMP, la decisione dell’autorità cantonale o federale 

d’esecuzione relativa alla chiusura della procedura d’assistenza giudiziaria può 

essere impugnata, congiuntamente alle decisioni incidentali anteriori, con ri-

corso alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale. Secondo il 

capoverso 2 della medesima disposizione, le decisioni incidentali anteriori alla 

decisione di chiusura possono essere impugnate separatamente se causano 

un pregiudizio immediato e irreparabile mediante: il sequestro di beni e valori 

(lett. a) o la presenza di persone che partecipano al processo all’estero (lett. b). 

Di principio, l’art. 80e cpv. 2 AIMP enumera in maniera esaustiva le decisioni 

impugnabili anteriormente alla decisione di chiusura (DTF 127 II 198 consid. 2b; 

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126 II 495 consid. 5; TPF 2011 205 consid. 1.4.1; R. ZIMMERMANN, La coopéra-

tion judiciaire internationale en matière pénale, 4a ediz., Berna 2014, n. 512 

pag. 511). 

 

 In concreto, essendo la decisione impugnata di natura incidentale e non rien-

trando l’accesso agli atti nell’elenco esaustivo dell’art. 80e cpv. 2 AIMP, il gra-

vame deve essere dichiarato inammissibile. Fosse anche rientrato in tale 

elenco, la ricorrente non ha comunque minimamente dimostrato che l’accesso 

agli atti concesso all’AFD gli avrebbe causato un pregiudizio immediato e irre-

parabile ai sensi della summenzionata disposizione e della relativa giurispru-

denza (v. DTF 130 II 329 consid. 2; 128 II 211 consid. 2.1). 

 

 

3. In definitiva, il ricorso è inammissibile. 

 

 

4. Visto quanto precede, la richiesta di concessione dell’effetto sospensivo è dive-

nuta priva d’oggetto. 

 

 

5. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA). La tassa di giustizia 

è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 

del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le 

indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), ed è fis-

sata a complessivi fr. 3’000.--; essa è coperta dall’anticipo delle spese di 

fr. 3’000.-- già versato. 

 

 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è inammissibile. 

2. La richiesta di concessione dell’effetto sospensivo è divenuta priva d’oggetto. 

3. La tassa di giustizia di fr. 3'000.-- è posta a carico della ricorrente. Essa è 

coperta dall'anticipo delle spese di fr. 3'000.-- già versato. 

 

 

Bellinzona, 17 gennaio 2017  

 

In nome della Corte dei reclami penali 

del Tribunale penale federale 

 

Il Giudice Presidente: Il Cancelliere: 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Gianluca Generali 

- Ministero pubblico del Cantone Ticino 

- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria 

- Amministrazione federale delle dogane AFD, Direzione del circondario 

delle dogane Lugano, Sezione antifrode doganale Lugano 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni pregiudiziali e incidentali nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale non sono 
impugnabili (art. 93 cpv. 2 prima frase LTF).