# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d4d4b80b-4895-596c-9588-8edd394bb374
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2000-06-19
**Language:** it
**Title:** Bundesgericht I. zivilrechtliche Abteilung 19.06.2000 4P.249/1999
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BGer/CH_BGer_004_4P-249-1999_2000-06-19.html

## Full Text

[AZA 3] 

 

4P.249/1999 flo 

 

          I C O R T E C I V I L E 

          *************************** 

 

    
  19 giugno 2000 
  
 

 

Composizione della Corte: giudici federali Walter, presi- 

dente, Leu, Ramelli, supplente. 

Cancelliere: Ponti. 

 

______ 

 

Visto il ricorso di diritto pubblico del 7 ottobre 1999 

presentato dalla 
  Franchi Trasporti S.A., Chiasso, convenu-
 

ta, patrocinata dall'avv. Rossano Guggiari, Lugano, contro 

la sentenza emanata il 3 settembre 1999 dalla 
  II Camera ci -
 

    
  vile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino nella causa
 

che la oppone alla 
  Ferrowohlen AG, Wohlen, attrice, patro-
 

cinata dall'avv. Fernando Pedrolini, Chiasso, in materia di 

contratto di mandato; 

    
  R i t e n u t o   i n   f a t t o : 
  
 

 

    
  A.- 
  
 

 Nel 1988 la Veri Trasporti S.A. di Chiasso (ora  

Franchi Trasporti S.A.) si è occupata per incarico della 

Ferrowohlen AG dello svolgimento delle pratiche di importa- 

zione e sdoganamento di macchinari per la lavorazione dei 

metalli. Nell'ambito di questa attività la Franchi Traspor- 

ti S.A. (di seguito Franchi) ha chiesto che fossero versati 

sul suo conto presso la Società di Banca Svizzera (SBS) di 

Chiasso gli anticipi necessari al pagamento dei dazi doga- 

nali e dell'imposta sulla cifra d'affari (ICA); nel corso 

del 1988 la Ferrowohlen AG (di seguito Ferrowohlen) ha 

quindi provveduto a ripetuti versamenti, per un'importo 

complessivo di fr. 4'102'870.20. 

 

    La Franchi non ha tuttavia riversato subito gli impor- 

ti ricevuti all'autorità doganale, bensì garantito il paga- 

mento dei dazi e delle imposte mediante una fideiussione 

solidale rilasciata dalla SBS di Chiasso. Le somme così 

anticipate dalla Ferrowohlen sono rimaste depositate sui 

conti bancari della Franchi presso la SBS sino ai primi 

mesi del 1991, quando l'Amministrazione federale delle do- 

gane (AFD) ha presentato il conteggio definitivo e chiesto 

il pagamento di fr. 3'575'994.35 per dazi doganali e tasse, 

e di fr. 118'075.70 di interessi di ritardo, per un totale 

di fr. 3'694'070.05. 

 

    In seguito, la Franchi ha ritornato alla Ferrowohlen 

fr. 408'800.15 costituenti l'eccedenza sugli anticipi ver- 

sati, respingendo invece altre richieste di risarcimento. 

 

    
  B.- 
  
 

 In data 20 febbraio 1992 la Ferrowohlen ha pre-  

sentato direttamente in appello una petizione con la quale 

ha postulato la condanna della convenuta Franchi al paga- 

mento di fr. 965'305.70, poi ridotti a fr. 778'952.30, di 

cui 658'932.75 di frutti maturati sugli anticipi e da lei 

illecitamente percepiti, fr. 118'065.70 in risarcimento 

degli interessi di ritardo riscossi dall'AFD e fr. 1962.85 

di interessi di mora sul maggior anticipo di fr. 

408'800.15. 

 

    
  C.- 
  
 

 La II Camera civile del Tribunale d'appello del  

Cantone Ticino, in parziale accoglimento della petizione, 

ha condannato con sentenza 3 settembre 1999 la Franchi al 

pagamento di fr. 658'932.75 oltre interessi al 5% a decor- 

rere dal 23 maggio 1991; per il medesimo importo ha riget- 

tato l'opposizione al precetto esecutivo notificato in pre- 

cedenza alla convenuta. La Corte cantonale, accertata l'ap- 

plicazione degli art. 398 e 400 CO, ha ravvisato nel com- 

portamento della convenuta una palese violazione del- 

l'obbligo di fedeltà nei confronti della sua cliente per 

essersi arricchita dei frutti prodotti dagli anticipi da 

lei versati. 

 

    
  D.- 
  
 

 Contro tale decisione la Franchi è insorta dinan-  

zi al Tribunale federale simultaneamente con ricorso in 

riforma e con ricorso di diritto pubblico. Con quest'ultimo 

chiede, in via principale, che la petizione sia respinta e 

quindi mantenuta l'opposizione al precetto esecutivo; in 

via subordinata la riduzione delle pretese dell'attrice a 

fr. 118'065.70, rispettivamente a fr. 192'686.95, oltre 

interessi, e che l'opposizione al precetto esecutivo sia 

rigettata per questi importi. Domanda infine una riforma 

del giudizio per ciò che attiene alle spese e alle ri- 

petibili. 

 

    Nella sua risposta la Ferrowohlen AG propone la reie- 

zione del ricorso, nella misura in cui è ammissibile. L'au- 

torità cantonale ha invece rinunciato a presentare osserva- 

zioni. 

 

    
  C o n s i d e r a n d o   i n   d i r i t t o : 
  
 

 

    
  1.- 
  
 

 Giusta l'art. 57 cpv. 5 OG un ricorso di diritto  

pubblico viene trattato, in linea di principio, prima del 

parallelo ricorso per riforma (DTF 122 I 81 consid. 1; 

    
  Messmer/Imboden, Die eidgenössischen Rechtsmittel in Zivil-
 

sachen, Zurigo 1992, pag. 148 nota 12). 

 

    In concreto la ricorrente postula l'esame del ricorso 

di diritto pubblico nel caso in cui quello per riforma ve- 

nisse respinto. Così facendo egli misconosce l'effetto de- 

volutivo del ricorso per riforma: infatti qualora il Tribu- 

nale federale, statuendo nell'ambito di un ricorso per ri- 

forma, dovesse confermare o modificare la decisione impu- 

gnata, la sua decisione verrebbe a sostituire quella emana- 

ta dalla Corte cantonale, la quale pertanto non potrebbe 

più essere impugnata mediante un ricorso di diritto pubbli- 

co (cfr. DTF 122 I 81 consid. 1). 

 

    Vi sono invero circostanze che permettono di derogare, 

eccezionalmente, al principio sopra esposto (cfr. 
  Poudre t,
 

Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, 

Berna 1990, pag. 464). Esse non sono comunque realizzate in 

concreto, né tantomeno il ricorrente le allega a sostegno 

della sua richiesta. Non v'é dunque ragione di derogare 

alla regola. 

 

    
  2.- 
  
 

 Il Tribunale federale si pronuncia d'ufficio e  

con pieno potere d'esame sull'ammissibilità del rimedio 

esperito (DTF 124 III 134 consid. 2). 

 

    
  3.- 
  
 

 A prescindere da eccezioni che non si avverano in  

concreto il ricorso di diritto pubblico per violazione del- 

l'art. 4 Cost. (dal 1° gennaio 2000 art. 9) ha natura mera- 

mente cassatoria; ciò significa che il Tribunale federale 

può solamente annullare una decisione contraria alla Costi- 

tuzione, non invece modificarla o sostituirla con la pro- 

pria. Domande volte a conclusioni diverse dal semplice an- 

nullamento della sentenza impugnata - come quelle formulate 

nel presente ricorso a titolo subordinato - sono pertanto 

irricevibili (DTF 124 I 231 consid. 1d; 123 I 87 consid. 

5). 

 

    a) Giusta l'art. 90 cpv. 1 lett. b OG, il ricorso di 

diritto pubblico deve contenere l'esposizione dei fatti es- 

senziali e quella concisa dei diritti costituzionali o del- 

le norme giuridiche che si pretendono violati, precisando 

altresì in che consista tale violazione. Ne segue che, in 

questo ambito, il Tribunale federale vaglia solo quelle 

censure che sono state sollevate in modo chiaro e detta- 

gliato, conformemente all'obbligo di articolare le censure 

con una motivazione giuridica dalla quale si possa dedurre 

che, ed in quale misura, la decisione impugnata colpisce il 

ricorrente nei suoi diritti costituzionali (DTF 122 I 70 

consid. 1c con rinvii). 

 

    Il gravame fondato sull'art. 4 Cost., com'è quello in 

esame, non può inoltre essere sorretto da argomentazioni 

con cui il ricorrente si limita a contrapporre il suo pare- 

re a quello dell'autorità cantonale, come se il Tribunale 

federale fosse una superiore giurisdizione di appello. Per 

richiamarsi con successo all'arbitrio, il ricorrente deve 

dimostrare - con un'argomentazione precisa - che l'autorità 

cantonale ha emanato una decisione manifestamente insoste- 

nibile, destituita di fondamento serio e oggettivo o in 

urto palese con il senso di giustizia ed equità (DTF 117 Ia 

10 consid. 4b, 110 Ia 1 consid. 2a e rif.). 

 

    Giova infine rammentare che in materia di apprezza- 

mento delle prove l'autorità cantonale fruisce di un grande 

potere d'apprezzamento. Il Tribunale federale interviene 

solo se il ricorrente dimostra dettagliatamente che tale 

apprezzamento è arbitrario nel senso definito sopra (DTF 

124 IV 86 consid. 2a, 120 Ia 31 consid. 4b e rif.). Affin- 

ché sia annullata, la decisione impugnata deve risultare 

arbitraria nel suo risultato, non soltanto nella motivazio- 

ne (DTF 124 I 310 consid. 5a e riferimenti). 

 

    b) In concreto la ricorrente è stata condannata a 

restituire i frutti maturati dal 1988 al 1991 sull'anticipo 

di fr. 4'102'870.20 versato dalla resistente a garanzia del 

pagamento dei dazi doganali e dell'ICA. La Corte cantonale 

ha accertato, sulla base della perizia giudiziaria, che 

questi frutti ammontano a fr. 658'932.75, oltre interessi. 

 

    Ora, la ricorrente dichiara d'insorgere contro l'ap- 

prezzamento del danno operato dai giudici cantonali. Questa 

censura sarebbe di per sé ricevibile: per principio l'ac- 

certamento dell'esistenza e dell'entità del danno è una 

questione di fatto che dipende dalla valutazione delle pro- 

ve; pertengono al diritto solo la nozione di danno ed i 

criteri di calcolo (DTF 122 III 219 consid. 3b e riferimen- 

ti). Tuttavia, come obbietta giustamente la parte resisten- 

te, nonostante la chiara dichiarazione d'intenti iniziale 

l'atto di ricorso non adempie assolutamente i requisiti di 

ricevibilità appena riassunti. La ricorrente, pur inserendo 

qua e là gli aggettivi "insostenibile" e "arbitrario", si 

diffonde solo in critiche appellatorie, senza dimostrare 

dettagliatamente con quali atti gli accertamenti contestati 

sarebbero in aperto contrasto. Non si duole nemmeno del- 

l'applicazione arbitraria dell'art. 78 CPC/TI, in forza del 

quale il Tribunale d'appello ha giudicato tardive alcune 

delle allegazioni ora riproposte davanti al Tribunale fede- 

rale. 

 

    Per di più la motivazione del gravame è praticamente 

identica a quella del capitolo 5 del ricorso per riforma. 

Nell'esame di quest'ultimo gravame è stato possibile isola- 

re alcuni argomenti riguardanti i criteri di calcolo del 

danno. Non sono invece individuabili censure che rispettano 

le esigenze poste dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG (DTF 116 

II 746 consid. 2a, 118 IV 293 consid. 2a). 

 

    
  4.- 
  
 

 Per i motivi che precedono il ricorso di diritto  

pubblico è inammissibile. Spese e indennità processuali 

sono poste a carico della parte soccombente (art. 156 cpv. 

1 e 159 cpv. 1 OG). 

 

Per questi motivi 

 

    
  i l   T r i b u n a l e   f e d e r a l e 
  
 

 

    
  p r o n u n c i a : 
  
 

 

    1. Il ricorso di diritto pubblico è inammissibile. 

 

    2. La tassa di giustizia di fr. 6000.-- è posta a 

carico della ricorrente, la quale rifonderà alla resistente 

fr. 10'000.-- per ripetibili della sede federale. 

 

    3. Comunicazione ai patrocinatori delle parti e alla 

II Camera Civile del Tribunale d'appello del Cantone Tici- 

no. 

 

 

Losanna, 19 giugno 2000 

 

                    

In nome della I Corte civile  

                                         

del TRIBUNALE FEDERALE SVIZZERO:  

Il Presidente, Il Cancelliere