# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fd691be6-9186-5830-94d7-69137c190588
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-08-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.08.2008 35.2008.14
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2008-14_2008-08-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2008.14

   

  rs

  	
  Lugano

  6 agosto 2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 febbraio 2008
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 22
  gennaio 2008 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

  rappr. da: RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 28
dicembre 2006 RI 1, all’epoca al beneficio dell’assicurazione contro la
disoccupazione, mentre si trovava in Trentino, è scivolata sul ghiaccio, battendo
la schiena (cfr. doc. 1).

                                         L’assicurata
ha riportato una contusione alla colonna lombare (cfr. doc. 1, 6).

 

                                         L’CO 1 ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni.

 

                               1.2.   Una RM della
colonna lombare eseguita il 9 marzo 2007 ha messo in luce alterazioni
degenerative interfaccettarie prevalenti L5-S1, nonché bulging discale L4-L5,
senza poter escludere un possibile contatto radicolare a livello del recesso
destro con L5, e L5-S1 senza chiare compressioni radicolari (cfr. doc. 16).

 

                               1.3.   Esperiti i
necessari accertamenti medico-amministrativi, con decisione formale del 27
giugno 2007, l’CO 1 ha posto termine al versamento di prestazioni di corta
durata con effetto da quel medesimo giorno, in quanto i disturbi alla colonna
lombare non erano più causati dall’infortunio del dicembre 2006 (cfr. doc. 37).

 

                               1.4.   RI 1, il 27
luglio 2007, ha interposto opposizione contro il provvedimento del 27 giugno
2007 (cfr. doc. 40).

                                         Nell’ottobre
2007 RA 1, nel frattempo divenuto rappresentante dell’assicurata, ha inviato
uno scritto di complemento all’opposizione (cfr. doc. 49). 

 

                                         Anche la
Cassa malati __________ ha inoltrato opposizione cautelativa avverso la
decisione menzionata (cfr. doc. 57). L’opposizione è stata, tuttavia, ritirata
dalla __________ l’11 gennaio 2008, dopo esame degli atti messi a disposizione
dall’CO 1 (cfr. doc. 66).

 

                                         L’Istituto
assicuratore resistente, dopo aver nuovamente interpellato il medico di __________
(cfr. doc. 44, 65), il 22 gennaio 2008 ha confermato il contenuto della sua
prima decisione (cfr. doc. B).

 

                               1.5.   Contro la
decisione su opposizione l’assicurata, sempre patrocinata da RA 1, ha inoltrato
un tempestivo ricorso al TCA, richiedendo, in via principale, il ripristino del
pagamento delle indennità giornaliere con effetto retroattivo al 28 giugno
2007. In via subordinata, essa ha postulato la retrocessione dell’incarto all’CO
1 per un approfondimento e una nuova decisione.

                                         A
sostegno delle proprie pretese ricorsuali l’insorgente ha addotto che l’assicuratore
LAINF non ha dato seguito a quanto consigliato dal Dr. med. __________ - presso
il quale è stata inviata dall’CO 1 -, ossia di esperire ulteriori e precisi
accertamenti neurologici e se del caso reumatologici.

                                         Inoltre
essa ha precisato che, in assenza dei richiamati accertamenti medici, il
curante le ha chiesto di sottoporsi a ulteriori esami presso l’__________, e
meglio il __________ (recte: neurochirurgia). L’assicurata ha
evidenziato che il capo-clinica, Dr. med. __________, che l’ha visitata, nel
rapporto del 31 agosto 2007 ha indicato che, siccome non aveva mai sofferto di
dolori lombari in passato, l’insorgenza di una tale sintomatologia algica
immediatamente dopo l’infortunio doveva essere correlata al trauma stesso anche
se i dolori sono andati configurandosi in forma di sindrome da instabilità
segmentaria lombare molto probabilmente L5/S1.

                                         Per
quanto concerne il rapporto di fiducia tra medico curante, anche se
specialista, e paziente menzionato dall’CO 1, l’insorgente ha rilevato,
segnatamente, di non aver mai visto, né conosciuto prima della visita il
capo-clinica del __________. Essa ritiene, pertanto, che il rapporto di tale
medico, tendente a confermare senza indugio la presenza di un nesso causale,
debba essere considerato del tutto imparziale e vincolante per l’CO 1 (cfr.
doc. I).

 

                               1.6.   L’CO 1, in risposta,
dopo aver sottoposto la fattispecie al proprio servizio medico di __________,
ha chiesto l’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. V; 68).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;
STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001,
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000;
STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se l’assicuratore LAINF resistente era legittimato a
negare all’assicurata il diritto alle prestazioni a decorrere dal 27 giugno
2007.

                                      

                               2.3.   Giusta
l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi
d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione
dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare
(cfr. art. 6 LPGA) a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità
giornaliera.

                                         Il
diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello
dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità
lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.

                                         Parimenti,
il diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da
attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato: nemmeno
persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento
se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di
salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).

 

                                         Se, al
momento dell'estinzione del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità
lucrativa, viene corrisposta una rendita d'invalidità o un'indennità unica in
capitale: l'erogazione di indennità giornaliere cessa con il diritto alle
prestazioni sanitarie.

                                         D'altro
canto, nella misura in cui l'assicurato è portatore di una menomazione
importante e durevole all'integrità fisica o mentale, egli ha diritto ad
un'indennità per menomazione all'integrità giusta gli artt. 24s. LAINF.

 

                               2.4.   Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è, tuttavia, l'esistenza di un nesso di causalità naturale
fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p.
145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella
causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121
V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto
2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C
341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106
consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468
consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323
consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler
Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche,
quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF
119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V
164; DTF 113 V 46).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid.
3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore
contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che
le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione
delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi: 

 

-  quando
lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva
immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine) 

 

                                         (cfr.
RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die
Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in
Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

 

                                         Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con
l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza,
l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se
l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla
salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che
fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale
dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della
verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non
giochi più un effetto causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione
del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già
all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e
riferimenti ivi citati). 

                                         Questi
concetti sono stati ribaditi dal TFA in una sentenza del 12 gennaio 2006 nella
causa D., U 187/04.

 

                               2.5.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi
summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181
consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e
382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché
esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di
disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione
risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non
si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U.
Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in
SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                               2.6.   Nell’evenienza
concreta emerge dalla documentazione agli atti che l’assicurata, la quale il 28
dicembre 2006 è scivolata su una lastra di ghiaccio e ha battuto la schiena
(cfr. doc. 1), il 10 gennaio 2007 è stata visitata dal Dr. med. __________, spec.
FMH in medicina interna.

 

                                         Dal Certificato medico
LAINF redatto dall’allora medico curante si evince, quale reperto locale,
scoliosi della colonna lombare, dolenza e ipertono della muscolatura para-vertebrale
e lombare, colonna limitata nella mobilità con la distanza di dita-piedi di 20
cm. Quale diagnosi è stato precisato che l’assicurata ha riportato
un’importante contusione lombare. L’assicurata è stata dichiarata inabile al
lavoro al 100% con effetto dal 28 dicembre 2006. Il medico ha specificato che
probabilmente dal 5 febbraio 2007 sarebbe stata abile al 50% (cfr. doc. 6).

 

                                         Il 18 gennaio 2007 è stata
effettuata una RX della colonna lombare. Dal relativo referto risulta:

 

"  Mineralizzazione
nella norma. Scoliosi lombare dx-convessa. Anterolistesi di grado 1 di L5 su
S1. Gli altri corpi vertebrali sono ben allineati. Non lesioni ossee focali, in
particolare non fratture. Spazi discali conservati. Non segni degenerativi.

A livello del bacino non lesioni ossee
focali, in particolare non fratture. Articolazioni coxofemorali e sacroiliache
nella norma. Due clips metalliche nel piccolo bacino.” (Doc. 6)

 

                                         Nel Rapporto intermedio
del 16 febbraio 2007 allestito all’attenzione dell’CO 1 il Dr. med. __________
ha indicato che il fisioterapista ha confermato che l’assicurata si lamentava
in modo insistente di dolori irradianti nella gamba sinistra. Il medico ha così
proposto un esame MRI della colonna lombare per esclidere con sicurezza
un’ernia discale con irritazione della radice L4 a sinistra (cfr. doc. 9).

 

                                         Il 2 marzo 2007 ha avuto
luogo una visita medica __________. Il Dr. med. __________, spec. FMH in
chirurgia ortopedica e ortopedia, medico di __________ supplente, ha
diagnosticato uno stato post-contusivo della colonna lombare e ha invitato il
Dr. med. __________ a organizzare una RM del tratto di colonna menzionato. Infine
egli ha valutato una ripresa del lavoro almeno ipotetica (l’assicurata era in
disoccupazione) dal 19 marzo 2007 (cfr. doc. 13).

 

                                         La MRI della colonna
lombare eseguita il 9 marzo 2007 ha posto in luce :

 

"  Alterazioni
degenerative interfaccettarie prevalenti L5-S1.

Bulging discale L4-L5 prevalente a destra:
non è escluso un possibile contatto radicolare a livello del recesso destro con
L5. Bulging discale senza chiare compressioni radicolari. Non segni per edema
post-traumatico.” (cfr. doc. 16)

 

                                         Il Dr. med. __________, il
10 aprile 2007, ha osservato che l’assicurata presentava uno stato
post-contusivo della colonna lombare con sospetta sciatalgia a sinistra in
paziente portatrice di fenomeni degenerativi pre-esistenti all’infortunio. Egli
ha consigliato di procedere con una visita neurologica per vedere se si poteva
confermare la sciatalgia o meno e, se la stessa fosse stata presente, ha proposto
un ulteriore controllo neurochirurgico. 

                                         Il medico di __________
supplente, inoltre, ha ritenuto l’insorgente ancora inabile nella misura del
50% e che si dovesse seriamente valutare il rapporto di causalità tra i
disturbi e l’infortunio del dicembre 2006. Egli ha puntualizzato che, in
effetti, radiologicamente non si erano potuti mettere in evidenza segni di una
patologia di origine post-traumatica (cfr. doc. 

 

                                         Il 25 giugno 2007 la
ricorrente è stata visitata dal Dr. med. J. __________, spec. FMH in chirurgia,
medico di __________.

                                         Dal relativo rapporto
emerge che:

 

"  (…)

L’assicurata viene trattata
conservativamente con medicamenti e sedute fisioterapiche; esperita una
indagine radiologica solo il 18.1.2007 e solo nel febbraio 2007 vengono
descritti per la prima volta dei disturbi irradianti alla gamba sinistra, risp.
solo a marzo 2007 delle irradiazioni nella zona gluteale. Degli ulteriori
accertamenti come esame RM (del 9.3.2007) hanno rilevato dei segni di
discopatia L4-S1 con disidratazione e protrusione discale mediana, senza
interessamento radicolare. A questo si aggiungono delle anomalie come
pseudo-antero-listesi L5 su S1 nonché dei segni di spondilartrosi L2 fino a S1,
anche con delle alterazioni cistiche. Il tutto potrebbe deporre per una lieve
instabilità segmentale L5-S1, comunque patologia che non spiega per niente la
sintomatologia pseudo-radicolare a sinistra, addirittura con deficit sensitivo
(non motorio) di vari segmenti non congiunti (L3, L5, S1) a sinistra nonché L4
a destra. Tali disturbi non sono inquadrabili né in un contesto neuro-anatomico
né oggettivabili. Pure la loro intensità è incostante e la loro insorgenza non
coincidente con l’infortunio del 2006.

 

Anche il fatto che l’assicurata appena un
15 giorni fa ha lamentato un nuovo “bloccaggio” depone per un’affezione
lombo-vertebrale e non radicolare. Indipendentemente dalla questione di
causalità (disturbi pseudo-radicolari/sensitivi non in relazione con
l’infortunio del 2006), la funzione complessiva della schiena è molto
soddisfacente, in modo che la signora RI 1 deve essere considerata nuovamente
abile al lavoro, per le sue primitive mansioni di impiegata di commercio nella
misura del 100%, entro il 27.6.2007.

 

Per quanto riguarda le conseguenze
dell’infortunio del 28.12.2006, l’assicurata non necessita delle ulteriori cure
specifiche né dei controlli medici (causalità esaurita).

La CO 1 è tuttavia d’accordo di portare a
termine il ciclo fisioterapico in corso.” (doc. 34)

 

                                         Il Dr. med. __________, il
20 agosto 2007, ha poi, in particolare, sottolineato che l’assicurata ha
accusato la prima volta dei disturbi irradianti alla gamba sinistra nel
febbraio 2007 e che tale lasso di tempo (tra il sinistro del dicembre 2006 e il
febbraio 2007), in assenza di una lesione strutturale traumatica, esclude una
qualsiasi relazione causale con l’infortunio del dicembre 2006. Per quanto
riguarda l’affermazione della ricorrente secondo cui prima del 28 dicembre 2006
avrebbe condotto sempre una vita normale, il medico di __________ ha rilevato
che il principio “post hoc ergo propter hoc” non solo non è applicabile
nell’ambito della scienza medica, ma nel caso specifico del dicembre 2006,
nemmeno da discutere, vista la tardiva manifestazione della sintomatologia
pseudo-radicolare (cfr. doc. 44).

 

                                         L’assicurata, il 30 agosto
2007, è stata valutata dal profilo neurochirurgico dal Dr. med. __________,
capo-clinica del __________ presso l’Ospedale __________ di __________.

                                         Lo specialista ha
osservato:

 

"  (…)

Allo stato attuale persistono dei dolori al
passaggio lombo-sacrale con irradiazione alla superficie anteriore della coscia
sin. e alla superficie laterale della gamba a sin. oltre che al gluteo. I
disturbi sono sopportabili in clinostatismo, mentre sono esacerbati dalla
posizione seduta e al mantenimento dell’ortostatismo, per quanto la marcia
comporti un certo sollievo. I dolori aumentano inoltre al colpo di tosse e dopo
strarnuto.

 

Una Rx standard della colonna lombo-sacrale
di gennaio 2007 mostra una modica scoliosi sin. convessa (non si esclude una
componente algica) e non si rivelano fratture.

 

All’esame obiettivo riscontriamo una marcia
corretta; la prova di Lasègue è pos. a 50° (variante diretta) a sin.; non
rileviamo deficit di forza agli arti inferiori, è presente un’ipoestesia tattile
lieve principalmente nei dermatomeri distalmente di L5 e S1 a sin.

 

Una risonanza magnetica di marzo 2007 non
mette in evidenza compressioni sacco-radicolari a livello lombare; da segnalare
un’incipiente degenerazione discale in L4/L5 e L5/S1 dove un modico bulging
potrebbe essere implicato in un lieve conflitto disco-radicolare, in
particolare a quest’ultimo livello.

 

Pensiamo sia molto chiaro il fatto che in
una paziente che in passato non aveva mai sofferto di dolori lombari,
l’insorgenza di una tale sintomatologia algica immediatamente dopo l’evento
traumatico, debba essere correlata al trauma stesso anche se i dolori sono
andati configurandosi in forma di sindrome da instabilità segmentaria lombare
molto probabilmente L5/S1. (…)” (Doc. 49 allegato B)

 

                                         Il Dr. med. __________, il
14 gennaio 2008, ha puntualizzato che tutte le loro valutazioni si basano su un
esame clinico e indagini strumentali (radiologiche, spineoco-tomografiche), per
cui da un profilo medico non occorrono dei nuovi accertamenti per convalidare
ulteriormente la causalità (cfr. doc. 65).

 

                                         Il 19 marzo 2008 il Dr.
med. __________, spec. FMH in chirurgia, della Divisione medica dell’CO 1 di __________,
ha indicato che:

 

" 
Dabei sei die Versicherte auf Eis ausgerutscht
und habe sich den Rücken angeschlagen. Ein Arzt wurde aber erst  am 10.01.2007
aufgesucht. Ausser Muskelverspannungen lumbal konnte dabei nichts
Pathologisches festgestellt werden, insbesondere keine neurologischen Ausfälle.
Die Diagnose einer Kontusion sollte man medizinisch nur stellen, wenn
äusserlich Prellmarken nachweisbar sind, was hier nicht der Fall war. So
handelt es sich bloss um eine Hypothese zum Unfallhergang aufgrund
nachträglicher Angaben. Auch radiologisch fand sich keine traumatische Läsion.
Im MRI vom 09.03.2007 zeigten sich ebenfalls nur vorbestehende degenerative
Veränderungen, speziell an den Fazettengelenken lumbal, jedoch ohne
posttraumatisches Oedem. Auch Diskushernien liegen keine vor, lediglich ein
physiologisches „Bulging“ (Protrusionen) del Bandscheiben L4-S1 ohne Neurokompression.
Die sekundären pseudoradikulären Ausstrahlungen in das linke Beine werden
dadurch einduetig nicht erklärt, ganz abgesehen von der fehlende
Unfallkausalität (grosse zeitliche Latenz).

 

                                        Das Fehlen
neurologischer Ausfälle hat auch der Neurochirurge Dr. __________ am 31.08.2007
bestätigt. Entsprechend besteht auch keine Operations-Inidkation. Im Uebrigen
macht dieser Arzt eine rein zeitliche Kausalattribution „post hoc“. Zudem hat
die CO 1 diesen Fall ja grundsätzlich anerkannt und bis 27.06.2007 Leistungen bezahlt.
Für eine richtunggebende Verschlimmerung des Vorzustandes gibt es jedoch keine
objektiven Anhaltspunkte. Auch die postulierte Instabilität L5/S1 bei
Anterolisthesis I° hat strukturell nichts mit dem Unfall zu tun. Spätestens
nach 6 Monaten musste deshalb praxisgemäss wieder von einem „Status quo sine“
ausgegangen werden. Hinweis auf den fundierten kreisärztlichen
Untersuchungsbericht vom 25.06.2007. Darauf kann und muss weiterhin abgestellt
werden.“ (Doc. 68)

 

                               2.7.   L’CO
1 ha negato la propria responsabilità relativamente alla problematica alla
schiena dell’assicurata a fare tempo dal 27 giugno 2007, poiché fondandosi
sulle valutazioni del medico di __________, Dr. med. __________, ha ritenuto
che i disturbi non fossero più in relazione di casualità naturale con
l’infortunio del dicembre 2006 (cfr. doc. B, 37, 34, 44).

 

                                         La ricorrente, dal canto
suo, sostiene, sulla base dell’attestazione del Dr. med. __________, che i
problemi da lei accusati a livello lombare debbano essere assunti
dall’assicuratore resistente, semmai dopo un approfondimento complementare del
caso (cfr. doc. I).

 

                                         In tale
contesto va ricordato che, per costante giurisprudenza, in un procedimento
assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della
controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa
è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr.
RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA dell'8 luglio 2003 nella causa B.,
U 259/02, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                         Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999
U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         L’Alta Corte ha, peraltro,
precisato che i pareri redatti dai medici dell'CO 1 hanno pieno valore
probatorio, anche quando essi si sono espressi unicamente in base agli atti,
dunque senza visitare personalmente l'assicurato (cfr. STFA del 10 settembre
1998 nella causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996 nella causa A., U
49/95).

 

                                         Per
quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante
è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata,
che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella
presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano
motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352;
RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss,
consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento
rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo
di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         E’ infine utile osservare
che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia,
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è
l’opinione più adeguata (cfr. STFA del 31 gennaio 2005 nella causa M., I
811/03, consid. 5 in fine; STFA dell’8 ottobre 2002 nella causa C., I 673/00;
SVR 2000 UV n. 10 pag. 35 consid. 4b).

 

                               2.8.   In concreto,
attentamente esaminati gli atti di causa e tutto ben considerato, questa Corte
ritiene che il parere espresso sia nel giugno 2007 che nell’agosto 2007 dal Dr.
med. __________ (cfr. doc. 34, 44), sanitario che vanta un’ampia esperienza in
materia di medicina infortunistica e assicurativa e secondo cui i disturbi alla
colonna lombare e alla gamba sinistra lamentati dall’assicurata, non essendo
stata documentata alcuna lesione strutturale traumatica, non erano più, a
partire dal 27 giugno 2007, in nesso di causalità naturale con il sinistro del dicembre
2006, possa validamente costituire da supporto probatorio al presente
giudizio, senza che si riveli necessario dare seguito a ulteriori provvedimenti
probatori, ossia ad accertamenti medici complementari, come invece richiesto
dall’insorgente nell’atto ricorsuale (sul valore di prova
delle valutazioni del medico di __________, cfr. sentenza del Tribunale
federale U 350/06 del 20 luglio 2007 in cui l'Alta Corte ha ricordato che
"nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio
consentito che l'amministrazione e il giudice delle assicurazioni sociali si
fondino esclusivamente su basi di giudizio interne all'istituto
assicuratore."). 

 

                                         Al
riguardo, va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STF U
386/06 del 3 settembre 2007 consid. 4.1.; STFA dell'11 dicembre 2003 nella
causa R., U 239/02; STFA del 31 gennaio 2003 nella causa V., H 5/02; STFA del 5
marzo 2003 nella causa G., H 411/01; SVR 2003 IV Nr. 1 p. 1; STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa
C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; RCC 1986 p.
202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio
1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre
1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., p. 274; U.
Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p.
212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes,
2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

 

                                         In
effetti l’apprezzamento del Dr. med. __________ (cfr. doc. 15, 27) non contiene
contraddizioni e presenta tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché
possa essere riconosciuto, ad una valutazione medica, piena forza probante: in
particolare, il sanitario ha espresso il suo parere in modo chiaro, motivato e
convincente, dopo aver proceduto allo studio approfondito del dossier
dell’assicurata, alla visita di quest’ultima, nonché all’esame dei referti
radiologici.

 

                                         La conclusione a cui è pervenuto
il medico di __________ - condivisa dal Dr. med. __________, della divisione
medica dell’CO 1 di __________ (cfr. doc. 68) - è del resto conforme alla
dottrina medica dominante, secondo la quale, dopo traumi quali
contusioni o distorsioni alla colonna vertebrale, lo stato anteriore del
rachide può, di regola, considerarsi ristabilito trascorsi alcuni mesi
(3-4 mesi in caso di trauma alla regione lombare e 6-9 mesi, al massimo un
anno, in presenza di preesistenti alterazioni degenerative, cfr. STFA U 250/06
del 17 luglio 2007, consid. 4.2) a contare dall'evento traumatico, come se
l'infortunio non fosse mai sopraggiunto (status quo sine) (cfr.
Bär/Kiener, Traumatismes vertébraux, in Informations médicales N.
67/décembre 1994, p. 45ss., contributo in cui viene illustrata, con dovizia di
riferimenti, la posizione della dottrina medica dominante in materia appunto di
traumi vertebrali). 

 

                                         Questa
tesi dottrinale è stata peraltro recepita dalla giurisprudenza federale (cfr. RAMI 2000 U 363,
p. 45ss.; STFA del 28 maggio 2004 nella causa A., U 122/02, consid. 4.2.1, del
31 dicembre 1997 nella causa L. consid. 4c, U 125/97 e del 4 settembre 1995
nella causa M. consid. 4a; cfr., inoltre, STFA del 6 giugno 1997 nella causa
C., U 131/96, in cui il TFA, riferendosi alla sentenza non pubblicata del 3
aprile 1995 nella causa O., U 194/94, ha esplicitamente ribadito che il genere
di trauma riportato dall'assicurato - si trattava di una contusione/distorsione
del rachide lombare causata da una caduta, in presenza di lesioni degenerative
al passaggio lombo-sacrale - cessa di produrre i propri effetti trascorsi
alcuni mesi dal giorno dell'infortunio; cfr., pure, E. Morscher, Schäden
des Stütz- und Bewegungsapparates nach Unfällen: Wirbelsäule, in
Versicherungsmedizin, Hrsg. E. Baur, U. Nigst, Berna 1973; 3. Auflage 1985).

                                         Un
aggravamento significativo e quindi duraturo di un'affezione degenerativa
preesistente alla colonna vertebrale in seguito ad un infortunio è dimostrato
soltanto quando l'indagine radiologica mette in evidenza una compressione
improvvisa delle vertebre nonché la comparsa o il peggioramento di lesioni
successivamente ad un trauma (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46s.).

 

                                         Al
riguardo, è inoltre utile segnalare che, in una sentenza del 18 settembre 2002
nella causa H., U 60/02, il TFA ha stabilito che, nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove fondato sul criterio della verosimiglianza
preponderante, possono essere presi in considerazione dei principi basati
sull'esperienza medica, a condizione che essi riflettano l'opinione dominante.

                                         Sempre
secondo l’Alta Corte, ciò deve valere in particolare per la dimostrazione del
raggiungimento dello status quo sine:

 

" 
Im Rahmen des Wahrscheinlichkeitsbeweises können
durchaus medizinische Erfahrungssätze berücksichtigt werden, sofern sie der
herrschenden Lehrmeinung entsprechen (vgl. BGE 126 V 189 Erw. 4c; RKUV 2000 Nr.
U 363 S. 46 Erw. 3a). Dies hat insbesondere für den Nachweis des Status quo
sine zu gelten, bei dem es sich um einen hypothetischen Zustand handelt, welcher
sich häufig nur mit Erfahrungswerten bestimmen lässt. Dass es sich bei der
zitierten Literatur um eine Publikation von SUVA-Ärzten handelt, steht einer
Berücksichtigung nicht entgegen, zumal es sich im Wesentlichen um eine
Zusammenstellung wissenschaftlicher Erkenntnisse und Lehrmeinungen handelt." 

                                         (cfr.
STFA citata, consid. n. 2.2)

 

                                         Nella
concreta evenienza risulta sufficientemente dimostrato che quelle poste in
luce, in particolare, dall'esame di risonanza magnetica del rachide lombare del
9 marzo 2007 (doc. 16), sono delle alterazioni degenerative preesistenti all'evento
infortunistico del dicembre 2006, così come riconosciuto dal medico di __________ Dr. __________ (cfr. doc. 34), dal
medico di __________ supplente, Dr. med. __________ (cfr. doc. 25) e dal Dr.
med. __________ (cfr. doc. 68).

 

                                         Quanto
affermato dal Dr. med. __________, neurochirurgo non è, d’altronde, tale da
inficiare la valutazione del Dr. med. __________. 

                                         Lo
specialista consultato dall’assicurata ha, in effetti, unicamente indicato che
visto che la paziente in passato non aveva mai sofferto di dolori lombari,
l’insorgenza della sintomatologia algica immediatamente dopo l’evento
traumatico deve essere correlata al trauma stesso (cfr. doc. 49 allegato B).

                                         Al
riguardo giova segnalare che la regola "post hoc, ergo propter
hoc" (dopo questo, dunque a causa di questo) non ha valenza
scientifica, contrariamente a quanto sostiene l’assicurata (cfr. doc. I).

                                         La giurisprudenza del TFA
ha, in effetti, stabilito, al riguardo, che per il solo fatto d’essere insorto dopo
l’infortunio, un disturbo alla salute non può già essere ritenuto una sua
conseguenza (DTF 119 V 341s. consid. 2b/bb con riferimenti; STFA 3.4.1997 in re
V. inedita; Th. Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art.
24 und 25 des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung, Friborgo 1998, p. 30,
nota 96; A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo
1995, p. 41).

 

                                         E’
utile, infine, sottolineare che il Dr. med. __________, che è stato il medico
curante dell’insorgente fino al 26 marzo 2007 (cfr. doc. 21), già il 16 marzo
2007, in uno scritto indirizzato al Dr. med. __________, aveva posto il
seguente quesito:

 

"  (…)
Lei pensa che i dolori lamentati dalla paziente che irradiano nella gamba
sinistra e ora anche verso la natica destra possono esser ancora di origine
post-traumatica a quasi 3 mesi dall’infortunio o che piuttosto l’infortunio
abbia attivato delle vecchio alterazioni degenerative (artrosi
interfaccettarie) e dolori persistenti non più a carico della CO 1 ma piuttosto
a carico della Cassa Malati?” (Doc. 18).

                                        

                               2.9.   In esito
alle considerazioni che precedono, il TCA ritiene, dunque, dimostrato, perlomeno secondo il criterio della verosimiglianza preponderante,
caratteristico del settore della sicurezza sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2
e riferimenti; cfr., pure,
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts
zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo
2003, p. 343), che i disturbi denunciati dall’insorgente non costituivano più, trascorsi
sei mesi dal sinistro del 28 dicembre 2006, una conseguenza naturale di
quest’ultimo, ma che essi erano da attribuire al cosiddetto status quo sine
(cfr. consid. 2.4.).

 

                                         A
ragione, pertanto, l’CO 1 non ha più assunto, a fare tempo dal 27 giugno 2007,
la problematica lamentata dalla ricorrente.

 

                                         Ne
discende che la decisione su opposizione impugnata deve essere confermata.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti