# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a57565f5-f0e8-5e48-b66a-feb9c50b4c5d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-09-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.09.2021 A-5268/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-5268-2020_2021-09-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-5268/2020 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 7  s e t t e m b r e  2 0 2 1  

 

Composizione 

 
Giudici Raphaël Gani (presidente del collegio),  

Keita Mutombo, Annie Rochat Pauchard,  

cancelliere Manuel Borla. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

…, 

patrocinato dall'avv. …,  

ricorrente,  

 
 

 
Contro 

 

 
Amministrazione federale delle contribuzioni AFC 

Servizio per lo scambio d'informazione in materia fiscale SEI, 

Eigerstrasse 65, 3003 Berna, 

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assistenza amministrativa (CDI CH-ES). 

 

 

 

A-5268/2020 

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Fatti: 

A.  

Con scritto del 25 luglio 2017, l’Agencia Tributaria spagnola (di seguito: 

anche autorità richiedente) presentò una domanda di assistenza ammini-

strativa all’Amministrazione federale delle contribuzioni (di seguito: AFC o 

autorità richiesta), avente per oggetto il signor A._______ (di seguito: 

A._______), per il periodo 1° gennaio 2012 – 31 dicembre 2014. Più pre-

cisamente l’autorità richiedente, considerando l’interessato “fiscal resident” 

nel proprio territorio e pertanto ivi assoggettato illimitatamente, pose diversi 

interrogativi al fine di ottenere informazioni, detenute a suo dire presso il 

“C._______”, atte a determinare una corretta valutazione delle imposte do-

vute in Spagna (“in order to ensure the proper assessment of taxes in 

Spain”). 

A.b. Con decisione dell’8 maggio 2018, l’AFC decise di concedere l’assi-

stenza amministrativa richiesta. 

A.c. L’interessato si oppose alla trasmissione e al termine del procedi-

mento ricorsuale, il Tribunale amministrativo federale (di seguito: anche 

TAF o il Tribunale) decise di accogliere il ricorso in ragione dell’insufficienza 

di elementi in punto alle conclusioni dello stato richiedente, che non per-

mise un controllo di plausibilità e conseguentemente l’inadempimento della 

condizione della rilevanza verosimile (cfr. sentenza del TAF A-3374/2018 

del 3 aprile 2019). 

A.d. Adito con procedura ricorsuale, il Tribunale federale giudicò inammis-

sibile il ricorso interposto dall’AFC avverso la citata sentenza del TAF  

(cfr. sentenza del TF 2C_371/2019 del 30 aprile 2019). 

B.  

B.a Con scritto dell’11 settembre 2019, l’autorità richiedente presentò una 

nuova domanda di assistenza amministrativa all’AFC, avente per oggetto 

il signor A._______, per il medesimo periodo 1° gennaio 2012 – 31 dicem-

bre 2014. L’autorità richiedente pose diversi interrogativi alla “B._______, 

…” (persona legittimata a ricorrere), quale detentrice di informazioni. 

B.b. Con decisione del 13 febbraio 2020 l’AFC decise di concedere l’assi-

stenza amministrativa richiesta. 

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Pagina 3 

B.c. L’interessato si oppose alla trasmissione e al termine del procedi-

mento ricorsuale; il Tribunale amministrativo federale decise però, il 18 no-

vembre 2020, di respingere il ricorso in ragione della correttezza della de-

cisione impugnata (cfr. sentenza del TAF A-1490/2020 del 18 novembre 

2020). 

B.d. Adito con procedura ricorsuale, il Tribunale federale giudicò inammis-

sibile il ricorso interposto dall’interessato avverso la citata sentenza del 

TAF (cfr. sentenza del TF 2C_1014/2020 del 10 dicembre 2020). 

C.  

Con scritto del 7 aprile 2020, l’Agencia Tributaria spagnola ha presentato 

una nuova domanda di assistenza amministrativa all’AFC, avente per og-

getto il signor A._______ (persona interessata), questa volta per il periodo 

1° gennaio 2015 – 31 dicembre 2015. L’autorità richiedente, considerando 

l’interessato “fiscal resident” nel proprio territorio e pertanto ivi assogget-

tato illimitatamente, ha posto diversi interrogativi alla “C._______” per 

l’anno 2015, quale detentrice di informazioni. 

D.  

Ritenute le condizioni poste dalla legge in ordine alla ricevibilità della do-

manda, l’AFC ha quindi emanato 3 diversi decreti di edizione il 10 giugno 

2020. Conseguentemente, la banca D._______ (a cui è stato trasferito il 

patrimonio, con atto del 5 aprile 2017, della banca già C._______) (di se-

guito: D._______) con scritto del 15 giugno 2020 e la Divisione delle con-

tribuzioni della Repubblica e Cantone Ticino (di seguito: DC) con scritto del 

13 luglio 2020, hanno trasmesso all’autorità inferiore le informazioni richie-

ste. Il terzo decreto di edizione nei confronti dell’interessato è stato invece 

annullato per email, il 22 luglio 2020. 

E.  

Contestualmente, con scritto del 20 luglio 2020, l’interessato, per il tramite 

del proprio patrocinatore ha chiesto all’AFC l’accesso agli atti e al con-

tempo si è opposto alla trasmissione dei dati alla Spagna. 

F.  

Con scritto del 23 luglio 2020, la D._______, in risposta alla richiesta tele-

fonica del 22 luglio 2020, ha completato il proprio scritto del 15 giugno 

2020. 

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Il medesimo giorno l’AFC ha inoltrato un decreto di edizione complemen-

tare nei confronti della DC, a cui la stessa vi ha dato seguito il 30 luglio 

2020. 

G.  

Il 24 agosto 2020, l’AFC ha fornito all’interessato l’acceso agli atti indicando 

altresì quali informazioni intendeva trasmettere all’autorità richiedente, e 

meglio le risposte ai quesiti da 1 a 13 formulati da quest’ultima, chiedendo 

la sottoscrizione dell’usuale formulario qualora egli avesse dato il proprio 

assenso. Con presa di posizione del 14 settembre 2020, egli ha chiesto 

all’AFC, di dichiarare inammissibile la richiesta di assistenza amministra-

tiva spagnola. 

H.  

Con decisione finale del 23 settembre 2020, l’AFC ha determinato di ac-

cordare all’autorità richiedente l’assistenza amministrativa invocata e di tra-

smettere le informazioni ottenute dalla D._______ (quale persona deten-

trice di informazioni) e dalla DC, così come meglio indicato dal dispositivo 

2 contemplante le 13 risposte alle altrettante domande formulate dall’auto-

rità richiedente. 

I.  

Con ricorso del 26 ottobre 2020, A._______ (di seguito: anche il ricorrente 

o l’insorgente) ha impugnato la decisione dell’AFC dinnanzi al TAF, chie-

dendo il suo annullamento con la conseguente inammissibilità della do-

manda di assistenza amministrativa spagnola, protestate tasse spese e in-

dennità di ripetibili. A sostegno delle proprie conclusioni, l’insorgente ha 

evidenziato come la precedente domanda di assistenza sia “stata definiti-

vamente respinta con forza di cosa giudicata”, con la conseguenza che la 

Spagna non avrebbe potuto riformulare in maniera analoga un’identica do-

manda, rispettivamente l’AFC non avrebbe potuto dare seguito ad una si-

mile richiesta, ritenuto come la procedura di assistenza amministrativa sa-

rebbe già stata definitivamente risolta. Inoltre la decisione impugnata non 

si confronterebbe con le motivazioni contenute nella presa di posizione. A 

dire della ricorrente la richiesta di assistenza sarebbe inoltre contraria alla 

Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la Spagna del 26 aprile 

1966, intesa ad evitare la doppia imposizione nel campo delle imposte sul 

reddito e sulla sostanza (CDI CH-ES, RS.0.672.933.21) poiché priva del 

requisito della verosimile rilevanza. Il ricorrente ha cercato di evidenziare 

le ragioni alla base del suo assoggettamento illimitato in Svizzera, segna-

tamente l’amministrazione di società aventi sede nel cantone, come pure 

sostanziando a suo dire come la Svizzera sia il centro dei suoi interessi 

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personali. Infine essa sarebbe pure contraria al principio della proporzio-

nalità consacrato all’art. 5 della Costituzione federale della Confederazione 

Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101) e all’art. 4 della Legge federale 

sulla protezione dei dati del 19 giugno 1992 (LPD, RS 235.1). 

J.  

Con presa di posizione del 3 dicembre 2020, l’autorità inferiore ha chiesto 

di respingere il ricorso interposto con argomenti che se del caso verranno 

ripresi in appresso. 

K.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della Legge federale del 17 giu-

gno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), non 

adempiute nel caso in esame, il Tribunale amministrativo federale giudica 

i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 di-

cembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021; cfr. art. 31 

LTAF), emanate dall’AFC (cfr. art. 33 lett. d LTAF in combinato con l’art. 19 

cpv. 1 della legge federale del 28 settembre 2012 sull’assistenza ammini-

strativa internazionale in materia fiscale [LAAF, RS 651.1]). 

1.2 La LAAF disciplina, dal 1° febbraio 2013, l’esecuzione dell’assistenza 

amministrativa internazionale in materia fiscale ai sensi delle convenzioni 

per evitare le doppie imposizioni (art. 1 cpv. 1 lett. a LAAF). 

1.3 Conformemente ai dettami dei combinati disposti degli artt. 37 LTAF e 

19 cpv. 5 LAAF, la presente procedura ricorsuale dinanzi al Tribunale am-

ministrativo federale è regolata dalla PA, riservate disposizioni specifiche 

contenute nella LAAF. 

1.4 Pacifica è la legittimazione ricorsuale del ricorrente, essendo lo stesso 

destinatario della decisione appellata e avendo un interesse a che la stessa 

venga qui annullata (art. 48 cpv. 1 PA e 19 cpv. 2 LAAF). Il ricorso è poi 

stato interposto tempestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto 

delle esigenze di forma e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA). 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/2dc1cb16-a63f-4d9b-8b3f-39a8bfe8831a?source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/8a5dd572-7de5-4501-9bc3-2950bbd021ab?source=document-link&SP=3|a4tady

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Esso ha effetto sospensivo ex lege (cfr. art. 19 cpv. 3 LAAF), di modo che 

l’eventuale trasmissione di informazioni da parte dell’autorità inferiore non 

può intervenire che alla crescita in giudicato della decisione di rigetto del 

ricorso (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 

consid. 1.2; A-6266/2017 del 24 agosto 2018 consid. 1.3). 

Ciò puntualizzato, il ricorso essendo ricevibile in ordine, deve essere esa-

minato nel merito. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, che fruisce di pieno 

potere cognitivo, possono essere invocati la violazione del diritto federale, 

compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento (art. 49 lett. a 

PA), l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 49 lett. b PA) nonché l'inadeguatezza (art. 49 lett. c PA; MOSER/BEU-

SCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 

2a ed. 2013, pag. 88 n. 2.149 segg.; HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, Allgemei-

nes Verwaltungsrecht, 7a ed. 2016, pag. 247 n. 1146 segg.). 

2.2 L’autorità adita non è vincolata né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), 

né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle ar-

gomentazioni delle parti (DTAF 2007/41 consid. 2 [pag. 529 e seg.]; 

MOOR/POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, pag. 300 n. 2.2.6.5). 

I principi della massima inquisitoria e dell'applicazione d'ufficio del diritto 

sono tuttavia limitati: l'autorità competente procede difatti spontaneamente 

a constatazioni complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle 

censure invocate o dagli atti risultino indizi in tal senso (DTF 135 I 190 

consid. 2.1; DTAF 2014/24 consid. 2.2 [pag. 348 e seg]; KÖLZ/HÄNER/BERT-

SCHI, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 3a 

ed. 2013, cifra 1135). Secondo il principio di articolazione delle censure 

(« Rügeprinzip ») l’autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure 

che non appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla consta-

tazione e presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza sostanziate 

(cfr. DTF 141 V 234 consid. 1; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., 

n. 1.55). Il principio inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che la sua 

portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all’istruzione della 

causa (cfr. DTF 143 II 425 consid. 5.1; 140 I 285 consid. 6.3.1; 128 II 139 

consid. 2b). Il dovere processuale di collaborazione concernente in parti-

colare il ricorrente che interpone un ricorso al Tribunale nel proprio inte-

resse, comprende, in particolare, l’obbligo di produrre le prove necessarie, 

d’informare il giudice sulla fattispecie e di motivare la propria richiesta, ri-

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady
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https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/6adbc4e9-1738-4cfd-b694-92fb0d34b26c?citationId=9253bf58-da65-48cd-9026-15a8bebbb9f6&source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/94710918-49eb-4003-abb7-ca1b0d084266?citationId=8c6f56fd-bab1-4a4f-ab0e-dd4e9d10c383&source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/94710918-49eb-4003-abb7-ca1b0d084266?citationId=8c6f56fd-bab1-4a4f-ab0e-dd4e9d10c383&source=document-link&SP=3|a4tady

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tenuto che in caso contrario arrischierebbe di dover sopportare le conse-

guenze della carenza di prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 140 I 285 con-

sid. 6.3.1; 119 III 70 consid. 1; MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.3, 

pag. 293 e segg.). 

3.  

Nel caso in disamina, oggetto del litigio è la decisione finale del 23 settem-

bre 2020 dell’AFC, con cui quest’ultima ha accolto la domanda di assi-

stenza amministrativa in materia fiscale, del 7 aprile 2020, inoltrata dall’au-

torità richiedente spagnola, sulla base della CDI CH-ES. Dopo aver deter-

minato la conformità della predetta domanda di assistenza dal punto di vi-

sta formale (cfr. consid. 4) e aver rammentato i principi generali applicabili 

in materia di assistenza amministrativa internazionale (consid. 5), il pre-

sente Tribunale esaminerà le puntuali censure sollevate dal ricorrente 

(consid. 6 a 11). 

4.  

4.1 L'assistenza amministrativa in materia fiscale tra la Svizzera e la Spa-

gna è regolata da convenzioni, complementari tra loro, tra cui la CDI 

CH-ES e la Convenzione tra gli Stati membri del Consiglio d’Europa e i 

Paesi membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo eco-

nomico (OCSE) del 25 gennaio 1988 sulla reciproca assistenza ammini-

strativa in materia fiscale, emendata dal Protocollo del 27 maggio 2010 (RS 

0.652.1, Convenzione MAAT, in vigore per la Svizzera dal 1° gennaio 2017 

e per la Spagna dal 1° febbraio 2013). Ora, lo Stato che presenta una ri-

chiesta di assistenza amministrativa alla Svizzera deve indicare su quale 

specifica base legale intende fondare la propria richiesta, non potendosi 

richiamare a più basi legali per la medesima domanda. Qualora l’AFC la 

respinga, non essendo ottemperate le condizioni poste dalla base legale 

indicata, lo Stato richiedente può presentare la medesima domanda preva-

lendosi però di un’altra base legale (cfr. Messaggio del Consiglio federale 

concernente l’approvazione della Convenzione MAAT e la sua attuazione 

del 5 giugno 2015, FF 2015 4613, 4624; sentenza del TAF A-3374/2018 

del 3 aprile 2019 consid. 3.1). 

4.2 In casu, l’autorità richiedente ha motivato la domanda di assistenza 

amministrativa sulla base della CDI CH-ES (“request for information under 

the terms of our Double Taxation Convention”), senza indicare esplicita-

mente il disposto legale, che tuttavia può essere individuato nell’art. 25bis  

CDI-ES, il cui contenuto ricalca in buona sostanza l’art. 26 del Modello 

OCSE di Convenzione fiscale contro le doppie imposizioni (di seguito: MC 

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OCSE, che è qui completato dal Commentario edito dalla stessa organiz-

zazione: OCSE, Modello de Convenzione fiscale contro le doppie imposi-

zioni, versione abbreviata [commentario per ogni articolo], Parigi 2017, dif-

ferenti versioni di tale documento sono disponibili sul sito internet : 

www.oecd.org > thèmes > fiscalité > conventions fiscales ; DTF 142 II 69 

consid. 2), completato dal paragrafo IV del Protocollo aggiuntivo alla CDI 

CH-ES del 29 giugno 2006, aggiornato dagli art. 10-12 il 27 luglio 2011 

(approvato il 15 giugno 2012, ed entrato in vigore il 24 agosto 2013; pub-

blicato anch’esso in RS 0.672.933.21, di seguito: Protocollo CDI CH-ES). 

4.3 Ora, in base al citato paragrafo, la domanda dello Stato richiedente 

deve contenere: (a) l’identità della persona oggetto del controllo o dell’in-

chiesta; (b) il periodo oggetto della domanda; (c) la descrizione delle infor-

mazioni ricercate, in particolare della loro natura e della forma in cui lo Stato 

richiedente desidera riceverle dallo Stato richiesto; (d) lo scopo fiscale per 

cui le informazioni sono state richieste; (e) nella misura in cui sono noti, il 

nome e l’indirizzo delle persone per cui vi è motivo di ritenere che siano in 

possesso delle informazioni richieste (detentore di informazioni). Qualora 

le informazioni citate siano contenute nella domanda, la richiesta è repu-

tata adempiere, di principio, il requisito della rilevanza verosimile (DTF 142 

II 161 consid. 2.1.4; sentenza del TAF A-2618/2019 del 30 luglio 2019 con-

sid. 3.2). 

4.4 In concreto la richiesta del 7 aprile 2020 dell’Autorità Tributaria spa-

gnola adempie ai requisiti formali posti dalla legge, e sopra rammentati, di 

modo che non occorre chinarsi ulteriormente su tali aspetti. Del resto il ri-

corrente stesso non ha sollevato alcuna perplessità in merito. 

5.  

5.1 Giusta l’art. 25bis cpv. 1 CDI CH-ES, le autorità degli Stati contraenti si 

scambiano le informazioni verosimilmente rilevanti per l’esecuzione della 

Convenzione oppure per l’applicazione o l’esecuzione del diritto interno re-

lativo alle imposte di qualsiasi natura o denominazione, nella misura in cui 

l’imposizione prevista non sia contraria alla Convenzione (cfr. DTF 142 II 

161 consid. 2.1.1 2.1.4 e 2.4; 141 II 436 consid. 4.4; sentenze del TF 

2C_287/2019; 2C_288/2019 entrambe del 13 luglio 2020 consid. 2.2, 

2C_1162/2016 del 4 ottobre 2017 consid. 6.3); al contrario, le informazioni 

presumibilmente irrilevanti non possono essere trasmesse dall’AFC  

(art. 17 al. 2 LAAF). Orbene il requisito della “rilevanza verosimile” è adem-

piuto allorquando, al momento della formulazione della domanda, esiste 

una ragionevole probabilità che le informazioni richieste abbiano un nesso 

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con le circostanze illustrate e quindi si rilevino pertinenti al fine dell’inchie-

sta o del controllo nello Stato richiedente. Ne consegue quindi che di prin-

cipio lo Stato richiesto non può respingere una domanda di assistenza am-

ministrativa poiché sarebbe giunto ad una diversa conclusione. In altre pa-

role, l’apprezzamento del requisito della rilevanza verosimile delle informa-

zioni richieste è in primo luogo di competenza dello Stato richiedente, con 

la conseguenza che lo Stato richiesto si limita ad un controllo di plausibilità; 

nello specifico la giurisprudenza ha evidenziato che quest’ultimo deve limi-

tarsi a verificare l’esistenza di un rapporto tra la fattispecie illustrata e i do-

cumenti richiesti, tenendo presente la presunzione della buona fede dello 

Stato richiedente (cfr. DTF 143 II 185 consid. 3.3.2, 142 II 161 consid. 2.1.1, 

2.1.4 et 2.4, 141 II 436 consid. 4.4.3). 

5.2 Il requisito della rilevanza verosimile – chiave di volta del sistema dello 

scambio di informazioni (cfr. tra le tante sentenza del TF 2C_1162/2016 del 

4 ottobre 2017 consid. 6.3 ; sentenza del TAF A-2980/2019 del 20 maggio 

2020 consid. 3.3.1) – ha per scopo di assicurare uno scambio di informa-

zioni il più ampio possibile. In questo contesto, i limiti posti allo Stato richie-

dente sono il divieto della fishing expedition o il divieto di domandare infor-

mazioni manifestamente improprie a fare progredire l’inchiesta fiscale o 

senza alcun rapporto con la stessa (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.2, sen-

tenza del TF 2C_387/2016 del 5 marzo 2018 consid. 5.1). Una domanda 

di informazioni non costituisce una fishing expedition per il semplice fatto 

che essa non precisa il nome o l’indirizzo (o entrambi) del contribuente 

oggetto di un controllo o di inchiesta fiscale. L’identificazione del contri-

buente deve ciononostante essere possibile con altre modalità, sulla base 

delle informazioni trasmesse dallo Stato richiedente (cfr. Commentario 

all’art. 26 ch. 4.4 et 5.1, anche DTF 143 II 136 consid. 6.1.2). 

5.3  

5.3.1 Giusta l’art. 4 cpv. 3 LAAF non è ammessa la trasmissione di infor-

mazioni su persone che non sono persone interessate se queste informa-

zioni non sono presumibilmente pertinenti per la valutazione della situa-

zione fiscale della persona interessata o se gli interessi legittimi di persone 

che non sono persone interessate prevalgono sull’interesse della parte ri-

chiedente alla trasmissione di informazioni. 

 

5.3.2 Nello specifico allorquando vengono richieste informazioni inerenti 

persone non interessate giusta l’art. 3 lett. a LAAF, ma pure su terzi non 

interessati ai sensi dell’art. 4 cpv. 3 LAAF, l’autorità procede a una ponde-

razione di interessi (DTF 142 II 161 consid. 4.6.1 ; sentenza del TAF  

A-3482/2018 del 5 agosto 2019 consid. 7.3.2, confermata con sentenza del 

A-5268/2020 

Pagina 10 

TF 2C_703/2019 del 16 novembre 2020; critico ANDREA OPEL, Schutz von 

Dritten im internationalen Amtshilfeverfahren, in : Revue fiscale 71/2016 

928, p. 942). Di regola, la giurisprudenza non ammette la trasmissione di 

nominativi di terzi non interessati a meno che ciò non sia “verosimilmente 

pertinente” con l’obbiettivo fiscale perseguito dallo Stato richiedente, la tra-

smissione sia proporzionata, e un’anonimizzazione renderebbe priva di 

senso la domanda di assistenza amministrativa. In altre parole, il nome di 

terzi può essere trasmesso qualora esso sia per sua natura teso a chiarire 

la situazione fiscale del contribuente individuato (DTF 144 II 29 con-

sid. 4.2.3 con riferimenti; sentenze del TF 2C_616/2018 del 9 luglio 2019 

consid. 3.1; 2C_387/2016 del 5 marzo 2018 consid. 5.1; sentenza del TAF  

A-3482/2018 del 5 agosto 2019 consid. 7.3.2, confermata con sentenza del 

TF 2C_703/2019 del 16 novembre 2020). Qualora fosse il caso, tali terze 

persone devono essere tutelate: infatti a chiusura del procedimento, l’au-

torità richiesta segnala all’autorità richiedente le restrizioni inerenti all’im-

piego delle informazioni trasmesse e l’obbligo di mantenere il segreto se-

condo le disposizioni in materia di assistenza amministrativa della conven-

zione applicabile (art. 20 cpv. 2 LAAF; DTF 142 II 161 consid. 4.6.1; 146 I 

172 consid. 7.1.3; cfr. consid. 5.6 qui di seguito). 

5.3.3 Ferme queste premesse, l'interpretazione dell’art. 4 cpv. 3 LAAF 

deve essere effettuata in base al criterio e principio convenzionale della 

“verosimile pertinenza” (in casu art. 25bis CDI CH-ES) (cfr. sentenze del 

TAF A-3060/2018 del 3 novembre 2020 consid. 4.3.3, A-4591/2018 del 9 

marzo 2020 consid. 4.3.3). 

5.4 Il principio della buona fede (cfr. art. 26 della Convenzione di Vienna 

del 23 maggio 1969 sul diritto dei trattati [CV, RS 0.111]) trova applicazione, 

quale principio d’interpretazione e d’esecuzione dei trattati, nell’ambito 

dello scambio d’informazioni ai sensi delle Convenzioni di doppia imposi-

zione (cfr. DTF 143 II 202 consid. 8.3; [tra le tante] sentenze del TAF  

A-2325/2017 del 14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii), come la CDI 

CH-ES. La buona fede di uno Stato è presunta nelle relazioni internazionali 

(principio dell’affidamento). Nel contesto dell’assistenza amministrativa in 

materia fiscale, detta presunzione implica che lo Stato richiesto non può, 

di principio, mettere in dubbio le allegazioni dello Stato richiedente, a meno 

che sussistano dei seri dubbi. Detto in altri termini, le dichiarazioni dello 

Stato richiedente vanno considerate corrette, fintanto che una 

contraddizione manifesta non risulta dalle circostanze (cfr. DTF 143 II 224 

consid. 6.4; 143 II 202 considd. 8.7.1 e 8.7.4). Nel caso contrario, il 

principio dell’affidamento non si oppone ad una domanda di chiarimento 

allo Stato richiesto; il rovesciamento della presunzione della buona fede di 

A-5268/2020 

Pagina 11 

uno Stato dovendosi in ogni caso fondare su fatti constatati e concreti 

(cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.4; 143 II 202 considd. 8.7.1 e 8.7.4; 142 II 

161 consid. 2.1.3; [tra le tante] sentenza del TAF A-2325/2017 del 

14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii). In virtù del principio 

dell’affidamento, lo Stato richiesto è vincolato alla fattispecie e alle 

dichiarazioni presentate nella domanda di assistenza, nella misura in cui 

quest’ultime non possono essere immediatamente confutate (“sofort 

entkräftet”) in ragione di errori, lacune o contradizioni manifeste (cfr. DTF 

142 II 218 consid. 3.1; [tra le tante] sentenze del TAF A-5324/2018 del 

9 dicembre 2019 consid. 3.1.2 con rinvii; A-2618/2019 del 30 luglio 2019 

consid. 3.4; A-2325/2017 del 14 novembre 2018 consid. 4.3.4 con rinvii). 

In tale contesto, non si può esigere dallo Stato richiedente che, oltre a do-

ver menzionare nella domanda la fattispecie rilevante, l’esposizione fornita 

sia priva di lacune o totalmente priva di contraddizioni. Ciò non sarebbe 

infatti compatibile con lo scopo dell’assistenza amministrativa, poiché pro-

prio con le informazioni ed i documenti richiesti allo Stato richiesto, lo Stato 

richiedente cerca di chiarire i punti rimasti all’oscuro (cfr. DTF 142 II 161 

consid. 2.1.1; 139 II 404 consid. 7.2.2). 

5.5 La domanda di assistenza soggiace altresì al rispetto del principio della 

sussidiarietà, secondo cui lo Stato richiedente deve sfruttare tutte le fonti 

d’informazioni abituali previste dalla sua procedura fiscale interna prima di 

richiedere le informazioni (cfr. lett. ebis n. 1 del Protocollo aggiuntivo; [tra le 

tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.6 con 

rinvii; A-4434/2016 del 18 gennaio 2018 consid. 3.5; A-2321/2017 del 

20 dicembre 2017 consid. 3.5). In assenza di elementi concreti, rispettiva-

mente di seri dubbi al riguardo, non vi è alcuna ragione per rimettere in 

discussione l’adempimento del principio della sussidiarietà, allorquando 

uno Stato presenta una domanda di assistenza amministrativa, in ogni 

caso quando lo stesso dichiara di aver sfruttato tutte le fonti d’informazione 

abituali previste dalla sua procedura fiscale interna prima di richiedere in-

formazioni o di aver agito conformemente alla Convenzione (cfr. DTF 144 

II 206 consid. 3.3.2; sentenza del TF 2C_904/2015 dell’8 dicembre 2016 

consid. 7.2; [tra le tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 

consid. 2.6 con rinvii; A-6266/2017 del 24 agosto 2018 consid. 2.7; 

A-5066/2016 del 17 maggio 2018 consid. 2.7). 

5.6 Il principio della specialità esige che lo Stato richiedente utilizzi le infor-

mazioni ricevute dallo Stato richiesto unicamente per i fini descritti 

all’art. 25bis par. 2 CDI CH-ES, ovvero nei confronti delle persone e dei 

comportamenti per i quali esso ha richiesto ed ottenuto dette informazioni 

A-5268/2020 

Pagina 12 

(cfr. DTF 147 II 13 consid. 3.7; sentenze del TAF A-5046/2018 del 22 mag-

gio 2019 consid. 4 et 5, A-4434/2016 del 18 gennaio 2018 consid. 3.9.1, 

A-2321/2017 del 20 dicembre 2017 consid. 3.9.1). In altre parole, lo Stato 

richiedente non può utilizzare nei confronti di terzi, le informazioni ottenute 

con la domanda di assistenza, a meno che tale facoltà non risulti dalla 

legge dei due Stati coinvolti e che l’autorità competente dello Stato richiesto 

autorizzi tale uso (cfr. DTF 146 I 172 consid. 7.1.3; 147 II 13 consid. 3.4). 

Nello specifico, ciò è l’espressione della dimensione personale del principio 

di specialità (cfr. DTF 147 II 13 consid. 3.5; sentenza del TF 2C_545/2019 

del 13 luglio 2020 consid. 4.7). In proposito, la giurisprudenza precisa e 

ricorda l’esistenza di diverse concezioni in ordine alla portata del principio 

di specialità, sia sul piano nazionale che internazionale; incertezza che im-

pone all’AFC di informare espressamente l’autorità richiedente in ordine 

alle restrizioni d’uso delle informazioni trasmesse (cfr. DTF 147 II 13 ibid.; 

sentenza del TF 2C_545/2019 citata ibid.). 

6.  

Stabiliti i principi applicabili, il Tribunale esamina la decisione qui impugnata 

in base alle censure sollevate. 

7.  

7.1 L’insorgente ha lamentato dapprima la violazione del principio di “forza 

di cosa giudicata” in base al quale la domanda è da respingere poiché essa 

sarebbe “sostanzialmente analoga a quella che era stata presentata il 25 

luglio 2017 dalla stessa autorità spagnola”. A suo dire infatti la Spagna 

avrebbe dovuto formulare una nuova domanda, sopperendo alle lacune 

procedurali, prima della crescita in giudicato della procedura amministra-

tiva avvenuta “definitivamente” con la sentenza di inammissibilità del TF, al 

ricorso interposto dall’AFC, di data 30 aprile 2019. 

In proposito, l’AFC ha invece evidenziato come l’autorità abbia esperito 

delle indagini e degli approfondimenti sul ricorrente, segnatamente in or-

dine al suo luogo di residenza, per il periodo indicato nella stessa, ovvero 

l’anno 2015. A dire dall’autorità inferiore, “contrariamente alla domanda del 

25 luglio 2017”, la domanda in esame espone circostanze e motivi in base 

ai quali il ricorrente avrebbe avuto un domicilio fiscale in Spagna. La cen-

sura in punto alla violazione del principio della crescita in giudicato non 

potrebbe dunque essere condivisa. 

A-5268/2020 

Pagina 13 

7.2  

7.2.1 Una sentenza è definitivamente vincolante quando non può più es-

sere richiesto un riesame tramite un rimedio di diritto ordinario (forza di 

giudicato, "formelle Rechtskraft"). Essa vincola le parti, con la conse-

guenza che non può più essere proposta un'azione identica ("materielle 

Rechtskraft"; cfr. DTAF 2019 I/8 consid. 4.2.4.1 e DTAF 2009/11  

consid. 2.1.2); in altre parole vige la forza di cosa giudicata materiale allor-

quando la pretesa litigiosa, sottoposta nuovamente al giudice, poggia sul 

medesimo complesso di fatti e sul medesimo fondamento giuridico. L'ese-

cutività di una decisione giudiziaria va usualmente di pari passo con la 

forza di cosa in giudicato: la parte vincente può quindi esigerne l'esecu-

zione appena essa è cresciuta in giudicato. 

7.2.2 Il Tribunale ricorda inoltre che la giurisprudenza relativa alle domande 

di assistenza giudiziaria, ripetute, si applica parimenti alle domande di as-

sistenza internazionale in materia fiscale (DTF 139 II 404 consid. 8.2). 

Nello specifico, queste ultime, quali decisioni di procedura, appartengono 

al diritto amministrativo (DTF 121 II 93 consid. 3b; 118 Ib 440 consid. 4a e 

riferimenti) e si differenziano dai giudizi penali o civili nel senso che esse 

non tendono a determinare in modo definitivo la situazione giuridica dei 

soggetti di diritto privato, tra loro o rispetto alla collettività: esse tendono 

piuttosto a stabilire in che misura lo Stato richiesto deve prestare la propria 

collaborazione in vista di una procedura estera, in funzione dell'interesse 

pubblico connesso all’adempimento del principio di collaborazione interna-

zionale in questa materia; per loro natura, queste decisioni non fruiscono 

quindi della forza di cosa giudicata materiale (DTF 121 II 93 consid. 3b e 

riferimenti). Tuttavia, lo Stato richiedente non può postulare nuovamente le 

identiche richieste, fondandosi sui medesimi fatti e elementi (DTF 109 Ib 

156 consid. 1b, pag. 157), ma ha la facoltà di completare o riproporre la 

propria domanda sulla base di fatti nuovi o di una modifica di legge (DTF 

112 Ib 215 consid. 4 pag. 218; 111 Ib 242 consid. 6 pag. 251/252; 109 Ib 

consid. 3b pag. 157/158). In altre parole, anche se la precedente domanda 

non ha ottemperato alle condizioni poste dalla legge, lo Stato richiedente 

ha la facoltà di presentare una nuova domanda completata e corretta (cfr. 

sentenze del TAF A-1490/2020 del 18 novembre 2020 consid. 7.2.2 [cre-

sciuta in giudicato con sentenza del TF, non di merito, 2C_1014/2020 del 

10 dicembre 2020]; A-6728/2014 del 25 settembre 2015 consid. 12 in fine 

[cresciuta in giudicato con sentenza del TF, non di merito, 2C_955/2015 

del 12 novembre 2015]; A-4232/2013 del 17 dicembre 2013 consid. 2.3). 

7.3 In concreto, nonostante la sentenza del TF 2C_371/2019 del 30 aprile 

2019, che confermava, senza entrare nel merito, la sentenza del TAF  

A-5268/2020 

Pagina 14 

A-3374/2018 del 3 aprile 2019, con rifermento alla decisione AFC dell’8 

maggio 2018 impugnata, e la sentenza del TF 2C_1014/2020 del 10 di-

cembre 2020, che confermava, senza entrare nel merito, la sentenza del 

TAF A-1490/2020 del 18 novembre 2020, con riferimento alla decisione 

AFC del 13 febbraio 2020 impugnata, la Spagna non era impedita nel pre-

sentare una nuova domanda alla Svizzera. A maggior ragione nel caso che 

qui ci occupa: infatti il periodo di riferimento, indicato nella fattispecie dallo 

Stato richiedente è diverso da quello da esso indicato nelle domande di 

assistenza amministrativa precedenti; nello specifico la domanda del 25 

luglio 2017 e quella dell’11 settembre 2019 facevano riferimento infatti al 

periodo 1° gennaio 2012 – 31 dicembre 2014, mentre la domanda qui liti-

giosa del 7 aprile 2020 fa riferimento unicamente all’anno 2015. 

7.4 Ferme queste premesse, la censura relativa alla violazione del principio 

di “forza di cosa giudicata” deve essere respinta. 

8.  

8.1 Con l’impugnativa in esame, l’insorgente ha altresì censurato la ripe-

tuta violazione del principio della verosimile rilevanza prescritto all’art. 

25bis CDI CH-ES. A suo dire infatti, “un assoggettamento fiscale in Spa-

gna” per il periodo indicato, sarebbe escluso, in ragione della documenta-

zione e degli elementi agli atti, segnatamente in ragione dello scritto della 

DC (“piene conferme della competente autorità fiscale del Canton Ticino”), 

in base al quale egli risulterebbe essere “illimitatamente assoggettato in 

Svizzera”. 

Con riferimento al criterio della verosimile rilevanza delle informazioni ri-

chieste, l’autorità di prima istanza ha evidenziato, che “la determinazione 

della residenza fiscale sul piano internazionale è una problematica inerente 

al fondo che non deve essere abbordata dalla Svizzera in qualità di Stato 

richiesto nel quadro dell’assistenza amministrativa”. In concreto, lo Stato 

richiedente ha ritenuto che il ricorrente è da considerarsi assoggettato illi-

mitatamente in Spagna, nel periodo interessato, poiché ivi vi intratteneva 

le sue relazioni personali ed economiche. In particolare la Spagna avrebbe 

illustrato che oltre ad un domicilio in Spagna, egli sarebbe stato anche il 

beneficiario economico della società B._______, la quale essendo proprie-

taria di diverse società spagnole e non avendo una vera e propria attività 

economica in Svizzera, sarebbe servita piuttosto a “mascherare dei paga-

menti personali del ricorrente (“instrumental company”)”. Tra l’altro a dire 

dell’AFC nessun elemento permette di dubitare della realtà delle circo-

A-5268/2020 

Pagina 15 

stanze invocate dallo Stato richiedente, nonostante la DC abbia confer-

mato che egli, durante il periodo interessato, fosse illimitatamente imponi-

bile in Svizzera. 

8.2 Come rammentato più sopra (consid. 5.1), il requisito della rilevanza 

verosimile è adempiuto allorquando, al momento della formulazione della 

domanda, esiste una ragionevole probabilità che le informazioni richieste 

abbiano un nesso con le circostanze illustrate e quindi si rilevino pertinenti 

al fine dell’inchiesta o del controllo nello Stato richiedente. In altre parole, 

l’apprezzamento del requisito della rilevanza verosimile delle informazioni 

richieste è in primo luogo di competenza dello Stato richiedente, con la 

conseguenza che lo Stato richiesto si limita ad un controllo di plausibilità. 

Va rilevato infine che i procedimenti in materia di assistenza amministra-

tiva, non statuiscono materialmente sull’oggetto della controversia (sen-

tenze del TAF A-6589/2016 del 6 marzo 2018 consid. 4.6.5 e A-6385/2012 

del 6 giugno 2013 consid. 2.2.1); compete infatti ad ogni Stato determinare 

il rispetto e l’applicazione corretta della propria legislazione (sentenze del 

TAF A-6589/2016 ibidem, A-525/2017 del 29 gennaio 2018 [confermata 

parzialmente con sentenza del TF 2C_141/2018 del 24 luglio 2020], 

A-907/2017 del 14 novembre 2017 consid. 2.2.3, A-6306/2015 del 15 mag-

gio 2017 consid. 4.2.2.5 e A-5229/2016 del 15 marzo 2017 con-

sid. 4.2.5.1). Conseguentemente ogni censura in proposito deve essere 

fatta valere davanti alle istanze nazionali competenti (sentenze del TAF  

A-907/2017 del 14 novembre 2017 consid. 2.2.3 e A-4157/2016 ibidem con 

riferimenti). 

8.3 In concreto, l’autorità spagnola ha esaminato e illustrato in modo ben 

più che sufficiente la situazione personale ed economica dell’insorgente, in 

ordine segnatamente al luogo di residenza per gli anni dal 2012 al 2014, 

precedenti al periodo in esame. 

Va inoltre detto che l’insorgente ha sposato la signora E._______ il … in 

Spagna, residente in Spagna. Ma pure la ex moglie, da cui egli ha divor-

ziato il … risiede nel Paese iberico, come pure la loro figlia comune nata il 

…, la quale è attualmente iscritta presso il … College School a …. Lo 

stesso ricorrente sembra avere un luogo di residenza a Madrid, così come 

emerge esaminando la sua polizza assicurativa presso la F._______, attiva 

dal 1° aprile 2012 e tutt’ora in essere, e meglio presso il …. A tali coordinate 

l’insorgente avrebbe altresì ottenuto diverse consegne di beni e servizi da 

diverse società attive in rami diversi (cfr. domanda dell’autorità richiedente: 

A-5268/2020 

Pagina 16 

“A._______ appears as the recipient of various goods and services delive-

red and/or provided in the dwelling located at …. This information has been 

provided by the following companies: …”). Ma non è tutto. Il ricorrente sa-

rebbe altresì l’avente diritto economico dell’immobile sito al numero civico 

sopra indicato, sebbene la proprietà appartenga formalmente alla 

G._______. A tali costatazioni, l’autorità spagnola aggiunge pure che l’uso 

in Svizzera delle diverse carte di credito/debito appartenenti al ricorrente 

sia stato molto esiguo, se paragonato all’uso delle stesse in Italia o in Spa-

gna. Per di più egli sarebbe l’avente diritto economico di diverse società 

con sede in Spagna, tra cui la …, e altre detenute dalla B._______. 

Infine sembrerebbe che lo stesso ricorrente abbia sottoscritto della docu-

mentazione in punto ad una presunta sua tassazione in Spagna per gli anni 

2013 e 2014, anni per i quali egli avrebbe però anche affermato di avere 

una residenza in Svizzera, così come afferma di averla avuta nel 2015 (cfr. 

pag. 3 domanda dell’autorità richiedente “The taxpayer did not submit any 

tax returns during year 2015, he alleged his fiscal residence in Switzerland 

this year. However, the taxpayer has signed proposals for interim liquida-

tion for years 2013 and 2014 and therefore shown his agreement with the 

facts gathered, accepting his residence in Spain concerning years 2013 

and 2014 in which he also claimed his tax residence in Switzerland. Be-

sides, there is clear evidence to determine his tax residency in Spain […]. 

For all these reasons, it is essential to examine also year 2015”). 

In questo contesto e a questo stadio non vengono in suo soccorso l’acqui-

sizione di una quota in proprietà per piani nel Comune di … nel marzo/ago-

sto 2015, come pure la 50ina di ricevute di esercizi pubblici che egli 

avrebbe frequentato nel corso del 2015. Non vi è infatti mai stata alcuna 

contestazione in punto alla proprietà del bene immobile in Svizzera : del 

resto siccome il presente procedimento non verte sulla determinazione del 

domicilio fiscale del ricorrente, non è determinate sapere se egli sia un “fi-

scal resident” in Svizzera o meno. Va rammentato infatti, ancora una volta, 

che il procedimento che qui ci riguarda verte a sapere e se le informazioni 

richieste siano verosimilmente pertinenti tenuto conto dello scopo fiscale 

dello Stato richiedente. 

In concreto, l’AFC, limitandosi ad un controllo di plausibilità, ha corretta-

mente rilevato che gli indizi sopraelencati sono più che sufficienti per rite-

nere le informazioni richieste pertinenti per chiarire, in un procedimento na-

zionale, se il ricorrente era da considerarsi un fiscal resident in Spagna 

durante il periodo dal 2015, ritenuto che il presente procedimento non giu-

dica materialmente la controversia. Le informazioni richieste ai detentori 

A-5268/2020 

Pagina 17 

adempiono quindi al criterio della rilevanza verosimile. Discorso diverso in-

vece per quanto attiene all’informazione relativa all’ammontare teso a de-

terminare l’imposizione secondo il dispendio di cui si dirà al considerando 

che segue. Inoltre, i sufficienti legami, da un punto di vista fiscale, rilevati 

dall’autorità richiedente, e l’insieme degli elementi permette di respingere 

l’ipotesi che la domanda sia aleatoria o speculativa. Ci sono dunque gli 

estremi per ritenere che essa, così come formulata, non costituisca una 

fishing expedition, come sembra invece avere allegato il ricorrente con il 

proprio atto ricorsuale, non sostanziando tuttavia tale censura nel dettaglio. 

8.4 A titolo abbondanziale va rilevato che non può essere condivisa la po-

sizione del ricorrente in base alla quale la verifica di plausibilità debba 

avere quale oggetto il proprio domicilio in Spagna (cfr. ricorso cifra 10, pag. 

5). In effetti, il controllo di plausibilità tende unicamente a esaminare se i 

documenti richiesti dallo stato richiedente abbiano un rapporto con la fatti-

specie presentata nella domanda rispettivamente se siano potenzialmente 

atti a essere utilizzati nella procedura estera (DTF 145 II 119 consid. 2.1.1; 

139 II 404 consid. 7.2.2); al contrario, va ricordato, il controllo di plausibilità 

non ha quale oggetto l’analisi a sapere se il ricorrente abbia o meno il do-

micilio nello Stato richiedente. Ferme queste premesse la richiesta di assi-

stenza dello Stato richiedente, tesa a raccogliere informazioni, ad ecce-

zione di quello che si dirà nel considerando seguente, con l’obbiettivo di 

stabilire in un procedimento nazionale il domicilio del ricorrente, per il pe-

riodo di riferimento, e determinare il proprio reddito imponibile in Spagna, 

rispetta il tenore dell’art. 25bis CDI CH-ES ed è pertanto fondata. 

9.  

9.1 Con l’impugnativa in esame il ricorrente ha censurato pure la comuni-

cazione “di informazioni attinenti all’ammontare di un’imposizione forfetta-

ria sussistente in Svizzera” che a suo dire non sarebbero “di alcuna perti-

nenza per un’eventuale tassazione [..] in Spagna”. In proposito, l’autorità 

inferiore ha, in modo generico, affermato che “tutte le informazioni richieste 

relative al ricorrente appaiono verosimilmente rilevanti per l’accertamento 

fiscale di quest’ultimo in Spagna”. 

9.2 Recentemente, il Tribunale federale ha ritenuto la modalità di imposi-

zione in Svizzera, segnatamente l’imposizione secondo il dispendio sia 

un’informazione verosimilmente pertinente, nella misura in cui essa indichi 

che il contribuente non abbia realizzato alcun reddito proveniente da atti-

vità lucrativa. La massima istanza non ha invece ritenuto quale informa-

zione verosimilmente pertinente l’ammontare del “dispendio determinante”, 

A-5268/2020 

Pagina 18 

che le autorità fiscali svizzere hanno considerato quale base per determi-

nare l’imposizione del contribuente, poiché tale informazione non fornisce 

alcuna indicazione circa il reddito realizzato dalla persona oggetto di assi-

stenza amministrativa (cfr. sentenza del TF 2C_764/2018 del 7 giugno 

2019 consid. 6.1.2; sentenza del TAF A-7022/2017 del 30 luglio 2019 con-

sid. 6.2.4; XAVIER OBERSON, Le développement de l’échange international 

d’informations en matière fiscale, in: SJ 2021 II pag. 82). 

9.3 Ciò detto, è quindi in parte a ragione che il ricorrente si oppone alla 

trasmissione del documento “Dichiarazione 2015 per l’imposizione se-

condo il dispendio”, nella misura in cui da esso emerge l’ammontare del 

dispendio determinante sulla base del quale egli è imposto in modo forfet-

taria in Svizzera. Per il resto, il documento in quanto tale può essere tra-

smesso, poiché accerta e conferma che il ricorrente sia stato oggetto di 

imposizione secondo il dispendio nel 2015. 

9.4 Ferme queste premesse, constatata la fondatezza parziale della cen-

sura, il documento citato sarà trasmesso dopo debita anonimizzazione 

dell’importo che informa circa il dispendio determinante. 

10.  

In modo del tutto generico l’insorgente lamenta altresì la violazione  

dell’art. 4 LPD nella misura in cui la decisione impugnata verte sul tratta-

mento di propri dati. Orbene, come sopra esposto le informazioni oggetto 

di domanda di assistenza amministrativa sono ritenute “verosimilmente ri-

levanti” per l’esecuzione del diritto fiscale spagnolo, ciò che quindi esclude, 

seguendo il ragionamento del ricorrente le allegazioni circa una presunta 

violazione delle normative a tutela della propria sfera privata. In questo 

contesto va pure considerato che l’insorgente non ha illustrato nemmeno 

in grandi linee la presunta violazione allagata, ciò che a maggior ragione 

conduce questo Tribunale a non trattare tali censure. 

11.  

In via subordinata il ricorrente ha censurato la violazione del principio di 

proporzionalità di cui all’art. 5 Cost., nella misura in cui le informazioni ri-

chieste sarebbero “del tutto inidonee a stabilire l’assoggettamento fiscale 

illimitato del contribuente” come pure “inadeguate a determinare il suo red-

dito imponibile ipotetico in Spagna, nella denegatissima ipotesi in cui egli 

fosse fiscalmente assoggettato in tale Stato”. 

A-5268/2020 

Pagina 19 

Le censura non può trovare conferma. Infatti le informazioni richieste sono 

considerate “verosimilmente rilevanti”, ciò che esclude la violazione del di-

vieto delle “fishing expeditions” e quindi pure del principio della proporzio-

nalità (cfr. art. 5 cpv. 2 Cost.), che sono, in ambito di assistenza ammini-

strativa internazionale, due principi che collimano (cfr. consid. 5.2) (cfr. DTF 

139 II 404 consid. 7.2.3; [tra le tante] sentenze del TAF A-506/2018 del 15 

novembre 2019 consid. 3.3 con rinvii; A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 con-

sid. 2.4 con rinvii; A-846/2018 del 30 agosto 2018 consid. 2.1.6). 

12.  

In conclusione il Tribunale constata che la domanda di assistenza ammini-

strativa spagnola del 7 aprile 2020 adempie a tutti i requisiti formali. Essa 

non costituisce inoltre una “fishing expedition” e nulla agli atti permette pe-

raltro di dubitare della rilevanza verosimile delle informazioni richieste 

dall’autorità richiedente spagnola, eccezione fatta per quanto già indicato 

al considerando 9. Di conseguenza, è a giusta ragione che l’autorità infe-

riore ha concesso l’assistenza amministrativa in materia fiscale. La deci-

sione impugnata del 23 settembre 2020 va pertanto confermata ai sensi 

dei considerandi ed il gravame del ricorrente parzialmente ammesso. Nella 

misura in cui la decisione impugnata già contempla il rispetto del principio 

di specialità (cfr. punto dispositivo 3 a), nessuna precisazione in tale senso 

è necessaria. 

13.  

13.1 In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le 

spese di procedura pari a CHF 5'000, sono poste a carico del ricorrente 

parzialmente soccombente (cfr. art. 1 segg. del regolamento del 21 feb-

braio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]), in ragione dell’im-

porto di CHF 4'500, che verrà detratto dall’anticipo spese di CHF 5'000 

versato a suo tempo, mentre il saldo gli verrà restituito, e ciò ad avvenuta 

crescita in giudicato del presente giudizio. Nessuna spesa processuale è 

posta a carico dell’AFC parzialmente soccombente (63 cpv. 1 PA). 

13.2 Visto l’esito della procedura sono dati i presupposti per l’assegnazione 

al ricorrente di un’indennità a titolo di spese ripetibili per l’importo di CHF 

750 (cfr. 64 cpv. 1 PA a contrario, rispettivamente art. 7 cpv. 1 TS-TAF a 

contrario). 

14.  

Contro la presente sentenza può essere interposto ricorso in materia di 

A-5268/2020 

Pagina 20 

diritto pubblico al Tribunale federale (cfr. art. 83 lett. h LTF). Il termine ricor-

suale è di 10 giorni dalla sua notificazione. Il ricorso inoltre è ammissibile 

soltanto se concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o 

se si tratta per altri motivi di un caso particolarmente importante ai sensi 

dell’art. 84 cpv. 2 LTF (cfr. art. 84a LTF). Il Tribunale federale è il solo com-

petente a determinare il rispetto di tali condizioni. 

 

(il dispositivo è sulla pagina seguente) 

  

A-5268/2020 

Pagina 21 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è parzialmente ammesso ai sensi del consid. 9.4. 

2.  

Le spese processuali pari a CHF 5'000 sono poste a carico del ricorrente 

in ragione di CHF 4'500, importo che verrà interamente detratto dall’anti-

cipo spese da egli versato pari a CHF 5'000. Il saldo verrà ad egli versato 

alla crescita in giudicato della presente sentenza. 

3.  

Al ricorrente vengono assegnate indennità a titolo di ripetibili per CHF 750. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. …; atto giudiziario) 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

Raphaël Gani Manuel Borla 

 

 

  

A-5268/2020 

Pagina 22 

 
Rimedi giuridici: 

Contro le decisioni nel campo dell’assistenza amministrativa internazionale 

in materia fiscale può essere interposto ricorso in materia di diritto pubblico 

al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 10 giorni dalla 

sua notificazione, soltanto se concerne una questione di diritto di 

importanza fondamentale o se si tratta per altri motivi di un caso 

particolarmente importante ai sensi dell’art. 84 cpv. 2 LTF (art. 82, art. 83 

lett. h, art. 84a, art. 90 e segg. e 100 cpv. 2 lett. b LTF). Il termine è reputato 

osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale federale oppure, 

all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza 

diplomatica o consolare svizzera al più tardi l’ultimo giorno del termine (art. 

48 cpv. 1 LTF). Negli atti scritti occorre spiegare perché la causa adempie 

siffatta condizione. Inoltre, gli atti scritti devono essere redatti in una lingua 

ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova 

ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LT). 

 

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