# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 45b79e34-7f14-51ce-ac66-789585882d8e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-12-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.12.2001 32.2001.64
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-64_2001-12-14.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00064

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  14 dicembre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 agosto 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 20 giugno 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1946, di professione cameriera, gerente di ristoranti, è affetta da una
sindrome cervicale e lombare, nonché da alterazioni degenerative.

L’8 settembre 1993 ha presentato una prima domanda tendente all’ottenimento di
prestazioni AI per adulti (doc. AI _).

Dopo l’espletamento di una perizia medica a cura del dr. __________ (doc. AI
_), con decisione 2 settembre 1994 la Cassa cantonale di compensazione (allora
competente per assegnare le prestazioni AI) ha respinto la domanda in quanto
l’assicurata presentava un’invalidità del 33,1/3% non sufficiente per una
rendita AI (doc. AI _). La decisione non è stata contestata.

                               1.2.   Nel 1997
__________ ha inoltrato un’altra richiesta di rendita, respinta dall'Ufficio
assicurazione invalidità (UAI) con decisione 9 aprile 1997, cresciuta in
giudicato (doc. AI _). 

A seguito della terza domanda di rendita AI, l’UAI ha ordinato l’espletamento
di una perizia multidisciplinare da parte del Servizio Accertamento Medico
dell’Assicurazione Invalidità (SAM) il quale ha ritenuto l’assicurata inabile
al 25%-30% come cuoca, aiuto cucina, cameriera, esercente (cfr. rapporto 17
dicembre 1998 pag. 11 in doc. AI _).

Di conseguenza, con pronunzia datata 1° febbraio 1999, non contestata,
l’amministrazione ha nuovamente respinto la richiesta di prestazioni
assicurative (doc. AI _).

                               1.3.   Il 31 maggio
2000 __________ ha presentato un’altra domanda di rendita.

Con proposta di decisione 14 giugno 2000 l’UAI ha dichiarato di non entrare nel
merito della richiesta di prestazioni assicurative poiché l’assicurata non
aveva comprovato un peggioramento del suo stato di salute (doc. AI _). Non
avendo ricevuto osservazioni, con provvedimento formale del 17 luglio 2000
l’amministrazione ha confermato la proposta decisionale (doc. AI _).

                               1.4.   L’UAI ha
tuttavia riesaminato il caso in quanto ha ricevuto dal reumatologo curante
dell’assicurata, dr. __________, il certificato 4 agosto 2000 in cui egli ha
accertato un peggioramento dello stato di salute e pronosticato una ripresa
dell’attività lavorativa nella misura del 50% (doc. AI _). 

Il dr. __________ ha anche allegato il rapporto 25 maggio 2000 del dr.
_________ , specialista in medicina interna all’Ospedale __________ (doc. AI
_).

Dopo aver esperito alcuni accertamenti economici e medici, con progetto di
decisione 31 maggio 2001 l’UAI ha nuovamente respinto la richiesta
dell’assicurata poiché:

" 
In data 1.02.1999 è stata rifiutata una
richiesta di prestazioni intesa all’ottenimento di una rendita d’invalidità
poiché il grado d’invalidità era inferiore al 40%.

La documentazione medica acquisita all’incarto in occasione della nuova domanda
non giustifica un aumento dell’incapacità lavorativa oltre il 25-30% già
stabilità in occasione della precedente valutazione.”(doc. AI _).

 

L’assicurata
è rimasta silente e con pronunzia del 20 giugno 2001 l’amministrazione ha
confermato quanto proposto il 31 maggio 2001.

                               1.5.   Contro la
decisione amministrativa l’assicurata, per il tramite dell'avv. __________, ha
introdotto un tempestivo atto di ricorso, postulando il riconoscimento di una
rendita intera d'invalidità.

Sulla scorta dei certificati medici dei dott. __________ e __________,
l’assicurata sostiene un peggioramento del suo stato di salute fisico che, in
aggiunta ai problemi psichici nel frattempo intervenuti, giustificano una
totale inabilità lavorativa.

                               1.6.   Con risposta
28 agosto 2000 l'UAI propone di respingere il gravame, rilevando in particolare
che: 

" 
(…)

Ad ogni modo, lo scrivente Ufficio ha contattato i medici
interessati.

Il dottor __________, specialista in chirurgia ortopedica, ha
certificato che le condizioni dell'assicurata non implicano alcuna diminuzione
della capacità lavorativa, risultando la stessa totalmente abile (cf. doc. n. _
inc. AI).

 

Per quel che concerne la problematica psichica, è stato
interpellato il dottor __________, al quale l'interessata era stata indirizzata
dal medico curante (cf. doc. n. _ inc. AI). Dal rapporto del  dottor __________
(doc. n. _ inc. AI) è risultato che l'assicurata, alla quale è stato
diagnosticato uno scompenso ansio‑depressivo reattivo, ha spontaneamente
interrotto il trattamento dopo neppure un mese.

Non risulta che la stessa si sia nel frattempo rivolta ad un altro
specialista.

Al proposito, è vero che nell'ambito delle assicurazioni sociali
vige il principio inquisitorio, in base al quale all'amministrazione incombe
l'obbligo di delucidare ogni fatto dubbio, raccogliendo tutte le prove che le
necessitano affinché possa essere emanata una decisione in piena conoscenza di
causa. Tale principio non è però illimitato, in quanto non libera l'assicurato
dall'onere di provare quanto sia in sua facoltà (RDAT 1982, n. 103).

In concreto l'UAI ha accertato che la ricorrente ha
volontariamente interrotto il trattamento. Spettava quindi a quest'ultima
addurre la prova che tale modo di procedere non era legato ad un miglioramento
della sintomatologia.

In via abbondanziale si ricorda comunque che per danno alla salute
psichica si intende ogni perturbamento delle facoltà intellettive o affettive
che esercita un influsso negativo sulla capacità di guadagno o la capacità di
lavoro dell'assicurato, in modo permanente o per un lungo periodo di tempo (DTF
105 V 158).

La depressione reattiva viene scatenata da una causa determinata,
e per sua natura non è destinata a durare nel tempo, non adempiendo quindi al
requisito di durevolezza. (…)" (Doc. _)

 

                               1.7.   Con
osservazioni 29 ottobre 2001 l’assicurata ha ribadito quanto sostenuto in sede
ricorsuale, nonché la richiesta di una perizia giudiziaria. Inoltre ha rilevato
che:

 

" 
(…)

Del resto, quella del Dr. __________ a cui si rifà l'Ufficio,
riguarda unicamente il piede, ma non contempla le altre affezioni della
ricorrente menzionate nel gravame.

 

Per quanto attiene invece alla problematica psichica,
contrariamente a quanto asserito dall'Ufficio assicurazioni invalidità 28
agosto 2001, la ricorrente é in cura dal collaboratore psicoterapeuta del Dr.
__________, __________." (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è sapere se a __________ può essere riconosciuta una rendita
d'invalidità.

 

L'art. 4 cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi:

 

                                         -     un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a    infermità congenita,
malattia o infortunio, e

 

                                         -     la
conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.3.   Secondo l'art.
28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito
del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e
dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                               2.4.   Poiché nel
caso concreto si tratta di una nuova domanda dev’essere esaminato se sono dati
i presupposti per la revisione della rendita (art. 87 cpv. 4 OAI; DTF 117 V 198
consid. 4b).

 

                                         Al
proposito va rilevato che, se il grado d'invalidità del beneficiario della
rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla
rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o diminuita in misura
corrispondente oppure soppressa (cfr. art. 41 LAI). La revisione avviene
d'ufficio o su domanda (cfr. art. 87 cpv. 1 OAI).

                                         Se la
capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il
cambiamento determinante soppri­me, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a
prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (cfr. art. 88 a cpv. 1 OAI). 

                                         Analogamente,
in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole (cfr. art. 88 a cpv. 2 OAI).

                                         Queste
norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STFA 29 maggio 1991 in re St., RCC 1984 pag. 137).

 

                               2.5.   Anche ai
fini della revisione del grado di invalidità fa stato l'art. 4 LAI, secondo cui
per invalidità si intende l'incapacità di guadagno cagionata da un danno alla
salute.

                                         Perciò,
la costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a
revisione secondo l'art. 41 LAI non solo in caso di modifica rilevante dello
stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo
stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di
guadagno hanno subito un cambiamento importante (DTF 120 V 131 consid. 3b; SVR
1996 No. 70 IV p. 204 consid. 3a). Ciò avviene ad esempio in caso di miglior
adattamento al danno alla salute (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994 in re P.
P. p. 4; RCC 1989 pag. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a; DTF 109 V
116, consid. 3 b).

 

                                         Affinché
sia possibile procedere alla revisione di una rendita AI è dunque necessario
che le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una
notevole modifica, tale da influire in modo diverso sulla perdita di guadagno.

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto vista in astratto, ma
piuttosto in rapporto all'art. 28 cpv. 1 LAI che prevede l'assegnazione di un
quarto di rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 40%, una mezza
rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 50% e una rendita intera
quando l'invalidità raggiunge almeno il 66 2/3%.

 

                                         Comunque
una revisione della rendita è possibile unicamente se, da quando è stata resa
la decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non
basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invaria­ta, sia
giudicata in modo diverso (RCC 1987, pag. 38, consid. 1a; STFA 29 aprile 1991
in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).

                                         In
particolare si devono paragonare i fatti esistenti al momento della decisione
precedente a quelli relativi all’istante della nuova decisione. Un
provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è
dunque sufficiente (DTF 105 V 29; Valterio, op. cit., p. 268).                            

                                      

 

                               2.6.   Nel caso in
esame, oggetto del contendere è sapere se nel lasso di tempo intercorso tra la
decisione 1° febbraio 1999 e quella contestata è intervenuta una modifica delle
condizioni cliniche e/o economiche idonee a giustificare l’assegnazione di una
rendita AI. 

Come è stato detto in precedenza, l’assicurata era stata sottoposta ad un esame
pluridisciplinare da parte del SAM.

Nel rapporto 17 dicembre 1998 i periti avevano posto la seguente diagnosi
principale: fibromialgia; sindrome cervicovertrebrale su alterazioni
degenerative a livello C5-/, sindrome lombovertrebrale su fibromialgia e cifosi
prolungata alle prime vertebre lombari (cfr. doc. AI _ pag.9).

Per la stesura del rapporto, il SAM si è anche avvalso di una consultazione
specialistica psichiatrica ed una reumatologica.

 

                                         In merito
alle singole patologie sofferte dall’assicurata e valutate alla luce di
un’eventuale incapacità lavorativa, i periti hanno rilevato quanto segue:

 

" 
(…)

Patologia reumatologica

 

Da alcuni anni l'A. accusa dolori alla colonna vertebrale (secondo
gli atti a nostra disposizione vi è una contusione lombare il 1.04.1993).
Racconta di aver avuto i primi dolori in regione nucale nel 1982. E' seguita,
fra gli altri, dal reumatologo dr. __________.

 

Abbiamo presentato l'A. al nostro consulente di reumatologia dr.
__________, che trova una fibromialgia, una sindrome cervicale (su alterazioni
degenerative, leggermente progredite rispetto al passato) ed una sindrome
lombovertebrale (con modesti reperti clinici e radiologici).

Il dr. __________ la valuta incapace al lavoro nella misura del
25% come cuoca, aiuto cucina, cameriera e cogerente di un esercizio pubblico.

 

 

Patologia psichiatrica

 

L'A. non è in cura psichiatrica, ma negli atti a nostra
disposizione si parla di componente depressiva e problemi sociofamiliari.
L'abbiamo presentata al nostro consulente di psichiatria dr. __________, che
trova una sindrome disforico ‑ ipocondriaca, con messa in atto di
meccanismi regressivi e convertivi ed un Disturbo da Dolore Somatoforme. Una
reazione tendenziosa alla malattia, somatizzata al massimo, è probabile.

Il dr. ____________ valuta la peritanda totalmente abile al lavoro
dal profilo psichiatrico.

 

L'A. presenta una dermatite palmare e plantare, che secondo il dr.
__________ potrebbe trattarsi di psoriasis pustolosa, malattia ad andamento
cronico ‑ recidivante, che potrebbe causare brevi incapacità lavorative,
ma non limitare la capacità lavorativa dell'A. in modo duraturo. Non vi sono
altre patologie che limitino la capacità lavorativa dell'A.. In modo
particolare, i vari pregressi interventi operatori non hanno lasciato sequele
e, come già detto, non limitano la capacità lavorativa. (Doc. AI _, pag. 10)

                                         Essi
hanno poi concluso che l’assicurata “è incapace al lavoro nella misura del
25-30%, a partire dal 15.01.1998 (richiesta di prestazioni AI per adulti) e
continua, come cuoca, aiuto cucina, cameriera, esercente e simili“ (Doc. AI
_, pag. 11).

                               2.7.   L’assicurata
ritiene quindi che il suo stato di salute sia peggiorato rispetto al 1998 in
modo da giustificare una rendita intera d’invalidità.

Essa ha in particolare evidenziato la lettera 4 agosto 2000 che il reumatologo
curante, dr. __________, ha inviato all’UAI.

In particolare egli ha scritto: 

 

"  vi
comunico che dall'ultima valutazione al servizio accertamento medico dell'Al del
17.12.1998 (soggiorno 23‑25.11.1998), la situazione dei soggettiva dei
dolori è globalmente peggiorata a livello assiale, specialmente con
cervicobrachialgie a destra. E' stata documentata una sindrome del tunnel
carpale a destra (EMG 11/99). Inoltre sono insorte metatarsalgie a sinistra che
potrebbero beneficiare eventualmente di un'operazione chirurgica, la componente
fibromialgica impone comunque prudenza.

Infine è insorta un'importante depressione secondaria ad una
situazione famigliare difficile.

 

Visto che per il momento la paziente è inabile al lavoro in misura
completa dal 21.12.1999 e che prognosticamente una ripresa dell'attività
lavorativa a lunga scadenza in misura superiore al 50% per i soli motivi
reumatologici è difficile da prevedere, tenendo poi conto della situazione
psicologica aggravante, ritengo che sia giustificata una rivalutazione del caso
nell'ambito di una perizia medica." (Doc. AI _)

 

                                         La
ricorrente ha anche fatto riferimento al rapporto 25 maggio 2000 del dr.
__________, steso per la Cassa malati __________, dalla quale aveva ricevuto
delle indennità per perdita di guadagno.

Nel citato rapporto, dopo aver indicato le affezioni sofferte dall’assicurata,
che sostanzialmente coincidono con quanto accertato dal SAM, il dr. __________
ha concluso:

 

" 
In considerazione delle patologie sopraccitate
ritengo che l’inabilità attualmente attestata è giustificata. È inoltre
difficilmente prevedibile a corto-medio termine una ripresa dell’attività
lavorativa.” (doc. AI _)."

 

                                         L’amministrazione
sostiene invece che non vi è nessun peggioramento. In particolare essa rileva
come nel rapporto medico 25 ottobre 2000 il dottor __________, specialista in
chirurgia ortopedica, non abbia riscontrato un’inabilità lavorativa (doc. AI
_).

Orbene, secondo questo TCA, la fattispecie in esame merita un approfondimento
dal punto di vista dello status reumatologico.

Innanzitutto perché al 4 agosto 2000 il reumatologo curante ha valutato una
totale inabilità lavorativa con una possibile ripresa del lavoro nella misura
del 50% (doc. AI _). 

Inoltre, nel certificato 25 aprile 2001, seppur non formulando alcuna
valutazione sul grado di abilità lavorativa, egli ha menzionato un
riacutizzarsi della componente fibromialgica e depressiva (doc. AI _).

Nel rapporto 25 maggio 2000 il dr. __________ ha infine giustificato
un’inabilità lavorativa (doc. AI _) che, alla luce dell’attestato del datore di
lavoro (doc. AI _), deve essere intesa come totale. 

Del resto la piena abilità lavorativa attestata dal dottor __________ il 25
ottobre 2000 si riferisce unicamente ai dolori al metatarso (cfr.
metatarasalgie) (cfr. doc. AI _), mentre l’assicurata soffre di altre patologie
fisiche.

Ne consegue che gli atti devono essere rinviati all’amministrazione, affinché
accerti, mediante una perizia specialistica, se dal punto di vista
reumatologico vi sia stato un peggioramento e, in caso positivo, valutare
l’incidenza di tale peggioramento sulla capacità lavorativa, e si determini in
merito ad un eventuale diritto alla rendita AI. 

                               2.8.   Per quel che
concerne la sintomatologia psichiatrica, dalla perizia del SAM si evince come
lo specialista dr. __________, pur diagnosticando una sindrome disforico
ipocondriaca, non abbia riscontrato un’incapacità lavorativa (doc. AI _).

Nel rapporto 22 maggio 2001 lo psichiatra dr. __________ ha invece
diagnosticato all’assicurata uno “scompenso ansio-depressivo reattivo a
conflitto coniugale” ed ha valutato, all’inizio del trattamento,
un’inabilità lavorativa al 100%.

Tuttavia egli ha precisato di non essere in grado di esprimersi sulla capacità
lavorativa attuale della sua paziente in quanto essa ha interrotto
spontaneamente il trattamento dopo appena un mese (doc. AI _).

L’amministrazione sostiene che non vi è stato un peggioramento, rilevando che
all’assicurata spettava comunque dimostrare come l’abbandono della cura non sia
dipeso da un miglioramento della problematica psichiatrica. 

Nelle osservazioni 29 ottobre 2001 l’assicurata rileva invece di essere tuttora
in cura “ dal collaboratore psicoterapeuta del Dr. __________, __________ ”,
senza tuttavia produrre alcun certificato (VIII).

Come ricordato dall’amministrazione, nell'ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal
principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono
essere accertati d'ufficio dal giudice. Questo principio non è però assoluto,
atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare
all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con
riferimenti). 

Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo
delle parti di apportare ‑ ove ciò fosse ragionevolmente esigibile ‑
le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti
invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze
della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).

Ora, come detto, nel caso in esame l’assicurata non ha
prodotto della documentazione atta a rendere perlomeno verosimile una
continuazione del trattamento psichiatrico ed un’eventuale incapacità
lavorativa

A distanza di oltre un anno e mezzo dall’interruzione del trattamento, nelle osservazioni 29 ottobre 2001 la ricorrente
si è limitata ad indicare di essere in cura presso il dr. __________, collaboratore
del dr. __________. 

Inoltre va ricordato che la componente sociofamiliare riscontrata dal dr.
__________ era stata già accertata durante il consulto specialistico eseguito
nell’ambito della perizia multidisciplinare del SAM e, come già detto, in quell’occasione
non è stata riscontrata alcuna inabilità lavorativa. 

In simili condizioni, a mente del TCA, è accertato,
secondo il principio della verosimiglianza preponderante vigente nel campo
delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 121 V 208 consid. 6a; DTF 115 V 142
consid. 8b; SVR 1996 Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 pag. 263ss RAMI 1994
pag. 210/211), che dal punto di vista psichiatrico, al momento della decisione
contestata 

(cfr. DTF 121 V 366 consid. 1b con riferimenti), non era  intervenuto alcun peggioramento.

Questo, tuttavia, non esclude che l’assicurata possa in futuro avviare una
nuova procedura di revisione della rendita in caso di comprovato peggioramento
del suo stato psichico. 

In conclusione, ricordato come la presente fattispecie necessiti
dell’accertamento medico di cui al considerando precedente, gli atti sono
quindi da ritornare all’amministrazione. In tal senso il ricorso deve essere
dichiarato parzialmente accolto e, di conseguenza, la decisione va annullata. 

                                        

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                              1.-   Il
ricorso é parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

                                     §
La decisione impugnata è annullata e l'incarto rinviato all'amministrazione
perché proceda conformemente al consid. 2.7.

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         L’UAI
verserà alla ricorrente fr. 1’000.-- di ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti