# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bc7d0865-599b-5afa-afec-45097fb2cf65
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 19.10.2005 52.2005.280
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2005-280_2005-10-19.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2005.280/285/297

   

  	
  Lugano

  19 ottobre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli 

  

 

 

statuendo sui ricorsi

 

	
  a)

   

   

   

  b) 

   

   

  c)

  	
  6 settembre 2005 di

  G__________, ,

  patr. da: avv. A__________, 

   

  5 settembre 2005 della

  S
  

   

  12 settembre 2005 di 

  O__________, dr. ing.,;

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 17 agosto 2005 del Consiglio di Stato
  (n. 3882) che respinge l'impugnativa presentata dagli insorgenti avverso la
  licenza edilizia 2 maggio 2005 rilasciata dal municipio di __________ a __________
  per la costruzione di una casa d'abitazione unifamiliare nella zona del
  nucleo di __________ (part. 213); 

  

 

 

viste le risposte:

-    13 settembre 2005 del
municipio di __________; 

-    19 settembre 2005 di __________;

-    20 settembre 2005 del
Consiglio di Stato; 

ai tre ricorsi; 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Dopo che
una prima domanda era stata respinta, il 17 novembre 2004 il resistente __________
ha chiesto al municipio di __________ il permesso di costruire una casa
d'abitazione su un fondo situato ai margini del nucleo di __________ (part.
213), a confine con la zona di protezione del paesaggio. 

L'edificio, strutturato su tre livelli,
avrebbe una pianta di m 6.40 x 8.00 e sarebbe alto m 7.45 alla gronda. 

Alla domanda si sono opposti i ricorrenti __________,
proprietaria del fondo sovrastante (part. 213), __________, proprietario di un
fondo situato ancor più a monte (part. 618) e la __________ contestando in
sostanza l'inserimento dell'edificio nel quadro del nucleo. 

Raccolto il preavviso del Dipartimento del
territorio, che ha fra l'altro imposto di adeguare la canna fumaria alle
raccomandazioni dell'UFAFP, il 2 maggio 2005 il municipio ha rilasciato la licenza
richiesta, respingendo le opposizioni. 

 

 

                                  B.   Con
giudizio 17 agosto 2005 il Consiglio di Stato ha confermato la licenza, respingendo
a sua volta i ricorsi contro di essa interposti dai vicini e dalla __________. 

Il Governo ha in sostanza ritenuto che il
municipio non avesse abusato della latitudine di giudizio conferitagli
dall'art. 29 NAPR in ordine all'inserimento delle nuove costruzioni nel nucleo
di __________ dal profilo dell'altezza. Ha inoltre escluso che l'edificio fosse
tenuto a rispettare particolari distanze dalla vicina zona di protezione del
paesaggio e che il fondo costituisse uno spazio libero da salvaguardare. 

 

 

                                  C.   Contro il
predetto giudizio i soccombenti si aggravano davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendo che sia annullato assieme alla controversa licenza. 

Con motivazioni analoghe, tutti i ricorrenti
ripropongono e sviluppano in questa sede le censure sollevate senza successo in
prima istanza. Essi sostengono in particolare che il municipio avrebbe violato
il diritto, omettendo di valutare in modo ponderato l'ingombro costituito dal
nuovo edificio per rapporto alla posizione marginale e quindi esposta in cui
verrebbe a trovarsi. L'altezza dell'edificio non rispetterebbe l'obbligo di
tener conto dell'altezza dei fabbricati circostanti e di salvaguardare il ritmo
delle volumetrie e delle coperture esistenti, sancito dall'art. 29 NAPR.
Un'edificazione contigua alle costruzioni esistenti verso ovest si inserirebbe
meglio nel quadro del nucleo. 

 

 

                                  D.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato ed il municipio, che non
formulano particolari osservazioni. 

Ad identica conclusione perviene il
beneficiario della licenza edilizia, contestando in dettaglio le tesi degli
insorgenti con argomenti che per quanto necessario saranno discussi qui
appresso. 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La
legittimazione attiva della __________ e della ricorrente __________,
proprietaria un fondo contermine e già opponente, è certa (art. 43 PAmm).
Quella di __________ è invece opinabile, essendo questo ricorrente proprietario
di un fondo situato ad una ventina di metri da quello della resistente, dal
quale è separato dal fondo della ricorrente __________. La questione può
comunque rimanere aperta, poiché gli altri due ricorsi, tempestivi (art. 46 PAmm),
devono comunque essere esaminati nel merito. 

 

1.2. I ricorsi possono essere evasi con un
unico giudizio (art. 51 PAmm) sulla base degli atti (art. 18 PAmm). La
situazione dei luoghi e dell'oggetto della contestazione emerge chiaramente dai
piani e dalle fotografie allegate alla domanda di costruzione. Il sopralluogo
chiesto dai ricorrenti non appare dunque atto a procurare a questo tribunale la
conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio. 

 

 

                                   2.   2.1.
Giusta l'art. 29 cpv. 4 NAPR di __________, nella zona del nucleo tradizionale
(NV), dovranno essere salvaguardati piccoli spazi liberi ancora esistenti,
quali, corti, orticelli ecc. 

La norma mira essenzialmente a mantenere
liberi quei piccoli spazi che contribuiscono a caratterizzare il tessuto
edilizio del nucleo. Essa non definisce né la posizione, né l'estensione degli
spazi liberi che devono essere salvaguardati. Lascia al municipio il compito di
individuarli concretamente. 

Il concetto di piccolo spazio libero
è di natura indeterminata. Esso riserva quindi al municipio una certa
latitudine di giudizio ai fini della definizione concreta delle superfici che
devono essere preservate dall'edificazione. Latitudine di giudizio, che le istanze
di ricorso sono tenute a rispettare, anche perché riferita all'applicazione di
una norma del diritto comunale autonomo. Censurabili, da questo profilo, sono
quindi soltanto le valutazioni palesemente insostenibili, in quanto fondate su
considerazioni estranee od altrimenti prive di ragioni oggettive. Non basta che
la qualifica attribuita al fondo sia opinabile e che una diversa valutazione risulti
magari preferibile. 

 

2.2. In concreto, non si può rimproverare al
municipio di aver abusato della latitudine di giudizio conferitagli dall'art.
29 cpv. 4 NAPR, negando al fondo della resistente la qualifica di spazio libero.
La valutazione operata dall'autorità comunale appare del tutto sostenibile. 

Il fondo dedotto in edificazione, di 713 mq,
è invero già parzialmente occupato da edifici, ma presenta verso est una
superficie ancora inedificata (sub p), relativamente ampia, che verrebbe ulteriormente
estesa mediante la demolizione di due fabbricati secondari (sub E ed I). Non si
tratta quindi di un piccolo spazio racchiuso tra le costruzioni, che
contribuisce a caratterizzare il tessuto edilizio del nucleo. 

Vanno quindi disattese le censure riproposte
in questa sede dal ricorrente __________ con riferimento all'edificabilità del
fondo dal profilo della salvaguardia degli spazi liberi. 

 

 

                                   3.   3.1.
Secondo l'art. 29 cpv. 4 NAPR di __________, l'altezza degli edifici deve
tener conto di quella generale dei fabbricati circostanti e dell'andamento
generale dei tetti del nucleo, al fine di salvaguardare il ritmo delle
volumetrie e delle coperture esistenti. 

La prescrizione, disciplinante lo sviluppo
verticale degli edifici, precisa l'obbligo generale di adattare le costruzioni
all'aspetto tradizionale del nucleo, sancito dalla stessa norma. 

Come giustamente annota il Consiglio di
Stato, essa mira a salvaguardare l'identità del tessuto edilizio presente nella
zona del nucleo. Al fine di assicurare la necessaria flessibilità, essa conferisce
al municipio un certo potere d'apprezzamento in ordine alla limitazione degli
ingombri verticali. Essa appartiene inoltre al diritto comunale autonomo. Il
Consiglio di Stato, che di per sé può rivedere liberamente l'apprezzamento
(art. 56 PAmm), deve quindi limitarsi a verificare che il municipio non sia incorso
in una violazione del diritto segnatamente sotto il profilo dell'abuso di
potere (art. 61 PAmm). Non può sostituire il suo apprezzamento a quello del
municipio, ma deve limitarsi ad accertare che la decisione non sia
insostenibile, in quanto fondata su considerazioni estranee alla materia,
sprovvista di valide ragioni o altrimenti lesiva dei diritti costituzionali. Ove non sussista una simile violazione del diritto, esso non può
annullare una decisione del municipio senza esporsi al rimprovero di essersi
arrogato un potere di cognizione che contraddice il principio dell'autonomia comunale.
Irrilevante, al riguardo, è il fatto che l'apprezzamento esercitato dal
Consiglio di Stato conduca a conclusioni altrettanto sostenibili o addirittura
preferibili (DTF 96 I 369 seg, consid. 4; STA 17.1.2000 in re B; Marco
Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 56 PAmm,
n. 3.). 

 

3.2. Nel caso concreto, la decisione del
municipio non appare per nulla insostenibile. L'altezza della casetta in
discussione non si scosta in misura significativa da quella degli edifici
circostanti, alcuni dei quali presentano ingombri notevolmente più consistenti.
Non si può ragionevolmente sostenere che non tenga debitamente conto
dell'altezza generale degli altri fabbricati presenti in quel particolare
comparto del nucleo. Il ritmo delle volumetrie e delle coperture esistenti non
viene alterato in misura apprezzabile. Vero è che la costruzione, in quanto
insistente su un fondo situato ai margini del nucleo, è particolarmente esposta
alla vista dall'esterno. L'altezza relativamente contenuta del fabbricato esclude
tuttavia che vi si possa ravvisare un intervento inconciliabile con l'obbligo
di integrare convenientemente le nuove costruzioni nell'aspetto tradizionale
del nucleo. Il fatto che un'edificazione in contiguità con le costruzioni esistenti
verso ovest possa per certi aspetti apparire preferibile non permette di
concludere che lo stabile in oggetto disattenda tale obbligo. 

Per quanto opinabile possa apparire agli
occhi degli insorgenti, la valutazione operata dal municipio circa
l'inserimento della nuova costruzione nel tessuto del nucleo tradizionale non
integra affatto gli estremi della violazione del diritto sotto il profilo dell'abuso
di potere. Essa va quindi confermata. 

 

 

4.Per quanto riguarda le censure sollevate dai ricorrenti in relazione
alle distanze dalla zona di protezione, è sufficiente un rinvio alle pertinenti
considerazioni sviluppate dal Consiglio di Stato, che questo tribunale fa
proprie. 

 

 

5.Quanto all'altezza del camino, contestata dal ricorrente __________,
basta rilevare che il preavviso del Dipartimento del territorio, richiamato
dalla licenza in esame, subordina il rilascio del permesso all'obbligo di
rispettare le raccomandazioni dell'UFAFP. Il camino dovrà quindi innalzarsi
sino a 50 cm oltre il colmo del tetto. 

 

 

                                   6.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, i ricorsi vanno quindi respinti. 

La tassa di giustizia e le ripetibili sono
suddivise fra i ricorrenti in parti uguali. 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 29 NAPR di __________; 3, 18,
28, 31, 60, 61 PAmm; 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   I ricorsi
sono respinti.

 

 

2.La tassa di giustizia di fr. 1'500.- è suddivisa in parti uguali fra
i ricorrenti. 

 

 

                                   3.   Le
ripetibili di fr. 1'800.- sono suddivise in parti uguali fra i ricorrenti. 

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  ; 

   

   

  patr. da:; 

  ; 

  ; 

  .

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  1 patrocinata da: PA 1 

  2. CO 2 

  2 patrocinato da: PA 2 

  3. CO 3 

  4. CO 4 

  5. CO 5 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario