# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8b207dc6-a21b-5810-ac3d-0f9b1a0b3fd6
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-09-06
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 06.09.2010 U 2010 69
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2010-69_2010-09-06.pdf

## Full Text

U 10 69

SENTENZA
del 6 settembre 2010

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente assistenza giudiziaria gratuita (restituzione)

1. In data 13 gennaio 2010, l’Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni 

(qui di seguito semplicemente amministrazione imposte) informava … 

dell’apertura di una procedura per la restituzione dell’assistenza giudiziaria 

concessale tra il 2003 e il 2004 e invitava l’interessata a voler compilare un 

formulario sulla propria situazione di reddito e di sostanza in vista 

dell’eventuale restituzione dell’importo a suo tempo versatole e pari a fr. 

24'937.20. L’amministrata ritornava il formulario con la semplice aggiunta di 

essere priva di reddito e di sostanza. 

2. Con decisione 3/7 maggio 2010, l’amministrazione imposte chiedeva a … la 

restituzione dell’importo di fr. 24'937.20. In sostanza, giusta i dati fiscali 

riguardanti il 2008, l’amministrata disporrebbe di un reddito annuo di fr. 

80'000.-- e di una sostanza di fr. 200'000.--. Inoltre avrebbe alienato immobili 

per un importo di fr. 2'500'000.--. Il tentativo di recapitare l’invio raccomandato 

in data 11 maggio 2010 restava senza successo. La comunicazione restava 

in seguito in giacenza presso La Posta fino al ritiro della comunicazione allo 

sportello il 7 giugno 2010. 

3. Nel ricorso interposto in data 21 giugno 2010, … chiedeva in sostanza 

l’annullamento della decisione di restituzione, non essendo intervenuto alcun 

miglioramento della propria situazione di reddito e di sostanza dal 2004. I dati 

fiscali invocati dall’autorità convenuta sarebbero stati infatti contestati 

nell’ambito di un procedimento tuttora in corso. Dal profilo formale il ricorso 

sarebbe tempestivo, avendo l’istante preso conoscenza del contenuto del 

provvedimento impugnato solo alcuni giorni prima della presentazione del 

ricorso.  

4. Nella propria presa di posizione l’amministrazione imposte postulava 

l’irricevibilità del ricorso, in quanto tardivo, e comunque la sua reiezione, 

poiché anche materialmente infondato. Tenendo in considerazione il termine 

di giacenza di sette giorni dell’invio presso l’ufficio postale, l’ultimo termine 

utile per la presentazione dell’istanza sarebbe stato il 17 giugno 2010. Ma 

anche nel merito l’istanza sarebbe del tutto immotivata, avendo la situazione 

della beneficiaria subito dei cambiamenti notevoli tra l’epoca della 

concessione dell’assistenza giudiziaria e quella attuale. 

5. Replicando e duplicando, le parti si riconfermavano essenzialmente nelle loro 

precedenti allegazioni e proposte. 

Considerando in diritto:

1. A norma dell’art. 12 cpv. 3 della legge sull’organizzazione giudiziaria (LOG), 

qualora un rimedio giuridico sia evidentemente inammissibile, il presidente 

della camera competente decide in qualità di giudice unico. Nell’evenienza 

viene in primo luogo contestata la tempestività del ricorso e pertanto fatta 

valere la evidente inammissibilità del rimedio giuridico presentato.  

2. a) Giusta l’art. 52 cpv. 1 della legge sulla giustizia amministrativa (LGA), il ricorso 

deve essere inoltrato per iscritto al Tribunale amministrativo entro 30 giorni 

dalla comunicazione della decisione impugnata. I termini per i rimedi legali 

non possono essere prorogati (art. 9 cpv. 1 LGA). I termini che iniziano a 

decorrere con una comunicazione iniziano a decorrere dal giorno seguente 

(art. 7 cpv. 1 LGA). Le istanze devono essere consegnate al più tardi l’ultimo 

giorno del termine ad un ufficio postale svizzero oppure durante gli orari 

d’ufficio all’autorità competente (art. 8 cpv. 1 LGA). Un invio raccomandato, si 

ritiene notificato alla destinataria al momento della sua consegna effettiva 

oppure, se non è recapitato a domicilio né ritirato alla posta, l’ultimo giorno del 

termine di ritiro di sette giorni stabilito al numero 2.3.7b. delle “Condizioni 

generali Servizi postali” de La Posta, edizione dell’aprile 2008, ovvero l’ultimo 

dei sette giorni utili durante i quali l’invio rimane depositato all'ufficio postale 

(DTF 132 III 492 cons. 1 e 127 I 34 cons. 2a/aa). Il termine di giacenza di sette 

giorni inizia a decorrere il giorno successivo a quello in cui l'avviso di ritiro 

della raccomandata (foglio giallo) viene depositato nella casella postale o 

nella buca delle lettere (sentenza del Tribunale federale H 338/00 del 13 

febbraio 2001) e si calcola indipendentemente dai giorni festivi ufficiali e dalle 

ferie giudiziarie (sentenza del Tribunale federale 5D_16/2008 del 10 marzo 

2008).

b) Nell’evenienza, giusta l’attestazione rilasciata da La Posta, l’addetto alla 

consegna non riusciva a rintracciare la destinataria l’11 maggio 2010 e 

deponeva l’avviso di ritiro della raccomandata lo stesso giorno. Per questo la 

notifica fittiva era reputata avvenuta al termine dei sette giorni, che avendo 

inizio il 12 maggio scadeva il martedì 18 maggio 2010. Con la decorrenza del 

termine di ricorso di 30 giorni il giorno seguente, l’ultimo termine utile per l’invio 

del ricorso o la sua consegna diretta al sottoscritto Tribunale era il giovedì 17 

giugno 2010. Il ricorso presentato il 21 giugno è pertanto tardivo.

3. a) I termini che non sono rispettati possono essere restituiti soltanto se la parte 

o il suo rappresentante può provare di non averli potuti osservare a causa di 

un impedimento di cui non ha colpa (ad esempio malattia o incidente grave). 

La domanda di restituzione deve essere presentata entro dieci giorni dalla 

cessazione dell’impedimento (art. 10 LGA). Nel proprio ricorso, l’istante 

adduce di essere rimasta assente all’estero e di aver ricevuto la 

comunicazione della decisione solo alcuni giorni prima della presentazione 

del ricorso. In base all’attestazione fornita da La Posta, la raccomandata 

veniva ritirata allo sportello il 7 giugno 2010 alle ore 10:47. Dal momento 

dell’effettiva comunicazione, la ricorrente disponeva pertanto ancora di nove 

giorni per adire le vie legali entro i regolari termini di ricorso. Ne consegue che 

la pretesa assenza all’estero non è comunque nemmeno stata causale per la 

tardività del ricorso. 

b) Del resto anche nell’ottica della buona fede il computo dei termini sfugge a 

qualsiasi critica. La finzione di notifica dopo sette giorni di giacenza presso 

l’ufficio postale vale nell'ipotesi in cui il soggetto di diritto debba 

ragionevolmente attendersi l'intimazione di un atto. Pertanto colei che si 

assenta, pendente una procedura, dal proprio domicilio deve fare in modo che 

gli atti connessi possano esserle agevolmente notificati, comunicando 

correttamente e tempestivamente il suo nuovo recapito o designando un 

rappresentante abilitato ad agire a suo nome durante la sua assenza (DTF 

127 I 31 cons. 2; 119 V 94 cons. 4b/aa; 117 V 132 cons. 4a; 116 Ia 92 cons. 

2a; sentenza del Tribunale federale H 61/00 del 9 agosto 2001 e H 338/00 del 

13 febbraio 2001). Nel caso di assenza di breve durata - di qualche settimana 

- è usuale avvertire l'autorità dinanzi alla quale è pendente una procedura e 

pregarla di attendere il rientro dell’interessata prima di emanare una 

decisione. Questa comunicazione, formulata tempestivamente, deve essere 

tenuta in considerazione dall'autorità secondo il principio della buona fede, a 

meno che l’amministrata non tenti tramite tale avviso di arrogarsi un vantaggio 

che non gli spetta. 

c) Nella concreta fattispecie, l’istante era stata resa attenta all’apertura del 

procedimento nei suoi confronti nel corso del mese di gennaio 2010. Dopo 

l’introduzione del formulario sulla sua situazione patrimoniale e di reddito 

doveva pertanto aspettarsi una decisione materiale sulla ventilata restituzione 

dell’importo ottenuto a titolo di assistenza giudiziaria gratuita. Prima di 

assentarsi per più settimane all’estero era pertanto tenuta ad avvertire 

l’autorità o a designare una persona che avrebbe potuto agire di conseguenza 

in sua assenza. Per quanto esposto al considerando che precede, 

nell’evenienza l’assenza dal domicilio aveva comunque permesso all’istante 

di venire a conoscenza del contenuto della decisione contestata nove giorni 

prima dello scadere del regolare termine di ricorso, motivo per cui la tardività 

del ricorso non è neppure imputabile alla fittizia intimazione. Ne discende che 

l’atto di ricorso è evidentemente tardivo anche tenendo in considerazione tutti 

i possibili elementi giustificativi che potrebbero sembrare entrare in 

considerazione. 

4. In conclusione il ricorso è tardivo e quindi manifestamente inammissibile. La 

ricorrente è tenuta a sopportare le spese occasionate dal procedimento. 

Infatti, giusta l’art. 73 cpv. 1 LGA, la parte soccombente deve di regola 

assumersi le spese, mentre all’amministrazione imposte che vince la causa 

non vengono assegnate ripetibili (vedi art. 78 cpv. 2 LGA) avendo questa agito 

nell’esercizio delle sue attribuzioni ufficiali. 

Il Giudice unico decide:

1. Il ricorso è manifestamente inammissibile.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 400.--

- e le spese di cancelleria di fr. 158.--

totale fr. 558.--

il cui importo sarà versato da … entro trenta giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

L’interposto ricorso al Tribunale federale in materia di diritto pubblico è stato dichiarato 

inammissiblie in data 1. dicembre 2010 (2C_922/2010).