# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b8c7b50d-e497-5a3e-89b1-2dcae0cea322
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-08-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.08.2008 D-5211/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5211-2008_2008-08-25.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5211/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 5  a g o s t o  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Hans Schürch, 
cancelliera Chiara Piras.

A._______, dichiaratosi nato il [...] e cittadino 
camerunese, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM dell'8 agosto 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5211/2008

Fatti:

A.
Il 22 giugno 2008, l'interessato ha presentato una domanda d’asilo in 
Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. 
verbale d'audizione del 2 luglio 2008), d'essere nato e di avere vissuto 
tutta la sua vita in Camerun (B._______), dove sarebbe stato arrestato 
e imprigionato senza processo nel gennaio 2006 per avere trasportato 
delle armi (a sua insaputa). Dopo due anni e sei mesi di detenzione, 
avrebbe colto l'occasione di una rissa nella prigione per scappare con 
altri  detenuti.  Dopo  essersi  nascosto  per  una  notte  a  B._______, 
avrebbe lasciato il suo Paese a bordo di una nave, arrivando in Europa 
- in una città a lui sconosciuta - per poi proseguire il suo viaggio verso 
la Svizzera.

B.
Il  4  luglio  2008,  è  stata  effettuata  un'analisi  Lingua.  L'esaminatore 
(cognito,  in  particolare,  della  lingua  inglese  parlata  nell'Africa 
occidentale rispettivamente dei dialetti inglesi e della lingua francese), 
nel  rapporto  del  [...],  ha  indicato  che  dall'analisi  emerge  che 
l'interessato parla la variante inglese dell'Africa occidentale, in uso in 
Nigeria  (“pidgin  english”),  e  un  po'  di  francese.  Infine,  nonostante 
abbia riscontrato che verosimilmente quest'ultimo ha soggiornato per 
qualche  tempo  in  Camerun,  ha  comunque  escluso  che  il  luogo  di 
socializzazione  primario  dell'interessato  sia  il  Camerun,  bensì,  ha 
determinato con certezza che si tratta della Nigeria. 

C.
Il  24  luglio  2008,  l'UFM ha conferito  al  ricorrente  il  diritto  di  essere 
sentito sulle risultanze del citato rapporto, più precisamente in merito 
all'inganno sulla sua identità.

D.
L'8 agosto 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell’art. 32 cpv. 2 lett. b della  legge sull'asilo  del  26 giugno 
1998  (LAsi,  RS  142.31).  L'autorità  inferiore  ha  pure  pronunciato 
l’allontanamento  dell’interessato  dalla  Svizzera  e  l’esecuzione 
dell’allontanamento verso il  suo vero Paese d'origine siccome lecita, 
esigibile e possibile.

Pagina 2

D-5211/2008

E.
Il 12 agosto 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha  chiesto  l’annullamento  della  decisione  impugnata  e  la 
trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  una  nuova 
decisione  nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo,  la  concessione 
dell'asilo  o  dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì  presentato 
un'istanza d'esenzione dal versamento dell'anticipo a copertura delle 
presumibili spese processuali.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]).

2.

2.1 Nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  b  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa.

2.2 Nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie le condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 
della  legge federale  sulla  procedura  amministrativa del  20  dicembre 
1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

Pagina 3

D-5211/2008

4.
Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano ed il 
ricorso  è  stato  presentato  in  tale  lingua,  di  modo  che  la  presente 
sentenza è redatta in italiano.

5.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  rilevato  che,  in  virtù  delle 
risultanze del rapporto sull'esame Lingua, il ricorrente ha ingannato le 
autorità  svizzere  in  materia  d'asilo  sulla  propria  identità  ai  sensi 
dell'art.  32  cpv.  2  lett.  b  LAsi.  Dal  rapporto  sull'esame  Lingua 
emergerebbe con certezza, da un lato, che il luogo di socializzazione 
primario dell'interessato sarebbe l'Africa occidentale, più precisamente 
la  Nigeria,  e  dall'altro  lato,  che  il  luogo  di  socializzazione  primario 
dell'interessato  non  sarebbe  il  Camerun.  In  effetti,  nonostante 
quest'ultimo abbia sostenuto di essere nato e cresciuto a B._______, 
si esprimerebbe molto male in francese, anche se in realtà il francese 
è più diffuso del  “pidgin english”. Anche se non può essere escluso 
che  il  ricorrente  abbia  trascorso  un  certo  periodo  di  tempo  in 
Camerun, quest'ultimo non sarebbe stato in grado di esprimersi nella 
lingua locale di B._______. La sua pronuncia e il suo uso dei vocaboli 
sarebbe invece tipico dell'inglese parlato in Nigeria. L'autorità inferiore 
ha, altresì, rilevato che nell'ambito dell'audizione concernente il diritto 
di  essere  sentito  sulle  risultanze  del  citato  rapporto,  l'interessato  si 
sarebbe  limitato  a  ribadire  la  sua  provenienza  camerunese,  senza 
dimostrarla. Infine,  l'UFM ha  considerato  lecita,  esigibile  e  possibile 
l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'interessato  verso  il  vero  Paese 
d'origine.

6.
Nel  gravame,  il  ricorrente  sostiene d'essere  originario  del  Camerun, 
dove è nato e cresciuto, e di non essere mai stato in Nigeria. Entrambi 
i  suoi  genitori  sarebbero originari  di  C._______,  vicino alla  frontiera 
con  la  Nigeria,  ma  avrebbero  vissuto  per  molti  anni  a  B._______. 
Peraltro,  gli  sarebbe  impossibile  provare  la  cittadinanza  con  dei 
documenti,  visto che quest'ultimi sono stati  confiscati  dalla polizia al 
momento dell'arresto. Infine, nelle audizioni  sostenute in francese, ci 
sarebbero stati dei malintesi. Avrebbe, infatti, avuto l'impressione che 
l'interprete non lo capisse bene.

7.
Giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  b  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 

Pagina 4

D-5211/2008

domanda  d'asilo  se  il  richiedente  inganna  le  autorità  sulla  propria 
identità e tale fatto è stabilito dai risultati  dell'esame dattiloscopico o 
da altri mezzi di prova.

7.1 Questo  Tribunale  osserva  che  l’esame  Lingua  va  sussunto  al 
mezzo  di  prova  dell’informazione  giusta  l’art.  12  lett.  c  PA  (v. 
Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso 
in  materia  d'asilo  [GICRA]  2003  n.  14,  tuttora  applicabile).  Esso 
soggiace al libero apprezzamento delle prove e costituisce peraltro un 
mezzo idoneo a dimostrare l’inganno sull’identità ai sensi dell’art. 32 
cpv. 2 lett. b LAsi (GICRA 1999 n. 19 e n. 20 e GICRA 1998 n. 34) e, 
dunque, a giustificare la pronuncia di una decisione di non entrata nel 
merito  di  una  domanda d’asilo.  E’  tuttavia  consentito  ammettere  un 
inganno  sull’identità  solo  allorquando  l’esame  Lingua  consenta 
d’escludere inequivocabilmente che il richiedente l’asilo provenga dal 
Paese di cui sostiene di possedere la cittadinanza (GICRA 2004 n. 4).

7.2 Il  ricorrente  non  ha  sollevato  alcuna  censura  in  merito  allo 
svolgimento dell’esame Lingua, segnatamente alla prospettazione del 
contenuto  essenziale  dell’esame  ed  alla  facoltà  d’esprimersi  al 
riguardo, senza che vi sia motivo di un intervento d'ufficio da parte del 
TAF medesimo a causa dell'esistenza di un vizio grave non suscettibile 
di  sanatoria  in  sede  di  ricorso.  Peraltro,  visto  che  il  ricorrente  ha 
dichiarato lui  stesso di  essere nato e cresciuto a B._______, non lo 
soccorre la  censura secondo cui  le  persone originarie  di  B._______ 
sarebbero in minoranza mentre la maggior parte sarebbero stranieri e 
parlerebbero  l'inglese  ed  il  francese  (cfr. verbale  d'audizione  del  24 
luglio 2008 pag. 2). Inoltre, secondo l'esaminatore, la parlata in lingua 
inglese dell'interessato presenta le caratteristiche dell'inglese parlato 
in Africa occidentale e, segnatamente, in Nigeria. In tale ambito, non 
soccorre  l'insorgente  la  generica  argomentazione  secondo  la  quale 
sarebbe originario di C._______, dove le persone parlerebbero come 
lui (cfr. verbale d'audizione del 24 luglio 2008 pag. 2). Peraltro, né in 
occasione del diritto d'essere sentito, né nel gravame il ricorrente ha 
fornito  alcuna  spiegazione  verosimile  in  relazione  alle  sue  scarse 
conoscenze della lingua locale di B._______ e del francese così come 
evidenziate nella decisione impugnata. Dai rapporti sull'analisi Lingua 
emerge,  inoltre,  con  certezza  che,  malgrado  l'insorgente  abbia 
verosimilmente  soggiornato  per  qualche  tempo  in  Camerun,  il  suo 
luogo  di  socializzazione  primaria  è  l'Africa  occidentale,  più 
precisamente la Nigeria. Infine, va rilevato che le  censure ricorsuali, 

Pagina 5

D-5211/2008

secondo le quali sarebbero emersi dei malintesi durante le audizioni in 
lingua francese (v. gravame, pag. 2), non hanno alcun senso visto che 
sia l'audizione del 2 luglio 2008, sia l'audizione del 24 luglio 2008 sono 
state effettuate in inglese. 

7.3 Per sovrabbondanza,  le  allegazioni  in  materia  d'asilo  presentate 
dal  ricorrente  sono  totalmente  inconsistenti,  poiché  s'esauriscono  in 
mere  e  generiche  affermazioni  di  parte.  Peraltro,  non  compete  alle 
autorità  svizzere  di  pronunciarsi  sulla  presunta  ingiustizia  della 
sentenza  emessa  dalle  autorità  camerunesi  nei  confronti  del 
ricorrente.  Inoltre,  di  regola  una  sentenza  ingiusta  o  un'errore 
giudiziario  ai  danni  dell'insorgente  è  irrilevante  in  materia  d'asilo, 
senza  che  il  ricorrente  abbia  presentato  argomenti  precisi  e  seri 
suscettibili di giustificare un'eccezione alla regola. Inoltre, in merito ad 
un eventuale rinvio nel suo Paese d'origine, il ricorrente ha unicamente 
sostenuto  di  avere  paura  di  essere  messo  in  prigione  a  vita  (cfr. 
verbale  d'audizione  del  24  luglio  2008  pag.  2).  Quest'ultima 
affermazione  permette  di  rilevare  l'inesistenza  per  l'insorgente  di 
pericoli seri d'esposizione a seri pregiudizi in patria. 

7.4 Da quanto esposto, discende che a giusta ragione, in virtù delle 
emergenze  processuali,  l’UFM  ha  considerato  siccome  adempiti  i 
presupposti per la pronuncia di una decisione di non entrata nel merito 
ai  sensi  dell’art.  32  cpv.  2  lett.  b  LAsi  per  inganno  sull'identità. 
Pertanto, in materia di non entrata nel merito il ricorso, destituito d'ogni 
e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata va confermata.

8.
Non  emergono  dalle  carte  processuali  neppure  elementi  da  cui 
desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente verso il 
suo  effettivo  Paese  d'origine  possa  violare  l'art.  25  cpv.  2  della 
Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile 
1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei 
rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di 
respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della  legge  federale  del  16 
dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20).

8.1 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr  non si  esaurisce, altresì,  nella 
massima del  “divieto di  respingimento”. Anche altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione 
dell'allontanamento,  in  particolare  l'art.  3  della  Convenzione  per  la 

Pagina 6

D-5211/2008

salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 
novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o l'art. 3 della Convenzione contro 
la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 
10  dicembre  1984  (Conv.  tortura,  RS  0.105).  L'applicazione  di  tali 
disposizioni  presuppone,  peraltro,  l'esistenza  di  serie  e  concrete 
ragioni per ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel Paese 
verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli; 
spetta  al  richiedente  di  dimostrare,  nel  senso  della  probabilità 
preponderante, l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni. Nel caso 
concreto, alcun elemento di cui agli atti di causa consente di ritenere 
che il ricorrente sarebbe esposto, in caso di rimpatrio, al rischio reale 
ed immediato  di  un  trattamento  contrario  all'art. 3  CEDU o all'art. 3 
Conv. tortura. 

8.2 Pertanto,  e  come rettamente  rilevato  nella  decisione impugnata, 
l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente è ammissibile.

9.
Occorre quindi esaminare se per l'insorgente vi siano pericoli concreti 
in  caso  di  rimpatrio,  tali  da  rendere  inesigibile  l'esecuzione  del  suo 
allontanamento (art. 83 cpv. 4 LStr).

9.1 ll  TAF  osserva  che  v'è  ragione  di  presumere,  in  assenza  di 
puntuale e motivata censura ricorsuale, che in Nigeria, Paese ritenuto 
dall'esaminatore Lingua come quello d'origine del ricorrente, non vige 
attualmente  una  situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza 
generalizzata che coinvolga l'insieme della  popolazione nella  totalità 
del territorio nazionale. 

9.2 Quanto alla situazione personale del ricorrente, questo Tribunale 
constata che lo stesso è giovane, celibe ed ha una certa esperienza 
professionale. Non ha altresì preteso nel gravame di soffrire di  gravi 
problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria 
(v. GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli  atti  di 
causa  emerga  la  necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in 
Svizzera per motivi medici. In siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha 
rettamente ritenuto siccome adempiti i presupposti per formulare una 
prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive  possibilità  per  il 
ricorrente di un adeguato reinserimento sociale in patria.

9.3 Ritenuto  che  neppure  ad  un  esame  d'ufficio  delle  carte 
processuali  emergono circostanze, sussumibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, 

Pagina 7

D-5211/2008

che  ostano  alla  pronuncia  dell'esecuzione  dell'allontanamento  del 
ricorrente,  il  ricorso  non  merita  tutela  nemmeno  su  tale  punto  di 
questione.

10.
Infine, non risultano impedimenti  neppure dal  profilo  della possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). L'insorgente, 
usando della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento 
indispensabile al rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque 
pure possibile.

11.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 
agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

12.
Per conseguenza, anche in materia di allontanamento ed esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

13.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

14.
Il TAF avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione 
dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto.

15.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 
nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

Pagina 8

D-5211/2008

(dispositivo alla pagina seguente)

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto. 

3.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione dimora e aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N )
- D._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

Pagina 9