# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fa98b74b-5c29-5d16-b8dc-f5aa132443b5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-02-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 26.02.2001 15.2001.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2001-6_2001-02-26.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2001.00006

  	
  Lugano

  26 febbraio
  2001

  EC/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 22 dicembre 2000 di

 

	
   

  	
  __________

  patr. dall’avv. __________

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano
nell’esecuzione n. __________ promossa contro la ricorrente da

 

	
   

  	
  __________

  __________

  __________

  __________

  patr. dallo Studio legale __________

   

  

 

 

in tema di comunicazione della domanda di
realizzazione alla debitrice;

 

viste le osservazioni:

-        
5 gennaio 2001 degli
avvocati __________, __________, __________, __________;

-        
9 gennaio 2001 dell’UE
di Lugano;

 

esaminati atti e documenti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                    A.        Con decreto 20 ottobre 1998 la Segretaria
Assessore della Pretura di Lugano, Sezione 4, ha sequestrato fino a concorrenza
del credito in esecuzione di fr. 11'106.20 oltre accessori su istanza degli
avvocati __________, __________, __________, __________ contro __________, “presso
la __________: tutti gli averi, nessuno escluso o eccettuato, in depositi
(quale la cassetta di sicurezza no. __________) o conti intestati e/o
appartenenti alla debitrice anche se apparentemente intestati a terzi, in
particolare i quadri depositati dalla __________ in quanto di proprietà della
debitrice.

 

 

 

                                    B.        Lo stesso giorno l’UE di Lugano ha
eseguito il sequestro presso la __________.

 

 

 

                                    C.        Con PE n. __________ del 29 ottobre/4 novembre 1998, a cui
l’escussa ha interposto tempestiva opposizione, gli avvocati __________,
__________, __________, __________ hanno escusso __________ per l’incasso di
complessivi fr. 11'106.-- oltre accessori. 

 

 

 

                                    D.        Il 31 dicembre 1998 i procedenti hanno
promosso contro __________ alla Pretura del Distretto di Lugano l’azione di
convalida del sequestro.

 

 

 

                                    E.        Con decreto 4 novembre 1999 il Pretore di
Lugano, Sezione 1, ha stralciato dai ruoli la causa promossa il 31 dicembre
1998 dagli avvocati __________, __________, __________, __________, avendo le
parti concluso un accordo transattivo.

 

 

 

                                    F.        L’opposizione
interposta dalla ricorrente al PE n. __________ del 29 ottobre/4 novembre 1998
è poi stata respinta in via definitiva limitatamente a fr. 9'001.65 oltre
accessori dalla Segretaria assessore del Distretto di Lugano, Sezione 5, con
sentenza 17 gennaio 2000, cresciuta in giudicato.

 

 

 

                                    G.        L’11 febbraio 2000 i creditori hanno
presentato la domanda di prosecuzione dell’esecuzione.

 

 

 

                                    H.        Il 14 aprile 2000 l’UE di Lugano ha trasmesso alla debitrice
l’avviso di pignoramento, indicando che l’__________ alle ore 14.30 avrebbe
proceduto al pignoramento presso la __________, per un credito di complessivi
fr. 12'344.30.

 

 

 

                                    I.          L’__________ l’UE ha pignorato presso la
__________ un quadro senza cornice raffigurante il “__________ ” del 1630 ca. e
un quadro senza cornice raffigurante il “__________ ” periodo 1623 ca.,
attribuiti a __________. L’UE di Lugano, non essendo in grado di determinarne
il valore reale, ha stimato entrambi i quadri in fr. 1.--.

 

 

 

                                    L.        Il
29 novembre 2000 i creditori hanno presentato la domanda di vendita dei beni
pignorati.

 

 

 

M.        Con atto 30 novembre 2000 l’UE di
Lugano ha comunicato all’escussa l’avvenuta domanda di realizzazione da parte
dei creditori, indicando che “salvo pagamento nel termine di cinque giorni”
avrebbe proceduto a fissare la data dell’incanto.

 

 

 

                                    N.        Con
tempestivo ricorso 22 dicembre 2000 __________ ha postulato, con protesta di
spese e ripetibili, la declaratoria di nullità della domanda di realizzazione
(recte: della comunicazione della domanda di realizzazione), atteso che:

 

                                         -     ”la
stessa contravviene agli accordi presi tra il sottoscritto e l’UE con i creditori
durante il sopralluogo presso la banca che custodisce i beni pignorati nel
senso che si sarebbe atteso di conoscere la perizia chiesta dai creditori
all’esperto della casa d’aste __________ per poi concertare le modalità
adeguate per procedere alla realizzazione delle opere che a detta dei titolari
della società debitrice sono di un noto artista spagnolo dell’inizio del ‘600”;

 

                                         -     ”contraddice
ogni accordo l’atto sollecitato dai creditori e qui fatto intimare dall’Ufficio
che quindi viene formalmente contestato, chiedendone l’annullamento puro e
semplice fino a definizione delle convenute modalità, premessa la valutazione
scritta da parte della casa d’aste promessa a tutti i partecipanti al
sopralluogo in banca”.

 

 

 

                                    O.        Lo stesso giorno i creditori hanno
trasmesso all’UE di Lugano due scritti della casa d’aste __________ di
__________, dai quali emerge che il valore dei dipinti si aggira attorno alla £
7’000-10'000 per il ritratto di __________ e alle £ 6’000-8'000 per il ritratto
di __________.

 

 

 

                                   P.        Con
osservazioni 5 gennaio 2001 i creditori hanno postulato la reiezione del
gravame, atteso che tra le parti non vi sarebbero stati accordi che impedissero
ai creditori di chiedere la vendita. Gli osservanti rilevano che le parti
volevano unicamente attendere il rapporto del perito della casa d’aste
__________, cosa che in concreto è avvenuta.

 

 

 

                                   Q.        Delle osservazioni 9 gennaio 2001 dell’UE
di Lugano, postulanti la reiezione del gravame, si dirà, per quanto necessario,
in seguito.

 

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto:

 

 

 

                                      1.      Per l’art. 116 cpv. 1 LEF il creditore può domandare la
realizzazione dei beni mobili, crediti e altri diritti pignorati non prima di
un mese né più tardi di un anno dal pignoramento e, quando si tratti di fondi,
non prima di sei mesi né più tardi di due anni dal pignoramento. La domanda di
realizzazione può anche essere formulata oralmente ( cfr. Jaeger/Walder/
Kull/Kottmann, SchKG, Zurigo 1997, n. 15 ad art. 116). Il termine per domandare
la realizzazione comincia a decorrere dal momento del pignoramento e non dalla
sua comunicazione al creditore (DTF 115 III 109). L’esecuzione è perenta se la
domanda di realizzazione non é stata fatta nel termine legale o se, ritirata,
non fu più rinnovata (art. 121 LEF). A domanda del debitore la realizzazione si
può fare anche prima che il creditore sia autorizzato a richiederla (art. 124
cpv. 1 LEF).

 

 

 

                                      2.      Nel caso di specie il pignoramento è stato eseguito ad opera dell’UE
di Lugano l’8 maggio 2000 e il 29 novembre 2000 i creditori hanno presentato,
conformemente all’art. 116 cpv. 1 LEF entro il termine di un anno dall’avvenuto
pignoramento, la domanda di realizzazione.

            L’UE di Lugano, dando seguito a tale
richiesta e comunicando all’escussa il giorno successivo la ricezione della
domanda di realizzazione, ha quindi correttamente accertato il rispetto dei
termini imposti al creditore dal diritto esecutivo per chiedere la vendita dei
beni pignorati.

 

 

 

                                    3.         Per
l'art. 97 cpv. 1 LEF il funzionario stima gli oggetti pignorati facendosi
assistere, ove occorre, da periti. Il ricorso a un perito per procedere alla
stima in vista del pignoramento rientra nel potere di apprezzamento dell'organo
esecutivo (Jaeger/ Walder/ Kull/
Kottmann, op. cit., n.8 e 9 ad art. 97 LEF), è in particolare indicato
quando la stima di un oggetto richiede conoscenze speciali che l'Ufficio non
possiede (DTF 93 III 20; Bénédict Foëx,
Basler Kommentar zum SchKG, Vol. I, Basilea/ Monaco/ Ginevra 1998, n.14 ad art.
97 LEF.).

                                               In
concreto l’UE di Lugano ha pignorato due dipinti, asserite opere del noto
artista spagnolo del seicento __________, stimandole in fr. 1.-- cadauna e
menzionando nel verbale di pignoramento di aver indicato tale importo perché
non in grado di determinare il loro valore reale. In siffatte circostanze è di
tutta evidenza che ben si giustifica da parte dell’UE il ricorso ad un perito
alfine di poter accertare, grazie alle conoscenze professionali specifiche di
quest’ultimo, conoscenze che non possono essere richieste ad un Ufficio a cui
competono ben altre incombenze, il valore venale presumibile di tali opere.

                                               Dalla
documentazione agli atti, segnatamente dallo scritto 4 settembre 2000 dei
creditori, si evince che questi hanno incaricato la nota casa d’aste __________
di __________ affinché visionasse e quindi riferisse sui due quadri attribuiti
al pittore spagnolo. In data 22 dicembre 2000, facendo seguito a quanto
anticipato nello scritto del 4 settembre 2000, i creditori hanno poi trasmesso
all’UE di Lugano il referto peritale 6 ottobre/27 novembre 2000 della casa
d’aste __________. L’UE dispone ora di una stima relativa ai dipinti pignorati
e potrà indicare tale valore ai potenziali acquirenti con la pubblicazione, nei
modi previsti all’art. 125 cpv. 1 LEF, del bando d’incanto. Nessuna censura può
quindi essergli mossa, ritenuto che l’Ufficio si è determinato correttamente,
in ossequio anche al principio generale dell’economia procedurale, rientrando
nel suo potere di apprezzamento decidere, come in concreto, di lasciare ai
creditori l’onere di far allestire una perizia da parte di una casa d’aste
riconosciuta a livello internazionale.

                                              Il
gravame di __________ deve pertanto essere respinto, ritenuto che anche le
ulteriori argomentazioni ricorsuali, secondo cui debitrice, creditori e Ufficio
di esecuzione avrebbero stabilito che prima di procedere alla realizzazione le
parti avrebbero dovuto di comune intesa concertare le modalità adeguate per
procedere alla realizzazione delle due opere, non trovano riscontri oggettivi
nella documentazione agli atti causa e neppure nel verbale di pignoramento.

                                               L’Ufficio
di esecuzione è pertanto libero di stabilire, nei limiti impostigli dalla
legge, il modo di realizzazione che ritiene più adeguato per i beni pignorati.

 

 

 

                               4.            Ne
consegue la reiezione del gravame.

                                              Sulle
spese occorre ricordare a futura memoria che - benché la gratuità della
procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il
ricorso secondo l'art. 17 LEF (Jean - François Poudret/Suzette Sandoz-Monod,
Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna
1990,n.2.10 all'art. 81, p.804) - siffatto principio è stato codificato per
espressa volontà del legislatore (art.20a cpv.1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2
lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons.2a) Per lo stesso motivo non si assegnano
indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

 

richiamati gli art. 17, 97, 116 cpv. 1, 120, 121,
124 cpv. 1 e 125 cpv. 1 LEF

 

 

 

pronuncia:              1.   Il
ricorso 22 dicembre 2000 di __________, è respinto.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione
a:

                                         –
__________

                                         Comunicazione
all'UE di Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                             Il
segretario