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**Case Identifier:** d99fbced-34f2-5c92-a26d-fb03ff5737b4
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-06-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.06.2014 A-466/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-466-2014_2014-06-20.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte I 

A-466/2014 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  2 0  g i u g n o  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), André Moser, Marie-Chantal May Canellas,  

cancelliera Sara Friedli. 

 

 
 

Parti 

 
A._______,  

patrocinata dall'avv. Alessandro Mazzoleni, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Billag SA,  

Avenue de Tivoli 3, casella postale, 1701 Fribourg,    

autorità di prima istanza, 

 

Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM), 

Rue de l'Avenir 44, casella postale 1003, 2501 Bienne,    

autorità inferiore. 

 

Oggetto 

 
Canone di ricezione radiotelevisivo. Domanda di assistenza 

giudiziaria con gratuito patrocinio. 

 

 

A-466/2014 

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Fatti: 

A.  

Il 25 aprile 2013 la Billag SA, in Friborgo (di seguito: autorità di prima 

istanza), ha avviato nei confronti della signora A._______ una procedura 

esecutiva, a causa del mancato pagamento del canone di ricezione 

radiotelevisivo per una somma pari a 2'695.40 franchi per il periodo dal 

1° aprile 2007 al 31 gennaio 2013. 

B.  

Contro il relativo precetto esecutivo la signora A._______ ha interposto 

opposizione. 

C.  

Con decisione 25 luglio 2013, l'autorità di prima istanza ha rigettato in via 

definitiva la predetta opposizione e stabilito che l'obbligo di pagare il 

canone per la ricezione dei programmi radiofonici e televisivi terminava – 

in base alla comunicazione 13 maggio 2013 – in data 31 maggio 2013. 

D.  

Il 29 luglio 2013, contro la predetta decisione, la signora A._______ – per 

il tramite del suo patrocinatore – ha presentato un ricorso cautelativo 

dinanzi all'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM), con domanda di 

assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio. 

E.  

Con decisione incidentale 9 gennaio 2014, l'UFCOM (di seguito: autorità 

inferiore) – malgrado l'erronea formulazione nel dispositivo – ha accolto la 

richiesta di dispensa dal pagamento delle spese processuali ai sensi 

dell'art. 65 cpv. 1 PA, ma respinto la richiesta di gratuito patrocinio, 

ritenendo come non adempiute le condizioni dell'art. 65 cpv. 2 PA. 

F.  

Contro la predetta decisione incidentale, la signora A._______ (di seguito: 

ricorrente) – sempre per il tramite del suo patrocinatore – ha presentato 

ricorso il 28 gennaio 2014 dinanzi al Tribunale amministrativo federale, 

postulandone l'annullamento. Nel contempo, per la presente procedura di 

ricorso, la ricorrente ha postulato la concessione dell'assistenza 

giudiziaria con beneficio del gratuito patrocinio. 

G.  

Con decisione incidentale 13 marzo 2014, lo scrivente Tribunale – sulla 

base di un esame degli atti dell'incarto prodotto dall'autorità inferiore e del 

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formulario "Domanda di gratuito patrocinio" della ricorrente, nonché degli 

atti ad esso acclusi – ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria 

con gratuito patrocinio formulata per la procedura di ricorso, constatando 

il difetto dei presupposti legali (cfr. art. 65 PA) per la sua concessione. 

H.  

Con scritto 9 aprile 2014, l'autorità inferiore ha presentato le proprie 

osservazioni al ricorso e ne ha postulato il rigetto, riconfermandosi 

essenzialmente nella propria decisione incidentale. 

I.  

Con scritto 13 maggio 2014, la ricorrente – per il tramite del suo 

patrocinatore – si è riconfermata nelle proprie allegazioni, postulando 

l'accoglimento del proprio gravame. 

J.  

Ulteriori fatti ed argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessari, 

nei considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell'art. 5 PA, emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, 

riservate le eccezioni di cui all'art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF).  

In concreto, l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA, emessa dall'UFCOM, che è un Ufficio federale subordinato 

al Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle 

comunicazioni (di seguito: DATEC) ai sensi dell'art. 33 lett. d LTAF. Il 

presente ricorso risulta pertanto di competenza del Tribunale ammini-

strativo federale. 

1.2 Pacifica è poi la legittimazione a ricorrere della ricorrente. La stessa 

ha infatti preso parte alla procedura dinanzi all'autorità inferiore. Inoltre, 

quale destinataria della decisione impugnata che le nega la concessione 

del gratuito patrocinio ai sensi dell'art. 65 cpv. 2 PA, la ricorrente risulta 

poi particolarmente toccata dalla stessa e vanta pertanto un interesse 

attuale e degno di protezione al suo annullamento o alla sua 

modificazione (art. 48 cpv. 1 PA). Tanto più visto che il provvedimento 

avversato comporta un onere pecuniario.  

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1.3 Il ricorso è altresì stato interposto tempestivamente (cfr. art. 20 segg., 

art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma e di contenuto previste 

dalla legge (cfr. art. 52 PA). 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del 

potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) e l'inade-

guatezza (art. 49 lett. c PA; cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ 

KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2
a
 ed. 

2013, n. 2.149). 

2.2 Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi 

addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 

2007/41 consid. 2; PIERRE MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, 

vol. II, 3
a
 ed. 2011, no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della massima 

inquisitoria e dell'applicazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: 

l'autorità competente procede difatti spontaneamente a constatazioni 

complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure 

sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 122 V 157 

consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3). Secondo il 

principio di articolazione delle censure ("Rügeprinzip") l'autorità di ricorso 

non è tenuta a esaminare le censure che non appaiono evidenti o non 

possono dedursi facilmente dalla constatazione e presentazione dei fatti, 

non essendo a sufficienza sostanziate (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

op. cit., n. 1.55). Il principio inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che 

la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione 

della causa (cfr. DTF 128 II 139 consid. 2b). 

2.3 Il dovere processuale di collaborazione concernente in particolare il 

ricorrente che interpone un ricorso al Tribunale nel proprio interesse, 

comprende, in particolare, l'obbligo di portare le prove necessarie, 

d'informare il giudice sulla fattispecie e di motivare la propria richiesta, 

ritenuto che in caso contrario arrischierebbe di dover sopportare le 

conseguenze della carenza di prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 119 III 70 

consid. 1; MOOR/POLTIER, op. cit., no 2.2.6.3, pag. 293 e segg.). 

3.  

In concreto, l'esame dello scrivente Tribunale è circoscritto a stabilire se è 

a giusta ragione che l'autorità inferiore ha negato alla ricorrente la 

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concessione del gratuito patrocinio ai sensi dell'art. 65 cpv. 2 PA 

(cfr. consid. 3.2 che segue). A tal fine, qui di seguito vengono richiamati i 

presupposti di base per la concessione del gratuito patrocinio con 

beneficio dell'assistenza giudiziaria (cfr. consid. 3.1 che segue). 

3.1  

3.1.1 Giusta l'art. 65 cpv. 1 PA, se una parte non dispone dei mezzi 

necessari e le sue conclusioni non sembrano prive di probabilità di 

successo, l'autorità di ricorso, il suo presidente o il giudice dell'istruzione 

la dispensa, a domanda, dopo il deposito del ricorso, dal pagamento delle 

spese processuali (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 4.102 

segg.). Le due condizioni poste dalla predetta disposizione – e meglio, 

l'indigenza e delle probabilità di successo ragionevoli – devono essere 

realizzate cumulativamente, di modo che l'inadempimento dell'una rende 

inutile l'esame dell'altra. 

3.1.2 Giusta l'art. 65 cpv. 2 PA, se è necessario per tutelare i diritti di una 

parte, l'autorità di ricorso, il suo presidente o il giudice dell'istruzione le 

designa un avvocato (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 4.119 

e segg.). Tale norma pone una condizione supplementare per la 

concessione dell'assistenza giudiziaria totale (o gratuito patrocinio), e 

meglio – oltre all'indigenza ed alle ragionevoli probabilità di successo ai 

sensi dell'art. 65 cpv. 1 PA – la necessità, in considerazione della 

complessità della situazione di fatto e di diritto, di beneficiare di un 

patrocinatore remunerato dalla collettività (cfr. DTF 130 I 180 consid. 2.2; 

MARCEL MAILLARD, in: Waldmann/Weissenberger [ed.], VwVG Praxiskom-

mentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren, 2009, n. 37 

segg. ad art. 65 PA). 

3.1.3 In proposito, si sottolinea che l'aiuto di un patrocinatore deve 

apparire come necessario ai fini di una difesa adeguata degli interessi 

della parte assistita, ciò che può dipendere in particolare dalla complessi-

tà delle questioni da risolvere così come dal principio della parità delle 

armi (cfr. DTF 130 I 180 consid. 2.2; MAILLARD, op. cit., n. 38 segg. ad 

art. 65 PA). Il concorso di un avvocato deve oggettivamente e soggettiva-

mente apparire necessario (cfr. DENIS TAPPY, in: Bohnet/Haldy/Jean-

din/Schweizer/Tappy [ed.], Code de procédure civile commenté, 2011, 

n. 11 segg. ad art. 118 CPC). Tale condizione dipende dalle particolarità 

di ogni singolo caso e dalle circostanze concrete della procedura in 

questione, in particolare dall'importanza degli interessi in gioco, dalla 

portata del giudizio da rendere, dalla complessità della vertenza e delle 

questioni da risolvere, così come dalle conoscenze linguistiche e giuridi-

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che del ricorrente (cfr. DTF 130 I 180 consid. 2.2; 128 I 225 consid. 2.5.2; 

122 III 392 consid. 3; cfr. TAPPY, op. cit., n. 13 segg. ad art. 118 CPC). 

Infine, occorre prendere ugualmente in considerazione il fatto che la parte 

avversa sia o meno rappresentata da un avvocato e ciò, al fine di salva-

guardare il principio della parità delle armi (cfr. DTF 120 Ia 217 consid. 1), 

il quale comporta la possibilità per ogni parte di esporre la propria causa 

in maniera da non essere svantaggiata per rapporto alla parte avversa. 

3.1.4 Ciò precisato, in base all'art. 65 cpv. 1 e 2 PA, l'assistenza 

giudiziaria (parziale o totale) non viene in ogni caso ammessa se non 

appare che, in concreto, le probabilità di successo del ricorso sono 

superiori a quelle del suo respingimento, o almeno che le prime non siano 

troppo inferiori alle seconde. Secondo la giurisprudenza, una causa è 

sprovvista di probabilità di successo quando le prospettive di vincerla 

sono notevolmente più deboli dei rischi di perderla ed esse non possono 

dunque essere considerate serie, nel senso che una persona ragionevole 

e di condizioni agiate rinuncerebbe ad ingaggiarsi in ragione dei costi ai 

quali si esporrebbe. Non lo è, per contro, quando le probabilità di 

successo ed i rischi di insuccesso si equivalgono o le prime sono solo 

leggermente inferiori ai secondi (cfr. DTF 133 III 614 consid. 5; 129 I 129 

consid. 2.3.1; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 4.111). L'elemento 

determinante consiste nel fatto che l'indigente non deve lanciarsi, perché 

ricorre a spese della collettività, in sforzi vani che una persona 

ragionevole non intraprenderebbe se, disponendo di mezzi sufficienti, 

dovesse finanziarli di tasca propria (cfr. DTF 138 III 217 consid. 2.2.4 con 

rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 4.111). 

Nell'esaminare detto presupposto, l'autorità adita deve procedere, sulla 

base della documentazione a sua disposizione, ad un apprezzamento 

anticipato e sommario delle prove per determinare quale potrebbe essere 

l'esito della procedura (cfr. DTF 133 III 614 consid. 5; 128 I 225 

consid. 2.5.3). 

3.2  

3.2.1 In concreto, dopo aver esposto i presupposti di base per la 

concessione dell'assistenza giudiziaria con il beneficio del gratuito 

patrocinio, l'autorità inferiore ha ritenuto che, poiché la ricorrente non 

dispone dei mezzi finanziari per supportare le spese processuali e, a 

prima vista, le sue conclusioni non sembravano prive di possibilità di 

successo, erano dati i presupposti per dispensarla dal pagamento delle 

spese processuali ai sensi dell'art. 65 cpv. 1 PA. Essa ha per contro 

ritenuto come non date le condizioni per il gratuito patrocinio ex art. 65 

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cpv. 2 PA, a motivo che già la prima condizione, ovvero la complessità 

della controversia, non sarebbe soddisfatta, in quanto la riscossione del 

canone rientrerebbe nell'amministrazione di massa. In tali circostanze, 

essa ha ritenuto come superfluo esaminare se la ricorrente – per 

mancanza di competenze giuridiche, difficoltà linguistiche, tensione 

psichica, incapacità di orientarsi nel procedimento oppure per altre ragioni 

– non fosse in condizione di affrontare il processo. Essa ha altresì 

indicato, che peraltro il rappresentante della ricorrente non si sarebbe 

espresso in questa direzione. 

Di avviso contrario, la ricorrente ritiene in sunto che la fattispecie non 

riguarderebbe la semplice riscossione del canone, bensì piuttosto 

l'esecuzione forzata di una decisione che non le sarebbe mai stata 

regolarmente notificata e ciò nel contesto di tutta un'altra serie di 

problematiche giuridiche – quali l'abuso di diritto, il formalismo eccessivo, 

la violazione del principio della legalità, la perenzione, il calcolo, ecc. – 

che come tale non potrebbe essere da lei sostenuta da sola. Vista la 

complessità e la particolarità della procedura, l'assistenza di un avvocato 

se non necessaria andrebbe perlomeno ritenuta indicata. Ciò si 

giustificherebbe a maggior ragione se si considera che la ricorrente, al 

beneficio di una prestazione complementare alla rendita d'invalidità a 

seguito di problematiche psichiche, già solamente a causa del suo stato 

di salute da sola non sarebbe in grado di gestire alcuna procedura 

amministrativa e giudiziaria. Essendo a beneficio di prestazioni comple-

mentari, l'esito della procedura sarebbe poi suscettibile di influenzare in 

modo particolarmente grave la sua situazione. Per tutti questi motivi, si 

giustificherebbe dunque di concederle il gratuito patrocinio. 

3.2.2 In proposito, senza voler rimettere in discussione quanto accordato 

dall'autorità inferiore per quanto attiene all'assistenza giudiziaria (qui 

punto non contestato dalle parti e pertanto non oggetto del presente 

gravame), lo scrivente Tribunale non può che rilevare quanto già 

anticipato nella propria decisione incidentale del 13 marzo 2014, e 

meglio, che se da un lato, si può ragionevolmente presumere che il 

presupposto dell'indigenza è adempiuto – la ricorrente, essendo 

beneficiaria di prestazioni complementari alla rendita AVS/AI – d'altro 

canto lo stesso non si può concludere per quanto attiene alle probabilità 

di successo della causa di merito. 

3.2.3 Da un esame sommario degli atti di causa prodotti dall'autorità 

inferiore e dei motivi alla base della decisione in merito al rigetto 

dell'opposizione e alla sospensione della ricezione privata dei programmi 

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del 25 luglio 2013 dell'autorità di prima istanza, nonché tenuto conto della 

costante giurisprudenza dello scrivente Tribunale in merito all'applica-

zione rigorosa del principio di collaborazione che impone al singolo 

amministrato di annunciare la detenzione, la messa in funzione, la 

cessazione dell'uso come pure ogni altro avvenimento che possa giustifi-

care la fine dell'assoggettamento, sopportandone le conseguenze in caso 

di mancato ossequio (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-6080/2011 del 

28 gennaio 2013 consid. 5.1.3 con rinvii; A-5973/2011 del 19 luglio 2012 

consid. 3.3; A-4774/2011 del 25 gennaio 2012 consid. 3.3), le conclusioni 

della ricorrente, per quanto attiene alla causa di merito appaiono invero 

piuttosto prive di probabilità di successo.  

3.2.4 Poiché le condizioni poste dall'art. 65 cpv. 1 e cpv. 2 PA devono 

essere realizzate cumulativamente (cfr. considd. 3.1.1 e 3.1.2 del presen-

te giudizio), l'assenza di uno solo dei presupposti di base (possibilità di 

successo) è sufficiente per negare l'assistenza giudiziaria con il beneficio 

del gratuito patrocinio. Ne discende che già l'assenza di possibilità di 

successo nel caso concreto è sufficiente per negare il gratuito patrocinio 

alla ricorrente e partendo, per confermare la decisione incidentale 

dell'autorità inferiore nonché per respingere il suo gravame. 

3.2.5 Orbene, quand'anche si volesse esaminare la sussistenza delle 

condizioni restanti – in particolar modo, della complessità della causa – lo 

scrivente Tribunale sarebbe comunque chiamato a constatare, alla 

stregua dell'autorità inferiore, che la riscossione del canone di ricezione 

rientra nell'amministrazione di massa (cfr. [tra le tante] sentenza del TAF 

A-6080/2011 del 28 gennaio 2013 consid. 5.1.3 con rinvii, confermata con 

sentenza del TF 2C_195/2013 del 1° novembre 2013), così come la con-

seguente procedura esecutiva avviata nei confronti della ricorrente per il 

suo ottenimento. Come tale, la causa di merito, anche tenuto conto delle 

questioni giuridiche che si pongono in concreto, è oggettivamente priva di 

una complessità tale da dover richiedere l'assistenza di un avvocato e 

ciò, a prescindere dall'adempimento o meno dell'ultimo presupposto 

soggettivo, ovvero la situazione personale – che peraltro risulta essere 

stata sollevata espressamente soltanto in sede ricorsuale, segnatamente 

per quanto attiene alle tensioni psichiche che la stessa presenterebbe, e 

non già dinanzi all'autorità inferiore – e le conoscenze giuridiche della 

ricorrente (cfr. consid. 3.1.3 del presente giudizio).  

In definitiva, lo scrivente Tribunale – pur comprendendo la situazione 

particolare in cui si trova la ricorrente – non può che confermare la 

decisione incidentale qui impugnata e respingere il ricorso. 

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4.  

In considerazione dell'esito della lite, giusta l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese 

processuali vanno poste a carico della ricorrente soccombente (art. 1 

segg. del Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF; 

RS 173.320.2]). Nella fattispecie, esse sono stabilite in 250 franchi (art. 4 

TS-TAF), importo che viene integralmente compensato con l'anticipo da 

lei versato il 14 febbraio 2014. Con riferimento all'art. 7 cpv. 3 TS-TAF, 

all'autorità inferiore non viene riconosciuta nessuna indennità per ripetibili. 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, pari a 250 franchi sono poste a carico della 

ricorrente. Ad avvenuta crescita in giudicato del presente giudizio esse 

verranno integralmente compensate con l'anticipo spese da lei versato a 

suo tempo. 

3.  

Non vengono assegnate ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (n. di rif. ***; atto giudiziario) 

– autorità di prima istanza (atto giudiziario) 

 

(i rimedi giuridici sono indicati alla pagina seguente) 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Sara Friedli 

 

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Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine 

di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg., 90 segg. e 100 LTF). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. 

La decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i docu-

menti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: