# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8e3fc3d3-57e1-5b0b-b818-3a6d0ed13a74
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-09-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 26.09.2000 11.2000.99
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2000-99_2000-09-26.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.2000.00099

  	
  Lugano

  26 settembre
  2000/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.__._____
(provvedimenti cautelari in causa di stato) della Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 14 ottobre 1999 da

 

	
   

  	
  __________ __________ __________, nata __________, __________

  (patrocinata dall'avv. __________ __________,
  __________)

   

  
	
   

  	
  Contro

  

 

	
   

  	
  __________ -__________ __________, __________

  (patrocinato dall'avv. __________ __________,
  __________);

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta
l'appellazione del 15 settembre 2000 presentata da __________ -__________
__________ contro il decreto emesso il 4 settembre 2000 in luogo e vece del
Pretore dal Segretario assessore della Pretura del Distretto di Lugano, sezione
6;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che __________ -__________ __________ (1949) e __________ __________
(1960) si sono sposati a __________ il __________ 1984 e che dal matrimonio non
sono nati figli;

 

                                         che il
__________ 1999 __________ __________ ha instato davanti al Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 6, per il tentativo di conciliazione, decaduto
infruttuoso il 5 novembre 1999;

 

                                         che il 14
ottobre 1999 essa ha chiesto al Pretore l'adozione di misure cautelari, in
particolare la condanna del marito al versamento di un contributo alimentare di
fr. 5'000.– mensili;

 

                                         che con
decreto cautelare del 18 ottobre 1999, emanato senza contraddittorio, il
Pretore ha accolto parzialmente l'istanza e ha obbligato __________ -__________
__________ a versare alla moglie un contributo alimentare di fr. 4'000.–
mensili, citando nel contempo le parti per la discussione;

 

                                         che
all'udienza del 18 novembre 1999 l'istante ha confermato le proprie domande,
alle quali si è opposto il convenuto, il quale ha offerto un contributo
alimentare di fr. 2'500.– mensili oltre al pagamento della cassa malati,
dell'assicurazione __________ del veicolo e delle imposte;

 

                                         che
entrambe le parti hanno offerto numerosi mezzi di prova, accolti quasi integralmente
dal Pretore con ordinanza del 10 febbraio 2000;

 

                                         che
__________ -__________ __________ ha sollecitato il 15 maggio 2000 la modifica
del contributo alimentare e l'assunzione di una nuova prova, la moglie avendo
nel frattempo conseguito un certificato di capacità quale esercente;

 

                                         che il
Pretore ha intimato l'istanza alla controparte il 25 maggio 2000, assegnandole
un termine di 15 giorni per presentare osservazioni, successivamente prorogato
di altri dieci giorni;

 

                                         che il 12
luglio 2000, constatata la mancata introduzione di un'azione di divorzio o
un'istanza a protezione dell'unione coniugale, il Pretore ha annunciato alle
parti lo stralcio della procedura provvisionale, fissando loro un termine di
trenta giorni non sospesi dalle ferie per pronunciarsi sulle spese e le
ripetibili;

 

                                         che
__________ __________ ha presentato l'11 agosto 2000 un'istanza di misure a
protezione dell'unione coniugale (inc. __________.__________.__________) con
richieste cautelari (inc. __________.__________.__________); 

 

                                         che con
decreto del 4 settembre 2000 il Segretario assessore, agendo in luogo e vece
del Pretore, ha respinto senza contraddittorio l'istanza di modifica presentata
da __________ -__________ __________ il 15 maggio 2000 (act. VIII); 

 

                                         che lo
stesso giorno il Segretario assessore ha stralciato dai ruoli la procedura
provvisionale e ha posto la tassa di giustizia di fr. 500.– e le spese a carico
della moglie, tenuta a rifondere al marito fr. 800.– per ripetibili (act.
IX); 

 

                                         che con
appello del 15 settembre 2000 __________ -__________ __________ chiede di
riformare il decreto impugnato, nel senso di sopprimere dal 1° maggio 2000 il
contributo alimentare provvisionale della moglie, previo accoglimento di un'istanza
di restituzione in intero per la produzione di nuovi mezzi di prova;

 

                                         che
l'appello non è stato notificato alla controparte;

 

e considerando

 

in diritto:                        che per quanto riguarda le misure provvisionali chieste da un
coniuge in una causa di stato (art. 137 cpv. 2 CC), esse sono trattate con la
procedura sommaria prevista dagli art. 376 segg. CPC;

 

                                         che
misure del genere possono essere appellate solo “dopo il contraddittorio” (art.
382 cpv. 1 CPC);

 

                                         che per
contraddittorio non va intesa ogni discussione preliminare o interlocutoria fra
le parti, bensì la discussione finale (cfr. l'art. 395 CPC), tenuta dopo
l'istruzione della causa o dopo che il giudice ha rifiutato le prove offerte
(Rep. 1983 pag. 280 consid. 1 con rinvii);

 

                                         che tale
nozione di “contraddittorio” è sempre rimasta costante nella giurisprudenza (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura
civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 382 CPC; da
ultimo: I CCA, sentenza del 13 aprile 2000 nella causa F. c. Z.);

 

                                         che nella
fattispecie il Segretario assessore ha respinto il 4 settembre 2000 la modifica
dell'assetto cautelare chiesta dal marito il 15 maggio 2000, specificando di emanare
un “decreto supercautelare”, e ha poi stralciato dai ruoli la procedura provvisionale
promossa dalla moglie;

 

                                         che ci si
potrebbe invero interrogare sulla competenza del primo giudice per statuire su
una domanda di modifica del decreto supercautelare del 18 ottobre 1999, poiché
il 1° gennaio 2000, data alla quale è entrato in vigore il nuovo diritto del
divorzio, tra le parti non era pendente davanti alla Pretura un'azione di
divorzio (cfr. art. 137 cpv. 2 CC) né una domanda di protezione dell'unione
coniugale (promossa solo l'11 agosto 2000);

 

                                         che ad
ogni modo il decreto impugnato, sul quale figura a chiare lettere la menzione
“supercautelare”, è stato emanato senza contraddittorio, onde la manifesta improponibilità
dell'appello;

 

                                         che, ciò
posto, gli oneri dell'attuale giudizio seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1
CPC); 

 

                                         che non
si giustifica, per altro verso, di assegnare ripetibili alla controparte, la
quale non si è nemmeno vista notificare il ricorso e non ha quindi sopportato
alcun costo;

 

per questi motivi, 

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello è irricevibile.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr.   80.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
130.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

                                         – avv.
__________ __________, __________ __________

                                         – avv.
__________ __________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6. 

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario