# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2688387b-264c-5eb7-9c72-1a701d749e2b
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-09-21
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 21.09.2021 R 2021 56
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2021-56_2021-09-21.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 21 56

5a Camera 

Presidenza Racioppi

Giudici Meisser e Audétat

Attuario Paganini

SENTENZA

del 21 settembre 2021

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____,

ricorrenti

contro

B._____, 

patrocinato dall'Avvocato Curzio Fontana,

convenuto

concernente provvedimento sostitutivo e multa edilizia

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I. Ritenuto in fatto:

1. Già nel 2010 il Municipio del B._____ aveva segnalato a A._____ il 

pericolo di crollo dell'edificio sul suo fondo n. D._____ in zona nucleo di 

B._____ e gli aveva perciò ordinato di mettere in sicurezza detto edificio. 

Visto il mancato riscontro da parte di A._____, nel 2011 il Municipio aveva 

reiterato l'ordine di provvedere a garantirne la stabilità o alla sua 

demolizione. Nel 2015 A._____ e sua moglie avevano informato il 

Municipio che avrebbero provveduto alla stabilizzazione dell'edificio ma 

non alla sua demolizione, osservando che non vi sarebbero stati 

cambiamenti dell'edificio. In risposta, il Municipio aveva ordinato loro di 

comunicargli un programma dettagliato per la messa in sicurezza 

dell'edificio, ma apparentemente essi non hanno dato seguito a questo 

ordine.

2. Il 6 ottobre 2020 il Municipio ha eseguito un sopralluogo con l'ing. C._____ 

il cui studio è stato incaricato di valutare le condizioni dello stabile sul fondo 

n. D._____. Nella perizia del 3 febbraio 2021 questi consigliava la 

demolizione totale dell'edificio al più presto, al massimo entro due mesi. 

3. Con risoluzione del 28 maggio 2021 il Municipio ha ordinato a A._____ di 

procedere alla demolizione dello stabile sulla particella n. D._____ entro il 

31 luglio 2021 sotto comminatoria di un'esecuzione sostitutiva da parte di 

terzi su incarico del Comune in caso di inadempienza. Inoltre, il Municipio 

ha condannato A._____ a versare in solido al Comune una multa di CHF 

5'000.00 a causa del mantenimento dello stato illegale del fondo n. 

D._____. 

4. Avverso questa risoluzione, il 18 giugno 2021 A._____ (qui di seguito: 

ricorrenti) hanno inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone 

dei Grigioni chiedendo che il termine per la demolizione dello stabile sia 

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prolungato fino a fine anno 2021 e che la multa sia annullata. I ricorrenti 

sostenevano di essere incapacitati a causa della crisi da COVID-19 a 

organizzare una demolizione fino a fine luglio 2021 come ordinato dal 

Comune. Inoltre, sarebbero pendenti le questioni ereditarie in seguito alla 

morte della zia del ricorrente, proprietaria per metà con un'altra zia 

dell'edificio adiacente. I ricorrenti precisavano che nell'estate 2021 

sarebbe prevista una demolizione parziale; dopo che la questione 

dell'eredità sarà stata chiarita, rivaluteranno la situazione con un esperto 

e presenteranno al Comune un nuovo piano. I ricorrenti eccepivano che la 

perizia del 3 febbraio 2021 non sarebbe sufficiente, poiché l'esperto 

avrebbe valutato lo stabile vecchio di 70 anni solo dall'esterno. Lo stato 

dello stabile sarebbe praticamente invariato da anni. Per una valutazione 

definitiva bisognerebbe integrare lo stato interiore dell'edificio. Riguardo 

alla multa, i ricorrenti osservavano che questa sarebbe irragionevole di 

fronte a un valore attuale dello stabile pari a CHF 24'600.00. 

5. Nella presa di posizione del 16 luglio 2021 il B._____ (qui di seguito: 

convenuto) ha segnalato che la ricorrente non è proprietaria del fondo in 

questione, per cui il procedimento contro di essa viene abbandonato. Esso 

affermava che una proroga del termine non risolverebbe la problematica 

della demolizione del mappale in questione, che peraltro non 

riguarderebbe il mappale confinante. Riguardo alla multa, il convenuto 

sottolineava che essa sarebbe proporzionale al mantenimento di uno stato 

di pericolo creato dalla costruzione e al fatto che i ricorrenti si sarebbero 

completamente disinteressati. Il convenuto chiedeva infine al Tribunale di 

prendere una decisione a breve, siccome il ricorso avrebbe effetto 

sospensivo (sic) e si vorrebbe evitare un crollo dell'edificio. 

6. Nella replica del 24 agosto 2021 i ricorrenti lasciavano sottintendere che 

alla luce della questione ereditaria in corso la partecipazione della 

ricorrente – quale moglie del ricorrente – a questa procedura non sarebbe 

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priva d'oggetto. Essi evidenziavano inoltre che l'edificio sarebbe inabitato 

da 70 anni senza che sia accaduto qualcosa di negativo. Il ricorrente 

sottolineava inoltre che quale disegnatore edile con diploma federale 

sarebbe in grado di valutare la situazione (a tal proposito egli rimandava 

alle foto di ottobre 2007 da lui allegate). Un crollo improvviso della 

struttura, come indicato nella perizia, non sarebbe sufficientemente 

oggettivato senza un'ispezione all'interno dell'edificio. Per la messa in 

sicurezza dell'edificio i ricorrenti prevederebbero l'impalcatura di tutto 

l'edificio e la messa in sicurezza dell'areale da parte di un'impresa di 

ponteggi; la messa in sicurezza dell'area interna dell'edificio da parte di 

un'impresa edile; la demolizione dell'intera soffitta da parte di un'impresa 

edile; la rimozione dell'intonaco esterno e una nuova valutazione di tutta 

la situazione; l'inoltro al Comune di un nuovo progetto di ristrutturazione. 

Il ricorrente precisava che la messa in sicurezza, la stabilizzazione e la 

rimozione della soffitta stando all'imprenditore edile potrebbero essere 

attuate entro la fine del 2021. L'immobile adiacente sarebbe rilevante per 

questa causa, siccome il ricorrente a breve acquisterebbe il relativo fondo. 

Per questi motivi sarebbe d'obbligo una proroga per i lavori menzionati fino 

perlomeno al 31 dicembre 2021. Infine, oltre alla multa i ricorrenti 

contestavano anche l'accollamento dei costi di procedura dinanzi al 

Comune pari a CHF 2'000.00. 

7. Nella duplica del 3 settembre 2021 il convenuto ha rimarcato che i 

ricorrenti ripeterebbero di voler procedere con gli interventi già promessi 

in passato e mai eseguiti. Esso affermava inoltre di non avere nulla in 

contrario se la ricorrente insiste nel non essere estromessa dalla 

procedura. 

II. Considerando in diritto:

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1.1. La competenza del Tribunale amministrativo per giudicare il ricorso contro 

la decisione del 28 maggio 2021 è data dall'art. 49 cpv. 1 lett. a della Legge 

sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). La legittimazione dei 

ricorrenti, quali destinatari della decisione impugnata, è pacifica (cfr. art. 

50 LGA). Essendo inoltre tempestivo e rispondendo alle condizioni di 

forma (cfr. art. 52 cpv. 1 e art. 38 LGA) il ricorso è ricevibile.

1.2. Contrariamente a quanto ritenuto dal convenuto, il ricorso non ha effetto 

sospensivo (art. 53 cpv. 1 LGA). I ricorrenti non hanno nemmeno richiesto 

il conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso, per cui il ricorso non 

preclude l'esecutività della decisione impugnata. 

1.3. Proprietario del fondo n. D._____ su cui giace l'edificio qui in discussione 

è unicamente il ricorrente. Il convenuto nella presa di posizione ha pertanto 

dichiarato che quale destinatario della decisione impugnata va ritenuto 

soltanto il ricorrente e che il procedimento contro la ricorrente viene 

abbandonato. I ricorrenti hanno probabilmente frainteso questa 

dichiarazione e nella replica (anch'essa firmata da parte della ricorrente) 

sembrano affermare che la partecipazione della ricorrente quale moglie 

del ricorrente non sia priva d'oggetto. Ad ogni modo, sia l'ordine di 

demolizione sia la multa inflitta possono concernere solo il ricorrente quale 

proprietario del relativo fondo. In quanto alla multa, l'abbandono della 

procedura nei confronti della ricorrente equivale a un riconoscimento 

parziale del ricorso. 

1.4. Per quanto nella replica si chieda un prolungamento del termine per la 

demolizione fino almeno al 31 dicembre 2021 (mentre nel ricorso si 

chiedeva semplicemente un prolungamento fino al 31 dicembre 2021) e 

per quanto si eccepiscano i costi procedurali di CHF 2'000.00 non è dato 

entrare nel merito, siccome si tratta di un'estensione illecita dei petiti 

nell'ambito del secondo scambio di scritti (cfr. sentenza del Tribunale 

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amministrativo [STA] R 16 72 und R 16 73 dell'11 maggio 2017 consid. 

4a). 

2.1. Controverso è pertanto se il termine per la demolizione dell'edificio sul 

fondo n. D._____ del ricorrente fino al 31 luglio 2021 (sotto comminatoria 

di un'esecuzione sostitutiva) possa essere prolungato fino al 31 dicembre 

2021. Discussa è inoltre la multa di CHF 5'000.00 inflitta originalmente ad 

entrambi i ricorrenti e ora concernente solamente il ricorrente. 

2.2. Viste le argomentazioni nei considerandi successivi inerenti alla legittimità 

di una demolizione, può rimanere aperta la questione se il convenuto 

poteva chiedere l'esecuzione di una demolizione con la decisione 

impugnata già solo in base alla decisione del 4 luglio 2011 passata in 

giudicato e non osservata dal ricorrente, in cui gli si ordinava di provvedere 

a garantire la stabilità dell'edificio o alla sua demolizione. 

3.1. Giusta l'art. 79 della Legge sulla pianificazione territoriale del Cantone dei 

Grigioni (LPTC; CSC 801.100) edifici ed impianti devono soddisfare le 

regole riconosciute della tecnologia delle costruzioni e non devono 

costituire una minaccia per persone, animali e cose né durante la 

costruzione né durante la loro esistenza e il loro utilizzo (cpv. 1). Se un 

edificio o un impianto costituisce una minaccia per persone o animali, 

oppure se persone o animali sono esposti ad un pericolo immediato 

derivante dall'utilizzazione di edifici o impianti minacciati, l'autorità edilizia 

comunale obbliga il proprietario ad attuare le necessarie misure. Se 

questo non assolve agli obblighi entro il termine stabilito, in seguito a 

comminatoria l'autorità edilizia comunale fa eseguire le misure da terzi a 

spese degli inadempienti (cpv. 2). 

3.2. Dagli atti emerge che al ricorrente è stata data più volte la possibilità risp. 

ordinato di mettere in sicurezza l'edificio in discussione e in seguito la sua 

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demolizione. Stando alle lettere agli atti, già dal 2010 (stando 

all'affermazione del ricorrente stesso nella lettera al convenuto del 16 

aprile 2015, apparentemente già dal 1996) il ricorrente è stato avvisato 

della problematica di un potenziale cedimento di detto edificio. Assodato 

è che perlomeno fino all'emanazione della decisione impugnata il 

ricorrente non ha intrapreso alcun provvedimento in tal senso. È stato 

piuttosto il convenuto a intervenire, incaricando (apparentemente a proprie 

spese) un perito per esaminare la statica del relativo edificio. Stando alla 

relativa perizia del 3 febbraio 2021 dell'ing. C._____ "l'analisi visiva e la 

lettura delle sonde suggeriscono che la stabilità dell'edificio è seriamente 

compromessa; la non verticalità della facciata ovest inoltre potrebbe 

portare ad un cedimento improvviso della struttura, mettendo a rischio la 

casa contigua e il sentiero comunale." Il perito consigliava pertanto al 

convenuto di procedere alla demolizione totale dell'edificio al più presto 

(massimo 1-2 mesi). Il ricorrente contesta la validità di questa perizia, 

adducendo in particolare di essere disegnatore edile e in grado di valutare 

da solo la situazione e che un crollo improvviso della struttura senza aver 

ispezionato l'interno dell'edificio non sarebbe sufficientemente oggettivato. 

A tal proposito egli ha allegato delle foto dell'ottobre 2007 del relativo 

edificio. Da queste foto tuttavia non è dato capire perché non ci si 

dovrebbe attendere la possibilità di un crollo dell'edificio. Anzi, queste 

semmai dimostrano le diverse grosse crepe dell'edificio. Considerati poi i 

70 anni durante cui l'edificio è rimasto inabitato, come affermato dal 

ricorrente stesso, appare plausibile la conclusione del perito di una 

possibilità di un cedimento improvviso dell'edificio. L'obiezione del 

ricorrente secondo cui il perito non avrebbe potuto esaminare l'interno 

dell'edificio cosicché la perizia non sarebbe valida, non sembra atta a 

inficiare la credibilità delle conclusioni del perito. Va dunque ritenuto che 

l'edificio in questione costituisce una minaccia per persone o animali, 

dacché, come rimasto incontestato, un crollo potrebbe mettere a rischio la 

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sicurezza del sentiero comunale. Nel seguito resta da esaminare se 

l'ordine di demolizione, che tange il diritto fondamentale di garanzia della 

proprietà (art. 26 della Costituzione federale della Confederazione 

Svizzera [Cost.; RS 101]), rispetta il principio di proporzionalità, come 

prevede l'esame sulle restrizioni dei diritti fondamentali di cui all'art. 36 

Cost.

3.3.1. Per costante prassi in materia di restrizioni dei diritti fondamentali, il 

principio della proporzionalità impone che la misura restrittiva scelta sia 

idonea a raggiungere lo scopo d'interesse pubblico ricercato (regola 

dell'idoneità) e che quest'ultimo non possa essere raggiunto scegliendo 

una misura meno incisiva (regola della necessità). Inoltre, esso vieta 

qualsiasi limitazione che ecceda lo scopo perseguito ed esige un rapporto 

ragionevole tra detto interesse e gli interessi pubblici o privati 

compromessi (principio della proporzionalità in senso stretto, che 

necessita di una ponderazione degli interessi) (cfr. DTF 141 I 20 consid. 

6.2.1; STF 2C_630/2016 del 6 settembre 2016 consid. 11.2).   

3.3.2. Indubbio è che una demolizione è idonea a raggiungere lo scopo di 

proteggere gli utenti del sentiero comunale situato di fronte all'edificio in 

questione. Secondo la perizia del 3 febbraio 2021 una demolizione 

sarebbe inoltre necessaria, siccome "una messa in sicurezza dello stabile 

sembra una soluzione poco percorribile, visto che questo giace in zona 

nucleo – motivo per il quale una struttura di irrigidimento esterna è da 

escludersi – e considerando che i tempi di progettazione ed esecuzione di 

tale struttura risulterebbero troppo lunghi." Secondo il piano di lavoro 

esposto nella replica dal ricorrente, invece, si potrebbe procedere a 

un'impalcatura, alla messa in sicurezza e alla demolizione della sola 

soffitta. La fattibilità di questa misura non è tuttavia avvalorata da alcun 

parere peritale, sennonché dal fatto che il ricorrente sia egli stesso ferrato 

in materia essendo disegnatore edile. Ma in considerazione del pericolo di 

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crollo dell'edificio attestato dal perito, un ingegnere, che il ricorrente – 

come visto sopra – non riesce a smentire, va ritenuto che una demolizione 

sia in questo caso la misura necessaria. Inoltre, una demolizione ad oggi 

appare proporzionale, dato che al ricorrente è stata data più volte la 

possibilità di mettere in sicurezza l'edificio, ma questi non ha mai 

ottemperato a questo ordine. Inconsistente è l'argomento del ricorrente 

secondo cui a causa della pandemia da COVID-19 non sarebbe possibile 

organizzare una demolizione entro il 31 luglio 2021. Non è in alcun modo 

comprovato che il ricorrente non riesca a incaricare un'impresa edile di 

demolire il relativo edificio a causa della pandemia. Nonostante poi il 

ricorrente, oltre che a illustrare un piano alternativo di risanamento 

dell'edificio, obietti che una proroga si imporrebbe poiché la questione 

dell'edificio ritenuto pericolante riguarderebbe anche la casa adiacente 

che egli stesso prevede di acquistare, l'interesse pubblico a una 

demolizione tempestiva, vale a dire entro il termine (ormai trascorso) del 

31 luglio 2021, prevale su quello privato di concedere un'(ulteriore) 

proroga al ricorrente. Ciò alla luce del pericolo per persone e animali 

derivante dal relativo edificio. Di conseguenza, riguardo all'obbligo di 

demolizione la decisione impugnata non può essere contestata.

3.4. Va ancora notato che in seguito all'abbandono della procedura contro la 

ricorrente l'ordine di demolizione impartito ai ricorrenti nella cifra 1 del 

dispositivo della decisione impugnata è evidentemente riformato nel senso 

che detto ordine concerne soltanto ancora il ricorrente. 

4. Resta da esaminare la multa di CHF 5'000.00.

4.1. Giusta l'art. 95 LPTC, chi viola la presente legge oppure decreti o decisioni 

basati su di essa emanati dal Cantone o dai comuni viene punito con una 

multa da CHF 200.00 a CHF 40'000.00 (cpv. 1 primo periodo). È punibile 

l'infrazione intenzionale o dovuta a negligenza, commessa dalle persone 

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competenti ai sensi dell'art. 93 LPTC (cpv. 2 primo periodo). Per 

l'osservanza delle prescrizioni legali, la conformità degli edifici ed impianti 

realizzati con i piani autorizzati e le modine, nonché per il rispetto delle 

disposizioni accessorie sono competenti i committenti, i proprietari, altre 

persone autorizzate e le persone incaricate della progettazione e 

dell'esecuzione di progetti di costruzione (art. 93 cpv. 1 LPTC). Ai reati 

punibili secondo il diritto cantonale si applicano per analogia le disposizioni 

generali del Codice penale svizzero (art. 2 cpv. 2 della Legge 

d'applicazione del Codice di diritto processuale penale svizzero [LACPP; 

CSC 350.100]). Essendo comminato con multa, un reato ai sensi dell'art. 

95 LPTC rappresenta una contravvenzione (art. 103 del Codice penale 

svizzero [CP; RS 311.0]). A queste vanno applicate – con riserva delle 

eccezioni di cui agli artt. 105 segg. CP – le disposizioni della parte prima 

del Codice penale (art. 104 CP). L'art. 106 cpv. 3 CP stabilisce che il 

giudice commisura la multa e la pena detentiva sostitutiva alle condizioni 

dell'autore, in modo che questi sconti una pena adeguata alla sua 

colpevolezza. Nell'ambito della commisurazione delle multe giusta il diritto 

cantonale (in questo caso della LPTC) si può quindi rifarsi agli artt. 47 e 

34 CP. Giusta l'art. 47 CP il giudice commisura la pena alla colpa 

dell'autore. Tiene conto della vita anteriore e delle condizioni personali 

dell'autore, nonché dell'effetto che la pena avrà sulla sua vita (cpv. 1). La 

colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo 

del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell'offesa, i moventi e 

gli obiettivi perseguiti, nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed 

esterne, secondo la possibilità che l'autore aveva di evitare l'esposizione 

a pericolo o la lesione (cpv. 2). Giusta l'art. 34 cpv. 2 secondo periodo CP 

il giudice fissa l'importo di una pena pecuniaria secondo la situazione 

personale ed economica dell'autore al momento della pronuncia della 

sentenza, tenendo segnatamente conto del suo reddito e della sua 

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sostanza, del suo tenore di vita, dei suoi obblighi familiari e assistenziali e 

del minimo vitale.

4.2. Nel caso di specie il ricorrente non ha mai dato seguito agli ordini del 

convenuto di mettere in sicurezza l'edificio e ha pertanto leso la LPTC. 

Tuttavia, la fissazione della multa a CHF 5'000.00 non appare corretta. 

Innanzitutto, dopo l'abbandono della procedura contro la moglie del 

ricorrente, appare opportuna una modifica dell'ammontare della multa, che 

è stata pronunciata in solido per entrambi i ricorrenti. A tal proposito si 

osserva che la multa ha carattere personale (DTF 134 III 59 consid. 2.3.2), 

per cui non può essere ordinata una condanna in responsabilità solidale. 

Posto che la multa per il ricorrente corrisponde ora a CHF 2'500.00, in ogni 

caso non risulta che il convenuto abbia chiarito la situazione del ricorrente, 

soprattutto quella economica. Per queste ragioni, le cifre 3 (multa) e 4 

(condizioni di pagamento della multa) del dispositivo della decisione 

impugnata sono annullate e la causa è rinviata al convenuto per nuovo 

giudizio sulla multa.  

5. In conclusione, il ricorso va parzialmente accolto in merito alla condanna 

al pagamento di una multa di CHF 5'000.00 (cifre 3 e 4 dispositivo della 

decisione impugnata). Per il resto, il ricorso va respinto per quanto non sia 

divenuto privo d'oggetto in seguito ad abbandono (procedura contro la 

ricorrente) e per quanto si possa entrarne nel merito (estensione del petito 

nella replica circa la proroga del termine di demolizione e i costi 

procedurali). 

6. In considerazione del parziale accoglimento del ricorso nel punto della 

multa e dell'abbandono della procedura contro la ricorrente da parte del 

convenuto, le spese per questa procedura fissate a CHF 3'000.00 sono 

ripartite tra le parti in misura di metà ciascuno. Né al ricorrente, non 

rappresentato da un legale, né al convenuto, che vince la causa 

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nell'esercizio delle sue attribuzioni ufficiali, sono assegnate ripetibili (art. 

73, 78 LGA).  

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1.1. In parziale accoglimento del ricorso le cifre 3 e 4 del dispositivo della 

risoluzione municipale n. 5 dell'8 marzo 2021 del B._____ sono annullate. 

Per il resto, il ricorso è respinto per quanto si possa entrare nel merito. 

1.2. Si constata che il procedimento in questa causa contro la moglie di 

A._____ è stato abbandonato da parte del B._____ e che di conseguenza 

la risoluzione municipale n. 5 dell'8 marzo 2021 ha effetto soltanto per 

A._____. 

2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

- una tassa di Stato di CHF 3'000.00

- e le spese di cancelleria di CHF 248.00

totale CHF 3'248.00

Tali spese sono poste in ragione di metà ciascuno a carico di A._____ e il 

B._____. 

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]