# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ccee22dc-b65d-53fa-aa16-b7c548971c62
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-08-25
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 25.08.2020 12.2019.127
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2019-127_2020-08-25.html

## Full Text

Incarti n.

  12.2019.127/133

   

  	
  Lugano

  25 agosto 2020/rg

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Stefani

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. SE.2018.11 della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 - promossa con petizione 17 gennaio
2017 (recte: 2018) da

 

 

	
   

  	
  AP
  1  

  rappr. dall’avv. dott.  PA
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO
  1  

  rappr. dall’avv.  PA 2  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

con cui l’attrice ha chiesto la condanna della
convenuta al pagamento di fr. 10'146.53 oltre interessi al 5% dal 14 aprile
2017 e il rigetto in via definitiva dell’opposizione interposta al PE n. __________
dell’UE di Lugano, domanda avversata dalla convenuta, che ha postulato la
reiezione della petizione e in via riconvenzionale ha chiesto la condanna della
controparte al pagamento di fr. 58'235.04 oltre interessi al 5% dal 26 aprile
2017 su fr. 39'975.70 e dal 18 giugno 2018 su fr. 18'259.34;

 

sulle quali il Pretore si è pronunciato con decisione 25
giugno 2019, con cui ha respinto la petizione e ha parzialmente accolto la
domanda riconvenzionale condannando l’attrice al pagamento di fr. 10'857.92
oltre interessi al 5% dal 18 giugno 2018;

 

appellanti entrambe le
parti: l’attrice, che con appello 8 agosto 2019 (inc. n. 12.2019.127) ha
chiesto la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere parzialmente
la petizione, con la conseguente condanna della convenuta al pagamento di fr. 10'066.53
oltre interessi al 5% dal 14 aprile 2017 e il rigetto in tale misura
dell’opposizione al PE, e di respingere la domanda riconvenzionale, il tutto
con protesta di spese e ripetibili di primo e secondo grado; la convenuta, che
con appello 19 agosto 2019 (inc. n. 12.2019.133) ha chiesto di riformare la
decisione pretorile sulla sola domanda riconvenzionale nel senso di condannare
l’attrice al pagamento di fr. 54'975.71 oltre interessi al 5% dal 26 aprile
2017 su fr. 39'975.71 e dal 18 giugno 2018 su fr. 15'000.-, con protesta di
spese e ripetibili di entrambe le sedi; 

 

preso atto della risposta 2
ottobre 2019 della convenuta all’appello dell’attrice (inc. n. 12.2019.127) e
della risposta 10 ottobre 2019 dell’attrice all’appello della convenuta (inc.
n. 12.2019.133), con cui le parti hanno postulato la reiezione del gravame di
parte avversa, pure con protesta di spese e di ripetibili;

 

viste la replica spontanea
24 ottobre 2019 della convenuta (inc. n. 12.2019.133) e la duplica spontanea 12
novembre 2019 dell’attrice (inc. n. 12.2019.133);

 

letti ed esaminati gli atti
e i documenti prodotti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   Tra il settembre e
l’ottobre 2014 F__________ __________ e A__________ SA, alla quale nel giugno
2015 è subentrata quale cessionaria AP 1, hanno stipulato due contratti
d’appalto aventi per oggetto la fornitura e la posa dei balconi in legno
rispettivamente la fornitura e la posa dei pavimenti in legno, destinati al
cantiere “__________” a __________. 

                                         

 

                                   2.   Con due convenzioni
datate 27 agosto 2015 (doc. D1 e D2), rette dal diritto svizzero e controfirmate
per conoscenza e accordo da AO 1, AP 1, dopo aver dato atto di aver delegato la
posa dei balconi in legno e dei pavimenti in legno a quest’ultima società “mettendo
a disposizione di AO 1 il necessario personale qualificato”, si è impegnata
“ad anticipare sui conti bancari appositamente aperti a tal fine da AO 1 …
gli importi necessari al pagamento dei salari per il personale addetto alla
posa e … a mantenere un saldo in conto sufficiente affinché AO 1 possa provvedere
al pagamento dei salari, oneri sociali e assicurativi, spese e di ogni altro
onere” relativo ai due contratti di appalto sopramenzionati. 

                                         Nell’aprile 2017 tra AP 1
e AO 1 è sorta una controversia sulle rispettive posizioni di dare / avere. 

 

 

                                   3.   Con petizione 17 gennaio
2018 AP 1, al beneficio della necessaria autorizzazione ad agire, ha convenuto
in giudizio AO 1 innanzi alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, per
ottenere la sua condanna al pagamento di fr. 10'146.53 oltre interessi al 5%
dal 14 aprile 2017 e il rigetto in via definitiva dell’opposizione interposta
al PE n. __________ dell’UE di Lugano. Essa, in sintesi, ha sostenuto che la
controparte, che nel frattempo aveva già incassato acconti per fr. 400'000.-,
potesse vantare pretese nei suoi confronti solo in misura di fr. 389'853.47
(fr. 107'337.45 + IVA per “costo aziendale stipendi 2015”, fr. 249'954.12 + IVA
per “costo aziendale stipendi 2016”, fr. 2'696.90 + IVA per spese telefoniche,
fr. 61.04 + IVA per spese bancarie e fr. 1'000.- per spese amministrative, cfr.
doc. O).

                                         Con risposta e domanda
riconvenzionale 18 giugno 2018 la convenuta si è opposta alla petizione e ha
chiesto la condanna della controparte al pagamento di fr. 58'235.04 oltre
interessi al 5% dal 26 aprile 2017 su fr. 39'975.70 e dal 18 giugno 2018 su fr.
18'259.34. A suo dire, era invece lei a vantare ancora dei crediti (fr.
5'924.45 per conguaglio “costo aziendale stipendi 2015”, fr. 34'051.26 per
saldo a suo favore risultante dal doc. 5 [dato in particolare dalle due
posizioni, non considerate dall’attrice, di fr. 10'335.40 + IVA per “facchini”
ingaggiati da J__________ SA nel 2016 e di fr. 36'000.- + IVA per prestazioni
di F__________ __________], fr. 15'000.- per costi di Lambertini E__________ SA,
fr. 603.33 per interessi e fr. 2'656.- per rifusione sconti, cfr. in particolare
doc. 5, 6, 8, 13 e 14).

                                                                                

 

                                   4.   Esperita
l’istruttoria di causa e raccolti gli allegati conclusivi delle parti, il
Pretore, con decisione 25 giugno 2019, ha respinto la petizione (dispositivo n.
1) ponendo le spese processuali di fr. 650.- a carico dell’attrice, obbligata
altresì a rifondere alla controparte fr. 1'500.- per ripetibili (dispositivo n.
1.1) e, in parziale accoglimento della domanda riconvenzionale, ha condannato
l’attrice al pagamento di fr. 10'857.92 oltre interessi al 5% dal 18 giugno
2018 (dispositivo n. 2) ponendo le spese processuali di fr. 2’500.- per il 25%
a suo carico e per il 75% a carico della convenuta, tenuta altresì a rifondere
alla controparte fr. 3’600.- per ripetibili (dispositivo n. 2.1). Il giudice ha
in sostanza ritenuto che le pretese residue dell’attrice, da lui ricalcolate -
previa deduzione di fr. 80.- per l’IVA dovuta sulle spese amministrative - in
fr. 10'066.53, fossero compensate, con un saldo a favore della convenuta, dalle
maggiori contropretese di quest’ultima, quella di fr. 5'924.45 per conguaglio
“costo aziendale stipendi 2015” e quella di fr. 15'000.- per costi di L__________
SA, ritenuto che le sue ulteriori contropretese, quella di fr. 10'335.40 + IVA per
“facchini” ingaggiati da J__________ SA nel 2016, quella di fr. 36'000.- + IVA per
prestazioni di F__________ __________, quella di fr. 603.33 per interessi e
quella di fr. 2'656.- per rifusione sconti erano per contro risultate prive di fondamento.

 

 

                                   5.   La decisione
pretorile è stata impugnata da entrambe le parti.

                                         Con appello 8 agosto 2019 (inc.
n. 12.2019.127), avversato dalla convenuta con risposta 2 ottobre 2019, l’attrice,
ritenendo infondate le due contropretese di fr. 5'924.45 per conguaglio “costo
aziendale stipendi 2015” e di fr. 15'000.- per costi di L__________ SA, ha
chiesto la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere parzialmente
la petizione, con la conseguente condanna della convenuta al pagamento di fr. 10'066.53
oltre interessi al 5% dal 14 aprile 2017 e il rigetto in tale misura
dell’opposizione al PE, e di respingere la domanda riconvenzionale, il tutto
con protesta di spese e ripetibili di primo e secondo grado. 

                                         Con appello 19 agosto 2019
(inc. n. 12.2019.133), avversato dall’attrice con risposta 10 ottobre 2019 (a
cui hanno fatto seguito la replica spontanea 24 ottobre 2019 e la duplica
spontanea 12 novembre 2019), la convenuta, ribadendo la fondatezza delle due ulteriori
contropretese di fr. 10'335.40 + IVA per “facchini” ingaggiati da J__________
SA nel 2016 e di 

fr. 36'000.- + IVA per prestazioni di F__________ __________, ha chiesto di
riformare la decisione pretorile sulla sola domanda riconvenzionale nel senso
di condannare l’attrice al pagamento di fr. 54'975.71 oltre interessi al 5% dal
26 aprile 2017 su fr. 39'975.71 e dal 18 giugno 2018 su fr. 15'000.-, con
protesta di spese e ripetibili di entrambe le sedi.

 

 

                                   6.   Nel caso di specie è
incontestabile che la domanda riconvenzionale 18 giugno 2018 debba essere dichiarata
inammissibile in virtù dell’art. 224 cpv. 1 CPC, non essendo di principio possibile
proporre nell’ambito di una causa retta dalla procedura semplificata, com’è
quella avviata dall’attrice con un valore litigioso inferiore a fr. 30'000.-
(art. 243 cpv. 1 CPC), una domanda riconvenzionale giudicabile secondo la
procedura ordinaria, com’è quella inoltrata dalla convenuta con un valore
litigioso superiore a fr. 30'000.- (DTF 143 III 506 consid. 3.2.4, 145 III 299
consid. 2; II CCA 26 luglio 2019 inc. n. 12.2019.4). 

                                         Il fatto che la
convenuta, conscia delle conseguenze di una domanda riconvenzionale con un tale
valore litigioso (cfr. risposta con domanda riconvenzionale p. 2 “una
domanda riconvenzionale è ammissibile anche in procedura semplificata, ma entro
i limiti della competenza del giudice adito nel principale”), abbia
aggiunto, solo nelle sue motivazioni, che “per questo motivo il valore della
domanda riconvenzionale viene limitato in questa sede a fr. 30'000.-, ancorché
i crediti della convenuta nei confronti dell’attrice siano di entità maggiore”
(cfr. risposta con domanda riconvenzionale p. 2; in tal senso pure p. 14), senza
però aver poi concretizzato questa sua intenzione nella relativa domanda di
giudizio, con cui aveva rivendicato un importo di fr. 58'235.04, non migliora
la sua posizione processuale. In effetti essa non può in buona fede prevalersi
di un mancato interpello da parte del primo giudice. A parte il fatto che a
quel momento era patrocinata da un avvocato, con il che l’istituto dell’interpello
di cui all’art. 56 CPC avrebbe potuto essere applicato a suo favore solo con estremo
riserbo (TF 4A_540/2017 del 1 marzo 2018 consid. 5.5, 5A_368/2018 del 25 aprile
2019 consid. 4.3.4, 5A_678/2018 del 16 giugno 2019 consid. 4.1.4), si osserva che
essa stessa con il suo successivo comportamento ha lasciato intendere che un
eventuale interpello da parte del giudice non avrebbe portato a un esito
processuale per lei più favorevole (TF
5A_205/2015 del 22 ottobre 2015 consid. 2, 5A_380/2016 del 15 settembre 2016
consid. 5.1), tant’è che in sede conclusionale (rispettivamente ancora in
questa sede), chiarendo in tal modo ogni eventuale dubbio al proposito, non ha
più minimamente accennato al fatto che la sua domanda riconvenzionale dovesse
essere limitata a fr. 30'000.- ed ha al contrario ribadito la sua ferma volontà
di far condannare la controparte al pagamento di fr. 58'235.04 (rispettivamente
in questa sede di fr. 54'975.71), ossia di somme superiori al limite di fr.
30'000.-. 

 

 

                                   7.   Con riferimento alla
petizione 17 gennaio 2018, si osserva innanzitutto che la convenuta, chiedendo in
questa sede di respingere l’appello della controparte e soprattutto di riformare
il giudizio pretorile sulla domanda riconvenzionale nel senso di aumentare da
fr. 10'857.92 a fr. 54'975.71 oltre interessi la somma dovuta in suo favore, ha
di fatto pure implicitamente contestato l’assunto pretorile, secondo cui all’attrice
spettava ancora una pretesa residua - che già teneva conto della deduzione di
fr. 80.- auspicata dalla convenuta per l’IVA dovuta sulle spese amministrative
- di fr. 10'066.53 (e ciò a prescindere dalla fondatezza o meno delle quattro contropretese
poste in compensazione, di cui si dirà, se e per quanto necessario, nei
prossimi considerandi). Nelle sue prese di posizione in seconda istanza la
relativa censura non è stata tuttavia minimamente motivata in fatto e in
diritto, sicché il gravame, su questo punto, deve essere dichiarato
irricevibile (art. 311 cpv. 1 CPC; II CCA 8 maggio 2019 inc. n. 12.2017.159, 14
giugno 2019 inc. n. 12.2017.160, 26 luglio 2019 inc. n. 12.2017.178).

 

 

                                   8.   Il Pretore ha
ritenuto che il credito residuo dell’attrice fosse stato parzialmente
compensato dalla contropretesa di fr. 5'924.45 vantata dalla convenuta a titolo
di conguaglio “costo aziendale stipendi 2015”, che aveva trovato la sua
giustificazione nel doc. 6 e nella testimonianza di Fa__________ __________,
senza che l’attrice avesse dimostrato con il doc. O di averla già pagata. Non è
così.

                                         Come si è detto,
l’attrice, riferendosi al doc. O, aveva sostenuto che la convenuta, che aveva
incassato acconti per fr. 400'000.-, potesse pretendere unicamente fr.
107'337.45 + IVA per “costo aziendale stipendi 2015”, fr. 249'954.12 + IVA per
“costo aziendale stipendi 2016”, fr. 2'696.90 + IVA per spese telefoniche, fr.
61.04 + IVA per spese bancarie e fr. 1'000.- (senza IVA) per spese amministrative.
Dal canto suo la convenuta, riferendosi al doc. 6, aveva invece sostenuto che,
a fronte della sua pretesa di fr. 107'337.45 + IVA per “costo aziendale
stipendi 2015”, l’attrice le aveva versato acconti solo in ragione di fr.
110'000.- (con un saldo a suo favore di fr. 5'924.45); riferendosi al doc. 5, aveva
poi sostenuto che, a fronte delle sue altre pretese di fr. 249'954.12 + IVA per
“costo aziendale stipendi 2016”, di fr. 10'335.40 + IVA per “facchini”
ingaggiati da J__________ SA nel 2016, di fr. 2'696.90 + IVA per spese
telefoniche, di fr. 61.04 + IVA per spese bancarie, di fr. 36'000.- + IVA per
prestazioni di F__________ __________ e di fr. 1'000.- + IVA per spese
amministrative, l’attrice le aveva versato acconti solo in ragione di fr.
290'000.- (con un saldo a suo favore di fr. 34'051.26); e riferendosi ai doc. 8,
13 e 14, aveva infine preteso ulteriori fr. 15'000.- per costi di L__________
SA, fr. 603.33 per interessi e fr. 2'656.- per rifusione sconti. 

                                         A ben vedere, le posizioni
delle parti si differenziavano dunque solo in ragione di fr. 68'381.57 (fr. 10'146.53
pretesi dall’attrice con la petizione e fr. 58'235.04 pretesi dalla convenuta
con la domanda riconvenzionale) e meglio per quanto riguardava le pretese di fr.
10'335.40 + IVA all’8% per “facchini” ingaggiati da J__________ SA nel 2016, di
fr. 36'000.- + IVA all’8% per prestazioni di F__________ __________, di fr.
80.- per l’IVA all’8% dovuta sulle spese amministrative, di fr. 15'000.- per
costi di L__________ SA, di fr. 603.33 per interessi e di fr. 2'656.- per
rifusione sconti (queste ultime due non più rivendicate in questa sede dalla
convenuta), mentre non esisteva, e non esiste, alcuna pretesa litigiosa tra
loro, tanto meno di fr. 5'924.45, in relazione al “costo aziendale stipendi
2015”.

 

 

                                   9.   Il Pretore ha
ritenuto che il credito residuo dell’attrice fosse stato integralmente
compensato dalla contropretesa di fr. 15'000.- vantata dalla convenuta per
costi fatturatigli da L__________ SA, che aveva trovato la sua giustificazione
nel doc. 8 e nella testimonianza di Fa__________ __________. A ragione. 

                                         Come rilevato nella
decisione impugnata, l’istruttoria di causa ha permesso di accertare che la
fiduciaria L__________ SA era stata a suo tempo incaricata dalla convenuta di
occuparsi di tutti i complessi aspetti amministrativi che si erano posti con
riferimento all’assunzione da parte di quest’ultima dei lavoratori qualificati
messi a disposizione dall’attrice, e che essa, per le prestazioni da lei
effettuate di fr. 23'500.-, dopo aver allestito una prima fattura all’indirizzo
dell’attrice, aveva poi accettato, a seguito delle contestazioni di
quest’ultima, di fatturarle solo fr. 8'500.- e di fatturare la rimanenza di fr.
15'000.-, poi debitamente pagatale, alla convenuta, che aveva in effetti agito
quale “garante” del suo intervento (doc. 8; teste Fa__________ __________ p. 4
segg.). In questa sede l’attrice, in violazione del suo obbligo di motivazione
(art. 311 cpv. 1 CPC), non ha censurato questo accertamento pretorile, per
altro ineccepibile, limitandosi a definire “curiosa” la versione dei fatti
riportata dal testimone. 

                                         In tali circostanze, ritenuto
che in base alle convenzioni di cui ai doc. D1 e D2 l’attrice si era impegnata
“ad anticipare sui conti bancari appositamente aperti a tal fine da AO 1 …
gli importi necessari al pagamento dei salari per il personale addetto alla
posa e … a mantenere un saldo in conto sufficiente affinché AO 1 possa provvedere
al pagamento dei salari, oneri sociali e assicurativi, spese e di ogni altro
onere” relativo ai due contratti di appalto, il che, come per altro
già accertato dal Pretore - e neppure censurato in questa sede dall’attrice - con
riferimento alla testimonianza di G__________ __________ (p. 2, a cui può qui pure
essere aggiunta la concorde testimonianza di D__________ __________, p. 11),
significava che la convenuta non avrebbe dovuto subire alcun pregiudizio da
quell’operazione, è chiaro che anche la somma di fr. 15'000.- da lei soluta a L__________
SA, relativa per l’appunto all’operazione in discussione, possa validamente
essere opposta in compensazione all’attrice, poco importando se la relativa
contropretesa, come nuovamente evidenziato in questa sede dall’attrice, sia
stata da lei avanzata solo nella sede giudiziaria.

 

 

 

                                10.   È in definitiva con
pertinenza che il Pretore ha concluso che la petizione doveva essere respinta
per compensazione.

 

 

                                11.   Ne discende che l’appello dell’attrice dev’essere parzialmente
accolto nel senso che, invariato il giudizio sulla petizione, la domanda
riconvenzionale va dichiarata inammissibile, mentre che l’appello della
convenuta dev’essere respinto, il tutto senza che sia necessario esaminare
la fondatezza
o meno delle ultime due sue contropretese, quella di fr. 10'335.40 + IVA per
“facchini” ingaggiati da J__________ SA nel 2016 e quella di fr. 36'000.- + IVA
per prestazioni di __________ __________. 

                                         Le
spese giudiziarie dei procedimenti di primo e di secondo grado seguono la
rispettiva soccombenza delle parti (art. 106 cpv. 1 e 2 CPC), ritenuto che le
stesse sono state calcolate per la procedura di appello dell’attrice sulla base
del valore ancora litigioso di fr. 20'924.45 e per la procedura di appello della
convenuta sulla base del valore ancora litigioso di fr. 44'117.79.

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il
RTar

 

 

decide: 

 

                                    I.   L’appello
8 agosto 2019 di AP 1 (inc. n. 12.2019.127) è parzialmente accolto. Di
conseguenza la decisione 25 giugno 2019 della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 1, è così riformata:

 

                                         1.     (invariato)

                                         1.1.  (invariato)

                                         2.     La
domanda riconvenzionale è inammissibile.

                                         2.1.  La
tassa di giustizia e le spese, di complessivi fr. 2’500.-, sono poste a carico dell’attrice
riconvenzionale, che rifonderà alla convenuta riconvenzionale fr. 4'800.- per
ripetibili.

                                         

                                      

                                   II.   Le spese
processuali della procedura di cui all’appello 8 agosto 2019, di fr. 2’500.-,
sono poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuna, compensate le
ripetibili.

                                      

                                      

                                  III.   L’appello 19 agosto 2019 di AO 1 (inc. n. 12.2019.133)
è respinto. 

 

 

                                 IV.   Le spese processuali della procedura di cui all’appello
19 agosto 2019, di fr. 4'000.-, sono poste a carico dell’appellante, che
rifonderà all’appellata fr. 3'000.- per ripetibili. 

 

 

                                  V.   Notificazione:

	
   

  	
  -      ;

  -      .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

 

Il
presidente                                                          Il
vicecancelliere

                       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario è dato ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo
integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il valore litigioso ammonta
a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e
a fr. 30'000.- negli altri casi (art. 74 cpv. 1 LTF); per valori inferiori il
ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso
in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario
in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare
una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).