# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ae0b72a6-7c7c-5c94-af8e-90e9070ed85d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-03-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.03.2012 32.2012.3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2012-3_2012-03-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2012.3

   

  TB

  	
  Lugano

  12 marzo 2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 gennaio 2012 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 29 novembre 2011 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                                Aa.   Il
5 gennaio 2009 (doc. 3) RI 1, nato nel 1955, attivo ancora al 50% come
muratore, ha chiesto prestazioni AI per adulti a seguito dell'infortunio alla
mano sinistra avvenuto il 16 febbraio 2007, evento assunto dall'assicuratore
infortuni.

 

                                Ab.   L'Ufficio
assicurazione invalidità ha intrapreso i necessari accertamenti e sulla scorta
del rapporto finale del 20 agosto 2010 (doc. 83) della consulente in integrazione,
con la decisione del 16 settembre 2010 (doc. A4) l'Ufficio AI ha respinto la
richiesta di prestazioni.

L'amministrazione ha
stabilito un grado d'invalidità del 45% e quindi dal 1° febbraio 2008 è insorto
il diritto al quarto di rendita. Tuttavia, visto che la domanda AI è stata
presentata tardivamente, il versamento di una prestazione transitoria, che
avrebbe potuto insorgere dal 1° febbraio 2008 (dopo un anno di attesa), avrebbe
potuto avvenire unicamente dal 1° luglio 2008 (recte: 2009), ossia sei mesi
dopo l'inoltro della richiesta AI (5 gennaio 2009). L'Ufficio AI ha inoltre
rilevato che qualora la nuova inabilità del 50% in qualsiasi attività presente
dal 1° marzo 2010 per motivi psichici dovesse perdurare, avrebbe rivalutato il
diritto alle prestazioni dal marzo 2011, ovvero trascorso l'anno d'attesa.

 

                                Ac.   Con
ricorso del 12 ottobre 2010 (inc. n. 32.2010.287) l'assicurato ha postulato una
rendita intera dal 1° marzo 2011 in virtù dei certificati medici prodotti che
attestano un'inabilità iniziale del 100%, poi del 50% e di nuovo del 100% dal
16 novembre 2009 a tutt'oggi, contestando quindi il risultato della perizia
psichiatrica dell'8 luglio 2010 (inabilità lavorativa del 50% in qualsiasi
attività).

 

                                Ad.   Con
pronuncia del 7 febbraio 2011 (doc. 119-21) il Tribunale cantonale delle assicurazioni
ha accolto ai sensi delle considerazioni esposte il ricorso presentato dall'assicurato,
sempre rappresentato da RA 1, riconoscendogli il diritto a tre quarti di rendita
(grado d'invalidità del 63%) con effetto dal 1° marzo 2010.

Ritenuto da un canto un reddito da
valido di CHF 47'322,00 nel 2008 aggiornato a CHF 48'750,60 nel 2010 e, d'altro
canto, un reddito da invalido di CHF 57'672,00 secondo la tabella TA1 2008
elaborata dall'Ufficio federale di statistica (livello di qualificazione 4)
rispettivamente di CHF 61'938,11 per il 2010 tenuto conto di 41,7 ore
settimanali, considerato che il reddito che l'assicurato avrebbe percepito lavorando
a tempo pieno come muratore era considerevolmente inferiore (del 26,37%) a
quello statistico svizzero conseguito in quel preciso settore professionale e
quindi i medesimi fattori che hanno influenzato negativamente il reddito da
valido devono essere considerati anche per fissare il reddito da invalido
(cosiddetto principio del parallelismo dei dati da porre a confronto: DTF 134 V
322 consid. 4.1; 129 V 222 consid. 4.4), riducendo del 21,37% il reddito da
invalido (cioè il reddito percepito dall'assicurato prima dell'insorgenza del
danno alla salute divergeva di almeno il 5% dal salario statistico usuale nel
settore: DTF 135 V 297 consid. 6.1.2) e deducendo un importo del 13% per tenere
conto delle circostanze specifiche del caso concreto, il TCA ha ricavato un
grado di invalidità del 63% e ha quindi assegnato una rendita AI di tre quarti
dal 1° marzo 2010.

 

                                Ae.   Contro
il giudizio cantonale l'UAI è insorto al Tribunale federale, chiedendo preliminarmente
la concessione dell'effetto sospensivo e, nel merito, l'attribuzione di un
quarto di rendita dal 1° marzo 2010.

 

                                 Af.   Con
decreto del 31 maggio 2011 (doc. 119-42) l'Alta Corte ha respinto la richiesta
di attribuire effetto sospensivo al ricorso.

                                         Con
decisione del 5 agosto 2011 (doc. A4) l'Ufficio assicurazione invalidità ha
stabilito in CHF 1'131,00 l'importo della rendita ordinaria semplice
d'invalidità con effetto dal 1° marzo 2010 rispettivamente in CHF 1'152,00 dal
1° gennaio 2011, ritenuto un grado AI del 63% (cfr. STCA), che dà diritto a tre
quarti di rendita d'invalidità. Con questa decisione l'Ufficio AI, e per esso la
Cassa cantonale di compensazione, ha disposto il pagamento retroattivo della
rendita d'invalidità (CHF 1'131,00 [rendita AI mensile] x 10 mesi [dal 1° marzo
2010 al 31 dicembre 2010] + CHF 1'152,00 [rendita AI mensile] x 7 mesi [dal 1°
gennaio 2011 al 31 luglio 2011] + CHF 1'152,00 [rendita AI agosto 2011] = CHF  20'526,00),
ritenuto un reddito annuo medio di CHF 58'464,00 e la scala rendite 34.

 

                                Ag.   Con
sentenza del 10 novembre 2011 (9C_205/2011) l'Alta Corte ha
accolto il ricorso dell'autorità amministrativa, nel senso che, annullati il
giudizio del TCA e la decisione impugnata dell'Ufficio dell'assicurazione
invalidità del 16 settembre 2010, ha rinviato la causa all'amministrazione
perché proceda conformemente ai considerandi e si pronunci di nuovo sul grado
di invalidità dell'assicurato, fermo restando il diritto di quest'ultimo ad un
quarto di rendita con effetto dal 1° marzo 2010.

In particolare, il
Tribunale federale ha concluso il proprio giudizio (doc. 119-46) esponendo al
consid. 8.4 queste considerazioni:

 

"  Da quanto sopra discende che questa Corte non dispone
di elementi sufficienti per statuire sul grado di invalidità dell'assicurato,
segnatamente sull'ammontare degli elementi da porre a confronto; di conseguenza
il ricorso dell'amministrazione dev'essere accolto, in quanto il giudizio
impugnato si fonda su un accertamento incompleto dei fatti rilevanti, violando
il principio inquisitorio e quindi il diritto federale (sentenza 9C_409/2009
dell'11 dicembre 2009 consid. 3.3).

 

Il
giudizio impugnato e la decisione amministrativa vanno pertanto annullati e
l'incarto rinviato all'amministrazione affinché stabilisca se l'assicurato intendeva
o meno accontentarsi di un reddito inferiore alla media. In caso di risposta
negativa, andrà ancora esaminato se è ammissibile ritenere che da invalido
l'assicurato possa percepire un reddito medio oppure se motivi estranei all'invalidità
non permettono di concludere in tal senso. Alla luce degli accertamenti
esperiti, l'UAI statuirà nuovamente sul grado di invalidità dell'intimato,
tenuto conto del fatto che il diritto ad un quarto di rendita non è contestato.

Al
riguardo va precisato che pure la questione della deduzione da apporre al
reddito da invalido va rivista, in quanto la riduzione del 13% non è motivata e
pertanto non è conforme al diritto federale (in particolare al diritto di
essere sentito di cui all'art. 29 cpv. 2 Cost.); non è infatti dato di sapere
quali motivi sono stati posti alla base della riduzione e quindi non è neppure
possibile contestare correttamente il provvedimento.".

 

                                 Ai.   Nell'attesa
di espletare tutti gli accertamenti imposti dal Tribunale federale, l'Ufficio assicurazione
invalidità ha emesso il 27 novembre 2011 (doc. A5) una nuova decisione che
sostituisce la precedente del 5 agosto 2011, riducendo dal 1° marzo 2010 il diritto
dell'assicurato all'ottenimento di una rendita, stante ora un grado AI del 44% (che
dà diritto ad un quarto di rendita). Pertanto, la rendita ordinaria semplice
d'invalidità ammonta a CHF  377,00 nel 2010 ed a CHF 384,00 al mese dal 1° gennaio
2011. Questo provvedimento è stato impugnato e viene evaso con giudizio parallelo
odierno.

 

                                  B.   Il
29 novembre 2011 (doc. A1) l'UAI ha emanato decisione con cui ha ordinato la restituzione
degli importi versati in eccesso tra il 1° marzo 2010 ed il 30 novembre 2011
per complessivi CHF 15'988,00 (= importo percepito – importo riconosciuto in
attesa dei nuovi accertamenti).

 

                                  C.   Il
3 gennaio 2012 (doc. I) contro questa decisione RI 1, ancora con il patrocinio RA
1, ha formulato ricorso al TCA, chiedendo la sospensione della vertenza nell'attesa
di decisione sul ricorso inoltrato contro la decisione del 27 novembre 2011
(inc. n. 32.2012.2). Infatti, a suo dire, l'oggetto del presente ricorso - ossia
sapere se tra il 5 agosto 2011 ed il 27 novembre 2011 la capacità lavorativa
dell'assicurato si sia effettivamente modificata tanto da incidere sul suo
diritto alla rendita e passare così dai tre quarti al quarto di diritto alla
rendita d'invalidità - è "logicamente connessa alla decisione emessa
dall'Ufficio dell'Assicurazione Invalidità in data 27 novembre 2011"
(doc. I pag. 2).

 

                                  D.   Nella
risposta del 26 gennaio 2012 (doc. IV) l'Ufficio assicurazione invalidità ha precisato
che l'ordine di restituzione ha la sua ragione d'essere, poiché il Tribunale federale
ha negato l'effetto sospensivo al proprio ricorso. Quindi, il 5 agosto 2011 l'amministrazione ha emanato una decisione secondo cui, sulla base della STCA del 7 febbraio 2011
che manteneva la propria valenza fino al giudizio di merito del TF, il grado
d'invalidità era del 63%, con conseguente diritto a tre quarti di rendita AI.

Tuttavia, la sentenza del 10 novembre
2010 dell'Alta Corte, annullato il giudizio del TCA, ha stabilito tale diritto
ad un quarto di rendita dal 1° marzo 2010 ed ha rinviato gli atti per una nuova
determinazione. Secondo l'UAI, l'assicurato non aveva più diritto
all'erogazione di tre quarti di rendita, ma solo, al momento, ad un
quarto di rendita, perciò ha emesso una nuova decisione il 27 novembre
2011, calcolando l'importo dovuto per il quarto di rendita dal 1° marzo 2010.

È sorta così la richiesta di
restituzione della differenza tra la prestazione ricevuta (tre quarti) e quella
di diritto (un quarto).

L'amministrazione ha quindi proposto in
via principale di respingere il ricorso visto l'indebito versamento di
prestazioni e, in via subordinata, di sospendere la causa fino all'emanazione
della decisione formale sul merito del diritto dell'assicurato a prestazioni
una volta terminati gli accertamenti chiesti dal Tribunale federale, che daranno
luogo ad un nuovo calcolo del grado d'invalidità e quindi ad un nuovo importo
della rendita e così pure ad un eventuale ammontare da rimborsare all'Ufficio
AI.

 

                                  E.   Nelle
osservazioni del 9 febbraio 2012 (doc. VI) l'insorgente ha ribadito la
richiesta di sospensione della causa, "dal momento che la decisione di
restituzione del 29 novembre 2011 si basa su quella del 27 novembre 2011 già
impugnata dinanzi a Codesta Autorità (Incarto n. 32.2012.2)".

 

L'Ufficio AI non ha formulato ulteriori osservazioni (doc. VII).

 

 

 

considerato                    in
diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria (STF 9C_211/2010
del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H
183/06 del 21 dicembre 2007).

 

 

 

nel merito

 

                                   2.   Oggetto
del contendere è l'ordine di restituzione di CHF 15'988,00 intimato dall'Ufficio
AI al ricorrente per prestazioni indebitamente percepite. 

 

                                   3.   Innanzitutto
questo Tribunale evidenzia che l'oggetto della vertenza di cui all'inc. n.
32.2012.2, evasa in data odierna, non porta, come erroneamente ritenuto
dall'assicurato, sull'esame del merito del suo diritto ad una rendita
d'invalidità, ma unicamente sulla verifica dell'importo di CHF 384,00 della
rendita stabilito dall'Ufficio AI con la decisione del 27 novembre 2011 e da
versare perlomeno sino a nuova e diversa decisione in conseguenza al rinvio del
TF.

Come evidenziato nell'odierna
parallela decisione (inc. 32.2012.2), la questione di merito relativa al
diritto del ricorrente ad una rendita ed alla quantificazione della stessa deve
ancora essere decisa dall'amministrazione e ciò potrà avvenire soltanto quando essa
avrà terminato gli accertamenti necessari imposti  dal Tribunale federale con
sentenza del 10 novembre 2011 (9C_205/2011) e avrà quindi ricalcolato il suo grado
d'invalidità dal 1° marzo 2010.

 

Di conseguenza,
l'esame del ricorso qui in discussione (inc. n. 32.2012.3) non è
strettamente connesso all'esito del ricorso formulato contro la decisione del
27 novembre 2011, ma, come ben osservato dall'amministrazione, alla decisione
formale che quest'ultima emanerà prossimamente, nel merito, ossia alla determinazione
del diritto dell'assicurato ad ottenere prestazioni dall'assicurazione
invalidità dal 1° marzo 2010 a dipendenza del risultato degli accertamenti
effettuati su ordine dell'Alta Corte.

 

In questo senso, la
richiesta di sospensione della causa per i motivi addotti dal ricorrente
non può essere accolta.

 

                                   4.   Dapprima,
vanno rammentati i fondamenti giuridici dell'ordine di restituzione.

 

L'art. 25 cpv. 1 LPGA stabilisce
che le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite. La
restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.

Il diritto di esigere
la restituzione si estingue dopo un anno a decorrere dal momento in cui l'istituto di assicurazione ha avuto
conoscenza del fatto, ma al più tardi cinque anni dopo il versamento della
prestazione. Se il credito deriva da un atto punibile per il quale il diritto
penale prevede un termine di prescrizione più lungo, quest'ultimo è
determinante (art. 25 cpv. 2 LPGA).

 

L'art. 3 cpv. 1 OPGA prevede che l'ammontare della restituzione è stabilito mediante decisione.

 

Per giurisprudenza
costante, nell'ambito delle assicurazioni sociali, la restituzione delle
prestazioni presuppone, di regola, che siano adempiute le condizioni di una riconsiderazione
o di una revisione processuale della decisione con la quale le prestazioni
litigiose sono state versate (DTF 126 V 42 cons. 2b).

 

                                         Per
l'art. 53 cpv. 1 LPGA, le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente
passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o
l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di
prova che non potevano essere prodotti in precedenza.

Per il cpv. 2, l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in
giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica
ha una notevole importanza.

 

Dalla riconsiderazione
(o riesame) va dunque distinta la revisione processuale delle decisioni amministrative.

 

L'allora TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale
federale) ha stabilito che, in ambito di restituzione delle prestazioni, i
principi applicabili al diritto precedentemente in vigore sono ancora attuali
(STFA K 147/03 del 12 marzo 2004 = DTF 130 V 318).

 

                                         Per
analogia con la revisione processuale delle decisioni emanate dalle autorità
giudiziarie, l'amministrazione è tenuta a procedere alla revisione di una
decisione formalmente cresciuta in giudicato quando sono scoperti fatti
nuovi o nuovi mezzi di prova atti ad indurre ad una conclusione giuridica
differente (DTF 129 V 110, DTF 126 V 42 consid. 2b con rinvii; STFA C 191/02
del 15 luglio 2003; STFA I 339/01 del 29 novembre 2002).

 

Kieser, in
ATSG-Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, a pag. 682, n. 47 ad art. 53, a proposito dell'art. 53 cpv. 3 LPGA, precisa:

 

"  b) Die in art. 53 Abs. 3 ATSG kodifizierte Regelung
galt bereits nach der bisherigen Rechtsprechung (einlässliche
Darstellung derselben Schlauri,
176 ff.; vgl. zudem SVR 2005 EL Nr. 3, P 7/02, E. 3.2), welche ihre Gültigkeit
auch unter Berücksichtigung von Art 53 Abs. 3 ATSG beibehält. Insbesondere
steht es dem Versicherungsträger frei, während des laufenden Beschwerdeverfahrens
ohne Beachtung der besonderen Wiedererwägungsvoraussetzungen (insbesondere ohne
Annahme einer zweifellosen Unrichtigkeit) auf den Entscheid zurückzukommen
(vgl. BGE 107 V 192). Beinhaltet eine solche lite pendente erlassene Verfügung
eine Schlechterstellung, stellt die entsprechende Verfügung lediglich einen
Antrag an das Gericht dar, und es bleibt der Partei die Möglichkeit offen (auf
welche sie hinzuweisen ist), das Rechtsmittel zurückzuziehen (vgl. BGE 127 V
234; zur Kritik von Schlauri,
173 ff.; an diesem Entscheid vgl. SVR 2005 EL Nr. 3, P 7/02, E. 3.3). Entspricht
die Wiedererwägung sonst nicht dem im Beschwerdeverfahren gestellten Antrag,
kommt sie bloss einem Antrag an das Gericht gleich (vgl. ZAK 1992 117). Im
Übrigen wird bei einer entsprechenden Wiedererwägung das Beschwerdeverfahren
gegenstandlos (vgl. ATSG-Kommentar, Art. 61 N 87). Allerdings ist es nach der
Rechtsprechung dem Versicherungsträger nicht benommen, eine im
Gerichtsverfahren vorgenommene Wiedererwägung zu widerrufen (vgl. SVR 2001 IV
Nr. 20).”.

 

La nozione di fatti o mezzi di prova
nuovi si apprezza allo stesso modo in caso di revisione (processuale) di una
decisione amministrativa (art. 53 cpv. 1 LPGA), di revisione di un giudizio
cantonale (art. 61 lett. i LPGA) o di revisione di una sentenza fondata sull'art.
137 lett. b OG (Plädoyer 2007/1 pag. 62 [sentenza del Tribunale federale delle
assicurazioni I 642/04 del 6 dicembre 2005]).

Sono nuovi ai sensi di queste
disposizioni solo i fatti già esistenti all'epoca della procedura precedente,
ma che non erano stati allegati poiché non ancora noti nonostante tutta la
diligenza del caso; i fatti verificatisi dopo la fine del processo, e comunque
dopo il momento in cui, secondo le regole di procedura applicabili, potevano
ancora essere addotti, non vanno invece considerati e non possono quindi fondare
una domanda di revisione (DTF 121 IV 317 consid. 2 pag. 321;
118 II 199 consid. 5 pag. 204; 110 V 138 consid. 2 pag. 141; 108 V 170 consid.
1 pag. 171; Elisabeth
Escher, Revision und Erläuterung, in: Thomas Geiser/Peter Münch [a cura di], Prozessieren vor Bundesgericht, 2a ed., Basilea e
Francoforte 1998, n. 8.21; René
A. Rhinow/Beat Krähenmann, Schweizerische
Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, Basilea e Francoforte 1990, n. 43 B
I c, pag. 132). I fatti nuovi devono inoltre essere rilevanti, vale a
dire devono essere di natura tale da modificare la fattispecie alla base della
sentenza contestata e da condurre a un giudizio diverso in funzione di un
apprezzamento giuridico corretto. Per quanto concerne i nuovi mezzi di prova,
gli stessi devono servire a comprovare i fatti nuovi che giustificano la
revisione oppure fatti già noti e allegati nel procedimento precedente, che
tuttavia non avevano potuto venir provati, a discapito del richiedente (DTF 127
V 353 consid. 5b pag. 358). Se i nuovi mezzi sono destinati a provare dei fatti
sostenuti in precedenza, il richiedente deve pure dimostrare di non essere
stato in grado di invocarli in tale procedimento. Una prova deve essere
considerata concludente quando bisogna ammettere che essa avrebbe condotto il
giudice a statuire in modo diverso se egli ne avesse avuto conoscenza nella
procedura principale. È decisiva la circostanza che il mezzo di prova non serva
solamente all'apprezzamento dei fatti, ma alla determinazione degli stessi. Non
basta pertanto che in una nuova perizia siano apprezzati in modo diverso i
fatti; occorrono invece elementi di fatto nuovi, dai quali risulti che il
fondamento della pronunzia impugnata presentava difetti oggettivi. Per giustificare
la revisione di una sentenza non basta che, dalla fattispecie conosciuta al
momento dell'emanazione della pronunzia principale, il perito tragga, ulteriormente,
conclusioni diverse da quelle del tribunale. Neppure costituisce motivo di
revisione il semplice fatto che il tribunale potrebbe aver mal interpretato
fatti conosciuti all'epoca del procedimento principale. L'apprezzamento inesatto
deve, al contrario, essere la conseguenza dell'ignoranza o della carenza di
prove riguardanti fatti essenziali per la sentenza (DTF 127 V 353 consid. 5b
pag. 358, 110 V 138 consid. 2 pag. 141, 291 consid. 2a pag. 293, 108 V 170
consid. 1 pag. 171; cfr. pure DTF 118 II 199 consid. 5 pag. 205).

 

                                   5.   In concreto, al momento dell'emanazione dell'ordine di
restituzione, l'istruttoria amministrativa ordinata dal Tribunale federale con
sentenza del 10 novembre 2011 non era ancora ultimata e quindi l'Ufficio AI non
si era ancora potuto determinare con certezza circa il diritto dell'assicurato
ad una rendita d'invalidità dal 1° marzo 2010 eventualmente superiore ad un
quarto.

Pertanto, non si può ammettere che vi siano
elementi tali da legittimare una revisione della decisione del 5 agosto 2011.

 

La decisione qui impugnata dell'UAI
appare prematura ed è vincolata agli accertamenti che devono essere posti in
atto a seguito del rinvio del TF.

 

Le condizioni dell'art. 53 cpv. 1 LPGA
non sono adempiute. 

 

                                   6.   L'amministrazione può riconsiderare una
decisione passata formalmente in giudicato e sulla quale un'autorità
giudiziaria non si è pronunciata nel merito, a condizione che sia senza dubbio
errata e la sua rettifica rivesta un'importanza notevole. Questi principi sono pure applicabili nel caso
in cui delle prestazioni siano state accordate senza essere state oggetto di
una decisione formale se il loro versamento ha comunque validamente esplicato
effetti giuridici (DTF 129 V 110, DTF 126 V 23 consid. 4b, DTF 126 V 46 consid.
2b, DTF 126 V 400 consid. 2b/a; STFA C 24/02 dell'11 febbraio 2004). Una
decisione è stata ad esempio considerata senza dubbio errata a seguito di
calcolo illegale di una rendita, in conseguenza ad una valutazione errata
dell'invalidità per l'applicazione errata di principi fondamentali (DTF 119 V 483
consid. 3; DTF 110 V 179).

 

L'irregolarità deve essere manifesta. Il Tribunale federale ha precisato
(STF 8C_883/2008 del 31 marzo 2009, consid. 4.1.2):

 

"  In particolare, non si può parlare di un'inesattezza manifesta se l'assegnazione della
prestazione dipende dall'adempimento di condizioni materiali il cui
esame presuppone un certo margine di apprezzamento riguardo a certi loro
aspetti o elementi, e se la decisione iniziale appare ammissibile alla luce
della situazione di fatto e di diritto. Se persistono ragionevoli dubbi sul
carattere erroneo della decisione iniziale, le condizioni per procedere a una
riconsiderazione non sono date (cfr. sentenza 9C_439/2007 del 28 febbraio 2008,
consid. 3.1 con riferimenti).".

 

Secondo la
giurisprudenza del Tribunale federale (STF 9C_862/2010 del 18 gennaio
2012; STF 9C_1061/2010 del 7 luglio 2011, consid. 6.1), la riconsiderazione non
è tuttavia ammissibile se la decisione è stata oggetto di controllo giudiziale
nel merito (DTF 127 V 466 consid. 2c).

Per determinare se è
possibile riconsiderare una decisione in quanto manifestamente erronea, occorre
fondarsi sulla situazione giuridica esistente al momento della sua pronuncia,
prendendo in considerazione la prassi allora in vigore (DTF 125 V 383 consid. 3
pag. 389 con riferimenti), tenuto conto del fatto che un cambiamento di prassi
o di giurisprudenza non giustifica di regola una riconsiderazione (DTF 117 V 8
consid. 2c pag. 17; 115 V 308 consid. 4a/cc pag. 314). Per motivi legati alla sicurezza
giuridica e per evitare che la riconsiderazione diventi uno strumento che
consenta di riesaminare liberamente i presupposti del diritto a prestazioni di
lunga durata, l'irregolarità deve essere manifesta. In particolare non vi è
inesattezza manifesta se l'assegnazione della prestazione dipende
dall'adempimento di condizioni materiali il cui esame presuppone un certo
margine di apprezzamento riguardo a certi aspetti o elementi, e se la decisione
iniziale appare ammissibile alla luce della situazione di fatto e di diritto.
Se persistono ragionevoli dubbi sul carattere erroneo della decisione iniziale,
non è possibile procedere ad un riesame (cfr. sentenza 9C_439/2007 del 28
febbraio 2008 consid. 3.1 con riferimenti).

Occorre inoltre precisare che il Tribunale
non può obbligare l'amministrazione ad entrare nel merito di una tale
richiesta, come è del resto espressamente previsto all'art. 53 LPGA, poiché non
esiste un diritto alla riconsiderazione di una decisione cresciuta in giudicato
(STF 8C_334/2008 del 26 novembre 2008, consid. 3.1; STF U 403/06 del 9 ottobre
2007, consid. 8; DTF 133 V 50 consid. 4.1 pag. 52, 127 V 466 consid. 2c; 106 V
78 consid. 2 pag. 79). Secondo la dottrina tuttavia la decisione di procedere o
meno in tal senso deve rispettare il principio dell'uguaglianza di trattamento
e non essere arbitraria (Ueli Kieser,
ATSG-Kommentar, Zurigo/Basilea/Ginevra 2003, n. 22 all'art. 53).

 

L'amministrazione non è tenuta a
riconsiderare una decisione, poiché essa ha unicamente la facoltà di procedere
a un simile riesame nella misura in cui sono soddisfatte determinate condizioni;
per contro né l'assicurato né il giudice possono obbligarla a un tale passo
(STF 8C_257/2011 del 14 giugno 2011, consid. 4; STF 8C_302/2007 del 4 agosto
2008, consid. 3; STF H 223/06 del 17 gennaio 2008, consid. 5; citata STF U
403/06, consid. 8; STF I 309/06 del 20 aprile 2007, consid. 3; DTF 133 V 50
consid. 4.1).

 

Nella menzionata DTF 133 V 50, al considerando
4.2.2 il Tribunale federale ha pure statuito che una decisione con cui l'amministrazione
rifiuta di entrare nel merito di una domanda di riesame non è impugnabile
tramite la procedura di opposizione, in quanto una domanda di riconsiderazione
può essere in ogni caso ripresentata in ogni tempo (citata STF U 403/06, consid.8).

 

                                   7.   Nella
fattispecie, a questo stadio, vanno negati i presupposti per riconsiderare la
decisione di assegnazione di una rendita di tre quarti (decisione del 5 agosto
2011), alla base della decisione di restituzione di CHF 15'988,00.

 

In effetti, come esposto, l'UAI non si
è ancora espresso sulla determinazione del grado AI dell'assicurato dal 1°
marzo 2010 a seguito del rinvio del TF. 

Ciò che è certo, ad oggi, è che dal 1°
marzo 2010 l'assicurato ha diritto (almeno) ad un quarto di rendita. Se poi
tale diritto sarà in realtà superiore, ad ora non è dato a sapere, in assenza
della decisione dell'UAI che scaturirà terminate le verifiche imposte.

In queste circostanze, decidere, nel
novembre 2011, che v'è stato un indebito versamento all'assicurato di CHF
15'988,00 è prematuro, non avendo ancora l'Ufficio AI tutti i parametri di calcolo
a disposizione per giungere a tale (eventuale) conclusione.

 

Non è ancora accertato che la decisione
fosse manifestamente errata.

 

                                    8   Alla
luce delle argomentazioni esposte, l'Ufficio assicurazione invalidità non era legittimato
ad emettere nel novembre 2011 una decisione di restituzione. Ciò potrà avvenire
semmai in futuro dopo gli accertamenti imposti ed a seguito di nuova decisione
– se sfavorevole a chi ricorre – cresciuta in giudicato.

La decisione impugnata deve dunque
essere annullata ed il ricorso accolto.

 

Di conseguenza, diventa priva di
oggetto la richiesta dell'amministrazione di concedere l'effetto sospensivo
alla presente procedura nell'attesa che essa si determini, nel merito, sul
diritto del ricorrente ad una rendita d'invalidità dal 1° marzo 2010 in poi.

 

Stante l'esito favorevole del ricorso seppure
per altri motivi da quelli invocati, rappresentato, l'assicurato ha diritto al
versamento di ripetibili da parte
dell'Ufficio AI (art. 61 lett. g LPGA).

 

                                    9   Secondo
l'art. 29 cpv. 2 Lptca e l'art. 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso
di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI
dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità
delle spese è determinata fra CHF 200,00 e CHF 1'000,00 in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF
9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

Le spese per
complessivi CHF 500,00 sono poste a carico dell'Ufficio AI, soccombente.

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

 

                                    §   La
decisione impugnata è annullata.

 

                                   2.   Le
spese per complessivi CHF 500,00 sono poste a carico dell'Ufficio AI, il quale verserà al ricorrente CHF
 300,00 a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti