# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 10b69c2b-a83f-52d1-9c4e-0d4ec379a1e1
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-10-06
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Zivilkammer 06.10.2010 ZK2 2010 49
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_007_ZK2-2010-49_2010-10-06.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

___________________________________________________________________________________________________

Rif.: Coira, 06 ottobre 2010 Comunicato per iscritto il:
ZK2 10 49

Decreto
II. Camera civile

Presidenza Brunner
Attuario Rogantini

Nel ricorso civile

di X., attore e ricorrente, 

contro

il decreto del Presidente del Tribunale distrettuale Moesa del 11 giugno 2010, 
comunicato lo stesso giorno, in re Y . , convenuta e resistente, patrocinata dall’avv. 
lic. iur. Paola Bottinelli Raveglia, Casa Moesa, 6535 Roveredo, contro l’attore e 
ricorrente,

concernente credito (tempestività della richiesta di notificazione di una sentenza 
motivata),

è risultato:

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I. Fattispecie

A. In una vertenza sorta fra X. in quanto attore e la Y. quanto convenuta 
concernente un’azione creditoria portante su fr. 10'000.– e il rigetto 
dell’opposizione al precetto esecutivo n. 6155/09, la relativa sentenza del 
Tribunale distrettuale Moesa del 19 maggio 2010 venne comunicata all’attore il 21 
maggio 2010 (estratto Track & Trace del 10 giugno 2010, atto conclusivo 7.4).

B. X. per motivi di assenza aveva impartito alla posta un ordine di trattenuta 
della corrispondenza che durasse fino al 1° giugno 2010. La busta contenente la 
sentenza del 19 maggio 2010 inviatagli per iscritto il giorno successivo giacque 
dunque all’ufficio postale fino al 1° giugno 2010, data in cui X. la prese in 
consegna.

C. Stando all’esposizione dei fatti nel decreto del Presidente del Tribunale 
distrettuale Moesa del 11 giugno 2010 basatasi sui rispettivi documenti figuranti 
nell’incarto, il termine di ritiro della sentenza di 7 giorni  sarebbe cominciato a 
decorrere a partire dal 22 maggio 2010 e sarebbe scaduto il 28 maggio 2010 
(cosiddetta notificazione fittizia). Il termine di 10 giorni per inoltrare la richiesta di 
redazione della sentenza a motivazione integrale invece sarebbe decorso dal 29 
maggio 2010 e dunque scaduto il 7 giugno 2010. X. presentò la sua richiesta 
soltanto il 10 giugno 2010 (recte: 9 giugno 2010, data del timbro postale qui 
determinante), motivo per il quale il Presidente del Tribunale distrettuale Moesa la 
respinse con decreto del 11 giugno 2010, comunicandogli quest’ultimo lo stesso 
giorno. L’attore non contesta questi fatti e in particolar modo riconosce il fatto di 
non aver rispettato il termine di 10 giorni previsto dall’art. 121 cpv. 2 CPC-GR.

D. X. presentò ricorso presso la Commissione del Tribunale distrettuale Moesa 
il 28 giugno 2010. Il Presidente del Tribunale distrettuale Moesa trasmise il ricorso 
al Tribunale cantonale con lettera del 7 luglio 2010. 

E. In quanto ai motivi del ricorso, X. conclude all’annul-lamento del decreto 
presidenziale del 11 giugno 2010 perché considerata manifestamente viziata e 
richiede la nuova trasmissione alle parti del dispositivo della sentenza del 19 
maggio 2010 con un nuovo termine per chiedere la motivazione integrale della 
sentenza. Sostanzialmente la motivazione consiste nella censura che il dispositivo 
della sentenza del 19 maggio 2010, comunicata il 21 maggio 2010, contrariamente 
a quanto prescritto dall’art. 121 cpv. 3 CPC-GR, non accenni esplicitamente le 
conseguenze giuridiche di una mancata richiesta della motivazione integrale della 
sentenza.

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F. La controparte e il Presidente del Tribunale distrettuale Moesa chiedono la 
reiezione del ricorso, nella misura in cui esso è ricevibile.

II. Considerandi

1.1 Giusta l’art. 232 del Codice di procedura civile del Cantone dei Grigioni del 
1° dicembre 1985 (CPC-GR; CSC 320.000) si può ricorrere al Tribunale cantonale 
per violazione di legge contro sentenze inappellabili nonché decisioni concludenti 
la causa. Secondo la prassi del Tribunale cantonale (cfr. ad esempio la sentenza 
della II. Camera civile del Tribunale cantonale dei Grigioni ZK2 10 25 del 16 
giugno 2010 consid. 1.a) e contrariamente al parere della resistente (risposta del 
30 agosto 2010) il decreto presidenziale del 11 giugno 2010 rappresenta una 
decisione concludente la causa priva di un esame di questioni di diritto materiale. 
È quindi ammissibile il ricorso contro detto decreto. Viceversa non è possibile 
ricorrere contro la sentenza originaria del 19 maggio 2010, essendo questa – 
come sarà da constatare – già entrata in giudicato. Con il ricorso del 28 giugno 
2010 è dunque stata impugnata la decisione giusta.

1.2.1 Giusta l’art. 219 cpv. 1 prima frase CPC-GR l’appello è da inoltrare presso il 
presidente della prima istanza. Per quanto riguarda invece il ricorso l’art. 233 
CPC-GR prescrive che questo è da presentare direttamente presso il presidente 
dell’istanza di ricorso (il testo italiano della disposizione diverge dalla versione 
tedesca e da quella romancia, parlando di “presidente della camera competente 
dell’istanza di ricorso”; ciò non può essere stata l’intenzione del legislatore, dato 
che i casi vengono attribuiti alle camere competenti soltanto dopo il loro arrivo 
all’istanza di ricorso; si tratta perciò di un semplice errore di traduzione). Il termine 
di ricorso è di 20 giorni (art. 233 cpv. 1 CPC-GR).

1.2.2 Nella fattispecie il ricorrente ha tuttavia indirizzato il suo ricorso del 28 
giugno 2010 alla Commissione del Tribunale distrettuale Moesa, presumibilmente 
partendo erroneamente dall’idea che nel caso della decisione impugnata si 
trattasse di un decreto presidenziale determinante il corso del processo ai termini 
dell’art. 237 cpv. 1 CPC-GR, caso nel quale l’eventuale ricorso sarebbe stato da 
presentare alla rispettiva Camera o Commissione del Tribunale distrettuale. Il 
Presidente del Tribunale distrettuale Moesa avendo ricevuto il ricorso il 30 giugno 
2010 e considerando competente il Tribunale cantonale, lo ha trasmesso a 
quest’ultimo il 7 luglio 2010. Vi è quindi da verificare se il ricorso sia stato inoltrato 
entro il termine previsto all’art. 233 cpv. 1 CPC-GR.

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1.2.3 Nel CPC-GR è prevista la trasmissione di istanze inoltrate all’autorità 
sbagliata soltanto se è competente un’altra camera o il presidente dello stesso 
tribunale oppure il presidente di circolo (art. 93 cpv. 3 CPC-GR). Se invece tramite 
decisione si dichiara competente un altro giudice nel cantone, la causa rimane 
pendente, purché l’attore entro 60 giorni dalla comunicazione della decisione di 
competenza intenti azione presso il giudice competente (art. 93 cpv. 4 CPC-GR). 

Il CPC-GR non contiene regole quanto alla trasmissione di un’istanza all’autorità 
competente da parte dell’autorità alla quale questa è stata erroneamente 
indirizzata. Il diritto federale, per contro, dispone di una tale norma. L’art. 48 cpv. 3 
della Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF; RS 173.110) prevede 
che “il termine è reputato osservato anche se l’atto scritto perviene in tempo utile 
all’autorità inferiore o a un’autorità federale o cantonale incompetente. In tal caso, 
l’atto deve essere trasmesso senza indugio al Tribunale federale”. Tenendosi alla 
giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. DTF 118 Ia 241 consid. 3.c. pag. 243 
seg., decisione relativa al vecchio art. 32 cpv. 4 OG che corrisponde al attuale art. 
48 cpv. 3 LTF) tale regola è da considerare un principio generale di diritto che, in 
assenza di disposizioni esplicitamente contrarie, vale anche per i cantoni. 
Considerando l’assenza di disposizioni contrarie in merito nel Cantone dei 
Grigioni, il Tribunale cantonale ha dichiarato applicabile detto principio generale di 
diritto in materia di procedura civile (sentenza della Commissione del Tribunale 
cantonale dei Grigioni SKG 03 20 del 18 giugno 2003 consid. 1.c).

1.2.4 Il ricorso impugnando il decreto del 11 giugno 2010 essendo stato inoltrato 
il 28 giugno 2010 alla Commissione del Tribunale distrettuale Moesa, il Presidente 
del Tribunale distrettuale Moesa avendolo trasmesso di propria iniziativa al 
Tribunale cantonale competente in materia, il termine di ricorso di 20 giorni è 
dunque stato osservato.

1.3 Il ricorso censurando delle violazioni di diritto è quindi ammissibile, 
tempestivo e motivato, e di conseguenza ricevibile in ordine (artt. 232 segg. CPC-
GR).

2. Nell’ambito di un’istanza di ricorso il Tribunale cantonale esamina se la 
decisione impugnata oppure la procedura che l’ha preceduta violano disposizioni 
legali essenziali per il giudizio della questione controversa (art. 235 cpv. 1 CPC-
GR).

2.1 Il ricorrente fa valere una violazione di norme di procedura, riconoscendo 
nella mancanza dell’indicazione del termine legale un vizio manifeste del 

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dispositivo ovvero della notificazione della sentenza. L’art. 121 cpv. 3 CPC-GR 
prescriverebbe in modo imperativo che le parti debbano essere rese attente alle 
conseguenze di una mancata richiesta di motivazione integrale. Se questo non 
dovesse avvenire, ciò comporterebbe l’annullabilità o la nullità dell’atto.

2.2 Le conseguenze di una mancata richiesta di motivazione integrale alle quali 
si riferisce presumibilmente il ricorrente sono disciplinate all’art. 124 cpv. 1 CPC-
GR, ovvero il passaggio in giudicato e l’esecutorietà formale di una decisione 
anche se questa è comunicata solamente in dispositivo non appena è scaduto il 
termine per richiederne la motivazione integrale. 

Nel caso concreto è vero che il dispositivo della sentenza del 19 maggio 2010 non 
si esprime esplicitamente quanto a dette conseguenze. Ciò non conduce però alla 
restituzione del termine mancato. X. è avvocato di professione e dispone quindi di 
profonde conoscenze in materie giuridiche. Da lui può perciò essere esatto che gli 
sia familiare il diritto processuale civile del proprio cantone. Come ha precisato il 
Tribunale federale nella sua sentenza 5A_401/2007 del 29 agosto 2007 (consid. 
4.2) richiamata a ragione dal Presidente del Tribunale distrettuale Moesa 
“nessuno può avvalersi di un’indicazione inesatta dei rimedi giuridici, qualora 
avesse potuto constatarne l’inesattezza mediante la sola lettura dei testi legali”. 
Questa regola vale quanto principio generale di diritto processuale anche per i 
cantoni (cfr. Kathrin Amstutz/Peter Arnold, Basler Kommentar zum 
Bundesgerichtsgesetz, Basilea 2008, art. 48 n. 1 seg. e 10). La stessa cosa deve 
valere per il caso in cui le conseguenze giuridiche concrete possono essere 
reputate come note ad un avvocato. Ciò è il caso nella fattispecie, considerando 
che il passaggio in giudicato di una decisione, qualora essa non venga impugnata 
entro il termine di rimedio legale oppure qualora – come nella fattispecie – non ne 
venga richiesta la motivazione integrale, rappresenta un elemento relativamente 
sostanziale dell’attività di un avvocato.

2.3 Visto ciò che precede, nel caso concreto la sentenza del Tribunale 
distrettuale Moesa del 19 maggio 2010 è stata notificata in ordine e il ricorrente 
non può trarre nessun vantaggio concreto dalla mancanza dell’indicazione delle 
conseguenze giuridiche.

3.1 Come enunciato correttamente dal Presidente del Tribunale distrettuale 
Moesa, secondo la giurisprudenza costante del Tribunale federale una sentenza 
notificata per iscritto è reputata ritirata e quindi notificata il 7° giorno dopo il primo 
tentativo di consegna infruttuoso ossia dopo la consegna dell’invito al ritiro, se il 

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destinatario della sentenza doveva aspettarsi di ricevere in consegna della posta 
da parte dell’autorità che la emana (sentenza del Tribunale federale 1P.343/2004 
del 14 luglio 2004; vedi a questo proposito esplicitamente anche l’art. 44 cpv. 2 
LTF ispirato da questa giurisprudenza, oppure – de lege ferenda – l’art. 138 cpv. 3 
lett. a del Codice di diritto processuale civile svizzero del 19 dicembre 2008 (RU 
2010 1739 segg.)). Questo vale anche se fra il destinatario e la posta dovesse 
sussistere un ordine di trattenuta della corrispondenza che vada oltre i 7 giorni, 
indipendentemente dai motivi per quest’ultimo.

3.2 X. avendo inoltrato lui stesso un’istanza dinanzi al Tribunale distrettuale 
Moesa doveva indubbiamente aspettarsi di ricevere in consegna della posta da 
parte di detta autorità. È quindi a ragione che il Giudice di prime cure ha 
considerato avvenuta in data del 28 maggio 2010 la notificazione della sentenza 
del 19 maggio 2010. Di conseguenza anche il calcolo del termine da lui effettuato 
è esatto e porta alla conclusione di tardività del ricorso.

3.3 Nella sua istanza di ricorso del 28 giugno 2010 il ricorrente riconosce lui 
stesso esplicitamente che – nonostante il fatto che lui abbia pattuito con la posta 
un ordine di trattenuta della corrispondenza fino al 1° giugno 2010 – il termine per 
richiedere la motivazione integrale della sentenza abbia cominciato a decorrere il 
29 maggio 2010, che questo sia scaduto il 7 giugno 2010 e che di conseguenza la 
sua richiesta del 9 giugno 2010 sia tardiva. Il motivo della tardività della sua 
richiesta non sta dunque nella mancata indicazione del termine per richiedere la 
motivazione integrale, bensì – come lui stesso ammette – nel fatto di aver creduto 
a torto che il termine fosse di 20 giorni come per l’appello ai sensi dell’art. 219 cpv. 
1 CPC-GR. Questo errore è imputabile al ricorrente stesso e non cambia nulla a 
riguardo, dato che i motivi per la tardività di un ricorso non sono in grado di 
relativizzarla. Non vi è infine nemmeno un motivo sufficiente per giustificare 
un’eventuale restituzione del termine ai sensi dell’art. 61 CPC-GR. La richiesta 
essendo stata riconosciutamene tardiva, il Presidente del Tribunale distrettuale 
Moesa ha rifiutato a ragione di entrare in materia. 

4. Per questi motivi il ricorso si avvera manifestamente infondato, di 
conseguenza giusta l’art. 12 cpv. 3 della Legge del 31 agosto 2006 
sull’organizzazione giudiziaria (LOG; CSC 173.100) il presidente della camera 
competente decide in qualità di giudice unico. 

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5. L’esito della procedura di ricorso comporta l‘addossamento dei costi di 
questo procedimento al ricorrente che rifonde inoltre ai resistenti un‘equa 
indennità a titolo di ripetibili.

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III. La Presidenza della II. Camera civile decreta

1. Il ricorso è respinto.

2. I costi della procedura di ricorso di complessivi fr. 1'500.– (inclusi quelli di 
scritturazione) vanno a carico del ricorrente, con l‘obbligo di versare alla 
resistente l‘indennità di fr. 800.– (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.

3. Contro questa decisione con un valore litigioso inferiore a fr. 30'000.– può 
essere interposto ricorso in materia civile ai sensi degli artt. 72, 74 cpv. 2 
lett. a LTF al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, se la controversia 
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale. Altrimenti è 
dato il ricorso sussidiario in materia costituzionale ai sensi degli artt. 113 
segg. LTF. Nei due casi il rimedio legale è da inoltrare al Tribunale federale 
per iscritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione con il testo 
integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l’ammissibilità, il 
diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 
29 segg., 72 segg. e 90 segg. LTF.

4. Comunicazione a: