# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 67b23860-ea4c-55db-9235-01f050cc566b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-08-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.08.2008 C-346/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-346-2007_2008-08-05.pdf

## Full Text

Corte II I
C-346/2007

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  5  a g o s t o  2 0 0 8

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Alberto Meuli (presidente di corte), Elena Avenati-
Carpani; 
Cancelliere: Dario Croci Torti.

A._______, 
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 4 dicembre 2006)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-346/2007

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano, nato il , ha lavorato in Svizzera nel 1983, 
dal  1985  al  1988  e  dal  1990  al  1991,  solvendo  i  contributi 
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità 
(AVS/AI),  durante  tale  periodo.  Dopo  il  rimpatrio,  ha  continuato  ad 
esercitare un'attività lucrativa in qualità di muratore di III livello (autista 
macchine  movimento  terra),  lavoro  che  ha  esercitato  fino  al  25 
febbraio  2001,  quando  si  è  ritirato  dal  lavoro  per  malattia  . È  stato 
licenziato per motivi aziendali con effetto dal 18 aprile 2002 (doc. 54).

In  data  13  maggio  2002,  il  nominato  ha  presentato  una  prima 
domanda  volta  al  conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione 
svizzera  per  l'invalidità  (doc.  2,  4).  L'istruttoria  di  questa  pratica  ha 
posto  in  evidenza che A._______ era portatore di  esiti  di  intervento 
(aprile  2002)  per  condropatia  del  condilo-femorale  mediale  sinistro, 
condropatia  femoro-rotulea  post-traumatica,  esiti  di  innesto 
condrocitario. Il medico dell'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per 
gli assicurati residenti all'estero (UAIE) aveva stimato che l'interessato, 
dal  2001,  non  avrebbe  più  potuto  svolgere  regolarmente  e 
proficuamente il lavoro di muratore, ma a lui sarebbero stati proponibili 
attività leggere e/o semisedentarie in misura completa (doc. 25, 26). 
Da  un'indagine  comparativa  dei  redditi  è  risultato  che  svolgendo 
attività  alternative  in  modo  completo,  invece  di  quella  di  operaio 
muratore  di  III  livello,  l'interessato  avrebbe  subito  una  perdita  di 
guadagno del 30% (doc. 27). Mediante decisione del 3 giugno 2003, 
l'UAIE ha pertanto respinto la richiesta di prestazioni (doc. 38).

B.
In data 7 marzo 2005, A._______ ha formulato una seconda domanda 
di rendita AI (doc. 40, 43).

Il  nominato è stato visitato il  2  maggio 2005 presso i  servizi  medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale di Vibo Valentia (INPS), 
ove il  sanitario  incaricato  ha evidenziato  la  diagnosi  di  “condropatia 
condilo-femorale  mediale  al  ginocchio  sinistro  da  verosimile  necrosi 
asettica già in trattamento chirurgico” ed ha posto un tasso d'invalidità 
del 12% (doc. 67). Sono stati esibiti documenti oggettivi, quali:

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- una cartella clinica concernente il ricovero dal 9 al 15 luglio 2003 per 
lesione del menisco al ginocchio sinistro ed intervento di artroscopia 
(doc. 56, 58); la lettera di dimissione ospedaliera (doc. 57);

- una relazione d'esame ortopedico del Dott. Prof. Misiti del 28 agosto 
2003 (doc. 59, 60);

-  un  referto  di  tomografia  assiale  computerizzata  (TAC)  del  torace 
dell'11 novembre 2003 (doc. 61) ed un referto radiologico arti inferiori 
del 26 novembre successivo (doc. 62);

- in referto di risonanza magnetica (RM) del ginocchio destro del 27 
marzo 2004 (doc. 63);

- un rapporto di visita ortopedica all'intenzione dell'INPS eseguito il 21 
aprile 2005 dal Dott. Spinelli (doc. 66);

- un referto RM del tratto cervicale del 19 maggio 2005 (doc. 68) e del 
ginocchio destro e sinistro di stessa data (doc. 69);

-  una relazione d'esame neurofisiologico arti  superiori  del 30 agosto 
2005 (doc. 72);

-  una relazione d'esame uretrocitoscopico del  25 ottobre 2005 (doc. 
73)  ed un rapporto  d'esame nefrologico del  3  novembre 2005 (doc. 
74);

- un referto radiologico del bacino e delle anche del 7 novembre 2005 
(doc. 75) nonché del rachide lombosacrale del 19 ottobre 2005 (doc. 
76).

C.
Nelle sue relazioni del 2 febbraio e 28 marzo 2006, la Dott.ssa Rosset, 
medico  consulente  dell'UAIE,  indica  che  l'interessato  è  debilitato  in 
misura importante al ginocchio sinistro e che un intervento chirurgico 
risolutore  sarebbe  necessario.  Il  medico  precisa  che  la  situazione 
sarebbe identica a quella presente nel  2002,  nell'ambito della prima 
domanda di rendita. Il medico aggiunge (cfr. doc. 85) che fin quando 
un  intervento  a  livello  dell'anca  (?)  non  è  realizzato,  non sarebbero 
proponibili  nemmeno  attività  di  sostituzione.  Chiamata  dall'UAIE  a 
fornire maggiori precisazioni, la Dott.ssa Rosset indica, in un rapporto 

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del  12  maggio  2006,  che  A._______  è  in  grado  di  svolgere  attività 
sostitutive dal 1° aprile 2001 (doc. 87).

Un calcolo comparativo dei redditi è quindi stato effettuato dall'UAIE e 
dallo  stesso  è  risultato  che  svolgendo  attività  alternative  in  misura 
completa,  l'interessato  subirebbe  una  perdita  di  guadagno  del  22% 
(doc. 88).

Con progetto di  decisione del  10  agosto 2006,  l'amministrazione ha 
informato  il  richiedente  che la  richiesta  di  prestazioni  sarebbe  stata 
respinta  per  carenza  d'invalidità  di  livello  pensionabile  (doc.  89). 
L'interpellato ha fatto pervenire all'UAIE una serie di documenti medici, 
segnatamente: una relazione sanitaria  allestita  il  10  novembre 2005 
dalla  Dott.ssa  Furchi  all'intenzione  del  Tribunale  di  Vibo  Valentia,  la 
quale  rileva una  condropatia  bilaterale  delle  ginocchia  con  impegno 
funzionale notevole a sinistra, obesità (IMC 37), poliartrosi e scoliosi 
dorsolombare,  cistite  cronica  ricorrente  da  sub-stenosi  uretrale, 
depressione ansiosa di tipo reattivo, ipertensione arteriosa e pone un 
tasso  d'invalidità  dell'84%  dall'aprile  2003.  Vengono  esibiti  altri 
documenti,  quali  un rapporto TAC lombosacrale del 23 agosto 2006, 
un rapporto d'esame ortopedico del 20 settembre 2006, un rapporto 
TAC cervicale  del  9  settembre  2006,  una  breve  relazione  d'esame 
psichiatrico del 24 aprile 2006, un referto d'ecografia testicolare del 22 
settembre 2006 (doc. 90-97).

L'amministrazione ha sottoposto gli atti ad un altro medico consulente, 
la  Dott.ssa  Vonlanthen  Roth,  la  quale,  nella  sua  relazione  del  14 
novembre 2006, ha affermato che, nonostante le patologie denunciate, 
che  interessano  soprattutto  l'apparato  osteo-articolare,  l'assicurato 
sarebbe  in  grado  di  svolgere,  a  tempo  pieno,  lavori 
leggeri/semisedentari (doc. 99).

Mediante decisione del 4 dicembre 2006, l'UAIE ha pertanto respinto 
la richiesta di prestazioni (doc. 100).

D.
Con gravame depositato il 10 gennaio 2007 al Tribunale amministrativo 
federale (TAF), A._______ ha chiesto, sostanzialmente, l'annullamento 
del summenzionato provvedimento amministrativo e, di conseguenza, 
il riconoscimento del suo diritto a prestazioni assicurative. A suffragio 
delle sue conclusioni produce copia di una sentenza del 4 dicembre 
2006 del Tribunale di Vibo Valentia che condanna l'INPS a riconoscere 

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in  favore  di  A._______  il  diritto  all'assegno  ordinario  d'invalidità 
dell'assicurazione sociale italiana a decorrere dal 1° aprile 2003.

Nelle sue osservazioni ricorsuali del 21 febbraio 2007, l'UAIE propone 
la  reiezione del  ricorso con argomenti  di  cui,  per  quanto occorra,  si 
riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

E.
Con ordinanza del 2 marzo 2007, l'insorgente è stato invitato a volersi 
esprimere in merito alla risposta di causa dell'UAIE, entro il 16 aprile 
2007. L'interpellato non ha replicato.

Con ordinanza del 24 maggio 2007, l'insorgente è stato inviato a voler 
versare al  TAF un anticipo di  Fr. 300.--  corrispondente alle  presunte 
spese ricorsuali.

Il ricorrente ha versato l'importo di Fr. 287.-- l'8 giugno 2007 ed il saldo 
di Fr. 13.-- il 29 giugno successivo.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  agli  art.  33  e  34  LTAF.  In 
particolare,  le  decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti 
l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi al  TAF 
conformemente  all'art.  69  cpv. 1  lett.  b  della  legge  federale  del  19 
giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 

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regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

3.

3.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

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3.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

3.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge  (art.  60  LPGA  e  52  PA).  L'anticipo  delle  presunte  spese 
ricorsuali è stato versato entro il termine stabilito. Il gravame è dunque 
ricevibile, nulla ostando all'esame del merito dello stesso.

4.
Ai fini del presente giudizio occorre altresì preliminarmente precisare, 
con  particolare  riferimento  al  diritto  materiale,  che,  dal  profilo 
temporale,  non  trovano  applicazione  le  modifiche  della  LAI  del  17 
giugno 2007 entrate in vigore dal 1° gennaio 2008 (5a revisione della 
LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della 
LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.

5.
Il  ricorrente ha presentato la seconda richiesta di  rendita  il  7 marzo 
2005. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se 
l'assicurato si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le 
prestazioni  possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi 
precedenti  la  richiesta.  In  concreto,  lo  scrivente  Tribunale 
amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad  esaminare  se  il 
ricorrente avesse diritto ad una rendita il 7 marzo 2004 (ossia 12 mesi 
precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto alla 
rendita  sia  sorto  tra  tale  data  ed  il  4  dicembre  2006,  data  della 
decisione  impugnata.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata 
resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1). 

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
un  cittadino  italiano  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:  essere  invalido  ai  sensi  della  legge  svizzera  ed  aver 
versato contributi  all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 

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minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di 
una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. 28 cpv. 1ter  LAI,  secondo il  quale le rendite per un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'UE  e  vi 
risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 

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salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

8.

8.1 Dopo il rimpatrio, l'interessato ha ancora lavorato fino all'11 aprile 
2001,  quando ha subito  un'infortunio; in  realtà  l'attività  era già stata 
ridotta  per  motivi  di  salute  il  26  febbraio  2001,  data  di  un  primo 
infortunio (doc. 9, 54). È stato licenziato con effetto dal 18 aprile 2002 
(doc. 54).

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). 

In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio  per determinare quali 
lavori  siano ancora esigibili  dall'assicurato, ma non spetta al  medico 
graduare  il  tasso  d'invalidità  dell'assicurato  (DTF 114  V  314,  105  V 
158).  Infatti,  per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni  mediche 
possono  costituire  importanti  elementi  d'apprezzamento  del  danno 
invalidante, allorché permettono di valutare l'incapacità lavorativa e di 
guadagno dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile 
(DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).

Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti  ed esamini in maniera completa i  punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 

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dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

9.

9.1 Dalla documentazione sanitaria ad atti  si  evince che il  ricorrente 
soffre  essenzialmente  di  condropatia  condilofemorale  mediale  al 
ginocchio  sinistro  da  verosimile  necrosi  asettica,  più  volte  trattata 
chirurgicamente  e  con  varie  terapie  e  farmaci,  con  conseguente 
impaccio  alla  deambulazione,  gonalgia  residua  a  sinistra,  obesità 
notevole,  modesta  poliartrosi  con  scoliosi  dorsolombare,  fenomeni 
passeggeri  di  cistite  da  sub-stenosi  uretrale,  sindrome  ansioso-
depressiva reattiva, ipertensione arteriosa non grave.

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico,  essere  esaminate  alla  luce  dell'art.  29  cpv. 1  lett.  b  LAI. 
Trattasi, infatti,  di malattie che, per costante giurisprudenza, sono da 
configurare  non  già  di  carattere  permanente  (cioè  di  natura 
consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di 
migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, il  medico dell'INPS (perizia del 2 maggio 2005, 
doc.  67)  pone  un  tasso  d'invalidità  limitato  al  12%  e  precisa  che 
l'assicurato  è  in  grado  di  svolgere  il  precedente  lavoro  (autista  di 
macchine  movimento  a  terra)  od  ogni  altro  che  non  sia 
eccessivamente  pesante  (doc. 67,  punti  3.4.2 e 8-11). Il  giudice  del 
lavoro del Tribunale di Vibo Valentia, fondandosi sulla consulenza della 
Dott.ssa  Furchi,  ha  rivisto  la  valutazione  dei  medici  dell'INPS e  ha 

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riconosciuto il ricorrente incapace al lavoro nella misura dell'84%. 

Dal canto loro, i  sanitari  dell'UAIE escludono che l'interessato possa 
riprendere  un'attività  in  ambito  edilizio.  Essi  ritengono,  tuttavia,  che 
A._______  sarebbe  in  grado  di  svolgere,  a  tempo  pieno,  attività  di 
sostituzione di tipo leggero e/o semisedentario in misura completa. In 
particolare,  la  Dott.ssa  Vonlanthen  Roth,  dell'UAIE,  rileva  che  i 
differenti e completi rapporti d'esame ortopedici, referti radiografici e di 
RM esibiti attestano una lesione invalidante solo al ginocchio sinistro, 
che è stato operato almeno sette volte. Il danno invalidante è tuttavia 
limitato al ginocchio, poiché le ripercussioni sulla colonna dorsale e a 
livello  osteoarticolare  sono  presenti,  ma  non  sono  rilevanti  ai  fini 
valetudinari.  Peraltro,  il  danno  oggettivo,  rilevato  in  particolare  con 
l'esame RM delle  ginocchia  del  19  maggio  2005,  non  è  importante 
(doc. 69). Nemmeno la  RM del  tratto cervicale di  stessa data lascia 
trasparire lesioni di importanza patologica grave (doc. 68). In sostanza, 
a  parte  la  deambulazione difettosa e  periodi  caratterizzzati  da  algie 
acute, il quadro patologico non compromette a tal punto la capacità al 
lavoro  del  nominato  da  impedirgli  il  normale  svolgimento  di  una 
regolare attività lucrativa leggera.

Per  il  resto,  l'interessato,  in  relativa  giovane  età,  si  presenta  in 
condizioni  di  salute generali  ancora buone e le  altre  affezioni  (turbe 
depressive, cistiti dell'uretra, ipertensione lieve, ecc) non sono  severe 
e/o  limitanti  in  ambito  lavorativo.  Un  sensibile  miglioramento  della 
capacità al lavoro di A._______ potrebbe senza dubbio intervenire in 
esito ad una riduzione del peso corporeo (attualmente 120 kg per 180 
cm di altezza), ciò che comporterebbe un giovamento, soprattutto, al 
carico sulle ginocchia.

10.2 Il collegio giudicante, sulla scorta dei pareri dei medici dell'UAIE, 
ritiene  che  A._______,  perlomeno  dopo  la  data  di  cessazione 
dell'ultima attività nel settore edile (primavera del 2001), non avrebbe 
più potuto svolgere in ambito edilizio, in quanto controindicato alla luce 
delle patologie descritte. A lui sarebbero comunque stati proponibili, a 
tempo pieno, attività di ripiego leggere e/o semisedentarie, quali quella 
di operaio addetto al controllo di macchine di produzione automatica, 
operaio  addetto  all'imballaggio  di  piccoli  oggetti,  portiere  d'albergo, 
cassiere, addetto alla ricezione in portinerie di grandi ditte; autista di 
mezzi  leggeri  per il  trasporto locale di  cose e/o persone,  custode di 
museo o di parcheggio, ecc. 

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Per quanto riguarda il rapporto della Dott.ssa Furchi del 10 novembre 
2005,  si  deve rilevare che non apporta novità  di  rilievo dal  punto di 
vista  diagnostico.  L'esperto  si  limita  a  descrivere  le  limitazioni 
funzionali  già  evidenziate  nell'ambito  istruttorio  e  ad  esprimere  un 
parere  diverso  circa  le  conseguenze  invalidanti.  Egli  non  procede 
tuttavia ad un'analisi generale del caso, con particolare riferimento alle 
possibilità, per il paziente, di svolgere lavori di sostituzione leggeri e/o 
semisedentari,  analisi  che,  nel  concetto  d'assicurazione  invalidità 
vigente nel diritto svizzero, è di basilare importanza.

Occorre pertanto esaminare se, nell'ambito di attività di sostituzione, 
l'insorgente presenti un'incapacità di guadagno di rilievo.

11.

11.1 L'invalidità è determinata stabilendo il  rapporto fra il reddito del 
lavoro  che  l'assicurato  conseguirebbe,  dopo  la  manifestazione 
dell'invalidità  e  dopo  l'esecuzione  d'eventuali  provvedimenti 
d'integrazione,  nell'esercizio  di  un'attività  lucrativa,  ragionevolmente 
esigibile da lui in condizioni normali del mercato del lavoro, e il reddito 
che  potrebbe  conseguire  se  non  fosse  diventato  invalido  (art.  16 
LPGA). 

11.2 L'amministrazione ha considerato (calcolo effettuato il  26 luglio 
2006, doc. 88) quale salario privo d'invalidità, quello conseguibile nel 
2005  in  Italia  come  muratore  presso  la  ditta  per  la  quale  lavorava, 
ossia Euro 1'595,17 mensili. 

Quale reddito da invalido l'UAIE ha ritenuto quello ottenibile in attività 
di tipo leggero non qualificate, ripetitive. Queste attività comportano un 
salario medio di Euro 1'248,14 mensili (2005). Questo introito teorico 
può essere ridotto per tenere conto dei fattori personali dell'assicurato 
(DTF 126 V 75), quali età, handicap. L'amministrazione non ha tuttavia 
operato alcuna deduzione, visto che il ricorrente è ancora giovane. Il 
confronto fra un reddito privo d'invalidità di Euro 1'595,17 ed un introito 
teorico  dopo  l'insorgenza  dell'invalidità  di  Euro  1'248,14  causa  una 
perdita  di  guadagno  del  21,75%  (arrotondato  al  22%),  tasso  che 
esclude il riconoscimento del diritto ad una rendita dell'assicurazione 
svizzera per l'invalidità. 

Si  osservi,  in  via  abbondanziale,  che  la  richiesta  di  prestazioni 
dovrebbe essere respinta anche nell'ipotesi in cui si ammettesse una 

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riduzione  del  salario  dopo  l'insorgenza  dell'invalidità,  per  fattori 
personali,  del  10%,  per  il  fatto  che  l'interessato  zoppica.  Infatti, 
l'incapacità  di  guadagno  si  situerebbe  sempre  al  disotto  del  40% 
richiesto dalla legge.

In  queste  circostanze  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata.

12.

Le spese processuali, ammontanti a Fr. 300.--, sono poste a carico del 
ricorrente  e  vengono  compensate  con  l'anticipo  versato  l'8  ed  il  29 
giugno 2007. 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali,  di fr. 300.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Esse sono computate con l'anticipo spese di 300.-. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (raccomandata AR)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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