# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ed15c8fc-fcfc-5f3f-8011-e1bccb9b3e2c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-11-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 06.11.1995 11.1995.34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1995-34_1995-11-06.html

## Full Text

Incarto n.

  11.95.00034

  	
  Lugano

  6 novembre 1995

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

   

  

 

	
  segretaria:

  	
  Galfetti,
  vicecancelliera

  

 

sedente
per statuire nella causa __________ della Pretura del Distretto di Lugano, sezione
1, promossa con petizione del 23 luglio
1993 da

 

	
   

  	
  __________, __________ 

  (patrocinata
  dall’avv. __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________, __________

  __________, __________

  __________,
  nata __________, __________ (__________)

  __________, nata
  __________, __________

  (patrocinati
  dall’avv. dott. __________, __________);  

   

  

e
ora sul decreto del 16 gennaio 1995 con cui il Pretore ha respinto
l’eccezione di incompetenza territoriale formulata dai convenuti con la
risposta di causa del 29 settembre 1993;

 

esaminati
gli atti,

 

posti
i seguenti

 

punti
di questione:

 

                                   1.    Se dev’essere
accolta l’appellazione presentata il 2 febbraio 1995 da __________ __________,
__________ __________o, __________ __________ e __________ __________ contro il
decreto emanato il 16 gennaio 1995 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione
1;

 

                                   2.    Il giudizio sulle
spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:

 

                                  A.   __________
__________, __________ __________, __________ __________, __________ __________
e __________ __________ sono comproprietari di una tomba monumentale nel
cimitero di Lugano, concessa per tempo indeterminato dal Comune a __________ __________
e a __________ __________.

 

                                  B.   Il 23 luglio 1993
__________ __________, nipote di __________ __________, ha convenuto dinanzi al
Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, __________ __________, __________
__________, __________ __________ e __________ __________, pure discendenti di
__________ __________, chiedendo l’accertamento del suo diritto, dei suoi
discendenti e consorti di poter deporre le proprie spoglie nella tomba
__________ -__________, come pure di traslarvi le ceneri dei defunti marito e
figlio. Essa ha chiesto inoltre l’autorizzazione a eseguire a proprie spese
opere di manutenzione straordinaria della tomba in questione.

 

                                  C.   Con risposta del 29
settembre 1993 __________ __________, __________ __________, __________
__________ e __________ __________ hanno preliminarmente eccepito
l’incompetenza per territorio del giudice adito, e nel merito si sono opposti
alla petizione.

 

                                         All’udienza preliminare
del 14 aprile 1994, indetta per la discussione dell’eccezione processuale, i
convenuti hanno mantenuto la loro domanda, alla quale si è opposta l’attrice.
Esperito un sopralluogo, alla discussione finale del 28 settembre 1994 le parti
hanno mantenuto le rispettive posizioni.

 

                                  D.   Statuendo il 16
gennaio 1995 il Pretore ha respinto l’eccezione, affermando la propria
competenza. Le spese, con  una tassa di giustizia di fr. 600.–, sono state
poste a carico dei convenuti, tenuti a rifondere all’attrice fr. 1’200.– per
ripetibili.

 

                                  E.   Insorti contro il
predetto pronunciato sugli oneri processuali con un appello del 2 febbraio
1995, __________ __________, __________ __________, __________ __________ e
__________ __________ chiedono, in riforma del querelato giudizio, la riduzione
a fr. 100.– della tassa di giustizia e a fr. 200.– delle ripetibili da loro
dovute.

 

                                         Nelle sue osservazioni del
14 marzo 1995 __________ __________ propone di respingere l’appello e di
confermare il decreto impugnato.

 

Considerando

 

in diritto

 

                                   1.   Il giudice esamina
d’ufficio, in ogni stadio della lite, se esistono i presupposti processuali,
tra cui la sua competenza territoriale se il foro è inderogabile (art. 97 n. 3
CPC), pronunciandosi con decreto (art. 100 cpv. 1 CPC). L’impugnazione di un decreto
non ha effetto sospensivo, salvo che tale effetto sia previsto dalla legge o conferito
dal giudice (art. 96 cpv. 3 CPC). Se il giudice rifiuta il conferimento, il
gravame è trattato soltanto con la prima appellazione sospensiva (art. 96 cpv.
4 CPC). Nella fattispecie gli appellanti non hanno postulato il conferimento
dell’effetto sospensivo, di modo che esso potrebbe essere vagliato solo con la
prima appellazione avente tale effetto, sempre che gli interessati dichiarino
allora di mantenere il gravame (art. 309 cpv. 3 CPC). Ne segue che, in linea di
principio, l’incarto dovrebbe essere rinviato al Pretore perchè esamini se
accordare all’appello effetto sospensivo. Dato nondimeno che le censure
formulate dagli appellanti appaiono - come si vedrà in appresso - sfornite di
buon diritto, si può prescindere dal differire il giudizio, che cagionerebbe
alle parti un’ulteriore (e vana) dilazione del litigio.

 

                                   2.   Il Pretore, invero
senza motivare la decisione, ha fissato in fr. 600.– la tassa di giustizia e in
fr. 1’200.– le ripetibili dovute dai convenuti. Gli appellanti sostengono che
nella fattispecie sia la tassa di giustizia che l’indennità per ripetibili
corrispondono ai valori previsti per tutta la procedura di merito, ragione per
cui esse appaiono sproporzionate in una semplice procedura incidentale e non
tengono conto dell’effettiva attività di patrocinio prestata dalla controparte.

 

                                   3.   Nel caso concreto
non è contestato che il valore litigioso ammonta a fr. 15’000.–. Giusta l’art.
17 della Legge sulla tariffa giudiziaria per cause ordinarie aventi un valore
litigioso di fr. 15’000.– la tassa di giustizia varia da fr. 450.– a fr.
1’200.–. L’art. 19 prevede che per i decreti, le ordinanze processuali, e i
giudizi cautelari la tassa va da fr. 30.– a fr. 10’000.– ritenuto per quanto
possibile un riferimento ai limiti dell’art. 17 della medesima legge. Nella
fissazione della tassa di giustizia la legge concede quindi al giudice un ampio
potere di apprezzamento, che può essere censurato unicamente in caso di eccesso
o di abuso (dev’essere precisata in tal senso la massima riportata da Cocchi/Trezzini, CPC annotato, Lugano
1993, n. 15 art. 148). In concreto la tassa di giustizia di fr. 600.-- appare
senza dubbio elevata, fors’anche al limite superiore di quanto si possa ragionevolmente
ammettere, ma essa non esorbita ancora dalla vasta latitudine di apprezzamento
che compete al giudice di prima sede. Se si pensa che l’esame del presupposto
processuale ha pur sempre richiesto, nella fattispecie, un’udienza preliminare
apposita, un sopralluogo e una discussione finale, la tassa di giustizia
controversa tiene conto anche del dispendio di tempo richiesto al tribunale
(art. 3 cpv. 1 e 2 LTG). Ciò posto, l’appello non avrebbe alcuna possibilità di
accoglimento nemmeno se fosse ricevibile.

 

                                   4.   Per l’art. 150
seconda frase CPC l’indennità per ripetibili è fissata entro i limiti della
tariffa dell’Ordine degli avvocati, tenendo conto della natura e del valore
della lite e delle prestazioni indispensabili del patrocinatore. Meramente
indicativa per il giudice (Rep 1985 pag. 86), la tariffa citata prevede per una
causa avente un valore litigioso di fr. 15 000.– un onorario normale compreso
tra l’8 e il 15% del valore stesso (art. 9 cpv. 1 TOA). nella sua applicazione
la tariffa riserva quindi, come le legge sulla tariffa giudiziaria un considerevole
margine di apprezzamento. Trattandosi poi di una causa non completa (nel caso
in esame di una procedura limitata all’accertamento di un presupposto
processuale), l’onorario dev’essere ridotto, tenendo conto in ogni modo del
tempo profuso da un avvocato diligente nella trattazione di una pratica analoga
(art. 11 cpv. 1 TOA), ciò che comporta la necessità di far capo a un ulteriore
parametro di apprezzamento.

                                         Nella fattispecie
l’onorario di patrocinio secondo il valore (art. 9 cpv. 1 TOA) sarebbe
verosimilmente ammontato a circa fr. 1350.–, il grado di difficoltà della causa
apparendo per ora - nel quadro di una valutazione complessiva - relativamente
ridotto (9%). Per quanto riguarda l’onorario a tempo, l’accertamento del
presupposto processuale ha richiesto al patrocinatore della parte attrice la
partecipazione all’udienza preliminare del 14 aprile 1994 (limitata alla
questione della competenza per territorio), al sopralluogo del 6 maggio 1994
nel cimitero di Lugano e alla discussione finale del 28 settembre successivo.
Valutato un presumibile dispendio di tempo attorno alle 5 ore, rimunerate fr.
220.– l’una (retribuzione senz’altro consona alla particolarità del caso),
l’onorario a tempo sarebbe ammontato a fr.1100.– complessivi. I due fattori (valore
e tempo) avrebbero poi dovuti essere mediati secondo la formula in uso presso
l’autorità di moderazione. (Cocchi/Trezzini,
op.cit., n. 2 ad art. 150 CPC). Ne sarebbe risultato un onorario di circa fr.
1200.–, esattamente la somma stabilita dal primo giudice. Ciò posto, non può
farsi questione di eccesso o abuso nel potere di apprezzamento per quel che è
delle ripetibili.

 

                                   5.   Spese e ripetibili
del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC).

 

Per
questi motivi,

 

vista
sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

pronuncia:

 

                                   1.   L’appello è respinto
e il decreto impugnato è confermato.

 

                                   2.   Gli oneri del
presente giudizio, consistenti in:

                                         a) tassa di giustizia                        fr.   300.–

                                         b)                                                      fr.      50.–

                                                                                                  fr.   350.–

                                         sono posti, in solido, a
carico degli appellanti, che rifonderanno, pure in solido, alla controparte
l’importo di fr. 500.– per ripetibili di appello.

 

                                   3.   Intimazione a:

                                         - avv. dott. __________,
__________;

                                         - avv. __________,
__________.

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La segretaria