# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bcd4bac4-1efc-53b6-a96d-0e80c73b806b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 09.03.2010 (publiziert) 60.2004.405
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2004-405_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2004.405

   

  	
  Lugano

  20 dicembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Daniela Rüegg, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire
sull’istanza 9.12.2004 presentata dal

 

 

	
   

  	
  IS 1 

   

  
	
   

  	
  tendente ad 
  ottenere la proroga del carcere preventivo cui è astretto __________ __________
  PI 1, precedentemente dimorante in 

  __________
  (patr. da: avv. __________ PA 1, __________), in vista del pubblico dibattimento;

  	 

 

 

visto il
preavviso favorevole 13/15.12.2004 del procuratore
pubblico Marco Villa;

 

preso atto che
l'interessato non si oppone alla proroga, come comunicato con lettera 17/20.12.2004;

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto ed
in diritto

 

                                   1.   Nei
confronti di __________ __________ PI 1 , in detenzione
preventiva dall’8.9.2004, il procuratore pubblico Marco
Villa ha emanato il 29.11.2004 l’atto d’accusa (__________), accusandolo
di infrazione aggravata alla LStup e di contravvenzioni alla LStup e alla LDDS.

 

                                         Il
pubblico dibattimento é stato aggiornato al 20.1.2005, e
la durata prevista è di un giorno.

 

 

                                   2.   Con
la presente istanza, il presidente della competente Corte delle assise
correzionali di Lugano chiede la proroga del termine della carcerazione
preventiva cui è astretto l'imputato fino al 20.1.2005, data della presumibile conclusione del pubblico dibattimento.

 

 

                                   3.   L'art.
230 CPP dispone che il dibattimento deve di regola aver luogo entro quaranta
giorni dalla trasmissione dell'atto o del decreto di accusa al presidente della
Corte. Se al dibattimento intervengono gli assessori giurati, il termine è
prolungato sino a sessanta giorni.

                                         Entro
questo lasso di tempo l’eventuale detenzione preventiva dell’accusato é
prorogata ope legis in vista del pubblico dibattimento (art. 102 CPP). Qualora,
eccezionalmente, il dibattimento non potesse prendere inizio entro i termini di
legge, di per sé d’ordine, la carcerazione preventiva può essere prolungata
dalla Camera dei ricorsi penali (CRP) su istanza motivata del presidente della
Corte d’assise (art. 103 cpv. 1 lit. b CPP).

 

                                         Le
istanze di proroga del carcere preventivo devono essere motivate (art. 103 cpv.
2 CPP): per autorizzare il superamento del termine, scandito dall’atto
d’accusa, il giudice del merito deve infatti giustificare difficoltà oggettive
che impediscono di aggiornare celermente il dibattimento in aula. Ulteriore
requisito é che la durata della proroga, cumulata alla detenzione preventiva
già sofferta, non conduca a superare la durata della pena detentiva che
verosimilmente verrà irrogata: ogni proroga della carcerazione preventiva
implica infatti una nuova verifica quanto al rispetto del principio di
proporzionalità, effettuabile solo in concreto, alla luce della durata della
proroga.

 

                                         Queste
due prime condizioni presuppongono naturalmente che siano anche dati i presupposti
di legge per la detenzione preventiva (in particolare il pericolo di fuga, di
recidiva o di collusione), visto che la carcerazione é già in atto al momento
dell’istanza di proroga. Questi presupposti sono generalmente pacifici, poiché,
quando vi é contestazione su specifici motivi di detenzione essa insorge di
regola ben prima dell’atto d’accusa ed é di conseguenza già stata risolta dal
GIAR o dalla CRP. Per prassi, autorizzando una proroga, la CRP si limita dunque
ad esaminare la necessità di rinvio e la proporzionalità della sua durata. Per
contro, il sussistere di specifici motivi di detenzione viene tutt’al più esaminato
rispetto a quanto é eventualmente avvenuto dopo una decisione antecedente:
spesso si tratterà semplicemente del nuovo periodo trascorso in detenzione, ciò
che ripone la questione nell’ambito della proporzionalità.

 

 

                                   4.   Nel caso in esame sono dati tutti i presupposti per l’accoglimento
dell'istanza, ritenuta l’attuale situazione di sovraccarico del Tribunale penale
cantonale in generale, e del presidente istante in particolare. Inoltre, in
considerazione del periodo natalizio, che comporta inevitabilmente dei tempi
morti, sono dati certamente dei motivi per ammettere una proroga.

 

 

                                   5.   Nel presente caso è pacifica l'esistenza di seri indizi
di colpevolezza ai sensi dell'art. 95 CPP, che risultano dalle ammissioni di __________
__________ PI 1 in relazione al procedimento inc. MP __________ relative alla
LStup (verbale 22.9.2004 delle 14.10 avanti al procuratore pubblico Marco Villa,
allegato 23 al rapporto di polizia).

                                         Inoltre,
in presenza di un atto di accusa, salvo errori manifesti, gli indizi di reato
vanno ritenuti presenti (cfr. decisione 14.10.2003 del giudice dell'istruzione
e dell'arresto in re Fondazione S., p. 5, inc. 1997.26802; cfr. anche M. RUSCA
/ E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese,
Lugano 1997, n. 13 ad art. 103 CPP).

 

 

                                   6.   Il mantenimento della carcerazione preventiva presuppone inoltre
la presenza di preminenti motivi di interesse pubblico. 

                                         Nel
presente caso è dato certamente un pericolo di fuga (cfr., al proposito,
decisione TF 1P.289/2004 del 4.6.2004), ritenuto che uno degli scopi principali
della carcerazione preventiva è quello di assicurare la presenza dell'imputato
per impedirgli di sottrarsi al procedimento o all'esecuzione della pena che
potrà essergli inflitta. L’accusato non ha legami particolari con il Ticino,
anche se qui risiedono i genitori ed un fratello, ritenuto che è cresciuto in
patria presso i nonni paterni (verbale 22.9.2004 delle 14.10 avanti al
procuratore pubblico Marco Villa, allegato 23 al rapporto di polizia). Per il
che, esso non ha evidentemente interesse a rimanere a disposizione delle
autorità, nella prospettiva - in caso di condanna - di una sanzione penale di
una certa consistenza, ritenuta la gravità degli addebiti mossi ed il rinvio
avanti ad una Corte delle assise correzionali. Tanto più vista l'imminenza del
giudizio di merito (cfr. M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 13 ad
art. 95 CPP). La tentazione di riparare all'estero per sottrarsi al procedimento
o all'esecuzione della sentenza è quindi sorretta da sufficiente
verosimiglianza ed il rischio di fuga - che non esiste solo astrattamente,
bensì appare probabile in modo del tutto concreto - non può neppure essere
evitato con misure meno incisive. La sua detenzione in vista del processo è
anche giustificata da bisogni istruttori, in modo da garantire la sua presenza
al dibattimento.

 

 

                                   7.   La
carcerazione preventiva cui è astretto __________ __________ PI 1 è pertanto
giustificata da seri indizi di colpevolezza e da preminenti motivi di interesse
pubblico, in particolare da un concreto pericolo di fuga (cfr. M. RUSCA / E.
SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 22 in fine e 28 ss. ad art. 95 CPP).

 

 

                                   8.   La
limitata durata della proroga del carcere preventivo, di una ventina di giorni,
é ancora rispettosa del principio di proporzionalità. Occorre però considerare
i reati oggetto dell’atto d’accusa e la probabile pena, ciò che permette di
concludere che anche con la breve proroga qui concessa, la carcerazione
preventiva è contenuta entro limiti rispettosi di questo principio.

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati i citati
articoli di legge,

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L'istanza
è accolta.

 

                                         §  Di conseguenza il
carcere preventivo cui è astretto __________ __________ PI 1 è prorogato fino al 20.1.2005,
rispettivamente fino alla conclusione del processo.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese.

                                      

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                   3.   Intimazione:

                                         

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  1. PI 1 

  1 patrocinato da: PA 1 

  2. PI 2 

   

  

Per la Camera dei
ricorsi penali

 

Il presidente                                                             La
segretaria