# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5d3a1ba5-400b-5039-851a-d877d0481a95
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-11-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 10.11.2000 INC.2000.26502
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-26502_2000-11-10.html

## Full Text

nN. 265.2000.2L                                                        

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato il 2 novembre 2000 da

 

 

__________ detto
__________, __________

(patrocinato dall'avv. __________)

 

 

contro la decisione 27 ottobre
2000 del avv. __________ che ha rifiutato il dissequestro parziale di averi di
pertinenza del reclamante, nel procedimento pendente contro quest'ultimo per
titolo di promovimento della prostituzione ed altri reati;

 

 

viste le osservazioni 9 novembre
2000 del magistrato inquirente, che postula la reiezione del reclamo;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

che

 

 

-         
__________ è stato arrestato il 3 maggio 2000, con promozione dell'accusa
nei suoi confronti per titolo di promovimento della prostituzione 

ed altri reati: il 26 giugno 2000 ha ottenuto la libertà provvisoria, senza
prestazione di una cauzione in forza della seguente dichiarazione (verbale 26
giugno 2000 dinnanzi al magistrato inquirente):

 

"l'accusato
e il difensore, dopo discussione con il Magistrato, confermano già sin d'ora
che non è loro intenzione presentare prima dell'emanazione della sentenza di
merito un'eventuale istanza di dissequestro parziale delle somme sequestrate
ritenuto come questi importi serviranno, impregiudicata la decisione del
giudice adito, oltre che al pagamento delle spese e tasse di giustizia, alla
confisca di un determinato importo quale illecito profitto nonché a garanzia
del pagamento della possibile multa …",

 

per cui appunto il ha dal canto suo concluso:

 

"A fronte
di questa dichiarazione, e solo per tale motivo, il Magistrato rinuncia quindi
a richiedere il deposito di una cauzione per la libertà provvisoria";

 

 

-         
in effetti all'inizio del procedimento sono stati confiscati in contanti
e su conti bancari poco più di fr. 90'000.-, in relazione al sospetto provento
da reato dell'affitto a prostitute delle camere dell'Osteria __________,
gestita dall'accusato reclamante: è poi stato accertato (v. rapporto 19 giugno
2000 del gruppo finanziario del Ministero pubblico) un incasso complessivo per
questo titolo di fr. 347'445.- tra giugno 1998 e  inizio maggio 2000,
__________ dando poi atto che il 40 % delle sue entrate - quantificazione corrispondente
a menzionato importo - derivava appunto dalla "attività correlata alla
prostituzione" (verbale citato);

 

 

-         
con istanza 18 ottobre 2000, __________ ha chiesto il dissequestro di
fr. 27'000.-, pari al 30% di quanto oggetto di sequestro, nel rispetto delle
proporzioni stabilite come sopra e tenuto conto delle sue difficoltà
finanziarie, con pendenze debitorie anche già in esecuzione: nel rispetto della
proporzionalità, secondo l'istante, non esistono infatti seri indizi per
giustificare una confisca in misura esorbitante  nel "provento di
attività assolutamente lecita";

 

 

-         
l'istanza è stata respinta con decisione 27 ottobre 2000 del in quanto
da un lato la proporzione tra entrate lecite ed illecite, indicata
dall'accusato, dovrà ancora essere definita al dibattimento e dall'altro la
richiesta appare "intempestiva" sia per la dichiarazione di 

astensione dal postulare un dissequestro (ciò che ha comportato la rinuncia ad
esigere la prestazione di una cauzione per l'ottenimento della libertà), sia
per il silenzio in proposito per oltre quattro mesi;

 

 

-         
il reclamo in discussione (tempestivo e proveniente da persona
legittimata: art. 280 ss. CPP) riprende nella sostanza le argomentazioni della
reietta istanza, con sottolineatura delle proporzioni corrispondenti alla
ricostruzione del gruppo finanziario, della disastrata situazione economica
dell'accusato e della conseguente lesione della proporzionalità:
subordinatamente il reclamante accetterebbe anche la liberazione di soli fr.
18'200.-, pari al 20 % di quanto sequestrato;

 

 

-         
le osservazioni 9 novembre 2000 del confermano la motivazione della
decisione impugnata, aggiungendo che le proporzioni vanno fatte sul complesso
degli introiti (e ben fr. 347'000.- costituiscono l'illecito inquisito);

 

 

-         
è ben vero, come sostiene il reclamante, che un'istanza di dissequestro
può essere proposta in ogni tempo, ma sempre fondandosi su circostanze nuove di
merito e non semplicemente sulle necessità proprie del petente, che già aveva
peraltro rinunciato a proporla in corso di istruzione formale, conscio delle
proprie difficoltà finanziarie e della parziale valenza cauzionale (anche per
il pagamento della possibile multa e delle spese giudiziarie: art. 161 cpv. 3
CPP) di quanto trattenuto: seguendo i calcoli dell'accusato allora si avrebbe
come non sproporzionato il 40 % dell'importo sequestrato (circa fr. 36'000.-)
così vincolato, la rimanenza costituendo pacificamente provento illecito
altrimenti passibile di confisca;

 

 

-         
a parte questi riliev che condurrebbero all'irricevibilità
dell'impugnativa, occorre evidenziare come le argomentazioni di __________
pecchino in logica e coerente apprezzamento della situazione: infatti la
discussione di merito in punto alla confisca non vertirà su di una percentuale
concernente la somma sequestrata, ma sull'ammontare complessivo di quanto
considerato provento illecito, attualmente indicato in circa fr. 347'000.-, la
cui confisca è ora (e solo) parzialmente garantita dal vigente sequestro nella
sua integrità;

 

 

-         
si ha così che la proporzionalità non è stata lesa e che tutte le
argomentazioni del gravame risultano ininfluenti;

 

 

 

 

 

 

-         
il reclamo risulta pertanto destituito di fondamento e viene allora
respinto con la presente decisione, suscettibile di ricorso a norma dell'art.
284 cpv. 1 lett. a CPP: tassa e spese giudiziarie seguono la soccombenza (art.
39 lett. f TG);

 

 

 

visti i citati articoli di legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
In quanto ricevibile, il reclamo è integralmente respinto.

 

 

2.     
La tassa di giustizia di fr. 300.- e le spese di fr. 20.- sono a carico
di __________.

 

 

3.     
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall'intimazione.

 

 

4.     
Intimazione:

-       avv.
__________, per sé e per il reclamante;

-       avv.
__________ sede.

 

 

 

 

 

 

                                                                                giudice
__________