# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ed7f1614-05bc-5dbe-908e-6895ed41b7f8
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-03-13
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Zivilkammer 13.03.2024 ZK2 2022 9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_007_ZK2-2022-9_2024-03-13.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Sentenza del 13 marzo 2024

N. d'incarto ZK2 22 9

Istanza Seconda Camera civile 

Composizione Moses, presidente
Hubert e Bergamin
Rossi, attuaria

Parti A._____
appellante
patrocinata dall'avv. Marco Cocchi
via Grumo 31, 6929 Gravesano 

contro

B._____
appellata
patrocinata dall'avv. Marco Frigerio
piazza Bernasconi 5, CP 1546, 6830 Chiasso 

Oggetto azione creditoria

Atto impugnato decisione Tribunale regionale Moesa del 16.12.2021, comunicata 
il 20.01.2022 (no. d'incarto 115-2019-15).

Comunicazione 14 marzo 2024

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Ritenuto in fatto:

A. In data 9 maggio 2017 la B._____ e la A._____ hanno stipulato un contratto 
per la fornitura di serramenti in alluminio per un costo totale di EUR 45'717.73 (pa-
ri a CHF 49'375.00), destinati a un cantiere a C._____ per l'edificazione di un edi-
ficio residenziale, commissionato dalla D._____, con la quale la A._____ aveva 
concluso un contratto d'appalto per la fornitura e posa dei medesimi serramenti. 
La A._____ ha versato alla B._____ a titolo di acconto per la fornitura dei menzio-
nati serramenti EUR 12'342.53 (pari a CHF 13'383.00). I serramenti sono stati for-
niti dalla B._____ e posati poi in un primo momento dalla ditta E._____ e in segui-
to dalla F._____. Le richieste da parte della B._____ alla A._____ per il pagamen-
to dell'importo scoperto sono rimaste senza esito, lamentando quest'ultima dei 
gravi difetti nella merce fornita, i quali le avrebbero causato un grave danno es-
sendosi vista costretta a provvedere a varie riparazioni.

B. Rimasti infruttuosi i tentativi di risolvere bonalmente la questione ed esperi-
to il tentativo di conciliazione, con petizione del 17 giugno 2019, la B._____ ha 
convenuto la A._____ dinanzi al Tribunale regionale Moesa, postulando la sua 
condanna al pagamento di complessivi EUR 33'091.54 (pari a CHF 35'992.00) 
oltre interessi al 5% dal 1° agosto 2017.

C. Con risposta del 10 settembre 2019 la A._____ ha postulato la reiezione 
della petizione, presentando nel contempo una domanda riconvenzionale, con la 
quale ha chiesto la condanna della B._____ al pagamento di CHF 42'865.35 a suo 
favore oltre interessi del 5% dal 30 agosto 2018, per le conseguenze subite a 
fronte della merce gravemente difettosa fornita.

D. Con replica e risposta alla domanda riconvenzionale del 4 ottobre 2019 la 
B._____ si è riconfermata nelle proprie domanda di causa, chiedendo inoltre la 
reiezione della domanda riconvenzionale. Sono poi seguite, in data 
6 novembre 2019 rispettivamente 4 dicembre 2019, la duplica con replica 
riconvenzionale da parte della A._____ e la duplica riconvenzionale da parte della 
B._____, con le quali le parti si sono essenzialmente riconfermate nelle proprie 
allegazioni e richieste.

E. Terminata l'istruttoria – nella quale sono stati sentiti diversi testi ed è stato 
interrogato quale parte G._____ – le parti hanno di comune accordo rinunciato al 
dibattimento presentando, in data 10 settembre 2021 la B._____ e in data 
13 settembre 2021 la A._____, le memorie scritte conclusive. Con la propria 
memoria conclusiva la A._____ ha ritirato la richiesta in via riconvenzionale, 

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chiedendo piuttosto che i costi sopportati per le riparazioni dei difetti vengano posti 
in compensazione con il credito richiesto dalla B._____.

F. Con decisione del 16 dicembre 2021, comunicata con motivazione scritta il 
20 gennaio 2022, il Tribunale regionale ha parzialmente accolto la petizione, 
condannando la A._____ a versare alla B._____ CHF 28'642.00 oltre interessi del 
5% dal 20 settembre 2018. La tassa di giustizia e le spese per la procedura di 
conciliazione, di complessivi CHF 3'350.00, sono state poste a carico della 
A._____, la quale è inoltre stata condannata a versare alla B._____ l'importo di 
CHF 4'000.00 a titolo di ripetibili.

G. Avverso tale decisione, in data 17 febbraio 2022 (data del timbro postale), 
la A._____ (in seguito: appellante) ha presentato appello al Tribunale cantonale 
chiedendo l'annullamento e la riforma della decisione del Tribunale regionale nel 
senso di respingere la petizione, ponendo tasse, spese e ripetibili di prima e 
seconda istanza a carico della B._____.

H. Con osservazioni del 14 aprile 2022 la B._____ (in seguito: appellata) ha 
postulato la reiezione dell'appello con addossamento della tassa e spese di 
appello integralmente a carico dell'appellante, così come la rifusione di adeguate 
ripetibili.

Considerando in diritto:

1. Contro le decisioni dei tribunali regionali quali giurisdizioni di prima istanza 
in materie civili può essere interposto appello (art. 308 cpv. 1 CPC), a condizione 
che il valore litigioso sia di almeno CHF 10'000.00 (art. 308 cpv. 2 CPC), ciò che è 
qui senz'altro il caso. L'appello, scritto e motivato, deve essere proposto al Tribu-
nale cantonale dei Grigioni, quale autorità giudiziaria superiore ai sensi dell'art. 7 
cpv. 1 LACPC (CSC 320.100), entro 30 giorni dalla notificazione della decisione 
motivata (art. 311 cpv. 1 CPC). Nel caso concreto l'appello, interposto il 17 febbra-
io 2022, è stato proposto entro il termine di 30 giorni dalla notifica della decisione 
impugnata ed è pertanto tempestivo (act. B.2). Si può pertanto entrare nel merito 
dell'appello ammesso che questo sia sufficientemente motivato.

2. Nella fattispecie la prima istanza ha anzitutto qualificato il contratto stipulato 
tra le parti quale contratto di forniture di un'opera, retto dalle disposizioni sull'ap-
palto, e non di compravendita, essendo l'assemblaggio dei serramenti, e quindi la 
produzione/fabbricazione del materiale fornito, parte essenziale del contratto. Si 
rinvia a tal proposito a quanto rettamente indicato dai giudici di prime cure nella 

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decisione impugnata e non contestato dalle parti in questa sede (act. TR IV.2 con-
sid. 4 seg.).

2.1. I giudici di prime cure si sono poi occupati del quesito a sapere se i difetti 
riscontrati alla merce fornita dall'appellata siano stati validamente notificati dall'ap-
pellante. Il Tribunale regionale ha dapprima ritenuto, per quanto concerne i difetti 
ai falsi telai (ovvero la struttura di collegamento tra il serramento e la muratura), 
che avendo la direzione lavori dell'appellante, nonostante si fosse accorta al mo-
mento della posa che questi presentavano dei difetti, ritenuto di poterli comunque 
posare in quanto se posati bene avrebbero potuto assolvere la loro funzione, vi 
sarebbe stata un'accettazione dell'opera (act. TR IV.2 consid. 9). Diversa sarebbe 
invece la situazione per i difetti dei serramenti veri e propri, posati peraltro in un 
secondo momento da un'altra ditta. L'architetto H._____ della direzione lavori 
avrebbe indicato che tali difetti si sarebbero manifestati in diversi momenti, una 
parte subito dopo la posa delle finestre, altri a seguito di alcuni temporali nel mese 
di agosto 2017 e altri ancora man mano che gli inquilini entravano negli apparta-
menti. L'attribuzione dell'origine del fenomeno di infiltrazioni di acqua alla difettosi-
tà dei serramenti sarebbe stata chiarita dal rapporto allestito dalla ditta I._____ (in 
seguito: I._____) del 7 agosto 2017, il quale – seppur non indirizzato direttamente 
all'appellata – le sarebbe stata trasmessa per e-mail il 10 agosto 2017. Dalle risul-
tanze dell'istruttoria sarebbe emerso che l'appellata era a conoscenza per lo meno 
dei difetti elencati nel suddetto rapporto. Dalle e-mail agli atti si evincerebbe inoltre 
che non solo i difetti di assemblaggio rilevati dalla prima perizia della I._____ sa-
rebbero stati segnalati all'appellata, ma anche che gli stessi, dopo 105 ore di lavo-
ro da parte di un operaio, non avrebbero potuto essere completamente sistemati. 
A mente dei giudici di prime cure quindi, perlomeno per quanto concerne i difetti 
riscontrati con la perizia del 7 agosto 2017, emersi a seguito dei problemi di infil-
trazione di acqua, vi sarebbe stata una valida e tempestiva notifica. Non risulte-
rebbe invece dalla documentazione agli atti e dalle risultanze dell'istruttoria che i 
difetti emersi successivamente, ovvero man mano che gli inquilini entravano, così 
come riferito dal teste H._____, sarebbero stati altrettanto validamente segnalati 
all'istante. In particolare il rapporto finale della ditta I._____ del 28 febbraio 2019, a 
cui ha fatto riferimento l'architetto J._____ nel proprio interrogatorio, non sarebbe 
agli atti e nemmeno risulterebbe essere stato trasmesso all'appellata (act. TR IV.2 
consid. 10-15). 

2.1.1. L'appellante ha contestato quanto ritenuto dai giudici di prime cure in merito 
alla mancata tempestività di una parte dei difetti dei serramenti facendo valere 
che, contrariamente a quanto ritenuto dai giudici di prime cure, i difetti ai serra-

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menti non si sarebbero manifestati in tre momenti diversi, l'istruttoria avrebbe piut-
tosto confermato che i difetti sarebbero emersi dopo i temporali avvenuti nel mese 
di agosto 2017. I difetti e le problematiche che venivano sollevate dai vari inquilini 
nei mesi successivi non sarebbero stati nuovi difetti ma quelli già noti sia alla dire-
zione lavori sia all'appellata. I giudici di prime cure avrebbero quindi a torto ritenuto 
che vi fossero nuovi difetti che sarebbero emersi al momento in cui gli inquilini en-
travano negli appartamenti e per cui non vi sarebbe stata una tempestiva notifica. 
Contrariamente a quanto ritenuto dalla prima istanza il teste H._____ avrebbe 
semplicemente indicato, in riferimento al termine dei lavori di riparazione dei difetti, 
che venivano sistemati e riparati quando gli inquilini entravano negli appartamenti. 
I problemi relativi ai serramenti indicati dal teste H._____ sarebbero i medesimi 
elencati nel rapporto della I._____ del 7 agosto 2017 così come dall'architetto 
J._____. L'architetto J._____ avrebbe chiaramente indicato che tutti i serramenti 
forniti dall'appellata sarebbero stati montati entro le ferie dell'edilizia, subito dopo 
ci sarebbero stati dei forti temporali e avrebbe notato che dalle giunte dei telai en-
trava acqua. Non vi sarebbero altri difetti occulti emersi in seguito, se non alcuni 
minori non presi in considerazione nei costi di riparazione. Le dichiarazioni di 
H._____, non particolarmente chiare e precise in merito al momento in cui sareb-
bero apparsi i difetti, non potrebbero essere preferite a quelle dell'architetto 
J._____, le quali indicherebbero invece in maniera precisa quando i difetti si sa-
rebbero manifestati in maniera importante, ovvero dopo i temporali (act. A.1 n. 2). 
A mente dell'appellante inoltre anche nella denegata ipotesi che vi fossero stati 
ulteriori difetti, questi sarebbero stati immediatamente segnalati all'appellata, come 
confermato dal teste H._____, il quale ha dichiarato di aver segnalato i difetti alla 
qui appellante e alla F._____, e che l'appellata ne sarebbe stata a conoscenza 
rivolgendosi la F._____ ad essa per il materiale necessario alla riparazione. Ciò 
sarebbe stato confermato anche dal teste K._____, della F._____. Che i difetti 
successivamente emersi sarebbero contenuti nel rapporto del 28 febbraio 2019 
della I._____ sarebbe poi una mera supposizione dei giudici di prime cure, non 
essendo tale rapporto agli atti (act. A.1 n. 4).

2.1.2. L'appellata fa dal canto suo valere che l'appellante sarebbe venuta meno 
del proprio onere probatorio e non ci sarebbe alcuna dimostrazione di difetti, di 
notifica tempestiva e nemmeno di un danno connesso ai difetti invocati. L'appel-
lante avrebbe infatti rinunciato alla perizia sui serramenti forniti, non vi sarebbe 
pertanto alcuna perizia che accerti l'esistenza dei difetti, la loro consistenza e la 
causa dei medesi, nonché l'entità dell'intervento riparatore se del caso dovuto 
(act. A.2 n. Ad 1). La fornitura del materiale sarebbe stata accettata sia dall'appel-
lante sia dalla ditta destinataria finale, la quale avrebbe corrisposto interamente 

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quanto fatturato dall'appellante (act. A.2 n. Ad 2). Inoltre i difetti non le sarebbero 
mai stati notificati. L'architetto J._____ avrebbe un ricordo errato in merito alla riu-
nione di cantiere a fine luglio. L'appellata non avrebbe preso parte a tale incontro, 
ciò che risulterebbe dal verbale stesso, che non menziona nessun rappresentante 
della medesima, nonché dall'e-mail di K._____ del 27 luglio 2017 che indicava 
all'appellante che il direttore della D._____ e l'architetto non avrebbero tollerato la 
presenza di rappresentanti dell'appellata. Dalla testimonianza dell'architetto 
J._____ emergerebbe poi che causa delle infiltrazioni dovute dai forti temporali 
sarebbero stati gli errori di montaggio, di cui non si sarebbe occupata l'appellata. Il 
rapporto del 7 agosto 2017 non sarebbe inoltre mai stato trasmesso dall'appellan-
te all'appellata, quest'ultima l'avrebbe piuttosto ricevuto "per informazione" dalla 
I._____ (act. A.2 n. Ad 3). Non vi sarebbe quindi stata alcuna notifica dei difetti da 
parte dell'appellante all'appellata. I difetti riscontrati avrebbero poi a che vedere 
con il montaggio dei serramenti e non con la loro qualità (act. A.2 n. Ad 4).

2.2. L'art. 367 cpv. 1 CO prevede che, seguita la consegna dell'opera, il commit-
tente, appena lo consenta l'ordinario corso degli affari, deve verificare lo stato e 
segnalarne all'appaltatore i difetti. Ove i difetti si manifestassero soltanto più tardi, 
dovrà esserne dato avviso tosto che siano scoperti; altrimenti l'opera si ritiene ap-
provata nonostante i difetti stessi (art. 370 cpv. 3 CO). La legge instaura quindi 
una finzione di accettazione dell'opera nel caso in cui il committente omette di se-
gnalare tempestivamente i difetti, liberando da ogni responsabilità l'appaltatore per 
quelli annunciati tardivamente (TF 4A_251/2018 dell'11.9.2018 consid. 3.1). Il 
committente deve dare l'avviso dei difetti tosto la loro scoperta. Può concedersi un 
breve periodo di riflessione, ma deve decidersi rapidamente. Le circostanze del 
caso concreto, e in particolare la natura del difetto, sono determinanti per valutare 
se ha agito in tempo utile (DTF 118 II 142 consid. 3b; 131 III 145 consid. 7.2) e 
non sussiste alcuna regola generale che giustifica di richiedere in maniera rigida, a 
protezione dell'appaltatore, che il committente proceda a una segnalazione entro 7 
giorni dalla scoperta del difetto. In maniera generale può però essere preteso un 
termine breve per reclamare, qualora sussista il pericolo che, attendendo a notifi-
care il difetto, il danno aumenti (TF 4A_399/2018 dell'8.2.2019 consid. 3.2). Un 
difetto è considerato scoperto se il committente ne constata l'esistenza con cer-
tezza in modo da poter formulare un reclamo sufficientemente motivato. Ciò pre-
suppone che possa misurarne l'importanza ed estensione. I difetti occulti di una 
cosa si ritengono scoperti al momento in cui il committente acquista la certezza 
della loro esistenza. Quelli che appaiono progressivamente, nel senso che la loro 
estensione e la loro intensità aumentano poco a poco, non si reputano dunque 
scoperti già quando si manifestano i primi indizi, bensì solo quando il committente 

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sia in grado di rilevarne l'importanza e la portata, ciò al fine di evitare che – per 
non perdere i suoi diritti – questi comunichi ogni bagattella all'appaltatore. Il com-
mittente è tenuto a segnalare il difetto solo quando gli sia noto (o debba essergli 
noto, secondo la buona fede) ch'esso costituisce un inadempimento del contratto 
e non un fenomeno usuale, che non rappresenta una difformità contrattuale 
(DTF 117 II 425 consid. 2; 131 III 145 consid. 7.2). Il committente non è obbligato 
a rivolgersi a un esperto, ma può effettuare la segnalazione sulla base di una 
semplice supposizione, prima che il difetto sia stato constatato con certezza e 
dunque prima ancora che il termine in discussione cominci a decorrere 
(TF 4A_293/2017 del 13.2.2018 consid. 2.2.3). Nel suo avviso il committente deve 
indicare quali difetti ha scoperto, nonché esprimere la volontà di non riconoscere 
che l'opera è conforme al contratto e di renderne l'appaltatore responsabile. Oc-
corre una certa precisione per quanto concerne la descrizione del difetto, una ge-
nerica esternazione d'insoddisfazione non essendo sufficiente (TF 4A_251/2018 
dell'11.9.2018 consid. 3.2). Basta per contro indicare gli effetti negativi riscontrati 
(TF 4A_82/2008 del 29.4.2009 consid. 6.1; cfr. sull'intera tematica 
TF 4A_205/2020 del 13.7.2021 consid. 3). Secondo la giurisprudenza del Tribuna-
le federale e la dottrina maggioritaria, l'onere della prova della tempestiva notifica 
dei difetti spetta al committente, che deve inoltre dimostrare quando il difetto gli è 
divenuto riconoscibile e come e a chi ne ha comunicato l'esistenza 
(TF 4A_202/2012 del 12.7.2012 consid. 3.1 con riferimenti; TF 4A_51/2007 
dell'11.9.2007 consid. 4.5; Gaudenz G. Zindel/Bertrand G. Schott, in: Widmer Lü-
chinger/Oser [edit.], Basler Kommentar Obligationenrecht I, 7a ed., Basilea 2020, 
n. 32 ad art. 367 CO e rinvii; Pierre Tercier, Les contrats spéciaux, 3ª ed., Zurigo 
2003, n. 4147; Peter Gauch, Der Werkvertrag, 6a ed., Zurigo 2019, n. 2164 segg). 

2.3. Innanzitutto va evidenziato che, a differenza di quanto sostiene l'appellata, 
dall'istruttoria non è emerso che le infiltrazioni sarebbero state causate da errori di 
montaggio, bensì piuttosto che i serramenti stessi presentavano dei difetti. L'archi-
tetto J._____ ha infatti dichiarato "non posso escludere che vi sia stato un proble-
ma nella fase del montaggio, ma di sicuro i serramenti presentavano dei difetti" 
(act. TR VIII.7 n. 20). Anche il teste H._____ ha indicato che i difetti ai serramenti 
non fossero dovuti dalla posa bensì dalla fabbricazione/costruzione degli stessi 
(act. TR VIII.3 pag. 5). Inoltre, come a giusta ragione indicato dalla prima istanza, 
pure dal rapporto I._____ risulta che i serramenti stessi presentavano dei difetti, 
riconducibili a errori di assemblaggio dei telai (sigillatura delle connessioni d'ango-
lo dei telai non eseguita o eseguita in modo errato/incompleto; in luogo delle asole 
frontali per il drenaggio optato per fori di piccolo diametro sul traverso inferiori di 
misura insufficiente per consentire adeguato scarico dell'acqua; colla per quanti-

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tà/tipologia o mancanza di adesione/reticolazione non sufficiente a garantire la 
chiusura propria dell'angolo; cfr. act. TR IV.2 consid. 10; act. TR II.10 pag. 1-2).

Da esaminare è quindi la questione a sapere se – come sostenuto dall'appellante 
e contrariamente a quanto ritenuto dai giudici di prime cure – nella fattispecie si 
tratti effettivamente sempre dei medesimi difetti, emersi a seguito dei temporali, e 
non di più difetti emersi in diversi momenti, e se vi sia quindi stata una notifica 
tempestiva. 

2.3.1. A sostegno della propria tesi l'appellante fa, come detto, valere che i difetti 
indicati da H._____ sarebbero gli stessi elencati nel rapporto della I._____ del 
7 agosto 2017 così come dall'architetto J._____. Quest'ultima – a differenza di 
H._____ – avrebbe riferito in maniera precisa quando i difetti si sarebbero manife-
stati, e meglio dopo i temporali (act. A.1 n. 2 pag. 7).

Anzitutto va evidenziato che, a differenza di quanto sostiene l'appellante, dalle 
dichiarazioni di H._____ non risulta che egli, indicando il momento in cui gli inquili-
ni entravano negli appartamenti, facesse riferimento al momento in cui sarebbero 
stati eseguiti i lavori di riparazione. Egli ha piuttosto dichiarato, come indicato dalla 
prima istanza, che "(…) la maggior parte dei difetti si è manifestata solo dopo, ov-
vero man mano che gli appartamenti venivano occupati e quindi le finestre veni-
vano usate." (act. TR VIII.3 pag. 3 in fine). Il fatto che, almeno in parte, i difetti in-
dicati da H._____ siano i medesimi di quelli contenuti nel rapporto I._____ e dall'-
architetto J._____ non sta inoltre ancora a significare che non siano poi emersi 
altri difetti, man mano che gli inquilini entravano negli appartamenti e le finestre 
venivano usate. Contrariamente a quanto ritenuto dall'appellante, oltre alle dichia-
razioni di H._____, anche dalle dichiarazioni dell'architetto J._____ emerge che i 
serramenti presentavano anche altri difetti oltre a quelli indicati nel rapporto della 
I._____ del 7 agosto 2017, emersi a seguito del temporale. La stessa ha infatti 
indicato che vi sarebbe un ulteriore rapporto I._____ del 28 febbraio 2019 (non 
agli atti), nel quale sarebbero contenute fotografie di altri difetti rispetto a quelli del 
primo rapporto (act. TR VIII.7 n. 37). Non essendo quest'ultimo rapporto agli atti 
non è tuttavia dato sapere di che altri difetti si tratti esattamente né quando questi 
si sarebbero presentati. L'architetto J._____ ha inoltre dichiarato che una volta 
terminato il mandato, verso fine ottobre/inizio novembre 2017, non si sarebbe più 
occupata del cantiere in questione e della questione serramenti (act. TR VIII.7 
n. 13 seg.). Il fatto che ella, a differenza di H._____, non abbia riferito di difetti 
emersi man mano che gli inquilini entravano negli appartamenti non può quindi 
essere usato a sostegno della tesi dell'appellante. Dalle dichiarazioni di entrambi 

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risulta piuttosto che, oltre ai difetti elencati nel rapporto I._____ del 7 agosto 2017, 
emersi a seguito di un temporale, vi sarebbero stati anche altri difetti. 

2.3.2. Quanto sostenuto da H._____ in merito ai difetti emersi in momenti diversi 
trova riscontro anche nelle e-mail agli atti e nelle testimonianze. Risulta infatti che 
fin dal principio fossero stati riscontrati dei difetti ai serramenti, oltre a H._____ – il 
quale ha dichiarato che "subito dopo la posa delle finestre la parte inferiore delle 
stesse ha iniziato a staccarsi da due montanti laterali (act. TR VIII.3 pag. 3) – an-
che K._____ ha infatti indicato "Ricordo che man mano che posavamo le finestre 
ci accorgevamo che le stesse presentavano dei difetti rispettivamente le stesse 
non erano conformi alle prescrizioni I._____. Ricordo in particolare accessori non 
montati correttamente, squadrette non cianfrinate con la colla, viti mancanti sugli 
accessori ecc." (act. TR VIII.4 n. 20). Inoltre dalle e-mail del 25 giugno 2017 dell'-
appellante, del 27 giugno 2017 di K._____, così come dall'e-mail del 4 luglio 2017 
di L._____ emergono problemi di fabbricazione dei serramenti riscontrati sin dal 
principio (act. TR III.6; act. TR III.15; act. TR III.17). A fronte di un temporale vi 
sarebbero poi state le infiltrazioni d'acqua, a seguito delle quali è stato effettuato 
un sopralluogo per verificare meglio i serramenti, poi oggetto del rapporto del 
7 agosto 2017 da parte della ditta I._____ (act. TR III.10; act. TR III.7 n. 11). Dalla 
mail del 18 agosto 2017 dell'appellante all'appellata risulta anche che a seguito 
dell'esecuzione delle lavorazioni segnalate da I._____ i serramenti presentavano 
comunque ancora dei difetti (act. TR III.9). Con scritto dell'8 agosto 2018 l'appel-
lante ha inoltre comunicato all'appellata ulteriori difetti che si sarebbero evidenzia-
ti, "oltre a quelli già valutati dal verbale I._____ dopo un anno di messa in opera" 
(cfr. lettera dell'8.8.2018 allegata all'act. TR II.5).

La tesi dell'appellante secondo cui gli unici difetti sarebbero quelli emersi dopo i 
temporali avvenuti nel mese di luglio 2017, indicati nel rapporto I._____, non trova 
quindi riscontro negli atti. Risulta piuttosto che vi siano stati pure altri difetti, emersi 
anche successivamente.

2.3.3. Per quanto concerne la tempestività della notifica dei difetti, la conclusione 
dei giudici di prime cure in merito alla sussistenza di una tempestiva notifica per i 
difetti elencati nel rapporto I._____ è da confermare. Da quanto emerso dall'istrut-
toria per questi ultimi difetti risulta invero esservi stata una valida notifica. Più testi 
hanno infatti indicato di aver notificato i difetti all'appellata, la quale avrebbe pure 
preso parte alla riunione di cantiere a seguito dei temporali (act. TR VIII.7 n. 21 e 
26; act. TR VIII.5 n. 9; act. TR VIII.4 n. 29). Ora, vero è che – come sollevato dall'-
appellata – dal verbale di cantiere del 25 luglio 2017 non emerge la sua presenza. 
Dall'e-mail del 27 luglio 2017 di K._____ – comunque successiva all'incontro del 

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25 luglio 2017 – emerge effettivamente che la sua presenza non fosse desiderata 
(act. TR II.13). Vero è pure che il rapporto I._____ è stato trasmesso all'appellata 
da I._____ stessa e non dall'appellante (act. TR III.10). Tuttavia, vi sono agli atti e-
mail a lei indirizzate rispettivamente sue e-mail in cui si parla dei difetti emersi dal-
le infiltrazioni d'acqua e del lavoro effettuato dall'operaio della F._____ per siste-
marli (act. TR III.8; act. TR III.13 pag. 2). L'appellata stessa in una mail del 3 ago-
sto 2017 fa riferimento al rapporto I._____, che le è poi stato trasmesso (act. TR 
III.13). Prima di ricevere tale rapporto l'appellata era quindi già a conoscenza del 
fatto che I._____ stesse stilando un rapporto in merito ai difetti riscontrati. Un suo 
stesso impiegato ha inoltre dichiarato di essersi recato al cantiere, su richiesta di 
G._____, in quanto vi erano dei problemi di infiltrazioni d'acqua (act. TR VIII.2). 
Dagli atti emerge quindi che l'appellata fosse senz'altro a conoscenza dei difetti 
emersi a seguito del temporale. Alla luce di ciò, i giudici di prime cure hanno a giu-
sta ragione ritenuto che per i difetti contenuti nel rapporto vi sia stata una valida e 
tempestiva (pochi giorni dopo il temporale) notifica dei difetti.

Non può invece essere seguita la tesi dell'appellante secondo cui, quandanche vi 
fossero difetti emersi successivamente, questi sarebbero ad ogni modo stati notifi-
cati tempestivamente, avendo H._____ indicato di aver subito informato l'appellan-
te e la F._____ di tutti i difetti emersi ed essendosi quest'ultima poi rivolta all'ap-
pellata per il materiale necessario per la riparazione (cfr. act. A.1 n. 4.b; 
act. TR VIII.3 pag. 4). Come indicato in precedenza l'onere della prova della tem-
pestiva notifica dei difetti spetta al committente, che deve inoltre dimostrare quan-
do il difetto gli è divenuto riconoscibile e come e a chi ne ha comunicato l'esisten-
za. La notifica dei difetti deve essere indirizzata all'appaltatore (TF 4C.371/2006 
del 19.1.2007 consid. 6; Gauch, op. cit., n. 2145). In concreto, dalle dichiarazioni 
di H._____ e dalle allegazioni dell'appellante stessa, risulta che tali difetti non sa-
rebbero stati notificati all'appellata, bensì piuttosto all'appellante e alla ditta incari-
cata al montaggio. Il fatto che quest'ultima si sia poi rivolta all'appellata per il mate-
riale non può essere sufficiente ai sensi di una valida notifica. Come già esposto, il 
committente nell'avviso deve indicare quali difetti ha scoperto, nonché esprimere 
la volontà di non riconoscere che l'opera è conforme al contratto e di renderne l'-
appaltatore responsabile.  Dalla documentazione agli atti ciò non risulta essere il 
caso.

2.3.4. Va inoltre rilevato che il fatto che la committente finale, D._____, abbia pa-
gato l'intero importo alla qui appellante non sta a significare un'accettazione dell'-
opera da parte dell'appellante. Di rilievo è infatti il rapporto contrattuale tra l'appel-
lante e l'appellata (Gauch, op. cit., n. 1630). Tra la committente finale e l'appellata 

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non vi è alcun rapporto contrattuale diretto. Il fatto che la committente finale abbia 
pagato l'intero importo non fa decadere il diritto dell'appellante a far valere la sua 
garanzia per difetti. Va poi ad ogni modo anche evidenziato che il pagamento della 
fattura da parte della committenza non è comunque da considerare quale accetta-
zione dell'opera per atti concludenti se essa ha dapprima provveduto alla regolare 
notifica del difetto (TF 4C.231/2004 dell'8.10.2004 consid. 2.2).

3. A fronte dei difetti l'appellante ha dapprima fatto valere che nulla sarebbe 
più dovuto all'appellata e, con domanda riconvenzionale, ha richiesto la condanna 
dell'appellata al pagamento di complessivi CHF 42'865.35 (composti da 
CHF 5'983.80 per riparazioni di serramenti già pagate, CHF 16'148.55 di ripara-
zioni da pagare, CHF 13'383.00 a titolo di restituzione degli acconti già versati, 
CHF 7'350.00 per 105 ore di lavoro di riparazione al costo di CHF 70.00/h), per i 
costi di riparazione da essa sopportati (act. TR I.2 pag. 6 seg.). Nelle conclusioni 
ha poi ritirato la domanda riconvenzionale, chiedendo tuttavia di porre i costi di 
riparazioni sopportati – diversi rispetto a quelli fatti valere con la riconvenzionale – 
di complessivi CHF 43'741.00 (composti da CHF 24'391.40 relativi all'intervento 
dalla F._____, CHF 7'350.00 per costi di riparazione dei difetti; CHF 12'000.00 che 
potrebbero essere richiesti all'appellante da parte della D._____) in compensazio-
ne con quanto dovuto all'appellata.

3.1. I giudici di prime cure hanno quindi esaminato i costi di riparazione che l'-
appellante avrebbe dovuto assumersi a causa dei menzionati difetti. Hanno dap-
prima indicato che, secondo quanto riferito dal teste H._____, i difetti nei serra-
menti avrebbero portato a una spesa supplementare di circa CHF 12'000.00 per la 
D._____, ai quali sarebbero da aggiungere CHF 6'000.00/8'000.00 per il lavoro di 
riparazione dell'operaio della F._____, pagato direttamente alla F._____ dall'ap-
pellante. Per quel che concerne il danno economico subito dall'appellante i giudici 
di prima istanza hanno ritenuto che, contrariamente a quanto da questa fatto vale, 
l'istruttoria non avrebbe confermato che le riparazioni per i difetti riscontrati sareb-
bero state integralmente pagate dall'appellante. Dalle risultanze dell'istruttoria si 
evincerebbe piuttosto che la D._____ avrebbe corrisposto l'intera mercede pattuita 
all'appellante alla condizione che quest'ultima, in collaborazione con la F._____, 
ponesse rimedio ai difetti (act. TR IV.2 consid. 17). I giudici di prime cure hanno 
poi analizzato quanto fatto valere inizialmente dall'appellante con domanda ricon-
venzionale. A mente dei giudici di prime cure con il semplice rinvio alla documen-
tazione allegata l'appellante non avrebbe dato seguito all'onere di allegazione e di 
specificazione in relazione alla pretesa avanzata. Hanno poi ad ogni modo osser-
vato che, non venendo specificata la causa, non sarebbe dato sapere se le fatture 

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per interventi di manutenzione eseguiti dalla F._____, di totali CHF 5'983.80, fa-
rebbero riferimento alla sistemazione dei difetti validamente notificati o meno. L'-
importo di CHF 16'148.55 per "la sistemazione dei serramenti secondo la lista di-
fetta I._____" sarebbe invece riferito a un'offerta allestita dalla F._____ in data 
19 aprile 2019 e non sarebbe dato sapere se sia stata accettata e se tali sistema-
zioni siano state effettivamente realizzate. Inoltre il secondo rapporto allestito da 
I._____, a cui ha fatto riferimento l'architetto J._____, non sarebbe agli atti, si igno-
rerebbe quindi quali difetti sarebbero stati evidenziati con tale rapporto e quale sia 
la causa di tali difetti. L'anticipo di CHF 13'383.00 pagato all'appellata non andreb-
be poi certo considerato nel calcolo dell'entità dei difetti. Solo l'importo di 
CHF 7'350.00, riferito ai difetti riscontrati dal primo rapporto I._____ per 105 ore di 
lavoro di sistemazione da parte di un operaio a CHF 70.00 all'ora, sembrerebbe 
corrispondere a quello di CHF 6'000.00/8'000.00 indicato dal teste H._____ per 
l'intervento dell'operaio della F._____. Solamente questo importo potrebbe essere 
riconosciuto a titolo di difetto del materiale fornito (act. TR IV.2 consid. 18). Per 
quanto concerne gli importi fatti valere nel memoriale conclusivo da porre in com-
pensazione la prima istanza ha invece ritenuto che i CHF 24'391.40, relativi all'in-
tervento della F._____, risulterebbero compresi nell'importo pagato dalla D._____ 
all'appellante. La D._____ si sarebbe poi assunta anche i costi di riparazione dei 
difetti per conto della F._____, e meglio i CHF 12'000.00. L'unico importo diretta-
mente saldato dall'appellante alla F._____ sarebbe l'importo di 
CHF 6'000.00/8'000.00 relativo al costo di un operaio che ha sistemato i difetti ri-
scontrati con la perizia a seguito delle infiltrazioni d'acqua. Pertanto, in considera-
zione del fatto che difetti successivamente riscontrati non sarebbero stati valida-
mente notificati, solo l'importo di CHF 7'350.00 potrebbe essere posto in compen-
sazione a titolo di difetti del materiale fornito (act. TR IV.2 consid. 19 seg.).

3.1.2. Ciò è stato contestato dall'appellante la quale ritiene la tesi dei giudici di 
prime cure contraria a quanto confermato sia dai vari testimoni sia dai documenti 
prodotti. L'istruttoria avrebbe chiarito che il danno subito ammonterebbe a 
CHF 24'391.40 versati dall'appellante alla F._____, importo che non le sarebbe 
mai stato rimborsato dalla D._____, contrariamente a quanto ritenuto dai giudici di 
prime cure. La D._____ avrebbe poi pagato ulteriori CHF 12'000.00 alla F._____ 
senza richiedere una restituzione all'appellante, quest'ultimi costi potrebbero però 
essere posti a carico dell'appellante in quanto da lei dovuti. Pertanto sarebbero da 
conteggiare nel danno economico subito. Ai predetti importi andrebbe poi aggiunto 
quello di CHF 7'350.00 già riconosciuto dai giudici di prime cure (act. A.1 n. 5). 
Ponendo quindi i costi complessivi di CHF 43'741.40 sopportati dall'appellante per 

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la riparazione dei difetti in compensazione al credito richiesto dall'appellata, nulla 
sarebbe più dovuto (act. A.1 n. 6).

3.1.3. L'appellata fa dal canto suo valere che quanto versato dall'appellante alla 
F._____ non sarebbe di sua pertinenza. L'importo di CHF 24'391.40 nulla avrebbe 
a che vedere con l'appellata. Il montaggio sarebbe stato commissionato a una dit-
ta terza e le carenze e/o altre necessità richieste a questa ditta non competereb-
bero all'appellata. Fantasiosa sarebbe poi la pretesa di compensare il credito con-
seguente alla fornitura di materiale con ipotetiche somme mai corrisposte, e me-
glio con l'importo di CHF 12'000.00 che la D._____ avrebbe pagato alla F._____ e 
di cui nulla sarebbe stato chiesto all'appellante. La ditta committente avrebbe cor-
risposto interamente quanto dovuto all'appellante secondo i loro accordi, così co-
me i costi della F._____. Unicamente l'appellata non avrebbe ricevuto nulla, eccet-
to il primo acconto (act. A.2 n. Ad 5). La richiesta di compensazione sarebbe poi 
totalmente fuori luogo e le condizioni di applicazione dell'art. 120 CO non sarebbe-
ro assolutamente date. Tale domanda nemmeno sarebbe proponibile, non pog-
giando su una chiara esposizione in fatto figurante negli allegati con conseguente 
violazione dell'obbligo di allegazione ed impossibilità di formulare pretese (act. A.2 
n. Ad 6). 

3.2. Se l'opera è così difettosa o difforme dal contratto da risultare inservibile, il 
committente può rifiutarla (azione redibitoria) e, in caso di colpa dell'appaltatore, 
postulare altresì il risarcimento del danno (art. 368 cpv. 1 CO). In caso di difetti di 
minore entità, il committente ha il diritto di diminuire la mercede in proporzione al 
minor valore dell'opera, o chiedere, se ciò non cagioni all'appaltatore spese esor-
bitanti, la riparazione gratuita dell'opera e, in presenza di colpa, anche il risarci-
mento dei danni (art. 368 cpv. 2 CO). Quest'ultimo diritto si aggiunge ai tre diritti 
summenzionati in caso di difetti. Esso riguarda unicamente il risarcimento dei 
danni che traggono origine da un difetto dell'opera o, in altre parole, che sono da 
considerare conseguenza dei difetti medesimi (Mangelfolgeschaden), non quindi 
l'eliminazione del difetto in quanto tale, bensì i danni da quest'ultimo provocati 
(TF 4C.126/2002 del 19.8.2002 consid. 3.1; Zindel/Schott, op. cit., n. 69 segg. ad 
art. 368 CO e rinvii; Heinrich Honsell, Schweizerisches Obligationenrecht, Beson-
derer Teil, 10a ed., Zurigo 2017, pag. 319 segg.). In merito al diritto alla riduzione 
della mercede in applicazione dell'art. 368 cpv. 2 CO l'esercizio di questo diritto 
presuppone che l'opera subisca una perdita di valore a causa del difetto, il che si 
verifica quando vi è una differenza di valore effettivo tra l'opera consegnata (con 
un difetto) e l'opera concordata (senza difetto). La riduzione si calcola in base al 
metodo relativo, secondo cui la riduzione della mercede deve corrispondere al 

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rapporto esistente fra il valore oggettivo dell'opera scevra di difetti e il valore og-
gettivo dell'opera difettosa consegnata. Date le difficoltà di determinare questi due 
valori, sono state poste due presunzioni: da un lato si presume che, salvo prova 
contraria, il prezzo pattuito corrisponda al valore oggettivo della cosa e dall'altro 
che il minor valore corrisponda al costo della riparazione (DTF 116 II 305 consid. 
4a con rinvii; TF 4A_645/2020 del 4.2.2022 consid. 8.3). Incombe al committente 
che intende ottenere una riduzione della mercede dimostrare il minor valore dell'-
opera (TF 4A_645/2020 del 4.2.2022 consid. 8.4; Gauch, op. cit., n. 1667). Nei 
casi in cui è difficile comprovare con precisione l'importo del minor valore, incombe 
al giudice determinarlo secondo suo debito apprezzamento, in applicazione per 
analogia dell'art. 42 cpv. 2 CO (TF 4A_65/2012 del 28.5.2012 consid. 12.6; 
4C.346/2003 del 26.10.2004 consid. 4.3.1; Gauch, op. cit., n. 1667 e rinvii). Nel 
caso in cui l'ammontare del minor valore non sia stato dimostrato e gli atti non for-
niscano elementi sufficienti per determinarlo in applicazione dell'art. 42 cpv. 2 CO, 
è il committente – gravato dall'onere allegatorio e probatorio a questo riguardo – 
che sopporta le conseguenze dell'assenza di prove (TF 4C.147/2006 del 7.7.2006 
consid. 4).

3.3. Si evidenzia anzitutto che i costi di riparazione non rientrano nel risarcimen-
to danni ai sensi dell'art. 368 CO (TF 4C.126/2002 del 19.8.2002 consid. 3.2). La 
prima istanza, citando la giurisprudenza in merito al minor valore, sembra piuttosto 
aver ritenuto che l'appellante, facendo valere i costi di riparazione, stesse facendo 
valere il minor valore dell'opera. Per ammettere che il committente si avvalga taci-
tamente dell'azione estimatoria (Minderungserklärung) è sufficiente che quest'ul-
timo rifiuti il pagamento facendo valere la difettosità dell'opera (Gauch, op. cit., 
n. 1643). Ciò risulta essere effettivamente il caso in concreto, avendo l'appellante 
postulato la reiezione della petizione in quanto, a fronte dei difetti, nulla sarebbe 
più dovuto. È quindi a giusta ragione che la prima istanza ha esaminato il minor 
valore dell'opera, sulla base della presunzione che questo corrisponda ai costi di 
riparazione. Errato è tuttavia il richiamo dei giudici di prime cure all'art. 120 CO, 
non trattandosi nella fattispecie di una compensazione ma per l'appunto del minor 
valore dell'opera a causa dei difetti (cfr. Gauch, op. cit., n. 1619). Ad ogni modo, 
considerate le presunzioni menzionate in precedenza, ciò nulla muta al risultato. 
Va pure evidenziato che – come già indicato in precedenza – il fatto che la 
D._____ abbia pagato l'intero l'importo all'appellante non sta a significare che l'-
opera così come consegnata dall'appellata non abbia un minor valore. Di rilievo è 
per l'appunto il rapporto contrattuale tra l'appellata e l'appellante (Gauch, op. cit., 
n. 1630).

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3.4. Come esposto nei considerandi precedenti l'onere della prova in merito all'-
importo da ridurre è a carico del committente. Nella propria memoria conclusiva 
l'appellante ha – come detto – fatto valere dei costi di riparazione per totali 
CHF 43'741.40, e meglio CHF 24'391.40 da lei pagati alla F._____, 
CHF 12'000.00 pagati dalla D._____ alla F._____, e CHF 7'350.00 già riconosciuti 
in prima istanza.

3.4.1. Per quanto concerne i CHF 24'391.40 va anzitutto rilevato che solamente 
con le conclusioni l'appellante, a fronte delle risultanze istruttorie, ha fatto valere 
detto importo quale costo di riparazione. Tale fattura, datata 9 novembre 2017, era 
tuttavia già agli atti (act. TR II.11 ultima pag.; act. TR III.14), non è chiaro, e nem-
meno viene in alcun modo spiegato dall'appellante, per quale motivo tale importo 
non è già stato avanzato in precedenza, facendo piuttosto con la riconvenzionale 
valere altri importi quali costi di riparazione. Ad ogni modo va comunque anche 
evidenziato che – indipendentemente dalla questione a sapere chi avrebbe pagato 
tale importo – dalla documentazione agli atti non è in alcun modo deducibile a che 
lavori esattamente faccia riferimento tale importo, rispettivamente se siano effetti-
vamente connessi ai lavori di riparazione per i difetti emersi a seguito del tempora-
le, tempestivamente notificati, o se concernano altri lavori rispettivamente altri di-
fetti. Non è infatti stato chiarito per quale motivo l'appellante ha corrisposto tale 
importo alla F._____. La fattura a cui fa riferimento l'appellante non è in alcun mo-
do dettagliata (act. TR III.14). Inoltre pure il teste K._____ della F._____ ha uni-
camente dichiarato che il pagamento di CHF 24'391.40 sarebbe stato pagato diret-
tamente dall'appellante (act. TR VIII.4 n. 32), senza tuttavia precisare per quali 
lavori sarebbe stato corrisposto tale importo. Non è quindi dato sapere se si tratti 
effettivamente dei lavori di riparazioni dei difetti emersi a seguito del temporale. 

Alla luce di quanto precede è da ritenere che l'appellante sia a tal proposito venuta 
meno del proprio onere della prova. Va inoltre evidenziato che, a fronte dei difetti 
riscontrati, l'azzeramento della mercede risulterebbe in concreto sproporzionato e 
inadeguato a ristabilire l'equilibrio contrattuale. La lacunosità probatoria non per-
mette nemmeno una stima del minor valore sulla base dell'art. 42 cpv. 2 CO, rite-
nuto inoltre pure che per l'appellante non era comunque nemmeno impossibile o 
inesigibile comprovare l'importo dei costi di riparazione (cfr. TF 4A_113/2017 del 
6.9.2017 consid. 6.1.3 e rinvii; Gauch, op. cit., n. 1667 e riferimenti ivi citati). Come 
esposto in precedenza, nel caso in cui l'ammontare del minor valore non sia stato 
dimostrato e gli atti non forniscano elementi sufficienti per determinarlo in applica-
zione dell'art. 42 cpv. 2 CO, è il committente a dover sopportare le conseguenze 
dell'assenza di prove, nella fattispecie quindi l'appellante.

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3.4.2. In merito all'importo di CHF 12'000.00 pagato dalla D._____ alla F._____, 
va evidenziato che, trattandosi nella fattispecie dell'esame del minor valore dell'-
opera e non del risarcimento danni, l'argomentazione della prima istanza – secon-
do cui questo importo non potrebbe essere riconosciuto non essendo stato pagato 
dall'appellante – non può essere seguita. Ad ogni modo, l'unica prova in merito a 
tale costo di riparazione sono le dichiarazioni del teste H._____, il quale ha indica-
to che i difetti da lui menzionati avrebbero portato a una spesa supplementare di 
circa CHF 12'000.00 per la D._____ (act. TR VIII.3 pag. 3). Come indicato nei 
considerandi precedenti egli ha tuttavia riferito pure di altri difetti emersi anche 
successivamente al temporale. Non tutti i difetti da lui elencati risultano poi corri-
spondere a quelli indicati nel rapporto I._____, come ad esempio il fatto che le 
finestre non potevano essere correttamente aperte a ribalta (act. TR VIII.3 pag. 3). 
Anche per tale importo non è pertanto dato sapere a quali lavori di sistemazione 
faccia esattamente riferimento, rispettivamente in che misura concerna i lavori di 
riparazioni per i difetti emersi a seguito del temporale. Di conseguenza, come indi-
cato per i CHF 24'391.40, anche per detto importo è l'appellante a dover sopporta-
re le conseguenze dell'assenza di prove. Tale importo non può pertanto essere 
riconosciuto.

4. In virtù di tutto quanto precede l'appello è da respingere integralmente. 

5.1. La tassa di giustizia per la procedura d'appello è fissata in CHF 4'000.00 
(art. 105 cpv. 1 CPC; art. 9 cpv. 1 OECC [CSC 320.210]) ed è posta a carico 
dell'appellante in quanto integralmente soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). 

5.2. Il Tribunale cantonale stabilisce d'ufficio e discrezionalmente le ripetibili, 
qualora queste siano state protestate (art. 105 cpv. 2 e art. 96 CPC; art. 2 cpv. 1 
OOA [CSC310.250]; DTF 139 III 334 consid. 4.3). L'appellata ha protestato le 
ripetibili, senza presentare tuttavia una nota d'onorario. Il Tribunale non può quindi 
basarsi sull'importo fatturato per stabilire le ripetibili (art. 2 cpv. 2 OOA), ragion per 
cui queste vanno stabilite discrezionalmente (art. 2 cpv. 2 OOA). L'art. 3 cpv. 1 
OOA stabilisce che è considerata corrente una tariffa oraria fra CHF 210.00 e 
CHF 270.00. In assenza di un accordo sull'onorario, come nella presente 
fattispecie, il Tribunale cantonale applica per prassi la tariffa oraria mediana di 
CHF 240.00 con un supplemento spese forfettario del 3% (cfr. fra tante TC GR 
ZK1 16 133 del 24.11.2016 consid. 2.c con rinvii). Avendo l'appellata sede 
all'estero non va invece aggiunta l'IVA (cfr. art. 8 in combinato disposto con l'art. 1 
cpv. 2 lett. a LIVA [RS 641.20]). In concreto, tenuto conto del limitato dispendio 
causatole in questa sede e della complessità del caso, si ritiene adeguato 

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riconoscere un dispendio orario di 5 ore. Alla luce di ciò, l'appellante è quindi 
tenuta a rifondere all'appellata CHF 1'236.00 (spese incluse) a titolo di ripetibili.

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La Seconda Camera civile pronuncia:

1. L'appello è respinto. Di conseguenza la decisione del 16 dicembre 2021 del 
Tribunale regionale Moesa è confermata.

2. La tassa di giustizia per la procedura d'appello, di CHF 4'000.00, è posta a 
carico della A._____.

3. La A._____ è tenuto a versare alla B._____ CHF 1'236.00 a titolo di ripetibili 
per la procedura d'appello.

4. Contro questa decisione con un valore litigioso di almeno CHF 30'000.00 
può essere interposto ricorso in materia civile ai sensi degli artt. 72 e 74 
cpv. 1 lett. b LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 
Losanna 14, per scritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione 
con il testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per 
l'ammissibilità, il diritto al ricorso, gli ulteriori presupposti e la procedura di 
ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 72 segg. e 90 segg. LTF.

5. Comunicazione a: