# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 256cefdf-5078-5dc4-85ae-61aec8f070cd
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.07.2010 C-5859/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5859-2009_2010-07-16.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5859/2009
C-5908/2009

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  l u g l i o  2 0 1 0

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Bernard Vaudan, Antonio Imoberdorf, 
cancelliera Mara Vassella.

A._______, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata nello spazio 
Schengen concernente B._______ e C._______.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5859/2009
C-5908/2009

Fatti:

A.
Il 18 aprile 2009, le cittadine iraniane B._______, nata il ..., e sua figlia  
C._______, nata il  ...,  hanno inoltrato una richiesta di autorizzazione 
d'entrata presso l'Ambasciata di Svizzera a Teheran per un periodo di  
31 giorni al fine di recarsi in Svizzera presso la figlia rispettivamente 
sorella A._______ e la famiglia di quest'ultima. 

Entrambe avevano già presentato una domanda di visto per la Svizze-
ra nel 2004 e nel 2008. Queste istanze sono state respinte sia dalla 
suddetta  Rappresentanza  che  dall'Ufficio  federale  della  migrazione 
(UFM)  siccome la  partenza dal  territorio  elvetico  non risultava suffi-
cientemente assicurata. 

Con fax del 9 marzo 2009 all'attenzione di detta Ambasciata, gli ospi -
tanti hanno dichiarato che le richiedenti, benestanti, sono proprietarie 
di  tre appartamenti,  B._______ ha dieci  nipoti  residenti  a Teheran ai 
quali è molto affezionata mentre C._______, anche se pensionata, la-
vora in qualità di insegnante. Essi hanno infine garantito di farsi carico 
delle spese di  vitto e alloggio e, nell'eventualità, delle spese di  cure 
mediche e assicurato il loro rientro in patria entro il termine di scaden-
za del visto. 

B.
Mediante due decisioni distinte del 16 luglio 2009, l'UFM ha rifiutato di  
autorizzare l'entrata nello spazio Schengen nei confronti delle interes-
sate. In sostanza esso ha osservato che la legislazione in ambito non 
garantisce il diritto all'entrata o al rilascio di un visto anche qualora tut-
te le condizioni siano soddisfatte. Tenuto conto della situazione perso-
nale delle richiedenti  nonché della situazione socioeconomica preva-
lente in Iran, l'UFM ha ritenuto che la partenza dallo spazio Schengen 
al termine del soggiorno auspicato non può essere considerata suffi-
cientemente  garantita  e  che  la  circostanza  secondo  cui  C._______, 
benché  pensionata,  lavori  nella  sua  professione  di  maestra,  non  è 
determinante.  Nei  confronti  di  quest'ultima  l'UFM  ha  espresso  seri 
dubbi  sulle  sue  reali  intenzioni,  considerate  le  diverse  decisioni 
negative emesse nei suoi confronti ed ha aggiunto che entrambe le ri-
chiedenti  non  possono  avvalersi  di  legami  familiari  o  professionali 
stretti  con il  Paese d'origine atti  a garantire il  ritorno in Patria. Infine 

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l'autorità di prime cure ha osservato che gli ospitanti non sono impos -
sibilitati di fare visita alle interessate all'estero. 

C.
Il  15  settembre  2009,  agendo  per  il  tramite  del  suo  patrocinatore,  
A._______ ha interposto ricorso contro le dette decisioni postulandone 
l'annullamento e il  rilascio dei visti  richiesti. In sostanza la ricorrente 
ha affermato che le decisioni appaiono fondate su dei pregiudizi e su 
un accertamento incompleto dei fatti  giuridicamente rilevanti. L'espe-
rienza dimostra infatti che molti di coloro che ottengono un visto rien-
trano nei loro Paesi d'origine puntualmente. Essa ha sottolineato che 
l'osservazione dell'UFM in merito al fatto che le richiedenti cerchino di 
trovare una sistemazione migliore risulta infondata, vista la politica mi-
gratoria  svizzera e europea assai  restrittiva. Le richiedenti  non sono 
infatti  intenzionate a lasciare una situazione economicamente e pro-
fessionalmente stabile in Iran al fine di diventare "clandestine" in Euro-
pa. La madre della  ricorrente inoltre, avendo superato gli  ottant'anni 
non ha alcuna speranza lavorativa all'estero e tutta la famiglia, eccetto  
la ricorrente, si trova in Iran. Entrambe le richiedenti sono proprietarie 
di tre appartamenti e possono dunque essere considerate persone be-
nestanti  senza  alcun  interesse  economico  a  trattenersi  in  Svizzera. 
C._______ deve inoltre rientrare per riprendere l'attività professionale 
quale insegnante elementare. La ricorrente ha infine fatto valere che, 
in  qualità  di  rifugiata,  non può recarsi  in  Iran a rendere visita  ai  fa-
migliari e questo dal 1997, pena la perdita dello statuto di rifugiata. Da 
allora la ricorrente non ha più incontrato i suoi familiari.

D.
Chiamata ad esprimersi in merito ai suddetti ricorsi, con i relativi pre-
avvisi del 26 ottobre 2009 l'autorità inferiore ha postulato la reiezione 
dei gravami ribadendo in parte quanto già affermato nelle decisioni im-
pugnate. A mente dell'autorità inferiore la presenza della ricorrente in 
Svizzera costituisce un ulteriore motivo di volere prolungare la perma-
nenza. Inoltre considerata l'età,  la  madre della  ricorrente  appartiene 
ad una categoria di persone che in ogni momento possono necessita-
re di cure mediche anche importanti mentre la sorella della ricorrente 
non ha dimostrato di avere obblighi e legami particolari in patria atti ad 
ostacolare un'eventuale emigrazione. 

E.
Invitata  ad esprimersi  in  merito  ai  suddetti  preavvisi,  con le  relative 

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repliche del  30 novembre 2009, la  ricorrente  si  è  riconfermata  nelle 
sue  argomentazioni  ed  ha  sottolineato  che  proprio  vista  l'età,  sua 
madre  non  cerca  di  trovare  migliori  condizioni  di  vita.  Entrambe  le  
richiedenti  infine  godono  in  Iran  di  una  vita  agiata  e  di  una  forte  
presenza di una rete familiare. 

F.
Chiamata  ad  esprimersi  in  merito  alle  suddette  repliche,  con  le 
corrispondenti dupliche del 22 dicembre 2009, l'autorità inferiore si è 
riconfermata nelle sue considerazioni di fatto e di diritto. 

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il 
Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 dalla 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. 

In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'en-
trata  nello  spazio  Schengen  rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce 
un'unità  dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d 
LTAF – possono essere impugnate dinanzi al TAF, il quale statuisce in 
via definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 
1  della  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  federale  [LTF,  RS 
173.110]).

1.2 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti la procedura di -
nanzi al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).

1.3 Nella fattispecie, entrambi i ricorsi sono stati inoltrati avverso due 
decisioni emanate dalla stessa autorità nelle medesime circostanze di 
fatto e presentano delle conclusioni pressoché identiche. La ricorrente 
non ha d'altronde alcun interesse contraddittorio da rendere necessa-
ria  la  pronuncia  di  sentenze  separate.  Per  dei  motivi  di  economia 
procedurale  è  pertanto  giustificato  cumulare  le  cause  e  decidere  in 
una sola e medesima sentenza (cfr. art. 4 PA in relazione con l'art. 24 

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della legge federale del 4 dicembre 1947 di procedura civile [PCF, RS 
273]; cfr. DTF 131 V 59 consid. 1; cfr. inoltre la sentenza non pubblica-
ta  del  Tribunale  federale  1P.779/2006  /  1P.795/2006  del  6  febbraio 
2007,  consid.  2;  ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, 
Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, Handbücher für die 
Anwaltspraxis, Tomo X, Basilea 2008, cifra 3.17, pagg. 114 e 115).

1.4 A._______ ha il diritto di ricorrere (art. 48 cpv.1 PA) e i suoi ricorsi, 
presentati nella forma e nei termini prescritti dalla legge, sono ricevibili  
(art. 50 e 52 PA). 

2.
Ai sensi dell'art. 49 PA i motivi di ricorso sono la violazione del diritto  
federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di  apprezzamento, 
l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti  giuridicamente  rilevanti 
nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non 
abbia giudicato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il  
diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato in nessun 
caso dai  motivi  del  ricorso (art. 62 cpv. 4 PA). La procedura è retta  
dalla massima inquisitoria, ciò significa che il Tribunale definisce i fatti  
e considera le prove d'ufficio e liberamente (cfr. art. 12 PA). Le parti  
sono tuttavia tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13 PA) 
e devono motivare il loro ricorso (art. 52 PA). Rilevanti sono in primo 
luogo  la  situazione  di  fatto  e  di  diritto  al  momento del  giudizio  (cfr. 
consid. 1.2 della sentenza 2A.451/2002 del 28 marzo 2003 pubblicata 
parzialmente in: DTF 129 II 215).

3.
La politica delle autorità svizzere in materia di visti riveste un ruolo im-
portante nella prevenzione dell'immigrazione clandestina (cfr. Messag-
gio del Consiglio federale relativo alla legge sugli stranieri dell'8 marzo 
2002, in FF 2002 3327). Non potendo accogliere tutti gli stranieri che 
desiderano venire in questo paese, sia per un soggiorno di corta dura-
ta che per un soggiorno di lunga durata, le autorità svizzere possono 
applicare legittimamente una politica d'ammissione restrittiva (cfr. DTF 
122  II  1  consid.  3a;  ALAIN WURZBURGER,  La  jurisprudence  récente  du 
Tribunal  fédéral  en matière de police des étrangers,  Revue de Droit 
administratif et de Droit fiscal, [RDAF] 1997 I, pag. 287).

Come evidenziato nella decisione impugnata, la legislazione svizzera 
sugli stranieri non garantisce né il diritto d'entrata in Svizzera né il rila-

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scio  di  un  visto.  La  Svizzera,  come  gli  altri  Stati,  non  è  tenuta  ad 
autorizzare di  principio l'entrata di  stranieri  nel suo territorio. Questa 
decisione viene presa dalla Svizzera autonomamente in accordo con il 
diritto internazionale pubblico (cfr. Messaggio precitato, FF 2002 3327 
nonché DTF 135 II 1 consid. 1.1). 

4.

4.1 Le condizioni d'entrata in Svizzera per un soggiorno non superiore 
a tre mesi sono disciplinate all'art. 2 cpv. 1 dell'ordinanza del 22 otto-
bre  2008  concernente  l’entrata  e  il  rilascio  del  visto  (OEV,  RS 
142.204), il  quale rinvia al  Regolamento (CE) n. 562/2006 del Parla-
mento europeo e del Consiglio del 15 marzo 2006, che istituisce un 
codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere 
da parte delle persone fisiche (codice frontiere Schengen [GU L 105 
del 13.04.2006 pag. 1-32]). L'art. 5 par. 1 del codice frontiere Schen-
gen definisce le condizioni d'ingresso per i cittadini di paesi terzi. Que-
sti devono essere in possesso di uno o più documenti di viaggio validi 
che consentano di attraversare la frontiera e se richiesto, di un visto 
valido (let. a e b). Inoltre devono giustificare lo scopo e le condizioni 
del  soggiorno  previsto  e  disporre  di  mezzi  di  sussistenza  sufficienti 
(let. c). Infine non devono essere segnalati nel Sistema d'informazione 
Schengen (SIS) ai fini della non ammissione e non essere considerati 
una minaccia per l'ordine pubblico, la sicurezza interna, la salute pub -
blica o le relazioni internazionali di uno degli Stati membri (let. d ed e).

Le condizioni  d'entrata  previste  dal  codice  frontiere  Schengen corri-
spondono essenzialmente a quelle di cui all'art. 5 cpv. 1 della legge fe-
derale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20). 

4.2 L'art. 5 cpv. 2 LStr esige dallo straniero che prevede un soggiorno 
temporaneo in Svizzera una garanzia di  partenza al termine del suo 
soggiorno. Questa  condizione  del  diritto  nazionale,  non  rappresenta 
un'esigenza  supplementare  e  non  contraddice  il  codice  frontiere 
Schengen. L'indicazione del soggiorno temporaneo costituisce di fatto 
una dichiarazione d'intenzione di lasciare il paese non appena il moti-
vo di soggiorno sia cessato. Allo stesso modo devono essere interpre-
tate le istruzioni consolari comuni del 22 dicembre 2005 indirizzate alle 
rappresentazioni diplomatiche e consolari di prima categoria (ICC; GU 
C 326 del 22 dicembre 2005 pag.1-149). Le ICC esigono in particolare 
che venga valutato il rischio migratorio (cfr. GU C 326 pag.10). Pertan-

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to la pratica e la giurisprudenza relative all'art. 5 cpv. 2 LStr possono 
essere applicate (in merito ai  dettagli  di  tale problematica, cfr. DTAF 
2009/27 consid. 5.2 e 5.3). 

5.
L'art. 1 § 1 e 2 del Regolamento n. 539/2001 del Consiglio del 15 mar-
zo 2001 (GU L 81 del 21 marzo 2001, pag. 1-7) distingue tra i cittadini 
dei paesi terzi  a dipendenza dell'obbligo del visto. I cittadini  di paesi  
terzi elencati nell'allegato I del precitato regolamento devono essere in 
possesso di un visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere ester-
ne degli Stati membri. Considerato che l'Iran figura in questo allegato, 
B._______ e C._______ soggiaciono all'obbligo del visto. 

6.

6.1 Secondo una pratica costante delle autorità competenti, l'autoriz-
zazione d'entrata in Svizzera – e nello spazio Schengen – non può es-
sere concessa a cittadini stranieri il cui ritorno nel Paese d'origine non 
è assicurato in ragione della situazione politica, economica prevalente 
in tale Paese o ancora a seguito della loro situazione personale. 

6.2 Al fine di valutare se l'uscita dallo spazio Schengen alla scadenza 
del previsto soggiorno risulti sufficientemente assicurata, è necessario 
giudicare  il  comportamento  futuro  del  richiedente  una  volta  entrato 
nello spazio Schengen. Ora, non è possibile constatare in modo certo 
un  fatto  non  ancora  avvenuto,  tuttavia  si  possono  emettere  delle 
supposizioni, considerando l'insieme delle circostanze della fattispecie 
e  i  dati  concreti  che  risultano  dalla  situazione  generale  del  Paese 
d'origine del richiedente. 

6.3 A tale proposito occorre prendere in considerazione la qualità di 
vita e le condizioni  economiche e sociali  prevalenti  nella  Repubblica 
Islamica  dell'Iran.  Con  un  reddito  annuo  pro  capite  di  10'000  USD, 
questo Paese è situato considerevolmente al di sotto degli Stati dell'U-
nione europea e della  Svizzera. Nonostante una crescita economica 
sostenuta, stimata al 6.4 % nel 2008, concentrata tuttavia in prevalen-
za nel settore degli idrocarburi, il tasso di disoccupazione della popo-
lazione attiva si avvicina al 12 % e la sottoccupazione, con un tasso 
del 30 %, risulta ancora più allarmante. La situazione economica è at -
tualmente influenzata negativamente dalla crisi economica e finanzia-
ria  mondiale  e  dalle  tensioni  internazionali  createsi  in  riguardo  alla 

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questione nucleare (fonti: www.auswaertiges-amt.de   > Länder, Reisen 
und  Sicherheit  >  Iran,  ultimo  aggiornamento  marzo  2010; 
www.state.gov   >  Countries  and  regions  >  A-Z  List  of  countries  and 
Other  Areas  >  Iran  >  Background  Notes,  ultimo  aggiornamento 
settembre 2009; www.diplomatie.gouv.fr  > Pays et zones géo > Iran, 
ultimo  aggiornamento  dicembre  2008  [siti  internet  consultati  il  17 
giugno 2010]). 

6.4 Tenuto  conto  delle  considerazioni  relative  alla  situazione  socio-
economica nell'Iran e del fatto che la predisposizione a lasciare il pro-
prio  paese  d'origine  è  favorita,  allorquando  parenti  o  conoscenti  si 
trovano all'estero, la valutazione dell'UFM inerente al rischio relativa-
mente elevato del non rispetto dell'uscita dallo spazio Schengen entro 
i termini prestabiliti, non può essere contestata. Ciò nonostante trarre 
delle conclusioni basandosi unicamente sulla situazione generale del 
paese  d'origine,  porterebbe  ad  una  valutazione  dei  fatti  eccessi-
vamente  generalizzata.  Occorre  per  tanto  esaminare  se  la  persona 
interessata presenta le garanzie necessarie in vista di un'uscita dalla 
Svizzera  e  dallo  Spazio  Schengen  nei  termini  prestabiliti  ai  sensi 
dell'art.  5  cpv.  2  LStr,  considerando  l'insieme  delle  circostanze  del 
caso concreto; in particolare gli obblighi derivanti dalla sua situazione 
personale,  famigliare  e  professionale,  i  quali  possono costituire  una 
prognosi favorevole per una partenza puntuale dalla Svizzera.

6.5 Dalla documentazione agli atti è emerso che le richiedenti hanno 
83 rispettivamente 54 anni. Con fax del 9 marzo 2009 la ricorrente ha 
dichiarato che sua madre, vedova, ha sei figli e dieci nipoti a cui è mol-
to affezionata e che la sorella è impiegata in qualità di insegnante e 
dovrà pertanto rientrare in Iran, le invitate sarebbero inoltre benestanti  
e  proprietarie  di  tre  appartamenti. Con le  repliche del  30 settembre 
2009 l'istante ha infine dichiarato che entrambe le richiedenti godono 
di una forte presenza di una rete famigliare in Iran.

Ora, appare alquanto inverosimile che le richiedenti abbiano l'intenzio-
ne di abbandonare l'Iran, dove si trovano le loro radici socioculturali e 
dove vive tutto il loro nucleo famigliare ad eccezione della ricorrente. In 
tale contesto il rischio che le invitate scelgano alla loro età di emigrare 
in un ambiente totalmente diverso da quello che hanno conosciuto fino 
ad oggi appare relativamente basso.

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http://www.auswaertiges-amt.de/
http://www.state.gov/

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Si osserva inoltre che in ragione dello statuto di rifugiati degli invitanti,  
riconosciuto mediante sentenza del TAF del 9 agosto 2007 ed in se-
guito alla quale dal 21 novembre 2007 cui sono stati posti al beneficio 
di un permesso C, la circostanza che madre e sorella si rechino per vi -
sitare la ricorrente in Svizzera dopo tanti anni di lontananza, si presen-
ta come l'unica possibilità ragionevole di poter riallacciare delle rela-
zioni famigliari e ciò anche tenuto conto dell'età della madre della ri -
corrente. Come ha  fatto  valere  a  giusto  titolo  la  ricorrente,  sarebbe 
inopportuno pretendere che essa e suo marito incontrino le invitate al -
l'estero. 

Occorre  poi  rilevare  che,  conformemente  all'istruttoria  eseguita  nel-
l'ambito della richiesta di visto presentata nel 2008, il comune di Luga-
no ha effettuato i necessari controlli dal profilo economico per quanto 
concerne gli invitanti ed ha considerato la loro situazione finanziaria ir -
reprensibile, esprimendo dunque un parere favorevole (cfr. dichiarazio-
ne di garanzia del 20 maggio 2008).

Infine mediante il precitato fax gli ospitanti hanno formalmente dichia-
rato di prendersi carico di tutti i costi del soggiorno nonché di garantire  
la partenza delle richiedenti entro i termini stabiliti. 

7.
Ne discende che attualmente le condizioni d'ingresso per entrare nello 
spazio Schengen giusta l'art. 5 LStr  sono adempiute rispettivamente 
non sussiste alcun motivo di rifiuto ai sensi dell'art. 12 cpv. 2 OEV.

Visti i considerandi precedenti, il Tribunale ritiene che gli agganci fami-
liari e materiali delle richiedenti al loro Paese d'origine sono sufficien-
temente stretti  per poter ammettere che il  loro ritorno alla scadenza 
del visto richiesto è garantito con un considerevole grado di probabilità  
in conformità ai requisiti posti dall'art. 5 cpv. 2 LStr. Le interessate sod-
disfano dunque le condizioni d'entrata nello spazio Schengen.

8.
Considerati tutti gli elementi del caso, risulta inopportuno rifiutare alle 
invitate l'autorizzazione d'entrata in Svizzera, essendo il loro interesse 
privato a potervi entrare durante un periodo di 31 giorni, segnatamen-
te per visitare la figlia rispettivamente sorella, che non incontra i suoi 
famigliari da ormai 13 anni, preponderante rispetto all'interesse pubbli-
co di non autorizzare l'entrata nello spazio Schengen. 

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I ricorsi sono pertanto ammessi, le decisioni impugnate sono annullate 
e le cause sono rinviate per nuovo esame all'UFM, il quale dovrà de -
terminare se le richiedenti adempiono alle condizioni d'entrata sancite 
dal codice frontiere Schengen o se occorre nel caso contrario rilascia -
re un visto a validità territoriale limitata in applicazione dell'art. 2 cpv. 4 
OEV. 

Il rilascio del visto dovrà tuttavia essere subordinato alla conclusione 
di un'assicurazione atta a coprire le eventuali spese di malattia, di in-
fortuni e di ospedalizzazione preliminarmente conclusa in favore delle 
interessate per la durata del loro soggiorno in Svizzera. 

9.
Visto l'esito della procedura, non si prelevano spese processuali (art.  
63 cpv. 1 PA e contrario). L'importo di fr. 1'200.- versato il 25 settembre 
2009 per entrambi i ricorsi è restituito alla ricorrente. 

10.
Giusta l'art. 64 cpv. 1 PA in relazione con l'art. 7 del regolamento del 
21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi 
al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF, RS 173.320.2), l'autorità 
di ricorso, se accoglie il gravame in tutto o in parte, può d'ufficio o a 
domanda, assegnare alla ricorrente un'indennità per le spese proces-
suali indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato.

In concreto si constata che l'interessata è patrocinata da un legale. Te-
nuto conto dell'insieme delle circostanze della fattispecie, della sua dif -
ficoltà nonché della mole di lavoro svolto, il Tribunale ritiene, ai sensi 
degli art. 8 TS-TAF segg., che il versamento alla ricorrente di un'inden-
nità di fr. 600.- a titolo di spese ripetibili appaia equa. 

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
I ricorsi sono accolti.

2.
Le decisioni  impugnate sono annullate e l'UFM è tenuto a rilasciare 
un'autorizzazione  d'entrata  in  Svizzera  a  favore  di  B._______  e  di  
C._______ conformemente ai considerandi (cfr. riserva in merito alla 
conclusione di un'assicurazione).

3.
Non si prelevano spese processuali. L'anticipo delle spese di fr. 1'200.-
versato il 25 settembre 2009, è restituito alla ricorrente.

4.
L'UFM verserà alla ricorrente un'indennità di fr. 600.- a titolo di spese 
ripetibili. 

5.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: foglio di informazione per il rim-
borso)

- autorità inferiore (incarti n. di rif. ... e ... di ritorno)
- Sezione  della  popolazione,  Bellinzona,  per  informazione  (incarti 

cantonali di ritorno) 

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

Data di spedizione: 

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