# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ffff9674-0fa1-518c-ad49-decc14f3aeb5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-09-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 07.09.2020 14.2020.59
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2020-59_2020-09-07.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2020.59

  	
  Lugano

  7 settembre 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Bertoni

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa SO.2020.237 (rigetto provvisorio dell’opposizione) della
Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud promossa con istanza 3 marzo 2020
da

 

	
   

  	
   RE 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   CO 1 

   

  
	 
	
   

  	
   

  	 

					

giudicando sul reclamo del 6 maggio 2020 presentato da RE 1 contro la
decisione emessa il 28 aprile 2020 dal Pretore aggiunto supplente;

 

 

ritenuto in fatto e
considerando in diritto:

 

                                         che con precetto esecutivo n. __________ emesso il 17 febbraio 2020
dall’Ufficio d’esecuzione di Mendrisio, RE 1 ha escusso CO 1 per l’incasso di fr. 5'000.–
(indicando quale causa del credito: “interessi ritardato
pagamento vendita inventario Bar __________, come da contratto 31.12.2016, interessi 8% su
CHF 40'000.–- = CHF 3'200.–-, interessi 8% su CHF 34'000.–- = CHF 1'800.–-”) e fr. 2'461.70 (per “conguaglio spese condominiali 2016-2017”);

 

                                         che avendo CO 1 interposto opposizione al precetto
esecutivo, con istanza 3 marzo 2020 RE 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio
alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud;

                                         che statuendo con decisione del 28 aprile 2020, il Pretore aggiunto supplente ha respinto l’istanza, ponendo
a carico dell’istan­­te le spese processuali di fr. 100.– e un’indennità
di fr. 20.– a favore della convenuta;

 

                                         che
contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa
Camera con un reclamo del 6 maggio 2020 per ottenere il pagamento dalla convenuta delle somme poste in
esecuzione; 

 

                                         che
la sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­posizione – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di
esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1
LOG) senza riguardo al valore litigioso;

 

                                         che
pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile
entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC);

 

                                         che
siccome la notifica è avvenuta in concreto a RE 1 il 29 aprile 2020, il termine
d’impugnazione è scaduto sabato 9 maggio, per cui la scadenza è stata riportata
a lunedì 11 maggio (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF);

 

                                         che
presentato il 6 maggio 2020 (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro
tempestivo;

 

                                         che la Camera decide in linea di
principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327
cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle
censure motivate (art. 321
cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 con­sid. 2.2.4);

 

                                         che secondo l’art. 320 CPC con
il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento
manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili
conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC);

 

                                         che
il reclamo dev’essere “motivato” (art. 321 cpv. 1 CPC) – ciò che
la Camera verifica d’ufficio – nel senso che dal memoriale deve
evincersi per quali ragioni la sentenza di primo grado è contestata (DTF 142 I
94 consid. 8.2 con rinvii);

 

                                         che doglianze generiche e recriminazioni di carattere generale non
sono sufficienti, come non basta ripetere nel reclamo le argomentazioni esposte
in prima sede;

 

                                         che
spetta al reclamante confrontarsi con la motivazione addotta nella sentenza
impugnata, indicando dove e in che cosa consisterebbe lo sbaglio del primo
giudice (sentenza del Tribunale federale 4A_290/2014 del 1° settembre 2014 consid.
3.1, in: RSPC 2015 pag. 52, i cui principi valgono anche per i reclami:
sentenza 5D_190/2014 del 12 maggio 2015 consid. 2);

 

                                         che
solo a tali condizioni è possibile entrare nel merito del ricorso, poiché
giudicare un reclamo non significa rifare il processo di primo grado, ma
verificare se la sentenza impugnata resiste alla critica;

 

                                         che
nel caso in esame RE 1 si limita a ricordare i fatti sui quali fonda la propria
pretesa, sulla scorta di otto nuovi documenti, che secondo l’art. 326 cpv. 1
CPC appena citato sono irricevibili in sede di reclamo e non possono pertanto
essere presi in considerazione ai fini dell’odierno giudizio;

 

                                         che
la reclamante non si confronta con la motivazione del Pretore
aggiunto supplente, il quale ha rilevato a ragione che RE 1 non ha prodotto (in
prima sede) alcun titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione, ovvero un
riconoscimento dei debiti posti in esecuzione munito della firma autografa dell’escussa
(art. 82 cpv. 1 LEF);

 

                                         che
all’istanza è infatti allegato solo il precetto esecutivo;

 

                                         che
il reclamo è pertanto irricevibile;

 

                                         che
rimane però riservata la facoltà della reclamante di ripresentare una nuova istanza di rigetto dell’opposizione,
persino nella stessa esecuzione (DTF 143 III 567 consid. 4.1 e 140
III 461 consid. 2.5; sentenza della CEF 14.2015.245 del 21 aprile 2016, RtiD
2016 II 651 n. 42c consid. 7.3/b),
debitamente corredata dei necessari titoli giusta l’art. 82 cpv. 1 LEF,
e in mancanza di titoli essa può anche sottoporre nuovamente il
litigio al giudice ordinario (art. 79 LEF), la decisione di rigetto provvisorio
dispiegando solo effetti di diritto esecutivo, senza regiudicata quanto all’esistenza
del credito (DTF 136 III 587 consid. 2.3);

 

                                         che la tassa del presente giudizio,
stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza
(art. 106 cpv. 1 CPC);

                                         che
non si pone invece problema di ripetibili, la controparte, cui il reclamo non è
stato notificato per osservazioni, nono essendo incorsa in spese in questa
sede;

 

                                         che circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 7'461.70,
non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art.
74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è irricevibile.

 

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 100.– relative al presente giudizio,
già anticipate dalla reclamante, sono poste a suo carico.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   ;

  –   .

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                            La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF
(art. 113 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie
(art. 46 cpv. 1 LTF).