# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 670b4ef0-0d68-5206-83a6-4f7635b2bd6a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-06-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.06.2008 C-3083/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-3083-2006_2008-06-04.pdf

## Full Text

Corte II I
C-3083/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  4  g i u g n o  2 0 0 8

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Madeleine Hirsig, Alberto Meuli (presidente di corte).
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE, avenue Edmond-
Vaucher 18, casella postale 3100, 1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 23 ottobre 2006)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-3083/2006

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano,  nato  il  2  ottobre  1940,  coniugato,  ha 
lavorato in Svizzera dal 1960 al  1964 e dal 1967 al  1976, versando 
contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e 
l'invalidità (AVS/AI) durante tali periodi (doc. 6). 

Dopo il  rimpatrio,  ha continuato a svolgere un'attività lucrativa come 
bracciante agricolo, segnatamente (da ultimo) dal 24 ottobre 2000 all'8 
ottobre 2002, quando è stato licenziato per fine dei lavori (doc. 12, 13).

B.
In data 7 marzo 2005, A._______ ha formulato una richiesta volta al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità (doc. 1, 4).

Il richiedente è stato visitato il 29 giugno 2005 presso i servizi medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale di Isernia (INPS), ove il 
sanitario  incaricato  ha  evidenziato  la  diagnosi  di  “ipertensione 
arteriosa ed artrosi  lombare associata a discopatie  lombari  multiple,  
obesità, esiti di colecistectomia, diabete mellito,  esiti di pielolitotomia 
destra” ed ha posto un tasso d'invalidità del 70% (doc. 41). Il nominato 
è stato visitato presso gli stessi servizi l'11 aprile 2006; è stata ritenuta 
la diagnosi di “artrosi lombare a scarso impegno funzionale, ipertono 
vasale  in  portatore  di  turbe  del  metabolismo  glicemico, 
colecistectomizzato,  calcificazione  diffusa  dell'aorta  addominale  vasi  
illiaci, buone condizioni generali di salute” (doc. 43). Sono stati esibiti 
documenti oggettivi, quali:

- diversi documenti riguardanti prestazioni mediche e risultati di esami 
oggettivi  del  2000/2003  in  materia  di  cardiologia,  diabetologia, 
urologia, ematologia e ortopedia (doc. 14-25);

-  un  referto  di  risonanza  magnetica  (RM)  del  tratto  lombosacrale 
dell'11 dicembre 2003 (doc. 26);

-  una  cartella  clinica  relativa  alla  degenza  ospedaliera  dal  1°  al  12 
febbraio  2004  per  lombosciatalgia  bilaterale;  una  seconda  cartella 
clinica  relativa  al  ricovero  dal  22  febbraio  al  1°  marzo  2004  per 
calcolosi renale con intervento di pielolitotomia destra (doc. 29);

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-  un breve rapporto d'esame urografico del 6 aprile 2004, un referto 
radiografico del piede sinistro del 15 aprile 2004 ed un'ecografia del 
20 aprile 2004 (doc. 31-33);

- l'attestato di riconoscimento dell'invalidità civile del 3 settembre 2004 
(doc. 34);

- un referto radiologico del torace del 17 marzo 2005 (doc. 36); esami 
ematochimici  del  22  marzo  2005  (doc.  37);  un  referto  d'esame 
tomografico  assiale  computerizzato  (TAC)  dei  vasi  epiaortici  del  27 
aprile 2005 (doc. 38).

C.
L'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero  (UAIE)  ha  sottoposto  gli  atti  al  Servizio  medico  regionale 
“Rhône” (SMR). Nel suo rapporto del 5 maggio 2006, il Dott. Battaglia 
ha  ritenuto  che  l'interessato  ha  presentato  un'invalidità  di  rilievo  fra 
dicembre  2003  e  ottobre  2004;  dopo  questo  periodo,  egli  sarebbe 
stato  in  grado  di  svolgere  attività  di  tipo  leggero  e/o  sedentario  in 
misura completa (doc. 46).

L'amministrazione  ha  aderito  al  parere  del  proprio  medico  ed  ha 
effettuato un calcolo comparativo dei redditi (doc. 47). Dallo stesso è 
risultato  che  svolgendo  attività  alternative  in  misura  completa, 
l'interessato subirebbe una perdita di guadagno (rispetto al precedente 
lavoro di operaio agricolo) del 32%. In questo calcolo, il salario dopo 
l'invalidità  è stato  ulteriormente ridotto del  25% (riduzione massima) 
per  tenere  conto  della  situazione  personale  dell'assicurato  (età, 
handicap).

In sede di audizione (cfr. progetto del 14 agosto 2006), l'interessato ha 
inviato un certificato della Dott.ssa Carrozzo del 24 agosto 2006 che 
conferma la nota diagnosi (doc. 48.1).

Mediante decisione del 23 ottobre 2006, l'UAIE ha pertanto respinto la 
domanda di rendita (doc. 48).

D.
Con  gravame  del  21  novembre  2006  depositato  presso  la 
Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI per le persone 
residenti  all'estero  (CFR),  A._______  ha  chiesto,  sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 

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conseguenza,  il  riconoscimento  del  suo  diritto  a  prestazioni 
assicurative.  A  suffragio  delle  sue  conclusioni  ha  segnatamente 
prodotto: un rapporto del servizio di diabetologia di Castel di Sangro 
del  15 novembre 2006,  un certificato medico del 13 novembre 2006 
della  Dott.ssa  Carrozzo  attestante  le  note  patologie,  un  rapporto  di 
esame oftalmologico del 12 marzo 2006; altri referti d'esami già ad atti.

E.
Ricevuta  l'impugnativa,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  alla 
Dott.ssa Sereni Keller, del proprio servizio medico, la quale, nella sua 
relazione dell'11 gennaio 2007, ha osservato che la documentazione 
esibita  non  era  atta  a  porre  in  dubbio  la  precedente  valutazione 
dell'amministrazione (doc. 50).

Nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  del  19  gennaio  2007,  l'UAIE  ha 
proposto la reiezione del ricorso e la conferma della propria decisione 
del 23 ottobre 2006.

Invitato  a  replicare  dal  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF), 
divenuto  competente  in  esito  ad  una  riforma del  sistema giudiziario 
elvetico, l'interessato non ha risposto nel termine impartito.

Con ordinanza del  27  marzo 2007,  il  TAF ha  invitato  il  ricorrente  a 
voler  versare  un'anticipo  di  Fr.  300.-  corrispondente  alle  presunte 
spese ricorsuali.

Con scritto del 4 aprile 2007, il nominato, per il tramite del Patronato 
ACLI di Isernia, ha chiesto di essere esentato dal pagamento di tale 
anticipo  facendo  valere  di  trovarsi  in  una  situazione  finanziaria 
precaria. A suffragio delle sue conclusioni ha esibito alcuni certificati di 
pensione di vecchiaia.

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS  173.32),  il 
Tribunale  amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF, i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 

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dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  agli  art.  33  e  34  LTAF.  In 
particolare,  le  decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti 
l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi al  TAF 
conformemente  all'art.  69  cpv. 1  lett.  b  della  legge  federale  del  19 
giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

1.2 I  ricorsi  pendenti  presso  le  Commissioni  federali  di  ricorso  o 
d'arbitrato  o presso i  servizi  di  ricorso dei  dipartimenti  il  1°  gennaio 
2007 sono trattati dal Tribunale amministrativo federale nella misura in 
cui è competente. È applicabile il nuovo diritto di procedura (cfr. art. 53 
cpv. 2 LTAF).

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonchè  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 

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condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

3.

3.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

3.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

3.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il  gravame è  dunque ricevibile,  nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

4.
Ai fini del presente giudizio occorre altresì preliminarmente precisare, 
con  particolare  riferimento  al  diritto  materiale,  che,  dal  profilo 
temporale,  non  trovano  applicazione  le  modifiche  della  LAI  del  17 
giugno 2007 entrate in vigore dal 1° gennaio 2008 (5a revisione della 
LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della 
LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.

5.
Il  ricorrente ha presentato la richiesta di  rendita  il  7  marzo 2005. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato 
si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 
richiesta.  In  concreto,  lo  scrivente  Tribunale  amministrativo  federale 

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può quindi limitarsi ad esaminare se il ricorrente avesse diritto ad una 
rendita  il  7  marzo 2004 (ossia  12 mesi  precedenti  la  presentazione 
della domanda), oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data 
ed il  1° novembre 2005, data d'insorgenza del diritto ad una rendita 
dell'assicurazione svizzera per la vecchiaia (art. 30 LAI).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
un  cittadino  italiano  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:  essere  invalido  ai  sensi  della  legge  svizzera  ed  aver 
versato contributi  all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di 
una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. 28 cpv. 1ter  LAI,  secondo il  quale le rendite per un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'UE  e  vi 
risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 

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incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

8.

8.1 Dopo  il  rimpatrio,  l'interessato  ha  ancora  lavorato  in  qualità  di 
bracciante  agricolo. Dall'ottobre  2000  egli  era  alle  dipendenze  della 
comunità  montana di  B. come addetto  alle  segnalazioni  di  piante. Il 
nominato è stato licenziato con effetto dall'8 ottobre 2002 per fine dei 
lavori (doc. 12, 13).

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). 

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In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio  per determinare quali 
lavori  siano  ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato,  ma non 
spetta al medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 
V 314, 105 V 158). Infatti, per costante giurisprudenza le certificazioni 
mediche possono costituire importanti  elementi  d'apprezzamento del 
danno  invalidante,  allorché  permettono  di  valutare  l'incapacità 
lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in  un'attività  da  lui 
ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 
3c).

Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti  ed esamini in maniera completa i  punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

9.

9.1 Dalla  documentazione ad atti  si  evince che l'assicurato soffre di 
lombalgie croniche recidivanti,  più frequenti  nel 2003-2004 con ernia 
discale  L4-L5,  ipertensione  arteriosa,  problemi  di  diabete  mellito, 
calcificazione  diffusa  dell'aorta  addominale  e  dei  vasi  iliaci,  esiti  di 
pielolitotomia per calcolosi  (cfr. perizie mediche particolareggiate del 
29 giugno 2005, doc. 41 e dell'11 aprile 2006, doc. 42, 43).

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico,  essere  esaminate  alla  luce  dell'art.  29  cpv. 1  lett.  b  LAI. 
Trattasi, infatti,  di malattie che, per costante giurisprudenza, sono da 
configurare  non  già  di  carattere  permanente  (cioè  di  natura 
consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di 
migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 

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cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, il primo medico dell'INPS (perizia del 29 giugno 
2005) pone un tasso d'invalidità superiore al 70% (doc. 41). Dal canto 
suo, il  secondo sanitario  dell'INPS, nella  sua relazione dell'11 aprile 
2006,  non  ha  posto  alcun  tasso  d'invalidità,  pur  constatando  che 
l'assicurato sarebbe invalido dal  12 marzo 2001 (doc. 41 e 42). Egli 
annota tuttavia che il paziente potrebbe svolgere il suo ultimo lavoro e 
che, in ogni caso, potrebbe essere riadattato.

Il primo medico dell'UAIE (SMR), Dott. Battaglia, rileva che il paziente 
ha  subito  un  aggravamento  delle  sue  condizioni  di  salute  a  fine 
2003/inizio 2004, ma poi la sua capacità al lavoro sarebbe migliorata, 
perlomeno nell'ambito di attività non pesanti. Infine, la Dott.ssa Sereni 
Keller, pronunciandosi in sede ricorsuale, ha condiviso, in sostanza, il 
parere del Dott. Battaglia.

10.2 Il collegio giudicante, sulla scorta dei pareri medici menzionati e 
dopo analisi  della  documentazione oggettiva ad atti,  può,  in  linea di 
massima, condividere il parere espresso dai consulenti dell'UAIE. 

Va preliminarmente  rilevato  che  l'interessato  ha  smesso  di  lavorare 
(nell'ottobre 2002) per “fine cantiere” e non per delle ragioni di salute; il 
datore  di  lavoro  non  menziona  frequenti  o  prolungate  assenze  dal 
lavoro da imputare a malattia.

In  base  agli  atti  sanitari,  si  evince  l'insorgenza  di  una  patologia  di 
carattere invalidante nel dicembre 2003. Da questo periodo ha inizio 
una  sintomatologia  evidente.  Il  referto  di  RM  dell'11  dicembre  di 
quell'anno  attesta  indubbiamente  una  discreta  lesione  soprattutto  a 
livello di L4-L5 (ernia discale intraforaminale a destra), riduzione dello 
spazio  L3-L4  e  protrusioni  discali  L2-L3  ed  L5-S1.  Questi  riscontri 
oggettivi  si  manifestavano,  soggettivamente,  con  crisi  sciatalgiche 
anche  importanti  e  giustificavano  un  ricovero  nei  primi  12  giorni  di 
febbraio 2004. Seguiva, nello stesso mese del 2004, un ricovero per 
calcolosi multipla renale ed intervento di pielolitectomia. Per il seguito, 
le condizioni di salute dell'assicurato sembrano essere migliorate. Non 
vengono  più  attestati  ricoveri  e  la  perizia  del  29  giugno  2005  non 

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denuncia, manifestamente, una situazione invalidante ed ancor meno 
quella  dell'11  aprile  2006  (doc.  40-43).  La  patologia  urologica  si  è 
completamente  esaurita  e  quella  ortopedica/articolare  non  ha  più 
presentato  quelle  fasi  acute  menzionate. Infatti,  dall'analisi  clinica  si 
evince che l'apparato locomotorio è praticamente normofunzionante a 
parte una cifosi dorsale con movimenti del tratto lombare limitato per 
solo  1/5,  una  spinalgia  lombare  ed  una  manovra  di  Lasègue 
leggermente positiva bilateralmente ma unicamente ai massimi gradi 
(esame del 29 giugno 2005); l'esame è ancor migliore l'11 aprile 2006, 
ove  l'apparato  locomotorio  risultava  con  buona  funzionalità  delle 
grandi articolazioni, il rachide in asse, la manovra di Lasègue negativa 
bilateralmente,  movimenti  del  tronco  completi  ma  dolenti,  l'andatura 
normale, il portamento eretto.

Non patologiche, perlomeno fino ad ottobre 2005, data dell'insorgere 
del  diritto  alla  rendita  ordinaria  di  vecchiaia,  sono  le  conseguenze 
delle calcificazioni aortiche addominali e dei vasi iliaci riscontrate con 
la refertazione del 22 aprile 2005. Per il resto, le condizioni di salute di 
A._______ sono discrete, la presenza segnatamente di un diabete in 
terapia,  una leggera ipertensione arteriosa e di  una steatosi  epatica 
non rappresentano turbe di carattere invalidante.

Tuttavia,  è  ammissibile  la  circostanza  che  dopo  gli  eventi  di  fine 
2003/inizio  2004,  l'interessato  non  abbia  più  riacquistato  una  piena 
capacità  al  lavoro  nell'ambito  di  attività  pesanti.  Pertanto, 
l'amministrazione,  giustamente,  ha  ammesso  una  capacità  al  lavoro 
completa, ma in attività di sostituzione leggere e/o sedentarie.

Occorre pertanto esaminare se, nell'ambito di attività di sostituzione, 
l'insorgente presenti un'incapacità di guadagno di rilievo.

11.

11.1 L'invalidità è determinata stabilendo il  rapporto fra il reddito del 
lavoro  che  l'assicurato  conseguirebbe,  dopo  la  manifestazione 
dell'invalidità  e  dopo  l'esecuzione  d'eventuali  provvedimenti 
d'integrazione,  nell'esercizio  di  un'attività  lucrativa,  ragionevolmente 
esigibile da lui in condizioni normali del mercato del lavoro, e il reddito 
che  potrebbe  conseguire  se  non  fosse  diventato  invalido  (art.  16 
LPGA). 

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11.2 L'amministrazione ha considerato (calcolo effettuato il  24 luglio 
2006, doc. 47) quale salario privo d'invalidità, quello conseguibile nel 
2003 in Italia come operaio agricolo (salario orario percepito nel 2002 
presso l'ex datore di lavoro, indicizzato al 2003). Ne risulta un introito 
mensile di Euro 1'272,45.

Quale reddito da invalido l'UAI ha ritenuto quello ottenibile in attività di 
tipo  leggero  non  qualificate  (commercio  al  dettaglio,  operaio  non 
qualificato,  cassiere,  ecc.).  Queste  attività  comportano  un  salario 
medio  di  Euro  1'150,56  mensili.  Questo  introito  teorico  può  essere 
ridotto per tenere conto dei fattori personali dell'assicurato (DTF 126 V 
75), quali età, handicap. L'amministrazione ha operato una deduzione 
del  25%,  ossia  quella  massima  consentita.  La  riduzione  del  25% 
comporta un reddito dopo l'insorgenza dell'invalidità di Euro 862,92. Il 
confronto fra un reddito privo d'invalidità di Euro 1'272,45 ed un introito 
teorico  dopo  l'insorgenza  dell'invalidità  di  Euro  862,92  causa  una 
perdita di guadagno del 32,18%, tasso che esclude il riconoscimento 
del diritto ad una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. 

In  queste  circostanze  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata.

12.

12.1 La presente procedura è di  principio soggetta al  pagamento di 
spese processuali (art. 69 cpv. 1bis e 2 LAI).

Con scritto del 4 aprile 2007 il  Patronato ACLI di  Isernia, agendo in 
nome e per il conto di A._______, ha sostanzialmente formulato una 
domanda di assistenza giudiziaria per quanto attiene al pagamento di 
queste spese.

Giusta  l'art.  65  cpv.  1  PA  se  una  parte  non  dispone  dei  mezzi 
necessari  e  le  sue conclusioni  non  sembrano prive  di  probabilità  di 
successo,  l'autorità  di  ricorso,  il  suo  presidente  o  il  giudice 
dell'istruzione la dispensa, a domanda, dopo il deposito del ricorso, dal 
pagamento  delle  spese  processuali.  Secondo  la  giurisprudenza 
consolidata,  i  presupposti  per  la  concessione  dell'assistenza 
giudiziaria  sono  di  massima adempiuti  se  il  richiedente  si  trova nel 
bisogno  e  se  le  sue  conclusioni  non  sembrano  dover  avere  esito 
sfavorevole (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti, 

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sentenza  della  II  Corte  di  diritto  pubblico  del  Tribunale  federale  I 
134/06 del 7 maggio 2007). 

Da  quanto  sottoscritto  dal  Patronato  ACLI,  e  comprovato  dalle 
fotocopie dei certificati esibiti, si evince che il ricorrente ha un introito 
mensile  di  Euro  540  circa,  comprensivo  delle  pensioni  di  tre  Paesi 
(Italia,  Germania  e  rendita  di  vecchiaia  svizzera),  motivo  per  cui  si 
giustifica concedergli  il  beneficio dell'assistenza giudiziaria. Pertanto, 
non vengono prelevate spese processuali.

12.2 Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non si prelevano spese processuali.

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (raccomandata AR)
- autorità inferiore (n. di rif. IT/ )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte –  i 
documenti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 
LTF).

Data di spedizione: 

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