# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 48de2756-5130-5373-a0fd-064e95bdda4d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-04-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 15.04.1999 15.1999.37
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1999-37_1999-04-15.html

## Full Text

Incarto n.

  15.99.00037

  	
  Lugano

  15 aprile 1999/FP/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sul ricorso 19 febbraio 1999 di

 

                                          __________

                                          patr.
dall’ avv. __________

 

contro

 

l’operato dell’UEF di Locarno e meglio contro le condizioni d’incanto 10 febbraio
1999 della part. __________ RFD di __________ nelle diverse esecuzioni in via
di realizzazione del pegno immobiliare promosse nei confronti della ricorrente

 

procedura concernente anche la 

 

                                          __________

                                         patr. dallo studio legale
__________

 

richiamata l’ordinanza vicepresidenziale 23 febbraio
1999, con la quale al ricorso è stato concesso l’effetto sospensivo;

 

 

viste le osservazioni       

- 8 marzo 1999 della __________

- 23 marzo 1999 dell’UEF di Locarno

esaminati atti e documenti;

 

 

 

 

ritenuto 

 

 

in fatto:                   A.     Diversi creditori
procedono nei confronti di __________ per l’incasso dei propri crediti.

 

 

                                 B.     A
seguito della domanda di vendita 13 febbraio 1998 della creditrice ipotecaria
__________ (già __________), l’UEF di Locarno ha pubblicato sul Foglio
Ufficiale  del __________ l’avviso d’incanto unico relativo alla part.
__________ RFD di __________ di proprietà dell’escussa

 

                                 C.     In data 4 febbraio 1999 anche la creditrice
ipotecaria __________ ha richiesto la vendita della part. __________ RFD di
__________ nell’ambito delle procedure esecutive in via di realizzazione del
pegno immobiliare avviate nei confronti di __________. Di conseguenza l’Ufficio
con lettera 16 febbraio 1999 ha avvisato tutti gli interessati e segnatamente
la debitrice, che la __________ ha richiesto la vendita dell’immobile in
oggetto. Nel contempo l’UEF di Locarno modificava le condizioni d’incanto e
fissava il piede d’asta a fr. 23’677.70.

 

                                 D.     Con
ricorso 19 febbraio 1999 __________ insorge contro le condizioni d’incanto
modificate, postulandone l’annullamento. La ricorrente chiede che il piede
d’asta venga fissato in fr. 2’045’464.60 considerando quindi quale creditore
procedente __________. L’UEF di Locarno avrebbe infatti arbitrariamente ed
intempestivamente innestato nella procedura esecutiva avviata da __________ una
procedura del tutto indipendente promossa dalla __________. 

 

                                 E.     Delle
osservazioni della __________ e dell’UEF di Locarno si dirà, se del caso, in
seguito. 

 

 

 

Considerando 

 

 

in diritto:                1.     Giusta l’art. 121 LEF l’esecuzione è perenta se
la domanda di realizzazione non è stata fatta nel termine legale o se,
ritirata, non fu più rinnovata. La sospensione della vendita accordata
all’escusso equivale al ritiro della domanda (cfr. DTF 114 III 103; Markus Frey,
Basler Kommentar zum SchKG Vol. II, Basilea, Ginevra, Monaco 1998, n.6 ad art.
121 LEF). Per l’art. 126 cpv. 1 LEF, applicabile anche alla procedura in via di
realizzazione del pegno per il rinvio dell’art. 156 cpv. 1 LEF, dopo tre
chiamate gli oggetti da realizzare sono aggiudicati al maggior offerente,
purché l’offerta ecceda l’importo degli eventuali crediti garantiti da pegno poziori
a quello del creditore procedente. 

                                          

                                 2.     Nel
caso di specie in data 26 marzo 1998 __________ (già __________), creditore
ipotecario di XVIII grado, ha richiesto la sospensione della vendita della
part. __________ RFD di __________ sino al 30 luglio 1998. Tale richiesta di
sospensione, alla luce dei principi dottrinali e giurisprudenziali enunciati
precedentemente, equivale ad un ritiro della domanda di vendita. Ne consegue
che __________ non può essere considerato creditore procedente ai sensi dell’art.
126 cpv.1 LEF, essendo la propria domanda di vendita stata ritirata il 26 marzo
1998 e non più rinnovata.  Avendo la __________, creditrice ipotecaria di I -
XV grado, richiesto in data 4 febbraio 1999 la vendita della part. __________
RFD di __________, l’UEF di Locarno ha fissato il piede d’asta, in base a
quanto sancito dall’art. 126 cpv. 1 LEF. Di conseguenza l’Ufficio ha agito
correttamente fissando il piede d’asta a fr. 23’677.70, pari ai crediti
garantiti da pegno poziori a quello del creditore procedente, in casu la
__________, ma ha erroneamente indicato nell’avviso d’incanto l’esecuzione n.
__________ PI. L’avviso d’incanto andrà quindi ripubblicato indicando il numero
d’esecuzione relativo alla procedura introdotta dalla __________ nei confronti
di __________.

 

                                 3.     Ne
consegue la reiezione del ricorso.

                                          Non
si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF)
e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato
per normativa di diritto federale.

 

 

Richiamati gli art. 126 LEF e 105 RFF

 

 

pronuncia:            1.     Il ricorso 19 febbraio 1999 __________ è
respinto.

 

                                 2.     E’
fatto ordine all’UEF di Locarno di determinarsi come al considerando 2. di
questa sentenza.

 

                                 3.     Non si
prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                 4.     Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                 5.     Intimazione
a:

                                          - __________

                                          Comunicazione
all’UEF di Locarno

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                             La
segretaria