# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b6e814e4-cd9c-58f0-ab6b-3d38ad29562e
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-09-26
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 26.09.2023 RR.2023.66
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_RR-2023-66_2023-09-26.pdf

## Full Text

Sentenza del 26 settembre 2023 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Giorgio Bomio-Giovanascini e Nathalie Zufferey,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A., rappresentato dall'avv. Goran Mazzucchelli,  

 

Ricorrente 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all’Ucraina 

 

Sequestro di valori (art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2023.66 
 

 

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 Fatti: 

A. Il 24 marzo 2023, l’Ufficio Nazionale Anticorruzione dell’Ucraina ha presentato 

alla Svizzera una domanda di assistenza giudiziaria internazionale nell’ambito 

di un procedimento penale condotto a carico di A. e altri per i reati di appropria-

zione indebita (art. 191 CP/UA), abuso di autorità (art. 364 CP/UA) e altri reati. 

Secondo le autorità ucraine, A., esercitando un influsso indiretto su entità statali 

dedite alla vendita e alla gestione di beni sequestrati nei procedimenti penali, 

avrebbe creato un’organizzazione criminale che avrebbe venduto beni seque-

strati non destinati alla vendita o venduto beni sequestrati a prezzi manifesta-

mente inferiori a quelli di mercato; di tale organizzazione avrebbero fatto parte 

anche funzionari attivi presso le suddette entità statali (v. atto 01-00-0034 e seg. 

incarto del Ministero pubblico della Confederazione, in seguito: MPC).  

 

Con la sua rogatoria, l’autorità estera postula, tra l’altro, il sequestro dei valori 

patrimoniali riconducibili ad A. depositati presso la banca B. (v. atto 01-00-0039 

incarto MPC).  

 

 

B. Con decisione dell’8 maggio 2023, il MPC, autorità incaricata dell’esecuzione 

della rogatoria (v. atto 02-00-0001 e seg. incarto MPC), è entrato nel merito 

della rogatoria (v. atto 04-00-0001 e segg. incarto MPC) e ha ordinato, tra l’altro, 

il sequestro dei valori patrimoniali depositati sulla relazione n. 1 intestata ad A., 

inclusi i n. IBAN 1, 2, 3, 4, presso la banca B. (v. atto 05-02-0003 incarto MPC). 

 

 

C. Il 19 maggio 2023, A. è insorto contro la suddetta decisione di sequestro, po-

stulandone l’annullamento (v. act. 1, pag. 2). 

 

 

D. Con scritto del 2 giugno 2023, l’Ufficio federale di giustizia (in seguito: UFG) ha 

comunicato di rinunciare a presentare una risposta al ricorso, rimettendosi al 

prudente giudizio di questa Corte (v. act. 6). Con risposta del 7 giugno 2023, il 

MPC ha postulato la reiezione del gravame (v. act. 7).  

 

 

E. Con replica del 30 giugno 2023 e complemento del 3 luglio 2023, trasmessi per 

conoscenza al MPC e all’UFG (v. act. 13), il ricorrente si è riconfermato nelle 

proprie conclusioni ricorsuali (v. act. 11 e 12).  

 

 

F. Con osservazioni spontanee del 21 luglio 2023, trasmesse al MPC e all’UFG 

per conoscenza (v. act. 15), il ricorrente ha ribadito la propria posizione 

(v. act. 14). 

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Le argomentazioni delle parti verranno riprese, se necessario, nei successivi 

considerandi in diritto. 

 

 

 

Diritto: 

1   

1.1 La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale giudica i ricorsi contro 

le decisioni di prima istanza delle autorità cantonali o federali in materia di assi-

stenza giudiziaria internazionale, salvo che la legge disponga altrimenti (art. 25 

cpv. 1 legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale [AIMP; 

RS 351.1] del 20 marzo 1981, unitamente ad art. 37 cpv. 2 lett. a legge federale 

sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione [LOAP;  

RS 173.71] del 19 marzo 2010). 

 

1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra Ucraina e Confedera-

zione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione europea di assistenza 

giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 (CEAG; RS 0.351.1), entrata in 

vigore il 9 giugno 1998 per l’Ucraina e il 20 marzo 1967 per la Svizzera, e dal 

Secondo Protocollo addizionale dell'8 novembre 2001 alla Convenzione euro-

pea di assistenza giudiziaria in materia penale (PAII CEAG; RS 0.351.12), en-

trato in vigore il 1° gennaio 2012 per l’Ucraina ed il 1° febbraio 2005 per la 

Svizzera. Di rilievo nella fattispecie è anche la Convenzione delle Nazioni Unite 

contro la corruzione (RS 0.311.56), entrata in vigore il 1° gennaio 2010 per 

l’Ucraina e il 24 ottobre 2009 per la Svizzera. Alle questioni che il prevalente 

diritto internazionale contenuto in questi trattati non regola espressamente o 

implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assi-

stenza rispetto a quello convenzionale (cosiddetto principio di favore) si applica 

la legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale unitamente 

alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP; DTF 145 IV 

294 consid. 2.1; 142 IV 250 consid. 3; 140 IV 123 consid. 2). È fatto salvo il 

rispetto dei diritti fondamentali (DTF 145 IV 294 consid. 2.1; 123 II 595 consid. 

7c; TPF 2016 65 consid 1.2). 

 

1.3 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-

tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti 

atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 

12 cpv. 1 AIMP; v. DANGUBIC/KESHELAVA, Commentario basilese, Internationa-

les Strafrecht, 2015, n. 1 e segg. ad art. 12 AIMP), di cui al precedente consi-

derando. 

 

1.4 Il ricorso è stato tempestivamente interposto contro una decisione di sequestro 

di valori patrimoniali da parte dell'autorità federale d'esecuzione (v. art. 80k 

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AIMP). Le decisioni incidentali anteriori alla decisione di chiusura possono es-

sere impugnate separatamente se causano un pregiudizio immediato e irrepa-

rabile mediante il sequestro di beni e valori oppure la presenza di persone che 

partecipano al processo (art. 80e cpv. 2 AIMP). Intestatario della relazione ban-

caria oggetto della decisione impugnata, il ricorrente è legittimato a ricorrere 

(v. art. 80h lett. b AIMP e art. 9a OAIMP; DTF 118 Ib 547 consid. 1d; TPF 2007 

79 consid. 1.6 pag. 82). 

 

 

2. Il ricorrente contesta il sequestro del suo conto, indicando l’origine, a suo dire 

lecita, dei valori litigiosi ivi depositati e precisando di non disporre di ulteriori 

beni. Producendo documentazione contrattuale a supporto, egli afferma che la 

misura in questione non gli permetterebbe di procedere a due rimborsi, prossi-

mamente a scadenza, relativi a un finanziamento di oltre USD 5 milioni ricevuto 

da C. per un progetto commerciale, poi non concretizzatosi: uno di 

USD 1'232'000.– (scadenza il 14 settembre 2023) e l’altro di USD 109'300.– 

(scadenza il 18 agosto 2023), causandogli un pregiudizio diretto e irreparabile. 

Egli sostiene inoltre: di essere perseguito all’estero per ragioni politiche; che la 

rogatoria non adempirebbe le condizioni legali in materia di forma e di sostanza; 

che la stessa sarebbe carente a livello di motivazione, ciò che impedirebbe un 

esame del requisito della doppia punibilità; che l’autorità rogante sarebbe in-

competente per procedere penalmente nei suoi confronti. 

 

2.1 In base alla giurisprudenza, nel caso di ricorsi rivolti contro decisioni incidentali 

ai sensi dell’art. 80e cpv. 2 AIMP (v. supra consid. 1.4), spetta al ricorrente in-

dicare, nel proprio atto ricorsuale, in che cosa consiste l’allegato pregiudizio e 

dimostrare che questo non potrebbe essere sanato mediante un giudizio che 

annulli, se del caso, la susseguente decisione di chiusura (DTF 130 II 329 con-

sid. 2; 128 II 353 consid. 3 e rinvii). Per quanto riguarda il pregiudizio da pren-

dere in considerazione, in particolare nel caso di sequestro di beni e valori, può 

trattarsi dell’impossibilità di adempiere delle obbligazioni contrattuali scadute 

(pagamento di stipendi, interessi, imposte, pretese esigibili, ecc.), del fatto di 

essere esposto a procedure di esecuzione o di fallimento, oppure alla revoca di 

un’autorizzazione amministrativa, o ancora dell’impossibilità di concludere affari 

vicini al loro sbocco. Il solo fatto di dover far fronte a delle spese correnti non è 

sufficiente, in linea di massima, a rendere verosimile un pregiudizio immediato 

e irreparabile ai sensi della predetta disposizione (DTF 130 II 329 consid. 2 

pag. 332; sentenza del Tribunale penale federale RR.2007.43 del 16 maggio 

2007 consid. 2.2 e rinvii). 

 

2.2 In concreto, il ricorrente ha prodotto tre documenti, ossia le dichiarazioni dei 

redditi per gli anni 2020, 2021 e parte del 2022 (v. act. 11.2, 11.3 e 11.4), pre-

cisando che in Ucraina “soltanto i funzionari pubblici hanno l’obbligo di dichia-

rare, oltre ai redditi, il patrimonio (obbligo peraltro attualmente sospeso a 

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seguito della guerra). Non esiste la dichiarazione del patrimonio per i contri-

buenti che non hanno cariche pubbliche” (act. 11, pag. 3). 

 

Premesso che i summenzionati documenti costituiscono delle dichiarazioni del 

contribuente e non delle decisioni di tassazione, per cui non vi è certezza sui 

dati effettivamente ritenuti dall’autorità fiscale ucraina, si rileva, come indicato 

dal MPC nella sua risposta (v. act. 7, pag. 2 e seg.), che in data 6 aprile 2022 

vi è stato un trasferimento di EUR 388'491.68 dal conto litigioso a un al-

tro conto del ricorrente presso la banca D. a Lisbona (v. atto 

MPC2_20230224_004_0053_B e MPC1_20230512_006_0017_F/0019_F). Il 

17 novembre 2022 vi è stato un ulteriore trasferimento di USD 2'501'749.99 dal 

conto litigioso a un altro conto presso la banca E. a Monaco di  

pertinenza del ricorrente (v. atto MPC2_20230224_004_0055_F e 

MPC2_20230224_004_0087_F). A proposito di tali operazioni, il ricorrente ha 

affermato che il conto destinatario dell’importo di EUR 388'491.68 presenta at-

tualmente un saldo di EUR 11'031.95, mentre il secondo importo sarebbe stato 

“in larga misura utilizzato per rimborsare il prestito di USD 1'500'000 concesso 

al Ricorrente da F., cittadino turco residente a Istanbul (…). Il conto presso la 

banca E. è stato nel frattempo chiuso (…)” (act. 11, pag. 3 e seg.). 

 

Senza necessità di approfondire la questione relativa all’esistenza o meno 

dell’obbligo di dichiarare fiscalmente il patrimonio in Ucraina – il ricorrente non 

ha in realtà dimostrato con della documentazione, ma nemmeno con riferimenti 

al diritto tributario ucraino che permettano a questa Corte di verificare quanto 

da lui affermato –, si constata che la destinazione finale dei valori oggetto delle 

due operazioni non è chiara, potendo gli stessi essere stati trasferiti in un se-

condo tempo su altri conti di pertinenza del predetto. Da una parte, non è dato 

di conoscere la destinazione della differenza tra gli importi di EUR 388'491.68 

versati sul conto presso la banca D. il 6 aprile 2022 e il saldo attuale di 

EUR 11'031.95 (v. act. 11.5). Dall’altra, il rimborso di USD 1'500'000.– a F. 

viene giustificato producendo un documento intitolato “Acknowlegdement Re-

ceipt” datato 10 febbraio 2023, mediante il quale il predetto dichiara di aver ri-

cevuto USD 1'621'644 dal ricorrente in relazione a un contratto di finanziamento 

del 19 aprile 2022 (v. act. 11.6), ma nel suo complesso il contesto negoziale 

resta piuttosto oscuro. Ignota è pure la destinazione della differenza tra 

USD 2'501'749.99 e il predetto importo di USD 1'500'000.–. Per tacere del fatto 

che il ricorrente, nel suo gravame, afferma di non disporre “di altri averi in misura 

significativa” (act. 1, pag. 3), ciò che conferma l’esistenza di altre sue disponi-

bilità finanziarie oltre i valori oggetto di sequestro e viste le ingenti somme che 

egli avrebbe ricevuto sia da F. che da C. è decisamente inverosimile che tali 

finanziamenti siano stati ottenuti senza garanzie. Ciò che emerge nel com-

plesso è un quadro finanziario globale molto lacunoso con operazioni di inve-

stimento poco compatibili con i soli redditi dichiarati dal ricorrente dal 2020 al 

2022. Non si vede infatti come il ricorrente possa avere ad esempio ottenuto 

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finanziamenti di USD 5 milioni nell’aprile 2022 a fronte di redditi dichiarati di 

EUR 46'010.– nel 2020, EUR 222'125.– nel 2021 e EUR 127'124.– in parte del 

2022, senza offrire dunque garanzie di tipo patrimoniale, tanto più che non viene 

in alcun modo spiegato come mai una considerevole parte del denaro non sia 

più disponibile, limitandosi il ricorrente a sostenere che il progetto commerciale 

alla base del finanziamento non si sarebbe poi più concretizzato. 

 

Quanto precede non permette in definitiva a questa Corte di avere un’immagine 

sufficientemente chiara della situazione patrimoniale del ricorrente e di valutare 

quindi se esiste o meno un pregiudizio immediato e irreparabile ai sensi 

dell’art. 80e cpv. 2 AIMP e della giurisprudenza sopraccitata, ribadito che il re-

lativo onere di allegazione e documentazione è in capo al ricorrente.  

 

2.3 Ciò detto, si rileva che le ulteriori censure presentate dal ricorrente avverso la 

concessione dell’assistenza risultano premature, precisato che le stesse non 

permettono in ogni caso di concludere che la rogatoria è manifestamente inam-

missibile (v. DTF 121 II 241 consid. 3; sentenza del Tribunale federale 

1A.258/2006 del 16 febbraio 2007 consid. 2.3), a prescindere da quanto alle-

gato e prodotto dal ricorrente in busta sigillata. Ne consegue che la busta ri-

marrà chiusa nel fascicolo del giudice dell’assistenza senza possibilità di farne 

fotocopie, non essendo il suo contenuto determinante per la presente proce-

dura. 

 

2.4 Da quanto sopra discende che il ricorso è inammissibile per la mancata dimo-

strazione dell’esistenza di un pregiudizio immediato e irreparabile giusta 

l'art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP. 

 

 

3. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 della legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA; RS 172.021] richiamato 

l'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP). La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 

cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 

2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura pe-

nale federale (RSPPF; RS 173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a 

fr. 4'000.– a carico del ricorrente; essa è coperta dall’anticipo delle spese di 

fr. 4'000.– già versato.  

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è inammissibile. 

2. Non sono rilasciate fotocopie dell’act. 1.8. 

3. La tassa di giustizia è fissata a fr. 4'000.– a carico del ricorrente. Essa è co-

perta dall’anticipo delle spese già versato. 

 
 
Bellinzona, 26 settembre 2023  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Goran Mazzucchelli 

- Ministero pubblico della Confederazione 

- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria 

 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale 
oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera 
al più tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per via elettronica, per il 
rispetto di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha 
eseguito tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF). 
 
Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni 
oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta e se si tratti di un caso particolarmente 
importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente importante segnatamente laddove vi sono motivi 
per ritenere che sono stati violati elementari principi procedurali o che il procedimento all’estero presenta 
gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).