# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0e90a770-a1b8-5221-b272-45c8e333fd22
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-08-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 17.08.2000 52.2000.87
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2000-87_2000-08-17.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2000.00087

   

  	
  Lugano

  17 agosto
  2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 20 marzo 2000 di

 

 

	
   

  	
  __________

  __________

  entrambi patr. da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 1. marzo 2000 del Consiglio di Stato
  (no. 899) che annulla le licenze edilizie 30 novembre 1999 rilasciate dal municipio
  di __________ alla __________. per la costruzione di uno stabile
  d'appartamenti (part. no. __________ RF) ed a __________ per la formazione di
  due posteggi (part. no. __________ RF);

  

 

 

viste le risposte:

-    29 marzo 2000 del
Consiglio di Stato;

-    5 aprile 2000 di
__________, __________, __________ e __________;

-    6 aprile 2000 del
municipio di __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Con domanda
datata 7 settembre 1999 la ricorrente __________ ha chiesto al municipio di __________
il permesso di costruire uno stabile di quattro appartamenti, ai __________, in
località "__________", su un fondo di proprietà del titolare
della società istante (part. n. __________ RF), situato sul lato a valle del "sentiero
centrale". Con istanza di ugual data, il ricorrente __________ ha
chiesto a sua volta all’autorità comunale il permesso di costruire sul fondo
contermine (part. n. __________ RF), in contiguità con lo stabile suddetto, un
manufatto alto sino al livello del "sentiero centrale",
destinato a posteggio scoperto (2 posti), piazza di giro e locale deposito
(parte inferiore). L’accesso ad entrambe le costruzioni era previsto attraverso
il predetto "sentiero centrale"; un’opera viaria, carrozzabile
per il primo tratto, che il vigente piano del traffico classifica come "percorso
pedonale e strada di servizio ad orientamento pedonale". 

Ad entrambe le domande si sono opposti i
vicini qui resistenti, proprietari di fondi situati a monte del “sentiero
centrale”, elencando una serie di norme di legge che, a loro avviso,
sarebbero state disattese.

Raccolto il preavviso favorevole
dell'autorità cantonale, il 30 novembre 1999 il municipio ha rilasciato i
permessi richiesti, respingendo le opposizioni dei vicini. 

 

 

                                  B.   Con
giudizio 1. marzo 2000 il Consiglio di Stato ha annullato entrambe le licenze,
accogliendo il ricorso contro di esse inoltrato dagli opponenti.

Il Governo ha anzitutto ritenuto che
l'accesso ai fondi dedotti in edificazione fosse insufficiente. Non permettendo
l’incrocio di due veicoli, il tratto iniziale del "sentiero
centrale", anche se carrozzabile, non risponderebbe alle esigenze
minime poste da uno stabile di quattro appartamenti in fatto di accessi. 

Respinte le eccezioni sollevate dagli
opponenti con riferimento agli indici, il Consiglio di Stato ha poi ritenuto
che i locali interrati di questo edificio, posti a soli m 2.40 dal ciglio del “sentiero
centrale”, non rispettassero la distanza minima di 3 m prescritta dalle
NAPR verso le strade di quartiere. 

Insufficiente e lesivo delle norme VSS
richiamate dalle NAPR sarebbe infine anche lo spazio di manovra dei posteggi
previsti sul retro dello stabile della ricorrente __________. 

 

 

                                  C.   Contro il
predetto giudizio governativo, i soccombenti insorgono davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il ripristino delle
licenze accordate loro dal municipio. 

Stando ai ricorrenti, l'accesso sarebbe
sufficiente. La valutazione operata dal municipio in merito all'adeguatezza
dell'accesso, sarebbe corretta. Essa terrebbe in effetti debitamente conto
della particolare situazione dei luoghi e delle limitate esigenze di uno
stabile di soli quattro appartamenti. Sostituendosi, senza valide ragioni,
all’autorità comunale nell'interpretazione della nozione di accesso
sufficiente, il Consiglio di Stato avrebbe violato l'autonomia comunale. La
mancanza di possibilità di scambio su un tratto di 56 m non giustificherebbe le
conclusioni alle quali è pervenuto.

Infondate sarebbero pure le considerazioni
sviluppate dal Consiglio di Stato con riferimento alla distanza dei vani
interrati dal sovrastante sentiero comunale. L'art. 6 NAPR (settori 2 e 3) sarebbe
inapplicabile. Determinante, a mente dei ricorrenti, sarebbe l'art. 10 NAPR,
che permette di edificare locali interrati sino a confine con l'area pubblica.
In ogni caso, proseguono, sarebbero date le premesse per la concessione di una
deroga. Al limite, la licenza edilizia andrebbe subordinata alla condizione di
spostare l'intera costruzione di 60 cm verso valle al fine di rispettare la distanza
di 3 m ritenuta, a torto, disattesa. 

Parimenti censurabili, concludono i
ricorrenti, sarebbero infine le tesi addotte dal Consiglio di Stato con
riferimento allo spazio di manovra annesso ai posteggi. Le norme VSS concernenti
i posteggi non sarebbero applicabili alla fattispecie. Determinante ai fini del
giudizio sarebbe l'art. 18 RE. Lo spazio di manovra sarebbe in ogni caso
sufficiente.

 

 

 

 

                                  D.   All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che rinuncia a formulare
osservazioni. 

Ad identica conclusione pervengono i vicini
opponenti, contestando dettagliatamente le tesi ricorsuali con argomenti che saranno
discussi qui appresso.

Il municipio di __________ postula invece
l'accoglimento dell’impugnativa riconfermandosi nelle tesi addotte in precedenza.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La legittimazione
attiva dei ricorrenti, titolari delle licenze annullate, è certa. Il ricorso,
tempestivo, è dunque ricevibile in ordine. 

Il giudizio può essere reso sulla base degli
atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). I piani, le fotografie e la conoscenza
diretta dei luoghi permettono di statuire sul ricorso con cognizione di causa.
Un sopralluogo non appare, tutto sommato, atto a procurare a questo tribunale
la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio.

 

 

                                   2.   2.1.
L'autorizzazione a costruire può essere rilasciata solo se il fondo è
urbanizzato (art. 22 cpv. 2 lett. b LPT). Un fondo è urbanizzato solo se
dispone, fra l’altro, di un accesso sufficiente ai fini della prevista
utilizzazione (art. 19 cpv. 1 LPT). 

L'esigenza di un accesso sufficiente si
riallaccia a considerazioni di polizia del traffico, sanitaria e del fuoco. L'accesso
deve essere tale da non compromettere la sicurezza della circolazione stradale
e la fluidità del traffico. Deve inoltre garantire ai mezzi di soccorso la
possibilità di accedere liberamente al fondo (RDAT 1994 n. 42; DFGP, Commento
alla LPT, ad art. 19 n. 12; Jomini, Commentaire de la LAT, ad art. 19 N 18 seg;
Zimmerlin, Das Baugesetz des Kt. Aargau, § 156 n. 8b; Scolari, Commento, IIa
ed., ad art. 77 LALPT, n. 569 seg.). 

 

La nozione di accesso sufficiente ai fini
della prevista utilizzazione è di natura indeterminata. Il contenuto precettivo
della norma va individuato caso per caso, tenendo debitamente conto della
situazione locale e delle finalità perseguite da questo requisito
dell'urbanizzazione (RDAT 1990, n. 88), tenendo presente che nell'interpretazione
dei concetti giuridici indeterminati, l'autorità decidente dispone di una certa
latitudine di giudizio; latitudine di giudizio che le istanze di ricorso devono
rispettare, limitandosi a censurare quelle interpretazioni che non appaiono
ragionevolmente sostenibili, in quanto sprovviste di ragioni obbiettive, fondate
su considerazioni estranee alla materia o altrimenti lesive dei principi
fondamentali del diritto amministrativo.

 

2.2. Nel caso concreto, l'accesso veicolare
alle controverse edificazioni è previsto attraverso una stradina, denominata "sentiero
centrale", che si innesta su una strada di servizio (via centrale),
a sua volta collegata alla strada che sale verso __________. Questa stradina,
asfaltata, rettilinea e pianeggiante, è larga circa 3 m su un primo tratto, che
va dall'intersezione con la "via centrale" sino al fondo del ricorrente
__________ (part. n. __________ RF). Oltre questo fondo la stradina si
restringe progressivamente a meno di 2 m, assumendo le connotazioni caratteristiche
di un percorso pedonale. 

L'assetto fondiario della stradina è
relativamente complesso. 

Nel tratto iniziale, essa è di proprietà del
comune per una larghezza di poco più di 2 m (part. n. __________ RF). Il
calibro della stradina è tuttavia più largo, perché la carreggiata è stata
allargata anni orsono sino ad oltre 3 m, sistemando ed asfaltando una striscia
di terreno contigua al "sentiero centrale" allo scopo di
renderlo accessibile ai veicoli sino all'altezza del fondo __________. Il primo
tratto di questa striscia di terreno, lungo una quarantina di metri, è
costituito da un fondo a se stante (part. n. __________ RF), staccato dal fondo
sottostante (part. n. __________ RF). Il tratto successivo, lungo poco meno di
20 m, è invece parte integrante della part. n. __________ RF. 

La striscia di terreno sistemata per rendere
carrozzabile il "sentiero centrale" non è gravata da servitù
di passo a favore di altri fondi. Essa è comunque parte integrante dell'opera
viaria che il vigente piano del traffico classifica come "percorso
pedonale e strada di servizio ad orientamento pedonale".

Il tratto iniziale, lungo circa 60 m, del "sentiero
centrale", che va dall'intersezione con la strada di servizio al fondo
__________, non permette l'incrocio di veicoli. Sul tratto successivo, che prosegue
sino ai posteggi previsti sul fondo del ricorrente __________, l’incrocio è
invece possibile, grazie a due slarghi del campo stradale. Per l'inversione del
senso di marcia è previsto un apposito spazio fra i due posteggi che verrebbero
costruiti sul fondo del ricorrente __________ (part. n. __________ RF). 

Valutata la situazione di fatto e di diritto
esistente, il municipio di __________ ha ritenuto che le costruzioni in oggetto
fossero dotate di accesso sufficiente. Ad opposta conclusione è giunto il
Consiglio di Stato, considerando essenzialmente che il "sentiero
centrale", largo poco più di 2 m, non permette l'incrocio fra due veicoli.

Orbene, se si prende in considerazione
soltanto la parte di strada di proprietà del comune (part. n. __________ RF),
le deduzioni dell'autorità comunale non possono essere accreditate. Se non si
tiene conto della striscia di terreno sistemata a suo tempo sul lato a valle
del "sentiero centrale" per renderlo carrozzabile, l'accesso
veicolare ai fondi è insufficiente. Il municipio ha tuttavia valutato l'accesso
prendendo in considerazione anche l'allargamento eseguito a suo tempo sul lato
a valle del "sentiero centrale". Dal profilo meramente
fattuale, la conclusione tratta dal municipio circa la sufficienza
dell'accesso, benché opinabile, non appare insostenibile. L'impossibilità
d'incrociare su un breve tratto (56 m), nelle particolari circostanze del caso
concreto, non rappresenta un ostacolo insormontabile ai fini del riconoscimento
dell'adeguatezza dell'accesso ai fondi dei ricorrenti. Il tratto di strada in
questione, pianeggiante e rettilineo, appare invero agevolmente percorribile
con veicoli. Tenuto conto della situazione dei luoghi, del modico traffico
indotto dai 10 posteggi previsti sui fondi dedotti in edificazione, della
possibilità d'incrociare sul retro dello stabile della ricorrente __________ e
della possibilità di invertire la direzione di marcia, prevista in
corrispondenza del posteggio che verrebbe costruito sul fondo del ricorrente
__________, l'interpretazione concreta data dal municipio alla nozione di accesso
sufficiente appare ancora ragionevolmente sostenibile. 

L'accesso non deve tuttavia essere dato
soltanto dal profilo fattuale, ma deve anche essere garantito di diritto. Da
questo profilo, attualmente, esso è garantito soltanto nei limiti del sedime
stradale di proprietà del comune (part. n. __________ RF). Il difetto non è
tuttavia tale da trarre necessariamente seco il diniego delle licenze richieste.
Esso può infatti essere facilmente corretto subordinandole alla condizione che
prima dell'inizio dei lavori la striscia di terreno, di proprietà privata, che
è stata sistemata ed asfaltata anni orsono allo scopo di rendere carrozzabile
il primo tratto del "sentiero centrale" venga gravata da una
servitù prediale di passo con ogni veicolo a favore dei fondi dedotti in edificazione
in modo da assicurare, anche dal profilo giuridico, che l’accesso veicolare si
estenda all'intera carreggiata. Con questo emendamento, il ricorso, in quanto
riferito alla questione dell'accesso, può essere parzialmente accolto. 

 

 

                                   3.   3.1.
Giusta l'art. 6 NAPR (settori 2 e 3), dove non viene indicata una linea di
arretramento o di allineamento le nuove costruzioni devono rispettare una
distanza minima di 3 m dal ciglio delle strade di servizio aperte al pubblico
transito.

La distanza si riduce a 2 m per i percorsi
ciclabili e pedonali.

Il municipio, soggiunge il cpv. 3, può
concedere deroghe in casi eccezionali. 

Le distanze dalle strade devono di principio
essere osservate anche nelle opere sotterranee. Resta riservato il caso in cui
la legge concretamente applicabile dispone diversamente (art. 42 cpv. 2 RLE).
Riallacciandosi a quest'ultima disposizione, l'art. 10 cpv. 2 NAPR (settori 2 e
3) stabilisce che dove non sono indicate linee di allineamento o di
arretramento, le costruzioni sotterranee possono sorgere a confine.

 

3.2. Fondandosi sull'art. 6 NAPR (settori 2
e 3), il Consiglio di Stato ha ritenuto che i locali interrati, previsti nello
stabile della ricorrente __________ ad una distanza di m 2.40 dal ciglio a
valle del "sentiero centrale", disattendessero la distanza
minima di 3 m, prescritta da tale norma verso le strade di servizio. Non
essendo date le premesse per concedere una deroga, la licenza accordata a
questa ricorrente sarebbe inficiata da violazione del diritto.

 

 

La tesi non regge, poiché l'art. 10 cpv. 2
NAPR (settori 2 e 3) permette inequivocabilmente di edificare opere sotterranee
sin sul confine verso strade che, come il "sentiero centrale",
non sono abbinate ad alcuna linea di arretramento.

Su questo punto il ricorso va pertanto
accolto. 

 

 

                                   4.   4.1. La
costruzione di posteggi è regolata dagli art. 18 RE, 32 NAPR generali e 25-26
NAPR (settori 2 e 3).

L'art. 18 RE disciplina il rapporto tra i
posteggi e le strade aperte alla circolazione, operando una distinzione tra i
posteggi plurimi a confine con strade principali o comunque di forte traffico
ed i posteggi plurimi a confine con strade secondarie o di quartiere o comunque
di debole traffico. Posteggi plurimi che si immettono su strade di forte
traffico devono essere dotati di accessi adeguati alla loro capienza. È esclusa
l'uscita con manovre di retromarcia. Posteggi plurimi a confine con strade di debole
traffico possono invece essere realizzati lungo tutto il fronte stradale, a
condizione di rispettare un arretramento di almeno un metro dal confine laddove
la strada è priva di marciapiede. In questa seconda ipotesi va pure tenuto
conto dell'art. 26 NAPR (settori 2 e 3), giusta il quale gli accessi alle
strade devono permettere una buona visibilità ed essere configurati in modo da
non creare situazioni di pericolo, "tenuto conto delle norme VSS".

L'art. 32 NAPR, dal canto suo, sancisce
invece l'obbligo di approntare un numero di posteggi adeguato alla destinazione
delle costruzioni, imponendo "la formazione di posteggi o autorimesse
su area privata, secondo le norme VSS 640 602-607". 

L'art. 25 NAPR (settori 2 e 3) dispone
infine che i posteggi necessari alle costruzioni devono essere "calcolati
conformemente alle prescrizioni generali del PR vigente al momento del rilascio
della licenza edilizia". 

 

4.2. Nel caso concreto, il Consiglio di
Stato ha ritenuto che i posteggi esterni, previsti sul retro dello stabile
della ricorrente __________, perpendicolarmente al "sentiero
centrale", ad un metro di distanza dal ciglio a valle, non
disponessero dello spazio di manovra minimo stabilito dalla norma VSS 640 291,
edizione 1991. 

 

La deduzione, esplicitata soltanto
sommariamente, si richiama alla tabella 3 di questa norma, che per posteggi
larghi da m 2.50 a m 2.70, disposti perpendicolarmente alla superficie di
circolazione dei veicoli, prescrive uno spazio di manovra variante tra 5 e 6 m.
Misure che in concreto sarebbero disattese, dato che i veicoli posteggiati
disporrebbero di uno spazio di manovra di larghezza variante tra 3.50 e 4 m,
costituito dal sedime del "sentiero centrale" e dalla fascia
di arretramento prescritta dall'art. 18 RE.

La tesi del Consiglio di Stato non può
essere accreditata. 

Per principio, le misure prescritte dalla
norma VSS 640 291 (= 640 603a), richiamata dall'Esecutivo cantonale, si
applicano infatti soltanto alle superfici di circolazione interne alle aree di
posteggio. Non regolano invece gli spazi necessari alle manovre di entrata e di
uscita da posteggi disposti lungo le strade aperte alla circolazione.
Trattandosi di accessi, le misure di questi spazi vanno dedotte dall'art. 26
NAPR (settori 2 e 3), che si limita ad esigere che gli accessi, tenuto conto
delle norme VSS, abbiano buona visibilità e non creino situazioni di pericolo.
Esigenza, questa, che in concreto appare soddisfatta, non potendosi rimproverare
all'autorità comunale di aver esercitato in modo lesivo del diritto il potere
d'apprezzamento riservatole dalla norma succitata per aver ritenuto che uno
spazio di manovra di circa 4 m sul retro dei posteggi bastasse a garantire la
sicurezza del traffico.

 

 

                                   5.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va parzialmente accolto,
annullando la decisione governativa impugnata e ripristinando con l'emendamento
di cui si è detto sopra le licenze rilasciate dal municipio per l'edificazione
delle part. n. __________ e __________ RF. 

La tassa di giustizia è posta a carico delle
parti in proporzione al grado di soccombenza. Nella stessa misura, le
ripetibili sono invece addebitate ai resistenti. 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 42 RLE; 6, 10, 25, 26 NAPR
(settori 2e 3), 32 NAPR di __________; 3, 18, 28, 31, 60, 61, 65 PAmm;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

§.  Di conseguenza:

1.1.   la decisione 1. marzo 2000 del Consiglio di
Stato (n. 899) è annullata;

1.2.   le licenze 30 novembre 1999 rilasciate dal
municipio di __________ ai ricorrenti sono confermate alla condizione che prima
dell'inizio dei lavori sia iscritta sulla striscia di terreno carrozzabile
attigua al "sentiero centrale" (part. n. __________ e
__________ RF) una servitù di passo con ogni veicolo a favore delle part. n.
__________ e __________ RF. 

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 1'000.-- è a carico dei resistenti in solido nella misura di
fr. 800.-- e dei ricorrenti per il resto. 

 

 

                                   3.   I
resistenti rifonderanno in solido ai ricorrenti fr. 1'200.-- a titolo di
ripetibili di entrambe le istanze.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario