# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** af08d22b-591e-5deb-ac19-6f926d8d3277
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-08-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.08.2025 F-6237/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-6237-2025_2025-08-25.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-6237/2025 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 5  a g o s t o  2 0 2 5  

Composizione 

 
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione del giudice Yannick Antoniazza-Hafner;  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (...),  

Somalia, 

rappresentato da SOS Ticino Protezione giuridica della 

Regione Ticino e Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione SEM,  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento  

(procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM dell’8 agosto 2025 / N (...). 

 

 

 

F-6237/2025 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il (…) lu-

glio 2025, 

l’estratto della banca dati europea “Eurodac”, del 9 luglio 2025, dal quale 

si evince che il richiedente aveva presentato delle domande d’asilo pre-

gresse rispettivamente in B._______ il (…), in C._______ il (…) ed in Fran-

cia il (…), 

il verbale del colloquio Dublino dell’interessato del (…) luglio 2025, 

la domanda di ripresa in carico formulata dalla SEM all’indirizzo dell’auto-

rità francese preposta il 23 luglio 2025, sulla base dell’art. 18 par. 1 lett. b 

del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio 

del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III),  

l’accettazione, in data 6 agosto 2025, della suddetta domanda di ripresa in 

carico in virtù dell’art. 18 par. 1 lett. b RD III da parte della Francia, 

la decisione dell’8 agosto 2025 – notificata l’11 agosto 2025 (cfr. [atto della 

SEM] n. [{…}]-21/1) – con cui la SEM non è entrata nel merito della do-

manda d’asilo dell’interessato giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b della legge 

sull’asilo (LAsi, RS 142.31), con conseguente pronuncia del trasferimento 

del medesimo verso la Francia ed esecuzione della predetta misura, 

il ricorso del 18 agosto 2025, per mezzo del quale l’insorgente ha impu-

gnato il succitato provvedimento dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale (di seguito: il Tribunale o TAF), con richieste procedurali tendenti d’un 

canto alla sospensione dell’esecuzione dell’allontanamento in via super-

cautelare ed alla concessione dell’effetto sospensivo al ricorso; e d’altro 

canto, all’accoglimento dell’istanza di concessione dell’assistenza giudizia-

ria parziale, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese proces-

suali e del relativo anticipo; che nel merito egli ha invece postulato, a titolo 

principale, l’annullamento della decisione impugnata e la restituzione degli 

atti di causa alla SEM affinché effettui il necessario completamento 

dell’istruttoria, 

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i nuovi documenti allegati in copia al ricorso, e meglio: la decisione della 

(…) di D._______ del (…) (cfr. allegato 3 al ricorso); il certificato di ricono-

scimento dello status di protezione sussidiaria del (…) (cfr. allegato 3 al 

ricorso); lo scritto della (…) di E._______ inerente all’istanza di rilascio/rin-

novo del permesso di soggiorno (parzialmente illeggibile in basso alla pa-

gina; cfr. allegato 3 al ricorso); la carta d’identità (…) (non valida per l’espa-

trio; solo verso, cfr. allegato 4 al ricorso), rilasciata il (…) e valida fino al 

(…); la tessera sanitaria (…) valida fino al (…) (cfr. allegato 4 al ricorso); 

ed il permesso di soggiorno per protezione sussidiaria con scadenza il (…) 

(cfr. allegato 4 al ricorso), 

la sospensione provvisoria dell’esecuzione dell’allontanamento dell’insor-

gente pronunciata quale misura supercautelare dal Tribunale il 19 ago-

sto 2025, 

 

e considerato: 

che il ricorso è tempestivo ai sensi dell’art. 108 cpv. 3 LAsi ed è ammissibile 

ex art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e art. 52 cpv. 1 PA; che occorre pertanto entrare 

nel merito del ricorso, 

che il potere di cognizione del Tribunale e le censure ammissibili in materia 

d’asilo, sono disciplinati dall’art. 106 cpv. 1 LAsi (cfr. DTAF 2014/26 con-

sid. 5; 2014/1 consid. 2); che il Tribunale, adito con un ricorso contro una 

decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad 

esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 con-

sid. 3.1 e rif. cit.), 

che per i motivi che seguono, il ricorso è manifestamente fondato, ed è 

quindi deciso dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice 

(art. 111 lett. e LAsi), nonché la decisione è motivata soltanto sommaria-

mente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che altresì, giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il 

Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che nel colloquio Dublino, il ricorrente ha segnatamente confermato di aver 

presentato delle domande d’asilo in B._______, in C._______ ed in Fran-

cia; che inoltre egli ha asserito che dopo essere entrato in Europa 

dall’B._______ a (…) o (…) del (…), dove avrebbe ricevuto una protezione 

sussidiaria, si sarebbe spostato in C._______ nel (…); che in seguito, dopo 

esservi rimasto circa (…), avrebbe fatto ritorno in B._______, prima di re-

carsi in Francia nel 2025, rimanendovi per (…); che al termine di tale 

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periodo, sarebbe rientrato nuovamente in B._______, prima di giungere in 

Svizzera, 

che nella decisione sindacata, la SEM, dopo aver constatato la compe-

tenza della Francia nel seguito della procedura d’asilo del ricorrente e che 

egli non avrebbe contestato la stessa, ha escluso che nel predetto Stato 

sussistano delle carenze sistemiche ai sensi dell’art. 3 par. 2 RD III; che in 

seguito l’autorità inferiore ha osservato come non vi siano neppure ragioni 

che obblighino la Svizzera ad esaminare la sua domanda d’asilo ai sensi 

dell’art. 16 par. 1 RD III; che da ultimo non sussisterebbero nemmeno mo-

tivi d’ordine personale o umanitari per l’applicazione delle clausole discre-

zionali,  

che nel suo ricorso, l’insorgente considera che la SEM, con la decisione 

avversata, avrebbe proceduto ad un’applicazione erronea del diritto, omet-

tendo di considerare il riconoscimento della protezione sussidiaria da lui 

ottenuta in B._______, i cui nuovi documenti prodotti con il ricorso raffor-

zerebbero tale tesi; che tale errore, avrebbe comportato l’applicazione di 

una procedura – quella di ripresa in carico nell’ambito del RD III – non con-

forme al quadro normativo, in quanto in ragione della protezione sussidiaria 

a lui concessa dall’B._______, egli sarebbe dovuto essere considerato 

come soggetto all’Accordo tra la Confederazione Svizzera e la (…) 

(RS […]); che pertanto la decisione della SEM fondata su una domanda di 

ripresa in carico alla Francia sulla basa del RD III, sarebbe giuridicamente 

infondata, ciò che ne inficerebbe la sua validità, 

che inoltre l’autorità resistente avrebbe violato pure l’obbligo di motivare 

adeguatamente la sua decisione, non commentando il fatto che egli 

avrebbe ottenuto la protezione, né menzionando o giustificando tale omis-

sione, 

che altresì, dagli atti non risulterebbe quale tipo d’investigazione l’autorità 

inferiore avrebbe realmente svolto, né su quali basi si sarebbe fondata la 

sua conclusione di ritenere che la protezione sussidiaria del ricorrente non 

esistesse secondo la comunicazione di ripresa in carico formulata all’indi-

rizzo delle autorità francesi, violando pure i principi di buona fede nella co-

municazione interstatale; che pertanto pure la risposta d’accettazione fran-

cese di ripresa in carico dell’insorgente, andrebbe considerata invalida, 

che per concludere quindi, la SEM avrebbe dovuto raccogliere ulteriori in-

formazioni e, nel caso di conferma del suo statuto di protezione sussidiaria 

in B._______, ottenere delle garanzie individuali per il ricorrente, per 

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quanto possibile o quantomeno esaminare con maggiore cautela le dichia-

razioni da lui rilasciate circa il suo vissuto in B._______, 

che d’ingresso è opportuno esaminare la fondatezza delle censure formali 

sollevate nel gravame e relative implicitamente all’accertamento inesatto 

ed incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti da parte della SEM (art. 12 

PA; cfr. per il suo contenuto DTAF 2019 I/6 consid. 5.1), e ad una violazione 

da parte dell’autorità inferiore del suo obbligo di motivazione (disciplinato 

dall’art. 29 cpv. 2 Cost.; cfr. per il suo contenuto DTF 136 I 229 consid. 5.2, 

136 V 351 consid. 4.2, 129 I 232 consid. 3.2; DTAF 2013/34 consid. 4.1, 

2012/23 consid. 6.1.2), in quanto suscettibili di condurre all’annullamento 

della decisione avversata (cfr. DTF 144 I 11 consid. 5.3 e rif. ivi citati),  

che giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, norma sulla quale si basa la deci-

sione impugnata, non si entra nel merito di una domanda di asilo se il ri-

chiedente può partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di 

un trattato internazionale, l’esecuzione della procedura di asilo e allonta-

namento, 

che dal canto suo, il RD III, non ha lo scopo di trasferire delle persone 

rifugiate, bensì la determinazione dello Stato membro responsabile per 

l’esame della domanda d’asilo della persona richiedente (cfr. 

DTAF 2010/56 consid. 2.2), 

che pertanto, qualora il richiedente l’asilo ha già ottenuto protezione inter-

nazionale o sussidiaria – rispettivamente un permesso di soggiorno in un 

altro Stato membro del RD III – l’applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi 

risulta preclusa (cfr. DTAF 2010/56 consid. 2.2; sentenze del TAF  

F-5186/2025 del 17 luglio 2025, pag. 5; F-699/2025 del 10 febbraio 2025, 

pag. 6; D-5698/2024 del 19 settembre 2024, pag. 6; E-6373/2020 del 

23 dicembre 2020 consid. 5.3), 

che invece, ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma la SEM non 

entra nel merito della domanda d’asilo se il richiedente può ritornare in uno 

Stato terzo sicuro secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva sog-

giornato precedentemente; che nell’applicazione del predetto disposto 

rientrano i Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene che vi sia un effettivo 

rispetto degli impegni di diritto internazionale pubblico, tra cui quello del 

principio di non respingimento ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi; che tra i pre-

detti Stati figura anche l’B._______ (cfr. art. 2 cpv. 2 dell’ordinanza 1 

sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, 

RS 142.311] con il relativo allegato 2), 

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che tuttavia, nella suddetta circostanza, si presuppone che tale Stato abbia 

espressamente garantito la riammissione del richiedente nei confronti delle 

autorità svizzere preposte all’asilo; che senza tale garanzia, l’allontana-

mento verso lo Stato terzo, non può infatti essere eseguito ed è dunque 

inutile (cfr. FF 2002 6087, 6125), 

che, tornando alla presente disamina, risulta dagli atti all’incarto, come l’in-

sorgente già nell’ambito del suo colloquio Dublino, avesse affermato di 

aver ottenuto una protezione sussidiaria in B._______, dopo aver deposi-

tato la sua domanda d’asilo nel predetto Paese il (…), nonché di avervi 

fatto ritorno più volte, sia dopo il suo soggiorno in C._______ sia dopo 

quello in Francia (cfr. n. 14/4), 

che tuttavia, v’è da rilevare anche come è soltanto con il ricorso che egli 

ha presentato copia di documentazione che avvalorerebbe il riconosci-

mento di una protezione sussidiaria in suo favore da parte dell’B._______ 

(cfr. allegati 3 e 4 al ricorso), non avendo invece dinanzi alla SEM prodotto 

alcunché, né allegato che stesse intraprendendo dei passi per ottenere la 

predetta documentazione a supporto dei suoi asserti, come invece ha ad-

dotto soltanto nel gravame (cfr. ricorso, pag. 3), 

che sulla base di quanto precede, nello specifico sussisterebbero quindi, 

come affermato nel ricorso, validi e concreti indizi che corroborerebbero 

una protezione accordata al ricorrente da parte (…), 

che nonostante la SEM avesse perlomeno preso atto della possibilità che 

sussistesse una protezione sussidiaria in favore del predetto, viste le alle-

gazioni rese nel colloquio Dublino dal medesimo e quanto denotato dalla 

stessa autorità sia nell’ambito di tale verbale (cfr. n. 14/4), sia nella do-

manda di ripresa in carico alla Francia del 23 luglio 2025 (cfr. n. 15/6) – che 

sotto tale profilo risulta essere completa e corretta e non si ravvisa, al con-

trario di quanto addotto dal ricorrente (cfr. ricorso, pag. 6), una violazione 

della buona fede da parte dell’autorità inferiore – la detta autorità si è ac-

contentata d’inviare una domanda di ripresa in carico alla Francia sulla 

base dell’art. 18 par. 1 lett. b RD III,  

che tale procedere della SEM, senza dapprima appurare se e di quale pro-

tezione beneficerebbe il ricorrente in B._______, non può essere tutelato, 

che infatti, l’autorità inferiore si è astenuta dall’effettuare gli ulteriori accer-

tamenti che si rivelavano necessari per determinare la procedura applica-

bile alla fattispecie, preferendo invece applicare prematuramente il RD III, 

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nell’ambito del quale, s’imponeva perlomeno una preliminare richiesta d’in-

formazioni alle autorità (…) sulla base dell’art. 34 RD III, 

che vista l’istruzione carente, l’autorità inferiore non poteva pronunciarsi 

opportunamente neppure sul trasferimento del ricorrente verso la Francia, 

che altresì, come a ragione denotato nel ricorso, nella decisione avversata 

alcun accenno è fatto circa l’ottenimento della protezione sussidiaria da 

parte del ricorrente, ravvisando quindi una motivazione carente su questo 

punto, come pure, di conseguenza, una violazione del diritto di essere sen-

tito dell’insorgente, 

che malgrado quanto precede, il Tribunale non può esimersi dal ribadire 

come è soltanto con il ricorso che il ricorrente ha apportato degli elementi 

concreti – producendo della documentazione inerente alla concessione 

della protezione sussidiaria (cfr. allegati 3 e 4 al ricorso) – per supportare 

le sue allegazioni di aver ottenuto una protezione sussidiaria in B._______, 

rimaste del tutto vaghe nell’ambito del colloquio Dublino (cfr. n. 14/4); che 

l’applicazione del RD III da parte della SEM sembra quindi, perlomeno par-

zialmente, dovuta alla carenza di elementi probanti i suoi asserti da parte 

del ricorrente, non essendo del resto evincibile dall’estratto Eurodac una 

qualsivoglia protezione concessa al medesimo (cfr. n. 8/2 e 9/1); che inoltre 

l’insorgente sembra aver prodotto tale documentazione soltanto con il ri-

corso, omettendo del tutto di riferire dinanzi all’autorità inferiore perlomeno 

di averla ottenuta e che avrebbe fatto in modo d’intraprendere i passi per 

procurarsela in Svizzera, ravvisando in tale comportamento una violazione 

del suo obbligo di collaborare, per dilazionare i tempi di risoluzione del suo 

caso, e quindi in definitiva di un suo eventuale trasferimento; che tale com-

portamento è da censurare vigorosamente, 

che, ciò posto, l’autorità inferiore è tuttavia incorsa, come visto sopra, in un 

accertamento incompleto ed inesatto dei fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi), violando il suo obbligo istruttorio, come pure 

ha violato il suo obbligo di motivazione, scadendo pure di conseguenza in 

una violazione del diritto di essere sentito del ricorrente, 

che quando in sede ricorsuale vengono identificate delle carenze nell’istru-

zione del caso, gli atti vanno di principio retrocessi all’autorità di prima 

istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo e completo ac-

certamento dei fatti; che ciò nondimeno, il Tribunale resta libero di racco-

gliere gli elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare giudi-

ziosa per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2 

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Pagina 8 

e relativi riferimenti; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren 

vor dem Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.191), 

che nel caso concreto, essendo l’amministrazione delle prove da richiedere 

in specie troppo gravosa e nelle prerogative dell’autorità inferiore, nonché 

onde permettere un’applicazione corretta del diritto, come pure al fine di 

salvaguardare il principio della doppia istanza di giudizio, il Tribunale acco-

glie il ricorso, annulla la decisione della SEM dell’8 agosto 2025 e ritra-

smette gli atti di causa all’autorità inferiore per nuova istruzione e la pro-

nuncia di una nuova decisione (cfr. art. 61 cpv. 1 PA), sufficientemente mo-

tivata, e rispettosa delle istruzioni vincolati poste nella presente sentenza, 

che in particolare, il Tribunale, invita la SEM ad ottenere innanzitutto le ne-

cessarie informazioni da parte dell’B._______ in punto all’eventuale prote-

zione ed allo statuto che il ricorrente avrebbe ottenuto; che in esito a ciò, 

se una protezione internazionale o sussidiaria fosse effettivamente stata 

accordata al ricorrente, l’autorità non potrà di principio ricorrere all’art. 31a 

cpv. 1 lett. b LAsi, per la pronuncia di una nuova decisione; che nel far ciò 

essa dovrà nuovamente pronunciarsi sulla domanda d’asilo dell’insorgente 

fondandosi su tutta la documentazione presente agli atti, anche su quella 

annessa al ricorso, 

che visto quanto precede, il Tribunale ritiene inoltre di potersi esimere 

dall’esaminare le ulteriori e residuali censure, 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande dell’in-

sorgente tendenti alla concessione dell’effetto sospensivo al ricorso, non-

ché all’esenzione dal versamento di un anticipo sulle presumibili spese pro-

cessuali, risultano divenute senza oggetto, 

che inoltre, con la presente sentenza, le misure supercautelari pronunciate 

dal Tribunale il 19 agosto 2025 sono revocate, 

che altresì, visto l’esito della procedura, non sono riscosse delle spese pro-

cessuali (art. 63 cpv. 1 PA); che pertanto, l’istanza di assistenza giudiziaria, 

nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali, è dive-

nuta senza oggetto, 

che infine, ai sensi dell’art. 111ater LAsi, non sono accordate indennità ripe-

tibili, in quanto il ricorrente è assistito dalla rappresentanza legale desi-

gnata dalla SEM ai sensi dell’art. 102h LAsi, 

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che la presente decisione è definitiva e non può, in principio, essere impu-

gnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale 

(art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto. 

2.  

La decisione della SEM dell’8 agosto 2025 è annullata e gli atti di causa le 

sono ritrasmessi per procedere ai sensi dei considerandi. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Non si accordano indennità per spese ripetibili. 

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

 

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