# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c385eb2d-14d7-5a7b-9b6d-8a3bdca352be
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-09-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 01.09.2008 11.2006.48
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2006-48_2008-09-01.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2006.48

  	
  Lugano

  1° settembre 2008/sc

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretario:

  	
  Annovazzi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2003.211 (servitù:
manutenzione delle opere necessarie al suo esercizio) della Pretura del
Distretto di Bellinzona promossa con petizione del 27 novembre 2003 dall'

 

	
   

  	
  AO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1 ,
  e 

   AP 2 

  (ora patrocinati dall' PA 1);

  
	
   

  	
   

  	 

				

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto l'appello
del 10 maggio 2006 presentato da AP 1 e AP 2 contro la sentenza emessa il 3
aprile 2006 dal Segretario assessore della Pretura del Distretto di Bellinzona;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   AO 1 è proprietario della particella n. 1946 RFD di __________
(2900 m²), sulla quale sorge
una casa d'abitazione. AP 1 e AP 2 sono comproprietari, un mezzo ciascuno,
della contigua particella n. 2689 (836 m²), non edificata. Entrambi i fondi confinano a sud con la particella
n. 1945, proprietà di terzi. Sulla particella n. 2689 è iscritta, in favore
della particella n. 1946, una servitù di passo pedonale che corre lungo tutto
il lato sud del fondo serviente. Il passaggio (largo 1.4 m) è a tratti pianeggiante
e a tratti a gradini, pavimentato con lastre prefabbricate di cemento su sottofondo
in calcestruzzo. 

 

                                  B.   Nel
dicembre del 2002 è rovinata a valle una parte del muro di sostegno sulla particella
n. 2689, lungo il lato sud a confine con la particella n. 1945. Ciò ha reso
pericolante, per qualche metro, il terreno su cui è esercitato il diritto di
passo. Dovendosi ricostruire il muro crollato, le parti non sono giunte ad
alcun accordo, nemmeno in esito a un'istanza di prova a futura memoria presentata
da AO 1 e discussa davanti al Pretore del Distretto di Bellinzona il 29 gennaio
2003. Inconciliabili sono rimaste anche le posizioni circa l'ammontare dei
costi di un intervento di risanamento.                                                                          

 

                                  C.   Con
petizione del 27 novembre 2003 AO 1 si è rivolto al Pretore del Distretto di Bellinzona
perché fosse ordinato ad 

                                         AP 1 e AP 2 di eseguire a loro spese i lavori indicati in un preventivo
del 14 aprile 2003 allestito, su suo incarico, dalla ditta __________ di __________.
In via cautelare egli ha chiesto che i convenuti fossero tenuti a garantire la
sicurezza del passo pedonale. Nella loro risposta del 19 febbraio 2004 i
convenuti hanno postulato il rigetto della petizione. L'attore ha replicato il
5 marzo 2004, confermando la sua richiesta di giudizio. I convenuti hanno duplicato il 23
aprile 2004, prospettan­do nuovamente
il rigetto dell'azione. L'istanza cautelare è stata respinta dal Segretario assessore
con decreto del 13 luglio 2004. 

 

                                  D.   Chiusa
l'istruttoria, nel suo memoriale conclusivo del 14 settembre 2005 l'attore ha
ribadito la domanda di petizione, chiedendo altresì
di obbligare i convenuti a rifondergli la somma di fr. 2152.–. Nel loro
allegato conclusivo del 15 settembre 2005 i convenuti hanno proposto una volta
ancora di respingere l'azione. Al dibattimento finale del 21 settembre 2005
sono comparsi unicamente i convenuti, che hanno reiterato il loro punto di
vista. Statuendo con sentenza del 3 aprile 2006, il Segretario assessore ha parzialmente
accolto la petizione e ha ingiunto ai convenuti di “partecipare, in solido, ai
costi dei lavori indicati nel preventivo-offerta 14 aprile 2003 della ditta __________
in __________ per complessivi fr. 8045.–”. La tassa di giustizia di fr. 1000.– e le spese di fr. 1500.– sono
state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le
ripetibili.

 

                                  E.   Contro
la sentenza appena citata AP 2 e AP 1 sono insorti con un appello del 10 maggio
2006 per ottenere che la petizione sia respinta e il giudizio impugnato riformato
di conseguenza. Nelle sue osservazioni del 6 giugno 2006 AO 1 propone di
respingere l'appello e di confermare la sentenza del Segretario assessore.

                                         

Considerando

 

in diritto:                  1.   Nelle sue conclusioni scritte davanti al Pretore l'attore ha postulato
la condanna dei convenuti a eseguire lavori per complessivi fr. 16 090.– e a
rifondergli l'importo di fr. 2152.–, mentre i convenuti hanno chiesto di
respingere la petizione. Il valore litigioso per l'appello è quindi dato (fr.
8000.–: art. 36 cpv. 1 LOG).

 

                                   2.   Il
giudice esamina d'ufficio, in ogni stadio di causa, se esistono i presupposti
processuali (art. 97 CPC). Ravvisandone la mancanza, egli “respinge la
petizione o l'istanza senza entrare nel merito della lite” (art. 99 cpv. 2
CPC), a meno che il difetto possa essere sanato entro breve termine (art. 99
cpv. 3 CPC). Tra i presupposti processuali si annovera anzitutto la giurisdizione
(art. 97 n. 1 CPC), che consiste nel potere di applicare la legge in una
determinata causa. La giurisdizione è l'attributo primo dell'autorità
giudiziaria e il fondamento di ogni sua attività (Picard, Studi sulla riforma del processo civile ticinese,
Bellinzona 1954, pag. 214 in alto). Essa discende dal principio della
separazione dei poteri e costituisce una questione d'ordine pubblico.

 

                                   3.   In
una recente sentenza del 13 maggio 2008 (pubblicata in DTF 134 I 184) il Tribunale
federale ha avuto modo di diffondersi proprio sulla giurisdizione del
Segretario assessore. Nel Cantone Ticino l'art. 34 cpv. 1 della legge
sull'organizzazione giudiziaria (LOG) – entrata in vigore il 14 luglio 2006 –
prevede per vero che “in caso di impedimento legale o assenza, il Pretore è
sostituito dal Segretario assessore, salvo il disposto dell'art. 24” (che
abilita il Consiglio di Stato a designare un supplente fisso nell'ipotesi di
assenze durevoli). L'art. 34 cpv. 2 LOG stabilisce altresì che il Segretario
assessore sostituisce il Pretore, “su richiesta e sotto la responsabilità di
quest'ultimo, quando lo esiga il funzio­namento della Pretura”. Nella
fattispecie giudicata dal Tribunale federale non era controversa la funzione
del Segretario assessore come sostituto del Pretore “in caso di impedimento
legale o di assenza” (art. 34 cpv. 1 LOG), né il Segretario assessore aveva
statuito in quella veste. Litigiosa era la giurisdizione del Segretario
assessore come sostituto del Pretore, “su richiesta e sotto la responsabilità
di quest'ultimo”, ogni qual volta “lo esiga il funzionamento della Pretura”
(art. 34 cpv. 2 LOG).

 

                                   4.   Nella
sentenza predetta il Tribunale federale ha ricordato che il diritto a un equo
processo consacrato dall'art. 30 cpv. 1 Cost. (la cui portata è identica a quella dell'art. 6 par. 1 CEDU) impone,
“allo scopo di evitare abusi o manipolazioni e
garantire l'indipen­denza necessaria”, che l'organizzazione giudiziaria sia
fondata sulla legge e che la competenza dei tribunali, così come la loro composizione,
sia regolata da norme generali e astratte (consid. 3.1). Ciò posto, esso ha
rilevato che l'art. 34 cpv. 2 LOG disciplina – come l'art. 34 cpv. 1 LOG –
supplenze puramente temporanee (consid. 5.2). Permette la sostituzione del
Pretore “in determinate circostanze” per il buon funzionamento della Pretura,
ma non in maniera generale né tanto meno sistematica. Non conferisce quindi al
Segretario assessore una competenza giurisdizionale autonoma e indipendente,
parallela a quella del Pretore. 

 

                                         Inoltre –
ha continuato il Tribunale federale – l'art. 80 Cost. ticinese non
costituirebbe una base legale sufficiente per creare una giurisdizione propria
del Segretario assessore, non potendo una norma di grado inferiore come l'art.
34 cpv. 2 LOG introdurre un nuovo titolare del potere giurisdizionale allorché
i detentori di tale potere sono chiara­mente ed esaustivamente definiti
dall'art. 75 Cost. ticinese. A tale scopo non sarebbe bastato nemmeno – ha soggiunto
il Tribunale federale – l'art. 47 cpv. 2 vCost. ticinese (cessata il 31
dicembre 1997), che pur prevedeva esplicitamente la supplenza del Pretore da
parte del Segretario assessore, ma che a sua volta non istituiva una
giurisdizione propria di quest'ultimo. Nelle condizioni descritte il Tribunale
federale ha ritenuto pertanto che la sentenza emessa da un Segretario asses­sore “così incaricato dal Pretore giusta l'art. 34 cpv. 2
LOG”, per di più senza la firma del Pretore, sottragga il cittadino al suo giudice
costituzionale, regolarmente fondato sulla legge (consid. 5.5).

 

                                   5.   Nel
caso in esame la sentenza appellata emana dal Segretario assessore del Distretto
di Bellinzona, il quale non dichiara di 

                                         avere statuito in luogo e vece del Pretore, né pretende di essere
stato “incaricato dal Pretore giusta l'art. 34 cpv. 2 LOG” (come figurava per
lo meno sulla sentenza vagliata dal Tribunale federale). Né l'atto è, per
avventura, controfirmato dal Pretore. Il Segretario assessore ha pronunciato
così, nella fattispecie, in virtù di una giurisdizione civile propria,
autonoma, indipendente e parallela a quella del Pretore. Il problema è che –
come ha precisato il Tribunale federale – una giurisdizione del genere non
sussiste. La sentenza appellata difetta così di un presupposto processuale e il
vizio non può semplicemente essere rimediato “entro un breve termine” (nel senso dell'art. 99 cpv. 3 CPC). La firma del Pretore, in effetti, potrebbe legittimare
tutt'al più una supplenza temporanea per il corretto funzionamento della
Pretura, in frangenti determinati, ma non una supplenza sistematica e d'ordine
generale. Mal si comprende quale contingenza specifica richiedesse l'interven­to
suppletorio del Segretario assessore per garantire il buon funzionamento della
Pretura.

 

                                   6.   L'art. 142 cpv. 1 lett. a CPC sanziona di nullità tutti “gli atti
di procedura” cui manchi un presupposto processuale. Il vizio va rilevato
d'ufficio (art. 142 cpv. 2 CPC). Trattandosi di una sentenza (e non di un
semplice atto processuale), tale sanzione va nondimeno applicata con cautela,
nel rispetto della sicurezza giuridica, sicché la nullità di una sentenza
“contro la qua­le è dato il rimedio dell'appello o della cassazione può essere
proposta soltanto nei limiti e secondo le forme stabilite per questi mezzi di
impugnazione” (art. 146 CPC). Di principio, quindi, una sentenza cui difetti un
presupposto processuale non è nulla, ma annullabile. Ciò non toglie che nella
fattispecie la sentenza del Segretario assessore sia appellata e non possa sfuggire
alla sanzione.

 

                                         Diversa è
la sorte delle sentenze che, pur pronunciate da Segretari assessori, sono ormai
passate in giudicato. Questa Camera non avendo mai interpretato l'art. 34
cpv. 2 LOG con il rigore del Tribunale federale (e non essendo mai stata
adita nemmeno con censure relative a vizi di giurisdizione), quei sindacati
hanno assunto carattere definitivo. Dopo la citata sentenza del Tribunale
federale, tuttavia, tale stato di grazia non può durare oltre. La sentenza
appellata va dunque annullata e gli atti rinviati in prima sede perché il
Pretore assuma la responsabilità del giudizio e statuisca di nuovo.

 

                                   7.   Non
incorrono nell'annullamento per contro, come ha espressamente rilevato il Tribunale
federale, gli altri atti di procedura svolti dal Segretario assessore. Se
infatti – ha precisato il Tribunale federale – l'art. 34 cpv. 2 LOG non
giustifica un potere giurisdizionale civile autonomo del Segretario assessore,
nulla osta a che quest'ultimo sostituisca il Pretore “nel quadro delle udienze
se così richiesto dal Pretore per il buon funzionamento della Pretura e sotto
la sua responsabilità” (consid. 6.1). Su tal punto non giova pertanto
soffermarsi.

 

                                   8.   Gli oneri del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art.
148 cpv. 1 CPC), ma data la particolarità della fattispecie, riconducibile a
una sentenza del Tribunale federale intervenuta in pendenza di appello, si
giustifica di rinunciare a ogni prelievo. Quanto alle ripetibili, gli
appellanti ottengono l'annullamento della sentenza impugnata, ma solo sul
principio e per ragioni indipendenti dalla loro volontà. Per di più, non è
possibile sapere quale decisione adotterà il Pretore in esito al rinvio della
causa. Equitativamente è il caso pertanto di compensare le ripetibili, la procedura
di appello concludendosi – nelle circostanze illustrate – senza vincitori né
vinti (art. 148 cpv. 2 CPC).

 

                                   9.   Circa i rimedi esperibili sul piano federale contro la presente
sentenza (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), trattandosi in concreto di una
decisione incidentale (di rinvio in prima sede), essa segue la via giudiziaria
dell'azione principale (art. 51 cpv. 1 lett. c LTF). E il valore litigioso
dell'azione principale non raggiunge la soglia di fr. 30 000.– (art. 74 cpv. 1
lett. b LTF) per un eventuale ricorso in materia civile (sopra, consid.
1).

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   L'appello è parzialmente
accolto, nel senso che la sentenza impugnata è annullata e gli atti sono
rinviati al Pretore per nuovo giudizio.

 

                                   2.   Non si riscuotono tasse o
spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  –;

  –.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle cause senza
carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art.
72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile
è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;
quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia
civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è
disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia
civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF
(art. 113 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata in tal caso dall'art.
115 LTF.