# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6ee8d4bf-aaf6-56ff-9765-3cf52ce7ec7c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-10-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 08.10.2015 80.2014.332
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2014-332_2015-10-08.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2014.332

  	
  Lugano

  8 ottobre 2015

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Rocco
  Filippini, vicecancelliere

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 18 dicembre 2014 contro la decisione del 20 novembre 2014 in materia di IC
  e IFD 2007.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   La RI 1, con sede a __________,
ha per scopo la consulenza aziendale, l’analisi, l’organiz-zazione, la
ristrutturazione di qualsiasi tipo di società. Nel periodo fiscale qui in esame
suoi soci e gerenti erano __________, titolare di diciannove quote del capitale
sociale, e la sua ormai ex moglie __________, titolare di un’ulteriore quota
del capitale sociale.

                                         Nella dichiarazione
fiscale 2007, la società indicava di aver conseguito una perdita di fr.
44'394.–, nonché un capitale imponibile di fr. 20'000.–.

 

 

                                  B.   Con decisione del 16
dicembre 2010, l’Ufficio di tassazione delle persone giuridiche (in seguito
UTPG) commisurava l’utile imponibile della società in fr. 83'000.–, riprendendo
“spese non ammesse” per un importo complessivo di fr. 127'404.–, così composto:

·        
Lavori da terzi __________ SA                 fr.
38'856.–

·        
Lavori da terzi __________ Ltd                 fr.
43'984.–

·        
Costi autoveicoli                                     fr.
33'884.–

·        
Spese di trasferta                                   fr.
10'680.–

 

 

                                  C.   La società impugnava
la suddetta decisione, con reclamo del 28 dicembre 2010.

                                         L’autorità di tassazione, con
successiva decisione del 20 novembre 2014, confermava la ripresa delle spese,
fatta eccezione per i “costi autoveicoli”, che riconosceva nella limitata
misura di fr. 10'000.–. Rispetto alla prima decisione, l’autorità prendeva in
considerazione le perdite fiscali dell’anno precedente, pari a un importo complessivo
di fr. 158'196.–, e commisurava conseguentemente in zero franchi l’utile
imponibile.

 

 

                                  D.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, la RI 1 contesta nuovamente la
ripresa delle spese decisa dall’autorità di tassazione.

                                         La ricorrente sostiene di
avere sufficiente comprovato la giustificazione commerciale delle fatture
emesse da __________ SA e da __________ Ltd. Ritiene inoltre giustificati i
costi per due autoveicoli, avendo due dipendenti attivi sia nel Canton __________
che a __________. Ribadisce infine che le spese di trasferta sono dovute alla
continua ricerca di nuovi clienti.

 

 

                                  E.   Nelle proprie
osservazioni del 27 gennaio 2015, l’UTPG propone di respingere il gravame.

                                         L’autorità pone l’accento
sull’esistenza di una seconda società, la __________, costituita nel corso del 2007
per dirottarvi parte dell’attività della società ricorrente, allo scopo di
ridurne la cifra d’affari. L’anomala gestione delle due società avrebbe permesso,
tramite trasferimenti di ricavi e costi da una società all’altra, di livellare
i risultati aziendali, determinando nel caso della ricorrente un risultato
d’esercizio negativo.

 

 

Diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         La Camera di diritto
tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine.

                                         Essa deve pertanto
esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo,
sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una
persona legittimata.

 

                                         1.2.

                                         Il riconoscimento della
legittimazione ricorsuale implica l’esistenza di un interesse degno di
protezione, sia esso un interesse di diritto o di fatto, direttamente connesso
con l’oggetto della contestazione ed attuale (Dubey/Zufferey,
Droit administratif général, Basilea 2014, n. 2082 ss., p. 733 ss.);

                                         In altri termini, perché
sia data la legittimazione, devono essere adempiuti i seguenti presupposti:

Ø 
l’interessato deve essere toccato e pregiudicato dalla decisione:
è irrilevante che si tratti di interessi giuridici o fattuali, bastando che la
decisione gli cagioni uno svantaggio economico, ideale, materiale o di altra
natura;

Ø 
il ricorrente deve dimostrare di avere un interesse alla modifica
della decisione: si richiede pertanto che egli sia toccato in modo particolare
e diretto, in misura maggiore e con intensità superiore rispetto a chiunque
altro                                  (Dubey/Zufferey, loc. cit. e
giurisprudenza citata).

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Nel caso in esame, la decisione
impugnata del 20 novembre 2014 ha commisurato l’utile imponibile in zero
franchi, sicché è evidente che la società contribuente non ha alcun interesse attuale
degno di tutela ad ottenere una pronuncia di questa Camera (cfr. anche Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura
di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2b, 2a
ediz., Basilea 2008, n. 12 ad art. 132 LIFD; Richner/Frei/Kaufmann/
Meuter, Handkommentar zum DBG, 2a ediz., Zurigo 2009, n. 15
ad art. 132 LIFD, p. 1153; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Kommentar zum harmonisierten Zürcher Steuergesetz, 2a ediz., Zurigo,
2006, n. 16 ad § 140, p. 1200; Plüss,
in: Klöti-Weber/Siegrist/ Weber [a cura di], Kommentar zum Aargauer
Steuergesetz, 3a ediz., Muri-Berna, 2009, n. 17 ad § 192, p. 1870).

                                         Poiché
l’autorità materiale di cosa giudicata si riferisce soltanto al dispositivo della
decisione e non si estende invece ai singoli punti della relativa motivazione
(RDAF 2001 p. 261 ss. = StE 2001 B 96.11 n. 6), la società contribuente non può
mettere in discussione la ripresa delle spese decisa dall’autorità di tassazione
né tanto meno la misura delle perdite d’esercizio, che potrà eventualmente
compensare con gli utili futuri.

 

                                         2.2.

                                         Dall’utile netto del
periodo fiscale sono dedotte le perdite dei sette esercizi precedenti il
periodo fiscale, in quanto non se ne sia potuto tener conto per il calcolo
dell’utile netto imponibile di quegli anni (art. 75 cpv. 1 LT; art. 67 cpv. 1
LIFD). 

                                         Secondo la
giurisprudenza del Tribunale federale in applicazione dell’art. 67 LIFD, una
tassazione in materia di imposte dirette acquista l’autorità di cosa giudicata
solo per il periodo fiscale in questione; le circostanze di fatto e di diritto
possono essere valutate in modo diverso in occasione di un ulteriore periodo fiscale.
Esse assumono la semplice qualifica di motivi che come tali non godono
dell’autorità di cosa giudicata sostanziale (cfr. la sentenza 2A.370/2004 dell’11
novembre 2005, in ASA 77 p. 257, consid. 4.2). In
particolare, quando un contribuente riceve una decisione di tassazione che
stabilisce un utile nullo, con la conseguenza che non vi è alcun debito
d’imposta, l’ammontare delle perdite che hanno portato a stabilire l’utile
nullo costituisce unicamente un motivo della decisione di tassazione, sicché
tale importo non beneficia della forza di cosa giudicata sostanziale. Nella
misura in cui un contribuente auspica che l’ammontare della perdita da
riportare sul periodo fiscale successivo sia oggetto di una decisione secondo
l’art. 67 LIFD, gli manca un interesse attuale degno di tutela (sentenze 2C_973/2012
e 2C_974/2012 del 4 ottobre 2013, in RDAF 2014 II p. 34 = RF
69/204 p. 65, consid. 4.2; 2C_91/2012 del 17 agosto 2012, in RF 68/2013 p. 158, consid. 1.3.3 e giurisprudenza
citata; 2A.192/2000 del 9 maggio
 2001, in StE 2001 B 96.11 n. 6, consid. 1b/bb, 1b/cc et 3). 

 

                                         2.3.

                                         Ciò implica
che il riporto delle perdite deve essere esaminato nel momento in cui è
domandato, in particolare in occasione della tassazione dei periodi fiscali successivi.
Inversamente, se in procedura ordinaria o in procedura di tassazione per
apprezzamento un contribuente è stato tassato su un utile netto positivo e tale
tassazione diventa definitiva, le perdite degli esercizi compresi nel periodo
di calcolo e le perdite riportate dagli esercizi precedenti non possono più
essere compensate nei periodi fiscali successivi (RDAF 2014 II p. 34 = RF
69/204 p. 65, consid. 4.2, con riferimento alle sentenze: 2C_240/2011 dell’8
aprile 2011, in RF 66/2011 679, consid. 2; 2C_220/2009 del 10 agosto 2009 consid.
8.1 e riferimenti citati). 

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Alla luce
della giurisprudenza citata, il ricorso si rivela pertanto irricevibile.

                                         La società ricorrente, il cui utile imponibile è stato stabilito in
zero franchi, non ha un interesse attuale degno di tutela a contestare la
relativa decisione. Essa potrà chiedere che le perdite del periodo fiscale
litigioso siano aumentate, nel momento in cui le sarà notificata una tassazione
su un utile positivo. 

 

                                         3.2.

                                         Visto
l’esito del ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico
della ricorrente, soccombente.

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è irricevibile.

 

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    400.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    480.–

                                         sono a carico della
ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
  -;

  -;

  -;

  -.

   

  

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

Per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         Il
segretario: