# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 93a90249-e6ae-5131-8ed6-87ca28f1bd4d
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-03-04
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 04.03.2015 A 2014 55
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2014-55_2015-03-04.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

A 14 55

4a Camera  

Giudice unico Racioppi e attuario ad hoc Paganini

SENTENZA

del 4 marzo 2015

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____,
ricorrente

contro 

Comune di X._____, 

rappresentato dall'Avvocato lic. iur. Fabrizio Keller, 

convenuto

concernente tasse di allacciamento (risanamento Acquedotto comunale)

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1. Il 29 dicembre 2011 l'Assemblea comunale di X._____ approvava una 

revisione parziale del regolamento acqua potabile Comune di X._____. Il 

nuovo art. 19 bis del regolamento prevede una tassa per il risanamento 

dell'acquedotto comunale. L'ammontare di tale tassa supplementare si 

ricava da una percentuale sul valore a nuovo (VAN) che varia a seconda 

della categoria d'edificio (classi I a III oltre a stalle e fienili). 

2. A._____ è proprietario di tre immobili nel Comune di X._____, i quali 

appartengono alla classe II (a norma del regolamento sopra citato). Le 

tasse supplementari di allacciamento per questi tre edifici (0.8 % del VAN) 

venivano imposte il 10 dicembre 2014 per mezzo di tre fatture pari a: una 

volta Fr. 1'472.--, un'altra Fr. 534.40 e un'altra ancora Fr. 2'696.--.

3. Contro queste tre tassazioni il 23 dicembre 2014 A._____ (qui di seguito 

ricorrente) inoltrava tempestivamente ricorso al Tribunale amministrativo. 

Il ricorrente contesta il criterio utilizzato per calcolare la tassa (ovvero la 

percentuale fondata sul VAN) ritenendolo antidemocratico e ingiusto. Egli 

sostiene che l'utilizzo che ogni cittadino fa dell'acquedotto comunale non 

avrebbe niente a che vedere con il valore a nuovo degli edifici. Con il 

criterio utilizzato dal Comune di X._____ si penalizzerebbe fortemente i 

proprietari degli edifici costruiti negli ultimi anni e quindi con valori a nuovo 

più elevati mentre che si favorirebbero fortemente i proprietari di case 

relativamente vecchie. Egli ritiene che la suddetta tassa di risanamento 

dovrebbe essere ripartita dividendo la spesa totale in modo equo su ogni 

edificio allacciato, poiché tutti quelli che sono allacciati all'acquedotto 

comunale lo utilizzerebbero allo stesso modo e poco importerebbe se la 

casa è nuova (e varrebbe di più) oppure se la casa è vecchia (e varrebbe 

di meno). Sempre stando al ricorrente, in alternativa si potrebbero 

utilizzare altri criteri di ripartizione, come ad esempio dividere la spesa del 

risanamento in proporzione al consumo effettivo d'acqua di ogni famiglia 

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oppure in proporzione al numero di persone che vivono in ogni nucleo 

famigliare. 

4. Nella sua presa di posizione del 21 gennaio 2015 il Comune politico di 

X._____ (qui di seguito convenuto) chiedeva il rigetto del ricorso con 

protesta di spese e tasse. 

Il convenuto asserisce che la critica del ricorrente, secondo cui i 

proprietari di case vecchie sarebbero favoriti in rapporto ai proprietari di 

case nuove, sarebbe infondata, dacché il criterio del valore a nuovo 

sarebbe un criterio in diretta relazione con il volume dell'edificio e, 

indipendentemente dall'età dello stesso, utilizzerebbe un criterio di 

valutazione analogo per tutti. Un edificio di vent'anni e uno di un anno con 

la stessa dimensione e per i quali sono stati utilizzati gli stessi materiali 

avrebbero un identico valore a nuovo. L'allegazione del ricorrente sarebbe 

invece corretta se il criterio utilizzato fosse quello del valore venale o 

commerciale. Il convenuto afferma inoltre che – contrariamente a quanto 

sostenuto dal ricorrente – il valore a nuovo avrebbe a che vedere con 

l'utilizzo dell'acquedotto. Il volume sarebbe ordinariamente maggiore per 

case in cui abitano più persone e più ridotto per abitazioni nelle quali 

risiedono un numero inferiore di persone. Inoltre, edifici con un volume 

maggiore avrebbero ordinariamente un numero maggiore di allacciamenti 

di impianti sanitari. Il criterio utilizzato rispetterebbe dunque il principio di 

causalità. 

La proposta del ricorrente di ripartire la spesa in base al consumo effettivo 

potrebbe entrare in considerazione per le tasse di consumo (tasse annuali 

ricorrenti) ma non per quelle di allacciamento. L'allacciamento infatti 

sarebbe necessario indipendentemente dal consumo e il 

dimensionamento degli impianti pubblici dovrebbe essere previsto per un 

consumo proporzionale al volume dell'edificio il quale sarebbe 

indipendente dal reale utilizzo che un proprietario ne può fare. Un 

proprietario potrebbe trasformare una residenza secondaria in una 

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primaria e una casa utilizzata da un numero ridotto di persone potrebbe 

essere utilizzata da famiglie più numerose. L'ente pubblico dovrebbe 

considerare tutte queste possibilità, ne discenderebbe così una tassa che 

è proporzionale alle dimensioni dell'edificio e quindi al suo valore a nuovo. 

Parimenti infondata sarebbe la richiesta di addebitare la tassa di 

allacciamento in proporzione al numero di persone che vivono in ogni 

nucleo familiare, siccome questo criterio non terrebbe conto del possibile 

cambiamento del numero di persone nonché dell'utilizzazione nel tempo. 

La tassa di allacciamento, tuttavia, sarebbe una tassa unica che verrebbe 

pagata per l'intera durata dell'impianto realizzato. Occorrerebbe dunque 

considerare dei criteri oggettivi che possano essere riscontrabili per tutto il 

tempo di durata dell'acquedotto. Il criterio utilizzato risponderebbe a 

questa esigenza. 

Nella PTA 2003 no. 21 il Tribunale avrebbe sancito che sarebbe 

ammesso il prelievo di una tassa di allacciamento in base ai metri cubi 

dell'edificio. Nel caso concreto il valore a nuovo sarebbe appunto 

calcolato dalla Commissione di stima cantonale partendo dal rilievo della 

cubatura dell'edificio e moltiplicando questo parametro per un importo 

corrispondente all'investimento necessario per la costruzione. In sostanza 

il VAN avrebbe una diretta correlazione con il volume degli edifici e, visto 

che il volume degli edifici sarebbe un criterio accettato da questo 

Tribunale, meriterebbe protezione. Del resto pure nella PTA 2005 no. 18 

cons. 2c pag. 70 e nella decisione del tribunale amministrativo A 05 1 si 

riconoscerebbe la validità del criterio basato sul valore a nuovo 

dell'edificio per la determinazione di una tassa di allacciamento.

Considerando in diritto:

1. Giusta l'art. 43 cpv. 3 lett. a della legge sulla giustizia amministrativa 

(LGA; CSC 370.100), il Tribunale amministrativo decide nella 

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composizione di Giudice unico, quando il valore litigioso non supera i 

5'000 franchi e non è prescritta una composizione di cinque giudici. 

Nell'evenienza le fatture contestate dal ricorrente (complessivamente Fr. 

4'702.40) non superano i 5'000 franchi. Non essendo altrimenti prevista 

una composizione a cinque, sulla presente controversia è pertanto dato 

statuire in qualità di Giudice unico. 

2. Oggetto del presente litigio costituiscono le tre tassazioni del 10 dicembre 

2014 del convenuto. Nel caso di specie è controverso il metodo 

regolamentato per l'esazione delle tasse di allacciamento supplementari 

quali controprestazione del proprietario fondiario per il rinnovo 

dell'acquedotto comunale. Questo Giudice deve perciò innanzitutto 

decidere sulla liceità della norma su cui si basano le decisioni qui 

impugnate (cosiddetto controllo concreto delle norme) le quali, in caso 

contrario, andrebbero eventualmente annullate. 

3. I tributi pubblici si lasciano sostanzialmente suddividere in imposte e 

tasse causali. Mentre le imposte costituiscono dei tributi dovuti allo Stato 

senza controprestazione diretta, le tasse caratterizzano il singolo 

indennizzo da parte del cittadino all'amministrazione pubblica per la 

copertura del comune fabbisogno finanziario. Alle tasse causali 

appartengono – fra l'altro – gli oneri preferenziali, i quali costituiscono dei 

contributi ai costi di gestione di una struttura pubblica, imposti a una 

determinata cerchia di persone che trae particolare vantaggio da detta 

struttura. Essi appaiono giustificati dai vantaggi particolari che il singolo 

cittadino gode in virtù della struttura pubblica (cfr. sentenza del Tribunale 

amministrativo A 13 32 (+33) del 30 ottobre 2013 cons. 2 con rinvii a 

IMBODEN/RHINOW, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, tomo II, 5a 

ed., Basilea 1976, pag. 758 segg.; DTF 106 Ia 241; PTA 1989 no. 69). 

I tributi d'allacciamento possono essere riscossi sotto forma di tasse, 

qualora l'allacciamento all'impianto sia avvenuto e sussista la possibilità di 

http://links.weblaw.ch/it/BGE-106-IA-241

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utilizzo. L'ente pubblico può però prevedere che, al posto delle tasse, 

siano riscossi dei contributi (quali oneri preferenziali). I contributi 

d'allacciamento – contrariamente alle tasse – vengono riscossi già al 

momento che l'interessato proprietario fondiario detiene la possibilità 

d'allacciamento, seppure esso stesso non sia ancora stato realizzato e 

quindi non possa essere utilizzato (cfr. DTF 106 Ia 241 cons. 3b). Nella 

prassi, tuttavia, non è sempre ravvisabile una netta distinzione tra il 

termine "tassa" e "contributo". Nel caso di specie tale suddivisione non è 

comunque rilevante per cui – ai fini di comprensione – vengono utilizzati 

entrambi come sinonimi. Secondo la dottrina e la giurisprudenza, la tassa 

di allacciamento viene considerata quale tributo unico (cfr. sentenza del 

Tribunale federale 2P.45/2003 del 28 agosto 2003 cons. 5.3). Tuttavia è 

ammessa la riscossione di tasse di allacciamento supplementari su edifici 

già allacciati quando si intende erigere un nuovo impianto oppure 

rinnovare risp. ampliare un impianto esistente in modo tale che giovi a 

tutti gli immobili (PTA 2005 no. 18; sentenza del Tribunale federale 

2C_341/2009 del 17 maggio 2010 cons. 5.1; DTF 97 I 337 cons. 2c con 

rinvii). Nel successivo prelievo di una tassa di allacciamento la 

giurisprudenza non intravede alcun caso di applicazione retroattiva delle 

leggi (PTA 2005 no. 20 cons. 3c con rinvii). Nell'ambito dell'utilizzo delle 

acque – alla luce di un aggravamento fiscale che tenga giustamente 

conto del principio di causalità (ovvero "del chi chiede paga") – si 

differenzia inoltre tra tasse di base e di consumo. Le tasse base sono 

concepite quali controprestazione per il mantenimento delle infrastrutture. 

Le tasse di consumo, invece, sono variabili e prelevate secondo l'utilizzo 

effettivo dell'impianto (sentenza del Tribunale federale 2C_995/2012 del 

16 dicembre 2013 cons. 5.1 con riferimento a PETER KARLEN, Die Erhe-

bung von Abwasserabgaben aus rechtlicher Sicht, URP 1999 pag. 539 

segg.). In merito alla tassa di allacciamento (in questo caso 

supplementare) il principio di causalità permette tuttalpiù di definire la 

cerchia delle persone tenute al loro pagamento (mentre che esso è 

http://links.weblaw.ch/it/2P.45/2003

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evidentemente rilevante per la tassa di consumo). Per contro, dal punto di 

vista della commisurazione, la tassa menzionata soggiace ai principi della 

copertura dei costi e dell'equivalenza. Il principio di copertura dei costi 

esige una ragionevole correlazione fra il gettito globale delle tasse di 

allacciamento e l'ammontare complessivo dei costi generati per 

l'infrastruttura prevista (cfr. DTF 126 I 188 cons. 3a/aa e 124 I 20 cons. 

6c). Il principio dell'equivalenza – che discende dal principio della 

proporzionalità – dispone invece che l'ammontare della singola tassa 

deve rimanere in un adeguato rapporto con la prestazione fornita dall'ente 

pubblico (DTF 126 I 188 cons. 3a/bb). Il divieto dell'arbitrio e il principio 

dell'uguaglianza di trattamento, pongono infine ulteriori limitazioni 

all'esazione (DTF 106 Ia 243 cons. 3b; DANIELA WYSS, Kausalabgaben, 

2009, pag. 56 segg.).

4. a) Per quanto riscontrabile, il ricorrente non contesta la riscossione di una 

tassa di allacciamento supplementare di per sé e neppure la lesione del 

principio di copertura dei costi o dell'equivalenza, bensì il criterio applicato 

per calcolare suddetta tassa. A titolo di completezza, nel considerando 

seguente verrà dapprima esaminato se sussiste una sufficiente base 

legale per l'esazione della tassa in discussione. 

b) Finché non si tratti solamente di tasse di cancelleria, onde poter esigere il 

versamento di una retribuzione a titolo di tassa, l'amministrazione 

pubblica necessita di una base legale in senso formale, la quale deve 

almeno stabilire le premesse, la misura dell'impostazione e la cerchia dei 

soggetti fiscali (HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 

6a ed., Zurigo/San Gallo 2010, n. 2625c). In che misura la legge formale 

stessa debba regolare i principi per l'esazione delle tasse dipende dalle 

peculiarità della tassa in discussione (cfr. DTF  106 Ia 241 cons. 3b con 

riferimento a 104 Ia 115 cons. 3 e 4). 

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Né a livello federale né tantomeno a livello cantonale sussistono delle 

regolamentazioni sull'approvvigionamento idrico. Nella vertenza in esame, 

la sufficiente base legale per la riscossione di contributi o tasse in questo 

ambito è perciò esclusivamente data dal regolamento acqua potabile 

Comune di X._____ del 1° dicembre 1996 (con modifiche del 2008 e 

2011). Giusta l'art. 19 bis di detto regolamento per il rifacimento e 

ampliamento dell'acquedotto comunale è prelevata una tassa 

supplementare di allacciamento su ogni edificio esistente allacciato 

all'acquedotto (o con obbligo di allacciamento). Per determinare la tassa 

supplementare viene moltiplicata una percentuale – la quale varia a 

seconda della classe di edificio (cfr. art. 19 del regolamento) – per il 

valore a nuovo del fabbricato (VAN) (art. 19 bis del regolamento). 

Essendo così presente una sufficiente base legale resta da stabilire 

sull'ammissibilità del criterio utilizzato per l'esazione.

c) Il Tribunale federale ha ripetutamente deciso che – salvo nei casi in cui la 

loro applicazione porti a risultati manifestamente ingiustificati – le tasse in 

oggetto possono essere prelevate anche in base a criteri schematici 

(sentenza del Tribunale federale 2C_847/2008 dell'8 settembre 2009 

cons. 2, 2C_656/2008 del 29 maggio 2009 cons. 3.3). Questo vale non 

solo per il calcolo di contributi (risp. oneri preferenziali), dove difficilmente 

si ha una stima precisa del beneficio acquisito, ma pure per il calcolo di 

tasse (DTF 98 Ia 169 cons. 4b; 93 I 114 cons. 5b con rinvii). La 

giurisprudenza ha costantemente confermato che il valore assicurativo di 

un fabbricato (che di regola corrisponde al VAN di un fabbricato, vale a 

dire al dispendio necessario per la costruzione nello stesso luogo di un 

fabbricato dello stesso genere e delle stesse dimensioni [vedi art. 11 

dell'ordinanza sulle stime ufficiali; OStim; CSC 850.110]) rappresenti un 

criterio adeguato per l'accollamento dei costi di costruzione di reti fognarie 

e impianti di depurazione delle acque (cfr. DTF 106 Ia 241 cons. 4d con 

rinvii in particolare a DTF 93 I 106 cons. 5b, 94 I 270 cons. 5a; parimenti 

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KAPPELER, Die Festsetzung der Abwassergebühr, in: ZBL 69 (1968) S. 

468 e no. 19 pag. 493; STÜDELI, Bericht über Grundeigentümerbeiträge 

und Gebühren an Erschliessungsanlagen, in: VLP Schriftenfolge no. 18, 

pag. 71 no. 5e, pag. 61 seg. No. 6). Il VAN può però essere 

fondamentalmente applicato per tutte le tasse base (nel senso di una 

tassa per l'approntamento) (sentenza del Tribunale federale 2C_995/2012 

con riferimento a 2P.266/2003 del 5 marzo 2004 cons. 3.3) e quindi non 

solo per quanto riguarda le fognature bensì anche per gli acquedotti. Il 

VAN possiede il vantaggio di essere stato definito secondo criteri oggettivi 

in una procedura in cui si tiene conto non degli interessi del fisco, bensì 

degli assicurati proprietari immobiliari. Oltretutto questo è gia presente e 

non serve fissarlo in un complicato e costoso procedimento di valutazione 

(DTF 109 Ia 325 cons. 6a). Difatti, nella fissazione dell'ammontare delle 

tasse, la giurisprudenza ammette l'adozione d'importanti schematizzazioni 

al fine di non complicare in modo sproporzionato l'incasso, specialmente 

quando delle differenziazioni non sono giustificate dal loro ammontare. 

Ciò in considerazione del fatto che una valutazione economica del diritto 

di utilizzare le infrastrutture o una quantificazione precisa di vantaggi 

particolari è spesso alquanto difficile, se non impossibile. Ad esempio, per 

le tasse di allacciamento e d'uso di acquedotti, canalizzazioni e impianti di 

distribuzione d'energia accanto al valore del fabbricato possono entrare in 

considerazione anche altri criteri quali i valori di altre abitazioni, la 

superficie abitabile o la cubatura (vedi sul tema PETER KARLEN, Die 

Erhebung von Abwasserabgaben aus rechtlicher Sicht, in: URP 1999 pag. 

557 segg.). Tuttavia, queste tasse devono essere allestite in base a criteri 

oggettivamente sostenibili e non devono operare distinzioni prive di motivi 

ragionevoli (sentenza del Tribunale amministrativo A 14 11 cons. 3b con 

riferimenti a DTF 126 I 180 cons. 3a/bb e 122 I 279 cons. 6c con rinvii). 

Applicando il VAN il valore dell'immobile sta in una certa relazione con il 

vantaggio che il fabbricato trae dall'allacciamento, senza la necessità di 

operare altre distinzioni in funzione della concreta situazione della 

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costruzione. Un'eccezione a questo principio viene adottata dalla 

giurisprudenza solo per costruzioni il cui valore non ha alcuna relazione 

con l'effettivo alto o basso consumo di acqua. In questi casi la tassa non 

può essere calcolata solo ed esclusivamente sul valore del fabbricato. 

Tali eccezioni si verificano quasi esclusivamente per costruzioni industriali 

con grandi volumetrie e pochissimo consumo di acqua. Per contro, per i 

comuni che prelevano la tassa in percento del valore del fabbricato, il 

Tribunale federale non ha mai preteso che anche per le abitazioni 

venissero operate eccezioni per situazioni particolari. La facoltà di 

operare una differenziazione anche per le abitazioni può essere lasciata 

all'autonomia comunale, in ossequio però al principio dell'uguaglianza di 

trattamento (2C_847/2008 dell'8 settembre 2009). 

5. Alla luce di quanto esposto nei considerandi che precedono non occorre 

approfondire ulteriormente le allegazioni del ricorrente. Vanno così 

sostenuti gli argomenti del convenuto, soprattutto là dove afferma che il 

valore a nuovo è un criterio di valutazione in diretta relazione con il 

volume dell'edificio e, indipendentemente dall'età dello stesso, analogo 

per tutti. Ugualmente si può accondiscendere con quanto asserito dal 

convenuto, quando definisce la tassa di allacciamento una tassa unica 

che viene pagata per l'intera durata dell'impianto realizzato, per cui 

occorre considerare dei criteri oggettivi che possano essere riscontrabili 

per tutto il tempo di durata dell'acquedotto, come è appunto il caso 

applicando il VAN. Pertanto le proposte alternative del ricorrente non 

meritano protezione, specialmente perché utilizzo e numero di persone 

effettivamente usufruenti dell'acqua potabile di ogni singolo fabbricato 

possono soggiacere a marcanti variazioni lungo la durata d'utilizzo 

dell'impianto dopo il suo risanamento, cosicché una tassa in proporzione 

al numero di persone può sì apparire giustificata al momento del 

risanamento, ma – come anche esplicato dal convenuto – non tenendo 

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conto delle circostanze future, essa corre il rischio di palesarsi 

estremamente improporzionale. 

6. Giusta quanto appena esposto il ricorso è infondato. Il criterio di 

misurazione utilizzato dal convenuto risp. ancorato nel suo regolamento 

sull'acqua potabile per la tassa di allacciamento supplementare si rileva 

quindi essere ammissibile per cui il ricorso va respinto e le tre tassazioni 

del 10 dicembre 2014 confermate. Le spese giudiziarie vanno poste a 

carico del soccombente ricorrente (art. 73 cpv. 1 LGA). Al convenuto non 

vengono assegnate ripetibili, dato che si manifesta vincente nell'esercizio 

delle sue attribuzioni ufficiali (art. 78 cpv. 2 LGA). 

Il Giudice unico decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 600.--

- e le spese di cancelleria di fr. 248.--

totale fr. 848.--

il cui importo sarà versato da A._____ entro trenta giorni dalla notifica della 

presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira. 

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]