# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4c484e02-eb97-504d-b9b6-027bcd0acf9d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-09-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 19.09.2018 52.2018.397
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2018-397_2018-09-19.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2018.397

   

  	
  Lugano

  19 settembre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia
  Verzasconi, presidente,

  Matea
  Pessina, Fulvio Campello

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Giorgia
  Ponti 

  

 

 

statuendo
sull'istanza di revisione del 27 agosto 2018 di

 

 

	
   

  	
   RI
  1 RI 2   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione del 10 agosto 2018 con cui il giudice delegato all'istruzione della
  causa del Tribunale cantonale amministrativo ha dichiarato irricevibile il
  gravame per denegata e ritardata giustizia inoltrato il 7 giugno 2018 dagli
  insorgenti (inc. n. 52.2018.259);

  

 

 

 

ritenuto,                          in
fatto

che il 7 giugno 2018 RI 1 e RI 2
hanno inoltrato davanti al Tribunale cantonale amministrativo un ricorso per
denegata e ritardata giustizia nei confronti dell'operato della Commissione
cantonale per la protezione dei dati, a cui rimproveravano di non avere evaso
con la dovuta celerità gli inc. n. LIT 2017.1 e LIT 2018.1;

che, in applicazione dell'art. 47 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm; 165.100),
con decisione dell'8 giugno 2018 il giudice delegato all'istruzione della causa
ha fissato loro un termine scadente il 27 giugno 2018 per prestare l'anticipo
delle presunte spese processuali, stabilito in fr. 800.-;

che l'ordine era
assortito della comminatoria dell'irricevibilità del gravame in caso di mancato
pagamento nel termine assegnato;

che i coniugi __________, con lettera del 15
giugno 2018, hanno chiesto di essere esonerati dal pagamento dell'anticipo
oppure di beneficiare di una riduzione dell'importo richiesto, adducendo di
avere accumulato nei confronti del Cantone
un consistente debito per pregresse spese processuali ancora impagate;

 

                                         che con scritto
raccomandato del 27 giugno 2018, notificato ai ricorrenti il 5 luglio seguente
(cfr. servizio Track & Trace de La Posta, invio n. 98.41.902926.00384984)
il giudice delegato ha assegnato ai coniugi __________ un ulteriore termine di
10 giorni per comprovare minuziosamente la loro situazione finanziaria oppure
per versare fr. 400.- a titolo di anticipo ridotto per le presunte spese processuali;

che anche quest'ultimo ordine era assortito della comminatoria
dell'irricevibilità del gravame in caso di mancato ossequio;

che, contro la decisione per prestare
l'anticipo delle presunte spese processuali dell'8 giugno 2018, i ricorrenti
hanno presentato ricorso al Tribunale federale, il quale ha statuito con
sentenza 1C_354/2018 del 20 luglio 2018 respingendo, nella misura in cui era
ammissibile, la loro impugnativa;

che mediante giudizio del 10 agosto 2018 il giudice delegato alla causa, dopo
avere constatato che i ricorrenti non avevano provveduto a dar seguito a quanto richiesto con decisione del 27 giugno 2018 entro
il termine fissato in quell'occasione, ha dichiarato irricevibile il loro ricorso del 7 giugno 2018, in
applicazione di quanto previsto dall'art. 47 cpv. 3 LPAmm, ponendo a loro carico
la tasse e spese processuali (art. 47 cpv. 1 LPAmm);

che il 27 agosto 2018 RI 1 e RI 2 hanno inoltrato dinnanzi al Tribunale
cantonale amministrativo un'istanza di revisione di detto giudizio, adducendo una
serie di argomenti alquanto confusi e per lunghi tratti incomprensibili, di cui
si dirà, per quanto necessario, in seguito;

che l'istanza non è stata intimata per la risposta (art. 72 LPAmm);

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che innanzitutto gli
istanti invocano "l'astensione spontanea e non la ricusazione del
Giudice delegato Matteo Cassina nell'entrata nel merito di questa revisione per
gli incarichi istituzionali ricoperti (Presidente Commissione esaminatrice per
l'avvocatura, Presidente Commissione per il
notariato, Presidente Commissione esaminatrice per il notariato) rispetto ai
dispositivi LIT 2017.1, 2018.1 che concernono la Commissione di disciplina
notarile e Commissione di disciplina degli avvocati";

che la richiesta, non facilmente decifrabile, non merita di essere approfondita, visto che il giudice Cassina non è nel
presente procedimento parte del collegio giudicante, per cui la
questione di una sua eventuale ricusa o astensione nemmeno si pone;

che secondo l'art. 57 LPAmm contro le decisioni cresciute in giudicato di
un'autorità di ricorso è dato il rimedio della revisione se: 

a)  la parte
dimostra che l'autorità non ha tenuto conto di fatti rilevanti che risultano
dagli atti o di determinate conclusioni;

b)  la parte adduce fatti o mezzi di prova nuovi e
rilevanti, che non ha potuto allegare, senza sua colpa, nella precedente
procedura;

c)   da un
procedimento penale risulta che un crimine o un delitto ha influito sulla
decisione a pregiudizio dell'istante; non occorre che sia stata pronunciata una
condanna penale; se il procedimento penale non può essere esperito, la prova
può essere addotta in altro modo;

                                         d)  la parte prova che
l'autorità ha violato le norme sulla ricusazione;

che l'istanza di revisione dev'essere proposta all'autorità di ricorso entro 30
giorni dalla scoperta del motivo di revisione, ma al più tardi entro dieci anni
dall'intimazione della decisione (art. 58 cpv. 1 LPAmm); 

che l'ammissibilità di un'istanza di revisione presuppone anzitutto che essa
sia ricevibile in ordine; 

che in base al chiaro testo dell'art. 57
LPAmm, il rimedio della revisione è
dato unicamente contro le decisioni di un'autorità di ricorso, cresciute in
giudicato; indipendentemente dal motivo invocato, il termine di revisione
(30 giorni) decorre dunque solo dalla crescita in giudicato formale
della decisione (cfr. Messaggio del Consiglio di Stato 23 maggio 2012 [n. 6645]
sulla revisione totale della legge di procedura per le cause amministrative del
19 aprile 1966, in: RVGC 2013-2014, vol. 3, pag. 1947 segg., pag. 1977 ad 21.2); 

che un giudizio non acquisisce forza di cosa giudicata in senso formale finché
può essere impugnato con un rimedio di diritto ordinario o sino a quando un
simile rimedio è pendente (cfr. Pierre
Tschannen/Ulrich Zimmerli/Markus Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht,
IV ed. Berna 2014, n. 298; René
Rhinow/Heinrich Koller/Christina Kiss/Daniela Thurnherr/Denise Brühl-Moser,
Öffentliches Prozessrecht, III ed., Basilea 2014, n. 951 e 669 segg.; Alfred Kölz/Isabelle Häner/Martin Bertschi,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, III ed., Zurigo
2013, n. 664); 

che il Tribunale federale ha in particolare stabilito che - ancorché sprovvisto
per principio di effetto sospensivo (art. 103 della legge sul Tribunale
federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110) - il ricorso in materia di diritto pubblico (art. 82 segg. LTF) è un rimedio
ordinario, devolutivo e di regola riformatorio (art. 107 cpv. 2 LTF), che
impedisce alla decisione impugnata di passare in giudicato (cfr. DTF 138
II 169 consid. 3.3); 

che nella dottrina la natura del ricorso sussidiario in materia costituzionale
(art. 113 segg. LTF) è controversa; allineandosi a diversi autori (cfr. anche
il Messaggio citato, pag. 1977 nota 219), vi è da ritenere che sia anch'esso un
rimedio ordinario - devolutivo (cfr. DTF 135
I 265, consid. 4.1) e riformatorio (art. 117 e 107 cpv. 2 LTF) - poiché
presenta molte affinità a livello di ordinamento procedurale con il ricorso in
materia di diritto pubblico e, diversamente
dal vecchio ricorso di diritto pubblico (art. 84 dell'abrogata legge federale
sull'organizzazione giudiziaria del
16 dicembre 1943; OG; CS 3 499), non dà avvio ad una procedura ricorsuale
indipendente, ma ne prosegue una già avviata dinnanzi alle autorità inferiori
(cd. funktionellen Instanzenzug; cfr. tra questi: Kölz/Häner/Bertschi, op. cit., n. 680, 1371, 1751 e rimandi; Giovanni
Biaggini, in Marcel Alexander Niggli/Peter Uebersax/Hans Wiprächtiger
[curatori], Bundesgerichtsgesetz, Basler Kommentar, II ed. Basilea 2011,
ad art. 113 n. 19; Bernard Corboz,
in: Bernard Corboz/Alain Wurzburger/Pierre Ferrari/Jean-Mau-rice
Frésard/Florence Aubry Girardin, Commentaire de la LTF, Commentaire de la LTF, II
ed., Berna 2014, ad art. 103 n. 13; Tschannen/Zimmerli/Müller,
op. cit., n. 298; cfr. sulla discussione: Alexander
Misic, Verfassungsbeschwerde - Das Bundesgericht und der subsidiäre Schutz
verfassungsmässiger Rechte [Art. 113-119 BGG], Zurigo 2011, pag. 67 segg.);

che nel caso concreto, nel momento in cui i coniugi __________ hanno introdotto
l'istanza di revisione in esame la decisione 10 agosto 2018 emanata dal giudice
delegato del Tribunale cantonale amministrativo
non era ancora passata in giudicato, poiché era pendente il termine per impugnarla dinnanzi al Tribunale federale;

che, già per questo motivo, l'istanza di revisione - proponibile unicamente
contro una sentenza passata in giudicato, qui non data - andrebbe dichiarata
irricevibile;

che, in ogni caso, a prescindere da questo
aspetto, occorre ricordare che la revisione è un rimedio sussidiario, che per
principio non può supplire a omissioni processuali imputabili alle parti: in
particolare, il rimedio non è dato quando la parte, facendo uso della
necessaria diligenza, poteva invocare il motivo di revisione nella procedura
sfociata nella decisione sul ricorso o impugnando quest'ultima con un rimedio
ordinario di diritto (cfr. per analogia art. 66 cpv. 3 PA; Rhinow/Koller/Kiss/Thurnherr/Brühl-Moser, op. cit., n. 1402; Kölz/Häner/Bertschi, op. cit., n. 1340;
cfr. anche STF 1F_29/2012 del 20 novembre 2012 consid. 1.2); 

che, per quanto di difficile comprensione,
le censure proposte dagli istanti appaiono inammissibili poiché in esse non è
ravvisabile nessuno dei motivi di revisione contemplati dall'art. 57
LPAmm;

che, per quanto è dato di capire, nel loro allegato gli istanti sembrano
sollevare delle critiche di natura più che altro appellatoria, che avrebbero dovuto se del caso essere proposte
nell'ambito di un ricorso al Tribunale federale contro la decisione cantonale
contro la quale è diretta l'istanza;

che, pertanto, dato il contenuto, sostanzialmente di ricorso, dell'istanza inoltrata
dai coniugi __________ si impone di trasmettere la medesima per competenza al
Tribunale federale, affinché la tratti come un gravame (art. 6 cpv. 1 LPAmm);

che pure manifestamente irricevibili risultano poi le domande di risarcimento
formulate dai coniugi __________, la cui trattazione esula dalle competenze che
la legge attribuisce a questo Tribunale;

che, in simile circostanze, l'istanza di revisione s'avvera dunque
inammissibile anche per questo ulteriore motivo;

                                         che la tassa di giustizia
e le spese seguono la soccombenza e sono quindi a carico degli istanti (art. 47
LPAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

1.    1.1. L'istanza è
irricevibile.

1.2. La medesima viene trasmessa per competenza al Tribunale federale affinché
la esamini quale gravame contro la decisione n. 52.2018.289 del 10 agosto 2018
emanata dal giudice delegato del Tribunale cantonale amministrativo.

 

 

2.   La tassa di
giustizia e le spese di fr. 400.- sono poste a carico degli istanti, in solido.

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 LTF).

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            La
vicecancelliera