# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7cfeae81-cf1f-5bbb-88d1-7cc03ee98fa2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-01-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 13.01.2023 90.2022.43
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_90-2022-43_2023-01-13.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2022.43

   

  	
  Lugano

  13
  gennaio 2023        

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Giovan Maria Tattarletti, vicepresidente,

  Matea Pessina, Fulvio Campello

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Laura Bruseghini

  

 

 

statuendo
sull'istanza di restituzione in intero e di revisione del 23 dicembre 2022 di

 

 

	
   

  	
   RI
  1   

  patrocinata
  da:   PR 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  il lasso del termine per il versamento dell'anticipo
  di fr. 1'800.- a copertura delle presunte spese processuali in relazione al
  ricorso del 26 ottobre 2022 presentato dall'istante avverso il decreto
  legislativo del 23 giugno 2022 del Gran Consiglio;

  

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

che con ricorso del 26
ottobre 2022 RI 1 è insorta davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
impugnando il decreto legislativo del 23 giugno 2022 con cui il Gran Consiglio
ha approvato il piano di utilizzazione cantonale dell'impianto di compostaggio
d'importanza sovracomunale del Luganese (PUC-ICL);

 

che in applicazione
dell'art. 47 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013
(LPAmm; RL 165.100), con decisione del 31 ottobre 2022 il giudice delegato
all'istruzione della causa ha fissato alla ricorrente un termine scadente il 18
novembre 2022 per prestare l'anticipo delle presunte spese processuali;

 

che l'ordine,
consegnato il 31 ottobre stesso alla posta e giunto per invio raccomandato al
patrocinatore dell'insorgente il 2 novembre 2022, era assortito della
comminatoria dell'irricevibilità del gravame in caso di mancato pagamento nel
termine assegnato;

 

che, verificato che
la ricorrente non aveva pagato l'anticipo richiesto nel termine impartito, con
sentenza del 29 novembre 2022 il giudice delegato ha dichiarato irricevibile il
ricorso;

 

che con istanza del
23 dicembre 2022, denominata "Domanda di restituzione dei termini e di
revisione di decisione", RI 1 domanda al Tribunale di annullare la
sentenza del 29 novembre 2022 di modo che possa partecipare alla relativa
procedura ricorsuale;

 

che l'istante,
confermando di aver effettuato il versamento dell'anticipo solo il 5 dicembre
2022 e producendo il relativo avviso di addebito bancario, adduce che il
ritardo nel pagamento sarebbe da ricondurre al fatto che si trovava in ospedale
il giorno in cui il suo patrocinatore le ha inoltrato la richiesta del
Tribunale e che suo marito, che aveva ritirato la missiva, non l'aveva aperta;
essa avrebbe quindi appreso del suo contenuto soltanto al rientro al domicilio;

 

che l'istanza non è
stata intimata per la risposta;

 

 

considerato,                   in diritto

 

che la competenza del Tribunale
cantonale amministrativo discende dall'art. 15 cpv. 2 LPAmm;

 

che l'istanza, la quale dev'essere decisa senza contraddittorio (art. 15
cpv. 3 LPAmm), può essere evasa sulla base degli atti, senza istruttoria (art.
25 cpv. 1 LPAmm); 

 

che l'art. 15 LPAmm sancisce che i termini non rispettati possono
essere restituiti soltanto se la parte o
il suo rappresentante può dimostrare di non averli potuti osservare a causa di
un impedimento di cui non ha colpa (cpv. 1); la domanda, soggiunge la norma
(cpv. 2), dev'essere presentata
all'autorità competente entro 10 giorni dalla cessazione dell'impedimento;

 

che l'istituto della restituzione in intero costituisce un rimedio di
carattere straordinario che incide profondamente nella sicurezza del diritto,
per cui occorre valutare l'adempimento dei suoi requisiti con rigore e
seguire criteri restrittivi (STF 2C_747/2011 del 26 settembre 2011 consid.
2.2); 

 

che la parte,
rispettivamente il suo rappresentante, che intende prevalersene deve dunque
dimostrare di essere esente da qualsiasi colpa e che non avrebbe potuto agire
tempestivamente nemmeno dando prova di un comportamento scrupoloso; a questa
valutazione si applica un metro rigoroso e oggettivo (cfr. STF 2F_17/2014 del
19 settembre 2014 consid. 2.2.1 con rinvii; Patricia
Egli in: Bernhard Waldmann/Philippe
Weissenberger [curatori], Praxiskommentar VwVG, II ed., Zurigo/ Basilea/Ginevra
2016, n. 4 ad art. 24); 

 

che, per poter essere
ammessa l'assenza di colpa, la parte deve dimostrare che né a lei, né al suo
eventuale patrocinatore possa essere imputata anche solo una leggera negligenza
(René Wiederkehr/Christian Meyer/Anna
Böhme, Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren und weiteren Erlassen -
VwVG Kommentar, Zurigo 2022, n. 13 ad art. 24; Stefan
Vogel in: Christoph Auer/Markus Müller/Benjamin Schindler [curatori], Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren, Kommentar,
II ed., Zurigo/San Gallo 2019, n. 9 ad art. 24; Egli, op. cit., n. 12 ad art. 24);

 

che in concreto l'istante
adduce che il ritardo nel pagamento sarebbe da ricondurre al fatto che si
trovava in ospedale il giorno in cui il suo patrocinatore le ha inoltrato la
richiesta del Tribunale e che suo marito, che aveva ritirato la missiva, non
l'aveva aperta; essa avrebbe quindi appreso del suo contenuto soltanto al
rientro al domicilio; 

 

che, tuttavia,
dall'avviso di addebito del 5 dicembre 2022 prodotto con l'istanza, emerge che RI
1 ha dato ordine alla banca di procedere al versamento dell'anticipo il 2
dicembre 2022;

 

che a quella data
l'istante aveva dunque senz'altro preso conoscenza del contenuto della missiva
trasmessale dal suo patrocinatore;

 

che, di conseguenza,
il preteso impedimento ai sensi dell'art. 15 cpv. 2 LPAmm era in ogni caso cessato
(già) il 2 dicembre 2022;

 

che l'istanza di
restituzione contro il lasso dei termini introdotta (solo) il 23 dicembre 2022,
ben oltre il termine di 10 giorni prescritto dalla citata norma, si palesa
pertanto irrimediabilmente tardiva e va dichiarata irricevibile; 

 

che, a prescindere da ciò, l'istanza
andrebbe in ogni caso respinta; 

 

che la malattia può essere un
motivo d'impedimento, ma a condizione che il quadro clinico sia tale da
impedire all'istante di agire oppure di dare disposizioni per agire, come in
casi di incoscienza o immobilizzazione continuate; la degenza costituisce un
fatto grave legittimante la concessione di una restituzione in intero solo se
l'infermità è di natura tale da impossibilitare il conferimento di un mandato
(DTF 112 V 255/256 consid. 2; RDAT 1981 n. 29; Bruno
Cocchi/Francesco Trezzini,
CPC-TI Appendice 2000/2004, Lugano 2005, m. 13 ad art. 137);

 

che, in concreto, a prescindere
dai motivi che hanno condotto alla degenza della richiedente, essa non adduce,
tanto meno prova, di essersi trovata nell'impossibilità di rispettare il
termine di pagamento impartitole o di dare perlomeno al marito o al legale che
la rappresenta le istruzioni necessarie affinché ciò potesse essere il caso,
anche solo attraverso una richiesta di proroga;

 

che l'impedimento, genericamente
invocato, non è dunque atto a giustificare una restituzione in intero del
termine;

 

che nemmeno il rimedio
della revisione, indicato in oggetto all'istanza del 23 dicembre 2022, può
venire in soccorso alla causa della richiedente;

 

che, infatti,
l'istante non fa valere nessun valido motivo di revisione ai sensi dell'art. 57
LPAmm; 

 

che, in particolare,
non entrerebbe in linea di conto l'art. 57 lett. b LPAmm, in quanto la
richiedente non mette in discussione il mancato rispetto del termine per versare
l'anticipo, bensì si limita a spiegare le ragioni che hanno condotto alla sua
disattenzione;

 

che, in considerazione
di tutto quanto precede, le richieste di RI 1 non meritano accoglimento;

 

che la tassa di
giustizia è posta a carico dell'istante (art. 47 cpv. 1 LPAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

decide:

 

1.    L'istanza di
restituzione del termine è irricevibile.

 

 

2.    In quanto
ricevibile, l'istanza di revisione è respinta. 

 

 

3.   La tassa di
giustizia di fr. 300.- è posta a carico dell'istante.

 

4.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2015; LTF; RS 173.110). 

 

 

	
  5.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo 

Il
vicepresidente                                                     La
vicecancelliera