# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6db458d0-da53-5c8d-83a5-0e9273521bac
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 10.12.2004 52.2004.402
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2004-402_2004-12-10.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2004.402

   

  	
  Lugano

  10 dicembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  amministrativo

  
	
  Lorenzo Anastasi

  
	
   

  
						

 

	
  assistito dalla 

  segretaria:

  	
   

  Katia Baggi Fiala, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 9 dicembre 2004 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  RI 2 

   

  
	
   

  	
  per

  	 

 

	
   

  	
  mancata applicazione della legge sulla gestione e
  sul controllo finanziario dello Stato del 20 gennaio 1986;

  

 

 

richiamato l’art. 48 PAmm;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

che con ricorso 9 dicembre 2004 RI 1 e RI 2
si aggravano dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo rimproverando al
Consiglio di Stato ed al Gran Consiglio di aver disatteso la legge sulla
gestione e sul controllo finanziario dello Stato (RL 2.5.1.1);

che i ricorrenti evidenziano che il
consuntivo del Cantone Ticino presenta da anni un importante deficit
d’esercizio; la stima di chiusura del consuntivo 2004, adducono, mostra un
disavanzo d’esercizio di 336 milioni di franchi, mentre il piano finanziario
2004 - 2007 indica disavanzi d’esercizio e autofinanziamento negativo crescenti
anche per gli anni 2006 - 2007;

 

che, a loro avviso, nemmeno se venissero
attuate le misure di risanamento previste dal piano finanziario 2004 - 2007, il
disavanzo riportato sarebbe riassorbito e gli investimenti netti autofinanziati
entro il 2008; con questo tipo di pianificazione le finanze del Cantone
resterebbero in disequilibrio per almeno 6 anni;

 

che, a mente dei ricorrenti, la gestione
finanziaria del Cantone disattenderebbe i principi sanciti dalla legge sulla gestione
e sul controllo finanziario dello Stato: in particolare, quelli della parsimonia
(art. 5), dell’economicità (art. 6) e dell’equilibrio finanziario (art. 4); 

 

che, in conclusione, gli insorgenti
postulano che Governo e Parlamento cantonali vengano richiamati e costretti
a rientrare nella legalità, in modo da non danneggiare direttamente gli
interessi di tutti i contribuenti del Cantone;

 

 

 

considerato,                   in diritto

 

che, giusta l’art. 48 PAmm, l’autorità di
ricorso può respingere in limine litis, con breve motivazione, i ricorsi
inammissibili o manifestamente infondati;

 

che, in virtù dell’art. 3 PAmm, prima di
entrare nel merito di un’istanza o di un ricorso l’autorità esamina d’ufficio
la propria competenza;

 

che il ricorso al Tribunale cantonale
amministrativo è dato, nei casi previsti dalla legge, contro decisioni di un
dipartimento, di commissioni speciali e del Consiglio di Stato (art. 60 cpv. 1 PAmm);

che la competenza del Tribunale cantonale
amministrativo è regolata secondo il cosiddetto sistema enumerativo e
non per clausola generale; deve quindi essere esplicitamente prevista dalla
legge; non può essere stabilita mediante deduzione a contrario (Marco
Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano
1996, ad art. 60 PAmm n. 2);

 

che, in concreto, il gravame inoltrato è
rivolto contro l’operato del Governo e del Parlamento, ai quali gli insorgenti
rimproverano di aver violato la legge sulla gestione e sul controllo
finanziario dello Stato; 

 

che nessuna disposizione di legge
attribuisce al Tribunale cantonale amministrativo la competenza a statuire su
ricorsi proposti contro decisioni fondate sulla legge in questione;

 

che già dal profilo della competenza il
ricorso deve pertanto essere dichiarato irricevibile;

 

che il ricorso non è d’altro canto rivolto
contro una decisione particolare; esso si limita a censurare in termini
generali l’operato del Consiglio di Stato e del Parlamento;

 

che, non attribuendo la legge a questo
tribunale poteri di vigilanza sul Governo e sul Gran Consiglio, l’impugnativa
va di conseguenza respinta in ordine anche per difetto di decisione impugnabile;

 

che gli insorgenti non sono infine
legittimati a ricorrere; la loro situazione non è in effetti diversa da quella
di qualsiasi altro cittadino; non sono toccati in modo particolare dagli atti
che censurano; nemmeno da questo profilo sono date le premesse per entrare nel
merito del ricorso;

 

che il ricorso va pertanto respinto in
ordine per incompetenza del Tribunale cantonale amministrativo, per difetto di
decisione impugnabile e per carenza di legittimazione attiva degli insorgenti;

 

che la tassa di giustizia, commisurata al
dispendio lavorativo occasionato dall’impugnativa, è posta a carico dei
ricorrenti in solido.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 3, 18, 28, 48, 60 PAmm; 26c cpv. 2 LOG;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

1.Il ricorso è irricevibile.

 

 

2.La tassa di giustizia e le spese di fr. 400.- sono poste a carico
dei ricorrenti, in solido.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  (per conoscenza). 

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  CO 1 

   

   

  

Il presidente del 

Tribunale cantonale amministrativo                                 La
segretaria