# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** aeb219dc-51d1-548c-83af-41595e436f62
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-04-15
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 15.04.2005 R 2005 33
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2005-33_2005-04-15.pdf

## Full Text

R 05 33

4a Camera 

SENTENZA
del 15 aprile 2005

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente opposizione edilizia

1. Il Comune di … è proprietario sul suo territorio della particella no. 947 in 

località ... Il 2 novembre 2004, il comune inoltrava formale domanda di 

costruzione per l’edificazione del Centro Regionale dei Servizi su detta 

proprietà. Durante l’esposizione pubblica del progetto, … interponeva 

opposizione adducendo essenzialmente che la distanza legale tra la strada 

cantonale e la prevista costruzione non fosse rispettata. 

2. Con decisione 18 febbraio 2005, l’esecutivo comunale respingeva 

l’opposizione invocando, in via principale, la mancanza di legittimazione 

dell’interessato ad insorgere contro il progetto, non avendo l’opponente 

alcuna proprietà nei dintorni della particella in via di edificazione, e facendo 

notare, in via subordinata, che sulla questione litigiosa l’opposizione sarebbe 

comunque divenuta priva di oggetto, dopo lo spostamento della costruzione 

di 1.5 m verso sud e la nuova pubblicazione del progetto. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 9 marzo 

2005, … chiedeva l’annullamento della decisione impugnata, il 

riconoscimento del ben fondato della propria opposizione, l’accollamento 

della multa ai responsabili dell’infrazione alla normativa comunale e la 

rifusione delle spese sostenute per un importo di fr. 650.--. L’istante si 

considera indubbiamente legittimato al ricorso dopo che l’autorità comunale 

avrebbe riconosciuto integralmente il ben fondato del suo reclamo, 

provvedendo a spostare la costruzione in ossequio alle distanze legali 

previste dalla normativa comunale e ripubblicando i piani, esattamente come 

postulato nell’opposizione presentata. 

4. Nella propria presa di posizione il comune convento chiedeva che il ricorso 

venisse dichiarato irricevibile o eventualmente respinto. L’istante non avrebbe 

alcun interesse particolare alla causa e le questioni materiali sollevate 

sarebbero già state interamente evase nel senso delle richieste formulate 

nell’opposizione, rendendo pertanto il ricorso anche materialmente privo di 

oggetto. 

Considerando in diritto:

1. Anche se nel dispositivo della decisione impugnata il comune convenuto 

decretava la reiezione dell’opposizione nel senso dei considerandi, veniva in 

realtà accertata la mancanza di legittimazione dell’insorgente, ciò che avrebbe 

giustamente comportato la non entrata nel merito dell’opposizione. E’ 

comunque evidente che una simile svista non ha alcuna rilevanza sulla 

questione di fondo, giacché anche se il comune convenuto fosse 

effettivamente entrato a torto nel merito dell’opposizione, simile agire non 

dispenserebbe comunque questa Corte dall’esaminare se i presupposti 

formali per l’entrata nel merito dell’opposizione e successivamente del ricorso 

siano soddisfatti. Come questo Giudice ha del resto già ripetutamente deciso, 

all’autorità giudiziaria deve essere data la possibilità di determinarsi 

liberamente sull'entrata nel merito di un ricorso, senza che tale questione sia 

lasciata al libero arbitrio dell'autorità comunale, tramite una decisione di 

entrata o non entrata nel merito (PTA 1985 no. 88 e DTA 93/406). Considerata 

poi la chiara volontà dell’esecutivo, espressa nei considerandi della decisione 

impugnata, ai quali fa rinvio pure il dispositivo, di non voler entrare nel merito 

del ricorso per assenza di legittimazione, nulla si oppone nell’evenienza 

all’esame in questa di sede di tale fondamentale presupposto. 

2. a) In precedenza, il Tribunale amministrativo, conformemente alla prassi 

sviluppata in relazione all'art. 52 della legge sul Tribunale amministrativo 

(LTA), subordinava il diritto di ricorrere all'esistenza di un interesse giuridico 

e non solo di fatto all'annullamento di una decisione. Con il cambiamento della 

prassi che ha preso inizio, per le disposizioni di applicazione del diritto 

federale in materia di pianificazione territoriale, nel 1993 (PTA 1993 ni. 31 e 

32) e si è poi ampliato nel 2003 (PTA 2003 no. 34), con l’estensione a tutto 

l’ambito amministrativo, l’art. 52 LTA viene interpretato analogamente all’art. 

103 della legge federale sull'organizzazione giudiziaria (OG) e alla relativa 

giurisprudenza. Secondo l'art. 103 OG, ha diritto di ricorrere chiunque è 

toccato dalla decisione impugnata e ha un interesse degno di protezione 

all'annullamento o alla modifica della stessa (lettera a). Presupposto è 

l'esistenza di un interesse particolare che solo il singolo, o comunque una 

cerchia determinata di persone, possono avere. Altrimenti detto, l'istante 

dev'essere toccato dalla decisione impugnata più di quanto potrebbe esserlo 

qualsiasi altro cittadino. Egli deve avere con l’oggetto litigioso un rapporto 

stretto, particolare e degno di protezione. Il ricorso volto al semplice rispetto 

delle normative vigenti (STF 1A.71e 73/2000 e 1P.121 e 129/2000) o alla pura 

tutela di interessi di terzi è inammissibile. Le condizioni appena esposte 

mirano ad escludere l'azione popolare. Le stesse assumono particolare 

rilevanza nei casi - come quello in esame - dove non è il destinatario della 

decisione a ricorrere, ma un terzo (DTF 123 II 378 cons. 2;. Fritz Gygi, Vom 

Beschwerderecht in der Bundesverwaltungsrechtspflege in: Recht 1986, pag. 

8s.). Non è per contro richiesta una violazione dei diritti soggettivi del singolo. 

Ogni interesse attuale proprio dà legittimazione a ricorrere. Un interesse 

protetto può consistere nel voler impedire che con la decisione impugnata al 

ricorrente ne derivi uno svantaggio finanziario, ideale, materiale o di altra 

natura. L'interesse del ricorrente può pertanto essere anche solo un interesse 

di fatto. Deve comunque in ogni caso esser degno di giudizio nell'ambito del 

contenzioso. Questo presupposto è adempiuto qualora, la situazione di fatto 

o di diritto del ricorrente possa essere direttamente influenzata dall'esito della 

vertenza. In questo contesto, non è determinante la cerchia di destinatari che 

la norma invocata intende proteggere (DTF 120 Ib 48 consid. 2a e numerosi 

riferimenti) e neppure occorre esista una relazione causale specifica tra 

quanto la norma intende proteggere e l'interesse meritevole di protezione 

addotto dall'istante (DTF 113 Ib 228; 112 Ib 158).

b) Come è stato esposto nel considerando che precede ai criteri sopra indicati 

va attribuita un'importanza particolare qualora a proporre ricorso contro la 

decisione non è il destinatario in senso materiale della medesima, bensì un 

terzo. Se può essere ammessa l'esistenza di un rapporto particolare, 

prossimo e rilevante con l'oggetto del litigio, in altri termini una relazione 

diretta e immediata, allora il terzo ricorrente dispone di un interesse degno di 

protezione a chiedere l’annullamento o la modifica dell’atto impugnato. 

Questo interesse consiste nell’utilità pratica che potrebbe derivargli da una 

sentenza a lui favorevole, ossia nell’eliminazione di un pregiudizio ideale o 

materiale causato dalla decisione impugnata (DTF 121 II 174 cons. 2b, 120 Ib 

48 cons. 2a e riferimenti; Alfred Kölz/Isabelle Häner, Verwaltungsverfahren 

und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1998, 2a ed., marginale 

547, pag. 196). Nell’ambito di un’opposizione edilizia, gli accennati 

presupposti sono generalmente adempiuti quando a ricorrere è il vicino o il 

proprietario di un fondo sito nelle dirette vicinanze della costruzione o 

dell'impianto oggetto dell'autorizzazione (cfr. DTF 121 II 174 cons. 2b; RDAT 

I-1999, no. 64, pag. 233). Nel caso di vicini, il Tribunale federale ha ammessa 

la legittimazione al ricorso per distanze di 45, 70 e 120 m dal fondo in via di 

edificazione e ha invece rifiutato la stessa per distanze di 150, 200 e 800 m 

(per la casistica in materia vedi DTF 121 II 174 cons. 2b). Dal canto suo il 

Tribunale amministrativo ha rifiutato la legittimazione al ricorso per una 

distanza dall’oggetto litigioso di 300 m (PTA 1997 no. 56). Determinante è 

comunque l’incidenza che la costruzione possa avere sul fondo della persona 

che intende opporsi al progetto. 

c) Nell’evenienza non è contestato che l’opponente in sede comunale non era 

vicino della proprietà no. 947 e neppure proprietario di un fondo nelle 

vicinanze. Perché sia data la legittimazione al ricorso occorre che il ricorrente 

dimostri un rapporto stretto con l’oggetto litigioso e che non agisca 

unicamente nell’interesse della legge (STF 1A.71/2000). Questa è però 

propriamente la situazione del caso in parola. Il solo motivo addotto dal 

ricorrente per opporsi alla costruzione era il rispetto della normativa comunale. 

Come però è stato esposto in precedenza, il ricorso volto al semplice agire 

nell’interesse della legge o al rispetto della normativa vigente è inammissibile. 

Altrimenti detto, tutti i cittadini del comune hanno lo stesso interesse al rispetto 

della normativa comunale e con l’ossequio della contestata distanza dal 

confine con la strada cantonale al ricorrente non deriva alcun vantaggio 

particolare rispetto a quello di tutti gli altri cittadini. In queste condizioni è a 

giusto titolo che al ricorrente è stata rifiutata la legittimazione a proporre 

opposizione contro il progetto presentato. 

3. Per il ricorrente, la sua legittimazione al ricorso sarebbe indiscussa, dopo che 

l’autorità edilizia comunale avrebbe soddisfatto a tutte le richieste formulate 

nell’opposizione (arretramento dalla strada e nuova esposizione dei piani). 

Anche questa pretesa non merita protezione. Giusta l’art. 112 della legge 

edilizia comunale (LE), la domanda di costruzione viene esaminata 

dall’autorità edilizia comunale scaduto il termine di opposizione. Ne consegue 

che prima dell’esposizione dei piani e della possibilità di presentare 

opposizione la domanda non viene esaminata materialmente. Naturalmente il 

comune, essendo contemporaneamente committente e autorità edilizia, 

poteva e doveva conoscere i dettami della LE. L’errore sulle distanze era 

comunque poi stato corretto nell’ambito del successivo formale esame 

materiale del progetto dopo la sua pubblicazione. Ma anche se l’arretramento 

della costruzione fosse effettivamente avvenuto su segnalazione dell’istante 

il risultato del caso concreto non cambia, nel senso che l’opponente non 

aveva in sede comunale alcun diritto tutelabile a pretendere il rispetto delle 

distanze dalla strada. 

4. In via abbondanziale è poi utile rilevare che oltre a non detenere la 

legittimazione per opporsi al progetto di costruzione, l’istante pretende poter 

insorgere contro un provvedimento che - dopo l’avvenuto arretramento della 

costruzione e la nuova pubblicazione del progetto - non dispone più neppure 

di un oggetto di litigio. Inoltre, anche in caso di accoglienza dell’opposizione, 

per le procedure in sede comunale non vengono assegnate spese alla parte 

che vince la causa. Lo stesso vale per la procedura davanti al Tribunale 

amministrativo per quanto il privato non ricorra alla collaborazione di un 

patrocinatore legale (art. 75 LTA). Infine, il fatto di non presentare dei piani 

conformi all’ordinamento comunale non configura ancora una violazione dei 

dettami della LE, punibile con una multa. Tale eventualità si realizza con 

l’edificazione contraria al progetto approvato o senza licenza di costruzione. 

Per questo il comune convenuto, presentando un progetto non ossequioso 

delle distanze legali dalla strada, non è con ciò incorso in un atteggiamento 

rilevante dal punto di vista del diritto penale amministrativo.

5. In conclusione, il ricorrente non era legittimato a proporre opposizione contro 

il progetto di costruzione per cui la decisione dell’autorità comunale merita in 

questa sede piena conferma. L’esito della controversia giustifica 

l’accollamento delle spese occasionate dal presente procedimento al 

ricorrente (art. 75 LTA).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 800.--

- e le spese di cancelleria di fr. 136.--

totale fr. 936.--

il cui importo sarà versato da … entro trenta giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira.