# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3d9195c4-848d-502e-99af-2a60060d0413
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-03-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 04.03.2014 80.2013.47
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2013-47_2014-03-04.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2013.47

  80.2013.48

  	
  Lugano

  4 marzo 2014

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Antonio Saredo-Parodi

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso del 29 gennaio 2013 contro la decisione del 28
  dicembre 2012 in materia di IC/IFD 2011.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1,
domiciliata a __________, ha lavorato fino al 15 agosto 2011 alle dipendenze
della __________ Sagl di __________.

                                         Non
avendo la contribuente inoltrato la dichiarazione d’imposta 2011, l’RS 1 le notificava,
con decisione del 17 ottobre 2012, la tassazione IC/IFD 2011 allestita
d’ufficio. Il reddito imponibile era commisurato in fr. 58'100.– per l’IC ed in
fr. 63'100.– per l’IFD.  

 

 

                                  B.   Con
reclamo del 16 novembre 2012, la contribuente chiedeva all’Ufficio di tassazione
di tener conto della dichiarazione nel frattempo inoltrata.

                                         Il 20
novembre 2012, l’autorità fiscale si rivolgeva alla reclamante con una lettera,
nella quale la invitava a produrre un certificato di salario sottoscritto dal
datore di lavoro, un certificato delle rendite vitalizie dichiarate, con
indicazione del genere di rendita, e “una dichiarazione del datore di lavoro
indicante il grado d’occupazione e il tempo di lavoro a fronte dell’indicazione
della deduzione per spese professionali di un grado d’occupazione del 50% e
della richiesta in deduzione di spese di trasporto per il periodo 1.1-31.8 di
220 giorni lavorativi e di spese per pasti fuori domicilio in ragione di CHF
3'200.–“. 

 

 

                                  C.   Con
decisione del 28 dicembre 2012, l’Ufficio di tassazione elevava il reddito imponibile
a fr. 78'600.– per l’IC ed a fr. 82'500.– per l’IFD. Nella motivazione allegata,
argomentava che, essendo rimasta inevasa la richiesta di completazione del 20 novembre
2012, aveva proceduto all’evasione del reclamo “in senso peggiorativo considerati
i redditi accertati e le deduzioni comprovate”. 

 

 

                                  D.   Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula la deduzione
delle spese di trasporto dal domicilio al luogo di lavoro e per i pasti fuori
domicilio, precisando di aver lavorato al 50% con un orario di lavoro dalle
10.00 alle 12.00 e dalle 13.00 alle 15.00. Aggiunge di non essere in grado di
presentare il certificato di salario né una dichiarazione del datore di lavoro,
essendo la società fallita nel 2011. 

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   Secondo
gli articoli 25 cpv. 1 LT e 26 cpv. 1 LIFD sono deducibili  a titolo di
spese professionali le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro (lett. a), come pure le spese supplementari necessarie per pasti
fuori domicilio o in caso di lavoro a turni (lett. b). Sia per le spese
di trasporto, sia per quelle di doppia economia domestica, l’art. 25 cpv. 2 LT
delega al Consiglio di Stato il compito di stabilire delle deduzioni complessive.

                                         Le stesse
sono stabilite dal Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche (quello valido per il periodo fiscale 2011 è del 21 dicembre 2010), segnatamente
dagli articoli 4 e seguenti, che concernono le spese di trasporto, le spese
supplementari di doppia economia domestica e le spese di alloggio. Analoghe deduzioni sono previste, per l’imposta federale diretta, dall’Ordinanza sulla deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente, del
10 febbraio 1993 (cfr. articoli 5, 6 e 9) e dalla relativa Appendice, aggiornata di periodo in periodo.

                                         Come
precisano ulteriormente l’art. 1 dell’Ordinanza del 10 febbraio 1993 e l’art. 3 DE 2011, le spese professionali deducibili sono quelle necessarie al
conseguimento del proprio reddito e in causalità diretta con lo stesso. E
contrario, non sono quindi deducibili a titolo di spese professionali le spese che eccedono il necessario e che non sono in un nesso di causalità diretta con
il conseguimento del relativo reddito.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Come esposto in narrativa, RI 1 

 

                                         2.2.

                                         Sono
considerate spese di trasporto quelle causate al contribuente per
trasferirsi dal luogo di domicilio a quello in cui lavora. Le relative deduzioni sono stabilite come segue: 

                                         a)  per l’uso di mezzi di trasporto pubblici: la spesa effettiva; 

                                         b)  per l’uso della bicicletta, di un ciclomotore o di una motoleggera
con targa di controllo su fondo giallo: fino a fr. 700.– l’anno, ma al massimo
il costo del mezzo di trasporto pubblico; 

                                         c)   per l’uso di una motocicletta con targa di controllo su fondo bianco
o di un’automobile privata: le spese del mezzo pubblico disponibile 

                                         (art.
4 cpv. 1 DE 2011).

                                         Eccezionalmente, se nessun mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può servirsene
(es. infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario sfavorevole,
ecc.) è ammessa una deduzione fino a 40 cts. il km per le motociclette con
targa di controllo su fondo bianco e 70 cts. il km per le automobili
(limitatamente a percorrenze fino a 15'000 km) rispettivamente 65 cts. il km (per la parte di percorrenza che eccede i 15'000 km) (art. 4 cpv. 2 DE 2011). 

                                         Anche per
l’IFD è deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico per il trasporto dal
luogo di domicilio a quello di lavoro (art. 5 cpv. 1 Ordinanza sulla deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente, del
10 febbraio 1993). Lo stesso vale in caso di uso di un veicolo privato (art. 5
cpv. 2 Ordinanza del 10 febbraio 1993), a meno che non sia disponibile un mezzo
di trasporto pubblico o non sia ragionevole pretendere che il contribuente ne
faccia uso. In tal caso possono essere dedotte le spese effettive secondo
l’appendice dell’ordinanza, che viene periodicamente aggiornata (per il periodo
2011: fr. 700.– all’anno per la bicicletta e il motorino, fr. 0,40 al km per la
motocicletta e fr. 0,70 al km per l’automobile). La deduzione chilometrica per
il viaggio di andata e ritorno a mezzogiorno è limitata alla deduzione massima accordata per i pasti fuori casa (art. 5 cpv. 3 2a frase Ordinanza del
10 febbraio 1993).

 

                                         2.3.

                                         Per
l’imposta cantonale, sono considerate spese supplementari per doppia economia
domestica quelle causate al contribuente quando non può consumare un pasto
principale al proprio domicilio; la relativa deduzione è ammessa se il luogo di
lavoro è a notevole distanza da quello di domicilio oppure quando, per le
condizioni imposte dall’attività professionale, la pausa per i pasti è tale da
non permettere al contribuente di rientrare a domicilio (art. 5 cpv. 1 DE 2011).

                                         Se il
contribuente rientra ogni giorno a domicilio, per ogni pasto principale consumato
fuori casa ha diritto ad una deduzione di  fr. 15.– il giorno o fr. 3'200.–
l’anno se i pasti a mezzogiorno sono consumati regolarmente fuori casa (art. 5
cpv. 2 lett. a DE 2011).

                                         Se il
costo dei pasti è ridotto poiché consumati in parte o totalmente nella mensa
del datore di lavoro oppure se quest’ultimo versa un contributo per ridurne il
prezzo, la deduzione è ammessa solo nella misura della metà; se la riduzione di
prezzo è tale che il contribuente non ha palesemente più alcuna spesa supplementare,
non è ammessa alcuna deduzione per quel pasto (art. 5 cpv. 3 DE 2011).

                                         Per l’IFD
le spese supplementari per pasti possono essere prese in considerazione quando il contribuente non può prendere il pasto principale a casa propria, poiché il luogo
di domicilio e quello di lavoro si trovano a notevole distanza o perché la
pausa del pasto è troppo breve (art. 6 cpv. 1 lett. a dell’Ordinanza del
10 febbraio 1993). 

                                         Per il
periodo fiscale 2011 la deduzione massima è di fr. 3'200.– all’anno (cfr. appendice
dell’ordinanza del 10 febbraio 1993).

                                         Se per
ridurre il prezzo il datore di lavoro fornisce facilitazioni che non sono
contributi in contanti (distribuzione di buoni) o se il pasto è preso in una
mensa, in un ristorante del personale o in un ristorante del datore di lavoro è
concessa soltanto la metà della deduzione (art.
6 cpv. 2 Ordinanza del 10 febbraio 1993). Nessuna deduzione è ammessa, data la mancanza di spese supplementari, quando la valutazione delle prestazioni in natura operata dal datore di lavoro è inferiore alle aliquote fissate dall’autorità fiscale
o quando il contribuente può ristorarsi ad un prezzo inferiore a dette aliquote (art. 6 cpv. 3 Ordinanza del 10
febbraio 1993).

 

                                         2.4.

                                         È
comprensibile che l’Ufficio di tassazione, appreso che la ricorrente aveva
svolto un’attività a tempo parziale, necessitasse di conoscere il suo orario di
lavoro, per poter valutare la legittimità delle deduzioni per spese
professionali fatte valere. Se, per esempio, il lavoro fosse stato concentrato
in metà settimana, sarebbero state giustificate solo tre trasferte settimanali;
se fosse stato suddiviso su cinque giorni, si sarebbe poi dovuto stabilire se
mezza giornata era libera e se pertanto la contribuente aveva diritto alla
deduzione delle spese per il pasto di mezzogiorno (cfr. anche Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Kommentar
zum DBG, 2a ediz., Zurigo 2009, n. 25 ad art. 26 LIFD, p. 455).

                                         La
ricorrente non ha tuttavia dato seguito alla richiesta di documentare l’orario
di lavoro, indirizzatale dall’Ufficio di tassazione. Solo con il ricorso, ha
spiegato che il datore di lavoro è fallito nel 2011 e che pertanto non solo non
le è stato rilasciato il certificato di salario ma neppure ha potuto chiedere
un’attestazione in merito all’orario di lavoro.

                                         Vista la
particolarità della situazione, la decisione impugnata, che ha negato ogni
spesa professionale, con la sola eccezione del forfait per le “altre spese
professionali”, si rivela eccessivamente severa. Per economia di giudizio, si
giustifica dunque di ammettere in deduzione le spese per il trasporto
quotidiano per i tre quarti dell’anno, cioè per 147 giorni lavorativi.
Considerata la distanza di 12 km per la singola tratta, la deduzione ammonta a:

                                         km 3’528
(km 24 x 147 giorni) x fr. 0,70 = fr. 2’469.60

                                         Inoltre,
in via equitativa, si ritiene giustificata una deduzione per 100 pasti di mezzogiorno
a fr. 15.– ciascuno, per un totale di fr. 1'500.–.

 

 

                                   3.   Nonostante
l’esito del ricorso, parzialmente favorevole alla ricorrente, si giustifica di
porre a suo carico almeno in parte la tassa di giustizia e le spese, secondo
l’art. 231 cpv. 3 LT, per il fatto che, conformandosi agli obblighi che le
incombevano, avrebbe potuto ottenere soddisfazione già nella procedura di
tassazione o di reclamo.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

                                         §    Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 28 dicembre 2012 è riformata nel senso
che sono ammesse le deduzioni di fr. 2'470.– per spese di trasporto e di fr.
1'500.– per spese di doppia economia domestica.

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.    600.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.       90.–

                                         per un
totale di                                                       fr.    690.–

                                         sono a
carico della ricorrente nella misura di due terzi (fr. 460.–).

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).

 

                                   4.   Intimazione
a: 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per
conoscenza:

                                         - municipio
di.

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: