# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b1d8aca7-ec38-5933-89b9-9cc0dcb1a28b
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-10-04
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 04.10.2011 BP.2011.39
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BP-2011-39_2011-10-04.pdf

## Full Text

Decisione del 4 ottobre 2011 
I Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Tito Ponti, Presidente, 
Emanuel Hochstrasser e Patrick Robert-Nicoud,  
Cancelliera Susy Pedrinis Quadri  

   
Parti   

A.,  
rappresentato dall’avv. Matteo Quadranti,  

Richiedente 
 

   
   
   
   
Oggetto  Assistenza giudiziaria gratuita (art. 29 cpv. 3 Cost.) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell ’incar to:  BP.2011.39 
(Procedura principale:  BB.2011.90)  

 

- 2 - 
 
 

 Fatti: 

A. Il 24 marzo 2010 A. è stato arrestato nell’ambito di un procedimento penale 
cantonale e posto in detenzione preventiva. Il 16 agosto 2010 il Ministero 
pubblico della Confederazione (in seguito: MPC) ha assunto il procedimen-
to e disposto la carcerazione preventiva del richiedente, il quale, dal 29 set-
tembre 2010, è stato posto in esecuzione anticipata di pena (v. act. 1 
dell’incarto BB.2011.90).  

 
B. Con reclamo per ritardata giustizia dell’8 settembre 2011, A. ha chiesto 

all’Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi di impartire al MPC un 
termine scadente al più tardi il 30 settembre 2011 per allestire il rapporto fi-
nale nei suoi confronti. A suo parere, ritenuto che già a fine marzo 2011 le 
indagini erano ad uno stadio avanzato e che si sarebbe potuto procedere al 
suo interrogatorio finale appena conclusa l’attività rogatoriale in Bolivia 
(terminata verso metà giugno 2011), un periodo di quasi tre mesi per 
l’allestimento di un rapporto finale da parte della Polizia giudiziaria federale, 
limitato alla sua posizione, sarebbe eccessivo (act. 1 dell’incarto 
BB.2011.90). 

 
C. Il 16 settembre 2011 il Giudice dei provvedimenti coercitivi ha trasmesso 

per competenza l’impugnativa in questione alla I Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale (act. 2  dell’incarto BB.2011.90).  

 
D. Il 19 settembre 2011 la I Corte dei reclami penali del Tribunale penale fede-

rale ha chiesto ad A. il versamento di un anticipo delle spese di fr. 1'500.-- 
(act. 3 dell’incarto BB.2011.90). Il 20 settembre 2011 il legale di A. ha pre-
sentato una domanda di assistenza giudiziaria, trasmettendo a sostegno 
della medesima il “Decreto sulla nomina di un difensore d’ufficio e sulla 
concessione del gratuito patrocinio” emesso dal MPC il 4 aprile 2011 (act. 1 
e act. 1.1). Il 21 settembre 2011 è stato inviato al legale di A. il formulario 
concernente la richiesta di assistenza giudiziaria, ritornato il 23 settembre 
2011 compilato solo parzialmente; dando seguito all’invito a compilare 
compiutamente il formulario, questo è stato ritrasmesso alla  
I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale con invio del 27 set-
tembre 2011 (act. 2, 3, 4, 5). 

 

 

- 3 - 
 
 

 Diritto: 

1. 
1.1. Giusta l’art. 29 cpv. 3 Cost, chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto 

alla gratuità della procedura se la sua causa non sembra priva di probabili-
tà di successo. Nel Codice di diritto processuale penale svizzero (CPP), 
l’art. 132 cpv. 1 lett. b (per rinvio dell’art. 379 CPP per la procedura di ricor-
so) precisa che una difesa d’ufficio viene disposta se l’imputato è sprovvi-
sto dei mezzi necessari e una sua difesa s’impone per tutelare i suoi inte-
ressi; non viene invece definita l’assistenza giudiziaria gratuita (HARA-
RI/ALIBERTI, Commentaire romand, Code de procédure pénale suisse, n. 3 
e 20 ad art. 132), per la quale è necessario fare riferimento all’art. 136 CPP 
nella sezione riservata al gratuito patrocinio per l’accusatore privato. Que-
sta disposizione precisa che il gratuito patrocinio comprende anche 
l’esonero dagli anticipi e dalla prestazione di garanzie, nonché l’esonero 
dalle spese procedurali (cpv. 2 lett. a e b; HARARI/ALIBERTI, op. cit., n. 21 
ad art. 132).  

 
1.2. Una parte è da considerarsi indigente allorquando, per pagare le spese 

processuali e le ripetibili, è costretta ad intaccare i mezzi necessari per co-
prire i bisogni fondamentali personali e della propria famiglia 
(DTF 125 IV 161 consid. 4a; 124 I 1 consid. 2a; cfr. ugualmente 
DTF 128 I 225 consid. 2.5.1; 127 I 202 consid. 3b). L’analisi dell’esistenza 
dell’indigenza deve tener conto di tutta la situazione finanziaria del richie-
dente al momento dell’inoltro della richiesta di assistenza giudiziaria. Ciò 
comprende, da una parte, tutti gli obblighi finanziari e, d’altra parte, i redditi 
e la sostanza (DTF 124 I 1 consid. 2a; 120 Ia 179 consid. 3a, con i rinvii). 
Per la definizione di quanto è necessario per coprire i bisogni fondamentali 
l’autorità chiamata a giudicare non dovrebbe basarsi in maniera schematica 
sul minimo esistenziale prestabilito dalla legislazione sull’esecuzione e sul 
fallimento, ma prendere in considerazione le circostanze personali del ri-
chiedente. Un’eventuale eccedenza risultante dal confronto tra il reddito a 
disposizione e l’importo necessario a soddisfare i bisogni fondamentali de-
ve poter essere utilizzata per affrontare le spese giudiziarie e ripetibili pre-
viste in un caso concreto (DTF 118 Ia 369 consid. 4a); in questo caso, 
l’eccedenza mensile deve permettere di estinguere il debito legato alle 
spese giudiziarie; per i casi più semplici, nel lasso di tempo di un anno e 
per gli altri entro due anni (v. in proposito la sentenza del Tribunale federale 
5P.457/2003 del 19 gennaio 2004 consid. 1.2). 

 
1.3. L’obbligo dello Stato di fornire assistenza giudiziaria è sussidiario rispetto al 

dovere di assistenza derivante dal diritto di famiglia, in particolare dal diritto 

- 4 - 
 
 

matrimoniale (art. 159 cpv. 3 e 163 cpv. 1 CC; DTF 127 I 202 consid. 3b; 
ALFRED BÜHLER, Betreibungs- und prozessrechtliches Existenzminimum, 
in: AJP 2002 pag. 644 e segg., in particolare pag. 658; STEFAN 
MEICHSSNER, Aktuelle Praxis der unentgeltlichen Rechtspflege, in Jusletter 
7 dicembre 2009, pag. 6); ciò vale anche per le procedure dinanzi alla  
I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (v. sentenza del Tri-
bunale penale federale BB.2010.1 del 21 gennaio 2010 con i rinvii). Per il 
giudizio dell’esistenza o meno dell’indigenza vanno quindi presi in conside-
razione i redditi e la fortuna di entrambi i coniugi (v. sentenza del Tribunale 
penale federale BB.2011.6 del 18 maggio 2011 con i rinvii e BB.2010.1 
summenzionata). 

 
1.4. Di principio, spetta al richiedente presentare e provare, nella misura del 

possibile, i suoi redditi e la sua sostanza (DTF 125 IV 161 consid. 4a). Più 
la situazione finanziaria è complessa, tanto più elevate risultano essere le 
esigenze di chiarezza e completezza della richiesta. I bisogni fondamentali 
attuali del richiedente devono poter essere determinati sulla base delle 
pezze giustificative inoltrate. Le pezze giustificative devono inoltre fornire 
un’immagine chiara di tutti gli obblighi finanziari del richiedente così come 
dei suoi redditi e della sua sostanza (DTF 125 IV 161 consid. 4a). Se il ri-
chiedente non riesce a presentare in maniera chiara e completa la sua si-
tuazione finanziaria, ossia i giustificativi inoltrati e i dati comunicati non rie-
scono a dare un’immagine coerente e esente da contraddizioni della me-
desima, la richiesta può essere respinta a causa di una motivazione insuffi-
ciente o per indigenza non dimostrata (v. DTF 125 IV 161 consid. 4a; 
ALFRED BÜHLER, Die Prozessarmut, in: Schöbi [ed.], Gerichtskosten, Par-
teikosten, Prozesskaution, unentgeltliche Prozessführung, Berna 2001, 
pag. 189 e segg.). 

 
 
2. In concreto, dal formulario relativo alla domanda di assistenza giudiziaria e 

dalla documentazione trasmessa risulta che il richiedente possiede un ap-
partamento a Z., in Provincia di Torino, del valore di € 66'150.--, sul quale 
grava un’ipoteca legale per € 7'240.54 (act. 5.1); in merito alle entrate, A. 
ha dichiarato che né egli né la sua compagna percepirebbero alcun reddito 
da attività lucrativa, ma unicamente una rendita mensile da parte 
dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (INPS) di complessivi € 5'378.--; 
sempre secondo i dati forniti dal richiedente, né lui – attualmente in deten-
zione – né la sua compagna o i suoi due figli dovrebbero sopportare spese 
mensili, ed in particolare non dovrebbero far fronte a premi di assicurazione 
malattia (sarebbero affiliati alla Mutua Italiana Assistenza Sanitaria) o a 
spese di affitto. La famiglia, inoltre, sarebbe anche aiutata finanziariamente 
dalla sorella della compagna di A.   

 

- 5 - 
 
 

3. Alla luce di quanto sopra, questa Corte ritiene che le informazioni trasmes-
se non siano sufficienti a fornire un’immagine completa e coerente della si-
tuazione finanziaria del richiedente ed in particolare a sostanziare un suo 
stato di indigenza e dunque un suo diritto all’assistenza giudiziaria. In effet-
ti, dalla documentazione presentata non emerge in alcun modo quali pos-
sano essere le uscite a cui il richiedente (attualmente in detenzione) e la 
sua famiglia non riuscirebbero a far fronte nonostante beneficino di 
un’entrata mensile di € 5'378.-- e malgrado non abbiano alcuna spesa 
mensile. Sulla base delle informazioni fornite appare pure incomprensibile 
la necessità di un aiuto da parte della sorella della compagna di A.  

 
Nessuna rilevanza per l’esito della presente decisione riveste poi la deci-
sione del MPC del 4 aprile 2011, con cui l’autorità ha accolto la richiesta di 
nomina di un difensore d’ufficio e di concessione del gratuito patrocinio al 
richiedente. In effetti, il gratuito patrocinio da parte del MPC è stato accor-
dato nell’ambito di una procedura indipendente da quella avviata con re-
clamo dinanzi alla I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, 
autorità che dispone di un libero potere di apprezzamento e che non è le-
gata alle constatazioni dell’autorità precedente.  
 

 
4. In definitiva, ritenuto che già i documenti forniti da A. non permettono di 

determinare sufficientemente e con certezza la sua reale ed attuale situa-
zione finanziaria e dunque il suo eventuale stato d’indigenza, non si giusti-
fica di analizzare ulteriormente le condizioni per l’ottenimento 
dell’assistenza giudiziaria, la quale deve, nel caso concreto, essere respin-
ta. Il richiedente è pertanto invitato a versare alla cassa del Tribunale pena-
le federale, entro il 13 ottobre 2011, un anticipo delle spese di fr. 1'500.--.  

 
 
5. Le spese giudiziarie concernenti la presente decisione seguono quelle della 

procedura di reclamo. 
 
 

 

 

 

- 6 - 
 
 

Per questi motivi, la I Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

2. Il richiedente è invitato a versare entro il termine scadente il 13 ottobre 2011 
un anticipo delle spese di fr. 1'500.-. 

3. Le spese giudiziarie concernenti la presente decisione seguono quelle della 
procedura di reclamo. 

 
 
Bellinzona, il 5 ottobre 2011 
 
In nome della I Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: La Cancelliera: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Matteo Quadranti 
 
 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Contro questa decisione non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.