# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 706e6c5f-dc8d-51b5-a87e-a2ec220bb8e1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-05-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.05.2007 34.2007.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2007-6_2007-05-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2007.6

   

  rg/td

  	
  Lugano

  14 maggio
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

statuendo nella causa deferitagli il 23/24
gennaio 2007 dalla Pretura di __________ (art. 142 CC) e che oppone

 

	
   

  	
  1. AT 1 

     rappr. da: RA 1 

  2. AT 2 

     rappr. da: RA
  3 

   

  
	
   

  	
  a

  	 

 

	
   

  	
  1. CV 1 

     rappr. da: RA 2 

  2. CV 2 

  3. CV 3 

   

   

  in materia di previdenza professionale

  (divisione
  delle prestazioni d’uscita in caso di divorzio)

   

  

 

 

 

considerato                     
in fatto e in diritto 

 

che                                -   con sentenza 20
dicembre 2006, cresciuta in giudicato - ad eccezione dei dispositivi n. 5, 7, 9
e 10 - il 22 gennaio 2007, ilAT 1 e CV 1, decidendo, al dispositivo n. 8, una
ripartizione a metà delle rispettive prestazioni d’uscita accumulate durante il
matrimonio;

 

                                      -   il 23/24 gennaio 2007 il
giudice del divorzio ha rimesso ex art. 142 cpv. 2 CC la causa al TCA, quale
autorità giudiziaria competente ai sensi degli artt. 25a cpv. 1 LFLP e 73 cpv.
1 LPP, per il calcolo del quantum da trasferire;

 

                                     -   ai
fini del calcolo delle prestazioni accumulate dagli ex coniugi __________
durante il matrimonio, il TCA ha richiesto a questi ultimi come pure agli
istituti di previdenza interessati di determinarsi al proposito. Delle singole
risultanze si dirà, per quanto necessario, nel prosieguo;

 

                                     -   giusta
l'art. 22 cpv. 1 LFLP, in vigore dal 1. gennaio 2000, in caso di divorzio le
prestazioni d'uscita acquisite durante il matrimonio sono divise conformemente
agli artt. 122, 123, 141 e 142 CC. Per il cpv. 2, la
prestazione d'uscita da dividere corrisponde per ciascun coniuge alla
differenza tra la prestazione d'uscita aumentata degli averi di libero
passaggio esistenti al momento del divorzio e la prestazione d'uscita aumentata
degli averi di libero passaggio esistenti al momento della celebrazione del
matrimonio. Alla prestazione d'uscita e all'avere di libero passaggio esistenti
al momento del matrimonio vanno aggiunti gli interessi dovuti al momento del
divorzio. I pagamenti in contanti effettuati durante il matrimonio non sono
computati;

 

                                     -   l’art.
22a LFLP disciplina le modalità di calcolo della prestazione d’uscita esistente
al momento del matrimonio in caso di matrimoni anteriori al 1. gennaio 1995. Il
citato disposto di legge presuppone, tra l'altro, l'esistenza di averi
previdenziali al momento del matrimonio, in caso contrario non vi è prestazione
di uscita e tutto l'avere di vecchiaia va considerato accumulato durante il
matrimonio (Vetterli/Keel, Die Aufteilung der beruflichen Vorsorge in
der Scheidung, in: AJP 1999, p. 1623; STCA 12 marzo 2001 nella causa AV
e CS, inc. 34.000.27-28, cresciuta in giudicato);

 

                                     -   a
norma dell'art. 25a LFLP, in caso di disaccordo fra i coniugi sulla prestazione
d'uscita da dividere (artt. 122 e 123 CC), il giudice del luogo del divorzio
competente ai sensi dell'art. 73 cpv. 1 della LPP deve procedere d'ufficio alla
divisione sulla base della chiave di ripartizione determinata dal giudice del
divorzio, non appena gli sia stata deferita la controversia (art. 142 CC); sia
i coniugi
che gli istituti di previdenza professionale hanno qualità di parte in questa
procedura. Il giudice impartisce loro un termine adeguato per inoltrare le
rispettive conclusioni. In assenza di conclusioni il
giudice decide in base agli atti (Messaggio sulla revisione del Codice
civile svizzero del 15 novembre 1995, FF 1996 I 122, 233.46);

 

                                     -
  competente ratione loci a statuire nel merito della presente causa è lo
scrivente TCA quale giudice del luogo del divorzio competente ai sensi
dell'art. 73 LPP (art. 25a cpv. 1 LFLP), ritenuto che giusta l'art. 25a cpv. 2
LFLP oltre agli istituti di pre-videnza possono essere parte nella procedura
anche gli istituti di libero passaggio (DTF 130 V 111; Schneider/Bruchez,
La prévoyance professionnelle et le divorce, in: Le nouveau droit du divorce,
2000, p. 253; cfr. art. 73 cpv. 1 lett. a LPP in vigore dal 1. gennaio 2005);

 

                                     -   nella
fattispecie dalla documentazione acquisita agli atti emerge che durante il
matrimonio (segnatamente dal 30 agosto 1995 al 22 gennaio 2007, data della
crescita in giudicato della sentenza di divorzio a valere quale momento
determinante ai fini della divisione; STFA 28 febbraio 2006 nella causa
X e Y [B 16/05 e 17/05]) CV 1 ha accumulato un avere soggetto a divisione di
fr. 20'769.85 (calcolato in applicazione degli artt. 22 e 22a LFLP)
presso la CV 3 (X/1). Al momento del divorzio essa disponeva
pure di una prestazione d’uscita di fr. 7’581.-- presso la CV 2, accumulata a
far tempo dal 1. settembre 2005 (XIV);

 

                                     -   per
quanto riguarda AT 1, dagli atti all’inserto risulta che al momento del
divorzio disponeva presso la AT 2 di una prestazione d’uscita di fr. 88'824.--,
quale avere previdenziale accumulato a far tempo dal 1. luglio 1999  (IV/1,
IX/2, XI);

 

                                     -
  relativamente a suddette risultanze entrambi gli ex coniugi nulla hanno osservato;

 

                                     -
  CV 1 chiede nondimeno che venga in questa sede operata anche una
compensazione a suo favore dei capitali percepiti (in contanti) dall’ex marito
nel giugno 1996 - a seguito della cessazione del rapporto d’impiego che lo
legava, in Italia, al __________ - sia a titolo di liquidazione, senza
trasferimento ad altro fondo, della sua posizione previdenziale presso la __________
(fondo pensione del __________), sia a titolo di trattamento di fine rapporto
riconosciutogli dal datore di lavoro (XVI/1-4). A tale richiesta si oppone AT 1
il quale, oltre ad evidenziare la natura non pensionistica del capitale
percepito a titolo di trattamento di fine rapporto, fa in sostanza rilevare
come in ogni caso non trattasi, per la totalità delle somme ricevute, di
capitali pensionistici non ancora percepiti (XVIII);

 

                                     -
  se è dato un caso d’applicazione dell’art. 122 CC - che presuppone che uno o
entrambi i coniugi siano affiliati ad un istituto di previdenza e dispongano
quindi di un diritto ad una prestazione d’uscita nei confronti di tale
istituto (DTF 130 III 297, 128 V 41, 127 III 433. La nozione di istituto
di previdenza professionale ai sensi dell’art. 122 CC comprende sia gli
istituti di previdenza in senso stretto sia, come accennato, gli istituti di
libero passaggio: DTF 130 V 111; STCA 29 gennaio nella causa V.G,
inc. 34.2002.02; Sutter /Freiburghaus, Kommentar zum neuen
Scheidungsrecht, 1999, ad art. 122/141-142 n. 3; Baumann/Lauterburg, Fam/Pra/Kommentar,
ad art. 122 n. 6ss) - e i coniugi non si sono accordati sulla divisione della
prestazione d’uscita o sulle modalità d’esecuzione della divisione, il giudice
del divorzio decide secondo l’art. 142 cpv. 1 CC  sulle proporzioni della
divisione (STFA 29 gennaio 2002 nella causa P. [B 1/00]) e
rimette d’ufficio la causa al giudice competente ai sensi della LFLP a
procedere alla divisione (art. 142 cpv. 2 CC). L’applicazione
dell’art. 142 cpv. 1 e 2 CC presuppone quindi un caso di applicazione dell’art.
122 CC, quest’ultima condizione non essendo adempiuta
quando sia già sopraggiunto un caso di previdenza (DTF 128 V 41
consid. 3b, 127 III 433 consid. 2b; sentenza TF del 18 dicembre 2003
nella causa A. [5C.108/2003], in: SJ 2004 pp. 369ss; Baumann/Lauterburg,
cit., ad art. 122 n. 1), ritenuto che non soggetti a divisione ex art. 122 CC
sono parimenti i capitali pensionistici versati in contanti durante il
matrimonio e quindi usciti dal ciclo previdenziale (art. 22 cpv. 2 ultima frase
LFLP; DTF 129 V 254, 127 III 437; 128 V 48; FF 1996
I 110; Schneider/Bruchez, La prévoyance professionnelle et le divorce,
in: SVZ 2000 p. 255; Baumann/Lauterburg, Darf's ein bisschen weniger
sein? Grundsätzliches und Strittiges beim Vorsorgeausgleich, in: FamPra 2000,
p. 213; Vetterli/Keel, cit., p. 1622; Walser, Berufliche
Vorsorge, in: Das neue Scheidungsrecht, Zurigo 1999, p. 58; STCA 29
gennaio 2003 nella causa V.G, inc. 34.2002.02), eccezion fatta
per quelli indebitamente prelevati senza il consenso del coniuge ex art. 5 cpv.
2 LFLP (STFA 30 gennaio 2004 nella causa A. [B 19/03]; Geiser,
La previdenza professionale nel nuovo diritto del divorzio, in: AA.VV., Il
nuovo diritto del divorzio, atti CFPG, 2002, pp. 27ss, 50; Zünd,
Probleme im Zusammenhang mit der schriftlichen Zustimmung zur Barauszahlung der
Austrittleistung des nicht am Vorsorgeverhältnis beteiligten Ehegatten (Art. 5
Abs. 2 und 3 FZG), in: SZS 2000 pp. 421s; SJZ 2001 pp. 84s). L'eventuale compensazione delle aspettative previdenziali deve in
tal caso essere considerata ad opera del giudice del divorzio in applicazione
dell'art. 124 CC (DTF 129 V 254, 128 V 41ss, 127 III 437; JdT
2002 p. 350; STCA 29 gennaio 2003 nella causa V.G, inc. 34.2002.02; Zünd,
Schriftliche Zustimmung zur Barauszahlung der Austrittleistung an Verheiratete
und die Folgen bei gefälschter oder fehlender Unterschrift, in: AJP 2002 pp.
662ss; Schneider/Bruchez, cit., in: SVZ 2000 p. 255; Grüttner/
Summermatter, Erstinstanzliche Erfahrungen mit dem Vorsorgeausgleich bei
Scheidung, insbesondere nach Art. 124 ZGB, in: FamPra 2002 pp. 641ss, 650);

 

                                     -   ora,
in applicazione di summenzionata normativa e giurisprudenza, la postulata
divisione dei capitali percepiti da AT 1 a seguito della cessazione del suo rapporto
d’impiego presso il __________ - pur ammettendo, per pura ipotesi di lavoro, che
trattasi di averi pensionistici rientranti nella sfera d’applicazione degli
artt. 122 CC e 25a LFLP - risulta all’evidenza improponibile in questa sede già
solo in considerazione del fatto che non trattasi di aspettative che l’ex marito
vanta nei confronti di un istituto previdenziale, detti capitali, di cui CV 1 postula
la ripartizione, essendo stati da AT 1 incontestatamente già prelevati e quindi
usciti dal ciclo previdenziale. La postulata compensazione non può del
resto neppure essere riconosciuta per ipotetica applicazione del diritto che
regge il rapporto di previdenza, in casu quello __________ (sul tema
dell’applicazione - nell’ambito del divorzio con connotazione internazionale e
con particolare riferimento agli art. 63 cpv. 2 e 15 LDIP - per quanto riguarda
gli aspetti previdenziali, del diritto che li disciplina, cfr. STF 8
marzo 2007 nella causa X [5C.297/2006]; STFA 2 febbraio 2004 nella causa
C. [B 45/00]; DTF 131 III 289; Schwander, Neues Scheidungsrecht
im IPRG und im übergangsrecht,
in: AJP p. 1651; Stutzer, Vorsorgeausgleich bei Scheidungen mit
internationalem Konnex, in: FamPra 2006 pp. 244ss; Candrian, Scheidung
und Trennung im internationalen Privatrecht der Schweiz, Diss. 1994, pp. 148s),
il quale né prevede una divisione tra i coniugi in caso di divorzio delle loro
aspettative previdenziali (segnatamente quelle connesse ai fondi pensionistici
complementari [artt. 2117 e 2123 Codice civile italiano] disciplinati dal
Decreto legge 21 aprile 1993, N. 124), né tanto meno la possibilità per un
coniuge di poter far valere, in sede di divorzio, pretese nei confronti
dell’istituto previdenziale dell’altro coniuge a dipendenza del versamento di
capitali pensionistici effettuati in contanti in costanza di matrimonio (sull’eventuale
applicazione, ad opera del giudice del divorzio, dell’art. 124 CC in fattispecie
con connotazione internazionale, in cui non è data la possibilità di una
ripartizione in virtù del diritto applicabile al rapporto di previdenza, cfr. Bucher,
Aspects internationaux du nouveau droit du divorce, in: SemJud 2001 p. 29ss,
35);

 

                                     -   per
quanto concerne in particolare il summenzionato trattamento di fine rapporto
(disciplinato dall’art. 2120 Codice civile italiano), oltre che per i
surriferiti motivi, una eventuale sua considerazione ai fini di una divisione
in sede di divorzio, pur volendo ammettere - per pura ipotesi di lavoro - che
in esso convergano profili di natura previdenziale, appare nella specie esclusa
anche in considerazione del fatto che il diritto, sancito dall’art. 12bis della
Legge n. 898/1970, del coniuge divorziato, sussistenti determinati presupposti,
a una quota di siffatta indennità di fine lavoro non è dato allorquando essa è
maturata - come in casu - anteriormente al momento della proposizione della
domanda di divorzio (cfr. sentenze Corte di cassazione civile n. 5553 del 7
giugno 1999 e n. 19427 del 18 dicembre 2003; cfr. ordinanza Corte
costituzionale del 19 novembre 2002 n. 463);

 

                                     -   stante quanto sopra, atti istruttori, quali quelli richiesti da CV
1 (XVI), volti ad ulteriormente far luce sull’entità delle somme incassate da AT
1 a titolo di liquidazione al termine della propria attività lavorativa in __________,
rispettivamente di quanto da esso accumulato dalla data del matrimonio sino
alla liquidazione, appaiono superflui; 

 

                                     -
  gli averi previdenziali accumulati durante il matrimonio e soggetti in questa
sede a divisione ex art. 25a LFLP ammontano quindi per AT 1 a fr. 88'824.--,
per CV 1 a fr. 28'350.85. Considerati i consecutivi crediti di fr. 14'175.45
rispettivamente di fr. 44'412.--, alla ex moglie spetta a saldo (art. 122 cpv.
2 CC; DTF 129 V 254) un accredito di fr. 30'236.55;

 

                                     -   per
applicazione analogica degli art. 3-5 LFLP, l'avere a cui il coniuge ha diritto
deve essere di principio trasferito nella forma vincolata di prestazione di
libero passaggio ai sensi della LFLP e non versato in contanti (art. 22 cpv. 1
LFLP Schneider/Bruchez, cit., in: SVZ 2000 p. 258). L'importo dovuto deve
quindi essere accreditato o a un istituto di previdenza o su un conto o polizza
di libero passaggio;

 

                                     -   la
somma di fr. 30'236.55, unitamente agli interessi compensativi - al tasso
minimo di cui ai combinati articoli 8a cpv. 1 OLP e 12 OPP2, rispettivamente,
nella misura in cui superiore, a quello praticato dall'istituto debitore - maturati su
tale importo a far tempo dal 22 gennaio 2007 e sino al momento dell'effettivo
trasferimento (DTF 129 V 255-258; STFA 8 aprile 2003 nella causa
A. [B 73/02], 8 aprile 2003 nella causa M. [B 94/02], 8 luglio 2003 nella causa
L. [B 113/02]), dovrà pertanto essere trasferita a favore di CV 1 presso
la CV 2;

 

                                     -   in
caso di mancato versamento nel termine di 30 giorni dalla crescita in giudicato
del presente giudizio, rispettivamente, in caso di ricorso al Tribunale
federale, dalla pronuncia della relativa sentenza, saranno inoltre dovuti,
sull'ammontare della prestazione d'uscita e relativi interessi compensativi di
spettanza di CV 1, interessi di mora giusta i combinati articoli 7 OLP e 12
OPP2 (DTF 129 V 257-258; STFA 4 settembre 2003 nella causa OFAS
c. X. [B 105/02]).

 

 

 

Per questi
motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                 1.-   L’avere
di previdenza acquisito da AT 1 durante il matrimonio e soggetto a divisione
ammonta a  fr. 88'824.--.

 

                                 2.-   L’avere di previdenza acquisito da CV 1 durante il matrimonio e
soggetto a divisione ammonta a  fr. 28'350.85.

 

                                 3.-   E'
fatto ordine alla AT 2 (contratto n. __________) di versare a favore di CV 1,
presso la CV 2, la somma di fr. 30'236.55 oltre interessi compensativi ai sensi
dei considerandi a datare dal 22 gennaio 2007.

 

                                 4.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 5.-
  CV 1 verserà a AT 1 fr. 500.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.     

 

                                 6.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Gianluca
Menghetti