# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 395ab666-5b24-52e5-86b6-4b0568c591d1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-05-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.05.2024 F-2687/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-2687-2024_2024-05-08.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-2687/2024 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l l ’ 8  m a g g i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Lorenz Noli;  

cancelliera Caroline Rausch. 

   

Parti 

 
A._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

patrocinato da SOS Ticino Protezione giuridica della  

Regione Ticino e Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

ricorrente,  

  

  
contro 

  
Segreteria di Stato della migrazione SEM, 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 

   

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione della SEM 

del 22 aprile 2024 / N (...). 

 

 

 

F-2687/2024 

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Fatti: 

A.  

L’interessato, ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 12 ottobre 

2023, dichiarandosi minorenne. Dai riscontri dattiloscopici nell’unità cen-

trale del sistema europeo “Eurodac”, in data 17 ottobre 2023, è risultato 

che il richiedente aveva presentato una domanda d’asilo pregressa in 

Croazia il 3 ottobre 2023. 

B.  

Il 18 ottobre 2023, l’interessato ha sottoscritto la procura per il mandato di 

rappresentanza legale. 

C.  

Per il tramite dello scritto del 1° dicembre 2023, il rappresentante legale 

dell’interessato ha trasmesso all’autorità inferiore, in copia, la taskara e il 

certificato di vaccinazione di questo. 

D.  

Il 6 dicembre 2023, il richiedente è stato sentito nell’ambito di una prima 

audizione per minorenni non accompagnati (di seguito PA RMNA).  

E.  

L’autorità elvetica competente, in data 7 dicembre 2023, ha presentato alla 

sua omologa croata una richiesta di ripresa in carico dell’interessato fon-

data sull’art. 18 par. 1 lett. b del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parla-

mento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e 

i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per 

l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno de-

gli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; 

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di 

seguito: RD III).  

F.  

Il 21 dicembre 2023, la Croazia ha accettato la domanda di ripresa in carico 

dell’interessato, basandosi sull’art. 20 par. 5 RD III. 

G.  

Con decisione del 22 aprile 2024, notificata il giorno successivo, la SEM 

non è entrata nel merito della succitata domanda d’asilo ai sensi 

dell’art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31), pronun-

ciando nel contempo il trasferimento dell’interessato dalla Svizzera verso 

la Croazia, nonché l’esecuzione del precitato provvedimento, ed 

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osservando come un eventuale ricorso contro la decisione non avesse ef-

fetto sospensivo. 

H.  

L’interessato, per mezzo del ricorso del 30 aprile 2024, è insorto al Tribu-

nale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) avverso la succitata 

decisione della SEM, postulando, la sospensione dell’esecuzione del prov-

vedimento impugnato in via supercautelare e la concessione dell’effetto 

sospensivo al ricorso. Nel merito, egli ha concluso, in via principale, al ri-

conoscimento del ricorrente come minorenne e all’annullamento della de-

cisione impugnata e l’esaminazione nel quadro di una procedura nazionale 

in Svizzera o, in via subordinata, la restituzione degli atti all’autorità infe-

riore per il completamento dell’istruttoria. Egli ha inoltre presentato istanza 

di concessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal ver-

samento delle spese processuali e dal relativo anticipo. 

I.  

Il Tribunale, il 1° maggio 2024, ha sospeso l’esecuzione dell’allontana-

mento dell’insorgente, a titolo di misura supercautelare.  

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 3 LAsi) ed è ammissibile sotto il profilo 

degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel 

merito del gravame. 

2.  

Il ricorso, manifestamente fondato per i motivi che seguono, è deciso dal 

giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e 

LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 

LAsi). Altresì, giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scam-

bio di scritti. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

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(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci-

sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami-

nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1). 

4.  

4.1. Appare innanzitutto opportuno esaminare le censure formali sollevate 

dal ricorrente nel suo gravame in ordine ad un accertamento incompleto 

dei fatti giuridicamente rilevanti da parte dell’autorità inferiore, con conse-

guente implicita violazione del principio inquisitorio (art. 6 LAsi in relazione 

all’art. 12 PA; cfr. per maggiori dettagli la DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). In 

particolare, l’insorgente lamenta che l’autorità inferiore non ha ordinato una 

perizia medica volta alla determinazione della sua età. 

4.2. Nelle procedure d’asilo si applica il principio inquisitorio. Ciò significa 

che l’autorità competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto 

e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In con-

creto, essa deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione 

del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le op-

portune prove a riguardo (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1; 2012/21 con-

sid. 5). L’autorità incorre in un accertamento inesatto quando fonda la pro-

pria decisione su fatti scorretti e non conformi agli atti. Un accertamento 

incompleto è invece da constatare quando non è tenuto conto di tutti gli 

elementi fattuali giuridicamente rilevanti (cfr. DTAF 2015/10 consid. 3.2). Il 

principio inquisitorio non è illimitato, in particolare visto il nesso con l’ob-

bligo di collaborare delle parti (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 

consid. 5.1). Il Tribunale è tenuto ad effettuare d’ufficio un esteso controllo 

delle circostanze di fatto ritenute nella decisione avversata (art. 106 cpv. 1 

lett. b LAsi e 49 lett. b PA).  

4.3. Quando in sede ricorsuale vengono identificate delle carenze in tal 

senso, pur considerando il tenore dell’art. 61 cpv. 1 PA, spesso non ci si 

può esimere dal retrocedere gli atti all’autorità di prima istanza, di modo 

che questa possa procedere ad un nuovo e completo accertamento dei 

fatti (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem Bun-

desverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.191). Il Tribunale resta difatti li-

bero di raccogliere gli elementi essenziali al giudizio se una tale soluzione 

appare giudiziosa per ragioni di economia procedurale; non è però tenuto 

a farlo (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2; 2012/21 consid. 5.1). 

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4.4. Per quanto concerne la minore età, è al richiedente l’asilo che incombe 

l’onere della prova al riguardo. In presenza di un accertamento dei fatti 

esaustivo e corretto, se la valutazione globale degli atti di causa (si veda in 

merito la DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e rif. cit. e consid. 5.6; 2018 VI/3 con-

sid. 4.2 e rif. cit.) non permette di ritenere che l’interessato la abbia resa 

verosimile, questi sarà tenuto ad assumersene le conseguenze, venendo 

pertanto considerato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e rif. ivi 

cit.). Salvo casi particolari, la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pre-

giudiziale sulla questione. Per giungere ad una determinazione al riguardo, 

l’autorità si basa sui documenti d’identità autentici depositati agli atti così 

come sui risultati delle audizioni relativamente al quadro personale dell’in-

teressato nel paese d’origine, alla sua cerchia famigliare ed al suo curricu-

lum scolastico. Se necessario, ordina una perizia medica volta alla deter-

minazione dell’età (cfr. art. 17 cpv. 3bis in relazione all’art. 26 cpv. 2 LAsi; 

DTAF 2019 I/6 consid. 5.6; 2018 VI/3 consid. 4.2 e rif. cit.). Una volta espe-

rita l’istruttoria, la SEM procede ad un apprezzamento globale degli ele-

menti in presenza in ossequio ai principi sopra esposti (cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 5.4 e rif. cit.). 

5.  

5.1. Nella presente disamina, al momento dell’entrata in Svizzera il ricor-

rente ha indicato la data di nascita del 31 gennaio 2007 e nel corso della 

procedura ha inoltrato una copia della sua taskara, da cui risulta che nel 

1397 (2018/2019) aveva 12 anni e una copia del suo certificato di vaccina-

zione, dalla quale si evince la data di nascita del 31 gennaio 2007. In Croa-

zia, invece, il ricorrente è registrato con la data di nascita del 22 aprile 2003.  

5.2. Nel corso della PA-RMNA del 6 dicembre 2023, il ricorrente ha ripetuto 

di essere nato il 31 gennaio 2007 e ha riferito di avere 16 anni e 10 mesi. 

Durante il verbale, il ricorrente ha avuto visibilmente difficoltà a rispondere 

anche alle domande più semplici sulla sua età e a fare semplici calcoli (ad 

esempio: D: “Quando ha lasciato l’Afghanistan?” R: “Il 15 aprile 2023.” D: 

“Quanti anni aveva quando ha lasciato il sua Paese?” R: “(RA riflette) Non 

saprei dire con precisione che età avevo.”, pag. 3 del verbale PA RMNA; 

D: “In che anno ha iniziato a lavorare?” R: “Non so in che anno, ho iniziato 

a fare questo quando avevo 8 o 9 anni.” D: “Dunque per quanti anni ha 

lavorato in totale in Afghanistan?” R: “(RA riflette e sorride) non lo so, non 

so per quanti anni ho lavorato in tutto.”, pag. 4 del verbale PA RMNA) o 

ragionare in modo logico (D: “Quanti anni ha sua madre?” R: “Avrà 65 anni, 

non conosco la sua età e non ho mai visto la sua Tazkara.” D: “Se sua 

madre avesse 65 anni e suo fratello 13 significherebbe che sua madre ha 

partorito quando aveva 52 anni, è corretto?” R: “Non conosco l’età precisa 

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di mia madre. Può essere anche più anziana rispetto all’età che ho dichia-

rato.”, pag. 6 del verbale PA RMNA). A causa delle scarse capacità intellet-

tuali del ricorrente, non gli è quindi stato possibile rilasciare dichiarazioni 

sulla sua età o sulla sua situazione familiare che potessero sostenere che 

fosse minorenne. 

5.3. Nelle surriferite circostanze, il Tribunale ritiene che le evidenti difficoltà 

del ricorrente a rispondere alle domande durante il verbale trovano spiega-

zione nel fatto che egli non ha una formazione scolastica, è analfabeta e 

proviene da un contesto socio-culturale povero. Questo atto risulta peraltro 

evidente dalle rispose del ricorrente, in quanto non è riuscito ad effettuare 

nessun tipo di calcolo, anche quando una risposta chiara avrebbe indub-

biamente giovato alla sua credibilità (cfr. consid. 5.2). Inoltre, al contrario 

di quello che ritiene l’autorità inferiore, va rilevato che il fatto che il ricor-

rente ha memorizzato alcune informazioni (ad esempio la data di nascita, 

la data della partenza dal Afghanistan o dell’arrivo in Bulgaria, cfr. pag. 3 e 

8 del verbale PA RMNA) non è in contraddizione con la valutazione del 

l’analfabetismo visto che è verosimile che il ricorrente ha memorizzato delle 

informazioni importanti come preparazione del PA RMNA. Inoltre, va evi-

denziato che la sua difficoltà a rispondere alle domande deriva anche dai 

problemi di salute del ricorrente, visto che gli è stato diagnosticato und di-

sturbo post-traumatico da stress (cfr. diagnosi del 13 dicembre 2023).  

5.4. Considerato il background socioculturale e l’analfabetismo del ricor-

rente, che hanno significamene influito sulla sua capacita di rispondere alle 

domande della PA-RMNA; lo stato piscologico del ricorrente, cosi come la 

presenza di una copia della taskera e del certificato di vaccinazione, si ri-

tiene che ci fossero sufficienti elementi di dubbio perché la SEM dovesse 

procedere ad una perizia medica per l’accertamento dell’età prima di deci-

dere di considerare il ricorrente maggiorenne. Il solo fatto che in Croazia 

sia stata inserita una data di nascita diversa non è in grado di modificare 

questa valutazione globale di tutti gli elementi presenti all’incarto. 

5.5. Nelle surriferite circostanze, il Tribunale, non ritiene dunque fondata la 

valutazione di cui all’avversata decisione, e considera che vi è una neces-

sità di ordinare una perizia medica al fine di accertare l’età anagrafica del 

ricorrente come richiesto dalla sua rappresentante legale alla fine del ver-

bale e nel gravame. Ne discende quindi che l’autorità inferiore ha violato il 

suo obbligo di stabilire in modo corretto e completo i fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi), e la massima inquisitoria.  

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5.6.  

Considerati i sopra già esposti principi (cfr. consid. 4.3) nella fattispecie, a 

parte risultare necessario un complemento istruttorio circa l’età del ricor-

rente, salvaguardandone di convesso anche il principio della doppia 

istanza di giudizio, poiché il ricorrente potrà nuovamente contestare tali 

evenienze, le quali, per definizione, saranno nuove (cfr. DTAF 2019 1/5 

consid. 2.3), un rinvio degli atti all’autorità inferiore si impone.  

6.  

Pertanto, alla luce di quanto precede, il ricorso deve essere accolto, la de-

cisione litigiosa annullata e la causa rinviata alla SEM affinché proceda ad 

un complemento istruttorio ed emani una nuova decisione impugnabile 

(art. 61 cpv. 1 PA; cfr. anche la sentenza del TAF D-2098/2018 dell’8 luglio 

2018 consid. 3.1 e 3.2, nonché le DTAF 2012/21 consid. 5 e 2010/21 con-

sid. 8.4). In questo senso la SEM dovrà ordinare una perizia medica al fine 

di accertare l’età anagrafica del ricorrente. Visto l’esito del ricorso, le ulte-

riori residuali censure ricorsuali, possono senz’altro essere lasciate aperte. 

7.  

Con l’emanazione di questa sentenza le misure supercautelari pronunciate 

il 1° maggio 2024 sono revocate, e la domanda di concessione al ricorso 

dell’effetto sospensivo è divenuta priva d’oggetto. 

8.  

Visto l'esito della procedura, non si prelevano spese processuali (art. 63 

cpv. 1 e 2 PA) e non si attribuisce al ricorrente nessuna indennità per spese 

ripetibili, dato che egli è assistito dal rappresentante legale designato dalla 

SEM (artt. 111ater e 102h LAsi).  

9.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva.  

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 22 aprile 2024 è annullata 

e gli atti di causa le sono ritrasmessi per il completamento dell’istrittoria e 

la pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi. 

2.  

Le misure supercautelari pronunciate il 1° maggio 2024 dal Tribunale sono 

revocate. 

3.  

La domanda di concessione al ricorso dell’effetto sospensivo è divenuta 

priva d’oggetto. 

4.  

Non si prelevano spese processuali. 

5.  

Non si assegnano indennità ripetibili. 

6.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente. 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Caroline Rausch