# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c0f7b7fa-7cf1-5ce4-b533-1b215b7d1ff5
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-10-28
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Strafkammer 28.10.2015 SK2 2015 11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_005_SK2-2015-11_2015-10-28.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Rif.: Coira, 28 ottobre 2015 Comunicata per scritto il:
SK2 15 11 3 novembre 2015

Ordinanza
Seconda Camera penale

Presidenza Pritzi
Giudici Hubert e Schnyder
Attuario Rogantini

Nel reclamo penale

di X._____, reclamante, patrocinato dall'avv. A._____, O.1_____ (Italia),

contro

l'ordinanza del Tribunale distrettuale Maloja del 3 marzo 2015, comunicata il 9 
marzo 2015, in re della P r o c u r a  p u b b l i c a  d e i  G r i g i o n i , Sennhofstrasse 
17, 7001 Coira, resistente, contro il reclamante,

concernente infrazione grave delle norme della circolazione stradale ai sensi degli 
artt. 34 cpv. 4 e 35 cpv. 2, 3 e 4 LCStr in unione all'art. 90 cpv. 2 LCStr,

è risultato:

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I. Fattispecie

A. X._____ nacque il _____1957 a O.1_____ (Italia), è sposato e padre di un 
figlio nato nell'anno 2000. Egli è avvocato di professione e titolare, assieme a un 
altro associato, dello studio legale Y._____ a O.1_____ (Italia). Non ha fornito 
alcune indicazioni sul suo reddito, ha però dichiarato che le sue condizioni 
patrimoniali sarebbero normali e che possederebbe una casa. Secondo l'estratto 
del suo casellario giudiziale è incensurato in Svizzera e non figura neanche nel 
registro elvetico ADMAS sulle misure amministrative. Ha dichiarato alle autorità 
inquirenti di non essere sottoposto ad altri procedimenti penali e di non avere delle 
condanne a suo carico in Italia o all'estero (vedi gli act. PP.2.1-PP.2.5).

B. Con decreto d'accusa del 13 novembre 2013, comunicato il 14 novembre 
2013 (act. PP.1.3), la Procura pubblica dei Grigioni pronunciò quanto segue 
[evidenziamenti rimossi]:

"1. X._____ è colpevole di infrazione grave alle norme della circolazione 
stradale ai sensi degli artt. 34 cpv. 4 e 35 cpv. 2, 3 e 4 LCStr in unione 
all'art. 90 cpv. 2 LCStr.

2. La persona imputata è punita con una pena pecuniaria di 30 aliquote 
giornaliere di CHF 230.00, sospesa con la condizionale per un periodo 
di prova di 2 anni.

3. La persona imputata è inoltre punita con una multa di CHF 1000.00.

4. Le spese procedurali sono addebitate alla persona imputata.

5. Con ciò la persona imputata è tenuta a pagare:

- multa CHF 1000.00
- disborsi in contanti CHF 139.00
- tasse CHF 525.00
meno deposito prestato CHF 1350.00

Importo fatturato CHF 314.00

6. (Comunicazioni)"

Per ciò che attiene alla fattispecie, la Procura pubblica dei Grigioni ritenne che il 
18 agosto 2013 alle ore 18.15 X._____ sarebbe circolato in sella alla motocicletta 
Triumph Speed Triple targata N.1_____ (I) sulla strada principale n. 3 in direzione 
sud, quando in località di Maloja (Comune di Bregaglia) in zona denominata "Plan 
di Mort" si sarebbe apprestato a sorpassare un autoveicolo a una velocità 
dichiarata di ca. 90 km/h, non disponendo di una visuale e un tratto stradale 
sufficienti per portare a termine la manovra senza mettere a rischio la vita di altri 
utenti della strada. Difatti, un agente di Polizia cantonale dei Grigioni alla guida di 
un veicolo di servizio, circolante in quel momento a 75-80 km/h, si sarebbe visto 

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costretto a frenare bruscamente e a dirigere il veicolo il più possibile sulla destra, 
al fine di permettere al motociclista il rientro sulla sua corsia.

C. Con atto scritto del 28 novembre 2013, con timbro postale italiano del 29 
novembre 2013 (act. PP.1.4), X._____ sollevò opposizione contro detto decreto 
d'accusa, biasimando sotto gli aspetti formali delle violazioni di diritti di difesa, 
innanzitutto la mancata traduzione di un verbale redatto in tedesco. Nel merito 
contestò la determinazione della velocità della moto da lui condotta, sostenne di 
aver effettuato il sorpasso senza alcune condizioni di rischio o insufficienza di 
spazio e visibilità e affermò che la vettura della Polizia cantonale non avrebbe 
affatto dovuto rallentare o spostarsi lateralmente per permettere l'effettuazione del 
sorpasso. Quest'ultimo difatti sarebbe già avvenuto al momento dell'incrocio. Egli 
propose inoltre quali prove la deposizione a verbale di B._____ di O.1_____, che 
allora avrebbe preceduto immediatamente la sua moto, e del conducente del 
veicolo superato.

D. Il 7 gennaio 2014 la Procura pubblica dei Grigioni emanò un decreto 
d'apertura dell'istruzione contro X._____ per il reato d'infrazione grave alle norme 
della circolazione stradale ai sensi dell'art. 90 cpv. 2 LCStr (act. PP.1.5).

E. Il 10 giugno 2014 la Procura pubblica dei Grigioni rilasciò una 
comunicazione alle parti (act. PP.1.7), dichiarando che l'istruzione sarebbe 
terminata e che sulla base delle risultanze di fatto e di diritto si prospetterebbe la 
trasmissione dell'atto d'accusa al tribunale. Tale trasmissione avvenne poi con 
scritto del 2 ottobre 2014, comunicato il 6 ottobre 2014 (act. PP.1.8), confermando 
il decreto d'accusa del 13 novembre 2013, dopo aver assunto ulteriori prove 
necessarie al giudizio sull'opposizione, fra cui il verbale di confronto con il 
testimone C._____ (act. PP.3.8) e il verbale d'interrogatorio eseguito dalle autorità 
italiane (act. PP.3.13). Con questo il decreto d'accusa divenne l'atto d'accusa.

F. Il 20 ottobre 2014 Tribunale distrettuale Maloja informò X._____ che non 
sarebbe chiaro se egli avesse presentato la sua opposizione entro il termine 
legale e gli concedette un termine per presentare osservazioni in merito. Tale 
scritto andò in copia alla Procura pubblica (act. TDM.02).

In risposta X._____ scrisse il 7 novembre 2014 che il decreto d'accusa del 13 
novembre 2013 lo avrebbe ricevuto in data 20 novembre 2014 e che di 
conseguenza la sua opposizione presentata il 29 novembre 2013 sarebbe da 
ritenersi efficace (act. TDM.03 con l'estratto Track&Trace della Posta svizzera per 

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la spedizione del decreto d'accusa, dal quale risulta che quest'ultimo fu recapitato 
il 20 novembre 2013).

Con osservazioni del 19 novembre 2014 la Procura pubblica considerò a suo 
turno che il decreto d'accusa sarebbe stato recapitato il 20 novembre 2013, il 
termine di 10 giorni sarebbe decorso dal 21 novembre 2013 e l'ultima data utile 
per il recapito [inteso: dell'opposizione] in Svizzera sarebbe stata il 2 dicembre 
2013. L'opposizione di X._____ sarebbe invece stata recapitata presso il centro 
lettere a Zurigo il 3 dicembre 2013, perciò sarebbe da ritenersi tardiva (act. 
TDM.04 con vari documenti di tracciamento di spedizione dell'opposizione in 
questione).

G. Il 25 novembre 2014 il Tribunale distrettuale Maloja citò X._____ al 
dibattimento previsto per il 3 marzo 2015 (act. TDM.05). A questo punto X._____ 
scelse ormai quale patrocinatrice la collega di studio, avv. A._____ (vedi la delega 
trasmessa il 2 marzo 2015 via fax, act. TDM.11), e con scritto dell'11 dicembre 
2014 (act. TDM.06) fece ribadire quanto affermato fino ad allora, ampliando 
considerevolmente la sua argomentazione.

Nel seguito il Tribunale distrettuale Maloja citò quali testi C._____ (act. TDM.07) e 
D._____ (act. TMD.08), entrambi agenti della Polizia cantonale. Con lettera del 27 
febbraio 2015 C._____ informò di non poter assistere al dibattimento (act. 
TDM.09). Con fax del 2 marzo 2015 – alla vigilia del dibattimento – X._____ fece 
chiedere di essere dispensato dal comparire personalmente al dibattimento "a 
causa di motivi gravi, sopravvenuti e indifferibili", ovvero poiché sarebbe stato 
eletto quale Presidente dell'Ordine degli Avvocati di O.2_____ e dovrebbe 
"attendere personalmente agli adempimenti di legge e istituzionali correlati 
all'istaurazione del neo-eletto Consiglio" (act. TDM.10). In detto fax fece 
nuovamente completare la sua argomentazione.

H. Il 3 marzo 2015 si tenne l'udienza di primo grado con l'audizione quale teste 
di D._____ (vedi il verbale in lingua tedesca, act. TDM.14). Con ordinanza dello 
stesso giorno, comunicata per scritto il 9 marzo 2015, il Tribunale distrettuale 
Maloja pronunciò quanto segue [evidenziamenti rimossi]:

"1. Il Tribunale distrettuale Maloja non entra nel merito dell'opposizione di 
X._____ sollevata il 28/29 novembre 2013 contro il decreto d'accusa 
emanato dalla Procura pubblica dei Grigioni il 13 novembre 2013.

2. Il decreto d'accusa emanato dalla Procura pubblica dei Grigioni il 13 
novembre 2013 nei confronti di X._____ è cresciuto in giudicato.

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3. I costi del procedimento, che si compongono di:

- spese procedurali della Procura pubblica CHF 1'675.00
- disborsi della Procura pubblica CHF 139.00
- multa CHF 1'000.00
- costi del Tribunale distrettuale Maloja CHF 1'500.00

Totale CHF 4'314.00

vanno a carico di X._____. X._____ deve pertanto versare al Tribunale 
distrettuale Maloja entro 30 giorni dalla ricezione della presente 
ordinanza, dopo deduzione del deposito di CHF 1'350.–, l'importo di 
CHF 2'964.–.

4. (Indicazione dei mezzi di ricorso)

5. (Comunicazioni)"

I. X._____ ha fatto interporre reclamo in data 20 marzo 2015 (act. A.1), 
formulando i seguenti petiti:

"In via pregiudiziale:

1. Accertare e dichiarare la regolare e nei termini proposizione 
dell'opposizione da parte del Dr. Avv. X._____;

2. Riformare integralmente la Ordinanza del Tribunale distrettuale di 
Maloja oggetto del presente reclamo, anche in punto di condanna 
dell'imputato alle spese;

Nel merito:

3. Assolvere l'imputato per le ragioni in fatto e diritto esposte nel presente 
Reclamo nonché nella Opposizione dal medesimo presentata, che si 
allega al presente atto.

4. Con vittoria delle spese di lite."

J. Con decreto del 26 marzo 2015 (act. D.1) il presidente della Seconda 
Camera penale ha invitato la Procura pubblica e il Tribunale distrettuale Maloja a 
presentare osservazioni. Il 1° aprile 2015 la prima ha rinunciato per scritto a una 
presa di posizione (act. A.2), mentre il secondo si è limitato a trasmettere gli atti 
come richiesto (act. D.2), senza formulare osservazioni.

K. Il 1° aprile 2014 [recte: verosimilmente il 1° aprile 2015] il reclamante ha 
fatto trasmettere tre plichi identici con fotocopie di vari atti, i quali figuravano già 
agli atti (vedi mappetta blu, act. D.4).

L. Con lettera dell'8 aprile 2015 il presidente della Seconda Camera penale ha 
trasmesso lo scritto della Procura pubblica del 1° aprile 2015, segnalando che non 
sarebbe previsto un ulteriore scambio di scritti (act. D.3).

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M. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini 
del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

II. Considerandi

1. Giusta l'art. 393 cpv. 1 lett. b del Codice di diritto processuale penale 
svizzero del 5 ottobre 2007 (Codice di procedura penale, CPP; RS 312.0) contro i 
decreti, le ordinanze e gli atti procedurali dei tribunali di primo grado può essere 
interposto reclamo alla giurisdizione di reclamo. Il reclamo va presentato e 
motivato per scritto entro dieci giorni direttamente alla giurisdizione di reclamo (art. 
396 cpv. 1 CPP). Nel Cantone dei Grigioni i tribunali distrettuali sono i tribunali 
penali di primo grado e per trattare i reclami è competente la Seconda Camera 
penale del Tribunale cantonale dei Grigioni (artt. 19 e 22 della Legge 
d'applicazione del Codice di diritto processuale penale svizzero del 16 giugno 
2010 [LACPP; CSC 350.100] in unione con l'art. 10 cpv. 1 dell'Ordinanza 
sull'organizzazione del Tribunale cantonale del 14 dicembre 2010 [OOTC; CSC 
173.100]).

Il reclamo di X._____ è stato formulato il 20 marzo 2015, consegnato alle Poste 
italiane lo stesso giorno e alla Posta svizzera il 24 marzo 2015, poi recapitato al 
Tribunale cantonale il 25 marzo 2015. Esso è diretto contro l'ordinanza del 
Tribunale distrettuale Maloja del 3 marzo 2015, comunicata per scritto il 9 marzo 
2015 e recapitata al reclamante il 17 marzo 2015 (vedi l'act. TDM.16 con l'avviso 
di ricevimento firmato e l'estratto Track&Trace della Posta svizzera per la 
spedizione in domanda). Il termine di dieci giorni ex art. 396 cpv. 1 CPP è dunque 
chiaramente rispettato. Il reclamo è debitamente motivato, cosicché di principio 
può essere dichiarato ricevibile in ordine (vedi però le considerazioni giuridiche 
seguenti, soprattutto il consid. 5).

2. Innanzitutto pare imporsi una spiegazione in merito all'oggetto del reclamo. 
La Seconda Camera penale costata che nella fattispecie il Tribunale distrettuale 
Maloja ha emesso un'ordinanza, con la quale non è entrata nel merito 
dell'opposizione di X._____. Atto impugnato può dunque essere soltanto ed 
esclusivamente detta ordinanza di non entrata nel merito, e non anche il decreto 
d'accusa della Procura pubblica. Conseguentemente, nella misura in cui dovesse 
essere confermata tale decisione, non si imporrebbe di esaminare la causa nel 
merito. In caso contrario, in una costellazione come la presente converrebbe 

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decisamente rinviare la causa al tribunale di primo grado per il proseguimento 
della procedura, anziché fare uso del potere riformatore e prendere una nuova 
decisione (vedi fra altri MAURO MINI, in Commentario al Codice svizzero di 
procedura penale, Zurigo/San Gallo 2010 [in seguito: Commentario CPP], n. 3 ad 
art. 397 CPP).

3. Ai termini dell'art. 389 CPP la procedura di ricorso si basa sulle prove 
assunte nel corso della procedura preliminare e della procedura dibattimentale di 
primo grado (cpv. 1). Vige dunque il principio della mediatezza, la scelta legislativa 
essendo basata sui principi di celerità (art. 5 CPP) e di efficienza. Le assunzioni di 
prove da parte del tribunale di primo grado vengono ripetute soltanto se: sono 
state violate norme in materia di prova, sono state incomplete o se i relativi atti 
appaiano inattendibili (art. 389 cpv. 2 CPP). D'ufficio o a istanza di parte, la 
giurisdizione di ricorso assume le necessarie prove supplementari (cpv. 3), 
partendo dal principio della verità materiale di cui all'art. 6 CPP e limitando così il 
principio della mediatezza, lasciando un'ampia discrezione alla giurisdizione di 
reclamo competente (MAURO MINI, op. cit., n. 3 segg. ad art. 389 CPP).

Nella fattispecie i documenti inoltrati con il reclamo sono tutti contenuti già nel 
fascicolo di prima istanza. Non si pongono dunque problemi nel senso descritto in 
merito al diritto sulle prove. I documenti trasmessi possono essere ammessi.

4. Giusta l'art. 393 cpv. 2 CPP mediante il reclamo si possono censurare le 
violazioni del diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento e 
la denegata o ritardata giustizia (lett. a), l'accertamento inesatto o incompleto dei 
fatti (lett. b) e l'inadeguatezza (lett. c). Con questo il reclamo costituisce un mezzo 
di ricorso di ampia portata (benché sussidiario rispetto all'appello) e ordinario, in 
quanto la giurisdizione di reclamo dispone di pieno potere cognitivo, potendo 
esaminare liberamente il fatto e il diritto. È inoltre un mezzo di ricorso con effetto 
devolutivo completo che permette in principio di invocare tutti i vizi della decisione 
impugnata. Contrariamente all'appello (art. 402 CPP), esso non ha effetto 
sospensivo se non nei limiti dell'art. 387 CPP, ovvero unicamente su ordine di chi 
dirige il procedimento. Nell'esame libero del diritto, la giurisdizione di reclamo può 
rivedere la decisione impugnata con riferimento al diritto federale, fra cui 
segnatamente la Legge federale sulla circolazione stradale del 19 dicembre 1958 
(LCStr; RS 741.01) e il CPP stesso, al diritto cantonale e al diritto convenzionale, 
fra cui la CEDU e il Patto ONU II (vedi per il tutto ad esempio MAURO MINI, op. cit., 
n. 32 segg. ad art. 393 CPP). Infine per ciò che attiene il diniego di giustizia, esso 

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è stato definito già nel Messaggio del Consiglio federale concernente la revisione 
totale dell'organizzazione giudiziaria federale del 28 febbraio 2001 (FF 2001 3764 
segg., pag. 3890) quale "passività di un'autorità, nel senso che l'autorità in 
questione si astiene tacitamente o rifiuta espressamente di pronunciare una 
decisione entro un congruo termine. Tuttavia, se ciò risulta da una decisione 
formale, non vi è denegata o ritardata giustizia" nel senso inteso, bensì una 
decisione ordinariamente impugnabile.

Dapprima si costata che il reclamante biasima un diniego di giustizia, 
riconoscendone un tale nel fatto che il Tribunale distrettuale Maloja ha deciso di 
non entrare nel merito della sua opposizione per tardività di quest'ultima. Nella 
misura in cui il reclamante intende il mero fatto di non essere entrati nel merito, è 
palese che non si possa parlare di denegata o ritardata giustizia ai sensi descritti 
pocanzi, bensì che si tratti di un normale caso di una decisione formale, la quale è 
soggetta al diritto di ricorso mediante reclamo, con piena cognizione della 
giurisdizione superiore. In tale misura il reclamo non è ammissibile. Come sarà 
dimostrato nel seguito, la censura di diniego di giustizia è però infondata pure 
nella misura in cui il reclamante ritiene che la decisione impugnata sia affetta da 
formalismo eccessivo.

5. La procedura del decreto d'accusa è disciplinata dagli artt. 352 segg. CPP. 
Per quanto non regolato in modo esplicito dalle norme relative alle procedure 
speciali, si applicano le regole generali del CPP (PAOLO BERNASCONI, in 
Commentario CPP, n. 5 delle premesse agli artt. 352-378 CPP).

5.1. Giusta l'art. 352 cpv. 1 CPP, se nell'ambito della procedura preliminare i 
fatti sono stati ammessi dall'imputato oppure sono stati sufficientemente chiariti, il 
pubblico ministero emette un decreto d'accusa qualora ritenga sufficiente una 
delle seguenti pene: una multa (lett. a), una pena pecuniaria non superiore a 180 
aliquote giornaliere (lett. b), un lavoro di pubblica utilità non superiore a 720 ore 
(lett. c) o una pena detentiva non superiore a sei mesi (lett. d). L'imputato può 
impugnare un decreto d'accusa entro dieci giorni con opposizione scritta al 
pubblico ministero (art. 354 cpv. 1 lett. a CPP), senza [sic!] dover motivare 
l'opposizione (art. 354 cpv. 2 CPP). Se non vi è valida opposizione, il decreto 
d'accusa diviene sentenza passata in giudicato (art. 354 cpv. 3 CPP). Se invece è 
fatta opposizione, il pubblico ministero assume le ulteriori prove necessarie al 
giudizio sull'opposizione medesima (art. 355 cpv. 1 CPP). L'art. 355 cpv. 3 CPP, 
poi, delinea il seguito della procedura, ordinando che, una volta assunte le prove, 

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il pubblico ministero decide se: confermare il decreto d'accusa (lett. a), 
abbandonare il procedimento (lett. b), emettere un nuovo decreto d'accusa (lett. c) 
oppure promuovere l'accusa presso il tribunale di primo grado (lett. d). Se decide 
di confermare il decreto d'accusa (art. 355 cpv. 3 lett. a CPP), il pubblico ministero 
trasmette senza indugio gli atti al tribunale di primo grado affinché svolga la 
procedura dibattimentale. In tal caso, il decreto d'accusa è considerato come atto 
d'accusa (art. 356 cpv. 1 CPP). Il tribunale di primo grado statuisce sulla validità 
del decreto d'accusa e dell'opposizione (art. 356 cpv. 2 CPP). Ciò dev'essere fatto 
d'ufficio, trattandosi di presupposti processuali. Se l'opposizione è nulla, per 
esempio per tardività, il tribunale di primo grado non entra nel merito e si rimane al 
decreto d'accusa (vedi PAOLO BERNASCONI, op. cit., n. 2 e 4 ad art. 356 CPP). La 
tempestività non è disciplinata da questo capitolo di legge, perciò a tale proposito 
ci si deve rifare alle disposizioni generali del Codice. Intanto per le regole in merito 
alla notificazione da parte di un'autorità penale sia rinviato alle esaurienti e 
ineccepibili delucidazioni del Tribunale distrettuale Maloja in base all'art. 82 cpv. 4 
CPP.

5.2. Giusta l'art. 354 CPP, come si è visto, il termine per sollevare opposizione 
contro un decreto d'accusa è di dieci giorni. Le disposizioni generali contengono 
una sezione apposita sui termini e le date d'udienza (artt. 89 segg. CPP). 
Innanzitutto si ricorda che i termini legali sono improrogabili (art. 89 cpv. 1 CPP) e 
che nel procedimento penale non vi sono ferie giudiziarie (art. 89 cpv. 2 CPP), 
cioè i termini non sono sospesi in determinati periodi dell'anno come lo è invece il 
caso in alcune procedure civili. In seguito è stabilito – e si tratta di un principio 
generale di diritto – che i termini la cui decorrenza dipende da una notificazione o 
dal verificarsi di un evento decorrono dal giorno successivo (art. 90 cpv. 1 CPP) e 
che se l'ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un giorno 
riconosciuto festivo dal diritto federale o cantonale del Cantone in cui ha domicilio 
o sede la parte o il suo patrocinatore, il termine scade il primo giorno feriale 
seguente (art. 90 cpv. 2 CPP). Poi il Codice giunge alla domanda di particolare 
interesse nell'occorrenza, ovvero quella dell'osservanza dei termini. L'art. 91 cpv. 
1 CPP menziona il principio generale – e lo si menziona con particolare enfasi già 
fin d'ora – secondo il quale il termine è osservato se l'atto procedurale è compiuto 
presso l'autorità competente al più tardi l'ultimo giorno. Il cpv. 2 di detto articolo 
dispone che le istanze o memorie (intese sono ovviamente quelle scritte) devono 
essere consegnate al più tardi l'ultimo giorno del termine: o direttamente presso 
l'autorità penale, o all'indirizzo di questa, presso la Posta svizzera, una 
rappresentanza diplomatica o consolare svizzera.

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5.2.1. Intanto va mantenuto comunque che il tenore letterale della disposizione in 
questione è univoco e chiaro. Non si tratta quindi di un problema interpretativo, 
bensì al massimo di una questione di conformità con il diritto gerarchicamente 
superiore, ossia quello costituzionale e internazionale. Il reclamante dubita difatti 
la legittimità e la conformità di quest'ultima disposizione in merito al diritto 
convenzionale, innanzitutto alla CEDU. Nel seguito vanno perciò esaminate le sue 
censure, alla luce di quanto esposto.

5.2.2. Dalla storia legislativa si evince subito che l'art. 91 cpv. 2 CPP non è né una 
novella né una disposizione unica al diritto processuale penale. Una delle prime 
leggi a contenere espressamente una simile norma fu ad esempio già l'antica 
Legge federale del 22 marzo 1893 sull'organizzazione giudiziaria federale 
(Organizzazione giudiziaria, OG; già 173.110), ormai abrogata, all'art. 41 cpv. 3 
OG (FF 1893 I 1107 segg., disponibile online solo in lingua tedesca e francese). 
Secondo il Messaggio del Consiglio federale al Parlamento (FF 1892 II 273 segg, 
pag. 297, disponibile online solo in lingua tedesca e francese), con la sua 
introduzione si seguì i principi sviluppati in base alla prima giurisprudenza del 
Tribunale federale sulla Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento dell'11 
aprile 1889 (LEF; RS 281.1), allora contenente una disposizione analoga (art. 32 
vLEF; FF 1889 II 445 segg., pag. 452), ormai sostituita dall'art. 143 cpv. 1 del 
Codice di diritto processuale civile svizzero del 19 dicembre 2008 (Codice di 
procedura civile, CPC; RS 272) oggi in vigore. L'art. 41 cpv. 3 vOG fu in seguito 
ripreso dall'art. 32 cpv. 3 vOG nella nuova versione del 16 dicembre 1943 (FF 
1944 1 segg., disponibile online solo in lingua tedesca e francese). Quest'ultima 
norma fu modificata il 4 ottobre 1991 (RU 1992 I 288 segg., disponibile in forma 
cartacea solo in lingua tedesca) in modo tale da permettere anche l'inoltro a una 
rappresentanza diplomatica o consolare svizzera (vedi il Messaggio del Consiglio 
federale del 18 marzo 1991, disponibile online in italiano in FF 1991 II 413 segg., 
innanzitutto pagg. 461 e 510 seg.). La soluzione risultante fu poi ripresa alla lettera 
dall'art. 48 cpv. 1 della Legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF; RS 
173.110), ancora oggi in vigore, la quale ha sostituito la vecchia OG. 

Alla base di tale sviluppo vi era verosimilmente la sentenza principale DTF 97 I 6 
del 19 febbraio 1971 che ha introdotto la regola secondo la quale anche laddove 
non sia espressamente menzionata la Posta svizzera, qualora nella legislazione si 
parli di Posta, sarebbe intesa sempre ed esclusivamente la Posta svizzera. 
L'argomento è essenzialmente che di principio un atto scritto va consegnato 
direttamente all'autorità ad quem. Tuttavia si concederebbe la possibilità di 

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ottemperare ai presupposti di tempestività anche mediante consegna ai servizi 
postali, obbligando così i tribunali a tollerare un breve periodo d'insicurezza circa 
la tempestività di una memoria scritta. Per evitare che l'insicurezza perduri troppo 
tempo però ciò è ammesso soltanto se si tratta dei servizi postali domestici, cioè 
della Posta svizzera (vedi consid. 5.2.3. infra; cfr. KATHRIN AMSTUTZ/PETER AR-
NOLD, in Basler Kommentar zum Bundesgerichtsgesetz, 2a ed., Basilea 2011, n. 
10 ad art. 48 LTF). 

Riassumendo, quindi, l'art. 91 cpv. 2 CPP va visto assieme all'art. 143 cpv. 1 CPC 
e in particolare all'art. 48 cpv. 1 LTF che sono di contenuto quasi identico e la 
giurisprudenza li tratta allo stesso modo. Tutte e tre le disposizioni si basano 
originariamente su un testo legale in vigore da oltre un secolo e sono state 
promulgate dal Parlamento nella loro versione attuale dopo la ratifica della CEDU 
da parte della Svizzera e la conseguente entrata in vigore il 28 novembre 1974. La 
loro adozione e applicazione – per quanto sia possibile costatare – non hanno 
finora mai dato da discutere in merito alla conformità con la CEDU o altre fonti di 
diritto gerarchicamente superiori. In altre parole, non è mai stato accennato un 
possibile conflitto con il diritto internazionale. 

5.2.3. Nella dottrina è stato ritenuto inoltre che l'art. 91 cpv. 2 CPP faccia 
riferimento esclusivamente ai servizi prestati dalla La Posta Svizzera SA, società 
anonima in piena proprietà statale, ai sensi della Legge federale 
sull'organizzazione della Posta svizzera del 17 dicembre 2010 (Legge 
sull'organizzazione della Posta, LOP; RS 783.1) che la governa (vedi ad esempio 
CHRISTOF RIEDO, in Basler Kommentar zur Schweizerischen Strafprozessordnung, 
2a ed., Basilea 2014, n. 20 ad art. 91 CPP; cfr. anche KATHRIN AMSTUTZ/PETER 
ARNOLD, op. cit., n. 10 ad art. 48 LTF), e che la consegna a un'altra società o 
impresa privata non sarebbe sufficiente ai sensi dell'art. 91 cpv. 2 CPP (cfr. DANIEL 
STOLL, in Commentaire romand du Code de procédure pénale suisse, Basilea 
2011, n. 12 ad art. 91 CPP; l'unica eccezione vale per il Principato del 
Liechtenstein, a causa della cooperazione molto stretta fra La Posta Svizzera SA 
e la Liechtensteinische Post AG). Ciò vale tanto più se si tratta di servizi postali 
esteri, il legislatore avendo voluto espressamente limitare la possibilità d'inoltro 
tempestivo alternativa alla consegna diretta all'autorità ai meri servizi postali 
domestici, cioè a punto a quelli della Posta svizzera. È pur chiaro in questo senso 
che una persona residente in un altro paese non possa avere accesso diretto ai 
servizi della Posta svizzera, quest'ultima avendo soltanto degli uffici postali in 
Svizzera. Tuttavia ciò non nuoce per nulla al ricorrente estero, poiché da un lato il 

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termine comincia a decorrere solo l'indomani dopo la presa in consegna, 
indipendentemente da dove ciò avvenga (anche all'estero), cosicché ha anche lui i 
pieni 10 giorni per inoltrare un'opposizione non necessariamente motivata, e 
d'altro lato ha la possibilità della consegna a una rappresentanza diplomatica o 
consolare svizzera che, come dichiara apertamente il reclamante stesso, nella 
fattispecie per lui è facilmente raggiungibile. La parità di trattamento è dunque 
interamente rispettata. Già per questo motivo l'argomento del reclamante fa 
naufragio.

5.2.4. La giurisprudenza ha avuto più occasioni di esprimersi sull'art. 91 cpv. 2 
CPP e le disposizioni analoghe antecedenti (vedi i riferimenti in CHRISTOF RIEDO, 
op. cit., n. 21 segg. ad art. 91 CPP). Una delle prime decisioni in italiano, basata 
ancora sulla vecchia OG, è la DTF 100 IV 271 del 4 dicembre 1974, cioè emanata 
poco dopo l'entrata in vigore della CEDU. In questa sentenza il Tribunale federale 
ha dichiarato tardiva una motivazione di un ricorso in materia penale spedita alle 
Poste italiane il 19 novembre 1974, ma pervenuta alla Posta svizzera solo il 22 
novembre 1974, cioè quando il termine prescritto era già scaduto. Già nel 1974 la 
massima Corte elvetica ha dunque applicato alla lettera la regola qui controversa. 
Più di recente, nella sentenza 6B_521/2013 del 1° luglio 2013 il Tribunale federale 
ha costatato che anche la consegna alla Posta tedesca (e un invio per fax della 
stessa memoria scritta) l'ultimo giorno del termine non sarebbe sufficiente per 
adempiere il presupposto di tempestività ai sensi dell'art. 48 cpv. 1 LTF che, come 
si è visto, è essenzialmente identico all'art. 91 cpv. 2 CPP (vedi anche la sentenza 
1B_537/2011 del 16 novembre 2011 consid. 2 che lo conferma esplicitamente), 
poiché la lettera non potrebbe essere consegnata alla Posta svizzera entro lo 
stesso giorno. Ha ritenuto piuttosto che secondo la legislazione svizzera la 
memoria scritta deve essere consegnata alla Posta svizzera entro l'ultimo giorno 
del termine. Con la sentenza 6B_276/2013 del 30 luglio 2013, al consid. 1.5, il 
Tribunale federale ha espressamente confermato tale prassi anche per ciò che 
attiene al CPP.

5.3. Riassumendo quanto esposto, si costata dunque che la prassi e la dottrina 
sono molto chiare nel affermare che la consegna a un servizio postale estero non 
siano sufficienti per l'osservanza dei termini ai sensi dell'art. 91 cpv. 2 CPP. 
Tornando al caso di specie e alla sussunzione giuridica di quanto accaduto, per 
prima cosa è preso atto che il reclamante stesso concede di aver preso 
conoscenza del decreto d'accusa in data 20 novembre 2013. Ciò è del resto 
anche comprovato dagli atti (per i riferimenti a documenti concreti vedi la 

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fattispecie presentata sopra). Inoltre è incontestato che l'opposizione stessa è 
datata 28 novembre 2013 e che la rispettiva busta porta il timbro postale del 29 
novembre 2013, corrispondente cioè alla data di accettazione delle Poste italiane 
(no. di spedizione N.2_____, vedi act. TDM.04). Da quanto si può dedurre 
dall'estratto Track&Trace della Posta svizzera, l'opposizione è stata recapitata 
presso il centro lettere a Zurigo – il primo ufficio postale della Posta svizzera 
venuto in contatto con la lettera in questione – in data 3 dicembre 2013. Di 
conseguenza il termine non è stato rispettato e l'opposizione risulta tardiva.

5.4. Poco importano le altre censure avanzate dal reclamante riguardo alla 
tempestività in questa sede. Si costata che – come afferma a ragione il reclamante 
– nel decreto d'accusa del 13 novembre 2013 (act. PP.1.3) non figura 
un'indicazione concreta delle modalità legali d'invio o del computo e l'osservazione 
del termine per l'opposizione di dieci giorni. È vero anche che sarebbe forse 
auspicabile che, per evitare discussioni, procedure e quindi spese inutili, la 
Procura pubblica indichi espressamente il contenuto dell'art. 91 cpv. 2 CPP nei 
suoi decreti d'accusa, anziché limitarsi a indicare la possibilità di interporre per 
scritto entro 10 giorni opposizione giusta l'art. 354 CPP. Sia rammentato però pure 
che il Tribunale federale ha già avuto l'occasione di trattare una biasima simile da 
parte di ricorrenti tedeschi che hanno fatto valere di essere stati indotti in errore. 
Nella sentenza 2C_754/2008 del 23 dicembre 2008, consid. 2.2 segg., ha statuito 
che la regola di cui all'art. 48 cpv. 1 LTF vada applicata rigorosamente, che non 
rappresenti un formalismo eccessivo e che non sia contraria al diritto 
internazionale. Inoltre ha considerato che da un'avvocata tedesca che intende 
ricorrere in Svizzera ci si possa aspettare che consulti adeguatamente la 
legislazione procedurale apposita, in particolare la LTF. Con sentenza 
4A_305/2010 dell'11 ottobre 2010 ha giudicato che un'espressa indicazione delle 
modalità descritte in detta norma non sia imperativa ai sensi della LTF – neanche 
nel caso di persone senza conoscenze giuridiche – e che in caso della sua 
omissione, un ricorrente non potrebbe presumere di buona fede che per osservare 
il termine di ricorso sia sufficiente la consegna alla Posta tedesca. Tale sentenza 
in materia civile fu confermata anche in campo penale con la sentenza 
1B_116/2012 del 22 marzo 2012, considerando addirittura manifesta 
l'inammissibilità del ricorso. È vero che è stato deciso in materia di assicurazioni 
sociali, in applicazione della Legge federale sulla procedura amministrativa del 20 
dicembre 1968 (PA; RS 172.021), che l'amministrazione debba segnalare in modo 
completo e preciso le modalità d'inoltro ai sensi dell'art. 21 cpv. 2 PA, 
corrispondente all'art. 48 cpv. 1 LTF, a persone domiciliate all'estero che non sono 

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patrocinate da un avvocato in Svizzera (DTF 125 V 65 consid. 4 e la sentenza 
1B_190/2012 del 3 luglio 2012 consid. 3). Tuttavia d'un canto ciò concerne solo 
l'amministrazione pubblica e non i tribunali, e d'altro canto la giurisprudenza citata 
prima in materia penale e civile sotto l'egida del CPP e della LTF è chiara e 
univoca e non permette un'interpretazione così estensiva anche in campo penale 
o altre materie (questa conclusione è condivisa anche dalla dottrina, vedi in questo 
senso KATHRIN AMSTUTZ/PETER ARNOLD, op. cit., n. 10 ad art. 48 LTF). Nel caso di 
specie inoltre il reclamante è avvocato e addirittura Presidente del Consiglio 
dell'Ordine degli Avvocati di O.2_____. La sua patrocinatrice è una sua collega di 
studio e porta il titolo di professoressa, oltre che dottoressa. Da loro, entrambi 
cittadini italiani, può essere atteso che consultino le fonti principali di diritto 
processuale penale, perlomeno il CPP quale legge base, disponibile gratuitamente 
in italiano anche online, cioè comodamente accessibile da ovunque senza alcuna 
spesa. Di conseguenza, per ciò che attiene all'indicazione dei rimedi legali 
apposta sul decreto d'accusa del 13 novembre 2013, essa deve essere reputata 
sufficiente ai sensi della legge e secondo la buona fede al reclamante avvocato di 
professione non doveva essere né menzionata esplicitamente né tantomeno 
spiegata una norma così chiara come l'art. 91 cpv. 2 CPP.

6. In conclusione il Tribunale distrettuale Maloja ha dunque deciso a ragione di 
non entrare nel merito dell'opposizione perché tardiva e ha correttamente 
accollato le spese di procedura interamente all'opponente. 

7. Ne segue pure che nella presente procedura di reclamo si debba 
inevitabilmente giungere alla reiezione integrale del reclamo. Non si impone quindi 
di esaminare le censure nel merito. Conseguentemente le spese procedurali 
devono andare a carico del reclamante quale parte soccombente (art. 428 cpv. 1 
CPP). Esse sono fissate d'ufficio a CHF 1'500.00.

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III. La Seconda Camera penale ordina:

1. Il reclamo è respinto, nella misura in cui è ammissibile.

2. Le spese della procedura di reclamo di CHF 1'500.00 vanno a carico di 
X._____.

3. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia penale ai 
sensi dell'art. 78 LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 
Losanna 14, per scritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione 
con il testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per 
l'ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso 
fanno stato gli artt. 29 segg., 78 segg. e 90 segg. LTF.

4. Comunicazione a: