# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 61277e8e-3f19-5c25-96e3-a6db8b1f94e1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-07-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 26.07.2013 12.2011.171
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2011-171_2013-07-26.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2011.171

  	
  Lugano

  26 luglio
  2013/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Bozzini e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2005.126 della
Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud promossa con petizione (azione
creditoria) 31 ottobre 2005 da

 

	
   

  	
  AO 1 (__________)

  rappr. da RA 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  rappr. da RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui
l’attrice ha chiesto, in via principale, la condanna della convenuta al
pagamento di EUR 152'000.- (pari a fr. 236'573,45 al tasso di cambio vigente il
giorno della domanda di esecuzione) oltre interessi al 5% dal 10 giugno 2005 e
spese esecutive nonché il rigetto in via definitiva dell’opposizione al PE n. __________
dell’UEF di Mendrisio e, in via subordinata, al pagamento di EUR 82'000.- (pari
a fr. 127'625,15 al tasso di cambio vigente il giorno della domanda di
esecuzione) oltre interessi al 5% dal 10 giugno 2005 e spese esecutive nonché
il rigetto in via definitiva limitatamente a questo importo dell’opposizione al
PE n. __________ dell’UEF di Mendrisio, con protesta di tassa, spese e
ripetibili;

 

domanda
avversata dalla convenuta che ha postulato la reiezione della petizione in
entrambe le richieste di giudizio e che il Pretore con sentenza 16 agosto 2011 ha parzialmente accolto, limitatamente a EUR 70'290.- (pari a fr. 109'399,35) oltre interessi al
5% dal 9 agosto 2005 e rigettando per questo importo in via definitiva
l’opposizione al PE n. __________ dell’UEF di Mendrisio;

 

appellante
la convenuta che con atto di appello 15 settembre 2011 chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di respingere la petizione, confermare
l’opposizione al PE n. __________ dell’UEF di Mendrisio, porre la tassa di
giustizia e le spese integralmente a carico dell’attrice e condannare
quest’ultima a versarle fr. 5'000.- a titolo di ripetibili, protestate tassa,
spese e ripetibili di appello;

 

mentre
l’attrice con osservazioni 16 novembre 2011 postula la reiezione del gravame
con protesta delle spese processuali e delle ripetibili di appello;

 

letti ed
esaminati gli atti e i documenti di causa;

 

ritenuto

 

in
fatto:

A.     In data 21 febbraio 2005 l’ing. __________ P__________, titolare di
uno studio di ingegneria e, a tempo parziale, tecnico comunale a __________, richiedeva
a AO 1. (in seguito denominata “Z__________”), società con sede a __________ (__________),
di presentare un preventivo per la fornitura di una struttura prefabbricata in
relazione a un progetto di realizzazione di uno stabilimento industriale da
parte di G__________ (in seguito denominata “G__________”), società del gruppo __________.

Il 26 febbraio successivo AO 1 trasmetteva un preventivo all’__________ (in
seguito denominata “M__________”), __________, società che era in relazione per
il subappalto di determinate opere con l’impresa generale Z__________, a quel
momento in gara per l’assegnazione dei lavori da parte di G__________.

Tra Z__________ e M__________ è iniziata una laboriosa trattativa, alla quale
ha partecipato pure l’ing. __________ P__________. 

Il 5 maggio 2005 Z__________ inviava a M__________ una “Pianificazione
dell’intervento” che prevedeva quale primo punto la delibera al 20 maggio e la
fine di tutti i lavori entro il 30 novembre 2005 (doc. F). Le parti (per Z__________
il geometra __________ Z__________ e l’ing. __________ T__________, per M__________
il direttore __________ S__________) si sono incontrate il 25 maggio 2005 a __________ negli uffici dell’ing. __________ P__________, presente quest’ultimo. Le tesi delle
parti divergono sul contenuto di questo incontro: Z__________ sostiene che in
quell’occasione è stata raggiunta un’intesa su tutti i punti del contratto
d’appalto e fa riferimento alle firme apposte sul doc. D, M__________ afferma
dal canto suo che solo il tipo di prodotto e il prezzo sarebbero stati oggetto
di accordo mentre la tempistica non sarebbe stata definita in via definitiva,
questo aspetto essendo peraltro dipendente dall’accettazione da parte
dell’imprenditore generale (Z__________). Il 27 maggio 2005 M__________ ha
inviato a Z__________ una rappresentazione grafica del “Programma Lavori” (doc.
G) e il medesimo giorno quest’ultima ha inviato allo studio dell’ing. P__________
e a M__________ il preventivo dettagliato (doc. H). Il successivo 1° giugno Z__________
ha inviato a M__________ il contratto d’appalto accompagnato dai disegni
esecutivi con l’invito a firmarli in segno di accettazione e benestare onde
poter dar corso alla programmazione e alla realizzazione dei manufatti (doc. I,
rispettivamente 6). In data 8 giugno 2005 M__________ chiedeva via Fax a Z__________
l’invio con urgenza di un’offerta aggiornata (doc. J) che veniva trasmessa il
giorno medesimo (doc. K, rispettivamente 7). Il 10 giugno 2005 M__________
comunicava a Z__________ “che la fornitura e posa del prefabbricato come da
vostra offerta non viene deliberata alla vostra ditta” (doc. L, rispettivamente
8). A seguito di un’ulteriore riunione presso lo studio dell’ing. P__________
avvenuto il 15 giugno 2005, Z__________ formulava all’attenzione di M__________
una nuova pianificazione dell’intervento, asseritamente concordata in
quell’occasione, che prevedeva la fine di tutti i lavori entro il 30 settembre
2005 (doc. 11). Le citate parti non hanno successivamente sottoscritto alcun
contratto ritenuto che in data 13 giugno 2005 M__________ aveva aderito
all’offerta inviatale il 6 giugno precedente da B__________, __________, tramite
M__________, che prevedeva di ultimare la struttura prefabbricata entro il 23
settembre 2005 per un importo di EUR 406'800.-, opzioni escluse (edizione
documenti da B__________, act. II). Il 2 agosto 2005 Z__________ ha avviato una
procedura esecutiva nei confronti di M__________ tendente al risarcimento del
danno. Al precetto esecutivo n. __________ dell’UEF di Mendrisio, per un
importo di fr. 236'573,45 più interessi al 5% dal 10 giugno 2005, M__________
ha interposto opposizione (doc. V).

B.    Il 31 ottobre 2005 Z__________ ha inoltrato una petizione (azione
creditoria) chiedente in via principale la condanna di M__________ al pagamento
di EUR 152'000.- (pari a fr. 236’573,45) oltre interessi del 5% dal 10 giugno
2005 e spese esecutive nonché il rigetto in via definitiva dell’opposizione al
PE n. __________ dell’UEF di Mendrisio; in via subordinata il pagamento di EUR
82'000.- (pari a fr. 127'625,15) oltre interessi al 5% dalla data indicata e
spese esecutive nonché il rigetto il via definitiva dell’opposizione al citato
PE limitatamente a questo secondo importo. In sostanza l’attrice ha sostenuto
che la convenuta aveva rescisso il contratto validamente concluso in data 25
maggio 2005 ed era quindi tenuta a risarcire ogni danno, in concreto composto
dai costi già sostenuti (EUR 82'000.-) e dal mancato guadagno (EUR 70'000.-).
In via subordinata, ossia nell’ipotesi in cui non fosse riconosciuta la
conclusione di un contratto, l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta
al risarcimento dell’interesse negativo, pari a EUR 82'000.-, per violazione
degli obblighi precontrattuali.

Con la risposta di causa M__________ ha chiesto la reiezione integrale della
petizione.

Esperita l’istruttoria le parti hanno confermato le loro opposte tesi e domande
di giudizio con le conclusioni scritte (M__________ in data 27 gennaio 2011 e Z__________
in data 30 marzo 2011).

C.    Con sentenza 16 agosto 2011 il Pretore ha parzialmente accolto la
petizione e condannato M__________ a versare a Z__________ l’importo di EUR
70'290.- (pari a fr. 109'399,35) oltre interessi al 5% dal 9 agosto 2005. La
tassa di giustizia, le spese e le spese esecutive sono state poste a carico
dell’attrice in ragione di 11/20 e per la differenza a carico della convenuta
alla quale sono stati riconosciuti fr. 2'200.- a titolo di ripetibili. Il
Pretore, stabilita preliminarmente l’applicazione del diritto svizzero, ha
ritenuto che in occasione della riunione del 25 maggio 2005 le parti avevano
raggiunto un accordo su tutti i punti essenziali del contratto d’appalto,
successivamente rescisso dalla convenuta. In applicazione dell’art. 377 CO il
primo giudice ha quindi riconosciuto a favore dell’attrice il mancato guadagno
mentre ha respinto le pretese di danno relative al lavoro già eseguito.

D.    Con atto di appello 15 settembre 2011 M__________ chiede la riforma
della sentenza pretorile nel senso di respingere integralmente la petizione.
Con argomenti che saranno esaminati in seguito l’appellante sostiene che nel
corso della riunione 25 maggio 2005, contrariamente a quanto concluso dal
Pretore, non era stato raggiunto un accordo definitivo sulla tempistica, bensì
unicamente sull’opera da realizzare e sul relativo prezzo.

Con osservazioni 16 novembre 2011 Z__________ ha chiesto la reiezione
dell’appello opponendosi alle tesi di M__________ con argomenti che saranno
ripresi, per quanto necessario, nei considerandi di diritto.

 

 

Considerato

 

in
diritto: 

 

1.       
Il 1° gennaio 2011 è entrato in vigore il
nuovo codice di diritto processuale civile svizzero (CPC). Ritenuto che la
procedura innanzi al Pretore è stata avviata prima di quella data, la stessa,
fino alla sua conclusione, resta disciplinata dal diritto cantonale previgente
(art. 404 cpv. 1 CPC) e meglio dal codice di procedura civile ticinese
(CPC/TI). Non così invece la procedura ricorsuale in rassegna che, avendo preso
avvio a seguito di una decisione pretorile comunicata dopo quella data, è retta
dalle nuove disposizioni federali (art. 405 cpv. 1 CPC).

2.       
Per la conclusione del contratto di appalto
valgono gli art. 1 e seg. CO. Il contratto di appalto può quindi considerarsi
concluso dal momento in cui le parti hanno manifestato concordemente la loro
reciproca volontà su tutti i punti oggettivamente e soggettivamente essenziali
(Tercier/Favre/B. Carron, Les
contrats spéciaux, 4a ed., cfr. 4324). I punti oggettivamente
essenziali sono, oltre ovviamente alle parti, l’opera e la remunerazione (art.
363 CO). Sono soggettivamente essenziali i punti del contratto che
costituiscono una condizione indispensabile – conditio sine qua non – per la
volontà di concludere di ambo le parti o per una di esse, nel qual caso questo
aspetto dev’essere riconoscibile per l’altra parte contrattuale (Gauch/Schluep/Schmid, Schweizerisches
Obligationenrecht, AT, Band I, 9a ed., cfr. 341). In materia di
appalto va precisato che nel caso in cui le parti non sono riuscite ad
accordarsi su un punto soggettivamente essenziale, il giudice non deve decidere
automaticamente per l’inesistenza del contratto, ma solo se una delle parti
contesta la sua conclusione (Gauch,
Der Werkvertrag, 5a ed., cfr. 380).

3.       
Per la qualifica di un contratto come per la
sua interpretazione, il giudice deve adoperarsi per determinare la vera e
concorde volontà dei contraenti (interpretazione soggettiva, art. 18 cpv. 1
CO). In assenza di accertamenti di fatto sulla reale concordanza della volontà
delle parti o se questa non può essere stabilita, il giudice procede
all’interpretazione delle loro dichiarazioni secondo il principio
dell’affidamento, ovvero secondo il senso che ogni contraente poteva e doveva
ragionevolmente attribuire alle dichiarazioni di volontà dell’altro nella
situazione concreta (interpretazione oggettiva), con il risultato che a una
parte può essere imputato il senso oggettivo della sua dichiarazione, anche se questo
non corrisponde alla sua intima volontà (DTF 133 III 675, consid. 3.3, 131 III
606, consid. 4.1; II CCA 31 agosto 2012, inc. 12.2011.161, consid. 6). I
suddetti principi sono stati rettamente indicati dal Pretore al considerando
2.2 del suo giudizio.

L’onere della prova riguardante una concreta volontà riferita al contenuto del
contratto è a carico della parte che se ne prevale (CPC Comm, Trezzini, art. 154, pag. 692).

4.       
Il Pretore, esaminate in particolare le
testimonianze degli ing. __________ P__________ ed __________ T__________, ha
ritenuto che in occasione dell’incontro del 25 maggio 2005 le parti avevano
raggiunto un’intesa su tutti gli elementi essenziali del contratto di appalto.
Secondo il primo giudice il fatto che successivamente M__________ si sia resa
conto dell’inadeguatezza delle scadenze concordate non poteva nuocere a AO 1,
mentre la documentazione contrattuale di cui ai doc. I e 6 doveva intendersi
quale semplice formalizzazione dell’accordo già concluso. Il Pretore ha quindi
considerato che la comunicazione del 10 giugno 2005 di M__________ a Z__________,
secondo cui la fornitura e la posa del prefabbricato non venivano deliberate a
quest’ultima, rispettivamente l’accettazione dell’offerta di una ditta
concorrente, costituivano una rescissione del contratto ai sensi dell’art. 377
CO. Di qui il riconoscimento del mancato guadagno a favore dell’attrice.

5.       
Il fatto che i tempi di esecuzione
dell’opera costituivano un elemento soggettivamente essenziale del contratto
per M__________ e che ciò fosse noto a Z__________ è indubbio (v. ad es. teste ing.
__________ P__________, verbale udienza 14 dicembre 2006, pag. 2: “Io ho partecipato
a molte discussioni tra M__________ e Z__________ per la definizione precisa
del progetto. In questa fase un ruolo importante lo ha giocato la committente,
poiché chiedeva una esecuzione in tempi molto brevi.”; verbale udienza 8 marzo
2007, pag. 1: “posso confermare che durante le trattative gli aspetti
fondamentali delle discussioni erano legati principalmente alla tempistica
della realizzazione dell’opera.”). Come sopra esposto il Pretore ha concluso
per il raggiungimento di un accordo su tutti i punti essenziali, tempistiche
comprese, nel corso della riunione del 25 maggio 2005. Si tratta ora di
esaminare le censure dell’appellante secondo la quale in quell’occasione solo
il prezzo e il tipo di prodotto sarebbero stati oggetto di accordo.

6.       
Premesso come nella prima parte del gravame
(fino a pag. 10) l’appellante si limita a ripercorrere i fatti fornendo degli
stessi la sua interpretazione, ma senza confrontarsi con la sentenza pretorile,
le censure esposte in seguito possono essere così riassunte. Il Pretore avrebbe
omesso di considerare da un lato che a Z__________ era noto che la posa del
prefabbricato doveva essere ultimata entro fine settembre 2005 e che quindi la
delibera del lavoro dipendeva da questo termine, d’altro lato che prima del 31
maggio 2005 M__________ non poteva concludere alcun contratto siccome
all’imprenditore generale non erano ancora stati appaltati i lavori. Il primo
giudice avrebbe poi dato eccessivo peso alla testimonianza dell’ing. __________
T__________, collaboratore della ditta attrice, rispetto a quella dell’ing. __________
P__________. Il doc. D, richiamato dal Pretore a fondamento della conclusione
dell’accordo, non riporta indicazioni sui termini di realizzazione
dell’intervento, a riprova che un accordo su questo aspetto non sarebbe
intervenuto. Il rimprovero a M__________ di essersi accorta solo in un secondo
tempo dell’inadeguatezza delle scadenze (asseritamente) concordate, per
riferimento ai suoi terzi partner contrattuali, sarebbe smentito dalle
risultanze istruttorie. Infine, la firma del direttore di M__________ è stata
apposta su un solo foglio del doc. D, ossia quello denominato “elenco prezzi
per materiali in opera”, ciò che confermerebbe il raggiungimento di un accordo
solo parziale.

 

7.    Nel caso in esame le volontà delle
parti appaiono divergenti e non possono essere stabilite con precisione, pertanto
occorre interpretare le loro dichiarazioni e i loro comportamenti in base al
principio dell’affidamento (v. sopra consid. 3).

Occorre avantutto rilevare che il doc. D, sul quale il Pretore fonda la
conclusione del negozio giuridico, non contiene riferimenti precisi alla
tempistica, ma unicamente delle indicazioni manoscritte di difficile comprensione:
ciò conferma il fatto che il 25 maggio 2005 il tema è stato trattato ma non
dimostra ancora l’esistenza di un accordo in merito. Il teste ing. __________ T__________,
collaboratore esterno di Z__________, ha dichiarato, riferendosi all’incontro in
esame, che “Nella discussione venivano richieste delle tempistiche di
esecuzione molto rapide, per soddisfare le esigenze del cliente finale”
(verbale udienza 7 settembre 2006, pag. 2). Il 27 maggio 2005 M__________ ha
trasmesso a Z__________ la trasposizione grafica delle fasi di esecuzione
dell’opera (doc. G), che per quanto attiene la conclusione dei lavori riprende
la data del 30 novembre 2005, ossia quella già risultante dal doc. F, datato 5
maggio 2005.

       In
data 1° giugno 2005 Z__________ ha allestito all’attenzione di M__________ la
documentazione contrattuale di cui al doc. I (rispettivamente 6), il cui
“allegato D” prevede la fine dei lavori entro il 30 novembre 2005. Il teste
ing. __________ T__________ ha dichiarato che il programma dei lavori di cui al
doc. G era stato discusso all’incontro del 25 maggio 2005 (v. verbale udienza 7
settembre 2006, pag. 2 i. f.). L’ing. __________ P__________, che come si è
visto è all’origine del contatto tra Z__________ e M__________, ha dal canto
suo dichiarato che “In sostanza essendo lo stabilimento dotato di importanti
impianti tecnologici il tempo di realizzazione della struttura edilizia era
ristretto ed era fissato al più tardi a fine settembre -inizio ottobre 2005.
Nelle trattative con Z__________ questi termini erano noti e i piani di lavoro
che venivano via via aggiornati permettevano di raggiungere l’obiettivo fissato
lasciando però progressivamente sempre meno margine di sicurezza per la realizzazione
tempestiva dell’opera” (v. verbale udienza 14 dicembre 2006, pag. 2), come pure
che “Ribadisco che già in occasione della riunione nella quale si discusse del
doc. D i tempi tecnici di realizzazione erano insufficienti e che io ho
espresso tutte le mie perplessità per il rispetto di quanto sarebbe stato
imposto” (v. verbale udienza 8 marzo 2007, pag. 2). Da quanto precede risulta
difficile concludere per l’esistenza di un assenso sui tempi da parte di M__________
in data 25 maggio 2005. Come sopra esposto il doc. D non contiene chiare
indicazioni riguardo alla tempistica mentre la firma del direttore di M__________
solo sul foglio che riporta il prezzo dell’opera costituisce un importante indizio
di accordo solo parziale. Inoltre, se nella discussione venivano richieste
delle tempistiche di esecuzione molto rapide, come ammesso dall’ing. __________
T__________, e se il protrarsi della trattativa riduceva sempre più il margine
di sicurezza per garantire la tempestiva realizzazione dell’opera, come
indicato dall’ing. __________ P__________, appare improbabile che l’appellante
possa aver accettato il 25 maggio 2005 una tempistica uguale a quella
risultante su un documento del 5 maggio precedente. Il fatto che il Fax di cui
al doc. F riporta solo la dicitura “Per vs. incarti”, come evidenziato
dall’attrice nelle osservazioni all’appello, non consente da solo di giungere a
diversa conclusione. A quanto precede va aggiunto che Z__________ era a
conoscenza del fatto che il progetto doveva essere sottoposto a un committente,
rispettivamente a un’altra impresa per potersi aggiudicare la commessa (v.
teste ing. __________ T__________, verbale udienza 7 settembre 2006, pag. 2).
Ora, a questo proposito giova osservare da un lato che il teste __________ __________,
assistente tecnico indipendente incaricato da M__________ di tenere i contatti
in lingua tedesca con l’impresa Z__________, ha dichiarato di aver sottoposto i
dati della tempistica risultanti dalla riunione del 25 maggio 2005, e da lui
riportati in forma grafica, alla citata impresa che non li ha accettati (v.
verbale udienza 12 ottobre 2006, pag. 2), d’altro lato che la delibera dei
lavori alla Z__________ è posteriore al 25 maggio 2005 (v. teste ing. __________
P__________, verbale udienza 14 dicembre 2006, pag. 2 i.f., verbale udienza 8
marzo 2007, pag. 2 in alto; teste ing. __________ M__________, verbale udienza
12 ottobre 2006, pag. 3). Appare pertanto logico ritenere che l’appellante,
come dalla stessa evidenziato, non poteva impegnarsi in via definitiva senza
l’accordo dell’impresa generale e prima che questa ottenesse definitivamente
l’incarico, aspetti questi che Z__________ non poteva ignorare.

8.    Alla luce di quanto precede la
conclusione del Pretore di considerare raggiunto l’accordo su tutti i punti
essenziali nel corso della riunione del 25 maggio 2005 risulta errata.
L’insieme delle circostanze non permette infatti di dedurre che nel citato
momento l’appellante abbia espresso la sua adesione alla realizzazione
dell’opera entro il 30 novembre 2005, rispettivamente che fosse in grado di
stipulare un accordo in tal senso, aspetti questi che come detto non potevano
sfuggire all’attrice, soggetto giuridico cognito dei rapporti commerciali. In
altri termini, l’insieme delle circostanze esaminate al considerando che
precede non consente di interpretare nel comportamento dell’appellante la
volontà di concludere il contratto anche in merito alla tempistica.

I fatti successivi contribuiscono a rafforzare questa conclusione (sulla
valutazione del comportamento delle parti posteriore all’atto quale mezzo
complementare di interpretazione v. Winiger,
Commentaire Romand, CO I, 2a ed., cfr. 34 ad art. 18 CO; Jäggi/Gauch, Zürcher Kommentar, cfr. 359
seg. ad art 18 CO). In effetti, se il contratto fosse stato concluso il 25
maggio 2005 non si comprenderebbe per quale motivo l’ing. __________ T__________
avrebbe accettato di discutere modifiche per ridurre ulteriormente sia i tempi
che i costi già in data 3 giugno 2005 (v. verbale udienza 7 settembre 2006,
pag. 3, seconda parte), modifiche concretizzatesi per quanto concerne i costi
nel doc. K (rispettivamente 7). Se il prezzo stabilito sia in cifre che in
lettere, e firmato dalle parti in data 25 maggio 2005 (v. doc. D), è stato
modificato a distanza di pochi giorni, appare logico pensare che un aspetto quale
la tempistica non sia stato oggetto di accordo definitivo quel medesimo giorno,
vista l’assenza di chiari riscontri al riguardo. Infine, l’affermazione
dell’ing. __________ T__________ secondo cui Z__________ si sarebbe attenuta ai
tempi indicati da M__________ con la tabella del 27 maggio 2005 (v. verbale
udienza 7 settembre 2006, pag. 4 i.f.) è smentita dall’ing. __________ P__________
il quale ha spiegato che il tempo di realizzazione della struttura era fissato
al più tardi a fine settembre -inizio ottobre 2005 e che nelle trattative con Z__________
questi termini erano noti (v. verbale udienza 14 dicembre 2006, pag. 2, sotto
metà pagina).

9.    In conclusione l’appello
dev’essere accolto con conseguente riforma del giudizio impugnato nel senso che
la petizione 31 ottobre 2005 di AO 1 è respinta, con seguito di tassa, spese e
ripetibili. Le spese processuali e le ripetibili di appello seguono la
soccombenza dell’attrice e sono fissate in base al valore ancora litigioso in
questa sede pari a fr. 109'399,35, importo determinante anche ai fini di un
eventuale ricorso al Tribunale federale.

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 95, 96 e 106 CPC, la LTG e il
Regolamento sulle ripetibili

 

 

pronuncia:

I.     L’appello
15 settembre 2011 di AP 1, __________, è accolto.

§ Di conseguenza la
sentenza 16 agosto 2011, inc. OA.2005.126, del Pretore della giurisdizione di
Mendrisio-Sud è così riformata:

 

1.    La
petizione 31 ottobre 2005 di AO 1. è 

       respinta.

 

1.1. E’
confermata l’opposizione interposta al precetto esecutivo

        n. __________
dell’UEF di Mendrisio.

 

2.    La tassa di
giustizia, in fr. 10'000.-, e le spese, da anticipare 

      come di
rito, sono poste a carico di AO 1

      che
rifonderà a AP 1 fr. 5'000.- a titolo di ripetibili.

 

3. e 4. 
Invariati

 

 

II.    Le
spese processuali dell’appello, di complessivi fr. 3’000.-, anticipate
dall’appellante, sono poste a carico di AO 1., con l’obbligo di rifondere a AP
1 identico importo a titolo di ripetibili di appello.

 

III.   Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                              
Il vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici 

Nelle cause a carattere pecuniario con un valore
litigioso superiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del
testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF). Qualora non
sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini
ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che
intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso
in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e
medesima istanza (art. 119 LTF).