# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5637180e-83be-5f52-b97f-7d30533122ec
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.12.2004 35.2004.64
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2004-64_2004-12-10.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2004.64

   

  mm/td

  	
  Lugano

  10 dicembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 luglio 2004 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 aprile 2004 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da: RA 2 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Nel corso
del mese di agosto 2003, la ditta __________ di __________, ha annunciato all'CO
1 un evento che ha visto protagonista il proprio dipendente, RI 1,
magazziniere, il 9 agosto 2003:

 

" 
Saltando da un muretto si è ferito." (doc. 1)

 

                               1.2.   Esperiti i
necessari accertamenti medico-amministrativi, l'assicuratore LAINF, con
decisione formale del 6 novembre 2003, ha negato il proprio obbligo contributivo
relativamente al danno alla salute localizzato al tallone destro, siccome esso,
da un lato, non sarebbe da porre in relazione ad un infortunio ai sensi di
legge e, dall’altro, non costituirebbe una lesione parificata ai postumi di un
infortunio (cfr. doc. 11).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dalla RA 1 per conto dell'assicurato (cfr. doc. 13
e 21), nonché dalla __________ (cfr. doc. 15), l'CO 1, in data 13 aprile 2004,
ha ribadito il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. 24).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 9 luglio 2004, RI 1, sempre patrocinato dalla RA 1, ha
chiesto l'annullamento della decisione impugnata, argomentando:

 

"  Giusta
l'art. 4 LPGA "è considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso,
improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore esterno
straordinario che comprometta la salute fisica o psichica o che provochi la
morte".

 

Nella fattispecie oggetto della vertenza risulta essere in buona
sostanza la nozione di "straordinarietà" di cui alla summenzionata definizione
legale d'infortunio. AI riguardo la dottrina (U. Kieser, ATSG-Kommentar, p. 61
e segg. ad. art.4) precisa che: (...). Massgebend ist mithin, ob
das Ereignis das im jeweiligen Lebensbereich Alltägliche oder Übliche
überschreitet (vgl. BGE 112 V 203). (...).".

 

Orbene nel caso concreto risulta chiaro che il fatto di saltare da
un muro di oltre 1 metro, con conseguente risentimento al piede destro in fase
di atterraggio in quanto eccessivamente sollecitato dal peso del corpo, non può
essere certo considerato come un avvenimento usuale o rientrante nella normale
quotidianità. Ciò come peraltro confermato in casi analoghi dalla
giurisprudenza relativa al carattere straordinario dell'infortunio in caso di
movimenti del corpo scoordinati o sforzi eccessivi (cfr. E. Murer - H.­U.Stauffer,
Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Schulthess, Zurigo, 1991, pag. 22,
lett. dd)

 

Da ultimo va rilevato che, come peraltro sottolineato dalla
resistente stessa, in presenza di lesioni le quali, in base all'esperienza,
possono manifestarsi a seguito di un'attività normale e quotidiana
in quanto riconducibili a problematiche di natura degenerativa, è necessario
che gli elementi caratteristici dell'infortunio siano chiaramente riconoscibili
e soprattutto che le cause dirette del danno corporale possano essere fatte
risalire a delle circostanze concrete particolarmente manifeste.

Di conseguenza, pur volendo per denegata ipotesi riconoscere un
carattere usuale al fatto di saltare da un muro, risulta comunque indubbio che in
casu il ricorrente si è procurato le lesioni - imputabili integralmente e
direttamente dall'atto - a causa dell'eccessiva sollecitazione sul piede destro
e dunque in ultima analisi per infortunio e non certo per malattia.

 

In considerazione di quanto precede ed essendo nella fattispecie
riunite le condizioni di cui alla suddetta definizione di infortunio, il caso
deve quindi essere preso a carico dall'assicuratore infortuni, con conseguente
erogazione delle relative prestazioni" 

                                         (I).

 

                               1.4.   L'assicuratore
infortuni, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione dell'impugnativa,
con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto
(cfr. III). 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000.

                                         Con la
stessa sono state modificate numerose disposizioni contenute nella LAINF.

                                         Al
riguardo va, tuttavia, segnalato che unicamente le norme di procedura, in via
di principio, entrano immediatamente in vigore (cfr. SVR 2003 IV Nr. 25,
consid. 1.2., p. 76; DTF 117 V 93 consid. 6b, DTF 112 V 360 consid. 4a, RAMI
1998 KV no 37 p. 316 consid. 3b). Tali disposizioni pertanto si applicano a
tutte le decisioni emesse dopo il 1° gennaio 2003. 

                                         Per
quanto concerne invece le norme di diritto materiale, nel diritto delle
assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in
cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1
consid. 1.2.; DTF 127 V 466 consid. 1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR
2003 IV Nr. 25 consid. 1.2; STFA del 26 novembre 2003 nella causa J., U 158/03,
consid. 1.1).

                                         Di
conseguenza, nel caso in esame, visto che l'evento in discussione è avvenuto
nel corso del mese di agosto 2003, tornano applicabili le norme della LPGA
valide a decorrere dal 1° gennaio 2003.

 

                               2.2.   Secondo
l'art. 1 cpv. 1 LAINF, le disposizioni della LPGA sono applicabili
all’assicurazione contro gli infortuni, sempre che la presente legge non
preveda espressamente una deroga alla LPGA.

 

                               2.3.   Giusta
l'art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non altrimenti previsto dalla legge, le
prestazioni assicurative sono con­cesse in caso d'infortunio professionale,
d'infortunio non professionale e di malattie professionali.

                               2.4.   L'art. 4
LPGA così definisce l'infortunio:

 

" 
È considerato infortunio qualsiasi influsso
dannoso, improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore
esterno straordinario che comprometta la salute fisica o psichica o che
provochi la morte".

 

                                         Questa
definizione riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1
vOAINF - disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli
infortuni dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003
-, di modo che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile. 

 

                                         Cinque
sono dunque gli elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:

 

" 
- l'involontarietà

  - la repentinità

  - il danno alla salute (fisica o
psichica)

  - un fattore causale esterno

  - la straordinarietà di tale
fattore"

                                         (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992, p. 44-51)

 

                                         Scopo della definizione è di tracciare un chiaro confine tra
infortunio e malattia.

 

                               2.5.   Si evince
dalla nozione stessa di infortunio che il carattere straordinario non concerne
gli effetti del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale
(cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176).

                                         Pertanto,
é irrilevante il fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni
gravi o inabituali.

                                         Il
fattore esterno é considerato come straordinario quando eccede, nel caso
concreto, il quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono,
obiettivamente, definire quotidiane o abituali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V
38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss,
consid. 2a).

 

                                         Vi è
infortunio unicamente se un fattore esterno ha agito sul corpo. L'evento deve accadere nel mondo esterno. 

                                         Quando il
processo lesivo si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di
agenti esterni, l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in
caso di sforzo eccessivo o di movimenti scoordinati. 

                                         La
giurisprudenza esige, perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi
eccessivi, che essi superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima
è normalmente esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o
addestramento, essa è abitualmente in grado di resistere. 

                                         Da un
altro lato, per poter ritenere che lesioni corporali siano state causate da
movimenti scombinati o incongrui. Gli stessi devono essersi prodotti in
circostanze esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma.
Carente è altrimenti la straordinarietà del fattore esterno causale, con la
conseguenza che non tutte le caratteristiche di un infortunio sono realizzate
(DTF 122 V 232 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 283 consid.
2, 116 V 138 consid. 3a e b, 147 consid. 2a; RAMI 1993 U 165, p. 59 consid.
3b). 

 

                               2.6.   Conformemente
alla giurisprudenza, tocca all'assicurato rendere verosimile l'esistenza, in
concreto, di tutti gli elementi costitutivi d'infortunio.

                                         Quando
l'istruttoria non permette di ritenere accertati, perlomeno secondo il grado
della verosimiglianza preponderante - la semplice possibilità non basta - tali
elementi, il giudice constata l'assenza di prove o di indizi e, quindi,
l'inesistenza giuridica dell'infortunio (cfr. DTF 114 V 305ss. consid. 5b, 116 V 136ss. consid. 4b, 111 V 201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86,
p. 50; A. Bühler, Der Unfallbegriff, in A. Koller (Hrsg.), Haftpflicht-
und Versicherungsrechtstagung 1995, S. Gallo 1995, p. 267).

                                         Gli stessi principi sono, ovviamente, applicabili alla prova
dell'esistenza di una lesione parificata ad infortunio (DTF 114 V 306 consid.
5b; 116 V 141 consid. 4b).

 

                               2.7.   Nella
concreta evenienza, sentito da un ispettore dell'assicuratore LAINF convenuto
in data 1° ottobre 2003, l'insorgente ha così descritto l'evento occorsogli il
9 agosto 2003:

 

" 
Il fatto del 9.8.2003 è successo così: in __________
(sopra __________) ho una casa di vacanza. Stavo giocando con i miei tre figli.
Mentre mi spostavo in quella zona e mentre mi trovavo su un muretto sono
saltato giù dallo stesso in modo normale. Sono saltato giù da tale muretto,
alto circa m. 1,20 e sono atterrato su dell'erba. Sono finito sull'erba
normalmente, ma ovviamente con tutto il peso del corpo. Nel momento in cui ho
appoggiato il piede destro sul prato ho sentito un dolore, come da scossa al
tallone del piede destro"

                                         (doc.
10). 

 

                                         La nostra
Corte federale ha già avuto modo di giudicare delle fattispeci che presentano
delle similitudini con quella sub judice.

 

                                         In una
sentenza del 10 dicembre 2002 nella causa R., U 17/02 - concernente un
assicurato che, nell'effettuare un salto in piscina da un'altezza di sette
metri, ha riportato una distorsione alla colonna cervicale a causa dell'impatto
con l'acqua - il TFA ha negato il carattere infortunistico all'evento in
questione, argomentando:

 

" 
En l'espèce, l'événement du 1er août 2000 ne peut
être retenu comme un accident au sens de la législation sur l'assurance-accidents.
Si, à titre d'exemple, le Tribunal fédéral des assurances a bien qualifié de
cause extérieure la modification de la pression subie par le corps humain dans
l'exercice de la plongée (arrêt R. du 7 février 1984, U 32/82 publié dans CNA
1984 n° 2, p. 3) ou en cas d'accélération de la pesanteur lors du brusque
changement de la trajectoire d'un avion (arrêt non publié F. du 28 juin 2002, U
370/01), il a en revanche nié le caractère extraordinaire de ces facteurs
extérieurs. Il en va de même d'une roulade effectuée au cours d'une leçon de
gymnastique ayant entraîné des douleurs dans la nuque (arrêt non publié
Winterthur du 28 juin 2002, U 98/01), des effets d'un tour en manège forain
(RAMA 1996 n° U 253 p. 205 consid. 6a) ou d'un freinage d'urgence en voiture
sans collision (arrêt non publié X du 3 août 2000, U 349/99), ayant conduit à
une distorsion de la colonne cervicale. De même, l'exécution légèrement
imparfaite d'une figure de gymnastique ou d'un mouvement dans l'exercice d'un
sport ne constitue pas, selon la jurisprudence, un accident au sens de la loi
(arrêts non publiés SWICA du 21 septembre 2001, U 134/00; S. du 1er avril 1998,
U 304/97). 

 

Dès lors, l'événement en cause, soit le choc
ressenti par l'assuré en raison du mauvais positionnement de son corps lors de
la pénétration dans l'eau à l'occasion d'un plongeon d'une hauteur de sept
mètres, ne saurait être qualifié de facteur extraordinaire. 

 

Au demeurant, la position incorrecte de l'assuré
lors de l'impact de son corps dans l'eau ne saurait être considéré comme un
mouvement non programmé au sens dégagé par la jurisprudence (RAMA 1999 n° U 345
p. 422 consid. 2b, 1996 n° U 253 p. 204 consid. 4c, 1992 n° U 156 p. 260
consid. 3a), dès lors que celui-ci n'a pas effectué un mouvement désordonné et
involontaire, tel un mouvement de recul effectué par réflexe (cf. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, 2e éd., 1989, p. 176 sv), juste avant d'entrer dans
l'eau, mais se trouvait, à ses dires, dans une position adéquate, les deux bras
ramenés au-dessus de sa tête"

                                         (STFA succitata, consid. 2). 

 

                                         Per
contro, la stessa Alta Corte ha ammesso l'esistenza di un infortunio ai sensi
di legge in una sentenza del 1° luglio 2003 nella causa R., U 288/02 - citata
dall'CO 1 in sede di decisione su opposizione del 13 aprile 2004 -, riguardante
un assicurato che, nel saltare da un'altezza di un metro almeno, ha accusato
uno choc violento delle due mascelle, ciò che ha causato lesioni a due denti:

 

" 
En l'espèce, le fait que l'intimé a sauté
volontairement ou été déséquilibré et est tombé du tronc n'est toutefois pas
déterminant pour trancher le point de savoir si l'événement du 27 janvier 2000
doit être qualifié d'accident au sens de l'art. 9 al. 1 OLAA, en particulier si
l'atteinte est due à une cause extérieure extraordinaire. En effet, que
l'intimé ait sauté de par sa propre volonté ou en raison d'un déséquilibre,
c'est le contact avec le sol (d'un corps de près de 100 kg d'une hauteur d'au
moins un mètre), soit un facteur extérieur, qui a provoqué le claquement de la
mâchoire d'une force telle que deux dents se sont fissurées. Le facteur
extérieur extraordinaire réside ici dans le déroulement du mouvement, qu'il
soit qualifié de saut ou de chute, qui, par la mauvaise réception au sol, a
entraîné un claquement de la mâchoire et sollicité les dents de manière
anormale. C'est en vain que la recourante se réfère à un cas (publié dans la
RAMA 1996 n° U 243 p. 137) présentant, selon elle, des similitudes avec la
situation présente. En effet, on ne saurait comparer le choc résultant du heurt
d'un verre avec une dent en buvant à celui provoqué par le contact entre un
corps de près de 100 kg tombant d'une hauteur d'au moins un mètre et le sol,
entraînant, par contre-coup, une contrainte soudaine - qualifiée d'
«anormalement élevée» par le médecin-dentiste traitant de l'intimé - des
maxillaires. 

 

En conséquence, c'est à juste titre que l'instance
judiciaire cantonale a retenu que la lésion dentaire incriminée revêt un
caractère accidentel au sens de l'art. 9 al. 1 OLAA et que l'intimé a droit à
des prestations de l'assurance-accidents ensuite de l'accident du 27 janvier
2000"

                                         (STFA succitata, consid. 2.2). 

 

                                         Nel caso
di specie, si deve riconoscere che il danno alla salute riportato da RI 1 è
stato causato da un fattore esterno, concretamente dal contatto del corpo con
il suolo. 

                                         Tuttavia,
con riferimento alla giurisprudenza federale citata e contrariamente a quanto
preteso dall'insorgente (cfr. I, p. 3), occorre ritenere che quel 9 agosto del
2003, non è accaduto nulla di straordinario, ossia nulla che abbia ecceduto il
quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente,
definire quotidiane o abituali.

                                         È vero
che, nella menzionata pronunzia del 1° luglio 2003, il TFA ha ammesso la
straordinarietà del fattore esterno, nondimeno non può sfuggire che, in quella
fattispecie, la ricezione al suolo era stata imperfetta, ciò che aveva
provocato lo choc delle mascelle ("Le facteur extérieur extraordinaire
réside ici dans le déroulement du mouvement, qu'il soit qualifié de saut ou de
chute, qui, par la mauvaise réception au sol, a entraîné un claquement
de la mâchoire et sollicité les dents de manière anormale" - la
sottolineatura è del redattore). 

                                         Nel caso sub
judice, invece, per ammissione dello stesso ricorrente, il tutto si è
svolto in condizioni di assoluta normalità, in particolare la ricezione al
suolo (cfr. doc. 10: "Sono finito sull'erba normalmente, …"). 

 

                                         Alla luce
di quanto appena esposto il TCA deve concludere che non sono, in casu,
soddisfatte le severe condizioni poste dalla giurisprudenza federale per poter
riconoscere il carattere infortunistico ad un determinato evento. 

 

                               2.8.   A titolo
abbondanziale va rilevato quanto segue.

                                         L’art. 9
cpv. 2 OAINF, nella versione introdotta con la modifica del 15 dicembre 1997,
prevede che se non attribuibili indubbiamente a una malattia o a fenomeni
degenerativi, le seguenti lesioni corporali, il cui elenco é esaustivo, sono
equiparate all’infortunio, anche se non dovute a un fattore esterno
straordinario:

 

                                         a.   fratture;

                                         b.   lussazioni
di articolazioni;

                                         c.   lacerazioni
del menisco;

                                         d.   lacerazioni
muscolari;

                                         e.   stiramenti
muscolari

                                         f.    lacerazioni
dei tendini;

                                         g.   lesioni
dei legamenti;

                                         h. 
lesioni del timpano. 

 

                                         Le
lesioni corporali di cui all'art. 9 cpv. 2 OAINF sono paragonate ad infortunio
solo se presentano tutti gli elementi caratteristici dell'infortunio, eccezion
fatta per il fattore esterno straordinario (cfr. DTF 116 V 148 consid. 2b; RAMI
1988 U 57, p. 372). Il fattore scatenante può quindi essere quotidiano e
discreto. Basta un gesto brusco: non è necessario che esso sia stato scomposto
o anomalo (cfr. E. Beretta, Il requisito della
repentinità in materia di lesioni parificabili ad infortunio e temi connessi, in
RDAT II-1991, p. 477ss.). 

 

                                         A
proposito dell'esigenza di un fattore esterno, il TFA, nella DTF 129 V 466, ha
precisato quest'ultimo concetto, definibile quale evento assimilabile ad
infortunio, oggettivamente constatabile e percettibile, che prende origine
esternamente al corpo.

                                         Così,
dopo avere fatto notare che l'esistenza di un evento assimilabile ad infortunio
non può essere ritenuta in tutti quei casi in cui la persona assicurata riesce
solo ad indicare in termini temporali la (prima) comparsa dei dolori oppure
laddove la (prima) comparsa di dolori si accompagna semplicemente al compimento
di un atto ordinario della vita che la persona assicurata è peraltro in grado
di descrivere (DTF 129 V 46s. consid. 4.2.1 e 4.2.2), la Corte federale ha
subordinato, in via di principio, il riconoscimento di un fattore esterno
suscettibile di agire in maniera pregiudizievole sul corpo umano all'esistenza
di un evento presentante un certo potenziale di pericolo accresciuto e quindi
alla presenza di un'attività intrapresa nell'ambito di una tale situazione
oppure di uno specifico atto ordinario della vita implicante una sollecitazione
del corpo che eccede il quadro di quanto fisiologicamente normale e
psicologicamente controllabile (DTF 129 V 470 consid. 2.2.2). Per il resto,
conformemente a quanto già statuito in precedenza, ha rammentato che
l'intervento di un fattore esterno può anche essere ammesso in caso di
cambiamenti di posizione che, secondo l'esperienza medico-infortunistica, sono
sovente suscettibili di originare dei traumi sviluppanti all'interno del corpo
("körpereigene Trauma", come ad es. il rialzarsi improvvisamente da
posizione accovacciata, il movimento brusco e/o aggravato, oppure il
cambiamento di posizione dovuto a influssi esterni incontrollabili, DTF 129 V
470, consid. 4.2.3). 

                                         Il TFA ha
pure specificato che gli eventi che si verificano durante lo svolgimento di
un'attività professionale abituale non danno luogo a delle lesioni corporali
parificabili ai postumi di un infortunio, i processi motori consueti
nell'ambito dell'attività professionale essendo da considerare degli atti
ordinari ai quali fa di principio difetto l'elemento costitutivo della
situazione di pericolo accresciuto (cfr. DTF 129 V 471 consid. 4.3; cfr., pure,
STFA del 15 aprile 2004 nella causa F., U 76/03). 

 

                                         Necessario
è che si sia trattato di un evento improvviso (ad esempio, un movimento
violento oppure il rialzarsi dalla posizione inginocchiata, che provoca una
delle lesioni enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF, cfr. RAMI 2000 U 385, p. 268).
Il presupposto della repentinità non va però inteso nel senso che l'azione sul
corpo umano debba avere luogo fulmineamente, ossia nell'arco di secondi o,
addirittura, di una frazione di secondo. A questo requisito va piuttosto
attribuito un significato relativo, nel senso che deve trattarsi di un singolo
avvenimento. Pertanto, deve essere escluso dall'assicurazione contro gli infortuni
quel danno alla salute che dipende da azioni ripetute o continue. Decisiva non
è dunque la durata di un'azione lesiva, ma piuttosto la sua unicità (cfr. A.
Bühler, Die unfallähnliche Körperschädigung, in SZS 1996, p. 88 e
Meniskusläsionen und soziale Unfallversicherung, in Bollettino dei
medici svizzeri, 2001; 84: n. 44, p. 2341). 

                               2.9.   Nel caso di
specie, dalla documentazione medica presente all'inserto - in particolare dal
rapporto 9 settembre 2003 del dott. __________ (cfr. doc. 2) - si evince che
l'assicurato presentava una contusione del tallone destro con borsite e
tendinite d'accompagnamento.

 

                                         Ora, il
citato danno alla salute non rientra fra le diagnosi esaustivamente enumerate
all'art. 9 cpv. 2 OAINF (cfr., del resto, i doc. 7 e 22) e, dunque, non può essere assunto dall'CO 1 neppure a titolo di
lesione parificata ai postumi d'infortunio. Va peraltro rilevato che
l'assicurato non ha richiesto le prestazioni invocando l'art. 9 cpv. 2 OAINF.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti