# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** eabc3828-8a8e-58b2-8f89-fba5964fe8d0
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.06.2010 D-4370/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4370-2010_2010-06-23.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4370/2010/gam
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 3  g i u g n o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del Giudice Muriel Beck Kadima
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nata il (…) alias
B._______, nata il (…) alias
C._______, nata il (…) e
D._______, nato il (…),
Mongolia,

ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 14 giugno 2010 / N (…).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4370/2010

Visti:

le  domande  d'asilo  che  gli  interessati  hanno  presentato  il  (...)  in 
Svizzera;

i verbali d'audizione del 17 maggio 2010 e del 31 maggio 2010;

la  decisione  dell'Ufficio  federale  della  migrazione  (UFM)  del 
14 giugno 2010,  notificata  ai  richiedenti  il  medesimo  giorno  (cfr.  ri-
sultanze processuali);

il ricorso del 16 giugno 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 17 giugno 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 17 giugno 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi  nei  considerandi  qualora  risultino  decisivi  per  l'esito  della 
vertenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che, fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in 
virtù  dell'art.  31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi 
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; 

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che i ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità 
inferiore,  sono  particolarmente  toccati  dalla  decisione  impugnata  e 
vantano  un  interesse  degno  di  protezione  all'annullamento  o  alla 

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modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che sono 
pertanto legittimati ad aggravarsi contro di essa;

che i  requisiti  relativi  ai  termini  di  ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi),  alla  
forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; 

che,  i  ricorsi  manifestamente  fondati  o  infondati  sono  decisi  in 
procedura  semplificata  (art.  111a  LAsi)  dal  giudice  unico,  con 
l'approvazione  di  un  secondo  giudice  (art.  111  lett.  e  LAsi)  e  la 
decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);

che,  ai  sensi  dell'art.  111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  di  
scritti;

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo,  gli 
interessati  (madre e figlio)  hanno dichiarato di  essere originari  della 
Mongolia, con ultimo domicilio a E._______, e di  essere espatriati  il  
mese  di  aprile  2010  (cfr.  verbali  d'audizione  dei  ricorrenti  del 
17 maggio 2010, pagg. 1 e 2);

che, essi hanno asserito di essere stati vittime di minacce, violenze e 
ricatti  da  parte  della  famiglia  di  un  giovane  uomo che  la  ricorrente 
avrebbe  investito  e  gravemente  ferito  (cfr.  verbale  d'audizione  della 
signora  A._______  del  17  maggio  2010,  pagg.  5-8  e  verbale 
d'audizione del signor D._______ del 17 maggio 2010, pagg. 4 e 5); 

che, in particolare, la ricorrente avrebbe già assunto buona parte dei  
costi  delle  cure  mediche dell'uomo investito  (cfr. verbale  d'audizione 
della signora A._______ del 17 maggio 2010, pag. 6); che l'ispettore 
che,  nel  mese  di  gennaio  2010,  avrebbe  ripreso  il  caso  relativo 
all'incidente  avrebbe  accusato  la  ricorrente  di  aver  investito 
intenzionalmente  l'uomo,  che,  pertanto,  ella  avrebbe  dovuto  versare 
alla  famiglia  della  vittima  un  ingente  risarcimento  o,  allora,  avrebbe 
rischiato  di  essere  condannata  ad  una  lunga  pena  detentiva 
(cfr. ibidem);  che  la  ricorrente,  non  disponendo  di  molto  denaro, 
avrebbe  allora  dichiarato  di  essere  pronta  a  scontare  una  pena 
detentiva;  che,  in  seguito,  il  ricorrente,  sarebbe  stato  minacciato  e 
aggredito  da  dei  giovani  e  da  un  parente  dell'uomo  ferito,  con 
conseguente degenza in ospedale di una decina di giorni (cfr. verbale 
d'audizione della signora A._______ del 17 maggio 2010, pagg. 5-8 e 

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verbale d'audizione del signor D._______ del 17 maggio 2010, pagg. 4 
e 5);

che, nella decisione impugnata l'UFM ha constatato, da un lato, che il 
Consiglio federale in data 28 giugno 2000 ha inserito la Mongolia nel-
l'elenco dei Paesi sicuri e, dall'altro lato, ha ritenuto che le al legazioni 
in materia d'asilo presentate dai richiedenti sarebbero contraddittorie, 
illogiche  e  lacunose,  di  modo  che  non  emergerebbero  dalle  carte 
processuali  degli  indizi  d'esposizione degli  interessati  a persecuzioni 
in  caso di  rientro  in  patria; che,  infatti,  secondo l'UFM, la  ricorrente 
avrebbe aggiunto fondamentali dichiarazioni unicamente in occasione 
dell'audizione federale diretta; che ella si sarebbe inoltre contraddetta 
sul numero di volte che il fratello dell'uomo investito si sarebbe recato 
al  domicilio  dei  ricorrenti  allo  scopo  di  minacciarli  e  sulle  date 
riguardanti le minacce subite, come pure sulle lesioni diagnosticate al  
figlio in seguito all'aggressione;

che, oltre a ciò, l'UFM ha considerato che i ricorrenti avevano agito in 
modo  contrario  ad  ogni  logica,  poiché  la  ricorrente  non  avrebbe 
consultato  nessun  legale  sebbene  rischiasse  di  scontare  una  lunga 
pena  detentiva  e  che,  malgrado  avesse  frequenti  contatti  con  la 
polizia, essa non avrebbe mai  sporto denuncia per le percosse e le 
minacce subite da lei e dal figlio;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure 
pronunciato l'allontanamento degli interessati dalla Svizzera e l'esecu-
zione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile;

che,  nel  ricorso,  gli  insorgenti  hanno  ribadito  la  verosimiglianza  dei 
propri  motivi  d'asilo,  in  quanto  il  loro  racconto  sarebbe  privo  di 
contraddizioni  e  semplicemente  più  dettagliato  in  occasione 
dell'audizione federale rispetto alla prima audizione; che le eventuali 
incongruenze rimaste sarebbero dovute alla stanchezza causata dalla 
durata  delle  audizioni,  dallo  stress  e  dalle  difficoltà  legate  ad  un 
audizione  con  interprete;  che,  inoltre,  i  ricorrenti  sostengono  di  non 
poter ritornare in patria a causa delle minacce, delle violenze e delle 
vendette dei familiari dell'uomo investito dalla ricorrente; che, in ogni  
modo, un rinvio sarebbe impossibile, non ragionevolmente esigibile né 
ammissibile;

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che,  in  conclusione,  i  ricorrenti  hanno  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
domanda  d'asilo  e,  in  subordine,  la  concessione  dell'ammissione 
provvisoria; che hanno altresì  presentato una domanda d'assistenza 
giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese pro-
cessuali e del relativo anticipo;

che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una doman-
da d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio fe -
derale ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a 
meno che non risultino indizi di persecuzione;

che, da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale in-
serisce un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una 
presunzione d’assenza di persecuzioni in detto Paese; 

che incombe al richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per 
quanto attiene alla sua situazione personale;

che,  dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi  del-
l’art. 34 cpv. 1 LAsi va intesa in senso lato: comprende non soltanto i 
seri pregiudizi previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli all’esecuzio -
ne dell’allontanamento, di cui all’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili all'agire 
umano (Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di 
ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 18);

che peraltro, per ammettere l'esistenza di  indizi  di  persecuzione che 
implicano l'entrata nel merito di una domanda d'asilo, vale un grado di 
verosimiglianza ridotto (GICRA 2004 n. 35 consid. 4.3);

che, visto l'inserimento della Mongolia a partire dal 28 giugno 2000 da 
parte del Consiglio federale nel novero dei Paesi esenti da persecuzio-
ni, sussiste una presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese;

che, nella fattispecie, i ricorrenti non sono riusciti ad invalidare la pre -
sunzione d'assenza di persecuzioni, ritenuto segnatamente che dagli 
atti di causa non emergono indizi di persecuzione; 

che gli insorgenti non hanno presentato, all'infuori di generiche censu-
re, argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione;  che  le  allegazioni 

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decisive in materia di asilo si esauriscono in mere affermazioni di par-
te non corroborate da alcun elemento della benché minima consisten-
za, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso pur 
tenendo conto di un grado di verosimiglianza ridotto;

che, in particolare, la ricorrente ha, in un primo tempo, dichiarato un 
solo  avvenimento  di  minaccia  da  parte  del  parente  della  vittima 
dell'incidente (cfr. verbale d'audizione della signora A._______ del 17 
maggio  2010,  pagg.  6  e  8),  mentre,  in  seguito,  ella  ha  asserito  di 
essere stata minacciata dallo stesso individuo quattro o cinque volte 
presso  il  suo  domicilio  e  pure  telefonicamente,  ricordandone  però 
unicamente due date (cfr. verbale d'audizione della signora A._______ 
del  31  maggio  2010,  pagg.  13  e  14);  che,  confrontata  sulle 
contraddizioni  tra  la  prima  e  la  seconda  audizione,  la  ricorrente  è 
rimasta  confusa  e  non  ha  saputo  fornire  spiegazioni  plausibili  (cfr.  
verbale  d'audizione  della  signora  A._______  del  31  maggio  2010, 
pagg. 16-18);

che, invece, il ricorrente ha dichiarato che il parente dell'uomo investito  
da sua madre si sarebbe recato presso il loro domicilio in tre occasioni  
(cf verbale d'audizione del signor D._______ del 31 maggio 2010, pag.  
4);

che, basti infine rilevare che i ricorrenti in sede di ricorso non si sono 
espressi  in  relazione  alle  contraddizioni  rilevate  nella  decisione 
impugnata per quanto riguarda i racconti esposti durante la procedura 
di  prima istanza,  ma si  sono limitati  a sostenere che delle  eventuali  
contraddizioni  sarebbero  dovute  ad  una  situazione  di  stress, 
stanchezza e difficoltà  relative ad un'audizione con interprete e non 
hanno pertanto fornito alcuna spiegazione attendibile; 

che,  per  di  più,  la  ricorrente  non  avrebbe  denunciato  le  minacce  e 
violenze subite  da  lei  e  dal  figlio  da  parte  del  parente  della  vittima 
dell'incidente (cfr. verbale d'audizione della signora A._______ del 31 
maggio 2010, pagg. 14-16);

che, in considerazione di quanto suesposto, non appaiono sussistere 
seri pregiudizi ai sensi degli art. 3 e 18 LAsi;

che,  per  sovrabbondanza,  secondo  il  principio  di  sussidiarietà  della 
protezione  internazionale  rispetto  a  quella  nazionale,  chi  richiede 
l'asilo  è  tenuto  ad  esaurire  le  possibilità  offerte  nel  proprio  Paese 

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contro eventuali persecuzioni, prima di sollecitare l'aiuto di un Paese 
terzo;

che,  da  un  lato,  come  indicato  in  precedenza,  la  ricorrente  non 
avrebbe formalmente denunciato i  fatti  alla  base della  sua domanda 
d'asilo presso l'autorità del suo Paese e, dall'altro lato, non vi sarebbe 
ragione  di  ritenere  che  le  autorità  mongole,  se  opportunamente 
sollecitate, non accorderebbero ai ricorrenti un'appropriata protezione 
contro eventuali comportamenti futuri illegittimi da parte di terzi;

che non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui de-
sumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  degli  insorgenti  in 
Mongolia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di  respingimento) nonché l'art. 83 
cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, 
RS 142.20) o esporre i ricorrenti in patria al rischio reale ed immediato 
di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali  del  4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 
altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, premesso ciò,  quanto agli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontana-
mento  riconducibili  all’art. 44 cpv. 2 LAsi  e  all'art. 83 cpv. 4 LStr,  in 
Mongolia non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile 
o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nel-
la totalità del territorio nazionale;

che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di 
persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi;

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo 
punto,  il  ricorso  non  merita  tutela  e  la  decisione  impugnata  va 
confermata;

che i ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 e 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sull'a -

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silo  relativa  a  questioni  pregiudiziali  dell'11  agosto  1999  [OAsi  1, 
RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21);

che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo 
dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale dei 
ricorrenti; infatti  la ricorrente è ancora giovane, in buona salute e ha 
lavorato  come  sarta  indipendente  nel  suo  Paese  d'origine  fino  al 
momento  dell'espatrio;  che  ella  sembra  inoltre  disporre  di  una  rete 
sociale, quale ad esempio un fratello e l'amica che l'avrebbe accolta  
dopo  l'aggressione  del  figlio  (cfr.  verbale  d'audizione  della  signora 
A._______  del  31  maggio  2010,  pag.  6);  che  il  ricorrente,  giovane 
adolescente e anch'egli in buona salute, potrebbe riprendere la scuola 
in patria dove tutt'ora vivono il padre e l'amica della madre; 

che gli insorgenti non hanno altresì preteso nel gravame di soffrire di 
gravi  problemi di  salute che possano giustificare la loro ammissione 
provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio 
degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per motivi medici;

che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente rite-
nuto  siccome  ammissibile  e  ragionevolmente  esigibile  l'esecuzione 
dell'allontanamento;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 
cpv. 2 LStr); 

che  i  ricorrenti,  usando  la  necessaria  diligenza,  potranno  procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (art.  8  cpv. 4 LAsi);  che 
l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione,  il  gravame  va  disatteso  e  la  querelata  decisione 
confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato  
il  diritto  federale,  né  abusato  de  suo  potere  di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

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che, il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA);

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dei  ricorrenti 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini -
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art.  83 
lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva;

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti.  
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrenti,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
F._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di F._______ (via fax, 
per  l'incarto  N  (...)  con  preghiera  di  notificare  ai  ricorrenti  e  di 
ritornare l'avviso di ricevimento al Tribunale amministrativo federale)

- Migrationsamt Kanton Aargau,  Bahnhofstrasse 86/88,  5001 Aarau 
(in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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