# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 890c19cc-0776-567e-8336-df42e99bc293
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-12-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 18.12.2014 15.2014.104
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2014-104_2014-12-18.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2014.104

  	
  Lugano

  18 dicembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo sul ricorso 23 settembre 2014 di

 

	
   

  	
  RI
  1 

  (rappr.
  dalla madre RA 1, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio esecuzione (UE) di Lugano,
o meglio contro l’avviso di pignoramento emesso il 19 settembre 2014 nell’esecuzione
n. __________ promossa nei confronti del ricorrente da

 

	
   

  	
  PI 1 

   

  

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Sulla
scorta del precetto esecutivo n. __________ emesso il 4 marzo 2014 dall’Ufficio
esecuzione (UE) di Lugano, la PI 1 procede contro RI 1 per l’incasso di fr. 2'447.20
oltre interessi del 5% dal 27 febbraio 2014, oltre a fr. 19.70 per interessi
fino al 26 febbraio 2014 e fr. 400.– per spese d’incasso. All’atto della
notifica, avvenuta il 5 marzo, l’e­­scusso ha interposto opposizione.

 

                            B.  Preso
atto che nel frattempo, il 5 maggio 2014, l’escusso aveva ritirato l’opposizione,
il 19 settembre 2014 l’UE ha emesso l’avvi­­so di pignoramento per il 14
ottobre.

 

                            C.  Con
ricorso del 23 settembre 2014, la madre di RI 1, RA 1, chiede di
annullare l’avviso di pignoramento, facendo valere che il figlio
è interdetto già dal 4 ottobre 1994 e che in assenza di ratifica da parte del
tutore o da lei quale detentrice dell’autorità parentale sia il contratto
concluso con la procedente sia il ritiro dell’opposizione non sono validi.

 

                            D.  Nelle
sue osservazioni del 13 ottobre 2014, l’UE si è rimesso al giudizio della
Camera mentre la PI 1 è rimasta silente.

 

                            E.  Interpellata
il 5 novembre 2014, l’Autorità regionale di protezione 8 (sede di Lugano Est)
ha trasmesso alla Camera la risoluzione n. __________ del 26 gennaio 2006, con
cui ha revocato la tutela istituita in virtù dell’art. 369 vCC a favore di RI 1
e ripristinato l’autorità parentale nel senso dell’art. 385 cpv. 3 vCC,
affidando alla madre RA 1 il compito di amministrare i beni e i redditi
del figlio e di salvaguardarne convenientemente gli interessi morali e
materiali. Anche a questo riguardo l’escutente non ha formulato osservazioni.

 

 

Considerato

 

in diritto:              1.  Il 1° gennaio 2013, è entrata in vigore la legge federale del 19
dicembre 2008 (Protezione degli adulti, diritto delle persone e diritto della
filiazione), che in particolare modifica la terza parte (art. 360 segg.) del
libro primo del Codice civile (diritto delle persone), cambiandone anche l’intitolato
(“della protezione degli adulti” anziché “della tutela”). In tale occasione, l’isti­­tuto
dell’au­to­ri­tà parentale “prolungata” sui figli maggiorenni interdetti (art.
385 cpv. 3 vCC) è stata abbandonata. Nel nuovo diritto, i genitori non possono
più essere che curatori di portata generale del figlio. Dal 1° gennaio 2013 i
genitori che detenevano l’autorità parentale prolungata sotto il vecchio
diritto sono diventati per legge curatori di portata generale con i relativi alleggerimenti
previsti dall’art. 420 nCC (art. 14 cpv. 2, 3° periodo Tit. fin. CC; Philippe Meier/Suza­na
Lukic, Introduction au nouveau
droit de la protection des adultes, 2011, n. 37 e 177). Nel caso specifico,
RA 1 è quindi da considerarsi curatrice di portata generale del figlio RI 1 (v.
sopra ad E), il quale risulta privato per legge dell’esercizio dei diritti
civili (art. 398 cpv. 3 CC).

 

                             2.  Dal profilo esecutivo, se l’amministrazione
dei beni di un debitore maggiorenne spetta a un curatore – come nel caso di
specie –, e l’autorità di protezione degli adulti ne ha avvisato l’ufficio d’ese­­cuzione,
gli atti esecutivi sono notificati al curatore (art. 68d cpv. 1 nLEF).
Lo sono anche all’escusso se la sua capacità d’agire non è limitata (art. 68d
cpv. 2 nLEF), ciò che per contro, come visto, non è il caso nella fattispecie.
È nulla la notifica al solo escusso se l’esistenza della misura di protezione è
stata comunicata all’ufficio d’esecuzione, mentre è unicamente annullabile se
tale comunicazione non è avvenuta (Kofmel
Ehrenzeller in: Basler Kommentar, SchKG I, 2a
ed. 2010, n. 41 ad art. 68d LEF; Gehri in: SchKG, Kurzkommentar, 2a ed.
2014, n. 3 ad art. 68d LEF).

 

                             3.  Nel
caso in esame, non risulta dagli atti che la risoluzione n. __________ emanata
il 26 gennaio 2006 dall’allora Commissione tutoria regionale 8 (sede di Lugano
Est) sia stata comunicata all’UE, non sussistendo peraltro a quell’epoca un
siffatto obbligo. Gli atti esecutivi impugnati sono quindi annullabili entro 10
giorni da quello in cui il ricorrente ne ebbe notizia (art. 17 cpv. 2 LEF).
Siccome l’escusso è privato per legge dell’esercizio dei diritti civili,
il momento determinante nella fattispecie è quello in cui la sua rappresentante
legale – la madre – ne è venuta a conoscenza. Il ricorso in esame, inoltrato il
23 settembre 2014, è quindi tempestivo non solo contro l’avviso di pignoramento
del 19 settembre, ma pure contro il ritiro dell’opposizione sottoscritto da RI
1 il 5 maggio 2014, non evincendosi dall’in­carto che la madre ne abbia avuto
conoscenza prima che il figlio le comunicasse l’avviso di pignoramento. Oltre
che ricevibile, il ricorso è anche fondato, l’escusso non essendo abilitato a
ritirare l’opposi­­zione. Occorre pertanto ordinare all’Ufficio di cancellare
dal registro delle esecuzioni sia l’avviso di pignoramento che il ritiro dell’opposizione
e di registrare RA 1 quale curatrice generale di RI 1.

 

                             4.  Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art.
20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:            1.  Il ricorso è accolto nel senso che è annullato l’avviso di pignoramento
emesso il 19 settembre 2014 nell’esecuzione n. __________ ed è ordinato all’Ufficio
di esecuzione del Distretto di Lugano d’i­­scrivere nel registro delle
esecuzioni l’annullamento dell’avviso di pignoramento emesso il 19 settembre 2014 in quell’esecuzione e del ritiro dell’opposizione, e di registrare RA 1 quale
curatrice generale di RI 1.

 

                             2.  Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                             3.  Notificazione
a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                  Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione di Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                 Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile
presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro cinque giorni
dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata
nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.