# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fbb38778-4b3a-5383-bf96-af09eea11ac3
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-05-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.05.2010 C-7462/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7462-2008_2010-05-25.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7462/2008/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 5  m a g g i o  2 0 1 0  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Johannes Frölicher, Vito Valenti, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______, 
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità, decisione del 3 ottobre 2008.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7462/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano nato il (...), coniugato e padre di tre figli,  
ha lavorato in Svizzera come stuccatore (“Gipser”) a cottimo dal 1972 
al  1994,  versando  i  contributi  obbligatori  all'assicurazione  per  la 
vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  (AVS/AI).  Il  26  ottobre  1994,  in 
seguito  a  dolori  alla  schiena  che  gli  avevano  causato  un'incapacità 
lavorativa  completa  a  diverse  riprese  dal  1992,  l'assicurato  ha 
formulato  alla  “Sozialversicherungsanstalt”  del  canton  Zurigo  (SVA) 
una richiesta di prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità per adulti,  
consistenti nell'avviamento ad una nuova professione (doc. 1 e 2).  

Mediante  decisione  dell'11  marzo  1996,  la  SVA  ha  riconosciuto 
all'assicurato il diritto a provvedimenti professionali dall'11 marzo 1996 
al  14 agosto 1998, al  fine di  riconvertirsi  come custode (“Hauswart”; 
doc. 14). In un rapporto del 1° luglio 1998, la SVA ha constatato che la 
riformazione  professionale  era  stata  completata  con  successo  (doc. 
28),  quindi,  il  28  settembre  1998,  ha  comunicato  all'assicurato  un 
progetto di decisione, con il quale gli riconosceva il diritto ad un quarto 
di  rendita dal 1° agosto 1998, sulla base di  un grado d'invalidità del 
46%,  avvertendolo  nel  contempo che,  se  il  suo  si  fosse rivelato  un 
caso di rigore (“Härtefall”), avrebbe avuto diritto ad una mezza rendita 
(doc.  33).  In  seguito  alla  contestazione  da  parte  dell'assicurato  del 
salario  da  valido  ritenuto  nel  progetto  di  decisione,  la  SVA  ha 
modificato il grado d'invalidità, stabilendolo al 64% (doc. 34 a 40). Il 27 
gennaio 1999 la SVA ha comunicato la corrispondente pronuncia alla 
Cassa di compensazione cantonale (CC), nella quale fissava inoltre la 
revisione della rendita al mese di dicembre 2000 (doc. 42), quindi, il 19 
marzo  1999,  ha  emanato  una  decisione,  con  la  quale  attribuiva 
all'assicurato  una  mezza  rendita  dal  1°  agosto  1998  (doc.  43), 
conformemente alla legislazione allora in vigore, secondo cui un grado 
d'invalidità del 40% dava diritto ad un quarto di rendita, un grado del 
50% ad  una  mezza  rendita  e  un  grado  del  66.66% ad  una  rendita 
intera.

B.
Nel  dicembre  2002  la  SVA  ha  dato  avvio  alla  prima  procedura  di  
revisione,  a  conclusione  della  quale  ha  constatato  che  il  grado 
d'invalidità era rimasto invariato (doc. 44 a 46). 

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Nel  febbraio  del  2004  la  SVA ha  iniziato  la  seconda  procedura  di 
revisione, durante la quale è stata eseguita una perizia reumatologica 
da parte del dott. B._______. Nel suo rapporto del 24 luglio 2004, il 
perito ha posto la diagnosi di dolori  cronici  alla nuca, alla schiena e 
alle  braccia,  di  sindrome  cervico-vertebrale  di  grado  leggero  e  di 
postura difettosa della spina dorsale, nel quadro di condizioni generali 
di salute molto buone (“in ausgezeichnetem Allgemeinzustand”), ed ha 
considerato che l'attività di stuccatore non era più esigibile, mentre lo 
erano  quella  di  custode,  in  ragione  del  70%,  come  pure,  a  tempo 
pieno, altre attività leggere (doc. 48 a 52). 

Sulla base di queste risultanze peritali, la SVA ha comunicato alla CC 
una  pronuncia  il  23  agosto  2004,  nella  quale  fissava  il  grado 
d'invalidità al 51% dal 1° giugno 2004 (doc. 55). Il 10 settembre 2004 
la  SVA  ha  quindi  emanato  una  decisione,  mediante  la  quale 
riconosceva  all'assicurato  il  diritto  ad  una  mezza  rendita  dal  1° 
novembre 2004,  sulla  base di  un grado  d'invalidità  del  51%,  con le 
rispettive rendite completive per la moglie e per due figli (doc. 56). Il 5 
ottobre  seguente  la  SVA  ha  reso  un'ulteriore  decisione,  che 
contemplava la rendita completiva anche per il terzo figlio (doc. 57). 

Contro la decisione del 10 settembre 2004, l'assicurato ha formulato 
opposizione, dapprima orale, poi, il 4 ottobre, tramite il suo avvocato, 
per iscritto, e l'ha completata l'8 novembre, chiedendo, in sostanza,  la  
conferma del grado d'invalidità del 64% o, subordinatamente, del 58% 
(doc. 60 a 64). La SVA ha respinto l'opposizione con decisione del 22 
luglio 2005, stabilendo un grado d'invalidità del 56% sulla base di una 
capacità  lavorativa  completa  in  attività  leggere  confacenti  e  di  un 
salario  da  invalido  ridotto  del  15%,  viste  le  circostanze  personali  
dell'interessato (doc. 67). 

In seguito al rientro dell'assicurato in Italia, l'Ufficio dell'assicurazione 
per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE) è subentrato 
alla SVA nella gestione del caso, e ciò a decorrere dal 1° ottobre 2005 
(doc. 68).

C.
Nel  novembre  2007  l'UAIE  ha  proceduto  alla  terza  revisione  della 
rendita  d'invalidità,  chiedendo  all'Istituto  nazionale  italiano  della 
previdenza  sociale  (INPS)  di  sottoporre  l'assicurato  ad  un  esame 
medico generale e ad un esame reumatologico (doc. 76). 

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L'UAIE ha potuto procurarsi la documentazione seguente:

- un referto radiologico della colonna cervicale e lombare, del 12 aprile 
2006,  facente  stato,  in  particolare,  di  una grave spondilodiscoartrosi 
C5/6/7 con riduzione della fisiologica lordosi cervicale (doc. 79),

-  un  referto  di  visita  specialistica  del  15  gennaio  2007,  di  difficile 
lettura,  attestante,  in  special  modo,  una  cervicoartrosi  ed  una 
lombosciatalgia bilaterale da irritazione radicolare (doc. 80),

-  un  referto  di  risonanza  magnetica  della  colonna  cervicale  e 
lombosacrale, del 14 marzo 2008, dal quale si evince, tra l'altro, che la 
fisiologica lordosi cervicale è annullata e che sussiste una disarmonia 
dell'asse  vertebrale  con  cenni  di  inversione  della  fisiologica  lordosi 
lombare nel tratto superiore (doc. 81),

- un referto di visita specialistica del 27 marzo 2008, di difficile lettura, 
che certifica la presenza di una rachialgia diffusa (doc. 82),

- un certificato medico del 29 marzo 2008, che riferisce, specialmente,  
l'esistenza  di  una rachialgia  diffusa con  spondiloartrosi  e  discopatie 
multiple,  come  pure  il  fatto  che,  nonostante  il  trattamento 
farmacologico,  la  sintomatologia  atipica  persiste  e  limita  la  normale 
attività fisica del rachide (doc. 83),

-  un  referto  di  visita  specialistica  del  9  aprile  2008,  nel  quale  sono 
messe  in  evidenza  le  diverse  affezioni  del  rachide  di  cui  soffre 
l'assicurato (doc. 84),

- una certificazione di visita specialistica del 9 aprile 2008, nella quale 
è riportata la diagnosi di spondilodiscoartrosi con uncoartrosi cervicale 
ed entesopatia iperostosante lombare di tipo DISH (Diffuse Idiopathic 
Skeletal  Hyperostosis)  e  d'irritazione  radicolare  cronica 
cervicobrachiale  e  lombosacrale  bilaterale  con episodi  di  limitazione 
funzionale (doc. 85),

- una perizia medica particolareggiata E 213 della dott.ssa C._______, 
del  10  aprile  2008,  diagnosticante  una  spondilodiscoartrosi 
cervicolombare  con  protrusioni  discali  multiple  e  piccole  ernie  dei 
dischi C5/6 e L3/4, un'entesopatia iperostosante lombare di tipo DISH, 

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un'irritazione  radicolare  cronica  cervicobrachiale  e  lombosacrale 
bilaterale con episodi di limitazione funzionale, e nella quale è indicato  
che l'assicurato può svolgere regolarmente  attività  leggere,  essendo 
controindicati  l'umidità,  il  calore,  il  fumo, il  lavoro a turni  e  notturno, 
frequenti manipolazioni di pesi, la salita di piani e scale, il freddo e i 
rumori, ed è formulato un grado d'invalidità generale, secondo il diritto 
italiano, del 56% (doc. 86),

- il questionario per la revisione della rendita, del 20 maggio 2008, dal 
quale  risulta  che  l'assicurato  non  ha  più  esercitato  nessuna  attività 
lucrativa dopo il 23 agosto 2004 (doc. 89).    

D.
L'UAIE ha trasmesso per apprezzamento la documentazione raccolta 
al  proprio  servizio  medico,  nella  persona del  dott.  D._______. Nella 
sua presa di posizione del 3 agosto 2008, quest'ultimo ha rilevato, da 
un lato,  che l'assicurato  soffre  di  disturbi  degenerativi  della  colonna 
vertebrale,  e,  dall'altro  lato,  che  i  limiti  funzionali  sono  piuttosto 
contenuti  (“eher  gering”),  concludendo  che  lo  stato  di  salute  è  da 
considerarsi  stazionario  e  che  l'incapacità  lavorativa  è  rimasta 
invariata (doc. 91). 

Con scritto  del  18 agosto  2008,  l'UAIE ha comunicato  all'assicurato 
che,  siccome il  grado  d'invalidità  non  si  è  modificato,  le  prestazioni 
assegnate finora non subiscono cambiamenti, rendendolo attento alla 
possibilità  di  richiedere  una  decisione  soggetta  a  ricorso  (doc.  92). 
L'assicurato  ha  prontamente  richiesto  una  tale  decisione  mediante 
scritto  del  5 settembre 2008 (doc. 95). Di  conseguenza, il  3  ottobre 
2008, l'UAIE ha emesso una decisione di conferma del diritto ad una 
mezza rendita (doc. 96). 

E.
Il  19 novembre 2008 l'assicurato  ha formulato ricorso contro questa 
decisione  al  Tribunale  amministrativo  federale,  rilevando  che  il  suo 
grado d'invalidità deve essere valutato ad almeno il 60%, ed ha esibito 
della  nuova  documentazione,  ossia  l'attestato  “Indicatore  della 
situazione economica equivalente”, del 18 agosto 2008, un certificato 
medico del  28 ottobre 2008,  diagnosticante una spondilodiscoartrosi 
con  uncoartrosi  cervicale,  delle  protrusioni  discali  del  tratto 
lombovertebrale  con  segni  di  compressione  discale  e  limitazione 
funzionale  e  un'entesopatia  iperostosante  di  tipo  DISH,  ed  un 

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formulario compilato per la richiesta di una pensione d'invalidità civile 
italiana. 

Il  dott.  D._______  ha  preso  nuovamente  posizione  sul  caso  il  15 
febbraio 2009, affermando che il quadro diagnostico e la valutazione 
dei diversi rapporti medici agli atti sono sovrapponibili a quelli espressi  
dal dott. B._______ nella sua perizia del 24 luglio 2004 (doc. 100). 

L'UAIE ha risposto al ricorso il 18 febbraio 2008, proponendo che sia  
respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

La risposta è stata trasmessa al ricorrente, il quale non ha replicato. 

F.
Con  decisione  incidentale  dell'8  aprile  2009,  questo  Tribunale  ha 
invitato  il  ricorrente  a  versare  un  anticipo  equivalente  alle  presunte 
spese processuali di Fr. 300.-. Il relativo versamento è stato effettuato 
il 28 aprile 2009. 

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla  
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20). 

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali  (LPGA, RS 830.1).  In conformità 
con l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono applicabili  
alle assicurazioni sociali  disciplinate dalla legislazione federale, se e 

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per  quanto  le  singole  leggi  sulle  assicurazioni  sociali  lo  prevedano. 
Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili  
all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a a 26bis e 28 a 70), sempreché 
la LAI non deroghi alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,  
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti  
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.  
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge  (art.  59  e  60  LPGA,  nonché  l'art.  52  cpv. 1  PA),  e  visto  che 
l'anticipo di  Fr. 300.-,  relativo alle spese processuali,  è stato versato 
nel termine impartito.  

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento  tra i  cittadini  degli  Stati  membri  della  Comunità 
europea,  ivi  risiedenti,  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  2  e 3  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

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2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire dal 1° gennaio 2008, secondo le nuove disposizioni.

4.

4.1 Ai sensi dell'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità 
al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga 
durata.  L'art.  4  cpv.  1  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 

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della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

4.2 Conformemente al tenore della LAI in vigore dal 1° gennaio 2004 
(IV revisione), l'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido 
per almeno il  70%, a tre quarti  di rendita se è invalido per almeno il 
60%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un 
quarto di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI). In  
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista  dall'art.  28  cpv. 1 ter LAI,  secondo  il  quale  le  rendite  per  un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non è più  applicabile  quando l'assicurato  è  cittadino della  Comunità 
europea e vi risiede.

4.3 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno  è  definita  all'art.  7  cpv. 1  LPGA e  consiste  nella  perdita, 
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

4.4 Giova  ancora  ricordare  che,  secondo  un  principio  generale  del 
diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l'obbligo di ridurre 
il danno conseguente la sua invalidità (sentenza del Tribunale federale 
I 147/01 del 9 maggio 2001; DTF 123 V 230 consid. 3c e DTF 117 V 
275 consid. 2b). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere 
tutto  quanto  sia  ragionevolmente  esigibile  per  ovviare  nel  modo 
migliore possibile alle conseguenza della sua invalidità, segnatamente 
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in 
una nuova professione (sentenza del Tribunale federale I  543/03 del 
27 agosto 2004; DTF 113 V 22 consid. 4a). 

5.
Il  ricorrente  ha  contestato  la  validità  materiale  della  decisione 

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dell'UAIE,  chiedendo che gli  sia  riconosciuto  il  diritto  a  tre  quarti  di  
rendita.

6.

6.1 Secondo  l'art.  17  cpv.  1  LPGA,  se  il  grado  d'invalidità  del 
beneficiario  della  rendita  subisce  una  notevole  modificazione,  per  il 
futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, 
d'ufficio o su richiesta. 

6.2 Conformemente  all'art.  87  cpv.  2  dell'Ordinanza  federale 
sull'assicurazione invalidità del 17 gennaio 1961 (OAI, RS 831.201), la 
revisione  avviene  d'ufficio  quando,  in  previsione  di  una  possibile 
modifica importante del grado d'invalidità, è stato stabilito un termine 
nel momento dell'erogazione della rendita o allorché si conoscono fatti 
o  si  ordinano  provvedimenti  che  possono  provocare  una  notevole 
modifica del grado d'invalidità. 

6.3 Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di 
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, 
tutto  o  parte  del  diritto  a  prestazioni  dal  momento  in  cui  si  può 
supporre  che  il  miglioramento  costatato  perduri.  Lo  si  deve  in  ogni 
caso  tenere  in  considerazione  allorché  è  durato  tre  mesi,  senza 
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 
88a cpv. 1 OAI). Se la capacità al guadagno o la capacità di svolgere 
mansioni  consuete  peggiora,  occorre  tenere  conto  del  cambiamento 
determinante il  diritto a prestazioni non appena esso perdura da tre 
mesi senza interruzione notevole (art. 88a cpv. 2 OAI).

6.4 La costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite d'invalidità 
sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello 
stato  di  salute  che  ha  un  influsso  sull'attività  lucrativa,  ma  anche 
quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze 
sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante 
(DTF 113 V 275 consid. 1a).

Va ancora rilevato che la semplice valutazione diversa di circostanze 
di fatto che sono rimaste sostanzialmente invariate non giustifica una 
revisione ai sensi dell'art. 17 cpv. 1 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 
390 consid. 1b,  RCC 1987  p. 36,  SVR 2004 IV  n. 5  consid. 3.3.3).  
L'istituto della revisione non deve costituire una base legale che possa 
giustificare  un  riesame  senza  condizioni  del  diritto  alla  rendita  (cfr. 

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anche:  RUDOLF RUEDI,  Die  Verfügungsanpassung  als 
verfahrensrechtliche  Grundfigur namentlich  von 
Invalidenrentenrevisionen, in:  SCHAFFHAUSER/SCHLAURI,  Die Revision von 
Dauerleistungen in der Sozialversicherung, San Gallo, 1999, pag. 15). 

7.

7.1 Al  fine  di  giudicare  se  sussistono  indizi  sufficienti  per  ritenere 
verosimile  una  modifica  rilevante  del  grado  d'invalidità,  si  deve 
considerare il periodo tra la decisione iniziale e quella che pronuncia 
la revisione. Decisioni intercalari  sono pertinenti unicamente se sono 
state emesse sulla base di una nuova valutazione materiale del grado 
d'invalidità,  ossia  dopo  delucidazione  dei  fatti,  apprezzamento  delle 
prove e esecuzione del raffronto dei redditi (DTF 133 V 108). 

7.2 In concreto, la decisione iniziale è stata pronunciata il  19 marzo 
1999  (doc.  43).  In  seguito,  il  10  settembre  2004,  sulla  base  di  una 
nuova valutazione materiale del grado d'invalidità, è stata emessa una 
decisione di revisione, confermata mediante decisione su opposizione 
del  22  luglio  2005  (doc.  56  e  67).  Ne  consegue  che,  seguendo  la 
giurisprudenza,  il  periodo  di  riferimento  per  giudicare  se 
verosimilmente  è  intervenuta  una  modifica  rilevante  del  grado 
d'invalidità, tale da giustificare un aumento della rendita, come preteso 
dal ricorrente, è quello tra il 22 maggio 2005 e il 3 ottobre 2008, data 
della decisione impugnata (doc. 96).  

A  questo  proposito,  giova  rilevare  che  il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in  generale, 
secondo lo stato di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa 
(DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1). 

8.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti  
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 

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probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti  
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di  
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

9.

9.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è  
di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 
1b). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 
LAI  (art. 28a cpv. 1 LAI  dal  1°  gennaio 2008),  per  valutare il  grado 
d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando 
l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e 
l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di 
una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido.  In  altri  termini,  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla  
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa.

In carenza di documentazione economica, come nella fattispecie, visto 
che  il  ricorrente  non  ha  più  lavorato  dopo  il  suo  rientro  in  Italia,  la 
documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio 
per determinare quali  lavori  siano ancora esigibili  dall'assicurato, ma 
non spetta al medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 
114  V  314,  105  V  158).  Infatti,  per  costante  giurisprudenza,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi 
d'apprezzamento  del  danno  invalidante,  allorché  permettono  di 
valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114 V 314 consid. 3c).

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9.2 In concreto, occorre pertanto verificare se, nel periodo in esame, 
ossia dal 22 luglio 2005 al 3 ottobre 2008, l'incidenza delle affezioni di  
cui  soffre  il  ricorrente  sulla  sua  capacità  lavorativa  è  aumentata  in 
modo  tale  da  giustificare  la  sostituzione  della  mezza  rendita 
d'invalidità con tre quarti di rendita, come da lui preteso (art. 88 bis cpv. 
1 lett. b OAI). 

10.

10.1 Dalla  documentazione  medica  agli  atti  e,  in  particolare,  dalla 
perizia E 213 della dott.ssa C._______, medico dell'INPS, del 10 aprile 
2008  (doc.  86),  dalle  due  prese  di  posizione  del  dott.  D._______, 
medico dell'UAIE, del  3 agosto 2008 e 15 febbraio 2009 (doc. 91 e 
100), come pure dalla perizia del dott. B._______, risalente al 24 luglio  
2004 (doc. 52),  si  evince che il  ricorrente  soffre,  essenzialmente,  di 
una  rachialgia  diffusa,  consistente  in  una  spondilodiscoartrosi 
cervicolombare, in un'entesopatia iperostosante lombare di tipo DISH 
e in un'irritazione radicolare cervicobrachiale e lombosacrale. 

Questa diagnosi è univoca agli atti, non contestata dal ricorrente, per 
cui il collegio giudicante non può che aderirvi.  

10.2 Dall'incarto risulta assodato che il ricorrente non può più lavorare 
come stuccatore. Il dott. B._______ ha però stabilito, nella sua perizia 
del  2004,  che  egli  è  in  grado  di  svolgere  l'attività  di  custode  nella 
misura  del  70%  ed  attività  leggere  senza  restrizioni.  Questa 
valutazione è stata confermata sia dalla dott.ssa C._______ nel 2008, 
la quale ha considerato che il ricorrente può svolgere a tempo pieno il 
suo  ultimo  lavoro,  come  pure  attività  confacenti,  formulando 
cionondimeno un grado d'invalidità  del 56%, sia dal  dott. D._______ 
nei suoi due rapporti  del 2008 e 2009. Il  medico dell'UAIE ha inoltre 
osservato  che all'incarto  non si  riscontrano  dati  oggettivi  riguardo a 
deficit  (“Ausfälle”)  senso-motori  periferici  radicolari  delle  braccia  e 
delle  gambe  e  che  le  irritazioni  radicolari,  come  pure  i  segni  di 
compressione radicolare, menzionati nei rapporti del 9 aprile (doc. 84) 
e del  28 ottobre 2008,  quest'ultimo esibito  in  fase di  ricorso,  non si 
fondano  su  referti  oggettivi  all'incarto,  ma  solo  sulle  indicazioni 
soggettive  del  ricorrente,  concludendo  che  la  situazione  attuale  di 
quest'ultimo non si presenta in modo essenzialmente diverso rispetto 
a quella descritta dal dott. B._______ nel 2004. Per il resto, è ancora 
doveroso  notare  che  nei  diversi  documenti  medici  inoltrati  dal 

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ricorrente,  non  vi  sono  prese  di  posizione  rispetto  alla  capacità 
lavorativa e all'esigibilità. 

10.3 Visto quanto precede e, in modo particolare, il  parere unanime 
dei medici che si sono pronunciati sul caso, il collegio giudicante non 
può  che  prendere  atto  del  fatto  che  l'incidenza  delle  affezioni 
diagnosticate sulla  capacità lavorativa del ricorrente, non è mutata in  
modo tale  da giustificare  il  riconoscimento  del  diritto  a  tre  quarti  di  
rendita, come da lui richiesto. Ne consegue che il ricorrente continua 
ad avere diritto ad una mezza rendita.  

11.
Di  conseguenza,  la  decisione  impugnata  del  10  luglio  2008  deve 
essere confermata e il ricorso respinto.

12.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a  carico  della  parte  soccombente.  In  concreto,  visto  l'esito  della 
procedura, le spese processuali  di  Fr. 300.- sono poste a carico del 
ricorrente  e  compensate  con  l'anticipo  dello  stesso  ammontare, 
versato il 28 aprile 2009. 

In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese ripetibili). Considerato l'esito della procedura, non si assegnano 
al ricorrente indennità per spese ripetibili. 

Per quanto concerne l'UAIE, le autorità federali  non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al  
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto. 

2.
Le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico del ricorrente e 
compensate con l'anticipo dello stesso ammontare, versato il 28 aprile 
2009. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili. 

4.
Comunicazione: 

- al ricorrente (Raccomandata/AR);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...; Raccomandata);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata). 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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