# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b5b13f85-9b9e-5314-8f61-079ab3f42c9a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.09.2010 D-6736/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6736-2010_2010-09-27.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6736/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 7  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Hans Schürch; 
cancelliere Carlo Monti;

A._______, Iraq, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 16 settembre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6736/2010

Visto:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato il 13 agosto 2010 in 
Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno e 
mediante il  quale l'ha reso attento circa la necessità di  consegnare, 
entro 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento d'i-
dentità o di viaggio, con la comminatoria che, in caso di mancata con-
segna e in assenza di  motivi  scusabili,  non si  entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 24 agosto 2010 e del 16 settembre 2010;

il verbale di decisione dell'UFM del 16 settembre 2010, notificata al ri-
chiedente il medesimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso  del  17 settembre 2010  (cfr. timbro  del  plico  raccomandato, 
data d'entrata 20 settembre 2010);

la  copia dell'incarto  dell'UFM pervenuta via fax al  Tribunale ammini -
strativo federale (di seguito: il Tribunale) in data 20 settembre 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che, fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribuna-
le, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere im-
pugnato non può essere esteso alla questione della concessione del -
l'asilo, che presuppone una decisione nel merito della domanda stes-
sa;

che, per conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla conces-
sione dell'asilo è inammissibile;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che i  ricorsi  manifestamente infondati,  ai  sensi  dei considerandi che 
seguono,  sono  decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a  LAsi)  dal 
giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art.  111 lett. e 
LAsi)  e  la  decisione  è  motivata  soltanto  sommariamente  (art. 111a 
cpv. 2 LAsi);

che, giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti;

che,  nell'ambito delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha di-
chiarato di essere cittadino iracheno, di etnia curda e di aver avuto ulti-
mo domicilio a B._______ nella provincia di  Duhok con un intervallo 
tra l'ottobre del 2009 ed il 24 giugno 2010 trascorso a C._______ dove 
avrebbe abitato in una casa per studenti a C._______;

che egli ha affermato di essere espatriato per il timore di essere ucci -
so da suo fratello e per evitare di  subire un'eventuale condanna per 
presumibili atti illeciti, in quanto un suo collega di studi l'avrebbe colto 
in flagrante nella sua camera durante un rapporto intimo con un com-
pagno di classe ed avrebbe riferito il tutto al suo familiare;

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che  l'interessato  ha  dichiarato  di  aver  lasciato  B._______  il  18  lu-
glio 2010 e di aver raggiunto Duhok dal suo villaggio in auto, dove sa-
rebbe rimasto  fino al  20 luglio 2010 a casa di  suo zio  materno e di 
avere poi proseguito sempre in auto giungendo a D._______ da dove 
– con  l'aiuto  di  un  passatore  – avrebbe  attraversato  il  valico  di 
E._______ a piedi arrivando così a F._______ in Turchia; che si sareb-
be quindi recato ad G._______ in autobus arrivandovi il 21 luglio 2010;  
che, dopo un soggiorno in un albergo fino al 3 agosto 2010, avrebbe 
proseguito  il  suo  viaggio  con  un  Transports  Internationaux  Routiers 
(TIR) il quale avrebbe preso un traghetto e sarebbe sbarcato in una lo-
calità a lui sconosciuta; che avrebbe poi preso un altro TIR viaggiando 
per cinque o sei giorni fino ad una località a lui ignota da dove avrebbe 
preso  un  treno  con  il  quale  avrebbe  raggiunto  la  Svizzera  in  data 
11 agosto 2010;

che il ricorrente non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà;

che nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che il  
richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in materia d'a-
silo  alcun  documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole;  che,  dall'altro 
lato, detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste al -
l'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore ha 
pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'e-
secuzione dell'allontanamento  verso l'Iraq siccome lecita,  esigibile  e 
possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna  di  documenti  d'identità,  rimandato  a  quanto  già  affermato  in 
sede di prima istanza, sostenendo di aver fornito motivi scusabili che 
spiegano le ragioni per la mancata consegna dei documenti richiesti; 
che egli ha altresì reiterato la veridicità delle sue dichiarazioni riguardo 
ai  motivi  che  l'avrebbero  portato  a  fuggire  dall'Iraq  e  che,  ad  ogni 
modo,  gli  elementi  a  favore  della  verosimiglianza  prevarrebbero  su 
quelli contrari; che, inoltre, ha sottolineato la logica del suo agire;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 

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d'asilo;  che,  inoltre,  egli  ha  chiesto  di  essere  ammesso  provvisoria-
mente qualora non gli venisse accordato asilo politico; che, infine, ha 
presentato una domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a 
copertura delle presumibili spese processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari  formalità amministrative (Decisioni del Tribunale amministrativo 
federale [DTAF] 2007/7 consid. 5);

che,  per  contro,  non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2 
lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la 
carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'atte-
stato di fine degli studi (DTAF 2007/7 consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre un mese dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che, per di  più, egli  si  è semplicemente limitato a dichiarare di  aver  
posseduto una carta d'identità ma di averla lasciata in patria, poiché 
ha viaggiato illegalmente; che, le dichiarazioni del ricorrente circa le 
misure prese per procurarsi detto documento sono poco credibili; che, 
infatti,  nella  prima  audizione  ha  dichiarato  di  non  aver  presentato 
alcunché in merito  "perché non ho nulla" (cfr. verbale d'audizione del 
24  agosto  2010,  pag.  5);  che,  invece,  in  occasione  della  seconda 

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audizione ha allegato  di  essersi  fatto spedire  da un suo amico una 
copia  della  sua  carta  d'identità  via  fax;  che  sul  punto  a  sapere  se 
avrebbe dovuto presentare il documento in originale, egli, a suo dire, 
così  come sarebbe stato informato,  ritiene che sarebbe bastata una 
copia  inviata  tramite  fax  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
16 settembre 2010,  pag.  2);  che,  reso  attento  sul  fatto  che  avrebbe 
dovuto  presentare  la  carta  d'identità  in  originale,  così  come  dal 
promemoria consegnatogli  (cfr. atto  A4/1),  egli  si  è  limitato a dire di 
non averlo letto e di sapere il  motivo per aver agito in tal modo (cfr. 
verbale ibidem, pag. 3); che, inoltre, ha dichiarato che i suoi genitori 
non darebbero la carta d'identità a nessuno, pur avendola però data al  
suo  amico  (cfr.  verbale  ibidem,  pag.  3);  che,  confrontato  con  tale 
contraddizione, egli ha asserito che i suoi genitori avrebbero lasciato 
tale documento al suo amico solo per fargli fare una fotocopia; che in 
seguito avrebbe poi allegato che i suoi genitori avrebbero consegnato 
la carta d'identità al suo amico, in quanto quest'ultimo avrebbe detto 
loro  che  gli  sarebbe  servita  per  motivi  d'affari,  oppure  per  farsi  
rilasciare un certificato scolastico (cfr. verbale ibidem, pag. 2);

che,  nel  gravame,  l'insorgente  in  sostanza  non  ha  fatto  altro  che 
ribadire, rinviando a quanto da lui spiegato in sede d'audizione e che 
non avrebbe avuto abbastanza tempo per procurarsi  l'originale della 
sua carta d'identità (cfr. ricorso, pag. 2);

che,  inoltre,  per quanto il  racconto circa il  viaggio di  espatrio  possa 
apparire  a  prima  vista  privo  di  contraddizioni,  il  ricorrente  è  stato 
generico al  riguardo, non riuscendo ad esempio ad indicare il  nome 
della  città  di  sbarco  e  dove  avrebbe  preso  il  treno  per  giungere  in 
Svizzera; che, inoltre, non ha fornito alcuna spiegazione sui paesi che 
avrebbe  attraversato  dopo  lo  sbarco  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
13 agosto 2010, pag. 8);

che egli ha altresì dichiarato di non avere subito né controlli durante il  
suo viaggio d'espatrio (cfr. ibidem);

che, il ricorrente non è stato in grado di fornire dettagli e spiegazioni 
che possano donare credibilità al proprio racconto che risulta pertanto 
alquanto vago ed impreciso;

che, vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché e specialmente l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette 
dichiarazioni del ricorrente circa il  possesso dei documenti d'identità, 

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codesto Tribunale ha ragione di concludere che l'autore del gravame 
dissimuli i suoi documenti d'identità per i bisogni della causa;

che, peraltro, giova sottolineare che varcare il confine Schengen senza 
subire alcun controllo, come l'insorgente ha dichiarato di aver fatto, ri -
sulta a tutt'oggi, per lo meno difficoltoso;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla-
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5);

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risulta-
re sia dalla manifesta inconsistenza sia dalla manifesta irrilevanza dei 
motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dall'Iraq  per il timore di essere ucciso da suo fratello e per evitare di  
subire  un'eventuale  condanna  per  presumibili  atti  illeciti  in  merito  al 
suo orientamento sessuale;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, a mente di questo Tribunale, come rettamente ritenuto dall'autori-
tà inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno della sua 
domanda d'asilo non presenta elementi di verosimiglianza e neppure 

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rilevanti da un punto di vista dell'asilo per le vicissitudini evocate dal  
ricorrente in Iraq;

che, basti innanzitutto rilevare, che le dichiarazioni rese dal ricorrente 
in sede d'audizione divergono in più punti da quelle rese dal suo amico 
G._______  con  il  quale  avrebbe  avuto  una  relazione;  che,  in 
particolare, si è contraddetto circa la fine dell'anno scolastico, in quan-
to egli  ha dichiarato che sarebbe il  26 giugno, mentre G._______ il 
mese  di  marzo  o  di  aprile;  che,  inoltre,  sussiste  una  divergenza  in 
merito al tempo di conoscenza dei due; che, infatti egli ha asserito che 
si  conoscerebbero  da  solo  un  anno,  mentre  il  suo  compagno  ha 
allegato  che  si  sarebbero  conosciuti  almeno  quattro  anni  fa;  che, 
peraltro, si sono contraddetti  circa il numero dei letti  nella camera di 
A._______, sul numero dei suoi coinquilini e sulla frequenza dei loro 
rapporti;  che  sempre  in  merito  alla  frequenza  dei  loro  rapporti, 
l'insorgente  si  è  contraddetto  egli  stesso  in  sede  d'audizione  (cfr. 
verbali  d'audizione  del  24  agosto  2010,  pag.  6  e  del 
16 settembre 2010,  pag. 6,  D55-58); che,  peraltro, egli  ha dichiarato 
che  per  entrare  nella  casa  degli  studenti  G._______  avrebbe 
necessitato di  un permesso e di  una tessera speciale, mentre il  suo 
compagno  ha  allegato  che  poteva  entrare  liberamente  (cfr.  verbale 
d'audizione del 16 settembre sul diritto di essere sentito, pagg. 1-2); 
che, nell'audizione sul diritto di essere sentito, il ricorrente non è stato  
in grado di spiegare nessuna delle suddette contraddizioni come pure 
in sede di ricorso; che, per di più, è completamente illogico che egli 
abbia  continuato  ad avere  dei  rapporti  con G._______ proprio  nella 
sua  camera,  dove  altre  persone,  oltre  al  suo  collega  di  studi, 
avrebbero potuto coglierlo in flagrante come pure la sua decisione di 
espatriare prima di fare un tentativo di chiarimento con la sua famiglia 
visto  che  solo  suo  fratello  ne  era  al  corrente;  che,  tutto  ciò  posto, 
codesto  Tribunale  non  può che  concludere  all'inverosimiglianza 
dell'asserita relazione;

che rettamente quindi, i motivi d'asilo evocati sono stati dall'autorità in-
feriore ritenuti come inverosimili giusta l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi;

che,  inoltre,  non  risultano  elementi  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  3 
lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini 
della determinazione della qualità di  rifugiato dell'insorgente medesi-
mo;

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che non si giustificano neppure delle misure di istruzione complemen-
tari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'ese-
cuzione dell'allontanamento del  ricorrente dal  punto di  vista dell'am-
missibilità (DTAF 2009/50 consid. 8);

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  nord  dell'Iraq 
(nelle  provincie  di  Dohuk,  Arbil  e  Suleimaniya)  possa  violare 
l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione 
del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o 
esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  
trattamenti  contrari  all'art.  3  della  convenzione  del  4 novembre 1950 
per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell’uomo  e  delle  libertà  fondamentali  
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del 10 dicembre 1984 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti (Conv. tortura, RS 0.105);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en-
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

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che, la situazione vigente in Iraq non appare caratterizzata da guerra,  
guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della po-
polazione nell'integralità del territorio nazionale;

che, inoltre, in merito alla sicurezza in Iraq, codesto Tribunale ha già 
avuto modo di precisare che nelle tre province curde nel nord dell'Iraq 
(Dohuk, Erbil e Suleimaniya) non vige, al momento, una situazione di 
violenza generalizzata e la situazione politica non è talmente tesa da 
considerare un rimpatrio come generalmente inesigibile; che, segnata-
mente, lo stato della sicurezza è più stabile ed equilibrato rispetto al 
resto del Paese; che, inoltre, la situazione dei diritti dell'uomo è miglio -
re rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq; che, in particolare,  
l'esecuzione dell'allontanamento verso le tre province curde è esigibi-
le, di principio, per gli uomini curdi, non sposati, in buona salute e gio -
vani, a condizione che la persona interessata sia originaria della regio-
ne o vi abbia vissuto un lungo periodo e disponga di una rete sociale, 
segnatamente famiglia, parenti o conoscenti, oppure di relazioni con i  
partiti al potere (DTAF 2008/5 consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 7.5.8);

che,  quanto  alla  situazione personale  del  ricorrente,  egli  è  giovane, 
possiede una certa formazione scolastica (cfr. verbale d'audizione del 
24 agosto 2010, pag. 2); che, inoltre, stando a quanto riferito, il ricor-
rente dispone di una rete famigliare nel suo Paese, dove vivono, perlo-
meno, i genitori, quattro fratelli ed una sorella (cfr. ibidem, pag. 3);

che l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi proble-
mi di  salute che possano giustificare la  sua ammissione provvisoria 
(cfr.  GICRA 2003 n. 24),  senza  che  da  un  esame  d'ufficio  degli  atti 
emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
nel suo Paese è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 
cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 
cpv. 2 LStr);

che, infatti, il ricorrente, usando della dovuta diligenza, potrà procurar-
si  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr.  DTAF  2008/34 
consid. 12 pagg. 513-515);

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che, per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il  diritto  federale,  né abusato  del  suo potere  di  apprezzamento; che 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il Tribunale amministrativo federale statuito nel merito del 
ricorso, la domanda d'esenzione dal versamento dell'anticipo equiva-
lente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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D-6736/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorren-
te. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale ammi-
nistrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della 
presente decisione.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente, tramite il H._______ (Raccomandata; allegato: bollettino 
di versamento)

- UFM, H._______ (via fax, per l'incarto N [...], con preghiera di notifi -
care la sentenza al ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento 
allegato al Tribunale amministrativo federale)

- I._______ (in copia).

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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