# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 497cb8fa-d118-5f5c-99eb-348fed27dae1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-08-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 20.08.2002 52.2001.277
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-277_2002-08-20.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00277

   

  	
  Lugano

  20 agosto
  2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Paolo Bianchi, vicecancelliere 

  

 

 

statuendo sul ricorso  23 luglio 2001 di

 

 

	
   

  	
  __________ patr. da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 4 luglio 2001, no. 3213, del Consiglio
  di Stato, che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
  risoluzione 24 aprile 2001, con cui il municipio di __________ lo ha condannato
  a rifondere le spese per la demolizione d'ufficio delle opere realizzate
  abusivamente sulla part. no. __________ RF, pari a fr. 3'262.45;   

  

 

 

viste le risposte:

-    25 luglio 2001 del
municipio di __________;

-    22 agosto 2001 del
Consiglio di Stato; 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che nel
corso degli anni 1992/1993 __________, proprietario della part. no. __________
RF di __________, ubicata fuori dalla zona edificabile, ha sostituito una
vecchia baracca insistente sul fondo con una costruzione dissimile dalla precedente
per altezza e forma;   

 

che con decisione 13 novembre 2000 (inc. no.
52.98.264), cresciuta in giudicato, il Tribunale cantonale amministrativo ha
infine accertato che il suddetto manufatto non poteva beneficiare di un
permesso di costruzione in sanatoria e che la violazione commessa richiamava
l'adozione di misure di ripristino; 

 

che, dando seguito a tale decisione, il 24
novembre 2000 il municipio di __________ ha ordinato al qui ricorrente la
demolizione dell'edificio entro il 31 gennaio 2001, con l'avvertenza che, dopo
tale data, vi avrebbe provveduto direttamente, ponendo le spese a suo carico; 

 

che, dopo svariate diffide, constatata
l'inadempienza dell'insorgente, il 30 marzo 2001 l'autorità comunale ha fissato
quale termine ultimo per attuare i provvedimenti di ripristino il 6 aprile, disponendo
l'eventuale demolizione d'ufficio per il 9 aprile 2001; 

 

che, eseguita la demolizione in tale data da
parte di una ditta incaricata dal municipio, con risoluzione 24 aprile 2001
l'esecutivo comunale ha posto a carico del ricorrente le relative spese, pari a
fr. 3'262.45;  

 

che con giudizio 4 luglio 2001 il Consiglio
di Stato ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso tale
risoluzione, ritenendo che quest'ultimo non potesse richiamarsi con successo al
principio della buona fede, come peraltro già sancito da questo Tribunale nella
citata decisione, in relazione all'ordine di demolizione;

 

che contro la predetta pronuncia governativa
__________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone
l'annullamento, in via subordinata previa sospensione del procedimento, onde
rivendicare dinanzi al foro competente i crediti vantati nei confronti del
comune di __________; 

 

che egli considera inammissibile che debba
sopportare i costi per la rimozione di un intervento eseguito in buona fede,
attenendosi alle modalità costruttive indicategli dal comune, ritenuto perciò
responsabile del danno patito; 

 

che all'accoglimento dell'impugnativa si
oppongono il municipio di __________ e il Consiglio di Stato, senza formulare
particolari osservazioni;  

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo (art. 21 cpv. 1 e 45 LE), la
legittimazione del ricorrente (art. 21 cpv. 2 e 45 LE) e la tempestività
dell'impugnativa (art. 46 PAmm) sono certe; 

 

che il giudizio può essere reso sulla base
degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm); 

 

che nell'ambito di una procedura di
esecuzione d'ufficio a spese dell'obbligato (art. 43 cpv. 3 LE e 34 cpv. 3
lett. b PAmm), la decisione con cui l'autorità chiede il rimborso dei costi
sostenuti può essere contestata unicamente dal profilo dell'adeguatezza degli
stessi (cfr. Borghi / Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, N.
6 ad art. 34; Merkli / Aeschlimann / Herzog, Kommentar zum Gesetz über die
Verwaltungsrechtspflege im Kanton Bern, N. 16 ad art. 117);

 

che in tale stadio procedurale non può per
contro venir rimessa in discussione la legittimità del provvedimento eseguito;
su questo aspetto, la suddetta risoluzione costituisce in effetti una decisione
d'esecuzione, a carattere meramente confermativo di obblighi già
precedentemente sanciti (cfr. Borghi / Corti, ibidem; Merkli / Aeschlimann /
Herzog, ibidem);

 

che, in concreto, l'esigenza di procedere
alla demolizione è stata stabilita da questo Tribunale con giudizio definitivo
13 novembre 2000; 

 

che, considerata l'inadempienza
dell'insorgente nonostante le svariate diffide intimategli dal municipio,
l'esecuzione forzata per sostituzione, con il carico dei relativi costi
all'astretto, è risultata una conseguenza diretta e ineludibile di tale
giudicato, atta a garantirne l'effettività;   

 

che l'insorgente non eccepisce l'incongruità
della dettagliata fattura emessa dall'impresa di costruzioni __________, la
quale risulta peraltro inferiore ai due preventivi di spesa fatti allestire dal
municipio;  

 

che le censure riguardanti l'accollamento degli
oneri di ripristino al comune, appellandosi al principio dell'affidamento,
esulano dal contesto di una semplice procedura di esecuzione di obbligazioni
già giudizialmente definite in precedenza e risultano pertanto improponibili in
questa sede; 

 

che per gli stessi motivi l'esito di
un'eventuale azione in responsabilità promossa nei confronti dell'ente
pubblico, di competenza del giudice civile ordinario (art. 22 cpv. 1 LResp),
non si impone come una questione pregiudiziale di decisivo rilievo nel contesto
della presente procedura; 

 

che, di conseguenza, non si giustifica la
sospensione del procedimento ed il rinvio dell'interessato al foro civile, ai
sensi dell'art. 7 PAmm (cfr. Borghi / Corti, op. cit., N. 2b ad art. 7; Kölz /
Bosshart / Röhl, Kommentar zum Verwaltungsrechtspflegegesetz des Kantons
Zürich, 2a ed, § 1 N. 33);    

 

che la compensazione delle rispettive
pretese è esclusa già per il fatto che, giusta l'art. 125 cfr. 3 CO, le
obbligazioni derivanti dal diritto pubblico verso gli enti pubblici non possono
estinguersi mediante compensazione, contro la volontà del creditore;  

 

 

che, qualora i motivi di ricorso addotti
esulino da quelli proponibili nel contesto del relativo gravame, il ricorso
deve essere giudicato irricevibile, difettando di un presupposto processuale
(cfr. Bovay, Procédure administrative, p. 392 e 397; Kölz / Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, ed. 1998, N. 617);

 

che, in esito a quanto precede, nella misura
in cui è ricevibile, il gravame va respinto; 

 

che la tassa di giustizia e le spese seguono
la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 125 CO; 21, 43, 45 LE; 22 LResp; 3, 7,
18, 28, 34, 43, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Nella
misura in cui è ricevibile, il ricorso è respinto. 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, per complessivi fr. 800.--, sono a carico del ricorrente.

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario