# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d0d3f76b-1d7d-5c29-a329-5f9f77fc5614
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-02-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.02.2021 C-2258/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2258-2019_2021-02-15.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-2258/2019 

 

  S e n t e n z a  d e l  1 5  f e b b r a i o  2 0 2 1  

Composizione 

 
Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 

Christoph Rohrer e Viktoria Helfenstein, 

cancelliera Marcella Lurà. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, (Italia), 

rappresentato dall'avv. Alessandro Mazzoleni, 

ricorrente, 

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero (UAIE), 

autorità inferiore. 

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità; diritto a provvedimenti profes-

sionali (decisione del 27 marzo 2019). 

 

 

 

C-2258/2019 

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Fatti: 

A.  

A._______ (di seguito, interessato, ricorrente o insorgente) – cittadino ita-

liano, nato il (…) – ha lavorato in Svizzera da maggio del 2006 a luglio del 

2016 come muratore per un’impresa di costruzioni, solvendo contributi 

all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (doc. 29 

dell’incarto dell’autorità inferiore [di seguito, doc. A 29]). Ha interrotto il la-

voro il 6 luglio 2016 a seguito di un infortunio professionale (trauma addo-

minale). Il 9 maggio 2017 (doc. A 19), ha formulato una richiesta volta all’ot-

tenimento di una rendita dell’assicurazione svizzera per l’invalidità (doc. A 

15). 

B.  

B.a Nel corso dell’istruttoria, l’Ufficio dell’assicurazione invalidità del Can-

tone B._______ (Ufficio AI) ha in particolare assunto agli atti documenti 

medici di data da luglio 2016 a dicembre 2017 (doc. A 5, A 28, A 30, A 35, 

A 40, A 47, A 54, A 55, A 61 ed A 79; v. anche doc. 1 a 116 dell’incarto 

dell’assicurazione C._______ [di seguito, doc. B 1 a B 116] nonché doc. 1 

a 17 dell’incarto della cassa malati D._______ [di seguito, doc. C 1 a C 

17]), segnatamente il rapporto chirurgico del 22 marzo 2017 del dott. 

E._______ (doc. B 82), il rapporto psichiatrico del 16 giugno 2017 del dott. 

F._______ (doc. C 2) nonché i rapporti reumatologici del 30 giugno ed 11 

ottobre 2017 del dott. G._______ (doc. C 4 e C 14). 

B.b Nel rapporto del 22 dicembre 2017 (v. anche i rapporti del 18 settembre 

e 12 dicembre 2017 [doc. A 53 e doc. A 66]), il dott. H._______, medico 

SMR, ha proposto l’effettuazione di una perizia pluridisciplinare (compren-

dente una valutazione chirurgica, reumatologica e psichiatrica [doc. A 68]; 

v. anche lo scritto dell’Ufficio AI del Cantone B._______ del 25 gennaio 

2018, in cui è stata ritenuta necessaria [pure] una valutazione internistica 

[doc. A 74], e lo scritto del SAM del 9 febbraio 2018 [doc. A 77]). 

B.c Nella perizia pluridisciplinare del 26 aprile 2018 del Servizio accerta-

mento medico (SAM) di (…; consecutiva ad esami del 14, 20, 22 e 29 

marzo nonché 9 aprile 2018), i periti hanno posto la diagnosi segnatamente 

di sindrome lombospondilogena cronica su incipienti discopatie L5-S1 con 

piccola ernia discale (con ripercussione sulla capacità lavorativa) e di stato 

dopo laparotomia per trauma addominale con resezione di due segmenti 

dell’intestino tenue ed un segmento del colon discendente, stato dopo chiu-

sura della colostomia (senza ripercussione sulla capacità lavorativa). Non 

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sono state diagnosticate patologie di natura psichica. I periti hanno con-

cluso che le conseguenze sulla capacità lavorativa derivano esclusiva-

mente dalla patologia reumatologica. L’interessato presenta a loro giudizio 

una capacità lavorativa dello 0% dal 6 luglio 2016, del 50% dal 4 agosto 

2017 e dell’80% (normale tempo di lavoro con diminuzione del rendimento 

del 20%) dal 21 marzo 2018 nell’attività di muratore ed una capacità lavo-

rativa dello 0% dal 6 luglio 2016, del 50% dal 4 agosto 2017 e del 100% 

dal 1° settembre 2017 in un’attività confacente allo stato di salute (doc. A 

83). 

B.d Nel rapporto del 25 maggio 2018, il dott. H._______ ha ritenuto per 

l’interessato, in virtù della menzionata perizia – fermo restando un’incapa-

cità lavorativa del 100% in una qualsiasi attività dal 6 luglio 2016 al 3 agosto 

2017 – una capacità al lavoro del 50% dal 4 agosto 2017 e dell’80% dal 21 

marzo 2018 nell’attività di muratore ed una capacità al lavoro del 50% dal 

4 agosto 2017 e del 100% dal 1° settembre 2017 in un’attività sostitutiva 

adeguata (doc. A 86). 

B.e Nel rapporto del 25 luglio 2018, la consulente in integrazione profes-

sionale ha ritenuto che l’interessato non adempie i presupposti necessari 

per poter beneficiare di una riformazione professionale poiché, da un lato, 

egli può esercitare all’80% l’attività di muratore e, dall’altro, sul mercato del 

lavoro vi sono attività (operaio di linea, cameriere, addetto alla sicurezza, 

magazziniere) direttamente accessibili allo stesso e compatibili con il 

danno alla salute da questi subito, ritenuta pertanto la possibilità di un rein-

serimento nel mondo del lavoro tramite le proprie risorse (doc. A 97). 

B.f Il 30 ottobre 2018, l’Ufficio AI del Cantone B._______ ha determinato 

nel 58% (dal 1° luglio 2017; v. doc. A 101) e nel 6% (dal 1° settembre 2017; 

v. doc. A 101) il grado d’invalidità dell’assicurato in applicazione del metodo 

generale del confronto dei redditi (doc. A 99 ed A 100). 

B.g Con progetto di decisione del 31 ottobre 2018 (doc. A 101), l’Ufficio AI 

del Cantone B._______ ha, da un lato, comunicato all’interessato che, in 

virtù della perizia pluridisciplinare dell’aprile 2018, egli presenta, a causa 

del danno alla salute, un’incapacità al lavoro del 100% dal 6 luglio 2016, 

del 50% dal 4 agosto 2017 e del 20% dal 21 marzo 2018 nell’attività di 

muratore, mentre l’esercizio di un’attività sostitutiva adeguata è da consi-

derare esigibile al 50% dal 4 agosto 2017 ed al 100% dal 1° settembre 

2017, ciò che comporta un grado d’invalidità del 58% dal 1° luglio 2017 e 

del 6% dal 1° settembre 2017. Pertanto, sussisterebbe un diritto ad una 

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(mezza) rendita d’invalidità dal 1° luglio 2017. Sennonché, la (mezza) ren-

dita non avrebbe potuto essere versata, ritenuto che egli ha presentato una 

richiesta di rendita d’invalidità svizzera l’11 maggio 2017 e che nel mo-

mento in cui avrebbe potuto nascere, il 1° novembre 2017, il suo diritto ad 

una rendita d’invalidità, egli presentava un grado d’invalidità del 6%, che 

escludeva il riconoscimento del diritto ad una rendita d’invalidità svizzera. 

Dall’altro, e per quanto attiene all’adozione di provvedimenti professionali, 

detta autorità ha rilevato che il Servizio integrazione professionale dell’AI 

ha ritenuto siffatte misure inapplicabili dal momento che l’esercizio dell’at-

tività di muratore è esigibile nella misura dell’80% e che sul mercato del 

lavoro vi sono attività direttamente accessibili all’interessato, ritenuta per-

tanto la possibilità di un reinserimento nel mondo del lavoro tramite le pro-

prie risorse. 

B.h Con scritto del 30 novembre 2018 (doc. A 104), l’interessato ha chie-

sto, in via principale, di riconoscerlo invalido almeno nella misura del 20%. 

In via subordinata, ha postulato il riconoscimento del diritto ad una riforma-

zione professionale, quale tecnico di cantiere. Si è doluto di un’errata valu-

tazione del suo stato di salute nonché della sua capacità lavorativa residua. 

Ha contestato il calcolo per la determinazione del grado d’invalidità. 

B.i Con complemento peritale del 20 dicembre 2018 (fondato su una presa 

di posizione reumatologica, una presa di posizione chirurgica ed una presa 

di posizione psichiatrica; doc. A 108), i medici SAM hanno ritenuto che non 

si giustificava una modifica della valutazione clinico-lavorativa dell’interes-

sato. 

B.j Con annotazione dell’8 gennaio 2019 (doc. A 109), il dott. H._______ 

ha confermato, in virtù del menzionato complemento peritale, la sua pre-

cedente presa di posizione (v. anche l’annotazione del 15 febbraio 2019 

[doc. A 114]). 

B.k Nell’annotazione del 4 febbraio 2019 (doc. A 111), la consulente in in-

tegrazione professionale ha ritenuto che l’interessato ha invero diritto ad 

un sostegno nella ricerca di un posto di lavoro appropriato (aiuto al collo-

camento). 

B.l Con decisione del 27 marzo 2019, l’Ufficio dell’assicurazione per l’inva-

lidità per gli assicurati residenti all’estero (UAIE) ha respinto la domanda di 

rendita d’invalidità svizzera. Per quanto attiene all’adozione di provvedi-

menti d’integrazione professionale, ha escluso l’applicazione di siffatte mi-

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sure, i requisiti per il loro ottenimento non essendo adempiti, fermo re-

stando la possibilità di un reinserimento nel mondo del lavoro tramite la 

normale via del collocamento (doc. A 120). 

C.  

C.a Il 10 maggio 2019, l’interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale contro la decisione dell’UAIE del 27 marzo 

2019 in materia di riformazione professionale. Ha chiesto, in via principale, 

di riformare la decisione impugnata nel senso che, con un grado d’invalidità 

del 20%, gli è riconosciuto il diritto ad una riqualifica professionale come 

tecnico di cantiere presso la ditta I._______. In via subordinata, il ricorrente 

ha postulato il rinvio degli atti all’autorità inferiore affinché provveda a sa-

nare la commessa violazione (del suo diritto di essere sentito), a comple-

tare l’istruttoria ed a pronunciare una nuova decisione (in materia di rifor-

mazione professionale). L’insorgente si è doluto, da un lato, di una viola-

zione del suo diritto di essere sentito, dal momento che il SMR dell’Ufficio 

AI non ha dato riscontro alle domande che egli, per il tramite del proprio 

legale, ha posto con riferimento alla perizia pluridisciplinare. Tale vizio deve 

ritenersi grave e non può essere sanato in sede ricorsuale. Dall’altro lato, 

ha fatto valere che l’accertamento pluridisciplinare non risponde dal profilo 

psichiatrico ai presupposti della più recente giurisprudenza del Tribunale 

federale (richiamate in particolare le DTF 143 V 418 e 409 nonché la DTF 

141 V 281), è carente da quello internistico e non condivisibile da quello 

reumatologico. Ne consegue l’erroneità della valutazione peritale pluridi-

sciplinare in merito alle sue condizioni di salute, non potendo egli più svol-

gere l’attività di muratore, mentre in un’attività sostitutiva adeguata egli pre-

senta un’incapacità al lavoro del 20%, ciò che comporta un grado d’invali-

dità perlomeno del 20%. Tale grado d’incapacità al guadagno conferisce 

un diritto alla richiesta misura di riqualifica professionale (doc. TAF 1). 

C.b Il 31 maggio 2019, l’insorgente ha versato l’anticipo a copertura delle 

presumibili spese processuali (doc. TAF 2 a 5). Il 26 giugno 2019, ha esibito 

un certificato medico del 25 giugno 2019 (doc. TAF 7). 

C.c Con risposta al ricorso del 31 luglio 2019 (doc. TAF 10), l’UAIE ha pro-

posto la reiezione del ricorso e la conferma della decisione impugnata. Ha 

rinviato al preavviso dell’Ufficio AI del Cantone B._______ del 25 luglio 

2019, secondo il quale, in virtù dei rapporti del 25 maggio 2018 ed 8 gen-

naio 2019 del medico SMR, il quale, a sua volta, si è fondato sulla perizia 

pluridisciplinare del SAM del 26 aprile 2018 e relativo complemento del 20 

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dicembre 2018 – perizia che peraltro comprende una valutazione in reu-

matologia, chirurgia e psichiatria ed è conforme ai criteri di una perizia neu-

trale specialistica – il ricorrente è abile al lavoro all’80% (normale tempo di 

lavoro con diminuzione del rendimento del 20%) nell’attività di muratore ed 

al 100% in attività confacenti allo stato di salute, ciò che comporta un grado 

d’invalidità del 6%. Per quanto attiene all’adozione di provvedimenti d’inte-

grazione professionale, l’Ufficio AI ha sottolineato che sul mercato del la-

voro vi sono attività direttamente accessibili all’insorgente, con mansioni 

semplici e ripetitive, compatibili con il danno alla salute da questi subito e 

che non richiedono una preparazione professionale specifica, ritenuta per-

tanto la possibilità di un reinserimento nel mondo del lavoro tramite la nor-

male via del collocamento (è in particolare fatto riferimento al rapporto del 

luglio 2018 della consulente in integrazione professionale [doc. A 97]). 

C.d Nella replica del 28 agosto 2019, l’insorgente si è doluto di una valuta-

zione scorretta, nella perizia pluridisciplinare del SAM del 26 aprile 2018, 

del suo stato di salute e della sua capacità lavorativa residua. L’insorgente 

contesta altresì che possa essere negata la sua attitudine ad una riforma-

zione professionale ove solo si pensi che l’esercizio dell’attività di muratore 

non è, a suo parere, più esigibile e che egli presenta un grado d’invalidità 

perlomeno del 20% anche in qualsiasi altra attività tale da conferirgli un 

diritto all’adozione di un provvedimento professionale (doc. TAF 13). 

C.e Nella duplica del 4 ottobre 2019, l’UAIE ha nuovamente proposto la 

reiezione del ricorso e rinviato alla presa di posizione dell’Ufficio AI del Can-

tone B._______ del 30 settembre 2019. Detto Ufficio ha confermato la va-

lutazione clinico-lavorativa del ricorrente nonché la possibilità di un reinse-

rimento nel mondo del lavoro tramite la normale via del collocamento e le 

proprie risorse (doc. TAF 15). 

C.f In una presa di posizione del 18 ottobre 2019, il ricorrente si è riconfer-

mato nelle argomentazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso del 10 maggio 

2019 ed alla replica del 28 agosto 2019 (doc. TAF 18). 

C.g Con osservazioni dell’11 novembre 2019, l’UAIE, dopo aver indicato 

che l’Ufficio AI del Cantone B._______ segnala di “non avere ulteriori os-

servazioni da presentare”, ha nuovamente proposto la reiezione del ricorso 

(doc. TAF 20), scritto di osservazioni che è poi stato trasmesso al ricorrente 

con provvedimento del 13 novembre 2019 (doc. TAF 21). 

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C.h Con scritto del 10 gennaio 2020, l’insorgente ha prodotto la perizia del 

26 novembre 2019 del dott. J._______, specialista in psichiatria e psicote-

rapia (medico incaricato dall’assicurazione C._______; doc. TAF 22), 

scritto e perizia medica che sono poi stati trasmessi all’UAIE con provvedi-

mento del 23 gennaio 2020, con facoltà di inoltrare delle osservazioni, en-

tro il 24 febbraio 2020 (doc. TAF 23). L’autorità inferiore non ha fatto uso 

della facoltà accordatale. 

C.i Con scritto del 23 novembre 2020, il ricorrente ha sollecitato l’evasione 

del ricorso in esame (doc. TAF 24). 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-

gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l'am-

missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 

e relativi riferimenti). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione 

con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione 

per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE). 

1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA 

(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-

plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che 

la LAI non deroghi alla LPGA. 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-

mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla 

legge (art. 52 PA). Esso è pertanto ammissibile. 

 

 

 

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2.  

2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea, 

risiede in Italia e sussiste un nesso transfrontaliero (DTF 143 V 81, in par-

ticolare consid. 8.1), per cui è applicabile, di principio, l’ALC (RS 

0.142.112.681). 

2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione 

1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua 

nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-

cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-

ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese 

eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed 

assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione 

europea (art. 1 ch. 2). 

2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-

lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE) 

n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 

(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-

lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del 

Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831) 

relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-

dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno 

della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72 

del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 

4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 

1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli 

Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-

lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure 

quando si tratta di casi verificatisi in passato. 

2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-

riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-

ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-

rere dal 1° gennaio 2015 (sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 2016 

consid. 4.2 e relativi riferimenti). 

2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-

samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle 

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medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-

zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale 

Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-

gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-

dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-

validità svizzera nonché dei presupposti per il riconoscimento di provvedi-

menti d’integrazione professionale (il cui esame deve essere effettuato in 

via prioritaria rispetto a quello per la concessione di una rendita [DTF 126 

V 241 consid. 5]), sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253 

consid. 2.4). 

3.  

3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-

mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-

ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 

4.3; 130 V 445 consid. 1.2 con rinvii; 129 V 1 consid. 1.2). Se è intervenuto 

un cambiamento delle norme legislative nel corso del periodo sottoposto 

ad esame giudiziario, il diritto eventuale alle prestazioni si determina se-

condo le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a 

partire dalla loro entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 

V 445).  

3.2 Il ricorrente, come già menzionato, ha presentato la domanda di pre-

stazioni AI il 9 maggio 2017. Benché il ricorrente neppure abbia censurato 

la decisione impugnata per quanto attiene alla mancata concessione di una 

rendita AI svizzera (il diritto ad una rendita non essendo pertanto oggetto 

litigioso in questa sede), giova per sovrabbondanza rilevare che l'art. 29 

LAI prevede altresì che il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei 

mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni 

conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA (riservate altresì le condizioni 

dell'art. 28 cpv. 1 LAI [cfr. consid. 5.4 del presente giudizio]). Una rendita 

AI avrebbe dunque potuto sorgere al più presto al 1° novembre 2017, ma 

in quel momento sarebbero state proponibili al ricorrente attività sostitutive 

adeguate tali da escludere un grado d’invalidità di almeno il 40% (cfr. deci-

sione impugnata rimasta appunto incontestata su questo punto [cfr. co-

munque sul grado d’invalidità del ricorrente anche i considerandi del pre-

sente giudizio]). 

3.3 Giova inoltre rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-

mitato dalla data della decisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni 

sociali esamina infatti la decisione impugnata sulla base della situazione di 

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fatto esistente al momento in cui essa è stata resa (DTF 136 V 24 consid. 

4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi 

possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situa-

zione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362 

consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all'og-

getto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giu-

dice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (DTF 118 V 200 

consid. 3a in fine; sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 

5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2). 

4.  

Può essere peraltro rilevato che il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI 

svizzera per più di 3 anni (v. doc. A 29) e, pertanto, adempie in ogni caso 

la condizione della durata minima di contribuzione. 

5.  

5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno 

totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può 

essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8 

LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). 

5.2 Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la perdita, 

totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equi-

librato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fi-

sica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato 

alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. In caso 

d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere prese in considera-

zione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività 

(art. 6 LPGA). 

5.3 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita 

se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per 

almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad 

una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. 

5.4 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se 

la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-

suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-

dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-

capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno 

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Pagina 11 

senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-

lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c). 

5.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di 

carattere economico-giuridico e non medico (sentenze del TF 

9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17 

gennaio 2011 consid. 3 con rinvii). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 

il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che 

l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esi-

gibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti 

d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equili-

brata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe 

potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo 

generale del raffronto dei redditi). 

5.6 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di princi-

pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 

o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente 

incapacità lavorativa. 

6.  

6.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-

tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi 

decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad 

un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio 

medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in 

merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa 

situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto 

delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a 

fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto 

medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua 

denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-

nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 125 V 351 consid. 3). 

6.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-

ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-

dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-

fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-

tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi 

siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V 

210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore 

C-2258/2019 

Pagina 12 

probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V 

254 consid. 3.3 e 3.4]). 

6.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha preci-

sato che esse contengono considerazioni specialistiche che possono con-

tribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non 

abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve 

valutare se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia 

giudiziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rile-

vare come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso 

dei medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del pro-

prio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli 

stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii). 

6.4 In ambito psichiatrico, la diagnosi deve essere espressa da uno spe-

cialista in psichiatria e fondata sui criteri posti da un sistema di classifica-

zione riconosciuto scientificamente (DTF 141 V 281 consid. 2.1; 130 V 396 

consid. 6.3; sentenza del TF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012 consid. 

3). In presenza di tutte le malattie psichiche (DTF 143 V 418 consid. 6 e 7), 

in particolare di disturbi da dolore somatoforme, di disturbi derivanti da af-

fezioni psicosomatiche assimilate a questi ultimi (DTF 140 V 8 consid. 

2.2.1.3) oppure di disturbi depressivi di grado da leggero a medio (DTF 143 

V 409), la capacità lavorativa esigibile di una persona che soffre di tali di-

sturbi deve essere valutata sulla base di una visione d’insieme, nell’ambito 

di una procedura d’accertamento dei fatti strutturata fondata su indicatori 

atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti e, dall’altro, le risorse della 

persona (DTF 141 V 281 consid. 2, 3.4-3.6 e 4.1 nonché 143 V 418 consid. 

6 segg.). Il Tribunale federale ha suddiviso gli indicatori per la valutazione 

della capacità lavorativa in due categorie (DTF 141 V 281 consid. 4.1.3), 

segnatamente categoria “gravità funzionale” (consid. 4.3) con i complessi 

“danno alla salute” (consid. 4.3.1; risultati e sintomi rilevanti per la diagnosi; 

successo od insuccesso del trattamento e della reintegrazione; comorbi-

dità), “personalità” (sviluppo e struttura della personalità, funzioni psichiche 

[consid. 4.3.2] e contesto sociale [consid. 4.3.3]) nonché categoria “coe-

renza” (aspetti del comportamento [consid. 4.4] in rapporto alla limitazione 

uniforme dei livelli di attività in tutti gli ambiti della vita paragonabili [consid. 

4.4.1] ed alla sofferenza dimostrata secondo l’anamnesi in vista di un trat-

tamento o di una reintegrazione [consid. 4.4.2]). Si può tuttavia rinunciare 

ad effettuare la valutazione della capacità al lavoro di una persona nell’am-

bito di una procedura d’accertamento dei fatti strutturata fondata su indica-

tori allorquando le limitazioni all’esercizio di un’attività risultano da un’esa-

gerazione dei sintomi, o costellazioni simili, ciò che esclude l’esistenza di 

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Pagina 13 

un danno alla salute suscettibile di cagionare un’invalidità (DTF 141 V 281 

consid. 2.2 nonché sentenze del TF 9C_534/2015 del 1° marzo 2016 con-

sid. 2.2.2 con rinvii e 8C_562/2014 del 29 settembre 2015 consid. 8.4). Va 

tuttavia rammentato che secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, 

va fatta una distinzione tra una tendenza all’esagerazione dei sintomi – con 

la conseguenza precedentemente indicata – e una semplice accentua-

zione dei sintomi, la quale, per contro, non consente di per sé di escludere 

il diritto ad una rendita (sentenza del TF 9C_899/2014 del 29 giugno 2015 

consid. 4.2.1 con rinvii). Ad una procedura d’accertamento dei fatti struttu-

rata fondata su indicatori può essere rinunciato anche allorquando è stata 

diagnosticata un’affezione (psichica) senza ripercussione sulla capacità la-

vorativa (DTF 143 V 409 consid. 4.5.3). 

6.5 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere 

la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli 

si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia 

precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri 

medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, 

come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale 

sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio 

2011 consid. 7.2 con rinvii). 

7.  

L’oggetto del litigio è limitato alla questione di sapere se il ricorrente ha il 

diritto di poter beneficiare della riformazione professionale, in concreto 

della riqualifica professionale come tecnico di cantiere presso la ditta 

I._______. Non è per contro stato contestato il respingimento della sua do-

manda di una rendita AI. 

8.  

Per quanto attiene all’oggetto litigioso, occorre preliminarmente esaminare 

la censura di violazione del diritto di essere sentito sollevata dal ricorrente 

con riferimento al fatto che il medico SMR non ha risposto alle domande 

formulate dal suo legale con scritto di osservazioni al progetto di decisione 

del 30 novembre 2018 (doc. A 104 pag. 411 ad pto 2.3). 

8.1 Secondo giurisprudenza, dal diritto di essere sentito, sancito dall’art. 

29 cpv. 2 Cost., deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato 

di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi con-

fronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedi-

mento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare 

C-2258/2019 

Pagina 14 

all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi in 

proposito (DTF 143 V 71 consid. 4.1 con rinvii). 

8.2 Dagli atti di causa non risulta che il medico SMR abbia invero risposto 

a tutte le domande postegli dall’avvocato del ricorrente (cfr. l’annotazione 

dell’8 gennaio 2019; doc. A 109). Sennonché, nella perizia pluridisciplinare 

del 26 aprile 2018 e relativo complemento del 20 dicembre 2018, i medici 

consulenti in medicina interna, reumatologia, chirurgia, psichiatria e psico-

terapia si sono pronunciati in merito alle osservazioni/domande formulate 

dall’insorgente concernenti la valutazione delle sue condizioni di salute e 

della sua capacità lavorativa nonché la prognosi delle sue affezioni. Rin-

viando nella sostanza – dopo esame della fattispecie – alla perizia pluridi-

sciplinare, il medico SMR ha svolto il suo lavoro di controllo della stessa. 

Non vi è necessità che prenda nuovamente posizione su tutte le questioni 

già affrontate nella perizia pluridisciplinare e nel successivo complemento 

alla perizia medesima, complemento richiesto in virtù delle allegazioni del 

ricorrente, più precisamente del suo legale. Non vi è pertanto ragione di 

ritenere che i periti ed il medico SMR abbiano commesso errori procedurali 

rispettivamente non esaminato convenientemente, da un profilo formale 

(del merito si dirà nel seguito del presente giudizio), le allegazioni e la per-

tinente documentazione del ricorrente. Basti ancora rilevare che dal diritto 

di essere sentito non discende peraltro alcun obbligo per l’autorità, o un 

perito, di necessariamente prendere posizione su tutti gli aspetti/punti di 

vista sollevati dal ricorrente. È sufficiente che si esprima sui punti rilevanti 

per l’esito della lite (cfr. sentenza del TF 8C_464/2019 del 28 novembre 

2019 consid. 2, segnatamente 2.2. e 2.3 con rinvii), ciò che nel caso con-

creto è stato fatto. La censura di violazione del diritto di essere sentito, 

infondata, va pertanto respinta. 

9.  

Occorre poi esaminare, da un lato, se l’istruttoria di causa effettuata dall’au-

torità inferiore possa ritenersi sufficiente per potere statuire, dal profilo me-

dico, quanto allo stato di salute e alla residua capacità lavorativa del ricor-

rente, e, dall’altro, il diritto dell’insorgente stesso a poter beneficiare di una 

riformazione professionale, segnatamente della citata riqualifica professio-

nale come tecnico di cantiere (presso la ditta I._______). 

9.1 Questo Tribunale rileva che, a suo tempo, nel giugno e nell’ottobre 

2017, il ricorrente è stato sottoposto ad una valutazione reumatologica e 

ad una valutazione psichica. 

C-2258/2019 

Pagina 15 

9.1.1 Nei rapporti del 30 giugno ed 11 ottobre 2017, il dott. G._______, 

specialista in medicina interna e reumatologia, medico incaricato dalla 

cassa malati D._______ (doc. C 4 e C 14), aveva posto la diagnosi di sin-

drome somatoforme, sindrome lombovertebrale cronica con lievi altera-

zioni degenerative e moderata insufficienza muscolare, stato dopo emipe-

ritoneo su lesione e lacerazione del tenue post-trauma addominale da 

schiacciamento e minima gonalgia sinistra. Secondo il medico, dal profilo 

reumatologico, il ricorrente avrebbe potuto riprendere a lavorare come mu-

ratore al 50% da metà luglio 2017, magari con un primo periodo (di lavoro) 

al 25% per favorire la reintegrazione, “con poi eventualmente, a seconda 

dell’evoluzione, ulteriore aumento, questo a dipendenza di come (il mede-

simo avrebbe reagito) alle sollecitazioni lavorative”. 

9.1.2 Nel rapporto del 16 giugno 2017, il dott. F._______, specialista in psi-

chiatria e psicoterapia, medico incaricato dalla cassa malati D._______ 

(doc. C 2), aveva diagnosticato una reazione ansioso-depressiva su disa-

dattamento (ICD 10 F 43.22). Il medico aveva ritenuto che, dal profilo psi-

chico, si giustificava un’incapacità lavorativa del 50% con possibilità di re-

cuperare una completa capacità lavorativa nei due mesi successivi. 

9.2  

9.2.1 Dal profilo reumatologico, nei rapporti del 21 marzo e 14 dicembre 

2018 (doc. A 83 pag. 321 ed A 108 pag. 431), alla base della perizia pluri-

disciplinare del 26 aprile 2018 e relativo complemento del 20 dicembre 

2018, il dott. K._______, specialista in reumatologia e medicina interna, ha 

indicato che il ricorrente, dopo l’infortunio sul lavoro, ha iniziato a soffrire di 

dolori lombari. L’esame di risonanza magnetica evidenzia una discopatia 

L5-S1 con una piccola ernia discale mediale senza neurocompressione. 

Secondo il perito, il lungo allettamento, la perdita della muscolatura e fattori 

psicologici hanno contribuito allo sviluppo di una sindrome da dolore cro-

nico con fulcro a livello lombare. Il ricorrente presenta, a suo parere, un’am-

plificazione di sintomi di grado elevato. Sempre secondo il reumatologo, 

l’assicurato può ancora svolgere a tempo pieno la professione di muratore, 

ma, conto tenuto della problematica alla colonna vertebrale, si giustifica 

una diminuzione del rendimento del 20%, diminuzione del rendimento mo-

tivata con una minore velocità di esecuzione, con la necessità di alcune 

pause supplementari o di ricorrere all’aiuto di terzi per lavori pesanti, iner-

gonomici, ripetitivi o dolorosi oppure di procastinare alcuni lavori, quando 

non fosse possibile delegarli. Il dott. K._______ ha pertanto ritenuto che il 

ricorrente è affetto da una sindrome lombospondilogena cronica. Quanto 

alla capacità lavorativa, per il periodo anteriore alla visita peritale, condivide 

C-2258/2019 

Pagina 16 

la valutazione del reumatologo dott. G._______, di cui ai rapporti del 30 

giugno ed 11 ottobre 2017 (doc. C 4 e C 14), valutazione da considerarsi, 

a suo parere, attendibile. Il dott. K._______ ha quindi concluso che, fermo 

restando una completa incapacità lavorativa dal 6 luglio 2016, l’insorgente 

è inabile al lavoro al 75% dal 1° luglio 2017, al 50% dal 16 luglio 2017 ed 

al 20% (normale tempo di lavoro con diminuzione del rendimento del 20%) 

dal 21 marzo 2018 nell’attività di muratore, mentre in un’attività sostitutiva 

adeguata (attività da leggera a medio-pesante), è abile al lavoro al 100% 

dal 1° luglio 2017. 

9.2.2 Dal profilo chirurgico, nei rapporti del 30 marzo e 13 dicembre 2018 

(doc. A 83 pag. 330 ed A 108 pag. 438), alla base della perizia pluridiscipli-

nare del 26 aprile 2018 e relativo complemento del 20 dicembre 2018, il 

dott. L._______, specialista in chirurgia, ha rilevato che il disturbo princi-

pale del ricorrente è rappresentato dai dolori lombari, mentre dal lato ad-

dominale, oggetto della sua valutazione peritale, l’insorgente è poco distur-

bato. Dal profilo diagnostico è stato indicato uno stato “dopo trauma addo-

minale di schiacciamento con doppio lesione dell’intestino tenue e lesione 

del colon discendente senza influsso sulla capacità lavorativa”. Il perito ha 

precisato di essersi basato per la sua valutazione sulla residua capacità 

lavorativa sul rapporto del 3 agosto 2017 del dott. M._______, chirurgo che 

aveva operato l’insorgente (a seguito dell’infortunio sul lavoro; doc. C 9 

[rapporto in cui è stato indicato che il paziente poteva riprendere la sua 

abituale attività di muratore “da subito 50% per un mese, quindi al 100%”]). 

Il perito ha dunque ritenuto che, fermo restando una completa inabilità al 

lavoro dal 6 luglio 2016 al 3 agosto 2017, il ricorrente è abile al lavoro al 

50% dall’agosto 2017 ed al 100% dal 1° settembre 2017 nell’attività di mu-

ratore ed in un’attività sostitutiva adeguata. 

9.2.3 Dal profilo psichico, nei rapporti del 14 aprile e 14 dicembre 2018 

(doc. A 83 pag. 334 ed A 108 pag. 439), alla base della perizia pluridiscipli-

nare del 26 aprile 2018 e relativo complemento del 20 dicembre 2018, il 

dott. N._______, specialista in psichiatria e psicoterapia, ha segnalato che 

il ricorrente lamenta ansia e timori per il futuro. Egli descrive con orgoglio 

le sue qualità professionali, intrattiene relazioni soddisfacenti in ambito fa-

migliare e con gli amici, ribadisce la sua intenzione di rientrare al lavoro in 

una mansione confacente alle sue limitazioni funzionali. Riferisce di non 

aver mai sentito la necessità (di una terapia psichiatrica), essendo il suo 

problema esclusivamente somatico. L’esame psichico evidenzia una mo-

desta irrequietezza psicomotoria, umore a tratti lievemente deflesso, mo-

derate quote ansiose. Secondo il perito, la sintomatologia ansioso-depres-

siva non mostra un’entità tale da configurare una diagnosi psichiatrica e 

C-2258/2019 

Pagina 17 

neppure da pregiudicare la capacità lavorativa. L’insorgente non appare, a 

parere del perito, esagerato nella descrizione dei sintomi psicologici. Sem-

pre secondo il perito psichiatra, è probabile che in seguito all’infortunio il 

ricorrente abbia sviluppato una sintomatologia ansioso-depressiva di tipo 

reattivo ed è verosimile che abbia avuto una compromissione parziale delle 

capacità lavorative, quantificabile nella misura del 50%, da settembre del 

2016 ad agosto del 2017, come risulta dal rapporto del 16 giugno 2017 del 

dott. F._______, psichiatra, che aveva diagnosticato una sindrome da di-

sadattamento, riconosciuto un’incapacità al lavoro del 50% e prognosticato 

il recupero di una completa capacità lavorativa in un periodo di due mesi. 

A tal proposito, secondo il perito, negli atti non sono rilevabili indicazioni 

contrarie alla prognosticata evoluzione favorevole della sintomatologia. In 

conclusione, il dott. N._______ non ha oggettivato alcuna patologia di na-

tura psichica. Ha ritenuto che l’insorgente è abile al lavoro al 100% da ago-

sto 2017 sia nell’attività di muratore sia in un’attività sostitutiva adeguata. 

9.2.4 Nella perizia pluridisciplinare del 26 aprile 2018 e relativo comple-

mento del 20 dicembre 2018 del SAM (fondata su un esame internistico e 

sui surriferiti consulti reumatologico, chirurgico e psichiatrico; doc. A 83 ed 

A 108), i periti hanno rilevato che il ricorrente ha subito, il 6 luglio 2016, una 

contusione alla schiena ed un trauma addominale con lacerazione di due 

segmenti dell’intestino tenue e lacerazione di un segmento del colon di-

scendente distale. Egli è stato sottoposto in particolare ad interventi di re-

sezione segmentaria di intestino tenue, resezione segmentaria del colon 

discendente distale, confezionamento di una stomia del colon discendente 

e ripristino poi della continuità intestinale tramite discendosigmoistomia. I 

periti hanno inoltre indicato che l’insorgente è disturbato da dolori addomi-

nali e da un alvo frequente con 3-4 scariche di feci poco formate, a volte 

liquide, al giorno. Lamenta inoltre disturbi dispeptici con sintomi di riflusso 

gastroesofageo persistenti. È pure confrontato con dolori lombari. Gli 

esami effettuati evidenziano la presenza di patologie degenerative a livello 

L5-S1. L’insorgente ha altresì presentato un disagio psicologico, per il 

quale ha beneficiato di una terapia fino a primavera del 2017. Il medesimo 

riferisce di avere, nel frattempo, ritrovato l’abituale benessere psichico, no-

nostante le preoccupazioni per il suo futuro professionale ed economico. 

Secondo i periti, sussiste una discrepanza fra i disturbi lamentati ed i reperti 

clinici e radiologici, soprattutto per le patologie a carico dell’apparato loco-

motore. Conto tenuto dell’insieme dei documenti a disposizione e delle ri-

sultanze delle visite specialistiche effettuate, i periti hanno posto la diagnosi 

con ripercussione sulla capacità lavorativa di sindrome lombospondilogena 

cronica su incipienti discopatie L5-S1 con piccola ernia discale. Senza ri-

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Pagina 18 

percussione sulla capacità lavorativa hanno poi valutato, la malattia da re-

flusso gastroesofageo, lo stato dopo laparotomia per trauma addominale 

con resezione di due segmenti dell’intestino tenue ed un segmento del co-

lon discendente con posa di colostomia protettiva, stato dopo chiusura 

della colostomia in estate 2016, stato dopo ricostruzione del legamento 

crociato anteriore del ginocchio sinistro nel 2008, e stato dopo frattura del 

metacarpo III della mano destra nel 2001 (curata conservativamente). 

Hanno ritenuto che il ricorrente presenta una capacità lavorativa dello 0% 

dal 6 luglio 2016, del 50% dal 4 agosto 2017 e dell’80% (normale tempo di 

lavoro con diminuzione del rendimento del 20% esclusivamente dovuta alla 

sindrome lombospondilogena) dal 21 marzo 2018 nell’attività di muratore 

ed una capacità lavorativa dello 0% dal 6 luglio 2016, del 50% dal 4 agosto 

2017 e del 100% dal 1° settembre 2017 in un’attività confacente allo stato 

di salute. 

9.3  

9.3.1 Questo Tribunale osserva che la succitata perizia pluridisciplinare 

dell’aprile 2018 (doc. A 83) – con relativi complementi del dicembre 2018 

(doc. 108) – si fonda su informazioni fornite dalla persona esaminata e dai 

medici curanti, sull’esame del quadro clinico e del comportamento del ri-

corrente, sulle risultanze della visita dell’insorgente nonché sulla documen-

tazione medica agli atti. Il rapporto di perizia comporta un’introduzione, 

l’anamnesi, informazioni tratte dall’incarto, indicazioni del peritando, la dia-

gnosi, la discussione nonché la risposta alle domande poste. Tale perizia 

può pertanto essere considerata un mezzo probatorio idoneo per la valu-

tazione dello stato di salute del ricorrente e dell’esigibilità dell’esercizio sia 

dell’attività di muratore sia di un’attività sostitutiva adeguata. Peraltro, le ivi 

ritenute diagnosi e incapacità lavorative sono state sottoposte al dott. 

H._______, medico SMR, il quale nel suo rapporto del 25 maggio 2018 

(doc. A 86) le ha confermate. Per i motivi che saranno indicati di seguito 

(consid. 9.3.3), non sussistono in effetti – sulla base della documentazione 

medica agli atti di causa, delle affezioni di cui soffre l’insorgente nonché 

delle particolari circostanze del caso di specie – elementi suscettibili di giu-

stificare una diversa valutazione dello stato di salute e della capacità lavo-

rativa dell’insorgente per il periodo intercorrente da luglio 2016 (data dell’in-

terruzione del lavoro a seguito di infortunio) ad aprile 2018 (data della re-

dazione della perizia pluridisciplinare) rispettivamente alla data della deci-

sione impugnata (in assenza di documentazione medica oggettiva che di-

mostri la fondatezza di una valutazione diversa della fattispecie rispettiva-

mente che fornisca perlomeno indizi seri e concreti per giustificare ulteriori 

accertamenti medici). 

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Pagina 19 

9.3.2 Certo, il ricorrente si è (in particolare) doluto di non essere stato sot-

toposto ad un consulto internistico, come richiesto nella lettera del 25 gen-

naio 2018 dell’Ufficio AI del Cantone B._______ (mediante la quale gli è 

stata comunicata la necessità di sottoporsi ad una perizia medica pluridi-

sciplinare che avrebbe previsto degli accertamenti in medicina interna, chi-

rurgia, psichiatria e psicoterapia nonché reumatologia; doc. A 74). Da parte 

sua, l’Ufficio AI ha sottolineato – senza che l’UAIE abbia espresso riserve 

al riguardo – che lo specialista in chirurgia ha debitamente valutato la pa-

tologia addominale, di modo che non si giustificava l’effettuazione di una 

perizia internistica. Ora, a prescindere dal fatto che l’Ufficio AI beneficia di 

un certo margine di apprezzamento riguardo alla scelta dei consulti medici 

che devono essere effettuati nell’ambito di una perizia pluridisciplinare 

(DTF 137 V 210 consid. 3.4.1.1; v. pure sentenza del TF I 906/05 del 23 

gennaio 2007 consid. 6), il dott. O._______, specialista in medicina interna, 

ha invero proceduto al colloquio per il rilevamento anamnestico (della du-

rata di due ore; cfr. punto 3 “anamnesi” della perizia [doc. A 83 pag. 287]) 

nonché sottoposto l’insorgente all’esame sullo stato di salute generale (cfr. 

punto 4.1 “status del perito SAM” della perizia [doc. A 83 pag. 295]). Per 

quel che concerne le patologie dell’apparato digerente (incontinenza, ri-

flusso gastroesofageo), il ricorrente è poi stato sottoposto a visita medica 

chirurgica, fermo restando che non è dato sapere per quale motivo l’insor-

gente ritenga che un chirurgo non sia in grado di valutare correttamente e 

con la necessaria competenza le affezioni (incontinenza e riflusso gastroe-

sofageo) di cui egli soffre dal profilo internistico. 

9.3.3 L’insorgente censura poi il fatto che la perizia pluridisciplinare del 26 

aprile 2018 del SAM (e relativo complemento del 20 dicembre 2018) non 

soddisfa i requisiti della DTF 141 V 281. È opportuno rilevare che il Tribu-

nale federale con la menzionata DTF 141 V 281 ha modificato la sua giuri-

sprudenza in materia di affezioni psicosomatiche – tra cui appare potersi 

contemplare anche la sindrome lombospondilogena cronica – ridefinendo 

a quali condizioni queste possano giustificare il diritto a una rendita d'inva-

lidità. In particolare nella valutazione della capacità lavorativa vi è l'abban-

dono della presunzione secondo cui i disturbi derivanti da sindrome soma-

toforme dolorosa (o altre affezioni psicosomatiche cui si riferisce tale giuri-

sprudenza) o i loro effetti possono essere superati con uno sforzo di vo-

lontà ragionevolmente esigibile. La prassi fondata sul modello regola/ecce-

zione è stata sostituita da uno schema di valutazione normativo strutturato 

del carattere invalidante delle affezioni di natura psicosomatica e psichica 

mediante un catalogo di indicatori standard (sul tema DTF 143 V 409 e 418 

rispettivamente DTF 141 V 281). Se, da un lato, tutte le malattie di tale 

C-2258/2019 

Pagina 20 

natura devono, in linea di principio, soggiacere alla nuova procedura pro-

batoria strutturata esposta nella citata giurisprudenza, dall'altro lato questo 

non vuol dire però che si debba negare immediatamente il valore probato-

rio a una perizia che non contiene un'analisi secondo i nuovi indicatori. Le 

conclusioni a cui sono giunti i periti secondo i parametri della precedente 

giurisprudenza non perdono di per sé il loro valore probatorio (sul tema, 

DTF 137 V 210 consid. 6). Si deve piuttosto esaminare nel contesto di un 

esame globale del singolo caso se le perizie amministrative e/o giudiziarie 

raccolte – se necessario mettendole in relazione con altri rapporti medici – 

permettono o meno un apprezzamento concludente del caso alla luce degli 

indicatori determinanti (cfr., fra le altre, la sentenza del TF 9C_808/2019 

del 18 agosto 2020 consid. 5.2 con riferimento alla DTF 141 V 281 consid. 

8). Spetta inoltre agli organi incaricati di applicare il diritto (l'amministra-

zione o un tribunale in caso di controversia) procedere all'apprezzamento 

definitivo della capacità lavorativa dell'assicurato (sentenza del TF 

9C_808/2019 del 18 agosto 2020 con rinvii, segnatamente alla DTF 140 V 

193 consid. 3.2). 

9.3.3.1 A prescindere dal fatto che a determinate condizioni neppure è ne-

cessario effettuare una procedura d’accertamento dei fatti strutturata fon-

data su indicatori, per esempio in caso di esagerazione dei sintomi o in 

assenza di una patologia psichica con incidenza sulla capacità lavorativa 

(cfr. considerando 6.4 del presente giudizio con rinvii), questo Tribunale 

rileva che la perizia psichiatrica del 14 aprile 2018 del dott. N._______ 

(doc. A 83 pag. 334) espone una chiara visione d’insieme della situazione 

del ricorrente. Il perito si è pronunciato sullo stato psichico dell’insorgente. 

Si è altresì espresso in merito alle risorse personali ed al mantenimento di 

un contesto familiare e sociale, il ricorrente intrattenendo relazioni soddi-

sfacenti in ambito famigliare e con gli amici ed essendo motivato ad intrat-

tenere qualsiasi sforzo pur di poter riprendere un lavoro. Il perito ha poi 

descritto le attività giornaliere dell’insorgente, il quale trascorre le sue gior-

nate in modo strutturato, senza alcun ritiro sociale. In altri termini, tutti gli 

elementi essenziali che permettevano di fare un’analisi degli indicatori 

erano comunque presenti. 

9.3.3.2 Inoltre, in virtù delle risultanze della menzionata perizia pluridisci-

plinare del 26 aprile 2018, che si fonda anche sulla perizia psichiatrica del 

dott. N._______ del 16 aprile 2018, del complemento alla perizia pluridisci-

plinare del 20 dicembre 2018 (basata anche su una presa di posizione spe-

cifica dello psichiatra dott. N._______ del 14 dicembre 2018) e della presa 

di posizione del medico SMR dell’8 gennaio 2019 non vi era, in materia di 

C-2258/2019 

Pagina 21 

assicurazione per l’invalidità, alcuna necessità d’effettuare un’ulteriore pe-

rizia psichiatrica (o superperizia che dir si voglia). Certo, il Tribunale canto-

nale delle assicurazioni nella causa in materia d’assicurazione infortuni ha 

invero annullato la decisione emanata dall’INSAI il 27 luglio 2018 e ordinato 

l’effettuazione di una perizia psichiatrica (sentenza del 4 marzo 2019 n. 

35.2018.76). Tuttavia, lo ha fatto poiché non riteneva di poter fondare il 

proprio giudizio circa la persistenza di un nesso di causalità naturale con 

l’evento infortunistico del 6 luglio 2018 successivamente al 1° maggio 2017 

sulla base di quanto ritenuto dal dott. F._______ (nel rapporto del 16 giugno 

2017) dato che su quel punto le sue considerazioni erano di natura pro-

spettica. Ora tale questione – che non è stata specificatamente affrontata 

neppure dal dott. N._______ nella perizia pluridisciplinare dell’aprile 2018 

ordinata dall’Ufficio AI – è irrilevante in materia di AI. Ben poteva pertanto 

l’autorità inferiore, da questo profilo, fondarsi sulla perizia psichiatrica, e 

suo complemento, del dott. N._______, senza necessità di ordinare un’ul-

teriore perizia psichiatrica. Peraltro, nella perizia psichiatrica del 26 novem-

bre 2019 ordinata in materia d’assicurazione infortuni (doc. TAF 22), il dott. 

J._______ (specialista in psichiatria e psicoterapia [medico incaricato 

dall’assicurazione C._______ consecutivamente alla citata sentenza di 

cassazione del Tribunale cantonale delle assicurazioni]) ha confermato la 

valutazione dello psichiatra dott. N._______ fatta in ambito AI. Il perito dott. 

J._______ ha in particolare rilevato, nella menzionata perizia psichiatrica 

del 26 novembre 2019, che non sussiste un quadro psicopatologico, in par-

ticolare alcun disturbo affettivo od altre comorbidità psichiatriche che pos-

sano limitare l’esercizio di un’attività lavorativa adatta. Non è altresì pre-

sente un disturbo somatoforme persistente od una cosiddetta nevrosi con-

versiva. I problemi legati allo stato di inattività e alle preoccupazioni per il 

futuro possono costituire un carico emozionale per l’insorgente, ma non 

sono sufficienti per fare insorgere un disturbo somatoforme persistente. 

Sarebbe da escludere la presenza di una tendenza al ritiro sociale. Non è 

neppure desumibile una perdita di integrazione sociale. Il perito ha poi ri-

ferito che il ricorrente ritiene di non avere alcun problema psichico. Non è 

mai stato seguito da uno psichiatra e non ha mai assunto psicofarmaci. 

L’unica sua preoccupazione riguarda il fatto che “non ha un lavoro”. Sa-

rebbe disposto a riprendere un’attività lavorativa in qualità di “tecnico di 

cantiere” oppure come “custode, venditore in un supermercato, benzinaio”. 

Mantiene dei buoni contatti con la famiglia. Vede regolarmente amici e co-

noscenti. Nel determinare le conseguenze sulla capacità di lavoro, il dott. 

J._______ ha poi proceduto alla descrizione delle limitazioni secondo lo 

schema MINI-ICF, in cui il grado di disabilità era nullo nel rispetto delle re-

gole, nella flessibilità, nella capacità di giudizio, nell’assertività, nel contatto 

con gli altri, nell’integrazione nel gruppo, nelle relazioni intime, nelle attività 

C-2258/2019 

Pagina 22 

spontanee, nella cura di sé e nella mobilità, lieve nell’organizzazione dei 

compiti, nelle competenze e nella persistenza. Quanto al periodo anteriore 

alla visita peritale, egli concorda, come già accennato, con la valutazione 

dello psichiatra dott. N._______, di cui al rapporto del 14 aprile 2018 (doc. 

A 83 pag. 334). Secondo il dott. J._______, appare probabile che in seguito 

all’infortunio, l’insorgente possa avere sviluppato una sintomatologia an-

sioso-depressiva di tipo reattivo con compromissione parziale della capa-

cità lavorativa nella misura del 50% fino ad agosto 2017. Dal 1° settembre 

2017, il ricorrente può essere considerato abile in misura completa. Ciò 

premesso, il dott. J._______ ha confermato, in sostanza, sulla base dei 

dettami della giurisprudenza del Tribunale federale di cui alla sentenza DTF 

141 V 281 concernente l’esame del diritto a una rendita d’invalidità in pre-

senza di disturbo somatoforme, le conclusioni del rapporto del 14 aprile 

2018 dello psichiatra dott. N._______, alla base della perizia pluridiscipli-

nare del 26 aprile 2018 del SAM. 

9.3.4 Il ricorrente ha altresì fatto valere in sede di ricorso che le patologie 

di cui soffre non gli consentono di svolgere l’attività di muratore e compor-

tano un’incapacità al lavoro del 20% in un’attività sostitutiva adeguata (doc. 

TAF 1). Sennonché, agli atti di causa non figura alcun documento medico 

di data anteriore alla decisione impugnata, ma posteriore alla perizia me-

dica del SAM dell’aprile 2018, che concluda sulla base di esami oggettivi 

ad un’incapacità lavorativa del 100% nell’attività di muratore e del 20% in 

un’attività confacente al suo stato di salute. Per quanto attiene segnata-

mente al certificato medico del 25 giugno 2019 del dott. P._______ (doc. 

TAF 7), lo stesso espone i disturbi reumatologico-ortopedici noti e prece-

dentemente diagnosticati, riferisce di una terapia farmacologica e non con-

clude ad una specifica incapacità lavorativa. 

9.3.5 Il ricorrente si è anche doluto del fatto che né dalla perizia pluridisci-

plinare né dal suo complemento né da altro documento probante sarebbe 

desumibile un miglioramento del suo stato di salute che possa giustificare 

le conclusioni della perizia pluridisciplinare del SAM. A torto. Basti qui rile-

vare, a titolo esemplificativo, che lo psichiatra dott. N._______ ha indicato 

che sul piano prettamente psicologico l’insorgente ha sviluppato (a seguito 

dell’infortunio del 2016) una sintomatologia ansioso depressiva che si è 

risolta nel corso dell’estate 2017 (v. doc. A 83 pag. 334). Trattasi a non 

averne dubbio di un miglioramento dello stato di salute del ricorrente che 

già giustifica di per sé nella perizia pluridisciplinare una valutazione libera 

della residua capacità lavorativa, segnatamente in un’attività sostitutiva 

adeguata (quantificata nel 100% dal 1° settembre 2017). Per sovrabbon-

C-2258/2019 

Pagina 23 

danza, e per quanto attiene alla residua capacità lavorativa nella sua pre-

cedente attività di muratore – in particolare quella del 100% con riduzione 

del rendimento del 20%, a decorrere dal 21 marzo 2018 – si può rinviare, 

da un lato e dal profilo internistico, segnatamente alle valutazioni del dott. 

M._______ del 3 agosto 2017 e del dott. L._______ (che ha partecipato 

alla perizia pluridisciplinare del SAM) dell’aprile e dicembre 2018 (doc. C 9 

e doc. A 83 pag. 330), secondo cui da tale profilo era possibile una ripresa 

del 50% dal 3 agosto 2017 e del 100% a distanza di un mese. Dall’altro 

lato, e dal profilo reumatologico, il perito dott. K._______ – che fonda il 

proprio giudizio per il periodo precedente alla sua perizia dell’aprile 2018 

sulle valutazioni (del 30 giugno e 11 ottobre 2017) del reumatologo dott. 

G._______ in materia d’assicurazione infortuni (doc. C 4 e C 14) – ha rile-

vato in particolare, sempre per quanto attiene all’attività di muratore, una 

capacità lavorativa del 50% dal 4 agosto 2017 al 30 marzo 2018 e dell’80% 

(normale tempo di lavoro, ma riduzione del rendimento del 20%) dal 21 

marzo 2018 (data del suo rapporto peritale) in poi (dal profilo reumatolo-

gico, per un’attività sostitutiva adeguata, ha considerato il ricorrente abile 

al 100% dal 1° luglio 2017). Va rammentato che già il dott. G._______, nel 

suo rapporto dell’11 ottobre 2017, aveva pronosticato un possibile aumento 

della capacità lavorativa nel tempo, residua capacità lavorativa che il dott. 

K._______ ha poi determinato, nella sua perizia del 21 marzo 2018 (conto 

tenuto di una situazione medica ormai stabilizzata) e complemento peritale 

del 14 dicembre 2018 (doc. A 83 pag. 321 ed A 108 pag. 439), nell’80% 

nella sua precedente professione di muratore (normale tempo di lavoro con 

diminuzione del rendimento del 20%) conto tenuto dell’insieme delle circo-

stanze del caso di specie. Il ricorrente non ha altresì presentato neppure 

dal profilo reumatologico documenti medici oggettivi, tantomeno con con-

clusioni convincenti dal profilo della residua capacità lavorativa, che pos-

sano suscitare concreti dubbi in merito alla valutazione del perito reumato-

logo dott. K._______ e dunque implicare ulteriori approfondimenti specia-

listici. 

9.3.6 In conclusione, sulla scorta in particolare delle risultanze della perizia 

pluridisciplinare dell’aprile 2018, del relativo complemento del dicembre 

2018, delle valutazione del medico SMR dell’8 gennaio e 15 febbraio 2019, 

nonché delle considerazioni che precedono, questo Tribunale ritiene che 

risulta giustificato confermare quanto ritenuto dall’autorità inferiore, ossia 

che lo stato di salute del ricorrente ha impedito al medesimo di svolgere 

sia la sua precedente attività di muratore sia un’attività sostitutiva adeguata 

dal 6 luglio 2016 al 3 agosto 2017. L’esercizio dell’attività di muratore sa-

rebbe poi stato proponibile al 50% dal 4 agosto 2017 ed all’80% (normale 

tempo di lavoro con diminuzione del rendimento del 20%) dal 21 marzo 

C-2258/2019 

Pagina 24 

2018. All’insorgente sarebbero altresì state proponibili attività confacenti al 

suo stato di salute nella misura del 50% dal 4 agosto 2017 e del 100% dal 

1° settembre 2017. 

10.  

Occorre quindi determinare se l’assicurato ha diritto alla richiesta riforma-

zione professionale ai sensi dell’art. 17 LAI. 

10.1  

10.1.1 Giusta l’art. 8 cpv. 1 LAI, gli assicurati invalidi o minacciati da un’in-

validità hanno diritto ai provvedimenti d’integrazione per quanto essi siano 

necessari e idonei per ripristinare, conservare o migliorare la loro capacità 

al guadagno o la loro capacità di svolgere le mansioni consuete, e le con-

dizioni per il diritto ai diversi provvedimenti siano adempiute. Il diritto ai 

provvedimenti d’integrazione non dipende dall’esercizio di un’attività lucra-

tiva prima dell’invalidità. Per determinare questi provvedimenti occorre te-

nere conto della durata probabile della vita professionale rimanente (art. 8 

cpv. 1bis LAI). I provvedimenti d’integrazione sono, segnatamente, i prov-

vedimenti di reinserimento per preparare all’integrazione professionale e i 

provvedimenti professionali (orientamento, prima formazione professio-

nale, riformazione professionale, collocamento, aiuto in capitale; art. 8 cpv. 

3 lett. abis e lett. b LAI). Il diritto ai provvedimenti professionali nasce al più 

presto al momento in cui l’assicurato rivendica il diritto alle prestazioni con-

formemente all’articolo 29 cpv. 1 LPGA (art. 10 cpv. 1 LAI). 

10.1.2 L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa 

se la sua invalidità esige una riconversione professionale e grazie ad essa 

la sua capacità al guadagno può essere presumibilmente conservata o mi-

gliorata (art. 17 cpv. 1 LAI). La nuova formazione nella professione eserci-

tata anteriormente è parificata alla formazione in una nuova attività lucra-

tiva (art. 17 cpv. 2 LAI). Va peraltro rammentato che la soglia minima di 

diminuzione di capacità di guadagno conferente un diritto alla riformazione 

professionale (art. 17 LAI) è del 20% (DTF 139 V 399 consid. 5.3). Ciò 

significa che invalido ai sensi della medesima norma è l’assicurato che a 

causa del tipo e della gravità del danno alla salute lamentato subisce, 

senza una riformazione professionale, una perdita di guadagno di tale en-

tità (DTF 124 V 108 consid. 2b). La perdita di guadagno è determinata se-

condo i medesimi principi applicati per la determinazione del grado d’inva-

lidità nel caso di una domanda di rendita (sentenza del TAF C-1766/2015 

del 4 febbraio 2019 consid. 5.1.3 con rinvio). 

C-2258/2019 

Pagina 25 

10.1.3 Fanno parte dei provvedimenti professionali necessari e idonei tutte 

le misure direttamente necessarie all’integrazione nella vita professionale. 

La loro estensione non è definibile in maniera astratta; occorre piuttosto 

tenere conto delle circostanze concrete del singolo caso, e in particolare 

delle capacità soggettive e oggettive d’integrazione, che variano da per-

sona a persona (stato di salute, capacità di rendimento, idoneità all’istru-

zione, motivazione). Di principio, la persona assicurata ha diritto unica-

mente ai provvedimenti idonei e necessari al raggiungimento del singolo 

scopo integrativo prefisso, ma non ai migliori provvedimenti nel caso di 

specie. Questo perché l’integrazione deve essere garantita solo nella mi-

sura necessaria, ma anche sufficiente (DTF 139 V 399 consid. 5.5; sen-

tenza del TAF C-1766/2015 consid. 5.1.3). 

10.1.4 Il diritto ai provvedimenti d’integrazione dell’assicurazione invalidità 

presuppone che gli stessi siano appropriati allo scopo d’integrazione per-

seguito dall’assicurazione invalidità rispettivamente che siano obiettiva-

mente, per quanto attiene al provvedimento da adottare, e soggettiva-

mente, in rapporto alla persona assicurata, necessari. In effetti, i provvedi-

menti d’integrazione sono efficaci se la persona alla quale sono destinati è 

suscettibile di trarne, almeno parzialmente, beneficio per quanto attiene 

all’integrazione. Pertanto, se l’attitudine soggettiva alla (re)integrazione 

dell’assicurato fa difetto, l’amministrazione può rifiutare di mettere in atto 

dei provvedimenti di (re)integrazione o porvi fine. Come già accennato, 

l’assicurato non ha diritto che alle misure necessarie per realizzare lo 

scopo di (re)integrazione, ma non alle misure migliori possibili nel suo caso 

(sentenza del TAF C-6337/2013 del 16 luglio 2015 consid. 5.2 con rinvio 

[in particolare DTF 124 V 108 consid. 2a]). 

10.1.5 La necessità di una riformazione non è pertanto data allorquando – 

in un mercato del lavoro cosiddetto equilibrato – sussiste un ventaglio suf-

ficiente di attività, rispettose dei limiti funzionali dell’assicurato, ragionevol-

mente esigibili, conto tenuto della formazione e dell’esperienza professio-

nale dell’assicurato medesimo, suscettibili di assicurargli, in media, possi-

bilità di guadagno non inferiori a quella dell’ultima attività esercitata (sen-

tenza del TAF 9C_511/2015 del 15 ottobre 2015 consid. 3 con rinvii). In altri 

termini, la riformazione professionale non è necessaria in particolare allor-

quando l’assicurato è sufficientemente riadattato, ossia che gli è possibile 

d’esercitare un’altra attività compatibile con le sue attitudini, senza forma-

zione supplementare (DTF 130 V 488 consid. 4.2; sentenza del TAF 

1766/2015 consid. 5.1.3 con rinvii). 

 

C-2258/2019 

Pagina 26 

10.2  

10.2.1 Nella propria decisione del 27 marzo 2019 (doc. A 120), l’UAIE ha 

stabilito che non sono adempiti i presupposti per l’adozione di provvedi-

menti d’integrazione professionale, “non essendo presente un’incapacità 

al guadagno del 20% e non ritenendo che nel prossimo futuro il danno alla 

salute possa causare un’incapacità al guadagno superiore”. Nella motiva-

zione della decisione, l’autorità inferiore ha in particolare indicato che, se-

condo la valutazione effettuata dal Servizio integrazione professionale 

dell’AI, “dal 21.03.2018, l’assicurato presenta ancora un’abilità residua 

dell’80% (intesa come riduzione del rendimento), può quindi ricercare sul 

mercato ufficiale del lavoro la propria attività abituale con contratto all’80% 

e presenza giornaliera al 100% (…) può inoltre ricercare attività semplici e 

ripetitive per le quali è abile nella misura del 100% (operaio di linea, came-

riere, addetto alla sicurezza, magazziniere, …) in considerazione di quanto 

indicato (attività abituale esigibile all’80%, molteplici attività adeguate per 

cui l’assicurato si può candidare), non si ritiene necessaria l’applicazione 

di provvedimenti professionali che non sarebbero provvedimenti semplici e 

economici”. Dalla motivazione della menzionata decisione risulta poi che 

“previa espressa richiesta scritta, (il Servizio integrazione professionale 

dell’AI) resta a disposizione per accordare un aiuto al collocamento. 

10.2.2 Nel gravame (doc. TAF 1 pag. 25 ad pto 2 e pag. 34 ad pto 8), il 

ricorrente indica che “proprio per considerare i suoi limiti e per permettergli 

di poter ancora mettere a frutto le sue capacità lavorative, una riqualifica 

professionale come tecnico di cantiere, potrebbe certamente entrare in li-

nea di conto”, fermo restando che l’esercizio dell’attività di muratore non è 

più esigibile e che nell’ambito di un’attività sostitutiva adeguata egli pre-

senta un grado d’invalidità perlomeno del 20%, tale da conferirgli un diritto 

a misure di riformazione professionale. 

10.2.3  

10.2.3.1 Con riguardo ai provvedimenti d’integrazione, questo Tribunale 

osserva preliminarmente che secondo un principio generale del diritto delle 

assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l’obbligo di ridurre il danno conse-

guente alla sua invalidità (DTF 130 V 97 consid. 3.2 e relativi riferimenti). 

In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve pertanto intraprendere di moto pro-

prio tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare nel modo mi-

gliore possibile alle conseguenze della sua invalidità, segnatamente met-

tendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario anche in 

una nuova professione (DTF 138 V 457 consid. 3.2; sentenza del TF 

C-2258/2019 

Pagina 27 

9C_49/2015 del 28 ottobre 2015 consid. 4.2). La reintegrazione professio-

nale di moto proprio è un aspetto dell’obbligo di diminuzione del danno che 

incombe all’assicurato e prevale sia sul diritto ad una rendita che sul diritto 

a provvedimenti d’integrazione professionale (sentenza del TF 

9C_244/2020 del 5 gennaio 2021 consid. 4.3.2 con rinvii). 

10.2.3.2 Ciò premesso, questo Tribunale rileva che l’autorità inferiore ha 

respinto la richiesta riformazione professionale del ricorrente in virtù del 

fatto che lo stesso, da un lato, non presenta un’incapacità al guadagno del 

20% (né vi sarebbe motivo di ritenere che nel prossimo futuro il danno alla 

salute possa causare un’incapacità al guadagno superiore) e, dall’altro 

lato, perché secondo le indicazioni fornite dal servizio competente può ri-

cercare di moto proprio, con eventuale aiuto al collocamento, idonee atti-

vità sostitutive semplici e ripetitive per le quali è abile al 100% e che non 

richiedono necessariamente l’applicazione di misure di riformazione/riqua-

lifica professionale. 

10.2.3.3 Occorre pertanto dapprima esaminare la conformità del tasso d’in-

validità calcolato dall’autorità inferiore. Ritenuto che a far tempo dal 1° set-

tembre 2017, l’insorgente è abile al 100% in un’attività confacente al suo 

stato di salute, questo Tribunale osserva, con riferimento al calcolo effet-

tuato dall’autorità inferiore per la determinazione del grado d’invalidità (doc. 

A 99), che occorre fare riferimento piuttosto ai dati del 2017 che a quelli del 

2016, fermo restando che da questo profilo nulla cambia nella sostanza 

per quanto attiene all’esito della lite. 

10.2.3.3.1 Per quanto attiene al reddito da valido, si sarebbe dovuto tenere 

conto di un reddito annuale di fr. 72'087.25, conseguibile come muratore 

nel 2017 (salario annuo di fr. 71'350.- conseguito nel 2015 [secondo le in-

dicazioni del datore di lavoro; doc. A 29 pag. 94] indicizzato al 2017 [l'indice 

dei salari nominali per la categoria degli uomini è passato da 2226 nel 2015 

a 2249 nel 2017; cfr. statistiche pubblicate dall'Ufficio federale di statistica]). 

10.2.3.3.2 Per quel che concerne il reddito da invalido, va fatto riferimento 

al reddito annuale ottenibile in attività semplici e ripetitive nel 2017 di 

fr.  67'070.15 (tenuto conto di un salario medio mensile nel 2016 di fr. 

5'340.- [valore mediano totale, livello di competenze 1], secondo la perti-

nente tabella TA1 dell’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari, di un ora-

rio usuale di 41.7 ore settimanali nel 2017 nonché di un’indicizzazione del 

salario dello 0,4% rispetto al 2016 [cfr. statistiche pubblicate dall'Ufficio fe-

derale di statistica]). 

C-2258/2019 

Pagina 28 

10.2.3.3.3 L’Ufficio AI del Cantone B._______ non ha ritenuto di dovere 

adattare ulteriormente il salario da invalido con una riduzione giurispruden-

ziale. Il ricorrente, per contro, contesta la mancata presa in considerazione 

di una (adeguata) riduzione giurisprudenziale. Sostiene che una siffatta ri-

duzione avrebbe dovuto essere concessa, determinando così un grado 

d’invalidità perlomeno del 20%, che conferirebbe un diritto a misure di ri-

formazione professionale. Fa valere, quali motivi di riduzione, il fatto che 

non dispone di una particolare formazione ed esperienza lavorativa nonché 

la sua assenza dal lavoro da molto tempo. 

La questione di sapere se e in quale misura, nel singolo caso, i salari fon-

dati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall’insieme delle cir-

costanze personali e professionali concrete (limitazione addebitabile al 

danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di 

dimora, grado di occupazione), la deduzione non essendo automatica e 

non potendo eccedere globalmente il 25% (DTF 135 V 297 consid. 5.2; 134 

V 322 consid. 5.2; 126 V 75 consid. 5b). 

Va pure rammentato che, contrariamente al potere di apprezzamento del 

Tribunale federale, quello dell'autorità giudiziaria di primo grado non è limi-

tato alla violazione del diritto (compresi l'eccesso e l'abuso del potere di 

apprezzamento), ma si estende ugualmente all'esame di adeguatezza 

della decisione amministrativa. In tale ambito, l'esame verte sulla questione 

di sapere se un'altra soluzione non sarebbe stata più opportuna rispetto a 

quella adottata, in un caso concreto, dall'autorità amministrativa nell'ambito 

del proprio potere di apprezzamento e nel rispetto dei principi generali del 

diritto. A tal proposito, il giudice delle assicurazioni sociali non può tuttavia, 

senza valido motivo, sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi 

dell'assicurazione; deve piuttosto fondarsi su circostanze tali da fare appa-

rire il proprio apprezzamento come quello maggiormente appropriato (DTF 

137 V 71 consid. 5.2, 126 V 75 consid. 6). Ne discende che il Tribunale 

amministrativo federale (v. l’art. 37 LTAF in relazione con l'art. 49 PA), 

quando è chiamato a verificare il potere di apprezzamento esercitato 

dall'amministrazione per fissare l'estensione della riduzione sul reddito da 

invalido, deve rivolgere la propria attenzione alle differenti soluzioni che si 

offrivano agli organi esecutivi dell'AI e domandarsi se una deduzione più o 

meno elevata sia maggiormente appropriata e si imponga per un valido 

motivo, ma senza altrimenti sostituire il proprio apprezzamento a quello 

dell'amministrazione (DTF 137 V 71 consid. 5.2; sentenze del TF 

9C_273/2011 del 27 gennaio 2012 consid. 1.3 e 9C_280/2010 del 12 aprile 

2011 consid. 5.2 in fine). 

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Pagina 29 

Si osservi che, secondo giurisprudenza, una deduzione giurisprudenziale 

è di regola esclusa quanto l’attività sostituiva può essere esercitata a tempo 

pieno (come nel caso di specie), anche nel caso di rendimento ridotto (sen-

tenza del TF 9C_581/2016 del 24 gennaio 2017 consid. 3 con rinvii). 

Neppure una limitata formazione professionale non giustifica di per sé una 

riduzione giurisprudenziale, considerato che le attività adeguate entranti in 

linea di conto (segnatamente semplici e ripetitive) non richiedono né 

un’esperienza professionale diversificata né un grado di istruzione partico-

lare (cfr. DTF 137 V 71 consid. 5.3). 

Quanto all’assenza dal lavoro da molti anni, va osservato che una lunga 

assenza non giustifica di per sé una deduzione giurisprudenziale, il livello 

di competenze 1 delle tabelle RSS comprendendo proprio attività semplici 

di tipo fisico o manuale di livello più basso, per le quali non si presuppon-

gono conoscenze professionali, tanto meno specifiche (cfr., fra le tante, la 

sentenza del TF 8C_805/2016 del 22 marzo 2017 consid. 3.3 con rinvii). 

Anche tenuto conto del riserbo di cui deve dare prova il giudice delle assi-

curazioni sociali nel sostituire il proprio apprezzamento a quello dell’ammi-

nistrazione (DTF 137 V 71 e 132 V 393 consid. 3.3), questo Tribunale può 

da questo profilo limitarsi a rilevare che non sono state indicate nel gra-

vame ulteriori ragioni sufficienti per scostarsi dalla valutazione di cui alla 

decisione litigiosa, secondo la quale non si giustifica nel caso di specie di 

operare una riduzione giurisprudenziale. Complessivamente, in virtù delle 

risultanze processuali, non risulta che vi siano circostanze eccezionali in 

un mercato equilibrato del lavoro che nella fattispecie permettano di rite-

nere che l’insorgente subisca uno svantaggio tale da trovarsi in una situa-

zione inferiore alla media (sentenza del TF 8C_730/2019 del 10 giugno 

2020 consid. 4.4.4 con rinvii). 

10.2.3.3.4 Dal confronto fra il reddito da valido di fr. 72'087.20 e quello da 

invalido di fr. 67'070.15 consegue pertanto la determinazione di un grado 

d'invalidità del 7% ([{72'087.25 – 67'070.15} x 100] : 72'087.25 = 6.95), 

grado d’invalidità, che esclude, fra l’altro, non solo il riconoscimento del 

diritto ad una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (non es-

sendo raggiunta la necessaria soglia del 40%), ma di principio anche il di-

ritto ad una riqualifica professionale. In effetti, con un grado d’incapacità al 

guadagno del 7%, certo leggermente superiore a quello (del 6%) calcolato 

dall’autorità inferiore, ma sempre ampiamente al di sotto della citata soglia 

giurisprudenziale del 20% circa per potere beneficiare di un diritto a prov-

vedimenti di riformazione professionale. 

C-2258/2019 

Pagina 30 

10.2.3.4 Dal momento che manca la condizione indispensabile per poter 

beneficiare di una misura di riformazione professionale, ossia un’incapacità 

lavorativa di all’incirca il 20% (il ricorrente potendo esercitare la sua prece-

dente attività al 100% con riduzione del rendimento del 20% nonché un’at-

tività sostitutiva adeguata nella misura del 100%), neppure è necessario 

esaminare le altre censure sollevate dal ricorrente con riferimento al diritto 

alla riformazione professionale medesima (segnatamente, la mancata in-

dicazione delle qualifica della persona intervenuta come consulente all’in-

tegrazione professionale e la necessità rispettivamente l’idoneità di una ri-

formazione professionale in un attività sostitutiva adatta [v., sulla questione, 

la DTF 139 V 399 consid. 5.3, 130 V 488 consid. 4.2 nonché, fra le tante, 

le sentenze del TF 9C_320/2020 del 6 agosto 2020 consid. 2.2, 

8C_363/2018 del 26 novembre 2018 consid. 6 e 8C_689/2015 del 15 gen-

naio 2016 consid. 2, segnatamente 2.3, con rinvii). Per sovrabbondanza 

può tutt’al più essere osservato quanto segue. Per quanto attiene alla cen-

sura concernente la mancata indicazione delle qualifiche della/del consu-

lente in integrazione professionale, il ricorrente appare imperniare a torto 

la sua censura sull'assioma secondo cui sia imperativo interpellare un con-

sulente in integrazione professionale con precise qualifiche per determi-

nare eventuali attività sostitutive esigibili (DTF 140 V 193 consid. 3.2; sen-

tenza del TF 8C_402/2015 del 29 febbraio 2016 consid. 5.3 con rinvii). Per 

quanto attiene alla pretesa necessità di una riqualifica professionale come 

tecnico di cantiere, essa va pure respinta viste le numerose attività sostitu-

tive leggere e semplici proponibili all’insorgente. Ciò premesso, non sareb-

bero comunque adempiti i presupposti per poter beneficiare della richiesta 

riformazione professionale neppure qualora si volesse, per denegata ipo-

tesi, ritenere per l’insorgente un grado d'incapacità al guadagno del 100% 

quale muratore e del 20% in attività sostitutive adeguate, come da lui po-

stulato. In effetti, ritenuto segnatamente il genere d'attività sostitutive pro-

poste e la natura delle affezioni dell'insorgente, questo Tribunale osserva 

che al ricorrente si presenta, come indicato nella decisione impugnata 

dall’autorità inferiore, un ventaglio relativamente ampio di professioni pos-

sibili ed esigibili (e sufficientemente specificate) nel settore secondario 

(operaio di linea) e nel settore terziario (cameriere, addetto alla sicurezza, 

magazziniere eccetera; cfr. rapporto della consulente in integrazione pro-

fessionale del 25 luglio 2018 [doc. A 97]), con attività leggere, ripetitive, 

poco qualificate e confacenti con le limitazioni funzionali, che non richie-

dono necessariamente la messa in atto di particolari misure di riformazione 

professionale (sentenze del TF 9C_734/2010 del 18 maggio 2011 consid. 

6, 9C_673/2009 del 14 aprile 2010 consid. 6.2, 9C_753/2008 del 26 ottobre 

2009 consid. 3.5, U 463/00 del 28 ottobre 2003 consid. 3.3, I 696/02 del 21 

luglio 2003 consid. 3.2; v. pure sentenza del TAF C-6350/2014 del 30 luglio 

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Pagina 31 

2018 consid. 7.2), essendo fra l'altro sufficiente un apprendimento puntuale 

sul posto di lavoro. Il ricorrente non ha altresì fornito elementi concreti che 

possano far pensare che le attività sostitutive idonee non rispettino la sua 

formazione o la sua esperienza professionale. Certo, nel complemento pe-

ritale del 20 dicembre 2018, i periti del SAM, pur indicando che la questione 

esula la loro competenza, hanno indicato che il lavoro di tecnico di cantiere 

ha le caratteristiche di quella che hanno considerato un’attività – di tipo 

leggero a medio-pesante – adatta alle condizioni di salute del ricorrente e 

che dal profilo medico non vi sono controindicazioni a una siffatta misura 

che hanno considerato auspicabile. Sennonché, come indicato dai periti 

stessi, la questione non è di loro competenza. Inoltre, non hanno indicato 

che la sola attività sostitutiva ragionevolmente esigibile fosse quella di tec-

nico di cantiere. Sussistono in effetti certamente, senza bisogno di ricorrere 

per questo all’avviso di un consulente in integrazione professionale, suffi-

cienti attività idonee semplici e ripetitive che non richiedono alcuna riquali-

fica professionale (v. anche la riposta del competente servizio dell’Ufficio 

invalidità del Cantone B._______ del 4 febbraio 2019 [doc. 111]). Anche il 

ricorrente ne sembra cosciente, dal momento che ancora dinanzi al perito 

psichiatra dott. J._______ ha indicato egli stesso delle attività sostitutive 

adeguate (custode, venditore in un supermercato, benzinaio [doc. TAF 22 

pag. 16]), senza che per tali attività appaia necessaria una specifica rifor-

mazione professionale, apparendo più che sufficiente un apprendimento 

puntuale sul posto di lavoro. D’altra parte, l’insorgente stesso neppure ha 

fornito elementi di una certa consistenza da cui desumere che una riquali-

fica professionale è necessaria per tutte le attività sostitutive adeguate en-

tranti in linea di conto, ma lo ha fatto solo per la riqualifica professionale 

quale tecnico di cantiere. Tuttavia, in virtù della legislazione e giurispru-

denza attuali, il ricorrente non ha alcun diritto alla migliore misura possibile 

di riformazione/riqualifica professionale ai sensi dell’art. 17 LAI, senza che, 

da un lato, egli abbia preteso/dimostrato, o si debba presumere, che solo 

con la riformazione professionale richiesta sarebbe possibile realizzare un 

guadagno pressoché equivalente a quello ottenuto nella precedente attività 

di muratore (secondo lui non più esigibile), e senza che, d’altro lato, segna-

tamente la natura e la gravità dell’invalidità dell’insorgente siano tali da far 

ritenere che solo una formazione di livello superiore permetterebbe di met-

tere a profitto in modo ottimale la residua capacità lavorativa a un livello 

professionale più elevato (v., sulla questione, la sentenza del TF 

9C_689/2018 dell’8 febbraio 2019 consid. 4.2 con rinvii). Basti infine an-

cora rilevare che in materia di riformazione professionale le preferenze 

espresse dall’insorgente medesimo, certo da prendere in considerazione, 

non sono determinanti (DTF 139 V 399 consid. 5.4). 

C-2258/2019 

Pagina 32 

10.2.3.5 Da quanto esposto, discende che l’autorità inferiore ben poteva 

ragionevolmente pretendere dal ricorrente che egli avesse a reinserirsi nel 

mondo del lavoro in un'attività sostitutiva adeguata tramite le proprie ri-

sorse e la normale via del collocamento (cfr. decisione del 27 marzo 2019). 

11.  

Il ricorso, destituito di fondamento, non merita pertanto tutela e la decisione 

impugnata va confermata. 

12.  

12.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di fr. 800.-, sono 

poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b 

del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [RS 173.320.2]). 

Esse sono computate con l’anticipo spese, di identico ammontare, versato 

dall’insorgente il 31 maggio 2019. 

12.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per 

spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7 

cpv. 1 e cpv. 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’an-

che vincenti, non hanno di principio diritto a un’indennità a titolo di ripetibili 

(art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v., 

fra l’altro, DTF 127 V 205). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

C-2258/2019 

Pagina 33 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di fr. 800.-, sono poste a carico del ricorrente. L’an-

ticipo equivalente alle presumibili spese processuali di fr. 800.-, versato il 

31 maggio 2019, è computato con le spese processuali. 

3.  

Non si attribuiscono spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– rappresentante del ricorrente (Atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. […]; Raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata) 

 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Vito Valenti Marcella Lurà 

 

 

 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

C-2258/2019 

Pagina 34 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Il termine è reputato osservato se gli atti scritti sono 

consegnati al Tribunale federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta 

svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 

tardi l'ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono 

contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed 

essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

Data di spedizione: