# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 95e32909-f1b2-5b46-afb3-9f2abb4deb85
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-05-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 26.05.2015 12.2014.60
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2014-60_2015-05-26.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2014.60

  	
  Lugano

  26 maggio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  Bozzini
  e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Butti

  

 

sedente
per statuire nella causa inc. n. OR.2013.72 della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3 promossa con petizione 4 aprile 2013 da

 

	
   

  	
  AO
  1 

  RA 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP
  1 

  RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

con
cui l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr.
32'476.70 (somma poi ridotta in replica, a
seguito dell’avvenuto pagamento da parte della convenuta di fr. 5'273.50,
a fr. 27'203.20) e fr. 4'489.75 a titolo di interessi fino al 31 maggio 2012 oltre interessi al 5% dal 1° giugno 2012,
nonché il rigetto in via definitiva dell’opposizione interposta al PE n. __________
dell’UE di Lugano; 

 

domanda
avversata in tale limitata misura dalla convenuta che ha postulato la reiezione
della petizione, e che il Pretore con
sentenza 25 febbraio 2014 ha parzialmente accolto per fr. 26’247.70 oltre
interessi al 5% dall’8 settembre 2011 al 15 maggio 2013 su fr. 31'521.20 e dal 16
maggio 2013 su fr. 26'247.70, ponendo la tassa di giustizia e le spese di
complessivi fr. 2'500.- a carico della convenuta, tenuta pura a rifondere alla
controparte fr. 4’000.- a titolo di ripetibili; 

 

appellante
la convenuta che con atto di appello 24 marzo 2014 chiede la riforma del giudizio
impugnato, nel senso di respingere integralmente la petizione e di porre la
tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 2'500.- per 1/6 a suo carico e
per 5/6 a carico dell’attrice, obbligata pure a rifondergli fr. 4'000.- per
ripetibili, con protesta di tasse e spese e ripetibili di seconda istanza; 

mentre
l’attrice con osservazioni (recte: risposta) 17 aprile 2014 postula la
reiezione integrale del gravame, pure con protesta di spese e ripetibili; 

 

 

letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti 

 

 

ritenuto 

 

in fatto e in diritto 

 

 

                             1.  AP 1 è proprietaria del
mapp. n. __________ RFD di __________ (ora frazione del Comune di __________),
sul quale è stata edificata un’abitazione unifamiliare, la cui progettazione e
direzione lavori è stata affidata allo Studio di architettura __________ (di
seguito Studio __________). 

Durante i lavori di costruzione, tra il giugno 2009 ed il gennaio 2010__________
(di seguito AO 1) ha eseguito degli interventi di deumidificazione sul
cantiere, per i quali ha emesso quattro fatture: quella del 2 giugno 2009 riguardante
l’intervento alla soletta del piano terra di fr. 10'047.70 (doc. D), quella del
1°luglio 2009 concernente l’intervento al piano interrato di fr. 16'200.- (doc.
I), quella datata 15 marzo 2010 relativa all’intervento eseguito nel locale
disimpegno ed atrio bagno turco di fr. 5'273.50 (doc. N) e infine quella del 24
marzo 2010 avente per oggetto il noleggio di quattro deumidificatori di fr.
955.50 (doc. O). 

A seguito del mancato pagamento delle predette fatture, il 7 settembre 2011 AO
1, per il tramite di La __________. SA, ha inviato a AP 1 una diffida di
pagamento (doc. P). In assenza di riscontro, essa ha quindi escusso AP 1,
facendole notificare il 1° giugno 2012 un precetto esecutivo per l’importo di fr.
32'476.70.- oltre interessi al 5% dal 1°giugno 2012, di fr. 4'489.75 e di fr.
500.-, vantando come titolo di credito rispettivamente le quattro predette
fatture, gli interessi maturati fino al 31 maggio 2012 e la tassa di diffida
(doc. Q). L’escussa ha interposto opposizione. 

                             2.  Con petizione 4 aprile 2013 AO 1 ha perciò convenuto in giudizio AP 1 innanzi alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 3, per ottenerne la condanna al pagamento di fr.
32'476.70 e fr. 4'489.75 a titolo di interessi fino al 31 maggio 2012 oltre
interessi al 5% dal 1° giugno 2012, nonché il rigetto in via definitiva
dell’opposizione interposta al succitato PE. L’attrice ha in sostanza adotto
che la convenuta, per il tramite della propria direzioni lavori, le avrebbe
ordinato in via d’urgenza gli interventi di deumidificazione per poter proseguire
con i lavori di edificazione della propria casa di __________ e che,
perfettamente e tempestivamente informata della posa dei deumidificatori, non
ha mai contestato né la necessità né la buona qualità degli interventi
eseguiti, i quali sono stati pertanto, almeno tacitamente, da lei accettati. 

Con risposta 8 maggio 2013 la convenuta ha riconosciuto l’importo di fr.
5'273.50 di cui alla fattura doc. N, siccome i deumidificatori sono stati da
lei espressamente richiesti, ma si è opposta alle ulteriori pretese dell’attrice
sostenendo di non essere vincolata dall’agire della sua direzione lavori, non
avendole conferito alcuna procura per assegnare lavori a terzi e contestando in
ogni caso sia di aver ordinato e poi riconosciuto le opere effettuate, così come
la loro necessità e la buona qualità di esecuzione, sia di essere stata a
conoscenza di quanto pattuito tra l’attrice e la direzione lavori. 

L’attrice in replica, in considerazione della parziale acquiescenza della
convenuta e dell’avvenuto pagamento pendente causa della somma di fr. 5’273.50,
ha ridotto le sue pretese a fr. 27'203.20. Esperita l’istruttoria le parti,
dopo aver rinunciato al dibattimento finale, hanno inoltrato i rispettivi
memoriali conclusivi scritti, con i quali hanno ribadito le proprie
contrapposte tesi e domande. 

 

                             3.  Con sentenza 25 febbraio 2014
il Pretore ha dapprima preso atto dell’acquiescenza della convenuta per fr. 5'273.50
ed ha poi parzialmente accolto la petizione condannando la convenuta al
pagamento di fr. 26’247.70 oltre interessi al 5% dall’8 settembre 2011 al 15
maggio 2013 su fr. 31'521.20 e dal 16 maggio 2013 su fr. 26'247.70, ponendo la
tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 2’000.-, nonché le spese
giudiziarie della procedura di conciliazione di fr. 500.-, a carico della
convenuta, tenuta altresì a rifondere all’attrice fr. 4’000.- per ripetibili. Il
primo giudice ha nel contempo rigettato in via definitiva, per pari importo,
l'opposizione interposta al relativo PE. 

In sintesi il Pretore ha ritenuto che, anche qualora la direzione lavori non
disponeva dei necessari poteri di rappresentanza per vincolare la committente, varie
circostanze permettevano di ammettere che vi era stata una ratifica tacita da
parte della convenuta durante l’esecuzione delle opere, la quale era infatti a conoscenza
degli interventi eseguiti dall’attrice sul suo cantiere e non aveva detto nulla.
Infine il giudice di prime cure, in presenza di contestazioni generiche e non
circostanziate della convenuta, ha reputato provate le pretese rivendicate
dall’attrice per le opere eseguite (doc. D e I), ma ha nondimeno respinto
quella relativa alla fattura del 24 marzo 2010 per il noleggio di quattro
deumidificatori (doc. O), poiché la prestazione era stata intesa quale omaggio.

 

                             4.  Con l’appello 24 marzo
2014, avversato dall’attrice con osservazioni (recte: risposta) 17 aprile 2014,
la convenuta chiede di riformare il querelato giudizio nel senso di respingere
integralmente la petizione, confermare l'opposizione al PE n. __________ dell'UE
di Lugano, porre la tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 2'500.-
per 1/6 a suo carico e per 5/6 a carico dell’attrice, obbligata pure a
rifonderle fr. 4'000.- per ripetibili, con protesta di tasse, spese e
ripetibili di secondo grado. Essa rimprovera al Pretore un accertamento errato per
aver ammesso la ratifica tacita dell’incarico conferito all’attrice dalla propria
direzione lavori, come pure di aver ritenuto non sostanziate le contestazioni relative
agli importi pretesi dall’attrice. 

                             5.  Il 1° gennaio 2011 è
entrato in vigore il nuovo Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC)
che trova applicazione in entrambe le sedi, siccome la procedura innanzi al
Pretore è stata avviata dopo tale data (art. 404 e 405 CPC).

                             6.  Il Pretore, con riferimento
al tema del potere dello Studio __________, in qualità di progettista e direttore
dei lavori, di concludere contratti in nome della committente, ha dapprima accertato
che la convenuta non aveva conferito alla propria direzione lavori alcuna procura
che la autorizzasse ad assegnare lavori a terzi e non risultava che le parti
avessero pattuito l’applicabilità delle norme SIA alla fattispecie, motivo per
cui anche in caso di comprovata urgenza un tale potere non deriverebbe nemmeno
dalle relative “condizioni generali contrattuali” prodotte quale doc. M.
Nel seguito egli ha tuttavia evidenziato che la convenuta era a conoscenza
degli interventi eseguiti dall’attrice sul suo cantiere: in effetti i testi arch.
__________ e arch. __________, i quali si erano occupati personalmente della
direzione lavori sul cantiere della convenuta, avevano riferito di aver
incaricato l’attrice per ordine della committente e che quest’ultima era stata
informata dei lavori appaltati dall’attrice (cfr. verbale 13 novembre 2013,
pag. 1 e pag. 3); oltre a ciò dai verbali allestiti dalla direzione lavori emergeva
la sua presenza a due riunioni di cantiere durante il periodo in cui erano
presenti i deumidificatori ed in occasione delle quali sono state prese anche
delle decisioni riguardo al modo di procedere con l’opera di deumidificazione
(doc. E e G); la convenuta aveva inoltre ricevuto personalmente le relative
fatture emesse dall’attrice (doc. D e I) ed infine, dopo il secondo intervento
era stata la stessa convenuta ad incaricare l’attrice di eseguire altri lavori
di deumidificazione (doc. N). Alla luce di queste risultanze il giudice di
prime cure ha quindi concluso che, anche qualora la direzione lavori non
disponesse dei poteri necessari per vincolare la convenuta, vi era stata una ratifica
tacita da parte di quest’ultima durante l’esecuzione delle opere e di
conseguenza essa era diventata debitrice dell’attrice nell’ambito dei contratti
di appalto conclusi a suo nome dalla propria direzione lavori. 

                          6.1.  In questa sede la convenuta
rimprovera al Pretore di aver ammesso l’accettazione tacita dell’incarico
conferito all’attrice dalla propria direzione lavori. Censura siccome errati la
circostanza che essa fosse a conoscenza di quanto pattuito tra l’attrice e la
direzione lavori e il fatto che i verbali di cantiere siano stati redatti in
sua presenza e/o trasmessile. Ritiene prive di riscontro concreto le
testimonianze dell’arch. __________ e dell’arch. __________ laddove asseriscono
che essa fosse a conoscenza del conferimento degli interventi all’attrice - visto
anche il loro manifesto interesse diretto a non far credere il contrario, potendo
infatti essere tenuti a pagare all’attrice il saldo delle fatture - e che sono in
ogni caso smentite dalle dichiarazioni rese dai testi __________, marito della
socia unica e gerente della ditta attrice, e da __________, operaio dell’attrice
presente sul cantiere, i quali hanno affermato di “non aver mai parlato dei
primi due interventi con la convenuta” rispettivamente “di non aver mai
visto la convenuta sul cantiere”. Essa sottolinea il fatto che sulle
fatture è chiaramente indicato che le stesse andavano indirizzate allo Studio __________.
A suo dire tutto ciò dimostrerebbe che tra le parti, ad eccezione dei lavori
indicati nella fattura di cui al doc. N, non è venuto in essere alcun
contratto, come invece semmai è avvenuto tra l’attrice e lo Studio __________. 

                           6.2  Come giustamente
rilevato nel gravame, nel settore della costruzione esiste una presunzione
naturale che un architetto, specialmente se incaricato della progettazione e
della direzione dei lavori, agisca in nome altrui e, allorché questi si rivolge
o fa un’ordinazione all’indirizzo di un imprenditore, si deve pertanto inferire
ai sensi dell’art. 32 cpv. 2 CO, fatte salve circostanze o indizi particolari contrari,
che egli agisca come mandatario, il cui comportamento è opponibile direttamente
al mandante come se fosse il proprio (Gauch,
Der Werkvertrag, 5a ed., n. 1923 e 2743; Schwager, Die Vollmacht des Architekten, in: Gauch/Tercier, Le droit de l’architecte,
3ª ed., n. 799) Vi sono però dei limiti. L’architetto non può compiere tutti
gli atti giuridici; sono esclusi in particolare quelli suscettibili di generare
degli impegni finanziari importanti per il mandante, quali, ad esempio, l’aggiudicazione
di lavori agli appaltatori o il riconoscimento della liquidazione finale, per
svolgere i quali occorrono poteri specifici (sentenze del Tribunale Federale 4A_435/2014
del 5 febbraio 2015, consid. 4.1; 4C.93/2003 del 25 agosto 2003, consid. 5.2.2; 118 II 315 consid. 2a; Schwager, op. cit., n. 807 e 841). Tuttavia,
qualora l’architetto non disponga di una procura esplicita in tal senso, il
committente è nondimeno vincolato se, avuto riguardo alle circostanze,
dal suo silenzio o quantomeno dai suoi atti concludenti durante rispettivamente
dopo l’esecuzione delle opere emerge che vi è stata una ratifica del contratto ai
sensi dell’art. 38 cpv. 1 CO (sentenza del Tribunale Federale  4C.57/1999 del 15 maggio 2000, consid. 4; sentenza II CCA del 29 settembre 2008 inc. n. 12.2007.179; Schwager, op. cit. n. 870). 

                           6.3  Nella presente
fattispecie non è più contestato il mancato conferimento allo Studio __________
di una procura specifica per aggiudicare dei lavori agli
appaltatori, per cui resta da stabilire se, come sostenuto dal Pretore, l’atteggiamento
tenuto dalla convenuta durante l’esecuzione delle opere possa essere inteso
quale ratifica del contratto ai sensi dell’art. 38 cpv. 1 CO. 

Le argomentazioni addotte dall’appellante volte a sovvertire la tesi pretorile devono
essere disattese. Non è innanzitutto vero che le deposizioni rese dai testi arch.
__________ e arch. __________ in merito al fatto che la convenuta fosse stata
informata dell’incarico conferito all’attrice non trovino alcun riscontro
concreto: con scritto e-mail 13 maggio 2009 la direzione lavori aveva
comunicato infatti alla convenuta dell’avvenuta posa dei deumidificatori sul
cantiere (doc. L). Il fatto che il teste __________ abbia dichiarato di non
essere sicuro se sul cantiere avesse visto oltre al di lei marito anche la convenuta
é privo di rilevanza, visto che la presenza della convenuta a due riunioni di
cantiere durante il periodo in cui erano presenti i deumidificatori risulta dai
relativi verbali allestiti dalla direzione lavori (doc. E e G). La circostanza
che il teste __________ abbia affermato di non aver mai parlato con la
convenuta per quanto concerne i primi due interventi non può a sua volta essere
di rilievo, dal momento che il teste ha poi aggiunto di essere sicuro che la
convenuta “è stata in cantiere e ha visto le nostre macchine” (cfr.
verbale 13 novembre 2013, pag. 6 in mezzo); ciò a conferma quindi che la stessa
fosse a conoscenza degli interventi eseguiti dall’attrice sul suo cantiere. 

Se a questo si aggiunge che, come già evidenziato dal giudice di prime cure, la
convenuta non ha mai eccepito le fatture inviatele dall’attrice (doc. D e I) e
che dopo il secondo intervento è stata la convenuta stessa a incaricare
l’attrice di eseguire ulteriori lavori di deumidificazione (doc. N), ben si può
ritenere che le opere in questione siano state accettate dalla convenuta almeno
per atti concludenti. La conclusione a cui è giunto il Pretore regge pertanto
alle critiche mosse dall’appellante. 

 

                             7.  In merito all’ammontare della
mercede per le opere eseguite dall’attrice, il Pretore da un lato, a fronte di
contestazioni generiche e non sostanziate della convenuta, ha ritenuto provata
la quantificazione degli importi esposti nelle fatture del 2 giugno 2009 (doc. D)
e del 1° luglio 2009 (doc. I), dall’altro ha invece respinto la pretesa
relativa alla fattura del 24 marzo 2010 (doc. O). A giudizio del giudice di
prime cure la fattura di cui al doc. D risultava molto dettagliata riguardo al
calcolo dell’importo preteso, motivo per cui non ha ritenuto sufficiente da parte
della committente “contestare prudenzialmente tutte le voci, misure o
importi indicati” o definire l’importo preteso “fuori da ogni realtà e
proporzione”, tenuto conto anche che la durata dell’intervento è stata comprovata
dai risultati dall’istruttoria. Inoltre in assenza di specifiche obiezioni della
convenuta in merito al fatto che l’importo della fattura di cui al doc. I fosse
stato preventivamente pattuito a corpo, il primo giudice l’ha ammesso. Egli ha
infine respinto la pretesa relativa alla fattura di cui al doc. O per il
noleggio di quattro deumidificatori, poiché l’attrice nella sua precedente
fattura del 1°luglio 2009 aveva espressamente dichiarato che la stessa sarebbe
stata omaggiata (doc. I pag. 3). 

                          7.1.  Con il gravame l’appellante afferma
di aver chiaramente contestato gli importi indicati nelle fatture con
l’allegato di risposta e ritiene arbitrario pretendere, contrariamente a quanto
sostenuto dal Pretore, che le contestazioni dovessero essere meglio sostanziate
poiché l’onere della prova della bontà e correttezza delle voci, misure e
importi spettava all’attrice. 

 

                           7.2  L’appello dev’essere
disatteso anche su questo punto. 

Giusta l’art. 222 cpv. 2 CPC, applicabile in concreto, il convenuto deve
specificare quali fatti, così come esposti dall’attore, riconosce o contesta.
Una contestazione globale o generica non è di principio sufficiente e chi
contesta una pretesa deve spiegare le proprie obiezioni in modo da permettere
all’attore di capire quali fatti sono contestati e di fornire le prove delle
quali porta l’onere (Trezzini in: Cocchi / Trezzini / Bernasconi,
Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero, pag. 993 ad art.
222; Chaix, L’apport des faits au
procès, in: Procédure civile suisse, Les grands thèmes pour les praticiens,
2010, pag. 128). È di principio sufficiente una contestazione chiara su un
fatto preciso (Tappy in: CPC –
Code de procédure civile commenté, n. 20 ad art. 222). 

Nel caso concreto l'attrice, gravata dall’onere della prova in merito
all’esistenza e all’entità del vantato credito, ha descritto in modo particolareggiato
nella petizione di causa gli interventi effettuati sul cantiere della convenuta,
producendo agli atti le fatture dettagliate di cui chiedeva il pagamento (doc.
D, I, N e O), con specifica degli apparecchi impiegati, i quantitativi e costi
unitari ed i giorni fatturati. 

Con la risposta la convenuta si è invece limitata a formulare contestazioni in
modo del tutto generico, dichiarando di contestare le fatture “sia per
quanto concerne le opere e le prestazioni indicate sia per quanto concerne le
corrispettive misure e importi” oppure di “contestare prudenzialmente
tutte le voci, misure e importi indicati”, senza tuttavia indicare quali prestazioni
fatturate dall’attrice non sarebbero state eseguite rispettivamente quali
prezzi o costi fatturati non fossero congrui. Ne segue che a giusta ragione il
primo giudice, in mancanza di contestazioni sufficientemente concrete e precise
nella risposta, ha ritenuto provata la quantificazione delle pretese esposte
nelle fatture contestate. 

 

                             8.  In definitiva, la decisione
del Pretore regge alle critiche mosse dall’appellante e di conseguenza
l’appello va respinto con conferma della decisione impugnata (art. 318 cpv. 1
lett. a CPC). In questa sede di giudizio, le spese processuali, insieme ad un
un’adeguata indennità per ripetibili (art. 95 cpv. 1 CPC) seguono la
soccombenza dell’appellante (art. 106 cpv. 1 CPC) e sono calcolate su un valore
litigioso di fr. 26'247.70. Detto importo è determinante anche ai fini di un
eventuale ricorso al Tribunale Federale. La tassa di giustizia di appello è
stabilita in base ai criteri degli art. 2, 7 e 13 LTG (nella versione in vigore
dal 10 febbraio 2015, Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi,
pag. 38 e 39). L’indennità per ripetibili in favore dell’appellata è
determinata seguendo i criteri indicati dall’art. 11 del Regolamento sulla
tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la
fissazione delle ripetibili (Rtar). 

 

 

 

per i quali motivi,

richiamati per le spese giudiziarie gli art. 95 e 106 CPC, la LTG e
il Rtar

 

 

 

decide:

                             1.  L’appello 24 marzo 2014 di AP
1 è respinto. 

 

                             2.  Le spese processuali di appello
di fr. 2’000.-, in parte già anticipate dall’appellante, sono poste a suo
carico, con l’obbligo di rifondere all’appellata fr. 2’000.- a titolo di
ripetibili di appello. 

 

                             3.  Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 3

 

 

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                               la vicecancelliera 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle cause a carattere
pecuniario è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna
14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione
(art. 100 cpv. 1 LTF), se il valore litigioso ammonta a fr. 30'000.- (art. 74
cpv. 1 LTF); per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2
LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre
negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113,
117 LTF).  La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario
sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi
con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF)