# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 63560739-b41e-5931-b7c3-74c9cf5034d5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-04-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.04.2022 D-1790/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1790-2019_2022-04-11.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1790/2019 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l l ’ 11  a p r i l e  2 0 2 2  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Muriel Beck Kadima, Jeannine Scherrer-Bänziger,  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), con il figlio 

B._______, nato il (…), 

Georgia,  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 14 marzo 2019 / N (…). 

 

 

 

D-1790/2019 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il (…) gennaio 2019 A._______ (di seguito anche: l’interessata, la richie-

dente o la ricorrente 1, o ancora l’insorgente 1), e per suo tramite anche il 

figlio minorenne B._______ (di seguito anche: l’interessato, il richiedente, 

l’insorgente 2 o il ricorrente 2), cittadini georgiani, con ultimo domicilio nel 

Paese d’origine nel villaggio di C._______ (sito nella municipalità di  

D._______, nella regione E._______, regione […] della Georgia), hanno 

presentato una domanda d’asilo in Svizzera (cfr. atti A1/4).  

B.  

Il (…) gennaio 2019 l’interessata ha svolto un’audizione sulle generalità 

(cfr. atto A13/12; di seguito: verbale 1), allorché invece l’(…) febbraio 2019 

rispettivamente il (…) febbraio 2019 – a complemento del precedente – si 

sono tenuti con la medesima dei verbali d’audizione relativi ai motivi d’asilo 

(cfr. atti A21/9, di seguito: verbale 2; e A27/2, di seguito: verbale 3). 

Nel corso dei medesimi la richiedente asilo ha dichiarato, in sostanza e per 

quanto qui di rilievo, che dopo il matrimonio con il marito si sarebbero tra-

sferiti in F._______ fino al (…), ove sarebbe pure nato il loro figlio 

B._______ nel (…), affetto sin dalla nascita da artrogriposi, anno nel quale 

avrebbero fatto rientro in Georgia, nel villaggio di G._______, domicilio fa-

miliare del marito. Tale decisione sarebbe derivata dal fatto che il costo 

della vita in Georgia era più basso rispetto che in F._______, ove l’interes-

sata, dopo la nascita del figlio, a causa delle cure che egli necessitava, non 

sarebbe più riuscita a lavorare, e pertanto la loro situazione economica sa-

rebbe peggiorata. Nel (…) del (…) il marito sarebbe deceduto, come pure 

nell’(…) del medesimo anno la suocera. Ella con il figlio si sarebbero per-

tanto trasferiti a C._______, casa famigliare dei genitori della predetta, ove 

vivrebbero tutt’ora i suoi due fratelli con le rispettive famiglie. Con i mede-

simi vi sarebbero però state delle problematiche giornaliere, in particolare 

a causa dei litigi e discussioni tra i bambini. Inoltre, poiché il figlio necessi-

tava di cure mediche, ella avrebbe intrapreso con il medesimo (…) viaggi 

in F._______, a H._______, ove lo stesso avrebbe già effettuato diversi 

interventi alle ossa. Nel (…) del (…), allorché sarebbero rientrati in patria 

dall’ultimo viaggio a I._______ con il figlio, si sarebbero recati ad  

G._______, trovando la casa del marito bruciata dalle fiamme. Ella ricon-

durrebbe tale incendio, come pure un episodio ove il bambino sarebbe 

stato spaventato sempre nello stesso luogo, a delle azioni vendicative da 

parte di conoscenti del marito con i quali in passato quest’ultimo avrebbe 

intrapreso dei traffici illeciti. Dopo tale evento ed essendosi informata nel 

D-1790/2019 

Pagina 3 

frattempo circa le possibilità di cura per il figlio in Svizzera, avrebbe deciso 

di lasciare il suo Paese d’origine per recarsi in quest’ultimo Stato, espa-

triando, legalmente e muniti del loro passaporto, finanziando il viaggio con 

quanto le era rimasto della vendita di un appartamento sito a D._______ 

appartenente al marito. Il motivo principale per il quale l’interessata ha as-

serito di aver lasciato la Georgia, è poiché in quest’ultimo non vi sarebbero 

le condizioni adatte per la vita del figlio B._______, in particolare i tratta-

menti e le cure mediche di cui egli necessiterebbe. Difatti, avrebbe chiesto 

varie volte dei supporti alle autorità georgiane preposte, ricevendo però 

soltanto una piccola pensione d’invalidità per il medesimo – il cui importo 

veniva però trattenuto quasi integralmente da una banca a copertura di un 

debito contratto dal marito – nonché in un’occasione undici sessioni di ria-

bilitazione per il bambino, che avrebbe effettuato a J._______. Non 

avrebbe per il resto ricevuto altre cure e neppure sarebbero riusciti a porre 

una diagnosi. Altresì, quali ulteriori motivi, la richiedente ha asserito di non 

avere alcun lavoro e di non sapere dove vivere. Non avrebbe per il resto 

nessuna persona che la possa sostenere, in quanto i fratelli avrebbero le 

loro famiglie ed i loro problemi. In caso di un rientro nel Paese d’origine, 

ella teme delle azioni di vendetta da parte di conoscenti del marito con i 

quali egli avrebbe, prima dell’anno (…), effettuato delle azioni illecite. 

A supporto delle loro domande d’asilo, gli insorgenti hanno presentato i loro 

passaporti originali, la carta d’identità di A._______ (cfr. atto A14; originali 

nel dossier N […]), come pure tre certificati medici emessi in Georgia sullo 

stato di salute di B._______, rispettivamente datati (…), (…) (secondo la 

traduzione contenuta nell’atto A28) e (…) (cfr. atto A6/2). 

C.  

Con certificato medico del (…) il Dr. med. K._______, su richiesta della 

SEM, ha informato la predetta autorità circa lo stato di salute di B._______ 

(cfr. atto A29/4). Del medesimo, come pure dell’ulteriore abbondante docu-

mentazione medica agli atti (cfr. atti A7/1, A8/1, A9/1, A10/1, A11/1, A19/1, 

A24/1, A25/1 e A26/1), si dirà, per quanto necessario, nei considerandi. 

D.  

Per il tramite della decisione del 14 marzo 2019, notificata in medesima 

data (cfr. atto A33/1), la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato agli 

interessati ed ha respinto le loro domande d’asilo, pronunciando altresì il 

loro allontanamento dalla Svizzera e l’esecuzione della predetta misura, 

siccome ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. 

D-1790/2019 

Pagina 4 

Nel suo provvedimento l’autorità inferiore ha dapprima rilevato come le di-

chiarazioni rese dall’interessata in merito ai timori che ella avrebbe per sé 

e per il figlio in Georgia, legate alle passate frequentazioni criminali del 

marito, non sarebbero verosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi. Invero, le allega-

zioni dell’insorgente secondo le quali dietro l’incendio della casa del marito 

a G._______ ed allo spavento che sarebbe occorso al figlio vi siano delle 

persone con le quali il marito avrebbe riscontrato in passato delle proble-

matiche, sarebbero totalmente inconsistenti e frutto soltanto di sue conget-

ture. Inoltre, per quanto attiene l’incendio della casa, tale motivazione non 

sarebbe più stata addotta nel proseguo dell’audizione federale, circostanza 

che non farebbe che confermare che i motivi che avrebbero spinto i ricor-

renti all’espatrio sarebbero altri rispetto ai precitati. In un secondo tempo, 

la SEM ha ritenuto come le altre allegazioni dell’interessata non fossero 

pertinenti ai sensi dell’asilo. Invero, le difficoltà nel garantire le condizioni 

di alloggio e di cura ideali al figlio, dipenderebbero dalle difficili condizioni 

socio-economiche esistenti in Georgia, non potendo pertanto costituire una 

persecuzione rilevante secondo l’art. 3 LAsi.  

Proseguendo nell’analisi, l’autorità inferiore ha in particolare osservato 

come dal profilo dell’esecuzione del loro allontanamento non vi si oppor-

rebbero né ostacoli derivanti dalla situazione presente nel loro Paese d’ori-

gine né per motivi individuali, segnatamente viste le buone salute e forma-

zione dell’interessata, nonché la solida rete famigliare presente in patria. 

Concernente poi i problemi di salute di B._______, dal rapporto medico 

prodotto, si evincerebbe come purtroppo la paraplegia spastica di cui è af-

fetto il richiedente non sarebbe guaribile e non v’è alcun trattamento previ-

sto. Per tale patologia si potrebbero seguire soltanto delle terapie con lo 

scopo di migliorare leggermente la mobilità delle articolazioni per il tramite 

di fisioterapia passiva e rieducazione, trattamenti che coinciderebbero con 

quelli già seguiti in passato in patria dal bambino. Del resto, a mente della 

SEM, l’interessata potrà rivolgersi come già fatto in passato allo Stato geor-

giano per ottenere dei finanziamenti per il figlio, in particolare vista la ri-

forma referenziata del sistema di salute approntata in Georgia nel 2013. 

Tenuto inoltre conto dell’evenienza che B._______ non si troverebbe in uno 

stato d’urgenza medica, ma che dovrà convivere dovunque con la malattia 

di cui è affetto, gli interessati potrebbero attendere la decisione dello Stato 

georgiano a procedere con nuove prestazioni mediche, rispettivamente at-

tendere che la loro situazione in patria migliori. 

E.  

Con plico raccomandato del 15 aprile 2019 (cfr. risultanze processuali), gli 

insorgenti hanno inoltrato ricorso avverso la succitata decisione dinanzi al 

D-1790/2019 

Pagina 5 

Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), chiedendo l’an-

nullamento del medesimo provvedimento, ed a titolo principale che venga 

loro concesso l’asilo in Svizzera. A titolo subordinato, hanno invece postu-

lato la pronuncia dell’ammissione provvisoria, per inesigibilità dell’esecu-

zione dell’allontanamento. Contestualmente hanno presentato istanza di 

assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento di spese 

processuali e del relativo anticipo. 

Gli insorgenti, nel loro memoriale ricorsuale, hanno contestato le conclu-

sioni presenti nella decisione avversata. A mente loro, in primo luogo il ti-

more che l’interessata nutrirebbe nei confronti di terze persone nell’eve-

nienza di un suo rientro in Georgia sarebbe verosimile. Invero, poiché non 

vi sarebbero altre persone se non i conoscenti del marito che avrebbero 

voluto nuocere loro, per quanto si tratti di supposizione dell’insorgente, la 

stessa sarebbe verosimile, dato inoltre come né quando il figlio si sarebbe 

spaventato, né allorché l’abitazione si sarebbe incendiata, ella sarebbe 

stata presente. In secondo luogo, circa l’esecuzione del loro allontana-

mento, la stessa andrebbe ritenuta inammissibile ed inesigibile, al contrario 

di quanto ritenuto nella decisione impugnata dalla SEM. Riguardo l’ammis-

sibilità della misura, l’esecuzione dell’allontanamento degli insorgenti, sa-

rebbe difatti contraria agli obblighi assunti dalla Svizzera in relazione se-

gnatamente al mancato rispetto dell’art. 3 CEDU (RS 101), il quale proscri-

verebbe trattamenti inumani e degradanti quali quelli che rischierebbe di 

subire B._______ in assenza di cure adeguate nello Stato d’origine, in 

quanto in Georgia non verrebbero finanziate le cure per la sua malattia. 

Per quanto attiene invece la questione dell’esigibilità della misura d’allon-

tanamento, la ricorrente ha sostenuto come suo figlio non avrebbe più 

modo di essere adeguatamente seguito dal profilo medico nel caso di un 

suo rientro in patria. La malattia di cui è affetto il bambino richiederebbe 

infatti un team medico multidisciplinare, ciò che non verrebbe garantito in 

Georgia. Inoltre, come verrebbe dimostrato dalla documentazione allegata 

al gravame, la malattia del figlio non sarebbe coperta dal sistema finanzia-

rio a cui farebbe riferimento l’autorità inferiore nella decisione avversata. In 

mancanza quindi delle cure adeguate in patria, B._______ verrebbe espo-

sto ad un pericolo concreto in caso di un suo allontanamento dalla Sviz-

zera. 

A sostegno del gravame, i ricorrenti hanno prodotto quali mezzi di prova: 

copia di una schermata telefonica datata “(…)” mostrante un documento 

illeggibile ed un documento in lingua straniera dell’(…) con traduzione no-

tarile in inglese attestante lo stato d’indigenza degli interessati in Georgia. 

D-1790/2019 

Pagina 6 

F.  

F.a Mediante la decisione incidentale del 28 maggio 2020, il Tribunale ha 

autorizzato gli insorgenti a soggiornare in Svizzera fino a conclusione della 

procedura; li ha invitati, entro il termine del 12 giugno 2020 a produrre il 

documento citato nel ricorso, ma prodotto con il medesimo in modo illeggi-

bile, come pure l’originale e l’eventuale traduzione in una lingua ufficiale 

svizzera dello stesso, nonché a volerne illustrare le modalità di ottenimento 

ai sensi dei considerandi. Nel medesimo termine succitato, i ricorrenti sono 

pure stati invitati dal Tribunale a produrre un certificato medico aggiornato 

circa lo stato di salute di B._______. Concernente l’esito della domanda di 

assistenza giudiziaria, il Tribunale ha statuito che verrà deciso in prosieguo 

di procedura. 

F.b Il 9 giugno 2020, i ricorrenti hanno presentato uno scritto in riscontro 

alle succitate richieste formulate dal Tribunale. Dapprima, essi hanno infor-

mato di aver richiesto via posta elettronica i documenti prodotti con il ri-

corso e per lo stesso tramite di averli ricevuti dalla Georgia. Hanno inoltre 

allegato che faranno pervenire la documentazione originale richiesta dal 

Tribunale non appena sarà in loro possesso. Con la medesima missiva i 

ricorrenti hanno pure inoltrato un documento datato (…) che dimostrerebbe 

come il finanziamento per le cure del figlio chiesto a suo tempo all’autorità 

preposta georgiana, sarebbe stato respinto. Circa poi la situazione di sa-

lute del figlio, come dai certificati medici allegati, i ricorrenti asseriscono 

come risulterebbe che i medici ritengano opportuno effettuare una consu-

lenza multidisciplinare nel (…) atta a verificare se e quando sarà opportuno 

considerare una correzione chirurgica dell’affezione del bambino e le mo-

dalità d’intervento, nonché che fino a tale data sarebbe assolutamente ne-

cessario proseguire con la fisioterapia ed ergoterapia attualmente in corso, 

preferibilmente presso gli attuali presidi sanitari. Tramite la documenta-

zione trasmessa, i ricorrenti hanno affermato di voler dimostrare le reali 

condizioni di salute di B._______ e che in Georgia egli non avrebbe avuto, 

né avrà in futuro, alcun sostegno per le cure, come al contrario starebbe 

invece avvenendo in Svizzera. 

Quali mezzi di prova a sostegno dei loro asserti, i ricorrenti hanno prodotto 

oltreché una tabella delle prestazioni che sarebbero finanziate in Georgia 

con l’annessa traduzione (documento che equivarrebbe a quello presen-

tato in modo illeggibile dai ricorrenti con il ricorso); un documento inerente 

la (…) del (…); uno scritto del (…) indirizzato alla ricorrente del “(…)” con 

traduzione in italiano certificata annessa; i certificati medici del (…) della 

Dr.ssa L._______, rispettivamente del (…) e del (…) del Dr. med. 

D-1790/2019 

Pagina 7 

M._______, inerente lo stato di salute di B._______; nonché copia di una 

fotografia del ricorrente dormiente. 

G.  

Il 1° luglio 2020, l’autorità inferiore ha formulato la sua risposta al ricorso, 

chiedendo il suo respingimento. In primo luogo, ha sottolineato come gli 

interventi d’ordine ortopedico che i medici starebbero effettuando in  

Svizzera e che continuerebbero ad intraprendere anche in futuro, avreb-

bero quale scopo quello di migliorare nel limite del possibile la mobilità del 

bambino, ma non di guarire il medesimo. Del resto, delle cure di tipo pal-

liativo sarebbero già state seguite da quest’ultimo in Georgia e potranno 

esserlo anche in futuro. In seguito la SEM ha preso posizione in modo pun-

tuale circa i mezzi di prova presentati dagli insorgenti, concludendo in sunto 

che i medesimi non sarebbero atti a sostenere i loro asserti circa la man-

canza di copertura finanziaria delle cure necessarie al bambino in patria da 

parte dello Stato georgiano, anche citando alcune fonti per sostenere le 

sue conclusioni. Inoltre essi potrebbero ottenere un possibile ulteriore so-

stegno da parte di terze persone, come sarebbe già accaduto in un fran-

gente in passato.  

H.  

Tramite la loro replica datata 20 luglio 2020, i ricorrenti hanno espresso di 

non condividere la valutazione della SEM. In particolare, essi hanno riaf-

fermato come in Georgia loro non avrebbero ottenuto alcun sostegno per i 

trattamenti di B._______, Stato nel quale non gli avrebbero neppure messo 

a diposizione le cure riabilitative di cui egli necessiterebbe. In patria, la ri-

corrente ha inoltre riferito di non poter fare nulla per il bambino, in quanto 

non vi sarebbero gli specialisti per tali problematiche, al contrario che in 

territorio elvetico. Per il resto, le terapie in corso in Svizzera, che coinvol-

gerebbero diversi specialisti, non sarebbero di tipo palliativo, come a torto 

sostenuto dall’autorità inferiore, bensì avrebbero quale scopo di preparare 

al meglio la fase operatoria futura, per garantire una probabilità più elevata 

di successo dell’intervento. Quest’ultimo potrebbe inoltre migliorare di 

molto la qualità di vita del minore, rendendolo un po’ più autonomo. Hanno 

quindi concluso nuovamente all’accoglimento del ricorso, con il riconosci-

mento dell’inesigibilità dell’esecuzione del loro allontanamento verso la 

Georgia. 

I.  

Con osservazioni di duplica del 13 agosto 2020, l’autorità di prima istanza 

ha in un primo tempo sottolineato come gli interessati non avrebbero rispo-

sto alle sue puntuali valutazioni in relazione alla possibilità in Georgia di 

D-1790/2019 

Pagina 8 

ottenere l’assistenza medica per le persone indigenti, come pure della co-

pertura sanitaria gratuita che sarebbe prevista secondo il nuovo sistema 

georgiano di copertura dei costi di salute (lo “Universal Health Program”) 

per i bambini affetti da disabilità. In tale contesto, la SEM ha inoltre ram-

mentato come la medesima ricorrente avesse asserito che in Georgia 

avrebbe percepito per il figlio una pensione d’invalidità. La stessa rappre-

senterebbe in futuro un’entrata finanziaria importante. Pertanto, alla luce di 

tali elementi, l’assenza di un sostegno finanziario non potrebbe essere ad-

dotto dagli insorgenti quale motivo ostativo al loro rientro in patria. Inoltre, 

il quadro clinico del bambino sarebbe limpido: la diagnosi sarebbe cono-

sciuta e non sarebbe purtroppo possibile una guarigione, ma entrerebbe in 

considerazione soltanto un eventuale miglioramento. Tuttavia, come peral-

tro già confermato dal Tribunale nella sua giurisprudenza, la valutazione 

della SEM circa il fatto che una possibile migliore qualità di vita in Svizzera 

non sia un motivo valido contro l’esecuzione dell’allontanamento nel pro-

prio Paese d’origine, va mantenuta. Peraltro, l’autorità inferiore ha ribadito 

come in Georgia il ricorrente potrà comunque seguire la sua riabilitazione. 

Alla luce di tale quadro, non si potrebbe quindi ritenere come un rientro nel 

Paese d’origine condurrebbe ad una messa in pericolo seria della vita 

dell’insorgente, sia a causa della natura della sua malattia, sia poiché in 

Georgia esisterebbero trattamenti per migliorarne la mobilità. Del resto an-

che nei certificati medici consegnati dagli insorgenti, il rientro in patria non 

sarebbe visto come una messa in pericolo della sua vita, bensì come un’in-

terruzione del processo di miglioramento delle sue funzioni. Ciò non giusti-

ficherebbe una sua permanenza in Svizzera ai sensi della LAsi e della giu-

risprudenza, malgrado quanto auspicato comprensibilmente dalla madre. 

J.  

Nella loro triplica del 28 agosto 2020, i ricorrenti si sono riconfermati nelle 

precedenti conclusioni. Hanno in particolare ribattuto alle osservazioni 

della SEM, come la pensione d’invalidità erogata in Georgia a B._______, 

sia in pratica completamente ripresa dalla banca a copertura dei debiti pre-

gressi contratti dal padre. Inoltre, ciò che è sostenuto dai ricorrenti non è 

che egli si troverebbe in pericolo di vita se rientrasse in patria, quanto piut-

tosto che egli subirebbe un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più 

grave per la sua integrità fisica, essendo assente un trattamento medico 

adeguato. La ricorrente ribadisce in tale contesto come non avrebbe otte-

nuto alcun aiuto sociale in Georgia per affrontare la grave disabilità del fi-

glio e le cure ivi erogate non sarebbero in alcun modo da ritenere adeguate. 

A supporto dei loro asserti, essi hanno prodotto un ulteriore certificato me-

dico del Dr. med. M._______ del (…), nel quale il medico rileva come il 

D-1790/2019 

Pagina 9 

bambino presenterebbe una patologia ortopedica e sarebbe auspicabile 

che l’intervento chirurgico sia praticato in Svizzera. 

K.  

Il 16 settembre 2020 il Tribunale ha ricevuto una missiva indirizzatagli dal 

Dr. med. N._______, datata (…), sulla situazione medica di B._______. 

Nello stesso scritto, il medico sottolinea come il bambino necessiterebbe 

di fisioterapia intensiva nonché di probabili chirurgie per aiutarlo ad alli-

neare i piedi e ad avere una marcia più adeguata. Ha inoltre auspicato che 

sia permesso al ricorrente di rimanere in Svizzera per il seguito dei suoi 

trattamenti. 

L.  

Per il tramite della sua quadruplica del 2 ottobre 2020, l’autorità inferiore 

ha in particolare rilevato come il debito contratto dal marito della ricorrente 

si sarebbe nel frattempo estinto secondo le sue stesse asserzioni. Per-

tanto, essi disporrebbero in Georgia di un’entrata finanziaria importante, 

tenuto conto del suo importo in rapporto al salario medio percepito nel 

Paese. Circa poi i trattamenti di cui beneficerebbe in Svizzera il bambino, 

la SEM ha ribadito come delle cure per migliorare la sua mobilità sarebbero 

presenti anche in Georgia. I nuovi certificati medici presentati, non mute-

rebbero tale valutazione. Per di più gli effetti delle cure che seguirebbe in 

Svizzera non determinerebbero un rapido miglioramento delle sue condi-

zioni di salute rispetto a quanto avverrebbe in Georgia. Pertanto la SEM 

riterrebbe il suo allontanamento esigibile. Da ultimo, l’autorità precitata ha 

rammentato la possibilità per i ricorrenti di rivolgersi al consultorio canto-

nale preposto per beneficiare di aiuti per quanto riguarda l’assistenza per 

l’organizzazione del rientro, la distribuzione di medicamenti, così come per 

il supporto durante e dopo il rimpatrio. 

Le summenzionate osservazioni sono state trasmesse per conoscenza ai 

ricorrenti dal Tribunale con ordinanza del 16 ottobre 2020 (cfr. risultanze 

processuali), nella quale la scrivente autorità ha pure pronunciato la chiu-

sura dello scambio di scritti, riservando tuttavia la possibilità di eventuali 

misure istruttorie supplementari necessarie. 

 

M.  

M.a Con decisione incidentale del 9 settembre 2021, sulla base degli atti 

di causa presentati, il Tribunale ha invitato gli insorgenti a produrre un cer-

tificato medico inerente lo stato valetudinario aggiornato di B._______, 

D-1790/2019 

Pagina 10 

come pure ad esprimersi se ed in che misura intendano mantenere il loro 

ricorso ai sensi dei considerandi, entro il termine del 24 settembre 2021. 

M.b I ricorrenti hanno risposto alle richieste formulate dal Tribunale con 

scritto del 24 settembre 2021 (cfr. risultanze processuali), in particolare 

esprimendovi la volontà di mantenere il loro ricorso sia sotto il profilo del 

riconoscimento della qualità di rifugiato e della concessione dell’asilo, che 

sotto quello dell’esecuzione dell’allontanamento. Hanno inoltre prodotto in 

allegato i certificati medici del (…) della Dr.ssa L._______ rispettivamente 

del (…) del Dr. med. N._______. Nel primo referto medico citato, si indica 

segnatamente come per il minore sia prevista un’operazione chirurgica il 

(…) ed in seguito sarebbe da prevedere un periodo di convalescenza di 

almeno sei settimane.  

N.  

N.a Sulla scorta di quanto sopra, il Tribunale ha invitato i ricorrenti ad ag-

giornarlo ancora una volta riguardo lo stato di salute dell’insorgente con 

decisione incidentale del 25 gennaio 2022, esprimendo segnatamente in 

un apposito certificato medico se l’operazione chirurgica prevista per il (…) 

abbia avuto luogo e l’esito della stessa come pure delle cure e trattamenti 

effettuati successivamente allo stesso e gli eventuali previsti e necessari 

per il futuro (cfr. risultanze processuali). 

N.b Alle richieste del Tribunale gli insorgenti hanno dato riscontro con mis-

siva del 7 febbraio 2022 ed annessi i certificati medici del (…) del Dr. med. 

N._______ rispettivamente del (…) della Dr.ssa L._______ (cfr. risultanze 

processuali). 

O.  

Ulteriori fatti e argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 

LAsi). La presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. cpv. 1 delle 

Disposizioni transitorie della modifica del 25 settembre 2015 della nuova 

LAsi). 

D-1790/2019 

Pagina 11 

Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell’art. 5 PA. 

I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, 

sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un inte-

resse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto sono legittimati ad aggravarsi contro di 

essa. 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 vecchia LAsi), alla 

forma e al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 

PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

3.  

Il Tribunale tiene conto della situazione nel paese d’origine dell’insorgente 

e degli elementi che si presentano al momento della sentenza, prendendo 

quindi in considerazione l’evoluzione della situazione avvenuta dopo il de-

posito della domanda d’asilo (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.6 con ulteriori 

riferimenti citati; DTAF 2010/44 consid. 3.6). 

4.  

Preliminarmente si rileva come, avendo i ricorrenti confermato su richiesta 

del Tribunale, con scritto del 24 settembre 2021, la loro volontà di mante-

nere le loro conclusioni sia in merito al riconoscimento della qualità di rifu-

giato ed alla concessione dell’asilo che in relazione all’esecuzione dell’al-

lontanamento (cfr. anche supra lett. M), e tenuto conto del fatto che l’og-

getto del litigio è delimitato dalle conclusioni delle parti (cfr. MOSER/ 

BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 

D-1790/2019 

Pagina 12 

2ª ed, 2013, pag. 26), il Tribunale esaminerà di seguito entrambe le que-

stioni litigiose.  

5.  

5.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. 

Esso include il diritto di risiedere in Svizzera.  

Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte a tali pregiudizi. 

Nei pregiudizi seri rientrano segnatamente l’esposizione a pericolo della 

vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano 

una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). 

5.2 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). È pertanto necessario che i fatti 

allegati dal richiedente l’asilo siano sufficientemente sostanziati, plausibili 

e coerenti fra loro; in questo senso dichiarazioni vaghe, quindi suscettibili 

di molteplici interpretazioni, contraddittorie in punti essenziali, sprovviste di 

una logica interna, incongrue ai fatti o all’esperienza generale di vita, non 

possono essere considerate verosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi. È altresì ne-

cessario che il richiedente stesso appaia come una persona attendibile, 

ossia degna di essere creduta. Questa qualità non è data, in particolare, 

quando egli fonda le sue allegazioni su mezzi di prova falsi o falsificati 

(art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti o li espone consapevolmente in 

maniera falsata, in corso di procedura ritratta dichiarazioni rilasciate in pre-

cedenza o, senza motivo, ne introduce tardivamente di nuove, dimostra 

scarso interesse nella procedura oppure nega la necessaria collabora-

zione. Non è in ogni caso indispensabile che le allegazioni del richiedente 

l’asilo siano sostenute da prove rigorose; al contrario, è sufficiente che l’au-

torità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi circa alcune afferma-

zioni, sia persuasa che, complessivamente, tale versione dei fatti sia in 

preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimiglianza non deve, infatti, 

ridursi a una mera verifica della plausibilità del contenuto di ogni singola 

D-1790/2019 

Pagina 13 

allegazione, bensì dev’essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi 

essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo sarà dunque determinare, 

da un punto di vista oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella 

fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e relativi riferimenti). 

6.  

6.1 All’occorrenza, v’è da determinare se la SEM ha considerato a ragione 

che alcune delle dichiarazioni rilasciate dalla ricorrente nel corso delle au-

dizioni non soddisfino le esigenze di verosimiglianza ex art. 7 LAsi ed altre 

le condizioni relative al riconoscimento della qualità di rifugiato esposte 

all’art. 3 LAsi. 

6.1.1 La ricorrente, nel corso delle sue audizioni, ha riferito di temere delle 

persecuzioni da parte di conoscenti criminali del marito, quest’ultimo dece-

duto nel (…) del (…), ai fini di vendetta, nel caso di un suo rientro nel Paese 

d’origine. Tali timori si fonderebbero sul fatto che il figlio, sarebbe stato spa-

ventato da terzi, che ella riconduce a persone del giro del marito defunto, 

come pure l’incendio e la distruzione della casa del marito sita a G._______ 

nel (…) del (…) sarebbe l’opera di questi ultimi. Tuttavia, v’è luogo in un 

primo tempo di osservare come le dichiarazioni esposte dall’interessata, si 

limitano a delle semplici affermazioni di parte, non fondate su alcun ele-

mento di qualsivoglia sostanza e concretezza (cfr. verbale 1, p.to 7.01 seg., 

pag. 7 e seg.). In particolare, la ricorrente non ha fornito alcun mezzo di 

prova a sostegno del fatto che l’abitazione presente a G._______ sia bru-

ciata e distrutta come da lei descritto. Altresì, ella è risultata incoerente e 

fumosa nelle sue dichiarazioni riguardo allo spavento avuto dal figlio. Nel 

corso dell’audizione sulle generalità, ella ha difatti raccontato che il figlio 

sarebbe stato spaventato una volta da una macchina che si sarebbe fer-

mata vicino al cancello della casa di G._______ (cfr. verbale 1, p.to 7.02, 

pag. 8), senza tuttavia offrire ulteriori dettagli concreti circa l’accaduto. Suc-

cessivamente, nell’audizione dell’(…) febbraio 2019 ha invece riferito in 

modo contraddittorio come il figlio sarebbe stato spaventato diverse volte 

allorché si trovavano a G._______, e che venivano – quindi implicitamente 

includendo anche lei stessa – spaventati ogni sera (cfr. verbale 2, D43, 

pag. 6), senza tuttavia mai indicare né l’autore né le circostanze di tali pre-

sunti eventi. Nella continuazione dell’audizione in data (…) febbraio 2019, 

ha invece indicato nuovamente un’unica circostanza nella quale solamente 

il figlio sarebbe stato spaventato nel cortile, ma anche qui senza riuscire a 

fornire ulteriori dettagli di tale episodio. Anzi riferendo di aver unicamente 

trovato il bambino molto spaventato, ma senza neppure allegare di aver 

visto una macchina al cancello come nella prima narrazione dell’episodio, 

anzi facendo intendere che lei non avrebbe visto e sentito nulla a parte il 

D-1790/2019 

Pagina 14 

pianto del bambino a seguito del quale sarebbe accorsa (cfr. verbale 3, 

D22 segg., pag. 4). Peraltro, la ricorrente stessa ha ammesso che il ricon-

durre tali eventi agli ex conoscenti del marito, non fosse fondato su alcun 

indizio concreto (cfr. verbale 3, D25, pag. 4), ma soltanto sul fatto che non 

ci sarebbero stati ulteriori motivi di timore per la loro famiglia se non deri-

vanti da tali persone (cfr. verbale 3, D23 segg., pag. 4). Altresì, ella non ha 

mai dichiarato di essersi rivolta alle autorità del suo Paese d’origine per 

denunciare qualsivoglia azione nei suoi confronti da parte di terzi, anzi ha 

espressamente asserito di non aver denunciato la distruzione della casa 

sita a G._______ alle autorità georgiane (cfr. verbale 3, D31, pag. 5), ed 

inoltre che lei non avrebbe mai avuto problemi con terze persone né con le 

autorità georgiane (cfr. verbale 1, p.to 7.02, pag. 8). Tali ultime evenienze, 

rafforzano ancora più la conclusione dell’inverosimiglianza delle circo-

stanze sopra descritte ed addotte dall’insorgente quali motivi d’asilo. Le 

argomentazioni non maggiormente dettagliate presentate dai ricorrenti con 

il gravame, non sono atte in alcun modo a modificare la predetta valuta-

zione del Tribunale. 

6.1.2 Vista l’inverosimiglianza delle dichiarazioni della ricorrente relative 

agli avvenimenti che li avrebbero condotti alla partenza dalla Georgia, la 

questione a sapere se questi sarebbero pertinenti in materia d’asilo po-

trebbe rimanere aperta. Ciò nonostante, si osserva a titolo aggiuntivo come 

gli eventi addotti dall’insorgente non appaiono all’evidenza neppure adem-

piere le condizioni dell’art. 3 LAsi, in quanto non rientrati nei motivi esau-

stivamente previsti all’art. 3 cpv. 1 LAsi (razza, religione, nazionalità, ap-

partenenza a un determinato gruppo sociale o opinioni politiche). Per di 

più, trattandosi di un rischio di esposizione ad atti pregiudizievoli emanati 

da terzi e non da entità statali, occorrerebbe ancora, perché il gravame 

meriti accoglimento, che i ricorrenti non siano in misura di ottenere un’ap-

propriata protezione in patria (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 con riferimenti 

citati; DTAF 2011/51 consid. 6.1; cfr. fra le altre anche le sentenze del Tri-

bunale E-55/2021 del 26 gennaio 2021 consid. 5.3.3, D-4380/2020 del 

9 settembre 2020). Altresì, nel caso in cui lo stato d’origine sia stato desi-

gnato come sicuro ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, esiste anche una 

presunzione legale di protezione contro i pregiudizi da parte di terze entità 

(cfr. fra le altre le sentenze del Tribunale D-5366/2021 del 22 dicem-

bre 2021, D-4380/2020, D-1376/2020 del 30 marzo 2020 consid. 7.1; cfr. 

anche DTF 138 II 513 consid. 7.3). Tale presunzione può essere sovvertita 

solo in presenza di indizi concreti (cfr. fra le tante la sentenza del Tribunale 

E-4044/2021 del 28 settembre 2021 consid. 5.2). Ne discende quindi che 

una sola possibilità remota di una persecuzione futura non sia sufficiente 

(cfr. sentenza del Tribunale E-4044/2021 consid. 5.2). Si può difatti esigere 

D-1790/2019 

Pagina 15 

da un richiedente l’asilo che abbia prima esaurito le possibilità di protezione 

contro delle eventuali persecuzioni non statali prima di sollecitare quelle di 

uno Stato terzo (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e riferimenti citati, 2011/51 

consid. 6.1; sentenza del Tribunale E-6009/2017 del 4 luglio 2018 con-

sid. 3). Nella presente disamina, come già sopra rilevato (cfr. supra con-

sid. 6.1.1), la richiedente non si è mai rivolta alle autorità del suo Paese 

d’origine, né per chiarire il decesso del marito (cfr. verbale 3, D39, pag. 6) 

né per denunciare l’incendio, a suo dire doloso, avvenuto presso la casa 

sita a G._______ (cfr. verbale 3, D31, pag. 5). Ciò malgrado la Georgia sia 

stata designata come Stato d’origine sicuro («safe country») dal Consiglio 

federale il 28 agosto 2019 e da allora figura nella lista degli Stati d’origine 

o di provenienza esenti da persecuzioni (cfr. Allegato 2 dell’ordinanza 1 

sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, 

RS 142.311]), e pertanto è presunto in particolare che delle garanzie di 

protezione contro delle persecuzioni non statali siano date (cfr. tra le tante 

la sentenza del Tribunale D-5366/2021 del 22 dicembre 2021). Agli atti 

all’inserto nulla indica che la Georgia non offrirebbe ai ricorrenti la prote-

zione da comportamenti di terze persone delle quali si pretendono vittime, 

né sussistono nell’incarto degli elementi concreti e convincenti dimostrativi 

del fatto che le autorità georgiane non sarebbero in misura o non intende-

rebbero apportare una protezione adeguata agli insorgenti in caso di ne-

cessità. 

6.1.3 Tenuto conto di quanto precede, le dichiarazioni della ricorrente in 

rapporto agli avvenimenti che l’avrebbero condotta assieme al figlio 

all’espatrio sopra esposti non possono essere ritenute né verosimili né ri-

levanti ai sensi dell’asilo. Pertanto, i ricorrenti non hanno reso credibile il 

loro timore di subire dei pregiudizi pertinenti in materia d’asilo in caso di 

ritorno nel loro Paese d’origine. 

6.1.4 Le ulteriori allegazioni espresse dalla ricorrente a supporto del loro 

espatrio – ed esplicitamente riportati quali motivi principali della partenza 

dalla Georgia – ovvero le difficoltà economiche che avrebbero riscontrato 

in patria, la mancanza dell’aiuto finanziario da parte dello Stato georgiano, 

delle condizioni di cura e di trattamento adatte alle esigenze del figlio, come 

pure l’assenza di un lavoro e di una casa (cfr. verbale 1, p.to 7.01, pag. 8 

e p.to 7.03, pag. 8 seg.; verbale 2, D18, pag. 3; D35, pag. 5; D43 segg., 

pag. 5 seg.; verbale 3, D13 segg., pag. 2 seg.), non risultano essere all’evi-

denza dei motivi rilevanti ai sensi dell’art. 3 LAsi, come considerato a ra-

gione nella decisione impugnata dall’autorità inferiore. Ciò in quanto deri-

vanti esclusivamente da motivazioni economiche e mediche, e quindi dalla 

situazione personale dei ricorrenti, in totale assenza di agenti esterni di 

D-1790/2019 

Pagina 16 

persecuzione, e quindi non rientrati nella nozione di persecuzione esposta 

nella summenzionata norma (cfr. sentenza del Tribunale D-7066/2018 

dell’8 luglio 2020 consid. 6). 

6.2 La SEM ha quindi a giusto titolo negato la qualità di rifugiato ai ricor-

renti. Il ricorso, sul punto in questione dell’asilo e della qualità di rifugiato 

va conseguentemente respinto. 

7.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene 

però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). 

I ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe 

dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera (art. 14 

cpv. 1 e 2 nonché art. 44 LAsi come pure art. 32 OAsi 1; DTAF 2013/37 

consid. 4.4). 

Pertanto, anche la pronuncia dell’allontanamento va confermata. 

8.  

8.1 Per quanto concerne l’esecuzione dell’allontanamento, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, l’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro inte-

grazione (LStrI, nuova denominazione e testo legislativo in vigore dal 

1° gennaio 2019; RS 142.20) prevede che la stessa sia ammissibile 

(cpv. 3), ragionevolmente esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di 

non adempimento di una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammis-

sione provvisoria (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 1 LStrI). 

8.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli 

ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento 

della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il 

ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un 

ostacolo all’esecuzione dell’allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 con-

sid. 10.2). Inoltre, lo stato di fatto determinante in materia di esecuzione 

dell’allontanamento è quello che esiste al momento in cui si statuisce (cfr. 

DTAF 2009/51 consid. 5.4). 

9.  

9.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI l’esecuzione dell’allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera. La portata di detta norma non si 

D-1790/2019 

Pagina 17 

esaurisce nella massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni 

di diritto internazionale della Svizzera possono essere ostativi all’esecu-

zione del rimpatrio in particolare l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione 

contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 

del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti 

dell’uomo (di seguito: CorteEDU) ha più volte ribadito che la sola possibilità 

di subire dei maltrattamenti dovuti a una situazione di insicurezza generale 

o di violenza generalizzata nel Paese di destinazione non è sufficiente per 

ritenere una violazione dell’art. 3 CEDU. Spetta infatti all’interessato pro-

vare o rendere verosimile l’esistenza di seri motivi che permettano di rite-

nere che egli correrà un reale rischio («real risk») di essere sottoposto, nel 

Paese verso il quale sarà allontanato, a trattamenti contrari a detti articoli 

(cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti). 

9.2 Nel caso in esame, visto che gli insorgenti non sono riusciti a dimo-

strare l’esistenza di seri pregiudizi o il fondato timore di essere esposti a 

tali pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi, in quanto le dichiarazioni della ricor-

rente a supporto delle loro domande d’asilo in parte sono state ritenute 

inverosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi ed in parte irrilevanti in virtù dell’art. 3 

LAsi, essi non possono prevalersi del principio del divieto di respingimento 

ex art. 5 LAsi, poiché è una disposizione che protegge unicamente le per-

sone alle quali è stata riconosciuta la qualità di rifugiato. Pertanto, l’esecu-

zione dell’allontanamento dei ricorrenti, non viola il principio del divieto di 

respingimento come definito nella disposizione precitata. Inoltre, per le ra-

gioni già sopra enucleate, i ricorrenti non dimostrano né rendono per lo 

meno verosimile che esisterebbe per loro un rischio reale, fondato su dei 

seri motivi, di essere vittime di tortura o di trattamenti inumani o degradanti 

ai sensi dell’art. 3 CEDU o dell’art. 3 Conv. tortura in caso di esecuzione 

dell’allontanamento nel loro Paese d’origine. 

9.3  

9.3.1 Per quanto concerne una persona con problemi di salute, secondo la 

giurisprudenza della CorteEDU, il ritorno forzato della stessa non è suscet-

tibile di costituire una violazione dell’art. 3 CEDU che se la medesima si 

trovi in uno stadio a tal punto avanzato e terminale da lasciar presupporre 

che, a seguito del suo trasferimento, la sua morte appaia come una pro-

spettiva prossima (cfr. sentenza della CorteEDU N. contro Regno Unito del 

27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1). Si tratta di casi ec-

cezionali, nel senso che la persona in questione deve riportare uno stato 

di salute a tal punto alterato che l’ipotesi del suo rapido decesso dopo il 

ritorno deve confinare con una certezza (cfr. sentenza del Tribunale  

D-2151/2019 del 24 febbraio 2021 consid. 4.6). Tale giurisprudenza è stata 

D-1790/2019 

Pagina 18 

ulteriormente precisata, nel senso che il ritorno dell’interessato può pure 

risultare contrario all’art. 3 CEDU se nello Stato di destinazione non vi sono 

i trattamenti medici adeguati, e la persona in questione sarà quindi con-

frontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggiora-

mento delle sue condizioni di salute comportante delle intense sofferenze 

o una significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza della  

CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 

segg.; cfr. anche DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2). 

9.3.2 Dal profilo medico, per quanto il Tribunale non intenda minimizzare i 

problemi di salute dell’insorgente 2, le affezioni dell’interessato (cfr. infra 

consid. 10.4.2), non appaiono essere, visti gli atti all’inserto, di una gravità 

tale che l’esecuzione dell’allontanamento dei ricorrenti sarebbe da ritenere 

inammissibile ai sensi della giurisprudenza sopra citata. Occorre rammen-

tare in proposito che le questioni di natura medica possono avere influssi 

sull’ammissibilità dell’allontanamento solo in casi straordinari e di estrema 

gravità (cfr. tra le altre DTAF 2009/2 consid. 9.1.2-9.1.6), ciò che però, 

come si vedrà dappresso (cfr. infra consid. 10.4.3 seg.) e per quanto la 

situazione di salute dell’insorgente sia di un’indubbia serietà, non rientra 

nella restrittiva giurisprudenza Paposhvili testé referenziata.  

9.4 Pertanto, l’esecuzione dell’allontanamento dei ricorrenti non risulta tra-

sgredire ad alcun obbligo della Svizzera derivante dal diritto internazionale, 

ed è quindi da ritenere ammissibile (art. 83 cpv. 3 LAsi in relazione con 

l’art. 44 LAsi). 

10.  

10.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non è ra-

gionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, lo 

straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situa-

zioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza me-

dica. 

10.2 Tale disposizione si applica principalmente ai «réfugiés de la  

violence», ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni della qua-

lità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che fuggono 

da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza generalizzata. Essa 

vale anche nei confronti delle persone per le quali l’allontanamento com-

porterebbe un pericolo concreto, in particolare perché esse non potrebbero 

più ricevere le cure delle quali esse hanno bisogno o che sarebbero, con 

ogni probabilità, condannate a dover vivere durevolmente e irrimediabil-

mente in stato di totale indigenza e pertanto esposte alla fame, ad una 

D-1790/2019 

Pagina 19 

degradazione grave del loro stato di salute, all’invalidità o persino alla 

morte. Per contro, le difficoltà socio-economiche che costituiscono l’ordi-

naria quotidianità d’una regione, in particolare la penuria di cure, di alloggi, 

di impieghi e di mezzi di formazione, non sono sufficienti, in sé, a concre-

tizzare una tale esposizione al pericolo. L’autorità alla quale incombe la 

decisione deve dunque, in ogni singolo caso, stabilire se gli aspetti umani-

tari legati alla situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione 

nel suo Paese siano tali da esporlo ad un pericolo concreto (cfr. 

DTAF 2014/26 consid. 7.6-7.7 con rinvii). 

10.3 Si tratta dunque di esaminare dappresso, con riferimento ai criteri sue-

sposti, se gli insorgenti concludono a giusta ragione o meno al carattere 

inesigibile dell’esecuzione dell’allontanamento, tenuto conto della situa-

zione generale vigente attualmente in Georgia, da un lato, e della loro si-

tuazione personale, dall’altro. 

10.3.1 Innanzitutto in Georgia – ad eccezione delle regioni secessioniste 

dell’O._______ e dell’P._______, dalle quali i ricorrenti non provengono – 

Stato designato dal Consiglio federale come Stato terzo sicuro («safe 

country») con effetto al 1° ottobre 2019 (cfr. anche supra consid. 6.1.2), 

non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza ge-

neralizzata che coinvolga l’insieme della popolazione nella totalità del ter-

ritorio nazionale che permetta di presumere, a priori e indipendentemente 

dalle circostanze della fattispecie – a proposito di tutti i cittadini di tale 

paese – l’esistenza di una messa in pericolo concreta ai sensi dell’art. 83 

cpv. 4 LStrI. A tal proposito, va inoltre rammentato che il Consiglio federale 

ha inserito la Georgia nella lista dei paesi verso i quali l’esecuzione dell’al-

lontanamento è di principio ragionevolmente esigibile (cfr. art. 18 e Allegato 

2 dell’Ordinanza concernente l’esecuzione dell’allontanamento e 

dell’espulsione di stranieri dell’11 agosto 1999; RS 142.281, OEAE; cfr. in 

merito fra le tante le sentenze del Tribunale E-2301/2020 del 3 gen-

naio 2022 consid. 8.2, E-5076/2021 del 9 dicembre 2021 consid. 9.2,  

E-4715/2021 del 2 novembre 2021 consid. 9.3.1).  

10.3.2 Per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura in cui, nel 

caso di rientro nel loro paese d’origine o di provenienza, potrebbero non 

ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni minime 

d’esistenza. Per cure essenziali, si intende le cure di medicina generale e 

d’urgenza assolutamente necessarie alla garanzia della dignità umana. 

L’art. 83 cpv. 4 LStrI, non può invece essere interpretato quale norma che 

D-1790/2019 

Pagina 20 

comprenderebbe un diritto di soggiorno lui stesso indotto da un diritto ge-

nerale di accesso in Svizzera a delle misure mediche tendenti al recupero 

della salute o a mantenerla, per il semplice motivo che l’infrastruttura ospe-

daliera o le regole dell’arte medica nel paese d’origine o di destinazione 

dell’interessato, non raggiungono lo standard elevato elvetico (cfr. 

DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati). In tal senso, se le cure ne-

cessarie possono essere assicurate nel paese d’origine del richiedente, 

all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento in tale Paese sarà ragionevolmente esi-

gibile. Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in 

ragione dell’assenza di possibilità di trattamento adeguato, lo stato di sa-

lute dell’interessato si degraderebbe così rapidamente al punto da con-

durlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o ad 

un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più grave della sua integrità 

fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati). 

Infine, vista la definizione di cure essenziali precitata, la tradizione umani-

taria della Svizzera non ha vocazione ad applicarsi in favore di cittadini di 

paesi terzi che hanno messo a profitto l’esenzione dell’obbligo di essere 

muniti di un visto d’entrata per attraversare le frontiere esterne degli Stati 

membri dello spazio Schengen per dei soggiorni di corta durata (inferiori a 

90 giorni su di un periodo totale di 180 giorni), per entrare in Svizzera e 

sollecitare un diritto al soggiorno di lunga durata in vista di accedere gra-

tuitamente a delle cure costose, o a dei trattamenti di medicina specialistica 

sconosciuti nel loro paese, e migliorare così le loro possibilità di guarigione 

di una malattia preesistente (cfr. nello stesso senso le sentenze del Tribu-

nale D-2871/2019 dell’11 agosto 2021 consid. 6.3, D-7334/2018 del 

28 febbraio 2019 e E-6609/2018 del 4 dicembre 2018). 

10.4  

10.4.1 In tale contesto, lo scrivente Tribunale ha già più volte avuto occa-

sione di constatare (cfr. in merito fra le tante le sentenze E-2301/2020 con-

sid. 8.3.3, E-5076/2021 consid. 9.4.1, D-2871/2019 consid. 6.5 con ulte-

riori riferimenti citati, D-2122/2020 del 4 maggio 2020 consid. 9.3.2.1,  

D-1903/2020 del 16 aprile 2020 consid. 9.3.3 con ulteriore riferimento ci-

tato) come negli ultimi anni, il sistema di salute in Georgia, ha conosciuto 

un’importante ristrutturazione e dei grandi progressi sono stati realizzati, 

nel senso che il trattamento della maggior parte delle problematiche fisiche 

e psichiche sarebbe ora possibile, anche se non corrisponde agli standard 

medici svizzeri. Inoltre il risanamento dei centri ospedalieri e delle strutture 

mediche già presenti, così come la costruzione di nuovi ospedali, grazie 

all’impiego d’importanti mezzi finanziari, ha comportato un miglioramento 

D-1790/2019 

Pagina 21 

considerevole della rete sanitaria, avendo la maggior parte degli abitanti 

del paese la possibilità di consultare un medico in buone condizioni. La 

maggior parte dei medicamenti correnti sono dipoi disponibili, segnata-

mente nelle reti farmaceutiche. In particolare, a partire dalla messa in fun-

zione del nuovo sistema finanziario statale dell’assicurazione-malattia uni-

versale, cosiddetto “Universal Health Care Program” (UHCP), nel febbraio 

del 2013, la copertura dell’assicurazione-malattia gratuita è assicurata a 

tutte le persone che in precedenza ne erano sprovviste, e copre un insieme 

di cure primarie e secondarie, come pure l’acquisto di un certo numero di 

medicamenti. La riforma dell’UHCP nel 2017 ha introdotto un meccanismo 

di sostegno finanziario limitato per l’acquisto di ulteriori medicamenti, che 

sono altrimenti a carico quasi interamente degli interessati, per le persone 

socialmente vulnerabili o indigenti. Le stesse possono invero farsi rimbor-

sare, in principio, il 90% dei costi del medicamento, se questo costa almeno 

1 GEL, per le patologie seguenti: problemi cardio-vascolari o cardiaci cro-

nici, malattia cronica dei polmoni, diabete (tipo 2) e problematiche della 

tiroide (cfr. Organisation suisse d’aide aux réfugiés [OSAR], Géorgie: ac-

cès à des soins médicaux, 28 agosto 2018, pag. 3 segg.; SEM, Focus 

Georgien, Reform im Gesundheitswesen: Staatliche Gesundheitspro-

gramme und Krankenversicherung, 21 marzo 2018). Se non è escluso che 

i pazienti debbano a volte sostenere circa il 10% dei costi dei medicamenti, 

tuttavia in caso d’incapacità finanziaria, possono indirizzarsi alla “Referral 

Service Commission”, che in alcuni casi completa le prestazioni erogate 

dall’UHCP, in particolare per delle famiglie giudicate come vulnerabili (cfr. 

sentenza E-3849/2021 del 3 settembre 2021). A partire dal mese di maggio 

del 2017, l’UHCP prende in considerazione il reddito di ciascun cittadino 

per determinare la somma della presa in carico finanziaria dei costi medici. 

Le persone che dispongono di un reddito elevato sono escluse dall’assicu-

razione universale, mentre che quelle con un reddito medio, vi hanno un 

accesso limitato. Per quanto concerne i gruppi di persone vulnerabili, i 

bambini ed i pensionati, beneficiano invece di tutte le prestazioni dell’UHCP 

(cfr. OSAR, ibidem, pag. 3 segg.; sentenze del Tribunale E-5446/2019 del 

7 aprile 2020 consid. 4.3.2 con ulteriori riferimenti ivi citati, D-339/2020 e 

D-360/2020 del 27 gennaio 2020 consid. 10.3.3 con ulteriori riferimenti ci-

tati). Secondo l’ultimo rapporto annuale dell’US Social Security Administra-

tion (SSA), le persone che soffrono di disabilità in Georgia e che apparten-

gono al gruppo I (disabilità severa) o al gruppo II (disabilità da moderata a 

significativa), sono idonee per ottenere una rendita d’invalidità (cfr. SSA, 

Social Security Programs Throughout the World: Asia and the Pacific, 

2018, marzo 2019, per la Georgia cfr. pag. 91-92 < https://www.ssa.gov/po-

licy/docs/progdesc/ssptw/2018-2019/asia/ssptw18asia.pdf > consultabile 

D-1790/2019 

Pagina 22 

anche quale estratto al sito internet < https://www.ecoi.net/en/file/lo-

cal/2005493/georgia.pdf >, consultati da ultimo il 10 febbraio 2022; cfr. an-

che la sentenza del Tribunale E-5076/2021 con ulteriore riferimento citato). 

Questa si eleverebbe a 180 GEL (o l’equivalente di CHF 60.–), per le per-

sone appartenenti al gruppo I e di 100 GEL (o l’equivalente di CHF 33.–) 

per le persone del gruppo II (cfr. OSAR, Géorgie: accès à des soins de 

neuro-réhabilitation pour une personne paraplégique, 16 settembre 2019, 

< https://www.osar.ch/fileadmin/user_upload/Publikationen/Herkunftslaen-

derberichte/Europa/Georgien/190916-geo-acces-soins-paraplegique-f.pdf 

>, consultato da ultimo il 10 febbraio 2022). Inoltre, le persone che ricevono 

una rendita (quindi anche quella d’invalidità), per dei trattamenti medici non 

coperti dall’assicurazione-malattia universale, ricevono in aggiunta un im-

porto di 100 GEL al mese per tre mesi (cfr. International Organization for 

Migration [IOM], Länderinformationsblatt Georgia, 2017, < https://files.re-

turningfromgermany.de/files/CFS_2017_Georgien_DE.pdf >, pag. 4, con-

sultato da ultimo il 10 febbraio 2022). Oltracciò, le famiglie al di sotto della 

soglia di povertà, possono segnatamente ricevere un assegno di sussi-

stenza che parte da 30 GEL per membro famigliare sino ad arrivare a 60 

GEL (ciò che dipende dalla grandezza della famiglia). Altresì, a causa 

dell’emergenza Covid-19, le famiglie al di sotto della soglia di povertà rice-

vono (non occorre alcuna registrazione in merito e verrà corrisposto entro 

un termine di sei mesi) un aiuto sociale che parte da 70 GEL sino a 350 

GEL (l’importo che verrà erogato, dipenderà dalla taglia della famiglia) a 

cui si sommano 100 GEL per bambino se una famiglia ha tre bambini o più 

tra l’età compresa tra 0 e 16 anni. Per persone con disabilità severe, tale 

importo ammonta a 100 GEL al mese (cfr. IOM, Georgia, Country Fact 

sheet 2020, < https://files.returningfromgermany.de/files/CFS_2020_Geor-

gia_EN.pdf >, consultato da ultimo il 10 febbraio 2022). 

10.4.2 Dalla documentazione medica all’inserto, risulta che il ricorrente 2 è 

affetto da una grave forma di artrogriposi congenita (condizione che com-

porta rigidità articolare) severa presente già dal (…) di vita, sia al livello dei 

membri superiori che di quelli inferiori, principalmente con delle deforma-

zioni a livello dei piedi e rigidità maggiore a livello delle ginocchia. Secondo 

il rapporto medico del Dr. med. K._______, medico specialista in pediatria 

ed in medicina interna, del (…) (cfr. atto A29/4), per la diagnosi definita 

quale emiplegia spastica e artrogriposi, non è previsto alcun trattamento, 

né risulta d’urgenza vitale intraprenderne uno, in quanto vista la gravità 

dell’emiplegia non è possibile guarire, ma soltanto migliorarne leggermente 

la mobilità delle articolazioni. Dal successivo certificato medico emesso il 

(…) dal Dr. med. M._______, risulta come il bambino non riusciva a muo-

vere il pollice dell’arto superiore destro, per il quale sarebbe stato rivisto in 

D-1790/2019 

Pagina 23 

un ulteriore consulto. Con le ortesi di cui beneficia, il bambino sarebbe inol-

tre molto migliorato. Per i piedi invece, essendo plantigradi, il medico os-

serva come si potrà intervenire chirurgicamente, con un intervento effet-

tuato attorno ai (…) anni d’età del bambino. Dal certificato medico della 

Dr.ssa med. L._______ del (…), medico specialista in pediatria, emerge 

come il ricorrente 2 per tali patologie stia seguendo delle regolari sedute di 

fisioterapia ed ergoterapia, accompagnati da controlli medico-strumentali e 

di adattamento delle ortesi prescrittegli. Inoltre, una visita multidisciplinare 

sarebbe stata fissata per il (…) con lo scopo di verificare se e quando sa-

rebbe opportuno effettuare una correzione chirurgica e le modalità opera-

torie. Intervento chirurgico e proseguimento delle terapie e controlli speci-

fici, che i medici che hanno in carico l’insorgente, hanno più volte auspicato 

fossero effettuati in Svizzera (cfr. certificati medici del […] della Dr.ssa med. 

L._______, del […] del Dr. med. M._______, del […] del Dr. med. 

M._______, dell’[…] e del […] del Dr. med. N._______). Dagli ultimi certifi-

cati medici disponibili e recenti, risulta come il bambino sia stato sottoposto 

ad un’operazione della mano che ne avrebbe ottimizzato la funzionalità, 

ma sarebbe necessario, secondo la sua pediatra, proseguire l’ergoterapia 

per la stabilizzazione del risultato chirurgico (cfr. certificato medico del […] 

della Dr.ssa med. L._______). Altresì recentemente egli sarebbe stato ope-

rato alla gamba destra ai fini di riallineare il suo piede, con una buona evo-

luzione (cfr. certificato medico del […] del Dr. med. N._______). Il medico 

specialista predetto, ha pure rilevato come un secondo intervento chirur-

gico verrebbe probabilmente eseguito sulla sua gamba sinistra, per avere 

pure una migliore estensione del ginocchio e preservare una certa mobilità 

ed indipendenza alla marcia. Anche per quanto concerne la funzionalità dei 

membri superiori, ulteriori interventi correttivi saranno verosimilmente ne-

cessari nel prossimo futuro (cfr. certificati medici del […] del Dr. med. 

N._______ e del […] della Dr.ssa med. L._______). Oltre ad indicare una 

(quasi) totale dipendenza del ricorrente 2 dalla madre sia per accedere alle 

necessarie terapie che per le attività della vita quotidiana (cfr. certificati me-

dici precitati), la sua pediatra evidenzia nell’ultimo referto medico come egli 

necessiterebbe di mezzi ausiliari (scarpe ortopediche, ortesi correttive) – 

che risulta dagli atti essergli già stati forniti in Svizzera – per garantirne una 

certa autonomia e mobilità, oltreché sarebbero da adattare con regolarità 

a dipendenza della crescita dell’insorgente 2 (cfr. certificato medico del […] 

della Dr.ssa med. L._______). Altresì, sarebbero pure “assolutamente ne-

cessari e da ripetersi con regolarità” i controlli ortopedici e neuro-ortopedici 

per valutare i progressi della malattia, gli eventuali miglioramenti terapeutici 

ed adattare quindi di conseguenza le terapie (cfr. certificato medico preci-

tato). Sarebbe inoltre necessario proseguire tutte le terapie in atto – fisio-

terapia ed ergoterapia – oltreché l’adattazione dei mezzi ausiliari succitati 

D-1790/2019 

Pagina 24 

per garantire al ricorrente 2 una discreta qualità di vita ed una certa auto-

nomia motoria (cfr. ibidem). 

10.4.3 In primo luogo v’è da rilevare in proposito come la procedura d’asilo 

non comporta, indipendentemente dall’assenza di una persecuzione ai 

sensi delle norme già sopra referenziate, un diritto a rimanere in Svizzera 

per le cure mediche, anche se risulta comprensibile come la ricorrente de-

sideri restarvi perché il figlio B._______ possa accedere ai migliori tratta-

menti medici disponibili (cfr. la sentenza del Tribunale E-2725/2020 del 

18 agosto 2018 consid. 8.3.6). In secondo luogo, alla luce delle evenienze 

succitate – senza voler minimizzare in alcun modo lo stato di salute delicato 

del ricorrente 2 – appare che la Georgia disponga di un servizio e di strut-

ture mediche adeguate, anche se limitate, per la prosecuzione dei tratta-

menti necessari al medesimo, ivi compresi la fisioterapia ed ergoterapia 

prescrittegli. Queste ultime, come indicato a ragione dall’autorità inferiore 

sia nella decisione avversata che nei suoi scritti in corso di procedura ricor-

suale, sono possibili da effettuare in patria, segnatamente a J._______, ed 

il ricorrente potrà segnatamente accedere gratuitamente ad un totale di 80 

sedute di fisioterapia annuali (cfr. OSAR, Géorgie: accès à divers soins et 

traitements médicaux, 30 giugno 2020, < https://www.osar.ch/filead-

min/user_upload /Publikationen/Herkunftslaenderberichte/Europa/Geor-

gien/200630_GEO_ acces_soins_divers.pdf >, pag. 7 seg. e pag. 13 ; 

OSAR, Géorgie: accès à des soins de neuro-réhabilitation pour une per-

sonne paraplégique, ibidem, consultati da ultimo il 10 febbraio 2022). Del 

resto, tale conclusione è dimostrata dagli stessi asserti della ricorrente, la 

quale ha affermato che il figlio ne avrebbe potuto beneficiare in passato a 

J._______, e che la terapia di undici sedute sarebbe pure stata finanziata 

dallo Stato georgiano (cfr. verbale 3, D45 segg., pag. 6 seg.). Peraltro, al 

contrario delle sue dichiarazioni, dalla documentazione medica presentata 

nel corso della procedura di prima istanza, risulta come al ricorrente 2 fos-

sero già state diagnosticate le patologie di cui soffre (cfr. atto A6/2). Come 

rilevabile dall’ampia documentazione medica agli atti, anche dagli ultimi re-

ferti medici prodotti con lo scritto del 7 febbraio 2022 dai ricorrenti, la fisio-

terapia e l’ergoterapia risultano necessari per mantenere la mobilità artico-

lare dell’insorgente, così come necessari sono dei controlli ortopedici e 

neuro-ortopedici (anche per adattare i mezzi ausiliari di cui già dispone), 

per garantire una discreta qualità di vita ed una certa autonomia motoria, i 

quali tendono – come pure delle eventuali ulteriori operazioni chirurgiche – 

al mantenimento o all’eventuale miglioramento della sua condizione, ma 

non, purtroppo, alla sua guarigione. Ciò in quanto la sindrome di cui egli è 

affetto risulta essere cronica e non guaribile (cfr. atto A29/4). Tuttavia, come 

già visto sopra, tali terapie sono disponibili nel suo Paese d’origine e non 

D-1790/2019 

Pagina 25 

si evince quindi come il suo stato di salute, nel caso di un suo rientro in 

Georgia, si degraderebbe così rapidamente al punto da condurlo in ma-

niera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio 

serio, durevole e notevolmente più grave della sua integrità fisica, come 

argomentato invece dai ricorrenti in corso di procedura ricorsuale (cfr. su-

pra lett. J), da rendere inesigibile l’esecuzione del suo allontanamento. Per 

il finanziamento di tali trattamenti ed il seguito medico necessario dell’in-

sorgente 2, i ricorrenti potranno inoltre beneficiare da parte dello Stato 

georgiano di diverse prestazioni – per alcune se rientrano nei limiti di red-

dito stabilito – come sopra già considerato (cfr. supra consid. 10.4.1) oltre-

ché il ricorrente 2 potrà avere accesso, come del resto già in passato, ad 

una rendita d’invalidità (cfr. anche supra consid. 10.4.1). A tal proposito, 

come a ragione sostenuto dalla SEM nella sua risposta al ricorso, con le 

sue allegazioni ed i mezzi di prova prodotti, la ricorrente non è riuscita a 

provare o per lo meno a rendere verosimile che ella non riceverebbe l’aiuto 

finanziario che le spetterebbe e le cure ed i trattamenti necessari per il fi-

glio. Al contrario, risulta dagli stessi asserti dell’insorgente 1 (cfr. verbale 3, 

D68, pag. 8 e D71 segg., pag. 9) che il figlio percepiva una rendita d’inva-

lidità, e per l’importo comunicato dall’insorgente, che corrispondesse ad 

una classificazione di disabilità severa (gruppo I). Il Tribunale è d’avviso 

come la SEM che, viste le dichiarazioni rilasciate in merito da parte dell’in-

sorgente (cfr. verbale 3, D73 segg., pag. 9), i ricorrenti al momento del loro 

rientro in patria potranno nuovamente disporre interamente di tale rendita 

d’invalidità, che risulta essere un aiuto finanziario importante, tenuto conto 

del suo importo rispetto al salario medio percepito in Georgia. Il fatto poi 

che i ricorrenti non abbiano avuto diritto, allorché si trovavano ancora in 

patria, ad ulteriori aiuti sociali da parte dello Stato georgiano o di finanzia-

mento di cure o trattamenti necessari, apparirebbe piuttosto legato alla cir-

costanza che gli insorgenti – visti in particolare gli immobili a loro disposi-

zione – non rientrassero nelle categorie di persone indigenti. Ciò non toglie 

che, al momento del loro rientro in patria, essi verranno automaticamente 

iscritti all’assicurazione malattia universale, ciò che assicurerà al ricorrente 

2, per lo meno in buona parte, la presa in carico dei trattamenti a lui neces-

sari. Per il resto, la sua sussistenza ed il pagamento di ulteriori cure neces-

sarie, potranno essere assicurate, sempreché adempiano le condizioni di 

persone indigenti sopra definite e presentando le relative richieste in tal 

senso, dall’aiuto economico prestato alle famiglie in difficoltà dallo Stato 

georgiano (cfr. supra consid. 10.4.1). Vi è in tal senso da osservare che le 

risorse in Georgia, pur risultando più limitate rispetto a quanto presente in 

Svizzera e che in tale Paese il sistema sanitario non offra la stessa qualità 

come su suolo elvetico, tuttavia, tali circostanze non comportano, prese a 

sé stanti, l’inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (cfr. in tal senso 

D-1790/2019 

Pagina 26 

anche la sentenza del Tribunale E-1231/2019 del 22 marzo 2019 con-

sid. 6.4.3). Sotto tale profilo, appartiene inoltre agli insorgenti indirizzarsi 

prioritariamente ai programmi sociali e di salute disponibili nel loro Stato 

d’origine, prima di appellarsi alla tradizione umanitaria svizzera in materia 

di cure (cfr. a tal proposito la sentenza del Tribunale D-2871/2019 con-

sid. 6.10.3 con ulteriore rif. citato). 

10.4.4 Visto quanto precede esistono quindi a priori, in Georgia, i tratta-

menti medici indispensabili per il seguito adeguato della patologia di cui 

soffre il ricorrente 2 così come un programma d’aiuto sociale per il loro 

finanziamento, cosicché una vita dignitosa, può ivi essere assicurata. Per-

tanto, pur considerando con la dovuta attenzione lo stato di salute del ri-

corrente 2 e non volendo in alcun caso in tale sede sminuirne la gravità, 

dalla documentazione medica agli atti non si evince la necessità per il me-

desimo di dover rimanere in Svizzera, poiché altrimenti il suo stato di salute 

si degraderebbe a tal punto da metterne in pericolo concretamente la sua 

vita o il suo stato di salute ai sensi della giurisprudenza succitata (cfr. con-

sid. 10.3.2). In tale contesto si rileva inoltre come le cure mediche specifi-

che (o specializzate), non rientrano nella nozione di cure essenziali svilup-

pata dalla giurisprudenza circa gli ostacoli d’ordine medico all’esecuzione 

dell’allontanamento (cfr. in tal senso anche la sentenza del Tribunale  

E-5077/2019 del 9 ottobre 2019 con riferimento ivi citato). Pertanto, anche 

se i medici curanti dell’insorgente hanno allegato la possibilità che il ricor-

rente 2 sia sottoposto anche in futuro a operazioni chirurgiche alle braccia 

o alle gambe, tuttavia gli stessi riguardano degli interventi correttivi specia-

lizzati che intendono migliorarne la mobilità e quindi anche la sua qualità di 

vita, ma non hanno come scopo primario di stabilizzare la sua situazione 

medica e non costituiscono in quanto tali delle cure essenziali ai sensi della 

giurisprudenza sopra enucleata.  

Per il resto, la ricorrente 1 ha espresso di essere in buona salute (cfr. ver-

bale 2, D7, pag. 2), e da un esame d’ufficio degli atti di causa, non emerge 

la necessità per la medesima di una sua permanenza in Svizzera per motivi 

medici (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1 – 8.3 e 2009/2 consid. 9.3.2 con re-

lativi riferimenti). 

10.4.5  

10.4.5.1 Il Tribunale riconosce che il ritorno della ricorrente in Georgia esi-

gerà dalla medesima degli sforzi di una certa importanza, dato che in più 

sarà accompagnata da un bambino che richiede delle cure specifiche. In 

tal senso ella dovrà sopperire ai suoi bisogni come pure a quelli di quest’ul-

timo, reintegrandosi anche – in caso di necessità finanziaria – nel mercato 

D-1790/2019 

Pagina 27 

del lavoro, come pure dovrà assicurarsi di avere accesso per il figlio alle 

cure e seguito che gli sono necessari. Pur non sottovalutando tali difficoltà, 

come pure quelle socio-economiche, che sono per parte loro tuttavia quelle 

della maggior parte della popolazione georgiana nel loro quotidiano, il Tri-

bunale considera che nella presente disamina vi siano un certo numero di 

elementi positivi.  

10.4.5.2 Invero la ricorrente è ancora giovane, in salute, e può vantare sia 

di una formazione superiore, essendosi laureata in (…) ed avendo una 

qualifica quale (…), sia di una solida esperienza professionale in quest’ul-

timo ambito, che come (…) (cfr. verbale 1, p.to 1.17.04 seg., pag. 4). A dif-

ferenza poi di quanto dichiarato dall’insorgente in audizione (cfr. verbale 3, 

D13, pag. 3), essi dispongono in patria per lo meno di un fratello (rispetti-

vamente zio) e della famiglia di quest’ultimo a C._______, provincia di 

D._______, con il quale hanno vissuto a partire dall’(…) sino al loro espa-

trio avvenuto il (…) gennaio 2019 (cfr. verbale 1, p.to 2.01, pag. 5; verbale 

2, D31 segg., pag. 4), nonché di un parente risiedente a J._______, che 

già in passato li ha ospitati per permettere al ricorrente 2 di effettuare le 

sue fisioterapie in città (cfr. verbale 3, D48 segg., pag. 7). Malgrado l’inte-

ressata riporti dei conflitti quotidiani a causa dei litigi che ci sarebbero stati 

tra i bambini nel periodo in cui avrebbe vissuto con la famiglia del fratello 

(cfr. verbale 3, D20 seg., pag. 3 seg.); tuttavia gli stessi con qualche sforzo 

potranno essere superati e ciò non toglie che, in caso di necessità – ed in 

particolare per permettere al figlio di beneficiare delle cure nel caso di un 

loro trasferimento a J._______ – potrà senz’altro contare anche in futuro 

sul supporto dei suoi famigliari presenti in loco, nonché sulla rete d’amici 

(cfr. verbale 2, D14, pag. 3) per sopperire ai suoi bisogni essenziali ed a 

quelli del figlio, nonché per eventualmente semplificare la ricerca di una 

sua attività lavorativa. 

10.4.6 Si rileva poi in aggiunta come, in caso di necessità, i ricorrenti po-

tranno inoltre sollecitare dalla SEM – come del resto già sottolineato da 

quest’ultima autorità nella decisione avversata (cfr. p.to III/2, pag. 6) – un 

aiuto al ritorno per motivi medici o un aiuto individuale al ritorno (art. 93 

cpv. 1 lett. d LAsi; art. 73 segg. dell’Ordinanza 2 sull’asilo relativa alle que-

stioni finanziarie dell’11 agosto 1999 [OAsi 2, RS 142.312] e art. 76a cpv. 2 

OAsi 2; cfr. anche tra le altre la sentenza del Tribunale E-2301/2020 del 

3 gennaio 2022 consid. 8.3.4). 

10.5 Non risultano esservi in specie neppure dei motivi che rendano l’ese-

cuzione dell’allontanamento inconciliabile con l’interesse superiore del 

bambino, in particolare deducibile dall’art. 3 della Convenzione sui diritti del 

D-1790/2019 

Pagina 28 

fanciullo del 20 novembre 1989 (RS 0.107; di seguito: CDF). Ad ogni fine 

utile si rileva innanzitutto come quest’ultima disposizione non fonda di per 

sé un diritto ad un’autorizzazione di soggiorno, rispettivamente ad un’am-

missione provvisoria deducibile in giustizia, ma rappresenta unicamente 

uno degli elementi da prendere in considerazione nella ponderazione degli 

interessi da effettuare in materia di esigibilità dell’allontanamento (cfr. tra le 

altre la sentenza del Tribunale D-2871/2019 consid. 6.11.1 con ulteriori rif. 

citati). Sotto l’aspetto dell’interesse del bambino di cui all’art. 3 par. 1 CDF 

in relazione con l’art. 83 cpv. 4 LStrI, vanno in particolare considerati i se-

guenti criteri: l’età, la maturità, le dipendenze, la natura delle sue relazioni 

(vicinanza, intensità, portata), le caratteristiche delle sue persone di riferi-

mento, lo stato e la prognosi in rapporto al suo sviluppo ed alla sua forma-

zione così come il grado dell’integrazione completata nel caso di un lungo 

soggiorno in Svizzera (cfr. DTAF 2015/3 consid. 7.2 con riferimenti).  

In specie, il ricorrente 2 è arrivato in Svizzera allorché aveva quasi (…) anni 

d’età e vista l’ancora giovane età (di […] anni attualmente), il suo percorso 

di vita ed il suo stato di salute, occorre considerare come egli rimanga an-

cora strettamente legato alla madre e qui ricorrente 1, con la quale condi-

vide la sua vita quotidiana. Nulla permette dagli atti di evincere che i poco 

più di (…) anni trascorsi su suolo elvetico l’abbiano a tal punto influenzato 

del modo di vita e del contesto culturale svizzeri che l’esecuzione del suo 

allontanamento costituirebbe per lui uno sradicamento che perturberebbe 

in maniera sproporzionata il suo sviluppo sul lungo termine (cfr. 

DTAF 2009/28 consid. 9.3). Malgrado gli sforzi di ambientamento che do-

vrà senz’altro affrontare, risulta essere al contrario nel suo interesse di cre-

scere nel suo paese d’origine, in un quadro famigliare, sociale, culturale e 

linguistico che gli è conosciuto; essendo peraltro accompagnato dalla ma-

dre in patria, persona che per lui rimane di riferimento e dalla quale dipende 

quasi completamente per le sue attività quotidiane. Viene peraltro rammen-

tato anche in tale sede, come il ricorrente potrà proseguire i suoi trattamenti 

medici nel suo Paese d’origine.  

A tali condizioni, un ritorno in Georgia, non risulta costituire un ostacolo 

violante l’interesse superiore del bambino, così come previsto dall’art. 3 

par. 1 CDF. 

10.6 Su tali presupposti, l’esecuzione dell’allontanamento degli insorgenti, 

risulta pure essere ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in rela-

zione con l’art. 44 LAsi). 

D-1790/2019 

Pagina 29 

11.  

In ultima analisi, nemmeno risultano esserci degli impedimenti sotto il pro-

filo della possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 in 

relazione con l’art. 44 LAsi), disponendo per il resto la ricorrente 1 di docu-

menti di viaggio (passaporto e carta d’identità) tutt’ora validi, e con la do-

vuta diligenza, quest’ultima è in grado d’intraprendere i passi necessari 

presso la competente rappresentanza del suo Paese d’origine, per otte-

nere eventuali ulteriori documenti necessitanti per il rimpatrio suo e del fi-

glio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi nonché DTAF 2008/34 consid. 12). 

12.  

Del resto, l’attuale situazione dal punto di vista sanitario dovuta all’epide-

mia da coronavirus (detto anche Covid-19), non risulta essere ostativa 

all’esecuzione dell’allontanamento (cfr. tra le tante le sentenze del Tribu-

nale E-2301/2020 consid. 10; E-27/2022 del 12 gennaio 2022). 

13.  

Riassumendo, la SEM ha a ragione ritenuto l’esecuzione dell’allontana-

mento degli insorgenti come ammissibile, esigibile e possibile. La conces-

sione dell’ammissione provvisoria, come postulato dai ricorrenti nel loro 

gravame a titolo subordinato, non entra pertanto in considerazione (art. 83 

cpv. 1–4 LStrI). 

14.  

Ne discende che l’autorità inferiore, con la decisione impugnata, non ha 

violato il diritto federale, né abusato del suo potere d’apprezzamento ed 

inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); altresì, per quanto censurabile, la decisione 

non è inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguentemente respinto e 

la decisione impugnata confermata. 

15.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

16.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-

rico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, 

D-1790/2019 

Pagina 30 

non essendo state le conclusioni ricorsuali d’acchito sprovviste di possibi-

lità di esito favorevole e potendo partire dal presupposto che gli insorgenti 

siano indigenti, v’è luogo di accogliere la domanda di assistenza giudiziaria 

nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali (art. 65 

cpv. 1 PA). 

17.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-

corso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-1790/2019 

Pagina 31 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: