# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 309af1db-63f5-51f6-8cf4-924d784c9656
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-07-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 16.07.1996 90.1995.88
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1995-88_1996-07-16.html

## Full Text

Incarto n.

  90.95.00088

  	
  Lugano

  16 luglio 1996

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della
  pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Efrem Beretta, presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca

   

  

 

	
  vicecancelliere

  	
  Tito Ponti

  

 

visto
il ricorso del 7 giugno 1995 di

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________,  

  rappr. da: avv. __________
  __________, ____________________,  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione __________ maggio 1995 del Consiglio
  di Stato che approva la variante del PR di __________;relativa alle zone AP/EP in località __________;” e __________;”

  

 

                                          viste le
risposte 19 settembre 1995 del Consiglio di Stato e 17                         ottobre
1995 del Municipio di __________;

 

                                         letti
ed esaminati gli atti,

 

                                         esperiti
i necessari accertamenti;

 

r
i t e n u t o

 

in
fatto

 

 

                                   a.   __________
__________ é proprietario dei fondi n. _______________;_____ e __________RFP di
__________; situati in località __________;”. Il PR adottato nel 1986 ha
attribuito i fondi alla zona agricola.

 

                                  b.   Nella seduta 23
novembre 1994 il Consiglio comunale di _________ _________ ha adottato una
variante di PR inerente ad alcune modifiche dell’area AP/EP.

                                         Tale variante prevede in
particolare la realizzazione di un centro sportivo intercomunale in località
“_________ ” e di un centro ricreativo-balneare composto da 2 piscine,
bar-ristorante e posteggi in località “_________ ”. Promotore di queste opere é
il “Consorzio per i centri di attrezzature sportive e ricreativo-balneari dei
comuni della _________  e della _________ ” (in seguito : Consorzio), costituto
il 22 ottobre 1992 da 14 comuni della regione (cfr. statuto originale in atti).

 

                                   c.   Il ricorrente ha
contestato questa scelta pianificatoria innanzi al Consiglio di Stato,
chiedendo in via principale lo stralcio dell’area AP/EP in località “_________
”, ed in via subordinata, l’attribuzione di una superficie di ca. 1000 mq della
sua proprietà alla zona edificabile, nella misura in cui non serva direttamente
alla realizzazione del centro balneare.

                                         A sostegno delle sue
richieste ha invocato l’assenza di pubblica utilità di un simile centro nella
_________ , la necessità di tutelare gli importanti contenuti paesaggistici e
agricoli della zona e l’insufficiente consenso politico attorno al progetto
sinora espresso dai comuni membri del Consorzio. 

 

                                  d.   Con decisione 9
maggio 1995 il Consiglio di Stato ha approvato la variante di PR e respinto il
ricorso del sig. __________. 

                                         L’autorità governativa
ritiene infatti che attorno alla variante che prevede la realizzazione del
centro balneare a _________ _________ vi sia ampio consenso, dal momento che il
Consorzio ha formalmente deciso il 21 febbraio 1995 di rinunciare alla sua
realizzazione in territorio di __________ (dopo il rifiuto di questo comune di
accogliere la struttura originariamente prevista) adottando invece la soluzione
“_________ ”. Quanto ai conflitti con i contenuti agricoli dell’area, il CdS ha
deciso di subordinare la realizzazione del centro balneare alla presentazione
da parte del Consorzio promotore di una proposta di compenso agricolo (cfr.
cons. 3.2. della risoluzione impugnata). 

 

                                   e.   Dissentendo da tale
decisione __________ __________ insorge dinanzi a questo Tribunale
riproponendo, in sostanza, le censure del ricorso di primo grado, e,
segnatamente, la richiesta di stralciare dal piano delle attrezzature pubbliche
il centro balneare “_________ ”. Chiede inoltre alle autorità cantonali e
comunali di elaborare uno studio esauriente che esamini i bisogni effettivi in
attrezzature sportivo-ricreative della zona della _________ .

 

                                    f.   Nelle rispettive
osservazioni al gravame Consiglio di Stato e Municipio di _________ _________
ne chiedono l’integrale reiezione.

                                         Il Consiglio di Stato, in
particolare, sottolinea il pubblico interesse del centro balneare per la
regione _________ , attualmente sotto-dotata in fatto di attrezzature sportive
e ricreative. Il Municipio dal canto suo, dopo aver ripercorso il tormentato
cammino della variante del centro balneare, ribadisce i vantaggi
dell’ubicazione in zona “_________ ”, osservando che l’area SAC sacrificata per
il progetto potrà essere compensata con l’area AP/EP originariamente assegnata
per l’insediamento del centro balneare nel comune di __________. 

 

                                  g.   In data 7 febbraio
1996 é stato esperito il sopralluogo in contraddittorio nell’ambito del quale
il patrocinatore del ricorrente ha chiesto l’edizione da parte della SPU dei
preavvisi della Sezione agricoltura e dell’Ufficio protezione natura relativi
all’esame preliminare della variante. 

                                         Un secondo sopralluogo é
stato quindi indetto il 15 aprile 1996; all’occasione si é potuto constatare la
presenza di una zona umida a fianco dell’attuale campo sportivo in loc.
“__________ ”, mentre la zona prevista per l’insediamento del centro balneare
(“_________ ”) é costituita da un vasto prato in posizione collinare. 

                                         Il 19 giugno 1996 si é
infine tenuta un’udienza di dibattimento finale presso il TPT; dopo lunga
discussione, le parti si sono riconfermate nelle rispettive allegazioni e
domande. 

 

c o n s i d e r a t o

 

in
diritto

 

                                   1.   A norma dell’art. 38
LALPT contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al Tribunale
della pianificazione del territorio (TPT), entro 30 giorni dalla notificazione.

                                         L’art. 38 LALPT legittima
a ricorrere il comune (cpv. 4 lett. a), i già ricorrenti, per gli stessi motivi
(cpv. 4 lett. b), e ogni altra persona o ente che dimostri un interesse degno
di protezione a dipendenza delle modifiche decise dal Consiglio di Stato (nuovo
cpv. 4 lett. c, in vigore dal 15.3.1995).

                                         In concreto la
legittimazione attiva del ricorrente è data a norma dell’art. 38 cpv. 4 lett.
b) LALPT.

                                         Presentato nei termini di
legge, e quindi tempestivo, il ricorso é ricevibile in ordine.

 

                                   2.   Il comune gode di autonomia
in quelle materie che il diritto cantonale o federale non regola
esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione del
comune, conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44). Il
comune ticinese usufruisce di questa autonomia in materia di pianificazione del
territorio (Rep. 1989, pag. 422, consid. 2 e riferimenti).

                                         L’autonomia non è però
assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone
Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di
Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo. Ciò
significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle
scelte pianificatorie comunali. A contemperare l’estensione di tale controllo
con l’autonomia riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2 cpv.
3 LPT: le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di lasciare alle
autorità loro subordinate il margine d’apprezzamento necessario per adempiere i
loro compiti. Il Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente sostituire
il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettarne il diritto di
scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più opportuna. Non può
però limitarsi a intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non
poggi su alcun criterio oggettivo o sia manifestamente insostenibile. Deve al
contrario rifiutare l’approvazione di quelle soluzioni che disattendono i
principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non
danno loro sufficiente attuazione. Se l’autorità di approvazione esige dal
comune, per motivi oggettivi, di porre il PR in consonanza con l’ordinamento
giuridico, questi invocherà invano la lesione della sua autonomia (DTF 116 Ia
226 seg. consid. 2a; A. Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie in der neueren
bundesgerichtlichen Rechtsprechung, Rep. 1991, pag. 45 segg., in part. 55).

                                         Il TPT non dispone,
contrariamente al Consiglio di Stato, del sindacato d’opportunità (tranne, in
applicazione dell’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT, se col ricorso è impugnata una
modifica d’ufficio del PR). Il ricorso è infatti proponibile solo contro la
violazione del diritto (in particolare contro l'errata o mancata applicazione
di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da essa,
l'apprezzamento giuridico erroneo di un fatto, l'eccesso o l'abuso di potere,
la violazione di una norma essenziale di procedura) e contro l’accertamento
inesatto o incompleto dei fatti rilevanti per la decisione (art. 38 cpv. 2 e 3
LALPT). 

 

                                   3.   Scopo essenziale
della pianificazione è di “assicurare una funzionale utilizzazione del suolo e
una razionale abitabilità del territorio” (art. 22 quater Cost.).

                                         La LPT riprende e sviluppa
tale postulato. Secondo l’art. 1 il suolo dev’essere utilizzato con misura,
l’insediamento ordinato in vista di uno sviluppo armonioso del paese. A questo
scopo la pianificazione deve tener conto delle condizioni naturali, dei bisogni
della popolazione e dell’economia. Deve proteggere le basi naturali della vita,
come il suolo, l’aria, l’acqua, il bosco e il paesaggio. Deve garantire la
difesa nazionale. Giusta l’art. 3 il paesaggio va tutelato sia mantenendo
sufficienti superfici coltive per l’agricoltura, sia integrando in esso gli
insediamenti, conservando i siti naturali e gli spazi ricreativi, permettendo
al bosco di adempiere le sue funzioni. Per gli edifici e gli impianti pubblici
o di interesse pubblico deve essere determinata un’ubicazione appropriata.
Si dovrà in particolare tener conto dei bisogni regionali, ridurre le disparità
urtanti, rendere convenientemente accessibili alla popolazione attrezzature
come scuole o centri per il tempo libero, evitando o riducendo al minimo le
incidenze negative sulle basi naturali della vita, sulla popolazione e
sull’economia (art. 3 cpv. 4 LPT). 

                                         Si tratta di esigenze
spesse volte contrastanti, di una realtà troppo complessa per poter essere
gestita con formule riduttivamente rigide e schematiche. Accade sovente che un
comprensorio risponda alla definizione legale di più zone, si presta ad es. sia
all’edificazione sia all’agricoltura o contenga valori naturali e paesaggistici
che ne impongono la sua protezione a dispetto delle altre idoneità. In simili
circostanze i criteri degli art. 15, 16 e 17 LPT intervengono come punti di
vista, elementi di giudizio da mettersi a raffronto con le opposte ragioni, in
una ponderazione degli interessi che in quei casi è imprescindibile. 

                                         In definitiva, solo
un’attenta, oculata ponderazione dei molteplici e contrastanti interessi in
giuoco consente di comporre in modo ottimale i conflitti tra le diverse
utilizzazioni del territorio, al fine di consentire un insediamento
equilibrato, dallo sviluppo armonioso, che rispetti la natura e più
specificamente l’ambiente, rispondendo in modo diversificato ai bisogni e alle
aspirazioni della popolazione (DTF 117 Ia 432 consid. 4b, 115 Ia 339 consid. 5,
113 Ia 461 consid. 5a). 

 

                                   4.   Per quanto attiene specificatamente
alle zone AP/EP, occorre preventivamente fare le seguenti considerazioni
d’ordine generale.

                                         E’ nella natura dei piani
regolatori di tener conto degli sviluppi prevedibili, non solo per le zone
edificabili (art. 15 lett. b LPT; DTF 110 Ia 53 consid. 4a, 109 Ia 191 consid.
4) ma anche per ogni altra fascia di utilizzazione delimitata da essi (DTF 109
Ia 267 consid. 4a). L'interesse di una zona per attrezzature ed edifici
pubblici può così consistere anche nei bisogni futuri della comunità, purché
siano indicati precisamente dall'organo che procede alla pianificazione e
l'aspettativa abbia una buona verosimiglianza di concretizzarsi (DTF 6 giugno
1988 in re __________ e DTF 103 Ia 187 con riferimenti, specialmente 102 Ia
369).

                                         In DTF 114 Ia 336 il
Tribunale Federale conferma i principi sopra evocati, con la precisazione che
se attente analisi e prognosi, effettuate coi metodi riconosciuti della
pianificazione del territorio, comprovano l'asserita necessità di terreno per
determinate esigenze pubbliche, la fissazione di zone AP-EP non è censurabile.
Che l'esecuzione delle opere prospettate possa richiedere un lungo lasso di
tempo non è motivo sufficiente per togliere concretezza alla previsione. E
neppure osta all'istituzione delle zone AP-EP il fatto che sulle opere da
inserirvi si fosse discusso da lungo tempo senza averle mai realizzate  (RDAT
II 1993, n. 37, p. 96).

 

                                   5.   Nel caso concreto il
ricorrente sostiene, dopo aver commentato la tormentata gestazione del centro
balneare della _________ , che l’inserimento di una simile struttura sui fondi
di sua proprietà non risponde a un interesse pubblico tale da prevalere sul
rispetto dei contenuti naturalistici e agricoli della zona. Osserva come
l’asserita necessità dell’infrastruttura per la regione non sia stata
dimostrata da studi seri ed oggettivi e che, soprattutto, la sua ubicazione in
zona “_________ ” piuttosto che altrove non é suffragata da ragioni
preponderanti. Egli suggerisce di inserire il centro balneare nel vicino
comparto AP/EP di “_________ ”, destinato ad accogliere le strutture del centro
sportivo, preservando così l’area di “_________ ”.

                                         Dal
canto loro, le autorità comunali, cantonali e consortili ribadiscono invece la
necessità della struttura per la regione _________ -_________ , attualmente
carente di impianti sportivi e ricreativi; ricordano inoltre che l’ubicazione
in zona “_________ ” non é frutto dell’improvvisazione o della casualità, ma
bensì il risultato di lunghi e ponderati studi, che hanno evidenziato i vantaggi
della località prescelta rispetto ad altre prese in considerazione.

 

                               5.1.   Si tratta pertanto di
esaminare la questione a sapere se il vincolo AP definito dalla variante in
contestazione risponde ad un interesse pubblico prevalente su quello relativo
al mantenimento della zona agricola, e, in via subordinata, su quello del
proprietario di vedersi attribuita parte dei fondi alla zona edificabile.

 

                               5.2.   A mente di questo
Tribunale, la necessità di disporre di un centro di balneazione nella regione
_________ -_________  non può essere negata. 

                                         Dagli atti figuranti
nell’incarto (in particolare dal Rapporto di pianificazione 27.10.1994) risulta
infatti che la regione é, nel suo complesso, sottodotata di strutture sportive
e/o ricreative. Per quanto concerne la balneazione in particolare, non esistono
al momento delle piscine pubbliche, mentre quella nel laghetto di Origlio é
stata proibita per motivi ambientali (zona protetta). Alle esigenze di una
popolazione locale di ca. 8000 abitanti (di cui ca. 2500 giovani in età
scolastica o pre-scolastica), che ha conosciuto negli ultimi anni un rapido
aumento, si aggiungono quelle di un consistente flusso turistico, che nel
periodo estivo fa aumentare la popolazione residente a 13-14.000 abitanti (cfr.
dati a pag. 15, pto. 2.2. del Rapporto). La disponibilità di un impianto di
balneazione e di altre infrastrutture sportive nelle vicinanze (campi di calcio
e di tennis, pista per l’atletica) non farebbe che aumentare l’attrattività
turistica della zona, a beneficio indiretto dell’intera economia regionale.

                                         Non va inoltre dimenticata
la portata regionale del previsto impianto; il Consorzio é infatti composto da
14 comuni situati in regioni periferiche rispetto ai principali luoghi di svago
e pratiche sportive (__________, lago), circostanza che attualmente obbliga la
popolazione locale a lunghi spostamenti onde poter praticare le attività
preferite. I centri sportivi e balneari contemplati dalla variante in esame
risulterebbero invece facilmente accessibili, sia con mezzi privati che con
quelli pubblici, data la loro posizione centrale nel comprensorio della
_________ . Nel caso concreto gli intendimenti delle autorità pianificatorie
corrispondono senz’altro ai precetti della LPT in materia di edifici o impianti
di interesse pubblico, dal momento che tengono conto sia dei bisogni regionali
(art. 3 cpv. 4 lett. a LPT) sia della loro facile accessibilità da parte della
popolazione (art. 3 cpv. 4 lett. b). 

                                         Alla luce di queste
considerazioni, si può affermare che la misura pianificatoria proposta risponde
senz’altro ad un giustificato interesse pubblico.

 

                               5.3.   Nella valutazione
degli interessi contrapposti vanno però presi in considerazione anche i
sacrifici che il progetto del centro balneare comporta per le caratteristiche agricole
e paesaggistiche della zona.

                                         A questo proposito il
ricorrente riporta ampi stralci dei preavvisi emanati in sede di esame
preliminare dalla Sezione agricoltura e dell’Ufficio protezione natura, laddove
si evidenziavano dubbi e perplessità circa l’inserimento del centro balneare in
località “_________ ”, sottolineando i conflitti con interessi agricoli (zona
agricola definita dal PD) e paesaggistici. Prima di pronunciarsi
sull’approvazione definitiva della variante, i due servizi specialistici proponevano
di approfondire la ricerca di eventuali soluzioni alternative non conflittuali
con le esigenze d’ordine naturalistico (UPN) e di meglio precisare la questione
del compenso agricolo (Sez. Agricoltura).

.

                                         Ora, é indubbio, e il
sopralluogo lo ha confermato, che la zona prevista per l’ubicazione del centro
balneare presenta delle qualità agricole e paesaggistiche non indifferenti : si
tratta in effetti di una bella e vasta area prativa, circondata dal bosco,
situata in posizione collinare rispetto alla piana esistente tra __________ e
_________ _________. 

                                         Questi aspetti, lungi
dall’essere trascurati, sono stati debitamente tenuti in conto dal Consiglio di
Stato nella procedura di esame della variante. La soluzione scelta, vale a dire
l’approvazione (a certe condizioni comunque) della variante “_________ ” deve
essere vista come il frutto di una valutazione complessiva, che opera
una ponderazione tra i vari interessi in gioco (cfr. cons. 3). 

 

                                         Per quanto attiene
alla questione del compenso agricolo va preliminarmente osservato che la LTAgr.
non impone all’autorità pianificatoria di prevedere già con esattezza tutti gli
aspetti e le modalità del compenso agricolo, essendo sufficiente la chiara
definizione del principio del compenso (art. 7 e segg. LTAgr). 

                                         Nel caso specifico, il
Consiglio di Stato, oltre a ribadire il principio della compensazione, ha in
parte già indicato le modalità dello stesso, suggerendo la riattribuzione alla
zona agricola dell’area originariamente prevista per l’installazione del centro
in territorio di __________; in tal senso si era d’altronde già pronunciato il
Gran Consiglio nella sua risoluzione del 7 dicembre 1993, relativa al ricorso
contro la modifica della scheda del PD intesa a cambiare il confine tra zona
SAC e zona edificabile nel comune di __________ allo scopo di realizzare il
centro ricreativo-balneare. 

                                         Con la risoluzione
impugnata, l’autorità governativa ha inoltre subordinato la realizzazione
vera e propria del centro balneare alla presentazione da parte dei promotori di
una dettagliata proposta di compenso agricolo. A questo proposito il CdS ha
giustamente osservato che qualora la superficie offerta in compensazione nel
territorio di __________ non risultasse sufficiente, si potrebbe far capo ad un
contributo pecuniario sostitutivo, conformemente all’art. 10 della LTAgr. 

                                         Quanto a ubicazioni
alternative del centro balneare, che pure sono state considerate, queste hanno
evidenziato (come meglio si vedrà nel considerando seguente) dei contrasti con
la legislazione ambientale tali da suggerirne la rinuncia. 

                                         Sotto il profilo
dell’esame delle componenti agricole e paesaggistiche della zona, la decisione
del Consiglio di Stato non può quindi essere criticata. 

 

                                   6.   Le critiche più
decise mosse dall’insorgente alla variante “_________ ” nascono tuttavia dal
fatto che, a suo modo di vedere, l’autorità pianificatoria non avrebbe
sufficientemente considerato la possibilità di inserire il centro balneare
nella prevista area AP/EP di “_________ ” (futuro centro sportivo) o in quella
già esistente nella vicina località “__________ ”, dove sono attualmente
situati il campo di calcio e alcuni campi da tennis. 

                                         A sostegno della propria
tesi osserva come uno dei 12 progetti presentati nell’ambito del concorso di
idee indetto dal Consorzio promotore (quello dell’arch. __________) ha
effettivamente previsto di concentrare tutte le infrastrutture oggetto della
variante in esame (centro balneare compreso) nelle summenzionate aree, senza
far capo al comparto di “_________ ”.

 

                                         Queste proposte sono state
attentamente vagliate dalle autorità pianificatorie e tuttavia scartate dopo
essere giunte alla conclusione che implicavano un pregiudizio per l’ambiente
ancora maggiore di quello riscontrato in zona “_________ ”. 

                                         Vi é infatti da
considerare che la costruzione del nuovo centro sportivo con annessa pista
d’atletica, campetto d’allenamento, spogliatoio e posteggi occuperà l’intera
l’area AP/EP messa a disposizione in località “_________ ” (cfr. planimetria
all’Allegato 7 del Rapporto di pianificazione); nemmeno la zona denominata
“__________ ”, situata sull’altro lato della strada _________
_________-__________, dove sono ubicati gli attuali campo da calcio e di
tennis, dispone di spazi sufficienti.

                                         Il progetto elaborato
dell’arch. __________, che prevede l’inserimento del centro balneare nell’area
tra gli attuali campi da tennis e la strada cantonale (grossomodo sui fondi n.
__________e __________RFD), non é proponibile, dal momento che in quest’area si
é in presenza di una zona umida inventariata quale biotopo di importanza
cantonale . Né é disponibile per l’edificazione l’area a monte dei campi
da tennis, dichiarata zona protetta nonché zona di pianificazione dall’attuale
PR. 

                                         Ne risulta che,
contrariamente alle affermazioni ricorsuali, per il centro balneare non vi é
assolutamente più spazio disponibile all’interno delle aree AP/EP di
“__________ ” o di “_________ ” e che un’ulteriore estensione di questi
comparti non é possibile senza invadere delle aree protette dal lato naturalistico.

                                         Per tali ragioni si é
quindi ritenuta più coerente e corretta sotto il profilo della tutela
ambientale l’ubicazione del centro nella località di “_________ ”. 

 

                                         Vi sono inoltre altre
argomentazioni che hanno pesato sulla scelta definitiva della cosiddetta
“variante _________ ”. 

                                         Da un lato, la sua
vicinanza al comparto di “_________ ” permetterà di utilizzare in modo
funzionale e complementare l’ampio posteggio che sarà costruito a lato del
centro sportivo, in prossimità della stazione di arrivo dei mezzi pubblici, e
di evitare la realizzazione di accessi stradali supplementari. Questa
soluzione, oltre a rappresentare un migliore e più razionale utilizzo del
territorio, permette di tutelare l’area paesaggisticamente sensibile del centro
balneare dal traffico motorizzato, dal momento che potrà essere comodamente
raggiunta dagli utenti a piedi o in bicicletta. 

                                         Dall’altro la
localizzazione del centro in zona “_________ ” ha l’indiscusso vantaggio di
utilizzare una superficie di ca. 8000 mq messa a disposizione dal Dipartimento
militare federale, situata nell’area immediatamente a sud della caserma di __________
 attualmente destinata ad attrezzature militari, evitando di conseguenza la
sottrazione di ulteriori porzioni di territorio utile all’agricoltura o di
natura boschiva.

 

                                         In definitiva, bisogna
riconoscere che la soluzione consacrata dalla variante di PR di ubicare in due
comprensori separati (ma comunque vicini) gli impianti sportivi veri e propri
(loc. _________ ) e le strutture balneari-ricreative (loc. _________ ) appare,
per i motivi testé menzionati, sufficientemente congrua e sostenibile da
meritare conferma anche in questa sede.

 

                                   7.   Il ricorrente
lamenta infine una mancanza di concordanza politica attorno alla variante del
centro balneare, sottolineando come sul nuovo progetto manchi ancora la
decisione finale del Consorzio e dei comuni consorziati. 

                                         Simile argomentazione, al
pari delle precedenti, non merita però accoglimento.

                                         A seguito del rifiuto del
comune di Lugaggia di ospitare il centro balneare sul proprio territorio, il
Consorzio ha tempestivamente preso atto di questa decisione proponendo una
revisione dell’art. 2 dello Statuto che contemplasse la realizzazione del
centro in località “_________ ” a _________ _________. Questa modifica é stata
approvata dalla delegazione consortile nella sua seduta del 21 febbraio 1995 ed
in seguito da tutti i comuni consorziati, nel periodo compreso tra il 23 maggio
1995 (__________) e il 31 gennaio 1996 (__________, ultimo comune a pronunciarsi).
I dubbi e le perplessità sull’approvazione della nuova ubicazione del centro
balneare, se potevano forse sussistere al momento dell’inoltro del ricorso,
sono dunque stati fugati dagli avvenimenti successivi. 

 

                                   8.   Stando così le cose,
il ricorso non può essere accolto, né in via principale né in via subordinata;
non é dato infatti di vedere per quale recondito motivo (non vi sono certo gli
estremi per invocare la parità di trattamento) l’approvazione della zona AP/EP
in località _________  dovrebbe comportare l’assegnazione al ricorrente di 1000
mq di terreno edificabile. L’interesse pubblico che soggiace alla creazione di
un centro balneare-ricreativo non é infatti minimamente paragonabile
all’interesse del ricorrente a mantenere il carattere agricolo del suo fondo,
né a quello fatto valere in via subordinata di poter disporre a scopi
edificatori privati di una superficie di terreno situata fuori dal comprensorio
edificabile.

                                         Tassa e spese di giudizio
seguono la soccombenza.

 

 

Per
questi motivi,

viste
le normative alla fattispecie applicabili;

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é respinto.

 

                                   2.   Il ricorrente é condannato
al pagamento delle tasse di giudizio e 

delle spese per complessivi fr. 700.-- (settecento).

                                   3.   Intimazione:                  -
Avv. __________. __________, __________, per il                                                         ricorrente;

                                       - Municipio di _________ _________

                                       - Consiglio di Stato, Bellinzona

                                                                               -
Consorzio per i centri di attrezzature                                                           sportive
e ricreativo balneari dei comuni               della _________  e della
_________ ,                               _________;

                                       - Sezione pianificazione urbanistica,                                                             Bellinzona

 

Tribunale
della pianificazione del territorio

Il
presidente                                                           Il
segretario