# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a06d147b-c53d-5e57-a0e8-cb09b85010ac
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-01-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 22.01.2018 12.2016.4
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2016-4_2018-01-22.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2016.4

  	
  Lugano

  22 gennaio 2018/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Balerna (giudice supplente)

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Federspiel
  Peer

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. OA.2010.598
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 - promossa con petizione 25
agosto 2010 da

 

	
   

  	
  AO
  1 

  rappr. dall’ RA 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP
  1 

  rappr. dall’ RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

con cui l’attrice postula
la condanna della controparte al pagamento di fr. 137'710.70 (equivalenti a USD
124'783.19)  oltre interessi al 5% dal 11 febbraio 2008 nonché il rigetto
definitivo dell’opposizione interposta al PE n. __________ dell’UE di Lugano
per pari importo,

 

domanda avversata dalla
convenuta che ne ha postulato la reiezione, sollevando pure l’eccezione di
incompetenza territoriale, e che il Pretore ha accolto integralmente con
sentenza del 23 novembre 2015, respingendo nel contempo l’eccezione di
incompetenza territoriale,

 

appellante la convenuta
con atto di appello dell’8 gennaio 2016, con cui chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di dichiarare, in via principale, la petizione
irricevibile e, in via subordinata, di respingerla nel merito, protestando
tasse, spese e ripetibili, 

 

mentre l’attrice con risposta
del 26 febbraio 2016 postula la reiezione del gravame pure con protesta di
tasse, spese e ripetibili, 

 

letti ed esaminati gli atti e i
documenti prodotti,

 

ritenuto

 

in fatto:

 

A.     Il 27 febbraio 2008 AO 1 ha firmato una proposta di
acquisto immobiliare relativa all'impegno di acquistare da AP 1 un appartamento
sito in un grattacielo in costruzione a D__________, chiamato “__________”, per
l'importo di USD 415'943,95 (cfr. doc. B). L’accordo prevedeva il pagamento di
un primo acconto di USD 124'783,19 da versare sul conto bancario della
venditrice presso la Banca __________ di L__________, importo che AO 1 ha
effettivamente pagato (cfr. doc. D). La consegna dell'appartamento era prevista
per il 30 settembre 2009, ma, come si dirà meglio in seguito, non si è mai
perfezionata.

 

B.    Il 26 marzo 2008 AO 1 e AP 1 hanno sottoscritto un contratto
preliminare di compravendita, anch’esso in forma scritta semplice, con cui è stato
confermato il predetto acquisto immobiliare (cfr. doc. E). In particolare, nello
stesso è stato ribadito il trasferimento della proprietà a AO 1 entro il 30 settembre
2009, con facoltà della venditrice di prorogare questo termine, dapprima per
ulteriori 9 mesi, senza conseguenze finanziarie, e ancora successivamente, ma
con delle penalità (interesse al 5% su base annua; cfr. doc. E paragrafo 4). L’accordo
prevedeva pure che: "Nel caso di differenze superiori al 15% (quindici
per cento) il contratto potrà essere risolto con comunicazione scritta da parte
promissoria acquirente e lo stesso avrà diritto alla restituzione delle somme
versate senza null'altro pretendere a qualsiasi titolo o ragione" (cfr.
doc E paragrafo 1). Inoltre, il contratto prevedeva, oltre all'applicazione del
diritto materiale degli Emirati Arabi Uniti, anche la competenza esclusiva
della Corte di D__________ (Emirati Arabi Uniti; cfr. doc. E paragrafo 9).

 

C.    Con e-mail del 5 marzo 2010 AP 1 ha avvisato AO 1 che
erano intervenuti dei cambiamenti nel progetto edificatorio che avevano
comportato una ridefinizione dell’appartamento oggetto degli accordi precitati.
In particolare, l’appartamento bilocale di 724.62 sq ft che essa intendeva
acquistare era diventato un monolocale di 545.90sq ft. AP 1 ha quindi proposto
a AO 1  di acquistare un appartamento differente, ossia il n. 3005 di 761,86 sq
ft, a un prezzo superiore rispetto a quello convenuto originariamente (cfr. doc.
H).  Con scritto di data 9 luglio 2010 (cfr. doc. l) AO 1 ha disdetto il contratto
e chiesto il rimborso immediato dell’acconto di USD 124'783,19 da lei versato,
oltre interessi.

       Nel contempo,
essa ha presentato un’istanza di sequestro per il suo credito di USD 124'783.19
corrispondenti al cambio dell’11 febbraio 2008 a fr. 137'710.70, ottenendo il sequestro degli averi di RE 1 presso la banca __________ a L__________
(cfr. doc. J e L).  AO 1 ha quindi fatto spiccare in data 12 agosto 2010
dall’UE di Lugano il PE n. __________, a cui RE 1 ha interposto opposizione (cfr.
doc. K e M).

 

D.       
Con petizione 25 agosto 2010 CO 1 ha avviato il presente
procedimento a convalida del sequestro, postulando la condanna di RE 1 al
pagamento di fr. 137'710.70 - importo poi mutato in USD 124'783.19 - oltre
interessi al 5% dall’11 febbraio 2008, nonché il rigetto definitivo
dell’opposizione al PE n. __________ dell’UE di Lugano, il tutto con protesta
delle spese giudiziarie. In sintesi, essa ha posto l’accento, da un canto, sul
mancato rispetto dei termini di consegna e, dall’altro, sulla modifica dei
piani del progetto edificatorio che aveva comportato una modifica importante
delle dimensioni e della struttura dell’appartamento oggetto degli accordi
precitati, “tanto da trasformare l’immobile in un aliud”. Da qui la
decisione di avvalersi della clausola rescissoria relativa alla modifica della
superficie dell’appartamento e di disdire il contratto, esigendo, nel contempo,
la restituzione immediata dell’acconto versato. L’attrice ha sostenuto la
competenza del giudice adito sulla base dell’art. 4 LDIP, la convalida del
sequestro, e ha argomentato che una sentenza emessa da un tribunale delle S__________
o di D__________, “mancando l’applicazione di una convenzione bilaterale,
non sarebbe riconosciuta in Svizzera per permettere la continuazione del precetto
esecutivo (art. 5 al 2 LDIP)”.

 

Con risposta di causa del 27 ottobre 2010 la
convenuta si è opposta alla petizione ed ha sollevato, tra l’altro, l’eccezione
d'incompetenza territoriale, rilevando che il punto 9 del contratto preliminare
prevedeva la competenza esclusiva della Corte di D__________. In breve, essa ha
negato il carattere abusivo della proroga di foro ed ha affermato che l’assenza
di una convenzione bilaterale non pregiudicava la possibilità di ottenere un riconoscimento
in base all’art. 25 LDIP. AP 1 ha, inoltre, sostenuto che, in base a quanto
pattuito, la disdetta senza preavviso a seguito della variazione delle
superficie avrebbe potuto essere data solo al momento della consegna dell’unità
abitativa, ovvero dopo la costruzione dell’edificio, e non già sulla sola base
di una planimetria. Essa ha pertanto contestato la validità della disdetta del
contratto data da AO 1. La convenuta ha aggiunto che, sulla base degli accordi,
essa non poteva neppure essere ritenuta responsabile per mancanze o ritardi che
esulavano dal suo controllo ed ha sostenuto di aver adempiuto ai propri
obblighi. 

 

Nei successivi allegati di replica e
duplica le parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle loro antitetiche allegazioni
e richieste. Parte attrice ha ribadito il carattere abusivo della clausola di
proroga di foro ed ha posto l’accento sui legami della convenuta con L__________.

Esperita l'istruttoria, le parti hanno
rinunciato al dibattimento finale producendo dei memoriali conclusivi scritti nei
quali si sono riconfermate nelle rispettive posizioni.

 

E.   Con sentenza del
23 novembre 2015 il Pretore ha respinto l’eccezione di incompetenza
territoriale e ha accolto la petizione condannando AP 1 al pagamento di USD
124'783.19 oltre interessi. Nel contempo egli ha pronunciato il rigetto
definitivo dell’opposizione interposta al PE n. __________ dell’UE di Lugano.
In sintesi, il giudice ha ritenuto legittima la disdetta data da AO 1 a seguito
della perdita dell’oggetto contrattuale e la richiesta di ripristino della
statu quo ante. Nel contempo, il magistrato ha ritenuto abusiva la proroga di
foro in considerazione, tra l’altro, dei legami dell’operazione con L__________
e del mancato rispetto della forma pubblica che avrebbe necessitato un simile contratto. 
 

 

F.    Con atto di
appello dell’8 gennaio 2016 AP 1 chiede la riforma del querelato giudizio nel
senso di dichiarare, in via principale, la petizione irricevibile e, in via
subordinata, di respingerla nel merito, e nel contempo di concedere l’effetto
sospensivo, con protesta di tasse, spese e ripetibili. Mentre l’attrice con
risposta del 26 febbraio 2016 postula la reiezione del gravame pure con
protesta di tasse, spese e ripetibili. 

 

 

 

 

e considerato,

 

 

in diritto:                     

                                   1.   Il
1° gennaio 2011 è entrato in vigore il nuovo Codice di diritto 

           processuale civile svizzero (CPC, RS 272). Giusta
l’art. 405 cpv. 1 CPC alle impugnazioni si applica il diritto in vigore al
momento della comunicazione della decisione intesa come data di intimazione. La
sentenza pretorile del 23 novembre 2015 è stata comunicata alle parti dopo il 1° gennaio 2011.
La procedura d’appello è retta dal CPC. 

           Per quanto attiene alla
richiesta di concessione dell’effetto sospensivo si ricorda all’appellante che
in virtù dell’art. 315 cpv. 1 CPC l’atto di appello preclude l’efficacia e
l’esecutività della decisione impugnata. 

 

                                   2.   È pacifico che la
vertenza riveste carattere internazionale ai sensi dell’art. 1 LDIP in quanto
vede opposti una cittadina svizzera e una società avente la sua sede alle S__________
ed ha per oggetto una pretesa connessa all’acquisto di un appartamento sito in
un immobile in costruzione a D__________ negli Emirati Arabi Uniti.

                                         Pure incontestata è
l’applicabilità al caso di specie della LDIP, ed in particolare degli art. 4 e
5 LDIP. Non trova invece applicazione la Convenzione di Lugano non avendovi
aderito gli Emirati Arabi Uniti, ai giudici del cui Stato rinvia la clausola in
esame.

                                         Giusta l’art. 4 LDIP se la
presente legge non prevede altro foro in Svizzera, l’azione di convalida del
sequestro può essere promossa nel luogo svizzero del sequestro. Questo foro non
è però esclusivo. Una deroga è possibile a condizione di rispettare le premesse
fissate dall’art. 5 LDIP. In particolare, il cpv. 1 prevede la possibilità per
le parti di pattuire il foro per una controversia esistente o futura in materia
di pretese patrimoniali derivanti da un determinato rapporto giuridico. Il
patto può essere stipulato per scritto, per telegramma, telex, facsimile o
altro mezzo di trasmissione che ne consenta la prova per testo. Salva diversa
stipulazione, il foro prorogato è esclusivo. Il cpv. 2 della stessa norma precisa
però che la proroga di foro è inefficace se una parte si trova
abusivamente privata di un foro previsto dal diritto svizzero.

 

                                   3.   Nel proprio giudizio
il Pretore ha ritenuto data la propria competenza in virtù del fatto che la
prestazione contrattuale litigiosa andava eseguita in Svizzera e più
precisamente a L__________, questo poiché la banca su cui andavano accreditati gli
acconti - di cui l’attrice chiede la restituzione mentre la convenuta vi si oppone
- era la Banca __________ di L__________. Subordinatamente il primo giudice ha
ritenuto data la sua competenza anche in virtù dell’art. 4 LDIP quale foro del
sequestro.

                                         Il magistrato ha quindi
spiegato come le ragioni della disdetta data da AO 1 siano da ricercare non
solo negli evidenti ritardi di edificazione ma anche nel fatto che
l’appartamento riservato dall’attrice non esisteva più ed era stato variato sia
nella natura che nella superficie. Il magistrato ha quindi ritenuto che,
conformemente ai termini contrattuali e in particolare alla clausola
rescissoria ivi contenuta, l’attrice abbia legittimamente disdetto il contratto
per inadempimento e perdita dell’oggetto contrattuale. Egli ha altresì
precisato che, in base alla perizia di data 13 giugno 2013 dell’ISDC (cfr. inc.
rich. OR.2011.67), detta soluzione rispecchiava quella del diritto applicabile
a D__________. 

                                         Relativamente alla
questione della competenza territoriale il magistrato ha osservato che
l’applicazione dell’art. 113 LDIP propugnava a favore della sua competenza. In
merito alla proroga di foro a favore dei tribunali di D__________, il Pretore
ha giudicato non provato il fatto che detti tribunali avrebbero ammesso la loro
competenza con riferimento a un contratto che non era una compravendita immobiliare
bensì un contratto preliminare di riservazione di un immobile, perfezionato in
Svizzera in forma scritta, tra una venditrice che non ha dimostrato di esserne proprietaria
e una potenziale acquirente. Secondo il magistrato di prima sede l’esecuzione
di questa promessa avendo carattere personale poteva essere eseguita ovunque e dagli
atti traspariva l’intenzione delle parti di eseguirla a L__________. Sulla base
delle risultanze istruttorie il Pretore ha ritenuto che il centro di tutta
l’operazione fosse L__________.

                                         Il magistrato ha, inoltre,
osservato come siffatto contratto sarebbe stato nullo dal punto di vista del
diritto svizzero per mancato rispetto della forma pubblica prescritta dall’art.
216 CO.

                                         Il primo giudice ha
inoltre ritenuto non provato che in base alle leggi in vigore a D__________
sarebbe bastata la sola forma scritta e non ufficiale per ammettere la validità
di un simile accordo. 

                                         In forza di queste carenze
allegatorie e probatorie il Pretore ha ritenuto non valida la proroga di foro. Da
ultimo, egli ha ritenuto giustificato anche l’invocazione dell’abuso di diritto
da parte dell’attrice.

 

                                   4.   Con l’appello AP 1
censura un erroneo apprezzamento dei fatti e delle prove come pure un’erronea
applicazione del diritto. Più nel dettaglio, l’appellante contesta la
competenza territoriale del Pretore di L__________ e ribadisce la validità
della proroga di foro, negando tra l’altro che l’avvalersi della stessa possa
essere qualificato di abusivo. In questo ambito essa rinvia a due sentenze di
questa Camera emesse, a suo dire, in fattispecie identiche, dove sarebbe stata
riconosciuta la validità di una proroga identica a quella qui in esame. AP 1
prosegue enunciando i principi che reggono il riconoscimento in Svizzera di
sentenze estere. L’appellante contesta, inoltre, i legami della fattispecie con
la Svizzera.  Essa continua rimproverando al Pretore di non aver applicato alla
fattispecie le leggi degli Emirati Arabi Uniti e cita alcuni articoli del
codice civile degli EAU che, sempre secondo l’appellante, escluderebbero la
possibilità per AO 1 di rescindere validamente il contratto.

                                         Nel contempo, AP 1
parrebbe invocare una violazione del proprio diritto di essere sentita
lamentando, in più punti, una carente motivazione della sentenza pretorile
(cfr. appello pag. 9 in fine, 10 e 18). 

 

                                   5.   La censura dell’appellante
relativa alla violazione del diritto di essere sentito va trattata
preliminarmente. Come accennato sopra, in questa sede, AP 1 rimprovera
al Pretore una carente motivazione della decisione. Il diritto di ottenere una
decisione motivata, che deriva dal diritto di essere sentito sancito dall’art.
29 cpv. 2 Cost., impone all’autorità giudicante di indicare le ragioni che
l’hanno portata a decidere in un senso piuttosto che in un altro, in modo tale
da permettere al destinatario di capire la portata della decisione e di
proporre i rimedi adeguati con cognizione di causa (DTF 134 I 83 consid. 4.1;
II CCA 8 agosto 2014 inc. n. 12.2012.185). 

                                         Nel caso concreto la
motivazione addotta dal giudice di prime cure a sostegno della propria
competenza territoriale e della non validità della proroga di foro, riassunta
sopra, era decisamente chiara e permetteva alla convenuta di capire le ragioni
di fatto e di diritto alla base della propria decisione e di presentare il
rimedio giuridico appropriato con cognizione di causa, come per altro la stessa
ha fatto trasmettendo a questa Camera un lungo e finanche prolisso atto di
appello (TF 11 agosto 2010 4A_585/2009 consid. 7.1). La censura è pertanto
infondata.

 

                                   6.   Fatta
questa premessa è necessario ora ricordare che per sua natura l’atto di appello
deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere
motivato (art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). L‘appellante deve pertanto confrontarsi
criticamente con la decisione impugnata spiegando per quali motivi di fatto e
di diritto la stessa sarebbe errata e con ciò da riformare (v. Reetz/Theiler in: Sutter-Somm/Hasenböhler/
Leuenberger, ZPO Kommentar, 2a ed., n. 36 ad art. 311;
ZPO-Rechtsmittel, Kunz, n. 92 ad
art. 311; sentenza TF del 7 dicembre 2011, inc. n. 4A_659/2011, consid. 4;
sentenza II CCA del 18 aprile 2013, inc. n. 12.2011.119 e riferimenti). L’appello
in esame in alcuni punti non contiene una critica puntuale al giudizio di prima
istanza ma si limita a fornire una propria tesi e una propria lettura dei
fatti. L’appello in oggetto viene quindi esaminato nella misura in cui
rispetta i principi sopraindicati e espone critiche circostanziate al giudizio
pretorile, mentre non verranno analizzati e sono irricevibili quei passaggi che
non contengono alcuna critica al giudizio impugnato.

 

                                   7.   Come
accennato sopra, l’appello verte essenzialmente sulla competenza del giudice
adito, che l’appellante nega, e sulla validità o meno della proroga di foro,
che per l’appunto AP 1 ritiene data. Al riguardo essa ribadisce  che la proroga
in esame adempie perfettamente i presupposti dell’art. 5 cpv. 1 LDIP. In sintesi,
 AP 1 critica la decisione pretorile nella misura in cui il magistrato ha
ritenuto detta proroga abusiva e ha rimproverato alla qui appellante di non
aver adempiuto al proprio obbligo probatorio dimostrando che i tribunali di D__________
avrebbero effettivamente ammesso la loro competenza in relazione alla
fattispecie qui in esame.   

 

                               7.1.   E’ pacifico che la
proroga in esame adempie i presupposti dell’art. 5 cpv. 1 LDIP, circostanza di
cui ha dato atto anche il Pretore nella propria sentenza del 15 settembre 2011
relativa alla trattazione dell’eccezione d’incompetenza territoriale. 

                                         Più complessa si
presenta invece l’analisi della questione dal punto di vista dell’art. 5 cpv. 2
LDIP, invocato dall’attrice che sostiene l’abusività della proroga.

                                         Prima di addentrarsi in
questa problematica è necessario ricordare che, diversamente da quanto traspare
dall’atto di appello, la contestazione concerne un contratto di riservazione,
ossia una promessa di compravendita, di un immobile e non già una compravendita
immobiliare. 

                                         Dagli atti risulta che la
prestazione contrattuale dovuta dall’attrice, ovvero il pagamento degli
acconti, doveva realizzarsi in Svizzera, a L__________; essendo questa la
prestazione litigiosa la competenza del foro di L__________ sarebbe data sia
quale foro di esecuzione che, sussidiariamente, quale foro del sequestro (art.
4 LDIP). Parallelamente l’esecuzione della promessa di compravendita,
prestazione dovuta dalla qui appellante, avendo natura personale, poteva essere
eseguita ovunque. Nello specifico, a prescindere da quello che sostiene ora in
sede giudiziaria AP 1, dagli atti traspaiono diversi elementi che rivelano l’intenzione
dell’appellante di realizzare detta prestazione proprio a L__________, luogo
dove - è utile sottolinearlo - lavorava __________ N__________, direttore di AP
1. Suffraga ulteriormente questa intenzione anche il fatto che sia il doc. E
che il doc . F fanno riferimento al recapito luganese di AP 1 ed indicano quale
conto su cui versare gli acconti quello che l’appellante detiene presso la
Banca __________ di L__________ (cfr. doc. E pag. 3 a metà e in fine e doc. F
pag. 3). 

                                         Alla luce di queste
considerazioni l’affermazione del Pretore secondo cui  pure l’art. 113 LDIP
propugna a favore del foro di L__________ non può essere ritenuta errata. 

                                         E’ innegabile che i legami
della fattispecie con L__________ sono molteplici, infatti, come accennato
sopra, a L__________ lavorava __________ N__________, direttore di AP 1, proprio
sul conto di una banca di L__________ sono stati versati  - su richiesta
dell’appellante - gli acconti, su vari documenti figura quale recapito di AP 1
quello del suo ufficio di rappresentanza sito in via __________ a L__________
(cfr. doc. E, doc. F) e, inoltre, il doc. E è stato redatto in lingua italiana
e sottoscritto proprio a L__________.  

 

                               7.2.   AP 1, per dimostrare
l’infondatezza della tesi di AO 1 secondo cui la proroga di foro la priverebbe
abusivamente della protezione conferitale dal foro svizzero del sequestro,
avrebbe dovuto, come rettamente osservato dal Pretore, provare che i giudici di
D__________ avrebbero certamente ammesso la propria competenza; ciò non è però
avvenuto. Infatti, la perizia del 21 maggio 2012 redatta dall’ISDC indica che
secondo l’art. 21 al. 1 ch. 3 CPC degli EAU “les tribunaux sont competents
pour juger d’une action introduite à l’encontre d’un étranger qui n’a ni son domicile
ni sa résidence aux EAU lorsque l’action se fonde sur une obligation conclue,
exécutée ou qui doit être exécutée aux EAU”; ciò che non è però il caso
della prestazione qui in discussione, che - come visto sopra - avendo carattere
personale può essere eseguita ovunque. La perizia precisa
altresì che “L’etat des sources accessibles ne permet toutefois pas une
détermination définitive sur le principe de la force obligatoire d’une
prorogation en faveur des tribunaux des EAU” (cfr. perizia cit. pag. 3
paragrafo 1 a metà). 

                                         Non
è qui condivisa ed esula comunque dall’analisi peritale la considerazione
giuridica espressa nel referto - e poi ripresa dall’appellante nel proprio
ricorso a sostegno della propria tesi - secondo cui la promessa di vendita
relativa a un immobile sito negli EAU avrebbe dovuto essere eseguita negli EAU.

                                         Parallelamente, come
giustamente osservato dal primo giudice, non risulta neppure provato che
secondo la legge in vigore a D__________ basterebbe la sola forma scritta - e
non quella ufficiale -  per ammettere la validità dell’accordo qui in esame,
carenza probatoria che va posta a carico dell’appellante. Relativamente a
questo aspetto è utile ricordare che in base al diritto svizzero predetto
contratto sarebbe nullo per mancanza della prescritta forma pubblica prevista
dall’art. 216 CO.

                                         Per quanto attiene alle
due sentenza di questa Camera del 18 settembre 2012 menzionate da AP 1 (inc.
12.2011.192 e inc. 12.2011.193) e che, a detta della stessa, confermerebbero la
legittimità della proroga qui in esame, si osserva che, pur essendo le fattispecie
analizzate simili, le questioni giuridiche trattate divergono sensibilmente.
Infatti, nelle sentenze citate la validità della proroga di foro è stata
analizzata a titolo pregiudiziale, senza entrata nel merito, e unicamente
nell’ottica dell’art. 5 cpv. 1 LDIP mentre che la problematica dell’art. 5 cpv.
2 LDIP non è stata sollevata dalle parti.  Nel caso ora in esame, invece, il
Pretore è entrato nel merito analizzando, tra l’altro, anche la problematica dal
punto di vista della variabile dell’abuso di diritto di cui all’art. 5 cpv. 2
LDIP, argomentazione correttamente sollevata dal patrocinatore di AO 1. Ne
consegue, pertanto, che la presente analisi si rivela più approfondita e tratta
questioni che non erano state valutate nelle sentenze del 18 settembre 2012
citate dall’appellante.  

 

                                         Alla luce di tutto quanto
precede è pertanto a giusta ragione che il Pretore ha ritenuto non valida la
proroga di foro prevista nell’accordo qui in esame. 

 

                                         A titolo abbondanziale, si
osserva che se, da un canto, in astratto, la designazione del foro di D__________
quale foro competente a dirimere controversie connesse al (previsto ma, in
concreto, mai realizzatosi) acquisto di un appartamento ubicato in quella città
non può essere ritenuto sorprendente, dall’altro, nel caso specifico, i deboli
- per non dire inesistenti - legami delle parti con gli EAU e la natura del
contratto in esame (come visto non di compravendita ma solo di riservazione) fanno
nascere più di un dubbio sulla buona fede della convenuta nel voler sottrarre
questa vertenza al giudizio del Pretore di L__________ per sottoporla  a quello
della Corte di D__________.

 

                                   8.   L’appellante
prosegue rimproverando al Pretore di non aver tenuto conto dell’elezione di
diritto a favore del diritto in vigore a D__________, a dire della stessa, mai
contestata dall’attrice, e di aver interpretato l’accordo e giudicato la
fattispecie “secondo i canoni del diritto svizzero” invece che sulla
base del diritto applicabile a D__________ (cfr. appello pag. 22).  

 

                               8.1.   La censura si rivela
infondata. Vero è che il Pretore ha affermato che “il presente contenzioso
può essere risolto semplicemente in applicazione dei termini contrattuali
sottoscritti dalle parti, senza scomodare il diritto materiale citato”
(ovvero il diritto di D__________; cfr. sentenza pag. 4), d’altro canto, però,
il magistrato, sulla base della perizia di data 13 marzo 2013 allestita
dall’ISDC nell’ambito dell’inc. rich. OR.2011.67, ha precisato che l’esito
sarebbe stato lo stesso anche applicando il diritto invocato dall’appellante,
opinione che merita di essere condivisa. Infatti, contrariamente a quanto
sostenuto da AP 1, la fattispecie in esame pare rientrare proprio tra quelle
che legittimano una risoluzione del contratto, in particolare sulla base degli
art. 271 e 272 CC degli EAU. La tesi appellatoria a secondo cui AO 1 non avrebbe
potuto legittimamente chiedere la rescissione del contratto, in quanto, da un
canto, il ritardo nell’esecuzione dei lavori sarebbe stato giustificato e,
dall’altro, una volta terminati gli eventi di forza maggiore AP 1 avrebbe
adempiuto agli obblighi che le spettavano per contratto avanzando con la
costruzione dell’immobile, non convince. Nel caso in esame, infatti, non si può
ignorare che i ritardi nell’edificazione sono stati considerevoli (cfr. consid.
A-C).  A queste condizioni anche secondo il diritto e il buon senso di D__________,
come giustamente rilevato dal primo giudice, non può essere precluso all’investitore
di recedere dal contratto esigendo la restituzione degli acconti versati.  

                                         Al riguardo è
indispensabile rinviare agli esempi illustrati nella perizia e nella
delucidazione peritale dell’ISDC e dai quali traspare che, di regola, conformemente
alla giurisprudenza delle Corti degli EAU è ammessa la risoluzione contrattuale
in presenza di ritardi superiori a un anno, termine che nel caso concreto è
stato largamente superato (cfr. perizia del 13 giugno 2013 pag. 9 seg. e
delucidazioni perizia del 14 marzo 2014, pag. 7 in inc. rich. OR.2011.67, qui
date per trascritte).

                                         Si può, inoltre,
aggiungere che proprio il cambiamento del progetto (ridefinizione
dell’appartamento oggetto dell’accordo) consentiva all’attrice di rescindere
dal contratto, sempre in base ai termini dell’accordo sottoscritto.

                                         A giusta ragione il
Pretore ha pertanto riconosciuto il diritto di AO 1 di rescindere l’accordo in
parola ed esigere la rifusione degli acconti versati. Anche su questo punto la
sentenza pretorile merita pertanto conferma.

                                   9.   In virtù di quanto
esposto sopra, si può prescindere dall’entrare nel merito delle altre argomentazioni
sollevate dall’appellante.

 

                                10.   In definitiva,
l’appello deve essere respinto. Le spese processuali seguono la soccombenza
dell’appellante; nella fissazione delle ripetibili da attribuire a parte
appellata si terrà conto del fatto che la stessa ha formulato unicamente una
richiesta di cauzione processuale (cfr. evasa con decisione incidentale del 12
aprile 2016) mentre che ha rinunciato ad entrare nel merito dell’appello (cfr.
risposta all’appello pag. 2). Il valore litigioso ai fini di un eventuale ricorso
al Tribunale federale è superiore a fr. 30'000.-.

                                         L’importo delle ripetibili
sarà prelevato dalla cauzione versata dall’appellante una volta cresciuta in
giudicato questa sentenza; la differenza sarà restituita.

 

Per i quali motivi

richiamati gli art 96 e 106 CPC e la LTG, 

 

 

decide:                     1.   L’appello 8 gennaio 2016  di
AP 1 è respinto. 

 

                                   2.   Le spese processuali
d’appello di complessivi fr. 7’000.-, sono poste a carico di AP 1. L’appellante
rifonderà alla controparte fr. 500.- per ripetibili di appello.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

Rimedi giuridici 

Contro
la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso
è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in
materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi.
Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge federale
prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato
il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso
sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che
intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso
in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e
medesima istanza (art. 119 LTF).