# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3efa6768-b3ec-531c-9521-73ac8ffdbb93
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-07-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 08.07.2013 11.2010.109
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2010-109_2013-07-08.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2010.109

  	
  Lugano,

  8 luglio 2013/mc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Jaques

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baggi Fiala, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2008.14 (divorzio
su richiesta unilaterale, poi su richiesta comune con accordo parziale) della Pretura
della giurisdizione di Mendrisio Nord promossa con petizione del 28 febbraio
2008 da

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinata dall'avv. PA 2),

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AO 1 

  (patrocinato dall'avv. PA 1),

  

 

giudicando sul decreto cautelare del 27 maggio 2010 con cui il Pretore ha modificato l'assetto provvisionale fra i
coniugi;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto l'appello del 2 giugno 2010 presentato da AP
1 contro il decreto cautelare emesso il 27 maggio 2010 dal Pretore della
giurisdizione di Mendrisio Nord;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   AO
1 (1955) ed AP 1 (1962) si sono sposati a __________ (ora __________) il 31
marzo 1995. A quel momento essi avevano già un figlio, M__________, nato il 13
maggio 1993. Da un primo matrimonio, inoltre, la moglie aveva avuto __________
(1981) e __________ (1985). Il marito è contadino e gestisce un'azienda agricola
a __________, nella frazione di __________, oltre a svolgere attività casearia
su alpeggi presi in affitto. La moglie coadiuvava il marito nella conduzione dell'azienda
agricola. I coniugi si sono separati nel febbraio del 2004, quando AP 1 ha lasciato l'abitazione coniugale di __________ (particella n. 30 RFD di __________, sezione di __________,
comproprietà dei coniugi) per trasferirsi a __________,
dove dal 10 febbraio al 30 settembre 2004 ha condotto una non meglio precisata gerenza. Nel settembre del 2005 essa ha poi lavorato, come
cameriera gerente, per il bar “__________” a __________ e in seguito ha assunto
la gerenza del “__________” a __________ con negozio di alimentari annesso.

 

                                  B.   Mediante
sentenza del 20 febbraio 2007, emanata a protezione del­l'unione coniugale, il
Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord ha autorizzato i coniugi a vivere
separati, ha affidato il figlio al padre e ha disciplinato il diritto di visita
della madre, mentre ha respinto ogni richiesta di contributo alimentare (tanto
per la moglie quanto per M__________), come pure l'attribuzione dell'autorità
parentale in comune e la pronuncia della separazione dei beni. Tale sentenza è passata
in giudicato.

 

                                  C.   Il
28 febbraio 2008 AP 1 ha promosso azione di divorzio, postulando l'affidamento
di M__________ al padre (riservato il suo diritto di visita), l'esercizio in
comune dell'autorità parentale, lo scioglimento della comproprietà sull'abitazione
coniugale, il versamento di una somma imprecisata in liquidazione del regime
dei beni e la divisione a metà della prestazione d'uscita accumulata dal marito
durante il matrimonio presso il suo istituto di previdenza professionale, come
pure la metà del valore di riscatto di eventuali polizze sulla vita a lui
intestate. AO 1 ha aderito a tutte le richieste, salvo pretendere egli medesimo
una somma imprecisata in liquidazione del regime matrimoniale e rimanere
silente circa il prospettato riparto della prestazione d'uscita dal “secondo
pilastro”. Accertato ciò, il Pretore ha trattato la causa come divorzio su
richiesta comune con accordo parziale.

 

                                  D.   All'udienza
del 10 ottobre 2008, indetta per l'audizione dei coniugi, AP 1 ha comunicato che il 7 settembre precedente il figlio M__________ si era trasferito da lei e ha
chiesto in via cautelare di affidarle il ragazzo (riservato il diritto di
visita paterno), obbligando il marito a versare un contributo alimentare per quest'ultimo
di fr. 1760.– mensili dal settembre del 2008. Con decreto cautelare del 13
ottobre 2008, emesso senza contraddittorio, il Pretore ha affidato M__________
alla madre, ha disciplinato il diritto di visita del padre e ha condannato AO 1 a versare un contributo alimentare per il figlio di fr. 1000.– mensili. Il 15 ottobre
successivo egli ha poi ordinato l'audizione del ragazzo da parte di una
specialista. All'udienza del 6 novembre 2008, destinata al contradditorio cautelare,
il convenuto ha proposto di respingere l'istanza, tranne approvare “con
riserva” l'affidamento del figlio alla madre qualora l'istruttoria confermasse
la volontà di M__________ e offrire in tal caso un contributo alimentare per
lui di fr. 400.– mensili (assegni familiari compresi). Entrambe le parti
hanno notificato prove. Con decreto cautelare emanato seduta stante “nelle more
istruttorie” il Pretore ha ridotto a fr. 600.– mensili il contributo
alimentare per M__________ (assegni familiari compresi).

 

                                  E.   Esperita
l'istruttoria cautelare, alla discussione finale del 30 marzo 2010 i coniugi hanno
ribadito le richieste contenute in memoriali conclusivi. Nel proprio, del 3 marzo
2010, AP 1 ha chiesto una volta ancora di affidarle il figlio (riservato il
diritto di visita del padre) e di condannare il marito a erogare un contributo
alimentare per M__________ di fr. 1374.– mensili dal 1° settembre 2008 al 31
maggio 2009, aumentato a di fr. 1424.– fino alla maggiore età, assegni
familiari compresi. Nel suo allegato del 30 marzo 2010 AO 1 non si è opposto all'affidamento
del figlio alla madre, riservato il suo diritto di visita, e ha offerto di
versare per il ragazzo “il corrispettivo degli assegni familiari, qualora
percepiti”. Statuendo con decreto cautelare del 27 maggio 2010, il Pretore ha
affidato M__________ alla madre, ha disciplinato il diritto di visita del padre e ha obbligato quest'ultimo a versare un
contributo ali­mentare per il figlio di fr. 700.30 dal 1° settembre
2008 al 31 ago­sto 2009, ridotti a fr. 600.30 mensili dal 1° settembre 2009 in poi (assegni familiari compresi). La tassa di giustizia e le spese di complessivi fr. 1200.– sono
state poste per due terzi a carico dell'istante e per il resto a carico del
convenuto, cui l'istante è stata tenuta a rifondere fr. 1500.– per ripetibili
ridotte.

 

                                  F.   Contro
il decreto cautelare appena citato AP 1 è insorta a questa Camera con un
appello del 2 giugno 2010 per ottenere che il giudizio impugnato sia riformato
nel senso di por­tare il contributo alimentare per il figlio a fr. 1374.– mensili
dal 1° settembre 2008 al 31 maggio 2009 e a fr. 1324.– dal 1° giugno
2009 fino alla maggiore età, assegni familiari compresi. Nelle sue osservazioni
del 26 ottobre 2010 AO 1 conclude per il rigetto dell'appello.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le
misure provvisionali in una causa di divorzio erano emanate fino al 31 dicembre
2010 con la procedura sommaria contenziosa dell'art. 376
cpv. 2 lett. d CPC ticinese (art. 419c cpv. 1 CPC ticinese). Il Pretore statuiva con decreto impugnabile entro dieci giorni (art.
419c cpv. 3 CPC ticinese). Nella fattispecie il decreto del Pretore,
intimato il 27 maggio 2010, è pervenuto al legale dell'istante il 28 maggio successivo.
Presentato il 2 giugno 2010, l'appello in esame è di conseguenza ricevibile.

 

                                   2.   Per
definire il contributo di mantenimento provvisionale in favore del figlio il Pretore
ha accertato anzitutto, nel decreto impugnato, il reddito del marito in fr. 3450.–
mensili (compresi gli assegni familiari di fr. 220.– mensili fino al 31
maggio 2009 e di fr. 270.– mensili in seguito) e il relativo fabbisogno
minimo in fr. 2749.70 mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo
fr. 1100.–, oneri ipotecari fr. 739.60, spese accessorie
fr. 150.–, premio della cassa malati fr. 222.85, leasing dell'automobile
fr. 403.50, imposta di circolazione fr. 47.35, assicurazione dell'automobile
fr. 86.40), aumentato a fr. 2849.70 mensili dal settembre del 2009, allorché
è stato portato a fr. 1200.– il minimo esistenziale del diritto ese­cutivo.
Quanto alla moglie, il Pretore ne ha calcolato il reddito in fr. 2500.–
mensili e il fabbisogno minimo in fr. 2236.40 (minimo esistenziale del diritto esecutivo per genitore
affidatario fr. 1250.–, locazione fr. 650.–, premio della
cassa malati fr. 336.40), rispettivamente in fr. 2336.40 dal settembre
del 2009 in poi.

 

                                         Ciò
posto, il Pretore ha stabilito il fabbisogno in denaro del figlio, sulla base
della tabella 2009 (invariata anche per il 2010) correlata alle raccomandazioni
pub­blicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento del Canton Zurigo,
in fr. 1775.– mensili fino al 31 agosto 2009, in fr. 1608.– mensili dal 1° settembre 2009 al 31 agosto 2010 e in
fr. 1542.– dal 1° settembre 2010 fino alla maggiore età, assegni familiari
compresi. Ricordato che entrambi i genitori devono partecipare al mantenimento
dei figli minorenni in virtù degli art. 276 e 285 cpv. 1 CC, il primo giudice
ha posto a carico di AO 1 un contributo alimentare per M__________ di
fr. 700.30 mensili dal 1° settembre 2008 al 31 agosto 2009 e di 600.30 mensili
dopo di allora (assegni familiari compresi).

 

                                   3.   Sostiene
l'appellante che il reddito del marito non ammonta a fr. 3450.– mensili (assegni
familiari compresi), come ha accertato il Pretore, bensì a fr. 3586.– mensili
fino al 31 maggio 2005 e fr. 3636.– mensili dal 1° giugno 2009. Nel
decreto in questione il primo giudice ha operato una media tra il reddito da attività
indipendente che AO 1 ha conseguito nel 2005 (fr. 36 400.–), nel 2006 (fr. 38
400.–) e nel 2007 (fr. 40 400.–), cui ha aggiunto gli
assegni familiari di fr. 220.– mensili fino al 31 maggio 2009 e di fr. 270.–
mensili in seguito (consid. 4). AP 1 fa valere che decisivo è il reddito del
2007, di fr. 3366.– mensili, più gli assegni familiari, ovvero fr. 3586.–
mensili (arrotondati) fino al 31 maggio 2009 e fr. 3636.– mensili (arrotondati)
dopo di allora.

 

                                         a)   Il
reddito da attività indipendente di un coniuge è, di regola, quello medio calcolato
sull'arco di più anni – di regola almeno gli ultimi tre – in modo da compensare
eventuali fluttuazioni (Rep. 1995 pag. 141;
Wullschleger in:
Schwenzer, Praxis­kom­mentar
Scheidungs­recht, Berna 2005, n.
34 ad art. 285 CC). Se tale reddito è in costante ascesa o in costante calo (v.
RtiD II-2004 pag. 617 consid. 38c) fa stato il reddito dell'ultimo anno, una
volta compensati – in particolare – gli ammorta­menti straordinari, i possibili
accantonamenti ingiustificati e i prelevamenti privati (I
CCA, sentenza inc. 11.2003.88 del 22 gennaio 2007, consid. 6a con rinvio alla sentenza del Tribunale federale 5P.342/2001 del 20 dicembre 2001, consid. 3a e rinvii di dottrina).

 

                                         b)   Nella
fattispecie il convenuto non discute i suoi redditi accertati dal Pretore sulla
scorta delle tassazioni 2005, 2006 e 2007 (doc. 6, 7 e 8). Trattandosi di introiti
in costante ascesa, a ragione l'appellante chiede perciò che ai fini del
giudizio ci si fondi sul dato più recente (fr. 3366.– mensili). Gli assegni
familiari invece, secondo la più aggiornata giurisprudenza del Tribunale
federale, non vanno aggiunti al reddito (DTF 137 III 64
consid. 4.2.3 e 65 consid. 4.3.2), nel senso che i contributi alimentari per i figli minorenni sono da fissare al netto
di tali prestazioni. Occorre rispettare tale precetto anche nell'ambito dell'attuale
sentenza.

 

                                   4.   Per
quel che è del proprio reddito, l'appellante afferma ch'esso non è di fr. 2500.–
mensili, come ha accertato il Pretore, ma “di fr. 2100.–/2200.– mensili come
risulta dalle sue tassazioni del 2005, 2006, dalla contabilità 2007 e 2008 dell'esercizio
pubblico da lei gestito” (memoriale, pag. 4 in alto). Il primo giudice ha reputato determinante invece quanto l'istante medesima aveva dichiarato in tribunale (“Io
non mi ricordo l'ammontare del reddito derivante dalla mia attività. Posso
quantificare una media di fr. 2500.– netti al mese, esclusa la tredicesima”:
verbale del 24 aprile 2009, pag. 2, risposta n. 6), in linea con la sua
tassazione 2007 (decreto impugnato, consid. 4 in fine). Si tratta di un accertamento che a un esame di verosimiglianza come quello preposto ai
giudizi cautelari (DTF 118 II 377 consid. 3) resiste senz'altro alla critica.
Nella tassazione 2007 l'autorità tributaria ha stabilito il reddito annuo dell'interessata
in fr. 30 444.–, pari a fr. 2537.– mensili (cartella fiscale nella rubrica
“documenti richia­mati”). L'appellante non pretende che dalla contabilità 2008
dell'esercizio pubblico da lei gestito risulti altro. Invoca le sue tassazioni
del 2005 e del 2006, dalle quali si desumono redditi di fr. 6000.– annui,
rispettivamente di fr. 15 840.– annui (loc. cit.). Di fronte a introiti in ascesa, nondimeno,
giustamente il Pretore si è fondato sul dato più recente (identico principio vale
per il 

                                         marito:
sopra, consid. 3b). Che poi l'Ufficio circondariale di tassazione abbia aggiunto
fr. 20 000.–
presunti al reddito annuo del 2005 e fr. 10 000.– presunti a quello del
2006 (“Prestazioni valutabili in denaro o reddito d'altra fonte stabiliti per
insufficienza di disponibilità finanziaria”) nulla muta alla sostanza delle
cose.

 

                                   5.   L'appellante non critica l'ammontare del proprio
fabbisogno minimo accertato dal Pretore. Contesta quello del marito (fr. 2749.70
mensili fino al 31 agosto 2009, fr. 2849.70 mensili dopo di allora),
facendo valere che i costi mensili dell'automobile riconosciuti dal primo
giudice (leasing fr. 403.50, assicurazione contro la responsabilità civile
fr. 86.40, imposta di circolazione fr. 47.35) rientrano nelle spese
professionali del convenuto, spese che l'autorità fiscale ha già dedotto dal
reddito da attività indipendente e che non vanno computate in doppio. Per di
più – essa soggiunge – un simile onere mensile appare eccessivo nelle condizioni
di ristrettezza in cui versa la famiglia, anche perché il marito avrebbe potuto
acquistare il veicolo con risparmi personali o aumentando il mutuo ipotecario
sulla sua quota di comproprietà dell'abitazione coniugale.

 

                                         Che il conduttore
di un'azienda agricola, situata per altro in luoghi discosti e con attività
sugli alpeggi, abbia bisogno di un veicolo da lavoro non può seriamente essere
revocato in dubbio. Che a tal fine il leasing di un pick up __________ (con 1000 km di percorrenza, per fr. 38 000: doc. 13), nel novembre del 2008, fosse – come ritiene l'appellante
(memoriale, pag. 4 in basso) – inutilmente dispendioso non può dirsi, l'appellante
non pretendendo che la sostituzione della precedente __________ (doc. 2) fosse antieco­nomica.
Che poi il costo del leasing sia già stato considerato dall'autorità fiscale al
momento in cui questa ha fissato il reddito del contribuente nel 2007 non è
verosimile, il leasing essendo cominciato il 14 novembre 2008 (doc. 13). Certo,
a quel momento l'autorità fiscale potrebbe avere tenuto conto di un possibile
leasing, relativo alla citata __________. Se non che, tutto si ignora di quel­l'eventuale
contratto, di cui figura agli atti un esemplare senza la firma della società di
leasing e finanche senza la data (doc. 2).  Né l'appellante indica a quale sostanza
il convenuto potesse attingere per evitare il lea­sing e neppure consta – per
lo meno a un sommario esame come quello che governa l'emanazione di
provvedimenti cautelari – che per comperare il veicolo AO 1 potesse
concretamente gravare la sua quota di comproprietà sull'abitazione coniugale. A
ragione pertanto il Pretore ha inserito nel fabbisogno minimo di lui la rata di
fr. 403.50 mensili esposta nel me­moriale conclusivo del 30 marzo 2010 (pag.
4). E il contratto di leasing prevedeva 49 rate scadenti il 1° di ogni mese
(doc. 13), fino al 30 novembre 2012, oltre la maggiore età del figlio M__________.

 

                                         A ragione
l'appellante si duole invece che nel fabbisogno minimo del convenuto il Pretore
abbia incluso anche l'assicurazione del veicolo contro la responsabilità civile
(fr. 86.40 mensili: doc. 5, allegato n. 4) e l'imposta di circolazione (fr.
47.35 mensili: doc. 30). Al momento in cui ha stabilito il reddito imponibile del
contribuente nel 2007, invero, l'autorità tributaria aveva già verosimilmente considerato
fra le spese professionali di AO 1 i costi della __________ usata a quel tempo.
E i due veicoli sono sostanzialmente della medesima categoria. Ne deriva che il
fabbisogno del marito va definito in fr. 2616.– mensili fino al 31 agosto
2009 e in fr. 2716.– mensili dopo di allora.

 

                                   6.   Infine
l'appellante censura il fabbisogno in denaro del figlio, rimproverando al
Pretore di avere trascurato il costo dell'alloggio, di avere considerato spese
per la cura e l'educazione da lei prestate in natura e di avere imputato al
figlio un reddito pari a un terzo del guadagno da lui conseguito come
apprendista quantunque una parte del fabbisogno di lui rimanga scoperta.

 

                                         a)   Per
quanto riguarda l'alloggio, a ragione l'appellante fa valere che nel fabbisogno
del figlio va inserito un terzo della locazione a carico del genitore
affidatario (Empfehlungen zur Bemessung von Unterhaltsbeiträgen für Kinder,
Zurigo 2000, pag. 13 in alto). Essa versa al convivente fr. 650.– mensili a
titolo di locazione (decreto impugnato, pag. 5; memoriale conclusivo del 3
marzo 2010, pag. 3 n. 5). Nel fabbisogno in denaro del figlio va inserita
perciò una spesa di fr. 217.– mensili che sostituisce quella di fr. 340.–
prevista nella tabella 2009 correlata alle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio
della gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo
(www.lotse.zh.ch), cui questa Camera si ispira per prassi consolidata (Rep.
1994 pag. 301 consid. 5). Ciò impone di ridimensionare nella stessa misura –
evidentemente – il costo dell'alloggio nel fabbisogno minimo dell'ap­pellante,
che passa da complessivi fr. 2236.40 a fr. 2019.75 mensili fino al 31
agosto 2009 e da complessivi fr. 2336.40 a fr. 2119.75 mensili dal 1°
settembre 2009 in poi.

 

                                         b)   Contrariamente
all'opinione dell'appellante, non v'è alcun motivo invece per togliere dal
fabbisogno in denaro di M__________ la posta per cura e educazione prevista dalle
citate raccomandazioni (fr. 330.– mensili). L'istante medesima dichiarando
di lavorare a tempo pieno (verbale del 24 aprile 2009, pag. 2, risposta n. 6),
ciò che il convenuto non revoca in dubbio, non si vede come AP 1 sia in grado
di fornire al figlio cura e educazione durante l'esercizio dell'attività lucrativa.
La prestazione sostitutiva di tale attività va pertanto monetizzata, come prevede
la relativa tabella.

 

                                         c)   A
giusto titolo poi il Pretore ha tenuto calcolo della circostanza che dal 1° settembre
2009 M__________ ha intrapreso un apprendistato di giardiniere paesaggista
(decreto impugnato, consid. 6; doc. Z), conseguendo un reddito di fr. 500.– mensili
dal 1° settembre 2009 al 31 agosto 2010 e di fr. 700.– mensili dal 1° settembre
 2010 in poi. Per giurisprudenza il figlio minorenne che ritrae un provento dal
proprio lavoro è tenuto – di regola – a sopperire entro un certo limite alle
spese del suo mantenimento (art. 323 cpv. 2 CC). Tale partecipazione consiste,
per principio, in un terzo del guadagno (cfr. RtiD II-2004 pag. 604 consid. 6).
Al figlio va imputato così un reddito proprio di fr. 167.– mensili dal 1° settembre
2009 al 31 agosto 2010 e di fr. 234.– mensili dopo di allora.

 

                                         d)   Ne
segue che il fabbisogno in denaro di M__________ ascende a fr. 1990.– mensili arrotondati fino al 31
agosto 2009 (fr. 2115.– meno fr. 340.– più fr. 217.–), a fr. 1825.–
mensili dal 1° settembre 2009 al 31 agosto 2010 (fr. 2115.– meno fr. 340.–
più fr. 217.– meno fr. 167.–) e a fr. 1760.– mensili arrotondati dal 1° settembre 2010 alla maggiore età
(fr. 2115.– meno fr. 340.– più fr. 217.– meno fr. 234.–). Detratto
l'assegno familiare (fr. 220.– mensili fino al 31 maggio 2009 e fr. 270.–
mensili in seguito), che le raccomandazioni edite dall'Ufficio della gioventù e
dell'orientamento professionale del Canton Zurigo comprendono (Empfehlungen zur
Bemessung von Unterhaltsbeiträgen für Kinder, op. cit., pag. 9), tali fabbisogni
risultano di:

                                               fr.
1770.– mensili dal 1° settembre 2008 al 31 maggio 2009,

                                               fr.
1720.– mensili dal 1° giugno al 31 agosto 2009,

                                               fr.
1555.– mensili dal 1° settembre 2009 al 31 agosto 2010,

                                               fr.
1490.– mensili dal 1° settembre 2010 alla maggiore età.

 

                                   7.   In
conclusione il quadro delle entrate e delle uscite familiari si presenta nella
fattispecie come segue:

                                         Dal 1° settembre 2008 al 31 maggio 2009 (nuovo assegno familiare)

                                         reddito del marito (consid. 3)                                       fr.
3366.— 

                                         reddito della moglie
(consid. 4)                                    fr. 2500.—

                                                                                                                         fr.
5866.— mensili

                                         fabbisogno
minimo del marito (consid. 5)                      fr. 2616.—

                                         fabbisogno minimo della
moglie (consid. 6a)                 fr. 2019.75

                                         fabbisogno in denaro del
figlio (consid. 6d)                    fr. 1770.—

                                                                                                                         fr.
6405.75 mensili

                                         ammanco                                                                  fr.
  539.75 mensili

                                         Dandosi
un disavanzo nel bilancio familiare, al debitore di contributi alimentari va
lasciato il minimo esistenziale del diritto esecutivo (DTF 137 III 62 consid. 4.2.1, 135 III 67
consid. 2, 133 III 59 consid. 2), che nella fattispecie corrisponde al calcolo
del fabbisogno minimo. Il contributo alimentare per il figlio va fissato di
conseguenza in:

                                         reddito                                                                       fr.
3366.— mensili 

                                         meno
fabbisogno minimo                                             fr. 2616.— mensili

                                                                                                                         fr.  
750.— mensili

                                         più l'assegno
familiare (fr. 220.– mensili).

 

                                         Dal 1° giugno al 31
agosto 2009 (reddito del figlio)

                                         reddito del marito                                                        fr.
3366.— 

                                         reddito della moglie                                                     fr.
2500.—

                                                                                                                         fr.
5866.— mensili

                                         fabbisogno
minimo del marito                                      fr. 2616.—

                                         fabbisogno minimo della
moglie                                   fr. 2019.75

                                         fabbisogno in denaro del
figlio                                      fr. 1720.—

                                                                                                                         fr.
6355.75 mensili

                                         ammanco                                                                  fr.
  489.75 mensili

                                         Nelle
circostanze descritte il
contributo alimentare per il figlio rimane fissato di conseguenza in:

                                         reddito                                                                       fr.
3366.— mensili 

                                         meno
fabbisogno minimo                                             fr. 2616.— mensili

                                                                                                                         fr.  
750.— mensili

                                         più l'assegno
familiare (fr. 270.– mensili).

                                         

                                         Dal 1° settembre 2009 al 31 agosto 2010 

                                         (nuovi minimi esistenziali e nuovo reddito del
figlio)

                                         reddito del marito                                                        fr.
3366.— 

                                         reddito della moglie                                                     fr.
2500.—

                                                                                                                         fr.
5866.— mensili

                                         fabbisogno
minimo del marito                                      fr. 2716.—

                                         fabbisogno minimo della
moglie                                   fr. 2119.75

                                         fabbisogno in denaro del
figlio                                      fr. 1555.—

                                                                                                                         fr.
6390.75 mensili

                                         ammanco                                                                  fr.
  524.75 mensili

                                         Nelle circostanze descritte il contributo
alimentare per il figlio va fissato di conseguenza in:

                                         reddito                                                                       fr.
3366.— mensili 

                                         meno
fabbisogno minimo                                             fr. 2716.— mensili

                                                                                                                         fr.  
650.— mensili

                                         più l'assegno
familiare (fr. 270.– mensili).

 

                                         Dal
1° settembre 2010 alla maggiore età

                                         reddito del marito                                                        fr.
3366.— 

                                         reddito della moglie                                                     fr.
2500.—

                                                                                                                         fr.
5866.— mensili

                                         fabbisogno
minimo del marito                                      fr. 2716.— 

                                         fabbisogno minimo della
moglie                                   fr. 2119.75

                                         fabbisogno in denaro del
figlio                                      fr. 1490.—

                                                                                                                         fr.
6325.75 mensili

                                         ammanco                                                                  fr.
  459.75 mensili

                                         Nelle circostanze descritte il contributo
alimentare per il figlio rimane fissato di conseguenza in:

                                         reddito                                                                       fr.
3366.— mensili 

                                         meno
fabbisogno minimo                                             fr. 2716.— mensili

                                                                                                                         fr.  
650.— mensili

                                         più l'assegno
familiare (fr. 270.– mensili).

 

                                         In
definitiva l'appello merita accoglimento entro tali limiti.

 

                                  8.   Gli oneri del giudizio odierno seguono il vicendevole grado di soccombenza (art.
148 cpv. 2 CPC ticinese). L'appellante rivendicava contributi di mantenimento
per il figlio di fr. 1374.– mensili fino al 31 maggio 2009 e di fr. 1324.–
mensili dopo di allora (asse­gni familiari compresi). Dato l'esito del
giudizio, essa ottiene causa vinta per circa due settimi. Va chiamata così ad
assumere cinque settimi della tassa di giustizia e delle spese, il resto
essendo a carico del convenuto, cui va rifusa un'equa indennità per ripetibili
ridotte. Il dispositivo sugli oneri processuali di prima sede può invece
rimanere invariato, giac­ché davanti al Pretore il contenzioso verteva anche
sull'affidamento del figlio e sulla regolamentazione del diritto di visita.
Tenuto conto di ciò, il pronunciato attuale non incide apprezzabilmente sulla
loro entità né sul loro riparto.

 

                                  9.   Circa
i rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale
(art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso non raggiunge apparentemente
la soglia di fr. 30 000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF (differenza tra i
contributi alimentari chiesti in appello e quelli fissati dal Pretore dal 1° settembre
2008 al 12 maggio 2011).

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è parzialmente accolto, nel senso che il dispositivo n. 1.2 del decreto impugnato
è così riformato:

                                         AO 1 è condannato a
versare a AP 1, anticipatamente entro il 5 di ogni mese, i seguenti contributi
alimentari per il figlio M__________:

                                         fr. 750.–
mensili più l'assegno familiare di fr. 220.– mensili 

                                         dal
1° settembre 2008 al 31 maggio 2009,

                                         fr. 750.–
mensili più l'assegno familiare di fr. 270.– mensili 

                                         dal
1° giugno al 31 agosto 2009 e

                                         fr. 650.–
mensili più l'assegno familiare di fr. 270.– mensili 

                                         dal
1° settembre 2009 fino alla maggiore età.

 

                                         Per il
resto il decreto cautelare rimane invariato.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 600.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr. 650.–

                                         sono posti per cinque settimi a carico dell'appellante e per il resto
a carico di AO 1, cui l'appellante rifonderà fr. 1500.– per ripetibili
ridotte.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  –;

  –.

  

                                         Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di
Mendrisio Nord.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni
finali, parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF
per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla
notificazione della decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario
il ricorso in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso
ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non
raggiunge tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la
controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art.
74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro
lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al
Tribunale federale per 

i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il
termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie,
ma non nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).