# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9372bb1f-b466-5775-97c9-7141e4b3cc6f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-07-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.07.2018 38.2018.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2018-9_2018-07-16.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  38.2018.9

   

  rs

  	
  Lugano

  16 luglio 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretaria:

  	
  Stefania Cagni

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 febbraio 2018 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 11 gennaio 2018 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento,   

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su opposizione
dell’11 gennaio 2018 l’Ufficio regionale di collocamento di __________ (in
seguito: URC) ha confermato la precedente decisione del 31 ottobre 2017 (cfr.
doc. 4) con cui aveva sospeso RI 1 per dodici giorni dal diritto alle indennità
di disoccupazione a causa di ricerche di lavoro qualitativamente insufficienti
nel periodo dal 1° aprile al 22 ottobre 2017 precedente l’iscrizione in disoccupazione,
quando era attiva professionalmente quale lavoratrice stagionale presso __________
di __________.

                                         Più specificatamente l’amministrazione
le ha imputato il fatto di avere effettuato unicamente delle ricerche di
impiego spontanee, invece di candidarsi per posti di lavoro pubblicati sui
mezzi di informazione, come pure la circostanza di non avere prodotto alcuna
risposta da parte dei potenziali datori di lavoro interpellati (cfr. doc. A1).

 

                               1.2.   Contro la decisione su
opposizione dell’11 gennaio 2018 l’assicurata ha inoltrato un tempestivo
ricorso al TCA, chiedendo l’annullamento della sanzione oppure un adeguamento
della stessa alle sue reali responsabilità.

                                         A motivazione delle sue
richieste ricorsuali l’insorgente ha, in particolare, addotto che la
conclusione del contratto di lavoro per il 2018 dimostra che non vuole farsi
mantenere dal Cantone Ticino.

                                         La medesima reputa,
inoltre, che lo svolgimento di 47 ricerche di lavoro attesti l’adempimento da
parte sua degli obblighi quale disoccupata. Per quanto concerne le mancate
risposte dei datori di lavoro, la ricorrente ha asserito che forse è stato
commesso un errore da parte della consulente o dell’ufficio postale che può
avere perso le sue candidature. Al riguardo ha precisato, da un lato, di non
avere spedito le ricerche d’impiego per raccomandata a causa del relativo
costo. Dall’altro, di essere di conseguenza svantaggiata nel comprovarne
l’invio. 

                                         L’assicurata ha poi
indicato di avere rispedito ai datori di lavoro le candidature per dimostrare
che questi, quando ricevono una candidatura, reagiscono secondo modalità
differenti: ad esempio certi valutano soltanto domande di lavoro trasmesse
online, altri conservano le candidature per tre mesi e in seguito le eliminano.
Molti in ogni caso non hanno risposto.

                                         L’insorgente ha osservato
di avere ricevuto una sola proposta di lavoro da parte della sua collocatrice.

                                         A mente della ricorrente
le sue ricerche di lavoro sono quantitativamente sufficienti e qualitativamente
idonee a diminuire il danno. La medesima, in proposito, ha infine evidenziato
che le ricerche da lei compiute concernono lavori annui a tempo indeterminato
(cfr. doc. I).

 

                               1.3.   L’URC, in risposta, ha
postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.4.   Il 15 marzo 2018 la
ricorrente si è nuovamente espressa in merito alla fattispecie (cfr. doc. V +
B1-B5).

 

                               1.5.   L’amministrazione si è
pronunciata al riguardo con scritto del 22 marzo 2018 (cfr. doc. VI).

 

                               1.6.   Il doc. VI è stato inviato
per conoscenza all’insorgente (cfr. doc. VIII).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione
giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2,
5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio
2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7
novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del
21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4
febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre
2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre
2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9
settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8 settembre 2015).

 

                               2.2.   Questa Corte rileva
innanzitutto che l’assicurata nel ricorso ha censurato il fatto di avere avuto
poco tempo per presentare le proprie osservazioni all’amministrazione, in
particolare considerato che si era nel periodo natalizio (cfr. doc. I).

 

                                         Al riguardo il TCA
osserva, tuttavia, che, per quanto concerne il caso di specie, il termine
assegnato alla ricorrente dall’URC con la Richiesta di giustificazione del 27
ottobre 2017 scadeva il 3 novembre 2017 (la sua presa di posizione è datata 28
ottobre 2017, cfr. doc. 3), rispettivamente che la decisione formale è stata
emanata dall’URC il 31 ottobre 2017 (cfr. doc. 4), per cui il termine per
interporre l’opposizione non decorreva durante le feste natalizie.

 

                                         Dagli atti risulta,
invece, che la Sezione del lavoro, il 18 dicembre 2017, ha assegnato
all’insorgente un termine scadente il 28 dicembre 2017 per esprimersi, prima di
pronunciare un’eventuale sanzione giusta l’art. 30 cpv. 1 lett. e LADI, in
merito alla circostanza che “su 47 datori di lavoro interpellati (n.d.r.:
dal 1° aprile al 22 ottobre 2017), 13 confermano di non avere mai ricevuto la
candidatura che lei sostiene di avere inviato” (cfr. doc. 12). Una sospensione
di 14 giorni a seguito di indicazioni inveritiere (riguardanti l’effettivo
svolgimento di alcune ricerche di lavoro) è stata poi emessa dalla Sezione del
lavoro l’8 febbraio 2018 (cfr. doc. 14).

 

                                         In proposito è utile segnalare che la costante giurisprudenza federale ha stabilito
che è la decisione impugnata che costituisce il presupposto e il contenuto
della contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. STF 8C_784/2016 del 9
marzo 2017 consid. 3.1.; STF 8C_448/2016 del 6 dicembre 2016 consid. 2; STF
8C_208/2013 del 3 luglio 2013 consid. 2.1.; STF 9C_393/2011 del 16 settembre
2011 consid. 1; DTF 134 V 418 consid. 5.2.1.; DTF 131 V 164; SVR 2005 AHV Nr.
19; DTF 130 V 388, DTF 125 V 413; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51 consid.
3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, pag. 294).

 

                                         Nella concreta
evenienza, la decisione su opposizione dell’11 gennaio 2018 impugnata, come pure la decisione del 31 ottobre 2017 (cfr. doc. A1; 4),
riguardano esclusivamente la sospensione dal diritto a indennità di
disoccupazione di dodici giorni secondo l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI a causa
di ricerche di lavoro insufficienti dal profilo qualitativo nel periodo dal 1° aprile al 22 ottobre 2017 precedente
l’iscrizione in disoccupazione.

                                         Ogni altra questione
sollevata nel ricorso, in particolare l’assegnazione da parte della Sezione del
lavoro di un termine per presentare osservazioni durante il periodo natalizio, esula
dalla presente causa e non può, dunque, essere affrontata da questo Tribunale.

                                      

                                         Va, in ogni caso,
osservato che l’assicurata ha comunque dato seguito alla richiesta della
Sezione del lavoro con scritto del 27 dicembre 2017 (cfr. doc. 13).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Tra gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare
personalmente un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16
cpv. 1 e 2 LADI il cui tenore non è stato modificato dalla quarta revisione
della LADI), se necessario anche fuori della professione precedente (cfr. art.
17 cpv. 1 LADI il cui testo è rimasto invariato in occasione della quarta
revisione LADI) ed anche fuori del proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16
cpv. 2 lett. f LADI).

 

                                         Alla fine di ogni periodo di
controllo egli dovrà, dunque, presentare al servizio competente le prove documentali
relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA C 77/91 del 29 gennaio
1992 nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1 OADI:

 

"
L'assicurato deve
finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di regola sotto forma di
domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI prevede
che:

 

"
L’assicurato deve inoltrare la prova delle ricerche di lavoro per ogni
periodo di controllo al più tardi il quinto giorno del mese seguente o il primo
giorno lavorativo successivo a tale data. Se l’assicurato lascia scadere il termine
senza valido motivo, le ricerche di lavoro non potranno più essere prese in
considerazione."

 

L'art. 26 cpv. 3
OADI stabilisce che:

 

"
Il servizio competente
verifica ogni mese le ricerche di lavoro dell'assicurato."

 

                                         La LADI ha, dunque, previsto
che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue possibilità per evitare o
ridurre lo stato di disoccupazione.

 

                                         Tale principio non è stato
messo in discussione contestualmente alla quarta revisione della LADI (cfr.
Messaggio concernente la modifica delle legge sull’assicurazione contro la
disoccupazione del 3 settembre 2008, FF N. 38 dl 23 settembre 2008).

                                         L'obbligo di ridurre il danno,
valido anche nell'assicurazione contro la disoccupazione (cfr. DTF 125 V 197
consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, p.
48), è violato, fra l'altro, quando l'assicurato compie sforzi insufficienti
per trovare lavoro.

 

                                         Se non adempie il suo obbligo
egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI,
secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il suo
possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr. STF 8C_180/2010
del 4 agosto 2010; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010; STFA C 221/02 del 3
agosto 2003).

 

 

                                         L’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI
è stato ritenuto dal Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1°
gennaio 2007 Tribunale federale) conforme alle disposizioni della Convenzione
OIL Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V
228-230; D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation
de l'assurance chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e
Francoforte sul Meno 1992, p. 193s.).

 

                                         La
giurisprudenza ha stabilito che deve essere sospeso dal diritto all'indennità
l'assicurato che non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo
che precede l'adempimento dell'obbligo di controllo (cfr. STF 8C_589/2009 del
28 giugno 2010).

 

                                         Per
costante giurisprudenza, chiunque si accinge ad iscriversi in disoccupazione
deve attivarsi per cercare un nuovo impiego.

                                         In
una sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006, la nostra Alta Corte ha così
sottolineato che l'obbligo di cercare un'occupazione adeguata nel periodo
precedente la disoccupazione vige anche con l'entrata in vigore della LPGA.
Tale dovere è ancorato nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché
gli assicurati non possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere
tenuti a intraprendere dei validi sforzi anche antecedentemente all'iscrizione
in disoccupazione.

                                         L'assicurato deve così, ad
esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal
momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova
occupazione (cfr. STF 8C_192/2016 del 22 settembre 2016 consid. 3.1.; STF
8C_463/2016 del 20 settembre 2016 consid. 3.2.; STF 8C_544/2014 del 26 novembre
2014 consid. 4.2.; STF 8C_278/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 2.1.2.
pubblicata in DTF 139 V 524; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010,
consid. 3.1; STF 8C_800/2008 dell'8 aprile 2009, consid. 2.1; STFA C 208/03 del
26 marzo 2004, consid. 3.1 in DLA 2005 n. 4 p. 56; STFA C 77/91 del 29 gennaio
1992; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure
art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).

 

                                         Inoltre
gli assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. STF 8C_863/2014 del 16 marzo 2015
consid. 2.2., pubblicata in DTF 141 V 365; Comunicazioni e istruzioni UFIAML,
n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo, op. cit., pag. 17).

 

                               2.4.   Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la qualità
delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76 consid.
2 con riferimenti; STFA C 49/00 del 15 gennaio 2001).

 

                                         Per
quel che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non
prevede un numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.

                                         La giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di
riferimento (e non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo
di controllo vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide
(cfr., per tutte, la STCA AD 247/86 del 28 gennaio 1987). 

                                         L'Alta Corte, pur confermando
tale principio (cfr. STFA C 33/87; STFA C 286/02 del 3 luglio 2003), ha
precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto quante ricerche
mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che la prassi
amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego al mese
(cfr. STFA C 106/04 del 12 luglio 2005 consid. 2.1.; STFA C 199/05 del 29
settembre 2005; STFA C 6/05 del 6 marzo 2006 consid. 3.2.).

                                         In una sentenza 8C_589/2009
del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha confermato la propria
giurisprudenza e ha rilevato:

 

"
(…)

3.2 Pour trancher le point de savoir si
l'assuré a fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il
faut tenir compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches
entreprises (ATF 124 V 225 consid. 4a p. 231). Sur le plan quantitatif,
la jurisprudence considère que dix à douze recherches d'emploi par mois sont en
principe suffisantes (cf. ATF 124 V 225 consid. 6 p. 234; arrêt C 258/06 du 6 février
2007 consid. 2.2). On ne peut cependant pas s'en tenir de manière schématique à
une limite purement quantitative et il faut examiner la qualité des démarches
de l'assuré au regard des circonstances concrètes, des recherches ciblées et
bien présentées valant parfois mieux que des recherches nombreuses (arrêt C
176/05 du 28 août 2006 consid. 2.2;
RUBIN, op. cit. p. 392). (…)"

 

                                         Al
riguardo cfr. pure STF 8C_278/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 2.1.4.,
pubblicata in DTF 139 V 524; STF 8C_544/2014 del 26 novembre 2014 consid. 4.4.;
STF 8C_192/2016 del 22 settembre 2016 consid. 3.2. (in cui al consid. 5 l’Alta
Corte ha in particolare precisato che non va effettuata alcuna distinzione tra
il numero di ricerche da svolgere in un periodo di controllo e il relativo
numero durante il periodo di disdetta); STF 8C_463/2016 del 20 settembre 2016
consid. 3.2.

 

                                         Sulle modalità con le quali
bisogna effettuare le ricerche di lavoro, il TCA ricorda innanzitutto che
secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il
suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio
competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26
cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; DLA 1988 p.
95; DTF 120 V 74).

                                         La legge non prevede nessun
modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire effettuate
sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi datori di
lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla fine di ogni
periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio competente d'avere
realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del 29 gennaio 1992
nella causa E. R., non pubblicata).

                                         Concretamente ciò significa
che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di ricerca personale
il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei datori di
lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è necessario che il
datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo "timbro" sul
formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra forma scritta, che la
ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del 28 gennaio 1987 nella
causa S. P., AD 5/87).

                                         Inoltre
deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si
è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella
causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

 

                                         L'assicurato potrà servirsi
dell'apposito formulario messo a disposizione dalla SECO (dal 1° luglio 1999 la
Segreteria di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio federale dello
sviluppo economico e del lavoro).

 

                                         In caso di rifiuto del datore
di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà comunque
limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al servizio
competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 pag. 95). 

 

                                         In
una sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

pag. 156 segg., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno
l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

 

                               2.5.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI la
durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione dal diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in
caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. cfr. art. 45 cpv. 3 OADI in vigore dal 1° aprile 2011; 45 cpv. 2 vOADI).

                                         La sua durata è determinata
secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv. 5
OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità, la
durata della sospensione è prolungata in modo adeguato. Per determinare il
prolungamento sono prese in considerazione le sospensioni degli ultimi due
anni. 

                                         Nella già
citata sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha
ricordato che "La gravité de la faute dépend de l'ensemble des
circonstances du cas, en particulier des recherches d'emploi qui peuvent être
mises au crédit de l'assuré malgré le caractère globalement insuffisant de ses
démarches, ou encore d'éventuelles instructions de l'ORP qu'il n'aurait pas
suivies en dépit de leur pertinence".

                                         Per quel che attiene
alla sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata sull'art.
30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione da 4 a 6
giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per
insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo
successivo i parametri della SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9
giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione
per insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con
proporzionali aumenti per i periodi successivi, visto l'art. 45

cpv. 5 OADI (cfr. Prassi LADI/ID D72 punto 1 dell’ottobre 2011; Lista delle
sospensioni SdL n. 464 del 23 dicembre 2011).

 

                                         Queste
direttive sono conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo,
"Alcuni compiti …”, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte
dall'amministrazione su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA.

                                         Anche il TFA ha approvato il
modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA C 10/05 del 25 aprile 2005;
STFA C 210/04 del 10 dicembre 2004; STFA C 275/02 del 2 maggio 2003; STFA C
286/02 del 3 luglio 2003; STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; STFA C 338/01 del
6 agosto 2002).

 

                               2.6.   Nella presente evenienza dalla
documentazione agli atti si evince che l’assicurata, da inizio aprile al 22
ottobre 2017, ha lavorato presso l’__________ di __________ con contratto
stagionale (cfr. doc. 11; A1).

 

                                         Il 23 ottobre 2017 la
ricorrente si è iscritta in disoccupazione (5° termine quadro per la
riscossione delle prestazioni: 1.11.2016 – 31.10.2018;) e ricercando un impiego
quale cameriera ai piani, impiegata di lavanderia, ausiliaria di pulizie, commessa
di vendita, operaia di fabbrica (cfr. doc. A1).

 

                                         Al momento dell’annuncio
per il collocamento l’assicurata ha presentato all’amministrazione le proprie
ricerche d’impiego compiute nel periodo precedente la disoccupazione. Dalla
documentazione prodotta è risultato che la medesima ha effettuato 47 ricerche
spontanee dal mese di aprile al 22 ottobre 2017 (cfr. doc. 1a). 

                                         La
consulente del personale, di conseguenza, il 27 ottobre 2017 le ha trasmesso
una “Richiesta di giustificazione” con cui ha richiesto di motivare, entro il 3
novembre 2017, le insufficienti ricerche di lavoro dal profilo qualitativo - non
avendo risposto ad alcun annuncio di lavoro - svolte da aprile a ottobre 2017 e
di allegare l’eventuale documentazione a sostegno delle sue dichiarazioni.

                                         La
collocatrice ha aggiunto che, oltre la data indicata, l’autorità cantonale
avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando espressamente
l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione di un
assicurato nel caso in cui non faccia il suo possibile per ottenere un’occupazione
adeguata (cfr. doc. 2).

 

                                         La
ricorrente, il 28 ottobre 2017, ha risposto di essersi proposta ai potenziali
datori di lavoro tramite ricerche scritte spontanee, in quanto negli anni
passati, allorché si presentava di persona, veniva umiliata e trattata male. La
medesima ha, inoltre, precisato di avere rinunciato a candidarsi per i posti di
lavoro pubblicati sui quotidiani nel periodo in questione, poiché riguardavano
mansioni che non sarebbe mai stata in grado di svolgere a causa dell’epilessia
di cui soffre (cfr. doc. 3).

 

                                         Dal profilo procedurale
l’amministrazione ha, dunque, ossequiato il diritto di essere sentito
dell’insorgente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e dall’art. 42 LPGA (al
riguardo cfr. DTF 136 V 115-116; DTF 136 V 124).

 

                                         Non
reputando valide le giustificazioni addotte dall’assicurata, l’URC, con
decisione formale del 31 ottobre 2017 (cfr. doc. 4), l’ha sospesa dal diritto
alle indennità di disoccupazione per dodici giorni a causa di ricerche di
lavoro qualitativamente insufficienti nel lasso di tempo dal 1° aprile al 22
ottobre 2017.

 

                                         Tale provvedimento è stato
confermato con decisione su opposizione dell’11 gennaio 2018 (cfr. doc. A1;
consid. 1.1.).

 

                                         Nel frattempo, il 27
novembre 2017, la ricorrente ha concluso un nuovo contratto di lavoro
stagionale quale cameriera ai piani presso l’__________ di __________ per il
periodo 19 marzo – 31 ottobre 2018 (cfr. doc. A2).

 

                               2.7.   Per quanto
attiene agli assicurati che controllano la disoccupazione tra una stagione
lavorativa e l’altra (ad es. nel settore dell’edilizia o della ristorazione) o
durante le vacanze scolastiche, e quindi si annunciano in disoccupazione
soltanto alcuni mesi ogni anno, va osservato che questo Tribunale ha stabilito
che le esigenze relative alla ricerca costante di un impiego duraturo devono
essere molto severe, al fine di evitare che venga decretata la loro inidoneità
al collocamento dal profilo soggettivo. In particolare questi assicurati devono
svolgere tali ricerche durante tutto il periodo in cui lavorano e devono
ricercare un'occupazione annuale - o almeno un'occupazione, di breve durata,
per la "stagione morta" fuori dalla propria professione e in
un'attività realmente esistente sul mercato del lavoro. Essi sono pure tenuti
ad accettare un impiego annuale duraturo ufficialmente assegnato (cfr. RDAT
II-2001 N. 92; STCA 38.2000.190 del 17 aprile 2001; STCA del 16 marzo 2000
nella causa P.B.; STCA del 21 settembre 1999 nella causa A.T. contro URC; STCA
del 21 aprile 1999 nelle cause T.B. e S.P. contro UCL e N.Q contro UCL; DTF 120
V 385; D. Cattaneo, Alcuni compiti …, pag. 21; 24-25).

                                         Il TCA ha pure stabilito
che l'amministrazione, per valutare se sono stati compiuti sufficienti sforzi
per reperire un impiego e decidere un'eventuale sanzione, deve riferirsi a
tutto il periodo in cui viene esercitata un'attività lucrativa e non solo agli
ultimi mesi di lavoro (cfr. RDAT II-2001 N. 92; STCA 38.2001.15
del 17 agosto 2001; STCA 38.2000.190 del 17 aprile 2001).

 

                                         In tale contesto è utile
segnalare che in una sentenza C 53/06 del 20 marzo 2007 il TF ha accolto il
ricorso del Servizio pubblico dell’impiego del Canton Friborgo inoltrato contro
un giudizio con il quale il Tribunale cantonale amministrativo aveva annullato
una decisione su opposizione di inidoneità al collocamento di un assicurato che
non aveva compiuto alcuna ricerca di lavoro durante l’attività stagionale
precedente la disoccupazione e aveva rinviato gli atti per, se del caso,
infliggergli una sospensione dal diritto all’indennità di disoccupazione.

                                         La nostra Massima Istanza
ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…)

5.

Il ressort des pièces du dossier que l'intimé a
travaillé, de manière tout à fait temporaire, au service de l'agence Creyf's
pour le compte de JPF Construction SA, huit mois en 2002, 7 mois et demi en
2003 et six mois en 2004. A chaque occasion, un nouveau contrat de durée déterminée
a été conclu, si bien que l'on est en présence d'un pur rapport de travail
intérimaire (à l'instar de la situation de l'arrêt ATF 119 V 46 consid. 2a et
2b p. 49 sv.).

 

Il convient donc d'examiner si l'intimé était
disposé à accepter un emploi durable qui s'offrirait à lui. L'assuré s'est
inscrit au chômage en décembre 2003. Après avoir bénéficié d'indemnités
journalières en janvier et février 2004, il a sollicité à nouveau de telles
prestations à partir du 24 décembre 2004. Il n'a fourni aucune recherche
d'emploi pour les deux périodes précédant ses inscriptions au chômage. On doit
dès lors admettre qu'il se limitait essentiellement à exercer des activités
temporaires par l'intermédiaire de Creyf's SA, comme le démontre d'ailleurs le
fait qu'il a repris une occupation par l'entremise de cette même agence en mars
2005. Quoi qu'il s'en défende, il entre dans la catégorie des assurés dont la
disponibilité se limite uniquement aux emplois de durée et de fréquence
irrégulière, qui ne veulent ou ne peuvent pas accepter d'emploi fixe et qui ont
ainsi en principe à leur charge, du point de vue de l'aptitude au placement, le
risque inhérent d'une perte de travail entre deux emplois (ATF 120 V 385 consid.
3b p. 388; Thomas Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungs-recht [SVBR], Soziale Sicherheit, 2ème édition, ch. 286 p.
2266; Boris Rubin, Assurance-chômage: Droit fédéral, survol des mesures
cantonales, procédure, 2ème édition, ch. 3.9.8.6. p. 228). (…)."

 

                                         L’Alta
Corte, in un’ulteriore sentenza C 22/07 del 21 agosto 2007, ha, poi, dichiarato
inidoneo al collocamento per i mesi interstagionali invernali un assicurato che
dopo 17 anni presso una ditta con contratto di durata indeterminata è stato
licenziato e riassunto dalla stessa azienda con contratto di durata
determinata.

                                         Contestualmente
il TF ha rilevato che:

 

" (…) der Wille, eine unbefristete Stelle
anzutreten, hat nicht wegen fehlender Arbeitslosenentschädigung zu erfolgen,
sondern weil die Unterbrüche in der Erwerbstätigkeit vermieden werden wollen.
Doch bereits die Arbeitsbemühungen in der hier interessierenden Zeit machen
deutlich, dass eine Festanstellung nicht angestrebt wurde. Im Gegenteil suchte
der Versicherte ausschliesslich im Baugewerbe, wo er davon ausgehen konnte,
dass in den Wintermonaten nicht mit einer Anstellung zu rechnen war (vgl.
Urteil C 216/06 vom 8. März 2007). Indem er seine Arbeitsbemühungen nicht auf
andere Branchen ausweitete, hat er nicht alle Vorkehrungen getroffen, um im
Sinne der Schadenminderungspflicht die Arbeitslosigkeit zu vermeiden, sondern
nahm seine kurzen Verdienstausfälle in Kauf. Diese sind aber nicht Jahr für
Jahr von der Arbeitslosenversicherung zu tragen.“ 

 

                                         Inoltre con giudizio 8C_459/2007 dell’11 giugno 2008 il
Tribunale federale ha confermato l’inidoneità al collocamento di un’assicurata
dal 1° dicembre 2006 al 31 marzo 2007 sia perché non aveva svolto un numero
sufficiente di ricerche di lavoro, sia in quanto non era disposta ad accettare,
se si fosse presentata l'occasione, un lavoro a tempo pieno.

                                         In proposito la nostra
Massima Istanza ha rilevato che:

 

" (…)

Come affermato dalla Corte cantonale non risulta dagli atti in
alcun modo la volontà di S.________ di voler effettivamente cercare
rispettivamente accettare, sia nel suo settore che in altri adeguati, un lavoro
a tempo indeterminato. Le ricerche di lavoro infatti si sono limitate al
settore della ristorazione, che comprende in parte attività di carattere
stagionale (gerente di esercizi pubblici). Inoltre la ricorrente si è rifiutata
di partecipare a eventuali programmi occupazionali e ha addotto che nel caso in
cui le fossero stati sottoposti lavori annuali, avrebbe dovuto "valutare
bene con il potenziale datore tale proposta" e che non si sarebbe
"mai posta questo quesito da quando si è iscritta in disoccupazione ad
oggi" (colloquio di consulenza del 21 novembre 2006).

 

Dagli atti emerge del resto che essa lavora da quattro anni
stagionalmente per la medesima società, la quale gestisce un ristorante a
conduzione familiare, in cui per sua stessa ammissione è attiva praticamente tutta
la famiglia. Alla luce di quanto sopra esposto le circostanze parlano tuttalpiù
a favore della volontà - ben comprensibile - dell'assicurata di continuare a
gestire, durante la stagione estiva, l'attività di ristorazione a carattere
stagionale avviata nel 2003 dalla famiglia. In tale ipotesi tuttavia, il
rischio della perdita di lavoro tra una stagione e l'altra va posto a suo
carico.

Non va inoltre dimenticato che S.________ ha reiteratamente, e
meglio per ben quattro anni, e per sua stessa ammissione, eseguito ricerche di
lavoro insufficienti non raggiungendo il numero pattuito con il consulente
competente e limitandole all'ambito della propria professione.

 

Che tale procedere non era corretto le doveva inoltre essere ben
chiaro, in quanto le era stato ripetutamente comunicato dai consulenti, che
doveva cercare un impiego a tempo indeterminato anche al di fuori del suo campo
di attività.”

 

                               2.8.   In concreto dalle carte
processuali, in particolare dai formulari “Prova degli sforzi personali
intrapresi per trovare lavoro”, emerge che l’assicurata ha indicato di avere effettuato,
nel lasso di tempo dal 1° aprile al 22 ottobre 2017, 47 ricerche di lavoro
spontanee a tempo pieno, e meglio 4 ricerche nel mese di aprile 2017, 5
ricerche nel mese di maggio 2017, 5 ricerche nel mese di giugno 2017, 4
ricerche nel mese di luglio 2017, 10 ricerche nel mese di agosto 2017, 12
ricerche nel mese di settembre 2017 e 7 ricerche dal 1° al 22 ottobre 2017, in
qualità di commessa (28 ricerche), ausiliaria di pulizie (13 ricerche) e
operaia (6 ricerche), tutte per iscritto (cfr. doc. 1a). 

 

                                         Chiamato a pronunciarsi in
merito alle ricerche d’impiego relative all’arco di tempo dal mese di
aprile al 22 ottobre 2017, il TCA, ritiene che effettivamente le
modalità con le quali la ricorrente ha ricercato una nuova occupazione non sono
conformi a quanto stabilito dalla giurisprudenza e dalla prassi amministrativa.

 

                                         Al riguardo va osservato
che, come visto, l’assicurata nell’arco di tempo 1° aprile - 22 ottobre 2017 ha
effettuato unicamente ricerche candidandosi spontaneamente.

 

                                         Tuttavia un assicurato
deve principalmente intraprendere sforzi mirati rispondendo ad annunci
pubblicati nella stampa cartacea oppure online che si riferiscono quindi a
posti vacanti concreti (cfr., ad esempio, STCA 38.2014.22 del 20 agosto 2014
consid. 2.8.; STCA 38.2012.59 del 4 febbraio 2013 consid. 2.8.; STCA 38.2012.36
del 10 dicembre 2012 consid. 2.7. - il TF ha dichiarato inammissibile il
ricorso inoltrato contro tale sentenza dall’assicurata con giudizio
8C_1017/2012 del 10 dicembre 2012; 38.2008.72 del 18 marzo 2009; STCA
38.2003.18 del 19 gennaio 2004 consid. 2.12; STCA 38.2006.4 del 12 giugno 2006
consid. 2.12.).

                                         E’ in caso di assenza di
annunci pubblicati che vanno svolte anche ricerche di lavoro spontanee.

 

                                         L’insorgente, come sottolineato
dall’amministrazione, doveva peraltro essere ben al corrente di tale
prescrizione, ritenuto che il 21 febbraio 2017 (durante il precedente periodo
di disoccupazione) le sono state consegnate le direttive inerenti alle ricerche
di lavoro per coloro che svolgono attività stagionale (cfr. doc. 6: verbale del
colloquio del 21 febbraio 2017 sottoscritto dall’assicurata).

                                         Dalle linee guida
menzionate si evince segnatamente che le ricerche d’impiego devono essere:

 

" -
effettuate rispondendo prevalentemente ad annunci che appaiono sui mezzi di
informazione normalmente accessibili, per esempio: annunci dei datori di lavoro
pubblicati sui giornali, riviste settoriali, servizio di informazione presso
l’URC;

(…)

 

- comprovate tramite timbro dell’azienda sul formulario ufficiale,
lettera di candidatura, risposte del datore di lavoro (…)” (Doc. 6)

 

                                         L’assicurata, nel ricorso,
ha fatto valere di essere di madre lingua lettone (cfr. doc. I pag. 3).

                                         Tale circostanza non le
può essere di alcun ausilio nel caso di specie. In effetti, da un lato, la ricorrente
è al suo 5° termine quadro per la riscossione di prestazioni (cfr. consid. 2.6.).
Di conseguenza le dovevano essere note le modalità secondo le quali svolgere le
ricerche di impiego.

                                         Dall’altro, se ancora
nutriva dei dubbi al riguardo, in particolare se qualche punto delle direttive fornitele
nel febbraio 2017 non le fosse stato chiaro, avrebbe dovuto chiedere ragguagli
in merito all’URC. Le linee guida le sono state d’altronde consegnate
dall’amministrazione brevi manu durante un incontro collettivo, per cui
avrebbe potuto interpellarla immediatamente in quell’occasione o in un altro
momento.

 

                                         L’URC di __________ ha sottolineato
che nel periodo in questione sulla stampa sono apparsi alcuni annunci di posti
di lavoro, e meglio “…alcuni ausiliari/e per il servizio Alberghiero (il
Municipio di __________) - Un/a collaboratrice da subito o data da convenire
per il servizio ristorante/bar (__________ a __________) - Concorso ausiliari/e
del settore alberghiero (il Municipio di __________ per la __________) -
Ausiliario di cucina al 100% La casa anziani __________” (Doc. A1 pag. 2-3;
doc. 7).

 

                                         La ricorrente ha obiettato
di ricercare un’occupazione in qualità di cameriera ai piani, impiegata di
lavanderia, ausiliaria di pulizie, commessa di vendita e operaia di fabbrica e
di non candidarsi quale cameriera nella ristorazione a causa della sua malattia,
l’epilessia (cfr. doc. I pag. 1).  

 

                                         In proposito è utile
rilevare che il Tribunale federale, nella sentenza 8C_ 278/2013
del 22 ottobre 2013 consid. 2.1.3., pubblicata in DTF 139 V 524 e già citata
sopra, se, da una parte, ha stabilito che gli assicurati professionalmente qualificati,
nel periodo antecedente l’annuncio per il collocamento, hanno il diritto di
limitare le ricerche di impiego dapprima al loro ambito professionale
specifico, dall’altra, ha tuttavia precisato che ciò vale nel caso in cui il
settore professionale in questione offra posti liberi (cfr. DTF 139 V
524 consid. 2.1.3.).

 

                                         Inoltre, per quanto
attiene ai disturbi di salute dell’insorgente, il Dr. med. __________, medicina
generale, il 29 novembre 2017 ha certificato che la medesima è epilettica da
diversi anni (cfr. doc. B2).

                                         Il 20 febbraio 2018 il Dr.
med. __________, spec. FMH in neurologia, ha attestato che l’assicurata:

 

" (…) è in
cura neurologica. Non può svolgere attività di cameriera nei lavori che
necessitano l’uso ripetitivo della mano sin.” (Doc. B2)

 

                                         Dai certificati medici
agli atti non risulta, perciò, un’impossibilità specifica e assoluta, connessa
alla sua patologia, di lavorare come cameriera nella ristorazione, bensì emerge
una limitazione nell’uso ripetitivo della mano sinistra.

 

                                         Ne discende che la
ricorrente avrebbe dovuto compiere delle ricerche di lavoro anche rispondendo a
degli annunci pubblicati come quelli menzionati dall’URC e pure per gli
impieghi quale ausiliaria per il servizio ristorante/bar. La limitazione nell’uso
ripetitivo della mano sinistra avrebbe dovuto, comunque, essere segnalato al
potenziale datore di lavoro, ad esempio, in occasione di un eventuale colloquio
di assunzione, affinché il medesimo valutasse se, per lo svolgimento delle
mansioni dell’attività da lui proposta, occorreva oppure no l’uso ripetitivo
della mano sinistra.

 

                                         L’assicurata, poi,
contrariamente a quanto enunciato dalle “Linee guida per le ricerche di lavoro
di disoccupati stagionali” appena citate, non ha allegato alcuna risposta dei
potenziali datori di lavoro interpellati da aprile a ottobre 2017. La stessa,
del resto, già in occasione del primo colloquio di consulenza del 27 ottobre
2017 aveva dichiarato, in relazione alle ricerche di impiego compiute prima
dell’iscrizione in disoccupazione, di non avere ricevuto risposte (cfr. doc.
1a).

                                         Neppure risulta che la
ricorrente abbia sollecitato, prima dell’annuncio per il collocamento, almeno
qualche potenziale datore di lavoro al fine di rispondere alla sua candidatura.

 

                                         Nel ricorso l’insorgente
ha precisato, da un lato, di non avere spedito le lettere di candidatura per
raccomandata a causa del relativo costo. Dall’altro, di essere di conseguenza
svantaggiata nel comprovarne l’invio (cfr. doc. I). 

                                         Tali questioni non
meritano di particolari approfondimenti, poiché riguardano piuttosto la sanzione
emessa dalla Sezione del lavoro l’8 febbraio 2018 giusta l’art. 30 cpv. 1 lett
e LADI per dichiarazioni inveritiere (cfr. doc. 14; STCA 38.2017.23 del 19
giugno 2017; STCA 38.2010.53 del 25 ottobre 2010). E’ in effetti in quel
contesto che è stato considerato che un certo numero di ricerche del periodo
aprile – ottobre 2017 non è stato realmente effettuato.

                                         Nel caso di specie,
invece, l’assicurata è stata sospesa dall’URC in virtù dell’art. 30 cpv. 1
lett. c LADI per ricerche d’impiego qualitativamente insufficienti.

 

                                         Alla luce di tutto quanto
esposto, questo Tribunale deve concludere che il comportamento della
ricorrente, nel periodo dal 1° aprile al 22 ottobre 2017, non corrisponde a
quanto richiesto dalla legge e dalla giurisprudenza federale, non risultando le
relative ricerche di impiego valide dal profilo qualitativo.

 

                                         L’assicurata, in tale arco
di tempo, ha così violato l’obbligo di ridurre il danno che la legge le impone
(cfr. consid. 2.3.). 

                                         A ragione, dunque, l’URC
l’ha sospesa dal diritto alle indennità di disoccupazione giusta l’art. 30 cpv.
1 lett. c. (cfr. consid. 2.3.).

 

                               2.9.   Per
quanto concerne la commisurazione della sanzione, va preliminarmente osservato
che il 27 agosto 2001 l'Ufficio cantonale del lavoro ha emanato una circolare
interna no 114a, la quale è stata esaminata da questa Corte nell'ambito di una
vertenza analoga alla presente (cfr. STCA 38. 2001.201 del 5 febbraio 2002).
Essa indica che:

 

"
(…)

1.   Periodo di tempo da esaminare

 

L'esame delle ricerche di lavoro è esteso a tutti gli
sforzi intrapresi prima dell'iscrizione in disoccupazione e durante tutto il
periodo durante il quale il disoccupato ha lavorato (l'esame non va
limitato agli ultimi 3 mesi).

 

(…)

 

 

3.  Durata della sospensione

 

La durata della sospensione avviene in
considerazione della colpa dell'assicurato, operando una valutazione
complessiva degli sforzi svolti durante i 3 mesi immediatamente precedenti la
disoccupazione e durante tutta la durata dell'impiego stagionale. Per garantire
omogeneità d'applicazione e offrire una base di valutazione comune i giorni di
sospensione dovranno essere determinati tenendo conto di quanto segue:

 

3-4 giorni per ogni mese di ricerche
insufficienti o inesistenti durante i tre mesi prima della disoccupazione,
aumentati di 1‑2 giorni per ogni mese nel resto dell'anno con sforzi
insufficienti o inesistenti, senza superare in ogni caso il massimo di 18
giorni." (Doc. 10, inc. 38.2001.201)

 

                                         Nell'ambito della vertenza
sopra menzionata, il TCA ha ritenuto tale direttiva conforme a quanto previsto
dalla giurisprudenza cantonale in merito ai lavoratori stagionali (cfr. consid.
2.7.; STCA 38.2001.201 del 5 febbraio 2002).

 

                                         La
Circolare 114a non indica in modo preciso quando, relativamente agli ultimi tre
mesi di attività lavorativa, infliggere 3 o 4 giorni per mese e, per quanto
riguarda i mesi precedenti gli ultimi tre prima della disoccupazione, quando
irrogare 1 o 2 giorni.

                                         Il
TCA ha ritenuto, in analogia con quanto enunciato dalla "Circulaire
relative à l'indemnité de chômage" emanata dalla SECO in vigore dal 1°
gennaio 2002 (p.to D68) - corrispondente alla Prassi LADI/ID p.to D72 della
SECO in vigore dall’ottobre 2011 (cfr. consid. 2.4.) - la quale prevede per il
periodo di disdetta sanzioni più severe per mancate ricerche che per
insufficienti ricerche, che per i tre mesi antecedenti l'annuncio in
disoccupazione si debbano applicare 3 giorni per insufficienti ricerche e 4
giorni per mancate ricerche. 

                                         Il
medesimo ragionamento vale per i giorni di sanzione da irrogare nei mesi
precedenti gli ultimi tre di attività, per cui 2 giorni vanno applicati per
mancate ricerche e 1 giorno è da infliggere per insufficienti ricerche (cfr. STCA
38.2012.4 del 22 marzo 2012 consid. 2.10.; STCA 38.2001.262 del 30 settembre
2002 consid. 2.10).

 

                                         Al
riguardo giova segnalare che la direttiva n. 477 relativa a sospensioni nel
caso di attività stagionali emessa dalla Sezione del lavoro il 30 aprile 2010,
in modo concorde alla giurisprudenza e alla circolare n. 114a, prevede che:

 

 

 

"
(…)

La durata della sospensione avviene in considerazione
della colpa dell’assicurato, operando una valutazione complessiva degli sforzi
svolti durante i 3 mesi immediatamente precedenti la disoccupazione e durante
tutta la durata dell’impiego stagionale. Per garantire omogeneità
d’applicazione e offrire una base di valutazione comune i giorni di sospensione
dovranno essere determinati tenendo conto di quanto segue:

-      
durante i tre mesi prima della
disoccupazione

             ricerche insufficienti 3 giorni / per
ogni mese

             ricerche inesistenti 4 giorni / per ogni
mese

-      
durante ogni mese nel resto
dell’anno

             ricerche insufficienti 1 giorno

             ricerche inesistenti 2 giorni

 

in totale, in qualsiasi caso, senza superare in ogni
caso il massimo di 18 giorni fissato dalla Lista delle sospensioni SdL.” (cfr. STCA 38.2012.12 del 4 ottobre 2012 consid. 2.11.)

 

                                         In proposito cfr. pure
STCA 38.2018.15 del 17 maggio 2018 consid. 2.9.; STCA 38.2016.37 del 23 marzo
2017 consid. 2.12.

 

                                         Nel caso in esame l'URC
ha sospeso la ricorrente dal diritto alle indennità di disoccupazione per
dodici giorni (1 giorno per il mese di aprile 2017 + 1 giorno per il mese di
maggio 2017+ 1 giorno per il mese di giugno 2017 + 1 giorno per il mese di
luglio 2017 + 3 giorni per il mese di agosto 2017 + 3 giorni per il mese di
settembre 2017 + 2 giorni dal 1° al 22 ottobre 2017; cfr. doc. 4).

                                                                                

                                         Tutto ben considerato, la
sanzione di dodici giorni inflitta all’insorgente risulta conforme al principio
della proporzionalità (cfr. consid. 2.5.). 

 

                                         Questa soluzione si giustifica
tanto più se si considera che il giudice non può mettere in discussione senza
validi motivi il margine di apprezzamento dell’amministrazione (cfr. STF
8C_342/2017 del 28 agosto 2017 consid.4.2.; STF 8C_22/2016 del 3 marzo 2016;
DLA 2016 Nr. 3 pag. 58 seg.; DTF 137 V 75; STFA C 221/2002 del 4 agosto 2003;
STCA 38.2012.43 del 24 settembre 2012, il cui ricorso al TF è stato dichiarato
inammissibile con sentenza 8C_841/2012 del 3 dicembre 2012; STCA 38.2011.84 del
6 febbraio 2012).

 

                                         La
decisione su opposizione dell’11 gennaio 2018 deve, conseguentemente, essere
confermata.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso, in quanto
ricevibile, è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          La
segretaria

 

Daniele Cattaneo                                                 Stefania
Cagni