# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ca48a0a2-139c-5f66-924e-427be631c62b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-06-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 26.06.2009 12.2008.180
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2008-180_2009-06-26.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2008.180

  	
  Lugano

  26 giugno
  2009/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Walser e Lardelli

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nelle 3 seguenti cause della Pretura
del Distretto di Bellinzona promosse con petizioni 31 gennaio 2005 da

 

 

 

	
  nc. n. OA.2005.17

  	
   AO 1  

   AO 2  

  entrambi rappr.
  da  RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1  

   AP 2  

   entrambi rappr. da  RA 2  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

	
  inc. n. OA.2005.19

  	
   AO 3  

   rappr. dall’RA 1, __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1, __________

  AP 2, __________

  entrambi rappr. dall’avv. RA 2, __________ 

  

 

 

 

	
  inc. n. OA.2005.20

  	
   AO 4  

   AO 5  

  entrambi rappr. dall’__________
  RA 1, __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1, __________

  AP 2, __________

  entrambi rappr. dall’__________ RA 2, __________

   

  

 

 

con cui
gli attori di ogni causa hanno chiesto la condanna dei convenuti in solido al
pagamento di fr. 25'000.- oltre interessi nonché alla consegna dei piani relativi
all’impianto elettrico e idraulico degli immobili ubicati sulla part. n. __________
RFD di __________, domande avversate dai convenuti, che hanno postulato la
reiezione delle petizioni denunciando la lite a CO 1  rappr. da  RA 3 , la
quale è intervenuta nella lite;

 

ed ora
sull’istanza di completazione successiva dei fatti di causa e di assunzione
suppletoria di prove presentata il 24 luglio 2008 dai convenuti, che il Pretore
con decreto 21 agosto 2008 ha respinto;

 

appellanti
i convenuti con atto di appello 1° settembre 2008, con cui chiedono la riforma
del querelato giudizio nel senso di accogliere l’istanza, protestando spese e
ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre gli
attori di ogni causa con osservazioni 20 ottobre 2008 postulano la reiezione
del gravame pure con protesta di spese e ripetibili;

 

richiamato
il decreto 2 settembre 2008 con cui il Pretore ha concesso all’appello
l’effetto sospensivo richiesto; 

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                         che
tra l’estate e l’autunno 2000 la ditta __________ ha venduto le 4 unità di PPP
costituenti il fondo base n. __________ RFD di __________, da lei in precedenza
edificate: la PPP n. __________ (di 245/1000) è stata venduta per fr. 380'700.-
a __________ e __________; la PPP n. __________ (di 255/1000) è stata venduta
per fr. 355’000.- a AO 4 e AO 5; la PPP n. __________ (di 255/1000) è stata
venduta per fr. 365'000.- a AO 1 e AO 2; e la PPP n. __________ (di 245/1000) è
stata venduta per fr. 340'000.- a AO 3; 

 

                                         che
con le petizioni in rassegna 3 dei 4 acquirenti delle singole PPP - AO 1 e AO 2
(inc. n. OA.2005.17), AO 3 (inc. n. OA.2005.19), AO 4 e AO 5 (inc. n.
OA.2005.20) - hanno chiesto ciascuno la condanna in solido di AP 2 e AP 1 al
pagamento di fr. 25'000.- oltre interessi a titolo di minor valore della cosa
venduta nonché alla consegna dei piani relativi all’impianto elettrico e
idraulico degli immobili ubicati sulla part. __________ RFD di __________;

 

                                         che
i convenuti si sono opposti alle petizioni, che il 24 agosto 2005 sono poi state
formalmente riunite per l’istruttoria; 

 

                                         che
il 24 luglio 2008, preso atto che nella delucidazione scritta della perizia giudiziaria
resa il precedente 14 luglio l’esperto, tra le persone presenti al sopralluogo
in loco, aveva indicato __________ con la menzione “ex AO 1”, i convenuti, con
istanza di completazione successiva dei fatti di causa e di assunzione
suppletoria di prove, hanno chiesto da una parte di poter far valere in causa la
circostanza, da loro poi verificata a Registro fondiario, che il 3 aprile 2008 AO
1 e AO 2 avevano venduto a E__________ __________ la PPP n. __________ e
dall’altra di assumere agli atti alcune prove (il richiamo dagli attori AO 1
del relativo atto notarile e di ogni altro documento o impegno in relazione con
la vendita, l’ispezione a Registro fondiario e la testimonianza di E__________ __________),
il tutto, allo scopo di comprovare che gli asseriti difetti, per altro
contestati, non avevano interferito sul prezzo della compravendita né in ogni
caso avevano comportato un minor valore dell’appartamento;  

 

                                         che
il Pretore, con il decreto 21 agosto 2008 qui impugnato, prolato nell’ambito
delle 3 predette cause, ha respinto l’istanza senza caricare spese o ripetibili
alle parti, rilevando in sostanza che le prove offerte non apparivano
suscettibili di influire sull’esito del giudizio finale; 

 

                                         che
con l’appello 1° settembre 2008 che qui ci occupa, avversato da tutti gli
attori con osservazioni 20 ottobre 2008, i convenuti chiedono la riforma del
querelato giudizio nel senso di accogliere l’istanza - che di fatto costituiva
una domanda di restituzione in intero - con cui era stata chiesta la completazione
successiva dei fatti di causa e l’adduzione di nuove prove, il tutto con l’attribuzione
di fr. 250.- di ripetibili per la prima sede: a loro dire, contrariamente
all’avviso del Pretore, era d’importanza sapere a quale prezzo l’appartamento
in questione era poi stato venduto, anche perché, raffrontando tale prezzo con quello
di acquisto, sarebbe derivata un’indicazione concreta dell’incidenza sul valore
dell’appartamento dei difetti pretesi dagli attori;

 

                                         che
- a prescindere dall’infelice terminologia utilizzata a suo tempo dai convenuti,
poi fatta propria dal giudice di prime cure - è incontestabile che il Pretore, negando
ai convenuti l’auspicata facoltà di completare i fatti di causa a seguito delle
nuove evenienze e di assumere nuove prove a sostegno di tali fatti, abbia in
sostanza respinto, con un decreto, di per sé appellabile, un’istanza di
restituzione in intero in tal senso;

 

                                         che
la restituzione in intero per produrre nuovi mezzi di azione o di difesa che
appaiono rilevanti per l’esito del processo è ammessa se la parte dimostra che
l’omissione non è imputabile a sua negligenza (art. 138 CPC), ritenuto che la
relativa domanda va inoltrata entro 30 giorni da che la parte ne è venuta a
conoscenza (art. 139 CPC);

 

                                         che
questo istituto costituisce un’eccezione alla massima dell’eventualità, che
proibisce di allegare fatti e prove in una fase successiva allo scambio degli
allegati preliminari (art. 78 CPC), e pertanto i requisiti per la sua
applicazione vanno valutati dal giudice con un certo rigore (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, m. 5 ad art. 138): tale principio, quo ai requisiti
della tempestività e della mancanza di negligenza, si evince già dal tenore
letterale degli art. 138 e 139 CPC, mentre minor rigore è per contro richiesto
nella valutazione dell’influenza dei nuovi fatti e prove, essendosi il
legislatore accontentato di esigere che essi “appaiano” rilevanti (Cocchi/Trezzini, op. cit., ibidem; II CCA 2 febbraio 2007 inc. n. 12.2007.21); la
domanda di restituzione in intero non ha in ogni caso funzione integrativa
delle prove assunte ma unicamente quella di acquisire agli atti uno o più
elementi probatori nuovi e determinanti per il giudizio di merito (Cocchi/Trezzini, op, cit., m. 6 ad art. 138; II CCA 31 gennaio 2005 inc. n.
12.2003.219 pubb. in: RtiD II-2005 n. 19c pag. 683): in tal senso, non può di
principio essere considerata “influente” la nuova prova che non è idonea a
giustificare, già al momento in cui è presentata, una formulazione di
conclusioni diversa da quella che l’istruttoria avrebbe consentito senza quel
mezzo probatorio (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 3 ad art. 138; II CCA 28 dicembre 1999 inc. n.
10.1995.98, 16 luglio 2003 inc. n. 12.2002.163, 31 gennaio 2005 inc. n.
12.2003.219 in: RtiD II-2005 n. 19C pag. 683, 12 marzo 2007 inc. n. 12.2007.60
pubb. in: NRCP 2007 450);

 

                                         che
nel caso di specie, nonostante la pacifica tempestività dell’istanza, il
giudizio con cui il Pretore ha concluso per la sua reiezione per l’assenza di
rilevanza dei fatti che si volevano addurre e delle prove di cui in concreto
era chiesta l’assunzione può senz’altro essere confermato;

 

                                         che
in effetti il prezzo con cui AO 1 e AO 2 hanno venduto nel 2008 il loro
appartamento a E__________ __________ non è rilevante per l’esito della causa,
ove si tratta invece di stabilire il minor valore dell’appartamento, a seguito
della sua presunta difettosità, venduto ben 8 anni prima;

 

                                         che
in base al metodo relativo, questo minor valore si ottiene confrontando il
prezzo di acquisto concordato allora (nel 2000), il valore dell’immobile al
momento del trasferimento dei rischi senza i difetti, e quello, sempre a quel
momento, con i difetti (cfr. Honsell, Basler Kommentar, 3ª ed., n. 8 seg. ad art. 205 CO);

 

                                         che
ad ogni buon conto non è necessariamente vero che il prezzo di vendita pattuito
nel 2008, oltretutto influenzato dall’aumento del costo della vita e
dall’aumento del costo degli edifici intervenuto nel frattempo, corrisponda al
valore oggettivo dell’appartamento; si aggiunga che la circostanza che i
convenuti intendevano dimostrare, ovvero il valore dell’immobile con i presunti
difetti, è per altro stata superata da altre prove ben più convincenti (II CCA
16 giugno 1999 inc. n. 12.99.84, 28 luglio 2006 inc. n. 12.2006.76, 12 marzo
2007 inc. n. 12.2007.60 pubb. in: NRCP 2007 450) ed in particolare dalla prova
peritale, nel frattempo esperita (II CCA 4 settembre 2007 inc. n. 12.2006.182),
che si è già espressamente pronunciata sul minor valore;

 

                                         che
l’appello, del tutto infondato, deve pertanto essere respinto;

 

                                         che
la tassa di giustizia, le spese e le ripetibili della procedura ricorsuale, che
riguarda in sostanza solo l’inc. n. OA.2005.17 e quindi AO 1 e AO 2, seguono la
soccombenza (art. 148 CPC) e sono calcolate su un valore litigioso di fr. 25'000.-;

 

 

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                    I.   L’appello 1° settembre 2008 di AP 2 e AP 1 è respinto. 

 

                                   II.   Le spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia                                    fr.    250.-

                                         b) spese                                                      fr.     
50.-

                                         Totale                                                           fr.   
300.-

 

                                         da
anticiparsi dagli appellanti in solido, restano a loro carico con l’obbligo di
rifondere, sempre in solido, a AO 1 e AO 2 fr. 300.- per ripetibili.

 

                                  III.   Intimazione:

	
   

  	
  -      

  -      

  -      

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario

 

 

 

Rimedi
giuridici 

Nelle cause a carattere pecuniario è dato ricorso in
materia civile al Tribunale federale,  1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il
valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto
del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi; per valori
inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza
cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Il ricorso è ammissibile contro le
decisioni che pongono fine al procedimento (art. 90 LTF). Esso è pure
ammissibile contro una decisione che concerne soltanto talune conclusioni, se
queste possono essere giudicate indipendentemente dalle altre, o che pone fine
al procedimento soltanto per una parte dei litisconsorti (art. 91 LTF), oppure
ancora contro decisioni pregiudiziali e incidentali notificate separatamente e concernenti
la competenza  o domande di ricusazione (art. 92 cpv. 1 LTF). In presenza di altre
decisioni pregiudiziali o incidentali, il ricorso è ammissibile solo se le stesse
possono causare un pregiudizio irreparabile o se l’accoglimento del ricorso
comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una
procedura probatoria defatigante o dispendiosa (art. 93 LTF). Qualora non sia
dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini
ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte
che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un
ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una
sola e medesima istanza (art. 119 LTF).