# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1579c473-79a8-518a-8a25-e781b98993d9
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-10-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.10.2009 C-8135/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-8135-2007_2009-10-30.pdf

## Full Text

Corte II I
C-8135/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3 0  o t t o b r e  2 0 0 9  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Vito Valenti, Michael Peterli, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Sonia Martello, 
via Papa Giovanni XXIII n. 16, IT-88060 M.na Di Davoli,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

assicurazione invalidità, decisione del 2 novembre 2007.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-8135/2007

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano  nato  il  (...),  coniugato  e  padre  di  due 
figlie, ha cominciato a lavorare in Svizzera come operaio nell'industria 
alimentare  il  3  gennaio  1996,  versando  i  contributi  obbligatori 
all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (doc. 4). 

Il 13 dicembre 1996 l'assicurato ha smesso l'esercizio della sua attività 
lavorativa in seguito ad un'ernia discale con sindrome lomboradicolare, 
per la quale ha dovuto essere operato, in totale, a tre riprese (doc. 3, 
6, 9, 10 e 19). 

Il 5 novembre 1997 l'assicurato ha formulato una domanda di rendita 
d'invalidità  all'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  del  canton 
Lucerna (UAI; doc. 1). Agli atti è stata esibita diversa documentazione 
medica e, segnatamente, un rapporto della "..."  dell'8 febbraio 2000, 
relativo alle possibilità di  reintegrazione professionale dell'assicurato, 
dal  quale risulta  che questi  potrebbe svolgere nella  misura del  50% 
un'attività leggera con possibilità di cambiare posizione (doc. 41), ed 
una  perizia  multidisciplinare  (reumatologica  e  psichiatrica)  del  Prof. 
M._______ e della dott.ssa F._______, del 13 maggio 2002, che rileva 
la presenza di una sindrome dolorosa cronica lombovertebrale nonché 
uno  sviluppo  psicogeno,  e  conclude  ad  un'incapacità  di  lavoro  dal 
punto di vista fisico del 50%, dal punto di vista psichico pure del 50% 
e ad un tasso d'incapacità lavorativa globale del 70%(doc. 52). L'UAI 
ha quindi fissato, dopo aver proceduto ad un calcolo dei redditi, al 75% 
il tasso d'invalidità ed ha accordato all'assicurato, con decisione del 26 
luglio  2002,  una  rendita  intera  d'invalidità,  unitamente  alle  relative 
rendite completive per la moglie e le figlie, a decorrere dal 1° dicembre 
1997 (doc. 56). 

Siccome l'assicurato è rientrato in Italia il  31 agosto 2004 (doc. 59), 
l'UAI  ha  poi  trasferito  l'incarto  per  competenza  all'Ufficio 
dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
(UAIE; doc. 63). 

B.
L'11  maggio  2005  l'UAIE  ha  iniziato  la  procedura  di  revisione  della 
rendita  d'invalidità  (doc.  65),  acquisendo,  tra  gli  altri,  i  documenti 
seguenti: 

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- il questionario per la revisione della rendita, del 19 ottobre 2005, dal 
quale  risulta  che l'assicurato  non ha più lavorato da dicembre 1996 
(doc. 69),

-  un  referto  di  visita  neurologica  del  7  gennaio  2005,  in  cui  sono 
diagnosticate delle  lombosciatalgie  con deficit  dello  sciatico  popliteo 
esterno (SPE; doc. 70),

-  un  referto  di  visita  psichiatrica  del  dott. C._______,  del  29  giugno 
2005, dal quale si evince la diagnosi di lievi note depressive reattive in 
soggetto  con  verosimile  temperamento  ciclotimico,  senza  che  siano 
attualmente evidenziabili dei disturbi psichici (doc. 71; cfr. doc. 74, nel 
quale è riportato l'intero contenuto dattiloscritto del referto),

- un elettrocardiogramma del 29 giugno 2005 (doc. 72),

- un ecocardiogramma del 29 giugno 2005 (doc. 73),

- la perizia medica particolareggiata E 213 del dott. Co._______, del 
16 settembre 2005, da cui si evince la diagnosi di postumi di multipli 
interventi chirurgici per ernia discale lombosacrale, con attuale residuo 
discreto deficit funzionale, e nella quale è stabilito un grado d'invalidità 
del 70% per l'ultimo lavoro svolto ed è specificato che l'assicurato può 
svolgere un'attività leggera confacente al suo stato di salute, benché 
non a tempo pieno (doc. 74).

C.
L'UAIE  ha  quindi  sottoposto  l'incarto  all'apprezzamento  del  proprio 
servizio medico, nella persona del dott. R._______. Nella sua presa di 
posizione del 2 dicembre 2005, quest'ultimo ha ritenuto, partendo dal 
presupposto  che  la  sindrome  lomboradicolare  e  i  disturbi  psichici 
dell'assicurato  si  sarebbero  nettamente  attenuati  rispetto  alle 
valutazioni  contenute nel  rapporto della "..."  e nella perizia  del  Prof. 
M._______  e  della  dott.ssa  F._______,  una  capacità  lavorativa  del 
60%  in  attività  leggere  (doc.  76).  Il  dott.  R._______  ha  ancora 
confermato questo suo apprezzamento il  13 febbraio 2006, rilevando 
che,  sulla  base  delle  risultanze  della  perizia  E  213  del  dott. 
Co._______,  si  può  affermare  che  i  disturbi  psichici  sono 
completamente scomparsi (doc. 78). 

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Il  20  febbraio  2006  l'UAIE  ha  proceduto  al  calcolo  del  grado 
d'invalidità. Come reddito ipotetico da valido per il 2004, ha ritenuto un 
valore di Fr. 4'585.56 al mese, per 41.2 ore alla settimana, sulla base 
dei  dati  dell'Ufficio  federale  di  statistica  (UFS),  e,  come  reddito  da 
invalido, sempre secondo i dati dell'UFS, in attività leggere nel settore 
terziario, ha considerato un valore medio di Fr. 4'445.91 al mese, per 
41 ore alla settimana, ridotto eccezionalmente del 5% e considerato 
nella misura del 60% (capacità lavorativa residua), ossia Fr. 2'534.17. 
Procedendo al  raffronto dei  due redditi,  l'UAIE ha così  ottenuto una 
perdita  di  guadagno  del  44.75%,  corrispondente  ad  un  grado 
d'invalidità del 45% (doc. 79). 

Basandosi sulla presa di posizione del dott. R._______ e sul calcolo 
del  grado  d'invalidità,  l'UAIE  ha  quindi  emesso  un  progetto  di 
decisione,  il  23  febbraio  2006,  con  il  quale  ha  preannunciato 
all'assicurato l'intenzione di sostituire la rendita intera d'invalidità con 
un  quarto  di  rendita,  invitandolo  nel  contempo  ad  esprimere  sue 
eventuali osservazioni entro un termine di trenta giorni (doc. 81).

Il 9 aprile 2006 l'assicurato si è opposto al progetto di decisione (doc. 
82),  ed  ha  prodotto  nuova  documentazione  medica,  ossia:  un 
certificato  del  dott.  Cos._______,  del  15  febbraio  2006,  di  difficile 
lettura,  facente  stato,  in  sostanza,  di  una  grave lombalgia  e  di  una 
sciatalgia  (doc. 83);  un  referto  di  tomografia  assiale  computerizzata 
(TAC)  della  colonna  vertebrale  a  livello  di  L5-S1,  eseguita  dalla 
dott.ssa  O._______  il  17  febbraio  2006,  nel  quale  si  rilevano  un 
regolare allineamento dei corpi vertebrali e un'ipertrofia degenerativa 
delle  articolazioni  interapofisarie  (doc.  84);  un  referto  di  radiografia 
della  colonna  lombare,  eseguita  dal  dott. Ca._______  il  17  febbraio 
2006 (doc. 85); un referto di radiografia magnetica (RM), eseguita dal 
dott.  Sp._______  il  20  febbraio  2006  (doc.  86);  un  referto  d'esame 
elettromiografico,  operato  dal  dott.  Pu._______  il  21  febbraio  2006, 
facente stato di lievi segni di sofferenza neurogena assonale a carico 
di  L4-L5  a  sinistra  e  L5-S1  bilateralmente,  ma  con  prevalenza  a 
sinistra (doc. 87); un certificato del dott. Fr._______, in lingua inglese, 
di  difficile  lettura,  relativo  ad  una  visita  medica  del  23  marzo  2006 
(doc. 88); un certificato del Servizio sanitario della Regione Sardegna, 
del 4 aprile 2006, di difficile lettura, facente stato, in particolare, di una 
lombosciatalgia  cronica  (doc.  89);  una  relazione  medica  del  dott. 
Pi._______, del 7 aprile 2006, nella quale si rileva, in particolare, la 
presenza di una grave osteopatia, di una lombalgia e di una sciatalgia, 

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con un'incapacità lavorativa totale dal 13 dicembre 1996 (doc. 90); un 
certificato  del  dott. Be._______,  non datato,  nel  quale  è stabilito  un 
grado d'invalidità non inferiore al  70% in occupazioni  confacenti  alle 
attitudini dell'assicurato (doc. 91). 

Prendendo posizione su questa nuova documentazione medica il  31 
maggio  2006,  il  dott.  R._______  ha  proposto  l'esecuzione  di  una 
perizia  pluridisciplinare  per  delucidare  la  questione  del  grado 
d'incapacità lavorativa dell'assicurato in attività confacenti al suo stato 
di salute (doc. 87). 

L'UAIE  ha  così  provveduto  all'organizzazione  della  detta  perizia 
presso il Ce._______ a (...) (doc. 97 e 98). 

Dalla  perizia  medica  dei  dott.ri  Sa  e  Ro._______  del  Ce._______, 
stilata  il  25  ottobre  2006,  si  evince  la  diagnosi  di  sindrome 
lombovertebrale  persistente  con  discrete  sequele  sensitivo-motrici 
delle radici L5 e S1 a sinistra, esiti da operazione d'ernia discale L5-
S1,  da emilaminectomia e da ablazione del materiale d'osteosintesi, 
come pure di  sindrome somatoforme dolorosa dal  2002. I  due periti 
hanno  inoltre  stabilito,  sul  piano  somatico,  una  capacità  lavorativa 
nulla in attività fisicamente pesanti, visti i problemi al rachide, ed una 
capacità lavorativa di almeno il 60% in attività leggere, adeguate allo 
stato di salute dell'assicurato, mentre hanno ritenuto, rispetto allo stato 
psichico, una capacità lavorativa completa. Per quanto riguarda i limiti 
funzionali  delle  attività  esigibili,  i  due  periti  hanno  constatato  che 
l'assicurato deve potere alternare la posizione seduta con la posizione 
eretta,  e  deve evitare  di  portare  carichi  superiori  ai  15  kg  e  carichi 
superiori ai 5 kg in modo ripetitivo, come pure astenersi da movimenti 
ripetuti  di  rotazione  o  di  flessione-estensione  della  schiena  e  da 
posizioni  sbilanciate.  A  titolo  d'esempio,  i  due  periti  hanno  indicato 
come  lavori  esigibili  delle  attività  leggere  nel  campo  della 
manutenzione, della sorveglianza, della vendita o implicanti il contatto 
con la clientela, e ciò a tempo pieno, con possibili  pause durante la 
giornata,  per  cui  non  è  da  escludere  una  leggera  diminuzione  del 
rendimento, il quale rimane tuttavia superiore al 60% (doc. 106).

Dopo  aver  preso  conoscenza  della  perizia  medica  dei  dott.ri  Sa  e 
Ro._______, il dott. R._______ ha ribadito, il 14 novembre 2006, che 
l'incapacità lavorativa dell'assicurato è pari  al  75%, nell'ultimo lavoro 
svolto,  e  pari  al  40%,  dal  22  settembre  2005,  in  attività  leggere 

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adeguate,  quali  bidello,  sorvegliante  di  parcheggi  o  venditore  di 
biglietti (doc. 108). 

Il 2 novembre 2007 l'UAIE ha così emesso una decisione, mediante la 
quale  ha  sostituito  la  rendita  intera  d'invalidità  che  l'assicurato 
percepiva  dal  1°  dicembre  1997,  con  un  quarto  di  rendita,  e  ciò  a 
decorrere dal 1° gennaio 2008 (doc. 113). 

D.
Contro questa decisione, per il  tramite del suo avvocato, l'assicurato 
ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo federale il 24 novembre 
2007, chiedendo, in sostanza, di annullare la decisione impugnata e di 
riconoscergli il diritto ad una rendita intera d'invalidità anche dopo il 31 
dicembre  2007.  Egli  ha  inoltre  prodotto  la  documentazione  medica 
seguente: un referto della dott.ssa Sri._______, del 9 ottobre 2007, in 
cui  è  diagnosticata  una lombosciatalgia  cronica  bilaterale,  corredato 
da una scheda di valutazione della terapia riabilitativa; una relazione 
medica del dott. Pi._______, del 5 ottobre 2007, nella quale si riferisce 
che l'assicurato  è in  terapia  medica  cronica  con antalgici  oppioidi  e 
che il quadro clinico complessivo è peggiorato; una relazione medica 
del  dott.  O._______,  del  21  novembre  2007,  di  difficile  lettura;  un 
certificato  medico  del  dott.  Co._______,  del  23  novembre  2007, 
illeggibile;  una  relazione  medica  del  dott.  Ra._______,  del  23 
novembre 2007,  nella quale si  rileva una lombosciatalgia ribelle alla 
terapia e uno stato  depressivo secondario, con un deficit  funzionale 
del 70%; un certificato medico del dott. Be._______, non datato, in cui 
è  stabilito  un  grado  d'invalidità  non  inferiore  al  70%  in  attività 
confacenti allo stato di salute del ricorrente. 

Chiamato  a  pronunciarsi  su  questi  nuovi  documenti  medici,  il  dott. 
L._______,  medico dell'UAIE,  ha considerato, il  14  aprile  2008,  che 
essi  non apportano alcuna novità diagnostica, per cui  la  valutazione 
rimane  immutata  rispetto  a  quella  del  dott.  R._______,  del  14 
novembre 2006 (doc. 117). 

L'UAIE ha quindi risposto il  14 maggio 2008, chiedendo la conferma 
della decisione impugnata e il conseguente rigetto del ricorso. 

Il  ricorrente  ha  replicato  il  18  giugno  2008,  producendo  nuova 
documentazione  medica,  ossia  una  relazione  clinica  del  dott. 
Ro._______, non datata, nella quale si riferisce che sarebbe indicato 

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un intervento per il posizionamento di un elettrostimolatore midollare, 
ed un certificato psichiatrico del dott. Ap._______, del 15 marzo 2008, 
facente stato di  un grave disturbo dell'umore,  dovuto alla condizione 
medica  generale,  con  manifestazioni  miste.  Fondandosi  su  questi 
referti, il ricorrente sostiene, da un lato, che i suoi disturbi al rachide 
non  sono  migliorati,  e,  dall'altro  lato,  che  soffre  di  un  disturbo 
depressivo  maggiore,  per  cui  rivendica  il  suo  diritto  ad  una  rendita 
intera  d'invalidità  anche  dopo  il  31  dicembre  2007  o,  in  via 
subordinata, l'esecuzione di nuove delucidazioni mediche. 

Il  14  agosto  2008  il  dott.  L._______ ha  preso  posizione sugli  ultimi 
certificati  prodotti  dal  ricorrente,  sostenendo che lo stato psichico di 
quest'ultimo è chiaramente migliorato rispetto alla valutazione peritale 
del Prof. M._______ e della dott.ssa F._______, del 13 maggio 2002, 
ed ha perciò confermato il contenuto del proprio apprezzamento del 14 
aprile 2008 (doc. 119). 

L'UAIE ha duplicato il 22 agosto 2008, ribadendo la propria richiesta di 
confermare la decisione impugnata e respingere il ricorso. 

Dopo la duplica non sono più stati disposti ulteriori scambi di allegati. 

E.
Con  decisione  incidentale  del  27  agosto  2008,  il  Tribunale 
amministrativo federale ha invitato il  ricorrente a versare un anticipo 
equivalente  alle  presunte  spese  processuali  di  Fr.  300.-.  Il  relativo 
versamento è stato effettuato il 4 settembre 2008.

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 

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all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi, 
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti 
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art. 
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso è  ammissibile,  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente,  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge (art. 59 e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA), e visto che pure 
l'anticipo  equivalente  alle  presunte  spese  processuali  di  Fr. 300.-  è 
stato versato nei termini.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 

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normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 del Regolamento 
CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 

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momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni  della  5a  revisione  della  LAI  e  della  LPGA,  in  vigore  dal 
1° gennaio 2008, non sono pertanto applicabili nel caso concreto e di 
seguito  è  fatto  riferimento  alle  disposizioni  in  vigore  fino  al  31 
dicembre 2007.

4.

4.1 Ai  sensi  dell'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

4.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista  dall'art.  28  cpv. 1ter LAI,  secondo  il  quale  le  rendite  per  un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non è più  applicabile  quando l'assicurato  è  cittadino della  Comunità 
europea e vi risiede.

4.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace 
al  lavoro per  almeno il  40% in media (lettera b). La prima lettera si 
applica  allorché lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è  stabilizzato; la 
seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire  suscettibile  di 
evolvere  verso  un  miglioramento  od  un  peggioramento  (DTF  121  V 
264, 111 V 21 consid. 2b).

4.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 

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un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

4.5 Giova  ancora  ricordare  che,  secondo  un  principio  generale  del 
diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l'obbligo di ridurre 
il danno conseguente la sua invalidità (sentenza del Tribunale federale 
I 147/01 del 9 maggio 2001; DTF 123 V 230 consid. 3c e DTF 117 V 
275 consid. 2b). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere 
tutto  quanto  sia  ragionevolmente  esigibile  per  ovviare  nel  modo 
migliore possibile alle conseguenza della sua invalidità, segnatamente 
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in 
una nuova professione (sentenza del Tribunale federale I  543/03 del 
27 agosto 2004; DTF 113 V 22 consid. 4a). 

5.
Il  ricorrente  contesta  la  fondatezza  della  decisione  del  2  novembre 
2007, con la quale l'UAIE ha sostituito la rendita intera d'invalidità con 
un quarto di rendita, e ciò a decorrere dal 1° gennaio 2008.

6.

6.1 Secondo  l'art.  17  cpv.  1  LPGA,  se  il  grado  d'invalidità  del 
beneficiario  della  rendita  subisce  una  notevole  modificazione,  per  il 
futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, 
d'ufficio o su richiesta. 

6.2 Conformemente  all'art.  87  cpv.  2  dell'Ordinanza  federale 
sull'assicurazione invalidità del 17 gennaio 1961 (OAI, RS 831.201), la 
revisione  avviene  d'ufficio  quando,  in  previsione  di  una  possibile 
modifica importante del grado d'invalidità, è stato stabilito un termine 
nel momento dell'erogazione della rendita o allorché si conoscono fatti 
o  si  ordinano  provvedimenti  che  possono  provocare  una  notevole 
modifica del grado d'invalidità. 

Se  la  capacità  al  guadagno  dell'assicurato  migliora,  v'è  motivo  di 
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, 
tutto  o  parte  del  diritto  a  prestazioni  dal  momento  in  cui  si  può 

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supporre che il  miglioramento constatato perduri. Lo si  deve in  ogni 
caso  tenere  in  considerazione  allorché  è  durato  tre  mesi,  senza 
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 
88a cpv. 1 OAI). 

Al  fine  di  giudicare  se  sussistono  indizi  sufficienti  per  ritenere 
verosimile  una  modifica  rilevante  del  grado  d'invalidità,  si  deve 
considerare il periodo tra la decisione iniziale e quella che pronuncia 
la revisione. Decisioni intercalari  sono pertinenti unicamente se sono 
state emesse sulla base di una nuova valutazione materiale del grado 
d'invalidità,  ossia  dopo  delucidazione  dei  fatti,  apprezzamento  delle 
prove e esecuzione del raffronto dei redditi (DTF 133 V 108). 

La  riduzione o  la  soppressione  della  rendita  è  messa  in  atto,  il  più 
presto, il  primo giorno del secondo mese che segue la notifica della 
decisione (art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI).

6.3 In  concreto, la  decisione iniziale  è stata  pronunciata  il  26  luglio 
2002 (doc. 56). Ne consegue che il periodo di riferimento per giudicare 
se  verosimilmente  è  intervenuta  una  modifica  rilevante  del  grado 
d'invalidità, tale da giustificare una riduzione della rendita, è quello tra 
il 26 luglio 2002 e il 2 novembre 2007, data della decisione impugnata 
(doc. 113). 

A  questo  proposito,  giova  rilevare  che  il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in  generale, 
secondo lo stato di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa 
(DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1). 

7.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti 
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 

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completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti 
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di 
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

8.
In  concreto,  al  ricorrente  è  stato  riconosciuto,  con decisione  del  26 
luglio 2002, il diritto ad una rendita intera d'invalidità dal 1° dicembre 
1997,  in  seguito  all'insorgenza  di  un'ernia  discale  con  sindrome 
dolorosa  cronica  lomboradicolare  e  disturbi  psichici,  ciò  che  gli  ha 
impedito  di  continuare  a  svolgere  il  suo  ultimo  lavoro  di  operaio 
nell'industria alimentare.  

Occorre  pertanto  verificare  se,  nel  periodo  in  esame,  ossia  dal  26 
luglio 2002 al 2 novembre 2007, l'incidenza delle affezioni di cui soffre 
il  ricorrente sulla sua capacità lavorativa è diminuita in modo tale da 
giustificare la sostituzione della rendita intera d'invalidità con un quarto 
di rendita dal 1° gennaio 2008, come stabilito dall'UAIE (art. 88bis cpv. 
2 lett. a OAI). 

9.
Dalla  documentazione  agli  atti,  e  in  particolare  dalla  perizia 
psichiatrico-reumatologica del dott.ri Sa e Ro._______, del 25 ottobre 
2006 (doc. 106), si evince che il ricorrente soffre, essenzialmente, di 
una sindrome lombovertebrale cronica con esiti di erniotomia, nonché 
di una sindrome dolorosa somatoforme. 

Questa  diagnosi  è  condivisa  da  tutti  gli  specialisti,  sia  dai  medici 
dell'UAIE  e  dai  periti  esterni,  sia  dai  medici  che  hanno  visitato  il 
ricorrente in Italia, per cui il collegio giudicante non intravede nessun 
motivo per discostarsene. 

10.
Dal  punto  di  vista  ortopedico,  i  dott.ri  Sa  e  Ro._______  hanno 
constatato  delle  lombalgie  irradianti  alle  membra  inferiori  e 

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predominanti a sinistra, con discrete sequele neurologiche sensitive e 
motrici  delle  radici  L5  e  S1  sinistre,  senza  nuovi  elementi  rilevanti 
rispetto alle precedenti costatazioni. I due periti hanno inoltre precisato 
che sono controindicati i  lavori  che sollecitano il  dorso, implicando il 
trasporto di pesi oppure l'assunzione di posizioni sbilanciate o flesse. 
Essi  hanno  per  contro  rilevato  che,  in  attività  leggere  di 
movimentazione, sorveglianza, vendita o in contatto con la clientela, la 
capacità di lavoro del ricorrente è pari ad almeno il 60%, con un orario 
a tempo pieno e la possibilità di alternare le posizioni eretta e seduta. 

11.

11.1 Dal punto di vista psichiatrico, i  dott.ri  Sa e Ro._______ hanno 
ritenuto la diagnosi di disturbi somatoformi dolorosi. 

Secondo l'"International Classification of Diseases and Related Health 
Problems" (ICD-10), edita dall'Organizzazione mondiale della sanità, i 
disturbi  somatoformi  dolorosi  ("persistent  somatoform pain disorder") 
sono dei dolori persistenti e severi, accompagnati da un sentimento di 
profondo scoraggiamento, che non si spiegano interamente sulla base 
di  un  processo  fisiologico  o  di  disturbi  fisici,  e  che  si  palesano  in 
associazione  con  un  conflitto  d'origine  emozionale  o  problematiche 
psicosociali,  i  quali  risultano  essere  la  causa  principale  dei  dolori 
(ICD-10: F45.4). 

11.2 Conformemente  alla  giurisprudenza  del  Tribunale  federale,  la 
diagnosi di disturbi somatoformi dolorosi non è sufficiente, di per sé, a 
fondare il riconoscimento di una limitazione invalidante della capacità 
lavorativa.  Infatti,  di  regola,  i  disturbi  somatoformi  dolorosi  non 
presentano  carattere  invalidante.  Una  deroga  a  questo  principio  è 
ammissibile  solo  quando  si  è  in  presenza  di  una  comorbidità 
psichiatrica di notevole gravità, intensità e durata, oppure quando sono 
dati  (1)  l'esistenza  di  concomitanti  affezioni  organiche  croniche, 
accompagnate  da  un  decorso  patologico  pluriennale,  con  sintomi 
stabili  o  in  evoluzione  senza  remissione  duratura,  (2)  la  perdita 
d'integrazione sociale in tutti  gli  ambiti  di vita, (3) uno stato psichico 
consolidato, senza possibilità  di  evoluzione sul piano terapeutico, ad 
indicare allo stesso tempo l'insuccesso e la liberazione dal processo 
risolutivo del  conflitto  psichico (profitto  primario  tratto  dalla  malattia: 
"primärer  Krankheitsgewinn"),  oppure  (4)  l'insuccesso  di  trattamenti 
ambulatoriali  o  stazionari  conformi  alle  regole  dell'arte,  nonché  di 

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provvedimenti riabilitativi, a dispetto degli sforzi profusi dall'interessato 
(DTF 130 V 352, con la giurisprudenza e la dottrina citate). 

11.3 Nella  perizia  pluridisciplinare  del  Prof.  M._______  e  della 
dott.ssa F._______, del 13 maggio 2002 (doc. 52), è stata considerata 
come  parte  integrante  della  diagnosi  anche  una  "Sensitive 
psychogene  Entwicklung  mit  abnormen  Krankheitsverhalten",  con 
un'incidenza tale sulla capacità lavorativa del ricorrente da ridurla del 
50%.  Quasi  tre  anni  dopo  questa  valutazione  peritale,  il  dott. 
C._______ ha ritenuto, nel suo referto psichiatrico del 29 giugno 2005 
(doc. 71),  unicamente delle lievi note depressive reattive in soggetto 
con verosimile temperamento ciclotimico, senza che siano attualmente 
evidenziabili dei disturbi psichici e rilevando più precisamente che da 
qualche  mese  si  è  evidenziato  un  miglioramento.  Dal  canto  loro,  i 
dott.ri  Sa  e  Ro._______  hanno  sottolineato  che  il  ricorrente  non 
presenta né disturbi neuropsicologici, né un disturbo netto dell'umore 
dal  punto  di  vista  depressivo  o  ansioso,  e  nemmeno  altre  affezioni 
psicopatologiche  importanti.  A  questo  proposito,  i  due  periti  hanno 
evidenziato che i  disturbi  del  carattere del  ricorrente sono costitutivi 
della sua personalità e che essi non gli hanno impedito di avere una 
vita attiva normale nel passato, né una vita familiare presentemente, 
per  cui  non  è  data  alcuna  comorbidità  psichiatrica  importante 
associata al disturbo somatoforme doloroso. I due periti hanno inoltre 
asserito che, a loro modo di vedere e sulla base dell'intero incarto a 
loro disposizione, non si è mai stati in presenza di una vera incapacità 
lavorativa  per  motivi  psichici,  concludendo  che,  su  questo  piano,  la 
capacità lavorativa del ricorrente è completa. 

Per quanto  concerne i  medici  dell'UAIE,  il  dott. R._______ e il  dott. 
L._______ hanno a più riprese sottolineato (doc. 76, 78, 108, 117 e 
119),  sulla  base della  valutazione psichiatrica del  dott. C._______ e 
della perizia dei dott.ri  Sa e Ro._______, che si può affermare che i 
disturbi  psichici  del  ricorrente  hanno  subito  un  miglioramento  tale, 
rispetto  a  quanto  ritenuto  nella  perizia  del  Prof.  M._______  e  della 
dott.ssa  F._______,  da  non  più  costituire  una  componente  della 
diagnosi con incidenza sulla capacità lavorativa. Il dott. L._______ ha 
inoltre  chiaramente  rilevato  che  il  certificato  psichiatrico  del  dott. 
Ap._______, del 15 marzo 2008, si limita ad evocare la presenza di 
una  depressione  maggiore,  senza  descriverne  le  caratteristiche  e 
l'eventuale  incidenza  sulla  capacità  lavorativa  del  ricorrente,  per  cui 

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esso  non  è  atto  a  confutare  le  conclusioni  peritali  dei  dott.ri  Sa  e 
Ro._______. 

12.
Visto quanto precede, il collegio giudicante considera che il ricorrente 
non  è  più  affetto  da  disturbi  psichici  o  che,  comunque,  essi  non 
influiscono più sulla sua capacità lavorativa. Il collegio giudicante può 
perciò aderire su questo punto alle conclusioni peritali dei dott.ri Sa e 
Ro._______, riprese dai medici dell'UAIE. Dal punto di vista somatico, 
il  Tribunale  osserva  per  contro  che,  nell'ambito  della  domanda  di 
prestazioni, i documenti rilevanti, ossia il rapporto della "..." e la perizia 
del  Prof.  M._______  e  della  dott.ssa  F._______,  concludevano  per 
un'incapacità  di  lavoro del  50%.  Benché i  periti  del  CEMed abbiano 
valutato la capacità lavorativa al 60%, essi hanno considerato che lo 
stato  di  salute  del  ricorrente,  dal  punto  di  vista  somatico,  non  si  è 
modificato  (pag. 22 della perizia), per cui appare giustificato ritenere 
un  tasso  d'incapacità  lavorativa  del  50%,  piuttosto  che  del  40%.  In 
effetti, dal profilo della revisione è irrilevante una diversa valutazione 
di una fattispecie rimasta sostanzialmente immutata (DTF 112 V 371 
consid.  2b).  Non  è  altresì  dato  sapere  in  cosa  consisterebbe  il 
miglioramento  dal  profilo  somatico  a  cui  fa  riferimento  il  medico 
dell'UAIE,  nella sua presa di  posizione del  14 novembre 2006 [e gli 
esperti  a pag. 26 della perizia del 25 ottobre 2006], rispetto a quella 
ritenuta nella perizia del 13 maggio 2002, fermo restando che in detta 
perizia  l'incapacità  lavorativa dal  profilo  somatico  era stata cifrata al 
50%, indipendentemente dall'affezione psichiatrica, la quale era stata 
a sua volta quantificata nel  50%, con un risultato cumulato del  70% 
(doc. 52  pag. 16). Non è  dunque corretta  l'affermazione del  medico 
dell'UAIE,  secondo  cui  l'incapacità  lavorativa  per  motivi  fisici  fosse 
stata  giudicata  del  50%  nel  2002  perché  vi  erano  anche  problemi 
psichici  e che,  senza quest'ultimi,  l'incapacità per le  affezioni  di  tipo 
somatico sarebbe stata quantificata nel 40%. Il ricorrente deve quindi 
essere  considerato  abile  al  lavoro  nella  misura  di  almeno il  50% in 
attività confacenti, e ciò a decorrere come minimo da ottobre 2006. 

13.
Secondo l'art. 16 LPGA, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che 
l'assicurato  invalido  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione,  tenuto  conto  di  una 
situazione equilibrata  del  mercato  del  lavoro  (reddito  da invalido),  è 

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confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse diventato invalido (reddito da valido). 

Per quanto attiene al calcolo del grado d'invalidità, l'UAIE ha proceduto 
in  applicazione  del  metodo  del  raffronto  dei  redditi.  Come  reddito 
ipotetico da valido per il 2004, ha ritenuto un valore di Fr. 4'585.56 al 
mese, sulla base dei dati dell'UFS, e, come reddito da invalido, sempre 
secondo i  dati  dell'UFS, in attività leggere, ha considerato un valore 
medio  di  Fr.  4'445.91  al  mese,  ridotto  eccezionalmente  del  5%  e 
considerato nella misura del 60% (capacità lavorativa residua), ossia 
Fr. 2'534.17. Procedendo al  raffronto  dei  due redditi,  l'UAIE ha così 
ottenuto una perdita  di  guadagno del  44.75%, corrispondente ad un 
grado d'invalidità del 45% (doc. 79). 

Ciò detto, l'anno determinante per il calcolo del grado d'invalidità non è 
tuttavia il  2004,  ma il  2006,  ossia l'anno che segna il  miglioramento 
rilevante della capacità lavorativa del ricorrente in attività confacenti. 
Ora,  il  ricorrente,  riprendendo  i  salari  ritenuti  dall'UAIE  per  il  2004, 
avrebbe potuto realizzare nel 2006 un salario da valido di Fr. 4'687.-, 
considerando un'inflazione dell'1.1% nel 2005 e nel 2006 (tabella B10, 
La  Vie  économique,  12-2008),  ed  un  salario  da  invalido,  dopo 
riduzione del  5% e considerato nella misura del  50%, di  Fr. 2'159.-. 
Così, comparando il reddito da valido con quello da invalido, secondo 
la  formula  [(4'687  –  2'159)  : 4'687  x  100],  si  ottiene  una  perdita  di 
guadagno  approssimativa  del  53.93%,  corrispondente  ad  un  grado 
d'invalidità  del  54%,  il  quale  dà  diritto  ad  una  mezza  rendita 
d'invalidità. 

14.
In  conclusione,  considerato  che  il  grado  d'invalidità  del  ricorrente  è 
inferiore  al  60% (art. 28  cpv. 1  LAI),  che il  miglioramento  della  sua 
capacità  di  guadagno deve essere fatto  risalire  almeno a  partire  da 
ottobre 2006, che esso è durato più di tre mesi e che presumibilmente 
continuerà  a  perdurare  (art.  88a cpv.  1  OAI),  la  rendita  intera 
d'invalidità deve essere sostituita con una mezza rendita a decorrere 
dal 1° gennaio 2008 (art. 88biscpv. 2 lett. a OAI).

Di conseguenza, il ricorso deve essere accolto e la decisione dell'UAIE 
del  28  settembre  2007  deve  essere  riformata  nel  senso  che  al 
ricorrente è riconosciuto il diritto ad una mezza rendita d'invalidità dal 

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1°  gennaio  2008.  L'incarto  è  trasmesso  all'UAIE  affinché  calcoli  le 
prestazioni spettanti al ricorrente e versi i relativi arretrati. 

15.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a  carico  della  parte  soccombente.  In  concreto,  visto  l'esito  della 
procedura, l'anticipo delle spese processuali versato dal ricorrente il 4 
settembre 2008 gli è restituito. 

In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese  ripetibili).  Visto  l'esito  del  ricorso,  è  giustificato  assegnare  al 
ricorrente  un'indennità  per  spese  ripetibili  di  Fr. 1'200.-,  da  porre  a 
carico dell'UAIE (art.  7  e  segg. del  Regolamento sulle  tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è riformata, nel senso che 
al ricorrente è riconosciuto il  diritto ad una mezza rendita d'invalidità 
dal 1° gennaio 2008. 

2.
L'incarto è trasmesso all'UAIE, affinché calcoli le prestazioni spettanti 
al ricorrente e versi gli arretrati. 

3.
Non si percepiscono spese processuali e l'anticipo di Fr. 300.-, versato 
dal ricorrente il 4 settembre 2008, gli è restituito. 

4.
Al ricorrente è assegnata un'indennità per spese ripetibili di Fr. 1'200.-, 
a carico dell'UAIE.

5.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (Raccomandata/AR);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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