# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cdf7080c-9fce-5c0e-9f74-82dffde380e4
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-06-11
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 11.06.2021 A 2021 8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2021-8_2021-06-11.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

A 21 8

4a Camera 

Giudice unico Racioppi

Attuario Paganini

SENTENZA

dell'11 giugno 2021

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____, 

patrocinata dall'avv. Brenno Martignoni Polti,

ricorrente

contro

Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni,

convenuta

concernente esenzione fiscale

- 2 -

I. Ritenuto in fatto:

1. L'8 novembre 2019 l'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni ha 

emanato le decisioni di tassazione concernenti l'imposta cantonale 2018 

e l'imposta federale diretta 2018 per la A._____. 

2. Contro di esse la A._____ ha presentato reclamo con lettera del 3 

dicembre 2019.  Lo stesso giorno, essa ha inoltrato una domanda di 

esenzione fiscale in virtù dell'art. 78 cpv. 1 lett. f LIG risp. art. 56 lett. g 

LIFD. 

3. Con decisione del 30 gennaio 2020 l'Amministrazione imposte ha respinto 

la domanda di esenzione fiscale. 

4. Con lettera del 28 febbraio 2020 la ricorrente ha presentato reclamo contro 

tale decisione e ha chiesto un colloquio per spiegare e motivare il proprio 

reclamo. A causa della pandemia di COVID-19 il colloquio (telefonico) si è 

svolto solo il 17 dicembre 2020. 

5. Con decisione su reclamo del 26 gennaio 2021 l'Amministrazione imposte 

ha respinto il reclamo.

6. Avverso questa decisione la A._____ (qui di seguito: ricorrente) ha 

inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni il 25 

febbraio 2021, chiedendo che la decisione impugnata sia annullata e la 

sua domanda di esenzione fiscale sia accolta. In via preliminare essa ha 

domandato il conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso.

7. Nella presa di posizione del 9 aprile 2021 l'Amministrazione imposte (qui 

di seguito: convenuta) ha chiesto il rigetto del ricorso. In via procedurale 

essa non si è opposta al conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso. 

- 3 -

8. Nella replica del 17 maggio 2021 la ricorrente si è riconfermata nei suoi 

petiti.

9. Con scritto del 25 maggio 2021 la convenuta ha rinunciato all'inoltro di una 

duplica. 

II. Considerando in diritto:

1.1. I requisiti processuali sulla competenza del Tribunale amministrativo (art. 

139 cpv. 1 della Legge sulle imposte per il Cantone dei Grigioni [LIG; CSC 

720.000]), la legittimazione della ricorrente (art. 50 della Legge sulla 

giustizia amministrativa [LGA; 370.100]) nonché la forma (art. 139 cpv. 2 

LIG) e tempestività (art. 139 cpv. 1 LIG) del ricorso sono adempiti, per cui 

si entra nel merito del ricorso.

1.2. Il valore litigioso ammonta a CHF 2'230.00 (CHF 1'907.00 imposta 

cantonale 2018 + CHF 323.00 imposta federale 2018 [doc. 1 e 2 

convenuta]). Di conseguenza, la presente vertenza viene decisa dal 

giudice unico (cfr. art. 43 cpv. 3 lett. a LGA). 

2. Sotto il profilo formale la ricorrente fa valere una violazione del diritto di 

essere sentiti, in quanto la convenuta non sarebbe entrata nel merito dei 

contenuti del colloquio del 17 dicembre 2020 e non le avrebbe recapitato 

il verbale di tale colloquio prima di emanare la decisione su reclamo. 

2.1.1. Il diritto di essere sentiti, ancorato nell'art. 29 cpv. 2 della Costituzione 

federale della Confederazione Svizzera (Cost.; RS 101), comprende vari 

aspetti; tra questi, il diritto a consultare gli atti e di potersi esprimere in 

proposito, indipendentemente dalla loro rilevanza per il giudizio (cfr. DTF 

135 I 279 consid. 2.3; STF 2C_1170/2016, 2D_55/2016 consid. 3.2 con 

rinvii). Per le procedure amministrative nel Cantone dei Grigioni il diritto di 

essere sentiti è retto dall'art. 16 LGA. Il diritto di prendere visione degli atti 

è garantito dall'art. 17 LGA. Secondo questa norma, la presa in visione 

- 4 -

degli atti può essere negata per salvaguardare importanti interessi pubblici 

o interessi privati tutelabili. Un tale rifiuto deve essere motivato (cpv. 2). 

Se a svantaggio di una parte ci si basa su atti dei quali essa non può 

prendere visione, il contenuto a carico deve esserle comunicato e le deve 

essere dato modo di prendere posizione e di presentare domanda di 

assunzione di ulteriori prove (cpv. 3). Il diritto di prendere visione degli atti 

può essere negato in merito a documenti amministrativi interni (quali 

bozze, proposte, appunti, corapporti, prove ausiliari ecc.; cfr. DTF 132 II 

485 consid. 3.4). Dal diritto di essere sentiti discende inoltre l'obbligo 

dell'autorità di motivare le proprie decisioni. Una decisione è 

sufficientemente motivata, allorquando la parte interessata è messa in 

condizione di rendersi conto della portata della decisione e di far uso con 

piena cognizione di causa dei rimedi legali a sua disposizione per 

impugnare la medesima dinanzi a un'istanza giudiziaria superiore. A tale 

scopo, è sufficiente che l'autorità menzioni, almeno brevemente, i motivi 

che l'hanno spinta a decidere in un senso piuttosto che in un altro. Essa 

non deve per contro pronunciarsi su tutti gli argomenti sottopostile, ma può 

occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio atte a influire sulla 

decisione di merito (DTF 142 I 135 consid. 2.1, 139 IV 179 consid. 2.2; 

STF 2C_385/2020 consid. 6, 4A_248/2013 consid. 3).

2.1.2. Nella procedura di reclamo le autorità di tassazione e i contribuenti hanno 

gli stessi diritti e doveri come nella procedura di tassazione. Il contribuente 

può inoltre pretendere un colloquio con l'autorità di tassazione (art. 138 

cpv. 1 LIG).

2.1.3. Riguardo al verbale del colloquio del 17 dicembre 2020 (doc. 14 

convenuta), si osserva che la convenuta si è limitata a verbalizzare (in 

lingua tedesca) le dichiarazioni del presidente dell'associazione ricorrente 

e del suo legale. Se la ricorrente lo desiderava, avrebbe potuto chiedere 

alla convenuta la produzione di detto verbale d'audizione. L'autorità ha 

infatti un obbligo di edizione, ma non è tenuta a notificare spontaneamente 

- 5 -

alle parti atti di cui le parti hanno o dovrebbero avere conoscenza (cfr. art. 

13 cpv. 1 e contrario LGA). Oltretutto, la decisione impugnata contiene una 

motivazione sufficiente ai sensi della succitata giurisprudenza, per cui non 

vi è stata una lesione dell'obbligo di motivare la decisione. Un'eventuale 

errata o mancata ponderazione dei rispettivi argomenti del colloquio da 

parte della convenuta va analizzata sotto il profilo materiale. Non è dunque 

intravedibile nessuna violazione del diritto processuale. Le relative 

censure della ricorrente si rivelano pertanto inconsistenti.

2.2. La ricorrente chiede inoltre che venga sentito il suo presidente e il suo 

responsabile della comunicazione nonché altre persone ancora da 

indicare, che potranno riferire in merito alle attività svolte dalla ricorrente e 

al reimpiego degli utili ai soli scopi di pubblica utilità. In una valutazione 

anticipata delle prove il Tribunale ritiene, tuttavia, che la fattispecie è 

sufficientemente acclarata e che dalle testimonianze proposte – 

considerato pure che il presidente della ricorrente si è già potuto esprimere 

durante il summenzionato colloquio – non ci si deve attendere delle 

informazioni rilevanti ai fini di giudizio, per cui si rinuncia a dar seguito a 

queste richieste probatorie.

3. Controverso dal punto di vista materiale è se la ricorrente soddisfa i 

requisiti per un'esenzione fiscale secondo l'art. 78 cpv. 1 lett. f LIG e l'art. 

56 lett. g della Legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD; RS 

642.11). 

3.1. Giusta l'art. 56 lett. g LIFD sono esenti dall'imposta le persone giuridiche 

che perseguono uno scopo pubblico o di utilità pubblica, per quanto 

concerne l'utile esclusivamente e irrevocabilmente destinato a tali fini. 

Scopi imprenditoriali non sono di norma considerati d'interesse pubblico. 

L'acquisizione e l'amministrazione di partecipazioni in capitale importanti 

a imprese sono di utilità pubblica quando l'interesse al mantenimento 

dell'impresa occupa una posizione subalterna rispetto allo scopo di utilità 

- 6 -

pubblica e quando non sono esercitate attività dirigenziali (v. anche art. 23 

cpv. 1 lett. f della Legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette 

dei Cantoni e dei Comuni [LAID; RS 642.14]). Secondo l'art. 78 cpv. 1 lett. 

f LIG sono esenti dall'assoggettamento le persone giuridiche con sede in 

Svizzera che nell'interesse cantonale o nell'interesse comune svizzero 

perseguono scopi pubblici o di esclusiva utilità pubblica, limitatamente 

all'utile e al capitale che servono esclusivamente e irrevocabilmente a 

questi scopi.

3.2. L'esenzione fiscale a titolo di utilità pubblica presuppone che l'attività 

svolta dalla persona giuridica rientri nell'interesse della collettività e sia 

altruistica (cfr. STF 2C_162/2011 consid. 3.2). Secondo costante 

giurisprudenza, a tal proposito devono essere soddisfatti cumulativamente 

i seguenti requisiti. In primo luogo, l'impiego dei fondi deve essere 

indirizzato esclusivamente verso l'utilità pubblica o il bene comune. In 

secondo luogo, i fondi a destinazione vincolata devono essere legati 

indissolubilmente alle finalità esenti dall'imposta; l'irrevocabilità 

dell'impiego dei mezzi per scopi di utilità pubblica deve essere garantita 

nello statuto, anche in caso di scioglimento della persona giuridica (cfr. 

STF 2C_143/2013 consid. 4.2; DTF 131 II 1 consid. 3.4.2). In terzo luogo, 

le finalità stabilite nello statuto devono essere effettivamente realizzate. 

Pertanto è necessaria una realizzazione concreta, verificabile ed effettiva 

delle finalità previste. La mera dichiarazione statutaria di un'attività esente 

dall'imposta non è sufficiente (cfr. STF 2C_147/2019 consid. 4.1, 

2C_740/2018 consid. 5.1, 2C_835/2016 consid. 2.1). Ai fini dell'esenzione 

fiscale a titolo di utilità pubblica riveste fondamentale importanza il 

perseguimento dell'interesse generale. Un interesse generale è di regola 

riconosciuto soltanto quando la cerchia dei destinatari del sostegno è 

fondamentalmente aperta. Una cerchia eccessivamente ristretta di 

destinatari, limitata ad es. alla cerchia familiare o ai membri di 

un'associazione, esclude la possibilità di un'esenzione fiscale a titolo di 

- 7 -

utilità pubblica. Lo stesso vale, se la cerchia dei destinatari è ampia 

secondo l'articolo dello statuto relativo allo scopo ma di fatto, invece, è 

molto ristretta (cfr. STF 2C_147/2019 consid. 5.1, 2C_835/2016 consid. 

2.2, 2C_592/2008 consid. 4.1). Il bene comune può essere sostenuto 

attraverso attività nei settori caritativi, umanitari, della promozione della 

sanità, ecologici, educativi, scientifici e culturali. L'assistenza sociale, l'arte 

e le scienze, l'insegnamento, il sostegno dei diritti dell'uomo, la tutela delle 

bellezze naturali, la protezione della natura e degli animali nonché l'aiuto 

allo sviluppo sono alcuni esempi di promozione del bene comune. 

L'interesse che la comunità ritrae da una determinata attività viene 

giudicato sulla base del pensiero dominante dell'opinione pubblica 

(Circolare n. 12, AFC, 1994, pag. 2 seg.; STF 2C_835/2016 consid. 2.2.1). 

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale non ogni attività fornita 

al servizio della collettività e in qualche modo rivolta a promuovere sotto il 

profilo economico o sociale singole cerchie di popolazione rientra 

nell'interesse generale. Le finalità perseguite devono essere considerate 

come degne di essere sostenute dal punto di vista sociale generale (cfr. 

DTF 114 Ib 277 consid. 2b). Nel settore della cultura, le manifestazioni con 

mero carattere di intrattenimento non sono considerate di utilità pubblica. 

Ciò vale anche se esse si rivolgono a un pubblico ampio. Per contro, 

un'utilità pubblica dovrebbe essere riconosciuta a pubbliche 

manifestazioni artistiche di associazioni per la promozione altruistica di 

artisti necessitanti una simile promozione. L'utilità pubblica viene inoltre 

presunta qualora siano offerte a un vasto pubblico delle produzioni di alto 

valore artistico che non servono soltanto all'intrattenimento del pubblico, 

bensì anche all'istruzione generale e alla promozione del benessere 

pubblico spirituale o, se del caso, religioso (cfr. DTF 113 Ib 7 consid. 3). Il 

concetto di utilità pubblica comprende, oltre all'elemento dell'interesse 

generale, l'elemento del disinteresse, vale a dire dell'agire altruistico. In 

linea di principio, un'esonerazione per utilità pubblica è esclusa qualora 

una persona giuridica persegua principalmente scopi di lucro o di mutua 

- 8 -

assistenza. Nei casi in cui sussiste un'attività lucrativa, essa non può 

costituire lo scopo effettivo dell'istituzione, bensì deve avere mera funzione 

secondaria risp. ausiliaria e subordinata (cfr. STF 2C_835/2016 consid. 

2.3, 2C_251/2012 consid. 3.1.1). La nozione di utilità pubblica secondo il 

diritto fiscale è molto più ristretta della nozione di attività ideale. Chi 

persegue scopi ideali non dà importanza al conseguimento di un vantaggio 

valutabile in denaro. L'agire per scopi ideali non presuppone tuttavia né la 

promozione del bene comune né il fatto di agire in modo disinteressato. 

Attività per scopi ideali sono di utilità pubblica solo se sono soddisfatti i 

criteri specifici stabiliti dal diritto fiscale (cfr. REICH, Gemeinnützigkeit als 

Steuerbefreiungsgrund, in: ASA 58, pag. 476).

3.3. La convenuta ritiene, in sintesi, che la ricorrente non soddisfi i 

summenzionati presupposti per un'esenzione fiscale, poiché primo 

l'irrevocabilità dell'impiego dei mezzi non sarebbe stabilita dallo statuto, 

secondo le attività svolte dalla ricorrente avrebbero scopo ideale ma non 

di pubblica utilità e terzo con la gestione del villaggio in occasione del 

Carnevale C.________ (qui di seguito: Carnevale) verrebbe perseguito 

uno scopo di lucro che non sarebbe di importanza subordinata e non 

rappresenterebbe una mera attività ausiliaria. 

3.4. Secondo l'art. 19.2 dello Statuto della ricorrente (doc. F ricorrente), in caso 

di scioglimento dell'associazione è l'assemblea a decidere l'impiego degli 

attivi. Come giustamente osservato dalla convenuta, in base a questa 

disposizione non è escluso che in caso di scioglimento il patrimonio sociale 

venga ripartito tra i membri o trasferito a un'altra persona giuridica non 

esente dalle imposte. Di conseguenza, questa disposizione non soddisfa 

il requisito secondo cui l'irrevocabilità dell'impiego dei fondi a scopo di 

pubblica utilità deve essere prevista dallo statuto. Già per questo motivo 

non è dato concedere un'esenzione fiscale. Ma anche se lo Statuto della 

ricorrente garantisse l'irrevocabilità dell'impiego dei mezzi per scopi di 

- 9 -

utilità pubblica in caso di scioglimento, un'esenzione fiscale andrebbe 

esclusa per i motivi descritti nei considerandi successivi. 

3.5. Stando alla ricorrente, lo scopo di pubblica utilità sarebbe l'unico suo 

obiettivo perseguito, come dimostrato dalle numerose attività sociali e 

benefiche da essa svolte e dall'opinione comune. La cerchia dei destinatari 

delle prestazioni sarebbe aperta e illimitata, l'azione dell'associazione 

sarebbe dettata da motivi altruistici (disinteressati) e gli introiti conseguiti 

verrebbero adoperati esclusivamente quale strumento per conseguire lo 

scopo di pubblica utilità e, come tali, avrebbero un'importanza secondaria 

e subordinata rispetto alla primaria e unica finalità disinteressata e 

volontaria. La ricorrente sottolinea di non perseguire uno scopo economico 

ma di pubblica utilità. Essa non sarebbe neppure iscritta al Registro di 

commercio. Il lavoro svolto dai membri avverrebbe su base volontaria e 

senza rimunerazione (né monetaria né in natura). La manifestazione 

carnevalesca e gli eventi da essa organizzati, secondo il senso comune 

determinante, andrebbero a vantaggio e sarebbero accessibili all'intera 

popolazione. Essa eserciterebbe un'attività di interesse generale, 

valorizzando e conservando la storia, tradizione e cultura grigione-italiana 

in conformità all'art. 90 della Costituzione del Cantone dei Grigioni (CostC; 

CSC 110.100), secondo cui il Cantone e i comuni promuovono l'attività 

artistica, culturale e scientifica nonché lo scambio culturale, tenendo in 

considerazione la molteplicità linguistica e le caratteristiche regionali. 

L'attività della ricorrente sarebbe anche enucleata nel Regolamento 

comunale, il quale riserverebbe due nottate per il Carnevale. Ogni anno il 

Carnevale conterebbe circa 10'000 partecipanti con dispendi di ca. CHF 

45'000.00. Il Carnevale sarebbe uno degli eventi cardine della Regione, di 

risonanza non solo locale ma pure internazionale. Questa costellazione di 

avvenimenti non potrebbe essere ridotta a semplice intrattenimento. Non 

si tratterebbe di intrattenere semplicemente le persone con stand, sfilate 

di carri e manifestazioni. Durante i sei giorni del Carnevale, oltre a 

- 10 -

organizzare il corteo e i veglioni, la ricorrente offrirebbe numerosi pasti a 

tutta la popolazione seguiti da giochi e balli. Una delle sei giornate sarebbe 

inoltre interamente dedicata agli anziani. Non vi sarebbero poi attività 

principali e attività secondarie. Essa opererebbe tutto l'anno a livello 

regionale. Organizzerebbe numerosi eventi simbolici, svolgerebbe diverse 

attività ludiche, allestirebbe l'albero di Natale, presterebbe sostegno a 

diverse associazioni della regione con conseguenti spese a suo carico, 

organizzerebbe la festa di San Nicolao e dell'epifania, incontri con diverse 

associazioni sportive e culturali, pranzi, cene e serate di festa nonché 

visite nelle Case anziani. La ricorrente avrebbe inoltre promosso ben due 

pubblicazioni. Queste attività dovrebbero essere considerate insieme alla 

manifestazione carnevalesca, tutte a pubblico vantaggio e senza obiettivo 

di lucro. La ricorrente permetterebbe di assolvere importanti funzioni, 

assumendo un ruolo centrale per la vita del Paese. Peraltro, a causa 

dell'emergenza sanitaria per l'anno in corso i carnevali del Canton Ticino 

avrebbero persino ottenuto delle sovvenzioni dall'Ufficio federale della 

cultura. La convenuta non comproverebbe poi che tutte le associazioni 

attive nel settore sportivo o del tempo libero non siano esentate 

dall'assoggettamento. Inoltre, la ricorrente reimpiegherebbe totalmente i 

ricavi dal villaggio del Carnevale per programmi a beneficio della 

collettività e per autofinanziarsi. Le entrate non verrebbero ripartite a 

membri o collaboratori o per qualsivoglia finalità lucrativa. Dai conti annuali 

risulterebbero sovente delle perdite, che verrebbero coperte da eventuali 

introiti di altri anni d'esercizio. Essa non potrebbe inoltre costituire debiti 

privati. Non sarebbe condivisibile l'assunto della convenuta, secondo cui 

gli introiti derivanti dalla gestione del Carnevale costituirebbero una parte 

sostanziale della base finanziaria della ricorrente. Esercitando un'attività 

di interesse generale e perseguendo uno scopo di pubblica utilità in modo 

disinteressato senza fini economici o personali, la ricorrente soddisferebbe 

i presupposti legali per un'esenzione fiscale. 

- 11 -

3.6. Giusta l'art. 1.1 e 2.1 dello Statuto (doc. F ricorrente) la ricorrente è una 

società di utilità pubblica che si prefigge di salvaguardare e sviluppare le 

tradizioni carnevalesche del paese di B._____, nonché di organizzare 

manifestazioni ricreative e culturali anche nel periodo extra-carnevalesco, 

di regola sul territorio di B._____. La società non persegue scopo di lucro, 

ma può perseguire scopi benefici. Secondo l'art. 5.1 dello Statuto sono 

considerati soci attivi della ricorrente tutte le persone fisiche maggiorenni 

o giuridiche, che si mettono a disposizione gratuitamente prestando 

almeno una (1) giornata di lavoro (8 ore). Qui di seguito va esaminato se 

la ricorrente effettivamente non persegue scopi di lucro bensì di utilità 

pubblica nell'accezione giuridico-fiscale. Stando alle rispettive voci nel 

conto economico della ricorrente, una gran parte dei ricavi della ricorrente 

proviene dalla vendita dei biglietti di ingresso per il Carnevale e delle 

consumazioni presso le buvette del villaggio del Carnevale (v. voci n. 3001 

e 3003 dei rispettivi conti economici). Tali ricavi ammontano a 

CHF 229'192.97 per l'anno 2017/2018 (di fronte a una cifra d'affari della 

manifestazione carnevalesca di CHF 291'994.04 e un totale dei ricavi pari 

a CHF 337'816.93 [cfr. doc. 17 convenuta]), a CHF 192'145.35 per l'anno 

2018/2019 (di fronte a una cifra d'affari della manifestazione carnevalesca 

di CHF 263'097.45 e un totale dei ricavi pari a CHF 307'093.86 [cfr. doc. 

18 convenuta]) e a CHF 199'303.39 per l'anno 2019/2020 (di fronte a una 

cifra d'affari della manifestazione carnevalesca di CHF 269'802.22 e un 

totale dei ricavi pari a CHF 315'411.57 [cfr. doc. 19 convenuta]). La fonte 

d'introito principale della ricorrente è quindi riconducibile alla gestione del 

villaggio del Carnevale. Questa attività ha prevalentemente carattere di 

intrattenimento, considerato che il Carnevale è sì una tradizione con un 

certo valore artistico (si pensi ad es. al corteo risp. alle sfilate dei carri), 

ma è soprattutto una festa con consumazione di cibi e bevande. In tal 

senso, non vi è tanto un'offerta di produzioni di alto valore artistico risp. di 

interesse generale ai sensi della succitata giurisprudenza, quanto piuttosto 

un'attività ricreativa con carattere ideale. La convenuta ha perciò distinto 

- 12 -

a ragione tra questa attività in prevalenza commerciale, in cui la ricorrente 

riceve un corrispettivo per le prestazioni fornite, e le altre attività, 

apparentemente di utilità pubblica, da essa svolte. La convenuta non ha 

abusato del suo apprezzamento ritenendo tale attività a scopo di lucro e 

senza scopo di utilità pubblica nel senso fiscale. Come visto sopra, la 

gestione del villaggio del Carnevale rappresenta l'attività principale della 

ricorrente e non un'attività ausiliare o subordinata. Come concluso dalla 

convenuta, ritenuto come questa attività principale sia un'attività a scopo 

di lucro e non di utilità pubblica, è irrilevante il fatto che i rispettivi ricavi da 

questa attività vengano impiegati per l'autofinanziamento, senza qualsiasi 

beneficio per l'associazione o i suoi membri. La convenuta ha quindi 

giustamente negato un'esonerazione per utilità pubblica.

4. Inconferente è inoltre l'invocazione della disparità di trattamento da parte 

della ricorrente, siccome questa non accenna a società paragonabili ad 

essa, anzi, fa riferimento a società con scopo a carattere ideale e non 

anche di pubblica utilità nel senso fiscale visto sopra. Alla luce della 

conclusione al considerando precedente, vanno poi rigettate in toto le 

accuse di arbitrio e mala fede sollevate dalla ricorrente nei confronti della 

convenuta.  

5. In conclusione, siccome lo statuto della ricorrente non prevede 

l'irrevocabilità dell'impiego dei fondi a scopo di pubblica utilità e siccome 

l'attività principale della ricorrente va ritenuta a scopo di lucro e non di 

utilità pubblica, la convenuta ha giustamente negato un'esenzione fiscale 

secondo gli artt. 78 cpv. 1 lett. f LIG e 56 lett. g LIFD. Il ricorso va pertanto 

respinto e la decisione impugnata confermata. 

6. Le spese procedurali fissate a CHF 1'500.00 oltre spese di cancelleria 

sono poste a carico della ricorrente soccombente in causa (art. 73 cpv. 1 

LGA). In base alla regola di cui all'art. 78 cpv. 2 LGA alla convenuta non 

sono assegnate ripetibili. 

- 13 -

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

- una tassa di Stato di CHF 1'500.00

- e le spese di cancelleria di CHF 266.00

totale CHF 1'766.00

Tali spese sono poste a carico della A._____. 

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]