# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ee6c5fdc-1e3e-543e-8ce5-25cbdfc45195
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-06-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.06.2001 32.2000.93
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2000-93_2001-06-05.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2000.00093

  32.2000.00100

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  5 giugno 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

statuendo sui ricorsi del 6 ottobre 2000 e
13 ottobre 2000 di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 13 settembre 2000
  emanate da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
di professione gommista, il 19 dicembre 1996 ha presentato una richiesta di
prestazioni AI per adulti.

 

                                         In
relazione a tale richiesta con rapporto 24 febbraio 1997 il medico curante
dott. __________ ha diagnosticato una "sindrome del canale spinale
stretto, instabilità del segmento L4-L5, stato dopo frattura cranica e lesioni
al ginocchio dx e comotio cerebri dopo incidente motociclistico nel 1981"
(Doc. AI _).

                                         

                                         Sulla
base di accertamenti medici ed economici esperiti nell'ambito della procedura
amministrativa - di cui si dirà nel prosieguo per quanto necessario ai fini del
giudizio - per decisione 13 settembre 2000 l'Ufficio assicurazione invalidità
(UAI) ha assegnato all'assicurato una mezza rendita a far tempo dal 1° luglio
1999 per un grado d'invalidità del 55% e negato il diritto a provvedimenti
reintegrativi professionali.

                                         Nella
medesima decisione l'UAI ha inoltre compensato il versamento di rendite arretrate
con il credito in restituzione di prestazioni fornite dalla Cassa
disoccupazione __________ (fr. 12'154) e dalla __________ (fr. 1'839).

 

                                         Queste le
considerazioni poste alla base della decisione amministrativa:

 

" 
(…)

Il grado d'invalidità determinato in base
all'articolo 4 LAI, viene fissato al 55% con diritto a una mezza rendita a
decorrere dal 01.07.1999, trascorso un anno ininterrotto di incapacità
lavorativa e lucrativa (art. 29 cpv. 1 lett. b LAI)

 

Il grado di invalidità è stato valutato considerando
che l'assicurato dispone ancora di una capacità di lavoro del 50% in attività
rispecchiante le controindicazioni mediche (evitare movimenti ripetitivi,
posizioni anomale del dorso, temperature elevate o basse, sollevare pesi
superiori ai 5 - 10 Kg. e trasportare pesi superiori ai 25 Kg., evitare
posizioni statiche).

In tali generi di professioni reperibili per il
tramite dei canali di collocamento ufficiali, l'assicurato è ritenuto ancora in
condizioni di poter conseguire almeno un reddito annuo di fr. 17'500.--.

Se confrontiamo questo dato economico con il
reddito che invece avrebbe conseguito oggigiorno in qualità di gommista,
attività esercitata in ultimo ordine di tempo, il grado di perdita di guadagno,
rispettivamente d'invalidità corrisponde al 55%.

Per quanto concerne l'applicazione di eventuali
misure di reintegrazione professionale, l'esame condotto non ha consentito di
avviare un tale progetto." (Doc. AI _)

 

                               1.2.   Contro la
decisione dell'UAI è tempestivamente insorto l'assicurato con ricorso datato 6
ottobre 2000. Egli, in sostanza, rimprovera all'amministrazione di non aver
correttamente valutato la documentazione medica agli atti, censura il lungo
tempo trascorso dalla richiesta di prestazioni all'emanazione della decisione e
postula in conclusione l'assegnazione di una rendita intera d'invalidità.

                                         Con il
gravame viene in particolare evidenziato:

 

" 
Il petente __________ intende anzitutto
ricorrere denunciando i tempi esorbitanti impiegati dagli uffici competenti per
soddisfare la legittima e doverosa ambizione di vedersi remunerato
sollecitamente da quegli uffici cantonali che vivono dei contributi versati, in
uno con il datore di lavoro, in modo particolare del mondo del lavoro
dipendente.

L'obiezione non vuole costituire un atto d'accusa
volto a quei funzionari cui compete l'onere e l'onore di decidere a profitto o
a disdoro di coloro che purtroppo si vedono costretti ad adire per gravi
ragioni di salute gli uffici preposti.

E da ritenersi quantomeno opinabile
l'atteggiamento fuorviante degli uffici in predicato in rapporto al tempo
decorso dalla presentazione della domanda a tuttora.

Infatti, la decisione di riconoscere il
__________ invalido è pervenuta all'interessato il giorno 15 settembre 2000,
dopo un'attesa di quasi cinque anni che, sia detto con tutto il rispetto che
compete a tutti, a noi sembra una lungaggine insostenibile e provocatoria.

Il __________, inoltre, s'è visto costretto a
tentare di cercarsi delle attività che gli consentissero di pervenire ad un sia
pur minimo stipendio.

Questo non ha fatto altro che peggiorare lo stato
patologico dello scrivente e la responsabilità va attribuita, sia detto in
tutta serenità, a quegli organi dirimenti che non hanno saputo o voluto
decidere nei tempi voluti e prescritti dalla legge e dalla consuetudine.

Il caso d'invalidità dibattuto oggi richiama
instantemente l'attenzione sulla diagnosi e la prognosi riguardante il
ricorrente che soffre, e da parecchio, di una malformazione, d'ordine genetica
riconosciuta a tempo debito dallo stesso perito chiamato in causa dai
funzionari AVS/AI, non ancora oggi convinti della gravità di cotanta alienante
disfunzione organica.

 

Il fatto stesso che ci si richiami ad una misura
del 55% d'invalidità da riconoscersi è per lo meno sintomatico di una faciloneria
non altrimenti definibile.

Ai signori Giudici cui sarà dato il compito di
sanare o di confermare decisioni che noi reputiamo anomale e assurde, si
dovranno avvalere di una decisione che non si basa su motivazione alcuna e che
presenta aspetti a dir poco inedificanti.

Si stabilisce acriticamente una somma mensile di
1367 fr., 804 fr. a favore del marito invalido, 241 fr. per la coniuge
__________ e 322 fr. a beneficio del figlio __________, il tutto dovrebbe
essere interpretato come una rendita mensile per una famiglia di tre membri,
pur considerando l'impugnata decisione di circoscrivere il grado d'invalidità
al 55%.

 

IN
DIRITTO.

 

L'invalidità da riconoscersi deve ascendere al
100% essendo il __________ nell'incapacità più assoluta di svolgere qualsiasi attività
lavorativa.

I termini clinici - medici abbondantemente
forniti all'autorità dell'AI sono a nostro avviso stati interpretati in modo
riduttivo e semplicistico, la conseguente decisione è frutto di una malintesa
lettura dei testi probatori dai nostri medici e da noi stessi esibiti.

È inammissibile emettere una decisione,
parzialmente favorevole, quando nel torno di quasi cinque anni l'istanza del
__________ è rimasta lettera morta." (Doc. _, inc. __________)

 

                                         Con
separato ricorso di data 13 ottobre 2000 contro la medesima decisione
amministrativa, l'assicurato ha inoltre contestato la compensazione operata
dall'UAI del credito vantato dalla  Cassa disoccupazione __________ con le
rendite arretrate per un importo di fr. 12'154.

 

                               1.3.   Con risposta
6 dicembre 2000 al ricorso 6 ottobre 2000, l'UAI si è riconfermato nella
propria decisione ed ha chiesto la reiezione del gravame, osservando:

 

" 
(…)

Con decisione 13 settembre 2000 lo scrivente Ufficio ha stabilito
che l'assicurato presentava un'inabilità lavorativa del 55%.

L'iter che ha condotto alla decisione è stato invero piuttosto
laborioso. Nel corso dell'istruttoria, volta in un primo tempo a stabilire se
l'assicurato aveva diritto a misure di reintegrazione professionale, questi ha
infatti subito due interventi chirurgici: il primo nell'estate del 1998, ed il
secondo nel febbraio dell'anno successivo.

Nel mese di maggio del 1999 il dottor __________, attestando un
decorso post‑operatorio favorevole, stabiliva che, essendo stata
recuperata un'ottima mobilità articolare, il paziente avrebbe potuto essere
nuovamente abile in lavori medio‑pesanti nel giro di tre mesi (rapporto
25.5.99 dottor __________, doc. n. _ inc. AI).

Al fine di valutare esattamente le residue capacità
dell'assicurato, lo scrivente Ufficio ha ritenuto opportuno sottoporlo ad una
perizia specialistica, effettuata in data 27 luglio 1999 dalla dottoressa
__________, specialista in ortopedia. La dottoressa ha stabilito che
l'assicurato non sarebbe più stato in grado di svolgere la precedente attività
di gommista, ma che in un'attività adatta questi poteva essere considerato
abile nella misura del 50%, o addirittura nella misura del 75% qualora
opportune terapie riabilitative avessero sortito gli effetti sperati.

 

In data 30 giugno 2000 è stato emanato un progetto di decisione,
nel quale si comunicava all'assicurato l'intenzione di ritenerlo inabile nella
misura del 55%.

Il rappresentante dell'assicurato ha tosto contestato il citato
progetto, sostenendo che le condizioni di salute del proprio patrocinato
avrebbero nel frattempo subito un netto peggioramento. Nessun atto è però stato
fornito a comprova di quanto affermato. Sollecitato a più riprese, l'assicurato
ha infine dichiarato di essere al momento in cura presso il dottor __________.
Interrogato in proposito dallo scrivente Ufficio il medico curante altro non ha
fatto se non confermare la perizia della dottoressa __________, perizia che del
resto, per precisione e completezza, non offre alcuno spunto critico.

 

L'UAI ha quindi emesso la decisione.

 

In pratica il ricorrente rimprovera allo scrivente Ufficio il
fatto di non aver correttamente valutato la certificazione medica agli atti, e
di non aver debitamente tenuto in considerazione l'asserito peggioramento delle
sue condizioni di salute.

Il rimprovero appare però del tutto ingiustificato.

Innanzitutto giova precisare che l'assicurato non ha minimamente
collaborato con la scrivente autorità.

Per quel che concerne la questione attinente alle prospettive
lavorative, l'orientatore incaricato aveva a suo tempo formulato delle proposte
d'impiego concrete. Invano ha però atteso un cenno da parte dell'assicurato. I
richiami inoltrati non hanno avuto alcun riscontro. Nel suo rapporto finale
l'orientatore sottolineava fra l'altro che "una maggiore cooperazione fra
l'assicurato/URC ed il sottoscritto potrebbe aiutare a risolvere il problema
del collocamento" (rapporto CIP 8.5.2000, doc. n. _ inc. AI).

Per quel che concerne il proprio stato di salute, l'assicurato ha
sì  comunicato che le sue condizioni avevano subito un peggioramento, ma non si
è mai premurato di fornire le necessarie prove. 

È vero che nell'ambito delle assicurazioni sociali vige il
principio inquisitorio, in base al quale l'amministrazione ha l'obbligo di
delucidare ogni fatto dubbio, raccogliendo tutte le prove che le necessitano
affinché possa essere emanata una decisione in piena conoscenza di causa. Tale
principio non è però illimitato, in quanto non libera l'assicurato dall'onere
di provare quanto sia in sua facoltà (RDAT 1982, n. 103). In particolare
"l'assuré doit se soumettre de bonne grâce aux mesures d'instruction
ordonnées par les organes de l'Al, et donner suite aux preuves requises" 
(RCC 1983, p. 528).

 

Malgrado l'UAI avesse quindi la facoltà, previa diffida, di
giudicare sulla base degli atti all'incarto, questi ha sempre preferito
sollecitare l'assicurato e, allorquando lo giudicava necessario, procedere a
tutti gli accertamenti del caso. Si citeranno in particolare le ultime
informazioni raccolte dal dottor __________.

 

Infine giova sottolineare come l'impugnata decisione non si presti
a censura alcuna anche alla luce della più recente giurisprudenza del Tribunale
cantonale delle assicurazioni, che ha imposto l'adozione di nuovi metodi di
calcolo al fine di determinare il presumibile reddito da invalido.

In base ai vecchi criteri di calcolo, nella fattispecie si era
stabilito che il reddito ipotetico da invalido ammontava a fr. 17'500.‑
annui. Paragonando detto reddito a quello che l'assicurato avrebbe potuto
ottenere senza invalidità, si è ottenuta una percentuale di incapacità del 55%,
con relativo diritto ad una mezza rendita di invalidità.

Applicando la nuova metodologia, otteniamo un reddito determinante
di fr. 18'416.‑ (cf. rapporto CIP in annesso). Il grado di incapacità si
fissa di conseguenza al 52,6%, ed il diritto alla mezza rendita resta quindi
immutato." (Doc. _, inc. __________)

 

                                         Con
risposta 5 gennaio 2001 al ricorso 13 ottobre 2000, l'UAI ha parimenti
postulato la reiezione dell'impugnativa osservando:

 

" 
(…)

Occorre innanzi tutto precisare per ciò che riguarda la
compensazione di pagamenti retroattivi con rimborsi ad organi esecutivi
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, dell'assicurazione
militare e dell'assicurazione contro le malattie, si rinvia alle rispettive
circolari in materia, valide dal 1°  gennaio 1997 (DR Volume 2).

 

Per quanto riguarda le richieste di compensazione presentate da
organi esecutivi delle PC, degli assegni familiari nell'agricoltura e
dell'assicurazione contro la disoccupazione, si applicano per analogia le
regolamentazioni delle circolari summenzionate (DR 10053 Volume 1)

 

Nel caso di rendita da assegnare al signor __________, l'ufficio
ha correttamente gestito l'iter procedurale riguardante la compensazione con
l'assicurazione disoccupazione in conformità ai marginali delle citate
circolari alle quali, nel caso di compensazione con l'assicurazione
disoccupazione, ci si deve riferire conformemente alla marginale N. 10053 delle
DR.

 

Infatti, dopo aver comunicato per il tramite del formulario
ufficiale (318.183), gli importi mensili di rendita d'invalidità come pure
l'importo degli arretrati a tutti gli enti interessati, ha atteso il ritorno di
detti formulari per conoscere l'eventuale importo da rifondere quale compensazione,
prima della notifica della decisione all'assicurato." (Doc. _, inc.
__________)

 

                               1.4.   Con scritto
21 dicembre 2000 l'assicurato ha confermato le censure contenute nel primo
gravame, ribadendo il diritto all'erogazione di una rendita AI intera per un
grado d'invalidità del 100% (VI).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

                               2.2.   I ricorsi 6
ottobre e 13 ottobre 2000 contro la decisione 13 settembre 2000 vengono
congiunti a norma degli art. 23 della legge cantonale per i ricorsi al TCA e 72
CPC.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   A norma
dell'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, è l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

·    un danno
alla salute fisica o psichica conseguente a   infermità congenita, malattia o
infortunio, e

 

·    la
conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                                         La misura
dell'incapacità di guadagno è determinata da criteri oggettivi e meglio dalla
perdita che l'assicurato subisce (o subirebbe) in condizioni normali di mercato
del lavoro, ritenuto ch'egli utilizzi, nella misura che da lui si può
ragionevolmente pretendere, la residua forza di lavoro.

 

                                         Infatti
l'art. 28 cpv. 2 LAI prevede che: 

 

"  l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo la manifestazione dell'invalidità e
dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti di integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa, ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato di lavoro, e il reddito del lavoro ch'egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido." 

 

                                         (metodo
ordinario di calcolo dell’incapacità di guadagno; cfr. SVR 1996 IV Nr. 74 e
giurisprudenza citata).

 

                                         Ne
consegue che l'incapacità di guadagno non sempre corrisponde alla perdita di
guadagno effettiva. Infatti, bisogna tenere conto, nel calcolo dell'incapacità
di guadagno, dell'eventuale circostanza che l'assicurato sfrutti in misura
minore di quanto gli sia possibile la capacità lavorativa residua oppure anche
della circostanza opposta.

 

                               2.4.   Al fine di
valutare lo stato di salute dell'assicurato, l'amministrazione, oltre ad aver
esperito accertamenti in vista dell'adozione di eventuali misure reintegrative,
ha sottoposto l'assicurato ad una perizia medica specialistica a cura della
dr.ssa __________, FMH in ortopedia, la quale con referto 

                                         13
ottobre 1999 ha diagnosticato:

 

" 
(…)

5. DIAGNOSE

 

·  chronische
Lumbago mit belastungsabhängigen Exacerbationen

    bei

    ·   engem Spinalkanal
congenital bei kurzen Pedikeln L4‑5 (RX & CT)

    ·   degenerativen Veränderungen mit

         ·   OsteochondroseTh1 1-L2 (RX)

         ·   Spondylarthrose L4/L5/S1 (CT)

    ·   insuffizienter Rumpfmuskulatur und Dekonditionierung

    ·   V. a. st. n M. Scheuermann

·  aktuell
Beschwerdefreieheit der Hüften bds

    bei

    ·   st n schlussendlich Hüft‑TP links wegen Femurkopfhekrose links

    ·   partielle
Femurkopfhekrose rechts (nach MRT von 1998, in RX von 99 keine sicheren
Zeichen)." (Doc. AI __, pag. 12-13)

 

                                         In merito
alla capacità lavorativa ed alle possibilità di reintegrazione dell'assicurato,
il perito ha in particolare  osservato:

 

" 
(…)

Als, "Gommista" ist der Patient nicht mehr
arbeitsfähig, vor allem aufgrund der starken physischen Belastung aufgrund der
zu bewältigenden Lasten und der kontinuierlich ungünstigen Körperhaltung und
Körperbewegungen mit dauernd repetitivem Vorbeugen, vorgebeugtem und kniendem
Arbeiten und ebenso repetitivem sich Aufrichten, dabei Vorbeugen und Aufrichten
auch noch oft unter Last. Beim Auf‑ und Abladen der Pneus kommen
sicherlich auch noch Rotationsbewegungen unter Last, teilweise vorgebeugt oder
sich gleichzeitig aufrichtend, hinzu. (Diese Belastungen können nicht nur zu
den erwähnten Schmerzprovokationen führen, sondern auch das natürlich zu
erwartende Fortschreiten der degenerativen Veränderungen beschleunigen und
dabei zusätzlich, durch Verdickung des lig. flavum sowie durch
spondylarthrotische osteophytäre Anlagerungen, den bereits engen Spinalkanal
weiter einengen und zur Stenose führen).

 

In einer adaptierten Tätigkeit müsste der Patient
aktuell 50% arbeitsfähig sein. Nach Durchführen einer erfolgreichen
Rehabilitationstherapie (guter Muskelaufbau) sollte die AF in einer adaptierten
Tätigkeit sogar auf 75% steigerbar sein.

·     Rückenadaptierte
Tätigkeit beinhaltet:

Keine Notwendigkeit
einer anhaltend vorgebeugten oder rückgebeugte Haltung / repetitiver Rumpf‑Drehbewegungen;
kein regelmässiges Heben und Bewegen von Lasten über 5‑10; keine
thermischen Belastungen (grosse Temperaturschwankungen).

Möglichkeit des
Einlegens von Kurzpausen zur Erholung/Lockerung/Kräftigung;

Möglichkeit des
repetitiven Körperstellungswechsels nach Bedarf mit Möglichkeit des Wechsels
auch zwischen Stehen/Gehen/Sitzen.

 

·         Adaptation an die
Hüft‑Problematik (st n Hüft‑TP li, part. Femurkopfnekrose re)
beinhaltet:

Keine übermässigen Hüft‑Flexionen,
keine Abduktione/Aussenrotationen der Hüfte, keine Hebe‑ und
Tragbelastung über 25kg.

 

Wie vom Patienten selbst bereits bemerkt, kann die
Tätigkeit eines Abwartes diesen Bedingungen recht gut entsprechen. Meist kann
ein Abwart sich seine Arbeit selbst einrichten, und meist fallen dabei keine
oder nur geringe Hebe‑ & Tragbelastungen an. Anhaltend gleiche
Arbeitshaltung sollte kaum auftreten. Einschränken müsste man hier allerdings,
dass der Patient im Winter nicht Schnee schaufeln sollte, sondern, dass er zur
Schneeräumung eine entsprechende Fräse benutzen sollte, hinter welcher er
aufrecht gehen kann.

 

In weiterer Zukunft ist ein symptomatisch Werden des
engen Spinalkanales nicht  auszuschliessen.

 

Auch werden die vorhandenen degenerativen
Veränderungen nicht still stehen, sondern weiter schreiten, wobei die
Geschwindigkeit des Weiterschreitens nicht absolut voraussagbar ist.
Vorauszusehen ist nur, dass der Verschleiss bei ungünstigen
Bewegungen/Haltungen/ Belastungen schneller voranschreiten wird als wenn diese
ungünstigen Faktoren vermieden werden und wenn mittels gutem Muskulatur‑Aufbau
ein Schutzfaktor realisiert werden kann.

 

 

7.   BEANTWORTUNG IHRER FRAGEN

 

1.   Trattasi di gommista inattivo;

Capacità lavorativa in
tale attività ed in altre eventualmente più adeguate, indicando le controindicazioni
mediche.

 

      ·   Als ,gommista" ist der Patient 0% arbeitsfähig.

Im Beruf des
"gommista", der ausschliesslich Pneus wechselt, Pneus auf‑ und
ablädt und stapelt, fallen für die gesunde Wirbelsäule ungünstige, für eine
vorgeschädigte Wirbelsäule, wie sie im Falle des Patienten vorliegt, sogar
schädliche Belastungen, Bewegungen und Haltungen an. 

Es wiederholt sich
dauernd Inklination und Aufrichtung, sehr oft unter Last (Pneu), oft wohl auch
noch zusätzlich mit Rotation des Körpers verbunden. Beim Wechseln der Pneus
wird in kniender Stellung mit vorgebeugtem Rumpf gearbeitet. Die Radmuttern
werden mit der Maschine gelöst und angezogen, beim Anziehen der Mutter mit der
Maschine kann es, am Schluss des Anziehens, zu abruptem Ruck kommen, welcher sich
über die Arme in den Rumpf fortleiten kann.

 

      ·   In einer
adaptierten Tätigkeit müsste der Patient aktuell 50% arbeitsfähig sein. Nach
Durchführen einer erfolgreichen Rehabilitationstherapie (guter Muskelaufbau)
sollte die AF sogar auf 75% steigerbar sein.

           ·   Rückenadaptierte Tätigkeit beinhaltet:

Keine Notwendigkeit
einer anhaltend vorgebeugten oder rückgebeugte Haltung / repetitiver Rumpf‑Drehbewegungen;
kein regelmässiges Heben und Bewegen von Lasten über 5‑10; keine
thermischen Belastungen (grosse Temperaturschwankungen).

Möglichkeit des
Einlegens von Kurzpausen zur Erholung/Lockerung/Kräftigung;

Möglichkeit des
repetitiven Körperstellungswechsels nach Bedarf mit Möglichkeit des Wechsels
auch zwischen Stehen/Gehen/Sitzen.

           ·   Adaptation an die
Hüft‑Problematik (st n Hüft‑TP li, part. Femurkopfnekrose re)
beinhaltet:

                                                               Keine
übermässigen Hüft‑Flexionen, keine Abduktione/Aussenrotationen der Hüfte,
keine Hebe‑ und Tragbelastung über 25kg.

 

Wie vom Patienten
selbst bereits bemerkt, kann die Tätigkeit eines Abwartes diesen Bedingungen
recht gut entsprechen.

 

Meist kann ein Abwart
sich seine Arbeit selbst einrichten, und meist fallen dabei keine oder nur
geringe Hebe‑ & Tragbelastungen an. Anhaltend gleiche Arbeitshaltung
sollte kaum auftreten. Einschränken müsste man hier allerdings, dass der
Patient im Winter nicht Schnee schaufeln sollte, sondern, dass er zur
Schneeräumung eine entsprechende Fräse benutzen sollte, hinter welcher er
aufrecht gehen kann." (Doc. AI _, pag. 14-16)

 

                               2.5.   Le
risultanze peritali sono indi state sottoposte al Consulente AI incaricato
dell'esame delle possibilità d'integrazione professionale dell'assicurato, il
quale con rapporto 8 maggio 2000 ha in particolare osservato:

 

"  Circostanze
personali e famigliari, scolarità, formazione, esperienze lavorative

Cittadino italiano, coniugato, con una figlia.

Soffre di disturbi all'anca e alla colonna vertebrale.

Formazione scolastica: I ‑ Il SE in Italia e la III ‑
IV ‑ V in Svizzera,

                                       I Media in Svizzera e la Il
e la III in Italia.

                                       I Avviamento professionale,

4 anni nell'ambito della meccanica
senza nessun attestato.

La sua vita professionale e ricca di ruoli e professioni
non qualificate: benzinaio (3 anni), manovale (1‑2 anni), giardiniere (5
anni), magazziniere, commesso, autista mezzo gommato edile (trax), gommista (4
anni).

 

Misure formative previste

Visto il profilo attitudinale e formativo il ritengo legittimo
avanzare nessuna proposta di formazione. Le svariate esperienze lavorative
compiute dell'A. dimostrano in modo inequivocabile il suo modo d'agire nei
confronti della formazione. La sfera del FARE è sempre prevalsa sul SAPERE.
L'A. è un soggetto che apprende facendo!

Pensare dunque ad una vera e propria riqualifica per esempio di
primo livello (AFC) è null'altro che sopprimere lo stile di vita lavorativa del
nostro Assicurato.

 

Possibilità d'istruzione, prospettive lavorative

Ho proposto all'A. un periodo d'accertamento/osservazione (1‑3
mesi) presso un DL ­(meccanico d'auto) o al __________. In merito ai suddetti
accertamenti ho esposto le condizioni, gli scopi, le aspettative Al.

L'accertamento presso un meccanico di mia conoscenza aveva lo
scopo di reintrodurre l'A. in un contesto a lui noto. Evidentemente con
mansioni specifiche leggere, riguardose della sua sintomatologia conosciuta
(consegna vetture, commissioni, servizio clientela, servizio pezzi di ricambio,
... ). Il fine era di proporre la sua candidatura nell'ambito __________.

Ho lasciato del tempo all'A. per meditare sulle opportunità
avanzate ma inutilmente poiché a distanza di tre mesi non ho ancora ricevuto
nessuna risposta.

 

Esigenze legate al posto di lavoro

La perizia della Dr __________. afferma che il rendimento dell'A.
è da situare tra il 50 ‑ 75 %. Tale giudizio medico teorico può
raggiungere il 75% d'abilità lavorativa, se l'A. migliora la sua muscolatura
dorsale. Sono invece da evitare:

‑   i piegamenti del dorso in avanti,

‑   i movimenti ripetitivi,

‑   le temperature elevate o basse, 

-   il
sollevamento di pesi superiori ai 5 ‑ 10 Kg e trascinare pesi superiori
ai 25 Kg,

‑   le posizioni statiche.

La prestazione lavorativa migliora se l'A. durante il lavoro può
compiere brevi pause.

 

Misure professionali proposte dall'Al

Come detto precedentemente le proposte non hanno avuto nessuna
risposta.

Dopo queste sollecitazioni sono pervenute al nostro Ufficio
informazioni a riguardo dello stato di salute dell'A. da parte del Sig.
__________. A nostra volta abbiamo invitato l'A. a presentare certificati
medici che però non sono pervenuti.

Il profilo dell'A. rientra nel settore non qualificato (per
esempio nell'ambito industriale o artigianale), leggero con una manualità medio‑grossolana
di produzione (montaggio, rifiniture, imballaggio) oppure di controllo (servizi
di qualità, di stoccaggio, d'entrata/uscita dei prodotti finiti). 

Ribadisco che una maggiore cooperazione tra Assicurato / URC e
sottoscritto potrebbe aiutare a risolvere il problema del collocamento. Sono
quindi a disposizione delle parti.

 

Punto di vista dell'Assicurato

Durante gli incontri e le comunicazioni telefoniche l'A. ha più
volte rammentato il suo stato di salute e la volontà di proporsi al mercato del
lavoro nella misura almeno del 75%. Un'affermazione orale che non ha avuto
esito pratico!

 

Elementi per calcolare l'invalidità

Il reddito annuale presumibile teorico è di Fr 17'500. (39000 x
50%. Considero ragionevole definire il rendimento dell'A. nella misura del 50%,
poiché questa percentuale rispetta il limite invalidante dell'A. (50‑75%)
e la necessità di fare brevi pause durante il lavoro."

(Doc. AI _)

 

                                         Sulla
base delle risultanze peritali e della valutazione del Consulente AI, col
querelato provvedimento l'UAI ha stabilito un grado d'invalidità del 55%
risultante dal raffronto del reddito ipotetico che l'assicurato potrebbe
conseguire senza l'invalidità quale gommista (reddito cifrato implicitamente in
fr. 39'000) con il reddito di fr. 17'500- che l'interessato potrebbe ancora
conseguire in attività adeguate rispecchianti le controindicazioni mediche.

 

 

                                         Con il
gravame l'insorgente, come visto, contesta l'esigibilità del reddito da
invalido stabilito dall'amministrazione asseverando una sua piena incapacità in
qualsiasi attività lavorativa e censurando il fatto che la decisione
amministrativa sia stata emessa a distanza di quasi cinque anni dalla presentazione
della richiesta di prestazioni AI. Egli conclude postulando l'erogazione di una
rendita intera d'invalidità.

 

                               2.6.   Perché un
rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami
approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia
stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione
medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich
Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31;
Pratique VSI 3/1997 pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell’ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS
1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungs-rechts, Berna 1994, p. 332).

 

                                         Lo stesso
vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAL 1986 p.
188; RAMI 1993 p. 95).

                                         Il TFA ha
inoltre precisato che, nell’ipotesi in cui si tratti di una lite in materia di
prestazioni, dall'art. 4 CF rispettivamente 6 CEDU, non può essere dedotto il
diritto di essere sottoposto ad una perizia medica esterna (DTF 122 V 157). 

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         In
un’altra recente sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una
perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l’Alta Corte
questo servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che
sussiste un vincolo per cui l’istituto sarebbe obbligato a tenere in
particolare considerazione gli interessi specifici dell’assicurazione
invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C).

 

                                         Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (U. Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts im
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p. 230).

 

                               2.7.   Nel caso in
esame, alla luce della perizia 13 ottobre 1999 della dr.ssa __________ (cfr.
consid. 2.4) - redatta sulla base di accertamenti approfonditi e completi
conformemente ai succitati parametri giurisprudenziali - è da ritenere siccome
dimostrato con la certezza richiesta nelle assicurazioni sociali (cfr. DTF 125
V 195 consid. 2; DTF 115 V 142 consid. 8b; DTF 111 V 188 consid. 2b) che
l'assicurato, ritenuto completamente inabile nella professione intrapresa di
gommista, presenta ancora una capacità lavorativa del 50% in attività leggere
non comportanti il sollevamento di pesi superiori ai 5-10 kg rispettivamente il
trascinamento di pesi oltre i 25 kg, piegamenti del dorso in avanti, movimenti
ripetitivi, e nelle quali non sia esposto a grossi sbalzi di temperatura e sia
data la possibilità di cambiamento di posizione del corpo. Nella misura in cui
in siffatte attività sia inoltre data la possibilità di effettuare brevi pause,
la capacità lavorativa dell'assicurato é addirittura suscettibile di essere
migliorata.

                                         Inoltre,
dagli atti emerge che con rapporti 16 gennaio 1997 e 22 settembre 1997, la
dr.ssa __________ aveva già evidenziato l'esigibilità di un'attività leggera
non comportante il sollevamento di pesi, in posizione eretta, oltre i 10 kg con
la possibilità di cambiare frequentemente posizione (cfr. doc. AI _ e _).

                                         Per quel
che concerne la valutazione del medico curante dott. __________, lo stesso con
scritto 7 agosto 2000 aveva dal canto suo evidenziato l'impossibilità per
l'assicurato di continuare a svolgere l'attività di gommista, sottolineando la
necessità di una rintegrazione in attività di tipo leggero (cfr. doc. AI _).

 

                                         Le tavole
processuali non contengono per il resto elementi o concreti indizi idonei a
contraddire tale conclusione, né l'assicurato è stato in grado di fornire
validi elementi probatori suscettibili di metter in dubbio l'attendibilità
della cennata perizia o di rendere attendibile la tesi di un eventuale
peggioramento dello stato di salute intervenuto consecutivamente all'esame
peritale e sino all'emanazione dell'atto impugnato. Tanto meno dal fascicolo si
evincono elementi che giustifichino l'esperimento di ulteriori accertamenti,
gli atti medici disponibili  essendo sufficienti per la pronuncia del presente
giudizio.

 

                               2.8.   Dal profilo
economico, per quanto concerne la fissazione del reddito da invalido, l'UAI,
sulla scorta delle risultanze peritali e della valutazione del Consulente AI,
ha  concluso che l'assicurato potrebbe conseguire un reddito annuo di fr.
17'500.

 

                                         A tal
proposito va ricordato che, riguardo ai salari applicati nel Canton Ticino,
questo Tribunale, utilizzando dati salariali concreti ed analizzando
approfonditamente la giurisprudenza federale in materia, ha stabilito - con sentenza
13 luglio 1995, confermata dal TFA (cfr. SVR 1996, UV Nr. 55 pag. 183; RAMI
1998 pag. 223) - che in attività leggere e non qualificate, svolte a tempo
pieno e con rendimento completo in un mercato del lavoro equilibrato, il
reddito annuo per la manodopera maschile ammonta:

 

                                         per il
1992 fr. 34'000.--

                                         per il
1993 fr. 34'500.--

                                         per il
1994 fr. 35'000.--

                                         per il
1995 fr. 35'000.--

 

                                         Il TCA ha
inoltre escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto, anche per il 1996,
l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re J.M.). Simile aumento è
stato escluso anche per il 1997 (STCA 18.3.1998 in re Y.O. c. H.) e per il 1998
(STCA 19.6.1998 in re E. M.) e per il 1999 (STCA 28.1.2000 in re B.C).

 

                                         I
parametri utilizzati dal TCA sono stati sinora regolarmente approvati dal TFA,
ad esempio nella sentenza pubblicata in RAMI 1998 pag. 223 seg. e in quella
pubblicata in SVR 1998 UV N° 6.

                                         In
seguito, il TFA ha esplicitamente affermato che i redditi così determinati dal
TCA "... dovrebbero essere fedefacenti anche nel campo dell'assicurazione
invalidità..." (stfa 30.6.1998 in
re S.S.c.H. non pubbl.; cfr. STCA del 18 maggio 1999 in re B.K).

                                         Nel 1995
per le donne il reddito era invece di fr. 24’500.--.

 

                                         Il TCA ha
riconfermato la propria giurisprudenza nelle recenti sentenze 27 ottobre 1999
in re T.S., 15 novembre 1999 in re F.P,  4 gennaio 2000 in re M.K. e 28 gennaio
2000 in re B.C.

 

                                         Tuttavia,
la giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito da invalido è
stata oggetto di una completa verifica da parte del Tribunale federale delle
assicurazioni.

                                         In una
sentenza del 30 giugno 2000 nella causa V.B. (I 411/98), riprendendo in sintesi
quanto stabilito con sentenza 9 maggio 2000 nella causa A, ora pubblicata in
DTF 126 V 75 e segg., l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo
alle conclusioni del suo esame:

 

"  2.‑
Come il Tribunale federale delle assicurazioni ha avuto modo di affermare a più
riprese, la nozione di invalidità nell'ambito dell'assicurazione per
l'invalidità coincide di massima con quella ritenuta in materia di
assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. In ambedue i campi costituisce
la limitazione, addebitabile ad un danno alla salute assicurato, della capacità
di guadagno permanente o di lunga durata sul mercato del lavoro equilibrato
entrante in linea di conto per l'assicurato (119 V 470 consid. 2b, 116 V 249
consid. 1b).

L'uniformità della nozione d'invalidità conduce di principio
a fissare, per un medesimo pregiudizio alla salute, un uguale tasso d'invalidità
(DTF 119 V 470 consid. 2b). Ai sensi della giurisprudenza, gli organi
dell'assicurazione per l'invalidità non sono comunque vincolati e devono
scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore infortuni, allorquando, ad
esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi
(DTF 112 V 175 consid. 2a; VSI 1998 pag. 174 consid. 4a).

 

3.‑ a) Nell'evenienza concreta l'assicurato,
contitolare a D. di un garage, dove lui stesso lavora in qualità di meccanico
d'auto, percepisce, dal 1° gennaio 1994, una rendita d'invalidità del 15% da
parte dell'INSAI, per i postumi dell'incidente stradale del 29 agosto 1990.
Tale prestazione è rimasta invariata anche dopo una ricaduta notificata nel
febbraio 1996.

Ora, dagli atti contenuti nell'inserto della causa non
risulta che l'INSAI abbia fatto capo, per determinare il tasso d'invalidità, ad
un paragone dei redditi. In base ai principi suesposti, la graduazione operata
dal medesimo Istituto non era pertanto vincolante per l'ufficio ricorrente.
Quest'ultimo, comunque, l'ha ripresa senza eseguire i necessari accertamenti
economici impostigli dall'art. 28 cpv. 2 LAI.

 

b) Contrariamente all'UAI, l'autorità giudiziaria cantonale
ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che riguarda,
in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo alla
propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di
riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più
volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto
l'importo di fr. 35'100.‑, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione
annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati
non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996
UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati
su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si
riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del
Tribunale federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata
alla pubblicazione.

 

4.‑ In tale sentenza di principio la Corte ha in
sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa
stato, in primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa
l'assicurato. Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di
quest'ultimo, possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i
dati forniti dalle statistiche salariali.

La questione di sapere se e in quale misura i salari medi
fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle
circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto
(limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi
che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto
del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo,
come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul
reddito di lavoro.

Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima
sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare ‑
percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata
dall'amministrazione ‑, il giudice delle assicurazioni sociali non può
senza valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello
dell'amministrazione.

 

5.‑ Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese,
secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del
lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività
confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle
circostanze specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non
soddisfa le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.

In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la
decisione amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono
rinviati all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità
fondandosi sulla recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul
diritto ai provvedimenti professionali in lite."

 

                                         Con
sentenza 4 settembre 2000 in re. N. R. __________ questa Corte, tenuto conto
per la prima volta del cambiamento di prassi decretato dal TFA, ha quindi
precisato che conformemente ai dati statistici salariali pubblicati
dall'Ufficio federale di statistica in "L'enquête suisse sur la structure des
salaires 1998" il salario ipotetico conseguibile in attività leggera
adeguata esercitata a tempo pieno e prima di eventuali riduzioni per motivi
particolari, che possono arrivare al massimo al 25% (cfr. DTF 124 V 323:
Pratique VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, sentenza del 9 maggio 2000 nella
causa A., I 482/99), riportato su 41,9 ore ammonterebbe a fr. 45'390.-- nel
settore privato (rispettivamente fr. 47'929.-- nel settore pubblico e privato)
per gli uomini e a fr. 33'587.-- (rispettivamente fr. 33'725.--) per le donne
(questi parametri sono stati riconfermati dal TCA, in particolare nelle
sentenze 21 settembre 2000 in re D.I., 

                                         1° 
febbraio 2001 in re S.D. e 19 febbrtaio 2001 in re A.B.).

 

                               2.9.   Orbene,
considerata in concreto una capacità lavorativa del 50% in attività
leggere adeguate, pur tenendo conto del massimo della riduzione consentita
(25%) applicata al salario stabilito per simili attività nel settore privato
nel 1998 (45'390) e senza, inoltre, considerare probabili adeguamenti che
comporterebbero un aumento del reddito da invalido per l'anno 2000 (anno
determinante per la determinazione dei redditi ai fini del calcolo
dell'invalidità, la decisione impugnata essendo stata emanata nel settembre
2000; cfr. RCC 1991, 332, RCC 1989, 123; DTF 116 V 248 consid. 1a), é solo
ipotizzando un salario ipotetico da valido, nel 2000, di oltre fr. 51'000.-
annui, che dal raffronto di tale reddito con quello da invalido di fr. 17'021.-
(50% di 45'390 ulteriormente ridotto del 25%) emergerebbe un tasso d'invalidità
giustificante l'erogazione di una rendita intera d'invalidità (66 2/3%).

 

                                         Ora, non
v'è chi non veda come l'ipotesi di un reddito da valido - punto per altro non
contestato - di tale importo appare del tutto irrealistica ed inverosimile,
dagli atti emergendo che, negli anni precedenti il manifestarsi dell'incapacità
lavorativa, l'assicurato ha percepito, svolgendo a tempo pieno l'attività di
gommista, fr. 3'300 mensili sino a giugno 1995 alle dipendenze della __________
ed in seguito fr. 3000.- mensili nel periodo da giugno 1996 ad aprile 1998
presso la ditta __________ (cfr. doc. _).

 

                                         Considerato
quanto precede, la decisione con cui l'UAI ha riconosciuto il diritto di
__________ all'erogazione di una mezza rendita d'invalidità merita di essere
tutelata.

                                         

                             2.10.   Con il
ricorso 6 ottobre 2000 l'insorgente rimprovera inoltre all'amministrazione una
"lungaggine insostenibile e provocatoria" nell'evadere la richiesta
di prestazioni presentata nel dicembre 1996.

                                         Al
riguardo occorre ricordare che nell'ambito delle assicurazioni sociali,
eccezion fatta per l'assicurazione malattia (cfr. art. 86 cpv. 2 LaMAl) ed
infortuni (cfr. art. 106 consid.2 LAINF), eventuali ricorsi per ritardata o
denegata giustizia nell'ambito della procedura amministrativa sono da indirizzare
all'autorità di sorveglianza competente, in casu l'UFAS (cfr. art. 64 LAI, art.
92 OAI; cfr. Zünd, Kommentar zum Gesetz über das Sozialversicherungsgericht des
Kantons Zürich, Zurigo 1999, § 14 n. 5, pag. 109; DTF 114 V 145ss; cfr. art. 64
LAI).

                                         Questo
TCA non è pertanto competente a pronunciarsi sulla critica mossa
dall'assicurato nei confronti dell'amministrazione.

                                         

                             2.11.   Nel gravame
13 ottobre 2000 l'assicurato rimprovera all'amministrazione di avere a torto
trattenuto a favore della cassa disoccupazione __________ l'importo di fr.
12'154.-, corrispondente alle indennità di disoccupazione versate nel periodo
1. luglio 1999 - 30 aprile 2000. 

                                      

                                         Tale
censura s'appalesa infondata.

 

                                         Secondo
l’art. 20 cpv. 2  LAVS (nel tenore in vigore dal 1° gennaio 1997), applicabile
anche all'assicurazione invalidità (cfr. 50 cpv. 1 LAI), possono essere
compensati con delle prestazioni scadute:

                                         - i
crediti derivanti dalla LAVS/LAI/LIPG e AF nell’agricoltura

                                            (lett.
a ):

                                         - i
crediti derivanti dalle PC da restituire (lett. b);

                                         - i
crediti per la restituzione di rendite e indennità della LAINF, 

                                           LAMF,
LADI, LAMAL (lett. c).

                                         

                                         Questa
norma di legge ha carattere obbligatorio e la Cassa di compensazione ha non
solo il diritto ma anche il dovere, nel quadro delle prescrizioni legali, di
procedere alla compensazione con delle prestazioni scadute (RCC 1990 pag. 206
consid. 2a, RCC 1986 pag. 304 consid. 3b, RCC 1971 pag. 478, RCC 1961 pag. 117
consid. 1).

                                         La
possibilità di compensare presuppone non solo la riunione delle qualità di
debitore e creditore nella medesima perso­na, ma anche un rapporto stretto dal
punto di vista giuri­dico o della tecnica assicurativa tra il diritto alla
presta­zione e il credito invocato (RCC 1983 pag. 69, RCC 1956 pag. 194;
Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et survivants, pag.
235 e 237).

                                         La
compensazione può essere esercitata in ogni momento, a condizione che il
credito sia scaduto e non sia prescritto (RCC 1977 pag. 477).

 

                                         Secondo
l'art. 94 cpv. 2 LADI

 

" 
I crediti fondati sulla presente legge e le
ripetizioni di rendite e di indennità giornaliere dell'AVS, dell'assicurazione
per l'invalidità, dell'ordinamento delle indennità di perdita di guadagno per
gli obbligati al servizio militare e di protezione civile, dell'assicurazione
militare e dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni,
dell'assicurazione contro le malattie, nonché di prestazioni complementari
dell'AVS/AI e di assegni familiari legali possono essere compensati con
prestazioni esigibili dell'assicurazione contro la disoccupazione"

 

                                         Per
l'art. 95 LADI inoltre la Cassa è tenuta ad esigere la restituzione delle
prestazioni a cui il beneficiario non aveva diritto.

 

                                         Secondo
la giurisprudenza ciò è ad esempio il caso (cfr. SVR 1997 LADI no. 95):

 

" 
Qualora l'Ufficio AI accerti a posteriori
un'invalidità del 95% per una persona che percepisce le indennità di
disoccupazione, sono adempiti i presupposti per la ripetizione delle
prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione. La persona assicurata
non adempie infatti la condizione dell'idoneità al collocamento e sono quindi
dati presupposti per rivenire, come per una revisione, sulla concessione delle
indennità"

 

                                         Nella
prassi la compensazione entra in linea di conto soprattutto in relazione con
l'AI, quando il disoccupato riceve una rendita AI per il medesimo periodo (T.
Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, 1998 p. 32 e giurisprudenza citata alla
nota 158 in: Koller, Müller, Rhinow, Zimmerli, Schweizierisches Bundesverwaltungsrecht,
U. Meyer-Blaser, Soziale Sicherheit, Basilea 1998).

 

                                         In tal
caso l'art. 124 OADI, fondato sugli art. 94 cpv. 2 e 95 LADI, prevede che:

 

" 
Se una cassa paga l'indennità di disoccupazione
e successivamente un'altra assicurazione sociale fornisce, per lo stesso
periodo, prestazioni che provocano la domanda di restituzione dell'indennità di
disoccupazione, la Cassa esige la compensazione dal responsabile
dell'assicurazione competente."

 

                             2.12.   In
casu la domanda di compensazione è stata presentata dalla cassa disoccupazione
__________ mediante formulario ufficiale (modulo 318.183) in data 31 agosto
2000, ciò che risulta conforme alle regole disciplinanti la procedura di
comunicazione e di compensazione di pagamenti retroattivi dell'AI agli organi
esecutivi di altre assicurazioni sociali (cfr. cifra marginale 10053 delle
Direttive e circolari sulle rendite, che rimanda alla regolamentazione
concernente la compensazione con crediti in restituzione di organi d'esecuzione
dell'assicurazione contro gli infortuni, dell'assicurazione militare e
dell'assicurazione malattia, applicabile per analogia alle richieste di
compensazione presentate dall'assicurazione contro la disoccupazione).

 

                                         Il
diritto alla compensazione della cassa disoccupazione essendo un diritto legale
(art. 20 cpv. 2 LAVS), non è richiesto il consenso scritto da parte
dell'assicurato alla compensazione. 

 

                                         Giusta i
combinati articoli 50 cpv. 1 LAI e 20 cpv. 2 lett c i crediti per la
restituzione di indennità dell'assicurazione contro la disoccupazione possono
essere compensati con prestazioni scadute dell'AI (cfr. consid. 2.11).

                                         In casu
il credito da restituzione della cassa disoccupazione __________ è sorto al
momento in cui essa ha avuto conoscenza delle premesse giustificanti la
restituzione; il diritto alla restituzione si prescrive inoltre in un anno dal
momento in cui il servizio di pagamento ne ha avuto conoscenza (cfr. art. 95
LADI cpv. 4). Dagli atti emerge che la cassa disoccupazione __________ ha avuto
conoscenza di tale fatto a seguito della comunicazione datata 30 agosto 2000
con cui l'UAI ha reso noto alla cassa, prima dell'emanazione della decisione
qui impugnata, il diritto dell'assicurato al pagamento retroattivo di rendite
per il periodo 1.9.1999 - 31.8.2000 (cfr. inc. __________).

                                          

                                         Irrilevante
a tale proposito è il fatto che la citata cassa abbia emanato una decisione
formale di restituzione successivamente alla decisione di compensazione, il
credito di restituzione di prestazioni indebitamente percepite nel periodo
luglio 1999 - aprile 2000 essendo, come detto, sorto al momento in cui essa ha
avuto conoscenza della circostanza giustificante la ripetizione di prestazioni
LADI indebitamente percepite.

                                         Al
proposito giova inoltre ricordare che eventuali contestazioni circa il fondamento
della pretesa di restituzione e il suo ammontare possono essere fatte valere
tramite ricorso contro la decisione di restituzione del rispettivo assicuratore
sociale - in casu la cassa disoccupazione __________ - la presente procedura
avendo per oggetto unicamente la compensazione quale modalità di pagamento
(cfr. Kieser, Alters-und Hinterlassenen-versicherung, in:
Koller/Müller/Rhinow/Zimmerli, op. cit., pag. 87). 

                                      

                                         La
compensazione effettuata dall'UAI delle rendite arretrate con il credito in
restituzione di prestazioni erogate dalla cassa disoccupazione __________
appare pertanto corretta.

                                         

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   I ricorsi
sono respinti.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti