# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** abf80cce-cdc9-5f87-906b-8f59f6c8536b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-05-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 18.05.2005 30.2005.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2005-5_2005-05-18.html

## Full Text

Incarti
  n.

  30.2005.5/36

  31300/202   31299/201

  	
  Bellinzona

  18
  maggio 2005

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Marco Ambrosini

  
	
   

  
						

sedente con Laura
Rossini in qualità di segretaria per statuire sul ricorso del 19 dicembre 2004
presentato da

 

	
   

  	
  RI 1 

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  le decisioni n.
  31300/202 e 31299/201 del 10 dicembre 2004 emesse dalla Sezione della
  circolazione, Camorino,

  

 

viste                                  le osservazioni del 2 febbraio
2005 presentate dalla Sezione della circolazione;

 

                                         letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto                              in fatto:

 

                                         che la Sezione della
circolazione, con decisione n.
31300/202 del 10 dicembre 2004, ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 40.–,
addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 20.– e le spese di fr. 10.–,
per avere “posteggiato il veicolo __________ su un marciapiede”,
circostanza accertata dalla polizia comunale il 7 agosto 2004, alle ore 3.50,
in via __________ a __________;

 

                                         che la medesima autorità, con
decisione n. 31299/201 dello stesso giorno, ha inflitto all’interessato una
multa di fr. 120.–, oltre a oneri di complessivi fr. 60.–, per avere
posteggiato il medesimo veicolo, il 15 agosto 2004 nello stesso posto, “su
un marciapiede e senza lasciare libero un passaggio di almeno 1.5 metri per i
pedoni”;

 

                                         che RI 1 è insorto contro tali
decisioni con un unico ricorso del 19 dicembre 2004, nel quale postula in
sostanza l'annullamento di entrambe le multe;

                                         che nelle sue osservazioni del
2 febbraio 2005 la Sezione della circolazione dichiara di astenersi dal
formulare osservazioni e di rimettersi al giudizio della Pretura penale;

 

e considerato                     in diritto:

 

                                         che la competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa
sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile in ordine
e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr;

 

                                         che per l'art. 41 cpv. 1bis
ONC, il quale concreta l'art. 43 cpv. 2 LCS, è vietato parcheggiare veicoli sul
marciapiede – tranne i velocipedi – se ciò non è autorizzato espressamente
mediante segnali o demarcazioni (prima frase); 

 

                                         che un'eccezione è prevista
per caricare o scaricare merci oppure per far salire o scendere i passeggeri
dai veicoli, a condizione che resti libero uno spazio di almeno 1.50 m per i
pedoni e l'operazione sia svolta nel più breve tempo possibile (art. 41 cpv. 1bis
seconda e terza frase ONC);

 

                                         che per consolidata
giurisprudenza, la sosta di un veicolo durante un lasso di tempo di 10 minuti
senza che siano caricate o scaricate merci eccede la durata ammissibile per
l'esecuzione di tali operazioni (cfr. TRAM, sentenza del 17 dicembre 1996 in re
S., consid. 4 con richiamo); 

 

                                         che chiunque contravviene alle
norme della circolazione contenute nella LCS o nelle prescrizioni di esecuzione
del Consiglio federale è punito con l'arresto o con la multa (art. 90 n. 1
LCS); 

 

                                         che l'elenco allegato
all'ordinanza concernente le multe disciplinari (RS 741.031) commina una
sanzione pecuniaria di fr. 120.– per il parcheggio sul marciapiede fino a 60
minuti senza lasciare libero un passaggio di almeno 1.50 m per i pedoni (infrazione
n. 228.1), e una multa di fr. 40.– per il parcheggio sul marciapiede fino a 2
ore lasciando libero siffatto passaggio (infrazione n. 249.a);

 

                                         che la Sezione della
circolazione rimprovera al multato, in applicazione delle norme appena citate,
di avere posteggiato il proprio veicolo su un marciapiede il 7 agosto 2004, e
di essere incorso nella medesima infrazione il 15 agosto successivo, ma senza
lasciare un passaggio di almeno 1.50 m per i pedoni;

 

                                         che il ricorrente fa valere
quanto segue:

                                         “Abbiamo
parcheggiato il veicolo su un marciapiede il venerdì di sera del festival del
Film di Locarno, dietro ad una fila di macchine parcheggiate sul marciapiede.
In quella sera mia moglie ha subito un furto della borsetta con dentro le
chiavi di mia moglie e le mie chiavi. Di conseguenza siamo rimasti entrambi
senza chiavi e senza poter utilizzare la macchina.

                                         Il
giorno seguente sabato, abbiamo avvisato la polizia dell’accaduto, e facendo
delle ricerche e chiedendo informazioni per tutta la città per un ritrovamento
di un mazzo dei chiavi, senza esito positivo. Abbiamo chiamato il Touring Club
per farci spostare il veicolo su un parcheggio, ma anche questo era impossibile
per quel genere di macchina sarebbe andato l’allarme per tutto il tempo affinché
non si avrebbe avuto la chiave codificata.

                                         Il
lunedì mattina ho preso contatto con il concessionario della Land Rover per
comandare le chiavi nuove e ci sarebbe voluto 3 o 4 giorni. Nel frattempo eravamo
continuamente in contatto con la polizia comunale di Locarno informandoci di
mettere un foglio A4 scritto in grande ‘siamo in attesa delle chiavi’. Con il
consenso dell’Agente di servizio ci avrebbe comunicato che avremo potuto
tranquillamente lasciare il veicolo senza problemi fino all’arrivo delle chiavi.

                                         Di
conseguenza ci hanno multato per ben due volte con una multa diversa
dell’altra, di cui una dice di non aver lasciato il passaggio di 1.5 metri per
i pedoni, non è assolutamente vero c’erano almeno 2 metri di spazio ed il
veicolo non intralciava nessuno.

                                         Sicuro
del disguido della Polizia comunale di Locarno e della mancata comunicazione
d’informazione, sono certo di questo disguido possa essere risolto con il
ritiro delle multe”;

 

                                         che in un rapporto del 20 gennaio
2005, l’agente che ha accertato la seconda infrazione si è così espresso sulle
doglianze ricorsuali:

                                         “Prima
avviso di contravvenzione elevata il 07 agosto 2004 alle ore 03:50 da parte di
un collega (249.a) ...

                                         Durante
i miei controlli non ho notato esposto l’avviso del collega, come presso la
nostra centrale non vi era nessuna comunicazione da parte dell’agt. di
quartiere, unicamente un comunicato verbale da parte del suff. di servizio,
che avrebbe rimosso il veicolo al più presto.

                                         Dopo
otto giorni, a mio vedere tempo sufficiente per rimuovere il mezzo, elevavo la
contravvenzione (136375).

                                         Faccio
notare, che sono pervenute diverse reclamazioni verbali da parte degli abitanti
della zona, poiché il veicolo ostacolava la normale circolazione pedonale”;

 

                                         che sull’inosservanza di cui
alla decisione n. 31300/202 della Sezione della circolazione (posteggio su un
marciapiede il 7 agosto 2004 senza ostacolo per i pedoni), il multato non
contesta i fatti (“abbiamo parcheggiato il veicolo su un marciapiede il
venerdì di sera del festival”), né evoca circostanze suscettibili di
giustificare il suo agire;

 

                                         ch’egli adombra invero “una
fila di macchine parcheggiate sul marciapiede” (ricorso, primo paragrafo),
ma non pretende essere stato il solo multato o lamenta altrimenti una
qualsivoglia disparità di trattamento;

 

                                         che a ragione l’autorità di
primo grado ha ritenuto altresì una durata del parcheggio inferiore a 2 ore
(infrazione n. 249.a), giacché non è dato di sapere quando è avvenuto il furto
delle chiavi e – per altro verso – il successivo perdurare della situazione
illecita non può essere imputato al contravventore;

                                         che sotto questo profilo, la
tesi di prima istanza merita pertanto conferma;

 

                                         che la Sezione della
circolazione non può essere invece seguita riguardo alla seconda multa: nulla
induce infatti a dubitare delle affermazioni del multato riguardo alle
difficoltà di rimozione del veicolo e al consenso della polizia comunale al
fermo del medesimo fino alla consegna di nuove chiavi d’accen­sione; né risulta
che il multato abbia atteso oltre l’arrivo delle chiavi per spostare la vettura;

 

                                         che invano si cercherebbe
altresì nel fascicolo processuale qualsiasi informazione circa la larghezza del
passaggio lasciato ai pedoni, non bastando al riguardo – di fronte agli
accertamenti discordanti del 7 e del 15 agosto inerenti al medesimo parcheggio
– la generica affermazione di cui al già citato rapporto di polizia 20 gennaio
2005, stando al quale “il veicolo ostacolava la normale circolazione pedonale”
(pag. 2 in alto);

 

                                         che nella misura in cui
censura la multa di fr. 120.– per i fatti del 15 agosto 2004, il ricorso si
rivela quindi provvisto di buon diritto e la relativa decisione va annullata;

 

                                         che il parziale accoglimento dell’impugnativa
e la particolarità del caso concreto giustificano di rinunciare, tutto ben
ponderato, al prelievo di tasse e spese dell'odierno giudizio;

 

per questi motivi,                visti gli art. 43 cpv. 2 e 90 n. 1
LCS; 41 cpv. 1bis ONC; 1 segg. LPContr;

 

pronuncia:                1.     Nella misura in cui censura la
decisione n. 31300/202, il ricorso è respinto e la risoluzione impugnata è confermata.

 

                                 2.     Nella misura in cui censura la
decisione n. 31299/201, il ricorso è accolto e la risoluzione impugnata è annullata.

 

                                 3.     Non si prelevano né tasse né
spese dell'attuale giudizio.

                                    

                                 4.     Intimazione a:

	
   

  	
  .

   

  

 

Il giudice:                                                                                 La
segretaria:

 

 

 

Avvertenza:   contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di
cassazione del Tribunale federale di Losanna. Il ricorso deve essere depositato
presso il Tribunale federale conformemente all'art. 273 PP entro 30 giorni
dalla notifica (art. 272 PP).