# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7318c94f-d0ed-5efc-af73-d757a404bc16
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.09.2025 D-5388/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5388-2025_2025-09-11.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5388/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l l ’ 11  s e t t e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Manuel Borla;  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Turchia,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 18 giugno 2025 / N (…). 

 

 

 

D-5388/2025 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, cittadino turco, ha depositato una domanda d’asilo in 

Svizzera il 10 febbraio 2024 (cfr. [atto della SEM] n. [{…}]-10/2). 

A.b In data 13 marzo 2024, la SEM ha svolto l’audizione sui motivi d’asilo 

ai sensi dell’art. 29 della legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31; cfr. atto SEM n. 16/15, di seguito: verbale 1). 

A.c Tramite decisione datata 19 marzo 2024 la domanda d’asilo del richie-

dente è stata assegnata alla procedura ampliata. 

A.d In data 12 marzo 2025 la SEM ha svolto con il richiedente un’audi-

zione integrativa (cfr. atto SEM n. 26/18, di seguito: verbale 2). 

B.  

Con decisione del 18 giugno 2025, notificata il seguente 21 giugno 2025 

(cfr. atto SEM n. 29/1), la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato 

all’interessato e ha respinto la sua domanda d’asilo, pronunciando altresì 

il suo allontanamento dalla Svizzera e l’esecuzione da parte del Canton 

Svitto. 

C.  

In data 21 luglio 2025 (cfr. risultanze processuali), il ricorrente ha adito il 

Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), chiedendo, a ti-

tolo principale, l’annullamento della decisione impugnata, il riconoscimento 

dello status di rifugiato e la concessione dell’asilo; a titolo subordinato, la 

concessione dell’ammissione provvisoria. Egli ha inoltre postulato la con-

cessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali e la nomina di un patrocinatore d’ufficio. 

D.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

 

 

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Pagina 3 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi), contro 

una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 

LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 

lett. a-c e 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5) 

e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi 

dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né 

dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle argomentazioni delle parti, né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata (cfr. 

DTAF 2014/1 consid. 2). 

3.  

Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-

ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una se-

conda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-

mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribu-

nale rinuncia allo scambio di scritti. 

4.  

4.1 Sentito sui motivi d’asilo, il richiedente ha dichiarato – in sunto e per 

quanto qui di rilievo – di essere cittadino turco di etnia curda, originario del 

villaggio di B._______, distretto di C._______, provincia di D._______. Egli 

ha riferito di provenire da una famiglia vicina al partito HDP e di essersi 

sentito discriminato, già durante gli anni scolastici, da insegnanti e compa-

gni di origine turca nazionalista, circostanza che lo avrebbe indotto a non 

proseguire gli studi dopo il liceo. Ha indicato di avere iniziato a frequentare 

l’ala giovanile dell’HDP, dove aveva stretto amicizia con il signor S. 

Il (…) novembre 2019, mentre si trovava presso l’abitazione di quest’ultimo, 

la polizia avrebbe fatto irruzione nell’immobile e lo avrebbe condotto al 

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posto di polizia, insieme ad altre persone. In quell’operazione sarebbero 

state arrestate 52 persone, tra cui il presidente provinciale dell’HDP. Egli 

ha dichiarato di essere stato maltrattato e insultato quale “terrorista”, per 

poi essere rilasciato dopo due giorni. Successivamente, il suo amico S. gli 

avrebbe comunicato l’intenzione di unirsi al PKK, invitandolo a seguirlo; 

proposta che egli avrebbe rifiutato in ragione della sua contrarietà alla lotta 

armata. 

Negli anni seguenti avrebbe lavorato nell’edilizia ad Antalya e a Izmir, dove 

avrebbe subito discriminazioni e scherni da parte dei datori di lavoro. Il (…) 

ottobre 2022 avrebbe tentato di lasciare il Paese con l’aiuto di passatori, 

ma, essendo stato derubato del telefono e del denaro, avrebbe deciso di 

rientrare a C._______, dove avrebbe ripreso, seppur in modo saltuario, le 

attività con l’HDP. In tale contesto, mentre si trovava presso un immobile 

del partito, questo sarebbe stato oggetto di un’aggressione da parte di 

membri del MHP. In seguito all’intervento della polizia, egli sarebbe stato 

fermato, condotto in commissariato e interrogato, per poi essere rilasciato. 

Ha inoltre riferito di avere preso parte a un corteo per la liberazione di Se-

lahattin Demirtaş, durante il quale sarebbe stato trattenuto e malmenato 

dalle forze dell’ordine per quattro giorni prima di essere liberato. Dopo il 

terremoto del 6 febbraio 2023, che aveva colpito gravemente C._______, 

egli avrebbe iniziato a pubblicare sui social media contenuti critici verso le 

autorità. A causa di tali pubblicazioni sarebbe stato denunciato e colpito da 

un mandato di accompagnamento coattivo. La gendarmeria si sarebbe re-

cata presso l’abitazione familiare per ricercarlo, ma egli, avvisato dal padre, 

non vi avrebbe fatto ritorno e si sarebbe nascosto dapprima presso la zia. 

Con l’aiuto della famiglia avrebbe infine organizzato la seconda fuga 

all’estero tramite passatori, espatriando il 3 febbraio 2024 ed entrando in 

Svizzera il 9 febbraio successivo. In caso di rimpatrio, egli teme di essere 

immediatamente arrestato, detenuto e ucciso. 

4.2 A sostegno della sua domanda d’asilo egli ha prodotto i seguenti mezzi 

di prova:  

Carta d’identità originale 

MdP 1: decisione di incompetenza della Procura di E._______ con allegati 

MdP 2: lettera della Direzione provinciale di polizia di D._______ con rapporto di indagine 

MdP 3: verbale di colloquio con il Procuratore pubblico del (…).08.2023 

MdP 4: richiesta del Procuratore di constatare l’indirizzo del (…).09.2023 

MdP 5: decisione di incompetenza della Procura generale di C._______  

MdP 6: verbale di indagine del (…).10.2023 con traduzione 

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MdP 7: verbale di indagine del (…).10.2023 con traduzione 

MdP 8: lettera del Governatorato distrettuale di C._______ all’Ufficio preparazione del 

(…).10.2023 

MdP 9: lettera del Governatorato provinciale di D._______ del (…).10.2023 

MdP 10: richiesta della Procura di emettere un mandato di accompagnamento coattivo del 

(…).10.2023 

MdP 11: altra decisione del Giudice dei provvedimenti coercitivi, sezione 4 di D._______  

MdP 12: mandato di accompagnamento coattivo del (…).11.2023 

MdP 13: decisione di congiunzione del (…).11.2023 

MdP 14: lettera del Procuratore con richiesta di indagare sull’esito della decisione di ac-

compagnamento del (…).12.2023 

MdP 15: procura all’avvocato del ricorrente in Turchia del 01.03.2024 

MdP 16: lettera di richiesta della Direzione provinciale di polizia del (…).06.2024 

MdP 17: richiesta della Procura di inoltrare documenti del (…).05.2024 

MdP 18: decisione del Tribunale penale di primo grado di ammissione del (…).03.2025 

MdP 19: richiesta del mandato di accompagnamento coattivo mirato all’arresto del (…) set-

tembre 2022 (Yakalama Talebi); 

 

4.3 Nella propria decisione, l’autorità inferiore ha ritenuto che le allegazioni 

del ricorrente non soddisfino i requisiti di verosimiglianza ai sensi dell’art. 7 

LAsi. Nella propria decisione, l’autorità inferiore ha rilevato che le allega-

zioni del ricorrente non soddisfano le condizioni di verosimiglianza previste 

dall’art. 7 LAsi. In particolare, le dichiarazioni concernenti la presunta poli-

ticizzazione della famiglia e la propria partecipazione all’ala giovanile 

dell’HDP sono state ritenute vaghe, stereotipate e contraddittorie, senza 

elementi concreti atti a dimostrare un coinvolgimento politico personale o 

familiare tale da esporlo a un rischio di persecuzione. Parimenti, le allega-

zioni relative a presunti fermi, interrogatori e maltrattamenti da parte delle 

autorità turche sono state giudicate generiche e incoerenti. Secondo la 

SEM, i racconti non presentano la concretezza e la circostanziatezza ne-

cessarie per apparire come esperienze vissute in prima persona e risultano 

per di più contraddittori quanto al numero, alla durata e alle modalità degli 

episodi descritti. Per quanto concerne le attività sui social media, il ricor-

rente non ha saputo precisare con chiarezza né il contenuto né il periodo 

delle presunte pubblicazioni critiche nei confronti delle autorità, e le relative 

conseguenze (visite della gendarmeria, emissione di un mandato d’arre-

sto) sono state riferite in maniera vaga e contraddittoria. 

In relazione ai documenti prodotti a sostegno delle proprie allegazioni – in 

particolare diversi mandati e decisioni giudiziarie – l’autorità inferiore ha 

sottolineato che si tratta di atti di scarso valore probatorio, facilmente 

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falsificabili e non idonei a dimostrare l’esistenza di una procedura penale 

effettivamente aperta nei confronti del ricorrente. 

Infine, le difficoltà e le discriminazioni riferite in ragione della sua apparte-

nenza alla minoranza curda non sono state considerate di intensità tale da 

configurare persecuzione rilevante ai sensi dell’art. 3 LAsi. 

Alla luce di quanto precede, la SEM ha concluso che il ricorrente non ha 

reso verosimile di essere esposto, in caso di rientro in Turchia, a gravi pre-

giudizi rilevanti ai sensi del diritto d’asilo, motivo per cui non gli ha ricono-

sciuto la qualità di rifugiato e ha respinto la sua domanda. 

5.  

In sede di ricorso, il ricorrente ha avversato puntualmente alcuni aspetti in 

relazione all’analisi della verosimiglianza dei motivi d’asilo addotti. In parti-

colare egli contesta l’interpretazione che ha dato la SEM delle proprie 

espressioni circa la propria famiglia e i genitori, che avrebbero piuttosto 

trasmesso nozioni culturali curde e non sarebbe stata una famiglia esposta 

politicamente. Egli intendeva dire che la sua non sarebbe una famiglia cul-

turalmente integrata nella cultura turco-islamica di matrice nazionalista. Il 

ricorrente poi indica che la SEM ha interpretato in modo erroneo le dichia-

razioni circa la propria famiglia. Infatti lui e la sua famiglia avrebbero una 

coscienza politica, e ciò non implica direttamente che la stessa sia politica-

mente attiva. Inoltre, l’impegno politico curdo prescinde dall’iscrizione o 

meno al partito HDP. Per quanto concerne gli episodi di fermo, egli indica 

di aver spiegato di essere stato fermato 3 volte, durante i quali sarebbe 

stato malmenato 2 volte e pertanto egli non si sarebbe contraddetto. Egli 

specifica inoltre che dopo essere stato maltratto dalla polizia, si è deciso 

solo in un secondo momento di recarsi all’ospedale al fine di ottenere dei 

certificati medici per poi presentare una denuncia di quanto subito. In quel 

frangente egli sarebbe però stato scoraggiato dal padre. Contesta poi le 

contraddizioni che gli sono state imputate dalla SEM circa le procedure 

penali che lo interesserebbero e indica che sarebbero aperte delle proce-

dure penali sia per propaganda a favore di un’organizzazione terroristica e 

anche per appartenenza alla stessa.  

6.  

Preliminarmente, il Tribunale si esprime circa la censura formulata dal ri-

corrente circa la conduzione delle audizioni. Infatti egli lamenta l’assenza 

di un patrocinatore d’ufficio e pure il fatto per cui le stesse si siano svolte 

in tedesco e in francese. Il ricorrente non può tuttavia essere seguito. In-

fatti, egli ha deciso, in data (…) febbraio 2024, di sua spontanea volontà di 

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rinunciare ad essere rappresentato ed è stato edotto delle conseguenze di 

tale scelta, tanto da sottoscrivere una dichiarazione in tal senso (cfr. atto 

SEM n. 13/1). Invece, per quanto concerne la doglianza circa la lingua in 

cui si sono tenute le audizioni, il Tribunale rileva che durante tali verbali era 

presente un interprete e che il ricorrente ha dichiarato a inizio degli stessi 

di comprenderlo. Al termine delle audizioni egli ha riletto i verbali con l’au-

silio dell’interprete. Il richiedente ha pure apportato delle correzioni ai ver-

bali, per poi sottoscrivere la correttezza degli stessi (cfr. verbale 1, D1 e 

verbale 2, D1). Pertanto, tali censure vengono respinte. 

7.  

7.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi. L’asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a 

persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso include il 

diritto di risiedere in Svizzera (art. 2 LAsi). 

7.2 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). Sono pregiudizi seri segnatamente l’esposizione a pe-

ricolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che 

comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). 

7.3 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). 

7.4 È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l’asilo siano 

sufficientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso 

dichiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all’esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi-

mili ai sensi dell’art. 7 LAsi. È altresì necessario che il richiedente stesso 

appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere creduta. Que-

sta qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue allegazioni 

su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti 

o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di procedura 

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ritratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne introduce 

tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella procedura oppure 

nega la necessaria collaborazione. Infine, non è indispensabile che le alle-

gazioni del richiedente l’asilo siano sostenute da prove rigorose; al contra-

rio, è sufficiente che l’autorità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi 

circa alcune affermazioni, sia persuasa che, complessivamente, tale ver-

sione dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimi-

glianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica della plausibilità del 

contenuto di ogni singola allegazione, bensì dev’essere il frutto di una pon-

derazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo 

sarà dunque determinare, da un punto di vista oggettivo, quali fra questi 

risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e rif. 

cit.). 

8.  

8.1  

Nella presente fattispecie, dopo un attento esame degli atti, il Tribunale 

rileva che a giusto titolo l’autorità inferiore ha considerato il racconto del 

ricorrente inverosimile ai sensi dell’art. 7 LAsi. Per quanto concerne la po-

liticizzazione della propria famiglia, il ricorrente stesso nel proprio allegato 

ricorsuale ha di fatto ammesso che la sua non sia una famiglia politica-

mente attiva, bensì che la stessa non sia stata assimilata nella cultura 

turco-islamica di matrice nazionalista (cfr. ricorso, pagg. 3-4). In tal senso 

l’interessato ha altresì confermato di non aver fatto parte del partito HDP, 

ma di aver simpatizzato con lo stesso e di aver partecipato alle sue attività 

(cfr. ricorso, pag. 4). Per quanto concerne gli asseriti fermi di polizia e le 

relative torture, il Tribunale condivide la valutazione della SEM, alla quale 

si rimanda, circa la vaghezza della descrizione di tali avvenimenti. Il ricor-

rente sostiene che la SEM avrebbe interpretato le sue parole in modo er-

rato, avendo egli indicato di essere stato fermato dalle forze di polizia in 

due occasioni, sottintendendo che le stesse fossero le due circostanze du-

rante le quali egli sarebbe stato torturato, omettendo di indicare il frangente 

durante il quale egli sarebbe stato solo sentito. Tale argomentazione non 

può tuttavia essere seguita. Infatti, l’autorità inferiore aveva addirittura in-

dicato nella domanda di descrivere i tre casi (“drei Vorfälle”) durante i quali 

egli sarebbe stato fermato dalla polizia (cfr. verbale 2, D87). Pertanto egli 

si è contraddetto circa il numero di fermi. Invece per quanto riguarda l’as-

serita mancata denuncia alle forze di polizia dei maltrattamenti subiti, il Tri-

bunale osserva che in sede di primo verbale il ricorrente non ha affermato 

di essersi recato in ospedale al fine di recuperare la documentazione per 

sporgere denuncia, ma che il padre lo avrebbe sin da subito dissuaso (cfr. 

verbale 1, D72). Durante la seconda audizione invece egli ha dichiarato di 

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aver sporto denuncia alle autorità, con dei documenti ottenuti in ospedale, 

ma che le stesse non si sarebbero in alcun modo attivate (cfr. verbale 2, 

D96-D97). In sede ricorsuale il ricorrente propone una terza versione, se-

condo cui egli avrebbe sporto la denuncia, ma che su pressione del padre 

e della polizia non l’avrebbe ufficialmente depositata (cfr. ricorso, pag. 4). 

Le tre versioni proposte dal ricorrente sono in contraddizione tra di loro. 

Inoltre il ricorrente non ha prodotto alcun mezzo di prova al fine di rendere 

verosimile perlomeno un tentativo di sporgere denuncia. Egli non ha per-

tanto reso verosimile tali circostanze, sia per quanto concerne i fermi, le 

torture e i “tentativi” di denuncia. Il Tribunale condivide pure la contraddi-

zione circa il capo d’accusa imputatogli dalle autorità. Infatti, contraria-

mente da quanto asserito in sede ricorsuale, dagli atti emerge che nei con-

fronti dell’interessato sarebbe stata aperta unicamente una procedura per 

il reato di propaganda a favore di un’organizzazione terroristica. La do-

manda a capire se una procedura penale in tal senso sia effettivamente 

stata aperta e se i mezzi di prova siano autentici o meno può rimanere 

aperta, in quanto ad ogni modo non sarebbero rilevanti ai sensi dell’art. 3 

LAsi, come verrà analizzato di seguito. Il ricorrente non ha pertanto reso 

verosimile il proprio attivismo politico come quello della sua famiglia, oltre 

che gli arresti e i maltrattamenti subiti dalle forze di polizia turche. 

8.2  

8.2.1 Si analizza di seguito la rilevanza degli altri motivi d’asilo addotti 

dall’interessato. Circa la simpatia dell’insorgente e della sua famiglia nei 

confronti del partito HDP, il Tribunale osserva che quest’ultimo è un partito 

politico attivo legalmente. Egli inoltre non svolge alcun ruolo particolare 

all’interno dello stesso. Pertanto, l’appartenenza a tale partito non risulta 

rilevante al fine del riconoscimento della qualità di rifugiato. 

8.2.2 Per quanto concerne le asserite discriminazioni subite a causa della 

sua identità etnica curda, le stesse non risultano dirimenti per il giudizio. 

Infatti, per invalsa giurisprudenza, la mera appartenenza a tale etnia non 

giustifica il riconoscimento di fondati timori di esposizione a persecuzioni 

rilevanti (cfr. ex pluris sentenze del TAF D-4664/2024 del 29 dicembre 

2024, consid. 6.3; E-4103/2024, consid. 13.2). 

8.2.3 Il Tribunale constata che, anche ammettendo l’esistenza di una pro-

cedura penale per propaganda a favore di un’organizzazione terroristica 

nei confronti del ricorrente, la stessa non sarebbe rilevante ai sensi dell’art. 

3 LAsi. Infatti, nella sua recente sentenza di riferimento E-4103/2024 dell'8 

novembre 2024 il Tribunale ha trattato la rilevanza delle procedure penali 

turche avviate per i reati di insulto al presidente (art. 299 del codice penale 

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turco [Türk Ceza Kanunu) e di propaganda a favore di un'organizzazione 

terroristica secondo l'art. 7 cpv. 2 della legge antiterrorismo turca. Anzitutto, 

esso ha stabilito che il semplice fatto che siano pendenti delle inchieste 

penali presso il ministero pubblico turco per i reati succitati - anche in com-

binazione tra loro - non costituisce un fondato timore di subire, con proba-

bilità preponderante, delle persecuzioni in un prossimo futuro ai sensi 

dell'art. 3 LAsi. Il Tribunale ha poi ritenuto che tali procedure penali assu-

mono una rilevanza per l'asilo soltanto se ricorrono cumulativamente le se-

guenti condizioni: il tribunale turco competente apre una procedura giudi-

ziaria reputando fondato l'atto d'accusa pronunciato dal ministero pubblico, 

vi è una preponderante probabilità di una condanna in un futuro prossimo, 

la condanna si fonda su un motivo di persecuzione ai sensi dell'art. 3 cpv. 

1 LAsi e la pena inflitta ha un'intensità rilevante per la qualità di rifugiato 

sotto il profilo dell'art. 3 cpv. 2 LAsi. Per definire l'esistenza di un politmalus 

o di motivi comprovanti il rischio di una pena detentiva più lunga, occorre 

procedere ad un esame del caso concreto considerando la presenza di 

fattori di rischio come i precedenti penali della persona interessata e il suo 

eventuale profilo politico di rilievo (cfr. sentenza E-4103/2024 consid. 8.7). 

Nel caso concreto il ricorrente non ha dichiarato di avere precedenti penali 

e ha indicato di non essere nemmeno membro del partito HDP. Pertanto, 

anche sotto il profilo della rilevanza, tale asserita procedura penale nei suoi 

confronti non è rilevante. 

8.3 Ne discende che le censure sollevate in sede ricorsuale non sono atte 

a modificare la valutazione effettuata dalla SEM in merito alla verosimi-

glianza dei motivi d’asilo addotti dal ricorrente ai sensi dell’art. 7 LAsi e alla 

rilevanza dei restanti motivi d’asilo addotti ai sensi dell’art. 3 LAsi. Pertanto, 

per quanto concerne il riconoscimento della qualità di rifugiato e la conces-

sione dell’asilo, il Tribunale deve confermare il giudizio negativo di cui alla 

decisione impugnata 

9.  

9.1 Se respinge la domanda d’asilo o non entrata nel merito, la SEM pro-

nuncia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; 

tiene però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). 

9.2 L’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo 

relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1). 

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9.3 Il Tribunale conferma quindi la pronuncia dell’allontanamento. 

10.  

10.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione 

del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), giusta il quale l’esecuzione 

dell’allontanamento dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile 

(art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). 

In caso di non adempimento di una di queste condizioni, la SEM dispone 

l’ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

10.2 Nella decisione impugnata la SEM ha ritenuto l’esecuzione dell’allon-

tanamento ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile, in partico-

lare rispetto alla situazione vigente in Turchia e riguardo alla situazione 

personale dell’insorgente. 

10.3 In sede di ricorso, l’interessato non ha motivato la propria richiesta 

processuale di concessione dell’ammissione provvisoria. 

11.  

11.1 Nel caso in oggetto, per i motivi che verranno (sommariamente) espo-

sti in seguito, questo Tribunale osserva che non vi sono elementi ostativi 

all’esecuzione dell’allontanamento della ricorrente in Turchia. 

11.2 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera. 

Anzitutto il ricorrente non può, per i motivi già enucleati, prevalersi del prin-

cipio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi) né di un rischio perso-

nale, concreto e serio di essere esposto a un trattamento proibito, in rela-

zione all’art. 3 CEDU o all’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre 

pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 

(Conv. tortura, RS 0.105). Dagli atti non emergono inoltre indizi seri e con-

creti che rendano verosimile l’esistenza di un probabile rischio per cui il 

ricorrente possa subire un trattamento contrario alle norme succitate, con-

siderando che il Tribunale ha ritenuto le minacce per il delitto d’onore e la 

non protezione da parte delle autorità turche come inverosimili. Pertanto, 

l’esecuzione dell’allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme di di-

ritto internazionale pubblico nonché della LAsi (cfr. art. 83 cpv. 3 LStrI in 

relazione all’art. 44 LAsi). 

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Pagina 12 

11.3 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato di origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a seguito 

di situazioni di guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. 

11.3.1 Da costante giurisprudenza di questo Tribunale, in Turchia non vige, 

ora come prima, un contesto di guerra, guerra civile o violenza generaliz-

zata riguardante l’integralità del territorio, nonostante la ripresa del conflitto 

curdo-turco e gli scontri armati tra il PKK (Partîya Karkerén Kurdîstan; Par-

tito dei Lavoratori del Kurdistan) e le forze di sicurezza statali nel sud-est 

del Paese da luglio 2015 (in particolare: Batman, Diyarbakir, Mardin, Siirt, 

Urfa e Van, per quanto riguarda le province di Hakkari e Sirnak cfr. la sen-

tenza E-4103/2024 consid. 13.4) e gli sviluppi successivi al tentativo di 

colpo di Stato del luglio 2016 (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale 

E-1948/2018 del 12 giugno 2018 consid. 7.3.1 segg.). Il 1° marzo 2025, il 

PKK ha inoltre approvato un cessate il fuoco immediato con la Turchia e, 

12 maggio successivo, ha dichiarato la propria dissoluzione (cfr. Neue Zür-

cher Zeitung [NZZ], articolo online "PKK verkündet Waffenstillstand mit der 

Türkei" del 1° marzo 2023, https://www.nzz.ch/international/pkk-verkuen-

det-waffenstillstand-mit-der-tuerkei-ld.1873453, consultato il 3 settembre 

2025; NZZ, articolo online "Konflikt mit der Türkei: PKK gibt Auflösung be-

kannt" del 12 maggio 2025, https://www.nzz.ch/international/die-kurdische-

arbeiterpartei-pkk-hat-sich-aufgeloest-ld.1883875, consultato il 3 settem-

bre 2025). 

11.3.2 Posta l'attuale situazione nelle provincie colpite dai terremoti avve-

nuti nel 2023, tra le quali figura quella del ricorrente, l'esigibilità dell'esecu-

zione dell'allontanamento dev'essere poi esaminata caso per caso qualora 

la persona interessata sia originaria di queste zone (cfr. sentenza del TAF 

E-1308/2023 del 19 marzo 2024 consid. 11.2.7 e 11.3.1 [sentenza di riferi-

mento]). 

11.3.3 Nel caso concreto, l'insorgente è giovane, in generale in buona sa-

lute (cfr. verbale 2, D4) e dispone di una formazione liceale. La casa di 

famiglia del ricorrente, presso la quale abitava, non è stata colpita dal ter-

remoto. Presso il suo paese natale egli era attivo quale allevatore e potrà 

riprendere tale attività, disponendo del sostegno della famiglia in loco. Egli 

inoltre ha già vissuto al di fuori della propria provincia, essendosi recato a 

Antalya e Izmir per lavorare nel settore dell’edilizia. Indipendentemente 

dalla possibilità di ritornare nella regione d'origine, non è quindi verosimile 

che l'interessato riscontrerà difficoltà eccessive nell'ambito della sua 

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Pagina 13 

reintegrazione lavorativa e sociale in Turchia. Di riflesso, l'esecuzione 

dell'allontanamento si rivela ragionevolmente esigibile. 

11.4 Infine, non risultano impedimenti sotto l’aspetto della possibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI in relazione 

all'art. 44 LAsi). 

11.5 Ne consegue che, anche in materia d’esecuzione dell’allontana-

mento, la decisione dell’autorità inferiore va confermata. 

12.  

Di conseguenza la SEM, con la decisione impugnata, non ha violato il di-

ritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento. Altresì, per 

quanto censurabile, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA). Pertanto, il 

ricorso va respinto e la decisione impugnata confermata. 

13.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

14.  

Essendo state le richieste di giudizio sprovviste di probabilità di esito favo-

revole al momento dell'inoltro del ricorso, la domanda di assistenza giudi-

ziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali 

(art. 65 cpv. 1 PA), come pure l'istanza volta alla concessione del gratuito 

patrocinio (art. 102m LAsi), sono respinte. 

15.  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-

guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

16.  

Infine, la presente decisione è definitiva e non può, in principio, essere im-

pugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale fede-

rale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Pagina 14 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le domande di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio sono respinte.  

3.  

Le spese processuali, di fr. 750.-, sono poste a carico del ricorrente. Il 

succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 

termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

 

Data di spedizione: