# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 98787d69-b158-5d49-8aca-84639aceb713
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-04-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.04.2025 B-5672/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-5672-2024_2025-04-25.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte II 

B-5672/2024 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 5  a p r i l e  2 0 2 5  

Composizione 

 
Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio),  

Daniel Willisegger, Jean-Luc Baechler; 

cancelliere Corrado Bergomi. 
 

 
 

Parti 

 
X. _______,  

ricorrente,   

 

 
contro 

 

 
Commissione svizzera di maturità CSM,  

c/o Segreteria di Stato per la formazione,  

la ricerca e l’innovazione SEFRI,   

autorità inferiore.   
 

 
 

Oggetto 

 
Esame di maturità. 

 

 

 

B-5672/2024 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

X. _______ (di seguito: la ricorrente) ha sostenuto il primo tentativo 

dell’esame svizzero di maturità in tre sessioni: nella sessione estiva 2022 

(prima parte del primo esame parziale: storia, geografia e arti visive), nella 

sessione estiva 2023 (seconda parte del primo esame parziale: biologia, 

chimica e fisica) e nella sessione invernale 2024 (secondo esame parziale: 

prima lingua italiano, seconda lingua nazionale tedesco, terza lingua in-

glese, matematica, opzione specifica economia e diritto, opzione comple-

mentare pedagogia/psicologia e lavoro di maturità). La ricorrente ha otte-

nuto un totale di 73.5 punti, accumulando 7 insufficienze e 14.5 punti ne-

gativi. Alla luce di tale risultato, con decisione datata 1° febbraio 2024 la 

Commissione svizzera di maturità (in seguito: CSM, autorità inferiore) le ha 

comunicato il mancato superamento dell’esame e l’impossibilità del rilascio 

dell’attestato di maturità. 

B.  

B.a La ricorrente ha affrontato il secondo e ultimo tentativo d’esame nella 

sessione estiva 2024, sostenendo in un’unica sessione tutte le materie ri-

sultate insufficienti al primo tentativo d’esame (biologia, chimica, fisica, 

prima lingua italiano, seconda lingua nazionale tedesco, terza lingua in-

glese e opzione specifica economia e diritto) e rinunciando a ripetere le 

materie in cui al primo tentativo ella aveva ottenuto la nota 4.0 o 4.5 (storia, 

geografia e matematica).  

B.b Con decisione del 3 luglio 2024 la CSM ha comunicato alla ricorrente 

i risultati dell’esame, ossia l’ottenimento di un totale di 82.5 punti e l’accu-

mulo di 4 insufficienze e di 5.5 punti negativi, concludendo al mancato su-

peramento dell’esame e all’impossibilità di rilasciare il relativo attestato e 

osservando che la ricorrente, essendo al suo secondo tentativo, non aveva 

più diritto a ripresentarsi all’esame. 

C.  

Con e-mail dell’11 settembre 2024 la ricorrente si è rivolta al Tribunale am-

ministrativo federale, chiedendo informazioni sulla ricezione e sullo stato 

del trattamento di una richiesta di revisione degli esami federali di maturità 

da lei apparentemente inoltrata in data 3 agosto 2024. 

  

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Pagina 3 

D.  

Con decisione incidentale del 12 settembre 2024, dopo aver comunicato di 

non aver ricevuto alcun scritto in precedenza e dopo aver constatato che 

la richiesta di revisione era unicamente indirizzata alla CSM, il Tribunale ha 

invitato la ricorrente a precisare la sua intenzione a ricorrere e in caso af-

fermativo a regolarizzare il ricorso, in particolare fornendo la documenta-

zione necessaria a determinare la tempestività del gravame, nonché a ri-

spettare le esigenze dell'art. 52 della legge federale del 20 dicembre 1968 

sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), segnatamente a firmare 

il ricorso e ad indicare delle chiare conclusioni. 

E.  

In data 14 ottobre 2024 la ricorrente ha inoltrato al Tribunale un ricorso 

regolarizzato con cui contesta i risultati dell’esame. In sostanza, ella mette 

in evidenza lo scarto di soli 1.5 punti per il raggiungimento del punteggio 

minimo richiesto a superare l’esame e fa valere una valutazione scorretta 

di alcuni esercizi degli esami scritti di fisica, biologia, economia e diritto, 

nonché inglese.  

F.  

Con invii del 24 ottobre 2024 e del 4 novembre 2024 l’autorità inferiore e la 

ricorrente si sono espresse sulla tempestività del ricorso. 

G.  

Con risposta del 24 gennaio 2025, trasmessa in seguito alla ricorrente uni-

tamente all’incarto con l’indice degli atti, l’autorità inferiore postula di re-

spingere il ricorso e di confermare la decisione impugnata. Quanto alle 

contestazioni riferite alla valutazione degli esami scritti di fisica, biologia, 

economia e diritto e inglese, l’autorità inferiore rimanda alle relative prese 

di posizione degli esaminatori e conferma i punti e le note assegnate. 

H.  

Entro il termine impartito con l’ordinanza del 28 gennaio 2025, la ricorrente 

non ha inoltrato alcuna replica.  

I.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti, verranno ripresi 

nei considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della presente ver-

tenza. 

  

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Pagina 4 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale è competente per giudicare il pre-

sente ricorso (artt. 31, 32 e 33 lett. f della Legge del 17 giugno 2005 sul 

Tribunale amministrativo federale [LTAF, RS 173.32], art. 5 della Legge fe-

derale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa [PA, 

RS 172.021], art. 29 dell’Ordinanza del 7 dicembre 1998 sull’esame sviz-

zero di maturità [Ordinanza ESM, RS 413.12] in collegamento con l'art. 37 

LTAF e l'art. 44 PA). Nell'evenienza, non sussistono eccezioni a norma 

dell'art. 32 LTAF. 

1.2 La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-

riore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un inte-

resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA).  

1.3 In base al tracciamento dell’invio emerge che la decisione impugnata è 

stata consegnata alla ricorrente in data 4 luglio 2024, per cui il termine di 

ricorso sarebbe giunto a scadenza il 4 settembre successivo in considera-

zione delle ferie giudiziarie (art. 22a cpv. 1 lett. b PA). La ricorrente ha po-

tuto attestare, mediante un’immagine della schermata della sua casella di 

posta elettronica, di aver spedito, il 3 agosto successivo, un’e-mail all’au-

torità inferiore con in allegato una lettera della stessa data, inviata in forma 

cartacea il 5 agosto 2024, con cui ha comunicato di voler presentare un 

ricorso contro la sua valutazione finale. Il termine di ricorso è da conside-

rarsi ossequiato se la parte ricorrente, come in questo caso, si rivolge in 

tempo utile ad un’autorità incompetente (art. 21 cpv. 3 PA in combinato 

disposto con l’art. 50 cpv. 1 PA). Per correttezza, l’autorità inferiore 

avrebbe dovuto trasmettere allo scrivente Tribunale la corrispondenza in-

viatale dalla ricorrente in data 3 e 5 agosto 2024. Il fatto che ella si sia 

rivolta al Tribunale in data 11 settembre 2024 non può quindi andare a 

scapito della ricorrente. 

1.4 Inoltre, le disposizioni relative al contenuto e alla forma dell'atto di 

ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono rispettate in seguito alla regolarizzazione 

del gravame. L'anticipo delle spese processuali (art. 63 cpv. 4 PA) è 

avvenuto entro il termine impartito e le disposizioni relative ai rimanenti 

presupposti processuali (art. 44 e segg. PA) sono parimenti rispettate. 

1.5 Ne segue che il ricorso si rivela ammissibile. 

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2.  

2.1 L'Ordinanza ESM disciplina le sessioni d'esame, l'iscrizione ad esso, le 

condizioni d'ammissione, nonché il suo scopo (art. 1 cpv. 1). La CSM è 

responsabile dello svolgimento dell’esame. La Segreteria di Stato per la 

formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) funge da segretariato ed è 

responsabile della direzione amministrativa (art. 2). Giusta l'art. 8 cpv. 1, 

l’esame deve permettere di accertare se il candidato possiede la maturità 

necessaria agli studi universitari. 

2.2 In virtù dell’art. 22 cpv. 1 dell’Ordinanza ESM, l’esame è superato se il 

candidato: (a.) ha ottenuto un totale di almeno 105 punti; o (b.) ha ottenuto 

tra 84 e 104,5 punti, non ha note insufficienti in più di quattro materie e la 

somma degli scarti di punto in rapporto a 4 in queste discipline è inferiore 

o uguale a 7. La ricorrente ha ottenuto un totale di 82.5 punti e presenta 4 

insufficienze e 5.5 punti negativi. Alla luce di tale risultato, l’autorità inferiore 

è giunta alla conclusione che l’esame di maturità non è stato superato e 

che il relativo attestato non può essere rilasciato.  

2.3 Nel suo gravame la ricorrente contesta unicamente la valutazione delle 

sue prestazioni negli esami scritti di fisica, biologia, economia e diritto, non-

ché inglese. Per poter superare l’esame, alla ricorrente mancano 1.5 punti. 

Per ottenerli, le note attribuite nelle prove scritte contestate dovrebbero 

ogni volta poter essere aumentate di almeno mezza nota o addirittura di 

una nota intera. 

3.  

3.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-

cati, giusta l’art. 49 PA in combinato disposto con l’art. 37 LTAF, la viola-

zione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del potere di ap-

prezzamento (lett. a), l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridi-

camente rilevanti (lett. b), nonché l’inadeguatezza (lett. c).  

3.2  

3.2.1 Per costante prassi, le autorità di ricorso chiamate a statuire in mate-

ria di esami assumono un certo riserbo e non si scostano senza necessità 

dall’apprezzamento degli esaminatori anche nei casi in cui dispongono 

delle conoscenze necessarie a una verifica più estesa (DTF 136 I 229 con-

sid. 5.4.1, 131 I 467 consid. 3.1; DTAF 2010/11 consid. 4.1, 2008/14 con-

sid. 3.1). L’adozione di un certo riserbo si impone nella misura in cui le 

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decisioni in materia di esami non si prestano bene per loro natura ad un 

controllo giudiziario, dato che l’autorità di ricorso non è in principio a cono-

scenza di tutti gli elementi pertinenti della valutazione e non è, in genere, 

in grado di formulare un giudizio affidabile sul rendimento complessivo di 

un ricorrente e degli altri candidati. Inoltre, gli esami hanno come oggetto 

materie specifiche, nelle quali l’autorità di ricorso non dispone di compe-

tenze proprie. Una libera revisione della valutazione dell’esame da un 

punto di vista materiale, comporterebbe, inoltre, il rischio di ingiustizie e 

disuguaglianze rispetto agli altri candidati (cfr. sul tema DTF 118 Ia 488 

consid. 4c, 106 Ia 1 consid. 3c, con rinvii; DTAF 2008/14 consid. 3.1 con 

rinvii, 2007/6 consid. 3 e i riferimenti citati).  

3.2.2 Visto quanto precede, l’autorità di ricorso non è tenuta, né legittimata 

a sostituire il proprio apprezzamento a quello dell’autorità inferiore e non 

può pertanto effettuare una nuova valutazione dettagliata di ogni singolo 

esercizio come se fosse una commissione superiore d’esame. In una pro-

cedura di ricorso, gli esaminatori, la cui valutazione viene contestata, for-

mulano le loro osservazioni in occasione della presa di posizione dell'auto-

rità inferiore. Così facendo, riesaminano la loro valutazione e dichiarano se 

ritengono giustificata o meno una correzione. Gli esaminatori hanno un 

grande margine di apprezzamento nelle loro considerazioni e nei loro cal-

coli riguardo alla ponderazione dei differenti compiti, sia per quanto attiene 

alla loro completa correttezza, sia per quanto riguarda la questione del nu-

mero di punti da assegnare a risposte solo parzialmente corrette. Il Tribu-

nale parte, perciò, dal presupposto che nell’ambito di censure attinenti a 

queste tematiche non gli sia permesso di sostituire il proprio potere discre-

zionale a quello della prima istanza, rispettivamente a quello dell'istanza 

precedente. Fintanto che non vi sono indizi concreti di parzialità o incom-

petenza e la valutazione non appare evidentemente errata o del tutto ina-

deguata, occorre tener conto del parere degli esperti. La condizione per far 

ciò presuppone che il parere dell'esperto sia completo nella misura in cui 

risponda in maniera esaustiva a tutte le censure fatte valere dalla parte 

ricorrente e che il parere dell'esperto, soprattutto se differisce dalle censure 

sollevate, sia comprensibile e plausibile (DTAF 2010/11 consid. 4.2 e 

2010/10 consid. 4.1; sentenze del TAF B-3817/2019 del 20 aprile 2020 

consid. 2.2 e B-5621/2018 del 19 giugno 2019 consid. 2.3 con rinvii).  

Se l’esaminatore è in grado di esporre in modo plausibile i motivi che hanno 

condotto all’assegnazione di una nota insufficiente, compete alla parte ri-

corrente di contestare validamente la valutazione operata sulla scorta di 

argomenti oggettivi e mezzi di prova suscettibili di dimostrare che le valu-

tazioni dell’istanza inferiore sono insostenibili, le esigenze troppo elevate e 

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le prestazioni d’esame manifestamente sottovalutate (cfr. DTAF 2010/21 

consid. 5.1; 2010/11 consid 4.3; 2010/10 consid. 4.1; sentenza del TAF 

B-4513/2021 del 13 gennaio 2022 consid. 3.2.4 con rinvii). Se le contesta-

zioni della parte ricorrente non riescono ad insinuare dei dubbi chiari e forti 

a riguardo, si considera che sia data per dimostrata una valutazione cor-

retta e scevra da arbitrio e che si possa prescindere dall’assunzione di ul-

teriori misure probatorie sotto forma del parere di un esperto esterno (cfr. 

sentenze del TAF B-6884/2023 dell’8 aprile 2024 consid. 6.2, B-6834/2014 

del 24 settembre 2015 consid. 7, B-8265/2010 del 23 ottobre 2012 con-

sid. 8.8). Il solo fatto di pretendere che un’altra soluzione sia possibile, che 

l’avviso della commissione d’esame o che una correzione siano errati o 

incompleti non soddisfa le menzionate esigenze giurisprudenziali (cfr. sen-

tenza del TAF B-4513/2021 del 13 gennaio 2022 consid. 3.2.5 con rinvii). 

3.2.3 Il riserbo nell'esercizio del potere d'esame si applica solo alla valuta-

zione materiale dei risultati. Se, invece, oggetto della contestazione sono 

l'interpretazione e l'applicazione delle disposizioni di legge o vengono rim-

proverate carenze procedurali nello svolgimento dell’esame, l’autorità di ri-

corso deve esaminare le obiezioni sollevate con piena cognizione, altri-

menti commetterebbe un diniego formale di giustizia (DTAF 2010/11 con-

sid. 4.2, 2010/10 consid. 4.1 con rinvii, 2008/14 consid. 3.3 e 2007/6 con-

sid. 3 con rinvii; sentenza del TAF B-6252/2018 del 25 gennaio 2019 con-

sid. 3 con rinvii). Rappresentano delle questioni procedurali tutte le obie-

zioni riguardanti lo svolgimento esterno dell'esame, il tipo di compito o la 

procedura di valutazione. L'onere della prova per eventuali errori procedu-

rali incombe al ricorrente (sentenze del TAF B-5284/2018 del 14 gennaio 

2019 consid. 3.3 e B-4383/2016 del 18 settembre 2018 consid. 6.2, rispet-

tivamente con rinvii).  

3.3 Nel caso di specie, le contestazioni del ricorso riguardano unicamente 

la valutazione di alcuni esami scritti. Come previamente indicato, in consi-

derazione dell’ampio potere di apprezzamento riconosciuto in questo am-

bito agli esaminatori, la valutazione dei risultati degli esami può essere ve-

rificata dall’autorità di ricorso soltanto con un certo riserbo. 

4.  

Di seguito, sulla scorta della giurisprudenza suesposta verranno trattate le 

censure vertenti sulla valutazione degli esami scritti e nel contempo esa-

minate le prese di posizione degli esaminatori. 

4.1 Nella misura in cui gli esaminatori nelle loro prese di posizione spie-

gano nel dettaglio i motivi che li hanno portati a considerare una risposta 

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errata o incompleta e a non poter attribuire il punteggio massimo previsto 

per il rispettivo esercizio, la parte ricorrente non soddisfa le esigenze di 

motivazione quando si limita semplicemente a pretendere che la sua solu-

zione è esatta e completa senza sostanziare le sue affermazioni in termini 

più concreti o dimostrarle, perlomeno in sede di replica (cfr. DTAF 2010/21 

consid. 5.1; sentenza del TAF B-4513/2021 del 13 gennaio 2022 con-

sid. 3.2.5 con ulteriori rinvii). 

4.2 Per valutare le conoscenze della materia “fisica” il candidato deve so-

stenere un esame scritto. La nota assegnata equivale alla nota finale, 

quest’ultima viene moltiplicata al coefficiente previsto (1) e si ottiene così il 

numero dei punti per il relativo esame. Nel caso di specie, l’esame di fisica 

era suddiviso in 6 compiti (“Problemi”): 1. Meccanica, 2. Gravitazione, 

3. Elettrologia, 4. Terminologia, 5. Onde, 6. Fisica Atomica. Ciascun pro-

blema era composto da 3 domande che, se risolte correttamente, davano 

diritto a 4 punti e ad un punteggio massimo di 72 punti. Per ottenere la nota 

6 occorreva rispondere in modo corretto e completo a 15 delle 18 domande 

(cfr. allegato 7 della presa di posizione della CSM).  

4.2.1 La ricorrente ha ottenuto 12 punti e la nota 2.5 per aver risolto in ma-

niera corretta e completa le tre domande componenti il Problema n. 6 “Fi-

sica Atomica”. Nelle rimanenti risposte la ricorrente non ha ricevuto alcun 

punto. Nell’atto di ricorso ella contesta la mancata attribuzione di punti per 

la domanda 1 dell’esercizio di meccanica, per le domande 1 e 3 dell’eser-

cizio di gravitazione e per tutte le tre domande dell’esercizio di elettrologia. 

La ricorrente non riesce a capire i motivi per la totale assenza di punteggi. 

A suo dire, l’esaminatore avrebbe evidenziato solo i calcoli finali errati, pre-

valentemente dovuti all’agitazione e alla fretta nell’uso della calcolatrice, 

senza tenere conto del fatto ch’ella avrebbe dimostrato di conoscere gli 

argomenti e di aver compreso i concetti, utilizzando le formule appropriate 

e impostando il ragionamento corretto. 

4.2.2 Nell’ambito della risposta al ricorso dell’autorità inferiore, l’esamina-

tore responsabile ha inoltrato una presa di posizione di cinque pagine, in 

cui ha analizzato e riesaminato i punti contestati dalla ricorrente (allegato 

8 alla risposta).  

A titolo riassuntivo, l’esaminatore ha difeso l’attribuzione di zero punti nei 

primi cinque compiti. Nell’esercizio di meccanica, la ricorrente non avrebbe 

capito il problema. Quanto al problema di gravitazione, non sarebbero state 

capite le prime due domande, mentre nella terza la ricorrente avrebbe sba-

gliato i calcoli. Nell’esercizio di elettrologia, la candidata avrebbe sbagliato 

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i calcoli nella prima domanda e non avrebbe capito per nulla il senso delle 

altre due domande. Nel compito di termologia, la ricorrente non avrebbe 

neppure affrontato il problema, mentre in ottica e onde, ella avrebbe com-

pletamente sbagliato calcoli e disegni. 

Riguardo alle risposte contestate negli esercizi di meccanica, gravitazione 

ed elettrologia, l’esaminatore ha spiegato punto per punto il modo di impo-

stazione delle rispettive domande, illustrando le specifiche soluzioni richie-

ste e evidenziando le lacune della ricorrente in ogni singola risposta. Nella 

domanda 1 dell’esercizio di meccanica, la ricorrente non avrebbe accen-

nato né alla definizione di quantità di moto, né alla legge di conservazione 

della quantità di moto. Nella prima parte della domanda 2 dell’esercizio di 

gravitazione, l’esaminatore ha riscontrato una chiara incomprensione del 

concetto di densità, una carenza nella conoscenza della formula del vo-

lume di una sfera, una confusione tra superficie e volume, nonché un errore 

nell’assegnazione delle unità di misura, mentre nella seconda parte della 

domanda 2 la ricorrente avrebbe proposto una formula fuori tema e non 

richiesta, dimostrando di non conoscere il concetto del campo gravitazio-

nale e di non saper trovare la formula corretta nelle tavole a disposizione. 

Nella domanda 3 dell’esercizio di gravitazione, la ricorrente non avrebbe 

capito né saputo applicare correttamente la rispettiva formula sia nel cal-

colo numerico che nel calcolo algebrico in riguardo all’unità di misura. An-

che nella domanda 1 dell’esercizio di elettrologia la ricorrente non avrebbe 

saputo capire ed applicare la formula riportata dal formulario, dimostrando 

di non aver compreso il concetto di resistenza elettrica e sbagliando le unità 

scritte per la resistenza trovata. Alla domanda 2 dell’esercizio di elettrolo-

gia, la ricorrente non sarebbe riuscita a riconoscere le leggi di conserva-

zione dell’energia e della carica elettrica, proponendo una risposta sba-

gliata numericamente e omettendo di indicare le unità e a quale dei tre 

punti richiesti avrebbe fatto riferimento. Alla domanda 3 dell’esercizio di 

elettrologia, la ricorrente non avrebbe compreso la legge di conservazione 

per la potenza elettrica, tralasciando di contestualizzare le formule e di in-

trodurre i dati corretti. 

Quanto alle censure ulteriori della ricorrente, l’esaminatore ha spiegato in 

modo condivisibile che il solo fatto di ricopiare una formula dal formulario 

dell’esame non basta a dimostrare che la formula sia stata capita o appli-

cata correttamente. Inoltre, i risultati errati in 5 su 6 esercizi dimostrereb-

bero carenze evidenti nel calcolo algebrico e anche nell’utilizzo della cal-

colatrice, le quali non si lascerebbero unicamente giustificare dall’agita-

zione e dalla fretta.  

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4.2.3 In base ai risultati suesposti e ad un confronto tra l’elaborato della 

ricorrente e le soluzioni corrette, il Tribunale reputa che l’esaminatore ha 

motivato la conferma della valutazione operata e risposto alle censure della 

ricorrente, in ambo i casi, in maniera convincente, sostenibile e scevra d’ar-

bitrio. La ricorrente non ha fatto uso della facoltà di inoltrare una replica. 

Come si è visto, le censure sollevate in sede di ricorso hanno potuto essere 

validamente confutate e visto il mancato inoltro della replica la ricorrente 

non è in grado di mettere seriamente in dubbio la presa di posizione 

dell’esaminatore competente. In particolare, alla luce delle lacune riscon-

trate nella comprensione ed attuazione dei concetti, nonché in termini di 

calcolo, non è ravvisabile alcun motivo suscettibile di concludere ad un’ap-

plicazione eccessivamente severa dei requisiti di valutazione e di giustifi-

care una nota ed un punteggio migliori. Ne discende che la nota assegnata 

per l’esame scritto di fisica è da considerare corretta.  

4.3 Per valutare le conoscenze della materia “biologia” il candidato deve 

sostenere un esame scritto. La nota assegnata equivale alla nota finale, 

quest’ultima viene moltiplicata al coefficiente previsto (1) e si ottiene così il 

numero dei punti per il relativo esame. La ricorrente ha ottenuto 27 punti 

su un massimo di 80 e la nota finale 3.5 che moltiplicata al coefficiente 1 

porta al raggiungimento di 3.5 punti. Per ottenere la sufficienza sono ne-

cessari 36 punti su 80. 

4.3.1 La ricorrente contesta in pratica solo l’assegnazione di zero punti alla 

sua risposta alla seconda domanda dell’esercizio 6, precisamente “Che re-

lazione biologica c’è tra i due parametri “concentrazione di ossigeno” e “pH” 

misurati nel lago?”. Pur riconoscendo che la sua risposta, scritta veloce-

mente, non sia concisa, la ricorrente reputa che non si possa considerarla 

sbagliata.  

4.3.2 La risposta corretta alla seconda domanda dell’esercizio 6 dà diritto 

a tre punti. Quand’anche quella della ricorrente sia da ritenere corretta, i 

tre punti supplementari non cambierebbero nulla al risultato dell’esame poi-

ché non basterebbero per raggiungere la sufficienza. A prescindere da ciò, 

l’esaminatrice incaricata ha messo in relazione la risposta attesa con quella 

data dalla ricorrente e commentato dettagliatamente punto per punto le af-

fermazioni da lei fornite (cfr. allegato 10 alla risposta della CSM). Dalla re-

lativa presa di posizione risulta che la ricorrente avrebbe fatto confusione 

tra i processi chimici che coinvolgono l’ossigeno e la definizione di pH. La 

reazione chimica scritta dalla ricorrente con il coinvolgimento dell’acido clo-

ridrico (HCl) non sarebbe inoltre pertinente alla domanda posta. L’esami-

natrice ha altresì ritenuto generica e non corretta l’affermazione “Il ph prima 

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dei 12 m di profondità è basico e dopo rimane sul 7 (neutro) può essere 

per sostanze basiche o acide”, puntualizzando che il simbolo di grandezza 

è pH e non ph o PH. Infine, la ricorrente non avrebbe chiarito quale rela-

zione esiste tra la grandezza Temperatura e il pH.  

4.3.3 Visto quanto precede, l’esaminatrice ha analizzato in modo completo 

le censure della ricorrente. Le motivazioni da lei addotte sono condivisibili 

e non prestano fianco ad alcuna critica. Di contro, gli argomenti della ricor-

rente nel suo gravame non sono pertinenti per invalidare il parere dell’esa-

minatrice. Come già indicato, la ricorrente ha rinunciato ad inoltrare una 

replica e a fornire ulteriori spiegazioni in che misura e perché secondo lei 

la valutazione operata sia da considerare evidentemente insostenibile. Ne 

segue che la nota 3.5 va ritenuta corretta. 

4.4 Per valutare le conoscenze della materia “economia e diritto” come op-

zione specifica il candidato deve sostenere un esame scritto e un esame 

orale. La nota finale è composta dalla media delle due note, arrotondata se 

necessario (art. 21 cpv. 2 ordinanza ESM), viene poi moltiplicata al coeffi-

ciente previsto (3) e il risultato è il numero dei punti per il relativo esame. 

La ricorrente ha ottenuto la nota 3 nell’esame scritto e la nota 3.5 

nell’esame orale, il che si traduce in una nota finale di 3.5 e in 10.5 punti.  

4.4.1 La ricorrente contesta la valutazione della prova scritta di economia 

e diritto, in cui ha conseguito 42 punti su un massimo di 100. In primo luogo 

si duole che non sia stato indicato quanti punti ella avrebbe ottenuto in ogni 

esercizio. In secondo luogo, ella ritiene di aver risposto in maniera corretta 

nei temi “Conoscenze generali” (cinque domande corrette, una parzial-

mente corretta), “Strumenti finanziari, strumenti di investimento, borsa e 

mercati finanziari” (agli esercizi 2.1.1, 2.1.2 e 2.1.3) e “Diritto” (esercizio 

3.3.1). Nel tema “Impresa dal punto di vista giuridico, economico e finan-

ziario”, la ricorrente sostiene secondo il senso che le deduzioni di punto 

nell’esercizio 4.1 e in special modo negli esercizi 4.3.2 e 4.3.3 siano ecces-

sive poiché sarebbe evidente che si sarebbe trattato di una semplice svista 

rispettivamente di un errore involontario. Nel primo caso (esercizio 4.1) ella 

avrebbe scritto “azionisti” invece di “soci”, mentre nel secondo caso (eser-

cizio 4.3.2), per una svista nella lettura della consegna, avrebbe omesso il 

calcolo del capitale azionario sottraendo i passivi dagli attivi, un errore che 

si sarebbe ripercosso nell’esercizio successivo (4.3.3). 

4.4.2 L’esaminatore ha verificato nuovamente i punti assegnati nella sua 

presa di posizione, producendo la tabella con i punti dettagliati attribuiti ad 

ogni esercizio (cfr. allegato 12 alla risposta della CSM). Dopo essersi 

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Pagina 12 

chinato sulle valutazioni contestate nel ricorso, l’esaminatore conferma la 

correttezza dei punti assegnati. Nonostante la rettifica relativa all’esercizio 

3.2.1 in cui l’esaminatore ha modificato il punteggio da zero a mezzo punto, 

l’adeguamento del punteggio totale a 42.5 punti invece di 42.0 punti non 

cambia nulla alla nota dell’esame. Dalle osservazioni dell’esperto emerge 

in maniera chiara, circostanziata e condivisibile che le lacune che hanno 

penalizzato la valutazione dell’esame sono riconducibili a risposte errate o 

incomplete in quanto imprecise e superficiali, soprattutto riguardo ai temi 

economici. La ricorrente avrebbe omesso di indicare o precisare aspetti 

essenziali (nell’esercizio 2.1.1: titolo di credito, tassi di interesse fissi, rim-

borso alla scadenza, emissione delle obbligazioni sia da parte di un ente 

pubblico che da un’impresa; nell’esercizio 2.1.2: variabilità del possibile 

rendimento delle azioni; nell’esercizio 2.1.3: la regolamentazione e l’impor-

tanza del mercato degli strumenti finanziari nel sistema economico; 

nell’esercizio 3.3.1: indicazioni sulle diverse possibilità di concludere un 

contratto; nell’esercizio 4.3.2: non conoscenza di un tema centrale come la 

gestione finanziaria di un’impresa, mancanza del capitale azionario, della 

distinzione tra attivo fisso e attivo circolante e della distinzione tra capitale 

di terzi e capitale proprio; nell’esercizio 4.3.3: capacità di lettura e com-

prensione di un bilancio con riferimento agli indici opportuni).  

4.4.3 Sulla scorta di un confronto dell’elaborato d’esame con le risposte 

attese e delle osservazioni dell’esaminatore si può affermare che quest’ul-

timo ha indicato in maniera dettagliata e plausibile i motivi che l’hanno por-

tato all’attribuzione della nota 3 nell’esame scritto in questione e a respin-

gere le doglianze della ricorrente. Visto il mancato esercizio della facoltà di 

replica entro il termine impartito, non vi è ragione di dubitare del ragiona-

mento condivisibile dell’esaminatore e si può pertanto fare affidamento al 

suo parere.  

4.5 Per valutare le conoscenze della materia “terza lingua - Inglese” il can-

didato deve sostenere un esame scritto e un esame orale. La nota finale è 

composta dalla media delle due note, arrotondata se necessario (art. 21 

cpv. 2 ordinanza ESM), viene poi moltiplicata al coefficiente previsto (3) e 

il risultato è il numero dei punti per il relativo esame. La ricorrente ha otte-

nuto la nota 3.5 nella prova scritta e la nota 4.0 nella prova orale. Ciò cor-

risponde ad una nota finale pari a 4.0 e a 12 punti. 

4.5.1 La ricorrente ritiene secondo il senso di aver dato delle risposte cor-

rette alle domande 7 e 18 e di non comprendere le ragioni per la deduzione 

di punti. Inoltre, ella si duole di una mancanza di trasparenza 

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Pagina 13 

nell’assegnazione del punteggio in relazione alla sezione “Essay” nei re-

quisiti della comunicabilità, contenuto e linguaggio. 

4.5.2 Nella presa di posizione l’esaminatrice ha chiarito le ragioni che 

l’hanno indotta a non poter modificare il punteggio assegnato alle risposte 

7 e 18 (cfr. allegato 14 alla risposta della CSM). Quanto alla prima, l’attri-

buzione di un punto su due sarebbe riconducibile ad una mancata specifi-

cazione per meglio rendere l’idea dell’inaccessibilità ai veicoli in alcuni luo-

ghi delle Filippine. Si sarebbe dovuto rinviare alle numerose isole remote e 

all’abbondanza delle montagne invece di dire solamente che nelle Filippine 

vi sono tanti posti inaccessibili ai veicoli. Quanto alla risposta alla domanda 

18 in cui veniva chiesto a cosa si riferisse la parola “this” nella frase “It is a 

shame if we leave this for our children”, il punteggio (1 su due punti) sa-

rebbe dovuto alla risposta fuorviante ed interpretabile. “The death of TB” 

significherebbe la morte della tubercolosi, cioè la scomparsa della malattia. 

Anche ritenendo comprensibile che la ricorrente avrebbe voluto scrivere 

“Death caused by TB”, l’esaminatrice ritiene che ad un esame di maturità 

la risposta non possa essere equivoca.  

Quanto alla valutazione dell’essay, l’esaminatrice ha evidenziato a titolo 

generale l’aspetto “poco pulito” del componimento e il mancato raggiungi-

mento del numero minimo di parole richiesto (293 invece di almeno 350). 

Nelle tre categorie di valutazione dell’essay, la ricorrente avrebbe raggiunto 

la sufficienza solo nella categoria “content” e ottenuto invece una valuta-

zione insufficiente nelle categorie “communicability” e “language”. Quanto 

alla categoria “content”, l’esaminatrice ha motivato il punteggio assegnato 

(10 su 16) con la mancanza di un’analisi accurata e approfondita degli 

aspetti rilevanti. Quanto al tema “communicability”, l’esaminatrice ha con-

fermato il punteggio assegnato (4 su 8) a causa della struttura del compo-

nimento ritenuta fuori dai parametri di una struttura classica (introduzione 

assai povera, mancanza di una conclusione) e per l’assenza di chiarezza 

nella transizione tra i concetti. Quanto alla categoria “language”, l’esami-

natrice ha giustificato il punteggio attribuito (7 su 16) a causa delle grosse 

lacune riscontrate nella correttezza linguistica, nella gamma del vocabola-

rio e nella struttura grammaticale. 

4.5.3 Dalle spiegazioni nella presa di posizione emerge che l’esaminatrice 

si è chinata ampiamente sulle censure sollevate dalla ricorrente e ha moti-

vato in maniera condivisibile e convincente la valutazione operata nella 

prova scritta di inglese. Come già rilevato, la ricorrente ha lasciato trascor-

rere infruttuosamente il termine per esercitare il suo diritto di replica, dimo-

doché non ha fornito alcun elemento che sia in grado di confutare la presa 

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Pagina 14 

di posizione dell’esaminatrice. Pertanto, la valutazione della prova scritta 

di inglese non è censurabile.  

5.  

In sunto, il Tribunale stabilisce che l’ulteriore verifica degli esaminatori nelle 

prove contestate dalla ricorrente non dà adito a critiche e che la ricorrente 

non riesce a racimolare i 1.5 punti che le mancano per passare l’esame di 

maturità. Anche se a prima vista sembrerebbe trattarsi di una differenza 

minima, giova ricordare che i punti rilevanti per il superamento dell’esame 

sono calcolati sulla base delle note finali ottenute nelle singole materie e 

dai relativi coefficienti. Visto l’esito del ricorso, la prestazione complessiva 

della ricorrente resta insufficiente e non lascia spazio ad un eventuale ap-

prezzamento in suo favore. Di conseguenza, la decisione impugnata sul 

mancato superamento dell’esame e sul mancato rilascio dell’attestato di 

maturità non viola il diritto federale, non risulta da un esercizio abusivo del 

potere d’apprezzamento o da un accertamento inesatto o incompleto dei 

fatti giuridicamente rilevanti e non è nemmeno da ritenersi inadeguata. Il 

ricorso si rivela quindi infondato e deve essere respinto.  

6.  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali di fr. 800.– che seguono 

la soccombenza sono poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché artt. 1 e 2 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Tale somma è computata con l’anticipo spese, di 

pari importo, già versato. Viste le sorti del ricorso, la ricorrente non ha diritto 

ad alcuna indennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 PA in combinato di-

sposto con l'art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF). Questo vale anche per l’autorità 

inferiore (art. 7 cpv. 3 TS-TAF). 

7.  

Secondo l'art. 83 lett. t. LTF, il ricorso al Tribunale federale in materia di 

diritto pubblico è inammissibile contro le decisioni concernenti l’esito di 

esami e di altre valutazioni della capacità, segnatamente nei settori della 

scuola, della formazione continua e dell’esercizio della professione. Il mo-

tivo d'inammissibilità, contenuto in questa disposizione, si riferisce sia ai 

risultati degli esami in senso stretto, sia ad altre decisioni che valutano le 

attitudini o le capacità intellettuali o fisiche di un candidato (cfr. DTF 138 II 

42 consid. 1.1 con rinvii). Di contro, le decisioni che riguardano esclusiva-

mente la procedura d'esame, in particolare, aspetti organizzativi o proce-

durali, non rientrano nel campo di applicazione della clausola di irricevibilità 

(cfr. DTF 147 I 73 consid. 1.2.1 con rinvii).  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali vengono fissate a fr. 800.– e poste a carico della 

ricorrente. Tale somma verrà computata dall’anticipo di pari importo già 

versato. 

3.  

Non vengono accordate indennità a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente e all'autorità inferiore. 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Pietro Angeli-Busi Corrado Bergomi 

 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione, purché le condizioni fissate agli artt. 82 e 

segg., 90 e segg. e 100 LTF, siano adempiute. 

 

Data di spedizione: 2 maggio 2025 

  

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Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (atto giudiziario) 

– Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca 

DEFR (atto giudiziario)