# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a8b5611b-48b5-58aa-8e90-028a4a23b295
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-04-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.04.2025 32.2024.82
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2024-82_2025-04-16.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2024.82

   

  jv/gm

  	
  Lugano

  16 aprile 2025          

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Jerry Vadakkumcherry, cancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 ottobre 2024 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 27 settembre 2024
  emanate da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione
  invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione
  federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in
fatto

 

                          1.1.  RI 1,
nato nel 1988, di formazione infermiere (con certificato) e da ultimo attivo
all’80% in tale vece, il 29/30 marzo 2021 ha presentato una domanda di
prestazioni AI adducendo un’incapacità lavorativa del 100% dal 9 giugno 2020 ed
indicando quale danno alla salute le sequele di un infortunio occorsogli l’8
giugno 2020 (docc. 2-5, 260 e 270 incarto AI).

 

                          1.2.  Richiamato
l’incarto assicurazione indennità giornaliera perdita di guadagno per malattia
(docc. 6-8 e 292-341 incarto AI), l’incarto assicurazione infortuni (docc. 10,
16, 258-284 incarto AI), il curriculum vitae (doc. 13 incarto AI), il
questionario datore di lavoro (doc. 14 incarto AI), i rapporti medici dalla
curante dr.ssa __________ (specialista in psichiatria e psicoterapia) (docc. 23
e 59 incarto AI), il rapporto medico del curante dr. __________ (specialista in
medicina interna generale) (non pervenuto; doc. 52 e doc. 65, pag. 171 incarto
AI), terminato l’intervento tempestivo dopo la frequentazione di un corso di
tedesco (docc. 17, 18, 24, 25, 31, 32, 39 e 48 incarto AI) e pervenuta ulteriore
documentazione medico-assicurativa, l’Ufficio AI ha sottoposto il caso al
medico SMR (doc. 65 incarto AI). Quest’ultimo ha allestito il rapporto finale
del 31 marzo 2022 (doc. 73 incarto AI).

 

                                  Poste
le seguenti diagnosi:

 

"  2.1. Diagnosi con ripercussione sulla capacità
lavorativa (CL)

Codice
infermità: 645                          Codice danno funzionale: 10

 

Disturbo
di personalità misto (anancastico, paranoide, narcisistico) ICD 10:F61.0

 

Lombalgia
cronica ricorrente

-    da circa 2011, tendenza a iperlordosi, incurvamento
destro-convesso con rotazione

-    08.06.2020 infortunio, dolore lombosacrale a
sinistra, irradiante all’arto inferiore sinistro, per contrattura muscolare
residua e alla faccettopatia articolare, senza segni di compressione
radicolare,

-    09.07.2020 e 06.06.2021 RMN lombari: Faccettopatia
bilaterale del segmento L4-L5 accentuata a sinistra con lieve edema osseo associato.

 

Spalla
destra

-    08.06.2021
artro-RM: tendinopatia della cuffia, borsite subacromiondeltoidea SAD

-    13.04.2021
ecografia: borsite SAD

 

08.2021
Faringolaringite da reflusso gastroesofageo

 

2.2.
Diagnosi senza ripercussione sulla CL

 

Sospetta
calcificazione corno superiore cartilagine tiroidea a sinistra

Sovrappeso

-    04.2021: 102 kg, 181 cm, BMI 31”

 

                                  e
rilevati i limiti funzionali, il medico SMR ha accertato i seguenti periodi
d’incapacità lavorativa:

 

	
  % IL in attività abituale*

  	
  % IL in attività adeguata**

  	
  Periodi

  	
  Docs. di riferimento inc. AI

  
	
  100

  	
  100

  	
  09.06.2020-30.06.2021

  	
   

  
	
  100

  	
  80

  	
  01.07.2021-21.10.2021

  	
  D.ssa __________

  
	
  100

  	
  50

  	
  22.10.2021-continua

  	
  Dr. __________, perito

  

 

 

 

 

 

                                  * incidenza sulla presenza e prognosi incerta; **
incidenza sulla presenza e prognosi                                      favorevole.

 

                          1.3.  Dal 9
maggio al 3 giugno 2022 l’assicurato ha svolto un percorso di accertamento
professionale presso il __________ (docc. 76, 77, 80, 82 e 95 incarto AI).

 

                          1.4.  I
curanti dr. __________ e dr.ssa __________ hanno inviato all’Ufficio AI i
rapporti medici del 25 maggio (doc. 86 incarto AI) e 17 dicembre 2022 (doc. 133
incarto AI), rispettivamente il rapporto medico del 20 ottobre 2022 (docc. 126
e 127 incarto AI).

 

                          1.5.  Alla
luce della documentazione medico-assicurativa sottopostagli, il medico SMR ha
sostituito il rapporto del 31 marzo 2022 con il rapporto intermedio del 30
gennaio 2023 (doc. 137 incarto AI), chiedendo una perizia bidisciplinare in
ambito psichiatrico e reumatologico (doc. 138 incarto AI). La richiesta è stata
avallata dall’amministrazione (doc. 140 incarto AI) ed il mandato è stato
conferito – tramite la piattaforma SuisseMED@P – al dr. __________ (psichiatra
e psicoterapeuta) e al dr. __________ (reumatologo) (doc. 164 incarto AI). La
perizia bidisciplinare è confluita nei rapporti peritali del 14 e 16 giugno
2023 con la relativa valutazione consensuale interdisciplinare dell’8 luglio
2023 (doc. 182 incarto AI) ed è stata fatta propria dal medico SMR (doc. 183
incarto AI).

 

                                  Poste
le seguenti diagnosi:

 

" 
2.1. Diagnosi con ripercussione
sulla capacità lavorativa (CL)

  Codice infermità: 738                             Codice
danno funzionale: 10

 

Sindrome panvertebrale con
componente spondilogena cronica, in

- Minime alterazioni degenerative
plurisegmentali al rachide lombare

 

Periartropatia omeroscapolare a
destra, in

- Borsite subacromeodeltoidea

- Artrosi acromeoclaveare con
ipertrofia capsulare

- Down sloping laterale
dell’acromeon

 

ICD 10
F61.0 Disturbo di personalità misto con tratti anancastici, paranoidi e
narcisistici.

 

2.2. Diagnosi senza ripercussione
sulla CL

Disturbi statici
della colonna vertebrale (appiattimento della colonna dorsale e della colonna
lombare, con scoliosi sinistroconvessa dorsale, destroconvessa lombare)

Eccesso ponderale (peso: 102 kg /
statura: 178,5 cm, BMI 32)

Sindrome del dolore cronico”

 

                                  e rilevati
i limiti funzionali e le risorse residue, i periti hanno accertato i seguenti
periodi d’incapacità lavorativa:

 

 

 

	
  % IL in attività abituale*

  	
  % IL in attività adeguata**

  	
  % IL in mansioni consuete

  	
  Periodi

  	
  Docs. di riferimento

  
	
  100

  	
  100

  	
  0

  	
  08.06.2020-30.09.2021

  	
  Inizialmente postinfortunistico, dal 09.10.2020 per
  malattia

  
	
  100

  	
  100

  	
  10

  	
  01.08.2021-27.10.2021

  	
  dr. __________ e dr. __________

  
	
  100

  	
  50

  	
  10

  	
  28.10.2021-continua

  	
  perizia dr. __________ confermata da dr. __________

  

                                  * incidenza sulla presenza e prognosi stazionaria;

                                                   **
incidenza sul rendimento e prognosi stazionaria; IL dovuta all’affezione
psichiatrica.

 

                          1.6.  Con
rapporto del 30 novembre 2023 la consulente SIP, fondandosi sul rapporto della
curante del 20 settembre 2022, ha escluso misure di reintegrazione
professionale, consigliando una revisione d’ufficio a distanza di tre anni
(doc. 200 incarto AI).

 

                          1.7.  Con
progetto di decisione del 5 gennaio 2024 l’Ufficio AI ha prospettato il diritto
ad una rendita intera (grado d’invalidità del 100%) dal 1. giugno 2021 al 31
gennaio 2022, ad una rendita con grado d’invalidità del 65% dal 1. febbraio
2022 al 31 dicembre 2024, ad una rendita con grado d’invalidità del 69% dal 1.
gennaio 2024, con versamento dal 1. settembre 2021 (doc. 207 incarto AI).

 

                                  Con
osservazioni del 1. febbraio 2024 l’assicurato ha contestato il progetto,
sostenendo di essere inabile al lavoro in misura “ben superiore al 50% anche
in attività considerate adeguate”, rimproverando all’amministrazione di non
aver considerato le “reali e concrete capacità che sono correttamente state
accertate durante il periodo di osservazioni al __________”, la sindrome
del dolore cronico, negando l’esistenza nel mercato equilibrato del lavoro di
attività confacenti ai limiti funzionali rilevati e contestando i redditi utilizzati
per il calcolo del grado d’invalidità (doc. 221 incarto AI).

 

                                  Sottoposte
le osservazioni al SMR per le contestazioni concernenti gli aspetti medici, quest’ultimo
con annotazione del 13 marzo 2024 ha determinato non esservi nuovi elementi
medici rilevanti, confermando le risultanze peritali (doc. 228 incarto AI).

 

                                  Con
rapporto del 14 agosto 2024 la consulente SIP ha rilevato l’indicazione del __________
circa la necessità di un periodo di 10-12 mesi di riallenamento al lavoro per
poter riacquisire in maniera graduale ritmo, capacità lavorativa e capacità di
socializzazione, evidenziando come anche l’ultimo rapporto SMR attestava la
proposta di un aumento graduale della capacità lavorativa. Accertata l’assenza
di una prova lavorativa completa ai sensi di quanto auspicato dal __________,
la consulente SIP ha avallato la capacità medico-teorica definita dal SMR (doc.
235 incarto AI).

 

                                  Con
ulteriori osservazioni del 24 settembre 2024 l’assicurato ha contestato i “due
scritti di data 2.9.2024 con i quali chiedete […] la restituzione di CHF
747.- e di CHF 162.40 in relazione alle IGAI […] percepite nei mesi di
maggio e giugno 2022” (doc. 244 incarto AI).

 

                                  Con tre
decisioni datate 27 settembre 2024 l’Ufficio AI ha modificato il progetto di
decisione del 5 gennaio 2024 nel senso di riconoscere dal 1. febbraio 2022 al
31 dicembre 2023 una rendita pari al grado d’invalidità del 66% anziché del 65%
a motivo dell’aggiornamento dei dati statistici, confermando per il resto il
preavviso (docc. 242 e 246-248 incarto AI).

 

                          1.8.  L’assicurato,
rappresentato dall’avv. RI 1, ha interposto tempestivo ricorso contro le
decisioni del 27 settembre 2024, postulandone l’annullamento e che venga “riconosciuta
una rendita d’invalidità intera a far tempo dal 1.6.2021 e per il futuro”.

                                  Censura
la valutazione medica operata dall’amministrazione, sostenendo di essere
inabile al lavoro in attività adeguata in misura ben superiore al 50% e meglio
dell’80%, prevalendosi del rapporto del 10 giugno 2022 del __________, dei
certificati dei medici curanti e dei limiti funzionali invalidanti rilevati sia
dai curanti che dal medico SMR, del fatto che la sindrome da dolore cronico sia
stata a torto indicata ininfluente sulla capacità lavorativa e del fatto che il
perito reumatologo non abbia considerato il referto radiologico del 22 ottobre
2024 della spalla sinistra.

                                  Censura
altresì la valutazione economica, adducendo come il reddito da valido in concreto
andasse definito usando l’ultimo reddito conseguito aggiornato secondo la
progressione salariale di cui al CCNL settoriale e non sui dati statistici. Per
quanto concerne il reddito da invalido, ritiene che esso debba essere
ridefinito in funzione di un’incapacità lavorativa completa nell’attività
abituale e di una capacità lavorativa del 20% in attività adeguata e tenendo
conto di una riduzione sociale del 15% e di quella legale del 10% a far tempo
dal 1. gennaio 2024.

                                  Contesta
infine l’esistenza nel mercato equilibrato del lavoro di attività conciliabili
con le affezioni invalidanti ed i limiti funzionali.

 

                          1.9.  Con “complemento
del ricorso” l’insorgente, oltre a confermare integralmente il gravame, ha
contestato la compensazione delle indennità giornaliere versate dall’Ufficio AI
per il periodo di accertamento professionale con l’ammontare della rendita
riconosciutagli retroattivamente, sostenendo che il provvedimento ordinato
dall’amministrazione è la causa della perdita di guadagno (“mancato
pagamento delle IG di malattia da parte di __________”) e di avere quindi il
diritto sia alle indennità giornaliere dell’AI che alla rendita AI in applicazione
dell’art. 22bis cpv. 6 LAI.

 

                        1.10.  Con la
risposta di causa l’Ufficio AI ha confermato integralmente la valutazione
medica, quella economica e la compensazione delle indennità giornaliere versate
in esubero dall’Ufficio AI per il periodo di accertamento professionale con
l’ammontare della rendita riconosciutagli retroattivamente. L’Ufficio AI ha
quindi chiesto la conferma delle decisioni impugnate e, di riflesso, la
reiezione dell’impugnativa.

 

                        1.11.  Con
osservazioni del 27 novembre 2024 il ricorrente ha censurato l’errata
indicazione della consulente in integrazione professionale secondo cui egli
avrebbe rifiutato di partecipare al progetto di reinserimento professionale
propostogli, asserendo come essa non corrisponda al vero. Per il resto, egli ha
sostanzialmente ribadito le censure ricorsuali (VIII).

 

                        1.12.  Con
osservazioni del 10 dicembre 2024 l’Ufficio AI ha confermato integralmente la
correttezza del proprio operato, ritenendo irrilevante il – contestato – tenore
del verbale allestito dalla consulente in integrazione, l’insorgente non
essendo stato sanzionato per l’asserito rifiuto di sottoporsi a misure volte al
reinserimento professionale. Per il resto, l’amministrazione ha confermato la
propria posizione (X).

 

considerato                 in
diritto

 

                                  in
ordine

 

                          2.1.  La presente vertenza non pone questioni
giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la
difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque
decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv.
2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015; 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011;
9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).

 

                                  nel merito

 

                          2.2.  Due sono
gli oggetti litigiosi: il primo è sapere se a ragione o meno l’Ufficio AI ha
riconosciuto il diritto ad una rendita intera dal 1. giugno 2021, ad una
rendita con grado d’invalidità del 66% dal 1. febbraio 2022 al 31 dicembre 2023,
ad una rendita con grado d’invalidità del 69% dal 1. gennaio 2024, mentre il
secondo concerne la liceità della compensazione delle indennità giornaliere
versate dall’Ufficio AI durante il provvedimento d’accertamento professionale
con le rendite riconosciute retroattivamente per tale periodo.

 

                                  Va anzitutto rilevato che il 1.
gennaio 2022, ossia prima dell’emanazione della decisione impugnata, è entrata
in vigore una (importante) modifica della LAI e dell’OAI denominata “Ulteriore
sviluppo dell’AI” e che concerne (anche) il diritto alla rendita (cfr. RU 2021
705).

 

                                  La
cifra 9101 della Circolare sull’invalidità e sulla rendita nell’assicurazione
per l’invalidità (CIRAI) (valida dal. 1. gennaio 2022, stato al 1. gennaio
2025) prevede che “Se la decisione sulla prima concessione di una rendita è
emanata dopo il 1° gennaio 2022, ma il diritto alla rendita è nato prima di questa
data, sono applicabili le disposizioni della LAI e dell’OAI nel tenore in
vigore fino al 31 dicembre 2021”.

 

                                  La
cifra 9102 CIRAI prevede che “Se la modifica determinante avviene prima del
1° gennaio 2022, si applicano le disposizioni della LAI e dell’OAI nel tenore
in vigore fino al 31 dicembre 2021. Se la modifica determinante avviene dopo il
31 dicembre 2021, si applicano le disposizioni della LAI e dell’OAI nel tenore
in vigore dal 1° gennaio 2022. La data della modifica determinante è determinata
secondo l’articolo 88a OAI […]”.

 

                                  La
cifra 1007 e seg. della Circolare concernente le disposizioni transitorie della
riforma Ulteriore sviluppo dell’AI sul sistema di rendite lineare (C DT US AI)
(valida dal 1. gennaio 2022, stato al 1. gennaio 2025) prevede che:

 

" 
[…] le rendite AI rette dal
diritto anteriore sono le rendite il cui diritto secondo l’articolo 29
capoversi 1 e 2 LAI è nato al più tardi il 31 dicembre 2021. Poiché il momento
dell’insorgenza dell’invalidità (art. 28 cpv. 1 e 1bis LAI) e quello della
nascita del diritto alla rendita non sono necessariamente identici (se la
richiesta è tardiva in base all’art. 29 cpv. 1 LAI), una rendita AI è retta dal
nuovo diritto, se il diritto alla medesima nasce il 1° gennaio 2022 o
successivamente, anche se l’invalidità è insorta prima di questa data. Le
rendite AI rette dal nuovo diritto sono pertanto le rendite il cui diritto è
nato il 1° gennaio 2022 o successivamente conformemente all’articolo 29
capoversi 1 e 2 LAI.

Per le
decisioni di rendita emanate a partire dal 1° gennaio 2022 valgono le regole
seguenti:

-       
in caso di insorgenza
dell’invalidità e inizio del diritto alla rendita al più tardi il 31 dicembre
2021:

- prima fissazione della
rendita → DR in vigore
fino al 31 dicembre 2021,

- modifica del grado
d’invalidità tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2031 → C
DT US AI;

-       
in caso di nascita del diritto
alla rendita secondo l’art. 29 cpv. 1 e 2 LAI il 1° gennaio 2022 o
successivamente:

- prima fissazione della
rendita → DR in vigore dal 1° gennaio 2022”.

 

                                  Secondo
la cifra 4102 CIRAI “Se una prima decisione di rendita prevede
contemporaneamente la concessione di una rendita e la sua successiva riduzione
o soppressione, la riduzione o soppressione della rendita d’importo più elevato
è decisa con effetto da uno dei momenti menzionati all’art. 88a capoverso 1
OAI. La rendita è ridotta o soppressa il primo giorno del mese successivo, dopo
la scadenza del termine di tre mesi. Non si tratta di una revisione, ragion per
cui non è applicabile l’articolo 88bis capoverso 2 lettera a OAI (DTF 121 V
264; RCC 1980 pag. 595).”

 

                                  Giusta
la lett. b cpv. 1 della surriferita modifica legislativa “I beneficiari di
rendita il cui diritto alla rendita è nato prima dell’entrata in vigore della
presente modifica e che all’entrata in vigore della presente modifica non hanno
ancora 55 anni compiuti continuano ad avere diritto alla rendita precedente
fintantoché il loro grado d’invalidità non subisca una modificazione secondo
l’articolo 17 capoverso 1 LPGA.” (cfr. cifra 9103 CIRAI afferente alle
condizioni per il passaggio al nuovo sistema di rendite lineare per le rendite
correnti).

 

                                  Ne
discende che qualora contestualmente ad una prima fissazione di rendita,
l’asserita invalidità e l’eventuale diritto alla rendita sono insorti al più
tardi al 31 dicembre 2021, torna applicabile il diritto previgente e che in
caso di una modifica rilevante ex art. 17 LPGA a partire dal 1. gennaio 2022
torna applicabile il nuovo sistema di rendite, ad eccezione degli assicurati
facenti parte del cosiddetto gruppo «diritti acquisiti» (persone nate negli
anni dal 1957 al 1966).

 

                                  In
concreto RI 1 è nato nel 1988 e ha presentato la domanda di prestazioni nel
marzo 2021 (cfr. supra consid. 1.1.), ragione per cui il diritto ad una rendita
è insorto al più presto nel settembre 2021 (art. 29 cpv. 1 LAI). Il ricorrente
sostiene che il grado d’invalidità sarebbe comunque superiore al 70%, ragione
per cui continuerebbe a beneficiare di una rendita intera anche sotto l’egida
del nuovo diritto (art. 28b cpv. 3 LAI).

 

                                  Visto
quanto precede, in casu torna applicabile il diritto in vigore dal 1. gennaio
2022.

 

                          2.3.  Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno.

                                  Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.),
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed.,
2007, p. 1411, n. 46).

                                  Per incapacità
al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un
danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro
ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale.
In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in
considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo
d'attività (art. 6 LPGA).

                                  L'incapacità
al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o
parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che
entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle
misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.

                                  Secondo
l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale
o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.

                                  La
nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di
carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).

                                  L'art.
28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua
capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può
essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti
d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro
(art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al
40%.

                                  Con il
nuovo art. 28b LAI il legislatore ha voluto introdurre un sistema di rendite
(relativamente) lineare per la determinazione dell'importo della rendita: gli
assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%
(cpv. 3) e ad un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40% (cpv. 4),
mentre se il grado d'invalidità si pone tra il 40% e il 49%, l'importo della
rendita viene computato del 2,5% per ogni grado d'invalidità supplementare
(cpv. 4); se il grado d'invalidità è compreso tra il 50% e il 69%, la quota
percentuale corrisponde al grado d'invalidità (cpv. 2).

                                  Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da
invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non
fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che
egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe
potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit.,
p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).

 

                                  Secondo
la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze
esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i
redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base
temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi
di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di
incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222).

 

                          2.4.  Per
costante giurisprudenza, quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione di decisioni amministrative ex art. 17 LPGA (DTF 131 V
164, 131 V 120, 125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA I 597/04 del 10 gennaio
2006; I 689/04 del 27 dicembre 2005; I 38/05 del 19 ottobre 2005; I 12/04 del
14 aprile 2005; I 528/04 del 24 febbraio 2005 e I 299/03 del 29 giugno 2004).

 

                                  L’art.
17 cpv. 1 LPGA stabilisce che se il grado d’invalidità del beneficiario della
rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.

                                  I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 343 consid. 3.5).

                                  Se la
capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il
cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a
prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al
guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a
prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole.
L’art. 29bis OAI è applicabile per analogia (art. 88a cpv. 2 OAI).

                                  Queste
norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STF 8C_94/2013 dell’8 luglio 2013 consid. 4.1 e STFA 29 maggio 1991
nella causa St.; RCC 1984 pag. 137). L’art. 88a cpv. 2 OAI è applicabile nei
casi in cui al momento del cambiamento determinante il diritto a prestazioni
esisteva già un’invalidità che dava diritto ad una rendita (STF 8C_303/2012 e
8C_340/2012 del 6 dicembre 2012, consid. 5.3).

                                  Giusta
l’art. 29bis OAI, se la rendita è stata soppressa a causa
dell’abbassamento del grado di invalidità e l’assicurato, nel susseguente
periodo di tre anni, presenta di nuovo un grado di invalidità suscettibile di
far nascere il diritto alla rendita per incapacità al lavoro della stessa
origine, il periodo precedente la prima erogazione verrà dedotto dal periodo
d’attesa impostogli dall’art. 28 cpv. 1 lett. b LAI.

                                  Una
diversa valutazione di uno stato di fatto rimasto invariato ed inizialmente
approfonditamente esaminato non costituisce né un caso di revisione, né un caso
di riconsiderazione (STFA I 8/04 del 12 ottobre 2005 pubblicata in Plädoyer
1/06, pag. 64-65). 

                                  Da
ultimo, nella DTF 141 V 9 (SVR 2015 IV Nr. 21) il Tribunale federale ha
stabilito che se i fatti determinanti per il diritto alla rendita si sono
modificati a tal punto da lasciare apparire una notevole modificazione dello
stato di salute da giustificare una revisione, il grado d'invalidità deve
essere stabilito nuovamente sulla base di fatti accertati in maniera corretta e
completa, senza rinvii a precedenti valutazioni dell'invalidità (DTF 117 V 198
consid. 4b pag. 200; STF 9C_710/2016 del 18 aprile 2017 consid. 4.1; STF
9C_378/2014 del 21 ottobre 2014 consid. 4.2; STF 9C_226/2013 del 4 settembre
2013).

 

                          2.5.  Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il Tribunale federale ha stabilito che è decisivo al proposito che il
danno sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di
valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia
persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165 = RCC
1977 pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK
1984 pag. 342, 607; STFA I 148/98 del 29 settembre 1998, pag. 10 consid. 3b;
Locher/Gächter, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 2014, pag. 98).

                                  Nella
DTF 130 V 352 l’Alta Corte ha precisato i criteri per poter concludere che un
disturbo da dolore somatoforme (ICD-10; F45.4) provoca un’incapacità di
guadagno duratura (sul tema cfr. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni
sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing &
Lichtenhahn, Basilea 2008, pagg. 254-257).

                                  Nella
STF I 770/03 del 16 dicembre 2004, pubblicata in DTF 131 V 49, l'Alta Corte,
dopo avere confermato che l'esame dell'effetto invalidante di un disturbo da
dolore somatoforme richiede una verifica completa della situazione sulla base
dei criteri summenzionati, ha aggiunto che si devono considerare anche gli
elementi a sostegno della non sussistenza dell'obbligo di prestazione
sull'assicurazione per l'invalidità.

                                  Pertanto,
se le limitazioni nell'esercizio di un'attività risultano da un'esagerazione
dei sintomi o simili, di regola non sussiste un danno alla salute che dà
diritto a prestazioni dell'assicurazione. Questa situazione è data quando: vi è
una notevole discrepanza tra i dolori descritti e il comportamento
osservato/l'anamnesi; l'assicurato afferma di essere afflitto da dolori
intensi, ma li caratterizza in modo vago; l'assicurato non fa richiesta di cure
mediche o terapie; i lamenti dell'assicurato sembrano ostentati e quindi poco
credibili al perito; l'assicurato sostiene di subire gravi limitazioni nella
vita quotidiana, nonostante il contesto psicosociale sia pressoché intatto
(Kopp/Willi/Klipstein, Im Graubereich zwischen Körper, Psyche und sozialen
Schwierigkeiten, in: Schweizerische Medizinische Wochenschrift 1997, pag. 1434,
con riferimento ad uno studio approfondito di Winchkler e Foerster).

 

                                  Nel
2015 il Tribunale federale ha modificato la sua prassi per l’accertamento del
diritto a una rendita AI in presenza di disturbi somatoformi senza cause
organiche oggettivabili (dolori somatoformi) e analoghe affezioni
psicosomatiche (DTF 141 V 281; comunicato stampa del Tribunale federale del 17
giugno 2015). In questi casi la decisione sul diritto a una rendita AI deve
avvenire in una procedura probatoria strutturata. In tale ambito, occorre
valutare l'effettivo potenziale di rendimento raggiungibile dalla persona
interessata, considerando da un lato i fattori di carico esterno di diminuzione
del potenziale da un altro lato i fattori positivi di compensazione (risorse)
in una valutazione complessiva commisurata al caso singolo. Determinanti come
indicatori sono tra l'altro l'intensità della diagnosi e dei sintomi,
l'assunzione effettiva di una terapia, il decorso e l'esito di terapie come
anche gli sforzi per il reinserimento professionale, le patologie associate,
sviluppo e la struttura della personalità, il contesto sociale della persona
interessata e l'insorgenza delle limitazioni fatte valere nei diversi ambiti
della vita (lavoro e tempo libero). Come in precedenza la persona assicurata
sopporta l'onere della prova (cfr. comunicato stampa del Tribunale federale del
14 dicembre 2017).

                                  In due
sentenze del 30 novembre 2017, pubblicate in DTF 143 V 409 e 143 V 418, il TF
ha stabilito che la giurisprudenza sviluppata per i dolori somatoformi
persistenti secondo cui la reale capacità lavorativa e di rendimento della
persona interessata siano da accertare alla luce di indicatori, deve trovare
applicazione per tutte le malattie psichiche.

                                  Ciò
significa, in particolare per depressioni lievi fino a medio-gravi, che il
precedente criterio della “resistenza alle terapie” come condizione
necessaria per la concessione di una rendita AI non vale più in maniera
assoluta (cfr. comunicato stampa del Tribunale federale del 14 dicembre 2017).

 

                                  Nelle
succitate due sentenze in parola il TF è giunto alla conclusione che la
descritta procedura deve essere applicata all'esame di tutti i casi ove è
richiesta una rendita AI in presenza di disturbi psichici, ossia in particolare
anche nell'eventualità di depressione lieve fino a medio-grave. Le malattie
psichiche possono essere individuate e dimostrate in linea di principio
soltanto in maniera limitata con criteri oggettivi. Anche se una
classificazione medica è necessaria e secondo la scienza è presupposta una
diagnosi, dal profilo giuridico non è possibile accontentarsi solo di questo.
Piuttosto è decisiva la questione delle ripercussioni funzionali di un
disturbo. Per la valutazione delle conseguenze di un’affezione psichica la
diagnosi non è più centrale.

                                  Nella
DTF 145 V 215 il TF ha infine stabilito che anche le sindromi da dipendenza
primaria, come tutte le malattie psichiche, devono essere sottoposte, in linea
di principio, a una procedura probatoria strutturata secondo la DTF 141 V 281.

 

                                  Il
Tribunale federale ha confermato la giurisprudenza di cui alle DTF 143 V 409 e
143 V 418 anche nelle STF 9C_672/2017 dell'11 luglio 2018 al consid. 3.3.1 e
3.3.2, STF 8C_6/2018 del 2 agosto 2018 al consid. 4.1, 4.2 e 4.3, STF
8C_309/2018 del 2 agosto 2018 al consid. 3.2 e STF 9C_77/2018 dell'8 agosto
2018 al consid. 2.2 (STCA 32.2018.12 del 28 gennaio 2019, consid. 2.5).

 

                          2.6.  Per
costante giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di
poter graduare l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di
ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal
medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo
nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in
quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un
importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora
ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4., pag. 261; 115 V 133 consid. 2., pag. 134; 114 V 310 consid. 3c, pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente
professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali
attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer/Reichmuth,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2014, ad art. 28a, pag. 389).

                                  Quanto alla valenza probante di
un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati
oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi,
che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato
approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del
contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate.
Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non
è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale
perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160
consid. 1c in fine con rinvii).

                                  Le perizie affidate dagli organi
dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a
medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le
proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati
concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano
indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF 8C_535/2007 del 25
aprile 2008).

                                  Nella
DTF 137 V 210 il TF ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter
emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i
SAM nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle
procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla
Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima
Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello
amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle
tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità
e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2
al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso
di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il
Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una
perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità;
consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).

                                  Circa il ruolo del medico SMR, va
rammentato che per l’art. 54a LAI i servizi medici regionali sono a
disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto
alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale dell’assicurato –
determinante per l’AI secondo l’art. 6 LPGA – di esercitare un’attività
lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una misura ragionevolmente
esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico
nei singoli casi.

                                  Scopo e senso del disposto come pure
dell’art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli uffici AI, di fare capo a
propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari del diritto alla
rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze
medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale
della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara separazione
di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle
indicazioni del SMR, l’UAI deve così decidere cosa si può ragionevolmente
pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. STF 9C_9/2010 del 29 settembre
2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in SVR 2009 IV n. 56 pag.
174, con riferimenti).

 

                                  Se vi
sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile
2008). In effetti, nel caso in cui sussista anche il minimo dubbio
sull’affidabilità e sulla concludenza dei pareri medici interni
dell’assicurazione, non è possibile fondarsi su tali rapporti (STF 8C_336/2015
del 25 agosto 2015, consid. 4.3. con riferimenti, in particolare, alla DTF 139
V 225 e alla 135 V 465).

                                  Va poi evidenziato che in
ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché
di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione
del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,
STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del
rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in
caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;
DTF 125 V 353 consid. 3a) cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid.
3a) cc) e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano
un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una
perizia ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi
accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29
settembre 2010 consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi
menzionati).

                                  Va
ancora evidenziato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia
ritenuto affidabile deve adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione
dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in
RDAT 2003-II pagg. 628-629, in particolare la nota 158, nella quale vengono
citate alcune sentenze federali e cantonali, in particolare la
 DTF 127 V 294).

                                  In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di
Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS/RSAS 1999 pagg. 105 segg.), in
ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una
classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                  Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri. Inoltre, l'esperto deve
esprimersi sull'aspetto psico-sociale della persona esaminata.

                                  Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le
lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le
allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto
(STCA 32.1999.124 inedita 27 settembre 2001; STF I 683/03 del 12 marzo 2004
pubblicata in DTF 130 V 352).

 

                          2.7.  

                       2.7.1.  In
concreto, ricevuta la domanda di prestazioni, al fine di accertare lo stato
valetudinario dell’assicurato l’Ufficio AI ha dapprima attuato un provvedimento
professionale nella forma di un percorso di accertamento professionale presso
il __________ (cfr. supra consid. 1.3.). Successivamente, l’amministrazione ha
fatto esperire una perizia bidisciplinare in ambito psichiatrico e
reumatologico, fatta propria dal medico SMR (cfr. supra consid. 1.5.).

 

                                  Il
ricorrente contesta la valutazione medica posta alla base della decisione
impugnata, sostenendo in particolare che, contrariamente a quanto sostenuto dal
medico SMR e dall’amministrazione, i periti esterni indipendenti hanno omesso
di prendere posizione sulla discrepanza tra le loro conclusioni e quelle di cui
al rapporto del __________ in punto alla capacità lavorativa accertata e ai
limiti funzionali rilevati (cfr. supra consid. 1.9.).

 

                                  Questo
Giudice, chiamato a verificare se lo stato di salute del ricorrente sia stato
accuratamente vagliato dall’amministrazione prima dell’emanazione delle
decisioni contestate, dopo attenta analisi della documentazione medica agli
atti non può (ancora) confermare le conclusioni dell’Ufficio AI, ma ritiene
indispensabile che, onde addivenire ad un affidabile giudizio sul diritto a
prestazioni dell’assicurato, vengano preliminarmente esperiti (ulteriori)
approfondimenti medico-specialistici.

                                  Questo
per i motivi che seguono.

 

                       2.7.2.  Come
accennato, il ricorrente rimprovera all’amministrazione di non aver preso
posizione sulla discrepanza tra quanto accertato dai periti esterni
indipendenti e le conclusioni del CAP in punto alla capacità lavorativa
residua, ai limiti funzionali (giudicati più estesi dal CAP) e al percorso di
riallenamento in ottica di reintegrazione nel circuito del lavoro, prevalendosi
altresì dei certificati dei curanti.

 

                                  A
ragione.

 

                                  Nella
STF 9C_462/2022 del 31 maggio 2023 il Tribunale federale ha evidenziato quanto
segue (sottolineature del redattore):

 

"  Nach der Rechtsprechung obliegt die abschliessende
Beurteilung der sich aus einem Gesundheitsschaden ergebenden funktionellen
Leistungsfähigkeit in der Hauptsache den ärztlichen Fachkräften (BGE 140 V 193 E. 3.2; Urteile 9C_441/2019 vom 28. Oktober 2019 E.
3.1; 9C_646/2016 vom 16. März 2017 E. 4.2.2). Allerdings darf den Ergebnissen
leistungsorientierter beruflicher Abklärungen nicht jegliche Aussagekraft für
die Beurteilung der Restarbeitsfähigkeit abgesprochen werden (Urteile
9C_501/2019 vom 15. Oktober 2019 E. 3.4.3; 9C_512/2013 vom 16. Januar 2014 E.
5.2.1). Es wäre aber auch nicht sachgemäss, allein auf diese Evaluationen
abzustellen, weil sie in der Regel auf berufspraktischen Beobachtungen beruhen,
welche in erster Linie die dabei erhobene, subjektive Arbeitsleistung der
versicherten Person wiedergeben (Urteil 9C_646/2016 vom 16. März 2017 E.
4.2.2). Steht indessen eine medizinische Einschätzung der Leistungsfähigkeit
in offensichtlicher und erheblicher Diskrepanz zu einer Leistung, wie
sie während einer ausführlichen beruflichen Abklärung bei einwandfreiem
Arbeitsverhalten/-einsatz der versicherten Person effektiv realisiert und
gemäss Einschätzung der Berufsfachleute objektiv realisierbar ist, vermag dies
ernsthafte Zweifel an den ärztlichen Annahmen zu begründen und ist die
Einholung einer klärenden medizinischen Stellungnahme grundsätzlich unabdingbar
(Urteile 9C_441/2019 vom 28. Oktober
2019 E. 3.1; 9C_512/2013 vom 16. Januar 2014 E. 5.2.1; 9C_737/2011 vom 16.
Oktober 2012 E. 3.3).” (consid. 4.2.2.1.).

 

                                  La
surriferita giurisprudenza è stata confermata anche nella STF 9C_755/2023 del
20 febbraio 2024 (consid. 4.1.1.).

 

                                  In
sostanza, se è vero che di principio l’accertamento dell’incapacità lavorativa
è prerogativa medica, in presenza di una manifesta e considerevole discrepanza
tra la prestazione rilevata dal centro per l’accertamento professionale e la
valutazione medica occorre una presa di posizione dei medici che fughi ogni
dubbio. Incombe all’amministrazione, rispettivamente al giudice confrontare le
conclusioni dei medici con quelle degli esperti del centro d’accertamento
professionale ed eventualmente chiedere un complemento istruttorio.
Evidentemente, la valutazione presso il centro d’accertamento professionale
deve essersi svolta sostanzialmente senza intoppi e la discrepanza deve porre
seri dubbi circa la valutazione medica.

 

                                  In
casu dal rapporto del __________ del 10 giugno 2022 emerge quanto segue (doc.
95 incarto AI, sottolineature del redattore):

 

" 
[…] dal 09.05.2022 al 03.06.2022 ha
svolto un periodo di accertamento professionale presso il […] __________ […].
[…] L’intero programma ha lo scopo di verificare il potenziale di reinserimento
[…], valutando in maniera obiettiva e indipendente le possibilità pratiche di
valorizzare la sua capacità lavorativa residua. Obiettivo finale è la
formulazione di indicazioni importanti sulle possibilità reintegrative […]. […]
L’accertamento ha mostrato una situazione fisica più compromessa di quanto
indicato medicalmente. In particolare, si sono riscontrati dolori
lombari (acutizzati in sede di accertamento), nonostante la possibilità
di alternare le posizioni e di sdraiarsi al bisogno. Oltre a ciò, difficoltà
si sono manifestate anche nell’assunzione delle posizioni accovacciata, inginocchiata
o con le braccia sopra l’orizzontale.

  Dal punto di vista psichico, l’accertamento
ha confermato le indicazioni medico-teoriche. […] si è denotata la
necessità di un contesto organizzato secondo il punto di vista dell’A.; questo
senza prendersi cura del parere dell’altro A [altro assicurato partecipante all’accertamento,
n.d.r.] […]. È emerso inoltre il bisogno costante di auto-rassicurazione,
manifestatasi con l’esternazione del suo punto di vista (auto-riferito), in
maniera decisamente ridondante. Nonostante la situazione semi-protetta […],
l’insorgere continuo di nervosismo imponeva all’A. momenti in cui estraniarsi
dall’ambiente, rifugiandosi nella camera d’emergenza, anche più volte al
giorno. Infine, la persistente necessità di aggiungere dettagli e particolari
per ogni questione, di imporre un ritmo e un numero sufficiente (dal suo punto
di vista) di parole utili a chiudere i discorsi, unitamente alla necessità di
trascrivere sul diario giornaliero tutti gli aspetti sopra elencati (quindi
decisamente oltre il reale obiettivo del diario) prima di potersi chinare
nuovamente sulle attività, hanno mostrato una fragilità che mal si confà ad
un’immediata ripresa professionale nel mercato del lavoro primario, come pure
alla possibilità attuale di seguire una formazione di qualsivoglia natura
(tantomeno di tipo superiore).

  […] malgrado la difficoltà manifestata e
verbalizzata nel seguire i colloqui, a causa dell’impossibilità di dettarne il
ritmo, i tempi e i temi di discussione, ha partecipato con implicazione,
acquisendo maggiore consapevolezza rispetto alla sua situazione psicofisica.

  […] il lavoro di orientamento si è
concentrato sul bilancio delle competenze, messe in relazione con la situazione
psicofisica e le condizioni del mercato. L’A. ha aderito a tal proposito
alle attività proposte e si è lasciato (a fatica) guidare. Ha assecondato
solo in parte le richieste di “compiti a casa”, talvolta interpretandone lo
svolgimento a suo vantaggio, seguendo lo schema descritto in precedenza
rispetta al bisogno di autorassicurazione/controllo.

  Ne è emergo comunque un profilo molto
ricco dal punto di vista tecnico, logico-matematico e di interlocuzione con la
lingua italiana. Nessuna difficoltà nell’uso del PC. Vi è dunque un potenziale
latente che potrà essere sfruttato una volta messo in riassetto l’equilibrio
psichico.

  Per quanto attiene gli orientamenti
professionali, l’A. ha vagliato numerose piste, aprendosi man mano a settori
differenti da quelli sanitario o sociale, reputati, per il momento,
sconvenienti.

  Alla luce di quanto osservato in sede
di accertamento e qui descritto, unitamente alla lunga assenza dal mercato del
lavoro primario, si evidenzia la necessità di un periodo medio-lungo di
riallenamento al lavoro (10-12 mesi), per poter riacquisire in maniera graduale
ritmo, capacità lavorativa e capacità di socializzazione. Tale periodo è da
prevedersi/pianificarsi in affiancamento al seguito terapeutico in essere e
all’accompagnamento/sostegno da parte dell’Ufficio AI. Qualora questo
periodo desse i risultati ipotizzati, il settore professionale che più si confà
alle caratteristiche dell’A., in termini di competenze, desideri, capacità e
allineamento alla situazione psicofisica, è quello del project management.
In particolare, […] si ipotizza la possibilità di seguire la formazione
bachelor SUPSI in Ingegneria gestionale. In alternativa, sempre in seguito al
periodo di riallenamento al lavoro, potrebbero risultare altresì valide le
professioni nel settore sanitario di infermiere presso centri
diurni e in qualità di consulente sanitario presso istituti assicurativi
pubblici o privati.

  Conclusioni

  In base a quanto osservato e valutato in
sede di accertamento si possono esprimere […] le seguenti considerazioni.

 

·       
L’accertamento ha
evidenziato una situazione di salute fisica più compromessa rispetto alle
indicazioni medico-teoriche. Dal punto di vista psichico viene confermato
quanto riportato nei rapporti medici […].

·       
L’A. ha comunque
affrontato il percorso con impegno. Ne emerge un profilo molto interessante dal
punto di vista delle capacità, delle competenze, delle abilità
logico-matematiche e dialettiche.

·       
Le fragilità
riscontrate non consentono un’immediata ripresa professionale nel mercato del
lavoro primario, come pure l’inizio di una formazione.

·       
Ne scaturisce la necessità
di un periodo medio-lungo di riallenamento al lavoro (10-12 mesi) per poter
riacquisire in maniera graduale ritmo, capacità lavorativa e capacità di
socializzazione.

·       
Qualora tale periodo
desse i risultati ipotizzati, il settore professionale che più si confà alle
caratteristiche dell’A. […] è quello del project management […]
in alternativa […] le professioni nel settore sanitario di
infermiere presso centri diurni e in qualità di consulente sanitario presso
istituti assicurativi pubblici o privati.”

 

                                  In
sintesi e per quanto di rilevanza ai fini del giudizio, RI 1 ha svolto senza
intoppi l’accertamento di quattro settimane presso il __________. Gli esperti
del __________ hanno evidenziato una situazione più compromessa, sotto il
profilo fisico, rispetto alle indicazioni mediche del SMR (cfr. supra consid.
1.2.), confermando le limitazioni derivanti dall’affezione psichiatrica e
rilevando altresì dei sintomi (insonnia, pensieri negativi, insofferenza ad
osservazioni, ecc.) non menzionati nel rapporto SMR del 31 marzo 2022 (cfr.
supra consid. 1.2.). Gli esperti del __________ hanno inoltre escluso
un’immediata ripresa di attività nel mercato del lavoro equilibrato senza un
percorso di riallenamento di 10-12 mesi “per poter riacquisire in maniera
graduale ritmo, capacità lavorativa e capacità di socializzazione”,
escludendo altresì un’immediata (ri)formazione professionale (superiore). Il
rapporto in parola è stato firmato dal responsabile del __________, dal dr. __________
(specialista in medicina interna generale), dall’orientatore scolastico e
professionale e dalla consulente per l’accertamento (cfr. doc. 95, pag. 256
incarto AI).

 

                                  Con
annotazione interna del 17 giugno 2022 l’Ufficio AI ha recepito la necessità
espressa dal __________ di procedere ad una misura di riallenamento al lavoro,
prevedendo un periodo iniziale di sei mesi con inizio prospettato “per la
metà di luglio-agosto 2022” (doc. 96 incarto AI).

 

                                  Dal
rapporto peritale del dr. __________ si evince come egli ha vagliato il rapporto
del __________ del 10 giugno 2022, incluse le perplessità espresse dagli
esperti del __________ in punto all’immediata reintegrazione nel circuito
lavorativo, la necessità di un riallenamento al lavoro di 10-12 mesi “per
poter riacquisire in maniera graduale ritmo, capacità lavorativa e capacità di
socializzazione”, “in affiancamento al seguito terapeutico in essere
all’accompagnamento/sostegno da parte dell’Ufficio AI” (doc. 182, pagg.
437-439, 443, 444 e 449 incarto AI). Contestualmente alla valutazione della
capacità lavorativa, delle risorse e delle criticità emerse dai test, egli ha
rilevato come “L’assicurato presenta dei credibili limiti psichiatrici, che
sono emersi coerentemente già nel corso dell’accertamento pratico del __________,
il quale ha confermato genericamente le posizioni medico-teoriche espresse a
livello psichiatrico” e che “Anche le raccomandazioni sulle prospettive
formative dell’assicurato, che sono state formulate dal __________ […] sono
globalmente condivisibili” (doc. 182, pag. 450 incarto AI). Il dr. __________
ha accertato una capacità lavorativa del 50% in attività adeguata dal 28
ottobre 2021, osservando come “Per tentare di recuperare una CL del 80% è
necessario un progetto di sostegno mirato al reinserimento, portato avanti da
personale qualificato”.

 

                                  Anche
il dr. __________ ha elencato il rapporto del __________ nell’estratto degli
atti, senza però mai menzionare le criticità sollevate dagli esperti del __________
relative alla situazione valetudinaria più compromessa, sotto il profilo
fisico, rispetto alle indicazioni medico-teoriche (doc. 182, pag. 464 incarto
AI). E neppure nella sua valutazione medico-assicurativa il perito reumatologo
ha preso posizione sulla criticità evidenziate del __________ per rapporto alla
(precedente) valutazione medica (del medico SMR) (cfr. doc. 182, pagg. 475 e
478 incarto AI). In effetti, nel rapporto peritale del reumatologo non vi è una
presa di posizione circa la situazione che, secondo il __________, sotto il
profilo fisico sarebbe più compromessa e che escluderebbe un’immediata ripresa
di attività lavorativa nel mercato del lavoro equilibrato in mancanza di un
percorso di riallenamento di 10-12 mesi.

 

                                  A
proposito del percorso di riallenamento, dal carteggio si evince quanto segue.

 

                                  Il 16
novembre 2023 la consulente SIP ha incontrato l’assicurato e la dr.ssa __________
per discutere delle misure professionali, rilevando come i limiti descritti
dalla curante nel rapporto del 20 ottobre 2022 relativi all’attività abituale
(“ridottissima tolleranza allo stress che potrebbe rendere problematici i
rapporti sia coi pazienti che coi colleghi, insicurezza con comparsa di ansia
prestazionale in situazioni di sovraccarico, ridotta flessibilità e capacità di
adattamento […]; querulomania e ideazione di stampo persecutorio che rendono
estremamente complicate le relazioni”) si ripercuotevano anche in un’attività
adatta. La consulente ha indicato che “[…] dopo aver consultato la
documentazione […], si conclude che in questo momento non è possibile
attivare le MRE in quanto non è possibile aumentare la capacità lavorativa.
Durante l’incontro presso lo studio della dottoressa è emerso che l’assicurato
verosimilmente potrebbe essere suscettibile ad un miglioramento. Si consiglia
una revisione d’ufficio fra 3 anni, e se si dovesse intravvedere un
miglioramento prima, siamo d’accordo con la dottoressa di farcelo sapere”
(doc. 200 incarto AI). Chiamata a determinarsi sulle
osservazioni avverse al progetto di decisione del 5 gennaio 2024, con rapporto
del 14 agosto 2024 la consulente SIP ha attestato che “Il 16.11.2023 ho
incontrato il sig. RI 1 presso lo studio della dottoressa __________ dove
l’assicurato ha rifiutato l’adesione al progetto d’inserimento professionale
adeguato alle capacità del momento. In assenza di una prova lavorativa
concreta, il servizio integrazione professionale si avvale della capacità
lavorativa medico-teorica definita nel RAF (19.07.2023), pertanto la capacità
lavorativa è del 50% in un’attività semplice e ripetitiva nel rispetto dei
limiti funzionali. L’attività dovrebbe essere svolta in piccola équipe, senza
turni notturni, in contesti poco stressanti, per esempio in centri diurni o
servizi di consulenza. Per le limitazioni fisiche vedi RAF.” (doc. 235
incarto AI).

 

                                  Da
quanto precede si evince che il periodo di riallenamento al lavoro di 10-12
mesi non si è mai concretizzato ma, esaminato il tenore di quanto messo a
verbale dalla consulente SIP, ciò non è riconducibile ad un rifiuto da parte
dell’assicurato, bensì ai limiti attestati dalla curante psichiatra che,
condivisi dalla consulente SIP, non permettevano di attuare il provvedimento
prospettato. Tale circostanza ha in ultima analisi portato la consulente SIP a
confermare la capacità lavorativa del 50% “in attività semplice e ripetitiva
nel rispetto dei limiti funzionali”, allineandosi alle conclusioni peritali.

 

                                  Con il
gravame e nelle more della procedura l’insorgente ha contestato la valutazione
medica prevalendosi, tra l’altro, proprio della discrepanza tra quanto
attestato dal __________ e la valutazione medico-teorica del SMR,
rispettivamente della mancata presa di posizione dei periti su tale discrepanza
(I, p.ti 9. e 12.; VIII, pagg. 2-5). A questo proposito, con la risposta di
causa l’Ufficio AI ha prodotto la presa di posizione del medico SMR del 7
novembre 2024, il quale tuttavia non si è chinato sulla questione in esame e
non l’ha neppure sottoposta ai periti (VI 5). Inoltre, sempre nella risposta di
causa l’Ufficio AI si è limitato a comunicare che “i periti erano a
conoscenza del rapporto del __________ (tant’è che lo stesso è espressamente
ripreso nella perizia psichiatrica [e citato in quella reumatologica,
n.d.r.])” […] e che “in siffatta circostanza, i dati medici –
permettendo un apprezzamento oggettivo del caso – prevalgono sulle
constatazioni compiute in occasione di uno stage d’osservazione professionale o
altri tipi di provvedimenti professionali, i quali sono suscettibili di essere
stati influenzati da fattori soggettivi legati al comportamento della persona
assicurata […]. Ad ogni modo, l’UAI è certamente disposto – qualora ve
ne fosse la volontà da parte dell’assicurato – a valutare l’ulteriore riavvio
delle misure di riallenamento al lavoro nel contesto della reintegrazione dei
beneficiari di rendita […] oppure dell’aiuto al collocamento […].
A maggior ragione se si prende in conto l’importante incremento dell’abilità
lavorativa che la riuscita dei provvedimenti professionali consentirebbe
[…]” (VI, p.to 4.). Le ulteriori tesi ed argomentazioni esposte
dall’amministrazione al p.to 2. delle osservazioni del 15 novembre 2024
relative alla valenza probatoria generalmente preponderante della valutazione
medica per rapporto ai rilievi dei centri d’accertamento professionale (X, p.to
2.) sono certamente pertinenti e condivisibili, ma in casu non sono sufficienti
per colmare la mancata presa di posizione dei periti. In effetti, allo stadio
attuale, non è possibile neppure determinare se la divergenza tra la prestazione osservata dal centro per l’accertamento
professionale e la valutazione medica sia perdurata, se essa sia considerevole
o meno, pur tenendo conto del fatto che il rapporto del __________ tiene conto
di una componente soggettiva.

 

                                  Visto
quanto precede, questo Giudice ritiene indispensabile una presa di posizione
dei periti che si dovranno determinare in modo esaustivo sulla discrepanza,
diffusamente esposta sopra, tra le conclusioni peritali ed il rapporto del __________,
come pure sulle ulteriori censure sollevate dall’insorgente per quanto concerne
la valutazione medica.

                                  

                         2.8.  Per
quanto attiene alla valutazione economica dell’Ufficio AI, anch’essa contestata
dal ricorrente, la stessa appare prematura, visto che la capacità lavorativa
dell’assicurato ed i suoi limiti funzionali saranno nuovamente oggetto d’esame (cfr.
supra consid. 2.7.2.). Ciò detto, anche per quanto attiene alla valutazione
economica l’Ufficio AI dovrà procedere ad un complemento d’istruttoria,
indicando se e quali siano le attività presenti sul mercato equilibrato del lavoro
che sono confacenti alla situazione valetudinaria dell’insorgente.

 

                          2.9.  Per
quanto concerne la questione della liceità della compensazione delle indennità
giornaliere dell’AI per il periodo di accertamento professionale presso il CAP
con la rendita retroattivamente riconosciuta per il periodo dal 1. febbraio
2022 al 31 dicembre 2023, vale quanto segue.

 

                                  Con
decisione del 13 giugno 2022 l’Ufficio AI ha riconosciuto il diritto ad
indennità giornaliere per il periodo dal 9 maggio al 3 giugno 2022, ossia per
il periodo d’accertamento presso il __________. L’indennità giornaliera è stata
fissata a fr. 160, calcolata su un reddito annuo determinante di fr. 72'761.10
(per un grado d’occupazione dell’80%) e di un reddito giornaliero determinante
di fr. 200 (docc. 89, 90, 94 e 178 incarto AI). Nelle motivazioni della
decisione non vi è alcun riferimento ad una compensazione di prestazioni
percepite in esubero (doc. 242 incarto AI).

 

                                  Con
scritto del 24 settembre 2024 il rappresentante di RI 1 ha contestato “i due
scritti di data 2.9.2024 con i quali chiedete […] la restituzione di CHF 747.-
e di CHF 162.40 in relazione alle IGAI da lui percepite nei mesi di maggio e
giugno 2022.”, evidenziando come “non si comprendono le basi di calcolo,
il substrato fattuale, né il ragionamento giuridico alla base delle stesse”
(doc. 244 incarto AI).

 

                                  Gli
ordini di restituzione a cui fa riferimento il rappresentante dell’insorgente non
figurano agli atti. In effetti, oltre all’importo di fr. 909.40
(presumibilmente ottenuto sommando fr. 747 e fr. 162.40) relativo alla finca “Cassa
__________ […]”, la decisione del 27 settembre 2024 è scevra di indicazioni
(doc. 246, pag. 616 incarto AI). Né nella risposta di causa, né nelle more della
procedura l’Ufficio AI ha illustrato in modo preciso il calcolo alla base delle
(non pervenute) decisioni di restituzione, rispettivamente della compensazione
effettuata con le rendite retroattive, limitandosi ad illustrare la liceità
giuridica della compensazione effettuata.

 

                                  In
tali condizioni, questo Giudice non ha sufficienti elementi per potersi determinare
in merito alla contestata compensazione, ragione per cui l’Ufficio AI dovrà
procedere ad una dettagliata motivazione della stessa, illustrando diffusamente
le basi di calcolo che hanno determinato le prestazioni asseritamente in
esubero, la forchetta temporale ed il ragionamento giuridico in concreto
determinanti. Inoltre, il tenore dello scritto del 24 settembre 2024 non
permette di escludere che l’amministrazione sia incorsa in una violazione del
diritto di essere sentito, non essendoci traccia agli atti del preavviso
relativo alla decisione di compensazione (il progetto di decisione del 5
gennaio 2024 non menziona la compensazione, cfr. doc. 207, pag. 542 incarto AI),
ulteriore circostanza che giustifica la retrocessione degli atti all’Ufficio AI.

 

                        2.10.  Visto tutto quanto precede, sulla scorta degli atti
all’inserto non può (ancora) escludersi con la dovuta certezza e serenità che
l’insorgente abbia diritto a prestazioni AI superiori a quelle riconosciutegli
con le decisioni impugnate. Si rende quindi necessario un complemento
istruttorio in punto alla valutazione medica, alla valutazione economica ed un’esaustiva
motivazione della compensazione effettuata dall’Ufficio AI.

 

                        2.11.  Il
TCA, di norma, rinvia l’incarto all’Ufficio AI o perché vi sono carenze negli
accertamenti svolti dall’amministrazione o perché vi sono accertamenti peritali
svolti dall’amministrazione che necessitano di un complemento (“Eine
Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie allein in der
notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage begründet ist.
Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der Verfahrensgarantien)
unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine Klarstellung,
Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen erforderlich ist”;
cfr. DTF 137 V 210; STCA 32.2011.115 del 27 ottobre 2011).

 

                                  In
concreto, stante la necessità di un approfondimento medico, economico e di un
complemento concernente la compensazione, annullate le decisioni del 27
settembre 2024, si giustifica il rinvio degli atti affinché l’amministrazione
proceda nel senso indicato sopra (cfr. supra consid. 2.7.2.-2.9.) e si
determini nuovamente sul diritto a prestazioni dell’assicurato, emanando una
decisione debitamente preavvisata ed impugnabile.

 

                        2.12.  Secondo l'art. 69 cpv. 1bis LAI in vigore dal 1°
gennaio 2021 ed applicabile in concreto (cfr. la disposizione transitoria
dell’art. 83 LPGA in combinazione con gli art. 61 lett. a e fbis LPGA
nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2021) la procedura di ricorso dinanzi al
tribunale cantonale delle assicurazioni in caso di controversie relative a
prestazioni dell’AI è soggetta a spese. 

 

                                  L’entità
delle spese è determinata fra 200 e 1000 franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009
del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

                                  Visto
l’esito favorevole del ricorso (il rinvio con esito aperto equivale a
piena vittoria, cfr. STF 8C_307/2021 del 25 agosto 2021 consid. 6; DTF 141 V
281 consid. 11.1 e 137 V 210 consid. 7.1 con riferimenti) le spese di fr. 500
sono poste a carico dell’Ufficio AI, il quale
verserà al ricorrente, patrocinato in causa da un avvocato, fr. 2'000 di
ripetibili (art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA).

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  Il
ricorso è accolto.

 

                                  §
  Le decisioni del 27 settembre 2024 sono annullate.

                                  §§ Gli atti sono rinviati
all’amministrazione affinché proceda conformemente ai considerandi.

 

                             2.  Le
spese di procedura di fr. 500 sono poste a carico dell’Ufficio AI che rifonderà
al ricorrente fr. 2'000 (IVA inclusa) per ripetibili.

 

                             3.  Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                  L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                           Il
segretario di Camera

 

giudice Raffaele Guffi                                   Gianluca
Menghetti