# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 08377dd3-6032-59b7-835d-021792b7db0a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-09-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.09.2011 38.2011.36
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2011-36_2011-09-19.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2011.36

   

  rs

  	
  Lugano

  19 settembre
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 aprile 2011 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 4 aprile
  2011 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento, ___________

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 26 gennaio 2011 l’Ufficio regionale di collocamento di __________
(di seguito URC) ha sospeso RI 1 per dodici giorni dal diritto all’indennità di
disoccupazione a causa di mancate ricerche di lavoro nel periodo antecedente
l’iscrizione in disoccupazione (cfr. doc. 4).

 

                               1.2.   A seguito
dell’opposizione interposta dall’assicurato (cfr. doc. A2), l’amministrazione,
il 4 aprile 2011, ha emesso una decisione su opposizione con cui ha confermato
la sospensione di 12 giorni inflitta all’assicurato.

                                         A
sostegno del proprio provvedimento l’URC ha indicato che:

 

" 
(…)

In sede di opposizione
produce ulteriori documenti di prova che sono dallo scrivente Ufficio
esaminati. In particolare nell’opposizione si dichiara di aver spedito una
e-mail alla società __________, mentre nella dichiarazione prodotta
dall’opponente sottoscritta dalla __________ in data 23 febbraio 2011 si dice
che il signor RI 1 si è recato di persona negli Uffici della __________; questa
comprova non può essere validata. Nel seguito sono ripetute per i mesi di
luglio/agosto/settembre/ottobre attestazioni rilasciate dalla __________ ultimo
datore di lavoro del signor RI 1. Si legge dallo scambio di e-mail (04.02.2011)
con la ditta __________ che non sono in grado di certificare gli invii da parte
del signor RI 1, questa comprova non può essere pertanto ritenuta. Può essere
pertanto ritenuta la candidatura c/o __________ (cfr. dichiarazione __________
05.08.2010).

 

Nell’evenienza concreta si
ritiene che le ricerche di lavoro svolte nel periodo antecedente l’iscrizione
da parte del signor RI 1 sono dal punto di vista qualitativo e quantitativo
insufficienti.

 

Per quanto riguarda la
proporzionalità della sanzione emessa, applicando le direttive della SECO, nel
caso di specie l’Ufficio di collocamento ha inflitto 4 giorni al mese, rispetto
alla possibilità data per casi analoghi 4-6 giorni al mese. Si ritiene che la
stessa rispecchi il principio della proporzionalità.” (Doc. A4)

 

                               1.3.   Contro la
decisione su opposizione del 4 aprile 2011 l’assicurato ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA nel quale ha chiesto che la sanzione venga revocata o
perlomeno ridotta drasticamente in una penalità simbolica.

                                         A
motivazione della propria pretesa ricorsuale il ricorrente ha, segnatamente, addotto
che quanto asserito dal’amministrazione per rifiutare la comprova della ricerca
effettuata presso __________ non è sostenibile. Al riguardo egli ha, infatti, specificato,
da una parte, di essersi recato tra luglio e agosto 2010 presso gli uffici __________
per candidarsi personalmente. Dall’altra, che quando si è reso necessario
produrre le prove delle ricerche compiute da allegare all’opposizione, è
nuovamente andato presso i menzionati uffici richiedendo un’attestazione e
dando facoltà alla persona di contatto di poter scegliere, quale modalità
d’invio, tra e-mail o lettera scritta.

                                         L’insorgente
ha, altresì, osservato che la corrispondenza intercorsa con gli uffici del
personale delle filiali __________no e __________ è stata prodotta per
comprovare di essersi candidato presso le stesse, visto che queste non hanno
più in archivio le risposte date, poiché dopo alcuni mesi vengono eliminate
dalla memoria.

                                         Egli ha,
infine, evidenziato di non avere avuto un’intenzionalità fraudolenta (cfr. doc.
I).

 

                               1.4.   L’URC, in
risposta, ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.5.   Il 6 giugno
2011 al TCA è pervenuto un allegato di replica da parte dell’assicurato (cfr.
doc. V).

 

                               1.6.   L’URC si è
espresso al riguardo con scritto del 16 giugno 2011, rilevando, peraltro, che
non si ravvisano argomentazioni che inducano a modificare le conclusioni della
decisione su opposizione e della susseguente risposta di causa (cfr. doc. VII).

 

                               1.7.   Il
ricorrente ha presentato delle osservazioni il 30 giugno 2011 (cfr. doc. IX),
che sono state immediatamente trasmesse per conoscenza all’amministrazione
(cfr. doc. X).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   In ordine

 

                                         La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione
giudiziaria (cfr. STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06
del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se l’assicurato deve o meno essere sospeso dal diritto
alle indennità di disoccupazione per insufficienti e mancate ricerche di lavoro
nei mesi precedenti l’iscrizione in disoccupazione.

 

                               2.3.   Va dapprima
segnalato che il 1° aprile 2011 è entrata in vigore la quarta revisione della
LADI, accettata dal popolo il 26 settembre 2010 (cfr. FF N. 38 del 23 settembre
2008 pag. 6761 segg.; RU N. 12 del 22 marzo 2011 pag. 1167 segg.).

                                         Nel
diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in
vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente
rilevante (cfr. STFA C 333/05 del 6 marzo 2006 consid. 1; DTF 130 V 445; DTF
129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V
466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166). 

                                         Nel caso
in esame l'amministrazione ha sanzionato l'assicurato per insufficienti e
mancate ricerche nel lasso di tempo dal 25 luglio al 25 ottobre 2010
antecedente l’annuncio al collocamento. 

                                         A quel
momento la quarta revisione della LADI non era ancora in vigore, per cui in
casu si applicano le norme valide fino al 31 marzo 2011.

 

                               2.4.   Tra
gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente
un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario anche fuori
della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche fuori del
proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà, dunque, presenta-re al servizio competente le prove
documentali relative alle ricer-che di lavoro intraprese (cfr. STFA C 77/91 del
29 gennaio 1992 nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1
OADI:

 

" 
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di
regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI
prevede che:

 

" 
Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve
provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare
lavoro."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2bis OADI
precisa che:

 

"  Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di
controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo giorno
lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il servizio competente
gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo informa per
scritto che, se lascia scadere il termine senza una giustificazione valida, le
ricerche di lavoro non potranno essere prese in considerazione."

 

L'art. 26 cpv. 3 OADI stabilisce che:

 

" 
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell'assicurato."

 

                                         La LADI ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue possibilità per
evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

 

                                         L'obbligo di ridurre il
danno, valido anche nell'assicurazione contro la disoccupazione (cfr. DTF 125 V
197 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, p.
48), è violato, fra l'altro, quando l'assicurato compie sforzi insufficienti
per trovare lavoro.

 

                                         Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr. STF
8C_180/2010 del 4 agosto 2010; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010; STFA C
221/02 del 3 agosto 2003).

 

                                         L’art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI è stato ritenuto dal TFA conforme alle disposizioni della Convenzione OIL
Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V 228-230;
D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation
de l'assurance chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e
Francoforte sul Meno 1992, p. 193s.).

 

                                         La
giurisprudenza ha stabilito che deve essere sospeso dal diritto all'indennità
l'assicurato che non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo
che precede l'adempimento dell'obbligo di controllo (cfr. STF 8C_589/2009 del
28 giugno 2010).

 

                                         Per
costante giurisprudenza, chiunque si accinge ad iscriversi in disoccupazione
deve attivarsi per cercare un nuovo impiego.

                                         In una
sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006, la nostra Alta Corte ha così sottolineato
che l'obbligo di cercare un'occupazione adeguata nel periodo precedente la
disoccupazione vige anche con l'entrata in vigore della LPGA. Tale dovere è ancorato
nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché gli assicurati non
possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere tenuti a
intraprendere dei validi sforzi anche antecedentemente all'iscrizione in
disoccupazione.

 

                                         L'assicurato deve così, ad
esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal
momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova
occupazione (cfr. STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010, consid. 3.1; STF
8C_800/2008 dell'8 aprile 2009, consid. 2.1; STFA C 208/03 del 26 marzo 2004,
consid. 3.1 in DLA 2005 n. 4 p. 56; STFA 

                                         C 77/91 del 29 gennaio
1992; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, p. 16ss.; vedi pure art. 45
cpv. 1 lett. a OADI).

 

                                         Inoltre
gli assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,
n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo,

op. cit., pag. 17).

 

                               2.5.   Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare un'occupazione
adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la qualità delle
ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76 consid. 2 con
riferimenti; STFA C 49/00 del 15 gennaio 2001).

 

                                         Per quel
che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non prevede un
numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.

                                         La
giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di riferimento (e
non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo di controllo
vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide (cfr., per
tutte, la STCA AD 247/86 del 28 gennaio 1987). 

                                         L'Alta Corte, pur
confermando tale principio (cfr. STFA C 33/87; STFA C 286/02 del 3 luglio
2003), ha precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto quante
ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che la
prassi amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego al
mese (cfr. consid. 2.4.; STFA C 106/04 del 12 luglio 2005 consid. 2.1.; STFA C
199/05 del 29 settembre 2005; STFA C 6/05 del 6 marzo 2006 consid. 3.2.).

 

                                         In una sentenza
8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha confermato la propria
giurisprudenza e ha rilevato:

 

"  (…)

3.2 Pour trancher le point de savoir si l'assuré a
fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir
compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches entreprises (ATF 124 V 225 consid. 4a p. 231). Sur le plan quantitatif, la jurisprudence
considère que dix à douze recherches d'emploi par mois sont en principe
suffisantes (cf. ATF 124 V 225 consid. 6 p. 234; arrêt C 258/06 du 6 février 2007 consid. 2.2). On ne
peut cependant pas s'en tenir de manière schématique à une limite purement
quantitative et il faut examiner la qualité des démarches de l'assuré au regard
des circonstances concrètes, des recherches ciblées et bien présentées valant
parfois mieux que des recherches nombreuses (arrêt C 176/05 du 28 août 2006
consid. 2.2; RUBIN, op. cit. p. 392). (…)"

 

                                         Sulle modalità con le
quali bisogna effettuare le ricerche di lavoro, il TCA ricorda innanzitutto che
secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il
suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio
competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26
cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; DLA 1988 p.
95; DTF 120 V 74).

 

                                         La legge non prevede
nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire
effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi
datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla
fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

                                         Concretamente ciò
significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di ricerca
personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei
datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del
28.1.1987 nella causa S. P., AD 5/87).

                                         Inoltre
deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si
è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella
causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

 

                                         L'assicurato potrà
servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dalla SECO (dal 1°
luglio 1999 la Segreteria di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio
federale dello sviluppo economico e del lavoro).

                                         In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95). 

                                         In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

p. 156ss., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno
l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

 

                               2.6.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI
la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione dal diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

                                         La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv.
2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità
entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della
sospensione è prolungata in modo adeguato.

                                         Nella già
citata sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha
ricordato che " La gravité de la faute dépend de l'ensemble des
circonstances du cas, en particulier des recherches d'emploi qui peuvent être
mises au crédit de l'assuré malgré le caractère globalement insuffisant de ses
démarches, ou encore d'éventuelles instructions de l'ORP qu'il n'aurait pas
suivies en dépit de leur pertinence.".

 

                                         Per quel che attiene alla sospensione dal diritto all'indennità di
disoccupazione fondata sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi
amministrativa prevede una sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel
periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali
aumenti per i periodi successivi, visto l'art. 45

cpv. 2 bis OADI (cfr. Circolare concernente l'indennità di disoccupazione
(circolare ID) della SECO in vigore dal 1° gennaio 2007, D72 punto 1; Lista
delle sospensioni URC/UCL - attualmente Sezione del lavoro - aggiornate dal
SECO al 25.01.1999).

 

                                         Queste
direttive sono conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo, "Alcuni
compiti …”, p. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione su queste
basi vengono regolarmente confermate dal TCA.

                                         Anche il TFA ha approvato
il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA C 10/05 del 25 aprile
2005; STFA C 210/04 del 10 dicembre 2004; STFA C 275/02 del 2 maggio 2003; STFA
C 286/02 del 3 luglio 2003; STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; STFA C 338/01
del 6 agosto 2002).

 

                               2.7.   Nella
presente fattispecie l’assicurato nel giugno 2009, al termine
dei cinque anni (dieci semestri) previsti dal relativo programma di studi (cfr.
www.teologialugano.ch), ha conseguito il Master / Baccelierato in Teologia con
la menzione magna cum laude (cfr. STCA 42.2011.4 del 25 agosto 2011
consid. 2.5.).

 

                                         Nel
settembre 2009 il ricorrente ha, poi, iniziato un Master in Diritto comparato
delle religioni della durata di due anni (cfr. STCA 42.2011.4 del 25 agosto
2011 consid. 2.5.).

 

                                         Dalle
carte processuali risulta, inoltre, che il 25 ottobre 2010 l’insorgente, su
indicazione dell’USSI e dello Sportello Laps di __________, si è annunciato per
il collocamento a tempo parziale, visti i suoi studi presso l’Istituto
internazionale di Diritto canonico e Diritto comparato delle religioni di __________
(cfr. doc. 1).

 

                                         Al
momento dell’iscrizione in disoccupazione il ricorrente, relativamente ai tre
mesi precedenti l’annuncio all’URC, ha indicato di non essere in grado di
documentare le ricerche di lavoro svolte (cfr. doc. 1).

 

                                         Il
consulente del personale, il 23 novembre 2010, ha pertanto consegnato all’assicurato una “Richiesta di giustificazione” con cui l’ha invitato
a motivare, entro il 3 dicembre 2010, il fatto di non aver fornito alcuna prova
di ricerca di un’occupazione nel periodo dal 25 luglio al 25 ottobre 2010.

 

                                         Il collocatore
ha pure precisato che, oltre la data indicata, l’autorità cantonale avrebbe
deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando espressamente l’art.
30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione di un
assicurato nel caso in cui non faccia il suo possibile per ottenere un’occupazione
adeguata (cfr. doc. 2).

 

                                         L’insorgente,
il giorno stesso, ha risposto che:

                                         

" 
1. La mia occupazione attuale è quella di
studente universitario 

    specializzando.

2. Qualora
ha avuto la necessità e possibilità di svolgere un’attività lavorativa
retribuita, ciò è avvenuto solo in qualità di attività accessoria. Come lo
scorso mese di agosto al 50% presso __________ __________.

3. In
passato, quindi, non ho mai applicato una determinata sistematica alla ricerca
di un lavoro accessorio, ma per conoscenze o tramite qualche lettera scritta ad
aziende quale p.es. __________ o __________.

4. L’iscrizione
all’URC e all’Assicurazione/Cassa di disoccupazione è avvenuta su richiesta dello
IAS in seguito alla mia richiesta di verifica di un eventuale diritto a
prestazioni assistenziali per verificarne i diritti.” (Doc. 3)

                                      

                                         Dal
profilo procedurale l’URC ha, dunque, ossequiato il diritto di essere sentito
dell’insorgente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e dall’art. 42 LPGA (al
riguardo cfr. DTF 136 V 115-116; DTF 136 V 124).

 

                                         L’amministrazione,
non considerando valide le giustificazioni addotte dall’assicurato, con
decisione formale del 26 gennaio 2011, l’ha sospeso dal diritto alle indennità
di disoccupazione per dodici giorni (cfr. doc. 4; consid. 1.1.).

 

                                         Tale
provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 4 aprile 2011,
ritenendo, alla luce dei documenti prodotti in sede di opposizione, che nell’evenienza
concreta le ricerche di lavoro svolte nel periodo antecedente l’iscrizione in
disoccupazione da parte dell’assicurato risultano in ogni caso insufficienti dal
punto di vista qualitativo e quantitativo. (cfr. doc. A4; consid. 1.2.).

 

                               2.8.   Questa
Corte, preliminarmente, rileva che nel caso di specie non torna applicabile la
giurisprudenza secondo cui non vengono sospesi dal diritto all’indennità di
disoccupazione gli assicurati che nel periodo immediatamente antecedente
l’annuncio per il collocamento stanno ancora svolgendo gli studi di base o
frequentano corsi di perfezionamento, ad esempio linguistici all’estero della
durata di qualche mese (cfr. STCA 38.98.439 del 17 marzo 1999 concernente
un’assicurata che si è iscritta in disoccupazione subito dopo il rientro
dall’estero dove aveva seguito - successivamente alla fine di un rapporto di
lavoro - un corso di perfezionamento intensivo nella lingua tedesca della
durata di circa sette settimane; STCA 38.98.457 del 15 marzo 1999 relativa a un
assicurato che si è iscritto per il collocamento subito dopo la conclusione
degli studi universitari; STCA 38.99.282 del 2 marzo 2000; D. Cattaneo, op.
cit., pag. 17-19).

 

                                         In
effetti in casu l’assicurato si è iscritto in disoccupazione nell’ottobre 2010 mentre
stava effettuando - dopo aver conseguito, al termine di cinque anni di studio,
il Master/Bacellierato in Teologia nel giugno 2009 - una post-formazione a
tempo parziale nell’ambito del Diritto comparato delle religioni iniziata nel
settembre 2009 e della durata di due anni (cfr. consid. 2.7.).

 

                                         Visto che
il ricorrente nell’ottobre 2010 ha dichiarato di ricercare un’attività
lavorativa da svolgere nel tempo a sua disposizione in cui non era occupato con
gli studi relativi al Master in Diritto comparato delle religioni (cfr. doc. 1;
doc. 13 e 14 inc. 38.2011.23), egli, precedentemente all’annuncio per il
collocamento, era quindi tenuto, conformemente al principio generale (cfr.
consid. 2.4.), a intraprendere sforzi volti all’ottenimento di un impiego a tempo
parziale.

 

                               2.9.   In concreto
l’URC, per il periodo dal 25 luglio al 25 ottobre 2010 antecedente l’iscrizione
in disoccupazione, ha stabilito che l’assicurato ha compiuto una sola ricerca
di lavoro, e meglio quella presso __________ effettuata nel mese di agosto 2010
(cfr. doc. A4; A2).

 

                                         Tale
ricerca è stata comprovata da un’attestazione del 5 agosto 2010 rilasciata dal
potenziale datore di lavoro (cfr. doc. 5a).

 

                                         Il
ricorrente ha, invece, fatto valere di aver intrapreso nei mesi in questione
ulteriori sforzi al fine di porre termine alla propria disoccupazione.

 

                                         Egli, in
proposito, ha asserito di aver compiuto delle ricerche di lavoro
rispettivamente presso __________ - filiali di __________ e __________ -, __________
- filiali di __________ e __________ - e __________ (cfr. doc. 5; I).

 

                                         Al
riguardo giova preliminarmente, ribadire che secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il suo impegno per trovare un nuovo posto di
lavoro, fornendo al servizio competente le prove relative agli sforzi
intrapresi a tal fine (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         Nel caso in esame l’insorgente per sostanziare le ricerche dallo stesso addotte ha prodotto all’amministrazione alcuni
documenti.

 

                                         Più
precisamente uno scritto della __________ del 23 febbraio 2011 firmato
dall’assistente Dipartimento Risorse umane e dal responsabile Ufficio salari
del seguente tenore:

 

" 
Con la presente confermiamo che il signor RI 1
si è presentato presso i nostri uffici nel mese di luglio 2011 (recte: 2010)
ad autocandidarsi per un’attività lavorativa.

 

Non abbiamo potuto dare
seguito a questa candidatura. La risposta gli è stata fornita verbalmente.”
(Doc. 5a)

 

                                         La __________
nel dicembre 2010 ha attestato:

 

" 
Con la presente confermiamo che

 

Il sig. __________

 

si è presentato spontaneamente
per un’eventuale assunzione presso la nostra ditta per i seguenti mesi:

 

-         
fine luglio 2010

-         
agosto 2010

-         
settembre 2010

-         
ottobre 2010

 

                                        Purtroppo
non abbiamo potuto far fronte alla sua richiesta in quanto completi.” (Doc. 5a)

 

                                         La __________,
il 28 gennaio 2011, ha dichiarato:

 

" 
Attestiamo che il signor RI 1, terminato
l’impiego nell’agosto 2010, di persona si è spontaneamente candidato per una
nuova assunzione ogni mese.” (Doc. 5a)

 

                                         Per
quanto concerne le filiali di __________ e di __________ di __________, le
stesse, a seguito della richiesta dell’assicurato di inviargli una copia della
risposta alla sua candidatura oppure una dichiarazione di conferma
dell’avvenuta ricerca, hanno indicato con messaggi di posta elettronica del
febbraio 2011 di non poter dare seguito alla sua domanda, poiché conservano
solo per pochi mesi le risposte negative e poi le eliminano (cfr. doc. 5a).

 

                                         Da quanto
esposto risulta che il ricorrente nel periodo determinante, oltre alla ricerca
presso __________ riconosciuta dall’URC, si è effettivamente proposto per
un’attività lavorativa presso __________ __________.

 

                                         Non tutte
le ricerche presso __________, effettuate ogni mese da luglio a ottobre 2010 possono
tuttavia essere tenute in considerazione. 

                                         La
ricerca effettiva risultante dall’attestazione del potenziale datore di lavoro è
quella del mese di luglio 2010. 

                                         Le
domande seguenti, presentate a distanza di un così breve lasso di tempo una
dall’altra, si rivelano ripetitive (cfr. STCA 38.2011.15 del 22 giugno 2011). 

 

                                         Per
quanto attiene alla ricerca presso __________, il TCA rileva, in primo luogo,
che, contrariamente a quanto asserito dall’amministrazione (cfr. doc. III: “…una
in particolare contraddittoria (__________, dove l’assicurato sostiene di aver
inviato una e-mail, mentre la dichiarazione emessa in seguito dal datore di lavoro
conferma una visita personale”), la stessa non risulta contraddittoria. In
effetti il ricorrente nell’opposizione non sostiene di averla effettuata
tramite posta elettronica. 

                                         I messaggi
di posta elettronica menzionati nell’opposizione si riferiscono piuttosto alle
sue richieste di conferma a quei potenziali datori di lavoro che, come __________,
dopo alcuni mesi eliminano le domande di impiego con esito negativo.

 

                                         Non vi è,
peraltro, motivo alcuno per non ritenere veritiero quanto attestato dai
dirigenti della __________ in merito a una sua candidatura spontanea di persona
(cfr. doc. 5a).

 

                                         In
secondo luogo, che è vero che da uno scritto della __________ del 12 aprile
2010 emerge che l’assicurato si era già candidato presso tale potenziale datore
di lavoro in primavera ricercando un’attività per il periodo estivo (cfr. doc.
12).

 

                                         E’
altrettanto vero, tuttavia, da una parte, che tra la ricerca effettuata in
primavera e quella di luglio 2010 erano trascorsi perlomeno tre mesi.
Dall’altra, che lo sforzo intrapreso in primavera era stato compiuto
esclusivamente per cercare un impiego estivo, mentre da quello di luglio 2010
(cfr. doc. 5a) non emerge che fosse limitato a un periodo specifico. Esso, quindi,
riguardava un lasso di tempo anche successivo all’estate e soprattutto non di
durata determinata.

 

                                         Ne
discende che la ricerca compiuta presso __________ nel mese di luglio 2010 è in
ogni caso valida.

 

                                         Per
quanto concerne le ricerche che l’assicurato ha asserito di aver svolto presso __________
SA, le stesse non risultano comprovate, in quanto il potenziale datore di
lavoro elimina dopo alcuni mesi le candidature con esito negativo e
l’assicurato non ha conservato copia della domanda di lavoro. 

 

                                         Al
riguardo è utile rilevare che il dovere delle parti di collaborare
all’istruzione della causa, che limita la portata del principio inquisitorio
reggente la procedura nell’ambito delle assicurazioni sociali, comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare - ove
ciò fosse ragionevolmente esigibile - le prove necessarie, avuto riguardo alla
natura della disputa e ai fatti invocati  perché altrimenti rischiano di
dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (cfr. art. 61 lett.
c LPGA; art. 16 cpv. 1 Lptca; SVR 2001 KV N. 50 pag. 145; DLA 2001 N. 12 pag.
145, STFA C 271/02 del 9 maggio 2003; STFA P 36/00 del 9 maggio 2001; DTF 125 V
195 consid. 2; STFA C 107/04 del 9 giugno 2005 consid., 3; STFA H 223/03 del 21
gennaio 2005 consid. 4.3.1.).

 

                                         In casu l’assicurato, non
avendo documentato le pretese ricerche presso __________ SA, deve sopportare le conseguenze della carenza di prove (cfr. STF 9C_1089/2009 del 21
gennaio 2011 consid. 4.2; DTF 125 V 195 consid. 2; STFA C 107/04 del 9
giugno 2005 consid. 3; STFA H 223/03 del 21 gennaio 2005 consid. 4.3.1.), ossia
il fatto che le stesse vanno considerate non effettuate.

 

                                         In
relazione alla ricerca presso __________, del resto già ammessa dall’URC, giova
infine segnalare che a ragione la stessa è stata considerata una sola volta per
il mese di agosto 2010.

                                         In
effetti quella attestata dal potenziale datore di lavoro il 10 ottobre 2010
risulta ripetitiva, essendo stata effettuata solo due mesi prima. 

 

                                         In esito
alle considerazioni sopra esposte, occorre concludere che il ricorrente nel
periodo dal 25 luglio al 25 ottobre 2010 ha effettuato 3 ricerche nel mese dal 25 luglio al 24 agosto 2010 (presso __________ __________ e __________) - ciò
che si rivela insufficiente dal profilo quantitativo (cfr. consid. 2.5.) - e
nessuna ricerca nell’arco di tempo dal 25 agosto al 25 ottobre 2010.

 

                                         Ne consegue, pertanto, che
il ricorrente, nel periodo dal 25 luglio al 25 ottobre 2010 ha violato l’obbligo di ridurre il danno imposto dalla legge (cfr. consid. 2.4.).

 

                             2.10.   L’insorgente
ha fatto valere di non aver saputo di dover conservare copia delle domande di
impiego inoltrate e delle relative risposte negative (cfr. doc. V).

 

                                         L'art. 27 della legge
federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA)
che regola la “Informazione e consulenza” ha il seguente tenore:

 

"  1
Gli assicuratori e gli organi esecutivi delle singole assicurazioni sociali,
nei limiti delle loro competenze, sono tenuti ad informare le persone interessate
sui loro diritti e obblighi.

 

2 Ognuno ha diritto, di regola gratuitamente, alla
consulenza in merito ai propri diritti e obblighi. Sono competenti in materia
gli assicuratori nei confronti dei quali gli interessati devono far valere i
loro diritti o adempiere i loro obblighi. Per le consulenze che richiedono
ricerche onerose, il Consiglio federale può prevedere la riscossione di
emolumenti e stabilirne la tariffa.

 

3 Se un assicuratore constata che un assicurato o i
suoi congiunti possono rivendicare prestazioni di altre assicurazioni sociali,
li informa immediatamente."

                                       

                                         L'art. 27 LPGA sancisce,
in particolare, per l'amministrazione un dovere di carattere collettivo,
generale e permanente di fornire informazioni (cpv. 1) e il diritto soggettivo
e individuale dell'assicurato alla consulenza (cioè un parere su ciò che
conviene fare) su un caso preciso, che può essere fatto valere in giustizia
(cpv. 2) (Su questi aspetti cfr. in particolare STFA del 14
settembre 2005 nella causa Regionales Arbeitsvermittlungszentrum Rapperswil c/
F., C 192/04, consid. 4.1., pubblicata in DTF 131 V 472 e in SVR 2006
ALV Nr. 9 pag. 31; STFA del 9 maggio 2006 nella causa V., C 241/04, consid. 6;
STFA del 28 ottobre 2005 nella causa W., C 157/05, consid. 4.2.; E. Imhof - CH
Zünd, "ATSG und Arbeitslosenversicherung" in SZS 2003 pag. 291 seg. (306); E. Imhof, "Anhang zur Vertiefung von art. 27 ATSG über
Aufklärung, Beratung und Kenntnisgabe" in SZS 2002 pag. 315 seg. (315-318); R. Spira, "Du droit d'être renseigné et conseillé par
les assureurs et les organes d'exécution des assurances sociales art. 27
LPGA" in SZS 2001 pag. 524 seg. (527); U. Kieser, "ATSG -
Kommentar", ad art. 27 pag. 317 e pag. 318-321).

 

                                         In materia di
assicurazione contro la disoccupazione questa disposizione della LPGA ha
apportato notevoli miglioramenti per gli assicurati nel senso che l'obbligo di
informare non è più limitato ad alcuni aspetti puntuali, fissati nelle
disposizioni legali (cfr. DTF 124 V 125, in particolare 221-222; DLA 2000 pag. 95) ma è stato generalizzato (cfr. E. Imhof - Ch. Zünd, art. cit, in STZ 2003
pag. 307).    

 

                                         Il
capoverso 1 dell’art. 27 LPGA prevede un obbligo di informazione generale e
permanente nei confronti di una cerchia indeterminata di persone, che non deve
avvenire unicamente su richiesta degli interessati, bensì regolarmente e
d’ufficio, e a cui viene fatto fronte ad esempio tramite la consegna di
opuscoli informativi, direttive, inserzioni, internet, ecc. (cfr. STFA C
241/04 del 9 maggio 2006 consid. 6; DTF 131 V 476 consid. 4.1.=SVR 2006 ALV Nr.
9 pag. 31; DLA 2002 pag. 194).

 

                                         Per
quanto attiene al diritto alla consulenza enunciato all'art. 27 cpv. 2 LPGA, va
segnalato che ogni assicurato può esigere che il proprio assicuratore gli
fornisca, gratuitamente, consulenza in merito ai suoi diritti e obblighi (cfr.
DLA 2007 pag. 193 segg.). Quest'obbligo concerne soltanto l'ambito di
competenza dell'assicuratore in questione e le informazioni possono esse
fornite anche da non giuristi, come del resto prima dell'entrata in vigore
della LPGA. Contrariamente alle informazioni di carattere generale, la
consulenza deve riferirsi al caso specifico (cfr. FF 1999 IV 3953).

                                         Inoltre
tale diritto non è limitato alle persone assicurate, tuttavia deve esistere uno
stretto rapporto con l'assicurazione interpellata, nel senso che la consulenza
deve riferirsi a diritti e doveri che già esistono o che possono sorgere tra la
persona che ha richiesto le informazioni e l'assicurazione interessata (cfr. U.
Kieser, op. cit., ad art. 27 n. 18 pag. 321).

 

                                         Questo
Tribunale, in una sentenza 38.2003.55 del 20 novembre 2003, massimata e
parzialmente pubblicata in RtiD I-2004 N. 55 pag. 186, chinandosi su un caso di
mancate ricerche di lavoro prima dell'iscrizione in disoccupazione, ha
stabilito che anche dopo l'entrata in vigore della LPGA e conformemente alla
giurisprudenza del TFA deve essere sanzionato con una sospensione dal diritto
all'indennità di disoccupazione l'assicurato che non ha intrapreso sforzi al
fine di reperire un impiego prima di annunciarsi per il collocamento anche se
egli ignorava questo obbligo, riservata l'ipotesi in cui egli si è rivolto
all'amministrazione per chiedere informazioni sui suoi diritti e doveri.

                                         A quest’ultimo riguardo va
evidenziato che l’Alta Corte ha confermato che il dovere di informazione e di
consulenza giusta l’art. 27 cpv. 2 LPGA deve essere ossequiato
dall’amministrazione qualora un assicurato entri in contatto con lei per
ottenere delle delucidazioni o comunque quale richiedente di determinate
prestazioni.

                                         In
particolare il Tribunale federale delle assicurazioni in una sentenza C 192/04
del 14 settembre 2005, pubblicata in DTF 131 V 472, nel caso di un assicurato
ritenuto inidoneo al collocamento, in quanto il lasso di tempo fra la
presentazione della domanda e l’inizio del soggiorno linguistico che avrebbe
effettuato all’estero - di cui aveva peraltro informato i funzionari
dell’Ufficio regionale di collocamento durante il primo colloquio - era troppo
breve per poterlo collocare, ha stabilito che ai sensi dell’art. 27 LPGA, gli
assicurati devono essere resi attenti che il loro comportamento può
pregiudicare il diritto alle prestazioni. Nella fattispecie l’Ufficio regionale
di collocamento avrebbe dovuto avvertire l’assicurato che la prevista partenza
a breve scadenza non permetteva di collocarlo. 

                                         Il TFA
ha, tuttavia, accolto il ricorso dell’Ufficio regionale di collocamento e
rinviato gli atti al Tribunale cantonale, al fine di appurare se il soggiorno
avrebbe potuto essere rinviato e se l’assicurato secondo la verosimiglianza
preponderante era disposto a posticiparlo. 

                                         In caso
affermativo, l’amministrazione deve rispondere della sua omissione - che
implica la tutela della buona fede dell’assicurato - ed erogare, quindi, a
quest’ultimo le prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione.

 

                                         In
proposito cfr. pure STF 8C_320/2010 del 14 dicembre 2010; STFA C 301/05 dell’8
maggio 2006; STFA C 157/05 del 28 ottobre 2005.

 

                                         Inoltre,
in una sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006, l’Alta Corte ha precisato che
l’obbligo di cercare un’occupazione adeguata nel periodo precedente la
disoccupazione vige anche con l’entrata in vigore della LPGA. Tale dovere è
ancorato nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché gli assicurati
non possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere tenuti a
intraprendere dei validi sforzi anche antecedentemente all’iscrizione in
disoccupazione.

 

                             2.11.   Nel caso in
esame l’assicurato ha indicato di non essere stato a conoscenza del fatto che,
qualora si fosse rivolto all’URC, avrebbe dovuto presentare delle prove
relative alle ricerche di lavoro svolte (cfr. doc. V).

 

                                         In
concreto non è in ogni caso ravvisabile una violazione del diritto
all’informazione e consulenza ex art. 27 LPGA da parte dell’amministrazione.

 

                                         In primo
luogo, l’assicurato mai ha asserito di aver preso contatto con l’amministrazione
prima dell’iscrizione in disoccupazione per avere dei ragguagli circa i suoi
doveri.

 

                                          In
secondo luogo, il TFA ha stabilito che il dovere di effettuare delle ricerche
di impiego rappresenta una regola di comportamento elementare, la quale deve
essere seguita anche senza una precedente informazione o - in caso di
insufficienti ricerche - avvertimento da parte dell’amministrazione. In effetti
gli assicurati devono intraprendere sforzi volti all’ottenimento di
un’occupazione già prima della disoccupazione (cfr. STFA C
14/06 del 6 settembre 2006 consid. 2.2; STFA C 50/06 del 23 maggio 2006 consid.
2.1.; STFA C 144/05 del 1° dicembre 2005 consid. 5.2.1.).

 

                                         Nella sentenza
C 14/06 del 6 settembre 2006, appena menzionata, l’Alta Corte ha, del resto, deciso
che non era stato violato l’art. 27 cpv. 2 LPGA nel caso di un assicurato
sanzionato per insufficienti ricerche dal profilo quantitativo. 

                                         Il TFA ha
segnatamente deciso che un assicurato nulla può dedurre a suo favore dalla
circostanza che un consulente del personale non indichi già al momento
dell’annuncio in disoccupazione il numero delle ricerche da effettuare, ma
attenda il primo colloquio di consulenza.

                                         La nostra
Massima Istanza, al riguardo, si è così espressa:

 

" 
(…)

2.1 Es steht fest und ist unbestritten, dass sich
der Beschwerdeführer während der von Februar bis Juli 2004 dauernden
Kündigungsfrist durchschnittlich um vier Arbeitsstellen pro Monat und in den Kontrollmonaten
August und September 2004 um je fünf Arbeitsstellen beworben hat.

 

2.2 Bereits in der an die Vorinstanz gerichteten
Beschwerdeschrift hat der Versicherte anerkannt, dass die von ihm getätigten
Arbeitsbemühungen in quantitativer Hinsicht nicht genügen. Er macht indessen
geltend, dass ihn das Regionale Arbeitsvermittlungszentrum (RAV) über die
Anzahl der von ihm erwarteten Bewerbungen hätte aufklären müssen und die
Unterlassung dieser Information eine Verletzung der Beratungspflicht nach Art.27
Abs.2 ATSG darstelle.

Dieser Auffassung kann nicht gefolgt werden. Denn
die Pflicht zur Vornahme persönlicher Arbeitsbemühungen stellt eine elementare
Verhaltensregel dar, die auch ohne vorgängige Aufklärung oder - im Falle
ungenügender Arbeitsbemühungen - Verwarnung seitens der Verwaltung befolgt
werden muss, was sich schon daraus ergibt, dass die versicherte Person bereits
vor Eintritt der Arbeitslosigkeit ihren diesbezüglichen Obliegenheiten
nachkommen und sich schon während der Kündigungsfrist um einen neuen
Arbeitsplatz bewerben muss (Urteil S. vom 1.Dezember 2005, C 144/05, Erw.5.2.1 mit Hinweisen). Nach der Rechtsprechung vermag denn auch ein Versicherter
nichts zu seinen Gunsten abzuleiten, wenn ihm der Berater oder die Beraterin
des RAV nicht bereits bei der Anmeldung zur Arbeitsvermittlung, sondern erst
anlässlich der ersten Besprechung bekannt gibt, wie viele Bewerbungen von ihm
monatlich erwartet werden (nicht veröffentlichtes Urteil W. vom 23.Mai 2006, C 50/06). Ebenso wenig liegt eine Verletzung der Beratungspflicht (Art.27 Abs.2ATSG) im Falle
des hier am Recht stehenden Versicherten vor, hätte dieser doch bei Anwendung
der gebotenen Sorgfalt ohne weiteres selber erkennen können und müssen, dass
die von ihm getätigten Arbeitsbemühungen in quantitativer Hinsicht bei weitem
ungenügend waren.“ 

 

                                          Il dovere di svolgere delle ricerche di lavoro implica
forzatamente il fatto di essere in grado di comprovare i
propri sforzi. 

 

                                          Nella
regola di comportamento elementare di effettuare delle ricerche di
impiego che deve essere seguita anche senza una precedente informazione
rientra, perciò, anche l’obbligo di documentare le medesime. 

 

                                          L’insorgente,
pertanto, non può trarre vantaggio alcuno, ai fini della presente lite, dall’asserzione di non essere stato al corrente di conservare copia
delle ricerche di impiego effettuate e delle relative risposte.

 

                             2.12.   Alla luce di tutto quanto
esposto, il ricorrente deve essere sospeso dal diritto alle indennità di
disoccupazione giusta l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI.

 

                                         Quanto sostenuto
dall’assicurato circa la mancanza di intenzionalità fraudolenta (cfr. doc. I)
non gli è di ausilio alcuno.

                                         Non è, infatti, necessario
un comportamento fraudolento per sanzionare un assicurato per insufficienti o
mancate ricerche di lavoro (cfr. consid. 2.6.).

 

                             2.13.   Per
quanto concerne l’entità della sanzione, va ribadito che nel
caso di specie l’URC ha inflitto all’assicurato dodici giorni di sospensione
(cfr. consid. 1.1.; 1.2.).

 

                                         A tale
proposito va evidenziato che l’amministrazione con decisione 26 gennaio 2011 ha sanzionato l’assicurato per dodici giorni per mancate ricerche, ossia gli ha inflitto 4
giorni di sospensione per ciascuno dei tre mesi precedenti l’iscrizione in
disoccupazione, facendo capo, come di prassi, al numero di giorni minimo in
caso di mancate ricerche (cfr. doc. 4; consid. 1.1.; 2.6.)

                                         Con
decisione su opposizione, però, benché avesse riconosciuto una ricerca di
lavoro, ha lasciato invariata la sanzione, allegando di avere applicato il
numero di giorni massimo in caso di insufficienti ricerche, ossia 4 giorni
(cfr. doc. III; consid. 2.6.), senza fornire ulteriori motivazioni.

 

                                         A mente
del TCA, considerato, da una parte, che è stato ritenuto che l’assicurato nel
periodo 25 luglio – 24 agosto 2010 ha compiuto tre ricerche di lavoro (cfr.
consid. 2.8.), dall’altra, che di regola vengono inflitti tre giorni di
sospensione per insufficienti ricerche durante un mese precedente l’annuncio al
collocamento e quattro giorni per mancate ricerche in tale lasso di tempo (cfr.
consid. 2.6.; il numero minimo di 4 giorni è stato, peraltro, applicato anche
dall’URC stesso per le mancate ricerche), la penalità di dodici giorni non
rispetta appieno il principio della proporzionalità (cfr. consid. 2.6.) e deve
essere ridotta a undici giorni (3 giorni per insufficienti ricerche nel mese 25
luglio - 24 agosto 2010 + 4 giorni per mancate ricerche nel mese 25 agosto - 24
settembre 2010 + 4 giorni per mancate ricerche nel mese 25 settembre - 25
ottobre 2010).

 

                                         Il
ricorso va, pertanto, parzialmente accolto e la decisione su opposizione
impugnata riformata nel senso che l’assicurato è sospeso per undici giorni dal
diritto alle indennità di disoccupazione.

 

                             2.14.   Nel ricorso l’insorgente ha
indicato che:

 

" 
(…)

Qualora il presente ricorso
producesse delle tasse e spese giudiziarie, il ricorrente chiede l’assistenza
giudiziaria." (cfr. doc. I)

 

                                         Al riguardo va osservato
che la procedura davanti al TCA in materia di assicurazione
contro la disoccupazione è di principio gratuita (cfr. art. 61 lett. a LPGA).

                                         Pertanto, in casu, non si
prelevano né tasse, né spese.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

                                         § La
decisione su opposizione del 4 aprile 2011 dell’URC di __________ è riformata
nel senso che l’assicurato è sospeso dal diritto alle indennità di
disoccupazione per undici giorni.

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti