# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dec3182e-8ed6-59bf-9fdd-82fb2ac35a37
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-09-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.09.2011 39.2011.8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2011-8_2011-09-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  39.2011.8

   

  rs

  	
  Lugano

  29 settembre
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 giugno 2011 di

 

	
   

  	
  1.  RI 1   

  2.  RI 2   

  tutti rappr.
  da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 19 maggio
  2011 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale per gli assegni
  familiari, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assegni di famiglia

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   La Cassa
cantonale per gli assegni familiari (di seguito la Cassa), con decisione su
reclamo del 19 maggio 2011, ha confermato il proprio provvedimento del 4 marzo
2011, con cui, a seguito dell’emanazione della notifica di tassazione per
l’anno 2009, ha ordinato a RI 2 e RI 1 di restituire l’importo di fr. 5’352.--
che avrebbero percepito a torto a titolo di assegni integrativi dal 1° gennaio
al 31 dicembre 2009 (cfr. doc. C; 7E-7G).

 

                                         In
particolare l’amministrazione, nella decisione su reclamo, ha indicato che
l’assicurato, mediante sottoscrizione delle dichiarazioni per lavoratori
indipendenti, era stato perfettamente informato che il reddito accertato
dall’autorità fiscale sarebbe stato risolutivo per la determinazione
dell’importo degli assegni di diritto e che eventuali assegni riconosciuti a
titolo provvisorio sarebbero stati chiesti in restituzione, se il reddito risultante
dalla decisione di tassazione fosse risultato superiore rispetto al reddito
precedentemente considerato.

                                         La Cassa
ha, inoltre, rilevato che i coniugi RI 1 avrebbero semmai dovuto inoltrare
ricorso contro la decisione di tassazione che, al contrario, è passata in
giudicato incontestata.

                                         L’amministrazione
ha poi osservato che la decisione di tassazione per l’anno 2009, ritenuto che
gli assicurati non hanno provveduto a inviarle la relativa copia, è stata
reperita unicamente nel corso del mese di febbraio 2011 durante un controllo
spontaneo. Essa ritiene, pertanto, che, siccome nessun altro elemento di
calcolo è stato contestato, la decisione di restituzione è stata emessa nel
rispetto delle disposizioni vigenti (cfr. doc. C).

 

                                         La Cassa
ha contestualmente respinto la domanda di gratuito patrocinio nella procedura
di reclamo, considerando non adempiuti i relativi presupposti, in particolare le
condizioni secondo cui la causa non deve essere palesemente priva di esito
favorevole e l’assistenza di un avvocato deve risultare necessaria, rientrando
la fattispecie nella consueta casistica riguardante la restituzione di
prestazioni indebitamente percepite (cfr. doc. C pag. 5).

 

                               1.2.   Contro la
decisione su reclamo del 19 maggio 2011 gli assicurati, rappresentati dall’avv.
RA 1, hanno inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale hanno chiesto
l’annullamento della decisione impugnata.

                                         Gli
insorgenti hanno, altresì, postulato di essere ammessi al beneficio
dell’assistenza giudiziaria nonché del gratuito patrocinio con diritto alla
rifusione di una congrua somma a titolo di ripetibili processuali di prima e seconda
istanza.

 

                                         A
sostegno delle proprie pretese ricorsuali, i ricorrenti hanno segnatamente
addotto di ritenere di aver adempiuto i loro doveri di informazione. Essi hanno
precisato che già nella decisione del 10 gennaio 2007 il reddito dichiarato
ammontava alla somma di fr. 38'400, ovvero fr. 2'591.-- annui in meno di quanto
nella notifica fiscale per il 2009 (fr. 40'991.--), su cui si è fondata la
Cassa per chiedere la restituzione.

                                         Gli
assicurati hanno rilevato che mal si comprende, quindi, come la Cassa abbia
potuto, il 22 gennaio 2009, partire da un reddito di fr. 13'000.--,
corrispondente, verosimilmente, all’importo da loro dichiarato nel Questionario
per l’affiliazione degli indipendenti (recte: Dichiarazione dei dati
relativi al reddito da attività indipendente). Al riguardo gli stessi hanno
specificato, da un lato, che essendo agli inizi dell’attività indipendente,
hanno tenuto basso il reddito, non sapendo se la loro impresa avrebbe avuto
successo, né quanto avrebbero effettivamente lucrato. Dall’altro, che l’importo
da indicare nel citato formulario è al netto delle spese aziendali sostenute e
che dunque si sarebbe dovuto tenere conto di un introito molto più cospicuo.

                                         A mente
dei ricorrenti l’amministrazione, il 22 gennaio 2009, era, rispettivamente
avrebbe dovuto essere, al corrente, usando l’ordinaria diligenza, che il loro
reddito per il 2008 ammontava a fr. 22'699.--. Essi, pertanto, mal comprendono
come possa essere stato posto alla base del calcolo per il 2009 l’importo di
fr. 13'000.--. Inoltre gli assicurati sono del parere che la Cassa avrebbe
dovuto essere a conoscenza del reddito per l’anno 2009 a decorrere dall’11 gennaio 2010, in virtù del doc. B (recte: 6D, ossia la richiesta di
rinnovo degli AFI per il 2010 del 12 gennaio 2010) dal quale emerge un
reddito di fr. 42'749.--.

                                         Gli
insorgenti ritengono decisiva, ai fini della soluzione della vertenza, la
circostanza che la Cassa, già dal 9 gennaio 2009 non poteva - usando
l’ordinaria diligenza – porre alla base del calcolo un reddito di fr. 13'000,
poiché l’8 gennaio 2009 essi avevano firmato e consegnato il Formulario per la
domanda AFI allo Sportello Laps. In proposito essi hanno asserito che non può
essere loro addebitato il fatto che eventualmente lo Sportello Laps non ha poi
trasmesso alla Cassa la documentazione, in quanto sussiste un dovere di
informazione tra lo Sportello Laps e la Cassa.

                                         I
ricorrenti hanno, altresì, fatto valere che il diritto alla restituzione è
perento, in quanto l’amministrazione doveva essere al corrente del calcolo
errato già dall’8 gennaio 2009. Secondo gli stessi il termine di perenzione annuale
è, perciò, scaduto l’8 gennaio 2010 e conseguentemente la decisione di
restituzione del 4 marzo 2011 risulta ampiamente tardiva.

                                         Gli
assicurati non comprendono, infine, l’argomentazione della Cassa secondo cui
non avrebbero inviato la decisione di tassazione 2009, visto che per ottenere
gli assegni occorre sempre produrre la tassazione (cfr. doc. I).

 

                               1.3.   La Cassa, in
risposta, ha chiesto la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. VI).

 

                               1.4.   L’11 agosto
2011 l’avv. RA 1 ha trasmesso il certificato per l’ammissione all’assistenza
giudiziaria con la relativa documentazione (cfr. doc. VIII + bis).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/ 2010 del 18 febbraio
2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se gli assicurati devono o meno restituire l’ammontare di
fr. 5’352.--, corrispondenti ad assegni integrativi percepiti nel periodo dal
mese di gennaio al mese di dicembre 2009.

                                      

                                         Più
precisamente deve essere appurato, in primo luogo, se il 4 marzo 2011 (data
dell’emissione dell’ordine di restituzione) il diritto della Cassa di
richiedere il rimborso degli assegni che gli assicurati avrebbero percepito a
torto nel 2009 era perento, come sostenuto da questi ultimi, oppure no, come
ritiene invece l’amministrazione.

 

                                         In
secondo luogo, nel caso in cui il diritto della Cassa di postulare la
restituzione degli assegni di famiglia in questione non fosse stato perento,
andrà verificato se il calcolo dell’assegno integrativo andava effettivamente
rivisto e se l’importo chiesto in restituzione risulta corretto.

 

 

 

                               2.3.   Il 1°
gennaio 2009 sono entrate in vigore la Legge federale sugli assegni di famiglia
(LAFam) del 24 marzo 2006 e la relativa Ordinanza (OAFam; cfr. RU 2008 pag. 131 segg.).

                                         Conseguentemente
il Cantone Ticino si è dotato di una nuova Legge sugli assegni di famiglia
(Laf) del 18 dicembre 2008 e di un nuovo Regolamento sugli assegni di famiglia
(Reg.Laf) del 23 giugno 2009, validi retroattivamente dal 1° gennaio 2009.

                                         Nel
diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in
vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente
rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr.
3;SVR 2003 IV Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; STFA
20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF
118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).

 

                                         Il caso
in esame si riferisce a un periodo (1° gennaio - 31 dicembre 2009) in cui la
Legge federale sugli assegni di famiglia (LAFam), la nuova Legge sugli assegni
di famiglia (Laf) e il nuovo Regolamento sugli assegni di famiglia (Reg.Laf)
erano già in vigore. Si applicano, quindi, le nuove disposizioni legali per
l’intero lasso di tempo in questione.

 

                                         Al
riguardo va, in ogni caso, evidenziato che la Legge federale sugli assegni di famiglia (LAFam) regola l’assegno per i figli e l’assegno di formazione (art. 3
LAFam), mentre le prestazioni familiari cantonali, segnatamente l’assegno
integrativo e l’assegno di prima infanzia, restano disciplinate esclusivamente
dalla Legge sugli assegni di famiglia del Cantone Ticino (art. 1 Laf).

 

                               2.4.   L’assegno
integrativo è regolato dagli art. 47 segg. della Legge sugli assegni di
famiglia (Laf) del 18 dicembre 2008.

                                         L’art. 47
Laf stabilisce come segue le condizioni per potere beneficiare dell'assegno
integrativo: 

 

" 
Richiamata la Laps, il genitore ha diritto all’assegno, per il figlio, se cumulativamente:

 

a)      è domiciliato nel cantone al momento della richiesta;

b)      coabita, anche soltanto in forma parziale, con il figlio;

c)      ha il domicilio nel Cantone da almeno tre anni. (cpv. 1)

Se entrambi i genitori
coabitano con il figlio, il diritto all’assegno spetta alla madre o al padre.
(cpv. 2)”

 

                                         Ai sensi,
poi, dell’art. 49 Laf, afferente all’importo massimo dell’assegno:

 

" 
L’importo massimo dell’assegno corrisponde alle
soglie di intervento per i figli definite dalla Laps. (cpv. 1)

Dall’importo erogabile
vanno dedotti gli eventuali assegni per figli e di formazione. (cpv. 2)”

 

                                         Dal
tenore di queste norme legali, risulta che la Laf, per il calcolo dell’assegno
integrativo, rinvia alla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps).

 

                               2.5.   Il titolare
ha diritto alle prestazioni sociali di complemento armonizzate fino a quando la
somma fra il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento, la
partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie di cui
beneficiano o potrebbero beneficiare le persone facenti parte della sua unità
di riferimento e le prestazioni sociali di complemento di cui essa beneficia
non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps). 

 

                                         Se,
nell’ambito della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di
cui potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne
hanno fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una
quota proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).

 

                                         Il
reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi
computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità
di riferimento (art. 5 Laps).

                                                      Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria
dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il
regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).

 

                                         L'art. 6
Laps regolamenta il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare imponibile, la
deduzione sociale per i coniugi giusta la legge tributaria si applica anche
alle famiglie monoparentali e alle coppie conviventi.

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. 

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa
computabile è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per
l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente
assicurate;

i)  ... 

j)  …

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

a) per le persone unità               importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari
(vLPC), in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni
stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo
annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le
persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr.
Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18
settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle
prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

 

                                         Il 1°
gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni
complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità
(LPC). L’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo
riconosciuto delle spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole
(cifra 1), fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno diritto
a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o
dell’AI (cifra 2) e di fr. 3'600.-- in più se è necessaria la locazione di un
appartamento in cui è possibile spostarsi con una carrozzella (cifra 3).

 

                                         Infine
l'art. 10 cpv. 1 Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:

 

" 
La soglia d’intervento corrisponde alla somma
di: 

a) per il titolare               importo
corrispondente al limite minimo

    del
diritto:                   previsto dalla legislazione sulle 

                                                     prestazioni
complementari all'AVS/AI per la

                                                     persona
sola

 

      b) per la prima perso-            importo
corrispondente alla metà del limite

                                        na
supplementare            minimo previsto dalla legislazione sulle

                                        dell'unità
di riferi-              prestazioni complementari all'AVS/AI per la

                                        mento   persona
sola

 

 c)  per la seconda e       importo corrispondente
al limite minimo

                                        la terza
persona               previsto dalla legislazione sulle 

                                        supplementare                 prestazioni
complementari all'AVS/AI 

                                        dell'unità
di riferi-              per il primo figlio

                                        mento:  

 

 d)  per la quarta e la       importo
corrispondente al limite minimo

                                        quinta
persona                 previsto dalla legislazione sulle

                                        supplementare
                prestazioni complementari all'AVS/AI

                                        dell'unità
di riferi-              per il terzo figlio

                                        mento:  

 e)  per la sesta e ogni    importo corrispondente
al limite minimo

                                        ulteriore
persona              previsto dalla legislazione sulle

                                        supplementare
                prestazioni complementari all'AVS/AI

                                        dell'unità
di riferi-              per il quinto figlio"

                                        mento:  

 

                                         Il nuovo
art. 10 cpv. 2 Laps, in vigore dal 1° gennaio 2008, prevede che per limiti
minimi secondo la legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI si
intende fr. 16’540.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a), fr. 8'270.--
con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. b), fr. 8'680.-- con riferimento
all’art. 10 cpv. 1 lett. c), fr. 5'787.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1
lett. d) e fr. 2'893.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e) (cfr. BU
6/2008 del 15 febbraio 2008 pag. 110).

                                      

                                         Ai sensi
dell’art. 10 cpv. 3 Laps i limiti dell’art. 10 cpv. 2 vengono adeguati
contemporaneamente ai limiti della legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI e nella misura dell’incremento deciso dall’autorità federale per le
prestazioni complementari all’AVS/AI. 

 

                                         Dal 1° gennaio 2009 gli
importi menzionati sopra sono stati aumentati a fr. 17’069.-- con
riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a), fr. 8’534.-- con riferimento all’art.
10 cpv. 1 lett. b), fr. 8'955.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. c),
fr. 5’970.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d) e fr. 2’985.-- con
riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e) (cfr. FU 25/2009 del 31 marzo 2009 pag.
2383).

 

                               2.6.   Ai sensi
dell’art. 46 Laf alle prestazioni familiari cantonali sono applicabili,
sempreché la legge non preveda espressamente una deroga, le disposizioni,
segnatamente, della Laps e della LPGA.

 

                                         Giusta
l'art. 27 Laps, relativo alla revisione,

 

" 
Il diritto alle prestazioni sociali è soggetto a
revisione su iniziativa dell’organo amministrativo competente o su domanda
dell’utente. (cpv. 1)

 

L’organo amministrativo competente effettua: 

a) revisioni periodiche delle prestazioni sociali ricorrenti di
durata superiore ad un anno e 

b) revisioni straordinarie in caso di segnalazione di cambiamenti
rilevanti ai sensi dell’art. 30 e di prestazioni indebitamente percepite. (cpv.
2)

L’utente può sempre chiedere una revisione
straordinaria. (cpv. 3)

Ogni revisione o nuova domanda che aggiorna il reddito
disponibile residuale o l’importo di una prestazione sociale di complemento
armonizzata comporta, per principio, l’adeguamento delle prestazioni sociali
già assegnate. (cpv. 4) 

L’ adeguamento delle prestazioni interviene: 

a) dal primo giorno del mese successivo alla
revisione periodica; 

b) dal primo giorno del mese in cui si è verificato l’evento
all’origine della revisione in caso di revisione straordinaria ad opera
dell’organo amministrativo competente; 

c) dal primo giorno del mese in cui è stata depositata la domanda in
caso di revisione chiesta dall’utente. (cpv. 5)."

 

                               2.7.   Relativamente
all’obbligo di informare l'art. 30 Laps, afferente alla notificazione in caso
di cambiamento delle condizioni, prevede che

 

"Le persone che compongono l'unità di
riferimento sono tenute a informare tempestivamente gli organi amministrativi
competenti per l'applicazione della legge e delle leggi speciali di ogni
cambiamento rilevante per il diritto alle prestazioni sociali."

                                      

                                         In
proposito l'art. 10 Reg. Laps precisa che

 

" 
E' considerato cambiamento rilevante:

      a)                               un
cambiamento pari ad un importo di almeno fr. 1200.-- annui del

                                        reddito
disponibile residuale dell'unità di riferimento rispetto a quello determinante
per la decisione più recente;

      b)                               una variazione
della composizione dell'unità di riferimento."

 

                               2.8.   Per quanto
riguarda l'obbligo di restituzione e il condono, l'art. 26 Laps sancisce:

 

" 
La prestazione sociale indebitamente percepita
deve essere restituita. (cpv. 1)

Il diritto di esigere la restituzione è perento
dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto
conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della
prestazione. (cpv. 2)

La restituzione è condonata, in tutto od in
parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona
fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento
al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo
grave. (cpv. 3)"

 

                                         Il
Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per
quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni
percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata
giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr.
Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).

 

                                         Secondo
l'art. 21 cpv. 4 Laps

 

"L'organo designato dalla legge speciale è
inoltre competente per le revisioni e per le decisioni di restituzione delle
prestazioni indebitamente percepite."

 

                                         Ai sensi
dell'art. 72 cpv. 2 Laf competente in merito al calcolo e al pagamento degli
assegni integrativi e di prima infanzia è la Cassa cantonale per gli assegni
familiari.

 

                               2.9.   Secondo la
giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile
alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998
menzionato sopra (cfr. consid. 2.8.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso
è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In
effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato
formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è
senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve
procedervi se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a
indurre ad una conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può
richiedere una restituzione (cfr. STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000; DTF 122 V
21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).

                                         Per quel
che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare
limite generalmente valido. È infatti determinante l’insieme delle circostanze
del singolo caso (RCC 1989 p. 547).

 

                                         È tenuto
alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla
quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è
quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante
sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto
l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame
nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung
unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea
1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA C 25/00
del 20 ottobre 2000).

                                         Il
principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle
regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.
art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS
e delle leggi ad essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se
il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la
persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura
distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la
restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS
e art. 79 OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et
survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).

                                         Questo concetto
è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps

(cfr. consid. 2.8.).

 

                             2.10.   A motivazione
dell’ordine di restituzione la Cassa ha posto la notifica di tassazione emessa
per l’anno 2009 il 25 agosto 2010 dall’Ufficio di tassazione di __________, da
cui è emerso che in quell’anno i coniugi RI 1hanno conseguito un reddito da
attività indipendente superiore a quello considerato dall’amministrazione ai
fini della determinazione dell’ammontare degli assegni integrativi per il 2009
(cfr. doc. C; 7E; 2B; 2C).

 

                                         Gli
insorgenti hanno invocato la perenzione del diritto alla restituzione della
parte resistente (cfr. doc. I; 7).

 

                                         In
proposito è utile ribadire che l’art. 26 cpv. 2 Laps (cfr. consid. 2.8.)
prevede che il diritto di esigere la restituzione è perento dopo un anno dal
momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto conoscenza
dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della
prestazione.

 

                                         Il tenore
di tale disposto corrisponde a quello dell’art. 25 cpv. 2 LPGA (applicabile
alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale) secondo
cui il diritto di esigere la restituzione si estingue dopo un anno a decorrere
dal momento in cui l’istituto di assicurazione ha avuto conoscenza del fatto, a
al più tardi cinque anni dopo il versamento della prestazione.

 

                                         Visto che
il contenuto dell’art. 26 cpv. 2 Laps è essenzialmente il medesimo di quello
dell’art. 25 cpv. 2 LPGA, la giurisprudenza valida per quest’ultimo – elaborata
sotto l’egida del vecchio diritto (cfr. art. 95 cpv. 4 vLADI; U. Kieser, ATSG
Kommentar, 2. edizione, 2009, ad art. 25, n. 38) – va applicata per analogia
anche al disposto della Laps.

 

                                         In
particolare l’art. 95 cpv. 4 vLADI, in vigore fino al 31 dicembre 2002,
enunciava che la pretesa si prescrive in un anno dal momento in cui il servizio
di pagamento ha avuto conoscenza dei fatti, al più tardi in cinque anni dopo il
versamento.

 

                                         A
quest’ultimo riguardo in una sentenza non pubblicata del 16 settembre 1997
nella causa CPCAD contro T. SA e TCA (C 69/97), il Tribunale federale delle
assicurazioni (TFA) ha stabilito che i termini dell'art. 95 cpv. 4 vLADI,
contrariamente al tenore letterale della norma, costituiscono un termine di
perenzione (cfr. pure DTF 122 V 270, consid. 5a, pag. 274-275; DTF 119 V 431,
consid. 3a, pag. 433) che decorre nel momento in cui l'amministrazione poteva
ragionevolmente avere conoscenza dei fatti giustificanti la restituzione.

                                         I termini
di perenzione non possono, poi, essere né interrotti né sospesi e devono essere
applicati d’ufficio (cfr. DTF 111 V 135, consid. 3b,
pag. 136; cfr. pure T. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Ed. Stämpfli,
Berna 1997, N. 36-37, pag. 59-60 e N. 12-13, pag. 311-312).

 

                                         Si
tratta, quindi, pure per quanto attiene all’art. 26 cpv. 2 Laps, di un termine
di perenzione (cfr. STCA 39.2008.2 del 29 maggio 2008 consid. 2.9.).

 

                                         In una
sentenza C 17/03 del 2 settembre 2003, pubblicata in SVR 2004 ALV Nr. 5, è
stato, inoltre, ribadito che per “momento in cui il servizio di pagamento ne ha
avuto conoscenza” a partire dal quale inizia a decorrere il termine di
perenzione di un anno bisogna intendere il momento in cui l’amministrazione,
dando prova dell’attenzione da essa esigibile, avrebbe dovuto riconoscere che i
presupposti per una restituzione erano dati.

 

                             2.11.   Nell’evenienza
concreta, allorché nel gennaio 2009 è stato calcolato l’assegno integrativo per
il 2009 (cfr. doc. 2A-2C), la Cassa non disponeva dei dati riguardanti il
reddito conseguito nel 2009 da RI 1 dalla sua attività indipendente.
L’amministrazione si è, perciò, basata su un reddito provvisorio di fr. 13’000.--
(cfr. doc. 2C), dichiarato dall’assicurato (cfr. doc. 1).

 

                                         La
decisione di tassazione per l’anno 2009 è stata emessa il 25 agosto 2010 ed è
passata in giudicato incontestata (cfr. doc. 3, C).

 

                                         A seguito
dell’emanazione della tassazione per il 2009, la Cassa, che ha affermato di
esserne venuta a conoscenza nel corso del mese di febbraio 2011 in occasione di un controllo spontaneo, ha ricalcolato le prestazioni di spettanza degli
assicurati (cfr. doc. 4D; 4E; 7E; C).

                                         Il 4
marzo 2011 l’amministrazione ha, conseguentemente, emesso un ordine di
restituzione dell’importo di fr. 5’352.--, confermato con decisione su reclamo
del 19 maggio 2011 (cfr. consid. 1.1., doc. 7E; C).

 

                                         I
ricorrenti ritengono perento il diritto di chiedere il rimborso degli assegni
di famiglia che gli stessi avrebbero percepito indebitamente.

                                         Essi, al
riguardo, hanno segnatamente precisato che l’amministrazione doveva essere al
corrente del calcolo errato già dall’8 gennaio 2009. Secondo gli stessi il
termine di perenzione annuale è, perciò, scaduto l’8 gennaio 2010 e
conseguentemente la decisione di restituzione del 4 marzo 2011 risulta
ampiamente tardiva.

 

                             2.12.   Chiamata a
pronunciarsi in merito alla questione della perenzione del diritto della Cassa
di richiedere ai coniugi RI 1il rimborso di assegni familiari che avrebbero percepito
indebitamente nel 2009, questa Corte, considerato che la decisione di
tassazione per il 2009 è stata emessa il 25 agosto 2010, ritiene che, a
prescindere dal momento esatto in cui l’amministrazione è venuta a conoscenza
del menzionato provvedimento fiscale, il termine di perenzione di un anno ha
iniziato a decorrere, al più presto, nell’agosto 2010 ed è scaduto nell’agosto
2011.

 

                                         Quanto addotto
dagli insorgenti, ossia che già precedentemente all’emanazione della decisione
di tassazione per l’anno 2009 del 25 agosto 2010 la Cassa sapeva, o perlomeno
avrebbe dovuto sapere, che il reddito di RI 1 per il 2009 era più elevato di
fr. 13'000.--, in quanto nella decisione afferente al 2007 il reddito ammontava
a fr. 38'400.-- (cfr. doc. I), si rivela infondato.

 

                                         In
effetti se è vero che dalla decisione del 10 gennaio 2007 relativa agli AFI per
il 2007 risulta un reddito complessivo di fr. 38'400.-- (cfr. doc. 5B; 5D), è
altrettanto vero che dalla conferma della richiesta di rinnovo dell’assegno
integrativo per il 2008, sottoscritta dall’assicurato l’8 gennaio 2008, si
evince un reddito di fr. 11'974.-- (cfr. doc. 6, 6A).

 

                                         Inoltre
va osservato che i redditi relativi agli anni precedenti non sono, in ogni
caso, vincolanti per definire il reddito per il 2009. 

 

                                         Il
reddito, in particolare per gli indipendenti i cui guadagni sono soggetti a
fluttuazioni, va determinato per ogni singolo anno in modo autonomo, se del
caso in via provvisoria prima di essere in possesso di dati definitivi.

 

                                         Del resto
l’insorgente, quando il 19 novembre 2008, ha sottoscritto la “Dichiarazione dei dati relativi al reddito da attività indipendente”, si è
impegnato a:

 

" 
-   tenere costantemente informato l’ufficio
competente degli eventuali 

    cambiamenti del reddito da attività
indipendente;

 

-   trasmettere immediatamente all’/agli ufficio/i cantonale/i
competente/i per la prestazione Laps versata, una copia della decisione di
tassazione cresciuta in giudicato per ogni anno nel quale è stata concessa tale
prestazione;

 

-   eventualmente restituire quella parte di prestazione sociale
Laps che sarà assegnata a titolo provvisorio sulla base dei dati forniti, e
alla quale non avrebbe avuto diritto computando il reddito da attività
indipendente stabilito dall’ufficio tassazione per l’anno di riferimento della
prestazione.” (cfr. doc. 1)

 

                                         Infine
nel caso di specie risulta decisiva la circostanza che il ricorrente stesso nel
novembre 2008, compilando la “Dichiarazione dei dati relativi al reddito da
attività indipendente” fornitagli dallo Sportello Laps di __________
contestualmente alla domanda di rinnovo degli AFI per il 2009, ha indicato che il suo reddito annuo come indipendente annunciato all’AVS per il 2008 ammontava
a fr. 13'000.-- e che il suo reddito annuo netto stimato per il 2009 era pari a
fr. 13'000.-- (cfr. doc. 1).

                                         Egli, l’8
gennaio 2009, ha peraltro confermato davanti allo Sportello Laps,
sottoscrivendo il calcolo della lacuna di reddito Laps della sua unità di
riferimento, che il reddito per il 2009 corrispondeva a fr. 22'699.-- (cfr.
doc. 6B; 6C).

                                         Tale
importo è stato ripreso nella decisione del 22 gennaio 2009 con la
specificazione che esso era composto di fr. 13'000.--, reddito da attività
indipendente del marito, + fr. 2'499.--, reddito da attività dipendente della
moglie, + fr. 7'200.--, alimenti per il figlio della moglie __________ (cfr.
doc. 2B; 2C).

 

                                         Il fatto
che nel gennaio 2010 in occasione della richiesta di rinnovo degli AFI per il
2010 l’assicurato abbia comunicato un reddito di fr. 39'600.-- (cfr. doc. 5I;
6D; 6E), ovvero maggiore di quello dichiarato per il 2009, è irrilevante, visto
che in ogni caso tale ammontare non risulta da dati definitivi né per l’anno
2010, né soprattutto per l’anno 2009, per il quale la tassazione non era stata
ancora emessa.

 

                             2.13.   In simili
condizioni, allorché la Cassa ha emesso la decisione del 4 marzo 2011 il
diritto alla restituzione delle prestazioni che i ricorrenti avrebbero
indebitamente riscosso per l’anno 2009 non era, dunque, ancora perento.

 

                             2.14.   Per quanto
riguarda il principio della restituzione, va sottolineato che, come già
esposto, l’Ufficio di tassazione di __________ il 25 agosto 2010 ha, effettivamente, emanato la notifica di imposte relativa ai coniugi RI 1 per l’anno 2009.
Dalla stessa si evince un reddito da attività indipendente del marito di fr. 40’991.--
(cfr. doc. 3).

 

                                         Contro
tale decisione gli assicurati non hanno interposto reclamo (cfr. doc. C). Il
provvedimento emesso dall’autorità fiscale, come visto sopra, è quindi passato
in giudicato incontestato.

 

                                         Il
guadagno annuo da attività indipendente del ricorrente di fr. 40’991.--
risultante dalla decisione di tassazione per l’anno 2009 si rivela più elevato
di quanto conteggiato dalla Cassa nella decisione del gennaio 2009 concernente il
periodo gennaio-dicembre 2009 (cfr. doc. 2).

                                         Essa,
allora, aveva computato un reddito da attività indipendente di fr. 13’000.--
(cfr. doc. 2C), sulla base di quanto dichiaratole dall’assicurato stesso (cfr.
doc. 1).

 

                                         E’
pertanto evidente che, essendosi realizzato un cambiamento importante del
reddito disponibile dei ricorrenti (cfr. art. 10 Reg.Laps), il calcolo
dell'assegno integrativo e dell’assegno di prima infanzia andava rivisto in
base al nuovo reddito più elevato.

 

                                         Di
conseguenza gli insorgenti, da un profilo oggettivo, hanno
effettivamente percepito indebitamente gli assegni integrativi afferenti al
periodo gennaio-dicembre 2009.

                                         Essi
vanno così restituiti già a prescindere dalla dichiarazione sottoscritta da RI
1 nel novembre 2008, mediante la quale si è impegnato a restituire quella parte
di prestazioni sociali Laps assegnata a titolo provvisorio sulla base dei dati forniti
dal medesimo e alla quale non avrebbero avuto diritto computando il reddito da
attività indipendente stabilito dall’Ufficio di tassazione per l’anno di
riferimento (cfr. doc. 1).

 

                             2.15.   Occorre ora
stabilire se l’importo chiesto in restituzione sia corretto.

 

                                         Giusta
l’art. 6 Laps il reddito computabile è costituito, segnatamente, dai redditi ai
sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria (LT).

 

                                         L’art. 17
LT relativo al reddito da attività indipendente prevede che:

 

" 
1Sono imponibili tutti i proventi dall’esercizio di un’impresa
commerciale, industriale, artigianale, agricola o forestale, da una libera
professione e da ogni altra attività lucrativa indipendente.

2Fanno parte dei proventi da attività indipendente anche tutti gli
utili in capitale conseguiti mediante alienazione, realizzazione o
rivalutazione contabile di elementi della sostanza commerciale. Il
trasferimento di questi elementi nella sostanza privata o in imprese o
stabilimenti d’impresa siti all’estero è equiparato all’alienazione. La
sostanza commerciale comprende tutti i valori patrimoniali che servono
integralmente o in modo preponderante all’attività lucrativa indipendente; lo
stesso dicasi per le partecipazioni di almeno il 20 per cento al capitale
azionario o al capitale sociale di una società di capitali o di una società
cooperativa, purché il proprietario le dichiari come sostanza commerciale al
momento del loro acquisto.

3Gli utili conseguiti mediante alienazione, realizzazione o
rivalutazione contabile di immobili sono imponibili fino a concorrenza delle
spese d’investimento.

4L’articolo 67 si applica per analogia ai contribuenti che tengono
una contabilità in buona e debita forma.”

 

                                         Come
esposto precedentemente (cfr. consid. 2.14.), dai dati fiscali relativi al 2009
emersi dalla decisione di tassazione del 25 agosto 2010, risulta che il reddito
da attività indipendente conseguito dall’insorgente in quell’anno corrisponde a
fr. 40’991.-- (cfr. doc. 3).

 

                                         A questo
proposito va rilevato che per costante giurisprudenza ogni tassazione fiscale è
presunta conforme alla realtà. Nell'ambito dell'AVS, ad esempio, le casse di
compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di tassazione e
il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione fiscale
unicamente dal profilo della legalità. L'autorità giudicante non può scostarsi
da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa contenga
errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili, oppure
quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi
in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una
tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta
alle autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve
intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione.

                                         Per
costante giurisprudenza l'assicurato esercitante un'attività indipendente deve
anzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto
concerne i contributi delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26
consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35,
RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid.
4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130
consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale federale delle assicurazioni ha comunque precisato
che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il
giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione
degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, p. 242ss).)

                                         Il
principio secondo cui occorre difendere i propri diritti nel procedimento
fiscale non viene, invece, applicato dal Tribunale federale nei casi in cui ci
troviamo in presenza di un importo di tassazione irrilevante o nullo (cfr. STF
H 64/06 dell’11 aprile 2007; STFA H 38/05 del 10 giugno 2005; STCA 39.2009.15 del
22 marzo 2010).

 

                                         Alla luce
di quanto esposto e ritenuto che i coniugi RI 1 non hanno, in ogni caso,
contestato il dato relativo al reddito da attività indipendente emergente dalla
decisione di tassazione 2009 in quanto tale nemmeno dinanzi al TCA (cfr. doc.
I), questa Corte, in casu, non ha motivo di scostarsi dai dati risultanti dalla
notifica di tassazione per l’anno 2009 dei ricorrenti.

 

                                         Nell’atto
ricorsuale è stata piuttosto avanzata l’obiezione che l’importo afferente al
reddito presumibile da indicare nella “Dichiarazione dei dati relativi al
reddito da attività indipendente” è al netto delle spese aziendali sostenute. A
mente degli insorgenti, quindi, la Cassa avrebbe dovuto tenere conto di un
introito molto più cospicuo rispetto alla somma di fr. 13'000.-- dichiarata
dall’insorgente (cfr. doc. I).

 

                                         Al
riguardo va, tuttavia, evidenziato che il reddito da attività indipendente
considerato a livello fiscale è determinato sulla base del bilancio e del conto
economico dell’esercizio annuo o, nel caso di contribuenti non obbligati a
tenere una contabilità commerciale, del modulo 10 “Questionario per
indipendenti senza contabilità” nel quale vanno indicati, oltre alla cifra
d’affari e altri redditi commerciali, costi e spese generali, tra le quali i
salari per il personale e i contributi AVS/AI/IPG/AD/AINP per i dipendenti,
nonché per il contribuente stesso (cfr. Istruzioni per la compilazione della dichiarazione
d'imposta 2006 delle persone fisiche, p.to 2; www.ti.ch/dfe/DC/IMPOSTE/persone_fisiche/2007/moduli).

 

                                         Anche il
reddito da attività indipendente risultante dalla notifica di tassazione e
determinante ai fini del calcolo degli assegni di famiglia è, quindi, quello
netto (cfr. art. 17 e 24 LT; STCA 39.2008.2 del 29 maggio 2008 consid. 2.13; STCA
30.2009.28 del 29 settembre 2009 consid. 8-10).

 

                                         Di
conseguenza il computo nel conteggio provvisorio del gennaio 2009 relativo
all’assegno integrativo della somma netta di fr. 13'000.-- non presta il fianco
a critiche.

 

                             2.16.   I
redditi computabili dei ricorrenti, per il periodo dal mese di gennaio al mese
di dicembre 2009, sono pertanto costituiti dal reddito dall’attività
indipendente del marito di fr. 40’991.-- (cfr. consid. 2.15.), dal reddito da
attività dipendente della moglie di fr. 2'499.-- (cfr. doc. 4D; 2C) e dagli alimenti di fr. 7'200.-- (cfr. doc. 4D; 2C), per complessivi fr. 50’690.--.

 

                                         La
sostanza risulta nulla (cfr. doc. 4D; 2C).

 

                                         Le
spese computabili sono, invece, composte dal premio della
cassa malati di fr. 10’398.-- (cfr. 4D; 2C), dalla spesa per l’alloggio di fr. 18’000.-- (cfr. doc. 4D; 2C) e dai contributi AVS/AI/IPG/AD/AINP di fr. 195
(cfr. doc. 4D; 2C).

                                         Esse, globalmente,
corrispondono a fr. 28'593.-- all’anno.

 

                                         Di conseguenza il reddito
disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.5.) dei ricorrenti ammonta a
fr. 22’097 (redditi computabili di fr. 50’690.-- - spese
computabili di fr. 28’593).

 

                                         La soglia di intervento
per il 2009 dell’unità di riferimento degli insorgenti (2 adulti + 3 figli) è
di fr. 49’483.-- all’anno (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         Gli
assicurati hanno diritto all'assegno integrativo allorché il reddito
disponibile residuale, sommato al sussidio per il premio della cassa malati e
alle prestazioni sociali di complemento di cui un assicurato beneficia, non
raggiunge la soglia di intervento (cfr. art. 11 Laps; consid. 2.5.).

 

                                         In concreto i ricorrenti
presentano una lacuna di reddito Laps di fr. 18’528.-- [fr. 49’483.--
(soglia di intervento) - fr. 22’097.--(reddito disponibile residuale) - fr.
8’858.-- (sussidio cassa malati)].

 

                                         Gli
assicurati hanno, dunque, diritto per il lasso di tempo gennaio – dicembre 2009 a un assegno integrativo di fr. 18'528.-- annui, pari a fr. 1'544.-- al mese.

                                         Essi, per
tale periodo, hanno per contro percepito degli assegni integrativi di fr. 23’880.--
(fr. 1’990.-- X 12 mesi; cfr. doc. 4B; 2).

 

                                         I
ricorrenti devono, pertanto, restituire l’importo di fr. 5’352.-- (fr. 23’880.--
- fr. 18’528.--), come stabilito dalla Cassa.

 

                             2.17.   Con il ricorso gli insorgenti
hanno chiesto al TCA di essere sentiti, come pure di procedere all’audizione di
__________ dello Sportello Laps di __________ (cfr. doc. I pag. 4).

 

                                         Per
quanto concerne, in particolare, l’audizione personale, va ribadito che giusta
l'art. 6 n. 1 CEDU, ogni persona ha diritto a un'equa e pubblica udienza entro
un termine ragionevole, davanti a un tribunale indipendente e imparziale
costituito per legge, al fine della determinazione sia dei suoi diritti e dei
suoi doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che
gli venga rivolta. 

 

                                         Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, confermata in DTF 122 V 54s. consid. 3, la pubblicità
del dibattimento, imposta dall'art. 6 n. 1 CEDU ed ormai ancorata anche nella
Costituzione svizzera all'art. 30 cpv. 3, dev'essere principalmente garantita
nella procedura di ricorso di prima istanza (cfr. STF 8C_504/2010 del 2
febbraio 2011). Tuttavia, lo svolgimento di un pubblico dibattimento in materia
di assicurazioni sociali presuppone l'esistenza di una richiesta chiara e
inequivocabile di una parte nel corso della procedura ricorsuale di prima
istanza (cfr. STF 9C_578/2008 del 29 maggio 2009 consid. 4.8.; DTF 122 V 55
consid. 3a con riferimenti). Una semplice richiesta di prove, così come delle
domande tendenti alla comparizione oppure a un interrogatorio personale, a un
interrogatorio delle parti, a un’audizione testimoniale oppure a un
sopralluogo, non sono sufficienti per fondare un simile obbligo (cfr. SVR 2009
IV Nr. 22 pag. 62; DTF 125 V 38 consid. 2).

                                         L’Alta
Corte ha, inoltre, stabilito che il rifiuto di differire un'udienza pubblica
fondato su motivi obiettivi non è in contrasto con il diritto federale e, in
particolare, con l'art. 6 n. 1 CEDU (sul tema cfr. tuttavia DTF 136 I 279; DTF
127 V 491; STF 8C_504/2010 succitata).

 

                                         Nella
concreta evenienza - contrariamente a quanto esige la giurisprudenza federale
-, i ricorrenti non hanno formulato un'esplicita richiesta di indire un
pubblico dibattimento, ma hanno semplicemente domandato di essere sentiti come
testimoni da questo Tribunale (cfr. doc. I pag. 4).

 

                                         Inoltre
conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l'istruttoria da effettuare
d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle
prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. SVR 2003 IV Nr. 1; STF
8C_845/2009 del 7 dicembre 2009; STF I 1018/06 del 16 gennaio 2008 consid.
5.3.; STFA U 416/04 del 16 febbraio 2006, consid. 3.2.; STFA H 411/01 del 5
marzo 2003; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa
D.SA, H 299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15
novembre 2001 nella causa P., U 82/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27
ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F.
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata)

 

                                         In simili
condizioni, considerato che la documentazione già presente all’inserto consente
al TCA di emanare il proprio giudizio, questo Tribunale ritiene che le
audizioni postulate non potrebbero mettere in luce nuovi elementi ai fini del
giudizio.

                                         Di
conseguenza la richiesta degli insorgenti concernente la loro personale audizione,
nonché l’audizione di una teste deve essere respinta.

 

                             2.18.   La decisione su reclamo del 19
maggio 2011, nella misura in cui ha confermato l’ordine di restituzione di fr.
5'352.-- del 4 marzo 2011, deve, pertanto, essere confermata.

 

                             2.19.   A titolo
abbondanziale e in riferimento a quanto i ricorrenti hanno richiesto
all’amministrazione con il reclamo del 1° aprile 2011 e il ricorso del 16
giugno 2011, ossia di rinunciare al rimborso della somma di fr. 5’352.-- (cfr.
doc. 7; I), giova rilevare che il disposto legale menzionato dagli insorgenti,
ossia l’art. 43 Laps (recte: Las), regola la rinuncia totale o parziale
al rimborso nei confronti di una persona che ha beneficiato della pubblica
assistenza (il rimborso è previsto giusta l’art. 33 Las, ad esempio, in caso di
versamenti di anticipi su prestazioni assicurative non ancora corrisposte o di
acquisizione di una sostanza rilevante) o al regresso verso il coniuge o il
partner registrato o altri parenti ex art. 37 e 38 Las).

                                         In
concreto gli assicurati si riferiscono invece al condono.

                                         Ai sensi
dell’art. 26 cpv. 3 Laps la restituzione è condonata, in tutto od in parte, se
il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona fede e
se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento al
momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo
grave (cfr. consid. 2.8.).

 

                                         Il
condono non è, tuttavia, oggetto della presente vertenza, dato che la decisione
su reclamo impugnata si limita unicamente a chiedere la restituzione degli
assegni integrativi percepiti a torto nell’arco di tempo in questione.

 

                                         La Cassa, inoltre, rettamente nella decisione del 4 marzo 2011 ha indicato che la buona fede e l’onere troppo grave potranno essere oggetto di esame
nell’ambito di una successiva procedura che gli assicurati potranno avviare
dopo che sarà definitivamente stabilito l’obbligo di restituire (cfr. doc. 7F).

 

                                         In effetti
per costante giurisprudenza è possibile pronunciare una decisione di condono
solo al momento della crescita in giudicato formale della decisione di
restituzione, ritenuto che unicamente in quel caso tale obbligo è stabilito
definitivamente (cfr. STF 9C_211/2009 del 26 febbraio 2010; STF 8C_130/2008
dell'11 luglio 2008; STF 8C_617/2009 del 5 novembre 2009).

                             2.20.   Gli assicurati
hanno chiesto l’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio dell’avv. RA
1 (doc. I pag. 4-5). 

 

                                         In realtà
la domanda dei ricorrenti di assistenza giudiziaria deve essere intesa solo
come richiesta di gratuito patrocinio, visto che la procedura davanti al TCA in
materia di assegni di famiglia è di principio gratuita (cfr. art. 29 cpv. 1
Lptca).

 

                                         Secondo
l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio gratuito patrocinio
è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria.

 

                                         L'art. 3
Lag prevede:

 

" 
1L'istituto
dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica 

indigente la tutela adeguata dei suoi diritti
dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."

 

" 
2E' ritenuta
indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri
agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."

 

                                         Le altre
condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge
sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite
negativamente all'art. 14 Lag:

 

" 
1L'assistenza
giudiziaria non è concessa:

a)
  la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito
favorevole;

b)
  una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a
causa delle spese che questa comporta.

 

2L'ammissione
al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di
procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è
necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta
difficoltà particolari."

 

                                         I criteri
posti nella legge cantonale sono identici a quelli fissati dalla giurisprudenza
federale elaborata interpretando le norme di diritto federale delle
assicurazioni sociali (cfr. art. 85 cpv. 2 lett. f v.LAVS). 

                                         Pertanto
la Lag, a cui la LPTCA rinvia, è stata ritenuta conforme all’art. 61 lett. f
LPGA (cfr. DTF 130 V 320; STCA del 25 ottobre 2004 nella causa H., 35.2004.24,
consid. 2.14.; STCA del 2 settembre 2004 nella causa A., 38.03.101, consid.
2.16.), in vigore dal 1° gennaio 2003 per i settori delle assicurazioni sociali
disciplinati dal diritto federale, secondo cui nella procedura giudiziaria
cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le
circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito
patrocinio. 

 

                                         Infatti
l’art. 61 lett. f LPGA ha mantenuto invariate le condizioni cumulative per la
concessione dell’assistenza giudiziaria rispetto al vecchio diritto elaborate
dalla giurisprudenza.

 

                                         Il TCA, nella
presente fattispecie, ritiene che non sia soddisfatto il requisito della
probabilità di esito favorevole (cfr. STF 8C_563/2010 del 29 settembre 2010; STFA
U 347/98 del 10 ottobre 2001; STFA I 446/00 dell'8 febbraio 2001; STFA U 220/99
del 26 settembre 2000; STFA 1P.569/2001 del 17 ottobre 2001; DTF 119 Ia 253
consid. 3b).

 

                                         Tale
presupposto difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue
che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe
al processo in considerazione delle spese cui si esporrebbe (cfr. STFA del 26
settembre 2000 nella causa D.N.; RAMI 1994 pag. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b;
DTF 119 Ia 251; B. Cocchi/F. Trezzini, Codice di procedura civile ticinese
massimato e commentato, Lugano 2000, ad art. 157, pag. 491-492, n. 1).

                                         A tal
proposito si osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole non si
deve adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di
primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di essere
accolto che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un
ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (STF 8C_26/2010
del 27 maggio 2010; 8C_253/2007 del 23 gennaio 2008; STFA K 75/05 del 9 agosto
2005; STFA I 173/04 del 10 agosto 2005; STFA I 422/04 del 29 agosto 2005; STFA
non pubbl. del 29 giugno 1994 in re A.D.; DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid.
2c). 

                                         Inoltre,
quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si
eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi,
le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (cfr. DTF 125
II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; B. Cocchi/F.
Trezzini, op. cit., ad art. 157, pag. 491, nota 591).

 

                                         Nel caso
concreto, alla luce della Laf, della Laps, della giurisprudenza pubblicata nel
sito www.sentenze.ti.ch,
nonché nella Rivista ticinese di diritto e in riviste specialistiche, la
presente vertenza appariva, dopo un esame forzatamente sommario, destinata
all'insuccesso già al momento della presentazione dell'istanza, in quanto le
prospettive di esito favorevole erano considerevolmente minori dei rischi di
perdere la causa. 

                                         In
effetti, come esposto ai considerandi precedenti, dalla rilevante
documentazione agli atti, segnatamente dalla decisione di tassazione per l’anno
2009 emessa il 25 agosto 2010 e dalla Dichiarazione dei dati relativi al
reddito da attività indipendente del 19 novembre 2008 emerge in modo indubbio
che il diritto della Cassa al rimborso degli AFI percepiti dai ricorrenti nel
2009, il 4 marzo 2011, quando è stato emanato l’ordine di restituzione non era
perento, come pure la correttezza dell’importo chiesto in restituzione,
ritenuto che è stato contestato unicamente il redito da attività indipendente
del marito.

 

                                         Inoltre
gli elementi fattuali della fattispecie non lasciano spazio al potere di
apprezzamento del TCA.

                                         Di primo
acchito, dunque, si doveva concludere che il procedimento non aveva probabilità
di esito favorevole (cfr. DTF 125 II 265 consid. 4c; STCA 38.2007.100 del 25
febbraio 2008; STCA 35.2002.12 del 21 maggio 2002; STCA 35.2002.32 del 9 luglio
2002).

 

                                         In simili
condizioni, non essendo realizzato nel caso in esame uno dei tre presupposti
cumulativi, la domanda di assistenza giudiziaria deve essere respinta.

 

                             2.21.   I ricorrenti
hanno pure postulato l’assistenza giudiziaria per la procedura di reclamo (cfr.
doc. I pag. 5).

 

                                         L'art. 37
LPGA, relativo alla rappresentanza e patrocinio nella procedura davanti
all'assicuratore, applicabile in virtù del rinvio di cui agli art. 46 Laf e 33 cpv.
3 Laps, prevede:

 

" 
La parte può farsi
rappresentare, se non deve agire personalmente, o farsi patrocinare nella
misura in cui l’urgenza di un’inchiesta non lo escluda. (cpv. 1)

L’assicuratore può esigere che
il rappresentante giustifichi i suoi poteri con una procura scritta. (cpv. 2)

Finché la parte non revochi la
procura l’assicuratore comunica con il rappresentante. (cpv. 3)

Se le circostanze lo esigono,
il richiedente può beneficiare di patrocinio gratuito. (cpv. 4)"

 

                                         Qualora
dunque un assicurato non disponga di sufficienti mezzi finanziari, le sue
conclusioni non siano sprovviste di possibilità di successo e la lite non sia
priva di difficoltà di ordine fattuale o giuridico, egli ha diritto al gratuito
patrocinio nella procedura di opposizione del diritto delle assicurazioni
sociali (cfr. SVR 2004 EL Nr. 4). 

 

                                         Al
riguardo cfr. anche STFA C 254/04 del 15 marzo 2005; Plädoyer 1/05 pag.
70-71; RtiD I-2005 N. 46 pag. 177.

 

                                         In casu,
alla luce di quanto esposto al considerando precedente in merito al fatto che
il procedimento non aveva probabilità di esito favorevole, il gratuito
patrocinio deve essere negato anche per la procedura di reclamo.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   L’istanza
tendente alla concessione del gratuito patrocinio sia per la procedura
ricorsuale dinanzi al TCA che per la procedura di reclamo è respinta.

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti