# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e97b882c-bbe0-5170-b77a-c9e69bab7db2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-08-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.08.2005 38.2005.44
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2005-44_2005-08-10.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2005.44

   

  DC/ss

  	
  Lugano

  10 agosto 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
						

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10 maggio 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 11 aprile
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Sezione del lavoro Ufficio giuridico, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 24
ottobre 2004 l'URC di __________ ha trasmesso alla Sezione del lavoro una
comunicazione ("Dubbi circa l'idoneità al collocamento") concernente RI
1, di professione impiegato di vendita al minuto, del seguente tenore:

 

" 
Il sig. RI 1 si è iscritto in disoccupazione a
far tempo dal 23.08.04. Disponibile al collocamento nella misura del 100% come
impiegato di vendita al minuto. Nel frattempo l'assicurato si è iscritto ad un
corso di tedesco in __________ (vedi documentazione allegata), malgrado fosse
stato informato telefonicamente che questo tipo di misura non poteva essere
riconosciuta dalla disoccupazione (vedi verbali del 22.09.04 e 24.09.04), data
d'inizio 27.09.04.In data odierna il sig. RI 1 si è presentato dalla
disoccupazione. Dato il corto periodo di permanenza in disoccupazione si chiede
di valutare l'idoneità al collocamento del signor RI 1."

(doc. 13)

 

Il 7
ottobre 2004 il padre dell'assicurato ha inviato all'URC uno scritto nel quale
rileva:

" 
(...) voglio precisare che mio figlio segue un
corso di tedesco (è già partito) per poter avere maggiori possibilità di
trovare lavoro in Ticino e non pesare sulla collettività, vedi disoccupazione,
pertanto visto che già penalizzato in quanto le spese relative al corso sono
tutte a suo carico, vi chiedo di tenere conto senza dar seguito alla richiesta
di valutare l'idoneità al collocamento, la decisione di partire è dovuta al
fatto che tutte le domande di lavoro inoltrate, sono risultate vane, la sua
disponibilità ad iniziare un nuovo lavoro era totale ma il desiderio di
imparare un'altra lingua per poter avere maggiori possibilità di lavoro è da
premiare e non penalizzare ulteriormente. E inoltre aggiungo che mio figlio, RI
1, in questo breve periodo sarebbe comunque stato disposto a lavorare in
professioni generiche, nella ristorazione o come magazziniere o operaio, non
solo come venditore." (doc. 9)

 

                               1.2.   Il 12
ottobre 2004 la Sezione del lavoro ha dichiarato l'assicurato inidoneo al
collocamento dal 23 agosto 2004 (cfr. doc. 6).

L'11 aprile 2005 la Sezione del lavoro ha respinto l'opposizione inoltrata
dall'assicurato contro la decisione appena citata.

Nella decisione su opposizione l'amministrazione si è in particolare così
espressa:

 

" 
Nel caso in esame, l'assicurato si è annunciato
in disoccupazione a decorrere dal 23 agosto 2004. In sede di colloquio di
consulenza di data 22 settembre 2004 egli ha dichiarato di essersi iscritto per
un corso di tedesco in __________ (peraltro a suo carico), con inizio previsto
per il giorno 27 settembre 2004. In data 24 settembre 2004 il signor RI 1 ha
confermato all'URC la data della sua partenza (26 settembre 2004), come pure il
periodo di assenza all'estero (dodici settimane), e formulato la richiesta di
essere annullato dalla disoccupazione.

Ora, visto quanto precede e in considerazione della menzionata giurisprudenza,
considerato in particolare come l'opponente sia stato a disposizione del
mercato del lavoro, prima della sua partenza per la __________, soltanto per un
breve periodo (circa un mese), egli non può dunque essere ritenuto idoneo al
collocamento, questo già a decorrere dal 23 agosto 2004.

Le motivazioni sollevate con l'opposizione in esame non permettono di giungere
a una conclusione diversa rispetto a quanto stabilito con la decisione
contestata." (doc. A)

 

                               1.3.   Contro la
decisione su opposizione l'assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA
il quale rileva:

 

" 
dopo un'attenta lettura della vostra decisione
sono rimasto alquanto sorpreso dall'ennesima risposta negativa. Come giustificazione
voi scrivete che dal 23 agosto 2004 al giorno della partenza per la __________
(un mese circa), come periodo per trovare un posto di lavoro sia troppo breve.

Io ci tengo a precisare nuovamente che, mi sarei potuto iscrivere alla
disoccupazione già dal 1° agosto, ma vista la possibilità di frequentare il
corso __________ (al quale in seguito non sono stato ammesso), ho posticipato
l'iscrizione. Vi faccio inoltre presente un altro particolare, dal Centro
professionale commerciale di __________ mi è stata comunicata già in data 20
agosto la mancata ammissione al corso __________, io ho atteso ancora fino al
27 agosto per iscrivermi, questo perché sin da subito ho provato a cercare un
posto di lavoro senza appellarmi ai vostri uffici.

Al momento della mia iscrizione ed anche prima ero disponibile ad intraprendere
un'attività lavorativa. Vedendo che trovare un posto di lavoro senza la
conoscenza del tedesco era molto ridotta, con il passare del tempo mi sono
convinto ad intraprendere un corso di tedesco in __________. Ripeto pertanto
che fino al giorno della mia partenza sarei stato disponibile ad accettare un
posto di lavoro, io stesso ho continuato a cercarlo con insuccesso. Avrei
accettato un posto di lavoro durante il tempo che sono stato iscritto alla
disoccupazione, rinunciando al corso di tedesco.

Prima della mia decisione di partire per la __________, chiedendo informazione
all'Ufficio disoccupazione mi è stato comunicato che per avere diritto ad una
copertura dei costi del corso di lingua all'estero, la permanenza minima in
disoccupazione è di tre mesi. Ho deciso quindi di partire a mie spese, pensando
anche al mio futuro e non volendo assolutamente rimanere per maggior
tempo in disoccupazione a 18 anni.

Grazie alla mia scelta oggi ho un posto di lavoro, ho evitato dunque una nuova
permanenza in disoccupazione, questo anche a vostro beneficio. Mi chiedo oggi
che fine avrei fatto se fossi rimasto in disoccupazione e quanto avrebbe speso
quest'ultima per potermi garantire il salario durante tutto quel periodo di
permanenza.

Questi dunque i motivi per i quali contesto nuovamente la vostra decisione,
resto in attesa di una pronta e positiva risposta, deciso a continuare ciò che
ritengo giusto fin quando mi sarà possibile."

(doc. I)

 

                               1.4.   Nella sua
risposta del 17 giugno 2005 la Sezione del lavoro propone di respingere il
ricorso e osserva:

 

" 
Secondo la giurisprudenza, una persona
assicurata che a causa di impegni prestabiliti risulta disponibile sul mercato
del lavoro solo per un periodo limitato, non può di regola essere considerata
idonea al collocamento (cfr. DTF 123 V consid. 5a riferimento).

In una simile evenienza, infatti, le prospettive di venire assunto da un altro
datore di lavoro per il periodo di tempo rimanente sono relativamente esigue
(cfr. STFA del 30 settembre 2002 nella causa

R. N., C 43/00).

Va inoltre ricordato che, secondo la giurisprudenza federale, il fatto di
reperire un'attività temporanea deve essere ritenuta semplicemente una
coincidenza fortunata (cfr. STFA del 13 ottobre 1995 nella causa M., pubblicata
in DLAD 1996-1997, pag. 195 (198), in particolare il seguente passaggio: [...]
Richtig ist auch die Argumentation der Voristanz in bezug
auf die befristete Stelle als Koch, die der Beschwerdeführer gefunden hat.
Angesichts der Lage auf dem Arbeitsmarkt muss diese Stelle als Glücksfall
bezeichnet werden. Als Beweis für eine allgemein vorhandene
Vermittlungsfähigkeit Arbeitsloser in derselben Situation kann sie nicht dienen").

5. Nella presente fattispecie, il ricorrente si è
annunciato in disoccupazione a decorrere dal 23 agosto 2004 (cfr. doc. 14). In
sede di colloquio di consulenza in data 22 settembre 2004 egli ha dichiarato di
essersi iscritto per un corso di tedesco in __________ (peraltro a suo carico),
con inizio previsto per il giorno 27 settembre 2004 (cfr. doc. 13). In data 24
settembre 2004 il signor RI 1 ha confermato all'URC la data della sua partenza
(26 settembre 2004), come pure il periodo di assenza all'estero (dodici
settimane), e formulato la richiesta di essere annullato dalla disoccupazione

(cfr. doc. 10 e 13).

Ora, in considerazione di quanto precede e alla luce della menzionata
giurisprudenza, ritenuto in particolare come il ricorrente sia stato a
disposizione del mercato del lavoro, prima della sua partenza per la __________,
soltanto per un breve periodo (circa un mese), egli non può essere ritenuto
idoneo al collocamento, ciò già a decorrere dal

23 agosto 2004." (doc. IV)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
della presente vertenza è la questione di sapere se l'assicurato deve essere o
meno ritenuto idoneo al collocamento.

 

                                         In tale
contesto va ricordato che il 1° luglio 2003 è entrata in vigore la terza
revisione della LADI, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14
del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg., RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728
segg.).

 

                                         Il nuovo
tenore dell'art. 15 cpv. 1 LADI non ha modificato i presupposti necessari per
poter considerare un assicurato idoneo al collocamento e quindi la
giurisprudenza sviluppata in precedenza mantiene tutta la sua validità.

                                         Infatti,
secondo l'art. 15 cpv. 1 LADI, nel tenore in vigore fino al 30 giugno 2003,
"Il disoccupato è idoneo al collocamento se è disposto, capace e
autorizzato ad accettare un'occupazione adeguata". A questa formulazione
il nuovo testo, in vigore dal

1° luglio 2003, aggiunge solo "(…) e a partecipare a provvedimenti di
reintegrazione".

Inoltre, nel Messaggio
concernente la revisione della legge federale sull'assicurazione contro la
disoccupazione del 28 febbraio 2001, il Consiglio federale, circa l'art. 15
LADI, ha rilevato che:

 

" 
Art. 15 Idoneità
al collocamento

 

Secondo la giurisprudenza del
Tribunale federale, l’idoneità al collocamento comporta in particolare anche la
disponibilità dell’assicurato a essere collocato, vale a dire la sua volontà di
accettare un lavoro adeguato e di seguire le istruzioni degli organi dell’AD in
materia di ricerca di un posto di lavoro, assegnazione a un posto di lavoro o a
un programma di lavoro temporaneo (PLT) ecc.

E' pertanto decisivo il comportamento dell’assicurato. L’idoneità al
collocamento che è stata negata può quindi essere nuovamente ottenuta se
l’assicurato modifica radicalmente il suo comportamento e non solo se accetta
di partecipare a un provvedimento isolato.

E' quanto intende esprimere la nuova nozione di «provvedimenti di
reintegrazione» che comprende tutti i provvedimenti (compresi i colloqui di
consulenza e di controllo)."

(cfr. FF N 23 del 12 giugno
2001, pag. 2002

 

                               2.3.   Fondamentale
presupposto per il riconoscimento del diritto all'indennità di disoccupazione
è, tra l'altro, che l'assicurato sia idoneo al collocamento (cfr. art. 8 cpv. 1
lett. f LADI).

 

                                         L'idoneità
al collocamento deve essere valutata da un duplice punto di vista.

                                         Oggettivamente
l'assicurato deve essere idoneo al collocamento per le sue condizioni fisiche e
mentali (cfr. STFA del 3 gennaio 2005 nella causa T., C 119/04; DLA 2001
consid. 1 pag. 146; DLA 1998 consid. 3a pag. 101-102, DLA 1998 consid. 1a pag.
265, DLA 1995 pag. 173, DLA 1995 pag. 63; DTF 125 V 51, consid. 6a, pag. 58 e
DTF 123 V 214, consid. 3 pag. 216, entrambe con riferimenti; U. Stauffer
"Die Arbeitslosen-versicherung", Schultess Polygraphischer Verlag,
Zurigo 1984, pag. 34 - 41 e, per il vecchio diritto: DTF 110 V 208 consid. 1).

                                         Soggettivamente
la sua situazione personale deve essere tale da non impedirgli praticamente di
essere collocato. Ciò implica dunque, oltre che la volontà, anche la disponibilità
dell'assicurato a cercare ed accettare un'occupazione adeguata ai sensi
dell'art. 16 LADI, senza restringere oltremodo le possibilità di collocamento,
ponendo ad esempio condizioni di orario, di durata ed altre ancora più
strettamente legate alla sua persona (cfr. STFA del 3 gennaio 2005 nella causa
T., C 119/04; DLA 2001 consid. 1 pag. 146; DLA 1998 consid. 3a pag. 101-102,
DLA 1998 consid. 1b pag. 265, DLA 1995 pag. 54; DLA 1993/1994 pag. 222; DTF 125
V 51, consid. 6a pag. 58 e DTF 123 V 214, consid. 3 pag. 216, entrambe con
riferimenti; DTF 120 V 388; DTF 115 V 436; DLA 1993/94, pag. 54; DLA 1992 pag.
123; DLA 1992 pag. 127; DLA 1992 pag. 131-132; DLA 1992 pag. 135-136; DTF 112 V
137 consid. 3; DTF 112 V 217 consid. la; DLA 1986 n. 21; DLA 1986 n. 26; per il
vecchio diritto cfr. DTF 109 V 275 consid. 2.a, 108 V 101; DLA 1977 n. 15, 1979
n. 7, 1980 n. 24, 38, 40, 1982 n. 2).

L'assicurato dimostra una sufficiente
disponibilità al collocamento quando può dedicare un ragionevole tempo
all'esercizio di un'attività lucrativa e quando il numero di datori di lavoro
in grado di assumerlo non è eccessivamente esiguo 

(cfr. DTF 113 V 137 consid. 3 = DLA 1986 n. 20).

                                         Vi è invece inidoneità al collocamento, ad esempio, quando un
assicurato per motivi personali o familiari non può o non vuole impegnare la
sua capacità lavorativa come normalmente lo pretende un datore di lavoro.

                                         Assicurati
che, a causa di ulteriori impegni o di particolari circostanze personali,
vogliono lavorare soltanto durante certi giorni o durante un certo numero di
ore settimanali, possono essere riconosciuti idonei al collocamento soltanto
molto condizionatamente.

                                         Quando
l'assicurato è talmente limitato nella scelta di un occupazione da rendere
molto incerto il ritrovamento di un posto di lavoro occorre pronunciare
l'inidoneità al collocamento. Il motivo della limitazione nelle possibilità di
lavoro non ha nessuna importanza (STFA del 10 febbraio 2005 nella causa M., C
245/04; STFA del 3 gennaio 2005 nella causa T., C 119/04; DLA 1998 consid. 3a
pag. 101-102, DLA 1998 consid. 1b pag. 265, DLA 1995 pag. 59; DTF 120 V 388,
DLA 1992 pag. 123, DTF 112 V 137 consid. 3, DTF 112 V 217, DLA 1986 n. 21 e n.
26; per il vecchio diritto cfr.: DTF 110 V 208, 109 V 275 consid. 2; DLA 1982
n. 10, 1980 n. 38, 1979 n. 7, 1977 n. 16 e n. 27).

                                         L'idoneità
al collocamento dell'assicurato non deve inoltre essere ostacolata dal mancato
rispetto di norme di diritto pubblico 

                                         (cfr.
Stauffer, op. cit., pag. 37 e pag. 53-56).

                                         Riguardo
a quest'ultimo aspetto va sottolineato che se e fintanto che l'assicurato non
beneficia di un'autorizzazione di lavoro l'idoneità al collocamento, e, di
conseguenza, il diritto all'indennità di disoccupazione, deve essere negato

(cfr. SVR 2001 ALV Nr. 3, pag. 5, DTF 125 V 465; DTF 120 V 379 - 380; DTF 120 V
395; DLA 1993/1994, pag. 12; vedi inoltre Nussbaumer, op. cit., cifra marginale
217, pag. 87 e Gerhards, "Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz", Vol. I, note 10 e 55 all'art. 15).

                                         L'Alta
Corte ha ribadito la propria giurisprudenza sopra esposta e, confermando il
precedente giudizio di questo Tribunale, in una sentenza del 21 agosto 2003
nella causa C., C 3/03, ha, tra l'altro, osservato che:

 

" 
(…)

Giusta l'art. 8 cpv. 1 lett. f LADI l'assicurato
ha diritto all'indennità di disoccupazione se, adempiute altre condizioni
previste dalla legge, egli è idoneo al collocamento. L'art. 15 cpv. 1 LADI
sancisce che il disoccupato è idoneo al collocamento se è disposto, capace ed
autorizzato ad accettare un'occupazione adeguata. L'idoneità al collocamento
comprende pertanto due elementi: da un lato, l'assicurato deve essere in grado
di fornire un lavoro - più particolarmente di esercitare un'attività lucrativa
salariata - senza essere impedito per ragioni inerenti alla sua persona; da un
altro lato, egli deve essere disposto ad accettare un'occupazione adeguata ai
sensi dell'art. 16 LADI, ciò che implica non solo la volontà di assumere una
simile attività quando l'occasione si presenta, ma pure una disponibilità
sufficiente per quanto riguarda il tempo che egli può consacrare ad un impiego
offerto e per quel che concerne il numero dei potenziali datori di lavoro (DTF
125 V 58 consid. 6a, 123 V 216 consid. 3 con riferimento). L'esercizio durevole
di un'attività indipendente, rispettivamente l'esame delle possibilità di
farlo, non esclude a priori il diritto a indennità di disoccupazione. In
effetti, tale agire è compatibile con l'obbligo legale di ridurre il danno se
l'assicurato intraprende sforzi sufficienti per trovare un impiego salariato.
Determinante è, come già detto, se la persona interessata va ritenuta o meno
idonea al collocamento. Essa non va considerata tale se tra l'altro non ha
intenzione oppure non è in grado di esercitare un'attività dipendente, in
quanto ha intrapreso - o intende intraprendere - un'attività indipendente,
nella misura in cui non può più essere collocata quale dipendente, non lo
desideri oppure non possa offrire ad un datore di lavoro tutta la disponibilità
normalmente esigibile. L'idoneità al collocamento va ammessa con particolare
riserva se, a causa di altri obblighi o di circostanze personali speciali,
l'assicurato intende esercitare un'attività lucrativa solo durante determinati
orari della giornata o della settimana. Un disoccupato va infatti considerato
inidoneo al collocamento se la possibilità di trovare un impiego è molto
incerta a causa del limite troppo grande posto nella scelta dei posti di lavoro
(DTF 112 V 327 consid. 1a e riferimenti ivi citati). Detta idoneità deve in
particolare essere negata quando l'esercizio dell'attività indipendente o le
pratiche per dar avvio alla stessa sono talmente estesi da non poter più essere
svolti al di fuori del normale orario di lavoro; tale principio non è tuttavia
applicabile qualora l'occupazione in questione è esercitata in vista
dell'ottenimento di un guadagno intermedio ai sensi dell'art. 24 LADI. In tale
ipotesi, a titolo di attività indipendenti entrano in linea di conto unicamente
occupazioni transitorie, limitate nel tempo e che necessitano di investimenti
limitati (sentenza del 17 dicembre 2002 in re F. consid. 1, C 88/02). (…)"
(cfr. STFA del 21 agosto 2003 nella causa C., C 3/03, consid. 3)

 

                               2.4.   In una
sentenza del 29 aprile 1998 nella causa C. (C 215/97), confermando il
precedente giudizio del TCA, il TFA ha negato l’idoneità al collocamento nel
caso di un assicurato che era disponibile per il mercato del lavoro per soli
due mesi prima di partire per un perfezionamento linguistico all'estero ed ha
sottolineato:

 

"  2.-
a) Nella presente fattispecie l'assicurato ha controllato la propria
disoccupazione a partire dal 28 ottobre 1996 ed ha iniziato il soggiorno di
perfezionamento linguistico a Colonia il 6 gennaio 1997. A suo avviso, questo
periodo di poco più di due mesi sarebbe sufficientemente lungo perché si possa
ammettere la sua idoneità al collocamento. In sostanza, il ricorrente si
prevale segnatamente di una giurisprudenza in cui questa Corte aveva ammesso la
collocabilità degli interessati, i quali esercitavano la professione di
cameriere (DLA 1991 no. 3 pag. 24 consid. 3a e b). Nella sentenza in questione
si trattava tuttavia di un periodo di controllo di comunque quattro mesi e
mezzo, quindi sensibilmente superiore, praticamente di durata doppia rispetto a
quella oggetto della presente lite. Peraltro, nel caso cui fa riferimento il
ricorrente, gli assicurati svolgevano la propria attività nel ramo alberghiero,
campo in cui la richiesta di lavoratori é in ogni caso grande e assunzioni per
brevi periodi non sono inusuali.

  Nell'evenienza
concreta, il requisito della collocabilità del ricorrente deve essere negato.
In una vertenza quasi identica alla presente dal profilo della durata del
controllo della disoccupazione, questa Corte ha infatti avuto modo di stabilire
che il presupposto dell'idoneità al collocamento non era adempiuto in quanto
l'assicurato avrebbe potuto impegnare la sua capacità lavorativa durante circa
due mesi e mezzo soltanto, vale a dire, in quel caso, dal 9 novembre 1992 al 1°
febbraio 1993, data in cui egli avrebbe poi iniziato un servizio militare
d'avanzamento (sentenza inedita 3 novembre 1995 in re K., C 123/94). Detta
soluzione é conforme anche alla giurisprudenza ricordata dai primi giudici, per
cui gli studenti universitari non sono considerati collocabili durante le vacanze
semestrali.

  Secondo tali prassi,
applicabile in concreto, periodi di disponibilità e quindi di collocabilità di
pochi mesi non possono giustificare il diritto a prestazioni dell'assicurazione
contro la disoccupazione (DTF 120 V 389 consid. 4a-c).

  Discende da quanto
precede che il requisito della collocabilità di C. deve in concreto essere
negato.

 

  b) Contrariamente a
quanto sembra ritenere l'insorgente, il fatto di non essere considerato
collocabile dall'assicurazione contro la disoccupazione non deve essere in
alcun modo ritenuto degradante. Si tratta in effetti solo di valutare quali
sarebbero le sue reali possibilità di assunzione sul mercato del lavoro avuto
riguardo al limitato tempo a disposizione nel periodo protrattosi in concreto
dal 28 ottobre 1996 al 6 gennaio 1997. Né é messa in dubbio la serietà
dell'istante, il quale ha effettuato un soggiorno di perfezionamento
linguistico in previsione di poter quindi essere assunto dalla Società.
Irrilevante in particolare é la circostanza che egli, se non si fosse recato in
Germania per seguire corsi di lingua, avrebbe normalmente percepito indennità
di disoccupazione: decisivo é infatti che egli non é stato collocabile per la
durata dei corsi e per il periodo di due mesi che li hanno preceduti. A questo
proposito deve essere ricordato che, in quanto non cada nel campo
d'applicazione degli art. 59 segg. LADI, i quali disciplinano i provvedimenti
destinati a prevenire e a combattere la disoccupazione (cfr. DTF 122 V 266
consid. 4), la spontanea rinunzia momentanea a un'attività lavorativa per
perfezionarsi professionalmente, indiscussa la volontà di reperire in tal modo
più facilmente un'attività, comporta uno scapito economico che non può essere
preso a carico dall'assicurazione contro la disoccupazione."

  (cfr. STFA del 29
aprile 1998 in re C., C 215/97, consid. 2a e 2b)

 

                               2.5.   In una
sentenza del 6 luglio 2005 nella causa H. (C 56/05) l’Alta Corte ha
riconosciuto l’idoneità al collocamento nel caso di un assicurato che era
disponibile sul mercato del lavoro durante tre mesi prima di partire per la
scuola reclute.

L’Alta Corte si è così espressa:

 

" 
2.

2.1 Die Vorinstanz hat erwogen, die
Vermittlungsfähigkeit könne im vorliegenden Fall nicht deswegen verneint
werden, weil der Versicherte dem Arbeitsmarkt wegen des bevorstehenden
Einrückens in die Rekrutenschule nur für knapp drei Monate zur Verfügung
gestanden sei. Wohl seien die Chancen, eine Anstellung, besonders eine
Festanstellung, zu erhalten, unter diesen Umständen zu einem gewissen Grad
eingeschränkt gewesen, doch habe der Beschwerdegegner durchaus Chancen auf eine
Anstellung gehabt, zumal er - wie er nach Abschluss der Schreinerlehre gezeigt
habe - bereit und in der Lage gewesen sei, auch Tätigkeiten ausserhalb seines
erlernten Berufs und Temporärstellen anzunehmen. Mit der tatsächlichen
Realisation einer Anstellung per 19. Januar 2004 habe er denn auch den Beweis
erbracht, dass seine Chancen, für den fraglichen Zeitraum von einem Arbeitgeber
angestellt zu werden, zumindest intakt gewesen seien und nicht als gering
bezeichnet werden könnten.

 

2.2 Dieser Auffassung ist im Ergebnis
beizupflichten. Dem Staatssekretariat für Wirtschaft ist insoweit zuzustimmen,
als nicht aus dem Umstand, dass der Versicherte effektiv eine Stelle gefunden
hat, auf intakte Anstellungschancen geschlossen werden kann. Vielmehr hat diese
Beurteilung - wie in Erw. 1.2 dargelegt - prospektiv zu erfolgen. Auch unter
diesem Blickwinkel war jedoch beim Beschwerdegegner als gelerntem Schreiner,
der seit Abschluss seiner Lehre in verschiedenen, meist temporären
Arbeitsverhältnissen tätig war, mit einer gewissen Wahrscheinlichkeit
anzunehmen, dass er von einem Arbeitgeber für die konkret zur Verfügung
stehende Zeit noch eingestellt würde. Dabei fällt einerseits ins Gewicht, dass
der Versicherte für eine neue Beschäftigung immerhin während drei Monaten zur
Verfügung stand, wohingegen diese Zeitspanne bei den meisten Fällen, welche der
in Erw. 1.1 zitierten Rechtsprechung zu Grunde lagen, ein bis zwei Monate
betrug. Andrerseits zeichnete sich der Beschwerdegegner - was die Vorinstanz
mitberücksichtigte - durch eine grosse Flexibilität sowohl bezüglich
Tätigkeiten auch ausserhalb des gelernten Berufs wie auch bezüglich
Temporärstellen aus und vergrösserte dadurch seine Chancen erheblich. Zu Recht
hat demzufolge das kantonale Gericht die Vermittlungsfähigkeit des
Beschwerdegegners bejaht und die Sache an die Arbeitslosenkasse zurückgewiesen,
damit sie die übrigen Voraussetzungen gemäss Art. 8 Abs. 1 AVIG überprüfe und
anschliessend über den Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung für die Zeit vom
16. Dezember 2003 bis und mit 16. Januar 2004 neu entscheide.“

 

                               2.6.   In una
decisione pubblicata in DLA 2001 N. 29 pag. 230 la nostra Massima Istanza si è
confermata nella propria giurisprudenza pubblicata in DTF 122 V 265 e DLA 1990
N. 22 pag. 139 e ha ribadito che un assicurato che frequenta un corso che non
soddisfa le condizioni previste all’articolo 59 segg. LADI ha comunque diritto
all’indennità di disoccupazione se adempie i presupposti del diritto secondo
l’art. 8 LADI. In particolare egli deve proseguire le sue ricerche di lavoro ed
essere disposto ad interrompere senza indugio il corso che ha finanziato
personalmente se si presenta un’opportunità d’impiego. In caso contrario, egli
non può essere considerato disponibile sul mercato del lavoro, per cui
l’idoneità al collocamento deve essere negata.

 

                                         Chiamata
a pronunciarsi circa l’idoneità al collocamento nel caso di un assicurato che
durante il periodo dal 14 gennaio 2003 al 16 maggio 2003 ha frequentato il
corso ""Pre-MBA Preparation" (Vorbereitungskurs MBA) am American
Language Institute der San Diego State University in den USA", l’Alta
Corte ha avuto modo di richiamare questa giurisprudenza e ha ancora una volta
ribadito che:

 

" 
(…)

1.2 Nach dem in ARV 2001 Nr. 29 S. 231
publizierten Urteil D. vom 7. Februar 2001 (C 149/00) Erw. 2a hat ein
Versicherter, der während seiner Arbeitslosigkeit einen Kurs besucht, ohne dass
die Bedingungen der Art. 59 ff. AVIG gegeben sind (was vorliegend der Fall ist:
vgl. Urteil T. vom 8. Juni 2004 [C 44/04] Erw. 5), dennoch Anspruch auf
Arbeitslosenentschädigung, sofern die Anspruchsvoraussetzungen nach Art. 8 AVIG
erfüllt sind. Um vermittlungsfähig zu sein, muss er jederzeit bereit und in der
Lage sein, den Kurs abzubrechen, um eine Arbeit aufzunehmen. Zudem muss er
seiner Pflicht persönlicher Arbeitsbemühungen voll nachkommen (ARV 1990 Nr. 22
S. 139). Hiebei sind der objektive und der subjektive Bereich der
Vermittlungsfähigkeit zu unterscheiden. Klarzustellen ist, dass die hier zu
prüfende Vermittlungsfähigkeit gemäss Art. 15 AVIG nicht mit der
Vermittelbarkeit auf dem Arbeitsmarkt gleichgestellt werden darf (BGE 122 V 266
Erw. 4, 120 V 390 Erw. 4c/aa; vgl. auch Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz, N. 43 ff. zu Art. 59 AVIG). Zwar darf
angenommen werden, diese sei durch den Kursbesuch gesteigert worden; davon
unabhängig beurteilt sich indessen im vorliegenden Zusammenhang, ob während der
Arbeitslosigkeit die Vermittlungsfähigkeit im Sinne von Art. 15 Abs. 1 AVIG
gegeben war (BGE 122 V 266 Erw. 4).

 

Hinsichtlich des objektiven Bereichs der
Vermittlungsfähigkeit hält das bereits erwähnte Urteil C 149/00 in Erw. 2a
fest, dass der Besuch eines ganztägigen Kurses die Annahme einer erwerblichen
Tätigkeit ausschliesst. Die Vermittlungsfähigkeit kann nur bejaht werden, wenn
eindeutig feststeht, dass der Versicherte bereit und in der Lage ist, den Kurs
jederzeit abzubrechen, um eine Stelle anzutreten. Dies ist auf Grund objektiver
Kriterien zu prüfen. Die Willensäusserung des Versicherten allein genügt hierzu
nicht. Vielmehr ist eine entsprechende überprüfbare Bestätigung der
Schulleitung zu verlangen, worin auch die allfälligen finanziellen Konsequenzen
eines Kursabbruchs enthalten sein müssen. In subjektiver Hinsicht muss
feststehen, dass der Versicherte auch während des Kursbesuches seiner Pflicht
zu persönlichen Arbeitsbemühungen nachgekommen ist. Daher müssen an die
Disponibilität und Flexibilität der Versicherten, die freiwillig und auf eigene
Kosten einen nicht bewilligten Kurs besuchen, erhöhte Anforderungen gestellt
werden. Sie müssen ihre Arbeitsbemühungen qualitativ und quantitativ fortsetzen
und bereit sein, den Kurs unverzüglich abzubrechen, um eine angebotene Stelle
anzutreten. Eine entsprechende Willenshaltung oder die bloss verbal erklärte
Vermittlungsbereitschaft genügt nicht. Bei fehlender Aktivität und
Dispositionen, die der Annahme der Vermittlungsbereitschaft entgegenstehen,
kann sich der Versicherte nicht darauf berufen, er habe die Vermittlung und
Suche einer Arbeit gewollt (BGE 122 V 266 f. Erw. 4).

(cfr. STFA dell’11 ottobre 2004 nella causa T., C 132/04)

 

                                         In quell’evenienza il TFA
ha concluso che l’assicurato era inidoneo al collocamento e ha sviluppato le
seguenti considerazioni:

 

"  (…)

2.

Streitig und zu prüfen ist, ob das KIGA dem
Beschwerdegegner die Vermittlungsfähigkeit in Folge des vom 14. Januar 2003 bis
16. Mai 2003 an der San Diego State University absolvierten Kursbesuches zu
Recht abgesprochen hat.

 

2.1 Diese Frage ist entgegen der Auffassung der
Vorinstanz ohne zusätzliche Abklärungen zu bejahen, und zwar im Wesentlichen
aus den folgenden Gründen:

 

2.1.1Gemäss Art. 21 AVIV muss sich der
Versicherte nach der Anmeldung entsprechend den Anordnungen des Kantons zu
Beratungs- und Kontrollgesprächen persönlich bei der zuständigen Amtsstelle
melden. Er muss sicherstellen, dass er in der Regel innert Tagesfrist von der
zuständigen Amtsstelle erreicht werden kann. Durch einen mehrmonatigen
Kursbesuch im fernen Ausland ist die Durchführung von Beratungen und
Kontrollgesprächen von vornherein ausgeschlossen. Dem Versicherten fehlt daher
dieses objektive Element der Vermittlungsfähigkeit.

2.1.2 Der Versicherte muss sich gemäss Art. 17
AVIG in Verbindung mit Art. 26 AVIV überdies gezielt persönlich um Arbeit
bemühen. Die Stellenbemühung verspricht nur ungenügenden Erfolg, wenn die
Bewerbung um eine Anstellung aus dem fernen Ausland erfolgt, da die Arbeitgeber
gerade bei einer Mehrzahl von Bewerbungen diejenigen Kandidaten bevorzugen
werden, die rasch und unkompliziert erreichbar und zu einem
Vorstellungsgespräch bereit sind. In diesem Sinne fehlt es an der
Vermittlungsbereitschaft des Beschwerdegegners: Der erhebliche Zeitbedarf für
eine Rückkehr in die Schweiz und die damit verbundenen hohen Kosten lassen es
als ausgeschlossen erscheinen, dass der Versicherte - wie dies Gesetz und
Verordnung verlangen - jederzeit und so oft als nötig bereit und in der Lage
ist, sich einem Arbeitgeber zur Durchführung eines Vorstellungsgespräches oder
zum Stellenantritt zur Verfügung zu stellen.

 

2.2 Aus dem in diesem Zusammenhang auch von der
Vorinstanz zitierten Entscheid ARV 2001 Nr. 29 S. 231 f. Erw. 2a kann nichts
anderes abgeleitet werden. Dort wird die Vermittlungsfähigkeit beim Besuch
eines ganztägigen Kurses grundsätzlich verneint. Sie kann nur ausnahmsweise
bejaht werden, wenn eindeutig feststeht, dass die versicherte Person bereit und
in der Lage ist, den Kurs jederzeit abzubrechen, um eine Stelle anzutreten.
Diese Voraussetzung wurde in jenem Fall verneint, obwohl der damalige
Beschwerdeführer nicht einen Kurs im Ausland, sondern einen solchen in der
Schweiz besuchte, der zudem weniger lang gedauert hat, als der Kurs des
Beschwerdegegners.

 

2.3 Bedeutsam ist sodann Art. 25 AVIV, welcher
die Erleichterung der Beratung und Kontrolle sowie die vorübergehende Befreiung
von der Vermittlungsfähigkeit regelt. Nach dessen Abs. 1 lit. a bis e befreien
nur aussergewöhnliche Ereignisse, wie die Teilnahme an Wahlen und Abstimmungen
von landesweiter Bedeutung im Ausland, die Teilnahme an Vorstellungsgesprächen
im Ausland, das Absolvieren einer Schnupperlehre, Abklärungen an einem
Arbeitsplatz, eine Stellenbewerbung sowie persönliche Gründe (Heirat, Geburt,
Todesfall; schwere Behinderung), vorübergehend von den grundsätzlichen
Anforderungen gemäss Art. 17 AVIG, wobei alle diese Erleichterungen nur auf
Gesuch hin bewilligt werden. Diese qualifizierten Voraussetzungen zeigen, dass
es mit der Vermittlungsfähigkeit bei Auslandaufenthalten zu nicht bewilligten
Ausbildungszwecken eher streng zu nehmen ist.

 

2.4 Nach der Rechtsprechung muss auf der
Erfüllung von Kontrollvorschriften nicht beharrt werden, um die Überprüfbarkeit
der Vermittlungsfähigkeit eines Versicherten zu gewährleisten, wenn dieser kurz
vor Antritt einer neuen Dauerstelle steht (vgl. Urteile G. vom 30. Mai 2003 [C
23/03] Erw. 2 und 3 sowie F. vom 9. März 2004 [C 23/03] Erw. 4). Diese Praxis
zeigt, dass an die Vermittlungsfähigkeit, insbesondere die
Vermittlungsbereitschaft, weniger hohe Anforderungen gestellt werden dürfen,
wenn absehbar ist, dass der Versicherte innert Kürze keine Leistungen der
Arbeitslosenversicherung mehr zu beziehen hat. Diese Voraussetzung war indessen
beim Beschwerdegegner bisher nicht erfüllt.

 

 

 

3.

Bei dieser Rechts- und Sachlage kann offen
bleiben, ob und inwieweit der Beschwerdegegner seinen Kurs in San Diego
jederzeit hätte unterbrechen können. Durch seinen mehrmonatigen Aufenthalt in
den USA hat er die an die Vermittlungsfähigkeit gestellten hohen Anforderungen
von vornherein nicht erfüllt. Zu Recht weist das KIGA in diesem Zusammenhang
auf das Kreisschreiben des seco über die Arbeitslosenentschädigung vom Januar
2003 (B289-B292) hin. Danach hat eine Person, welche sich vorübergehend ins
Ausland begibt, auch für die Zeit des Auslandaufenthaltes Anspruch auf
Arbeitslosenentschädigung, wenn sie im Ausland innert Tagesfrist erreichbar
ist, innert nützlicher Frist vermittelbar ist und die übrigen
Kontrollvorschriften erfüllt. Für die Erfüllung dieser Voraussetzungen bestand
beim Beschwerdegegner in keinem Zeitpunkt Gewähr.

(cfr. STFA dell’11 ottobre 2004 nella causa T., C 132/04)

 

                                         In un’altra decisione del
17 novembre 2004 nella causa S.

(C 122/04), l’Alta Corte ha invece ritenuto idoneo al collocamento un
assicurato che ha frequentato un corso non autorizzato durante il periodo dal
17 luglio al 15 agosto 2003 negli USA sviluppando, in particolare, le seguenti
considerazioni:

 

"  (…)

2.1.2 Nach der Rechtsprechung (BGE 122 V 266 Erw.
4) muss ein Versicherter, der auf eigene Initiative einen nicht bewilligten
Kurs besucht, während der Kursdauer qualitativ und quantitativ in besonderem
Ausmass Stellen suchen.

Ausserdem muss er jederzeit bereit und in der
Lage sein, den Kurs zu Gunsten eines Arbeitsplatzes abzubrechen. Diesen
Voraussetzungen hat der Beschwerdeführer genügt. Da die heutigen technischen
Möglichkeiten (E-Mail, Fax, Handy) die Kommunikation über Kontinente hinweg
stark erleichtern, ist die Entfernung kein allzu schwer wiegendes Hindernis
mehr. Ausserdem hat der Versicherte nachgewiesen, dass er vom Kursort täglich
mehrere Flugverbindungen in die Schweiz hätte benützen können. Zwar dürfte die
Anzahl der geltend gemachten Flugmöglichkeiten nicht so hoch sein wie
behauptet, da das selbe Flugzeug wegen Code-Sharings mehrmals unter verschiedenen
Flugnummern auf den Flugplänen erscheint. Indessen bestanden genügend
Verbindungen, um innert eines Tages in die Schweiz zurückkehren zu können.

Die von Verwaltung und Vorinstanz geltend
gemachten Gründe höherer Gewalt reichen nicht aus, die Vermittlungsfähigkeit zu
verneinen, zumal auch in der Schweiz eine Verhinderung eintreten kann und ein
Vorstellungsgespräch auch nicht immer innert weniger Stunden durchgeführt
werden muss. Daher ist die Vermittlungsfähigkeit des Beschwerdeführers während
der streitigen Kursdauer zu bejahen. (…)." (cfr. STFA del 17
novembre 2004 nella causa S., C 122/04)

 

                                         Dal
canto suo questo Tribunale, in una sentenza non cresciuta in giudicato dell'11
marzo 2005 nella causa N. (38.2004.57), ha ritenuto inidoneo al collocamento un
assicurato in quanto non disposto ad abbandonare senza indugio la formazione
che aveva intrapreso. In particolare il TCA ha rilevato che:

"  (...)

 

                                         Infine, ma non da ultimo,
vista la seguente dichiarazione: "(…) Ho ricevuto una borsa di studio per
questa attività di Fr. 15'000.-. Nel caso dovessi interrompere il corso devo
ritornare l’importo. (…)." (cfr. doc. 4), il TCA ritiene del tutto
improbabile, dal profilo oggettivo, che l’assicurato sia effettivamente
disposto ad accettare un posto di lavoro prima della conclusione della
formazione che ha intrapreso."

 

                               2.7.   Nella
presente fattispecie l'assicurato si è iscritto in disoccupazione il 23 agosto
2004 ed è partito per un corso di tedesco in __________, della durata di 12
settimane, il 26 settembre 2004.

Egli è dunque stato disponibile sul mercato del lavoro soltanto per poco più di
un mese. L’assicurato ha così limitato eccessivamente le possibilità di essere
assunto da un potenziale datore di lavoro e questo anche considerando la sua
disponibilità a lavorare in professioni diverse da quella appresa

(cfr. consid. 1.1.).

In simili condizioni, alla luce della giurisprudenza federale citata e
ampiamente riprodotta in precedenza (cfr. i consid. 2.4. e 2.5.), il TCA non
può che confermare la decisione su opposizione della Sezione del lavoro che ha
dichiarato l'assicurato inidoneo al collocamento a decorrere dal 23 agosto
2004.

Infine, a mente del TCA, l'assicurato non ha neppure diritto alle indennità di
disoccupazione, in applicazione della particolare giurisprudenza relativa agli
assicurati che seguono un corso di propria iniziativa (cfr. consid. 2.6.).

Visto lo scopo del soggiorno all'estero e di costi dello stesso a carico della
famiglia dell'assicurato non è infatti credibile (e del resto il ricorrente neppure
lo sostiene) che egli avrebbe interrotto immediatamente il corso se avesse
reperito una nuova occupazione. Non a caso nel ricorso l'assicurato sottolinea
che avrebbe "accettato un posto di lavoro durante tutto il tempo che sono
stato iscritto in disoccupazione rinunciando al corso di tedesco". Ora il
ricorrente ha chiesto di annullare la sua iscrizione in disoccupazione il 24
settembre 2004 (cfr. consid. 1.1.) e quindi prima di partire per la __________.

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti