# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 09f2f4a3-a6f9-5ce1-a1fb-aaea4973d4d1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-03-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.03.2005 32.2004.97
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2004-97_2005-03-11.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2004.97

   

  ZA/td

  	
  Lugano

  11 marzo 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Zaccaria Akbas, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 29 ottobre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 6 ottobre
  2004 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

 

                               1.1.   Nel
settembre 2002, RI 1, nato nel 1972, disegnatore
del genio civile, ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti tendente
all’ottenimento di una rendita in quanto affetto da emorragia cerebrale destra
con emiplegia (doc. AI 1).

 

                                         Esperiti gli accertamenti
del caso, tra cui una perizia neurologica, per decisione 13 maggio 2004 l’UAI
ha assegnato all'assicurato una mezza rendita dal 1° marzo 2002,
rispettivamente tre quarti di rendita dal 1° gennaio 2004 per un grado
d’invalidità del 60%, motivando:

 

"  (…)

Esito degli accertamenti:

 

Dalla documentazione medica acquisita agli atti, in particolar
modo dalla perizia specialistica esperita durante il mese di giugno del 2003
dal Dr. __________, risulta che il danno alla salute, di cui lei è portatore,
le comporta una parziale incapacità al lavoro e, dunque, al guadagno
quantificabile nella misura del 60% dal mese di marzo del 2001 ad ora, la quale
le apre il diritto a prestazioni da parte dell'AI.

 

Decidiamo pertanto:

 

Preso in considerazione quanto sopra esposto, dal 01.03.2002,
trascorso l'anno d'attesa dall'insorgere del danno alla salute (art. 29 cpv. 1
lett. b LAI), sino al 31.12.2003 lei ha diritto alla mezza rendita
d'invalidità; mentre dal 01.01.2004 (ossia a partire dell'entrata in vigore
della 4° revisione della Legge federale sull'assicurazione invalidità - LAI),
lei ha diritto al ¾ di rendita AI." (Doc. AI 28)

 

                               1.2.   Con opposizione 8 giugno 2004
l’assicurato ha precisato:

 

"  premetto
che non intendo oppormi alla decisione di quantificare la mia incapacità al
lavoro del 60% a partire dalla perizia del dottor __________ eseguita in giugno
2003, anche se lo stesso dottore a voce mi confermava una capacità lavorativa
massima del 30%, tuttavia non riesco a capire come il 60% di incapacità
lavorativa possa essere applicata retroattivamente a marzo 2001, periodo in cui
mi trovavo in cure intense all'ospedale __________ prima e per diversi mesi
ricoverato in clinica a __________, in seguito costretto su sedia a rotelle per
alcuni mesi e comunque privato della mia indipendenza motoria per tutto il 2001
e 2002, nel 2003 poco prima della visita del dottor __________, ho incominciato
a reinserirmi gradualmente nel mio lavoro per brevi periodi giornalieri con una
resa di circa il 20%.

Siete comunque in possesso di tutti i documenti riguardanti la mia
malattia, che attestano quanto da me sostenuto, per eventuali certificati,
potete rivolgervi al mio medico Dr. __________ a __________.

Confido in una vostra revisione del caso ed in una risposta, resto
a disposizione per qualsiasi chiarimento da voi eventualmente richiesto e
qualora lo riteniate necessario anche ad un incontro." (doc. AI 35)

 

                               1.3.   Con decisione su opposizione 6
ottobre 2004 l'UAI ha parzialmente accolto l’opposizione, motivando: 

 

"  (…)

4. Nello specifico, bisogna rilevare che l'amministrazione è
giunta alla definizione della pratica sulla scorta delle conclusioni peritali
stilate dal Dr. __________, il quale, nella sua perizia eseguita in data 12
giugno 2003, ha quantificato la diminuzione della capacità di lavoro nella
misura del 60%.

L'opponente ha però evidenziato che il danno alla salute in
concreto gli ha precluso per un lungo periodo il ripristino di una capacità
lavorativa significativa, tanto da essere stato totalmente impedito
all'esercizio dell'attività lucrativa dal marzo 2001, data in cui si è
manifestata l'emorragia cerebrale, sino ad alcuni mesi precedenti la visita
peritale del giugno 2003.

Ora, occorre a questo proposito sottolineare quanto ha indicato il
perito Dr. __________ alla pagina 13 del suo rapporto, rispondendo al quesito
relativo allo sviluppo della limitazione della capacità di lavoro: "Valuto
la diminuzione della capacità di lavoro del 60%. Dopo i miglioramenti avvenuti
nella prima fase dopo la lesione, che però non sono stati tali da portare a una
capacità lavorativa, si è instaurata una fase senza cambiamenti di rilievo. Si
può affermare che negli ultimi 12 mesi la capacità lavorativa è restata
costante, dunque senza che siano avvenuti altri cambiamenti di rilievo."

 

A titolo abbondanziale, va sottolineato che le perizie mediche
eseguite da medici riconosciuti specializzati hanno forza probatoria piena se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducano a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176). 

 

Nella fattispecie, la perizia effettuata dal Dr. __________ non
offre spunto alcuno di critica, risultando completa, dettagliata e coerente.

 

Di conseguenza, in esito a quanto descritto, all'assicurato deve
essere riconosciuto un grado d'invalidità totale ed un diritto a rendita intera
dal 01 marzo 2002 (art. 29 cpv. 1 lett. b LAI - dopo un anno ininterrotto di
incapacità lavorativa), mentre dal 01 ottobre 2002, ovvero dopo tre mesi a
partire dal giugno 2002, epoca dalla quale il perito ha apprezzato la
stazionarietà della capacità lavorativa (art. 88 a OAI), il grado di invalidità
è pari al 60%, ciò che conferma il diritto a mezza rendita sino al 31 dicembre
2003 ed a tre quarti di rendita dal 01 gennaio 2004.

 

In conclusione, l'Ufficio AI del Canton Ticino

 

risolve:

 

1.   L'opposizione è parzialmente accolta e la decisione 

      impugnata del 13 maggio 2004 è annullata

2.   Di
conseguenza sarà emessa una nuova decisione conformemente al considerando 4 

3.   La procedura è gratuita

4.   Un ricorso contro la presente decisione su opposizione non ha

effetto sospensivo (art. 66 della
legge federale sull'assicurazione invalidità (LAI) e art. 97 della legge
federale sull'assicurazione vecchia e superstiti (LAVS))." (doc. AI 38) 

 

                               1.4.   Con tempestivo ricorso
(erroneamente trasmesso all’UAI quale "opposizione", doc. AI 41 e 42)
l'assicurato ha osservato:

 

"  (…)

Ho preso atto della vostra decisione del 6.10.2004 che non è
sicuramente quella che mi attendevo.

Come ho già detto nel ricorso da me inoltrato precedentemente, non
contesta la perizia effettuata su di me dal Dr. __________, ma mi permetto di
dire che per il periodo antecedente alla stessa egli si basa unicamente su di
una ipotesi, mentre il Dr. __________, mio medico curante dalla mia dimissione
dalla clinica di riabilitazione di Sementina, si è sempre basato su fatti
constatati durante tutte le visite che lui mi ha effettuato, per determinare il
mio stato di salute e il mio grado di invalidità come risulta dal mio
incarto." (doc. I)

 

                               1.5.   Nella risposta di causa l’UAI
ha confermato il contenuto della decisione su opposizione ed ha chiesto la
reiezione del ricorso (doc. IV).

 

                               1.6.   Con scritto 16 dicembre 2004
l’assicurato ha osservato:

 

" 
In allegato vi inoltro il certificato del mio
medico curante attestando la mia incapacità di lavoro dal 31.3.2001 ad oggi,
inoltre volevo scusarmi per il ritardo nel farvi pervenire i documenti ritardo
causato dal ritardo dal medico nel farmi pervenire i documenti." (doc. VI)

 

                               1.7.   Con
osservazioni 30 dicembre 2004 l’UAI ha precisato:

 

" 
in merito allo scritto del ricorrente datato 16
dicembre c.a. con annesso certificato medico del Dr. __________, il quale è
stato sottoposto ad esame del Servizio Medico Regionale (di seguito SMR), si
evince come non vi sono elementi clinici che possano inficiare la decisione
presa dallo scrivente Ufficio in sede di opposizione.

 

Si ritiene quindi di dover insistere nel chiedere
la reiezione del ricorso." (doc. VIII)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del
18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa
B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del
10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre
1999 nella causa C., I 623/98).

 

 

 

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Nella
fattispecie in esame, l’assicurato non contesta la valutazione peritale del dr.
__________ il quale ha stabilito un’ incapacità lavorativa del 60% in qualsiasi
professione. 

                                         Egli
rivendica per contro il diritto ad una rendita intera (a datare dall’evento
invalidante) per un periodo più lungo di quello stabilito dall’UAI. Infatti, come
visto, l’amministrazione ha parzialmente accolto l’opposizione dell’assicurato
attribuendogli una rendita intera dal 1° marzo 2002 al 30 settembre 2002 (dal
1° ottobre 2002 l’assicurato è stato messo al beneficio di una mezza rendita,
mentre dal 1° gennaio 2004 a 3/4 di rendita; doc. AI 38 e 39).

                                         Oggetto
del contendere è sapere se RI 1 ha diritto ad una rendita intera d’invalidità dopo il 30 settembre
2002, e ciò sulla base del summenzionato certificato del proprio medico curante
(doc. A).

                                         Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

 

                                         Per quel
che concerne l’applicazione intertemporale delle disposizioni materiali della
LPGA, l’art. 82 cpv. 1 LPGA statuisce che le disposizioni materiali della
citata legge non sono applicabili alle prestazioni correnti ed alle esigenze
fissate prima della sua entrata in vigore.

In una sentenza pubblicata in DTF 130 V 329 ss, avente ad oggetto l’erogazione
d’interessi di mora, il TFA, dopo avere  dichiarato la citata norma (art. 82
cpv. 1 LPGA) incompleta nonché frammentaria ed aver precisato che con
“prestazioni” s’intende quelle che hanno fatto oggetto di decisioni cresciute
in giudicato e non quelle prestazioni sulle quali non è stato ancora statuito
definitivamente, ha stabilito che non si può dedurre e contrario dell'art. 82
cpv. 1 LPGA che il momento della decisione sarebbe determinante per
l'applicabilità delle disposizioni materiali della nuova legge in relazione a
prestazioni che non sono ancora state fissate alla sua entrata in vigore
(1° gennaio 2003) e che, eccezion fatta per le fattispecie specifiche
contemplate dalla menzionata disposizione transitoria, per il resto occorre riferirsi
ai principi generali sviluppati in materia di diritto intertemporale che
dichiarano applicabile, in caso di modifica delle basi legali, l'ordinamento in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che dev'essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 130 V 332 consid.
2.2 e 333 consid. 2.3).

In effetti, secondo costante giurisprudenza, dal profilo temporale determinanti
sono di principio le norme materiale in vigore al momento della realizzazione
dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce
conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467
consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) ed il giudice delle assicurazioni sociali, ai
fini dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono
realizzati fino al momento della decisione contestata (SVR 2003 IV nr. 25
consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b).

In un’altra recente sentenza del 5 luglio 2004, pubblicata in DTF 130 V 445 s e
concernente una rendita dell’assicurazione per l’invalidità, l’Alta Corte
federale ha confermato il succitato principio stabilito in DTF 130 V 329,
estendendolo anche a prestazioni assicurative durevoli. Infatti, nell’ambito
dell’esame di un’eventuale insorgenza di un diritto alla rendita prima
dell’entrata in vigore della LPGA, occorre fare riferimento ai principi
generali sviluppati in materia di diritto intertemporale che dichiarano,
appunto, applicabile l’ordinamento in vigore al momento della realizzazione
dello stato di fatto giuridicamente determinante. Ne consegue dunque, continua
il TFA, che per il periodo fino al 31 dicembre 2002, l’esame del diritto alla
rendita avviene sulla base del vecchio ordinamento, mentre a partire da tale
data esso avviene secondo le nuove norme di legge (DTF 130 V 446 consid.
1.2.2).

Va tuttavia precisato che l’introduzione della LPGA non ha portato alcuna
modifica sostanziale per quel che concerne, in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità, i concetti di incapacità al lavoro, d'incapacità al guadagno,
d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione (della rendita
d'invalidità e di altre prestazioni durevoli), motivo per cui le succitate
nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza rimangono tuttora
valide (DTF 130 V 343).

Trattandosi nel caso in esame di prestazioni durevoli riferite sia ad un
periodo antecedente che posteriore al 1° gennaio 2003, occorrerebbe
distinguere, dal punto di vista del diritto applicabile, i periodi prima e dopo
l’introduzione della LPGA.

Ritenuto che le nuove norme (LPGA) non hanno apportato dal punto di vista
materiale alcuna sostanziale modifica riguardo ai succitati concetti dell’AI,
le disposizioni di legge citate in seguito, per motivi di più facile
comprensione, vengono riferite al tenore dell’ordinamento giuridico posteriore
al 1° gennaio 2003, mentre in parentesi sono menzionate le rispettive norme
valide sino al 31 dicembre 2002. 

                                         

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA (che ha sostituito
l’art. 4 cpv. 1 vLAI), con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. 

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto
di rendita se sono invalidi almeno al 40 %. Nel suo nuovo tenore in vigore dal
1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno
diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70 %, a tre quarti di
rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi
almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.

Va pure rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA (cfr. art. 28 cpv. 2 vLAI) il
grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990, pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a
e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c;
Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Al proposito va precisato che, secondo una
sentenza del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per
il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio
dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su
opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato che l’amministrazione è comunque
tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare se
nel periodo successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente
subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa
eventualità essa dovrà pertanto procedere ad un ulteriore raffronto dei redditi
prima di decidere.

Tale principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF
129 V 222; cfr. anche STFA inedite 26
giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa
R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella
causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella
causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.4.   Secondo
costante giurisprudenza, una decisione mediante la quale l’assicurazione
invalidità accorda una rendita con effetto retroattivo e, nel stesso momento,
la riduce o la sopprime, corrisponde ad una decisione di revisione ai sensi
dell’art. 17 LPGA (prima 41 LAI; DTF 125 V 417 consid. 2d; Pratique VSI 2001
pag. 157 consid. 2; STFA del 16 ottobre 2003 nella causa P., I 101/03,
consid. 2; STFA del 22 luglio 2002 nella causa G,, I 592/02, consid. 1).

                                         Ai sensi
di questa disposizione, infatti, se il grado d'invalidità del beneficiario
della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto
alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente
o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA). 

                                         La
revisione avviene d’ufficio quando, in previsione di una possibile modifica
importante del grado d’invalidità o di grande invalidità o dell’assistenza
dovuta all’invalidità, è stato stabilito un termine nel momento dell’erogazione
della rendita o dell’assegno per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti
o si ordinano provvedimenti che possono provocare una notevole modifica del
grado d’invalidità, della grande invalidità o dell’assistenza dovuta
all’invalidità (art. 87 cpv. 2 OAI). 

                                         Invece,
se è stata inoltrata domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare che
il grado d’invalidità o di grande invalidità o il volume dell’assistenza dovuta
all’invalidità è modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni
(art. 87 cpv. 3 OAI).

                                         Infine,
prescrive l’art. 87 cpv. 4 OAI che, ove la rendita o l’assegno per grandi
invalidi siano stati negati perché il grado d’invalidità era insufficiente o
perché l’invalido poteva provvedere a sé stesso, una nuova richiesta è
riesaminata soltanto in quanto siano soddisfatte le condizioni previste nel
capoverso 3.

                                         Se la
capacità al guadagno dell’assicurato o la capacità di svolgere le mansioni
consuete migliora oppure se la grande invalidità o l’assistenza dovuta
all’invalidità si riduce, v’è motivo di ammettere che il cambiamento
determinante sopprime, all’occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni
dal momento in cui si può supporre che il miglioramento constatato perduri.

                                         Lo si
deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a
cpv. 1 OAI). 

                                         Se la
capacità al guadagno o la capacità di svolgere le mansioni consuete peggiora
oppure se la grande invalidità si aggrava o l’assistenza dovuta all’invalidità
aumenta, occorre tenere conto del cambiamento determinante il diritto a
prestazioni non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole.
L’articolo 29bis è applicabile per analogia (art. 88a cpv. 2 OAI).

                                         Queste
norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137).

 

                               2.5.   Nella fattispecie, il dr. __________,
internista e medico curante, nel suo rapporto medico del 14 novembre 2002 ha
rilevato: 

 

"  Diagnosi
con ripercussioni sulla capacità lavorativa:

1.   Estesa emorragia sottocorticale a livello dei nuclei basali
fronto-

      temporale destra con:

      - emisindrome sensitiva motoria residua sinistra

      - stato depressivo in parte organico e in parte reattivo

 

Diagnosi senza ripercussioni sulla capacità lavorativa:

2.   Ipertensione secondaria su sindrome di Cushing probabilmente
di 

      origine ipofisaria 

3.   Poliposi dei seni paranasali con rinocongiuntiviti
recidivanti

4.   Emicrania anamnestica

 

B. Incapacità lavorativa medicalmente giustificata del 20%
almeno, per l'ultima attività esercitata quale disegnatore del genio civile del
100%

 

C. Domande generali per il medico:

Lo stato di salute dell'assicurato è stazionario, suscettibile
eventualmente di miglioramento; il paziente è attualmente in trattamento
regolare fisioterapico e ergoterapico, ulteriori provvedimenti sanitari al
momento non appaiono necessari.

Provvedimenti professionali nel senso che una possibile
riqualificazione professionale non sono a mio modo di vedere al momento da prendere
in considerazione, tenendo conto della possibilità di un ulteriore
miglioramento della problematica neurologica.

L'assicurato non necessita di mezzi ausiliari.

L'assicurato non deve ricorrere all'aiuto di terzi per svolgere
gli atti ordinari della vita

Il paziente è stato a diverse riprese valutato sotto l'aspetto
neurologico (vedi rapporto dr. __________ di ottobre 2001) e 

neuropsicologico (vedi rapporto della neuropsicologa __________)

 

D. Dati medici:

Seguo il paziente a scadenze regolari dal 24.07.01 dopo il lungo
periodo di riabilitazione presso la Clinica di __________, l'ultima
consultazione risale al 18.10.02.

Si tratta di un paziente di professione disegnatore del genio
civile, sposato senza figli, senza antecedenti personali rilevanti se non una
poliposi dei seni paranasali nel contesto di rinocongiuntiviti su base
allergica con pregressa desensibilizzazione negli anni scorsi.

In data 31.03.01 il paziente è stato ricoverato in urgenza presso
l'Ospedale di __________ per l'insorgenza di una emisindrome completa
facio-brachio-crurale sinistra; gli accertamenti eseguiti mostravano un
importante ematoma intracerebrale a livello sottocorticale per cui il paziente
successivamente è stato trasferito presso l'Ospedale __________, dapprima nel
reparto di cure intense e successivamente nel reparto di neurologia.

In considerazione di valori pressori estremamente elevati sia
nella fase immediatamente post-critica ma soprattutto nei giorni e nelle
settimane successive, è stata posta la diagnosi di una ipertensione arteriosa
secondaria nel contesto di una malattia di Cushing, che si è poi rivelata
essere verosimilmente di origine ipofisaria con valori elevati della
cortisoluria delle 24h e dell'ACTH.

Il paziente è stato trasferito presso la Clinica __________ dove
ha lentamente ripreso la deambulazione con persistenza di un’emisindrome
prevalente al braccio sinistro e deficit neuropsicologici sottoforma
inizialmente di una residua eminegligenza sinistra, con difficoltà di
concentrazione.

Nei mesi successivi si è assistito ad un costante miglioramento
del quadro clinico e soprattutto neuropsicologico, il paziente riesce
attualmente a lavorare al computer per al massimo un paio di ore al giorno,
dopodiché accusa un affaticamento rilevante.

Una valutazione prognostica risulta al momento particolarmente
difficoltosa, senza dubbio è senz'altro di buon auspicio il miglioramento
costatato negli ultimi mesi anche se il fattore limitante per una ripresa
dell'attività professionale sta nella difficoltà di concentrazione prolungata
che la sua professione richiede e nell'uso dell'arto superiore sinistro
(attività preponderante al computer)." (doc. AI 8) 

 

                                         Nel suo referto peritale
del 25 agosto 2003 il dr. __________, neurologo, ha rilevato:

 

"  4.
Diagnosi (se possibile secondo la classificazione ICD-10)

Stato dopo estesa emorragia sottocorticale a livello dei nuclei
basali con estensione fronto-temporale destra il 31.03.2001 con:

-   emisindrome sensitivo-motoria residua sinistra (residui di 

    emianopsia bilaterale sinistra probabili)

-   discreti
deficit neuropsicologici (deficit di attenzione selettiva e sostenuta)

-   sfumate
difficoltà visuo-costruttive e di esplorazione dell'emicampo sinistro

 

4.1 Diagnosi con ripercussioni sulla capacità di lavoro

Esistenti da quando?

-   emisindrome sensitivo-motoria residua sinistra

-   deficit
neuropsicologici (deficit di attenzione selettiva e sostenuta) -sfumate
difficoltà visuo-costruttive e di esplorazione dell'emicampo sinistro

Esistenti dal 31.03.2001.

 

- Cefalee recidivanti 

Esistente prima del 31.03.2001.

 

 

4.2 Diagnosi senza ripercussioni sulla capacità di lavoro

      ● Esistenti da quando?

"Ipertensione secondaria su sindrome di Cushing probabilmente
di origine ipofisaria." (diagnosi non confermata).

Sinusiti recidivanti.

Allergia ai pollini. Antecedenti al 31.03.2001.

 

5. Valutazione e prognosi

L'evoluzione dell'emisindrome sinistra dopo grave emorragia
cerebrale il 31.03.2001 è da ritenersi buona, ma la sintomatologia restante è
invalidante. 

-   Sono
presenti molto probabilmente residui di emianopsia bilaterale sinistra che si
sovrappongono ai resti di una eminegligenza a sinistra. Alla discreta riduzione
della sensibilità al tatto della parte sinistra del viso corrisponde la
constatazione che si osservano episodi con perdita di liquidi dall'angolo
sinistro della bocca.

-   La mobilità
del viso a sinistra è limitata nell'ambito dell'emisindrome residuale.

-   La
sensibilità è disturbata in modo marcato per tutte le qualità su tutto l'arto
superiore a sinistra, maggiormente distalmente. 

-   La forza
prossimale e distale all'arto superiore sinistro è M4, la funzionalità dell'arto
è ridotta.

-   La
coordinazione dei movimenti dell'arto superiore sinistro è disturbata in modo
evidente.

-   La forza
prossimale e distale all'estremità inferiore sinistra è M4, la funzionalità è
ridotta.

-   La
sensibilità è disturbata in modo marcato per tutte le qualità su tutto l'arto
inferiore sinistro, maggiormente distalmente. La coordinazione dell'arto
inferiore sinistro è disturbata.

-   La marcia
avviene con andatura leggermente falciante con compensi al tronco e agli arti
superiori bilateralmente.

-   L'equilibrio
è insicuro con tendenza a cadere a sinistra alle prove effettuate con occhi
chiusi.

 

Inoltre sono da considerare i deficit neuropsicologici:

-   deficit di attenzione selettiva e sostenuta

-   sfumate difficoltà visuo-costruttive e di esplorazione
dell'emicampo 

    sinistro.

 

Penso che la situazione sia stabile. Non ci sono motivi per
ritenere probabile un peggioramento o l'apparire di complicazioni.

 

B.                                  Conseguenze sulle capacità
di lavoro

 

1. Menomazioni (qualitative e quantitative) dovute al disturbi 

    constatati

 

●  a livello psicologico e mentale

Deficit neuropsicologici:

-   deficit di attenzione selettiva e sostenuta

-   sfumate difficoltà visuo-costruttive e di esplorazione
dell'emicampo 

    sinistro.

 

La tendenza depressiva che si è sviluppata nei primi tempi dopo la
malattia, oggi non è più constatabile clinicamente il paziente stesso conferma
che non si sente più depresso e che ha ben superato la fase di accettazione
della nuova situazione.

 

●  a livello fisico

Residui di emisindrome sinistra con:

-   Sono
presenti molto probabilmente residui di emianopsia bilaterale sinistra che si
sovrappongono ai resti di una eminegligenza a sinistra. 

-   Alla
discreta riduzione della sensibilità al tatto della parte sinistra del viso
corrisponde la constatazione che si osservano episodi con perdita di liquidi
dall'angolo sinistro della bocca.

-   La mobilità
del viso a sinistra è limitata nell'ambito dell'emisindrome residuale.

-   La
sensibilità è disturbata in modo marcato per tutte le qualità su tutto l'arto
superiore a sinistra, maggiormente distalmente. 

-   La forza
prossimale e distale all'arto superiore sinistro è M4, la funzionalità
dell'arto è ridotta.

-   La
coordinazione dei movimenti dell'arto superiore sinistro è disturbata in modo
evidente.

-   La forza
prossimale e distale all'estremità inferiore sinistra è M4, la funzionalità è
ridotta.

-   La
sensibilità è disturbata in modo marcato per tutte le qualità su tutto l'arto
inferiore sinistro, maggiormente distalmente. 

-   La coordinazione dell'arto inferiore sinistro è disturbata. 

-   La marcia
avviene con andatura leggermente falciante con compensi al tronco e agli arti
superiori bilateralmente.

-   L'equilibrio
è insicuro con tendenza a cadere a sinistra alle prove effettuate con occhi
chiusi.

 

Nell'ambito sociale

È presente una buona integrazione; il paziente si è sposato come
previsto prima dell'evento patologico, è ben sostenuto dalla famiglia ed ha la
fortuna di poter lavorare nella ditta del padre.

 

2. Conseguenze dei disturbi sull'attività attuale

 

2.1 Come si ripercuotono i disturbi sull'attività attuale
dell'assicurato? I disturbi si ripercuotono sui seguenti aspetti
dell'attività attuale del paziente:

 

- Motricità

I disturbi della motricità elencati sopra coinvolgono la motricità
fine dell'arto superiore sinistro e la motricità in generale dell'emicorpo
sinistro.

L'uso della mano e dell'arto superiore sinistro è limitato
nell'uso del computer (precisione, velocità, perseveranza, costanza dei
movimenti nel tempo, bimanualità), nella prensione di oggetti (precisione,
velocità, riconoscimento dell'oggetto, manipolazione), in lavori bimanuali in
generale. L'instabilità posturale del tronco interferisce con la durata del
mantenimento della posizione seduta e diminuisce la componenti di sostegno
stabilizzazione ai movimenti distali.

La sintomatologia dell'arto inferiore è limitante per quanto
riguarda la tenuta della posizione eretta e per i movimenti necessari durante
il lavoro. Le possibilità di carico sono ridotte.

 

- Cognitività

I deficit di attenzione selettiva e sostenuta e le sfumate
difficoltà visuo­costruttive e di esplorazione dell'emicampo sinistro. Dal
punto di vista pratico le difficoltà visuo-costruttive ed esplorative non
limitano la qualità del lavoro del paziente, a quanto riferito da lui stesso e
dalla madre. Penso che le difficoltà attentive e la tenuta dell'attenzione
necessaria ai compiti lavorativi è il fatto limitante dal punto di vista
neuropsicologico. Ne scaturisce una componente importante dalla quale consegue
il rendimento limitato nel tempo e il bisogno regolare di pause e infine il
rendimento globale ridotto in maniera importante. Il rendimento viene ridotto
anche dalle difficoltà motorie, in modo particolare i limiti dovuti alla
motricità fine, che vanno a sommarsi ai problemi neuropsicologici.

 

2.2 Esatta descrizione delle funzioni intatte e delle capacità
di carico 

L'emisindrome sinistra influenza globalmente la funzionalità del
paziente. Le funzione dell'emicorpo destro sono sostanzialmente intatte (anche
se non completamente come sempre nell'ambito di una sindrome
"piramidale"), la bimanualità è disturbata. Dal punto di vista
neuropsicologico ci si attende che ad eccezione dei disturbi ricordati più
volte sopra, le altre funzioni siano intatte.

Il paziente non può eseguire lavori pesanti. I residui dell'emisindrome
sinistra non gli permettono di portare con sicurezza più di ca. 10 Kg. Può
muoversi in modo sicuro su tragitti piani, ma ha difficoltà a salire le scale e
a compiere tragitti lunghi.

 

2.3 L'attività attuale è ancora praticabile?

Sì, ma con restrizioni che ho già ricordato: il rendimento è
ridotto quantitativamente.

 

2.4 Se sì, in quale misura (ore al giorno)?

L'assicurato è presente sul lavoro, secondo le informazioni a mia
disposizione, quasi tutta la giornata, ma inserisce molte pause che riducono la
presenza reale a ca. 3 ore al giorno.

 

2.5 È presente inoltre una diminuzione della capacità di
lavoro? 

Sì, per i motivi sopra ricordati.

 

2.6 Se sì, in che misura?

Valuto la diminuzione della capacità di lavoro del 60%.

 

2.7 Da quando esiste una limitazione della capacità di lavoro
dal lato medico di almeno il 20%?

Dal momento dell'insorgere della lesione cerebrale il 31.03.2001.

 

2.8 Quale è stato in seguito lo sviluppo della limitazione
della capacità di lavoro?

Dopo i miglioramenti avvenuti nella prima fase dopo la lesione,
che però non sono stati tali da portare a una capacità lavorativa, si è
instaurata una fase senza cambiamenti di rilievo. Si può stimare che negli
ultimi 12 mesi la capacità lavorativa è restata costante, dunque senza che
siano avvenuti altri cambiamenti di rilievo.

 

C. Conseguenze sulla capacità d'integrazione

1. È possibile effettuare provvedimenti d'integrazione? Ve ne
sono in corso? Ne sono previsti?

 

1.1 Se sì, La preghiamo di descrivere il piano di
riabilitazione 

No, non penso.

 

1.2 Se no, La preghiamo di motivare

La sindrome del paziente è da considerare di gravità media; ho
ricordato sopra i sintomi che sono ancora presenti, compresi i problemi
neuropsicologici. Una reintegrazione professionale in un altro campo al di
fuori di quello attuale penso non possa avere successo per la presenza della
patologia descritta e per il fatto che la motivazione da parte del paziente
sarebbe se non proprio mancante molto ridotta. Il tipo di lavoro fatto oggi dal
paziente ha per lui anche carattere di hobby (in modo particolare gli aspetti
legati al computer) e costituisce il suo interesse maggiore.

 

2. È possibile migliorare la capacità di lavoro sul posto di
lavoro attuale?

No, non mi aspetto tali possibilità.

 

2.1 Se si, con quali ragionevoli provvedimenti (p.es.
provvedimenti medici, mezzi ausiliari, adattamento del posto di lavoro)?

 

 

2.2 Secondo Lei che effetto hanno questi provvedimenti sulla
capacità di lavoro?

 

3. L'assicurato è in grado di svolgere altre attività?

Sì, attività conformi alla sua preparazione. Sarebbero attività
legate a lavoro con il computer, come già svolge ora. Attività fisiche anche
leggere slegate dai suoi interessi peculiari, penso, anche se pensabili, che
non potranno avere successo. Lavori leggeri nel senso di lavori di ufficio o di
lavori di archivio sono pensabili, ma sarebbero limitati dagli stessi problemi
che sono presenti in relazione all'attività attuale.

Lavori centrati prevalentemente su aspetti fisici, anche se di
carattere leggero, non sono adatti al paziente, perché i residui di emisindrome
sinistra sarebbe troppo limitanti.

 

3.1 Se sì, a quali esigenze deve rispondere il posto di lavoro
dal punto di vista medico e di che cosa si deve tenere soprattutto conto nel
caso di un'altra attività?

Dovrebbe richiedere prestazioni fisiche minime e non richiedere
lavori di motricità fine bimanuale, dare la possibilità di inserire
regolarmente delle pause, non deve richiedere la posizione eretta per tempi
maggiori ad alcuni minuti, non deve richiedere un equilibrio sicuro, non deve
richiedere spostamenti più di alcune decine di metri, non deve richiedere
spostamenti su scale, non deve richiedere prestazioni intellettuali troppo
elevate, in modo particolare da parte dell'attenzione (concentrazione).

 

3.2 In che misura si possono svolgere attività consone alla
menomazione (ore al giorno)?

Circa 4 ore al giorno.

 

3.3 È presente inoltre una riduzione della capacità di lavoro?

La riduzione della capacità di lavoro rimarrebbe, anche nel caso
di una nuova attività, del 60%." (doc. AI 22)

 

                                         Nella sua “proposta medico”
del 23 novembre 2003 la dr.ssa __________ del SMR ha rilevato:

 

"  Alla
luce delle conclusioni della perizia del Dr. __________, si ritiene l'A inabile
al lavoro in qualsiasi professione nella misura del 60% dal 1.3.2001."
(Doc. AI 23)

 

                                         Nelle sue annotazioni del
1° ottobre 2004 il dr. __________, medico responsabile del SMR, ha precisato: 

 

" 
Per quanto riguarda la CL di questo giovane
assicurato non vi è elemento per discostarsi dalla valutazione molto dettagliata
e precisa del dr. __________.

Per quanto riguarda invece l'evoluzione dopo
l'episodio acuto e i soggiorni in clinica riabilitativa non ho risposte.

Si deve ammettere che l'episodio abbia provocato
un'IL totale per un periodo medio lungo. Una valutazione potrebbe essere fatta
con domande specifiche, magari durante colloquio, con il signor __________, in
mancanza di doc. specifica." (doc. AI 37)

 

                                         Con certificato medico 10 dicembre
2004 il dr. __________ ha rilevato:

 

"  come
da sua richiesta preciso che ho certificato un'incapacità lavorativa del 100%
dal 31.03.2001 fino al 12.06.2003.

A partire dal 13.06.2003 l'ho dichiarato inabile al lavoro nella
misura del 80% a tutt'oggi." (Doc. A)

 

                               2.6.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti
litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali
di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti;
Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002
nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA
del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa
G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano
di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità
dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb). 

                                         

Lo stesso vale per le perizie fatte
esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188; RAMI 1993 pag.
95).

 

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (cfr. DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts,
op. cit., pag. 111).

 

                               2.7.   Per quanto attiene al problema neurologico, questo TCA
non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni cui è
pervenuto il perito (dr. __________).

 

                                         Il medico, specialista delle affezioni invalidanti di cui il ricorrente è
portatore, ha compiutamente valutato il danno alla salute dal punto di
vista neurologico sulla base di accertamenti approfonditi e completi, giungendo
a conclusioni logiche e motivate in merito alla limitata capacità lavorativa
(40%) dell’assicurato nella sua precedente attività di disegnatore del genio
civile. 

 

                                         Il perito ha sottolineato
che l’assicurato non può eseguire lavori pesanti. I residui dell'emisindrome
sinistra non gli permettono di portare con sicurezza pesi superiori a 10 kg. Secondo
il sanitario l’assicurato può muoversi in modo sicuro su tragitti piani, ma ha
difficoltà a salire le scale e a compiere tragitti lunghi.

                                         L’assicurato potrebbe
svolgere attività legate all’uso del computer, come quella che egli svolge tuttora.
Attività fisiche anche leggere slegate dai suoi interessi peculiari, a detta
del perito, anche se pensabili, non potrebbero essere praticate con successo.
Lavori leggeri nel senso di lavori di ufficio o di lavori di archivio sono
pensabili, ma sarebbero limitati dagli stessi problemi che sono presenti in
relazione all'attività attuale.

                                         Lavori centrati
prevalentemente su aspetti fisici, anche se di carattere leggero, non sono
adatti al paziente, perché i residui di emisindrome sinistra sarebbero troppo
limitanti.

                                         Lo specialista ha escluso
la possibilità di effettuare provvedimenti d’integrazione, in quanto una
reintegrazione professionale in un altro campo al di fuori di quello attuale non
potrebbe avere successo a causa della grave patologia di cui soffre
l’assicurato e per il fatto che verrebbero a mancare le motivazioni (o
perlomeno sarebbero di gran lunga ridotte). Il tipo di lavoro svolto fino ad
oggi dall’assicurato assume il carattere di hobby (in modo particolare per gli
aspetti legati al computer) e costituisce il suo interesse maggiore.

 

                                         La perizia 25 agosto 2003
del dr. __________ è stata confermata dal medico responsabile del SMR dr. __________
(doc. AI 37).          

 

                                         Per
quanto attiene al certificato medico 10 dicembre 2004 del dr. __________,
che ha certificato “un'incapacità lavorativa del 100% dal 31.03.2001 fino al
12.06.2003” mentre “a partire dal 13.06.2003 l'ho dichiarato inabile al lavoro
nella misura del 80% a tutt'oggi” (doc. A), benché rilasciato
da un sanitario che ha in cura l’assicurato dal luglio 2001, non può essere
preso in considerazione ai fini del presente giudizio in quanto non
sufficientemente circostanziato e dettagliato e non conforme quindi ai
succitati criteri stabiliti dalla giurisprudenza (cfr. consid. 2.5). Inoltre,
dal referto medico in parola non si evincono sufficienti elementi per ammettere
con alta verosimiglianza l’insorgere di un peggioramento delle condizioni di
salute rispetto a quanto accertato precedentemente in sede peritale. 

 

                                         Ora, sino
all'emanazione della decisione su opposizione del 6 ottobre 2004, la
conclusione cui è giunto il perito incaricato e su cui l’UAI ha fondato il
proprio giudizio non può essere validamente messa in discussione.

                                         

                               2.8.   Come visto
l’assicurato ritiene di comunque essere stato inabile al 100% dall’evento
invalidante (31 marzo 2001) sino a pochi mesi prima della perizia (doc. AI 35 e
41, I).

 

                                         Nel suo
referto peritale il dr. __________ a pagina 13 (punto 2.8) ha precisato che “dopo
i miglioramenti avvenuti nella prima fase dopo la lesione, che però non sono
stati tali da portare a una capacità lavorativa, si è instaurata una fase senza
cambiamenti di rilievo. Si può stimare che negli ultimi 12 mesi la capacità
lavorativa è restata costante, dunque senza che siano avvenuti altri
cambiamenti di rilievo”. 

                                         Essendo la perizia del 25
agosto 2003 (visita peritale eseguita il 12 giugno 2003) – nella quale viene
fissata un’incapacità lavorativa del 60% - , è desumibile che dalla fine di
giugno 2002 l’assicurato abbia mantenuto una capacità lavorativa limitata al
40%. Riassumendo,  dal 1° marzo 2002 (incapacità lavorativa al 100% dal marzo
2001, cfr. art. 29 cpv. 1 lett. b LAI) al 1° ottobre 2002 (3 mesi dopo il miglioramento
avvenuto dal giugno 2002; cfr. perizia dr. __________, doc. AI 22, cfr. art.
88a cpv. 1 OAI), l’assicurato era inabile al 100% con conseguente attribuzione
di una rendita intera. 

                                         Il
certificato 10 dicembre 2004 con cui il dr. __________ certifica un’incapacità
lavorativa totale dal 31 marzo 2001 al 12 giugno 2003, non può essere
considerata per i motivi già indicati al consid. 2.7.

 

                                         In
conclusione, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze
specialistiche, richiamato inoltre l’obbligo che incombe all’assicurato di
intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278
consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61) - se necessario intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V
28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgericht zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221) -, è da ritenere dimostrato,
con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115
V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid.
2b), che l'assicurato presenta un grado d’invalidità
totale dal 1° marzo 2002 al 30 settembre 2002  (con versamento di una rendita
intera), mentre che dal 1° ottobre 2002 egli è invalido in misura del 60% (con
diritto ad una mezza rendita d’invalidità). Dal 1° gennaio 2004, come
rettamente stabilito dall’UAI, l’assicurato ha diritto a 3/4  di rendita (cfr. art.
28.cpv. 1 LAI, art. 88bis cpv. 1 lett. b OAI; Lettre circulaire n° 183 du 9
octobre 2003, Office fédéral des assurances sociales, Domaine d’activité
Assurance-invalidité; Kieser, Die Grossen Auswirkungen der 4. IV-Revision, in
plädoyer 2004 pag. 30 ss).

                                         

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti