# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1b098c76-d109-5db8-b5a6-10c175d21dfd
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-05-22
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Sonstige Kammern 22.05.2006 ZB 2006 9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_999_ZB-2006-9_2006-05-22.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Tribunale cantonale dei Grigioni
Dretgira chantunala dal Grischun

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Rif.: Coira, 22 maggio 2006 Comunicata per iscritto il: 
ZB 06 9

Sentenza
Commissione del Tribunale cantonale

Presidenza Presidente Brunner
Giudici Sutter-Ambühl e Zinsli 
Attuario Crameri

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Visto il ricorso civile

di A., attrice e ricorrente, rappresentata dall’avv. lic. iur. Roberto A. Keller, Casa la 
Grida, 6535 Roveredo, 

contro

la sentenza della Commissione del Tribunale distrettuale Moesa del 22 marzo 2006, 
comunicata il 30 marzo 2006, in re dell’attrice e ricorrente contro l a  B . , convenuta 
e resistente, rappresentata dall’avv. lic. iur. Cristina Keller, presso studio legale Fa-
brizio Keller, Palazzo Polti, 6537 Grono, 

concernente credito da contratto di lavoro,

è risultato:

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A. A. è stata assunta dalla B. a mezza giornata in qualità di addetta alla 
contabilità/amministrazione il 3 novembre 2003. I rapporti tra le parti sono stati 
regolati con contratto di lavoro scritto, concluso a tempo indeterminato, con diritto 
ad un salario mensile lordo di fr. 2'000.--, netto di fr. 1'833.--, a 20 giornate lavorative 
di ferie (un giorno di lavoro = 4.25 ore) e di disdetta per la fine di un mese con 
preavviso di due mesi. Inabile al lavoro causa malattia a partire dal 9 febbraio 2004, 
la dipendente è stata licenziata con effetto immediato in data 27 febbraio 2004. 

B. Reputata ingiustificata la risoluzione immediata del rapporto di lavoro, 
il 31 marzo 2005 A. ha proposto azione nei confronti della B. dinanzi al Presidente 
del Circolo di C. ed ha chiesto, con protesta di spese e ripetibili, di accertare la nullità 
della risoluzione immediata del rapporto di lavoro e di condannare la convenuta a 
versarle l’importo di fr. 6'566.-- oltre interessi al 5% dal 1° giugno 2004. La 
controparte ha postulato che l’azione sia respinta, protestando pure spese e 
ripetibili. Fallito il tentativo di conciliazione e rilasciato il libello, con istanza 
processuale del 17 maggio 2005 l’attrice ha proseguito la causa al Tribunale del 
Distretto Moesa, riproponendo le richieste d’accertamento e di condanna. La 
controdomanda è stata riproposta anche dalla convenuta con risposta processuale 
del 9 giugno 2005. Questi petiti sono poi stati confermati da ambedue le parti col 
secondo scambio di scritti. In sede d’udienza l’attrice ha ridotto la pretesa a fr. 
4'733.--.

C. Con sentenza del 22 marzo 2006, comunicata il 30 marzo 2006, la 
Commissione del Tribunale distrettuale Moesa ha parzialmente accolto l’azione ed 
ha condannato la convenuta a versare all’attrice la somma di fr. 2'789.85 oltre 
interessi al 5% dal 22 dicembre 2004 (cifra 1 del giudizio). Le spese di procedura di 
fr. 1'883.-- sono state messe a carico del Tribunale di distretto e le ripetibili 
compensate (cifra 2 della pronuncia).

D. Insorta con ricorso del 24 aprile 2006 dinanzi alla Commissione del 
Tribunale cantonale dei Grigioni, A. postula, con protesta di spese e ripetibili di 
prima e seconda istanza, la riforma della sentenza distrettuale nel senso che la B. 
sia condannata a pagarle l’importo di fr. 4'516.80 oltre interessi al 5% dal 22 
dicembre 2004.

La resistente ha proposto la reiezione del ricorso. La Commissione del 
Tribunale distrettuale ha rinunciato ad una presa di posizione.

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La Commissione del Tribunale cantonale considera :

1. Interposto il 24 aprile 2006 contro la sentenza inappellabile della 
Commissione del Tribunale del distretto Moesa del 22 marzo 2006, censurate delle 
violazioni di diritto, tempestivo e motivato, il ricorso è ricevibile in ordine (art. 232 e 
233 CPC).

2. I giudici precedenti hanno esaminato nel merito le richieste dell’attri-
ce. Innanzitutto hanno reputato non nulla ai sensi dell’art. 336c cpv. 2 in unione 
all’art. 336c cpv. 1 lett. b CO la risoluzione immediata del rapporto di lavoro (art. 337 
CO), non essendo ad essa applicabili le disposizioni di protezione dalla dis-detta 
data in tempo inopportuno. Essi hanno poi negato che l’inabilità al lavoro per 
malattia è una causa grave ai sensi dell’art. 337 CO ed aggiunto che come tale non 
possono esser riconosciute neanche le circostanze che la dipendente a partire dal 
9 febbraio 2004 non s’è più ripresentata al lavoro e che i certificati medici sono stati 
presentati con qualche giorno di ritardo. A loro dire dopo aver preso conoscenza del 
primo certificato medico del 9 febbraio 2004, con cui sono state attestate circa due 
settimane di malattia, la datrice di lavoro avrebbe dovuto informarsi presso la 
lavoratrice e sollecitarla a riprendere l’attività o a documentare la persistenza della 
malattia, anziché risolvere immediatamente il rapporto di lavoro. I primi giudici 
hanno altresì respinto la tesi della convenuta secondo cui la dipendente avrebbe 
abusato del proprio diritto, avendo richiesto dal medico attestazioni di malattia e 
contemporaneamente discusso con lui l’eventualità della risoluzione immediata del 
rapporto di lavoro da parte sua nonchè essendo in seguito andata in Brasile. Di tale 
eventualità è stato parlato, ma il medico non ha escluso il ripristino di una certa 
capacità lavorativa nel corso di due o tre settimane con un trattamento 
medicamentoso. Inoltre non ha negato alla paziente la possibilità di assentarsi dal 
domicilio durante tutto il periodo d’inabilità lavorativa. Ritenuta quindi ingiustificata 
la risoluzione immediata del rapporto di lavoro, i giudici di primo grado hanno 
riconosciuto all’attrice un risarcimento di fr. 2'749.50 [fr. 3'666.-- (fr. 1'833.-- x 2) di 
stipendio per il termine di disdetta di due mesi (dal 9 febbraio al 9 aprile 2004) meno 
fr. 916.50 (fr. 1'833.-- : 28 x 14) di salario già percepito per il periodo dal 10 al 23 
febbraio 2004]. A questo importo hanno aggiunto fr. 40.35 d’indennità per 0.66 giorni 
di ferie per il periodo da novembre 2003 a febbraio 2004 (fr. 1833.-- : 30 x 0.66), 
mentre che a questo titolo un ulteriore indennizzo per i mesi di marzo e aprile 2004 
è stato negato.

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3. Colla risposta la resistente ripropone il suo parere del comportamento 
abusivo della dipendente. Essa ha però accettato la sentenza e con ciò anche la 
motivazione dell’istanza precedente, che ha negato l’esistenza dell’abuso di diritto, 
rispettivamente di una causa grave per la risoluzione immediata del rapporto di 
lavoro. È quindi dubbio che essa colla sua tesi riproposta possa corroborare il suo 
punto di vista nell’ambito della procedura di ricorso. Unicamente se la Commissione 
del Tribunale cantonale giungesse alla stessa conclusione, potrebbe far sua la 
motivazione della resistente e respingere il ricorso. Sennonché i motivi della 
resistente sono manifestamente infondati.

Correttamente la prima istanza non ha reputato il comportamento della 
lavoratrice come causa grave per il licenziamento immediato. Agli atti vi sono tre 
certificati medici, che attestano l’inabilità al lavoro causa malattia, il primo del 9 
febbraio 2004 per circa due settimane, il secondo del 25 febbraio 2004 per il periodo 
dal 24 febbraio al 1° marzo 2004 ed il terzo del 1° marzo 2004 per ancora almeno 
un mese (atti 2.3 - 2.5). È vero che questi certificati, eccezion fatta per il primo, non 
sono pervenuti tempestivamente alla datrice di lavoro. Che la dipendente dopo due 
settimane non s’è ripresentata al lavoro e nulla ha fatto sapere non sono motivi di 
risoluzione immediata del rapporto di lavoro. In forza del suo obbligo d’assistenza 
la datrice di lavoro avrebbe dovuto interessarsi del motivo d’assenza della 
lavoratrice. Quanto poi al preteso abuso di diritto, stando alla testimonianza del 
medico (atto 5.3), la dipendente aveva problemi col posto di lavoro e la mezza idea 
di risolvere lei stessa il rapporto lavorativo. Il medico ha però ritenuto più confacente 
attestarle l’inabilità al lavoro, dapprima per circa due settimane, ritenendo questo 
periodo sufficiente per ristabilire in parte la capacità lavorativa. Ciò non è stato il 
caso, sicchè è stata necessaria una cura più lunga. Manifestamente la lavoratrice 
era ammalata, per cui la resistente non può ora pretendere che essa senza motivo 
ha rifiutato di prestare l’attività dovuta ed abusivamente tentato di riscuotere la paga. 
Se avesse disdetto il rapporto di lavoro, la dipendente avrebbe avuto diritto al salario 
fino alla scadenza del termine di disdetta, anche se durante questo lasso di tempo 
fosse stata ammalata.

4. a) Ai sensi dell’art. 337c cpv. 1 CO il lavoratore licenziato 
immediatamente senza una causa grave ha diritto a quanto avrebbe guadagnato se 
il rapporto di lavoro fosse cessato alla scadenza del termine di disdetta.

b) Pacifico che la risoluzione immediata del rapporto di lavoro è avvenuta 
alla fine di febbraio 2004 e che il termine di disdetta è di due mesi (atto 2.1, cifra 

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6.2), i giudici precedenti hanno giustamente esposto che il rapporto di lavoro tra le 
parti ha cessato in data 30 aprile 2004. Ciònonostante essi hanno riconosciuto 
all’attrice un risarcimento pari allo stipendio per il periodo dal 9 febbraio al 9 aprile 
2004, da cui hanno dedotto quanto già percepito per il lasso di tempo dal 10 al 23 
febbraio 2004, pari a fr. 916.50 e aggiunto fr. 40.35 d’indennità per 0.66 giorni di 
ferie per i mesi da novembre 2003 a febbraio 2004.

c) La ricorrente fa invece valere che ha diritto ad un risarcimento di fr. 
4'516.80, ossia fr. 608.80 di salario per il mese di febbraio 2004, fr. 3'666.-- di 
stipendio per i mesi di marzo e aprile 2004 (2 x fr. 1833.--), fr. 40.35 d’indennità per 
vacanze fino a febbraio 2004 e fr. 201.65 d’indennizzo per ferie fino ad aprile 2004.

d) A ragione l’istanza precedente ha ritenuto che l’attrice ha diritto al 
salario di massima fino alla fine del termine di disdetta. Questo è scaduto il 30 aprile 
2004. A causa della malattia le ha però riconosciuto lo stipendio unicamente per 
due mesi, cioè dal 9 febbraio al 9 aprile 2004. Sennonché esso va corrisposto fino 
al 30 aprile 2004. Contrariamente all’assunto della prima istanza, per il mese di 
febbraio 2004 alla dipendente è stato pagato un salario di fr. 1224.20 (atto 2.7) e 
non di fr. 916.50. Per questo mese essa pretende quindi a ragione i rimanenti fr. 
608.80 a cui devono essere aggiunte le paghe di marzo e aprile 2004, quindi fr. 
3'666.--. A suo dire la sua pretesa ammonta perciò a fr. 4'274.80. Da questo preteso 
risarcimento deve però essere dedotto l’importo che giusta l’art. 324a CO a causa 
della malattia sarebbe pagato di troppo. Ai sensi dell’art. 12 lett. B del contratto di 
lavoro (atto 2.1) in caso di malattia la paga è versata per due mesi. La lavoratrice è 
stata inabile al lavoro per malattia dal 9 febbraio al 31 marzo 2004 (atto 2.8). In 
febbraio sono già stati pagati 20 giorni di malattia. La ricorrente ha quindi diritto alla 
retribuzione di giornate di malattia solo fino all’8 aprile 2004 compreso. Per il mese 
d’aprile essa chiede a torto la retribuzione di 22 giorni in più. Di conseguenza dal 
risarcimento richiesto (fr. 4'274.80) va dedotto l’importo di fr. 1’344.20 ( fr. 1833.-- : 
30 x 22). La ricorrente ha quindi diritto a fr. 2'930.60. A questo importo vanno 
aggiunti gl’incontestati 0.66 giorni di vacanze per il periodo da novembre 2003 a 
febbraio 2004, vale a dire fr. 40.35, sicchè la resistente deve alla ricorrente l’importo 
di fr. 2'970.95. Questo è il corretto risarcimento. La vertenza non volge attorno al 
quesito della sospensione del periodo protetto ai sensi dell’art. 336c cpv. 1 lett. b 
CO, come espone la ricorrente, ma alla questione di sapere come sono da calcolare 
correttamente i giorni di malattia.

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e) Quanto al preteso indennizzo di fr. 201.65 per le ferie durante il 
termine di disdetta è da rilevare che colla fine del rapporto di lavoro tutti i crediti da 
esso derivanti diventano esigibili (art. 339 cpv. 1 CO). Di conseguenza in seguito al 
licenziamento ingiustificato oltre al risarcimento dev’essere corrisposta anche 
l’intera indennità di vacanze. Il diritto a questo indennizzo ha però un doppio 
carattere. Dallo scopo distensivo delle ferie segue che in primo piano sta la reale 
concessione di tempo libero (art. 329d cpv. 2 CO). Nella misura in cui nel lasso di 
tempo determinante per il calcolo del risarcimento, nonostante il tempo necessario 
per la ricerca di un nuovo posto di lavoro, rimane ancora tempo per riposarsi, tale 
tempo libero è da reputare ordinato e concesso quale periodo di distensione, sicchè 
col pagamento di questo tempo libero è compensato anche il diritto alle ferie 
(Staehelin/Vischer, Zürcher Kommentar, Bd. V2c, 1996, art. 337c, n. 9; Streiff/von 
Kaenel, Arbeitsvertrag, 6. Aufl. Zürich 2006, art. 337c, n. 18; Rehbinder, Berner 
Kommentar, Bd. VI/2/2/2, 1992, art. 337c, n. 3).

Nel concreto caso durante il secondo mese dell’ipotetico termine di disdetta 
la dipendente s’è recata in Brasile in vacanze. In simili circostanze può essere 
senz’altro ammesso che la datrice di lavoro ha concesso le ferie e che la lavoratrice 
ha beneficiato delle stesse, tanto più che i problemi sul posto di lavoro non le hanno 
causato ulteriori sofferenze e malattie. Sarebbe quindi ingiusto rimunerare le va-
canze. Il preteso indennizzo per le ferie durante il termine di disdetta va quindi re-
spinto.

f) L’interesse chiesto ed accordato dalla prima istanza non è conteso e 
non è quindi oggetto di ricorso.

5. Ai sensi dell’art. 343 cpv. 3 CO in caso di controversie derivanti dal 
rapporto di lavoro, il cui valore litigioso non supera i fr. 30'000.-- alle parti non 
possono essere imposte né tasse, né spese giudiziarie. Le spese della procedura 
di ricorso vanno perciò a carico del Cantone dei Grigioni. Tenuto conto dell’esito 
della presente procedura si giustifica di assegnare alla ricorrente ridotte indennità a 
titolo di ripetibili di fr. 1'500.-- della sede distrettuale e di fr. 1000.-- della sede 
cantonale. 

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La Commissione del Tribunale cantonale giudica:

1. Il ricorso è parzialmente accolto, la cifra 1 e quanto alle indennità a titolo di 
ripetibili la cifra 2 dell’impugnata sentenza sono annullate e la resistente è 
condannata a versare alla ricorrente l’importo di fr. 2'970.95 oltre interesse al 
5% a contare dal 22 dicembre 2004.

2. I costi della procedura di ricorso vanno a carico del Cantone dei Grigioni. La 
convenuta e resistente rifonde all’attrice e ricorrente ridotte ripetibili di com-
plessivi fr. 2'500.-- della sede distrettuale e cantonale.

3. Comunicazione a:

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Per la Commissione del Tribunale cantonale dei Grigioni 
Il Presidente L'Attuario