# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f8a9d1d8-6eb6-588e-a9cd-7b19b7787806
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-01-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.01.2014 D-273/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-273-2014_2014-01-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-273/2014 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  2 7  g e n n a i o  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Jean-Pierre Monnet;  

cancelliere Gilles Fasola. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (...), 

Marocco,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM),  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;  

decisione dell'UFM del 15 gennaio 2014 / N (...). 

 

 

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Visto 

la domanda d'asilo che il richiedente ha presentato in Svizzera il   

20 dicembre 2013; 

il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente e mediante il quale lo ha 

reso attento circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive 

all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con 

comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi 

scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; 

i verbali d'audizione del 27 dicembre 2013 (di seguito: verbale 1) e  

del 9 gennaio 2014 (di seguito: verbale 2); 

la decisione dell'UFM del 15 gennaio 2013, con cui tale Ufficio non è en-

trato nel merito della succitata domanda d'asilo ed ha pronunciato l'allon-

tanamento e l'esecuzione dell'allontanamento del richiedente dalla Sviz-

zera, notificata oralmente all'interessato il medesimo giorno (cfr. Atto 

A14/1); 

il ricorso del 17 gennaio 2014 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d'entrata: 20 gennaio 2014); 

la copia dell'incarto dell'UFM pervenuta via fax al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) il 20 gennaio 2014; 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei conside-

randi che seguono; 

 

e considerato 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 della Legge sull'asilo del 

26 giugno 1998, [LAsi, RS 142.31]) contro una decisione in materia  

d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della Legge sul Tribunale 

amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e  

52 cpv. 1 della Legge federale sulla procedura amministrativa del 

20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); 

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che in caso di ricorso contro una decisione di non entrata nel merito in cui 

l'UFM rifiuta di esaminare la fondatezza della domanda d'asilo  

(art. 32-35a LAsi), l'autorità di ricorso si limita, secondo la prassi, a  

esaminare se l'autorità inferiore ha rifiutato a giusto titolo di entrare nel 

merito della domanda d'asilo (cfr. DTAF 2011/30 consid. 3); 

che contro una decisione di non entrata nel merito in materia di asilo  

l'oggetto suscettibile di essere impugnato non può essere esteso alla  

questione della concessione dell'asilo che presuppone un esame materia-

le della domanda stessa; 

che, di conseguenza, la conclusione implicita tendente alla concessione 

dell'asilo è inammissibile;  

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, 

con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la  

decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); 

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti; 

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una  

domanda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun  

documento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della  

domanda;  

che secondo l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il richie-

dente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scusabili, 

di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presen-

tazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del ricorrente è 

accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi 

(lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiari-

menti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un impedimento 

all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);  

che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, 

segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono  

un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua  

cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di particola-

ri formalità amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5);  

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che, per contro, non sono documenti validi quelli emessi per altri scopi, 

come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita, 

la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi (ibidem consid. 6);  

che, nel caso concreto, il ricorrente non ha esibito sino ad oggi alcun  

documento che adempia i citati criteri;  

che, in merito al possesso di documenti, il ricorrente ha dichiarato di ave-

re lasciato sia il passaporto che la carta d'identità a B._______ (Marocco) 

per evitare il rischio di essere rimpatriato (cfr. verbale 1, pag. 5); che, cir-

ca la possibilità di presentare alle autorità elvetiche validi documenti ai 

sensi della LAsi, ha inizialmente affermato di non avere fatto nulla in 

quanto non vorrebbe fare sapere di trovarsi in Svizzera (cfr. ibidem); che 

nella seconda audizione ha sostenuto di avere fatto vari tentativi con i 

propri famigliari (cfr. verbale 2, D5, pag. 2); che, inoltre, avrebbe contatta-

to un amico in Marocco il quale gli avrebbe trasmesso la copia della li-

cenza di condurre che ha in seguito trasmesso via fax all'UFM (cfr. ibi-

dem); che sarebbe inoltre in attesa che un amico di B._______ porti tutti i 

suoi documenti alla madre (cfr. verbale 2, D14-15, pag. 3); che, tuttavia, 

tale amico potrebbe farlo unicamente in marzo (cfr. verbale 2, D24, pag. 

4);  

che nel ricorso l'insorgente sostiene che vi sarebbero motivi scusabili ai 

sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi per la mancata consegna dei  

documenti; che, in particolare, egli avrebbe fatto tutti i tentativi per ottene-

re i documenti ma non sarebbe facile in quanto la sua famiglia abiterebbe 

lontano da B._______; che, oltretutto, trasmettendo la fotocopia della 

propria patente avrebbe dimostrato i suoi sforzi per presentare un docu-

mento; 

che nella documentazione in possesso del Tribunale non risulta la citata 

fotocopia della licenza di guida, che, tuttavia, la sua esistenza si evince 

dalla lettura degli atti; che, pur non avendo visionato l'atto, trattandosi di 

una licenza di guida in fotocopia, è d'acchito possibile escludere che si 

tratti di un valido documento ai sensi della giurisprudenza sopraccitata; 

che, oltretutto, le dichiarazioni del ricorrente circa la possibilità di ottenere 

i propri documenti, per i motivi già esposti nella decisione contestata, non 

convincono il Tribunale; che, pertanto,vista l'inverosimiglianza, nonché 

l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette dichiarazioni del ricorrente 

circa il possesso dei documenti d'identità, vi è ragione di concludere che il 

ricorrente dissimuli i suoi documenti d'identità per i bisogni di causa;  

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che l'insorgente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 

consegna dei documenti d'identità;  

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, né 

fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli stessi, 

l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore del ricorrente 

non è applicabile; 

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in 

applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in  

base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di  

rifugiato del richiedente;  

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore 

ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una  

procedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 

meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una  

decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); 

che, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore nella querelata  

decisione alla quale si rinvia, questo Tribunale ritiene che le allegazioni 

del ricorrente non siano rilevanti in materia d'asilo; 

che, infatti, l'insorgente ha lasciato il Marocco in quanto temerebbe la 

vendetta della famiglia dell'uomo che egli avrebbe accoltellato; che il me-

desimo ha dichiarato di non avere denunciato l'accaduto alle autorità in 

quanto temerebbe di subire conseguenze a seguito dell'aggressione  

da lui perpetrata (cfr. verbale 2, D48, pag. 6); che, tuttavia, egli ha in se-

guito affermato di non temere nulla da parte delle autorità del suo paese 

(cfr. verbale 2, D64, pag. 8); che, visto quanto precede, l'interessato può 

senz'altro ottenere adeguata protezione dalle autorità locali se debita-

mente interpellate; che, inoltre, eventuali provvedimenti legali che doves-

se subire a seguito dell'accoltellamento non sarebbero misure persecuto-

rie ai sensi della LAsi, che, infatti, egli riconosce di avere commesso un 

reato (cfr. verbale 1, pag. 7); che anche l'esistenza di un debito nei con-

fronti di una società di prestiti non è rilevante ai sensi dell'asilo; che, oltre-

tutto, allo stato attuale risulta scoperta unicamente la rata di gennaio 

2014 (cfr. verbale 2, D77-78, pag. 9); che il ricorrente è in grado di far 

fronte al proprio debito (cfr. verbale 2, D81, pag. 9); che, a maggior ragio-

ne, tornando in patria potrà riprendere i pagamenti rateali;  

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che, di conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato non rilevanti, con 

riferimento all'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, le dichiarazioni rese dal ricorrente;  

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi 

da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti ai fini della determina-

zione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo; 

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione  

complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 

all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista 

dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2007/8 consid. 5.6.5-5.7, pp. 90 e ss. e  

DTAF 2009/50 consid. 5-8, pp. 725-733); 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che 

l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Marocco possa violare 

l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera 

del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione del 

28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi 

(divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 

16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente 

in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della 

Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uo-

mo e delle libertà fondamentali  (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della  

Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o  

trattamenti crudeli, inumani o degradanti  (Conv. tortura, RS 0.105);  

che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato 

nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi;  

che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso,  

destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  

decisione impugnata va confermata;  

che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM  

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 

sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 2011 [OAsi 1, 

RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9, p. 733); 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, 

giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere 

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possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione-

volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);  

che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di 

diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allonta-

namento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 3 LStr); 

che la situazione vigente in Marocco non è caratterizzata da guerra, guer-

ra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazio-

ne nell'integralità del territorio nazionale; 

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, scola-

rizzato e vanta una formazione professionale di tappezziere, mestiere che 

ha svolto dal 2006 al suo espatrio (cfr. verbale 1, pag. 3); che il medesimo 

dispone in patria di un'ampia rete sociale, ritenuto che vi risiedono i geni-

tori, quattro fratelli e una sorella (cfr. verbale 1, pag. 4);  

che il ricorrente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi 

problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria 

(cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2, p. 21 e relativi riferimenti) senza che da 

un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una sua  

permanenza in Svizzera per motivi medici; che, pertanto, l'esecuzione 

dell'allontanamento del ricorrente nel suo Paese d'origine è ragionevol-

mente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr); 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 2 

LStr); che, infatti, il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà 

procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 

consid. 12, pp. 513-515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque 

pure possibile;  

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile,  

ragionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in  

materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e 

la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata;  

che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni  

ricorsuali tendenti all'annullamento della decisione impugnata ed alla  

trasmissione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno  

respinte;  

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che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda  

d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 

spese processuali è divenuta senza oggetto; 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente 

(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse 

e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo  

federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);  

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale 

(art. 83 lett. d cifra 1 legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, 

RS 173.110]). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza.  

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Gilles Fasola 

 

 

Data di spedizione: