# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6d9cd43b-74ed-5127-84f0-9be6a034f50f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-01-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 08.01.2024 15.2023.126
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2023-126_2024-01-08.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2023.126

  	
  Lugano

  8 gennaio 2024

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  cancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a
giudice unico (art. 48b LOG) sul ricorso 12 dicembre 2023 di

	
   

  	
   RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione,
sede di Lugano, o meglio contro l’avviso di pignoramento emesso il 14
luglio 2023 nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti del ricorrente
dall’

	
   

  	
  Intrum AG, Schwerzenbach

   

  

ritenuto in fatto e considerando in diritto:

                                         che
con provvedimento del 14 luglio 2023, la sede di Lugano del­l’Ufficio d’esecuzione (UE) ha emesso l’avviso di
pignoramento nel­l’esecuzione n. __________
promossa dall’PI 1 nei confronti di RI 1 per fr. 6'619.50 spese e interessi
compresi;

 

                                         che
con ricorso del 12 dicembre 2023, RI 1 ha chiesto la sospensione del
pignoramento, facendo valere di essere venu­to a conoscenza dell’esecuzione per
la prima volta il 20 ottobre 2023 e di essere poi stato informato dall’ufficio
d’esecuzione di diversi precedenti tentativi vani di contattarlo;

 

                                         che
il ricorrente contesta d’altronde il credito posto in esecuzione, riferito a
una carta di credito del __________, bloccata nel 2020 in seguito a una frode
ch’egli ha contestato, sottolineando di aver pagato tutti gl’importi dovuti
alla banca salvo quello adebitatogli fraudolentemente e di non aver più
ricevuto dalla stessa comunicazioni, chiamate o e-mail dopo il 26 febbraio
2021;

 

                                         che
il ricorso all’autorità di vigilanza dev’essere presentato entro dieci giorni
da quello in cui il ricorrente ebbe notizia del provvedimento (art. 17 cpv. 2
LEF);

 

                                         che
nella fattispecie, secondo le sue stesse affermazioni il ricorrente ha avuto
conoscenza dell’atto impugnato già il 20 ottobre 2023;

 

                                         che
pur tenuto conto del tempo necessario a RI 1 per informarsi sui dati precisi dell’esecuzione, il ricorso, inoltrato il
12 dicembre 2023 quasi due mesi dopo ch’egli fosse venuto a conoscenza
dell’esecuzione, è manifestamente tardivo;

 

                                         che il ricorso va così dichiarato irricevibile senza necessità d’interpellare
la controparte né di notificarle il ricorso e l’odierno giudizio (art. 9 cpv. 2
LPR);

 

                                         che
– è infatti d’uopo ricordare – il principio della buona
fede (art. 2 cpv. 1 CC) impone al
destinatario di un atto esecutivo d’informar­si senza ritardo dell'esistenza
e del contenuto di un atto che lo riguardi non appena ne sospetti l'esistenza (cfr. sentenza del Tribunale
federale 5A_570/2010 del 17 giugno 2011, consid. 3.3.3, con rimandi; DTF 139 IV
232 consid. 1.3; sentenza della CEF 15.2023.100 del 29 settembre 2023 consid.
1);

 

                                         che
per il resto le censure del ricorrente esulano dalla competenza dell’UE – e
quindi da quella dell’autorità di vigilanza – siccome concernono l’esistenza
della pretesa posta in esecuzione;

 

                                         che,
scaduto il termine d’opposizione al precetto esecutivo, censure del genere
possono se del caso essere fatte valere solo con un’azione di annullamento
dell’esecuzione a norma degli art. 85 o 85a LEF;

 

                                         che
stante l’esito del giudizio odierno, la domanda di sospensione dell’esecuzione
si avverra senza oggetto;

 

                                         che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è tardivo e pertanto irricevibile.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   ;

  –  

      .

   

  

                                         Comunicazione all’Ufficio d’esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
cancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.