# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 418db6dd-f347-5026-899a-8a2ad411e366
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.03.2007 33.2006.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2006-15_2007-03-26.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  33.2006.15

   

  TB

  	
  Lugano

  26 marzo 2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10 novembre 2006
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 9 ottobre
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di prestazioni complementari

  

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   Provenendo
da un altro Cantone, dal 1° ottobre 1999 RI 1 beneficia di una prestazione
complementare nel Cantone Ticino. Per l'anno 2006, la sua PC mensile ammontava a Fr. 595.-, oltre a Fr. 75.-
direttamente versati all'UAM
quale contributo per il premio dell'assicurazione malattia obbligatoria.

A seguito della sentenza del TFA del 6 aprile
2006 nella causa P 47/05, il 26 luglio 2006 (doc. 9 agli atti della Cassa) la
Cassa ha verificato la necessità dell'assicurato di far capo ad un regime dietetico di importanza vitale
che comporti spese supplementari, invitandolo a sottoporre al suo medico
curante alcuni quesiti.

Con decisione del 25 agosto 2006 (doc. 8) la
Cassa cantonale gli ha concesso dal 1° settembre una PC di Fr. 420.- al mese,
eliminando dalle spese il forfait di Fr. 2'100.- annui per la dieta.

 

                               1.2.   Il 20/29
settembre 2006 (docc. 3, 5 e 6) l'assicurato ha rilevato la necessità di attenersi strettamente ad una
dieta specifica dovuta al diabete mellito di tipo II di cui soffre, che lo
obbliga a mangiare determinate qualità di carne e pesce più costose di altre.

Con decisione su opposizione del 9 ottobre 2006
(doc. 1) la Cassa ha confermato la precedente decisione del 25 settembre,
poiché lo stesso medico curante dell'opponente non ha ritenuto che gli alimenti speciali a cui deve fare
capo l'assicurato quale regime
dietetico gli causino una spesa supplementare (doc. 9).

 

                               1.3.   Con ricorso
del 10 novembre 2006 (doc. I) l'assicurato ha chiesto al TCA di ripristinare il forfait per le spese per la dieta, poiché "il
diabete mellito tipo II richiede una dieta qualitativa stretta come
risulta anche dal certificato medico allegato.".

Con risposta del 17 novembre 2006 (doc. IV) l'amministrazione si è riconfermata nella
decisione su opposizione impugnata.

Dal canto suo, il ricorrente ha ulteriormente
motivato la necessità di fare uso di alimenti particolari, elencandone i costi
(doc. VI).

Presone atto, la Cassa ha ribadito la sua
posizione (doc. VIII).

 

 

considerato                    in
diritto

 

                               2.1.   Va
innanzitutto rilevato come la LPC persegue lo scopo di garantire un
"reddito minimo" per far fronte ai "fabbisogni vitali" ai
sensi dell'art. 112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp.
Trans. all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992 pag. 346).
Questa nozione è più ampia rispetto al "minimo vitale" disciplinato
dal diritto esecutivo (art. 93 LEF). La Legge federale sulle prestazioni
complementari all'AVS/AI (LPC) contiene dunque la garanzia di un reddito minimo
per le persone anziane e invalide (su queste questioni cfr. DTF 113 V 280
(285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143; Cattaneo,
"Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza sociale"
in: RDAT 1991-II pagg. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag. 460 nota 83). I
limiti di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e meglio quella di
limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V 204; Pratique VSI
1995 pagg. 52 e 176; Pratique VSI 1994 pag. 225; RCC 1992 pag. 225; cfr. anche
Messaggio concernente la terza revisione della Legge federale sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).

                               2.2.   In virtù
dell'art. 2c lett. a LPC, hanno diritto alle prestazioni complementari giusta
l'art. 2 LPC gli invalidi che hanno diritto ad una rendita AI.

Le prestazioni complementari comprendono la
prestazione complementare annua, versata ogni mese, ed il rimborso delle spese
di malattia e d'invalidità
(art. 3 lett. a e lett. b LPC).

L'art. 3d cpv. 1 LPC tratta proprio di questo particolare rimborso,
prevedendo che i beneficiari di una prestazione complementare annua hanno
diritto al rimborso delle spese dell'anno civile in corso, debitamente comprovate, di dentista (lett. a),
di aiuto, di cure e di assistenza a domicilio e in strutture diurne (lett. b),
per diete (lett. c), di trasporto fino al più vicino luogo di cure (lett. d),
di mezzi ausiliari (lett. e) e di partecipazione alle spese giusta l'art. 64 LAMal (lett. f).

 

Con il rinvio dell'art. 3d cpv. 4 LPC il Consiglio federale ha stabilito le spese che
possono essere rimborsate, emanando l'art. 19 OPC-AVS/AI, che riprende il contenuto del citato art. 3d
cpv. 1 LPC. Su questa base, il Dipartimento federale dell'interno, a cui è stato delegato il compito,
ha disciplinato i rimborsi delle spese di malattia e delle spese dovute all'invalidità (OMPC).

 

Per quanto attiene al caso in esame occorre
illustrare l'art. 9 OMPC, che
prevede che le spese supplementari debitamente comprovate, causate da un regime
dietetico d'importanza vitale
prescritto da un medico a persone che non vivono né in un istituto né in un
ospedale, sono considerate spese di malattia. Va rimborsata la somma forfetaria
annua di Fr. 2'100.-.

 

                               2.3.   Il ricorrente
ha impugnato la decisione dell'amministrazione
non ritenendo corretto che dalle spese riconosciute (fabbisogno) sia stata
eliminata la voce concernente le spese per la dieta. Ciò ha comportato la
diminuzione delle prestazioni complementari a suo favore, passate da Fr. 595.-
a Fr. 420.- al mese.

 

Questa diminuzione scaturisce dalla presa di
posizione della Cassa di compensazione, che si è basata sulla sentenza del 6
aprile 2006 nella causa P 47/05 del Tribunale federale delle assicurazioni.

A seguito di questa sentenza dell'Alta Corte, l'amministrazione ha provveduto ad accertare
presso l'assicurato medesimo e,
tramite di esso, il suo medico
curante, i motivi per i quali una dieta gli è indispensabile (doc. 9). Su
formulario standard fornito dalla Cassa, il medico curante ha posto la diagnosi
di diabete mellito di tipo II.

Alla domanda della Cassa se la dieta a cui l'assicurato si deve attenere risulta di importanza vitale e comporta l'acquisto di prodotti dietetici o alimenti
speciali, come prodotti omogeneizzati, prodotti ipercalorici e farine speciali
per persone affette da celiachia, che provocano una spesa supplementare ai
normali costi per l'alimentazione,
il curante ha risposto negativamente. Quest'ultimo ha inoltre precisato che il ricorrente non necessita di
seguire tale dieta vita natural durante. Infine, nell'ipotesi di un'alimentazione
differente dalla dieta prescritta, il medico non ha specificato quali
potrebbero essere le conseguenze a cui andrebbe incontro il ricorrente, né ha
formulato osservazioni.

 

L'insorgente contesta fermamente la decisione della Cassa, lamentando
quanto segue (doc. I):

 

" 
(…) La mia alimentazione deve essere sana così
come si può richiedere qualsiasi persona che vuole mantenere uno stato
psicofisico equilibrato. Ciò richiede una scelta dei prodotti alimentari. Oltre
ciò però la mia dieta richiede l'assunzione di prodotti specifici di maggior costo. Inoltre al di la
del diabete ci sono dei cibi acqui sembro essere intollerante come per esempio
cibi che aiutano alla aumentazione del peso come glutine del frumento attacando
la produzione del insulina (la stessa situazione col granoturco) e un
rallentamento metabolico o per esempio cavolo bianco, cavolo di Bruxelles,
cavolfiore e cavolo senape (fogli) frenano ormone della pancreas e anche la
produzione del detto ormone. Io ho bisogno dei cibi chi aiutano al perso dei
chili come pesce frutta di mare, sale iodito accelerando la produzione dei
ormoni della pancreas. Carne rosso – niente maiale o maialino chi sarebbe ben
mercato ma carne di vitello, cacciagione, stambecco, pecora o bovino, bue,
manzo e vacca. Tutta carne con un prezzo più alto. Raccomandato è cavolo verde,
broccoli e spinaccio. Verdura fresca normalmente con un prezzo un po' più alto.
(…)

I prodotti che saranno costretto a scegliere per
la mia alimentazione forse non sono prodotti dietetici artificiali ma sono
prodotti comunque dietetici e specifici.

Quindi non si può non tener conto di questa spesa
maggiora fa necessaria e indispensabile nella calcolo del mio fabbisogno
vitale. Se non seguissi questa dieta il mio stato di salute peggiorerebbe e
dovrei riccorrere all'utilizzo
d'integratori alimentari o di
medicine. (…)".

 

                               2.4.   La sentenza
del 6 aprile 2006 del TFA (P 47/05) concerne un assicurato che, affetto da
diabete mellito di tipo II, aveva chiesto il ripristino del forfait annuo di
Fr. 2'100.- per le spese per la
dieta, affermando di avere costi maggiori per alimentarsi dovuti al fatto che
si deve attenere ad un preciso regime dietetico che include, per esempio, di
mangiare soltanto carne di vitello, pesce di mare e verdure biologiche.

La nostra Massima istanza ha affermato che una
dieta o i costi derivanti da una malattia non sono necessariamente legati ad un
incremento di spesa. Il TFA ha quindi analizzato i costi di alimentazione
a cui doveva fare fronte in passato una persona affetta da diabete mellito,
ammettendo che oggi le esigenze alimentari sono cambiate: "(…) Während früher die Auffassung vertreten worden sei, dass ein
Diabetiker besondere Nahrungsmittel mit sogenannten
"Zuckeraustauschstoffen" benötige, seien heute die führenden
Diabetologen weltweit übereinstimmend der Meinung, dass eine ausgewogene
Mischkost mit Eiweiss- und Fettanteilen von 20-30% und einem Kohlenhydratanteil
von mindestens 50% sowie die Einhaltung eines normalen Körpergewichts die
besten Voraussetzungen biete, eine optimale Blutzuckereinstellung mit oder ohne
Medikamente zu erreichen und vor allem Spätkomplikationen und Folgeerkrankungen
des Diabetes mit hoher Wahrscheinlich-keit zu vermeiden. Von führenden
Diabetologen werde inzwischen von der Verwendung spezieller Diätprodukte mit
Zuckeraustauschstoffen wegen nachteiliger Auswirkungen sogar abgeraten." (cfr. consid. 3.2).

Pertanto, "Die für den Diabetes mellitus
wissenschaftlich empfohlene Diät entspreche der allgemein für eine gesunde
Ernährung empfohlenen ausgewogene Mischkost oder einer zur
Gewichtsnormalisierung empfohlenen Reduktionskost. Mehrkosten
würden durch diese Ernährung nicht entstehen." (cfr. consid. 3.2).

 

Al medesimo risultato l'Alta Corte è peraltro giunta sulla scorta
delle tabelle delle spese per la dieta allestite dalla società dei diabetici
della regione di Basilea, dove questi costi sono stati stimati in Fr. 17.- al
giorno per un uomo, mentre il fabbisogno vitale generale (ovvero con prodotti
tradizionali) è stato valutato in Fr. 18.- giornalieri.

Nel caso che ha dovuto esaminare, il TFA, rifacendosi al
Consultorio della società svizzera di diabetologia di Zurigo relativo i
consigli per l'alimentazione, ha ritenuto che la carne di vitello, il pesce di
mare e le verdure biologiche occorrenti all'assicurato potevano essere
sostituite, rispettivamente, con carne magra di manzo o maiale, pesce d'acqua
dolce e verdure e frutta fresche. Di conseguenza, secondo
l'Alta Corte "für an Diabetes mellitus erkrankte Personen sich die Kost
in ihrer Zusammensetzung nicht von der im Rahmen der Primärprävention für
Gesunderhaltung empfohlenen Ernährungsweise unterscheidet. Dem Beschwerdeführer
ist somit eine diabetesorientierte Ernährung möglich, ohne dass ein
finanzieller Mehraufwand ausgewiesen ist." (cfr. consid. 3.3).

 

                               2.5.   Nella fattispecie in esame,
come visto, il ricorrente soffre di diabete mellito di tipo II. 

                                         Questa affezione lo porta,
come ha certificato il suo medico curante dr. med. __________, specialista FMH
in medicina generale, a dover alimentarsi in funzione di una "dieta alimentare
adeguata" (doc. A13) e meglio di una "dieta qualitativa
stretta" (doc. A14), tuttavia non meglio specificata.

Ciononostante, lo stesso medico curante ha affermato che la dieta
a cui l'insorgente si deve attenere non provoca una spesa supplementare
ai normali costi per l'alimentazione (doc. 9).

 

Ora, dall'esame del questionario compilato dal medico del
ricorrente, si potrebbe concludere che questa dieta non è d'importanza
vitale per l'assicurato, siccome non deve essere seguita vita natural durante dal
ricorrente e poiché neppure vi sono conseguenze particolari nel caso in cui egli
non vi si attenga.

Se così fosse, una delle condizioni previste dall'art. 9 OMPC non sarebbe
soddisfatta: farebbe infatti difetto l'elemento fondamentale secondo cui il
regime dietetico prescritto da un medico debba essere d'importanza vitale per l'assicurato.
È solo se questo elemento è adempiuto che le spese supplementari
di cui l'insorgente si deve
fare carico, se comprovate, sono ritenute come spese di malattia.

Se così fosse, il ricorso andrebbe respinto già
per questo motivo. Questa questione non deve comunque essere ulteriormente
approfondita alla luce di quanto esposto al consid. 2.6.

 

                               2.6.   Ad ogni buon
conto, il semplice richiamo della sentenza del Tribunale federale delle
assicurazioni (divenuto dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale), permette di negare
al ricorrente il diritto di beneficiare del forfait annuo di Fr. 2'100.- per le spese per la dieta, pari a Fr.
175.- al mese.

Il caso qui in esame è infatti analogo a quello trattato
dal TFA nella sentenza sopra evidenziata.

Anche RI 1 soffre di diabete mellito di tipo II
ed anch'egli, come il
ricorrente di cui si è occupato la Corte federale, deve alimentarsi –
sostanzialmente - con carne di vitello, pesce e frutti di mare, verdura fresca
(per un elenco preciso degli alimenti che l'assicurato può o non può consumare: doc. I pagg. 2 e 3).

A questo proposito, come visto, l'Alta corte ha suggerito che il pesce di
mare può essere sostituito con il pesce d'acqua dolce e la carne di vitello con carne magra di manzo o di
maiale. Con questi piccoli e semplici accorgimenti, i costi per l'alimentazione del ricorrente, diabetico, diminuiscono
sensibilmente fino a raggiungere un livello simile al costo del vitto per il
fabbisogno vitale generale di una persona.

In queste circostanze, come ha spiegato il
Tribunale federale, non v'è
pertanto pretesto per continuare ad elargire alle persone affette da diabete
mellito un forfait per spese supplementari di vitto che in realtà non hanno
ragione d'essere.

Il TCA non ha nel caso concreto alcun motivo per scostarsi dalle
considerazioni espresse dalla Massima autorità giudiziaria.

 

Dello stesso avviso, peraltro, è il medico
curante dell'insorgente stesso,
il quale ha espressamente negato che quest'ultimo debba far fronte ad una spesa supplementare ai normali costi
per l'alimentazione.

 

In simili condizioni, la Cassa di compensazione ha
correttamente eliminato dal fabbisogno dell'assicurato il forfait di Fr. 2'100.- annui per le spese supplementari, siccome non causate da un
regime dietetico d'importanza
vitale prescritto dal suo medico.

 

Il ricorso deve dunque essere respinto e la decisione
impugnata confermata.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati, i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla notificazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare
quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve
motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

                                   4.   Qualora
non sia ammissibile il ricorso in materia di diritto pubblico, contro la
presente decisione è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti