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**Case Identifier:** 7ff0c710-b1c8-5915-89ca-476bf9b267a2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-11-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.11.2023 D-5035/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5035-2023_2023-11-09.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5035/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  9  n o v e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Chiara Piras;  

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Georgia,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento  

(nessuna domanda asilo - art. 31a cpv. 3 LAsi);  

decisione della SEM dell’8 settembre 2023 / N (…). 

 

 

 

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Visto 

la domanda di asilo che A._______, cittadino georgiano, ha presentato in 

Svizzera il 15 settembre 2022 (cfr. atto della Segreteria di Stato della mi-

grazione [di seguito: SEM o autorità inferiore] n. […] -2/1),  

il verbale di rilevamento dei dati personali (RD) del 22 settembre 2022, 

il verbale di audizione sui motivi di asilo del 9 marzo 2023 (cfr. atto SEM 

n. 26/6), 

la decisione del 21 marzo 2023 con la quale la SEM ha stabilito il passaggio 

del procedimento alla procedura ampliata (cfr. atto SEM n. 28/2), 

la sottoscrizione, avvenuta il giorno successivo, della cessazione del man-

dato di rappresentanza conferito a SOS Ticino (Protezione giuridica della 

Regione Ticino e Svizzera centrale) iniziato il 21 settembre 2022 (cfr. atti 

SEM n. 11/1 e 30/1),  

la decisione del 21 marzo 2023 con la quale la SEM ha attribuito l’interes-

sato al Cantone Ticino (cfr. atto SEM n. 28/2),  

la decisione dell8 settembre 2023, notificata in data 11 settembre 2023, 

con la quale l’autorità inferiore non è entrata nel merito della domanda 

d’asilo del richiedente ai sensi dell’art. 31a cpv. 3 della legge sull’asilo del 

26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), essendo motivata esclusivamente da 

ragioni mediche ed economiche, e ha pronunciato il suo allontanamento 

dalla Svizzera nonché l’esecuzione del medesimo siccome ammissibile, 

ragionevolmente esigibile e possibile,  

il ricorso datato 18 settembre 2023, depositato alla posta svizzera lo stesso 

giorno (cfr. tracciamento invio; data di entrata: 19 settembre 2023), per 

mezzo del quale l’insorgente ha impugnato la decisione succitata dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), chiedendo 

l’annullamento della stessa e la concessione dell’ammissione provvisoria 

in Svizzera; l’insorgente contesta la valutazione della SEM unicamente in 

ordine all'esecuzione dell'allontanamento verso il suo Paese d'origine; egli 

ha altresì presentato istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esen-

zione dal versamento dell’anticipo delle presumibili spese processuali, con 

protesta di spese e ripetibili,   

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e considerato 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che, nel caso in esame, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) 

contro una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 

31‒33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 

48 cpv. 1 lett. a-c e 52 cpv. 1 PA; che il ricorrente è altresì legittimato ad 

aggravarsi contro la decisione avversata, avendo egli partecipato al proce-

dimento dinanzi all'autorità inferiore, essendo particolarmente toccato dalla 

decisione impugnata e vantando un interesse degno di protezione all'an-

nullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA),  

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso,  

che con il ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, 

la violazione del diritto federale (compreso l’eccesso o l’abuso del potere 

di apprezzamento) e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); che il Tribunale non è vincolato né dai 

motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2), 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico con l'approvazione di una 

seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che si rinuncia inoltre allo scambio 

degli scritti ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, 

che nel corso dell’audizione sui motivi d’asilo del 9 marzo 2023, l’interes-

sato ha dichiarato di essere nato a Tbilisi dove ha sempre vissuto, di aver 

frequentato la scuola per dodici anni conseguendo il diploma nel 2017 o 

2018, ma di non aver potuto frequentare l’università perché doveva pre-

stare aiuto alla madre malata; che nell’ultimo anno prima di partire dalla 

Georgia egli avrebbe lavorato nella distribuzione di alimenti per una com-

pagnia dell’Azerbaijan (cfr. atto SEM n. 26/6 D6, D9); che il 13 settembre 

2022 egli è poi espatriato dal suo Paese d’origine con sua madre e suo 

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padre (cfr. atto SEM n. 26/6 D13); che non avrebbe parenti in Svizzera, ma 

che a Tbilisi (Georgia) vivrebbero ancora due zie materne e una zia paterna 

(cfr. atto SEM n. 26/6 D10-12),  

che, in relazione ai motivi d’asilo, il ricorrente ha successivamente affer-

mato di essere giunto in Svizzera perché suo padre soffrirebbe di problemi 

medici molto gravi, precisando a tal riguardo che “[L]ui ha fatto due inter-

venti in Georgia, ma iI suo problema non è stato risolto e iI medico ha detto 

che avrebbe dovuto amputare la gamba. Il medico gli ha consigliato di an-

dare all’estero perché le possibilità di salvare la gamba erano maggiori o 

comunque sarebbe stato possibile ottenere una protesi. Gli ha quindi con-

sigliato di uscire dalla Georgia perché lì non fanno questo tipo di intervento 

[…]” (cfr. atto SEM n. 26/6 D16); che gli interventi ai quali si sarebbe sotto-

posto il padre in Georgia sarebbero stati inoltre molto onerosi e che la fa-

miglia non avrebbe attualmente più soldi; che il ricorrente avrebbe già con-

tribuito personalmente al sostegno del padre, ciò tramite il suo stipendio e 

concludendo personalmente contratti di mutuo con una banca al fine di pa-

gare le cure mediche (cfr. atto SEM 26/6 D16 e D21); che in Georgia il 

ricorrente non avrebbe mai avuto problemi con le autorità o terze persone 

(cfr. atto SEM n. 26/6 D17-18); che, infine, nel suo Paese d’origine la fami-

glia non avrebbe più nulla, ma soltanto molti debiti da saldare (cfr. atto SEM 

n. 26/6 D19), 

che nella decisione impugnata l’autorità inferiore ha anzitutto considerato 

che la volontà di cercare protezione da persecuzioni non fosse nella fatti-

specie soddisfatta avendo il ricorrente addotto motivi d’asilo esclusiva-

mente medici ed economici, conseguendone che non sussistesse alcuna 

domanda d'asilo ai sensi dell'art. 18 LAsi; che l’interessato non avesse mai 

avuto alcun problema con le autorità georgiane o con terze persone;  

che, ciò posto, la SEM non è quindi entrata nel merito della domanda 

d’asilo dell’insorgente in applicazione dell’art. 31a cpv. 3 LAsi, ritenendo al-

tresì ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile l'esecuzione dell'al-

lontanamento del richiedente in Georgia; che per quanto concerne la con-

dizione dell’esigibilità (art. 44 LAsi cum art. 83 cpv. 4 LStrI), la stessa ha 

ritenuto che  il ricorrente fosse un uomo giovane che ha perfezionato i suoi 

studi superiori ottenendo il diploma dopo 12 anni di studi e che, in Georgia, 

egli potesse comunque fare riferimento a una rete famigliare composta da 

sua zia paterna e due zie materne domiciliate a Tbilisi; che, in relazione 

alla situazione medica, le affezioni allegate dall’interessato non costituis-

sero inoltre un ostacolo al suo ritorno poiché in Georgia vi sarebbe la pos-

sibilità di un trattamento adeguato; che, infine, la sua preoccupazione per 

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le condizioni economiche non potesse essere invocata quale impedimento 

al suo rinvio giacché l’interessato avrebbe una giovane età e sarebbe di-

plomato, con esperienza lavorative, sicché si potrebbe pretendere che trovi 

il modo di sostentarsi nel suo Paese,  

che con il suo ricorso, presentato congiuntamente – in un unico atto di 

causa – a quello del padre e della madre, l’insorgente contesta unicamente 

la valutazione della SEM in ordine all'esecuzione dell'allontanamento verso 

il suo Paese d'origine, sostenendo anzitutto che lo stato di salute del padre 

non sarebbe tale da rendere esigibile il suo ritorno in Georgia; che, in par-

ticolare, le affezioni oncologiche del padre sarebbero di natura progressiva 

e che, per evitare un peggioramento repentino, sarebbe necessario che le 

stesse siano tenute sotto costante controllo in Svizzera così da garantire 

la sua dignitosa sopravvivenza; che senza le cure appropriate lo stato di 

salute del padre si deteriorerebbe al punto da costituire una minaccia per 

la sua vita, 

che, con riferimento invece alla sua situazione personale, l’insorgente al-

lega di soffrire di problemi psicologici dall’età di 15 anni e di disturbi al pan-

creas, i quali gli impedirebbero di ristabilirsi in Georgia “in modo tale da 

aiutare B._______ [il padre] dal punto di vista economico” (cfr. ricorso pag. 

2 e 4),  

che va dunque analizzato se l’autorità inferiore ha ritenuto a giusto titolo 

ammissibile, esigibile e possibile l'esecuzione dell'allontanamento del ricor-

rente dalla Svizzera (art. 44 LAsi cum art. 83 LStrI),  

che a norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera; che le questioni di natura medica 

possono aver influssi sull’ammissibilità dell’allontanamento solo in casi 

straordinari e di estrema gravità – non realizzati nel caso in esame – iden-

tificati sulla scorta della restrittiva giurisprudenza della Corte europea dei 

diritti dell’uomo (di seguito: CorteEDU; cfr. sentenze della Corte EDU N. 

contro Regno Unito del 27 maggio 2008, n. 26565/05; Paposhvili contro 

Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.; cfr. anche le DTAF 

2017 VI/7 consid. 6.2 e 2011/9 consid. 7.1); che, come rettamente stabilito 

nella decisione litigiosa, l’insorgente non può prevalersi del principio del 

divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi) difettando in concreto la qualità 

di rifugiato (qui non contestata); che in siffatte circostanze, non v’è neppure 

motivo di considerare l’esistenza di un rischio personale, concreto e serio 

per l’insorgente, di essere esposto, nel suo Paese d’origine, ad un 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk

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trattamento proibito (art. 3 CEDU o dell’art. 3 della Convenzione contro la 

tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 di-

cembre 1984 [Conv. tortura, RS 0.105]); che, pertanto, l’esecuzione dell’al-

lontanamento del ricorrente risulta ammissibile ai sensi delle norme di di-

ritto pubblico internazionale nonché della LAsi, 

che, con particolare riferimento all’esigibilità dell’esecuzione, l’art. 83 cpv. 4 

LStrI dispone che l'esecuzione non può essere ragionevolmente esigibile 

qualora, nello stato di origine o di provenienza, lo straniero venisse – se-

gnatamente – a trovarsi in concreto pericolo in seguito a situazioni quali 

guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica,  

che la situazione vigente in Georgia – ad eccezione delle regioni secessio-

niste dell’Abkhazia e dell’Ossezia del sud, dalle quali il ricorrente non pro-

viene – non è caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generaliz-

zata che coinvolga l’insieme della popolazione nell’integrità del territorio 

nazionale (cfr. la sentenza del Tribunale nelle cause congiunte D-

1013/2023 e D-1014/2023 del 7 marzo 2023 consid. 9.2); che lo Stato in 

parola è del resto stato inserito dal Consiglio federale nella lista dei Paesi 

verso i quali l’esecuzione dell’allontanamento è di principio ragionevol-

mente esigibile (cfr. art. 18 e Allegato 2 dell’Ordinanza concernente l’ese-

cuzione dell’allontanamento e dell’espulsione di stranieri dell’11 agosto 

1999 [OEAE, RS 142.281] in relazione all’art. 83 cpv. 5 LStrI), 

che per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura in cui, nel 

caso di rientro nel loro paese d’origine o di provenienza, potrebbero non 

ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni minime 

d’esistenza, e quindi che lo stato di salute dell’interessato si degraderebbe 

così rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla messa in peri-

colo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, durevole e notevol-

mente più grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 

con riferimenti citati); che, pertanto, se le cure necessarie possono essere 

assicurate nel paese d'origine del richiedente, all'occorrenza con altri trat-

tamenti rispetto a quelli prescritti in Svizzera, l'esecuzione dell'allontana-

mento in tale Paese sarà ragionevolmente esigibile (cfr. DTAF 2011/50 

consid. 8.3 con riferimenti citati, sentenza del Tribunale D-1078/2023 con-

sid. 7.3.2),  

che l’invalsa giurisprudenza del Tribunale ha già stabilito che il sistema sa-

nitario georgiano ha conosciuto di recente un’importante ristrutturazione e 

che dei grandi progressi sono stati realizzati nel senso che il trattamento 

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della maggior parte delle problematiche fisiche e psichiche, anche se non 

corrisponde agli standard medici svizzeri, è ora possibile; che le persone 

socialmente vulnerabili o indigenti beneficiano inoltre di un’assicurazione 

malattia gratuita (cfr. fra le tante le sentenze del Tribunale E-3753/2022 del 

25 gennaio 2023 consid. 4.5.1, D-4670/2022 del 2 novembre 2022 consid. 

8.4 con riferimenti); che la riforma dell’UHCP nel 2017 ha introdotto un 

meccanismo di sostegno finanziario limitato per l’acquisto di ulteriori medi-

camenti, che sono altrimenti a carico quasi interamente degli interessati, 

per le persone socialmente vulnerabili o indigenti; che le stesse possono 

invero farsi rimborsare, in principio, il 90% dei costi del medicamento, se 

questo costa almeno 1 GEL, per un limitato numero di patologie (cfr. sen-

tenze del Tribunale D-1165/2023 del 9 marzo 2023 consid. 8.4; D-

2416/2022 del 7 giugno 2022 consid. 8.4); che se non è escluso che i pa-

zienti debbano a volte sostenere il 10% dei costi dei medicamenti, in caso 

d’incapacità finanziaria, possono tuttavia indirizzarsi alla “Referral Service 

Commission”, che in alcuni casi completa le prestazioni erogate dall’UHCP, 

in particolare per delle famiglie giudicate come vulnerabili (cfr. sentenza del 

Tribunale D-3855/2022 del 14 settembre 2022; D-1013/2023 e D-

1014/2023 del 7 marzo 2023 consid. 9.4 con riferimenti), 

che nella fattispecie il ricorrente è arrivato in Svizzera con i genitori princi-

palmente per permettere al padre di sottoporsi a migliori cure oncologiche 

ed evitare l’amputazione dell’arto malato così come indicato dal medico 

curante in Georgia (cfr. atto SEM n. 26/6),  

che il ricorrente soffre di addominalgie con “stato da ferita arma da fuoco 

(pallino di fucile da caccia zona epigastrio circa 2017)” e “da pancreatite 

nell’adolescenza” (cfr. atto SEM N. 20/2); che, a tale riguardo, il referto ra-

diologico del 9 febbraio 2023, redatto a fronte di un esame ecografico della 

parete addominale, indica inoltre la diagnosi di “piccola ernia ombelicale a 

contenuto adiposo” precisando che non vi è “[n]ient'altro di rilievo da se-

gnalare della parete addominale in sede periombelicale ed epigastrica di 

rilievo ecografico. Fegato di normali dimensioni, con margini regolari, 

esenta da lesioni focali. Colecisti normodistesa, a pareti fini, alitiasica. Vie 

biliari intra ed extraepatiche non dilatate. Tronco portale pervio. Pancreas 

e milza ecograficamente nei limiti di norma. Aorta addominale di normale 

decorso e calibro.  Entrambi i reni normali per dimensioni e morfologia con 

spessore corticale conservato. Non segni di idronefrosi da ambo i lati. […]” 

(cfr. atto SEM n. 22/1), 

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che il ricorrente postula ora la sua ammissione provvisoria in Svizzera in 

quanto il suo stato di salute gli impedirebbe di ristabilirsi in Georgia aiu-

tando finanziariamente il padre (cfr. ricorso pag. 4),  

che, alla luce delle considerazioni suesposte, il Tribunale non ha tuttavia 

ragione di ritenere che il ricorrente non possa essere adeguatamente trat-

tato nel suo Paese d'origine, dove in passato sono già state svolte le dia-

gnosi principali nonché formulate le relative indicazioni mediche (cfr. atto 

SEM n. 26/6 D5: “In ospedale in Georgia mi hanno fatto una radiografia ma 

era troppo in profondità, quindi il medico ha suggerito di aspettare eventuali 

cambiamenti nella situazione, ma da allora periodicamente sento dolore. 

Soffro anche di problemi psicologici dall’età di 15 anni, in Georgia sono 

stato in terapia farmacologica con antidepressivi. […] Ho chiesto anche una 

visita medica perché sospetto di avere l’appendicite.”); che pur conside-

rando con la dovuta attenzione lo stato di salute dell'insorgente, non si 

evince dalla documentazione medica agli atti la stretta necessità per lo 

stesso di rimanere in Svizzera, 

che in Georgia vi sono infatti diversi ospedali e cliniche che effettuano trat-

tamenti e controlli ambulatoriali e stazionari, compresi gli esami radiologici 

e la TAC; che in tale Paese esistono le cure mediche essenziali per il trat-

tamento delle problematiche di salute del ricorrente e un programma 

d'aiuto sociale per il relativo finanziamento, cosicché gli può essere assi-

curata una vita dignitosa; che appartiene inoltre all’insorgente di indirizzarsi 

prioritariamente ai programmi sociali e di salute disponibili nel suo Stato 

d’origine, prima di appellarsi alla tradizione umanitaria svizzera in materia 

di cure (cfr. sentenza del Tribunale E-3753/2022 del 25 gennaio 2023 con-

sid. 4.5.3 con riferimenti), 

che l’insorgente non spiega peraltro per quali ragioni i suoi problemi di sa-

lute non potrebbero essere curati in Georgia; ch’egli non ha nemmeno reso 

verosimile l’inadeguatezza delle analisi e delle cure mediche già svolte nel 

suo Paese d’origine, 

che, in tali circostanze, non si può quindi ritenere che, se l'allontanamento 

verso la Georgia fosse eseguito, lo stato di salute del ricorrente si deterio-

rerebbe molto rapidamente al punto da mettere definitivamente in pericolo 

la sua vita o da compromettere in modo grave, permanente e significativo 

la sua integrità fisica o mentale, a causa della mancanza di cure mediche 

(cfr. DTAF 2011/50, par. 8.3 e riferimenti sopra citati), 

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che, per quanto attiene alla sua situazione personale, il ricorrente non ad-

duce inoltre sufficienti motivi tali da rimettere in discussione la decisione 

avversata; ch’egli si limita infatti a sostenere, in tre righe sparse, di soffrire 

di problemi psicologici e al pancreas (cfr. ricorso pag. 2) e che il suo stato 

di salute non gli permetterebbe di ristabilirsi in Georgia (cfr. ricorso pag. 4), 

senza tuttavia confrontarsi con la decisione impugnata e specificare le pre-

tese circostanze ostative al suo rinvio,  

che, per il resto, vanno confermate le motivazioni contenute nella decisione 

avversata,  

che, in questo senso, le ampie allegazioni afferenti allo stato di salute e alla 

procedura d’asilo del padre non possono influenzare l’esito del presente 

giudizio; che il ricorrente dispone inoltre di un appoggio famigliare in patria 

in quanto a Tbilisi vivono ancora due zie materne e una zia paterna (cfr. 

atto SEM n. 26/6 D10-12),  

che con sentenze odierne (D-5031/2023 e D-5033/2023) il Tribunale ha 

respinto pure i ricorsi presentati da C._______ e D._______ (madre e pa-

dre del ricorrente), sicché il presente giudizio non comporta alcuna sepa-

razione dell’insorgente dalla sua famiglia nucleare,  

che, visto quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente 

risulta ragionevolmente esigibile, 

che non risultano inoltre impedimenti dal profilo della possibilità dell’esecu-

zione dell’allontanamento (art. 44 LAsi cum art. 83 cpv. 2 LStrI), 

che il ricorso va pertanto respinto e la sentenza avversata confermata; che 

la SEM non è infatti incorsa in una violazione il diritto federale né abusato 

del suo potere d’apprezzamento o accertato in modo inesatto o incompleto 

i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi),  

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese pro-

cessuali è divenuta senza oggetto, 

che ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favo-

revole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta, 

che, visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– sono 

quindi poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1–3 

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del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 

173.320.2]), 

che la presente sentenza non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF), 

che la presente sentenza è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 11 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal ver-

samento delle spese processuali, è respinta.  

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Matteo Piatti 

 

 

Data di spedizione: