# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 64163692-41f5-5329-a1a6-19e4fe87c703
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-01-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.01.2024 F-4040/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-4040-2022_2024-01-08.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-4040/2022 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l l ’ 8  g e n n a i o  2 0 2 4  

Composizione 

 
Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Gregor Chatton, 

Aileen Truttmann,  

cancelliera Caroline Rausch. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

patrocinata dall'avv. Roberto Bosia, Associazione ETC,  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione SEM, 

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Visto Schengen a favore di B._______; decisione della SEM 

del 5 settembre 2022. 

 

 

 

F-4040/2022 

Pagina 2 

Fatti:  

A.  

Il 17 maggio 2022, B._______ (la richiedente), nata il (…) 1954, Nigeria, 

ha compilato per l’Ambasciata di Svizzera in Nigeria una richiesta di visti 

Schengen di breve durata (fino a 90 giorni su un periodo di 180 giorni) 

corredata dei documenti necessari, indicando come scopo di voler rendere 

visita ai “familiari/ amici” dal 2 luglio 2022 al 1° ottobre 2022.  

B.  

Il 9 luglio 2022, l’Ambasciata di Svizzera in Nigeria si è rifiutata di emettere 

il visto richiesto, facendo valere che vi erano ragionevoli dubbi riguardo alla 

intenzione della richiedente di lasciare il territorio degli Stati membri dello 

spazio Schengen prima della scadenza dei medesimi visti.  

C.  

Il 2 agosto 2022, la ricorrente ha inoltrato alla Segreteria di Stato della mi-

grazione (SEM) opposizione al rifiuto di rilascio del visto.  

D.  

Il 5 settembre 2022, la SEM ha respinto l’opposizione e confermato il rifiuto 

del visto della richiedente. 

E.  

Il 14 settembre 2022, contro la decisione su opposizione, la ricorrente ha 

presentato un ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF), chie-

dendo che il suo ricorso sia accolto e l’esenzione dall’anticipo delle spese 

di procedura.  

F.  

L’11 ottobre 2022, mediante decisione incidentale, questo Tribunale ha re-

spinto la richiesta formale della ricorrente, invitandola a versare un anticipo 

equivalente alle presunte spese processuali di fr. 700.–, ciò che è avvenuto 

puntualmente.  

G.  

Il 28 marzo 2023, su invito di questo Tribunale, la SEM ha risposto al ri-

corso, limitandosi a chiederne il respingimento.  

H.  

Il 18 luglio 2023, la ricorrente ha inoltrato la replica.  

F-4040/2022 

Pagina 3 

I.  

Il 5 settembre 2023, la SEM ha inoltrato la duplica, limitandosi a chiedere 

il respingimento del ricorso. 

 

Diritto:  

1.   

1.1 Secondo l’art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 

(TAF) del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i 

ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 di-

cembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), salvo nei 

casi previsti all’art. 32 LTAF, emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 

LTAF.    

La SEM fa parte delle dette autorità (art. 33 lett. d LTAF) e il provvedimento 

del 21 dicembre 2021 (conferma del rifiuto dei visti), che non rientra peral-

tro nell'elenco dell'art. 32 LTAF, costituisce una decisione ai sensi dell’art. 

5 cpv. 2 PA, dimodoché questo Tribunale è competente a giudicare il pre-

sente ricorso. Dato che la procedura verte su una decisione in materia di 

diritto degli stranieri concernente l’entrata in Svizzera di una persona che 

non è cittadina di uno Stato membro dell’Unione europea, la presente sen-

tenza non può essere impugnata davanti al Tribunale federale ed è quindi 

definitiva (cfr. art. 83 lett. c cifra 1 della legge sul Tribunale federale del 17 

giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).  

1.2 Ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al procedimento dinanzi all’au-

torità inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha 

un interesse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione 

della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Il ricorso deve essere depositato entro 

trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 50 cpv. 1 PA) e conte-

nere le conclusioni, i motivi, l'indicazione dei mezzi di prova e la firma del 

ricorrente o del suo rappresentante, con allegati, se disponibili, la decisione 

impugnata e i documenti indicati come mezzi di prova (art. 52 cpv. 1 PA). 

L’anticipo equivalente alle presunte spese processuali deve essere saldato 

entro il termine impartito (art. 63 cpv. 4 PA).  

In concreto, benché non sia il destinatario diretto della decisione su oppo-

sizione impugnata, la ricorrente ha partecipato alla procedura, fin dall’ini-

zio, firmando la lettera d’invito a favore della richiedente, dimodoché si 

deve ammettere che è particolarmente toccata dalla detta decisione, da cui 

F-4040/2022 

Pagina 4 

la sua legittimazione a ricorrere (cfr. la sentenza TAF F-3917/2022 del 6 

ottobre 2023 consid. 1.2). Sebbene il periodo di visita relativo alla richiesta 

di visto sia già trascorso, nel ricorso è implicito che la visita prevista 

avrebbe avuto luogo anche in un momento successivo. Si deve pertanto 

affermare un interesse attuale. La ricorrente, ha impugnato la decisione 

tempestivamente, nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge, versando 

peraltro nel termine impartitogli l'anticipo di fr. 700.– relativo alle presunte 

spese processuali. Ne discende che il ricorso è ammissibile e nulla osta 

quindi all’esame del merito del litigio.  

2.  

Con il deposito del ricorso, la trattazione della causa, oggetto della deci-

sone impugnata, passa a questo Tribunale (effetto devolutivo), il quale ha 

un pieno potere d’esame riguardo all'applicazione del diritto, compreso l'ec-

cesso o l'abuso del potere di apprezzamento, all'accertamento inesatto o 

incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti, come pure, in linea di principio, 

all'inadeguatezza (artt. 49 e 54 PA). È determinante, in primo luogo, la si-

tuazione fattuale al momento del giudizio (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2 con i 

riferimenti giurisprudenziali).  

3.  

La presente causa verte sul rifiuto della SEM di rilasciare alla richiedente 

un visto Schengen di breve durata da lei richiesta, e ciò allo scopo di ren-

dere visita a sua figlia e suo nipote, in Svizzera.    

Si tratta dunque di verificare se le condizioni per l’emissione di tale visto, 

secondo la normativa Schengen, siano soddisfatte.  

4.  

4.1 È utile ricordare, in primo luogo, che “la politica in materia di visti riveste 

un ruolo importante nel contesto della prevenzione dell’immigrazione ille-

gale. Essa può tuttavia esplicare tutta la sua efficacia unicamente nel con-

testo di un coordinamento internazionale. Come tutti gli altri Stati, la Sviz-

zera non è di principio tenuta a consentire l’entrata sul suo territorio a per-

sone straniere. Fatti salvi gli impegni di diritto internazionale pubblico, le 

pertinenti decisioni sono prese autonomamente” (Messaggio del Consiglio 

federale relativo alla legge federale sugli stranieri dell’8 marzo 2002 [Mes-

saggio LStr], Foglio federale 2002 3327, pagg. 3351, 3390 e 3391).      

In questo senso, né la legislazione svizzera sugli stranieri, né la normativa 

Schengen garantiscono un diritto all’ottenimento di un visto d’entrata per la 

Svizzera, rispettivamente per lo spazio Schengen. Peraltro, nel valutare se 

F-4040/2022 

Pagina 5 

le condizioni per il rilascio di un visto siano adempiute, le autorità compe-

tenti godono di un ampio margine d’apprezzamento, che devono tuttavia 

esercitare nel rispetto dei principi dello Stato di diritto, tra i quali spiccano 

l’uguaglianza giuridica e la protezione dall’arbitrio (cfr. DTF 135 I 143 con-

sid. 2.2 e 135 II 1 consid. 1.1, nonché DTAF 2014/1 consid. 4.1.1 e 4.1.5 e 

2009/27 consid. 3).  

4.2 In generale, la procedura relativa ai visti nonché all’entrata in Svizzera 

e alla partenza dalla Svizzera è retta dalla legge federale sugli stranieri e 

la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20).     

4.3 Si applica invece l’Accordo del 26 ottobre 2004, in vigore dal 1° marzo 

2008, tra la Confederazione Svizzera, l'Unione europea e la Comunità eu-

ropea, riguardante l'associazione della Svizzera all'attuazione, all'applica-

zione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen (AAS), nella misura in cui 

esso contempli disposizioni divergenti rispetto alla LStrl (cfr. art. 2 cpv. 4 

LStrl e art. 2 AAS; cfr. anche la sentenza TAF F-190/2017 del 9 ottobre 

2018 consid. 3).  

Gli atti normativi dell’acquis di Schengen sono, fondamentalmente, i se-

guenti:   

– il regolamento (UE) 399/2016 del Parlamento europeo e del Consiglio 

del 9 marzo 2016, che istituisce un codice comunitario relativo al 

regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice 

frontiere Schengen, Gazzetta ufficiale [GU] L 77 del 23 marzo 2016, 

pagg. 1-52), modificato dal regolamento (UE) 2017/458 del Parlamento 

europeo e del Consiglio del 15 marzo 2017 (GU L 74 del 18 marzo 

2017);  

– il regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei 

visti (codice dei visti, GU L 243/1 del 15 novembre 2009);  

– il regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio del 15 marzo 2001, più 

volte emendato, che adotta l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono 

essere in possesso del visto all’atto dell’attraversamento delle frontiere 

esterne e l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale 

obbligo (GU L 81/1 del 21 marzo 2001), in vigore fino al 17 dicembre 

2018, abrogato dal regolamento (UE) 2018/1806 del Parlamento 

europeo e del Consiglio del 14 novembre 2018 (GU L 303/39 del 28 

novembre 2018).  

 

F-4040/2022 

Pagina 6 

4.4 Dal canto suo, l’ordinanza concernente l’entrata e il rilascio del visto del 

15 agosto 2018 (OEV, RS 142.204), specifica che le condizioni d’entrata 

per soggiorni di breve durata (fino a 90 giorni su un periodo di 180 giorni) 

sono rette dall’art. 6 del codice frontiere Schengen, mentre le procedure e 

le condizioni per il rilascio dei visti per i detti soggiorni sono disciplinate 

dagli artt. 4 a 36 del codice dei visti (artt. 3 cpv. 1 e 12 cpv. 1 OEV).  

4.5 Le condizioni d’ingresso per i cittadini di paesi terzi secondo l’art. 6 del 

codice frontiere Schengen sono, essenzialmente, le seguenti: (a) disporre 

di un documento di viaggio valido; (b) disporre di un visto valido; (c) giusti-

ficare lo scopo e le condizioni del soggiorno e disporre dei mezzi di sussi-

stenza sufficienti (anche per il ritorno nel paese d’origine) ovvero essere in 

grado di ottenere legalmente detti mezzi; (d) non essere segnalati nel Si-

stema d’informazione Schengen (SIS) ai fini della non ammissione; (e) non 

essere considerati come una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza 

interna, la salute pubblica o le relazioni internazionali di uno degli Stati 

membri.  

Si osservi che queste condizioni corrispondono, sostanzialmente, a quelle 

previste all’art. 5 cpv. 1 LStrI.   

4.6 Secondo il codice dei visti, il richiedente deve presentare un documento 

di viaggio valido, indicare la finalità del suo viaggio, provare che dispone 

dei mezzi di sussistenza sufficienti o che è in grado di ottenerli legalmente, 

fornire informazioni che consentano di valutare la sua intenzione di lasciare 

il territorio degli Stati membri prima della scadenza del visto richiesto, avere 

un’assicurazione sanitaria di viaggio valida (artt. 12, 13, 14, 15 e 21 del 

codice dei visti). Nell’esaminare una domanda di visto uniforme è accor-

data particolare attenzione alla valutazione se il richiedente presenti un ri-

schio di immigrazione illegale o un rischio per la sicurezza degli Stati mem-

bri e se il richiedente intenda lasciare il territorio degli Stati membri prima 

della scadenza del visto richiesto (art. 21 § 1 del codice dei visti).  

Si noti che queste condizioni coincidono, fondamentalmente, con quelle 

previste all’art. 5 cpv. 1 e 2 LStrI.  

4.7 Un visto Schengen può essere rifiutato, in particolare, qualora vi siano 

ragionevoli dubbi sull’autenticità dei documenti giustificativi presentati dal 

richiedente o sulla veridicità del loro contenuto, sull’affidabilità delle dichia-

razioni fatte dal richiedente o sulla sua intenzione di lasciare il territorio 

degli Stati membri prima della scadenza del visto richiesto (art. 32 § 1 lett. 

b del codice dei visti).  

F-4040/2022 

Pagina 7 

4.8 Se le condizioni per emettere un visto Schengen non sono adempiute, 

in casi eccezionali è possibile concedere un visto con validità territoriale 

limitata (VTL). Lo Stato membro interessato può fare uso di questa possi-

bilità per motivi umanitari, di interesse nazionale o in virtù di obblighi inter-

nazionali (art. 6 § 5 lett. c del codice frontiere Schengen e art. 25 § 1 lett. 

a del codice dei visti).     

4.9 Per i soggiorni di lunga durata in Svizzera (visto nazionale “D”), ossia 

superiori a 90 giorni su un periodo di 180 giorni, valgono gli artt. 2 lett. f, 4 

e 8 OEV.  

5.  

In concreto, essendo di nazionalità nigeriana, la richiedente ha l’obbligo di 

ottenere un visto per poter entrare in Svizzera, a prescindere dalla durata 

(breve o lunga) del soggiorno che intende intraprendere  

(cfr. artt. 3 cpv. 1, 4 cpv. 1 e 2, 8 cpv. 1, 9 cpv. 1 e 21 cpv. 1 lett. c OEV, 

nonché l’art. 1 §§ 1 e 2 del regolamento CE 539/2001 e l’allegato I del 

regolamento UE 2018/1806).    

6.  

Per valutare se l’uscita di uno straniero dallo spazio Schengen nel rispetto 

del termine di validità del visto richiesto risulti sufficientemente assicurata, 

e dunque ponderare il rischio d’immigrazione illegale (cfr. art. 21 § 1 del 

codice dei visti), bisogna riferirsi alla situazione generale del suo paese di 

residenza, nella misura in cui non si può escludere che una situazione 

meno favorevole, sul piano politico, economico o sociale, di quella degli 

Stati dello spazio Schengen, e in particolare della Svizzera, possa influire 

sul suo comportamento. Si osservi che, in caso di stranieri provenienti da 

paesi o da regioni dove la situazione socioeconomica o politica è difficile, 

s’impone una verifica critica di tutti gli elementi disponibili in accordo con 

una prassi restrittiva nel concedere i visti richiesti, tenuto conto del fatto 

che gli interessi privati delle persone in questione si rivelano essere, so-

vente, incompatibili con l’obiettivo e lo scopo di un’autorizzazione d’entrata 

nello spazio Schengen limitata nel tempo. La situazione generale del paese 

di residenza dello straniero deve quindi essere messa in relazione con i 

dati conosciuti sulla sua situazione personale, familiare e professionale, 

nonché sul suo comportamento prevedibile, in funzione di questi dati, una 

volta giunto nello spazio Schengen. In effetti, se si traessero conclusioni 

soltanto in funzione della situazione socioeconomica generale, statistica, 

del paese di residenza, la valutazione della fattispecie risulterebbe troppo 

astratta. Per questa ragione è necessario esaminare l’insieme delle circo-

stanze del caso concreto: in particolare, la situazione personale, familiare, 

F-4040/2022 

Pagina 8 

sociale e professionale (finanziaria) dello straniero può fornire elementi o 

indizi utili a formulare una previsione favorevole riguardo alla partenza re-

golare dallo spazio Schengen; in assenza di tali elementi o indizi, il rischio 

che lo straniero non intenda lasciare lo spazio Schengen, secondo i termini 

del visto, può essere considerato elevato (cfr., fra le tante, le sentenze TAF 

F-557/2018 del 20 agosto 2018 consid. 8.3 e F-6572/2015 del 9 agosto 

2016 consid. 5.1 con i riferimenti giurisprudenziali).       

7.  

Rispetto alla situazione socioeconomica della Nigeria va evidenziato 

quanto segue.   

7.1 Con circa 206 milioni di abitanti, la Nigeria è il Paese più popoloso 

dell'Africa. Sebbene sia considerata l'economia più forte del continente gra-

zie alle sue ricche riserve di petrolio, più di due terzi della popolazione vive 

in condizioni di estrema povertà. La disoccupazione è particolarmente ele-

vata nelle aree rurali. Nonostante le riforme di politica economica, il go-

verno non è ancora riuscito a sfruttare la ricchezza di risorse naturali del 

Paese per lo sviluppo economico e sociale. Inoltre, la distribuzione regio-

nale è disomogenea: il centro economico di Lagos e i ricchi giacimenti di 

petrolio si trovano nel sud del Paese, mentre il nord rurale partecipa poco 

all'economia. La situazione di sicurezza e umanitaria nel nord-est del 

Paese è in continuo peggioramento dal 2018. In particolare, nel nord del 

Paese si verificano ripetuti conflitti armati e attacchi terroristici. L'esercito 

non è ancora riuscito a garantire la sicurezza nella regione e a proteggere 

la popolazione dagli attacchi (cfr. Nigeria / BMZ, https://www.goo-

gle.ch/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ve

d=2hUKEwjFoKbb8O_9AhVAgv0HHUy9DOgQFnoECCIQAQ&url=https% 

3A%2F%2Fwww.bmz.de%2Fde%2Flaender%2Fnigeria&usg=AOvVaw1m 

NWJG6-FILXZcvwpmhwvI; Informationen der KfW Entwicklungsbank zu 

Nigeria: https://www.kfw-entwicklungsbank.de/Internationale-Finanzierung 

/KfW-Entwicklungsbank/Weltweite-Pr%C3%A4senz/Subsahara-Afrika/Ni-

geria/; visitati il 16.11.2023).  

7.2 Alla luce di questo quadro socioeconomico generale, da rapportare alla 

situazione vigente negli Stati della zona Schengen, e segnatamente in 

Svizzera, va da sé che il rischio teorico che la richiedente, secondo il profilo 

statistico medio dell’abitante nigeriano, potrebbe essere tentata di non la-

sciare la zona in questione entro il termine di scadenza del visto richiesto, 

non può essere a priori escluso (cfr. sentenza del TAF F-4339/2022 del 31 

marzo 2023 consid. 5.3).  

F-4040/2022 

Pagina 9 

8.  

Dal punto di vista della situazione personale, familiare e finanziaria della 

richiedente, si deve osservare quanto segue.  

8.1 La richiedente, cittadina nigeriana, è nata nel 1954. Considerata l'età 

avanzata della richiedente, non si può semplicemente sostenere che 

quest’ultima abbia una forte intenzione di emigrare (cfr. sentenza del TAF 

F-3020/2019 dell'11 marzo 2021 consid. 8.1). Tuttavia, considerati gli im-

portanti motivi a favore della migrazione (tra cui l'assistenza sanitaria, la 

sicurezza economica e sociale in Svizzera), la decisione di emigrare o - 

una volta nel Paese ospitante - di rimanervi può essere presa anche in età 

avanzata (cfr. sentenza del TAF F-1578/2022 del 24 marzo 2023 consid. 

4.5.1). Al livello familiare, dagli atti risulta che la richiedente è vedova e ha 

due figli che vivono in Svizzera e in Canada. Anche se la richiedente fa 

valere di essere circondata da fratelli, nipoti e amici stretti in patria, va evi-

denziato che il nucleo familiare stretto della richiedente non si trova in Ni-

geria. Visto ciò i legami familiari in patria devono essere relativizzati. Al 

livello finanziario va rilevato che la richiedente è pensionata. Ha due case 

di reddito nel proprio paese. Inoltre, il figlio in Canada le versa regolar-

mente del denaro. Secondo la giurisprudenza di questo tribunale la pro-

prietà di beni immobili non fornisce una garanzia sufficiente che la richie-

dente possa lasciare la zona in questione entro il termine di scadenza del 

visto richiesto, poiché questi beni non andrebbero persi in caso di migra-

zione (cfr. sentenza del TAF F-156/2022 del 6 marzo 2023 consid. 6.3.2 

con ulteriori riferimenti). In considerazione di ciò, anche dal punto di vista 

finanziario la richiedente non è fortemente legata al suo luogo di residenza 

attuale.  

8.2 Alla luce delle considerazioni sopraesposte, che raccolgono l’insieme 

degli elementi risultanti dagli atti, si deve riconoscere che non è possibile 

stabilire con sufficiente certezza l’intenzione della richiedente di lasciare la 

Svizzera, e lo spazio Schengen, prima della scadenza dei visti richiesti  

(cfr. art. 21 cpv. 1 del codice dei visti).       

9.  

In conclusione, respingendo l’opposizione della ricorrente contro la deci-

sione di rifiuto dell’Ambasciata di Svizzera in Nigeria di rilasciare alla richie-

dente un visto Schengen di breve durata (90 giorni), la SEM non ha violato 

la normativa Schengen e il diritto federale (cfr. art. 49 lett. a PA). Pertanto, 

il ricorso deve essere respinto e la decisione su opposizione confermata.  

F-4040/2022 

Pagina 10 

10.  

Le spese processuali sono di regola messe a carico della parte soccom-

bente e, in caso di soccombenza parziale, sono ridotte (art. 63 cpv. 1 PA). 

In concreto, considerato l’esito negativo del ricorso, le spese processuali 

di fr. 700.– sono poste a carico della ricorrente e prelevate sull’anticipo, 

dello stesso importo, da lei già versato.   

Alla ricorrente non sono assegnate spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA e art. 

7 cpv. 1 e 2 TS-TAF).  

  

F-4040/2022 

Pagina 11 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:  

1.   

Il ricorso è respinto.  

2.   

Le spese processuali di fr. 700.– sono poste a carico della ricorrente e pre-

levate sull’anticipo, dello stesso importo, da lei già versato.  

3.   

Non si assegnano indennità per spese ripetibili.  

4.   

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente e alla SEM  

   

Il presidente del collegio:  La cancelliera:  

      

Daniele Cattaneo  Caroline Rausch  

       

 

      Data di spedizione: