# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 62299e1d-04c0-5244-b182-edc77d8bdde1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-31
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 31.08.2010 C-1710/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1710-2009_2010-08-31.pdf

## Full Text

Corte II I
C-1710/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3 1  a g o s t o  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Elena Avenati-Carpani, Franziska Schneider; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
rappresentato dal Patronato INAS, via G. Lanz 25, 
6850 Mendrisio,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 19 febbraio 2009)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-1710/2009

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano, nato il , ha lavorato in Svizzera dal 1985 
nel  settore  della  metallurgia/fonderia,  solvendo  regolari  contributi 
all'assicurazione svizzera per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  a 
partire da quell'anno fino al 2001. 

In  data  22  gennaio  2001,  ha  presentato  una  domanda  volta  al 
conseguimento di prestazioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità 
in  quanto  presentava  dei  disturbi  dolorosi  alla  schiena.  L'indagine 
medica  relativa  a  questo  caso  aveva  posto  in  evidenza  che  il  
richiedente  era  portatore  sostanzialmente  di  una  sindrome 
lombospondilogena  bilaterale  cronica,  una  sindrome  radicolare 
residuale S1 a sinistra in esiti di discectomia L5/S1 (agosto 2000) con 
alterazioni  cicatriziali  del  segmento operato,  canale lombare ristretto 
per  brevità  congenita  dei  peduncoli,  gonartrosi  a  destra 
(meniscectomia  nel  marzo  2000),  obesità  (cfr.  perizie  del  Dott. 
Christen,  reumatologo,  del  29  aprile  2002  e  del  24  gennaio  2004). 
L'interessato  era  stato  ritenuto  abile  al  cento  per  cento  in  attività 
rispettante  diverse  indicazioni  dettate  dal  Dott.  Christen.  Un  primo 
tentativo di riclassamento professionale è risultato infruttuoso.

Mediante  decisione  del  1°  luglio  2004,  l'Ufficio  AI  per  gli  assicurati  
residenti  all'estero  (UAI;  ora  Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità 
per gli assicurati residenti all'estero, UAIE), ha respinto la domanda di 
rendita  per  carenza  d'invalidità  di  livello  pensionabile. 
L'amministrazione aveva infatti accertato che l'interessato era in grado 
di  svolgere,  dal  punto  di  vista  medico-teorico,  attività  diverse  e  più  
leggere rispetto a quella di  operaio metalmeccanico in fonderia, con 
una  conseguente  perdita  di  guadagno  del  35%. Il  ricorso  contro  la 
predetta decisione è stato respinto con giudizio 9 giugno 2005 della 
Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI per le persone 
residenti  all'estero  (CFR  AVS/AI),  la  quale  ha  tuttavia  ammesso  il 
ricorrente a un nuovo tentativo di riformazione professionale. Anche il  
Tribunale  federale  delle  assicurazioni,  nella  sua  sentenza  del  7 
dicembre 2006, ha respinto il ricorso di A._______ ed ha confermato 
la decisione del 1° luglio 2004.

B.
In data 12 febbraio 2007, per il  tramite dell'Organizzazione cristiano-

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sociale ticinese (OCST), A._______ ha formulato una nuova domanda 
di  prestazioni  facendo  valere  l'insorgenza  di  patologie  diverse  da 
quelle  esaminate  in  precedenza,  ossia  la  presenza  di  una  marcata 
sindrome depressiva e gli  esiti di una decompressione neurologica e 
stabilizzazione della colonna vertebrale. Egli chiede, segnatamente, un 
riesame della  possibilità di  riqualifica professionale. A suffragio delle 
nuova domanda produce un certificato  della  Dott.ssa Prestamburgo, 
specialista in  ortopedia,  Varese,  del  12 maggio  2005 che attesta,  in 
base agli  accertamenti  eseguiti,  una  stenosi  del  recesso  foraminale 
L5-S1,  grave  discopatia.  La  Dott.ssa  Prestamburgo  propone  di 
effettuare  un  intervento  chirurgico  di  decompressione  neurologica. 
Vengono inoltre acquisiti  agli  atti  la lettera di  dimissione ospedaliera 
relativa al ricovero dal 20 al 25 luglio 2005 per PLF dinamica L4-S1, 
connettore  trasversale,  decompressione  (laminectomia  L5-S1, 
foraminectomia  L4-L5);  un  rapporto  d'esame  neurologico  del  30 
settembre  2005  (Prof.  Ravagnati);  un  referto  d'esame  radiografico 
della colonna lombosacrale del 1° settembre 2005.

In  esito  al  colloquio  con  il  Consulente  in  integrazione  professionale 
(CIP) del 14 marzo 2007, l'Ufficio AI del Cantone Ticino (competente 
per  esaminare  sul  merito  la  nuova  richiesta  di  prestazioni)  ha 
prospettato un nuovo tentativo di  riformazione professionale. Vista la 
recente documentazione medica, il Dott. Klauser, nella sua relazione 
del  5  aprile  2007,  ha  proposto  di  interpellare  nuovamente  il  Dott.  
Christen e di espletare una nuova perizia psichiatrica.

C.  
L'assicurato  è  stato  visitato  dalla  Dott.ssa  Bernasconi-Schlunke, 
psichiatra, Lugano, la quale, nella relazione del 14 maggio 2007, ha 
affermato che non vi sono patologie psichiche. Nel suo rapporto del 21 
maggio 2007, il Dott. Christen ha sostanzialmente rilevato la diagnosi 
di  sindrome  cervicospondilogena  cronica  bilaterale  in  spondilosi 
cervicale,  disturbi  statici  del  rachide,  decondizionamento  e sbilancio 
muscolare; sindrome lomboradicolare con esiti di discectomia L5/S1 il 
18  agosto  2000;  esiti  di  PFIL  dinamica  da  L4  a  S1  con 
decompressione  di  L5/S1  e  foraminectomia  L4/5  il  21  luglio  2005, 
gonartrosi destra in esiti di meniscectomia del marzo 2000. L'esperto 
incaricato ha giudicato il  paziente abile al  100% in attività leggere e 
semileggere  che  tengano  conto  di  determinate  condizioni  (pesi  e 
posture).

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Nel  rapporto  finale  del  21  giugno  2007,  il  CIP  ha  ritenuto  che  la 
residua capacità  di  guadagno non  avrebbe potuto  essere  migliorata 
mediante  provvedimenti  reintegrativi  di  ordine  professionale. 
Riferendosi  all'attività  iniziale  di  operaio  di  fonderia,  la  perdita  di 
guadagno sarebbe del 31%. In questo calcolo è stata ammessa una 
riduzione  (massima)  del  salario  dopo  l'insorgenza  dell'invalidità  del 
25% per  motivi  personali  (età,  handicap). Tuttavia,  osserva  il  CIP, il  
grado d'invalidità essendo superiore al 20%, non può essere esclusa 
la possibilità di finanziare una misura professionale che permetterebbe 
all'interessato  di  conseguire  un  salario  sensibilmente  superiore  a 
quello  ottenibile  in  attività  non qualificate. Con lettera del  22 giugno 
2007, l'Ufficio AI cantonale ha chiesto al rappresentante dell'assicurato 
di  indicare  se  voleva  intraprendere  una  riformazione  professionale. 
L'interpellato ha accettato di partecipare a un periodo di accertamento 
professionale presso il Centro d'accertamento professionale (CAP) di 
Gerra Piano della durata di un mese a partire dal 19 novembre 2007. 
Nel rapporto finale del 10 gennaio 2008, i responsabili del CAP hanno 
rilevato  che  di  fatto  non  è  stato  possibile  svolgere  un  lavoro  di  
orientamento  sia  a  causa  delle  limitazioni  osservate,  sia  per 
“l'incapacità dello stesso di entrare in un'ottica di progettualità a livello 
lavorativo (...)”. Con quanto mostrato con l'accertamento, continuano i  
responsabili del CAP, l'assicurato non potrebbe essere abile al lavoro a 
più del 30/40% e solo in attività molto adeguate.

Il caso è stato risottoposto in esame al Dott. Klauser, il quale, nella sua 
nota  del  20  febbraio  2008,  ha  rilevato  che  gli  impedimenti  accusati 
dall'assicurato  sono  in  sintonia  con  le  constatazioni  del  perito  Dott. 
Christen e non corrispondono ai limiti funzionali.

L'amministrazione  ha  approfondito  l'indagine  professionale  in  merito 
alle  oggettive  limitazioni/impedimenti  riscontrati  dall'interessato  nei 
vari  lavori  assegnati  presso  il  CAP. In  particolare,  risulterebbe  che 
l'assicurato non potrebbe essere abile al lavoro più del 30/40% e solo 
in attività molto adeguate.

Viste le differenze di valutazione tra la perizia del Dott. Christen e il  
rapporto del CAP, l'Ufficio AI cantonale ha chiesto al CAP di rivalutare 
il caso mediante lettera del 28 aprile 2008. 

Nella  risposta  del  20  maggio  2008,  i  responsabili  del  CAP  hanno 
rilevato  di  non avere posto  diagnosi  differenti  da  quelle  esposte  dal 

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Dott.  Christen.  Tuttavia,  l'assicurato  ha  manifestato  diverse  sindromi 
dolorose che avrebbero probabile origine somatoforme. Per quel che 
riguarda la valutazione oggettiva l'esame non si discosterebbe molto 
da  quello  rilevato  dal  Dott.  Christen.  Essi  ritengono  che  dal  profilo  
medico teorico l'assicurato sia da ritenere abile al  lavoro al  100% in 
attività adeguate, con le limitazioni descritte a pagina 3 del rapporto  
del 10 gennaio 2008.

Il caso è stato risottoposto al CIP, il quale, nella sua relazione del 29  
settembre 2008, ha ritenuto che l'interessato è da considerarsi abile al  
cento  per  cento  con  rendimento  completo  in  attività  adeguate  e 
rispettose dei  limiti  indicati  dal  Dott. Christen. Ne consegue,  dopo il 
calcolo  comparativo  dei  redditi,  una  perdita  di  guadagno  del  31%. 
Nella nota interna del 17 ottobre 2008, l'Ufficio AI cantonale ha rilevato 
che  trattandosi  di  una  nuova  domanda  di  rendita  ove  l'interessato 
stesso  e  l'amministrazione  in  esito  agli  accertamenti  effettuati  non 
hanno  reso  evidente  un  peggioramento  dello  stato  di  salute  e  la 
capacità di guadagno dell'assicurato, non è necessario procedere a un 
nuovo  raffronto  dei  redditi  e  si  può  confermare  una  perdita  di 
guadagno del 31%.

Con progetto di decisione del 21 novembre 2008, l'Ufficio AI cantonale 
ha disposto la reiezione della domanda di rendita.

D.
L'assicurato, confermando la sua richiesta di prestazioni, ha prodotto 
una relazione medica allestita il  9 febbraio 2009 dal Dott. Delgrosso, 
specialista  in  medicina  del  lavoro,  Lumino.  L'esperto  incaricato  ha 
ripreso  la  diagnosi  esposta  dal  Dott.  Christen  nella  sua  ultima 
relazione  del  21  maggio  2007.  Il  medico  di  parte  fa  comunque 
riferimento ad una sindrome da dolore somatoforme non esaminata, 
situazione  che  meriterebbe  una  nuova  terapia.  Il  Dott.  Delgrosso 
ritiene pure necessario una rivalutazione ortopedica, atteso che il Dott. 
Christen, alla terza visita, potrebbe aver sottovalutato le doglianze del 
paziente. Egli propone una visita in ambito universitario alla Schultess 
Klinik con una domanda per l'esecuzione del test "Work Ability Index".

L'incarto  è  stato  sottoposto  in  esame  al  Dott.  Erba,  consulente 
dell'Ufficio AI cantonale, il  quale, nella nota del 12 febbraio 2009 ha 
affermato che l'indagine psichiatrica non ha posto in evidenza alcuna 
sindrome somatoforme, mentre l'eventuale rivalutazione reumatologica 

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non  sarebbe  giustificata  dal  momento  che  il  Dott.  Degrosso  non 
avrebbe apportato novità di rilievo.

Mediante  decisione  del  19  febbraio  2009,  l'UAIE,  competente  per 
emanare  decisioni  per  gli  assicurati  non  residenti  in  Svizzera,  ha 
confermato il rifiuto di prestazioni assicurative.

E.
Con  il  ricorso  depositato  il  17  marzo  2009,  A._______,  sempre 
rappresentato  dal  Patronato  INAS,  chiede,  sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza, il riconoscimento del suo diritto ad almeno un quarto di 
rendita  AI.  Chiede  l'esenzione  dalle  spese  processuali.  La  parte 
ricorrente contesta la perizia del Dott. Christen, in quanto l'Ufficio AI 
avrebbe  dovuto  confidare  l'indagine  ad  un  altro  medico.  La  parte 
ricorrente  attira  l'attenzione  sulla  evidente  discrepanza  fra  quanto 
ritenuto teoricamente esigibile in ambito lavorativo da parte del Dott.  
Christen, con le risultanze del CAP descritte nel primo rapporto del 10 
gennaio 2008.

Nella sua risposta di causa del 4 maggio 2009, l'Ufficio AI del Cantone 
Ticino propone la reiezione del ricorso. Alle stesse conclusioni giunge 
l'UAIE nella sua risposta dell'11 maggio 2008.

F.
In sede di replica, il Patronato INAS, con scritto del 10 luglio 2009, ha 
ribadito  l'intenzione  del  proprio  assistito  di  mantenere  il  ricorso.  A 
suffragio  delle  sue  conclusioni  ha  esibito  una  dettagliata  relazione 
medica  allestita  il  10  luglio  2009  dal  Dott.  Karau,  specialista  in 
neurologia,  Bellinzona.  Questo  sanitario  ha  posto  l'accento  sulla 
sofferenza neurogena presente in più punti ed una radicolopatia C8 a 
sinistra,  che  spiegherebbe  la  sintomatologia  algica  accusata  dal 
paziente;  problemi  radicolari  esistono  anche  a  livello  di  C4.  La 
problematica  del  paziente  eminentemente  neurologica/ortopedica 
sorta  in  questi  ultimi  anni  giustificherebbe  un'invalidità  totale  in 
qualsiasi attività.

Ricevuta  la  replica,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al  Dott. 
Erba,  il  quale,  nella  sua  relazione  del  13  agosto  2009,  ritiene  che 
quanto esposto dal Dott. Karau non apporti novità di rilievo rispetto a  
quanto espresso dal Dott. Christen.

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Nella  duplica  del  17  agosto  2009,  l'Ufficio  AI  cantonale  ripropone 
dunque  la  reiezione  del  ricorso.  La  stessa  conclusione  è  proposta 
dall'UAIE (osservazioni del 21 agosto 2009).

G.
Per quanto attiene all'esenzione dalla spese processuali  il  ricorrente 
ha  compilato  il  formulario  apposito  e  prodotto  la  necessaria 
documentazione.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi  
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

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2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla  
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ammissibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

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4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.
Qualora una prima richiesta di rendita sia stata negata perché il grado 
d'invalidità era insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a se 
stesso,  una  nuova  domanda  è  riesaminata  soltanto  se  l'assicurato 
rende  verosimile  che  il  grado  d'invalidità  si  è  modificato  in  misura 
rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 2 e 3 dell'ordinanza 
federale  sull'assicurazione per  l'invalidità  del  17 gennaio  1961,  OAI, 
RS 831.201). Se non è il caso, l'amministrazione non entra nel merito 
della  richiesta.  Se  l'amministrazione  entra  nel  merito  della  nuova 
domanda deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale 
e,  in  particolare,  verificare  se la  modifica  del  grado d'invalidità  resa  
verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 108 
e 130 V 64 e 71). In tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni 
sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, art. 87 OAI).

In concreto, l'UAI ha emanato una prima decisione negativa il 1° luglio 
2004. Con decisione del 19 febbraio 2009 ha in seguito respinto una 
seconda domanda di  prestazioni  presentata  il  12 febbraio  2007. Ne 
consegue che il periodo di riferimento per giudicare se è intervenuta 
una modifica rilevante del grado d'invalidità, può essere limitato dal 1° 
luglio 2004 al 19 febbraio 2009.

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera;

- aver versato contributi  all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI 
nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007). A partire dal 1° gennaio 
2008, è tuttavia necessario avere versato contributi durante almeno 3 

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anni (art. 36 LAI nel tenore modificato il 6 ottobre 2006). A tal fine è  
possibile  prendere  in  considerazione  anche  i  contributi  versati  ad 
un'assicurazione sociale assimilata di  uno Stato membro dell'Unione 
europea (UE) o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a 
condizione che almeno un anno di  contributi sia registrato all'AVS/AI 
svizzera (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71).

Nella specie, il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un periodo superiore ai tre anni. Pertanto, adempie la condizione della 
durata  minima  di  contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina 
l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai 
sensi di legge

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter 

(art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008) LAI, secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
dell'UE e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 

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(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

7.5 Giusta l'art. 8 LAI gli assicurati invalidi o minacciati da un'invalidità  
(art. 8 LPGA) hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione per quanto: 
a.  essi  siano  necessari  e  idonei  per  ripristinare,  conservare  o 
migliorare la loro capacità al guadagno o la loro capacità di svolgere le 
mansioni  consuete;  e  b.  le  condizioni  per  il  diritto  ai  diversi 
provvedimenti  siano  adempiute.  Il  diritto  ai  provvedimenti 
d'integrazione non dipende dall'esercizio di  un'attività  lucrativa prima 
dell'invalidità.  Per  determinare  questi  provvedimenti  occorre  tener 
conto  della  durata  probabile  della  vita  professionale  rimanente.  Per 
l'art. 17 LAI, l'assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività 
lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se 
con  questa  la  capacità  di  guadagno  può  essere  presumibilmente 
conservata  o  migliorata,  in  misura  essenziale;  la  nuova  formazione 
nella professione esercitata anteriormente è parificata alla formazione 
in  una  nuova  attività  lucrativa.  La  dottrina  definisce  la  riformazione 

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come  la  somma  dei  provvedimenti  d'integrazione  professionale  che 
sono necessari ed adeguati per procurare all'assicurato una possibilità 
di  guadagno equivalente  circa  a quella  che gli  offriva la  precedente 
attività (ULRICH MEYER-BLASER, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum 
IVG, Zurigo 1997, ad art. 8). La nozione di equivalenza si riferisce non 
tanto al livello di formazione, ma alla capacità di guadagno che ci si 
può  attendere  dalla  riformazione.  Di  principio  l'interessato  ha  diritto 
alle misure necessarie ed appropriate ma non alle migliori per la sua 
reintegrazione (DTF 124 V 108 consid. 2a con i rif., 122 V 79, 121 V 
260).  Inoltre  il  diritto  a  provvedimenti  d'integrazione  professionale 
nasce  allorquando la  perdita  di  guadagno raggiunge  il  20% almeno 
(DTF 124 V 110).

8.

8.1
L'interessato non ha più svolto attività lucrativa dopo il il 2001.

La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA è  di  carattere  
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a 
cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità, 
il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini 
l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto 
a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa (metodo generale del raffronto dei redditi).

8.2 In  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione 
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 
quali  lavori  siano  ancora  esigibili  dall'assicurato,  ma  non  spetta  al 
medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). 
Infatti,  per costante giurisprudenza le certificazioni mediche possono 
costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di  valutare l'incapacità lavorativa e di  guadagno 
dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 
V 134 consid. 2).

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8.3 Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

9.

9.1 Nel  caso  in  esame è  stata  evidenziata  la  diagnosi  di  sindrome 
lombospondilogena cronica bilaterale in  spondilosi  cervicale,  disturbi 
statici  del  rachide,  decondizionamento  e  sbilancio  muscolare; 
sindrome lomboradicolare residua S1 a sinistra in esiti di discectomia 
L5/S1 il 18 agosto 2000, esiti da PLIF dinamica da L4 a S1, connettore 
trasversale,  decompressione  con  laminectomia  L5/S1  e 
foraminectomia  L4/5  il  21  luglio  2005,  gonartrosi  destra  in  esiti  da 
meniscectomia  mediale  in  artroscopia  del  marzo  2000,  obesità  (cfr. 
perizia  del  Dott.  Christen  del  21  maggio  2007). La  documentazione 
esibita in sede di  audizione e di replica (certificazioni dei Dott.ri  Del 
Grosso, specialista in medicina del lavoro, Lumino e Karau, specialista 
in  neurologia,  Bellinzona e referti  oggettivi)  pongono l'accento sulle 
sofferenze radicolari denunciate dal paziente in particolare a livello C8, 
ma  anche  a  livello  di  C4.  Dal  punto  di  vista  psichiatrico,  l'indagine 
svolta dalla Dott.ssa Bernasconi-Schlunke (14 maggio 2007) non ha 
evidenziato fondamentali patologie in corso.

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per  
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 

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cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, i pareri divergono. Da un lato il Dott. Christen ha 
ammesso che il paziente è abile in attività a lui adeguate in misura del 
100% con rendimento del 100%. Per attività a lui adeguate l'esperto 
incaricato (perizia del 21 maggio 2007) ha compilato un protocollo alla 
perizia  nel  quale  indica  i  risultati  della  funzionalità  fisica. 
Sostanzialmente,  il  paziente  può  sollevare  e  trasportare  carichi 
normalmente fino a 10 kg e raramente fino ai 25 kg, mai oltre; egli può 
manipolare  oggetti,  pulsantiere,  attrezzi  di  precisione  e  media 
precisione normalmente,  di  peso in  misura lievemente ridotta,  molto 
pesanti  in maniera ridotta; la  rotazione delle mani  è normale; per le 
posizioni  sul  lavoro  e  dinamiche  particolari  il  lavoro  è  consentito  a 
braccia elevate in misura lievemente ridotta, con rotazione in misura 
ridotta, in posizione eretta e piegata in avanti in modo molto ridotto, in  
posizione  inginocchiata  in  modo  lievemente  ridotto;  il  paziente  può 
mantenere posizioni statiche (sedute ed erette) in modo ridotto; negli  
spostamenti l'interessato può percorrere 50 metri senza difficoltà, oltre 
50  metri  in  modo  lievemente  ridotto,  lunghi  tragitti  in  modo  ridotto, 
scendere e/o salire  scale in  modo lievemente ridotto; l'impiego della 
mani  è normale, mentre la posizione in equilibrio  è possibile solo in 
parte.

10.2 Dall'altro lato, i Dott.ri Delgrosso (cfr. perizia del 9 febbraio 2009) 
e  Dott.  Karau  (cfr. perizia  10  luglio  2009)  ritengono  che  il  paziente 
attualmente  presenti  scarsissime  possibilità  di  riprendere  un'attività 
lucrativa  anche  in  attività  adeguate.  Comunque,  il  Dott.  Delgrosso 
ritiene  utile  una  nuova  valutazione  delle  reali  capacità  di  lavoro 
dell'interessato  attraverso  un  istituto  specialistico.  Il  Dott.  Karau 
sofferma  la  sua  analisi  sul  lato  neurologico  ed  esclude,  date  le 
sofferenze  neurogene/radicolari  presenti,  che  l'assicurato  possa 
attualmente  riprendere  una  qualsiasi  attività.  Inoltre  egli  ritiene 
necessaria  l'esecuzione  di  una  MRI  cervicale.  Sotto  il  profilo 
psichiatrico, convincente appare la perizia della Dott.ssa Bernasconi-
Schlunke  che  non  rileva  alcuna  patologia  in  atto  ed  esclude  quindi 
l'esistenza  d'invalidità  sotto  il  profilo  della  sua  specializzazione 
medica.

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11.

11.1 Per  quel  che  concerne  l'esigibilità  di  un'attività  alternativa, 
l'amministrazione  ha  dapprima  negato  il  diritto  a  provvedimenti 
professionali a meno che l'assicurato fosse in grado di presentare un 
progetto concreto e realizzabile (cfr. rapporto CIP del 21 giugno 2007 
e lettera dell'UAI ticinese all'OCST del  22 giugno successivo). In un 
secondo  tempo  (lettera  del  CIP  del  17  agosto  2007  all'UAI), 
l'amministrazione ha deciso di riprendere tale tentativo sotto forma di 
un accertamento professionale presso il CAP.

Per esaminare in quale misura un assicurato possa ancora sfruttare la  
sua residua capacità di guadagno sul mercato del lavoro entrante in 
considerazione,  non  vanno  poste  esigenze  eccessive  riguardo  alla 
concretizzazione  delle  possibilità  di  lavoro  e  delle  prospettive  di 
guadagno  (v.  sentenze  del  Tribunale  federale  9C_236/2008  del  4 
agosto 2008 consid. 4.2 e 9C_446/2008 del 18 settembre 2008 consid. 
4.2). Pertanto, ai  fini  della determinazione dell'invalidità,  non si  deve 
esaminare  se  un  invalido  possa  essere  collocato  rispetto  alle 
circostanze concrete del mercato del lavoro, ma valutare unicamente 
se  quest'ultimo  possa  sfruttare  la  sua  residua  capacità  lavorativa 
allorquando  le  attività  disponibili  corrispondono  all'offerta  di 
manodopera. Tuttavia, al riguardo non ci si deve fondare su possibilità  
di  impiego irrealistiche oppure prendere in considerazione un tipo di 
attività  quasi  sconosciuto  dal  mercato  del  lavoro.  In  particolare, 
l'esistenza di  un'attività ragionevolmente esigibile (art. 28 cpv. 2 LAI) 
deve  essere  negata  qualora  l'attività  sia  esigibile  in  una  forma 
talmente ristretta da non rientrare più nell'offerta lavorativa generale 
oppure a condizione di concessioni irrealistiche da parte di un datore  
di lavoro (v. sentenza del Tribunale federale I 61/05 del 27 luglio 2005 
consid. 4.3 e relativi riferimenti).

11.2 Dal rapporto 10 gennaio 2008 del CAP (soggiorno dell'assicurato 
dal  19  novembre  al  14  dicembre  2007)  traspare  che  "con  quanto 
mostrato  durante  l'accertamento  l'A.  non  potrebbe  essere  valido  al 
lavoro più del 30-40% e solo in attività molto adeguate dove non gli si 
chieda di portare e/o sollevare pesi, deambulare anche per solo brevi  
tragitti piani, restare oltre 30' nella posizione eretta o seduta, chinarsi 
o  accovacciarsi,  piegare  le  gambe  e  lavorare  con  le  braccia 
unicamente  sotto  l'orizzonte  e  si  possano  tollerare  le  frequenti  
sospensioni o interruzioni...". Dall'esame di merito si evidenzia che il  

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candidato presenta importanti limiti,  direttamente o indirettamente, in 
tutti quei parametri di esame del lavoro. La dettagliata relazione sulla 
funzionalità  (pag. 5 del  rapporto)  diverge dalla  valutazione espressa 
dal Dott. Christen. Dalla relazione del CAP non risulta che l'assicurato  
abbia assunto un'attitudine negativa o poco volenterosa,  anche se il 
suo  pensiero  ed  i  suoi  problemi  erano  concentrati  sul  suo  stato  di 
malattia  (rapporto  pag.  4;  attitudini).  Degne  di  nota  sono  poi  le 
considerazioni del CAP in merito all'orientamento: "di fatto non è stato 
possibile con l'A. svolgere un lavoro di orientamento sia a causa delle 
limitazioni  osservate,  che non ci  hanno permesso di  definire  alcuna 
attività  esigibile,  né  per  la  verità  di  intravvedere  per  ora  alcuna 
possibilità concreta di reintegrazione nel normale mercato del lavoro, 
sia per l'incapacità dell'A. stesso di entrare nell'ottica di progettualità a 
livello lavorativo”.

11.3 Ora,  acquisito  il  rapporto  del  CAP, l'Ufficio  AI  cantonale,  il  13 
febbraio 2008, interrogava il proprio medico consulente se non era il 
caso  di  erigere  una  nuova  perizia,  atteso  che  dal  lato  pratico,  le 
indicazioni del Dott. Christen non potevano essere realizzate. Il  Dott. 
Klauser  (rapporto  del  20  febbraio  2008),  facendo  astrazione  delle 
risultanze  pratiche  e  discostandosi  dalle  conclusioni  del  CAP,  ha 
ribadito  che  "dal  punto  di  vista  medico  appare  esigibile  un'attività 
pienamente  rispettosa  dei  limiti  funzionali  configurati  dal  Dott. 
Christen". Questo modo di  procedere ha indotto l'amministrazione a 
riscrivere  al  CAP  (lettera  del  28  aprile  2008)  per  chiedere  una 
rivalutazione, facendo leva sulla circostanza che il TFA nella sentenza 
del 7 dicembre 2006 considerava l'assicurato abile al cento per cento 
in  un'attività  adeguata,  come  dalla  precedente  perizia  del  Dott.  
Christen  del  2004.  Ora,  il  giudizio  del  TFA del  7  dicembre  2006  è 
vincolante  solo  per  la  prima  domanda  di  rendita  ma  non  per  la 
seconda domanda depositata il  12 febbraio 2007, la quale deve fare 
l'oggetto  di  un  esame  completo.  Non  è  quindi  corretto  partire  dal  
presupposto  che  il  TFA  abbia  ritenuto  esigibile  un'attività  di 
sostituzione anche nell'ambito della seconda domanda.

In sostanza, il collegio giudicante ritiene che sarebbe stato opportuno 
che l'amministrazione, dopo avere preso conoscenza del rapporto del 
CAP del 10 gennaio 2008, sottoponesse nuovamente l'incarto al Dott. 
Christen rendendolo attento sulla circostanza che il paziente non era 
stato  in  grado  di  porre  ad  utile  profitto  in  attività  confacenti  le  sue 
residue capacità di lavoro. Il rapporto del CAP del 20 maggio 2008 non 

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è  inoltre  probante  perché  parte  dal  presupposto  erroneo  che 
l'interessato  doveva  essere  considerato  abile  al  100%  in  mestieri 
sostitutivi. Oltretutto, non sono chiare le ragioni  che hanno indotto il 
CAP a modificare  le  sue valutazioni  rispetto  al  suo rapporto  del  10 
gennaio 2008.

11.4 Dal  punto  di  vista  medico,  il  ricorrente  fa  valere  che  un 
peggioramento è insorto soprattutto nel luglio 2005 a causa del noto 
intervento  di  PLIF  dinamica  da  L4  a  S1,  decompressione  con 
laminectomia L5/S1 e foraminectomia L4/5.

Dalle  cure  che  l'interessato  riceve  in  Italia  e  in  base  agli  interventi  
specialistici effettuati, appare verosimile che la problematica sanitaria 
è  sempre  di  più  di  pertinenza  neurologico/ortopedico.  I  dolori 
manifestati  dall'insorgente  traggono  la  loro  origine  da  sofferenze 
neurogene/radicolari. Non può essere negato che egli non si è rimesso 
dall'ultimo  intervento  del  21  luglio  2005  di  decompressione  con 
laminectomia L5/S1 e  foraminectomia L4/5. Ora,  le  perizie  del  Dott. 
Christen sono effettuate dal solo punto di  vista reumatologico e non 
neurologico/ortopedico  come  sarebbe  stato  opportuno.  Non  può 
dunque essere conferito loro un pieno valore probante.

Fatte  queste  considerazioni,  il  collegio  giudicante  si  trova 
nell'impossibilità di determinare la misura dell'eventuale incapacità di 
lavoro e di guadagno subita dall'interessato nel periodo di cognizione 
giudiziaria. 

12.

12.1 In  queste  circostanze  è  necessario  accogliere  parzialmente  il 
ricorso, annullare la decisione impugnata e rinviare l'incarto all'UAIE, 
affinché emani una nuova decisione. Certo, l'art. 61 cpv. 1 PA permette 
solo  eccezionalmente  di  ricorrere  ad  una  tale  procedura.  Nel  caso 
concreto,  l'applicazione  dell'eccezione  prevista  è  tuttavia  giustificata 
se si considerano le numerose lacune dell'incarto e l'ampiezza delle 
informazioni da raccogliere.

12.2 L'UAIE  dovrà  riprendere  l'istruttoria  a  partire  dalla  risultanze 
emerse nell'ambito del soggiorno presso il CAP dal 19 novembre al 14 
dicembre 2007 di cui ai rapporti del 10 gennaio e del 20 maggio 2008.

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A  tale  fine,  l'Ufficio  AI  interpellerà  il  Dott.  Christen  chiedendogli  di 
pronunciarsi su quanto constatato durante il soggiorno presso il CAP. Il  
ricorrente dovrà inoltre essere sottoposto ad una perizia approfondita 
in  ortopedia/neurologia  i  cui  esperti  si  pronunceranno  sull'esigibilità 
medico-teorica di  attività sostitutive. In particolare, i  medici  incaricati 
dovranno indicare se un peggioramento della situazione valetudinaria 
dell'assicurato  è  intervenuto  dopo  il  1°  luglio  2004  (data  dell'ultima 
decisione cresciuta in giudicato), fino al 19 febbraio 2009. Se del caso, 
l'Autorità  amministrativa  effettuerà  poi  un'adeguata  e  circostanziata 
indagine comparativa dei redditi.

13.

13.1 Visto l'esito del ricorso, non vengono prelevate spese processuali 
e la domanda di esenzione da tali spese diventa priva d'oggetto.

13.2 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 
tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese 
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato.

Nel caso in esame, viste la memoria ricorsuale e la replica, nonché la  
documentazione  esibita  (perizie  dei  Dott.ri  Delgrosso  e  Karau),  si 
giustifica  riconoscere  alla  parte  ricorrente  un'indennità  per  spese 
ripetibili di Fr. 1'200.-, da porre a carico dell'UAIE.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto, nel senso che, annullata l'impugnata 
decisione del 19 febbraio 2009, l'incarto è rinviato all'autorità inferiore 
perché proceda ai sensi del considerando 12 e statuisca di nuovo.

2.
Non si prelevano spese processuali.

3.
Alla parte ricorrente è riconosciuta un'indennità per spese ripetibili di 
Fr. 1'200.-, la quale è posta a carico dell'autorità inferiore.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30 giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono rispettate le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 
e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS 173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i  
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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