# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4fae465b-70e3-542a-b358-53ed190ef1dc
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-11-27
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Sonstige Kammern 27.11.2018 V 2018 8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_999_V-2018-8_2018-11-27.pdf

## Full Text

t

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

V 18 8

1a Camera in qualità di Corte costituzionale

presidenza Racioppi
giudici Audétat, von Salis 
attuario Paganini

SENTENZA
del 27 novembre 2018

nella vertenza di diritto costituzionale 

A._____,

rappresentato dall’avvocato lic. iur. Fabrizio Keller,

ricorrente

contro 

Comune di X._____,

rappresentato dall'avvocato lic. iur. Andrea Toschini,

convenuto

concernente elezioni del municipio

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1. Il D.1._____ 2018 si svolgevano le elezioni in sistema proporzionale per il 

rinnovo del Municipio di X._____ (quadriennio 2019-2022). Il D.2._____ 

2018 l'Ufficio elettorale pubblicava i risultati consolidati, dopo che i risultati 

provvisori erano già stati pubblicati il D.1._____ 2018 al termine delle 

operazioni di spoglio.

2. Contro di essi D.3._____ 2018 A._____ (ricorrente) inoltrava ricorso 

costituzionale al Tribunale amministrativo chiedendone l'annullamento e il 

rinvio degli atti al Municipio risp. all'Ufficio elettorale, affinché si proceda ad 

un secondo conteggio delle schede, con verifica di tutte le schede bianche 

e le schede qualificate nulle nel contesto del primo conteggio. In via 

subordinata, il ricorrente chiedeva che, qualora nel contesto dell'istruttoria 

dovessero emergere ulteriori elementi che confermino una violazione delle 

norme relative allo scrutinio dei voti, la votazione del D.1._____ 2018 per 

l'elezione del Municipio di X._____ dovrà essere annullata. 

In applicazione di diversi metodi di conteggio, il ricorrente giungeva sempre 

alla conclusione che la percentuale calcolata starebbe al di sotto della 

soglia minima (0.3 %) richiesta per legge per un riconteggio. Pertanto 

l'Ufficio elettorale avrebbe dovuto disporre una riconta dei voti. Nel secondo 

conteggio, l'Ufficio elettorale dovrebbe stendere un verbale e annotare il 

motivo di annullamento di tutte le schede nulle.

3. Nella presa di posizione del 23 novembre 2018 il Comune di X._____ 

(convenuto) rinunciava in questa fase a formulare un petito, poiché si 

tratterebbe di un mero quesito formale. Esso chiedeva tuttavia un 

trattamento d'urgenza. Esso asseriva in particolare che, sebbene non risulti 

dal verbale, a differenza di alcuni membri dell’Ufficio elettorale che si 

sarebbero espressi contro un riconteggio, altri membri dell’Ufficio elettorale 

avrebbero valutato la necessità di riconteggio delle schede giusta l'art. 43 

LDPC e quindi in rapporto alle schede di voto valide. Dalla differenza dei 

voti rispetto alle schede valide risulterebbe una differenza (non rilevante 

per un riconteggio) dello 0.83 %.

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4. Il D.4._____ 2018 il Partito liberale democratico (PLD), sezione di X._____, 

inoltrava al Tribunale amministrativo un'istanza in cui chiedeva di poter 

prendere visione degli atti e presentare una presa di posizione sul ricorso. 

Considerando in diritto:

1.1. La competenza del Tribunale amministrativo in veste di Corte costituzionale 

di esaminare il presente ricorso per violazione dei diritti politici nell'ambito 

delle elezioni del Municipio comunale è data dall'art. 57 cpv. 1 lett. b della 

legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). Secondo il 

conteggio dell'Ufficio elettorale del convenuto il ricorrente, domiciliato a 

X._____, è la prima persona non eletta, per cui egli è senza dubbio 

legittimato al ricorso giusta l'art. 58 cpv. 2 e 4 LGA. Essendo tempestivo 

(art. 60 cpv. 2 LGA) e rispondendo ai requisiti formali (art. 62 in combinato 

disposto con l'art. 38 LGA) il ricorso è ricevibile. 

1.2. Riguardo alla richiesta di accesso agli atti e di presa di posizione del PDL 

occorre precisare che per esso non si intravede un interesse tutelabile ad 

esprimersi sulla richiesta di riconteggio e che, anche in presenza di tale 

interesse, con questa sentenza una convocazione del PDL diviene priva 

d'oggetto. 

2. Da esaminare è solamente la questione se per le elezioni del Municipio 

comunale (5 mandati per il quadriennio 2019-2022) debba essere ordinato 

un secondo conteggio.

2.1. La libertà di voto e di elezione sancita dall'art. 34 della costituzione federale 

della Confederazione Svizzera (Cost; RS 101) come anche dagli art. 9 e 

segg. della costituzione del Cantone dei Grigioni (CostC; CSC 110.100) 

garantisce al cittadino elettore che siano riconosciuti solo i risultati elettorali 

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corrispondenti in modo affidabile e non falsato alla volontà dell'elettore 

liberamente espressa. Sulla base di questa garanzia, ogni cittadino elettore 

che adempie i requisiti all'uopo stabiliti e conformi alla Costituzione deve 

poter partecipare come candidato o elettore su un piano di pari opportunità 

rispetto a ogni altro cittadino elettore. Il cittadino può quindi pretendere che 

l'autorità incaricata dello spoglio conti in maniera regolare e corretta i 

suffragi espressi. Quando il Tribunale accerta l'esistenza di errori di 

procedura, esso annulla la votazione soltanto quando le criticate 

irregolarità siano rilevanti e abbiano potuto influenzare l'esito dello 

scrutinio. Decisive in questo contesto sono l'ampiezza della differenza dei 

voti, la gravità del vizio accertato e la sua importanza nel quadro 

complessivo della votazione (sentenza del Tribunale amministrativo V 10 4 

del 18 febbraio 2011 con riferimento a sentenza del Tribunale federale 

1P.369/2005 del 13 giugno 2005 cons. 1.3 con riferimenti).

2.2. Per la giurisprudenza del Tribunale federale, un risultato molto serrato di 

una elezione o votazione deve essere considerato alla stregua di 

un'irregolarità nello svolgimento del voto. In questo caso, l'art. 34 cpv. 2 

Costituzione federale conferisce al cittadino elettore il diritto di domandare 

il riconteggio dei voti. Se anche il risultato del riconteggio dovesse essere 

molto stretto, ciò non costituisce di per sé motivo per un ulteriore conteggio 

(DTF 136 II 132 cons. 2.4). Nel Cantone dei Grigioni il concetto di risultato 

serrato è chiaramente definito dall'art. 43 della legge sui diritti politici nel 

Cantone dei Grigioni (LDPC; CSC 150.100), applicabile anche a livello 

comunale, per quanto il diritto comunale non preveda disposizioni al 

riguardo (art. 1 cpv. 3 LDPC). Il Regolamento sulle elezioni e votazioni del 

convenuto non si esprime riguardo alla questione del riconteggio a causa 

di un risultato serrato, per cui va applicata la LDPC. L'art. 43 cpv. 1 LDPC 

dispone che, se la differenza dei voti ottenuti dall'ultima persona eletta e 

dalla prima non eletta rispettivamente tra i sì e i no nel risultato complessivo 

provvisorio di una elezione o votazione ammonta a meno dello 0.3 % delle 

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schede di voto valide consegnate, deve essere eseguito d'ufficio un 

secondo conteggio.

2.3. Si pone quindi la questione di come determinare la percentuale minima 

(0.3 %) richiesta dall'art. 43 cpv. 1 LDPC per un riconteggio. 

2.3.1. Nel ricorso il ricorrente ha esposto tre metodi di calcolo, ovvero in rapporto 

alle schede di voto, ai voti emessi e alla percentuale raccolta dalle liste. Il 

convenuto, invece, si basa su un metodo di calcolo secondo cui, per 

determinare la percentuale minima pari allo 0.3 % secondo l'art. 43 LDPC, 

si confronta la differenza dei voti con le schede valide. Senza entrare nei 

dettagli dei metodi di calcolo elencati dalle parti, si può ritenere che a far 

stato nel caso di specie con sistema elettivo proporzionale sia in primo 

luogo la differenza dei voti tra i voti ottenuti dal partito del ricorrente e la 

congiunzione del Partito liberale democratico e B._____ (liste congiunte 1 

e 5 e che, giusta l'art. 30 cpv. 1 del Regolamento sulle elezioni e votazioni, 

vengono dapprima trattate come lista unica), poiché la lista 2 (con 1'412 

voti) presenta la minor differenza di voti rispetto a quelli ottenuti delle liste 

congiunte 1 e 5 che insieme hanno ottenuto il maggior numero di voti 

(1'418). Tale differenza è pari a 6 voti (cfr. doc. 6 convenuto). 

2.3.2. In secondo luogo, occorre interpretare il termine "schede di voto valide" di 

cui all'art. 43 cpv. 1 LDPC, quale riferimento per il calcolo della percentuale 

minima (0.3 %) richiesta per il riconteggio. 

Evidentemente, nell'ambito di una votazione, le schede valide 

rappresentano il numero totale di voti (sì e no) e possono quindi fungere da 

paragone per la determinazione della percentuale rispetto alla differenza 

dei voti a favore e contro un determinato oggetto in votazione. Per contro, 

nel caso di un'elezione come nel presente caso in sistema proporzionale, 

le schede valide consegnate non rappresentano il totale dei voti. Per 

ottenere questo totale, nel caso in esame occorre innanzitutto sommare i 

voti dati ai singoli candidati e tener conto dei rispettivi voti di complemento 

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(in totale 5 voti), e quindi moltiplicare questi 5 voti per le schede valide 

(721), giungendo così a 3'605 voti. Secondo il calcolo del convenuto vanno 

poi dedotti i "voti in bianco" (in questo caso 168). Ne risultano così 3'437 

voti. Va notato che in base agli atti in possesso non appare molto chiaro 

cosa si intenda con "voti in bianco", dal momento che le schede in bianco 

sono già state escluse dalle schede valide (cfr. doc. 6 convenuto). 

Presumibilmente si tratta dei voti degli spazi lasciati vuoti sulle schede non 

intestate a un partito. Non occorre tuttavia approfondire questa questione, 

siccome sia poggiando sui voti complessivi delle schede valide senza 

deduzione dei "voti in bianco" (3'605), sia basandosi sui voti validi 

complessivi senza "voti in bianco" (3'437) il risultato non cambia. Ad ogni 

modo, appare chiaro che da riferimento funge il totale dei voti. Di 

conseguenza, il calcolo del convenuto poggiante su un confronto con le 

schede di voto valide (721) non è corretto. 

In base dunque ai voti validi complessivamente emessi, la differenza di 6 

voti sopra determinata corrisponde allo 0.18 % dei 3'437 voti complessivi, 

per cui l'Ufficio elettorale era tenuto a riconteggiare i voti. 

3. Occorre quindi designare un responsabile per il riconteggio.  

3.1. Giusta l'art. 43 cpv. 3 LDPC il secondo conteggio può venire eseguito a 

livello centrale dalla Cancelleria dello Stato in caso di elezioni e votazioni 

cantonali, dal tribunale regionale rispettivamente dal comitato regionale in 

caso di elezioni e votazioni a livello regionale, oppure nei comuni su 

disposizione di questi uffici.

3.2. Dal disposto appena esposto si evince che il riconteggio può essere 

eseguito dallo stesso organo incaricato del (primo) conteggio. Detta norma 

è tuttavia soltanto una norma discrezionale. 

3.3. Nel caso di specie, l'Ufficio elettorale è composto da otto membri: da un 

municipale quale presidente, dalla segretaria comunale quale segretaria e 

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da rappresentanti dei rispettivi partiti [6 membri]). Questo Tribunale ritiene 

che un riconteggio da parte dello stesso Ufficio elettorale non sia opportuno 

per i seguenti motivi: da un lato, sebbene obbligato d'ufficio giusta l'art. 43 

LPDC, detto Ufficio non ha proceduto a un riconteggio; dall'altro, un 

riconteggio volge a garantire l'accettazione dei risultati in presenza di 

(primi) risultati serrati nonché a salvaguardare una corretta applicazione dei 

diritti politici. 

3.4. Il convenuto è quindi tenuto a far eseguire un riconteggio a un nuovo Ufficio 

elettorale procedendo, in particolare, ad una verifica delle schede bianche 

e delle schede qualificate nulle nel contesto del primo conteggio e 

stendendo un verbale con i motivi per le schede qualificate come nulle. 

Esso deve essere composto da membri imparziali. Tutti i canditati alle 

elezioni municipali possono assistere personalmente al riconteggio o farsi 

rappresentare. Il comune convenuto è incaricato di annunciare il 

riconteggio ai candidati indicando luogo, data e ora dello svolgimento. Il 

convenuto è libero di servirsi dell'aiuto del personale di altri comuni oppure 

dei collaboratori dell'Ufficio per i comuni, di un notaio o di un avvocato. Il 

riconteggio deve concludersi entro il 19 dicembre 2018. Entro questo 

termine devono pure essere pubblicati ufficialmente i risultati del 

riconteggio. 

4. Prima di decidere su costi e ripetibili occorre aggiungere che, vista 

l'imminente necessità di rieleggere un nuovo Municipio che dovrà entrare 

in carica il 1° gennaio 2019, e dato che il ricorrente vince la causa, il 

Tribunale non ha ritenuto opportuno ordinare un secondo scambio di scritti. 

In mancanza di una nota d'onorario, al ricorrente viene dunque assegnato 

un indennizzo forfettario a titolo di ripetibili pari a fr. 1'500.--.

In considerazione delle peculiarità della tematica di litigio si rinuncia in via 

eccezionale al prelevamento di spese giudiziarie. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto. Il Comune di X._____ è tenuto a indire un riconteggio 

ai sensi dei considerandi del suffragio del D.1._____ 2018 per le elezioni 

municipali.

2. Non si prelevano tasse. 

3. Il Comune di X._____ versa ad'A._____ fr. 1'500.-- (IVA inclusa) a titolo di 

ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]