# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1510084b-3736-519b-aa49-65508e7cefbc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-08-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 17.08.2010 11.2010.93
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2010-93_2010-08-17.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2010.93

  	
  Lugano,

  17 agosto
  2010/rs

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretaria:

  	
  Chietti Soldati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa DI.2010.127
(responsabilità degli organi di tutela: esperimento di conciliazione) della Pretura della giurisdizione di Locarno
Città promossa con istanza del 28 giugno 2010 da

 

	
   

  	
    CO 1  

  (patrocinato dall'avv.  PA 1 )

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
    CO 2 

    __________, 

   CO 3  

   CO 4  

   CO 5  

   CO 6 , e 

  CO 7

  (rappresentato da),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando
ora sulla dichiarazione del 27 luglio 2010 con cui
il Pretore ha dichiarato di ravvisare un caso di esclusione nei propri
confronti;

 

                                         premesso
che il 28 luglio 2010 CO 1 ha chiesto al Pretore della giurisdizione di Locarno
Città la convocazione dell'avv. CO 2, di __________, CO 3, CO 4, CO 5, CO 6 e
del CO 7 per un esperimento di conciliazione (art. 354 CPC);

 

                                         preso
atto che, ravvisando in sé un caso di esclusione nei confronti dell'avv. CO 2,
il Pretore ha avvertito il 30 giugno 2010 le parti, cui ha assegnato un termine
di cinque giorni per esprimersi;

 

                                         constatato
che le parti sono rimaste silenti, sicché il Pretore ha trasmesso la dichiarazione
di astensione a questa Camera (Rep. 1997 pag. 212 n. 51);

 

                                         ricordato
che l'art. 26 lett. a CPC prevede l'esclusione dall'ufficio di giudici fino al
quarto grado di parentela (primi cugini) con una delle parti o dei
patrocinatori;

 

                                         accertato
che il Pretore è secondo cugino dell'avv. CO 2 e non versa quindi in stato di
esclusione, né egli adombra un caso di autoricusazione per grave inimicizia o
per altre “gravi ragioni” (art. 29 cpv. 1 combinato con l'art. 27
CPC);

 

                                         ritenuto
che nelle circostanze descritte nulla osta all'esercizio del magistero da parte
del Pretore, il quale ha comunicato del resto alla Camera, il 5 agosto 2010, di
avere riflettuto sul caso e di non sentirsi né prevenuto né coinvolto
emotivamente per dover indire l'esperimento di conciliazione;

 

                                         stabilito
che, ciò posto, la procedura di esclusione va dichiarata senza oggetto;

 

                                         rilevato
che, nessuna delle parti avendo postulato l'astensione del giudice, non si riscuotono
oneri processuali e che, nessuna delle parti avendo formulato osservazioni all'annuncio
di esclusione, non si pone il problema di statuire su eventuali indennità per
ripetibili (art. 148 cpv. 2 CPC);

 

 

richiamato l'art. 351 cpv. 1 CPC,

 

 

decreta:                   1.   La
dichiarazione di esclusione è dichiarata senza oggetto e la procedura è
stralciata dai ruoli.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  –    ;

  – , ;

  –   ;

  –   ;

  –   ;

  –  
  ;

  –
  ;

  –   
  . 

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le de­cisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art.
100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il
ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non
raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La
legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ri­correre
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.