# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4f8d90b4-af90-5785-830c-ecb0002fe430
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-05-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 17.05.2018 11.2016.92
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2016-92_2018-05-17.html

## Full Text

Incarti n.

  11.2016.92

  11.2016.99

  	
  Lugano

  17 maggio 2018/jh

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente,

  Giani
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Fasola

  

 

 

sedente
per statuire nella causa DI.2010.598 (modifica
di sentenza di divorzio) della Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 4, promossa con petizione del 20 aprile 2010 da

 

	
   

  	
  AO
  1 

  (patrocinato
  dall'avv. dott. PA 2) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinata
  dall'avv. dott. PA 1),

  

 

giudicando sull'appello
del 14 settembre 2016 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa dal Pretore
aggiunto il 29 luglio 2016 (inc. 11.2016.92) e sulla contestuale richiesta di
gratuito patrocinio (inc. 11.2016.99);

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con
sentenza del 9 aprile 2003 il Segretario assessore della Pretura del Distretto
di Lugano, sezione 4, ha sciolto per divorzio, in luogo e vece del Pretore, il
matrimonio contratto il 

9 settembre 1999 da AO 1 (1969) e AP 1 (1972), omologando una convenzione in
cui i coniugi avevano pattuito l'affidamento della figlia S__________ (nata il
7 settembre 2000) alla madre, con obbligo per il padre di versarle un contributo alimentare indicizzato, ogni
biennio, di fr. 1200.– mensili fino al 6° compleanno, di fr. 1400.–
mensili fino al 12° compleanno e di fr. 1800.– mensili fino alla maggiore
età o al termine di una formazione professionale adeguata, assegni familiari
non compresi, così come la rinuncia vicendevolmente, da parte dei coniugi, a
contributi alimentari.

 

                                  B.   Il
2 febbraio 2006 AO 1 ha promosso causa contro RA 1 davanti al medesimo Pretore,
facendo valere una diminuzione del proprio reddito in seguito a licenziamento e
chiedendo una riduzione del contributo
alimentare per S__________ a importi varianti da fr. 840.– a fr.
1400.– mensili. Il 

28 aprile 2007 egli si è poi risposato con D__________ G__________ (1977), da
cui il 4 luglio 2008 ha avuto un figlio, J__________. Con sentenza del 22 dicembre
2008 il Pretore ha ridotto il contributo alimentare per S__________ a fr.
1180.– mensili (assegni familiari non compresi) fino alla maggiore età, “riservata
l'applicazione del­l'art. 277 cpv. 2 CC”. Su appello della figlia, questa
Camera ha aumentato il 17 maggio 2013 il contributo a fr. 1265.– mensili dal 4
luglio al 31 dicembre 2008 e a fr. 1215.– mensili dal 1° gennaio 2009, assegni
familiari non compresi (inc. 11.2009.6).

 

                                  C.   Nel
frattempo, il 20 aprile 2010, AO 1 ha intentato sempre dinanzi al medesimo
Pretore una nuova azione di modifica, postulando un'ulteriore riduzione del contributo
alimentare per S__________ a fr. 500.– mensili fino alla maggiore età. All'udienza
del 18 giugno 2010, indetta per la discussione, AP 1 ha proposto di respingere l'azione.
Constatato che AO 1 non era in grado di discutere la causa con la necessaria
chiarezza, il Segretario assessore ha assegnato al medesimo un termine di 10
giorni per munirsi di un patrocinatore. L'attore non ha dato seguito all'ingiunzione,
di modo che il Pretore gli ha designato il 2 luglio 2010 un patrocinatore d'ufficio
nella persona dell'avv. __________ L__________. In seguito la causa è rimasta
sospesa, su richiesta delle parti, dal 22 novembre 2010 al 30 marzo 2011 per
favorire un'intesa amichevole. Le trattative sono rimaste senza esito.

 

                                  D.   Alla nuova udienza
del 23 giugno 2011, indetta per continuare la discussione, le parti hanno
replicato e duplicato, ribadendo le rispettive posizioni. In coda all'udienza
il Pretore aggiunto ha nuovamente sollecitato le parti a trovare una soluzione
stragiudiziale, l'attore avendo avuto nel frattempo da D__________ G__________ una
secondogenita, Je__________, nata il 9 maggio 2011. Risultato infruttuoso
l'invito, le parti sono state convocate il 24 febbraio 2012 a un'udienza in
cui hanno notificato prove. Chiusa l'istruttoria il 4 luglio 2014, le parti sono
state citate al dibattimento finale del 9 settembre 2014. L'attore ha adeguato allora
le proprie richieste, aumentando l'offerta di contributo a 

fr. 800.– mensili (oltre l'assegno familiare), ma postulando l'annullamento di
due esecuzioni promosse nei suoi confronti come pure di un anticipo di alimenti
deciso dall'Ufficio del sostegno e dell'inserimento, oltre al ritiro di una
denuncia penale sporta contro di lui del 2 novembre 2009. La convenuta ha
proposto una volta ancora di respingere l'azione.

 

                                  E.   Statuendo il 29
luglio 2016, il Pretore aggiunto ha parzialmente accolto l'azione, nel senso
che ha ridotto il contributo alimentare per S__________ a fr. 877.40 mensili dal
1° maggio 2011 al 31 dicembre 2011, a fr. 876.40 mensili dal 1° gennaio al 31
agosto 2012, a fr. 1034.60 mensili dal 1° settembre al 31 dicembre 2012, a fr. 1205.05
mensili dal 1° gennaio 2013 al 30 giugno 2014, a fr. 1164.20 mensili dal
1° luglio al 31 agosto 2014, a fr. 1125.30 mensili dal 1° settembre 2014 al 30
aprile 2017 e a fr. 1107.40 mensili dopo di allora (assegni familiari non
compresi). Inoltre egli ha adattato a fr. 1125.30 mensili (più l'eventuale assegno
familiare) una trattenuta di stipendio pronunciata il 13 settembre 2013 su
richiesta dell'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, il quale
anticipa il contributo alimentare in luogo e vece di AO 1 (inc. SO.2012.645). Le
spese processuali, compresa una tassa di giustizia di fr. 400.–, sono state
poste per tre quarti a carico dell'attore e per il resto a carico della
convenuta, cui AO 1 è stato tenuto a rifondere fr. 1000.– per ripetibili ridotte.
AO 1 è stato ammesso al beneficio del gratuito patrocinio.

 

                                  F.   Contro la sentenza
appena citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 14 settembre
2016 per ottenere che – accordatole
il gratuito patrocinio – il giudizio impugnato sia riformato nel senso di
respingere la petizione. ll
memoriale non è stato notificato a quest'ultimo per osservazioni.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Alle impugnazioni
si applica il diritto in vigore al momento
della comunicazione della decisione (art. 405 cpv. 1 CPC). Le sentenze
intimate dai Pretori, come in concreto, dopo il 1° gennaio 2011 in azioni volte
alla modifica di sentenze di divorzio, rette fino al 31 dicembre 2010 dalla
procedura ordinaria dell'art. 419 cpv. 3 CPC ticinese, sono appellabili
pertanto entro 30 giorni dalla notificazione (art. 311 cpv. 1 CPC), sempre che
– dandosi controversie esclusivamente patrimoniali – il valore litigioso raggiungesse
fr. 10 000.– “secondo l'ultima conclusione
riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Nella fattispecie
tale presupposto è dato, controversa
essendo davanti al Pretore aggiunto la riduzione del contributo alimentare per
S__________ da fr. 1215.– a fr. 800.– mensili dal 20 aprile 2010 (data della
petizione) almeno fino alla maggiore età (il 7 settembre 2018). Quanto alla
tempestività del rimedio giuridico, la decisione impugnata è pervenuta al
legale della convenuta il 3 agosto 2016, ma il termine di ricorso è rimasto
sospeso fino al 15 agosto 2016 in virtù
dell'art. 145 cpv. 1 lett. b CPC. Introdotto il 14 settembre 2016, l'appello
in esame è pertanto ricevibile.

 

                                   2.   Al
memoriale l'appellante acclude nuova documentazione tratta da internet: una
pubblicazione dell'Ufficio federale delle abitazioni sull'evoluzione del tasso
ipotecario di riferimento e del tasso d'interesse medio in Svizzera (https://www.bwo.admin.ch/bwo/it/ home/mietrecht/referenzzinssatz/entwicklung-referenzzinssatz-und-durchschnittszinssatz.html) e una tabella per il calcolo del minimo esistenziale del
diritto esecutivo (art. 93 LEF; 

http:// www4.ti.ch/poteri/giudiziario/giustizia-civile/tabella-dei-minimi-desistenza).
Ora, il tasso ipotecario di riferimento, regolarmente pubblicato e aggiornato da
un'autorità federale, può ritenersi un fatto notorio (art. 151 CPC). Va dunque
considerato ai fini del giudizio. La tabella per il calcolo dei minimi di
esistenza è finanche una direttiva ufficiale, promulgata dalle Autorità cantonali
di vigilanza in materia di esecuzione e fallimenti (nel Ticino: FU 68/2009 del
28 agosto 2009 pag. 6292). Si applica quindi d'ufficio. Ciò premesso, nulla
osta alla trattazione dell'appello.

 

                                   3.   I
contributi di mantenimento per i figli fissati in una sentenza di divorzio
passata in giudicato possono essere modificati o soppressi, su istanza di un
genitore o del figlio, ove “le circostanze siano notevolmente mutate” (art. 286
cpv. 2 CC, cui rinvia l'art. 134 cpv. 2). La modifica presuppone, concretamente,
che la situazione economica dell'una o dell'altra parte sia cambiata in modo
ragguardevole e duraturo rispetto al momento in cui il contributo è stato
fissato o è stato modificato l'ultima volta. La procedura di modifica non ha lo
scopo infatti di correggere la decisione precedente, ma di adattarla aIle nuove
circostanze. Essa implica perciò un raffronto tra le condizioni finanziarie in
cui si trovavano le parti al momento del divorzio (o al momento in cui il
contributo è stato modificato l'ultima volta) e la nuova situazione. Sapere poi
in che misura ciò giustifichi la soppressione o la riduzione della rendita non è
solo una questione di diritto, ma anche di equità (RtiD I-2015
pag. 790 n. 7c con rinvii; più recentemente: I CCA, sentenza inc. 11.2015.62
del 20 aprile 2017, consid. 5 con richiami). 

 

                                   4.   Nella sentenza
impugnata il Pretore aggiunto, riepilogati i criteri che disciplinano la
modifica di una sentenza di divorzio, ha accertato che il reddito dell'attore
(passato da potenziali fr. 5000.– netti mensili al momento del divorzio a fr.
5162.– mensili all'avvio della procedura di modifica) non aveva subìto alcun
peggioramento e non giustificava quindi una modifica della sentenza di
divorzio. Per contro – egli ha precisato – la nascita della figlia Je__________,
il 9 maggio 2011, integra una circostanza di rilievo nel senso dell'art. 286
cpv. 2 CC e legittima l'aggiornamento degli elementi per il calcolo del
contributo alimentare. Posto ciò, il primo giudice ha appurato, relativamente
all'attore, che nel maggio del 2011 quegli ha cominciato a lavorare per il
Comune di __________, percependo uno stipendio di fr. 6909.40 netti mensili 

(oltre assegni familiari cantonali per J__________ e Je__________ e assegni
familiari comunali per i tre figli, S__________ inclusa), passato nel 2012 a fr.
7034.30 netti mensili (oltre assegni familiari cantonali per J__________ e Je__________
e assegni familiari comunali per i tre figli) e nel 2013 a fr. 6645.50 (oltre
assegni familiari cantonali per J__________ e Je__________). Quanto al
fabbisogno minimo di lui, il Pretore aggiunto l'ha calcolato in fr. 2591.– mensili fino all'agosto del 2014 (minimo
esistenziale del diritto esecutivo fr. 850.– [metà di quello per coniugi], costo
dell'alloggio fr. 719.– [già dedotte le quote di un terzo e di un quarto comprese
nei fabbisogni in denaro di J__________ e Je__________], pasti fuori casa fr.
200.–, premio della cassa malati fr. 261.05, leasing dell'automobile fr.
375.–, assicurazione RC dell'automobile fr. 154.–, imposta di circolazione fr.
32.–) e in fr. 2232.– dopo di allora (per l'inserimento di metà del costo
del­l'alloggio nel fabbisogno minimo della moglie, tenuta a intraprendere un'attività
lucrativa). 

 

                                         Per quel che è della
convenuta, il primo giudice ha accertato un reddito netto dalla attività lucrativa
al 75%, come docente di tedesco nella Scuola __________ di __________, di fr.
5652.25 mensili nel 2011, di fr. 5766.80 mensili nel 2012 e di fr. 4935.70
mensili nel 2013. Relativamente al fabbisogno minimo di lei, il Pretore
aggiunto l'ha fissato in fr. 3805.95 mensili (minimo esistenziale del diritto
esecutivo per genitore affidatario fr. 1350.–, pigione fr. 1266.– [già dedotti fr. 600.– dalla sublocazione a terzi
di un monolocale del suo appartamento e la quota di un terzo compresa nel
fabbisogno in denaro di S__________], premio della cassa malati fr. 384.75,
posteggio fr. 32.90, assicurazione dell'automobile fr. 118.65, imposta di
circolazione fr. 55.75, quota TCS fr. 8.25, assicurazione dell'economia domestica
e RC privata fr. 43.50, tassa rifiuti fr. 13.50, quota Rega fr. 3.30,
aiuto domestico fr. 353.40, imposte fr. 175.95).

 

                                         Per quanto attiene a D__________
G__________, il Pretore aggiunto ha ritenuto di non poterle più imputare dopo
la nascita di Je__________ alcun reddito, almeno nei primi tre anni, a causa dei problemi di salute accusati dalla figlia (reflusso
gastroesofageo, problemi respiratori), problemi che ne hanno impedito l'inserimento
in un asilo nido. Dal settembre del 2014 in poi egli le ha ascritto invece un
reddito ipotetico di fr. 1350.–
mensili (per un'attività a metà tempo) sulla scorta di quanto essa aveva guadagnato
nel suo ultimo impiego come segretaria prima della nascita di J__________.
Quanto al fabbisogno minimo di lei, il primo giudice lo ha fissato in fr.
1110.– mensili fino all'agosto del 2014 (minimo esistenziale del diritto
esecutivo fr. 850.– [metà di quello per coniugi], premio della cassa malati stimato
fr. 260.–) e in fr. 1470.– mensili dopo di allora (per l'assunzione di
metà del costo dell'alloggio con la ripresa dell'attività lucrativa al 50%).

 

                                         Il
Pretore aggiunto ha determinato infine i fabbisogni in denaro di S__________, J__________
e Je__________ sulla scorta delle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della
gioventù e dell'orientamento professionale del Canton
Zurigo, adattando il costo dell'alloggio e quello per cura e educazione alla
situazione effettiva. Ha determinato così il
fabbisogno in denaro di S__________ in fr. 1648.– mensili fino all'agosto
del 2012 e in fr. 1945.50 mensili dopo di allora, quello di J__________ in fr.
1180.– fino al giugno del 2014, in fr. 1335.– per luglio e agosto del 2014
e in fr. 1532.50 in seguito, quello di Je__________
in fr. 1036.– fino all'agosto del 2014, in fr. 1331.– dal settembre del 2014
all'aprile del 2017 e in fr. 1388.50 dopo di allora. Accertato il margine
disponibile di ogni genitore e suddiviso quello dell'attore in misura
proporzionale al mantenimento dei tre figli (dedotta la quota disponibile della
madre), il primo giudice ha stabilito in definitiva il contributo alimentare
per S__________ in fr. 877.40 mensili dal 1° maggio 2011, in
fr. 876.40 mensili dal 1° gennaio 2012, in fr. 1034.60 mensili dal 1°
settembre 2012, in fr. 1205.05 mensili dal 1° gennaio 2013, in fr. 1164.20 mensili
dal 1° luglio 2014, in fr. 1125.30 mensili dal 1° settembre 2014 e in fr.
1107.40 mensili dal 1° maggio 2017 (assegni familiari non compresi).

 

                                   5.   L'appellante non discute
– giustamente – che la nascita di Je__________ raffiguri una modifica
ragguardevole delle circostanze nel senso dell'art. 286 cpv. 2 CC. Anche se il
fatto era già noto al momento in cui questa Camera ha statuito sulla prima richiesta
di modifica, l'esame delle sue conseguenze era stato espressamente rinviato
alla nuova procedura di modifica nel frattempo avviata da AO 1 (sentenza inc.
11.2009.6, consid. 14). La convenuta contesta invece che ricorrano gli estremi
per ridurre il contributo in favore di S__________. Anzitutto essa fa valere che
il reddito netto dell'attore nel 2012 e nel 2013 è stato accertato erroneamente,
dagli atti evincendosi che AO 1 avrebbe guadagnato fr. 7076.20 mensili netti nel
2012 (già dedotti gli assegni familiari) e fr. 6687.– mensili netti nel 2013. Inoltre il primo giudice non
avrebbe conteggiato l'aumento annuo del 2% di cui beneficiano i dipendenti
comunali, da lei segnalato e non contestato dall'attore, onde una maggiore ca­pacità
contributiva di lui di qualche centinaia di franchi.

 

                                         a)   Per
quanto attiene allo stipendio del 2012, il certificato di salario agli atti attesta
un reddito netto di fr. 91 311.–,
pari a fr. 7609.25 mensili (doc. T). Dedotti gli assegni familiari (cantonali
per J__________ e Je__________ e comunali per J__________, Je__________ e S__________)
di complessivi fr. 6396.– (fr. 518.05 dal gennaio al settembre e fr. 577.85 dall'ottobre
al dicembre), il salario netto mensile risulta in effetti di fr. 7076.25, come sostiene
l'appellante. Riguardo allo stipendio del 2013, i conteggi agli atti (doc. U) dimostrano
un salario netto di fr. 4954.30 mensili (fr. 5354.30 meno gli assegni
familiari cantonali di complessivi fr. 400.–), cui si aggiungono fr. 1180.– girati
all'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento in seguito alla citata
trattenuta salariale e la quota di tredicesima di fr. 552.70 (calcolata sullo stipendio
mensile, dedotti gli oneri sociali, ma non il “secondo pilastro”) per un
totale di fr. 6687.– mensili. In
proposito la sentenza impugnata va adattata di conseguenza.

 

                                         b)   Per
quanto concerne invece l'aumento annuo del 2% cui avrebbe diritto l'attore come
funzionario comunale di __________, esso non appare certo, ma dipende, nel
principio e nella misura, dall'esito delle qualifiche individuali del personale
al termine di ogni periodo di valutazione (art. 30quater del regolamento organico per i dipendenti
del Comune di __________). Né l'aumento può essere presunto per non essere
stato contestato dall'attore, l'applicazione del principio inquisitorio
illimitato imponendo di esaminare – e non solo di accertare – i fatti d'ufficio
(art. 296 cpv. 1 CPC). Su questo punto l'appello manca perciò di consistenza.

 

                                   6.   L'appellante
contesta anche il fabbisogno minimo dell'attore, affermando che esso non eccede
fr. 1392.35 o, in ogni modo, fr. 1636.10 mensili. Chiede in particolare
che il costo dell'alloggio sia ridotto (per la di lui quota) a fr. 243.75
mensili, che all'ex marito non siano riconosciute spese d'automobile, ma solo quelle
dello scooter, e che sia stralciata dal fabbisogno di lui la voce per pasti fuori casa di fr. 200.– mensili.

 

                                         a)   Ove
chieda la soppressione o la riduzione di contributi alimentari dovuti in virtù
di una sentenza di divorzio (art. 129 cpv. 1 CC), un debitore alimentare
risposatosi nel frattempo può invocare unicamente la garanzia del proprio
minimo esistenziale secondo il diritto esecutivo (art. 93 LEF), non quella
del minimo esistenziale “allargato” del diritto civile, e ciò solo per la sua
persona, non per la sua intera seconda famiglia. Il nuovo coniuge non entra in
linea di conto. Di questi si tiene calcolo, tutt'al più, nella misura in cui debba
– dandosene gli estremi – assistere economicamente il debitore nei suoi obblighi
di mantenimento verso i figli avuti prima del nuovo matrimonio (RtiD I-2013
pag. 714 consid. 7a, ribadito in: 

RtiD I-2014 pag. 737 consid. 6; più recentemente: I
CCA, sentenza inc. 11.2018.1 del 1° febbraio 2018, consid. 3 con richiami).

 

                                               Il
minimo esistenziale di un debitore sposato consiste, secon­do il diritto esecutivo,
nella metà del minimo esistenziale per coniugi, cui si aggiungono i supplementi
che riguardano lui soltanto, ovvero un importo adeguato per il costo dell'alloggio,
le spese professionali indispensabili per il conseguimento del reddito (si
pensi agli oneri di trasferta per raggiungere il posto di lavoro), il premio
della cassa malati e – in caso di attività indipendente – i contributi della
previdenza professionale. Il costo dell'alloggio va riconosciuto, per principio,
nella metà della pigione relativa all'abitazione coniugale, senza riguardo a
chi sia intestato il contratto di locazione o a eventuali convenzioni interne
fra coniu­gi sul riparto delle spese comuni. Un'eccezione ricorre solo qualora
il coniuge del debitore non sia in grado di finanziare la propria metà. Quanto
ai premi delle assicurazioni non obbligatorie, essi non vanno considerati, come
non vanno considerate le imposte (RtiD 

                                               I-2013
pag. 714 consid. 7b con rinvio a DTF 137 III 63 consid. 4.2.2, ribadito in:
RtiD I-2014 pag. 737 consid. 7; più recentemente: I CCA,
sentenza inc. 11.2018.1 del 1° febbraio 2018, consid. 3 con richiami).

 

                                         b)   Riguardo al costo dell'alloggio, il Pretore
aggiunto ha inserito nel fabbisogno minimo dell'attore fr. 1725.– mensili complessivi,
di cui fr. 1200.– per gli oneri ipotecari gravanti la particella n. 507 RFD di __________
(proprietà di D__________ G__________), fr. 125.– per l'assicurazione dello
stabile e fr. 400.– per le spese accessorie. Dedotte le quote (un terzo e un
quarto) già comprese nel fabbisogno in denaro di J__________ e Je__________,
egli ha riconosciuto così all'attore un esborso di fr. 719.– mensili,
ridotto alla metà dal settembre del 2014, D__________ G__________ potendo intraprendere
da quel momento un'attività lucrativa al 50% e partecipare in tale misura ai costi
della casa (sentenza impugnata, pag. 4).

 

                                               L'appellante
fa valere che gli oneri ipotecari sono comprovati per fr. 1153.70 mensili (doc.
V), ma che i due mutui (l'uno a un tasso fisso del 3.75% per cinque anni e l'altro
a un tasso variabile libor) sono scaduti l'11 marzo e il 16 settembre 2013. Prendendo
in considerazione il tasso ipotecario di riferimento di quell'anno (2%), a suo
parere l'onere per un debito di fr. 461 600.–
non eccede fr. 770.– mensili. La scadenza, il 16 settembre 2013, del credito
ipotecario a tasso fisso si evince effettivamente dagli atti. E che a quel
momento il debito sia stato rinnovato a un tasso superiore al 2% l'attore non
ha mai preteso. Ne discende che l'onere ipotecario va riconosciuto in fr. 770.–
mensili, come postula l'appellante, tanto più che la tendenza dei tassi ipotecari
dopo di allora è notoriamente evoluta al ribasso.

 

                                               AP
1 chiede inoltre di togliere dal costo dell'alloggio il premio di fr. 125.–
mensili per l'assicurazione dello stabile, spesa che il Pretore ha ritenuto solo
verosimile, disattendendo con ciò che in una causa ordinaria intesa alla modifica
di una sentenza di divorzio la verosimiglianza non è sufficiente. Una volta
ancora l'appello è provvisto di buon diritto. Già in applicazione del vecchio
Codice di procedura civile ticinese la modifica del contributo alimentare per
un figlio stabilito nella sentenza di divorzio dei genitori non si limitava a
un giudizio di verosimiglianza (RtiD I-2009 pag. 613 consid. 1). A parte ciò, nella
fattispecie il Pretore aggiunto nemmeno avrebbe potuto fondarsi – dandosi un'assicurazione
non obbligatoria – su una tabella di “costi fissi” (doc. H e O) prodotta
dall'attore senza documenti giustificativi e che la convenuta ha contestato (risposta
annessa al verbale di udienza del 

18 giugno 2010, pag. 8 in basso). Nelle circostanze descritte il costo dell'alloggio
va ricondotto così a fr. 1553.–
mensili fino al 16 settembre 2013 (onere ipotecario fr. 1153.–, spese
accessorie ammesse fr. 400.–) e a fr. 1170.– mensili dopo di allora (onere
ipotecario fr. 770.–, spese accessorie ammesse fr. 400.–). Dedotte le quote di
un terzo e di un quarto già comprese nel fabbisogno in denaro di J__________ e
Je__________, nel fabbisogno minimo dell'attore rimangono così fr. 647.– mensili
fino al 16 settembre 2013 e fr. 487.50 mensili dopo di allora. Dal settembre del
2014 la spesa si riduce poi della metà (fr. 243.75 mensili) per la
partecipazione ai costi della nuova moglie.

 

                                         c)   Quanto
alla proposta di togliere del fabbisogno minimo del­l'attore le spese
d'automobile, riconoscendo solo quelle per lo scooter di fr. 37.55 mensili accertate
da questa Camera nella sentenza del 17 maggio 2013 (inc. 11.2009.6), la pretesa
non può trovare accoglimento. L'appellante sostiene che, lavorando per il
Comune di __________, l'attore non ha più bisogno di recarsi con frequenza sui
cantieri con un veicolo proprio. Il che sarà anche vero. Sta di fatto che il
Pretore aggiunto ha giustificato l'uso dell'automobile non con la necessità di
recarsi sui cantieri, ma con la distanza del tragitto per raggiungere il posto
di lavoro, come aveva rilevato questa Camera nella citata sentenza del 2013,
rammentando che l'interessato risiede a __________, in una zona quindi relativamente
discosta (consid. 11). Né si potrebbe ragionevolmente pretendere dall'attore l'uso
di uno scooter nei mesi invernali per spostarsi da __________ a __________. Su
questo tema la sentenza del primo giudice sfugge alla critica.

 

                                         d)   Sulla
richiesta infine di stralciare dal fabbisogno minimo del­l'attore l'indennità
per pasti fuori casa che l'ex marito non avrebbe rivendicato, l'appellante cade
in equivoco. Il Pretore aggiunto ha riconosciuto nel fabbisogno minimo di AO 1 i
“costi per recarsi al lavoro” (sentenza impugnata, pag. 4), riprendendo espressamente i dati accertati da
questa Camera nel consid. 10 della
sentenza del 17 maggio 2013. Ora, in tale decisione non v'è cenno a spese per
pasti fuori casa di fr. 200.–, ma solo a costi di trasferta. La dicitura “pasti
fuori casa” adoperata dal Pretore aggiunto si riferisce così, con tutta
evidenza, alle spese di trasferta. E
che l'attore non debba più affrontare tali oneri l'appellante non pretende. D'altra
parte nella sua elencazione dei costi del 24 febbraio 2012 AO 1 ha indicato a
questo titolo un esborso di fr. 120.–, non di fr. 200.– mensili. Le spese di
trasferta vanno riconosciute perciò in fr. 120.– mensili. In definitiva,
il fabbisogno minimo di AO 1 va stabilito in fr. 2439.– mensili fino al 16 settembre 2013, in fr. 2280.– mensili
dal 17 settembre 2013 al 31 agosto 2014 e in fr. 2035.– mensili
dopo di allora.

 

                                         e)   Tutto
ciò premesso, l'attore risulta conservare un margine disponibile di fr. 4470.– mensili fino al 31 dicembre 2011
(fr. 6909.– [consid. 4 e
5a] meno fr. 2439.–), di fr.
4637.– mensili fino al 31
dicembre 2012 (fr. 7076.– [consid.
5a] meno fr. 2439.–),
di fr. 4248.– mensili fino al
16 settembre 2013 (fr. 6687.–
[consid. 5a] meno fr. 2439.–),
di fr. 4407.– mensili fino al 31 agosto 2014 (fr. 6687.– [consid. 5a] meno fr. 2280.–) e di fr. 4652.–
mensili dal 1° settembre 2014 in poi (fr. 6687.– [consid. 5a] meno fr. 2035.–). Tale
margine disponibile va distribuito equamente tra i figli secondo i rispettivi
fabbisogni in denaro e la capacità contributiva dell'altro genitore (DTF 137
III 64 consid. 4.2.3; sentenza del Tribunale federale 5A_630/2015 del 9 febbraio
2016 consid. 3.3.2).

 

                                   7.   Relativamente alla
proprie disponibilità economica, AP 1
fa valere che nel 2013 il suo reddito netto ammontava a fr. 4756.05 e non a fr.
4935.70 mensili come ha accertato il Pretore
aggiunto. Perché il calcolo del primo giudice sarebbe erroneo, tuttavia,
essa non spiega, né essa illustra come giunga alla cifra indicata. Privo di motivazione
(nel senso dell'art. 311 cpv. 1 CPC), al riguardo l'appello non può essere
vagliato oltre. Non soccorrono così i presupposti per scostarsi dal guadagno constatato
dal primo giudice tra il 2011 e il 2013, mentre per quanto si riferisce al 2014
i dati più aggiornati forniti dall'appellante a sostegno della richiesta di
gratuito patrocinio attestano uno stipendio netto di fr. 5781.35 (certificato
di salario 2014: fr. 71 776.–
annui meno gli assegni familiari).

 

                                   8.   L'appellante
contesta altresì l'accertamento del proprio fabbisogno minimo, che chiede di
rivalutare a fr. 4782.55 mensili con l'aggiunta di fr. 227.– per costi di
elettricità e gas, di fr. 56.50 per “acqua e tassa uso fognatura”, di fr. 215.30 per spese di carburante, di
fr. 600.– per il cessato introito dalla sublocazione e di fr. 85.– per la
mensa di S__________.

 

                                         a)   Riguardo
alle spese per elettricità e gas, il
Pretore aggiunto non le ha considerate perché già comprese nell'importo di base
del minimo esistenziale secondo il diritto esecutivo (sentenza impugnata, pag.
4). L'appellante obietta che elettricità e gas servono anche per il
riscaldamento. Ciò potrebbe anche essere vero. Il contratto di locazione non prevede tuttavia spese di
riscaldamento a carico del conduttore in aggiunta alla pigione di fr. 2500.–
mensili (allegato al doc. 24), sicché elettricità e gas per il riscaldamento e
l'acqua calda rimangono in capo al locatore (DTF 137 III 364 consid. 3.2.1; 121
III 460; cfr. anche sentenza del Tribunale federale 4A_719/2016 del 31 agosto
2017, consid. 2.1). Nemmeno la prima decisione di modifica del contributo alimentare
riconosceva alla convenuta, del resto, un supplemento per il riscaldamento e
l'acqua calda (sentenza 11.2009.6 di questa Camera, consid. 4 e 12). Non si
disconosce che le fatture delle aziende industriali (allegate al doc. 24) risultano
intestate all'appellante. Incombe tuttavia a quest'ultima, nelle circostanze
descritte, chiederne al locatore il rimborso. Non può chiederne invece
l'inserimento nel proprio fabbisogno minimo.

 

                                         b)   Relativamente
alle spese per l'acqua potabile e alla tassa per l'uso della fognatura, il
Pretore aggiunto non le ha riconosciute ritenendole a carico del proprietario dello
stabile, cui le fatture sono intestate (sentenza impugnata, pag. 4 seg.). Secondo
l'appellante la circostanza che tali fatture si trovino in suo possesso dimostra
che esse sono state pagate da lei. In realtà il semplice possesso delle fatture
non dimostra alcunché. Né è destinato a miglior sorte l'argomento per cui, fossero
anche tali costi a carico del proprietario, quest'ultimo le ripercuoterebbe sul
conduttore dell'appartamento alla stregua di spese accessorie. Il contratto di
locazione prevede infatti – come testé evocato – una pigione di fr. 2500.– mensili
onnicomprensiva, escludendo che il proprietario dello stabile riscuota spese
accessorie (doc. 24). Che il Pretore aggiunto abbia riconosciuto all'attore un
esbor­so di fr. 400.– mensili per spese accessorie ancora non significa, per
altro, che la convenuta possa pretendere altrettanto se nulla è da lei dovuto
per quel titolo.

 

                                         c)   Quanto
ai costi del carburante, l'appellante ribadisce che le vanno conteggiati nel
fabbisogno minimo almeno fr. 215.30 mensili, oltre ai fr. 55.75 mensili per
l'imposta di circolazione e ai fr. 118.65 mensili per l'assicurazione RC riconosciuti
dal primo giudice. Ora, che la convenuta debba recarsi ogni giorno per lavoro da
__________ alle scuole di __________ è stato riconosciuto anche dall'autorità
fiscale (doc. 19 e 24 allegato: tassazione 2011). Dovendosi inserire spese d'automobile
nel fabbisogno minimo di un coniuge, questa Camera ha già avuto modo di rilevare
che un'indennità di fr. –.70/km copre mediamente i costi d'esercizio di un
veicolo, dal­l'imposta di circolazione al premio assicurativo, dal carburante
alla manutenzione. Analoga indennità ammette l'autorità tributaria per le
trasferte fiscalmente riconosciute 

(RtiD II-2017 pag. 781 consid. 7b con rinvii). Nella fattispecie la spesa rivendicata
dall'appellante per i costi d'automobile ammonta a complessivi fr. 389.70
mensili (fr. 118.65 per l'assicurazione RC, fr. 55.75 per l'imposta di circolazione,

fr. 215.30 per il carburante). Ciò corrisponde a una percorrenza di circa 557
km che l'interessata copre in meno di dieci giorni lavorativi. La pretesa di
fr. 215.30 mensili per il combustibile è quindi giustificata.

 

                                         d)   In
merito al cessato introito il 31 dicembre 2014 di fr. 600.– mensili dalla sublocazione
di un locale nell'appartamento di AP 1, il Pretore aggiunto ha reputato la
circostanza non comprovata, oltre che addotta tardivamente nel memoriale
conclusivo (sentenza impugnata, pag. 4). L'appellante eccepisce che l'ex marito
non ha revocato in dubbio la fine della sublocazione. Dimentica però che
in virtù del principio inquisitorio illimitato applicabile al diritto di filiazione

(art. 296 cpv. 1 CPC) il giudice non è vincolato a quanto le parti affermano o
contestano, per tacere del fatto che nel sistema
generalizzato ticinese dei dati anagrafici (MovPop) R__________ S__________ risulta tuttora
domiciliata in via __________ a __________. Quanto alla doglianza che il primo giudice avrebbe ammesso spese non
conteggiate o finanche decorse dell'attore, non è dato di capire a quali spese
l'appellante alluda. Dovesse essa riferirsi agli oneri ipotecari scaduti, la questione è ormai superata (sopra, consid. 6b).

 

                                         e)   L'appellante
si duole infine che i fr. 85.– mensili per la “mensa” di S__________
non figurino nel proprio fabbisogno minimo né in quello in denaro della figlia.
La richiesta essa non è sorretta tuttavia da alcun documento giustificativo,
agli atti figurando unicamente una laconica dichiarazione in cui la convenuta scrive:
“ai miei genitori per vitto S__________
CHF 100.– x 10 mesi CHF 1000” (allegato al doc. 24). Ciò non basta manifestamente per
dimostrare la spesa.

 

                                         f)    Ne
segue che il fabbisogno minimo di AP 1 lieviterebbe, grazie al supplemento per
la spesa del carburante (consid. 8c), dai fr. 3805.95 mensili accertati dal
Pretore aggiunto a fr. 4021.25 mensili. Nel fabbisogno minimo della convenuta il
Pretore aggiunto ha incluso però una spesa di fr. 353.40 mensili per la
collaboratrice domestica che non era contemplata dalla sentenza di divorzio e che
neppure figurava ai tempi della prima decisione sulla modifica del contributo
alimentare. A tale esborso, dovuto a una scelta unilaterale dalla convenuta che
risale alla fine del 2012 (contratto di lavoro con S__________ V__________ e
fattura per i contributi paritetici del quarto trimestre 2012 in: doc. 24,
ultimi fogli), non è corrisposto tuttavia alcun incremento del reddito da attività
lucrativa da parte di lei, reddito che nel 2013 ha subìto anzi una flessione (sentenza
impugnata, pag. 4). Non si intuisce dunque la necessità della spesa, che
l'interessata non giustifica minimamente. In condizioni del genere il
fabbisogno minimo dell'interessata va ridefinito in fr. 3664.55 mensili, onde un
margine disponibile di fr. 1987.70 mensili
nel 2011, di fr. 2102.25 mensili nel 2012, di fr. 1271.15 mensili nel
2013 

                                               e di fr. 2116.80 mensili dal 1° gennaio
2014 in poi.

 

                                   9.   Relativamente al
reddito della seconda moglie dell'attore, il Pretore aggiunto ha ritenuto che dalla nascita di Je__________ fino al settembre del 2014 non si potesse
più imputare a D__________ G__________ un reddito virtuale di fr. 1500.– mensili, poiché i problemi di
salute accusati dalla figlia (reflusso gastroesofageo, difficoltà respiratorie,
infiammazioni ai bronchi) impedivano l'inserimento di Je__________ in un asilo
nido almeno per i primi tre anni. Dopo di allora il Pretore aggiunto ha
ascritto all'interessata un guadagno ipotetico di fr. 1350.– mensili per un'attività a metà tempo
sulla scorta di quanto costei aveva percepito con il suo ultimo impiego come
segretaria per la __________ prima della nascita di J__________, non senza rilevare
tuttavia che quel reddito risulta insufficiente per coprire il di lei fabbisogno
minimo di fr. 1470.– mensili (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr.
850.– [metà di quello per coniugi], costo dell'alloggio [quota] fr. 360.–,
premio della cassa malati fr. 260.–; sentenza impugnata, pag. 5).

 

                                         L'appellante
contesta la testimonianza di D__________ G__________, adducendo che è stata rilasciata
da una persona interessata nella lite e che simili dichiarazioni non sono state
verificate dall'escussione della pediatra dott. M__________ Z__________ C__________
“per la mancata collaborazione” dei genitori di Je__________, i quali non hanno
svincolato la pediatra curante dal segreto professionale. A suo parere non si
può desumere così che Je__________ necessitasse di continue cure nei primi tre
anni di vita. In realtà, a ben vedere, poco giova valutare la testimonianza di
D__________ G__________. Identiche dichiarazioni figurano infatti in un certificato
medico firmato il 6 novembre 2012 dalla stessa dott. M__________ Z__________ C__________
(annesso al decreto del 19 giugno 2013), che l'appellante non mette in dubbio. 

 

                                         A parte ciò, si volesse anche
imputare a D__________ G__________ un reddito ipotetico nonostante la nascita
della seconda figlia, l'interessata non avrebbe alcun margine per sgravare il
marito dai suoi obblighi di mantenimento (RtiD I-2013 pag. 714, I-2014 pag. 737
n. 6c con riferimento alle sentenze del
Tribunale federale 5A_902/2012 e 5D_192/2012 del 13 ottobre 2013). L'appellante
pretende invero di ascriverle un'entrata di fr. 1500.–o fr. 2000.– mensili già dal 2011, trascurando
che in tal caso anche il fabbisogno in denaro di J__________ e Je__________
andrebbe aumentato per tenere conto delle spese di custodia. Per di più, un
reddito potenziale di fr. 1500.– mensili come quello – “favorevole
all'appellante” – prospettato nella
prima sentenza di modifica del contributo alimentare (inc. 11.2009.6, consid.
11) permetterebbe all'interessata di coprire appena il proprio fabbisogno
minimo, che l'appellante riconosce in fr. 1495.– mensili (minimo esistenziale
del diritto esecutivo fr. 850.– [metà di quello per coniugi], locazione [quota]
fr. 243.75, premio della cassa malati fr. 369.90, assicurazione dell'economia
domestica fr. 31.55). Quanto poi al guadagno potenziale di fr. 1350.– mensili dal 1° settembre 2014, l'appellante
non spiega perché la valutazione del primo giudice sarebbe criticabile. Carente
di motivazione (nell'accezione del­l'art. 311 cpv. 1 CPC), al riguardo l'appello
riesce finanche irricevibile. 

 

                                10.   Circa il fabbisogno in
denaro dei tre figli di AO 1, il Pretore aggiunto ha sostituito il costo dell'alloggio
previsto nella tabella 2011 correlata alle
raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento
professionale del Canton Zurigo (secondo le fasce di età e la convivenza con
altri fratelli) con un terzo del costo mensile effettivo sostenuto dalla
convenuta (fr. 633.– mensili nel
fabbisogno in denaro di S__________), rispettivamente con un terzo e un quarto del costo dell'alloggio affrontato dall'attore
(fr. 575.– mensili nel
fabbisogno in denaro di J__________ e fr. 431.– mensili nel fabbisogno in
denaro di Je__________). In seguito egli ha dedotto la
quota per cura e educazione secondo il grado d'occupazione delle madri (75% per
AP 1, 50% per D__________ G__________ dal settembre del 2014), come pure gli
assegni familiari. Ne è risultato un fabbisogno in denaro per S__________ di fr. 1648.– mensili
fino all'agosto del 2012 e 

                                         di fr. 1945.50 dopo di allora, per J__________
di fr. 1180.– fino al giugno del 2014, di fr. 1335.– per il luglio e l'agosto del
2014 e di fr. 1532.50 in seguito, e per Je__________ di fr. 1036.– fino
all'agosto del 2014, di fr. 1331.– dal settembre 2014 all'aprile 2017 e di fr. 1388.50
dopo di allora (assegni familiari non compresi; sentenza impugnata, pag. 5
seg.).

 

                                         L'appellante
non discute gli importi stimati dal Pretore aggiunto sulla scorta della menzionata
tabella. Chiede però che i fabbisogni in denaro siano ridefiniti per tenere
conto delle correzioni da lei proposte, segnatamente il costo effettivo dell'alloggio,
e che nel fabbisogno in denaro di S__________ sia inserito l'assegno familiare “comunale” riscosso dal padre, ma
mai versato alla figlia, tanto per il 2011 (da maggio a dicembre) quanto per il
2012. Quest'ultima pretesa è sprovvista di fondamento. Non fa dubbio che gli
assegni in questione – per altro neppure quantificati dalla convenuta – spettino
alla figlia. Il Pretore aggiunto non ha affermato del resto il contrario, ma si
è limitato a stabilire, conformemente alla giurisprudenza, che gli assegni familiari
sono dovuti in aggiunta al contributo alimentare (DTF 137 III 64 consid. 4.2.3,
65 consid. 4.3.2; dal 1° gennaio 2017: art. 286a cpv. 1 CC). La
decisione impugnata va rettificata nondimeno nella misura in cui il primo
giudice ha dedotto dal fabbisogno in denaro di S__________ il 75% della posta
per cura e educazione. Lavorando AP 1 al 75%, l'importo tabellare non va
ridotto quindi del 75% bensì del 25%, ovvero per la quota che la convenuta può
fornire in natura (I CCA, sentenza inc. 11.2012.53 del 14 ottobre 2014 consid.
17d). Ciò premesso e in esito ai modificati costi di alloggio (consid. 6b), i
fabbisogni in denaro dei tre figli dell'attore risultano i seguenti:

                                         a)   S__________

–  fino al
7 settembre 2012 (12° compleanno):

    fr. 1891.–
mensili (fr. 1945.– meno 25% di fr. 465.– [cura e educazione prestata in natura]
meno fr. 370.– [valore tabellare dell'alloggio] più fr. 633.– [quota effettiva dell'alloggio]
meno fr. 200.– [assegno familiare]), 

–  dall'8 settembre 2012 al 7 settembre 2016 (16°
compleanno):

    fr. 2130.–
mensili (fr. 2125.– meno 25% di fr. 330.– [cura e educazione prestata in natura]
meno fr. 345.– [valore tabellare dell'alloggio] più fr. 633.– [quota effettiva dell'alloggio]
meno fr. 200.– [assegno familiare]),

–  dall'8
settembre 2016 in poi:

    fr. 2080.–
mensili (l'assegno familiare passa da fr. 200.– a fr. 250.– mensili: art. 3
cpv. 1 lett. b e art. 5 cpv. 2 LAFam, RS 836.2);

                                         b)   J__________

–  fino al
4 luglio 2014 (6° compleanno):

    fr. 1096.–
mensili (fr. 1740.– meno fr. 595.– [cura e educazione prestata in natura] meno
fr. 335.– [valore tabellare dell'alloggio] più fr. 486.– [media quota effettiva
dell'alloggio] meno fr. 200.– [assegno familiare]),

–  dal 5
luglio 2014 al 31 agosto 2014 (esigibilità per la madre di un'attività lavorativa
a metà tempo dopo di allora):

    fr. 1155.–
mensili (fr. 1700.– meno fr. 400.– [cura e educazione prestata in natura] meno
fr. 335.– [valore tabellare dell'alloggio] più fr. 390.– [quota effettiva dell'
alloggio] meno fr. 200.– [assegno familiare]),

–  dal 1°
settembre 2014 in poi:                          

    fr. 1355.–
mensili (fr. 1700.– meno 50% di fr. 400.– [cura e educazione prestata in natura]
meno fr. 335.– [valore tabellare dell'alloggio] più fr. 390.– [quota effettiva dell'alloggio]
meno fr. 200.– [assegno familiare]);

                                         c)   Je__________

–  fino al
31 agosto 2014 (esigibilità per la madre di un'attività lavorativa a metà tempo
dopo di allora):

    fr. 971.–
mensili (fr. 1740.– meno fr. 595.– [cura e educazione prestata in natura] meno
fr. 335.– [valore tabellare dell'alloggio] più fr. 361.– [media quota effettiva
dell'alloggio] meno fr. 200.– [assegno familiare]),

–  dal 1°
settembre 2014 al 9 maggio 2017 (6° compleanno):

    fr. 1200.–
mensili (fr. 1740.– meno 50% di fr. 595.– [cura e educazione prestata in natura]
meno fr. 335.– [valore tabellare dell'alloggio] più fr. 292.50 [quota effettiva
dell'alloggio] meno fr. 200.– [assegno familiare]),

–  dal 10
maggio 2017 in poi:

    fr. 1260.–
mensili (fr. 1700.– meno 50% di fr. 400.– [cura e educazione prestata in natura]
meno fr. 335.– [valore tabellare dell'alloggio] più fr. 292.50 [quota effettiva
dell'alloggio] meno fr. 200.– [assegno familiare]).

 

                                11.   Il 1° gennaio 2017 è entrata in vigore la modifica del Codice civile svizzero
sul mantenimento del figlio, del 20 marzo 2015 

(RU 2014 pag. 357 segg.), la quale si applica anche alle cau­se già pendenti
(art. 13cbis tit.
fin. CC; v. anche art. 407b cpv. 1 CPC). Dal 1° gen­naio 2017 la posta per “cura e educazione” della
tabella edita dal­l'Uffi­cio della gioventù e dell'orientamento professionale
del Canton Zurigo va sostituita così da un
“contributo di accudimento”, ovvero da quanto occorre per garantire effettiva­mente
al figlio cura e educazione (art. 285 cpv. 2 CC). Se il criterio per definire
tale importo fosse quello esemplificato da Jungo/
Aebi-Müller/Schweighauser (Der Betreuungs­unterhalt in: FamPra.ch 2017
pag. 171), Stoudmann (Le nouveau
droit de l'entretien de l'enfant en pratique: Ce qui change et ce qui reste in:
RMA/ZKE 2016 pag. 432), esso consisterebbe in quanto manca alla madre
affidataria nel caso specifico per coprire quanto meno il proprio fabbisogno
minimo secondo il diritto esecutivo (sulla
nozione di fabbisogno minimo: RtiD II-2017 pag. 777 seg. consid. 6a
a 6c con riferimenti). 

 

                                         Nella
fattispecie ciò si tradurrebbe dal 1° gennaio 2017 nei seguenti costi di mantenimento,
fermo restando che, dandosi più figli da accudire, il “contributo di accudimento”
va suddiviso tra di loro (Hartmann,
Betreuungsunterhalt – Überlegungen zur Methode der Unterhaltsbemessung in: ZBJV
153/2017 pag. 102): 

                                         a)   S__________

                                                fr.
1680.– mensili
(costi totali secondo la tabella di Zurigo 2017 fr.
1781.–, meno quota tabellare dell'alloggio fr.
485.– più
quota effettiva fr. 633.–, meno assegno familiare fr. 250.–). Non si giustifica invece un contributo
di accudimento, poiché la convenuta dispone di mezzi
per sopperire al proprio fabbisogno minimo e siccome dopo i 16 anni un tale
contributo parrebbe non entrare più in linea di conto (FF 2014 pag. 534
seg.; Stoudmann, op. cit., pag.
438);

                                         b)   J__________

                                                fr. 1070.– mensili (costi
totali secondo la tabella di Zurigo 2017 fr. 1246.–,
meno quota tabellare dell'alloggio fr. 440.– più quota effettiva fr. 390.–, più
mezzo contributo di accudimento fr. 72.50 [metà della differenza tra il reddito
ipotetico di fr. 1350.– e il fabbisogno
minimo della madre riconosciuto dal­l'appellante di fr. 1495.–], meno assegno
familiare fr. 200.–); 

                                         c)   Je__________

–  fino al
9 maggio 2017:

    fr. 715.– mensili (costi
totali secondo la tabella di Zurigo 2017 fr. 991.–, meno quota tabellare
dell'alloggio fr. 440.– più quota effettiva 292.50, più mezzo contributo di
accudimento fr. 72.50 [metà della differenza tra il reddito ipotetico di fr. 1350.– e il fabbisogno minimo della madre
riconosciuto dall'appellante fr. 1495.–], meno assegno familiare fr. 200.–),

–  dal 10
maggio 2017 in poi:

    fr. 970.– mensili (costi totali secondo la tabella di Zurigo 2017
fr. 1246.–, meno quota tabellare dell'alloggio fr. 440.– più quota
effettiva 292.50, più contributo di accudimento fr. 72.50 [metà della differenza
tra il reddito ipotetico di fr. 1350.– e il fabbisogno minimo della madre
riconosciuto dall'appellante di fr. 1495.–], meno assegno familiare fr. 200.–).

 

                                12.   Rimane da definire
quanto l'attore può corrispondere per S__________, tenuto conto delle
rispettive disponibilità dei genitori e senza dimenticare che J__________ e Je__________,
nati dalla seconda moglie, vanno trattati dall'attore come figli comuni. Non
ravvisandosi – né essendo fatte valere – in concreto circostanze particolari
che inducano a scostarsi per equità da un riparto proporzionale del­l'onere di
mantenimento fra genitori (art. 285 cpv. 1 CC; RtiD 

                                         I-2012 pag. 883 n.
5c con richia­mi; più recentemente: I CCA, sentenza inc. 11.2015.117 del 16
maggio 2017, consid. 10), risulta in definitiva quanto segue:

                                         a)   Dal
1° maggio 2011 fino al 7 settembre 2012 

                                               Fabbisogni
in denaro complessivi di S__________, J__________ e Je__________:

                                               fr.
1891.– + fr. 1096.– + fr. 971.– = fr. 3958.– mensili (consid. 10)

                                               Disponibilità
media dell'attore: fr. 4553.– mensili (consid. 6e)

                                               Disponibilità
al netto dei fabbisogni J__________ e Je__________: fr. 2486.– mensili

                                               Disponibilità
media della convenuta: fr. 2045.– mensili (consid. 8f)

                                               Quota media
a carico dell'attore (55%): fr. 1040.– mensili (assegni familiari non compresi).

 

                                         b)   Dall'8
settembre 2012 al 4 luglio 2014

                                               Fabbisogni in denaro complessivi di S__________, J__________
e Je__________:

fr. 2130.– + fr. 1096.– + fr. 971.– = fr. 4197.–
mensili (consid. 10)

Disponibilità media dell'attore: fr. 4387.– mensili
(consid. 6e)

                                               Disponibilità
al netto fabbisogni J__________ e Je__________: fr. 2320.– mensili

Disponibilità media della convenuta: fr. 1653.–
mensili (consid. 8f)

                                               Quota
media a carico dell'attore (58%): fr. 1235.– mensili (assegni familiari non
compresi). 

 

                                         c)   Dal
5 luglio 2014 al 31 agosto 2014

                                               Fabbisogni in denaro complessivi di S__________, J__________
e Je__________:

fr. 2130.– + fr. 1155.– + fr. 971.– = fr. 4256.–
mensili (consid. 10)

Disponibilità media dell'attore: fr. 4407.– mensili
(consid. 6e)

                                               Disponibilità
al netto fabbisogni J__________ e Je__________: fr. 2281.– mensili

Disponibilità media della convenuta: fr. 2117.–
mensili (consid. 8f)

                                               Quota media
a carico dell'attore (52%): fr. 1107.– mensili (assegni familiari non compresi).

 

                                         d)   Dal
1° settembre 2014 al 7 settembre 2016

                                               Fabbisogni in denaro complessivi di S__________, J__________
e Je__________:

fr. 2130.– + fr. 1355.– + fr. 1200.– = fr. 4685.–
mensili (consid. 10)

Disponibilità media dell'attore: fr. 4652.– mensili (consid.
6e)

                                               Disponibilità
(proporzionale) per S__________: fr. 2115.– mensili 

Disponibilità media della convenuta: fr. 2117.–
mensili (consid. 8f)

                                               Quota
media a carico dell'attore (50%): fr. 1065.– mensili (assegni familiari non
compresi). 

 

                                         e)   Dall'8
settembre 2016 al 9 maggio 2017

                                               Fabbisogni in denaro medi complessivi di S__________,
J__________ e Je__________:

fr. 1880.– + fr. 1213.– + fr. 957.– = fr. 4050.–
mensili (consid. 10 e 11)

Disponibilità media dell'attore: fr. 4652.– mensili (consid.
6e)

Disponibilità al netto fabbisogni J__________ e Je__________:
fr. 2482.– mensili

Disponibilità media della convenuta: fr. 2117.–
mensili (consid. 8f)

                                               Quota media
a carico dell'attore (54%): fr. 1015.– mensili (assegni familiari non compresi).

 

                                         f)    Dal
10 maggio 2017 in poi

                                               Fabbisogni in denaro medi complessivi di S__________,
J__________ e Je__________:

fr. 1680.– + fr. 1070.– + fr. 970.– = fr. 3720.–
mensili (consid. 11)

Disponibilità media dell'attore: fr. 4652.– mensili (consid.
6e)

Disponibilità al netto fabbisogni J__________ e Je__________:
fr. 2612.– mensili

Disponibilità media della convenuta: fr. 2117.–
mensili (consid. 8f)

Quota media a carico dell'attore (55%): fr. 925.–
mensili (assegni familiari non compresi).

 

                                13.   Se ne conclude, in
ultima analisi, che la sentenza del Pretore aggiunto si rivela addirittura favorevole
all'appellante, per lo meno dopo il 9 maggio 2018. La convenuta si duole anche
della mancata indicizzazione dei contributi alimentari a carico dell'attore. Sta
di fatto che il mancato adeguamento all'indice nazionale dei prezzi al consumo
dall'anno 2011 non ha comportato finora alcun pregiudizio per S__________, l'indice
di riferimento essendosi evoluto negativamente in questi anni, come dimostrano
i fabbisogni medi esposti nella nota tabella di Zurigo per gli anni dal 2012 al
2016. Anche in proposito l'appello è destinato pertanto all'insuccesso, fermo
restando che, dovesse modificarsi la tendenza testé accennata, nulla impedirà
alla convenuta di chiedere l'adeguamento del contributo alimentare, conformemente
a quanto stabilito nella sentenza di divorzio e nel primo giudizio di modifica.

 

                                14.   Per concludere la
convenuta lamenta che il Pretore aggiunto non si sia pronunciato sulla richiesta
di partecipazione dell'attore alle spese straordinarie per S__________, che
chiede di fissare in ragione di tre quarti (dopo che nell'allegato conclusivo
aveva instato per la metà:). Per tacere del fatto però che la richiesta esula
dall'oggetto della lite, AP 1 non poteva – come riconosce lei medesima –
formulare una domanda “forfetaria e aprioristica” per
fondare una pretesa sull'art. 286 cpv. 3 CC. Né essa spiega quali
sarebbero le particolarità del caso che giustificherebbero di scostarsi dal
principio invalso per cui il genitore affidatario deve rivolgersi, in caso di disaccordo,
al giudice per ottenere una somma precisa a copertura di esigenze documentate e
quantificate secondo le concrete possibilità di entrambi i genitori (I CCA, sentenza
inc. 11.2013.87 dell'8 febbraio 2016, consid. 9b con riferimenti). Al
riguardo l'appello denota una totale
carenza di motivazione (nel senso dell'art. 311 cpv. 1 CPC) e vede la
sua sorte segnata.

 

                                15.   Le spese dell'attuale
decisione seguono la soccombenza del­l'ap­pellante (art. 106 cpv. 1 CPC). Non
si pone invece problema di ripetibili, l'appello non essendo stato notificato
per osservazioni alla controparte, cui non ha cagionato spese. Quanto alla
richiesta di gratuito patrocinio presentata dall'appellante, essa non può
trovare accoglimento. Seppure si tenesse conto delle spese di aiuto domestico (consid.
8f), l'istante fruirebbe ancora infatti di un margine disponibile di fr.
1760.– mensili (consid. 7 e consid. 8e a 8f). Dovendosi essa fare carico
di fr. 755.– mensili per il fabbisogno di S__________ (consid. 12f), le rimarrebbero
pur sempre fr. 1000.– mensili con i quali poter coprire
verosimilmente i costi del processo in appello
nel giro di un anno (DTF 135 I 224 consid. 5.1 in fine).

 

                                16.   Per quanto attiene ai
rimedi esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1
lett. d LTF), dandosi il caso spetterà all'appellante rendere verosimile
davanti al Tribunale federale che il valore litigioso raggiunge la soglia di
fr. 30 000.– nella prospettiva dell'art.
74 cpv. 1 lett. b LTF. 

 

Per questi motivi,

 

decide:                      I.   Nella
misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e la sentenza impugnata è
confermata.

 

                                   II.   Le spese
processuali di fr. 2000.– sono poste a carico dell'appellante.

 

                                  III.   La richiesta
di gratuito patrocinio è respinta.

 

                                 IV.   Notificazione:

	
   

  	
  –
  avv. dott.; 

  –
  avv. dott.. 

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          Il vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per 

i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).