# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fbe96dba-f892-589d-8f9b-06856c4c0cea
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-04-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.04.2022 42.2022.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2022-13_2022-04-11.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  42.2022.13

   

  cs/DC

  	
  Lugano

  11 aprile 2022            

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 febbraio 2022 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 24 gennaio 2022 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

   

   

  in materia di indennità perdita di guadagno (Corona)

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione del 12 novembre
2021, confermata dalla decisione su opposizione del 24 gennaio 2022, la Cassa CO
1 ha respinto la richiesta di indennità giornaliere a causa del coronavirus
inoltrata dalla RI 1 in favore del suo socio e gerente, __________, nato nel
1961, persona in posizione analoga a quella di un datore di lavoro, per il mese
di ottobre 2021. L’amministrazione nel respingere l’opposizione ha affermato:

 

" (…) Il 23
giugno 2021 il Consiglio federale ha modificato l’ordinanza COVID-19 situazione
particolare e revocato il divieto generale di svolgere manifestazioni a partire
dal 26 giugno 2021. Considerato che al momento di questo annuncio numerose
manifestazioni erano già state annullate, che l’organizzazione di tali eventi
richiede un certo periodo di preparazione e che nonostante tutto sono ancora in
vigore alcune restrizioni (p. es. certificato COVID, limitazione del numero di
persone), è stato deciso di non modificare subito la presente circolare.

Considerato l’andamento della ripresa delle attività in questo
settore, l’UFAS ha deciso che dal 1° settembre 2021 non sussiste più il diritto
all’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus derivante dal divieto
di svolgere manifestazioni, salvo in caso di grandi manifestazioni soggette
all’autorizzazione dell’autorità cantonale competente (art. 16 dell’ordinanza
COVID-19 situazione particolare). A partire dal 1° settembre 2021, le persone
del settore interessate che subiscono una perdita di guadagno in seguito alle
restrizioni ancora in vigore possono esercitare il diritto all’indennità in
virtù di una limitazione considerevole dell’attività lucrativa (Circolare
sull’indennità in caso di provvedimenti per combattere il coronavirus –
Indennità di perdita di guadagno per il coronavirus [CIC], Premessa alla
versione 18).

A partire dal 1° settembre 2021, tenendo conto della revoca del
divieto generale delle manifestazioni e in assenza dei giustificativi richiesti
nei numeri marginali 1037 segg., i lavoratori indipendenti e le persone in
posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro nonché i loro coniugi o
partner registrati che collaborano nell’azienda i quali subiscono una perdita
di guadagno in seguito ai provvedimenti per combattere il coronavirus possono
esercitare il diritto all’indennità in virtù di una limitazione considerevole
dell’attività lucrativa (v. CIC, cifra 1040.2).

(…).

Nel caso in questione sulla base delle dichiarazioni opposizione e
della corrispondenza e-mail del dicembre 2021, si stabilisce che la prova di un
grande evento non autorizzato non è stata fornita. Gli eventi o i
congressi non sono stati ufficialmente cancellati dalle autorità o non sono
stati formalmente non approvati. La ricorrente alla fine ha deciso di
non realizzare l’evento a causa dell’incertezza della pianificazione e degli
aspetti economici.

In questa situazione, la cancellazione volontaria o la rinuncia
volontaria di esecuzione, non c’è nessun diritto sotto il titolo di “divieto di
evento”. Questa posizione è confermata dall’Ufficio federale delle
assicurazioni sociali secondo l’estratto allegato “Domande e risposte” del 27
febbraio 2021.

Contrariamente all’opinione della ricorrente, questa disposizione
non si riferisce esclusivamente o principalmente ad alberghi o ristoranti.
Questa disposizione si riferisce principalmente a congressi, concerti e grandi
eventi come quelli organizzati dall’avversario.

Va inoltre sottolineato il fatto che l’ingresso in Svizzera è
stato possibile sulla base delle norme federali. È irrilevante se ci sono
restrizioni di uscita o di entrata nel paese di partenza (Canada, USA, ecc.).

Resta da esaminare se c’è un diritto sotto il titolo “restrizione
pertinente – perdita di fatturato”.

 

2.2.

Con un fatturato di CHF 0.00 per il mese di ottobre 2021, non si
può calcolare nessuna diminuzione del fatturato.” (doc. A)

 

                               1.2.   RI 1 è insorta al TCA contro
la predetta decisione su opposizione, chiedendo, oltre all’edizione della
documentazione dalla Cassa di compensazione, in via principale l’annullamento della
decisione su opposizione impugnata e la condanna dell’amministrazione al
pagamento delle indennità ed in via subordinata l’annullamento della decisione
su opposizione impugnata ed il rinvio degli atti alla Cassa per ulteriori
accertamenti (doc. I). 

                                         La ricorrente rammenta di
essere una società ticinese fondata nel 2000 e specializzata
nell’organizzazione di congressi/eventi in Svizzera e all’estero per clienti
d’oltremare. In sede di opposizione aveva rilevato di aver dovuto annullare
tutti gli eventi programmati dal mese di marzo 2020. Queste manifestazioni, di
principio, sono organizzate con 6 mesi di anticipo, con ingenti investimenti in
pubblicità, marketing e locazione di strutture ed il primo congresso internazionale
post Covid è fissato dal 14 al 24 aprile 2022. Non è possibile programmare un
congresso internazionale in “short notice” ed all’epoca le frontiere si
stavano aprendo solo per i passeggeri vaccinati. 

                                         Per la ricorrente sarebbe
ridicolo considerare l’inattività forzata quale chiusura volontaria o quale
rinuncia volontaria di esecuzione. 

                                         Prima della pandemia, la
società organizzava 2 grandi congressi annui che creavano una cifra d’affari di
circa 2 milioni di franchi ed assicuravano la liquidità tra un evento e l’altro.
Ora i costi fissi, che non hanno potuto essere abbattuti, hanno prosciugato
l’intera liquidità. Inoltre a fine novembre 2021 vigeva ancora una chiusura
delle frontiere per Israele, Paese da dove proviene buona parte dei clienti.

 

                               1.3.   Con risposta del 28 febbraio
2022, cui ha allegato l’intero incarto, la Cassa di compensazione ha proposto
la reiezione del ricorso, rilevando, che “le frontiere sono state riaperte
dal giugno 2020. Il fatto che il paese di partenza dei partecipanti al
congresso (Israele) avesse norme differenti di viaggio è irrilevante. Solo le
normative svizzere sono rilevanti. L’evento in questione non deve essere
trattato diversamente da tutti gli altri eventi (per esempio quelli sportivi e
musicali), che dal settembre 2021 possono anch’essi solo presentare una
richiesta sotto il titolo di riduzione della perdita di fatturato. (…) Va anche
notato che, a differenza della prima ondata, per le richieste a partire dal 17
settembre 2021 non è previsto alcun indennità per perdita di guadagno
Coronavirus per i casi di rigore, cioè per le imprese che sono state
indirettamente colpite dalle misure. Questa categoria di diritto era comunque
destinata solo ai lavoratori indipendenti.” (doc. III).

 

                               1.4.   Con scritto del 14 marzo
2022, pervenuto al TCA il 23 marzo 2022, la ricorrente ha affermato che “come
risulta dagli elenchi pubblicati dall’UFSP, la Svizzera ha limitato l’accesso
ad altri Paesi, incluso Israele per esempio, dal 26 novembre al 4 dicembre 2021”
e che “anche reddito zero corrisponde a una riduzione della perdita di
fatturato, ritenuto che eravamo aperti e abbiamo lavorato per programmi futuri”
(doc. V). Alla Cassa è stato assegnato un termine scadente il 30 marzo 2022 per
eventualmente esprimersi in merito (doc. VI).

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Ai sensi dell’art. 185 cpv. 3
della Costituzione federale (Cost.), il Consiglio federale può emanare
ordinanze e decisioni per far fronte a gravi turbamenti, esistenti o imminenti,
dell’ordine
pubblico o della sicurezza interna. La validità di tali ordinanze dev’essere
limitata nel tempo.

                                         Il Consiglio federale,
fondandosi sull’art. 185 cpv. 3 Cost., il 20 marzo 2020 ha, in particolare,
adottato, per frenare le conseguenze economiche connesse alla diffusione del
coronavirus, l’Ordinanza sui provvedimenti in caso di perdita di guadagno in
relazione con il coronavirus (COVID-19) (Ordinanza COVID-19 perdita di
guadagno; RS 830.31), entrata in vigore retroattivamente il 17 marzo 2020 con
validità di sei mesi (RU 2020 871).

 

                                         Dopo che il 25 settembre
2020 il Parlamento ha approvato la Legge federale sulle basi legali delle
ordinanze del Consiglio federale volte a far fronte all’epidemia di COVID-19 (Legge
COVID-19; cfr. RS 818.102), il 4 novembre 2020 il Consiglio federale,
fondandosi sull’art. 15 della Legge COVID-19, ha emanato le relative modifiche
dell’ordinanza in base alle quali hanno in particolare diritto all’indennità di
perdita di guadagno i lavoratori indipendenti e le persone in posizione
assimilabile a quella di un datore di lavoro se devono interrompere la loro
attività a causa di provvedimenti ordinati dalle autorità per combattere
l’epidemia di COVID-19 e subiscono una perdita di guadagno o salariale (art. 2
cpv. 3 Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno). 

                                         Hanno inoltre diritto alle
prestazioni i lavoratori indipendenti e le persone in posizione assimilabile ai
datori di lavoro che, in seguito a provvedimenti adottati per combattere il
coronavirus, devono interrompere la loro attività lucrativa, rispettivamente la
loro attività lucrativa è limitata in modo considerevole, subiscono una perdita
di guadagno o salariale e nel 2019 hanno conseguito con questa attività un
reddito soggetto all’AVS di almeno 10 000 franchi; questa condizione vale per
analogia anche se hanno avviato l’attività dopo il 2019; se l'attività non è
stata svolta per un anno intero, questa condizione va adempiuta in proporzione
alla durata dell'attività (cfr. art. 2 cpv. 3bis Ordinanza COVID-19
perdita di guadagno).

 

                                         Il 18 giugno 2021 il
Consiglio federale ha prorogato le basi giuridiche per il diritto all’indennità
di perdita di guadagno per il coronavirus fino al 31 dicembre 2021 (cfr. art.
11 cpv. 6), sulla base della proroga delle basi giuridiche della legge COVID-19
decisa dal Parlamento (cfr. anche comunicato stampa del Consiglio federale del
18 giugno 2021: “Coronavirus: prolungamento del diritto all’indennità di
perdita di guadagno”).

 

                                         Il 17 dicembre 2021 il Parlamento
ha deciso di prorogare la durata di validità dell’articolo 15 della legge
COVID-19 fino al 31 dicembre 2022. Lo stesso giorno il Consiglio federale ha
prorogato la durata di validità dell’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno.

 

                                                      L’attività
lucrativa è ritenuta limitata in modo considerevole se si è registrata una
diminuzione della cifra d’affari mensile pari almeno al 55 per cento rispetto
alla cifra d’affari mensile media degli anni 2015-2019. Se l’attività è stata
avviata dopo il 2015 e prima del 2020, è determinante la media del periodo di
attività effettivo. Le persone che hanno avviato la loro attività lucrativa
dopo il 2019 devono dimostrare di aver subito una diminuzione della cifra
d’affari mensile pari almeno al 55 per cento rispetto alla cifra d’affari
mensile media di almeno tre mesi; fa stato la media dei tre mesi con le cifre
d’affari più elevate (art. 2 cpv. 3, 3bis e 3ter
Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno; RU 2020 4571 segg.).

 

                                         Il cpv. 3ter,
primo periodo è poi stato modificato dal Consiglio federale il 18 dicembre 2020
con entrata in vigore il 19 dicembre 2020, nei seguenti termini:

 

" 3ter
L’attività lucrativa è ritenuta limitata in modo considerevole, se si è
registrata una diminuzione della cifra d’affari mensile pari almeno al 40 per
cento rispetto alla cifra d’affari mensile media degli anni 2015–2019. …” (cfr.
RU 2020 pag. 5829)

 

                                         Il 20 gennaio 2021 l’art.
2 cpv. 3ter primo e terzo periodo è stato così corretto (cfr. RU
2021 18):

 

 

" Art. 2
cpv. 3ter, primo e terzo periodo 

3ter L’attività lucrativa è
ritenuta limitata in modo considerevole, se si è registrata una diminuzione
della cifra d’affari mensile pari almeno al 40 per cento rispetto alla cifra
d’affari mensile media degli anni 2015–2019. ... Le persone che hanno avviato
la loro attività lucrativa dopo il 2019 devono dimostrare di aver subito una
diminuzione della cifra d’affari mensile pari almeno al 40 per cento rispetto
alla cifra d’affari mensile media di almeno tre mesi; fa stato la media dei tre
mesi con le cifre d’affari più elevate.”

 

                                         Nell’ambito della
revisione della legge COVID-19 del 19 marzo 2021 (RU 2021 153), in vigore dal
1° aprile 2021, tale limite è stato nuovamente modificato, nel senso che l’art.
15 cpv. 1 seconda frase (provvedimenti volti a indennizzare la perdita di
guadagno), prevede che sono ritenute aver subito una limitazione considerevole
dell’attività lucrativa soltanto le persone che hanno subito una perdita di
guadagno o salariale e la cui impresa ha registrato una diminuzione della cifra
d’affari del 30 per cento almeno rispetto alla cifra d’affari media degli anni
2015-2019.

 

                                         L’art. 2 dell’Ordinanza
COVID-19 perdita di guadagno ha subito un importante cambiamento con effetto
dal 17 febbraio 2022: sono stati abrogati i capoversi 1-3 e 6-8, mentre l’art.
3bis è stato modificato nel senso che hanno diritto alle prestazioni
i lavoratori indipendenti ai sensi dell’articolo 12 LPGA e le persone di cui
all’articolo 31 capoverso 3 lettere b e c della legge del 25 giugno 1982
sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI) attivi nel settore delle
manifestazioni se sono obbligatoriamente assicurati ai sensi della LAVS (lett.
a); se la loro attività lucrativa è limitata in modo considerevole a causa di
provvedimenti ordinati dalle autorità per combattere l’epidemia di COVID-19
(lett. abis); se subiscono una perdita di guadagno o salariale
(lett. b) e se nel 2019 hanno conseguito con questa attività un reddito
soggetto all’AVS di almeno 10 000 franchi; questa condizione vale per analogia
anche se hanno avviato l’attività dopo il 2019; se non è stata svolta per un
anno intero, questa condizione va adempiuta in proporzione alla durata
dell’attività (lett. c).

 

                                         L’art. 4 dell’Ordinanza
COVID-19 perdita di guadagno, relativo alla forma dell’indennità e al numero
delle indennità giornaliere, enuncia che l’indennità è versata sotto forma di
indennità giornaliera (cpv. 1) e che ogni cinque indennità giornaliere sono
versate due ulteriori indennità giornaliere (cpv. 2). 

 

                                         Ai sensi dell’art. 5
dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, riguardante l’importo e il calcolo
dell’indennità, l’indennità giornaliera ammonta all’80 per cento del reddito
medio dell’attività lucrativa conseguito prima dell’inizio del diritto
all’indennità (cpv. 1), all’accertamento del reddito è applicabile per analogia
l’articolo 11 capoverso 1 della legge del 25 settembre 1952 sulle indennità di
perdita di guadagno (cpv. 2), l’indennità ammonta al massimo a 196 franchi al
giorno (cpv. 3).

                                         Per l’art. 5 cpv. 2ter
nel tenore in vigore dal 17 settembre 2020 (RU 2020 4571) al 17 gennaio 2021
(RU 2021 5):

 

" Per il
calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti aventi diritto di cui
all’articolo 2 capoverso 1bis lettera b numero 2, capoverso 3 o 3bis è
determinante il reddito soggetto all’AVS conseguito nel 2019. Dopo la
fissazione dell’indennità non si può procedere a un nuovo calcolo della stessa
fondandosi su una base di calcolo più recente.”

 

                                         Ai sensi dell’art. 5 cpv.
2ter nel tenore in vigore dal 18 gennaio 2021 al 30 giugno 2021 (RU
2021 5, 109, 167, 218, 296), per il calcolo dell’indennità dei lavoratori
indipendenti aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 1bis
lettera b numero 2, capoversi 3, 3bis o 3quinquies è determinante
il reddito soggetto all’AVS conseguito nel 2019. Dopo la fissazione
dell’indennità non si può procedere a un nuovo calcolo della stessa fondandosi
su una base di calcolo più recente. 

                                         Dal 1° luglio 2021 la
norma prevede che per il calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti
aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 1bis lettera b numero
2, capoverso 3, 3bis o 3quinquies che non rientrano nel
campo d’applicazione del capoverso 2bis è determinante il reddito
soggetto all’AVS conseguito nel 2019.

 

                                         Dal 1° luglio 2021 è
inoltre in vigore l’art. 5 cpv. 2ter0 per il quale se nel caso dei
lavoratori indipendenti aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 1bis
lettera b numero 2, capoverso 3, 3bis o 3quinquies la
decisione di tassazione fiscale per il 2019 indica un reddito dell’attività
lucrativa più elevato rispetto alla base di calcolo secondo il capoverso 2bis
o 2ter, dal 1° luglio 2021 le indennità future sono calcolate sulla
base della decisione di tassazione fiscale per il 2019. 

 

                                         Dal 17 febbraio 2022
l’art. 5 cpv. 2bis dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno
prevede che ai lavoratori indipendenti aventi diritto di cui all’articolo 2
capoverso 3bis che hanno già percepito un’indennità in virtù della
presente ordinanza nella versione in vigore fino al 16 settembre 2020 si
applica la medesima base di calcolo. 

                                         Per l’art. 5 cpv. 2ter
dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, in vigore dal 17 febbraio 2022,
per il calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti aventi diritto di cui
all’articolo 2 capoverso 3bis o 3quinquies che non
rientrano nel campo d’applicazione del capoverso 2bis è determinante
il reddito soggetto all’AVS conseguito nel 2019. 

 

                                         L’art. 5 cpv. 2ter0
dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, nel tenore in vigore dal 17
febbraio 2022, prevede che se nel caso dei lavoratori indipendenti aventi
diritto di cui all’articolo 2 capoverso 3bis o 3quinquies
la decisione di tassazione fiscale per il 2019 indica un reddito dell’attività
lucrativa più elevato rispetto alla base di calcolo secondo il capoverso 2bis
o 2ter, dal 1° luglio 2021 le indennità future sono calcolate sulla
base della decisione di tassazione fiscale per il 2019.

 

                                         L’art. 11 cpv. 1 della
legge federale del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno
(LIPG), a cui rinvia l’art. 5 cpv. 2 Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno,
prevede che per l’accertamento del reddito medio conseguito prima del servizio
è determinante il reddito da cui sono prelevati i contributi secondo la LAVS.
Il Consiglio federale emana prescrizioni sul calcolo dell’in­dennità e incarica
l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali di allestire tabelle vincolanti
con importi arrotondati.

                                         Il diritto all’indennità
deve essere esercitato dall’avente diritto (art. 7 cpv. 1 Ordinanza COVID-19
perdita di guadagno).

 

                                         Secondo l’art. 8
dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, l’indennità è versata all’avente
diritto (cpv. 1), è versata mensilmente e posticipatamente (cpv. 2) ed è
fissata e pagata dalla cassa di compensazione AVS che era competente per la
riscossione dei contributi AVS prima della nascita del diritto all’indennità
(cpv. 3).

 

                                         Infine, l’art. 6
dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, nel tenore in vigore dal 17
febbraio 2022, prevede che, in deroga all’articolo 24 capoverso 1 LPGA, il
diritto a prestazioni arretrate si estingue alla fine del terzo mese dopo
l’abrogazione delle disposizioni su cui si fonda.

 

                               2.2.   Nella Circolare sull’indennità
in caso di provvedimenti per combattere il coronavirus – Indennità di perdita
di guadagno per il coronavirus (CIC) – valida dal 17 settembre 2020 (stato: 17
febbraio 2022), l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), ricorda
innanzitutto che questa direttiva amministrativa è costantemente aggiornata dal
17 marzo 2020 (ne esistono 25 versioni, cfr. CIC versione 25, del 17 febbraio
2022; https://sozialversicherungen.admin.ch/it/d/12721).

 

                                         Nella
premessa alla versione 18, stato: 1° settembre 2021, figura:

 

" Il 23
giugno 2021 il Consiglio federale ha modificato l’ordinanza COVID-19 situazione
particolare e revocato il divieto generale di svolgere manifestazioni a partire
dal 26 giugno 2021. Considerato che al momento di questo annuncio numerose manifestazioni
erano già state annullate, che l’organizzazione di tali eventi richiede un
certo periodo di preparazione e che nonostante tutto sono ancora in vigore
alcune restrizioni (p. es. certificato COVID, limitazione del numero di
persone), è stato deciso di non modificare subito la presente circolare.
Considerato l’andamento della ripresa delle attività in questo settore, l’UFAS
ha deciso che dal 1° settembre 2021 non sussiste più il diritto all’indennità
di perdita di guadagno per il coronavirus derivante dal divieto di svolgere manifestazioni,
salvo in caso di grandi manifestazioni soggette all’autorizzazione
dell’autorità cantonale competente (art. 16 dell’ordinanza COVID-19 situazione
particolare). A partire dal 1° settembre 2021, le persone del settore
interessate che subiscono una perdita di guadagno in seguito alle restrizioni
ancora in vigore possono esercitare il diritto all’indennità in virtù di una
limitazione considerevole dell’attività lucrativa.”

 

                                         Il
punto 3.2.3 diritto derivante da un divieto vigente di svolgere manifestazioni
o dalla mancata autorizzazione a svolgere la manifestazione a causa di
provvedimenti per combattere il coronavirus, al marginale 1040.2, nella
versione in vigore dal 1° settembre 2021, prevede:

 

" 1037     Hanno
diritto all’indennità i lavoratori indipendenti e le 

11/20    persone in posizione
assimilabile a quella di un datore di lavoro nonché i loro coniugi o partner
registrati che lavorano nell’azienda che sono colpiti da un divieto di svolgere
manifestazioni secondo gli articoli 6 capoverso 2 lettera a o b e 40 LEp o non
hanno ottenuto l’autorizzazione cantonale o federale per svolgerla e hanno
quindi subìto una perdita di guadagno.

             (…).

 

1040.2  A partire dal 1° settembre 2021, i
lavoratori indipendenti e le

09/21    persone in posizione
assimilabile a quella di un datore di lavoro nonché i loro coniugi o partner
registrati che collaborano nell’azienda i quali subiscono una perdita di
guadagno in seguito ai provvedimenti decisi per combattere il coronavirus
possono esercitare il diritto all’indennità in virtù di una limitazione
considerevole dell’attività lucrativa (v. cap. 3.2.5).”

 

                                         Il
p.to 3.2.5, diritto derivante da una limitazione considerevole dell’attività
lucrativa prevede:

 

 

" 1041     Hanno
diritto all’indennità i lavoratori indipendenti e le 

11/20    persone in posizione
assimilabile a quella di un datore di lavoro nonché i loro coniugi o partner
registrati che lavorano nell’azienda che, in seguito a provvedimenti decisi a
livello cantonale o federale per combattere il coronavirus, devono limitare
considerevolmente la propria attività lucrativa e che nel 2019 hanno conseguito
un reddito dell’attività lucrativa soggetto all’AVS di almeno 10 000 franchi.
Se l’attività è stata avviata dopo il 2019, ci si basa sul reddito indicato
nell’anno in questione. Per la determinazione del rispetto del limite di
reddito si applica per analogia il N. 1067.

 

1041.3  L’attività
lucrativa è considerata aver subìto una limitazione 

3/21      considerevole, se si è registrata una diminuzione della cifra d’affari
pari almeno al 30 per cento rispetto alla cifra d’affari media degli anni
2015–2019. Ai fini del confronto, la cifra d’affari media realizzata nel
periodo di attività effettivo va calcolata su base mensile. Se l’attività è
stata avviata prima del gennaio del 2015, la cifra d’affari complessiva va
divisa per 60, per determinare il valore mensile. L’avente diritto deve
indicare la diminuzione della cifra d’affari e spiegare a quale provvedimento è
dovuta. Per i diritti nati fino al 18 dicembre 2020 è decisiva una diminuzione
della cifra d’affari pari almeno al 55 per cento mentre per quelli nati dal 19
dicembre 2020 al 31 marzo 2021 la diminuzione deve essere pari almeno al 40 per
cento.”

 

                               2.3.   Le
direttive amministrative non costituiscono norme giuridiche e non
sono vincolanti per il giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STF
8C_503/2021 del 18 novembre 2021 consid. 4.2.; STF 8C_463/2021 del 9 novembre
2021 consid. 4.2.; STF 9C_458/2020 del 27 settembre 2021 consid. 4.1.; DTF 147
V 79 consid. 7.3.2.; STF 8C_721/2020 del 15 giugno 2021 consid. 5.5.2.2.; STF 9C_631/2019
del 19 giugno 2020 consid. 2.3.; DTF 144 V 195; DTF 138 V 50 consid. 4.1 pag. 54; DTF 137 V 434 consid. 4.2 pag.
438; DTF 133 V 169 consid. 10.1 pag. 181).

 

                                         Quest’ultimo
deve tenerne conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste
ultime permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili
giustificata nel caso di specie (cfr. STF 8C_272/2021 del 17 novembre 2021
consid. 3.1.3.; STF 8C_721/2020 del 15 giugno 2021 consid. 5.5.2.2.; STF
8C_214/2020 del 18 febbraio 2021 consid. 3.2; DTF 146 V 224; DTF 146 V 104; STF
8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1; DTF 142 V 442 consid. 5.2
pag. 445 seg.; DTF 140 V 314 consid. 3.3 pag. 317; DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 133 V 587 consid. 6.1 pag. 591; DTF 133 V 257
consid. 3.2 pag. 258 seg.; DTF 132 V 125 consid. 4.4; DTF 132
V 203 consid. 5.1.2; DTF 131 V 286 consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; DTF 125 V
377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag.
252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA
1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

                                         Il giudice deve, invece,
scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr.
STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1.; DTF 130 V 229 consid. 2.1.;
STFA H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379
consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262,
SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c,
pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b,
DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992
pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b, pag. 91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233
consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4
consid. 3a; vedi inoltre Bois,
"Procédures applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag.
77ss; Duc-Greber: "La portée
de l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale"
in RDS 1992 II pag. 527; Cattaneo,
"Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage",
Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul
Meno 1992, pag. 296-297).

                                         Secondo la giurisprudenza,
infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una
pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze
(DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b). 

 

                               2.4.   In concreto, la società
ricorrente chiede che venga riconosciuto il diritto alle indennità giornaliere
per il mese di ottobre 2021 in favore di __________, socio e gerente, in
considerazione delle limitazioni cui è stata sottoposta e dell’impossibilità ad
organizzare i due eventi annui, in primavera ed in estate, che le permettevano
di incassare la liquidità necessaria per poter versare i salari nel corso
dell’intero anno.

 

                                         A questo proposito, dalle
tavole processuali emerge che per il mese di ottobre 2021 a fronte di uno
stipendio lordo di fr. 7'156.15 (netto di fr. 6'179), è stato versato un
importo di fr. 5'850, mentre fr. 329 sono “in sospeso” (cfr. allegato
doc. 1).

 

                                         Scopo della società, iscritta
a registro di commercio il __________ 2000, è il seguente:

 

" __________.”

 

                                         Nel caso di specie
l’insorgente non contesta che il 23 giugno 2021 il Consiglio federale ha
modificato l’ordinanza COVID-19 situazione particolare e revocato il divieto
generale di svolgere manifestazioni a partire dal 26 giugno 2021 e che, dopo un
periodo transitorio, l’UFAS ha deciso che dal 1° settembre 2021 non sussiste più
il diritto all’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus derivante dal
divieto di svolgere manifestazioni, salvo in caso di grandi manifestazioni
soggette all’autorizzazione dell’autorità cantonale competente (art. 16
dell’ordinanza COVID-19 situazione particolare). 

                                         

                                         La
ricorrente chiede che le indennità le vengano riconosciute in virtù della
limitazione considerevole dell’attività lucrativa (cfr. marginale 1041 e 1041.3
CIC). 

 

                                         A questo proposito nelle
more amministrative l’insorgente ha così descritto la sua situazione:

 

" Il nostro
programma ormai da 10 anni consiste in due convegni internazionali fissi ogni
anno, uno nel mese di Aprile e uno nei mesi estivi.

Questi 2 eventi, ci davano la continuità di lavoro e liquidità
(ca. 2 milioni di franchi) per tutto l’anno, siccome ognuno di questi eventi va
programmato organizzato venduto con almeno 10 mesi di anticipo.

L’ultimo congresso organizzato e venduto era quello di Aprile 2020
che fu annullato per forza poche settimane prima dell’evento causa le
restrizioni di covid19.

Tengo a precisare, i partecipanti di questi eventi sono in stra
maggioranza (oltre il 75%) provenienti da oltremare, USA, Canada; UK, Israele,
il resto proviene dall’Europa, clienti svizzeri sono pochi, meno del 10%.

L’evento di aprile 2021 (ultimo venduto) era stato completamente
venduto e i partecipanti hanno pagato la caparra, ovviamente siamo stati
forzati sia noi che i partecipanti ad annullare, anche per le restrizione
d’entrata che sono tuttora in vigore (fino a poche settimane fa c’era ancora il
divieto d’entrata per passeggeri dal Israele per esempio).

Organizzare un tale evento comporta mesi di lavoro ed ingenti
investimenti in marketing e pubblicità, che non ce lo possiamo permettere se
non ce la ragionevole probabilità di poter veramente farlo.

(come richiesto possiamo fornire le prove delle prenotazioni già
pagate che purtroppo abbiamo dovuto annullare)

Ora abbiamo iniziato a vendere il congresso previsto per il 14
Aprile 2022 con la speranza che fino a questa data il mondo torni alla
normalità.

(…).

Questa attività è la nostra principale, che copre il 96% della
nostra cifra d’affari.

Chiedo quindi di voler riconfermare il mio IPG (che è veramente
una cifra minima). (…)” (allegato doc. 10)

 

                                         Con la decisione su
opposizione la Cassa ha affermato che “con un fatturato di CHF 0.00 per il
mese di ottobre 2021, non si può calcolare nessuna diminuzione del fatturato”
(doc. A). 

 

                               2.5.   Questo Tribunale, per i
motivi che seguono, non può confermare la decisione su opposizione della Cassa.

 

                                         La società insorgente è
solita organizzare due eventi all’anno che in pratica costituivano, fino a
prima della pandemia di coronavirus, il 96% della sua cifra d’affari (doc. I).
Questi eventi erano di regola programmati in aprile ed in estate (doc. I).

                                         È palese che la fine del
divieto di manifestazioni decretato dal Consiglio federale il 23 giugno 2021
non ha permesso alla società ricorrente, che necessita di principio di circa
almeno 6/9 mesi per la programmazione (pubblicità, marketing e locazione di
strutture), di organizzare la manifestazione ancora nei mesi estivi, non
potendo prevedere né l’andamento della pandemia né le scelte dell’Esecutivo
federale.

 

                                         L’insorgente, anche se il
divieto delle manifestazioni è stato abrogato il 23 giugno 2021 (con entrata in
vigore dal 26 giugno 2021), non ha avuto il tempo materiale per organizzare
l’evento estivo, che gli permetteva, unitamente alla manifestazione del mese di
aprile, di conseguire il reddito grazie al quale, per il resto dell’anno, aveva
la necessaria liquidità per poter versare il salario al proprio dipendente. 

                                         L’insorgente non svolge
infatti un lavoro che gli permette di conseguire una cifra d’affari regolare
nel corso dell’anno, ma esercita un’attività tramite la quale, con
l’organizzazione di due importanti manifestazioni annue, percepisce un importo
che gli permette di far fronte a tutti gli obblighi per il resto dell’anno. 

 

                                         A questo proposito va
evidenziato che nel 2019, anno precedente la pandemia, la società ha conseguito
le cifre d’affari maggiori in aprile (fr. 494'389.58) ed agosto (fr. 547’938.66)
mentre da ottobre a dicembre ha subito una netta diminuzione (fr. 0; fr.
16'129.56 e fr. 68'378.85; doc. E).

 

                                         Non va del resto
dimenticato che il Consiglio federale, nella sua seduta del 16 febbraio 2022, ha
in sostanza abolito il diritto alle indennità giornaliere per coronavirus,
tranne per gli assicurati attivi nelle manifestazioni, come la ricorrente, per
i quali le indennità, se dati i presupposti, possono essere riconosciute fino
al 30 giugno 2022 (cfr. art. 2 cpv. 3bis dell’Ordinanza COVID-19
perdita di guadagno; cfr. anche comunicato stampa del 16 febbraio 2022 del
Consiglio federale: Coronavirus: “il Consiglio federale revoca i
provvedimenti - ancora in vigore fino a fine marzo soltanto l’obbligo della
mascherina sui trasporti pubblici e nelle strutture sanitarie e l’isolamento”).

                                         Nel “commento alle
singole disposizioni” dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno (visibile
in: https://www.bsv.admin.ch/bsv/it/home/assicurazioni-sociali/eo-msv/grundlagen-und-gesetze/eo-corona.html),
relativo alla modifica in vigore dal 17 febbraio 2022 dell’art. 2 cpv. 3bis,
pur non applicabile al caso di specie, figura che:

 

" (…) La
condizione di diritto finora vigente della limitazione considerevole
dell’attività lucrativa è abrogata al 17 febbraio 2022. A partire da questa
data vi hanno diritto unicamente i lavoratori indipendenti e le persone in
posizione analoga a quella di un datore di lavoro attive nel settore delle
manifestazioni. Di principio valgono le precedenti condizioni di diritto della
limitazione considerevole dell’attività lucrativa, con l’aggiunta che
l’attività lucrativa soggetta a limitazioni considerevoli deve essere
un’attività nel settore delle manifestazioni. Non è tuttavia necessario che
il provvedimento che giustifica il diritto sia in vigore durante il periodo di
fruizione del diritto: provvedimenti come i divieti delle manifestazioni
possono infatti causare perdite di guadagno anche dopo la loro revoca.
Oltre alle persone che svolgono manifestazioni, vi rientrano anche quelle che
svolgono un’attività lucrativa nell’ambito di manifestazioni (p. es. tecnici
del suono e delle luci) o che si esibiscono alle manifestazioni (p. es.
operatori culturali). Si intende così creare una fase transitoria per i
lavoratori nel settore delle manifestazioni per tenere conto del fatto che, per
questi lavoratori, i provvedimenti per lottare contro la pandemia in vigore
fino al 16 febbraio 2022 hanno ripercussioni a più lungo termine rispetto ad
altri settori e di conseguenza anche nei mesi successivi all’abrogazione dei
provvedimenti possono insorgere perdite di guadagno. La durata di validità di
questa disposizione è limitata al 30 giugno 2022 (cfr. art. 11 cpv. 9).”
(sottolineature del redattore)

 

                                         Ciò proprio in
considerazione delle difficoltà delle persone attive in questo ambito nel poter
riprendere a pieno ritmo la medesima attività precedentemente esercitata a
causa della necessità di dover programmare con un certo anticipo gli eventi.

 

                                         Ne segue che la ricorrente
ha diritto, per il proprio socio e gerente, alle indennità giornaliere per il
coronavirus per il mese di ottobre 2021 per la circostanza che l’abrogazione
del divieto di manifestazioni del giugno 2021 non ha permesso alla società di
programmare ed organizzare per tempo l’evento che di principio, prima della
pandemia, si svolgeva in estate e le permetteva, insieme all’evento di aprile, di
guadagnare la liquidità necessaria per il resto dell’anno.

 

                                         Del resto, essa, visto il
poco tempo a disposizione, non sarebbe neppure riuscita a programmare un evento
nei mesi autunnali del 2021.

                                         Anche perché il 17
settembre 2021 il Consiglio federale ha deciso che, dal 20 settembre 2021, le
persone non vaccinate o non guarite dovevano presentare un test negativo
all’entrata in Svizzera. Tra il quarto e il settimo giorno dopo l’arrivo
dovevano inoltre sottoporsi a un secondo test (cfr. comunicato stampa del 17
settembre 2021 del Consiglio federale: “Coronavirus: nuove regole per
l’entrata in Svizzera e per il rilascio del certificato COVID alle persone
vaccinate all’estero”; cfr. anche “Modifiche dei provvedimenti nazionali
di contenimento del coronavirus in Svizzera da dicembre 2020”, pubblicato
dall’UFAS; modifiche degli art. 1, 2 cpv. 4, 3 cpv. 1 e cpv. 2 lett. c e d,
art. 7 cpv. 4 lett. c e c/bis, art. 4 cpv. 2, art. 7-10 dell’Ordinanza COVID-19
provvedimenti nel settore del traffico internazionale viaggiatori). Inoltre
tutte le persone che entravano in Svizzera, tranne eccezioni (ad esempio i
frontalieri), dovevano registrare, all’entrata, i loro dati di contatto nel “Passenger
Locator Form” (cfr. art. 3 cpv. 1 e 4 dell’Ordinanza COVID-19 provvedimenti
nel settore del traffico internazionale viaggiatori) e per i viaggiatori
provenienti da Paesi figuranti nell’allegato 1, vigevano regole ancora più
restrittive, come l’obbligo di quarantena (cfr. art. 9 dell’Ordinanza COVID-19
provvedimenti nel settore del traffico internazionale viaggiatori).

 

                                         Si tratta di misure
adottate dalla Confederazione che avrebbero (avuto) un impatto importante sulla
programmazione di un eventuale evento nei mesi autunnali, poiché le
manifestazioni sono rivolte principalmente a persone residenti all’estero (doc.
I) ed il loro successo dipende dalla possibilità per le persone provenienti da
oltremare di entrare liberamente nel nostro Paese. 

 

                                         La società ricorrente ha del
resto indicato di aver già programmato il prossimo evento per il mese di aprile
2022, quando spera di non dover far fronte ad ulteriori restrizioni,
dimostrando di essere intenzionata a riprendere immediatamente l’organizzazione
degli eventi appena gliene sia data la possibilità.

 

                                         Alla luce di quanto sopra
esposto, occorre pertanto concludere che in seguito ai provvedimenti adottati
dalla Confederazione per combattere il coronavirus, l’attività lucrativa
dell’insorgente è stata limitata in modo considerevole, poiché nel mese di
ottobre 2021 la diminuzione della cifra d’affari rispetto al periodo 2015-2019
(2015: fr. 1'221’301.71; 2016: 1'152'495.27; 2017: 2'024'390.05; 2018:
1'750’679.60; 2019: 1'722'231.24) è stata superiore al 30% (cfr. art. 2 cpv.
3bis Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno), ritenuto che l’importo figurante
nel modulo di richiesta delle prestazioni è pari a fr. 0 (doc. 1). Come rileva
correttamente l’assicurata, un reddito pari a fr. 0 corrisponde ad una perdita
di fatturato ritenuto che la società continuava ad essere aperta e stava
preparando gli eventi futuri, segnatamente quello del mese di aprile 2022.

 

                                         In queste condizioni, per
il mese di ottobre 2021, le condizioni di cui all’art. 2 cpv. 3bis
lett. a (l’attività lucrativa è limitata in modo considerevole a causa di
provvedimenti ordinati dalle autorità per combattere l’epidemia di COVID-19) e
c (nel 2019 il socio e gerente della società ha conseguito un reddito soggetto
all’AVS di almeno 10000 franchi) dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno in
vigore nel mese di ottobre 2021 sono adempiute.

 

                                         La decisione su opposizione
impugnata va di conseguenza annullata e l’incarto rinviato all’amministrazione
affinché esamini se anche la condizione dell’art. 2 cpv. 3bis lett.
b (il socio e gerente subisce una perdita salariale) dell’Ordinanza COVID-19
perdita di guadagno in vigore nel mese di ottobre 2021 è realizzata e in caso
di risposta positiva calcoli l’ammontare dell’indennità giornaliera dovuta.

 

                               2.6.   L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020,
prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita
per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia
essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

                                         In data 1° gennaio 2021 è
entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA prevede ora
unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.

                                         Dalla medesima data è
entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in caso di
controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la
singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il
tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario
o sconsiderato. 

 

                                         Secondo l’art. 82a LPGA (Disposizione
transitoria, cfr. RU 2021 358) ai ricorsi pendenti dinanzi al tribunale di
primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del 21 giugno 2019
si applica il diritto anteriore.

 

                                         In concreto, il ricorso è
del 21 febbraio 2022, per cui si applica la nuova disposizione legale. 

 

                                         Trattandosi di prestazioni
IPG Corona non è stato previsto di prelevare le spese (cfr. art. 1 Ordinanza
COVID-19 perdita di guadagno del 17 marzo 2020 [RU 2020 871; RS 830.31]; Kieser, Covid-19 – Erlasse und
Sozialversicherungsrecht in COVID-19. Ein Panorama der
Rechtsfragen zur Corona-Krise, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2020 pag.
741 n. 30). 

                                         

                                         Sul tema cfr. anche STF
8C_265/2021 del 21 luglio 2021 e STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022, consid. 5.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

1.    Il ricorso è accolto
ai sensi dei considerandi.

§ La
decisione su opposizione è annullata e l’incarto rinviato alla Cassa CO 1 per i
suoi incombenti.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione
è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare
la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti