# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f153dd5a-e4ac-505c-8069-f262973e5d96
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-07-10
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 10.07.2020 16.2020.32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2020-32_2020-07-10.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2020.32

  	
  Lugano

  10 luglio 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Giani,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Jurissevich

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo del 18 giugno 2020 presentato da

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
  contro
  la decisione emessa il 4 giugno 2020 dal
  Pretore aggiunto della giurisdizione di Mendrisio Nord nella causa SO.2020.172 (tutela giurisdizionale nei
  casi manifesti: espulsione del conduttore) promossa nei suoi confronti con
  istanza del 3 marzo 2020 dalla

  	 

 

	
   

  	
  CO 1  

  (rappresentata
  dalla RA 1 ), 

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                   A.   Il
24 novembre 2015 la CO 1 ha locato alla RE 1 uno spazio adibito a esercizio
pubblico (“__________”) al pianterreno di uno stabile commerciale (“__________”)
a Mendrisio per una pigione di fr. 1200.– men­sili più fr. 200.– mensili quale
acconto sulle spese accessorie e fr. 120.– per un posteggio. Il 6 dicembre 2019
la locatrice ha inviato alla conduttrice una diffida di pagamento con
comminatoria di disdetta, invitandola a pagare, entro 30 giorni, fr. 1520.–.
Non avendo ricevuto alcun versamen­to, il 16 gennaio 2020 essa ha notificato,
con l'apposito formu­lario ufficiale, la disdetta del contratto per il 29
febbraio 2020. La RE 1 ha contestato, il 20 gennaio 2020, la disdetta davanti all'Ufficio
di conciliazione in materia di locazione di Mendrisio, il quale
constatata l'impossibilità di una conciliazione, ha rilasciato all'istante, il
17 febbraio 2020, l'autorizzazione ad agire. 

 

                                  B.   Con istanza del 3 marzo 2020 la CO 1 si è rivolta
al Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord per ottenere l'espulsione della
RE 1 dall'ente locato. All'udienza del 4 giugno 2020, indetta per la
discussione, l'istante, unica comparente, ha confermato la sua domanda.
Statuendo con decisione del gior­no stesso il Pretore aggiunto ha accolto
l'istanza ordinando alla convenuta – sotto comminatoria dell'art. 292 CP – di
liberare immediatamente l'ente locato, con avvertimento dell'esecuzione
effettiva per mezzo delle forze dell'ordine in caso di inosservan­za. La
convenuta è stata avvertita inoltre che, qualora non aves­se ritirato mobili e
oggetti di sua pertinenza, la forza pubblica avrebbe fatto depositare tali beni
in un luogo indicato dall'istante a spese anticipate da essa medesima ma poste
a suo carico. Le spese processuali di fr. 250.– sono state addebitate alla
convenuta, tenuta a rifonde­re all'istante un'indennità di fr. 400.–.

 

                                  C.   Contro
la decisione appena citata la RE 1 è insorta alla Camera di esecuzione e
fallimenti di questo Tribunale con un reclamo datato 15 giugno 2020, ma
impostato il 18 giugno successivo, in cui chiede sostanzialmente, di respingere
l'istanza. Gli atti sono stati trasmessi a questa Camera per competenza. Il
reclamo non è stato oggetto di notificazione.

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Le decisioni in materia di tutela giurisdizionale nei casi
manifesti (art. 257 CPC), trattandosi di procedura sommaria, sono impugnabili,
entro il termine di 10 giorni dalla notificazione, mediante reclamo se il
valore litigioso è inferiore a fr. 10 000.– (art. 319 lett. a CPC e art. 321
cpv. 2 CPC). In concreto, il Pretore aggiunto ha stabilito il valore
litigioso in fr. 8400.– donde la competenza di questa Camera (art. 48 lett. d
n. 1 LOG). Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, la decisione
impugnata è pervenuta alla convenuta il 9 giugno 2020 (cfr. traccia dell'invio
n. 98.41.902926.00563563 agli atti). Introdotto il 18 giugno successivo, il
reclamo in esame è pertanto ricevibile. 

 

                                   2.   Secondo
l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del
diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).
L'autorità di reclamo esamina con pieno potere di cognizione le
censure concernenti l'errata applicazione del diritto – federale, cantonale o estero – da parte del giudice di prime cure. Per quanto
concerne invece i fatti, l'autorità di reclamo ha un potere di cognizione
limitato, potendo rivedere i fatti soltanto se essi sono stati accertati in
modo manifestamente errato (cfr. DTF 144 III 146 consid. 2 con rinvii). 

 

                                   3.   Il Pretore aggiunto, accertata la validità della disdetta straordinaria
per mora, ha ammesso i presupposti per accordare l'espulsione dall'ente locato
nella procedura a tutela giurisdizionale nei casi manifesti in procedura
sommaria. La reclamante lamenta innanzitutto il fatto di avere preso atto della
citazione all'udienza di discussione solo la sera del 4 giugno 2020 donde
l'impossibilità di presentarsi davanti al Pretore aggiunto. Essa fa inoltre
valere che la decisione unilaterale della proprietaria di ridurre i posti a
sedere esterni, ha comportato il crollo dei suoi introiti, ciò che ha reso
impossibile il pagamento della pigione e di conseguenza la continuazione
dell'attività commerciale. 

 

                                         a)   Se non
che, così argomentando, la reclamante non formula alcu­na critica al giudizio
impugnato, non pretendendo segnatamente che il primo giudice avrebbe accertato
in modo manifestamente errato i fatti o avrebbe applicato in modo errato il
diritto. È possibile che la proprietaria dello stabile abbia ostacolato
l'attività commerciale della conduttrice riducendo arbitrariamente i tavolini
esterni. Tuttavia, eventuali modifiche unilaterali del contratto, così come inadempienze
contrattuali da parte del locatore, non legittimano il mancato pagamento della
pigione, il locatario potendo contestare tale agire davanti all'Ufficio di
conciliazione. Si aggiunga inoltre che la contestazione della disdetta non
impedisce al giudice di accordare l'espulsione del conduttore con la tutela
giurisdizionale dei casi manifesti nella procedura sommaria, in tale procedura
la questione della validità della disdetta essendo esaminata in via
pregiudiziale (DTF 144 III 466 consid. 3.3.1 con rinvii). 

 

                                         b)   Quanto
alla pretesa impossibilità di presenziare all'udienza di discussione, dagli
atti trasmessi dal Pretore aggiunto risulta che il plico raccomandato del 6
maggio 2020 contenente la citazione all'udienza del 4 giugno 2020 è stato
ritirato alla Posta di Castel San Pietro il venerdì 8 maggio successivo da R__________
B__________ (cfr. firma sull'attestazione di ricevuta relativa alla traccia
dell'invio n. 98__________ agli atti). Per il resto, la notificazione di
citazioni, ordinanze e decisioni è fatta mediante invio postale raccomandato o
in altro modo contro ricevuta (art. 138 cpv. 1 CPC). Essa si considera avvenuta
quando l'invio è preso in consegna dal destinatario (art. 138 cpv. 2 CPC)
oppure, in caso di invio postale raccomandato non ritirato, il settimo giorno
dal tentativo di consegna infruttuoso, a condizione che il destinatario dovesse
aspettarsi una notificazione (art. 138 cpv. 3 lett. a CPC). Ciò vale anche
qualora il destinatario chieda all'ufficio postale di trattenere gli invii a un
indirizzo di fermo posta, il principio della buona fede processuale imponendo
alle parti di adoperarsi affinché possano essere loro notificati gli atti
giudiziari (DTF 141 II 431 consid. 3.1; 139 IV 230 consid. 1.1; 138 III 227
consid. 3.1 con riferimenti). Ne segue che per la mancata partecipazione
all'udienza di discussione, la convenuta va rimessa alla sua responsabilità. 

 

                                         c)   Ne
segue che le argomentazioni del reclamante non ostano
quindi al legittimo diritto conferito al locatore di disdire il contratto
di locazione in caso di mora nel pagamento della pigione e di
chiederne la successiva espulsione ove
l'inquilino non abbandoni i locali. In definitiva il reclamo vede la sua
sorte segnata e può essere deciso da questa Camera in composizione monocratica (art. 48b
cpv. 1 lett. a n.  2 LOG). 

 

                                   4.   Le
spese processuali seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma le
circostanze del caso specifico inducono a ri­nunciare – eccezionalmente – a
ogni prelievo, il rappresentante della reclamante es­sendo sprovvisto di
cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore (art.
107 cpv. 1 lett. f CPC). Non si pone problema di
ripetibili, il reclamo non essendo stato comunicato alla controparte. 

 

                                      

Per questi motivi, 

 

 

decide:                     1.   Il reclamo è irricevibile.

 

                                   2.   Non si prelevano spese
processuali.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –
   ; 

  –
   . 

   

  

                                         

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Mendrisio Nord.

 

 

Per
la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore
litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie
in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta
giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti
dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.