# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d9a3705d-9a19-5802-9954-f15e6545e511
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-02-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.02.2024 D-2653/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2653-2021_2024-02-20.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2653/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 0  f e b b r a i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Emilia Antonioni Luftensteiner (presidente del 

collegio),  

Grégory Sauder, Walter Lang,  

cancelliere Luca Rossi. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Iran,   

patrocinato dall'avv. Immacolata Iglio Rezzonico, avvocato, 

Studio Legale Iglio Rezzonico, Via Dufour 1, casella postale 

1830, 6901 Lugano,  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 30 aprile 2021. 

 

 

 

D-2653/2021 

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Fatti: 

A.  

A.a A._______ (di seguito: interessato, ricorrente, insorgente), cittadino 

iraniano di etnia curda, è giunto illegalmente in Svizzera il 28 marzo 2019, 

insieme al fratello e alla famiglia di lui, depositando il giorno successivo una 

domanda d’asilo (cfr. atti della Segreteria di Stato della migrazione [di se-

guito: atto SEM] n. 1-11).  

A.b Sentito sui motivi d’asilo, l’interessato ha riferito di essere espatriato 

per persecuzioni subite a causa del fratello maggiore B._______. Più nel 

dettaglio egli ha raccontato che suo fratello, sposato e con tre figli, avrebbe 

deciso nell’estate del 2016 di prendere come seconda moglie una donna, 

C._______, per la quale da anni nutriva dei sentimenti, ma con la quale 

non era potuto convolare a nozze a causa dell’opposizione del padre di lei, 

D._______, un alto ufficiale della milizia Pasdaran. Il matrimonio sarebbe 

stato celebrato clandestinamente presso l’abitazione di uno zio paterno a 

E._______, dove B._______ sarebbe poi rimasto ad abitare insieme a 

C._______ per paura delle rappresaglie che lo attendevano in caso di ri-

torno. Infatti, non appena il padre della donna è venuto a sapere delle 

nozze avrebbe iniziato a cercarlo, con l’aiuto delle milizie Pasdaran, minac-

ciando e perseguitando il richiedente, i suoi genitori, il fratello minore, non-

ché la prima moglie e i figli di B._______. Al fine di ottenere informazioni 

sul fratello, l’interessato sarebbe stato personalmente avvicinato in svariate 

occasioni da D._______ e dai suoi uomini, sia sul posto di lavoro che per 

strada, dove oltre alle minacce avrebbe subito anche delle percosse. Circa 

due mesi dopo il matrimonio, l’interessato e suo padre si sarebbero recati 

a casa della prima moglie di B._______, avendo sentito che i Pasdaran le 

stavano facendo visita con intenti vessatori. Arrivati sul posto essi sareb-

bero stati percossi dai miliziani e l’interessato avrebbe subito una ferita con 

un’arma da taglio alla spalla. Prima di andarsene i Pasdaran avrebbero 

inoltre dato fuoco alla casa del fratello. A fronte di tali atti di violenza e di 

persecuzione il richiedente e i suoi famigliari avrebbero più volte sporto 

denuncia, senza tuttavia ottenere nessun risultato tangibile. Dopo aver sa-

puto dell’incendio e temendo di essere trovata dal padre anche a 

E._______, C._______ avrebbe deciso di fuggire di nascosto recandosi da 

un suo zio paterno, che insieme a D._______ avrebbe poi denunciato 

B._______. Per oltre un anno dopo la fuga di C._______ e fino all’espatrio 

in Turchia, in aprile 2018, B._______ avrebbe continuato a spostarsi e a 

nascondersi, mentre i Pasdaran e D._______ continuavano a perseguire 

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la famiglia e il richiedente. Dalla Turchia il fratello lo avrebbe quindi chia-

mato chiedendogli di aiutare la sua prima moglie e i figli a raggiungerlo. 

Richiesta a cui l’interessato ha dato seguito e per la quale sarebbe stato 

denunciato, in quanto complice di una persona ricercata, ragione per cui 

egli si troverebbe esposto a seri pregiudizi in caso di rientro nel Paese (cfr. 

atto SEM n. 18/18). 

A suffragio delle proprie affermazioni l’interessato ha prodotto copia della 

propria carta d’identità, nonché svariati documenti riguardanti il fratello 

B._______, restituiti dalla SEM, in quanto ritenuti non pertinenti con i fatti 

allegati (atto SEM n. 21/1, 22/1, 23/1). 

A.c Con decisione del 27 maggio 2019 la SEM ha respinto la domanda 

d'asilo dell’interessato, non ritenendo che le sue dichiarazioni soddisfaces-

sero le condizioni di verosimiglianza, e pronunciato contemporaneamente 

il suo allontanamento dalla Svizzera e l’esecuzione del predetto provvedi-

mento (cfr. atto SEM n. 27/8). 

A.d Con sentenza D-2806/2019 del 25 giugno 2019, il Tribunale ammini-

strativo federale (di seguito: il Tribunale, TAF), ha accolto il ricorso del 6 

giugno 2019 presentato dall’interessato avverso la succitata decisione 

dell’autorità inferiore, annullando il provvedimento impugnato e rinviando 

gli atti di causa alla SEM in modo da coordinare la procedura del ricorrente 

con quella del fratello e della cognata (di cui all’incarto SEM N 715 643), 

ancora in fase d’istruzione. Il Tribunale ha infatti ritenuto che, essendo i 

motivi d’asilo invocati dall’interessato intrinsecamente connessi e dipen-

denti da quelli del fratello la SEM avrebbe dovuto valutare i mezzi di prova 

e le allegazioni complessivamente. Da qui la necessità di retrocedere gli 

atti all’autorità inferiore al fine di completare l’istruttoria prima di emanare 

una nuova decisione (cfr. atto SEM n. 30/20). 

B.  

B.a Con provvedimento del 1° luglio 2019 la SEM ha deciso di trattare la 

domanda d’asilo in procedura ampliata ed ha assegnato l’interessato al 

(…) (cfr. atto SEM n. 34/3). 

B.b Con scritto del 14 gennaio 2020 il ricorrente, per il tramite del suo rap-

presentante ha informato il Tribunale del fatto che i genitori e il fratello più 

piccolo, a seguito delle minacce subite, avrebbero deciso di cercare rifugio 

in Iraq, ad Arbil (cfr. atto SEM n. 41/3). 

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Con scritto del 18 giugno 2020 il ricorrente ha quindi trasmesso due docu-

menti in lingua farsi riguardanti il padre e meglio un’ingiunzione di compa-

rizione e una sentenza di condanna in contumacia (cfr. atto SEM n. 44/6). 

B.c Il 29 aprile 2021 la consultazione dell’incarto del fratello B._______ e 

della cognata, non avrebbe permesso alla SEM di riscontrare ulteriori indizi 

di persecuzione a carico dell’interessato.  

B.d Con decisione del 30 aprile 2021 la SEM si è pronunciata sulla do-

manda d’asilo del fratello B._______, della moglie e dei figli, respingendola 

e pronunciando contemporaneamente il loro allontanamento dalla Svizzera 

e l’esecuzione del predetto provvedimento (provvedimento impugnato, cfr. 

procedura di cui ai ruoli del Tribunale D-2656/2021). 

Con decisione del 30 aprile 2021 – notificata il 4 maggio 2021 – la SEM ha 

quindi nuovamente statuito sul caso dell’interessato, non riconoscendogli 

la qualità di rifugiato, respingendo la sua domanda d’asilo, pronunciando 

altresì il suo allontanamento dalla Svizzera e l’esecuzione della precitata 

misura, siccome ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile (cfr. 

atto SEM n. 54/1). 

C.  

C.a Contro la suddetta decisione, il 4 giugno 2021 l’interessato ha presen-

tato ricorso dinnanzi al Tribunale, chiedendone l’annullamento e in via prin-

cipale il riconoscimento della qualità di rifugiato e la concessione dell’asilo, 

in via subordinata l’ammissione provvisoria in Svizzera, in via ulteriormente 

subordinata il rinvio degli atti all’autorità inferiore al fine di completare 

l’istruttoria di causa, prima di emanare una nuova decisione. A titolo caute-

lare, l’insorgente ha chiesto che al ricorso fosse concesso l’effetto sospen-

sivo con conseguente sospensione del suo allontanamento, nonché ai fini 

processuali, la concessione dell’assistenza giudiziaria totale, nel senso 

dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti-

cipo nonché del gratuito patrocinio (doc. TAF 1). 

C.b Con decisione incidentale del 27 luglio 2021, rammentando dapprima 

che il ricorso ha ex lege effetto sospensivo, questo Tribunale ha accolto la 

domanda di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio, nominando l’avv. 

Immacolata Iglio Rezzonico quale patrocinatrice d’ufficio. È stato inseguito 

rilevato che malgrado la causa presenti dei fatti simili a quella riguardante 

il fratello e la sua famiglia (di cui ai ruoli D-2656/2021), non fosse opportuno 

congiungere le stesse, visto che non presentano una fattispecie identica e 

pongono dei quesiti giuridici parzialmente differenti (doc. TAF 3). 

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C.c Nei memoriali di risposta del 27 agosto 2021 (doc. TAF 6), di replica 

del 21 ottobre 2021, completata dalle osservazioni del 3 e 11 novembre e 

1° dicembre 2021 (doc. TAF 12, 13, 14 e 16) e di duplica del 21 dicembre 

2021 (doc. TAF 18), le parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle pro-

prie antitetiche posizioni. 

C.d Con scritto del 9 febbraio 2022 il rappresentante del ricorrente ha tra-

smesso la nota d’onorario dettagliata (doc. TAF 20).  

D.  

D.a Con sentenza di stralcio dell’11 maggio 2022, è stata evasa la proce-

dura D-2656/2021 riguardante il fratello B._______, la cognata e le nipoti. 

Con scritto del 4 maggio 2022, i suddetti ricorrenti hanno infatti annunciato 

al Tribunale il proposito di ritornare nel loro Paese d’origine, non ritenendo 

di correre più alcun pericolo ed hanno contestualmente dichiarato l’inten-

zione di ritirare il ricorso nonché la domanda d’asilo. 

D.b Con osservazioni spontanee dell’11 maggio 2022 il ricorrente ha tra-

smesso della documentazione in lingua farsi, munita di traduzione italiana 

(doc. TAF 21), a comprova della persistenza del pericolo di persecuzioni in 

Iran per sé e per i suoi famigliari. Ulteriore documentazione è stata tra-

smessa con scritti del 12 e 21 ottobre 2022 (doc. TAF 23, 24) e del 15 

febbraio 2023 (doc. TAF 25).  

D.c Con osservazioni del 7 dicembre 2023, la SEM ha preso posizione 

sulla nuova documentazione prodotta ed ha nuovamente chiesto la reie-

zione del ricorso (doc. TAF 27). 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia di asilo sono rette dalla legge federale sulla pro-

cedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla legge 

sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 

173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 

173.110), in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altri-

menti (art. 6 LAsi). 

Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

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autorità (art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce quindi una decisione 

ai sensi dell’art. 5 PA e il Tribunale è dunque competente per statuire in 

merito a suddetto ricorso. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 

48 cpv. 1 lett. a-c PA). Egli è pertanto legittimato ad aggravarsi contro di 

essa. 

Il ricorso è ammissibile essendo stato presentato nella forma (art. 52 cpv. 

1 PA) ed entro il termine (art. 108 cpv. 2 LAsi) previsti dalla legge. Occorre 

pertanto entrare nel merito dello stesso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). 

Il Tribunale non è inoltre vincolato né dai motivi addotti nel ricorso (art. 62 

cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata 

(cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre tiene conto della situazione del Paese d'origine dell'insorgente e de-

gli elementi che si presentano al momento della sentenza, prendendo 

quindi in considerazione l'evoluzione della situazione avvenuta dopo il de-

posito della domanda d'asilo (cfr. DTAF 2010/44 consid. 3.6; 2008/4 con-

sid. 5.4). 

3.  

3.1 Nella decisione impugnata, la SEM ha considerato le allegazioni del 

ricorrente non sufficientemente motivate, oltre che povere di dettagli e di 

concretezza su alcuni punti essenziali, di modo che gli eventi addotti par-

rebbero non essere stati vissuti personalmente da quest’ultimo. L’autorità 

inferiore ha contestato in particolare al ricorrente l’assenza di dettagli nella 

descrizione del primo episodio in cui i Pasdaran lo avrebbero interrogato al 

fine di ottenere informazioni riguardo a suo fratello e dell’episodio in cui è 

stato accoltellato a casa del fratello nel tentativo di difendere la cognata 

aggredita proprio dai Pasdaran. L’incapacità dell’interessato di descrivere 

in maniera particolareggiata quanto accaduto, come pure di situarlo in ma-

niera precisa nel tempo, non è secondo la SEM giustificabile, a fronte della 

traumaticità degli eventi addotti. Anche le dichiarazioni relative alle ripetute 

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aggressioni verbali e fisiche lungo la strada sono state ritenute troppo va-

ghe, non avendo saputo l’interessato indicare nemmeno approssimativa-

mente la frequenza e le modalità di tali vessazioni, né descrivere con mag-

giori dettagli significativi l’episodio in cui è stato colpito in faccia. Il fatto che 

l’interessato, nonostante le molteplici vessazioni riferite e le denunce che 

afferma di aver sporto nei confronti del padre della seconda moglie di 

B._______, non ne sapesse indicare il cognome, è stato ritenuto dalla SEM 

un ulteriore elemento di inverosimiglianza. L’autorità inferiore ha infine evo-

cato alcune contraddizioni nel racconto dell’insorgente, in merito alle quali 

quest’ultimo non è riuscito a formulare alcuna spiegazione convincente. In 

un primo momento egli aveva infatti sostenuto di non essere mai stato og-

getto di alcuna denuncia, mentre al termine dell’audizione ha asserito di 

essere ricercato per aver favorito l’espatrio della cognata e delle nipoti ed 

essere a sua volta espatriato. Ciò nonostante egli abbia riferito di essere 

espatriato legalmente, utilizzando il proprio passaporto, circostanza co-

munque in contrasto con quanto affermato dal medesimo riguardo al fatto 

che dall’Iran non potrebbe uscire “neanche un foglio” senza che sia stato 

preventivamente controllato dalle autorità. La SEM ha quindi giudicato i 

mezzi di prova prodotti, in particolare l’ordine di comparizione e la sentenza 

di condanna nei suoi confronti, inattendibili e privi di valore probatorio, trat-

tandosi di semplici fotocopie. 

Da ultimo l’autorità inferiore ha ritenuto esigibile il rinvio in Iran dell’interes-

sato, conto tenuto che quest’ultimo è giovane, in buona salute, con una 

buona formazione scolastica e professionale e che nel suo Paese era tito-

lare di un’attività commerciale che gli permetteva di vivere bene.  

3.2 In sede ricorsuale, l'insorgente si prevale essenzialmente di un accer-

tamento inesatto ed incompleto dei fatti da parte dell'autorità inferiore. In 

particolare il ricorrente si duole del mancato esame da parte della SEM dei 

seri pregiudizi, ai sensi dell’art. 3 LAsi, per lui esistenti in Iran. Egli ritiene 

infatti di aver esposto in maniera esaustiva i motivi per cui si troverebbe ad 

essere vittima di una persecuzione riflessa a causa delle vicende senti-

mentali del fratello e contesta pertanto la valutazione della SEM, che ha 

ritenuto il suo racconto inverosimile e contradditorio. A tal proposito egli 

rileva innanzitutto che la vaghezza nelle allegazioni, deve se del caso es-

sere ricondotta all’interprete di lingua curda badini, che seppur simile, non 

è quella da lui parlata, ragione per cui egli non avrebbe potuto essere più 

preciso di così. Rammentando di aver riferito di soffrire di mancanza di re-

spiro, specie nei luoghi chiusi, e di essere stato sentito a digiuno durante il 

periodo di Ramadan, a mente del ricorrente il suo stato psico-fisico in oc-

casione dell’audizione non era sicuramente tale da permettergli di essere 

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pienamente lucido. Nonostante ciò egli ritiene di aver fornito una descri-

zione completa e dettagliata delle vicende che lo hanno portato ad espa-

triare e fare domanda di asilo. Il ricorrente censura quindi la mancata con-

siderazione dei mezzi di prova prodotti, contestando le motivazioni addotte 

a tal proposito dalla SEM che non terrebbe conto della difficoltà con cui 

spesso sono confrontati i richiedenti nel reperire i documenti originali. Pro-

ducendo con il gravame i suddetti documenti in originale egli ritiene dimo-

strata l’esistenza del rischio con cui sarebbe confrontato in caso di rientro 

in Iran e pertanto giustificato il fondato timore di essere esposto a pregiudizi 

seri, come l’esposizione a pericolo della vita e all’integrità fisica a causa 

della situazione venutasi a creare di riflesso per quanto accaduto al fratello 

B._______. Infine egli ritiene che sussistano degli elementi non considerati 

con la debita attenzione dalla SEM che rendono inesigibile l’esecuzione 

dell’allontanamento verso l’Iran. 

3.3  

3.3.1 Fondandosi sul rapporto d’analisi dei documenti prodotti in formato 

originale in sede di ricorso (cfr. atto SEM 65/28), la SEM è giunta alla con-

clusione che gli stessi siano verosimilmente dei falsi. Con la risposta di 

causa ha pertanto chiesto il respingimento del ricorso.   

3.3.2 In riscontro a quanto precede il ricorrente ha prodotto, con la replica 

e le successive osservazioni, delle dichiarazioni di un legale iraniano,  

avv. F._______, identificatosi quale rappresentante della famiglia dell’insor-

gente, stanti le quali i documenti ritenuti falsi dalla SEM, sarebbero stati 

effettivamente emanati dalla Magistratura di G._______ e pertanto da rite-

nere autentici. 

3.3.3 La SEM ha considerato tali dichiarazioni alla stregua di mere affer-

mazioni di parte, prive di valore probatorio e pertanto non suscettibili di 

modificare la propria posizione. 

3.4  

3.4.1 A seguito del ritiro del ricorso e dell’emanazione della sentenza di 

stralcio della procedura D-2656/2021 riguardante il fratello B._______, la 

cognata e i nipoti – ritornati di propria iniziativa nel paese d’origine – il ri-

corrente ha contestato che la sua famiglia e quella della seconda moglie di 

B._______ si sarebbero riappacificate e che pertanto continuerebbe a per-

sistere un pericolo per lui e per i suoi genitori, nel frattempo espatriati in 

Iraq. A dimostrazione delle proprie affermazioni egli ha prodotto uno scritto 

dei genitori (in farsi e con traduzione in italiano), uno scambio di SMS in 

italiano con la moglie del fratello, una dichiarazione in inglese del Kurdistan 

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Democratic Party (KDP-Iran) nonché lo screenshot di alcune pubblicazioni 

su facebook nelle quali l’insorgente esprime delle critiche o partecipa a ma-

nifestazioni contro il governo iraniano.  

3.4.2 Nuovamente la SEM ha ritenuto le dichiarazioni prive di valore pro-

bante e rilevato che, nonostante sia noto che i servizi segreti iraniani sor-

veglino le attività politiche dei propri cittadini residenti all’estero, la loro at-

tenzione si concentra principalmente su persone con un particolare profilo, 

non considerando una minaccia coloro che, come il ricorrente, muovono 

critiche generiche e non erano già noti come oppositori prima dell’espatrio.  

4.  

4.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiati. Esso 

comprende il diritto di risiedere in Svizzera. 

4.2 Secondo l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono considerati rifugiati le persone che, 

nel Paese d’origine o d’ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a 

causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determi-

nato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato 

timore d’essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnata-

mente l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, 

nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile. 

Occorre tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femminile 

(art. 3 cpv. 2 LAsi). 

4.3 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). 

È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l’asilo siano suffi-

cientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro. In questo senso di-

chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all’esperienza generale di vita, non possono essere considerate  

verosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi. È altresì necessario che il richiedente 

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Pagina 10 

stesso appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere cre-

duta. Questa qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue 

allegazioni su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette 

fatti importanti o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di 

procedura ritratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, né 

introduce tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella 

procedura oppure nega la necessaria collaborazione. Infine, non è 

indispensabile che le allegazioni del richiedente l’asilo siano sostenute da 

prove rigorose. Al contrario, è sufficiente che l’autorità giudicante, pur 

nutrendo degli eventuali dubbi circa alcune affermazioni, sia persuasa che, 

complessivamente, tale versione dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il 

giudizio sulla verosimiglianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica 

della plausibilità del contenuto di ogni singola allegazione, bensì 

dev’essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi essenziali a favore 

e contrari ad essa. Decisivo sarà dunque determinare, da un punto di vista 

oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. 

DTAF 2013/11 consid. 5.1 e relativi riferimenti). 

5.  

Nel caso in disamina, occorre concordare con la SEM sul fatto che le alle-

gazioni del ricorrente non sono sufficientemente motivate, difettando di 

concretezza e precisione su alcuni punti essenziali e risultando contraddi-

torie e poco plausibili su altri. Esse non sono inoltre supportate da elementi 

di prova affidabili e concludenti. 

5.1 In sede di ricorso l’insorgente ha lasciato intendere che l’eventuale im-

precisione nelle risposte fornite nel corso dell’audizione fosse riconducibile 

a delle eventuali incomprensioni linguistiche dell’interprete nonché allo 

stato psico-fisico non del tutto lucido in cui versava a causa del periodo di 

Ramadan. Al riguardo, questo Tribunale rileva che, a domanda esplicita del 

funzionario della SEM, il ricorrente ha risposto di comprendere bene l’in-

terprete (cfr. atto SEM 18/18 [di seguito: verbale|, D1). Dalla lettura del ver-

bale, d’altro canto, non emergono indizi che lascino supporre che tale non 

fosse il caso. Quanto allo stato di salute egli ha dichiarato di stare bene 

(cfr. verbale D33, D120), al netto della saltuaria difficoltà a respirare in certi 

ambienti, problematica di cui da tempo soffre, ma non in forma grave (cfr. 

verbale, D33-35, D120). Dalla lettura del verbale d’interrogatorio, d’al-

tronde, non appare in nessun punto un particolare affaticamento o difficoltà 

dell’interessato o dei momenti in cui egli abbia chiesto o dimostrato di ne-

cessitare delle pause supplementari. Su tali affermazioni ricorsuali, non oc-

corre pertanto soffermarsi oltre.   

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Pagina 11 

5.2 Venendo ora alle dichiarazioni del ricorrente, si rileva innanzitutto che 

quest’ultimo si è limitato a raccontare in modo generico la vicenda del ma-

trimonio del fratello B._______ con C._______. Gli eventi narrati, risultano 

a tratti superficiali, poco coerenti e di difficile comprensione, per le modalità 

in cui si sarebbero sviluppati. Secondo quanto dichiarato, la famiglia del 

ricorrente aveva già chiesto in passato, in due occasioni, la mano di 

C._______ per il fratello, ottenendo in entrambi i casi un rifiuto da parte del 

padre, D._______, desideroso di darla in sposa a un membro della milizia 

dei Pasdaran (a “un ufficiale, non una persona semplice” come B._______ 

[cfr. verbale, D37]). Nonostante tale rifiuto, chiaro e categorico, nell’estate 

del 2016 B._______ avrebbe comunque deciso di prenderla come seconda 

moglie, cosciente del pericolo che un tale sgarbo avrebbe comportato, vi-

sta l’appartenenza di D._______ ai Pasdaran. Proprio per questo, egli 

avrebbe deciso di celebrare le nozze in segreto a 100 km di distanza da 

casa, a E._______, da uno zio paterno dove poi sarebbe rimasto ad abitare 

con C._______ (cfr. verbale, D32, D50-53). In tale ricostruzione degli eventi 

risulta tuttavia alquanto singolare, non soltanto il fatto che le nozze siano 

state celebrate in clandestinità e senza che neppure il ricorrente o la sua 

famiglia ne sapesse nulla (cfr. verbale, D45-47), ma pure che B._______ 

fosse talmente impaziente di prendere come seconda moglie C._______, 

da lasciare la prima moglie e i tre figli sole a G._______, in balia delle in-

dubitabili ritorsioni di D._______. Il racconto del ricorrente difetta inoltre di 

importanti dettagli che permettano di meglio comprendere la reazione che 

C._______ avrebbe avuto apprendendo dell’aggressione alla prima moglie 

di B._______. Secondo quanto dichiarato, temendo di essere trovata a 

E._______ dal padre, anziché cercare di convincere il marito a spostarsi in 

un’altra regione o ad espatriare, quest’ultima avrebbe semplicemente de-

ciso di lasciarlo – dopo neppure due mesi di matrimonio – e di fuggire di 

nascosto, “senza dire niente a nessuno”. Il comportamento descritto ap-

pare di ancor più difficile comprensione, nella misura in cui quest’ultima – 

non volendo tornare dal padre di cui aveva grande paura – avrebbe deciso 

di cercar rifugio dallo zio paterno, che con il padre era evidentemente in 

buoni rapporti, dal momento che con quest’ultimo avrebbe poi sporto de-

nuncia contro B._______ (cfr. verbale, D37 e D110). In definitiva, e contro 

ogni logica, essa avrebbe quindi volontariamente scelto di ritornare dalla 

famiglia dalla quale era fuggita, affrontando le ire paterne, leso nell’onore 

a causa della disobbedienza della figlia (cfr. verbale, D109) e accettando 

prevedibilmente di dover sottostare al matrimonio per lei combinato e a 

causa del quale essa era fuggita rivolgendosi ad B._______ (cfr. verbale, 

D32, D78). Al netto delle contraddizioni suesposte, nell’esporre la storia del 

fratello il ricorrente non ha tuttavia saputo indicare in modo spontaneo, pre-

ciso e verosimile in che modo queste vicende lo esporrebbe personalmente 

D-2653/2021 

Pagina 12 

a delle rappresaglie, né spiegare in modo convincente i motivi per cui sus-

siste un rischio di persecuzione nei suoi confronti.  

5.3 Le allegazioni del ricorrente non convincono in particolare laddove egli 

descrive gli episodi di violenza di cui lui e la famiglia sono stati oggetto a 

seguito del matrimonio del fratello con C._______. Benché il ricorrente ab-

bia descritto diversi eventi diffondendosi su alcuni aspetti, sui fatti rilevanti 

la sua narrazione rimane sempre superficiale e vaga, priva di dettagli si-

gnificativi che permettano di considerare che le esperienze descritte siano 

state personalmente vissute. Come giustamente rileva la SEM, il ricorrente 

non è mai stato in grado di situare in modo più o meno preciso, dunque 

con almeno l’indicazione del mese, gli eventi salienti del proprio racconto: 

né il matrimonio del fratello, né il momento in cui sono iniziate le allegate 

persecuzioni o quantomeno in cui sono avvenuti gli episodi più cruenti, 

come quello in cui è stato accoltellato, né infine il momento in cui 

B._______ è stato denunciato a seguito della partenza di C._______. Egli 

fa infatti risalire tutti gli avvenimenti, in maniera generica, all’estate 2016. 

Circostanza che appare singolare considerato che riguardo al momento del 

suo espatrio e di quello del fratello ha indicato con sicurezza il mese esatto 

(aprile, rispettivamente maggio 2018 [cfr. verbale D16, D103]). Il ricorrente 

non è inoltre riuscito a fornire alcun dettaglio utile e convincente riguardo 

al primo episodio di persecuzione da parte dei Pasdaran. Egli non ha sa-

puto in particolare spiegare dove si sarebbero svolti i fatti, secondo quali 

modalità, per quanto tempo e in presenza di quali membri della sua famiglia 

(cfr. verbale, D55-64). Egli neppure ha saputo descrivere quale fosse il pro-

prio stato d’animo a seguito di questo primo evento, nonostante la minaccia 

di morte rivolta al fratello e nonostante da allora, secondo quanto riferito 

dal ricorrente stesso, la sua vita e quella della sua famiglia sarebbe per 

sempre cambiata (cfr. verbale, D37). A mente di questo Tribunale, le rispo-

ste fornite dal ricorrente, invero piuttosto sfuggenti, superficiali e stereoti-

pate, non paiono compatibili con il resoconto che ci si potrebbe attendere 

da una persona che un tale evento traumatico l’ha vissuto con sofferenza 

e in prima persona. Il ricorrente d’altro canto, neppure ha saputo essere 

maggiormente preciso nel descrivere l’episodio in cui sarebbe stato accol-

tellato. A fronte della gravità di tale atto, egli è rimasto estremamente vago, 

fornendo dettagli di scarso rilievo come il nome di non meglio precisati – e 

non identificabili – parenti di C._______ e della presenza di gente fuori 

dalla casa, ma omettendo di indicare come si sia sviluppato il litigio, quante 

persone erano presenti nell’abitazione, chi sia passato dalle parole alle vie 

di fatto, chi dei presenti ha estratto il coltello e l’ha usato, in che momento 

e in che modo è stato accoltellato e come la situazione sia sfuggita a tal 

D-2653/2021 

Pagina 13 

punto di mano da terminare con l’incendio della casa del fratello (cfr. ver-

bale, D73-85). Nuovamente questo Tribunale concorda con la SEM nel ri-

tenere che se il ricorrente avesse preso parte a una colluttazione come 

quella narrata, se fosse stato aggredito da molteplici persone e fosse stato 

accoltellato da una di esse e se si fosse effettivamente recato subito dopo 

l’aggressione presso il posto di polizia per sporgere denuncia, egli avrebbe 

senz’altro saputo e potuto descrivere con più precisione gli accadimenti di 

quella sera. Il modo poco dettagliato e senza alcun riferimento alle proprie 

emozioni nel descrivere come si è sviluppato il litigio, appare poco compa-

tibile con il trauma e lo shock che una persona nella norma dovrebbe pro-

vare dopo essere stata accoltellata. È inoltre poco plausibile il fatto che il 

ricorrente non si sia accorto di essere stato accoltellato, se non quando 

qualcuno glielo ha fatto notare. L’unica spiegazione ragionevole per tale 

allegazione è il fatto che si trattasse di una ferita di ben poco conto, alla 

stregua di un semplice graffio. Vi è infine l’evento dell’aggressione per 

strada, la cui descrizione nuovamente appare priva di consistenza e di det-

tagli che permettano a questo Tribunale di ritenere che i fatti si siano vero-

similmente svolti così come descritto. Inizialmente il ricorrente ha asserito 

in modo generico di essere stato a più riprese oggetto di vessazioni e mi-

nacce quando veniva scorto per strada da D._______ e dai Pasdaran (cfr. 

verbale, D-92-98). Egli ha quindi riferito di essere stato colpito con un pu-

gno in volto da uno dei Pasdaran che lo stavano interrogando. Invitato a 

fornire maggiori dettagli, egli ha esposto le circostanze in cui si sono svolti 

i fatti (cfr. verbale, D100-102); la descrizione degli eventi appare tuttavia, 

nuovamente, poco concreta e stereotipata, essendo sostanzialmente una 

ripetizione di quanto già indicato riguardo al primo incontro con i Pasdaran.  

5.4 Dal racconto del ricorrente emergono inoltre svariate incongruenze e 

contraddizioni. Vi è innanzitutto la figura di D._______, che secondo il ri-

corrente sarebbe un alto ufficiale dei Pasdaran, ma nonostante ciò sem-

brerebbe passare molto tempo per strada con i soldati semplici della pro-

pria milizia al solo scopo di cercare lui e i membri della sua famiglia per 

minacciarli e vessarli con cadenza giornaliera (cfr. verbale, D37). Invitato a 

chiarire tale circostanza, l’insorgente ha spiegato, in maniera apodittica e 

poco convincente, che stare per strada a raccogliere informazioni per conto 

del governo sarebbe stato precisamente parte del suo lavoro (cfr. verbale, 

D99). Il ricorrente risulta inoltre poco credibile quando afferma che inizial-

mente ignorasse che fra le persone venute a minacciarlo ci fosse 

D._______, soprattutto poiché egli stesso sostiene che prima di cercare lui 

il gruppo di Pasdaran avrebbe fatto visita alla sua famiglia. Ora, conside-

rato che i suoi genitori avevano chiesto in passato a due riprese la mano 

di C._______ per il fratello, appare alquanto singolare che egli non soltanto 

D-2653/2021 

Pagina 14 

non sapesse chi fosse D._______ ma neppure conoscesse il suo cognome 

(cfr. verbale, D42 e D67-72). Quest’ultima circostanza è resa ancora più 

inverosimile dal fatto che il ricorrente sostiene di aver sporto svariate de-

nunce nei confronti di D._______ e degli altri membri della famiglia di 

C._______ (cfr. verbale, D37, D75-76 e D106). Invitato a chiarire tale cir-

costanza egli si è limitato ad asserire che all’epoca era troppo occupato 

con il proprio lavoro per interessarsi delle vicende di casa e del fratello 

maggiore e, semplicemente, di non ricordare il cognome di C._______ e 

del padre (cfr. verbale, D42, D72).  

Vi è inoltre la questione delle accuse mosse contro l’interessato. In un 

primo momento egli ha sostenuto di non essere stato personalmente og-

getto di alcuna denuncia da parte di D._______, contrariamente al fratello 

(cfr. verbale, D110). In coda al verbale, per contro, egli ha affermato di es-

sere stato a sua volta denunciato dalla famiglia di C._______ o da 

D._______ stesso e di essere stato messo sotto accusa per aver aiutato la 

moglie del fratello a raggiungerlo in Turchia, rischiando pertanto a sua volta 

di essere ucciso in caso di rientro in Iran (cfr. verbale, D126-128). Reso 

attento riguardo all’incongruenza delle sue dichiarazioni, egli ha quindi ri-

trattato la propria versione, precisando che quella che lo riguarda perso-

nalmente non sarebbe una denuncia vera e propria fatta “presso lo Stato”, 

ma si tratterebbe piuttosto di una “denuncia verbale” tra i suoi genitori e 

D._______ (cfr. verbale, D129). Nelle more ricorsuali egli è tuttavia nuova-

mente caduto in contraddizione, sostenendo di essere stato condannato 

dal Tribunale rivoluzionario islamico di G._______ – proprio per l’accusa di 

aver aiutato la famiglia di B._______ ad espatriare, oltre che per delle pre-

sunte vie di fatto nei confronti di D._______ – e di essere pertanto ricercato 

dallo Stato iraniano.  

Ora, indipendentemente dal valore probatorio attribuibile alla sentenza del 

Tribunale di G._______ – su cui si tornerà nel considerando che segue – 

e al netto delle manifeste contraddizioni appena esposte, il racconto del 

ricorrente in relazione all’espatrio con la famiglia del fratello, appare poco 

aderente e compatibile con le vicende di persecuzione narrate. Da un lato 

egli ha riferito di una costante e giornaliera attenzione da parte dei Pasda-

ran, un controllo a cui era sottoposto lui e la sua famiglia (cfr. verbale, D37, 

D112), in aggiunta a quello serrato da parte delle autorità iraniane di tutto 

ciò che entra ed esce dal Paese, di modo che “nemmeno un foglio può 

uscire dall’Iran tramite poste senza essere controllato” (cfr. verbale, D113). 

Dall’altro egli ha sostenuto di aver potuto lasciare indisturbato il proprio 

Paese con il proprio passaporto, attraversando quindi in modo legale e 

senza particolari problemi il confine turco insieme alla famiglia del fratello, 

D-2653/2021 

Pagina 15 

nonostante quest’ultimo fosse apparentemente ricercato. Invitato a fare 

chiarezza su tale incongruenza l’insorgente non è stato in grado di fornire 

alcuna spiegazione concludente e plausibile. 

5.5 Occorre rilevare che nessuno dei documenti versati agli atti permette 

di comprovare maggiormente la tesi del ricorrente. Sia l’avviso di garanzia 

che la sentenza del 25 maggio 2019 del Tribunale rivoluzionario islamico 

di G._______ sono stati sottoposti dalla SEM a un controllo di autenticità il 

cui esito è stato negativo. A fronte dei numerosi e ragionevoli argomenti 

evidenziati nel rapporto di analisi del 16 agosto 2021 (cfr. atto SEM n. 

65/28), questo Tribunale non ha oggettivi motivi di discostarsi dalle 

conclusioni ivi esposte secondo cui i documenti originali prodotti in sede di 

ricorso sono delle contraffazioni. Su questo punto, le dichiarazioni rilasciate 

dal sedicente avv. F._______, identificatosi quale rappresentante della 

famiglia dell’insorgente, non permettono di giungere a una conclusione 

differente: non essendo documenti ufficiali e non essendo possibile 

determinare l’affidabilità dell’estensore, esse sono sprovviste di valore 

probatorio e vanno considerate tutt’al più quali allegazioni di parte. Come 

le era stato ordinato da questo Tribunale in occasione della sentenza di 

rinvio del 25 giugno 2019 (di cui all’incarto D-2806/2019), la SEM ha inoltre 

esaminato i mezzi di prova prodotti dal fratello, ritenendo, a giusto titolo, 

che gli stessi non fossero suscettibili di conferire maggiore verosimiglianza 

alle allegazioni del ricorrente (cfr. atto SEM n. 64/28). 

5.6 Da ultimo, si osserva che la scelta del fratello B._______ e di sua mo-

glie, di ritirare la domanda d’asilo presentata il 29 marzo 2019 (insieme 

all’insorgente) e di rientrare in Iran insieme ai figli, non aiuta certo il ricor-

rente a dare maggiore valore e credibilità alle proprie affermazioni. Se-

condo la narrazione di quest’ultimo, infatti, le persecuzioni subite in patria 

sono frutto della faida familiare venutasi a creare fra la sua famiglia e quella 

della seconda moglie del fratello. Dallo scritto del 4 maggio 2022, con cui 

B._______ e i suoi congiunti hanno ritirato il ricorso pendente presso que-

sto Tribunale (nel quadro della procedura D-2656/2021 conclusasi con la 

sentenza di stralcio dell’11 maggio 2022), emerge tuttavia che “le famiglie 

del signor B._______ e della di lui seconda moglie hanno fatto pace e, 

pertanto, i ricorrenti non correrebbero più pericolo una volta tornati in Iran”. 

Il 20 maggio 2022 B._______, la moglie e i figli hanno quindi lasciato defi-

nitivamente la Svizzera con un volo diretto a Tabriz (Iran). A fronte di tali 

sviluppi, la tesi secondo cui il ricorrente rischierebbe di essere esposto a 

seri pericoli di persecuzione a causa della pretesa animosità di D._______ 

nei confronti suoi e della sua famiglia perde inevitabilmente di concretezza. 

La documentazione ulteriormente versata agli atti a seguito del rientro in 

D-2653/2021 

Pagina 16 

Iran del fratello, non permette di sostanziare maggiormente le allegazioni 

dell’insorgente, non trattandosi per altro di validi mezzi di prova. Non sol-

tanto non è dato sapere se gli estensori di tali documenti siano effettiva-

mente i genitori del ricorrente (cfr. doc. Q, R allegati al doc. TAF 21) rispet-

tivamente la cognata (cfr. doc. S allegato al doc. TAF 23), ma neppure se 

il contenuto degli stessi corrisponda al vero. Da un lato pare strano il con-

tenuto e la tempistica della lettera dei genitori, che contraddice quanto 

detto da B._______ riguardo ai rapporti con la famiglia di C._______, ap-

pena pochi giorni dopo che quest’ultimo ha ritirato il ricorso. Dall’altro pare 

ancora più bizzarro ed oltremodo artificiale il fatto che la cognata del ricor-

rente, anch’essa iraniana, si rivolga a quest’ultimo scrivendo degli SMS in 

italiano. Lo stesso discorso vale anche per la dichiarazione del 10 agosto 

2022 del Kurdistan Democratic Party (cfr- doc. T allegato al doc. TAF 24) – 

organizzazione con cui non è dato sapere in che rapporti sia il ricorrente, 

non avendone mai fatto menzione – la cui autenticità non è verificabile es-

sendo stata presentata in copia (il timbro e la firma risultano stampati anzi-

ché impressi) ed esprimendosi in termini generici ed estremamente stan-

dardizzati. 

5.7 Da una valutazione complessiva delle allegazioni del ricorrente risulta 

pertanto che la narrazione dello stesso non può dunque essere ritenuta 

verosimile ai sensi dell'art. 7 LAsi. 

6.  

6.1 Resta infine da esaminare se il ricorrente possa vedersi riconoscere la 

qualità di rifugiato, all'esclusione della concessione dell'asilo, per dei motivi 

soggettivi insorti dopo la fuga, di cui si è prevalso in sede ricorsuale, in 

ragione delle attività politiche svolte dal suo arrivo in Svizzera. 

6.2 Giusta l'art. 54 LAsi, non è concesso asilo al richiedente che è divenuto 

rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi soltanto con la partenza dal Paese d'origine 

o di provenienza oppure in ragione del comportamento dopo la partenza. 

In applicazione dell'art. 54 LAsi sono segnatamente comprese l'uscita ille-

gale dal Paese d'origine ("Republikflucht"), il deposito di una domanda d'a-

silo all'estero oppure le attività politiche effettuate in esilio che conducono 

ad un timore fondato di persecuzioni future (cfr. DTAF 2010/44 consid. 3.5 

e giurisprudenza ivi citata; 2009/29 consid. 5.1). Sulla base di tale disposto, 

al richiedente l'asilo che ha motivi d'asilo soggettivi insorti dopo la fuga è 

riconosciuta la qualità di rifugiato, negata la concessione dell'asilo e con-

cessa l'ammissione provvisoria per inammissibilità dell'esecuzione dell'al-

lontanamento verso il suo Paese d'origine (cfr. DTAF 2009/28 consid. 7.1; 

[GICRA] 2006 n. 1 consid. 6.1). Il motivo d'esclusione alla concessione 

D-2653/2021 

Pagina 17 

dell'asilo previsto all'art. 54 LAsi ha portata assoluta e si applica indistinta-

mente dal comportamento abusivo o meno dell'interessato all'estero (cfr. 

DTAF 2009/28 consid. 7.1 e relativi riferimenti). 

In tale contesto, è decisivo, nell'esame per il riconoscimento della qualità 

di rifugiato, verificare se le autorità del Paese d'origine o di provenienza 

considerano il comportamento dell'interessato come antistatale e se in 

caso di rientro in patria, abbia a temere di essere a rischio di persecuzioni 

ai sensi dell'art. 3 LAsi. Il timore fondato deve essere provato o, per lo 

meno, reso verosimile dal richiedente (art. 7 LAsi). 

6.3  

6.3.1 È notorio che le autorità iraniane controllano con particolare atten-

zione gli iraniani politicamente attivi all'estero (cfr. ad esempio, la sentenza 

di riferimento del TAF D-830/2016 del 20 luglio 2016 consid. 4.2; nonché le 

sentenze del TAF D-2087/2020 del 21 giugno 2023 consid. 6.3.2;  

D-5628/2020 del 3 novembre 2022 consid. 6.3.1; D-5947/2019 del 21 luglio 

2021 consid. 6.4). Occorre quindi esaminare, nel singolo caso, se le attività 

politiche svolte in esilio comportino con elevata probabilità gravi pregiudizi 

ai sensi della LAsi in caso di un eventuale rientro in Iran. Secondo la prassi 

del Tribunale, le autorità iraniane si concentrano sulla schedatura di per-

sone che, al di là delle tipiche manifestazioni di basso profilo delle proteste 

politiche in esilio, sono coinvolte in funzioni e attività che le distinguono 

dalla massa di persone insoddisfatte del regime e le fanno apparire come 

seri e potenzialmente pericolosi oppositori del regime. Si può ipotizzare 

che le autorità di sicurezza iraniane siano in grado di distinguere tra per-

sone politicamente impegnate nella critica al regime e attivisti in esilio che 

con le loro azioni cercano soprattutto di aumentare le possibilità di ottenere 

un permesso di soggiorno (cfr. la sentenza di riferimento del TAF  

D-830/2016 consid. 4.2 con ulteriori riferimenti; le sentenze del TAF  

D-2087/2020 consid. 6.3.2; D-5628/2020 consid. 6.3.1; E-6486/2018 dell'8 

dicembre 2021 consid. 6). 

6.3.2 Nella fattispecie, occorre innanzitutto rilevare come il ricorrente, pre-

cedentemente al suo espatrio, non si sia mai esposto politicamente. Egli 

parrebbe aver iniziato ad interessarsi alla politica e a partecipare a mani-

festazioni solamente in Svizzera e soltanto dopo il ritiro del ricorso da parte 

del fratello. A ogni modo, il suo preteso attivismo politico a partire da di-

cembre 2022 – sulla base dei mezzi di prova versati agli atti – non può 

ritenersi verosimile. Oltre a ciò, il Tribunale non ritiene che il suo impegno 

politico in esilio superi in modo significativo quello di molti suoi compatrioti, 

D-2653/2021 

Pagina 18 

circostanza di cui il ricorrente, per altro, neppure si prevale. Di conse-

guenza, non vi è motivo di ritenere che egli sia percepito dalle autorità ira-

niane come un serio oppositore del regime e quindi come una minaccia per 

il sistema politico iraniano (cfr. sentenze E-3691/2020 del 5 aprile 2022 

consid. 7.5 e 7.7). Questo vale anche considerando l'intensificazione della 

repressione in Iran dall'entrata in carica di Ebrahim Raisi e soprattutto dopo 

le massicce proteste di piazza seguite alla morte di Mahsa Amini. 

6.4 Di conseguenza, anche la censura volta all'ottenimento della qualità di 

rifugiato per motivi soggettivi insorti dopo la fuga non merita tutela e la de-

cisione impugnata va confermata. 

7.  

7.1 Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; 

tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi). 

7.2 Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2 nonché art. 44 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 

sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 

142.311]; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4).  

7.3 Il Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell'allontana-

mento. 

8.  

8.1 Per quanto concerne l'esecuzione dell'allontanamento, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, l'art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro inte-

grazione (LStrI, RS 142.20) prevede che la stessa deve essere possibile 

(art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente 

esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento di una di queste 

condizioni, la SEM dispone l'ammissione provvisoria (art. 44 LAsi e art. 83 

cpv. 1 LStrI).  

In particolare, l'esecuzione non è possibile se lo straniero non può partire 

né alla volta dello Stato d'origine o di provenienza o di uno Stato terzo, né 

esservi trasportato (art. 83 cpv. 2 LStrI).  

Inoltre, l'esecuzione non è ammissibile se la prosecuzione del viaggio dello 

straniero verso lo Stato d'origine o di provenienza o verso uno Stato terzo 

è contraria agli impegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera (art. 

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Pagina 19 

83 cpv. 3 LStrI), in particolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione 

contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 

del 10 dicembre 1984 (RS 0.105; di seguito: Conv. tortura). L'applicazione 

di tali disposizioni presuppone, tuttavia, l'esistenza di serie e concrete ra-

gioni per ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel paese verso il 

quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari alle succitate disposizioni.  

Infine, l'esecuzione non è ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato 

d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in 

pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza genera-

lizzata o emergenza medica (art. 83 cpv. 4 LStrI). Motivi medici rendono 

inesigibile l'esecuzione dell'allontanamento esclusivamente quando le cure 

necessarie ed essenziali non sono ottenibili nel Paese di origine e un rim-

patrio comprometterebbe rapidamente lo stato di salute della persona met-

tendone a rischio la vita (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2). 

8.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento degli 

ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento, vale lo stesso apprezzamento 

della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il 

ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un 

ostacolo all'esecuzione dell'allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 

10.2 e riferimento ivi citato). 

8.3 Nella decisione impugnata, la SEM ha ritenuto ammissibile, ragione-

volmente esigibile e possibile l'esecuzione dell'allontanamento dell'insor-

gente, non essendoci in particolare dal profilo dell'esigibilità della misura, 

degli ostacoli personali che si opporrebbero all'esecuzione della stessa. 

Nel gravame il ricorrente avversa anche tale assunto. 

8.4 Ora, siccome il ricorrente è in misura d'intraprendere ogni passo 

necessario presso la competente rappresentanza del suo paese d'origine 

in vista dell'ottenimento dei documenti necessari al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 

LAsi; cfr. DTAF 2008/34 consid. 12) non risultano impedimenti sotto 

l'aspetto della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 

LStrI). 

8.5 Gli atti non contengono inoltre alcun indizio serio e convincente che 

renda verosimile (art. 7 LAsi) l'esistenza di un probabile rischio che il ricor-

rente possa subire un trattamento contrario all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. 

tortura. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque ammissibile (art. 83 

cpv. 3 LStrI).  

D-2653/2021 

Pagina 20 

8.6  

8.6.1 Quanto all’esigibilità dell’allontanamento in Iran non vige attualmente 

una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coin-

volga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale (cfr. 

sentenze del TAF E-1717/2020 del 16 febbraio 2023 consid. 9.4.1;  

D-3447/2021 del 19 dicembre 2022 consid. 9.4.2; D-6594/2020 del 21 

aprile 2023 consid. 16.4.1). 

8.6.2 Dagli atti all'inserto non risulta inoltre alcun elemento dal quale si 

possa desumere che l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente im-

plicherebbe una sua messa in pericolo concreta.  

Riguardo alla sua situazione personale, va evidenziato che egli è un gio-

vane uomo, gode di buona salute (al netto del problema respiratorio co-

munque giudicato da lui stesso poco grave [cfr. verbale, D32-34 e D120-

125; cfr. anche atti SEM n. 16/3, 33/1, 36/1]), ha frequentato undici anni di 

scuola arrivando fino alla terza superiore (cfr. verbale, D26) e vanta una 

solida esperienza professionale quale decoratore di legno (cfr. verbale, 

D27-31). Egli proviene da Nalas, frazione della città di G._______, nella 

quale ha vissuto assieme ai genitori fino all’espatrio (cfr. verbale, D12-16) 

e dove questi ancora risiederebbero (cfr. verbale, D7-10). Infatti nessun 

elemento agli atti permette di oggettivare o di rendere quantomeno verosi-

mile l’effettivo espatrio dei genitori e del fratello minore in Iraq, come soste-

nuto nello scritto del 10 maggio 2022 (cfr. doc. R allegato al doc. TAF 21). 

Del resto il fratello B._______ con la sua famiglia è tornato volontariamente 

nel proprio paese il 20 maggio 2022 ritenendo non sussistere più la proble-

matica che l’aveva indotto ad espatriare nel 2018. A ben vedere, il ricor-

rente non ha prodotto alcun valido giustificativo che consenta di ritenere 

che i genitori o la sua famiglia siano effettivamente oggetto di persecuzione 

in Iran. In assenza di indizi contrari, pertanto, occorre attenersi alle dichia-

razioni rese spontaneamente dall’insorgente in sede di procedura davanti 

alla SEM, riguardo al fatto che la sua intera famiglia è ancora residente a 

G._______ (cfr. verbale, D7-10). Pertanto, i presupposti positivi per un rein-

serimento del ricorrente in patria risultano dati. 

Per il resto, l'interessato ha contestato solo in modo generico i motivi invo-

cati dalla SEM per dimostrare l'esigibilità dell'esecuzione del suo allonta-

namento, ai quali si può rinviare pienamente, in quanto sufficientemente 

pertinenti. 

8.6.3 L'esecuzione dell'allontanamento appare pertanto ragionevolmente 

esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). 

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8.7 Ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è possibile, ammis-

sibile e ragionevolmente esigibile. Di conseguenza, anche sotto questo 

aspetto, la decisione dell'autorità inferiore dev'essere confermata. 

9.  

In definitiva, non violando il diritto federale (art. 3 LAsi) e stabilendo i fatti 

rilevanti in modo corretto e completo (art. 106 cpv. 1 LAsi) la decisione 

impugnata va confermata. Il ricorso dev’essere pertanto interamente re-

spinto. 

10.  

10.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali, che seguono la 

soccombenza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Ciononostante, avendo il Tribunale, con de-

cisione incidentale del 27 luglio 2021, accolto l'istanza di assistenza giudi-

ziaria giusta l'art. 65 cpv. 1 PA, non sono riscosse le spese processuali.  

10.2  

10.2.1 Con la medesima decisione incidentale il Tribunale ha altresì ac-

colto la richiesta di concessione del gratuito patrocinio fondata sull'art. 

102m cpv. 1 lett. a e cpv. 3 LAsi e nominato l'avv. Immacolata Iglio Rezzo-

nico quale patrocinatrice d'ufficio.  

10.2.2 Poiché la parte ha presentato una nota particolareggiata delle 

spese, prima della pronuncia della sentenza, la stessa è fissata dal Tribu-

nale sulla base della stessa (art. 14 TS-TAF). In conformità alla prassi del 

Tribunale, ed in caso di rappresentanza d'ufficio in materia d'asilo, la tariffa 

oraria è di regola da 200 a 220 franchi per gli avvocati e da 100 a 150 

franchi per i rappresentanti professionali che non sono avvocati (art. 12 TS-

TAF in relazione con l'art. 10 cpv. 2 TS-TAF); solo le spese necessarie ven-

gono indennizzate (art. 8 cpv. 2 TS-TAF). 

10.2.3 Nel caso in parola la nota d’onorario prodotta dalla patrocinatrice, 

pari a Fr. 4'768.40 (IVA compresa), stabilita sulla base di un dispendio ora-

rio di 13.25 ore, alla tariffa oraria di Fr. 300.-, oltre disborsi per Fr. 402.50, 

va adeguata in alcuni punti della stessa come segue (art. 14 TS-TAF).  

La patrocinatrice ha inoltre chiesto il rimborso dei disborsi per la traduzione 

in lingua italiana dei documenti trasmessi in sede ricorsuale, producendo 

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due fatture emanate da Reistlingue Sagl pari a Fr. 360.80 (236.95 + 

123.85). 

10.2.4 In primo luogo, il tempo calcolato dalla patrocinatrice per le presta-

zioni eseguite fino all’8 febbraio 2022 appare corretto. Nondimeno, essen-

dovi stato un ulteriore scambio di osservazioni dopo l’emanazione nota 

d’onorario, pare giusto riconoscere alla patrocinatrice un dispendio orario 

di un’ora supplementare, pari ad un quarto d’ora per ogni ulteriore scritto 

trasmesso al Tribunale, tenuto conto dell’ampiezza e dell’utilità degli stessi. 

In secondo luogo la tariffa oraria di Fr. 300.- contabilizzata nella nota d’ono-

rario, risulta estendersi oltre agli importi indicati nella decisione incidentale 

del 27 luglio 2021 (e rammentati al consid. 10.2.2) ed è pertanto da ricon-

durre a Fr. 220.- l’ora.  

In terzo luogo, le spese indicate quale importo forfettario di Fr. 402.50 nella 

nota d’onorario, in quanto non supportate da giustificativi, per prassi del 

Tribunale non possono essere riconosciute a titolo di spese ai sensi dell’art. 

9 cpv. 1 lett. b TS-TAF. Sulla base degli atti all’incarto si riconoscono tutta-

via Fr. 100.- per i disborsi occasionati alla patrocinatrice d’ufficio (art. 9 cpv. 

1 lett. b TS-TAF).  

Infine non possono essere riconosciuti i disborsi richiesti (art. 13 TS-TAF) 

per la traduzione dei documenti trasmessi a questo Tribunale, alla luce 

dell’esito della causa e dell’irrilevanza degli stessi (art. 8 cpv. 2 TS-TAF).  

10.2.5 Ne consegue che l’onorario d’ufficio può essere fissato in Fr. 3'135.- 

a cui si aggiungono fr 100.- quali spese di patrocinio, nonché l’IVA al 7.7% 

sul totale (conto tenuto che l’ultima prestazione è stata eseguita prima 

dell’entrata in vigore del nuovo tasso, valido a partire dal 1° gennaio 2024 

[cfr. art. 115 cpv. 1 LIVA]), pari a Fr. 249.- (arrotondato per difetto).  

L’indennità per patrocinio d’ufficio è pertanto stabilita in complessivi  

Fr. 3'484.- (art. 9 cpv. 1 lett. c TS-TAF).    

11.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

 

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Pagina 23 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

La cassa del Tribunale verserà all'avv. Immacolata Iglio Rezzonico un'in-

dennità per patrocinio d’ufficio di complessivi Fr. 3'484.-. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Emilia Antonioni Luftensteiner Luca Rossi 

 

 

Data di spedizione:  

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