# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b4a4fd94-d5ec-5cd6-938a-6cc6c2694cb2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-04-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.04.2014 D-6893/2013
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6893-2013_2014-04-29.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-6893/2013 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  2 9  a p r i l e  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 

con l'approvazione del giudice Hans Schürch; 

cancelliera Zoe Cometti. 

 

 
 

Parti 

 
A. _______, nata il (…), 

Eritrea, 

rappresentata dal signor Rosario Mastrosimone, 

 

agendo in nome di 

 

B. _______, nato il (…), 

Eritrea 

ricorrente, 

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 

 

Oggetto 

 
Domanda d'asilo presentata all'estero ed autorizzazione 

d'entrata; 

decisione dell'UFM del 13 novembre 2013 / N (…). 

 

D-6893/2013 

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Visto: 

la domanda d'asilo che A. _______, cittadina eritrea, ha presentato in 

Svizzera l'8 luglio 2011; 

la decisione del 12 giugno 2012 dell'Ufficio federale della migrazione (di 

seguito: UFM) con la quale detto Ufficio ha riconosciuto la qualità di rifu-

giato all'interessata ed al figlio C. _______ (nato in Svizzera il […]), ha re-

spinto la domanda d'asilo, ordinando l'allontanamento degli interessati, 

ammettendoli tuttavia provvisoriamente per inammissibilità dell'esecuzio-

ne dell'allontanamento; 

lo scritto del 30 luglio 2012 con il quale il rappresentante legale di 

A. _______ ha depositato una domanda d'asilo in nome di B. _______ 

all'attenzione dell'UFM, in quanto quest'ultimo risiederebbe in Eritrea 

presso la nonna materna, la quale non sarebbe più in grado d'occuparsi 

di lui, ed il di lui padre si troverebbe a Khartoum in Sudan, pertanto sa-

rebbe nell'interesse del fanciullo raggiungere la madre in Svizzera; la fo-

tocopia del certificato di battesimo di B. _______ e la procura conferitagli 

da A. _______; 

lo scritto del 23 maggio 203 con il quale l'UFM ha, in primo luogo, indicato 

che nella presente procedura un'audizione da parte della rappresentanza 

svizzera non sarebbe stata necessaria ed ha, di conseguenza, invitato il 

rappresentante a rispondere ad un formulario di domande puntuali circa 

la situazione dei suoi mandanti ed, in secondo luogo, ha accordato la 

possibilità di prendere posizione in merito ad un eventuale rigetto della 

domanda d'asilo e dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera; 

lo scritto del 7 giugno 2013 con il quale il rappresentante ha presentato le 

risposte al questionario da parte della sua mandante indicando nuova-

mente, circa i motivi d'asilo di B. _______, che la di lui nonna non sareb-

be più in grado di occuparsi dello stesso; la presa di posizione in caso di 

diniego d'entrata in cui è indicato che qualora B. _______ fosse costretto 

a rimanere in Eritrea, si ritroverebbe in uno stato di totale abbandono; 

lo scritto dell'8 luglio 2013 con il quale il rappresentante ha informato 

l'UFM che B. _______ sarebbe stato accompagnato da sua zia rispetti-

vamente sorella di A. _______ in un campo profughi in Etiopia; 

lo scritto dell'11 luglio 2013 con il quale l'UFM ha sottoposto al rappresen-

tante un ulteriore questionario di domande viste le nuove circostanze; 

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lo scritto del 19 luglio 2013 con il quale il rappresentante, in ossequio allo 

scritto succitato, ha indicato che la zia di B. _______ lo avrebbe preso in 

custodia e accompagnato, varcando il confine illegalmente, presso un 

campo profughi in Etiopia nei pressi di Htsat; 

la decisione del 13 novembre 2013 dell'UFM, notificata il 

14 novembre 2013 (cfr. atto B16/1), con la quale detto Ufficio non ha au-

torizzato l'entrata di B. _______ in Svizzera ed ha respinto la domanda 

d'asilo dall'estero, in quanto i motivi d'asilo fatti valere non sarebbero su-

scettibili di giustificare l'autorizzazione d'entrata in Svizzera, il soggiorno 

in Etiopia sarebbe ragionevolmente esigibile e, circa le relazioni strette 

con la Svizzera, le condizioni del ricongiungimento familiare di rifugiati 

ammessi provvisoriamente non sarebbero nella fattispecie date; 

il ricorso del 6 dicembre 2013 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d'entrata: 9 dicembre 2013) con il quale la ricorrente ha chiesto 

l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 

causa all'autorità inferiore per il rilascio dell'autorizzazione d'entrata; 

l'istanza di concessione dell'assistenza giudiziaria con protestate spese e 

ripetibili; le allegazioni ricorsuali con le quali l'insorgente ha contestato il 

mancato espletamento di un'audizione e l'assenza di una relativa 

motivazione, indicando che l'UFM avrebbe dovuto autorizzare l'entrata in 

Svizzera per chiarire i fatti sull'esistenza di motivi d'asilo come pure sulla 

ragionevolezza del soggiorno in Etiopia tramite espletamento di 

un'audizione al fanciullo ed ha, infine, contestato l'analisi dell'UFM circa le 

relazioni strette di B. _______ con la Svizzera; i nuovi fatti esposti a livello 

ricorsuale che vedrebbero la zia di B. _______ costretta a lasciare il 

campo profughi e condurre lo stesso ad Addis Abeba (Etiopia) per un 

consulto medico dal quale sarebbe risultato che il fanciullo soffrirebbe di 

un'atrofia del lobo occipitoparietale con assottigliamento della corteccia e 

associata dilatazione ventricolare (cfr. allegato 2) che renderebbe non 

ragionevolmente esigibile il soggiorno dello stesso in Etiopia in assenza 

della madre; 

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno ri-

presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; 

 

e considerato: 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi [RS 142.31]) contro 

una decisione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 

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LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5 e 52 

PA; 

che l'interessata, agendo in nome di suo figlio minorenne, ha diritto di ri-

correre (art. 48 cpv. 1 lett. a-c); 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di 

un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltan-

to sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); 

che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti; 

che con modifica del 28 settembre 2012, l'Assemblea federale ha intro-

dotto alcune modifiche urgenti alla legge sull'asilo (cfr. Modifiche urgenti 

della legge sull'asilo del 28 settembre 2012; RU 2012 5359; FF 2010 

3889) entrate in vigore il 29 settembre 2012 con effetto sino al 

28 settembre 2015; 

che fra le modifiche figura la soppressione della possibilità di depositare 

una domanda d'asilo presso una rappresentanza svizzera all'estero; che 

giusta la relativa disposizione transitoria, le domande d'asilo depositate 

all'estero prima dell'entrata in vigore di suddetta modifica della LAsi sono 

rette dagli articoli 12, 19, 20, 41 cpv. 2, 52 e 68 LAsi nel tenore previgen-

te; 

che essendo la presente domanda d'asilo dall'estero stata depositata il 

30 luglio 2012, il presente ricorso viene quindi trattato secondo le disposi-

zioni applicabili del diritto previgente e l'invalsa giurisprudenza sviluppata 

sul tema; 

che la circostanza per cui la presente domanda d'asilo non sia stata pre-

sentata presso una rappresentanza svizzera all'estero, bensì direttamen-

te all'UFM non è determinante (cfr. DTAF 2011/39 consid. 3); 

che preliminarmente, giusta l'art. 19 cpv. 1 LAsi (in vigore prima delle mo-

difiche), se un richiedente deposita una domanda d'asilo all'estero, 

quest'ultima deve essere depositata presso una rappresentanza svizzera 

la quale trasmette tale domanda all'UFM corredata da un rapporto (art. 20 

cpv. 1 LAsi in vigore prima delle modifiche); che l'Ufficio autorizza il ri-

chiedente ad entrare in Svizzera per chiarire i fatti se non si può ragione-

http://www.admin.ch/ch/i/as/2012/5359.pdf
http://www.admin.ch/ch/i/ff/2010/3889.pdf
http://www.admin.ch/ch/i/ff/2010/3889.pdf

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volmente pretendere che questi rimanga nel Paese di domicilio o di sog-

giorno o che si rechi in un altro Paese (art. 20 cpv. 2 LAsi, in vigore prima 

delle modifiche); che in ossequio all'art. 10 cpv. 1 dell'ordinanza 1 sull'asi-

lo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, 

RS 142.311), la rappresentanza svizzera all'estero procede di norma ad 

un interrogatorio del richiedente l'asilo; che se l'interrogatorio non è pos-

sibile, il richiedente l'asilo è invitato a indicare per scritto i motivi d'asilo 

(art. 10 cpv. 2 OAsi 1); che la rappresentanza svizzera trasmette all'UFM 

il verbale dell'interrogatorio o la domanda d'asilo scritta, come anche altri 

documenti pertinenti e un rapporto completivo contenente la sua valuta-

zione della domanda d'asilo (art. 10 cpv. 3 OAsi 1); 

che nella decisione impugnata, l'UFM ha indicato che vista la giovane età 

di B. _______ (7 anni e non come erroneamente indicato dall'UFM 

9 anni) e conformemente alla prassi in vigore in Svizzera un'audizione sui 

motivi d'asilo non sarebbe stata prevista; che l'UFM ha ritenuto che i fatti 

sarebbero stati sufficientemente chiari per permettere una decisione e 

che per tale motivo ha invitato l'interessata ad esprimersi in merito ad un 

eventuale rifiuto della domanda d'asilo dall'estero e dell'autorizzazione 

d'entrata in Svizzera; che nonostante l'UFM ritenesse i fatti sufficiente-

mente chiari ha inviato a due riprese la ricorrente a rispondere in maniera 

precisa e concreta ad un formulario di domande (cfr. atti B8/3 e B11/3); 

che nel ricorso l'insorgente ha messo in dubbio tale giustificazione rile-

vando in particolare che l'autorità inferiore avrebbe dovuto motivare la 

mancata audizione di B. _______ in occasione dell'invito a rispondere al 

questionario di domande e non nella decisione finale; 

che sebbene le rappresentanze svizzere in Eritrea e in Etiopia non abbia-

no proceduto all'audizione diretta di B. _______ e sebbene la giustifica-

zione della rinuncia a tale audizione sia stata esplicitata solo in occasione 

della decisione finale, l'insorgente ha comunque potuto far valere i motivi 

d'asilo del figlio (cfr. atti B9/3 e B12/3); che inoltre, la ricorrente ha avuto 

la possibilità di esprimersi sull'eventuale pronuncia di una decisione nega-

tiva nei suoi confronti (cfr. atti B8/3 e B9/3); che il diritto di essere sentito 

è stato rispettato e l'autorità inferiore ha potuto pronunciarsi sulla base di 

un dossier completo; che pertanto l'istruzione è stata condotta in osse-

quio ai crismi legali e giurisprudenziali (cfr. DTAF 2007/30 consid. 5.4-

5.7); 

che giusta l'art. 3 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o 

di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro 

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razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di 

essere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente 

l'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, 

nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile; 

che se il richiedente non rende verosimili delle persecuzioni (art. 3 e 

7 LAsi) o se è ragionevole pretendere che il richiedente si adoperi per es-

sere accolto in un altro Paese (art. 52 cpv. 2 LAsi, in vigore prima delle 

modifiche), l'UFM è legittimato a rendere una decisione materiale negati-

va (cfr. DTAF 2012/3 consid. 2.3, 2011/10 consid. 3.2; Giurisprudenza ed 

informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo  

[GICRA] 2004 n. 21 consid. 2a, 2004 n. 20 consid. 3a, 1997 n. 15 

consid. 2b); 

che le condizioni che permettono l'ottenimento di un'autorizzazione d'en-

trata devono essere definite in maniera restrittiva, per questo motivo l'au-

torità giudicante dispone di un margine di apprezzamento esteso; che ol-

tre all'esistenza di un'esposizione a serio pericolo ai sensi dell'art. 3 LAsi, 

l'autorità prende in considerazione altri elementi, segnatamente l'esisten-

za di relazioni particolari con la Svizzera o con un altro Paese, la garanzia 

di protezione di uno Stato terzo, la possibilità pratica e l'oggettiva esigibili-

tà dell'ammissione in un altro Paese; che in altri termini, la possibilità e 

l'esigibilità di ricercare una protezione al di fuori dalla Svizzera, così come 

le future possibilità di integrazione; che ciò che è decisivo, per la conces-

sione di un'autorizzazione d'entrata, è il bisogno di protezione delle per-

sone interessate; che pertanto, è necessario appurare l'esistenza di un 

pericolo verosimile ai sensi dell'art. 3 LAsi e verificare se si possa ragio-

nevolmente esigere dall'interessato che durante l'esame della sua do-

manda prosegua il soggiorno nel Paese d'origine o che si rechi in un Pa-

ese che lo possa accogliere, più vicino di quanto sia la Svizzera  

(cfr. DTAF 2011/10 consid. 3.3); 

che la circostanza per cui il richiedente l'asilo dall’estero soggiorni in uno 

Stato terzo, non implica necessariamente che egli debba adoperarsi al 

fine di ottenere l’ammissione in detto Stato; che anche in siffatta 

evenienza, occorrerà esaminare gli elementi suscettibili di fare apparire 

siccome esigibile la sua ammissione in tale Stato (o in un altro Stato) e 

confrontarli con gli eventuali vincoli particolari con la Svizzera; che se vi 

sono degli indizi di una messa in pericolo attuale del richiedente l'asilo nel 

suo Paese d'origine e non vi è la possibilità effettiva di una domanda di 

protezione in un altro Paese, è accordata l'autorizzazione d'entrata in 

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Svizzera (cfr. DTAF 2011/10 consid. 5.1; GICRA 2005 n. 19 consid. 4.3, 

2004 n. 21 consid. 2b e 4, 2004 n. 20 consid. 3b, 1997 n. 15 

consid. 2f); che i vincoli particolari con la Svizzera insiti nell’art. 52 

cpv. 2 LAsi non sono identici ai presupposti dell’asilo accordato a famiglie 

di cui all’art. 51 LAsi (cfr. GICRA 2004 n. 21 consid. 4b.aa); 

che nella fattispecie, conviene in primo luogo stabilire se i motivi di asilo 

di B. _______ invocati dalla ricorrente siano tali da giustificare un'autoriz-

zazione d'entrata in Svizzera, ossia verificare la sussistenza di un avvera-

to bisogno di protezione; 

che con lo scritto con il quale la ricorrente ha presentato la domanda 

d'asilo in nome di B. _______ (cfr. atto B1/5), ha indicato quale motivo 

d'asilo che lo stesso si sarebbe trovato in Eritrea presso la nonna e che 

quest'ultima non sarebbe più in grado d'occuparsi di lui; che invitata a 

rispondere al primo formulario di domande, ella ha reiterato tali motivi  

(cfr. atto B9/3, pag. 2); 

che il Tribunale ritiene, come rettamente rilevato dall'UFM, che tali moti-

vazioni, come palesemente riconoscibile, non rientrano nella nozione di 

persecuzione o esposizione a serio pericolo ai sensi dell'art. 3 LAsi; 

che, inoltre, in occasione della risposta al secondo formulario di doman-

de, la ricorrente ha indicato che attualmente B. _______ si sarebbe trova-

to in compagnia di sua zia (sorella della ricorrente) in Etiopia in un campo 

profughi nei pressi di Htsat e che avrebbero attraversato il confine ille-

galmente (cfr. atto B12/3); 

che l'UFM nella decisione impugnata, ha indicato che le persone di gio-

vane età come B. _______ non sottostanno all'obbligo di leva e pertanto, 

seppure lo stesso ha lasciato il territorio eritreo illegalmente a quest'ultimo 

non v'è da riconoscere la qualità di rifugiato; 

che anche qualora l'uscita illegale dal territorio eritreo riconducesse a ri-

conoscere la qualità di rifugiato di B. _______, egli avrebbe un'esclusione 

alla concessione dell'asilo giusta l'art. 54 LAsi per motivi soggettivi insorti 

dopo la fuga; che se in una procedura di domanda d'asilo presentata 

all'estero la qualità di rifugiato sussiste solamente in virtù di motivi sogget-

tivi insorti dopo la fuga, la concessione dell'autorizzazione d'entrata è a 

priori esclusa (cfr. DTAF 2012/26 consid. 7); 

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che nel ricorso, la ricorrente ha indicato che le condizioni di salute di 

B. _______ sarebbero peggiorate e che lo stesso non sarebbe in grado di 

sentire e parlare (cfr. ricorso, pag. 12); che la zia di B. _______ avrebbe 

portato lo stesso ad Addis Abeba per una visita da un medico dalla quale 

si è potuto evincere che lo stesso soffrirebbe di un'atrofia del lobo occipi-

toparietale con assottigliamento della corteccia e associata dilatazione 

ventricolare (cfr. allegato 2); che pertanto, egli avrebbe bisogno delle cure 

della madre; 

che a titolo abbondanziale, giova rilevare che sebbene le condizioni di vi-

ta in Etiopia non siano facili, in particolare per i profughi nei campi, la ri-

corrente in sostanza non ha dimostrato che B. _______, in compagnia 

della zia materna, sia costretto a vivere in condizioni tali da ritenere un 

pericolo per la sua stessa vita; 

che alla luce di tutto quanto sopra, a giusto titolo l'UFM non ha autorizza-

to l'entrata in Svizzera a B. _______ ed ha respinto la domanda d'asilo 

dall'estero; 

che in virtù delle considerazioni esposte, le conclusioni ricorsuali tendenti 

all'annullamento del provvedimento impugnato vanno respinte; che ne 

consegue che il gravame va disatteso e la querelata decisione conferma-

ta; 

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda 

d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese 

processuali è divenuta senza oggetto; 

che, per quanto precede, il ricorso deve essere respinto; 

che le spese processuali che seguono la soccombenza sarebbero da por-

re a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del 

regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tri-

bunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]); che tuttavia, tenuto conto della particolarità della causa, 

esse vengono condonate (art. 6 lett. b TS-TAF); 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF); 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, all'UFM e all'autorità can-

tonale competente. 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Zoe Cometti 

 

 

Data di spedizione: