# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9956a2bf-225b-5c80-a8d8-736bf6c3a8e9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-04-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.04.1996 41.1995.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_41-1995-2_1996-04-17.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  41.95.00002

  AMF 8/91

   

   

  RF/DC/nh

  	
  Lugano

  17 aprile 1996

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Silvia Torricelli (in sostituzione di Valerio Valsangiacomo,
  impedito)

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

statuendo sulla petizione del 11 ottobre 1991 di

 

	
   

  	
  __________,  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 12 aprile 1991 emanata da

  
	
   

  	
  Uff.fed.assicurazione militare, 3001 Berna,  

  rappr. da: Ufficio fed.assicurazione militare, 6500
  Bellinzona,  

   

  in materia di assicurazione militare federale.

  

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                                1.1   Il 27 settembre 1976
l'assicurato iniziò un corso di ripetizione.

                                         In occasione della visita
sanitaria d'entrata l'interessato consegnò un certificato medico attestante
"acufeni orecchio sinistro". Venne considerato abile al servizio.

                                         Terminato il servizio, una
visita medica del 19 ottobre 1976 accertò un peggioramento della situazione
acustica. 

                                         L'assicurazione militare
assunse il caso, versando le prestazioni assicurative fino al 30 settembre
1986, dopodiche ritenne non più data una responsabilità della Confederazione
per l'affezione uditiva a sinistra.

                                         Giudicando la causa
relativa, il TCA, con sentenza del 23 luglio 1990, ha invece accertato che il
danno fisico all'orecchio sinistro di __________ è per il 50% conseguenza di
aggravamento di influenze subite durante il CR 1976 e ha ritornato gli atti all'UFAM
per stabilire le prestazioni di diritto.

 

                                1.2   Con decisione 12 aprile 1991 l'UFAM
ha stabilito:

 

" 
__________ ha pertanto diritto, dal 1° ottobre 1985 e per tempo
indeterminato, a una rendita per menomazione rilevante dell'integrità fisica,
fissata sui seguenti elementi di calcolo:

 

- responsabilità
della Confederazione del 

  100% dal 1°
ottobre 1985 al 31 agosto 1986, e del

    50% dal 1°
settembre 1986 innanzi;

- grado della menomazione
del 5%;

- percentuale fissa
della prestazione dell'85%; 

- basi di calcolo       di
 fr.  25'934.-   per il 1985,

      di                       fr.  26'972.-        per
il 1986 e il 1987,

      di                       fr.  27'566.-        per
il 1988 e il 1989, e

      di                       fr.  29'220.-        dal
1990 innanzi.

 

Come già esposto
nella Proposta del 12 febbraio 1991, tale rendita viene riscattata d'ufficio
dall'assicurazione militare (articolo 25 capoverso 2 LAM) con un ammontare di
fr. 12'282.40 (valore capitalizzato al 1° marzo 1991, secondo le tabelle Stauffer/Schaetzle,
4a edizione), al quale vanno aggiunte le mensilità retroattive
dall'ottobre 1985 al febbraio 1991.

 

Per quanto attiene
agli interessi di mora richiesti va rilevato che, a più riprese, il Tribunale
federale delle assicurazioni ha ricordato che, per principio, nelle assicurazioni
sociali gli interessi di mora non sono dovuti se non sono espressamente
previsti dalla legge e che, in particolare nell'ambito delle prestazioni, un
obbligo di pagare gli interessi viene riconosciuto solo eccezionalmente quando
l'amministrazione ha agito colpevolmente in modo illecito o con mezzi dilatori
(cfr. RCC 1983, 153 segg., come pure STFA 1952, 88; DTF 101 V 117, 108 V 15 e
113 V 48)."

 

 

                                1.3   Contro la graduazione della
menomazione rilevante l'11 ottobre 1991 è stata presentata una "petizione"
richiedente  in via principale una rendita per una menomazione del 15% a
contare dall'ottobre 1976 e interessi di mora del 5% dal 1° gennaio 1985.

                                         In via subordinata
l'attore pretende un'indennità in capitale di fr. 30'000.-, oltre a interessi
di mora al 5% dal 1° marzo 1985, eventualmente l'annullamento della decisione
impugnata.

                                         Ritiene che, secondo
logica, la rendita per menomazione debba essere versata dal momento in cui
diventa chiaro che non si può più sperare in una guarigione attraverso le
necessarie cure.

                                         Prosegue:

 

" 
Iniquo e del tutto arbitrario è invece far partire solo da un
momento successivo l'obbligo di versare una rendita per menomazione della
integrità fisica, anche perché tale rendita non copre i maggiori momenti del
danno, quelli iniziali durante i quali il danneggiato si vede confrontato con
la novità di una situazione invalidante, ossia quelli di maggior intensità e
quindi che maggiormente esigono risarcimento. La perdita di guadagno, in tali
casi è coperta dall'indennità per malattia, mentre la menomazione
dell'integrità fisica non è per nulla coperta.

Inoltre questo
fatto favorisce spudoratamente l'AMF che, ritardando la decisione di un caso -
come ha fatto con il signor __________ - in sostanza si è arricchita a sue
spese, non dovendo altrimenti versare alcunché. Se questo è il senso
dell'assicurazione sociale che premia chi ha subito un danno servendo la
patria, allora lo si dica senza mezze parole invece di vendere polvere per gli
orbi!

Se poi pensiamo
che, nel caso concreto, l'AMF ammette una responsabilità totale (al 100%) della
Confederazione sino al 31 agosto 1986 e che quindi, per ben dieci anni
dall'evento invalidante il __________ nulla ha percepito se non il risarcimento
della perdita di guadagno per i periodi di ospedalizzazione e convalescenza, la
tesi dell'AMF appare veramente iniqua. Il signor __________ deve pertanto
pretendere che, se una rendita per menomazione dell'integrità si vuol fissare,
essa abbia a decorrere dal momento della menomazione poiché, per il periodo
intermedio, essa non è stata altrimenti indennizzata, pur sussistendo ed in
modo anche più grave.

L'AMF, nel caso
concreto, afferma che un'affezione invalidante di una certa importanza si è
manifestata solo nel 1985 ed intende pertanto far decorrere solo da tale data
la rendita.

Osserviamo in
proposito che l'intervento radicale cui il __________ venne sottoposto e che permise di risolvere finalmente i
problemi di salute dell'interessato risale all'autunno del 1981: fu in quel
momento che si constatò l'irreparabile pregiudizio alla catena degli ossicini
nell'orecchio medio ed è dunque da tale momento che, in linea eventuale, la
rendita deve decorrere."

                                      

                                         Per quanto riguarda gli
interessi di mora, l'attore ritiene che l'AMF avrebbe potuto e dovuto decidere
sulla rendita per menomazione rilevante il 1° gennaio 1985, per cui essi
sarebbero dovuti da quel momento.

                                         Ritiene infine offensiva
la graduazione della menomazione di solo il 5% e propone una valutazione del
15% già tenuto conto della responsabilità della Confederazione per il 50%.

 

                                1.4   L'UFAM con risposta 31
ottobre 1991 propone di respingere l'impugnativa. Ricorda di aver valutato la
rilevante menomazione secondo la sua consolidata prassi descritta dal dott.
__________, "Die Integritätspraxis der Militärversicherung", in Schweizerische
Aertzezeitung, 1990, fascicolo 10 pag. 386. 

                                         Per quanto riguarda la
data d'inizio della rendita ricorda che nella decisione impugnata è stato
precisato come una menomazione rilevante indennizzabile è stata riscontrata
soltanto nel settembre 1985, per cui il diritto è sorto il 1° ottobre 1985.

                                         In merito al calcolo della
rendita capitalizzata l'UFAM riferisce ancora:

" 
La base di calcolo della rendita non ha assolutamente nulla a che
fare con il presumibile guadagno dell'assicurato, come sostiene il
patrocinatore a pagina 9 cifra 9 della sua petizione.

Essa venne
stabilita dall'Alto Tribunale federale delle assicurazioni con sentenza del 29
dicembre 1986 in re Gasser e confermata con sentenza del 31 dicembre successivo
in re Beiner (vedi le DTF 112 V 376 e 112 V 387) e fissata a 25'400 franchi per
il 1983.

L'assicurazione
militare, in base a questa sentenza, aumentò tale base di calcolo del 2,1% a
25'934 franchi per gli anni 1984 e 1985.

L'assicurazione
militare, sempre in base alla citata sentenza, aumentò di nuovo la base di
calcolo di 25'934 franchi del 4% a 26'972 franchi per gli anni 1986 e 1987.

Con ordinanza del
Consiglio federale concernente l'adeguamento delle prestazioni
dell'assicurazione militare all'evoluzione dei salari e dei prezzi (designata
qui appresso ordinanza), del 21 ottobre 1987, la base di calcolo di 26'972
franchi venne aumentata a 27'566 franchi per gli anni 1988 e 1989.

Con ordinanza del
18 ottobre 1989 essa venne fissata a 29'220 franchi per gli anni 1990 e 1991.

Per la
capitalizzazione della rendita giusta l'articolo 25 capoverso 2 LAM questa base
di calcolo viene moltiplicata per la percentuale della responsabilità della
Confederazione (intera o parziale), indi per la percentuale fissa dell'85%
(sentenza del TFA del 13 luglio 1966 in re Gysler; STFA 1966, pag. 148), e da
ultimo per gli anni secondo la tabella di capitalizzazione Stauffer/Schaezle n°
30.

Qualora la
responsabilità della Confederazione fosse totale anche dopo il 1° settembre
1986, e non solo del 50%, __________ avrebbe ricevuto oltre 30'000 franchi in
capitale, ovvero 

- fr.    24'564.80    (doppio
della rendita capitalizzata)

- fr.      1'039.95    (mensilità
arretrate 1.10.1985-31.08.1985)

- fr.     
5'319.40    (doppie mensilità arretrate 1.9.1986-28.02.1991)

 
fr.     30'924.15    in totale."

 

                                         Infine, sul tema degli
interessi di mora rimanda a quanto già esposto nella decisione impugnata.

 

                                1.5   L'8 novembre 1994 si è
proceduto all'interrogatorio di causa.

                                         L'udienza in questione era
stata fissata per il giorno 22 ottobre 1992, ma era stata rinviata su richiesta
del patrocinatore dell'attore.

                                         In seguito il convenuto
chiese ed ottenne gli atti di causa per le sue incombenze. Atti che vennero
restituiti al TCA il 3 febbraio 1994.

                                         Il 30 gennaio 1995 il TCA
ha ordinato una perizia specialistica a cura del prof.dott. __________, Institut
de médecine légale, __________. Il successivo 3 febbraio 1995 il TCA ha dato
mandato alla dott. __________, Clinique __________, Hôpital Cantonal,
__________

                                         a, di allestire una
perizia otorinolaringoiatrica.

                                         La dott. __________ ha
consegnato il suo rapporto peritale in data 30 maggio 1995.

                                         Il prof. __________ g ha
stilato il proprio referto in collaborazione con la dott. __________ in data 3
luglio 1995.

                                         Il 21 luglio 1995 l'UFAM
si riconferma nella propria posizione di causa.

                                         In data 3 agosto 1995
l'attore propone quesiti complementari che il TCA ha sottoposto alla dott.
__________.

                                         Il perito ha risposto ai
quesiti in data 8 marzo 1996.

                                         Il 20 marzo 1996 l'insorgente
chiede la convocazione del perito per la delucidazione orale delle sue risposte
di complemento.

                                         L'UAM in data 22 marzo
1996 fa invece valere:

 

" 
Le risposte ai quesiti peritali di complemento confermano in modo
evidente quanto già noto e sostenuto dall'assicurazione militare.

Non possiamo che
confermare quanto da noi argomentato nelle precedenti prese di posizione,
postulando di respingere il ricorso."

 

 

                                         in diritto

 

                                2.1   In ordine

 

                             2.1.1   Ai sensi dell'art. 55 cpv. 1 e
2 della legge federale sull'assicurazione militare (del 20 settembre 1949), in
vigore fino al 31 dicembre 1993:

 

" 
gli aventi diritto
possono ricorrere ai tribunali contro le decisioni dell'assicurazione militare
emanate in applicazione della presente legge (art. 12 e 13) entro sei mesi
dalla data della loro notificazione.

Le azioni sono
promosse in prima istanza davanti ai tribunali cantonali delle assicurazioni,
in seconda e ultima istanza davanti al Tribunale federale delle
assicurazioni."

 

                                         Per l'art. 12 cpv. 1 della
legge del 1949, l'assicurazione comunica al richiedente, in forma di proposta
scritta e motivata, il riconoscimento o il rifiuto delle sue pretese e, se del
caso, la natura o i limiti delle prestazioni previste, rendendolo attento che è
tenuto a dichiarare per scritto, entro trenta giorni, se l'accetta o se vi si
oppone.

                                         Se il richiedente vi si
oppone, o non si pronuncia entro il termine assegnatogli, gli atti sono
consegnati alla direzione dell'assicurazione che, dopo nuovo esame, prende una
decisione (art. 12 cpv. 2 Legge del 1949).

                                         Questa, da comunicarsi
motivata al richiedente, deve indicare i rimedi giuridici e il termine, la
forma, l'autorità di ricorso (art. 12 cpv. 3 Legge del 1949).

                                         Oggetto del ricorso è il
dispositivo della decisione impugnata.

                                         La decisione costituisce
il presupposto e il contenuto della contestazione sottoposta all'esame
giudiziale (DTF 110 V 51 consid. 3b, DTF 105 V 276 consid. 1, DTF 104 V 180,
DTF 102 V 152, STFA 23 marzo 1992 nella causa G.C., STCA 4 maggio 1992 nella
causa G.V.; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, pag. 44 in fine).

                                         La decisione impugnata
statuisce esclusivamente sul diritto alla rendita per menomazione rilevante ai
sensi dell'art. 25 Legge del 1949.

                                         Nella sua petizione, ma
soprattutto in proseguo d'istruttoria, l'insorgente sembra postulare anche una
rendita d'invalidità ai sensi dell'art. 24 della legge in vigore fino al 31
dicembre 1993.

                                         In particolare le domande
formulate dall'attore al prof. __________, di __________, mirano a far
determinare "un'invalidità pratica (ridotta capacità lavorativa e, di
conseguenza, di guadagno)" (doc. _).

                                         Chiaramente tutta la
tematica relativa all'incapacità di lavoro e di guadagno esula dunque - nel
caso di specie - dalle competenze del TCA.

 

                             2.1.2   Secondo dottrina e giurisprudenza
costanti, il diritto di essere sentito, sancito dall'art. 4 Costituzione
federale, comprende varie pretese: il diritto di espri­mersi prima che una
decisione sia presa, il diritto di fornire prove sui fatti rilevanti per il
giudizio, il diritto di farsi rappresentare o assistere, il diritto di ottenere
una decisione motivata, come pure il diritto di prendere conoscenza degli atti
di causa (Pratique VSI 1993 pag. 41-42 consid. 4, DTF 117 V 265 consid. 3d, DTF
117 Ia 268 consid. 4b, DTF 116 V 33 consid. 4a, DTF 115 Ia 11 consid. 2b, DTF
112 Ia 3; STFA 6 marzo 1992 in re I. A.-A.; Maurer, Bundessozialversicherungsrecht,
pag. 28-29; Zimmerli, "Zum rechtlichen Gehör im Sozialversicherungsrechtlichen
Verfahren" in Evoluzione del diritto delle assicurazioni sociali,
Miscellanea per il 75° anniversario del TFA pag. 313ss; Cottier, "Der Anspruch
auf rechtliches Gehör, Art. 4 BV" in Recht 1984 pag. 1ss; Knapp, Précis de
droit administratif, 4a edizione, ni. 662ss, pag. 141s).

                                         Giusta l'art. 6 n. 1 CEDU
ogni persona ha diritto ad un'equa e pubblica udienza entro un termine
ragionevole, davanti a un Tribunale indipendente e imparziale costituito per
legge, al fine della determinazione sia dei suoi diritti e dei suoi doveri di
carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che le venga
rivolta.

                                         Il principio della
pubblicità del dibattimento deve essere garantito, in conformità alla prassi
stabilita dagli organi chiamati ad applicare la Convenzione, in via prioritaria
nel contenzioso davanti all'autorità giudiziaria di primo grado (DTF 120 V 7 consid.
3a in fine, 119 V 380 consid. 4b/aa in fine) e presuppone che la parte abbia
inoltrato la richiesta di una pubblica udienza alla suddetta autorità (DTF 120
V 8 consid. 3d e riferimenti ivi citati).

                                         Secondo la più recente
giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni, una domanda di
pubblico dibattimento, giusta l'art. 6 n. 1 CEDU, deve sussistere in maniera
chiara ed inequivocabile: se un assicurato presenta ai giudici di prime cure
soltanto, per esempio, un'istanza d'audizione personale o d'interrogatorio di
parte o di testimoni, oppure una domanda d'effettuare un sopralluogo, detti
atti costituiscono semplicemente delle richieste d'assunzione di prove, non
suscettibili di fondare l'ordinamento di un pubblico dibattimento (STFA 5
febbraio 1996 nella causa F.; STFA 13 marzo 1996 nella causa G.C., non
pubblicate).

                                         In particolare nella
sentenza 5 febbraio il TFA ha stabilito:

 

" 
Von einer ausdrücklich beantragten öffentlichen
Verhandlung kann abgesehen werden, wenn der Antrag der Partei als schikanös
erscheint oder auf eine Verzögerungstaktik schlissen lässt und damit dem
Grundsatz der Einfachheit und Raschheit des Verfahrens zuwiderläuft oder gar rechtsmissbräuchlich
ist (vgl. Egli, La protection de la bonne foi dans le procès, in: Bolla/Rouiller
(Hrsg.), Verfassungsrechtsprechung und Verwaltungsrechtsprechung, Zürich 1992,
S. 239 f.).

Gegen
die Ablehnung einer beantragten öffentlichen Verhandlung lässt sich in der
Regel auch nichts einwenden, wenn sich ohne eine solche mit hinreichender
Zuverlässigkeit erkennen lässt, dass eine Beschwerde offensichtlich unbegründet
oder unzulässig ist (a.M. Hangartner, in AJF 1995 S. 647 Ziff. 14).

(...)

Als
weiteres Motiv für die Verweigerung einer beantragten öffentlichen Verhandlung
fällt die hohe Technizität der zur Diskussion stehenden Materie in Betracht (a.M.
Hangartner, in AJD 1995 S. 647 Ziff. 14). Dieses Argument darf indessen nicht
dazu führen, dass in sozialversicherungsrechtlichen Prozessen generell von
öffentlichen Verhandlungen Abstand genommen wird. Zwar gibt es in diesem
Rechtsgebiet zahlreiche Streitsachen, welche sich wegen ihrer Komplexität und
Unübersichtlichkeit kaum für eine mündliche Verhandlung eignen und sich
praktisch auch nur in Schriftform verständlich darstellen lassen. Zu denken ist
dabei etwa an rein rechnerische, versicherungsmathematische oder buchhalterische
Probleme. Andere dem Sozialversicherungsrecht inhärente Fragestellungen
materiell- oder verfahrensrechtlicher Natur wie etwa die Würdigung
medizinischer Gutachten fallen jedoch in der Regel nicht darunter."

 

(STFA 5 febbraio
1996 nella causa F consid. 3b, prevista per la pubblicazione)

 

                                         Va inoltre ricordato che,
più in generale, fa parte del diritto di essere sentito, sancito dall'art. 4 Cost.
fed., pure il diritto delle parti di indicare quali prove esse reputano che si
debbano assumere nella causa, nonché di esigere l'assunzione delle prove
offerte.

                                         Il giudice ha tuttavia la
facoltà di procedere all'apprezzamento anticipato delle stesse e può rinunciare
ad assumere mezzi di prova il cui presumibile risultato non porterebbe alcun
nuovo chiarimento (DTF 117 Ia 268 consid. 4b). L'apprezzamento delle prove deve
comunque essere esaminato alla luce delle contingenze concrete (STFA 18 luglio
1995 nella causa eredi di W.M.).

 

                             2.1.3   Come è già stato ricordato,
l'attore chiede l'audizione della dott. __________ perché risponda a voce alle
seguenti domande:

 

"1.   L'intervento suggerito
per il signor __________, a dipendenza del quale «on peut s'attendre à une légère
amélioration de l'audition à gauche dans les fréquences graves ce qui pourrait rétablir
une symétrie auditive par rapport à l'oreille droite», in che misura può
incidere sul tasso di invalidità del 5% ritenuto dal perito?

 

 1.    Rispondendo alla
domanda relativa alle vertigini, il perito afferma che non può confermare le
constatazioni del prof. __________ poiché
il paziente più non lamenta vertigini: gli va chiesto se egli abbia o no
formulata una domanda precisa al __________ sulle vertigini e, se rispondesse
di sì perché non ne abbia fatto accenno nel proprio referto, dal momento che si
sarebbe trattato di un fatto nuovo importante rispetto al passato.

 

 2.    Rispondendo alle
domande sull'invalidità concreta relativa ad un peggioramento futuro, il perito
afferma che «Il n'y a pas raison de penser que l'audition de __________ se détériorera
plus rapidement que celle de la population en général.», ciò che mi sta
bene. Tuttavia una questione va chiarita ed è cioè se tale affermazione si basa
su valori assoluti oppure su valori relativi: ammettendo che il  peggioramento
percentuale delle facoltà uditive del signor __________ sarà pari a quello
della popolazione in generale, il fatto che il signor __________
"parta" da una facoltà uditiva ridotta gli farà più rapidamente
raggiungere una soglia di facoltà uditiva insufficiente oppure la sua facoltà
uditiva ridotta non peggiorerà in un primo tempo e finché sarà pari a quella
della rimanente popolazione della medesima età e solo da quel momento peggiorerà
come per la generalità della popolazione?"

 

                                         Nella presente
fattispecie, tema del contendere è il grado di menomazione rilevante,
rispettivamente la data d'inizio del diritto a questa prestazione assicurativa.

                                         Il perito è stato
chiamato, per iscritto, a rispondere a quesiti inerenti a queste tematiche e ha
fornito le sue risposte in modo convincente, mettendo a disposizione le sue
conoscenze scientifiche.

                                         I nuovi quesiti che
l'attore intenderebbe formulare a voce al perito, non apporterebbero precisazioni
tali da favorire un migliore giudizio sul tema del contendere.

                                         In simili condizioni, a
mente del TCA, si giustifica il rifiuto dell'audizione del perito. Tale
audizione risulta infatti ininfluente ai fini del giudizio e, anzi,
ritarderebbe inutilmente l'evasione di una causa già da tempo pendente. D'altra
parte l'assicurato non ha esplicitamente presentato una domanda di pubblico
dibattimento.

 

                                2.2   Nel merito.

 

                             2.2.1   In origine la legge
sull'assicurazione militare del 20 settembre 1949, in vigore fino al 31
dicembre 1993, non prevedeva l'assegnazione di una rendita per menomazione
rilevante.

                                         In occasione della
revisione parziale della legge, il 19 dicembre 1963 è stato introdotto il nuovo
testo dell'art. 25, rimasto in vigore fino al 31 dicembre 1993.

                                         Recita l'art. 25 LAM (in
vigore dal 1° gennaio 1964):

 

" 
La rendita per menomazione rilevante dell'integrità fisica o
psichica è determinata equamente secondo le circostanze.

Questa rendita può
essere riscattata in ogni tempo, d'ufficio o a richiesta dell'assicurato, anche
se non sono adempite le condizioni menzionate all'articolo 37.

Quando la diminuita
capacità al guadagno coincide con una menomazione rilevante dell'integrità
fisica o psichica, è assegnata una rendita unica, nella determinazione della
quale occorre tuttavia tenere conto dei due danni.

Se viene leso uno
degli organi doppi, il rischio di un'ulteriore menomazione all'altro non deve
essere considerato nel calcolo della rendita. Se anche il secondo organo viene
più tardi menomato, il danno intero va a carico dell'assicurazione militare. In
questo caso, l'assicurazione è surrogata all'assicurato o ai suoi superstiti
nei diritti deducibili, da un'assicurazione infortuni o malattie, per la
menomazione del secondo organo. Resta riservato il capoverso 1 dell'articolo
49."

 

                                         Per l'art. 37 LAM, una
rendita d'invalidità può essere riscattata in ogni tempo al suo valore attuale,
anche contro la volontà dell'assicurato, qualora quest'ultimo dimori all'estero
da più di un anno, rispettivamente quando l'invalidità non superi il 10 per
cento.

                                         In tutti gli altri casi,
il riscatto può aver luogo solo su domanda dell'assicurato. Questa è accettata
soltanto se appare giustificata dall'apprezzamento medico del caso e dalla
situazione personale, economica e sociale dell'assicurato.

 

                                         A mente dell'art. 41 LAM,
le prestazioni dell'assicurazione sono equamente ridotte se l'affezione
assicurata è stata cagionata solo parzialmente dalle influenze subite durante
il servizio. Esse sono inoltre proporzionatamente scemate:

 

                                         a.   se
l'affezione assicurata ha per conseguenza soltanto una parziale incapacità al
guadagno;

                                         b.   qualora
una contravvenzione inescusabile all'obbligo di notificare l'affezione ha per
conseguenza un aumento delle spese dell'assicurazione.

 

                                         Se un'affezione è stata
occultata con astuzia, le prestazioni dell'assicurazione possono essere ridotte
o integralmente negate.

                                         La riduzione o la
privazione parziale delle prestazioni dell'assicurazione previste non
concernono mai la cura dell'affezione, le indennità suppletive né le indennità
per spese funerarie, ma soltanto le altre prestazioni in denaro.

                                         L'inizio del diritto alla
rendita per menomazione rilevante è stabilito dall'art. 23 LAM che al cpv. 1
recita:

 

" 
Se non v'è da aspettarsi, dalla continuazione della cura, un
sensibile miglioramento delle condizioni dell'assicurato o se l'affezione
assicurata cagiona un pregiudizio presumibilmente permanente alla capacità al
guadagno o provoca una menomazione rilevante dell'integrità fisica o psichica,
l'indennità di malattia è sostituita da una rendita per l'invalidità."

 

                                         Infine, giusta l'art.
25bis cpv. 1 LAM, a ogni sensibile aumento o diminuzione, rispetto alla
situazione di partenza, dell'indice nazionale dei prezzi al consumo, il
Consiglio federale è tenuto ad adattare le rendite, dall'inizio dell'anno
seguente, aumentando o diminuendo il guadagno annuo che le determina.

 

                             2.2.2   Secondo i principi sviluppati
dalla costante giurisprudenza del TFA, un danno all'integrità da diritto ad una
rendita dell'AM qualora l'assicurato sia oggettivamente limitato in modo
rilevante (erheblich) nel godimento della vita (DTF 113 V 143; DTF 112 V 380;
DTF 112 V 389; DTF 110 V 120).

                                         La menomazione deve, cioè,
avere carattere durevole (P.Y. Greber, Le droit suisse de la sécurité sociale,
1982, p. 547) ed essere di una certa importanza.

                                         Il carattere rilevante 
della menomazione va poi valutato non nel senso quantitativo, bensì qualitativo
(Schatz, FJS 882).

                                         Una menomazione
dell'integrità corporale giustifica di regola il riconoscimento di una rendita
dell'assicurazione militare quando da un punto di vista oggettivo comporta per
l'assicurato un pregiudizio considerevole nella qualità della vita. Sono
considerati pregiudizi giuridicamente considerevoli ai sensi di questa
definizione i disturbi delle funzioni primarie della vita.

                                         E' in forza di queste
considerazioni che quali danni giuridicamente rilevanti sono considerate
unicamente le mutilazioni, gli sfiguramenti o i continui dolori acuti e
lancinanti, come pure ogni altro disturbo delle funzioni vitali primarie, ad
esclusione dei semplici impedimenti negli altri settori della vita, come ad
esempio la pratica di uno sport, la partecipazione a manifestazioni della vita
sociale e altre attività simili (DTF 110 V 120).

 

                             2.2.3   La determinazione della
rendita ex art. 25 deve basarsi, indipendentemente da considerazioni sulla
capacità lavorativa, sul pregiudizio corporale come tale, che va valutato in
percentuale, sulla base di raffronti dello stato funzionale ed anatomico prima
e dopo l'evento pregiudizievole per la salute, tenuto conto del grado di
assuefazione dell'assicurato (DTF 96 V 112; DTF 112 V 390; DTF 113 V 143; DTF
117 V 76; STFA del 26 agosto 1992 nella causa I.P, non pubblicata).

                                         Tale determinazione avviene
in primo luogo attuando un paragone con i casi precedentemente trattati, così
da assicurare una certa uguaglianza di trattamento. E in quest'ambito, il TFA
ha avuto modo di giudicare utili le apposite tabelle allestite dall'UFAM (STFA
- non pubblicata - del 18.10.1983 nella causa  Molliet).

                                         Il tenore stesso dell'art.
25 cpv. 1 vieta, però, una valutazione puramente astratta ed egualitaria. Il
criterio oggettivo deve quindi essere ponderato con una valutazione
dell'aspetto soggettivo (con riferimento all'età, alla professione, ...) in
modo che in ogni singolo caso si possa determinare in che misura l'assicurato,
in seguito al pregiudizio delle proprie funzioni vitali primarie, sia stato
limitato nel godimento della vita.

                                         Non è, dunque, la
menomazione oggettiva in sé che va indennizzata, quanto le ripercussioni che
questa ha per l'assicurato.

 

                             2.2.4   In una sentenza del 7 marzo
1987 nella causa B. pubblicata in DTF 113 V 140, il Tribunale federale delle
assicurazioni ha stabilito che la determinazione percentuale o in gradi della
menomazione dell'integrità non può essere basata direttamente né per analogia
sui tassi indicati nell'allegato 3 dell'OAINF (cfr. consid. 2c e 3).

                                         In questa sentenza di
principio, successivamente confermata in una sentenza dell'11 gennaio 1991
nella causa X pubblicata in DTF 117 V 71 (consid. 3c/cc), la nostra Massima
istanza ha in particolare sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" 
Hiergegen wendet der Versicherte in der
Verwaltungsgerichts- beschwerde ein, das Eidg. Versicherungsgericht postuliere
die Einheitlichkeit des Invaliditätsbegriffes in der obligatorischen Unfall-,
der Militär- und der Invalidenversicherung (BGE 109 V 23 Erw. 2a). In
«konsequenter Weiterentwicklung dieses Gedankens» müsse auch die
Einheitlichkeit in der Integritätsschadenbemessung in der obligatorischen
Unfallversicherung und der Militärversicherung postuliert werden. Es leuchte
nicht ein, dass die Prozentsätze gemäss Anhang 3 zur UVV nicht auch für den
Bereich er Militärversicherung herangezogen werden könnten.

Aus
der Einheitlichkeit des Invaliditätsbegriffes gemäss der vom Versicherten
erwähnten Rechtsprechung folgt indes keineswegs, dass der Integritätsschaden in
der Militärversicherung und der Unfallversicherung nach den gleichen Regeln zu
bemessen ist.

Es
trifft wohl zu, dass die Schätzung der Invalidität bei Erwerbstätigen in der
Invalidenversicherung, der obligatorischen Unfallversicherung und der
Militärversicherung mit Bezug auf den gleichen Gesundheitsschaden praxisgemäss
grundsätzlich den gleichen Invaliditätsgrad zu ergeben hat (BGE 109 V 23 f.,
106 V 88 Erw. 2b).

Das
resultiert indes daraus, dass der Invaliditätsgrad in diesen
Versicherungszweigen nach der gleichen Methode (Einkommensvergleich) und auf
der Grundlage des gleichen massgebenden Sachverhalts zu bestimmen ist.
Demgegenüber bestehen jedoch in der obligatorischen Unfallversicherung und der
Militärversicherung für die Bemessung eines Integritätsschadens
unterschiedliche Methoden, die mit Bezug auf die gleiche Integritätseinbusse nicht
zwingend zur gleichen Festsetzung des Schadens in Prozenten oder Graden führen.
Für die Unfallversicherung hat der Bundesrat im Anhang 3 zur UVV das Mass der Integritätseinbusse
bei wichtigen und typischen Schäden prozentual festgelegt und aufgelistet; der
Grad des Integritätsverlusts bei speziellen oder nicht aufgeführten Schäden ist
nach der Schwere aus einer verwandten oder vergleichbaren Position der Skala
der Integritätsschäden abzuleiten (siehe Ziff. 1 Abs. 2 Anhang 3 UVV; MAURER,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, S. 421 lit. 2c). Die gradmässige
Bewertung eines Integritätsschadens ist mithin in der Unfallversicherung für
den konkreten Fall positivrechtlich im wesentlichen vorgezeichnet.

Zudem
wird die Integritätseinbusse abstrakt und egalitär bemessen indem bei gleichem
medizinischem Befund der Integritätsschaden für alle Versicherten gleich
festgesetzt wird (GILG/ZOLLINGER, Die Integritätsentschädigung nach dem
Bundesgesetz über die Unfallversicherung, S. 38 und 46; MAURER, a.a.O., S. 417).
In der Militärversicherung ist ein Integritätsschaden gemäss Art. 25 Abs. 1 MVG
dagegen «in Würdigung aller Umstände nach billigem Ermessen» festzusetzen.
Damit verfügt die Militärversicherung bei der Schätzung eines Integritätsschadens
über einen weit grösseren Spielraum als die Unfallversicherung und kann die
Einbusse individueller bemessen, indem sie beispielsweise das Alter oder
besondere persönliche Umstände des Versicherten berücksichtigen kann. Hierbei
sind die Richtwerte gemäss Anhang 3 zur UVV grundsätzlich auch nicht analogieweise
anwendbar, weil diese über die Unfallversicherung hinaus keine allgemeingültige
gradmässige Bewertung der erfassten Schäden darstellen. Die betreffenden
Prozentzahlen sind nicht als voraussetzungloser Ausdruck ausschliesslich
medizinisch begründeter Abstufungen zu betrachten, sondern können nur im
Zusammenhang mit der Beschränkung der Leistungen auf den Höchstbetrag des
versicherten Jahresverdienstes und die Ausrichtung der Entschädigugng in Form
einer Kapitalabfindung (Art. 25 Abs. 1 UVG) richtig verstanden und gewichtet
werden. Sind die Prozentsätze gemäss Anhang 3 zur UVV durch Leistungsansatz und
Entschädigungsform mitbestimmt, so kann ihnen für die Militärversicherung keine
präjudizielle Wirkung zuerkannt werden.

Beizufügen
bleibt, dass Verwaltung und Vorinstanz die Integritätseinbusse des Versicherten
nach den für die Militärversicherung gültigen Regeln mit 65% in einer Weise
bemessen haben, die nicht zu beanstanden ist."

 

(cfr. DTF 113 V
143-145)

 

                                         Il Tribunale federale
delle assicurazioni ha dunque sottolineato  che, nel settore dell'assicurazione
contro gli infortuni, il legislatore ha già prestabilito quale valutazione dare
ad una determinata menomazione ed, inoltre, ha prescritto che la gravità della
menomazione deve essere valutata astrattamente e in modo ugualitario.

                                         Invece, in materia di
assicurazione militare, il grado di menomazione rilevante è determinato
"equamente tenendo conto di tutte le circostanze", ragion per cui il
margine di apprezzamento degli organi dell'assicurazione militare è molto più
esteso rispetto a quelli dell'assicurazione contro gli infortuni.

                                         L'assicurazione militare
può in particolare valutare la gravità della menomazione tenendo conto delle
caratteristiche individuali dell'assicurato da indennizzare.

 

                             2.2.5   Nella fattispecie, con
giudizio 23 luglio 1990, il TCA aveva stabilito la responsabilità della
Confederazione in relazione al danno all'orecchio sinistro del ricorrente nella
misura del 50%, sulla base delle seguenti considerazioni:

 

" 
Il TCA chiamato ora a pronunciarsi, visionati tutti i documenti
dell'incarto e preso atto delle dichiarazioni del dottor __________ (cfr. doc.
_), ritiene sufficientemente affidabili, contrariamente al parere dell'UFAM
(cfr. doc. _), le conclusioni del perito prof.dr. _________.

In simili
condizioni, sulla base dei fatti, apprezzati secondo il principio della
probabilità preponderante (cfr. DTF 113 V 312 consid. 3a e 322 consid. 3a; 112
V 32, RCC 1986 p. 201), questo Tribunale ritiene che esiste un nesso di causualità
adeguata tra la situazione clinica attuale del ricorrente e il danno alla
salute patito dal ricorrente durante il CR 1976. In altre parole, durante quel
periodo di servizio militare l'affezione uditiva di ___________ si è aggravata
e il peggioramento non è stato temporaneo bensì definitivo.

Secondo lo
specialista prof.dr. _________ la responsabilità della Confederazione deve
essere fissata al 50% visti i danni alla salute preesistenti. Anche su questo
punto l'opinione del perito può essere fatta propria dal TCA."

 

                                         In ossequio alla surriferita
sentenza del TCA, l'UFAM ha interpellato il proprio medico in capo, dott.
__________, il quale in data 12 dicembre 1990 ha valutato la menomazione nella
misura del 5% a partire dal 24 settembre 1985 (doc. _).

                                         Durante l'istruttoria
della presente causa sono state ordinate due perizie, di cui una otorinolaringoiatrica
a cura della dott. __________, dell'Ospedale __________, e l'altra
psichiatrica eseguita dai medici dott. __________ e prof. dott. __________
dell'Istituto universitario di medicina legale, sempre di __________.

                                         La dott. __________ (doc.
_) con rapporto 30 maggio 1995 ha accertato che l'assicurato soffre di:

 

"
-     Tinnitus grave, tinnitus qui empêche l'endormissement et qui est
perturbateur pour certaines activités (lecture, écriture, audition) et pour les
occupations demandant une concentration et une ambiance calme.

...

  -     Mr __________ souffre d'une asymétrie auditive en défaveur de l'oreille
gauche. Il lui est difficile de localiser une source sonore. Sa capacité de
distinguer un son venant de la gauche est certainement diminuée ainsi que sa
capacité de se situer dans un milieu fermé avec résonance. Un tinnitus est
toujours la conséquence d'une diminution de l'audition et non la cause. La perception
des bruits environnants est diminuée à cause d'une baisse d'audition et non à
cause de la présence d'un tinnitus qui est facilement masqué par ces mêmes
bruits."

 

                                         Essa conclude confermando
che, dal profilo otorinolaringoiatrico, sussiste una menomazione
dell'integrità fisica valutabile nella misura del 5%.

                                         La dott. __________ e il
prof. __________ con rapporto peritale 3 luglio 1995 (doc. _) constatano a loro
volta, per quel che concerne le ripercussioni del danno alla salute a quello
psichico:

 

" 
M. __________ présente une symptomatologie
psychique qu'on peut attribuer à un état anxieux chronique (insomnie, anxiété,
fatigue, troubles de l'attention et de la concentration, irritabilité) lié au
stress occasionné par son handicap auditif. Il présente aussi des difficultés
psychologiques en rapport avec la réduction de sa capacité auditive,
difficultés dans la communication avec autrui, sentiment d'humiliation qui
affectent son image et son estime personnelle.

...

L'acouphène
et la réduction de la capacité auditive sont source de difficultés
psychologiques. Les personnes qui en sont atteintes ont plus de difficultés à
communiquer avec les autres. Elles vivent les relations sociales et
professionnelles chargées d'anxiété et présentent une fragilité par rapport à
leur estime personnelle. Elles sont facilement blessées, voire humiliés par les
remarques au sujet de leur infirmité.

...

Un
état anxieux chronique augmente manifestement l'atteinte à l'intégrité globale
par les conséquences sur le fonctionnement psychique et social de la personne.
Nous estimons que le pourcentage se situe dans une fourchette de 5% à 10%."

 

                             2.2.6   Mentre l'UFAM con scritto 21
luglio 1995 afferma che "i periti giungono alle stesse conclusioni
dell'assicurazione militare" (doc. _), il patrocinatore dell'attore il 3
agosto 1995 ha proposto un certo numero di quesiti complementari da sottoporre
alla dott. __________. Ad essi il perito ha risposto puntualmente e
dettagliatamente l'8 marzo 1996 (doc. _). 

                                         In particolare la dott.
__________ con complemento 8 marzo 1996, rispondendo all'avv. __________, ha
posto in evidenza quanto segue:

 

" 
Réponse N° 4. Lien de causalité entre tinnitus
et réduction de l'ouïe:

Un
tinnitus est toujours la conséquence d'une diminution de l'audition et non la
cause:

Le tinnitus
est l'expression d'une lésion de l'oreille interne ou des voies auditives. En
aucun cas, le tinnitus ne peut être la cause d'une surdité mais il accompagne
souvent les élévations des seuils auditifs.

Cela
vaut de manière relative c'est à dire dans le cas où le tinnitus et la
diminution de l'audition sont en relation, le premier est l'effet de la
deuxième et non le contraire.

 

6-7: Intervention de
révision de mastoïdectomie gauche:

1)     Technique: une révision de mastoïdectomie est une microchirurgie de
l'oreille réalisée en AL. Une réouverture de la caisse de l'oreille moyenne
avec des interventions sur la chaîne des osselets pour essayer d'améliorer la
transmission sonore à travers cette chaîne, une fois l'infection et le cholestéatome
complètement éradiqués par la mastoïdectomie réalisée quelques années
auparavant.

 

2)     L'affection chronique dont souffrait Monsieur __________ peut être
responsable d'une destruction partielle de la chaîne des osselets.
L'intervention réalisée pour l'otite chronique gauche a altéré l'anatomie de
l'oreille moyenne et par conséquent de la chaîne des osselets. Je ne peux pas
affirmer dans quelle mesure ces altérations sont présentes mais la supposition
est valable. Plusieurs techniques de reconstruction de la chaîne des osselets
et d'amélioration de la transmission sonore sont connues, dont l'efficacité a
été prouvée scientifiquement. Ces techniques sont connues par tous les
chirurgiens otologiques.

 

3)     Cette intervention demande une hospitalisation de courte durée d'une journée
avec une convalescence d'environ 1 semaine.

 

*    
Pour répondre aux questions 4, 5, 6, je me
réfère à la thèse N° 9475 du docteur __________, «restoration of hearing with
type III tympanoplasty» réalisée en 1993 dans le département d'Oto-Neuro-Ophtalmologie
de l'Hôpital Cantonal de __________, clinique d'Oto-Rhino-Laryngologie, sous la
direction du Docteur __________.

4)     Risques: il y a un risque de moins de 1% de
lésion du nerf facial et de 10% d'aggravation du déficit auditif.

5)     Effets bénéfiques: on peut s'attendre à une
légère amélioration de l'audition à gauche dans les fréquences graves, ce qui
pourrait rétablir une symétrie auditive par rapport à l'oreille droite (voir
thèse ci-jointe, page 30-35 et 36).

 

6)     Prévisions percentuelles et abstraites que de tels effets bénéfiques se
réalisent: 

Pour
la question 6, voir thèse page 2 et 3.

 

9:
Sur le pourcentage d'invalidité théorique:

1)     Est ce que l'experte a examiné Mr. __________ en ce qui concerne les
épisodes de vertiges.

Peut-elle
confirmer les constatations du Professeur __________:
Non.

Le
malade ne se plaint plus de vertiges." 

 

(doc. _)

 

                                         Infine, il perito
ribadisce la propria valutazione della menomazione rilevante.

                                         Sulla base dei quesiti
complementari posti e delle precisazioni ottenute si deve concludere che gli
stessi non hanno nessuna incidenza sulla graduazione di per sé stessa, così
come è stata formulata nella perizia del 30 maggio 1995.

 

                             2.2.7   In caso di perizia giudiziaria
il giudice - di regola - non si discosta senza motivi imperativi dalle conclusioni
del perito medico, il ruolo del quale consiste precisamente nella messa a
disposizione della giustizia della propria scienza medica per fornire
un'interpretazione scientifica dei fatti considerati (RCC 1986, pag. 200 consid.
2a; DTF 107 V 174 consid. 3, 112 V 32ss; STFA 6 luglio 1993 in re M.D.). Il
giudice può disattendere dalle conclusioni del perito giudiziario nel caso in
cui il rapporto peritale contenesse delle contraddizioni o sulla base di una controperizia
richiesta dal medesimo tribunale, che porti ad un altro risultato (DTF 101 IV
130).

                                         Il giudice può
discostarsene anche nel caso in cui, fondan­dosi sulla diversa opinione di
altri esperti, ritiene di avere sufficienti motivi per mettere in dubbio
l'esattezza della perizia giudiziaria.

                                         Merita tuttavia di essere
sottolineato che il perito giudi­ziario - contrariamente al perito di parte o
allo speciali­sta che si esprime sotto un'altra veste - ha uno statuto speciale
nel senso ch'egli esercita, in virtù del mandato giudiziario che lo sottopone
alla comminatoria secondo l'art. 307 del Codice penale, una funzione
qualificata al servizio della giurisprudenza (RCC 1986, pag. 201 consid. 2a).

                                         Per ciò che concerne il
valore probante di un rapporto medico é determinante il fatto che il rapporto
per i punti litigiosi sia completo, si basi su uno studio esteso, prenda in considerazione
anche le lamentele espresse, sia stato consegnato in piena conoscenza dell'incarto,
sia chiaro nell'esposizione delle relazioni mediche e nella valutazione della situazione
medica e le conclusioni dell'esperto siano motivate (RAMI 1991 pag. 311 consid.
1).

                                         

                             2.2.8   Questo TCA non ha motivo per
discostarsi dalle conclusioni peritali cui è giunta la dott. __________, né da
quelle espresse dal prof.dott. __________ e dott. __________.

                                         Con la dott. __________ va
ancora precisato che una perdita uditiva del 51% non significa affatto che la
menomazione sia di pari misura.

                                         Si legge a questo
proposito nelle direttive allestite dal dott. __________ per la valutazione della
menomazione relativa al tinnito (doc. _ ):

 

" 
Die Militärversicherung benützt für die Ermittlung
des Tinnitus-Schweregrades die gleichen Kriterien wie die SUVA (Tabelle 13,
Integritätsentschädigung gemäss UVG). Es ist dabei zu beachten, dass infolge
der unterschiedlichen Abstufung der Integritätsentschädigung bei Tinnitus (SUVA
von 5 bis 10%, MV dagegen von 2,5 bis 5%) der Richtwert der Militärversicherung
in der Regel dem halben Integritätsschaden-Prozentsatz der SUVA entspricht.

Die
Bemessung des Integritätsschadens bei Tinnitus vollzieht sich in zwei
Schritten:

 

Zunächst
wird der Schweregrad des Tinnitus aufgrund der aufgeführten Kriterien
ermittelt. Der Schweregrad ergibt vorerst einen Richtwert.

 

In
einem zweiten Schritt werden die Behinderungen und die damit verbundene
Benachteiligung in der allgemeinen Lebensgestaltung, namentlich im persönlichen
Umfeld, gewürdigt. Abschliessend wird das Ausmass des Integritätsschadens in
Prozenten im Vergleich zu anderen, gleichartigen, rechtsgültig erledigten Integritätsschadenfällen
ermittelt.

Für
die Beurteilung des Integritätsschadens sind wiederholte (mindestens
zweimalige) Audiogramme zu fordern mit "Lokalisation" des Tinnitus in
bezug auf Lautstärke und Tonhöhe.

...

Sehr
schwerer Tinnitus

Dauernd
bestehendes, ein-oder doppelseitiges Ohrgeräusch mit hoher und schwer bis sehr
schwer erträglicher subjektiver Lautheit, durch Umgebungsschall des Alltags nur
selten verdeckt, als stark störend und belästigend empfunden, regelmässig am
Einschlafen hindernd oder im Schlaf wahrnehmbar, Verrichtungen (Lesen,
Schreiben, Zuhören usw.), regelmässig ausgeprägt oder zeitweise sehr stark
beeinträchtigend, subjektiv vordergründig gegenüber einer vorhandenen
Schwerhörigkeit, temporär therapeutisch ungenügend ansprechend - also dekompensiert
und von hohem Stellenwert in bezug auf das Krankheitsempfinden und den
Leidensdruck (Persönlichkeitswert).

Richtwert
in der Regel 5% (Maximalwert)."

 

                                         Secondo la tabella 12 dell'INSAI,
una perdita uditiva monoauricolare del 50% dà una menomazione dell'integrità
del 5%, mentre una perdita uditiva inferiore non causa nessuna menomazione
rilevante.

                                         Come si è visto, il fatto
di partire per la valutazione della gravità della menomazione da tabelle
mediche non contrasta con la giurisprudenza federale, purché il criterio
oggettivo sia ponderato con una valutazione dell'aspetto soggettivo (cfr. consid.
2.2.3).

                                         Nel caso concreto la
diminuzione oggettiva ORL della capacità uditiva è aggravata dallo stato
psichico soggettivo dell'assicurato ed evidenziato dal prof. __________ e dalla
dott. __________. Tale fattore soggettivo non è stato sufficientemente
considerato dall'UFAM (cfr. consid. 2.2.5 in fine).

                                         Ne consegue che, a mente
del TCA, tenuto conto delle ripercussioni psichiche sull'assicurato relative al
danno uditivo, la menomazione dell'integrità corporale deve essere stabilita
complessivamente nella misura del 10%.

                                         Danno, del quale la
Confederazione è responsabile nella misura del 50% (cfr. consid. 2.2.5).

 

                             2.2.9   Resta da stabilire la data d'inizio
del diritto alla rendita per menomazione rilevante.

                                         Secondo l'attore la
rendita gli sarebbe dovuta a partire dal mese di ottobre 1976. Per l'UFAM,
invece, la menomazione è divenuta rilevante ai sensi della legge e della prassi
amministrativa soltanto nell'ottobre del 1995.

                                         Si legge a questo
proposito nella decisione impugnata:

 

" 
Dai documenti medici in atti, segnatamente dai vari audiogrammi,
appare che la menomazione dell'integrità fisica raggiunge a malapena la soglia
dalla quale può essere considerata come rilevante (5%) ai sensi della LAM e
della prassi di codesto Ente, confermata dall'Alto Tribunale federale delle
assicurazioni.

Dall'audiogramma
allestito il 24 settembre 1985 presso la Clinica otorinolaringologica
dell'Ospedale universitario di __________ appare
infatti che la diminuzione uditiva, secondo le tabelle AMA, era del 55,9% a
sinistra e del 17,8% a destra; il successivo audiogramma venne allestito il 9
febbraio 1989 dal perito giudiziario prof.dott. __________, direttore del
Servizio ORL del Centro ospedaliero universitario __________, e mostra una
diminuzione del 49,4% a sinistra e dell'8,8% a destra, ovvero al disotto della
soglia del rilevante.

L'audiogramma
allestito l'8 luglio 1983 dallo specialista ORL dott. __________, con una diminuzione
del 70% a 2000 Hz, deve essere considerato errato, visto che tale valore non
venne confermato né nell'audiogramma successivo del 23 giugno 1984 (diminuzione
del 44,6%) né in quello dell'8 ottobre 1984 (diminuzione del 38,4%), ambedue
del dott. __________; anche questi valori non raggiungono la soglia del
rilevante.

Da quanto sopra
esposto appare dunque che una menomazione rilevante indennizzabile è stata
riscontrata solo nel settembre 1985, ciò che implica che la data d'inizio della
rendita deve essere fissata al 1° ottobre 1985."

 

                                         Secondo le direttive
ricordate al consid. precedente, la menomazione rilevante duratura relativa di
tinnito grave è stabilita (dal profilo oggettivo) sulla base di almeno due audiogrammi
susseguenti indicanti una riduzione uditiva di almeno il 50%.

                                         Come si è visto, la
diminuzione dell'udito del 70%, stabilita dal dott. __________ nel luglio 1983,
non ha potuto esser confermata negli audiogrammi successivi, sempre eseguiti
dal dott. __________.

                                         Effettivamente gli esami audiometrici
del 2 aprile 1984 (doc. _) e del 23 giugno 1984 (doc. _) danno una diminuzione
del 44,6%, mentre l'audiogramma dell'8 ottobre 1984 (doc. _) indica una
diminuzione del 38,4%.

                                         Soltanto l'esame del 24
settembre 1985 eseguito dal dott. __________ e dal prof. __________ della
Clinica otorinolaringoiatrica dell'Ospedale __________ (doc. _) pone in
evidenza per la prima volta una menomazione rilevante, riferita al disturbo
uditivo all'orecchio sinistro. La riduzione uditiva si situa attorno al 50% ed
è poi confermata da tutti gli esami audiometrici successivi. E' dunque soltanto
dall'autunno 1985 che il disturbo uditivo ha raggiunto l'oggettiva gravità atta
a giustificare la menomazione rilevante.

                                         Chiaramente la menomazione
non può dare diritto alla rendita prima che abbia raggiunto una gravità tale da
apparire "rilevante" ai sensi della legge.

                                         Giustamente, dunque, l'UFAM
ha ritenuto che il diritto alla rendita sia sorto al più presto il 1° ottobre
1985.

 

                           2.2.10   Infine l'attore pretende interessi
di mora al 5% dal marzo 1985.

                                         Secondo la costante
giurisprudenza, in materia di assicurazioni sociali non sono dovuti interessi
di mora, salvo disposizione contraria della legge (DTF 119 V 132, consid. 3a,
117 V 351, 113 V 50 consid. 2a e i riferimenti citati; Grisel, L'apport du Tribunal
fédéral des assurances au développement du droit public, in Mélanges Alexandre Berenstein,
pag. 451ss; Moor, Droit administratif, vol. II, pag. 44; Spahr, L'intérêt moratoire,
conséquence de la demeure, RVJ 1990, pag. 380s).

                                         Un'eccezione a questa
regola si giustifica nondimeno nel caso in cui l'amministrazione ha agito
colpevolmente, rispettivamente ha dilazionato il versamento delle prestazioni
illegittimamente e senza giustificazione alcuna (RCC 1983, pag. 153).

                                         Non basta comunque un
ritardo oggettivo nell'ambito del giudizio sul diritto alla prestazione
assicurativa. Il diritto a un interesse di mora pretende piuttosto una colpa
dell'amministrazione (DTF 113 V 51 consid. 2b).

                                         Nel concreto, né la legge
federale su l'assicurazione militare (del 20 settembre 1949) in vigore fino al
31 dicembre 1993, né l'attuale legge, entrata in vigore il 1° gennaio 1994
prevedono l'assegnazione di interesse moratori.

                                         Dev'essere dunque
stabilito se il ritardo circa il riconoscimento di una rendita per menomazione
rilevante sia imputabile all'amministrazione.

                                         Va qui ricordato che con
decisione 3 settembre 1986 l'UFAM aveva negato il diritto a prestazioni
assicurative dopo il 1° settembre 1986, sulla base delle risultanze di una
perizia universitaria 20 novembre 1985 (doc. _) dei medici ________ dott.
__________ e prof.dott. __________, i quali negavano categoricamente che i
disturbi dell'orecchio sinistro accusati dall'insorgente fossero ancora in
relazione causale con le conseguenze del servizio militare prestato.

                                         Soltanto nel corso del
processo intentato dall'attore contro il rifiuto delle prestazioni, in data 29
marzo 1989 (doc. _) il prof. __________, __________, ha concluso ritenendo che
il servizio militare prestato aveva peggiorato, in modo permanente lo stato
patologico preesistente, per cui appariva giustificata una responsabilità della
Confederazione nella misura del 50%.

                                         L'opinione del prof.
__________ è poi stata fatta propria dal TCA con sentenza 23 luglio 1990, cresciuta
in giudicato.

                                         L'UFAM si è pronunciato
una prima volta sul diritto alla rendita per menomazione rilevante del 5% in
data 18 gennaio 1991 (doc. _). Alla comunicazione provvisoria si è opposto
tempestivamente l'attore. Il 12 febbraio 1991 l'UFAM ha formalizzato la
proposta di accordare la rendita per menomazione del 5%. A seguito di una nuova
opposizione l'UFAM il 12 aprile 1991 ha emanato la decisione impugnata.

                                         Da questa descrizione dei
fatti non risulta dunque un atteggiamento colpevole dell'amministrazione. Fino
al giudizio 23 luglio 1990 del TCA l'UFAM poteva legittimamente ritenere che
non fosse data alcuna responsabilità della Confederazione per il danno
all'orecchio sinistro. Ottenuta la sentenza cantonale l'AMF ha stabilito con
tempestività il grado di menomazione rilevante.

                                         Non vi sono dunque motivi
giustificanti il riconoscimento di interessi moratori.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Per quanto ricevibile la
petizione é parzialmente accolta come ai considerandi.

                                         §)  Di
conseguenza il grado di menomazione rilevante è stabilito del 10%.

 

                                 2.-   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                         L'UFAM verserà
all'assicurato fr. 1'200.- a titolo di ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale Federale delle Assicurazioni, Adligenswilerstrasse
24, 6002 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti