# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ebc190c8-b7d4-5dde-b3d2-1894104698cb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-08-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 12.08.2015 14.2015.133
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2015-133_2015-08-12.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2015.133

  	
  Lugano

  12 agosto 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Simoni

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG)
nella causa __________ (fallimento) della Pretura del Distretto di Bellinzona
promossa con istanza 5 giugno 2015 da

 

	
   

  	
  CO 1 

  (rappr. dalla RA 1)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 10 luglio 2015 presentato da RE 1 contro la
decisione emessa il 30 giugno 2015 dal Pretore aggiunto;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Nell’esecuzione
n. __________ dell’Ufficio di esecuzione (UE) di Bellinzona, il 5 giugno
2015 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Bellinzona di decretare il
fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 958.80 più interessi e spese.

 

                            B.  All’udienza
di discussione 26 giugno 2015 è comparsa la sola istante, che ha confermato le
sue conclusioni.

 

                            C.  Statuendo
con decisione 30 giugno 2015 il Pretore aggiunto ha dichiarato il fallimento di
RE 1 a far tempo dal 1° luglio 2015 alle ore 09.00, ponendo a carico della
massa fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.–.

 

                            D.  Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a
questa Camera con un reclamo del 10 luglio 2015 per ottenere l’an­nul­lamento del fallimento, asserendo di avere
saldato il credito posto in esecuzione. Il 16 luglio il presidente della Camera
ha conferito all’impugnazione effetto sospensivo parziale. Il reclamo non è
stato intimato alla controparte per osservazioni, avendo la stessa perso ogni
interesse alla causa in seguito all’estinzione del suo credito.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a
CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del
Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG).

                                  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv.
2 CPC). Presentato il 10 luglio 2015 contro la sentenza notificata a RE 1 il 1°
luglio, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.

 

                             2.  In
virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF lautorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo
dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione
del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di
fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.

 

                           2.1  Questi
fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di
fallimento (nova autentici o in senso proprio, denominati
in tedesco “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova o “unechte
Nova” citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non vengono considerati
d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento
con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso
verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione che
esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte
(DTF 120 II 393 consid. 4c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento
della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più
probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze
troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda
sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III
80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del
Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2).

                                  L’illiquidità
dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori
alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’insolvibilità
può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al
decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di pagare
modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa verosimile
sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici
dichiarazioni del debitore sono insufficienti (Giroud
in:
Bas­ler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF).

 

                           2.2  Nel
caso in esame il reclamante ha prodotto con il reclamo una ricevuta del 10
luglio 2015 dell’UE di Bellinzona relativa al versamento di fr. 1'153.85 a
saldo dell’esecuzione promossa dall’i­stante, per cui il presupposto di cui all’art.
174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto.

 

                           2.3  Per
quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione
indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,
come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto
dopo la pronuncia del fallimento – dalle informazioni fornite dall’UE di
Bellinzona si evince che dopo la pronuncia del fallimento RE 1 ha pagato, oltre
all’esecuzione che ha portato al fallimento, altre nove esecuzioni per
complessivi quasi fr. 15'000.– e non è gravato da attestati di carenza di
beni. Attualmente sono tuttora pendenti nei suoi confronti solo un’esecuzione
giunta alla notifica del precetto esecutivo per fr. 890.15 (es. __________)
e un’esecuzione allo stadio del proseguimento per fr. 12'163.75 (es. __________).
Ciò porta a ritenere che la sua situazione finanziaria stia migliorando, sebbene
sussista, a relativamente breve termine, il rischio concreto di un nuovo
fallimento se il reclamante non dovesse pagare l’esecu­zione citata per ultima,
nel qual caso egli è sin d’ora reso attento che la Camera, ove dovesse essere
nuovamente adita, non potrà dimostrare la stessa mansuetudine di quella odierna.
Ricordato, comunque sia, che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono
imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso
che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento di reclamante
appare più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in
merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua
solvibilità sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di
cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di RE 1 va annullato.

 

                             3.  La
tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [RS 281.35]), come
pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti, Bellinzona, sono poste in ambo le
sedi a carico del reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio
della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte
non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni
al reclamo. La
tassa di giustizia di primo grado sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo
versato in questa sede.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:             I.  Il reclamo è accolto e di conseguenza:

                                   1.   La dichiarazione di fallimento
pronunciata il 30 giugno 2015 dalla Pretura del Distretto di Bellinzona nei confronti
di RE 1 è annullata.

                                   2.   La tassa di giustizia di prima
sede di fr. 80.–, da anticipare come di rito, è posta a carico di RE 1.

                                   3.   Le spese dell’Ufficio dei
fallimenti di Bellinzona, da anticipare come di rito, sono poste a carico di RE
1.

 

                             II.  La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 150.– è posta a carico di RE
1. La parte eccedente dell’anticipo corrisposto dal reclamante in questa
sede, pari a fr. 80.–, è versata della CO 1 quale rimborso della tassa di
giustizia di primo grado di cui al soprastante dispositivo n. I.2.

 

                            III.  Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –;

  –  Ufficio
  di esecuzione, Bellinzona;

  –  Ufficio
  dei fallimenti, Bellinzona;

  –  Ufficio
  cantonale del Registro di commercio, Biasca;

   

  –  Ufficio
  del Registro fondiario del Distretto di Bellinzona, Bellinzona.

   

  

                                  Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).