# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e8cf58e9-074b-57b5-89b6-55aef6a1d5bb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-02-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.02.2006 32.2005.94
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-94_2006-02-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.94

   

  BS/td

  	
  Lugano

  8 febbraio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 giugno 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 11 maggio
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Nel
mese di dicembre 2003, RI 1 (classe 1962), precedentemente
attivo quale cuoco e autista con mansioni di carico/scarico casse di bibite, ha
presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti in quanto affetto da
dolori lombari (doc. AI 1).

 

                                         Esperiti gli accertamenti
del caso, con decisione 11 giugno 2004 l’Ufficio AI ha respinto la domanda di
prestazioni, motivando: 

 

" 
Dall'esame della documentazione
medico-economica acquisita agli atti AI si rileva che l'assicurato dal profilo
medico teorico risulta essere totalmente inabile in attività medio-pesanti e
stressanti con turni notturni ed irregolarità di orari lavorativi, a causa del
danno alla salute.

In attività adeguate in particolare
dove non vi sia l'obbligo del porto di pesi superiori ai 10 Kg, con possibilità
di cambiare la posizione, senza movimenti ripetitivi, la capacità lavorativa è
ritenuta essere del 100%.

 

Dal confronto del reddito ipotetico
ancora esigibile in attività confacenti allo stato di salute, pari a ca. fr.
44'680 e, il reddito conseguibile nell'attività precedentemente svolta in
assenza del danno alla salute, pari a fr. 53'430, ne risulta unicamente una
perdita di guadagno del 16.4%." (Doc. 14)

 

                               1.2.   A seguito dell'opposizione
interposta dall’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1 - in cui egli ha sostenuto
come la sua situazione psichiatrica invalidante non sia stata vagliata dall’amministrazione
-, con decisione su opposizione 11 maggio 2005 l’Ufficio AI ha confermato il
diniego di prestazioni, motivando come segue:

 

" 
In concreto per quanto attiene
all'aspetto medico l'opponente contesta in pratica la valutazione operata
dall'amministrazione, in base alla quale il medesimo presenta una totale
capacità lavorativa in attività adeguate.

Vi è da rilevare che la
documentazione all'incarto, segnatamente i rapporti medici stilati dal Dr. med.
__________, dal Dr. med. __________ e dal Dr. med. __________, come pure i rapporti
di degenza trasmessi al nostro Ufficio dalla Clinica __________ e dalla Clinica
__________, è stata sottoposta alla valutazione del Servizio Medico Regionale
AI (SMR).

Il Dr. med. __________ dell'SMR, con
annotazione del 14 aprile 2005, contesta che il disturbo psichico lamentato
attualmente dall'assicurato sia di severità tale da pregiudicare le funzioni
lavorative e sostiene la tesi secondo la quale la problematica psichiatrica si
riconduce in modo preponderante all'abuso etilico, non riconosciuto
dall'Assicurazione Invalidità quale patologia invalidante ai sensi del
considerando 5.

 

Per quanto attiene alla patologia
reumatologica l'opponente non ha sostanziato e provato oggettivamente alcun
nuovo elemento medico che permetta di ritenere una diversa valutazione dello
stato di salute di carattere invalidante per cui la valutazione
dell'amministrazione è ritenuta corretta e viene quindi confermata. Nell'atto
di opposizione è stato infatti indicato che la documentazione medica relativa
alla patologia reumatologica sarebbe stata trasmessa in seguito, documentazione
però mai giunta all'Ufficio Assicurazione Invalidità." (Doc. AI 29)

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso al TCA
l'assicurato, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto l’erogazione di prestazioni
AI dal mese di giugno 2003.

Sostanzialmente egli contesta la valutazione del SMR nel ritenere la
problematica psichiatrica riconducibile unicamente all’abuso etilico e postula
l’allestimento di una perizia psicologica.

Contestualmente il ricorrente ha inoltrato istanza volta ad ottenere l’assistenza
giudiziaria, accolta dal TCA con decreto 30 agosto 2005 (VI).

 

                               1.4.   Nella risposta di causa l’amministrazione,
ribadendo la correttezza della decisione contestata, ha invece chiesto la
reiezione del ricorso.

                                         in diritto

 

                                         in
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H.,

H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre
2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C.,

I 623/98).

 

                                         nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è sapere se il ricorrente ha diritto ad una rendita.

 

                               2.3.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA) del

6 ottobre 2000, la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in
ambito AI.

 

                                         Al
riguardo occorre rilevare che unicamente le norme di procedura, in via di
principio, entrano immediatamente in vigore (DTF 130 V 4 consid. 2.4; SVR 2003
IV Nr. 25, consid. 1.2.,

pag. 76; DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4°). Per quanto concerne
invece le norme di diritto materiale, in assenza di disposizioni transitorie,
nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in
vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli
effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).

Nella DTF 130 V 445ss., il TFA ha precisato che per l'esame relativo all'eventuale
insorgenza di un diritto a una rendita dell'assicurazione
per l'invalidità già prima dell'entrata in vigore della LPGA, occorre rifarsi
ai principi generali sviluppati in materia di diritto intertemporale che
dichiarano applicabile l'ordinamento in vigore al momento della realizzazione
dello stato di fatto giuridicamente determinante. Di conseguenza, per il
periodo fino al 31 dicembre 2002, l'esame del diritto alla rendita avviene
sulla base del precedente ordinamento, mentre a partire da questa data esso
avviene secondo le nuove norme (DTF 130 V 446 consid. 1.2.2.).

 

                                         Tale
questione riveste una scarsa importanza visto che, come evidenziato dallo
stesso TFA, l’introduzione della LPGA non ha portato alcuna modifica
sostanziale per quel che concerne, in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità, i concetti di incapacità al lavoro, d'incapacità al guadagno,
d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione (della rendita
d'invalidità e di altre prestazioni durevoli) e che per tale motivo le
succitate nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza rimangono
tuttora valide (DTF 130 V 343).

 

                                         Le
disposizioni di legge citate in seguito, per motivi di più facile comprensione,
vengono riferite al tenore dell’ordinamento giuridico posteriore al 1° gennaio
2003, mentre in parentesi sono menzionate le rispettive norme valide sino al 31
dicembre 2002. 

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. 

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità

(G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1°
gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto
ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita
se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al
50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

Va altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA (cfr. art. 28

cpv. 2 vLAI) il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il
reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1,
104 V 136

consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV

Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Al
proposito va infine rilevato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le
circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla
rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla
medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali
modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione
(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1,

I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).

                                         

                               2.5.   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino
intollerabile per la società (DTF 127 V  298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977
pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK
1984 pag. 342, 607 ; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,
pag. 10 consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003,
pag. 128).

 

                                         L'Alta Corte ha inoltre
avuto modo di precisare che:

 

" 
(…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono
determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere
annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie
psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato
psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è
ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29
settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."

 

                                         Secondo la giurisprudenza
del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni
dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la
farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella
causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,
pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti). 

 

                               2.6.   Nella fattispecie in esame,
dal rapporto 8 luglio 2003 del dr. __________, specialista in reumatologia,
risulta come il ricorrente, a seguito di una sindrome lombo-vertebrale, sia
inabile al 100% nella sua precedente professione ma pienamente abile in
attività leggere, con possibilità di variare le posizioni (doc. AI 9); tale circostanza
è rimasta incontestata. 

Nell’atto di ricorso, l’assicurato dissente invece per quel che concerne la
problematica extra-somatica, non ritenuta invalidante dall’Ufficio AI poiché
legata esclusivamente all’abuso etilico.

                                         Occorre qui ricordare che,
conformemente alla giurisprudenza l’alcolismo, l’abuso di consumo di medicamenti, la tossicodipendenza non può di
per sé motivare una invalidità ai sensi della legge.

L’assicurazione AI ne tiene conto solo se la dipendenza ha provocato una
malattia o un infortunio in seguito alla quale o per cui l’assicurato ha subito
un danno alla salute fisica o mentale che riduce la capacità al guadagno, o se
essa stessa risulta da un tale danno con valore di malattia (Pratique VSI 2002
p. 30, 2001 p. 223 = SVR 2001 IV Nr. 3 p. 7 consid. 2b; riguardo
specificatamente all’alcolismo: STFA inedita 23 ottobre 2003 nella causa W. [I
192/02], del 4 aprile 2002 nella causa MW [I 401/02]; cfr. anche marginale no.
1014 della Circolare sull’invalidità e la grande invalidità).

 

                               2.7.   Per quel che concerne
l’aspetto psichico agli atti è stata prodotta la seguente documentazione
medica:

 

                                       -  rapporto
20 giugno 2003 del dr. __________, specialista in psichiatria. Posta la
diagnosi di problematica legata alla dipendenza alcolica in remissione parziale
e disturbo della personalità borderline e disturbi ansio-depressivi recidivanti,
esso ha rilevato:

 

                                              "  Si tratta di un paziente che presenta
una lunga evoluzione nel contesto della problematica Borderline con movimenti
psicotici e depressivi. Attualmente un'attività lavorativa come trasportatore
presso la ditta __________, ha creato un dolore addominale e dorsale
particolarmente tenace, che lo ha reso incapace al lavoro.

                                                       Dal
profilo psichiatrico, l'unico handicap è legato alla problematica di dipendenza
all'alcol che lo rende inaffidabile nei lavori di cucina in ristorante dove
viene venduto l'alcol." (Doc. AI 6)

 

                                         -
 rapporto del 6 agosto 2004 stilato dal dr. __________, attivo presso il
Servizio psico-sociale: 

 

"  Il paziente già in passato è stato in cura psichiatrica
presso il Dr. __________ sempre a causa della problematica timica e dell'abuso
etilico e ha necessitato di alcuni ricoveri presso la Clinica Varini.

 

Attualmente
il paziente sta attraversando un'importante fase di crisi rappresentata da una
sintomatologia depressiva marcata. Si evidenzia un'importante riduzione
dell'umore accompagnato da ansia, insonnia, perdita dello slancio vitale e ritiro
sociale. Sono presenti inoltre ruminazioni depressive con temi nichilistici
accompagnati da propositi suicidali. Il paziente ricorre agli alcolici per
riuscire a ridurre l'importante tensione interna. Lo stato di difficoltà che il
paziente attraversa si è ripercosso anche in ambiente lavorativo finendo per
procurare la perdita del lavoro.

Emergono
anche difficoltà nella gestione della quotidianità, quali ad esempio la
gestione dell'economia quotidiana. Nonostante l'introduzione di una terapia
antidepressiva ed ansiolitica non è stato possibile stabilizzare l'equilibrio
psicologico del paziente. Siamo dunque ricorsi a una ospedalizzazione urgente
presso la __________ di __________ a causa dell'emergenza di preoccupanti
tematiche suicidali. Tale ricovero si è protratto dal 12.07.2004 al 15.07.2004
e successivamente superata la fase di rischio si è proceduto al trasferimento
presso la Clinica __________ di __________. Il paziente è stato ricoverato dal
15.07.2004 al 27.07.2004. Attualmente il paziente è nuovamente seguito a
livello ambulatoriale. Osserviamo purtroppo che l'equilibrio psicologico resta
fortemente perturbato; infatti è già possibile osservare lo stato di
smarrimento del paziente che in alcuni momenti appare a tratti dissociato. Lo
stesso ha riferito che in passato ha vissute esperienze "inusuali"
quali apparizioni della madonna, tali episodi sono compatibili con disturbi dispercettivi
attinenti alla sfera psicotica. Tali episodi però sono riferiti ad un periodo
precedente ed esattamente al periodo di cura presso il Dr. __________.

 

In
conclusione ci sembra che il paziente stia attraversando un grave periodo di
crisi che lo rende inabile al lavoro in percentuale totale. Al momento attuale
risulta d'altra parte difficile formulare una prognosi. D'altra parte bisogna
osservare che la storia clinica e il disturbo attuale ipotecano pesantemente il
recupero psicologico." (Allegato C al doc. AI 17)

                                       -  rapporto
d’uscita datato 16 luglio 2004 della Clinica __________ di Mendrisio in cui è
stata diagnostica una sindrome depressiva ricorrente e abuso etilico cronico
astinente in ambiente protetto (sub doc. AI 23);

                                         -
 rapporto d’uscita 8 settembre 2004 della Clinica __________ dove è stata
indicata una sindrome depressiva ricorrente e abuso etilico cronico astinente
in ambiente protetto (sub. doc. AI 23);

                                         -  rapporto 27 aprile 2005
del dr. __________ al SMR:

 

"  In risposta alla vostra del 14 aprile scorso, vi
informiamo che l'ultimo contatto avuto con il paziente a margine risale al
04.10.2004. Lo stato psicologico del paziente presentava importanti tematiche
depressive con apatia, perdita della progettualità, ritiro sociale ed un'importante
quota di ansia. Era evidente anche una forte assunzione di alcolici con
modalità compulsive.

Tale
stato timico persisteva già dal 19.04.2004, momento in cu il paziente si
segnalava al __________.

 

Abbiamo
dunque da allora tentato la prescrizione di una terapia antidepressiva,
associata a bassi dosaggi di neurolettici serali. Emergeva però una forte
difficoltà da parte del paziente di assumere la terapia a causa di importanti
gastralgie; abbiamo variato l'antidepressivo senza però significativi
risultati. Successivamente si sono rivelate anche tematiche nichilistiche,
motivo per il quale è stato necessario procedere ad un ricovero presso la
Clinica __________ di __________ in data 12.07.2004, da dove il paziente, dopo
alcuni giorni, proseguiva il ricovero alla Clinica __________.

 

Il
paziente, già all'ultimo colloquio, presentava una sindrome depressiva
ricorrente (ICD-10 F33.1) associata ad una sindrome da dipendenza etilica
(ICD-10 F10.2). Sempre in quella data la capacità lavorativa risultava essere
completamente invalidata. Il malessere psicologico, evidenziato nel paziente
con forte apatia, demotivazione, perdita dell'istinto vitale, insonnia e
tensione interiore, risultava incompatibile con qualunque attività
lavorativa." (Doc. AI 27)

 

                                         Infine, con nota 14 aprile
2005 il dr. __________ del SMR ha preso posizione in merito alla succitata
documentazione medica:

 

" 
Valutazione: i ricoveri erano
prevalentemente dettati dalla problematica di abuso etilico, abuso etilico
probabilmente alla base di un peggioramento del funzionamento psichico e quindi
in se non riconosciuta dall'AI quale patologia invalidante. Gli effettivi
limiti della capacità lavorativa derivanti da una eventuale patologia
psichiatrica al di fuori della problematica etilica potranno essere valutati
solamente dopo un periodo di astinenza etilica prolungata (6 mesi). Al momento
attuale lo stato psichico viene influenzato in modo nefasto dal persistente
abuso etilico. In questa situazione non è medicalmente possibile distinguere
tra limiti derivanti da una patologia psichiatrica e limiti derivanti dalla
problematica di abuso etilico (limiti non tutelati dall'AI). In questo senso si
conferma la decisione del 11.2004." (Doc. AI 28)

 

                               2.8.   Va qui ricordato che,
conformemente alla giurisprudenza del TFA, affinché un rapporto medico abbia valore probatorio determinante occorre che esso
valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli
esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta
l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)
e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento
della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag.
31; DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti; Pratique VSI 2001 pag. 108 consid.
3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002 nella causa M [I 162/01], consid.
2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA
del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.;
STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988
pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb). 

                                         

Lo stesso vale per le perizie fatte
esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188; RAMI 1993 pag.
95).

 

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (cfr. DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts, op. cit., pag. 111).

 

                                         Inoltre,
nella sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA ha
fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in cui
questo autore ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve
esprimersi sul carattere invalidante di un'affezione somatoforme.

Secondo Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una
diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità
dell'affezione. 

Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività
lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi
criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

Inoltre, l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona
esaminata.

Del resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi
criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati,
le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le
lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le
allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto
(STCA inedita 27 settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).

 

                               2.9.   Nella fattispecie in esame, è
innegabile che l’assicurato sia confrontato con una problematica derivante da
dipendenza alcolica; tuttavia dagli agli atti citati non è possibile accertare
con chiarezza l’eventuale patologia psichica invalidante.

 

                                         Sia i
medici della Clinica __________ di __________ che quelli della Clinica __________
hanno diagnosticato una sindrome depressiva ricorrente (ICD: F33.1) ed una
sindrome da dipendenza etilica, attualmente in astinenza in ambito protetto
(IDC10; F 10.21) senza tuttavia aver espresso una valutazione sulla residua
capacità lavorativa. 

In merito a tale aspetto, nel rapporto 6 agosto 2004 il dr. __________ del __________
ha invece concluso che “ ci sembra che il paziente stia
attraversando un grave periodo di crisi che lo rende inabile al lavoro in
percentuale totale” (sottolineatura del redattore; cfr. allegato C doc. AI
17); nello scritto 27 aprile 2005 al SMR il medesimo medico ha poi ribadito che
“il malessere psicologico, evidenziato nel paziente con forte apatia,
demotivazione, perdita d’istinto vitale, insonnia e tensione interiore,
risultava incompatibile con qualunque attività lavorativa” (doc. AI 27).

                                         Quanto riportato
sopra doveva indurre l’amministrazione a procedere ad un accertamento di natura
psichiatrica. 

Al riguardo, il dr. __________ del SMR ha sostenuto che lo stato psichico è
negativamente influenzato dal persistente abuso di alcol e che solo dopo un
periodo di astinenza etilica di almeno sei mesi si potranno valutare le
effettive limitazioni della capacità lavorativa (doc. AI 28); ciò non significa
che le affezioni psichiche siano da ricondurre esclusivamente al problema
etilico e quindi negare l’eventuale diritto a prestazioni. 

Occorre invece accertare, conformemente alla giurisprudenza riportata al
consid. 2.6, se l’etilismo sia la conseguenza di un’affezione invalidante o se abbia
causato un simile danno alla salute, valutazione che secondo questo TCA è
possibile (cfr. al riguardo: STFA inedita del 2 luglio 2004 nella causa V., I
141/04, consid. 2.3; del 4 agosto 2003 nella causa I, I 67/03, consid. 2.2). Non
va poi dimenticato che già nel rapporto 23 giugno 2003 l’allora psichiatra
curante, dr. __________, aveva accertato, oltre alla problematica di dipendenza
alcolica, un disturbo della personalità di tipo borderline e dei disturbi
ansio-depressivi da lei classificati come diagnosi senza ripercussioni sulla
capacità lavorativa (doc. AI 6).

                                         In
conclusione, siccome l’aspetto psichiatrico non è stato vagliato in maniera
dettagliata ed approfondita, gli atti sono retrocessi all’Ufficio AI affinché accerti
con la dovuta precisione se e da quando l’assicurato sia da ritenere inabile per
motivi psichici, in quale percentuale e quali attività sono eventualmente
ancora esigibili.

                                         Sulla
base di tali risultanze l’amministrazione determinerà poi l’eventuale grado
d’incapacità al guadagno del ricorrente.

 

 

                             2.10.   Visto l'esito favorevole del ricorso, l'assicurato,
patrocinato da un legale, ha diritto al versamento da parte dell’Ufficio AI di
fr. 1’000 a titolo di ripetibili.

 

                                         Secondo
la costante giurisprudenza del TFA l’assegnazione di ripetibili rende priva
d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (DTF 124
V 309 consid. 6, STFA del 9 aprile 2003 nella causa C.,
U 164/02 e STFA del 18 agosto 1999
nella causa E.T.).

                                         In
virtù della succitata giurisprudenza, il decreto 30
agosto 2005 con cui il TCA ha
accolto l’istanza di assistenza giudiziaria con
gratuito patrocinio va di conseguenza revocato.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso é
accolto ai sensi dei considerandi.

                                         § 
  La decisione su opposizione 11 maggio 2005 è annullata.

                                         §§ Gli atti sono rinviati all’Ufficio
AI affinché proceda agli accertamenti di cui al consid. 2.9 e renda una nuova
decisione. 

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L’Ufficio AI verserà all’assicurato fr. 1’000.-- a titolo di ripetibili (IVA
inclusa).

 

                                 3.-   Il decreto 30
agosto 2005  con cui il ricorrente è stato ammesso all’assistenza giudiziaria e
al gratuito patrocinio è revocato.

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Gianluca
Menghetti