# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9299b2a1-511b-53c3-9db9-a1092a0a0f64
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.09.2009 C-65/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-65-2009_2009-09-22.pdf

## Full Text

Corte II I
C-65/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 2  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Francesco Parrino e Elena Avenati-Carpani, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
21 novembre 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-65/2009

Fatti:

A.
A._______,  cittadina  italiana,  nata  il  (...),  coniugata,  ha  lavorato  in 
Svizzera  come  operaia  e  commessa  dal  1969  al  giugno  del  1998, 
solvendo regolari contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, 
i  superstiti  e  l'invalidità  durante  tale  periodo  (doc.  35).  Rientrata  in 
Italia, è stata attiva quale casalinga e contadina in un'azienda familiare 
(doc. 16 pag. 3 e doc. 22 pag. 2 e 7). L'assicurata percepisce, a far 
tempo dal 1° settembre 2006, una pensione d'invalidità italiana. Il 20 
novembre 2007, ha formulato una richiesta volta all'ottenimento di una 
rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 5).

B.
Nel corso dell'istruttoria, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per 
gli assicurati  residenti all'estero (UAIE) ha in particolare assunto agli 
atti la seguente documentazione:

• una cartella  clinica concernente il  ricovero dal 1° al  13 aprile 
2006  per  frattura  vertebrale  amielica  con  conseguente 
intervento neurochirurgico di stabilizzazione vertebrale D11-L1 
il 6 aprile 2006 (doc. 18-1 a 18-62);

• un referto di esame RX del 12 maggio 2006 (doc. 19);

• un certificato medico del 9 novembre 2006, in cui è, da un lato, 
posta  la  diagnosi  di  frattura  stabilizzata  di  D12  e,  dall'altro, 
indicato  che  la  paziente  presenta  rigidità  dorso-lombare 
vivamente  dolente  nonché  netta  limitazione  funzionale  in 
flesso-estensione ed allo sforzo sollevamento carichi (doc. 20);

• un referto di esame RX del 9 novembre 2006 (doc. 21);

• la  perizia  medica  particolareggiata  E  213  della  previdenza 
sociale italiana del 7 marzo 2008, da cui emerge la diagnosi di 
pregressa frattura amielica (2006) D12 trattata chirurgicamente 
con  stabilizzazione  D12-L1  in  lomboartrosi  a  moderato 
impegno  funzionale  senza  deficit  neuromuscolari  periferici, 
ipertensione  arteriosa  in  trattamento,  lieve  stato  ansioso  in 
donna 58enne obesa ex operaia in Svizzera (in Italia contadina-
casalinga).  Le  condizioni  di  salute  dell'assicurata  sono  state 

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definite come migliorate e la stessa è stata ritenuta in grado di 
svolgere  regolari  lavori  semipesanti  come  pure  il  suo  ultimo 
lavoro ed un lavoro adeguato alle sue condizioni a tempo pieno. 
È  stato  segnalato  che  l'assicurata  è  stata  considerata, 
conformemente  alle  disposizioni  di  legge  del  Paese  di 
residenza,  invalida  al  45%  nella  precedente  attività  ed  in 
un'attività adeguata alle sue condizioni (lavoro che tenga conto 
delle seguenti controindicazioni: frequenti flessioni, trasporto e 
sollevamento pesi nonché salita di piani inclinati, scale o scale 
a pioli) (doc. 22);

• il  formulario (non datato) trasmesso alla Commissione medica 
per l'accertamento delle invalidità civili di B._______, mediante 
il  quale  l'interessata  ha  chiesto  di  essere  riconosciuta  quale 
invalida civile (doc. 12);

• la  comunicazione  di  liquidazione  del  25  ottobre  2007 
dell'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale  (INPS)  di 
B._______,  secondo  cui  è  stato  erogato  in  favore 
dell'interessata  un  assegno  mensile  di  assistenza  quale 
invalida civile a decorrere dal 1° settembre 2006 (doc. 15);

• il  questionario  per  l'assicurato  del  14  luglio  2008,  nel  quale 
l'assicurata  ha  dichiarato  di  non  esercitare  alcuna  attività 
lavorativa (doc. 11);

• il  questionario per assicurati occupati nell'economia domestica 
del 20 agosto 2008, nel quale l'assicurata ha segnalato di poter 
controllare  lo  svolgimento  del  lavoro  domestico,  ma  di  non 
essere  più  in  grado  di  svolgere  le  mansioni  consuete  che 
competono ad una casalinga e di necessitare dell'aiuto di terzi 
(segnatamente  del  marito  e  dei  nipoti).  Ha  pure  indicato  che 
"collaboravo nell'attività agricola domestica di mio marito" (doc. 
16);

• lo scritto del 14 luglio 2008 dell'interessata, mediante il quale la 
medesima ha, in particolare, segnalato che il suo stato di salute 
non le consente di far fronte agli usuali compiti e fatto valere di 
essere stata riconosciuta invalida in Italia nella misura del 74% 
(doc. 17).

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C.
Nel  suo  rapporto  del  25  settembre  2008,  il  dott.  C._______,  del 
Servizio regionale “Rhône” (SMR), ha esposto la diagnosi di obesità e 
stato  dopo frattura di  D12 trattata  mediante  fissazione e  ha rilevato 
che l'assicurata ha subito un intervento di  fissazione di D11 e L1 (a 
seguito  di  caduta  con  frattura  di  D12  senza  lesione  midollare) 
nell'aprile  del  2006 con successivo decorso postoperatorio  regolare. 
Ha osservato che il rapporto ortopedico del 9 novembre 2006 fa stato, 
segnatamente, di una rigidità dorso-lombare con limitazione funzionale 
in flesso-estensione ed allo sforzo e il  formulario E 213 del 7 marzo 
2008  di  rachialgia  con  limitazioni  funzionali  per  gli  sforzi  e  la 
deambulazione  in  salita  (limitazioni  moderate  della  mobilità  del 
rachide, senza deficit neurologici) nonché emicranie, umore depresso 
e difficoltà a vestirsi. In conclusione, il dott. C._______ ha reputato che 
l'interessata presenta delle limitazioni nell'attività di casalinga soltanto 
per  il  compimento  delle  mansioni  pesanti  e  fissato  al  18,5%  a  far 
tempo  dal  1°  aprile  2006  il  grado  d'invalidità  dell'assicurata  quale 
casalinga (doc. 24).

D.
Il  30  settembre  2008,  l'autorità  inferiore,  mediante  progetto  di 
decisione, ha comunicato all'assicurata che la richiesta di prestazioni 
sarebbe stata respinta, ritenuto in particolare che il compimento delle 
mansioni  consuete di  casalinga è da considerare esigibile  in misura 
sufficiente per escludere il diritto ad una rendita. L'autorità inferiore ha 
altresì  concesso all'interessata la facoltà di  formulare, nel  termine di 
30 giorni dalla ricezione del progetto di decisione, delle obiezioni per 
iscritto (doc. 25).

E.
Il 22 ottobre 2008, l'interessata ha postulato il riconoscimento del suo 
diritto  ad  una  rendita.  Ha  fatto  valere,  in  particolare,  d'essere 
completamente incapace di lavorare ed ha segnalato di  essere stata 
riconosciuta  invalida  in  Italia  nella  misura  del  74%.  Ha  esibito  un 
certificato medico del 16 novembre 2007 dell'INPS, il verbale di visita 
medica  del  10  luglio  2007  della  Commissione  medica  di  verifica  di 
D._______ nonché un certificato medico del 21 ottobre 2008 del dott. 
E._______ (doc. 26 a 29).

F.
Nel suo rapporto del 17 novembre 2008, il dott. C._______ ha ritenuto 

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la  diagnosi  principale,  con  ripercussioni  sulla  capacità  lavorativa,  di 
obesità e stato dopo frattura di  D12 trattata mediante fissazione. Ha 
pure  evidenziato  la  diagnosi  secondaria,  senza  ripercussioni  sulla 
capacità lavorativa, di ipertensione arteriosa e cardiopatia ipertensiva 
classe II NYHA. Il medico ha rilevato che il  certificato medico del 21 
ottobre  2008  menziona  le  note  diagnosi,  ma  non  si  pronuncia  sulla 
capacità  lavorativa.  Ha  osservato  che  il  rapporto  dell'INPS  del  16 
novembre  2007  espone  le  medesime  diagnosi  e  riferisce  di  una 
spiccata  limitazione  nei  movimenti  di  flessione  ed  estensione  del 
rachide. Il dott. C._______ ha quindi concluso che la documentazione 
medica prodotta non comporta elementi tali da giustificare una diversa 
valutazione rispetto alla  sua presa di  posizione del  settembre 2008. 
Secondo  detto  medico,  nell'ambito  dello  svolgimento  dell'attività  di 
casalinga,  un'incapacità  al  lavoro  di  circa  il  20%  a  far  tempo 
dall'incidente appare corretta.

G.
Il  21  novembre  2008,  l'autorità  inferiore  ha  respinto  la  domanda  di 
prestazioni  dell'assicurazione  per  l'invalidità.  Ha  osservato  che 
l'assicurata non ha subito un'incapacità al lavoro media sufficiente per 
un  anno,  ai  sensi  delle  disposizioni  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità.  In  particolare,  ha  precisato  che  il  compimento  delle 
mansioni  consuete di  casalinga è da considerare esigibile  in misura 
sufficiente per escludere il diritto ad una rendita. Infine, ha osservato 
che  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  non  è  vincolata  dal  fatto 
che  l'interessata  è  stata  riconosciuta  quale  invalida  nel  suo  Paese 
(doc. 32).

H.

H.a Il 23 dicembre 2008, l'interessata ha interposto ricorso dinanzi al 
Tribunale  amministrativo  federale  contro  la  decisione  dell'UAIE  del 
21 novembre  2008  mediante  il  quale  ha chiesto,  sostanzialmente,  il 
riconoscimento  del  suo  diritto  ad  una  prestazione  dell'assicurazione 
svizzera  per  l'invalidità  e  formulato  una  domanda  di  assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese 
processuali. Ha segnalato di aver lavorato in Svizzera fino a giugno del 
1998. Ha descritto le circostanze della ferita subita alla testa (1° aprile 
2006)  ed  il  successivo  ricovero  ospedaliero  con  conseguente 
intervento  chirurgico.  Ha  precisato  di  essere  casalinga  (ha  pure 
evidenziato  che  “lavoravo  il  mio  terreno  per  uso  personale  e  per 

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sopravvivere”)  e di  avere tanta voglia di  lavorare come faceva prima 
dell'incidente. Tuttavia, le sue condizioni salute non le consentono più 
di compiere gli usuali lavori domestici e "di lavorare il mio terreno per 
uso  personale".  Ha  altresì  sottolineato  che  necessita dell'aiuto  dei 
familiari per lo svolgimento delle mansioni consuete che competono ad 
una casalinga. Pertanto, deve essere riconosciuto il suo diritto ad una 
rendita d'invalidità. Ha nuovamente esibito il certificato medico del 16 
novembre  2007  dell'INPS e il  verbale  di  visita  medica  del  10  luglio 
2007  della  Commissione  medica  di  verifica  di  D._______  nonché 
prodotto tre referti di esame RX del 31 ottobre 2007 (doc. TAF 1).

H.b Con decisione  incidentale  del  15  gennaio  2009 (notificata  il  21 
gennaio 2009; cfr. avviso di ricevimento agli atti), questo Tribunale ha 
invitato la ricorrente a regolarizzare il  ricorso del 23 dicembre 2008, 
mediante  l'inoltro  dello  stesso  atto  munito  della  propria  firma 
manoscritta  in  originale,  nel  termine  di  14  giorni  dalla  notificazione 
della decisione incidentale medesima (doc. TAF 2 e 3).

H.c Il  22  gennaio  2009,  la  ricorrente  ha  esibito  il  ricorso  del  23 
dicembre 2008 munito della propria firma manoscritta in originale (doc. 
TAF 4).

I.
Il 23 febbraio 2009, la ricorrente ha prodotto il formulario “domanda di 
gratuito patrocinio”, unitamente ad un documento (doc. TAF 5, 7 e 8).

J.
Il  16  marzo 2009,  l'autorità  inferiore  ha comunicato  di  rinunciare ad 
introdurre la risposta al ricorso (doc. TAF 9).

K.
Il 29 giugno 2009, questo Tribunale ha trasmesso per conoscenza alla 
ricorrente lo scritto dell'autorità inferiore del 16 marzo 2009 di rinuncia 
all'inoltro della risposta al ricorso (doc. TAF 10).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 

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173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19 giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 
(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge  federale  del  20 dicembre 1968  sulla  procedura  amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero.

1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.4 ll  ricorso – presentato tempestivamente e rispettoso dei requisiti 
previsti dalla legge (art. 59 e 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 
ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del 
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 

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risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti), fermo 
restando  che  per  quanto  attiene  alle  norme  di  procedura  le 

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disposizioni della 5a revisione della LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
sono di massima applicabili.

3.3 La ricorrente ha presentato la richiesta di rendita il  20 novembre 
2007. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in 
vigore  fino  al  31  dicembre  2007)  precisa  che,  se  l'assicurato  si 
annuncia più di dodici mesi dopo l'inizio del diritto, le prestazioni sono 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, 
questo  Tribunale  può  limitarsi  ad  esaminare  se  la  ricorrente  avesse 
diritto ad una rendita il 20 novembre 2006 (ossia 12 mesi precedenti la 
presentazione  della  domanda),  oppure  se  un  diritto  alla  rendita  sia 
sorto  tra  tale  data  e  il  21  novembre  2008,  data  della  decisione 
impugnata. Il  giudice delle assicurazioni sociali  esamina la decisione 
impugnata sulla base della situazione di fatto esistente al momento in 
cui  essa è stata resa. Tiene conto dei fatti verificatisi  dopo tale data 
quando  essi  possano  imporsi  quali  elementi  d'accertamento 
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 
V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid. 1b).

4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28, 28a e 29 LAI);

• aver  pagato  i  contributi  all'AVS/AI  svizzera  o  ad 
un'assicurazione sociale  assimilata  (FF 2005 p. 4065; art.  45 
del  regolamento  1408/71)  di  uno  Stato  membro  dell'Unione 
europea  (UE)  o  dell'Associazione  europea  di  libero  scambio 
(AELS), durante un anno intero, rispettivamente, a partire dal 
1°  gennaio 2008,  durante tre anni  (art. 36 cpv. 1 LAI),  ferma 
restando  la  necessità  di  un  periodo  contributivo  minimo  in 
Svizzera di  un  anno  (art.  36  cpv. 2  LAI  in  combinazione con 
l'art. 29 cpv. 1 LAVS; cfr. DTF 130 V 335 consid. 3 e 4).

La ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di tre 
anni  interi  in  totale  e,  pertanto,  adempie  in  ogni  caso la  condizione 
della durata minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia 
invalida ai sensi di legge.

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5.

5.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

5.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI  (art.  28  cpv.  2  LAI  a  partire  dal  1° 
gennaio  2008),  l'assicurato  ha  diritto  ad  un  quarto  di  rendita  se  è 
invalido per almeno il  40%, ad una mezza rendita  se è invalido per 
almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% 
e ad una rendita  intera se  è invalido  per  almeno il  70%. In  seguito 
all'entrata in vigore dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione 
prevista dall'art. 28 cpv. 1ter LAI (art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 
2008), secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50%, 
ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che  sono 
domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è 
più applicabile segnatamente quando l'assicurato è cittadino dell'UE o 
svizzero e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e sentenza del 
Tribunale  federale  I  702/03  del  28  maggio  2004  consid. 1  e  relativi 
riferimenti).

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  il  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  al  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace 
al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata 
norma  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato  ed  è  essenzialmente  irreversibile  e  suscettibile  di 
pregiudicare  la  capacità  di  guadagno  probabilmente  in  modo 
permanente,  in  una  misura  giustificante  il  riconoscimento  di  una 
rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). 
La  lettera  b se  lo  stato  di  salute è labile,  vale a dire  suscettibile  di 

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evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 
consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato 
relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal 
punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile 
di  subire  modifiche  di  rilievo  in  un  futuro  presagibile  (sentenza  del 
Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 98 consid. 
4a). A partire  dal  1°  gennaio 2008,  l'art. 28 cpv. 1 LAI  prevede che 
l'assicurato ha diritto a una rendita se la sua capacità al guadagno o la 
sua  capacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete  non  può  essere 
ristabilita,  mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti 
d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'incapa-
cità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno 
senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è 
invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c).

5.4 Un'incapacità  al  lavoro  del  20%  deve  essere  presa  in 
considerazione  per  il  calcolo  dell'incapacità  al  lavoro  media  giusta 
l'art. 28  cpv.  1  lett.  b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare 
sull'invalidità  e la  grande invalidità  nel  suo tenore applicabile  fino al 
31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des 
autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI  [Pratique  VSI]  1998  p. 126 
consid. 3c).

6.

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 
110 V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 
il  rinvio  dell'art.  28  cpv. 2  LAI  (art.  28a  cpv. 1  LAI  a  partire  dal  1° 
gennaio  2008),  per  valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido; metodo generale del raffronto dei redditi). 
Se non è possibile determinare o stimare in maniera attendibile i due 
redditi  di  cui  si  tratta,  si  deve  procedere,  ispirandosi  al  metodo 
specifico  applicabile  alle  persone  non  esercitanti  un'attività  lucrativa 
(art. 28 cpv. 2bis LAI [art. 28a cpv. 1 LAI a partire dal 1° gennaio 2008] 
in  combinazione  con  l'art.  27  dell'ordinanza  del  17  gennaio  1961 

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sull'assicurazione per l'invalidità [OAI; RS 831.201]), al confronto delle 
attività  e  valutare  il  grado  d'invalidità  ritenendo  l'incidenza  della 
diminuita capacità di rendimento sulla situazione economica concreta 
(metodo  straordinario  di  graduazione;  v.  sentenza  del  Tribunale 
federale I 782/03 del 24 maggio 2006 consid. 2.3, DTF 128 V 29 e DTF 
104 V 135). Peraltro, secondo l'art. 28 cpv. 2ter LAI (art. 28a cpv. 3 LAI 
a  partire  dal  1°  gennaio  2008),  l'invalidità  degli  assicurati  che 
esercitano  solo  parzialmente  un'attività  lucrativa  e  per  il  resto  sono 
dediti allo svolgimento delle proprie mansioni va computata secondo il 
metodo ordinario del raffronto dei redditi (art. 16 LPGA) per la parte di 
attività  lucrativa,  mentre  in  merito  all'impedimento  a  svolgere  le 
mansioni  consuete  l'invalidità  deve essere  valutata  sulla  base  di  un 
confronto delle attività – da attuare di principio mediante un'inchiesta 
domiciliare (DTF 130 V 97) – conformemente all'art. 27 OAI. In tal caso 
occorre determinare la parte rispettiva dell'attività lucrativa e quella del 
compimento  degli  altri  lavori  abituali  e  calcolare  il  grado  d'invalidità 
globale  in  funzione  dell'impedimento  nei  due  ambiti  in  questione 
(metodo misto; cfr. DTF 125 V 148 consid. 2; sentenze del Tribunale 
federale  9C_35/2007  del  4  aprile  2008  consid.  2,  I  503/04  del  13 
settembre  2006  consid.  2,  nonché  in  particolare  I  382/04  del  18 
ottobre 2005 consid. 2 e I 540/02 del 12 maggio 2004 consid. 2).

6.2 L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di 
principio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla 
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la  conseguente  incapacità  lavorativa.  L'invalidità  dell'assicurato  che 
non esercita un'attività lucrativa, ma svolge le mansioni consuete e dal 
quale non si può ragionevolmente esigere che intraprenda un'attività 
lucrativa,  è  determinata,  in  deroga  all'art.  16  LPGA,  in  funzione 
dell'incapacità di svolgere le mansioni consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI, 
art. 28a cpv. 1 LAI a partire dal 1° gennaio 2008; metodo specifico). 
L'art. 27 OAI precisa che per mansioni consuete di una persona senza 
attività  lucrativa  occupata  nell'economia  domestica  s'intendono  gli 
usuali  lavori  domestici,  l'educazione  dei  figli  nonché  le  attività 
artistiche e di pubblica utilità.

6.3 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c).

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7.

7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di 
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 282 consid. 4a).

Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al 
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, 
di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero  modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).

7.2 In  virtù  degli  art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con 
l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 
(PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 
fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove 
necessarie  e  le  valuta  liberamente.  Secondo  giurisprudenza,  se  il 
giudice ritiene che i fatti non sono sufficientemente delucidati, può, di 
principio, sia rinviare la causa all'amministrazione per completamento 
dell'istruzione  che  procedere  lui  medesimo  a  tale  istruzione 
complementare.  Un  rinvio  all'amministrazione  che  ha  per  scopo  di 
completare  l'accertamento  dei  fatti  non  viola  né  i  principi  della 
semplicità e della celerità né il principio inquisitorio. In particolare, un 
siffatto  rinvio  appare  in  generale  siccome  giustificato  se 
l'amministrazione  ha  proceduto  ad  una  constatazione  dei  fatti 
sommaria nella speranza che in caso di ricorso sarebbe poi stato il 
tribunale ad effettuare i necessari accertamenti fattuali (sentenza del 
Tribunale  federale  9C_162/2007  del  3  aprile  2008  consid.  2.3  e 
relativi riferimenti).

8.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 

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provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria 
(anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure 
sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, 
logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un  rapporto 
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la 
sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo 
contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3a).

8.1 In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la 
giurisprudenza ha stabilito  che il  giudice non si  scosta senza motivi 
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a 
disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, 
da  un  punto  di  vista  medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del 
Tribunale  federale  U  505/06  del  17  dicembre  2007).  Ragioni  che 
possono indurre il  giudice a non fondarsi  su un tale referto sono ad 
esempio affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, 
o  altri  rapporti  da cui  emergono validi  motivi  per  farlo  e,  meglio,  se 
l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fondata da mettere in 
discussione  le  conclusioni  peritali  (sentenza  del  Tribunale  federale  I 
166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

8.2 Per quel che riguarda le perizie di parte, il  Tribunale federale ha 
precisato  che  esse  contengono  considerazioni  specialistiche  che 
possono contribuire ad accertare i  fatti,  da un punto di vista medico. 
Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia 
giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a 
mettere  in  discussione  la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata 
dall'amministrazione  (DTF  125  V  351).  Giova  altresì  rilevare  come 
debba  essere  considerato  con  la  necessaria  prudenza  l'avviso  dei 
medici  curanti,  i  quali  possono  tendere  a  pronunciarsi  in  favore  del 
proprio paziente a dipendenza dei particolari  legami che essi  hanno 
con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).

8.3 Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici 
contraddittori  il  giudice non può evadere la vertenza senza valutare 
l'intero  materiale  e  indicare  i  motivi  per  cui  egli  si  fonda  su  un 
rapporto  piuttosto che su un altro. Al  riguardo va tuttavia  precisato 

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che  non si  può  pretendere  dal  giudice  che raffronti  i  diversi  pareri 
medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista 
medico,  come farebbe un  perito,  i  punti  in  cui  si  evidenziano delle 
carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale 
federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

9.

9.1 In materia d'assicurazioni sociali, il giudice fonda la sua decisione, 
salvo disposizioni di legge contrarie, su fatti che, senza poter essere 
stabiliti in modo irrefutabile, appaiono come i più verosimili, ossia che 
presentano un grado di verosimiglianza preponderante. Non è pertanto 
sufficiente  che  un  fatto  possa  essere  considerato  come  un'ipotesi 
possibile (DTF 126 V 353 consid. 5b e relativi riferimenti).

9.2 La scelta di uno dei metodi di graduazione dell'invalidità (metodo 
generale del confronto dei redditi, metodo specifico o metodo misto) 
dipende dallo statuto attribuito al potenziale beneficiario della rendita. 
Se una persona sia da considerarsi appartenente all'una o all'altra di 
queste categorie si determina esaminando cosa essa avrebbe fatto, 
ritenute altrimenti le medesime circostanze, se non fosse subentrato 
il  pregiudizio  alla  salute.  Questo  quesito  si  decide  tenendo  conto 
dell'evoluzione  della  situazione  sino  all'emanazione  della  decisione 
amministrativa  litigiosa,  ritenuto  che  l'ipotetica  ripresa  di  un'attività 
lucrativa  completa  o  parziale  va  ammessa  ove  tale  eventualità 
presenti un grado di verosimiglianza preponderante (DTF 125 V 150 
consid. 2c).

10.

10.1 Dalla documentazione medica agli  atti  emerge che la ricorrente 
soffre segnatamente di pregressa frattura amielica D12 (2006), trattata 
chirurgicamente  con  stabilizzazione  D12-L1,  in  lomboartrosi  a 
moderato  impegno  funzionale,  ipertensione  arteriosa  in  trattamento, 
lieve stato ansioso ed obesità.

10.2 Si  tratta  di  affezioni  di  carattere  labile,  ossia  suscettibili  di 
migliorare o di peggiorare. Ne discende che, in mancanza di uno stato 
di salute sufficientemente stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera 
dell'art.  29  cpv. 1  LAI  (nella  versione  in  vigore  fino  al  31  dicembre 
2007), per cui  può entrare in considerazione solo la seconda lettera 
della citata norma legale, la quale prevede un termine di attesa di un 

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anno. In  virtù  di  tale  disposizione,  la  ricorrente  può  pretendere  una 
rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  solo  a  partire  dal 
momento in cui  ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità 
lavorativa media di almeno il 40% durante un anno.

10.3 Peraltro, ai sensi dell'art. 29 LAI (nella versione in vigore dal 1° 
gennaio 2008), il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi 
dalla  data  in  cui  l'assicurato  ha  rivendicato  il  diritto  alle  prestazioni 
conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire dal 
mese seguente il compimento dei 18 anni. Il diritto non nasce finché 
l'assicurato può pretendere un'indennità giornaliera ai sensi dell'art. 22 
LAI.  Inoltre,  la  rendita  è  versata  dall'inizio  del  mese  in  cui  nasce  il 
diritto.

11.

11.1 Nella fattispecie in esame, occorre determinare se, e a partire da 
quando,  sussista  un'incapacità  al  lavoro  della  ricorrente 
rispettivamente  un  diritto  ad  una  rendita  ai  sensi  delle  citate 
disposizioni di legge.

11.2 Questo  Tribunale  osserva  che  il  certificato  medico  del 
16 novembre 2007 dell'INPS (doc. 27) fa stato di esiti di frattura di D12 
con  spiccata  limitazione  funzionale  di  tipo  flesso-estensivo  della 
regione  rachidea  interessata  nonché  di  ipertensione  arteriosa  con 
segni di cardiopatia ipertensiva (classe funzionale NHYA II), di obesità 
di  grado  moderato,  di  spondiloartrosi  cervico-lombo-sacrale  e  di 
nevrosi  d'ansia.  Nella  perizia  medica  particolareggiata  E  213  del 
marzo 2008 (doc. 22) è indicata una pregressa frattura amielica D12 in 
lomboartrosi a moderato impegno funzionale ed ipertensione arteriosa 
in  trattamento  ed  è  pure  segnalato  un  miglioramento  (rispetto  alla 
precedente  visita)  dello  stato  di  salute  dell'assicurata.  Certo,  le 
limitazioni funzionali  legate agli  evocati  problemi ortopedici  appaiono 
essere passate da spiccate (fino a novembre 2007) a moderate (da 
marzo  2008).  Tuttavia,  il  medico  che  ha  effettuato  tale  perizia 
particolareggiata  ha  esplicitamente  riservato  l'effettuazione  di  una 
visita ortopedica (pag. 5 punto 5.6. della perizia), di cui non vi è traccia 
agli atti, di modo che sussistono dei dubbi sulla portata e l'evoluzione 
nel  tempo  delle  limitazioni  funzionali  della  ricorrente  dal  profilo 
ortopedico consecutive all'incidente, con trauma cranico e vertebrale, 
da lei subito nell'aprile del 2006. In particolare, né il medico dell'UAIE 
(che non ha mai  visitato  personalmente  l'insorgente)  né l'autorità  di 

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prime  cure  si  sono  pronunciati  esplicitamente,  chiaramente  e  con 
argomenti  concludenti,  in  merito  alle  conseguenze  delle  spiccate 
limitazioni  funzionali  indicate  nel  certificato  medico  dell'INPS del  16 
novembre 2007 e  sull'evoluzione nel  tempo delle  stesse,  omettendo 
altresì  di  pronunciarsi  sull'assenza  agli  atti  della  visita  ortopedica 
richiesta nella perizia particolareggiata E 213. Hanno pure omesso di 
spiegare per quale motivo non sarebbero stati necessari degli ulteriori 
e più approfonditi  accertamenti  dal  profilo ortopedico. Inoltre, questo 
Tribunale rileva che dal certificato medico del  21 ottobre 2008 (doc. 
28) – dunque di data anteriore alla decisione impugnata – risulta che 
la ricorrente continua ad essere affetta da ipertensione arteriosa con 
segni  di  cardiopatia  ipertensiva  (classe  NYHA  II).  Invero,  il  dott. 
C._______  nel  suo  rapporto  del  novembre  2008  ha  ritenuto  di 
includere  nella  diagnosi  cardiopatia  ipertensiva  classe  NYHA  II 
(affezione di cui l'insorgente soffre almeno da luglio del 2007, v. doc. 
26),  quale  diagnosi  secondaria  senza  incidenza  sulla  capacità 
lavorativa. Sennonché, il  medico dell'UAIE non ha indicato per quale 
ragione l'affezione ritenuta è stata qualificata siccome senza incidenza 
sulla  capacità  lavorativa  della  ricorrente  né  perché  abbia  ritenuto 
superfluo  un  complemento  d'istruttoria  riguardo  alla  problematica 
cardiaca,  considerato  che  non  appare  potersi  escludere 
aprioristicamente qualsivoglia incidenza di tale affezione sulla capacità 
della  ricorrente  a  svolgere  le  consuete  mansioni  di  casalinga 
rispettivamente  l'attività  di  contadina.  Ne  discende  che  questo 
Tribunale ritiene un insufficiente accertamento per quanto attiene allo 
stato di salute della ricorrente.

12.
Occorre  peraltro  analizzare  se  l'istanza  precedente  ha  determinato 
correttamente  lo  statuto  della  ricorrente  e  il  grado  d'invalidità 
nell'attività di casalinga.

12.1 L'UAIE ha considerato che la ricorrente, se non fosse subentrato 
il  pregiudizio  alla  salute,  si  sarebbe  dedicata  al  100%  all'attività  di 
casalinga (e ha quindi fatto applicazione del metodo specifico per la 
definizione del grado d'invalidità). Questo Tribunale osserva però che 
non è dato sapere le ragioni per cui l'UAIE è pervenuto a tale conclu-
sione. Ritenuto che per la determinazione dello statuto dell'assicurata 
è determinante la natura delle attività che la stessa avrebbe esplicato 
qualora  fosse  stata  in  buone  condizioni,  andava  esaminato  se 
l'insorgente,  da  sana,  avrebbe  consacrato  l'essenziale  della  sua 

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attività  all'economia  domestica  o  a  un'occupazione  lucrativa,  questo 
alla luce della sua situazione personale, familiare, sociale e finanziaria 
(cfr. sentenza del  Tribunale  federale I  382/04 del  18 ottobre  2005 e 
DTF  117  V  195).  Per  determinare  il  campo  d'attività  che  avrebbe 
occupato  l'assicurata,  se  avesse  goduto  di  buona  salute,  si  deve 
tenere conto della necessità finanziaria di riprendere o estendere un 
lavoro,  dell'età,  delle  eventuali  cure  da  prestare  ai  figli,  delle  sue 
qualifiche professionali e delle sue attitudini, ritenuto come nessuno di 
questi  elementi  abbia priorità sugli  altri  (DTF 125 V 150 consid. 2c). 
Ciò  premesso  e  conto  tenuto  del  fatto  che  dalle  carte  processuali 
emerge  che  l'insorgente  è  stata  attiva  quale  casalinga  e  contadina 
(poco importa se nell'azienda del marito, cfr. art. 27bis dell'ordinanza 
del  17 gennaio  1961  sull’assicurazione  per  l’invalidità  [OAI,  RS 
831.201]) dopo il suo rientro in Italia nel 1998 (doc. 16 e doc. 22) e che 
avrebbe  voluto  continuare  a  lavorare  qualora  non  avesse  subito  un 
incidente nell'aprile del 2006 (v. doc. TAF 1), a torto l'autorità inferiore 
ha  ritenuto  di  potere  determinare  lo  statuto  della  ricorrente  –  quale 
casalinga al 100% – sulla base degli atti di causa al loro stato attuale 
e  senza  dovere  effettuare  degli  ulteriori  accertamenti  d'ufficio. 
Quest'ultimi  andranno  esperiti  dall'UAIE  in  virtù  dei  citati  criteri 
giurisprudenziali,  conto  tenuto  del  fatto  che  non  è  sufficiente 
accontentarsi,  per  quanto  attiene  al  grado  di  prova,  ad  un'ipotesi 
semplicemente possibile (cfr. consid. 9.1 del presente giudizio).

12.2 In merito all'impedimento dell'insorgente a svolgere le mansioni 
di casalinga, esso, nel caso di specie, non può altresì essere valutato 
sulla  sola  base  del  generico  formulario  per  gli  assicurati  occupati 
nell'economia  domestica,  compilato  dalla  ricorrente  medesima  (doc. 
16),  che  non  risponde  nella  fattispecie  alle  esigenze  di  un  corretto 
accertamento  dei  fatti.  Incomberà  pertanto  all'UAIE  d'effettuare  le 
necessarie verifiche al  riguardo. Giova ancora osservare che appare 
incontestato,  perlomeno allo  stato  attuale  degli  atti  di  causa,  che la 
ricorrente non è più in grado di svolgere attività pesanti e che secondo 
l'esperienza generale della vita e il normale andamento delle cose la 
casalinga  deve pure  di  massima espletare  (oltre  a  quelle  leggere  e 
semi-pesanti)  delle  mansioni  esclusivamente  pesanti.  Dovrà  quindi 
essere opportunamente spiegato per quale motivo il dott. C._______ 
per  alcune  delle  attività  di  casalinga  da  lui  indicate  e  ritenute 
nell'apposito formulario (doc. 24), in particolare quelle di cui al punto 3 
"pulizia  dell'abitazione",  abbia  concluso  ad  un'incapacità  della 
ricorrente del 30% (la ricorrente ha peraltro dichiarato di  non potere 

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effettuare le pulizie dell'abitazione; cfr. la sua risposta alla domanda 3 
del  questionario  per  gli  assicurati  occupati  nell'economia domestica; 
doc. 16).

13. Infine,  l'autorità  inferiore  dovrà,  se  del  caso,  tenere  conto  di 
possibili interazioni nell'ambito della valutazione dell'invalidità secondo 
il  metodo  misto  (DTF  134  V  9).  In  effetti,  conformemente  alla 
giurisprudenza  del  Tribunale  federale  un'eventuale  ridotta  capacità 
lavorativa  nell'ambito  professionale  o  nell'ambito  dell'adempimento 
delle mansioni consuete in seguito a maggiori sforzi compiuti nell'altro 
settore  d'attività  è  da  prendere  in  considerazione  a  determinate 
condizioni. Quanto al fattore di ponderazione discusso nella sentenza 
DTF 134 V 9 (cfr. consid. 7.3.6), la giurisprudenza l'ha limitato ad un 
massimo del 15%.

14.
Da quanto esposto, discende che la decisione impugnata – che viola il 
diritto  federale  (accertamento  inesatto  ed  incompleto  dei  fatti 
giuridicamente rilevanti) – incorre nell'annullamento.

15.
Quando  il  Tribunale  amministrativo  federale  annulla  una  decisione, 
esso può sostituirsi  all'autorità  inferiore  e giudicare direttamente nel 
merito o rinviare la causa, con istruzioni vincolanti all'autorità inferiore 
per un nuovo giudizio (ULRICH  HÄFELIN  /  GEORG  MÜLLER  /  FELIX  UHLMANN, 
Allgemeines Verwaltungsrecht, 5a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2006, n. 
1977 pag. 418). In particolare, esso si sostituirà all'autorità inferiore se 
gli atti sono completi e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione 
del diritto federale (v. sentenza del Tribunale federale 9C_162/2007 del 
3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti; DTF 126 II 43 e DTF 125 
II  326).  Tale  non  è  il  caso  nella  presente  fattispecie  per  i  motivi 
precedentemente  indicati.  Gli  atti  di  causa  sono  pertanto  rinviati 
all'autorità inferiore affinché la stessa proceda, in tempi ragionevoli, a 
completare  l'accertamento  dei  fatti  determinanti,  come  indicato  nei 
considerandi  che  precedono,  nonché  a  pronunciare  una  nuova 
decisione.

16.

16.1 Visto  l'esito  della  procedura,  non  sono  prelevate  delle  spese 
processuali  (art.  63  PA).  La  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel 
senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali, 

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C-65/2009

formulata  dalla  ricorrente  nel  gravame  del  23  dicembre  2008,  è 
pertanto divenuta senza oggetto.

16.2 Ritenuto che l'insorgente non è rappresentata in questa sede e 
che non risulta che abbia dovuto sopportare delle spese indispensabili 
e relativamente elevate in relazione alla procedura di  ricorso, non si 
giustifica l'attribuzione di  spese ripetibili  (art. 64 PA in combinazione 
con gli art. 7 e segg. del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto, nel senso che la decisione impugnata 
del  21  novembre  2008  è  annullata  e  gli  atti  di  causa  sono  rinviati 
all'UAIE  affinché  proceda  al  completamento  dell'istruttoria  ed  alla 
pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi.

2.
Non  si  prelevano  spese  processuali. La  domanda  di  assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese 
processuali, è pertanto divenuta senza oggetto.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (Raccomandata con avviso di ricevimento)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30  giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 
90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS  173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i 
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata e – se in possesso della parte – i documenti indicati come 
mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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