# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a5543eb7-a8da-5f7e-a708-d0904149d6bf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-04-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 04.04.2006 15.2005.149
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2005-149_2006-04-04.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2005.149

  	
  Lugano

  4 aprile 2006

  CJ/sc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques

  

 

 

statuendo sul ricorso 19 dicembre 2005 di

 

	
   

  	
  1. RI 1 

   

  2. CE 1
  composta di:

      RI 2 

      RI 3 

      RI 4 

   

  tutti rappr. dall¿ RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l¿operato dell¿CO 1 e meglio contro lo stato di
riparto allestito il 6 dicembre 2005 nella procedura di realizzazione di pegno
n° __________ promossa da

	
   

  	
  __________, __________

  

contro

	
   

  	
  PI 1 

  

 

procedura che concerne anche

 

	
   

  	
  PI 2 

   

  PI 3 

  

 

letti ed esaminati gli atti; 

 

 

ritenuto 

 

in fatto:                       

                                  A.   Il 12 agosto 2005, RI 1 e gli altri eredi CE 1 hanno notificato un
credito di fr. 62'100.--, oltre gli interessi scalari dal 1° dicembre 2000 su
fr. 100'000.--, nella procedura di realizzazione di un pegno gravante il fondo
part. n° __________ RFD di __________ e una quota di comproprietà di 2/10 della
proprietà coattiva del fondo part. n° __________ RFD di __________, promossa
dalla __________ contro PI 1 (doc. I). Le parti ricorrenti hanno precisato che
il credito notificato era garantito da ipoteche di primo e terzo rango, in
quanto esse sarebbero state surrogate nei diritti della banca procedente, alla
quale avrebbero versato l¿importo di fr. 100'000.-- per evitare un precedente
incanto nella medesima procedura esecutiva, poi sospeso in seguito alla
concessione all¿escusso di una moratoria concordataria.

 

 

                                  B.   Il
26 agosto 2005, l¿CO 1 ha chiesto alle parti ricorrenti di comprovare la loro
pretesa, con la produzione delle relative cartelle ipotecarie di primo e terzo
grado, pena l¿esclusione dall¿elenco oneri (doc. L). In risposta, le
ricorrenti, il 29 agosto 2005, hanno precisato di avvalersi della surrogazione
di cui all¿art. 110 CO, limitatamente all¿importo di fr. 62'100.--, oltre gli
interessi scalari dal 1° dicembre 2000 su fr. 100'000.--, tenuto conto
dell¿accordo 8 maggio 2003 intervenuto tra l¿escusso e le ricorrenti davanti
alla Pretura di __________, secondo cui l¿importo di fr. 100'000.-- dovuto dal
primo alle ricorrenti è stato parzialmente compensato con il canone non pagato da
queste ultime per la locazione del fondo da realizzare (doc. M). Il 5 settembre
2005, l¿CO 1 ha comunicato alle ricorrenti di non aver inserito il loro credito
nell¿elenco oneri, in quanto non garantito da pegno (doc. O).

 

 

                                  C.   Il 7
settembre 2005, i fondi dell¿escusso sono stati aggiudicati al prezzo di fr.
655'000.-- a RI 1 e __________.

 

 

                                  D.   Il 6
dicembre 2005, l¿Ufficio ha allestito lo stato di riparto, nel quale non ha
inserito il credito vantato dai ricorrenti.

 

                                  E.   RI 1
e gli eredi CE 1 ricorrono contro tale atto, chiedendone la modifica nel senso
che venga iscritto il loro credito di fr. 62'100.--, che ribadiscono essere
garantito da pegno in seguito a surrogazione giusta l¿art. 110 CO.

 

 

                                  F.   Sulle
osservazioni 12 gennaio 2006 dell¿PI 2, 13 gennaio 2006 del PI 3 e 22 dicembre
2005/27 gennaio 2006 dell¿CO 1 si dirà, se del caso, nei seguenti considerandi.

 

considerando

 

in diritto:

 

                                   1.   Giusta
l¿art. 140 LEF (applicabile alla procedura di realizzazione di pegno
immobiliare per il rinvio dell¿art. 156 cpv. 1 LEF), l¿ufficiale constata prima
dell¿incanto, in base alle insinuazioni presentate dagli aventi diritto e
all¿estratto del registro fondiario, gli oneri gravanti
il fondo. Le pretese insinuate tardivamente o che non implicano oneri
reali per il fondo non sono menzionate nell'elenco. L'ufficio avvisa immediatamente
i titolari della loro esclusione, richiamando loro il diritto di ricorso (art.
17 LEF) entro i termini legali (art. 36 cpv. 1 RFF, per il rinvio dell¿art. 102
RFF; Piotet, Poursuite et
faillite, Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Monaco 2005, n. 13 e 27,
1° trattino, ad art. 140).

                                         Nel caso
concreto, le parti ricorrenti non hanno tempestivamente contestato l¿elenco
oneri, né con ricorso (art. 17 LEF) né con opposizione (art. 140 cpv. 2 LEF). La
decisione dell¿CO 1 di considerare non garantito da pegno il credito che hanno
insinuato è pertanto definitiva.

 

 

                                   2.   In
effetti, i crediti accertati definitivamente nell¿elenco oneri non possono più
essere contestati allo stadio del riparto da chi avrebbe potuto farlo nella
procedura di appuramento degli oneri (cfr. art. 43 cpv. 1 RFF ¿ per il rinvio
dell¿art. 102 RFF ¿ e 112 cpv. 1 RFF; DTF 99 III 70; CEF 6 agosto 2003
[15.03.97], Jaeger/Walder/ Kull/Kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo
1997, n. 14 ad art. 148 al quale rinvia il n. 28 ad art. 157; Gilliéron, op. cit., n. 149 e 152 ad
art. 140 e n. 22 ad art. 157; cfr. pure Bernheim/
Känzig, Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. II,
n. 46 e 50 ad art. 157). Più generalmente, l¿elenco oneri non può più essere
modificato dopo la scadenza del termine di opposizione (art. 140 cpv. 2 LEF) o
di ricorso (art. 17 LEF) (cfr. Piotet,
op. cit., n. 15 ad art. 138 e 36 ad art. 140), nemmeno con l¿aggiunta di
pretese che non vi figurano, salvo in casi eccezionali, ad
esempio se l¿Ufficio ha violato una norma di procedura imperativa che comporta
la nullità assoluta del provvedimento (cfr. art. 22 LEF; DTF 120 III 23, cons.
1), in particolare in caso di mancata comunicazione dell¿avviso speciale
dell¿art. 139 LEF (cfr. Gilliéron,
op. cit., n. 152 ad art. 140), se la decisione non è chiara sull¿importo o il
rango di un credito (cfr. DTF 97 III 39 ss.), oppure, in alcune ipotesi,
se i rapporti giuridici si sono modificati in seguito a un fatto successivo
all¿entrata in forza dell¿elenco oneri (cambiamento di titolarità di un credito
iscrittovi, estinzione, ecc., cfr. Jent-Sørensen,
Die Rechtsdurchsetzung bei der Grundstückverwertung in der Spezialexekution,
tesi Zurigo 2003, n. 669 ss.). Una semplice omissione ¿ seppur colpevole ¿
dell¿Ufficio non è un motivo di modifica qualora il ricorrente, facendo prova
della dovuta attenzione, avrebbe potuto scoprirla e far correggere
l¿irregolarità interponendo ricorso (DTF 120 III 24, cons. 3).

 

                                         Nel caso
concreto, le parti ricorrenti non hanno dimostrato l¿esistenza di un motivo
eccezionale che avesse autorizzato l¿CO 1 a iscrivere nello stato di riparto un
credito non indicato nell¿elenco oneri. Dalle loro allegazioni risulta in
particolare che esse hanno tempestivamente avuto conoscenza della decisione
dell¿Ufficio di non iscrivere la pretesa nell¿elenco oneri e che l¿asserita
surrogazione si è prodotta prima della scadenza del termine per insinuare i
crediti.

 

 

                                   3.   Invero,
le ricorrenti non contestano l¿esistenza, l¿importo o il rango dei
diritti iscritti nell¿elenco oneri e nello stato di riparto, ma la
legittimazione della banca procedente per quanto concerne una parte del pegno
immobiliare iscritto in primo rango, sostenendo che il pegno spetterebbe loro
nella misura di fr. 62'100.-- in seguito ad un¿asserita
surrogazione fondata sull¿art. 110 CO. Orbene, secondo il Tribunale federale e una
parte della dottrina, l¿elenco oneri e lo stato di riparto non accerterebbero definitivamente
la titolarità dei diritti che vi sono iscritti, dal momento che, nell¿ipotesi
in cui sorga una controversia tra la persona indicata nell¿atto e un terzo
sulla questione della titolarità, la questione non dovrebbe essere risolta
nella procedura di accertamento degli oneri, ma i contendenti dovrebbero essere
rinviati alla sede civile ordinaria, senza possibilità per l¿Ufficio di fissare
loro un termine con questo scopo, e nel frattempo, qualora lo stato di riparto
sia diventato definitivo, l¿Ufficio sarebbe tenuto a procedere al deposito del dividendo
ai sensi degli art. 168 CO o 9 LEF (cfr. DTF 87 III 68 ss.; Gilliéron, op. cit., n. 133 ad art.
140; Jent-Sørensen, op. cit., n. 415,
nota 1025, e n. 529, con rif.). Secondo questa concezione, il
carattere definitivo dell¿elenco oneri non costituirebbe così un motivo di
reiezione della richiesta delle ricorrenti. Non è tuttavia necessario
pronunciarsi sulla questione in questa sede. Va infatti rilevato che, in
ogni caso, la competenza per dirimere le contestazioni relative alla titolarità
dei crediti iscritti nell¿elenco oneri e nello stato di riparto non spetta alle
autorità di esecuzione forzata, bensì alle autorità giudiziarie, siano esse
quelle previste dall¿art. 140 LEF oppure quelle competenti nelle procedure
civili ordinarie. Non compete pertanto a questa Camera, nella sua veste di
autorità di vigilanza, di pronunciarsi sulla richiesta delle parti ricorrenti.

                                         

 

                                   4.   Il ricorso va pertanto respinto.

                                         Non si
preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2
lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

 

richiamati
gli art. 17, 20a, 140 LEF, 36, 43, 102, 112 RFF, 110 CO, art. 61 e 62 OTLEF;

 

 

pronuncia:                 

                                   1.   Il
ricorso 19 dicembre 2005 presentato da RI 1, __________, e dagli CE 1 è
respinto.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

 

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d¿appello, in conformità
dell¿art. 19 LEF.

 

 

 

 

 

 

 

                                   4.   Intimazione
a:   ¿ avv. dott. RA 1, __________;

                                                                   ¿
PI 1, __________;

                                                                   ¿
__________, __________;

                                                                   ¿
PI 2, sede;

                                                                   ¿
PI 3, sede.

 

                                         Comunicazione
all¿CO 1.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d¿appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                             Il
segretario