# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e278bcf0-6009-5fc1-9a85-b5c13d747b33
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.08.2010 D-3584/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3584-2006_2010-08-27.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3584/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 7  a g o s t o  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
Maurice Brodard, Fulvio Haefeli, 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, 
B._______ e 
C._______, Sudafrica, 
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; 
decisioni dell'UFM del 21 settembre 2004 e del 17 ago-
sto 2007 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3584/2006 e D-5873/2009

Fatti:

A.
L'interessato,  nato  a  D._______,  nella  provincia  di  E._______,  in 
Sudafrica  – figlio di  padre sierraleonese e di madre sudafricana  – vi 
avrebbe risieduto dalla nascita fino al 1965 quando si sarebbe recato 
insieme alla  sua famiglia  a  F._______ in  Sierra  Leone. Nel  febbraio 
1983  sarebbe  ritornato  in  Sudafrica.  Nel  dicembre  1989  avrebbe 
nuovamente lasciato il Sudafrica alla volta della Sierra Leone dopo la 
scomparsa  di sua  madre  nel  gennaio  1989  ed  avrebbe  vissuto  a 
F._______.  Il  4 dicembre 1994,  sarebbe  rientrato  in  Sudafrica  dove 
avrebbe  risieduto, a suo dire, da ultimo a G._______, nella provincia 
del Capo Occidentale, fino al suo espatrio in data 7 maggio 2003 (cfr. 
verbali  d'audizione del 15 maggio 2003, pag. 1 e del 21 luglio 2003, 
pagg. 1, 3 come pure 8). Ha poi raggiunto la Svizzera l'8 maggio 2003 
ed ha presentato domanda d'asilo in Svizzera il 12 maggio 2003.

Sentito sui suoi motivi d'asilo, ha dichiarato, in sostanza e per quanto è 
qui di rilievo, di essere espatriato per il timore di subire ulteriori perse-
cuzioni e di essere ucciso dalla polizia nonché per ragioni di xenofobia 
da parte della popolazione nera che lo riteneva uno straniero. Infatti, 
sarebbe stato spesso picchiato dalla popolazione nera e la polizia l'a -
vrebbe  vessato  nonché  arrestato  soventemente.  Il  23  o  27 dicem-
bre 2000 avrebbe quindi deciso di  lasciare il  Sudafrica e di chiedere 
l'asilo in Australia. Mentre si apprestava a partire, sarebbe stato ferma-
to dalla polizia all'aeroporto di H._______ ed accusato di soggiorno il-
legale in Sudafrica. Sarebbe stato pestato, insultato e incarcerato per 
17 giorni e poi liberato in data 9 gennaio 2001 grazie all'intervento del 
suo avvocato. Il 27 aprile 2002 il richiedente sarebbe stato arrestato da 
cinque poliziotti in civile. L'avrebbero condotto fuori città dove l'avreb-
bero picchiato e torturato prima di portarlo alla centrale di I._______.  
Sarebbe poi stato rilasciato dopo quattro giorni di detenzione. Dai mal-
trattamenti subiti in tale episodio avrebbe riportato una grave lesione 
della  quinta  lombare.  Il  23 aprile 2003  l'interessato  sarebbe  nuova-
mente stato arrestato dalla  polizia  mentre aspettava un taxi  in com-
pagnia  d'altri  amici.  In  tale  occasione  sarebbe  stato  trattenuto  per 
quattro giorni alla centrale di I._______. Sarebbe dunque stato liberato 
dopo essere stato minacciato di morte per l'azione civile mossa contro 
i poliziotti che lo avevano fermato il 23 dicembre 2000. Temendo per la 
sua incolumità, sarebbe quindi espatriato in data 7 maggio 2003 in ae-
reo ed avrebbe raggiunto la Svizzera l'indomani.

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La moglie  di  A._______,  B._______,  giunta  in  Svizzera  successiva-
mente con la figlia C._______ in data 11 aprile 2007, ha presentato 
una domanda d'asilo il 16 aprile 2007.

B._______  ha  dichiarato,  in  sostanza  e  per  quanto  è  qui  di  rilievo 
(cfr. verbali d'audizione del 19 aprile 2007 [B._______] e dell'11 mag-
gio 2007 [B._______]) di non aver avuto problemi propri, bensì di es-
sere espatriata per stare con suo marito e a causa delle angherie, mi-
nacce e ingiurie di cui sarebbe stata oggetto da parte di terze persone, 
in quanto moglie di A._______ il quale veniva ritenuto uno straniero e 
discriminato per tale motivo. Avrebbe continuato a subire tali persecu-
zioni legate al suo coniuge anche dopo il suo espatrio a maggio 2003.

C._______, a sua volta, ha allegato di essere espatriata per poter sta-
re con suo padre e di essere stata perseguitata verbalmente da perso-
ne adulte a causa del genitore ritenuto straniero (cfr. verbali d'audizio-
ne  del  19  aprile  2007  [C._______]  e  dell'11 maggio  2007 
[C._______]).

A sostegno della loro domanda d'asilo, i richiedenti hanno consegnato 
vari mezzi di prova tra cui dei certificati medici e delle radiografie della  
colonna vertebrale di A._______.

B.
Con decisione del 21 settembre 2004, l'allora Ufficio federale dei rifu-
giati (UFR, oggi Ufficio federale della migrazione, UFM) ha respinto la 
succitata domanda d'asilo di A._______. Detto Ufficio ha pure pronun-
ciato  l'allontanamento  dell'interessato dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento medesimo, siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
In data 21 settembre [recte: ottobre] 2004, A._______ ha interposto ri -
corso dinnanzi alla già Commissione svizzera di ricorso in materia d'a-
silo  (in  seguito: CRA) contro  la  decisione dell'UFM. Ha chiesto  l'an-
nullamento della  decisione impugnata con conseguente concessione 
dell'asilo in Svizzera  e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammis-
sione provvisoria congiuntamente ad una domanda d'assistenza giudi-
ziaria, nel senso della dispensa dalle spese processuali e del relativo 
anticipo.

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D.
A partire dal  1° gennaio 2007, il  Tribunale amministrativo federale è 
subentrato alla CRA.

E.
Con scritto del 25 giugno 2008, il ricorrente ha presentato i seguenti 
documenti:

• rapporto medico del Dr. med. J._______ del 17 giugno 2008;

• rapporto  medico  del  fisioterapista  K._______  del  19 giugno 
2008;

• copia  delle  risultanze  del  controllo  ambulante  neurologico  e 
neurochirurgico del  30 novembre 2007 effettuato dai  Dr. med. 
L._______ e M._______;

• referto medico del Dr. med. N._______ del 23 gennaio 2007.

F.
Con scritto  del  12 agosto 2008, l'insorgente ha inoltrato un comple-
mento al succitato atto ricorsuale.

G.
Il 19 settembre 2008, la “World Service Authority” (WSA), Washington 
(USA) ha presentato una dichiarazione (amicus curiae brief) a soste-
gno della domanda di asilo del ricorrente in Svizzera.

H.
Con scritto del 18 maggio 2009, l'insorgente  ha prodotto a sostegno 
delle sue allegazioni i seguenti documenti:

• copia  di  due  certificati  medici  del  Dr.  med.  O._______  del 
22 aprile 2009 sull'incapacità al  lavoro del  30,  rispettivamente 
100 %;

• copia di  una ricetta farmaceutica del  Dr. med. O._______ del 
22 aprile 2009;

• copia di una prescrizione di fisioterapia del Dr. med. P._______ 
del 17 aprile 2009;

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• scritto, non firmato, con indicazioni circa l'allenamento fisiotera-
peutico da seguire per A._______ del signor K._______, fisio-
terapista, del 30 aprile 2009;

• copia di un invito all'orario di visita presso il policlinico psichia -
trico di Berna del 1° maggio 2009;

• copie di una ricetta farmaceutica della policlinico psichiatrico di 
Berna del 7 giugno  2009 e di un nuovo termine fissato per il 
15 maggio 2009.

I.
Con decisione del 17 agosto 2009, l'UFM ha respinto le domande d'a-
silo di B._______ e di sua figlia C._______. Detto Ufficio ha pure pro-
nunciato l'allontanamento delle interessate dalla Svizzera e l'esecuzio-
ne dell'allontanamento medesimo, siccome lecita, esigibile e possibile.

J.
In data 15 settembre 2009, B._______ e sua figlia hanno inoltrato ri-
corso dinnanzi al Tribunale amministrativo federale contro la decisione 
dell'UFM. Hanno chiesto,  secondo  il  senso,  l'annullamento  della  de-
cisione impugnata, di essere incluse nella qualità di rifugiato e dunque 
nell'asilo di A._______ e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammis-
sione provvisoria congiuntamente ad una domanda d'assistenza giudi-
ziaria, nel senso della dispensa dalle spese processuali e del relativo 
anticipo.

K.
Con scritto del 23 settembre 2009, B._______ e sua figlia hanno inol-
trato un complemento al succitato atto ricorsuale fornendo in allegato 
una copia di un articolo del “Der Bund” del 19 settembre 2009 concer-
nente le violenze sessuali in Sudafrica.

L.
Il  Tribunale  amministrativo  federale,  con  ordinanza  del  20  otto-
bre 2009, ha considerato il gravame di B._______ e sua figlia siccome 
privo di probabilità d'esito favorevole, respingendo così la loro doman-
da d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento 
delle spese processuali e del relativo anticipo, ed ha invitato le ricor -
renti a versare un anticipo di CHF 600.- a copertura delle presumibili 
spese  processuali,  con  comminatoria  d'inammissibilità  del  ricorso  in 
caso di mancato versamento di detto anticipo. Inoltre, ha disposto che 

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il  procedimento  di  B._______  e  sua  figlia  (numero  di  ruolo 
D-5873/2009) andava di principio coordinato con quello di A._______ 
(numero di ruolo D-3584/2006).

M.
Con scritto del 15 settembre 2009, i  ricorrenti  comunicano di essere 
d'allora in  poi  tutti  rappresentati  da Q._______ con allegata procura 
del 1o luglio 2008.

N.
Con scritto del 28 ottobre 2009, i ricorrenti hanno prodotto i seguenti 
documenti di A._______ a sostegno della loro domanda d'asilo:

• rapporto medico della Dr. med. R._______ del 19 ottobre 2009;

• copia  di  uno  scritto  con nuovo termine  fissato  per  il  30  otto -
bre 2009;

• copia  di  un  certificato  medico  della  Dr.  med.  R._______  del 
22 ottobre 2009 sull'incapacità al lavoro del 100 %;

• copia di una ricetta farmaceutica della Dr. med. R._______ del 
22 ottobre 2009.

O.
Il  29  ottobre  2009,  le  ricorrenti  hanno  tempestivamente  versamento 
l'anticipo richiesto. Ulteriori scambi di scritti non hanno fatto seguito.

P.
Il  Tribunale  amministrativo  federale,  con  decisione  incidentale  del 
26 novembre 2009, ha invitato l'UFM ad inoltrare una risposta al ricor -
so ed a presentare le proprie osservazioni in merito ai documenti inol -
trati in seguito dall'insorgente.

Q.
Con risposta dell'11 dicembre 2009, l'UFM, ha proposto la reiezione 
del gravame.

R.
L'8 marzo 2010, i ricorrenti hanno inoltrato un certificato medico del si -
gnor S._______, psicologo, del 5 marzo 2010 relativo allo stato psico -
logico di A._______.

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S.
Con scritto del 4 giugno 2010, gli insorgenti hanno fornito i seguenti  
documenti a sostegno della loro domanda d'asilo:

• un articolo pubblicato sul sito internet della British Broadcasting 
Corporation (BBC) NEWS relativo alle tensioni nei township su-
dafricani del 15 maggio 2008;

• un articolo pubblicato sul sito internet www.nadeshda.org relati -
vo al rancore verso gli stranieri in Sudafrica di data aprile 2010.

T.
Con scritto del 24 agosto 2010, i ricorrenti comunicano di essere d'al-
lora in  poi  tutti  rappresentati  da T._______ con allegata procura del 
19 agosto 2010.

U.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in materia d'asilo  sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale am-
ministrativo federale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le  
decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 
33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

Gli atti impugnati costituiscono delle decisioni ai sensi dell'art. 5 PA.

I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-
riore, sono particolarmente toccati dalle decisioni impugnate e vantano 

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un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
delle stesse (art. 48 cpv. 1 lett. a–c PA); sono pertanto legittimati ad 
aggravarsi contro di esse.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 105 vLAsi del 1979, RU 1980 
1718), alla forma e al contenuto degli atti di ricorso (art. 50 e 52 PA e  
art. 108 LAsi) sono soddisfatti.

I requisiti in merito alla rappresentanza per procura sono pure adem-
piuti (art. 11 PA).

Occorre pertanto entrare nel merito dei ricorsi.

2.
2.1 Il  Tribunale  amministrativo  federale  osserva,  altresì,  che  dal 
1° gennaio 2007 giudica, in quanto sia competente, i ricorsi pendenti 
al 31 dicembre 2006 presso le commissioni federali di ricorso o d'arbi-
trato o presso i servizi dei ricorsi dei dipartimenti. Il giudizio si svolge 
secondo il nuovo diritto processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

2.2 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

3.
Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi e 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della decisione impugnata e che, se le parti utilizzano un'altra lingua, il 
procedimento può svolgersi in tale lingua. Nel caso concreto, la deci-
sione impugnata è stata resa in tedesco, mentre il ricorso è stato inol -
trato in lingua italiana, senza domanda di svolgere la procedura dinan-
zi a codesto Tribunale in tale lingua, così come ulteriori altri atti proce-
durali. L'autorità inferiore è organizzata in modo tale da poter utilizzare 
indifferentemente le lingue nazionali. Di principio, al  fine di  garantire 
un'unitarietà  della  procedura  dall'inizio  alla  fine,  gli  atti  procedurali  
adottati  sono tutti  redatti  nella medesima lingua, per il  che anche la 
presente sentenza va redatta in italiano;

4.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi e 

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art. 49 PA). Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai 
motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche del -
la decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti  (cfr. sen-
tenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-4917/2006  del  12  lu-
glio 2007 consid. 3; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II, 2ª ed., Ber-
na 2002, n. 2.2.6.5).

5.
I ricorsi inoltrati dai ricorrenti concernono fatti d'uguale natura e pon-
gono gli stessi temi di diritto, di modo che si giustifica la congiunzione 
delle cause e la pronuncia di una sola sentenza (cfr. DTF 128 V 126, 
consid. 1 e relativi  riferimenti). Sotto questo aspetto possono essere 
congiunti anche ricorsi inoltrati separatamente nonostante l'autorità in-
feriore abbia deciso tramite due decisioni distinte. Tale procedimento 
favorisce  l'economia  processuale  ed è  nell'interesse  degli  insorgenti 
(cfr. ANDRÉ MOSER / MICHAEL BEUSCH / LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren vor 
dem Bundesverwaltungsgericht, Basilea 2008, pag. 115, n. 3.17).

6.
6.1 Preliminarmente va osservato che i ricorrenti hanno a disposizione 
i mezzi processuali per far valere il loro parere. Per quanto riguarda in -
vece gli scritti di terzi, i quali non sono coinvolti nel procedimento giu -
diziario,  ai  sensi  dell'istituzione  americana  del  “amicus  curiae  brief”  
non possono essere ritenuti, in quanto non conosciuti dal diritto sviz-
zero  (cfr.  ULRICH HÄFELIN/WALTER HALLER/HELEN KELLER,  Schweizerisches 
Bundesstaatsrecht, 7ª ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2008, n. 891).

6.2 Nel caso concreto, lo scritto spontaneo del 19 settembre 2008 del-
la WSA – dal quale peraltro non si evince neanche se detta organizza-
zione possiede la qualità di mandatario del ricorrente non avendo que-
st'ultima fornito una procura – a favore di A._______ ha le caratteristi-
che di un “amicus curiae brief”, come d'altronde denominato espressa-
mente in tal modo nello scritto stesso (cfr. scritto della WSA del 19  set-
tembre 2008, pag. 2). Inoltre, tale scritto non sostanzia ulteriormente il 
ricorso degli insorgenti in modo determinante. Di conseguenza, il sud-
detto scritto è inammissibile.

7.
Giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai ri -
fugiati. L'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a perso-
ne in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiati. Esso comprende 
il diritto di risiedere in Svizzera.

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Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel paese d'o-
rigine o di  ultima residenza,  sono esposte a seri  pregiudizi  a causa 
della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determina-
to gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato 
timore di essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segna-
tamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della 
libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica in -
sopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tenere conto dei motivi 
di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità  
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-
traddittorie, non corrispondono ai  fatti  o si  basano in modo determi-
nante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere  la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi -
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr. Giuri-
sprudenza  ed informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi -
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza deve 
essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di  
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di  
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà 
giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudicante (cfr. GICRA 1995 
n. 23).

Secondo la teoria della protezione (Schutztheorie), una persecuzione, 
di cui gli autori non sono né lo Stato, né uno dei suoi organi, né un'en-
tità quasi statale, è determinante per il riconoscimento della qualità di  
rifugiato, se la vittima non può ottenere una protezione adeguata dal 
suo Paese d'origine (principio della sussidiarietà della protezione inter-

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nazionale). Lo Stato non è tenuto a garantire una protezione assoluta 
e durevole a tutti i cittadini in ogni luogo (cfr. GICRA 1996 n. 18). Tutta-
via, tale protezione deve assumere un carattere effettivo e ragionevole. 
Lo Stato  non può prevenire  ogni  tipo  di  attacchi,  ma può proibirli  e 
sanzionarli. Se i  comportamenti  illegittimi  di  terzi  sono oggetto di  in-
chieste e sanzioni sistematiche, lo Stato adempie in generale al suo 
obbligo di protezione. Inoltre, un richiedente l'asilo può essere obbliga-
to a chiedere la protezione del suo Paese d'origine, se essa è appro-
priata, ossia se è suscettibile d'essere ottenuta da strutture di prote-
zione interne funzionanti ed efficienti (cfr. GICRA 2006 n. 18).

8.
8.1 Nelle decisioni impugnate, l'UFM ha considerato irrilevante il rac-
conto  di  A._______  e  irrilevanti  nonché  inverosimili  i  motivi  d'asilo 
presentati da B._______ e C._______ in materia d'asilo. In particolare, 
per  quanto  concerne  il  racconto  di  A._______  non  vi  sarebbero dei 
punti di riferimento per cui si potrebbe ritenere che il fermo subito nel 
dicembre 2000 sarebbe avvenuto per uno dei motivi elencati dall'art. 3 
LAsi.  Infatti,  si  dovrebbe  partire  dal  presupposto  che  sia  accaduto 
nell'ambito di un procedimento penale per reato di soggiorno il legale. 
Inoltre, neppure il fatto che sia stato picchiato da terzi poiché ri tenuto 
uno  straniero  sarebbe  rilevante  in  materia  d'asilo,  in  quanto  non  si 
potrebbe  aspettarsi  da  uno  Stato  che  intervenga  in  ogni  momento 
preventivamente in tutte le sfere di vita dei suoi cittadini. Peraltro, tutte 
le angherie, minacce e lesioni subite dai poliziotti dal suo rilascio dalla  
prigione nel gennaio 2001, sarebbero eventualmente qualificabili quali 
azioni  di  singoli  agenti  di  polizia  che  hanno  oltrepassato  le  loro 
competenze.  Infatti,  avrebbe  avuto  la  possibilità  di  agire  contro 
quest'ultimi sporgendo denuncia come nell'occasione del suo fermo in 
data  23 dicembre  2000. Ciò  omettendo  avrebbe  impedito  all'autorità 
statale  di  intervenire  in  merito.  Di  conseguenza,  non  potrebbe 
rimproverare  lo  Stato  di  avere  una  volontà  di  protezione  lacunosa. 
Inoltre,  avrebbe  la  possibilità  di  fuga  interna,  ossia  di  sottrarsi  alle 
persecuzioni locali spostandosi in un'altra zona del suo Paese vista la 
libertà di stabilire il proprio domicilio. Peraltro, anche i mezzi di prova 
addotti  da  A._______  non  sarebbero  decisivi  per  cui  si  potrebbe 
lasciare  aperta  la  questione  dell'autenticità.  Per  quanto  attiene  alla 
signora  B._______ e  sua  figlia  C._______,  l'autorità  inferiore  ha 
allegato di non poter esclude che le interessate abbiano subito due o 
tre  volte  delle  ingiurie  da parte  di  sconosciuti  a  causa  del  coniuge, 
rispettivamente padre, ma non le ha ritenute rilevanti in materia d'asilo 

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come  pure  le  misure  statali  adottate  contro  quest'ultimo.  Inoltre,  le 
richiedenti  avrebbero  presentato  le  persecuzioni  subite  in  modo 
stereotipato  e  generico  non  riuscendo  a  fornire  alcun  dettaglio  in 
merito. Peraltro,  non avrebbero neanche menzionato  le  persecuzioni 
subite  nella  prima  audizione.  Ciò renderebbe  dubbia  l'in-
verosimiglianza  di  tali  fatti  se  addotti  soltanto  posteriormente  senza 
motivo plausibile  non trattandosi  di  mere concretizzazioni  di  fatti  già 
esposti anteriormente. Per tali motivi sarebbe da ritenere inverosimile 
l'allegata intensità dei problemi presentati. Infine, l'UFM ha ritenuto l'e-
secuzione dell'allontanamento ammissibile, esigibile e possibile.

8.2 Nel gravame, l'insorgente ha affermato, in sostanza e per quanto è 
qui di rilievo, che il fatto che venga trattato come uno straniero, arre -
stato, maltrattato e torturato dalla polizia sarebbe assolutamente rile-
vante in materia d'asilo. Inoltre, sarebbe emerso dal racconto che oltre 
alla xenofobia,  la polizia l'avrebbe arrestato per obbligarlo a fermare 
l'azione civile iniziata dal suo avvocato. Con ciò lo Stato manifestereb-
be di voler nuocere al ricorrente. Peraltro, dovrebbe essere negata al-
l'insorgente l'alternativa di fuga interna, in quanto la polizia sudafrica-
na – la quale lo starebbe cercando – sarebbe rinomata per la sua effi-
cacia.  Ha concluso sostenendo che soddisferebbe tutte le condizioni 
poste dall'art. 3 LAsi. Avrebbe quindi la qualità di rifugiato e, di conse-
guenza, gli  dovrebbe essere concesso l'asilo in Svizzera.  Per di  più, 
esisterebbe una discriminazione tra i  neri  nati in Sudafrica aventi un 
accento straniero perché cresciuti in esilio e i neri rimasti in patria du -
rante gli anni dell'Apartheid. Chi sarebbe scappato durante la politica 
repressiva dell'Apartheid non avrebbe alcun diritto e verrebbe maltrat -
tato. Infine, ha allegato che a causa di ciò, non sarebbe esigibile il suo 
allontanamento verso il Sudafrica. La moglie e la figlia hanno ribadito 
di  essere  sempre  state  toccate  indirettamente  da  quanto  subito  da 
Walter Sesay, essendo loro suoi famigliari.

8.3 Nel complemento all'atto ricorsuale, il ricorrente ha allegato in so-
stanza e per quanto cui di rilievo che se vi fossero stati dei dubbi circa 
la legalità del suo soggiorno in Sudafrica, la polizia l'avrebbe prelevato 
già prima, ossia durante il suo soggiorno in patria dal 1994 al 2000. 
Anche  il  fatto  che  l'avrebbero  chiamato  “Kaffir”  dimostrerebbe  che  i 
motivi alla base del suo fermo da parte delle autorità statali erano di 
natura xenofoba e razzistica. Inoltre, l'UFM non avrebbe ritenuta una 
persecuzione la vicenda in cui sarebbe stato imprigionato una secon-
da volta dopo nove giorni. Peraltro, avrebbe dimostrato le torture subi -

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te dalla  polizia con i  certificati  medici  presentati. Da tali  certificati  si  
evincerebbe che avrebbe tuttora dei dolori dorsali causati dalla lesione 
inflittagli durante il fermo. Oltre a ciò, non mancherebbe allo Stato su-
dafricano la volontà di proteggere i suoi cittadini, bensì non sarebbe in 
grado di svolgere tale compito. Sua moglie e figlia invece, hanno ag-
giunto che i loro racconti  non sarebbero affatto poco dettagliati. Essi 
sarebbero verosimili conto tenuto della situazione in Sudafrica. Inoltre, 
B._______ non avrebbe compreso bene le domande dell'auditrice. Ciò 
avrebbe portato a dei malintesi.  Peraltro, B._______ ha segnalato di 
avere presentato degli  esempi concreti  come il  fatto che un uomo le 
avrebbe sputata addosso chiamandola “Amakwerekwere”, la telefona-
ta anonima nel 2003, oppure le ingiurie subite per strada. In aggiunta, 
ha puntualizzato che concorderebbe con la valutazione dell'UFM sul-
l'aspetto dei suoi motivi d'asilo, in quanto non si potrebbe dedurre la 
qualità di rifugiato per le ricorrenti dalle affermazioni prodotte, ma do-
vrebbero essere ritenute in materia d'allontanamento. Inoltre, le ricor-
renti dovrebbero essere incluse nella qualità di rifugiato di A._______. 
Infine, ha fatto valere che la situazione femminile in Sudafrica sarebbe 
tale che le donne sposate con gli stranieri, oppure quelle che non si  
comporterebbero come richiesto dalla società, rischierebbero di subire 
violenze sessuali. In tale ambito, ha allegato che, quando lavorava di 
notte, sua figlia avrebbe dovuto pernottare da sua zia, in quanto sa -
rebbe stato troppo pericoloso per la stessa di rimanere sola in casa.

8.4 Nella risposta al ricorso, l'UFM ha affermato in sostanza che tutti i 
rapporti  medici escluderebbero la necessità di un intervento operato-
rio. Inoltre, l'insorgente effettuerebbe regolarmente delle sedute di fi -
sioterapia coadiuvate da esercizi ginnici che eseguirebbe privatamen-
te. Dai certificati medici non emergerebbe pertanto che la vita del ri -
corrente sarebbe in pericolo. Peraltro, i medicamenti che dovrebbe as-
sumere, i regolari controlli medici a cui dovrebbe sottostare e le sedute 
di fisioterapia che dovrebbe effettuare, sarebbero disponibili anche nel 
suo Paese di provenienza. Per il resto, ha rinviato ai suoi considerandi 
ed ha proposto la reiezione del ricorso.

9.
Il Tribunale amministrativo federale osserva che, nella fattispecie, i mo-
tivi d'asilo presentati dal ricorrente attengono ad atti perpetrati da una 
parte da alcuni agenti di polizia, abusando del loro potere di forza del-
l'ordine pubblica e dall'altra ad atti commessi da terzi appartenenti alla  
popolazione nera. Si tratta quindi di esaminare se detti  atti  rientrano 

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nella definizione di persecuzione propri  a giustificare la qualità di rifu-
giato ai sensi dell'art. 3 LAsi rispettivamente se raggiungono il grado di 
verosimiglianza ai sensi dell'art. 7 LAsi.

Quo alle indagini di polizia o condanne pronunciate in applicazione del 
diritto nazionale per reati commessi, va osservato che per quanto rien-
trano nelle misure d'imperio di uno Stato, di principio non possono es-
sere qualificate quali persecuzioni pertinenti da un punto di vista del-
l'art. 3 LAsi (cfr. GICRA 2006 n. 3). Nel caso in esame, il ricorrente non 
è stato in grado di dimostrare di essere stato fermato arbitrariamente 
in occasione del primo fermo subito, nonostante il fatto che abbia un 
avvocato che si sarebbe occupato della vicenda. In casu non v'è ragio-
ne di dubitare che sia stato fermato in seguito alle indagini di polizia 
circa un probabile soggiorno illegale o per altra ragione. In tale occa-
sione è stato peraltro rilasciato su intervento del suo avvocato, indizio 
che indurrebbe ad escludere un abuso di potere da parte in modo ge-
nerale delle autorità o di un trattamento iniquo. Peraltro, un eventuale 
errore giudiziario ai danni dell'insorgente non costituisce di per sé un 
motivo rilevante in materia d'asilo.

D'altro canto, in virtù del principio della sussidiarietà della protezione 
internazionale  per  rapporto  alla  protezione  nazionale,  si  deve  poter 
esigere da un richiedente d'asilo che abbia esaurito, nel proprio Pae-
se, le possibilità di protezione contro eventuali  persecuzioni prima di 
sollecitare  quella  di  uno  Stato  terzo. Infatti,  tali  situazioni,  ancorché 
spiacevoli, non sono determinanti per il riconoscimento dello statuto di 
rifugiato se la persona che ne è vittima beneficia nel suo luogo d'origi-
ne di un accesso concreto a delle strutture efficaci di protezione e che 
può essere ragionevolmente richiesto che egli faccia appello a questo 
sistema di protezione interna (cfr. sentenza del Tribunale amministrati-
vo  federale  D-7847/2006  del  18 agosto 2009;  GICRA  2006  n.  18 
pagg. 180 e segg.; GICRA 2000 n. 15 pagg. 107 e segg.).

Nell'evenienza concreta, i ricorrenti non sono riusciti a corroborare l'al -
legata incapacità delle autorità sudafricane di accordare loro un'appro-
priata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo di terzi nei 
loro confronti. Difatti, A._______ stesso ha dichiarato che le forze del-
l'ordine l'avrebbero rilasciato allorquando è intervenuto il  suo legale, 
oppure nell'ambito del terzo fermo con l'aiuto di sua moglie. Inoltre, l'e -
vocato fatto che alcuni poliziotti l'abbiano prelevato e picchiato minac-
ciandolo di morte per la denuncia sporta è un ulteriore indizio che il si -

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stema  giudiziario  è  funzionante,  nel  senso  che  altrimenti  gli  agenti 
coinvolti probabilmente non avrebbero agito in tal modo se non aves-
sero avuto il  timore di  essere condannati  a loro volta. Peraltro, dagli 
atti di causa non emergono indizi per poter assumere che le angherie 
subite da parte della  polizia sudafricana non si  limitano ad azioni di 
singoli agenti di polizia i quali abusano del loro potere (cfr. sulla situa-
zione  in  Sudafrica  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale 
D-374/2010 del 27 gennaio 2010 pag. 6). Del resto, il ricorrente stesso 
ha dichiarato che sarebbero intervenuti due poliziotti a suo favore al -
lorquando sarebbe stato attaccato per strada con uno spray al pepe-
roncino e che gli aggressori sarebbero stati condannati dal giudice ad 
una pena detentiva di sei mesi sospesi condizionalmente (cfr. verbale 
d'audizione del 21 luglio 2003, pag. 5). Per sovrabbondanza, va altresì 
rilevato che nonostante li avesse prospettati, l'insorgente a distanza di 
quasi sette anni non ha tuttora presentato né copia dell'atto di denun-
cia, né di altri documenti tramite il suo avvocato in loco per corrobora-
re il suo racconto (cfr. ibidem, pag. 4).

Di conseguenza, A._______ non è stato in grado di dimostrare che le 
autorità  sudafricane,  se  opportunamente  sollecitate,  non  avrebbero 
accordatogli una protezione adeguata.

Inoltre, occorre rilevare che il ricorrente non è impedita la possibilità di  
potere andare a risiedere su tutto il territorio del Sudafrica e potendo 
quindi sottrarsi a possibili angherie future da parte di terzi andando ad 
abitare in un'altra zona del suo Paese d'origine (cfr. art. 21 n. 1 e 3 del -
la Costituzione della Repubblica del Sudafrica del 1996).

Per quanto riguarda le ricorrenti, va osservato che B._______ si è limi-
tata ad indicare una telefonata anonima ricevuta nel 2003 (cfr. verbale 
d'audizione dell'11 maggio 2007, pag. 7 [B._______] ed un caso in cui 
un uomo le avrebbe sputato addosso senza datare detto evento. Per il 
resto, ha, in modo generico, dichiarato di aver subito ingiurie per dieci 
anni. Sua figlia, per contro, avrebbe subito alcune ingiurie da parte di  
persone adulte senza specificare o datare alcun incidente importante. 
Ciò  stante,  le  persecuzioni  allegate  non  possono  essere  ritenute  di 
un'intensità tale da rientrare nell'ambito dell'art. 3 LAsi.

In  considerazione  di  quanto  precede,  codesto  Tribunale  ritiene  che 
l'UFM ha rettamente considerato i motivi presentati dai ricorrenti come 
non realizzanti le condizioni di intensità tale da potergli essere ricono-

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sciuta la qualità di  rifugiato ai  sensi  dall'art. 3 LAsi e la concessione 
dell'asilo.

Nemmeno per quanto attiene la verosimiglianza delle persecuzioni su-
bite, le ricorrenti  hanno saputo durante la  prima audizione indicarne 
l'intensità,  limitandosi  ad  allegare  di  essere  fuggite  per  stare  con 
A._______  (cfr.  verbali  d'audizione  del  19  aprile  2007,  pag.  4 
[B._______ e C._______]. Solo nella seconda audizione hanno fatto 
valere delle persecuzioni legate a quelle subite da A._______ che si  
sarebbero riversate su di loro. In tale ambito non le soccorre l'allega-
zione ricorsuale secondo cui B._______ non avrebbe compreso bene 
le domande in sede d'audizione, in quanto entrambi i verbali le sono 
stati tradotti alla fine delle rispettive audizioni ed ha avuto l'opportunità  
di mutare le sue risposte prima di firmare i verbali (cfr. verbali d'audi-
zione  del  19  aprile  2007,  pag.  6  e  dell'11 maggio  2007,  pag.  14 
[B._______]). Inoltre, risulta poco credibile il fatto che B._______ non 
avrebbe subito delle persecuzioni  sul  posto di  lavoro, visto che pare 
poco probabile che i suoi colleghi di lavoro non fossero al corrente del 
fatto che era sposata con un uomo nero ritenuto straniero. Lo stesso 
discorso vale pure per la figlia che ha sostenuto di  non avere avuto 
problemi a scuola (cfr. verbale d'audizione di C._______ dell'11 mag-
gio 2007, pag. 5). In tale ambito, va pure puntualizzato che il figlio abi-
ta tuttora a I._______ e secondo quanto dichiarato da B._______, egli 
non  avrebbe  mai  avuto  dei  problemi  (cfr.  verbale  d'audizione 
dell'11 maggio 2007, pag. 10 [B._______]). Ciò appare incredibile, in 
quanto quest'ultimo avrebbe vissuto insieme ai ricorrenti (cfr. verbale 
d'audizione dell'11 maggio 2007, pag. 4 [C._______]). Infine, visto, l'in-
sieme dei racconti tutt'altro che precisi e pieni di dettagli, a codesto Tri -
bunale è sorto il forte dubbio che siano realmente accaduti. Pertanto,  
tali affermazioni sono da ritiene inverosimili come pure l'allegata inten-
sità dei fatti evocati.

Alla luce di quanto precede, a mente di questo Tribunale i fatti addotti  
dai ricorrenti nella presente procedura d'asilo, non sono propri a moti -
vare la qualità di rifugiato.

Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, desti tuito 
d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata.

10.
I ricorrenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 

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avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  (art.  14 
cpv. 1 e 2 nonché 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'Ordinanza 1 
sull'asilo relativa a questioni procedurali  dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, 
RS 142.311]).

11.
11.1 Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento, 
l'art. 83 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, 
RS 142.20) prevede che la  stessa sia ammissibile  (cpv. 3),  esigibile 
(cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di que-
ste  condizioni,  l'Ufficio  federale  dispone  l'ammissione  provvisoria 
(art. 83  cpv. 1  LStr).  La  questione  dell'ammissibilità,  dell'esigibilità  e 
della  possibilità  dell'allontanamento  deve  essere  esaminata  d'ufficio 
(cfr. sentenza del  Tribunale  amministrativo federale  D-3975/2007 del 
15 giugno 2007  consid. 3.4;  WALTER KÄLIN,  Grundriss  des  Asylverfah-
rens, Basilea e Francoforte sul Meno, 1990, pag. 262).

11.2 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr non si esaurisce, altresì, nella 
massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto in -
ternazionale della Svizzera possono essere ostativi all'esecuzione del 
rimpatrio, in particolare l'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali  del  4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). L'applicazione di  tali  disposizioni 
presuppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragioni per ritene-
re che lo straniero possa essere esposto, nel Paese verso il quale sarà 
allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli. Spetta all'interes-
sato di rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni 
(cfr. GICRA 1995 n. 23).

Nel caso concreto, non è dato rilevare alcun serio indizio secondo cui 
essi potrebbero essere esposti in caso di rimpatrio al rischio reale ed 
immediato ("real risk") di un trattamento contrario a siffatte disposizioni 
(cfr. GICRA 2001 n. 16 consid. 6a con relativi riferimenti). In altri termi -
ni, essi non hanno saputo fornire un insieme d'indizi, oppure presun-
zioni, sufficientemente gravi, precisi e concordanti quo ad un pericolo 
d'esposizione  personale  ad  atti  o  fatti  che  si  ritengono  contrari  alle 
norme legali precitate. Peraltro, la situazione generale che regna in un 
Paese non comporta, ad essa sola, l'illiceità del rimpatrio secondo le 
disposizioni della Convenzione (cfr. ibidem consid. 6a e GICRA 1995 

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n. 12 consid. 10a pagg. 110 e segg. nonché relativi riferimenti): in altre 
parole,  la difficile situazione generale dei  diritti  umani  nel  Sudafrica, 
come la denunciano i ricorrenti nel gravame, in ogni caso non lascia 
apparire l'esecuzione dell'allontanamento in tale Paese come di per sé 
inammissibile  (cfr.  sentenze  del  Tribunale  amministrativo  federale 
D-374/2010  del  27 gennaio 2010  pag.  9;  D-261/2009  del  21 genna-
io 2009 pag. 9).

Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme del diritto pub-
blico internazionale nonché della LAsi.

11.3 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'e -
secuzione  non  può  essere  ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello 
Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concre-
tamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, 
violenza generalizzata o emergenza medica.

La disposizione citata si applica principalmente ai "réfugiés de la vio-
lence",  ovvero  agli  stranieri  che  non  adempiono  le  condizioni  del la 
qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che 
fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza generaliz-
zata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'allonta -
namento  comporterebbe  un  pericolo  concreto,  in  particolare  perché 
esse non potrebbero più ricevere le cure del quale esse hanno biso-
gno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vivere 
durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e pertan-
to esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di salu-
te, all'invalidità o persino la morte. Per contro, le difficoltà socio-econo-
miche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regione, in parti-
colare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di formazio-
ne, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale esposizione al 
pericolo. L'autorità  alla  quale  incombe la  decisione  deve dunque,  in 
ogni singolo caso, confrontare gli aspetti umanitari legati alla situazio-
ne nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo Paese 
dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pubblico militan-
te a favore del  suo allontanamento dalla  Svizzera (cfr. GICRA 2005 
n. 24 consid. 10.1 pag. 215).

Quo al caso in narrativa, il  Tribunale amministrativo federale osserva 
che in Sudafrica non vige attualmente una situazione di guerra, guerra 
civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazio-

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ne nella totalità del territorio nazionale (cfr. sentenze del Tribunale am-
ministrativo  federale  D-374/2010  del  27  gennaio  2010  pag.  9; 
D-261/2009 del 21 gennaio 2009 pagg. 8–9).

Quanto alla situazione personale degli insorgenti, i medesimi sono gio-
vani e A._______ ha un'esperienza professionale quale agente di si-
curezza mentre B._______ una quale infermiera. Inoltre, dispongono 
di una rete sociale in patria, segnatamente il figlio dei coniugi, un fra-
tellastro ed una sorellastra di  B._______ ed uno zio di  A._______ a 
I._______,  rispettivamente  a  H._______  (cfr. verbali  d'audizione  del 
19 aprile 2007, pag. 2 e dell'11 maggio 2007, pag. 4 [B._______]).

Essi non hanno, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi proble-
mi di  salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria (cfr. 
GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa 
emerga la necessità di  una permanenza degli  autori  del  gravame in 
Svizzera per motivi medici. Infatti, dagli atti di causa risulta che gli alle -
gati problemi dorsali di A._______ – come pure gli atri problemi di sa-
lute evocati – non sono tali né da necessitare un intervento operatorio, 
né da porre un ostacolo all'esecuzione dell'allontanamento come retta-
mente  sostenuto  dall'UFM  nella  sua  risposta  al  ricorso  dell'11  di -
cembre 2009.

In siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto sicco-
me adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole con 
riferimento alle effettive possibilità per gli stessi di un adeguato reinse-
rimento sociale nel loro Paese d'origine.

Infine, nonostante A._______ abbia presentato la sua domanda d'asilo 
sette anni fa, non si giustifica di esaminare se il medesimo si trovi in 
una grave situazione personale ai sensi dell'art. 14a cpv. 4bis della, nel  
frattempo abrogata, legge federale concernente la dimora e il domicilio 
degli  stranieri  del  26  marzo  1931  (LDDS)  e  degli  abrogati  art.  44 
cpv. 3-5 LAsi come pure l'art. 33 OAsi 1, ritenuto che un tale esame 
non  è  di  competenza  di  questo  Tribunale.  Infatti,  secondo  l'art.  14 
cpv. 2 LAsi, spetta al Cantone rilasciare un eventuale permesso di di-
mora ad una persona soggiornante in Svizzera da almeno cinque anni 
dalla presentazione della domanda d'asilo, di cui è sempre stato noto 
alle autorità il luogo di soggiorno e che ha dimostrato un certo grado 
d'integrazione. Per conseguenza, l'eventuale concessione di tale per-
messo all'insorgente esula dall'ambito procedurale del caso di specie.

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In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento 
è ragionevolmente esigibile nella fattispecie.

11.4 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità del-
l'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti, i ricorrenti, 
usando della dovuta diligenza potranno procurarsi ogni documento ne-
cessario al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi).

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

11.5 Visto quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissi-
bile,  ragionevolmente esigibile  e possibile. Per conseguenza,  anche in 
materia d'allontanamento e relativa esecuzione, i gravami vanno disattesi 
e le querelate decisioni confermate.

12.
Ne discende che l'UFM con le decisioni impugnate non ha violato il diritto 
federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di prime 
cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente 
rilevanti ed inoltre le decisioni non sono inadeguate (art. 106 LAsi), per il 
che i ricorsi vanno respinti.

13.
Avendo il Tribunale amministrativo federale statuito nel merito del ricorso, 
la  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  equivalente  alle 
presunte spese processuali di A._______ è divenuta senza oggetto.

14.
Ritenuto che il ricorso di A._______ era privo di probabilità d'esito favo-
revole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 
versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA).

15.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 1200.–, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico dei  ricorrenti  (art.  63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono state compu-
tate parzialmente con l'anticipo spese, di CHF 600.–, versato dai ricor-
renti il 29 ottobre 2009.

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16.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
I procedimenti D-3584/2006 e D-5873/2009 sono congiunti.

2.
I ricorsi sono respinti.

3.
La domanda di  assistenza giudiziaria  di  A._______, nel  senso della 
dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta.

4.
Le  spese  processuali,  di  CHF 1200.–,  sono  poste  a  carico  dei  ri-
correnti. Esse  sono  computate  parzialmente  con l'anticipo  spese,  di 
CHF  600.–,  versato  dai  ricorrenti  il  29  ottobre  2009. Il  saldo,  di 
CHF 600.–, dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un ter-
mine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

5.
Comunicazione a:

- rappresentante dei ricorrenti (Raccomandata; allegato: bollettino di 
versamento)

- UFM,  Divisione  soggiorno,  (allegati:  incarto  N [...] e  copia  del 
ricorso  nonché  del  complemento  di  detto  atto  di  B._______  e  di 
C._______ del 15 e del 23 settembre 2009, per corriere interno; in 
copia)

- U._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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