# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ad66378f-3559-52f5-a141-afb13c6f37ac
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-07-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.07.2023 F-854/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-854-2021_2023-07-05.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-854/2021 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  5  l u g l i o  2 0 2 3  

Composizione 

 
Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Susanne Genner,  

Regula Schenker Senn,  

cancelliera Caroline Rausch. 
 

 
 

Parti 

 
A._______ 

patrocinato dall'avv. Fabio Taborelli,  

Studio legale Grignola-Taborelli,  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione SEM,  

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Divieto d'entrata. 

 

 

 

F-854/2021 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il 26 dicembre 2019 A._______ (il ricorrente), cittadino della Costa d’Avorio 

e nato (…) 1980, è entrato in Francia munito di un visto Schengen, rila-

sciato dalle autorità francesi, valido dal 29 novembre 2019 al 28 novembre 

2021. 

B.  

Il 24 dicembre 2020 il ricorrente è stato controllato mentre si trovava in 

Svizzera, poco dopo essere entrato in provenienza dalla Francia.  

C.  

Il 28 dicembre 2020 il ricorrente ha presentato una domanda d’asilo in Sviz-

zera. 

D.  

Con decisione del 5 gennaio 2021, notificata il 28 gennaio 2021 tramite 

l’Ambasciata di Svizzera in Francia, la SEM ha emanato un divieto d’en-

trata di tre anni, valido da subito fino al 4 gennaio 2024, con segnalazione 

nel sistema d’informazione Schengen di seconda generazione (SIS II), to-

gliendo nel contempo l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso.  

E.  

Con decreto d’accusa del 29 gennaio 2021, il Ministero pubblico di 

B.______ ha condannato il ricorrente per ripetute infrazioni alla Legge fe-

derale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrl), commesse entro il 10 

marzo 2020 e il 23 dicembre 2020 (entrata e soggiorno illegali, attività lu-

crativa senza autorizzazione), ad una pena pecuniaria di 60 aliquote gior-

naliere di fr. 30. –, sospesa condizionalmente durante due anni, nonché ad 

una multa di fr. 400.–.  

F.  

Il 24 febbraio 2021, il ricorrente ha adito il Tribunale amministrativo federale 

(TAF), proponendo, previa restituzione dell’effetto sospensivo al ricorso, 

che il divieto d’entrata sia annullato e subordinatamente che la segnala-

zione del divieto d’entrata non venga inserita nel SIS II. 

G.  

Con decisione del 30 marzo 2021, notificata il 6 aprile 2021, la SEM non è 

entrata nel merito della domanda d’asilo del ricorrente, allontanandolo nel 

contempo verso la Francia. Il ricorso inoltrato dinanzi al Tribunale ammini-

F-854/2021 

Pagina 3 

strativo federale è stato respinto con sentenza del 19 aprile 2021. La pro-

cedura d’asilo si è conclusa con l’allontanamento del ricorrente verso la 

Francia, effettuato il 14 maggio 2021.  

H.  

Il 5 luglio 2021 la SEM ha risposto al ricorso, di cui propone il rigetto.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Secondo l’art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale del 

17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i ricorsi contro 

le decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 

sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), salvo nei casi elencati 

all’art. 32 LTAF, emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM 

fa parte delle dette autorità (art. 33 lett. d LTAF) e il divieto d’entrata del 

5 gennaio 2021, che non rientra peraltro nell'elenco dell'art. 32 LTAF, costi-

tuisce una decisione ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 PA, dimodoché questo Tribu-

nale è competente a giudicare il presente ricorso. Dato che la procedura 

verte su una decisione in materia di diritto degli stranieri concernente l’en-

trata in Svizzera di una persona che non è un cittadino di uno Stato mem-

bro dell’Unione europea, la presente sentenza non può essere impugnata 

davanti al Tribunale federale ed è quindi definitiva (cfr. art. 83 lett. c cifra 1 

della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

1.2 Ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al procedimento dinanzi all’au-

torità inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha 

un interesse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione 

della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Il ricorso deve essere depositato entro 

trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 50 cpv. 1 PA) e conte-

nere le conclusioni, i motivi, l'indicazione dei mezzi di prova e la firma del 

ricorrente o del suo rappresentante, con allegati, se disponibili, la decisione 

impugnata e i documenti indicati come mezzi di prova (art. 52 cpv. 1 PA). 

L’anticipo equivalente alle presunte spese processuali deve essere saldato 

entro il termine impartito (art. 63 cpv. 4 PA). 

In concreto, il ricorrente ha impugnato la decisione della SEM, di cui è il 

destinatario, tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla 

legge, versando inoltre l’anticipo spese richiesto. Ne deriva che il ricorso è 

ammissibile e nulla osta quindi all’esame del merito del litigio. 

F-854/2021 

Pagina 4 

2.  

Con il deposito del ricorso, la trattazione della causa, oggetto della deci-

sone impugnata, passa a questo Tribunale (effetto devolutivo), il quale ha 

un pieno potere d’esame riguardo all'applicazione del diritto, compreso l'ec-

cesso o l'abuso del potere di apprezzamento, all'accertamento inesatto o 

incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti, come pure, in linea di principio, 

all'inadeguatezza (art. 49 e 54 PA).  

Questo Tribunale è, in linea di massima, vincolato dalle conclusioni delle 

parti (principio dispositivo), a meno che, nell’ambito dell’oggetto del litigio, 

siano soddisfatte le condizioni per concedere di più (“reformatio in melius”) 

o di meno (“reformatio in peius”) rispetto a quanto richiesto (art. 62 cpv. 1 

a 3 PA: massima dell'ufficialità; cfr. MADELEINE CAMPRUBI, in: Christoph 

Auer/Markus Müller/Benjamin Schindler [editori], Bundesgesetz über das 

Verwaltungsverfahren – Kommentar, 2a ed., 2019, n. 8 ad art. 62 PA). Que-

sto Tribunale non è invece vincolato, in nessun caso, dai motivi del ricorso 

(art. 62 cpv. 4 PA: principio dell'applicazione d'ufficio del diritto). 

3.  

Il presente litigio verte sulla decisione del 5 gennaio 2021, con la quale la 

SEM ha pronunciato un divieto d’entrata in Svizzera e nel Liechtenstein di 

tre anni (5.1.2021 – 4.1.2024), segnalandolo nel SIS II, contro il ricorrente. 

 

4.  

4.1 In generale, la procedura relativa all’entrata in Svizzera e alla partenza 

dalla Svizzera è retta dalla legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 

2005 ([LStr]; dal 1° gennaio 2019, in seguito a modifiche materiali che non 

influiscono tuttavia sulla trattazione del presente ricorso, la LStr [RU 2018 

3171] è denominata legge federale sugli stranieri e la loro integrazione 

[LStrI, RS 142.20], designazione qui adottata), nonché dall'ordinanza 

sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa del 24 ottobre 2007 

([OASA, RS 142.201], pure modificata con effetto dal 1° gennaio 2019: in 

particolare, l’art. 80 OASA [violazione della sicurezza e dell’ordine pubblici] 

è stato abrogato [cfr. RU 2018 3173]), e dall’ordinanza concernente l’en-

trata e il rilascio del visto del 15 agosto 2018 (OEV, RS 142.204).  

 

4.2 Si applica invece l’Accordo del 26 ottobre 2004, in vigore dal 1° marzo 

2008, tra la Confederazione Svizzera, l'Unione europea e la Comunità eu-

ropea, riguardante l'associazione della Svizzera all'attuazione, all'applica-

zione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen (AAS), nella misura in cui 

esso contempli disposizioni divergenti rispetto alla LStrl, all’OASA e 

F-854/2021 

Pagina 5 

all’OEV (cfr. artt. 2 cpv. 4 LStrl, 1 cpv. 1 OASA, 1 cpv. 2 OEV e 2 AAS; cfr. 

anche la sentenza TAF F-190/2017 del 9 ottobre 2018 consid. 3).  

Gli atti normativi dell’acquis di Schengen sono, fondamentalmente, i se-

guenti:   

- il regolamento (UE) 399/2016 del Parlamento europeo e del Consiglio 

del 9 marzo 2016, che istituisce un codice comunitario relativo al re-

gime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice 

frontiere Schengen, Gazzetta ufficiale [GU] L 77 del 23 marzo 2016, 

pagg. 1-52), modificato dal regolamento (UE) 2017/458 del Parlamento 

europeo e del Consiglio del 15 marzo 2017 (GU L 74 del 18 marzo 

2017);  

 

- il regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti (co-

dice dei visti, GU L 243/1 del 15 novembre 2009);  

 

- il regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio del 15 marzo 2001, più 

volte emendato, che adotta l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono 

essere in possesso del visto all’atto dell’attraversamento delle frontiere 

esterne e l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale ob-

bligo (GU L 81/1 del 21 marzo 2001), in vigore fino al 17 dicembre 2018, 

abrogato dal regolamento (UE) 2018/1806 del Parlamento europeo e 

del Consiglio del 14 novembre 2018 (GU L 303/39 del 28 novembre 

2018).  

 

4.3 L’art. 3 cpv. 1 OEV specifica che le condizioni d’entrata per soggiorni di 

breve durata (fino a 90 giorni) sono rette dall’art. 6 del codice frontiere 

Schengen.  

Per soggiorni previsti nel territorio degli Stati membri, la cui durata non sia 

superiore a 90 giorni su un periodo di 180 giorni, il che comporta di pren-

dere in considerazione il periodo di 180 giorni che precede ogni giorno di 

soggiorno, le condizioni d’ingresso per i cittadini di paesi terzi ai sensi 

dell’art. 6 par. 1 del codice frontiere Schengen, le quali corrispondono, so-

stanzialmente, a quelle previste all’art. 5 cpv. 1 LStrI, sono le seguenti:  

(a) disporre di un documento di viaggio valido;  

(b) disporre di un visto valido;  

F-854/2021 

Pagina 6 

(c) giustificare lo scopo e le condizioni del soggiorno e disporre dei mezzi 
di sussistenza sufficienti (anche per il ritorno nel paese d’origine) 
ovvero essere in grado di ottenere legalmente detti mezzi;  

(d) non essere segnalati nel SIS II ai fini della non ammissione;  

(e) non essere considerati come una minaccia per l’ordine pubblico, la 
sicurezza interna, la salute pubblica o le relazioni internazionali di uno 
degli Stati membri.  

La data d'ingresso è considerata come il primo giorno di soggiorno sul ter-

ritorio degli Stati membri e la data d'uscita è considerata come l'ultimo 

giorno di soggiorno sul territorio degli Stati membri (art. 6 par. 2 del codice 

frontiere Schengen). Queste date risultano dai timbri apposti dalle autorità 

frontaliere dello Stato membro interessato (cfr. https://ec.europa.eu/home-

affairs/content/visa-calculator_en). 

5.  

In concreto, il ricorrente è un cittadino ivoriano munito di un visto Schen-

gen, valido dal 29 novembre 2019 al 28 novembre 2021, grazie a quale è 

entrato in Francia il 26 dicembre 2019. Da allora egli non è più uscito dallo 

spazio Schengen. Cosi, prendendo come primo giorno di soggiorno il 26 

dicembre 2019 (data d’ingresso), il ricorrente, quando è stato controllato 

dalle guardie di frontiera il 24 dicembre 2020, era rimasto ininterrottamente 

nello spazio Schengen per 365 giorni, un periodo ben superiore ai 90 giorni 

ammissibili. Risultando in un “overstay” di 275 giorni. Va notato che, il ri-

corrente è stato condannato dal Ministero Pubblico del Cantone di 

B.______ con un decreto penale del 29 gennaio 2021 per entrata e sog-

giorno illegali entro il 10 marzo 2020 (data di scadenza del suo visto Schen-

gen) e il 24 dicembre 2020. Conseguentemente, è accertato che il ricor-

rente ha violato la normativa Schengen. Per quanto riguarda l’argomenta-

zione del ricorrente, secondo cui avrebbe presentato una domanda d’asilo 

in Svizzera il 28 dicembre 2020, e quindi sarebbe stato legalmente pre-

sente in Svizzera a partire da tale data, va notato che soggiornava illegal-

mente nello spazio Schengen già dal 25 marzo 2019 (90 giorni dopo la sua 

entrata in Francia il 26 dicembre 2019).  

Conseguentemente, è accertato che il ricorrente ha violato la normativa 

Schengen. 

6.  

Si tratta così di verificare se il divieto d’entrata pronunciato dalla SEM sia 

conforme ai requisiti di legge (legalità e proporzionalità). 

  

https://ec.europa.eu/home-affairs/content/visa-calculator_en
https://ec.europa.eu/home-affairs/content/visa-calculator_en

F-854/2021 

Pagina 7 

7.  

7.1 La SEM può vietare l'entrata in Svizzera allo straniero che ha violato o 

espone a pericolo l'ordine e la sicurezza pubblici in Svizzera o all'estero 

(art. 67 cpv. 2 lett. a LStrI [nella sua versione in vigore fino al 21 novembre 

2022; RU 2010 5925]). Nell’esercizio del suo potere discrezionale, la SEM 

tiene conto degli interessi pubblici e, in particolare, della situazione perso-

nale dello straniero (art. 96 cpv. 1 LStrI). Se un divieto d’entrata si giustifica, 

ma risulta inadeguato alle circostanze, alla persona interessata può essere 

rivolto un ammonimento con la comminazione di tale provvedimento (art. 

96 cpv. 2 LStrI). 5925) 

Il Consiglio federale ha messo a fuoco le nozioni d’ordine e di sicurezza 

pubblici, sul piano del diritto interno, nel suo Messaggio dell’8 marzo 2002 

concernente la LStr (Messaggio LStr, FF 2002 3327). In proposito, esso ha 

sottolineato che “la sicurezza e l’ordine pubblici costituiscono il concetto 

sovraordinato dei beni da proteggere nel contesto della polizia: l’ordine 

pubblico comprende l’insieme della nozione di ordine, la cui osservanza 

dal punto di vista sociale ed etico costituisce una condizione indispensabile 

della coabitazione ordinata delle persone. La sicurezza pubblica significa 

l’inviolabilità dell’ordine giuridico obiettivo, dei beni giuridici individuali (vita, 

salute, libertà, proprietà, ecc.) nonché delle istituzioni dello Stato. Vi è vio-

lazione della sicurezza e dell’ordine pubblici segnatamente se sono com-

messe infrazioni gravi o ripetute di prescrizioni di legge o di decisioni delle 

autorità nonché in caso di mancato adempimento di doveri di diritto pub-

blico o privato” (Messaggio LStr, pag. 3424).  

 

Il divieto d'entrata è pronunciato per una durata massima di cinque anni; 

può essere pronunciato per una durata più lunga se l'interessato costitui-

sce un grave pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblici (art. 67 cpv. 3 

LStrI). 

 

7.2 In concreto, il ricorrente ha manifestamente disatteso la normativa 

Schengen, incorrendo in un “overstay” (cfr. consid. 5). Pertanto, l’emana-

zione di un divieto d’entrata è conforme al diritto federale. Questo implica 

che la SEM non aveva, in definitiva, l’opzione di pronunciare, al posto del 

divieto d’entrata un avvertimento come misura meno pregiudizievole per gli 

interessi, qualunque essi siano, del ricorrente (cfr. art. 96 cpv. 2 LStrI).  

8.  

8.1 In generale, l'attività dello Stato deve rispondere al pubblico interesse 

ed essere proporzionata allo scopo (art. 5 cpv. 2 Cost.). Da un punto di 

visto analitico, il principio della proporzionalità viene suddiviso in tre regole: 

F-854/2021 

Pagina 8 

l'idoneità, la necessità e la proporzionalità in senso stretto (cfr. DTF 136 I 

17 consid. 4.4, 135 I 246 consid. 3.1, 130 II 425 consid. 5.2 e 124 I 40 

consid. 3e). La prima impone che la misura scelta sia atta al raggiungi-

mento dello scopo d'interesse pubblico fissato dalla legge (cfr. DTF 128 I 

310 consid. 5b/cc), la seconda che, tra più misure idonee, si scelga quella 

che incide meno fortemente sui diritti privati (cfr. DTF 130 II 425 consid. 

5.2), e la terza, detta anche regola della preponderanza dell'interesse pub-

blico, che l'autorità proceda alla ponderazione tra l'interesse pubblico per-

seguito e il contrapposto interesse privato, valutando quale dei due debba 

prevalere in funzione delle circostanze (cfr. DTF 129 I 12 consid. 6 a 9). 

8.2 Riguardo alla durata del divieto d’entrata, il caso in esame non presenta 

alcuna peculiarità tale da legittimare, sotto il profilo della proporzionalità, 

una riduzione. Nel caso di specie, alla luce del comportamento del ricor-

rente, il divieto d’entrata nei suoi confronti è atto e necessario per evitare 

che metta nuovamente in pericolo l'ordine e la sicurezza pubblici. Peraltro, 

anche se l’interesse privato del ricorrente consistesse nella continuazione 

della sua attività lavorativa in Svizzera, va rilevato che si trattava di una 

attività lucrativa svolta senza autorizzazione e che l’interesse del ricorrente 

non è quindi meritevole di tutela. Visto questo, una durata di tre anni ri-

specchia le esigenze del principio di proporzionalità. 

9.  

In conclusione, il divieto d’entrata di tre anni è conforme al diritto e propor-

zionato, dimodoché, sotto questo aspetto, il ricorso va respinto. 

10.  

Rimane da verificare se l’inserimento della segnalazione del divieto d’en-

trata nel SIS II sia giustificata. 

10.1 L’inserimento della segnalazione del divieto d’entrata nel SIS II è retto 

dal regolamento (CE) n. 1987/2006 del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 20 dicembre 2006 sull’istituzione, l’esercizio e l’uso del sistema 

d’informazione Schengen di seconda generazione (regolamento SIS II; GU 

L 381/4 del 28 dicembre 2006), abrogato da: (UE) 2018/1861 del Parla-

mento europeo e del Consiglio del 28 novembre 2018 sull’istituzione, 

l’esercizio e l’uso del sistema Schengen (SIS) nel settore delle verifiche di 

frontiera, che modifica a convenzione di applicazione dell’accordo di 

Schengen e abroga il regolamento (CE) n. 1987/2006; cfr. al riguardo art. 

65 e art. 21 della Ordinanza N-SIS 2013 [RS 362.0]). Una segnalazione di 

un cittadino di un paese terzo è inserita nel SIS II quando la decisione presa 

dalle autorità amministrative o giudiziarie competenti secondo le norme 

F-854/2021 

Pagina 9 

procedurali stabilite dalla legislazione nazionale, è fondata su una minaccia 

per l’ordine pubblico, la sicurezza pubblica o la sicurezza nazionale che la 

presenza del cittadino in questione può costituire nel territorio di uno Stato 

membro (art. 3 lett. d e 24 §§ 1 e 2 del regolamento SIS II). Una segnala-

zione è inserita nel SIS II, in particolare, se il cittadino di un paese terzo è 

stato riconosciuto colpevole in uno Stato membro di un reato che comporta 

una pena detentiva di almeno un anno, oppure se nei confronti del detto 

cittadino esistono fondati motivi per ritenere che abbia commesso un reato 

grave o se esistono indizi concreti sull’intenzione di commettere un tale 

reato nel territorio di uno Stato membro (art. 24 § 2 lett. a e b del regola-

mento SIS II).  

Prima di effettuare una segnalazione lo Stato membro verifica se l’adegua-

tezza, la pertinenza e l’importanza del caso giustificano l’inserimento della 

segnalazione nel SIS II (proporzionalità: art. 21 del regolamento SIS II).  

10.2 In concreto, il divieto d’entrata impugnato è fondato su una violazione 

dell’ordine e della sicurezza pubblici svizzeri, che il ricorrente ha com-

messo entrando illegalmente in Svizzera, il 24 dicembre 2020, quando si 

trovava nello spazio Schengen in una situazione di “overstay”. Pertanto, 

l’inserimento della segnalazione del divieto d’entrata nel SIS II in sé è giu-

stificata.  

10.3 Anche la durata della segnalazione di tre anni è appropriata, conside-

rando le osservazioni precedenti (consid.  8). Si aggiunge che la segnala-

zione è tanto più legittima se si considera che la Svizzera, in quanto mem-

bro dello spazio Schengen, funge anche da garante degli interessi degli 

altri Stati membri (cfr. DTAF 2011/48 consid. 6.1).   

11.  

Di conseguenza, pronunciando un divieto d’entrata di tre anni, la SEM non 

ha incorso una violazione del diritto applicabile, compreso il principio di 

proporzionalità nell’esercizio del suo potere d’apprezzamento (art. 49 lett. 

a PA). Stando così le cose, in accordo con le considerazioni sopraesposte, 

il ricorso deve essere respinto, e la decisione impugnata confermata. La 

richiesta di concessione dell'effetto sospensivo diventa senza oggetto con 

la pronuncia della presente sentenza.  

12.  

Le spese processuali sono di regola messe a carico della parte soccom-

bente e, in caso di soccombenza parziale, sono ridotte (art. 63 cpv. 1 PA). 

F-854/2021 

Pagina 10 

Esse comprendono la tassa di giustizia e i disborsi (art. 1 cpv. 1 del rego-

lamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]); la 

tassa di giustizia è calcolata in funzione dell'ampiezza e della difficoltà della 

causa, del modo di condotta processuale e della situazione finanziaria delle 

parti (artt. 63 cpv. 4bis PA e 2 cpv. 1 TS-TAF).  

In concreto, considerato l’esito negativo del ricorso, le spese processuali 

di fr. 1’000. – sono poste a carico del ricorrente e prelevate sull’anticipo, 

dello stesso importo, da lui già versato.   

Per la medesima ragione al ricorrente non sono assegnate indennità per 

spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA e art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF). Si osservi 

ancora che la SEM, in quanto autorità federale, non ha diritto a un'indennità 

a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF).  

(dispositivo alla pagina seguente)  

F-854/2021 

Pagina 11 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

Le spese processuali di fr. 1’000. – sono poste a carico del ricorrente e 

prelevate sull’anticipo, dello stesso importo, da lui già versato. 

3.  

Non si assegnano indennità per spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente e all'autorità inferiore. 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Caroline Rausch