# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ef57a454-3fa7-5ce4-86a6-c06c5137d40f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 09.03.2007 15.2007.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2007-13_2007-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2007.13 /

  15.2007.21

  	
  Lugano

  9 marzo 2007

  EC/sc/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sui ricorsi 30 gennaio 2007 e 14 febbraio
2007 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. dall’   RA 1  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’CO 1 e meglio contro l’allestimento dell’inventario degli
oggetti vincolati dal diritto di ritenzione del locatore (ritenzione n. __________)
del 22 dicembre 2006 e contro il completamento di tale inventario del 1° febbraio
2007, inventario richiesto nei confronti della ricorrente da

 

 

	
   

  	
  PI 1  

  rappr. dall’  RA 2  

   

  

 

 

 

viste le osservazioni:

- 27 febbraio 2007 (inc. n. 15.2007.21) di PI 1, __________;

- 2 febbraio 2007 (inc. n. 15.2007.13) e 6 marzo 2007
(inc. n. 15.2007.21) dell’CO 1 ;

 

 

 

esaminati atti e documenti;

 

ritenuto

 

in fatto:                       

 

                                  A.   Il 20 dicembre 2006 PI 1 ha chiesto all’CO 1 la formazione dell’inventario
degli oggetti vincolati al diritto di ritenzione della locatrice che si
trovavano presso il __________, per un credito di complessivi fr. 150’000.--.

 

                                  B.   Il 22
dicembre 2006 l’Ufficio ha proceduto all’allestimento dell’inventario indicando
543 posizioni. L’inventario è stato trasmesso a RI 1 il 23 gennaio 2007.

 

                                  C.   Con
tempestivo ricorso 30 gennaio 2007 la conduttrice si aggrava contro tale
provvedimento, postulando in via principale che l’inventario venga
integralmente annullato. In via subordinata la ricorrente chiede lo stralcio
dall’inventario degli oggetti di cui alle posizioni da n. 22 a n. 35, da 83 a
131, n. 134 e da 138 a 140.

                                         A mente
della ricorrente le bevande e le vivande di cui alle posizioni sopra menzionate
non sarebbero soggette al diritto di ritenzione del locatore perché le
servirebbero per svolgere la propria attività di ristorazione. Neppure i
rimanenti beni potrebbero poi essere inventariati perché sarebbero di proprietà
di PI 1.

 

                                  D.   Con
osservazioni 2 febbraio 2007 l’CO 1 ha chiede la reiezione del gravame con
motivazioni di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

                                  E.   Il
1° febbraio 2007 l’Ufficio ha completato l’inventario, includendo anche 15
televisori, 1 impianto di videosorveglianza, 15 frigoriferi, 20 impianti di
ventilazione.

 

                                  F.   Con ricorso 14 febbraio 2007 RI 1 si aggrava anche contro tale
provvedimento, perché quanto inventariato le servirebbe per svolgere la propria
attività di ristorazione e quindi non sarebbe pignorabile.

 

                                  G.   Delle
osservazioni 27 febbraio 2007 di PI 1 e 6 marzo 2007 dell’CO 1, chiedenti la
reiezione del gravame si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato

 

in diritto:

 

                                   1.                                           

                                   a.   Più
ricorsi – presentati tanto con atti separati quanto come atto unico e con un
solo petitum – formulati contro lo stesso provvedimento dell'organo
d'esecuzione forzata o contro una pluralità di atti esecutivi aventi il
medesimo oggetto o incentrati sostanzialmente sullo stesso complesso di fatti,
possono essere congiunti conformemente agli art. 5 cpv. 1 LPR e 51 LPamm, non
solo quando sviluppino allegazioni fattuali e in diritto del medesimo tenore ma
anche ove formulino tesi divergenti.

 

                                  b.   Il
giudizio di congiunzione, che determina la definizione delle vertenze con una sola
sentenza, preso nell'ossequio del principio dell'economia processuale, ha
natura ordinatoria e può essere pronunciato d'ufficio: le cause congiunte
conservano comunque la loro individualità nel senso che i dispositivi restano
separati e possono essere impugnati anche singolarmente (cfr., tra tante, CEF
16 febbraio 1999 [15.98.225/231] cons. 1a; 4 gennaio 2000 [15.99.174/185/211],
cons. 1a; cfr. pure Cometta,
Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.1.1.a ad art. 5, p. 96 s., ed i rif. in
nota 6);

 

                                   c.   Il
gravame del 14 febbraio 2007 di RI 1 riprende parte delle argomentazioni già
formulate con il ricorso del 30 gennaio 2007. I due atti si basano sul medesimo
complesso di fatti e sono diretti contro il medesimo inventario di ritenzione allestito
dall’CO 1. Per questi motivi si giustifica quindi la congiunzione delle
procedure inc. 15.2007.__________ e inc. 15.2007.__________.

 

                                      

                                   2.   

                                   a.   Secondo un principio
generale del diritto, una delle condizioni di ricevibilità di un mezzo
d'impugnazione è l'esistenza di un interesse degno di protezione al ricorso (Vogel/Spühler, Grundriss des
Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 58 ad cap. 13; Hohl, Procédure civile, vol. II, Berna
2001, n. 2993). In virtù del principio dell'economia processuale, il giudice
deve di regola esaminare d'ufficio l'ossequio delle condizioni di ricevibilità
(cfr. Hohl, La réalisation du
droit et les procédures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 2975). La
legittimazione per ricorrere, che costituisce un presupposto processuale, va
infatti distinta dalla legittimazione attiva ("Sachlegitimation"
oppure "Legitimation in der Sache"), la quale è questione di merito:
l’assenza d’interesse a ricorrere determina l’irricevibilità del ricorso mentre
l’accertamento dell’inesistenza del diritto vantato ha quale conseguenza la sua
reiezione.

 

                                  b.   Anche
in ambito di ricorso LEF, la questione dell’esistenza di gravame va esaminata
d'ufficio (cfr. Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 140 ad art.
17). I criteri validi per la ricevibilità del ricorso dell’art. 17 LEF sono
quelli della procedura amministrativa federale, ossia
l'esistenza di un interesse degno di protezione (cfr. Gilliéron, op. cit., n. 152 ad art. 17; Cometta,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/ Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 36
e 38 ad art. 17). 

 

                                   c.   In concreto l’escussa
non può essere pregiudicata nei propri interessi dal fatto che nell’inventario
degli oggetti vincolati dal diritto di ritenzione sarebbero contenuti anche dei
beni appartenenti alla stessa locatrice. RI 1 non è quindi legittimata ad
interporre ricorso nella misura in cui si avvale di tale argomentazione.
Analogamente a quanto avviene nel caso in cui un sequestro colpisce
diritti patrimoniali di un terzo (Gilliéron,
op. cit., vol. IV, Losanna 2004, n. 54 ad art. 278, con rif. a DTF 114
Ia 383, cons. 2c; CEF 4 settembre 2003 [14.03.64]; 9 gennaio 2004 [14.03.80], 26
gennaio 2005 [14.04.109]), la conduttrice deve limitarsi ad annunciare
all'ufficio il fatto che parte dei beni inventariati apparterrebbero alla
locatrice.

 

                                   3.

                                   a.   Il
locatore di locali commerciali ha un diritto di ritenzione sulle cose mobili
che vi si trovano e servono al loro uso e godimento: il diritto si estende in
termini temporali alla pigione annuale scaduta e a quella del semestre in corso
(art. 268 cpv. 1 CO).

                                         La LEF ha
previsto disposizioni speciali in materia di pigioni e affitti. Infatti, giusta
l’art. 283 cpv. 1 LEF anche prima di iniziare l’esecuzione, il locatore di
locali commerciali può domandare l’assistenza dell’ufficio di esecuzione per la
provvisoria tutela del suo diritto di ritenzione. L’ufficio fa l’inventario
degli oggetti vincolati al diritto di ritenzione e fissa al locatore un termine
per promuovere l’esecuzione in via di realizzazione del pegno (art. 283 cpv. 3
LEF). Sono esenti dal diritto di ritenzione gli oggetti che non potrebbero
essere pignorati dai creditori del conduttore (cfr. art. 268 cpv. 3 CO; Schnyder/Wiede, Basler Kommentar zum
SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 26 ad art. 283 LEF). 

 

                                  b.   Sulla
pignorabilità degli oggetti inventariati decide l’organo d’esecuzione e, su
ricorso, l’autorità di vigilanza (DTF
82 III p. 85 ss; cfr. Amonn/ Walther, Grundriss
des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 34 n. 20 p. 276).

 

                                   c.   Giusta
l’art. 92 cpv. 1 n. 3 LEF sono esclusi dal pignoramento gli arnesi, gli
apparecchi, gli strumenti e i libri, in quanto siano necessari al debitore e
alla sua famiglia per l’esercizio della professione.

 

 

                                   4.   Le
persone giuridiche e le società commerciali non beneficiano però della
protezione legale degli art. 92 e 93 LEF, essendo le stesse soggette
all’esecuzione con tutto il loro patrimonio (DTF 67 III 21; Amonn/ Walther, op.cit., § 23 n. 24 p.
170; Favre, Droit de poursuite,
Fribourg 1974, p.182). Per questo motivo quindi anche se parte dei beni
inventariari servono effettivamente alla ricorrente per espletare la propria
attività aziendale, l’ufficio si è correttamente determinato includendoli
nell’inventario. 

 

 

                                   5.   Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso 30 gennaio 2007 di RI
1, è respinto. Pure respinto è il ricorso 14 febbraio 2007.

                                         Visto
l’esito, per ragioni di economia processuale, l’autorità di vigilanza prescinde
dal notificare il ricorso 30 gennaio 2007 (inc. n. 15.2007.13) a PI 1 per le
osservazioni.

                                         Non si
prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità
(art. 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

Per questi motivi;

richiamati gli art. 17, 92, 93, 283 cpv. 1 e 3
LEF; 268 cpv. 1 CO; 5 cpv. 1 LPR; 51 LPamm; 61 cpv. 2 lett. a, 62 cpv. 2 OTLEF

 

 

pronuncia:                 

                                   1.   Le
procedure inc. n. 15.2007.__________ e n. 15.2007.__________ sono dichiarate
congiunte.

 

 

                                   2.   Il
ricorso 30 gennaio 2007 di RI 1, __________, in quanto ricevibile, è respinto.

 

                               2.1.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità

 

 

                                   3.   Il
ricorso 14 febbraio 2007 di RI 1 , __________, è respinto.

 

 

                               3.1.   Non si prelevano spese, né si assegnano indennità

 

 

                                   4.   Intimazione
a:

                                         - __________
RA 1, __________;

                                         - __________
RA 2, __________.

                                         Comunicazione
all’CO 1.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                            Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contro le presenti
decisioni -a norma dell’art. 72 e segg. LTF- è possibile presentare ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10
giorni dalla notificazione, il termine è di 5 giorni dalla
notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata
nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.