# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5664634c-5811-5924-8344-bef5257b2c01
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-10-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.10.2011 36.2011.56
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2011-56_2011-10-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2011.56-57

   

  IR/lb

  	
  Lugano

  3 ottobre 2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
						

statuendo sul ricorso del 19 agosto 2011 di

 

	
   

  	
  1.  RI 1   

  2.  RI 2   

  tutti rappr.
  da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  CO 1  

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                    ·   che con atto
del 19 agosto 2011 RI 1, domiciliati __________ ed assicurati presso la CO 1 Assicurazione
svizzera malattie e infortuni SA si sono aggravati al Tribunale cantonale delle
Assicurazioni contro l’inattività dell’assicura-tore sociale per la mancata
emanazione di una decisione su opposizione in ambito di sospensione delle
prestazioni assicurative obbligatorie;

 

                                    ·   che in
particolare l’emanazione di una decisione formale in materia era stata chiesta
dagli assicurati, per il tramite del loro patrocinatore, ad inizio febbraio
2011 e ciò dopo una domanda di revoca dell’effettiva sospensione posta in atto del
23 dicembre 2010 formulata dal rappresentante degli assicurati;

 

                                    ·   che il 30
marzo 2011 l’assicuratore ha emesso le decisioni formali richieste cui gli
assicurati si sono opposti il 16 aprile 2011;

 

                                    ·   che il
rappresentante dei ricorrenti, alla luce del fatto che il dettato dell’art. 52
cpv. 2 LPGA (ossia l’imposizione di emanare decisioni su opposizione in tempi
adeguati) non era stata ossequiata, ha in data 8 luglio 2011, sollecitato l’assicuratore
richiamandolo ai suoi obblighi (doc. F);

 

                                    ·   che il 16
agosto 2011, ossia – come rilevano i ricorsi in discussione – dopo 4 mesi
dall’inoltro delle opposizioni, i signori Costa hanno nuovamente sollecitato
l’emanazione della decisione su opposizione per la sua eventuale impugnazione
al Tribunale cantonale delle Assicurazioni. Essi hanno in particolare fatto valere
la natura della vertenza, ossia la sospensione delle prestazioni, che
costituisce la misura più incisiva possibile nell’ambito della copertura
obbligatoria delle cure medico sanitarie;

 

                                    ·   che a
giustificazione del ritardo l'assicuratore ha indicato l’assenza, per malattia,
della giurista che si occupava della procedura. Alla luce di ciò il 19 agosto
2011 i signori RI 1 hanno introdotto i loro gravami evidenziando in
particolare:

 

" (…)

…in casu…si determina una palese situazione di denegata, o quanto meno
di ritardata, giustizia, suscettibile di essere sanzionata…due persone
rimangono in sospensione delle prestazioni LAMal, con tutti gli inconvenienti –
pesantissimi – del caso.

(…)

…l'assicuratore avrebbe dovuto – e lo poteva sicuramente – dar prova
di quella celerità decisionale consona con la gravità della posta in gioco.

(…)

L'esame "della natura dell'affare", rispettivamente la "valutazione delle
circostanze oggettive", portano a constatare che all'assicuratore non occorrono tempi lunghi
di istruttoria, o di approfondimento della materia, per emettere una decisione
su opposizione quando la natura del gravame è ormai stata integralmente sviscerata.

E ciò, tenuto conto anche – e soprattutto – che sull'altro piatto
della bilancia viene mantenuta in essere una pratica gravida di conseguenze
negative per i miei assistiti.(…)"(doc. I pag. 4 e 5) 

 

                                    ·   che nella
risposta di causa CO 1 ammette un ritardo che riconduce all’assenza della
giurista responsabile, ammalatasi, ed alla cessazione dell’attività lavorativa
della stessa in seno all’assicuratore con necessità di procedere a sua
sostituzione. Oltre a ciò vi sarebbero poi i tempi di traduzione che hanno prorogato
emanazione delle decisioni emanate solo il 23 settembre 2011, ossia 5 mesi ed 1
settimana dopo l’opposizione;

 

                                    ·   che ai
signori RI 1 è stata offerta la possibilità di ulteriormente esprimersi e di
chiedere l’assunzione di nuove prove (doc.VII del 27 settembre 2011). Essi si
sono espressi il 29 settembre 2011.

 

 

                                         in
diritto

 

·    che
la presente vertenza non pone questioni giuridiche di
principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà
dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere
nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della
Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre
2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;
STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata
in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98
del 26 ottobre 1999).

 

 

                                    ·   che i due
ricorsi dei signori RI 1 si riferiscono allo stesso sostanziale complesso fattuale
ed hanno per oggetto lo stesso tema, motivo per cui vengono qui congiunti ed
evasi con un unico giudizio;

 

                                    ·   che, come
noto al patrocinatore dei ricorrenti e ripreso recentemente nella decisione 8
luglio 2011 in re B. incarto 36.2011.35 per accertare se il rimprovero mosso
dai ricorrenti sussiste, in diritto, occorre far capo ai principi dedotti dalla
giurisprudenza federale in materia, e più specificatamente che per costante giurisprudenza federale, la decisione impugnata costituisce
il presupposto ed il contenuto della contestazione sottoposta all'esame
giudiziale (cfr. SVR 2005 AHV N. 19; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 cons. 2a, DTF
110 V 51 cons. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294);

 

                                    ·   che, se non è stata emessa nessuna decisione, la contestazione non
ha oggetto e non può dunque essere pronunciata una sentenza nel merito (cfr.
STF C 22/06 del 5 gennaio 2007; DTF 131 V 164 cons. 2.1; DTF 125 V 414 cons.
1A; DTF 119 Ib 36 cons. 1b);

 

                                    ·   che in virtù dell’art. 52 cpv. 1 LPGA le decisioni possono essere
impugnate entro trenta giorni facendo opposizione presso il servizio che le ha
notificate; fanno eccezione le decisioni processuali e pregiudiziali. A norma
dell’art. 52 cpv. 2 LPGA le decisioni su opposizione vanno pronunciate entro un
termine adeguato. Sono motivate e contengono un avvertimento relativo ai rimedi
giuridici. Giusta l’art. 56 cpv. 1 LPGA le decisioni su opposizione e quelle
contro cui un’opposizione è esclusa possono essere impugnate mediante ricorso.
Secondo l'art. 56 cpv. 2 LPGA il ricorso può essere interposto anche se
l'assicuratore, nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una decisione
o una decisione su opposizione;

 

                                    ·   che l’art. 56 cpv. 2 LPGA include sia i ricorsi per ritardata giustizia
che per denegata giustizia (Kieser,
ATSG-Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra 2003, art. 56 nota 10 pag. 560). Secondo
il Tribunale Federale, vi è diniego di giustizia qualora un'autorità
giudiziaria od amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui
risoluzione essa é competente (DTF 114 V 147 cons. 3a e riferimenti ivi menzionati;
Kieser, op. cit, art. 56 nota 10
pag. 560). Sempre secondo la giurisprudenza vi è diniego di giustizia nel caso
in cui l'autorità competente si dimostri certo pronta ad emanare una decisione,
ma ciò non avviene entro un termine che appare adeguato, tenuto conto della
natura dell'affare nonché dell'insieme delle altre circostanze (DTF 107 Ib 164
cons. 3b e riferimenti). Irrilevanti sono le ragioni che hanno determinato il
diniego di giustizia. Decisivo per l'interessato è unicamente il fatto che
l'autorità non abbia agito, rispettivamente, non abbia agito in maniera
tempestiva (DTF 108 V 20 cons. 4c, 103 V 195 cons. 3c). Nel giudicare
l'esistenza di una ritardata giustizia, si deve procedere ad una valutazione
delle circostanze oggettive. Vi è, quindi, ritardata giustizia quando le
circostanze che hanno condotto ad un prolungamento della procedura non appaiono
oggettivamente giustificate (DTF 103 V 195 cons. 3c in fine). Criteri rilevanti
sono, segnatamente, la natura della procedura, la difficoltà della materia ed
il comportamento dell'interessato (DTF 125 V 188; VPB 1983 n. 150 p. 527 e
EuGRZ 1983 p. 483);

 

                                    ·   che il principio secondo cui la procedura innanzi al Tribunale
cantonale delle assicurazioni deve essere semplice e spedita (art. 61 cpv. 1
lett. a LPGA) è espressione di un principio generale del diritto delle
assicurazioni sociali e vale, perciò, anche nell'ambito della procedura
amministrativa (DTF 110 V 61 consid. 4; cfr. pure Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 243 n. 509);

 

                                    ·   che dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata giustizia può
essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità protrae più del
dovuto la trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa prende dei
provvedimenti positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori supplementari.
Qualora l'autorità si sia occupata di una vertenza senza notevole ritardo, una
violazione della Costituzione può essere ammessa soltanto se determinati
provvedimenti sono stati presi abusivamente (Meyer,
Das Rechtsverzögerungsverbot nach Art. 4 BV, tesi Berna 1985, p. 78 e riferimenti
giurisprudenziali);

 

                                    ·   che in una sentenza del 25 giugno 2003 nella causa Q., I 841/02,
pubblicata in DTF 129 V pag. 411 e seg., il TFA ha ammesso l'esistenza di un
ritardo ingiustificato a carico dell'Ufficio AI e della Commissione federale di
ricorso in materia di AVS/AI, trattandosi di una procedura durata globalmente
più di 10 anni (dal momento in cui è stata presentata la domanda di prestazioni
a quello in cui è stata resa la sentenza impugnata). Nella DTF 125 V 188ss., il
TFA ha invece negato l'esistenza di un ritardo ingiustificato, trattandosi di
un assicuratore malattie che, trascorsi meno di 4 mesi dal momento in cui
l'assicurato ha interposto opposizione, non aveva ancora proceduto ad emanare
la decisione di sua competenza. In RAMI 1997 U 286, p. 339s., la Corte federale
ha riconosciuto una ritardata giustizia a carico di un tribunale cantonale che
era rimasto completamente inattivo nei riguardi di una causa pendente da 42
mesi e suscettibile di essere giudicata da 27 mesi (ossia a partire dall'evasione
di un atto di ricusa). In questa stessa pronunzia, il TFA ha illustrato alcuni
precedenti in cui era stato chiamato a decidere circa l'esistenza di una ritardata
giustizia:

 

" Das Eidgenössische Versicherungsgericht
hat in ähnlichen Fällen, bei denen keine besonderen Umstände vorgelegen hatten,
Verfahrensdauern von 20 Monaten (unveröffentliches Urteil P. vom 4. Juli 1994, C 101/94) oder 22 Monaten (unveröffentliches Urteil G. vom 4. September 1990, I 421/89) als
Grenzfälle betrachtet. Im Urteil Z. vom 12.Oktober 1995 erachtete es eine
Erledigungszeit von 39 Monate als zu lange, verneinte jedoch eine
unrechtmässige Verzögerung, weil besondere Umstände hinzukamen. Andererseits
hiess es eine Rechtsverzögerungbeschwerde bei einer Verfahrensdauer von 40
Monate gut (unveröffentliches Urteil P. vom 10. März 1993, M 1/92)." (RAMI succitata)

 

                                    ·   che in
dottrina viene menzionata la sentenza del 20 settembre 1995 nella causa A.L.
del Tribunale delle assicurazioni del Canton Argovia, nella quale è stata
riconosciuta una ritardata giustizia, trattandosi di un'autorità che aveva
atteso più di 9 mesi prima di procedere ad ordinare un'ulteriore perizia
(Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der AHV und IV in: Schaffhauser/ Schlauri,
Verfahrensfragen in der Sozialversicherung, San Gallo 1996, p. 92s.) oppure
quella datata 22 giugno 1998 del Tribunale amministrativo del Canton Nidwaldo,
in cui l'amministrazione è stata (soltanto) biasimata per aver lasciato
trascorrere più di un anno senza prendere alcuna decisione dopo ricezione di
una perizia (Plädoyer 6/1998, p. 67). Il TFA ha stabilito, in una sentenza
pubblicata in SVR 2001 KV 38, p. 109s., che l'oggetto di un ricorso per denegata
o ritardata giustizia é soltanto la verifica del preteso diniego o del preteso
ritardo: il tribunale non può, quindi, decidere in merito alle prestazioni. Le
prestazioni assicurative materiali, in effetti, non costituiscono l'oggetto
litigioso di questa procedura. Questa giurisprudenza è da considerare valida
anche sotto l’imperio dell’art. 56 cpv. 2 LPGA (Kieser, op. cit., art. 56 nota
12 pag. 56);

 

                                    ·   che la
giurisprudenza del TF ha ripreso gli stessi principi in un recente giudizio in
materia di assicurazione infortuni (DTF 22 febbraio 2010 inc. 8C_613/2009) in
cui così si è espresso:

 

" Aux termes de l'art. 29 al. 1 Cst., toute
personne a droit, dans une procédure judiciaire ou administrative, à ce que sa
cause soit traitée équitablement et jugée dans un délai raisonnable. Le
caractère raisonnable de la durée de la procédure s'apprécie en fonction des circonstances
particulières de la cause et, entre autres critères, sont notamment
déterminants le degré de complexité de l'affaire, l'enjeu que revêt le litige
pour l'assuré ainsi que le comportement de celui-ci et des autorités intimées.
A cet égard, il appartient au justiciable d'entreprendre certaines démarches
pour inviter l'autorité à faire diligence, notamment en incitant celle-ci à
accélérer la procédure ou en recourant pour retard injustifié. Si on ne saurait
reprocher à l'autorité quelques "temps morts", elle ne peut invoquer
une organisation déficiente ou une surcharge structurelle pour justifier la
lenteur de la procédure (ATF 130 I 312 consid. 5.1 et 5.2 p. 331 s. et les références).

2.3 On ajoutera qu'en droit des assurances sociales, la procédure
de première instance est gouvernée par le principe de célérité. Ce principe
est consacré à l'art. 61 let. a LPGA qui exige des cantons que la procédure
soit simple et rapide; il constitue l'expression d'un principe général du
droit des assurances sociales (ATF 110 V 54 consid. 4b p. 61)." (sottolineatura del
redattore)

 

                                    ·   che nella
sentenza pubblicata in DTF 130 I 312 e segg. richiamata nelle motivazioni
appena riprodotte, il TF ha, più esplicitamente,  specificato che:

 

" Selon l'art. 29 al. 1
Cst., toute personne a droit, dans une procédure judiciaire ou administrative,
à ce que sa cause soit traitée équitablement et jugée dans un délai raisonnable.
Le caractère raisonnable ou adéquat du délai s'apprécie au regard de la nature
de l'affaire et de l'ensemble des circonstances, selon un principe déjà fixé
sous l'empire de l'art. 4 al. 1 aCst. (ATF 125 V 188 consid. 2a p. 191/192;
ATF 117 Ia 193 consid. 1c p. 197; ATF 107 Ib 160 consid. 3b p. 164/165).

A l'instar de l'art. 6 par. 1
CEDH - qui n'offre, à cet égard, pas une protection plus étendue que les
garanties constitutionnelles nationales (ATF 114 Ia 179 ss; Hottelier, op.
cit., p. 810 ch. 5 in fine) -, l'art. 29 al. 1 Cst.
consacre le principe de la célérité en ce sens qu'il prohibe le retard
injustifié à statuer. L'autorité viole cette garantie constitutionnelle
lorsqu'elle ne rend pas la décision qu'il lui incombe de prendre dans le délai
prescrit par la loi ou dans un délai que la nature de l'affaire, ainsi que
toutes les autres circonstances, font apparaître comme raisonnable (ATF 119 Ib
311 consid. 5 p. 323
ss; JÖRG PAUL MÜLLER, Grundrechte in der Schweiz, 3e éd., p. 505 ss; HAEFLIGER/SCHÜRMANN,
op. cit., p. 200 ss; HOTTELIER, op. cit., p. 810/ 811).

5.2 Le caractère raisonnable de la durée de la
procédure s'apprécie en fonction des circonstances particulières de la cause,
lesquelles commandent généralement une évaluation globale. Entre autres critères
sont notamment déterminants le degré de complexité de l'affaire, l'enjeu que
revêt le litige pour l'intéressé ainsi que le comportement de ce dernier et
celui des autorités compétentes (ATF 124 I 139 consid. 2c p 142; ATF 119 Ib 311
consid. 5b p. 325 et les références indiquées). A cet égard, il appartient au
justiciable d'entreprendre ce qui est en son pouvoir pour que l'autorité fasse
diligence, que ce soit en l'invitant à accélérer la procédure ou en recourant,
le cas échéant, pour retard injustifié (ATF 107 Ib 155 consid. 2b et c p. 158
s.). Le comportement du justiciable s'apprécie toutefois avec moins de rigueur
en procédure pénale et administrative que dans un procès civil, où les parties
doivent faire preuve d'une diligence normale pour activer la procédure (HAEFLIGER/
Schürmann, op. cit., p. 203/204; AUER/MALINVERNI/HOTTELIER, op. cit., n. 1243
p. 594). On ne saurait par ailleurs reprocher à une autorité quelques
"temps morts"; ceux-ci sont inévitables dans une procédure (cf. ATF
124 I 139 consid. 2c p. 142). Une organisation déficiente ou une surcharge
structurelle ne peuvent cependant justifier la lenteur excessive d'une
procédure (ATF 122 IV 103 consid. I.4 p. 111; ATF 107 Ib 160 consid. 3c p.
165); il appartient en effet à l'Etat d'organiser ses juridictions de manière à
garantir aux citoyens une administration de la justice conforme aux règles (ATF
119 III 1 consid. 3 p. 3; JÖRG PAUL MÜLLER, op. cit., p. 506 s.; HAEFLIGER/
SCHÜRMANN, op. cit., p. 204 s.; AUER/MALINVERNI/HOTTELIER, op. cit., n. 1244 et
1245, p. 594/595; HOTTELIER, op. cit., p. 811 ch. 7). 

5.3 La sanction du dépassement du délai
raisonnable ou adéquat consiste d'abord dans la constatation de la violation du
principe de célérité,
qui constitue une forme de réparation pour celui qui en est la victime. Cette
constatation peut également jouer un rôle sur la répartition des frais et
dépens dans l'optique d'une réparation morale (ATF 129 V 411 consid. 1.3 p.
417 et les références). Dans certaines circonstances, si les conditions de la
responsabilité civile de la Confédération ou des cantons pour acte illicite
sont réalisées, le paiement de dommages-intérêts pour le retard à statuer peut
être envisagé. Faute de compétence ratione materiae, il n'appartient pas au
Tribunal fédéral, saisi d'un recours de droit administratif, de se prononcer
sur cette question, d'autant que les recourantes n'ont pas formulé de conclusions
dans ce sens (ATF 129 V 411 consid. 1.4 p. 417/418 et les références)."
(sottolineatura del redattore)

 

                                    ·   che, come
evidenziato nel giudizio riportato sopra, in caso di accoglimento di un ricorso
per ritardata o denegata giustizia, il Tribunale ordina all’assicuratore
sociale di concludere entro un termine ragionevole la procedura,
rispettivamente di dar seguito alla chiesta misura (Kieser, Verwaltungsverfahren, cit., nota 507 pag. 240; cfr.
anche SVR 2001 KV 38 consid. 2b pag. 110);

 

                                    ·   che in
concreto il giudice non deve analizzare il merito della fattispecie ma semplicemente
valutare se sussista in concreto una denegata giustizia od un ritardo ingiustificato
da parte della Cassa. Qualora l’amministrazione abbia dato seguito alle domande
dei ricorrenti occorre verificare, per determinare l’eventuale diritto a ripetibili
stante il patrocinio, se il ricorso era necessario e se un ritardo nella
reazione della Cassa è sussistito;

 

                                    ·   che nel caso
in esame i ricorrenti hanno chiesto la prima volta l’emanazione della decisione
formale relativa alla loro sospensione, attraverso il patrocinatore, nel dicembre
2010 ed unicamente nel corso della presente procedura, ed a seguito di questa
procedura, essi hanno ottenuto – dopo una gestazione di ben 9 mesi – una
decisione su opposizione. I ricorrenti non sono stati inattivi, hanno chiesto
la decisione, l’hanno postulata una seconda volta il 4 febbraio 2011. Solo a
fine marzo 2011 (il 30 marzo 2011 per la precisione) l’assicuratore ha emanato
la sua decisione, cui gli assicurati hanno interposto opposizione prima dello
scadere del termine legale il 16 aprile 2011. Ebbene da quella data ci sono
voluti oltre 5 mesi ed un ricorso al Tribunale cantonale delle Assicurazioni
per ottenere una decisione su opposizione caduta soltanto dopo proroga del
termine per l’inoltro della risposta di causa concesso dal giudice
all’assicuratore. A giustificazione del tempo necessario l’assicuratore ha
indicato malattia e cessazione susseguente del rapporto d’impiego da parte
della giurista incaricata della trattazione del dossier e necessità di traduzione
della decisione. Ora, pur con tutta la comprensione umana per le difficoltà della
giurista competente, l’assicuratore ha accumulato un gravissimo ritardo che non
è assolutamente giustificabile. Un assicuratore che è attivo al sud delle alpi,
dove l’idioma ufficiale è l’italiano, deve sapere che dovrà affrontare
contenziosi in questa lingua e dotarsi conseguentemente di un servizio giuridico
anche per le procedure relative alle persone italofone, se non intende farlo
per ragioni pratiche in particolare per l’assenza di una massa critica
sufficiente, è senz’altro possibile incaricare un legale del foro e demandargli
la procedura. Appare del tutto inammissibile che degli assicurati debbano attendere
oltre 5 mesi per ottenere una decisione su opposizione e complessivamente 9
mesi per giungere alla definizione della loro sospensione. L’assicuratore non
deve perdere di vista che in questo caso non si tratta di un semplice rimborso
di medicamenti, o di mancato riconoscimento di prestazioni dove l’assicurato,
responsabile in genere verso il fornitore di prestazioni, deve anticipare e
quindi rivendicare all’assicuratore il suo buon diritto, casi che possono
imporre accertamenti di tipo medico, verifiche presso il medico fiduciario,
l’allestimento di perizie, accertamenti con più specialisti. In casi come
quello in discussione l’oggetto del contendere è una sospensione già posta in
essere delle prestazioni per due assicurati, si tratta di una misura gravissima
che incide notevolmente nella vita delle persone. A questo proposito val qui la
pena di riprendere un passaggio dell’articolo del prof. Adriano Previtali dell’Università di Friburgo: De l’impraticabilité
constitutionnelle du “principe de la praticabilité”? L’example du droit social, in SZS
53/2009 pag. 200 e segg (213) ove si indica che:

 

" Les effets de l’art. 64 a LAMal vont donc bien au-delà de l’objectif originaire recherché par le législateur d’en finir
avec les mauvais payeurs solvables qui profitaient du mécanisme de solidarité
institué par la loi. Force est donc de constater que la mesure entraîne
l’exclusion du droit aux soins d’un nombre important de personnes dont la
«seule» faute est de disposer d’un bas revenu. Cette situation apparaît
clairement anticonstitutionnelle. D’une part, l’art. 64 a LAMal crée une véritable discrimination dans l’accès aux soins qui repose uniquement sur un
critère censitaire, ce qui est contraire à l’art. 8 al. 2 Cst. D’autre part,
l’art. 64 a LAMal remet en question le principe de l’universalité des droits
humains et en particulier le principe du droit aux soins qui est protégé par la
liberté personnelle et par l’art. 8 CEDH.

Les effets pervers de
l’application de l’art. 64 a LAMal sont aussi dus à la volonté de trouver une
procédure d’application de la norme facilement praticable. …"

 

                                    ·   che una misura
di tale incisività, che la dottrina, senza remore, qualifica di anticostituzionale
in quanto tale nelle sue conseguenze, non può essere lasciata alla mercé del
libero arbitrio degli assicuratori per la gestione dei tempi decisionali. La
giurisprudenza – come rammentano i ricorrenti nella loro impugnativa – ha
condiviso ampiamente la gravità della misura della sospensione dalle cure, un
simile procedere deve perciò avvenire – trattandosi di atti che non comportano
accertamenti di tipo medico complessi – in pochi giorni, neppure in settimane.
Ciò a maggior ragione per le decisioni su opposizione dove le verifiche debbono
limitarsi all'accertamento della corretta segnalazione alle preposte autorità
cantonali, alla correttezza delle procedure esecutive e del mancato pagamento
degli importi dovuti (e meglio come ribadito dalla prassi di questo ufficio).
Il fatto che in concreto siano stati necessari oltre 5 mesi dalla opposizione
alla decisione su opposizione appare un tempo assolutamente inaccettabile,
spropositato ed immotivatamente lungo. L’assenza di una giurista, la sua
malattia, la sua partenza, fanno parte dei rischi aziendali che una grande
assicurazione come la convenuta deve affrontare nel volgere di tempi ristretti,
eventualmente con misure d’emergenza (incarico a giuristi esterni di lingua
italiana ad esempio).

 

                                    ·   che, sia come
sia, in concreto l’emanazione delle decisioni su opposizione il 23 settembre
2011 rende il gravame privo d’oggetto nel senso che l’assicuratore non deve
essere condannato ad emanare l’atto o gli atti reclamati in tempi brevi. Resta
non di meno che con il suo agire ha imposto il ricorso all’autorità giudiziaria
a due ricorrenti sprovvisti delle competenze necessarie e che hanno dovuto far
capo ad un patrocinatore professionista cui debbono essere riconosciute congrue
indennità. Il riconoscimento delle ripetibili rende priva d’oggetto la domanda
di assistenza giudiziaria formulata al Tribunale cantonale delle Assicurazioni;

 

                                    ·   che il
ricorso va conseguentemente stralciato dai ruoli, eccezionalmente si prescinde
dal carico della tassa di giustizia alla parte soccombente ancorché una migliore
diligenza avrebbe permesso di ovviare l’inoltro del gravame, e con il carico a
Concordia delle ripetibili in favore dei ricorrenti cifrate in CHF 1'200.00
compresa l’eventuale IVA dovuta.

 

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   La
procedura è stralciata dai ruoli siccome divenuta priva d’oggetto.

 

                                   2.   Non
si prelevano tasse e spese mentre l’assicuratore CO 1., __________, è condannata
a versare ai signori RI 1, __________, l’importo di CHF 1'200.00 (eventuale IVA
– se dovuta – compresa) a titolo di ripetibili.

 

                                   3.   La
domanda di assistenza giudiziaria formulata dai signori RI 1, __________, è
stralciata siccome divenuta priva d’oggetto.

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti