# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3e953929-1d64-5473-8f44-68b036734c5c
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-12-01
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Sonstige Kammern 01.12.2025 VR1 2025 32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_999_VR1-2025-32_2025-12-01.pdf

## Full Text

Obergericht des Kantons Graubünden
Dretgira superiura dal chantun Grischun
Tribunale d'appello del Cantone dei Grigioni

Sentenza del 1° dicembre 2025
comunicata il 12 dicembre 2025

N. d'incarto VR1 25 32

Istanza Prima Camera di diritto costituzionale e amministrativo

Composizione Righetti, presidente
Paganini, attuario

Parti A._____
ricorrente

contro

B._____
convenuta
patrocinata dall'avvocato Marco Robbiani

Oggetto accesso a documenti ufficiali (diniego di giustizia)

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Ritenuto in fatto e considerando in diritto che:

– con domanda di accesso a documenti ufficiali del 12 febbraio 2025, A._____ (in 
seguito: richiedente) ha chiesto alla B._____ (in seguito: B._____), presso cui è 
stato impiegato fino a fine maggio 2025, di trasmettergli diversi documenti, tra 
cui il verbale dell’incontro svoltosi con egli in data 13 novembre 2024 in versione 
integrale,

– nel susseguente scambio di corrispondenza, la B._____ sosteneva che il 
verbale del 13 novembre 2024 inviato al richiedente in data 23 dicembre 2024 
rappresenterebbe la versione integrale, mentre il richiedente insisteva che il 
verbale ricevuto sarebbe lacunoso, rinnovando la domanda di accesso il 19 
marzo 2025, 

– con lettera del 2 aprile 2025, egli ha, fra l’altro, ripostulato l’invio della versione 
integrale del suddetto verbale e il (ri)invio del verbale già ricevuto, ma questa 
volta con libero accesso e senza obbligo di riservatezza, nonché la trasmissione 
dei due documenti in formato “.elm” oppure “.word” con indicazione della data 
di creazione e ultima modifica; inoltre, egli, con la lettera succitata, ha trasmesso 
una nuova domanda d’accesso al verbale del Consiglio direttivo del 4 settembre 
2024, in particolare al punto 5.3, 

– con scritto del 15 aprile 2025, la B._____ ha comunicato al richiedente in 
particolare che, a causa del suo comportamento abusivo, non avrebbe più dato 
seguito a sue richieste di accesso a documenti, 

– il 23 aprile 2025 (data del timbro postale) il richiedente (in seguito: ricorrente) è 
insorto al Tribunale d’appello del Cantone dei Grigioni con ricorso per denegata 
giustizia, chiedendo che alla B._____ sia intimato di accordargli 
tempestivamente l’accesso ai documenti ufficiali richiesti oppure di emanare le 
rispettive decisioni di rifiuto totale o parziale delle sue domande, 

– nella risposta del 16 giugno 2025, la B._____ (in seguito: convenuta) ha 
concluso all’irricevibilità del ricorso, in via subordinata al suo respingimento,

– nel secondo scambio di scritti (replica del 21 giugno 2025 e duplica del 2 luglio 
2025) le parti si sono confermate nelle loro precedenti richieste, 

– il Tribunale decide in merito al presente ricorso nella composizione di giudice 
unico, essendo lo stesso manifestamente infondato per quanto ricevibile, e 
comunica questa sentenza con motivazione breve ai sensi dell’art. 48 cpv. 1 
LGA (CSC 370.100) i.c.d. con l’art. 38 cpv. 3 LOG (CSC 173.000), 

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– il Tribunale d’appello è competente per l’esame del presente ricorso per 
denegata giustizia e, in generale, per un esame materiale di una rifiutata 
richiesta di accesso a documenti ufficiali (art. 13 della Legge sul principio di 
trasparenza [Legge sulla trasparenza; CSC 171.000] i.c.d. con gli artt. 49 segg. 
LGA),

– non essendo data l’applicabilità materiale della Legge sulla trasparenza per i 
documenti in questione, come si vedrà in seguito, non occorre approfondire la 
questione – contestata tra le parti – dell’applicazione personale della stessa alla 
convenuta, che è un’associazione di diritto privato, segnatamente la questione 
se ad essa sia stato delegato l’adempimento di un compito pubblico (art. 2 cpv. 
2 lett. c Legge sulla trasparenza), 

– va notato che, ammettendo un’applicazione personale della Legge sulla 
trasparenza alla convenuta, questa sarebbe verosimilmente stata tenuta a 
emanare una decisione formale in merito alla decisione di diniego, 

– le parti si sono tuttavia espresse sulla questione materiale – contemplata anche 
dalla richiesta di cui al petito 2 del ricorrente (primo periodo) di intimare alla 
convenuta di accordargli l’accesso ai documenti richiesti. Pertanto, anche se la 
Legge sulla trasparenza fosse personalmente applicabile alla convenuta e 
questa avesse dovuto a emanare una decisione formale, un rinvio della causa 
ad essa allo scopo di emanare le rispettive decisioni di rifiuto rappresenterebbe 
una vana formalità (giro a vuoto),

– la questione materiale – che di per sé non è oggetto di un ricorso per diniego di 
giustizia – può dunque essere trattata in questa sede per ragioni di economia 
procedurale,

– il principio di trasparenza e la relativa legge si applicano solo ai documenti 
ufficiali; per essere definito tale, l’informazione nel documento deve concernere 
l’adempimento di un compito pubblico (cfr. art. 6 cpv. 1 lett. c Legge sulla 
trasparenza), 

– considerati i documenti già ricevuti dal ricorrente da parte della convenuta, 
contestata è soltanto ancora la mancata consegna del verbale del 13 novembre 
2024 in forma integrale nonché del verbale della seduta del Consiglio direttivo 
del 4 settembre 2024, 

– il verbale del 13 novembre 2024 concerne un incontro tra il ricorrente e il 
presidente della convenuta unitamente ai membri del Consiglio direttivo per 

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questioni inerenti al rapporto lavorativo con il ricorrente e non configura perciò 
un documento ufficiale ai sensi della Legge sulla trasparenza. La sua 
produzione andrebbe semmai richiesta nell’ambito di un’eventuale contenzioso 
civile inerente alla disdetta del rapporto lavorativo,  

– il relativo verbale è stato peraltro consegnato al ricorrente che non è in grado di 
dimostrare né di rendere verosimile che ne esista una versione più estesa, 

– l’ulteriore richiesta di accesso al verbale della seduta del Consiglio direttivo del 
4 settembre 2024, non trasmessogli, è altresì finalizzata all’ottenimento di un 
documento risp. di un estratto dello stesso – segnatamente il punto 5.3, a cui si 
rinvia nel verbale della seduta del Consiglio direttivo del 5 novembre 2024 in 
relazione ai problemi verificatisi con il ricorrente (cfr. doc. B.1) – in merito a una 
questione di rapporto lavorativo tra la convenuta e il ricorrente. Nemmeno 
questo documento può dunque essere ritenuto un documento ufficiale ai sensi 
della Legge sulla trasparenza, 

– bisogna dunque concludere al rigetto della richiesta materiale del ricorrente 
volta a intimare alla convenuta l’accesso ai documenti ancora richiesti,

– ammettendone la ricevibilità, il ricorso va quindi respinto,  

– in caso di rinuncia alla motivazione della sentenza, la tassa di Stato viene 
adeguatamente ridotta (art. 75 cpv. 2 LGA). Secondo l'art. 73 cpv. 1 LGA, nella 
procedura di ricorso la parte soccombente deve di regola assumersi le spese,

– in concreto, l’eventualità di un’applicazione personale della Legge sulla 
trasparenza alla convenuta risp. il fatto che la convenuta, in caso di 
assoggettamento a detta legge, avrebbe dovuto emanare una decisione 
formale, è più che debitamente tenuto di conto con l’emanazione di una 
motivazione breve con spese processuali ridotte a CHF 1'500.00 a carico del 
ricorrente, che, in caso di motivazione completa, saranno aumentati a CHF 
3'000.00 e verranno messi a carico della parte richiedente (art. 75 cpv. 2 LGA).

– le spese processuali di CHF 1'500.00 sono compensate con l’anticipo versato 
dal ricorrente di CHF 2'000.00. La differenza di CHF 500.00 gli è rimborsata,

– giusta l’art. 78 cpv. 2 LGA, alla Confederazione, al Cantone e ai comuni, nonché 
alle organizzazioni cui sono affidati compiti di diritto pubblico non vengono di 
regola assegnate ripetibili, se vincono la causa nell'esercizio delle loro 
attribuzioni ufficiali,

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– in punto alle ripetibili va osservato che, nell’ipotesi in cui la convenuta non 
sottostia al campo di applicazione personale della Legge sulla trasparenza, 
essa vincerebbe la causa non nell’esercizio delle sue attribuzioni ufficiali, 
cosicché l’art. 78 cpv. 2 LGA non sarebbe applicabile. Essendo rappresentata 
da un legale, essa avrebbe diritto al rimborso di congrue ripetibili, come 
richiesto. Nell’ipotesi invece che sia soggetta alla Legge sulla trasparenza, 
andrebbe concluso che vince la causa nell’esercizio delle sue attribuzioni 
ufficiali, ma nel caso di specie vi sarebbe un valido motivo per discostarsi dalla 
regola di cui all’art. 78 cpv. 2 LGA, poiché ha dovuto difendersi nel quadro di un 
rifiuto di divulgare documenti che non rientrano nell’applicazione materiale della 
Legge sulla trasparenza,

– in entrambi i casi, dunque, la convenuta ha diritto al rimborso di ripetibili. In 
assenza di una nota d’onorario, il Tribunale d’appello ritiene che, a tale titolo, il 
ricorrente deve rifondere alla convenuta un importo forfettario complessivo di 
CHF 500.00.

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Il Tribunale d'appello pronuncia:

1. Per quanto ricevibile, il ricorso è respinto. 

2. Le spese processuali di CHF 1'500.00 sono compensate con l’anticipo 
versato di CHF 2'000.00 e a A._____ sono rimborsati CHF 500.00.

3. A._____ deve rifondere CHF 500.00 alla B._____ a titolo di ripetibili. 

4. [Rimedi giuridici]

5. [Comunicazione]