# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4c9d44cd-bd28-55c3-bbb1-fb8f3b7a62d9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-08-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.08.2008 32.2007.218
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2007-218_2008-08-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2007.218

   

  cr/sc

  

  	
  Lugano

  6 agosto 2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa
  Somaini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 giugno 2007 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 24 maggio 2007 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato
nel __________, in precedenza attivo in qualità di muratore, in data 25
settembre 1997 ha presentato
una richiesta di prestazioni AI per adulti a causa dei problemi alla gamba
sinistra derivanti da un incidente della circolazione stradale accaduto nel
dicembre 1996 (cfr. doc. 2/1-7).

 

                                         Per le
conseguenze dell’infortunio del 21 dicembre 1996, l’assicuratore LAINF, con
decisione del 16 dicembre 1999 (doc. 12-126 inc. LAINF), poi confermata con
decisione su opposizione del 2 marzo 2000, ha accordato all’assicurato una
rendita di invalidità del 20% a partire dal 1° ottobre 1999 e un’indennità per
menomazione dell’integrità del 25% (doc. 12-112 inc. LAINF). La decisione su
opposizione è poi stata confermata dal TCA con sentenza del 27 agosto 2001
(doc. 12/81-102 inc. LAINF), che è cresciuta in giudicato incontestata.

 

                                         Con
decisione del 23 marzo 2000 l’Ufficio AI ha attribuito all’assicurato una
rendita intera di invalidità (grado del 100%) dal 1° dicembre 1997 al 30
settembre 1999, negando in seguito il diritto ad una rendita, ritenuto un grado
di invalidità del 20%, come stabilito dall’assicuratore LAINF (doc. 25/1-4).

                                         Il
provvedimento appena menzionato è passato in giudicato incontestato.

 

                                         Nel
settembre 2004 il patrocinatore dell’assicurato ha presentato all’assicuratore
infortuni una domanda di revisione della rendita di invalidità a causa di un
preteso notevole peggioramento delle condizioni di salute.

                                         Con
decisione del 14 aprile 2005, confermata con decisione su opposizione dell’11
luglio 2005, l’assicuratore infortuni ha dichiarato inadempiuti i presupposti
per procedere ad una revisione della rendita di invalidità del 20% in vigore.

                                         Tale
decisione è stata confermata dal TCA con sentenza del 20 marzo 2006. In
quell'occasione questo Tribunale, rilevato che i disturbi lombosacrali e quelli
psichici non costituivano una conseguenza dell’infortunio, ha ritenuto per il
resto non oggettivato un peggioramento delle condizioni di salute
dell’interessato, con riferimento alla gamba sinistra (doc. 13/2-36 inc. LAINF).

                                         Anche
questa pronuncia è cresciuta in giudicato incontestata.

 

                               1.2.   In data 11
ottobre 2005 l’assicurato ha presentato una nuova richiesta di prestazioni AI,
adducendo un peggioramento delle sue condizioni di salute (cfr. doc. 50/1-6). Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, fra cui una perizia reumatologica
affidata al dr. __________, con decisione del 24 maggio 2007 l’assicurato è
stato posto al beneficio di un quarto di rendita (grado del 40%) dal 1°
settembre 2005 al 31 gennaio 2006 e di una mezza rendita d’invalidità (grado
del 52%) dal 1° febbraio 2006 (cfr. doc. 75, 82 e 83).

 

                               1.3.   Contro
questa decisione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA, contestando la decisione dell’amministrazione, che
non avrebbe adeguatamente tenuto conto delle patologie che lo affliggono e che
lo rendono totalmente inabile al lavoro, chiedendo l’attribuzione di una
rendita intera di invalidità.

                                         Egli ha
inoltre chiesto la concessione dall’assistenza giudiziaria con gratuito
patrocinio per la procedura ricorsuale (doc. I).

 

                                         L’insorgente
ha in particolare criticato la perizia del dr. __________, che pur essendo ben
redatta, sarebbe incompleta, ritenuto che non è stata effettuata una
scintigrafia ossea al fine di valutare l’esistenza o meno di una osteomielite
cronica con fistola cutanea. Il dr. __________ ha infatti rilevato che la sua
valutazione si basa sull’ipotesi che non vi sia una osteomielite cronica
sottogiacente, patologia che invece, secondo il curante, dr. __________,
sarebbe presente: questa circostanza, fondamentale, avrebbe quindi dovuto,
secondo il patrocinatore dell’assicurato, essere ulteriormente approfondita da
parte dell’UAI prima di emettere la decisione contestata.

                                         Il
patrocinatore ha inoltre criticato il fatto che l’amministrazione non abbia
proceduto ad una valutazione peritale delle patologie psichiatriche dell’assicurato,
subentrate a partire dal 2004.

                                         L’avv. RA
1 ha poi contestato il raffronto dei redditi operato dall’UAI, indicando che,
qualora si dovesse ritenere che l’assicurato conservi una capacità lavorativa
residua in attività adeguate, nella determinazione del reddito da invalido non
si dovrebbero applicare, come fatto dall’UAI, i dati salariali statistici
federali, bensì quelli ticinesi; inoltre, secondo il patrocinatore, si dovrebbe
applicare una riduzione del 25% e non solo del 15%, troppo esigua, tenuto conto
dello stato di salute dell’interessato, della sua bassa scolarizzazione, dei
suoi problemi legati alla lingua, della sua età, della sua nazionalità e del
fatto che è lontano dal mercato del lavoro da oltre 10 anni (I).

 

                               1.4.   L’UAI, in
risposta, dopo aver confermato la correttezza della perizia del dr. __________
e avere indicato che l’esperimento di una scintigrafia ossea fosse superfluo -
in assenza di un sospetto clinico per una osteomielite, a fronte di un referto
clinico ed ematochimico normale - ha postulato un’integrale reiezione
dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto (VI + bis).

 

                               1.5.   Con scritto
del 14 agosto 2007 il patrocinatore dell’assicurato, ribadita l’incompletezza
della perizia del dr. __________, ha chiesto che venga eseguita una perizia
medica pluridisciplinare, che valuti sia l’aspetto ortopedico, con particolare
riferimento all’esistenza o meno di una osteomielite cronica, sia quello
psichiatrico.

                                         L’avv. RA
1 ha inoltre chiesto che vengano richiamate le cartelle cliniche
dell’interessato presso il dr. __________ e il dr. __________ (VIII).

                               1.6.   In data 21
agosto 2007 l’UAI, dopo avere rilevato che i mezzi probatori richiesti dal
patrocinatore dell’assicurato sono già stati valutati dall’amministrazione e
portano solo ad una differente interpretazione del caso, si è riconfermato
nella risposta di causa (X).

 

                               1.7.   In data 18
febbraio 2008, su richiesta del TCA, l’avv. RA 1 ha trasmesso al TCA il
certificato municipale per l’ammissione all’assistenza giudiziaria e la
relativa documentazione (XV, XVII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;
STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001,
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000;
STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                               2.2.   Preliminarmente
va osservato che nell’atto ricorsuale è stato sottolineato che l’UAI ha spedito
la decisione datata 24 maggio 2007 direttamente all’assicurato, per posta
semplice. 

                                         L’avv. RA
1, venuto a conoscenza dell’emanazione della citata decisione in data 21 giugno
2007, ha prontamente inviato il
22 giugno 2007 un ricorso al TCA (I). 

                                         In
seguito, con scritto del 9 luglio 2007, l’avv. RA 1 ha informato il TCA di
avere nel frattempo ricevuto dall’UAI una decisione datata 22 giugno 2007, a lui indirizzata, che ricalca in
tutto e per tutto la decisione formale del 24 maggio 2007, evidenziando che il
ricorso del 22 giugno 2007 deve valere anche contro la decisione del 22 giugno
2007 (IV + 1-3).

 

                                         In materia di assicurazioni sociali, vale il
principio generale secondo cui una notifica avviene in forma corretta, se fatta
al rappresentante legale dell'assicurato, fintanto che la procura non è stata
revocata (RCC 1991 pag. 393 consid. 2 con riferimenti di giurisprudenza). Secondo la giurisprudenza, infine, la notifica difettosa non può cagionare alle parti alcun pregiudizio (art.
38 e 1 cpv. 3 PA; A. Kölz/I. Häner, Verwaltungsverfahren un
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1993, p. 101 N 159, cfr. anche DTF
122 V 194 consid. 2). Questo significa che deve essere esaminato, secondo le
concrete circostanze, se la notifica difettosa ha tratto in inganno
l'assicurato e causato un pregiudizio. Tale questione processuale deve essere
comunque esaminata alla luce del principio generale della buona fede (cfr.
Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, 2a edizione, Berna 1997, § 54 N
27 pag. 356, DTF 122 V 194 consid. 2). 

 

                                         Nel caso
di specie, pur stigmatizzando il fatto che la decisione emessa dall’UAI non sia
stata immediatamente intimata al patrocinatore dell’insorgente, il TCA constata
che il rappresentante dell’assicurato ha comunque potuto inoltrare un
tempestivo ricorso a questa Corte. 

                                         Non vi è
stato, quindi, alcun pregiudizio per il ricorrente.

 

                                         Da notare
inoltre che la tempestività del ricorso non è stata contestata dall’UAI, che al
riguardo ha indicato che “il 24 maggio 2007 l’UAI ha erroneamente trasmesso
la propria decisione direttamente all’assicurato e per sanare questo vizio il
22 giugno 2007 l’ha poi direttamente notificata al suo patrocinatore.
Trattandosi della medesima decisione, sotto questo profilo il ricorso,
tempestivo, meriterebbe di essere considerato ricevibile” (VI).

 

                                         Nel
merito 

 

                               2.3.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).

 

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto concerne le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti
quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica
degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).

 

                                         Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è
realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione
della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati
in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

 

                               2.4.   Oggetto
del contendere è sapere se il ricorrente, posto precedentemente - con decisione
del 23 marzo 2000 - al beneficio di una rendita intera (grado del 100%) dal 1° dicembre
1997 al 30 settembre 1999 (doc. 25/1-4), abbia diritto ad una rendita intera d’invalidità
dopo tale periodo, come preteso dal ricorrente, o ad un quarto di rendita
(grado del 40%) dal 1° settembre 2005 al 31 gennaio 2006 e ad una mezza rendita
d’invalidità (grado del 52%) dal 1° febbraio 2006, come deciso dall’UAI.

 

                                         Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo
la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. 

 

                                         Ai sensi
dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere
determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique
de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta
perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse
divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di
eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi;
DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la
giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;
Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente
esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e
dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge
il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se
ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione
fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                                         Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le
circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla
rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla
medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali
modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione
(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I
26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).

 

                               2.5.   Nel caso di
specie, con la decisione del 23 marzo 2000 l’assicurato è stato posto al
beneficio di una rendita intera (grado del 100%) dal 1° dicembre 1997 al 30 settembre
1999 (doc. 25-3), in quanto l’Ufficio AI, sulla base di quanto valutato dal dr.
__________, spec. FMH in chirurgia, per conto dell’assicuratore infortuni (cfr.
doc. 12-198 inc. LAINF), ha ritenuto che egli sia abile al lavoro al 100% in
attività adeguate a partire dal 1° giugno 1999 (doc. 25-3). 

Nel rapporto della visita medica di chiusura del
27 maggio 1999 il dr. __________, medico __________ dell’assicuratore
infortuni, ha riscontrato che a distanza di quasi due anni e mezzo dalla
frattura biossea distale della gamba sinistra, la pseudo-artrosi e l’artrodesi
sottoastragalica sono consolidate interamente, stabilizzando la gamba con
fissatore esterno; egli ha pure riscontrato un miglioramento del trofismo
muscolare e dell’andatura. Il dr. __________ ha quindi ritenuto l’assicurato
pienamente abile al lavoro, a partire dal 1° giugno 1999, in attività adeguate alle sue
condizioni di salute (doc. 12-198 inc. LAINF). L’assicurato era inoltre stato
ritenuto abile al lavoro in attività adeguate anche dai medici della Clinica
ortopedica dell’Ospedale cantonale di __________, come emerge dal rapporto del
25 febbraio 1999 (cfr. doc. 12-203 inc. LAINF).

 

                               2.6.   In occasione
della nuova domanda di prestazioni, l’assicurato ha inviato all’UAI un
certificato medico del 30 agosto 2004 del dr. __________, spec. FMH in
chirurgia, del seguente tenore:

 

" 
Al controllo del 25.08.2004 il signor RI 1
presenta un peggioramento clinico alla gamba sinistra consistente in maggiore
zoppia e dolori rispetto al controllo del 27.06.2000.

Il problema consiste nella presenza di osteomielite
cronica alla tibia sinistra e presenza di piccoli sequestri.

Si chiede pertanto di potenziare lo stato di AI
almeno al 60% dal momento che il paziente non è in grado di svolgere alcuna
attività lavorativa." (Doc. 30-2)

 

Inoltre, l’assicurato ha inviato copia del
rapporto del 26 agosto 2004 del dr. __________, spec. FMH in radiologia,
relativo all’esame di “Rx alla gamba sinistra e al piede sinistro e alla TAC
spirale III distale della gamba sinistra e piede omonimo” (doc. 30-3). Il dr. __________
è giunto alle seguenti conclusioni:

 

" 
(...)

●    Stato dopo remota frattura al III distale della tibia sinistra,
stato dopo osteosintesi e osteomielite cronica che interessa il III distale
della tibia.

●    Presenza di alcuni piccoli sequestri.

●    Alterazioni
strutturali e stato dopo frattura alla parte distale della fibula sinistra.

●    Artrodesi tibio-talare ed in parte
talo-calcaneare sinistra." 

(Doc. 30-3)

 

Successivamente, l’assicurato ha trasmesso
all’UAI nuova documentazione medica e meglio:

 

-         
scritto del 6 dicembre 2004 del dr. __________,
indirizzato al patrocinatore dell’assicurato, nel quale indica:

 

"  In
merito ai recenti esami eseguiti, risulta evidente che, nonostante sia passato
del tempo dal 1996, 1997, 1998 e 1999, anni dell'incidente e delle cure alla
caviglia e gamba sinistra lesionate, non si è verificata alcuna miglioria in
tale sede, ma in più il difetto che causa una zoppia permanente ha provocato
una discopatia tuttora assai invalidante a livello della colonna lombare con
prolasso del disco L4-L5 con compressione della radice L5 sinistra, e prolasso
del disco L5-S1 con compressione della radice S1 sinistra, menomando la statica
e la forza dello stesso arto inferiore sinistro.

Descrizioni più
dettagliate risultano dagli annessi incarti di esami appena fatti.

Difficile pensare ad
una situazione stazionaria o rea di miglioramenti per il futuro. E dal momento
che ci troviamo confrontati ad una patologia ancora in via di peggioramento per
il futuro, di lunga durata, suscettibile di interventi specialistici atti a
tamponare e non a guarire, risulta chiara la incollocabilità del paziente in un
qualsiasi tipo di mestiere, e pertanto la sua totale invalidità ad esercitare
un mestiere di tipo fisico come quello di muratore. Di più, un infortunio con
reliquati importanti può determinare non solo una lesione anatomo-funzionale,
una inattitudine al lavoro o una incapacità al lavoro, ma soprattutto,
continuerà a concretizzare la perdita sofferta di molte attività abituali della
propria vita da quelle più comuni ad ogni altra.

È quanto sta
capitando al signor RI 1 che si trova a subire una situazione non suscettibile
di parallelismo tra grado di lesione anatomo-funzionale e grado di capacità
lavorativa come finora giudicato. Secondo i calcoli e la tabella __________
circa le indennità per menomazioni dell'integrità, si prevede un 50% per
compromissione dolorosa della colonna vertebrale, ed un 20% per menomazioni di
funzioni psichiche parziali, oltre alla invalidità finora riconosciuta del
20%." (Doc. 35-1)

 

-         
rapporto del 3 dicembre 2004 redatto dal dr. __________
riguardo all’esame di Rx gamba e piede sinistro e TAC spirale della caviglia
piede-sinistro, che giunge alle seguenti conclusioni:

 

"  (...)

●   Stato
dopo remota frattura al terzo distale della tibia e della fibula sinistra,
stato dopo osteosintesi, osteoplastica e osteomielite cronica al terzo distale
della tibia.

●   Significative
alterazioni strutturali in stato dopo frattura della tibia.

●   Artrodesi
tibio-talare con una vite metallica ed artrodesi talo-calcaneare
sinistra." (Doc. 35-4)

 

-         
rapporto del dr. __________, datato 1° dicembre
2004, relativo all’esame di Rx della colonna lombosacrale e alla TAC spirale
lombare e delle articolazioni sacro-iliache, nel quale figurano le seguenti
conclusioni:

 

"  (...)

●   Prolasso
dorsomediale e paramediale a sinistra del disco L4-5 con compressione della
radice L5 dal lato omonimo.

●   Prolasso
dorsale paramediale a destra del disco L5-S1 con parziale compressione della
radice S1.

●   Raddrizzamento
del rachide lombare.

●   Spondilosi
L3-5

●   Spondilartrosi
L4-S1.

●   Difetto
di sostanza ossea a carico della parte laterale dell'ala iliaca sinistra (esito
post-operatorio da trapianto) senza alterazioni patologiche o segni di
aggressività." 

(Doc.
35-5+6)

 

Nelle sue annotazioni del 22 agosto 2005, il dr. __________
del SMR, medico generico (sul diritto per gli assicurati di conoscere la
specializzazione dei medici del SMR, cfr. SVR 2008 IV Nr. 13), ha osservato:

 

" 
Nel lontano 27.12.2004 mi fu richiesto se
esisteva una patologia non infortunistica che permettesse di discostarsi dalla
valutazione __________ per questo assicurato quasi 50.enne, già muratore.

Era in ballo allora una revisione sia __________
che AI.

Assicurato a beneficio di una rendita __________
20% dall'ottobre 1999 + IMI 25% per infortunio del 21.12.1996:

-   Frattura biossea esposta di III grado gamba sinistra, trattata
cruentemente a varie riprese.

 

La valutazione __________ ebbe luogo il 02.03.2005,
con rapporto della visita medica di 5 pagine.

La conclusione fu che non vi era alcun
peggioramento dal punto di vista infortunistico. Il rapporto è ben documentato
e concordo con le conclusioni.

 

Per quanto riguarda la patologia
extrainfortunistica si cita una lombalgia (lombosciatalgia a sinistra?)
anamnestica insorta nel marzo 2004, a documentazione della quale vengono allegati referti di una Rx della
colonna lombosacrale e di una TAC spirale lombare (01.12.2004 __________).

Bisogna dire che l'esame __________ si è
concentrato sui reperti infortunistici, ma l'esame della schiena mostra una
mobilità conservata (DDS 0 cm),
la dolenzia dei processi spinosi è "dichiarata", il Lasègue è
negativo (NB: pseudolasègue positivo a 80 gradi), con riflessi osteotendinei
presenti (achilleo sin. assente su artrodesi).

 

Dobbiamo comunque prender atto di questa
patologia della colonna lombare e farla valutare con una perizia reumatologica.

Dr. __________.

Domanda: - la patologia della colonna porta ad
una ulteriore diminuzione dei limiti funzionali rispetto a quanto valutato
dalla __________  (visita del 27.05.1999)?

PF allegare al perito anche il rapporto della
visita medica __________ di questa data." (Doc. 44-1)

 

Dopo avere raccolto ulteriore documentazione
medica, nelle sue annotazioni del 28 dicembre 2005, il dr. __________ ha
aggiunto:

 

" 
Vedi mia proposta del 22.08.2005.

 

È indicato procedere alla perizia reumatologica
tenendo conto delle mie annotazioni e delle visite __________ (27.05.1999 e
02.03.2005).

 

La patologia della schiena causa dei limiti
funzionali maggiori rispetto a quelli dati dalla frattura alla gamba sinistra?

 

Per quanto riguarda la patologia psichica di essa
c'è traccia solo nella lettera del dr. __________ al legale dell'A. del
06.12.2004 allorché si accenna ad una diminuzione dell'integrità del 20% per
"menomazioni di funzioni psichiche parziali" (calcolo dell'IMI
contestato dalla __________).

 

Procedere:

perizia reumatologica dr. __________ (come già
proposto il 22.08.2005)

lettera al dr. __________ per una valutazione sui
disturbi psichici asseriti dal legale (lettera scritta)." (Doc. 53-1)

 

                                         Pertanto,
l’assicurato è stato sottoposto ad un esame peritale, a cura del dr. __________,
spec. FMH in reumatologia.

Lo specialista, nel suo rapporto peritale del 22
maggio 2006, ha posto le
diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di “1. sindrome dolorosa
cronica multifattoriale all’arto inferiore sinistro su stato dopo frattura
distale multiframmentaria esposta del terzo distale della gamba sinistra il
21.12.1996; débridement, artrodesi tibio-tarsica e fissatore esterno il
21.12.1996; trapianto osteocutaneo vascolarizzato dalla cresta iliaca sinistra
il 24.12.1996; sviluppo di un piede equino, deformazione in varo del retropiede
e pseudoartrosi della diafisi tibiale distale; tripla artrodesi, decorticazione
della tibia e trapianto di spongiosa a livello della pseudoartrosi il 2.7.1997;
sovraccarico/alterazioni degenerative incipienti a livello del tarso; 2.
Sindrome lombospondilogena cronica su avanzata osteocondrosi L4/L5 con ernia
discale mediolaterale sinistra di medie dimensioni, clinicamente attualmente
senza neurocompressione; discopatia L5/S1 con bulging discale senza
neurocompressione” (doc. 59-10).

 

 

Il dr. __________ ha ritenuto che l’assicurato
non possa più svolgere la sua precedente attività lavorativa di muratore o
altre attività simili sui cantieri o l’attività di macchinista, “a causa dei
dolori all’arto inferiore sinistro legati a spostamenti su terreni accidentati
e posizioni statiche prolungate, ma anche a causa dei dolori alla schiena
provocati da posizioni statiche prolungate, movimenti ripetitivi con il tronco
e agli sforzi richiesti” (doc. 59-11). 

Lo specialista ha poi indicato che la capacità
lavorativa dell’assicurato, dopo la lunga convalescenza successiva alla
frattura distale all’arto inferiore sinistro del 1996, corrisponde a quanto
certificato dai chirurghi ortopedici di __________ che hanno avuto allora a
carico il paziente, aggiungendo che “non vi sono cambiamenti rilevanti della
capacità lavorativa negli ultimi anni da questo punto di vista” (doc.
59-12). 

Il dr. __________ ha invece riscontrato un
peggioramento dello stato di salute dell’assicurato con riferimento ai dolori
alla schiena, con alterazioni degenerative aspecifiche a livello L4-L5 e L5-S1
e un’ernia discale di medie dimensioni. Il dr. __________ ha osservato che “da
questo punto di vista dunque la capacità lavorativa è peggiorata una prima
volta circa 3 anni fa quando i disturbi sono cominciati e una seconda volta
probabilmente circa 6 mesi fa secondo l’anamnesi, quando è fuoriuscita l’ernia
discale. Negli ultimi 6 mesi la situazione corrisponde, per quanto riguarda la
capacità lavorativa, a quella attuale” (doc. 59-12+13). 

Il dr. __________ ha quindi indicato che, prima
dello sviluppo della problematica lombare, l’assicurato era da considerare
inabile al lavoro al 100% nella sua attività di muratore ed in altre attività
pesanti e mediamente pesanti, ma inabile al lavoro al 20% in attività leggere
adeguate. In seguito, con lo sviluppo dei problemi lombari (che il dr. __________
fa risalire a circa tre anni prima dell’esame peritale), l’assicurato, sempre
inabile al 100% come muratore, va considerato inabile al lavoro al 30% in
attività leggere adeguate e, dopo l’insorgenza dell’ernia discale (circa sei
mesi prima dell’esame peritale), inabile al lavoro al 40% in attività leggere
adeguate (cfr. doc. 59-13 risposta 2.8).

 

Quanto all’eventuale presenza, asserita
dall’assicurato, di una patologia psichiatrica, il dr. __________, rispondendo
ad un’esplicita richiesta del dr. __________ del SMR (doc. 56-2), ha rilevato:

 

"  Diagnosi:   consultare
i fogli radiologici allegati del 6.2.2006 e del 

                  3.2.2006.

 

Le cure che il paziente pratica per le due
lesioni sono:

-   per la discopatia lombare: medicamenti quali il Seractil 400,
che sostituisce il Locomin non più in commercio a detta della farmacia +
Mydocalm forte tbl. 1 + 1 al giorno, e se crisi di dolore: 1 tbl. di Tramal
retard da 200 mg. al bisogno.

                                  Inoltre
fisioterapia e ginnastica attiva e passiva come gli è stato insegnato;

 

-   per la gamba sinistra: al momento che fuoriesce il liquido dalla
fistola localizzata sulla cicatrice mediana in alto: antibiotico di Augmentin
625 mg 2 x 1 tbl. al dì. Nel punto della fuoriuscita del liquido si trova una
crosta allorché la secrezione cessa.

                                  Per
i disturbi connessi alla gamba sinistra il paziente ricorre al Ponstan 500 mg.
tbl o l'Aulin bustine: 1 al bisogno.

 

-   Il paziente soffre di insonnia e ricorre al
Loramet da 1 mg.

 

Per il momento non c'è necessità di un ricorso a
specialisti psichiatri, a meno che la necessità lo imponga.

 

Il paziente non è in grado di riprendere la sua
attività di lavoro precedentemente svolto." (Doc. 56-1)

 

Nelle sue annotazioni mediche del 30 agosto 2006
il dr. __________, spec. FMH in medicina generale, ha evidenziato:

 

" 
Muratore

 

Questione __________: con decisione del 20.3.2006
il tribunale cantonale delle assicurazioni respinge il ricorso dell'assicurato.

 

Perizia reumatologica dr. __________ del
22.5.2006:

Diagnosi:

 

sindrome dolorosa cronica multifattoriale
all'arto inferiore sinistro

    -    stato
dopo frattura distale multiframmentaria esposta del terzo distale della gamba
sinistra il 21.12.1996

    -    débridement,
artrodesi tibiotarsica e fissatore esterno il 21.12.1996

    -    trapianto
osteocutaneo vascolarizzato della cresta iliaca sinistra il 24.12.1996

    -    sviluppo
di un piede equino, deformazione in varo del retropiede e pseudartrosi della
diafisi tibiale distale

    -    tripla
artrodesi, decorticazione della tibia e trapianto di spongiosa a livello della
pseudartrosi il 2.7.1997

    -    sovraccarico/alterazioni degenerative
incipienti a livello del tarso

 

sindrome lombospondilogena cronica

    -    avanzata
osteocondrosi L4/5 con ernia discale mediolaterale sinistra di medie
dimensioni, clinicamente attualmente senza neurocompressione

    -    discopatia L5/S1 con bulging discale
senza neurocompressione

 

limiti funzionali:

    -    attività di muratore o macchinista non
più esigibile

    -    impedimento
in attività adatta, ossia rendimento ridotto in attività adatta (vedi limiti
funzionali a pagina 12 della perizia)

         30% dal 1.12.2004 (prima TAC lombare)

         40% dal 3.2.2006 (seconda TAC con
presenza di ernia discale)

         Per i periodi precedenti vedi
valutazione __________.

 

Attività adatta: attività leggera senza
spostamenti superiori ad 1 km, senza spostamenti su terreno accidentato, senza
dover guidare per oltre 1 ora di fila, senza posizione statica seduto o in
piedi per oltre 1 ora senza possibilità di variare posizione, senza movimenti
ripetitivi di flessione/estensione o rotazione del tronco.

 

Prognosi per schiena: peggioramento non
probabile." (Doc. 61-1)

 

A seguito del ricorso dell’assicurato contro la
decisione dell’UAI - nel quale ha contestato la mancata effettuazione di una
scintigrafia ossea e la mancata valutazione delle patologie psichiatriche - il
dr. __________, nelle sue annotazioni mediche del 12 luglio 2007, ha rilevato:

 

" 
Per quanto concerne la questione scintigrafia
ossea il dr. __________ esplicitamente indica che questo esame sarebbe
eventualmente indicato qualora vi fosse un sospetto clinico per una
osteomielite. Attualmente questo sospetto non è presente in presenza di
un referto clinico ed ematochimico normale. Inoltre questa diagnosi avrebbe
unicamente eventuali conseguenze terapeutiche ma non avrebbe influsso sulla
funzionalità residua, scopo questo della perizia (il dr. __________ indica
espressamente “al di fuori di questa perizia” vedi pag. 10).

 

In conclusione, la valutazione peritale è
conclusiva, una scintigrafia ossea non è assolutamente necessaria per valutare
la funzionalità residua dell’assicurato.

 

Per quanto concerne il lato psichiatrico, dalla
documentazione fornita non risulta esservi patologia psichiatrica di rilievo.
Inoltre faccio presente che prima che una problematica psichiatrica sia da
ritenersi invalidante è doveroso che la persona venga sottoposta alle cure del
caso.

 

In conclusione ritengo che l’istruttoria medica
sia esaustiva e completa.” (Doc. VI/bis)

 

                               2.7.   Per costante
giurisprudenza (cfr. STF 9C
13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare
l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è
necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o
eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre
un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali
attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante
elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente
esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al
consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare
quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).

 

                                         Perché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso
valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli
esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta
l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)
e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento
della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere
motivate (STFA 26 agosto 2004 nella causa G.S., I
355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U
330/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989, p. 31; DTF 125 V 352; Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18
marzo 2002 nella causa M., I 162/01). A proposito delle perizie mediche
eseguite nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di
evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici
specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a
conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile 1998 nella
causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24 dicembre 1993
nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p.
189). In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre
considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM.
Secondo l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in causa,
nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere
in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione
invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178; Pratique VSI 2001 p. 110). Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove
è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la
propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per
quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono
tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

                                         In
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354). 

                                         Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da
medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa G.C., I 355/03).

 

                                         Il TFA,
in una sentenza I 938/05 del 24 agosto 2006 si è espresso sul valore probatorio
delle opinioni espresse dai medici SMR nell’ambito dell’assicurazione per
l’invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante e
il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

3.2 L'on ne saurait certes
mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant d'un Centre
d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a admis que
l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de l'OFAS
sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le SMR;
toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion entre
médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale, nécessaire
de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports
médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des
critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y
a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui
préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service
médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen
clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne
relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un
doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien
valoir de tel. (…)" (consid. 3.2)

 

                               2.8.   Dopo attento esame della fattispecie, questo TCA non ha motivi per
mettere in dubbio la valutazione effettuata dal dr. __________, che soddisfa
i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché un rapporto medico abbia pieno
valore probatorio (cfr. consid. 2.7.) e può quindi validamente servire da base
al presente giudizio senza che si riveli necessario procedere ad ulteriori
misure d’istruzione (perizia medica giudiziaria).

 

                                         Nel
suo consulto del 22 maggio 2006, il dr. __________ ha
accuratamente valutato le condizioni di salute dell’interessato, evidenziando
la presenza, oltre che di una sindrome dolorosa cronica multifattoriale
all’arto inferiore sinistro, anche di una sindrome lombospondilogena cronica, con
un’avanzata osteocondrosi L4/L5 con ernia discale mediolaterale sinistra di
medie dimensioni senza neurocompressione e una discopatia L5/S1 con bulging
discale senza neurocompressione (doc. 59-10). A causa di tali patologie, il dr.
__________ ha considerato l’assicurato totalmente inabile al lavoro nella sua
precedente attività di muratore, ma inabile al lavoro al 30% dal 1° dicembre
2004 (prima TAC lombare), rispettivamente al 40% dal 3 febbraio 2006 (seconda
TAC con presenza di un’ernia discale), in attività leggere adeguate, rispettose
dei suoi limiti funzionali (doc. 59-13).

                                         Questa valutazione è poi
stata confermata dal dr. __________ del SMR (cfr. doc. 61-1).

 

Il TCA non ha motivo per distanziarsi
dall’approfondita valutazione del dr. __________, confermata dal medico SMR.

Del resto, va evidenziato che l’assicurato non ha
contestato la correttezza della valutazione del dr. __________, che è stata
definita “ben redatta”, ma il fatto che sia incompleta, in quanto carente di
una scintigrafia ossea al fine di appurare l’esistenza o meno di una
osteomielite cronica con fistola cutanea. Il patrocinatore dell’interessato ha
infatti sottolineato che la valutazione del dr. __________ si fonda, come
indicato dallo stesso perito, “sull’ipotesi di lavoro che non vi sia
un’osteomielite cronica sottogiacente che spurga periodicamente attraverso la
fistola” (doc. 59-11). Il dr. __________ ha aggiunto che “qualora nuovi
elementi dimostrassero il contrario, sono pronto a rivedere la mia valutazione
sulla base dei nuovi dati” (doc. 59-11).

 

Orbene, a mente del TCA non vi sono motivi per
ritenere, per lo meno fino al momento di emanazione della decisione impugnata,
che delimita il potere cognitivo del giudice, che nel caso di specie
l’assicurato presenti una osteomielite cronica sottogiacente.

L’assicurato fonda l’ipotesi dell’esistenza di
una osteomielite cronica sui certificati del 30 settembre 2004 e del 6 dicembre
2004 del dr. __________ e su quelli del 26 agosto 2004 e del 3 dicembre 2004 del
dr. __________ (cfr. consid. 2.6.).

                                         Questo
Tribunale rileva tuttavia che l’esistenza di tale patologia è già stata
esclusa, nella procedura infortunistica, dal dr. __________, il quale, nel
rapporto medico del 29 settembre 2004, ha osservato che le lastre mostrano
in realtà un, citiamo: “… quadro assolutamente fisiologico, tenuto conto
della ricostruzione ossea, rispettivamente dell’iniziale esteso deficit di
sostanza ossea”. Il dr. __________ ha infatti spiegato che:

 

" 
Contrariamente a quanto sostenuto dal dr. med. __________
(30.9.2004, recte 30.8.2004) nonché dal dr. med. __________ (26.8.2004),
l'assicurato non presenta dei sequestri ossei e tantomeno un'osteomielite
cronica!

 

Al contrario, l'esame radiologico del 26.8.2004,
rispettivamente l'esame computer-tomografico della stessa data rivela un'ottima
consolidazione ed ulteriore integrazione della plastica cortico-spongiosa,
effettuata nel 1997.

In modo errato delle aree sclerotiche
vengono interpretate come sequestri, rispettivamente definiti come tali dei
pezzi corticali ben integrati e vitali, provenienti dalla plastica
cortico-spongiosa.

Questa interpretazione erronea viene ripreso dal
curante (dr. __________), che ne costruisce addirittura un'osteomielite
cronica. Anche l'esame computer-tomografico (immagine 25, 26) rappresenta un
quadro assolutamente fisiologico, tenuto conto della ricostruzione ossea,
rispettivamente dell'iniziale esteso deficit di sostanza ossea.

Sintomatico è che il dr. med. __________ motiva
il "peggioramento" unicamente con dei fattori soggettivi (come
dolori, zoppia), non determinanti per la valutazione di un peggioramento
post-traumatico, tanto meno quando in netta discordanza con i dati oggettivi.

 

In sintesi, la documentazione medica
obiettivabile, messa a nostra disposizione, dimostra un netto miglioramento
della situazione organica locale dell'arto inferiore sinistro, per cui mancano
dal lato medico degli elementi per sostenere un'invalidità del 60% (d'altronde
concetto economico, che non spetta a un medico di giudicare)." 

                                         (doc. 12-52 inc. LAINF)

 

                                         Il dr. __________ ha poi ribadito le sue conclusioni nel rapporto del 2
marzo 2005 sulla visita medica di controllo eseguita per conto
dell’assicuratore infortuni, nel quale ha indicato che, tenuto conto dello
stato oggettivabile dell’arto inferiore sinistro, per certi versi persino
migliorato, non era nel frattempo subentrata alcuna modifica nella valutazione
dell’esigibilità lavorativa, aggiungendo che:

 

" 
Siamo dunque a distanza di oltre 8 anni da una
frattura biossea distale esposta di III° grado della gamba sinistra, tratta
cruentemente a varie riprese, ottenendo un buon risultato con piena stabilità,
asse fisiologici e tessuti vitali.

Segnatamente in nessun momento ci sono state
delle complicazioni infettive, tanto meno insorto il sospetto di un'osteite
(osteomielite).

 

(…)

 

In occasione dell'esame clinico e strumentale
odierno oggettivamente (a tale riguardo rinviamo pure alla
fotodocumentazione dettagliata), possiamo documentare un netto
miglioramento, soprattutto per quanto riguarda la reintegrazione ossea alla
tibia sinistra, ma anche l'integrazione del lembo cutaneo (meno voluminoso).

Anche la simmetricità delle callosità plantari e
un'andatura più armoniosa rispetto al 1997, denotano un miglioramento
funzionale.

 

(…)

 

Il postulato del dott. __________, risp. dott. __________
della presenza di un'osteomielite cronica con sequestri non trova la sua
conferma negli esami esperiti dagli stessi medici e ai loro giudizi manca ogni
serietà, soprattutto tenuto conto del fatto che lo stesso dott. __________ a
suo tempo ha ricevuto il dettagliato rapporto operatorio.

 

Alla luce di tutti i referti oggettivi, deve
essere riconfermato il nostro apprezzamento del 29.9.2004, risp. affermato un
miglioramento dello stato post-traumatico, tuttavia non da far mutare in modo
importante l'esigibilità di lavoro né il grado della menomazione
d'integrità." 

                                         (doc.
12-29+30 inc. LAINF)

 

                                         Da notare
inoltre che, in data 2 marzo 2005, su ordine del medico __________ dell’__________,
RI 1 è stato sottoposto a indagini radiologiche presso l’Istituto radiologico __________
di __________. 

                                         Dal
relativo referto si evince, in particolare, l’assenza di mutamenti morfologici
di rilievo clinico rispetto alle lastre eseguite nel mese di agosto del 1992
(recte: 1998; cfr. doc. 12-31 inc. LAINF). 

 

Al riguardo, occorre sottolineare che il TCA ha già
avuto modo di confermare il parere espresso dal dr. __________ (cfr. doc. 13-26
inc. LAINF) e la valutazione dell’assicuratore infortuni, relativa all’assenza
di un peggioramento significativo dello stato di salute dell’interessato
rispetto alla situazione constatata al momento della chiusura del caso, nella
sentenza 35.2005.88 del 20 marzo 2006 (cfr. doc. 13/2-36 inc. LAINF).

 

Quanto agli ulteriori certificati medici del dr. __________
del 29 agosto 2005 e del 26 ottobre 2005, citati in sede ricorsuale, che a
mente del patrocinatore deporrebbero per un peggioramento dello stato di salute
dell’interessato, con riferimento all’arto inferiore sinistro, questo Tribunale
rileva che, nell’ambito della controversia infortunistica, questi referti
medici del dr. __________, prodotti dall’avv. RA 1, sono stati sottoposti
dall’assicuratore LAINF al vaglio della __________ di __________ e meglio al
dr. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica presso la __________.

Il dr. __________ - come emerge dalla sentenza
del 20 marzo 2006 del TCA appena citata (cfr. doc. 13-25 inc. LAINF) - dopo
attenta analisi dei dati clinici e radiologici, ha escluso che, rispetto alla
situazione osservata nel 1999, a livello dell’arto inferiore sinistro sia subentrato un
peggioramento, riscontrando per contro un lieve miglioramento per quanto
riguarda l’aspetto clinico e confermando l’assenza di una osteomielite:

 

" 
Eine solche wird subjektiv geltend gemacht, allein
objektiv lässt sich eine Verschlechterung nicht objektivieren, insbesondere
wenn man die Akten und Röntgenbilder zu Rate zieht. Vergleicht man nämlich die
Umfangmasse vom Mai 1999 mit März 2005 lässt sich feststellen, dass die
Atrophie am Oberschenkel links im März 2005 etwas geringer ist im Vergleich zu
rechts und im Vergleich zum Mai 1999. Am Unterschenkel hat sie um 1 cm zugenommen, was allerdings logisch ist, weil
ja Sprunggelenke des linken Fusses versteift sind, so dass diese Muskelgruppen
gar nicht mehr stark gebraucht werden; es kommt bei steifen Sprunggelenken immer
zur Atrophie der Unter­schenkelmuskulatur. Auffallend dann aber wiederum die
Umfangmasse an der Fessel. Hier hat sich zwischen Mai 1999 und März 2005 eine
massive Verminderung der Schwellung eingestellt,

um ganze 2 cm (!). Auch die Mittelfusschwellung ist im Vergleich zum Mai 1999 um 1,5 cm zurückgegangen, aber auch der Umfang des
Mittelfusses rechts (wahrscheinlich wegen Inaktivität), nun sind die beiden
Mittelfussumfänge symmetrisch. Betreffend Funktionen im oberen Sprungge­lenk
bezüglich Extension/Flexion hat man im Mai 1999 eine Funktion von 8-0-40°
rechts und im März 2005 eine solche von 8-0-35°. 5° Differenz sind noch im
Rahmen des Messfehlers zu be­trachten. Auf der linken Seite ist die Funktion
bei 5° Plantarflexion unverändert blockiert. Es findet hier also keine Bewegung
statt, weder im Mai 1999 noch im März 2005. Damit kann allein aufgrund der
klinischen Befunde eher von einer diskreten bis leichten Besserung gesprochen
werden, sicher nicht von einer Verschlechterung. Betrachten wir noch die
Röntgenbilder: Zwischen August 1998 (also vor der kreisärztlichen Beurteilung
vom Mai 1999) und der nächsten Aufnahme vom 26.8.2004 hat sich der
Frakturkallus sowie die Knochenstruktur im Bereiche der OSG­Arthrodese
stabilisiert und verbessert. Die Begrenzungen sind gradliniger geworden. Die
zystischen Aufhellungen sind auch in der Ausdehnung und Grösse kleiner
geworden. Könnte man auf der ap-Aufnahme vom August 1998 im medio-ventralen
Bereich der Tibia einen
allfälligen Sequester noch vermuten, so ist dieser Befund auf der Aufnahme vom
August 2004, aber auch derjenigen vom 2.3.2005 nicht mehr zu erkennen, so dass
es sich kaum um einen osteomyelitischen Sequester handeln kann. Was den Mittel-
und Rückfuss anbetrifft so sind die Befunde in den erwähnten Aufnahmen
ebenfalls identisch, also keine reaktiven arthrotischen Zacken im benachbarten
Lisfranc-Gelenk, ebenso wenig an den Tarsometatarsalgelenken. Insbesondere auch
in der dp und Schrägaufnahme des Mittel- und Vorfusses zeigen sich keine
reaktiven Arthrosen, auffallend ist eine praktisch normale Knochenstruktur im
Mittel- und Vorfussskelett, was auch gegen eine starke Schonung spricht! Die CT vom 26.8.2004 gibt uns guten Aufschluss über
die vollständige Konsolidation der tibio-talaren (= OSG-) Arthrodese, sowie
über einen soliden partiellen Durchbau der talo-navikularen Arthrodese. Auch in
der CT sind keine Arthrosen der
benachbarten Gelenke, insbesondere im Lisfranc-Gelenk, zu sehen. Die auf
Schnitt 25 und 26 sichtbaren rundlich ovalen knöchernen Verdichtungen sind
keine Sequester, sondern höchstwahrscheinlich eingebaute Kortikalisfragmente.
Es fehlen reaktive Veränderungen darum herum, ebenso Zystenbildungen. Bei einer
Osteomyelitis in diesem Bereich müsste man auch klinisch ein Korrelat haben,
nämlich wie immer in solchen Fällen eine Fistelbildung nach aussen mit
Eiterfluss. Die klinische Untersuchung hat jedoch keinen solchen Befund
ergeben, womit eine Osteomyelitis höchst unwahrscheinlich ist." 

                                         (doc.
13-25 inc. LAINF)

 

Il TCA, nella sentenza del 20 marzo 2006 citata,
ha già ritenuto di non avere validi motivi per discostarsi dall’apprezzamento
del dr. __________.

Nella sentenza citata questo Tribunale ha
osservato che le considerazioni mediche del dr. __________ e del dr. __________,
specialisti l’uno in chirurgia ortopedica e l’altro in chirurgia, entrambi con
un’ampia esperienza professionale nel campo della medicina infortunistica -
secondo i quali non è oggettivabile un peggioramento significativo dello stato
di salute dell'assicurato rispetto alla situazione constatata all'epoca della
chiusura del caso principale - siano corrette e che adempiano i presupposti
stabiliti dalla giurisprudenza federale (cfr. doc. 13-27). 

Tali considerazioni non possono che essere
riconfermate nel caso di specie, alla luce dell’apprezzamento peritale del dr. __________
eseguito su incarico dell’UAI.

 

Nel suo rapporto peritale del 22 maggio 2006 lo
specialista ha infatti espressamente indicato che:

 

" 
(...)

Il medico curante Dr. __________, sulla base
anche di un referto del radiologo Dr. __________, ritiene vi sia
un'osteomielite cronica con una fistola a livello della cicatrice prossimale
del trapianto osteocutaneo. Da ca. 3 anni periodicamente il paziente presenta
infatti delle secrezioni per alcuni giorni che vengono trattate con Augmentin.

 

Al momento della mia visita trovo unicamente
un'ipercheratosi a livello della cicatrice senza croste e senza fuoriuscita di
liquido.

 

La disomogeneità del tessuto osseo neoformato a
livello delle radiografie standard e della TAC spirale mi sembrano aspecifiche
in un contesto postraumatico così alterato.

 

La normalità della velocità di sedimentazione,
proteina C reattiva, leucociti e trombociti parla contro la presenza di
un'infezione cronica sottogiacente.

 

Personalmente, in accordo con la valutazione del
Dr. __________ medico __________ della __________ del 02.03.05, non ho al
momento molti elementi a sostegno della diagnosi di osteomielite cronica con
fistola cutanea. Ritengo però che, se vi è il sospetto, al di fuori del
contesto di questa perizia, siano indicati approfondimenti che comprendano
almeno una scintigrafia ossea quindi, a seconda del risultato di questi esami,
una nuova valutazione ortopedica eventualmente presso il servizio di ortopedia
di __________ che ha una particolare esperienza in problemi infeziologici.
(...)" (Doc. 59-10)

 

L’assenza di un’infezione cronica sottogiacente è
stata poi sottolineata dal dr. __________, il quale ha correttamente indicato
che “per quanto concerne la questione relativa alla scintigrafia ossea, il
dr. __________ esplicitamente indica che questo esame sarebbe eventualmente
indicato qualora vi fosse un sospetto clinico per una osteomielite. Attualmente
questo sospetto non è presente in presenza di un referto clinico ed
ematochimico normale” (doc. VI/bis, sottolineatura della redattrice).

Il TCA non può che condividere queste
considerazioni del medico SMR.

 

Da notare, del resto, al riguardo, che
l’assicurato non ha prodotto ulteriori certificati medico-specialistici,
successivi alla perizia del dr. __________, che oggettivino la presenza di una
osteomielite.

                                         Va qui
ricordato che se, da una parte, la
procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo cui i
fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice,
dall’altra si rileva che questo principio non è però assoluto, atteso che la
sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione
della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti).

                                         Il dovere processuale di collaborazione comprende
in particolare l'obbligo delle parti di apportare – ove ciò fosse ragionevolmente
esigibile – le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai
fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le
conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).

 

                                         Tutto ben
considerato, dunque, a mente del TCA non vi sono motivi per distanziarsi dalle
conclusioni del dr. __________, alle quali deve essere attribuita, secondo la
giurisprudenza citata in precedenza (cfr. consid. 2.7.), forza probatoria
piena, in quanto approfondite, complete e motivate.

 

Quanto poi alla censura ricorsuale relativa alla
mancata valutazione della problematica psichica dell’interessato, attestata dal
dr. __________, il TCA rileva che lo stesso dr. __________, rispondendo ad una
richiesta di precisazioni del dr. __________ del SMR, ha espressamente indicato
che “per il momento non c’è necessità di un ricorso a specialisti
psichiatri, a meno che la necessità lo imponga” (doc. 56-1,
sottolineatura della redattrice).

                                         A tale
proposito, il dr. __________, nelle sue annotazioni del 12 luglio 2007, ha rilevato che “per quanto
concerne il lato psichiatrico, dalla documentazione fornita non risulta
esservi una patologia psichiatrica di rilievo. Inoltre faccio presente che,
prima che una problematica psichiatrica sia da ritenersi invalidante, è
doveroso che la persona venga sottoposta alle cure del caso” (doc. VI/bis,
sottolineatura della redattrice).

Anche queste considerazioni del medico SMR
possono essere condivise dal TCA.

Del resto, l’assicurato non ha prodotto dei
certificati medico-specialistici attestanti la presenza di una patologia
psichiatrica invalidante.

 

                                         Al
riguardo, il TCA ricorda che, in una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007, il
Tribunale federale (TF) ha ribadito che “(…) il riconoscimento di un danno alla
salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa da uno
specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di
classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr.
pure la recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05
del 13 luglio 2006, consid. 4). (…)” (STF del 4 luglio 2007, I 384/06).

 

                                         Si
ricorda tuttavia al ricorrente che il presente giudizio non pregiudica
eventuali suoi diritti nei confronti dell’assicurazione federale per
l’invalidità insorti in epoca successiva alla data decisiva del provvedimento impugnato,
il quale delimita il potere cognitivo del giudice (cfr. DTF 130 V 140 e 129 V
4).

 

                                         Pertanto,
stante quanto sopra esposto, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato
di intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b,
400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid.
4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts
zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è da ritenere
dimostrato, secondo il grado della verosimiglianza
preponderante abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali, che
l’assicurato sia inabile al lavoro al 100% nella sua precedente attività di muratore,
ma abile al 70% dal 1° dicembre 2004 e al 60% dal 3 febbraio 2006 in attività adeguate, rispettose dei
suoi limiti funzionali.

 

                                         Al
riguardo va sottolineato che sul mercato generale del lavoro esistono delle
attività, essenzialmente di controllo e di sorveglianza, che l’interessato,
malgrado il danno alla salute, sarebbe in grado di svolgere, al 60%.

 

                                         Per
costante giurisprudenza la questione relativa alle attività professionali
concretamente realizzabili è di competenza del consulente in integrazione
professionale (cfr. STF 9C
13/2007 del 31 marzo 2008 citata al consid. 2.7.).

Ora, nel caso concreto,  la consulente IP, nel suo rapporto del 3 gennaio 2007, ha indicato quali attività esigibili,
nel rispetto delle limitazioni mediche, l’attività svolta durante i programmi
occupazionali dell’assicurazione disoccupazione di meccanico nella riparazione
di biciclette; attività leggere in professioni con mansioni di controllo del
funzionamento e della qualità, addetto alla logistica (aiuto magazziniere con
mansioni leggere e con l’ausilio del muletto), operaio generico (addetto al
controllo, alle riparazioni, all’imballaggio, all’etichettatura),
portiere/custode, addetto alla distribuzione e consegna a domicilio di merce
non troppo pesante (es. fiori, prodotti farmaceutici, …); attività presso
aziende che trasformano le materie prime (tabacco, tessili, calzature, cuoio,
preparati chimici, plastica, elettricità) che sono organizzate in modo da
produrre in postazioni dove la postura è prevalentemente seduta, con
possibilità di alzarsi per brevi periodi (ad es. per consegnare i prodotti
finiti ad altre postazioni di trasformazione o prelevare il materiale da altre
postazioni), con pause contrattuali di 10-15 minuti dopo circa un’ora-un’ora e
mezza di lavoro, con compiti di produzione (taglio, lucidatura, fresatura, riempimento,
…), di confezione, di imballaggio, d’assemblaggio, di controllo (verifica
qualità), di stoccaggio e di spedizione (doc. 64-2). 

 

Il patrocinatore non ha del resto contestato l’esigibilità
delle attività elencate dalla consulente.

 

                                         Nel
caso di specie, secondo questo Tribunale, all’assicurato può
dunque essere ragionevolmente chiesto di sfruttare la sua residua capacità
lavorativa in quei settori d’attività accessibili a
lavoratori non qualificati, con mansioni semplici e ripetitive.

Tali attività sono senz’altro esigibili, in
quanto rispettose dei limiti funzionali dell’interessato e compatibili con le
sue patologie, ritenuto inoltre che all'assicurato incombe l’obbligo di
intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze
del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c,
117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht
zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pag. 57, 551 e 572) segnatamente
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una
nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze
ivi citate; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen
Sozialversicherungs-recht, tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg).

 

                                         Al
riguardo, è utile segnalare che, secondo la giurisprudenza, se
è vero che vanno indicate possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione
rispettivamente al giudice non vanno poste esigenze esagerate. È infatti
sufficiente che gli accertamenti esperiti permettano di fissare in maniera
attendibile il grado di invalidità. In proposito, va rilevato che il TFA ha in
particolare già ritenuto corretto il rinvio ad attività nel settore industriale
e commerciale, composto di lavori leggeri di montaggio, compiti di controllo e
sorveglianza (cfr. VSI 1998 p. 296 consid. 3b; STFA del 25 febbraio 2003, U
329/01, consid. 4.7).

 

                               2.9.   Essendo
quindi esigibile che l’assicurato sfrutti la sua residua capacità lavorativa,
del 60%, in attività adeguate, ricordato inoltre che l'invalidità nell'ambito delle assicurazioni
sociali svizzere è un concetto di carattere economico‑giuridico e non
medico (DTF 116 V 249 consid. 1b, 110 V 275 consid. 4a),
occorre esaminare le conseguenze del danno alla salute dal profilo economico.

 

                            2.9.1.   Preliminarmente
va ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa
stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. DTF
129 V 222; cfr., pure, STFA del 26 giugno
2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R.,
I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002
nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003
nella causa G. consid. 4.2, I 475/01), per cui nel caso
concreto sono determinanti i dati del 2005 (visto che l’assicurato è abile al
lavoro al 70% a partire dal dicembre 2004).

 

                            2.9.2.   Per quel che concerne il reddito da valido, nella
decisione impugnata l’amministrazione ha preso in considerazione l’importo
annuo di fr. 57’016.96 (2005), pari a quanto avrebbe potuto guadagnare
l’assicurato come muratore, tenuto conto dell’elenco degli adeguamenti
salariali intervenuti nel periodo 1995/2005 dichiarati di obbligatorietà
generale dal Consiglio Federale (cfr. doc. 64-3).

 

L’assicurato non ha del resto contestato il
reddito da valido ritenuto dall’Ufficio AI.

 

                            2.9.3.   Per quanto
riguarda invece il reddito da invalido, la giurisprudenza
federale si fonda sui criteri fissati nella sentenza pubblicata in DTF 126 V 75
seg.

 

                                         In
questa sentenza di principio la Corte ha stabilito che ai fini della
determinazione del reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione
professionale e salariale concreta dell'interessato. Qualora difettino
indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla giurisprudenza,
essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La questione di
sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati statistici debbano
essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali
del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di
servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione),
criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte
ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del 25% del salario
statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di
influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha
poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a pronunciarsi
sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione
deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire
il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione.

 

                            2.9.4.   Partendo dalla constatazione che l'applicazione di dati
salariali statistici validi per tutta la Svizzera - quali quelli utilizzati dal
TFA si rivela essere discriminante per gli assicurati attivi in Ticino, Cantone
in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale,
ritenuto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe effettivamente
percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno alla salute,
questo Tribunale, in una sentenza del 4 settembre 2000 nella causa R.,
pubblicata in RDAT I-2001, p. 250ss. e in SVR 2001 IV n. 35 - in seguito
costantemente confermata ed applicata in tutti i settori delle assicurazioni
sociali (assicurazione per l'invalidità, assicurazione contro gli infortuni e
assicurazione contro le malattie) - sentito preliminarmente il parere
dell'allora direttore dell’Ufficio federale di statistica, dottor __________,
ha così precisato la propria giurisprudenza:

 

"  In
data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha inviato al dottor __________,
direttore dell'Ufficio federale di statistica, uno scritto del seguente tenore:

 

"(…)

Il Tribunale federale delle
assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di fondarsi, in
molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare il reddito da
invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con problemi di
salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere adeguate.

Al riguardo vengono in particolare
utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio CHF 4294.-- nel 1996,
cfr. "L'enquête suisse sur la structure des salaires 1996"
pag. 17, e per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).

 

Al fine di applicare la giurisprudenza
federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato che l'altro termine
di paragone per fissare il grado di invalidità è sostanzialmente il salario
conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato prima dell'insorgenza del
danno alla salute), mi occorre sapere:

 

-   possiamo
utilizzare il valore statistico medio (ad es. CHF 4294.-- nel 1996) così come è
anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?

-   In caso di
risposta negativa:

  Perché no? Quale
coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per adattarlo
alla situazione del nostro Cantone? 

(…)" (cfr. doc. V bis)

 

                                          Il dottor __________ ha così
risposto in data 14 agosto 2000:

 

"  (…)

Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei
salari sia definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello
nazionale, è possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per
singole entità regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di
qualità statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I
valori dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua
lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista
statistico, per il Cantone Ticino.

In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998
(ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di
qualificazione richiesto dal posto occupato.

 

I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:

-   Nel 1998
(settore pubblico e settore privato), il salario lordo mediano per un uomo
esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era di 3'813.-- franchi
al mese (cfr. tabella TA13).

-   È ancora
possibile precisare che il 50% dei lavoratori dipendenti di questa stessa
categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi. Considerando unicamente il
settore privato, il salario mediano (sempre per la stessa categoria di
lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14).

A titolo di confronto Le invio anche la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera (settore privato), ripartiti stavolta
per settore economico (…)." (cfr. doc. V bis)

 

                                         Al fine di non
discriminare gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono
notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, visto che il reddito da
non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati
nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale ha quindi
deciso che nell'applicazione dei dati statistici occorre utilizzare la tabella
che riflette i salari versati nella nostra regione, sulla base della seguente
argomentazione:

 

"  Se
si ignorasse questo aspetto, sostenendo per ipotesi che siccome la LAINF è una
legge federale occorre riferirsi ad un unico dato salariale statistico valido
per tutto il paese (ad esempio CHF 4628.-- nel 1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF
124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si finirebbe per utilizzare dati
salariali irrealistici ed in definitiva giungere ad un risultato che non
garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V 36; DTF 126 V 48; STFA
del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I 76)."

 

                                         Su questi
argomenti, cfr. D. Cattaneo, La promozione dell'autonomia …, in RDAT II-2003,
p. 618-621 e in L’autonomia del disabile nel diritto svizzero, Ed. Istituto delle assicurazioni sociali e Helbing & Lichtenhahn,
Bellinzona 2004, p. 124-128;

D. Cattaneo, "La contribution du Tribunal des assurance du Canton du
Tessin à la jurisprudence suisse en matière de sécurité sociale", in
CGRSS n° 33-2004, p. 19 seg. (28-33); D. Cattaneo,
"Sentenze recenti del Tribunale cantonale delle assicurazioni", in
Temi scelti di diritto delle assicurazioni sociali, Ed. CFPG, Helbing &
Lichtenhahn, Basilea-Ginevra-Monaco 2006, p. 135ss. (163-171).

 

                                         Nell’ambito
di una procedura ricorsuale dinanzi al TFA, conclusasi con uno stralcio dai
ruoli in seguito al ritiro del ricorso (cfr. STFA U 56/03 del 7 giugno 2006),
la Presidente della Corte federale, giudice Leuzinger, il 28 aprile 2006 aveva
informato le parti (e questo Tribunale) che, citiamo:

 

" 
… la Corte plenaria del Tribunale federale delle
assicurazioni ha stabilito l’inapplicabilità dei valori regionali (Tabella
TA13) di cui all’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS) – edita
dall’Ufficio federale di statistica – per la determinazione del reddito
ipotetico da invalido."

 

                                         In una
sentenza U 75/03 del 12 ottobre 2006 (pubblicata in RtiD I 2007 pag. 216 segg.
e in SVR 2007 UV n. 17 pag. 56), il TFA ha, per la prima volta, esposto le
motivazioni che hanno spinto la Corte plenaria, il 10 novembre 2005, a prendere la decisione appena
citata:

 

" 
(...)

8.2 In primo luogo si osserva che, per un'ovvia questione di parità di
trattamento (art. 8 Cost.), un'applicazione della tabella TA13 al solo Cantone
Ticino deve essere esclusa se non si vuole creare un'inammissibile lex
ticinensis. Analoghe considerazioni di praticabilità, di parità di trattamento
e di sicurezza giuridica si oppongono quindi a un'applicazione alternativa
delle tabelle nazionali (TA1) e di quelle regionali (TA13) come pure a
un'applicazione delle prime ad alcune regioni e delle seconde alle rimanenti
regioni.

 

8.3 Allo stesso
modo, un'applicazione generalizzata delle tabelle regionali TA13, al posto di
quelle nazionali TA1, pur potendo, da un lato, in alcuni casi effettivamente
creare le basi per una soluzione maggiormente vicina alla realtà
economico-sociale concreta, dall'altro lato creerebbe, a ben vedere, anche
nuovi problemi dovuti al fatto che all'interno delle medesime grandi regioni si
registrano delle differenze, non sempre trascurabili. Ad esempio, nonostante le
due regioni facciano parte della medesima grande regione
"MIttelland", è notorio che i salari esistenti nel Canton Berna non
sono gli stessi di quelli del Canton Giura. Allo stesso modo, per il Vallese
occorrerebbe prendere in considerazione i salari relativi alla regione
lemanica. Ora, nell'una e nell'altra ipotesi, l'applicazione dei valori
regionali (TA13) al posto di quelli nazionali (TA1) si dimostrerebbe
maggiormente sfavorevole per questi assicurati. Si pone quindi ugualmente la
questione dell'assicurato che lavora(va) in un Cantone appartenente a un'altra
grande regione, ad esempio del lavoratore giurassiano che lavora(va) nel
Cantone di Basilea (città o campagna). Ora, se si intendesse determinare il
reddito da invalido sulla base della tabella TA13, non si farebbe altro che
spostare o restringere il cerchio geografico nel quale si iscrive ogni
determinazione di un reddito ipotetico sulla base di valori statici. In questa
maniera, però, si correrebbe pure il rischio di offuscare oltremodo l'obbligo o
l'esigibilità per l'assicurato di ridurre il danno e di andare, se del caso e
nei limiti ragionevoli, a cercare un'attività al di fuori della sua regione
abituale. Si creerebbero nuove disparità nei confronti di assicurati che
abitano a cavallo tra due o addirittura tre grandi regioni o di chi abita in
una di queste regioni e lavora in un'altra. 

 

8.4. A ciò si
aggiunge che nella sentenza pubblicata in DTF 129 V 472, questa stessa Corte ha
precisato che, laddove una tale operazione non fosse possibile sulla base di
rilevamenti salariali DPL, il reddito da invalido va di principio definito
sulla base dei dati statistici salariali ISS applicabili nell'insieme del
settore privato (DTF 129 V 484). Ora, anche siffatta considerazione si
opporrebbe a un'applicazione generalizzata delle tabelle regionali TA13,
concernenti il settore pubblico e privato.

 

8.5 Non può
pertanto ammettersi una regionalizzazione nella determinazione dell'invalidità
poiché una siffatta soluzione sarebbe incompatibile con il principio
costituzionale di parità di trattamento come pure con il rango costituzionale
delle assicurazioni invalidità e infortuni quali assicurazioni federali." 

 

                                         In
un’altra sentenza I 790/04 del 18 ottobre 2006, il TFA ha ancora rilevato:

 

" 
Quanto alla questione della tabella applicabile
tra le varie riportate dall'ISS, il Tribunale federale delle assicurazioni ha
recentemente stabilito, con decisione della Corte plenaria del 10 novembre
2005, non potersi (più) fare capo ai dati statistici regionali desumibili dalla
tabella TA13, riferentesi ai salari in relazione alle grandi regioni (cfr. pure
la sentenza del 22 agosto 2006 in re K., I 424/05, consid. 3.2.3; v. inoltre la sentenza 12 ottobre 2006 in re S., U 75/03). Il reddito
ipotetico da invalido deve di conseguenza essere valutato sulla base della
tabella TA1 dell'ISS, concernente i salari medi nazionali conseguibili nel
settore privato. Alla luce di quanto precede non vi è (più) spazio alcuno per
ammettere una riduzione dei salari statistici, quale quella operata dai primi
giudici, che tenga conto, ispirandosi ai salari corrisposti in un vicino
cantone, che l'assicurato vive in una regione economicamente meno forte. Anche
sotto questo aspetto non può pertanto trovare conferma la valutazione del tasso
d'invalidità compiuta dalla Corte di prime cure."

 

                                         Alla luce
di questa chiara giurisprudenza federale (cfr. sul tema: L. Grisanti
"Nuove regole per la valutazione dell'invalidità " in RTiD II-2006
pag. 311 segg.), il reddito da invalido deve dunque essere determinato dal TCA
applicando i valori nazionali (Tabella TA1).

                                         Spetta
semmai al Parlamento o al Consiglio federale intervenire su questo tema, se lo
riterranno opportuno.

 

                                         Il 22
giugno 2007 il Consiglio nazionale ha accolto una mozione del 2 ottobre 2006
no. 06.3466 del Consigliere nazionale Meinrado Robbiani il quale chiede che il
"Consiglio federale proceda con sollecitudine ad ovviare a questa
distorsione, adeguando le disposizioni di applicazione della legge
sull'assicurazione invalidità".

 

                                         Il nuovo
art. 28a cpv. 1 LAI introdotto nell’ambito della 5a revisione della LAI,
approvata dal popolo il 17 giugno 2007, dispone che sarà il Consiglio federale
a definire il reddito lavorativo determinante per la valutazione
dell’invalidità. 

 

                                         Il 17
dicembre 2007 il Consigliere federale Pascal Couchepin, rispondendo ad una
domanda (07.5369) del Consigliere nazionale Meinrado Robbiani ha preannunciato
che "pour respecter les différences salariales dans les diverses régions
de Suisse, il est prévu d'opérer sur le salaire ressortant de l'enquête sur la
structure des salaires en Suisse une réduction qui tienne compte des
différenciations régionales. La mise en oeuvre de cette règle est prévue pour
le premier trimestre 2008 au moyen de circulaires de l'Office fédéral des
assurances sociales" e, invitato a precisare se riteneva sufficiente una
semplice circolare, ha sottolineato quanto segue:

 

" 
Monsieur Robbiani, je ne suis pas en mesure de vous
affirmer avec toute l'autorité juridique nécessaire si oui ou non une
circulaire est suffisante. Mais ce que je vais faire, c'est demander à mes
collaborateurs si je dois moi-même signer la circulaire dans la mesure où,
comme vous le dites, il devrait y avoir une décision politique claire. On va
vérifier le point sur lequel vous attirez notre attention." 

 

                                         Questo
Tribunale si limita a ricordare che, secondo la giurisprudenza, il principio
dell'uguaglianza di trattamento proibisce, citiamo: "de faire, entre
divers cas, des distinctions qu'aucun fait important ne justifie", ma
anche "de soumettre à un régime identique des situations de fait qui
présentent entre elles des différences importantes et de nature à rendre
nécessaire un traitement différent (cfr. DTF 129 I 3; DTF 127 V 454; Zbl 2005
p. 87ss. (89-90); A. Auer-G. Malinverni-M. Hottelier, "Droit
constitutionnel suisse", Vol. II, Stämpfli Editions SA, Berna 2006,
p. 484 n. 1030 e 499 n. 1061).

 

                                         In una sentenza U 8/07 del
20 febbraio 2008, rispondendo ad una questione sollevata
dal TCA nella sentenza 35.2006.60 del 23 novembre 2006, consid. 2.10.9 ("Questo Tribunale constata che il salario che l’assicurato avrebbe
conseguito nel 2005 quale muratore semi-qualificato (infatti nel 2005, secondo
il contratto collettivo di lavoro dell’edilizia, un lavoratore con conoscenze
percepiva un salario orario di fr. 25.15, contro i fr. 22.65 percepiti dai
lavoratori edili), è inferiore a quello realizzato in media a livello svizzero
dai lavoratori del settore della costruzione con qualifiche analoghe (Tabella
TA 1 2004, punto 45, livello di qualifica 3: fr. 5'358 x 12 mesi = 64'296,
riportato su 41.6 ore/settimana = 66'867.84; dopo adeguamento all'indice dei
salari nominali, si ottiene, per il 2005, un reddito annuo pari a fr.
67'443.41; per un recente caso in cui l’Alta Corte ha fatto riferimento ai
livelli di qualifica 2 e 3, cfr. STFA del 12 ottobre 2006 nella causa S., U
404/05, consid. 2.3.4).

                                         Ci si
potrebbe chiedere se in tale ipotesi, e visto il richiamo del TFA ai salari
nazionali (Tabella TA 1), non dovrebbe essere applicata la giurisprudenza
federale secondo la quale, quando l'assicurato ha realizzato un guadagno
inferiore alla media per dei motivi estranei all'invalidità, anche il reddito
medio realizzabile sul mercato equilibrato del lavoro (reddito da invalido) va
ridotto in proporzione (cfr. DTF 129 V 225 consid. 4.4; AHI-Praxis 1999, p. 329
consid. 1; ZAK 1989, p. 458s. consid. 3b; STFA del 6 settembre 2006 nella causa
H., U 454/05 + 456/05, consid. 6.3.3 e 6.3.4). Spetta
comunque all’Alta Corte pronunciarsi al riguardo"), la nostra Alta Corte ha stabilito che:

 

"  (…)

5.3. Giova inoltre ricordare che nel caso
in cui il reddito conseguito prima dell’invalidità è inferiore alla media dei
salari per un’attività paragonabile nel settore interessato e non vi è inoltre
motivo che induca a ritenere che fosse intenzione dell’assicurato accontentarsi
di un guadagno modesto, la giurisprudenza ammette che gli stessi fattori che
hanno influenzato negativamente il reddito da valido vengano considerati anche
per fissare il reddito da invalido (DTF 129 V 222 consid. 4.4 pag. 225, SVR
2004 UV no 12 pag. 44, consid. 6.2, secondo cui un reddito inferiore del 10%
rispetto ai salari usuali del settore è stato considerato chiaramente sottola
media [U 173/02]; cfr. pure sentenza U 529/06 del 28 gennaio 2008, consid. 8.2
con riferimenti).

 

6.

Nel caso di specie, il ricorrente contesta
sia la determinazione del reddito da invalido che quella da valido.

 

6.1 Per quanto concerne il reddito da
valido, l’interessato fa valere che l’importo determinato dall’INSAI sulla base
dei dati forniti dall’ex datore di lavoro risulterebbe, come giustamente
rilevato anche dal primo giudice, inferiore del 9% circa rispetto al salario
medio nazionale dei lavoratori attivi nel settore delle costruzioni con
qualifiche analoghe. L’argomento è pertinente. In effetti, il dato ritenuto
dall’assicuratore infortuni a titolo di reddito da valido (fr. 61'277.- per
l’anno di riferimento 2005) è inferiore nella misura del 9.58% a quello desumibile
dalla tabella TA1 di cui all’ISS (edizione 2004, pag. 53, livello di esigenze
3, cifra 45 costruzioni), quest’ultimo essendo pari, dopo adeguamento
all’evoluzione salariale per il 2005, a fr. 67'765.89 (fr. 5'358 x 12 : 40 x
41.7[v. La Vie économique, 12-2007, pag. 98, tabella 9.2] x 1.011 [v. La Vie
économique, 12-2007, pag. 99, tabella 10.2]). Alla luce della giurisprudenza
richiamata al considerando 5.3, che, come visto, permette al giudice chiamato
ad effettuare un raffronto dei redditi di prendere in considerazione in ugual
misura per ciascuno degli elementi di paragone fattori estranei all’invalidità,
può, se del caso, essere tenuto conto di questa circostanza nell’ambito della
determinazione del reddito ipotetico da invalido.

6.2 A quest’ultimo riguardo, il ricorrente,
pur rispettando la più recente giurisprudenza in materia, rileva che il mercato
del lavoro ticinese oggettivamente offre ai lavoratori occupati in questo
Cantone di frontiera retribuzioni nettamente inferiori e penalizzanti rispetto
al resto della Svizzera, come risulterebbe, almeno in parte, dalle tabelle TA1
e TA13 di cui all’ISS. Il ragionamento è comprensibile, ma viene tuttavia
relativizzato dalle considerazioni espresse al considerando precedente.

 

6.3 Mancando in concreto indicazioni economiche
effettive, in considerazione della più recente prassi di questa Corte - cui
allude l'insorgente - che non ammette più la possibilità di fare capo ai dati
statistici salariali relativi alle grande regioni, tabella TA13 ISS, per determinare
il reddito ipotetico da invalido, quest'ultimo deve essere stabilito sulla base
della tabella TA1 dell'ISS, concernente i salari medi nazionali conseguibili
nel settore privato (cfr. sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U
75/03 del 12 ottobre 2006, consid. 8, riassunta in RSAS pag. 64). In tali
condizioni, partendo dal valore totale mediano di cui all'ISS 2004 (pag. 53,
livello di esigenze 4), si ottiene un importo di base di fr. 57'258.24 per il
2004 (fr. 4'588 x 12 : 40 x 41.6
[La Vie économique, 12-2007, pag. 98, tabella B9.2]), che, adattato
all'evoluzione salariale (1%, v. La Vie économique, 12-2007, pag. 99, tabella
B10.2), porta a ritenere un importo di fr. 57'830.82 per il 2005.

6.4 Operando una prima riduzione del 9.58% da
quest'ultimo importo per tenere conto della differenza salariale di cui si è
detto al considerando 6.1, deducendo poi una quota ulteriore del 15%, non
oggetto di contestazione, per considerare adeguatamente le circostanze
particolari del caso (DTF 126 V 75; in
concreto: limitazioni riconducibili al danno alla salute, statuto di
frontaliere), il raffronto dei redditi (reddito da valido di fr. 61'277.- e
guadagno da invalido di fr. 44'447.03 [fr. 57'830.82 ./. 9.58% ./. 15%]) dà un
grado d'invalidità arrotondato (DTF 130 V 121) del 27%. (...)"

 

                                         Di
conseguenza, quando il salario da valido conseguito in Ticino in una
determinata professione è inferiore al salario medio nazionale in quella stessa
professione, anche il reddito da invalido va ridotto nella medesima percentuale
(al riguardo cfr. L. Grisanti, art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in
particolare pag. 326-327).

 

                            2.9.5.   Per
determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato nonostante il danno
alla salute, l'amministrazione ha quindi giustamente fatto riferimento ai dati
statistici nazionali della Tabella TA1. Le censure del patrocinatore
dell’assicurato al riguardo non possono quindi essere accolte da questo
Tribunale, alla luce della giurisprudenza federale citata al considerando
precedente (cfr. consid. 2.9.4.).

 

                                         Orbene - utilizzando i dati forniti dalla succitata tabella
elaborata dall'Ufficio federale di statistica, il ricorrente, svolgendo nel
2004 una professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore privato
svizzero (a proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore
privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe
potuto realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a fr. 4'588. 

                                         Riportando
questo dato su 41.6 ore (cfr. tabella B 9.2, pubblicata
in La Vie économique, 1/2-2007, p. 94), esso ammonta a fr.
4'771.52 mensili oppure a fr. 57'258.24 per l'intero anno (fr. 4'771.52 x 12,
ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio
1999 nella causa B., U 274/98, p. 5 consid. 3a).

Dopo adeguamento all'indice dei salari nominali
("Nominallohnindex" - cfr. DTF 126 V 81 consid. 7a e STCA del
20 febbraio 2001 nella causa R.), si ottiene, per il 2005 (cfr. tab. B 10.3, pubblicata
in La Vie économique, 6-2007, p. 91), un reddito mensile di fr. 4'812.59
oppure di fr. 57'751.08 per l'intero anno (fr. 4'812.59 x 12).

 

                                         L’assicurato,
quale muratore, avrebbe guadagnato, nel 2005, fr. 57’017.-/anno per
un’occupazione a tempo pieno (cfr. consid. 2.9.2.), corrispondenti a fr. 4’751.40/mese.

                                         Tale
reddito si situa sotto la media dei salari per un'attività equivalente (cioè
fr. 60’869.--/ anno e 5’072.4/mese; cfr. Tabella TA1 2004 p.to 45
“Costruzioni”, livello di qualifica 4: fr. 4’829.-- X 12 mesi = 57’948.--,
riportato su 41.6 ore/settimana = fr. 60'266, aggiornato al 2005, pari a fr. 60’869).

 

                                         Ora,
qualora, già prima dell'insorgenza del danno alla salute, il reddito di una
persona assicurata si situi sotto la media dei salari per un'attività
paragonabile nel settore interessato – a causa ad esempio di una formazione e
di conoscenze linguistiche insufficienti - e che non si possa sostenere che
essa si sia volontariamente accontentata di una retribuzione modesta, si deve
ammettere che gli stessi fattori che hanno inciso negativamente sul reddito da
valido potrebbero anche influenzare il reddito da invalido. Accertato che
l'assicurato ha realizzato un guadagno inferiore alla media per dei motivi
estranei all'invalidità, anche il reddito medio realizzabile sul mercato
equilibrato del lavoro (reddito da invalido) va ridotto in proporzione (cfr.
STF U 529/06 del 28 gennaio 2008).

 

                                         In
casu, posto che dall’incarto non emergono indizi a favore del fatto che
fosse intenzione dell’assicurato accontentarsi di un guadagno modesto, in
applicazione della giurisprudenza appena citata, il reddito statistico da
invalido (fr. 57'751.08) va dunque ridotto del 6.33%, percentuale
corrispondente al gap salariale (fr. 57’017 vs. fr. 60’869), e si attesta
pertanto a fr. 54’095.36.

 

Ritenuto che, come visto in
precedenza (cfr. consid. 2.8.), da un punto di vista medico, l’assicurato può
esercitare un’attività adeguata alle sue condizioni di salute al 70% dal
dicembre 2004, rispettivamente al 60% dal febbraio 2006, il reddito statistico
citato va ridotto del 30% e ammonta a fr. 37'866.75 (fr.
54’095.36 ridotti del 30%),
rispettivamente del 40% ed è pari a fr. 32’457.21 (fr. 54’095.36
ridotti del 40%).

 

                            2.9.6.   In ossequio
alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le circostanze
specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute,
età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado
d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere ad
una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima
consentita ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto
delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro"
(cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

                                         In una
sentenza del 25 luglio 2005 nella causa J., I 147/05, consid. 2, il TFA ha
proceduto ad una riduzione del 15% sul reddito statistico da invalido,
trattandosi di un assicurato straniero, nato nel 1953 e al beneficio di un
permesso di domicilio, che, a causa del danno alla salute, era stato giudicato
in grado di svolgere un’attività adeguata in misura del 60%.

 

                                          La nostra Corte federale ha ritenuto suscettibili di
incidere sul livello di reddito ancora conseguibile dall’assicurato, gli impedimenti
funzionali derivanti dal danno alla salute (10%), così come il fatto di poter
lavorare soltanto a tempo parziale (5%):

 

" 
2.4 Aufgrund der zu Recht nicht bestrittenen
Auffassung der Gutachter des Instituts Y.________ vom 4. April 2003 ist dem
Beschwerdegegner die angestammte Tätigkeit als Schweisser nicht mehr zumutbar,
während körperlich leichte bis intermittierend mittelschwere adaptierte
Tätigkeiten zu 60% zumutbar sind (d.h. wechselbelastende Tätigkeiten ohne
Heben, Stossen und Ziehen von Lasten über 5 bis 10 kg repetitiv und vereinzelt über 15 kg, ohne Überkopftätigkeiten und ohne
Tätigkeiten in gebückter Haltung mit Rotation der Wirbelsäule). Aufgrund dieser
Einschränkungen sind keine triftigen Gründe ersichtlich, um von einem
leidensbedingten Abzug abzusehen; dies wird von der Beschwerde führenden
Verwaltung denn auch nicht bestritten.

2.5 Entgegen der Auffassung im kantonalen
Entscheid ist die Nationalität hier zu vernachlässigen angesichts der Tatsache,
dass die statistischen Löhne aufgrund der Einkommen der schweizerischen und der
ausländischen Wohnbevölkerung erfasst werden (AHI 2002 S. 70) und der
Beschwerdegegner kein Saisonnier ist, sondern über die
Niederlassungsbewilligung C verfügt (Urteil S. vom 16. April 2002, I 640/00
[Zusammenfassung in HAVE 2002 S. 308]). Damit gehört der Versicherte vielmehr
einer Ausländerkategorie an, für welche der monatliche Männer-Bruttolohn im
Anforderungsniveau 4 sogar etwas über dem entsprechenden, nicht nach dem
Merkmal der Nationalität differenzierenden Totalwert liegt
(Lohnstrukturerhebung 2000 S. 47 Tabelle TA12 sowie Lohnstrukturerhebung 2002
S. 59 Tabelle TA12). Es ist denn auch dieser Totalwert die massgebende
Vergleichsgrösse und nicht etwa das Einkommen der Schweizer (wie es die
Vorinstanz angenommen hat), da sich Tabellenlöhne aus den Einkommen der In- und
Ausländer zusammensetzen.

2.6 Die IV-Stelle führt in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde zwar zu Recht aus, "dass Teilzeitangestellte
nicht zwingend weniger als Vollzeittätige verdienen (zum Beispiel in
Beschäftigungsbereichen, in denen Teilzeitarbeit Nischen auszufüllen vermag,
die arbeitgeberseits stark nachgefragt und dementsprechend entlöhnt werden
...)." Jedoch wird das Invalideneinkommen hier allein aufgrund
statistischer Angaben festgesetzt, so dass die statistisch erhärtete Tatsache
der Lohneinbusse von teilzeitarbeitenden Männern im massgebenden
Anforderungsniveau 4 (einfache und repetitive Tätigkeiten) zu berücksichtigen
ist (vgl. Lohnstrukturerhebung 2000 S. 24 T8 sowie Lohnstrukturerhebung 2002 S.
28 T8), auch wenn in diesem Rahmen der prozentuale Minderverdienst nicht
schematisch dem Abzug gleichzusetzen ist (vgl. BGE 126 V 79 Erw. 5b/aa).

 

2.7 Damit sind im Rahmen des Abzuges die
leidensbedingten Einschränkungen des Versicherten (vgl. Erw. 2.4) sowie die
Möglichkeit, nur noch Teilzeit arbeiten zu können (Erw. 2.6 hievor), zu
berücksichtigen. Da die IV-Stelle in Verfügung und Einspracheentscheid keinen
Abzug wegen Teilerwerbstätigkeit berücksichtigt hat, obwohl dies angemessen
gewesen wäre, lag für das kantonale Gericht ein triftiger Grund vor, sein
Ermessen an die Stelle desjenigen der Verwaltung zu setzen; die abweichende
Ermessensausübung erweist sich deshalb insoweit als näher liegend (vgl. Erw.
2.3 hievor). Indessen hat die Vorinstanz zu Unrecht auch den Ausländerstatus
des Beschwerdegegners berücksichtigt (Erw. 2.5 hievor). Die IV-Stelle hat
jedoch die leidensbedingten Einschränkungen - angesichts der Beschwerden - mit
einem Abzug von 10% vom Tabellenlohn berücksichtigt; wird auch der Tatsache
Rechnung getragen, dass der Beschwerdegegner nur noch teilerwerbstätig sein
kann, erscheint - gesamthaft gesehen - das Ermessen der Vorinstanz als näher
liegend. Damit hatte diese genügend triftige Gründe, um vom Abzug der
Verwaltung abzuweichen, so dass ein solcher in Höhe von 15% vorzunehmen ist,
was zu einem Invaliditätsgrad von 52% und damit zum Anspruch auf eine halbe
Invalidenrente führt." (STFA succitata) 

 

                                         In
un’altra pronunzia del 25 luglio 2005 nella causa Y., U 420/04, consid. 2 -
riguardante un assicurato straniero, nato nel 1961 e al beneficio di un
permesso di domicilio, totalmente abile in attività lavorative leggere da un
profilo dell’impegno fisico - lo stesso TFA ha nuovamente applicato una
decurtazione del 15% (“Dem Beschwerdegegner sind aus medizinischer Sicht
unbestrittenermassen keine schweren Arbeiten mehr zumutbar (vgl. Erw.
2.5.1 hievor), sodass er den bisher ausgeübten Tätigkeiten nicht mehr nachgehen
kann. Mit den von der SUVA verfügten 15% wird sowohl dem
Verlust, Schwerarbeit leisten zu können, als auch der leidensbedingten
Einschränkung, die für sich nicht sehr ausgeprägt ist, angemessen Rechnung
getragen”). 

 

                                         In una sentenza 35.2004.104 del 25 aprile 2005, il TCA ha fornito
alcune indicazioni circa le modalità secondo le quali deve essere applicata la
riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido, argomentando:

 

" 
Su quest’ultimo punto, il TCA ha attentamente
esaminato alcune recenti sentenze federali e ne ha ricavato l’impressione di
una prassi non sempre coerente.

A titolo di esempio, in una sentenza del 14
feb