# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b473fa8d-f1ad-5c85-87bf-dd56079ccc7f
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-12-14
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 14.12.2021 R 2021 84
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2021-84_2021-12-14.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 21 84

5a Camera 

Presidenza Racioppi

Giudici Meisser e Audétat

Attuario Paganini

SENTENZA

del 14 dicembre 2021

nella vertenza di diritto amministrativo

A.________,

patrocinata dall'avvocato Cesare Lepori,

ricorrente

contro

Comune di B.________, 

patrocinato dall'avvocato Davide Nollo,

convenuto

concernente provvedimento sostitutivo

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I. Ritenuto in fatto:

1. A.________ è proprietaria dei fondi n. C.________ e D.________ a 

B.________, in zona E.________. Su ciascuno dei due fondi si trova un 

edificio (n. ass. 2-104 e 2-103 [qui di seguito: edificio n. 103 risp. 104]).  

2. Con decisione del 1° luglio 2020, comunicata il 3 luglio 2020, il Municipio 

del Comune di B.________ ha ordinato a A.________ diverse misure di 

ripristino (da effettuare entro 30 giorni dalla crescita in giudicato della 

decisione) riguardo ai lavori eseguiti abusivamente sui fondi n. 

C.________ e D.________, ossia l'allontanamento del materiale di 

costruzione depositato su detti fondi, la demolizione della baracca in legno 

sul fondo n. C.________ e il ripristino del terreno al suo livello naturale, la 

demolizione del caminetto/forno sul fondo n. D.________ e il ripristino del 

terreno al suo livello naturale, la rimozione della pavimentazione in lastre 

di cemento sul fondo n. D.________ e il ripristino del terreno al suo livello 

naturale, la demolizione della tettoia laterale all'edificio sul fondo n. 

D.________ e il ripristino del terreno al suo livello naturale nonché la 

demolizione della legnaia sul fondo n. D.________ e il ripristino del terreno 

al suo livello naturale. Questa decisione è passata in giudicato senza 

impugnazione. 

3. Visto che entro il termine assegnato le misure di ripristino non erano state 

eseguite, il Comune ha proceduto d'ufficio al ripristino dello stato di 

legalità. A tale scopo il Comune ha richiesto delle offerte a due ditte. Con 

scritto del 10 maggio 2021 il Comune ha informato A.________ di voler 

deliberare i lavori di ripristino alla ditta con la miglior offerta per l'importo di 

CHF 16'500.00, assegnandole un termine di 10 giorni dalla ricezione per 

l'inoltro di eventuali osservazioni. Il Comune segnalava che una volta 

scaduto il termine avrebbe proceduto alla delibera dei lavori accollandole 

le relative spese. Inoltre, il Comune la sollecitava a sospendere qualsiasi 

lavoro non autorizzato sui fondi n. C.________ e D.________. 

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4. In risposta a questo scritto, il 14 maggio 2021 A.________ ha comunicato 

al Comune di non comprenderne l'obiettivo e gli ha pregato di rivolgersi 

d'ora in poi al suo avvocato. 

5. Con lettera del 17 maggio 2021 l'avvocato di A.________ ha chiesto al 

Municipio se era possibile prevedere un incontro, eventualmente in 

sopralluogo, per verificare i lavori a suo carico e le modalità di esecuzione. 

6. Nello scritto del 28 maggio 2021 il Municipio ha comunicato di non ritenere 

necessario un ulteriore incontro, visti gli eventi passati e visto che la 

decisione di ripristino cresciuta in giudicata conterrebbe dettagliatamente 

le relative misure. Pertanto, il Comune segnalava che avrebbe proceduto 

con la delibera e l'esecuzione dei lavori come indicato nella decisione del 

10 maggio 2021.

7. Con e-mail del 10 giugno 2021 il legale ha informato il Comune che i lavori 

di ripristino delle opere dichiarate abusive sui mappali n. C.________ e 

D.________ sarebbero in corso. Egli chiedeva pertanto di sospendere la 

procedura di delibera dei lavori a terzi. In più, chiedeva di trasmettergli una 

copia delle licenze edilizie rilasciate dal Comune a A.________ per i 

suddetti immobili. 

8. Con scritto di accertamento del 7 luglio 2021 il Comune ha constatato che 

in seguito a verifica presso le parcelle n. C.________ e D.________ i lavori 

di ripristino delle opere abusive non sarebbero state eseguiti come 

previsto nel decreto di ripristino del 1° luglio 2020 e nelle decisioni del 26 

giugno 2019 (concernente l'approvazione della domanda di costruzione in 

sanatoria del 27 gennaio 2018 per l'edificazione del fondo n. D.________ 

a determinate condizioni e con ordini di rimozione di opere illegali).

9. Con decreto del 12 luglio 2021 il Comune ha deciso di assegnare i lavori 

di ripristino decretati nella decisione del 1° luglio 2020 a un'impresa edile 

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della regione per l'importo di CHF 16'500.00 a carico di A.________. Il 

Comune ha stabilito che il giorno d'inizio dei lavori e la durata degli stessi 

verranno concordati direttamente dal Comune con la ditta esecutrice e 

comunicati a A.________. Inoltre, le spese di esecuzione dei lavori di 

ripristino verranno anticipate dal Comune e fatturate a A.________ dopo 

l'esecuzione. 

10. Avverso questo decreto del 12 luglio 2021 A.________ tramite il suo legale 

(qui di seguito: ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo 

del Cantone dei Grigioni il 14 settembre 2021 chiedendone l'annullamento, 

protestate spese, tasse e ripetibili. Come motivazione, ella ha addotto in 

sostanza che, a differenza di quanto ritenuto dal Municipio, i lavori di 

ripristino sarebbero già stati avviati, sarebbero tutt'ora in corso e saranno 

terminati nel corso dei prossimi mesi, per cui la decisione impugnata di 

attribuzione dei lavori di ripristino a terzi sarebbe ingiustificata. A tal 

proposito la ricorrente ha domandato di esperire un sopralluogo. In ogni 

caso, i presupposti per un ripristino dello stato di legalità da parte di terzi 

non sarebbero adempiti, siccome alla ricorrente non è stata notificata una 

comminatoria prima dell'avvio della procedura per l'esecuzione del 

ripristino tramite terzi. Inoltre, per la ricorrente non sarebbe comunque 

stato possibile concludere l'esecuzione di quanto ordinato entro il termine 

stabilito nella decisione del 1°/3 luglio 2020, visto che si tratterebbe di 

lavori di una certa importanza. 

11. Nella presa di posizione del 29 settembre 2021 il Comune di B.________ 

(qui di seguito: convenuto) ha chiesto il rigetto del ricorso, per quanto 

ricevibile, con protesta di spese, tasse e ripetibili. Il convenuto ha fatto 

notare in particolare che non corrisponderebbe al vero che la ricorrente ha 

iniziato i lavori di ripristino. Per questo ella non sarebbe in grado di fornire 

alcuna prova al riguardo. La questione non sarebbe comunque rilevante, 

poiché determinante per l'esecuzione d'ufficio (tramite terzi) secondo la 

relativa disposizione non sarebbe il mancato inizio bensì il compimento dei 

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lavori entro il termine assegnato. Il termine per l'esecuzione del ripristino 

non potrebbe poi essere censurato, dacché la rispettiva decisione 1°/3 

luglio 2020 sarebbe passata in giudicato. Ad ogni modo, dal momento 

della ricezione di tale decisione la ricorrente avrebbe avuto a disposizione 

tre (recte: due) mesi per effettuare il ripristino. Il termine sarebbe inoltre 

scaduto da quasi un anno. In più, alla ricorrente sarebbe stata comminata 

l'esecuzione tramite terzi ben due volte, dapprima con detta decisione del 

1°/3 luglio 2020 e poi con scritto del 10 maggio 2021 prima di rilasciare la 

decisione qui impugnata.

12. Nella replica del 27 ottobre 2021 la ricorrente si è riconfermata nei petiti e 

nelle argomentazioni di ricorso e ha prodotto delle fotografie a comprova 

che i lavori di ripristino sarebbero stati iniziati. 

13. Nella duplica del 3 novembre 2021 il convenuto ha confermato il petito 

della propria presa di posizione. Il convenuto ha osservato che le foto 

prodotte in sede di replica dalla ricorrente anziché dimostrare che i lavori 

di ripristino sono iniziati entro il termine stabilito, mostrerebbero che sono 

stati perpetrati ulteriori abusi edilizi. Esso ha rilevato inoltre di aver chiesto 

il ripristino dello stato di legalità alla ricorrente già nel 2019 con il rilascio 

delle licenze edilizie per l'edificazione dei fondi n. C.________ e 

D.________. La ricorrente avrebbe quindi avuto oltre un anno di tempo 

per effettuare le misure ordinate. Un sopralluogo da parte del Tribunale 

sarebbe superfluo, siccome la ricorrente avrebbe ammesso che il ripristino 

non è stato eseguito entro il termine stabilito e siccome lo stato dei lavori 

sarebbe sufficientemente rilevabile dalle foto agli atti. Infine, il convenuto 

ha chiesto un indennizzo a titolo di ripetibili per questa procedura 

ricorsuale a seguito della temerarietà del ricorso. 

14. Nella triplica del 12 novembre 2021 la ricorrente ha contestato di aver 

perpetrato abusi edilizi e ha ribadito che le fotografie inoltrare 

dimostrerebbero l'avvenuto inizio dei lavori. Oltre a ciò, la richiesta del 

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convenuto di attribuzione di ripetibili sarebbe in ogni caso infondata ma 

soprattutto tardiva, perché postulata solo con la duplica. 

15. Con quadruplica del 23 novembre 2021 il convenuto ha inoltrato delle 

fotografie a comprova che i lavori eseguiti dalla ricorrente non sarebbero 

l'attuazione delle misure di ripristino ordinate dal convenuto, bensì 

l'esecuzione di ulteriori abusi edilizi. Il convenuto ha inoltre fatto notare di 

aver richiesto la rifusione di ripetibili già con la presa di posizione, per cui 

la relativa domanda non sarebbe tardiva.

II. Considerando in diritto:

1. La competenza del Tribunale amministrativo per giudicare il ricorso contro 

la decisione del 12 luglio 2021 del convenuto è data dall'art. 49 cpv. 1 lett. 

a della Legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). La 

legittimazione della ricorrente è pacifica (cfr. art. 50 LGA). Essendo 

tempestivo e rispondendo alle condizioni di forma (cfr. art. 52 cpv. 1 e art. 

38 LGA) il ricorso è dunque ricevibile.

2. Controverso è se il convenuto ha giustamente imposto l'esecuzione da 

parte di un'impresa edile per l'importo di CHF 16'500.00 dei lavori di 

ripristino sulle particelle n. C.________ e D.________ della ricorrente. 

Indiscutibili sono invece le misure di ripristino stesse decretate nella 

decisione del 1°/3 luglio 2020 passata in giudicato.   

3.1. Giusta l'art. 94 cpv. 3 della Legge cantonale sulla pianificazione territoriale 

(LPTC; CSC 801.100) l'obbligo del ripristino dello stato legale tocca sia ai 

proprietari che alle persone che hanno provocato lo stato illegale. Se 

coloro che sono tenuti al ripristino in base ad una decisione di ripristino 

cresciuta in giudicato non assolvono agli obblighi entro il termine stabilito, 

in seguito a comminatoria l'autorità competente fa eseguire le necessarie 

misure da terzi a spese degli inadempienti.

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3.2. La ricorrente obietta che il convenuto non avrebbe notificato una 

comminatoria alla ricorrente prima dell'avvio della procedura per 

l'esecuzione del ripristino tramite terzi. Questa obiezione è infondata. 

Come osservato dal convenuto, alla ricorrente è stata comminata 

l'esecuzione tramite terzi inizialmente già con la decisione di ripristino del 

1°/3 luglio 2020 (doc. 5 convenuto) e successivamente con scritto del 10 

maggio 2021 (doc. 6 convenuto). Posto ciò, può restare aperta la 

questione segnalata dal convenuto secondo cui esso avrebbe chiesto il 

ripristino dello stato di legalità alla ricorrente addirittura già nel 2019 con il 

rilascio delle licenze edilizie per l'edificazione dei fondi n. C.________ e 

D.________ (doc. 2 seg. convenuto).

3.3. La ricorrente sostiene inoltre che i lavori di ripristino sarebbero stati avviati, 

sarebbero tutt'ora in corso e saranno terminati nel corso dei prossimi mesi, 

per cui la decisione impugnata di attribuzione dei lavori di ripristino a terzi 

sarebbe ingiustificata. 

3.3.1. Come giustamente notato dal convenuto, questa obiezione è inconferente, 

dacché determinante per l'esecuzione d'ufficio (tramite terzi) in base a 

suddetta disposizione non è il mancato inizio, bensì il mancato 

compimento dei lavori entro il termine assegnato. Il disposto di cui all'art. 

94 cpv. 3 LPTC non lascia spazio ad altra interpretazione se non quella 

che con l'assolvimento degli obblighi entro il termine stabilito sia inteso il 

compimento dei lavori di ripristino. Altrimenti, seguendo l'argomentazione 

della ricorrente la quale sostiene che decisivo sia l'avvio dei lavori, per 

impedire un'esecuzione d'ufficio basterebbe avviare i lavori (o addirittura 

anche solo una parte di essi) senza però mai portarli a termine. Nel caso 

di specie la ricorrente non ha sostenuto né comprovato di aver terminato i 

lavori di ripristino. 

3.3.2. Inconsistente è inoltre la censura secondo cui per la ricorrente non 

sarebbe stato possibile concludere i lavori di ripristino entro il termine 

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stabilito nella decisione del 3 luglio 2020, visto che si tratterebbe di lavori 

di una certa importanza. Innanzitutto, va detto che la decisione di ripristino 

del 1°/3 luglio 2020 è passata in giudicato e con ciò dunque anche il 

termine di 30 giorni dalla crescita in giudicato della decisione ivi imposto 

per l'esecuzione del ripristino. Ad ogni modo, il convenuto è stato a lungo 

indulgente, avendo segnalato l'intenzione di procedere d'ufficio solamente 

con scritto del 10 maggio 2021 e decidendo il ripristino d'ufficio con 

decisione del 12 luglio 2021, quindi a oltre un anno di distanza dall'ordine 

di ripristino notificato alla ricorrente con decisione del 1°/3 luglio 2020. 

Pertanto, non si può certo dire che la ricorrente non abbia avuto a 

disposizione il tempo necessario per concludere i lavori di ripristino. 

3.4. Pur entrando poi, a titolo abbondanziale, nel merito della censura della 

ricorrente secondo cui ella avrebbe avviato i lavori di ripristino, si rileva che 

che le fotografie allegate dalla ricorrente (doc. E ricorrente) non 

dimostrano che sono stati iniziati tutti i lavori di ripristino decretati. Dalle 

fotografie allegate datate 27 ottobre 2021 emerge in particolare che ella 

ha iniziato a rimuovere la tettoia annessa all'edificio n. 103 sulla particella 

n. D.________ e che il piazzale sul lato sud dell'edificio n. 103 sulla 

particella n. D.________ presenta delle lastre in pietra naturale al posto di 

lastre in cemento e in più che è stato ristrutturato il tetto di detto edificio; 

dette fotografie non dimostrano però segnatamente la decretata rimozione 

della legnaia sulla particella n. D.________ e della baracca in legno sulla 

particella n. C.________. E comunque, come anticipato sopra queste 

fotografie non dimostrano certo che i rispettivi lavori di ripristino siano stati 

terminati, cosa invece presupposta dalla succitata disposizione. Anzi, esse 

dimostrano il contrario, ossia che i lavori di ripristino non sono stati ultimati 

né entro il termine originariamente imposto né al momento 

dell'emanazione del decreto del 12 luglio 2021 qui impugnato né 

tantomeno durante questa procedura. Posto dunque che le fotografie 

inoltrate dalla ricorrente dimostrano che ella non ha assolto gli obblighi di 

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ripristino entro il termine stabilito, risulta superfluo eseguire un sopralluogo 

come da richiesta della stessa. Il Tribunale rinuncia pertanto in una 

valutazione anticipata all'assunzione di questo mezzo di prova. 

4. Riassumendo, il ricorso della ricorrente si rivela palesemente infondato, 

per cui la decisione di ripristino qui impugnata va confermata. 

5.1. Visto l'esito della controversia, le spese procedurali composte da una 

tassa di Stato fissata a CHF 2'500.00 e spese di cancelleria sono accollate 

alla ricorrente soccombente in causa (cfr. art. 73 cpv. 1 LGA). 

5.2. Giusta l'art. 78 cpv. 2 LGA alla Confederazione, al Cantone e ai comuni, 

nonché alle organizzazioni cui sono affidati compiti di diritto pubblico non 

vengono di regola assegnate ripetibili se vincono la causa nell'esercizio 

delle loro attribuzioni ufficiali. Secondo questo Tribunale, in questo caso si 

giustifica l'assegnazione di ripetibili al convenuto a carico della ricorrente 

a causa della temerarietà del suo ricorso. Il ricorso appare temerario 

perché la ricorrente pretende che l'esecuzione dei lavori di ripristino da 

parte di terzi sia illegittima visto che i lavori di ripristino sono stati iniziati, 

quando invece la relativa norma esige evidentemente che entro il termine 

assegnato i lavori di ripristino non devono soltanto essere iniziati ma anche 

ultimati. Il Tribunale ritiene dunque che la ricorrente deve indennizzare il 

convenuto per le spese legali con una somma forfettaria fissata a 

CHF 1'000.00. Va infine aggiunto che il convenuto ha chiesto la rifusione 

di ripetibili già con la presa di posizione, per cui contrariamente alle 

allegazioni della ricorrente la relativa domanda non è tardiva. 

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto.

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2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

- una tassa di Stato di CHF 2'500.00

- e le spese di cancelleria di CHF 212.00

totale CHF 2'712.00

Tali spese sono poste a carico di A.________. 

3. A.________ versa al Comune di B.________ CHF 1'000.00 a titolo di 

ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]