# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b055cf72-4264-5dca-9228-ffd2d5ef9e80
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-10-23
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 23.10.1998 15.1998.133
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1998-133_1998-10-23.html

## Full Text

Incarto n.

  15.98.00133

  	
  Lugano

  23 ottobre 1998 /FP/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Chiesa (quest'ultimo in sostituzione del giudice Zali, assente)

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sul ricorso 19 luglio 1998 di

 

                                         __________

 

contro

 

l’operato
dell’UEF di Bellinzona e meglio
contro il pignoramento di salario 15 luglio 1998 nell’ambito di diverse
procedure esecutive promosse nei confronti del ricorrente da 

 

                                         __________

rappr. __________

 

                                         e

 

                                         __________                 

rappr. __________

 

 

 

 

viste
le osservazioni

-
6 agosto 1998 __________ - 25 agosto dell’UEF di Bellinzona          

 

esaminati
atti e documenti;

ritenuto

 

 

in fatto:                   A.     Lo __________ e la
__________ procedono nei confronti di __________ per l’incasso dei loro
crediti.

 

                                 B.     Il
15 luglio 1998 l’UEF di Bellinzona pignorava presso la Cassa Pensioni della
Confederazione la rendita percepita dal debitore sulla base del seguente
calcolo:

 

                                          Introito                                                                     fr.
7’571.--

 

                                          Minimo
vitale                 

                                          importo
base                                                          fr. 1’025.-- 

                                          locazione                                                                fr.   
200.--

                                          riscaldamento                                                        fr.     
50.--

                                          cassa
malati                                                           fr.    300.--

                                          alimenti                                                                   fr.
5’200.--

                                          spese
diverse                                                        fr.    100.--

                                          Totale                                                                      fr.
6’875.--

 

                                          Eccedenza
pignorabile                                         fr.   696.--

 

                                 C.     Contro
tale provvedimento si è aggravato in data 19 luglio 1998 il debitore,
sostenendo di non consumare alcun pasto a domicilio, in quanto il suo alloggio
sarebbe composto unicamente di una camera ed un servizio igienico. Chiede
quindi che gli vengano riconosciuti i seguenti importi per il vitto:

                                           colazione:
fr. 8.--/10.--,

                                           pranzo:
fr. 25.--/30.--,

                                           cena:
fr. 20.--/25.--.

 

                                 D.     Delle
osservazioni dell’Ufficio esazione e condoni e dell’UEF di Bellinzona si dirà,
se del caso, in seguito.

 

Considerando 

 

in diritto:                1.     Nel procedere al sequestro o al pignoramento del
reddito le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le
circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del
pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua
famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III 13), ritenuto che delle
successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto
mediante revisione del pignoramento (DTF 108 III 13).

 

                                 2.     Secondo
il punto 1.1 della Tabella dei minimi di esistenza agli effetti del diritto
esecutivo edita da questa Camera (in seguito: Tabella),l’importo base di fr.
1’025.-- è comprensivo delle spese di sostentamento. Il debitore che è
costretto, per motivi di lavoro, a prendere i pasti fuori dell’economia
domestica ha diritto a un supplemento da fr. 6.-- a fr. 9.-- per ogni pasto
principale (cfr. Tabella, punto 2.4.3).

 

                                 3.     Orbene,
nel caso di specie il ricorrente non esercita alcuna attività lucrativa e
motiva la sua richiesta unicamente con l’impossibilità di cucinare al proprio
domicilio e l’esigenza di attenersi ad un’alimentazione particolare per motivi
di salute. Le motivazioni addotte dal debitore non possono essere condivise,
poiché la sola impossibilità, peraltro non dimostrata, di non poter prendere i
pasti all’interno dell’economia domestica e la necessità di seguire un regime
dietetico particolare, non possono giustificare una deduzione come quella
prospettata dal ricorrente pari a circa fr. 1’300.-- mensili. Le spese per il
vitto per una persona che non esercita un’attività lucrativa e quindi non è
costretto a consumare i pasti fuori dall’economia domestica sono infatti già comprese
nell’importo base mensile di fr. 1’025.--. Il ricorrente è quindi invitato a
cercare una soluzione più economica e consona alla propria situazione
finanziaria per far fronte alle spese di sostentamento, atteso che non é
possibile riconoscergli ulteriori deduzioni.

 

                                 4.     Ne
consegue la reiezione del gravame.

                                          Non
si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità
(art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto
federale.

 

Richiamati gli art. 17 e 93 LEF

 

pronuncia:            1.     Il ricorso 19 luglio 1998 __________ è respinto.

 

                                 2.     Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                 3.     Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

                                 4.     Intimazione
a:

                                         -
__________

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente:                                                                            La
segretaria: