# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8c7cb2db-329b-58c6-b51e-11bb4f50e770
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-06-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 18.06.2001 10.1999.34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_10-1999-34_2001-06-18.html

## Full Text

Incarto n.

  10.1999.00034

  	
  Lugano

  18 giugno
  2001/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente, 

  Chiesa e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente per giudicare nella causa in materia di
diritti d'autore promossa con petizione 15 novembre 1999 da

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr. dallo Studio legale __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________, 

  rappr. dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
   

  

 

chiedente:

 

·       
l'accertamento del
diritto d'autore dell'attore in relazione al manifesto da questi creato nel
1983 e denominato __________, e la sua violazione da parte dell'ente convenuto;

 

·       
l'accertamento del
diritto dell'attore a essere menzionato quale autore del manifesto;

 

·       
l'accertamento del
diritto esclusivo dell'attore a determinare tempi e modalità di ogni eventuale
ristampa e/o modifica del medesimo oggetto;

 

·       
la confisca di ogni
esemplare del manifesto illecitamente ristampato e/o modificato ad opera
dell'ente convenuto;

 

·       
l'ordine di cessazione
di ogni violazione attuale e di omissione di violazioni future;

 

·       
la condanna del
convenuto al pagamento all'attore della somma di fr. 13'000.- a titolo di
risarcimento danni e di riparazione del danno morale;

 

petizione cui il convenuto si è opposto, postulando la
sua reiezione;

 

svolta l'istruttoria e tenutosi il dibattimento finale
in data 8 maggio 2001;

 

letti gli atti e i documenti dell'incarto;

 

considera

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   __________
svolge la professione di grafico e di consulente pubblicitario, con studio
proprio. In tale sua veste era stato incaricato della creazione per conto
dell'Ente __________ di un manifesto destinato a una campagna di promozione
turistica prevista per il 1984. Ne è nato il manifesto prodotto in causa sub
doc. _ che può essere descritto approssimativamente come la combinazione di due
riproduzioni fotografiche, di un'opera architettonica di __________,
rispettivamente di un affresco della chiesa di __________, che fanno da sfondo
allo slogan __________. Il manifesto è stato riprodotto originariamente in due
dimensioni diverse: nel cosiddetto formato mondiale e nel formato poster
(58 x 82). Per la sua prestazione l'attore ha emesso una fattura di fr.
3'884.10 che il convenuto ha regolarmente pagato.

 

                                         Non
è contestato che il manifesto, oltre a essere stato apprezzato dal committente,
ha ottenuto grande notorietà e importanti riconoscimenti a livello nazionale.

 

                                   2.   La
presente controversia è sorta in seguito al fatto che il convenuto nel 1999 ha
ripubblicato il manifesto nel formato poster (o locandina),
modificando sia nella collocazione sulla superficie del manifesto, sia per i
caratteri di stampa scelti, la scritta __________, nonché -a detta
dell'attore- cambiando la tonalità dei colori di sfondo (doc. _). __________, peraltro
non interpellato nell'ambito di tale rifacimento, considera di essere stato
leso nel suo diritto d'autore, in particolare per quanto riguarda l'integrità
dell'opera e il diritto esclusivo alla sua utilizzazione.

 

                                         L'opposizione
dell'__________ parte da una valutazione diversa del manifesto, negandogli
particolare qualità nell'ambito grafico e attribuendone il successo al valore
intrinseco delle opere fotografate, nonché alla validità dello slogan, firmato
dall'allora suo direttore, __________. Ritiene così di poterne disporre a suo
piacimento. Per quanto riguarda la sua recente ristampa, afferma di aver dato
incarico a un'importante ditta del settore, la zurighese __________, di
riorganizzare e di uniformare tutto il materiale pubblicitario dell'ente, così
che la stampa dello slogan è stata adeguata alla scelta grafica
dell'esecutrice, adottata per tutte le locandine pubblicate. Comunque, in
seguito alle rimostranze ben presto espresse dall'attore, il manifesto sarebbe
stato ritirato dalla circolazione. In diritto, nega l'applicabilità alla
fattispecie della legislazione sui diritti d'autore poiché il manifesto non ha
i caratteri di un'opera, trattandosi di una semplice impaginazione di elementi
grafici diversi; subordinatamente, ritiene che i diritti dell'autore gli
sarebbero comunque stati ceduti con la conclusione del contratto fra le parti e
il pagamento dell'onorario esposto dal grafico. Contesta inoltre che la
ristampa abbia peggiorato la qualità del prodotto.

 

                                   3.   Questa
Camera è competente a dirimere, come istanza unica cantonale, vertenze sorte
nell'ambito della Legge federale sul diritto d'autore e sui diritti di
protezione affini (LDA) del 9 ottobre 1992 in virtù dell'art. 2 lett. b)
del Regolamento sulla competenza delle Camere civili del Tribunale d'appello.

 

                                   4.   Anche
in sede di conclusioni l'ente convenuto contesta che il manifesto in esame
rappresenti un'opera ai sensi della LDA. In particolare afferma che nel lavoro
eseguito dall'attore non si ravvisa alcun carattere individuale che rispecchi
la personalità dell'autore poiché questi si sarebbe limitato a impaginare
il manifesto, utilizzando materiale fotografico allestito da altri. Nega così
che si tratti di un'opera d'arte ai sensi dell'art. 2 LDA.

 

                                         Al
proposito va anzitutto ricordato che la LDA non protegge le "opere
d'arte" nel senso comune del termine, ma indica con il sostantivo
"opere" determinate creazioni dello spirito (elencate in modo non
esauriente all'art. 2 LDA) che altro non sono che espressioni dell'umano
pensiero, frutto cioè di attività intellettuale (Barrelet / Egloff, Le
nouveau droit d'auteur, ed. 2, Berna 2000, art. 2, N. 5; Dessemontet F.,
Le droit d'auteur, Losanna 1999, pag. 41; Rehbinder M., Schweizerisches
Urheberrecht, ed. 3, pag. 87). Indifferente è l'esito qualitativo di tali
espressioni, così come la loro rilevanza nel campo cui appartengono; mentre è
determinante ai fini della loro protezione che esse rappresentino qualcosa di
nuovo, in particolare che si distinguano nell'ambito di ciò che è noto,
ancorché il grado di novità possa risultare ridotto (Rehbinder, op.
cit., pag. 89). Ciò che il giudice è chiamato ad apprezzare dovrà in
particolare tener conto anche del pensiero dell'autore, di modo che non può
essere negata l'esistenza di una creazione dello spirito nel ricorso a
precedenti forme di stile o nella deliberata combinazione di elementi già noti
(Barrelet / Egloff, op. cit., ibidem, N. 6); quindi, di principio, al di
là della destinazione e dell'originalità dei materiali usati, può essere degna
di protezione anche la scelta creativa di una disposizione o combinazione di
oggetti che in sé non denotano nessun carattere di originalità (Dessemontet,
op. cit., pag. 118; Rehbinder, op. cit., pag. 89). In altre parole, la
collocazione di una creazione dello spirito in uno dei campi previsti dalla
legge (la letteratura o l'arte) dipende, tutto sommato, dall'attribuzione
dell'autore ed esula dalle competenze del giudice: questi deve infatti
limitarsi a constatare se essa presenta un carattere individuale sufficiente
per beneficiare della protezione di legge (Barrelet / Egloff, op. cit.,
ibidem, N. 9). Se ne conclude che l'opera protetta dal diritto d'autore è una
creazione intellettuale -appartenente al campo dell'arte o della letteratura-
che denoti carattere individuale (Barrelet / Egloff, op. cit., ibidem,
N. 11), laddove l'individualità dell'opera può a sua volta essere definita come
un'originalità comparata, ossia verificabile nel raffronto con altre opere:
cioè soltanto relativa e non assoluta (Dessemontet, op. cit., pag. 119).

 

                                         Inoltre,
affinché la creazione goda delle protezioni di legge non è necessario che
rifletta la personalità dell'autore, bastando la singolarità dell'opera (Rehbinder,
op. cit., pag. 91; Dessemontet, op. cit., pag. 115).

 

                                   5.   In
concreto, sulla base di questi principi informativi, non solo possono venir
disattese le eccezioni presentate dall'ente convenuto, ma appare accertato il
carattere di opera del manifesto in esame, ai sensi dell'art. 2 LDA. Infatti,
esso rappresenta anzitutto una creazione di natura intellettuale compiuta
dall'attore (… la creazione del manifesto deve essere attribuita interamente
a __________, ad eccezione dello slogan: teste __________); in particolare,
all'attore, interpellato dall'allora direttore dell'__________ che già lo
conosceva e lo apprezzava professionalmente e col quale si era stabilito un
particolare rapporto di fiducia in seguito a precedenti collaborazioni con
l'ente convenuto (teste __________), è stata data piena libertà
nell'allestimento del manifesto, ossia nel senso che gli era stato conferito il
mandato generico di creare un manifesto completamente nuovo, che si
allontanasse da tutto ciò che era stato fatto in precedenza e che fosse
incentrato sull'idea riferita dallo slogan (teste __________): e non è
contestato che in tale libertà l'attore abbia agito. Questa libertà di
espressione ha dato così spazio alla sua attività creativa: in particolare è
accertato che nel processo di ideazione e di realizzazione dell'opera egli
abbia saputo ottenere fin dalla prima versione un risultato non solo
perfettamente corrispondente alle aspettative del committente (testi __________
e __________), ma che si distingue per la sua unicità e la sua originalità,
elementi fortemente indiziati dal generale, non contestato riconoscimento
ottenuto dal manifesto nel campo specifico, almeno a livello svizzero (cfr.
anche doc. _). Né riguardo alla stessa opera controparte ha tentato di mettere
concretamente in dubbio l'originalità relativa, proponendo in causa il paragone
con altri manifesti sul medesimo tema, o con caratteristiche compositive simili
(Dessemontet, op. cit., pag. 119). 

 

                                         Per
contestare validamente la presenza di questo presupposto essenziale, non basta
d'altra parte negare l'impegno creativo dell'attore con riferimento al fatto
che le fotografie usate per la composizione grafica siano -peraltro
pacificamente- opera d'altri, rispettivamente che la qualità dell'opera dipenda
dalla qualità e dalla notorietà delle opere artistiche riprodotte e dalla bontà
dello slogan. Riguardo a quest'ultimo elemento dev'essere precisato che, se
l'attore non ha mai preteso di aver composto lo slogan riprodotto sul
manifesto, esso può ben esserne elemento costitutivo non a dipendenza del testo
e del messaggio in esso contenuto, ma della scelta grafica che lo riguarda,
ossia dell'adozione di determinati caratteri di stampa, delle dimensioni della
scritta e della sua collocazione sulla superficie complessiva del manifesto. In
relazione poi agli altri argomenti del convenuto, già rilevata l'indifferenza
dell'elemento qualità per rapporto all'applicabilità della LDA, è
pacifico il fatto che la grafica appartiene ai campi d'applicazione della legge
(art. 2 cpv. 2 lett. c LDA) e che anche i manifesti pubblicitari possono
senz'altro rientrare nel concetto di opera (Dessemontet, op. cit., pag.
58; Dupertuis P.R., Le droit d'auteur dans le domaine de la publicité
commerciale, Losanna 1964, pag. 103 e 110; Troller K., Manuel du droit
suisse des biens immatériels, ed. 2, vol. I, pag. 286). Può d'altra parte
rappresentare opera ai sensi della legge anche una produzione dello spirito in
cui il momento caratterizzante e distintivo sta nella composizione di diversi
elementi fra loro indipendenti (Kummer M., Das urheberrechtlich
schützbare Werk, Berna 1986, pag. 42, 45-46; Dessemontet, op. cit., pag.
118; Rehbinder, op. cit., pag. 89): ciò che in concreto è manifestamente
dato. Con la conseguenza che -contrariamente a quanto reputa il convenuto- la
notorietà delle opere riprodotte dalle fotografie che compongono il manifesto
non compromette, ma semmai contribuisce a creare la sua unicità, tant'è vero
che, se la scelta dell'attore fosse caduta su oggetti più banali o comunque di
minor impatto comunicativo, il manifesto, ossia il risultato della composizione
(cfr., sull'importanza del risultato, Dessemontet, op cit., pag. 37)
avrebbe verosimilmente avuto un minor carattere distintivo. Senza dimenticare
che esso non è ottenuto soltanto in virtù della scelta delle immagini e di una
loro casuale riproduzione, ma della particolare combinazione fra loro,
rispettivamente fra loro e l'elemento scritto (slogan), ciò che manifestamente
attiene all'attività creativa dell'attore. 

 

                                   6.   Subordinatamente,
ossia nell'ipotesi in cui al manifesto di __________ fosse riconosciuto il
carattere di opera ai sensi della LDA, il convenuto sostiene che i diritti
previsti dalla legge sono comunque passati al committente con il
perfezionamento del contratto d'appalto, applicandosi a questo contratto il
principio sancito dall'art. 400 cpv. 1 CO. La tesi è contestata dall'attore.

 

                                         La
controversia concerne la creazione di un'opera avvenuta in un ambito
contrattuale. Mentre fattispecie analoghe sono esplicitamente regolate, in
particolare relativamente a invenzioni, brevettabili o no, fatte nello
svolgimento di un'attività lavorativa o comunque nell'adempimento di obblighi
contrattuali (art. 332 CO), rispettivamente in merito alla creazione di disegni
o modelli industriali, tutelabili o no (art. 332a CO), nulla è previsto per le
opere della letteratura o dell'arte, all'infuori di quanto indica l'art. 17 LDA
(diritti su programmi per computer). Se ne deve dedurre che, escluso il caso
molto particolare regolato dall'art. 393 CO (nell'ambito del contratto di
edizione), in ogni altro caso -contrariamente alla tesi del convenuto- vale
illimitatamente il principio di creazione (Schöpferprinzip) in base al
quale tutti i diritti previsti dalla LDA appartengono all'autore dell'opera,
ancorché nella sua veste di lavoratore, o di mandatario, o ancora di
imprenditore. E' questo il motivo per cui, volendo ottenere un esito contrario,
i relativi contratti (di lavoro, di mandato, rispettivamente d'appalto) spesso
contemplano pattuizioni in base alle quali i diritti in esame possono venir
acquisiti in modo derivato dal datore di lavoro, o dal mandante,
rispettivamente dal committente. Mancando un simile accordo, vale la regola
interpretativa secondo cui al rispettivo partner contrattuale (datore di
lavoro, ecc.) spettano soltanto i diritti d'autore indispensabili per
l'adempimento del contratto (Pedrazzini / von Büren / Marbach,
Immaterialgüter- und Wettbewerbsrecht, Berna 1998, p. 71; Rehbinder, op.
cit., pag. 119): si tratta dell'applicazione della teoria della finalità (sic!
1999, 122; Rehbinder, op. cit., pag. 165-166). Principio che trova
parziale conferma sia nell'art. 16 cpv. 2 LDA, secondo cui, salvo patto
contrario, il trasferimento di uno dei diritti contenuti nel diritto d'autore
non implica il trasferimento di altri diritti parziali, sia nell'art. 381 cpv.
1 CO, in base al quale i diritti d'autore passano all'editore nei limiti e per
il tempo richiesto ad assicurare il contratto di edizione; con l'osservazione
per quest'ultima fattispecie che l'editore, nei confronti dell'opera, ha una
collocazione del tutto diversa da quella di un committente, condividendo con
l'autore l'interesse alla divulgazione del prodotto (letterario, musicale,
ecc.), così come l'interesse alla protezione dell'opera in quanto bene che sta
alla base di un'operazione per lo più commerciale. Inoltre, nell'ambito del
trasferimento di diritti d'autore è determinante la distinzione fra la parte
materiale del diritto d'autore e il contenuto morale (personale) del medesimo (Rehbinder,
op. cit., pag. 129) che, in sé e in senso generale, non è trasferibile (Hilty
R., in Comm. di Basilea, ed. 1, art. 381 CO, N. 3). Il menzionato principio
di creazione -che trova il suo fondamento nell'art. 6 LDA- così come la teoria
della finalità sono d'altra parte ampiamente condivisi da dottrina e giurisprudenza,
anche quindi nell'ambito dei rapporti con la committenza di un'opera a un
autore indipendente, sia nella forma del mandato, sia in quella dell'appalto (Rehbinder,
op. cit., pag. 164; Barrelet / Egloff, op. cit., art. 16 LDA, N.
18 e segg.; sic ! cit., 121). Senza dimenticare che, sempre in assenza
di accordi particolari sulla cessione di diritti o di parti di diritti d'autore
(che peraltro non esigono forma particolare e possono essere convenuti per atti
concludenti: sic ! cit., 121), il giudice interpreta la comune volontà
delle parti, tenendo conto, oltre ai principi menzionati attinenti al campo
specifico, anche del principio dell'affidamento. Interpretazione che, per
quanto qui esposto, avrà carattere restrittivo, ovvero -in caso di dubbio-
concludendo in senso negativo o, eventualmente, limitativo dei diritti ceduti (Barrelet
/ Egloff, op. cit., art. 16, N. 22).

 

                                   7.   Nel
caso concreto, né risulta dagli atti, né le parti sostengono che fra loro siano
intercorse pattuizioni riguardo alla cessione dei diritti d'autore. A fronte di
una situazione talmente chiara, non resta che concludere che il solo diritto
ceduto e retribuito all'autore (cfr. Rehbinder, op cit., pag. 130-131) è
stato quello di riprodurre l'opera e di disporne nell'ambito della propaganda
turistica promossa dal convenuto (art. 10 cpv. 2 lett. a LDA) e per la quale
l'opera era stata commissionata: ciò che rappresenta appunto l'unico diritto
conforme allo scopo (alla finalità) del contratto intercorso fra le parti. In
altre parole, il pagamento dell'onorario all'attore, in nessun caso potrebbe
rappresentare la sua rinuncia ai diritti che la legge gli garantisce. Comunque
non è stato contestato che parte delle poste della fattura di __________ (doc.
_) rappresenti la copertura di spese e che il modesto importo di fr. 2'800.-
corrisponda all'onorario dell'autore, ovvero il compenso per sue "prestazioni
per soggetto base".

 

                                   8.   Sulle
singole richieste di causa non vi è specifica contestazione del convenuto,
nemmeno nella forma subordinata, eccezion fatta per la domanda di risarcimento
danni e di riparazione del torto morale di cui si dirà successivamente. Per il
rimanente va anzitutto considerato che il diritto della titolarità dell'attore
sul manifesto in esame (doc. _), questione già motivata in questa sede,
scaturisce direttamente dall'art. 9 cpv. 1 LDA. Inoltre, la domanda di
accertamento della violazione dei diritti d'autore da parte dell'ente convenuto
è sostanziata dall'attore sulla base della modifica apportata senza autorizzazione
al manifesto da parte dell'__________. In effetti, la modifica in sé è ammessa
e peraltro evidente (doc. _); quanto invece alla liceità in particolare di
alterare l'impostazione grafica dello slogan e la sua disposizione sulla
superficie del manifesto, l'art. 11 cpv. 1 lett. a LDA riconosce all'autore il
diritto esclusivo di decidere se, quando e in qual modo l'opera possa essere
modificata, indipendentemente dall'entità della modifica e dall'intenzione di
chi la opera, dal momento che il giudizio ne concerne solo il risultato (Barrelet
/ Egloff, op. cit., art. 11 LDA, N. 5 e 6). Nel caso concreto, a
prescindere da qualsiasi considerazione qualitativa sul risultato
dell'operazione di rimaneggiamento compiuta dal convenuto, non è contestato che
le caratteristiche della scritta in esame debbano essere considerate come un
aspetto caratterizzante del manifesto, ovvero dell'esito creativo dell'attore.
Al riguardo basti considerare come la modifica dei caratteri di stampa e la
loro contestuale conformazione a quelli usati per tutti i posters messi in
vendita dell'__________ (ma a ben vedere anche a quasi tutti gli altri stampati
propagandistici figuranti nel prospetto doc. _), compromettano fatalmente
l'unicità del manifesto. E' d'altra parte pacifico che il convenuto ha omesso
di interpellare __________ prima di porre mano all'accennata modifica (IF di
__________, ad 7), ciò che l'ha privato addirittura della possibilità di
esprimersi al proposito; né il convenuto sostiene che controparte abbia dato
tacitamente il suo accordo alla modifica in esame.

 

                                         Il
diritto di __________ a essere menzionato quale autore del manifesto (petitum
1.2) scaturisce anch'esso dall'art. 9 LDA. Si tratta del diritto di far
riconoscere la propria qualità di autore attraverso l'indicazione del proprio
nome su ogni esemplare dell'opera (Barrelet / Egloff, op. cit., art. 9
LDA, N. 11). La domanda potrebbe apparire inadeguata alla realtà delle cose:
emerge infatti dall'istruttoria che, appena avuta notizia del dissenso
dell'attore sui termini della ristampa, il direttore dell'__________ ha dato
disposizioni di ritirare dall'offerta il poster contestato e che tale
disposizione continua a valere (testi __________, __________ e IF __________,
ad 13), ciò che esclude l'attualità di una ristampa. Ciò non ostante la
richiesta ha motivo d'essere accolta, a dipendenza dell'ipotesi che nel futuro
l'__________ voglia riproporre il manifesto pubblicitario dell'attore nel
formato poster, nell'unica versione possibile, ossia non modificato né secondo
la versione __________, né in nessun'altra versione diversa dall'originale.

 

                                         Dal
punto di vista formale l'art. 61 LDA sembra limitare l'oggetto di un'azione
d'accertamento all'esistenza o all'assenza di un diritto o di un rapporto
giuridico disciplinato dalla legge. Pacifico che quest'azione non ha carattere
sussidiario rispetto alle altre azioni di natura civile previste dalla LDA (Barrelet
/ Egloff, op. cit., art. 61 LDA, N. 2), va precisato che -in analogia a
quanto prevede l'art. 74 LBI- l'accertamento può estendersi a diversi oggetti:
in particolare all'esistenza del diritto vantato, alla pretesa violazione ad
opera della controparte, ecc. laddove l'elencazione della norma accennata non è
esaustiva (Troller K., op. cit., vol. II, pag. 1005-1006; Troller A.,
op. cit., vol. II, pag. 965). Nulla osta pertanto alla pronuncia degli
accertamenti richiesti dall'attore.

 

                                   9.   Oltre all'accertamento dei propri diritti l'attore postula la
confisca di ogni esemplare illecitamente ristampato, la cessazione di ogni violazione
attuale e l'omissione di ogni violazione futura. Al proposito già s'è detto che
il convenuto ha rinunciato immediatamente all'ulteriore messa in circolazione
del poster, cancellandolo anche dal suo prospetto (doc. _). Non risulta per
contro che delle mille copie stampate, tenuto conto di una limitata
distribuzione, tutte siano state distrutte: al proposito solo il teste
__________ accenna al fatto che parte della rimanenza sia stata mandata al
macero. La domanda di confisca è pertanto legittima e dev'essere accolta (art.
63 LDA), con la precisazione che, in ogni caso, gli oggetti confiscati sono
destinati alla distruzione come mezzo idoneo per metterli fuori uso (Barrelet
/ Egloff, op. cit., art. 63 LDA, N. 5; Dessemontet, op, cit., pag.
498): ciò che questo giudice disporrà, tosto cresciuta in giudicato la presente
sentenza.

 

                                         A
queste condizioni appare ormai priva d'oggetto la richiesta di cessazione di
ogni attuale violazione (cfr. consid. 7), mentre dev'essere respinta quella
relativa a ogni futura violazione dei diritti dell'attore, dal momento che la
legge prevede in tal senso solo che il giudice può proibire una violazione
imminente (art. 62 cpv. 1 lett. a LDA), ciò che deve corrispondere a un'azione
prevedibile (Barrelet / Egloff, op. cit., art. 62 LDA, N. 7) o
probabile; situazione che non emerge dagli atti della causa e che, per quanto
riguarda i diritti dell'autore, è comunque già corrisposta da quanto viene
deciso sulla base dell'art. 9 LDA.

 

                                10.   Inoltre,
abbandonata la richiesta di rifusione degli utili conseguiti illecitamente dal
convenuto, postula -sulla base dell'art. 62 cpv. 2 LDA- il risarcimento di
danni materiali e morali: in particolare si tratta di un danno all'immagine e
del torto morale che in petizione aveva cifrato esattamente in fr. 10'000.-,
rispettivamente fr. 5'000.-. Con le conclusioni l'attore ha ridotto la sua
richiesta complessiva da fr. 15'000.- a fr. 13'000.-, senza specificare il
motivo di tale riduzione: indica infatti il danno d'immagine in fr.
8'000.-/10'000.- e il torto morale in fr. 3'000.-/5'000.- Dal punto di vista
processuale va ricordato che le domande di causa devono essere formulate in
termini precisi e distinti (art. 165 cpv. 2 lett. g CPC), in particolare
affinché il convenuto venga a conoscenza contro cosa debba difendersi (Cocchi
/ Trezzini, CPC-TI, art. 165, m 12). D'altra parte devono essere
considerate la difficoltà oggettiva di cifrare le proprie pretese a dipendenza
della natura dei pregiudizi posti a giudizio e la competenza del giudice di
determinare il risarcimento danni in applicazione dell'art. 42 cpv. 2 CO, così
che la dottrina nel campo specifico concede all'attore di indicare anche
soltanto i limiti (ma almeno quelli) delle proprie pretese (Pedrazzini / von
Büren / Marbach, op. cit., pag. 182). In tal senso la determinazione
delle domande pecuniarie dell'attore, così come formulate nell'ultimo allegato
di causa, è senz'altro sufficiente e ammissibile. 

 

                                11.   Il
danno d'immagine lamentato dall'attore può senz'altro far parte dei pregiudizi
dipendenti da violazioni del diritto d'autore (Troller A.,
Immaterialgüterrecht, vol. II, ed. 3, pag. 990); in concreto il suo
risarcimento non può essere riconosciuto eo ipso, ma dipende dalle
circostanze concrete che devono rappresentare almeno indizi sulla presenza dei
presupposti di ogni risarcimento danni. Orbene, nella fattispecie dev'essere
considerato anzitutto che la ristampa lesiva dei diritti dell'attore è avvenuta
soltanto relativamente al formato poster e non al formato mondiale
del manifesto in esame; che la divulgazione delle cosiddette locandine in
versione modificata è avvenuta in due modi: per mezzo della pubblicazione della
stessa sui prospetti dell'__________ di cui non si conosce la tiratura, né il
numero dei destinatari e attraverso la distribuzione gratuita di un certo
numero di esemplari (100 - 150), verosimilmente a scuole, sedi dell'ente, ecc.
(teste __________); che l'impatto sul pubblico della ristampa modificata è
oggettivamente limitato non solo dal numero di copie in circolazione, ma dal
formato ridotto della locandina in quanto non destinata all'affissione vera a
propria; e che, d'altra parte, la notorietà e l'apprezzamento consolidato,
riconosciuto all'opera originale fin dal 1983 e per molti anni possono
oggettivamente essere stati compromessi solo in misura proporzionalmente minima
dalle locandine modificate, peraltro pubblicate oltre quindici anni dalla prima
apparizione del manifesto originale. In tal modo, non potendosi comunque
escludere un danno all'immagine, lo stesso non può essere risarcito con un
importo superiore a fr. 1'500.-, anche perché l'illecita ristampa delle
locandine dev'essere considerata mezzo relativamente inidoneo per compromettere
in modo importante l'immagine dell'attore nel suo campo professionale; reputazione
acquisita certamente non soltanto a dipendenza della realizzazione del
manifesto __________.

 

                                12.   Accanto
al risarcimento danni, l'attore può chiedere -come fa- un'indennità per torto
morale (art. 62 cpv. 2 LDA) in applicazione dell'art. 49 CO (Dessemontet,
op. cit., pag. 533; Troller A., op. cit., vol. II, pag. 994; Troller
K., op. cit., vol. II, pag. 1040). Vale pertanto anche in questo campo il
presupposto sostanziale della particolare gravità dell'offesa alla personalità
del richiedente (Barrelet / Egloff, op cit., art. 62 LDA, N. 14; Dessemontet,
op. cit., ibidem), situazione tuttavia poco frequente nell'ambito dei diritti
d'autore (Dessemontet, op. cit., pag. 534; Troller A., op. cit.,
ibidem). In concreto, se l'agire del convenuto è riconosciuto chiaramente come
violazione di diritti dell'autore, non è sostenibile che ciò rappresenti una
lesione grave della sua personalità, e ciò in buona parte per gli stessi motivi
già ricordati sub 11. La richiesta deve pertanto essere respinta.

 

                                13.   Per
quanto riguarda il carico delle spese e della tassa di giustizia, nonché
l'attribuzione di ripetibili vale l'art. 148 CPC, ossia in generale la regola
secondo la quale le conseguenze pecuniarie del processo seguono la soccombenza,
a meno che altri giusti motivi inducano a tener conto di motivi diversi;
comunque, nell'ambito di questa decisione il giudice gode di ampio potere
d'apprezzamento (DTF 126 II 168). Nella presente vertenza, come spesso
accade nell'ambito della proprietà intellettuale, il nocciolo della
contestazione si colloca nell'accertamento dei diritti dell'attore e della
lesione degli stessi da parte dell'ente convenuto, mentre le pretese di natura
pecuniaria assumono un ruolo affatto secondario. Pertanto l'attore dev'essere
considerato ampiamente vittorioso, così che gli oneri processuali possono
essere caricati in modo preponderante alla parte convenuta.

 

 

Motivi per i quali,

richiamati per le spese
gli art. 148 CPC, la LTG e la TOA,

 

 

pronuncia:

 

                                   1.   La
petizione 15 novembre 1999 è parzialmente accolta.

 

                                         Di
conseguenza:

 

                               1.1.   E'
accertato il diritto d'autore di __________ in relazione al manifesto
__________.

                                 §.       E' accertato il diritto
di __________ di essere menzionato quale autore del manifesto, nel senso dei
considerandi.

                                   §§.     E' accertato il
diritto esclusivo di __________ a determinare tempi e modalità di ogni
eventuale ristampa e/o modifica del manifesto.

 

                          1.2.   E'
accertata la violazione da parte dell'Ente __________ del diritto d'autore di
__________ per mezzo della ristampa

                                   del
manifesto di cui al punto 1.1., nel formato poster, così come

                                   descritto
nei considerandi.

 

                          1.3.   E' ordinata a carico del convenuto la confisca di ogni esemplare

                                   esistente
del manifesto ristampato nel formato poster e

                                   modificato.

                                   §.       Di conseguenza è fatto
ordine all'Ente __________ di consegnare a questa Camera tutti gli oggetti
confiscati nel termine di 15 giorni dalla crescita in giudicato della
presente decisione, affinché vengano distrutti.

 

                               1.4.   L'Ente
__________ è condannato a versare a __________, la somma di fr. 1'500.- a
titolo di risarcimento danni.

 

                                   2.   Le
spese del presente giudizio consistenti in:

                                         testi                                                                         fr.     230.-

                                         spese
diverse                                                        fr.       70.-

                                         tassa
di giustizia                                                    fr.  2'000.-

                                         totale                                                                       fr.  2'300.-

 

                                         da
anticipare dall'attore, sono poste a carico del convenuto per 4/5 e a carico
dell'attore per 1/5. Il convenuto verserà inoltre a __________ l'importo di fr.
3'500.- a titolo di ripetibili parziali.

 

                                   3.   Intimazione:    -      studio
legale __________

                                                                 -      avv.
__________

 

 

 

Per la Seconda Camera civile
del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario