# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** eece0a58-7e36-5ab8-b086-c2e7c3d44aef
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-10-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 26.10.2004 60.2004.315
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2004-315_2004-10-26.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2004.315

   

  	
  Lugano

  26 ottobre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Raffaele Guffi, vicepresidente,

  Ivano Ranzanici, Alessandro Soldini (in sostituzione di Mauro
  Mini, esclusosi)

  

 

	
  segretaria:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso 2.9.2004
presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1, , 

  patr. da: PA 1,
  ,

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione
  23.8.2004 del procuratore pubblico Maria Galliani che ha promosso l'accusa
  nei suoi confronti per titolo di amministrazione infedele;

  

 

 

richiamate le
osservazioni 13.9.2004 del magistrato inquirente, concludenti per la reiezione
del gravame;

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   Nell'ambito
del procedimento penale - aperto su segnalazione della __________ (__________),
__________ - a carico, tra l'altro, di __________ __________, __________ __________,
__________ __________ e __________ __________ per titolo di amministrazione
infedele, appropriazione indebita, truffa, falsità in documenti e soppressione
di documenti in merito all'attività di __________, __________, ora in
liquidazione in seguito al fallimento pronunciato con decisione 19.8.2004 della
__________, il 23.8.2004 il procuratore pubblico - al termine
dell'interrogatorio - ha promosso l'accusa nei confronti di __________ RI 1 a'
sensi dell'art. 158 CP in relazione al suo ruolo quale azionista e già
presidente del Consiglio di amministrazione della citata società dal 1977 a
marzo 2004.

 

 

                                   b.   Con
tempestivo ricorso __________ __________ RI 1 chiede di annullare la suddetta decisione,
ritenuto che "durante l'anno 1999, in particolare, (…) si è soprattutto
occupato della fase che ha preceduto l'ottenimento della licenza poi concessa dalla
__________ alla __________ l'anno successivo", che "infatti,
per poter ottenere la licenza è stato necessario riorganizzare interamente
l'intera struttura della __________ (…)", che "durante il 1999
quindi, il Consiglio di amministrazione si è riunito ben sei volte, in
occasione delle quali si discuteva principalmente dell'avanzamento dei lavori
rispetto alla tabella di marcia imposta dalla __________ " (ricorso
2.9.2004, p. 3), che "(…) sulla scorta delle dichiarazioni contenute
nei verbali (delle sedute del Consiglio di amministrazione) e in base al
comportamento assunto in seno al CdA non è possibile muover(gli) alcun
rimprovero (…)" (ricorso 2.9.2004, p. 6), che "(…) la
posizione dell'ufficio di revisione rinforzava il convincimento del CdA e
quindi anche quello del proprio presidente, in merito al fatto che le persone
che in __________ si occupavano della gestione degli averi dei clienti avevano
agito nell'interesse di questi ultimi e nel rispetto dei disposti legali"
(ricorso 2.9.2004, p. 7) e che "non essendo riscontrabile alcuna negligenza
da parte (sua), a maggior ragione va esclusa l'intenzione di delinquere,
elemento costitutivo soggettivo che deve essere realizzato trattandosi del
reato di amministrazione infedele" (ricorso 2.9.2004, p. 9).

 

 

                                   c.   Delle
osservazioni del procuratore pubblico si dirà, se necessario, in diritto.

 

 

in diritto

 

                                   1.   L’art.
191 CPP consente all’accusato di presentare ricorso alla Camera dei ricorsi
penali contro la promozione dell’accusa per opporre le eccezioni che sospendono
od escludono la persecuzione del reato, oppure che escludono il carattere di
reato nell’azione od omissione incriminata. Le censure sollevate contro la promozione
dell’accusa devono consistere in eccezioni di natura processuale che
impediscono l’esercizio dell’azione penale, quali ad esempio la competenza
territoriale o l’inesistenza di una valida querela, oppure in eccezioni di
diritto sostanziale che escludono il carattere di reato dell’azione
incriminata.

                                         Condizione
irrinunciabile é in ogni caso che il fondamento fattuale dell’eccezione appaia
già di primo acchito certo e liquido, così da far ritenere inutile l’istruzione
formale; per contro, se la situazione di fatto alla base dell’eccezione é
controversa, il relativo giudizio sfugge alla cognizione di questa Camera e
dovrà essere sottoposto ad un esame più approfondito, mediante istruzione
formale.

 

 

                                   2.   2.1

                                         __________
RI 1 sostiene che la promozione dell'accusa a' sensi dell'art. 158 cifra 1 CP -
secondo cui è punito per amministrazione infedele chiunque, obbligato per
legge, mandato ufficiale o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio
altrui o a sorvegliarne la gestione, mancando al proprio dovere, lo danneggia o
permette che ciò avvenga (BSK StGB II - M. A. NIGGLI, Basilea 2003, n. 9 ss. ad
art. 158 CP) - sarebbe, in assenza di indizi in merito all'aspetto soggettivo
del reato, ingiustificata.

 

                                         2.2.

                                         Tale
eccezione è nondimeno irricevibile, il fondamento fattuale della censura non
essendo già di primo acchito certo e liquido, come presuppone la predetta
giurisprudenza: dagli atti risulta infatti che il Consiglio di amministrazione,
presieduto dal qui ricorrente, ha discusso - con riferimento anche al
procedimento penale promosso nei confronti di __________ __________ e __________
__________ - la vicenda inerente la rifusione (attuata sostanzialmente per non
pregiudicare la procedura di autorizzazione __________ ad operare quale commerciante
di valori mobiliari) dei clienti interessati dal "settlement"
28.6.1998 (secondo il quale il già azionista __________ __________ avrebbe
parzialmente rimborsato gli investimenti effettuati da __________) o
insoddisfatti dell'esito di alcune operazioni, rimborso che sarebbe avvenuto
con capitali apportati da nuovi clienti, ai quali la società avrebbe consegnato
partecipazioni al fondo __________ (divenuto __________), domiciliato nelle __________
(verbale di interrogatorio 19.8.2004 di __________ __________, p. 3 s.); in
particolare, il 13.10.1999 il Consiglio di amministrazione ha deciso di procedere
ad un esame della situazione del fondo (verbale della seduta 13.10.1999, doc.
6, allegato al ricorso 2.9.2004; verbali di interrogatorio 18.8.2004 di __________
__________, p. 2 s., 19.8.2004, p. 4 e 26.8.2004, p. 1 s. di __________ __________),
prendendo atto di seguito del rapporto stilato, tra l'altro, in merito a tale
problematica ed osservando al proposito che "(…) per ciò che concerne
l'investimento in __________ si rileva che gli investimenti della clientela
sono stati effettuati sul conto della __________ di __________ - di
proprietà di __________ __________ e __________ (verbali di interrogatorio
26.8.2004 di __________ __________, p. 4 e 31.8.2004 di __________ __________,
p. 2) - che gestisce tale fondo. In tale modo i fondi dei clienti sono usciti
dal patrimonio in gestione presso __________ per essere affidati alla gestione
della __________. nel fondo __________, appunto" (verbale della seduta
18.11.1999, p. 2, doc. 7, allegato al ricorso 2.9.2004). Ora, il ricorrente -
che conosceva la vicenda inerente il "settlement" (verbale di
interrogatorio 23.8.2004 di __________ RI 1, p. 4) - ha partecipato alle sedute
del Consiglio di amministrazione nel corso delle quali è stata trattata la
questione concernente il rimborso di vecchi clienti con capitali di nuovi
clienti, rispettivamente la mancanza di copertura delle quote di partecipazione
al fondo __________ consegnate ai clienti (verbale di interrogatorio 23.8.2004
di __________ RI 1, p. 5 ss.; cfr. anche verbali di interrogatorio 26.8.2004 di
__________ __________, p. 1 s. e 4, 27.8.2004 di __________ __________, p. 4 e
6) e ha predisposto una bozza di istanza da inviare alla __________ indicando __________
__________ e __________ __________ quali azionisti di __________ (verbale di interrogatorio
23.8.2004 di __________ RI 1, p. 2 s.), per cui - considerato inoltre che il
capitale della clientela con investimenti nei fondi __________ e __________ era
fuori bilancio (verbale di interrogatorio 17.8.2004 di __________ __________,
p. 3) e che il fondo __________ avrebbe avuto un valore patrimoniale in
sostanza inesistente (verbale di interrogatorio 27.8.2004 di __________ __________,
p. 4 s.) - si impone di procedere all'istruttoria per determinare se __________
RI 1 abbia violato i doveri di sorveglianza prescritti dalla sua carica quale
presidente del Consiglio di amministrazione, segnatamente con riferimento ai
doveri di salvaguardia degli interessi della società e di tutela del suo patrimonio
(BSK StGB II - M. A. NIGGLI, op. cit., n. 22, 49 e 108 ad art. 158 CP). 

 

                                         2.3.

                                         Con
la promozione dell'accusa il magistrato inquirente ha del resto unicamente
formalizzato l'accusa nei confronti di __________ __________ RI 1, ciò che non
costituisce ancora una decisione di condanna; scopo di questa decisione è infatti
unicamente quello di comunicare all'accusato la sua situazione, in particolare
di precisare quali siano le violazioni rimproverategli e consentirgli quindi di
esercitare i suoi diritti di difesa riconosciuti a questo stadio della
procedura. Non compete peraltro alla Camera dei ricorsi penali procedere ad un
giudizio anticipato, come pretende il ricorrente: tale decisione presuppone infatti
un apprezzamento delle prove, incombenza che spetta al procuratore pubblico
(che, nell'ambito dell'istruzione formale, procederà alla verifica della
sussistenza degli elementi costitutivi del reato e valuterà se le eccezioni
proposte sono fondate, decretando - se del caso - l'abbandono del
procedimento), rispettivamente al giudice di merito, ai quali questa Camera non
può sostituirsi.

 

 

                                   3.   Il
ricorso è irricevibile; tassa di giustizia e spese sono poste a carico del ricorrente,
soccombente.

 

 

 

 

Per questi
motivi,

richiamati gli art. 191
CPP, 158 CP, 1 ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra norma applicabile,

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è irricevibile.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di fr. 800.-- e le spese di fr. 50.--, per complessivi fr.
850.--, sono poste a carico di __________ RI 1, __________.

 

 

                                   3.   Intimazione:

                                      

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera
dei ricorsi penali

 

Il
vicepresidente                                                      La
segretaria