# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ecf352b6-fc19-5a48-ac00-2ee709ce5e09
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-05-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 06.05.2008 12.2008.87
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2008-87_2008-05-06.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2008.87

  	
  Lugano

  6 maggio 2008/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Walser e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

vista l’istanza 18 aprile 2008 del Pretore della Pretura
di Mendrisio Nord, avv. Laura Beroggi, con la quale comunica la sua astensione
nella causa OA.2007.70 promossa con petizione 22 giugno 2007 da

 

 

	
   

  	
  AP 1 

  rappr. dall’ RA
  1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO
  1 

  rappr. dall’ RA
  2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

preso atto delle osservazioni 14 aprile 2008 della
parte attrice;

 

 

letti ed esaminati gli atti e i documenti di causa,

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:        

                                  A.   Con petizione 22
giugno 2007 AP 1 ha convenuto davanti alla Pretura di Mendrisio-Nord AO 1,
chiedendo di accertare l’inesistenza di un credito di fr. 57'741.25 vantato nei
suoi confronti da quest’ultima. La convenuta si è opposta alla petizione con
risposta 14 novembre 2007. Le parti hanno confermato le rispettive domande di
giudizio nella replica del 14 dicembre 2007 e nella duplica del 28 gennaio
2008. 

 

                                  B.   Il 2 aprile 2008 l’avv. Laura Beroggi, Pretore della
giurisdizione di Mendrisio-Nord, ha comunicato alle parti che riteneva di
doversi astenere nella loro causa, poiché con sentenze 13 luglio 2005 la
Seconda Camera civile del Tribunale di appello aveva accolto tre istanze di
ricusa presentate nei suoi confronti da una società di cui era amministratore
unico __________, amministratore unico dell’attrice. Nel termine di 5 giorni
assegnato alle parti per esprimersi, l’attrice ha comunicato di non avere
osservazioni, mentre la convenuta non ha reagito. Di conseguenza il Pretore ha
trasmesso il 18 aprile 2008 l’incarto a questa Camera.  

 

e considerato

 

 

in diritto:                     

 

                                   1.   L’art.
27 CPC dispone che le parti possono ricusare il giudice o il segretario se vi è
grave inimicizia tra il giudice o il segretario e alcuna delle parti (lett. a),
rispettivamente “in ogni altro caso in cui esistono gravi ragioni” (lett. b).
Inoltre, il giudice o il segretario che riconosce in sé un caso di ricusazione
ha l’obbligo di astenersi e di avvertirne immediatamente le parti (art. 29 cpv.
1 CPC). Il giudizio sulla ricusazione del Pretore incombe alla Camera civile di
appello (art. 30 cpv. 1 CPC). La decisione di ricusa o di esclusione è
pronunciata con decreto in camera di consiglio e non può essere impugnata (art.
30 cpv. 3 CPC). L’astensione del magistrato che ravvisa in sé un caso di
ricusazione non è automatica ma è sempre necessario, per evitare abusi, il
giudizio confermativo dell’autorità prevista dall’art. 30 CPC (Rep. 1997 pag.
212). 

 

2.La
procedura che disciplina una domanda di ricusazione o di astensione è quella
contenziosa di camera di consiglio (art. 30 cpv. 3 CPC), la quale
implicherebbe, di per sé, un’udienza con possibilità di replica e duplica orali
(art. 363 cpv. 2 CPC). In concreto però l’attrice ha già preso posizione, non
opponendosi all’astensione del Pretore, mentre la convenuta ha rinunciato a
esprimersi sull’ordinanza 2 aprile 2008. Si può dunque procedere all’esame
dell’istanza senza altre formalità.

 

                                   3.   Il diritto a un giudice indipendente e imparziale è
espressamente regolato dall’art. 30 Cost. Sul piano cantonale la garanzia di un
giudice indipendente e imparziale è concretizzata anzitutto dalle norme sulla
ricusazione e l'esclusione, le quali sono concepite, come quelle
sull'organizzazione dei tribunali, in modo tale da assicurare l'equanimità e la
neutralità dei magistrati, conformemente alle esigenze dell'art. 6 n. 1 CEDU
(DTF 125 I 209 consid. 8a, 119 consid. 3a). La garanzia di un giudice
imparziale vieta l’influsso sulla decisione di circostanze esterne al processo
che potrebbero privare il magistrato della necessaria oggettività, a favore o a
pregiudizio di una parte: a chiunque sia sottoposto ad influenze di tal genere
non può infatti essere riconosciuta la qualità di “giusto mediatore”,
necessaria per poter fungere da giudice in una vertenza (DTF 126 I 68 consid.
3a, 125 I 209 consid. 8a, 124 I 255 consid. 4, 117 Ia 170 consid. 3a). Il
giudice deve quindi astenersi dall'esercizio del proprio ufficio o poter essere
ricusato da chiunque dimostri un interesse, allorquando vengono a mancare
imparzialità e indipendenza. La ricusa - alla stessa stregua dell'astensione -
rimane tuttavia una misura d'eccezione che, per non intralciare il buon
funzionamento della giustizia, deve essere ammessa soltanto in presenza di
motivi gravi ed oggettivi che permettono di dubitare dell'imparzialità del
giudice. A tal fine occorre che il sospetto di parzialità sia confortato da
elementi concreti e nasca da ragioni gravi, di per sé atti a creare una
situazione di incapacità soggettiva del giudice a occuparsi in modo equanime e
sereno della vicenda processuale (DTF 126 I 168 consid. 2a, 116 Ia 14 consid. 4;
RDAT 1984 n 29 consid. 3b; Rep 1998 n. 97). Non costituiscono ragioni gravi,
sufficienti alla ricusa di un magistrato, semplici supposizioni, illazioni o
timori generici di parzialità non confortati da elementi concreti e
suscettibili di confermare l'esistenza di tale situazione. È quindi richiesta
la parvenza di motivi seri e comprovati (Rep. 1997 n. 95). Nemmeno l’avvio di
un procedimento penale di una delle parti nei confronti del giudice è di per sé
un motivo grave che consenta la sua astensione (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato
e commentato, Lugano 2000, n. 24 e 25 ad art. 27). Tuttavia, secondo costante
prassi del Tribunale federale, per accogliere una domanda di ricusa non occorre
che il giudice sia effettivamente prevenuto, bastando circostanze
obiettivamente idonee a suscitare l'apparenza di una prevenzione e a far
sorgere un rischio di parzialità (DTF 117 Ia 324 consid. 2, 116 Ia 33 consid.
2b).

 

                                   4.   Il
Pretore adduce a motivo della propria domanda di astensione le istanze di
ricusa presentate dall’amministratore unico dell’attrice in altre procedure
giudiziarie in cui sono parte altre società di cui è amministratore unico,
accolte da questa Camera il 13 luglio 2005 (cfr. inc. 12.2005.126). Quelle
ricuse erano motivate dal comportamento tenuto dal magistrato, che aveva
rivolto all’amministratore unico di una parte, fuori da un’udienza e senza
contraddittorio, una frase che poteva essere intesa da quest’ultimo come
un’inammissibile anticipazione del giudizio e tale da far ritenere compromessa
la serenità di giudizio del Pretore. Nella fattispecie la causa giudiziaria in
corso riguarda una persona giuridica diversa da quella che era parte nella
precedente procedura di ricusazione del Pretore. Non vi sarebbe quindi di
principio motivo per il magistrato di astenersi dal procedimento qui in esame,
considerato che la ricusazione deve rimanere un’eccezione (Bohnet, CPCN commenté, Basilea, 2003, ad art. 76, pag.
130). Se non che, la persona alla quale il Pretore ha rivolto la nota frase è
amministratore unico di entrambe le società, nelle quali riveste un ruolo
preponderante (cfr. doc. 1,2). L’aspetto personale prevale dunque in concreto,
senza tuttavia che se ne possa trarre la conclusione della legittimità
dell’astensione anche per procedure future. Considerate le particolari
circostanze, in particolare l’identità dell’amministratore unico dell’attrice, la
domanda di astensione deve essere accolta, essendo date in concreto le “gravi
ragioni” richieste dall’art. 27 lett. b CPC per pronunciare l’astensione del
Pretore. L’incarto dovrebbe essere trasmesso al Segretario assessore della
Pretura per la continuazione della procedura. Se non che, la funzione è
attualmente vacante e l’incarto viene dunque trasmesso direttamente al Pretore viciniore.

 

                                   5.   Non
si prelevano tasse né spese, viste le particolarità del caso, e non si
attribuiscono ripetibili.

 

 

 

Per questi motivi, 

 

 

 

pronuncia:              1.   L’istanza di astensione
presentata il 18 aprile 2008 dal Pretore della giurisdizione di Mendrisio-Nord nella
causa OA.2007.70 è accolta. Gli atti sono trasmessi al Pretore della
giurisdizione di Mendrisio-Sud per la continuazione del processo. 

 

2.Non si riscuotono tasse o spese né si assegnano
ripetibili.  

 

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio-nord e alla Pretura della
giurisdizione di Mendrisio-Sud (cui l’incarto verrà trasmesso dopo la crescita
in giudicato)

 

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d'appello

La presidente                                                         Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario con un valore
litigioso superiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14,  entro 30 giorni dalla notificazione del
testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). In presenza di una decisione
pregiudiziale o incidentale, il ricorso è ammissibile solo se la stessa può
causare un pregiudizio irreparabile o se l’accoglimento del ricorso
comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una
procedura probatoria defatigante o dispendiosa (art. 93 LTF). Qualora non sia
dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini
ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte
che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un
ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una
sola e medesima istanza (art. 119 LTF).