# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 32294ae7-e763-558b-9b35-0d77cdf6d404
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-09-28
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 28.09.1999 14.1998.144
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1998-144_1999-09-28.html

## Full Text

Incarto n.

  14.98.00144

  	
  Lugano

  28 settembre 1999

  /B/fc/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini, Zali

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sulla causa a procedura sommaria appellabile promossa con istanza 1. ottobre
1998 da

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr.
  da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________

  patr.
  da: avv. __________

   

  

 

tendente
ad ottenere il rigetto definitivo dell’opposizione interposta al PE n.
__________ del 10/14 luglio 1998 dell’UEF di Locarno;

 

sulla
quale istanza il Segretario assessore della Pretura di Locarno-Città con
sentenza 19 novembre 1998 ha così deciso:

 

“1.
L’istanza è accolta: l’opposizione interposta dalla convenuta __________ al
precetto esecutivo no. __________dell’Ufficio esecuzione e fallimenti, Locarno,
è respinta in via definitiva per fr. 28’120.-- oltre interessi al 5% dal 16
luglio 1995 su fr. 28’000.-- e fr. 100.-- di spese esecutive.

 

2.
Le spese e la tassa di giustizia per complessivi fr. 220.--, da anticipare
dalla parte istante, sono poste a carico della parte convenuta.”

 

 

Sentenza
dedotta tempestivamente in appello dall’escussa che con atto 30 novembre 1998
ha chiesto la reiezione dell’istanza, con protesta di spese e ripetibili;

 

rilevato
che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con
PE n. __________ del 10/14 luglio 1998 dell‘UEF di Locarno la __________ ha escusso
la __________ per l’incasso di fr. 28’000.-- oltre interessi al 5% dal 16
luglio 1995 e fr. 120.--, indicando quale titolo di credito: “1) IVA
conformemente al conto complementare N. __________ del 30.11.1995  2) Spese
procedura esecuzione n.__________.”

                                         Interposta
tempestiva opposizione dall’escussa, la procedente ne ha chiesto il rigetto
definitivo al Pretore.

 

 

                                  B.   La
procedente fonda la sua pretesa su una sentenza 22 febbraio 1996
dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC),  Divisione principale
dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), con la quale la __________ è stata
condannata a pagare un importo di fr. 28’000.-- quale imposta sul valore
aggiunto oltre ad interessi di mora dal 15 luglio 1995 (doc. B). La sentenza
reca l’attestazione di crescita in giudicato 1. ottobre 1998 della Divisione
giuridica.

 

 

                                  C.   All’udienza
di contraddittorio l’escussa ha sollevato l’eccezione di carenza di
legittimazione, atteso che agli atti non è stato prodotto alcun documento
attestante la legittimazione di __________ a rappresentare la __________ in una
procedura giudiziaria. La debitrice ha poi eccepito di non essere mai venuta a
conoscenza del conto complementare n. __________del 30 novembre 1995, indicato
quale titolo di credito sul PE in oggetto. Agli atti è stata prodotta una
decisione 22 febbraio 1996 di rigetto dell’opposizione (doc. B) della Divisione
principale IVA, notificata al negozio di Lugano, riferita ad un precedente PE,
contro il quale era stata interposta opposizione. L’escussa ha affermato di
ignorare se sia stata presa una decisione in merito ai primi due trimestri del
1995 per l’importo di fr. 28’000.-- ed ha contestato la notifica della predetta
decisione di rigetto dell’opposizione doc. B, sostenendo che vi è stata
violazione del suo diritto di essere sentita. In seguito all’errata notifica
della decisione doc. B essa ha presentato i rendiconti per il 1995  il 10
giugno 1996, essi vanno però considerati inoltrati nel termine di 30 giorni
dalla decisione.

 

 

                                  D.   Con
sentenza 19 novembre 1998 il Segretario assessore della Pretura di Locarno-Città
ha accolto l’istanza, argomentando che la decisione doc. B,  secondo
l’attestazione ivi apposta, è cresciuta in giudicato. La domanda di revisione 6
settembre 1996 inoltrata dall’escussa (doc. D) è stata respinta l’8 gennaio
1997 con ampia motivazione. In seguito ad un ricorso amministrativo 10 febbraio
1997, presentato dalla debitrice e poi considerato quale istanza di rettifica
della decisione 22 febbraio 1996 (doc. H), all’escussa è stato assegnato, senza
successo, un ultimo termine scadente il 30 giugno 1998 per presentare la
necessaria documentazione in vista dell’eventuale rettifica della tassazione.
In prima sede è poi stato rilevato che l’escussa non può in buona fede
sostenere di non avere compreso su quale decisione si fondi l’esecuzione in
corso, ritenuti i vari tentativi della società di fare modificare la decisione
originaria 22 febbraio 1996. La predetta decisione non é d’altronde unicamente
una decisione di rigetto dell’opposizione, bensì in primo luogo una decisione
di tassazione d’ufficio per l’importo di fr. 28’000.--. Il primo giudice ha poi
rilevato che in sede di rigetto dell’opposizione non si possono verificare le
eccezioni formali e anche materiali sollevate dall’escussa, ma solo le
eccezioni previste dall’art. 81 cpv. 1 LEF.  Per quel che concerne l’eccepita
carenza di legittimazione della presunta rappresentante della __________ a, in
sede pretorile è stato ritenuto che non vi sono motivi di dubbio in merito alla
facoltà di rappresentanza dell’Amministrazione federale delle contribuzioni,
Divisione principale IVA, e per essa di __________

 

 

                                  E.   Contro
la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata l’escussa ribadendo che
sul PE in oggetto figura quale titolo di credito un presunto conto
complementare n. __________del 30 novembre 1995, il quale, se del caso,
costituirebbe la decisione di tassazione d’ufficio, ma  che non figura agli
atti. La decisione doc. B di rigetto dell’opposizione, ottenuta in una
precedente procedura esecutiva, non può invece rappresentare nell’esecuzione in
esame un valido titolo di rigetto. L’appellante si è poi riconfermata nelle sue
allegazioni di prima sede concernenti l’errata notifica della decisione doc. B
e l’invio all’Amministrazione federale delle contribuzioni dei rendiconti
riguardanti l’anno 1995.

 

Considerato

 

in diritto:                  1.   

 

                                  a)   Ex
art. 80 cpv. 1 LEF quando un credito posto in esecuzione è fondato su una
sentenza esecutiva il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo
dell’opposizione; per l’art. 80 cpv. 1 del citato articolo “sono parificare
alle sentenze esecutive, le decisioni di autorità amministrative federali
concernenti il pagamento di una somma di denaro o la prestazione di garanzie”.

 

 

                                  b)   Ex
art. 81 LEF se il credito è fondato su una sentenza esecutiva di un’autorità
della __________ o del __________ in cui fu promossa l’esecuzione,
l’opposizione è rigettata in via definitiva a meno che l’escusso provi con
documenti che dopo la sentenza il debito è stato estinto o il termine per il
pagamento è stato prorogato ovvero dimostri che è prescritto.

 

 

                                   c)   Secondo
l’art. 57 cpv. 4 OIVA le decisioni passate in giudicato dell’Amministrazione
federale delle contribuzioni concernenti imposte, interessi, spese e multe sono
parificate a sentenze esecutive giudiziarie ai sensi dell’articolo 80 della
Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento. 

 

 

                                  d)   Il
giudice del rigetto accerta d’ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche
in sede di appello) se la documentazione prodotta costituisce valido titolo di
rigetto e se vi è identità fra il creditore, il debitore e il credito (indicati
nel precetto esecutivo e nell’istanza) con il creditore, il debitore e il
credito (di cui ai documenti prodotti.

 

 

                                  e)   Per
quel che concerne l’identità del titolo di credito indicato sul PE e la
documentazione prodotta va rilevato che il titolo di credito indicato sul PE in
esame “IVA conformemente al conto complementare N. __________del 30 novembre
1995” è riportato nella decisione 22 febbraio 1996 (doc. B), per cui
l’appellante non può in buona fede affermare di non avere compreso l’oggetto
della procedura esecutiva che ci occupa.

 

 

                                    f)   Con
decisione 22 febbraio 1996 (doc. B) l’AFC, in applicazione dell’art. 51
dell’Ordinanza del 2 giugno 1994 concernente l’imposta sul valore aggiunto
(OIVA), ha emesso una decisione, secondo la quale la __________ deve pagare all’AFC
per il 1° e il 2° trimestre 1995 fr. 28’000.-- di IVA più gli interessi
moratori dal 15 luglio 1995.

                                         Contrariamente
a quanto asseverato dall’escussa, la decisione doc. B non è quindi unicamente
una decisione di rigetto dell’opposizione nella predetta esecuzione n. 388’979,
ma anche una decisione amministrativa concernente l’IVA per i primi due
trimestri 1995. Le eccezioni sollevate dall’escussa consistono nel contestare
questa decisione, sostenendo di non averla ricevuta e di avere trasmesso in
tempo il rendiconto per l’anno 1995. Simili eccezioni sono però inammissibili
nella procedura di rigetto definitivo dell’opposizione, ritenuto che esse
mettono in discussione materialmente la decisione 22 febbraio 1996 posta alla
base dell’esecuzione, per cui dovevano essere sollevate in sede di reclamo
contro la decisione amministrativa. A questo proposito va rilevato in via abbondanziale
che la domanda di revisione 6 settembre 1996 (doc. D), presentata dalla
debitrice, è stata respinta l’8 gennaio 1997 dalla AFC (doc. E). Per quel che
concerne il ricorso amministrativo 10 febbraio 1997 (doc. F) - poi considerato
quale istanza di rettifica della decisione 22 febbraio 1996 (doc. H) - e
l’assegnazione di un ultimo termine di 30 giorni per presentare la necessaria
documentazione in vista di un’eventuale rettifica della tassazione, va
ricordato che la __________ non ha osservato il predetto termine, per cui con
scritto 17 settembre 1998 la __________ ha “definitivamente archiviato” il caso
(doc. I).

                                         La
decisione doc. B per il prelevamento dell’IVA per i primi due trimestri 1995,
cresciuta in giudicato secondo l’attestazione 1. ottobre 1998 della Divisione
giuridica, costituisce pertanto ex art. 80/81 LEF e 57 cpv. 4 OIVA  valido
titolo di rigetto definitivo dell’opposizione.

 

 

                                   2.   L’appello
30 novembre 1998 della __________ va quindi respinto.

                                         La
tassa di giustizia segue la soccombenza, mentre non si assegnano indennità in
mancanza di petitum in tal senso, la parte appellata non avendo presentato
osservazioni (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).

 

 

 

 

Per
i quali motivi,

richiamati
gli art. 80/81 LEF e 57 cpv. 4 OIVA

 

 

pronuncia:              1.   L’appello
30 novembre 1998 della __________ è respinto.

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di fr. 330.--, già anticipata dall’appellante, resta a
carico della __________.

 

                                   3.   Intimazione:

                                         -
__________

                                         Comunicazione
alla Pretura di Locarno-Città.

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           La
segretaria