# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8889c12c-0dd4-5121-8990-51cbb26bc88b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-12-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 13.12.2017 72.2015.95
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2015-95_2017-12-13.html

## Full Text

Incarto
  n.

  72.2015.95

  	
  Lugano,

  13 dicembre 2017/ns

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte delle assise criminali

  	 

	
   

  	 

	 
	
  composta da:

  	
  Rosa Item, Presidente

  
	 
	
   

  	
  GILA_1,
  giudice a latere 

  GILA_2,
  giudice a latere 

  
	 
	
   

  	
  Letizia
  Vezzoni, vicecancelliera

  
								

 

sedente nell’aula penale maggiore di questo Palazzo
di giustizia, per giudicare

 

	
  nella causa penale

  	
  Ministero pubblico

  

 

	
   

  	
  e in qualità di accusatori privati

  
	
   

  	
   

  ACPR 1

  ACPR 2

  entrambi patrocinati da RAAP1

  

 

 

	
  contro

  	
  IMPU_1

  rappresentato dall’ DUF1

  

 

nei confronti del quale in data 2 giugno 2014 è
stata adottata la seguente misura sostitutiva dell’arresto:

 

l’obbligo di sottostare scrupolosamente ad ogni e
qualsiasi misura definita a suo beneficio dalla dottoressa __________ nell’ambito
della presa a carico a cui si è volontariamente sottoposto; misura approvata
con decisione del Giudice dei provvedimenti coercitivi in data 3 giugno 2014.

 

 

imputato, a
norma dell’atto d’accusa nr. __________ del 23.06.2015 emanato dal Procuratore
pubblico PP1, di

 

                                   1.   omicidio
intenzionale (tentato)

per avere,

in data 5 marzo 2014,

a __________, __________, all’interno del Capannone __________,

tentato di uccidere ACPR2,

e meglio,

accorgendosi, all’interno del summenzionato
Capannone, della presenza di ACPR2 abbracciato alla sua ex compagna ACPR 1,

scaraventandosi quindi su di loro, colpendo
contestualmente ACPR2 con dei pugni al viso, facendolo cadere a terra
unitamente a ACPR1,

e indi, ACPR2 a terra privo di sensi, tirandogli,
come se colpisse un pallone, ripetutamente calci alla nuca, alla zona
nuca/collo e alla schiena, 

tentato di uccidere ACPR2, non riuscendovi solo per
motivi derivati dal caso, nonché per l’intervento degli agenti di sicurezza, 

cagionandogli le lesioni riportate nel parere medico
legale di data 10 novembre 2014 in atti;

 

fatti avvenuti: nelle
circostanze di luogo e di tempo indicate;

reato previsto:
dall’art. 111 CP richiamato l’art. 22 CP;

 

 

                                   2.   lesioni
semplici 

per avere,

in data 5 marzo 2014,

a __________, __________, all’interno del Capannone __________,

nelle circostanze di fatto di cui al punto 1, 

colpendo ACPR1 all’addome e sulla gamba sinistra con
dei calci, nel mentre quest’ultima tentava di proteggere con il suo corpo ACPR2,
a terra inerme, 

cagionato alla stessa le lesioni riportate nel
certificato medico dell’Ospedale __________ di data 5 marzo 2014
 in atti;

 

fatti avvenuti: nelle
circostanze di luogo e di tempo indicate;

reato previsto:
dall’art. 123 cifra 1 CP;

 

                                   3.   minaccia 

per avere,

a __________,

in data 5 marzo 2014,

dopo i fatti di cui al punto 1, 

nel mentre veniva accompagnato dagli agenti di
sicurezza, incusso timore a ACPR2, nel frattempo adagiato a terra in attesa dei
soccorsi, rivolgendosi a lui dicendogli che non sarebbe finita lì;

 

fatti avvenuti: nelle
circostanze di luogo e di tempo indicate;

reato previsto: art. 180
CP;

 

 

Presenti:                   -   il Procuratore pubblico PP1,
in rappresentanza del Ministero Pubblico; 

                                     -   l’imputato IMPU_1,
assistito dal suo difensore d’ufficio avv. DUF1;

                                     -   l’avv. RAAP1,
patrocinatore d’ufficio (GP) degli accusatori privati ACPR1 e ACPR2. 

 

 

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:35
alle ore 16:15.

 

 

Evase le seguenti

questioni:                      Verbale del dibattimento

 

Preliminarmente, la Presidente
constata che nell’AA quale misura sostitutiva dell’arresto è menzionato
unicamente l’obbligo di sottostare a una presa a carico da parte della dr.ssa __________;
chiede al PP se si possono considerare decadute le altre misure sostitutive. 

 

                                PP:   tutte le misure sostitutive sono da considerare
decadute con l’emissione dell’AA.

 

               Avv. RAAP1:   desidero precisare che per tranquillità degli AP
chiederò che venga comunque pronunciato un divieto di avvicinarsi alle vittime.
Preciso che dai fatti non è più successo nulla, ma si chiederà che questo
divieto venga pronunciato per qualche tempo.

 

 

Sentiti:                       §   il Procuratore pubblico, il quale esordisce
indicando che è indubbio che quanto accaduto la sera dei fatti è molto grave,
posto come IMPU_1 per gelosia, per rabbia, per egoismo, si sia rivolto e poi
accanito su un altro ragazzo che non aveva colpa alcuna se non quella di essere
stato preferito a lui da una ragazza. Ripercorre lo svolgimento dei fatti,
evidenziando come sia stato lo stesso IMPU_1 a dire che i calci con cui ha
colpito la vittima sono stati tirati con la tecnica che gli era stata
insegnata, che ha colpito come se fosse un pallone e ha continuato anche quando
si è frapposta la ragazza. Durante l’inchiesta IMPU_1 ha dichiarato di averlo
fatto per rabbia, la rabbia di un giovane tradito che quella sera voleva
prendersi una rivalsa, rabbia che la stessa dr.ssa __________ definisce come
un’esteriorizzazione di una fragilità ed insicurezza interne. IMPU_1 si è
avventato sulla vittima sapendo le conseguenze che il suo atto poteva
provocare, tanto da poi citare, durante l’inchiesta, il caso ____________. Egli
sapeva quello che poteva succedere perché gli era anche stato spiegato a
scuola, ma quella sera ha vinto la rabbia e perso la ragionevolezza. E’ solo
per il caso e per l’intervento della sicurezza che la vittima ha riportato
“solo” una commozione cerebrale, commozione che ha comunque avuto degli
strascichi come le amnesie, le emicranie, tanto da poter riprendere solo dopo
qualche mese la sua normale attività. 

 

Per la pericolosità dell’agito, la forza con cui sono stati
sferrati i calci, la gravità della colpa e la pochezza dell’atto, una pena di 5
anni di detenzione per tentato omicidio intenzionale sarebbe il minimo (TF
6B_184 2006; inc. ___________ p. 79, confermata integralmente in CARP). IMPU_1
ha però saputo dimostrare che non è un criminale: il giorno successivo ai fatti
ha mandato un messaggio di scuse che appare sincero, ha iniziato un percorso
che l’ha portato ad ammettere le proprie responsabilità, mettendo da parte
l’orgoglio. Egli ha mostrato pentimento per il suo agito, pentimento che
secondo il PP è sincero ed è stato mantenuto nel corso degli anni trascorsi dai
fatti, scusandosi e risarcendo le vittime. Chiede che venga riconosciuta
l’attenuante specifica del sincero pentimento, così come l’attenuante generica
della giovane età. Ritenuto come non si tratti comunque di fatti che vanno
bagatellizzati, chiede che venga pronunciata una pena detentiva di 3 anni, di
cui 6 mesi da espiare possibilmente in una forma facilitata, mentre la restante
parte sospesa per un periodo di prova di 2 anni;

 

                                    §   l’avv.
RAAP1, rappresentante degli accusatori privati, il quale esordisce delineando
il carattere mite degli AP, che mai avrebbero pensato di trovarsi coinvolti in
un fatto di violenza come quello del 05.03.2014, e che ora non cercano
vendetta, ma unicamente la verità che gli permetta di ripristinare il senso di
sicurezza perso. Sottolinea come la sera dei fatti la giustizia non si sia
affatto attivata, non prendendo sufficientemente sul serio quanto accaduto e
permettendo a IMPU_1 di tornarsene a casa indisturbato, nonostante egli avesse
anche proferito delle chiare minacce. Il Carnevale è certamente un momento di
divertimento, ma non va perso il senso delle proporzioni. Rileva come sia
apprezzata l’evoluzione dimostrata da IMPU_1, ma come rimangano delle
perplessità ritenuti i suoi pregressi episodi di violenza. Trattandosi di una
persona intelligente, che sta completando gli studi universitari, il suo uso
della violenza impone una riflessione, a maggior ragione trattandosi di un
atleta che sa usare e misurare la forza, conoscendo il proprio potenziale. Oggi
le persone che hanno subito l’aggressione possono ancora dirsi fortunate, ma
gli effetti dell’accaduto non vanno banalizzati. ACPR2 ha avuto a lungo delle
emicranie, a volte ha ancora delle piccole perdite di memoria, ha dovuto
compiere un percorso per superare quanto successo. Anche ACPR1 ha avuto delle
ripercussioni, perché da quella notte ha una ferita che sta ancora cercando di
rimarginare. 

 

Chiede la conferma integrale dell’AA (sottolineando che il punto 1
AA è adempiuto dall’imputato anche dal punto di vista soggettivo, quantomeno
per dolo eventuale), così come l’accoglimento dell’istanza di risarcimento.
Chiede che, qualora venga comminata una pena sospesa condizionalmente, per il
periodo di prova venga prevista una norma di condotta che faccia divieto
all’imputato di avvicinarsi ai due AP, alle loro abitazioni e ai loro posti di
lavoro (100 metri) e di prendere contatto con loro, questo come elemento
contributivo al sentimento di ritrovata sicurezza da parte delle vittime;

 

                                    §   l’avv.
DUF1, difensore dell’imputato, la quale ripercorre il vissuto del suo
assistito, mettendo l’accento su come egli ad un certo punto si sia perso,
commettendo un fatto che gli rimarrà sulla coscienza per tutta la vita. I fatti
dell’AA non sono contestati, essendo peraltro ammessi senza riserve dallo
stesso IMPU_1. In merito alla qualifica giuridica, in particolare del punto 1
dell’AA, evidenzia come dal punto di vista oggettivo lo svolgimento dei fatti
sia grave, nella misura in cui si tratta di fatti potenzialmente idonei a
mettere a repentaglio la vita della vittima. Dal punto di vista soggettivo,
tuttavia, IMPU_1 non ha mai preso in considerazione, nemmeno inconsciamente, di
poter ferire a morte la vittima; ne ha preso coscienza dopo, ma nel momento in
cui si sono svolti i fatti tale consapevolezza non c’era. Ripercorre le
condizioni dell’art. 12 CP concludendo che la fattispecie genera dei dubbi
quanto alla presenza di un dolo eventuale, andando preferita la negligenza. IMPU_1
ha agito in un impeto di rabbia che l’ha reso impossibilitato a pensare e ad
agire in modo ragionevole. Menziona la perizia medico legale da cui risulta che
la vittima non è mai stata in pericolo di vita, che non ha riportato danni
permanenti, rispettivamente che non è possibile stabilire la forza con cui i
calci sono stati sferrati. Chiede che venga valutato se l’atteggiamento di IMPU_1
sia intenzionale o negligente. Anche per l’imputazione di lesioni semplici,
rileva come non vi fosse alcuna intenzionalità nell’atto, nella misura in cui IMPU_1
non avrebbe mai voluto colpire la sua ex compagna e probabilmente non si è
neppure reso conto di averlo fatto. 

 

Per la commisurazione della pena, nonostante i fatti possano
essere ritenuti emotivamente pesanti, IMPU_1 non è un criminale: ha sbagliato,
ha ammesso e si è assunto le sue responsabilità, ha saputo rispondere con
sincerità ammettendo gesti e fatti oggettivamente molto pesanti e difficili per
chiunque altro si trovasse in una tale situazione. È l’incontro imprevisto con
le vittime, unito all’alcol assunto, che ha reso IMPU_1 incapace di gestire le
proprie emozioni, scagliandosi contro la coppia e perdendo il lume della
ragione. Il motivo è futile, ma per IMPU_1 ACPR1 rivestiva una grande
importanza. Dai fatti, IMPU_1 ha preso coscienza del suo agire, si è scusato e
si vergogna. E’ studente universitario a __________, è ben inserito, fa parte
di associazioni locali, ha dei progetti ambiziosi e per contribuire alle
proprie spese personali lavora parallelamente agli studi come _________,
momenti in cui si trova a gestire con successo situazioni di conflitto. La
terapia svolta con la dr.ssa __________ ha dato risultati positivi, consentendo
di acquisire l’autostima che mancava e la capacità di controllo nei rapporti
interpersonali. Nonostante le scarse entrate si è detto disponibile a risarcire
le spese mediche, il torto morale e anche le spese legali. Chiede che venga
riconosciuta l’attenuante specifica del sincero pentimento, rispettivamente
l’attenuante generica della giovane età. Ritenute queste attenuanti,
l’evoluzione positiva dimostrata, la mancanza di intenzionalità, il fatto che
si tratta di un tentativo e i sentimenti al momento dei fatti, chiede una pena
detentiva di 24 mesi al massimo da porre interamente a beneficio della
sospensione condizionale per tenere conto dei principi di risocializzazione.

Considerato,                  in fatto ed in diritto

 

 

                                    1.   Vita
anteriore 

 

                               1.1.   IMPU_1,
cittadino __________ nato __________, in merito alla sua situazione personale
ed economica ha dichiarato: 

 

" Sono studente
di economia da settembre __________ a __________ e momentaneamente sono al
secondo semestre. Vivo a __________ in un appartamento in comune con mio
fratello e un altro studente. In famiglia non abbiamo nessun tipo di problema.
Per quanto riguarda la mia situazione economica posso dire di dipendere ancora
dai miei genitori, infatti sono loro che mi passano dei soldi per poter vivere
e studiare a __________.”

(VI PG 02.05.2014, p. 2, all. Rapp. PG, AI 6). 

 

" ADR che sono nato a __________, ho ____ fratelli. I miei genitori a
tutt’oggi sono tutt’ora sposati. Mio padre lavora come …omissis… 

Io ho frequentato l’asilo e
le scuole elementari a __________ senza problemi. Ho poi iniziato le scuole
medie a __________. ADR che non ho avuto problemi neanche alle scuole
medie, non ho bocciato classi né altri problemi di sorta. […omissis…] Ho quindi
iniziato il liceo a __________, con indirizzo __________, terminando la
maturità nel __________ con la media circa del _____. ADR che anche al
liceo non vi sono mai stati problemi. Ho poi iniziato __________ a __________
trasferendomi a __________ dove vivo con ________ e un altro studente. Ho
appena concluso gli esami del _______ semestre, non ho ancora ricevuto i
risultati”.

(VI PP 02.06.2014, p. 2, AI 17). 

 

In occasione dell’interrogatorio finale, l’imputato ha
precisato:

 

" ADR che confermo quanto da me descritto sulla mia situazione personale
precisando che nel frattempo ho passato gli esami del __________ semestre ed ho
iniziato il __________ semestre. Nel frattempo ho anche lavorato un mese a __________,
__________, si tratta di un lavoro da me svolto per potermi pagare gli studi
rispettivamente per poter iniziare a risarcire le vittime”.

(VI PP 09.02.2015, recte 23.02.2015, p. 2, AI
54). 

 

Al dibattimento, IMPU_1 ha indicato: 

 

"
R: …omissis… Mi rimane ancora un anno per poter terminare.
Desidero poi fare un semestre all’estero, __________ per seguire i corsi sempre
di __________ …omissis…”

(VI imputato, pp. 1-2, all. 1 V. DIB.). 

 

                               1.2.   Quanto ai progetti per il
futuro, l’imputato ha dichiarato di voler 

“terminare gli studi, dare un master __________, magari a __________.
Questo è il mio progetto”. Ha inoltre indicato di non avere “una ragazza da
dopo i fatti; non ho più avuto alcuna relazione. Non so dire perché, non mi
sono legato a nessuna persona e volevo stare da solo.”

(VI imputato, p. 2, all. 1 V. DIB). 

 

                               1.3.   In merito alle
attività svolte dall’imputato nel proprio tempo libero, che come si vedrà in
seguito sono tutt’altro che irrilevanti nell’ambito del presente procedimento, IMPU_1
ha affermato: 

 

" ADR che io vado regolarmente in palestra, circa 4 volte alla settimana. Il
mio allenamento in palestra consiste nella condizione fisica quindi corsa sul
tapis-roulant, cyclette, e poi dedico anche una parte alla resistenza muscolare
con esercizi di pesi. In passato giocavo a calcio nel __________ …omissis… 

ADR che in palestra, come descritto, ci vado circa dall’età di __ anni a
tutt’oggi.”

(VI PP 02.06.2014, p. 3, AI 17). 

 

" … che non ho
fatto Boxe come professionista ma mi allenavo in palestra in particolar modo mi
allenavo con KickBoxing. Mi allenavo __________ nella palestra __________. ADR
che mi allenavo con il sacco una o due volte alla settimana, non facevo
incontri. ADR che in queste modalità mi sarò allenato per circa 6 mesi
complessivi e questo prima dei fatti accaduti con __________. Preciso che in
quel periodo mi allenavo a __________, erano i primi 3 mesi che ho fatto e poi
gli ulteriori tre mesi li ho fatti a __________, ma questo dopo un anno circa,
mi allenavo comunque in palestra facendo pesi e corsa. ADR che non ho
mai avuto un allenatore, chiedevo consigli a dei presenti in palestra che ne
sapevano più di me.”

(VI PP confronto 26.08.2014, pp. 5-6, AI 32).

 

Al dibattimento chiesto di indicare come trascorreva
il proprio tempo libero, l’imputato riferiva: 

 

" (… ) passo il mio tempo
libero con un mio amico, __________, e facendo sport. Confermo che __________ è
l’amico che era con me la sera dei fatti. Come sport faccio ______, ______ e _______.
Ho praticato kickboxing al _________; ho fatto qualche corso, non so dire per
quanto tempo. La Presidente ricorda che avevo dichiarato che avevo fatto
kickboxing sia qui in _______ che poi a __________ R: lo
confermo. ADR che non faccio più kickboxing perché mi trovo meglio
facendo altri sport più orientati alla condizione fisica. Quello del kickboxing
è stato solo un periodo. Confermo che si tratta di un’arte marziale con cui si
impara a difendersi, a tirare colpi sia con pugni che con calci. ADR che
ho giocato a calcio …omissis…

La Presidente mi chiede se sono in grado di
sferrare dei pugni e dei calci con forza, con precisione. R: ai tempi
sì, ora non praticando più kickboxing non penso. Confermo che ai tempi ero in
grado di tirare calci e pugni con notevole forza e precisione.”

(VI imputato, p. 2, all. 1 V. DIB.). 

 

 

                                   2.   Precedenti
penali 

 

                               2.1.   Dall’estratto
del casellario giudiziale svizzero non risultano condanne a carico dell’imputato
(AI 53, doc. TPC 9). Tuttavia nel corso dell’inchiesta sono emersi due episodi
di violenza, precedenti ai fatti oggetto del presente giudizio. 

 

                               2.2.   Per quanto
attiene al primo episodio, si tratta di fatti avvenuti il 7 dicembre 2011 a
danno di __________, fatti che sono stati oggetto di procedimento penale sfociato
nel decreto d’accusa __________ del 13 marzo 2012, con il quale 

                                         IMPU_1 è
stato ritenuto colpevole di lesioni semplici per avere colpito la vittima con
un pugno al viso e per averle sferrato dei calci ai fianchi (AI 53), decreto che
tuttavia è divenuto in seguito privo di oggetto in considerazione del recesso
di querela della vittima a fronte del versamento di un importo a titolo di
torto morale effettuato dall’imputato a __________.

 

In merito IMPU_1 ha dichiarato:

 

" … i problemi
sono iniziati nel 2011 al __________ di __________, ero con un mio amico che si
chiama __________. __________ stava discutendo con degli altri ____________, mi
sembra che l’argomento riguardasse una partita di calcio. Uno del gruppo, non
so per quale motivo, si è rivolto a me chiedendomi, ________________ ed io non
ho risposto. A quel punto è intervenuto il mio amico chiedendo cosa stesse
succedendo e quindi un ragazzo ha tirato un pugno ad un mio amico. Il __________
ci ha poi allontanati dal __________ e mentre noi stavamo andando, all’altezza
del __________, si è verificata una rissa nel senso che questo gruppo ha
picchiato sia me che il mio amico. Preciso che io ho solo cercato di difendermi
senza riuscirci mentre che sono stato aggredito da due pugni e calci alla
schiena. Non so chi degli amici di __________ mi abbia colpito perché sono
arrivati da dietro. Premetto che io sono stato insultato così come pure il mio
amico aveva anche alzato i toni mentre che io non ho detto nulla, ad ogni buon
conto io ho sempre pensato che fosse __________ perché era dietro di me. Dico
alla verbalizzante che nonostante sapessi dove lavorava __________ non sono
andato a cercalo. Succede dopo circa due settimane, dieci giorni, vicino alla
banca __________ lo incrocio e preso dalla rabbia gli ho tirato un pugno sul
volto e dei calci ai fianchi. […omissis…] ADR che con __________ volevo
vendicarmi anche se non ho premeditato la cosa. Dico che non era premeditata
semplicemente perché non sono andato a cercarlo 3 giorni dopo.”

(VI PP 02.06.2014, pp. 2-3, AI 17). 

 

                               2.3.   In merito al
secondo episodio, che - va precisato - non è mai giunto dinanzi alle Autorità
penali, lo stesso è stato raccontato per la prima volta dalla ex compagna
dell’imputato, la quale in sede di verbale di confronto ha dichiarato: 

 

" Preciso che
avevo saputo del problema giudiziario che aveva avuto e in un’ulteriore
occasione ho visto che aveva picchiato qualcuno, all’epoca non stavo ancora con
lui, ero ancora con __________, ci trovavamo al carnevale di __________, se non
erro è accaduto 3 anni fa. Ricordo che quella sera io non mi sentivo bene ed
eravamo appena arrivati in stazione, io mi trovavo con dei miei amici e c’era
anche __________ con IMPU_1, io mi ero messa nella cabina telefonica perché
avevo freddo e mi sembra che fossi anche svenuta un paio di volte. Preciso che
all’interno della cabina c’erano anche __________, IMPU_1 e forse anche qualcun
altro, un totale forse eravamo in 5. Ad un certo punto è arrivato un uomo di 35
anni, un po’ alticcio, aveva detto qualcosa, non ricordo esattamente cosa
comunque non un’espressione gentile, e non so cosa sia successo a IMPU_1 ma
avuto uno scatto, è uscito dalla cabina, ha iniziato a colpire questa persona
con calci e pugni sino a che questo era finito a terra continuando a colpirlo.
Alla fine mi ricordo che il fratello di IMPU_1, ora mi viene in mente che c’era
anche lui, aveva cercato di allontanare IMPU_1 dall’uomo a terra che poi mi
ricordo essersi rialzato ed essere riuscito a prendere il nostro treno.
[…omissis…] Preciso alla verbalizzante che all’inizio della nostra
frequentazione con IMPU_1 eravamo tornati sull’argomento dell’accaduto quella
sera, lui mi aveva anche scritto su FaceBook una frase del tipo che se aveva
“distrutto” quella persona lo aveva fatto per proteggermi.”

(VI PP confronto IMPU_1 – ACPR 1, 26.08.2014, p. 3,
AI 32). 

Relativamente a tale episodio, l’imputato ha riferito:

 

" ADR che per quanto riguarda l’episodio della cabina ha parzialmente
ragione nel senso che io ero preoccupato per lei. Quest’uomo si era rivolto
male nei suoi confronti, la vedevo infreddolita allora, anche per colpa
dell’alcol sono uscito e ho iniziato a colpirlo. L’ho dapprima spinto, l’ho
colpito con diversi pugni al volto, non saprei dire quanti, più di uno. Era poi
intervenuto mio fratello a separarmi ancora prima che lui cadesse. La
verbalizzante mi fa notare che se io avessi smesso di colpirlo probabilmente
non sarebbe caduto e mi invita a raccontare come sono avvenuti i fatti e
rispondo che io avevo ancora la rabbia addosso nel mentre mio fratello
cercava di separarmi io andavo verso di lui ma non l’ho colpito quando era
ancora a terra. Probabilmente ACPR1 non ricorda bene. Era anche svenuta, lo ha
detto lei. Io ammetto di aver fatto male a questa persona ma non ricordo di
averlo colpito quando era a terra. […omissis…] ADR che avevo picchiato prima
__________ di cui al DA. __________ […omissis…] non ci siamo sentiti minacciati
dal ragazzo fuori dalla cabina, ricordo che aveva detto una cosa del tipo
“siete in 5 con una donna” come dire di avere dei rapporti sessuali ma non
ricordo esattamente.”

(VI PP confronto IMPU_1 – ACPR1, 26.08.2014, p. 5,
AI 32). 

 

                               2.4.   In sede
dibattimentale, in merito a questi due episodi, IMPU_1 ha riferito: 

 

"
ADR che confermo di avere due episodi di violenza
precedenti ai fatti del 05.03.2014. Il primo è quello di __________, a fine
novembre 2011. In quel caso io e un mio amico siamo stati picchiati da lui e
dai suoi amici, erano in tanti. L’ho rivisto dopo due / tre settimane e mi sono
fatto prendere dalla rabbia e mi sono buttato su di lui. 

 

ADR che quando dico buttato su di
lui, voglio dire che l’ho aggredito e l’ho colpito con dei pugni. Lui mi ha
denunciato e siamo poi arrivati al fatto che io avrei dovuto pagare fr. 1'500.-
e il caso sarebbe stato chiuso. E’ stato trovato un accordo in questo senso e
la querela è stata ritirata.

 

ADR che non penso di mettere sempre
a posto le cose pagando. Penso che le cose vadano messe a posto con le parole.
Riconosco però che fino adesso nel mio percorso ci sono più fatti, che direi
violenti, che non parole.

 

ADR che vi è poi un altro episodio,
successivo a quello di __________, in cui eravamo al Carnevale di __________,
faceva freddo e nevicava, siamo andati in stazione e abbiamo incontrato ACPR 1
che aspettava il treno. ACPR1 era con due amiche, non saprei dire chi sono. Lei
aveva molto freddo, tremava e siamo entrati in una cabina per tenerla al caldo;
stava male e pensavo avesse perso conoscenza. In quel momento è passata una
persona all’esterno della cabina che ha detto delle brutte parole su di lei.
Questa persona ha detto “fatevela in quattro” o qualcosa del genere. 

 

ADR che nella cabina eravamo quattro
uomini e ACPR1. Le sue amiche erano all’esterno. Dopo che questo uomo ha detto
questa cosa, io ho cercato di calmarlo, era alterato. Non riuscendoci gli ho
messo le mani addosso, con delle sberle e qualche pugno. 

 

ADR che quando la persona è caduta a
terra io non l’ho più colpita. Non mi ricordo chi è intervenuto a trattenermi,
probabilmente mio fratello ed altri amici.”

(VI imputato, p. 3, all. 1 V. DIB.).

 

 

                                   3.   Fatti antecedenti
la notte del 4 / 5 marzo 2014 – i rapporti tra imputato e vittime

 

                               3.1.   Al fine di
contestualizzare i fatti oggetto del presente giudizio va premesso che IMPU_1 e
ACPR1 hanno intrattenuto una relazione sentimentale durata circa 6 mesi alla
quale la ragazza ha deciso di porre fine all’incirca due settimane prima dei
fatti qui in discussione; al momento dei fatti e da circa una settimana, ACPR1
frequentava sentimentalmente ACPR2. 

 

                               3.2.   In merito al
rapporto con ACPR1, l’imputato ha riferito al Procuratore pubblico: 

 

" Di ACPR1 mi
ero innamorato molto, mi ero legato a lei. Tornavo da __________ ogni weekend
per vederla. Dopo circa 5 mesi e mezzo, quindi verso gennaio di quest’anno, lei
ha iniziato a sentirsi con questo ACPR2. All’inizio mi diceva che era un amico.
Io all’inizio le dicevo che se veramente fosse un amico lei aveva diritto di
sentirlo. Durante il carnevale di __________, quindi metà febbraio circa, lei
mi disse di voler andare al Carnevale con le sue amiche quando poco tempo prima
mi aveva detto che voleva andare al Carnevale con me. Vengo invece a sapere che
a questo Carnevale lei mi aveva tradito con ACPR2. Preciso che è stata
direttamente lei a dirmelo dicendomi che era finita. Dico che lei è stata
sincera con me anche se avrebbe potuto già dirmelo prima perché mi ero accorto
che era diventata più fredda nei miei confronti. Quando mi ha detto queste
cose, ci sono rimasto molto male ma mi sono trattenuto, non l’ho insultata e le
ho detto che ero contento di aver conosciuto una persona buona di cuore. Le ho
anche detto che non mi aspettavo che una persona di cuore come era lei potesse
farmi del male. ADR che è vero che le avevo scritto ancora nei giorni
successivi soprattutto su FaceBook dicendole di eliminare le nostre foto, e le
dicevo che mi dispiaceva per quello che era successo e che non mi sarei mai
aspettato quello che mi aveva fatto. lei mi rispondeva dicendomi che sperava
che la perdonassi in un futuro ribadendomi che la relazione era chiusa. ADR
che io era arrabbiato, deluso e triste. ADR che mi ha lasciato il 17
febbraio 2014, era un lunedì. Io le ho scritto ancora il giorno dopo, il 18
febbraio 2014. Ho poi riflettuto ed ho pensato che se anche fosse tornata da me
la storia sarebbe comunque finita. Avevo poi visto dai suoi messaggi che non
avevo tante speranze. E’ vero che nei giorni successivi ci pensavo ma non con
rincrescimento per i sentimento che avevo provato per lei ma piuttosto per la
mancanza che lei aveva dimostrato nei miei confronti tradendomi. Mi sentivo
anche un po’ ferito nell’orgoglio per essere stato tradito. ADR che non
avevo chiesto ad i nostri amici informazioni su ACPR2 e nemmeno su di loro, ACPR
1 e ACPR 2.”

(VI PP 02.06.2014, p. 4, AI 17). 

 

" ADR che ho saputo che ACPR 1 sentiva ACPR 2 circa due settimane prima dei
fatti. Avevo saputo che oltre a sentirsi si frequentavano anche perché era
stata la stessa ACPR 1 a dirmi che si erano baciati al Carnevale __________ che
si tiene circa una settimana prima del Carnevale __________. Preciso che ci
eravamo quindi lasciati il giorno dopo che ACPR 1 mi aveva precisato questa
cosa. Preciso che in quell’occasione però ACPR 1 non mi aveva detto di aver
baciato ACPR 2 ma mi aveva detto che aveva baciato una persona. ADR che
ho scoperto quindi che il ragazzo di ACPR 1 era questo ACPR 2 la sera dei fatti
perché li avevo visti baciarsi.”

(VI PP confronto IMPU_1 – ACPR 1, 26.08.2014, p. 6,
AI 32). 

 

In occasione del dibattimento l’imputato ha confermato
che quando è stato lasciato era “arrabbiato, deluso e triste”

(VI imputato, p. 2, all. 1 V. DIB.). 

 

ACPR 1 dal canto suo ha confermato che la relazione
era iniziata a settembre 2013 e che si incontravano nei week-end ritenuto come
l’imputato studiasse a __________. In merito alla fine del loro rapporto, la
stessa ha dichiarato: 

 

" La relazione
è terminata per mia volontà perché pur trattandomi sempre educatamente e non
facendomi mai nulla di male, IMPU_1 nei miei confronti si dimostrava troppo
protettivo e subito sull’attenti quando qualcuno si avvicinava a me, in
sostanza era troppo geloso. Aveva anche un atteggiamento nei confronti di terzi
che non mi piaceva, a titolo di esempio dico che se magari mi trovavo in piedi
vicino a lui e qualcuno doveva passarci accanto io magari mi spostavo per
permettere il passaggio e lui mi diceva di non spostarmi che semmai l’altro
avrebbe fatto il giro. […omissis…] oltre a quanto già precisato, nel frattempo
avevo iniziato a sentire ACPR 2. Preciso che IMPU_1 non sapeva che avevo
iniziato a scrivermi con ACPR 2, gliel’avevo detto quando gli avevo parlato per
interrompere la relazione, senza precisare come si chiamasse. Quel giorno,
avendo un po’ di timore delle reazioni di IMPU_1, avevo chiesto a __________ di
accompagnarmi. Avevamo fatto appuntamento alla stazione di __________. Preciso
che non ci sono stati problemi con IMPU_1 quando gli ho detto che non volevo
continuare, evidentemente era arrabbiato ma non mi ha trattata male, mi ricordo
che era il 22 febbraio 2014. Dopo questo incontro mi ricordo di avergli chiesto
scusa via sms nel senso che mi dispiaceva per quello che avevo fatto e perché
stavo già frequentando un altro ragazzo. IMPU_1 non mi aveva risposto male, mi
aveva semplicemente chiesto di eliminare da FaceBook le nostre foto insieme.”

(VI PP confronto IMPU_1 – ACPR 1, 26.08.2014, p. 3,
AI 32). 

 

La circostanza che ACPR 1 aveva posto fine alla
relazione anche perché IMPU_1 si lasciava coinvolgere in situazioni litigiose, è
stata confermata da ACPR 2 (VI PG 08.04.2014, p. 4, all. Rapp. PG, AI 6).

 

                               3.3.   Relativamente a
ACPR 2, l’imputato in inchiesta ha dichiarato di sapere che era un amico di ACPR
1, ma affermava di non conoscerlo personalmente e di non averci mai parlato (VI
PG 02.05.2014, p. 3, all. Rapp. PG, AI 6). Anche al dibattimento ha ribadito che
non conosceva ACPR 2, sapeva unicamente che vi era qualcun altro come gli aveva
detto la stessa ACPR 1 quando lo aveva lasciato; ha riaffermato che non sapeva
che fosse proprio ACPR 2 del quale pensava fosse solo un amico di ACPR 1 (VI
imputato, p. 6, all. 1 V. DIB.). 

 

ACPR 2, dal canto suo, ha confermato di non
conoscere personalmente l’imputato, di averlo visto unicamente una volta in
compagnia di ACPR 1 e di non aver mai avuto nessun problema con lui, neppure
dopo aver iniziato la relazione con la sua nuova compagna (VI PG 08.04.2014, p.
4, all. Rapp. PG, AI 6; VI confronto IMPU_1 – ACPR2, 26.08.2014, p. 2, AI 33). 

 

 

 

 

                                    4.   La
notte del 4 / 5 marzo 2014

 

                               4.1.   La sera di
martedì 4 marzo 2014, ACPR1 e ACPR2 decidevano di recarsi con i rispettivi
amici ___________ e ________________ al Carnevale ________ di ____________ per
la chiusura della rassegna. I quattro dalle ore 22.30 circa trascorrevano
insieme la serata nelle diverse tendine della manifestazione, sino a giungere
in quella dello _____________ sita in ______________. All’incirca alle 03.30, i
quattro amici stavano ballando all’interno di quest’ultima tendina: ACPR1 con ACPR2
e, poco distante, _______________ con _______________, quando repentinamente la
situazione precipitava. Durante i primi interrogatori esperiti dalla Polizia la
stessa è stata così descritta dai quattro amici: 

 

" Improvvisamente
sono stata urtata con violenza da tergo, la spinta è stata forte al punto di
farmi cadere al suolo. L’uomo che mi ha fatto cadere si è poi accanito contro
il mio ragazzo ACPR2, colpendolo dapprima con un energico pugno al viso ed in
seguito ha continuato la sua azione con alcuni altri pugni diretti al capo. Non
sono in grado di dire quanti sono stati in quanto sono caduta a terra e non ho
visto bene. ACPR2 a seguito dei colpi subiti ha perso i sensi ed è caduto a
terra, poco a lato del punto in cui mi trovavo io. […omissis…] Da parte mia
dopo aver riconosciuto l’autore dell’aggressione ho potuto notare che
quest’ultimo ha continuato a sferrare violenti calci al corpo privo di sensi
del mio ragazzo ACPR2. Posso dire che i calci, stimabili in 5-7, erano
prevalentemente mirati alla parte alta del corpo e più precisamente alla
schiena, al collo ed alla testa. Ho così deciso di posizionarmi sopra il corpo
di ACPR2 così da proteggerlo dai calci sferrati da IMPU_1 e sperando che
quest’ultimo avrebbe desistito dalla sua azione. Purtroppo IMPU_1 nonostante ha
visto che stavo facendo da scudo al corpo di ACPR2 ha continuato a tirare forti
calci, colpendomi più volte alla gamba sinistra, al braccio destro ed alla
pancia.”

(VI PG ACPR1, 02.04.2014, pp. 2-3, all. Rapp. PG, AI
6). 

 

" … mentre
stavo ballando assieme ai miei amici citati, improvvisamente subivo un forte
colpo alla nuca, proveniente da tergo. A seguito di tale colpo, perdevo i sensi
e cadevo al suolo. A dire dei presenti, colui che mi ha sferrato tale colpo,
identificato successivamente in IMPU_1, ha ulteriormente infierito nei miei
confronti tirandomi diversi calci alla testa, al collo e sulla schiena, tutti
colpi che a mio dire sono stati inferti con il solo scopo di causarmi dolore e
danni fisici. Sempre a dire dei presenti, la mia compagna ACPR1, nonché ex
fidanzata di IMPU_1, vista la situazione potenzialmente pericolosa decideva di
“buttarsi” sopra al mio corpo fungendo da scudo protettivo, così da impedire
all’aggressore di darmi ulteriori colpi. Ecco che allora IMPU_1, pur notando
che vi era la ragazza in mia protezione, non desisteva dal suo intento,
continuando imperterrito anche contro di lei con diversi calci, per poi essere
raggiunto dagli addetti alla sicurezza che lo allontanavano.”

(VI PG ACPR2, 08.04.2014, p. 3., all. Rapp. PG, AI
6). 

 

" Attorno le
03:30 stavamo divertendoci ballando all’interno della tendina citata, quando ad
un tratto notavo che ACPR1 e ACPR2, che sono praticamente andati al suolo
passandomi davanti, come fossero stati scaraventati. Di fatto nell’istante in
cui mi sono accorta, loro erano già a terra. Preciso che immediatamente io mi
sono girata verso la mia sinistra, dove potevo vedere e riconoscere IMPU_1. In
quel medesimo istante passandomi davanti, lo vedevo che si scagliava in
direzione di ACPR1 che si era posizionata sopra a ACPR2, probabilmente in sua
protezione, poiché privo di sensi. Una volta raggiunti i due amici che erano
accasciati al suolo, IMPU_1 li assaliva con dei calci.”

(VI PG ____________, 14.04.2014, p. 3, all. Rapp.
PG, AI 6). 

 

" Attorno le
03:30 circa stavamo divertendoci ballando all’interno della tendina citata,
quando ad un tratto notavo che ACPR2 veniva colpito alla testa, zona tempia, da
un pugno sferrato da un ragazzo che è giunto all’improvviso dalla folla. Nel
medesimo momento ACPR1 è caduta al suolo assieme a ACPR2, ma purtroppo non
posso precisare se perché, colpita a sua volta, oppure se, visto che i due
erano abbracciati, lei abbia perso l’equilibrio con la caduta di ACPR2. Di
fatto nell’istante in cui mi sono accorto che ACPR2 stesse ricevendo un pugno,
loro erano già a terra, in quanto è avvenuto in un brevissimo lasso di tempo.
Immediatamente quando ho realizzato cosa stesse accadendo, IMPU_1 aveva già
sferrato tre o più calci alla nuca di ACPR2, il quale era a terra indifeso. Nel
medesimo momento che IMPU_1 assaliva ACPR2 con dei calci, è stato fermato dagli
addetti alla sicurezza, all’interno della tendina. […omissis…] sicuramente ha
sferrato un primo pugno alla tempia di ACPR2, in seguito una volta a terra lo
ha colpito con sicuramente tre calci alla nuca, anche se non ricordo bene se
fossero di più. Mentre non posso dire con certezza se ha dato dei colpi anche
ad ACPR 1, ma presumibilmente ha subito anche lei dei colpi, poiché fosse a
terra abbracciata a ACPR 2. Posso precisare però che ACPR 2 si trovava più
vicino a IMPU_1, quindi sicuramente è lui che ha preso più colpi.”

(VI PG ______________, 16.04.2014, pp. 3-4, all.
Rapp. PG, AI 6). 

 

                               4.2.   Tutti e quattro
hanno riferito concordemente che l’imputato era poi stato fermato nel suo agire
dagli addetti della sicurezza ed allontanato, mentre _____________ aiutava ACPR
1 e ______________ aiutava ACPR 2 a rialzarsi da terra e insieme si dirigevano
verso l’uscita della manifestazione dove chiedevano aiuto agli agenti di
sicurezza presenti che prestavano i primi aiuti, allertando contestualmente la
Polizia e il Servizio ambulanza. Mentre attendevano l’arrivo dell’ambulanza si
verificava un ulteriore episodio che vedeva coinvolto il qui imputato, così
descritto dai quattro amici presenti: 

 

" Durante
l’attesa dell’ambulanza altri agenti di sicurezza hanno accompagnato
all’esterno del capannone, sito poco distante dal punto in cui ci trovavamo
noi, IMPU_1 e un suo amico. Entrambi erano trattenuti con la forza da alcuni
agenti di sicurezza. Alla nostra vista IMPU_1 ha iniziato a minacciare ACPR 2,
dichiarandogli che per lui la storia non era finita lì e che avrebbe ancora
pagato con ulteriori conseguenze fisiche. In quel frangente anche ______________
è stato minacciato da IMPU_1, gli agenti di sicurezza hanno così deciso di
mettere al suolo ed ammanettare IMPU_1 onde gestire meglio il suo stato fisico
alterato.”

(VI PG ACPR 1, 02.04.2014, p. 3, all. Rapp. PG, AI
6). 

 

" Durante
l’attesa dell’ambulanza altri agenti di sicurezza hanno accompagnato
all’esterno del capannone IMPU_1, nel frattempo riconosciuto assieme ad un suo
amico, all’interno della tendina. Alla nostra vista, IMPU_1 iniziava a minacciarmi,
proferendo frasi del tipo “con te non ho ancora finito!” oppure “andrò a
prendere anche il tuo amico ______________!” dichiarandomi che per lui la
storia non era finita. In quel frangente, gli agenti di sicurezza hanno così
deciso di mettere al suolo ed immobilizzare il IMPU_1 onde gestire meglio il
suo stato fisico alterato.”

(VI PG ACPR 2, 08.04.2014, pp. 3-4, all. Rapp. PG,
AI 6).

 

" Vorrei
precisare che mentre ci trovavamo all’esterno della manifestazione in attesa
dell’ambulanza, IMPU_1 ed un suo amico sono stati portati all’esterno, passando
dalla medesima uscita da noi utilizzata, per poi essere adagiati ed
immobilizzati proprio a pochi metri dalla nostra posizione. Infatti loro si
trovavano sul marciapiede opposto a quello in cui eravamo noi. Posso dire che
mentre stavano portando fuori IMPU_1 era molto alterato, a tal punto che
inveiva sbraitando ancora nei confronti di ACPR 2 ed ACPR 1, sino al punto che
gli addetti alla sicurezza lo hanno poi immobilizzato al suolo mediante delle
manette, cosa che hanno fatto anche con il suo amico. […omissis…] Purtroppo non
ricordo le parole da lui utilizzate, anche perché ero concentrata sullo stato
di salute dei miei due amici.”

(VI PG _____________, 14.04.2014, p. 5, all. Rapp.
PG, AI 6).

 

" Vorrei
precisare che mentre ci trovavamo all’esterno della manifestazione in attesa
dell’ambulanza, IMPU_1 ed il suo amico sono stati portati all’esterno, passando
dalla medesima uscita da noi utilizzata, per poi essere adagiati ed
immobilizzati proprio a pochi metri dalla nostra posizione. Infatti loro si
trovavano sul marciapiede opposto a quello in cui eravamo noi. Posso dire che
mentre lo stavano portando fuori, IMPU_1 era molto alterato a tal punto che
inveiva sbraitando nei confronti di ACPR 2 proferendo frasi del tipo “non
finisce qui” inoltre vedendomi da parte a ACPR 2 mi diceva che sarebbe venuto a
prendere anche me, e mi avrebbe fatto la stessa cosa del mio amico ACPR 2. In
seguito dopo aver inveito nei nostri confronti, IMPU_1 tentava di arrivare a
noi, ma gli addetti alla sicurezza, lo hanno subito atterrato ed immobilizzato
con delle manette.”

(VI PG ______________, 16.04.2014, p. 5, all. Rapp.
PG, AI 6). 

 

                               4.3.   Alcuni minuti
dopo giungevano sul posto due ambulanze che trasportavano all’Ospedale
Regionale di ___________ sia ACPR 2 che ACPR 1 che, dopo gli esami del caso,
venivano dimessi nel corso della giornata. 

 

I certificati medici rilasciati fanno stato di un
trauma cranico commotivo e di un trauma cervicale per ACPR 2 (AI 1) e di un
trauma contusivo polidistrettuale all’arto inferiore sinistro e all’emisoma di
sinistra per ACPR 1 (AI 1, inc. MP 2014.2207). 

 

IMPU_1, dal canto suo, dopo l’episodio
sopradescritto veniva condotto con un’auto della Polizia in Piazza ________
dove veniva perquisito, sottoposto al test etanografico e diffidato dalla
manifestazione; faceva in seguito rientro al suo domicilio.

 

                               4.4.   L’8 marzo 2014 ACPR
2 ha presentato denuncia penale nei confronti di IMPU_1 (AI 1 inc. 2014.2260),
cosa che ha fatto anche ACPR 1 il 10 marzo 2014 (AI 1 inc. MP 2014.2207). 

 

 

                                    5.   Le
risultanze dell’inchiesta – le dichiarazioni dell’imputato 

 

                               5.1.   IMPU_1 è stato
interrogato dalla Polizia per la prima volta il 2 maggio 2014 nell’ambito del
procedimento penale aperto a suo carico per titolo di lesioni semplici, vie di
fatto e minaccia; lo stesso ha riferito: 

 

" La sera del
04 marzo 2014 ho deciso di trascorrere la serata presso la manifestazione
“Carnevale _________” di ___________ in compagnia di alcuni miei amici. Sono
partito da ______ ed ho raggiunto la città con il treno verso le ore 22:50.
Dopo aver passato l’ingresso abbiamo trascorso la serata all’interno del
perimetro della manifestazione. Durante le ore che sono rimasto a ___________
posso dire di aver consumato numerose bevande alcoliche. Più precisamente posso
dire di aver sorbito diverse birre e della vodka redbull. Normalmente non
consumo molte bevande alcoliche, quindi in quella circostanza posso dire di
aver bevuto molto rispetto al mio standard abituale. Ricordo che la Polizia mi
ha sottoposto alla prova etanografica circa alle ore 04:45 la quale è risultata
positiva nella misura dello 0.9 per mille. [… omissis …] Non ho mai fatto uso
di droghe. 

 

Attorno alle ore 03:30 del 05
marzo 2014 ho raggiunto in compagnia del mio amico _____________ la tendina
dello ____________ sita in Piazza ___________ a ___________. Ero da poco
entrato al suo interno quando ho visto la mia ex ragazza ACPR 1. Posso
comunicare all’agente interrogante che con ACPR 1 intrattenevo una relazione
sentimentale da più o meno 6 mesi e quest’ultima aveva deciso di lasciarmi
circa due settimane prima dei fatti. Come detto ero da poco entrato all’interno
della tendina quando ho visto ACPR 1 ballare amorevolmente con ACPR 2. Da parte
mia, considerate le bevande alcoliche sorbite in precedenza, non ho più capito
nulla ed ho avuto un attacco di gelosia. Mi sono così diretto verso di loro e
senza pensarci due volte ho sferrato un pugno alla testa di ACPR 2. Ricordo di
averlo colpito una sola volta alla testa, dopodiché è caduto al suolo…. Era un
pugno, non sono in grado di dire con quale forza l’ho sferrato.”

(VI PG IMPU_1,
02.05.2014, p. 3, all. Rapp. PG, AI 6).

 

" Mentre cadeva
a terra ha cercato di afferrarmi ma non vi è riuscito. In seguito, offuscato
dalla gelosia, nonostante si trovasse al suolo gli ho ancora tirato un calcio
in schiena. Successivamente la mia ex ACPR 1 si è posizionata sopra al ACPR 2
nel tentativo di proteggerlo dai miei calci, da parte mia contrariamente a
quanto dichiarato da ACPR 1, posso dire di non averla mai colpita con dei
calci. Non mi permetterei mai di picchiare una donna, tanto più che si trovava
a terra.”

(VI PG IMPU_1,
02.05.2014, pp. 3-4, all. Rapp. PG, AI 6).

 

Confrontato con il certificato medico prodotto da ACPR
1, l’imputato rispondeva: 

 

" Posso dire di
aver tirato un calcio a ACPR 2, ma nego di aver colpito ACPR 1. Verosimilmente
si è fatta male cadendo al suolo.”

(VI PG IMPU_1,
02.05.2014, p. 4, all. Rapp. PG, AI 6).

 

" Posso dire
che la mia aggressione nei confronti di ACPR 2 si è protratta per pochi
secondi. Successivamente sono stato allontanato dal mio amico _____________ ed
in seguito sono stato afferrato da tergo da alcuni agenti di sicurezza privati
presenti poco distante dal punto in cui ci trovavamo, mi hanno bloccato ed
accompagnato all’esterno. Dagli agenti di sicurezza sono stato scortato sino
alla più vicina uscita del perimetro che delimita la manifestazione. In detto
luogo erano stati portati per prestargli le prime cure anche ACPR 2 e ACPR 1,
da parte mia alla loro vista ho nuovamente perso la testa ed ho cercato di
raggiungere ACPR 2 per continuare il lavoro iniziato in precedenza. Prontamente
gli agenti di sicurezza mi hanno bloccato e messo a terra. Ricordo che hanno
dovuto ammenettarmi perché ero molto agitato.”

(VI PG IMPU_1, 02.05.2014,
p. 4, all. Rapp. PG, AI 6).

 

A sapere se quando si trovava all’uscita avesse
minacciato ACPR 2, lo stesso rispondeva: 

 

" No
verbalmente non gli ho mai detto niente. Volevo unicamente raggiungerlo ma gli
agenti di sicurezza mi hanno atterrato prima che potessi farlo.”

(VI PG IMPU_1,
02.05.2014, p. 4, all. Rapp. PG, AI 6). 

 

                               5.2.   Interrogato dal
Procuratore pubblico il 2 giugno 2014, l’imputato ha dichiarato: 

 

" Quel martedì
in teoria io sarei dovuto andare a _______ ma poi dei miei amici mi avevano
chiesto di fermarmi per l’ultima serata di ___________. I miei amici sono _____________
e ___________. Mi ricordo che siamo partiti con ___________ e _____________ da _______
verso le 22.40. I miei amici avevano già comprato la birra in lattine da 0.5 e anche
delle bottiglie. Mi ricordo che erano due casse di lattine da 10 bottiglie e
una cassa di 6 lattine da 0.5l e due bottiglie di vino bianco. Abbiamo iniziato
a bere una volta a ___________, in stazione. Terminato di bere siamo entrati al
Carnevale circa verso le 23.30 e le 24.00. Abbiamo trascorso la serata nei
pressi del Capannone dello ____________ in Piazza ___________ dove siamo
praticamente rimasti tutti la sera. Quando verso circa le 3.00 mi trovavo con _____________
e stavo ballando, ho notato ACPR 1 e ACPR 2 che ballavano nello stesso
capannone. Vendendoli ho avuto uno scatto d’ira ed ho quindi tirato un pugno a ACPR
2 sul volto. Come conseguenza ACPR 2 è caduto a terra sul fianco sinistro. ACPR
1 a quel punto, mentre era ancora in piedi, si mette sopra di lui. 

 

ADR che ACPR 2 a terra si trovava sul fianco sinistro, almeno così oggi
ricorso. Io mi trovavo dietro di lui nel senso che i miei piedi erano
all’altezza della sua schiena ed io vedevo la sua nuca, non vedevo il suo viso.
Gli ho quindi tirato un calcio in schiena. ACPR 1 in quel momento era accanto a
ACPR 2 che lo proteggeva sulla parte davanti. A quel punto mi ricordo che sono
stato bloccato dal mio amico _____________ che mi ha tenuto quando io stavo
tirando l’ultimo calcio. 

 

La verbalizzante mi fa notare
che se dichiaro “l’ultimo calcio” presuppone che gli ho tirato più di un calcio
e rispondo che gliene ho tirato solo uno. 

 

ADR che _____________ non è che mi ha tenuto perché stavo tirando altri
calci ma perché ero arrabbiato. 

 

ADR che non ho colpito ACPR 1

 

A quel punto i securini mi
hanno preso e mi hanno portato fuori dal perimetro del Carnevale. A quel punto
io ho avuto ancora un po’ di rabbia ed i securini mi hanno accompagnato al
suolo ammanettandomi. Hanno dovuto fare questo perché io volevo ancora tornare
verso ACPR 2 perché ero ancora molto arrabbiato. 

 

ADR che io non ho più detto nulla a ACPR 2 ed ai suoi amici. Ho solo
gridato non parole ma proprio un urlo.

 

ADR che escludo di aver detto espressioni minacciose nei confronti di ACPR
2 e dei suoi amici.”

(VI PP IMPU_1,
02.06.2014, pp. 4-5, AI 17).

 

A domanda del patrocinatore delle vittime,
rispondeva di presumere che ACPR 2 una volta a terra si fosse coperto il volto
per difendersi, ma di non saperlo per certo perché lui vedeva solo la schiena,
rispettivamente rispondeva che la vittima non gli aveva detto nulla, né prima
di cadere né una volta a terra (VI PP IMPU_1, 02.06.2014, p. 5, AI
17).

 

Esortato dal Procuratore pubblico ad essere più
sincero, anche a fronte dei chiari referti medici relativi alle ferite
riportate dalle due vittime, l’imputato faceva le prime piccole ammissioni, e
meglio: 

 

" ADR per riprendere il racconto preciso che quella sera ero molto
arrabbiato, avevo anche bevuto, io solitamente non bevo. Sono quindi andato
verso ACPR 2 che era in faccia a me e gli ho tirato un pugno al volto. Lui è
caduto a terra. Io ricordo che ACPR 1 si è messa sopra di lui, era ancora in
piedi. Io non l’ho vista cadere. Questo lo ha fatto per proteggere ACPR 2. Come
detto io ero molto arrabbiato e non escludo di aver tirato altri calci a ACPR 2
e non solo quello in precedenza dichiarato. Io non ricordo bene quanti calci
gli ho dato e quindi non saprei dire esattamente dove li ho tirato. 

 

ADR che non escludo che in questa mia ira abbia anche colpito ACPR 1 visto
che era sopra ACPR 2. Io non avrei mai voluto picchiare ACPR 1 ma neanche ACPR
2, non avrei mai voluto mandarli all’ospedale, ridurli così.”

(VI PP IMPU_1,
02.06.2014, p.6, AI 17).

 

" R. io ho il nitido ricordo di aver dato un pugno a ACPR 2 all’inizio in
pieno volto. Non escludo per la rabbia di aver tirato più calci come detto da ACPR
1 e quindi anche a lei. 

 

ADR che non mi ricordo dove ho tirato i calci, io ero in piedi all’altezza
del bacino di ACPR 2, dietro la sua schiena. 

 

La verbalizzante mi chiede
se sono sicuro di non aver detto altre frasi prima che gli agenti di sicurezza
mi ammanettassero e rispondo che non escludo di aver
detto ancora qualcosa a ACPR 2 ed ai suoi amici prima di venire ammanettato ma
non mi ricordo.”

(VI PP IMPU_1,
02.06.2014, p. 7, AI 17).

 

" R. per quanto attiene ai calci ribadisco che io non escludo di
avergliene tirati di più, non escludo neanche di averglieli tirati dove dicono
loro quindi spalle, schiena e nuca. Non l’ho fatto volontariamente nel senso
che non volevo fargli male. Ho tirato i calci alla zona più prossima a dove mi
trovavo io. Ero fuori di testa, ero arrabbiato, ero ubriaco. […omissis…] Per
quanto attiene alle frasi che ho proferito quando ero ammanettato non escludo
di aver detto quello che riferisce ACPR 2 ma aggiungo che mi avevano dato del
“figlio di puttana”.

(VI PP IMPU_1,
02.06.2014, p. 8, AI 17).

 

All’imputato venivano così contestate le
dichiarazioni rese dai testimoni _____________ e ______________, contestazioni
che portavano l’imputato ad ammettere: 

 

" R. non contesto a questo punto di aver tirato anche dei calci alla nuca.
Non posso che ribadire che ero ubriaco e che avevo perso la testa.”

(VI PP IMPU_1,
02.06.2014, p. 8, AI 17).

 

L’imputato dichiarava infine di aver scritto, la
sera successiva ai fatti, un messaggio a ACPR 2 per scusarsi dell’accaduto;
tale messaggio è stato spedito dall’imputato con il profilo Facebook di suo
fratello ritenuto come entrambe le vittime, da lui più volte contattate perché
a suo dire voleva scusarsi, avevano bloccato il suo contatto. 

 

Al termine del verbale di interrogatorio, il
Procuratore pubblico prospettava all’imputato delle misure sostitutive alla
carcerazione, e meglio l’obbligo di tenersi a disposizione delle Autorità,
l’obbligo di sottostare scrupolosamente a ogni e qualsiasi misura definita
dalla dr.ssa ______________ nell’ambito della presa a carico a cui l’imputato
si era volontariamente sottoposto, rispettivamente il divieto di prendere
contatto con le vittime. L’imputato si dichiarava d’accordo con quanto
prospettato dal Procuratore pubblico

(VI PP IMPU_1,
02.06.2014, p. 9, AI 17).

 

 

                                   6.   I verbali
di confronto e l’interrogatorio finale dell’imputato

 

Ritenute le divergenti versioni fornite da una parte
dall’imputato e dall’altra dalle vittime e dai testimoni, il Procuratore
pubblico in data 26 e 28 agosto 2014 procedeva a dei verbali di confronto tra i
diversi protagonisti. 

 

                               6.1.   In occasione
del verbale di confronto tra l’imputato e la sua ex compagna ACPR 1 (AI 32),
quest’ultima in merito ai fatti ha dichiarato: 

 

" Ci trovavamo
alla tendina dello ____________ da forse circa mezz’oretta. Mi ricordo che ci
trovavamo più o meno in mezzo alla tendina e stavamo ballando, ad un certo
punto io mi sento urtare e cado a terra a causa del colpo. Non so con cosa sono
stata colpita, da dietro non ho potuto vedere, non aveva neanche riconosciuto
subito chi mi avesse colpita. Ad oggi non saprei dire se ero caduta sul davanti
o sulla schiena, non ricordo più. Nel mentre stavo cadendo a terra, mi sono
accorta che ACPR 2 veniva colpito con un pugno alla testa sul davanti, preciso
che ACPR 2 si trovava davanti a me […omissis…] Quando sono a terra vedo a terra
anche ACPR 2 sul fianco, il suo viso era rivolto verso di me e ho visto che non
reagiva. Solo a quel punto mi sono accorta di chi ci aveva colpito e meglio IMPU_1.
IMPU_1 si trovava dietro ACPR 2, all’altezza della schiena e lo colpiva con
calci sulla schiena, sul collo e sulla nuca; in sostanza sulla parte superiore
del corpo. Per proteggerlo io quindi mi sono messa sopra di lui ed è stato a
quel punto che sono stata colpita con dei calci all’addome e alla gamba
sinistra. Non mi ricordo se ero stata colpita più volte. Oggi non saprei dire
quante volte IMPU_1 avesse colpito ACPR 2 con dei calci, era comunque più di
una.”

(VI confronto IMPU_1 – ACPR 1, 26.08.2014, p. 4, AI
32). 

 

Dal canto suo, infine, l’imputato giungeva ad
ammettere: 

 

" … dopo aver
visto che si baciavano io mi sono gettato praticamente su ACPR 2 buttando
quindi a terra ACPR 1 che era nel mezzo. Colpisco quindi ACPR 2 con dei pugni
sul viso e, quando è caduto a terra, gli ho tirato dei calci sulla schiena e
tra il collo e la nuca. Lui era sdraiato sul fianco e io ero posizionato dietro
la sua schiena, mi sarò trovato al massimo alla distanza di 50 o 60 cm. 

 

ADR che i calci che tiravo sono stati forti, li ho tirati con la tecnica
insegnata. Con tecnica insegnata intendo sollevando il piede da dietro e tirato
in avanti come quando tiro un calcio ad un pallone. Quando ACPR 2 era a terra
gli ho tirato più di un calcio. 

 

ADR che quando era a terra gli ho tirato solo calci. 

 

ADR che non saprei dire quanti colpi alla nuca abbia dato, sicuramente uno
ma non escludo anche due o tre. 

 

ADR che peso 87 kh e sono alto 1.85.

 

ADR che in palestra sollevo con le gambe 140 kg. 

 

ADR che invece sollevo 22 kg per parte con le braccia. 

 

Per tornare ai fatti quindi
vedo che ACPR 1 ad un certo punto si mette sopra ACPR 2 per difenderlo così
come l’ho visto sul fianco. 

 

La verbalizzante mi chiede
visto che ACPR 2 è a terra e non lo vedo muoversi perché continuo a colpirlo e
rispondo perché avevo la rabbia addosso. 

 

La verbalizzante mi chiede
perché nello sport e anche nella boxe vengono usati dei caschi di protezione
come anche nello sci, nell’hockey e rispondo per
proteggere la testa dalle fratture. 

 

La verbalizzante mi chiede
cosa può succedere con una frattura al cranio e rispondo non lo so. 

 

La verbalizzante mi invita
a riflettere e rispondo che potrebbe anche morire. 

 

ADR che so quello che è successo a ________ quando dei ragazzi hanno
colpito con calci e pungi un altro ragazzo che poi è morto. Di quello che era
successo a ____________ ce ne aveva parlato anche il direttore a scuola. 

 

La verbalizzante mi chiede
perché ho continuato a colpire ACPR 2 e rispondo perché in quel momento non
ragionavo dalla rabbia.”

(VI confronto IMPU_1 – ACPR 1, 26.08.2014, pp. 7-8,
AI 32). 

 

A fronte di tali dichiarazioni, il Procuratore
pubblico estendeva il procedimento penale all’ipotesi di tentato omicidio (VI confronto
IMPU_1 – ACPR 1, 26.08.2014, p. 8, AI 32). 

Quanto ai momenti successivi di quella sera, ACPR 1
riferiva ancora: 

 

" Dopo che gli
agenti hanno spinto IMPU_1 al bancone io non so cosa sia successo perché io ero
a terra e non riuscivo a rialzarmi, ero sotto shock. Io mi ricordo che sono
stata aiutata da _____________ ad alzarmi e uscire dalla tendina e in quel
momento ho visto ______________ che teneva ACPR 2. 

 

ADR che non ho quindi visto ______________ rialzare ACPR 2. 

 

ADR che in quel momento ______________ ha dovuto essere aiutato da altri
amici per sostenerlo perché ACPR 2 non riusciva a rimanere in piedi, si
lasciava cadere. ACPR 2 a quel punto ha iniziato a chiedere dove fosse e cosa
fosse successo perché non si ricordava nulla. In quel momento eravamo solo io, ______________
e _____________ e degli amici di ACPR 2 e ______________. ACPR 2 non ricordava
più nulla, dove ci fossimo visti e nemmeno cosa avesse fatto il giorno prima o
il mese prima. Sono entrata ancora più in panico perché vedevo il volto rosso e
la maglietta strappata e a quel punto ho chiesto aiuto ad una persona che
usciva dalla tendina del ______________ che ci ha detto di uscire dal Carnevale
e che avremmo trovato gli agenti che ci avrebbero aiutato. Abbiamo quindi
raggiunto l’esterno del Carnevale, ACPR 2 sempre sorretto da ______________ e
da un altro amico, e una volta all’esterno gli agenti hanno allertato
l’ambulanza. Una volta arrivati gli agenti ACPR 2 è stato adagiato a terra da
loro tenendo fermo il collo dicendogli di non muoversi. A quel punto vedo IMPU_1
accompagnato dagli agenti di sicurezza e un amico di IMPU_1, tale _____________.
IMPU_1 appena ci ha visto ha iniziato a dire che per ACPR 2 non sarebbe finita
lì.”

(VI confronto IMPU_1 – ACPR 1, 26.08.2014, p. 8, AI
32). 

 

L’imputato dal canto suo confermava che quando,
all’esterno del carnevale, aveva visto il gruppetto aveva cercato di nuovo di
andare loro addosso, minacciandoli, poco prima di essere messo a terra dagli
agenti (VI confronto IMPU_1 – ACPR 1, 26.08.2014, p. 9, AI 32). Al termine del
confronto, l’imputato si scusava con ACPR 1. 

 

                               6.2.   IMPU_1 veniva
posto a confronto con ACPR 2; quest’ultimo in merito ai fatti di quella sera
dichiarava: 

 

" Mi ricordo
che prima del fatto ero andato a fare un giro in Piazza _____________ sempre
con ACPR 1, ______________ e _____________ e poi abbiamo fatto rientro alla
tendina dello ____________ mangiando qualcosa. Una volta rientrati nella
tendina siamo rimasti a ballare, io ero vicino ad ACPR 1, io e lei eravamo uno
di fronte all’altro. _____________ ed ______________ erano vicino a noi, non
saprei dire se erano a destra o a sinistra, forse sulla sinistra. Io avevo la
schiena verso la porta d’entrata mentre che ACPR 1 dava la schiena al bar della
tendina. Della serata ho il ricordo di essere stato come scaraventato e poi ho
un black out. Ho poi un flash mentre sono seduto vicino all’obelisco con ______________
e _____________ che erano vicini a me e un altro flash di IMPU_1 trattenuto
dagli agenti di sicurezza che urla. Io non ho il ricordo di IMPU_1 che mi
colpisce, né in piedi e nemmeno a terra. Quanto riportato nel verbale di
polizia è stato quanto riferitomi da _____________, ______________ e ACPR 1. Ad
oggi ho l’impressione di ricordala e di viverla ma questo perché mi è stata
raccontato. Io immagino di aver perso i sensi al primo colpo. […omissis…] ho il
flash che non avevo ricnosciuto ACPR 1 e che non rammentavo di averla
conosciuta e quanto l’avevo conosciuta. Ancora quando ero in ospedale non
rammentavo quello che avessi fatto due giorni prima, dove fosse e quando avessi
conosciuto ACPR 1”

(VI confronto IMPU_1 – ACPR 2, 26.08.2014, pp. 3-4,
AI 33). 

 

IMPU_1, come già fatto durante il verbale di
confronto con la sua ex compagna, ammetteva che: 

 

" Quando la
sera in questione ho visto ACPR 2 che si baciava con ACPR 1 mi sono lasciato
prendere dalla rabbia e mi sono scaraventato su ACPR 2 tirandogli dei pugni sul
viso quando era in piedi e quando era a terra gli ho tirato dei calci in
schiena, sulla nuca e sul collo come indicato nel precedente verbale. ADR che
quando all’inizio mi sono scaraventato su ACPR 2, ACPR 1 trovandosi in mezzo, è
caduta a terra. Ad un certo punto ACPR 1, quando era a terra, si è messa sopra
a ACPR 2 ed io ho tirato dei calci colpendo anche lei. ADR che ho
continuato a picchiare a terra ACPR 2 per la rabbia che avevo e per il fatto di
averli visti baciarsi, per gelosia. ADR che a ACPR 2 dopo quello che gli
ho fatto poteva anche succedergli di peggio nel senso che sarebbe potuto anche
morire. Non so neanche io perché ho continuato a picchiarlo, ero fuori di
testa.

 

La verbalizzante mi chiede
se mi rendevo conto che stavo tirando dei calci ad una persona e dove li stavo
tirando e rispondo di sì. Vedevo che era a terra. 

 

La verbalizzante mi chiede
perché continuare a colpirlo visto che era a terra e rispondo che non so spiegare. All’inizio volevo si picchiarlo ma non volevo
mandarlo all’ospedale. 

 

La verbalizzante mi
contesta che tuttavia sono consapevole della mia forza dagli allenamenti in
palestra e rispondo che sono consapevole della mia
forza ma di indole la mia intenzione non è di usarla per fare del male. 

 

La verbalizzante mi fa
prendere atto tuttavia come già erano occorsi due episodi dove avevo fatto male
a due persone e rispondo che è vero. Non so rispondere
a perché non mi sono fermato la sera dei fatti. […omissis…]

 

ADR che non so cosa avrei fatto se gli agenti di sicurezza non mi avessero
bloccato”

(VI confronto IMPU_1 – ACPR 2, 26.08.2014, pp. 5-6,
AI 33). 

 

Al termine dell’interrogatorio di confronto,
l’imputato si scusava con ACPR 2. 

                               6.3.   Il 28.08.2014, la
Pubblica accusa eseguiva il confronto tra l’imputato e _____________ la quale
riferiva: 

 

" … la prima
cosa che ho visto sono stati ACPR 1 e ACPR 2 che cadevano a terra come se
fossero stati scaraventati e sono finiti qualche metro distanti da me, a stima
direi due o tre metri. In quel momento, loro già a terra, ho visto IMPU_1 che
si è avvicinato a loro. Mi ricordo ACPR 1 sopra ACPR 2 che era accasciato.
Ricordo che quindi ha iniziato a dare calci a entrambi. Ricordo che IMPU_1 era
vicino alla parte superiore del corpo ma oggi precisamente non saprei su che
parti del corpo abbia dato calci. Non saprei dire a chi dei due IMPU_1 era più
vicino.”

(VI confronto IMPU_1 – _____________, 28.08.2014, p.
3, AI 35). 

 

L’imputato confermava che: 

 

" Mentre quindi
sono nella tendina, e stavo ballando, ho visto ACPR 2 e ACPR 1 ballare e darsi
qualche bacio, io a quel punto mi sono scaraventato su ACPR 2, ACPR 1 è caduta
perché era in mezzo. Ho quindi colpito ACPR 2 con dei pugni al viso, e poi è
caduto, quando è caduto, ho iniziato a colpirlo con dei calci tra la schiena
sino alla nuca, nuca compresa, non so dire quanti, ma più di uno. ACPR 1 si è
poi messa sopra di lui, io ho continuato a tirare dei calci e ho colpito anche
lei. Gli agenti di sicurezza mi hanno quindi preso e mi hanno allontanato sino
alla seconda uscita. 

 

ADR che all’uscita del carnevale quando ho visto ACPR 2 mi sono fatto
prendere ancora dalla rabbia ho cercato di andare verso di lui. Mi ricordo che
avevo detto a ACPR 2 che non sarebbe finita, a quel punto gli agenti di
sicurezza mi hanno messo a terra e ammanettato.”

(VI confronto IMPU_1 – _____________, 28.08.2014, p.
4, AI 35). 

 

                               6.4.   In occasione
dell’interrogatorio finale (AI 54), IMPU_1 confermava il dire delle vittime e
dei testimoni, riconfermando tutto quanto aveva ammesso nel corso degli
interrogatori dinanzi al Procuratore pubblico. 

 

 

                                   7.   Il
rapporto medico legale 

 

                               7.1.   Il 13 ottobre
2014 il Procuratore pubblico procedeva alla nomina quale perito della
dottoressa __________, medico legale, con il compito di indicare “sulla base
della documentazione in atti, le lesioni riportate da ACPR 2, i mezzi che le hanno
prodotte e la loro compatibilità con le dichiarazioni rese”, così come di
indicare “se i calci inferti così come dichiarati potevano essere idonei a
causare lesioni più gravi, ovvero il decesso” (decreto nomina perito, AI
43).

 

                               7.2.   Il perito
giudiziario, nel referto peritale del 10 novembre 2014 (AI 45) conclude che: 

 

" In base alle
caratteristiche delle lesioni descritte e alle varie dichiarazioni rese e
presenti in atti, la lesione ecchimotivo-escoriativa localizzata in regione
frontale destra con contestuale edema dei tessuti molli (evidenziato anche alla
TAC) è riconducibile ad un pugno inferto alla vittima dall’aggressore… Appare
compatibile trattarsi di un pugno dotato di notevole energia (a distanza di
breve tempo ha già determinato un’alterazione traumatica della cute) e idoneo a
determinare la caduta a terra della vittima e la sua perdita di conoscenza.”

(perizia 10.11.2014, p. 9, AI 45)

 

" Per quanto
riguarda il trauma commotivo sviluppatosi esso può essere il frutto di diversi
meccanismi lesivi: il pugno, la caduta a terra e i successivi calci.”

(perizia 10.11.2014, p. 9, AI 45)

 

" La
documentazione medica agli atti non permette di indicare, nemmeno
approssimativamente, il numero di calci che la vittima avrebbe subito poiché
non viene mai fatta menzione di alcuna lesione cutanea indicativa di un trauma
contusivo al dorso. Dunque i calci inferti (come risulta dalle dichiarazioni
rese) non furono di entità tale da determinare, quantomeno immediatamente, lo
sviluppo di lesioni cutanee e tantomeno delle strutture sottostanti (TAC
negativa).” 

(perizia 10.11.2014, p. 9, AI 45)

 

" L’uomo non fu
mai in pericolo di vita e le lesioni subite non hanno determinato alcun
indebolimento permanente di un organo.”

(perizia 10.11.2014, p. 9, AI 45)

 

" Certamente
calci inferti al capo e al rachide, soprattutto se inferti con molta forza, possono
determinare lesioni assai potenzialmente gravi e anche letali, potendo
determinare fratture dei corpi vertebrali con possibile interessamento mielico
(e quindi danni neurologici irreversibili la cui gravità dipende dall’altezza
del segmento leso: più alta è la vertebra lesionata più devastanti saranno i
danni arrecati) ovvero lesioni cerebrali anche letali sia per lesioni vascolari
sia per dirette lesioni neurologiche.”

(perizia 10.11.2014, p. 9, AI 45)

 

                               7.3.   In occasione
della delucidazione peritale eseguita il 9 febbraio 2015 (AI 49), il perito
giudiziario - confrontato con le dichiarazioni dello stesso imputato che aveva
dichiarato che i calci tirati erano forti - affermava: 

 

" R: posso dire che nella documentazione medica messami a disposizione non
vi è un’osservazione di lesioni al dorso a differenza di quanto riportato per
l’ematoma alla fronte. Non posso escludere che vi sia stata una sopravvenienza
successiva di lesioni cutanee anche al dorso ma che allo stato non vi è modo di
rilevare. 

ADR che una spiegazione per cui non vi è indicata una lesione nelle parti
colpite può essere ricondotta eventualmente alla presenza di vestiti della
vittima soprattutto se imbottiti e dalla circostanza che un calcio dato con il
collo del piede ha una superficie più ampia che comporta una distribuzione più
ampia dell’energia e della forza.”

(VI PP dr.ssa __________, 09.02.2015, pp. 2-3, AI
49). 

 

Quanto alla conclusione relativa alla potenziale
letalità dei calci inferiti, la dr.ssa __________ precisava: 

 

" ADR che preciso che si tratta di un rischio potenziale. Quando parlo di
calci inferti con molta forza intendo una forza sufficiente a superare la
resistenza ossea. Resistenza che può variare da persona a persona. Non posso
escludere che il colpo avesse una forza sufficiente a determinare lesioni
gravi. Vi possono essere molti fattori che concorrono alla non insorgenza di
lesioni in conseguenza di un trauma contusivo come ad esempio uno spostamento
del corpo colpito (dispersione della forza per spostamento del corpo). L’unica
cosa che posso dire è che nel caso in specie io non ho riscontrato lesioni
dalla documentazione prodotta. 

 

A domanda dell’avv. RAAP1
rispondo che il fatto che la persona a terra sia cosciente o non cosciente può
aver influenza nel senso che se la persona a terra è incosciente non può
proteggersi da ulteriori colpi.”

(VI PP dr.ssa __________, 09.02.2015, p. 3, AI 49). 

 

 

                                   8.   Il
rapporto relativo alla presa a carico da parte della dr.ssa ______________

 

                               8.1.   Come sopra
accennato, come misura sostitutiva alla carcerazione, all’imputato è stata
imposta la presa a carico da parte della dr.ssa ______________. Quest’ultima,
in un primo rapporto di data 26 agosto 2014 all’attenzione del Procuratore
pubblico (AI 31) riferiva: 

 

" Le confermo
che il paziente è in mia cura ambulatoriale dal 04.06.2014 ed è d’accordo di
continuare la cura indipendentemente dall’obbligo di seguirla, riconoscendo
l’utilità per sé del trattamento. Ho iniziato un trattamento psicoterapico a
cadenza regolare tenendo conto delle sue esigenze universitarie. Segue
scrupolosamente le indicazioni da me poste. Abbiamo iniziato un lavoro di
evidenziazione dei tratti disfunzionali della sua personalità: difficoltà a
gestire le situazioni stressanti relazionali, scarsa consapevolezza del suo
potere aggressivo che si slatentizza nel momento in cui si sente trattato in
modo ingiusto o irrispettoso con possibile passaggio all’atto aggressivo
verbale e fisico; oscillazione dell’autostima. Sta acquisendo maggiore fiducia
nei propri mezzi, investendosi nel progetto formativo, sta imparando a
applicare nuove soluzioni nelle situazioni di disagio emotivo legato a
situazioni conflittuali e di apprendere dall’esperienza evitando il passaggio
all’atto e le situazioni dove è prevedibile la creazione di conflitti (feste
popolari). Permane una rigidità di visione con difficoltà a vedere e a mettersi
nei panni altrui ed un’autocentratura. Ieri ha disdetto l’appuntamento per SMS
per motivi familiari e si è presentato questa mattina spontaneamente. Durante tutto
il periodo di cura, si è sempre mantenuto astinente dal consumo di sostanze
alcoliche, ed è motivato a mantenere l’astinenza a lungo termine.”

 

                               8.2.   In un
successivo rapporto (rapporto 20.02.2015, AI 52), la dr.ssa ______________
indicava: 

 

" L’evoluzione
della cura ambulatoriale è positiva. A livello psicoterapico continuiamo il
lavoro di evidenziazione e trattamento dei tratti disfunzionali della sua
personalità. Ha acquisito maggior consapevolezza della sua difficoltà a gestire
le situazioni stressanti relazionali (per autocentratura e scarsa empatia) e
sta imparando ad applicare soluzione non disadattative nelle situazioni di
disagio emotivo legato a situazioni conflittuali utilizzando nuove strategie di
comportamento quali la presa di distanza e il ricorso alle figure di
riferimento per l’analisi ed il confronto delle situazioni, evitando il
passaggio all’atto. Evita a priori le situazioni dove è prevedibile la
creazione di conflitti (feste popolari). Ha maggior consapevolezza della rabbia
legata al sentimento di rifiuto o torto subito e dell’eventuale potere
aggressivo che si potrebbe slatentizzare quando si sente trattato in modo
ingiusto o irrispettoso con analisi della situazione in modo più razionale. In
fase di miglioramento l’autostima. Ha acquisito maggior fiducia nei propri
mezzi. Mantiene l’investimento nel progetto formativo. Permane una certa
rigidità di visione con difficoltà a mettersi nei panni altrui.” 

 

                               8.3.   Nel rapporto di
aggiornamento chiesto (doc. TPC 11) in vista del dibattimento, datato 27
novembre 2017, la dottoressa ______________ comunicava che il percorso si era
concluso positivamente in data 20 settembre 2015, confermando nella sostanza il
contenuto dei due precedenti rapporti (doc. TPC 13). In particolare, confermava
che IMPU_1 aveva imparato ad applicare soluzioni non disadattative nelle
situazioni di disagio emotivo legate a situazioni conflittuali e ad utilizzare
nuove strategie di comportamento quali la presa di distanza e il ricorso a
figure di riferimento esterne per l’analisi ed il confronto delle situazioni evitando
ogni passaggio all’atto

(rapporto dr.ssa ______________ 27.11.2017, p. 2, doc.
TPC 13). 

 

                               8.4.   Al
dibattimento, chiesto di riferire in merito al percorso seguito con la dr.ssa ______________,
l’imputato dichiarava: 

 

" R: ho fatto questo percorso che è durato più di un anno, che mi ha
aiutato a gestire i momenti di rabbia, di gelosia. La dr.ssa mi ha dato dei
consigli su cosa fare quando faccio sport, p. es. di far finta che io stia
scappando da qualcuno e altre volte che io stia rincorrendo qualcuno, questo
per migliorare il problema della rabbia e della gelosia. Io ho seguito i suoi
consigli, non saprei dire come questo mi ha aiutato, però la situazione è
migliorata. Abbiamo anche affrontato altri temi.”

(VI imputato, p. 3, all. 1 V. DIB.). 

 

A sapere perché non avesse riferito alla dr.ssa ______________
di uno dei due precedenti episodi di violenza (per intendersi, quello avvenuto
in ___________, quando si trovavano nella cabina del telefono), rispondeva: 

 

" R: non lo so, per la tanta vergogna che ho avuto. Volevo poi concentrarmi
su questo fatto che è successo con ACPR 2 e ACPR 1. La dr.ssa mi avrebbe
aiutato in tutto per controllare la rabbia; è riuscita ad aiutarmi e dal lì in
avanti non è mai più successo nulla. Evito di bere, ma all’inizio ho anche
evitato locali, feste, situazioni dove ci sono tante persone, magari alterate,
che possono anche dire parole brutte che mi potrebbero fare arrabbiare. Dopo il
percorso con la dr.ssa, ho poi comunque frequentato locali, festini, riuscendo
a controllare le mie emozioni, il mio stato d’animo, la rabbia.”

(VI imputato, p. 4, all. 1 V. DIB.). 

 

Confermava inoltre al Procuratore pubblico di
lavorare per la ____________ e di essersi frequentemente trovato in situazioni
tese, dove veniva insultato o spinto da tifosi alterati e di aver sempre
lasciato perdere, aggiungendo: 

 

" Ho veramente
imparato che alzare le mani non porta da nessuna parte. Una persona matura, con
un po’ di testa, è in grado di risolvere le questioni parlandone. Questo è
quello che ho imparato. Non ho mai più alzato le mani su nessuno. Il percorso
con la dr.ssa ________, così come il lavoro allo ______, mi hanno aiutato
molto.” 

(VI imputato, p. 4, all. 1 V. DIB.). 

 

 

                                   9.   L’atto di
accusa 

 

Con atto d’accusa 76/2015 del 23 giugno 2015, il
Procuratore Pubblico ha imputato IMPU_1 di

- tentato omicidio intenzionale per avere, il 5
marzo 2014, a ___________, all’interno del capannone dello ____________, tentato
di uccidere ACPR 2 colpendolo con dei pugni al viso, facendolo cadere a terra
unitamente a ACPR 1, indi, mentre si trovava a terra privo di sensi, tirandogli
come se colpisse un pallone, ripetutamente dei calci alla nuca, alla zona nuca/collo
e alla schiena, non riuscendovi solo per motivi derivati dal caso, nonché per
l’intervento degli agenti di sicurezza (punto 1 AA); 

- lesioni semplici per aver, nelle circostanze di
cui al puntoi 1, colpito ACPR 1 con calci all’addome e sulla gamba sinistra
(punto 2 AA) mentre quest’ultima tentava di proteggere con il suo corpo ACPR 2,
a terra inerme, cagionandole le lesioni riportate nel certificato medico agli
atti;

- minaccia, per avere, dopo i fatti di cui al punto
1, incusso timore a ACPR 2, mentre questo si trovava adagiato a terra in attesa
dei soccorsi, rivolgendosi a lui dicendogli che non sarebbe finita lì (punto 3
AA). 

 

 

                                10.   Dibattimento

 

                             10.1.   In occasione del
dibattimento, così interrogato dalla Presidente, l’imputato ha innanzitutto
confermato le dichiarazioni rese durante l’inchiesta, precisando in merito al
punto 1 dell’AA: 

 

"
A D della Presidente confermo che quando ho visto ACPR 1
ballare e baciare ACPR 2 non ci ho più visto e l’ho aggredito in modo violento.

 

A D della Presidente a sapere se ho
colpito ACPR 2 al viso con un pugno solo o con più pugni rispondo che, in base
a quanto mi ricordo, si trattava di un pugno. Non mi ricordo di averne tirati
di più, ad essere sincero. 

 

La Presidente rilegge le dichiarazioni rese
dall’imputato durante il verbale di interrogatorio di data 02.05.2014. 

 

ADR che mi ricordo di un pugno e poi
lui è caduto per terra. Confermo che ho visto che a terra lui non si muoveva e
da quanto mi ricordo si teneva il capo e cercava di proteggersi. 

 

La Presidente rilegge le dichiarazioni rese
dall’imputato durante il verbale di interrogatorio di data 26.08.2014. 

 

R: confermo quanto ho detto in corso
d’inchiesta e cioè di averlo visto rimanere a terra, sul fianco, senza
muoversi. 

 

A D della Presidente a sapere perché
ho continuato a colpire il mio antagonista a terra e privo di sensi, rispondo
che ho perso la testa, non sapevo ragionare bene. Per questo l’ho fatto,
colpendolo dopo che è caduto a terra, rimanendo fermo.

 

ADR che io mi sono avvicinato a lui,
mi sono messo dietro di lui e ho calciato in zona schiena, collo e nuca. Non mi
ricordo il numero di calci, 2 li ho tirati, ma non escludo di più. Io mi
ricordo che in tutto ho tirato più di due calci, questo sì, ma non so dire dove
o come li ho tirati. Non mi ricordo. Alla nuca non so dire quanti calci ho
tirato, potrebbe essere che ne ho tirato 1 alla nuca, 2 alla schiena, 1 al
collo, oppure diversamente, non mi ricordo. 

 

ADR che non so dire come fossero
questi calci, non mi ricordo, è passato del tempo. 

 

La Presidente rilegge le dichiarazioni da
me rese durante l’inchiesta e io confermo che ho tirato dei calci con forza,
non saprei dire adesso esattamente con quanta forza. Il movimento che ho fatto
è quello che ho descritto in inchiesta. Io ho giocato a calcio, intendo questo
con “la tecnica insegnata”, cioè come tirare ad un pallone. 

 

A D della Presidente a sapere perché
ho continuato a colpire ACPR 2 mentre era a terra inerme, rispondo che come
detto prima ho perso il controllo di me stesso, per questo motivo ho continuato
a tirare dei calci.”

(VI imputato, pp. 5-6, all. 1 V. DIB.)

 

E ancora: 

 

" AD della
Presidente a sapere per quale motivo ho continuato a
colpire quando ACPR 1 si è messa sopra ACPR 2 come scudo per proteggerlo,
rispondo che avevo perso la testa, ho ancora tirato 1-2 calci anche quando ACPR
1 si era buttata su ACPR 2. Io ho comunque continuato, non so dire esattamente
quanti calci ho tirato e ho fatto male anche a lei.”

(VI imputato, p. 6, all. 1 V. DIB.)

 

" ADR che io con i calci che ho sferrato a ACPR 2 alla testa potevo causare
la sua morte, come sapevo essere avvenuto nel caso di ____________ che era
morto poiché era stato colpito con dei calci alla testa quando era a terra. 

 

ADR che so che la testa è la parte più sensibile del corpo. 

 

La Presidente mi chiede se ho
preso in considerazione di poter uccidere ACPR 2, rispondo che l’ho preso in
considerazione, ma non era quello che volevo fare.”

(VI imputato, p. 7, all. 1 V. DIB.)

 

"
A D della Presidente ammetto che dopo i fatti, ho ancora
cercato di avvicinarmi a ACPR 2, quando li ho visti all’esterno. Non so dire
cosa volessi ancora fare, ero completamente perso. Confermo che è in quel
momento che sono poi stato ammanettato dalla sicurezza e messo a terra. 

 

A D della Presidente che anche
quando stavo colpendo ACPR 2, sono stato fermato dalla sicurezza e sono stato
allontanato. Confermo che non mi sono fermato da solo, ma sono stato fermato
dalla sicurezza e sono stato portato fuori dal Carnevale. 

 

A D della Presidente confermo che
all’esterno del Carnevale ho detto a ACPR 2 “che non finisce qui”, questo dopo
che sono stato fermato dalla sicurezza. Intendevo dire che avremmo risolto la
cosa dopo, ma quello che ho detto in quel momento è stato frutto di un non
ragionare. Anche quello che ho detto al suo amico, ______________, è stato
frutto di un non ragionare. Io dopo i fatti non mi sono mai più avvicinato a ACPR
2, a ACPR 1, ai loro amici o ai famigliari.”

(VI imputato, p. 7, all. 1 V. DIB.)

 

                             10.2.   In merito alle
imputazioni di lesioni semplici e minaccia, l’imputato ammetteva nuovamente il
suo agito, riferendo: 

 

" A D della
Presidente a sapere se ammetto i fatti imputati al
punto 2 dell’AA (lesioni semplici a danno di ACPR 1) rispondo che ammetto i
fatti descritti e cioè di aver colpito con dei calci anche ACPR 1 sia
all’addome che sulla gamba sinistra.”

(VI imputato, p. 8, all. 1 V. DIB.)

 

" A D della
Presidente a sapere se ammetto i fatti imputati al
punto 3 dell’AA (minaccia a danno di ACPR 2) rispondo che ricordo di aver
minacciato ACPR 2 dicendogli che non sarebbe finita lì. 

 

A D della Presidente a sapere dove si trovava ACPR 2 quando gli ho detto “che non sarebbe
finita lì” rispondo che lui era fuori dal perimetro del Carnevale, dove c’è il
tendone dello ____________, ma all’esterno del perimetro. Non so dire quanto
tempo era passato dai fatti avvenuti all’interno, ma qualche minuto certamente.
ACPR 2 era sdraiato, era già arrivata l’ambulanza, era sdraiato sul lettino
dell’ambulanza, questo quando io l’ho minacciato.”

(VI imputato, p. 8, all. 1 V. DIB.)

 

                             10.3.   In merito
all’atteggiamento avuto dall’imputato nei confronti delle vittime, meritano di
essere riportate le parole dello stesso imputato che durante il dibattimento,
nuovamente confrontato con un messaggio inviato poco dopo i fatti a ACPR 2, ha
ripetuto: 

 

"
ADR che confermo che il giorno successivo, con l’account
di mio fratello, ho scritto un messaggio perché mi sentivo schifato da quello
che avevo fatto. Ho scritto un messaggio e sono anche andato all’ospedale con _____________
per sapere come ACPR 2 stesse. Mi ero reso conto che avevo fatto una cosa che
non si fa. 

 

R: io ho scritto con l’account di mio fratello perché sia ACPR 2 che ACPR
1 mi avevano bloccato come contatto. Io ancora oggi mi scuso sia con ACPR 2 che
con ACPR 1 per tutto quello che ho fatto; mi scuso anche con i loro genitori,
con i famigliari che si sono sentiti male per questa storia. Non ho mai più
fatto nulla di simile, mi pento e mi faccio schifo per quello che ho fatto. Per
questo ho scritto subito il giorno dopo e sono anche andato in ospedale. In
ospedale mi hanno detto che ACPR 2 era stato lì, ma non mi hanno rilasciato
maggiori informazioni, non possono.”

(VI imputato, pp. 7-8, all. 1 V. DIB.)

 

Di transenna si rileva che l’imputato nel 2015 ha
provveduto a risarcire le spese mediche sostenute dalle vittime,
rispettivamente in data 11 dicembre 2017 ha sottoscritto una dichiarazione
(doc. TPC 14) con cui si impegna a pagare fr. 5'000.- quale torto morale (di
cui fr. 4'000.- a ACPR 2 e fr. 1'000.- a ACPR 1); in aula, ha altresì
riconosciuto di dover pagare le spese legali sostenute dalle vittime (V. DIB., p.
3). 

 

 

                                11.   Gli
accertamenti della Corte

 

                             11.1.   Commette omicidio intenzionale
ai sensi dell'art. 111 CP chiunque intenzionalmente uccide una persona. Il
tentativo, ex art. 22 CP, è dato quando l'autore realizza tutti gli elementi
soggettivi dell'infrazione e manifesta la sua intenzione di commetterla, senza
che siano adempiuti integralmente quelli oggettivi (DTF 137 IV 113,
consid. 1.4.2 pag. 115 e rinvii). Il tentativo presuppone sempre un
comportamento intenzionale, il dolo eventuale è però sufficiente (STF
6B_246/2012 del 10 luglio 2012 consid. 1.1.1). 

 

Giusta l'art. 12 cpv. 2 CP, commette con intenzione un crimine o
un delitto chi lo compie consapevolmente e volontariamente. Basta a tal fine
che l'autore ritenga possibile il realizzarsi dell'atto e se ne accolli il
rischio. La seconda frase dell'art. 12 cpv. 2 CP definisce la nozione di dolo
eventuale (DTF 133 IV 9, consid.
4), che sussiste laddove l'agente ritiene possibile che l'evento o il reato si
produca e, cionondimeno, agisce, poiché prende in considerazione l'evento nel
caso in cui si realizzi, lo accetta pur non desiderandolo (DTF 137 IV 1, consid.
4.2.3).

 

                             11.2.   La Corte, sulla
base di tutto il materiale probatorio agli atti, preso atto delle dichiarazioni
predibattimentali e dibattimentali, del rapporto medico legale e del
certificato medico agli atti, in merito al punto 1 AA, ha accertato che
l’imputato la notte del 5 marzo 2014, quando ha visto la sua ex compagna, che
lo aveva lasciato solo 2 settimane prima, che ballava amorevolmente e si
baciava con ACPR 2, è stato accecato dalla gelosia e in preda a tale sentimento
si è scaraventato sul suo antagonista e, cogliendolo di sorpresa, gli ha
sferrato un pugno al viso dotato di una notevole energia, provocandone la
caduta a terra. La Corte ha inoltre accertato che quando ACPR 2 era a terra
privo di sensi e già indebolito dal forte pugno che gli era stato sferrato,
nonostante l’imputato avesse ben visto che lo stesso era inerme al suolo, l’ha
colpito con diversi calci, di cui almeno due diretti alla nuca sferrati come “fosse
un pallone”, prendendo di mira e colpendo una zona, la testa, che come è
notorio, è sede di funzioni vitali e quindi particolarmente sensibile. 

 

Ciò comporta, ha considerato la Corte, che chi come IMPU_1 -
persona che all’epoca dei fatti praticava kickboxing e aveva praticato il calcio
e quindi in grado di assestare colpi precisi e mirati - sferra più calci alla
testa di una vittima a terra, priva di sensi, inerme ed indifesa, non può non
pensare di poterne causare la morte. E se, nonostante tale consapevolezza, le
infligge più di un calcio al capo, di una forza evidente, come quando si calcia
un pallone, non può che aver accettato il rischio, certamente alto, di
provocarne la morte.

 

IMPU_1 sferrando come ha fatto diversi calci mirati alla testa e
al collo/nuca, non poteva quindi non prendere in considerazione il rischio di
poter colpire a morte ACPR 2 e non solo di potergli causare delle lesioni gravi
o un grave danno alla salute, ciò che l’imputato stesso ha confermato in aula,
e che è ulteriormente confermato dall’accanimento che ha dimostrato sulla sua
vittima, questo dal momento che neppure l’intervento di ACPR 1 che si è posta
su ACPR 2 a mo’ di scudo, è servito a fermarlo. Un ulteriore elemento di questa
assoluta determinazione è costituito dal fatto che l’imputato non si è fermato
da solo, ma è stato fermato nella sua azione violenta contro ACPR 2 solo
dall’intervento degli agenti di sicurezza che lo hanno bloccato e allontanato;
oltre a ciò, la determinazione dell’imputato è confermata ulteriormente dal
fatto che, anche se era trascorso del tempo e benché ACPR 2 si trovasse disteso
sulla lettiga dell’ambulanza, ha ancora tentato di avventarsi sulla vittima e,
non riuscendovi, lo ha comunque minacciato pesantemente dicendogli che non era
finita lì, confermando la volontà di volere il peggio per la vittima. 

 

Sulla base di detti accertamenti la Corte ha confermato
l’imputazione di tentato omicidio intenzionale per dolo eventuale, escludendo
la tesi della negligenza proposta dalla difesa.

 

                             11.3.   Ai sensi dell’art. 123 cifra 1
CP, chiunque intenzionalmente cagiona in altro modo un danno al corpo o alla
salute di una persona è punito, a querela di parte, con una pena detentiva fino
a tre anni o con una pena pecuniaria. Questa norma protegge l'integrità
corporea e la salute fisica e psichica e la sua applicazione presuppone una
lesione significativa dei beni giuridici protetti. La giurisprudenza menziona,
a titolo d'esempio, le ferite, i lividi, le escoriazioni o le graffiature,
salvo che queste lesioni abbiano per conseguenza solo un disturbo passeggero e
senza importanza della sensazione di benessere (DTF 134 IV 189 consid. 1.1; 119
IV 25 consid. 2a). 

Tra il comportamento pericoloso dell’autore e le lesioni corporali
della vittima deve poi sussistere un rapporto di causalità naturale ed adeguato
(Corboz, Les infrations en
droit suisse, vol. I, 3 éd., Berna 2010, ad. art. 223, n°16, pag. 136). Dal
profilo soggettivo l’art. 123 cifra 1 CP presuppone che le lesioni al corpo o
alla salute di una persona siano state cagionate intenzionalmente, laddove il
dolo eventuale è sufficiente. La negligenza è per contro esclusa.

 

                             11.4.   La Corte ha confermato il
punto 2 dell’AA relativo alle lesioni semplici in danno di ACPR 1. Le lesioni causate
alla vittima sono comprovate dal certificato medico agli atti e, peraltro, lo
stesso imputato ha ammesso di aver colpito con calci ACPR 1, sia all’addome che
sulla gamba sinistra. La Corte ha ritenuto che non è credibile che l’imputato non
abbia agito intenzionalmente nei confronti della vittima, come sostenuto dalla
difesa, considerato che sarebbe bastato che si fermasse e non continuasse a
colpire con calci la vittima, come invece ha fatto, posto che l’aveva ben vista
porsi con il suo corpo a difesa di ACPR 2.

 

                             11.5.   La Corte ha infine confermato
anche il punto 3 dell’AA relativo alla minaccia a danno di ACPR 2, reato
ammesso dall’imputato e di cui, poste le risultanze agli atti, sono pacificamente
realizzati i presupposti oggettivi e soggettivi.

 

 

                                12.   Commisurazione della pena

 

                             12.1.   In merito alla commisurazione
della pena, richiamato l’art. 47 CP, la Corte ha valutato oggettivamente e
soggettivamente grave la colpa dell’imputato, avuto riguardo alle modalità
dell’aggressione a ACPR 2, al fatto che IMPU_1 si è scaraventato su di una
vittima che non aveva alcuna colpa, che non gli aveva fatto nulla, cogliendola
di sorpresa ed impedendole in tal modo qualsiasi difesa, colpendola con un
forte pugno che l’ha stordita facendole perdere i sensi e continuando poi a
colpirla con calci quando era a terra priva di sensi e senza alcuna possibilità
di difendersi, l’ha colpita ripetutamente con calci diretti in zone
pericolosissime come la nuca e quindi il capo, dimostrando un notevole
accanimento, vero è che non ha cessato di colpirla neppure quando ACPR 1 è
intervenuta in sua difesa e venendo fermato solo dall’intervento della
sicurezza. E l’imputato, ha considerato la Corte, è andato ancora oltre quando,
nonostante fosse trattenuto dagli agenti di sicurezza, ha cercato ancora di
avvicinarsi a ACPR 2 fino a quando era sul lettino dell’ambulanza, dimostrando
una grandissima determinazione e volontà nell’aggressione violenta messa in
atto.

 

La colpa dell’accusato è ancora grave perché ha agito per un
motivo futile ed egoistico quale è la gelosia che, come ha detto lui stesso,
non lo ha fatto più ragionare. Ha causato danni a due vittime che per diverso
tempo hanno dovuto sopportare le conseguenze sia fisiche che psichiche del suo
agire e che difficilmente un risarcimento può lenire o compensare fino in
fondo. 

 

Ciò detto la Corte ha considerato a favore dell’imputato che si è
scusato con le vittime già il giorno dopo i fatti tramite Facebook, poi durante
l’inchiesta, in occasione dei confronti ed infine ancora in aula; che ha
intrapreso un percorso con la dr.ssa ______________ durato oltre un anno e
mezzo volto alla gestione della rabbia dovuta al sentimento di rifiuto o di
torto con passaggio a comportamenti aggressivi e violenti che, a detta della
specialista, ha avuto buon esito; che anche in aula, come in parte già fatto
durante l’inchiesta, l’imputato ha ammesso le sue responsabilità e ha
collaborato con gli inquirenti; che ha provveduto al rimborso delle spese mediche
sostenute dalle vittime; che alcuni giorni prima del dibattimento ha
riconosciuto il torto morale dovuto alle vittime e in aula anche le spese
legali da queste sostenute. 

 

Sulla base di dette risultanze, la Corte ha riconosciuto
all’imputato, come già fatto dal Procuratore Pubblico e chiesto dalla difesa,
l’attenuante specifica del sincero pentimento ex art. 48 lett. d CP. 

 

La Corte ha anche tenuto conto che l’imputato dall’epoca dei fatti
ad oggi ha mantenuto un buon comportamento, così come dell’evoluzione positiva
della sua persona, tanto da lavorare oggi quale __________ e quindi sicuramente
in un ambiente esposto alla necessità di dover gestire situazioni di stress e
provocazioni, acquisendo fiducia di sé. Inoltre, la Corte ha tenuto conto della
sua giovane età all’epoca dei fatti, 21 anni, così come del fatto che si tratta
di un tentativo commesso per dolo eventuale, per cui tutto ciò considerato, e
tenuto conto della gravità dei fatti, la Corte ha ritenuto adeguata alla colpa
dell’accusato la pena detentiva di 3 anni, di cui 6 mesi da espiare e per i
restanti 30 mesi sospesa condizionalmente con un periodo di prova di due anni e
ciò per tener conto dell’effetto di reinserimento sociale e professionale
dell’imputato. 

 

In merito alla richiesta degli accusatori privati di pronunciare
una norma di condotta volta ad evitare contatti tra loro e l’imputato, la Corte
ha osservato e tenuto conto che in quasi 4 anni non vi sono stati tentativi da
parte dell’imputato di contatti diretti o indiretti con le vittime, per cui non
ha considerato giustificata e proporzionata alla situazione concreta, tale
misura.

 

 

                                13.   Pretese degli accusatori
privati

 

Come già detto sopra, l’imputato già in corso di inchiesta ha
provveduto a risarcire le spese mediche sostenute dalle vittime e pochi giorni
prima del dibattimento si è impegnato al pagamento di un torto morale a favore
delle stesse; in aula ha riconosciuto di dover corrispondere alle vittime anche
le spese legali da loro sostenute. 

 

Per quanto concerne l’indennità per torto morale, IMPU_1 è
condannato al pagamento di fr. 4'000.- all’ACPR 2 e fr. 1'000.- all’ACPR 1. 

 

Va detto che, al di là di quanto riconosciuto dall’imputato, dagli
atti (in particolare dagli interrogatori delle vittime e, per ACPR 2, anche
dalla documentazione medica acquisita) emerge chiaramente come i fatti in esame
abbiano causato una sofferenza fisica e psichica che si è protratta per diverso
tempo, generando anche difficoltà nella quotidianità, di modo che la richiesta
formulata dagli accusatori privati appare congrua.

 

Relativamente alle spese legali esposte pari a complessivi fr.
7'912.80, ritenuto come entrambe le vittime siano state poste a beneficio del
gratuito patrocinio, IMPU_1 a titolo di risarcimento danni per le spese legali,
è condannato al pagamento a favore di ACPR 2 di fr. 3'956.40 (di cui fr.
2'735.40 a favore dello Stato), rispettivamente di fr. 3'956.40 a favore di ACPR
1 (di cui fr. 2'735.35 a favore dello Stato). 

 

 

 

 

                                14.   Tassa di giustizia e spese
processuali

 

La tassa di giustizia di fr. 1'000.- e le spese procedurali sono a
carico del condannato. 

 

Le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato,
riservato l’art. 135 cpv. 4 CPP. La nota professionale dell’avv. DUF1 è stata
approvata così come esposta, con l’adattamento alla durata effettiva del
dibattimento, e meglio per complessivi fr. 12'953.85, di cui fr. 10'710.- di
onorario, fr. 1'284.30 di spese oltre a fr. 959.55 di IVA. 

 

Anche la nota professionale del patrocinatore d’ufficio degli
accusatori privati, avv. RAAP1, è stata approvata così come esposta, con
l’adattamento alla durata effettiva del dibattimento, e meglio per complessivi
fr. 5'470.75, di cui fr. 4'605.- di onorario, fr. 460.50 di spese e fr. 405.75
di IVA. Come indicato al punto che precede, l’imputato è tenuto a rimborsare
allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 5'470.75 non appena le sue condizioni
economiche glielo permettano, mentre la differenza sarà versata direttamente
agli accusatori privati. 

 

 

 

visti gli art.:                     12, 22, 40, 43, 44, 47, 49,
111, 123 cifra 1, 180 CP;

135, 138, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   IMPU_1

 

è autore colpevole di:

 

                               1.1.   omicidio intenzionale
(tentato)

per avere,

il 5 marzo 2014, a ___________, 

tentato di uccidere ACPR 2,

colpendolo
con un pugno al viso e facendolo cadere a terra, tirandogli poi ripetutamente
calci alla nuca, al collo e alla schiena mentre si trovava a terra privo di
sensi, cagionandogli le lesioni descritte nei certificati medici agli atti; 

 

                               1.2.   lesioni semplici

per avere,

il 5 marzo 2014, a ___________, 

colpito ACPR 1 con dei calci all’addome e alla gamba sinistra,
mentre questa tentava di proteggere ACPR 2, cagionandole le lesioni descritte
nel certificato medico agli atti;

 

                               1.3.   minaccia

per avere,

il 5 marzo 2014, a ___________, 

incusso timore in ACPR 2, dicendogli che “non sarebbe finita lì”; 

 

e meglio come descritto nell’atto d’accusa.

 

 

                                   2.   Di conseguenza,

avendo dimostrato sincero pentimento,

 

IMPU 1 è condannato

 

alla pena detentiva di 36 (trentasei) mesi.

 

                                   3.   L’esecuzione della
pena detentiva è sospesa in ragione di 30 (trenta) mesi, con un periodo di
prova di anni 2 (due). Per il resto è da espiare.

 

 

                                   4.   IMPU 1 è inoltre
condannato a ve