# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 07f803b0-42b7-53a3-bf9c-4eb6fa4559f5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-06-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 18.06.2003 52.2003.38
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-38_2003-06-18.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.38

   

  	
  Lugano

  18 giugno 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Flavio Canonica, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 3 febbraio 2003 di

 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 8 gennaio 2003 del Consiglio di Stato
  (n. 97) che respinge l’impugnativa dell’insorgente contro la risoluzione 30
  settembre 2002 con cui l’Assemblea comunale di __________ ha approvato il
  conto consuntivo 2001;

  

 

 

viste le risposte:

-    11 febbraio 2003 del
Consiglio di Stato;

-    20 febbraio 2003 del
municipio di __________;

-    3 marzo 2003 del
presidente dell’assemblea comunale di __________; 

 

 

letti ed esaminati gli atti

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Con
risoluzione 18 dicembre 2000 l’Assemblea comunale di __________ ha approvato un
credito di 75'000.– per la ristrutturazione del fondo n. __________ di
proprietà del comune e situato in riva __________. Il progetto presentato
all’assemblea comunale dallo studio di ingegneria __________ (in scala 1:100)
prevedeva la creazione di un’area di svago aperta al pubblico.

 

 

                                  B.   Decorso il
termine di pubblicazione del progetto edilizio, l’insorgente ha eccepito sia
presso il municipio, sia davanti alla Sezione degli enti locali (v. scritti
insorgente del 19 febbraio 2001 risp. del 15 aprile 2001), che lo stesso (in
scala 1:200) differiva da quello precedentemente approvato dall’Assemblea
comunale in numerosi dettagli. In particolare, rispetto al primo progetto, i
muri previsti avrebbero avuto dimensioni inferiori e sarebbe mancato inoltre
l’impianto d’illuminazione.

A seguito di un sopralluogo effettuato dal Dipartimento del territorio, la
Sezione degli enti locali con comunicazione d’evasione 6 giugno 2001 ha
ritenuto l’intervento edilizio conforme alla licenza concessa, non ravvisando
gli estremi per l’apertura di un procedimento di vigilanza contro il comune secondo
l’art. 196 LOC. 

 

 

                                  C.   Previo
esame da parte della commissione della gestione l’assemblea comunale con
risoluzione 30 settembre 2002 ha approvato il messaggio municipale n. 21
relativo al conto consuntivo 2001 del Comune. Dal consuntivo (conto n. 140.01)
risp. dalla scheda contabile relativa al conto n. 500.02 emerge che
l’investimento operato per la ristrutturazione del fondo in questione ammonta a
fr. 69'889.–.

 

 

                                  D.   Con
giudizio 8 gennaio 2003 il Consiglio di Stato ha confermato la decisione del
legislativo comunale, rigettando l’impugnativa contro di essa inoltrata dall’insorgente.
Il Governo ha in sostanza ritenuto che dal punto di vista contabile il
consuntivo comunale 2001 non prestasse il fianco a nessuna critica.

 

 

E.      Con ricorso 3 febbraio 2003 __________ __________ si è aggravato
avverso la predetta risoluzione governativa davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendo l’annullamento della decisione 30 settembre 2002
dell’Assemblea comunale in punto all’approvazione del consuntivo 2001 (cfr.
domanda ricorsuale 1.). L’insorgente ne eccepisce la validità in quanto
l’intervento edilizio, difforme dal progetto a suo tempo approvato
dall’Assemblea comunale, avrebbe in sostanza comportato dei costi effettivi
inferiori a quelli riportati nel consuntivo.

In sintesi, egli chiede inoltre:

-    
che venga accertata la legalità dell’operato del
Dipartimento del territorio e della Sezione degli enti locali (cfr. domanda ricorsuale
2.1.);

-    
che venga ordinato al comune di __________ di
separare l’incarico dell’Ufficio tecnico da quello degli architetti incaricati
per progetti particolari (cfr. domanda ricorsuale 2.2.);

-    
che venga ordinato al comune di convocare una
commissione edilizia secondo le norme di legge (cfr. domanda ricorsuale 2.3.)

-    
che venga ordinato al comune di pubblicare i
concorsi secondo le norme di legge (cfr. domanda ricorsuale 2.4.). 

-    
che venga accertato che il municipio di
__________ risp. le autorità cantonali, avendo omesso di fermare i lavori, non
hanno rispettato le norme vigenti, in particolare l’art. 30 NAPR di __________
come pure la legge sulla protezione delle rive e dei laghi ed il rispettivo
regolamento cantonale (cfr. domanda ricorsuale 3.).

 

 

                                  F.   Alla
reiezione del gravame si oppongono la presidente dell’assemblea comunale,
__________ __________, e il municipio sulla scorta di argomentazioni di cui si dirà,
per quanto necessario, nel seguito.

Anche il Consiglio di Stato propone la reiezione del ricorso, riconfermandosi
nelle motivazioni poste a fondamento della decisione impugnata.

 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data
(art. 208 cpv. 1 LOC) e la legittimazione dell’insorgente certa (art. 43 PAmm).

 

1.2.
L’art. 46 cpv. 1 PAmm stabilisce che il termine di 15 giorni per inoltrare
ricorso decorre dalla data d’intimazione della decisione impugnata. Dagli
accertamenti svolti risulta che la stessa è stata intimata il 20 gennaio 2003,
giorno in cui l’insorgente ha ritirato l’invio presso l’ufficio postale di
__________. Ne consegue che il ricorso 3 febbraio 2003 è tempestivo. Tardiva è
invece l’integrazione al ricorso inviata dall’insorgente il 17 febbraio 2003
(data del timbro postale).

Soltanto il ricorso 3 febbraio 2003 è pertanto ricevibile in ordine.

 

                                         1.3.
Considerata la natura delle contestazioni da risolvere, l’impugnativa può
essere evasa sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).
L’ulteriore sopralluogo richiesto dall’insorgente al fine di verificare
l’entità dell’intervento edilizio non appare invero atto a procurare la
conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio di questa corte. 

 

                                         1.4. La
facoltà di replica va concessa quando la risposta contiene elementi nuovi e
rilevanti che possono influire sul giudizio dell’autorità di ricorso
(Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 20 PAmm,
n. 5).

In concreto, tali condizioni non sono adempiute da alcuna delle risposte
presentate in questa sede, per cui la richiesta di replica va respinta.

 

 

                                   2.   Conto
consuntivo comunale 2001 (domanda ricorsuale 1.)

           
                                 

                                         2.1. La
gestione finanziaria del comune è retta dai principi della legalità,
dell’equilibrio finanziario, della parsimonia, dall’economicità, della
causalità e della compensazione dei vantaggi, nonché dal divieto del vincolo
delle imposte (art. 151 cpv. 1 LOC). Il principio della legalità (art. 1 RgF LOC)
prevede in particolare che entrate e spese necessitano di una base legale.
Mentre il principio dell’economicità (art. 4 RgF LOC) stabilisce che per ogni
decisione deve essere scelta la variante che permette di raggiungere lo scopo
nel modo più economico. Occorre cioè optare per la variante che consente di
raggiungere un rapporto ottimale fra i costi e gli obiettivi prefissi (cfr.
Manuale di contabilità per i comuni ticinesi, Vol. 2, cap. 7.2., p. 3).

 

                                         2.2.
Giusta l’art. 151 cpv. 2 LOC la contabilità comunale deve inoltre permettere
una visione chiara, completa e veridica della gestione finanziaria, del
patrimonio e dei debiti del comune (cpv. 151 cpv. 2 LOC).

 

                                         2.3. In
concreto, il conto consuntivo 2001 del comune di __________ soddisfa i principi
sopraindicati. In particolare l’investimento di fr. 69'889.– ossequia il
principio della legalità, in quanto è stato effettuato entro i limiti del
credito concesso con decisione assembleare 18 dicembre 2000, la quale
costituisce a tale scopo una sufficiente base legale (cfr. Rossi/Ferrari,
Politica e gestione finanziaria del comune, 1996, p. 177). L’investimento
rispetta inoltre il principio dell’economicità in quanto l’opera edilizia in
parola sembra invero essere una misura discreta e perfettamente adeguata all’ottenimento
dell’area di svago voluta dall’assemblea comunale.

Sotto il profilo della gestione finanziaria l’investimento operato non presta
dunque il fianco a critiche.

 

2.4.
Quanto all’effettivo valore dell’intervento edilizio, non sussiste alcun motivo
per dubitare che l’importo figurante nel consuntivo 2001 e nella rispettiva
scheda contabile (fr. 69'889.–) non rispecchi l’effettiva portata dei lavori. A
questo proposito priva di qualsiasi riscontro oggettivo e del tutto
inverosimile è l’allegazione ricorsuale secondo cui il valore dell’intervento
edilizio non supererebbe fr. 20'000.–.

Pertanto, anche sotto il profilo strettamente contabile, l’investimento
riportato nel consuntivo è esente da critiche.

 

                                   3.   Incompatibilità
di funzione (domanda ricorsuale 2.2) / Commissione edilizia a norma di legge
(domanda ricorsuale 2.3.) / Pubblicazione concorsi (domanda ricorsuale 2.4.)

 

                                         3.1. Il
ricorso è una domanda tendente alla modificazione, all’annullamento o alla
constatazione della nullità di un atto indirizzato a un organo diverso da
quello del suo autore. Pertanto esso presuppone un atto d’autorità, e cioè una
decisione, una sentenza o a volte una norma (Scolari, diritto amministrativo
parte generale, 2a ed., n. 1097). La decisione serve all’articolazione del
ricorso, del quale rappresenta oggettivamente il punto di partenza. L’esistenza
di una decisione costituisce una condizione di ricevibilità per il ricorso
(cfr. Bovay, Procédure administrative, Berna 2000, p. 334).

 

                                         3.2. Con
il termine di decisione si intende un atto d’imperio che tocca la situazione
giuridica del singolo obbligandolo a fare, omettere o tollerare alcunché o che
regoli altrimenti d'autorità, con carattere vincolante e con possibilità di
esecuzione coercitiva, il rapporto del cittadino con l'ente pubblico (STA del
25 luglio 1995 in re comune di __________).

 

                                         3.3. Nel
caso in esame l’insorgente non impugna alcuna decisione tesa a modificare la
situazione giuridica di singoli cittadini nei confronti dell’autorità comunale.
Con le domande ricorsuali 2.2.-2.4 egli si limita infatti a censurare
astrattamente presunte irregolarità nell’amministrazione del Comune, che non si
sono peraltro mai tradotte in alcuna decisione d’imperio.

In assenza di decisioni comunali impugnabili, il ricorso, irricevibile in prima
istanza, va quindi respinto anche su questo punto. 

 

 

                                   4.   Operato
del Dipartimento del territorio e della Sezione degli enti locali in merito
all’intervento edilizio (domande ricorsuali 2.1. e 3)

 

4.1. Nella misura in cui l’insorgente impugna
il rilascio della licenza edilizia adducendo in sostanza che il Dipartimento
del territorio non avrebbe dovuto approvare l’intervento edilizio in quanto
questo non sarebbe conforme alle disposizioni di diritto pubblico, in
particolare alle disposizioni in materia edilizia, di pianificazione e protezione
dell’ambiente si rileva quanto segue.

Secondo i combinati disposti degli art. 8 e 21 cpv. 2 LE sono legittimate a
ricorrere le persone che nel termine di pubblicazione si sono opposte alla
concessione della licenza edilizia.

In concreto l’insorgente non si è mai opposto all’intervento edilizio. Egli non
era pertanto legittimato a ricorrere davanti al Consiglio di Stato.

Anche su questo punto il ricorso, già irricevibile davanti alla prima istanza
per mancanza di legittimazione giusta l’art. 21 cpv. 2 LE, va dunque respinto.

Abbondanzialmente si rileva che l’insorgente era pure privo di un interesse
legittimo per opporsi al progetto. Risulta infatti evidente che egli non era
toccato dall’intervento edilizio in misura più intensa di un qualsiasi terzo.
L’insorgente non può dedurre la sua legittimazione attiva nemmeno dalla sua
qualità di cittadino attivo di __________
in quanto con la modifica dell’art. 8 LE in vigore dal 15 marzo 1995 l’actio
popularis in materia edilizia è stata soppressa.

 

                                         4.2.
Nella misura in cui l’insorgente sembra invece aggravarsi contro la comunicazione
d’evasione 6 giugno 2002 della Sezione degli enti locali, abbondanzialmente si
rileva che contro di essa non è possibile interporre ricorso. L’istante non può
nemmeno pretendere che l’autorità emani una decisione formale al riguardo, siccome
la denuncia non gli conferisce alcun ruolo di parte. Ciò deriva dal fatto che
il rimedio in discussione è assimilabile ad una petizione (v. Messaggio
concernente la revisione parziale della legge organica comunale del 27 agosto
1997, commento ad art. 196b, p. 139 come pure giurisprudenza e dottrina ivi citate).

 

 

5.Abbondanzialmente, si rileva che le presunte difformità
dell’intervento edilizio con il progetto originariamente approvato
dall’assemblea comunale (in particolare la mancanza dell’impianto
d’illuminazione) avrebbero potuto semmai formare l’oggetto di una nuova istanza
d’intervento davanti alla Sezione degli enti locali. Segnatamente laddove non
sussista, come nel caso concreto, una decisione impugnabile, è infatti
possibile con questo rimedio giuridico sussidiario richiedere all’autorità di
vigilanza di prendere una decisione, purché questa sia nel pubblico interesse
(cfr. Scolari, op. cit., n. 1144 e seg. e giurisprudenza ivi citata). Occorre
tuttavia ribadire (v. consid. 4.2.) che giusta l’art. 196a LOC l’istanza
d’intervento non dà alcun diritto all’apertura di un procedimento di vigilanza.

 

 

                                   6.   In esito
alle considerazioni che precedono, il ricorso va quindi respinto. La tassa di
giustizia, commisurata al lavoro occasionato dall’impugnativa, è posta a carico
dell’insorgente secondo soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 151, 196, 196a, 208 LOC; 1, 4 RgF LOC; 8, 21 LE;
18, 28, 43 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 1’000.– è posta a carico dell'insorgente.

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario