# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 24cf7f27-e37f-526b-81f9-742cffb22127
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-04-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 12.04.2001 INC.2000.64304
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-64304_2001-04-12.html

## Full Text

N. 643.2000.4 M                                                        Lugano,
12 aprile 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per
statuire sull’istanza 2 aprile 2001 inoltrata dal

Procuratore Pubblico avv.
__________

e volta ad
ottenere la proroga di sei mesi, ovvero sino al 17 ottobre 2001 compreso, della
carcerazione preventiva cui è astretto

__________,            

(difeso di fiducia dall’avv. __________)

nel
procedimento penale a suo carico per titolo di truffa, usura e riciclaggio di
denaro;

assegnato
all’accusato, con ordinanza 3 aprile 2001, un termine per presentare eventuali
osservazioni all’istanza di proroga, e preso atto che, con scritto 4 aprile
2001 del suo difensore, l’accusato ha dichiarato di non opporsi alla proroga
richiesta;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP __________;

 

ritenuto e considerato

in fatto ed in
diritto:

che

-       
____________ è stato tratto in arresto in data 18 ottobre 2000,
in quanto sospettato di essere coinvolto in una truffa di rilevanti dimensioni
ai danni di una anziana coppia germanica residente in Ticino (v. verbale MP 18
ottobre 2000, ore 18.20, inc. Giar 643.2000.1 doc. 3). Questo giudice ha
confermato l’arresto il giorno successivo, con contestuale intimazione della
promozione d’accusa (doc. 4 e 1 nel citato inc. Giar);

-       
un’istanza di libertà provvisoria 2/3 novembre 2000 (inc. Giar
643.2000.2) è stata respinta con decisione 9 novembre 2000, in considerazione
delle (allora ancor più numerose) esigenze istruttorie, del connesso pericolo
di inquinamento delle prove nonché di serio e concreto pericolo di fuga;

-       
sin dal primo verbale ____________ ha ammesso il proprio
coinvolgimento nella fattispecie inquisita, segnatamente riconoscendo di aver
accettato che la coaccusata ____________ lo introducesse falsamente quale
medico presso le vittime ____________ (perfettamente consapevole che lui medico
non era) allo scopo di far loro credere che lui poteva curare il marito malato
del morbo di Alzheimer, ed in tal modo procurarsi ingenti somme di denaro (v.
verbale di conferma dell’arresto, inc. Giar 643.2000.1 doc. 4 p. 2; v. pure il
già citato verbale MP 18 ottobre 2000);

-       
in prosieguo d’inchiesta, le dichiarazioni di ____________ non
hanno cambiato orientamento, nel senso che egli continua a definirsi secondaria
pedina di trame ordite da altri (v. ad es. il verbale MP di ____________ del 23
febbraio 2001, ore 14.40 [inc. MP doc. A.15] p. 2-3);

-       
in considerazione dell’approssimarsi della scadenza del periodo
di legge della carcerazione preventiva degli accusati (art. 102 cpv. 2 CPP), il
Procuratore Pubblico ha redatto la qui discussa istanza 2 aprile 2001 (inc. Giar
643.2000.4 doc. 1, in parallelo con quella per la coaccusata ____________, di
cui in separata decisione) intesa ad ottenere la proroga della carcerazione
preventiva (art. 103 cpv. 2 CPP);

-       
a suffragio della propria richiesta di proroga il magistrato
inquirente, dopo un’oltremodo dettagliata esposizione di come si sia arrivati
all’apertura dell’inchiesta (v. istanza, inc. Giar 643.2000.4 doc. 1 p. 1-2), e
rammentato come sia discorso di una truffa che ha permesso agli accusati di
appropriarsi di un importo di 24 milioni di DM sull’arco di pochi mesi,
ottenuti a pagamento di fantomatiche prestazioni mediche e quali fondi per “il
sostegno di un’altrettanto fantomatica attività di ricerca nell’ambito biotecnologico”
(loc. cit., p. 2), spiega che l’esame della documentazione bancaria sequestrata
è quasi completato ad opera del Nucleo Finanziario, la cui analisi dovrà essere
prospettata agli accusati. Si è ancora in attesa dell’evasione della rogatoria
in Germania, e vi sarebbero poi alcuni testimoni ancora da sentire (in parte
richiesti dall’accusata ____________). A rendere ulteriormente complesso
l’incarto, il magistrato inquirente sottolinea l’atteggiamento di ostracismo
degli accusati (loc. cit., p. 3). A carico di entrambi gli accusati, poi,
sussisterebbe serio pericolo di fuga e di inquinamento delle prove (quo ai
testi ancora da sentire ed al recupero del maltolto, lungi dall’essere
completato, loc. cit., p. 3). Da ultimo, la proroga richiesta è ritenuta
rispettosa del principio di proporzionalità (loc. cit., p. 4);

-       
preso atto che l’accusato ____________ non si oppone alla proroga
richiesta;

-       
l'art. 95 CPP, dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui
l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare
e - segnatamente come nel caso in discussione - proroga del carcere preventivo
a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi
e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo
sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui
concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione ed un certo pericolo di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep.
132 [1999] n. 116), e ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità
(Rep. 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381);

-       
i menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore
nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà
e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416;
1989 pag. 287 ss.). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi
penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep. 1980 pag. 128);

-       
la legittimità dell’arresto va esaminata d’ufficio, perlomeno
sommariamente, anche in assenza di espressa opposizione da parte dell’accusato;

-       
si deve allora constatare che sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla dottrina e dalla giurisprudenza, sono presenti
nella situazione personale e processuale di ____________ a legittimare e
giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà oltre il
termine legale disposto dall’art. 102 cpv. 2 CPP;

-       
in punto all’esistenza di sufficienti indizi di colpevolezza, può
bastare generico rinvio a quanto già detto supra (p. 2) relativamente
alle ampie dichiarazioni dell’accusato medesimo;

-       
le esigenze istruttorie esposte dal magistrato inquirente in sede
d’istanza (cit., p. 3) sono ovvie ed incontestate: completazione dell’esame
della documentazione bancaria sequestrata agli accusati, prospettazione ai
medesimi, confronti fra loro e/o testi; acquisizione delle risultanze della
rogatoria in Germania; ricostruzione del flusso di denaro e completazione (se
possibile) dell’opera di recupero del maltolto.  E si tratta di esigenze
istruttorie imprescindibili, posto che l’accusa dovrà ricostruire i fatti ed
individuare con la maggior precisione possibile le responsabilità di ogni
singolo accusato – impresa invero ardua, a giudicare dalle (per il momento)
apparentemente insanabili divergenze riscontrabili nelle loro dichiarazioni
(v., fra i tanti, ad es. il verbale MP di ____________ del 19 febbraio 2001,
ore 14.30 [inc. MP doc. A.14], p. 6, ed il verbale MP di ____________ del 23
febbraio 2001, ore 14.40 [inc. MP doc. A.15] p. 3);

-       
sono inoltre, quelli menzionati, tutti passi d’inchiesta che
esigono senz’altro il mantenimento in carcere dell’accusato ____________,
troppo evidente essendo il pericolo che, altrimenti, egli possa inquinare le
prove, segnatamente movimentando fondi non ancora rinvenuti (non si dimentichi
che fra le sue mani sono passati diversi milioni di DM sottratti alle parti
civili), oppure prendendo indebiti contatti con terzi coinvolti ma non ancora
sentiti, sì da concordare con loro una versione unitaria da ammannire agli
inquirenti;

-       
il pericolo di fuga, per giustificare la carcerazione preventiva,
deve essere concreto e rivestire il carattere di una certa probabilità: in
altri termini si ammette siffatto pericolo quando l’accusato, fosse posto in
libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale
e all’esecuzione della pena. La gravità della presumibile pena, di per sé, non
basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto, l’insieme delle
circostanze, quali il carattere dell’interessato, la sua morale, i suoi legami
familiari, l’assenza di un domicilio fisso, la sua professione, la sua
situazione finanziaria e le sue risorse economiche, deve essere valutato e
vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo possibile, ma
probabile (così verbatim DTF 19 gennaio 1999 in re G.S., consid. 5a p.
7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid. 4 e ad altra sentenza di imminente
pubblicazione);

-       
nel caso di specie sussiste incontestato pericolo di fuga
sufficientemente concreto da giustificare la proroga richiesta. La pubblica
accusa rileva giustamente che non vi è alcun legame fra ____________ ed il
Cantone Ticino, “a parte gli eventi criminosi da lui compiuti” (v.
istanza, cit., p. 2). E questo giudice, nella già cennata decisione 9 novembre
2000 in tema di libertà provvisoria (inc. Giar 643.2000.2), aveva sottolineato
che il legame è al contrario forte con la moglie in Germania: “l’impressione
che si ha è che farebbe qualsiasi cosa pur di tornare a Monaco; non altrettanto
sicura, invece, appare l’asserita sua disponibilità a tornare in Ticino quando
l’inchiesta lo richiedesse – perché una volta tornato nel suo ambiente, è
legittimo prevedere che la sua peculiare struttura psichica gli farebbe
apparire un ritorno qui come una difficoltà insormontabile. Tutto ciò, unito
alla prospettiva quanto mai concreta di una lunga pena detentiva da espiare,
potrebbe effettivamente indurlo a privilegiare la scelta della latitanza
all’eventualità di affrontare il pubblico dibattimento e l’espiazione della
pena” (loc. cit., p. 3-4). Oggi non si può che confermare quanto appena
riproposto;

-       
l’inchiesta, di per sé complessa non da ultimo per gli aspetti
contabili, e comunque resa ulteriormente difficile dall’atteggiamento “a scaricabarile”
degli accusati, sembra nondimeno procedere a ritmo sufficientemente celere, in
consonanza con i dettami di legge. Il carcere preventivo sofferto e prospettabile
– seppur, in termini assoluti, di durata senz’altro rilevante – appare allora
ancora rispettoso del principio di proporzionalità, con riferimento sia alla
presumibile (lunga) pena detentiva cui entrambi vanno incontro, sia alla
presumibile durata dell’evasione delle necessità istruttorie ancora incombenti;

-       
resta ovviamente impregiudicato l’obbligo del magistrato
inquirente di procedere alla completazione dell’istruttoria formale ed
all’emanazione dell’atto d’accusa con la massima celerità possibile (artt. 102
e 176 cpv. 3 CPP);

-       
in conclusione, l’istanza di proroga appare giustificata in
considerazione delle incombenze ancora da evadere, nonché di sufficientemente
concreto pericolo di fuga e di inquinamento delle prove. Seppur oggettivamente
di durata rilevante, essa appare pure adeguata nella durata, e deve dunque
essere accolta, con la presente decisione esente da tassa e spese di giudizio (art.
39 lit. f TG e contrario) e suscettibile di impugnazione entro 10
(dieci) giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello (art.
284 cpv. 1 lit. a CPP).

*   *   *

 

Per i quali
motivi,

richiamate le
norme menzionate e visti gli artt. 103, 280 ss. e 284 CPP

d e c i d e :

1.   L’istanza 2 aprile
2001 di proroga del carcere preventivo cui è astretto ____________ è accolta.

§     Di
conseguenza, la detenzione preventiva cui è astretto l’accusato viene prorogata
sino al prossimo 17 ottobre 2001 compreso.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-          
avv. __________, per sé e per l’accusato;

-          
Procuratore Pubblico avv. __________, con copia delle
osservazioni dell’accusato e con l’inc. MP __________ di ritorno;

-          
Direzione del Penitenziario cantonale La Stampa, Cadro.

giudice __________