# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 956a9c38-0d96-525d-a2f5-06523d064b55
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-07-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.07.2008 D-3878/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3878-2007_2008-07-22.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3878/2007/cac
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 2  l u g l i o  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Bruno Huber; 
cancelliera Marisa Murray.

A._______, 
B._______, 
C._______, Russia, 
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), 
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; decisione dell'UFM del 
7 maggio 2007 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3878/2007

Fatti:

A.
Il 28 marzo 2007, gli interessati hanno presentato domanda d'asilo in 
Svizzera. Hanno dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo 
(cfr. verbali d'audizione dell'11 e del 25 aprile 2007), d'essere d'etnia 
darghina e d'essere espatriati a causa dei problemi legati alle attività 
del marito. Quest'ultimo, dal [...] al [...], avrebbe fornito aiuti alimentari 
al  cugino  del  suo  socio  in  affari  che  sarebbe  stato  coinvolto  negli 
scontri  intervenuti  nel  Daghestan  contro  le  truppe  russe.  Nel  [...], 
l'interessato  avrebbe  appreso  dell'arresto  del  predetto  cugino  e  del 
fatto  che quest'ultimo avrebbe informato i  militari  delle attività  svolte 
dal  richiedente.  Il  [...],  gli  interessati  sarebbero  stati  informati 
dell'irruzione in casa loro di un gruppo di persone mascherate. Saputo 
d'essere  ricercato,  l'interessato,  unitamente  alla  moglie,  si  sarebbe 
rifugiato  in  una  dacia  appartenente  al  nonno  dell'interessata.  Il  25 
marzo 2007, sarebbero espatriati. 

B.
Il 7 maggio 2007, l'UFM ha respinto le citate domande d'asilo. Nello 
stesso  tempo,  ha  pronunciato  l'allontanamento  dei  richiedenti  dalla 
Svizzera e ritenuto ammissibile, esigibile e possibile l'esecuzione del 
loro allontanamento verso la Russia.

C.
Il 6  giugno  2007,  gli  interessati  hanno  inoltrato  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata 
decisione dell'UFM. Hanno chiesto l'annullamento del  provvedimento 
impugnato e, in via principale, la concessione dell'asilo nonché, in via 
sussidiaria,  l'ammissione  provvisoria.  Hanno  altresì  presentato  una 
domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle 
presumibili spese processuali. 

D.
Il  3  luglio  2007,  il  TAF ha  considerato  il  ricorso  privo  di  probabilità 
d'esito  favorevole  (v.  decisione  incidentale  di  tale  data).  Ha  quindi 
respinto la surriferita domanda e chiesto agli insorgenti il versamento 
di  un  anticipo,  di  fr.  600.--,  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali.

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E.
Il 17 luglio 2007, i ricorrenti hanno tempestivamente versato l'anticipo 
richiesto.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente sui  ricorsi  contro le decisioni  dell'UFM 
(art. 31  e  art.  33  lett. d  della  legge  sul  Tribunale  amministrativo 
federale  del  17 giugno  2005  [LTAF, RS 173.32],  art. 105  della  legge 
sull'asilo  del 26 giugno 1998 [LAsi,  RS 142.31]  e art. 83 lett. d  della 
legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art. 48 cpv. 1 nonché all'art. 50 e all'art. 52 
della  legge federale  sulla  procedura  amministrativa del  20  dicembre 
1968 (PA, RS 172.021).

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza senza essere vincolato dai motivi  invocati  dalle parti 
(art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  della  decisione  impugnata 
(v.  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-4917/2006  del 
12 luglio 2007 consid. 3).

5.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato siccome inverosimili 
le  allegazioni  determinanti  presentate  dai  ricorrenti.  In  particolare,  il 

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ricorrente  ha  reso  dichiarazioni  poco  dettagliate  e  non  ha  saputo 
fornire  indicazioni  precise  su  circostanze  di  rilievo,  quali  il  motivo 
dell'irruzione presso la loro abitazione e in riferimento alle persone che 
l'avrebbero compiuta (poliziotti o militari o civili), alle pretese ricerche 
nei  suoi  confronti  da  parte  delle  autorità  e  alle  accuse  mosse  nei 
confronti della persona a cui avrebbe fornito gli aiuti alimentari. Inoltre, 
la  ricorrente  ha  dichiarato  di  non  conoscere  i  dettagli  concernenti 
l'irruzione  presso  la  loro  abitazione,  perché  non  se  ne  sarebbe 
interessata. L'autorità  inferiore  ha  altresì  giudicato  che  non  vi  sono 
ostacoli  alla  pronunzia  dell'esecuzione  dell'allontanamento,  anche  in 
considerazione dell'età  e  dello  stato  di  salute  dei  ricorrenti,  peraltro 
proprietari della loro abitazione, i  quali  potranno contare su una rete 
sociale in patria.

6.
Nel gravame, i ricorrenti contestano il giudizio d'inverosimiglianza reso 
dall'UFM con riferimento alle allegazioni decisive da loro rese in corso 
di  procedura.  In  particolare,  l'insorgente  fa  valere  di  aver  fornito  in 
maniera corretta le indicazioni in merito a quanto accadutogli e che il 
fatto  di  non  sapere  da  chi  sarebbero  ricercati  non  può  comportare 
l'inverosimiglianza dell'insieme del  loro  racconto. Infine,  l'esecuzione 
del loro allontanamento verso la Russia sarebbe inesigibile.

7.
Per poter ammettere la verosimiglianza, ai sensi dell'art. 7 LAsi, delle 
dichiarazioni determinanti rese da un richiedente l'asilo, occorre che le 
stesse abbiano insito un grado di convinzione logica tale da prevalere 
in  modo  preponderante  sulla  possibilità  del  contrario,  così  che 
quest'ultima risulti  secondaria. In altri termini, le dichiarazioni devono 
essere  attendibili,  cioè  resistenti  alle  obiezioni,  precise,  ovvero  non 
generiche e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più 
verosimile),  e  concordanti,  o  meglio  non  in  contrasto  fra  loro  e 
nemmeno  con  altri  dati  o  elementi  certi.  Peraltro,  il  giudizio  sulla 
verosimiglianza dev'essere il  frutto di una valutazione complessiva, e 
non esclusivamente atomizzata,  delle singole allegazioni  decisive, in 
modo  da  consentire  di  limitare  al  minimo  il  rischio  dell'approssima-
zione,  ovvero  il  pericolo  di  fondare  il  giudizio  valorizzando,  contro 
indiscutibili postulati di civiltà giuridica, semplici impressioni dell'auto-
rità giudicante (v. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1995 n. 23).

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7.1 Il TAF osserva che, come rettamente rilevato dall'autorità inferiore 
nella decisione impugnata, le dichiarazioni decisive rese dai ricorrenti 
in corso di procedura s'esauriscono in mere ed imprecise affermazioni 
di  parte,  non  corroborate  dal  benché  minimo  elemento  di  seria 
consistenza.  Occorre,  in  particolare,  convenire  con  l'UFM  che  le 
stesse risultano inconsistenti su diverse circostanze essenziali. Giova 
altresì  rilevare  che  i  ricorrenti  si  limitano  a  mere  congetture,  non 
fondate su alcun indizio  oggettivo, con riferimento alle ricerche delle 
autorità statali  nei loro confronti in ragione delle attività che avrebbe 
svolto  il  ricorrente  nel  [...]. Non è  inoltre  seriamente  credibile  che – 
nella misura in cui realmente ricercati – essi abbiano corso il rischio di 
soggiornare presso la dacia del nonno della ricorrente. 

7.2 Da quanto esposto, consegue che sul punto di questione dell'asilo 
il  ricorso, destituito d'ogni  e benché minimo fondamento, non merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

8.
I  ricorrenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  (art.  14 
 cpv. 1 e cpv. 2 ed art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 
sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, 
RS 142.311]).

9.
Per gli stessi motivi citati al considerando 7 del presente giudizio, non 
emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  dei  ricorrenti  in  Russia  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi (divieto di  respingimento) nonché l'art. 83 
cpv. 3  della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, 
RS 142.20).

10.
La  portata  dell'art.  83  cpv.  3  LStr  non  si  esaurisce,  altresì,  nella 
massima  del  "non-refoulement".  Anche  altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione 
del  rimpatrio,  in  particolare  l'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 
novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o l'art. 3 della Convenzione contro 

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la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 
10  dicembre  1984  (Conv.  tortura,  RS  0.105).  L'applicazione  di  tali 
disposizioni  presuppone,  peraltro,  l'esistenza  di  serie  e  concrete 
ragioni per ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel Paese 
verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli; 
spetta all'interessato di rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e 
concrete ragioni. 

10.1 Nel caso concreto non è dato rilevare – in sostanza per le ragioni 
già  indicate  al  considerando  7  del  presente  giudizio  –  alcun  serio 
indizio secondo cui gli insorgenti potrebbero essere esposti in caso di 
rimpatrio  al  rischio reale ed immediato di  un trattamento contrario  a 
siffatte  disposizioni.  In  altri  termini,  i  ricorrenti  non  hanno  saputo 
fornire  un  insieme  d'indizi,  oppure  presunzioni  non  contraddette, 
sufficientemente  gravi,  precisi  e  concordanti  quo  ad  un  pericolo 
d'esposizione personale ad atti o fatti che si ritengono contrari all'art. 3 
CEDU o all'art. 3  Conv. tortura. Infine,  ai  sensi  della  giurisprudenza 
della  Corte  europea  dei  diritti  dell'uomo,  la  situazione  generale  che 
regna in un Paese non comporta, ad essa sola, l'illiceità del rimpatrio 
secondo  le  disposizioni  della  Convenzione  (GICRA  1995  n.  12 
 consid. 10a pag. 110 e segg. nonché relativi riferimenti).

10.2 Pertanto,  e  come  rettamente  ritenuto  nel  giudizio  litigioso, 
l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile.

11.
Occorre quindi esaminare se per i ricorrenti vi siano pericoli concreti in 
caso  d'esecuzione  dell'allontanamento  verso  il  loro  Paese  d'origine 
(art. 83 cpv. 4 LStr).

11.1 Come noto,  in  Russia  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra,  guerra  civile  o  di  violenza  generalizzata  che  coinvolga 
l'insieme della popolazione sull'integralità del  territorio  nazionale. Da 
questo  profilo,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  pertanto 
ragionevolmente esigibile.

11.2 Quanto  alla  situazione personale  dei  ricorrenti,  il  TAF constata 
che  gli  stessi  sono  giovani  ed  hanno  una  discreta  esperienza 
professionale. Non emerge altresì dalle carte processuali che soffrano 
di  seri  problemi  medici  suscettibili  d'ostare  alla  pronuncia 
dell'esecuzione dell'allontanamento (v. sulla problematica GICRA 2003 
n. 24). Vi  è dunque motivo di  formulare una prognosi favorevole con 

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riferimento alle effettive possibilità per i ricorrenti di un loro adeguato 
reinserimento sociale in Russia. 

11.3 Ritenuto, infine,  che neppure ad un esame d'ufficio  delle  carte 
processuali  emergono circostanze, sussumibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, 
che  ostano  alla  pronuncia  dell'esecuzione  dell'allontanamento  dei 
ricorrenti,  il  ricorso  non  merita  tutela  nemmeno  su  tale  punto  di 
questione.

12.
Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  83  cpv. 2  LStr).  I  ricorrenti, 
che  posseggono  dei  passaporti  interni  russi,  usando  della  dovuta 
diligenza, potranno procurarsi ogni ulteriore documento necessario al 
rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

13.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi). 

14.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 
PA nonché  art.  3  lett.  a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese 
ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 
febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico dei ricorrenti. 
L'anticipo, di fr. 600.--,  versato il  17 luglio 2007,  è computato con le 
spese processuali. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrenti (plico raccomandato)
- UFM,  Divisione  Dimora  e  aiuto  al  ritorno (in  copia;  n. di  rif.  N; 

allegato: incarto UFM)
- D._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Marisa Murray

Data di spedizione: 

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