# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7ded8027-e298-52d7-af3c-653206fa6687
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-02-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.02.2014 32.2013.71
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2013-71_2014-02-19.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2013.71

   

  LG/DC/sc

  	
  Lugano

  19 febbraio 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 11 aprile 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 5 marzo 2013 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato nel 1967, da
ultimo attivo in qualità di autista / magazziniere per il Consorzio __________,
in data 20 maggio 2010 ha presentato una domanda volta all’ottenimento di
prestazioni AI per adulti per problemi di natura reumatologica (doc. AI 2-1, 13-1).

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medici ed economici del caso, in particolare una valutazione reumatologica a
cura del Dr. __________ e una psichiatrica ad opera del Dr. __________ del SMR
(doc. AI 85-1 e 88-1), l’Ufficio AI con decisione del 5 marzo 2013 (doc. AI
110-1), preavvisata con progetto del 5 novembre 2012 (doc. AI 104-1), ha
attribuito all’assicurato un quarto di rendita d’invalidità limitatamente al
periodo di tempo compreso tra il 1° aprile 2010 e il 30 giugno 2010, una
rendita intera dal 1° luglio 2010 al 31 gennaio 2011 e una mezza rendita dal 1°
febbraio 2011 al 31 gennaio 2013.

 

                                         La rendita è versata
unicamente dal 1° novembre 2010, ossia sei mesi dopo l’inoltro della richiesta,
essendo la domanda tardiva (art. 29 cpv. 1 LAI).

 

                               1.3.   Contro questa decisione
l’assicurato, rappresentato dallo RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al
TCA postulando il riconoscimento di un quarto di rendita a decorrere dal 1° marzo
2010 (poi corretto al 1° aprile 2010, doc. XII), una rendita intera dal 1°
luglio 2010 e una mezza rendita dal 1° febbraio 2011 (doc. I).

 

                                         Il ricorrente ha
contestato la valutazione medica svolta dall’amministrazione sulla base della
valutazione del Dr. __________ (doc. I).

 

                                         L’insorgente ha evidenziato
che le conclusioni del Dr. __________, in merito alla capacità lavorativa del
75%, non si fondano sull’attività abituale per la quale RI 1 è stato assunto,
ma sulle mansioni che egli svolgeva dopo un progressivo adattamento del
mansionario lavorativo al suo stato di salute e per un impiego al massimo del
50% (doc. I).

 

                                         Secondo il rappresentante
di RI 1 un’estensione della capacità lavorativa dell’insorgente, a far tempo
dal 24 giugno 2012 come indicato nella decisione impugnata, non è ammissibile. A
sostegno delle proprie tesi egli ha prodotto le risposte del datore di lavoro
alle proprie domande (doc. I).

                                         

                               1.4.   In risposta l’UAI si è
riconfermato nella decisione impugnata, sia dal punto di vista medico che
economico. In particolare, l’amministrazione ha contestato l’argomentazione del
ricorrente secondo cui l’attività attualmente svolta, essendo stata ridefinita
dal datore di lavoro per essere conforme alle sue limitazioni funzionali, non
coinciderebbe più con quella svolta prima del danno alla salute. Secondo l’UAI
invece l’assicurato ha semplicemente modificato, nel corso degli anni, le
percentuali di occupazione nei vari ambiti di attività (doc. IV).

 

                                         Tuttavia, in considerazione
del fatto che il datore di lavoro, nel questionario del 5 aprile 2013, ha indicato che RI 1 indipendentemente dai problemi fisici non può raggiungere un’occupazione
superiore al 50%, ha postulato, in via principale, il rinvio degli atti per una
rivalutazione della pratica dal profilo economico, in particolare: 

 

" (…)

per il tramite di una dettagliata valutazione di un consulente in
integrazione professionale (…) dovrà valutare se per l’assicurato sono ancora
accessibili posti di lavoro nel settore d’impiego abituale. Altrimenti,
dovranno essere individuate – sempre sulla scorta delle indicazioni mediche –
delle altre attività adatte allo stato di salute dell’assicurato. 

 

Tale valutazione implica di per sé anche un nuovo esame del
diritto a provvedimenti professionali dell’assicurato.

 

Nel caso in cui l’assicurato non fosse più in grado di poter
accedere – data la specificità delle sue mansioni e delle sue conoscenze – ad
un altro impiego simile a quello attualmente svolto, l’amministrazione dovrà determinare
il reddito da valido e da invalido dell’assicurato” (doc. IV).

 

                               1.5.   Nelle osservazioni del 21
maggio 2013 il rappresentante dell’assicurato ha contestato la risposta
dell’Ufficio AI, in particolare il rinvio degli atti come “rivendicazione unilaterale
dell’amministrazione”, oltre che le motivazioni addotte dallo stesso UAI
per riesaminare il caso (doc. VI).

 

                                         Le osservazioni dello RA 1
sono state inviate all’UAI per conoscenza (doc. VII).

 

                               1.6.   In data 5 giugno 2013 il
ricorrente ha trasmesso a questa Corte il certificato medico del Dr. __________
(doc. VIII).

                                      

                                         Il doc. VIII e l’allegato
sono stati trasmessi all’UAI per osservazioni (doc. IX).

 

                               1.7.   L’UAI, dopo aver sottoposto
il referto del Dr. __________ al vaglio del SMR, ha postulato, oltre alla già
richiesta rivalutazione economica, anche il rinvio per ulteriori indagini
dell’aspetto psichiatrico (doc. X+1).

 

                               1.8.   Con le osservazioni del 2
luglio 2013 il rappresentante dell’assicurato si è in sostanza riconfermato
nelle proprie argomentazioni. Egli ha quindi postulato l’assegnazione di
ripetibili nel caso di annullamento della decisione impugnata e la riconferma
del petitum (con la modifica di un quarto di rendita dal mese di aprile
2010) qualora il TCA si volesse esprimere per il periodo fino al 31 gennaio
2013. Dal 1° febbraio 2013 l’insorgente ha acconsentito al rinvio (doc. XII).

 

                                         Le osservazioni dello RA 1
sono state inviate all’UAI per conoscenza (doc. XIII).

 

                               1.9.   Con scritto del 13 dicembre
2013 l’insorgente ha prodotto il referto del Dr. __________ (doc. XV).

 

                                         Il doc. XV e l’allegato
sono stati trasmessi all’UAI per osservazioni (doc. XVI).

 

                             1.10.   L’UAI – in data 8 gennaio 2014
– si è riservato di esaminare in sede di rinvio l’inabilità lavorativa
attestata dal Dr. __________ (doc. XVII).

                                      

                                         I doc. XVI e XVII sono
stati inviati al ricorrente per conoscenza (doc. XVIII).

 

                             1.11.   Il rappresentante
dell’assicurato, in data 13 gennaio 2014, ha evidenziato la contraddizione in cui sarebbe incorsa, a suo dire, l’amministrazione nel postulare inizialmente il
rinvio degli atti per le affezioni psichiche, mentre in un secondo tempo riconducendolo
all’intervento alla spalla del mese di dicembre 2013 (doc. XIX).

 

                                         Lo scritto doc. XIX è
stato inviato all’UAI per conoscenza (doc. XX).

 

                             1.12.   Il 13 febbraio 2014
l’insorgente ha prodotto il rapporto operatorio dell’intervento alla spalla del
16 dicembre 2013 (doc. XXI+O).

 

                                         Il doc. XXI e l’allegato
sono stati inviati all’UAI per conoscenza (doc. XXII).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del           4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del
29 gennaio 2002; STFA     U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26
ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Il TCA è chiamato a stabilire
se a ragione oppure no l’Ufficio AI ha attribuito all’assicurato un quarto di
rendita d’invalidità dal 1° aprile 2010 al 30 giugno 2010, una rendita intera
dal 1° luglio 2010 al 31 gennaio 2011 e una mezza rendita dal 1° febbraio 2011
sino al 31 gennaio 2013.

 

                                         Secondo l’art. 4 cpv. 1
LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. 

                                         Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         L’art. 28 cpv. 2 LAI, in
vigore sino dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad
una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se
sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al
50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. 

                                         

                                         Ai sensi dell'art. 16 LPGA
il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività
lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del
lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto
conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito
ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che
avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC
1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR
1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313). 

                                         

                                         Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la giurisprudenza del
TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al
momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido
e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la
valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone
intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA,
decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita
(DTF 129 V 222, cfr. anche cfr.
STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio
2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002
nella causa L consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto
2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno
2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.3.   Un danno
alla salute psichica può portare ad un’invalidità se esso è di gravità tale da
non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità
lavorativa sul mercato del lavoro (cfr. DTF 127 V 298 consid. 4c).

 

 

                                         Al riguardo l'Alta Corte
ha sottolineato che:

 

" (…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i
danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1
LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette
- le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti
di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico
dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno
cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di
quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2°, pag. 321 consid. 1°, pag. 324 consid.
1°; RCC 1992 pag. 182 consid. 2° e sentenze ivi citate)" (STFA I
148/98 del 29 settembre 1998, pag. 10 consid. 3b)."

 

In una sentenza pubblicata in DTF 130 V 352 l’Alta
Corte ha precisato i criteri per poter concludere che un disturbo da dolore
somatoforme (ICD-10 F 45.4) provoca un’incapacità di guadagno duratura (sul
tema cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali” in Le
perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008
pag, 254-257).

 

Tali criteri sono stati così riassunti dal TFA in
un’altra sentenza I 404/03 del 23 aprile 2004, in lingua italiana, nella quale il TFA si è così espresso:

 

" 6.2. A
determinate condizioni, anche un disturbo da dolore somatoforme - rientrante
nella categoria delle affezioni psichiche, per le quali l'allestimento di una
perizia psichiatrica si rende normalmente necessario alfine di stabilirne le
ripercussioni economiche - può causare una incapacità lavorativa (cfr. sentenza
del 12 marzo 2004 in re N., I 683/03, consid. 2.2.2, destinata alla
pubblicazione nella Raccolta ufficiale [ndr.: pubblicata in DTF 130 V 352]).
Secondo giurisprudenza, ancora recentemente confermata, un disturbo somatoforme
da dolore persistente non è tuttavia, di regola, atto a determinare, in quanto
tale, una limitazione duratura della capacità lavorativa suscettiva di dare
luogo a un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI
(sentenza citata del 12 marzo 2004 in re N., consid. 2.2.3;
Ulrich Meyer-Blaser, Der Rechtsbegriff der Arbeitsunfähigkeit und seine
Bedeutung in der Sozialversicherung, namentlich für den Einkommensvergleich in
der Invaliditätsbemessung, in: René Schaffhauser/Franz Schlauri [editori],
Schmerz und Arbeitsunfähigkeit, San Gallo 2003, pag. 76 segg., in particolare
pag. 81 seg.). Un'eccezione a questo principio entra in linea di conto
soltanto in quei casi in cui il disturbo da dolore somatoforme presenta secondo
gli accertamenti medici una gravità tale da rendere in pratica oggettivamente
non più esigibile dalla persona assicurata lo sfruttamento della sua capacità
lavorativa residua sul mercato del lavoro oppure dove ciò risultasse insostenibile
per la società (DTF 102 V 165; VSI 2001 pag. 225 consid. 2b con riferimenti;
cfr. pure DTF 127 V 298 consid. 4c in fine). Una simile inesigibilità, da
ammettersi soltanto in casi eccezionali, presuppone tuttavia l'esistenza
concomitante di una comorbidità psichica di notevole gravità, intensità e
durata oppure la presenza qualificata di altri criteri, quali ad es.
l'esistenza di concomitanti affezioni organiche croniche accompagnate da un
decorso patologico pluriennale con sintomi stabili o in evoluzione senza
remissione duratura, l'accertamento di un ritiro totale dalla vita sociale, un
eventuale profitto tratto dalla malattia (cosiddetto
"Krankheitsgewinn") come pure un insuccesso, nonostante gli sforzi
profusi, di trattamenti e di provvedimenti riabilitativi. A volte, la presenza
di tali fattori permette di ritenere insormontabile il disturbo da dolore
somatoforme (sentenza citata del 12 marzo 2004 in re N., consid. 2.2.3 e i riferimenti ivi citati; cfr. pure VSI 2000 pag. 155 consid. 2c). Da
notare ancora che i fattori psicosociali o socioculturali non figurano nel
novero delle affezioni alla salute suscettibili di originare un'incapacità di
guadagno ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI (cfr.
sentenza del 29 gennaio 2003 in re P., I 129/02, consid. 3.2, con riferimento
ai principi sanciti in DTF 127 V 294).

 

In tale contesto, l'esperto chiamato ad esprimersi deve, sul piano
psichiatrico, porre una diagnosi nell'ambito di una classificazione riconosciuta
e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione. Tenendo conto dei criteri esposti,
egli deve così valutare l'esigibilità della ripresa, rispettivamente
dell'estensione lavorativa da parte dell'assicurato (VSI 2000 pag. 155 consid.
2c)."

 

                                         Anche in
un'altra sentenza I 702/03 del 28 maggio 2004, il TFA ha evidenziato
che:

 

" 5.2 In una recente sentenza, questa Corte ha avuto modo di precisare che una tale inesigibilità
presuppone in ogni caso la presenza manifesta di una comorbidità psichiatrica
di notevole gravità, intensità e durata oppure la presenza costante e intensa
di altri criteri qualificati quali (1) l'esistenza di concomitanti affezioni
organiche croniche accompagnate da un decorso patologico pluriennale con sintomi
stabili o in evoluzione senza remissione duratura, (2) la perdita d'integrazione
sociale in tutti gli ambiti della vita, (3) uno stato psichico consolidato,
senza possibilità di evoluzione sul piano terapeutico, ad indicare allo stesso
tempo l'insuccesso e la liberazione dal processo risolutivo del conflitto
psichico (profitto primario tratto dalla malattia; "primärer
Krankheitsgewinn") oppure (4) l'insuccesso di trattamenti ambulatoriali o
stazionari conformi alle regole dell'arte nonché di provvedimenti riabilitativi
a dispetto degli sforzi profusi dalla persona assicurata (sentenza citata del
12 marzo 2004 in re N., consid. 2.2.3 e sentenza del 21 aprile 2004 in re P., I 870/02, consid. 3.3.2; VSI 2000 pag. 155 consid. 2c; Ulrich Meyer-Blaser, Der Rechtsbegriff der Arbeitsunfähigkeit
und seine Bedeutung in der Sozialversicherung, namentlich für den
Einkommensvergleich in der Invaliditätsbemessung, in: René Schaffhauser/Franz
Schlauri [editori], Schmerz und Arbeitsunfähigkeit, San Gallo 2003, pag. 76
segg. e 80 segg.)."

 

                                         In una sentenza I 770/03 del 16 dicembre 2004, pubblicata in DTF 131 V 49, l'Alta Corte, dopo avere confermato che l'esame dell'effetto invalidante di un disturbo da dolore
somatoforme richiede una verifica completa della situazione sulla base dei
criteri summenzionati, ha aggiunto che si devono considerare anche gli elementi
a sostegno della non sussistenza dell'obbligo di prestazione
sull'assicurazione per l'invalidità.

                                         Pertanto, se
le limitazioni nell'esercizio di un'attività risultano da un'esagerazione dei
sintomi o simili, di regola non sussiste un danno alla salute che dà diritto a
prestazioni dell'assicurazione. Questa situazione è data quando: vi è una
notevole discrepanza tra i dolori descritti e il comportamento osservato/l'anamnesi;
l'assicurato afferma di essere afflitto da dolori intensi, ma li caratterizza
in modo vago; l'assicurato non fa richiesta di cure mediche o terapie; i
lamenti dell'assicurato sembrano ostentati e quindi poco credibili al perito;
l'assicurato sostiene di subire gravi limitazioni nella vita quotidiana, nonostante
il contesto psicosociale sia pressoché intatto (v. Kopp/Willi/Klipstein, Im
Graubereich zwischen Körper, Psyche und sozialen Schwierigkeiten, in:
Schweizerische Medizinische Wochenschrift 1997, p. 1434, con riferimento ad uno
studio approfondito di Winchkler e Foerster).

 

                                         In una sentenza
9C_1040/2010 del 6 giugno 2011 pubblicata in SVR 2012 IV Nr. 1, l’Alta Corte ha
ribadito che un episodio depressivo lieve non costituisce una comorbidità di
rilevante gravità e intensità (consid. 3.4.2.1) e che fattori psicosociali e
socioculturali che non possono essere chiaramente distinti dalla problematica
psichica, parlano a sfavore del carattere invalidante del disturbo (consid.
3.4.2).

 

                                         La nostra Massima Istanza, in una sentenza I 873/05 del 19 maggio 2006, si è confermata nella
propria giurisprudenza e l'ha estesa anche al caso della fibromialgia,
rilevando:

 

"
(…)

Ora, il Tribunale federale delle assicurazioni, in
una recente sentenza 8 febbraio 2006 in re S. (I 336/04), destinata alla
pubblicazione nella raccolta ufficiale (ndr.: pubblicata in DTF 132 V 65), ha
stabilito che non vi è motivo per l'amministrazione e il giudice di rimettere
in discussione la diagnosi di fibromialgia quand'anche essa sia tema di
controversie negli ambienti medici. Ha poi precisato che la fibromialgia
presenta numerose similitudini con i disturbi da dolore somatoforme, per cui si
giustifica, dal profilo giuridico, e allo stato attuale delle conoscenze, di
applicare per analogia i principi sviluppati dalla giurisprudenza in materia di
disturbi da dolore somatoforme qualora si tratti di valutare il carattere
invalidante di una fibromialgia.

Ciò significa che anche in presenza di fibromialgia
si deve presumere che tale affezione o gli effetti della stessa possano essere
sormontati facendo gli sforzi personali ragionevolmente esigibili (cfr. DTF 131
V 50 (recte: 49)). Come in tema di disturbi da dolore somatoforme si deve
comunque prendere in considerazione la possibile sussistenza di determinati
fattori che, per la loro intensità e costanza, rendono la persona incapace di
fare simili sforzi. I criteri suscettibili di giustificare una prognosi
negativa sono i seguenti: la presenza di una componente psichiatrica importante
per la sua gravità, la sua intensità e la sua durata, il perdurare di un
processo morboso per più anni senza remissione durevole, l'esistenza di turbe
croniche, il verificarsi di una perdita di integrazione sociale in tutte le
manifestazioni della vita e la constatazione dell'insuccesso delle cure
ambulatorie o stazionarie praticate secondo le regole dell'arte, questo
nonostante l'attitudine cooperativa della persona assicurata. In presenza di
una componente psichiatrica, si deve tener conto dell'esistenza di uno stato
psichico cristallizzato risultante da un processo difettoso di risoluzione di
un conflitto conferente comunque un sollievo dal profilo psichico (profitto
tratto dalla malattia, fuga nella malattia). Infine, sempre come nel caso di
disturbi da dolore somatoforme si deve concludere per l'assenza di un danno
alla salute giustificante il diritto a prestazioni qualora le limitazioni
legate all'esercizio di un'attività risultino da un’esagerazione dei sintomi.
(…)” (STFA I 873/05 del 19 maggio 2006)

 

                                         Il Tribunale Federale, in
una sentenza 9C_871/2010 del 25 febbraio 2011 pubblicata in DTF 137 V 64, ha poi esteso l’applicazione della giurisprudenza relativa ai disturbi somatoformi all’ipersonnia
(sonnolenza diurna), patologia che rientra nel quadro dei disturbi privi di
sostrato organico oggettivabile non chiari dal profilo patogenetico ed
eziologico.

                                         In tale contesto
l’Alta Corte si è così espressa:

 

" (…)

4.2 Diese im Bereich der somatoformen
Schmerzstörungen entwickelten Grundsätze werden rechtsprechungsgemäss bei der
Würdigung des invalidisierenden Charakters von Fibromyalgien (BGE 132 V 65 E. 4
S. 70), dissoziativen Sensibilitäts- und Empfindungsstörungen (SVR 2007 IV Nr.
45 S. 150, I 9/07 E. 4 am Ende), Chronic Fatigue Syndrome (CFS; chronisches
Müdigkeitssyndrom) und Neurassthenie (Urteile 9C_662/2009 vom 17. August 2010
E. 2.3, 9C_98/2010 vom 28. April 2010 E. 2.2.2 und I 70/07 vom 14. April 2008
E. 5) sowie bei dissoziativen Bewegungsstörungen (Urteil 9C_903/2007 vom 30.
April 2008 E. 3.4) analog angewendet. Ferner entschied das Bundesgericht in BGE
136 V 279, dass sich ebenfalls sinngemäss nach der in E. 4.1 hievor dargelegten
Rechtsprechung beurteilt, ob eine spezifische un unfalladäquate HWS-Verletzung
(Schleudertrauma) ohne organisch nachweisbare Funktionsausfälle invalidisierend
wirkt. (…)”

 

Affinché un rapporto medico in ambito psichiatrico
sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (cfr. D.
Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle
assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota
158, pag. 628-629; D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali” in Le
perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008
pag, 203 e segg. (249-254).

 

                                         Innanzitutto la diagnosi
deve essere espressa da uno specialista in psichiatria e fondata sui criteri
posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF
130 V 396 segg.; DTF 127 V 294; Mosimann (Somatoforme Störungen: Gerichte und
[psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss).

                                         Il medico deve
pronunciarsi sulla gravità dell'affezione e deve anche valutare
l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. 

                                         Tale
prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il carattere premorboso,
l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione
sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico
della malattia, la durata pluriennale della stessa con sintomi stabili o in
evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola
d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei
succitati criteri.

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Il rifiuto
del carattere invalidante deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i
quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni
sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una
richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente
e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative
lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap
nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA 32.1999.124 del 27 settembre
2001).

 

                               2.4.   Per poter
graduare l'invalidità, l'amministrazione (o il giudice in caso di ricorso) deve
disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente
da altri specialisti.

                                         Il
compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute,
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare
quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (STF
9C_13/2007 del 31 marzo 2008; DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale,
avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività
professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).

 

                                         Quanto alla valenza
probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti
siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su
esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che
sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito
siano ben motivate. 

                                         Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo
di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF
8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01
e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid.
1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF
122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         In caso di
perizia giudiziaria, il giudice - di regola - non si scosta, senza
motivi imperativi dalle conclusioni del perito medico, il cui ruolo consiste,
appunto, nella messa a disposizione della giustizia della propria scienza
medica per fornire un'interpretazione scientifica dei fatti considerati (DTF
125 V 352 consid. 3b/aa e riferimenti ivi menzionati). 

                                         Il giudice può
disattendere le conclusioni del perito giudiziario nel caso in cui il rapporto
peritale contenesse delle contraddizioni oppure sulla base di una controperizia
richiesta dal medesimo tribunale, che porti a un diverso risultato (DTF 101 IV
130).

 

                                         Il giudice può scostarsene
anche nel caso in cui, fondan­dosi sulla diversa opinione di altri esperti,
ritiene di avere sufficienti motivi per mettere in dubbio l'esattezza della perizia
giudiziaria.

 

                                         Questi principi sono stati
confermati in una sentenza 8C_104/2007 del 28 marzo 2008 nella quale il
Tribunale federale ha sottolineato che:

 

" Per quanto
concerne in particolare le perizie giudiziarie la giurisprudenza ha statuito
che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli
esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le
proprie conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista medico, una
certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non fondarsi su un
tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie nella
perizia stessa oppure l'esistenza di altri rapporti in grado di inficiarne la
concludenza. In tale evenienza, la Corte giudicante può disporre una
superperizia oppure scostarsi, senza necessità di ulteriori complementi, dalle
conclusioni del referto peritale giudiziario (DTF 125 V 351 consid. 3b/aa pag.
353 e riferimenti)." 

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998
IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

 

                                         In
una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però
ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire
delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.
In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha
statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione
degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale
le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una
certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale
referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per
farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U
329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         In una sentenza di
principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il Tribunale
federale ha preso posizione sulle critiche della giurisprudenza federale
relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico
(SAM; Art. 72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla
Costituzione, formulate soprattutto nel parere del Prof. Dr. iur. Jörg Paul
Müller e del Dr. iur. Johannes Reich dell’11 febbraio 2010.

                                         L’Alta Corte è arrivata
alla conclusione che l’acquisizione delle basi mediche per poter emettere una
decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM
nell’assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle
procedure giudiziarie é di per sé conforme alla Costituzione e alla Convenzione
(consid. 2.1-2.3). D’altra parte il Tribunale federale ha riconosciuto che
attraverso tali perizie vengono messe in pericolo in modo latente le garanzie
procedurali, visto il potenziale di ricavi dell’attività dei SAM nei confronti
dell’assicurazione invalidità e con ciò anche della loro dipendenza economica
(consid. 2.4). La nostra Massima Istanza ha perciò ritenuto necessario adottare
dei correttivi:

                                         (a livello amministrativo)

                                         - assegnazione a caso dei
mandati di perizia ai SAM (consid. 3.1),

                                         - differenze minime delle
tariffe della perizia (consid. 3.2),

                                         - miglioramento e
uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo (consid. 3.3),

                                         - rafforzamento dei
diritti di partecipazione:

                                         -- in caso di divergenze
l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una decisione incidentale
impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni o al Tribunale
federale amministrativo (consid. 3.4.2.6; cambiamento della giurisprudenza
secondo DTF 132 V 93);

                                         -- alla persona assicurata
spettano precedentemente i diritti di partecipazione alla procedura (ad esempio:
quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid. 3.4.2.9; cambiamento della
giurisprudenza secondo DTF 133 V 446); 

                                         (a livello dell’autorità
giudiziaria di prima istanza)

                                         In caso di accertata
necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale
federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia
medica (consid. 4.4.1.3 e 4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza secondo DLA
1997 

                                         Nr. 18 p. 85, C 85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H 355/99 del 11 aprile 2000 consid. 3b), i cui costi
sono posti a carico dell’assicurazione invalidità (consid. 4.4.2).

 

                                         Infine, il Tribunale
federale ha concluso che le perizie raccolte secondo il vecchio standard
processuale non perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto si dovrà
decidere nel contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue
specifiche caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto
di fondarsi esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la
decisione impugnata è o no conforme al diritto federale (consid. 6). (Sul tema
cfr. STF 9C_120/2011 del 25 luglio 2011).

 

Per quel che riguarda
i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il
giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia
esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in
favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353
consid. 3a)cc); Pratique
VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.
230).

 

                                         Al riguardo la giurisprudenza federale
sottolinea costantemente che occorre tenere conto della differenza, a livello
probatorio, tra mandato di cura e mandato peritale (cfr. STF 9C_457/2012 del 28
agosto 2012, consid. 6.2).

 

                                         Infine, va ricordato che
se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25
aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                               2.5.   Nel caso di specie, l’Ufficio
AI, al fine di valutare lo stato di salute dell’interessato, ha fatto
riferimento in primo luogo alla perizia del 31 maggio 2011 svolta dal Dr. __________,
spec. FMH in malattie reumatiche, fisiatria e riabilitazione, per conto
dell’assicuratore malattia __________, il quale ha posto la seguente diagnosi:

 

" Sindrome
cervicobrachiale persistente a destra con notevole irritabilità meccanica dei
segmenti cervicali bassi in/con: 

      .           esiti
da microdiscetomia C6/7, decompressione radicolare C7 a                     destra
e posizionamento di cage intersomatica (27.04.2010) per                               sindrome
cervicoradicolare C7 irritativa e deficitaria con probabile                         danno
radicolare residuale di C7; 

      .           alterazioni
degenerative contenute (discopatia C5/6, possibile                         spondilartrosi
C6/7). 

 

      -          Esiti
da diversi infortuni con molteplici interventi chirurgici al                            ginocchio
destro, spalla destra, gomito sinistro; stato dopo fratture                            dei
calcagni trattate conservativamente” (doc. LaMal 53-5).

 

                                         Il Dr. __________ ha
quindi indicato un’inabilità lavorativa del 50% nell’attività svolta
dall’assicurato, mentre in un’attività adeguata conforme alle sue limitazioni
egli potrebbe raggiungere una capacità massima del 70% (rendimento ridotto del
30% a causa dei dolori) (doc. LaMal 53-8, 54-1).

 

                                         Su indicazione del Dr. __________
del Servizio Medico Regionale (SMR) dell’AI (doc. AI 80-1), l’amministrazione
ha predisposto, nel mese di aprile 2012, una nuova valutazione reumatologica ad
opera del Dr. __________ (doc. AI 81-1).

 

                                         Nel rapporto peritale del
24 giugno 2012 il Dr. __________, spec. FMH in reumatologia e medicina interna,
ha posto la seguente diagnosi: 

 

" Sindrome
panvertebrale cronica con componente cervicospondilogena bilaterale prevalentemente
a destra in

      - Alterazioni
degenerative della colonna cervicale con esiti da                                   microdiscectomia
C6/C7 con decompressione radicolare di C7,                                 posizionamento
di gabbia intersomatica, il 27.4.2010

                                                                                 -
Tendenza fibromialgica (5 su 18 punti fibromialgici positivi) 

      - Disturbi
statici del rachide (ipercifosi prolungata della dorsale, con                          protrazione
del capo, lordosi lombare corta, scoliosi sinistro-                                       convessa
dorsale, destroconvessa lombare. 

 

                                                                                 Esiti
da interventi chirurgici ripetitivi alla spalla destra. 

 

                                                                                 Esiti
da ricostruzione di rottura tendinea del muscolo tricipite a                                                                 sinistra.

 

                                                                                 Genua
vara, con 

                                                                                 -
Probabile gonartrosi bilaterale

      - Esiti da
molteplici interventi chirurgici al ginocchio destro dopo                               infortuni.

 

      Stato dopo
frattura dei calcagni, trattata conservativamente."

      (doc. AI 85-11/12).

 

                                         Il perito ha concluso
indicando che in considerazione del mansionario lavorativo, progressivamente
adattato dal datore di lavoro allo stato di salute dell’assicurato, e dei
limiti funzionali e di carico fissati, RI 1 è ritenuto abile al lavoro in una
giornata lavorativa normale con una diminuzione del rendimento del 25%, al più tardi
dalla data della perizia (24 giugno 2012). 

                                         In un’attività a tempo
parziale (l’assicurato percepisce una rendita dall’__________ del 20%) la
diminuzione del rendimento per le ore effettive è invece del 20% (doc. AI
85-12).

                                         Per quanto riguarda la patologia
psichiatrica l’insorgente è stato valutato dal medico del SMR, Dr. __________,
spec. FMH in psichiatria e psicoterapia, il quale nel rapporto del 25 luglio 2012 ha escluso la presenza di segni o sintomi di patologia psichiatrica maggiore, con o senza
influenza sulla capacità lavorativa (doc. AI 88-7).

 

                                         Nel rapporto finale del
SMR del 2 agosto 2012 il Dr. __________ ha ripreso la diagnosi e i gradi
d’inabilità lavorativa indicati dal perito Dr. __________. Nelle osservazioni
conclusive il medico del SMR ha rilevato che lo stato clinico non ha presentato
delle significative modifiche rispetto a quanto valutato dal Dr. __________  “…e
la differenza rispetto a quanto era stato allora asserito dipende dal più
adeguato mansionario esposto dal datore di lavoro” (doc. AI 89-4).

 

                                         Dalla documentazione
medica agli atti emergono quindi i seguenti periodi d’inabilità lavorativa
nell’abituale attività:

 

                                         - 100% dal 7
gennaio 2010 al 5 settembre 2010

                                         - 50%   dal 6
settembre 2010 al 26 settembre 2010

                                         - 100% dal 27
settembre 2010 al 8 novembre 2010

                                         - 50%   dal 9
novembre 2010 al 1° dicembre 2010

                                         - 100% dal 2
dicembre 2010 al 16 gennaio 2011  

                                         - 50%   dal 17
gennaio 2011 al 23 giugno 2012

                                         - 75%   dal 24
giugno 2012.

 

                                         Mentre in un’attività
adeguata l’assicurato è ritenuto abile al 70% dal 30 maggio 2011 (Dr. __________)
e all’80% dal 24 giugno 2012 (Dr. __________).

 

                                         In data 18 agosto 2012
l’assicurato ha subìto un nuovo infortunio che ha determinato un’inabilità
lavorativa totale dal 20 agosto 2012 al 14 ottobre 2012 (doc. AI 102-1).

 

                                         Sulla base di quanto sopra
l’amministrazione ha attribuito all’assicurato un quarto di rendita
d’invalidità dal 1° aprile 2010 al 30 giugno 2010, una rendita intera dal 1°
luglio 2010 al 31 gennaio 2011 e una mezza rendita dal 1° febbraio 2011 al 31
gennaio 2013.

                               2.6.   Questo Tribunale, chiamato a
verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato accuratamente vagliato
prima dell’emissione della decisione impugnata, dopo attenta analisi della
documentazione medica agli atti, non può confermare l’operato
dell’amministrazione, in quanto sia l’aspetto medico, che quello economico, non
sono stati chiariti in modo soddisfacente.

 

                            2.6.1.   Per quanto riguarda l’aspetto
reumatologico, in sede di osservazioni al progetto di decisione del 5
novembre 2012 il Dr. __________, spec. FMH in medicina generale e medicina del
lavoro, con scritto del 22 novembre 2012 non ha posto una diversa diagnosi
rispetto a quanto ha indicato il perito Dr. __________, ma ha contestato il
grado d’inabilità lavorativa fissato da quest’ultimo, in particolare la
riduzione del rendimento del 25%. A suo dire la resa dell’assicurato raggiunge
forse il 50% con una presenza sul posto di lavoro variabile tra l’80% e il 90%.

                                         Il medico curante ha
inoltre evidenziato un peggioramento del quadro psichico (doc. AI 106-2).

 

                                         Va rilevato tuttavia che
già il Dr. __________ nella perizia del 31 maggio 2011 si era espresso in
maniera analoga fissando un’inabilità lavorativa del 50% nell’attività svolta e
indicando che RI 1 avrebbe potuto raggiungere una capacità massima del 70%
(rendimento ridotto del 30%) (doc. LaMal 53-8, 54-1).

 

                                         Anche il Dr. __________
del SMR, nelle annotazioni del 2 agosto 2012, ha rilevato che lo stato clinico non ha presentato delle significative modifiche rispetto a
quanto valutato dal Dr. __________ (doc. AI 89-4).

 

                                         Il Dr. __________ del SMR–
in data 18 giugno 2013 – ha precisato che dal punto di vista reumatologico va
definito l’esatto mansionario di RI 1 in seno al __________, in quanto lo stato
di salute dell’assicurato tra la valutazione del Dr. __________ e quella del
Dr. __________ “di fatto non è cambiato, la differente valutazione della IL
si spiega con un mansionario differente” (doc. X1).

 

                                         Di conseguenza il grado
d’inabilità lavorativa per l’aspetto reumatologico andrà fissato dopo la
definizione esatta del mansionario lavorativo di RI 1 da parte del consulente
in integrazione professionale (cfr. consid. 2.7.).

                                         

                            2.6.2.   Per quanto riguarda l’aspetto
psichiatrico, con scritto del 5 giugno 2013 il ricorrente ha prodotto il
certificato medico datato 3 giugno 2013 del Dr. __________, FMH in medicina
generale e medicina sportiva SSMS, il quale ha posto la diagnosi di “Sindrome
cervico-brachiale persistente a dx con notevole irritabilità meccanica dei
segmenti cervicali bassi in/con: esiti da microdiscectomia C6-C7,
decompressione radicolare C7 a dx, posizionamento di cage intersomatica al
27.4.2010 per sindrome cervico-radicolare C7 irritativa e deficitaria con
probabile danno radicolare residuale di C7. Alterazioni degenerative contenute
(discopatia C5-C6, possibile spondilartrosi C6-C7). Esiti da diversi infortuni
con molteplici interventi chirurgici al ginocchio dx, spalla dx, gomito sx.
Stato dopo frattura del calcagno bilaterale trattata conservativamente.
Disturbo depressivo maggiore in una personalità con difficoltà a controllare
gli impulsi” (doc. M).

 

                                         Il Dr. __________ ha
indicato un’inabilità lavorativa al 50% dal mese di gennaio 2010 nell’abituale
attività, per le problematiche ortopediche/reumatologiche/neurochirurgiche. Dal
mese di febbraio 2013 il medico ha riferito di un peggioramento dei disturbi di
tipo miofasciale cervicale “e soprattutto l’aggravarsi di una reazione
ansioso-depressiva reattiva che si manifesta con irritabilità dell’umore,
reattività verbale, difficoltà nel controllare gli impulsi”, in seguito
alla decisione dell’AI. Il paziente ha iniziato un trattamento farmacologico e
viene trattato da un medico specialista (Dr. __________). Il Dr. __________ ha
quindi indicato l’inabilità lavorativa completa (doc. M).

 

                                         A seguito di questa
certificazione l’Ufficio AI, su segnalazione del Dr. __________ e del SMR, con
le osservazioni del 21 giugno 2013 ha postulato il rinvio degli atti per un
aggiornamento a livello psichiatrico e per quanto concerne l’aspetto
reumatologico la definizione del mansionario lavorativo (doc. X+1).

 

                                         Queste conclusioni
possono essere fatte proprie dal TCA.

 

                                         Per
costante giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali valuta la
legalità della decisione deferitagli sulla base della situazione di fatto
esistente al momento in cui essa venne emanata – in concreto il 5 marzo 2013 – quando si ritenga che
fatti verificatisi ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione resa (SVR 2003 IV n. 25
consid. 1.2; DTF 130 V 140 e 129 V 4 consid. 1.2, 127 V 467 consid. 1, 121 V
366 consid. 1b).

 

                                         In concreto, il referto del Dr. __________
è del 3 giugno 2013, tuttavia egli ha rilevato un peggioramento del quadro
psichico dal mese di febbraio 2013 (doc. M). Peggioramento riscontrato
dal Dr. __________ già nel referto del 22 novembre 2012 quando indicava una
situazione – sul piano psichico – che “rischia di diventare a breve una
causa preponderante di una invalidità non solo parziale ma completa” (doc.
AI 106-2).

 

                                         Secondo
questa Corte, il referto del Dr. __________ va perciò preso in considerazione, in
quanto visto il breve periodo di tempo intercorso tra la decisione impugnata e il
referto, non si può escludere che faccia riferimento ad un quadro clinico antecedente al provvedimento contestato. Conclusione
corroborata dalla certificazione del Dr. __________.

                                         Il certificato del Dr. __________ è dunque suscettibile di
mettere in evidenza elementi di accertamento retrospettivo della situazione
precedente la decisione del 5 marzo 2013 (cfr. STFA U 299/02
del 2 settembre 2003).

 

                                         L’amministrazione
dovrà dunque ulteriormente approfondire la patologia psichiatrica, nonché
aggiornare quella reumatologica / ortopedica – visti anche i referti del 12 e
del 16 dicembre 2013 del Dr. __________ e le osservazioni dell’UAI (doc. XV,
XVII, XXI+O) –, tramite una valutazione specialistica. 

 

                                         Infine
andrà, se del caso, analizzata la questione dell’incidenza rispettiva dei gradi
di incapacità lavorativa attestati dal reumatologo e dallo psichiatra sulla
capacità lavorativa del ricorrente.

 

                               2.7.   Nella
decisione impugnata l’UAI ha soppresso la rendita intera con effetto dal 1°
febbraio 2013 sulla base di un’abilità lavorativa al 75%, fissata nella
valutazione peritale del Dr. __________ (doc. AI 85-1), e di un’esigibilità sul
posto di lavoro della medesima percentuale (doc. AI 104-1). In considerazione
del fatto che l’assicurato ha mantenuto la propria occupazione presso il
Consorzio __________, l’UAI aveva ritenuto giustificato far corrispondere il
grado d’inabilità lavorativa alla perdita di guadagno. 

 

                                         Tuttavia, nello scritto
del 5 aprile 2013 il datore di lavoro rispondendo alla domanda del rappresentante
dell’assicurato, se a suo giudizio una capacità lavorativa del 75% è esigibile,
questi ha risposto negativamente “sia per i noti problemi fisici che
limitano la resa del dipendente, sia perché le nuove mansioni non potrebbero
raggiungere un’occupazione superiore al 50%” (doc. H).

 

                                         L’Ufficio AI ha quindi
postulato il rinvio degli atti per stabilire – tramite una valutazione
economica del consulente in integrazione professionale – se vi siano posti di
lavoro accessibili nella sua abituale attività, e in caso negativo, quali
attività adeguate siano esigibili dall’assicurato (doc. IV).

 

                                         Il TCA condivide il
rinvio chiesto dall’amministrazione.

 

                                         Su questo tema va
ricordato che il consulente in integrazione professionale, sulla
scorta delle indicazioni e limitazioni mediche, valuta quali attività
professionali siano concretamente ipotizzabili. Spetta essenzialmente al
consulente professionale, che meglio di chiunque altro è in grado di emettere
una valutazione a proposito delle attività economiche entranti in linea di
conto nonostante il danno alla salute e l'età (STF 9C_439/2011 del 29 marzo
2012 consid. 5; STF 9C_949/2010 del 5 luglio 2011; RtiD II-2008 pag. 274
consid. 4.3), e non al medico, avuto riguardo alle indicazioni e limitazioni
mediche, valutare quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili
(STF 9C_986/2010 dell'8 novembre 2011 consid. 3.5).

 

                                         Ai fini dell'accertamento dell'invalidità ci si
deve quindi fondare su un mercato del lavoro equilibrato e quindi fittizio; ci
dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta di posti di lavoro e
un'offerta di posti diversificati in relazione con le capacità professionali,
intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto teorico e astratto
(DTF 110 V 276; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht, op cit., p. 212). Un assicurato non può pertanto
avvalersi dell'impossibilità congiunturale di trovare un posto di lavoro per
pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). 

 

                                     Ciò
non è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente
limitata, che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se
il suo esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica
di un datore di lavoro medio (ZAK 1989 p. 322 consid. 4a; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, Berna 2003, pag. 124).

 

                                         D'altra
parte, va ricordato che in relazione alle
conseguenze economiche dell'incapacità lavorativa - conformemente a un principio
generale vigente anche nel diritto delle assicurazioni sociali - all'assicurato
incombe l'obbligo di diminuire il danno. In virtù di tale obbligo, l'assicurato
deve intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare nel
miglior modo possibile alle conseguenze di una sua "invalidità",
segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se
necessario in una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi
citate; cfr. anche Meyer Blaser, op. cit., p. 221). 

 

                                         In una sentenza 9C_512/2013 del
16 gennaio 2014 l’Alta Corte ha precisato:

                                         

" (…)

5.2.1. Comme le soutient
ensuite le recourant, il appartient avant tout aux médecins, et non aux
spécialistes de l'orientation professionnelle, de se prononcer sur la capacité
de travail d'un assuré souffrant d'une atteinte à la santé et sur les
éventuelles limitations résultant de celle-ci. Au regard de la collaboration,
étroite, réciproque et complémentaire selon la jurisprudence, entre les
médecins et les organes d'observation professionnelle (cf. ATF 107 V 17 consid. 2b p. 20), on ne saurait toutefois dénier toute valeur aux
renseignements d'ordre professionnel recueillis à l'occasion d'un stage
pratique pour apprécier la capacité résiduelle de travail de l'assuré en cause.
Au contraire, dans les cas où l'appréciation d'observation professionnelle
diverge sensiblement de l'appréciation médicale, il incombe à l'administration,
respectivement au juge - conformément au principe de la libre appréciation des
preuves - de confronter les deux évaluations et, au besoin de requérir un
complément d'instruction (arrêts 9C_1035/2009 du 22 juin 2010 consid. 4.1, in
SVR 2011 IV n° 6 p. 17; 9C_833/2007 du 4 juillet 2008, in Plädoyer 2009/1 p. 70; I 35/03 du 24 octobre 2003 consid. 4.3 et les références, in
Plädoyer 2004/3 p. 64).

                                         

                                         Alla
luce di quanto sopra, l’Ufficio AI, per il tramite del consulente in
integrazione professionale, dovrà innanzitutto definire l’esatto mansionario
dell’assicurato in seno al Consorzio __________, in particolare il consulente
dovrà stabilire se l’attività lavorativa effettivamente svolta dall’assicurato,
al momento dell’emanazione della decisione impugnata, corrisponde a quanto egli
svolgeva prima del danno alla salute. 

                                         

                                         Questo permetterà poi di
stabilire il grado d’inabilità lavorativa nell’abituale professione (cfr.
consid. 2.6.1.).

 

                                         Una volta esperito tale
accertamento, l’Ufficio AI dovrà valutare se è ancora esigibile l’attività lavorativa
abituale dell’assicurato.

                                         Se non sono più
accessibili posti di lavoro nel settore d’impiego abituale, l’amministrazione
dovrà determinare quali altre attività sono esigibili. In quest’ultima ipotesi
l’amministrazione dovrà procedere al raffronto dei redditi per fissare il grado
d’invalidità.

 

                               2.8.   Nella già citata sentenza
9C_243/2010 del 28 giugno 2011 (cfr. consid. 2.4.) il Tribunale federale ha
precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente una
perizia giudiziaria e in quali casi può rinviare gli atti all'assicuratore per
un complemento istruttorio.

                                         Nella
concreta evenienza, ritenuto come vi siano degli accertamenti peritali svolti
dall’amministrazione che necessitano un complemento (“Ergänzung
von gutachtlichen Ausführungen”), si giustifica il rinvio degli atti
all’UAI ai sensi della giurisprudenza citata.

 

                                         La decisione impugnata va
quindi annullata e l'incarto retrocesso all'Ufficio AI, affinché metta in atto gli
approfondimenti a livello medico ed economico come indicato ai consid. 2.6 e 2.7.

 

                                         Quindi, in esito a tale
complemento istruttorio, l’amministrazione si pronuncerà nuovamente sul diritto
alla rendita dell’assicurato.

 

                               2.9.   Visto l'esito favorevole del ricorso, l'assicurato, rappresentato
dalla RA 1, ha diritto al
versamento da parte dell’Ufficio AI di fr. 1’800.-- a titolo di ripetibili.

 

                             2.10.   Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca
e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative
all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle
assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra 200.--
e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al
valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF
8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

                                         

                                         Visto l'esito della
vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio
AI.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

                                         ¿   La
decisione del 5 marzo 2013 è annullata.

                                         §§ Gli
atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda come indicato ai
considerandi 2.6. e 2.7..

                                   2.   Visto l’esito della
vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio
AI.

                                         L’Ufficio AI verserà al ricorrente
la somma di fr. 1’800.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).                        

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti