# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2cffd478-899c-5f0f-913d-6fdcb03917b9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-05-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 18.05.2001 52.2001.74
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-74_2001-05-18.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00074

   

  	
  Lugano

  18 maggio
  2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Paolo Bianchi, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  6 marzo 2001 del

 

 

	
   

  	
  Comune di __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 20 febbraio 2001, no. 873, del
  Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso 29 novembre 2000 di __________
  avverso la decisione 15 novembre 2000 con cui il municipio di __________ ha
  respinto il reclamo del resistente contro l'imposizione della tassa di
  refezione e di trasporto relativa alla frequentazione della scuola dell'infanzia
  da parte del figlio __________ durante il mese di ottobre 2000;

  

 

 

viste le risposte:

-    21 marzo 2001 di
__________;

-    21 marzo 2001 del
Consiglio di Stato;

-    26 marzo 2001 del
Dipartimento istruzione e cultura;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   A far tempo
dal 1976, il comune di __________ preleva una tassa per la frequentazione della
scuola dell'infanzia, come da risoluzione municipale del 23 settembre di
quell'anno, del seguente tenore:

 

                                         "Incasso
tassa scuola materna:

                                         si
decide di incassare la tassa prescritta in fr. 60.-- (sessanta) mensilmente
anticipata al giorno 5 di ogni mese informando i genitori e accludendo le
polizze di versamento per i nove mesi scolastici." 

 

                                         L'importo
del tributo è stato adeguato in fr. 70.-- nel 1992.

 

 

                                  B.   In seguito
al trasferimento del domicilio famigliare a __________, il figlio del qui resistente
__________ frequenta la scuola dell'infanzia di __________ dal 16 ottobre 2000.

In data 26
ottobre 2000, il municipio di __________ ha notificato al resistente una
fattura di fr. 70.--, recante la dicitura "tassa frequenza scuola
dell'infanzia". 

 

Costui ha
interposto tempestivo reclamo contro tale tassazione, adducendo che l'insegnamento
scolastico dovrebbe essere gratuito, che il figlio non ha mai usufruito della
mensa scolastica ed ha fatto capo al servizio di trasporto unicamente in due
occasioni e, da ultimo, che l'importo preteso andrebbe comunque ridotto,
siccome la frequentazione della scuola dell'infanzia ha preso avvio alla metà
del mese.  

Il municipio ha
respinto il reclamo e confermato l'emissione della fattura in data 15 novembre
2000.

 

 

C.  Contro tale decisione, il resistente è insorto davanti al
Consiglio di Stato con ricorso 29 novembre 2000, postulando l'annullamento o,
subordinatamente, la riduzione della tassa impostagli. Egli ha ribadito le
censure già sollevate in sede di reclamo, sostenendo inoltre che la suddetta
tassa sarebbe priva della necessaria base legale.  

      Con risoluzione 20 febbraio 2001, il Consiglio di Stato,
sconfessando le osservazioni presentate dal Dipartimento dell'istruzione e
della cultura, Sezione amministrativa, ha accolto il ricorso e annullato la tassa,
giudicandola priva di sufficiente base legale. 

 

 

D.  Con ricorso del 6 marzo 2001, il municipio di __________ si aggrava
ora dinanzi a questo Tribunale, chiedendo l'annullamento del giudicato
governativo. L'Esecutivo comunale individua negli art. 37 e 39 della Legge
sulla scuola dell'infanzia e sulla scuola elementare (LSiSe) la base legale
necessaria per il prelievo dell'avversata tassa e rileva che i modesti importi
riscossi non permettono di coprire neppure la metà delle spese sostenute per il
trasporto e la refezione scolastica. 

 

 

E.  Il Consiglio di Stato e il Dipartimento istruzione e cultura
sollecitano la reiezione del gravame, senza formulare particolari osservazioni.

      Ad analoga conclusione giunge pure __________ con argomenti
che, per quanto necessario, verranno ripresi nel seguito. 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale è data (art. 208 cpv. 1 LOC), il ricorso è tempestivo
(art. 46 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione del comune ricorrente è certa (art.
43 PAmm). 

                                         L'impugnativa
è di conseguenza ricevibile in ordine e può essere decisa sulla base della
documentazione agli atti (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

2.   L'Ente pubblico ricorrente censura la decisione governativa in
quanto il prelievo della tassa di refezione e di trasporto sarebbe sorretto da
sufficiente base legale, ravvisata nell'art. 39 LSiSe.

 

 

 

2.1. Per costante giurisprudenza, il
prelievo di pubblici tributi - ad eccezione degli emolumenti di cancelleria - è
possibile solo se si fonda su di una legge in senso formale. Il legislatore può
tuttavia affidare all'esecutivo il compito di regolamentare il prelievo di un
tributo mediante l'introduzione di una precisa delega in una legge in senso
formale. Di regola, la legge su cui poggia la delega a favore dell'organo esecutivo
è sufficientemente precisa se determina per lo meno il soggetto, l'oggetto e le
basi di calcolo del tributo (cfr. DTF 124 I 247). Tale principio è però
applicato meno rigidamente in materia di tasse, segnatamente quando il cittadino
può esaminare la legalità della tassa sulla base di principi costituzionali,
come quello della copertura dei costi e quello dell'equivalenza. In simili
circostanze la necessità di tutelare il cittadino esigendo una base legale
chiara, fissata in una legge in senso formale, è infatti ridotta ed è
ammissibile che il legislatore deleghi all'esecutivo il compito di stabilire le
basi di calcolo della tassa (cfr. DTF 118 Ia 323, cons. 3, in re comune di
__________). 

 

L'ossequio del principio di legalità deve
pertanto essere valutato in maniera differenziata a dipendenza della natura
della tassa. Tuttavia la possibilità di apprezzare l'ammontare di una tassa in
funzione dei principi di equivalenza e di copertura dei costi permette
unicamente di attenuare le esigenze in punto alla precisione della base legale
formale, ma non di sostituirla integralmente. Tale conclusione è tanto più
valida, secondo il Tribunale federale, in quei settori ove lo Stato preleva dei
tributi che, di gran lunga, non consentono la copertura integrale dei costi
(cfr. DTF 125 I 180, relativa all'imposizione di una tassa per sostenere gli esami
d'ammissione ad una facoltà di medicina). L'Alta Corte federale ha pure
giudicato ossequiato il principio di legalità nel caso di norme che delegano
all'esecutivo, in termini alquanto generici, il compito di fissare l'ammontare
di tributi, se gli stessi rimangono entro limiti usuali anche per altre
collettività pubbliche e in sintonia con un uso generalmente riconosciuto (cfr.
DTF 121 I 273, cons. 5; DTF 120 Ia 1, cons. 3f ss; 104 Ia 13).

 

2.2. In materia di tasse per i servizi scolastici, giusta l'art. 7
cpv. 3 Legge della scuola (LSc), le spese di trasporto e la refezione degli
allievi sono sussidiate dal Cantone e dai comuni nei limiti stabiliti dalle
leggi speciali. 

      Fra tali leggi speciali va annoverata la LSiSe, la quale,
all'art. 36 cpv. 1, dispone che i municipi organizzano i trasporti scolastici
necessari quando il tragitto casa - scuola è causa di notevole disagio per gi
allievi. L'art. 37 cpv. 1 prevede inoltre che i municipi istituiscono di regola
refezioni scolastiche per gli allievi delle scuole dell'infanzia e possono
istituirle per gli allievi delle scuole elementari. Le spese per le refezioni,
i trasporti scolastici e la scuola fuori sede sono a carico dei comuni e dei
consorzi. Può essere richiesta la partecipazione delle famiglie (art. 39
LSiSe).

                                      

 

3.   3.1. Questo
Tribunale ha già avuto occasione di pronunciarsi in tema di tasse di refezione
scolastica. Esso ha giudicato, dopo una diffusa analisi delle basi legali in
materia, che il cittadino non poteva pretendere alla gratuità di tale servizio
(cfr. STA 12.1.96 in re M.D. = RDAT II-1996 N. 13). In particolare, per quanto
concerne la scuola dell'infanzia, la base legale necessaria per il prelievo del
tributo è stata ravvisata negli abrogati disposti della Legge della scuola del
1958, del relativo regolamento d'applicazione e del Regolamento per le scuole
materne del 1975 (cfr. STA citata).  

 

3.2. Tuttavia, da allora, il contesto
legislativo nel settore è mutato radicalmente. Il tenore dell'art. 39 LSiSe, lex
specialis per rapporto all'art. 7 LSc, non si presta ad interpretazioni di
sorta: l'assunzione dei costi di trasporto e di refezione scolastica compete
prioritariamente ai comuni, i quali possono chiedere una partecipazione
alle famiglie. Il cpv. 2  dell'art. 39 LSiSe è una norma potestativa, la quale
lascia piena facoltà ai comuni circa il prelievo di una tassa, ma insuscettibile
di fondare, di per sé stessa, un obbligo contributivo per le famiglie. Ogni
decisione circa il principio ed i criteri di imposizione è quindi demandata
alle autorità comunali. I materiali legislativi corroborano ulteriormente tale
assunto. In effetti, il Messaggio del Consiglio di Stato recita:

 "La competenza di dotare una sede del servizio di refezione è
attribuita al comune, come pure tutti gli oneri finanziari che ne
derivano" (Messaggio del Consiglio di Stato
25.10.1994, no. 4321, concernente la legge sulla scuola dell'infanzia e sulla
scuola elementare, in RVGC, sess. ord. aut. 1995, vol. II, p. 1254). Inoltre la
discussione parlamentare a riguardo dell'art. 34 cpv. 3 LSiSe, il cui tenore è
identico a quello dell'art. 39 cpv. 3 LSiSe, attesta che:

"Il doposcuola ...è aperto a tutti e chi ne avrà la possibilità
sarà chiamato a pagare. I requisiti per il pagamento saranno stabiliti dal
comune" (cfr. intervento on. Duca Widmer, in
RVGC, sess. ord. aut. 1995, vol. II, p. 1233).

 

Le considerazioni testé esposte inducono pertanto a concludere che
l'art. 39 LSiSe non può costituire la base legale per fondare l'obbligo di
partecipazione delle famiglie ai costi di refezione e di trasporto scolastici. 

 

 

4.   4.1.
Stante l'inesistenza di base legale sul piano cantonale, la contestata tassa
deve di conseguenza trovare fondamento nelle normative emanate dal comune. La
trasposizione al caso di specie delle massime giurisprudenziali evocate al
considerando 2.1 non può che condurre a ritenere che l'avversata imposizione necessiti,
a livello comunale, di una base legale in senso formale. 

In effetti, la decisione sul principio stesso della partecipazione
delle famiglie alle spese di trasporto e di refezione scolastica rappresenta
una scelta d'indirizzo, di natura politica e non amministrativa, per cui deve
essere adottata dall'organo legislativo (cfr. DTF 125 I 173, c. 9c; DTF 123 I
254, cons. 2b/bb). All'Esecutivo può per contro venir delegata unicamente la
fissazione concreta dell'ammontare del tributo, pur riconoscendogli, in tale
ambito, un ampio margine d'apprezzamento. Un certo rigore nell'ossequio del
principio di legalità si impone pure per il fatto che gli importi in discussione
sono di una certa rilevanza, essendo superiori a fr. 600.-- annui. 

Inoltre occorre ricordare che, a differenza di quanto sostiene il ricorrente,
una delega troppo ampia di poteri al municipio non può essere sanata mediante
l'approvazione dei conti da parte del Legislativo comunale (DTF 118 Ia 327,
cons. 5 in re Comune di __________).

 

 

 

4.2. Come ammesso dal ricorrente, il prelievo del tributo in esame
avviene in esclusiva ottemperanza di una risoluzione municipale del 1976, per
giunta formulata in termini alquanto generici (cfr. scritto municipio di
__________ del 23.11.00, agli atti). 

Per inciso sia detto che il ricorrente ha adito le vie ricorsuali
non per un intransigente desiderio di rispetto del principio di legalità, bensì
proprio per l'assoluta genericità della precitata deliberazione municipale e
per la sua discutibile applicazione al caso concreto. In effetti l'autorità
comunale ha preteso l'integrale importo mensile dell'avversata tassa, malgrado
la frequentazione della scuola fosse iniziata alla metà del mese e i servizi
offerti dietro pagamento non fossero praticamente stati utilizzati. 

Ad ogni modo, a non averne dubbi, tale decisione dell'Esecutivo non
permette certo di adempiere i requisiti posti dalla giurisprudenza quanto
all'osservanza del principio di legalità in materia di riscossione di pubblici
tributi, non essendo emanata dal legislativo ed addirittura non costituendo
neppure un'ordinanza municipale.

Tale assoluta carenza di base legale non può venir sanata dai
principi di copertura dei costi e di equivalenza, come dimostrato dalle cifre
di bilancio prodotte dal ricorrente (cfr. DTF 125 I 173, cons. 9). Per lo
stesso motivo, neppure giova al comune sostenere che la partecipazione delle
famiglie alle spese di trasporto e di refezione alla scuola dell'infanzia
rappresenta una consuetudine nel Cantone né che gli importi richiesti si
situano nella media delle tariffe praticate negli altri comuni (cfr. DTF 121 I
273, cons. 5; DTF 120 Ia 1, cons. 3 f ss).  

 

 

5.   In esito a
quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione governativa, che
annulla l'avversata tassazione per mancanza di base legale, confermata. 

La tassa di giustizia deve essere posta a carico del comune ricorrente,
intervenuto in lite a tutela di interessi economici propri (art.  28 PAmm). Per
contro non si assegnano ripetibili, non essendo il resistente assistito da un
patrocinatore. 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 7 cpv. 3 LSc; 36, 37 e 39 LSiSe; 208
LOC; 28, 31, 43, 46, 60 e 61 PAmm;

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giudizio, di fr. 400.--, è posta a carico del comune di __________.

 

 

                                   3.   Non si
assegnano ripetibili.                                  

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario