# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ec22b7b2-2c58-5567-84ce-7c4cbb6da535
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2016-10-05
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 05.10.2016 BB.2016.327
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BB-2016-327_2016-10-05.pdf

## Full Text

Decisione del 5 ottobre 2016 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, presidente, 

Tito Ponti e Giorgio Bomio,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A.  

Reclamante 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

Controparte 

 

   

Oggetto  Ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lett. a CPP) 

 

Competenza ratione materiae (art. 28 CPP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BB.2016.327+BP.2016.55 

- 2 - 
 
 

 Visti:  

- la denuncia del 31 dicembre 2014 sporta da A. al Ministero pubblico della Con-

federazione (in seguito: MPC) contro la banca B. ed altri per presunti reati di 

riciclaggio, truffa fiscale, appropriazione indebita e crimine organizzato (v. act. 

4.5); 

- le integrative alla denuncia penale del 13 marzo, 10 agosto, 22 settembre e 

27 novembre 2015 nonché del 22 marzo 2016 (v. act. 4 pag. 2); 

- lo scritto dell’11 luglio 2016, mediante il quale il Tribunale ordinario di Milano, II 

Sezione penale, ha comunicato alle autorità elvetiche che “all’esito del dibatti-

mento instaurato a seguito di rinvio a giudizio disposto dal Giudice delle indagini 

preliminari presso il Tribunale di Milano con decreto del 22 ottobre 2013 emet-

teva sentenza in data 23.12.2015 con la quale dichiarava, a norma degli artt. 

20 e 529 c.p.p. non doversi procedere nei confronti di A. in ordine ai reati a lei 

ascritti ai capi A) e B) per difetto di giurisdizione e conseguentemente, dispo-

neva la trasmissione degli atti all’Autorità elvetica (…). Si trasmettono, pertanto, 

gli atti del dibattimento relativi alla posizione della predetta contenuti su sup-

porto informatico” (v. act. 1.6); 

- la lettera del 28 luglio 2016, con la quale il MPC comunica quanto segue all’Uf-

ficio federale di giustizia (in seguito: UFG): “accusiamo ricevuta del suo scritto 

27 luglio u.s. corredato dai relativi atti e in risposta siamo a comunicarle che 

dopo analisi sommaria degli stessi siamo dell’avviso che conformemente agli 

artt. 23 ss CPP i fatti così come presentati non ravvisano i presupposti per am-

mettere giurisdizione federale considerato come le condotte illecite di riciclaggio 

– se da riconoscersi, in relazione al reato a monte, quale adempiute secondo il 

nostro ordinamento giuridico – si sarebbero consumate prevalentemente nel 

Cantone Ticino e non ravvisano elementi di particolare complessità. Si precisa, 

inoltre, che le domande di assistenza giudiziaria internazionale in materia pe-

nale concernenti A., compresa l’ultima di cui al n° di rif. RH.16.0035 per la quale 

la scrivente autorità aveva già manifestato la sua mancata competenza, sono 

definitivamente evase” (v. act. 4.3) 

- il reclamo del 1° agosto 2016 presentato da A. dinanzi alla Corte dei reclami 

penali del Tribunale penale federale “per denegata e ritardata giustizia” nonché 

“per mancata avocazione / accertamento di competenza federale” (v. act. 1); 

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- il decreto dell’11 agosto 2016, con il quale il MPC, e più precisamente il Sosti-

tuto Procuratore generale Ruedi Montanari, ha deciso il non luogo a procedere 

in relazione alla denuncia di cui sopra (v. act. 4.5); 

- le osservazioni del 17 agosto 2016, con le quali il MPC ha chiesto di dichiarare 

inammissibile il reclamo del 1° agosto 2016 (v. act. 4);  

- la replica del 16 settembre 2016, con la quale la reclamante ha ribadito le sue 

conclusioni ricorsuali, nonché chiesto la congiunzione della presente procedura 

con l’incarto BB.2016.344 (v. act. 8). 

Considerato: 

- che, in virtù degli art. 393 cpv. 1 lett. a del Codice di diritto processuale penale 

svizzero del 5 ottobre 2007 (CPP; RS 312.0) e 37 cpv. 1 della legge federale 

del 19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confedera-

zione (LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami penali giudica i gravami contro 

le decisioni e gli atti procedurali del pubblico ministero; 

- che il reclamo può essere interposto, tra l'altro, contro le decisioni e gli atti pro-

cedurali del pubblico ministero (v. art. 393 cpv. 1 lett. a CPP); 

- che mediante il reclamo si possono segnatamente censurare le violazioni del 

diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento e la denegata 

o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lett. a CPP); 

- che i reclami per denegata o ritardata giustizia non sono subordinati al rispetto 

di alcun termine (art. 396 cpv. 2 CPP); 

- che sono legittimate ad interporre reclamo contro una decisione le parti che 

hanno un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica 

della stessa (art. 382 cpv. 1 CPP); 

- che la reclamante censura l’assenza di una decisione del MPC relativamente 

alla sua denuncia del 31 dicembre 2014; 

- che in data 11 agosto 2016 il MPC, in risposta alla denuncia di cui sopra, ha 

emanato un decreto di non luogo a procedere (v. act. 4.5); 

- 4 - 
 
 

- che il MPC, decidendo sulla denuncia del 31 dicembre 2014, ha quindi aderito 

a una parte delle conclusioni ricorsuali di A. il cui reclamo in merito ad una pre-

sunta denegata giustizia per inazione del MPC è quindi divenuto privo d’og-

getto, fatto di cui si terrà conto sia nella fissazione della tassa giudiziaria sia per 

la concessione di ripetibili; 

- che, a seguito del summenzionato decreto dell’11 agosto 2016, la reclamante, 

con scritto 29 agosto 2016, ha presentato una domanda di ricusazione del So-

stituto Procuratore generale Ruedi Montanari, la quale è stata respinta, nella 

misura della sua ammissibilità, da questa Corte con decisione del 4 ottobre 

2016 (v. decisione del Tribunale penale federale BB.2016.344); 

- che con il suo gravame del 1° agosto 2016 la reclamante ha postulato che il 

MPC, da una parte, avvii un’inchiesta nei confronti delle persone oggetto della 

denuncia del 31 dicembre 2014 e, dall’altra, che “disponga l’avocazione e/o 

l’accertamento di competenza federale sia dell’incarto trasmesso per rogatoria 

la scorsa settimana dal Tribunale di Milano, sia di quello pendente avanti il ri-

cusato giudice Villa e Corte di Lugano, trattandosi di incarti gemelli di una me-

desima fattispecie” (v. act. 1 pag. 3); 

- che occorre innanzitutto rilevare che il decreto di non luogo a procedere 

dell’11 agosto 2016 non è stato impugnato dalla ricorrente, la quale, con il suo 

scritto del 29 agosto 2016 ha sì concluso alla nullità del decreto in questione, 

ma soltanto come conseguenza della ricusazione del Sostituto Procuratore ge-

nerale e non per il contenuto della decisione; 

- che il predetto decreto è quindi cresciuto in giudicato; 

- che, per il resto, la reclamante contesta lo scritto del MPC del 28 luglio 2016 di 

cui sopra (v. act. 4.3); 

- che la competenza della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale 

a statuire in merito a conflitti di competenza tra il pubblico ministero della Con-

federazione e le autorità penali cantonali discende dai combinati disposti di cui 

agli art. 28 CPP e 37 cpv. 1 LOAP; 

- che in assenza di esplicite disposizioni processuali disciplinanti la materia, la 

Corte dei reclami penali statuisce secondo le regole che la legge e la giurispru-

denza hanno stabilito per la risoluzione di conflitti di foro in ambito intercanto-

nale (KIPFER, Basler Kommentar, 2a ediz., Basilea 2014, n. 2 ad art. 28 CPP; 

- 5 - 
 
 

SCHWERI/BÄNZIGER, Interkantonale Gerichtsstandsbestimmung in Strafsachen, 

2a ediz., Berna 2004, no. 419 e il rinvio alla DTF 128 IV 225 consid. 2.3; TPF 

2011 170 consid. 1.1; sentenza del Tribunale penale federale BG.2012.36); 

- che, secondo l’art. 41 cpv. 1 CPP, la parte che intende contestare la compe-

tenza dell’autorità investita del procedimento penale deve chiedere senza indu-

gio a quest’ultima di rimettere il caso all’autorità penale competente; 

- che, giusta il capoverso 2 della medesima disposizione, le parti possono impu-

gnare entro dieci giorni dinanzi all’autorità competente a decidere sul foro, con-

formemente all’art. 40, la decisione sul foro presa dai pubblici ministeri interes-

sati (art. 39 cpv. 2); 

- che, in concreto, dagli atti dell’incarto non risulta che una formale decisione sul 

foro conformemente all’art. 41 cpv. 2 CPP sia ancora stata emanata (v. anche 

act. 4 pag. 3); 

- che lo scritto del 28 luglio 2016, semplice presa di posizione del MPC riguardo 

ad una sua eventuale competenza in relazione alla documentazione trasmessa 

dal Tribunale ordinario di Milano, non è una decisione ai sensi della suddetta 

disposizione; 

- che il reclamo contro lo scritto del 28 luglio 2016 è inammissibile; 

- che con il suo gravame la reclamante chiede inoltre di accertare la competenza 

federale per quanto concerne l’attuale procedimento a suo carico pendente 

presso il Tribunale penale del Cantone Ticino (incarto n. 72.2015.133); 

- che, anche per tale procedimento, dagli atti dell’incarto non risulta che la recla-

mante abbia proceduto conformemente all’art. 41 CPP; 

- che il reclamo deve essere dichiarato inammissibile anche su tale punto; 

- che in sede di replica la reclamante, oltre a confermare il suo atto ricorsuale, ha 

postulato la congiunzione della presente procedura con quella relativa alla do-

manda di ricusazione del Sostituto Procuratore generale Ruedi Montanari (v. in-

carto BB.2016.344); 

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- che, dopo la concessione di due proroghe, la presente Corte ha fissato alla 

reclamante un termine al 16 settembre 2016 per inoltrare la sua replica (v. act. 

6 e 7); 

- che, inoltrata soltanto il 17 settembre 2016, la replica in questione risulta tar-

diva, per cui non può essere presa in considerazione (v. act. 8); 

- che tale allegato può al limite essere considerata una scrittura spontanea della 

parte (v. art. 109 cpv. 2 CPP), di cui però la presente Corte non è obbligata a 

tenere conto; 

- che, visto tutto quanto precede, il reclamo deve essere dichiarato inammissibile 

nella misura in cui non è divenuto privo d’oggetto; 

- che la richiesta di concessione dell’effetto sospensivo è divenuta priva d’og-

getto; 

- che secondo l'art. 428 cpv. 1, prima frase, CPP le parti sostengono le spese 

della procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella 

causa; 

- che la tassa di giustizia ridotta è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP nonché 

5 e 8 cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le 

ripetibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF;  

RS 173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a fr. 1’000.-- a carico della recla-

mante; 

- che avendo il MPC, con il suo decreto di non luogo a procedere dell’11 agosto 

2016, aderito parzialmente alle conclusioni della reclamante, a quest’ultima 

viene attribuita un’indennità per spese ripetibili ridotta di fr. 500.-- (IVA com-

presa) a carico del MPC (v. art. 21 cpv. 1 RSPPF richiamato l’art. 75 cpv. 1 

LOAP). 

 

- 7 - 
 
 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Nella misura in cui non è divenuto privo d’oggetto, il reclamo è inammissibile. 

2. La richiesta di concessione dell’effetto sospensivo è divenuta priva d’oggetto. 

3. La tassa di giustizia ridotta di fr. 1'000.-- è posta a carico della reclamante. 

4. Il MPC rifonderà alla reclamante fr. 500.-- a titolo di ripetibili di causa ridotte. 

 
 
Bellinzona, 5 ottobre 2016  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- A. 

- Ministero pubblico della Confederazione 

 
 
  
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Contro questa decisione non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.