# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bff4c8f8-14b4-5e90-8789-88ad3ecca321
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2016-10-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.10.2016 A-3893/2015
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-3893-2015_2016-10-03.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-3893/2015 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  3  o t t o b r e  2 0 1 6  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Kathrin Dietrich, Jérôme Candrian,  

cancelliera Sara Friedli. 
 

 
 

Parti 

 
AlpTransit San Gottardo SA,  

Zentralstrasse 5, 6003 Lucerna,   

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Repubblica e Cantone del Ticino,  

Dipartimento del territorio, Servizi generali,  

casella postale 1066, 6500 Bellinzona,   

controparte,  

 

Ufficio federale dei trasporti UFT,  

3003 Bern,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Sottopasso della strada cantonale nel Comune di Camorino. 

 

 

 

A-3893/2015 

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Fatti: 

A.  

Con decisione 28 ottobre 2005, il Dipartimento federale dell’ambiente, dei 

trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (di seguito: DATEC) ha 

rilasciato alla società AlpTransit San Gottardo SA, Lucerna (di seguito: 

ATG), l’approvazione dei piani del progetto relativo alla « Galleria di base 

del Ceneri ». Onde concretizzare il progetto di pubblicazione, il DATEC ha 

ordinato all’ATG l’elaborazione di progetti di dettaglio per i manufatti. Fra 

questi è compreso quello relativo al progetto di « Sottopasso strada 

cantonale a Camorino ». 

B.  

Con decisione 9 ottobre 2009, il DATEC, rappresentato dall’Ufficio federale 

dei trasporti (di seguito: UFT), ha poi approvato i piani del progetto di 

dettaglio (PD 20) relativo al sottopasso della strada cantonale ubicato nel 

Comune di Camorino, sottopostogli dall’ATG con istanza 5 gennaio 2009. 

In tale contesto, il DATEC ha in particolare tenuto conto delle prese di posi-

zione della Repubblica e Cantone del Ticino (di seguito: Cantone Ticino) e 

della società anonima di diritto speciale denominata Ferrovie federali 

svizzere FFS, Infrastruttura Grandi Progetti, Berna (di seguito: FFS SA). 

In merito al futuro proprietario del manufatto, il DATEC ha sancito: 

« […]  Il manufatto “sottopasso” rimarrà di proprietà di ATG rispettivamente 

delle FFS quali futuri gestori della linea. Il Cantone sarà proprietario 

della carreggiata. I dettagli saranno da regolare a tempo debito in un 

apposito contratto sull’oggetto.  

 La proprietà del sedime stradale e un eventuale spostamento del 

confine Confederazione/Cantone dovrà ancora essere discusso e 

deciso fra USTRA e Cantone Ticino che comunicheranno appena 

possibile la loro decisione ad ATG e all’UFT […] ». 

Per quanto concerne invece la telegestione del sottopasso e la gestione 

futura dello stesso e della strada, il DATEC ha precisato: 

« […]  La segnaletica sulla strada cantonale come pure l’eventuale 

segnaletica al sottopasso saranno di proprietà del Cantone Ticino e 

da questi gestite. 

 Per la posa di eventuali condutture tra il sottopasso e il CMB, il 

Cantone dovrà mettersi d’accordo con l’USTRA e con ATG per 

l’utilizzazione dei terreni di loro proprietà. 

 Non appena possibile, il Cantone comunicherà le sue esigenze al 

progettista di ATG Bellinzona […] ». 

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C.  

Il 17 luglio 2013 la Confederazione svizzera, per il tramite dell’Ufficio 

federale delle strade (di seguito: USTRA), e il Cantone Ticino hanno 

inoltrato dinanzi alla Commissione federale di stima del 13° Circondario 

Ticino – Grigioni (di seguito: CFS) un’istanza di conciliazione (in subordine 

di stima) giusta l’art. 26 cpv. 3 della legge federale del 20 giugno 1930 sulla 

espropriazione (LEspr, RS 711), rivendicando nei confronti dell’ATG – 

quale parte espropriante – un indennizzo pari a 1'306'823.45 franchi, oltre 

accessori, « […] a titolo di risarcimento delle maggiori spese di manuten-

zione del nuovo sottopasso stradale […] » ubicato sui fondi n. 1871 e n. 11 

del Registro fondiario definitivo (RFD) del Comune di Camorino di loro 

proprietà, ovvero in relazione ad asseriti maggiori oneri di manutenzione 

della strada cantonale P2 Airolo-Chiasso conseguenti alla realizzazione da 

parte dell’ATG del nuovo sottopasso stradale a Camorino. 

D.  

Con decisione 24 luglio 2014, la CFS ha sancito la propria competenza a 

statuire sulle controversie relative alle « […] maggiori spese cagionate 

dalla manutenzione dei nuovi impianti […] » in oggetto, trattandosi di 

pretese aventi una chiara connotazione espropriativa. Nel contempo, essa 

si è altresì dichiarata incompetente circa « […] la ripartizione delle spese 

dell’opera […] » ai sensi della pertinente legislazione in materia ferroviaria. 

Tale decisione, non contestata dall’ATG, è cresciuta in giudicato.  

E.  

Il 16 febbraio 2015 l’ATG ha presentato dinanzi all’UFT un’istanza giusta 

l’art. 40 cpv. 2 della legge federale del 20 dicembre 1957 sulle ferrovie 

(Lferr, RS 742.101), rivendicando nei confronti del Cantone Ticino un 

risarcimento pari a 5'946'480 franchi per i vantaggi derivatigli dalla 

realizzazione del nuovo sottopasso della strada cantonale nel Comune di 

Camorino e per le maggiori spese causate dalle richieste speciali avanzate 

nell’interesse di un miglioramento durevole dei propri impianti. A mente 

dell’ATG, l’ordine cronologico tra la procedura di contestazione giusta 

l’art. 40 Lferr dinanzi all’UFT e quella per l’indennizzo delle spese di 

manutenzione giusta l’art. 26 LEspr dinanzi alla CFS, andrebbe stabilito 

insieme al Tribunale amministrativo federale. L’ATG ha altresì indicato 

ch’essa o FFS SA, sua succeditrice legale, dovevano essere sollevate da 

qualsiasi obbligo (manutenzione e ammodernamento degli elementi del 

sottopasso che in virtù del contratto per la realizzazione del manufatto sono 

passati sotto la proprietà del Cantone). 

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F.  

Con decisione 18 maggio 2015, l’UFT non ha contestato né la propria 

competenza, né quella della CFS a statuire sull’oggetto del litigio. L’UFT 

ha rilevato che l’oggetto dell’istanza dell’ATG è almeno in parte identico a 

quello della procedura pendente dinanzi alla CFS – detta autorità, che ha 

già emanato una decisione cresciuta in giudicato, dovendo verificare se 

per il Cantone Ticino sono derivati dei vantaggi, non ancora da lui indenniz-

zati ad ATG, che riducano l’importo del risarcimento spettategli oppure che 

lo superino –, il cui esito avrà un influsso sulla procedura dinanzi ad esso. 

In tali circostanze, l’UFT ha indicato di non voler discutere con la CFS in 

merito alla competenza e all’ordine temporale delle procedure, sancendo 

che non sarebbe entrato nel merito della domanda di risarcimento dell’ATG 

ex art. 40 cpv. 2 Lferr fino al passaggio in giudicato della decisione della 

CFS sulla domanda di risarcimento ex art. 26 LEspr presentata dal 

Cantone Ticino e dalla Confederazione svizzera.  

G.  

Avverso la succitata decisione dell’UFT, l’ATG (di seguito: ricorrente) ha 

presentato ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale con scritto 

19 giugno 2015. In sunto, essa invoca un diniego di giustizia, nella misura 

in cui l’UFT ha sospeso la procedura in attesa della decisione della CFS e 

rifiutato di entrare nel merito della sua domanda di risarcimento, rispettiva-

mente di emanare una decisione al riguardo e di pronunciarsi sulla sua 

competenza, così come da lei postulato. Tale sospensione sarebbe infatti 

ingiustificata e le arrecherebbe un pregiudizio irreparabile, in quanto la 

stessa non farebbe che ritardare la decisione dell’UFT su delle questioni 

per le quali esso potrebbe subito statuire, quale unica autorità competente 

ai sensi dell’art. 40 cpv. 2 Lferr, riducendo il dispendio di tempo e costi di 

un’eventuale procedura di ricorso. La ricorrente postula dunque che il 

Tribunale dichiari l’UFT – e non la CFS – quale autorità competente ai sensi 

dell’art. 40 cpv. 2 Lferr per giudicare nel merito la controversia circa la 

ripartizione delle spese relative al sottopasso della strada cantonale di 

Camorino, in particolar modo per quanto concerne la determinazione dei 

vantaggi e dei costi in rapporto alle modifiche richieste dalla controparte, 

annullando la decisione di sospensione dell’UFT e rinviando la causa a 

quest’ultimo affinché statuisca sulle spese in questione. 

H.  

Con scritto 13 agosto 2015, l’UFT ha postulato il rigetto del ricorso, per 

quanto ricevibile, riconfermandosi nella propria decisione. In sostanza, 

esso ha ribadito di non contestare né la sua competenza, né quella della 

CFS. Poiché l’oggetto del contenzioso dinanzi ad esso è almeno in parte 

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identico a quello della procedura pendente dinanzi alla CFS, in assenza di 

regole sull’ordine cronologico da seguire in merito alle due predette proce-

dure, l’UFT ritiene opportuno attendere che la decisione della CFS passi in 

giudicato, prima di eventualmente statuire sulle richieste della ricorrente.  

I.  

Con scritto 3 settembre 2015, il Cantone Ticino (di seguito: controparte) ha 

postulato (1) in via pregiudiziale e principale che il ricorso venga dichiarato 

irricevibile e (2) in via subordinata che il ricorso venga respinto, per quanto 

ricevibile. In sunto, essa ritiene che la decisione dell’UFT non sia una 

decisione impugnabile dinanzi al Tribunale amministrativo federale. 

Contestando la competenza dell’UFT per statuire nel merito della 

controversia, non solo esso sottolinea che l’oggetto del contendente 

sarebbe in parte identico – la ricorrente avendo opposto richieste per 

5'946'480 franchi alle sue di 1'306'823.45 franchi –, ma inoltre rileva come 

la ricorrente non abbia a suo tempo impugnato la decisione della CFS, con 

cui quest’ultima si è dichiarata competente.  

J.  

Con osservazioni 30 novembre 2015, la ricorrente ha in sostanza ribadito 

quanto già asserito nel proprio ricorso. Senza contestare la competenza 

della CFS per quanto concerne i maggiori costi di manutenzione del nuovo 

manufatto, esso ritiene tuttavia che vadano dapprima chiariti gli eventuali 

vantaggi derivanti per la controparte al fine di stabilire la ripartizione dei 

costi ai sensi dell’art. 40 cpv. 2 Lferr, elemento di competenza dell’UFT. In 

tale contesto, la ricorrente ritiene che cronologicamente dovrebbe 

intervenire dapprima la decisione dell’UFT e poi quella della CFS. 

K.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessari, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

  

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Diritto: 

1.  

Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni ai 

sensi dell’art. 5 PA, emanate dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, 

riservate le eccezioni di cui all’art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura 

dinanzi allo scrivente Tribunale è retta dalla PA, in quanto la LTAF non 

disponga altrimenti (cfr. art. 37 LTAF).  

Esso esamina d’ufficio e con pieno potere di cognizione la questione a 

sapere se sono adempiuti i presupposti processuali e se si deve entrare 

nel merito del ricorso (cfr. DTAF 2007/6 consid. 1 con rinvii; sentenze del 

TAF A-2582/2016 del 12 luglio 2016 consid. 1; A-6258/2013 del 

28 gennaio 2014 consid. 1.1; B-8563/2010 del 15 febbraio 2013 

consid. 1.1).  

1.1 In concreto, il Tribunale amministrativo federale deve innanzitutto 

accertare d’ufficio la sua competenza (cfr. art. 7 PA). 

1.1.1 L’UFT è un’autorità ai sensi dell’art. 33 lett. d LTAF, sicché le sue 

decisioni emanate nell’ambito della procedura di contestazione delle spese 

di cui all’art. 40 Lferr, quali decisioni ai sensi dell’art. 5 PA – su riserva 

dell’art. 32 LTAF, qui tuttavia non rilevante – sono di principio impugnabili 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale. 

Ciò premesso, nel caso in disamina si tratta di stabilire se l’atto impugnato 

dalla ricorrente con ricorso 18 maggio 2015 ed emanato dall’UFT 

nell’ambito della procedura di cui all’art. 40 Lferr costituisce una decisione 

ex art. 5 PA soggetta a ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

ai sensi degli artt. 44 segg. PA. 

1.1.2 Giusta l’art. 5 cpv. 1 PA, sono decisioni i provvedimenti delle autorità 

nel singolo caso, fondati sul diritto pubblico federale e concernenti (a) la 

costituzione, la modificazione o l’annullamento di diritti o di obblighi; (b) 

l’accertamento dell’esistenza, dell’inesistenza o dell’estensione di diritti o 

di obblighi; (c) il rigetto o la dichiarazione d’inammissibilità d’istanze dirette 

alla costituzione, alla modificazione, all’annullamento o all’accertamento di 

diritti o di obblighi. L’art. 5 cpv. 2 PA precisa che sono decisioni anche 

quelle in materia d’esecuzione (art. 41 cpv. 1 lett. a e b PA), le decisioni 

incidentali (artt. 45 e 46 PA), le decisioni su opposizione (art. 30 cpv. 2 

lett. b e art. 74 PA), le decisioni su ricorso (art. 61 PA), le decisioni in sede 

di revisione (art. 68 PA) e l’interpretazione (art. 69 PA). L’art. 5 cpv. 3 PA 

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sottolinea che le dichiarazioni di un’autorità che rifiuta o solleva pretese da 

far valere mediante azione non sono invece considerate decisioni. 

1.1.3 Di principio, le decisioni finali soggiacciono a ricorso (art. 44 PA). Le 

decisioni incidentali sono anch’esse soggette a ricorso, nella misura in cui 

sono adempiuti i presupposti di cui agli artt. 45 e 46 PA.  

Sono decisioni finali le decisioni che pongono fine alla procedura. Sono 

invece decisioni incidentali quelle prese nel corso della procedura e che 

costituiscono soltanto una tappa verso la decisione finale, sicché non met-

tono fine alla procedura. Le decisioni incidentali possono avere per oggetto 

sia questioni d’ordine procedurale, sia questioni di merito, giudicate preli-

minarmente alla decisione finale (cfr. DTF 136 V 131 consid. 1.1.2; 133 V 

477 consid. 4.1.3 con rinvii; 132 III 785 consid. 2; ADELIO SCOLARI, Diritto 

amministrativo, Parte generale, 2002, n. 787; THIERRY TANQUEREL, Manuel 

de droit administratif, 2011, n. 828; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN, Droit admi-

nistratif, Partie générale et éléments de procédure, 2a ed. 2013, n. 528 e 

n. 533; FELIX UHLMANN/SIMONE WÄLLE-BÄR, in: Waldmann/Weissenberger 

[ed.], Praxiskommentar Verwaltungsverfahrensgesetz, 2a ed. 2016, [di 

seguito: Praxiskommentar WvVG], n. 3 segg. ad art. 45 PA; ANDRÉ 

MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem 

Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.41 segg.). Ciò è ad esempio 

il caso delle decisioni circa l’anticipo spese, l’accesso agli atti, l’assunzione 

delle prove, la competenza, la ricusa, l’effetto sospensivo, l’assistenza 

giudiziaria, le misure provvisionali, ecc. (cfr. UHLMANN/WÄLLE-BÄR, 

Praxiskommentar WvVG, n. 9 ad art. 45 PA). 

Giusta l’art. 46 cpv. 1 PA le decisioni incidentali – eccetto quelle concer-

nenti la competenza e la ricusa impugnabili ex lege ai sensi dell’art. 45 PA 

– sono soggette a ricorso solo se (a) tali decisioni possono causare un 

pregiudizio irreparabile o (b) l’accoglimento del ricorso comporterebbe 

immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una proce-

dura probatoria defatigante e dispendiosa. Giusta l’art. 46 cpv. 2 PA, se un 

ricorso non è ammissibile in virtù del cpv. 1 o non è stato interposto, le 

decisioni incidentali possono essere impugnate soltanto mediante ricorso 

contro la decisione finale in quanto influiscano sul contenuto della stessa 

(cfr. DTAF 2009/42 consid. 1.1; sentenze del TAF A-2582/2016 del 

12 luglio 2016 consid. 1.3.1 con rinvii; A-4353/2010 del 28 settembre 2010 

consid. 1.5 con rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.43 segg.; 

UHLMANN/WÄLLE-BÄR, Praxiskommentar VwVG, n. 1 ad art. 45 PA, n. 3 

segg. ad art. 46 PA; ZEN-RUFFINEN, op. cit., n. 534 segg.).  

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Secondo la prassi del Tribunale, il pregiudizio irreparabile ai sensi 

dell’art. 46 cpv. 2 lett. a PA non dev’essere per forza di natura giuridica. Un 

semplice pregiudizio di fatto, segnatamente economico, di un certo rilievo 

è infatti sufficiente affinché venga riconosciuta la sussistenza di un pregiu-

dizio irreparabile. La causa di tale pregiudizio deve risiedere nella stessa 

decisione incidentale, il suo carattere irreparabile generalmente nel svan-

taggio che il ricorrente subirebbe qualora dovesse attendere la decisione 

finale per poter impugnare detta decisione incidentale. In altri termini, il 

ricorrente deve avere un interesse degno di protezione a che la decisione 

incidentale venga immediatamente annullata o modificata, senza dover 

attendere di poter impugnare la decisione finale (cfr. sentenza del TAF A-

2582/2016 del 12 luglio 2016 consid. 1.3.2 con rinvii; BENOÎT BOVAY, Procé-

dure administrative, 2a ed. 2015, pag. 475 seg.). Ciò indicato, incombe al 

ricorrente l’onere di allegare e dimostrare che la decisione incidentale è 

suscettibile di causargli un pregiudizio irreparabile, a meno che tale 

eventualità appaia evidente di primo acchito (cfr. DTF 136 IV 92 consid. 4 

con rinvii; sentenza del TF 5A_855/2011 del 24 febbraio 2012 consid. 1.2; 

sentenza del TAF A-2582/2016 del 12 luglio 2016 consid. 1.3.2 con rinvii).  

Nel caso dell’art. 46 lett. b PA, l’accoglimento del ricorso deve condurre 

all’immediata pronuncia di una decisione finale e permettere di evitare una 

procedura probatoria dispendiosa e defaticante. La prima delle due 

predette condizioni cumulative è data, allorquando il Tribunale può porre 

un termine alla procedura statuendo in maniera differente sulla questione 

decisa nella decisione incidentale (cfr. DTF 133 III 629 consid. 2.4.1 con 

rinvii). Nella valutazione della seconda condizione, ovvero del carattere 

dispendioso o defaticante, va tenuto conto solo della procedura probatoria, 

ciò che esclude gli altri elementi di una causa, quali l’esame delle questioni 

di merito da parte delle parti e il tempo che impiega il Tribunale a statuire. 

Qualora esso non sia manifesto, spetta al ricorrente dimostrare che 

l’immediata pronuncia di una decisione finale permetterebbe di evitare una 

procedura probatoria defatigante o dispendiosa (cfr. DTF 133 III 629 

consid. 2.4.2 con rinvii; sentenza del TF 5A_331/2014 del 27 novembre 

2014 consid. 2.2.2; BOVAY, op. cit., pag. 477). 

1.1.4 L’art. 46a PA prevede altresì la possibilità di ricorrere allorquando 

difetta una decisione ai sensi dell’art. 5 PA, nel caso in cui l’autorità adita 

nega o ritarda ingiustamente l’emanazione di una tale decisione. In tal 

caso, si tratta di un ricorso interposto per denegata giustizia. 

Più in dettaglio, il principio di celerità è strettamente correlato al divieto di 

incorrere in una denegata giustizia e in una ritardata giustizia. Il divieto del 

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diniego di giustizia formale discende dall’art. 29 cpv. 1 Cost., giusta il quale 

ogni persona ha diritto a che la propria causa sia decisa entro un termine 

ragionevole. Tale garanzia costituzionale – sancita anche dall’art. 6 n. 1 

CEDU – concerne sia la procedura giudiziaria che quella amministrativa 

(cfr. sentenza del TAF A-3624/2012 del 7 maggio 2013 consid. 3.1.1). 

Una denegata giustizia sussiste allorquando un’autorità si rifiuta di 

emanare una decisione nonostante quest’ultima ne sia legalmente 

obbligata. Di norma, v’è luogo di constatarla quando l’autorità rimane de 

facto inattiva oppure quando all’interessato dà l’impressione di non 

intendere dare seguito alla sua domanda (cfr. MARKUS MÜLLER, in: 

Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das 

Verwaltungsverfahren VwVG, 2008, [di seguito: Kommentar VwVG], n. 4 

ad art. 46a PA, pag. 619). L’obbligo di pronunciarsi entro una scadenza 

ragionevole impone all’autorità competente di statuire entro un limite che 

risulti giustificato dalla natura del litigio e dall’insieme delle circostanze del 

caso (cfr. DTF 135 I 265 consid. 4.4; 130 I 312 consid. 5.1 seg.; 117 Ia 193 

consid. 1c; DTAF 2009/42 consid. 2.2; sentenza del TAF A-4689/2013 del 

25 giugno 2014 consid. 9.2 con rinvii). Devono in particolare essere 

considerati l’urgenza, l’ampiezza e le difficoltà del caso, il modo con il quale 

è stato trattato dall’autorità, l’interesse delle parti e il loro comportamento 

nella procedura (cfr. DTF 135 I 265 consid. 4.4; 130 I 312 consid. 5.1 seg.; 

sentenza del TF 1C_131/2013 del 19 agosto 2013 consid. 4.2; ZEN-

RUFFINEN, op. cit., n. 344). Determinante in proposito è sapere se i motivi 

che hanno condotto a ritardare la procedura o a negare il giudizio di merito 

sono obiettivamente fondati; poco importa che la mora sia cagionata da 

una negligenza dell’autorità o da altri fattori (cfr. DTF 103 V 190 considd. 3 

e 5; sentenza del TAF A-3624/2012 del 7 maggio 2013 consid. 3.1.2). Le 

conseguenze di un ritardo nello statuire si limitano alla constatazione da 

parte del Tribunale della violazione del principio di celerità in ragione della 

durata eccesiva della procedura. 

1.1.5 In concreto, mediante l’atto qui impugnato l’UFT ha sancito la non 

entrata nel merito della domanda di risarcimento del 16 febbraio 2015 

inoltrata dalla ricorrente giusta l’art. 40 cpv. 2 Lferr nei confronti della 

controparte e della Confederazione svizzera, fino al passaggio in giudicato 

della decisione della CFS sulla domanda di risarcimento secondo l’art. 26 

LEspr da loro presentata nei confronti della ricorrente. Di fatto, dopo aver 

analizzato la sua competenza decisionale circa la domanda di risarcimento 

formulata dalla ricorrente, l’UFT ha sospeso la procedura dinanzi ad esso, 

in ragione della procedura di risarcimento parallela già pendente dinanzi 

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alla CFS concernente in parte il medesimo oggetto (eccezione di 

litispendenza). 

Formalmente un tale atto – che non pone un termine alla procedura, bensì 

la sospende in attesa del giudizio di un’altra autorità – costituisce una deci-

sione incidentale di sospensione della procedura ai sensi dell’art. 5 cpv. 2 

PA (cfr. considd. 1.1.2 e 1.1.3 del presente giudizio). La decisione di 

sospensione è una conseguenza diretta e necessaria della pendenza della 

procedura presso la CFS, avente in parte per oggetto le medesime pretese 

di risarcimento avanzate dalla ricorrente dinanzi all’UFT (cfr. consid. 3.4 

segg. del presente giudizio). Nel contempo, con tale atto l’UFT ha 

esaminato la propria competenza e rilevato la sussistenza di un’eccezione 

di litispendenza, sicché la stessa concerne pure la competenza ai sensi 

dell’art. 7 PA (cfr. consid. 1.1.3 del presente giudizio). 

Visto quanto precede, essendo in discussione anche la competenza 

dell’UFT, la decisione incidentale costituisce una decisione impugnabile 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale ai sensi dell’art. 45 cpv. 1 PA 

(cfr. consid. 1.1.3 del presente giudizio). Poiché la ricorrente ha altresì 

invocato un diniego di giustizia, per mancata pronuncia di una decisione 

finale sulla domanda di risarcimento, lamentando pure il fatto che l’UFT 

non abbia statuito né sulla sua competenza, né sull’ordine cronologico 

delle due procedure di risarcimento secondo l’art. 40 cpv. 2 Lferr e l’art. 26 

cpv. 3 Lespr, il suo gravame va inoltre esaminato dal punto di vista 

dell’art. 46a PA (cfr. consid. 1.1.4 del presente giudizio). In tali circostanze, 

la questione a sapere se le condizioni dell’art. 46 cpv. 1 PA – che la 

ricorrente ritiene date nella fattispecie « […] poiché, in caso di acco-

glimento delle sue pretese avanzate nei confronti del Cantone dinanzi 

all’UFT, verrebbe a decadere, in virtù del principio di compensazione, 

qualsiasi eventuale pretesa di risarcimento dei maggiori costi di manuten-

zione della controparte, ponendo fine alla ormai lunga, dispendiosa e 

purtroppo inconcludente procedura pendente dinanzi alla CFS […] » 

(cfr. osservazioni 30 novembre 2015, pag. 2) – sono adempiute può 

pertanto rimanere qui aperta. In definitiva, lo scrivente Tribunale – su 

riserva di quanto indicato al consid. 1.3 in merito all’oggetto del litigio – 

risulta competente per statuire nel merito della presente vertenza. 

1.2 Per quanto attiene agli altri presupposti processuali, lo scrivente Tribu-

nale rileva come la legittimazione ricorsuale della ricorrente sia pacifica, 

essendo la stessa destinataria della decisione impugnata e avente un 

interesse a che la stessa venga qui annullata (art. 48 PA). Il suo ricorso è 

A-3893/2015 

Pagina 11 

poi stato interposto tempestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto 

delle esigenze di forma e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA). 

1.3 Riguardo invece all’oggetto della presente procedura di ricorso, 

occorre precisare quanto segue. 

1.3.1 Nell’ambito della procedura di ricorso – come quella che in casu ci 

occupa – possono essere esaminate solo le questioni su cui si è già 

espressa in modo vincolante l’istanza precedente in forma di decisione 

giusta l’art. 5 PA o le questioni che essa avrebbe dovuto trattare se la legge 

fosse stata interpretata correttamente. Secondo la giurisprudenza e la 

dottrina, il contenuto della decisione emanata – segnatamente il suo 

dispositivo – delimita il possibile oggetto del litigio (cfr. DTF 133 II 35 

consid. 2; sentenza del TAF A-8333/2010 del 29 aprile 2013 consid. 1.5 

con rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.7 segg.) 

Per quanto riguarda un ricorso, sono invece le sue conclusioni a 

determinarne la portata. Nella misura in cui esse vertono sull’annullamento 

della decisione impugnata, l’oggetto del litigio e quindi del ricorso coincide 

con quello della decisione impugnata. Possibile è però anche che la 

decisione venga impugnata solo in parte. In questo caso, l’oggetto del litigio 

è ridotto a tale parte (cfr. DTF 131 II 200 consid. 3.2; 130 II 530 consid. 2.2; 

MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.211 segg.; BOVAY, op. cit., 

pag. 554). Illecito è per contro che un ricorso tenti di mettere in discussione 

più di quanto trattato nella decisione impugnata, quindi di estendere 

l’oggetto del litigio, segnatamente mediante la formulazione di nuove o più 

ampie conclusioni rispetto a quelle formulate in precedenza. Un tale agire 

comporterebbe infatti una chiara lesione delle competenze funzionali delle 

singole istanze (cfr. sentenza del TAF A-8333/2010 del 29 aprile 2013 

consid. 1.5 con rinvii; BOVAY, op. cit., pag. 555).  

1.3.2 Nel caso specifico, l’oggetto dell’impugnativa è una decisione 

incidentale di sospensione della procedura in attesa del giudizio di un’altra 

autorità, sicché l’esame dello scrivente Tribunale è circoscritto alla mera 

questione a sapere se è a giusto titolo che l’autorità inferiore ha pronun-

ciato tale sospensione. In questo contesto, il Tribunale è in particolare 

chiamato ad esaminare se l’UFT debba (o meno) statuire sulla richiesta di 

risarcimento ex art. 40 cpv. 2 Lferr indipendentemente dal giudizio della 

CFS sulla domanda di risarcimento formulata dalla controparte ex art. 26 

cpv. 3 LEspr. Per contro, la decisione 24 luglio 2014 della CFS (cfr. atto 

n. 30 dell’incarto prodotto dalla CFS [di seguito: inc. CFS]), con cui 

quest’ultima si è dichiarata competente – già cresciuta in giudicato e non 

A-3893/2015 

Pagina 12 

contestata dalla ricorrente – sfugge al suo esame. Ogni richiesta della ricor-

rente ivi afferente è dunque irricevibile. In particolare, la richiesta formulata 

alla cifra 1 delle sue conclusioni ricorsuali – ovvero, di constatare che l’UFT, 

e non la CFS, è competente per statuire nel merito delle sue pretese di 

risarcimento ex art. 40 cpv. 2 Lferr – non può pertanto condurre in nessun 

caso a rimettere in discussione la procedura pendente dinanzi alla CFS.  

1.4 In definitiva, fatta eccezione per quanto indicato al consid. 1.3 che 

precede, il ricorso è ricevibile in ordine e deve essere esaminato nel merito. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o incom-

pleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l’inadeguatezza (cfr. art. 49 PA; 

cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.149). 

2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 

cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né 

dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; PIERRE 

MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, 

pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio 

del diritto sono tuttavia limitati: l’autorità competente procede difatti sponta-

neamente a constatazioni complementari o esamina altri punti di diritto solo 

se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 

122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3).  

3.  

Nel caso in disamina – come già indicato in ingresso (cfr. consid. 1.3.2 del 

presente giudizio) – ci si trova dinanzi a due domande di risarcimento in 

rapporto alle spese di un sottopasso, in concreto un incrocio tra una strada 

cantonale e una linea ferroviaria, inoltrate da due parti differenti dinanzi a 

due autorità distinte e secondo due legislazioni differenti: la prima domanda 

inoltrata dalla controparte dinanzi alla CFS ex art. 26 LEspr (procedura di 

espropriazione), la seconda domanda inoltrata dalla ricorrente dinanzi 

all’UFT ex art. 40 Lferr (procedura di contestazione).  

In tale contesto, lo scrivente Tribunale è unicamente chiamato a stabilire 

se è a giusto titolo che l’UFT – qui autorità inferiore – ha sospeso la 

procedura circa la domanda di risarcimento ex art. 40 Lferr della ricorrente 

in attesa del giudizio della CFS circa la domanda di risarcimento della 

controparte ex art. 26 LEspr, rispettivamente se tale decisione di sospen-

sione sia costitutiva di un diniego di giustizia nei confronti della ricorrente.  

A-3893/2015 

Pagina 13 

3.1 Una sospensione della procedura deve essere giustificata da motivi 

sufficienti (cfr. DTAF 2009/42 consid. 2.2 con rinvii; sentenza del TAF A-

2013/2011 del 31 maggio 2011 consid. 1.2; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

op. cit., n. 3.14 segg.). Essa può essere presa in considerazione qualora 

non si giustifichi, dal punto di vista dell’economia processuale, emanare 

una decisione nell’immediato, in particolare nel caso in cui il giudizio 

pronunciato in un altro litigio possa influenzare l’esito del processo 

(cfr. art. 6 della legge del 4 dicembre 1947 di procedura civile federale [PC, 

RS 273] in correlazione con l’art. 4 PA; DTF 123 II 1 consid. 2b; 122 II 211 

consid. 3e; DTAF 2009/42 consid. 2.2 con rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜ-

HLER, op. cit., n. 3.15). La sospensione è parimenti ammessa allorquando 

appare opportuna per altri motivi importanti, ma non deve tuttavia opporsi 

a degli interessi pubblici e privati preponderanti (cfr. DTAF 2009/42 con-

sid. 2.2 con rinvii). La sospensione deve comunque rimanere l’eccezione 

(cfr. DTF 130 V 90 consid. 5; 119 II 389 consid. 1b con rinvii; sentenza del 

TF 8C_982/2009 del 5 luglio 2010 consid. 2.2; DTAF 2009/42 consid. 2.2 

con rinvii). In particolare, il principio di celerità sancito dall'art. 29 Cost. 

pone dei limiti alla sospensione di una procedura fino all’esito di un 

procedimento parallelo a quest’ultima. Di regola, la decisione di sospensio-

ne rileva del potere di apprezzamento dell’autorità adita la quale procederà 

alla ponderazione degli interessi delle parti, facendo prevalere, in caso di 

dubbio, il principio della celerità del processo (cfr. DTF 133 III 139 

consid. 6.1 con rinvii; 119 II 386 consid. 1b; sentenza del TF 1P.99/2002 

del 25 marzo 2002 consid. 4.1; DTAF 2009/42 consid. 2.2 con rinvii). 

Spetta dunque all’autorità adita valutare, da una parte, la necessità di 

statuire in un termine ragionevole e, dall’altra, il rischio di emanare delle 

decisioni contraddittorie. Il carattere ragionevole della durata di un procedi-

mento si valuta secondo le circostanze della causa e tenuto conto in 

particolare della sua complessità, del comportamento dell’interessato e di 

quello delle autorità competenti (cfr. sentenze del TF 6S.37/2006 dell'8 giu-

gno 2006 consid. 2.1.2; 1P.99/2002 del 25 marzo 2002 consid. 4.1 con 

rinvii; DTAF 2009/42 consid. 2.2 con rinvii). 

In concreto, si tratta dunque di stabilire se il giudizio della CFS può avere 

un influsso determinante su quello dell’UFT, ciò che giustificherebbe la 

sospensione pronunciata dall’autorità inferiore. Per rispondere a tale 

quesito, occorre determinare se l’oggetto delle domande di risarcimento in 

questione sia almeno in parte lo stesso, ciò che implica di stabilire a priori 

il quadro legale applicabile alle domande di risarcimento delle spese 

relative alla costruzione, alla modifica e alla manutenzione di un incrocio 

tra una strada cantonale e una linea ferroviaria, delimitando la competenza 

dell’UFT rispetto a quella della CFS.  

A-3893/2015 

Pagina 14 

3.2 In virtù dei principi di coordinamento istituiti con l’entrata in vigore il 

1° gennaio 2000 della legge federale del 18 giugno 1999 sul coordinamen-

to e la semplificazione delle procedure d’approvazione dei piani (LCoord, 

RU 1999 3071), l’autorità d’approvazione dei piani, in qualità di autorità 

unica, controlla il rispetto della legislazione federale pertinente nel suo 

insieme, mediante in particolare la consultazione delle autorità specializza-

te normalmente competenti per applicare le legislazioni particolari – e 

numerose – che possono essere applicabili ai progetti d’infrastrutture. Essa 

decide non solo sulla compatibilità del progetto alla legislazione federale, 

ma pure sull’espropriazione. Per contro, la determinazione dell’indennità 

per espropriazione formale spetta alla Commissione federale di stima del 

circondario competente (cfr. Messaggio del 25 febbraio 1998 concernente 

la legge federale sul coordinamento e la semplificazione delle procedure 

d’approvazione dei piani, FF 1998 II 2029, 2038 [di seguito: Messaggio 

LCoord]; cfr. parimenti sentenze del TAF A-3197/2014 del 22 febbraio 2016 

consid. 3.1; A-6547/2011 del 22 ottobre 2013 consid. 3.3; A-4988/2010 del 

16 novembre 2011 consid. 3.3). 

3.3 La legislazione in materia ferroviaria prevede una regolamentazione 

speciale per quanto concerne gli incroci tra strade pubbliche e ferrovie, 

sotto la sezione 8 « Incroci tra strade pubbliche e ferrovie » del capitolo 2 

« Imprese ferroviarie » della Lferr. In virtù dell’art. 24 Lferr, la procedura 

d’approvazione dei piani relativi alla costruzione, alla modificazione e allo 

spostamento di incroci tra ferrovie e strade pubbliche o private è di 

competenza dell’UFT e soggiace agli artt. 18-18i e 18m Lferr. 

La questione della ripartizione delle spese in rapporto alla costruzione, la 

modifica, lo spostamento, il rinnovo o la manutenzione di un incrocio tra 

una strada pubblica e una linea ferroviaria è invece disciplinata dagli 

artt. 25-35 Lferr. In virtù dell’art. 40 cpv. 2 Lferr, in linea di principio, le 

controversie concernenti la ripartizione di dette spese è anch’essa di 

competenza dell’UFT. Secondo la prassi dell’UFT, quest’ultimo statuisce 

sulle spese indipendentemente dal fatto che l’istanza riguardi un manufatto 

la cui approvazione dei piani è già stata rilasciata o è ancora pendente 

(cfr. decisione impugnata, pag. 2; decisioni dell’UFT del 18 agosto 2006 

[punto II/A/2; spese ex art. 19 Lferr] e del 22 settembre 2000 [punto II/B/1], 

in: http://www.bav.admin.ch > diritto > decisioni concernenti la ripartizione 

delle spese [art.40 Lferr], consultato il 07.09.2016).  

3.3.1 Più nel dettaglio, gli artt. 25-35 Lferr si fondano sul principio secondo 

cui la ferrovia e la strada sono due vie di comunicazione pubbliche di 

uguale importanza, sicché vanno prese in considerazione in maniera 

A-3893/2015 

Pagina 15 

equivalente (« Ebenbürtigkeitsprinzip »; DTAF 2013/53 consid. 6; 2011/12 

consid. 7.2; cfr. Messaggio del 3 febbraio 1956 concernente il progetto di 

legge sulle ferrovie, FF 1956 I 205, 243, ed. francese, BBl 1956 I 213, 246, 

ed. tedesca [ed. italiana inesistente; di seguito: Messaggio Lferr]; 

intervento HAEFELIN, Boll. Sten. 1957 CS 153, 155; intervento BRATSCHI, 

Boll. Sten. 1957 CN 703, 719). Detto principio ha per corollario il principio 

di causalità (« eisenbahnrechtliches Verursacherprinzip ») inscritto in 

particolare agli artt. 25 cpv. 1 e 26 Lferr, secondo cui colui che esige o 

provoca un cambiamento dello stato esistente, deve sopperire alle spese 

cagionate da tale cambiamento (cfr. sentenza del TF 2A.80/1999 del 

5 gennaio 2000 consid. 4c; DTAF 2013/53 consid. 5.1; 2011/12 con-

sid. 7.1; sentenza del TAF A-5896/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.1; 

Messaggio Lferr, FF 1956 I 205, 243 segg., ed. francese, BBl 1956 I 213, 

246 segg., ed. tedesca; ENRICO RIVA, Kostentragung für den Unterhalt und 

die Erneuerung von Kreuzungsbauwerken Schiene-Strasse, ZBl 94/1993, 

pag. 333 segg., pag. 337; PIERRE TSCHANNEN/THOMAS LOCHER, Droit 

public de l’organisation – responsabilité des collectivités publiques – 

fonction publique/Annuaire 2011, 2012, pag. 73).  

3.3.2 In tale ottica, l’art. 25 cpv. 1 Lferr (costruzione nuovi incroci) prevede 

che se una nuova linea ferroviaria, destinata al traffico pubblico, incrocia 

una strada pubblica o se una nuova strada pubblica incrocia una linea 

ferroviaria, il proprietario della nuova via di comunicazione deve sopperire 

alle spese cagionate da tutti gli impianti nel luogo d’incrocio.  

L’art. 26 cpv. 1 Lferr (modifiche di incroci esistenti) prevede invece che se 

un passaggio a livello deve essere sostituito con un sotto o soprappas-

saggio, oppure deve essere soppresso a causa dello spostamento della 

strada, le spese cagionate da tutti i cambiamenti agli impianti ferroviari o 

stradali sono a carico (lett. a) dell’impresa ferroviaria se la modifica è 

richiesta soprattutto dalle esigenze del traffico ferroviario; (lett. b) dei 

proprietari della strada se la modifica è richiesta soprattutto dalle esigenze 

del traffico stradale. Per tutte le altre modificazioni eseguite a un incrocio, 

compreso l’adeguamento e il miglioramento degli impianti di sicurezza, 

l’art. 26 cpv. 2 Lferr sancisce che l’impresa ferroviaria e il proprietario della 

strada devono sopperire alle spese cagionate da tutti i cambiamenti agli 

impianti ferroviari e stradali nella misura in cui le modificazioni sono 

richieste dallo sviluppo del traffico su l’una o l’altra di queste vie di 

comunicazione (cfr. sentenza del TF 2A.80/1999 del 5 gennaio 2000 

consid. 4c; DTAF 2013/53 consid. 5.1; 2011/12 consid. 7.1; sentenze del 

TAF A-5896/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.1; A-5867/2007 del 

27 ottobre 2008 consid. 4.1).  

A-3893/2015 

Pagina 16 

3.3.3 Il principio di causalità è temperato dal principio dell’imputazione dei 

vantaggi (« Vorteilsanrechnungsprinzip »), concretizzato dall’art. 27 cpv. 1 

Lferr, secondo cui, in ogni caso, ciascuna delle parti deve partecipare alle 

spese nella misura in cui trae vantaggi dalla modificazione delle condizioni 

(cfr. sentenza del TF 2A.80/1999 del 5 gennaio 2000 consid. 4c; DTAF 

2013/53 consid. 5.1; 2011/12 consid. 7.2 con rinvii; sentenza del TAF A-

5896/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.1). Il cpv. 2 di detta norma precisa 

che la parte, che, nell’interesse di uno stabile miglioramento o di una 

ulteriore sistemazione dei suoi impianti, pone speciali esigenze, deve 

sopperire da sola alle maggiori spese nel luogo d’incrocio (cfr. RIVA, op. cit., 

pag. 337; TSCHANNEN/LOCHER, op. cit., pag. 74 segg.). 

3.3.4 In virtù dell’art. 29 Lferr (manutenzione e rinnovamento incroci), gli 

artt. 25 a 28 Lferr sono applicabili per analogia alle spese cagionate dai 

lavori di manutenzione e di rinnovamento e da tutte le misure temporanee 

e permanenti prese allo scopo di prevenire infortuni nei luoghi d’incrocio, 

comprese quelle causate dal servizio degli impianti destinati a tale scopo 

(cfr. sentenza del TF 2A.80/1999 del 5 gennaio 2000 consid. 4c; DTAF 

2013/53 consid. 5.1; 2011/12 consid. 7.1; sentenze del TAF A-5896/2007 

del 19 maggio 2009 consid. 3.1; A-5867/2007 del 27 ottobre 2008 

consid. 4.1; intervento HAEFELIN, Boll. Sten. 1957 CS 153, 158; intervento 

BRATSCHI, Boll. Sten. 1957 CN 703, 720; RIVA, op. cit., pag. 336).  

3.3.5 Giusta l’art. 32 Lferr, le parti possono altresì convenire di derogare 

alle regole di cui agli artt. 25 a 31 Lferr, concludendo delle convenzioni che 

disciplinano diversamente la ripartizione delle spese. In tal caso, le 

predette norme non sono applicabili alla convenzione (cfr. sentenze del 

TAF A-5896/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.1; A-5867/2007 del 

27 ottobre 2008 consid. 4.1). 

3.3.6 Da quanto precede, risulta che la Lferr regola la ripartizione delle 

spese circa la costruzione, la modifica, la manutenzione e il rinnovo di un 

incrocio tra strada pubblica e linea ferroviaria, sia che si tratti di un nuovo 

incrocio o di un incrocio esistente. Secondo la Lferr la nozione di « spese » 

è dunque piuttosto ampia, nella misura in cui ingloba tutte le spese cagio-

nate da tutti gli impianti nel luogo dell’incrocio ferroviario (costruzione, 

modifica, manutenzione, risanamento, ecc.). In altri termini, il sistema Lferr 

permette di stabilire – secondo il principio di causalità – in maniera 

proporzionata a chi vanno imputate le spese di un incrocio e in che misura, 

tenendo conto dei vantaggi derivanti per tutti gli impianti ivi localizzati. 

A-3893/2015 

Pagina 17 

3.4 Diversamente dalla legislazione in materia ferroviaria, quella in materia 

di espropriazione non prevede alcuna regolamentazione speciale circa la 

ripartizione delle spese in rapporto agli incroci tra strada e ferrovia. L’unica 

disposizione riguardante le spese è costituita dall’art. 26 cpv. 1 LEspr, 

concernente il caso particolare della costruzione da parte dell’espropriante 

di nuovi impianti conformemente all’art. 7 LEspr in sostituzione o comple-

tamento delle opere già esistenti. Tale norma disciplina – oltre ai nuovi 

rapporti di proprietà tra nuovo e vecchio impianto – le maggiori spese di 

manutenzione cagionate dal nuovo impianto. In virtù dell’art. 26 cpv. 3 

LEspr, è di principio la CFS a decidere sulle contestazioni che possono 

sorgere a questo proposito. 

3.4.1 Vista la stretta correlazione tra l’art. 26 cpv. 1 LEspr e l’art. 7 LEspr, 

tali norme vanno interpretate e applicate congiuntamente. 

Orbene, anche l’interpretazione di disposizioni del diritto pubblico si basa 

sui metodi usuali di interpretazione delle norme di legge, ovvero l'interpre-

tazione letterale, sistematica, teleologica e storica (cfr. MOSER/BEU-

SCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.180 segg.). Per prassi costante (cfr. DTF 

137 V 273 consid. 4.2) la legge è da interpretare in primo luogo procedendo 

dalla sua lettera (interpretazione letterale). Tale interpretazione si fonda sul 

significato letterale, il senso del termine e l’uso che viene fatto del mede-

simo nella lingua (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.183), le 

tre versioni linguistiche essendo, di principio, equivalenti (cfr. DTF 135 IV 

113 consid. 2.4.2 con rinvii). Tuttavia, se il testo non è perfettamente chiaro, 

se più interpretazioni del medesimo sono possibili, deve essere ricercata 

la vera portata della norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi 

d’interpretazione, in particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito 

nonché i valori sui quali essa trova fondamento (interpretazione 

teleologica). Pure di rilievo è il senso che essa assume nel proprio contesto 

(interpretazione sistematica; cfr. DTF 135 II 78 consid. 2.2; 135 V 153 

consid. 4.1; 134 I 184 consid. 5.1; 134 II 249 consid. 2.3). I lavori 

preparatori, segnatamente laddove una disposizione non è chiara oppure 

si presta a diverse interpretazioni, costituiscono un mezzo valido per 

determinarne il senso ed evitare così di incorrere in interpretazioni erronee 

(interpretazione storica). Soprattutto nel caso di disposizioni recenti, la 

volontà storica dell’autore della norma non può essere ignorata se ha 

trovato espressione nel testo oggetto d’interpretazione (cfr. DTF 134 V 170 

consid. 4.1 con rinvii). Occorre prendere la decisione materialmente 

corretta nel contesto normativo, orientandosi verso un risultato soddi-

sfacente sotto il profilo della ratio legis. Il Tribunale federale non privilegia 

un criterio d’interpretazione in particolare; per accedere al senso di una 

A-3893/2015 

Pagina 18 

norma preferisce, pragmaticamente, ispirarsi a un pluralismo interpretativo 

(cfr. DTF 135 III 483 consid. 5.1). Se sono possibili più interpretazioni, dà 

la preferenza a quella che meglio si concilia con la Cost. (cfr. DTF 131 II 

562 consid. 3.5; 131 II 710 consid. 4.1; 130 II 65 consid. 4.2). In ogni caso, 

giusta l’art. 190 Cost., sia il Tribunale federale che il Tribunale ammini-

strativo federale sono tenuti ad applicare le leggi federali (cfr. [tra le tante] 

sentenze del TAF A-5028/2013 del 12 maggio 2014 consid. 4.1.4.1; A-

817/2013 del 7 ottobre 2013 consid. 4.6 con rinvii).  

3.4.2 Giusta l’art. 26 cpv. 1 LEspr gli impianti nuovi costruiti dall’espro-

priante conformemente all’art. 7 LEspr, che sostituiscono o completano 

opere già esistenti, passano, salvo contrario accordo, in proprietà di colui 

al quale appartenevano queste ultime. L’espropriante risponde delle 

maggiori spese cagionate dalla manutenzione dei nuovi impianti, in quanto 

non siano compensate da vantaggi derivanti da essi impianti.  

Da quanto precede risulta che la prima fase del capoverso 1 regola i nuovi 

rapporti di proprietà in rapporto a nuovi impianti ai sensi dell’art. 7 LEspr, 

mentre la seconda frase le relative maggiori spese di manutenzione. Ciò 

premesso, dal tenore letterario emerge che detta norma disciplina 

unicamente le « maggiori spese cagionate dalla manutenzione dei nuovi 

impianti » ponendole a carico dell’espropriante (« Der Enteigner hat für 

eine aus ihrem Unterhalte sich ergebende Mehrbelastung Schadenersatz 

zu leisten […] »; « L'expropriant répond des frais supplémentaires 

occasionnés par l'entretien des installations nouvelles […] »), sicché sono 

escluse le relative spese di costruzione, di modifica, di risanamento, ecc.  

Non si tratta delle maggiori spese di manutenzione di un qualsiasi nuovo 

impianto, bensì unicamente di quelle degli impianti costruiti dall’espro-

priante conformemente all’art. 7 LEspr, ovvero in ossequio all’onere di 

messa in sicurezza degli impianti di interesse pubblico a suo carico, così 

come risulta dalle tre versioni linguistiche (cfr. art. 26 cpv. 1 prima frase 

LEspr). Più nel dettaglio, in virtù dell’art. 7 cpv. 1 LEspr anche i fondi di 

proprietà di enti pubblici appartenenti al patrimonio amministrativo o di uso 

pubblico possono essere oggetto di espropriazione. Quale presupposto 

all’espropriazione, l’art. 7 cpv. 2 LEspr impone all’espropriante di prendere 

tutti i provvedimenti necessari ad assicurare l’uso dell’opera pubblica, ove 

sia richiesto dall'interesse pubblico. Per finire, l’art. 7 cpv. 3 LEspr, pone 

all’espropriante l’obbligo di eseguire gli impianti atti a mettere il pubblico e 

i fondi vicini al riparo dai pericoli e dagli inconvenienti che siano necessa-

riamente connessi con l’esecuzione e l’esercizio della sua impresa e che 

non debbano essere tollerati secondo le regole sui rapporti di vicinato. 

A-3893/2015 

Pagina 19 

Per quanto concerne l’art. 7 cpv. 2 LEspr, lo scrivente Tribunale rileva come 

la giurisprudenza abbia già avuto modo di precisare che detta norma 

corrisponde a quanto previsto all’art. 19 cpv. 1 Lferr, secondo cui l’impresa 

ferroviaria deve in particolare prendere tutte le misure per garantire la 

sicurezza della costruzione e dell’esercizio della ferrovia e per evitare che 

persone o cose siano esposte a pericolo (misure di sicurezza; cfr. DTF 131 

II 420 considd. 3.5 e 4.1 con rinvii, in: JdT 2016 I pag. 649 segg. e RDAF 

2006 I pag. 703). In tale particolare contesto, è stato sancito che sulla 

natura e la portata delle necessarie misure di sicurezza deve pronunciarsi 

la competente autorità d’approvazione dei piani chiamata a statuire sulle 

opposizioni al progetto. La ripartizione delle spese non deve necessaria-

mente essere oggetto di una procedura distinta, potendo intervenire già 

nell’ambito della procedura d’approvazione dei piani. Per contro, è 

ammesso che la questione circa la ripartizione dei costi venga decisa nella 

procedura di contestazione (art. 40 cpv. 2 Lferr), mentre quella circa la 

stima degli eventuali danni residui e dei maggiori costi di manutenzione 

nella procedura d’espropriazione dinanzi alla competente CFS (cfr. art. 26 

cpv. 2 LEspr; già citato DTF 131 II 420 considd. 3.5 e 4.1 con rinvii; 

sentenza del TF 1E.7/2004 del 13 luglio 2004 consid. 4; sentenza del TAF 

A-4632/2012 dell’11 giugno 2013 consid. 4). 

Tra le maggiori spese di manutenzione e la costruzione dei nuovi impianti 

ex art. 7 LEspr deve sussistere un nesso di causalità naturale e adeguato: 

le maggiori spese sono a carico dell’espropriante se « cagionate » dalla 

manutenzione dei nuovi impianti (« aus ihrem Unterhalte »; « occasionnés 

par l’entretien »). Il nesso di causalità conferma che l’art. 26 cpv. 1 LEspr 

concerne unicamente le maggiori spese di manutenzione dei nuovi impianti 

costruiti ex art. 7 LEspr (cfr. in merito al nesso casuale, consid. 3.4.4 del 

presente giudizio). Giusta l’art. 26 cpv. 1 LEspr, l’espropriante può poi com-

pensare i maggiori costi di manutenzione con i vantaggi derivanti all’espro-

priato (« […] soweit dieser Schaden nicht durch Vorteile aufgewogen wird, 

die aus der Neuanlage entstehen »; « […] dans la mesure où ils ne sont 

pas compensés par des avantages résultant de ces installations »).  

3.4.3 Dal punto di vista della sistematica della legge, l’art. 7 LEspr si trova 

sotto il capitolo I denominato « diritto d’espropriazione », nella misura in cui 

pone delle limitazioni di diritto pubblico e di diritto di vicinato all’espropria-

zione stessa da parte dell’espropriante. L’art. 26 LEspr si trova invece sotto 

il capitolo II denominato « Indennità », in quanto contempla le obbligazioni 

dell’espropriante connesse al suo obbligo di risarcimento in rapporto 

all’espropriazione ai sensi dell’art. 19 LEspr (cfr. Messaggio del 21 giugno 

1926 accompagnante il Progetto di una legge federale sull’espropriazione, 

A-3893/2015 

Pagina 20 

FF 1926 I 391, 431 segg. [di seguito: Messaggio LEspr]). Dalla sistematica 

della legge, risulta dunque che l’importo dovuto dall’espropriante all’espro-

priato ex art. 26 cpv. 1 LEspr è un’indennità d’espropriazione in rapporto 

alle maggiori spese di manutenzione di un nuovo impianto ex art. 7 LEspr, 

ma non le relative spese di costruzione o di modifica. Tale interpretazione 

trova conferma nelle deliberazioni dell’Assemblea federale, ove si parla di 

indennità in rapporto all’aumento delle spese di manutenzione (cfr. inter-

venti STRÄULI-WINTERTHUR e PILET-GOLAZ, Boll. Sten. 1928 CN 611, 641; 

intervento DIETSCHI, Boll. Sten. 1929 CS 173, 186). 

3.4.4 Dal punto di vista storico e teleologico, dal Messaggio emerge altresì 

che l’art. 26 LEspr « […] risale ad un suggerimento delle Ferrovie federali 

alludenti all’esistenza d’un bisogno pratico di delineare dettagliatamente 

nella legge i rapporti di proprietà e manutenzione dei nuovi impianti costruiti 

a salvaguardia degli interessi pubblici ed a quelli che li hanno sostituiti (al 

quale possono entrare in conto eziandio i provvedimenti di sostituzione di 

cui all’art. 7 [LEspr]) […] ». In origine, il legislatore aveva sancito che « […] 

[il] danno derivante dalle aumentate spese di manutenzione dev’essere 

risarcito dall’espropriante che le ha difatti cagionate con l’espropriazione. Il 

fatto che all’espropriante viene data la possibilità di compensare questi 

danni con dei vantaggi procacciati dalle nuove installazioni è la conseguen-

za dell’idea enunciata nel Progetto al suo art. 19. Per la determinazione del 

danno il Progetto ha – conformemente alla sua tendenza fondamentale […] 

– designato come autorità competente in prima istanza la Commissione di 

stima […] » (cfr. Messaggio LEspr, FF 1926 I 391, 431 segg.; HEINZ 

HESS/HEINRICH WEIBEL, Das Enteignungsrecht des Bundes, Vol. I, 1986, 

n. 4 ad art. 26 LEspr).  

Quanto precede conferma l’interpretazione letteraria e sistematica, nella 

misura in cui l’art. 26 LEspr concerne l’indennizzo delle maggiori spese di 

manutenzione cagionate dalla costruzione di un nuovo impianto ex art. 7 

LEspr. Ciò precisato, emerge altresì che dal punto di vista del diritto 

espropriativo il maggior costo di manutenzione costituisce un danno per il 

quale deve essere versato un indennizzo. Orbene, per « danno » ai sensi 

della LEspr, va inteso un pregiudizio per il quale sussiste un nesso di 

causalità naturale e adeguata con la soppressione, la modifica, il trasferi-

mento del diritto espropriato (cfr. PIERRE MOOR, Droit administratif, Vol. III, 

1992, pag. 415; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN/CHRISTINE GUY-ECABERT, 

Aménagement du territoire, construction, expropriation, 2001, n. 1137). In 

casu, tale nesso di causalità deve per l’appunto sussistere tra la costruzio-

ne del nuovo impianto ai sensi dell’art. 7 LEspr e l’aumento delle spese di 

A-3893/2015 

Pagina 21 

manutenzione (cfr. consid. 3.4.2 del presente giudizio: maggiori spese 

« cagionate » dalla manutenzione dei nuovi impianti). 

Nella determinazione dell’indennità ai sensi dell’art. 26 cpv. 1 LEspr va poi 

tenuto conto dell’art. 19 LEspr, e meglio dei vantaggi derivanti per l’espro-

priato dalla costruzione del nuovo impianto ex art. 7 LEspr, quale correttivo 

del calcolo (cfr. Messaggio LEspr, FF 1926 I 391, 425 segg.). Non va infatti 

dimenticato che l’indennizzo ai sensi della LEspr costituisce il corrispettivo 

per la perdita patrimoniale subita dall’espropriato. Quest’ultimo non deve 

pertanto essere né arricchito, né impoverito dall’espropriazione (cfr. MOOR, 

op. cit., pag. 413; HESS/WEIBEL, op. cit., n. 3 e segg. ad art. 16 LEspr). Si 

noti peraltro come per la dottrina i maggiori oneri di manutenzione rientrino 

nella nozione di « altri pregiudizi » dell’art. 19c LEspr, ossia nelle spese 

resesi necessarie a seguito dell’intervento espropriativo (cfr.  ZEN-

RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1185). 

3.4.5 Il regime dell’art. 26 LEspr ha carattere sussidiario, nella misura in 

cui si applica soltanto allorquando l’espropriante e gli espropriati non 

trovano un accordo in merito alla proprietà dei nuovi impianti e le relative 

maggiori spese di manutenzione (cfr. interventi STRÄULI-WINTERTHUR e 

PILET-GOLAZ, Boll. Sten. 1928 CN 611, 641; intervento DIETSCHI, 

Boll. Sten. 1929 CS 173, 186; HESS/WEIBEL, op. cit., n. 1 ad art. 26 LEspr).  

3.4.6 In definitiva, si deve dunque constatare che l’oggetto dell’indennizzo 

di cui all’art. 26 cpv. 1 LEspr è unicamente il danno derivante all’espropriato 

in rapporto alle maggiori spese cagionate dalla costruzione di un nuovo 

impianto ai sensi dell’art. 7 LEspr da parte dell’espropriante. Nell’esame di 

detto indennizzo, va tenuto conto dei vantaggi derivanti per l’espropriato 

dalla costruzione dell’impianto di interesse pubblico in questione. 

3.5 In sunto, da un confronto tra la legislazione in materia ferroviaria e 

quella in materia espropriativa, risulta che la natura delle spese da esse 

disciplinate è diversa. La Lferr regola le spese di costruzione, di modifica, 

di rinnovo e di manutenzione di nuovi o esistenti incroci tra strade e linee 

ferroviarie, mentre la LEspr unicamente le maggiori spese di manutenzione 

in rapporto alla costruzione di un nuovo impianto ex art. 7 LEspr. Nel caso 

della Lferr si tratta della ripartizione delle spese, in quello della l’Espr 

dell’indennizzo di maggiori spese di manutenzione. Nei due casi, l’imputa-

zione delle spese viene effettuata secondo il principio di causalità (nesso 

causale) e tenendo conto dei vantaggi derivanti per le parti interessate 

(imputazione dei vantaggi). I due regimi giuridici hanno carattere sussi-

diario, sicché trovano applicazione solo in assenza di un accordo tra le 

A-3893/2015 

Pagina 22 

parti. Competente per statuire sulle controversie circa le spese ai sensi 

degli artt. 25 segg. Lferr è l’UFT, mentre su quelle circa le maggiori spese 

ai sensi dell’art. 26 cpv. 1 LEspr la CFS. 

  Lferr LEspr 

Spese 
coperte: 

 spese in rapporto alla 
costruzione di un nuovo 
incrocio.  

(art. 25 Lferr)  

 maggiori spese di manutenzione 
in rapporto alla costruzione di un 
nuovo impianto ex art. 7 LEspr. 

(art. 26 cpv. 1 LEspr) 

  spese in rapporto alla modifica 
di un incrocio esistente. 

(art. 26 Lferr) 

 

  spese di rinnovamento, di 
manutenzione, ecc. 

(art. 29 Lferr, in correlazione con 
gli artt. 25 e 26 Lferr) 

 

   

In rapporto a:  nuovi e/o vecchi impianti 
ferroviari e/o stradali;  

 nuovi/vecchi incroci tra strade 
pubbliche e linee ferroviarie. 

(artt. 25 – 26 Lferr) 

 nuovo impianto ex art. 7 LEspr. 

(art. 26 cpv. 1 LEspr). 

   

Imputazione:  proprietario strada e/o 
proprietario linea ferroviaria, 
secondo il principio di 
causalità. 

 espropriante, se sussiste un 
nesso causale naturale e 
adeguato. 

   

Correttivi 
dell’indennità: 

 imputazione dei vantaggi. 

(art. 27 Lferr) 

 imputazione dei vantaggi. 

(art. 26 cpv. 1 LEspr, in 
correlazione con l’art. 19 LEspr). 

   

Natura  
del regime: 

 natura suppletiva 

(art. 32 Lferr) 

 natura suppletiva 

(art. 26 LEspr) 

   

Competenza 
decisionale: 

 UFT 

(art. 40 Lferr) 

 CFS 

(art. 26 cpv. 3 LEspr). 

 

Ciò indicato, né la legislazione in materia ferroviaria, né quella in materia 

espropriativa – eccetto quanto indicato al consid. 3.4.2 del presente giudi-

zio in correlazione con l’art. 7 cpv. 2 LEspr e l’art. 19 Lferr – forniscono 

indicazione in merito all’ordine cronologico con cui devono intervenire la 

procedura di contestazione ex art. 40 Lferr dinanzi all’UFT e quella 

espropriativa ex art. 26 cpv. 3 LEspr dinanzi alla CFS. Come visto, secondo 

la prassi dell’UFT, la procedura circa la ripartizione delle spese ex art. 40 

Lferr può intervenire indipendentemente dalla procedura di approvazione 

dei piani (cfr. consid. 3.3 del presente giudizio). In tali circostanze, la 

competenza va pertanto determinata di caso in caso secondo l’oggetto 

della pretesa e le regole generali circa la litispendenza. 

A-3893/2015 

Pagina 23 

3.6 In concreto, nulla agli atti lascia intendere che la costruzione del nuovo 

sottopasso sia intervenuta nell’ambito dell’art. 19 Lferr, rispettivamente 

nell’ambito dell’art. 7 LEspr, ciò che avrebbe permesso di far riferimento 

alla prassi in tale materia (cfr. consid. 3.4.2 del presente giudizio). In 

particolare, la decisione d’approvazione dei piani del 9 ottobre 2009 

dell’UFT non fornisce alcuna indicazione circa le spese di costruzione del 

sottopasso o le relative (maggiori) spese di manutenzione, rispettivamente 

sulla procedura da seguire per la ripartizione di dette spese. 

Ciò premesso, da un esame degli atti dell’incarto risulta che la domanda di 

risarcimento inoltrata dalla controparte con istanza di conciliazione del 

17 luglio 2013 dinanzi alla CFS concerne unicamente le maggiori spese di 

manutenzione derivanti dalla costruzione del nuovo sottopasso ai sensi 

dell’art. 26 cpv. 1 LEspr, sicché di principio tale pretesa risulta di sola com-

petenza della CFS ai sensi dell’art. 26 cpv. 3 LEspr (cfr. atto n. 1 inc. CFS; 

cfr. consid. 4.3.6 del presente giudizio). La domanda di risarcimento inol-

trata dalla ricorrente con scritto 16 febbraio 2016 dinanzi all’UFT concerne 

invece le spese di costruzione del nuovo sottopasso ma limitatamente in 

rapporto ai vantaggi derivanti per la controparte dalla costruzione del nuovo 

sottopasso e alle maggiori spese causate dalle sue richieste speciali 

avanzate nell’interesse di un miglioramento durevole dei propri impianti 

(cfr. atto n. 1 dell’incarto prodotto dall’autorità inferiore [di seguito: 

inc. UFT]). Di principio, non vi è dunque identità tra le due pretese di risar-

cimento. Sennonché, così come giustamente rilevato dall’autorità inferiore, 

nella misura in cui in entrambi i regimi giuridici va tenuto conto dei vantaggi 

derivanti dalla costruzione del sottopasso quale correttivo alla copertura 

delle spese, tale componente del calcolo dell’indennizzo risulta essere la 

stessa (cfr. considd. 3.3.3, 3.4.2.1, 3.4.4 e 3.4 del presente giudizio).  

Ciò stabilito, concretamente la causa dinanzi alla CFS è stata introdotta 

prima di quella dinanzi all’UFT. La decisione del 24 luglio 2014, con cui la 

CFS si è dichiarata competente per entrare nel merito della domanda di 

risarcimento inoltrata dalla controparte, non è stata contestata dalla ricor-

rente ed è pertanto cresciuta in giudicato (cfr. atto n. 30 inc. CFS). Nel 

proprio giudizio, la CFS non solo dovrà determinare se per la controparte 

sussistono delle maggiori spese di manutenzione cagionate dalla costru-

zione di un nuovo impianto ex art. 7 LEspr da indennizzare, ma anche se 

sussistono dei vantaggi per la controparte da compensare con tale 

indennizzo. Orbene, nella misura in cui l’oggetto della domanda di 

risarcimento inoltrata dalla ricorrente è circoscritto all’indennizzo dei 

vantaggi derivanti per la controparte dalla costruzione del sottopasso, il 

giudizio della CFS avrà sicuramente un’influenza determinante su quello 

A-3893/2015 

Pagina 24 

dell’UFT. In tali particolari circostanze, in presenza di una causa già 

pendente dinanzi alla CFS (litispendenza), si deve dunque concludere che 

è a giusta ragione che l’UFT ha sospeso la procedura di contestazione ex 

art. 40 Lferr, in attesa del giudizio della CFS. A seconda dell’entità dei 

vantaggi che stabilirà la CFS, la procedura dinanzi all’UFT riprenderà il suo 

corso (vantaggi per la controparte pari o superiori a quanto stimato dalla 

ricorrente), rispettivamente verrà conclusa (vantaggi per la controparte 

inferiori a quanto stimato dalla ricorrente).  

Visto tutto quanto suesposto, la sospensione della procedura di conte-

stazione ex ai sensi dell’art. 40 Lferr pronunciata dall’autorità inferiore 

risulta proporzionata e giustificata. In difetto di un grave pregiudico invocato 

e comprovato dalla ricorrente, rispettivamente di una valida contestazione 

della suddetta litispendenza, non è ravvisabile alcun diniego di giustizia, 

sicché la sospensione pronunciata dall’UFT con decisione 18 maggio 2015 

va qui confermata (cfr. considd. 1.1.4 e 3.1 del presente giudizio). In 

definitiva, il ricorso della ricorrente – per quanto ricevibile (cfr. consid. 1.3 

del presente giudizio) non può pertanto che essere respinto. 

4.  

In considerazione dell'esito della lite, giusta l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese 

processuali vanno poste a carico della ricorrente qui parte totalmente 

soccombente (art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle 

tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale [TS-TAF; RS 173.320.2]). Nella fattispecie, esse sono stabilite in 

5'000 franchi (cfr. art. 3 TS-TAF). Alla crescita in giudicato del presente 

giudizio, tale importo verrà interamente detratto dall'anticipo spese di 

5'000 franchi versato a suo tempo dalla ricorrente.  

(il dispositivo è indicato alla pagina seguente) 

  

A-3893/2015 

Pagina 25 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto, per quanto ricevibile. 

2.  

Le spese processuali di 5'000 franchi sono poste a carico della ricorrente. 

Ad avvenuta crescita in giudicato del presente giudizio, tale importo verrà 

interamente detratto dall’anticipo spese di 5'000 franchi versato a suo 

tempo dalla ricorrente. 

3.  

Non viene assegnata alcuna indennità a titolo di ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– controparte (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. BAV-012-00001/00001/00013/00008; atto 

giudiziario) 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Sara Friedli 

 
 
Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: