# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b026c6b1-10e6-5315-9a25-2aef20d2be30
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-05-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.05.2008 36.2008.56
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2008-56_2008-05-19.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2008.56

   

  ir/td

  	
  Lugano

  19 maggio
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
						

statuendo sul ricorso dell'11 aprile 2008
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 2 aprile
  2008 emanata da

  
	
   

  	
  Istituto assicurazioni sociali Ufficio
  assicurazione malattia,

  6501 Bellinzona

   

  in materia di assicurazione sociale contro
  le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1, __________, senza attività e coniugato con __________, __________, ha
chiesto la riduzione del premio dell'assicurazione obbligatoria contro le
malattie per il 2008 con formulario datato 6 ottobre 2007 cui ha annesso le
polizze assicurative emesse da __________.

 

                                         La
domanda è stata respinta e, con reclamo 11 febbraio 2008, RI 1, ha contestato
il provvedimento producendo all'amministrazione una distinta di entrate ed
uscite, segnalando grave malattia di cui è affetta la moglie con importanti
spese di cura.

                                         L'amministrazione
ha respinto il reclamo evidenziando il superamento dei limiti per la
concessione del sussidio.

 

                                  B.   Con
ricorso 11 aprile 2008 RI 1 si è aggravato al Tribunale Cantonale delle Assicurazioni
indicando il percepimento, negli anni precedenti, del sussidio. Egli segnala
poi come il reddito imponibile ritenuto (non dal funzionario ma dalla legge
voluta dal Gran Consiglio Ticinese) sia contenuto e come le sue spese necessarie
siano superiori a tale limite. Nelle sue implicite conclusioni RI 1 chiede la
concessione del sussidio.

 

                                  C.   L'Ufficio
Assicurazione Malattia propone la reiezione del ricorso segnalando come, per
volontà dell'esecutivo cantonale - delegata dal Parlamento - si debba far capo
alla tassazione 2005 al fine di determinare il diritto al sussidio del
ricorrente. L'amministrazione constata come il limite sia (di poco) superato
poiché il reddito imponibile sia di CHF 32'500.- che, sempre per volontà del
Parlamento, va arrotondato al mille franchi superiore e quindi a CHF 33'000.-.
Questo limite è superiore a quello di legge (CHF 32'000.-).

 

                                         Nella
sua risposta di causa l'UAM ha inoltre verificato l'assenza di una diminuzione
del reddito da ultimo conseguito dai signori __________ (CHF 40'640.40 annui),
ciò che non permette la determinazione del diritto al sussidio al di fuori
della tassazione applicabile.

 

                                         Al
ricorrente è stata concessa la possibilità di ulteriormente esprimersi e di
chiedere l'assunzione di specifiche prove.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

1.La presente vertenza non pone questioni
giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la
difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (STFA del 21 luglio
2003 nella causa N., I 707/00) e 2 cpv. 1 LPTCA.

 

                                   2.   Il
ricorso, tempestivo siccome inoltrato nei 30 giorni dall'intima­zione della
decisione emessa su reclamo, è ricevibile siccome sufficientemente motivato e
le conclusioni appaiono chiaramente desumibili.

 

                                         nel
merito

 

                                   3.   Conformemente
a quanto disposto dall'art. 23 LCAMal, il Cantone ed i Comuni partecipano al
pagamento delle quote a carico degli assicurati di condizioni economiche
modeste per le prestazioni minime previste dalla legge. Gli assicurati
di condizioni economiche modeste sono definiti dall'art. 29 LCAMal: si tratta
delle famiglie il cui reddito determinante non supera i Fr. 32'000.-- e delle persone
sole il cui reddito non supera i Fr. 20'000.--.

 

Di regola, il reddito
determinante risulta, secondo l'art. 30 LCAMal, dalla somma arrotondata al
mille franchi superiore:

 

                                         a)  del
reddito imponibile desunto dal periodo fiscale stabilito dal Consiglio di Stato;

                                         b)  di
un quindicesimo della sostanza imponibile desunta dal periodo fiscale stabilito
dal Consiglio di Stato per la parte eccedente l'importo di CHF 150'000.- per le
persone sole e CHF 200'000.- per le famiglie.

 

L’espressione “di
regola” tende a volere salvaguardare la possibilità per l’amministrazione
designata (l’Ufficio Assicurazione Malattia) di accertare autonomamente il
reddito dell’assicurato in caso di persone adempienti i presupposti dell’art.
31 LCAMal.

 

Per l'anno 2008
il Consiglio di Stato ha definito le basi di calcolo per il sussidio con il DE
del 10 ottobre 2007 che ha confermato quello del precedente anno (sul tema si
vedano le sentenze TCA 36.2006.71, 72, 120, e 124). Il periodo fiscale per
l'accertamento del reddito determinante è quello delle classificazioni dell'imposta
cantonale per l'anno 2005 mentre i limiti per la concessione del sussidio sono
quelli fissati dagli 29 a 32, 35 a 38, 44 a 46 e 48 LCAMal. Il limite di reddito che conferisce diritto al sussidio per le persone
sole è fissato a CHF 20'000.-, per i membri maggiorenni delle famiglie e 1°
figlio a CHF 32'000.- mentre il reddito di riferimento è stato fissato a CHF
50'000.--. Il limite di reddito massimo per il riconoscimento della riduzione
di premio a figli di famiglie altrimenti non oggetto di riduzione di premio è
stato fissato a CHF 60'000.- (reddito della famiglia).

 

                                         A
norma dell'art. 49 LCAMal infatti il Consiglio di Stato determina annualmente -
nei limiti della legge (su questo tema si vedano le sentenze 23 ottobre 2006
inc. 36.2006.71/72/120 e 124) - le basi di calcolo del sussidio, in particolare:

 

" a)   il periodo fiscale determinante per
l'accertamento del reddito e 

      della sostanza imponibili;

b)   i premi riconosciuti per il calcolo dei sussidi nei confronti di
ogni

      singolo assicuratore;

c)   la quota media cantonale ponderata;

 

 

d)                                  i
limiti di reddito che danno diritto al sussidio, nei casi di: 

      - persone sole,

      - famiglie,

      - reddito di riferimento;

e)   la quota minima a carico degli assicurati;

f)   gli importi di sostanza imponibile
non considerati nel calcolo del reddito determinante;

g)   l'importo minimo annuo di sussidio;

h)  il limite di reddito massimo per
l'esonero dei figli di famiglie altrimenti non sussidiate dal pagamento dei
premi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie;

i)    l'aumento dei limiti di reddito
previsti dall'Ordinanza speciale sulle prestazioni complementari AVS/AI a
seguito dell'entrata in vigore della LAMa1.

                                      

                                   4.   Come
indicato con l'art. 31 LCAMaI il legislatore ticinese ha riservato
l'accertamento del reddito determinante in maniera autonoma da parte
dell'amministrazione (con successiva com­mutazione del reddito lordo accertato
mediante l'utilizzo di ta­belle appositamente allestite il cui uso è obbligatorio)
in casi par­ticolari caratterizzati dalla diminuzione delle entrate e non dall'aumento
delle uscite, casi elencati dalla legge e precisati dal regolamento
d'applicazione (qui sotto riportati). In altri termini, se date le condizioni
di legge precisate nel regolamento l'amministrazione (e meglio l'UAM) si scosta
dai dati fiscali de­terminati in virtù della tassazione di riferimento (ossia
quella del periodo voluto dall'esecutivo cantonale nel DE emesso annual­mente)
e procede a calcolare autonomamente il reddito lordo da ultimo acquisito dalla
persona interessata, trasformandolo suc­cessivamente in reddito imponibile
ipotetico mediante tabelle - attualizzate di anno in anno - appositamente
allestite dalla Direzione Cantonale delle Contribuzioni, verifi­cando il
sussistere dei limiti per la concessione del sussidio. La legge prevede il
calcolo autonomo del reddito nei casi:

 

"  a)   delle persone soggette all'imposta cantonale
solo per una   parte 

      del loro reddito o della loro sostanza;

b)   delle persone soggette all'imposta alla fonte;

c)   delle persone sole con reddito
imponibile nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr. 6'ooo.- secondo il
biennio fiscale determi­nante, che esercitano un'attività lucrativa;

d)   in altri casi particolari."

 

                                         In
virtù dell'art. 67 del Regolamento della Legge cantonale sull'assicurazione
obbligatoria contro le malattie emanato 18 maggio 1994, già modificato dal
Consiglio di Stato con decreto esecutivo del 27 ottobre 1999 avente valenza dal
1 ° gennaio 2000, il reddito determinante va accertato dall'IAS in maniera
autonoma, "in particolare nei seguenti casi":

 

"  a)   persone soggette all'imposta alla fonte;

b)   decesso del coniuge;

c)   matrimonio, divorzio o separazione
per sentenza giudiziaria o di fatto, nel caso di assenza di tassazione
applicabile;

d)   persone sole che esercitano
un'attività lucrativa o conducono esi­stenza autonoma, con reddito imponibile
nullo o reddito lordo annuo inferiore a CHF 6'ooo.- secondo il biennio fiscale
determi­nante;

e)   persone domiciliate che al momento
dell'istanza non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per le quali non
sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale determinante;

f)   persone al beneficio di misure ai
sensi della legge sull'assicura­zione contro la disoccupazione, dopo almeno sei
mesi di inatti­vità lucrativa;

g)   persone al beneficio di prestazioni
ai sensi della legge sull'assi­stenza sociale; d'intesa con il competente
Ufficio;

h)  cessazione definitiva dell'attività lucrativa a causa di pensiona­

      mento o di invalidità;

i)    cessazione temporanea di attività
lucrativa per riqualificazione o perfezionamento professionale;

1)   cessazione dell'attività lucrativa a seguito di maternità;

m)                                 diminuzione importante del reddito
lordo rispetto al medesimo

      dato desumibile dai parametri fiscali applicabili."

 

                                         Da
rilevare come, con novella pubblicata sul BU del 16 marzo scorso no. 14/2007 a
pagina 100, il RLCAMal 1994 aveva già subito alcune modifiche vigenti -
retroattivamente - dal 1 ° gennaio 2007. In particolare l'art. 67 alle lett. d
ed m era stato così modificato:

 

"  d)   persone sole che esercitano un'attività
lucrativa o conducono esi-

stenza autonoma, con reddito imponibile
nullo o totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile inferiore a
fr. 6'ooo.--, se­condo il periodo determinante;

 

(...)

 

m) diminuzione importante del reddito
netto da attività dipendente o indipendente, oppure del reddito da pensioni,
rendite e assegni, rispetto al medesimo dato desumibile dai parametri fiscali
applicabili."

 

                                         Il
tenore delle modifiche del marzo 2007 è stato ripreso nel nuovo testo del 16 novembre
2007 all'art. 31 che qui trova applicazione.

 

                                   5.   A
proposito di quest'ultima norma citata, il TCA ha emanato diverse sentenze sull'accertamento
autonomo del reddito (STCA del 27 novembre 2003 in re R.S., 36.2003.84;
36.2003.99/112 in re S. e 36.2003.116 in re T., entrambe STCA del 26 gennaio
2004; STCA 24 giugno 2005 in re M.F., 36.2004.132; STCA del 3 settembre 2004 in
re M., 36.2004.92; STCA del 27 marzo 2006 in re I.S., 36.2005.137) e si è così
espresso (il riferimento è fatto alle norme previgenti):

 

" 
2.2 (…) Va rammentato che, quando sia accertato un reddito
inferiore a quello del periodo di riferimento rispettivamente quando
l’amministrazione debba determinare un reddito, essa deve procedere alla sua
esatta fissazione e quindi raffrontarlo con i parametri fissati dal Consiglio
di Stato per la determinazione del diritto al sussidio, per ciò fare è
necessario procedere alla commutazione del nuovo reddito accertato in reddito
imponibile mediante l’utilizzo di tabelle appositamente allestite. Infatti il
reddito lordo accertato va obbligatoriamente (art. 52 cpv. 2 RegLCAMal)
convertito in reddito imponibile mediante apposite tabelle come rammenta l'art.
72 del medesimo regolamento.

Per l'accertamento autonomo del reddito l'Ufficio dell'Assicurazione Malattia deve partire dal reddito lordo
conseguito dall’assicurato nel corso del periodo più prossimo al periodo per il
quale il sussidio è richiesto. Infatti il reddito lordo cui ci si deve riferire è possibilmente quello più
recente e percepito nel corso dell'anno per il quale il sussidio viene
richiesto. In questo senso anche il Messaggio 3 gennaio 1996 del Consiglio di
Stato al Gran Consiglio concernente l'adozione della nuova LCAMal (M 4474 DOS)
a pag. 53 secondo cui 

 

"                                                 Trattandosi
di una sovvenzione di carattere eminentemente sociale, il sussidio nell'assicurazione
contro le malattie, pur basandosi sui dati fiscali dell'istante, deve comunque
tenere conto della situazione economica più vicina al momento in cui
l'assicurato richiede il sussidio soggettivo.".

 

Nell'ottica
di tale volontà del legislatore i dati da considerare per la verifica del
reddito sono, se possibile, i dati dell'anno per il quale il sussidio è
chiesto, che vanno – come indicato in precedenza in caso di diminuzione
importante del reddito secondo la lettera m dell'art. 67 Reg. LCAMal - posti a
raffronto con i dati ritenuti nella tassazione di riferimento dove necessario.
(…) 2.5. Va qui
subito rilevato come la delega del legislativo al Consiglio di Stato sia
decisamente ampia e, soprattutto, priva di contorni specificatamente indicati
nella legge stessa. La norma in questione prevede infatti unicamente e
genericamente l’accertamento autonomo del reddito al di fuori della decisione
di tassazione di riferimento, in “altri casi particolari". (…)." 

 

                                   6.   In
concreto i dati ritenuti dall'UAM e riportati nella decisione qui contestata
non sono posti in discussione dal ricorrente. In effetti la tassazione cui
l'amministrazione, ed il giudice, deve fare riferimento è quella dell'anno
2005.

 

                                         Questa
tassazione prevede un reddito imponibile di 32'500.- franchi. Si tratta di un
reddito che va, per legge (come rammentato nelle considerazioni che precedono),
arrotondato al mille franchi superiore. In quanto tale, anche se di poco, il
reddito limite è superato ed a ragione l'UAM ha negato il sussidio.

 

                                         Il
giudice deve attenersi alle norme volute dal legislatore e non può scostarsene
tranne in rare eccezioni che qui non ricorrono. Il Parlamento cantonale ha
imposto questi severi limiti per la concessione dei sussidi. Nella sentenza 23
ottobre 2006 in re B. 36.2006.71, ed in altre coeve, il Tribunale Cantonale
delle Assicurazioni ha esaminato il caso in cui il Consiglio di Stato ha fissato,
nel suo decreto 25 ottobre 2005 per i sussidi relativi all'anno 2006, un limite
addirittura inferiore a quello legale. In quelle sentenze è stato in
particolare evidenziato come l'art. 65 cpv. 2 LAMal preveda che le riduzioni
dei premi sono fissate in modo che i sussidi annui della Confederazione e dei
Cantoni di cui all'articolo 66 siano versati integralmente. I Cantoni
provvedono affinché nell'esame delle condizioni d'ottenimento vengano considerate,
su richiesta particolare dell'assicurato, le circostanze economiche e familiari
più recenti. Stabilita la cerchia dei beneficiari, i Cantoni vegliano affinché
il versamento delle riduzioni di premio avvenga in modo che i beneficiari non
debbano adempiere in anticipo il loro obbligo di pagare i premi (art. 65 cpv. 3
LAMal).

 

                                         Sempre
nelle sentenze citate, in particolare nel giudizio in re B. 36.2006.71 a pag.
12, questo Tribunale ha sottolineato:

 

"  L’art. 51 della Costituzione della Repubblica e
Cantone del Ticino (Cost./Ti) stabilisce che “l’autorità in quanto non
riservata al popolo è esercitata dai tre poteri tra loro distinti e separati,
il Legislativo, l’Esecutivo e il Giudiziario”. 

Il principio della separazione dei poteri
costituisce un diritto costituzionale dei cittadini (cfr. STF del 10 novembre
2005 nella causa X., 1P.441/2005; DTF 131 I 291 consid. 2.1; DTF 128 I 327
consid. 2.1 e riferimenti, consid. 1.3 inedito).

L'art. 59 cpv. 1 lett. c della Cost./Ti prevede
che il Gran Consiglio "adotta, modifica o respinge progetti di legge o di
decreto legislativo".

Secondo l’art. 70 lett. b della Cost./Ti il
Consiglio di Stato, "riservati i diritti del popolo e del Gran Consiglio,
cura l’esecuzione delle leggi federali e cantonali e delle decisioni del Gran
Consiglio; emana le necessarie norme mediante decreti esecutivi, regolamenti,
risoluzioni o altre disposizioni".

(…)

Per costante giurisprudenza federale il
significato di una norma deve essere inteso innanzitutto in senso letterale. Se
il testo di un disposto legale è chiaro e non sia pertanto necessario far capo
ad altri metodi di interpretazione ai fini di appurarne la portata, è lecito
scostarsi dal senso letterale solo ove esistano motivi seri per ritenere che
esso non corrisponda al vero senso del disposto in esame. Tali motivi possono
risultare dai lavori preparatori, dal fondamento e dallo scopo della norma in
questione, così come dalla relazione con altre disposizioni (cfr. STFA del 2
febbraio 2006 nella causa S., B 124/04; DTF 131 V 93; DTF 131 V 128; DTF 135 V
232; RAMI 2001, pag. 134, in particolare pag. 137 e segg.; DTF 126 V 105
consid. 3 con rinvii, 126 III 101, consid. 2c, pag. 104). 

Secondo la giurisprudenza, si può derogare
eccezionalmente al senso letterale di un testo chiaro soltanto qualora conduca
a soluzioni manifestamente insostenibili, contrarie alla volontà del
legislatore (SVR 2006 ALV Nr. 11). Devono cioè esistere delle ragioni
obbiettive, ad esempio deducibili dai lavori preparatori, dallo scopo e dal
senso della disposizione oppure dalla sistematica della legge, che permettono
di concludere che il testo di legge non esprime il vero senso della disposizione
in oggetto (STFA del 6 luglio 1998 nella causa G.; DTF 123 V 317; DTF 123 III
91 consid. 3a, DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, DTF 122 V
364 consid. 4a, DTF 121 III 224 consid. 1d/aa, 412 consid. 4b, 465 consid.
4a/bb, DTF 121 V 24, DTF 121 V 61, DTF 121 V 127 consid. 2c, DTF 120 V 102
consid. 4b; 324 consid. 5a; 338 consid. 5a, 525 consid. 3a; SVR 1996 EL N. 19
pag. 55 consid. 4a; DTF 119 V 429 consid. 5a; DTF 119 V 60; DTF 118 Ib 452;
Pratique VSI 1993, pag. 133; Pratique VSI 1993 pag. 263; RAMI 1993 pag. 132;
DTF 117 V 109; DTF 117 V 45; DTF 117 V 5; DTF 112 V 168; DTF 108 V 240 consid. 4b. Vedi pure:
Imboden/Rhinow/ Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Band 1,
pag. 137 seg., Nr. 21 B IV).

(…)

Il testo dell’art. 49 LCAMal prevede che,
ritenuti i limiti fissati dalla presente legge, il Consiglio di Stato determina
ogni anno le basi di calcolo del sussidio ed in particolare i parametri
elencati alle lettere da a) a i).

Dal tenore letterale del disposto emerge che il
legislatore ha delegato al Consiglio di Stato la possibilità di fissare, ogni
anno, le basi di calcolo per il sussidio enumerate alle lettere da a) a i), in
particolare il limite di reddito per l’ottenimento del sussidio da parte delle
famiglie (art. 49 lett. d LCAMal).

La norma precisa tuttavia che l’Esecutivo
determina i parametri, “ritenuti i limiti fissati dalla presente legge”.

L’interpretazione letterale del testo della norma
va nel senso che il Consiglio di Stato ha ricevuto la competenza di adattare,
tra l’altro, i limiti di reddito, riservati comunque i limiti contenuti nella
legge stessa.

Questa conclusione è confermata da
un’interpretazione storica. Infatti il testo della legge che conferisce la
delega al Consiglio di Stato è stato adottato nel tenore oggi in vigore su
proposta della Commissione della gestione e delle finanze. Il progetto di legge
che figura nel Messaggio 4474 del 3 gennaio 1996 non prevedeva infatti la frase
iniziale “ritenuti i limiti fissati dalla presente legge” (cfr. pag. 75 del
Messaggio).

A proposito dell’art. 49 LCAMal il rapporto n.
4474 R/ 4504R e 4474A R del 5 giugno 1997 della Commissione della gestione e
delle finanze, a pag. 15, precisa:

 

"                                                 Con
questo articolo viene ancorata nella legge la competenza del Consiglio di Stato
di adeguare annualmente le basi di calcolo dei sussidi; tenuto conto tuttavia
dei limiti fissati nella legge stessa (ad es. i limiti di reddito dell’art. 29
o il reddito di riferimento dell’art. 32). Il Consiglio di Stato può adeguare
dunque in modo dinamico, come previsto ad esempio dalla legge federale sulle
prestazioni complementari e come contemplato dalla vecchia LCAM, la qmcp, i
limiti di reddito che danno diritto al sussidio, la quota minima a carico degli
assicurati, l’importo minimo di sussidio ecc.. Occorre chiedersi se questa
esclusiva competenza conferita all’Esecutivo cantonale sia opportuna o se non
si debba valutare la possibilità di attribuire al Gran Consiglio la competenza
di legiferare in una materia, quella delle basi di calcolo dei sussidi, che ha
ripercussioni dirette ed immediate sul portamonete del cittadino.

 

La
Commissione della gestione è giunta alla conclusione che una delega di competenza
in materia di basi di calcolo dei sussidi del Consiglio di Stato è senz’altro
proponibile. Al legislativo infatti compete pur sempre la facoltà di
intervenire allorquando viene presentato il messaggio sui preventivi, che in caso
di cambiamenti di parametri in materia di sussidi per le assicurazioni sociali,
con conseguenti ripercussioni sulle finanze cantonali, potrà essere oggetto di
osservazioni e proposte concrete di emendamenti in sede parlamentare. Dunque al
Legislativo è comunque garantita la possibilità di esprimere un parere in
merito a decisioni del Consiglio di Stato in materia di sussidi per le
assicurazioni sociali.

Nell’ambito
della Commissione si è voluto comunque esaminare quali conseguenze
comporterebbe un conferimento di competenza al Gran Consiglio in materia di
limiti di reddito (art. 49d). A tale riguardo va innanzitutto sottolineato che
il concetto che sta alla base della LCAMal è quello del sussidio mirato;
quest’ultimo deve dunque andare a beneficio di chi ha un reddito inferiore al
minimo vitale. Attualmente è allo studio dell’amministrazione cantonale una
possibilità di armonizzazione delle leggi sociali, in modo tale che gli
interventi puntuali a favore del singolo cittadino possano essere coordinati
sulla base delle varie leggi sociali in vigore e possano permettere soprattutto
di evitare che il soggetto cada in regime di assistenza pubblica. In questo
contesto rimandiamo anche alla proposta in esame di far riferimento nelle leggi
sociali al principio di reddito disponibile piuttosto che a quello di reddito
imponibile (vedi par. 3.7 di questo rapporto).

Il
Consiglio di Stato sta in altre parole elaborando un nuovo concetto, che
intende presentare al Gran Consiglio possibilmente ancora nel 1997, di non
facile attuazione e che ha quale obiettivo fondamentale il coordinamento fra le
varie leggi sociali in vigore come pure la ricerca di importanti equilibri e
meccanismi, tali appunto da evitare il ricorso all’assistenza pubblica. Orbene,
il conferimento di una competenza al Gran Consiglio in materia di limiti di
reddito potrebbe comportare la possibilità per il Legislativo di toccare una
variabile importante, con conseguente rottura degli equilibri perseguiti dal
Consiglio di Stato con l’armonizzazione delle leggi sociali. Di riflesso, la
Commissione è del parere di confermare la proposta formulata nel disegno di
legge che conferisce al Consiglio di Stato in materia di limiti di reddito,
quali basi per il calcolo dei sussidio."

 

(…)

 

Dai lavori parlamentari qui sopra esaminati,
emerge con evidenza che il Gran Consiglio, al momento di adottare la LCAMal ha
deciso di conferire al Consiglio di Stato la facoltà di adeguare le basi di
calcolo per l’ottenimento del sussidio elencate all’art. 49 LCAMal.

Dopo ampio dibattito, il Parlamento ha infatti
rifiutato di attribuire sistematicamente (e cioè ogni anno) al Gran Consiglio,
il compito di stabilire i limiti di reddito per accedere al sussidio.

La delega in tal senso al Consiglio di Stato è
chiara e ampia (cfr. in questo senso le considerazioni di G. Corti, “Riduzioni
individuali di premio dell’assicurazione malattia e competenze del Consiglio di
Stato”, in RtiD I-2006 pag. 401 e seg., in particolare pag. 403 nota 3 e pag.
412).  L’Esecutivo cantonale è competente per fissare le basi di calcolo del
sussidio elencate all’art. 49 LCAMal tramite decreto esecutivo.

Tale delega non è tuttavia illimitata.

(…)

Questo Tribunale ritiene pertanto che il
legislativo, confermando l’aggiunta della frase “ritenuti i limiti fissati
dalla presente legge”, abbia voluto, da una parte, evitare di conferire una
delega in bianco all’Esecutivo cantonale, e, d’altra parte, abbia comunque
inteso permettergli la modifica dei parametri per l’ottenimento del sussidio
con una certa elasticità. 

In altri termini, secondo il TCA, il Consiglio di
Stato può non solo aumentare ma anche diminuire i limiti di reddito. Infatti a
differenza dell’art. 4 LPC, in vigore dal 1° gennaio 1998, secondo cui il
Consiglio federale “può aumentare in modo adeguato gli importi …”, l’art. 49
LCAMal non contiene questa limitazione (adeguamento possibile solo verso
l’alto). Comunque, il Consiglio di Stato non può, tramite decreto esecutivo,
scendere sotto i limiti fissati nella legge.

 

Questa conclusione, confortata
dall’interpretazione letterale e da quella storica è peraltro confermata anche
dalla sistematica della legge, la quale, dopo l’enumerazione di importi sulla
base dei quali vengono fissati i sussidi (art. da 29 a 39 LCAMal e da 44 a 47
LCAMal), prevede, all’art. 49 LCAMal, la competenza dell’Esecutivo per la determinazione
annua delle basi di calcolo del sussidio, “ritenuti i limiti fissati dalla presente
legge”, in precedenza. 

 

Essa si rivela pure conforme allo scopo della
norma che è quella di permettere al Consiglio di Stato di procedere con
adattamenti di dettaglio, lasciando quelli sostanziali al Parlamento.

A questo proposito va rilevato che l’obiettivo,
pure comprensibile, di “conferire al Consiglio di Stato la facoltà di
intervenire sugli oggetti ivi elencati – come logico e financo necessario – nei
tempi più brevi possibili” (cfr. G. Corti, art. cit., in RtiD I-2006 pag.
408-409) non è sufficiente per rendere inapplicabile l’art. 49 LCAMal, così
come risulta dall’interpretazione letterale, storica, sistematica e
teleologica.

Sta semmai all’Esecutivo proporre e al Parlamento
adottare le misure adeguate per risolvere questo problema (ad esempio
modificando i limiti stessi o il tenore della delega al Consiglio di Stato)."

 

                                         Da
quanto precede discende che il giudice non può staccarsi dal limite di legge
qui superato. Ciò anche se tale limite appare oggettivamente contenuto e può
condurre a negare il sussidio anche a persone, come il ricorrente, che si
trovano in difficoltà. Solo il Parlamento può procedere ad una modifica dei
parametri minimi per la concessione dei sussidi.

 

                                         Il
ricorso va respinto senza carico di tassa di giustizia e spese e senza
attribuzione di ripetibili.

 

                                   7.   Con
il 1 ° gennaio 2007 è entrata in vigore la legge federale sul Tribunale
federale del 17 giugno 2005 (LTF), applicabile in concreto poiché, per l'art. 132
cpv. 1 LTF, la nuova legge si applica ai procedimenti promossi dinanzi al
Tribunale federale dopo la sua entrata in vigore; ai procedimenti su ricorso si
applica soltanto se la decisione impugnata è stata pronunciata dopo la sua entrata
in vigore.

 

                                         A
proposito della materia qui in esame (cause di diritto pubblico), la nuova
legge prevede la via del ricorso in materia di diritto pubblico (art. 82 lett.
a LTF; cfr. anche l'art. 83 LTF che elenca i casi di inammissibilità del ricorso
in materia di diritto pubblico). Per l'art. 86 cpv. 1 lett. d LTF il ricorso è
ammissibile contro le decisioni delle autorità cantonali di ultima istanza,
sempreché non sia ammissibile il ricorso al Tribunale amministrativo federale. L'art.
95 LTF prevede che il ricorrente può far valere la violazione del diritto
federale (lett. a), del diritto internazionale (lett. b), dei diritti
costituzionali cantonali (lett. c), delle disposizioni cantonali in materia di
diritto di voto dei cittadini e di elezioni e votazioni popolari (lett. d), del
diritto intercantonale (lett. e). A norma dell'art. 97 cpv. 1 LTF il ricorrente
può censurare l'accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo
manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'articolo 95 e
l'eliminazione del vizio può essere determinante per l'esito del procedimento.

                                         Possono
essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova soltanto se ne dà motivo la
decisione dell'autorità inferiore. Non sono ammissibili nuove conclusioni (art.
99 LTF). Il ricorso contro una decisione deve essere depositato presso il
Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale
della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF).

 

                                         Va
ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il ricorso in materia di
diritto pubblico, è aperta la via del ricorso in materia costituzionale (art.
113 LTF). A norma dell'art. 116 LTF con il ricorso in materia costituzionale
può essere censurata la violazione di diritti costituzionali. A proposito di
quest'ultimo ricorso, va evidenziato come, affinché sia ammissibile, è
necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o perché il valore litigioso
non è raggiunto o perché il caso figura in un catalogo di eccezioni, che la
decisione impugnata emani da un'autorità cantonale di ultima istanza e che
venga fatta valere una censura in ambito di diritto costituzionale (cfr., a
questo proposito, Bernard Corboz, introduction à la nouvelle loi sur le Tribunal
fédéral, SJ 2006, n. 8, pag. 319 segg., in particolare pag. 351 segg..).

                                         Infine,
l'art. 119 LTF prevede la possibilità di inoltrare un ricorso ordinario
simultaneo. Al riguardo il cpv. 1 della norma stabilisce che "la parte che
intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso
in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e
medesima istanza (cpv. 1). 11 Tribunale federale tratta i due ricorsi nella
stessa procedura (cpv. 2) ed esamina le diverse censure secondo le disposizioni
applicabili ai due diversi tipi di ricorso."

 

                                      

Per questi
motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                                    

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti