# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a6cbe3ef-0154-5eed-a82b-1bb19aae0a3e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-05-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 18.05.2005 30.2005.24
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2005-24_2005-05-18.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2005.24

  28636/209

  	
  Bellinzona

  18
  maggio 2005

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Damiano Stefani

  
	
   

  
						

sedente con il
segretario Marco Agustoni per statuire sul ricorso 19 gennaio 2005 presentato
da

 

	
   

  	
  RI 1 

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione 19
  novembre 2004 emessa dalla CRTE 1, ,

  

 

viste                                  le osservazioni 17 febbraio 2005
presentate dalla CRTE 1;

 

                                         letti ed esaminati gli atti,

 

ritenuto                              in fatto:

                                         che la CRTE 1, con decisione
del 19 novembre 2004, ha ritenuto RI 1 colpevole di inosservanza di un segnale
luminoso, il 14 maggio 2004, alle ore 08:19, in via San Bernardino, in
territorio di Arbedo-Castione, e gli ha inflitto una multa di fr. 250.-- oltre
ad una tassa di giustizia di fr. 60.-- ed alle spese di fr. 20.--;

                                         che la risoluzione è stata
emessa in applicazione degli art. 3, 27 cpv. 1, 90 cifra 1 LCStr e 68 cpv.
1 OSStr;

                                         che RI 1 è insorto contro tale
decisione con ricorso del  19 gennaio 2005, nel quale postula in sostanza
l’annullamento della multa;

                                         che nelle sue osservazioni del
17 febbraio 2005 la CRTE 1 propone di respingere il ricorso e di confermare la
decisione impugnata;

considerato                        in diritto:

                                         che la competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell’insorgente e la tempestività
dell’impugnativa sono date dall’art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è
ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti ai sensi
dell’art. 12 LPContr;

                                         che la CRTE 1 rimprovera al
multato, di non aver osservato un segnale luminoso (cfr. decisione impugnata,
con riferimento alle “dettagliate controsservazioni 22.9.2004 dell’agente
denunciante”);

                                         che l’insorgente si duole di
un erroneo accertamento dei fatti, in particolare dichiara: “escludo nel
modo più assoluto di essere transitato con il segnale rosso e ritengo che gli
agenti, dei quali non è nemmeno indicato il luogo del loro appostamento, non
possono aver osservato il numero di targa del motociclo. Inoltre ritengo che il
giorno 14 maggio 2004 alle ore 8:19 non circolavo nel luogo indicato con il
motociclo. Inoltre ritengo che se avessi effettivamente commesso l’infrazione
gli agenti avrebbero potuto e dovuto fermarmi” (cfr. in particolare le sue
osservazioni del 19 gennaio 2005);

                                         che nell’evocato rapporto del
22 settembre 2004, l’agente denunciante si esprime nei termini seguenti: “si
poteva notare chiaramente il conducente del motoveicolo targato __________
passare l’impianto semaforico luminoso con il colore rosso”;

                                         che le dichiarazioni di
polizia non fruiscono, di per sé, di una presunzione di veridicità e
fedefacenza: rientra nelle attribuzioni dell’autorità decidente apprezzare
liberamente la concludenza delle dichiarazioni rese dall’autore
dell’accertamento ed esaminare la pertinenza della descrizione dei fatti,
tenendo conto delle argomentazioni sollevate dal multato;

                                         che questo giudice,
raffrontando la versione del ricorrente con le dichiarazioni dell’agente
denunciante non riesce a pervenire al convincimento che l’interessato sia
incorso nell’infrazione rimproveratagli dall’autorità di primo grado. In modo
specifico, si osserva che il poliziotto in questione, nella sua presa di
posizione si è limitato a fornire il numero di targa e ad affermare che si
poteva notare chiaramente l’infrazione in discussione, senza allegare alcun
ulteriore elemento utile al giudizio ed alla valutazione della maggior
credibilità della sua versione rispetto a quella del ricorrente, quali
avrebbero potuto ad esempio essere l’indicazione delle caratteristiche del
veicolo o del suo conducente, rispettivamente altre circostanze di fatto e di
luogo;

                                         che persistendo di conseguenza
un ragionevole dubbio, si impone in definitiva di annullare la decisione
impugnata e di soprassedere al prelievo di oneri processuali;

 

per questi motivi                 visti gli art. 3, 27 cpv.1, 90 cifra
1 LCStr; 1 segg. LPContr;

 

pronuncia:                1.     Il ricorso è accolto e la
decisione impugnata è annullata.

                                 2.     Non si prelevano né
tasse né spese.

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
   

   

  

 

Il giudice:                                                                                 Il
segretario: