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**Case Identifier:** 973a79f9-7b62-522c-8ecb-69b0d17c3e2d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2019-05-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.05.2019 BVGE 2019 V/7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_BVGE-2019-V-7_2019-05-22.pdf

## Full Text

Assicurazione malattie. Autorizzazione a esercitare a carico 
dell'assicurazione malattie 

2019 V/7 

 

 

BVGE / ATAF / DTAF V 131 

 

2019 V/7 

Estratto della decisione della Corte III 
nella causa Ricovero Malcantonese Fondazione Giovanni e Giuseppina 

Rossi contro Gran Consiglio della Repubblica e Cantone Ticino 
C–2131/2016 del 22 maggio 2019 

Assicurazione malattie. Pianificazione ospedaliera cantonale. Elenco 

degli istituti autorizzati a esercitare a carico dell'assicurazione obbli-

gatoria delle cure medico-sanitarie. Case di cura. 

Art. 24, art. 25 cpv. 1 e cpv. 2 lett. a, b e d, art. 25a cpv. 1–4, art. 35 

cpv. 1 e cpv. 2 lett. h e k, art. 39 cpv. 1, cpv. 2ter e cpv. 3LAMal. Art. 33 

lett. b, h ed i, art. 49, art. 51, art. 58a–58e OAMal. Art. 7 cpv. 1–3, 

art. 7b cpv. 1, art. 8 cpv. 2, cpv. 3bis, cpv. 4 e cpv. 6 OPre. Art. 63a 

cpv. 1 lett. d LCAMal. 

1. Case di cura e cure acute e transitorie (CAT). Economicità e quali-
tà dell'offerta di prestazioni (consid. 8). 

2. Le CAT sono cure dispensate ambulatorialmente o in una casa di 
cura, dopo un soggiorno ospedaliero e previa prescrizione di un 

medico. Le CAT non sono una nuova categoria di fornitori di pre-

stazioni, ma costituiscono esclusivamente delle prestazioni, che 

possono essere erogate ambulatorialmente o segnatamente in una 

casa di cura per due settimane al massimo (consid. 8.1.2 e 8.1.3). 

3. I fornitori di prestazioni a carico dell'assicurazione malattie obbli-
gatoria sono enumerati esaustivamente all'art. 35 cpv. 2 LAMal. 

Non è pertanto consentito ad un Cantone di creare nuovi fornitori 

di prestazioni, quand'anche sussistesse una volontà comune in tale 

senso da parte dei fornitori di prestazioni, degli assicuratori non-

ché della competente autorità cantonale (consid. 8.1.3). 

Krankenversicherung. Kantonale Spitalplanung. Liste der zur Tätig-

keit zu Lasten der obligatorischen Krankenpflegeversicherung zuge-

lassenen Einrichtungen. Pflegeheime. 

Art. 24, Art. 25 Abs. 1 und Abs. 2 Bst. a, b und d, Art. 25a Abs. 1–4, 

Art. 35 Abs. 1 und Abs. 2 Bst. h und k, Art. 39 Abs. 1, Abs. 2ter und 

Abs. 3KVG. Art. 33 Bst. b, h und i, Art. 49, Art. 51, Art. 58a–58e KVV. 

Art. 7 Abs. 1–3, Art. 7b Abs. 1, Art. 8 Abs. 2, Abs. 3bis, Abs. 4 und 

2019 V/7 Assicurazione malattie. Autorizzazione a esercitare a carico 
dell'assicurazione malattie 

 

 

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Abs. 6 KLV. Art. 63a Abs. 1 Bst. d Tessiner Einführungsgesetz zum 

KVG. 

1. Pflegeheime und Akut- und Übergangspflege (AÜP). Wirtschaft-
lichkeit und Qualität des Leistungsangebots (E. 8). 

2. Die AÜP wird nach einem Spitalaufenthalt auf ärztliche Anord-
nung ambulant oder im Pflegeheim erbracht. Dabei handelt es sich 

nicht um eine neue Kategorie von Leistungserbringern, sondern 

ausschliesslich um Leistungen, die während längstens zwei Wo-

chen ambulant oder insbesondere im Pflegeheim erbracht werden 

(E. 8.1.2 und 8.1.3). 

3. Die Leistungserbringer, die zur Tätigkeit zu Lasten der obligatori-
schen Krankenversicherung zugelassen sind, sind in Art. 35 Abs. 2 

KVG abschliessend aufgeführt. Die Kantone dürfen keine neuen 

Kategorien von Leistungserbringern schaffen, welche nicht in 

Art. 35 Abs. 2 KVG genannt werden, auch wenn diesbezüglich ein 

gemeinsamer Wille seitens der Leistungserbringer, der Versiche-

rer und der zuständigen kantonalen Behörde besteht. Durch die 

Aufnahme von « Akutabteilungen für minderschwere Pflege » 

(« reparti acuti a minore intensità », auch: RAMI) in die kantonale 

Liste der Pflegeheime wurde die Bedarfsermittlung an Pflege-

heim- und AÜP-Leistungen beeinflusst (E. 8.1.3). 

Assurance-maladie. Planification hospitalière cantonale. Liste des éta-

blissements admis à pratiquer à la charge de l'assurance obligatoire 

des soins. Etablissements médico-sociaux. 

Art. 24, art. 25 al. 1 et al. 2 let. a, b et d, art. 25a al. 1–4, art. 35 al. 1 et 

al. 2 let. h et k, art. 39 al. 1, al. 2ter et al. 3 LAMal. Art. 33 let. b, h et i, 

art. 49, art. 51, art. 58a–58e OAMal. Art. 7 al. 1–3, art. 7b al. 1, art. 8 

al. 2, art. 3bis al. 4 et al. 6 OPAS. Art. 63a al. 1 let. d de la loi tessinoise 

d'application de la LAMal. 

1. Etablissements médico-sociaux et soins aigus et de transition 
(SAT). Economicité et qualité de l'offre de prestations (consid. 8). 

2. Les SAT sont des soins dispensés sous forme ambulatoire ou dans 
un établissement médico-social, à la suite d'un séjour hospitalier 

et sur prescription médicale. Il s'agit là, non pas d'une nouvelle 

catégorie de fournisseurs de prestations, mais uniquement de pres-

tations, qui peuvent être fournies sous forme ambulatoire ou, en 

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dell'assicurazione malattie 

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particulier, dans un établissement médico-social, durant deux se-

maines au plus (consid. 8.1.2 et 8.1.3). 

3. Les fournisseurs de prestations pouvant être admis à pratiquer à 
la charge de l'assurance obligatoire des soins sont énumérés de 

manière exhaustive à l'art. 35 al. 2 LAMal. Un canton ne peut 

donc créer de nouvelles catégories de fournisseurs de prestations, 

autres que celles mentionnées dans ledit article de la LAMal, et ce, 

même s'il existe une volonté commune en ce sens des fournisseurs 

de prestations, des assureurs et de l'autorité cantonale compétente. 

L'introduction de « divisions de soins aigus de faible intensité » 

(« reparti acuti a minore intensità »; RAMI) dans la liste cantonale 

des institutions prodiguant des soins a eu une influence sur la dé-

termination des besoins en soins dispensés par les établissements 

médico-sociaux, ainsi que des besoins en SAT (consid. 8.1.3). 

 

Con decreto legislativo del 29 novembre 2005 concernente l'elenco degli 

istituti autorizzati ad esercitare a carico dell'assicurazione obbligatoria 

contro le malattie (di seguito: decreto legislativo del 29 novembre 2005), 

il Gran Consiglio della Repubblica e Cantone Ticino (di seguito: Gran 

Consiglio) ha a suo tempo assegnato al Ricovero Malcantone Fondazione 

Giovanni e Giuseppina Rossi (di seguito: Casa anziani Castelrotto) 

105 posti letto, di cui 15 ad alto contenuto sanitario (ACS), quale istituto 

per anziani. 

Con decreto legislativo del 15 dicembre 2015 concernente l'elenco degli 

istituti autorizzati ad esercitare a carico dell'assicurazione obbligatoria 

contro le malattie (RL 853.500; pubblicato nel Bollettino ufficiale delle 

leggi del Cantone Ticino [BU] n. 12 dell'11 marzo 2016 [la cui entrata in 

vigore è stata fissata al 15 marzo 2016]; di seguito: decreto legislativo del 

15 dicembre 2015), il Gran Consiglio ha adottato l'elenco degli istituti au-

torizzati a esercitare a carico dell'assicurazione obbligatoria contro le ma-

lattie ai sensi dell'art. 39 cpv. 1 LAMal (RS 832.10) e degli art. 63 segg. 

della legge di applicazione della Repubblica e Cantone Ticino del 26 giu-

gno 1997 della legge federale sull'assicurazione malattie (LCAMal, RL 

853.100; istituti somatico-acuti, istituti di riabilitazione, istituti di psichia-

tria) ed ai sensi dell'art. 39 cpv. 3 LAMal (istituti per anziani, istituti per le 

cure palliative specialistiche in casa per anziani, cure acute e transitorie 

[CAT] in casa per anziani, strutture acute di minore intensità [RAMI], isti-

tuti per invalidi). Secondo questo elenco, alla Casa anziani Castelrotto 

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sono stati attributi 105 posti letto per prestazioni di casa per anziani. Nel 

decreto in esame, non è per contro stata prevista la possibilità per l'interes-

sata, come da essa richiesto, di fornire CAT ai sensi dell'art. 25a cpv. 2 

LAMal. 

Il 6 aprile 2016, la Casa anziani Castelrotto (di seguito anche: ricorrente) 

ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale contro 

il decreto legislativo del 15 dicembre 2015 mediante il quale ha chiesto 

l'accoglimento del gravame e, in via principale, il mantenimento dei 

15 posti letto CAT esistenti presso la struttura di proprietà della ricorrente. 

Subordinatamente, ha postulato il rinvio degli atti di causa all'autorità infe-

riore per nuova decisione, nella misura in cui il Tribunale amministrativo 

federale ritenesse di non potere decidere in prima istanza circa il manteni-

mento di 15 posti letto CAT esistenti presso la struttura di proprietà della 

ricorrente. 

Con sentenza del 22 maggio 2019, il Tribunale amministrativo federale ha 

accolto il ricorso, annullato il decreto legislativo del 15 dicembre 2015 

nella misura in cui concerne la Casa anziani Castelrotto e rinviato gli atti 

di causa all'autorità cantonale affinché proceda ad effettuare una pianifica-

zione conforme al diritto federale. Con l'annullamento dell'elenco ospeda-

liero 2015/2016, la Casa anziani Castelrotto è autorizzata ad esercitare i 

mandati di prestazione secondo l'elenco nel decreto legislativo del 29 no-

vembre 2005. 

Dai considerandi: 

4.  
4.1 Secondo l'art. 35 cpv. 1 LAMal, sono autorizzati a esercitare a ca-
rico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie i fornitori 

di prestazioni, fra gli altri, le case di cura (art. 35 cpv. 2 lett. k LAMal), 

che adempiono le condizioni giusta gli art. 36–40 LAMal. L'art. 35 cpv. 2 

LAMal enumera esaustivamente la lista dei fornitori di prestazioni autoriz-

zati ad esercitare a carico dell'assicurazione obbligatoria (cfr., su questo 

punto, più in dettaglio, consid. 8.1.3). 

4.2  
4.2.1 Giusta l'art. 39 cpv. 3 LAMal, le condizioni di cui al cpv. 1 (della 
medesima norma) si applicano per analogia alle case per partorienti, non-

ché agli stabilimenti ed agli istituti o ai rispettivi reparti che dispensano 

cure, assistenza medica e misure di riabilitazione per pazienti lungodegenti 

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(case di cura). L'art. 39 cpv. 1 LAMal disciplina le condizioni relative ai 

servizi e alle infrastrutture, che devono essere esaminate dalle autorità del 

Cantone in cui è ubicato l'ospedale, pone la condizione della copertura del 

fabbisogno di cure della popolazione e di coordinazione e concerne la con-

dizione di pubblicità e di trasparenza dell'elenco ospedaliero. Il rispetto di 

queste condizioni permette di contribuire alla coordinazione dei fornitori 

di prestazioni, ad una migliore utilizzazione delle risorse ed al contenimen-

to dei costi (DTAF 2010/15 consid. 4.1). Gli art. 58a–e OAMal (RS 

832.102) sono pure applicabili per analogia agli istituti ai sensi dell'art. 39 

cpv. 3 in combinazione con l'art. 35 cpv. 2 lett. k LAMal (case di cura [cfr. 

pure sentenza del TAF C–1893/2012 del 3 marzo 2014 consid. 4.4]). 

4.2.2 Ai sensi dell'art. 39 cpv. 2ter LAMal, il Consiglio federale emana 
criteri di pianificazione uniformi in base alla qualità e all'economicità. 

Fondandosi sull'art. 39 cpv. 2ter LAMal, il Consiglio federale ha disciplina-

to agli art. 58a–58e OAMal i criteri di pianificazione (DTF 138 II 398 

consid. 3.3 e 3.4). 

4.3 In virtù dell'art. 24 LAMal, l'assicurazione obbligatoria delle cure 
medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a 

curare una malattia e i relativi postumi (art. 25 cpv. 1 LAMal), definite 

negli art. 25–31 LAMal, fra le altre, gli esami e le terapie ambulatoriali, in 

ospedale o in una casa di cura, nonché le cure in ospedale dispensate dal 

medico, dal chiropratico, da persone che effettuano prestazioni previa pre-

scrizione o indicazione di un medico o di un chiropratico (art. 25 cpv. 2 

lett. a LAMal), le analisi, i medicamenti, i mezzi e gli apparecchi diagno-

stici e terapeutici prescritti dal medico o dal chiropratico (art. 25 cpv. 2 

lett. b LAMal), i provvedimenti di riabilitazione medica, eseguiti o pre-

scritti dal medico (art. 25 cpv. 2 lett. d LAMal), e la degenza in ospedale 

nel reparto comune (art. 25 cpv. 2 lett. e LAMal), secondo i presupposti 

dell'efficacia, dell'appropriatezza e dell'economicità delle prestazioni e 

l'entità dell'assunzione dei costi di cui agli art. 32–34 LAMal. 

4.4  
4.4.1 Per l'art. 25a cpv. 1 LAMal, l'assicurazione obbligatoria delle cu-
re medico-sanitarie presta un contributo alle cure dispensate ambulatoria-

mente in base a una prescrizione medica e a un comprovato bisogno tera-

peutico, anche in istituzioni con strutture diurne o notturne o in una casa 

di cura. 

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4.4.2 Ai sensi dell'art. 25a cpv. 2 LAMal, i costi delle CAT che si rive-
lano necessarie in seguito a un soggiorno ospedaliero e sono dispensate in 

base a una prescrizione medica sono rimunerati dall'assicurazione obbliga-

toria delle cure medico-sanitarie e dal Cantone di domicilio dell'assicurato 

per due settimane al massimo secondo le disposizioni sul finanziamento 

ospedaliero (art. 49a Remunerazione delle prestazioni ospedaliere). 

4.4.3 Secondo l'art. 25a cpv. 3 LAMal, il Consiglio federale designa le 
cure e disciplina la procedura di accertamento del bisogno. 

4.4.4 Giusta l'art. 25a cpv. 4 LAMal, il Consiglio federale fissa i contri-
buti in franchi differenziandoli a seconda del bisogno terapeutico. È deter-

minante il costo calcolato secondo il bisogno in cure della qualità necessa-

ria, dispensate in modo efficiente ed economico. Le cure sono sottoposte 

a un controllo della qualità. Il Consiglio federale determina le modalità. 

4.4.5 In virtù dell'art. 33 OAMal, sentita la commissione competente, 
il dipartimento designa, fra gli altri, le prestazioni di cui agli art. 25 cpv. 2 

e 25a cpv. 1 e 2 LAMal, non dispensate dai medici o dai chiropratici 

(lett. b), la procedura di valutazione dei bisogni di cure (lett. h) e il contri-

buto alle cure previsto dall'art. 25a cpv. 1 e 4 LAMal, differenziato in fun-

zione del bisogno di cure (lett. i). 

4.4.6 Le prestazioni sono descritte agli art. 7 e seguenti dell'Ordinanza 
del 29 settembre 1995 sulle prestazioni (OPre, RS 832.112.31). 

5.  
5.1 La ricorrente si è doluta del fatto di essere stata esclusa, dopo anni 
di apprezzata attività, in assenza peraltro di qualsivoglia motivazione intel-

ligibile, dall'elenco dei fornitori di CAT. Fa altresì valere di essere stata 

estromessa dall'elenco degli istituti suscettibili di fornire le prestazioni 

CAT, non per esigenze di riduzione dell'offerta nel settore, bensì per confe-

rire nuovi mandati di prestazione, per un totale di ben 45 posti letto, ad 

altri istituti, oltre tutto da costruire ed implementare sul territorio. L'insor-

gente solleva la censura di violazione del diritto federale (LAMal [segnata-

mente l'art. 39] e OAMal [segnatamente gli art. 58a segg.]), oltre ai diritti 

costituzionali quali il diritto all'uguaglianza (art. 8 Cost.), il principio della 

proporzionalità (art. 5 Cost.), il divieto dell'arbitrio (art. 9 Cost.) ed il dirit-

to di essere sentito (art. 29 Cost.). In sostanza, la decisione impugnata sa-

rebbe arbitraria (incorrerebbe in un eccesso di potere d'apprezzamento) e 

si fonderebbe su un accertamento inesatto ed incompleto dei fatti giuridi-

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camente rilevanti. L'insorgente ha altresì precisato che oggetto del conten-

dere non è il numero di posti letto attribuiti alle due Fondazioni (l'insor-

gente, proprietaria della Casa anziani Malcantonese, e la Fondazione 

Giuseppe Rossi, proprietaria dell'Ospedale Malcantonese), di per sé perso-

ne giuridiche distinte in sede di pianificazione ospedaliera, bensì la conti-

nuazione da parte sua dell'esercizio di prestazioni CAT, fermo restando che 

essa non ha mai formalmente rinunciato ai propri posti letto CAT. Peraltro, 

le prestazioni fornite quale istituto per anziani e le prestazioni CAT costi-

tuiscono due tipologie diverse di presa a carico del paziente. Ha inoltre 

indicato che se spetta certo al Cantone di decidere la suddivisione regiona-

le dei letti CAT, lo stesso è comunque tenuto a rispettare i diritti fondamen-

tali dei fornitori di prestazione e a non confondere – anche nell'ambito 

della determinazione del fabbisogno rispettivamente dell'attribuzione dei 

mandati – le diverse tipologie di fornitori di prestazioni e di prestazioni 

(p. es. RAMI e CAT). 

5.2 L'autorità inferiore fa valere che nel decreto legislativo del 29 no-
vembre 2005 erano stati attribuiti: all'Ospedale Malcantonese di Castelrot-

to (gestito dalla Fondazione Giuseppe Rossi) 30 letti al reparto di medicina 

di base e 26 letti al reparto di psichiatrica nonché alla Casa anziani Castel-

rotto (gestita dalla Fondazione Giovanni e Giuseppina Rossi) 105 letti, di 

cui 15 ad alto contenuto sanitario. In totale Ospedale e Casa anziani dispo-

nevano di 161 letti. Nell'ambito della pianificazione in oggetto (il 13 luglio 

2011), il Consiglio di fondazione Giuseppe Rossi (Ospedale) avrebbe co-

municato la sua volontà di riorientare la sua offerta di cure sul territorio. 

Nel contesto della pianificazione che ha determinato il decreto impugnato 

concernente l'elenco degli istituti autorizzati a esercitare a carico dell'assi-

curazione obbligatoria contro le malattie, all'Ospedale Malcantonese sono 

stati attributi 28 posti letto in psichiatria e 30 posti letto in istituti RAMI e 

alla Casa anziani 105 posti letto per prestazioni di casa per anziani. In tota-

le, la Casa anziani e l'Ospedale dispongono, sulla base del decreto impu-

gnato, di 163 posti letto, due in più rispetto alla situazione previgente, 

basata sul decreto del 29 novembre 2005. Non sarebbe pertanto dato di 

vedere come tale decreto possa venire considerato arbitrario o costitutivo 

di un eccesso del potere d'apprezzamento. La ricorrente sarebbe altresì 

sempre stata informata e chiamata a partecipare attivamente a tutte le fasi 

di procedura e le sarebbe stata spiegata in modo dettagliato la metodologia 

ritenuta per la pianificazione e i meccanismi che hanno condotto alla deci-

sione litigiosa. Peraltro, i criteri scelti dal Gran Consiglio sarebbero coe-

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renti e adeguati ai bisogni, rispetterebbero il principio della proporzionali-

tà e rientrerebbero nel margine d'autonomia che deve essere riconosciuto 

alle autorità cantonali in materia di pianificazione ospedaliera. Il Consiglio 

di Stato ha altresì precisato che nell'ambito della pianificazione in oggetto, 

il 13 luglio 2011, il Consiglio di Fondazione Giuseppe Rossi (Ospedale) 

ha comunicato la sua volontà di riorientare la propria offerta di cure sul 

territorio, in particolare rinunciando all'esercizio dei posti letto (30) del 

reparto di medicina di base. Nel contesto della pianificazione che ha deter-

minato il decreto impugnato, il Messaggio del Consiglio di Stato della Re-

pubblica e Cantone Ticino n. 6620 del 21 marzo 2012 sulla pianificazione 

delle case di cura (di seguito: Messaggio n. 6620) prevedeva certo il rad-

doppio dei posti letto CAT (da 15 a 30) presso la Casa anziani, ma alla 

base vi era la rinuncia all'esercizio dei 30 posti letto di medicina di base 

presso l'Ospedale. La proposta (del Consiglio di Stato di cui al Messaggio 

n. 6945 del 26 maggio 2014 concernente la pianificazione degli ospedali e 

delle case di cura, di seguito: Messaggio n. 6945) di istituire i nuovi istituti 

di cura, riunendo le prestazioni CAT e le prestazioni degli istituti con il 

solo mandato di medicina di base, attribuiva poi a Castelrotto 30 posti letto 

in totale, ex posti letto CAT compresi. Nell'ambito della decisione (della 

Commissione di pianificazione ospedaliera di cui al rapporto del 22 otto-

bre 2015) di mantenere separate le due tipologie (prestazioni di medicina 

di base e prestazioni CAT) all'Ospedale sono infine stati attribuiti 30 posti 

letto ridefiniti acuti di minore intensità (ma con un'intensità di cure mag-

giore rispetto ai CAT), che già comprendevano i posti letto CAT. Secondo 

il Consiglio di Stato, la rinuncia all'esercizio dei 15 posti letto CAT esisten-

ti presso la Casa anziani è avvenuta tenendo conto anche della riqualifica 

dei 30 posti letto del reparto di medicina di base dell'Ospedale, che anche 

se formalmente di proprietà di un'altra Fondazione, è contiguo alla casa 

per anziani ed è diretto dal medesimo direttore. Peraltro, la trasformazione 

del reparto di medicina di base (dell'Ospedale) in RAMI assicura una presa 

a carico di pazienti stabili dimessi dagli ospedali, ma non ancora pronti per 

un rientro a domicilio, qualitativamente appropriata. Nei RAMI, contraria-

mente al CAT, è inoltre possibile ammettere pazienti provenienti diretta-

mente dal domicilio. Il Consiglio di Stato ha inoltre precisato che, secondo 

il decreto legislativo impugnato del 15 dicembre 2015, non vi è stata alcu-

na modifica del numero di letti previsto nel comparto sub-acuto per Castel-

rotto. Non vi è stata in particolare alcuna soppressione del reparto CAT, 

ma è stata mantenuta la sua riqualifica a reparto acuto di minore entità. 

Assicurazione malattie. Autorizzazione a esercitare a carico 
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5.3 L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha sottolineato che i 
pazienti che non necessitano più, secondo l'indicazione medica, di tratta-

menti e di cure o di misure di riabilitazione medica in ambito ospedaliero, 

devono poter continuare la cura presso fornitori di prestazioni appropriati, 

in base all'indicazione medica. A tal fine, deve sussistere un sufficiente 

numero di posti letto di cura in rapporto al fabbisogno della popolazione. 

I Cantoni sono tenuti a fissare perlomeno un numero indicativo di posti 

letto di cura – per istituto o complessivamente come numero indicativo a 

livello cantonale – che corrisponda al fabbisogno attuale e futuro della po-

polazione residente. In presenza di un numero indicativo di posti letto di 

cura a livello cantonale, gli istituti possono estendere la propria offerta solo 

se è dimostrato che sussiste un fabbisogno supplementare o se altri istituti 

di cura riducono la loro offerta. Senza la fissazione di un numero di posti 

letto per istituto, non è possibile delimitare le capacità – e per conseguenza 

il numero di giorni di cura fatturati – attraverso la pianificazione. Peraltro, 

detto Ufficio ha evidenziato che nell'ambito di un'equa distribuzione 

dell'offerta sul territorio, il Cantone è competente per decidere in che 

misura ed in base a quali criteri i posti letto CAT dovrebbero essere situati 

nelle vicinanze del domicilio del paziente. 

6. Conto tenuto delle diverse modifiche « di indirizzo » intervenute 
nell'ambito della pianificazione ospedaliera all'origine della decisione im-

pugnata, appare opportuno rammentare brevemente alcune fasi della pro-

cedura. 

6.1 Nel Messaggio n. 6620 sulla pianificazione delle case di cura 
([…]), era indicato che la prestazione per « soggiorno temporaneo e tera-

peutico » (STT), oltre ad includere le prestazioni degli allora reparti ACS 

delle case per anziani di Cevio, Castelrotto, Sonvico ed Arzo, comprende-

va pure la prestazione per CAT. Il Messaggio proponeva in particolare un 

raddoppio dei posti letto CAT/STT (da 15 a 30) presso la Casa anziani 

Castelrotto (v. il Messaggio n. 6620 ([…]). I posti attribuiti alla Casa an-

ziani Castelrotto sarebbero stati quindi 120, di cui 90 in casa anziani e 30 

per soggiorno temporaneo e terapeutico ([…]). Nell'ambito della tratta-

zione del messaggio, il Consiglio di Stato ha invitato a voler scorporare la 

tematica dei posti letto CAT/STT in quanto l'analisi dell'offerta di questa 

prestazione sarebbe stata ripresa nell'ambito della pianificazione ospeda-

liera ([…]). Il Messaggio n. 6620 è stato approvato dal Gran Consiglio il 

23 settembre 2013, fatto salvo il capitolo « cure acute e transitorie », in 

particolare senza i 30 posti letto CAT della Casa anziani Castelrotto (v. il 

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rapporto del gennaio 2014 del Dipartimento della sanità e della socialità e 

della Commissione della pianificazione sanitaria relativo alla pianificazio-

ne ospedaliera e delle case di cura […, pag. 73 e 77]). 

6.2 Nel Messaggio n. 6945 è stata proposta la creazione degli « istitu-
ti di cura », nei quali sarebbero confluiti i posti letto degli ospedali acuti 

con il solo mandato di medicina di base (fra gli altri, i 30 posti letto 

dell'Ospedale Malcantonese di Castelrotto) ed i posti letto CAT esistenti e 

nuovi destinati a pazienti bisognosi di cure a bassa intensità medica, dia-

gnostica e terapeutica, provenienti da un soggiorno ospedaliero acuto o 

direttamente dal domicilio, con una specifica dotazione di cure mediche, 

infermieristiche e terapeutiche. Il Messaggio n. 6945 segnalava che i 

15 posti CAT/STT esistenti presso la Casa anziani Castelrotto sarebbero 

ritornati alla Casa per anziani (quali nuovi posti letto di casa per anziani). 

La Casa anziani Castelrotto sarebbe stata autorizzata per 105 posti letto, 

ricuperando quindi i 15 posti letto destinati nel 2011 all'esperienza CAT 

(v. il Messaggio n. 6945 […, pag. 8, Tabella 1, e pag. 49]). 

6.3 Con pre-rapporto del 22 gennaio 2015, la Commissione di piani-
ficazione ospedaliera ha proposto di respingere la proposta di creare gli 

istituti di cura ([…] pag. 34). 

6.4 Con osservazioni del 15 aprile 2015 relative al menzionato pre-
rapporto, il Consiglio di Stato ha sottoposto due varianti: la prima ripropo-

neva la trasformazione di 150 posti letto degli attuali ospedali con il solo 

mandato di medicina di base in istituti di cura che unitamente a 45 posti 

letto degli attuali CAT/STT (delle case per anziani di Cevio, Sonvico e 

Arzo) e ai nuovi 75 posti previsti sarebbero stati autorizzati secondo 

l'art. 39 cpv. 3 LAMal; la seconda variante contemplava la trasformazione 

di 150 posti letto degli ospedali con il solo mandato di medicina di base 

(fra gli altri, i 30 posti letto dell'Ospedale Malcantonese) in istituti di cura 

ed il mantenimento di 120 posti letto (45 posti letto CAT/STT esistenti [os-

sia i posti letto CAT delle case anziani di Cevio, Sonvico ed Arzo] e 75 

nuovi posti letto previsti) quali letti dedicati alle CAT ([…] pag. 18). 

6.5 Nel rapporto del 22 ottobre 2015, la Commissione della pianifica-
zione ospedaliera ha proposto, invece, la realizzazione, da un lato, di 

180 posti letto in reparti acuti di minore intensità (AMI) in strutture ospe-

daliere esistenti ai sensi dell'art. 39 cpv. 1 LAMal (di cui 30 posti letto 

all'Ospedale Malcantonese) e, dall'altro lato, di 90 posti letto CAT ai sensi 

dell'art. 39 cpv. 3 LAMal (45 esistenti [15 ciascuno per Cevio, Sonvico e 

Assicurazione malattie. Autorizzazione a esercitare a carico 
dell'assicurazione malattie 

2019 V/7 

 

 

BVGE / ATAF / DTAF V 141 

 

Arzo] + 45 nuovi [fra cui 15 nuovi a Sonvico]). Peraltro, i posti letto CAT 

sono inseriti nella lista degli istituti per anziani ([…] pag. 38 e 68). 

6.6 Infine, nel decreto impugnato è stata effettuata una nuova modifi-
ca « di indirizzo » nel senso che, per quanto qui di rilievo, tra gli istituti ai 

sensi dell'art. 39 cpv. 3 LAMal sono state fra l'altro inserite le strutture 

acute di minore intensità (RAMI) con 195 posti letto e le CAT, indicate 

separatamente dalle case per anziani anche se ivi inserite, con 90 posti 

letto. 

7. Giova preliminarmente rilevare che la censura sollevata dalla ri-
corrente di violazione del suo diritto di essere sentita da parte dall'autorità 

cantonale può essere lasciata indecisa nel suo insieme, ritenuto che per i 

motivi che saranno esposti al considerando che segue, il ricorso va comun-

que accolto e il decreto legislativo del 15 dicembre 2015 annullato nella 

misura in cui concerne la ricorrente. Per sovrabbondanza, può essere tutt'al 

più osservato che il 25 ottobre 2013 vi è stato un incontro fra rappresentan-

ti della Divisione della salute pubblica e rappresentanti delle direzioni de-

gli istituti per anziani, fra gli altri, il direttore della ricorrente, in cui è stata 

illustrata la proposta relativa agli istituti di cura e sostegno funzionale 

([…]) e che il direttore dell'insorgente (peraltro sottoscrivendo quale rap-

presentante dell'Ospedale Malcantonese), in un questionario del 4 novem-

bre 2013, ha certo dichiarato di approvare la distribuzione geografica terri-

toriale (degli istituti di cura e sostegno funzionale), ma ha poi pure indicato 

che non riteneva adeguato attribuire la gestione degli istituti di cura an-

che/prevalentemente agli enti che gestiscono istituti nel settore somatico-

acuto ([…]); inoltre, e per quanto di rilievo nell'ambito della presente pro-

cedura, non può essere sottaciuto che nell'ambito della pianificazione in 

esame degli istituti ai sensi dell'art. 39 cpv. 3 in combinazione con l'art. 35 

cpv. 2 lett. k LAMal, sono da annoverare diversi cambiamenti di « indiriz-

zo » anche dopo novembre 2013, con un'ultima modifica di rilievo interve-

nuta nella seduta del Gran Consiglio del 15 dicembre 2015 nella quale è 

stato adottato l'elenco degli istituti autorizzati ad esercitare a carico dell'as-

sicurazione obbligatoria (in tale contesto i RAMI [strutture acute a minore 

intensità] sono stati infine ricompresi negli istituti ai sensi dell'art. 39 

cpv. 3 in combinazione con l'art. 35 cpv. 2 lett. k LAMal, contrariamente 

a quanto previsto dal Messaggio del Consiglio di Stato che gli era stato 

sottoposto [istituti ai sensi dell'art. 39 cpv. 1 in combinazione con l'art. 35 

cpv. 2 lett. h LAMal; cfr. sentenza del TAF C–2229/2016 del 25 febbraio 

2019, in particolare consid. 10.4]). 

2019 V/7 Assicurazione malattie. Autorizzazione a esercitare a carico 
dell'assicurazione malattie 

 

 

142 V BVGE / ATAF / DTAF  

 

8. Nel merito, l'oggetto del contendere è quello di sapere se a ragio-
ne o a torto la ricorrente non è più stata autorizzata a fornire le CAT di cui 

all'art. 25a cpv. 2 LAMal. Per i motivi che saranno esposti di seguito, la 

censura della ricorrente – secondo la quale la decisione impugnata che la 

concerne viola il diritto federale – è fondata. In sostanza né la determina-

zione del fabbisogno degli istituti ai sensi dell'art. 39 cpv. 3 in combina-

zione con l'art. 35 cpv. 2 lett. k LAMal autorizzati ad esercitare a carico 

dell'assicurazione obbligatoria né l'esclusione della ricorrente dalla lista di 

fornitori di prestazioni di CAT giusta l'art. 25a cpv. 2 LAMal possono es-

sere confermate. 

8.1  
8.1.1 Il Tribunale amministrativo federale rileva che la LAMal, per 
quanto di interesse nel caso di specie, prevede, da un lato, gli ospedali per 

la cura delle malattie somatiche acute (e delle malattie psichiche) e per la 

riabilitazione, ai sensi dell'art. 39 cpv. 1 in combinazione con l'art. 35 

cpv. 2 lett. h LAMal, le cui prestazioni sono remunerate tramite importi 

forfettari per caso basati sulla struttura tariffale SwissDRG, giusta l'art. 49 

cpv. 1 LAMal. Dall'altro lato, contempla poi anche le case di cura, ove 

sono dispensate cure, assistenza medica e misure di riabilitazione a pazien-

ti lungodegenti, ai sensi dell'art. 39 cpv. 3 in combinazione con l'art. 35 

cpv. 2 lett. k LAMal, per le cui spese l'assicuratore assume le stesse presta-

zioni previste in caso di cura ambulatoriale (art. 50 in combinazione con 

l'art. 25a LAMal). 

8.1.2 Inoltre, giusta l'art. 25a cpv. 2 LAMal, i costi delle CAT che si 
rivelano necessarie in seguito a un soggiorno ospedaliero e sono dispensate 

in base a una prescrizione medica, sono rimunerati dall'assicurazione ob-

bligatoria delle cure medico-sanitarie e dal Cantone di domicilio dell'assi-

curato per due settimane al massimo secondo le disposizioni sul finanzia-

mento ospedaliero (art. 49a Remunerazione delle prestazioni ospedaliere). 

Assicuratori e fornitori di prestazioni convengono importi forfettari. In vir-

tù dell'art. 33 OAMal, il dipartimento designa, fra gli altri, le prestazioni 

di cui agli art. 25a cpv. 2 LAMal, non dispensate dai medici o dai chiropra-

tici (lett. b), la procedura di valutazione dei bisogni di cure (lett. h) e il 

contributo alle cure previsto dall'art. 25a cpv. 1 e 4 LAMal, differenziato 

in funzione del bisogno di cure (lett. i). Secondo l'art. 7 cpv. 3 OPre, sono 

considerate prestazioni delle CAT ai sensi dell'art. 25a cpv. 2 LAMal le 

prestazioni previste al cpv. 2, effettuate da persone e istituti di cui al cpv. 1 

lett. a–c secondo la valutazione dei bisogni di cui al cpv. 2 lett. a e all'art. 8 

Assicurazione malattie. Autorizzazione a esercitare a carico 
dell'assicurazione malattie 

2019 V/7 

 

 

BVGE / ATAF / DTAF V 143 

 

dopo un soggiorno ospedaliero e previa prescrizione di un medico del-

l'ospedale. Per l'art. 7 cpv. 1 OPre, sono considerate prestazioni ai sensi 

dell'art. 33 lett. b OAMal gli esami, le terapie e le cure effettuati secondo 

la valutazione dei bisogni di cui al cpv. 2 lett. a e all'art. 8, previa prescri-

zione o mandato medico, (lett. a) da infermieri (art. 49 OAMal), (lett. b) 

da organizzazioni di cure e d'aiuto a domicilio (art. 51 OAMal), (lett. c) in 

case di cura (art. 39 cpv. 3 LAMal). In particolare, sono considerate presta-

zioni delle CAT, ai sensi dell'art. 25a cpv. 2 LAMal, la valutazione dei bi-

sogni del paziente, i consigli al paziente, il coordinamento dei provvedi-

menti, gli esami e le cure, le cure di base, previsti al cpv. 2, effettuati da 

infermieri, organizzazioni di cure e d'aiuto a domicilio, in case di cura, 

secondo la valutazione dei bisogni di cui al cpv. 2 lett. a e all'art. 8, dopo 

un soggiorno ospedaliero e previa prescrizione di un medico dell'ospedale 

(art. 7 cpv. 3 OPre). Secondo l'art. 7b cpv. 1 OPre, il Cantone di domicilio 

e gli assicuratori assumono i costi per le prestazioni delle CAT in funzione 

della loro quotaparte rispettiva. La quotaparte cantonale ammonta almeno 

al 55 per cento (art. 7b cpv. 1 terza frase OPre). Per l'art. 8 cpv. 2 OPre, la 

valutazione dei bisogni comprende l'analisi dello stato generale del pazien-

te, dell'ambiente in cui vive, delle cure e dell'assistenza necessarie. La va-

lutazione dei bisogni per le CAT si basa su criteri uniformi. I risultati sono 

registrati in un formulario uniforme (art. 8 cpv. 3bis OPre). La valutazione 

dei bisogni nelle case di cura si basa sui livelli dei bisogni di cure. Il biso-

gno di cure stabilito dal medico equivale a una prescrizione o a un mandato 

medico (art. 8 cpv. 4 OPre). La durata della prescrizione o del mandato 

medico non può superare (lett. b) sei mesi, per pazienti lungodegenti, 

(lett. c) due settimane, per pazienti che necessitano di CAT (art. 8 cpv. 6 

OPre). 

8.1.3 Conseguentemente, il Tribunale amministrativo federale rileva 
che in virtù di tali disposizioni del diritto federale, le CAT sono cure dis-

pensate ambulatorialmente (vuoi da infermieri [art. 49 OAMal] vuoi da 

organizzazioni di cure e d'aiuto a domicilio [art. 51 OAMal]) o in una casa 

di cura (art. 39 cpv. 3 in combinazione con l'art. 35 cpv. 2 lett. k LAMal). 

Contrariamente a quanto sembra suggerire – perlomeno da un profilo me-

ramente formale – l'elenco degli istituti adottato dal Gran Consiglio della 

Repubblica e Cantone Ticino il 15 dicembre 2015, i CAT non sono una 

« nuova » categoria di fornitori di prestazioni a carico dell'assicurazione 

obbligatoria delle cure medico-sanitarie, ma costituiscono esclusivamente 

delle prestazioni, neppure nuove, che possono essere erogate ambulato-

rialmente o segnatamente in una casa di cura per due settimane al mas- 

2019 V/7 Assicurazione malattie. Autorizzazione a esercitare a carico 
dell'assicurazione malattie 

 

 

144 V BVGE / ATAF / DTAF  

 

simo secondo le disposizioni sul finanziamento ospedaliero (GEBHARD 

EUGSTER, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum KVG, 2a ed. 2018, 

art. 25a n. 4 e 5 con rinvii), non senza dimenticare che la pianificazione 

cantonale concerne esclusivamente le CAT offerte in ambito stazionario. 

Giova altresì rammentare che i fornitori di prestazioni a carico dell'assicu-

razione malattie obbligatoria sono enumerati esaustivamente all'art. 35 

cpv. 2 LAMal (cfr., sulla questione, DTF 135 V 237 consid. 4.2; 133 V 613 

consid. 6.2; 126 V 330 consid. 1c con rinvii [cfr. altresì DTF 142 I 16 

consid. 6 con rinvii sul principio della preminenza del diritto federale]), di 

modo che non è consentito ad un Cantone di creare nuovi fornitori di pre-

stazione a carico dell'assicurazione malattie obbligatoria al di là di quelli 

menzionati nel citato articolo della legge federale, quand'anche sussistesse 

una volontà comune in tale senso da parte dei fornitori di prestazioni, degli 

assicuratori nonché della competente autorità cantonale. Il Tribunale am-

ministrativo federale ha già avuto modo di sottolineare con riferimento 

all'elenco del Cantone Ticino degli istituti autorizzati ad esercitare a carico 

dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie adottato dal 

Gran Consiglio il 15 dicembre 2015, che la legislazione cantonale d'ap-

plicazione non può prevedere una nuova categoria di fornitori di pre- 

stazioni ibrida – nel caso specifico i RAMI (art. 63a cpv. 1 lett. d  

LCAMal) – a carico dell'assicurazione malattie obbligatoria non prevista  

dalla legge federale (cfr. le sentenze del TAF C–2229/2016, segnata- 

mente consid. 10.4.4, e C–1754/2016 del 26 febbraio 2019, in particolare 

consid. 10.4.4). Peraltro, con l'inserimento di tale nuova forma ibrida – 

contraria al diritto federale – che è il RAMI nell'elenco degli istituti, in 

questo caso ai sensi dell'art. 39 cpv. 3 in combinazione con l'art. 35 cpv. 2 

lett. k LAMal (RAMI che forniscono cure mediche stazionarie somatico-

acute [che possono essere somministrate solo in un ospedale ai sensi del 

diritto federale] più specificatamente di medicina di base [sulla nozione 

indeterminata di medicina di base, cfr. le sentenze C–2229/2016 

consid. 10.4.4 nonché C–1754/2016 consid. 10.4.4]), è stata influenzata la 

determinazione del fabbisogno di prestazioni ospedaliere nonché di presta-

zioni in case di cura (che in Ticino – in assenza di una specifica legislazio-

ne cantonale sulle case di cura – sono attualmente fornite dalle case per 

anziani) e di prestazioni CAT. In effetti, e per quanto qui di rilievo, l'attri-

buzione di specifici posti letto per le prestazioni CAT è – a torto – stata 

condizionata anche dall'attribuzione di posti letto RAMI, segnatamente di 

quelli attribuiti all'Ospedale Malcantonese. In altri termini, essendo stati 

Assicurazione malattie. Autorizzazione a esercitare a carico 
dell'assicurazione malattie 

2019 V/7 

 

 

BVGE / ATAF / DTAF V 145 

 

attribuiti a tale ospedale – sito nei pressi della casa per anziani qui ricorren-

te – 30 posti letto RAMI, l'autorità cantonale ha poi ritenuto di potere pre-

scindere dall'inserire la ricorrente nel novero degli istituti suscettibili di 

fornire le prestazioni CAT, in sostanza semplicemente poiché il numero di 

posti letto tra i due istituti (Ospedale [con i posti letto RAMI] e Casa anzia-

ni [con i posti letto di casa per anziani]) rimaneva invariato. Siffatta confu-

sione rispettivamente commistione di generi non può essere ammessa dal 

profilo della determinazione del fabbisogno neppure in considerazione 

dell'ampio margine di apprezzamento di cui gode l'autorità cantonale. La 

determinazione del fabbisogno per quanto attiene alle prestazioni CAT 

viola pertanto il diritto federale, la stessa risultando fra l'altro molto poco 

trasparente, conto tenuto anche delle ripetute modifiche di orientamento 

strategico intervenute durante la procedura di pianificazione cantonale, 

modifiche che appaiono suscettibili di avere originato della confusione nei 

vari attori coinvolti nella pianificazione « ospedaliera » cantonale. Ciò 

premesso, l'autorità cantonale non può certo giustificare il suo agire con il 

richiamo ad un preteso consenso della ricorrente quanto ad una dotazione 

per il settore sub- e post-acuto di 30 posti letto, stante altresì la nozione 

molto indeterminata di settore sub- e post-acuto nonché della già citata 

confusione e commistione di generici (per quanto qui di rilievo fra ACS, 

CAT, STT, RAMI), senza dimenticare che dalla lettera del 13 luglio 2011 

dell'insorgente (o da quella del 4 novembre 2013 del direttore dell'Ospeda-

le Malcantonese [anche direttore della ricorrente]) non risulta comunque 

in alcun modo una specifica rinuncia alle prestazioni CAT. 

8.1.4 Per conseguenza, a giusta ragione la ricorrente si duole dell'assen-
za di criteri oggettivi intelligibili e consistenti – per esempio in merito alla 

qualità delle prestazioni erogate, del personale impiegato o della struttura 

stessa – legittimanti la decisione di non più attribuirle le prestazioni CAT 

finora fornite. Non soccorre in tale ambito l'autorità cantonale neppure la 

generica presa di posizione dell'Ufficio federale della sanità pubblica del 

18 gennaio 2017 dalla quale risulta che secondo detto Ufficio la decisione 

impugnata è ancora tutelabile per il fatto che l'Ospedale Malcantonese di-

sta soli 23 km dalla casa per anziani di Sonvico e che incombe al Cantone 

di decidere in che misura e sulla base di quali criteri i letti CAT debbano o 

meno trovarsi nelle vicinanze del domicilio del paziente. Tale argomenta-

zione, richiamata anche nella duplica dal Consiglio di Stato del 22 febbraio 

2017 come motivazione propria – a prescindere peraltro dal fatto che per 

quanto emerge dalle carte processuali messe a disposizione del Tribunale 

amministrativo federale, non risulta essere stata oggetto di una dettagliata 

2019 V/7 Assicurazione malattie. Autorizzazione a esercitare a carico 
dell'assicurazione malattie 

 

 

146 V BVGE / ATAF / DTAF  

 

valutazione durante la procedura di pianificazione e poi nell'ambito della 

seduta del Gran Consiglio durante la quale è stato adottato l'elenco impu-

gnato – nella sua genericità non è chiaramente idonea, di per sé, a giustifi-

care la scelta operata dall'autorità cantonale. Basti qui rilevare che il Tribu-

nale amministrativo federale ha già avuto modo di precisare che – secondo 

la legislazione in vigore – nell'ambito della pianificazione ospedaliera non 

è esclusa la fissazione di un limite quantitativo (vuoi di una concentrazione 

dell'offerta), peraltro anche in relazione a singole prestazioni (DTF 138 II 

398 consid. 3, in particolare 3.3.3.5 e 3.4.2); ciò presuppone tuttavia l'ef-

fettuazione di una pianificazione ospedaliera conforme al diritto federale, 

segnatamente dal profilo della determinazione del fabbisogno nonché 

dell'esame dell'economicità e della qualità, rispettivamente una scelta di 

concentrazione che non incorra in un eccesso o in un abuso del potere 

d'apprezzamento (cfr. sentenze C–1754/2016 consid. 13.5.4 in fine con 

rinvii e C–2229/2016 consid. 13.5.4 in fine con rinvii). Tali condizioni non 

sono manifestamente adempite nel caso di specie, fermo restando che non 

è dato sapere per quale concreto motivo sarebbe legittimo, proporzionato, 

economico e rispettoso del criterio della qualità concentrare le prestazioni 

CAT della regione nella casa per anziani di Sonvico anche per le persone 

che dovessero provenire dall'Ospedale Malcantonese, allorquando già sus-

siste da diversi anni un'offerta CAT da parte della ricorrente. In effetti, 

l'autorità cantonale non si è mai espressa nell'ambito della procedura di 

pianificazione in oggetto sull'economicità o la qualità di tale offerta di pre-

stazioni CAT da parte della ricorrente che anzi, in una prima fase della 

pianificazione, voleva persino aumentare. Ciò premesso, può essere lascia-

ta indecisa la questione di sapere se, volendola introdurre, una limitazione 

delle prestazioni vada fatta in posti letto o attraverso un contenimento 

quantitativo dei trattamenti. 

8.2 Stante le succitate lacune della procedura di pianificazione canto-
nale, non è consentito al Tribunale amministrativo federale di rendere una 

decisione in riforma. 

8.3 Da quanto esposto, discende che il decreto legislativo del 15 di-
cembre 2015 incorre nell'annullamento nella misura in cui concerne la 

ricorrente e gli atti di causa sono rinviati all'autorità cantonale affinché 

proceda ad effettuare una pianificazione ospedaliera conforme al diritto 

federale ai sensi dei considerandi ed emani una nuova decisione. 

8.4 Ciò premesso, con l'annullamento dell'elenco ospedaliero 
2015/2016, la ricorrente è autorizzata ad esercitare i mandati di prestazione 

Assicurazione malattie. Autorizzazione a esercitare a carico 
dell'assicurazione malattie 

2019 V/7 

 

 

BVGE / ATAF / DTAF V 147 

 

secondo l'elenco del decreto legislativo del 29 novembre 2005. Per ogni 

ulteriore incombenza in merito, la ricorrente dovrà rivolgersi all'autorità 

cantonale competente. 

9.  
9.1 Di regola, secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono 
poste a carico della parte che soccombe, fermo restando che, secondo 

l'art. 63 cpv. 2 PA, nessuna spesa processuale è messa a carico dell'autorità 

inferiore. Visto l'esito della causa, l'anticipo equivalente alle presunte spe-

se processuali di fr. 5 000.– versato dalla ricorrente il 22 aprile 2016, sarà 

restituito a quest'ultima, vincente in causa, mediante versamento sul conto 

che la stessa indicherà al Tribunale amministrativo federale. 

9.2 In virtù dell'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può, d'ufficio o a domanda, assegnare alla ricor-

rente un'indennità per le spese indispensabili e relativamente elevate che 

ha sopportato (v. anche art. 7 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Ritenuto che la ricorrente, inte-

gralmente vincente in causa (visto altresì che il rinvio della causa all'auto-

rità cantonale per completamento istruttorio ai sensi dei considerandi equi-

vale a un pieno successo di causa [DTF 132 V 215 consid. 6.2]), è rappre-

sentata in questa sede, si giustifica l'attribuzione di un'indennità a titolo di 

spese ripetibili. La stessa, in assenza di una nota dettagliata, è fissata d'uffi-

cio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) complessivamente in fr. 10 000.–, disborsi ed 

imposta sul valore aggiunto compresi (v. art. 1 cpv. 2 lett. a in combinazio-

ne con l'art. 8 cpv. 1 e gli art. 18 cpv. 1 e 25 cpv. 1 della legge sull'IVA 

[LIVA, RS 641.20]), tenuto conto dell'ampiezza dell'incarto di causa, delle 

difficoltà della stessa e del lavoro utile e necessario svolto dal rappresen-

tante dell'insorgente (cfr., sull'ammontare delle ripetibili, per analogia, le 

sentenze C–2229/2016 consid. 16.2.2 e C–1754/2016 consid. 17.2.2 con 

rinvio). L'indennità per ripetibili è posta a carico dell'autorità cantonale. 

10. Il ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale con-
tro le decisioni in materia di assicurazione malattie, pronunciate dal Tribu-

nale amministrativo federale in virtù dell'art. 33 lett. i LTAF in combina-

zione con gli art. 53 cpv. 1 e 90a cpv. 2 LAMal, è inammissibile, giusta 

l'art. 83 lett. r LTF. Pertanto, il presente giudizio è definitivo.