# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4ee1e897-f027-5d1b-9f9e-79191e14b3d6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-04-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.04.2025 D-3779/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3779-2023_2025-04-16.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-3779/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 6  a p r i l e  2 0 2 5    

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Giulia Marelli;  

cancelliera Ambra Antognoli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Turchia,   

patrocinato da Ugo Di Nisio,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 7 giugno 2023 / N (…). 

 

 

 

D-3779/2023 

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Visto: 

la domanda d'asilo che l’interessato, cittadino turco di etnia curda 

espatriato in data (…), ha presentato in Svizzera il 24 marzo 2022,  

la domanda d’asilo altresì depositata in Svizzera il 21 novembre 2023 dalla 

moglie e dai figli, espatriati il (…), respinta dalla SEM con decisione del 23 

aprile 2024 e oggetto della procedura di ricorso dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: Tribunale o TAF) n. D-2749/2024,   

i verbali delle audizioni rispettivamente del 3 e 25 agosto 2022,  

il diritto di essere sentito concesso al richiedente tramite gli scritti della SEM 

rispettivamente del 3 ottobre 2022 e del 19 ottobre 2022 in merito ai risultati 

dell'analisi svolta sui mezzi di prova da lui consegnati,  

le prese di posizione dell’interessato del 7 ottobre 2022 e del 24 ottobre 

2024 in merito agli suddetti scritti, 

la decisione del 7 giugno 2023, notificata il medesimo giorno, con cui la 

Segreteria di Stato della migrazione (SEM), gli ha negato la qualità di 

rifugiato e respinto la sua domanda d’asilo; essa ha inoltre pronunciato il 

suo allontanamento dalla Svizzera nonché l’esecuzione dello stesso 

poiché ammissibile, esigibile e possibile,  

il ricorso inoltrato il 5 luglio 2023 (data d'entrata: 6 luglio 2023) al Tribunale, 

con cui il ricorrente chiede l'annullamento della decisione impugnata e, in 

via principale, il riconoscimento della qualità di rifugiato e la concessione 

dell'asilo in Svizzera, in subordine l'ammissione provvisoria, in ulteriore 

subordine il rinvio degli atti alla SEM per nuovo esame delle allegazioni e 

complemento istruttorio; egli ha altresì presentato domanda di assistenza 

giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese di giudizio 

e del relativo anticipo / parziale; protestate tasse e spese, 

lo scritto del 27 maggio 2024 con cui l’insorgente ha trasmesso ulteriori 

documenti,  

la decisione incidentale del 16 luglio 2024 con cui il Tribunale ha respinto 

la domanda di assistenza giudiziaria, invitando il ricorrente a pagare un 

anticipo spese, da questi in seguito tempestivamente versato,  

gli ulteriori fatti e atti di causa che, se necessari, verranno ripresi nel 

prosieguo, 

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e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi (RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi e 31–33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c 

nonché 52 cpv. 1 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che i ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l'approvazione di una seconda giudice (art. 111 

lett. e LAsi) e la sentenza è motivata soltanto sommariamente (art. 111a 

cpv. 2 LAsi), 

che nello specifico, il Tribunale rinuncia allo scambio degli scritti in virtù 

dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure 

l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5), 

che preliminarmente, sotto il profilo formale si rileva che l’autorità inferiore 

non è incorsa in una lesione del diritto di essere sentiti, non avendo 

trasmesso al ricorrente il rapporto d’analisi dei documenti inoltrati (atto 

SEM n. [{…}-]38/8), in quanto, onde evitare un effetto di apprendimento 

(“Lerneffekt”), sussiste un interesse pubblico preponderante alla sua 

segretezza (art. 27 cpv. 1 lett. a PA; cfr. sentenze del TAF D-1967/2022 

del 13 novembre 2024 consid. 3.1.3; D-3665/2022 dell’11 gennaio 2024 

consid. 3.4); al ricorrente ne è nondimeno stato rivelato il contenuto 

essenziale nell’ambito del diritto di essere sentiti in conformità all’art. 28 PA 

(cfr. atti SEM n. 39/2, 41/2, 44/24, 46/8), 

che in punto ai motivi d’asilo, il ricorrente sostanzialmente adduce che, 

come i suoi fratelli, farebbe parte del Partito Democratico dei Popoli (HDP); 

a causa della sua etnia curda, della partecipazione alle attività di detto 

partito e delle sue condivisioni sui social media, avrebbe subìto sei o sette 

incursioni in casa da parte della polizia turca, di cui l’ultima quando si 

sarebbe già trovato in Svizzera; che ben quattro volte sarebbe stato 

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arrestato e trattenuto alla centrale di polizia, in un’occasione subendo pure 

delle torture; che, inoltre, negli anni 2010 sarebbe stato in B._______ per 

alcuni anni per lavoro nonché una sola volta in C._______, per alcuni 

giorni, allo scopo di portare indumenti a bambini bisognosi, cosa che 

avrebbe infastidito le autorità turche; che, inoltre, in Turchia sarebbero in 

corso ingiustamente dei procedimenti penali a suo carico per 

partecipazione e propaganda di un’organizzazione terroristica nonché per 

insulto al Presidente, nel cui contesto sarebbero pure stati emanati dei 

mandati di cattura; che, in proposito, il ricorrente ha prodotto diversi 

documenti,  

che giusta l'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve inoltre provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; la qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in particolare le 

allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o 

contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo 

determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), 

che come rilevato nelle valutazioni dell’autorità inferiore, a cui si rimanda 

per i dettagli (cfr. pag. 7-12 decisione impugnata), il racconto del ricorrente 

non è circostanziato, presenta contraddizioni ed è incompatibile con 

l’esperienza generale della vita, segnatamente riguardo alle presunte 

incursioni, agli arresti, alle torture e agli insulti subìti, nonché alle sue 

condivisioni sui social media, 

che a titolo esplicativo, in aggiunta a quanto illustrato dalla SEM, si osserva 

che riguardo al presunto arresto in seguito alla protesta per l’esplosione 

avvenuta durante il meeting del 2015 (l’insorgente intende molto 

verosimilmente far riferimento agli attentati al raduno dell’HDP di 

D._______ del […]), nella prima audizione egli ha dichiarato di essere stato 

spogliato, insultato e torturato per mezzo di spintoni e schiaffi, prima di 

essere rilasciato (cfr. atto SEM n. 19/13, D65 segg., D69); che sollecitato 

– nell’ambito della seconda audizione – a spiegare ciò che gli era successo 

concretamente, relativamente al presunto arresto e alle torture, egli si è 

limitato a riaffermare di essere stato torturato e insultato (cfr. atto SEM 

n. 22/11, D4), mostrando incapacità di approfondire gli eventi, nonostante 

le ripetute richieste da parte dell’auditore, 

che in punto alle contraddizioni nelle dichiarazioni in merito alle presunte 

incursioni, si evidenzia come il ricorrente inizialmente abbia addotto di aver 

assistito a ben tre incursioni della polizia al proprio domicilio (cfr. atto SEM 

n. 19/13, D76-79), mentre nella seconda audizione egli ha affermato di aver 

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assistito personalmente solo a una singola incursione (cfr. atto SEM 

n. 22/11, D11); che, inoltre, confrontato dall’auditore riguardo alle sue 

approssimazioni circa i riferimenti temporali delle irruzioni e degli arresti, 

egli si è giustificato dichiarando di non essere mai andato a scuola salvo il 

primo anno per alcuni mesi (cfr. atto SEM n. 22/11, D8), quando invece 

nella prima audizione ha affermato di aver ottenuto il diploma liceale a 

distanza (cfr. atto SEM n. 19/13, D25), 

che inoltre, stando agli atti inoltrati dal ricorrente le sue condivisioni sui 

social media risalgono al 2022, eccetto una del maggio 2021 (cfr. mezzi di 

prova [mdp] n. 8 e 16), contrariamente alle sue dichiarazioni secondo cui 

avrebbe effettuato tali condivisioni già nel 2015 rispettivamente prima 

dell’espatrio avvenuto il (…) (cfr. atto SEM n. 19/13, D83 segg.),  

che confrontato con le incongruenze rilevate nelle schermate delle sue 

condivisioni sui social media, il ricorrente ha risposto che le autorità turche 

avrebbero manipolato il contenuto del suo profilo, arrivando a ipotizzare 

che le condivisioni, precedentemente riconosciute come sue, sarebbero 

state falsificate dallo Stato turco per giungere a una condanna più pesante 

nei suoi confronti (cfr. atto SEM 22/11, D32-43, D49), dando così ulteriore 

prova di scarsa credibilità,  

che oltretutto, considerato come, a dire del ricorrente, egli sarebbe stato 

ricercato dalle autorità locali, temendo l’incarcerazione e la morte, pur 

tenendo conto della ruralità della regione risulta incomprensibile che si sia 

recato più volte dalla casa in campagna al distretto in cui abitava la sua 

famiglia (cfr. atto SEM n. 19/13, D8; 22/11, D44 seg., D68),  

che con il proprio ricorso (cfr. pag. 4 dello stesso), il ricorrente non è in 

grado di invalidare le suddette conclusioni di inverosimiglianza,    

che infine, dai risultati dell’analisi dei mezzi di prova esibiti dal ricorrente a 

dimostrazione del presunto procedimento penale in corso nei suoi confronti 

in Turchia, l’autorità inferiore ha concluso per l’inattendibilità degli stessi 

(cfr. pag. 10-11 decisione impugnata),  

che in fase ricorsuale il ricorrente ha prodotto i seguenti nuovi documenti: 

- Comunicazione del Comando della sezione contro il terrorismo al 

Procuratore della Repubblica di E._______ del (…), 

- Richiesta di mandato di cattura per interrogatorio dell’Ufficio del 

Procuratore della Repubblica di E._______ al Giudice dei 

provvedimenti coercitivi del (…), 

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- Mandato di cattura del Giudice dei provvedimenti coercitivi di 

E._______ del (…), 

- Comunicazione dell’Ufficio del Procuratore della Repubblica di 

E._______ al Procuratore della Repubblica di E._______ del (…), 

-  Rapporto di trasmissione dell’Ufficio del Procuratore della Repubblica 

di E._______ alla Procura di D._______, 

che il Tribunale può rinunciare all’esame (dell’autenticità) di questi nuovi 

documenti e delle conclusioni d’inautenticità dell’autorità inferiore 

relativamente ai documenti precedentemente prodotti, siccome, pur 

volendo ammetterne l’autenticità e di riflesso l’effettiva esistenza di 

un’autentica procedura penale, per i motivi di cui sotto non sussistono 

motivi d’asilo rilevanti,  

che, giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese 

d'origine o d'ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore 

d'essere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente 

l'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 

cpv. 2 LAsi), 

che per quanto concerne il reato di offesa al Presidente della Repubblica, 

di cui il ricorrente sarebbe – a suo dire – ingiustamente accusato, dagli atti  

prodotti emerge che il Tribunale penale di prima istanza turco, il 4 ottobre 

2023 avrebbe ammesso l’atto d’accusa emesso dalla procura il 22 

settembre 2023, aprendo così un procedimento penale (giudiziario) (cfr. atti 

TAF n. 3/2-3); che, mentre per il presunto reato di essere membro e fare 

propaganda in un’organizzazione terroristica, i documenti allegati attestano 

l’apertura di un’inchiesta rispettivamente di una procedura d’istruzione 

sfociata in due atti d’accusa rispettivamente del 22 maggio e 22 giugno 

2022 (cfr. mdp n. 1-7, 15; atti TAF n. 1/4-8),  

che stando alle presunte indagini della procura, il ricorrente avrebbe fatto 

delle condivisioni e pubblicazioni sui social media in favore del Partito dei 

Lavoratori del Kurdistan (PKK); che, inoltre, egli si sarebbe recato nel (…), 

secondo le presunzioni della procura, probabilmente per ricevere delle 

istruzioni in ambito politico/ideologico oppure per partecipare alle attività 

armate del PKK (cfr. mdp n. 2),  

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che stando all’atto d’accusa della procura turca del 22 giugno 2022, 

relativamente alla visita in B._______, non vi era certezza di quanto 

imputato al ricorrente, ciò che ha portato ad ordinare alla Polizia distrettuale 

di effettuare ulteriori indagini (cfr. mdp n. 2),  

che ad ogni modo, il ricorrente non ha un profilo politico di rilievo, essendo 

un semplice membro (attivo) dell’HDP (cfr. atto SEM n. 22/11, D22 seg.) 

apparentemente dal 18 giugno 2021 (cfr. mdp n. 9), e non si intravede 

dunque motivo per ritenere che lo Stato turco abbia interesse a 

condannarlo, 

che oltre a ciò, stando agli atti di causa egli è incensurato, 

che in considerazione di quanto sopra, segnatamente del fatto che il 

ricorrente non ha precedenti penali e che difetta di un profilo politico 

rilevante, in caso di una (improbabile) condanna, non può essere ritenuto 

che egli venga condannato a una pena assortita da un politmalus 

sproporzionatamente severa oppure comportante la tortura o trattamenti 

disumani e degradanti, e che vi sia dunque una probabilità significativa di 

un’imminente persecuzione rilevante ai fini dell'asilo (cfr. sentenze del TAF 

E-4103/2024 dell’8 novembre 2024 [sentenza di riferimento] consid. 9.4; 

D-2219/2024 del 28 novembre 2024 consid. 7.1; E-4468/2024 del 19 

novembre 2024 consid. 6.3; D-6167/2024 del 19 novembre 2024 pag. 5 e 

6), 

che ferme queste premesse, per quanto concerne il riconoscimento della 

qualità di rifugiato e la concessione dell'asilo, il ricorso non merita tutela e 

la decisione impugnata va pertanto confermata, 

che, di norma, se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la 

SEM pronuncia l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione, 

tenendo conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi), 

che nello specifico, il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali 

la SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare il suo allontanamento 

dalla Svizzera (cfr. art. 14 cpv. 1 seg. e 44 LAsi nonché art. 32 

dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 

1999 [OAsi 1, RS 142.311]; DTAF 2013/37 consid. 4.4), 

che, secondo l’insorgente, visti il suo particolare profilo di rischio e l’attuale 

situazione nel suo Paese d’origine, l’esecuzione dell’allontanamento 

sarebbe inammissibile e inesigibile,  

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che per quanto concerne l'esecuzione dell'allontanamento, l'art. 83 della 

legge federale sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 

(LStrI, RS 142.20) prevede che la stessa sia possibile (cpv. 2), ammissibile 

(cpv. 3) e ragionevolmente esigibile (cpv. 4); in caso di inadempimento di 

una di queste condizioni, la SEM dispone l'ammissione provvisoria (art. 44 

LAsi ed art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI), 

che inoltre, non vi è alcun indizio che un rinvio in Turchia sia contrario agli 

impegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera e sia dunque 

inammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI); che, in particolare, avendo concluso 

all’inverosimiglianza delle allegazioni e all’assenza di un profilo di rischio 

rilevante, non vi sono motivi per ritenere che il rinvio dell’insorgente violi 

l’invocato art. 3 CEDU,  

che riguardo all’esigibilità del rinvio, va notato che in Turchia non vige un 

contesto di guerra, guerra civile o violenza generalizzata ai sensi 

dell'art. 83 cpv. 4 LStrl riguardante l'integralità del territorio, neppure per gli 

appartenenti all'etnia curda (cfr. sentenza del TAF D-6512/2023 del 29 

luglio 2024 consid. 6.3.2 con riferimenti), 

che il 6 febbraio 2023 il sud-est della Turchia è stato interessato da forti 

terremoti che hanno causato migliaia di morti e distrutto buona parte delle 

infrastrutture; il Presidente turco ha quindi proclamato lo stato d'emergenza 

per le undici province toccate – tra cui quella da cui proviene il ricorrente 

(D._______) –, poi revocato il 9 maggio 2023; posta l'attuale situazione 

nelle province colpite dai terremoti, l'esigibilità dell'esecuzione 

dell'allontanamento in tali regioni deve essere esaminata in modo 

individuale (cfr. sentenza del TAF E-1308/2023 del 19 marzo 2024 

consid. 11.2.7 e 11.3.1 [sentenza di riferimento]), 

che il ricorrente è un uomo giovane e in salute, con un diploma liceale, una 

vasta esperienza lavorativa e un’intatta rete sociale nel Paese d’origine (cfr. 

atto SEM n. 19/13, D4, D25-34, D38-40), per cui l’esecuzione 

dell’allontanamento va ritenuto ragionevolmente esigibile,  

che non risultano nemmeno impedimenti sotto l'aspetto della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI),  

che non risultano dunque impedimenti all'esecuzione dell'allontanamento,  

che alla luce di quanto precede, la decisione impugnata va confermata e il 

ricorso va respinto,  

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che visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– vanno 

poste a carico del ricorrente soccombente in causa (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]) e sono compensate con l’anticipo versato il 22 

luglio 2024,  

che questa decisione non può essere impugnata mediante ricorso in 

materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF) ed è pertanto definitiva. 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente e 

sono compensate con l’anticipo versato. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità 

cantonale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Ambra Antognoli 

 

 

Data di spedizione: