# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fce8bd4e-7b7c-5af2-959c-c897d2817d4d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.04.2010 C-3503/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-3503-2008_2010-04-14.pdf

## Full Text

Corte II I
C-3503/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 4  a p r i l e  2 0 1 0

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Franziska Schneider e Stefan Mesmer, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
29 aprile 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-3503/2008

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano,  nato  il  (...),  coniugato  con  figli,  ha 
lavorato  in  Svizzera  dal  1976  al  2005,  solvendo  contributi 
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  
durante tale periodo (doc. 1). Dal 27 aprile 1998 al 29 novembre 2002 
è stato alle dipendenze della ditta B._______ in qualità di autista, in 
ragione di  46 ore  alla  settimana. Ha  interrotto  il  lavoro  il  31 ottobre 
2002 a seguito di  licenziamento (doc. 11). Rientrato in Italia,  non ha 
più  lavorato.  Il  22  marzo  2007,  ha  formulato  una  richiesta  volta 
all'ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità 
(doc. 2).

B.
Nel corso dell'istruttoria, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per 
gli assicurati residenti all'estero (UAIE) ha in particolare assunto agli  
atti la seguente documentazione:

• documenti  medici  di  data intercorrente da settembre 1999 ad 
aprile 2007 (doc. 13 a 20, 22 a 24 e 26);

• la  perizia  medica  particolareggiata  E  213  della  previdenza 
sociale  italiana  del  5  aprile  2007,  attestante  esiti  di  recente 
infarto miocardico acuto (IMA) posteriore sottoposto a duplice 
angioplastica  coronarica  percutanea  transluminare  (PTCA)  e 
stent  in  attesa  di  nuovo  intervento  di  PTCA  della  coronaria 
destra  in  soggetto  iperteso  dislipidemico,  lombosciatalgia 
bilaterale  specie  a  sinistra  in  soggetto  con  ernia  del  disco 
(EDD) lombare con attuale impegno funzionale moderato, lieve 
ansia reattiva; le condizioni di salute dell'interessato sono state 
definite come migliorate e lo stesso è stato ritenuto in grado di 
svolgere  regolarmente  lavori  leggeri,  ma  non  il  suo  ultimo 
lavoro né un lavoro adeguato alle sue condizioni a tempo pieno 
(massimo 3 ore al giorno). È stato segnalato che l'interessato è 
considerato invalido al 70%, conformemente alle disposizioni di 
legge del Paese di residenza, sia nella precedente attività sia in 
un'attività adeguata alle sue condizioni (lavoro sedentario) (doc. 
21);

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• un rapporto medico del 14 aprile 2007 concernente il ricovero 
dal 12 al 14 aprile 2007 segnatamente per efficace PTCA con 
impianto di stent medicato e PTCA in soggetto con cardiopatia 
ischemica  post-infartuale,  già  sottoposto  a  PTCA  con  stent, 
ipertensione  arteriosa,  dislipidemia,  unitamente  al  referto  di 
angioplastica coronarica destra del  13 aprile  2007 (doc. 25 e 
27);

• un certificato medico del 13 settembre 2007, in cui è posta la 
diagnosi di sindrome depressivo-ansiosa (doc. 28);

• il questionario per l'assicurato del 14 novembre 2007 (doc. 9);

• il questionario per il datore di lavoro del 18 dicembre 2007 (doc. 
11).

C.
Nel suo rapporto del 28 gennaio 2008, il dott. C._______, del Servizio 
medico regionale  (SMR) “Rhône”,  ha esposto la  diagnosi  principale, 
con  ripercussione  sulla  capacità  lavorativa,  di  cardiopatia  ischemica 
con  infarto  nel  gennaio  del  2007  sottoposto  a  trombolisi  ed  a  tre 
angioplastiche con stent. Ha pure evidenziato la diagnosi secondaria, 
senza ripercussioni  sulla  capacità  lavorativa,  di  disturbi  degenerativi  
lombari,  di  correzione  d'ernia  inguinale  destra  nel  2003  nonché 
d'ipertensione arteriosa. Ha pure segnalato che dei menzionati disturbi 
depressivi ed ansiosi non è precisata la gravità. Il dott. C._______ ha 
quindi  fissato  una  capacità  al  lavoro  dell'interessato  dello  0%,  a  far  
tempo da gennaio del 2007, nella precedente attività, ma del 100%, a 
decorrere dal 1° giugno 2007, in un'attività confacente al suo stato di 
salute (doc. 30 e 30.1).

D.
Il  19  febbraio  2008,  l'UAIE  ha  effettuato  una  valutazione  del  grado 
d'invalidità dell'interessato sulla base di un salario mensile da valido di  
fr. 4'416.43,  conseguibile  come autista  nel  2006 (tenuto conto di  un 
salario  medio mensile  nel  2001 di  fr. 4'170.83 secondo l'estratto del 
conto  individuale  dell'interessato  della  Cassa  svizzera  di 
compensazione [doc. 1] indicizzato al 2006 [l'indice dei salari nominali 
per la categoria degli uomini è passato da 1902 nel 2001 a 2014 nel 
2006; cfr. statistiche pubblicate dall'Ufficio federale di statistica]) e l'ha 
contrapposto  ad  un  salario  da  invalido  nel  2006  per  le  attività  di 
sostituzione proposte dal dott. C._______ di fr. 4'054.18 (tenuto conto 

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di  un  salario  medio  mensile  di  fr.  4'259.--  nella  categoria  “servizi  
pubblici  e  personali”  e  di  fr.  4'383.--  nella  categoria  “commercio  al 
dettaglio e riparazioni” [per una media: fr. 4'321.--] nonché di un orario 
medio  usuale  di  41.7  ore  settimanali  [cfr.  statistiche  pubblicate 
dall'Ufficio federale di statistica] per un totale di fr. 4'504.64, ridotto poi 
del  10%  [4'504.64  –  450.46  =  4'054.18]  per  tenere  conto  delle 
particolarità personali e professionali del caso). Il calcolo della perdita 
di  guadagno  è  stato  indicato  come segue: [(4'416.43  –  4'054.18)  x 
100] : 4'416.43 = 8,20%, arrotondato all'8% (doc. 31).

E.
Il 21 febbraio 2008, l'autorità inferiore, mediante progetto di decisione, 
ha comunicato  all'assicurato che la  domanda di  prestazioni  sarebbe 
stata  respinta,  ritenuto  in  particolare  che  l'esercizio  di  un'attività 
lucrativa  più  leggera è da considerare  esigibile  in  misura sufficiente 
per  escludere  il  diritto  ad  una  rendita. L'autorità  inferiore  ha  altresì  
concesso all'interessato la facoltà di formulare, nel termine di 30 giorni 
dalla  ricezione  del  progetto  di  decisione,  delle  obiezioni  per  iscritto 
(doc. 32), facoltà di cui l'assicurato non ha fatto uso.

F.
Il  29  aprile  2008,  l'autorità  inferiore  ha  respinto  la  domanda  di 
prestazioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Ha in particolare 
osservato  che  dagli  atti  risulta  che  a  causa  del  danno  alla  salute 
l'assicurato  ha  un'incapacità  lavorativa  del  100%  nell'ultima  attività 
esercitata.  Tuttavia,  l'UAIE  ha  ritenuto  che  l'esercizio  di  un'attività 
sostitutiva  leggera  confacente  allo  stato  di  salute  dell'interessato 
medesimo  –  quale  ad  esempio  custode,  sorvegliante  di  posteggio/ 
museo,  magazziniere,  addetto  a  piccole  consegne  con  veicolo, 
venditore, riparatore di piccoli elettrodomestici, cassiere, impiegato in 
un  ufficio  –  è  da  considerare  esigibile  in  misura  sufficiente  per  
escludere  il  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità.  L'autorità  inferiore  ha  altresì  rilevato  che  l'assicurato, 
nell'ambito  di  attività  di  sostituzione,  presenta  un  grado  d'invalidità 
dell'8% (doc. 33).

G.
Il  24  maggio  2008,  l'interessato  ha  interposto  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  contro  la  decisione  dell'UAIE  del 
29 aprile  2008  mediante  il  quale  ha  chiesto,  sostanzialmente,  il 
riconoscimento  del  suo  diritto  ad  una  prestazione  dell'assicurazione 

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svizzera per l'invalidità. Ha segnalato che le patologie di cui è affetto –  
segnatamente  spondilodiscoartrosi  con  grave  limitazione  dei 
movimenti  articolari,  PTCA  con  impianto  di  stent  in  soggetto  con 
infarto del miocardio infero posteriore, sindrome ansioso depressiva – 
non gli consentono di svolgere alcuna attività lucrativa. Ha fatto valere 
di  essere  stato  riconosciuto  invalido  nella  misura  del  67%  dalle 
autorità italiane. Ha esibito documenti medici già agli atti nonché copia  
del verbale del 16 aprile 2007 della Commissione di prima istanza per 
l'accertamento degli stati di invalidità civile di D._______ (doc. TAF 1).

H.
Nella  risposta  al  ricorso  del  25  agosto  2008,  l'autorità  inferiore  ha 
proposto  la  reiezione  del  ricorso.  Ha  precisato  che  ogni  assicurato 
deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  esigibile  per  ovviare  alle 
conseguenze della sua invalidità,  segnatamente mettendo a frutto la 
sua  residua  capacità  lavorativa  se  necessario  in  una  nuova 
professione.  Ha  pure  sottolineato  che  l'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità  non  è  vincolata  dal  fatto  che  l'interessato  è  stato 
riconosciuto quale invalido in Italia. Infine, ha rilevato che il ricorrente  
non  ha  allegato  alcun  fatto  nuovo  e  neppure  ha  esibito  nuova 
documentazione suscettibile di giustificare un diverso apprezzamento 
della fattispecie (doc. TAF 5).

I.
Con  decisione  incidentale  del  12  settembre  2008  (notificata  il 
17 settembre  2008  [cfr. avviso  di  ricevimento  agli  atti;  doc. TAF 7]), 
questo Tribunale ha concesso all'insorgente  la  facoltà di  presentare, 
nel termine di 30 giorni dalla notificazione della decisione incidentale 
medesima, un atto di  replica e l'ha invitato a versare, nel medesimo 
termine,  un anticipo di  fr. 300.--  a  copertura delle  presumibili  spese 
processuali.

J.
L'anticipo spese è stato versato il 7 ottobre 2008 (doc. TAF 6 a 8).

K.

K.a Nella  replica  del  13  ottobre  2008,  l'interessato  ha  postulato  il 
riconoscimento  del  suo  diritto  ad  una  prestazione  dell'assicurazione 
svizzera  per  l'invalidità.  Ha  fatto  valere  di  essere  stato  riconosciuto 
invalido nella misura del 67% dalle autorità italiane e d'avere diritto a  
tre quarti  di  rendita d'invalidità anche in Svizzera. Ha ribadito che le 

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patologie di  cui  soffre non gli  consentono di  svolgere la  precedente 
attività di autista e neppure qualsiasi attività leggera confacente al suo 
stato di  salute, come accertato dal servizio medico dell'UAIE. Infine, 
ha  osservato  che  l'esercizio  di  un'attività  di  sostituzione  non  gli  
permetterebbe  di  percepire  il  reddito  teorico  mensile  indicato 
dall'autorità inferiore. Ha esibito diversi documenti medici (la maggior 
parte già agli atti, salvo un referto di risonanza magnetica lombare del 
9 settembre 2005 ed un documento medico del 27 gennaio 2007) (doc. 
TAF 9).

K.b Con  provvedimento  del  24  ottobre  2008,  questo  Tribunale  ha 
trasmesso  all'autorità  inferiore  per  conoscenza  la  replica  del 
13 ottobre 2008, unitamente agli allegati documenti (doc. TAF 10).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 
(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  le  persone  residenti 
all'estero.

1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

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1.4 Presentato  da  una  parte  direttamente  toccata  dalla  decisione  e 
avente un interesse degno di  protezione al  suo annullamento o alla 
sua modifica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e 
rispettoso dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 
PA) – è pertanto ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del  
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

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2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo  
prevedano.

3.2 Dal profilo  temporale sono applicabili  le disposizioni  in vigore al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  che  deve  essere 
valutato giuridicamente  o che produce conseguenze giuridiche (DTF 
130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF 129 V 1 consid. 
1.2). Ne discende che si applicano, da un lato, le norme materiali  in 
vigore fino al 31 dicembre 2007, per quanto attiene allo stato di fatto 
realizzatosi  fino  a  tale  data,  mentre  dall'altro  lato,  e  per  il  periodo 
successivo, le nuove norme della 5a revisione della LAI (cf. DTF 130 V 
1 consid. 3.2 per quanto concerne le disposizioni formali della LPGA, 
immediatamente applicabili  con la  loro  entrata  in  vigore). Peraltro,  e 
per  l'esame  del  diritto  eventuale  a  una  rendita,  l'applicazione  delle 
nuove norme della 5a revisione della LAI per il periodo dal 1° gennaio 
al 29 aprile 2008 (data della decisione impugnata) non risulterebbe più 
favorevole  al  ricorrente  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  amministrativo 
federale  C-1224/2008 del  28 gennaio  2010 consid. 2.2).  Pertanto,  e 
salvo indicazione contraria, di seguito è fatto riferimento alle norme in  
vigore fino al 31 dicembre 2007.

3.3 Il  ricorrente,  come già menzionato,  ha presentato  la  richiesta di 
rendita il 22 marzo 2007. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI 
precisa che, se l'assicurato si annuncia più di dodici mesi dopo l'inizio  
del  diritto,  le  prestazioni  sono  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi 
precedenti  la richiesta. In concreto, questo Tribunale può limitarsi  ad 
esaminare  se il  ricorrente  avesse diritto  ad una rendita  il  22  marzo 
2006  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto  alla rendita sia sorto tra tale data e il  29 aprile 
2008,  data  della  decisione  impugnata.  Il  giudice  delle  assicurazioni 

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sociali esamina la decisione impugnata sulla base della situazione di 
fatto esistente al  momento in cui essa è stata resa. Tiene conto dei  
fatti  verificatisi  dopo  tale  data  quando  essi  possano  imporsi  quali 
elementi  d'accertamento  retrospettivo  della  situazione  anteriore  alla 
decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid.  
1b).

4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI);

• aver pagato i contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 
LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai  
sensi di legge.

5.

5.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in  
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

5.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI,  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004, 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il  
40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 
quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno il  60% e  ad  una  rendita 

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intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore 
dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 
50%,  ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino 
dell'UE o svizzero e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e 
sentenza del Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 
e relativi riferimenti).

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  il  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  al  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace 
al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata 
norma  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è  
stabilizzato  ed  è  essenzialmente  irreversibile  e  suscettibile  di 
pregiudicare  la  capacità  di  guadagno  probabilmente  in  modo 
permanente,  in  una  misura  giustificante  il  riconoscimento  di  una 
rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). 
La lettera  b se lo  stato  di  salute è labile,  vale a dire  suscettibile  di 
evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 
consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato 
relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal 
punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile 
di  subire  modifiche  di  rilievo  in  un  futuro  presagibile  (sentenza  del  
Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 98 consid. 
4a).

5.4 Un'incapacità  al  lavoro  del  20%  deve  essere  presa  in 
considerazione  per  il  calcolo  dell'incapacità  al  lavoro  media  giusta 
l'art. 29  cpv.  1  lett.  b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare 
sull'invalidità  e la  grande invalidità  nel  suo tenore applicabile  fino al  
31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des 
autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI  [Pratique  VSI]  1998  p. 126 
consid. 3c).

6.

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 
110 V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 

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il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito  
che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido;  metodo  generale  del 
raffronto dei redditi).

6.2 L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di 
principio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla 
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa.

6.3 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c).

7.

7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di  
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 282 consid. 4a).

7.2 Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione 
o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle 
prove,  di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).

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7.3 In  virtù  degli  art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con 
l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 
(PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 
fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove 
necessarie e le valuta liberamente.

8.

8.1 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria 
(anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure 
sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, 
logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un  rapporto 
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la  
sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo 
contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3a).

8.2 In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la 
giurisprudenza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi 
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a  
disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, 
da  un  punto  di  vista  medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del 
Tribunale  federale  U  505/06  del  17  dicembre  2007).  Ragioni  che 
possono indurre il giudice a non fondarsi su un tale referto sono ad 
esempio  affermazioni  contraddittorie,  il  contenuto  di  una 
superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi per farlo e, 
meglio, se l'opinione di altri  esperti  appare sufficientemente fondata 
da  mettere  in  discussione  le  conclusioni  peritali  (sentenza  del 
Tribunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

8.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha 
precisato  che  esse  contengono  considerazioni  specialistiche  che 
possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico.  
Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia 
giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a 
mettere  in  discussione la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata 
dall'amministrazione  (DTF  125  V  351).  Giova  altresì  rilevare  come 

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debba  essere  considerato  con  la  necessaria  prudenza  l'avviso  dei 
medici  curanti,  i  quali  possono tendere a pronunciarsi  in favore del 
proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno 
con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).

8.4 Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici  
contraddittori  il  giudice non può evadere la vertenza senza valutare 
l'intero  materiale  e  indicare  i  motivi  per  cui  egli  si  fonda  su  un 
rapporto  piuttosto che su un altro. Al  riguardo va tuttavia  precisato 
che  non si  può  pretendere  dal  giudice  che raffronti  i  diversi  pareri 
medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista 
medico,  come farebbe un  perito,  i  punti  in  cui  si  evidenziano delle 
carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale 
federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

9.

9.1 Dalla  documentazione  medica  agli  atti  emerge  che  il  ricorrente 
soffre segnatamente di  esiti di recente infarto miocardico acuto (IMA) 
posteriore  sottoposto  a  triplice  angioplastica  coronarica  percutanea 
transluminare  (PTCA)  e  stent  in  soggetto  iperteso  dislipidemico, 
lombosciatalgia  bilaterale  specie  sinistra  in  soggetto  con  ernia  del 
disco (EDD) lombare con attuale impegno funzionale moderato, lieve 
ansia reattiva (cfr. perizia medica particolareggiata E 213 del 5 aprile 
2007 e rapporto medico del 14 aprile 2007; doc. 21 e 27).

9.2 Si  tratta  di  affezioni  di  carattere  labile,  ossia  suscettibili  di 
migliorare o peggiorare. Ne discende che, in mancanza di uno stato di 
salute  sufficientemente  stabilizzato,  è  inapplicabile  la  prima  lettera 
dell'art. 29 cpv. 1 LAI,  per cui  può entrare in  considerazione solo la 
seconda lettera della citata norma legale, la quale prevede un termine 
di  attesa di  un anno. Pertanto, il  ricorrente potrebbe pretendere una 
rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  solo  a  partire  dal 
momento in cui ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità 
lavorativa di almeno il 40% durante un anno.

10.

10.1 Nella fattispecie in esame, occorre determinare se il ricorrente ha 
subito nel periodo determinante (cfr. consid. 3.3 del presente giudizio), 
e  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa  media  di 
almeno il 40% durante un anno giusta l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI.

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10.2 Dalle  carte  processuali  emerge  che  il  ricorrente  ha  esercitato 
un'attività  lucrativa sino all'ottobre del  2002. In  particolare,  da aprile 
del 1998 è stato alle dipendenze della ditta B._______, come autista, 
in ragione di 46 ore alla settimana. Dalle indicazioni fornite dal datore  
di  lavoro  l'insorgente  risulta  essere  stato  licenziato  con  effetto 
immediato  il  31  ottobre  2002  (doc.  11).  Non  appare  che 
successivamente abbia ancora lavorato, neppure dopo il rimpatrio che, 
per quanto emerge dalle carte processuali, è avvenuto nella seconda 
metà del 2006 (doc. 7 e 9).

10.3

10.3.1 Nel suo rapporto del 28 gennaio 2008, il dott. C._______, del 
SMR Rhône, ha constatato, sulla base della documentazione medica 
agli atti, che il ricorrente ha sofferto di un infarto nel gennaio del 2007,  
che  ha  subito  tre  interventi  di  angioplastica  coronarica  destra  con 
impianto  di  stent  nel  gennaio,  marzo  ed  aprile  del  2007,  che  tali 
interventi sono risultati privi di complicanze e che gli esami attestano 
una frazione di eiezione (FE) del 55% nel gennaio del 2007. Ha pure 
segnalato che nella perizia medica E 213 del 5 aprile 2007 (doc. 21) è  
fatto  certo  riferimento  a  precordalgia,  cardiopalmo,  lombosciatalgia 
sinistra con limitazione funzionale moderata e lieve ansia nonché ad 
un'incapacità lavorativa totale nella  precedente professione d'autista, 
ma pure  alla  possibilità  d'esercitare  un  regolare  lavoro  leggero. Dal 
rapporto  psichiatrico  del  13  settembre  2007  (doc.  28)  risulta  altresì 
che  l'insorgente  soffre  di  un  disturbo  depressivo  ed  ansioso  in 
trattamento  e  che  il  medesimo  presenta  deflessione  del  tono 
dell'umore,  labilità  emotiva  e  disturbo  della  concentrazione,  ma  in 
detto rapporto lo specialista non si pronuncia in merito alla gravità dei 
disturbi. Il dott. C._______ ha quindi ritenuto che l'affezione cardiaca di 
cui  soffre  l'insorgente  –  infarto  nel  gennaio  del  2007  sottoposto  ad 
angioplastiche  con  impianto  di  stent  –  impedisce  al  medesimo 
l'esercizio  della  precedente  attività  di  autista  di  mezzi  pesanti  dal 
gennaio  del  2007,  ma  che  tale  patologia,  come  pure  le  ulteriori 
affezioni  menzionate,  non  comportano  alcuna  limitazione  funzionale 
determinante  in  un'attività  confacente  al  suo  stato  di  salute,  attività 
che  avrebbe  potenzialmente  potuto  essere  esercitata  dal  1°  giugno 
2007 (doc. 30 e 30.1).

10.3.2 Questo  Tribunale  non  ha  ragione  di  scostarsi  dal  suddetto 
apprezzamento, benché nella perizia medica particolareggiata E 213 

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del 5 aprile 2007 (doc. 21) sia stata postulata un'incapacità al lavoro 
del  70%  in  qualsiasi  attività  sostitutiva  anche  adeguata.  Tale 
valutazione non è però corroborata da riscontri oggettivi né nella citata 
perizia  né  in  altri  documenti  medici  agli  atti,  segnatamente  da 
indicazioni precise, affidabili e oggettivabili sull'esistenza di problemi di  
salute  maggiori  di  quelli  ritenuti  dal  medico  del  SMR  e  suscettibili  
d'incidere  sulla  capacità  lavorativa  dell'insorgente  anche  in  attività 
sostitutive adeguate.

10.3.3 L'insorgente ha certo affermato, in sede di ricorso e di replica, 
che le affezioni di  cui soffre non gli  consentono di  esercitare alcuna 
attività  lucrativa  e  giustificano  un'invalidità  nella  misura  del  70%. 
Tuttavia, non ha prodotto nuova documentazione medica suscettibile di 
dimostrare la pretesa invalidità. Non soccorre il  ricorrente neppure il 
fatto che sia stato riconosciuto invalido ai sensi del diritto italiano (v. 
doc. TAF 1, segnatamente la copia del verbale del 16 aprile 2007 della 
Commissione  di  prima  istanza  per  l'accertamento  degli  stati  di 
invalidità  civile  di  D._______).  Giova  in  effetti  rammentare  che  la 
valutazione  di  un'autorità  straniera  con  riferimento  all'incapacità 
lavorativa di un assicurato non vincola di principio le autorità svizzere 
nell'apprezzamento del caso secondo il diritto svizzero (v. sentenza del 
Tribunale  federale  I  435/02  del  4  febbraio  2003  consid.  2  nonché 
consid. 2.4 del presente giudizio).

10.3.4 In siffatte circostanze, ben poteva l'autorità inferiore decidere il 
caso sulla base della documentazione medica agli  atti  senza dovere 
procedere  d'ufficio  ad  ulteriori  accertamenti,  non  risultando  dalla 
documentazione sufficienti  indizi  che potessero giustificare dubbi  od 
incertezze  riguardo  all'esito  della  causa  per  quanto  attiene  alla 
valutazione medica sulla residua capacità lavorativa dell'insorgente. In 
altri  termini, sulla scorta della citata documentazione medica nonché 
delle  considerazioni  che  precedono,  questo  Tribunale  ritiene  che 
risulta giustificato l'apprezzamento dell'autorità inferiore secondo cui il  
ricorrente, da gennaio 2007, non avrebbe più potuto svolgere il lavoro 
di  autista  di  mezzi  pesanti,  ma  a  lui  sarebbero  comunque  state 
proponibili  al  100%, a partire  dal  1°  giugno 2007,  attività  sostitutive 
leggere e adeguate al suo stato di salute, quali quelle di custode di un 
immobile, sorvegliante di posteggio o museo, magazziniere, addetto a 
piccole consegne con veicolo, addetto alla vendita per corrispondenza, 
venditore,  riparatore  di  piccoli  apparecchi  od  articoli  domestici, 
cassiere,  venditore  di  biglietti,  impiegato  d'ufficio  (addetto  alla 

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distribuzione  della  posta  interna,  ricezionista,  scansione  ottica  di 
documenti, archiviazione).

11.
Infine, occorre esaminare la conformità del tasso d'invalidità calcolato 
dall'autorità inferiore.

11.1 Questo  Tribunale  osserva,  con  riferimento  al  calcolo  effettuato 
dall'autorità inferiore sulla base dei menzionati dati statistici del 2006 
per la determinazione del tasso d'invalidità, che l'UAIE ha considerato 
quale reddito da valido quello conseguibile dal ricorrente nel 2006 in 
Svizzera come autista, ossia fr. 4'416.43, ed ha ritenuto quale reddito 
da invalido, quello ottenibile in attività di tipo leggero, ossia fr. 4'054.18 
mensili, secondo le basi di calcolo di cui al documento n. 31  (per un 
tasso d'invalidità dell'8%; il  calcolo della perdita di guadagno è stato  
indicato  come  segue:  [(4'416.43  –  4'054.18)  x  100]  :  4'416.43  = 
8,20%),  che  non  vi  è  motivo  per  un  intervento  d'ufficio  di  questo 
Tribunale.

11.2 Peraltro,  se si  volesse fare  riferimento  ai  dati  statistici  tabellari 
dell'anno 2008  e  non  del  2006  (per  verificare  se sia  eventualmente 
subentrata  una  modifica  di  rilievo  dei  dati  ipotetici  di  riferimento  al 
momento in cui avrebbe potuto al più presto nascere – nel gennaio del  
2008  –  il  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità),  andrebbe  tenuto  conto  di  un  salario  mensile  senza 
invalidità di fr. 4'587.47 (tenuto conto di un salario medio mensile nel  
2001  di  fr.  4'170.83  secondo  l'estratto  del  conto  individuale 
dell'interessato  della  Cassa  svizzera  di  compensazione  [doc.  1] 
indicizzato al  2008 [l'indice dei salari  nominali  per la categoria degli 
uomini è passato da 1902 nel 2001 a 2092 nel 2008; cfr. statistiche 
pubblicate  dall'Ufficio  federale  di  statistica])  e  di  un  salario  mensile 
medio con invalidità di fr. 4'094.05 (tenuto conto di  un salario medio 
mensile di fr. 4'291.-- nella categoria “servizi pubblici e personali” e di  
fr.  4'436.--  nella  categoria  “commercio  al  dettaglio  e  riparazioni” 
nonché  di  un  orario  medio  usuale  di  41.7  ore  settimanali  [cfr. 
statistiche pubblicate dall'Ufficio federale di statistica] e della presa in 
considerazione di una riduzione del 10%, la quale appare ammissibile 
tenuto conto della giurisprudenza di cui a DTF 126 V 75).

11.3 Dal confronto fra il  reddito da valido di  fr. 4'587.47 e quello da 
invalido  di  fr.  4'094.05  consegue  la  determinazione  di  un  grado 
d'invalidità  del  10,75% [(4'587.47 – 4'094.05)  x  100 : 4'587.47],  che 

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esclude il riconoscimento del diritto ad una rendita dell'assicurazione 
svizzera per l'invalidità.

11.4 Per conseguenza, il ricorso, destituito di fondamento, non merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

12.

12.1 Visto l'esito della  procedura,  le  spese processuali,  di  fr. 300.--, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché 
art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili  nelle  
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio 
2008  [TS-TAF, RS  173.320.2]).  Esse  sono  computate  con  l'anticipo 
spese, di identico ammontare, versato dal ricorrente stesso il 7 ottobre 
2008.

12.2 Al  ricorrente,  soccombente,  non spetta  altresì  alcuna indennità 
per spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con 
l'art.  7  cpv. 1  e  2  TS-TAF a  contrario).  Peraltro,  le  autorità  federali, 
quand'anche vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a 
titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili  
nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 17

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 300.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo spese di  fr. 300.--,  versato il  7 ottobre 2008, è computato 
con le spese processuali.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (Raccomandata con avviso di ricevimento)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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