# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 01e3a11a-7069-5fb9-9e76-06348197831b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-01
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 01.04.2010 D-1976/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1976-2010_2010-04-01.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1976/2010/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 °  a p r i l e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione di Daniel Schmid, giudice;
cancelliere Carlo Monti;

A._______, nato il (...),
Nigeria,,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 25 marzo 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1976/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro 
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 1° e del 15 marzo 2010;

il rapporto della polizia nigeriana dell'(...) e la lettera del fratello dell'in-
teressato datata (...), inviate per fax il 3 marzo 2010;

la  decisione  dell'UFM  del  25 marzo 2010,  notificata  all'interessato  il 
medesimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del 26 marzo 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 29 marzo 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF) in 
data 29 marzo 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni  previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

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che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in-
feriore,  è  particolarmente toccato dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere impu-
gnato non può essere esteso alla questione della concessione dell'a-
silo, che presuppone una decisione nel merito della domanda stessa;

che, di conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla conces-
sione dell'asilo è inammissibile;

che,  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie dette condizioni d'ammissibilità;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano di etnia igbo, nato a 
B._______, C._______, e avente l'ultima residenza a D._______, nel 
E._______,  fino  al  (...)  (cfr.  verbale  d'audizione  del  1° marzo 2010, 
pagg. 1 e 2); che esso avrebbe lasciato il suo Paese d'origine nel (...) 
per  il  timore  di  essere  arrestato  dalle  autorità  e  di  non  poter 
beneficiare di un equo processo per aver ucciso, per legittima difesa, il 
proprio cugino durante una disputa riguardante un terreno di famiglia; 
che suo zio lo starebbe cercando e sarebbe intenzionato ad ucciderlo 
per vendicare la morte del proprio figlio (cfr. ibidem, pag. 6); che egli 
sarebbe espatriato senza documenti,  recandosi in un primo tempo a 
F._______  e  nascondendosi  nella  stiva  di  una  nave  diretta  in 
Germania,  ove  egli  sarebbe  giunto  il  12 febbraio 2010;  che  egli  ha 
affermato di non sapere dove sarebbe sbarcato in Germania, di non ri-
cordare nulla a riguardo dei luoghi transitati, e di essere salito su di un 

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treno scelto a caso giungendo a G._______ "non so come e con aiuti 
vari, di cui non ricordo nulla" (cfr. ibidem, pagg. 8 e 9);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi-
tà;

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11  agosto  1999  (OAsi  1,  RS 142.311); che  dall'altro  lato, 
detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie nonché le allegazioni del ri-
corrente come non rilevanti ai sensi dell'art. 3 LAsi;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità,  dichiarato di essere stato in possesso 
sia della carta d'identità che del passaporto, ma di averli smarriti e di 
non  essere  in  grado  di  procurarne  delle  copie,  considerando  come 
scusabili i motivi della mancata presentazione di documenti e facendo 
osservare che nel caso di un rimpatrio egli non potrebbe contare su di 
un adeguato processo, vista la corruzione che vige in Nigeria e l'im-
possibilità personale di permettersi un buon avvocato; 

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua domanda d'asilo; ha contestato l'esigibilità dell'allontanamento ver-
so il proprio paese ed ha, altresì, presentato una domanda di dispensa 
dal  versamento dell'anticipo equivalente alle  presunte spese proces-
suali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do-
manda; 

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che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al-
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi-
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti-
colari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non sono documenti 
validi  giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. a LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi, 
come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di na-
scita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi 
(cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre un mese dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che, per di più, egli si è semplicemente limitato a dichiarare di avere ri-
chiesto il passaporto alcuni anni fa poiché "era di moda" (cfr. verbale 
d'audizione del 1° marzo 2010, pagg. 3 e 4) e di averlo smarrito circa 
sette od otto anni fa e di non aver desiderato di richiederne una copia 
(cfr. ibidem, pag. 4);

che, oltre a ciò, interrogato sul proprio viaggio, il ricorrente non è riu-
scito a corroborare della benché minima verosimiglianza il proprio rac-
conto, risultando infatti impossibile che egli non si ricordi né come si 
chiamasse la nave, né che cosa trasportasse, né chi l'avrebbe aiutato 
e neppure il luogo da cui sarebbe partito (cfr. verbale d'audizione del 
1° marzo 2010, pag. 9); che il ricorrente non è stato in grado di specifi-
care null'altro o fornire dettagli che possano donare credibilità al pro-
prio racconto, apparendo quindi vago ed impreciso; non è inoltre vero-
simile che egli sia giunto in Svizzera in seguito ad una successione di 
percorsi casuali, durante i quali egli non avrebbe mai subito alcun tipo 
di controllo, ed inoltre che, a prescindere dalle allegazioni palesemen-
te  inverosimili  di  cui  sopra,  vale  sottolineare  che  varcare  il  confine 

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Schengen senza subire alcun controllo, come il ricorrente ha dichiara-
to di aver fatto, risulta ad oggi pressoché impossibile;

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per bisogni di causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla-
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempia manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risul-
tare  sia dalla  manifesta  inconsistenza sia  dalla  manifesta  irrilevanza 
dei motivi d'asilo addotti; che la manifesta irrilevanza può risultare, fra 
l'altro, dalla palese assenza di una sufficiente intensità dei pregiudizi, 
dall'inattualità  degli  stessi  nonché  dall'evidente  esistenza  di 
un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di 
un'appropriata  protezione  statale  contro  l'agire  illegittimo  di  terzi 
(DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

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che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria per il timore di essere arrestato dalle autorità e di venire 
ucciso dallo zio per avere a propria volta assassinato il proprio cugino; 
che egli non si sarebbe però rivolto alle autorità né per giustificare le 
proprie azioni, in particolare per dichiarare di essere stato aggredito e 
picchiato dal cugino e di avere dunque agito per legittima difesa e di 
essere in grado di presentare testimoni oculari (cfr. verbale d'audizione 
del  15 marzo 2010,  pagg. 6-8),  né  per  invocare  protezione  dalle  mi-
nacce  dello  zio  (cfr.  verbale  d'audizione  del  1° marzo 2010,  pag. 6 
e 7);

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri-
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che basti  rilevare che  gli  atti  commessi non costituiscono manifesta-
mente un azione suscettibile di giustificare una protezione internazio-
nale ai sensi del diritto d'asilo, tanto meno non v'è ragione di ritenere 
che l'insorgente non possa ottenere dalle autorità in Nigeria, se oppor-
tunamente sollecitate, un'appropriata protezione contro l'eventuale fu-
turo agire illegittimo di terzi nei suoi confronti;

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret-
tamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, tanto meno, a mente di questo Tribuna-
le, le allegazioni prodotte sarebbero state di un'intensità tale da essere 
considerate decisive in materia d'asilo né che si evincono elementi da 
cui dedurre che al ricorrente gli sarebbe stata preclusa un'appropriata 
protezione contro le persecuzioni statali (cfr. GICRA 2006 no 18);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulterio-
ri accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato del-
l'insorgente medesimo;

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista del-
l'ammissibilità  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale 
E-423/2009 dell'8 dicembre 2009 consid. 8, destinata alla pubblicazio-
ne);

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che,  quo  alla  liceità  dell'allontanamento  nel  paese  d'origine  del 
ricorrente, il  TAF, senza aver motivo per discostarsi  dalla sua attuale 
prassi,  ritiene che né dal rapporto di Amnesty International del 2009 
allegato  dal  ricorrente  né  dagli  atti  emergono  elementi  da  cui 
desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in 
Nigeria  possa violare l'art. 25 cpv. 2 della  Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o possa esporre l'insorgente in patria al rischio rea-
le ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per 
la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-
danti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en-
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi-
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

che, inoltre, notoriamente, la situazione vigente in Nigeria non appare 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 

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coinvolga l'insieme della  popolazione nell'integralità  del  territorio  na-
zionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane ed 
ha vissuto ad B._______ fino al (...), ed in seguito D._______, ove vi-
vono ancora lo zio, con il quale avrebbe vissuto dal (...) al (...), e diver-
se zie e diversi zii con cugini; inoltre la madre, un fratello e la sorella 
abiterebbero ancora ad B._______: si può dunque constatare l'esisten-
za di una solida rete sociale in patria; che l'insorgente non ha nemme-
no preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che pos-
sano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica 
Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso 
in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame d'uffi-
cio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Sviz-
zera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria  diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese pro-
cessuali è divenuta senza oggetto;

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che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in 
materia  di  diritto  pubblico dinanzi  al  Tribunale federale (art. 83 litt. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
G._______ (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)

- all'UFM, Centro di  registrazione e di  procedura di  G._______ (via 
fax, per l'incarto N (...), con preghiera di notificare la sentenza al ri-
corrente e di  ritornare l'avviso di  ricevimento allegato al  Tribunale 
amministrativo federale)

- H._______ (via fax)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione: 

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