# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a9e9a3ed-e66c-57db-a0c0-4ffb445d6905
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-08-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.08.2008 D-1496/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1496-2008_2008-08-15.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1496/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  a g o s t o  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Regula Schenker Senn, 
cancelliera Chiara Piras.

A._______,
B._______,
C._______, Mongolia,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 
3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 4 marzo 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1496/2008

Fatti:

A.
Il  27  dicembre 2007,  gli  interessati  hanno  presentato  una  domanda 
d'asilo in Svizzera. Hanno dichiarato, in sostanza e per quanto qui di 
rilievo (cfr. verbali d'audizione del 4 e del 26 febbraio 2008), d'essere 
espatriati nell'ottobre rispettivamente nel novembre 2004 per recarsi in 
Francia,  dove  hanno  vissuto,  prima  come  richiedenti  l'asilo,  poi 
illegalmente,  fino  al  [...]  2007,  quando  sono  entrati  in  Svizzera. 
Avrebbero  lasciato  il  loro  Paese  d'origine  dopo  che  l'interessato 
sarebbe stato condannato ad una pena di 11 anni, per l'uccisione di un 
suo  collega  di  lavoro.  Dichiarandosi  innocente  e  vittima  di  un 
complotto,  l'interessato  avrebbe  approfittato  di  un  congedo 
accordatogli  dalle  autorità  nel  [...]  2004 per  lasciare il  Paese con la 
moglie  e  la  figlia.  Arrivati  in  Francia,  gli  interessati  avrebbero 
presentato domanda d'asilo, ricevendo però una risposta negativa. Da 
allora  avrebbero  vissuto  in  Francia  illegalmente  fino  al  [...]  2007, 
quando alla  stazione  nord  di  D._______,  l'interessato  sarebbe  stato 
intercettato  da  due  amici  della  vittima,  venuti  in  Francia  con 
l'intenzione di vendicarla.

B.
Il 4 marzo 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 34 cpv. 2 lett. a della  legge sull'asilo del  26 giugno 
1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  pure  pronunciato 
l'allontanamento  degli  interessati  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  la  Francia  siccome  lecita,  esigibile  e 
possibile (v. accordo di riammissione Franco-Svizzero del [...]). 

C.
Il  5  marzo  2008,  gli  interessati  hanno  inoltrato  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata 
decisione dell'UFM. Hanno chiesto, in via principale, l'annullamento del 
provvedimento litigioso e la trasmissione degli atti di causa all'autorità 
inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  loro  domanda 
d'asilo,  e  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione 
provvisoria.  Hanno  altresì  presentato  una  domanda  d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese 
processuali e del relativo anticipo. 

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D.
Il 13 marzo 2008, con decisione incidentale, il TAF ha respinto, per i 
motivi  ivi  indicati  (ricorso  privo  di  probabilità  d'esito  favorevole),  la 
domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle 
presumibili  spese processuali  ed ha invitato i  ricorrenti  a versare un 
siffatto anticipo, di fr. 600.--, entro il 25 marzo 2008, con comminatoria 
d'inammissibilità  del  gravame  in  caso  di  decorso  infruttuoso  del 
termine. 

E.
Il 17 marzo 2008, i ricorrenti hanno tempestivamente versato l'anticipo 
richiesto. 

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi, e art. 83 lett d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]). 

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS 
172.021), nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi. 

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinate  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua. 

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano. 

4.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che il  14 dicembre 
2007, la Francia è stata designata dal Consiglio federale come Stato 

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terzo sicuro, dove sussiste la presunzione del rispetto del principio di 
divieto  di  respingimento.  Detto  Ufficio  constata  che  gli  insorgenti 
hanno dichiarato loro stessi di  avere soggiornato in Francia prima di 
entrare in  Svizzera. Inoltre, i  ricorrenti  non avrebbero presentato dei 
motivi  per  invalidare  la  summenzionata  presunzione  ma  avrebbero 
invece semplicemente dichiarato di non volere rientrare in Francia per 
paura  di  essere  incarcerati  e  rinviati  in  patria.  L'UFM  sottolinea  la 
competenza delle autorità francesi a valutare le possibilità di un rinvio 
in patria e ribadisce, che potranno rivolgersi alle autorità francesi per 
ottenere un'appropriata protezione contro un'eventuale agire illegittimo 
di terzi nei loro confronti. Infine, nei loro racconti dei fatti,  i ricorrenti 
avrebbero reso versioni divergenti e si sarebbero contraddetti più volte 
riguardo alle modalità del processo subito dal ricorrente e riguardo alle 
minacce  alle  quali  è  stata  sottoposta  la  ricorrente  da  parte  della 
famiglia del marito. 

5.
Nel  gravame,  i  ricorrenti  fanno  valere  che  A._______  è  stato 
condannato ingiustamente alla pena di undici anni nonché maltrattato 
ed  umiliato  in  carcere. Inoltre,  sostengono  che anche se  la  Francia 
viene  riconosciuta  come  paese  sicuro,  tornandoci  non  avrebbero 
“nessuna  prospettiva,  né  alloggio,  né  mezzi  per  sopravvivere”  (cfr. 
ricorso  pag.  2).  Infine,  gli  insorgenti  sostengono  che  in  Francia 
correrebbero il rischio essere rimpatriati immediatamente. 

6.

6.1 Secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
il Consiglio federale designa gli Stati terzi sicuri in cui, secondo i suoi 
accertamenti, vi è una protezione effettiva dal respingimento ai sensi 
dell'art. 5 cpv. 1 LAsi. 

6.2 Giusta l'art. 34 cpv. 2 LAsi, non si entra nel merito di una domanda 
d'asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro secondo 
l'art.  6a  cpv.  2  lett.  b  LAsi  nel  quale  aveva  soggiornato 
precedentemente. Giusta l'art. 34 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 non si applica se 
in  Svizzera  vivono persone con cui  il  richiedente  intrattiene rapporti 
stretti  o  suoi  parenti  stretti  (lett.  a),  se  il  richiedente  adempie 
manifestamente la qualità di rifugiato secondo l'art. 3 LAsi (lett. b), o 
se  vi  sono  indizi  che  nello  Stato  terzo  non  vi  sia  una  protezione 
effettiva dal respingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi (lett. c).

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7.

7.1 Le  condizioni  d'applicazione  dell'art.  34  cpv. 2  lett.  a  LAsi  sono 
manifestamente adempite, essendo incontestato che i ricorrenti hanno 
soggiornato in Francia precedentemente al loro arrivo in Svizzera. È 
inoltre  stabilito  che  la  Francia  –  designata  come  Stato  sicuro  dal 
Consiglio  federale  il  14  febbraio 2007 –  ha dato  il  suo accordo alla 
riammissione  degli  insorgenti,  in  applicazione  dell'Accordo  del  28 
ottobre  1998  tra  il  Consiglio  federale  svizzero  ed  il  Governo  della 
Repubblica  francese  sulla  riammissione  delle  persone  in  situazione 
irregolare (RS 0.142.113.49).

7.2  Questo Tribunale osserva, altresì, che dalle carte processuali non 
emergono  elementi  da  cui  si  possa  desumere  che  in  Svizzera  si 
trovino persone con cui i ricorrenti intrattengano rapporti stretti o che 
siano loro parenti  stretti. Da quanto esposto, discende che nel  caso 
concreto non sono dati i presupposti dell'art. 34 cpv. 3 lett. a LAsi.

7.3  Contrariamente  a  quanto  preteso  nel  gravame,  i  ricorrenti  non 
sono manifestamente riusciti a comprovare la propria qualità di rifugiati 
secondo l'art. 3 LAsi. Il TAF rileva, altresì, che i ricorrenti non hanno 
presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove 
suscettibili  di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di 
cui all'impugnata decisione, delle allegazioni decisive in materia d'asilo 
da loro presentate in corso di procedura. Quest'ultime s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF 
in relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 37 LTAF ed all'art. 4 PA). Basti ancora 
rilevare che non compete  alle  autorità  svizzere  di  pronunciarsi  sulla 
presunta  ingiustizia  della  sentenza  emessa  dalle  autorità  giudiziarie 
mongole  nei  confronti  del  ricorrente. Inoltre,  di  regola  una sentenza 
ingiusta o un'errore giudiziario ai danni dell'insorgente è irrilevante in 
materia  d'asilo,  senza  che  il  ricorrente  abbia  presentato  argomenti 
precisi  e  seri  suscettibili  di  giustificare un'eccezione alla  regola. Per 
conseguenza,  e  allo  stato  attuale  degli  atti  di  causa,  l'UFM  ha 
rettamente  considerato  come  del  tutto  prive  di  fondamento  le 
dichiarazioni rese dai ricorrenti. In virtù di quanto precede, nel caso di 
specie,  l'eccezione  prevista  dall'art.  34  cpv.  3  lett.  b  LAsi  non  è 
applicabile.

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7.4 Dato che la Francia è considerata uno Stato terzo sicuro, incombe 
agli  insorgenti  invalidare  la  presunzione  di  protezione  effettiva  dal 
respingimento. Nella fattispecie, i ricorrenti non sono manifestamente 
riusciti  in  tale  intento.  Infatti,  nell'incartamento  non  vi  sono  indizi 
secondo  cui  le  autorità  francesi,  confrontate  ad  elementi  e  prove 
suscettibili  ad  attestare  la  qualità  di  rifugiati,  non  accorderebbero 
un'appropriata protezione. Infine, il fatto che gli insorgenti, a loro dire, 
non  dispongano  in  Francia  di  nessuna  prospettiva,  né  alloggio,  né 
mezzi  per  sopravvivere  (cfr.  ricorso  pag.  2),  appare  irrilevante  in 
materia  d'asilo.  Pertanto,  l'art.  34  cpv.  3  lett.  c  LAsi  non  trova 
applicazione nella fattispecie. 

8.
Di  conseguenza,  il  ricorso  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata.

9.
Per gli  stessi  motivi,  non emerge dalle carte processuali  alcun serio 
indizio  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  dei 
ricorrenti  in  Francia  possa  violare  l'art.  25  cpv. 2  della  Costituzione 
federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 
101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 
1951  (Conv.,  RS  0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento) 
nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli 
stranieri  (LStr,  RS  142.20)  o  esporre  i  ricorrenti  al  rischio  reale  ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 
novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

9.1 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
che  né la  nota  situazione  generale  esistente  in  Francia,  che  non  è 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale, né altri motivi deducibili dalle carte processuali conducono 
a pensare che, in caso d'allontanamento in questo Paese, vi sia una 
messa in pericolo concreta degli insorgenti. 

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9.2 Inoltre,  i  ricorrenti  sono  giovani,  hanno  una  certa  esperienza 
professionale e non hanno altresì  preteso nel  gravame di  soffrire  di 
gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  un'ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24), senza che ad un 
esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una 
permanenza  degli  insorgenti  in  Svizzera  per  motivi  medici.  Per 
sovrabbondanza,  giova  rilevare  che  in  Francia  risiede  la  figlia 
minorenne dei ricorrenti. 

9.3 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Le 
autorità francesi si sono dichiarate disposte a riammettere i ricorrenti 
sul  loro  territorio.  L'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque  pure 
possibile.

10.
I  ricorrenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo 
relativa  a  questioni  procedurali  dell'11  agosto  1999  [OAsi  1,  RS 
142.311]).

11.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per  le  ragioni  indicate  al  considerando  9  del  presente  giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata. 

12.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

13.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 
PA nonché 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008  [TS-TAF,  RS  173.320.2]).  L'anticipo,  di  fr.  600.--,  versato  dai 
ricorrenti il 17 marzo 2008 è computato con le spese processuali. 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico dei ricorrenti. 
L'anticipo  di  fr.  600.--,  versato  dagli  insorgenti  il  17  marzo  2008,  è 
computato con le spese processuali. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrenti (plico raccomandato)
- UFM, Divisione dimora e aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N )
- E._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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