# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4b7b2f8a-04be-5883-94d1-8fddcc8420ea
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.09.2003 32.2002.143
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-143_2003-09-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.143

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  22 settembre
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 28 ottobre 2002
di

 

 

	
   

  	
  ____________ 

  rappr. da: ___________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 30 settembre 2002
  emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1954, di professione impiegata fino al 1974, in seguito casalinga, dal
1992 è affetta da dorso-lombosciatalgia, da depressione nervosa e soffre di
disturbi causati da una disfunzione tiroidea (come risulta dal rapporto medico
del 1° ottobre 2000 del Dr. __________ all'AI, cfr. doc. AI _).

 

                                         Nel mese
di settembre 2000 ella ha presentato una domanda tendente all'ottenimento di
prestazioni assicurative AI per adulti.

                                         In
relazione a tale domanda, l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha espletato
un'inchiesta economica per le persone che si occupano dell'economia domestica
(cfr. doc. AI _) e ha dato incarico al SAM di stendere una perizia al fine di
valutare lo stato di salute dell'assicurata e un’eventuale incapacità
lavorativa (cfr. doc. AI _).

 

                               1.2.   Con proposta
di decisione 7 agosto 2002 l'UAI ha deliberato che:

 

" 
(…)

Dalla documentazione acquisita all'incarto, ed in
particolare dall'inchiesta esperita oggettivamente a domicilio dalla nostra
collaboratrice risulta che per le limitazioni incontrate nello svolgimento
delle abituali mansioni richieste dalla conduzione dell'economia domestica è
giustificata un'inabilità del  16 %.

Tale percentuale è insufficiente per il diritto
ad una rendita d'invalidità.

 

Pertanto, la sua domanda di prestazioni è
respinta.

 

Le abbiamo presentato un progetto di decisione.
Prima di notificare una decisione munita dei mezzi di diritto, le diamo la
possibilità di presentare, entro due settimane, per iscritto o verbalmente, le
sue eventuali osservazioni o di richiedere ulteriori spiegazioni. È anche
possibile fissare un incontro, previo appuntamento." (Doc. AI _)

 

                                         Mediante
osservazioni 13 agosto 2002 __________ ha contestato il progetto di decisione
dell'amministrazione.

 

                                         Con
scritto 16 agosto 2002 l'UAI ha comunicato all'assicurata quanto segue:

 

" 
Abbiamo ricevuto le sue osservazioni del
13.08.2002 in merito al nostro progetto di decisione tuttavia, le stesse non ci
permettono di giungere ad una differente valutazione.

 

Infatti, se medicalmente è oggettivata
l'inabilità del 50% per un'attività lucrativa esercitata fuori casa,
quest'inabilità non sussiste per l'attività di casalinga.

 

Le assegniamo un ultimo termine di 10 giorni
dalla presente per l'eventuale inoltro di ulteriori osservazioni, dopodiché
sarà intimata la relativa decisione formale con i mezzi di diritto." (Doc.
AI _)

 

                                         Con
provvedimento formale datato 30 settembre 2002 l'UAI ha confermato la proposta
di decisione, osservando:

 

" 
(…)

Dalla documentazione acquisita all'incarto, ed in
particolare dall'inchiesta esperita oggettivamente a domicilio dalla nostra
collaboratrice risulta che per le limitazioni incontrate nello svolgimento
delle abituali mansioni richieste dalla conduzione dell'economica domestica è
giustificata un'inabilità del 16%. 

Tale percentuale è insufficiente per il diritto
ad una rendita d'invalidità.

 

Le osservazioni presentate in data 13.08.2002 non
apportano elementi oggettivi atti a modificare la nostra valutazione.

 

Pertanto, la sua domanda di prestazioni è
respinta." (Doc. _)

 

                               1.3.   Contro la
decisione amministrativa è tempestivamente insorta l'assicurata, rappresentata
dall'Avv. __________, rilevando quanto segue:

 

" 
(…)

1.

La signora __________ ha presentato in data 21 settembre 2000
domanda per l'ottenimento di una rendita d'invalidità a causa della sua
situazione psico-fisica che non le permette di svolgere la sua attuale attività
di casalinga.

 

La ricorrente, di nazionalità svizzera, è nata il __________; dopo
le scuole dell'obbligo ha seguito il tirocinio d'impiegata d'ufficio che ha
interrotto, a causa di difficoltà scolastiche, senza pertanto riuscire ad
ottenere alcun diploma. In passato, la stessa è stata impiegata dapprima presso
la ditta __________, in seguito alle dipendenze della tipografia __________ e
infine alle __________. Ella ha cessato ogni attività lucrativa nell'anno 1974,
all'età di venti anni, quando ha sposato il signor __________, dal quale ha
divorziato nel 1988.

Dall'unione coniugale è nata una figlia, ora di ventisei anni, che
vive con la madre e la sostiene economicamente e psicologicamente.

 

La ricorrente ha vissuto un'infanzia tranquilla e ricorda un
ambiente famigliare paterno buono e senza problemi, al contrario descrive il
suo ex marito come una persona violenta che la picchiava e abusava di bevande
alcoliche.

I maltrattamenti del marito hanno influito negativamente
sull'equilibrio psichico della signora __________, soggetto già di per sé molto
fragile e facilmente influenzabile, infatti la stessa è caduta nella
depressione dalla quale non è più riuscita a guarire, anzi negli ultimi anni la
situazione è peggiorata con attacchi di panico, stati d'ansia, tachicardie, bulus
histericus, tosse secca nervosa, disturbi del sonno, scarso appetito e vari
tipi di fobia, in particolare agorafobia.

 

A partire dagli anni '80 la signora __________ ha iniziato ad
essere sostenuta da vari medici per cure psichiatriche, purtroppo non sono
stati raggiunti risultati positivi e la medesima presenta tuttora importanti
disturbi della personalità accompagnati da affezioni fisiche quali mal di
schiena, fibriomialgia diffusa, iperventilazione e altri fenomeni
psicosomatici.

 

 

2.

Negli anni '80 la signora __________ è seguita dal dr. __________
per cure psichiatriche e dal dr. __________; nel 1991 è sotto controllo
dell'endocrinologo dr. __________ e l'anno successivo le viene riscontrata una discopatia
alla colonna lombare.

Nel 1993 il suo medico curante __________ descrive la paziente
affetta da lombosciatalgia cronica, depressione nervosa ed ipotensione
arteriosa, mentre il dr. __________ conferma il suo stato ansioso depressivo
cronico in personalità limitata, dipendente ed infantile e secondo il suo
parere le possibilità di trattamento psicoterapeutiche appaiono molto scarse.

 

Nell'aprile del 1994 viene esperita una prima perizia SAM a
seguito della domanda di prestazioni Al della signora __________. L'assicurata,
infatti, in quell'anno ha avuto un forte peggioramento del suo stato depressivo
con sintomi di anoressia che hanno determinato il ricovero alla Clinica
__________. A quell'epoca la perizia SAM concluse per un'incapacità lavorativa
del 25%-30% come casalinga, mentre come salariata, il medico di fiducia non si
pronunciò.

 

Nel 1995 la signora __________ perde la madre che rappresenta per
lei un grande appoggio e quindi cade nuovamente in una forte depressione. In
questo periodo viene sostenuta dal dr. __________ e dal dr. __________, finché nel
2001 si rivolge al dr. __________, il quale accerta un disturbo d'ansia con
importante componente fobica determinata da paure e incubi.

 

La signora __________ ha lamentato spesso sensazioni di peso
precordiale con fitte, pertanto è stata sottoposta ad esami da parte del dr.__________,
dai quali non sono risultate patologie. La funzione della tiroide risulta pure
equilibrata.

La paziente è seguita regolarmente, una volta al mese, dal dott.
__________.

 

 

3.

A seguito del peggioramento avvenuto negli anni a seguire la morte
della madre, la signora __________ ha riscontrato grandi difficoltà ad eseguire
i lavori casalinghi e ad organizzare l'economia domestica in generale, quindi
il 21 settembre 2000 ha sottoposto nuovamente il suo caso all'ufficio dell'invalidità
postulando una rendita AI. E' stata quindi effettuata una nuova perizia presso
il SAM di Bellinzona nei giorni di 3 e 4 aprile 2002.

 

E' stato chiesto un consulto del dr. __________, il quale
conclude:

"            Per
quel che riguarda la sua diagnosi psichiatrica, si tratta di una sindrome
depressiva ricorrente non specifica, con un'inabilità lavorativa attuale del
50% e una prognosi a breve­-medio termine poco favorevole".

 

Il consulto reumatologico presso il dr. __________ ha evidenziato
che:

"            ...,
sotto l'aspetto puramente reumatologico, si può tuttalpiù attestare una
parziale incapacità lavorativa di circa il 20% per i lavori pesanti che
richiedono un carico importante per la colonna vertebrale."

 

Per quanto attiene alle conseguenze sulla capacità lavorativa, la
perizia SAM ha concluso che:

"            L'A.
presenta una capacità lavorativa globale limitata al 50% sia come casalinga,
sia come salariata. Questo è dovuto soprattutto alla patologia psichiatrica,
mentre quella reomatologica appare veramente modesta (punto 7).

Da un punto di vista reumatologico,
la patologia è modesta e raggiunge, in via teorica, un'incapacità lavorativa
non superiore al 20% in qualsiasi attività.

Il problema maggiore è dato dalla
patologia psichiatrica che presenta un 'incapacità lavorativa del 50% sia come
casalinga, sia come salariata (punto 8)".

 

Nonostante le indicazioni dei medici, da parte sua l'ufficio
dell'invalidità ha respinto la domanda di una rendita AI motivando:

"            Dalla
documentazione acquisita all'incarto, ed in particolare dall'inchiesta esperita
oggettivamente a domicilio dalla nostra collaboratrice risulta che le
limitazioni incontrate nello svolgimento delle abituali mansioni richieste
dalla conduzione dell'economia domestica è giustificabile un'inabilità del 16%.
Tale percentuale è insufficiente per il diritto ad una rendita
d'invalidità".

 

 

4.

La qui ricorrente non ritiene corretta la decisione dell'ufficio
dell'assicurazione invalidità di Bellinzona e con il presente ricorso postula
una rivalutazione del suo caso chiedendo che le venga riconosciuto un grado
d'invalidità almeno del 50%, così come indicato nella perizia SAM e dai suoi
medici di fiducia.

 

Ai fini della valutazione dell'incapacità lavorativa
dell'assicurato è di rilevanza determinante, salvo casi particolari, l'opinione
del medico anche se, normalmente, non è specialista in medicina del lavoro.
Spetta a lui descrivere le menomazioni fisiche o psichiche di cui soffre
l'assicurato specificando quali deficit funzionali ne derivano (RDAT N.
123/1985).

Per poter pretendere una prestazione secondo la LAI è comunque
necessario che sia constatabile un danno alla salute fisica o psichica.
L'accertamento medico del danno alla salute fisica, di regola, non solleva dal
profilo giuridico problemi particolari, al contrario la definizione del danno
alla salute psichica può risultare ardua, se appena si considera la divergenza
di vedute sulla "morbosità" di determinati stati o comportamenti
psichici espressa dalle diverse scuole psicopatologiche. La costante giurisprudenza
federale (DTF 110 V 275 consid. 4a) ha stabilito che la valutazione
dell'invalidità appartiene al giudice e non al medico, sebbene il giudizio
debba essere in consonanza con le informazioni mediche (RDAT N. 64/I-1992).

 

Il caso in esame è caratterizzato da due tipi di affezioni: quella
psichiatrica, con depressione e quella fisica, con mal di schiena e altri
fenomeni psicosomatici.

La patologia psichica ha iniziato a manifestarsi durante il
matrimonio e con il tempo è andata peggiorando sempre più, mentre con ogni
probabilità i problemi fisici sono la conseguenza del forte turbamento
psicologico e la tensione a cui la ricorrente è soggetta oramai da molti anni.
Lo squilibrio psichico ha raggiunto una tale intensità che si presentano
evidenti segni di logoramento fisico che pur non configurando di per sé una
situazione di invalidità, determinano una sofferenza costante ad affrontare
anche le minime fatiche quotidiane.

 

Le affezioni sia fisiche che psicologiche che presenta la qui
ricorrente vanno valutate globalmente e soprattutto con riferimento ad una
personalità già di per sé molto immatura e fragile.

Infatti, nel 1994 il dr. __________ parla di "... struttura
gravemente dipendente ed infantile, con un'intelligenza limitata, difese che le
permettono di reagire in un modo essenzialmente passivo masochista in una
realtà vissuta come schiacciante. Temo che l'incapacità lavorativa sia totale a
lungo termine, senza reali misure terapeutiche che potrebbero chiarire questa
prognosi", allo stesso modo il dr. __________ la definisce "... una
personalità scarsamente differenziata, piuttosto infantile ed immatura, con
un'intelligenza al limite della norma".

 

Alle stesse conclusioni giungono pure i medici che l'hanno
visitata di recente, il dr. __________ conferma il disturbo d'ansia con
importante componente fobica e il dr. __________ parla di sindrome depressiva
ricorrente non specificata con un'incapacità lavorativa psichiatrica attuale
del 50%.

 

 

5.

E' fuori dubbio che una depressione innescatasi su una personalità
così labile ha determinato conseguenze gravi che impediscono alla signora
__________ di gestire l'economia domestica.

Dall'inchiesta esperita oggettivamente a domicilio dalla
collaboratrice dell'Ufficio dell'invalidità risulta che la qui ricorrente può
svolgere quasi tutti i lavori casalinghi ad eccezione di quelli pesanti e delle
commissioni fuori casa che le procurano ansia. 

Contrariamente a quanto riferito nel rapporto, appare evidente che
con questi problemi è praticamente impossibile occuparsi in modo conveniente
dell'economia casalinga. Infatti, la gestione di una casa richiede un impegno
fisico non indifferente come pure una buona capacità organizzativa e pianificatoria.
Il fatto che la signora soffre di ansie e paure fobiche le impedisce di avere
la necessaria tranquillità e serenità per occuparsi di tutte le incombenze
casalinghe.

 

La signora __________ ha spesso bisogno di una persona che la
sostenga, poiché da sola non riesce ad affrontare le piccole difficoltà e
incombenze quotidiane. In passato ella riusciva a superare con più facilità i
suoi problemi, poiché aveva l'appoggio giornaliero della madre, dal momento in
cui la figura materna è venuta a mancare le problematiche dell'assicurata sono
notevolmente peggiorate.

Bisogna poi ammettere che l'inchiesta a domicilio presenta alcuni
limiti, in quanto non è sempre facile nel corso di una visita di qualche ora
riuscire a capire le effettive difficoltà della persona interessata e stabilire
la sua capacità di gestire i lavori casalinghi, soprattutto se si tiene conto
che, nel caso concreto, le affezioni riguardano la sfera psicologica
difficilmente sondabile e apprezzabile.

 

L'instabilità psichica unitamente alla fragilità intellettiva,
nonché ai problemi fisici somatizzati determinano una situazione generale
piuttosto critica che destabilizza fortemente la signora __________ e le
impedisce di occuparsi come si conviene dell'economia domestica. E' pur vero
che la stessa ha la collaborazione della figlia, d'altra parte però non bisogna
dimenticare che la ragazza non può prendersi carico interamente della madre,
dovendo a sua volta svolgere un'attività a tempo pieno e pensare al suo futuro
sia professionale che privato.

 

La signora __________ non è in condizioni di gestire in modo
autonomo se stessa e tanto meno l'economia domestica, pertanto appare
giustificato riconoscerle perlomeno un grado d'invalidità del 50% con relativa
rendita AI." (Doc. _)

 

                               1.4.   Con risposta
8 novembre 2002 l'UAI ha proposto di respingere il gravame e ha osservato
quanto segue:

 

"  (…)

L'assicurata è attiva da parecchi lustri quale casalinga a tempo
pieno.

Ad una prima richiesta di prestazioni assicurative, inoltrata nel
maggio del 1992 e sfociata in un rifiuto, ne ha fatto seguito una seconda nel
mese di settembre del 2000.

 

Considerato come l'assicurata presenti patologie tanto dal punto
di vista fisico che psichico, l'amministrazione ha ritenuto opportuno
sottoporla ad una perizia pluridisciplinare, effettuata presso il SAM nel mese
di aprile del corrente anno (doc. n. _ inc. AI).

 

Esperita altresì l'usuale inchiesta per persone che si occupano
dell'economia domestica (doc. n. _ inc. AI), l'amministrazione ha emanato un
rifiuto di prestazioni, essendo stato accertato un grado d'invalidità pari al
16%.

 

Prontamente insorta, l'assicurata postula per contro il
riconoscimento di un grado d'invalidità del 50% almeno.

II proprio precario stato psichico le renderebbe infatti oltremodo
difficoltoso lo svolgimento delle quotidiane mansioni casalinghe.

 

Riesaminato il caso lo scrivente Ufficio ribadisce la correttezza
della propria presa di posizione.

Per quanto attiene all'aspetto medico occorre evidenziare come
nell'ambito della perizia SAM si sia dapprima stabilita un'incapacità teorica
del 50% - e meglio un'inabilità del 20% dal punto di vista reumatologico, ed
un'incapacità del 50% da quello psichico - riferita sia ad un'eventuale
attività lavorativa che a quella di casalinga.

 

In seconda battuta il perito psichiatrico, dottor __________, ha
specificato che se in un'attività lavorativa la capacità é pari al 50%, nello
svolgimento dell'attività di casalinga l'assicurata non presenta difficoltà
alcuna (doc. n. _) (dal tenore della nota pare di capire che il medico
ritenesse di dover giudicare l'assicurata quale salariata).

 

L'inchiesta esperita al domicilio dell'assicurata, nell'ambito
della quale è stato determinato un grado di impedimento globale del 16%, non si
presta inoltre a critica alcuna.

L'assistente sociale incaricata ha infatti debitamente passato in
rassegna le diverse mansioni, sempre tenendo in considerazione sia le
osservazioni formulate dalla diretta interessata che le limitazioni psico-fisiche
determinate dai periti.

Ad ogni modo, se come sostiene la ricorrente è vero che
l'assistente sociale si trova confrontata con un compito di non sempre facile
svolgimento, tuttavia la stessa è pur sempre la persona meglio piazzata per
procedere ad una siffatta valutazione, essendo stata istruita proprio a tal
fine.

II Tribunale federale ha dal canto suo sottolineato che non vi è
motivo di mettere in dubbio le conclusioni delle inchieste effettuate dai
servizi sociali, in quanto essi dispongono di collaboratori specializzati, il
cui compito consiste appunto nel procedere a tali inchieste (RCC 1984, p.
143)." (Doc. _)

 

                               1.5.   Durante
l’istruttoria, il TCA ha chiesto al SAM dei chiarimenti (cfr. doc. _),
ricevendo risposta il 16 maggio 2003 (cfr. doc. _).

                                         Le
risultanze sono state intimate alla parti per osservazioni (cfr. doc. _).

                                         La presa
di posizione della ricorrente è del 30 maggio 2003 (cfr. doc. _) mentre quella dell’UAI
del 12 giugno 2003 (cfr. doc. _).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Nel caso in
esame __________ ha chiesto il riconoscimento di una mezza rendita AI.

 

                               2.3.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

                                         Tale
legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché, secondo la
giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto
di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante
della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non pubblicata del
9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid.
1b). 

                                         Ne
consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 30 settembre
2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al
tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.4.   L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

                                         -     un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a    infermità congenita,
malattia o infortunio, e

 

                                         -     la
conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 216 ss).

                                         L'invalidità
non si confonde con l'incapacità funzionale di membra o di organi, la quale può
anche non influire sulla capacità di guadagno o menomarla in una proporzione diversa
da quella esistente fra lo stato di piena integrità fisica e psichica e lo
stato alterato da disturbi somatici o psichici. Pertanto non incombe al medico,
bensì agli organi preposti all'applicazione della legge di accertare,
fondandosi tra l'altro sulle necessarie informazioni sanitarie, l'esistenza e
il grado di un'asserita invalidità (DTF 114 V 314).

                                         Tuttavia,
perché la perdita di guadagno accertata acquisti rilevanza giuridica ai fini dell'AI,
è necessario che si trovi in rapporto causale con il danno alla salute.

                                         In altre
parole la perdita di guadagno presa in considerazione dalla legge è solamente
quella procedente dall'infermità.

                                         La
diminuzione del reddito nella misura in cui deriva da altre cause (di natura soggettiva
od economica) non è per contro, suscettibile di una valutazione giuridica ai
fini dell'erogazione della rendita. Quindi, l'assicurato che può svolgere
ancora un'ampia gamma di lavori rimunerativi a lui confacenti è tenuto - prima
di poter pretendere una rendita AI - a reintegrarsi o a farsi reintegrare in
altra attività (ad esempio dall'Ufficio del lavoro o, se sono dati i presupposti
legali, dall'URIP; cfr. RCC 1991, pag. 47, consid. 7c).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.5.   Secondo l'art.
28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito
del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e
dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).

 

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età
dell'assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini,
Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag.
232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage,
pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                               2.6.   Se, però, un
assicurato maggiorenne non esercitava un'attività lucrativa prima di essere
invalido, l'applicazione nei suoi confronti del concetto dell'incapacità di
guadagno non è possibile poiché - in simili condizioni - l'invalidità non può
cagionare una vera e propria perdita di guadagno. Ciò, in special modo, se
"non si può esigere da lui l'esercizio di una attività lucrativa".

                                         Per
questo motivo l'art. 5 LAI parifica "l'impossibilità di svolgere le
proprie mansioni consuete" all'incapacità al guadagno (metodo specifico di
calcolo dell'invalidità, SVR 1996 IV Nr. 76 p. 221 consid. 1; RCC 1986 p. 246 consid.
2b; DTF 104 V 136; Valterio, op.cit, p. 199).

                                         A sua
volta, l'art. 27 cpv. 1 e 2 OAI, precisa:

 

"  L'invalidità
degli assicurati senza attività lucrativa nel senso dell'articolo 5 capoverso 1
LAI è calcolata in funzione dell'impedimento ad adempiere le loro mansioni
consuete.

Per mansioni consuete di un assicurato occupato
nell'economia domestica s'intendono gli usuali lavori domestici e, se è il
caso, l'attività svolta nell'azienda del coniuge e l'educazione dei figli; per
mansioni consuete dei religiosi s'intende ogni attività svolta dalla
comunità."

 

 

                                         Al
proposito va precisato che si paragona l'attività svolta dall'assicurato prima
della sopravvenienza del danno alla salute con quella che può svolgere
posteriormente, applicando l'impegno che si può esigere da lui (RCC 1984 p.
139; J.L. Duc, Les assurances sociales en Suisse, Lausanne 1995, p. 458; A. Maurer,
Bundessozialversicherungsrecht, Basilea e Francoforte, 1994, p. 145).

                                         Di regola
si presume che non vi è impedimento dovuto all'invalidità se l'assicurato è
ancora attivo nella sua economia domestica e segue, almeno parzialmente, le
incombenze che lo concernono.

                                         Questa
presunzione può tuttavia essere rovesciata se è stabilito che la persona lavora
più di quanto è ragionevolmente esigibile oppure fa eseguire da altri la
maggior parte dei lavori che non può eseguire personalmente (RCC 1984 p. 139; Valterio,
op. cit. p. 211).

 

                                         L'importanza
dell'attività della persona che si occupa dell'economia domestica dipende dalla
struttura famigliare, dalla situazione professionale del congiunto e dalle
circostanze locali. Si distinguono quindi tre tipi di famiglia, quella senza
figli, quella con figli o altri membri della famiglia che richiedono cure o
quella in cui un coniuge collabora nell'impresa dell'altro.

 

 

                               2.7.   Nel caso in
cui invece l’interessato svolga solo parzialmente un'attività lucrativa
torna applicabile l’art. 27bis OAI secondo cui

 

"  Agli
assicurati che esercitano solo parzialmente un’attività lucrativa, l’invalidità
per questa parte è computata giusta l’articolo 28 capoverso 2 LAI. Ove si
consacrassero inoltre ai loro lavori abituali ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAI,
l’invalidità è fissata conformemente all’art. 27 per quest’altra attività. In
tal caso occorrerà determinare la parte rispettiva dell’attività lucrativa e
quella del compimento degli altri lavori abituali e calcolare il grado
d’invalidità secondo l’impedimento nelle due attività in questione.

Quando si possa presumere che l’assicurato, senza
soffrire di una danno alla salute, eserciterebbe al momento dell’esame del suo
diritto alla rendita un’attività a tempo pieno, l’invalidità sarà valutata
esclusivamente secondo  i principi validi  per le persone esercitanti attività
lucrativa.”

 

                                         Questo
metodo di graduazione dell'invalidità (detto "metodo misto") è stato
ancora una volta dichiarato conforme alla Legge del TFA in una sentenza
pubblicata in DTF 125 V 146.

 

 

                               2.8.   Nel caso in
esame, __________ aveva inoltrato una prima richiesta di prestazioni AI per
adulti in data 28 maggio 1992 (cfr. doc. AI _).

                                         Il suo
medico curante, Dr. Med. __________, specialista FMH in chirurgia, nel rapporto
medico del 20 luglio 1993 aveva indicato che l'assicurata era inabile al lavoro
al 100% a partire dall'8 aprile 1992, ponendo la diagnosi di lombosciatalgia
cronica, depressione nervosa e ipotensione arteriosa (cfr. doc. AI _).

                                         Ritenendo
necessari ulteriori accertamenti medici, l'amministrazione ha incaricato il
Servizio Accertamento Medico dell'Assicurazione Invalidità (di seguito SAM) di
esperire una perizia (cfr. doc. AI _).

Nel rapporto 8 aprile 1994 il Dir. Med.
__________ del SAM, poste quali diagnosi invalidanti una modica discopatia L4-5
e L5-S1, una leggera sindrome radicolare S1 ds e una sindrome neurotica a
colorito disforico-ipocondriaco con messa in atto di meccanismi regressivi e
convertivi, era giunto alle seguenti conclusioni:

 

" 
(…)

Al termine della sua permanenza presso il SAM di
Bellinzona così possiamo concludere a riguardo del caso della Signora
__________.

 

1.   Ella
presenta un'incapacità lavorativa nella professione di casalinga attorno al
25-30%.

2.   Per
ciò che concerne l'eventuale incapacità lavorativa come salariata, richiamo
quanto detto sopra, cioè l'A. ha svolto un'attività lucrativa sin verso il
maggio 1974 per, in seguito, adempire al compito di moglie e madre, sino al
divorzio. Ultimamente vive con la madre vedova." (Doc. AI _, pag. 15-16)

 

Con deliberazione 21 aprile 1994 l'AI, sulla base
della perizia citata, che attesta un'incapacità lavorativa di __________ del
25%-30%, ha dunque respinto la richiesta di prestazioni assicurative
dell'assicurata (cfr. doc. AI _).

 

                                         Nel
settembre 2000 l'assicurata ha inoltrato una nuova "Richiesta di
prestazioni AI per adulti", indicando, quale danno alla salute, di
soffrire di dolori alla schiena e al sistema nervoso (cfr. doc. AI _).

                                         Il medico
curante dell'assicurata, Dr. __________, nel rapporto 1° ottobre 2000
all'attenzione dell'AI ha attestato un'incapacità lavorativa del 100% di
__________ a partire dal 1992, ponendo la diagnosi di dorso-lombosciatalgia,
depressione nervosa e disturbi causati da una disfunzione tiroidea (cfr. doc.
AI :_).

 

                                         Siccome
nella domanda di prestazioni AI l'assicurata ha indicato di essere casalinga
(cfr. doc. AI _), l'UAI ha quindi fatto esperire un’inchiesta economica per le
persone che si occupano dell'economia domestica.

                                         Nel suo
(primo) rapporto datato 6 giugno 2001 (dell'ulteriore rapporto 5 agosto 2002 si
dirà in seguito, cfr. consid. 2.11) l’assistente sociale non si è pronunciata
sul grado di impedimento nell'espletazione delle mansioni casalinghe di
__________, osservando:

 

" 
(…)

OSSERVAZIONI

 

Nonostante i certificati dei Dott. __________ e del Dott.
__________, da me richiesti a conferma di quanto dichiarato dall'assicurata nel
corso dell'inchiesta, non ho ancora gli elementi per procedere ad una
valutazione d'incapacità in ambito casalingo.

Due le patologie evidenziate nel corso del colloquio, una di
carattere reumatologioco ed una di tipo depressivo; su entrambe, e
specificatamente punto per punto (vedi commenti in corsivo), è necessario che
sia chiarito il quadro diagnostico e definite le attività verosimilmente
esigibili.

Mi riservo di procedere alla valutazione al termine di questa fase
e non senza gli approfondimenti del caso.

 

5. ATTIVITÀ - descrizione degli impedimenti dovuti
all'invalidità

 

5.1 Conduzione dell'economia domestica

 

	
  pianificazione, organizzazione, ripartizione del
  lavoro, controllo

  	
  importanza assegnata

  	
  5

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
   

  	
  percentuale di invalidità

  	
   

  

 

L'assicurata dice "di vivere alla giornata", senza fare
troppi programmi. Della contabilità se ne occupa la figlia, attività di cui si
fa carico da diverso tempo - l'assicurata ha sempre delegato a terzi l'esecuzione
pratica dei pagamenti, così come la preparazione dei conti.

 

 

5.2 Alimentazione

 

	
  preparazione dei pasti, pulizia della cucina, riserve

  	
  importanza assegnata

  	
  40

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
   

  	
  percentuale di invalidità

  	
   

  

 

Il menu non è cambiato: continua ad attendere alla preparazione
dei pasti mentre del riordino se ne occupa la figlia; una situazione che
persiste da anni e viene descritta quale una normale suddivisione dei ruoli.
Della pulizia a fondo della cucina si occupa la figlia, che si fa carico di
tutte le attività più impegnative.

 

Non sono riferiti problemi
particolari, né nella preparazione dei pasti né nel riordino della cucina.
Unica difficoltà: la pulizia approfondita della cucina, ricondotta
dall'assicurata alla patologia reumatologica.

 

 

5.3 Pulizia dell'appartamento

 

	
  rispolvero, pulizia dei pavimenti, dei vetri, rifare
  i letti, ecc.

  	
  importanza assegnata

  	
  20

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
   

  	
  percentuale di invalidità

  	
   

  

 

L'assicurata dice di poter spolverare e pulire un lavandino ma di
non potersi occupare delle pulizie settimanali (delegate alla figlia). È la
schiena, aggiunge, che le procura gli impedimenti maggiori in questo ambito
(non riesce a flettere il busto). Fatica a rifare il letto, riferisce
l'assicurata nel corso del colloquio, e soprattutto a cambiare le lenzuola. Si
sente sempre stanca, aggiunge, e l'umore è spesso triste e malinconico.

 

L'assicurata riconduce gli
impedimenti descritti quasi esclusivamente ai problemi alla schiena. È
importante dunque che siano approfondite, dal punto di vista medico ed eventualmente in sede peritale, le possibilità
dell'assicurata di sostenere lo sforzo nelle pulizie più impegnative.

 

 

5.4 Spesa e acquisti diversi

 

	
  compresi pagamenti, trattative assicurazioni e
  rapporti ufficiali

  	
  importanza assegnata

  	
  10

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
   

  	
  percentuale di invalidità

  	
   

  

 

Non va mai a fare la spesa da
sola, ma sempre accompagnata dalla figlia; questo avviene non solo in occasione
delle spese alimentari ma anche per gli acquisti personali. In genere si servono
dell'auto, mezzo che le permette di non trasportare merci pesanti; può
trasportare invece carichi leggeri. Non riferisce grossi problemi a questo
riguardo, grazie appunto all'uso dell'auto.

 

L'organizzazione degli
acquisti è tale da anni, l'assicurata lamenta impedimenti nel trasporto dei
carichi (di cui non definisce il peso) e l'incapacità nell'uscire da sola.

 

 

5.5 Bucato, confezione e
riparazioni di indumenti

 

	
  lavare, stendere, stirare, cucire, lavorare a maglia,
  ecc.

  	
  importanza assegnata

  	
  20

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
   

  	
  percentuale di invalidità

  	
   

  

 

La lavatrice è in cantina ed è
la figlia che trasporta la cesta e provvede al lavaggio della biancheria -
l'assicurata riferisce di non poter trasportare la cesta con il bucato da e per
la lavanderia ma soprattutto sino in giardino (dove c'è lo stenditoio). Si
serve dell'asciugatrice raramente, quando può stende fuori (non ha lo
stenditoio interno). Se non fosse per la cesta, "sarebbe capace di
stendere", lascia tuttavia che se ne occupi la figlia - è già stata
assalita dalla sensazione di svenimento in giardino e ne teme il ripetersi.

Da anni è la figlia che si
occupa dello stiro della biancheria: l'assicurata ha dolore alla schiena se
rimane troppo tempo in piedi né può farlo da seduta.

Attende al semplice cucito a
mano (come sempre) mentre ha abbandonato da anni la maglia.

 

Alcune considerazioni:
l'assicurata può senz'altro distribuire il carico della cesta (evitando così il
sovraccarico) e occuparsi del bucato insieme alla figlia. La stessa cosa può
essere fatta con lo stiro, che va distribuito nell'arco della settimana. Gli
impedimenti descritti sono riconducibili all'affezione reumatologica, ed è solo
in questo senso che si impongono valutazioni di carattere medico-teorico.

 

 

5.7 Diversi

 

	
  cura delle piante, giardinaggio, cura degli animali,
  attività di utilità pubblica, creazione artistica, impegno a favore di terzi,
  volontariato

  	
   

  importanza assegnata

  	
  5

  	
   

  percentuale degli impedimenti

  	
   

  	
   

  percentuale di invalidità

  	
   

  

 

Quando la mamma era in vita si
occupava lei stessa del giardino, poi l'attività è stata delegata alla figlia
dell'assicurata. Si tratta di un impegno che a quest'ultima non è mai
piaciuto." (Doc. AI _)

In seguito, la Dr.ssa Med. __________ del SMR,
nella "Proposta medico" 11 giugno 2001, ritenendo necessari ulteriori
accertamenti medici, ha osservato:

 

" 
(…)

Si ripropone di fatto la stessa situazione che
nel 1994 portò ad una perizia SAM e al rifiuto di prestazioni AI. Nel frattempo
convincenti argomenti che la situazione sia realmente peggiorata e che
l'assicurata non possa più svolgere la sua attività di casalinga non sono oggettivabili.
L'assicurata non è in alcun modo da valutare come salariata.

Una perizia per rivalutare il caso è necessaria e
va richiesta al SAM." (Doc. AI _)

 

                                         L’assicurata
è stata quindi sottoposta ad una perizia pluridisciplinare eseguita dal SAM di
Bellinzona.

 

I periti hanno interpellato il medico curante
dell'assicurata, Dr. __________, il quale in data 13 marzo 2002 ha risposto:

 

"  In
risposta alla tua richiesta ti comunico che la paziente summenzionata è ancora
in mia cura. Negli ultimi 12 mesi le è stata eseguita una mammografia
bilaterale che ha dato l'esito seni involutivi lievementi displatici senza
reperti sospetti.

Gli esami ematologici eseguiti il 18.04.2001 sono risultati nei
limiti della norma tranne il valore del colesterolo di 6,5 mmo1/1.

La paziente lamenta sempre dolori alla schiena, presenta disturbi
causati dalla disfunzione tiroidea e inoltre è depressa.

Viste le sue condizioni di salute non penso che possa riprendere
un'attività lavorativa." (Doc. AI _)

 

I periti hanno poi consultato il Dr. Med.
__________, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia (cfr. doc. AI _) e il
Dr. Med. __________, specialista FMH in medicina interna e malattie reumatiche
(cfr. doc. AI _).

Nel rapporto 12 aprile 2002 il Dr. __________ si
è così espresso riguardo all'eventuale inabilità lavorativa dell'assicurata:

 

"  (…)

Conclusione e prognosi

 

Si tratta di una 48enne che già in passato ha presentato vari
episodi depressivi e negli ultimi anni una serie di attacchi di panico, stati
d'ansia e vari tipi di fobia in particolar modo agorafobia.

E' stata in cura presso diversi terapeuti, medici e psichiatri ed
attualmente è in cura presso lo studio medico del Dr. __________, psichiatra di
__________.

Oltre che una personalità dipendente, immatura ed infantile vi è
stata anche constatata una nevroastenia e vari disturbi fobici, ragion per la
quale non riesce più a lavorare da diversi anni, presentando un'incapacità
lavorativa totale.

Attualmente si sente tesa, astenica, durante il colloquio presenta
diverse crisi di pianto ed è molto insicura, inoltre che uno stato depressivo
presenta varie preoccupazioni eccessive ed un disturbo somatoforme sottoforma
di vari dolori e disturbi neurovegetativi.

Per quel che riguarda la sua diagnosi psichiatrica, si tratta di
una sindrome depressiva ricorrente non specificata (ICD-10 F33.9) con
un'inabilità lavorativa attuale nella misura del 50% ed una prognosi a breve-medio
termine poco favorevole.

E' importante che essa sia seguita dal punto di vista psichiatrico
ed è anche importante che continui la sua psicofarmaco-terapia.

Vista la sua età relativamente giovane è auspicabile una
rivalutazione del caso fra due anni." (Doc. AI _)

 

Dal canto suo il Dr. __________ ha osservato:

 

" 
(…)

5. Valutazione

Si tratta di un'assicurata
48enne che lamenta da una dozzina di anni dolori soprattutto lombo­gluteali
irradianti nella gamba dx, iniziati apparentemente dopo aver sollevato una
cesta di bucato. Da allora continua a lamentare dolori, i quali non sono mai
regrediti con le innumerevoli terapie medicamentose e fisioterapiche eseguite
negli ultimi anni. Ricordo pure che l'assicurata è già stata valutata dal dr.
__________, reumatologo a __________, di cui non abbiamo però alcun atto.

Nel corso degli anni i dolori,
non solo non sono mai migliorati, ma hanno mostrato una progressiva tendenza al
peggioramento ed alla generalizzazione, tanto che l'assicurata non è più in
grado, da quanto da lei affermato, di svolgere alcuna attività domestica
"pesante".

Ricordo che la signora
__________ dal 1974 non svolge più alcuna attività lucrativa. Dice però di
essere molto limitata anche quale casalinga, tanto che praticamente tutte le
attività domestiche vengono eseguite dalla figlia che vive con lei, ad
eccezione del cucinare, unica attività che svolge ancora.

 

Clinicamente ho trovato
un'assicurata in buone condizioni generali, molto sensibile ed impaurita, con
modiche turbe statiche a livello lombare e solo leggeri dolori a livello lombogluteale
dx.

 

È possibile inoltre evocare
leggeri dolori di carattere fibromialgico ai tipici tender points (sottolineo
comunque come l'assicurata non presenti alcuna iperalgesia, le reazioni agli
stimoli di digito­-pressione sono incostanti).

Clinicamente non ho alcun segno
per una sicura radicolopatia: l'assicurata presenta una diffusa leggera iposensibilità
lungo l'intera gamba dx, la quale non corrisponde ad alcun dermatoma; la forza
bruta ed i riflessi osteotendinei sono ben conservati, il test di Lasègue e controlasègue
è bilat. negativo. Gli esami neuroradiologici eseguiti nel 1991 e nel 1992 non
avevano d'altronde mostrato alcuna sicura compressione radicolare, sebbene
venissero descritte delle leggere pro­trusioni sia a livello L4-L5 che L5-S1.
Le radiografie da voi ora fatte eseguire a livello cervicale e lombare non
mostrano particolari alterazioni degenerative.

Gli esami di laboratorio
eseguiti dal medico curante recentemente non hanno evidenziato alcuna evidente
patologia, se non confermato una disfunzione tiroidea con un TSH leggermente
aumen­tato ma con valori degli ormoni periferici nella norma.

Riassumendo, ci troviamo di
fronte ad un'assicurata con una conosciuta importante patologia psichiatrica,
la quale lamenta da diversi anni diffusi dolori al sistema locomotore,
particolarmente intensi a livello lombogluteale e nella gamba dx, i quali non
possono però venire spiegati con i dati oggettivi in nostro possesso. Bisogna
perciò postulare una sindrome somatoforme del dolore cronico. A conferma di
questa ipotesi vi è l'assoluta resistenza dei dolori alle molteplici terapie
medicamentose e fisioterapiche già eseguite nel corso degli anni.

I dolori d'altronde non sono
d'origine meccanica, poiché non vengono scatenati da alcuna particolare
attività fisica (l'assicurata conferma di avere dolori già al mattino anche se
non fa assolutamente nulla).

 

In considerazione di quanto
sopra espresso ritengo che l'assicurata, sotto l'aspetto puramente reumatologico,
debba essere considerata ancora 100% abile all'esecuzione di un lavoro medio­leggero.
Quale aiuto-segretaria non vi è perciò alcuna incapacità lavorativa, mentre
quale casalinga si può tuttalpiù attestare un'incapacità lavorativa pari a
circa il 20%, giustificata con la necessità di evitare lavori di pulizia
particolarmente pesanti. Non tocca evidentemente a me esprimere un giudizio
sulla sua capacità lavorativa in relazione ai suoi problemi psichiatrici. È
comunque evidente che non è praticamente possibile prendere in considerazione
eventuali misure di riformazione o reinserimento professionale vista
l'impossibilità di farla uscire di casa da sola.

Visto l'insuccesso delle terapie
finora provate (ricordo che l'assicurata esegue quasi regolarmente durante
l'intero anno dei trattamenti fisioterapici) ritengo improbabile che si possa
migliorare i suoi "disturbi reumatologici" con misure mediche. Sembra
purtroppo che anche la patologia psichiatrica si lasci poco influenzare dalle
terapie già in atto.

 

La prognosi è perciò da
considerare negativa per quanto concerne un suo possibile reinserimento
professionale. Ripeto però che sotto l'aspetto puramente reumatologico si può tuttalpiù
attestare una parziale incapacità lavorativa di circa il 20% per lavori pesanti
che richiedano un carico importante per la colonna vertebrale." (Doc. AI
_)

 

                                         Nel
referto 10 maggio 2002 redatto dal Dr. Med. __________ e dal Dr. Med.
__________ del SAM, posta la diagnosi di sindrome depressiva ricorrente non
specificata e di sindrome lombovertebrale/spondilogena cronica a ds (patologie
queste, a mente dei periti, che hanno tutte un influsso sulla capacità
lavorativa dell'assicurato), i periti hanno rilevato quanto segue:

 

" 
(…)

6    DISCUSSIONE

 

La peritanda, ticinese 48enne,
è stata peritata al SAM una prima volta nell'aprile 1994. La perizia
concludeva per un'incapacità
lavorativa del 20% come impiegata e del 25-30% come casalinga. In data
22.04.1994 la CCC respinge la richiesta di prestazioni dell'A..

Questa, il 21.09.2000 porge una seconda richiesta di prestazioni
AI per adulti. Nell'ottobre 2000 il medico curante dr. __________, valuta l'A.
incapace al 100%. Nel maggio 2001 il dr. __________ parla di importante
sintomatologia agorafobica. Nel giugno 2001, un'inchiesta economica per
casalinghe non si pronuncia sul grado attuale degli impedimenti e della
rispettiva invalidità. Nel giugno 2001 la dr.ssa _________ ritiene necessaria
una nuova perizia SAM e, il 13.06.2001, UAI incarica il SAM di questa seconda
perizia.

 

L'A frequenta le scuole elementari
ripetendo una classe, le maggiori e per un anno il tirocinio di
impiegata di commercio. In seguito lascia, senza ottenere diplomi
professionali.

Ha fatto l'impiegata per
un breve periodo e dal 1974 in avanti, è casalinga.

Negli anni '80 l'A. è stata in cura psichiatrica. E' stata pure in
cura dal dr. __________ per problemi tiroidei non gravi.

Nel 1992 una MRI della colonna lombare evidenziava discopatie
L5-S1 senza segni di compressione radicolare. Dal punto di vista endocrinologico
la situazione è dunque soddisfacente e attualmente, non vi sono elementi che parlino per un'incapacità lavorativa
in ambito endocrinologico.

 

 

Patologia reumatologica

 

Il curante dr. __________, nel 1993, parlava di lombosciatalgia
cronica. Nella prima perizia SAM del 1994,
il consulto ortopedico del dr. __________ parlava di modica discopatia
L4-L5 e L5-S1 e di leggera sindrome radicolare S1 ds. e di un'incapacità
lavorativa come casalinga attorno al 20%. Non ci sono particolari indagini in
campo reumatologico fino al consulto reumatologico del dr. __________. Egli parla di sindrome lombovertebrale
/ spondilogena cronica ds. su leggere turbe statiche, discrete discopatie a
livello L4-5 e L5-S1 (protrusione dorsolaterale ds.) e di tendenza alla
generalizzazione dei dolori nel senso di una leggera sindrome fibromialgica. II
dr. __________ non evidenzia alcun segno di radiculopatia e inoltre parla di
una sindrome somatoforme del dolore cronico. Questo sarebbe confermato
dall'assoluta resistenza dei dolori alle molteplici terapie praticate. Il quadro reumatologico viene ridimensionato
dal dr. __________ che dichiara l'A. abile al 100% in un lavoro medio -
leggero. Come segretaria è incapace al 20%. Il dr. __________ conclude per
un'incapacità lavorativa parziale di circa il 20% per lavori pesanti che
richiedano un carico importante per la colonna vertebrale.

 

Patologia psichiatrica

 

La prima perizia SAM assegnava all'A. un'incapacità lavorativa
attorno al 5-10% ed il dr. __________ parlava di sindrome nevrotica a colorito disforico
- ipocondriaco, con messa in atto di meccanismi regressivi e in parte anche convertivi. Sempre nel 1994
vi è un ricovero alla clinica __________, determinato
da una certa anoressia dell'A. Nel 1995 l'A. perde la madre, suo grande
appoggio e cade nuovamente in depressione.

Nel febbraio 2001 il dr.
__________ parla di disturbo d'ansia con importante componente fobica. Il
principale problema dell'A. é la paura, l'ansia, le tachicardie e l'agorafobia.

Fa il punto sulla situazione
psichiatrica il dr. __________ che parla dì mimica povera e depressiva. Lieve
riduzione della memoria recente e diminuzione della concentrazione.
L'intelligenza globalmente é normale. Vi é una labilità emotiva ed
un'affettività di tipo depressivo con una certa apatia, anedonia e importante
stato ansioso. Il dr. __________ parla di sindrome depressiva ricorrente non
specificata con un'incapacità lavorativa psichiatrica attuale del 50%. Secondo
il dr. __________ é importante che la paziente sia seguita dal punto di vista
psichiatrico e continui la sua psicofarmacoterapia.

 

 

7    VALUTAZIONE MEDICO-TEORICA GLOBALE
DELL'ATTUALE CAPACITA' LAVORATIVA

 

L'A. presenta una capacità
lavorativa globale limitata al 50% sia come casalinga, sia come salariata.
Questo è dovuto soprattutto alla patologia psichiatrica, mentre quella reumatologica
appare veramente modesta.

La rispettiva incapacità
lavorativa del 50%, globale, inizia dal 21.09.2000 (richiesta di prestazioni AI
per adulti), fino ad ora e continua.

 

 

8    CONSEGUENZE SULLA
CAPACITÀ LAVORATIVA

 

L'A. presenta una polipatologia.
I problemi endocrinologici e cardiologici non rientrano in un discorso
invalidante.

Da un punto di vista reumatologico,
la patologia é modesta e raggiunge, in via teorica, un'incapacità lavorativa
non superiore al 20% in qualsiasi attività.

Il problema maggiore é dato
dalla patologia psichiatrica che presenta un'incapacità lavorativa del 50% sia
come casalinga, sia come salariata.

 

 

9    CONSEGUENZE SULLA
CAPACITÀ D'INTEGRAZIONE

 

Ovviamente in quest'A. con
patologia psichiatrica, un discorso di integrazione cade. La prognosi sia
lavorativa, sia psichiatrica é riservata. Pensiamo che la presente incapacità
lavorativa non possa in futuro diminuire.

Sia il reumatologo dr.
__________, sia lo psichiatra dr. __________, consigliano le terapie che, se
pure non miglioreranno la capacità valetudinaria, permetteranno di stabilizzare
la presente situazione." 

(Doc. AI _, pag. 9-10)

 

Nella "proposta segretario-ispettore"
10 giugno 2002 si legge:

 

"  Assicurata
48enne affetta da dorso-lombosciatalgia e depressione.

Nel mese di giugno 2001 è stata esperita un'inchiesta per le
persone che si occupano dell'economia domestica nella quale (a pagina 4) si
ritiene necessario che venga chiarito il quadro diagnostico e che vengano
definite le attività verosimilmente esigibili quale casalinga, per poterla
completare.

Nella perizia SAM non si trova una risposta ai quesiti di cui
sopra. Non è quindi possibile definire quali attività sono esigibili e in che
percentuale. Chiedo pertanto al SMR se è in grado di darmi ulteriori
indicazioni per concludere tale inchiesta e se necessario richiedere tali
informazioni direttamente al Dr. __________ (considerato che era compito del
SAM)." (Doc. AI _)

 

                                         La Dr.ssa
__________ del SMR, nella "Proposta medico" redatta il 20 giugno
2002, ha rilevato:

 

"  Per
poter concludere la valutazione con un'inchiesta a domicilio, si devono
ottenere le seguenti informazioni (tramite il SAM) dal Dr. __________, in
merito al 50 % d'inabilità lavorativa provocato dalla patologia psichiatrica:
in quali attività e perché I 'A. è limitata (spesa e attività esterne al
proprio domicilio, attività specificatamente casalinghe, ecc.), se l'inabilità
si ripercuote su tutta la giornata o è manifesta soprattutto in dati orari
(classicamente nei depressi l'inibizione è presente soprattutto la mattina)."
(Doc. AI _)

 

                                         Con
scritto 21 giugno 2002 il SAM ha chiesto al Dr. __________ i seguenti
chiarimenti:

 

" 
(…)

-   in quali attività e perché l'assicurata è limitata (spesa e
attività esterne al proprio domicilio, attività specificatamente casalinghe,
ecc.)

-   se l'inabilità si ripercuote su tutta la giornata o è manifesta
soprattutto in dati orari (classicamente nei depressi l'inibizione è presente
soprattutto la mattina." (Doc. AI _)

 

                                         In data
28 giugno 2002 il dr. __________ ha inviato all'amministrazione la seguente
risposta:

 

" 
In effetti la signora __________ risulta inabile
al lavoro nella misura del 50% ed essendo impiegata d'ufficio di professione è
auspicabile che essa lavori al massimo 4 ore al giorno, ma può benissimo
svolgere un'attività casalinga in tutti gli effetti.

 

Per quel che riguarda invece la sua inabilità, in
effetti, è ragionevole che la signora svolga la sua attività nelle ore
pomeridiane." 

(Doc. AI _)

 

                               2.9.   Con il
presente ricorso l'assicurata, basandosi sui rapporti del suo medico curante e
sulle risultanze della perizia esperita dal SAM, ha chiesto di essere posta al
beneficio di una mezza rendita d’invalidità (cfr. doc. _).

 

                                         Innanzitutto
occorre rilevare che l’UAI ha proceduto alla valutazione del grado d’invalidità
ritenendo la ricorrente, prima del danno alla salute, persona senza attività
lucrativa ed ha quindi applicato il metodo specifico di calcolo dell'invalidità
(cfr. consid. 2.6.).

 

                                         Del
resto, dall'indagine economica per le persone che si occupano dell'economia
domestica effettuata il 2 aprile 2001 risulta che l’assicurata ha dichiarato di
avere cessato la sua attività lavorativa nel 1974 (allorquando si è sposata)
prima dell’inizio dei suoi problemi di salute fatti risalire al 1992:

 

" 
(…)

L'assicurata non ha più lavorato dalla data del matrimonio né ha
fatto ricerche di lavoro, è affiliata quale persona senza attività lucrativa da
anni e ha una figlia che lavora come aiuto medico.

 

Dalla dichiarazione fiscale e
dalla documentazione all'incarto - in cui appare che convive da diversi anni
con il Signor __________ - non si evidenziano motivi tali da imporre
all'assicurata un'attività lavorativa. Ritengo pertanto ci siano gli elementi
per una valutazione secondo l'art. 5 LAI." (Doc. AI _)

 

                             2.10.   Accertato che
l’assicurata, prima dell’insorgenza del danno alla salute, non esercitava
un'attività lucrativa, non è possibile applicare nei suoi confronti il concetto
dell'incapacità di guadagno poiché - in simili condizioni - l'invalidità non
può cagionare una vera e propria perdita di guadagno.

 

                                         Pertanto,
in applicazione del cosiddetto metodo specifico (cfr. consid. 2.6.),
l’invalidità dell’assicurata è da stabilire confrontando le singole attività
nell'economia domestica ancora accessibili alla richiedente la rendita AI, con
i lavori che può eseguire una persona sana, secondo le regole stabilite dalla
prassi amministrativa e riportate alle cifre 2122 e ss nelle Direttive UFAS
sull'invalidità e la grande invalidità in vigore dal 1. gennaio del 1990. 

                                         In
particolare la cifra 2124 prevede:

 

"  in
occasione dell'esame dell'impedimento - dovuto all'invalidità - riscontrato
presso una persona occupata nell'economia domestica, ci si basa generalmente
sulla ripartizione dei lavori esistenti prima dell'insorgere dell'invalidità.

In primo luogo si deve tuttavia esaminare se
l'assicurato non ha la possibilità di usare meglio la sua residua capacità di
lavoro mediante un'altra ripartizione dei compiti."

 

                                         La cifra
2122 prevede che:

 

"  Quale
regola generale si ammette che i lavori di una persona sana occupata
nell'economia domestica costituiscono le seguenti percentuali della sua
attività complessiva.

 

  Lavori                                                        Economia
senza figli e senza        membri di famiglia che                                              richiedono
cure

                                                                                 %

 
1.     Conduzione dell'economia

        domestica,
(pianificazione,

        organizzazione
del lavoro,

        controllo                                               
             5

 
2.     Spese e acquisti diversi                                   10

 
3.     Alimentazione (preparazione 

        dei
pasti, lavori di pulizia

        della
cucina)                                                    40

 
4.     Pulizia dell'appartamento                                 10

 
5.     Bucato, pulizia dei vestiti,

        confezione
e trasformazione

        degli
abiti, (cucito, maglia, 

        uncinetto)                                                         10

 
6.     Cura dei figli e di altri membri 

        della
famiglia                                                    ---

 
7.     Diversi (cura di terzi, cura 

        delle
piante e degli 

        animali,
giardinaggio)                                        5

 
8.     Altre attività (p. es. aiuto alla 

        famiglia
stessa, attività di utilità

        pubblica,
perfezionamento,

        creazione
artistica, attività 

        superiore
alla media nella 

        confezione
e nella trasformazione

        dei
vestiti).                                                        20"

 

                                         In VSI
1997 pag. 299 e seg., l'UFAS ha precisato di aver emesso delle direttive
supplementari (supplemento 1 alle Direttive sull'invalidità e sulla grande
invalidità, valido dal 1. gennaio 1993) che accordano il diritto agli Uffici AI
dei diversi cantoni di valutare la sfera di competenze di una persona attiva
nell'economia domestica su casi differenti (cfr. cifre 2127 ss. delle DIG).

                                         In una
sentenza del 17 febbraio 1997 nella causa M.T. pubblicata in VSI 1997 pag. 298
e seg. il TFA ha stabilito che il complesso delle occupazioni abituali degli
assicurati attivi in ambito domestico deve corrispondere, in ogni caso, ad un
valore pari al 100%. Una differenziazione che si orienta alle dimensioni
dell'economia domestica con la conseguenza che, in caso di economie domestica
di dimensioni ridotte si ammetterebbe un aggravio complessivo inferiore al
100%, è contrario alla legge e alle ordinanze.

                                         Inoltre
nella Circolare concernente l'invalidità e l'impotenza dell'assicurazione per
l'invalidità (CII), in vigore dal 1° gennaio 2000, l'UFAS, allo scopo di
garantire un'uguaglianza di trattamento in tutta la Svizzera (cfr. Cifra 3097),
ha previsto una nuova ripartizione delle singole attività domestiche sulla base
di un minimo ed un massimo - che nel caso concreto risultano essere stati
rispettati - attribuibile a ciascuna di esse.

                                         In
particolare la cifra 3095 prevede:

 

"Di regola,
si ammette che i lavori di una persona sana occupata nell’economia domestica
costituiscono le seguenti percentuali della sua attività complessiva:

                                      

	
  Attività

  	
  Minimo %

  	
  Massimo %

  
	
  1.   Conduzione
  dell'economia domestica (pianificazione, organizzazione, ripartizione del
  lavoro, controllo)

  	
           2

  	
           5

  
	
  2.   Alimentazione
  (preparare i pasti, cucinare, apparecchiare, pulire la cucina,
  approvvigionamento)

  	
         10

  	
         50

  
	
  3.   Pulizia
  dell'abitazione (spolverare, passare l'aspirapolvere, curare i pavimenti,
  pulire le finestre, fare i letti)

  	
           5

  	
         20

  
	
  4.   Acquisti
  e altre mansioni (posta, assicurazioni, uffici)

  	
           5

  	
         10

  
	
  5.   Bucato,
  manutenzione vestiti (lavare, stendere e raccogliere il bucato, stirare,
  rammendare, pulire le scarpe)

  	
           5

  	
         20

  
	
  6.   Accudire
  i figli o altri familiari

  	
           0

  	
         30

  
	
  7.   Altre
  attività (p.es. curare i malati, curare le piante e il giardino, tenere
  animali domestici, cucire abiti, lavori di volontariato, corsi di
  perfezionamento, attività creative)*

  	
           0

  	
         50

  

 

* Va escluso l'impiego del tempo libero (N.
3090)."

 

Mentre alle cifre 3096 e ss. si legge ancora:

 

" 
Il totale delle attività dev'essere sempre del
100 % (Pratique

VSI 1997 p. 298).

 

Di norma, vanno applicate la ripartizione dei
lavori e la valutazione dei singoli compiti di cui al N. 3095. l valori minimi
e massimi servono alla parità di trattamento a livello svizzero ed offrono un
margine per una valutazione realistica dei sin­goli casi. Un'altra valutazione
può essere applicata soltanto in caso di divergenze molto forti dallo schema
(RCC 1986 p. 244). All'occorrenza gli atti vanno sottoposti all'UFAS con una
proposta.

 

In virtù dell'obbligo di ridurre il danno, una
persona deve con­tribuire quanto ragionevolmente possibile a migliorare la pro­pria
capacità lavorativa (p. es. metodo di lavoro confacente, acquisizione di
impianti e apparecchi domestici adeguati N. 1045 e 3045 segg.). Essa deve
ripartire meglio il suo la­voro e ricorrere all'aiuto dei membri della sua
famiglia, nella misura abituale. Se non adotta questi provvedimenti volti a
ridurre la sua invalidità, non sarà tenuto conto, al momento della valutazione
dell'invalidità, della diminuzione della capa­cità di lavoro nell'ambito
domestico."

 

                                         Con
sentenza non pubblicata 22 agosto 2000 nella causa G.C., 32.98.119, il TFA (I
102/00) ha avuto modo di nuovamente confermare la legittimità di queste
direttive, in quanto il calcolo dell'invalidità ex art. 27 OAI deve essere
effettuato valutando l'attività domestica secondo l'importanza percentuale
delle singole summenzionate mansioni nelle circostanze concrete.

 

In una sentenza del 16 aprile 2002 nella causa
M., pubblicata in DTF 128 V 93, il TFA, a proposito del valore probatorio di un
rapporto d'inchiesta dell'ufficio AI, ha rilevato:

 

" 
(…)

    4.- Die in Art. 69 Abs. 2 IVV vorgesehene Abklärung
an Ort und Stelle ist die geeignete Vorkehr für die Ermittlung des Betreuungsaufwandes.
Für den Beweiswert eines entsprechenden Berichtes sind - analog zur Rechtsprechung
zur Beweiskraft von Arztberichten gemäss BGE 125 V 352 Erw. 3a mit Hinweis - verschiedene Faktoren zu berücksichtigen.
Es ist wesentlich, dass als Berichterstatterin eine qualifizierte Person wirkt,
welche Kenntnis der örtlichen und räumlichen Verhältnisse sowie der aus den seitens
der Mediziner gestellten Diagnosen sich ergebenden Beeinträchtigungen und Behinderungen
der pflegebedürftigen Person hat. Weiter sind die Angaben der die Pflege Leistenden
zu berücksichtigen, wobei divergierende Meinungen der Beteiligten im Bericht aufzuzeigen
sind. Der Berichtstext schliesslich muss plausibel, begründet und detailliert bezüglich
der einzelnen, konkret in Frage stehenden Massnahmen der Behandlungs- und Grundpflege
sein und in Übereinstimmung mit den an Ort und Stelle erhobenen Angaben stehen.
Trifft all dies zu, ist der Abklärungsbericht voll beweiskräftig. Das Gericht greift,
sofern der Bericht eine zuverlässige Entscheidungsgrundlage im eben umschriebenen
Sinne darstellt, in das Ermessen der die Abklärung tätigenden Person nur ein, wenn
klar feststellbare Fehleinschätzungen vorliegen. 

Das gebietet insbesondere der Umstand, dass die fachlich
kompetente Abklärungsperson näher am konkreten Sachverhalt ist als das im Beschwerdefall
zuständige Gericht. Obwohl von zentraler Bedeutung für die Beurteilung des Anspruchs
auf Beiträge an die Hauspflege und im Hinblick auf die Beweiswürdigung regelmässig
zumindest wünschenswert, besteht an sich keine strikte Verpflichtung, die an Ort
und Stelle erfassten Angaben der versicherten Person (oder ihrem gesetzlichen Vertreter)
zur Durchsicht und Bestätigung vorzulegen. Nach Art. 73bis Abs. 1 IVV genügt es,
wenn ihr im Rahmen des Anhörungsverfahrens das volle Akteneinsichtsrecht gewährt
und ihr Gelegenheit gegeben wird, sich zu den Ergebnissen der Abklärung zu äussern
(vgl. - generell - BGE 125 V 404 Erw. 3;
bei Abklärung der gesundheitlichen Behinderung der im Bereich der Haushaltführung
tätigen Personen nach Art. 27 IVV: Urteil S. vom 4. September 2001, I
175/01)."

 

                             2.11.   Come già
accennato al consid. 2.8., l’UAI ha fatto esperire un’inchiesta domiciliare per
le persone che si occupano dell’economia domestica. 

                                         Dalla
lettura del relativo rapporto 5 agosto 2002 (nel precedente rapporto
d'inchiesta datato 6 giugno 2001 l'assistente sociale non si era potuta ancora
esprimere in merito all'incapacità in ambito casalingo, cfr. consid. 2.8.) si
evince come in tale inchiesta è stata correttamente stabilita una ripartizione
delle singole attività domestiche nel rispetto dei parametri di cui alla cifra
marginale 3095 CII, attribuendo un valore complessivo del 100% all'insieme dei
lavori abituali svolti dall'assicurata nell'ambito dell'economia domestica.

                                         Passando
in rassegna le singole mansioni, l’assistente sociale ha accertato che:

 

" 
(…)

5. ATTIVITÀ - descrizione degli impedimenti dovuti
all'invalidità

 

5.1 Conduzione dell'economia domestica

 

	
  pianificazione, organizzazione, ripartizione del
  lavoro, controllo

  	
  importanza assegnata

  	
  5

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
  20

  	
  percentuale di invalidità

  	
  1

  

 

L'assicurata non riferisce impedimenti nell'organizzazione e nella
programmazione dell'attività domestica.

Considerata tuttavia la valutazione dello psichiatra, che parla
tra l'altro di "personalità dipendente, immatura", reputo ci sia lo
spazio per una valutazione, seppur minima, anche in questo ambito.

 

5.2 Alimentazione

 

	
  preparazione dei pasti, pulizia della cucina, riserve

  	
  importanza assegnata

  	
  40

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
  10

  	
  percentuale di invalidità

  	
  4

  

 

L'assicurata non riferisce impedimenti particolari; la
collaborazione della figlia nel riordino quotidiano è frutto di una normale
suddivisione dei ruoli. È tuttavia possibile ammettere una minima incapacità
lavorativa, riconducibile all'affezione reumatologica, per quel che concerne la
pulizia a fondo della cucina.

 

 

5.3 Pulizia dell'appartamento

 

	
  rispolvero, pulizia dei pavimenti, dei vetri, rifare
  i letti, ecc.

  	
  importanza assegnata

  	
  20

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
  20

  	
  percentuale di invalidità

  	
  4

  

 

Se dal punto di vista psichiatrico non vi sono impedimenti, anche
quello reumatologico lascia intravedere un'incapacità "del 20% per i
lavori pesanti che richiedono un carico importante per la colonna".
Valutazione che condivido, visto che tra le attività qui considerate solo
quelle a carattere "stagionale" hanno simili caratteristiche ed
incidono sull'impegno complessivo nella misura appunto del 20%.

 

 

5.4 Spesa e acquisti diversi

 

	
  compresi pagamenti, trattative assicurazioni e
  rapporti ufficiali

  	
  importanza assegnata

  	
  10

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
  40

  	
  percentuale di invalidità

  	
  4

  

 

L'assicurata lamenta difficoltà nel carico dei pesi, un problema
che con l'uso del mezzo privato può essere facilmente superabile (accompagnando
il carrello sino al bagagliaio dell'auto e distribuendo il peso in un maggior
numero di borse).

Per quel che riguarda la difficoltà nell'uscire da sola è
verosimile pensare, considerate paure e fobie, alla concreta necessità di avere
qualcuno accanto a sé. Una situazione che può giustificare, a mio avviso, un
impedimento di una certa importanza.

 

 

5.5 Bucato, confezione e
riparazioni di indumenti

 

	
  lavare, stendere, stirare, cucire, lavorare a maglia,
  ecc.

  	
  importanza assegnata

  	
  20

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
  0

  	
  percentuale di invalidità

  	
  0

  

 

Non ritengo che le attività qui ascrivibili siano
tali da giustificare un'incapacità lavorativa; come spiegato nel precedente
rapporto, più d'una possono essere le soluzioni ai problemi riferiti
dall'assicurata, con conseguente aumento dell'autonomia (si veda commento
riguardo al trasporto della cesta).

Per quel che concerne poi lo stiro, non vi sono
osservazioni a questo riguardo da parte del dott. _________ , né si tratta di
un lavoro particolarmente pesante e impegnativo. Rimanere a lungo in piedi può
essere senz'altro faticoso; non va tuttavia dimenticato che il lavoro può
essere distribuito nell'arco della settimana e che la figlia ha l'età per farsi
carico della propria biancheria.

 

 

5.7 Diversi 

 

	
  cura delle piante, giardinaggio, cura degli animali,
  attività di utilità pubblica, creazione artistica, impegno a favore di terzi,
  volontariato

  	
   

  importanza assegnata

  	
  5

  	
   

  percentuale degli impedimenti

  	
  60

  	
   

  percentuale di invalidità

  	
  3

  

 

Il giardinaggio è senza dubbio un'attività che
"richiede un carico importante per la colonna vertebrale"; è lecito
dunque procedere ad una valutazione in tal senso.

 

 

	
  Valutazione
  dell'assistente sociale

  	
  totale
  delle

  attività

  	
  100%

  	
  percentuale
  

  di
  invalidità

  	
  16
  %

  

 

 

▀                                                                            Chi
esegue i lavori, che a causa della sua invalidità, l'assicurata non può
svolgere personalmente nell'economia domestica?

                                                                         Indicare
il nome, l'indirizzo, il grado di parentela, genere dei lavori delegati, ore di
lavoro per settimana e salario orario versato.

 

La figlia.

 

 

6. GRADO ATTUALE DEGLI IMPEDIMENTI

 

	
  attività

  	
  ripartizione

  	
  Impedimento

  	
  GRADO D'INVALIDITÀ

  
	
  salariata

  	
   

  	
   

  	
   

  
	
  casalinga

  	
  100
  %

  	
   

  	
  16
  %

  
	
  TOTALE

  	
   

  	
   

  	
   

  

 

(Doc. AI _)

 

                                         L’assistente
sociale ha dunque accertato un impedimento complessivo del 16%, ciò che
costituisce un’invalidità di pari grado.

 

                                         Al fine
di avere una valutazione medica dell’inabilità dell’assicurata in attività
casalinghe, il TCA si è rivolto al SAM chiedendogli di prendere posizione in
merito all’inchiesta domiciliare, precisando:

 

" 
Acquisita agli atti la perizia multidisciplinare
allestita dal vostro Servizio in data 10 maggio 2002 (concludente per una
globale incapacità sia come casalinga che come salariata pari al 50%, cfr.
allegato) nonché un complemento redatto dal vostro consulente in psichiatria
dr. __________ (attestante una piena capacità dal profilo psichiatrico per
quanto riguarda l'attività di casalinga, cfr. allegato), in sede d'istruttoria
l'Ufficio AI ha quindi fatto esperire un'inchiesta domiciliare in cui è stato
stabilito un complessivo grado d'invalidità pari al 16% (cfr. allegato).

 

Ai fini del giudizio sono cortesemente a
chiedervi di voler esprimere un vostro motivato giudizio circa la compatibilità
e l'ammissibilità dal profilo medico - alla luce di quanto accertato in sede
d'esame peritale - delle singole percentuali d'impedimento ritenute nell'ambito
della citata inchiesta in relazione ad ogni singola mansione componente
l'attività di casalinga." (Doc. _).

 

Con lettera 16 maggio 2003 il Dr. __________ del
SAM ha precisato che:

 

"  Alla
vostra richiesta dell'8.05.2003 di un nostro giudizio circa la compatibilità e
l'ammissibilità dal profilo medico delle singole percentuali d'impedimento
ritenute nell'ambito di un'inchiesta economica per persone che si occupano
dell'economia domestica, così posso rispondere.

 

Faccio dapprima notare che l'inchiesta economica contenuta negli
atti peritali (doc. del 6.06.2001) non dava indicazioni sul grado d'invalidità dell'A..
Sulla base delle valutazioni espresse nella perizia SAM, l'esperta dell'ufficio
AI ha rielaborato il suo precedente rapporto del 6.06.2001, senza tuttavia
procedere ad una nuova inchiesta. Si tratta pertanto di un'interpretazione
delle valutazioni mediche espresse dal nostro consulente reumatologo dr.
__________ e dal nostro consulente psichiatra dr.__________ , dove però le
considerazioni di quest'ultimo sono state evinte da un complemento
d'informazione chiesto direttamente al consulente psichiatra (senza quindi
coinvolgere il perito SAM) da parte dell'ufficio AI (lettera del 21.06.2002, di
cui non conosco il contenuto).

 

Fatte queste premesse, risulta chiaro come per il perito SAM l'A.,
sulla base del rapporto del consulente psichiatra dr. __________, sia stata
considerata inabile al lavoro nella misura del 50%, pure come casalinga (il
nostro consulente psichiatra esprimeva una prognosi poco favorevole).

 

Ora prendo atto che la Signora __________, nella sua seconda
versione riguardo all'inchiesta economica dell'A., al punto 5.1. ammette una
limitazione della capacità di pianificazione, organizzazione, ripartizione del
lavoro e controllo, tenendo in considerazione che lo specialista in psichiatria
segnalava "personalità dipendente, immaturità", e ciò nonostante la
sintetica affermazione dello stesso nella lettera inviata all'ufficio AI il
28.06.2002 (... "può benissimo svolgere un'attività casalinga in tutti gli
effetti").

 

Inoltre, al punto 5.4., la Signora __________ fa notare che, per
quanto riguarda le difficoltà dell'A. ad uscire da sola dal proprio domicilio,
siano da considerare le paure e le fobie e la concreta necessità di avere
qualcuno accanto a sé, situazione che può giustificare un impedimento di una
certa importanza.

 

Con queste mie considerazioni intendo segnalare, Egregio Signor
Giudice, che a mio avviso le divergenze tra la valutazione medico - teorica
effettuata dal perito SAM e quella della persona incaricata di esperire
l'inchiesta a domicilio, trovino la loro spiegazione su una modificata
interpretazione delle limitazioni psichiche e mentali per l'attività di
casalinga.

 

Per il perito SAM, alla luce degli aspetti psicopatologici
segnalati dal consulente psichiatra e dalla sua valutazione di un'incapacità
lavorativa nella misura del 50%, nonché in considerazione delle limitazioni sul
piano reumatologico, l'A. é stata giudicata - a mio avviso in modo coerente ed
argomentato - incapace al lavoro nella misura del 50% pure in qualità di
casalinga.

 

Non nascondo la mia perplessità sul modo di procedere da parte
dell'amministrazione AI, nel richiedere ulteriori informazioni nell'ambito di
una perizia pluridisciplinare unicamente ad un consulente, senza coinvolgere il
perito che ha redatto il documento finale." (Doc. _)

 

La ricorrente, sulla base delle risultanze della
perizia del SAM e ritenuto l'ulteriore parere espresso dal Dr. __________ - il
quale ha sottolineato che il perito SAM in sede di perizia ha coerentemente
argomentato un'incapacità lavorativa dell'assicurata nella misura del 50%, sia
quale impiegata, sia quale casalinga - ha ribadito la sua richiesta ricorsuale,
ovvero che le venga riconosciuto il diritto ad una mezza rendita AI (cfr. doc.
_).

 

L'UAI, per contro, ha inviato al TCA le
osservazioni redatte dal Dr. __________ e dalla Dr.ssa __________ del Servizio
medico dell'amministrazione.

                                         In data 4
giugno 2003 il Dr. __________ ha stilato le seguenti osservazioni:

 

"  La
paziente ha richiesto prestazioni AI (rendita) che, con decisione del luglio
2002 sono state respinte.

Tale decisione è contestata e si chiedono lumi sulla valutazione
medica dell'handicap di cui la paziente è portatrice.

Agli atti troviamo un certificato del Dr. __________ che pone le
diagnosi di

 

-   dorso-lombosciatalgia

-   disturbi causati da una disfunzione tiroidea

-   depressione nervosa

 

Descrive la paziente in "buone condizioni generali ....
Distanza dito-pavimento 40 cm. II Lasègue è negativo bilateralmente. Presenta
una depressione ed è in cura con antidepressivi.

Conferma un'IL del 100% dal 1992 (senza alcun riferimento alla
valutazione SAM del 1994).

Conferma che non può svolgere la sua attività e al punto
osservazioni dell'allegato scrive "La paziente si sente molto depressa,
inoltre lamenta dolori alla schiena perciò dichiara di non poter svolgere la
sua attività lavorativa".

 

Con simile rapporto è impossibile valutare l'ampiezza delle
patologie e le conseguenze sulla CL.

 

II Dr. __________, endocrinologo, da parte sua asserisce che
all'ultimo controllo del 99 la paziente era ben equilibrata e che da allora non
aveva più visto la stessa.

 

Questo rapporto permetteva di ammettere che la disfunzione
tiroidea, come normalmente accade, non portava a conseguenze tali da
compromettere una vita normale, compresa quella lavorativa, malgrado la
necessità di controlli clinici e di laboratorio ed. eventuale adattamento della
terapia medicamentosa.

 

A inizio anno 2001, quando non era ancora operativo il SMR, si era
dato mandato all'assistente sociale di esperire l'inchiesta a domicilio, ciò
che era stato eseguito il 2.04.01. Come ben segnalava l'assistente sociale non
si poteva dare una valutazione definitiva (numerica) dei vari impedimenti non
essendo a conoscenza dei limiti funzionali clinici.

Per questo motivo si era presentato il dossier al SMR (nel
frattempo divenuto attivo) e la Collega __________ aveva proposto una perizia
SAM, non potendosi apprezzare una variazione dello stato di salute rispetto al
periodo corrispondente alla prima richiesta di prestazioni Al.

 

II SAM ha dato seguito al mandato consegnando il rapporto di
perizia il 10.05.02. Riporta le diagnosi con influsso sulla CL di:

 

-   sindrome depressiva ricorrente non specificata

 

-   sindrome lombovertebrale/spondilogena con

    leggere turbe statiche

    discreta discopatia L4-5 e L5-S1

tendenza alla generalizzazione dei
dolori nel senso di una leggera sindrome fibromialgia.

 

Viene attestata un'IL medico - teorica del 50% sia per le attività
di salariata che di casalinga. Non abbonda nella descrizione dei limiti
funzionali a giustificazione dell'IL attestata.

 

II dossier veniva poi sottoposto di nuovo all'attenzione
dell'assistente sociale, la quale definiva i vari campi d'attività e i limiti
legati alle stesse, con riferimento ai dati clinici della perizia SAM.

 

A mio giudizio le ulteriori precisazioni richieste dall'UAI al
perito o, direttamente, al consulente del perito, non portano a valutazione
migliore della situazione.

 

Come molto spesso accade la valutazione dell'IL medico - teorica
per le persone attive nell'economia domestica è in contrasto con quella determinata
con l'inchiesta a domicilio.

Infatti il medico tiene poco conto delle arie funzioni e del
"quantum" di lavoro viene esatto per le varie funzioni.

La riduzione funzionale per lavori pesanti (esempio: lavaggio dei
tendaggi) porta a un giudizio di IL medico - teorica complessiva del 50% non
considerando, per esempio, che i tendaggi non vengono rimossi e lavati
giornalmente. Non tiene conto, inoltre, del nucleo famigliare e della
ripartizione delle varie funzioni dipendenti dallo stesso (tempo da dedicare ai
figli e attività menzionate alla voce "diversi" differente a seconda
del numero dei figli).

 

Per quanto riguarda i limiti funzionali derivati dai disturbi
organici essi sono veramente modesti (vedi valutazione Dr. __________ per il
SAM) giustificando un'IL medico-teorica del 20% solo per lavori pesanti e una
piena funzionalità per tutte le altre attività.

 

Per quanto riguarda la patologia psichiatrica, definita sindrome
depressiva ricorrente, questa è caratterizzata da attacchi di panico, stati
d'ansia, da fobie varie in personalità infantile e dipendente.

Dal lato funzionale si nota (stato psichico) soprattutto una
diminuzione della concentrazione e della memoria recente. Questi sono effetti
dei segni della depressione come descritta.

Gli altri disturbi che possono influire sulla funzionalità pratica
del soggetto sono invece da reperire nell'anamnesi (vedi ad esempio gli
attacchi di panico e le fobie).

Nelle funzioni quotidiane l'insieme dei disturbi influisce
provocando un certo rallentamento nello svolgimento delle proprie attività,
nell'insicurezza e nella necessità d'accompagnamento quando esce di casa (vedi
ad esempio acquisti).

 

Dalla lettura della perizia SAM e del rapporto dell'assistente
sociale oltre alla discrepanza "quantitativa - numerica" dell'IL, si
trova come l'assistente sociale abbia tradotto con coerenza e nella realtà
quotidiana l'influsso della patologie sulla possibilità pratica di svolgere le
attività di casalinga.

Diversa è la situazione sul piano professionale, non del tutto
confrontabile con l'attività domestica, perché esistono limiti nella
possibilità di organizzazione del lavoro, di accettazione da parte di un
eventuale datore di lavoro sulle "défaillances" lavorative momentanee
e non programmabili.

 

In conclusione si può affermare che dalla perizia SAM l'assistente
sociale ha correttamente valutato l'influsso della patologia psichiatrica sulla
possibilità di svolgere le diverse funzioni da casalinga e i limiti sono ben
spiegati nello stesso rapporto." (Doc. _)

 

 

                                         La Dr.ssa
__________, con scritto 3 giugno 2003, dal canto suo ha rilevato:

 

"  La
perizia eseguita al SAM ha permesso di definire i seguenti gradi di IL:

-   dal lato reumatologico
un'IL del 20% (limitazioni legate alla necessità di evitare lavori di pulizia
particolarmente pesanti) nell'attività di casalinga e una totale CL nella
professione di aiuto-segretaria

-   dal lato
psichiatrico un'IL del 50% come salariata e una totale CL come casalinga. Di
fatto l'A. va considerata unicamente casalinga.

 

L'inchiesta a domicilio eseguita da __________ il 2.4.2002 valuta
un impedimento del 16% come casalinga.

Questa valutazione è del tutto congrua con le constatazioni fatte
all'occasione delle sopraccitate perizie. lnfatti la patologia reumatologica
impedisce l'A. solo in attività pesanti, a carattere "stagionale". La
patologia psichica (sindrome depressiva ricorrente non specificata) è marcata
soprattutto dalla presenza di attacchi di panico, stati di ansia e vari tipi di
fobia. La valutazione definitiva (anche se proposta in un secondo tempo) del
Dr. __________, di considerare l'A. totalmente abile come casalinga, è validata
dalla descrizione clinica e dall'anamnesi fornite dalla perizia SAM.
Nell'ambito dell'inchiesta a domicilio non si poteva attribuire ai sintomi
psichici, dominati soprattutto da una certa fobia sociale e dunque dalla
difficoltà nei contatti con I'ambiente, una limitazione superiore a quella
indicata.

In conclusione ritengo che la valutazione fornita dall'inchiesta a
domicilio sia corretta e perfettamente correlata alle indicazioni mediche date
dalla perizia eseguita al SAM. Non sussiste nessun elemento clinico o paraclinico
che giustifichi un'IL superiore al 20% nell'attività di casalinga.

Credo che l'attuale "malinteso" sia dovuto al fatto che
probabilmente il Dr. __________ ha valutato inizialmente l'A. unicamente o
principalmente come salariata non tenendo conto del fatto (forse perché non
dovutamente informato) che essa era da considerarsi unicamente casalinga."
(Doc. _)

 

 

A mente del TCA, le spiegazioni fornite in data 4
giugno 2003 dal Dr. __________ per giustificare la discrepanza fra la
valutazione dell'incapacità lavorativa medico-teorica fornita dai periti del
SAM (ovvero un'incapacità lavorativa dell'assicurata del 50%, sia come
casalinga, sia come impiegata, cfr. doc. AI _), la successiva valutazione
espressa dal Dr. __________ in data 28 giugno 2002 (ossia una piena capacità
lavorativa dell'assicurata nell'attività di casalinga, cfr. doc. AI _) e la
valutazione derivante dall'inchiesta economica per le persone che si occupano
dell'economia domestica operata dall'assistente sociale __________ in data 5
agosto 2002 (vale a dire un'incapacità lavorativa dell'assicurata, quale
casalinga, del 16%, cfr. doc. AI _) sono sufficientemente chiare ed eloquenti
per giungere alla conclusione che l'assistente sociale ha correttamente
valutato l'influsso della patologia psichiatrica (ritenuta preminente anche dai
periti del SAM, essendo la patologia reumatologica modesta, cfr. doc. AI _ pag.
10) sulla possibilità per __________ di svolgere le varie mansioni che
l'attività di casalinga richiede.

Il Dr. __________ ha infatti spiegato che la
valutazione dell'incapacità lavorativa medico-teorica per le persone attive
nell'economia domestica può spesso essere in contrasto con quella
determinata con l'inchiesta a domicilio, a causa del fatto che il medico tiene
poco conto del "quantum" di lavoro necessario per le varie funzioni;
inoltre, il medico non considera che lavori pesanti, quali ad esempio il
lavaggio dei tendaggi, che comportano una riduzione funzionale, non vengono
svolti tutti i giorni; infine, il medico non tiene conto del nucleo famigliare
e della ripartizione delle varie funzioni dipendenti dallo stesso (cfr. doc.
_).

 

 

L'inchiesta economica, per contro, tiene conto di
tutti questi fattori che, concretamente, nella vita di tutti i giorni,
influiscono sulla capacità lavorativa dell'assicurata nei vari ambiti
domestici: l'assistente sociale, ad esempio, per quanto riguarda la pulizia
dell'appartamento, ha ritenuto condivisibile la valutazione medica
dell'incapacità lavorativa, dal punto di vista reumatologico, dell'assicurata,
stimata del 20% "per lavori pesanti che richiedono un carico importante
per la colonna", dato che questi lavori pesanti hanno carattere
"stagionale"; per quel che concerne il bucato e lo stiro, inoltre,
l'assistente sociale ha giudicato che tali attività non diano luogo ad
incapacità lavorativa, dato che l'assicurata può, tramite opportuni
accorgimenti, come ad esempio un opportuno carico della cesta secondo le sue
possibilità e la la ripartizione dello stiro sull'arco della settimana, farvi
fronte (cfr. doc. AI _).

 

 

Anche la Dr.ssa __________ del SMR, nello scritto
3 giugno 2003, ha fornito una chiara interpretazione della valutazione
dell'incapacità lavorativa stabilita nella summenzionata inchiesta economica,
indicando che la patologia reumatologica limita l'assicurata solo in attività
pesanti, a carattere "stagionale", mentre invece la patologia
psichica, caratterizzata da attacchi di panico, stati d'ansia e vari tipi di
fobia, limita solo parzialmente l'assicurata nella sua attività di casalinga,
essendo maggiormente rilevante nei contatti con l'ambiente, vista la fobia
sociale di cui soffre la ricorrente (cfr. doc. _).

La Dr.ssa __________ ha poi osservato che
probabilmente il "malinteso" venutosi a creare tra la valutazione medico-teorica
espressa dal SAM nella perizia del 10 maggio 2002 (cfr. doc. AI _), il
successivo complemento fornito dal Dr. __________ in data 28 giugno 2002 (cfr.
doc. AI _) e la valutazione fornita nell'ambito dell'inchiesta domiciliare
dall'assistente sociale (cfr. doc. AI _) è stato causato dal fatto che
inizialmente il Dr. __________ aveva fornito il proprio parere specialistico
riguardo all'eventuale incapacità lavorativa, dal punto di vista psichico, di
__________, in attività salariata e non, come invece avrebbe dovuto,
nell'attività di casalinga, che l'assicurata svolge dal 1974 (cfr. doc. _).

 

 

In queste circostanze, dunque, considerato come
all'inchiesta economica per le persone che si occupano dell'economia domestica
debba essere attribuita forza probante piena - senza con ciò voler mettere in
discussione la valutazione operata dal SAM sul piano puramente medico-teorico -
appare dimostrato, con il grado
della verosimiglianza preponderante, valido nell'ambito delle assicurazioni
sociali (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati; DTF 115 V 142
consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188
consid. 2b), che l’assicurata, in concreto, presenta, nella sua attività di
casalinga, un'incapacità del 16%.

La decisione dell’UAI di
reiezione della domanda di prestazioni va quindi confermata.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti