# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b527bd1a-ccd8-541e-a45e-f2acb29f6788
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-06-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 11.06.1996 90.1995.32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1995-32_1996-06-11.html

## Full Text

Incarto n.

  90.95.00032

  	
  Lugano

  11 giugno 1996

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della
  pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Efrem Beretta, presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca

   

  

 

	
  vicecancelliera

  	
  Daniela Regazzi

  

 

visto
il ricorso del 2 marzo 1995 di

 

	
   

  	
  1. __________ __________, __________,  

  2. __________ __________, __________,  

  1.,2. studio legale
  __________, ____________________,  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione no. __________del 17 gennaio 1995 del
  Consiglio di Stato che approva le varianti del Piano Regolatore del comune di
  __________ relative alle zone industriali ________ ____________ e __________
  /_________ ____________ e la zona mista residenziale artigianale __________;

   

  viste le osservazioni del 12 aprile 1995 del
  Municipio di __________;

   

  vista la risposta del 26 aprile 1995 del Consiglio
  di Stato;

   

  esperiti i necessari accertamenti;

   

  letti ed esaminati gli atti;

  

 

r
i t e n u t o,

 

 

in
fatto

 

                                   a.   I signori __________
sono proprietari, in ragione di metà ciascuno, della nuova particella no.
__________, di 2115 mq di superficie, formata da uno scorporo del mapple no.
__________ di proprietà del signor Italo __________.

                                  b.   In data 31 marzo 1992
il Consiglio comunale di __________ ha deciso l’adozione di alcune varianti del
PR approvato dal Consiglio di Stato con risoluzione no. __________del 25
ottobre 1976. 

In particolare trattasi della Variante A, concernente le zone dei nuclei
(NV-NT), della Variante B, concernente la zona industriale in località
__________ __________, relativa ai fondi, __________, __________, __________,
rispettivamente relativa al particellare no.__________ in località __________ e
sotto __________, ed infine della Variante C riguardante delle zone per edifici
e attrezzature pubbliche (EAP) il località __________, __________ e __________
__________.

 

 

                                   c.   Con risoluzione del
28 settembre 1993 il Consiglio di Stato ha deciso su queste varianti. In
particolare per quanto riguarda l’inserimento in zona industriale dei particellari
no. __________, __________, 1789 siti in località __________ __________, il
Governo, rilevato da un lato le limitate e lacunose indicazioni contenute, a
questo proposito, nel messaggio municipale e preso atto dall’altro che la
revisione totale del PR allo studio prevede l’inserimento del comparto in una
zona di mantenimento degli insediamenti, considerata infine l’eventualità che
il tracciato dell’__________ __________ possa interessare questa zona, ha
deciso di sospendere l’approvazione di questa variante dando facoltà al Comune
e ai proprietari interessati di presentare le loro osservazioni in merito (cfr.
decisione no. __________del 28 settembre 1993, pag. 5 e 6). 

 

                                  d.   In data 5 novembre
1993 il Signor __________ __________, allora unico proprietario dell’intero particellare
no. 1769, ha presentato le proprie osservazioni al riguardo, rilevando come sul
suo mappale già esisteva un capannone-officina, nel quale veniva da anni
esercitata un’attività industriale, nonché come questo comparto risultava disservito
da tutte le infrastrutture industriali (ossia energia elettrica,
canalizzazione, accessi ecc.) non conformi ad un utilizzo agricolo.

                                   e.   Con risoluzione no.
__________del 17 gennaio 1995 il Consiglio di Stato si è pronunciato
definitivamente sulle varianti concernenti la zona industriale __________
__________ e __________ /__________ __________, rispettivamente sulla zona
mista residenziale artigianale __________. 

In particolare per quanto riguarda l’inserimento dei tre fondi __________,
__________, __________, il Governo ha deciso (considerate le osservazioni
presentate dai diretti interessati, nonché il rapporto della sezione
agricoltura precisante che dal punto di vista agricolo la costituzione di una
nuova zona industriale in località __________ __________ è inaccettabile per
una serie di motivi di cui se del caso si dirà in seguito, come pure
considerate le risultanze degli studi per la revisione del PR già in corso) di
non approvare la variante all’esame. Esso ha quindi statuito che nell’ambito
della revisione generale del piano regolatore attualmente in atto, il Comune
dovrà attribuire il comparto ad una zona d’utilizzazione specifica, per esempio
ad una zona di mantenimento degli insediamenti (cfr. decisione del 17 gennaio
1995 del Consiglio di Stato pag. 5 e 7). 

 

 

                                    f.   Nel frattempo, e
più precisamente in data 24 marzo 1994, i signori __________ qui ricorrenti
hanno acquistato parte del mappale no. __________di proprietà del signor __________,
formando una nuova particella no. __________ (cfr. rogito allegato agli atti).

Non avendo ricevuto comunicazione della succitata decisione finale del 17
gennaio 1995 del Consiglio di Stato, che riguardava anche la loro particella,
in data 2 marzo 1995 i signori __________ hanno inoltrano davanti a questo
Tribunale un ricorso con istanza di restituzione in intero contro il lasso dei
termini per poter subentrare nella procedura in corso, evidenziando un loro
legittimo interesse ad impugnare la non assegnazione del loro bene alla zona
industriale. Con questa impugnativa essi chiedono quindi in via principale il
ripristino del termine di 30 giorni per presentare ricorso al Tribunale della
pianificazione del territorio e in via subordinata, qualora il termine non
fosse ripristinato, l’annullamento della decisione del Consiglio di Stato con
conseguente assegnazione del mappale no. __________alla zona industriale.

 

 

                                  g.   Con risposta no.
__________del 26 aprile 1995 al ricorso dei signori __________, il Consiglio di
Stato ha ritenuto che la richiesta dei ricorrenti di subentrare nella procedura
in corso e di ottenere un ripristino dei termini andava accolta. Esso ha
tuttavia precisato che sarebbe stato dapprima opportuno esperire un sopralluogo
e all’occasione, se del caso, ripristinare il termine. Nel merito il Governo ha
tuttavia chiesto di respingere la richiesta dei ricorrenti volta
all’inserimento del loro mappale in zona industriale.

                                  h.   In data 5 ottobre
1995 è stato esperito un sopralluogo in contraddittorio all’occasione del quale
le parti si sono riconfermate nelle rispettive allegazioni e domande.

 

 

 

c o n s i d e r a t o,

 

in diritto

 

                                   1.   Nel caso in esame i
ricorrenti, che sino ad ora non sono mai stati parte nel procedimento,
censurano la mancata loro intimazione della decisione del Consiglio di Stato
all’esame (17.1.1995), malgrado che al momento dell’emanazione della stessa
essi risultavano già proprietari di parte del mappale no. __________ (trapasso
proprietà avvenuto 24.3.1994). Infatti la notifica è avvenuta solamente nei
confronti del proprietario precedente del fondo, il quale a suo tempo aveva
inoltrato delle osservazioni al riguardo. 

Essendo i signori __________ casualmente venuti a conoscenza di questa
risoluzione tramite l’ufficio tecnico comunale, essi chiedono ora la
restituzione del termine per ricorrere davanti a questo Tribunale, ritenuto che
il lasso di tempo previsto per la normale impugnazione è ormai trascorso e
considerato che essi si ritengono direttamente toccati dalla decisione
all’esame.

                               1.a.   Innanzitutto per
quanto riguarda la competenza del Tribunale adito, nonché la legittimazione a
ricorrere degli insorgenti va precisato quanto segue.

La competenza di questo Tribunale è data dall'art. 26 quater lett. D LOG,
introdotto con la Legge concernente l'istituzione del Tribunale della
pianificazione del territorio, entrata in vigore il 1. ottobre 1992.

                                         Giusta l’art. 33 cpv. 3
lett. a. LPT il diritto cantonale deve garantire la legittimazione a ricorrere
contro le decisioni e i piani di utilizzazione fondati sulla LPT e sulle sue
disposizioni di applicazione, cantonali e federali, almeno nella stessa misura
prevista per il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale.

                                         L’art. 38 LALPT stabilisce
al cpv. 1 che le decisioni prese dal Consiglio di Stato in sede di approvazione
del PR e di evasione dei ricorsi possono essere impugnate presso il Tribunale
della pianificazione del territorio e al cpv. 4 legittima a ricorrere il
Comune, i già ricorrenti, per gli stessi motivi, e ogni altra persona o ente
che dimostri un interesse degno di protezione a dipendenza delle
modifiche decise dal Consiglio di Stato.

                                         A mente della
giurisprudenza federale, l’interesse degno di protezione è dato se il
ricorrente è toccato più di chiunque altro dalla decisione impugnata, si trova
con l’oggetto del litigio in un rapporto particolare; altrimenti detto, se può
vantare un interesse personale, immediato ed attuale all’annullamento
rispettivamente alla riforma della decisione avversata (DTF 116 Ib 323 consid.
2, 113 Ib 228).

                                         È evidente che nel caso
concreto questo presupposto è adempiuto, dato che i signori __________, al
momento della risoluzione governativa (come emerge dagli atti), erano
proprietari del mappale no. __________, formato appunto da uno scorporo della
particella no. __________soggetta alla modifica pianificatoria prevista dalla
decisione del Consiglio di Stato all’esame. In quanto tali quindi essi
risultano toccati personalmente dalla risoluzione e possono quindi vantare un
interesse immediato ed attuale al suo annullamento. La legittimazione attiva
dei qui insorgenti va pertanto riconosciuta.

                               1.b.   Da verificare rimane
la tempestività dell’impugnativa all’esame.

Al proposito, come detto, i ricorrenti fanno un’istanza di restituzione in
intero dei termini, in quanto non avendo ricevuto comunicazione della
decisione, non è stato loro possibile rispettare i termini di ricorso previsti.

Al riguardo va rilevato che giusta l’art 37 cap. 2 LALPT le risoluzioni del
Consiglio di Stato devono venir intimate al Comune, ai ricorrenti e ai
proprietari dei fondi la cui situazione è stata modificata dalla risoluzione.

Per ammissione medesima del Consiglio di Stato nella sua risposta del 26 aprile
1995, esso ha in concreto omesso di considerare che, tra la sua prima decisione
del 28.9.1993 e la sua risoluzione definitiva del 17.1.1995, è intervenuta una
compravendita, regolarmente iscritta a RF, di parte del fondo no. __________e
quindi di conseguenza ha pure omesso di dare personale avviso della modifica di
PR ai nuovi proprietari. Essendo i signori __________ direttamente toccati da
questa modifica d’ufficio, l’intimazione era, ai sensi dell’articolo di legge
succitato, d’obbligo. La mancata notifica ha quindi loro impedito una tempestiva
impugnativa giusta l’art. 38 cpv. 1 LALPT. 

Dottrina e giurisprudenza sono concordi nel ritenere che l’omessa notificazione
di una decisione fa sì , in linea di massima, che il termine per impugnarla non
decorra (DTF 96 I 691/92 consid. 1d; DTF 102 Ib 91, DTF 107 Ib 175, Grisel, Traité
de droit amministratif, vol II, pag 878). Analogo principio è sancito dagli art.
38 LPA rispettivamente art. 107 cpv. 3 OG, i quali stabiliscono che una
notifica difettosa o irregolare non può cagionare alle parti alcun pregiudizio.
Ne consegue che in queste circostanze bisogna ritenere che i ricorrenti debbano
ancor disporre per intero del termine per poter ricorrere davanti a questo
Tribunale e ciò a partire dal momento in cui sono venuti a conoscenza
dell’esistenza della decisione.

In concreto i signori __________ affermano di aver inoltrato la loro
impugnativa alcuni giorni dopo esserne venuti a conoscenza. Questa circostanza
non è contestata né dal Comune né dal Consiglio di Stato, pertanto questo
Tribunale non ravvisa alcun motivo per non considerare che il termine di trenta
giorni è stato in casu rispettato.

La richiesta di restituzione in intero contro il lasso dei termini presentata
dai ricorrenti non trova in concreto percontro applicazione dato che la
notifica non è solamente avvenuta tardivamente come previsto dall’art. 137 CPC
(applicabile giusta i rinvii di cui agli art. 38 cpv. 6 LALPT rispettivamente art
12 LPamm), ma non è avvenuta del tutto, per cui tornano applicabili i principi
di cui sopra.

Per questi motivi il ricorso all’esame può ritenersi ricevibile in ordine.

                                   2.   Come già rilevato
nei fatti, con la decisione qui impugnata il Consiglio di Stato ha negato
l’approvazione della variante volta all’inserimento dei particellari no.
__________, __________ ( e quindi pure il mappale no. __________) e
__________in zona industriale, ordinando al contempo al Comune di attribuire
questo comparto ad “..una zona d’utilizzazione specifica, per esempio ad una
zona di mantenimento degli insediamenti” (cfr. decisione no. __________del 17
gennaio 1995, pag. 7), e questo nell’ambito della revisione generale del PR
attualmente in corso a __________. 

Va quindi ora esaminato se, in concreto, la decisione qui impugnata costituisce
una decisione finale, capace di porre fine alla procedura, oppure se trattasi
di una semplice decisione incidentale, ovvero di una decisione resa nel corso
della procedura che rappresenti solo una semplice tappa della stessa (cfr. DTF
117 Ia 253 consid. 1a, 398 consid. 1, 116 Ia 43 consid. 1b e rinvii). La
distinzione è importante perché mentre la prima può sempre essere impugnata
davanti all’autorità superiore, la seconda può essere impugnata solo se provoca
al ricorrente un danno non altrimenti riparabile ( art. 44 LPAmm,
rispettivamente, art. 45 PA).

Di massima, se all’autorità inferiore viene lasciata una certa libertà di
giudizio, la decisione mediante la quale gli atti vengono rinviati per
ulteriori accertamenti all’autorità che si è già pronunciata in prima istanza,
è una decisione incidentale ( “Rückweisungsentscheide gelten nach ständiger Rechtsprechung
als Zwischenentscheide”, cfr DTF 117 Ia 398 consid. 1 e rinvii, rispettivamente
DTF 117 Ia 253 consid. 1a).

Nel caso concreto il Consiglio di Stato si è pronunciato definitivamente sul
punto litigioso, escludendo il fondo dei ricorrenti dalla zona industriale. Su
questo preciso tema il Comune è pertanto vincolato: nel ridefinire l’azzonamento
del comparto non potrà reinserire i fondi in zona industriale. Su questo
preciso punto quindi la decisione appare definitiva e di conseguenza
impugnabile (DTF 119 Ib 233).

 

                                   3.   Il comune di
__________, come detto, aveva previsto, con la variante in esame, l’istituzione
di una nuova zona industriale in località __________ __________ sui mappali no.
__________, __________ __________ (tra cui appunto il particellare no.
__________ di proprietà dei qui ricorrenti), azzonamento che non ha però
trovato approvazione da parte del Consiglio di Stato.

                                3.a   Innanzitutto va
rilevato che il comune gode di autonomia in quelle materie che il diritto
cantonale o federale non regola esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte
alla regolamentazione del comune, conferendogli una notevole latitudine
decisionale (DTF 115 Ia 44). Il comune ticinese usufruisce di questa autonomia
in materia di pianificazione del territorio (Rep. 1989, pag. 422, consid. 2 e
riferimenti).

                                         L’autonomia non è però
assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone
Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di
Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo. Ciò
significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle
scelte pianificatorie comunali. A contemperare l’estensione di tale controllo
con l’autonomia riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2 cpv.
3 LPT: le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di lasciare alle
autorità loro subordinate il margine d’apprezzamento necessario per adempiere i
loro compiti. Il Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente sostituire
il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettarne il diritto di
scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più opportuna. Il
Consiglio di Stato non può però limitarsi a intervenire nei soli casi in cui la
soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo, sia manifestamente
insostenibile. Deve al contrario rifiutare l’approvazione di quelle soluzioni che
disattendono i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto
federale o non danno loro sufficiente attuazione. Se l’autorità di approvazione
esige dal comune, per motivi oggettivi, di porre il PR in consonanza con
l’ordinamento giuridico, il comune invocherà invano la lesione della sua
autonomia (DTF 116 Ia 226 e seg. consid. 2a; Alfred Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie
in der neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, Rep. 1991, pag. 45 e segg.,
in part. 55).

                                         Il TPT non dispone,
contrariamente al Consiglio di Stato, del sindacato d’opportunità (tranne, in
applicazione dell’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT, se col ricorso è impugnata una
modifica d’ufficio del PR). Il ricorso è infatti proponibile solo contro la
violazione del diritto (in particolare contro l'errata o mancata applicazione
di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da essa,
l'apprezzamento giuridico erroneo di un fatto, l'eccesso o l'abuso di potere,
la violazione di una norma essenziale di procedura) e contro l’accertamento
inesatto o incompleto dei fatti rilevanti per la decisione (art. 38 cpv. 2 e 3
LALPT). 

 

                                3.b   Scopo essenziale della
pianificazione è di “assicurare una funzionale utilizzazione del suolo e una
razionale abitabilità del territorio” (art. 22 quater Cost.).

                                         La LPT riprende e sviluppa
tale postulato. Secondo l’art. 1 LPT il suolo dev’essere utilizzato con misura,
l’insediamento ordinato in vista di uno sviluppo armonioso del paese. A questo
scopo la pianificazione deve tener conto delle condizioni naturali, dei bisogni
della popolazione e dell’economia. Deve proteggere le basi naturali della vita,
come il suolo, l’aria, l’acqua, il bosco e il paesaggio. Deve garantire la
difesa nazionale.  Giusta l’art. 3 LPT il paesaggio va tutelato sia mantenendo
sufficienti superfici coltive per l’agricoltura, sia integrando in esso gli
insediamenti, conservando i siti naturali e gli spazi ricreativi, permettendo
al bosco di adempiere le sue funzioni. Gli insediamenti vanno strutturati
secondo i bisogni della popolazione e limitati nella loro estensione. Si dovrà
aver cura di preservare l’abitato da immissioni nocive (inquinamento fonico,
atmosferico, ecc.), di inserire molti spazi verdi e alberati, di creare vie
pedonali e ciclabili. 

                                         Si tratta di esigenze
spesse volte contrastanti, di una realtà troppo complessa per poter essere
gestita con formule riduttivamente rigide e schematiche.

                                         In realtà solo un’attenta,
oculata ponderazione dei molteplici e contrastanti interessi in giuoco consente
di comporre in modo ottimale i conflitti tra le diverse utilizzazioni del
territorio, al fine di consentire un insediamento equilibrato, dallo sviluppo
armonioso, che rispetti la natura e più specificamente l’ambiente, rispondendo
in modo diversificato ai bisogni e alle aspirazioni della popolazione (DTF 117 Ia
432 consid. 4b, 115 Ia 339 consid. 5, 113 Ia 461 consid. 5a).

 

                                3.c   Due sono
principalmente gli strumenti della pianificazione del territorio: il Piano
direttore cantonale (PD) e il Piano di utilizzazione comunale, detto
abitualmente Piano regolatore  (PR).

                                         Il PD è lo strumento
strategico per eccellenza a livello cantonale. E' in questa sede che si
stabiliscono  le grandi linee dell’organizzazione e dello sviluppo del
territorio e si garantisce il coordinamento: “delle pianificazioni cantonali,
di queste con quelle federali, dei Cantoni e delle Regioni limitrofe e delle
pianificazioni regionali e comunali tra di loro “ (art. 12 lett. b LALPT). In
questo senso l'art. 1 della Legge sulla pianificazione cantonale (1980)
statuisce che "il Cantone ... attua una politica di pianificazione
indicativa, e una politica di pianificazione del territorio fra di loro
coordinate."

                                         Il PD è costituito, giusta
l'art. 14 LALPT, da obiettivi pianificatori cantonali, che definiscono il
modello di organizzazione del territorio e stabiliscono gli indirizzi cantonali
delle singole politiche settoriali di incidenza territoriale e da schede di
coordinamento e rappresentazioni grafiche. Le due ultime indicano come sono
coordinate le attività d'incidenza territoriale e precisano se si tratta di
dati acquisiti, risultati intermedi o informazioni preliminari. 

                                         Il PD vincola solo le
autorità (art. 22 LPT) e non (direttamente) i privati.

                                         Il PR è invece il classico
strumento di pianificazione territoriale a livello comunale. 

                                         La sua funzione principale
è di disciplinare l’uso del territorio. Questo dev’essere suddiviso, giusta l’art.
14 LPT, nelle seguenti zone: edificabile (art. 15 LPT), agricola (art. 16 LPT)
e protetta (art. 17 LPT); con facoltà per il diritto cantonale di prevederne
altre (art. 18 LPT). 

                                         Il tutto in conformità col
Piano direttore (art. 6 e 26 LPT), tenuto conto dei presumibili bisogni di
sviluppo per i prossimi quindici anni, compatibilmente con le possibilità finanziarie
del comune (art. 24 LALPT).

 

                                3.d   Per quanto riguarda il
caso in esame va innnanzitutto rilevato che, dagli atti a disposizione di
questo Tribunale, non risulta che sull’istituzione della nuova zona industriale
prevista sia stato fatto uno studio particolare, dato che neppure la necessaria
relazione tecnico-pianificatoria è stata allestita. Non esistono di conseguenza
al riguardo dati concreti capaci di giustificare oggettivamente la sua
creazione.

Questo Tribunale ha potuto comunque rilevare che trattasi di un piccolo
comparto, sito ai margini del comune al confine con il territorio comunale di
__________ e formato solamente da pochi fondi, ossia il particellare no.
__________ (costituito da un prato sul quale è stata autorizzata la posa di un
fabbricato in legno quale stalla), il fondo __________ (occupato da un rustico-casetta
e da un giardino) ed infine il fondo __________ (dal quale è stato scorporato,
come detto, la particella 2050, formanti assieme un piazzale asfaltato e un
capannone). Questa area risulta inoltre inserita in un ampio comprensorio non
edificabile (che si estende da una parte fino all’abitato di __________ e
dall’altra fin oltre il confine del comune di __________ -__________) assegnato
dal Piano Direttore interamente alle superfici per l’avvicendamento colturale
SAC (cfr. Piano Direttore, rappresentazioni grafiche, piano 12 e 10).

In pratica da queste considerazioni risulta che questo comparto oltre a
presentare un carattere poco industriale e delle dimensioni tutto sommato limitate,
è situato pure in un comprensorio pregiato dal punto di vista agricolo. Inoltre
esso è isolato rispetto alle altre zone industriali previste sia dal PR di
__________ che dal PR di __________ -__________. 

In questa particolare situazione quindi, considerati i principi pianificatori
espressi nei precedenti considerandi, volti da un lato ad un uso parsimonioso
del suolo,rispettivamente alla concentrazione delle attività sul territorio e
dall’altro alla tutela del paesaggio attraverso il mantenimento di sufficienti
superfici coltive idonee all’agricoltura, nonché considerata l’analisi
contenuta nel rapporto esplicativo accompagnante il Piano Direttore sulle zone
d’attività industriale ed artigianale, enunciante il principio secondo cui
l’istituzione di nuove zone industriali cantonali, regionali o locali, come
pure l’ampliamento di quelle esistenti, deve essere preceduta in sede di
pianificazione da una verifica di compatibilità ambientale e territoriale (ciò
che in concreto, come detto in ingresso, non è stato fatto), questo Tribunale
ritiene, in sintonia con quanto espresso dal Governo, scorretta la formazione
di una zona industriale in località __________ __________. L’impugnativa
sollevata in merito dai ricorrenti viene quindi respinta. Viene percontro
confermata la decisione del Consiglio di Stato che rinvia gli atti al Comune
affinché, nell’ambito della revisione generale del PR, proceda ad un nuovo azzonamento
del comparto all’esame.

                                   4.   Tasse e spese di
giudizio seguono la soccombenza.

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla fattispecie,

 

 

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Nella misura in cui è
ammissibile, il ricorso é respinto.

 

                                   2.   I ricorrenti sono
condannati al pagamento in solido delle tasse di giudizio e delle spese per
complessivi Fr. 700.--.

                                   3.   Intimazione:                  -
Avv. __________ __________, __________ 

                                       - Municipio di __________ 

                                       - Consiglio di Stato, ___________

                                       - Sezione pianificazione urbanistica,                                                             __________

 

Tribunale
della pianificazione del territorio

Il
presidente                                                           Il
segretario