# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2557bfd5-c9b3-5f66-aa69-4f4b42a8a3c8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-10-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 13.10.2016 72.2016.106
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2016-106_2016-10-13.html

## Full Text

Incarto
  n.

  72.2016.106

  	
  Lugano,

  13 ottobre 2016/lc

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte delle assise criminali

  
	
   

  
					

 

 

	
  composta da:

  	
  giudice Amos
  Pagnamenta, Presidente

  
	
   

  	
  GI 1, giudice
  a latere 

  GI 2, giudice
  a latere 

  
	
   

  	
  Cristina
  Laghi, vicecancelliera

  

 

sedente nell’aula penale di questo palazzo
di giustizia, per giudicare

 

	
  nella causa penale

  	
  Ministero pubblico

  

 

 

	
   

  	
  e in qualità di accusatori privati:

   

  
	
   

  	
  ACPR 1

  patrocinato dall’avv. RAAP 1 

   

  ACPR 3 

  patrocinata dall’avv. RAAP 2 

   

  ACPR 11 

  patrocinata dall’avv. RAAP 4 

   

  ACPR 5 

  patrocinato dall’avv. RAAP 3 

   

  ACPR 2 

  ACPR 4 

  ACPR 6 

  ACPR 7 

  ACPR 8 

  ACPR 9

  ACPR 10 

  

 

 

	
  contro

  	
  IM 1

  rappresentato dall’avv. DUF 1 

   

  in carcerazione preventiva dal 19 novembre 2015 al 14
  gennaio 2016 (57 giorni),

  in esecuzione anticipata della pena dal 15 gennaio 2016;

   

  IM 2

  rappresentato dall’avv. DUF 2 

   

  in carcerazione preventiva dal 19 novembre 2015 al 19
  gennaio 2016 (62 giorni);

  

 

 

imputati, a
norma dell’atto d’accusa nr. 88/2016 del 3 giugno 2016, emanato dal Procuratore
pubblico PP 1, di

 

 

                                  A.   in correità tra di loro

 

                                   1.   ripetuto sequestro di
persona e rapimento

per avere indebitamente tenuto sequestrato, privato in altro modo
della libertà e rapito ACPR 1, che ritenevano aver maltolto denaro o valori a
varie persone tra cui IM 2 stesso, ACPR 3 e __________, usando violenza e
minaccia, ritenuto che in tutte le occasioni erano presenti e hanno avuto ruolo
attivo IM 1 e IM 2, che in sostanza si sarebbero occupati del recupero dei
crediti, e meglio

 

                                1.1   per avere, a __________
il 13 settembre 2015, presentandosi dopo averlo già minacciato, trattenuto
indebitamente in casa sua ACPR 1 per almeno 40 minuti, impedendogli di partire
o anche solo di muoversi e agire liberamente, usando minaccia, in particolare
presentandosi da lui con una chiave per bulloni che gli è stata mostrata e poi
posata sul tavolo, minacciandolo direttamente all’integrità fisica,
chiedendogli di consegnare loro il portamonete perché ne verificassero il
contenuto, perquisendogli la casa alla ricerca di soldi o oggetti di valore che
ACPR 1 avrebbe dovuto dare loro per ripagare le vittime del suo presunto agire,
lasciando infine l’abitazione dopo preso 2-3 PC e una collanina a garanzia
della promessa di un pagamento il giorno successivo, costringendolo quindi pure
a tollerare tutti questi atti; 

 

                                1.2   per avere, a __________
e __________ il 21 settembre 2015, dopo essersi presentati presso la sua
abitazione, avergli nuovamente chiesto il portamonete e riscontrata la presenza
di tessere bancomat, rapito ACPR 1, imponendogli di salire sulla loro
autovettura per scendere verso __________ a prelevare, rispettivamente tentare
di prelevare soldi dai suoi conti tramite dette tessere, ricavando CHF 140.00
da un primo conto, facendosi dare i codici da ACPR 1, riaccompagnandolo poi a __________,
minacciandolo, già solo con la loro presenza e il loro comportamento, nonché
con minacce all’integrità fisica e consegnandoli pure un proiettile,
costringendolo quindi pure a tollerare tutti questi atti;

 

                                1.3   per avere, a __________
nel periodo tra il 22 e il 30 settembre 2015, presentandosi presso la sia
abitazione, trattenuto indebitamente in casa sua ACPR 1 per alcune decine di
minuti, impedendogli di partire, usando minaccia e violenza, in particolare IM
1 colpendolo al volto con uno schiaffo e proferendo le solite minacce, nonché
comportandosi come nelle precedenti visite, costringendolo quindi pure a
tollerare tutti questi atti;

 

                                   2.   ripetuta estorsione

per avere, per procacciarsi un indebito profitto, usando violenza
contro una persona o minacciandola di un grave danno, indotto una persona ad
atti pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui, ritenuto che in tutte le
occasioni erano presenti e hanno avuto ruolo attivo IM 1 e IM 2, sempre
nell’ambito del loro agire di recupero dei crediti conseguenza dei presunti
maltolti di ACPR 1, e meglio,

 

                                2.1   a __________, __________
e __________, il 13 e 14 settembre 2015, minacciandolo di gravi conseguenze
alla sua integrità fisica, indotto ACPR 1 a consegnare loro CHF 2'500.00 a __________
il 14 settembre 2015, in parte per ripagare un debito di CHF 250.00 che lui
aveva con IM 2, in parte per ripagare presunti torti subiti da altre persone,
ritenute le minacce già proferite almeno il 13 settembre 2015 durante la visita
a __________ di cui al punto 1.1 del presente atto d’accusa, nonché attraverso
la presa a garanzia di 2-3 PC e di una collanina d’oro la sera precedente e
considerato che in realtà i soldi sono poi stati spartiti tra IM 1 e IM 2;

 

                                2.2   a __________, il 21
settembre 2015, minacciandolo di gravi conseguenze alla sua integrità fisica,
indotto ACPR 1 a fornire loro i codici d’accesso per il prelievo di CHF 140.00
e il tentativo di prelievo, ritenute le minacce e circostanze di cui al punto
1.2 del presente atto d’accusa;

 

                                2.3   a __________ il 2
ottobre 2015, minacciandolo di gravi conseguenze alla sua integrità fisica o a
quella di suoi famigliari, indicando in particolare IM 1 di avere parentele e
conoscenza malavitose, indotto __________ a consegnarli il borsellino
contenente euro, trattenendo poi EUR 150.00/100.00, ritenuto che a __________,
amico di ACPR 1, veniva rinfacciato di avere aiutato quest’ultimo a riparare in
Italia, sottraendosi in tal modo alle richieste di IM 1 e IM 2 di pagamento di
somme di denaro;

 

                                2.4   a __________ il 3
ottobre 2015, minacciandoli di gravi conseguenze alla loro integrità fisica o a
quella dei loro famigliari, ritenuti gli episodi già accaduti nelle settimane
precedenti ai danni di entrambi, indotto __________ e ACPR 1 a consegnare loro
alcuni oggetti preziosi per quietare le pressanti richieste di denaro IM 1 e IM
2, ritenuto che IM 1 poi dalla vendita di questi oggetti ha ottenuto CHF
592.00;

 

                                2.5   a __________, __________
e __________, il 5 o 6 ottobre 2015, sempre sotto minaccia di gravi conseguenze
alla loro integrità fisica o a quella dei loro famigliari, ritenuti i fatti di
cui ai precedenti punti del presente atto d’accusa, indotto __________ e ACPR 1
a consegnare loro un motoveicolo YAMAHA XT 660R, uno scooter YAMAHA Tmax, di
proprietà di entrambi, e un motoveicolo Kawasaki Ninja, di proprietà di __________,
sempre per quietare le pressanti richieste di denaro di IM 1 e IM 2, ritenuto
che poi che lo scooter veniva riconsegnato a __________ affinché lo rivendesse
per poi portare il ricavato di CHF 4'000.00 a IM 1, mentre che il motoveicolo
XT 660R è stato scambiata da IM 1 con un motoveicolo BMW K1200 dal valore di
circa CHF 5'000.00/6'000.00 e che il motoveicolo Kawasaki Ninja è stato
venduto/scambiato da IM 1 con un motoveicolo YAMAHA YZF R6 e CHF 500.00, soldi
e motoveicoli che IM 1 ha trattenuto per sé;

 

                                   3.   ripetuta rapina

per avere commesso un furto ai danni di ACPR 1, usando violenza
contro una persona minacciandola di un pericolo imminente alla vita o
all’integrità corporale o rendendola incapace di opporre resistenza, 

e meglio, nel corso delle visite e quindi delle circostanze di
fatto di cui al punto 1 del presente atto d’accusa

 

                                3.1   a __________, il 13
settembre 2015, minacciandolo, sottratto a ACPR 1 2-3 PC e una collanina;

 

                                3.2   a __________, tra il
22 e il 30 settembre 2015, minacciandolo, sottratto a ACPR 1 una tuta e degli
scarponcini da motociclista;

 

                                   4.   ripetuta coazione

per avere, usando violenza o minaccia di grave danno contro una
persona o intralciando in altro modo la sua libertà di agire, costretto ACPR 1
e __________ a fare, omettere o tollerare un atto, e meglio, nelle circostanze
di fatto di cui ai punti 1 e 2 del presente atto d’accusa, 

 

                                4.1   a __________, il 14
settembre 2015, costretto ACPR 1 a tollerare che IM 1 trattenesse uno dei PC di
cui IM 1 e IM 2 si erano impossessati il giorno precedente, ritenute le minacce
proferite e il tenore dell’agire dei due;

 

                                4.2   a __________ e __________,
il 2 ottobre 2015, costretto __________ a contattare ACPR 1 affinché i due si
presentassero da IM 1 e IM 2 il medesimo giorno, cosa che è poi avvenuta,
ritenute le minacce proferite e il tenore dell’agire dei due, come indicato in
particolare ai punti 1 e 2.3 del presente atto d’accusa;

 

                                   5.   ripetuta violazione di
domicilio

per essere, a __________ tra il 13 settembre 2015 e il 2 ottobre
2015, in almeno 2 occasioni, contro la sua volontà e in particolare mentre era
assente, entrati indebitamente nell’abitazione di ACPR 1, utilizzando una
chiave da loro prelevata e trattenuta contro la volontà di ACPR 1;

 

 

                                  B.   IM 1 singolarmente

 

                                   6.   ripetuta truffa (in
parte tentata)

per avere, per procacciarsi un indebito profitto, ingannato con
astuzia una persona affermando cose false o dissimulando cose vere, oppure
confermandone subdolamente l’errore, inducendola in tal modo ad atti
pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui, e meglio

 

                                6.1   a __________, nel mese
di giugno 2015, tentato di ingannare con astuzia ACPR 8, inducendolo a cedergli
le azioni della società __________ SA e l’inventario dell’EP Bar __________,
facendogli credere di aver ordinato bonifici bancari, per un valore complessivo
di CHF 120'000.00, e quindi a sottoscrivere i contratti di compravendita delle
azioni e dell’inventario in data 16 giugno 2015 e 22 giugno 2015, coprendo
altresì l’inganno con un falso attestato bancario datato 30 giugno 2015, in cui
veniva certificato un inesistente bonifico di CHF 90'000.00, ritenuto che l’operazione
non andò in porto poiché ACPR 8 riuscì a cambiare i cilindri dopo che IM 1 si
era impossessato delle chiavi dell’EP;

 

                               6.2   a __________, il 2
luglio 2015, ingannato con astuzia ACPR 9, inducendolo a consegnarli EUR
700.00, per l’acquisto di 2 telefoni cellulare, che in realtà non ha mai
consegnato, ritenuto che non era mai stata sua intenzione farlo, ma unicamente
ricevere i soldi, da lui utilizzati per spese personali;

 

                                6.3   a __________ e __________,
il 6-7 luglio 2015, ingannato con astuzia la ACPR 11 SA, inducendola a
versargli un prestito di CHF 10'000.00, contestuale al contratto di fornitura
esclusiva del __________, per avviare l’attività dell’EP Bar __________, che IM
1 era sì intenzionato ad avviare a maggio-giugno 2015, ma che al momento della
richiesta e dell’ottenimento del prestito, già sapeva che non sarebbe andata in
porto, dissimulando questo aspetto e il fatto che in realtà egli già sapeva che
i soldi li avrebbe utilizzati per sue spese personali, cosa che ha
effettivamente fatto;

 

                                6.4   a __________ il 2
agosto 2015, ingannato con astuzia ACPR 10, inducendolo a prestargli CHF
1'000.00 per avviare l’attività dell’EP Bar __________, che IM 1 era sì
intenzionato ad avviare a maggio-giugno 2015, ma che al momento della richiesta
e dell’ottenimento del prestito, già sapeva che non sarebbe andata in porto,
dissimulando questo aspetto e il fatto che in realtà egli già sapeva che i
soldi li avrebbe utilizzati per sue spese personali, cosa che ha effettivamente
fatto;

 

                                6.5   a __________, nel settembre
2015, ingannato con astuzia ACPR 7, inducendola a consegnarli, con la promessa
di un’immediata restituzione, CHF 3'000.00 e EUR 1'700.00 per asseriti affari
urgenti che doveva sistemare, importi che in realtà già sapeva che non avrebbe
restituito e da lui utilizzati per spese personali;

 

                                6.6   a __________, il 30
settembre 2015, ingannato con astuzia ACPR 2, inducendolo a vendergli merce a
credito per un prezzo complessivo di CHF 12'000.00, merce che IM 1 avrebbe
dovuto vendere nei negozi che stava acquisendo, importo che però non ha mai
corrisposto se non in minima parte, riconoscendo peraltro in data 22 ottobre
2015 per iscritto allo stesso ACPR 2 che non era sua intenzione pagare
interamente la merce, provocando a ACPR 2 un danno di CHF 4'284.00 (ritenuto
che parte della merce è stata recuperata e parte comunque pagata);

 

                                6.7   a __________, nei mesi
di settembre e ottobre 2015, ingannato con astuzia ACPR 4, inducendola a
consegnarli in diverse occasioni merce a credito o in conto vendita per un valore
complessivo di CHF 7'059.00, che IM 1 dichiarava di voler pagare anche mettendo
in scena finte telefonate a consulenti bancari per sbloccare soldi, pagamenti
che in realtà non era sua intenzione fare, mirando unicamente a trattenere la
merce per se o piazzandola presso terzi, provocando a ACPR 4 un danno di CHF
5'079.00 (ritenuto che parte della merce è stata recuperata);

 

                                6.8   a __________, nel mese
di ottobre 2015, tentato di ingannare con astuzia ACPR 3 per indurla a
versargli CHF 12'000.00, somma che la stessa ACPR 3 gli aveva chiesto in
prestito e che lui asseriva di averle già versato, millantando una
disponibilità finanziaria che non aveva e sfruttando il rapporto di
collaborazione e confidenza nel frattempo instauratosi con ACPR 3, ritenuto che
l’operazione non andò in porto, poiché accortasi dell’inganno, ACPR 3 mai versò
i CHF 12'000.00;

 

                                   7.   appropriazione indebita

per essersi a __________, tra settembre e ottobre 2015, per
procacciarsi un indebito profitto, appropriato di oggetti appartenenti a ACPR 3,
dalla quale se li era fatti consegnare o di cui comunque poteva fare uso, e
meglio per essersi appropriato, vendendoli ad un negozio compro oro il 9
ottobre 2015, di 2 lingottini, 2 collanine con ciondolo, 1 braccialetto da
bambino, 1 ciondolo crocefisso e due orecchini, tutti in oro, che ACPR 3 gli
aveva consegnato quale pegno per il prestito che lei aveva richiesto a IM 1;
nonché per essersi appropriato di un tablet Samsung in uso presso il negozio __________
(che i due gestivano assieme) e di un Iphone 6 che ACPR 3 gli aveva dato
affinché lo vendesse e le consegnasse il ricavato;

 

                                   8.   ripetuta diffamazione

 

                                8.1   per avere, a __________
a inizio luglio 2015, nonché il 5 e 6 novembre 2015, comunicando con terzi,
incolpato o reso sospetto ACPR 8 di condotta disonorevole o di altri fatti che
possano nuocere alla sua reputazione, e meglio per averlo tacciato tramite
facebook di essere un ladro e truffatore, ladro e mafioso e un mafioso che
corrompe tutti;

 

                                8.2   per avere, a __________
a settembre 2015, comunicando con __________, incolpato o reso sospetta ACPR 3
di condotta disonorevole o di altri fatti che possano nuocere alla sua
reputazione, e meglio per avere riferito di avere acquisito il negozio di __________
di ACPR 3, in cambio di un rapporto orale a lui praticato; 

 

                                   9.   ripetuta minaccia

 

                                9.1   per avere, a __________
a inizio luglio 2015, durante delle telefonate, nonché con un SMS l’11 novembre
2015, incusso spavento o timore a ACPR 8, minacciandolo di morte e che
sarebbero arrivati dei suoi paesani per travolgerlo e devastarlo;

 

                                9.2   per avere, a __________
l’11 settembre 2015 e il 28 ottobre 2015, per SMS la prima volta e in una
telefonata la seconda, incusso spavento o timore a ACPR 1, minacciandolo con le
seguenti parole: “…ora io da buon calabrese o mi dai i soldi oppure ci vediamo
presto molto presto e non sarà per un caffè so dove abiti so che sei in Albania
so tutto di te di tua mamma di tuo padre e la tua famiglia i soldi indietro o
te ne penti” e “…ti faccio una promessa su mio figlio, domani io parto, vengo,
vengo, vengo in Italia dove ti prendo ti prendo ti mando all’ospedale … vengo
su e ti rompo le gambe poi ti accorgi che sono arrivato…”;

 

                                9.3   per avere, a __________
e __________, tra il 15 e il 28 ottobre 2015, personalmente e al telefono,
incusso timore o spavento a ACPR 5, minacciandola di rovinarla, indicando pure
che sapeva dove andava a scuola la figlia;

 

                                10.   ripetuta estorsione,
tentata

per avere, per procacciarsi un indebito profitto, usando violenza
contro una persona o minacciandola di un grave danno, tentato di indurre una
persona ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui, e meglio

 

                              10.1   a __________ e __________,
nel mese di ottobre 2015, in relazione ai fatti di cui al punto 6.8 del
presente atto d’accusa, minacciandoli di informare della situazione famigliare,
personale, legale e finanziaria i suoceri di ACPR 3 e per impedire loro di
andare in Polizia a denunciare i comportamenti di IM 1, tentato di indurre ACPR
3 e il marito __________ a versargli CHF 12'000.00;

 

                              10.2   a __________, __________
e __________, il 2 novembre 2015, minacciandolo di divulgare ai dirigenti della
Banca presso cui lavorava suoi presunti problemi famigliari ed economici,
tentato di indurre ACPR 6 a consegnargli CHF 1'500.00;

 

                                11.   ingiuria

per avere a __________, il 31 ottobre 2015, offeso l’onore di ACPR
6, dandogli del pezzente;

 

                                12.   falsità in documenti

 

                              12.1   per avere, a __________
il 30 giugno 2015, nelle circostanze di cui al punto 6.1 del presente atto
d’accusa, al fine di nuocere al patrimonio di ACPR 8, formato e fatto uso di un
documento falso per dimostrare l’avvenuto bonifico di CHF 90'000.00, e meglio
per avere formato e allestito una finta attestazione della banca __________ con
la quale veniva confermato detto bonifico;

 

                              12.2   per avere, a __________
nel mese di settembre 2015, nelle circostanze di cui al punto 6.3 del presente
atto d’accusa, al fine di nuocere al patrimonio della ACPR 11 SA, fatto uso di
un documento falso per dimostrare l’avvenuto impiego lecito dei CHF 10'000.00
da lui ricevuti, e meglio per avere utilizzato la “CONFERMA ORDINE” allestista
da IM 2, in cui viene indicata la conferma della ricezione da parte di un
fornitore di mobilio per l’EP Bar __________ per l’importo di EUR 10'000.00;

 

                                13.   guida senza essere
titolare della licenza

per avere, in Svizzera a partire dal 1. gennaio 2015, condotto
veicoli e motoveicoli vari, praticamente quotidianamente, senza essere titolare
della licenza richiesta;

 

                                14.   infrazione alla LF sugli
stranieri

Inganno nei confronti delle autorità

per avere, a __________ il 27 marzo 2015, fornendo dati falsi in
merito ai suoi precedenti penali, e meglio omettendo di dichiarare, in
occasione della compilazione del formulario “Autocertificazione precedenti
penale per cittadini UE-AELS e di Stati terzi dove non vige l’obbligo della
presentazione del certificato penale”, di essere stato condannato in
Italia, ingannato l’autorità incaricata del rilascio del permesso, ottenendo in
tal modo il rilascio del permesso di dimora in territorio svizzero;

 

 

                                  C.   IM 2 singolarmente

 

                                15.   ricettazione

(subordinatamente al punto 2.5 del presente atto d’accusa)

per avere, a __________, __________ e __________, nel mese di
ottobre 2015, occultato e aiutato ad alienare una cosa che sapeva ottenuta con
un’estorsione, in particolare per avere aiutato IM 1 a vendere o scambiare i
motoveicoli ottenuti con l’estorsione ai danni di ACPR 1 e __________, e meglio
per avere occultato a casa sua il motoveicolo YAMAHA XT 660R e poi averlo
portato presso il garage dove IM 1 l’ha scambiato con il motoveicolo BMW K1200
e poi per avere aiutato a vendere quest’ultimo a __________;

 

                                16.   falsità in documenti

per avere, a __________ nel mese di settembre 2015, nelle
circostanze di cui al punto 6.3 del presente atto d’accusa, al fine di nuocere
al patrimonio della ACPR 11 SA, formato di un documento falso per dimostrare
l’avvenuto impiego lecito di CHF 10'000.00 ricevuti da IM 1, e meglio per avere
allestito la “CONFERMA ORDINE”, in cui viene indicata la conferma della
ricezione da parte di un fornitore di mobilio per l’EP Bar __________ per
l’importo di EUR 10'000.00;

 

                                17.   usurpazione di funzione,
tentata

per avere, a __________ e __________, nel mese di agosto 2015,
tentato per un fine illecito di arrogarsi l’esercizio di una pubblica funzione,
fabbricando per lui e per ACPR 3, due finti tesserini di Polizia, alfine di
utilizzarli nel corso di loro visite a __________ presso l’abitazione di ACPR 1,
nel caso in cui qualcuno chiedesse loro conto della loro presenza, ritenuto che
i tesserini sono stati portati a __________, ma mai utilizzati;

 

                                18.   contravvenzione alla LF
sugli stupefacenti

per avere, a __________ e in altra località, fino al 19 novembre
2015 e maggio 2015, senza autorizzazione, detenuto 2,3 grammi di marijuana e
mezzo spinello di marijuana, destinati al proprio consumo, nonché consumato un
imprecisato minimo quantitativo della medesima sostanza;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reati previsti: dagli art. 183 cifra 1, 156 cifra 1, 140
cifra 1, 181, 186, 146 cpv. 1, 138 cifra 1, 173, 180, 177, 251 cifra 1 CPS, 95
cpv. 1 lett. a LCStr, 118 cpv. 1 LStr, 160 cifra 1 e 287 CPS, 19a LStup;

 

 

Presenti:                   -   il Procuratore pubblico PP 1
in rappresentanza del Ministero Pubblico;

                                     -   l’imputato IM 1, assistito
dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1;

                                     -   l’imputato IM 2, assistito
dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 2;

                                     -   l’avv. RAAP 1,
patrocinatore d’ufficio (GP) dell’accusatore privato ACPR 1;

                                     -   gli accusatori privati ACPR
1.

 

 

	
  Espletato il pubblico
  dibattimento:

  	
   

  mercoledì 12 ottobre 2016, dalle
  ore 09:41 alle ore 16:42,

  giovedì 13 ottobre 2016, dalle
  ore 09:38 alle ore 17:09.

  

 

 

Evase le seguenti

questioni:                      Verbale del dibattimento

 

                                    I.   Il
Presidente propone le seguenti modifiche formali dell’atto d’accusa:

                                     -   il
punto 6.6 è modificato nel senso che l’importo della merce venduta a credito è
di CHF 12'009.00, come risulta dall’allegato 2 al VI ACPR 2 05.11.2015,
allegato al rapporto di segnalazione, AI 4, Inc. 2015.9207;

                                     -   il
punto 6.7 è modificato nel senso che l’importo della merce consegnata a credito
è di CHF 5'079.00, come risulta dal VI PG ACPR 4 02.11.2015, p. 6, allegato al
rapporto di segnalazione, AI 4, Inc. 2015.9207.

Le parti si dichiarano d’accordo
e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza. 

 

Dal profilo materiale,
richiamato l’art. 333 CPP, il Presidente propone di prevedere un’ipotesi
alternativa per quanto concerne il punto 1.2, fattispecie che potrebbe
configurare il reato di coazione (art. 181 CP) e per quanto concerne il punto
2.3, che potrebbe configurare il reato di rapina (art. 140 CP).

Le parti si dichiarano d’accordo
e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza.

 

                                   II.   Il
Presidente comunica alle parti che intende scostarsi dall’apprezzamento
giuridico dei fatti ex art. 344 CPP e meglio che per il punto 2.1 dell’atto
d’accusa, limitatamente ai CHF 250.00 che erano dovuti a IM 2, entra in
considerazione il reato di coazione in luogo di quello di estorsione imputato
nell’atto d’accusa. 

Dà quindi loro facoltà di
esprimersi in proposito.

Le parti non si oppongono. 

 

                                  III.   Il
Presidente, richiamato l’art. 344 CP, comunica alle parti che intende scostarsi
dall’apprezzamento giuridico dei fatti e meglio che per il punto 1 dell’atto
d’accusa entra in considerazione il reato di coazione in luogo di quello di
sequestro di persona e rapimento.

Dà quindi loro facoltà di
esprimersi in proposito.

Le parti non si oppongono.

 

Sentiti:                       -   il Procuratore
pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: in entrata osserva che, nonostante la vittima principale, siamo
confrontati con una tipologia di comportamenti che non vogliamo appartengano
alla nostra società. Un recupero crediti effettuato con simili modalità non può
essere tollerato, neppure se la vittima è ACPR 1. In particolare per IM 1
abbiamo un comportamento volontario contro ogni regola del vivere civile, un
totale disprezzo di regole e persone, che pure non possiamo accettare alle
nostre latitudini. 

 

Passando ai singoli reati, le ipotesi di reato di cui ai punti da
8 a 18 dell’atto d’accusa per il PP sono sufficientemente documentate dagli
atti e almeno in parte ammesse. 

 

In merito alla questione relativa a ACPR 1 e __________, non si
può dire che ACPR 1 è una vittima credibile, ma ciò non vuol dire che tutto ciò
che dice non è vero e inoltre la credibilità di ACPR 1 non è certo inferiore a
quella di IM 1, ma è semmai pari. Per stilare l’atto d’accusa sono quindi stati
presi gli elementi oggettivi accertati. Le dichiarazioni più genuine si hanno
nei primi verbali degli imputati, dove i due ammettono il clima intimidatorio
nei confronti di ACPR 1, che hanno poi cercato di sminuire nel corso
dell’inchiesta ed in particolare in aula. Il PP riassume le prime dichiarazioni
di IM 1 e IM 2. Tra le circostanze certe su cui non ci può essere dubbio alcuno
vi è che IM 1 ha confermato di avere minacciato ACPR 1, il messaggio del
settembre 2015, la chiave dei bulloni per le ruote appoggiata sul tavolo, lo
schiaffo dato a ACPR 1, IM 2 e IM 1 sapevano della precedente visita a ACPR 1
con pestaggio. Vi sono poi le minacce a __________, ammesse, il quale quel
giorno piangeva ed ha detto di avere avuto paura per davvero, tanto da essersi
sentito costretto a convincere ACPR 1 a venire in Ticino ed a consegnare beni
suoi. Del resto, ancora in aula, IM 2 ha ammesso di avere fatto un po’ di
pressione su __________, ciò che ha creato un clima coercitivo. Vi è poi il
controllo sistematico del borsellino delle vittime che IM 1 faceva, il fatto di
avere preso le chiavi e la carta d’identità e di avere quindi fatto capire a ACPR
1 che era controllato e che se sgarrava sarebbe successo ciò di cui lo avevano
minacciato. 

 

Per quanto attiene al punto 1.2 dell’atto d’accusa, il PP dà
parziale lettura delle prime dichiarazioni di IM 1, rilevando che anche in
questo caso è evidente il clima di coercizione e paura che gli imputati hanno
creato. È chiaro che non si tratta di gesto volontario da parte di qualcuno che
vuole fare un piacere alle persone che l’hanno minacciato. Non dimentichiamoci
poi del proiettile consegnato a ACPR 1 e della frase detta da IM 1 che il
proiettile poteva finirgli nelle gambe, ed il fatto che i PIN non sono stati
digitati da ACPR 1, ma da IM 1 o IM 2. Che senso avrebbe avuto, poi, continuare
a seguirlo e presentarsi a casa sua se non per estorcergli denaro sotto
minaccia. Inoltre, solo IM 2 aveva un piccolo credito con ACPR 1, mentre IM 1
con ACPR 1 non c’entrava nulla e il denaro riscosso non è mai stato consegnato
a __________. ACPR 1 ha subìto quello che ha subìto, dicono gli imputati, solo
per paura della denuncia, ma questa tesi, a mente dell’accusa, non regge; gli
elementi citati dimostrano il clima di terrore creato dagli imputati. Inoltre ACPR
1, con o senza IM 1 o IM 2, sapeva che sarebbe rientrato in carcere per un
certo periodo. 

In tutto questo, il ruolo di IM 2 non è stato certo marginale,
egli era sempre presente, anche quando da ACPR 1, e men che meno da __________,
non doveva più prendere nulla. IM 2 aveva maturato una sua rabbia personale e
non si è mai tirato indietro. Egli è salito a __________ già prima di conoscere
IM 1 e poi ancora con lui, ha preso più soldi di quelli che gli spettavano ed
ha effettuato le perquisizioni, è andato a prendere le moto, le ha guidate ed
ha poi aiutato IM 1 a venderle, non è certo stato passivo.

Le visite a __________ non sono durate 2 ore come dice ACPR 1, ma
nemmeno 2 minuti; si tratta di azioni tutte durate almeno 10 minuti, ciò che secondo
la giurisprudenza è sufficiente per il reato di sequestro di persona e
rapimento. A mente dell’accusa, ACPR 1 non era libero di andarsene, non lo
poteva materialmente e idealmente fare.

 

Relativamente al punto 2 dell’atto d’accusa, il PP rileva che ACPR
1 non ha scelto liberamente di dare agli imputati CHF 2'500.00 e di dare loro i
codici PIN, ma egli è stato minacciato ed è l’unica via che ha visto per
tenerli un po’ buoni. Le minacce sono poi state riattualizzate con __________ a
__________, sia per l’episodio della consegna del borsellino, sia poi per i
valori consegnati da __________ e le moto portate nei giorni successivi, che
sono state consegnate solo a causa delle minacce ricevute.

 

Quanto alle rapine, l’accusa sottolinea che ACPR 1 ha dovuto farsi
portare via quegli oggetti perché altrimenti le minacce sarebbero state messe
in atto. Anche se in parte sono stati restituiti vi era comunque il disegno
dell’appropriazione. 

 

Comportamenti nel complesso coattivi sono stati messi in atto
anche per quanto indicato al punto 4 dell’atto d’accusa. 

 

Arrivando ai reati commessi da IM 1 singolarmente, l’accusa, in
merito al punto 6.7 del rinvio a giudizio, rileva che da sole le telefonate
confermano l’ipotesi di quelle macchinazioni che determinano l’inganno astuto.
In tutte queste truffe IM 1 con le sue bugie è riuscito a far credere a diverse
persone che era disposto a restituire il presunto prestito, ciò che in realtà
non avrebbe potuto fare, siccome di soldi non ne ha mai avuti. 

Per la questione ACPR 8, va detto che agli atti vi sono i bonifici
non coperti e le note interne di __________ e il falso attestato bancario di
accredito __________, ciò che è sufficiente per l’inganno astuto. 

Pacifico anche il reato verso ACPR 9. Le scuse inventate da IM 1
non reggono e sono smentite da tutte le persone coinvolte, tanto più che su
questo aspetto all’inizio aveva negato ogni sua partecipazione. 

Vi è poi stato tentativo di truffa anche nei confronti di ACPR 3,
la quale ha chiesto un prestito a IM 1, comprovato anche dal fatto che gli
aveva consegnato i gioielli a garanzia della restituzione; IM 1 le ha fatto
credere di avere già versato i soldi, mentre invece questo non corrispondeva
alla realtà. 

 

Non c’è poi dubbio, a mente dell’accusa, in merito all’ipotesi di appropriazione
indebita, che IM 1 abbia ricevuto gli oggetti in prestito e li abbia poi
venduti intascandosi i soldi. 

 

Sempre nell’ottica dei suoi tentativi di passare per chi si occupa
di recupero crediti e del comportamento da delinquente di IM 1, vi sono poi i
fatti avvenuti ai danni dei coniugi __________. 

 

Per quanto riguarda in fine la guida senza essere titolare della
licenza, l’accusa sottolinea che questo reato è la manifestazione di un totale
dispregio delle regole vigenti.

 

In merito ai singoli reati imputati a IM 2, l’accusa rileva che la
ricettazione è un’ipotesi subordinata, sottolineando che egli non poteva non
conoscere l’origine di questi oggetti. 

 

Per quanto riguarda il reato di usurpazione di funzioni non si
tratta, per l’accusa, di uno scherzo.

 

Per quel che ne è della commisurazione della pena, rileva che la
colpa di entrambi gli imputati è grave. 

Per IM 1 è grave per tutti i reati che ha commesso, comportandosi
come il peggiore degli strozzini ed approfittando anche di chi non aveva nulla,
per avere tutto senza fare nulla. Di attenuanti non ve ne sono; se non per i
fatti che non potevano che essere ammessi non vi è stata collaborazione e vi
sono anzi state molte versioni diverse e contraddizioni. La prognosi, a mente
dell’accusa, è estremamente negativa: i precedenti in Italia non lo hanno fatto
desistere dal commettere reati appena entrato in Svizzera, dove in realtà è
arrivato solo per fare quello.

Anche la colpa di IM 2 è grave e non ci sono scusanti. L’unica
attenuante generica da riconoscergli è quella dell’incensuratezza e la vita che
ha condotto prima di incontrare IM 1, eccezion fatta per i fatti avvenuti in
precedenza con ACPR 3.

 

Il PP conclude chiedendo la condanna di IM 1 alla pena detentiva
di 4 (quattro) anni e la revoca della sospensione condizionale concessa alla
pena inflitta con decreto d’accusa del Ministero Pubblico del Canton Ticino il
3 settembre 2015, osservando che la pena pronunciata sarà parzialmente
aggiuntiva, nonché la condanna dell’imputato alla pena pecuniaria di 5 (cinque)
aliquote giornaliere da CHF 10.00 cadauna.

Per IM 2 chiede la condanna alla pena detentiva di 2 (due) anni o
2 (due) anni e 6 (sei) mesi, posta al beneficio della sospensione condizionale
per un periodo di prova di 4 (quattro) anni, e la multa di CHF 100.00 (cento)
per la contravvenzione alla LF sugli stupefacenti;

 

                                     -   l’avv. RAAP 1,
rappresentante dell’accusatore privato ACPR 1, la quale formula e motiva le
seguenti conclusioni: ACPR 1 è stato sequestrato in casa sua a __________, in
una delle nostre valli, minacciato con una chiave per bulloni, picchiato e
rapito dagli imputati. Il motivo: recupero crediti per terzi. Motivo tanto
banale quanto aberrante, una modalità di recupero crediti fortunatamente ancora
estranea alla nostra nazione. Un simile agire deve essere combattuto. Quanto
compiuto da IM 1 e IM 2 è grave e non vi sono giustificazioni. Non vi sono
cittadini di serie A e di serie B e l’applicazione del CP è a tutela di tutti.
A causa delle incursioni degli imputati a casa sua ACPR 1 soffre di insonnia e
per dormire deve ora assumere medicamenti. Gli imputati si sono pure fiondati
nella stanza della sua anziana madre 90enne, ciò che può avere conseguenze
gravi per la sua salute.

 

Conclude chiedendo la condanna degli imputati per i reati indicati
nell’atto d’accusa, al pagamento delle spese legali ed alla restituzione a ACPR
1 del motoveicolo Yamaha, del motoveicolo Kawasaki, della tuta e degli
stivaletti da moto, della collana d’oro e della carta d’identità, oppure il
risarcimento per il corrispettivo del danno subìto e che IM 2 debba risarcire
CHF 2'250.00, nonché CHF 10'000.00 per torto morale;

 

                                     -   l’avv. DUF 2,
difensore dell’imputato IM 2, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: Truffe, inganni e mezze verità sono elementi che hanno
caratterizzato la vicenda oggi in aula. In questo giro ci è finito pure IM 2,
che prima dell’estate 2015 nulla ha mai avuto a che fare con queste cose. Egli
si è fatto coinvolgere durante un periodo difficile della sua vita, in cui si
trovava in cura psichiatrica inabile al lavoro. È finito nella situazione per
aiutare una conoscente a recuperare i suoi soldi. In tale contesto ha
conosciuto IM 1, con cui ha legato immediatamente instaurando un rapporto di
amicizia.

Il difensore pone l’accento sul fatto che le imputazioni mosse nei
confronti degli imputati trovano la loro origine nelle dichiarazioni di ACPR 1
stesso, che sono state almeno in parte smentite in corso d’istruttoria. Ricorda
inoltre che ACPR 1 è stato condannato per sviamento della giustizia per avere
falsamente accusato IM 1 e IM 2 di un furto. Inoltre, numerosi elementi emersi
in sede istruttoria minano la sua credibilità: l’appuntamento a __________ era
stato concordato, come mostrano i messaggi scambiati tra IM 1 e ACPR 1; ACPR 1
ha indicato in 2 ore la visita, salvo poi essere smentito da __________; ACPR 1
ha detto di aver subito minacce, salvo poi ravvedersi precisando che il primo
incontro era stato abbastanza tranquillo, ciò che è dimostrato anche dal
filmato girato da IM 2 e dal fatto che il terzetto è anche uscito a fumare, ciò
che è stato confermato anche da ACPR 1.

In merito all’episodio della visita a __________, osserva che già
in occasione della prima visita ACPR 1 si era offerto di mostrare il saldo
sulle carte ed ha dichiarato di non essere stato caricato con forza sulla
macchina. Non si capisce poi perché, in caso contrario, non avrebbe avvisto la
Polizia.

In merito agli episodi di cui al punto 1.3 dell’atto d’accusa, a
mente della difesa non sussistono elementi che attestino il reato imputato. Le
dichiarazioni di ACPR 1 non appaiono credibili. 

 

Relativamente all’imputazione di ripetuta estorsione osserva che
sia IM 1 che IM 2 agivano per il recupero del credito vantato da IM 2, dalla __________
e dalla ACPR 3. Entrambi potevano legittimamente pensare di essere legittimati
ad agire per conto della ACPR 3 e della __________, ciò in quanto entrambe
continuavano continuamente a tenersi informate sull’evolversi della situazione.
Il difensore contesta quindi che il suo assistito abbia agito per procacciare a
sé o ad altri un indebito profitto, ma l’intenzione era quella di dare i soldi
alla __________.

Osserva inoltre, in merito all’episodio di __________, che i PC e
la collanina sono stati offerti in pegno da ACPR 1 e non è mai stata intenzione
degli imputati tenerli.

Per i fatti di __________ rileva che nei confronti di __________
non sono state fatte minacce di sorte; da una parte __________ dice di essere
stato minacciato e dall’altra che si parlava di avviare assieme un’attività
imprenditoriale. __________ ha anche ammesso che sia IM 1 che ACPR 1 hanno
raccontato “un po’ di palle”. IM 2, peraltro, non ha partecipato
direttamente alla consegna degli oggetti a IM 1.

Chiede quindi il proscioglimento del suo assistito da questo reato
e dal punto 15 subordinato.

 

La difesa contesta inoltre l’ipotesi di ripetuta rapina, in quanto
gli imputati non agivano per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto e
gli oggetti sono stati loro consegnati di sua spontanea volontà da ACPR 1, il
quale ha indicato che il primo incontro era stato tranquillo.

 

In merito al punto 16 dell’atto d’accusa osserva che IM 2 mai ha
avuto l’idea di ingannare qualcuno mediante il documento da lui redatto. Il
reato non sussiste in assenza del presupposto soggettivo.

 

Chiede quindi il proscioglimento di IM 2 dalle imputazioni di cui
ai punti 1, 2, 3, 4, 15 e 16 dell’atto d’accusa e – subordinatamente – la
derubricazione in coazione dei punti 1, 2 e 3.

 

Quanto alla commisurazione della pena, la difesa osserva che la
spiegazione per il comportamento di IM 2 è da ricercare non solo nell’amicizia
venutasi a creare con IM 1, ma anche nella rabbia venutasi a creare per il
comportamento di ACPR 1. IM 2, inoltre, ha avuto un ruolo del tutto marginale,
come tirapiedi o segretario di IM 1, come indicato da __________. IM 2 si è
sempre sincerato che non succedesse nulla di grave, tranquillizzando IM 1
quando questi perdeva la calma e convincendolo a restituire i soldi a __________.

 

Conclude chiedendo la pena inflitta al suo assistito non superi 1
(un) anno di detenzione, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di
massimo 2 (due) anni. La prognosi per IM 2 è sicuramente favorevole. In tal
senso la difesa sottolinea che a seguito dell’arresto egli ha perso il lavoro,
ma si è premurato di non accumulare debiti. Finché è in disoccupazione vi sono
inoltre buone prospettive per un suo reinserimento nel mondo del lavoro. IM 2
risulta inoltre incensurato.

Non si oppone alla multa di CHF 100.00 proposta dall’accusa, ma si
oppone alle richieste di risarcimento di ACPR 1;

 

                                     -   l’avv. DUF 1,
difensore dell’imputato IM 1, la quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: Abbiamo visto una serie di dichiarazioni discordanti, non c’è una
versione che collima, perché tutta la fattispecie è caratterizzata da persone
che truffano, mentono e fanno documenti falsi. In questo contesto IM 1 si
inserisce, con il suo tono di voce un po’ perentorio, che spaventa un po’, ma
da qui ad arrivare a dire che sia una persona capace di sequestrare e rapire ACPR
1 vi è parecchia strada.

La difesa ricorda che ACPR 1 è stato recentemente condannato per
avere truffato delle persone e per avere accusato falsamente IM 2 e IM 1 di
avergli sottratto CHF 46'000.00. La parte civile è quindi una persona estremamente
scaltra, che ha colto quest’occasione per gettare la colpa di fatti da lui
commessi su IM 2 e IM 1. Bisogna chiedersi come è possibile, in tutto questo
marasma di dichiarazioni poco lineari, estrapolare dei dati oggettivi. Non c’è,
ad esempio, una chiamata alla Polizia dopo l’asserito rapimento. Nel suo primo
verbale d’interrogatorio ACPR 1 dichiara che la chiave per ruote non è stata
utilizzata per minacciarlo e che quel giorno non è stato minacciato né
picchiato dagli imputati. Manca quindi il mezzo coercitivo. Quando poi IM 1 e IM
2 lasciano la casa, ovvero dopo una mezz’oretta, ACPR 1 non chiama la Polizia.
Non c’è prova in nessuno dei capi di imputazione dall’ 1.1 all’1.3 che ACPR 1
sia stato in qualche modo sequestrato e rapito. Le sue dichiarazioni non
possono essere ritenute un elemento di prova sufficiente a carico degli
accusati. È vero che IM 1 e IM 2 si sono fatti consegnare dei soldi da ACPR 1,
ma in parte è avvenuto per recuperare dei crediti, quindi non vi è l’elemento
dell’indebito arricchimento, e in ogni caso le minacce di gravi conseguenze non
sono in nessun modo dimostrate.

__________ non ha mai dato segno di voler effettivamente
difendersi. Se fosse stato così impaurito, si sarebbe rivolto alla giustizia e
non avrebbe dato appuntamento agli imputati. Le cose sono state strumentalmente
utilizzate nel corso dell’istruttoria per poter avere dei vantaggi, e meglio
per accusare altri dei propri comportamenti e per poter chiedere un
risarcimento agli accusati. Le dichiarazioni di ACPR 1 non sono lineari e non
possono costituire un elemento a carico di IM 1.

 

Le imputazioni di violazione di domicilio, truffa, diffamazione,
ingiuria, falsità in documenti, guida senza licenza, infrazione alla LF sugli
stranieri e il punto 9.3 per quanto attiene al reato di minaccia non sono
contestate.

 

La difesa chiede che IM 1 venga assolto dal reato di ripetuto
sequestro di persona e rapimento e che i reati di cui ai punti 2 e 3 vengano
semmai derubricati in ripetuta coazione. Chiede inoltre la derubricazione in
tentata coazione dei reati relativi a ACPR 3 e suo marito e che la stessa cosa
avvenga per il punto 10.2 ai danni di ACPR 6.

 

IM 1 millantava conoscenze mafiose, ma in realtà era disperato e
non aveva nemmeno soldi per comprare i pannolini a suo figlio. Ritiene che i
motivi di IM 1 siano dettati dalla disperazione e dalla grave situazione
economica in cui si è trovato e comunque l’atteggiamento della parte civile ACPR
1 non ha aiutato a contenere il protrarsi di questa situazione.

Sottolinea, quanto alla collaborazione, che IM 1 ha fornito
elementi importanti per lo svolgimento dell’inchiesta. L’inchiesta è stata
complicata, ma questo non è a lui attribuibile.

Rileva inoltre che l’ultima condanna di cui si è macchiato IM 1
risale non tanto al 14 gennaio 2010, poiché trattasi di una conferma di una
sentenza da parte della Corte di appello, ma al 22 maggio 2006 ed è quindi
datata.

 

In considerazione del fatto che non ci sono le prove che IM 1
abbia rapito, sequestrato, rapinato ed estorto soldi, chiede che la pena
detentiva comminata venga contenuta in 3 (tre) anni e che sia data la
concessione di una sospensione condizionale parziale, perché IM 1 è in carcere
da quasi un anno, quando ha rinunciato al suo permesso B ritirando il ricordo
al consiglio di Stato ha ricevuto la lettera di espulsione immediata e se ne
tornerà quindi immediatamente in Italia. La richiesta è quella di lasciare che IM
1 vada a fare i conti con la giustizia in Italia, non ha senso tenerlo qui a
scontare ancora il carcere a __________, dove praticamente per questioni
finanziarie non riceve nemmeno le visite di moglie e figli, ma ritiene più
appropriato che venga risocializzato in Italia;

 

                                     -   il Procuratore pubblico
non replica;

 

                                     -   l’accusatore privato,
rispettivamente il suo patrocinatore, non replica.

 

 

Considerato,                  in fatto ed in diritto

 

 

I)    Premessa

 

                                   1.   La presente sentenza
riguarda unicamente l’imputato IM 1, posto che essendo la pena pronunciata nei
confronti di IM 2 non superiore a 24 mesi e non essendo stato formulato annuncio
d’appello, non si impone di motivare la decisione (art. 82 CPP). Riferimento a
quest’ultimo imputato verrà pertanto fatto unicamente nella misura in cui si
rivelasse necessario al fine di argomentare la posizione del coimputato.

 

 

                                   II)   Questione pregiudiziale

 

                                   2.   In entrata di dibattimento,
richiamato l’art. 333 CPP, il Presidente ha proposto di prevedere l’ipotesi
alternativa della coazione ex art. 181 CP per il punto 1 dell’atto d’accusa e
l’ipotesi alternativa della rapina ai sensi dell’art. 140 CP per l’imputazione
di cui al punto 2.3 dell’atto d’accusa.

 

Essendosi le parti dichiarate d’accordo, l’atto d’accusa è stato
modificato di conseguenza.  

 

 

                                  III)   Correzioni dell’atto
d’accusa

 

                                   3.   Per le correzioni dell’atto
d’accusa si rimanda al verbale del dibattimento osservando che le parti hanno
aderito alla proposta del Presidente di modificare il punto 6.6 nel senso che
l’importo della merce venduta a credito è di CHF 12'009.00, come risulta
dall’allegato 2 al VI ACPR 2 05.11.2015, allegato al rapporto di segnalazione,
AI 4, Inc. 2015.9207, e il punto 6.7 nel senso che l’importo della merce
consegnata a credito è di CHF 5'079.00, come risulta dal VI PG ACPR 4
02.11.2015, p. 6, allegato al rapporto di segnalazione, AI 4, Inc. 2015.9207.

 

 

                                 IV)   Vita anteriore e
precedenti penali dell’imputato

 

                                   4.   IM 1 è nato il __________,
a __________.

 

Al PP l’imputato ha fornito un breve riassunto della sua vita:

 

"
Sono nato a __________, vicino a __________. Mio padre è __________,
mia madre __________, ma io sono nato e cresciuto a __________.

Ho una sorella maggiore che vive in __________. I miei genitori
vivono in __________. Dopo le scuole dell’obbligo ho conseguito il diploma

__________, al termine della quinta superiore a 19 anni. Avevo in

seguito un bar a __________. A 24/25 anni mi sono sposato a __________.

Non ho avuto figli da questa relazione che è terminata nel
2006/2007.

Dopo il bar in Italia sono stato in carcere per 3 anni e 11 mesi.”

(VI PP 20.11.2015, p. 2 e 3, allegato 2 al rapporto d’inchiesta,
AI AI 7, Inc. 2015.9207).

 

L’imputato ha peraltro dichiarato di essere uscito di prigione il
2 dicembre 2012 e di non avere intenzione di tornare in Italia, siccome in caso
contrario dovrebbe scontare 8 mesi di detenzione per guida senza licenza. Ha
quindi aggiunto di essere venuto in Svizzera il 1. gennaio 2015 per una
scommessa con sé stesso, intenzionato ad iniziare una nuova vita, lontana dai
problemi avuti in Italia. 

 

Una volta arrivato in Svizzera, avrebbe passato qualche tempo nel
Canton Grigioni, ospitato da un amico che avrebbe dovuto aiutarlo a trovare un
lavoro, ciò che di fatto non è avvenuto. Si sarebbe quindi trasferito in Ticino
con la compagna incinta e il figlio (VI PP 20.11.2015, p. 3 e 4, allegato 2 al
rapporto d’inchiesta, AI 7, Inc. 2015.9207).

 

                                   5.   L’imputato è stato oggetto
di numerosi procedimenti penali in Italia, sfociati in altrettante condanne
risultanti da casellario giudiziale (AI 2, Inc. 2015.9207), e meglio:

 

                                     -   sentenza del 7 dicembre
2005 del Tribunale in composizione monocratica di __________: 2 mesi di
reclusione per ricettazione e falsità in scrittura privata;

                                     -   sentenza del 3 febbraio
2006 della Corte di appello di __________: 2 anni 4 mesi e 20 giorni di
reclusione e multa di EUR 1'200.00 per rapina continuato e rapina in concorso;

                                     -   sentenza del 10 dicembre
2007 della Corte di appello di __________: 5 anni di reclusione per atti
sessuali con minorenne continuato e sottrazione di persone incapaci;

                                     -   sentenza del 14 gennaio
2010 della Corte di appello di __________: reclusione di 1 anno e multa di EUR
500.00 per rapina, sostituzione di persona continuato e uso illecito di carte
di credito continuato.

 

Sebbene risieda nel nostro Paese da neppure 2 anni, IM 1 non è
incensurato neppure in Svizzera. 

Dall’estratto del casellario giudiziale svizzero (AI 10, Inc.
2015.9207) egli risulta essere stato condannato una prima volta dal Ministero
Pubblico del Canton Grigioni, il 15 aprile 2015 – a pochi mesi, quindi, dal suo
arrivo in Svizzera – alla pena pecuniaria di 10 aliquote giornaliere da CHF
50.00 cadauna, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni, per
conduzione di un veicolo a motore senza licenza di condurre.

Il 3 settembre 2015 l’imputato è stato poi condannato dal
Ministero Pubblico del Cantone Ticino alla pena pecuniaria di 60 aliquote
giornaliere da CHF 90.00 cadauna, sospesa condizionalmente per un periodo di
prova di 3 anni, e multa di CHF 1'000.00, sempre per conduzione di un veicolo a
motore senza licenza di condurre (commissione reiterata) e contravvenzione alla
legge sul contrassegno stradale.

 

                                   6.   Dall’estratto dell’ufficio
esecuzione e fallimenti di Bellinzona risulta che IM 1 ha accumulato nell’anno
di soggiorno in Ticino 23 esecuzioni per un totale di circa CHF 76'000.00,
mentre la convivente __________ nello stesso periodo ha accumulato 10
esecuzioni per un totale di circa CHF 9'600.00 (rapporto d’inchiesta, p. 28, AI
97, Inc. 2015.9207).

 

 

                                  V)   Circostanze dell’arresto,
inchiesta e atto d’accusa

 

                                   7.   L’inchiesta in oggetto
trova origine nella raccolta di informazioni riguardanti IM 1, sospettato di
aver organizzato una truffa e appropriazione indebita ai danni di ACPR 8, ACPR
10, la ACPR 11 SA e ACPR 9 (Inc. 2015.5488, 2015.7273, 2015.9024 e 2015.5776). 

 

Dalle verifiche esperite è poi emerso che IM 1 – unitamente al
coimputato IM 2 – si sarebbe macchiato di altri reati, commessi nei confronti
di ACPR 1 nell’ambito della sua presunta attività di recupero crediti (Inc.
2015.9207).

 

Dando seguito ai mandati di accompagnamento coattivo (AI 3 e 11,
Inc. 2015.9207) e agli ordini di perquisizione e sequestro (AI 4 e 12, Inc.
2015.9207) emessi dal PP nei loro confronti, il 19 novembre 2015 gli agenti
della Polizia Cantonale si sono presentati presso il domicilio degli imputati. 

 

La perquisizione effettuata all’interno delle abitazioni di IM 1 e
IM 2 ha permesso di rinvenire un PC di proprietà di ACPR 1 e la sua carta
d’identità (rapporto d’inchiesta, p. 2-4 e 13, AI 97, Inc. 2015.9207).

 

IM 1, assunto a verbale il giorno del suo arresto, ha ammesso
parzialmente i fatti, minimizzando tuttavia le sue responsabilità e contestando
le accuse più gravi a suo carico (rapporto d’inchiesta, p. 19, AI 97, Inc.
2015.9207).

 

                                   8.   Dando seguito all’istanza
formulata dal PP (AI 20, Inc. 2015.9207), con decisione del 21 novembre 2015 il
GPC ha ordinato la carcerazione preventiva dell’imputato sino al 19 febbraio
2016 (AI 22, Inc. 2015.9207).

 

Il 15 gennaio 2016, IM 1 è stato posto in regime di esecuzione
anticipata della pena (AI 69, Inc. 2015.9207).

 

                                   9.   Con atto d’accusa 88/2016
del 3 giugno 2016 il PP ha rinviato a giudizio IM 1 e IM 2 per i reati di
ripetuto sequestro di persona e rapimento, ripetuta rapina, ripetuta coazione e
ripetuta violazione di domicilio, il solo IM 1 per i reati di ripetuta truffa
(in parte tentata), appropriazione indebita, ripetuta diffamazione, ripetuta
minaccia, ripetuta estorsione (tentata), ingiuria, falsità in documenti, guida
senza essere titolare di licenza, infrazione alla LF sugli stranieri e il solo IM
2 per i reati di ricettazione, falsità in documenti, usurpazione di funzione
(tentata) e contravvenzione alla LF sugli stupefacenti.

 

 

                                 VI)   Imputazioni di ripetuto
sequestro di persona e rapimento, in alternativa coazione, ripetuta estorsione,
in parte in alternativa rapina, ripetuta rapina e ripetuta coazione (punti da 1
a 4 dell’atto d’accusa)

 

                                  A)   Fatti di cui all’atto
d’accusa

 

                                  1)   Fatti del 13 e 14
settembre 2015 (punti 1.1, 2.1, 3.1 e 4.1 dell’atto d’accusa) nei confronti di ACPR
1

 

                                10.   Secondo l’atto d’accusa,
oggetto dell’estensione di cui in entrata, IM 1, in correità con IM 2, si
sarebbe reso colpevole del reato di sequestro di persona e rapimento, in
subordine coazione, per avere, a __________, il 13 settembre 2015,
presentandosi dopo averlo già minacciato, trattenuto indebitamente in casa sua ACPR
1 per almeno 40 minuti, impedendogli di partire o anche solo di muoversi e
agire liberamente, usando minaccia, in particolare presentandosi da lui con una
chiave per bulloni che gli è stata mostrata e poi posata sul tavolo,
minacciandolo direttamente all’integrità fisica, chiedendogli di consegnare
loro il portamonete perché ne verificassero il contenuto, perquisendogli la
casa alla ricerca di soldi o oggetti di valore che ACPR 1 avrebbe dovuto dare
loro per ripagare le vittime del suo presunto agire, lasciando in fine
l’abitazione dopo avere preso 2-3 PC e una collanina a garanzia della promessa
di un pagamento il giorno successivo, costringendolo quindi pure a tollerare
tutti questi atti (punto 1.1 dell’atto d’accusa).

 

Per avere, sotto minaccia, sottratto 2-3 PC e una collanina, IM 1
si sarebbe pure reso colpevole del reato di rapina (punto 3.1 dell’atto
d’accusa).

 

L’imputato si sarebbe inoltre reso colpevole del reato di
estorsione per avere, minacciandolo di gravi conseguenze alla sua integrità
fisica, indotto ACPR 1 a consegnare a lui e IM 2 CHF 2'500.00 a __________ il
14 settembre 2015, in parte per ripagare un debito di CHF 250.00 che aveva con IM
2, in parte per ripagare presunti torti subìti da altre persone, ritenute le
minacce già proferite almeno il 13 settembre 2015 durante la visita a __________
di cui al punto 1.1 dell’atto d’accusa, nonché attraverso la presa a garanzia
di 2-3 PC e di una collanina d’oro la sera precedente e considerato che in
realtà i soldi sarebbero poi stati spartiti tra IM 1 e IM 2 (punto 2.1
dell’atto d’accusa).

 

In fine, il 14 settembre 2015, a __________, IM 1 si sarebbe reso
colpevole del reato di coazione per avere costretto ACPR 1 a tollerare che
trattenesse uno dei PC di cui, unitamente a IM 2, si era impossessato il giorno
precedente, ritenute le minacce proferite e il tenore dell’agire dei due (punto
4.1 dell’atto d’accusa). 

 

                                  a)   Le dichiarazioni di ACPR
1

 

                                11.   L’AP ACPR 1, esprimendosi sui
fatti avvenuti il 13 e 14 settembre 2015, ha premesso di conoscere IM 2 da
circa un anno e mezzo e di averlo conosciuto alla __________ di __________ dove
quest’ultimo lavorava come macellaio. Avendo scoperto di essere entrambi
appassionati di motociclismo avrebbero iniziato a frequentarsi. 

 

In quel periodo l’AP ha riferito di avere chiesto a IM 2 un
prestito di CHF 250.00, denaro che gli avrebbe poi restituito. Un secondo
prestito di CHF 250.00 sarebbe poi stato chiesto nel corso del mese di luglio
2015. Ad un certo punto IM 2 avrebbe iniziato a chiedergli la restituzione del
denaro, anche minacciandolo. ACPR 1 dal canto suo avrebbe dato rassicurazioni
in merito alla restituzione, senza tuttavia riuscire a rifondere i CHF 250.00 a
causa della sua precaria situazione economica (VI PG 08.11.2015, p. 2, allegato
al rapporto di segnalazione 10.11.2015, AI 4; VI PP confronto IM 2/ACPR 1
14.01.2016, p. 6, AI 66). 

 

                                12.   Per quanto attiene alla
conoscenza con IM 1, ACPR 1 ha riferito di avere avuto un primo (seppur
indiretto) contatto con lui l’11 settembre 2015, allorquando, mentre si trovava
in Albania, ha ricevuto un SMS dal seguente tenore:

 

"
ciao ascolta tu non mi conosci tu hai bidonato una mia cara amica
15'000 franchi ora io da buon calabrese o mi dai i soldi oppure ci vediamo
presto molto presto e non sarà per un caffè so dove abiti so che sei in Albania
so tutto di te di tua mamma di tuo padre e la tua famiglia i soldi indietro o
te ne penti giuro”

(VI PG 08.11.2015, p. 3, allegato al rapporto di segnalazione
10.11.2015, AI 4).

 

Alla sua domanda a sapere chi fosse e cosa volesse, l’AP ha
riferito di avere ricevuto in risposta un altro messaggio, nel quale si faceva
riferimento al negozio di scarpe __________. Più precisamente, IM 1 gli avrebbe
detto che doveva dei soldi a una sua amica titolare di questo negozio di scarpe.
Avendo capito che si trattava di una questione legata a ACPR 3, ACPR 1 avrebbe
replicato di non avere alcun debito con lei avendolo estinto con la cessione di
un’autovettura e del denaro. 

 

IM 1 gli avrebbe allora dato appuntamento al suo ritorno dall’Albania
il 13 settembre 2013 (VI PG 08.11.2015, p. 3, allegato al rapporto di
segnalazione 10.11.2015, AI 4; VI PP confronto IM 1/ACPR 1 14.01.2016, p. 3, AI
65).

 

A questo proposito l’AP ha riferito:

 

"
(…) non sono stato io a dargli appuntamento a __________. Io gli
ho detto a che ora rientravo e che avrei preferito vederlo nei giorni
successivi. Lui però insisteva e mi ha comunicato, via SMS, che mi avrebbe
aspettato a __________.”

(VI PP confronto IM 1/ACPR 1 14.01.2016, p. 4, AI 65).

 

                                13.   Domenica 13 settembre 2015,
come concordato con l’amico __________, quest’ultimo sarebbe andato a prenderlo
all’aeroporto e lo avrebbe accompagnato a __________ con la sua autovettura.
Durante il tragitto, ACPR 1 gli avrebbe esternato le sue preoccupazioni per gli
SMS minacciosi ricevuti da IM 1, facendoglieli leggere, e per il fatto che a __________
vi era qualcuno ad attenderlo, motivo per cui chiedeva all’amico di restare con
lui (VI PG 08.11.2015, p. 3, allegato al rapporto di segnalazione 10.11.2015,
AI 4; VI PP confronto IM 1/ACPR 1 14.01.2016, p. 4, AI 65). Va precisato che
l’AP ha riferito che mentre era in viaggio dall’Albania, IM 2 gli avrebbe
mandato un messaggio con il quale gli chiedeva di avvisarlo quando sarebbe
arrivato a __________, in modo da poter avvisare IM 1 (VI PP confronto IM 1/ACPR
1 14.01.2016, p. 4, AI 65). 

 

Giunti a __________, verso le ore 22:30, nei posteggi del negozio __________,
ACPR 1 e __________ avrebbero notato l’autovettura vettura VW Passat che l’AP
aveva venduto a ACPR 3 e dalla quale sarebbero scesi IM 2 e IM 1, il quale,
avrebbe chiesto perentoriamente all’AP di parlare con lui.

 

__________ si sarebbe quindi rivolto a IM 1 chiedendogli di
evitare la violenza. Dopo essere stato tranquillizzato al proposito, l’amico di
ACPR 1 avrebbe quindi lasciato il luogo (VI PG 08.11.2015, p. 3 e 4, allegato
al rapporto di segnalazione 10.11.2015, AI 4).

 

A questo proposito nel verbale dell’8 novembre 2015 l’AP si è così
espresso:

 

"
IM 1 mi intimava con tono perentorio che doveva parlare con me. __________
si rivolgeva a IM 1 chiedendogli di evitare la violenza. IM 1 rispondeva “…no
no…niente mani”. __________ lasciava dunque il luogo.”

(VI PG 08.11.2015, p. 4, allegato al rapporto di segnalazione
10.11.2015, AI 4).

 

                                14.   In occasione dell’interrogatorio
del 26 novembre 2015 l’AP ha modificato le sue precedenti dichiarazioni,
affermando che __________ non aveva lasciato il luogo di sua spontanea volontà,
ma che era stato IM 1 a dirgli che la sua presenza non era gradita:

 

"
IM 1 gli ha fatto capire che la sua presenza non era gradita nel
senso che gli ha detto che di lui non avevano bisogno. __________ si è
raccomandato dicendogli “mi raccomando niente mani addosso” inteso che non
dovevano picchiarmi. IM 1 e IM 2 lo rassicuravano e quindi __________ se ne
andava.”

(VI PG 26.11.2015, p. 3 e 4, allegato 14 al rapporto d’inchiesta
08.04.2015, AI 97).

 

                                15.   Senza essere invitati, IM 2 e
IM 1 sarebbero quindi entrati in di ACPR 1 (VI PG 08.11.2015, p. 4, allegato al
rapporto di segnalazione 10.11.2015, AI 4).

 

In merito a quanto avvenuto all’interno della casa, in occasione
del suo primo interrogatorio l’AP ha raccontato:

 

"
IM 1 si è comportato da padrone, mi ha ordinato di sedermi, ha
aperto il frigo e si è servito da bere senza chiedere il permesso. Faceva il
“duro” e l’arrogante ed utilizzava un linguaggio e delle espressioni minatorie.
Benché intimorito ho chiesto spiegazioni sul motivo della loro visita. IM 1 mi
informava che io dovevo dare dei soldi a __________, 37'000 franchi. Alle mie
lamentele che non era vero IM 1 si alterava e mi diceva che la __________ non
vuole fare denuncia e che adesso i soldi li devo dare a lui e che li voleva
subito. 

IM 1 affermava che lui e IM 2 si occupavano di riscossione
crediti; e che sapevano che io avevo i soldi. Mi esortavano sotto minaccia di
percosse di tirarli fuori. IM 1 ad un certo punto mi ha ordinato di
consegnargli il portamonete. Era notte, ero solo, ed avevo paura di quei due.
Quella sera avevo due portamonete in tasca; uno con i franchi e gli Euro, circa
500.— e nell’altro invece alcuni LEK che è la valuta albanese. Consegnavo al IM
1 questo secondo portamonete. Lui verificava questa valuta poi, vedendo che non
c’erano franchi, me lo ritornava.

IM 1 non contento ordinava al IM 2 di perquisire la casa. IM 2 si
è alzato e si è rivolto a me dicendomi “…__________…..dimmi dove sono i soldi
che oggi ti prendo solo i soldi che hai qui in casa..”. (…) Ribadivo di non
avere soldi. IM 1, che ho avuto l’impressione comandasse anche IM 2, gli
ordinava di “buttare all’aria la casa”. (…)

Non ho potuto seguirlo poiché IM 1 mi ha ordinato di rimanere
fermo e seduto al tavolo della sala. Lo informavo che volevo avvisare mia madre
che ero tornato dal viaggio e che tutto è andato bene; in realtà volevo
chiamare la polizia e lasciare la comunicazione aperta. IM 1 non me lo
permetteva dicendo che dovevo stare seduto. 

IM 2 restava nei piani superiori per almeno 20 minuti, quindi
scendeva informando di non aver trovato nulla. Perquisivano il piano terra,
sempre IM 2. IM 1 aveva il compito di controllarmi. Si è anche preso una birra
dal frigo. L’unica cosa che ha fatto è stata quella di perquisire il bagaglio
che ho riportato dall’Albania; anche li senza nulla trovare.” 

(VI PG 08.11.2015, p. 4 e 5, allegato al rapporto di segnalazione
10.11.2015, AI 4).

 

Nel verbale del 13 novembre 2015 lo stesso AP ha riferito:

 

"
Dapprima IM 1 ha utilizzato un tono abbastanza civile, mi diceva
di sapere che avevo dei soldi, che avevo un lingotto da un chilo e che lui
aveva l’incarico di ricuperare questi soldi. Solo in questo momento ho capito
che parlavano della __________, credevo che fossero venuti per la ACPR 3. Io ho
negato categoricamente di avere questo oro come pure i soldi. IM 1 si
arrabbiava e cambiava tono. Mi minacciava di percosse e con tono autoritario mi
esortava a dargli i soldi altrimenti avrebbe ribaltato la casa. Non mi hanno
picchiato; ricordo alcune affermazioni quali “….prega il Signore che non
troviamo i soldi altrimenti finisci male.” ed altre affermazioni del genere. Mi
hanno minacciato parlando per sottointesi. 

Io avevo paura, non ho reagito in alcun modo (…).

IM 1 era divenuto aggressivo verbalmente e anche nell’espressione
del viso.

Avevo paura anche per quello che mi diceva IM 1, che si vantava di
aver già ucciso una persona e che non gli faceva nulla ammazzarne un’altra, di
aver già fatto galera in Italia ed aver conosciuto in questo ambiente molte
persone; inoltre di essere parente anche di tale “__________” che però non so
chi sia. (…)

IM 2 e IM 1 sono rimasti in casa almeno due ore.”

(VI PG 13.11.2015, p. 2 e 3, allegato 19 al rapporto d’arresto
provvisorio, AI 12). 

 

Nel verbale del 26 novembre 2015 ACPR 1 ha ribadito:

 

"
Ero spaventato poiché IM 1 era aggressivo. Avevo paura ed ho
chiesto a IM 1 se potevo telefonare a mia madre, di fatto volevo chiamare la
Polizia. Non mi è stato concesso di telefonare da parte di IM 1, IM 2 in questo
momento era al piano superiore ad effettuare la perquisizione. Per essere
precisi inizialmente eravamo tutti seduti poi quando IM 2, su ordine di IM 1,
si è alzato ed è salito di sopra per la perquisizione mi sono alzato a mia
volta con lo scopo di prendere il telefono e lì IM 1 mi domandava cosa stessi
facendo e che dovevo stare seduto e fermo. IM 1 si comportava come se fosse
stato a casa sua, si è addirittura servito da bere dal frigorifero. Io non ho
più osato alzarmi. 

(…) IM 1 e IM 2 si sono intrattenuti per almeno 2 ore. 

(…) ero talmente terrorizzato che non ho telefonato a nessuno, mi
sono messo a rimettere in ordine casa.

(…) il tono di IM 1 mentre mi dava gli ordini era autoritario
tanto, come già più volte riportato, da intimorirmi.”

(VI PG 26.11.2015, p. 6, allegato 14 al rapporto d’inchiesta
08.04.2015, AI 97).

 

Il 14 gennaio 2016 davanti al PP, l’AP ha riferito:

 

"
Una volta in casa IM 1 ha cominciato a parlarmi del lingotto e ha
cominciato a chiedermi dei soldi in generale. Mi ha detto che dovevo CHF
30'000.-. Io ho detto che di soldi non ne avevo.”

(VI PP confronto IM 1/ACPR 1 14.01.2016, p. 4, AI 65).

 

                                15.   In un interrogatorio successivo,
ACPR 1 ha poi aggiunto un particolare di non poco conto al suo racconto,
riferendo della presenza, nelle mani di IM 1, di una chiave per stringere i
bulloni delle ruote:

 

"
(…) IM 1 aveva nella manica della giacca, mi sembra a destra, una
chiave per stringere i bulloni delle ruote. Dopo una decina di minuti che siamo
entrati in casa mia IM 1 l’ha tolta dalla manica e mostrandomela mi diceva che
se non mi fossi presentato quel giorno mi sarebbe venuto a cercare con
quell’attrezzo, lasciandomi chiaramente intendere che l’avrebbe utilizzato
sulla mia persona. Di fatto questa chiave non è stata utilizzata per
minacciarmi in quel momento.”

(VI PG 26.11.2015, p. 4, allegato 14 al rapporto d’inchiesta
08.04.2015, AI 97).

 

Ciò è stato da lui ribadito anche il 14 gennaio 2016, in occasione
del confronto con IM 1:

 

"
Ero intimorito, anche perché quando siamo entrati IM 1 ha tirato
fuori e messo sul tavolo una chiave per le ruote della Fiat (…).”

(VI PP confronto IM 1/ACPR 1 14.01.2016, p. 4, AI 65).

 

L’AP ha pure aggiunto:

 

"
(…) quella sera sono stato minacciato. IM 1 mi ha chiesto, dopo
cinque minuti che eravamo seduti, il mio portafoglio e io gliel’ho dato.

(…) oltre alla situazione, alla richiesta dei soldi, IM 1 mi ha
detto che se non gli portavo i soldi me le avrebbe in sostanza date.

(…) non mi ha minacciato di denunciarmi, ma di farmela pagare.”

(VI PP confronto IM 1/ACPR 1 14.01.2016, p. 6, AI 65).

 

"
(…) IM 1 diceva che aveva tutte le conoscenze del mondo e che se
non restituivo i soldi mi poteva anche “far pestare”. Mi ha anche detto che se
andavo a finire alla Stampa per la denuncia aveva le conoscenze anche lì e mi
avrebbe fatto sistemare anche in carcere.”

(VI PP confronto IM 2/ACPR 1 14.01.2016, p. 3 e 4, AI 66).

 

                                16.   Prima di lasciare la sua
abitazione, IM 1 avrebbe detto all’AP che il suo debito di CHF 250.00 nei
confronti di IM 2 era nel frattempo salito a CHF 2'500.00 e si sarebbero
impossessati di alcuni oggetti a garanzia del pagamento di questa somma il
giorno successivo:

 

"
(…) detengo 3 computer portatili; il più recente lo ho acquistato
l’anno scorso, un Acer, mentre gli altri due erano più vecchi. IM 1 mi
informava che avrebbe preso i computer e ordinava a IM 2 di impossessarsene;
così come i cablaggi e la borsa. IM 1 notava che avevo una collana d’oro con un
ciondolo a crocefisso al collo e mi ordinava di consegnarla a lui. Io eseguivo.

Prima di andare IM 1 mi diceva che io ero debitore di franchi
250.— con il presente IM 2; mi informava che ora l’importo era cambiato e che
il giorno seguente dovevo consegnargli 2'500 franchi alla stazione di __________.
Mi dava appuntamento per le 12:00. IM 1 precisava che se gli avessi portato i
soldi mi avrebbe restituito la collana ed i tre computer. Ovviamente le sue
affermazioni erano condite con minacce di percosse. 

Finalmente se ne andavano; era ormai mezzanotte o forse le 03:00.
Sono rimasti a casa mia per circa 2 ore ed in quelle due ore io non ho potuto
fare altro di quello che mi ordinavano.”

(VI PG 08.11.2015, p. 5, allegato al rapporto di segnalazione
10.11.2015, AI 4).

 

Queste le dichiarazioni dell’AP in occasione dell’interrogatorio
del 26 novembre 2015:

 

"
Prima di andarsene, IM 1 mi ha chiesto di consegnargli la
collanina che indossavo, cosa che ho fatto. Preciso che a IM 2 dovevo ridare
CHF 250 che mi aveva prestato. IM 1 in quell’occasione mi diceva che a “suo
fratello” dovevo ancora versare CHF 250, ma che ora erano diventati CHF 2500.
Prima di andarsene prendevano con loro tre computer che avevo in casa.
Logicamente questi sono stati presi senza la mia autorizzazione. Entrambi mi
dissero che appena consegnati i CHF 2500, mi avrebbero ridato computer e
collanina. Veniva fissato un incontro per il giorno seguente alle 12.00 presso
la stazione ferroviaria di __________.”

(VI PG 26.11.2015, p. 3 e 4, allegato 14 al rapporto d’inchiesta
08.04.2015, AI 97).

 

Il 16 dicembre 2015, dinanzi al PP, ACPR 1 ha ribadito:

 

"
Ricordo che a IM 2 dovevo CHF 250.00. Ma in occasione di quella
prima visita, IM 1 mi disse che erano diventati appunto 2'500.00 che dovevo a IM
2.”

(VI PP 16.12.2015, p. 5, AI 50).

 

Il 14 gennaio 2016, l’AP ha ancora confermato che:

 

"
(…) IM 1 mi disse che quei CHF 250.- erano diventati 2'500.- CHF.
Io sapevo di doverli a IM 2.”

(VI PP confronto IM 1/ACPR 1 14.01.2016, p. 4, AI 65).

 

                                17.   Posto a confronto con IM 2 ACPR
1 ha dichiarato che:

 

"
In merito ai CHF 250.- quando ero al tavolo con IM 1, non ricordo
se c’era anche IM 2, io ho confermato che gli dovevo questi soldi e IM 1 mi ha
detto che ora erano diventati CHF 2'500.-. In merito a questi soldi a casa mia
non si è parlato della __________. (…)

IM 1, parlando al plurale, ma io riferivo queste minacce solo a
lui, diceva che se non mi sarei presentato il giorno dopo sarebbero venuti a
sistemarmi.”

(VI PP confronto IM 2/ACPR 1 14.01.2016, p. 4 e 5, AI 66).

 

                                18.   In occasione del confronto
con IM 1, l’AP ha inizialmente menzionato 2 computer in luogo dei 3 fino ad
allora citati (VI PP 14.01.2016, p. 6, AI 65: “alla fine del primo incontro
siamo poi rimasti d’accordo che ci saremmo visti il giorno dopo quando io avrei
dovuto consegnare CHF 2'500.- che effettivamente ho detto loro che avrei
recuperato da un lavoro che avevo svolto. Quella sera, se non erro, loro hanno
preso due computer e anche una catenina d’oro. Mi hanno detto che me li
avrebbero ridati il giorno dopo alla consegna dei soldi”), per poi tornare
ad essere 3 (VI PP confronto IM 1/ACPR 1 14.01.2016, p. 7, AI 65). 

 

                                19.   Invitato a spiegare questa
contraddizione, ACPR 1 ha affermato di non essere in grado di ricordare se i PC
sottrattigli il 13 settembre 2015 fossero 2 o 3 (VI PP confronto IM 1/ACPR 1
14.01.2016, p. 7, AI 65), ciò che ha ribadito anche in occasione del confronto
con IM 2 (VI PP confronto IM 2/ACPR 1 14.01.2016, p. 4 e 5, AI 66).

 

                                20.   Al fine di raccogliere la
somma di CHF 2'500.00 richiestagli da IM 1, lunedì 14 settembre 2015 ACPR 1
avrebbe venduto una motoleggera un importo equivalente al predetto importo e si
sarebbe quindi recato a __________ dove avrebbe consegnato i CHF 2'500.00 a IM
1. L’imputato, prendendo il denaro, gli avrebbe detto che una parte dei soldi,
e più precisamente CHF 2'000.00, sarebbero andati a __________. 

 

In un secondo momento sarebbe arrivato anche IM 2, al quale non
sarebbero quindi state consegnate somme di denaro. Il terzetto avrebbe si sarebbe
quindi recato in prossimità dell’appartamento di IM 2, dove ad ACPR 1 sarebbero
stati restituiti 2 PC e la collanina a lui stati sottratti il giorno
precedente. Per contro – contro la volontà dell’AP - IM 1 avrebbe deciso di
tenere per sé il terzo PC (VI PG 08.11.2015, p. 4 e 5, allegato al rapporto di
segnalazione 10.11.2015, AI 4; VI PG 26.11.2015, p. 5, allegato 14 al rapporto
d’inchiesta, AI 97; VI PP 16.12.2015, p. 5, AI 50; VI PP confronto IM 1/ACPR 1
14.01.2016, p. 7 e 8, AI 65; VI PP confronto IM 2/ACPR 1 14.01.2016, p. 6, AI
66).

 

                                21.   A questo proposito va
ricordato che – come già evidenziato – a confronto con gli imputati ACPR 1 non
è stato in grado di ricordare se i PC sottrattigli il 13 settembre 2015 fossero
2 o 3 (VI PP confronto IM 1/ACPR 1 14.01.2016, p. 7, AI 65: “forse erano
tre, per me è difficile ricordare perché poi questi computer, a parte quello
che si è tenuto IM 1, me li hanno ancora ripresi”; VI PP confronto IM 2/ACPR
1 14.01.2016, p. 4 e 5, AI 66: “Non ricordo, come già detto, i computer alla
fine erano due o tre perché sono stati presi anche altre volte dopo che mi sono
stati restituiti.”).

 

                                  b)   Le dichiarazioni di __________

 

                                22.   L’AP __________ ha riferito
di conoscere ACPR 1 da tempo e che negli ultimi mesi si sarebbero riavvicinati
siccome questi gli avrebbe chiesto alcuni piaceri, in particolare di aiutarlo
con il trasloco, essendo lui senza patente di guida. 

 

Qualche giorno prima del 13 settembre 2015, ACPR 1 lo avrebbe
contattato tramite SMS dall’Albania, trasmettendogli un numero di telefono e
informandolo che vi era una persona che li stava cercando, restando vago sul
motivo. __________ avrebbe allora deciso di contattare questa persona, con
esito negativo. 

 

Come precedentemente concordato, il 13 settembre 2015 si sarebbe
poi recato a __________ a prendere ACPR 1 per poi accompagnarlo al suo
domicilio di __________. Durante il tragitto __________ avrebbe appreso che la
persona che aveva contattato ACPR 1 gli aveva nel frattempo trasmesso degli SMS
riferendo che quella sera stessa lo avrebbe atteso a __________. 

 

ACPR 1 avrebbe così chiesto all’amico se poteva accompagnarlo,
richiesta alla quale __________, vedendolo intimorito, avrebbe acconsentito.

 

                                23.   Giunti a __________,
avrebbero incontrato IM 1 e IM 2, che __________ ha affermato di non avere mai
visto in precedenza, all’esterno dell’abitazione. IM 1 gli avrebbe subito detto
che poteva andare, siccome non c’entrava nulla, richiesta cui __________
avrebbe aderito non prima di aver raccomandato di non usare la violenza (VI PG
07.11.2015, p. 2 e 3, allegato al rapporto di segnalazione 10.11.2015, AI 4; VI
PG 26.11.2015, p. 2, allegato 18 al rapporto d’inchiesta 08.04.2015, AI 97).

 

                                24.   __________ ha dichiarato di
avere poi sentito telefonicamente ACPR 1 quella sera stessa, una volta arrivato
a __________, rispettivamente quando usciva dall’autostrada a __________, e
quindi circa 40 minuti dopo la sua partenza da __________. L’amico l’avrebbe
informato che stava bene e che era tutto a posto, precisando che gli imputati
cercavano soldi, ma non avevano trovato nulla (VI PG 26.11.2015, p. 2, allegato
18 al rapporto d’inchiesta 08.04.2015, AI 97; VI PP 28.12.2015, p. 2, AI 56). 

 

                                  c)   Le dichiarazioni di IM 2

 

                                25.   IM 2 ha dichiarato di avere
conosciuto ACPR 1 nel 2015, sul posto di lavoro. Ad certo punto avrebbe
prestato CHF 200.00 all’AP, denaro restituitogli qualche giorno dopo da
quest’ultimo. In seguito sarebbe intervenuto un secondo prestito, questa volta
di CHF 250.00, denaro che tuttavia ACPR 1, nonostante le sue richieste, non gli
avrebbe mai restituito, continuando ad accampare scuse. IM 2 avrebbe quindi
contattato il debitore con toni minacciosi via WhatsApp, ricevendo in risposta
altrettante minacce (VI PG 19.11.2015, p. 5, allegato al rapporto di arresto
provvisorio 19.11.2015, AI 12; VI PP 20.11.2015, p. 2-4, AI 15):

 

"
(…) in un primo momento lui non rispondeva ai miei messaggi, li
leggeva ma non rispondeva. Poi ad un certo punto io ho iniziato a minacciarlo,
dicendogli che se non me li restituiva gli avrei spezzato le gambe o cose
simili. Lui dopo rispondeva anche a tono o mi chiedeva di dargli il numero di
conto per il versamento, ma di fatto di concreto non ha mai fatto nulla per
restituirmeli.”

(VI PP confronto IM 2/ACPR 1 14.01.2016, p. 2 e 3, AI 66). 

 

Agli atti figura peraltro uno scambio di SMS/MMS tra ACPR 1 e IM 2,
in cui vengono utilizzati toni minacciosi in relazione alla restituzione del
prestito di CHF 250.00 (allegato 13 al VI PG IM 2 30.12.2015, allegato 9 al
rapporto d’inchiesta 08.04.2016, AI 97).

 

                                26.   Nel mese di agosto 2015 IM 2
ha riferito di essere stato contattato su Facebook da tale __________, poi
identificata in ACPR 3, la quale avrebbe trovato il suo indirizzo e-mail nella
posta elettronica di ACPR 1 (VI PG 19.11.2015, p. 4, allegato al rapporto di
arresto provvisorio 19.11.2015, AI 12; VI PP 20.11.2015, p. 2, AI 15).

 

Agli atti risulta un messaggio WhatsApp inoltrato da ACPR 3 a IM 2
(“Ciao sono __________… Ti ho appena a scritto…. Tranquillo…. Dopo ti
spiego… Tu puoi agire x con tuo lo stesso io so dove abita”), con allegata
una fotografia del passaporto di ACPR 1 (allegato 12 al VI PG IM 2 30.12.2015, allegato
9 al rapporto d’inchiesta 08.04.2016, AI 97).

 

Al proposito l’imputato si è così espresso:

 

"
Questo è il primo messaggio che ACPR 3 mi ha mandato su Whatts
App. Non ricordo a cosa servisse la foto del passaporto.”

(VI PG 30.12.2015, p. 5, allegato 9 al rapporto d’inchiesta
08.04.2016, AI 97).

 

Dopo essersi sentiti per qualche giorno tramite Facebook e per
telefono, IM 2 e ACPR 3 si sarebbero quindi conosciuti personalmente. In questo
frangente la donna lo avrebbe informato di essere stata truffata da ACPR 1 per
alcune migliaia di franchi, importo che lui le avrebbe sottratto ai tempi della
loro relazione, e che vi sarebbero state anche altre persone truffate dallo
stesso ACPR 1. 

 

Interrogato da ACPR 3 a sapere se anch’egli avesse avuto problemi
con l’AP, IM 2 la informava della questione del prestito dei CHF 250.00. 

 

                                27.   IM 2 e ACPR 3 avrebbero
quindi deciso di recarsi a __________ presso il domicilio di ACPR 1, senza
tuttavia riuscire a trovarlo. Trascorse circa 2 settimane, ACPR 3 avrebbe
informato l’imputato di avere conosciuto, tramite un’amica, una persona che si
occupava di recupero crediti. IM 2 avrebbe quindi chiesto alla donna di essere
chiamato da detta persona. Di lì a poco, l’imputato sarebbe quindi stato
contattato da IM 1, con il quale si sarebbe poi incontrato nei pressi del suo
domicilio. In questa circostanza IM 2 avrebbe spiegato la sua situazione al
coimputato, il quale gli avrebbe detto di conoscere ACPR 1 e che ci avrebbe
pensato lui (VI PG 19.11.2015, p. 5, allegato al rapporto di arresto
provvisorio 19.11.2015, AI 12; VI PP 20.11.2015, p. 2-4, AI 15; VI PP confronto
IM 2/ACPR 3 19.01.2016, p. 2 e 3, AI 71; VI PP confronto IM 1/IM 2 15.01.2016,
p. 3, AI 67).

 

A questo proposito IM 2 nel verbale della persona arrestata ha
dichiarato: 

 

"
(…) in un primo incontro IM 1 mi diceva che lui anticipava anche
i soldi che poi sarebbe andato a recuperare o che recuperava questi soldi
parlando con le persone. Lui diceva che non serviva a niente la violenza o
arrabbiarsi, ma bastava guardare negli occhi le persone. 

Per quanto mi riguarda io gli ho solo detto che a me bastava che
mi accompagnasse a parlare con ACPR 1, anche perché le ultime volte che l’avevo
visto in giro o che ero andato alla __________ dopo che ci eravamo minacciati a
vicenda, era sempre accompagnato da un suo conoscente, che poi ho saputo essere
tale __________.”

(VI PP 20.11.2015, p. 4, AI 15).

 

Anche in occasione di un verbale successivo lo stesso imputato ha
confermato che:

 

"
(…) quando ci siamo incontrati per la prima volta lui (…) mi
aveva parlato del fatto che era bravo a convincere le persone a pagare i propri
debiti, ma usando unicamente la parola.”

(VI PP confronto IM 1/IM 2 15.01.2016, p. 3 e 4, AI 67).

 

                                28.   Dopo avere affermato a due
riprese che il coimputato aveva intenzione di risolvere la questione in maniera
pacifica e senza violenza, in occasione dell’interrogatorio finale svoltosi il
5 aprile 2015, IM 2 ha invece affermato:

 

"
(…) già in occasione dei primi incontri con IM 1 gli dicevo di
non pensare a fare cazzate. Lui mi diceva che poteva andare su con cinque suoi
amici e sistemare la cosa, ma io gli dicevo che potevamo andare su
tranquillamente io e lui a regolare la questione dei miei soldi.”

(VI PP 05.04.2016, p. 3, AI 94).

 

                                29.   L’imputato ha spiegato nella
seguente maniera il motivo per cui avrebbe deciso di chiedere aiuto a una terza
persona:

 

"
(…) perché comunque so che c’era sempre __________ assieme a ACPR
1. __________ è grande e grosso e inoltre ACPR 1, quando ci messaggiavamo per
il mio prestito, mi minacciava come io avevo fatto con lui, quindi era più
prudente andare in due.”

(VI PP 05.04.2016, p. 3, AI 94).

 

Per questo suo “accompagnamento”, IM 1 gli avrebbe detto di
non volere alcun compenso da lui, siccome “doveva occuparsi del recupero da ACPR
1 di altri crediti” (VI PP 20.11.2015, p. 4, AI 15).

 

                                30.   Dopo questo primo incontro,
con IM 1 si sarebbero recati a __________ presso il domicilio di ACPR 1 in due
occasioni, senza tuttavia trovarlo. In una di queste circostanze avrebbero
anche tentato di forzare la serratura (VI PP 20.11.2015, p. 4, AI 15; VI PP
confronto IM 1/IM 2 15.01.2016, p. 4, AI 67).  

 

                                31.   Avendo saputo, tramite ACPR 3,
che ACPR 1 si trovava in Albania e sarebbe rientrato la sera del 13 settembre
2015, dopo averlo contattato, IM 1, via SMS, avrebbero quindi deciso di recarsi
insieme a __________ quella sera verso le ore 23:00 (VI PG 19.11.2015, p. 5,
allegato al rapporto di arresto provvisorio 19.11.2015, AI 12). 

 

In merito a quanto avvenuto il 13 settembre 2015, in occasione del
suo primo interrogatorio di Polizia IM 2 ha riferito:

 

"
Ci siamo quindi, io e IM 1, recati a __________, con l’automobile
VW Passat di proprietà della ACPR 3. (…)

Le intenzioni di quella sera, per conto mio erano quelle di
parlare con ACPR 1, per recuperare il mio credito. IM 1 invece doveva discutere
anche di altri crediti per i quali era stato incaricato da terze persone. In
pratica voleva recuperare un credito di ACPR 3 pari a 6000.-CHF e anche una
cifra pari a 37000.- CHF reclamata da __________, per un lingotto d’oro che
asseriva gli fosse stato sottratto da ACPR 1. Durante il tragitto non abbiamo
discusso sulla modalità dell’incontro con ACPR 1.

Giunti a __________ abbiamo atteso l’arrivo di ACPR 1 che è giunto
accompagnato da __________ che io conoscevo di vista come l’amico di ACPR 1.
(…)

Io e IM 1 siamo usciti dall’auto, e lui dai sedili posteriori
prelevava una “chiave a croce” (solitamente utilizzata per lo smontaggio delle
ruote) e ci siamo diretti verso il veicolo di __________. Alla vista di questo
suo gesto mi sono stupito, dicendogli “non fare cazzate”. Ciò malgrado
raggiunti gli altri due IM 1 impugnava ancora la chiave. __________,
probabilmente vedendo IM 1 con l’attrezzo ci diceva qualcosa del tipo “non
alzate le mani….” io rispondevo subito di stare tranquillo che nulla sarebbe
successo, rassicurazioni ribadite anche dal IM 1. __________ quindi risaliva in
auto e abbandonava il luogo. 

Siamo dunque entrati nell’appartamento e ci siamo soffermati nel
locale soggiorno. 

Qui subito IM 1 con toni abbastanza forti ed autoritari, esponeva
a ACPR 1 di pagare i debiti delle due donne ACPR 3 e __________, come anche il
mio. 

tutti eravamo seduti al tavolo del soggiorno e IM 1 diceva:
“comincia a tirar fuori i soldi” ACPR 1 di risposta ribadiva “Sì vedrò di fare
quello che posso…”

IM 1 quindi diceva lui “intanto domani a sto ragazzo devi dare
2500.-CHF e non più 250.-CHF” ho inteso che si riferisse al mio credito. Io qui
non ho ribattuto poiché IM 1 era alterato e la situazione era tesa. Dichiaro
che in quella circostanza l’atteggiamento di IM 1 era minaccioso, io l’ho
vissuto in questa maniera, e anche ACPR 1 a mio avviso era spaventato. 

Posso dire che il colloquio durato circa 20 minuti, era
unilaterale, nella misura in cui parlava unicamente IM 1. ACPR 1 si limitava a
rispondere con tono sottomesso. 

A dimostrazione del fatto che ACPR 1 non avesse soldi con se, ci
permetteva di controllare la sua casa.

Precisamente io mi recavo ai piani superiori, e controllavo un po’
dappertutto in tutti i locali presenti, come anche nei cassetti e armadi. (…)

Non avendo (…) trovato nulla, siamo tornati in soggiorno dove IM 1
ha chiesto ed ottenuto dei valori a garanzia del mio pagamento di 2500.-CHF del
mio credito. Di fatto ACPR 1 ci consegnava 2 PC notebook ed una collanina d’oro
che indossava. L’accordo era che il giorno seguente, alla consegna del denaro,
io avrei restituito i suoi valori. Preciso che i PC come anche la collana gli
ho tenuti io. In relazione alla consegna degli oggetti da parte di ACPR 1, i
toni del IM 1 si erano placati. 

Quindi noi lasciavamo il luogo, con l’accordo che ci saremmo
trovati il giorno seguente presso la stazione FFS di __________ dove ACPR 1
avrebbe consegnato i 2500-.CHF”

(VI PG 19.11.2015, p. 6 e 7, allegato al rapporto di arresto provvisorio
19.11.2015, AI 12).

 

Il 20 novembre 2015, al PP lo stesso imputato ha raccontato:

 

"
Siamo quindi saliti a __________, IM 1 voleva andare da solo
forse, ma io gli ho detto che ci tenevo a parlare con ACPR 1. A IM 1 ho detto
che volevo solo parlarci, che non volevo casini. Lui mi assicurò che si
trattava solo di parlare e che le parole servono di più delle botte.

(…) ACPR 1 era un po’ in ritardo e non rispondeva ai messaggi. Poi
però alla fine si è presentato con __________. A quel punto IM 1 è sceso dalla
macchina con una chiave a croce e io gli ho detto di non fare cazzate e sono
rimasto in macchina. ACPR 1 e __________ sono passati davanti alla macchina e a
quel punto sono uscito anche io. Ci siamo salutati e ACPR 1 ci ha fatto entrare
in casa. Prima però IM 1 ha detto a __________ che avremmo parlato con ACPR 1 e
che non c’era bisogno che lui rimanesse. Ha detto a IM 1 “niente mani” e lui
gli ha risposto di stare tranquillo.”

(VI PP 20.11.2015, p. 5, AI 15).

 

                                32.   Mentre in Polizia aveva
affermato che IM 1 aveva un atteggiamento minaccioso, nel verbale della persona
arrestata IM 2 ha dichiarato che il coimputato non ha minacciato l’AP:

 

"
In casa, seduti al tavolo, IM 1 ha cominciato a parlare con tono
aggressivo. Non l’ha minacciato, ma gli rinfacciava i suoi comportamenti verso
queste donne che aveva fregato. (…) ACPR 1 ha, tra le altre cose, ammesso di
aver rubato il lingotto di 1 kg d’oro alla __________. Per contro aveva negato
il debito con ACPR 3 e ci ha fatto vedere i documenti firmati da ACPR 3.

Ho parlato anche io con lui, senza nessuna minaccia, dicendogli
però che volevo i miei soldi più le spese. Le spese erano le mie trasferte a __________
per cercarlo e tutti gli inconveniente che mi aveva causato. In pratica gli ho
chiesto altri CHF 250.- per le spese. Gli ho anche detto che non credevo al
fatto che lui non aveva soldi in casa, visto che sapevo che aveva appena
incassato CHF 46'000.- dai __________. Lui diceva pure di controllare, cosa che
ho fatto facendo passare tutti i locali. 

Non ho trovato nulla.

(…) IM 1 gli aveva chiesto di fargli vedere il borsellino. C’erano
dentro delle carte. (…)

(…) IM 1 (…) ha detto che (…) il giorno dopo avrebbe dovuto dare a
me i miei soldi, ma che non erano più CHF 250.-, ma CHF 2'500.-. (…)

IM 1 diceva che voleva altre garanzie e allora ACPR 1 ha detto di
prendere quello che voleva. Ricordo che IM 1 gli ha chiesto di dargli la
catenina che aveva al collo e c’erano poi tre computer. ACPR 1 ha chiesto di
lasciargliene uno perché doveva scriversi con una persona che gli doveva dei
soldi.”

(VI PP 20.11.2015, p. 5 e 6, AI 15).

 

                                33.   Dopo avere preso atto delle
affermazioni di ACPR 1 secondo cui nel primo incontro a __________ sarebbe
stato tenuto in casa almeno 2 ore e gli sarebbe stato impedito di chiamare sua
madre come voleva fare, l’imputato – il quale ha ripetutamente affermato che
sarebbero rimasti presso il domicilio dell’AP non più di 45 minuti (VI PP
20.11.2015, p. 6, AI 15; VI PP confronto IM 2/ACPR 1 14.01.2016, p. 5, AI 66) –
le ha fermamente contestate, dichiarando che ACPR 1 ha mai chiesto di fare una
telefonata, che non vi sarebbero state “forzature” e che dopo una “prima
fase un po’ agitata” si sarebbero calmati e sarebbero usciti tutti a fumare
una sigaretta (VI PP 20.11.2015, p. 7, AI 15; VI PP 17.12.2015, p. 2, AI 51; VI
PP confronto IM 2/ACPR 1 14.01.2016, p. 5, AI 66), circostanza, quest’ultima,
confermata anche dall’AP (VI PP confronto IM 2/ACPR 1 14.01.2016, p. 6, AI 66).

 

Sempre prendendo posizione sulle affermazioni di ACPR 1, IM 2 ha
poi affermato che IM 1 avrebbe minacciato ACPR 1 unicamente di denunciarlo:

 

"
In occasione della prima visita IM 1 non ha impostato il discorso
sulla violenza con ACPR 1, ma sul fatto che __________ voleva denunciarlo e lui
l’aveva fermata. In pratica se pagava __________ non l’avrebbe denunciato. ACPR
1 si è detto disposto a pagare a rate quello che poteva.”

(VI PP 17.12.2015, p. 2, AI 51).

 

"
(…) IM 1 chiedeva questi soldi dicendo a ACPR 1 che in
particolare per __________ l’aveva fermata che voleva fare denuncia e che se
lui pagava almeno qualcosa questa denuncia non sarebbe stata fatta.”

(VI PP confronto IM 2/ACPR 1 14.01.2016, p. 3, AI 66).

 

                                34.   Quanto allo stato d’animo di ACPR
1, se inizialmente IM 2 aveva affermato di avere visto che lo stesso era
spaventato (VI PG 19.11.2015, p. 6, allegato 9 al rapporto di arresto
provvisorio 19.11.2015, AI 12: “Dichiaro che in quella circostanza
l’atteggiamento di IM 1 era minaccioso, io l’ho vissuto in questa maniera, e
anche ACPR 1 a mio avviso era spaventato”), arrivando persino ad affermare
di non aver voluto, egli stesso, contrariare il coimputato, siccome la
situazione era tesa (VI PG 19.11.2015, p. 6, allegato 9 al rapporto di arresto
provvisorio 19.11.2015, AI 12: “Io qui non ho ribattuto poiché IM 1 era
alterato e la situazione era tesa”), a confronto con l’AP l’imputato ha
sfumato le sue precedenti dichiarazioni, dichiarando che ACPR 1 “forse era spaventato”
(VI PP confronto IM 2/ACPR 1 14.01.2016, p. 5, AI 66), per poi arrivare
addirittura a negare anche questa circostanza in occasione dell’interrogatorio
finale svoltosi il 5 aprile 2016, quando ha affermato:

 

"
Io non ho avuto l’impressione che ACPR 1 si sentisse minacciato a
casa sua a __________, faceva il dispiaciuto e il pentito per quello che aveva
fatto a __________ e a me, ma non mi è sembrato impaurito.”

(VI PP 05.04.2016, p. 4, AI 94). 

 

                                35.   Per quanto attiene alla
questione della chiave per ruote, in un primo momento IM 2 ha affermato che il
13 settembre 2015 IM 1 era uscito con tale oggetto in mano, mentre dopo aver
preso visione della fotografia agli atti in cui figura una chiave a tubo
(allegato 16 al VI PG IM 2 30.12.2015, allegato 9 al rapporto d’inchiesta
08.04.2016, AI 97), l’imputato ha confermato che:

 

"
L’attrezzo poteva essere quello utilizzato la prima sera, il
13.09.2015. Ero convinto fosse una chiave a croce ed invece deve essere questo.
IM 1 l’aveva presa dall’auto e se l’era infilata nella manica della giacca. Una
volta in casa l’ha appoggiata sul tavolo. Non l’ha comunque utilizzata per atti
violenti.”

(VI PG 30.12.2015, p. 5 e 6, allegato 9 al rapporto d’inchiesta
08.04.2016, AI 97).

 

Anche in occasione del confronto con il coimputato, IM 2 ha
affermato che:

 

"
(…) quando sono arrivati a __________ i due IM 1 ha preso questa
chiave che si è nascosto nella manica della giacca ed è uscito dalla macchina
da solo. Io quando ho visto che prendeva questa chiave gli ho detto di non fare
cazzate.

(…) il 13 settembre 2015 IM 1 ha messo questa chiave sul tavolo
senza dire nulla.”

(VI PP confronto IM 1/IM 2 15.01.2016, p. 6, AI 67).

 

IM 2 ha pure aggiunto di avere impugnato egli stesso tale
attrezzo, ciò di cui non aveva mai fatto menzione in precedenza:

 

"
Ricordo che ad un certo punto eravamo al tavolo. Io non sapevo
cosa fare ed ho impugnato questo attrezzo. IM 1 mi ha richiamato a non usarlo.
Credo scherzasse infatti sia lui che ACPR 1 hanno riso.”

(VI PG 30.12.2015, p. 6, allegato 9 al rapporto d’inchiesta
08.04.2016, AI 97).

 

                                36.   Invitato a spiegare per quale
motivo IM 1 avesse appoggiato la chiave per ruote sul tavolo, IM 2 ha
inizialmente asserito che probabilmente “era scomodo tenerla nella giacca”,
salvo poi ammettere, alla domanda a sapere se non fosse piuttosto sinonimo di
minaccia:

 

"
Sì, poteva essere anche quello. Noi avevamo comunque un po’ di
paura, dopo le minacce che ho ricevuto.”

(VI DIB 12.10.2016, p. 9, allegato 1 al verbale dibattimentale).

 

                                37.   Anche riguardo al denaro richiesto
all’AP, IM 2 ha rilasciato dichiarazioni piuttosto confuse. 

 

Se inizialmente aveva affermato a più riprese che era stato IM 1 a
dire ad ACPR 1 che il credito nei suoi confronti non era più di CHF 250.00,
bensì di CHF 2'500.00, in occasione del confronto con l’AP, ha affermato che
sarebbe stato quest’ultimo a proporre la cifra di CHF 2'500.00 (VI PP confronto
IM 2/ACPR 1 14.01.2016, p. 4 e 5, AI 66: “ai CHF 2'500.- si è arrivati
durante il primo incontro perché ACPR 1 ha detto che il giorno dopo poteva
procurarsi quella cifra e allora IM 1, se non ricordo male, gli ha detto di
cominciare a portare quelli per il ragazzo, che ero io, e per dare qualcosa
alla __________”), salvo poi affermare nuovamente, a confronto con il
coimputato, che era stato quest’ultimo a dire all’AP che doveva portare CHF
2'500.00, ma stavolta non più, come affermato in precedenza, unicamente per
saldare il debito con lui, ma anche quello con __________ (VI PP confronto IM 1/IM
2 15.01.2016, p. 7, AI 67: “mentre salivamo il 13 settembre 2015 a __________
io ho ricordato a IM 1 che io avrei voluto recuperare i miei CHF 250.- per le
spese. Poi quando eravamo su a __________ ad un certo punto IM 1 ha detto a ACPR
1 che il giorno dopo doveva portarci CHF 2'500.- per ripagare me e cominciare a
ridare qualcosa a __________”) e tornare in fine ad affermare, in occasione
dell’interrogatorio finale, così come pure in aula, che era stato ACPR 1 a
proporre la cifra di CHF 2'500.00:

 

"
io quando sono arrivato da ACPR 1 volevo chiedergli i miei CHF
250.- più qualcosa per le spese che avevo avuto. La cifra di CHF 2'500.- è
stata proposta da ACPR 1. (…) IM 1 aveva chiesto a ACPR 1 come la metteva con i
soldi del lingotto di __________, che voleva partire con una denuncia. Lui ha
detto che era riuscito a fermare la denuncia. ACPR 1 a quel punto ha proposto
la cifra”

(VI PP 05.04.2016, p. 3, AI 94).

 

"
Non ci siamo messi d’accordo su cosa chiedere. Quando siamo
arrivati a casa sua abbiamo parlato e lui ha detto che il giorno dopo sarebbe
stato in grado di darci CHF 2'500.00. Questo importo lo ha definito lui,
siccome doveva prendere dei soldi per un lavoro che aveva fatto. Gli abbiamo
anche chiesto di pagare l’importo che doveva a favore di __________ e ACPR 3
per evitare che lo denunciassimo”; “è stato ACPR 1 a scegliere di darci CHF
2'500.00. CHF 500.00 erano per me, mentre gli altri servivano per iniziare a
coprire il debito della __________.”

(VI DIB 12.10.2016, p. 8, allegato 1 al verbale dibattimentale).

 

                                38.   Con riferimento a quanto
avvenuto il giorno successivo, 14 settembre 2015, nel verbale della persona
arrestata IM 2 si è così espresso:

 

"
Il giorno seguente quindi il 14 settembre u.s. IM 1 mi contattava
telefonicamente, non ricordo l’ora, ma indico che era mattina, e mi dice di
portarmi alla stazione FFS a __________, poiché era arrivato ACPR 1. (…)

Una volta entrato in automobile, mi sedevo sul sedile del
passeggero anteriore. ACPR 1 era seduto dietro e IM 1 alla guida. In quel
frangente IM 1 mi consegnava CHF 1500.- (1x 1000.- e altri tagli che non
ricordo).

Un’altra banconota da CHF 1000.- IM 1 precisava che la teneva lui.
IM 1 informava ACPR 1 che CHF 500.- andavano a saldare il mio debito, mentre
gli altri 1000.- li avrei consegnati alla __________. I CHF 1000.- trattenuti
da lui sarebbero stati anche questi consegnati alla __________. IM 1 precisava
che voleva essere trasparente, quindi avremmo consegnato CHF 1000.- cadauno
alla __________.”

(VI PG 19.11.2015, p. 8, allegato 9 al rapporto di arresto
provvisorio 19.11.2015, AI 12).

 

L’imputato ha poi precisato, in merito alla destinazione data al
denaro che:

 

"
(…) dei 1500.- CHF ottenuti quel giorno, effettivamente 500.- li
ho trattenuti a saldo del prestito considerando che CHF 250.- supplementari
erano giustificati dalle spese sopportate da me per recarmi da lui a __________.
(…)

Gli altri CHF 1000.- li ho comunque tenuti quale risarcimento da
parte di IM 1 per dei soldi a lui prestati oltre a della manodopera prodotta