# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 39cb1d85-4fb1-515b-97eb-b4ae887ea405
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-01-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 21.01.2002 90.2000.77
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2000-77_2002-01-21.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2000.00077

  	
  Lugano

  21 gennaio
  2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale della pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Efrem Beretta,
  presidente, 

  Lorenzo Anastasi, Raffaello Balerna

   

  

 

	
  vicecancelliere

  	
  Stefano Furger

  

 

statuendo sul ricorso del 11 dicembre 2000 di

 

	
   

  	
  __________
  SA, __________,  

  rappr. da: avv.
  __________ __________, __________ __________,  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione __________ novembre 2000 (n°
  __________) del Consiglio di Stato, che approva la revisione generale del PR
  di __________ (____________________)

  

 

                                         viste le
osservazioni 21 febbraio 2001 del Municipio di __________ e la risposta 11
maggio 2001 della Divisione della pianificazione territoriale del Dipartimento
del territorio,

 

                                         letti ed
esaminati gli atti,

 

                                         esperiti
i necessari accertamenti,

 

r i t e n u t o

 

in fatto

 

                                   a.   Il
PR di _________ è stato approvato dal Consiglio di Stato il 13 aprile 1976 e il
13 settembre 1977 con risoluzioni n. _________ e _________. Integrato da alcune
varianti approvate nel corso degli anni 1978-1996, il PR è stato in seguito
sottoposto a revisione generale (_________) adottata dal Consiglio comunale
nella seduta del 23 novembre 1998.

 

                                  b.   Contro
il nuovo PR è insorta con doppio atto di ricorso davanti al Consiglio di Stato
la _________ SA, proprietaria di due gruppi di particelle: il primo riguarda i
fondi n. _________, _________, _________, _________, _________, _________,
_________ e _________ RFD, che si integrano in un'unica superficie confinante
con via _________ e su cui si trovano una stazione di servizio, un supermarket,
5 stazioni di autolavaggio, alcuni stabili d'abitazione e ca 120 posteggi. Il
secondo riguarda i mappali n. _________, _________, _________ e _________ RFD,
che confinano in parte con via _________ e su cui insistono una stazione di
servizio ed un supermarket.

                                         L'insorgente
si oppone in particolare alla formazione del viale alberato, attuato tramite la
posa di un filare di piante su entrambi i lati della strada nel caso di via
_________, mentre che su un solo lato nel caso di via _________.

                                         A tal
riguardo fa notare dapprima l'incompetenza del comune d'intervenire su una
strada cantonale senza apposita delega ai sensi di legge. Ritenendo inoltre
tale misura essenzialmente paesaggistica e di natura meramente estetica, ne
contesta l'interesse pubblico e il rispetto del principio della
proporzionalità. Denuncia il pregiudizio che l'alberatura comporterebbe sia
agli utenti della strada, che a quelli dei suoi fondi, come ad esempio la
riduzione della visibilità del campo stradale, l'intralcio delle manovre di
accesso e di fuoriuscita dai fondi per i veicoli pesanti e l'immissione
indesiderata di fogliame. Rileva poi che la larghezza insufficiente dei
marciapiedi impedisce di accogliere convenientemente i filari alberati. Ciò
comporterebbe necessariamente un loro allargamento a scapito della larghezza
del campo stradale, che porrebbe le strade all'esame in evidente contrasto con
la loro funzione di strade di collegamento principale. Da ultimo censura la
sproporzione tra i costi di realizzazione con lo scopo perseguito dal comune.
Chiede pertanto che il vincolo di viale alberato sia interamente stralciato in
ambedue i casi.

 

                                   c.   Con
decisione 2 novembre 2000 il Consiglio di Stato ha approvato il PR e respinto i
ricorsi, confermando integralmente il vincolo di viale alberato per via
_________ e via _________ con argomentazioni che verranno riprese, se del caso,
nei considerandi di diritto.

 

                                  d.   Contro
la decisione del Consiglio di Stato la _________ SA è insorta al TPT con atto
unico di ricorso 11 dicembre 2000, ritenuto che i due ricorsi di prima istanza
erano caratterizzati da analoghe rivendicazioni e da simili fondamenti di
fatto. Oltre che a contestare la formazione dei viali alberati, riproponendo
nella sostanza le censure e le argomentazioni già sollevate in prima istanza,
lamenta la carenza di motivazione della decisione impugnata e la conseguente
violazione del diritto di essere sentito.

 

                                   e.   Nelle
rispettive risposte, il comune e la Divisione della pianificazione territoriale
del Dipartimento del territorio concludono per la reiezione del gravame.

 

                                    f.   In
data 25 giugno 2001 si è tenuta l'udienza in contraddittorio, durante la quale
il patrocinatore della ricorrente e il comune hanno convenuto di sospendere la
procedura, al fine di verificare se vi fosse spazio per una transazione in
merito alla questione litigiosa.

 

                                  g.   Il
26 giugno 2001 il Tribunale ha proceduto ad una visita dei luoghi.

 

                                  h.   Con
scritto 27 luglio 2001 la ricorrente ha comunicato a questo Tribunale di
riconfermare integralmente il proprio gravame.

 

in
diritto

 

                                   1.   La
competenza di questo tribunale è data dall'art. 26 quater lett. D LOG,
introdotto con la Legge concernente l'istituzione del Tribunale della
pianificazione del territorio, entrata in vigore il 1. ottobre 1992.

                                         A norma
dell’art. 38 LALPT contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al
Tribunale della pianificazione del territorio (TPT), entro 30 giorni dalla
notificazione.

                                         L’art. 38
LALPT legittima a ricorrere il Comune (cpv. 4 lett. a),
i già ricorrenti, per gli stessi motivi (cpv. 4 lett. b), i proprietari dei
fondi la cui situazione è stata modificata dalla decisione del Consiglio di
Stato (cpv. 4 lett. c).

                                         La
legittimazione attiva della ricorrente, già insorta in prima sede, per gli
stessi motivi, giusta l’art. 35 LALPT, è pacifica (art. 38 cpv. 4 lett. b)
LALPT).

                                         Presentato
nei termini di legge, e quindi tempestivo, il ricorso è ricevibile in ordine.

 

                                   2.   La
ricorrente lamenta la motivazione carente della decisione impugnata. A tal
proposito si osserva che corrisponde ai principi generali del diritto pubblico
e in particolare al diritto di essere sentito, che i motivi della decisione
debbano essere noti all’interessato. “S’egli infatti non conosce i fatti e
le norme ritenute decisive dall’autorità decidente non potrà spesso farsi un
quadro dell’effettiva portata della decisione. Per di più non potrà
adeguatamente impugnarla, giacché né lui né l'autorità ricorsuale avranno gli
elementi per controllarne la fondatezza“ (DTF 98 Ia 460 ss, trad. ns.). In
linea con questo principio, l’art. 26 LPamm, applicabile in forza del richiamo
dell’art. 38 cpv. 6 LALPT, prescrive di motivare ogni decisione, esigendo per
giunta la forma scritta. Non occorre che la motivazione si esprima su tutti gli
argomenti di fatto o di diritto toccati dal ricorso. L’autorità può limitarsi
ai punti essenziali ai fini del giudizio (cfr. DTF 112 Ia 110). E’ quanto è
avvenuto nel presente caso. Il Consiglio di Stato ha esposto nelle linee
essenziali i motivi per i quali ha respinto il gravame e confermato, malgrado
le censure ricorsuali, il vincolo di viale alberato lungo via _________ e via
_________. Ciò è bastato d’altronde alla ricorrente per presentare un più che
circostanziato ricorso.

 

                                   3.   Il
comune gode di autonomia in quelle materie che il diritto cantonale o federale
non regola esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione
del comune, conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44).
Il comune ticinese usufruisce di questa autonomia in materia di pianificazione
del territorio (Rep. 1989, pag. 422, consid. 2 e riferimenti).

                                         L’autonomia
non è però assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale
deve garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. In
Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di
Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo. Ciò
significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle
scelte pianificatorie comunali. A contemperare l’estensione di tale controllo
con l’autonomia  riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2
cpv. 3 LPT: le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di lasciare
alle autorità loro subordinate il margine d’apprezzamento necessario per
adempiere i loro compiti. Il Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente
sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettarne il
diritto di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più opportuna.
Non può però limitarsi a intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale
non poggi su alcun criterio oggettivo, sia manifestamente insostenibile. Deve
al contrario rifiutare l’approvazione di quelle soluzioni che disattendono i
principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non
danno loro sufficiente attuazione. Se l’autorità di approvazione esige dal
comune, per motivi oggettivi, di porre il PR in consonanza con l’ordinamento
giuridico, il comune invocherà invano la lesione della sua autonomia (DTF 116
Ia 226 segg. consid. 2a; A. Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie in der
neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, Rep. 1991, pag. 45 segg., in part.
55).

 

                                         Il TPT
non dispone, contrariamente al Consiglio di Stato, del sindacato d’opportunità
(tranne, in applicazione dell’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT, se col ricorso è
impugnata una modifica d’ufficio del PR). Il ricorso è infatti proponibile solo
contro la violazione del diritto (in particolare contro l'errata o mancata
applicazione di una norma stabilita dalla legge o risultante implicitamente da
essa, l'apprezzamento giuridico erroneo di un fatto, l'eccesso o l'abuso di
potere, la violazione di una norma essenziale di procedura) e contro
l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti rilevanti per la decisione (art.
38 cpv. 2 e 3 LALPT). 

 

                                   4.   Giusta l'art. 75 Cost. i Cantoni devono allestire dei piani
d'azzonamento per assicurare una funzionale utilizzazione del suolo e una
razionale abitabilità del territorio. A livello legislativo l'obbligo di
pianificare è codificato all'art. 2 LPT.

                                         Secondo
quest'ultima legge la pianificazione deve avere luogo in diverse tappe:
pianificazione direttrice, pianificazione dell'utilizzazione e procedura del
permesso di costruzione. Esse stanno in reciproco rapporto e formano un tutto
coerente, di cui ogni parte adempie una specifica funzione. Il piano di
utilizzazione - in Ticino detto PR - viene adottato, secondo le indicazioni del
piano direttore (art. 6 e segg., 26 cpv. 2 LPT), sulla scorta di un'ampia
coordinazione e valutazione (art. 1 cpv. 1 2a frase, 2 cpv. 1 LPT) e nell'ambito
di una procedura ove è garantita protezione giuridica (art. 33 e segg. LPT) e
partecipazione democratica (art. 4 LPT). Il PR disciplina l'uso ammissibile del
suolo (art. 14 e segg. LPT) e attua il contenuto del PD, rendendolo vincolante
verso i privati (art. 21 cpv. 1 LPT).

 

                                   5.   Una
restrizione di diritto pubblico della proprietà è compatibile con la garanzia
della proprietà sancita dall'art. 26 Cost. solo se si fonda su di una base
legale (che deve essere chiara ed esplicita quando la limitazione è
particolarmente grave, DTF 114 Ia 117, consid. 3), è giustificata da un
interesse pubblico preponderante, rispetta il principio della proporzionalità,
non viola la garanzia della proprietà quale istituto e dà luogo a piena
indennità ove equivalga ad una espropriazione (DTF 115 Ia 29 consid. 4, 114 Ia
249 consid. 5a, 114 Ia 337 consid. 2, 113 Ia 364 consid. 2).

                                         Nel caso
di specie il problema della violazione della garanzia della proprietà quale
istituto non si pone. Eventuali pretese espropriative esulano dalle competenze
giurisdizionali del TPT.

 

                               5.1.   La
ricorrente contesta dapprima la competenza del comune di _________ di poter
intervenire su strade cantonali, quali per l'appunto via _________ e via
_________, in difetto di un'apposita delega. Questa censura non merita
adesione.

                                         Oggetto
della pianificazione impugnata è la formazione di un viale alberato, con la
piantumazione di un doppio filare di alberi nei marciapiedi, lungo il
rettilineo stradale cantonale che scorre davanti alla stazione delle FFS (via
_________) e la formazione di un filare alberato, questa volta sul suolo
privato, lungo la strada cantonale in direzione di _________-_________ (via
_________). Trattandosi quindi di piantagioni appartenenti a strade pubbliche,
torna applicabile nella fattispecie la Legge sulle strade del 23 marzo 1983 (in
seguito: Lstr) giusta i suoi combinati art. 1, 2 e 3.

 

                             5.1.1   A tal
riguardo si osserva che secondo la Lstr la pianificazione delle strade
cantonali avviene tramite il piano cantonale dei trasporti e i piani generali.

                                         Giusta
l’art. 8 Lstr il piano cantonale dei trasporti previsto dalla Legge sul
coordinamento pianificatorio e finanziario in materia di infrastrutture e
servizi di trasporto è lo strumento per promuovere ed organizzare la politica
cantonale anche in materia di strade.

                                         A tenore
dell’art. 11 Lstr i piani generali concretano gli indirizzi della
pianificazione cantonale dei trasporti. Essi indicano in particolare il
tracciato delle strade, con le opere principali, comprese quelle di protezione
esterna, gli allacciamenti e, se del caso, gli accessi ai fondi; le linee di
arretramento o di allineamento delle costruzioni; le attrezzature di importanza
cantonale o regionale destinate al traffico veicolare, quali posteggi, aree di
servizio, centro di manutenzione e di polizia, posti doganali e centri per il
traffico pesante.

                                         Ai sensi
dell’art. 12 cpv. 1 Lstr i piani generali sono allestiti dal Dipartimento, che
coordina i preavvisi delle istanze federali, cantonali e comunali interessate. 

                                         Nei casi
in cui un’opera stradale è già inserita in un PR comunale l’art. 12 cpv. 2 Lstr
dispone che questo sostituisce il piano generale.

                                         L’art. 13
Lstr statuisce che i piani generali seguono la procedura prevista per i piani
di utilizzazione cantonali (PUC). Sono dunque applicabili gli art. 44 seg.
LALPT. Il PUC è adottato dal Consiglio di Stato che lo trasmette al Gran
Consiglio per approvazione (art. 47 LALPT). 

                                         Contro la
decisione del legislativo cantonale è dato ricorso al Tribunale della pianificazione
del territorio (art. 49 LALPT) cui è conferito un potere cognitivo esteso
all’apprezzamento. La potestà ricorsuale è pure riconosciuta ai cittadini
attivi dei comuni interessati.  

                                         Questo
per la pianificazione delle strade cantonali. 

                                         Per la
costruzione la Lstr prevede di regola la competenza cantonale, con possibilità
di delega ai comuni (art. 18 Lstr). 

                                         I
progetti definitivi precisano i particolari tecnici dell’opera, quali
l’assetto, lo sviluppo planimetrico e altimetrico, gli impianti accessori e la
protezione esterna; essi indicano inoltre le linee di arretramento o di
allineamento (art. 19 cpv. 1 Lstr). 

                                         L’art. 22
cpv. 1 Lstr prescrive che alla procedura di approvazione dei progetti
definitivi e di espropriazione si applichi la legge di espropriazione (art. 22
cpv. 1 Lstr). Giusta l’art. 22 cpv. 2 Lstr non sono ammesse opposizioni su
oggetti già decisi con l’approvazione dei piani generali e in particolare sul
principio dell’espropriazione. 

                                         A norma
dell’art. 22 cpv. 3 Lstr il Tribunale di espropriazione decide in via
definitiva le domande intese ad ottenere modifiche dei progetti definitivi.

 

                             5.1.2   Fatte queste debite premesse, va innanzitutto rilevato che il piano
cantonale dei trasporti è allo stato attuale ancora largamente incompleto,
soprattutto al riguardo di una delle sue componenti costitutive che qui
interessa: il piano dei trasporti regionale del _________, ancora in fase di
allestimento. Ciò nonostante, fino all'adozione della pianificazione cantonale
dei trasporti, possono essere approvati piani generali conformemente agli art.
11 a 13 Lstr (art. 56 Lstr). Via _________ e via _________, le strade cantonali
in oggetto, non sono previste in un PG, bensì si trovano inserite nel PR di
_________, che ne prevede ora la trasformazione in viali alberati. La questione
che si pone è allora di sapere se nel caso di un intervento concernente una
strada cantonale, l'utilizzo di uno strumento quale il PR al posto del PG è
conforme alla Lstr.

 

                             5.1.3   La novella legislativa 6.2.1995 (entrata in vigore il 15.3.1995) ha
modificato in parte la Lstr con l'obiettivo di semplificare le procedure di
adozione dei piani sia a livello pianificatorio, sia esecutivo, parificando
l'adozione dei piani generali alla procedura prevista per i PUC (art. 13 Lstr;
art. 44 ss. LALPT), da un lato, fondendo in una sola le procedure di
approvazione dei progetti esecutivi e d'espropriazione dall'altro (art. 22
Lstr).

                                         In questo
contesto L'art. 12 Lstr è stato integrato da un secondo capoverso del seguente
tenore: "Nei casi in cui un'opera stradale cantonale è già iscritta in
un piano regolatore comunale, questo sostituisce il piano generale".

                                         In
parallelo con questa disposizione il Gran Consiglio ha adottato l'art. 31
LALPT, il cui capoverso primo dispone: "Il Consiglio di Stato, per il
tramite del Dipartimento, può chiedere l'iscrizione nel piano regolatore di
speciali vincoli per l'esecuzione di opere di interesse regionale o cantonale
come strade, scuole, case per anziani, zone a verde o di svago, impianti per la
protezione dell'ambiente, come pure restrizioni per la protezione della natura,
del paesaggio e dei monumenti". A norma del secondo capoverso, "il
piano regolatore deve menzionare esattamente le restrizioni legali della
proprietà costituite a favore dello Stato o di altri enti". In questo caso
l'iniziativa è dello Stato, che può imporre l'iscrizione nel PR di un vincolo
particolare per l'esecuzione di un'opera che travalichi l'interesse del comune
toccato, decisa dal Cantone stesso.

                                         Per
contro, nell'ipotesi dell'art. 12 cpv. 2 Lstr è il comune che inserisce (o,
secondo un'interpretazione letterale del testo legale, ha inserito)
un'opera stradale cantonale nel suo PR, ciò che sostituisce il PG (il PG non
serve se l'opera stradale è già inserita nel PR). La legge non indica però
attraverso quali vie il comune possa inserire (o, per effetto di quel "già",
possa aver inserito) l'opera nel suo PR malgrado il disposto dell'art. 5 Lstr,
ai cui sensi il Cantone pianifica le strade cantonale e i comuni quelle
comunali.

                                         Chiara
divisione dunque delle competenze, sovvertita senza spiegazioni dall'art. 12
cpv. 2 Lstr.

                                         Un
barlume di spiegazione lo si trova, a dir il vero, nel Messaggio n.
__________del 6.7.94, secondo cui l'art. 12 cpv. 2 Lstr, "a mente del
quale il PR costituisce il piano generale nei casi in cui lo strumento di
pianificazione locale preveda un'opera stradale cantonale, riflette una nuova
impostazione legata alle crescenti esigenze di collaborazione fra gli enti
interessati alla realizzazione di un'opera".

                                         Malgrado
l'infelice formulazione del testo legale e la vaghezza del suo commento, il
senso del disposto, secondo la volontà storica del legislatore, desumibile
anche dalla concomitante adozione del succitato art. 31 LALPT, è di ammettere
che opere stradali cantonali, e per ciò stesso d'interesse sovracomunale,
possano nondimeno essere pianificate dal comune, d'intesa con il Cantone, nel
quadro della procedura di PR.

                                         Presupposto
logico è che l'intervento rivesta un interesse precipuamente locale e non entri
in conflitto con la pianificazione superiore. La garanzia che ciò non avvenga è
data dalla riserva dell'approvazione del Consiglio di Stato.

 

                             5.1.4   Nel caso che ci occupa, il viale alberato in discussione riguarda
alcuni tratti di strada cantonale. Via _________, situata nel pieno abitato di
_________, proprio di fronte alla stazione ferroviaria, come pure via
_________, che ne costituisce la prosecuzione in direzione di _________, sono
parte integrante di un più ampio asse stradale di scorrimento interno e di
penetrazione del borgo, costituendo in quanto tale uno degli assi importanti
della viabilità comunale. Ritenuto inoltre che la misura in oggetto è di natura
sostanzialmente urbanistica, orientata quindi in prevalenza a stabilire un
rapporto qualificante tra l'elemento stradale e il suo contesto,
indipendentemente da qualsiasi classificazione gerarchica viaria, risulta
evidente la preponderanza della sua portata locale, giacché riguarda
principalmente il tessuto urbano di _________, piuttosto che concernere
specifici interessi cantonali o sovracomunali. Visto quanto precede, la via
della pianificazione locale (PR) per la formazione di un viale alberato su via
_________ e su via _________ risulta adeguata e conforme all'art. 12 cpv. 2
Lstr.

 

                               5.2.   La
ricorrente lamenta la carenza di interesse pubblico, nonché la violazione del
principio della proporzionalità dei vincoli di viale alberato.

 

                               5.3.   Prima
di entrare nel merito occorre rilevare che il concetto di interesse pubblico è
un concetto dinamico, che evolve con la società riflettendone esigenze e
aspirazioni (in questo senso DTF in ZBl 1976 pag. 362, cit. in Rhinow /
Krähenmann Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung n. 57). In linea generale,
è pubblico l'interesse che coinvolge la generalità dei cittadini o una sua
parte significativa e che compete al potere pubblico promuovere nell'esercizio
delle sue funzioni. Si può dire che v'è interesse pubblico ad un provvedimento
di pianificazione del territorio quando la sua adozione corrisponde ad un bisogno
importante, chiaramente recepito dalla collettività (cfr. G. Müller,
Commentaire de la Const. féd., art. 22ter n. 34). Tale interesse deve prevalere
sui contrapposti interessi pubblici e privati in gioco.

 

                             5.3.1   Il
comune di _________, allo scopo di consolidare la prevalente funzione
residenziale sino ad ora svolta in ambito regionale, ha adottato con il nuovo
PR alcuni obiettivi e indirizzi pianificatori intesi a migliorare la qualità di
vita, l'aspetto urbano e la rivalorizzazione degli ambienti esistenti (rapporto
di pianificazione pagg. 26 a 29). Fra gli strumenti atti a concretizzare questi
intendimenti vi sono i viali alberati e le piantagioni, che, oltre a
caratterizzare i diversi quartieri con un nuovo disegno urbano degli spazi
pubblici, svolgono una funzione di recupero paesaggistico e naturalistico
(habitat per diverse specie animali ed assi di collegamento ecologico, cfr.
rapp. di pianificazione pag. 31) finalizzata a creare un ambiente urbano più
vivibile per gli abitanti del __________.

                                         Gli
interventi più importanti riguardano le tratte di via _________ e via Turconi,
dove è prevista una piantumazione di alberi su entrambi i marciapiedi ai lati
della carreggiata stradale, mentre che sulla continuità di questi viali
alberati, lungo le strade che costituiscono nel complesso gli assi di
scorrimento interno, rispettivamente di penetrazione del tessuto cittadino,
come ad esempio via _________, via _________ e via _________ Adorna,
l'alberatura è prevista su di un lato, all'esterno del marciapiede, sulla
proprietà privata. 

                                         Comune e
Consiglio di Stato sottolineano di conseguenza come l'alberatura contestata non
possa essere considerata come mero elemento estetico puntuale, bensì ritenuta
quale intervento essenziale in termini di funzionalità e di assetto urbanistico
dell'intera tratta stradale menzionata che, in accompagnamento di altri
interventi urbanistici, contribuisce significativamente a riqualificare
funzionalmente il tessuto edilizio del comparto in cui è inserita.

                                         In merito
a queste accennate altre misure urbanistiche giova precisare che il nuovo PR ha
delimitato alcuni comparti speciali contenenti elementi caratterizzanti il
Centro di _________, valorizzati e messi in risalto attraverso un intervento
sul disegno urbano per mezzo di disposizioni edificatorie specifiche. Su via
_________ insistono ad esempio importanti attrezzature pubbliche, fra le quali
lo stabile della stazione ferroviaria, nonché il museo ferromodellistico. Anche
per questo motivo il PR stabilisce un "comparto speciale a": oltre al
citato viale alberato sono quindi previsti passaggi pedonali, linee di
edificazione con allineamento obbligatorio, quote comprese fra valori minimi e
massimi e indici relativamente elevati necessari per promuovere il disegno
urbano caratterizzato da una densa edificazione in linea con edifici i più
contigui possibili (cfr. rapporto di pianificazione, pag. 41). 

 

                             5.3.2   A
fronte di quanto precede, occorre riconoscere nella fattispecie la sussistenza
di un interesse pubblico alla formazione di un viale alberato, che,
caratterizzando in modo marcato il prospetto dell'asse stradale, contribuisce,
in un quadro articolato di misure urbanistiche correlate fra di loro, al
recupero urbano dell'area circostante ad alti contenuti pubblici per ciò che
concerne via _________, alla qualifica del comparto residenziale in cui è
inserita relativamente a via _________. Considerata inoltre l'elevata densità
dei parametri edificatori, soprattutto il lato est di via _________ (zona R5a
residenziale intensiva), questa misura garantisce un adeguato stacco dalla
strada e si rivela conforme al principio pianificatorio, che prescrive di
inserire negli insediamenti spazi verdi e alberati (art. 3 cpv. 3 lett. e LPT).

 

                               5.4.   Verificata
la presenza di un interesse pubblico alla misura in contestazione, occorre ora
esaminare se per rapporto alle circostanze concrete, il vincolo così adottato
dal comune risulta ragionevole, attuabile e sopportabile; segnatamente se non
sacrifica sproporzionatamente l'interesse privato contrapposto. Se così fosse,
il vincolo violerebbe il principio della proporzionalità (DTF 118 Ia 400).

                                         In
ragione delle peculiarità presentate da via _________, da una parte, e da via
_________, dall'altra, si rende necessario procedere separatamente alla disamina
di questa tematica.

 

                              5.4.1   Viale
alberato su via _________

 

                                         Innanzitutto
si rileva dai piani che la misura prospettata è idonea al raggiungimento dello
scopo prefisso. In concreto, va precisato che il viale alberato su via
_________, lungo ca. 600 ml, sarà realizzato con l'allargamento su entrambi i
lati della strada di due marciapiedi, la cui continuità e larghezza (ciascuno
poco meno di 6 ml) è garantita dalle linee di costruzione (allineamento)
previste dal PR. E' vero che in alcuni tratti la sostanza edilizia esistente
sopravanza queste linee (cfr. mapp. n. __________e alcuni capannoni siti sul
mapp. __________), intralciando quindi marginalmente o in modo marcato
l'esecuzione concreta dell'opera in quei tratti. Ciò costituisce tuttavia un effetto
marginale, giacché ostacolati sarebbero soltanto ca. 70 ml di alberatura su
complessivi 1200 (600 ml x 2) ml di viale. In aggiunta al fatto che nel caso
dei fondi della ricorrente, la stazione di servizio e il supermarket non sono
toccate dalle linee di costruzione, il vincolo così come prospettato, oltre che
effettivamente idoneo a raggiungere lo scopo di riqualifica urbana ricercato,
risulta pure oggettivamente ragionevole.

 

                                         La
ricorrente teme che l'alberatura possa arrecare intralcio agli accessi e di
conseguenza disagi agli utenti della stazione di servizio e del supermarket. A
tal riguardo si osserva che oggetto di questa procedura è la pianificazione di
un viale alberato su via _________, non la sua esecuzione che sarà di
pertinenza, con la definizione di tutti i dettagli connessi, di una ulteriore e
successiva procedura: in tale sede si dovrà in particolar modo tener conto
degli accessi ai fondi privati e operare di conseguenza la scelta delle specie
arboree che si intende utilizzare, le loro dimensioni, l'ubicazione, nonché la
cadenza della piantumazione.

                                         Pure di
pertinenza della fase di realizzazione risulta la tematica relativa alla
sicurezza stradale. Per ciò che concerne la fase pianificatoria, oltre a non
risultare dagli atti alcun preavviso sfavorevole in questo senso della
competente autorità cantonale, già sin d'ora si può affermare che elementi,
quali un rettilineo stradale e una profondità di 6 ml per marciapiede,
consentiranno senz'altro di formulare una soluzione esecutiva del doppio filare
di alberi compatibile con il grado di sicurezza che una strada deve garantire
ai propri utenti.

                                         In merito
alla caduta e alla sedimentazione delle foglie sul fondo dei privati, questo
Tribunale, ben comprendendo quali disagi ciò possa comportare per la
ricorrente, osserva che giusta l'art. 14 cpv. 1.2 NAPR "le spese
risultanti (dal vincolo di alberatura), compresa la manutenzione, sono a
carico del Comune".

                                         Generica,
infine, la censura secondo la quale il costo dell'operazione, dell'ordine di
fr. 2'160'000.-, di cui fr. 648'000.- a carico dei proprietari, è anch'esso
sproporzionato per rispetto allo scopo perseguito. Rilevato che la questione
dei contributi di miglioria esula dalla presente procedura, si osserva che non
v'è nulla che lasci intendere che l'autorità comunale abbia sopravvalutato le
possibilità finanziarie del comune e che le opere previste dal PR siano
irrealizzabili per meri motivi finanziari. Basti qui ricordare che per
l'attuazione del PR relativamente alle opere di traffico e agli spazi pubblici
il comune di _________ ha previsto costi d'investimento per complessivi fr.
58,3 mio (cfr. rapporto di pianificazione, pag. 65). In questo contesto, si
nota che fr. 2,16 mio in favore di via _________ sono oltretutto suddivisi in
due interventi sull'arco di 15 anni (cfr. rapp. di pianificazione,
ricapitolazione costi, pag. 7).

 

                                         In
conclusione, le circostanze dinanzi descritte relativamente al vincolo di via
_________ non prefigurano una violazione del principio della proporzionalità.
Pertanto, essendo la misura pianificatoria all'esame giustificata da un
prevalente interesse pubblico, il ricorso deve essere respinto su questo punto.

 

                             5.4.2   Filare
alberato su via _________

 

                                         Ben
differente rispetto alla precedente risulta la situazione relativa a via
_________. 

                                         Il filare
alberato, esteso ca. 500 ml, è previsto soltanto sul lato ovest di via
_________ e sarebbe realizzato con messa a dimora di alberi nell'area compresa
tra il confine stradale e le linee di edificazione (art. 14 cpv. 1.1 NAPR):
area che nella fattispecie è profonda almeno 4 ml, dato che, mancando queste
linee nel piano, le costruzioni devono rispettare per lo meno questa distanza
dal confine (attuale o previsto dal PR) tra proprietà pubblica e privata (art.
9 cpv. 4 NAPR).

                                         A questo
proposito giova precisare che la strada cantonale attraversa, nel tratto dov'è
prevista l'alberatura, un comprensorio ampiamente edificato e consolidato. Se,
come già assodato in precedenza, dal profilo della sussistenza di un interesse
pubblico occorre ammettere che la creazione di un viale alberato come quello
previsto, anche se limitato nell'estensione a ml 500, sarebbe in grado di
caratterizzare in modo marcato il prospetto dell'asse stradale, qualificando
nel contempo l'area circostante, si rileva pure che la scelta operata dal
comune non considera tuttavia in modo sufficiente le costruzioni che
costeggiano il settore in questione. Costruzioni che per quasi la metà della
sua lunghezza, e in particolar modo all'inizio, nel tratto centrale e alla
fine, intralciano in modo marcato l'esecuzione concreta dell'opera. Intralcio
parimenti costituito da altre preesistenze quali siepi, alberi da giardino,
scale d'accesso e muri di recinzione, che in alcuni casi raggiungono notevoli
dimensioni. Unitamente al fatto che in fase d'esecuzione si dovrà tener conto
degli accessi alle proprietà private, la pianificazione all'esame non dà
sufficienti garanzie circa la fattibilità di una soluzione che possa attuare la
necessaria regolarità spaziale consona ad un'alberatura. Ritenuto poi il
carattere recente della sostanza edilizia presente in alcuni tratti del
comparto, nonché le immutate, se non addirittura diminuite potenzialità
edificatorie dei fondi sancite dal nuovo PR (cfr. altezza massima degli
edifici, che da ml 16,50 del vecchio PR 77 viene ridotta a ml 13.60; art. 25
cpv. 1 e 2 vNAPR, art. 35 nNAPR), nemmeno si può ipotizzare, per carenza
d'incentivi, che la formazione del viale potrebbe avvenire nel tempo a
dipendenza della modifica della struttura edilizia esistente.

                                         Ne deriva
che, oggettivamente, il comune di _________ potrebbe invocare un interesse
pubblico prevalente all'imposizione del vincolo soltanto qualora questo fosse
effettivamente idoneo a raggiungere lo scopo di riqualifica urbana ricercato,
ciò che in concreto per i motivi sopra esposti va negato.

 

                                         In
conclusione, vista la situazione concreta relativa a via _________, va
riconosciuto che il vincolo di filare alberato che la concerne, in difetto di
un interesse pubblico preponderante, non poteva venir approvato dal Consiglio
di Stato senza incorrere in una violazione del diritto federale; pertanto va
stralciato dai piani.

 

 

 Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie,

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

 

§ Di conseguenza la risoluzione impugnata
viene annullata nella 

misura in cui approva il vincolo di filare
alberato ai margini di via _________. Gli atti vengono rinviati al comune
affinché proceda ai sensi dei considerandi.

 

                                   2.   Visto
l'esito del ricorso si prescinde dal prelievo delle tasse di giudizio e delle
spese e dall'assegnazione di ripetibili. 

                                   3.   Intimazione:                  -
avv. __________ __________, ____________________ 

                                       - Municipio di _________

                                       - Consiglio di Stato, Bellinzona

                                       - Sezione pianificazione urbanistica,                                                             Bellinzona

 

Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                           Il
segretario