# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2ca36147-9ad1-5b1b-a46e-5967005c582b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.07.2003 31.2002.41
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_31-2002-41_2003-07-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  31.2002.41

   

  ZA/cd

  	
  Lugano

  21 luglio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Zaccaria Akbas, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 23 agosto
2002 ai sensi dell'art. 52 LAVS della

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

   

   

  

In relazione al                  __________ 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   L'associazione
sportiva __________ (di seguito __________), con sede a __________, è stata
costituita il 28 luglio __________ (cfr. art. 1 statuto, doc. _).

 

                                         In data
1° gennaio __________, l'__________ è stato affiliato alla Cassa Cantonale di
compensazione AVS (di seguito la Cassa) in qualità di datore di lavoro
conformemente all'art. 64 cpv.2 LAVS.

 

                                         Lo scopo
sociale consisteva nella promozione e lo sviluppo del gioco del calcio (cfr.
art. 2. Statuto, doc. _).

 

                                         Con
decreto 8 maggio 2002, la pretura di __________ ha concesso una moratoria
concordataria di 6 mesi ed il 14 maggio 2002 è stato impartito il termine per
l'insinuazione dei crediti vantati nei confronti dell'__________ (FUC del 14
maggio __________).

 

                                         In data
22 maggio 2002, il Ministero Pubblico ha trasmesso alla Cassa una lista
dettagliata di retribuzioni ai __________ per gli anni dal 1992 al 2001,
risultate non essere state notificate (cfr. doc. _).

 

                               1.2.   Costatato di
aver subito un danno, il 4 giugno 2002 la Cassa, a seguito dell'intervenuta
prescrizione per l'incasso dei contributi paritetici relativi agli anni dal
1992 al 1996, ha emesso nei confronti del __________ una decisione di
risarcimento danni ex art. 52 LAVS per fr. 561'507.40 concernente i contributi
non versati in tale periodo (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   Con
opposizione 28 giugno 2002, l'__________, per il tramite del suo presidente
__________ e del suo vice presidente __________, hanno precisato: 

 

"  con
la presente, ai sensi dell'art. 81 cpv. 2 OAVS, intendiamo opporci

alla decisione di risarcimento e al conteggio di revisione, come
da vostra raccomandata del 4 giugno 2002, per i contributi AVS relativi al
periodo dal 1992 al 1996 per CHF 561'507.40 e dal 1997 al
2001 per CHF 902'546.60 secondo i seguenti motivi.

 

Riteniamo che non tutti gli importi sopra citati furono pagati
direttamente dal __________, pertanto tali debiti non concernono la società
stessa. Inoltre, non avendo ricevuto il dettaglio degli importi base per il
calcolo dei contributi non concordiamo con l'importo stesso.

 

Per questi motivi ribadiamo la nostra intenzione di opposizione
alle vostre decisioni come da vostro conteggio del 4 giugno 2002 e chiediamo di
essere sentiti in merito." (cfr. doc. _)

 

                               1.4.   Con
petizione 23 agosto 2002, la Cassa ha postulato la condanna del __________ al
risarcimento di fr. 561'507.40, precisando:

 

" 
(…)

Nel concreto caso, è stato appurato, in sede penale, che il
__________, in qualità di datore di lavoro, ha omesso di notificare delle
retribuzioni per gli anni dal 1992 al 2002, in chiara violazione dell'art. 14
LAVS.

 

Sulla base delle rimunerazioni non notificate dal __________, di
cui alla lista compilata dall'équipe finanziaria del Ministero Pubblico, la Cassa,
elaboratane una propria, ha fissato i relativi contributi AVS/AI/IPG, AD e AF
per gli anni dal 1992 al 2001 (doc. _).

 

Oggetto della presente causa sono tuttavia unicamente i contributi
dovuti per il periodo dal 1992 al 1996 pari a CHF 561'507.40,
come risulta dall'estratto conto contributi paritetici (doc. _) e dalla
distinta delle rimunerazioni e rispettivi contributi fatta dalla Cassa (doc.
_).

 

Si precisa che per i salari non dichiarati e relativi agli anni
dal 1997 al 2001, la Cassa ha emesso in data 16 agosto 2002 la tassazione
d'ufficio, a norma dell'art. 38 OAVS.

 

II succitato importo costituisce il danno che la Cassa ha subito,
ai sensi dell'art. 52 LAVS, per intervenuta perenzione dei contributi
paritetici nel periodo dal 1992 al 1996, giusta l'art. 16 cpv. 1 LAVS.

 

La Cassa si trova infatti nell'impossibilità di riscuotere, adendo
le vie ordinarie, il pagamento di detti contributi, che sono divenuti perenti,
a norma dell'art. 16 cpv. 1 LAVS, per il 1992 il 31 dicembre 1997, per il 1993
il 31 dicembre 1998, per il 1994 il 31 dicembre
1999, per il 1995 il 31 dicembre 2000 e, da
ultimo, per il 1996 il 31 dicembre 2001 (RCC 1957, pag.
411).

 

Di qui, la decisione di risarcimento dei danni secondo l'art. 52
LAVS del 4 giugno 2002, in ossequio pure all'art. 82 OAVS.

 

Per quanto concerne quest'ultimo articolo, si osserva che la
conoscenza del danno - con riferimento alla prescrizione relativa di 1 anno -
risale al 22 maggio 2002 con la ricezione da parte della Cassa, tramite il
Ministero Pubblico, della lista dettagliata delle retribuzioni non notificate
dal convenuto (doc. _), mentre l'insorgenza del danno è avvenuta - con
riferimento alla prescrizione assoluta di 5 anni -, relativamente ai contributi
paritetici per il 1992                                il 1° gennaio 1998, per
il 1993 il 1° gennaio 1999, per il 1994                                      il
1° gennaio 2000, per il 1995 il 1° gennaio 2001 e, infine, per il 1996 il 1°
gennaio 2002.

 

Alla luce di quanto esposto, si chiede che la decisione 4 giugno
2002 venga confermata, ritenuto anche che il convenuto non ha né fatto valere
né provato validi motivi di giustificazione e di discolpa, idonei ad escludere
una violazione intenzionale o per negligenza grave delle prescrizioni.

 

Infatti, la sola contestazione sollevata dal convenuto,
segnatamente di non essere debitore nei confronti della Cassa per non avere
pagato direttamente tutte le retribuzioni risultate non notificate, che si
respinge, non è stata suffragata da alcuna prova (doc. _)." (cfr. doc. _)

 

                               1.5.   Con risposta
12 settembre 2002, l'__________, rappresentato dall'avv. __________, ribadendo
quanto espresso con l'opposizione, ha precisato:

 

" 
(…)

ad. 3          Agli
atti, con la precisazione che la convenuta non è stata parte nel
procedimento, non è a conoscenza degli accertamenti compiuti in tale contesto e
che la lista contenuta nel doc. _ è stata elaborata con finalità sostanzialmente diverse da
quelle che interessano la presente procedura.

 

Pertanto, il doc. _ non ha valore probatorio in merito
all'accertamento del preteso danno, per le ragioni che esporremo di seguito.

 

ad 4-5        Agli atti.

 

BB) In diritto

 

ad 6.1-6.3  lura novit curia.

 

ad 6.4        Parzialmente contestato

a)               La
lista delle remunerazioni non notificate dal __________, elaborata dal MP è irrilevante ai fini del giudizio per le ragioni seguenti.

 

b)               I
giocatori del __________ hanno sottoscritto con l'associazione contratti di
lavoro standard stabiliti dalla Lega nazionale sul modello allegato (doc. _).

 

c)               Le
remunerazioni dei giocatori sulle quali sono stati calcolati, trattenuti e
riversati i contributi sono quelle indicate nei singoli contratti ufficiali.

 

Prove: si richiamano all'IAS i relativi
conteggi e la relativa documentazione.

 

d)            A
seguito del procedimento penale promosso dal MP dopo il
decesso del presidente __________, la ricorrente ha, con sconcerto e rammarico,
appreso (comunicato stampa del PP __________
doc. _) che "__________ era pure
competente per la parte contrattualistica; al riguardo occorre segnalare che
una parte dello stipendio era menzionata nel contratto destinato alle autorità
ed un'altra parte veniva inserita in un documento collaterale ad uso
interno".

 

e)            La
pretesa di considerare alla stregua di contributi imponibili ai fini delle
assicurazioni sociali tutti gli importi versati dal defunto __________
ai giocatori dell'__________ procede evidentemente dall'idea che essi fossero parte
integrante (ancorché non dichiarata) dello stipendio. In realtà
(come dimostreremo dì seguito) la scelta adottata dall'IAS si fonda su una
valutazione affrettata dei rapporti contrattuali ed economici in essere che non
rispetta i criteri interpretativi degli art. 5 e 9 LAVS.

 

f)
            I redditi percepiti da un assicurato
che esercita un'attività dipendente, non sono, tutti e necessariamente,
sottoposti all'art. 5 LAVS. Anche se l'attività
svolta venga eseguita "per una sola e medesima
impresa" (DTF 104 V pag. 126) occorre verificare se e in che misura i proventi abbiano
carattere di remunerazione dipendente o indipendente
applicando i seguenti principi giurisprudenziali
(DTF 122 V pag. 283) "Nach der Rechtsprechung beurteilt sich die Frage, ob
im Einzelfall selbständige oder unselbständige Erwerbstätigkeit vorliegt, nicht
aufgrund der Rechtsnatur des Vertragsverhältnisses zwischen den Parteien.
Entscheidend sind vielmehr die wirtschaftlichen Gegebenheiten. Die
zivilrechtlichen Verhältnisse vermögen dabei allenfalls gewisse Anhaltspunkte
für die AHV-rechtliche Qualifikation zu bieten, ohne jedoch ausschlaggebend
zu sein". L'applicazione di questi principi comporta una
valutazione differenziata dei singoli rapporti contrattuali.

 

g)            E'
esatto che, in diversi casi, accanto al salario ufficiale dei giocatori, è
stata loro corrisposta una remunerazione supplementare, basata su un allegato
al contratto sottoscritto con firma collettiva dal "__________"
nonché, singolarmente, dal giocatore. Si vedano in proposito quelli allegati sub
_.

                      È importante
notare che, in questi casi il contratto aggiuntivo impegnava la società
conformemente all'art. 22 degli statuti (doc. _) e rappresentava
pertanto una prestazione salariale supplementare a fronte di un'attività
dipendente ex art. 5 LAVS.

 

Prove: doc. cit.

 

h)            Completamente
diversi sono invece i casi di altri giocatori, hanno invece separatamente
ottenuto delle sponsorizzazioni da parte di altre società, diverse dal ____________.

                      Si vedono in
proposito quelli allegati sub. _. In tali casi, noteremo che i giocatori
hanno ricevuto da società diverse dal __________, domiciliate all'estero e
dotate di scopi statutari promozionali (tipici degli sponsor) importi di denaro
(in date diverse da quelle dei contratti con il __________) che non rientravano
nella remunerazione contrattuale.

                      Simili forme di sponsoring
sono tipiche dei contratti con artisti e sportivi e non rientrano nello
stipendio, poiché costituiscono una remunerazione indipendente
dall'assicurato da parte di un terzo diverso dal datore di lavoro.

                

i)              Di
conseguenza, il calcolo dei contributi effettuato dall'IAS comprende degli
importi che non rientrano nella remunerazione dell'attività salariata
dall'__________. Quest'ultimo aveva notificato, in sede di opposizione, la
richiesta di verifica dei conteggi effettuati, allo scopo di estrapolare (e non
calcolare) i contributi relativi a importi effettuati, allo scopo di
estrapolare (e non calcolare) i contributi relativi a importi versati da parte
di terzi.

                      L'istruttoria
dovrà necessariamente completare tali accertamenti, procedendo alla
ricalcolazione dei contributi.

 

Prove: doc. cit., perizia.

 

I)              Tale
necessità emerge inoltre da un ulteriore argomento. In effetti, come risulta
dal comunicato del PP e come verosimilmente emerge dagli
atti d'inchiesta, nessuno degli organi del __________, ad eccezione di
__________, era al corrente di tali versamenti che sono stati effettuati:

 

       -              a
seguito di accordo tra __________ stesso e i giocatori, ad eccezione degli
altri dirigenti;

       -              a
seguito di accordo in cui __________ non poteva rappresentare il __________,
per carenza evidente della seconda firma statutaria;

       -              a
seguito di accordo in cui figurava una società diversa dal __________;

       -              a
seguito di pagamenti effettuati con somme di spettanza di società diversa dal
__________.

 

Ne consegue che al __________ non può essere soggettivamente
addebitata una violazione dell'obbligo di prelevare i contributi su somme di
cui non disponeva e su retribuzioni concordate con altre società.

 

m)           Un
ulteriore punto deve essere verificato. Consta infatti alla ricorrente che gli
importi sui quali sono stati calcolati i contributi potrebbero comprendere
anche indennità versate dall'assicurazione infortuni (__________).
Non avendo potuto controllare i conteggi, come richiesto
nell'opposizione, anche questo aspetto deve essere riservato." (cfr. doc.
_)

 

 

                               1.6.   Pendente
causa il TCA ha proceduto ad ulteriori accertamenti. In particolare sono stati
sentiti __________ e __________, sono stati richiamati dal Ministero Pubblico
alcuni atti (tra i quali i verbali di interrogatorio, gli statuti delle società
estere e la lista delle retribuzioni non notificate stilata dall'équipe
finanziaria), dall'Ufficio procedure speciali gli incarti fiscali inerenti i
giocatori del __________ (cfr. Inc. 30.02.199). Tali atti sono stati sottoposti
alle parti per osservazioni.

 

                               1.7.   Con decreto
del 14 maggio 2003 la Pretura del Distretto di __________ ha dichiarato il
fallimento senza preventiva esecuzione (cfr. doc. _ Inc. 30.02.199).

 

                               1.8.   In data 27
maggio 2003, il TCA ha respinto il ricorso 12 settembre 2002 inoltrato
dall'Associazione __________ contro la tassazione d'ufficio del 14 agosto 2002
(Inc. 30.02.1999).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Va
innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge
sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che
tuttavia non è applicabile al caso di specie considerato che il giudice delle
assicurazioni sociali non tien conto di modifiche legislative e di fatto
verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento
amministrativo, in casu il 4 giugno 2002 (STFA del 20 marzo 2003, nella causa
B., H 27/02, consid. 1, pag. 2, STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P
76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01,
consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid.
2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b). 

                                         Per cui
ogni riferimento alle norme applicabili in concreto va inteso nel tenore in
vigore fino al 31 dicembre 2002.

 

                              2.2.   In virtù dell'art. 52 LAVS
"il datore di lavoro deve risarcire alla cassa di compensazione i danni da
lui causati violando, intenzionalmente o per negligenza grave, le prescrizioni".

                                         I
presupposti dell'obbligo di risarcimento sono quindi l'esistenza di un danno,
la violazione delle prescrizioni vigenti in materia di contributi paritetici,
da parte del datore di lavoro, e l'intenzionalità o la negligenza grave.

                                         Nell’ipotesi
in cui il datore di lavoro è una persona giuridica, che è stata sciolta
allorché la pretesa viene fatta valere, possono essere convenuti, in via
sussidiaria, i suoi organi responsabili (DTF 123 V 15 consid. 5b con
riferimenti; SVR 2001 AHV Nr. 6, pag. 20).

                                         Sussidiarietà
significa che la cassa di compensazione deve innanzitutto rivolgersi al datore
di lavoro. Solo nel caso in cui il datore di lavoro non può far fronte al suo
obbligo contributivo la cassa di compensazione può agire sussidiariamente e
direttamente contro i suoi organi. Generalmente questo è il caso in cui la
cassa accusa un danno a seguito del fallimento della società datrice di lavoro
(Nussbaumer, Die Haftung des Verwaltungsrates nach Art. 52 AHVG, in AJP/PJA
1996 pag. 107.; Frésard, Les développements récents de la jurisprudence du
Tribunal fédéral des assurances relative à la responsabilité de l’employeur selon
l’art. 52 LAVS, in RSA 1991, no. 2 pag. 163). 

                                         Il
rilascio dell’attestato di carenza beni definitivo in una procedura di
esecuzione in via di pignoramento attesta ufficialmente, oltre al mancato
adempimento all’obbligo di versare i contributi, l’insolvibilità del datore di
lavoro. Quindi alla Cassa è lecito richiedere il risarcimento ex art. 52 LAVS
agli organi anche se la società esiste giuridicamente (cfr. RCC 1988 pag. 137
consid. 3c). Per questo, dalla notifica di tale atto, non vi è motivo per non
iniziare una procedura di risarcimento contro i suoi organi sussidiariamente responsabili
(RCC 1988 pag. 137 consid. 3c, confermato in RCC 1991 pag. 135 consid. 2a; cfr.
critica in M. Kunz, Die Schadenersatzplicht des Arbeitsgebers in der AHV, Diss.
Winterthur 1989 pag. 63).

 

                                       Il TFA ha recentemente
riesaminato il problema della responsabilità sussidiaria degli organi ed ha
concluso che la prassi finora adottata a proposito dell'art. 52 LAVS deve
essere ancora mantenuta (cfr. DTF 129 V 11 = Pratique VSI pag. 79 ss). 

                                         L'Alta
Corte ha in particolare precisato che né dal messaggio del Consiglio federale
concernente l'11a revisione dell'AVS ( DTF 129 V 13 consid. 3.3.), né dai
lavori preparatori della LPGA (DTF 129 V 13 consid. 3.5.) sono emerse
indicazioni per un cambiamento della prassi finora adottata.

 

                               2.3.   Ai sensi
l'art. 12 LAVS il datore di lavoro è chiunque versi a persone obbligatoriamente
assicurate una retribuzione ( salario determinante) per un lavoro in una
situazione dipendente e per un tempo determinato o indeterminato (cfr. ad
esempio DTF 118 V 65 consid. 5). 

Secondo l'art. 14 cpv.1 LAVS (e gli art. 34 ss OAVS) al datore di lavoro spetta
l’obbligo (di diritto pubblico) di conteggiare e versare i contributi (cfr.
Pratique VSI 1994 pag. 108 consid. 7a con riferimenti, cfr. in particolare DTF
114 V 221). 

Il venire meno a questo obbligo costituisce una violazione di prescrizioni ai
sensi dell’art. 52 LAVS e comporta il risarcimento integrale del danno
(Pratique VSI 1993 pag. 84 consid. 2a, DTF 111 V 173 consid. 2; DTF 108 V 186
consid. 1a; 192 consid. 2a; RCC 1985 p. 646 consid. 3a, 650 consid. 2).

 

                                         Il datore
di lavoro può essere sia una persona giuridica che una persona fisica.
Recentemente il TFA ha ribadito il concetto secondo cui, ai fini della
responsabilità ex art. 52 LAVS, non è determinante la forma giuridica del datore
di lavoro (cfr. DTF 126 V 237= Pratique VSI 5/2000, pag. 226). Possono quindi
essere considerati datori di lavoro una fondazione (cfr. STFA del 30 giugno
2001 nella causa S. e F., H 14/00), un'associazione (cfr. STFA del 7 marzo 2003
nella causa Y., H 176/01) e una società a garanzia limitata (cfr. DTF 126 V 238
consid. 4 = Pratique VSI 5/2000, pag. 226-229; ancora ribadito in Pratique VSI
5/2002, pag. 177-178).

 

                                         Ora, come
accennato al considerando precedente, ai sensi dell'art. 52 LAVS il concetto di
datore di lavoro è più ampio di quello descritto dall'art. 12 cpv. 1 LAVS (cfr. anche J-M Frésard, La responsabilité de
l'employeur pour le non-paiement de cotisations d'assurances sociales selon
l'art. 52 LAVS, in RSA 1987, pag. 2). 

Infatti, secondo costante giurisprudenza del TFA, qualora il datore di lavoro è
una persona giuridica, l'obbligo di risarcire il danno si estende, in via
sussidiaria, anche agli organi della stessa (DTF 123 V 15 consid. 5b con
riferimenti, cfr. in particolare DTF 114 V 219s in cui il TFA ha confermato la
propria giurisprudenza prendendo posizione sulle critiche mosse da parte della
dottrina).

Tale estensione è stata tra l'altro motivata con il riferimento al principio
generale della responsabilità degli organi di una società ai sensi dell'art. 55
cpv. 3 CC (statuito la prima volta in DTF 96 V 125, e ribadito in DTF 114 V 221
consid. 3b).

 

                                         Nel caso
di specie è pacifico che datore di lavoro è l'associazione ____________, ora in
fallimento (cfr. doc. _ Inc. 30.02.199) ma pur sempre esistente in quanto ente
munito di personalità giuridica (art. 60 CC) e come tale (ancora) dotato, oltre
che della legittimazione passiva nell'ambito della presente azione di
risarcimento ex art. 52 LAVS, anche della capacità di essere parte seppur rappresentato
dall'amministrazione del fallimento (cfr. DTF 103 V 120; Zünd, Kommentar zum
Gesetz über das Sozialversicherungsgericht des Kantons Zürich, Zürich 1999,
pag. 88 segg; Pratique VSI 1997 pag. 78; STFA 1951 pag. 190 consid. 1).

 

                               2.4.   Si ha un
danno ai sensi dell'art. 52 LAVS ogni qualvolta dei contributi paritetici
legalmente dovuti all'AVS sfuggono a questa assicurazione. Il danno subentra
allorquando questi contributi non possono essere riscossi per motivi di diritto
o di fatto. Questo per intervenuta perenzione ai sensi dell’art. 16 cpv. 1
LAVS o per insolvenza del datore di lavoro ( cfr. Nussbaumer,
AJP/PJA 1996 pag. 1076; DTF 123 V 15, 16, consid. 5b; DTF 98 V 26). L'ammontare
del danno corrisponde a quello dei contributi che il datore di lavoro avrebbe
dovuto versare (DTF 98 V 26 = RCC 1972 pag. 687; Frésard, op. cit., no. 10,
pag. 9).

                                         Costituiscono
elementi del danno risarcibile, tra l’altro, i contributi AVS/AI/IPG, sia per
la parte del salariato che quella del datore di lavoro (cfr. STFA del 28
ottobre 2002 nella causa P. e F., H166/02, consid. 4.1.; Pratique VSI 1994 pag.
104); i contributi della disoccupazione (cfr. STFA del 4 ottobre 2002 nella
causa A. e T., H 346/01, consid. 4); i contributi dovuti all’assicurazione
cantonale degli assegni familiari, le spese di amministrazione; gli interessi
moratori (cfr. art. 14 cpv. 4 lett. e, art. 41bis OAVS), le spese esecutive
(cfr. la giurisprudenza citata in Trisconi-Rossetti, L’azione di risarcimento
danni della Cassa di compensazione AVS/AI/IPG nei confronti del datore di
lavoro ex art. 52 LAVS, RDAT II 1995 pag. 369 s; vedi anche la numerosa
giurisprudenza citata in Istituto delle assicurazioni sociali, "Novità e
tendenze legislative e giurisprudenziali nel campo dell'azione di risarcimento
danni ex art. 52 LAVS della Cassa di compensazione AVS/AI/IPG nei confronti del
datore di lavoro, RDAT II 2002 pag. 519 s; STFA del 24 ottobre 2000 nella causa
T., C. e S., H 113/00, consid. 6).

 

                                         L'importo
di fr. 561'507.40 costituisce il danno che la Cassa ha subito per intervenuta
perenzione dei contributi paritetici nel periodo dal 1992 al 1996, ai sensi
dell'art. 16 cpv. 1 LAVS. Con la ricezione della lista dettagliata delle
retribuzioni non notificate dal ____________ in data 22 maggio 2002, la Cassa si
è accorta di aver subito un danno per avvenuta perenzione ex art. 16 LAVS: per
il 1992 il 1° gennaio 1998 (rispettivamente il 1° gennaio 1999 per il 1993, il
1° gennaio 2000 per il 1994, il 1° gennaio 2001 per il 1995) e per il 1996 il
1° gennaio 2002. 

                                         Ai sensi
dell'art. 82 OAVS, la Cassa ha dunque avuto conoscenza del danno solo il 22
maggio 2002 allorquando il Ministero Pubblico ha trasmesso alla Cassa la lista
in parola. La cassa ha emesso la decisione di risarcimento danni il 4 giugno
2002, per cui il termine di una anno dalla conoscenza del danno ex art 82 OAVS
è rispettato.

 

                               2.5.   Per quel che
concerne l'ammontare del danno, spetta all’amministrazione di documentare la
propria pretesa mediante estratti, salari, fatture, estratti conto ecc. (cfr. Trisconi-Rossetti,
op. cit.,  RDAT II 1995, pag. 396, N.4.4.2.).

                                         Tuttavia
va ricordato che, in applicazione del principio dell’obbligo di collaborazione
delle parti, in caso di contestazione, incombe alla controparte portare le
prove che l’importo del danno richiesto dalla cassa di compensazione non è
corretto ( RCC 1991 pag. 133, consid. II/1b).

                                         Del
resto, secondo la giurisprudenza del TFA, se il credito fatto valere dalla
cassa di compensazione in una procedura di risarcimento danni si basa su una
decisione di fissazione di contributi arretrati cresciuta in giudicato,
l’ammontare del danno fatto valere davanti all’autorità cantonale di ricorso
può essere rivisto soltanto se vi sono motivi di indubbia erroneità dei
contributi. Questo vale anche nel caso in cui la decisione di fissazione dei
contributi non sia stata indirizzata personalmente alle singole persone
chiamate in seguito in causa (RCC 1991, pag. 133, consid. II/1b; cfr.
Trisconi-Rossetti,  op. cit.,  RDAT II 1995, pag. 374, N.4.3.6).

                                         Infatti, la
possibilità di ricorrere contro la decisione sui contributi arretrati protegge
in modo sufficiente gli organi del datore di lavoro divenuto insolvibile contro
il rischio di dover assumere crediti di risarcimento ingiustificati (STFA
inedita del 14 dicembre 1998 in re R.G., consid. 3c, H 234/97, del 6 gennaio
1998 in re A.D.M. consid. 6c, H 99/95). 

 

                            2.5.1.   L'____________
ha contestato l'importo del danno, sostenendo che "non avendo ricevuto
il dettaglio degli importi base per il calcolo dei contributi non concordiamo
con l'importo stesso" (cfr. doc. _), ed inoltre il documento E (lista
elaborata dal Ministro Pubblico) non avrebbe, a parere dell'associazione,
nessun valore probatorio (cfr. doc. _ pag.2).

 

                                         Ora in
casu, la convenuta si limita a contestare in modo generico il credito
risarcitorio della Cassa senza minimamente indicare in cosa la Cassa avrebbe
sbagliato, contravvenendo quindi all'obbligo di collaborazione sancito dalla
giurisprudenza (RCC 1991 pag. 133, consid. II/1b). L'associazione sportiva
____________ si limita a sostenere che le liste fornite dal Ministero pubblico
non avrebbero valore probatorio.

                                         L'argomentazione
sollevata è meramente pretestuosa, dato che la lista degli emolumenti versati
ai giocatori è stata preparata dall'équipe finanziaria del Ministero pubblico.
In merito alla contestazione sollevata con l'opposizione, la convenuta ha avuto
sicuramente il tempo di recarsi presso gli uffici della Cassa per verificare i
conteggi. Del resto quest'ultima contestazione non è più stata riproposta con
la risposta di causa. Ad ogni modo, l'estratto conto stilato sulla base dei
salari accertati dal Ministero pubblico è corretto (cfr. doc. _).

 

                            2.5.2.   Il ricorrente
fa valere che alcuni importi sarebbero da attribuire a indennità di malattia
versate dall'assicuratore __________. Dagli atti dell'incarto non risulta che
gli importi ripresi derivano da versamenti di assicuratori malattia, né la
convenuta ha apportato prove in merito. Del resto l'amministrazione si è
fondata sulla documentazione del Ministero Pubblico che ha esaminato
approfonditamente i vari aspetti inerenti il ____________.

 

                                         Va qui
rammentato che non può essere richiesta in termini generici l'edizione di
documenti, ritenuto che è preciso dovere processuale delle parti indicare con
esattezza i documenti utili a dimostrare il fondamento delle tesi formulate
(STFA del 31 gennaio 2003 nella causa V., H 5/02).

 

                                         Giova poi
ricordare che la procedura in materia di assicurazioni sociali è retta dal
principio inquisitorio (STFA del 5 settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA
del 31 maggio 2001 nella causa C., I 83/01; STFA del 13 marzo 2001 nella causa
P., U 429/00; Untersuchungsgrundsatz, SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a;
AHI Praxis 1994 pag. 212; DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti). E’ dunque
compito del giudice chiarire d’ufficio, in modo corretto e completo, i fatti
giuridicamente rilevanti.

Questo principio non è tuttavia incondizionato,
ma trova il suo correlato nell’obbligo delle parti di collaborare (DTF 125 V
195 consid. 2 con riferimenti; RAMI 1994 pag. 211; AHI
Praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; MEYER, “Die Rechtspflege in der Sozialversicherung”
in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12; SPIRA, “Le contentieux
des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale” in Recueil de
jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16; KURMANN, 

“Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in
erster Instanz” in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat
XII, pagg. 5 segg.).

Questo obbligo comprende in particolare quello di
motivare le pretese di cui le parti si avvalgono e quello di apportare, nella
misura in cui può essere ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate
dalla natura della vertenza o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse
rischiano di dover sopportare le conseguenze dell’assenza di prove (SVR 1995
AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pagg. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V
264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113; BEATI in: "Relazioni tra
diritto civile e assicurazioni sociali", _________ 1993, pag. 1 seg.).

 

Su questi aspetti, si veda in particolare: DUC,
Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, pagg. 827-828 e LOCHER,
Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 1997, pagg. 339-341, laddove
quest'ultimo rileva che “besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann,
wenn der Sachverhalt ohne Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter)
erstellt werden kann”.

 

                                         In
concreto la società ha avuto accesso all'incarto penale (cfr. doc. _, Inc.
30.02.199) e non ha presentato documentazione atta a comprovare che alcuni
importi deriverebbero da indennità per malattia.

                                         Da
rilevare che in data 20 dicembre 2002 il TCA ha assegnato alla ricorrente un
termine scadente il 14 gennaio 2003 per produrre eventuali nuovi mezzi di prova
contenuti nell'incarto penale (doc. _, Inc. 30.02.199). Con scritto 8 gennaio
2003 la ricorrente ha chiesto l'audizione di ____________ e ____________ (doc.
_, Inc. 30.02.199), che, come visto in precedenza (cfr. consid. 1.6), ha avuto
luogo il 14 febbraio 2003.

 

                                         Per il
resto non sono stati contestati gli importi nella loro entità.

                                         Per cui
tutti i versamenti effettuati a dipendenti della società bianconera e
minuziosamente ricostruiti dall'équipe finanziaria del Ministero Pubblico fanno
parte del salario determinante.

 

                                       L'importo dei contributi non
saldati fissato in fr. 561'507.40 è pertanto corretto.

 

                               2.6.   Per
definizione, il danno considerato dall'art. 52 LAVS è quello derivante da un
atto o da un'omissione in relazione ai compiti che la legge attribuisce al
datore di lavoro, segnatamente in materia di versamento dei contributi
(Pratique VSI 1994 pag. 99, consid. 5a). Le prescrizioni cui fa riferimento
l'art. 52 LAVS sono innanzitutto quelle contenute nella LAVS medesima e nelle
sue disposizioni di esecuzione: in particolare le norme concernenti l'obbligo
di pagare i contributi, il calcolo degli stessi dovuti sul reddito di
un'attività salariata, il prelevamento dei contributi dei salariati, l'obbligo
di allestire i relativi conteggi: sono queste le disposizioni in senso stretto
(art, 14 cpv. 1 LAVS, art. 34ss OAVS; cfr. RCC 1985, pag. 607 consid. 5a).

                                         L’obbligo
di conteggiare e versare i contributi da parte del datore di lavoro è un
compito di diritto pubblico (Pratique VSI 1994 pag. 108 consid. 7a con
riferimenti) ed il venire meno a questo compito costituisce una violazione di
prescrizioni ai sensi dell’art. 52 LAVS e comporta il risarcimento integrale
del danno (Pratique VSI 1993 pag. 84 consid. 2a, DTF 111 V 173 consid. 2; DTF
108 V 186 consid. 1a; 192 consid. 2a; RCC 1985 p. 646 consid. 3a, 650 consid.
2).

                                         

                               2.7.   La cassa di
compensazione che constata di aver subito un danno in seguito alla non osservanza
delle prescrizioni (ad es. dell'art. 14 LAVS, relativo all'obbligo di dedurre
da ogni paga i contributi e di versarli periodicamente alla cassa,
rispettivamente degli art. 34 e ss. OAVS relativi ai modi di conteggio e di
pagamento dei contributi) può presumere che il datore di lavoro ha violato le
prescrizioni intenzionalmente o almeno per grave negligenza e quindi può
procedere contro di lui. 

                                         Incombe
allora al datore di lavoro di far valere e provare validi motivi di
giustificazione e di discolpa, idonei cioè ad escludere una violazione
intenzionale o per negligenza grave delle prescrizioni, rispettivamente idonei
a giustificarla in base a circostanze speciali (DTF 108 V 187; SVR 1995 AHV Nr.
70 pag. 213).

                                         È quindi
possibile che, procrastinando il pagamento dei contributi, il datore di lavoro
riesca a salvaguardare l’esistenza della ditta, ad esempio nell’ipotesi di
difficoltà passeggere di liquidità. 

                                         Affinché
un simile comportamento non comporti l’applicazione dell’art. 52 LAVS, occorre
che il datore di lavoro, nell’istante in cui decide, abbia seri e oggettivi
motivi di ritenere che gli sarà possibile solvere i contributi entro un termine
ragionevole (cfr. DTF 108 V 188; Pratique VSI 1996 pag. 307; RCC 1992 pag. 261
consid. 4b; RCC 1985 p. 604 consid. 3a). 

                                         L’obbligo
del datore di lavoro e dei suoi organi responsabili di risarcire il danno alla
Cassa sarà negato, e di conseguenza decadrà, se questi reca e prova motivi di
giustificazione, rispettivamente di discolpa (DTF 108 V 187 consid. 1b; Knus, op. cit., pag. 54, Frésard, op. cit., RSA 1987, pag. 7).

 

                               2.8.   Ai sensi della giurisprudenza del TFA si deve ammettere una
negligenza grave del datore di lavoro quando questi abbia trascurato di fare
quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevolmente posta
nella stessa situazione.

                                         La misura
della diligenza richiesta viene apprezzata secondo il dovere di diligenza che
si può e si deve generalmente esigere, in materia di gestione, da un datore di
lavoro della stessa categoria di quella a cui appartiene l’interessato ( RCC
1988 pag. 634 consid. 5a; DTF 112 V 159 consid. 4 con riferimenti; M. Knus, op.
cit., p. 53); egli deve dare prova di tutta la diligenza necessaria alla
corretta gestione degli affari sociali non essendo sufficiente l'ossequio della
diligentia quam in suis (DTF 112 V 3 consid. 2b; cfr. anche DTF 122 III 198
consid. 3a). Egli deve conservare un assoluto controllo sugli affari importanti
della ditta, essendo segnatamente suo preciso dovere vigilare affinché i
contributi vengano regolarmente versati. Occorre però esaminare se speciali
circostanze legittimavano il datore di lavoro a non versare i contributi o
potevano scusarlo dal provvedervi ( DTF 121 V 244 consid. 4b; 108 V consid. 1b
e 193 consid.2b)

 

                               2.9.   La presente
procedura è strettamente legata a quella di cui all'inc. 30.02.199, e ciò
soprattutto per quel che concerne la questione di sapere se tutti i proventi
percepiti da alcuni dipendenti del ____________ (giocatori, allenatori,
massaggiatori, ecc.), provengono dall'attività dipendente svolta per la
società.

                                         In particolare
l'____________ contesta di aver effettuato i versamenti litigiosi ai propri
dipendenti in qualità di datrice di lavoro, affermando che parte degli importi
in nero versati ai giocatori, allenatori e massaggiatori, sono frutto di
sponsorizzazioni da parte di società estere appartenenti al defunto Presidente
del ____________, ____________.

 

                                         Per
quanto attiene alla qualifica degli emolumenti versati ai calciatori si rimanda
a quanto stabilito dal TCA nella sentenza del 27 maggio, Inc. 30.2002.199, consid.
2.4, 2.5 e 2.6. In sostanza questo Tribunale è giunto alla conclusione che :

 

" 
(…)

Nel caso concreto gli elementi tipici della
sponsorizzazione fanno  manifestamente difetto. Non solo gli stessi giocatori
non accennano allo sponsoring, ma addirittura non vi è alcuna traccia di
prodotti o marche promossi tramite i diversi giocatori. 

La caratteristica principale dello sponsoring,
ossia la pubblicità di un determinato prodotto, non è presente.

Del resto, lo stesso ____________ ha affermato
che non gli risulta che siano stati trovati contratti di sponsoring (doc. _) e
i giocatori hanno sempre creduto che i versamenti effettuati lo fossero quale
integrazione di salario o comunque quale premio per le prestazioni effettuate.

 

Nel caso di specie, il vero scopo delle società
del Liechtenstein e di Panama era quello di permettere il finanziamento del
____________ e di mettere a bilancio della società i debiti postergati per
evitare di indicare le generalità degli asseriti sostenitori e rendere
oltremodo difficile la possibilità di esautorare ____________ dalle sue
funzioni di presidente del ____________.

Malgrado lo scopo statutario della ____________
Football & Sport Financing Limited preveda anche lo sponsoring ("Zweck
der Gesellschaft ist: Die Förderung von Handels-, Finanz- und Rechtsgeschäften,
insbesondere auf dem Gebiet des Fussballsports und des Sponsorings,
einschliesslich Kauf jeglicher Güter und Liegenschaften sowie immaterieller und
intellektueller Rechte; die Beteiligung an anderen Unternehmungen sowohl für
eigene als auch für fremde Rechnung"), in concreto non vi è alcuna
traccia di pattuizioni in tal senso con i dipendenti del ____________.

 

Questi ultimi hanno sempre ottenuto i soldi
tramite ____________ che era identificato da tutti come il padre padrone della
società, della quale poteva influenzare in maniera decisiva la volontà. Dalle
risultanze processuali emerge chiaramente come il defunto presidente della
società bianconera rappresentava "de facto" l'insorgente e comunque
era percepito come "dominus" da tutti. La circostanza che su alcune
ricevute firmate dai giocatori figura il nome delle società estere non è
determinante per qualificare gli importi percepiti.

Infatti, come rammenta la Cassa in sede di
risposta, in concreto le società estere sono paragonabili alle banche che
accendono una linea di credito a favore di una società, la quale rimane
tuttavia responsabile del pagamento puntuale degli oneri sociali sui salari
versati anche se i finanziamenti provengono da terzi. In altre parole le società
di Panama e del Liechtenstein fungevano da "banca" del ____________.

A mente del TCA, tutti i versamenti effettuati lo
sono stati in virtù del rapporto lavorativo, di subordinazione e dipendenza,
che legava i giocatori, allenatori e massaggiatori alla società bianconera.

Come emerge dai verbali allestiti in sede fiscale
nessuno parlava di questi versamenti sia per la sudditanza che esisteva nei
confronti del defunto ____________, sia per non creare malumori all'interno
della squadra nei confronti di altri giocatori (doc. _).

Non vi sono per contro elementi che permettano di
rendere perlomeno verosimile le tesi dell'insorgente.

Gli importi percepiti dai dipendenti della
società derivano tutti dal rapporto lavorativo per il quale erano stati assunti
e sono pertanto da assoggettare al prelievo degli oneri sociali (…)" (STCA
del 27 maggio, Inc. 30.02.199, consid. 2.6).

 

                                         Anche in
questa procedura di risarcimento danni ex art. 52 LAVS, il TCA deve concludere
che tutti i versamenti effettuati dall'____________ ai propri dipendenti (per
il tramite di ____________) sono stati eseguiti in virtù del rapporto
lavorativo, di subordinazione e dipendenza, che legava i giocatori, allenatori
e massaggiatori all'Associazione ____________. 

                                         Essendo
stati tali versamenti scoperti solo grazie alle indagini del Ministero Pubblico
nel corso del mese di maggio 2002, l'importo di fr. 561'507.40 costituisce il
danno che la Cassa ha subito per intervenuta perenzione dei contributi
paritetici nel periodo dal 1992 al 1996, ai sensi dell'art. 16 cpv. 1 LAVS.

 

                             2.10.   La società
convenuta nel proprio gravame accenna genericamente ad ulteriori prove, mentre
la Cassa richiama la documentazione dal Ministero Pubblico, dalla Pretura di
__________, nonché l'incarto 30.02.199 pendente presso questo TCA (cfr. doc.
_).

 

                                         Va qui
rilevato che il TCA ha richiamato dal Ministero Pubblico i documenti rilevanti
ai fini del giudizio (in particolare i verbali di interrogatorio di
____________ ed ____________, gli statuti delle società estere, il rapporto
dell'équipe finanziaria), ha chiesto alla Divisione delle Contribuzioni,
Ufficio delle procedure speciali, la produzione della documentazione inerente
l'associazione convenuta e i suoi dipendenti ed ha sentito ____________ e
____________ (cfr. Inc. 30.02.199)

 

                                         Le prove
acquisite sono sufficienti per determinarsi in merito al danno subito dalla
Cassa in seguito alla perenzione ex art. 16 LAVS ed ulteriori atti istruttori
sono superflui non potendo influire con ogni verosimiglianza sull'esito della
causa.

 

                                         A
tal proposito, per quanto riguarda la richiesta di assunzione di prove fatta
dal ____________, corollario del diritto di essere sentito ai sensi dell'art.
29 cpv. 2 CF, per costante giurisprudenza, da tale principio
costituzionale deve, tra l'altro, essere dedotto il diritto per l'interessato
di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento,
quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare
all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al
riguardo (DTF 127 I 56 consid. 2b; DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181
consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). 

                                         È
utile precisare che sono in ogni caso ammesse soltanto le prove giuridicamente
determinanti ai fini del giudizio; possono inoltre essere respinti i mezzi di
prova atti a provare una circostanza già chiara, i mezzi di prova che non
porterebbero alcun chiarimento alla fattispecie o, ancora, che sono noti
all’autorità per sua conoscenza diretta o indiretta (DTF 120 V 360 consid. 1a
con riferimenti, Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2.a edizione,
Berna 1997, § 53 N 24, pag. 344).

                                         Quindi,
se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di
giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza
preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare
questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento
anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA del 16
settembre 2002 nella causa P.Z, L.B. e J.A.D.B, H 10+45/01, consid. 4; STFA del
5 novembre 2001 nella causa F., H 153/01, consid. 4a; DTF
122 II 469 consid. 4a; 122 III 223 consid. 3c; 120 Ib 229 consid. 2b; 119 V 344
consid. 3c e riferimenti). In tal caso non sussiste una violazione del diritto
di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 CF (SVR 2001 N. 10 pag. 28,
consid. 4b; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi
citata). 

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori
prove.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   La
petizione è accolta.

                                         Di
conseguenza l'Associazione ____________, in fallimento, è condannata a versare
a alla Cassa cantonale di compensazione AVS l'importo di fr. 561'507.40.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti