# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 51472fad-d470-51da-b1bb-fc6b9d2f4f65
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-08-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.08.2010 32.2008.186
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2008-186_2010-08-30.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2008.186

   

  LG/DC/lb

  	
  Lugano

  30 agosto 2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 ottobre 2008 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 10 settembre 2008
  emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato
nel 1966, precedentemente attivo in qualità di assistente di produzione presso
la __________, __________, in data 13 settembre 2004 ha presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti (riqualifica
professionale / rendita) per le sequele di un infortunio al ginocchio avvenuto il
1° aprile 2002 (doc. AI 3-1 e inc. LAINF 35.2008.72).

 

                               1.2.   Esperiti gli
accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia
pluridisciplinare a cura del Servizio Accertamento Medico dell’assicurazione
invalidità (SAM), l’UAI, con decisione del 10 settembre 2008 (doc. AI 54-1),
preavvisata con progetto del 3 luglio 2008 (doc. AI 51-1), ha respinto la
richiesta dell’assicurato non essendo il grado d’invalidità pensionabile (15%).

 

                               1.3.   Contro
questa decisione l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA contestando
il provvedimento adottato dall’amministrazione e postulando il riconoscimento
di una riqualifica professionale (doc. I).

 

                                         A
sostegno delle proprie argomentazioni il ricorrente ha prodotto il referto del
21 agosto 2008 del Dr. __________ (doc. A2)

 

                               1.4.   L’UAI, in
risposta, dopo aver sottoposto la nuova documentazione medica al vaglio del SMR,
ha confermato la decisione impugnata e postulato la reiezione integrale del
ricorso (doc. VI + bis).

 

                               1.5.   In data 30
dicembre 2008 l’avv. RA 1, subentrato quale patrocinatore dell’assicurato, ha
evidenziato il forte contrasto tra i medici circa “l’opportunità e
soprattutto gli effetti sulla capacità di lavoro di un ulteriore intervento
chirurgico al ginocchio” e chiesto l’esecuzione di una nuova perizia
specialistica, oltre che la sospensione della procedura fino al mese di gennaio
2009, allorquando l’assicurato verrà visitato dal Dr. __________ di __________
(doc. VIII+bis).

 

                                         Il
rappresentante del ricorrente ha inoltre postulato la concessione
dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio per la presente procedura
(doc. VIII).

 

                               1.6.   Sollecitato
da questa Corte a produrre una valutazione medica del Dr. __________ (doc. X),
il patrocinatore dell’assicurato ne ha prodotta una copia in data 8 luglio 2009
(doc. XIII + B).

 

                                         Il
doc. XIII + B è stato trasmesso all’UAI per osservazioni (doc.     XIV).

 

                               1.7.   L’UAI, dopo
aver sottoposto il referto del Dr. __________ al SMR, ha confermato il proprio
provvedimento e postulato la reiezione del gravame (doc. XV + bis).

 

                                         Il doc.
XVI è stato inviato per conoscenza all’avv. RA 1 (doc. XVI).

 

                                1.8   Il 28 settembre
2009 l’avv. RA 1 ha inviato al TCA un certificato medico del Dr. __________
(doc. XVII+bis).

                                         Il doc.
XVII+bis è stato trasmesso all’UAI per osservazioni (doc. XVIII).

 

                               1.9.   L’UAI, il 9
ottobre 2009, ha concluso che la certificazione del Dr. __________ non permette
una diversa valutazione della fattispecie e chiesto la reiezione del ricorso.

 

                                         Le
osservazioni dell’UAI sono state inviate al ricorrente per conoscenza (doc.
XIX).

 

                             1.10.   Il TCA, in
data 10 giugno 2010, ha informato le parti che dall’incarto RI 1/__________
(35.2008.72) sono stati richiamati e acquisiti agli atti la perizia dell’8
marzo 2010 dell’__________ di __________ (doc. LIX), il complemento peritale
del 10 maggio 2010 (doc. LXVIII) e la sentenza del TCA del 31 maggio 2010 (inc.
35.2008.72) (doc. XXII). 

 

                                         Questi
documenti sono stati inviati alle parti per osservazioni (doc. XXII).

 

                             1.11.   Il 24 giugno
2010 l’UAI, dopo aver sottoposto la documentazione medica dell’__________ di __________
al vaglio del SMR, ha confermato le proprie conclusioni (doc. XXIII+1).

 

                                         Le
osservazioni sono state inviate per conoscenza all’avv. RA 1 (doc. XXVII).

 

                             1.12.   Con scritto
del 21 luglio 2010 l’avv. RA 1 ha chiesto al TCA la sospensione della vertenza
in attesa che l’assicuratore infortuni prenda una posizione in merito alla
decisione del TCA del 31 maggio 2010 (doc. XXV).

 

                                         Il doc.
XXV è stato inviato all’UAI per conoscenza (doc. XXVI).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H
212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98
del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del
22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nello
scritto del 21 luglio 2010 il patrocinatore di RI 1 ha chiesto la sospensione
della presente procedura rilevando quanto segue:

 

" 
con la presente vi informo che siamo in attesa
di una presa di posizione da parte di __________ in merito alla decisione 31
maggio 2010 del ricorso inoltrato in parallelo presso codesto lodevole
tribunale (inc. 35.2008.72).

 

A dipendenza da come __________ vorrà proseguire nei
confronti del mio assistito, il ricorso AI potrebbe essere privato di ogni
oggetto. Appare quindi opportuno lasciare in sospeso l’attuale vertenza,
nell’attesa che __________ si pronunci in merito.” (doc. XXV)

 

                               2.2.   A proposito
della sospensione della procedura il TF in una sentenza 8C_982/2009 del 5
luglio 2010 ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" 
(…)

2.1 Aux termes de l'art. 29 al. 1 Cst., toute
personne a droit, dans une procédure judiciaire ou administrative, à ce que sa
cause soit jugée dans un délai raisonnable. Cette disposition consacre le
principe de la célérité ou, en d'autres termes, prohibe le retard injustifié à
statuer. L'autorité viole cette garantie constitutionnelle lorsqu'elle ne rend
pas la décision qu'il lui incombe de prendre dans le délai prescrit par la loi
ou dans un délai que la nature de l'affaire ainsi que toutes les autres
circonstances font apparaître comme raisonnable (ATF 131 V 407 consid. 1.1 p. 409; 130 I 312 consid. 5.1 p. 331; 129 V 411 consid. 1.2 p. 416 et les arrêts cités)."

 

2.2 Une suspension de procédure comporte le
risque de retarder inutilement la procédure, de sorte qu'elle ne doit être
admise qu'avec retenue - c'est-à-dire lorsqu'elle se fonde sur des motifs
objectifs - eu égard à l'exigence de célérité posée par l'art. 29 al. 1 Cst.
(cf. ATF 130 V 90 consid. 5
p. 95). Selon la jurisprudence, peuvent constituer de tels motifs le fait de
permettre la mise en oeuvre de mesures d'instruction opportunes (ATF 127 V 228 consid.
2a p. 231) ou d'attendre la décision d'une autre autorité qui permettrait de
trancher une question décisive pour l'issue du litige dans un délai raisonnable
(ATF 119 II 386 consid.
1b p. 389). Une suspension peut également se justifier par des motifs
d'économie de procédure, par exemple pour éviter un enchevêtrement des
procédures et la répétition de mesures d'instruction par les différentes
juridictions saisies (Pra 1996 no 141 p. 473 consid. 3b). Le juge saisi dispose
d'une certaine marge d'appréciation, dont il doit faire usage en procédant à
une pesée des intérêts des parties. Dans les cas limites ou douteux, le
principe de célérité prime (ATF 130 V 90 consid. 5
p. 95). Cela vaut d'autant plus, en droit des assurances sociales, que l'art. 61 let. a LPGA exige une procédure simple et rapide devant les
tribunaux cantonaux des assurances. "

 

                                         Il TCA ha
accolto il ricorso di RI 1, in ambito LAINF, alla luce delle conclusioni alle
quali sono giunti gli specialisti della Clinica di chirurgia ortopedica dell’__________
di __________ e al fine di decidere con una maggiore tranquillità in merito
alla stabilizzazione delle condizioni di salute. In particolare, gli
specialisti bernesi hanno fatto dipendere la valutazione definitiva della
questione inerente alla stabilizzazione delle condizioni di salute
dell’insorgente dall’esecuzione di ulteriori provvedimenti diagnostici
riguardanti la sospetta infezione low grade al ginocchio destro (cfr.
sentenza 31 maggio 2010, inc. 25.2008.72).

 

                                         Ritenuto
che per l'evasione della causa sub judice non è indispensabile attendere
l’esito della valutazione riguardante la stabilizzazione delle condizioni di
salute dell’insorgente, questa Corte ritiene che in casu non vi sono
motivi sufficienti per sospendere la causa (cfr. SVR 2004 IV Nr. 24 pag. 72
consid. 1; SVR 2003 IV Nr. 14 pag. 41; STFA del 28 novembre 2002 nella causa
K., U 19/02, parzialmente pubblicata in RAMI 2003 pag. 104).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se l’UAI ha correttamente o meno negato
all’assicurato il diritto alla rendita d’invalidità.

 

                                         Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo
la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         L’art. 28
cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2007, prescrive che gli assicurati
hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre
quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

                                         Questa
graduazione è stata ripresa all’art. 28 cpv. 2 LAI in vigore dal 1° gennaio
2008.

 

                                         Ai sensi
dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere
determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle
affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et
pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto
dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;
Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente
esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e
dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge
il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se
ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione
fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313). 

                                         

                                         Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le
circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla
rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla
medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali
modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione
(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I
26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).

 

                               2.4.   La nozione
di invalidità in ambito AI coincide di massima con quella vigente in materia LAINF
(e di assicurazione militare), motivo per cui la determinazione della stessa,
anche se viene apprezzata indipendentemente dal singolo assicuratore sociale,
addebitabile ad un medesimo danno alla salute, conduce in via generale ad un
uguale tasso (DTF 127 V 135, 126 V 291, 119 V 470 consid. 2b con riferimenti). Il
TFA ha quindi ribadito la funzione coordinatrice del concetto unitario
dell’invalidità nei diversi settori delle assicurazioni sociali. Questo per
evitare che, in presenza della medesima fattispecie, diversi assicuratori
apprezzino in modo differente il grado d’incapacità la guadagno (DTF 131 V 120).

                                         Ciononostante,
il singolo assicuratore non è tenuto ad assumere automaticamente il grado
d’invalidità fissato da un altro assicuratore senza predisporre i propri
accertamenti, dall’altra parte esso non può determinare il tasso
dell’incapacità al guadagno totalmente indipendentemente da quanto già deciso
da un altro assicuratore sociale, non essendo tuttavia escluse delle differenti
valutazioni (DTF 127 V 135; 126 V 292, 119 V 471). 

                                         In tal
senso, in una sentenza del 26 luglio 2000, pubblicata in DTF 126 V 128ss (cfr.
anche Pratique VSI 2001 pp. 79ss), l’Alta Corte ha avuto modo di precisare che
quando un infortunio è l'unica causa dell'invalidità, l'AI deve in linea di
principio attenersi alla valutazione dell'invalidità cresciuta in giudicato in
ambito LAINF. Solo in casi eccezionali, in presenza di motivi pertinenti, può
essere determinato un diverso grado d'invalidità, ritenuto che una valutazione
diversa non basterebbe, neppure se fosse sostenibile o persino equivalente (DTF
131 V 123). 

                                         In una
decisione U183/98 dell'8 luglio 1999, il TFA ha stabilito che l'assicuratore
infortuni non deve scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore AI, fintanto
che quest'ultimo si fonda su un'istruzione approfondita, sia dal profilo medico
che dal punto di vista professionale. Infine, gli organi dell'assicurazione
invalidità non sono vincolati e devono scostarsi dalla valutazione
dall’assicuratore infortuni, allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia
tralasciato di operare un raffronto dei redditi (AHI-Praxis 1998 p. 170).

 

L'aspetto del coordinamento è in seguito stato
relativizzato in successive sentenze nelle quali il Tribunale federale ha
ritenuto non vincolante la valutazione dell'invalidità da parte
dell'assicurazione infortuni o dell'assicurazione per l'invalidità l'altro
assicuratore (DTF 131 V 362; VSI 2004 pag. 182 consid. 4.3 pag. 186 [I 564/02];
cfr. inoltre pure la sentenza U 148/06 del 28 agosto 2007, consid. 6,
pubblicata in DTF 133 V 549).

                                         Il TFA ha
infatti statuito che l'assicuratore infortuni non è legittimato ad opporsi a
una decisione o a ricorrere contro una decisione su opposizione dell'Ufficio AI
riguardante il diritto alla rendita in quanto tale o il grado d'invalidità, e
la valutazione dell'invalidità dell'assicurazione per l'invalidità non esplica
effetti vincolanti nei suoi confronti (DTF 131 V 367 consid. 2.2.). 

                                         Il
medesimo principio vale anche nei confronti dell’Ufficio AI con riferimento
alla valutazione effettuata dall’assicuratore infortuni (STF U 148/2006 del 28
agosto 2007, pubblicata in DTF 133 V 549).

 

                               2.5.   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che è decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile
per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169;
Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag.
342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10
consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag.
128).

                                         L'Alta Corte ha inoltre
avuto modo di precisare che:

 

"  (…)

Tra i danni alla salute psichica, i
quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art.
4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali
propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono
considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono
turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità
di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la
misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più
oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29
settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."

 

                                         Secondo la giurisprudenza
del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni
dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la
farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella
causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,
pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti). 

 

                                         In una
sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il Tribunale federale (TF) ha ribadito che
“(…) il riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in
particolare la diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata
sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto
scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr. pure la recente sentenza del
Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4).
(…)” (STF del 4 luglio 2007, I 384/06).

 

                               2.6.   Nel caso in
esame, con lo scopo di accertare in maniera approfondita lo stato di salute
dell’assicurato, l’Ufficio AI ha affidato al SAM il mandato di esperire una
perizia pluridisciplinare. In tale ambito i medici del SAM hanno valutato la patologia
psichiatrica (Dr. __________) e quella ortopedica (Dr. __________).

 

                                         Il Dr. __________, spec. FMH in psichiatria e
psicoterapia, nella perizia del 29 maggio 2008, dopo aver riassunto l’anamnesi
del paziente e lo stato psichico ha posto la diagnosi di “Sindrome mista
ansiosa-depressiva (ICD 10 F 41.2); probabile disturbo di personalità misto
(ICD 10 F 61.0) narcisista, borderline” (doc. AI 46-23).

                                         Lo
specialista ha poi posto la seguente valutazione e        conclusione:

 

" 
(…)

VALUTAZIONE:

 

L'assicurato presenta una sindrome ansiosa
depressiva che si è venuta a creare come conseguenza di un lungo iter
assicurologico dopo l'infortunio del suo ginocchio destro. Si tratta di un
quadro clinico di lieve entità che non comporta nessun grado d'incapacità
lavorativa per ragioni psichiatriche. Alla valutazione testitisca (test di
Rorschach) eseguita dallo psicologo __________ si evidenzia una organiz-zazione
limite di personalità, secondo __________.

 

Da un punto di vista anamnestico egli ha
presentato un episodio depressivo nel 1991 dopo una delusione amorosa. Da
allora non ha più presentato nessun disturbo psichiatrico. In seguito, dopo
l'infortunio del 2002, si assiste all'insorgenza di una sintomatologia ansiosa
depressiva.

 

Non è constatabile nessuna patologia psichiatrica
maggiore, né di tipo depressiva, né tanto meno di tipo psicotica.

 

Per quanto concerne l'esigibilità per un
intervento chirurgico, da un punto di vista psichiatrico non esiste nessuna
controindicazione per procedere ad un eventuale intervento qualora ci sia una
indicazione chirurgica-ortopedica.

 

CONCLUSIONE:

 

1. Diagnosi. 

Vedi sopra. 

 

2. Influenza di queste ultime sulla capacità
lavorativa nell'attività da ultimo svolta dall'assicurato.

L'assicurato non presenta nessuna incapacità
lavorativa per ragioni psichiatriche.

 

3. Descrivere l'evoluzione dello stato di
salute dell'assicurato dal punto di vista specialistico. Prognosi.

L'evoluzione del quadro clinico è stato
stazionario dal 2002 circa.

 

La prognosi dipenderà dal risultato della
situazione assicurologica.

 

4. Come si giustifica la diminuzione della
capacità lavorativa? Quali sono le limitazioni funzionali constatate?

Non fa al caso.

 

5. Possibilità terapeutiche per migliorare la
capacità lavorativa. Che effetti avrebbero questi provvedimenti sulla capacità
lavorativa?

Non fa al caso.

 

6. Ritiene possibile effettuare provvedimenti
di integrazione professionale?

Si, da un punto di vista psichiatrico non esiste
alcuna preclusione per un provvedimento di riqualifica professionale.

7. Ritiene che l'assicurato sia in grado di
svolgere altre attività? Se sì descrivere il limite funzionale e la capacità
lavorativa in altre attività adatte ? 

Non fa al caso." (doc. AI 46/23-24)

 

                                         Il Dr. __________,
spec. FMH in chirurgia ortopedica, nella perizia del 23 aprile 2008, dopo aver
riassunto i dati anamnestici del paziente, i disturbi soggettivi, lo stato
all’esame clinico del 22 aprile 2008 e la documentazione radiologica ha posto
la diagnosi di: “▪ Stato
dopo rottura traumatica del legamento rotuleo del ginocchio destro, ▪ stato dopo sutura e ricostruzione-plastica del legamento
rotuleo destro. ▪ Condrosi femoro-rotulea di carattere cronico. ▪
Sovrappeso corporeo” (doc. AI 46-30).

 

                                         Lo
specialista ha quindi fornito la seguente valutazione:

 

" 
(…)

6. Valutazione e possibilità terapeutiche

 

Si osserva oggi una discrepanza importante fra,
il quadro doloroso ribelle, soggettivo ed i reperti clinici e radiologici. Vi è
uno stato dopo ricostruzione-plastica del legamento rotuleo del ginocchio
destro. Il neolegamento è continuo e consistente. E' assai probabile che i
fenomeni di cicatrizzazione del legamento riparato abbiano condotto ad una
patella modestamente bassa. Si tratta di una distalizzazione di ca. 6-7 mm. L'esame MRI permette di osservare un assottigliamento ed un'irregolarità della cartilagine
articolare della rotula nella sua zona centrale. L'allineamento della rotula è
corretto. Non vi è un'evidente atrofia muscolare della coscia. Si può unicamente
indicare una modesta ipotrofia del muscolo vasto mediale destro rispetto a
quello sinistro. La mobilità della rotula destra è ridotta in maniera però
assai modesta rispetto alla mobilità della rotula sinistra. La flessione nel
ginocchio destro avviene fino a ca. 115°, a sinistra invece fino a 135°. L'asse
anatomico degli arti inferiori è sostanzialmente fisiologico. Vi è un evidente
sovrappeso corporeo. I reperti oggettivi possono spiegarci reazioni dolorose
nel caso di cammino su terreno accidentato, con pesi rilevanti, o nel caso di
salite e discese frequenti su scale o di lavoro in posizione accovacciata o
frequenti flessioni delle ginocchia. Per il cammino su terreno relativamente
pianeggiante, con pesi non eccessivi, senza sollecitazioni particolari in
flessioni ripetute delle ginocchia, è difficile trovare una spiegazione per il
quadro algico così importante. Si può discutere sull'opportunità o meno di un
intervento riparatore, ossia su una trasposizione più prossimale della
tuberosità tibiale. Considerando però il decorso, la particolare situazione ed
il fatto che la patella destra bassa è modesta si è portati a sconsigliare
un'ulteriore misura chirurgica. Tanto più che questa non può fornire garanzie
per un sollievo dal quadro doloroso. Nella fase attuale le possibilità
terapeutiche conservative sono state praticamente esaurite.

 

7. Capacità lavorativa nella professione
abituate

 

Nella professione da ultimo svolta la capacità
raggiunge il 70%. Si considera la riduzione dell'efficienza sul posto di lavoro.

8. Integrazione lavorativa ?

 

Un'integrazione lavorativa è certamente da
discutere anche in considerazione dell'età dell'assicurato. Entrano pure in
considerazione lavori alternativi nel campo dell'informatica, della meccanica
non pesante e dell'amministrazione. Anche le conoscenze linguistiche
dell'assicurato non sono da trascurare.

 

9. Prognosi

 

La situazione è da considerarsi stazionaria. La
limitazione funzionale del ginocchio destro è relativamente modesta.
Un'evoluzione verso un'artrosi femoro-rotulea destra è probabile a medio e
lungo termine.

 

10. Rispondo alle domande postemi

 

      1.  Diagnosi dal suo punto di vista
specialistico.

 

Vedasi sotto paragrafo 5.

 

2.  Influenza di queste ultime sulla capacità lavorativa nell'attività
da ultimo svolta dall'assicurato/a (precisare se possibile ore al giorno o la
riduzione nel rendimento sul lavoro).

 

Nell'attività lavorativa da ultimo svolta
dall'assicurato queste riducono la capacità lavorativa al 70%. Si considera una
riduzione del rendimento sul posto di lavoro.

 

 

      3.  Descrivere l'evoluzione dello stato di salute
dell'assicurato/a dal suo punto di vista specialistico riguardo alle
problematiche segnalate agli atti e la prognosi a medio-lungo termine.

 

La situazione dal profilo più strettamente
ortopedico è rimasta stazionaria a partire dall'anno 2004. La prognosi
considera la possibilità di un'evoluzione verso un'artrosi femoro-rotulea
destra, non a breve ma a medio e lungo termine.

 

 

      4.  Come si giustifica la diminuzione della capacità
lavorativa? Quali sono le limitazioni funzionali constatate?

 

La diminuzione della capacità lavorativa si
giustifica considerando la particolare attività svolta da ultimo
dall'assicurato e tenendo conto di una certa limitazione funzionale del
ginocchio destro e di una problematica femoro-rotulea legata ad una patella
bassa destra, sia pure di moderate dimensioni.

 

      5.  Possibilità terapeutiche per migliorare la capacità
lavorativa dell'assicurato/a? Che effetti avrebbero questi provvedimenti sulla
capacità lavorativa?

 

Attualmente non si vedono possibilità
terapeutiche atte a migliorare con un buon grado di probabilità la capacità
lavorativa dell'assicurato.

 

      6.  Ritiene possibile effettuare provvedimenti d'integrazione
professionale presso quest'assicurato/a? Descrivere le risorse di cui
l'assicurato ancora dispone.

 

Provvedimenti di integrazione professionale sotto
il profilo ortopedico sono da prendere in considerazione. La funzione delle
estremità superiori è conservata. Anche la capacità di cammino è mantenuta.
Difficoltà sorgono nel cammino frequente e soprattutto con pesi sulle scale.
Difficoltà sono pure attendibili nelle attività lavorative che richiedono una
ripetuta e frequente posizione accovacciata.

 

      7.  Ritiene che l'assicurato/a sia in grado di svolgere altre
attività? Se sì, descrivere i limiti funzionali e la capacità lavorativa in
tale attività adatta (ore/die o riduzione del rendimento).

 

L'assicurato è in grado di svolgere altre
attività. Infatti nel corso della sua vita ha eseguito varie funzioni. Si pensa
ad attività lavorative nel campo dell'informatica, della meccanica non pesante
e dell'amministrazione. E' probabile che anche le conoscenze linguistiche siano
favorevoli. Le limitazioni sono costituite dal sollevamento e dal trasporto
ripetuto di pesi oltre i 20 kg, dalla necessità di camminare frequentemente su
scale e dall'obbligo di lavorare in posizioni coatte, soprattutto accovacciate.
Anche la flessione frequente delle ginocchia potrebbe creare qualche
difficoltà. Comunque con un orientamento professionale adeguato, rispettoso
delle limitazioni, sarebbe possibile ottenere una capacità lavorativa del 100%.

 

      8.  Per assicurati di sesso femminile: in che misura
l'assicurato/a può svolgere l'attività di casalinga (descrivere i limiti
funzionali)." (doc. AI 46/30-32)

 

                                         Globalmente,
quindi, nel rapporto peritale del 6 giugno 2008 i medici del SAM, sulla base
delle risultanze dei singoli consulti e delle visite ambulatoriali del
ricorrente presso il citato centro d’accertamento hanno posto la diagnosi con
influenza sulla capacità lavorativa di “Condrosi femororotulea e
sindrome femororotulea di carattere cronico al ginocchio ds. con/su: -
pregressa rottura traumatica del legamento rotuleo, - pregressa sutura e
ricostruzione-plastica del legamento rotuleo a ds. con tendine semitendinoso,
5.04.2002”.

 

                                         Quale
diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa i periti hanno posto
quella di “Sindrome mista ansioso-depressiva (F41.2). Probabile disturbo di
personalità misto (F61.0) narcisista, borderline. Obesità con BMI 32,6 ca.
Epatopatia. Diverticolosi”. (doc. AI 46-15)

 

                                         Quanto
alla capacità lavorativa medico – teorica globale, i medici del SAM hanno
ritenuto l’assicurato abile al lavoro nella misura del 70% nell’attività precedente
di assistente di produzione in una ditta di prodotti chimici e di pulizia,
mentre in un’attività adeguata la capacità lavorativa è del 100% dall’ottobre
2002 (doc. AI 46-19).

 

                                         Va
pertaltro sottolineato che l’assicuratore contro gli infortuni, ritenendo lo
stato di salute stabilizzato aveva posto l’assicurato al beneficio di una
rendita di invalidità del 13% (sul tema cfr. consid. 2.4) a contare dal 1°
marzo 2007, nonché di un’indennità per menomazione all’integrità del 5% (cfr.
inc. 35.2008.72)

 

                               2.7.   Nell’ambito
della vertenza LAINF, con ordinanza del 16 dicembre 2009 questa Corte ha
ordinato una perizia medica affidandone l’allestimento alla Clinica di
chirurgia ortopedica dell’Ospedale __________ di __________ (doc. XXII).

 

                                         In data
27 maggio 2010 gli esperti giudiziari hanno trasmesso al TCA un complemento
peritale (doc. XXII).

 

                                         Nella sentenza
del 31 maggio 2010 il TCA ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" 
(…)

Alla luce delle conclusioni alle quali sono giunti gli specialisti
della Clinica di chirurgia ortopedica dell’__________ di __________ (cfr.
consid. 2.4.) e al fine di decidere con una maggiore tranquillità in merito
alla stabilizzazione delle condizioni di salute dell’insorgente, questo
Tribunale non può che rinviare gli atti all’assicuratore LAINF convenuto,
affinché disponga i provvedimenti diagnostici che sono stati suggeriti in
relazione alla sospetta presenza di un’infezione low grade al ginocchio
destro (posto che per la plica medio patellare sintomatica non è stata
dimostrata l’eziologia traumatica, i relativi accertamenti suggeriti dai medici
bernesi non sono di pertinenza dell’Istituto assicuratore resistente - cfr.
doc. LIX, p. 6 e doc. LXVIII) e, quindi, si pronunci di nuovo sul diritto a
prestazioni, dal profilo materiale e temporale, a far tempo dal 1° marzo 2007.” (sentenza 31 maggio 2010, pag. 15).” 

 

                               2.8.   Quanto alla
valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi
importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si
fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal
paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi),
che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del
perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto
medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione,
ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I
462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125
V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il
suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1
pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

 

                                         In
una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però
ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire
delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.
In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha
statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione
degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale
le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una
certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale
referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per
farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI
1993 pag. 95).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         Occorre
ancora evidenziare che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 concernente un caso di assicurazione per l'invalidità (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse
dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante
ed il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia.
In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

La valeur probante des rapports médicaux des uns et
des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels
précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison
d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin
traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui
l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les
médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune
circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de
ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)

 

 

                                         Per
quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125
V 353 consid. 3a)cc);
Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts im Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1997, pag. 230).

 

                                         L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008 del 16
ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici curanti e
periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato quanto
segue:

 

" 
(…)

On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre
experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de
mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports
médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des
critères jurisprudentiels (ATF 125 V 351 consid. 3a p. 352) qui permettent de leur reconnaître pleine valeur
probante. A cet égard, il convient de rappeler qu'au vu de la divergence
consacrée par la jurisprudence entre un mandat thérapeutique et un mandat
d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les
références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait remettre en cause
une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et procéder à de
nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont
une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces médecins
traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été ignorés dans
le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre en
cause les conclusions de l'expert.(…)

 

                                         Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         Va
ancora rilevato che, affinché un esame medico in ambito
psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni
(D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle
assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota
158, pag. 628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e
cantonali, in particolare la DTF 127 V 294; cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle
assicurazioni sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing
& Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di
Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito
psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una
classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre, l'esperto deve
esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del resto, un rifiuto di
una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le divergenze
tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità dei
dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di cura,
le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle
risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino
l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante
un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001, inc.
32.1999.124).

 

                               2.9.   Nella
concreta fattispecie, chiamato a verificare innanzitutto se lo stato di salute
del ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’UAI prima dell’emissione
della decisione qui impugnata, dopo attenta analisi della documentazione
medica agli atti, questo TCA non ha motivo per mettere in
dubbio la valutazione peritale effettuata dal SAM, da considerare dettagliata,
approfondita e quindi rispecchiante i parametri giurisprudenziali sopra
ricordati.

 

                                         Per
quanto riguarda la patologia psichiatrica il Dr. __________, spec. FMH
in psichiatria e psicoterapia, nel referto del 29 maggio 2008 ha diagnosticato una sindrome mista ansiosa-depressiva (ICD 10 F41.2) e un probabile disturbo di
personalità misto (ICD 10 F 61.0) narcisista, borderline.

                                         A mente
dello specialista il quadro clinico dell’assicurato è di lieve entità e “non
comporta nessun grado d’incapacità lavorativa per ragioni psichiatriche”.
Secondo il Dr. __________ non è infatti constatabile “nessuna patologia
psichiatrica maggiore, né di tipo depressiva, né tanto meno di tipo psicotica”
(doc. AI 46-23). 

 

                                         Queste
conclusioni specialistiche, che del resto non sono state contestate attraverso
dei referti medico-specialistici attestanti delle patologie psichiatriche
maggiormente invalidanti, possono essere fatte proprie dal TCA.

 

                                         Per
quanto riguarda la patologia ortopedica il Dr. __________, spec. FMH in
chirurgia ortopedica, nel rapporto del 23 aprile 2008 ha diagnosticato uno “▪ Stato dopo
rottura traumatica del legamento rotuleo del ginocchio destro, ▪ stato dopo sutura e ricostruzione-plastica del legamento
rotuleo destro. ▪ Condrosi femoro-rotulea di carattere cronico. ▪
Sovrappeso corporeo” (doc. AI 46-30). Secondo lo
specialista la situazione dal profilo ortopedico è da considerarsi stazionaria
dal 2004 con una limitazione funzionale del ginocchio destro relativamente
modesta. 

                                         Il Dr. __________
ha ritenuto l’insorgente abile al 70% nella precedente occupazione, mentre in attività
adeguate rispettose delle limitazioni la capacità lavorativa è piena (100%).

                                         

Il TCA non ha motivo per distanziarsi nemmeno da
tale valutazione peritale, che non è del resto stata smentita da certificati
medico-specialistici attestanti delle patologie maggiormente invalidanti, in
grado di influire sulla capacità lavorativa residua dell’interessato.

 

                                         Tale non
può essere la certificazione del 21 agosto 2008 del Dr. __________, spec. FMH
in medicina interna e malattie reumatiche, che nel proprio referto ha posto una
diagnosi che sostanzialmente si sovrappone a quella del Dr. __________
indicando una “gonalgia cronica a destra su esiti da rottura del legamento
rotuleo” (doc. A2). Per quanto riguarda la capacità lavorativa il medico
curante non ha espresso una valutazione in quanto - a suo dire - bisognerà
attendere l’esito di un eventuale intervento al ginocchio. Il Dr. __________ ha
precisato che difficilmente RI 1 potrà ricominciare a svolgere un’attività
fisicamente pesante di operaio-manovale.

 

                                         Premesso
che l’assicurato da ultimo non svolgeva l’attività di operaio-manovale, bensì
quella di assistente di produzione alla __________, attiva nella fabbrica di
prodotti di pulizia, dove egli, in posizione prevalentemente eretta con
necessità di deambulazione doveva “mescolare i vari prodotti secondo le
ricette” e solo alcune volte nel corso della giornata sollevare pesi
attorno ai 25 kg (doc. AI 46-27), anche il perito interpellato
dall’amministrazione ha indicato che le limitazioni sono costituite dal sollevamento
ed al trasporto ripetuto di pesi oltre i 20 kg, dalla necessità di camminare frequentemente su scale e dall’obbligo di lavorare in posizioni coatte, soprattutto
accovacciate (doc. AI 46-32).

 

                                         Per
costante giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali valuta la
legalità della decisione deferitagli sulla base della situazione di fatto
esistente al momento in cui essa venne emanata – in concreto il 10 settembre 2008 – quando si ritenga
che fatti verificatisi ulteriormente possono imporsi quali elementi di
accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione resa (SVR
2003 IV n. 25 consid. 1.2; DTF 130 V 140 e 129 V 4 consid. 1.2, 127 V 467
consid. 1, 121 V 366 consid. 1b).

 

                                         In casu, il referto
del Dr. __________ dello __________ di __________ datato 25 giugno 2009 è ampiamente posteriore alla decisione
impugnata e si riferisce ad un quadro clinico constatato successivamente. A
prescindere dall’aspetto temporale, il medico ha comunque posto una diagnosi
che si sovrappone a quello del perito indicando una “chronische femoropatellare
Knieschmerzen rechts bei patellahyperkompressionssyndrom, leichte Patella baja
und St.n. Versorgung einer traumatischen Ruptur des Ligamentum patellae mit
zusätzlicher Verstärkung mit autologer Semitendinosussehne am 05.04.2002. St. n. Fadengranulomentfernung rechts
am 05.05.2003 in Lokalanästhesie Chronische Tendinitis des Pes anserinus rechts
bei Senkfüssen bds. Posttraumatische Lumbalgie bei thorakolumbaler Skoliose mit
Beckentiefstand rechts von 1 cm Psoriasis an beiden Händen” 

                                         Il
Dr. __________ inoltre non ha posto alcuna indicazione circa la capacità
lavorativa residua dell’assicurato (doc.
B).

 

                                         Sia nelle
annotazioni del 17 novembre 2008 che in quelle del 20 luglio 2009 il medico del
SMR, Dr. __________ ha confermato la valutazione dei periti del SAM escludendo
una modifica dello stato di salute rispetto a quanto accertato nel 2008 (doc.
VI bis + XV bis).

                                         In ambito
LAINF (inc. 35.2008.72) il TCA ha ordinato una perizia a cura della Clinica di
chirurgia ortopedica dell’Ospedale __________ di __________. Nel referto dell’8
marzo 2010, anch’esso dunque posteriore alla decisione impugnata, è stata posta
una diagnosi in parte sovrapponibile a quella dei periti del SAM, ovvero: Stato
dopo rottura traumatica del legamento patellare destro e relativa ricostruzione
con sospetta infezione low grade, incipiente artrosi femoropatellare
secondaria, nonché plica medio patellare sintomatica (“St. n. traumatischer Ruptur des Lig. patellae
rechts mit/bei: - St. n.
Rekonstruktion der Patellarsehne mittels Semitendinosussehne am 05.04.2002 m/b:

                                         1. Verdacht auf Iow grade Infekt

                                         2. Beginnnender sekundäre Femoropatellararthrose 

                                         3. Symptomatischer
Plica mediopatallaris”) (doc. XXI).

                                         Per
quanto riguarda la capacità lavorativa residua i periti giudiziari hanno indicato
una piena capacità lavorativa dell’assicurato in attività adeguata, nel
rispetto dei limiti funzionali indicati:  

                                         “Es
besteht unter Einschränkungen eine Arbeitsfähigkeit für angepasste Tätigkeiten.
Heute gibt der Patient
an, dass er nicht mehr als 10 Minuten stehen und auch nicht mehr als 15 Minuten am Stück sitzen könne. Zudem besteht eine
verminderte Gehstrecke von ca. 200 - 300 m, anschliessend
muss sich der Patient hinsetzen. Es bieten sich somit Tätigkeiten mit häufigen
Positionswechseln und ohne längere Gehstrecken
an. Zudem müsste das Tragen von Lasten auf max. 5 kg limitiert werden. In der aktuellen Situation erscheint regelmässiges Treppensteigen und
-abgehen nicht möglich.” (doc. XXII).

 

                                         Limiti funzionali che, in
parte, corrispondono a quelli indicati già dal Dr. __________ nella perizia SAM
del 23 aprile 2008: “Le limitazioni sono costituite dal sollevamento e dal
trasporto ripetuto di pesi oltre i 20 kg, dalla necessità di camminare frequentemente su scale e dall’obbligo di lavorare in posizioni coatte, soprattutto
accovacciate. Anche la flessione frequente delle ginocchia potrebbe creare
qualche difficoltà” (doc. AI 46-32).

 

                                         Il medico del SMR, Dr. __________,
nelle annotazioni del 22 giugno 2010 ha confermato che rispetto alla
valutazione SAM non risulta una modifica della situazione clinica (doc.
XXIII1).

 

                                         Alla luce
di quanto sopra esposto, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze
dei periti interpellati dall’amministrazione, le quali hanno permesso di
vagliare accuratamente lo stato di salute dell’interessato e richiamato inoltre
l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente
esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal
danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i
riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), il TCA ritiene dimostrato con
il grado della verosimi-glianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti
ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c,
111 V 188 consid. 2b), che l'assicurato è tuttora abile
in misura del 100% in attività adeguate.

 

                                         La
consulente in integrazione professionale nel proprio rapporto del 18 giugno
2008, per quanto riguarda le attività esigibili dall’assicurato ha indicato
quelle di operaio generico (mansioni d’assemblaggio, stampa, rifinitura,
lucidatura, controllo del funzionamento e della qualità, attività di controllo,
di sorveglianza, riparazioni, imballaggio, etichettatura), vendita al dettaglio
(es. addetto alla vendita di carburanti e servizi collaterali), addetto alla
logistica (magazziniere, con l’ausilio del muletto), autista, fattorino addetto
alla distribuzione e consegna a domicilio di merce non troppo pesante (es.
fiori, prodotti farmaceutici), portiere, custode, guardarobiere in campo
alberghiero, compiti di controllo / manutenzione tipici delle organizzazioni
comunali (letturista, ripristino dei cestini, pulizia fontane, servizi).
Personale ausiliario addetto ad attività collaterali semplici, per lo più di
tipo manuale (archivio, servizio meccanografici, di duplicazione, economato e
similari) (doc. AI 49-2).

 

                             2.10.   Occorre ora
esaminare le conseguenze del danno alla salute subìto dal ricorrente dal
profilo economico.

 

                                         Preliminarmente
va ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa
stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. DTF 129
V 222; cfr., pure, STFA del 26 giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I
600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV
Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in
SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02;
cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01),
per cui nel caso concreto, tenuto conto del disposto di cui all’art. 29 cpv. 1
lett. b LAI, l’amministrazione ha correttamente considerato i dati del 2004. 

 

                                         Al
proposito va precisato che, secondo una sentenza pubblicata in DTF 128 V 174
seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il
momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della
decisione su opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato che
l’amministrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una
prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale diritto
non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di
riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere ad un
ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.

                                         Tale
principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF
129 V 222; cfr. anche STFA inedite 26
giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa
R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella
causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella
causa G. consid. 4.2, I 475/01).

                                         

                                         Questa
Corte dunque deve procedere ad un confronto dei redditi con riferimento anche
al 2008 (data della decisione su opposizione).

 

                          2.10.1.   Per quel che
concerne il reddito da valido, il cui importo non è del resto
stato contestato in sede di ricorso (doc. I), l’UAI ha quantificato il reddito
che l’assicurato avrebbe potuto percepire da sano in fr. 63’960.-- nel 2004,
secondo quanto dichiarato dal precedente datore di lavoro, __________, (doc. AI
8-1).

 

                                         Adeguando
tale importo al 2008, si ottiene un reddito da valido di fr. 67'749.21 (+1,0% per il 2005; +1,2% per il 2006; +1,6% per il 2007; +2,0% per
il 2008 , cfr. tab. cfr. tab. B 10.2, pubblicata in
 La Vie économique, 5-2010, p. 87).

 

                          2.10.2.   Per quanto
riguarda invece il reddito da invalido, va ricordato che lo stesso è determinato sulla
base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione
però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità
lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta
sia adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF
126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

 

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico. Il
TFA ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del
salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che
l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido
motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione
(DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di
indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla
tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita
dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella
TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV
nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I 222/04). 

 

                                         Con
sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario
da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al
salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da
invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti,
art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.

 

                                         In
un’altra sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha
lasciato aperta la questione a sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso
in cui il valore fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”).
Tale è di regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag.
45 consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007).

 

                                         La
questione è stata definitivamente risolta dalla nostra Massima Istanza, la
quale nella sentenza 8C_44/2009 del 3 giugno 2009 ha ricordato che:

 

" 
3.3 In una recente sentenza 8C_652/2008 dell'8 maggio 2009, non ancora
pubblicata nella Raccolta ufficiale (ndr.: cfr. 135 V 297), il Tribunale
federale, precisando la propria giurisprudenza, ha stabilito che quando il
reddito effettivamente conseguito differisce di almeno il 5% rispetto al
salario statistico riconosciuto nel corrispondente settore economico, esso deve
essere considerato considerevolmente inferiore alla media nel senso della DTF
134 V 322 e può - in caso di adempimento degli altri presupposti - giustificare
un parallelismo dei redditi di raffronto (consid. 6.1.2). A questo parallelismo
si procederà però soltanto limitatamente alla parte percentuale eccedente la
soglia determinante del 5% (consid. 6.1.3). Questa Corte ha nella stessa
sentenza confermato che i fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già
aver tenuto conto con il parallelismo non possono essere presi in
considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione per circostanze
personali e professionali." 

 

                                         In
applicazione della giurisprudenza sviluppata nella sentenza del 7 aprile 2008
(inc. 32.2007.165), utilizzando i dati forniti dalla tabella TA1 2004 elaborata
dall'Ufficio federale di statistica, il ricorrente, svolgendo nel 2004 una
professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a
proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr.
RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto
realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a fr. 4'588.--.

                                         Riportando
questo dato su 41.6 ore (cfr. tabella B 9.2, pubblicata
in La Vie économique, 5-2010, p. 86), esso ammonta a fr. 4'771.52
mensili oppure a fr. 57'258.24 per l'intero anno (fr. 4'771.52 x 12, ritenuto
che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999
nella causa B., U 274/98, p. 5 consid. 3a). 

                                         

                                         L’assicurato,
quale assistente di produzione, avrebbe guadagnato nel 2004 fr. 63’960.-- /
anno per un’occupazione a tempo pieno (cfr. consid. 2.11.1.). Tale reddito si
situa sopra la media dei salari per un'attività equivalente (cioè fr. 60'577.92,
cfr. Tabella TA1 p.to 15-37 ”Attività manifatturiere”, livello di
qualifica 4, fr. 4’854.-- X 12 mesi = 58’248.-- riportato su 41.6.).

 

                                         Nel caso
in esame non sono, perciò, realizzati i presupposti per ridurre il reddito
statistico da invalido in applicazione della giurisprudenza di cui alla STF U
8/07 del 20 febbraio 2008.

 

                                         Utilizzando
i dati forniti dalla tabella TA1 2008 elaborata dall'Ufficio federale di
statistica, il ricorrente, svolgendo nel 2008 una professione che presuppone qualifiche
inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della rilevanza delle
condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR
2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un salario mensile
lordo pari a fr. 4'806.--.

                                         Riportando
questo dato su 41.6 ore (cfr. tabella B 9.2, pubblicata
in La Vie économique, 5-2010, p. 864), esso ammonta a fr. 4'998.24
mensili oppure a fr. 59'978.88 per l'intero anno (fr. 4'998.24 x 12, ritenuto
che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999
nella causa B., U 274/98, p. 5 consid. 3a). 

 

                                         L’assicurato,
quale assistente di produzione, avrebbe guadagnato nel 2008 fr. 67'749.21 /
anno per un’occupazione a tempo pieno (cfr. consid. 2.11.1.). Tale reddito si
situa sopra la media dei salari per un'attività equivalente (cioè fr. 63'847.68,
cfr. Tabella TA1 p.to 15-37 ”Attività manifatturiere”, livello di
qualifica 4, fr. 5’116.-- X 12 mesi = 61'392.-- riportato su 41.6.).

 

                                         Anche in
questo caso non sono, perciò, realizzati i presupposti per ridurre il reddito
statistico da invalido in applicazione della giurisprudenza di cui alla STF U
8/07 del 20 febbraio 2008.

 

                          2.10.3.   In ossequio
alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le circostanze
specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute,
età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado
d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere ad
una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima
consentita ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto
delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro"
(cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

                                         In una
sentenza del 25 luglio 2005 nella causa J., I 147/05, consid. 2, il TFA ha
proceduto ad una riduzione del 15% sul reddito statistico da invalido,
trattandosi di un assicurato straniero, nato nel 1953 e al beneficio di un
permesso di domicilio, che, a causa del danno alla salute, era stato giudicato
in grado di svolgere un’attività adeguata in misura del 60%.

                                         La nostra Corte federale ha ritenuto suscettibili di incidere sul livello di reddito ancora
conseguibile dall’assicurato, gli impedimenti funzionali derivanti dal danno
alla salute (10%), così come il fatto di poter lavorare soltanto a tempo
parziale (5%):

 

" 
2.4 Aufgrund der zu Recht nicht bestrittenen
Auffassung der Gutachter des Instituts Y.________ vom 4. April 2003 ist dem
Beschwerdegegner die angestimmte Tätigkeit als Schweisser nicht mehr zumutbar,
während körperlich leichte bis intermittierend mittelschwere adaptierte
Tätigkeiten zu 60% zumutbar sind (d.h. wechselbelastende Tätigkeiten ohne
Heben, Stossen und Ziehen von Lasten über 5 bis 10 kg repetitiv und vereinzelt über 15 kg, ohne Überkopftätigkeiten und ohne Tätigkeiten in gebückter
Haltung mit Rotation der Wirbelsäule). Aufgrund dieser Einschränkungen sind
keine triftigen Gründe ersichtlich, um von einem leidensbedingten Abzug
abzusehen; dies wird von der Beschwerde führenden Verwaltung denn auch nicht
bestritten.

 

2.5 Entgegen der Auffassung im kantonalen
Entscheid ist die Nationalität hier zu vernachlässigen angesichts der Tatsache,
dass die statistischen Löhne aufgrund der Einkommen der schweizerischen und der
ausländischen Wohnbevölkerung erfasst werden (AHI 2002 S. 70) und der
Beschwerdegegner kein Saisonnier ist, sondern über die
Niederlassungsbewilligung C verfügt (Urteil S. vom 16. April 2002, I 640/00
[Zusammenfassung in HAVE 2002 S. 308]). Damit gehört der Versicherte vielmehr
einer Ausländerkategorie an, für welche der monatliche Männer-Bruttolohn im
Anforderungsniveau 4 sogar etwas über dem entsprechenden, nicht nach dem
Merkmal der Nationalität differenzierenden Totalwert liegt
(Lohnstrukturerhebung 2000 S. 47 Tabelle TA12 sowie Lohnstrukturerhebung 2002
S. 59 Tabelle TA12). Es ist denn auch dieser Totalwert die massgebende
Vergleichsgrösse und nicht etwa das Einkommen der Schweizer (wie es die Vorinstanz
angenommen hat), da sich Tabellenlöhne aus den Einkommen der In- und Ausländer
zusammensetzen.

2.6 Die IV-Stelle führt in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde zwar zu Recht aus, "dass Teilzeitangestellte
nicht zwingend weniger als Vollzeittätige verdienen (zum Beispiel in
Beschäftigungsbereichen, in denen Teilzeitarbeit Nischen auszufüllen vermag,
die arbeitgeberseits stark nachgefragt und dementsprechend entlöhnt werden
...)." Jedoch wird das Invalideneinkommen hier allein aufgrund statistischer
Angaben festgesetzt, so dass die statistisch erhärtete Tatsache der
Lohneinbusse von teilzeitarbeitenden Männern im massgebenden Anforderungsniveau
4 (einfache und repetitive Tätigkeiten) zu berücksichtigen ist (vgl.
Lohnstrukturerhebung 2000 S. 24 T8 sowie Lohnstrukturerhebung 2002 S. 28 T8),
auch wenn in diesem Rahmen der prozentuale Minderverdienst nicht schematisch
dem Abzug gleichzusetzen ist (vgl. BGE 126 V 79 Erw. 5b/aa).

 

2.7 Damit sind im Rahmen des Abzuges die
leidensbedingten Einschränkungen des Versicherten (vgl. Erw. 2.4) sowie die
Möglichkeit, nur noch Teilzeit arbeiten zu können (Erw. 2.6 hievor), zu
berücksichtigen. Da die IV-Stelle in Verfügung und Einspracheentscheid keinen
Abzug wegen Teilerwerbstätigkeit berücksichtigt hat, obwohl dies angemessen
gewesen wäre, lag für das kantonale Gericht ein triftiger Grund vor, sein
Ermessen an die Stelle desjenigen der Verwaltung zu setzen; die abweichende
Ermessensausübung erweist sich deshalb insoweit als näher liegend (vgl. Erw.
2.3 hievor). Indessen hat die Vorinstanz zu Unrecht auch den Ausländerstatus
des Beschwerdegegners berücksichtigt (Erw. 2.5 hievor). Die IV-Stelle hat
jedoch die leidensbedingten Einschränkungen - angesichts der Beschwerden - mit
einem Abzug von 10% vom Tabellenlohn berücksichtigt; wird auch der Tatsache
Rechnung getragen, dass der Beschwerdegegner nur noch teilerwerbstätig sein
kann, erscheint - gesamthaft gesehen - das Ermessen der Vorinstanz als näher
liegend. Damit hatte diese genügend triftige Gründe, um vom Abzug der Verwaltung
abzuweichen, so dass ein solcher in Höhe von 15% vorzunehmen ist, was zu einem
Invaliditätsgrad von 52% und damit zum Anspruch auf eine halbe Invalidenrente
führt." (STFA succitata) 

 

                                         In
un’altra pronunzia del 25 luglio 2005 nella causa Y., U 420/04, consid. 2 -
riguardante un assicurato straniero, nato nel 1961 e al beneficio di un
permesso di domicilio, totalmente abile in attività lavorative leggere da un
profilo dell’impegno fisico - lo stesso TFA ha nuovamente applicato una
decurtazione del 15% (“Dem Beschwerdegegner sind aus medizinischer Sicht
unbestrittenermassen keine schweren Arbeiten mehr zumutbar (vgl. Erw.
2.5.1 hievor), sodass er den bisher ausgeübten Tätigkeiten nicht mehr nachgehen
kann. Mit den von der SUVA verfügten 15% wird sowohl dem
Verlust, Schwerarbeit leisten zu können, als auch der leidensbedingten
Einschränkung, die für sich nicht sehr ausgeprägt ist, angemessen Rechnung
getragen”). 

 

                                         In una sentenza del 25 aprile 2005 nella causa R., inc. 35.2004.104,
il TCA ha fornito alcune indicazioni circa le modalità secondo le quali deve
essere applicata la riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido,
argomentando:

 

" 
Su quest’ultimo punto, il TCA ha attentamente
esaminato alcune recenti sentenze federali e ne ha ricavato l’impressione di
una prassi non sempre coerente.

A titolo di esempio, in una sentenza del 14
febbraio 2005 nella causa T., I 594/04, consid. 2.3, il TFA ha indicato che
l’età dell’assicurato (47 anni al momento del rilascio della decisione
impugnata) non rappresentava un fattore di riduzione, stabilendo inoltre che i
lavoratori ausiliari, su un mercato equilibrato del lavoro, vengono richiesti a
prescindere dalla loro età e quindi che, in queste attività, l’età di per sé
non influisce sul livello retributivo. 

Per conto, in una pronunzia del 20 gennaio 2005
nella causa R., I 138/04, consid. 4.3., la stessa Alta Corte federale ha applicato una riduzione sul reddito statistico da invalido,
trattandosi di un assicurato di 35 anni, dichiarato completamente abile in
attività semplici e ripetitive nel settore dei servizi, “en regard de l’âge
de l’assuré et des limitations résultant de l’atteinte à sa santé” (la
sottolineatura è del redattore). 

 

In un’altra sentenza del 23 febbraio 2004 nella
causa M., B 67/04, consid. 3.3.2 - concernente un assicurato di 54 anni al
beneficio di un permesso di domicilio - l’Alta Corte non ha ritenuto che l’età
costituisse un fattore di riduzione. 

Del resto, con riferimento all’art. 28 cpv. 4
OAINF (cfr. consid. 2.4.), la giurisprudenza federale ha stabilito che questa
disposizione torna applicabile agli assicurati che, alla data di inizio della
rendita di invalidità, hanno un’età attorno ai 60 anni (cfr. DTF 123 V 419
consid. 1b; SVR 1995 UV 35, p. 105 consid. 2b). 

 

Al fine di garantire l’uguaglianza di trattamento
fra assicurati (circa la necessità di introdurre dei criteri obiettivi allo
scopo di evitare disparità di trattamento, cfr. DTF 123 V 104 consid. 3e, DTF
115 V 138ss. consid. 6-7, 405ss., consid. 4-6; STFA del 24 febbraio 2005 nella
causa S., U 80/04, consid. 4.2.1), questo Tribunale – chiamato peraltro, in
talune circostanze, a direttamente quantificare la riduzione percentuale (cfr.,
ad esempio, la STFA del 25 febbraio 2003 nella causa P., U 329 + 330/01) – e
visto che il problema si pone in modo analogo in alcuni importanti settori
delle assicurazioni sociali (assicurazione per l’invalidità, previdenza
professionale, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le
malattie), ritiene di dover fornire le seguenti indicazioni.

 

Ad ognuno dei fattori di rilievo indicati dalla
giurisprudenza federale corrisponde una decurtazione del 5%. 

Per quanto riguarda specificatamente la riduzione
percentuale legata alla limitazione addebitabile al danno alla salute, l’esistenza,
in un caso concreto, di impedimenti di una particolare gravità, che in genere
limitano l’assicurato anche nell’esercizio di un’attività sostitutiva, può
comunque giustificare l’applicazione di una riduzione più elevata (cfr., in
questo senso, la STFA del 16 febbraio 2005 nella causa C., I 559/04, consid.
2.2, in cui la Corte federale ha avallato la riduzione decisa
dall’amministrazione (15%), trattandosi di un assicurato abile soltanto
parzialmente in attività leggere, la STFA del 17 febbraio 2005 nella causa B.,
I 1/04, consid. 4.3.4, in cui è stata applicata una decurtazione del 10% per
tenere conto delle difficoltà legate al danno alla salute e la STFA del 23 febbraio 2005 nella causa B., I 632/04, consid. 4.2.2, in cui è stata confermata
una riduzione del 15% per ragioni di salute). 

La presenza cumulativa di più fattori legittima
l’applicazione della riduzione massima del 25% (cfr., in questo senso, la STFA del 4 febbraio 2003 nella causa S., U 311/02, consid. 4.3). 

 

Nella già citata sentenza del 23 febbraio 2004
nella causa M., il TFA ha applicato una deduzione globale del 15% motivata
dagli impedimenti legati al danno alla salute, ritenendo assenti gli altri
fattori di riduzione (anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di
dimora, grado di occupazione)." (STCA succitata, consid. 2.11.)

 

                          2.10.4.   In concreto,
nel rapporto del 18 giugno 2008, la consulente IP ha applicato una riduzione
del 5% per attività leggera (doc. AI 49-2).

 

                                         Sulla
base della giurisprudenza citata in precedenza (cfr. consid. 2.11.3.), una
riduzione percentuale del salario statistico medio è stabilita dopo un esame
delle circostanze specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al
danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di
dimora, grado d'occupazione).

 

                                         Nel caso
di specie, questo Tribunale non ha motivo per scostarsi dalla riduzione
percentuale del 5% applicata dall’amministrazione, peraltro non contestata dal
ricorrente, in quanto altre circostanze personali che potrebbero giustificare
una decurtazione sul reddito statistico da invalido, non ve ne sono (in
particolare, non l’età dell’assicurato, nato nel 1966).

 

                                         La
percentuale globale del 5% stabilita dalla consulente può essere confermata dal
TCA.

                                         Questa
soluzione si giustifica tanto più se si considera che per costante
giurisprudenza il Giudice non può scostarsi dalla valutazione
dell’amministrazione senza fondati motivi (cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/dd e
6).

 

                                         Procedendo
quindi al raffronto dei redditi, con riferimento al 2004, partendo da un
salario da invalido di fr. 57'258.24 e ammettendo la riduzione del 5%, il reddito ipotetico
dell’insorgente ammonta, quindi, a fr. 54'395.32 confrontando ora questo dato
con l’ammontare del reddito da valido nel medesimo anno di fr. 63’960.--
(consid. 2.11.1.) emerge un tasso d’invalidità del 14,95% arrotondato al 15%
secondo la giurisprudenza di cui
alla DTF 130 V 121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41), percentuale che non dà diritto ad una rendita d’invalidità, come
stabilito dall’amministrazione.

                                         

                                         Procedendo
quindi al raffronto dei redditi, con riferimento al 2008, partendo da un
salario da invalido di fr. 59'978.88
e ammettendo la riduzione del 5%, il reddito ipotetico
dell’insorgente ammonta, quindi, a fr. 56'979.93 confrontando ora questo dato
con l’ammontare del reddito da valido nel medesimo anno di fr. 67'749.21
(consid. 2.11.1.) emerge un tasso d’invalidità del 15,89% arrotondato al 16%
secondo la giurisprudenza di cui
alla DTF 130 V 121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41), percentuale che non dà diritto ad una rendita d’invalidità, come
stabilito dall’amministrazione.

 

 

                             2.11.   Nella propria
domanda di prestazioni, e in sede ricorsuale, RI 1 ha postulato il
riconoscimento di una riqualifica professionale (dco. AI 3-1; doc. I).

 

                                         L’art.
17 LAI prevede in particolare che:

 

" 
L’assicurato ha diritto alla formazione in una
nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione
professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente
conservata o migliorata, in misura essenziale."

 

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110
consid. 2b;

AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).

 

                                         L’Alta
Corte in una sentenza 9C_978/2009 del 9 luglio 2010 ha sviluppato al riguardo le seguenti considerazioni:

 

                                         “(…)

4 Le taux d'invalidité déterminé par comparaison des
revenus donne en principe à l'intimé le droit à une mesure de reclassement (ATF 124 V 108
consid. 2b p. 110 sv. et les références). L'office recourant n'en disconvient
pas bien que son propre calcul aboutisse à un résultat de 28 % (cf. points nos
35 et 36 du recours). Cependant, un tel droit ne dépend pas uniquement du taux
d'invalidité (cf. art. 8 et 17 LAI).

Dès lors que les motifs invoqués par la juridiction
cantonale ne légitimaient pas l'octroi d'une telle mesure (cf. consid. 3.2),
que les autres conditions (notamment le maintien ou l'amélioration de la
capacité de gain, la question de savoir si la mesure envisagée était propre à
atteindre le but de la réadaptation visé, l'attitude subjective nécessaire à l'octroi
d'une telle prestation) n'ont été examinées ni par cette dernière ni par
l'administration et que le Tribunal fédéral ne peut pas trancher la question
sur la base des pièces disponibles, il y a lieu d'annuler le jugement cantonal
sur ce point également et de renvoyer la cause à l'office recourant pour qu'il
examine toute les conditions auxquelles il est fait référence et rende une
décision à ce propos.

 

                                         Nel caso di specie, l’assicurato, oltre a non raggiungere una
perdita di guadagno pari almeno al 20%, secondo la consulente in integrazione
professionale non avrebbe diritto comunque ad una riqualifica professionale, per
le ragioni qui esposte:

 

" 
Sulla base delle considerazioni effettuate,
risulta evidente che non esistono i presupposti necessari per il diritto ai
provvedimenti professionali. Oltre al fatto che non è presente un’incapacità di
guadagno del 20%, non ritengo che nel prossimo futuro il danno alla salute
dell’A. possa causare un’incapacità al guadagno superiore. Infatti, in base
alla marginale 4011 della “Circulaire concernant les mesures de réadaptation
d’ordre professionel” il diritto ad un riformazione sussiste se il danno
alla salute ha come conseguenza una diminuzione duratura della capacità di
guadagno attorno al 20%.

 

La presenza sul mercato del lavoro di attività
direttamente accessibili e confacenti con il danno alla salute, induce a
concludere che il signor RI 1 sia direttamente integrabile nel ciclo produttivo
tramite i normali canali di collocamento” (doc. AI 49-3).

 

                                         Anche da
questo profilo la decisione del 10 settembre 2008 con la quale l’UAI ha respinto
la richiesta di prestazioni dell’assicurazione invalidità deve essere confermata.

 

                             2.12.   L’assicurato
nel suo atto ricorsuale ha chiesto l’esecuzione di una nuova perizia (doc.
VIII).

 

                                         Va
qui ricordato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c con
riferimenti).

                                         In
concreto, alla luce delle risultanze di cui sopra, questo Tribunale ritiene la
fattispecie sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario procedere
ad altri accertamenti medici.

 

                             2.13.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.- andrebbero poste a
carico dell’assicurato, il quale ha tuttavia chiesto l'assistenza giudiziaria
(cfr. consid. 2.14.).

                                         Al
riguardo il Consiglio federale nel Messaggio concernente la modifica della
legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (misure di semplificazione della
procedura) del 24 maggio 2005 in FF 2005 pag. 2751 seg. si è così espresso:

 

" 
(...)

Quando sono adempite le condizioni del gratuito
patrocinio, la procedura di ricorso in materia di AI continuerà ad essere
gratuita (con riserva di una successiva restituzione) per gli assicurati
interessati, come negli altri settori del diritto amministrativo.

Si intende così garantire che saranno prese in
considerazione le particolarità del singolo caso, in modo tale che anche le
persone meno abbienti possano accedere ai tribunali.

(...)

Le stesse considerazioni valgono a proposito
delle procedure di ricorso dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni
e, per le persone residenti all'estero, dinanzi alla Commissione di ricorso
AVS/AI. In altri termini, quando non può essere concesso il gratuito patrocinio
in seguito a circostanze particolari che riguardano il singolo caso, per le
controversie concernenti prestazioni dell'AI i Cantoni devono stabilire limiti
di spesa inferiori rispetto agli altri settori del diritto amministrativo.

Al fine di tener conto della componente di
politica sociale, fisseranno questi limiti non in funzione del valore
litigioso, ma in funzione dell'onere effettivo. È stato fissato un limite di
spesa (dai 200 ai 1000 franchi) equivalente a quello stabilito nella revisione
totale dell'organizzazione giudiziaria. Si è così dato seguito al suggerimento
espresso dalla maggioranza dei Cantoni nella procedura di consultazione.
(...)"

 

                             2.14.   Il ricorrente
ha infine chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con
gratuito patrocinio (I).

 

                                         Ai sensi
dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere
garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano,
il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale norma di legge
rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS,
rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva che l’autorità
di ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare, se del caso,
l’assistenza giudiziaria. L’art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i
presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria si
esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa
indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362; Kieser, op. cit., ad art.
61, n. 86, pag. 626).

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria –
rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (Kieser, op. cit., ad art. 61, n.
88s) – sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno (cfr. anche
art. 3 Lag), se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato
(cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; DTF 125 V 202 e 372 con
riferimenti).

 

                                         Dalle
tavole processuali si evince che il ricorrente, coniugato con __________ e
padre di due figlie, __________ (1993) e __________ (1997), vive grazie
all’aiuto dell’assistenza pubblica (cfr. doc. VIII bis).

                                         In tali
circostanze l’indigenza deve essere ammessa.

 

                                         L’assicurato non possiede
inoltre le necessarie conoscenze giuridiche, per cui l’intervento di un legale
appare giustificato e di primo acchito il ricorso non pareva essere privo di fondamento.

 

                                         Essendo dunque nella fattispecie soddisfatti i requisiti cumulativi per la
concessione dell'assistenza giudiziaria a favore dell'assicurato, il gratuito
patrocinio va quindi concesso, riservato l'eventuale obbligo di rimborso,
qualora la situazione economica dell'assicurato dovesse in futuro migliorare
(cfr. art. 61 lett. f LPGA; Kieser, Kommentar ATSG, 2003, ad art. 61, n. 93;
cfr. art. 9 Lag; relativamente al gratuito patrocinio nella procedura davanti
al TFA cfr. art. 152 cpv. 3 OG; STFA del 15 luglio 2003 nella causa S., I
569/02, consid. 5; STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid.
5a, parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).

                                         Ne
consegue che il ricorrente è per il momento esonerato dal pagamento delle spese
processuali (cfr. art. 69 cpv. 1bis LAI; STF I 885/06 del 20 giugno 2007).

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

                                            

                                   2.   L’istanza
tendente alla concessione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio
è accolta.

 

                                   3.   Le
spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico del ricorrente. A seguito
della concessione dell'assistenza giudiziaria esse sono per il momento assunte
dallo Stato.

                                      

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti