# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a035791d-69ae-571f-a9ab-5edde6c3e617
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-01-07
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 07.01.2005 A 2004 99
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2004-99_2005-01-07.pdf

## Full Text

A 04 99

3a Camera 

SENTENZA
del 7 gennaio 2005

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente tasse di allacciamento

1. … è proprietario sul territorio del Comune di …, in zona grotti, della particella 

no. 900, che conta 933 m2 di superficie ed è sopraedificata con lo stabile no. 

187A. Adiacente a questo fondo si situa la particella no. 374 di …, la quale 

conta 479 m2 di superficie ed è edificata con lo stabile no. 187B. Fisicamente, 

gli stabili 187A e 187B formano un unico grotto. Il 19 ottobre 2004, l’esecutivo 

comunale intimava ai due proprietari separatamente la tassa per 

l’allacciamento al collettore comunale e quella per l’allacciamento all’impianto 

di depurazione (CIDA). La prima era stabilita in base all’1.2% e la seconda in 

base allo 0.9% del valore a nuovo del fabbricato, pari a fr. 72'000.- per lo 

stabile no. 187A e a fr. 90'000.- per il no. 187B. In ambedue i casi, non 

raggiungendo il calcolo percentuale il minimo legale, veniva applicata la tassa 

minima prevista dalla normativa comunale pari a fr. 1000.- per l’allacciamento 

al collettore e a fr. 1’500.- per quello alla CIDA.

2. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 4 

novembre 2004, … chiedeva l’annullamento della tassa di allacciamento al 

collettore comunale e alla CIDA e l’esecuzione di un nuovo più equo calcolo 

del contributo. In sostanza, trattandosi di una sola costruzione, l’istante 

chiedeva che per la tassazione venisse preso in considerazione il valore 

complessivo dello stabile e in seguito imposta la metà della tassa così ottenuta 

tra di due comproprietari. La fissazione di un importo minimo della tassa per 

immobile penalizzerebbe poi ingiustamente i proprietari di immobili di 

costruzioni di valore esiguo. Inoltre, la zona grotti farebbe parte dell’area 

industriale comunale e dovrebbe quindi godere dell’aliquota inferiore vigente 

in questa zona. 

3. Nella propria risposta di causa, il Comune di … chiedeva la reiezione del 

ricorso e la conferma delle due decisioni. Gli immobili in parola sarebbero due 

singole proprietà appartenenti a due diversi proprietari e da nessun 

documento in possesso dell’autorità comunale risulterebbe il preteso rapporto 

di comproprietà, addotto dal ricorrente. Contrariamente alle pretese ricorsuali, 

la particella dell’istante verrebbe poi a trovarsi in zona grotti e non in zona 

artigianale e industriale, motivo per cui la tassazione operata sfuggirebbe 

anche sotto questo aspetto a qualsiasi critica. 

Considerando in diritto:

1. a) Giusta l’art. 10 della legge federale sulla protezione delle acque (LPAc), i 

cantoni provvedono alla costruzione di canalizzazioni pubbliche e di stazioni 

centrali di depurazione per le acque di scarico inquinate provenienti dalle zone 

edificabili e da gruppi di edifici esistenti che si trovano fuori dalla zona 

edificabile (cpv. 1 lett. a e b). I cantoni provvedono affinché i costi di 

costruzione, esercizio, manutenzione, risanamento e sostituzione degli 

impianti per le acque di scarico che servono per scopi pubblici siano finanziati 

mediante emolumenti o altre tasse conformemente al principio di causalità. 

L’ammontare delle tasse è fissato tenendo conto in particolare del tipo e della 

quantità di scarico prodotte, degli ammortamenti necessari a mantenere il 

valore degli impianti, degli interessi, degli investimenti pianificati per la 

manutenzione, il risanamento e la sostituzione degli impianti nonché per il loro 

adattamento alle esigenze legali o per l’ottimizzazione del loro esercizio (art. 

60a LPAc). Anche se le condizioni quadro dell’art. 60a LPAc aumentano le 

esigenze quanto ai criteri di ripartizione dei costi, spetta attualmente ancora 

sempre al diritto cantonale e a quello comunale di concretizzarli (DTF 128 I 

50).

b) In base al regolamento comunale sulle canalizzazioni (RC), il comune preleva 

una tassa di allacciamento e una di utilizzazione (art. 37 RC). Sono soggette 

a tasse di allacciamento tutte le costruzioni e gli impianti esistenti e quelli 

autorizzati dopo l’entrata in vigore del presente regolamento. I proprietari 

pagano una tassa di allacciamento (art. 40, 41 e 42) calcolata in base al valore 

di stima ufficiale in vigore (VAN, valore a nuovo escluso il terreno). Per gli 

edifici esistenti e soggetti a tasse, fa stato la stima ufficiale, base 1994 (art. 

38 RC). Per la tassa di allacciamento al collettore comunale, l’art. 41 RC 

prevede: sono assoggettati alla riscossione delle tasse di allacciamento tutti 

gli edifici e impianti allacciabili alla rete delle canalizzazioni, secondo l’art. 38 

RC. La tassa ammonta all’1.2% del VAN, minimo fr. 1'500.-. Per la tassa di 

allacciamento alla CIDA, l’art. 42 RC prevede: al momento dell’entrata in 

vigore del presente regolamento, per tutti gli edifici e impianti è esigibile la 

tassa di allacciamento. La tassa ammonta allo 0.9% del VAN, minimo fr. 

1'000.--. Nelle zone industriali e artigianali, la tassa ammonta allo 0.6% del 

VAN, minimo fr. 1'000.--.

2. a) In primo luogo, l’istante chiede di essere trattato come un comproprietario. 

Essendo lo stabile no. 187 un unico fabbricato, il ricorrente postula 

un’imposizione secondo il valore complessivo dell’immobile di fr. 162'000.- (fr. 

72'000.- per lo stabile no. 187A e + fr. 90'000.- per lo stabile no. 187B) e 

l’accollamento dell’importo della tassa così ottenuto in ragione della metà a 

ciascun proprietario. Come il comune convento ha saputo dimostrare, le 

pretese di ricorso non trovano alcun riscontro nella concreta situazione 

giuridica riguardo i rapporti di proprietà sul fondo. Giusta la definizione legale, 

sono comproprietarie più persone che hanno per frazioni la proprietà di una 

cosa, senza segni apparenti di divisione (art. 646 Codice civile). L’immobile 

dell’istante è invece una proprietà singola, nella quale sono stabiliti 

precisamente la superficie del fondo no. 900 pari a 933 m2 e le dimensioni 

dell’edificio di 200 m3, rispetto alla superficie di 479 m2 ed un volume dello 

stabile di 236 m3 dell’adiacente particella no. 374. In base ai rapporti di 

proprietà, la tassazione operata non dà pertanto adito a critiche. 

b) Sostanzialmente, il ricorrente considera che la concreta situazione della 

costruzione in oggetto, che costituisce un solo stabile, giustifichi la 

determinazione di una sola tassa, da ripartire tra i due proprietari. La tesi 

dell’istante non trova un concreto riscontro nella normativa comunale. In 

particolare, le disposizioni del RC non prevedono l’imposizione a seconda 

dell’unico o dei diversi allacciamenti, ma in base allo stabile. Giacché però i 

due stabili in parola sono stati sempre e rigorosamente considerati come due 

diverse unità (vedi le due distinte stime ufficiali dei fondi e delle costruzioni, i 

due estratti della misurazione ufficiale e i due separati rapporti di collaudo per 

le opere di canalizzazione private eseguite), l’agire dell’autorità comunale non 

collide certamente con quanto sancito dal RC.

3. a) Il ricorrente contesta ancora la liceità del contributo minimo, venendo questo 

a penalizzare i proprietari di costruzioni di valore esiguo. Con questa censura, 

viene invocata una violazione del principio della parità di trattamento e anche 

di quello dell’equivalenza. Quest’ultimo non è altro che una concretizzazione 

dei principi della proporzionalità e del divieto d’arbitrio (art. 5 cpv. 2 e 9 CF). Il 

principio dell’equivalenza vuole che la tassa corrisponda al valore economico 

della prestazione effettuata dall’ente pubblico e che il suo importo sia ancora 

ragionevole. Nella determinazione delle singole tasse è lecito ricorrere ad un 

certo schematismo, anche se il contributo va stabilito per quanto possibile 

secondo criteri oggettivi e deve astenersi dal creare delle differenze laddove 

queste non siano giustificate da motivi pertinenti (DTF 128 I 52 cons. 4a, 126 

I 188 cons. 2a/bb, 122 I 289 cons. 6c, 121 II 188 cons. 4, 120 Ia 174 cons. 2a 

e riferimenti e pure PTA 1993 no. 72 e 1991 no. 64). Concretamente, la tassa 

pretesa dal ricorrente per il servizio messo a disposizione a livello comunale 

non dovrebbe essere superiore a quanto il privato verrebbe a sopportare se 

dovesse provvedere a proprie spese all’eliminazione e alla depurazione delle 

acque di scarico.

b) Con la fissazione di una tassa di allacciamento minima, il legislatore comunale 

considerava utile tenere in considerazione la misura minima dell’innegabile 

vantaggio che l’allacciamento al collettore comunale ed all’impianto di 

depurazione comporta per lo stabile allacciato, indipendentemente dall’esiguo 

valore dello stabile stesso, e d’altro canto ripartire proporzionalmente i costi 

dell’infrastruttura pubblica su tutti gli stabili allacciati. Sulla controversa 

questione dei contributi minimi per un allacciamento alla canalizzazione, il 

Tribunale federale ha già avuto modo di esprimersi. Nella sentenza del 31 

maggio 2002 (pubblicata in BVR 2003 p. 35-42), non veniva considerata 

conforme al diritto di rango superiore una tassa minima di allacciamento di fr. 

10'200.-, corrispondendo questa al valore preteso per una casa plurifamiliare 

e non essendo l’importo in alcuna relazione con il volume concreto di acque 

di scarico prodotte. Per questo in detto giudizio, la tassa minima veniva 

considerata lesiva del principio della parità di trattamento proprio in ragione 

del suo elevato importo. Nell’evenienza però la situazione è ben diversa. 

c) Giusta la normativa comunale, la tassa di allacciamento viene calcolata in 

base ad una percentuale dello 0.9% e dell’1.2% del VAN. Ne consegue che 

concretamente la tassa minima trova applicazione laddove il valore della 

costruzione è inferiore a fr. 111'111.- per l’allacciamento al collettore 

comunale ed a fr. 125'000.- per l’allacciamento al CIDA. Questi valori sono 

però almeno da tre a cinque volte inferiori al valore di una nomale casa 

d’abitazione monofamiliare. Dal rapporto di collaudo degli impianti di 

allacciamento dell’aprile 2004 emerge che lo stabile dell’istante dispone 

addirittura di un servizio che viene utilizzato dal grotto. E’ in queste condizioni 

evidente che l’utilizzo che l’istante trae dall’infrastruttura pubblica è del tutto 

paragonabile al vantaggio di qualsiasi altro esercizio pubblico, pur venendo 

l’istante a corrispondere in confronto un importo irrisorio. Il fatto che il grotto 

non sia in esercizio durante tutto l’anno è evidentemente ininfluente, giacché 

anche le case di vacanza versano esattamente lo stesso contributo sul VAN, 

indipendentemente dal loro grado d’occupazione concreta sull’arco dell’anno. 

Alla luce della concreta situazione, forza è di constatare come l’utilità che il 

ricorrente trae dell’infrastruttura sia certamente equivalente o addirittura 

maggiore a quella di una normale economia domestica, pur venendo a 

corrispondere un importo decisamente inferiore. In questo senso il contributo 

minimo non può essere considerato discriminante nei confronti dell’istante. 

Inoltre, vista l’indubbia utilità che viene tratta dall’infrastruttura, viene 

nell’evenienza anche pienamente ossequiato il principio dell’equivalenza. 

4. Come risulta dal piano delle zone allegato dal comune convenuto del 27 

marzo 2001, approvato dal Governo il 4 agosto 2002, la particella dell’istante 

si situa in zona grotti. In considerazione di tale ubicazione, l’istante non può 

evidentemente pretendere di essere posto al beneficio della diversa aliquota 

vigente in zona industriale e artigianale. Ne consegue che anche su questo 

punto il ricorso si palesa infondato e deve essere respinto. I costi occasionati 

dalla presente procedura seguono la soccombenza (art. 75 LTA). 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 800.--

- e le spese di cancelleria di fr. 136.--

totale fr. 936.--

il cui importo sarà versato da … entro trenta giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira.