# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3538f941-2467-583f-ad42-bd9c4637daa2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-08-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 24.08.2015 32.2014.143
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2014-143_2015-08-24.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2014.143

   

  BS

  	
  Lugano

  24 agosto 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 8 ottobre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 8 settembre 2014 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

                                         

                               1.1.   RI
1, classe 1964, non potendo continuare la sua attività di muratore a causa di
una problematica lombare, è stato riformato quale impiegato di commercio senza
aver sostenuto, per motivi personali, gli esami per il conseguimento del relativo
diploma (cfr. scritto 23 agosto 2000 dell’assicurato in doc. AI 44-2).

 

                                         Ritenuta
conclusa la riformazione professionale, l’Ufficio AI ha provveduto ad esaminare
l’eventuale diritto ad una rendita. Sulla scorta del rapporto finale 5
settembre 2000 del consulente professionale (doc. AI 45), con decisione 24
novembre 2000 l’assicurato è stato posto al beneficio di una mezza rendita dal
1° settembre 2000 (doc. AI 48).

 

                                         La
mezza rendita è stata confermata con comunicazione 6 agosto 2009 (doc. AI 89).

 

                               1.2.   Nell’aprile
2012 l’Ufficio AI ha avviato d’ufficio una procedura di revisione (doc. AI
116). 

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una valutazione
economica a cura del consulente in integrazione professionale, con decisione 31
ottobre 2012 (preavvisata il 21 settembre 2012) l’amministrazione ha soppresso
la rendita, togliendo nel contempo l’effetto sospensivo ad un eventuale
ricorso. 

 

                                         Con sentenza 17 dicembre 2013, in accoglimento del ricorso ai sensi dei
considerandi, il TCA ha annullato la succitata decisione e rinviato gli atti
all’amministrazione per l’espletamen- to di alcuni accertamenti di natura economica
(inc. 32. 2012.304). 

 

                               1.3.   Con
decisione 8 settembre 2014 (preavvisata il 1° luglio 2014) l’Ufficio AI ha
soppresso la rendita in via di riconsiderazione. 

 

                               1.4.   Contro
la succitata decisione è tempestivamente insorto l’as- sicurato, chiedendo il
ripristino della mezza rendita. In particolare, egli contesta la determinazione
del reddito da valido. Sulle singole motivazioni verrà detto, per quanto necessario,
nel prosieguo.

 

                               1.5.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la valutazione economica alla
base della decisione contestata, ha invece chiesto la reiezione del ricorso. 

 

                               1.6.   Il
15 ottobre 2014 l’assicurato, facendo presente di essere assistito dall’avv. RA
1, ha inviato la relativa procura (IV). 

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e giurisprudenza ivi citata).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è la soppressione della mezza rendita sinora erogata
all’assicurato.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance
invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band
XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46). Secondo l'art.
28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%. 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata
alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale
del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).

 

                               2.4.   Nel
caso in esame, con la STCA di rinvio questo TCA aveva rilevato: 

                                      

                                         “
2.6. 

(…)

Orbene, esaminati attentamente gli atti, secondo questa
Corte non vi è tuttavia chiarezza sull’esistenza di un motivo di revisione del
diritto alla rendita e questo per i motivi che seguono.

 

2.7.

In primo luogo, dubbi sussistono sull’effettiva attuale
posizione dirigenziale dell’assicurato in seno alla società di famiglia
sostenuta dall’Ufficio AI, posta quale motivo, come si desume dal citato
scritto 11 settembre 2013 dell’amministrazione (cfr. consid. 2.6), della
revisione del diritto alla rendita qui in discussione. 

 

Al riguardo, nel rapporto 14 giugno 2012 il consulente
in integrazione professionale ha, fra l’altro, sostenuto: 

                                                  

“(…)

La situazione aziendale odierna determina come il
signor RI 1 sia comproprietario dell’azienda e che abbia potere decisionale
all’interno della stessa. Sulla dichiarazione della tassazione 2010 scrive alla
voce professionale, “impiegato”. 

Si deve considerare il signor RI 1 secondo le tabelle
RSS ramo 45 costruzioni come un dirigente d’azienda livello 2 con un salario di
6570.-- riportando questo dato su 41.6 ore si ottiene un salario di fr. 6570.--
riportando questo dato su 4.16 si ottiene un salario annuo di fr. 81944.--. 

Difatti lo stesso azionista che possiede le stesse
azioni dell’assicurato ha percepito nel 2005 come da incarto contabile un
salario di fr. 92053.--.

Esiste una verosimiglianza tra i dati comparati, si può
quindi definire che l’assicurato potrebbe percepire in quest’attività un
salario paragonabile alle tabelle RSS, nel quale il discapito economico
rispetto all’attività di muratore che svolgeva prima dell’insorgenza del danno
alla salute, si sarebbe molto ridotto” (doc.
AI 126/2). 

                                                  

Quindi, il consulente ritiene che l’assicurato ricopre
una funzione dirigenziale all’interno dell’azienda di famiglia di cui è anche
azionista, con diritto di firma individuale. Si tratta, come si legge nel rapporto
13 giugno 2012 dello stesso consulente, di un’azienda con 10 dipendenti in cui
l’assicurato “fa trasporti, carico e scarico aiutato dagli operai, manutenzione
del camion, piccoli lavori come pulizie d’attrezzi e manutenzione. Svolge un
po’ anche l’attività di gestione pratica dei cantieri, coordinamento degli
operai ad esempio chiama gli elettricisti, fa trovare il trax quando c’è
bisogno, si occupa anche dei bollettini di consegna. Non si occupa della
gestione amministrativa dei clienti, acquisizione lavori, capitolati d’onere.
Questi compiti sono svolti dal fratello. In pratica è un po’ il tutto fare
dell’azienda. L’assicurato svolge questa attività sull’intera giornata con un
rendimento ridotto” (doc. AI 121/2).                                      

 

Nel rapporto 20 giugno 2012, citato al consid. 2.5., il
dr. __________ del SMR rileva che l’assicurato “non può più effettuare attività
lavorativa pesante quale la precedente di muratore, ma in attività adeguate di
tipo amministrativo dirigenziale. Lo si può ritenere abile in maniera totale”
(doc. AI 124/3). 

 

Ora, visto il succitato mansionario (comprensivo di
alcuni lavori medicalmente non adeguati, come il carico e lo scarico del camion
oppure l’attività di muratore secondo quanto indicato nel questionario del
datore di lavoro nell’ambito della revisione, doc. AI 123), l’assicurato si
occupa di attività pratiche e non di tipo amministrativo dirigenziale, svolte
da suo fratello, anch’egli nel CdA dell’azienda di famiglia, con diritto di
firma individuale (cfr. estratto RC informatizzato). Va poi ricordato che,
l’insorgente, nell’ambito della riformazione professionale, non ha conseguito
l’attestato di capacità quale impiegato di commercio (cfr. consid. 1.1). Certo che l’insorgente formalmente è azionista e titolare
di un diritto di firma, ma le citate circostanze di fatto elencate sopra non
permettono, senza ulteriori accertamenti, di ascrivergli un ruolo dirigenziale.
Tali accertamenti sono importanti, tenuto conto che per la determinazione del
reddito ipotetico da invalido l’Ufficio AI ha utilizzato i dati statistici relativi
alla categoria 45 (costruzioni), livello 2 corrispondente a “lavoro
indipendente e molto qualificato”. 

 

Va poi fatto presente che già all’epoca della resa
della prima decisione di rendita, la
situazione economica, rispettivamente la posizione dell’assicurato nell’azienda
di famiglia, è rimasta sostanzialmente invariata. Infatti, nel
menzionato questionario del datore di lavoro, compilato il 23 febbraio 1995, la
__________, oltre a dichiarare che il ricorrente da valido percepiva un salario
mensile di fr. 7'000.--, aveva altresì indicato che “il signor RI 1 possiede il
40% delle azioni della Ditta e più precisamente per un importo di fr.
20'000.--“. Infine, va ricordato che dall’agosto 1997 l’insorgente è membro del
Cda della citata società. 

 

Da ultimo,
secondo questa Corte, non si giustifica l’utilizzo del dato statistico relativo
ad un impiegato di commercio, professione per la quale l’assicurato è stato
riformato, riferito al ramo 82 “Attività amministrative, supporto alle
imprese”, livello di qualifica 3 “Conoscenze professionali e specializzate” di
fr. 75'612.-- proposto in alternativa dall’Ufficio AI, dal cui confronto con il
reddito da valido il grado d’invalidità risulta essere del 30% (cfr. scritto 23
settembre 2013 Ufficio AI al TCA, pag. 3; XIV). Va infatti ricordato che
l’assicurato non ha conseguito il diploma di impiegato di commercio, motivo per
cui non appare corretto far riferimento al livello di qualifica 3.

 

2.8.

Va
piuttosto fatto riferimento a quanto sostenuto dal consulente in integrazione
professionale nel suo rapporto 14 giugno 2012: 

 

“(…)

Giudico errata la valutazione economica fatta nel
duemila poiché se da un lato ha tenuto in considerazione la situazione
finanziaria del signor RI 1, che percepiva di più di un muratore qualificato,
come indicato dai contratti collettivi; perché il signor RI 1 percepiva più di
un muratore diplomato? Quali erano le sue funzioni all'interno dell'azienda di
famiglia? D'altro canto non si è tenuto in considerazione delle indicazioni
contrattuali nel ramo del commercio e della valutazione di carriera nello
stesso ramo (il salario di riferimento sarebbe stato molto più alto). Solamente
considerando questo dato non ci sarebbe stato un grado d'invalidità così
elevato, e forse non si sarebbe erogata una rendita d'invalidità." (doc.
AI 126/1; sottolineatura del redattore)

 

Pertanto, vista l’ipotesi di errata valutazione
economica formulata dal consulente, vi è da chiedersi se la decisione 24
novembre 2000 di erogazione della mezza rendita sia da ritenere corretta. Al
riguardo l’art. 53 cpv. 2 LPGA dispone che l'assicuratore può tornare sulle
decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se
è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole
importanza. La riconsiderazione non è tuttavia ammissibile se la decisione è stata
oggetto di controllo giudiziale nel merito (DTF 127 V 466 consid. 2c pag. 469).
La giurisprudenza ha precisato che l'amministrazione
non può essere obbligata a procedere a una riconsiderazione in questo senso né
dall'amministrato né dal giudice (DTF 133 V 50 consid. 4.1 pag. 52 e i
riferimenti ivi citati). Spetta dunque
all’Ufficio AI se procedere o meno alla riconsiderazione.

 

(…)

 

2.9.                                            

In conclusione, visto quanto sopra, gli atti sono rinviati all’Ufficio AI affinché, mediante
i necessari accertamenti di cui al consid. 2.7, determini l’eventuale ruolo
dirigenziale dell’assicurato, per poi procedere, se del caso, alla revisione
del diritto alla rendita. Nella misura in cui risultassero per contro accertati
gli estremi per una riconsiderazione, spetterà, come detto, all’amministrazione
decidere, senza esserne tuttavia obbligata, se ritornare sulla propria
decisione del 24 novembre 2000.

 

Ne consegue che la decisione è annullata, mentre il
ricorso è accolto ai sensi dei considerandi. (…)”

 

                               2.5.   Ritornati
gli atti, l’amministrazione ha dapprima convocato l’assicurato per un colloquio
chiarificatore sulla sua mansione all’interno della società di famiglia. Dal
rapporto 2 maggio 2014 risulta che l’interessato, nonostante che formalmente
dal 2000 sia azionista di maggioranza con il di lui fratello, non svolge alcun
ruolo dirigenziale (cfr. doc. AI 167).

 

                                         L’incaricata
ha poi proceduto ad una dettagliata inchiesta economica, concludendo che l’assicurato
sia da considerare come indipendente e non come mero dipendente. Per questi
motivi essa ha proceduto alla seguente valutazione dell’invali- dità:

 

" 
(…)

7 VALUTAZIONE DELL’INVALIDITA’

 

“Reddito senza invalidità:

II reddito senza invalidità che ha indicato il
consulente nel rapporto del settembre 2000 – reddito da cui scaturisce la
perdita del 59% - è dì fr. 91’000.-. La cifra si riferiva al guadagno indicato
dal datore di lavoro, ovvero la società in cui l'assicurato deteneva parte del
capitale azionario: l'apprendistato di impiegato di commercio si è svolto,
infatti, in seno alla __________, di cui l'assicurato era già a quel tempo azionista
nella misura del 40% insieme a! fratello e al padre (deceduto nel 2000). 

Al termine della formazione commerciale, protrattasi più
di quattro anni (un anno in più del previsto), egli non ha tuttavia conseguito
il diploma per "motivi personali", come ha indicato il consulente nel
rapporto. Né lo ha conseguito in seguito, continuando, almeno formalmente, a
mantenere le competenze di muratore (vedi questionari del datore dì lavoro) o
"direttore di cantiere" (vedi rapporto __________). Secondo le RSS
(TA1) del '96 il salario nel settore della costruzione, posizione 45 livello 3
era di fr 63'101.-, un salario che ben si discosta dalla cifra indicata dal
consulente e, ancor prima, da quella indicata nel questionario del datore di
lavoro di allora e in tutti quelli che sono seguiti.

 

Sul mercato del lavoro e nella propria azienda il
salario (o remunerazione) deve rappresentare la funzione e il ruolo assunti in
seno all’azienda stessa; il dato è rappresentativo, in ultima analisi, del
lavoro svolto. Evidentemente occorre chiarire di quale lavoro si tratti, se implichi
la mera applicazione del mansionario dì categoria o se comporti responsabilità
ed obblighi in virtù degli investimenti di capitale e della posizione assunta
in seno al CdA, come è il caso del signor RI 1.

Il consulente, nella valutazione fatta a suo tempo, non
si è tuttavia chinato sulla questione. Allorché ha scritto íl rapporto,
l'assicurato non era un mero dipendente della __________: sino alla morte del
padre, avvenuta nel 2000,è stato azionista di minoranza, attivo in azienda e parte
del CdA, mentre in seguito co-proprietario in misura paritaria (al 45%) al
fratello __________. La stessa misura reintegrativa rientra nell’ambito delle
misure esigibili al fine di migliorare la capacità di guadagno, misura che l'assicurato
ha avuto l'opportunità di svolgere nella propria ditta.

La necessità di definire adeguatamente e correttamente
il reddito senza invalidità resta, dunque, centrale. Se ci si riferisce all’attività
da mansionario il reddito riconosciuto a suo tempo non appare corretto. Vari
gli elementi a sostegno di questa tesi: non solo le dichiarazioni dell'assicurato scritte e verbali, ma altresì il rapporto __________
del '96, il rapporto dell'spettorato fiscale e, non da ultimo, il fatto evidente
che l'assicurato non ha conseguito un diploma commerciale e che sul mercato del
lavoro può vantare competenze in base all’esperienza ma senza un titolo di studio.

E' verosimile ritenere quanto riferito dall'assicurato,
ovvero che sia il fratello __________ a definire i prezzi dei prodotti e ad acquisire
i clienti, ma ciò non implica una gestione unilaterale della società come sostenere
il signor RI 1: per quanto si tratti di persona giuridica, sono í famigliari, in
virtù del loro peso azionario, a prendere le decisioni in seno al CdA. A
conclusione di tali riflessioni ritengo che siano molti gli elementi a sostegno
di una riconsiderazione. Il caso andrà evidentemente sottoposto al Servizio giuridico,
ma propongo comunque un reddito senza invalidità che sostituisca e sia più
rappresentativo di quello indicato in precedenza.

Mi rifaccio alla Struttura Svizzera dei Salari 2010
attualizzata al 2012, TA1 posizione 4, livello 3, uomini, dove si indica un
salario lordo di fr. 75'878.-.

 

Reddito con invalidità:

Nell'applicazione del metodo ordinario, ho valutato il
guadagno conseguito dall'assicurato nel 2012, cui ho aggiunto l'utile e i
vantaggi dichiarati in seno alla SA

 

	
  Reddito ipotetico senza danno

  	
   

  
	
  secondo l'evoluzione dell'impresa, sulla
  base dei documenti contabili e degli estratti dei Cl- TAI 2010 attualizzata
  al 2012, posizione 41, livello 3, uomini

  	
  SFr. 75’878

  
	
  ./. 2. 5% d'interesse sui fondi propri investii
  nell'impresa (Frs..........)

  	
   

  
	
  Totale intermedio

  	
  SFr. 75’878

  
	
  + contribuzioni personali AVS/Al/IPG

  	
   

  
	
  Totale intermedio

  	
  SFr. 75’878

  
	
  ./. quota di lavoro non remunerata del congiunto
  (..;. %)

  	
   

  
	
  Reddito' ipotetico senza invalidità della persona assicurata

  	
  SFr. 75’878

  
	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  
	
  Reddito da invalido

  	
   

  
	
  conformemente ai documenti contabili,
  senza redditi supplementari per la persona assicurata (es: le indennità giornaliere
  o le rendite)-salario 2012 +quota parte utile+ vantaggi-IPG

  	
  sFr. 48’040

  
	
  ./.2.5% d'interesse sui fondi propri investiti
  nell'impresa, di (Frs............)

  	
   

  
	
  Totale intermedio

  	
  sFr. 48’040

  
	
  + contribuzioni personali AVS/Al/IPG

  	
   

  
	
  Tota!e intermedio

  	
  sFr. 48’040

  
	
  ./.quota di lavoro non remunerata del congiunto (.......
  %)

  	
   

  
	
  Reddito d'invalido della persona assicurata

  	
  sFr. 48’040

  
	
  Diminuzione del reddito dell'attività
  professionale imputabile al danno alla salute

  	
  sFr. 27’838

  
	
  Tassodi diminuzione del reddito dell'attività professionale
  

  	
  37%

  

 

8 VALUTAZIONE E PROPOSTA

 

La tesi che ritengo più corretta e che ho proposto nelle
pagine che precedono è che si proceda ad una riconsiderazione della decisione
presa a suo tempo.

Il consulente in integrazione si era infatti basato,
per il calcolo del grado, sulle indicazioni del datore di lavoro, che altri non
è se non la società di cui l'assicurato ha detenuto dapprima un capitale di minoranza, diventando, dopo la morte del padre
(2000), co-proprietario insieme al fratello. Per quanto le loro mansioni siano
diverse, per titoli e competenza professionale, l’assicurato detiene il 45% del
capitale azionario alla stregua del fratello - ed è formalmente nella condizione di prendere decisioni in seno all'azienda. Ciò
riguarda anche gli obblighi, evidentemente, dato che si è assunto i debiti ed i
vantaggi imposti fiscalmerite in misura paritaria al fratello.

In virtù di quanto detto l'assicurato va valutato come
indipendente e non come mero dipendente della
__________.

 

"Nel caso di lavoratori indipendenti, il guadagno
senza invalidità è determinato secondo l'evoluzione che l'azienda della persona
assicurata avrebbe avuto se non fosse subentrata l'invalidità, tenuto conto delle
sue abitudini professionali e persone come pure del genere di attività, nonché
della situazione economica e dell’andamento dell'azienda prima dell'insorgere
dell'invalida (RCC 1963 pag. 427, 1961, pag. 338)

 

Nel caso precipuo, si può unicamente procedere con una valutazione
statistica dato che non siamo più in possesso dei dati contabili.

 

La società è inoltre cambiata, negli anni: al momento dell'infortunio
era gestita a tre (il padre e i due
fratelli), mentre nel 2000 il padre è morto lasciando la direzione dell’azienda
__________, RI 1 e la Comunione ereditaria
(di cui fanno parte al 25% __________, RI 1, la madre e il fratello minore). Vi
sono stati anni, inoltre, in cui la società ha subito perdite, come evidenzia l'lspettorato e confermano i dati a bilancio (vedi perdita
riportata, ridottasi grazie agli utili del 2010),
ma ha visto altresì raddoppiare, dal 2008 al 2012, il proprio fatturato e
proporzionalmente la spesa in termini di personale. Grazie a questo buon andamento,
favorito dalla congiuntura, l'utile è
tornato in attivo. Miglioramenti che non
sembrano aver cambiato i ruoli degli azionisti. Come detto nel rapporto, il reddito senza invalidità deve essere rappresentativo
del lavoro, e in seno alla __________, se
non altro per formazione, i due principali azionisti hanno competenze diverse.
Va da sé che sia __________ che RI 1, e forsanche gli azionisti di minoranza, abbiamo
peso decisionale sui fini e le strategie della
società, ma si tratta di decisioni dì cui si vedono gli effetti su utili e dividendi, piuttosto che sul salario, che resta rappresentativo
del lavoro svolto.

 

Lascio, in definitiva, che la giurista proceda con la
propria presa di posizione e il consulente, eventualmente,
valuti la perdita in attività adatta.” (Doc. 168/13).

 

                                         Con
annotazioni 28 maggio 2014 la giurista dell’Ufficio AI, avvallando l’operato
dell’incaricata, ha sostenuto:

 

" 
Alla luce dell'esaustivo rapporto
d'inchiesta del Servizio ispettorato del 23.05.2014, si ritiene corretto
procedere ad una riconsiderazione della decisione del 24.11.2000, in quanto da
ritenersi manifestamente errata. D'altra parte, la sua rettifica riveste una notevole
importanza.

In effetti, il reddito da valido ritenuto per la
decisione in questione (fr. 91'000.- conseguiti nel 1993, 1994 e 1995) non era
corretto, in quanto non rappresentativo dell'effettivo lavoro (muratore) svolto
dall'assicurato in seno all'azienda famigliare.

Si osserva di transenna che, se è vero che l'assicurato,
come da lui affermato e sostenuto a più riprese, non ha mai svolto alcuna
mansione dirigenziale (se non amministrativa, perlomeno pratica, ossia sui
cantieri), risulta quantomeno inverosimile che egli potesse beneficiare di un
salario così elevato per la sola attività di muratore dipendente, considerato
che il fratello ingegnere, al quale egli ascrive il ruolo dirigenziale esclusivo,
nel 2005 percepiva un reddito di Fr. 92'053.- annui. 

Si conferma pertanto il calcolo economico così come
esposto dall'ispettrice. E' necessario comunque procedere al calcolo del
discapito economico anche in un'attività adatta (attività semplici e ripetitive
4.2, oppure quale impiegato di commercio/amministrativo, livello di qualifica 4
in considerazione del fatto che ha seguito la formazione ma non ha conseguito
il relativo diploma poiché non ha sostenuto gli esami finali), per la quale l'assicurato
risulta abile al 100%.” (doc. AI 171/1)

 

                                                      In
seguito, con rapporto 27 giugno 2014 l’ispettore AI ha proceduto al raffronto
dei redditi in attività adeguate, il cui calcolo è stato riportato nella
decisione contesta e più precisamente :

 

" 
(…) 

Confronto dei redditi in attività
adeguate:

 

facendo riferimento ai dati statistici forniti dalla
tabella elaborata dall'Ufficio federale di statistica (RSS, tabella TA1
nazionale, categoria 4, quartile 2), considerando una capacità lavorativa
completa in attività adeguate e applicando una riduzione salariale del 5% per attività
leggere, si evince che lei avrebbe ancora potuto conseguire un reddito annuo di
almeno Fr. 59'293.

 

confronto dei redditi: 

senza invalidità                      FR. 75’878

con invalidità                          FR 59’293

perdita di guadagno              FR
16'585                        grado d’invalidità = 22%

                                                                                                         

Il minor discapito economico è quindi ottenuto in
attività adeguate e pertanto il suo grado d'invalida è pari al 22% con conseguenze
capacità dì guadagno residua del 78%.

Essendo il grado Al inferiore al 40%, non vi sono i presupposti
per beneficiare di una rendita d'invalidità. 

 

La soppressione della rendita è quindi confermata
(soppressione già avvenuta il 30.11.2012). (Doc. AI 182/3).

 

                                         Accertato
che il minor discapito economico risulta essere ottenuto in attività adeguate, l’amministrazione
ha pertanto preso in considerazione il grado d’invalidità del 22%.

 

                                         Di
conseguenza, con la decisione qui impugnata, l’Ufficio AI ha confermato la
soppressione.

 

                               2.6.   L’assicurato
contesta il reddito da valido determinato dall’Uf- ficio AI, ribadendo la
validità del dato preso in considerazione della prima decisione di rendita del
2000, vale a dire fr. 91'000.-- conseguiti nel 1994, 1995 e 1996 e dichiarati
dal suo datore di lavoro (cfr. questionario 23 febbraio 1995 della __________).
Egli postula la conferma della sua rendita, “tenendo conto della diminuzione
di reddito di fr. 42'960.-- (fr. 91'000 - fr. 48'040) con la conferma della mia
rendita precedente”.  

 

                                         Con
riferimento alla valutazione economica del 23 maggio 2014, l’amministrazione ha
fatto presente di aver erroneamente considerato l’assicurato quale mero
dipendente della __________, rilevando in particolare come dopo la morte del
padre (2000) RI 1, insieme a suo fratello __________, è diventato azionista con
la medesima percentuale (45%). L’incaricata dell’inchiesta ha poi rilevato come
nel 1996 nel settore della costruzione il salario di una persona con conoscenze
professionali (livello 3) era di fr. 63'101.-- ben superiore ai fr. 91'000.-- versati
dal datore di lavoro (cfr. schede salario 1993, 1994 e 1995; doc. AI 179/8-10).
Inoltre, con annotazioni 28 maggio 2014 la giurista dell’Ufficio AI ha ritenuto
quantomeno inverosimile che l’assicurato, quale semplice muratore, abbia percepito
lo stesso stipendio di suo fratello, ingegnere di professione e direttore della
società.

                                         In
queste circostanze, non ritenendo il reddito da valido rappresentativo e non
disponendo di dati contabili, l’incaricata ha utilizzato i dati statistici, dal
cui raffronto con il reddito da invalido di fr. 48'040.-- (stato 2012), è
risultato un grado d’invalidità del 37%. 

                                         Tale
modo di procedere non può essere condiviso.

 

                                         In
primo luogo va confermato il motivo della riconsiderazione (errata considerazione
dello statuto quale indipendente e non semplice muratore), che tuttavia
concerne solo la modalità di determinazione del reddito da invalido, visto che
nel 2000 (momento della prima decisione di rendita), con il decesso del padre
l’assicurato – membro del CdA della società di famiglia, con diritto di firma
individuale (cfr. estratto RC informatizzato) – è diventato azionista maggioritario
con il di lui fratello. Pertanto, il relativo calcolo operato dall’incaricata
dell’inchiesta economica (dove sono stati inclusi anche la partecipazione agli
utili ed i vantaggi societari), dal quale è risultato un reddito di fr.
48'040.--, non presta fianco a critiche. Né del resto l’assicurato ha contestato
tale dato. 

                                         Tuttavia, come
si evince nella decisione contestata, quale reddito da invalido a ragione
l’Ufficio AI ha preso il dato statistico di fr. 59'293.-- in attività adeguate
ritenute medicalmente esigibili (piena abilità in attività leggere d’ufficio,
amministrativa o di logistica; cfr. rapporto 20 giugno 2010 del SMR in doc. AI
124). In quel campo, infatti, l’assicurato sfrutta al meglio la sua residua capacità
lavorativa, conseguendo un reddito ipotetico maggiore. 

 

                                         Diversa
è invece la problematica relativa alla quantificazione del reddito da valido. In
primo luogo va fatto presente che il salario di fr. 91'000.-- è stato
comprovato dalle schede contabili prodotte il 4 agosto 2014 dal legale
dell’assicurato (doc. AI 179), motivo per cui detta remunerazione non può essere
ritenuta “perlomeno inverosimile”. Se da un lato le perplessità evidenziate
dall’amministrazione sull’entità del salario di fr. 91'000.-- per un muratore,
quale era l’assicurato prima del danno alla salute, possono essere condivise,
dall’altro lato occorre rilevare che non può che trattarsi di una (legittima)
scelta della società di famiglia, presso cui l’interessato era attivo da
diversi anni e dove con ogni verosimiglianza avrebbe continuato a lavorare
senza il danno alla salute con tale remunerazione. In queste circostanze non
può pertanto trattarsi di un errore manifesto della decisione iniziale di rendita.
Infatti, secondo giurisprudenza, una decisione è manifestamente errata, non
soltanto quando è stata presa sulla base di norme giuridiche sbagliate o
inappropriate, ma anche quando delle disposizioni fondamentali non sono state
applicate oppure lo sono state in modo inappropriato (STF 9C_181/2010 del 12
agosto 2010, consid. 3 con riferimenti).

 

                                         Pertanto, dal
raffronto tra un reddito da valido di fr. 112’202.-- (fr. 91'000.-- aggiornato
al 2010, cfr. decisione 31 dicembre 2012) ed un reddito da invalido di fr. 59'293.--
il grado d’invalidità risulta essere del 47,1% (112'202 - 59'293: 112'202 x
100), conferente il diritto ad un quarto di rendita. 

                                      

                                         Di conseguenza
la soppressione della rendita decisa mediante la decisione 31 dicembre 2012,
con effetto al 31 ottobre 2012 (art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI), non può essere
confermata. Ne consegue che, annullata la qui presente decisione impugnata, dal
1° dicembre 2012 l’assicurato ha diritto ad un quarto di rendita.

 

                               2.7.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle
spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio
AI.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto.

                                         §
  La decisione 8 settembre 2014 è annullata.

§§ A far da
tempo dal 1° dicembre 2012 RI 1 è posto 

     al beneficio
di un quarto di rendita.

                                      

                                   2.   Le
spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI, il quale
verserà al ricorrente fr. 1’500.-- di ripetibili (IVA compresa).        

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

Per il
Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                   Il segretario

 

giudice Raffaele
Guffi                                         Gianluca Menghetti