# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 24bb61a7-18a5-5dd8-8297-ae1f80f0547c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-06-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 27.06.2002 INC.2002.35301
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2002-35301_2002-06-27.html

## Full Text

N. 353.2002.1 M                                                        Lugano,
26 giugno 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Luca Marazzi

 

 

sedente per
statuire sul reclamo interposto in data 20/21 giugno 2002 da

__________ __________

(patrocinata dall’avv.
__________)

avverso
l’ordine di perquisizione e sequestro 14 giugno 2002, emanato dal Procuratore
Pubblico avv. Claudia Solcà nell’ambito di un procedimento penale a carico
di __________ per titolo di truffa e falsità in documenti;

potendosi
prescindere dal richiedere osservazioni al magistrato inquirente;

potendosi
parimenti prescindere da una decisione incidentale sulla postulata concessione
dell’effetto sospensivo al reclamo, vista la presente decisione diretta sul
merito;

ritenuto 

in fatto:

che

-       
la banca reclamante si duole in primo luogo che l’ordine
avversato, recapitatole il giorno medesimo della sua emanazione (v. reclamo,
inc. Giar 353.2002.1 doc. 1, pto. 1 p. 3) rispettivamente il giorno successivo
(loc. cit., pto. a p. 2), le fa obbligo, senza tuttavia fornire alcuna
motivazione, di perquisire e sequestrare ogni relazione bancaria sulla quale
abbia (avuto) qualsivoglia diritto tale __________, e di trasmettere la
relativa documentazione all’autorità inquirente entro dieci giorni (loc. cit.,
pto. 1 p. 3);

-       
lamenta, inoltre, l’estensione dell’ordine a tutte le filiali,
succursali e consociate in Svizzera e all’estero (ibid.);

-       
premessa la legittimazione della banca reclamante (v. reclamo,
cit., pto. b p. 2, con rinvio alla decisione Giar 793.96.1-4 in re S., p. 3),
ricorda le esigenze di motivazione previste dalla legge (art. 6 CPP) ed
esplicitate dalla giurisprudenza (con rinvio alle decisioni 18 agosto 1997 in
re C., inc. Giar 263.97.2, 132.97.2 p. 4 e 141.97.2 p. 3, v. reclamo, cit.,
pto. 2a p. 4 e 6), sottolineando in particolare come la decisione impugnata
ometta di fornire tutta una serie di informazioni essenziali affinché essa
possa farsi un’idea dei fatti, della loro rilevanza, del grado di
coinvolgimento della banca medesima e del terzo colpito dall’ordine (v.
reclamo, cit., pto. 2a p. 3-4). Tutto ciò le impedirebbe di valutare
compiutamente, per quanto la riguardi, legalità e proporzionalità del decreto
medesimo (loc. cit., p. 4), privandola della possibilità di difendersi
efficacemente (loc. cit., p. 5). “In sostanza, la reclamante è costretta a
reclamare per ottenere, in seconda istanza, quella motivazione che ha diritto
di ottenere in prima istanza, assumendosene ingiustamente i costi” (ibid.);

-       
la banca reclamante lamenta poi l’estensione dell’ordine a tutto
il territorio nazionale ed all’estero, presso consociate, filiali e succursali
(v. reclamo, cit., pto. 2b p. 8) – formula, a suo dire, “evidentemente
inefficace” (ibid.) in quanto diretta nei confronti di terze persone, o
addirittura all’estero, dove “neppure vi è la competenza istituzionale e
territoriale del magistrato inquirente” (ibid.);

-       
l’effetto sospensivo viene postulato, poiché l’esecuzione
immediata della decisione querelata vanificherebbe l’essenza del reclamo (v.
reclamo, cit., pto. 2c p. 9);

-       
non sono state richieste osservazioni al magistrato inquirente;

considerato

in diritto:

che

-       
la legittimazione della banca reclamante è effettivamente
notoria. Basta qui rinviare alle decisioni menzionate dalla reclamante
medesima, in parte pubblicate (v. Rep. 130 [1997] nota 1 a n. 101);

-       
nella sostanza, il caso di specie presenta sorprendenti analogie
con quello discusso nella decisione 18 agosto 1997 in re banche X, Y, Z, inc.
Giar 263.97.2, citato dalla reclamante e pubblicato in Rep. 130 [1997] n. 101,
alla lettura del quale, per comodità, si rinvia. Allora come oggi, la decisione
impugnata si limitava a menzionare le generalità della persona indiziata ed il
titolo di reato per il quale era perseguita, omettendo invece di indicare, ancorché
per sommi capi, “a quali fatti si riferisca l’accusa, quale rilevanza
finanziaria essi abbiano, su quale lasso di tempo si estendano, e tantomeno
vengono indicati i legami fra l’accusato e le altre persone contro le quali
l’ordine è rivolto. Non viene neppure fatto cenno all’esistenza di indizi di
reato. In tali circostanze, parlare di motivazione è quasi eufemistico”
(decisione cit., consid. 7a p. 298);

-       
oggi come allora, dunque, l’ordine impugnato merita di essere
esaminato sotto la sola ottica delle sue carenze formali, segnatamente
l’insufficiente motivazione – anche perché la totale assenza di motivazione
impedisce anche a questo giudice, e non solo alla reclamante, di farsi un’idea
circa la legittimità e l’opportunità del sequestro;

-       
diversamente da quanto fatto in occasione della decisione qui
menzionata, si prescinde addirittura dal richiedere al Procuratore Pubblico una
presa di posizione che possa ovviare alla carente motivazione, come
implicitamente proposto dalla reclamante medesima (v. reclamo, cit., pto. 2a p.
5). L’esito del reclamo, infatti, non può essere altro che l’annullamento della
decisione impugnata per insufficienza della motivazione: una sanatoria delle
lacune formali dell’ordine in sede di osservazioni priverebbe ingiustamente le
parti ed i terzi interessati di un livello giurisdizionale, poiché questo
giudice deciderebbe, in sostanza, quale prima istanza. Inoltre, il puro e
semplice annullamento dell’ordine non causa danni irreparabili nemmeno alle
autorità inquirenti, posto che possono riformularlo. Infatti, contrariamente a
quanto ritiene la banca reclamante, non vi è traccia, nell'ordine avversato, di
un sequestro degli attivi eventualmente ancora depositati sulle relazioni in
oggetto: il Procuratore Pubblico si limita a chiedere l’identificazione delle
relazioni riconducibili in qualche modo a tale __________ (ordine impugnato,
inc. Giar 353.2002.1 doc. 2, dispositivo pto. 1), e la trasmissione della
relativa documentazione (loc. cit., dispositivo pto. 3);

-       
l’ordine avversato si riferisce anche a “succursali, filiali e/o
consociate, estere [...]” (ordine impugnato, dispositivo pto. 1 in fine, p. 1).
Come questo Ufficio ha già avuto modo di rilevare (decisione 13 settembre 2000
in re B., inc. Giar 849.99.1, nota al Procuratore Pubblico), il Ministero
Pubblico del Cantone Ticino ha giurisdizione per operare la perquisizione (e/o
il sequestro) di tutta la documentazione bancaria sita in Ticino, o qui
ricostruibile, sebbene afferente relazioni formalmente locate all’estero, ma da
qui di fatto gestite (decisione cit., consid. 4, con rinvio a DTF 125 II 450,
consid. 2b p. 455; decisione 27 aprile 2000, inc. Giar 47.2000.1-2, consid. 7c
p. 12, confermata con sentenza CRP 12 luglio 2000 [inc. CRP 60.2000.00156],
consid. 1.1 p. 3-4). Sarebbe invece inammissibile richiedere ad una banca
svizzera di richiamare da sedi estere la documentazione o il saldo attivo di un
conto, onde poi procedere in loco al sequestro (così, verbatim, la
citata sentenza CRP, ibid., nonché la citata decisione Giar 13 settembre 2000,
consid. 5a). Nella misura in cui l’ordine avversato persegue proprio questo
fine – e non si vede cosa altro potrebbe significare la locuzione riportata
all’inizio del presente capoverso – , sia pertanto constatato,
abbondanzialmente, che esso sarebbe comunque nullo;

-       
in conclusione, l’ordine deve essere annullato per insufficienza
della motivazione. Se lo vorrà, il magistrato inquirente potrà ovviare alle
carenze formali accertate in questa sede, con l’emanazione di un nuovo ordine
debitamente motivato;

-       
l’accoglimento del reclamo, con decisione impugnabile alla Camera
dei ricorsi penali entro dieci giorni dalla sua intimazione (art. 284 cpv. 1
lit. a CPP), comporta l’accollamento delle spese giudiziarie allo Stato, che
rifonderà alla reclamante l’importo di Fr. 400.— a titolo di (reclamate)
ripetibili (art. 9 cpv. 6 CPP per il principio e, per analogia in assenza di
norma specifica, art. 150 CPC per i criteri).

*   *   *

Per i quali
motivi

richiamati
gli artt. 157 ss., 161 ss., 280 e 284 CPP

decide:

1.   Il reclamo 20 giugno
2002 di __________, è accolto.

§     L’ordine di
perquisizione e sequestro bancario 14 giugno 2002 volto ad ottenere
l’identificazione di tutte le relazioni bancarie riconducibili in qualsivoglia
modo a tale __________, nonché la consegna della documentazione bancaria
attinente, è annullato.

2.   Tassa e spese
giudiziarie rimangono a carico dello Stato, che rifonderà alla reclamante
l’importo di Fr. 400.— a titolo di ripetibili.

3.   Contro la presente
decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di Appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

Intimazione:

giudice Luca Marazzi