# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 845d7475-4bb0-5bf3-a0a6-87cfbfca4965
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-06-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.06.2017 C-2457/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2457-2014_2017-06-20.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-2457/2014 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 0  g i u g n o  2 0 1 7  

Composizione 

 
Giudici Michela Bürki Moreni (presidente del collegio),  

Beat Weber, Christoph Rohrer; 

Cancelliere Graziano Mordasini. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

patrocinata dall'avv. Stefania Vecellio,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero (UAIE),  

Avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 

1211 Ginevra 2,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità, diritto alla rendita  

(decisione del 24 marzo 2014). 

 

 

 

C-2457/2014 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A._______, cittadina austriaca e italiana nata l’…, residente in Italia, di pro-

fessione aiuto dentista, ha lavorato in Svizzera dal 1989 al 2007 (doc. 25 

dell’incarto del B._______, in seguito SVA). Da gennaio 2007 si occupava 

in particolare di consegne a domicilio, invii postali e lavori tecnico-farma-

ceutici presso una farmacia in ragione di ottanta ore al mese. In seguito 

alle frequenti assenze è stata licenziata con effetto al 31 agosto 2008 

(doc. SVA 22-24, quest’ultimo non completamente leggibile).  

B.  

B.a In data 18 giugno 2008 l’assicurata ha presentato istanza presso lo 

B._______ volta al conseguimento di prestazioni dell’assicurazione sviz-

zera per l’invalidità (doc. SVA 1). L’istituto ha istruito la domanda fino al 

12 agosto 2009. Dagli accertamenti eseguiti sono emerse le diagnosi di 

sindrome lombospondilogena algica cronica con radicolopatia L5 a sinistra 

e stenosi rezessale L4/5, esiti di microdiscectomia L5/S1 sinistra del 21 di-

cembre 2007 per ernia discale mediolaterale sinistra e esiti di installazione 

protesica L5/S1 per osteocondrosi il 18 aprile 2008 (cfr. fra gli altri inc. SVA 

doc. 45, rapporto del 10 marzo 2009 del dott. C._______, specialista in 

neurochirurgia, [doc. SVA 46], rapporto del centro della colonna vertebrale 

della D._______ del 24 febbraio 2009). 

Il dott. E._______, consulente dello SVA, specialista in chirurgia ortopedica 

e traumatologia, nel rapporto del 13 luglio 2009 ha quindi attestato un’in-

capacità al lavoro del 50% (doc. SVA 56). 

B.b  In seguito al rimpatrio della richiedente, avvenuto a fine luglio 2009, lo 

SVA ha trasmesso gli atti all’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per gli 

assicurati residenti all’estero (UAIE, doc. SVA 57-60), che ha proseguito le 

indagini, alla luce del rapporto del 16 settembre 2009 del dott. F._______, 

medico generalista, del Servizio medico regionale Rhône (SMR, doc. 3 

dell’incarto dell’UAIE).  

Nel questionario per le massaie, compilato il 1° ottobre 2009 (doc. UAIE 

7), l’interessata ha indicato di essere in grado di svolgere solo una parte 

dei lavori domestici e che la famiglia è composta da lei stessa e da due figli 

minorenni (1996 e 1999). 

C-2457/2014 

Pagina 3 

Nella perizia medica particolareggiata dell’INPS di G._______, redatta il 

21 ottobre 2009 (doc. UAIE 14), è stata posta la diagnosi di esiti di triplice 

intervento alla colonna lombo-sacrale, periartrite scapolo-omerale destra, 

reazione depressiva prolungata, che avrebbe causato un’invalidità del 50% 

in attività più leggere che tenessero conto di determinate regole di postura 

e porto pesi. Dalla diagnosi psichiatrica del 14 ottobre 2009 della dott. 

H._______, specialista in psichiatria, è stata rilevata una reazione depres-

siva prolungata reattiva ai problemi ortopedici che provocava un’incapacità 

lavorativa del 10% (doc. UAIE 13). Il rapporto dell’11 novembre 2009 

(doc. UAIE 17) del dott. I._______, specialista in neurochirurgia, attestava 

inoltre un’insufficienza con instabilità lombare con discopatia degenerativa. 

La risonanza magnetica eseguita dopo la protesi lombare ha mostrato un 

netto peggioramento del quadro radiologico a carico del disco soprastante.  

B.c Alla luce degli accertamenti eseguiti, nei rapporti del 4 dicembre 

2009/14 gennaio 2010, il dott. F._______ (doc. UAIE 21,24) ha ritenuto non 

più proponibile l’attività di aiuto farmacista e ammesso l’esistenza di un’in-

capacità al lavoro del 10% dal 14 ottobre 2009 da un punto di vista psichia-

trico (data del rapporto psichiatrico) in attività adeguate. In ambito casa-

lingo l’assicurata presenterebbe un grado di incapacità lavorativa del 10%, 

non essendo a suo avviso credibili le risposte date dall’assicurata nell’ap-

posito questionario. 

B.d  Il calcolo dell’invalidità, effettuato con il cosiddetto “metodo misto”, ha 

fatto scaturire una perdita di guadagno del 13,82% (doc. UAIE 25). 

C.  

C.a  Con progetto di decisione del 31 maggio 2010 l’UAIE ha pertanto di-

sposto la reiezione dell’istanza tendente al riconoscimento di una rendita 

(doc. UAIE 28). 

C.b Rappresentata dall’avv. Martino Luminati, l’assicurata, dopo aver con-

sultato l’incarto, si è opposta al progetto con osservazioni del 30 agosto 

2010 (doc. UAIE 36), evidenziando le divergenze d’opinione in relazione 

alle risultanze della perizia dell’INPS (doc. UAIE 14) e al parere del dott. 

E._______ (doc. SVA 56).  

C.c Chiamato di nuovo a pronunciarsi sulla capacità di lavoro residua, il 

dott. F._______, nel rapporto del 1° ottobre 2010, ha confermato la sua 

precedente presa di posizione (doc. UAIE 38). 

C-2457/2014 

Pagina 4 

C.d  Mediante decisione del 29 novembre 2010, l’UAIE ha pertanto re-

spinto la richiesta di prestazioni dell’AI per i motivi indicati nel progetto 

(doc. UAIE 40). 

D.  

D.a L’assicurata, sempre rappresentata dall’avv. Luminati, ha quindi inter-

posto ricorso innanzi al TAF il 13 gennaio 2011 (doc. UAIE 42) chiedendo, 

viste le divergenze dei pareri medici e le lacune istruttorie, l’allestimento di 

una perizia. Il patrocinatore ha prodotto un referto del dott. L._______, spe-

cialista in psichiatra, del 3 gennaio 2011, ove si ribadisce l’incidenza debi-

litante della patologia psichiatrica (doc. UAIE 41). Dei motivi si dirà, se ne-

cessario, nei considerandi di diritto. 

D.b L’amministrazione ha quindi sottoposto gli atti al dott. F._______, che, 

nella relazione del 20 maggio 2011, ha proposto l’esecuzione di una perizia 

bidisciplinare in ortopedia e psichiatria (doc. UAIE 48). 

D.c  In esito alla risposta di causa dell’UAIE (doc. UAIE 49), il TAF, con 

giudizio del 15 giugno 2011, ha accolto l’impugnativa e rinviato gli atti 

all’autorità inferiore per complemento d’istruttoria, segnatamente per ese-

guire accertamenti di natura psichiatrica e ortopedica (doc. UAIE 50 e inc. 

C-499/2011 del TAF).  

E.  

E.a Pendente causa amministrativa l’assicurata ha fatto pervenire all’UAIE 

un attestato della Commissione medica per l’accertamento dell’invalidità 

civile del 26 aprile 2011 (doc. UAIE 60), ove risultava un’invalidità del 75% 

per gli esiti degli interventi lombosacrali plurimi e la sindrome ansio-depres-

siva grave. Parimenti ha trasmesso il rapporto del dott. M._______, spe-

cialista in neurchirurgia, relativo ad un intervento di decompressione po-

steriore delle radici L5-S1 a sinistra avvenuto il 4 febbraio 2012 (doc. 68 

UAIE). L’avv. Luminati ha altresì formulato cinque quesiti da sottoporre ai 

periti (doc. UAIE 69). È stato trasmesso anche un referto di risonanza ma-

gnetica del rachide cervicale del 29 giugno 2012 (doc. UAIE 74). 

E.b L’assicurata è quindi stata sottoposta a perizia pluridisciplinare da 

parte dell’Ospedale universitario (ASIM) nel marzo 2012, eseguita dal dott. 

N._______, specialista in psichiatra e psicoterapia, dal dott. O._______, 

specialista in neurologia, e dal dott. P._______, specialista in medicina in-

terna (doc. UAIE 76).  

C-2457/2014 

Pagina 5 

Nel rapporto del 30 agosto 2012 i medici dell’ASIM hanno posto le diagnosi 

con influsso sulla capacità di lavoro di sindrome lombovertebrale di media 

gravità a sinistra con discreta sofferenza radicolare alla radice di S1 in esiti 

di plurimi interventi (microdiscectomia L5/S1 a sinistra nel dicembre 2007, 

discectomia ventrale con protesi in L5/S1 nell’aprile 2008, criorizotomia 

nell’estate 2008, decompressione di L4/5 e stabilizzazione intraspinale nel 

marzo 2009, nuova decompressione della radice S1 a sinistra nel febbraio 

2012); episodio depressivo-ansioso di media entità ICD-10 F 32.1 

(doc. UAIE 76 pag. 16). 

Da un punto di vista neurologico secondo i periti l’attività precedentemente 

svolta di assistente di farmacia (o assistente medica/dentistica) era com-

pletamente inesigibile dal 1° dicembre 2007 in considerazione delle molte-

plici posizioni inergonomiche (doc. UAIE 76 pag. 19). In attività consone 

alle limitazioni funzionali e ai dolori risentiti, in cui la posizione seduta an-

dava alternata a quella eretta, vi era in media una capacità lavorativa del 

50% dal 1° dicembre 2007 (primo intervento) al 20 marzo 2009 (terzo in-

tervento). Da questa data a causa del livello elevato e dell’esacerbazione 

dei disturbi la capacità lavorativa è stata considerata pari al 20%; secondo 

i periti l’incapacità lavorativa di origine psichiatrica non andava sommata, 

giocando la problematica dolorosa un ruolo importante (doc. UAIE 76 

pag. 19-20, anche pagina 15 in fine).  

E.c La perizia è stata sottoposta al dott. F._______, che il 5 ottobre 2012 

ha condiviso diagnosi e valutazione (doc. UAIE 79 pag. 2), evidenziando 

che gli esperti non si erano espressi sulle limitazioni nell’attività domestica 

(doc. UAIE 79). L’UAIE ha pertanto invitato i periti a pronunciarsi in merito 

(doc. UAIE 80).  

In data 20 gennaio 2013 (doc. UAIE 83) il dott. O._______ (responsabile 

interlocutore dell’ASIM) ha risposto alle domande dell’avv. Luminati (cfr. 

supra E.a, doc. UAIE 69). Il 4 febbraio 2013 (doc. UAIE 84) il medico ha 

inoltre descritto le limitazioni funzionali relative allo svolgimento dell’attività 

domestica, segnatamente: “ …es besteht eine Einschränkung für Tätigkei-

ten mit Belastung der Körperachse. Idealerweise sollte Frau P._______ die 

Tätigkeit im Haushalt (welche wir gemittelt als leicht bis mittelschwer anse-

hen) aufgrund der neuro-orthopädischen Befunde nur noch teilweise aus-

führen. Eine leichte Tätigkeit sehen wir bis Traglasten von 7 kg repetitiv 

und eine mittelschwere bis 11 kg. Möglich sind Frau P._______ noch leichte 

Tätigkeiten. Ungünstig sind auch Tätigkeiten, bei denen eine fixe Körper-

position geordnet ist, also längeres Stehen als 30 Minuten“, e precisato 

C-2457/2014 

Pagina 6 

che, da un punto di vista psichiatrico, la limitazione era pari al 30% 

(doc. UAIE 84 pag. 1). 

E.d Riprendendo tale parere, il dott. F._______, nel rapporto del 12 marzo 

2013, ha ammesso un’incapacità quale casalinga del 30% (doc. UAIE 86) 

ritenuto che i compiti non rispettosi dei limiti funzionali indicati non supe-

rano il 30% del volume totale, così che l’incapacità lavorativa per motivi 

psichici inglobava quella per motivi fisici.  

E.e Nel frattempo è pervenuto ad atti il rapporto 21 marzo 2013 (doc. UAIE 

88) della dott.ssa R._______, specialista in psichiatria, la quale insiste sul 

peggioramento della condizioni di salute della paziente che soffre di un di-

sturbo dell’adattamento cronico con ansia ed umore depresso (ICD 10: 

F43.22). 

E.f L’amministrazione ha poi calcolato il grado d’invalidità in base al me-

todo misto essendo l’assicurata stata attiva al 50% (80 ore mensili) e ca-

salinga per il resto del tempo. Da un lato è stato considerato un salario 

indicizzato al 2010 prima dell’insorgere dell’invalidità di fr. 4'767,05 (se 

avesse lavorato a tempo pieno) e dall’altro quale reddito dopo l’insorgenza 

dell’invalidità è stato computato un importo di fr. 4'324,44 (attività semplici 

e ripetitive, leggere; valori statistici 2010), senza apporre deduzioni dal red-

dito da invalido per fattori personali, data la giovane età dell’assicurata. Ne 

consegue che per un’attività al 50% l’interessata avrebbe percepito 

fr. 2'162,22 mensili (fr. 4'324,44:2) e, per un’attività al 20% di fr. 864,89. Il 

grado d’invalidità era pertanto pari al 54,64% (arrotondato al 55%, per una 

capacità di lavoro al 50% e all’81,86% (arrotondato all’82%) per un’attività 

limitata al 20% (doc. UAIE 89). 

Alla luce del metodo misto - l’interessata è stata considerata casalinga al 

50% (20 ore settimanali), e l’incapacità in questo ambito del 30% - l’UAIE 

ha stabilito un grado d’invalidità del 42,50% se si considera un tasso d’in-

validità del 55% nella propria professione e del 56% se si considera un 

grado d’invalidità dell’82% (doc. UAIE 89.1 e 89.2). 

E.g Il certificato della dott.ssa R._______ (consid. E.e, doc. UAIE 88) è 

stato sottoposto al dott. S._______, specialista in psichiatra del SMR, il 

quale, nel rapporto del 23 maggio 2013 (doc. UAIE 95), ha affermato che 

il referto attesta l’esistenza di una sindrome depressiva di grado minore già 

ampiamente esaminata dal dott. N._______ di ASIM. Il dott. S._______ si 

è pronunciato spontaneamente sull’incapacità di lavoro dell’assicurata per 

C-2457/2014 

Pagina 7 

motivi psichici, ponendo un grado del 30% dal 1° dicembre 2007 (cessa-

zione attività lucrativa) sia nell’attività abituale che come casalinga, come 

pure in un’attività adeguata alle sue condizioni di salute. 

E.h L’assicurata è quindi stata invitata a compilare il questionario per le 

persone occupate nell’economia domestica, ove il 13 giugno 2013 

(doc. UAIE 98) ha nuovamente dichiarato di essere in grado di svolgere 

solo una minima parte delle mansioni e di dover ricorrere all’aiuto di altre 

persone per condurre un’economia domestica di quattro persone (un mi-

norenne e tre adulti).  

E.i Il dott. F._______, pronunciandosi il 9 luglio 2013 su detto formulario, 

ha dichiarato che l’incapacità quale casalinga era già stata discussa il 

12 marzo 2013 (doc. UAIE 100). 

F.  

F.a Con progetto di decisione del 21 agosto 2013 (doc. UAIE 104 pag. 2) 

l’UAIE ha disposto il rigetto della domanda di prestazioni per carenza d’in-

validità di livello pensionabile, ritenendo l’assicurata inabile al 30% sia 

nell’attività di aiuto farmacista, che nelle mansioni consuete (presumibil-

mente come da rapporto del dott. S._______, che si era espresso solo in 

ambito psichiatrico, doc. UAIE 95, anche doc. UAIE 107). 

F.b Con presa di posizione dell’11 settembre 2013 (doc. UAIE 105) l’inte-

ressata ha contestato il progetto, osservando che, secondo il perito dott. 

O._______, (nell’attività di casalinga) gli impedimenti di carattere psichico 

erano da aggiungere a quelli di carattere somatico (cfr. rapporto comple-

mentare del dott. O._______ del 4 febbraio 2013 (doc. UAIE 84); la perizia 

ASIM del 30 agosto 2012 (doc. UAIE 76 pag. 19) inoltre reputava la peri-

tanda totalmente inabile nel precedente lavoro dal 1° dicembre 2007 e, in 

attività adeguata, rispettosa di diverse limitazioni, abile al 20% dal 

19 marzo 2009, dati confermati dal dott. F._______ il 5 ottobre 2012 

(doc. UAIE 79). Pertanto, il progetto di decisione era del tutto fuori luogo.  

F.c  Chiamato a pronunciarsi in merito alle osservazioni dell’opponente, il 

dott. F._______ ha dichiarato, nel rapporto del 23 ottobre 2013, che il grado 

d’incapacità nell’attività domestica era del 30% (doc. UAIE 107). 

F.d  Mediante un nuovo progetto di decisione del 27 novembre 2013 

(doc. UAIE108), l’UAIE ha erogato a A._______ un quarto di rendita d’in-

C-2457/2014 

Pagina 8 

validità dal 1° dicembre 2008 (tasso d’invalidità del 42%) e una mezza ren-

dita AI dal 1° giugno 2009 (tre mesi dopo il peggioramento). Il nuovo pro-

getto corrisponde a quanto scaturito dalla valutazione economica 

(doc. UAIE 89) e dall’applicazione del metodo misto (doc. UAIE 89.1 e 

doc. 89.2; consid. Ef in dettaglio). 

F.e Con ulteriori osservazioni del 18 dicembre 2013 (doc. UAIE 109) l’as-

sicurata ha fatto presente che l’invalidità del 30% nell’ambito dei lavori do-

mestici non collima con quanto scaturito dalla perizia eseguita da ASIM, 

così come dai complementi peritali, da cui emerge testualmente un grado 

del 30% solo per motivi psichici da aggiungere agli impedimenti somatici 

(doc. UAIE 84 pag. 2). L’opponente ne deduce un grado d’invalidità 

nell’ambito domestico del 50% almeno, confermato dalle ripetute menzioni 

di “impatto dolorifico” di cui al rapporto ASIM del 30 agosto 2012 

(doc. UAIE 76 pag. 13, 15, 19) e nei singoli rapporti peritali. In questi casi 

occorre anche applicare una riduzione dal reddito da invalido. 

F.f  Mediante decisioni del 24 marzo 2014, l’UAIE ha assegnato le presta-

zioni conformemente a quanto preavvisato nel progetto (doc. UAIE 112-

114).  

G.  

Con ricorso depositato il 7 maggio 2014 A._______, sempre rappresentata 

dall’avv. Luminati, postula che, in accoglimento del gravame, gli atti siano 

rinviati all’autorità inferiore per un nuovo calcolo comparativo dei redditi 

(doc. TAF 1). L’insorgente chiede che sia tenuto conto del parere medico 

dell’ASIM e non delle interpretazioni successive dei medici dell’UAIE, se-

gnatamente:  

- di un’incapacità del 50% come casalinga per i motivi già esposti in sede 

di osservazioni al progetto di decisione e in quanto un lavoro casalingo 

comporta sforzi perlomeno uguali o superiori a quelli della precedente atti-

vità lucrativa ed anche a quelli in attività adeguate per cui sarebbe irragio-

nevole limitarsi ad un grado d’incapacità di lavoro del 30%, come se l’atti-

vità di casalinga fosse particolarmente leggera. Ciò deriva dal grado del 

dolore giudicato elevato dai periti; 

- un grado d’incapacità al lavoro totale come aiuto farmacista, come risulta 

dalla perizia; 

- un grado massimo di capacità di lavoro in attività sostitutive del 20% come 

chiaramente espresso nella perizia; 

C-2457/2014 

Pagina 9 

La ricorrente ottiene un grado d’invalidità del 66,35% applicando il metodo 

misto.  

H.  

L’11 giugno 2014 l’interessata ha versato alla cassa del Tribunale ammini-

strativo federale fr. 400.- corrispondenti alle presunte spese processuali, 

(doc. TAF 5). 

I.  

I.a Pendente causa l’amministrazione ha nuovamente calcolato il grado di 

invalidità (doc. UAIE 123), adducendo che, per quanto riguarda il salario 

da invalido (valori 2010), il dato ritenuto nel calcolo del 3 aprile 2013 

(doc. UAIE 89) è più favorevole all’assicurata (fr. 4'767,05 a tempo pieno e 

non fr. 2'304,7 x 2 come indicato nel ricorso, pari a fr. 4'609,40). Per il sa-

lario da invalido l’UAIE ha dichiarato di non tenere conto delle attività del 

commercio al dettaglio e all’ingrosso (non proponibili dal punto di vista me-

dico), per cui, ha determinato un salario medio (attività ripetitive, semplici, 

leggere) di fr. 4'176,79. Al 50% si ha un salario di fr. 2'088,40; per una ca-

pacità lavorativa del 20% fr. 835,36. Ne consegue un grado d’invalidità del 

56,19% per un’attività al 50% (dal 1° dicembre 2007), e dell’82,48% per 

un’attività al 20% (dal 19 marzo 2009). L’amministrazione non ha tenuto 

conto del metodo misto. 

I.b Con osservazioni del 28 agosto 2014 (doc. TAF 7) l’UAIE ha inoltre ri-

levato che non è chiaro in che misura la ricorrente vada considerata casa-

linga rispettivamente persona con attività lucrativa, dal momento che i figli 

sono cresciuti e il fabbisogno casalingo è diminuito. Infatti il tasso d’occu-

pazione del 50% in detta mansione non è necessariamente quello di riferi-

mento, soprattutto se la situazione familiare è mutata e altresì la ricorrente 

aveva dichiarato (doc. UAIE 98) che avrebbe ripreso un’attività lucrativa a 

tempo pieno al compimento del dodicesimo anno della figlia minore. Per-

tanto, l’autorità inferiore ha proposto il rinvio degli atti per nuovi accerta-

menti in questo senso. 

J.  

Con replica del 5 gennaio 2015 (doc. TAF 13 e allegati) la ricorrente, rap-

presentata dall’avv. Stefania Vecellio, si è dichiarata d’accordo con la pro-

posta dell’amministrazione. Ha fatto presente che nella sentenza di divor-

zio il giudice ha stabilito che l’ex marito avrebbe contribuito al manteni-

mento della ex moglie fino al compimento del dodicesimo anno di età della 

figlia T._______, e meglio fino al 31 gennaio 2011 (doc. 1 pag. 5 allegato 

C-2457/2014 

Pagina 10 

al doc. TAF 13). Inoltre, non si può sostenere che la ricorrente non ha più 

bisogno di lavorare poiché si è risposata il 28 agosto 2010, considerati an-

che gli esigui introiti pensionistici dell’attuale marito. La parte ricorrente au-

spica quindi che il metodo misto non venga applicato.  

K.  

Con duplica del 12 febbraio 2015 (doc. TAF 15) l’UAIE ha ribadito la ne-

cessità del rinvio degli atti perché esamini quale metodo di calcolo appli-

care. 

L.  

La ricorrente, con scritto del 15 aprile 2016 (doc. TAF 19) ha inviato i reso-

conti del 7 aprile 2016 del dott. U._______, la cui specializzazione non è 

nota, relativa ad un ultimo intervento di stabilizzazione L4-L5-S1. In se-

guito, ha prodotto il referto psichiatrico del 24 maggio 2016 della dott.ssa 

Q._______ ove si descrive una situazione critica (doc. TAF 20).  

M.  

Con osservazioni dell’11 luglio 2016 l’amministrazione ha dichiarato di 

mantenere la proposta di ammissione parziale del gravame e di rinvio 

dell’incarto per accertamenti complementari di natura economica 

(doc. TAF 24). 

 

Diritto: 

1.  

Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena co-

gnizione la propria competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente 

l'ammissibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 con-

sid. 2 con rinvii).  

2.  

Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 32 

LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione 

con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione 

per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE). 

3.  

Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente un 

interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

C-2457/2014 

Pagina 11 

(art. 59 LPGA [RS 830.1]), che ha pagato l’acconto spese, il ricorso – in-

terposto tempestivamente e rispettoso dei requisiti previsti dalla legge 

(art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è ammissibile.  

4.  

In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, per rimando dell'art. 37 LTAF, la procedura in 

materia di assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in 

cui è applicabile la LPGA. Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della 

LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-

70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA. 

5.  

La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea, per 

cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681). 

5.1 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione 

1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua 

nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-

cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-

ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese 

eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed 

assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione 

europea (art. 1 ch. 2). 

5.2 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-

lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE) 

n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 

(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-

lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del 

Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831) 

relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-

dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno 

della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72 

del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 

4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) 

n. 1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e 

gli Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel re-

golamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure 

quando si tratta di casi verificatisi in passato. 

C-2457/2014 

Pagina 12 

5.3 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-

samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle 

medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-

zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale 

Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-

gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-

dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-

validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253 

consid. 2.4). 

6.  

6.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-

mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-

ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 con-

sid. 4.3 e 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché 129 V 1 con-

sid. 1.2).  

6.2 Essendo in concreto il diritto alla rendita sorto il 1° dicembre 2008, si 

applicano sia le disposizioni della 5a che della 6a revisione della LAI, (cfr. 

DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto concerne le disposizioni formali della 

LPGA, immediatamente applicabili con la loro entrata in vigore) e le even-

tuali modifiche successivamente intervenute. 

7.  

Oggetto del contendere prima della risposta di causa era il grado di invali-

dità dell’assicurata, in particolare il diritto ad almeno tre quarti di rendita (in 

virtù di un grado di invalidità del 66.35%, invece del quarto rispettivamente 

della mezza rendita erogata dall’amministrazione, doc. TAF 1 pag. 2 e 5; 

consid. F). Il diritto della ricorrente di percepire almeno un quarto rispetti-

vamente una mezza rendita d’invalidità non è per contro contestato ed è 

altresì ampiamente suffragato dagli atti dell’incarto. 

7.1  La ricorrente ha postulato da un lato l'applicazione del metodo ordina-

rio a partire da febbraio 2011, in quanto al compimento del dodicesimo 

compleanno della figlia minore non avrebbe più percepito alcun contributo 

di mantenimento dall’ex marito e pertanto avrebbe lavorato al 100%. 

Dall'altro contestata è la corretta applicazione del metodo misto (che in sé 

non è contestato) per il periodo precedente a partire da dicembre 2008. 

L'assicurata afferma infatti di essere capace di svolgere le mansioni con-

suete in misura inferiore - pari al 50% rispetto a quella indicata dall’UAIE - 

(70 % secondo il dottor F._______).  

C-2457/2014 

Pagina 13 

7.2 L'UAI dal canto suo non ha preso posizione compiutamente sulle con-

testazioni, avendo, pendente causa, postulato il rinvio degli atti per accer-

tare il metodo applicabile in concreto per calcolare l’invalidità, ritenuto che 

la situazione famigliare era mutata e la ricorrente aveva dichiarato che 

avrebbe ripreso l’attività a tempo pieno. 

7.3 La proposta dell’amministrazione, a cui la ricorrente ha aderito (cfr. su-

pra J), va confermata.  

8.  

8.1 In virtù dell’art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al 

guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. 

L'art. 4 cpv. 1 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infer-

mità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce 

che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva 

il diritto alla singola prestazione.  

8.2 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il 

70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza 

rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è 

invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI). Va ricordato che fino al 31 di-

cembre 2003, la LAI prevedeva il diritto al quarto di rendita con un tasso 

d'invalidità del 40% almeno, alla mezza rendita con un tasso d'invalidità del 

50% almeno ed alla rendita intera con un tasso d'invalidità dei due terzi 

(66.67%).  

8.3 Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, al più presto, 

nel momento in cui l'assicurato presenta un'incapacità permanente di gua-

dagno pari almeno al 40% (lettera a), oppure quando egli è stato per un 

anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40% in 

media (lettera b). La prima lettera si applica allorché lo stato di salute 

dell'assicurato si è stabilizzato; la seconda se lo stato di salute è labile, vale 

a dire suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 

(DTF 121 V 264; 111 V 21 consid. 2b).  

8.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, 

derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un 

lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività 

abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere 

prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione 

o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita 

C-2457/2014 

Pagina 14 

all'art. 7 cpv. 1 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della pos-

sibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in conside-

razione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che 

perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'inte-

grazione ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di un'incapa-

cità al guadagno sono considerate esclusivamente le conseguenze del 

danno alla salute; inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se 

essa non è obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA, nel suo nuovo 

tenore dal 1° gennaio 2008).  

9.  

La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carat-

tere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 

all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a 

cpv. 1 LAI, dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità, il reddito 

che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 

esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedi-

menti d'integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato 

del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se 

non fosse diventato invalido. In altri termini, l'assicurazione svizzera per 

l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno 

alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 

la conseguente incapacità lavorativa.   

10.  

10.1 Secondo l'art. 17 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della 

rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è au-

mentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il 

cpv. 2 della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole ac-

cordata in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è, 

d'ufficio o su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni 

che l'hanno giustificata hanno subito una notevole modificazione. 

10.2 Giusta l'art. 87 cpv. 1 OAI (RS 831.201), la revisione avviene d'ufficio 

quando, in previsione di una possibile modifica importante del grado d'in-

validità o della grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto 

dovuto all'invalidità è stato stabilito un termine al momento della fissazione 

della rendita, dell'assegno per grandi invalidi o del contributo per l'assi-

stenza (lett. a) o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che 

possono provocare una notevole modifica del grado d'invalidità, della 

C-2457/2014 

Pagina 15 

grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'in-

validità (lett. b).  

10.3 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'as-

sicurato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se 

la grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità 

si riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-

pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che 

il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-

siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che 

presumibilmente continuerà a durare.   

Anche in caso d'assegnazione retroattiva di una rendita scalare la data di 

modifica del diritto deve essere stabilita conformemente all'art. 88a OAI 

(RS 831.201; sentenze del TF 9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2; 

9C_443/2009 del 19 agosto 2009 consid. 5; I 727/02 del 21 luglio 2005 

consid. 5 nonché I 297/03 del 3 maggio 2005 consid. 1 e relativi riferimenti; 

cfr. pure sentenza del TAF C-1446/2011 del 27 giugno 2013 consid. 6.5 e 

relativi riferimenti). Inoltre, il termine di attesa di tre mesi dell'art. 88° OAI 

non può iniziare a decorrere prima della nascita del diritto ad una rendita, 

ossia del periodo legale di 6 mesi (cfr. sentenza del TF 9C_110/2014 del 

13 giugno 2014). 

10.4 Giusta l'art. 88bis cpv. 2 OAI, la riduzione o la soppressione della ren-

dita, dell'assegno per grandi invalidi o del contributo per l'assistenza è 

messa in atto: a) il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue 

la notifica della decisione; b) retroattivamente dalla data in cui avvenne la 

modificazione determinante se l'erogazione indebita è dovuta all'otteni-

mento illecito di una prestazione da parte dell'assicurato o se quest'ultimo 

ha violato l'obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall'art. 77 

OAI. 

10.5 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo 

di revisione della rendita d'invalidità ogni modifica rilevante delle circo-

stanze di fatto suscettibile d'influire sul grado di invalidità e, quindi, sul di-

ritto alla rendita. Per conseguenza, la rendita può essere soggetta a revi-

sione non soltanto in caso di modifica significativa dello stato di salute, ma 

anche quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue conseguenze sulla 

capacità di guadagno hanno subito un cambiamento significativo (sen-

tenza del TF I 870/05 del 2 maggio 2007; DTF 130 V 343 consid. 3.5). Pe-

raltro, per procedere alla revisione di una rendita d'invalidità occorre che il 

grado d'invalidità abbia subito una notevole modifica (art. 17 cpv. 1 LPGA). 

C-2457/2014 

Pagina 16 

A differenza di quanto prescritto dall'art. 17 cpv. 2 LPGA per le altre presta-

zioni durevoli, l'art. 17 cpv. 1 LPGA non esige in relazione alla revisione di 

una rendita d'invalidità una modifica notevole dello stato di fatto, ma (solo) 

una modifica notevole del grado d'invalidità. Questa modifica può risiedere 

sia in un cambiamento dello stato di salute sia in una modifica della com-

ponente lucrativa (DTF 133 V 545 consid. 6.1-6.3). Anche una modifica di 

poco conto nello stato di fatto determinante può così dare luogo a una re-

visione di una rendita dell'assicurazione per l'invalidità se tale modifica de-

termina un superamento (per eccesso o per difetto) di un valore limite (DTF 

133 V 545 consid. 6.3). In tale evenienza i parametri di calcolo dell'invali-

dità, compresi gli aspetti parziali del diritto alla rendita (quali sono segna-

tamente la determinazione del reddito con e senza invalidità), possono es-

sere ridefiniti facendo capo alle regole applicabili al momento del nuovo 

esame (cfr. sentenza del TF 9C_696/2007 consid. 5.1 e relativi riferimenti). 

Irrilevante è invece, una diversa valutazione di una fattispecie restata so-

stanzialmente immutata (DTF 112 V 371 consid. 2b). 

11.  

Pendente causa l’UAIE ha proposto di rinviare gli atti alfine di stabilire il 

metodo di calcolo, ritenuto che l’assicurata avrebbe verosimilmente svolto 

attività lucrativa in misura superiore al 50%, essendo i figli nel frattempo 

cresciuti.  

Al riguardo va rilevato che a pagina 3 del questionario per gli assicurati 

occupati nell’economia domestica (doc. UAIE 98) l’assicurata ha espres-

samente dichiarato, come indicato dall’amministrazione, che avrebbe au-

mentato la percentuale lavorativa al 100% al compimento del dodicesimo 

anno di età della figlia minore. Tale dichiarazione è confortata dal tenore 

della sentenza di divorzio (doc. 1 p. 5 allegato al doc. TAF 13), secondo 

cui, al compimento del 12esimo anno della figlia T._______, nel gennaio 

2011, l’ex marito avrebbe cessato di versare il contributo di mantenimento 

in favore dell’ex moglie, pari a fr. 1’000. In simili condizioni appare verosi-

mile che, se non fosse divenuta invalida, l'assicurata, al compimento del 

12esimo anno di età di T._______, avrebbe lavorato in misura superiore al 

50 % venendo meno il contributo versatole dall’ex marito. Prima della na-

scita dei figli, segnatamente prima del 1993, l’assicurata ha sempre lavo-

rato (si confronti in proposito pag. 3 e 8 doc. 76 e anche pag. 14 in cui si 

indica che “ 1988 schloss sie mit der Lehre zur Dentalassistentin und ar-

beitete voll im Bürobereich. Die Explorandin arbeitete immer, gab ihre Ar-

beitstätigkeit nicht auf, auch nicht wenn sie eine Familie gegründet hatte. 

Sie war dann teilzeitangestellte “). Non è tuttavia dato di sapere in modo 

C-2457/2014 

Pagina 17 

certo se a quel tempo lavorava al 100%. Il fatto che nel frattempo l’assicu-

rata si è risposata non è necessariamente rilevante da questo punto di vi-

sta. Ciò che conta, infatti, secondo la giurisprudenza, è la scelta che 

avrebbe fatto la ricorrente, non quel che un gran numero di persone nella 

stessa situazione avrebbe deciso di fare. La giurisprudenza inoltre non vin-

cola la decisione sul metodo di calcolo applicabile ad un eventuale stato 

civile, bensì deve limitarsi ad accertare se l’assicurata avrebbe lavorato a 

tempo parziale o meno se non fosse divenuta invalida (DTF 133 V 504 

consid. 3.3; sentenza del TF 9C_47/2016 del 29 giugno 2016 con-

sid. 3.2.2). 

La rilevanza di quest’ultima circostanza tuttavia – segnatamente il nuovo 

matrimonio - sulla modalità e sulla misura dello svolgimento di attività lavo-

rativa da parte dell’assicurata non essendo stata sufficientemente chiarita, 

l’incarto, come proposto pendente causa, va trasmesso all’amministra-

zione per ulteriori accertamenti in tal senso. L’UAIE dovrà pertanto stabilire 

in che misura, a partire da febbraio 2011, l’assicurata, se non fosse dive-

nuta invalida, avrebbe svolto attività lucrativa. In seguito si pronuncerà nuo-

vamente sul grado di invalidità dell’assicurata. 

A titolo abbondanziale va rilevato che anche se questa Corte potesse sta-

bilire, con il grado di verosimiglianza preponderante in questa sede, in che 

misura l’assicurata avrebbe lavorato a partire dalla data indicata, se non 

fosse divenuta invalida, non avrebbe potuto di principio statuire sul grado 

di invalidità dell’assicurata (si confronti in proposito in caso di revisione DTF 

137 V 148 pag. 151 consid. 5.2 e il considerando seguente secondo cui 

per il periodo precedente dal 1° dicembre 2008 al gennaio 2011 l’incarto va 

in ogni caso rinviato per ulteriori accertamenti all’amministrazione e per-

tanto statuire nel merito per il periodo successivo non è possibile). 

Su questo punto la decisione impugnata va pertanto annullata, essendo 

pronunciata in base ad un accertamento incompleto dei fatti rilevanti. 

12.  

Per quanto riguarda il periodo precedente segnatamente dal 1° dicembre 

2008 al gennaio 2011 l’assicurata non contesta che avrebbe svolto attività 

lavorativa al 50%, né l’applicazione del metodo misto (si confronti in pro-

posito sentenza del TF 9C_763/2015 del 9 maggio 2016 consid. 4.4). La 

ricorrente censura per contro la percentuale di inabilità del 30% quale ca-

salinga applicata dall’amministrazione. A suo dire, infatti, secondo i periti di 

ASIM l’incapacità per motivi psichici pari al 30% andava sommata a quella 

C-2457/2014 

Pagina 18 

riconducibile a motivi fisici (doc. UAIE 84 pag. 2) e pertanto l’invalidità nelle 

mansioni domestiche doveva essere perlomeno pari al 50%. 

Il grado di incapacità lavorativa in attività lavorative adeguate non è per 

contro contestata ed è stata fissata dai periti di ASIM nel 50% dal 1° dicem-

bre 2007 a marzo 2009 e nell’80% da aprile 2009 (consid. E.b). Tali con-

clusioni sono state confermate dal medico SMR (consid. E.c).  

13.  

Per l'art. 28a cpv. 1 LAI per valutare l'invalidità di un assicurato che esercita 

un'attività lucrativa si applica l'articolo 16 LPGA. Il Consiglio federale defi-

nisce il reddito lavorativo determinante per la valutazione dell'invalidità. 

L'invalidità dell'assicurato che non esercita un'attività lucrativa ma svolge 

le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente esigere che 

intraprenda un'attività lucrativa è valutata, in deroga all'articolo 16 LPGA, 

in funzione dell'incapacità di svolgere le mansioni consuete (cpv. 2). Se 

l'assicurato esercita un'attività lucrativa a tempo parziale o collabora gra-

tuitamente nell'azienda del coniuge, l'invalidità per questa attività è valutata 

secondo l'articolo 16 LPGA. Se svolge anche le mansioni consuete, l'inva-

lidità per questa attività è determinata secondo il capoverso 2. In tal caso, 

occorre determinare la parte dell'attività lucrativa o della collaborazione 

gratuita nell'azienda del coniuge e la parte dello svolgimento delle mansioni 

consuete e valutare il grado d'invalidità nei due ambiti (cpv. 3). 

14.  

Per l'art. 69 cpv. 1 OAI l'ufficio AI esamina le condizioni assicurative, se 

necessario in collaborazione con la cassa di compensazione competente 

giusta l'articolo 44. Per il capoverso 2 se tali condizioni sono adempite, 

l'ufficio AI procura gli atti necessari, in particolare circa lo stato di salute, 

l'attività, la capacità di lavoro e l'idoneità all'integrazione. A tale scopo pos-

sono essere domandati rapporti e informazioni, ordinate perizie, eseguiti 

sopralluoghi e consultati specialisti dell'aiuto pubblico o privato agli invalidi. 

15.  

15.1 Di regola per accertare l'invalidità di assicurati che svolgono le proprie 

mansioni consuete si procede ad un'inchiesta in loco, che, se realizzata 

conformemente alle direttive amministrative dell’Ufficio federale delle assi-

curazioni sociali (UFAS, cifra 3090 seg. della circolare concernente l'inva-

lidità e la grande invalidità dell'assicurazione invalidità), costituisce in linea 

di principio una base adeguata e, di regola, sufficiente per accertare l’inva-

lidità in questo ambito (SVR 2005 IV n° 21 p. 83 [I 249/04]). Per assurgere 

C-2457/2014 

Pagina 19 

a prova è essenziale che il rapporto di inchiesta sia stato stabilito da una 

persona qualificata con conoscenze della situazione locale e dei limiti che 

emergono dalle diagnosi mediche. Va tenuto conto delle indicazioni dell'as-

sicurato e vanno indicate le eventuali opinioni divergenti dei partecipanti. 

Infine il testo del rapporto deve essere plausibile, motivato e redatto in 

modo sufficientemente dettagliato in relazione ai diversi limiti, e deve cor-

rispondere alle indicazioni accertate sul posto (consid. 2.3.2 non pubblicato 

nella raccolta ufficiale, ma in VSI 2003 p. 221, di DTF 129 V 67 [I 90/02]; 

sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 693/06 del 20 dicem-

bre 2006). 

15.2 Secondo la giurisprudenza far capo al giudizio di un medico, che si 

pronunci sulle singole posizioni dell'inchiesta da un punto di vista dell'esi-

gibilità, è pertanto necessario solo eccezionalmente, segnatamente in pre-

senza di dichiarazioni inverosimili della persona assicurata in contraddi-

zione con i reperti medici (VSI 2004 pag. 137 consid. 5.3 [I 311/03] e 2001 

pag. 155 consid. 3c [99/00]; cfr. pure SVR 2005 IV n. 21 pag. 84 con-

sid. 5.1.1 [I 249/04]). 

15.3 In caso di assicurati domiciliati all'estero (Michel Valterio, Droit de l'as-

surance-viellesse et survivants (AVS) et de l'assurance-invalidité (AI), 

2011, N 2160) si ammette tuttavia che la valutazione dell'invalidità venga 

eseguita, non tramite l'inchiesta, ma con l'ausilio di un medico, il quale deve 

prendere posizione in modo circostanziato e dettagliato sui limiti addotti 

dalla parte interessata (sentenza del TF I 733/06 del 16 luglio 2007 con-

sid. 4.2.2). 

15.4 Il Tribunale federale ha inoltre statuito che l'inchiesta nell'economia 

domestica è destinata a valutare l'invalidità in caso di disturbi fisici (sen-

tenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 277/87 del 9 novembre 

1987). Nell’ipotesi di disturbi psichici non costituisce per contro un mezzo 

di prova adeguato (VSI 2001 p. 155, pag. 159 consid. 3d, si confronti an-

che ad esempio anche sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni 

I 526/01del 6 maggio 2002) nel senso che in tale evenienza, e in caso di 

divergenza tra i risultati dell'inchiesta nell'economia domestica e le costa-

tazioni d'ordine medico per quanto riguarda la capacità di svolgere le man-

sioni consuete, queste ultime hanno di regola maggior peso (VSI 2004 

p. 137; sentenza del Tribunale federale 9C_201/2011 del 5 settembre 2011 

consid.  2, consid. 5.2.1 non pubblicato della sentenza DTF 134 V 9). 

16.  

Con sentenza del 2 febbraio 2016 (Di Trizio contro la Svizzera no. 

C-2457/2014 

Pagina 20 

7186/09), nel frattempo divenuta definitiva (sentenza del TF 9F_8/2016 del 

20 dicembre 2016 consid. 1.2 pubblicata in DTF 143 I 50), la Corte Euro-

pea dei diritti dell’uomo ha stabilito, in seguito al ricorso presentato da una 

cittadina svizzera contro la sentenza 9C_49/2008, che il metodo misto ap-

plicato in Svizzera per accertare l’invalidità di assicurati che esercitano par-

zialmente attività lavorativa e si occupano dell’economia domestica, crea 

una discriminazione indiretta e pertanto viola l’art. 14 in combinazione con 

l’art. 8 CEDU (pag. 28). Al riguardo la Corte adita ha precisato in particolare 

che 

« β) Sur la question de savoir si la différence de traitement en cause était 

objectivement et raisonnablement justifiée la Cour rappelle qu’une distinc-

tion est discriminatoire si elle manque de justification objective et raison-

nable, c’est-à-dire si elle ne poursuit pas un « but légitime » ou s’il n’existe 

pas de rapport raisonnable de proportionnalité entre les moyens employés 

et le but visé (paragraphe 80 ci-dessus) ». 

Pur ritenendo che l’obbiettivo perseguito dalla LAI è legittimo e giustifica le 

differenze osservate, la Corte ha ritenuto il metodo misto discriminatorio 

per il fatto che gran parte delle donne desidera lavorare a tempo parziale 

dopo la nascita dei figli. La Corte ha in particolare constatato che se la 

persona interessata avesse lavorato a tempo pieno oppure non lo avesse 

fatto per nulla, avrebbe continuato a percepire una rendita. Il rifiuto di con-

cedere la rendita era pertanto riconducibile alla volontà di ridurre l’attività 

lavorativa dopo la nascita di un figlio. Ne consegue che il metodo misto, 

interessando per la maggior parte donne, non si accorda più con il principio 

dell’uguaglianza tra i sessi (pag. 33). La Corte ha ritenuto pue utile ricor-

dare “ qu’il ne lui appartient pas d’annuler ou d’abroger elle-même les dis-

positions litigieuses du droit interne à la suite d’un constat de violation de 

la Convention. Les arrêts de la Cour ayant un caractère pour l’essentiel 

déclaratoire, la Suisse peut librement choisir les moyens de s’acquitter de 

son devoir juridique au regard de l’article 46 § 1 de la Convention, pour 

autant que ces moyens soient compatibles avec les conclusions du présent 

arrêt, comme indiqué ci-dessus (paragraphe 120 ci-dessus). Eu égard à 

l’ensemble des circonstances et au principe de la sécurité juridique, inhé-

rent à la Convention, la Cour estime que le constat de violation opéré dans 

le cas d’espèce n’exige pas de remettre en cause les actes ou situations 

juridiques semblables antérieurs au prononcé du présent arrêt » (punto 22 

pag. 37). 

 

 

 

C-2457/2014 

Pagina 21 

17.  

17.1 Dal canto suo con sentenza pubblicata in DTF 143 I 50 il Tribunale 

federale ha accolto la domanda di revisione della sentenza 9C_49/2008 

del 28 luglio 2008 presentata dall’interessata, ripristinando il diritto alla 

mezza rendita dal 1° settembre 2004. Nel caso esaminato l’assicurata po-

teva avvalersi di una rendita se attiva a tempo pieno; in applicazione del 

metodo misto, per contro, a causa della riduzione del tasso di attività dopo 

la nascita dei figli, il diritto non era (più) dato (consid. 4.1). In simili circo-

stanze secondo il Tribunale federale una violazione dell’art. 14 in relazione 

con l’art. 8 CEDU è dato quando solo motivi di natura familiare (la nascita 

di figli e la conseguente riduzione dell'attività professionale che ne deriva) 

determinano un cambiamento di statuto da " persona che esercita un'atti-

vità lucrativa a tempo pieno " a " persona che esercita un'attività lucrativa 

a tempo parziale " consacrando il tempo libero allo svolgimento delle man-

sioni abituali (consid. 4.1). Alfine di ricreare una situazione conforme ai 

principi convenzionali summenzionati, è pertanto necessario rinunciare a 

sopprimere rispettivamente a ridurre la rendita (consid. 4.2; si confronti an-

che DTF 143 I 60). 

17.2 Il Tribunale federale ha altresì stabilito, rinviando anche alla circolare 

dell’AI no. 355 dell’UFAS del 31 ottobre 2016, che il metodo misto si ap-

plica ancora nei casi non contemplati al consid. 4.1 succitato, ad esempio 

nell’ipotesi d’assegnazione di rendita ad una persona che durante tutto il 

periodo di valutazione viene considerata in parte attiva e in parte casalinga 

(consid. 4.4). 

Nella citata circolare l’UFAS, inoltre, in virtù delle conclusioni tratte nel rap-

porto del Consiglio federale del 1° luglio 2015, secondo cui fino all’entrata 

in vigore di un modello più adeguato per stabilire l’invalidità di persone che 

svolgono parzialmente attività lucrativa, il metodo misto resta applicabile 

nella misura del possibile, alfine di garantire un trattamento unitario e pari-

tario degli assicurati, ha precisato, a titolo esemplificativo, che, in caso di 

una prima assegnazione di rendita, nell’ipotesi di una persona che già 

prima dell’esame del diritto lavorava a tempo parziale – come nel caso 

esaminato (consid. A) - si applica il modello ancora in vigore. 

18.  

Visto quanto sopra per il periodo da dicembre 2008 a gennaio 2011 per 

stabilire il grado di invalidità di A._______ va pertanto applicato il metodo 

misto. In effetti non è contestato, ma è anzi ammesso che la ricorrente 

C-2457/2014 

Pagina 22 

esercitava attività lavorativa a tempo parziale prima di presentare la do-

manda di rendita e che l’avrebbe svolta, se non fosse diventata invalida, 

almeno fino a gennaio 2011. L’assicurata per questo lasso di tempo non ha 

inoltre mai contestato l’applicazione del metodo in esame né sollevato cen-

sure in relazione ad un’eventuale discriminazione (si confronti in proposito 

sentenza del TF 8C_940/15 consid. 5 del 19 aprile 2016 e giurisprudenza 

citata). La fattispecie in esame si distingue quindi da quella esaminata dalla 

Corte dei diritti dell’uomo e descritta dal TF in DTF 143 I 50 consid. 4.1. In 

effetti la ricorrente non ha perso il diritto alla rendita né si è vista diminuire 

la prestazione, in seguito alla riduzione della percentuale dell’attività lavo-

rativa in seguito alla nascita dei figli, bensì già in precedenza lavorava a 

tempo parziale ed in seguito avrebbe lavorato a tempo pieno. Non vi è per-

tanto in concreto un caso in cui vi è necessità di ricreare una situazione 

conforme alla Convenzione, non essendovi stata alcuna soppressione 

della rendita per i motivi menzionati dalla CEDU (si confronti in proposito 

anche la circolare succitata pagina 2, in relazione a casi analoghi alla fatti-

specie di Trizio). Anche per questo lasso di tempo non è pertanto necessa-

rio rinviare gli atti all’amministrazione per esperire ulteriori accertamenti sul 

metodo applicabile. 

19.  

Va quindi ancora esaminato se, come sostiene l’UAIE, il grado di incapacità 

di svolgere le mansioni domestiche è pari al 30% oppure se, come sostiene 

l’assicurata, è almeno del 50%, ritenuto che l’attività di casalinga non può 

essere considerata più leggera dell’attività precedentemente svolta di aiuto 

farmacista rispettivamente di un’attività leggera adeguata. 

19.1  

19.1.1 In concreto dagli atti emerge che un primo questionario per casalin-

ghe compilato nell’ottobre 2009 (doc. UAIE 7), esaminato dettagliatamente 

dal dottor F._______, non è stato ritenuto credibile, essendo secondo 

quest’ultimo tutti i compiti compatibili con i limiti funzionali o eseguibili con 

l’aiuto dei famigliari. Egli aveva pertanto riconosciuto unicamente una ridu-

zione della capacità di svolgere le proprie mansioni del 10% per tener conto 

dello svolgimento di compiti che necessitavano maggior tempo (doc. UAIE 

24).  

19.1.2 Dopo l’esperimento della perizia bidisciplinare, non essendosi pro-

nunciati i periti dell’ASIM sulla capacità di svolgere le mansioni consuete, 

è stato al dottor O._______ di formulare un complemento peritale, secondo 

cui “ aus somatischer und psychiatrischer Sicht gilt es einerseits die 

C-2457/2014 

Pagina 23 

30%ige Beeinträchtigung wegen der seelischen Störung zu berücksichti-

gen, welche für jegliche Tätigkeit anfällt, anderseits aber auch die körperli-

che Einschränkung zu berücksichtigen wie oben aufgeführt “ (la sottoli-

neattura è del redattore doc. UAIE 84 pag. 2). 

A mente del perito quindi per stabilire l’incapacità di svolgere le mansioni 

consuete andavano considerate sia le limitazioni psichiche, pari in ogni am-

bito al 30% (einerseits), sia quelle fisiche (anderseits). 

Il perito ha quindi concluso che “die Auswirkung auf den Haushalt im kon-

kreten Fall der Explorandin kann nur unter Berücksichtigung der erwähnten 

Beeinträchtigung und (la sottolineatura è del redattore) gleichzeitiger diffe-

renzierter Haushaltsabklärung erfolgen“. 

Non emerge dagli atti che il perito abbia preso posizione sul questionario 

per casalinghe già agli atti né che gliene sia stato sottoposto uno recente. 

19.1.3 Il dottor F._______ dal canto suo (doc. UAIE 86), a cui sono stati 

sottoposti i nuovi accertamenti, il 12 marzo 2013, richiamando il comple-

mento peritale di ASIM, ma senza chinarsi su un eventuale questionario 

per casalinghe – come indicato dal dottor O._______ - né pretenderne uno 

recente dall’assicurata, essendo trascorsi ormai tre anni dall’ultimo rileva-

mento, ha concluso che l’incapacità complessiva era pari al 30%, ritenuto 

che a suo modo di vedere i compiti inesigibili non superavano il 30% e – in 

contrasto con quanto dichiarato dal dottor O._______ - che l’incapacità per 

ragioni psichiche inglobava anche quella per motivi fisici. 

Infine, a proposito del nuovo questionario compilato dall’assicurata il 

13 giugno seguente (doc. UAIE 98) il dottor F._______ in data 9 luglio 

2013, si è limitato a dichiarare che l’incapacità quale casalinga era già stata 

discussa il 12 marzo 2013 (doc. UAIE 100). 

19.2 Alla luce di quanto sopra esposto questa Corte non può ritenere pro-

vato con il grado della verosimiglianza preponderante valido nelle assicu-

razioni sociali che il grado di incapacità di svolgere le mansioni consuete 

della ricorrente sia pari solo al 30%, come indicato dal dottor F._______. 

Gli atti dell’incarto non possono infatti essere considerati concludenti, 

avendo l’UAIE fondato la propria conclusione su un accertamento contrad-

dittorio e incompleto dei fatti rilevanti.  

C-2457/2014 

Pagina 24 

In proposito va rilevato in primo luogo che se è vero che il dottor F._______ 

nel 2009 ha preso posizione in modo completo e dettagliato sul questiona-

rio dell’assicurata, è pur vero che lo stesso medico, a causa della necessità 

di esperire una perizia pluridisciplinare, ha preteso che i periti prendessero 

posizione sulla capacità di svolgere mansioni consuete dell’assicurata, ri-

tenendo implicitamente superato il suo precedente parere. 

Il dottor O._______ ha inoltre dichiarato inequivocabilmente che andava 

tenuto conto sia dell’incapacità per motivi psichici che delle limitazioni da 

un punto di vista fisico e che l’incapacità complessiva andava stabilita “ nur 

unter Berücksichtigung der erwähnten Beeinträchtigung und gleichzeitiger 

differenzierter Haushaltsabklärung erfolgen “. 

Egli non si è pertanto espresso complessivamente e definitivamente su 

questo punto, essendo carente la “ differenzierter Haushaltsabklärung ”. 

Ne consegue che, dal complemento peritale, risulta unicamente un’incapa-

cità per motivi psichici del 30% in ogni ambito. 

Il dottor F._______ dal canto suo ha tratto le proprie conclusioni senza pro-

cedere al citato complemento istruttorio, e dichiarando, contrariamente a 

quanto indicato dal dottor O._______, e senza motivazione alcuna, che 

l’incapacità psichica ingloba quella fisica. 

In simili condizioni questa Corte non dispone di documentazione completa, 

motivata, convincente e pertanto concludente circa la misura dell’incapa-

cità complessiva dell’assicurata di svolgere le proprie mansioni consuete, 

bensì unicamente il grado di incapacità da un punto di vista psichico, a cui 

secondo il dottor O._______ va sommata quella riconducibile alle proble-

matiche somatiche. 

19.3 Alla luce delle conclusioni del dottor O._______, andava quindi ag-

giornato il formulario relativo alle mansioni svolte nell’economia domestica 

e poi sottoposto al perito, che doveva prendere posizione circa l’affidabilità 

delle risposte, tenendo conto delle limitazioni funzionali e, quindi, fissare 

l’incapacità complessiva quale casalinga. Tale procedere è stato del tutto 

omesso.  

A titolo abbondanziale va aggiunto che l’attività di casalinga, come indicato 

dalla ricorrente, non può esser considerata, secondo la generale espe-

rienza della vita, più leggera di quella di aiuto farmacista, che è stata rite-

nuta inesigibile, rispettivamente di un’attività leggera adeguata. Al riguardo 

C-2457/2014 

Pagina 25 

va rilevato che secondo i periti l’assicurata è in grado di svolgere solo atti-

vità leggere adeguate ai limiti funzionali in misura del 50% prima e del 20% 

poi, mentre l’attività di casalinga è stata considerata da leggera a medio 

leggera. Secondo i periti, inoltre, questa incapacità ingloba anche quella 

riconducibile al danno alla salute psichica e non viceversa come sostiene 

il dottor F._______. Ne consegue che un’incapacità del 30% non è in alcun 

caso credibile. 

Visto quanto sopra le conclusioni dell’UAIE sono prive di fondamento. 

19.4 Ne consegue che anche su questo punto il ricorso va accolto e l’in-

carto rinviato all’UAIE, affinché sottoponga il questionario per gli assicurati 

occupati nell’economia domestica (doc. UAIE 98) all’ASIM, se possibile al 

dottor O._______, affinché stabilisca il grado di incapacità complessiva 

nello svolgimento dell’attività di casalinga come da lui indicato a pag. 2 del 

doc. UAIE 84. 

20. 

20.1 Visto l'esito della procedura non si prelevano spese processuali 

(art. 63 cpv. 1 PA). L’anticipo spese, di fr. 400.-, versato l’11 giugno 2014 

verrà restituito alla ricorrente. 

20.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentata in questa sede da un man-

datario professionale, si giustifica altresì l'attribuzione di un'indennità a ti-

tolo di spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg. del 

regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]). 

20.3 

20.3.1 Giusta l'art. 14 cpv. 1 TS-TAF, le parti che chiedono la rifusione di 

spese ripetibili devono presentare al Tribunale, prima della pronuncia della 

decisione, una nota particolareggiata delle spese. Se non viene prodotta, 

il giudice fisserà un'indennità sulla base degli atti (art. 14 cpv. 2 TS-TAF).  

In virtù dell'art. 7 cpv. 1 TS-TAF, la parte vincente ha diritto alle ripetibili per 

le spese necessarie derivanti dalla causa. Secondo gli art. 8 e 9 cpv. 1 TS-

TAF, le ripetibili comprendono, fra l'altro, le spese di patrocinio, ossia l'ono-

rario dell'avvocato, ed i disborsi, quali, segnatamente, le spese di fotoco-

piatura, le spese di porto e le spese telefoniche. L'art. 10 cpv. 1 e 2 TS-TAF 

C-2457/2014 

Pagina 26 

precisa che l'onorario dell'avvocato è calcolato in funzione del tempo ne-

cessario alla rappresentanza della parte; la tariffa oraria per gli avvocati 

oscilla tra un minimo di fr. 200.- ed un massimo di fr. 400.-. 

Secondo giurisprudenza, nell'ambito del suo potere d'apprezzamento, il 

Tribunale di prima istanza determina l'onorario dell'avvocato in funzione 

dell'importanza e della difficoltà della lite nonché dell'ampiezza del lavoro 

e del dispendio orario (cfr. sentenza del TF 9C_284/2012 del 18 maggio 

2012 consid. 6). 

Per valutare l'importanza del lavoro e del tempo consacrato, occorre tenere 

conto del fatto che la procedura in materia di assicurazioni sociali è retta 

dalla massima inquisitoria, ciò che, di solito, facilita il compito del manda-

tario. L'attività suscettibile di essere considerata non può comprendere 

azioni inutili o superflue. Inoltre, le iniziative intraprese prima della promo-

zione della fase processuale non possono essere ritenute (cfr. sentenza 

del TF I 452/05 del 27 novembre 2006 consid. 5.5 con rinvii). 

20.3.2 Nel caso concreto pendente causa l’avv. Vecellio ha prodotto una 

nota d’onorario per il periodo 07.05.2014/05.01.2015 (allegato al doc. TAF 

13) e l’ha aggiornata per tutto il periodo del suo mandato fino al 4 maggio 

2017 (doc. TAF 26). Essa comprende già la consulenza riguardante la pro-

cedura di ricorso prestata dall’avv. Luminati, nel frattempo deceduto ed è 

pari a fr. 2'371.20 (fr. 2'280 quale nota d’onorario [9,5 ore a fr. 240/h] e 

fr. 91.20 a titolo di spese vive).  

Conto tenuto della particolarità del caso concreto, della difficoltà delle que-

stioni in fatto ed in diritto che si pongono, del lavoro utile e necessario svolto 

dal mandatario professionale e dell'incarto relativamente voluminoso, la ri-

chiesta di fissare la tariffa oraria a fr. 240.- (cfr. nota d'onorario), può essere 

ammessa, così come il numero di ore fatturate.   

 

Non viene assegnato alcun importo a titolo di imposta sul valore aggiunto 

(IVA) ai sensi dell’art. 9 cpv. 1 lett. c TS-TAF, essendo la parte domiciliata 

all’estero. Del resto la patrocinatrice non è soggetta all’obbligo di versare 

l’IVA (cfr. www.uid.admin.ch).  

In conclusione le spese ripetibili in favore dell’assicurata corrispondono 

all’importo della nota d’onorario trasmessa dall’avvocata Vecellio al TAF il 

4 maggio 2017, pari a fr. 2'371.20. L'indennità per ripetibili è posta a carico 

dell'UAIE. 

 

C-2457/2014 

Pagina 27 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata.  

2.  

L’incarto è rinviato all’UAIE affinché esegua gli accertamenti indicati nei 

considerandi e si pronunci nuovamente sul grado di invalidità di A._______ 

a far tempo dal 1°dicembre 2008. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. L’anticipo di fr. 400.-, versato l’11 giu-

gno 2014, sarà restituito alla ricorrente allorquando la presente sentenza 

sarà cresciuta in giudicato. 

4.  

L'UAIE rifonderà alla ricorrente fr. 2'371.20 a titolo di spese ripetibili. 

5.  

Comunicazione a: 

– rappresentante della ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (n. di rif….; raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (raccomandata)  

 

 

 

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Michela Bürki Moreni Graziano Mordasini 

 

 

(rimedi giuridici alla pagina seguente)  

 

 

 

 

 

C-2457/2014 

Pagina 28 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione, nella misura in cui sono 

adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF. Gli 

atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi 

di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della 

parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF).  

 

Data di spedizione: