# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8f78dcfe-2c10-58c2-904b-c6b8355a4392
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-01
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Einzelrichter 01.04.2014 SK2 2014 15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_002_SK2-2014-15_2014-04-01.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Rif.: Coira, 01° aprile 2014 Comunicato per scritto il:
SK2 14 15 14 maggio 2014

Decreto
Seconda Camera penale

Presidenza Pritzi
Attuaria ad hoc Vecellio

Nel reclamo penale

di X._____, reclamante, patrocinato dall'avv. Andrea Toschini, Casa Moesa, 6535 
Roveredo, 

contro

il decreto di abbandono della Procura pubblica dei Grigioni del 10 marzo 2014, 
comunicato lo stesso giorno, in re della Procura pubblica dei Grigioni, 
Sennhofstrasse 17, 7001 Coira, resistente, contro il reclamante,

concernente infrazione alle norme della circolazione (indennizzo),

è risultato:

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I. Fattispecie

A. Dal decreto di accusa della Procura pubblica dei Grigioni del 12 luglio 2013, 
comunicato il 19 luglio 2013 risultava la seguente fattispecie:

"Sabato 13 aprile 2013 l'imputato X._____ circolava sulla stradina 
comunale in località denominata “A._____”, territorio del comune di 
O.1_____, alla guida della sua autovettura Toyota J Urbancruiser 1.33 
targata _____ (CH). Giunto verso le ore 22.42 all'incrocio sul ponte per 
“B._____”, ignorava consapevolmente l'ordine di stop impartitogli dal 
guardiano della selvaggina C._____. Quest'ultimo, dopo aver posteggiato il 
suo veicolo sul lato destro della carreggiata, lasciandolo acceso e con i fari 
anabbaglianti in direzione del luogo del previsto posto di controllo, 
indossava una giacca arancione con bande riflettenti e dopo essersi 
sistemato sulla sinistra della carreggiata, segnalava all'imputato di fermarsi 
alzando verticalmente con la mano destra la pila con cono rosso in 
dotazione ai guardiani della selvaggina. Noncurante del segnale di fermo 
attuato dal guardiano della selvaggina, l'imputato proseguiva a velocità 
ridotta, sino a raggiungere la propria abitazione. Al momento dei fatti non vi 
erano precipitazioni e la visibilità, di carattere notturno (era discreta)." 

Tramite decreto di accusa nel procedimento penale VV.2013.5285/GT la Procura 
pubblica decretava:

"1. X._____ è colpevole di infrazione alle norme della circolazione giusta 
gli art. 27 cpv. 1 LCStr, 66 cpv. 1 e 4 OSStr e 67 cpv. 1 lett. a OSStr in 
unione all'art. 90 cpv. 1 LCStr.

2. L'imputato è punito con una multa di CHF 250.00. 
In caso di mancato pagamento per colpa, la multa sarà sostituita con 
una pena detentiva sostitutiva di 2 giorni.

3. Le spese procedurali sono addebitate all'imputato.

4. Con ciò l'imputato è tenuto a pagare:

- multa CHF 250.00
- disborsi in contanti CHF 120.00
- tassa di giustizia CHF 250.00

Importo fatturato CHF 620.00"

B. Con opposizione del 31 luglio 2013 (act. PP.7) l'avv. Andrea Toschini quale 
rappresentante legale dell'imputato chiedeva alla Procura pubblica di 
abbandonare il procedimento in applicazione dell'art. 355 cpv. 3 CPP.

C. Con decreto di abbandono del 10 marzo 2014, comunicato il 10 marzo 
2014 (act. B.1), la Procura pubblica dei Grigioni decretava:

"1. Il procedimento penale aperto contro X._____ per infrazione alle 
norme della circolazione giusta l'art. 27 cpv. 1 LCStr, 66 cpv. 1 e 4 
OSStr e 67 cpv. 1 lett. a OSStr in unione all'art. 90 cpv. 1 LCStr è 
abbandonato. 

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2. Le spese procedurali sono sostenute dal Cantone. 

3. Un'indennità non è corrisposta."

Quale motivazione del decreto veniva addotto che la Procura pubblica dei Grigioni 
avrebbe condannato l'imputato tramite decreto di accusa del 12 luglio 2013, 
comunicato il 19 luglio 2013, al pagamento di una multa di CHF 250.– per 
infrazione alle norme della circolazione stradale, accollandogli le spese 
procedurali e la tassa di giudizio per complessivi ulteriori CHF 370.–. Contro 
questo decreto l'imputato, per il tramite dell'avv. Andrea Toschini, avrebbe inoltrato 
tempestiva opposizione scritta in data 31 luglio/2 agosto 2013.

Vista l'opposizione, il procedimento penale sarebbe stato ripreso ed in data 19 
novembre 2013 si sarebbe provveduto all'interrogatorio della teste D._____ (che al 
momento dei fatti si sarebbe trovata sulla vettura dell'imputato). In data 8 gennaio 
2014 sarebbe inoltre stato interrogato come teste l'agente di polizia E._____, che 
la sera in questione sarebbe stato contattato telefonicamente a proposito del caso 
di specie dalla centrale operativa di O.2_____. In data 20 gennaio 2014 sarebbe 
infine stato contattato telefonicamente il guardiano della selvaggina F._____, al 
fine di chiarire gli effettivi corsi effettuati dai guardiani della selvaggina per 
l'effettuazione di posti di controllo di veicoli a motore, rispettivamente per avere 
delucidazioni in merito all'attrezzatura in dotazione agli stessi guardiani per 
l'effettuazione di posti di blocco.

Dal completamento d'istruttoria effettuato risulterebbe che le condizioni di visibilità 
(zona di campagna non illuminata, notte), la mancanza di un veicolo di servizio e 
del triangolo “Triopan” segnalante il controllo, la presenza di un unico guardiano 
della selvaggina e l'equipaggiamento a disposizione del guardiano della 
selvaggina C._____ per compiere il posto di fermo (unicamente una giacca 
arancione con bande riflettenti con nessuna scritta indicante l'organo addetto al 
controllo oltre ad una pila con cono) non sarebbero stati sufficienti a riconoscerlo 
quale organo di polizia ausiliare giusta l'art. 67 cpv. 1 lett. a OSStr. Non essendo 
stato possibile per l'imputato identificare chiaramente il guardiano della selvaggina 
e non essendoci altri motivi per cui l'imputato avrebbe dovuto fermarsi (incidente, 
necessità di soccorso, ecc.) il procedimento penale aperto nei confronti di X._____ 
andrebbe abbandonato. Visto l'esito dell'istruttoria, le spese procedurali sarebbero 
sostenute dal Cantone.

Con lettera del 21 febbraio 2014 l'avv. Andrea Toschini quale patrocinatore 
dell'imputato avrebbe presentato una nota di onorario per complessivi CHF 

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2'412.07 (tempo di lavoro 530 minuti, tariffa oraria di CHF 240.–, spese di CHF 
113.40 e IVA pari a CHF 178.67). 

Giusta l'art. 429 cpv. 1 lett. a CPP l'imputato avrebbe diritto, in caso di assoluzione 
o di abbandono del procedimento penale a suo carico, ad un'indennità per le 
spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali. Fra 
questi vi sarebbero i costi del difensore di fiducia da lui liberamente scelto, che 
sarebbero da rimborsare qualora il coinvolgimento di un avvocato, a seguito della 
complessità sotto il profilo probatorio o giuridico, sia necessaria e appaia 
proporzionale al lavoro effettuato. Secondo la dottrina e la giurisprudenza in caso 
di abbandono del procedimento non sussisterebbe un diritto d'indennizzo da parte 
dell'imputato, qualora oggetto della procedura preliminare fosse soltanto un caso 
bagatella ai sensi dell'art. 132 cpv. 3 CPP, in particolar modo se oggetto del 
procedimento preliminare fosse una contravvenzione. D'altra parte secondo la 
nuova giurisprudenza del Tribunale federale, non si potrebbe, anche per le 
contravvenzioni, partire generalmente dal presupposto che la persona imputata 
debba assumersi i costi per la sua difesa come frutto di un tipo di obbligo sociale. 
La Procura pubblica, citando la giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 138 IV 
197) sosteneva che d'altronde sarebbero da tenere in considerazione nella 
decisione sull'adeguatezza se far intervenire o meno un avvocato, oltre alla gravità 
dell'infrazione rimproverata e l'effettiva complessità dal punto di vista giuridico in 
particolar modo la durata del procedimento e le conseguenze sulle condizioni 
personali e lavorative dell'imputato. Inoltre andrebbe valutato se l'esito del 
procedimento penale possa avere delle conseguenze di responsabilità civile o di 
natura assicurativa ai sensi della decisione del Tribunale federale 6B_258/2013 
del 6 gennaio 2014. Giusta la decisione del Tribunale federale 1B_536/2012 del 9 
gennaio 2013, in presenza di simili condizioni, l'intervento di un rappresentante 
legale in caso di contravvenzione potrebbe apparire adeguato per l'esercizio dei 
suoi diritti nel procedimento. Applicando questi criteri al presente caso, verrebbe a 
cadere l'obbligo di indennizzo per il procedimento penale. Il rifiuto di un'indennità 
apparirebbe quindi motivato dal fatto di essere in presenza di un caso penale 
alquanto semplice, che in ogni caso non presenterebbe una fattispecie complessa 
e che verrebbe presa in considerazione solo una multa bagatella. Inoltre l'imputato 
non dovrebbe attendersi nessuna richiesta di indennizzo di natura civile o 
assicurativa, poiché a seguito della violazione delle norme della circolazione 
stradale ascrittagli, non avrebbe causato danni né a cose né a persone. Tutte 
queste circostanze giustificherebbero il rifiuto della richiesta d'indennizzo. La 
questione a sapere se le ore effettuate dal difensore, rispettivamente fatturate per 

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il suo dispendio, ammontanti a quasi 9 ore, considerando il carattere bagatellare 
della multa presa in considerazione, siano adeguate giusta l'art. 429 cpv. 1 lett. a 
CPP, a questo stato delle cose potrebbe rimanere aperta. 

D. Il 21 marzo 2014 il patrocinatore di X._____ inoltrava reclamo (act. A.1) 
contro il decreto della Procura pubblica dei Grigioni postulando:

"In via principale:

1. Il ricorso è accolto. Di conseguenza la cifra 3 del dispositivo del 
decreto di abbandono del 10 marzo 2014 del procedimento 
ÜB.2013.5285/ GT viene riformato e alla persona imputata viene 
assegnata un'indennità per titolo di ripetibili di almeno fr. 750.–.

2. Protestate spese e ripetibili inerenti il procedimento innanzi al 
Tribunale cantonale.

In via subordinata:

1. Il ricorso è accolto. Di conseguenza la cifra 3 del dispositivo del 
decreto di abbandono del 10 marzo 2014 del procedimento 
ÜB.2013.5285/ GT viene cassato e l'incarto viene ritornato alla 
Procura pubblica dei Grigioni per una nuova decisione in merito 
all'indennità da corrispondere all'imputato per le spese da lui sostenute 
ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali.

2. Protestate spese e ripetibili inerenti il procedimento innanzi al 
Tribunale cantonale."

Quale motivazione il patrocinatore faceva valere che a seguito della denuncia del 
guardiano della selvaggina sarebbe stato aperto nei confronti del reclamante un 
procedimento per violazione degli artt. 27 cpv. 1 LCStr, 66 cpv. 1 e 4 OSStr e 67 
cpv. 1 lett. a OSStr. Il reclamante non avrebbe partecipato all'interrogatorio di 
C._____ e non avrebbe ritenuto necessario coinvolgere un avvocato per la propria 
difesa, di modo che l'interrogatorio del 26 aprile 2013 si sarebbe svolto senza 
alcun patrocinatore. Già sin d'ora si sottolineerebbe che durante l'interrogatorio il 
reclamante avrebbe ammesso di essere stato alla guida del veicolo e di aver 
notato la presenza di una persona vestita con una giacca arancione e munita di 
una pila con cono rosso che sul lato della strada avrebbe fatto dei cenni con la 
pila. Egli avrebbe riferito però che a causa dell'assenza di segnali, demarcazioni e 
altri segni di riconoscimento non avrebbe riconosciuto il guardiano della 
selvaggina e per tale ragione avrebbe proseguito la sua corsa, chiamando però 
telefonicamente la polizia cantonale per chiarire cosa stesse succedendo. 
Purtroppo secondo il patrocinatore, l'autorità inquirente non avrebbe dato 
minimamente seguito alla versione dell'accusato e avrebbe preferito basarsi 
ciecamente sulle sole informazioni – in parte errate – del guardiano della 
selvaggina. Il guardiano della selvaggina nel suo interrogatorio del 26 aprile 2013 

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avrebbe riferito fra l'altro che l'agente di polizia E._____ avrebbe risposto alla 
chiamata del ricorrente informandolo di doversi fermare al segnale di "stop" e di 
aver svolto un'istruzione presso la Polizia stradale di San Bernardino volta ad 
istruire i guardiacaccia sulle modalità da seguire per procedere ad un controllo e al 
fermo di un veicolo, asserendo che i controlli dei guardiacaccia metterebbero in 
atto esattamente quanto sarebbe stato impartito loro. Tali fatti sarebbero stati 
evidenziati nell'istruttoria come non veritieri. Sulla base di tali generiche e 
fuorvianti indicazioni l'autorità istruente non avrebbe verificato come fosse 
effettivamente avvenuto il fermo e avrebbe deciso di condannare l'imputato senza 
dar credito alla sua versione. Di fronte al decreto di accusa e alla circostanza che 
la Polizia cantonale e la Procura pubblica non avrebbero minimamente né creduto 
né approfondito la sua versione, il ricorrente si sarebbe visto nella situazione di 
dover scegliere se accettare il decreto di accusa, sebbene ingiusto, oppure 
tutelare i suoi diritti. Ritenuto che egli non avrebbe alcuna formazione in ambito 
giudiziario, per evitare di condurre male il processo e trovarsi magari nuovamente 
condannato (e con l'onere di dover pagare il triplo delle spese), avrebbe deciso di 
chiedere consiglio e di farsi rappresentare da un avvocato. A detta del 
patrocinatore, lui sarebbe intervenuto solo dopo il decreto di accusa, al fine di 
opporsi contro lo stesso. Andrebbe altresì rilevato che a causa del decreto di 
accusa il ricorrente avrebbe temuto anche l'apertura di un procedimento 
amministrativo di revoca della licenza o di ammonimento da parte dell'Ufficio della 
circolazione nei suoi confronti. Ciò che quale impiegato del comune di O.1_____, 
in qualità di operaio comunale/usciere, non avrebbe potuto permettersi, in quanto 
necessiterebbe della licenza di condurre per lavorare. A seguito dell'opposizione la 
Procura pubblica avrebbe accettato di sentire come teste la signora D._____, 
moglie dell'accusato, che sarebbe stata escussa il 19 novembre 2013. La teste 
avrebbe confermato la tesi del ricorrente e ciò nonostante la Procura pubblica 
avrebbe deciso di continuare il procedimento. In data 8 gennaio 2014, su richiesta 
del patrocinatore, sarebbe stato sentito come teste anche l'agente E._____, la cui 
deposizione avrebbe permesso di accertare che contrariamente a quanto 
sostenuto dal guardiacaccia la modalità del fermo sarebbe stata difettosa. 
Siccome apparentemente la Procura pubblica avrebbe voluto continuare a dar 
credito alla tesi del guardiacaccia, il patrocinatore affermava di aver comunicato 
alla Procura tramite scritto del 9 gennaio 2014 che tale fatto non avrebbe 
corrisposto al vero e avrebbe proposto di sentire come teste l'agente di polizia 
G._____, che in realtà avrebbe istruito i guardiacaccia in merito al comportamento 
da tenere in caso di incidenti stradali con selvaggina. La Procura pubblica avrebbe 

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verificato telefonicamente tale fattispecie con il guardiano della selvaggina 
F._____ e finalmente avrebbe deciso di accettare la tesi del rappresentante legale 
e di abbandonare il procedimento. Il 21 febbraio 2014 il patrocinatore legale 
avrebbe notificato alla Procura pubblica il dettaglio delle sue prestazioni e spese, 
per un totale di CHF 2'421.–. Con decreto di abbandono del 10 marzo 2014 la 
Procura pubblica avrebbe abbandonato il procedimento ma avrebbe rifiutato 
all'imputato un'indennità per le spese legali sostenute. In base all'art. 429 cpv. 1 
lett. a CPP l'imputato avrebbe diritto ad un'indennità per le spese sostenute ai fini 
di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali in caso di abbandono del 
procedimento. La Procura pubblica giungerebbe alla conclusione che l'intervento 
di un rappresentante legale sia nel caso concreto inadeguato e non necessario 
alla tutela degli interessi dell'imputato. La Procura pubblica argomenterebbe con il 
fatto che si tratterebbe di un'infrazione non grave senza conseguenze di 
responsabilità civile o di natura assicurativa che dovrebbero far temere 
conseguenze particolarmente gravose all'imputato in caso di condanna. Il 
reclamante contestava tale argomentazione in quanto in contrasto con il senso e 
la lettera dell'art. 429 cpv. 1 lett. a CPP, sostenendo che l'indennizzo andrebbe 
accordato se l'intervento del rappresentante legale apparirebbe alla luce di tutte le 
circostanze adeguato alla difesa degli interessi dell'imputato (DTF 138 IV 197). La 
Procura pubblica avrebbe dovuto considerare anche altri elementi, per i quali nel 
caso concreto sebbene si tratterebbe di una semplice contravvenzione l'intervento 
di un legale apparirebbe legale. Innanzitutto il fatto che l'imputato sarebbe un 
operaio comunale, e che nella sua veste sarebbe stato particolarmente sensibile a 
qualsiasi sanzione amministrativa di revoca della licenza o di ammonimento al 
punto da temere l'apertura di un procedimento amministrativo. Oltre a ciò sarebbe 
stato da chiarire con un legale in che misura un procedimento di condanna penale 
per la violazione della LCStr avrebbe potuto avere delle conseguenze sul diritto di 
guida. Inoltre l'imputato avrebbe tentato inutilmente di difendersi da solo, con il 
risultato di vedersi recapitare un decreto di accusa che avrebbe riportato una 
condanna penale nel caso non avesse interposto opposizione. A parere del 
reclamante, anche la condanna, seppure non grave sarebbe apparsa per un 
dipendente comunale con mansioni di usciere come infamante. Non gli sarebbe 
infatti stata rimproverata una violazione qualsiasi delle norme sulla circolazione, 
bensì di aver intenzionalmente disubbidito agli ordini impartiti da un organo di 
polizia. Sebbene la multa sarebbe stata di soli CHF 250.–, all'accusato sarebbe 
stato chiesto il pagamento di multa e spese per CHF 620.–. Importo che 

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manifestamente sarebbe stato destinato a lievitare nel caso in cui fosse stato 
condannato in seguito ad opposizione. 

La circostanza a sapere come e in quali occasioni un fermo di polizia sarebbe o 
meno regolare sarebbe apparso come una fattispecie relativamente complessa, 
anche perché il guardiacaccia sarebbe stato effettivamente in uniforme. Nel caso 
concreto, il patrocinatore del reclamante sosteneva che avrebbero dovuto essere 
esperite verifiche e richieste di assunzione dei mezzi di prova per confutare le 
fuorvianti e in parte non veritiere affermazioni dell'agente di polizia ausiliaria che 
avrebbe denunciato il ricorrente. Situazione difficilmente gestibile da un privato 
cittadino che non sarebbe cognito di procedure giudiziarie. La Procura pubblica 
nonostante l'opposizione avrebbe deciso di proseguire il procedimento. Solo dopo 
conferma del fatto che il guardiano della selvaggina avrebbe riportato un fatto 
falso asserendo di essere espressamente formato a verificare i veicoli e di 
comportarsi di conseguenza, la Procura pubblica avrebbe deciso di abbandonare 
il procedimento. A detta del reclamante, ciò sarebbe avvenuto dopo il memoriale 
del 9 gennaio 2014 del patrocinatore legale ad ulteriore dimostrazione del fatto 
che se il legale del ricorrente non avesse sistematicamente insistito sulle 
incongruenze della deposizione C._____ e proposto i mezzi di prova necessari a 
confutarla, la Procura pubblica avrebbe mantenuto lo stato di accusa, con la forte 
probabilità per l'imputato di venir condannato anche innanzi al Tribunale 
distrettuale. Il reclamante asseriva pure che il caso presente sarebbe per certi 
versi analogo alla sentenza del Tribunale federale 1B_536/2012 del 9 gennaio 
2013. In casu vi sarebbe stata la difficoltà a chiarire i fatti e la necessità di 
smentire la versione di un organo ufficiale e la preoccupazione che la condanna 
potesse avere degli influssi sul diritto di guida. Per quanto attiene la 
quantificazione dell'indennità, la convenuta non si esprimerebbe, pur rilevando che 
il dispendio del difensore ammonterebbe a quasi 9 ore a fronte del carattere 
"bagatellare" della multa. Il patrocinatore aggiungeva che per l'imputato l'importo 
di CHF 620.– non rientrerebbe nell'ordine di una cifra bagatellare. Il dispendio 
sarebbe stato reso necessario dal comportamento delle autorità e avrebbe 
condotto ad un'istruttoria coinvolgendo tre testi oltre l'imputato. A titolo di confronto 
la Polizia cantonale e la Procura pubblica avrebbero speso circa quattro ore in 
interrogatori e almeno altrettanto tempo nella redazione del rapporto di polizia. 
Ritenuto che il ricorso non verrebbe presentato tanto per il riconoscimento 
integrale del dispendio quando piuttosto per il riconoscimento del principio che sia 
ingiusto negare ogni forma d'indennità, il reclamante ribadiva che il giudizio per la 
quantificazione spetterebbe al Tribunale cantonale, fermo restando che si 

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riterrebbe adeguato il riconoscimento di almeno tre ore di lavoro + IVA, ossia circa 
CHF 750.–. 

E. Invitata a presentare osservazioni circa il reclamo con decreto del 25 marzo 
2014 (act. D.1), la Procura pubblica dei Grigioni postulava in data 28 marzo 2014 
(act. A.2) di respingere il reclamo con addebitamento delle spese. La Procura 
pubblica formulava varie osservazioni, indicando che il reclamante farebbe valere 
che in caso di una condanna avrebbe dovuto tener conto della revoca della 
licenza di condurre. Ciò non corrisponderebbe al vero poiché una revoca della 
licenza presupporrebbe almeno un pericolo minimo per la sicurezza altrui. 
Secondo la Procura pubblica, all'imputato non sarebbe mai stata rimproverata una 
messa in pericolo di terze persone. Inoltre nel caso di una semplice 
contravvenzione la persona imputata avrebbe diritto ad un'indennità solamente nei 
casi eccezionali. La Procura pubblica sosteneva che nel caso concreto non 
sarebbero intravvedibili motivi per cui si debba ritenere che ci si trovi dinanzi ad un 
caso eccezionale.  

F. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini 
del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

II. Considerandi

1. Nella presente procedura di reclamo va esaminato se il reclamante ha 
diritto ad un'indennità per le spese legali sostenute ai sensi dell'art. 429 cpv. 1 lett. 
a CPP. Eventualmente va anche esaminato se la nota d'onorario presentata dal 
patrocinatore del reclamante è giustificata.

2.a) Prima di entrare in merito alle questioni giuridiche menzionate vanno 
esaminati gli estremi per il presente reclamo. Ai sensi dell'art. 393 cpv. 1 lett. a 
CPP (RS 312.0) in unione all'art. 22 della legge d'applicazione del Codice di diritto 
processuale penale svizzero del 16 giugno 2010 (LACPP; CSC 350.100), contro le 
decisioni e gli atti procedurali della polizia, del pubblico ministero e delle autorità 
penali delle contravvenzioni può essere interposto reclamo. Nel Cantone dei 
Grigioni la giurisdizione di reclamo è la seconda Camera penale del Tribunale 
cantonale (art. 22 LACPP in unione con l'art. 10 cpv. 1 dell'ordinanza 
sull'organizzazione del Tribunale cantonale del 14 dicembre 2010 [OOTC; CSC 
173.100]). 

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b) Il decreto di abbandono della Procura pubblica dei Grigioni data del 10 
marzo 2014, è stato comunicato il 10 marzo 2014 e consegnato l'11 marzo 2014. 
Giusta l'art. 396 cpv. 1 CPP il termine di reclamo è di 10 giorni. In data 21 marzo 
2014 il patrocinatore del reclamante ha inoltrato al Tribunale cantonale dei Grigioni 
il reclamo (act. A.1), che è stato trasmesso al Tribunale cantonale il 23 marzo 
2014. Il reclamo è quindi tempestivo. La legittimazione del reclamante destinatario 
della decisione impugnata è pacifica (cfr. art. 382 cpv. 1 CPP).

c) Giusta l'art. 397 cpv. 1 CPP il reclamo è esaminato nell'ambito di una 
procedura scritta sotto riserva dell'art. 390 cpv. 5 CPP. La procedura non è 
pubblica ed è disciplinata dagli artt. 69 cpv. 3 lett. c e artt. 390 segg. CPP. 
Mediante reclamo si possono censurare le violazioni del diritto, compreso 
l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia 
(art. 393 cpv. 2 lett. a CPP), l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 393 
cpv. 2 lett. b CPP) e l'inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lett. c CPP). Il reclamo deve 
essere presentato per scritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in 
particolare all'art. 390 CPP per la forma scritta ed all'art. 385 CPP per la 
motivazione. Esso deve indicare – in particolare – i punti della decisione che 
intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di 
prova auspicati (art. 385 cpv. 1 CPP).

Nel presente caso le esigenze di forma e motivazione del reclamo sono rispettate.

3.a) Per quanto attiene alle spese di patrocinio, il reclamante postula in via 
principale l'annullamento della cifra 3 del dispositivo del decreto impugnato ed il 
riconoscimento di un dispendio di 3 ore per un onorario di almeno CHF 750.–. 
Subordinatamente il reclamante chiede di rimandare l'incarto alla Procura pubblica 
per una nuova decisione in merito all'indennità da corrispondergli. 

b) Giusta l'art. 429 cpv. 1 lett. a CPP, se è pienamente o parzialmente assolto 
o se il procedimento nei suoi confronti è abbandonato, l'imputato ha diritto ad 
un'indennità per le spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti 
procedurali. 

Lo Stato si assume i relativi costi solamente se a causa della complessità effettiva 
o giuridica la rappresentanza legale sia stata necessaria e se il dispendio di tempo 
rispettivamente l'onorario dell'avvocato sia giustificato. Nella sentenza DTF 138 IV 
197 il Tribunale federale ha stabilito che anche nel caso di contravvenzioni non si 
può stabilire a priori che l'imputato debba assumersi da solo i costi del difensore 

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quale dovere sociale. Inoltre nella decisione atta a stabilire se sia opportuna 
l'assistenza di un avvocato vanno considerate oltre alla gravità delle imputazioni e 
l'effettiva e giuridica complessità del caso, anche la durata del procedimento e le 
relative conseguenze nei confronti delle condizioni personali e professionali 
dell'imputato. Per quanto concerne la domanda se i costi del patrocinatore siano 
adeguati e proporzionati, per i casi giuridici semplici l'onorario dovrebbe essere 
limitato ad un minimo. In alcuni casi ci si potrebbe addirittura accontentare di una 
semplice consultazione (sentenza del Tribunale federale 1B_536/2012 del 9 
gennaio 2013 consid. 2.1, DTF 138 IV 197 consid. 2.3 con altri riferimenti, decreto 
del Tribunale cantonale SK2 13 21 consid. 2).

c) Dagli atti della Procura pubblica risulta che per il rilascio del decreto di 
accusa del 12 luglio 2013 furono considerate esclusivamente le affermazioni del 
guardiacaccia C._____, trascurando le dichiarazioni del reclamante. Fino a questo 
stadio del procedimento penale il reclamante non era rappresentato da un 
avvocato.

Il reclamante ha chiesto l'assistenza di un legale solo dal momento che intendeva 
impugnare in modo giuridico fondato il decreto di accusa rispettivamente annullare 
tale decreto. Il reclamante non aveva altra possibilità che impugnare il decreto di 
accusa tramite opposizione, altrimenti il decreto di accusa – in applicazione 
dell'art. 354 cpv. 3 CPP – sarebbe divenuto sentenza passata in giudicato. 

Il reclamante nel momento di presentare l'opposizione non poteva presupporre 
che la Procura pubblica in seguito all'opposizione e grazie a nuovi interrogatori di 
teste e nuove indagini avrebbe infine abbandonato il procedimento penale nei suoi 
confronti (cfr. sentenza del Tribunale federale 1B_536/2012 del 9 gennaio 2013 
consid. 2.3, dove viene esaminato un caso analogo).

Nel caso concreto, con riferimento alla decisione del Tribunale federale citata ed in 
accordo con il reclamante, nonostante la fattispecie poco complessa, unicamente 
grazie all'intervento del patrocinatore la Procura pubblica ha poi esaminato nei 
dettagli la versione del reclamante. Tramite gli interrogatori di nuovi testimoni e 
alle valutazioni delle indagini svolte è infatti emerso che le modalità del controllo 
svolto dal guardiacaccia risultavano insufficienti, in modo che il reclamante con il 
suo comportamento non si era reso colpevole di un'infrazione alle norme della 
circolazione stradale. Nel presente caso è pacifico che le ulteriori valutazioni e le 
successivi indagini svolte dalla Procura pubblica sono da ricondursi 
esclusivamente all'intervento e alle esplicite richieste da parte dell'avvocato del 

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reclamante. Di conseguenza l'intervento e l'assistenza del patrocinatore del 
reclamante in casu non può costituire un inadeguato esercizio dei suoi diritti 
procedurali.

4. Inoltre bisogna esaminare, in applicazione dell'art. 429 cpv. 1 lett. a CPP, 
se il dispendio concreto da parte del rappresentante legale è giustificato. Il 
reclamante nel suo reclamo – al contrario di quello che ha fatto valere nei confronti 
della Procura pubblica – ha ridotto la sua nota di onorario e fa valere solamente un 
dispendio di tre ore per un importo di almeno CHF 750.–. 

Quali spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei diritti procedurali ai sensi 
dell'art. 429 cpv. 1 lett. a CPP si intendono in particolare i costi di difesa 
dell'imputato, allorquando la presenza di un patrocinatore era necessaria, gli stessi 
costi sono direttamente legati al procedimento ed ai relativi atti preliminari, e 
risultano indispensabili per un'accurata ponderazione degli interessi. La 
retribuzione dell'avvocato, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, deve 
stare in un rapporto ragionevole con la prestazione fornita e la responsabilità del 
libero professionista, in considerazione della natura, dell'importanza, della 
complessità, delle difficoltà particolari in fatto o in diritto della causa, come pure 
della condizione economica del cliente e del valore litigioso della causa, 
suscettibile di influire sulla responsabilità del mandatario. Né possono essere 
dimenticati il tempo consacrato dal difensore allo studio e alla trattazione 
dell'incarto, segnatamente quello destinato ai colloqui e alle udienze presso le 
autorità di ogni istanza, e il risultato ottenuto (decisione del Tribunale federale 
penale BB.2012.190 del 5 febbraio 2013 consid. 2.1 con altri riferimenti). 

Nel presente caso il dispendio di 3 ore rispettivamente di un onorario di CHF 750.– 
(IVA inclusa) è adeguato, considerando gli interventi comprovati da parte del 
patrocinatore e la sua presenza ai vari interrogatori. Pertanto l'importo richiesto dal 
patrocinatore non può essere criticato e l'indennità richiesta va concessa al 
reclamante.  

5. In conclusione le pretese del reclamante si rivelano giustificate ed il reclamo 
va interamente accolto. La cifra 3 del dispositivo del decreto di abbandono della 
Procura pubblica del 10 marzo 2014 va quindi annullata e al reclamante viene 
concessa un'indennità di CHF 750.– (IVA inclusa) a carico del Cantone dei 
Grigioni. 

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6. Qualora un mezzo di ricorso sia evidentemente inammissibile o 
evidentemente fondato o infondato, il presidente della camera competente decide 
in qualità di giudice unico (art. 18 cpv. 3 della legge sull'organizzazione giudiziaria 
del 16 giugno 2010 [LOG; CSC 173.000]). Nel presente caso, considerata la 
manifesta pretesa e l'evidente fondatezza del reclamo da parte del reclamante, la 
presente decisione è di competenza del presidente della seconda Camera penale 
del Tribunale cantonale in qualità di giudice unico. 

7.a) Le spese procedurali comprendono gli emolumenti a copertura delle spese 
e i disborsi nel caso concreto (art. 422 cpv. 1 CPP). Tenor l'art. 424 CPP i cantoni 
disciplinano il calcolo delle spese procedurali e fissano gli emolumenti (cpv. 1) che 
in casi semplici possono essere di natura forfetaria a copertura anche dei disborsi 
(cpv. 2). Nel Cantone dei Grigioni giusta l'art. 37 cpv. 4 lett. b LACPP per 
procedure giudiziarie l'ammontare della tariffa viene disciplinato con ordinanza del 
Tribunale cantonale. L'ordinanza sugli emolumenti in cause penali del 14 dicembre 
2010 (OECP; CSC 350.210) prevede, all'art. 8, che per decisioni in procedure di 
reclamo l'emolumento è compreso tra i CHF 1'000.– e i CHF 5'000.–. Nella 
presente procedura di reclamo un emolumento di CHF 1'500.– pare proporzionato 
in considerazione di tutti gli aspetti del caso. Conformemente all'art. 428 cpv. 1 
CPP, le spese processuali sono poste a carico della parte soccombente. In 
concreto, considerato l'intero accoglimento del reclamo presentato, i costi di 
procedura di CHF 1'500.– vengono posti a carico del Cantone dei Grigioni. 

b) L'insorgente si è avvalso anche in questa sede del patrocinio del suo legale 
ed ha quindi diritto alla corresponsione di ripetibili per le spese sostenute ai fini di 
un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali (art. 436 cpv. 1 in relazione con 
l'art. 429 cpv. 1 lett. a CPP). Poiché non è stata presentata alcuna nota delle 
spese per la procedura di reclamo, l'onorario è fissato secondo il libero 
apprezzamento. Nel caso concreto, tenuto conto dell'accoglimento del reclamo e 
delle attività presumibilmente svolte dal difensore del reclamante, un onorario di 
CHF 1'000.– (IVA inclusa) appare giustificato. L'indennità per ripetibili è messa a 
carico del Cantone dei Grigioni.

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III. La seconda Camera penale decreta:

1. Il reclamo è accolto e la cifra 3 del decreto impugnato viene annullata.

Al reclamante viene concessa un'indennità per la procedura di prima 
istanza di CHF 750.– (IVA inclusa) a carico del Cantone dei Grigioni.

2. Le spese della procedura di reclamo di CHF 1'500.– vanno a carico del 
Cantone dei Grigioni che risarcisce il reclamante di CHF 1'000.– (IVA 
inclusa) a titolo di ripetibili per la procedura di reclamo.

3. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia penale ai 
sensi dell'art. 78 LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 
Losanna 14, per scritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione 
con il testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per 
l'ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso 
fanno stato gli artt. 29 segg., 78 segg. e 90 segg. LTF.

4. Comunicazione a: