# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2c3883c7-a09a-5456-b738-f5347c0eb606
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-03-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.03.2024 D-7206/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7206-2023_2024-03-11.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-7206/2023 

 

 
mu 

 
 S e n t e n z a  d e l l ’ 11  m a r z o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione della giudice Deborah D’Aveni;  

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…),  

Gambia,   

patrocinato da Paolo Guidone, 

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera, 

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo e allontanamento (procedura celere);  

decisione della SEM del 15 dicembre 2023 / N (…). 

 

 

 

D-7206/2023 

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Fatti: 

A.  

A.a A._______, cittadino di nazionalità gambiana, ha depositato una do-

manda d’asilo in Svizzera il 25 giugno 2023 pretendendosi minorenne (cfr. 

atto della Segreteria di Stato della migrazione [di seguito: SEM] n. [{…}] – 

3/2).  

A.b Il 20 luglio 2023 l’interessato è stato sentito in una prima audizione per 

minori non accompagnati (di seguito: PA-RMNA) nel corso della quale gli 

sono state poste in particolare delle domande sulle sue generalità, in merito 

alla scolarizzazione, alla provenienza, alle proprie relazioni, all’espatrio e 

sommariamente sui suoi motivi d’asilo (cfr. atto della SEM n. 16/10).  

A.c Il 4 agosto 2023, la SEM ha incaricato il (…) ([…]) di svolgere una pe-

rizia volta a determinare l’età dell’interessato (cfr. atto della SEM n. 19/2).  

A.d Le risultanze della medesima perizia medico-legale, inoltrate all’auto-

rità di prime cure l’8 agosto 2023, basate su di un esame clinico nonché 

dei referti radiologici (panoramica dentaria e una radiografia standard della 

mano sinistra), hanno stabilito che l’età minima del richiedente asilo sa-

rebbe di 17,38 anni, mentre l’età media dello stesso si situerebbe tra i 18 

e i 23 anni. I risultati hanno stabilito che il medesimo possa avere meno di 

18 anni, ma hanno stabilito che la data dichiarata dal ricorrente asilo, ov-

vero (…) anni, (…) mesi e (…) giorni, può essere esclusa. Tali conclusioni 

sono state dedotte dalla radiografia alla mano sinistra che sulla base del 

metodo di stima dell’età ossea applicato conferirebbe all’interessato un’età 

ossea minima di 14,9 anni secondo Tisé et al. (2011) e di 17 anni secondo 

l’atlante di Greulich & Pyle (1959), nonché dall’esame odontostomatolo-

gico, che pone l’età minima del richiedente asilo a 17,38 anni, mentre l’età 

media sarebbe di 21,4 anni (cfr. atto della SEM n. 24/10).  

A.e Il 21 agosto 2023 la SEM ha concesso al richiedente il diritto di essere 

sentito in merito ai risultati della perizia sull’età e alla modifica della sua 

data di nascita nel Sistema d’informazione centrale sulla migrazione (di se-

guito: SIMIC) (cfr. atto della SEM n. 27/2). La rappresentante legale dell’in-

teressato ha inoltrato le proprie osservazioni il 23 agosto 2023 (cfr. atto 

della SEM n. 29/3).  

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A.f In data 28 agosto 2023 la SEM ha modificato la data di nascita dell’in-

teressato registrata in SIMIC in 1°gennaio 2005 (cfr. atto della SEM 

n. 30/2).  

A.g Con scritto del 20 novembre 2023, l’interessato ha trasmesso alla 

SEM una copia del proprio certificato di nascita nel quale si attesterebbe la 

data di nascita dichiarata dal richiedente (cfr. atto della SEM n. 42/1).  

A.h In data 7 dicembre 2023, si è tenuta l’audizione dell’interessato ai 

sensi dell’art. 29 LAsi (RS 142.31) (cfr. atto della SEM n. 44/10) nella quale 

l’autorità inferiore ha in particolare questionato il richiedente circa i suoi 

motivi d’asilo. 

A.i Con scritto del 14 dicembre 2023 il richiedente, per il tramite del suo 

rappresentante legale, ha inoltrato il suo parere circa la bozza di decisione 

della SEM del 13 dicembre 2023 (cfr. atto della SEM n. 47/3).  

B.  

Con decisione del 15 dicembre 2023, notificata il medesimo giorno (cfr. atto 

della SEM n. 50/1), la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato al 

richiedente ed ha respinto la sua domanda d’asilo, pronunciando parimenti 

il suo allontanamento dalla Svizzera e l’esecuzione del precitato provvedi-

mento, siccome ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile.  

C.  

Per il tramite del ricorso del 27 dicembre 2023 (cfr. timbro del plico racco-

mandato; data di entrata: 28 dicembre 2023), l’interessato è insorto dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la sum-

menzionata decisione dell’autorità di prime cure ed ha concluso all’annul-

lamento della decisione impugnata, che egli venga considerato minorenne 

non accompagnato in conformità alle dichiarazioni rese dall’interessato e 

che gli venga riconosciuta la qualità di rifugiato e concesso l’asilo in 

Svizzera. A titolo subordinato, ha postulato la concessione dell’ammissione 

provvisoria e in via ancor più subordinata la retrocessione degli atti all’au-

torità inferiore per una nuova valutazione e una nuova decisione. Conte-

stualmente, il ricorrente ha presentato istanza di assistenza giudiziaria, nel 

senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo 

anticipo.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi, qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.  

  

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Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta eccezione per 

le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù dell’art. 31 LTAF, 

giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA prese dalle autorità 

menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) 

e l’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinnanzi all’autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 

cpv. 1 lett. a – c PA). Pertanto risulta legittimato ad aggravarsi contro di 

essa. 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

3.  

Il ricorso, manifestamente fondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-

ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una se-

conda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-

mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tri-

bunale rinuncia allo scambio di scritti.  

4.  

4.1 Il ricorrente ritiene che la SEM, a torto, l’abbia considerato maggio-

renne. In tale contesto, si ricorda in limine che, qualora la questione della 

minore età dell’interessato sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere 

preliminarmente tale aspetto, essendo lo stesso determinante a livello pro-

cedurale, in quanto se ne è provata la verosimiglianza, occorrerà retroce-

dere gli atti all’autorità inferiore e riprendere la procedura in circostanze 

idonee all’età del richiedente l’asilo (cfr. Giurisprudenza ed informazioni 

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della Commissione svizzera di ricorso in materia di asilo [GICRA] 2004 n. 

30 consid. 6.4.5), in quanto la qualità di minore non accompagnato, impone 

alla SEM il rispetto di alcune esigenze procedurali nell’ambito della tratta-

zione della domanda d’asilo, in particolare al momento dello svolgimento 

dell’audizione sui motivi, esaminate già nella DTAF 2014/30 (cfr. in merito 

anche sentenza del Tribunale E-2680/2019 del 19 luglio 2019 consid. 6).  

4.2 Nella querelata decisione, la SEM ha considerato le allegazioni dell’in-

teressato circa la sua pretesa minore età, come inverosimili. Invero, dap-

prima, la fotocopia del certificato di nascita presentata dal ricorrente solo 

dopo l’audizione PA - RMNA e dopo essere stato considerato maggiorenne, 

sarebbe di scarso valore probatorio, in quanto per l’appunto si tratta di una 

fotocopia. Altresì, durante la prima audizione, egli avrebbe fornito degli ele-

menti che farebbero sorgere dei dubbi riguardo alla dichiarata minore età. 

Infatti, l’autorità di prime cure ha ritenuto che le allegazioni dell’interessato 

in merito alla sua età, il suo percorso scolastico e di vita e i suoi legami 

famigliari, fossero alquanto vaghi. Egli conoscerebbe la sua età solo per-

ché gliel’ha comunicata la madre (cfr. atto della SEM n. 16/10, p.to 1.06, 

pag. 3), nonostante, a suo dire, avrebbe frequentato sei anni di scuola sta-

tale, oltre ad un periodo imprecisato di scuola coranica (cfr. atto della SEM 

n. 16/10, p.to 1.17.04, pag. 4). Inoltre, a mente della SEM, il ricorrente non 

avrebbe saputo indicare la data di nascita della sorella, non ha saputo dire 

l’età del fratellino minore, indicando soltanto che avrebbe tra gli 11 e i 13 

anni, o ancora la data di decesso del padre (cfr. atto della SEM n. 16/10, 

p.to 3.01, pagg. 4 e 5). Un ulteriore elemento sottolineato dall’autorità di 

prime cure concerne il transito dell’interessato in B._______ nel quale egli 

ha dichiarato di pensare di aver fornito la stessa data di nascita, ma tuttavia 

risulta registrato come nato il (…). Infine, la perizia medico-legale esperita, 

avrebbe escluso, benché abbia ritenuto che l’interessato potrebbe avere 

meno di 18 anni, che egli avesse (…) anni, (…) mesi e (…) giorni al mo-

mento della visita. A fronte di tali considerazioni, la SEM ha ritenuto che gli 

elementi a sfavore della minore età del richiedente fossero nettamente pre-

ponderanti, motivo per cui ha ritenuto maggiorenne il richiedente l’asilo.  

4.3 Con il suo ricorso, richiamati e precisati dapprima i fatti esposti in corso 

di procedura, l’insorgente ha avversato la valutazione dell’autorità inferiore. 

In primo luogo, con riferimento agli accertamenti svolti nel caso di specie 

ha osservato che egli sin dal suo arrivo in Svizzera ha dichiarato la propria 

data di nascita al giorno (…), ciò che risulta sia dal foglio dei dati personali 

del 25 giugno 2023 (cfr. atto della SEM n. 3/2), sia in sede di PA-RMNA 

(cfr. atto della SEM n. 16/10). Inoltre, egli ha sostenuto che l’età dichiarata 

sarebbe conforme anche con le domande di verifica postegli dalla SEM in 

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merito al suo percorso scolastico e alle sue risposte. Altresì, per quanto 

attiene ai dati forniti alle autorità (…), egli ha sostenuto di non sapere come 

mai è stato registrato dalle autorità del predetto Paese con l’anno di nascita 

2009, in quanto egli avrebbe sempre specificato di essere nato nel 2008. 

A mente del rappresentante legale tale differenza sarebbe dovuta ad un 

mero errore materiale di trascrizione dovuto ad un periodo di eccezionale 

pressione migratoria in B._______. In secondo luogo, il fatto di aver avuto 

spesso difficoltà a collocare nel tempo eventi della propria vita sarebbe un 

ulteriore argomento a favore della giovane età e la poca maturità dell’inte-

ressato, tenuto conto anche della sua scarsa scolarizzazione e del suo mo-

desto e difficile contesto famigliare. A ciò si aggiungerebbe, a mente del 

ricorrente, il fatto che nelle allegazioni da lui presentate sono assai fre-

quenti i riferimenti alla propria mamma, nominata da lui costantemente per 

raccontare la propria vita, ciò che comproverebbe il ruolo tutt’ora fonda-

mentale e di riferimento della madre nell’esistenza dell’interessato. In terzo 

luogo, il ricorrente ha prodotto delle fotografie di sé stesso, sostenendo che 

anche dal suo aspetto esteriore si evincerebbe la sua giovane età. Rispetto 

all’esito peritale, il ricorrente ha rilevato che dapprima l’esame clinico ha 

accertato l’assenza della peluria virile tipica dei soggetti maschili che ab-

biano completato il processo di maturazione puberale. Ha osservato anche 

che, secondo l’esame radiologico della mano, l’età da egli dichiarata rien-

trerebbe pienamente nell’intervallo di stima rilevato, ovvero tra un’età mas-

sima di 17 anni e una minima di 14,9 anni. Altresì, afferma che l’esame 

relativo allo sviluppo dentale sarebbe parziale in quanto compiuto soltanto 

sulla metà dei campioni necessari ai fini scientifici, ovvero solamente sui 

denti 38° e 48°. Oltre a ciò, l’interessato sottolinea come, anche dall’esame 

parziale, sia emersa una possibile minore età del ricorrente secondo uno 

dei metodi scientifici adottati e che la stima radiologica sterno-clavicolare 

non è stata effettuata.  

5.  

5.1  

5.1.1 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura 

amministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi in relazione con l’art. 12 PA, 

art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi). In concreto, essa deve procurarsi la documen-

tazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giuridi-

che ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo (cfr.  

DTAF 2012/21 consid. 5). Il principio inquisitorio non è tuttavia illimitato, in 

particolare visto il nesso con l’obbligo di collaborare delle parti (art. 13 PA 

ed art. 8 LAsi; cfr. CHRISTOPH AUER/ANJA MARTINA BINDER, in: Auer/Müller/

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Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsver-

fahren VwVG, 2a ed. 2019, ad art. 12 PA, n. 9). 

5.1.2 Quando in sede ricorsuale vengono identificate delle carenze 

nell’istruzione del caso, gli atti vanno di principio retrocessi all’autorità di 

prima istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo e com-

pleto accertamento dei fatti. Ciò nondimeno, il Tribunale resta libero di rac-

cogliere gli elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare giu-

diziosa per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2 

e relativi riferimenti; cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜH-

LER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 

2.191). 

5.1.3 Qualora un fatto rimanga non comprovato nonostante un accerta-

mento completo dei fatti, occorre di norma fare riferimento alle regole sulla 

ripartizione dell’onere della prova derivanti dall’applicazione analogica 

dell’art. 8 del Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 (CC, RS 210); 

che le stesse hanno infatti portata allorquando le misure istruttorie neces-

sarie non abbiano permesso di chiarire determinati aspetti (cfr. 

D-6598/2019 consid. 5.3 e relativi riferimenti; THIERRY TANQUEREL, Manuel 

de droit administratif, 2a ed. 2018, n. 1563). Su tali presupposti, la parte 

che intende prevalersi di una circostanza è tenuta a sopportare le conse-

guenze della mancata prova al riguardo o, in caso di grado ridotto, dell’as-

senza di verosimiglianza (cfr. DTF 138 V 222 consid. 6, 133 V 216 con-

sid. 5.5, 133 V 205 consid. 5.5; DTAF 2008/24 consid. 7.2; MOSER/

BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 3.150).  

5.2  

5.2.1 Per quanto concerne la minore età, è al richiedente l’asilo che in-

combe l’onere della prova al riguardo (cfr. GICRA 2004 n. 30 consid. 5.1 

pag. 208, 2001 n. 22 consid. 3 pag. 180 e seg., 2000 n. 19 consid. 8b pag. 

188, cfr. anche DTAF 2021 VI/3 consid. 5.2; MATTHIEU CORBAZ, La déter-

mination de l’âge du requérant d’asile, in: Actualité du droit des étrangers, 

Jurisprudence et analyses, vol. II, 2015, pag. 31 e seg.). In presenza di un 

accertamento dei fatti esaustivo e corretto, se la valutazione globale degli 

atti di causa non permette di ritenere che l’interessato la abbia resa vero-

simile, questi sarà tenuto ad assumersene le conseguenze, venendo con-

seguentemente considerato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/VI consid. 5.4 

e relativi riferimenti). 

5.2.2 Salvo casi particolari, la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pre-

giudiziale sulla questione (cfr. DTAF 2011/23 consid. 5, 2009/54 

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consid. 4.1, GICRA 2004 n. 30 consid. 5.3 pag. 109, sentenze del Tribunale  

D-3567/2019 del 29 novembre 2019 consid. 5.5 e E-5386/2019 del 31 ot-

tobre 2019 consid. 4.3.1). Per giungere ad una determinazione al riguardo, 

l’autorità si basa sui documenti d’identità autentici depositati agli atti così 

come sui risultati delle audizioni relativamente al quadro personale dell’in-

teressato nel paese d’origine, alla sua cerchia famigliare ed al suo curricu-

lum scolastico (cfr. sentenza del Tribunale E-5386/2019 [precitata]). Se ne-

cessario ordina una perizia medica volta alla determinazione dell’età (cfr. 

art. 17 cpv. 3bis in relazione con l’art. 26 cpv. 2 LAsi; DTAF 2018 VI/3 consid. 

4.2.2). Una volta esperita l’istruttoria, la SEM procede ad un apprezza-

mento globale degli elementi in presenza in ossequio ai principi sopra citati. 

5.2.3 I metodi applicati in Svizzera per la determinazione medica dell’età 

forniscono, a seconda del risultato, indizi da ponderare in modo diverso per 

stabilire se una persona è maggiorenne. Gli accertamenti prevedono, di 

norma, un esame clinico ed una radiografia della mano, seguiti da una to-

mografia (TAC) sterno-clavicolare e da un esame dello sviluppo dentale. 

L’esame clinico e la radiografia della mano non permettono tuttavia di de-

terminare in modo attendibile se una persona abbia raggiunto o meno la 

maggiore età. La radiografia della mano viene però tutt’ora regolarmente 

utilizzata per stabilire se è necessario procedere con la tomografia sterno-

clavicolare e con l’analisi dello sviluppo dentale. Dal canto suo invece, la 

consultazione clinica permette, congiuntamente ad un’anamnesi dell’inte-

ressato, di riscontrare eventuali anomalie nello sviluppo corporeo influenti 

sulla stima dell’età (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2.1; sentenza del Tribu-

nale D-2240/2019 consid. 6.2). La TAC sterno-clavicolare e l’esame dello 

sviluppo dentale, possono invece, a seconda del risultato, condurre ad in-

dizi più o meno concreti sulla maggiore età del richiedente l’asilo. Qualora 

entrambe le investigazioni indichino un’età minima superiore a 18 anni, 

sarà da ritenere un indizio molto forte di maggiore età. Se da uno solo degli 

esami in parola risulta un’età minima superiore a 18 anni, ma i rispettivi 

intervalli tra età minima e massima sono equivalenti, la maggiore età per-

mane altamente probabile. La stessa è invece solo debolmente probabile 

se, con una sola età minima superiore a 18 anni, non vi è sovrapposizione 

tra gli intervalli, pur in presenza di una spiegazione medica plausibile giu-

stificante la diversa scala di valori. Solo indizi molto deboli o discutibili di 

maggiore età, si avranno invece se dalle risultanze della tomografia sterno-

clavicolare, rispettivamente dall’esame dello sviluppo dentale, l’età minima 

risiede al di sotto dei 18 anni e non vi è sovrapposizione tra gli intervalli 

delle due analisi, in mancanza di una spiegazione medica plausibile giusti-

ficante i medesimi. Nel caso in cui invece l’età minima di entrambi gli esami 

esperiti è situata al di sotto dei 18 anni – analogamente alla radiografia 

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della mano – non vi sarà alcun indizio che faccia propendere per una mag-

giore o minore età dell’interessato, senza che in merito sia fatta una dichia-

razione medica attendibile circa la maggiore verosimiglianza di una delle 

due varianti (e questo anche se l’età massima in uno dei due esami risul-

tasse al di sopra dei 18 anni). Ad ogni modo, quanto più gli accertamenti 

medici costituiscono un indizio a favore della maggiore età, tanto meno 

sarà necessario procedere ad un apprezzamento generale delle prove (cfr. 

DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2; sentenza del Tribunale D-2240/2019 consid. 

6.2).  

5.3 Nella presente fattispecie, la perizia volta a determinare l’età del ricor-

rente è stata svolta tramite esame clinico e esami radiologici (panoramica 

dentaria [OPT] e radiografia standard della mano sinistra). Tuttavia non è 

stata effettuata l’analisi sterno-clavicolare, senza che sia ravvisabile alcuna 

motivazione in merito a tale manchevolezza nei risultati finali della perizia 

(cfr. atto della SEM n. 23/10). Difettando di tale analisi viene quindi meno 

un elemento essenziale della valutazione medica dell’età, che dovrebbe 

consentire un esame globale dei risultati (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2.2, 

2019 I/6 consid. 6.1, 6.3-6.5; sentenze del Tribunale A-4775/2020 del 

31 marzo 2021 consid. 6.2.4 e A-318/2019 del 4 febbraio 2020 consid. 

5.5.3). Inoltre, anche se innegabile che il ricorrente, non avendo prodotto 

documenti d’identità originali ed autentici, non sia stato in misura di fornire 

la prova dell’asserita minore età e che allo stesso tempo le indicazioni bio-

grafiche fornite da quest’ultimo non si distinguono certo per esaustività e 

concludenza, v’è da chiedersi se sulla base dello stato attuale degli atti egli 

sia riuscito a rendere verosimile la sua minore età. In concreto, a fronte di 

un quadro di presunta scarsa scolarizzazione e di palese difficoltà ad espri-

mersi su riferimenti temporali, il Tribunale nutre dei dubbi circa la maggiore 

età del richiedente asilo, tenuto conto di alcune peculiarità socio-culturali e 

dell’eventualità di trovarsi di fronte ad una persona con un grado di alfabe-

tizzazione ridotto. Tale assunto non può essere inficiato da quanto comu-

nicato dalle autorità (…) in merito all’identità del ricorrente, ove le stesse 

hanno indicato quale data di nascita il 5 febbraio 2009, mentre in Svizzera 

egli ha sempre dichiarato, fin dal deposito della sua domanda d’asilo, di 

essere nato il 5 febbraio 2008.  

5.4 In buona sostanza, nella fattispecie, anche in presenza di potenziali 

indicatori d’inverosimiglianza, permangono dubbi circa la maggiore età 

dell’interessato, dubbi che necessitavano di essere fugati per il tramite 

dell’esperimento di ulteriori misure istruttorie. L’autorità inferiore non deve 

infatti misconoscere le succitate differenze tra la constatazione dei fatti 

(principio derivante dall’ordinamento processuale) ed il grado probatorio 

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Pagina 10 

richiesto per la valutazione di merito dell’età di un richiedente asilo. Come 

detto, v’è spazio per un giudizio materiale, sia esso relativo all’età o ad altre 

questioni, solo in presenza di un pregresso accertamento completo dei fatti 

giuridicamente rilevanti. Laddove permangano perplessità, l’autorità non 

può limitarsi ad escludere la minore età sulla base di alcuni indicatori, so-

prattutto vista la disponibilità di metodi scientifici riconosciuti per la deter-

minazione medica dell’età e dei contrapposti rischi intrinsechi ad una valu-

tazione ancorata unicamente sulle allegazioni dell’interessato (cfr. sul va-

lore probatorio dei medesimi la sentenza del Tribunale D-3567/2019 del 29 

novembre 2019 consid. 6.2 - 6.3 con i relativi riferimenti e DTAF 2019 I/6 

consid. 6.1, 6.3-6.5). Tale mancato esperimento di ulteriori misure istrutto-

rie (in particolare dell’analisi sterno-clavicolare) appare tanto più problema-

tico ritenuto il fatto che il ricorrente afferma di avere (…) anni - e di essere 

dunque ben lontano dalla maggiore età - e che la modifica della data di 

nascita effettuata dalla SEM è di ben (…) anni. 

6.  

6.1 Pertanto il ricorso è accolto, la decisione della SEM del 15 dicembre 

2023 è annullata e gli atti di causa sono ritrasmessi alla SEM per il com-

pletamento dell’istruttoria e l’emanazione di una nuova decisione. 

6.2 L’autorità inferiore è invitata a svolgere ulteriori chiarimenti onde deter-

minare l’età del ricorrente. Essa si avvarrà dei metodi scientifici a sua di-

sposizione (segnatamente una nuova perizia per la stima dell’età che in-

cluda la tomografia sterno-clavicolare). In base all’esito dei medesimi e ad 

un apprezzamento d’insieme degli elementi in favore e contrari alla minore 

età, emanerà una nuova decisione (nella quale confermerà o rivaluterà la 

propria decisione). 

7.  

7.1 Visto l’esito della procedura, non si prelevano spese processuali 

(art. 63 cpv. 1 e 2 PA) e la domanda di assistenza giudiziaria è da conside-

rarsi priva d’oggetto. Inoltre, ai sensi dell’art. 111ater LAsi, non sono attri-

buite indennità ripetibili in quanto il ricorrente è assistito dal rappresentante 

legale designato dalla SEM a norma dell’art. 102h LAsi. 

8.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda di estradizione presentata dallo stato che hanno abbandona-

to in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ricorso 

in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF).  

D-7206/2023 

Pagina 11 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-7206/2023 

Pagina 12 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto. 

2.  

La decisione della SEM del 15 dicembre 2023 è annullata e gli atti di causa 

le sono ritrasmessi per il completamento dell’istruttoria (chiarimento 

dell’età anagrafica del ricorrente) e la pronuncia di una nuova decisione ai 

sensi dei considerandi.  

3.  

Non si prelevano spese processuali.  

4.  

Non sono accordate spese ripetibili.  

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

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