# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 165f1bf9-83ce-5727-984b-f2c471a707bc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-09-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 26.09.2002 INC.2002.5405
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2002-5405_2002-09-26.html

## Full Text

N. 54.2002.5                                                               Lugano,
26 settembre 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sul reclamo
14/16 agosto 2002 presentato da

 

 

 

__________, c/o
PCT, Cadro,

(patrocinato dall'Avv.
__________)

 

 

 

contro la decisione del
Procuratore pubblico (datata 26 luglio 2002) di "costringere il
ricorrente in condizioni di detenzione sproporzionate dal punto di vista
dell'isolamento",

 

 

 

viste le osservazioni del
procuratore pubblico (28 agosto 2002);

 

 

 

visionato, per quanto necessario
e presso il Ministero Pubblico, l'inc. MP __________;

 

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in fatto ed in
diritto

 

 

 

che:

 

 

-        
con scritto del 26 luglio 2002, il Procuratore pubblico ha
ordinato/autorizzato il trasferimento di ____________ dalle carceri pretoriali
di Bellinzona al PCT (doc. 2 del'incarto GIAR 54.2002.5);

 

 

-        
la decisione fa seguito a quella del 24 luglio 2002 di questo
giudice, che ha ritenuto non (più) rispettoso del principio di proporzionalità
il mantenimento dell'accusato (dall'arresto avvenuto il 31 gennaio 2002) presso
le carceri pretoriali;

 

 

-        
l'ordine/autorizzazione del 26 luglio 2002, contiene alcune
condizioni relative al regime carcerario a cui è sottoposto ____________:
colloqui e corrispondenza liberi con il solo difensore, proibizione di contatti
diretti ed indiretti con il detenuto __________, con conseguente non
concessione di attività lavorativa e beneficio dell'ora d'aria in tempi e modi
che impediscano i contatti con quest'ultimo;

 

 

-        
mediante il presente reclamo, ____________ afferma che le misure
disposte dal magistrato (e che accompagnano il trasferimento) lo costringono ad
un totale isolamento/segregazione, sproporzionato  per rapporto al grado di
effettiva concretezza del pericolo di collusione con __________ (con
riferimento alla sentenza del 24 luglio 2002 di questo giudice); chiede,
quindi, l'annullamento delle misure;

 

 

-        
il Procuratore pubblico chiede reiezione del gravame, sostenendo
che, nella decisione del 24 luglio, questo giudice non aveva escluso
l'esistenza di un pericolo di collusione, pur ritenendolo insufficientemente
concreto per giustificare (nel rispetto del principio di proporzionalità)
permanenza presso le carceri pretoriali; lo stesso GIAR, sempre a dire del Procuratore
pubblico, aveva rammentato la facoltà di adottare misure relative al regime
carcerario, a garanzia dell'inchiesta, e quelle poste in atto ossequiano tale
decisione;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-        
il Procuratore pubblico è legittimato ad adottare misure relative
al regime carcerario delle persone in detenzione preventiva per "assicurare
lo scopo dell'arresto" (art. 104 cpv. 3 CPP, artt. 4 cpv. 1 lett. a,
11 LEPMS, artt. 2 cpv. 1 lett. c, 39 ss. REPMS);

 

 

-        
____________, accusato e "destinatario" delle misure
emanate dal magistrato inquirente, relative al suo regime carcerario, è
certamente legittimato ad interporre reclamo (Rusca/Salmina/Verda, Commento del
Codice di Procedura penale ticinese, no. 12 ad art. 104);

 

 

-        
la tempestività del reclamo, contestata dal Procuratore pubblico,
non può essere correttamente verificata; la comunicazione al difensore non è
avvenuta per mezzo di invio raccomandato (art. 7 CPP e 124 CPC) e
l'affermazione del difensore del reclamante, secondo cui la ricezione sarebbe
avvenuta solo il 5 agosto 2002, non può essere smentita; d'altro canto, la CRP
e questo ufficio hanno già avuto modo di affermare che in determinati casi
(misure processuali destinate a durare nel tempo) il reclamo tardivo può essere
considerato quale istanza di levata della misura, proponibile in ogni tempo
(CRP 7 dicembre 1993, inc. 225/93; GIAR 16 marzo 2001, inc. 528.2000.1);

 

 

-        
il reclamo è pertanto ricevibile in ordine;

 

 

-        
la persona in stato di detenzione preventiva fruisce dei diritti
fondamentali, compreso quello della libertà personale (ancorché non per tutte
le sue componenti, per ovvia sottomissione alle restrizioni che derivano dallo
stato di detenzione stesso - per. es. la libertà di movimento in quanto tale);
le restrizioni imposte da regime carcerario, qualora intacchino ulteriormente
la libertà personale, debbono essere limitate a quanto necessario per garantire
lo scopo della detenzione ed il normale funzionamento del carcere (DTF 95 I 45;
DTF 113 Ia 325; W. Haller in Commentaire de la Constitution fédérale, Liberté personnelle
no. 13 e 66);

 

 

-        
il reclamante lamenta il totale isolamento/segregazione (a suo
dire analogo a quello vissuto presso le pretoriali) cui è astretto, di fatto,
dall'ordine del procuratore pubblico che, imponendo di evitare ogni contatto
diretto od indiretto con il detenuto ___________, si concretizza, per quanto
emerge dal reclamo, nel dover rimanere in cella, salvo che per il periodo
giornaliero d'aria;

 

 

 

 

 

 

-        
il fatto che una persona in detenzione preventiva debba rimanere
in cella per la maggior parte del tempo non appare, in sé, una costrizione
particolare ed ulteriore per rapporto all'inevitabile conseguenza della misura
dell'arresto; non esiste un diritto a circolare liberamente per lo stabilimento
carcerario (fatta salva la garanzia di un periodo d'aria giornaliero), così
come non esiste un diritto ad intrattenere relazioni con altri detenuti (Donatsch/Schmid,
Kommentar zur Stpo des Kantons Zürich, nos. 10, 11, 43, 44 ad art. 71; DTF 122
II 299);

 

 

-        
le persone in stato di detenzione preventiva, di principio, sono
assegnate alla sezione del penitenziario denominata carcere giudiziario
cantonale, di cui le carceri pretoriali sono delle sezioni (art. 4 cpv. 1 lett
a. LEPMS), ospitati in celle individuali e separati dai detenuti in espiazione
di pena (art. 40 cpv. 3 REPMS; art. 48 PPF); la permanenza in cella è la norma
e la garanzia della libertà personale, nella forma della libertà di movimento,
è rispettata quando al detenuto è garantito un periodo giornaliero d'aria e di
movimento fuori dalla cella (CRP 19 agosto 2002 in re S.; G. Piquerez, Procédure
pénale suisse, Zurigo 2000, nos. 2410 a 2412);

 

 

-        
in virtù dei principi e delle disposizioni di legge esposti nei
paragrafi precedenti, nel caso specifico il fatto di dover rimanere la maggior
parte del tempo in cella e di non avere contatti giornalieri con altri
detenuti, non costituisce limitazione della libertà personale che va oltre le
normali conseguenze della detenzione preventiva (legale), né costituisce una
forma di isolamento/segregazione;

 

 

-        
equivoca il reclamante con il suo riferimento alla sentenza 24
luglio 2002 ed al concetto di isolamento/segregazione in esso contenuto; in
quella decisione, il concetto è, ovviamente, da ricondurre alla situazione
delle carceri pretoriali che in conseguenza alle specifiche condizioni
(logistiche ed organizzative) fanno si che con il trascorrere del tempo la
detenzione tenda ad avvicinarsi sempre più ad una forma di
isolamento/segregazione nel senso della "mise au secret" prevista da
alcuni codici romandi (cfr., per gli aspetti concreti, DTF 101 Ia 46);

 

 

-        
presso la sezione denominata carcere giudiziario cantonale del
penitenziario, le condizioni sia logistiche che organizzative sono diverse e
tali da permettere concretamente un regime che non comporti restrizioni ulteriori
per rapporto a quelle direttamente conseguenti allo statuto di detenuto
preventivo e necessarie ai fini di salvaguardare lo scopo dell'arresto ed il
normale funzionamento del carcere (passeggiata, 

visite, occupazione in cella, accesso ai media ed a quanto previsto dalle
strutture d'appoggio carcerarie - cfr. G. Piquerez, op. cit., no. 2410 e ss; Donatsch/Schmid,
op. cit., no. 23 e ss. ad art. 71); il reclamo nulla eccepisce su questi punti;

 

 

-        
in conclusione, la decisione del Procuratore pubblico che, in uno
con il trasferimento al PCT, vieta ogni contatto diretto ed indiretto con
__________ non è, in sé, lesiva della libertà personale del reclamante, di
altro suo diritto costituzionale garantito né di disposizioni legali specifiche
(federali o cantonali), nella misura in cui egli (quale persona legalmente
detenuta - cfr. DTF 113 Ia 325) può prevalersene; neppure l'applicazione
concreta dell'ordine, in quanto direttamente correlata e dipendente dallo
stesso e non da disposizioni regolamentari dell'istituto carcerario, appare
lesiva di quegli aspetti dei diritti costituzionali di cui si è appena detto;

 

 

La presente decisione, in quanto
relativa alla libertà personale, è esente da tasse e spese, nonché (a giudizio
dello scrivente) suscettibile d'impugnazione davanti alla CRP;

 

 

 

P.Q.M.

 

 

Viste le norme applicabili, in
particolare gli artt. 104 cpv. 3 CPP, 4 LEPMS e relativo regolamento, 8, 10,
31, 35, 36 CF,

 

 

 

decide

 

 

1.     
Nella misura in cui è ricevibile il reclamo è respinto.

 

 

2.     
Non si prelevano tasse e spese.

 

 

3.     
Contro la presente è dato reclamo alla CRP, Lugano, entro 10 giorni
dall'intimazione della presente.

 

 

 

 

 

 

 

 

4.     
Intimazione:

-        
Avv. __________, per sé e per ____________ con copia delle
osservazioni del PP;

-        
-Procuratore pubblico __________.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                   giudice
__________