# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c94cd0f3-eda5-5a9d-a6de-8663e62df10b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 09.03.2010 (publiziert) 60.2003.263
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2003-263_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2003.263

   

  	
  Lugano

  21 dicembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Matteo Cassina (in sostituzione di Ivano Ranzanici,

  astenuto)

  

 

	
  segretaria:

  	
  Daniela Rüegg, vicecancelliera

  

 

 

sedente per
statuire sull’istanza di promozione dell’accusa 7/8.8.2003 presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1 ,

  patr. da: PR 1
  ,

   

  
	
   

  	
   

  in relazione

  	 

 

	
   

  	
  al decreto di
  non luogo a procedere 24.7.2003 emanato dal sostituto procuratore pubblico
  Andrea Pagani nell’ambito del procedimento penale dipendente dalla denuncia
  30.4/2.5.2003 nei confronti di __________ PI 1, __________, __________
  PI 2, __________, e __________ PI 3, __________, per titolo di aggressione;

  

 

 

richiamate le
osservazioni 18.8.2003 del sostituto procuratore pubblico e 21/22.8.2003 di __________
PI 3, entrambe concludenti per la reiezione del gravame;

 

 

rilevato che __________
PI 1 e __________ PI 2 non hanno presentato osservazioni;

 

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

 

considerato

in fatto

 

a.Con esposto 30.4/2.5.2003 __________ IS
1, unitamente a __________ __________ e all’HC __________, per il tramite del
loro patrocinatore avv. __________ PR 1, hanno sporto denuncia penale nei
confronti di __________ PI 1, __________ PI 2 e __________ PI 3, tutti
giocatori dell’HC __________, per titolo di aggressione e per ogni altro titolo
applicabile al caso di specie, in relazione ad una presunta mischia / rissa
creatasi nel corso della partita disputata tra queste due squadre presso la
pista di ghiaccio della __________ a __________ il 21.12.2002 (cfr. denuncia
penale 30.4/2.5.2003, p. 2 e 5). __________ IS 1, qui istante, ha asserito di
essere stato colpito al braccio destro e di essersi procurato in tal modo “(…)
una frattura aperta di primo grado all’ulna destra e una ferita lacerocontusa
alla fronte (…)”, producendo parimenti dei certificati medici (denuncia
penale 30.4/2.5.2003, p. 3; doc. 8, 9 e 10 ivi allegati).

 

 

b.     
Esperite le informazioni preliminari
mediante l’interrogatorio delle parti e di diversi testi da parte della polizia
cantonale (cfr., al proposito, AI 5, rapporto d’inchiesta di polizia giudiziaria
1/2.7.2003) e mediante un ordine di perquisizione ex art. 157 ss. CPP di data
9.7.2003 formulato dal magistrato inquirente alla __________ (cfr., al
proposito, AI 8 e AI 9), con decisione 24.7.2003 il sostituto procuratore
pubblico ha decretato il non luogo a procedere in ordine alla denuncia, ritenendo
in sostanza che la disposizione di cui all’art. 134 CP non è applicabile al
caso di specie, avendo una sola persona aggredito le vittime (cfr. decreto di
non luogo a procedere 24.7.2003, p. 6). Il magistrato inquirente ha inoltre
esposto che nemmeno l’art. 133 cpv. 1 CP è sussumibile alla presente
fattispecie, essendo “(…) la rissa avvenuta - prima dell’episodio che ha
coinvolto PI 1, IS 1 e __________ - solo fra alcuni giocatori delle due squadre”
e “(…) dagli atti non emergendo alcun elemento indicante delle lesioni
subite dagli atleti, (…)” (decreto di non luogo a procedere 24.7.2003, p.
7). Delle altre motivazioni si dirà, laddove necessario, in diritto.

 

 

c.Con il presente tempestivo gravame __________
IS 1 chiede che l’istanza venga accolta e che venga immediatamente ordinata
l’apertura di un procedimento penale a carico di __________ PI 1, __________ PI
2 e __________ PI 3 per titolo di reato di cui all’art. 134 CP, “(…) nonché
per ogni altro titolo di reato applicabile alla fattispecie” (istanza di promozione
dell’accusa 7/8.8.2003, p. 5). 

 

 

                                         L’istante
contesta la conclusione cui è giunto il sostituto procuratore pubblico in
relazione all’ipotesi di reato di cui all’art. 134 CP, osservando, tra l’altro,
“(…) come gli stralci dei verbali di polizia riportati” nel decreto
impugnato “(…) si riferiscano essenzialmente al comportamento del solo
signor PI 1 (…) omettendo di fare veramente chiarezza sull’insieme dei gravi
fatti segnalati con la denuncia in esame”, sostenendo inoltre che sarebbe “(…)
venuta a mancare la puntuale verifica della presenza o meno degli elementi
costitutivi del reato di aggressione” (istanza di promozione dell’accusa
7/8.8.2003, p. 2). Lamenta inoltre il fatto che non sono stati interrogati
alcuni testi indicati nella denuncia penale, ritenendo “(…), stante le
difficoltà oggettive di chiarire l’accaduto”, che “(…) il Sostituto
Procuratore Pubblico avrebbe dovuto perlomeno procedere personalmente ad esperire
qualche interrogatorio” e che “soltanto allora, messi in luce tutti gli
aspetti giuridici della fattispecie di ipotesi di reato di cui all’art. 134 CP
e degli altri eventualmente applicabili in concreto, egli avrebbe dovuto - se
del caso - abbandonare il procedimento” (istanza di promozione dell’accusa
7/8.8.2003, p. 4). Delle ulteriori motivazioni e delle osservazioni del
magistrato inquirente e di __________ PI 3 si dirà, se indispensabile, in
seguito.

 

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         In
presenza di un non luogo a procedere, l'art. 186 cpv. 1 CPP concede alla parte
lesa, che si costituisce parte civile, la facoltà di presentare alla Camera dei
ricorsi penali, entro dieci giorni, un'istanza motivata di promozione
dell'accusa nei confronti del denunciato o querelato. 

 

                                         Il
primo presupposto per l'accoglimento di un'istanza di promozione dell'accusa,
risultante da consolidata giurisprudenza (REP. 1994 n. 115, 1989 p. 598 e 1987
p. 262), è l'esistenza di seri indizi di colpevolezza emergenti dagli atti. Per
principio, infatti, l'azione penale è essenzialmente pubblica e, come tale,
esercitata dal procuratore pubblico (art. 2 CPP) per cui la sua promozione,
attraverso il preventivo esame dell'accusa contro una determinata persona (art.
189 CPP), non può essere lasciata all'arbitrio o al sentimento soggettivo della
parte lesa, ma deve fondarsi su oggettivi e concreti elementi indizianti. 

                                         In
questo senso non è sufficiente una diversa interpretazione delle risultanze da
parte dell'istante, ma occorre la dimostrazione della verosimiglianza di alto
grado circa altra conclusione che merita approfondimento istruttorio.

 

                                         Seconda
condizione di ammissibilità (una volta data la prima) è la disponibilità di
nuove prove da assumere, rispettivamente la possibilità di approfondimento di
prove già acquisite, tale da consentire l'eventuale passo dall'indizio alla
certezza, come alle competenze del giudice di merito.

 

                                         1.2.

                                         Giusta
l'art. 186 cpv. 4 CPP quando per il chiarimento della decisione sulla promozione
dell'accusa occorrono altre prove, questa Camera ordina al procuratore pubblico
la completazione delle informazioni preliminari.

 

                                         La
completazione delle informazioni preliminari si rende necessaria quando il
decreto di non luogo a procedere è stato erroneamente pronunciato per carenza
dei presupposti processuali o di punibilità (ad esempio: intervenuta
prescrizione, incompetenza territoriale, tardività della querela, azione
ritenuta non punibile), oppure quando il procuratore pubblico ha ritenuto
erroneamente che un fatto, quand'anche venisse accertato, non costituirebbe
reato o quando ha apprezzato erroneamente una circostanza di fatto che, se
accertata correttamente, fonderebbe l'esistenza di seri indizi di colpevolezza,
oppure quando le informazioni preliminari sono carenti nell'accertamento dei
fatti, così da non permettere di stabilire la fondatezza dell'istanza di
promozione dell'accusa o del decreto di non luogo a procedere (REP. 1998 n.
110).

 

 

                                   2.   2.1.

Il reato di cui all’art. 134 CP - secondo cui è punito chiunque
prende parte ad un’aggressione, a danno di una o più persone, che ha per
conseguenza la morte o la lesione di un aggredito o di un terzo - presuppone,
tra l’altro, l’esistenza di almeno due aggressori (A. ECKERT / S. FLACHSMANN /
B. ISENRING, Tafeln zum Strafrecht BT I, 4. ed., Zurigo 2004, nota a piè di
pagina 2, p. 33; BSK StGB II - P. AEBERSOLD, Basilea 2003, n. 5 e 7 ad art. 134
CP; J. REHBERG / N. SCHMID / A. DONATSCH, Strafrecht III, Delikte gegen den Einzelnen,
8. ed., Zurigo 2003, p. 62; G. STRATENWERTH / G. JENNY, Schweizerisches Strafrecht
BT I, 6. ed., Berna 2003, § 4 n. 40; B. CORBOZ, Les infractions
en droit suisse, volume I, Berna 2002, n. 3 ad art. 134 CP; S. TRECHSEL, Schweizerisches
Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2. ed., Zurigo 1997, n. 2 ad art. 134 CP).

 

2.2.

Ora, dalla lettura del rapporto d’inchiesta della polizia
giudiziaria e dai numerosi interrogatori esperiti in quella sede, appare più
attendibile la tesi secondo cui soltanto un giocatore dell’HC __________, ossia
__________ PI 1, avrebbe colpito il pubblico a colpi di bastone. 

 

Ciò è in particolare emerso dalle deposizioni - oggettive e neutrali
- rese da __________ __________, spettatore [il quale ha dichiarato di aver “(…)
notato alcuni giocatori del __________ che invece di entrare nel corridoio
verso gli spogliatoi, sono andati verso la panchina di riposo degli avversarsi.
In quel momento ho notato alcuni di questi giocatori del __________ che avevano
i bastoni alti ed il numero 10 ha iniziato a dare bastonate a vanvera con una
certa cattiveria. Non ho capito dove colpiva e per me detto giovane dava delle
bastonate senza cognizione di causa, verso i giocatori e verso il pubblico”,
precisando inoltre di aver (…) notato solo il giocatore numero 10 dare
bastonate ma non ho notato a chi” (AI 5, verbale d’interrogatorio
15.5.2003, p. 1 e 2)], dall’arbitro __________ __________ [il quale ha
affermato che al quarantesimo minuto “(…) siamo stati costretti a sospendere
l’incontro a causa di una bagarre avvenuta tra le due panchine” e che “al
momento in cui i giocatori delle due squadre che si trovavano nelle rispettive
panchine di riposo e stavano per andare negli spogliatoi, giunti all’altezza
del corridoio si sono azzuffati, spintonandosi e dandosi dei pugni” (AI 5,
verbale d’interrogatorio 15.5.2003, p. 1 e 2); ha inoltre sostenuto di aver
notato “(…) il giocatore no. 10 del __________, PI 1 __________, rispondere
alle provocazioni di alcuni spettatori della __________ __________ che si trovavano
sulla tribuna principale, sopra la panchina di riposo della loro squadra.
Guardando dal ghiaccio ho notato che si insultavano a vicenda ma non ho potuto
sentire cosa si dicevano. Ho quindi notato il medesimo giocatore (…) colpire
con il bastone, ripetutamente con violenza verso la zona di questi spettatori.
Detto giocatore non è stato colpito da nessun spettatore e non riesco a capire
il motivo del suo agire” e di avergli “(…) inflitto una penalità di
partita in quanto ha colpito uno spettatore (…)” (AI 5, verbale
d’interrogatorio 15.5.2003, p. 2)], dal secondo arbitro della partita __________
__________ [il quale ha asserito che “alla fine del secondo tempo al suono della
sirena, il giocatore del __________ PI 3 __________ che portava la maglia no.
8, ha scagliato il disco verso la panchina di riposo dell’HC __________” e
che egli “in seguito si è diretto verso la panchina degli avversarsi colpendo
con un pugno un giocatore della __________ __________” (AI 5, verbale
d’interrogatorio 22.5.2003, p. 1); ha poi dichiarato che “in seguito di
questo fatto i giocatori di entrambe le squadre si sono azzuffati, all’altezza
dell’entrata corridoio che porta negli spogliatoi”, ha aggiunto che “(…)
nessun giocatore che si trovava nel ring è stato colpito dai tifosi perché era
impossibile visto che esistono le protezioni in plexiglass”, che “i
giocatori delle due squadre continuavano a spingersi a vicenda ed in seguito
quello con la maglia no. 10 del __________ (PI 1 __________) ha risposto alle
provocazioni verbali degli spettatori. Con il bastone di hockey, ripetutamente
ha colpito verso la zona dove si trovavano detti tifosi. Non ho notato se ha
colpito qualcuno”, rilevando inoltre che “(…) è stato solo il PI 1 che
ha picchiato ripetutamente il bastone verso i tifosi, mentre gli altri si
spintonavano a vicenda e stavano per uscire rientrando negli spogliatoi”
(AI 5, verbale d’interrogatorio 22.5.2003, p. 2)], da __________ __________,
sostenitrice dell’HC __________ __________, squadra avversaria dei denunciati
[la quale ha in particolare sostenuto che “dopo che l’arbitro aveva
fischiato la chiusura del secondo tempo ho visto un giocatore della squadra del
__________ scagliare il disco verso la panchina dei __________”, che “questo
fatto è stata la causa dell’avvenuta rissa tra i vari giocatori”,
precisando inoltre che “(…) gli scontri si sono verificati fuori dalla pista
di ghiaccio e meglio lungo il corridoio che porta agli spogliatoi” (AI 5,
verbale d’interrogatorio 1.6.2003, p. 1); ha altresì asserito che “dopo
questo fatto (…) altri giocatori, di tutte le due squadre, avevano iniziato a
litigare tra di loro e a mio modo di vedere i colpi sono stati reciproci”,
che “a questo punto il pubblico presente ha iniziato a protestare contro la
rissa che si stava verificando e ho visto un certo IS 1 __________ avvicinarsi
verso il corridoio”, rilevando contestualmente di aver “(…) avuto modo
di vedere il giocatore avversario che utilizzando il bastone colpiva IS 1”
e di non aver visto se altre persone del pubblico sono state colpite (AI 5,
verbale d’interrogatorio 1.6.2003, p. 2); ha infine concluso che nella lite
sarebbero stati “(…) coinvolti giocatori di entrambe le squadre (colpi da
entrambe le parti) e che un giocatore della squadra del __________” ha “(…)
colpito uno spettatore” (AI 5, verbale d’interrogatorio 1.6.2003, p. 2)] e infine
da __________ __________, marcatrice ufficiale [(la quale ha asserito di aver “(…)
notato un giovane che si sporgeva dalla tribuna e colpiva con pugni il casco
del giocatore sig. PI 1 __________”, che “(…) ha avuto una reazione
alzando il suo bastone colpendo almeno due volte verso i tifosi del __________
che l’hanno disturbato”, di aver “(…) visto che è stata una reazione
perché era stato colpito” e di non ricordarsi “(…) di aver visto altri
giocatori con i bastoni alti (…)” (AI 5, verbale d’interrogatorio 6.6.2003,
p. 1 e 2)]. 

 

Giova inoltre rilevare che __________ __________, giocatore dell’HC __________
__________ e quindi della squadra avversaria, in relazione alla rissa avvenuta
tra i giocatori ha dichiarato che “(…) al termine del secondo periodo di
gioco, un giocatore del __________ e meglio il numero 8 PI 3 __________ ha
scagliato il disco contro la panchina ospite ossia la nostra”, che “dopo
questo fatto lo stesso giocatore si è avvicinato alla nostra panchina e dopo
aver proferito alcune parole e meglio: qualcuno ha qualcosa da dire! mi ha
colpito all’altezza del torace, dandomi una spinta all’indietro” e che “a
questo punto vi è stata la reazione dei miei compagni di gioco ed il
verificarsi di una rissa tra i vari giocatori” (AI 5, verbale
d’interrogatorio 9.6.2003, p. 1). Ha inoltre affermato che “dopo l’avvenuta
rissa, confermo che i colpi sono stati inflitti da ambedue le parti”, di
aver “(…) potuto vedere il numero 10 del __________ (PI 1 __________) che
con il suo bastone stava dando dei colpi verso gli spettatori presenti sopra all’uscita
degli spogliatoi”, di non aver visto altri giocatori colpire gli spettatori,
di non aver notato altri giocatori vicino a __________ PI 1 e di aver “(…)
visto solamente il numero 10 agitare il suo bastone verso la tribuna” (AI
5, verbale d’interrogatorio 9.6.2003, p. 2). 

 

2.3.

Ne discende che, l’ipotesi di reato di aggressione non è applicabile
al caso di specie, ritenuto che da queste deposizioni risulta che l’istante
sarebbe stato colpito da una sola persona, ossia da __________ PI 1, e non da
più persone. L’istante del resto non contesta il fatto che “(…) il
responsabile diretto delle lesioni subite dall’istante e dalla signora __________
sia il signor PI 1 (…)” (cfr. istanza di promozione dell’accusa 7/8.8.2003,
p. 4). In assenza dell’esistenza di due aggressori come previsto dall’art. 134
CP, si può prescindere dall’esame degli altri presupposti del reato ipotizzato.
Di conseguenza la questione non merita ulteriori approfondimenti.

 

 

3.Occorre altresì rilevare che l’istante
non ha indicato seri e concreti indizi di colpevolezza a carico dei denunciati
e non si è confrontato sufficientemente con i presupposti oggettivi e
soggettivi del reato ipotizzato. Egli non ha inoltre sostenuto e del resto
nemmeno comprovato di essere stato aggredito anche da __________ PI 2 e da __________
PI 3. Infine, la sua richiesta di procedere all’apertura di un procedimento
penale a carico dei denunciati “(…) per ogni altro titolo di reato applicabile
alla fattispecie” (istanza di promozione dell’accusa 7/8.8.2003, p. 5), non
può essere accolta, ritenuto che la stessa non è stata oggetto d’inchiesta e
quindi di decisione da parte del procuratore pubblico e che questa Camera,
quale autorità di ricorso (art. 284 CPP), non può esprimersi in merito e
ritenuto inoltre che l’istante ha omesso di qualificare giuridicamente questi
reati. Considerato l’esito della presente decisione, la questione della ricevibilità
del gravame può comunque restare indecisa.

 

 

                                   4.   Non
essendo data la prima condizione di ammissibilità dell'istanza, è inoltre
superfluo esaminare la disponibilità di nuove prove da assumere,
rispettivamente la possibilità di approfondimento di prove già acquisite, tale
da consentire l'eventuale passo dall'indizio alla certezza, come alle
competenze del giudice di merito. Il procuratore pubblico non è del resto
obbligato ad assumere tutte le prove, essendo ammesso un apprezzamento anticipato
(decisione TF 6P.139/2004 del 28.10.2004; R. HAUSER / E. SCHWERI, Schweizerisches
Strafprozessrecht, 5. ed., Basilea 2002, § 54 n. 1 e § 55 n. 8 ss.),
segnatamente quando la prova è manifestamente irrilevante, inutile o inidonea a
dimostrare fatti pertinenti o a modificare la convinzione del giudice (M. RUSCA
/ E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese,
Lugano 1997, n. 25 ad art. 58 CPP e n. 4 ad art. 79 CPP), come nella fattispecie.

 

La questione merita tuttavia alcune precisazioni.

 

L’istante ritiene che le informazioni preliminari assunte dalla
polizia giudiziaria sarebbero lacunose, imprecise e non chiare, “(…) pressoché
esclusivamente volte ad accertare il responsabile delle lesioni inflitte al
signor IS 1 e, in misura minore, alla signora __________”, che gli
interrogatori sarebbero stati focalizzati sull’atteggiamento assunto da __________
PI 1, non avendo la polizia “(…) indagato oltre”, ritenendo che in tal
modo sarebbe “(…) venuta a mancare la puntuale verifica della presenza o
meno degli elementi costitutivi del reato di aggressione” (istanza di
promozione dell’accusa 7/8.8.2003, p. 2). Asserisce inoltre che “(…),
essendo pacifiche le lesioni, stabilire che il loro responsabile diretto fosse
il signor PI 1 o il Signor X era per i denuncianti di secondaria importanza: la
denuncia mirava invece a reprimere e punire il gratuito, aggressivo, violento
ed unilaterale atteggiamento messo in atto da alcuni giocatori dell’HC __________
(tra i quali, secondo i denuncianti, bisogna annoverare i signori PI 1, PI 2 e PI
3), pericolosamente incapaci di controllare le loro emozioni e reazioni” (istanza
di promozione dell’accusa 7/8.8.2003, p. 3).

 

Dagli atti risulta che, contrariamente a quanto asserisce l’istante,
le informazioni preliminari assunte dalla polizia competente appaiono esaustive,
avendo sentito i denuncianti __________ __________ e __________ IS 1, diversi
giocatori dell’una e dell’altra squadra e numerosi altri testi, le cui
deposizioni hanno permesso di giungere alla conclusione che il qui istante - come
pure __________ __________, che però non ha presentato un’istanza di promozione
dell’accusa nei confronti dei denunciati - sarebbe stato colpito con il bastone
esclusivamente da __________ PI 1. Per il che, l’audizione di ulteriori testi
appare superflua e verosimilmente non porterebbe ad una diversa conclusione. Il
sostituto procuratore pubblico ha evidentemente tenuto conto anche del
comportamento assunto dagli altri giocatori dell’HC __________, così come dell’atteggiamento
assunto dai giocatori della squadra avversaria ed, in assenza di altre prove
concrete, ha rettamente concluso che il reato ipotizzato dall’istante non trova
applicazione alla presente fattispecie, rilevando inoltre che i denuncianti
avrebbero dovuto presentare, se del caso, una querela invocando l’ipotesi di
reato di lesioni semplici (ndr: rispettivamente di vie di fatto). 

 

Visto quanto precede il decreto impugnato deve essere confermato e
non sono date le condizioni di applicazione dell’art. 186 cpv. 4 CPP.

 

                                   5.   L'istanza,
per quanto ricevibile, è pertanto integralmente respinta.

                                         La
tassa di giustizia e le spese sono poste a carico dell'istante, secondo la soccombenza.
Non vengono riconosciute ripetibili a __________ PI 3 (cfr. osservazioni
21/22.8.2003, p. 2), non avendo fatto capo ad un patrocinatore.

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 186
CPP, 134 CP, 1 ss. e 39 lit. f LTG e ogni altra norma applicabile,

 

 

pronuncia

 

                                   1.   L'istanza,
per quanto ricevibile, è respinta.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 450.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
500.-- (cinquecento), sono poste a carico di __________ IS 1, __________.

 

 

                                   3.   Rimedi
di diritto:

                                         Il
presente giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione al
Tribunale federale. Il ricorso deve essere depositato presso il Tribunale
federale entro trenta giorni dalla notificazione del presente giudizio (art.
272 PPF). La legittimazione e le modalità del ricorso sono rette dagli art. 268
ss. PPF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                         

 

 

	
  terzi implicati

  	
  1. PI 1 

  2. PI 2 

  3. PI 3 

   

  

Per la Camera
dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             La
segretaria