# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6a9905d7-ad5e-59a1-97d1-39350258cbf8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.10.2008 D-4917/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4917-2008_2008-10-14.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4917/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 4  o t t o b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice François Badoud;
cancelliere Carlo Monti.

A._______, alias 
B._______, Georgia, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 21 luglio 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4917/2008

Fatti:

A.
Il 10 giugno 2008, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera.  Ha dichiarato, d'essere espatriato il  21 maggio 2007 per il 
timore  d'essere  picchiato  oppure  ucciso  per  aver  investito  con 
un'automobile il suo socio, ferendolo alla gamba. Si sarebbe recato in 
Ucraina,  dove  avrebbe  vissuto  legalmente,  munito  del  proprio 
passaporto, fino al 2 giugno 2008, dopodiché, passando dall'Austria e 
dalla Francia, sarebbe entrato in Svizzera, il 7 giugno 2008.

B.
Il 21 luglio 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 32  cpv.  2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi,  RS 142.31). Detto Ufficio  ha pure pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  il  suo  Paese  d'origine,  siccome  lecita, 
esigibile e possibile.

C.
Il 25 luglio 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
una  nuova  decisione  nel  merito,  l'ottenimento  dell'asilo  e,  in  via 
sussidiaria,  dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una 
domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle 
presumibili spese processuali.

D.
Il 28 luglio 2008, il C._______ consegna, nelle mani del ricorrente un 
pacco  con  codice  d'invio  D.______.  Tale  consegna  è  avvenuta 
successivamente  ad un primo tentativo infruttuoso, in  data  14 luglio 
2008.

E.
Il 4 agosto 2008, il TAF ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi 
particolari  (art.  63  cpv.  4  della  legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere al 
ricorrente  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili 
spese processuali. Inoltre, al richiedente è stato concesso un termine 

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entro l'8 agosto 2008 per inoltrare la carta d'identità menzionata nel 
ricorso.

F.
Tramite fax del 6 agosto 2008, l'UFM comunica a questo Tribunale che 
il ricorrente è scomparso dal Centro di registrazione e di procedura di 
Chiasso (CRP) in data 3 agosto 2008.

G.
Tramite  fax del  14  agosto  2008,  l'UFM trasmette a questo Tribunale 
copia dello scritto del 4 agosto 2008, da parte del Ministero pubblico 
del Cantone Ticino all'UFM, con il quale gli comunica che il ricorrente 
è in stato di detenzione.

H.
Il 19 agosto 2008, il TAF ha invitato l'autorità inferiore a presentare una 
risposta al ricorso.

I.
Il 29 agosto 2008, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame.

J.
Il  22 settembre 2008,  il  TAF ha invitato nuovamente  il  ricorrente  ad 
inoltrare  entro  il  2  ottobre  2008  un  eventuale  documento  d'identità 
contenuto  nell'invio  postale  con  codice  D._______,  menzionato  nel 
gravame. Entro  lo  stesso  termine  al  ricorrente  è  stata  concessa  la 
possibilità d'inoltrare l'atto di replica. A tale invito, non v'è stata fino ad 
oggi alcuna reazione da parte del ricorrente.

K.
Tramite  fax  dell'8  ottobre  2008  l'UFM  conferma  che  al  CRP  non  è 
rimasto alcun oggetto personale del ricorrente, in particolare nessun 
documento, dopo la sua carcerazione.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 LAsi  e  art.  83  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

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2.

2.1 Nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito nei 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa.

2.2 Nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie le condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 
della  legge  federale  sulla  procedura  amministrativa  del 
20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, 
il procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Nel provvedimento litigioso, l'UFM ha considerato, da un lato,  che il 
ricorrente non ha addotto motivi che possano giustificare la mancata 
tempestiva  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità.  Dall'altro 
lato, ha ritenuto siccome inconsistenti  e contraddittorie le allegazioni 
decisive  in  materia  d'asilo  presentate  dall'insorgente. Il  ricorrente  si 
sarebbe contraddetto sul  momento in cui  la società con il  suo socio 
sarebbe terminata, ovvero nel gennaio 2007, oppure nel maggio 2007. 
Inoltre, ha dichiarato in un primo tempo di essere venuto alle mani con 
il socio, mentre, in seguito, ha affermato di essere stato picchiato dai 
cugini del socio. Peraltro, la minaccia di licenziamento nei confronti di 
sua  madre,  menzionata  nell'audizione  sulle  generalità,  sarebbe 
divenuta  una  proposta  di  pensionamento  nell'audizione  federale 
diretta. Infine,  si  sarebbe contraddetto  sui  motivi  della  sua partenza 
dall'Ucraina, allegando nell'audizione sulle generalità di  aver lasciato 
l'Ucraina,  perché  non  avrebbe  guadagnato  abbastanza,  per  poi 
dichiarare  nell'audizione federale  diretta  che  gli  amici  del  suo  socio 
l'avrebbero  scoperto  in  Ucraina.  L'autorità  inferiore  ha  altresì 

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considerato non necessari ulteriori chiarimenti ai fini dell'accertamento 
della  qualità  di  rifugiato  o  dell'esistenza  di  un  impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente.

5.
Nel ricorso, l'insorgente ha dichiarato, in sostanza, che sua moglie gli 
avrebbe  spedito  la  sua  carta  d'identità  via  C._______,  con  codice 
d'invio  D._______. Inoltre,  avrebbe  appreso  che  tale  pacco  sarebbe 
stato oggetto d'un tentativo infruttuoso di  consegna al  CRP. Peraltro, 
con  la  succitata  compagnia  sarebbe stato  convenuto  un  successivo 
tentativo di  consegna il  28 luglio  2008. Egli  afferma quindi di  volere 
inviare la  carta d'identità  contenuta nel  pacco, non appena ricevuta. 
Inoltre, il  ricorrente ha allegato di correre gravi rischi  e di non avere 
accesso ad alcuna protezione da parte delle autorità nel suo Paese, in 
quanto  sarebbe  coinvolto  nella  sua  vicenda  anche  l'ex  governatore 
della regione di Imereti. Peraltro, l'insorgente ha asserito che, a causa 
dei  suoi  problemi,  sua  madre  sarebbe  stata  licenziata  e  suo  padre 
sarebbe stato picchiato duramente. Per di più, avrebbe dovuto lasciare 
sua moglie, i suoi figli e la sua casa. Infine, il ricorrente, allega di aver 
esposto  nel  dettaglio  la  sua  vicenda  e  che  dovrebbe  essere 
considerata come verosimile.

6.
Giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c).

6.1 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 

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sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

6.2 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

7.
Questo Tribunale osserva, che il ricorrente, senza valide ragioni, non 
ha  tempestivamente  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai 
sensi  di  legge,  benché  l'UFM  l'abbia  invitato  ad  esibirli  sin  dal 
momento  dell'inoltro  della  sua  domanda  d'asilo.  In  particolare,  va 
rilevato che il ricorrente non ha ancora presentato in sede di ricorso né 
il  suo  passaporto,  né  la  sua  carta  d'identità,  nonostante  questo 
Tribunale  gli  abbia  dato  la  possibilità  di  versare  la  stessa  agli  atti, 
concedendogli  um ampio  margine temporale  fino  al  2  ottobre  2008. 
Non  v'è,  pertanto,  ragione  di  ritenere  che,  se  l'insorgente  avesse 
effettuato dei  seri  e concreti  sforzi  per produrre tempestivamente un 
documento  di  viaggio  o  d'identità,  detti  sforzi  non  avrebbero  potuto 
avere esito favorevole. Giova inoltre rilevare che il  ricorrente dispone 
del contenuto dell'invio postale citato nel ricorso sin dal 28 luglio 2008. 
Per  di  più, visto  il  tempo  trascorso  da  tale  data  e  nella  denegata 
ipotesi che l'invio postale precitato contenga davvero la carta d'identità 
dell'insorgente,  il  TAF  è  portato  a  ritenere  che  al  ricorrente  faccia 
difetto la volontà di presentare detto documento in sede di ricorso. In 
considerazione  di  quanto  precede,  questo  Tribunale  costata  che  il 
richiedente  non  aveva  ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata 
esibizione  di  documenti  ai  sensi  di  legge.  Pertanto,  non  v'è  motivo 
d'annullare la decisione di non entrata nel merito.

8.
Il  TAF rileva, inoltre, che il  ricorrente non ha presentato, all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 

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diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le 
allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  s'esauriscono,  infatti,  in  mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF 
in  relazione  all'art. 6  LAsi,  all'art.  37  LTAF  ed  all'art. 4  PA).  Basti 
rilevare  che  il  ricorrente  in  sede  di  ricorso  non  s'è  espresso  in 
relazione alle contraddizioni rilevate nella succitata decisione dell'UFM 
per  quanto  riguarda  il  racconto  da  lui  esposto  nel  corso  della 
procedura  di  prima  istanza.  Ciò non  può che  comprovare  la 
conclusione  dell'UFM  circa  l'inverosimiglianza  delle  allega-
zioni del ricorrente.  Per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente 
considerato come inconsistenti  e  contraddittorie,  con  riferimento 
all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, le dichiarazioni rese dall'insorgente.

9.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate dal ricorrente (v. considerando 8 del presente giudizio), non 
risultano elementi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti 
ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  dell'insorgente 
medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

10.

10.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Georgia  possa  violare 
l'art. 25 cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) od esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101)  od all'art. 3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

10.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere 
se  per  impedimenti  all'esecuzione  dell'allontanamento  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto 

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nazionale  (riguardanti  l'esigibilità  e  la  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto  internazionale  pubblico 
(esaminati  al  precedente  considerando  10.1).  In  effetti,  anche  in 
materia d'esigibilità e di possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile 
d'imporre degli ulteriori chiarimenti.

10.3 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno che, dopo l'armistizio del 12 agosto 2008 negoziato tramite 
l'Unione Europea da Russia e Georgia, in quest'ultimo Paese non vige 
attualmente  una  situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza 
generalizzata che coinvolga l'insieme della  popolazione nella  totalità 
del territorio nazionale.

10.4 Inoltre, il ricorrente è giovane, celibe ed ha una certa esperienza 
professionale. Egli  non  ha  altresì  preteso  nel  gravame di  soffrire  di 
gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  un'ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24), senza che ad un 
esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una 
permanenza dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi  medici.  In  siffatte 
circostanze,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome 
adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con 
riferimento  alle  effettive  possibilità  per  l'insorgente  di  un  adeguato 
reinserimento sociale nel suo Paese d'origine.

10.5 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione 
dell'allontanamento è dunque pure possibile.

11.
Pertanto, in materia di non entrata nel merito il ricorso, destituito d'ogni 
e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata va confermata.

12.
L'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14  cpv. 1  e  cpv. 2 LAsi  e  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché 

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art. 32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

13.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 10 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

14.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

15.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art.  63  cpv.  1  e 
cpv. 5  PA nonché  art.  3  lett.  a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM,  Divisione  Dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia,  n. di  rif. N  ; 

allegato: incarto UFM)
- E._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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