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**Case Identifier:** b36337f4-05af-5d93-b807-fae64ad37e6b
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2015-02-17
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 17.02.2015 BV.2014.84
**Docket/Reference:** BV.2014.84
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BV-2014-84_2015-02-17

## Full Text

Sequestro (art. 26 cpv. 1 e 2 DPA). Effetto sospensivo (art. 28 cpv. 5 DPA).;;Sequestro (art. 26 cpv. 1 e 2 DPA). Effetto sospensivo (art. 28 cpv. 5 DPA).;;Sequestro (art. 26 cpv. 1 e 2 DPA). Effetto sospensivo (art. 28 cpv. 5 DPA).;;Sequestro (art. 26 cpv. 1 e 2 DPA). Effetto sospensivo (art. 28 cpv. 5 DPA).

Decisione del 17 febbraio 2015 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, presidente, 

Tito Ponti e Roy Garré,  

Cancelliera Susy Pedrinis Quadri  

   

Parti   

A., rappresentato dall'avv. Rinaldo Maderni, 

 

 

Reclamante 

 

   

  contro 

   

AMMINISTRAZIONE FEDERALE DELLE 

CONTRIBUZIONI, 

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Sequestro (art. 26 cpv. 1 e 2 DPA); effetto sospensivo 

(art. 28 cpv. 5 DPA) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BV.2014.84 + BP.2014.81 

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Fatti: 

A. Nell'ambito di un’inchiesta penale amministrativa condotta dall'Amministrazio-

ne federale delle contribuzioni (di seguito: AFC) nei confronti di B. per titolo di 

sospetti di sottrazione d'imposta preventiva giusta l'art. 61 lett. a della legge 

federale del 13 ottobre 1965 sull'imposta preventiva (LIP; RS 642.21), il 23 ot-

tobre 2014 il collaboratore inquirente dell'AFC ha intimato all'avv. Rinaldo Ma-

derni una "decisione di sequestro (art. 46 cpv. 1 lett. b DPA)" relativa ai certifi-

cati azionari della società C. SA. Più precisamente, la decisione in questione 

statuiva: 

 

"1. Sono messi sotto sequestro i certificati azionari rappresentanti la totalità del capi-

tale sociale della C. SA, Z. 

 

2.  È dato ordine all'avv. Maderni, depositario dei certificati azionari della C. SA di 

inviare immediatamente per lettera raccomandata all'Amministrazione federale 

delle contribuzioni, Divisione affari penali e inchieste, i certificati azionari origi-

nali rappresentanti la totalità del capitale azionario della C. SA.  

 

3. Chiunque toccato dal presente provvedimento può interporre reclamo ai sensi 

dell'art. 26 DPA alla Corte di reclami penali del Tribunale penale federale. Il re-

clamo deve essere presentato per iscritto al Direttore dell'Amministrazione fede-

rale delle contribuzioni, entro un termine di 3 giorni da quando il reclamante ha 

avuto conoscenza dell'operazione o ha ricevuto notifica della decisione (art. 28 

cpv. 3 DPA). Il reclamo non sospende l'esecuzione del sequestro. 

[…]"  

(act. 3.1 dell'incarto BV.2014.84) 

 

 

B. Con reclamo del 3 novembre 2014, A., asserito azionista totalitario della so-

cietà C. SA e rappresentato dall'avv. Maderni, ha impugnato la summenziona-

ta decisione dinanzi al Direttore dell'AFC, richiedendo pure la concessione 

dell'effetto sospensivo (act. 3.2 dell'incarto BV.2014.84). 

 

 

C. Il 19 dicembre 2014 il Direttore dell'AFC ha dichiarato irricevibile il reclamo e 

dichiarato senza oggetto la richiesta di effetto sospensivo. A parere del Diret-

tore dell'AFC, la decisione del 23 ottobre 2014 non costituirebbe infatti una 

misura di sequestro, bensì un ordine di produzione, che non toccherebbe di-

rettamente il reclamante (act. 1.1 dell'incarto BV.2014.84).  

 

D. Con reclamo del 24 dicembre 2014, A. è insorto dinanzi alla Corte dei reclami 

penali del Tribunale penale federale, postulando l'annullamento della decisio-

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ne del 19 dicembre 2014 come pure di quella del 23 ottobre 2014 (act. 1 

dell'incarto BV.2014.84). Nel medesimo gravame, l'insorgente ha richiesto la 

concessione dell'effetto sospensivo (v. act. 1, pag. 2 dell'incarto BV.2014.84). 

 

 

E. Invitata a prendere posizione sulla richiesta di effetto sospensivo, il 6 gennaio 

2015 l'AFC ne ha proposto la reiezione (act. 3 dell'incarto BP.2014.81). 

 

 

F. Con osservazioni del 12 gennaio 2015, l'AFC ha chiesto di dichiarare irricevi-

bile il reclamo e di porre le spese di procedura a carico dell'insorgente (act. 3 

dell'incarto BV.2014.84).  

G. Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, 

nei considerandi seguenti.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Contro i provvedimenti coattivi giusta gli art. 45 e segg. della legge federale 

sul diritto penale amministrativo (DPA; RS 313.0) e le operazioni e omissioni 

connesse può essere proposto reclamo alla Corte dei reclami penali del Tri-

bunale penale federale (art. 26 cpv. 1 DPA in relazione con l’art. 37 cpv. 2 

lett. b della legge federale del 19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità 

penali della Confederazione [LOAP; RS 173.71]). Se la decisione contestata 

emana dal direttore o capo dell'amministrazione in causa, il reclamo va pre-

sentato alla Corte dei reclami penali; negli altri casi, l'impugnativa va presenta-

ta al direttore o capo dell'amministrazione in causa che, se non dà seguito alle 

conclusioni proposte, la trasmette alla Corte dei reclami penali, con le sue os-

servazioni (art. 26 cpv. 2 DPA). Il termine per presentare reclamo è, in en-

trambi i casi, di tre giorni a contare da quello in cui il reclamante ha avuto co-

noscenza dell’operazione o ha ricevuto notificazione della decisione (art. 28 

cpv. 3 DPA).  

 

1.2 Nel caso di specie, l'atto impugnato è stato ricevuto dall'avv. Maderni il 22 di-

cembre 2014. Il reclamo presentato il 24 dicembre 2014 è pertanto tempesti-

vo. 

 

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1.3 Il diritto di reclamo spetta a chiunque è toccato dall'operazione impugnata, 

dall'omissione censurata o dalla decisione sul reclamo ed ha un interesse de-

gno di protezione all'annullamento o alla modificazione (art. 28 cpv. 1 DPA).  

 

Nella fattispecie, visto l'esito della presente procedura, la questione della legit-

timazione non merita tuttavia di essere vagliata. 

 

 

2. Con la sua impugnativa, il reclamante censura le considerazioni e le conclu-

sioni esposte nella decisione censurata, tacciandole di arbitrio. Il Direttore 

dell'AFC avrebbe in effetti ritenuto erroneamente che la decisone del 23 otto-

bre 2014 non costituirebbe una misura di sequestro e sempre a torto quest'ul-

timo avrebbe negato a A. la legittimazione a ricorrere. 

 

2.1 La decisione del 23 ottobre 2014 è denominata "decisione di sequestro 

(art. 46 cpv. 1 lett. b DPA)" ed è stata intimata all'avv. Maderni, detentore dei 

certificati azionari (v. act. 1.1 pag. 3 dell'incarto BV.2014.84). Essa indica 

esplicitamente che i certificati azionari della società C. SA, Z., sono posti sotto 

sequestro; inoltre, impone all'avv. Maderni di inviare immediatamente detti cer-

tificati azionari all'AFC, menziona vie di ricorso proprie degli ordini di sequestro 

e specifica che il provvedimento del sequestro persegue lo scopo della confi-

sca (v. act. 3.1 dell'incarto BV.2014.84). Con la decisione su reclamo del 19 

dicembre 2014, il Direttore dell'AFC ha rilevato che la decisione precitata, no-

nostante i termini in essa contenuti, non costituiva una misura di sequestro, 

bensì un semplice ordine di produzione del bene fondato sull'art. 50 DPA. Il 

collaboratore inquirente avrebbe infatti offerto al detentore dei certificati azio-

nari la possibilità di depositarli volontariamente presso l'AFC, senza che la 

mancata consegna dei titoli comportasse alcuna conseguenza. Inoltre, il se-

questro non avrebbe in ogni caso potuto avere luogo, non essendo stata im-

partita alcuna restrizione al potere di disporre dell'avv. Maderni. Di conse-

guenza, non essendo stata emanata alcuna misura coercitiva, il reclamo pre-

sentato da A. sarebbe irricevibile (v. act. 1.1 pag. 2 ed act. 3 pag. 3 e seg. 

dell'incarto BV.2014.84; act. 3 pag. 2 dell'incarto BP.2014.81). 

 

2.2 Il sequestro previsto all’art. 46 DPA è una misura processuale provvisionale 

che permette di mettere in sicurezza gli oggetti che possono avere importanza 

quali mezzi di prova, rispettivamente gli oggetti e gli altri beni che saranno 

presumibilmente confiscati. Proceduralmente, l'art. 47 cpv. 1 DPA impone al 

detentore di un oggetto o di un bene sequestrato di consegnarlo al funzionario 

inquirente, ricevendo quietanza o copia del processo verbale di sequestro. 

 

 Il sequestro implica la presa in consegna da parte dell'autorità del bene ogget-

to della misura coercitiva e la sua messa in sicurezza; tuttavia, in determinati 

casi il sequestro può concretizzarsi anche tramite ordini che limitano il potere 

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o la facoltà di disporre del loro detentore, come ad esempio nel caso di diritti 

non incorporati in una carta valore, conti bancari ed immobili. In genere, l'auto-

rità inquirente fa precedere il sequestro o la perquisizione volta a reperire gli 

oggetti da porre in sicurezza, da un'ingiunzione di consegna (ANDREAS 

EICKER/FRIEDRICH FRANK/JONAS ACHERMANN, Verwaltungsstrafrecht und Ver-

waltungsstrafverfahrensrecht, Berna 2012, pag. 212; v. anche NIKLAUS 

SCHMID, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, 2a ed., Zuri-

go/San Gallo 2013, n. 1125 e segg.). Sebbene quest'ultimo passo di procedu-

ra non sia espressamente regolamentato, in quanto tale, nella legge federale 

sul diritto penale amministrativo, esso è previsto dalla giurisprudenza se non vi 

è motivo di ritenere che l'ingiunzione di consegna possa vanificare lo scopo 

della misura coercitiva (TPF 2005 190 consid. 3.1). La produzione di docu-

menti, volta a sostituire la loro consegna sotto costrizione, non costituisce né 

una perquisizione giusta l'art. 50 DPA, né un sequestro giusta gli art. 46 e seg. 

DPA, ma ha essenzialmente lo scopo di porre le carte in luogo sicuro, trasfe-

rendo il controllo fisico sugli oggetti dal loro detentore all'autorità inquirente 

(TPF 2006 218 pag. 220; sentenza del Tribunale penale federale BB.2007.48 

del 30 luglio 2007, pag. 4 in alto). In questo senso l'ingiunzione alla consegna 

di carte, come la richiesta di informazioni, costituisce unicamente una misura 

preparatoria ad un'eventuale successiva misura coercitiva (DTF 120 IV 260 

consid. 3e; sentenza del Tribunale federale 1S.4/2006 del 16 maggio 2006, 

consid. 1.3; sentenza del Tribunale penale federale BB.2007.44 del 16 luglio 

2007 e riferimenti) e non può essere oggetto di reclamo (EICKER/FRANK/ 

ACHERMANN, op. cit., pag. 212 e seg.; STEFAN HEIMGARTNER, Strafprozessuale 

Beschlagnahme Wesen, Arten und Wirkungen – Unter Berücksichtigung der 

Beweismittel-, Einziehungs-, Rückgabe- und Ersatzforderungsbeschlagnah-

me, Zurigo/Basilea/Ginevra 2011, pag. 9 e seg.). 

 

2.3 Nel caso di specie, la decisione del 23 ottobre 2014 appare effettivamente 

equivoca: da un lato essa include chiare indicazioni in merito alla misura del 

sequestro, alle disposizioni legali ed alle vie di ricorso; dall'altro, essa non po-

ne i certificati azionari nelle mani della giustizia, non determinando il trasferi-

mento del potere di disposizione sui titoli dall'avv. Maderni all'autorità. La suc-

cessiva decisione su reclamo del 19 dicembre 2014, riferendosi alla  decisione 

del funzionario inquirente, ne nega il carattere coercitivo, afferma il carattere 

"volontario" della consegna delle azioni e conferma l'assenza di sanzioni in 

caso di mancato ossequio dell'ingiunzione. Essa fonda tuttavia l'"ordine di 

produzione" sull'art. 50 DPA, norma quest'ultima in realtà riferita alla misura 

coattiva della perquisizione di carte (act. 1.1; v. anche act. 3 dell'incarto 

BV.2014.84, pag. 4). 

 

2.4 Come detto, il sequestro comporta che i beni vengano posti nella mani della 

giustizia e messi in sicurezza. Nella fattispecie, ciò non è avvenuto, il potere di 

disporre dell'avv. Maderni non è stato limitato e la decisione del 23 ottobre 

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2014 non era, come confermato dall'autorità, munita di sanzioni in caso di 

mancato ossequio dell'ingiunzione. Conformemente alla giurisprudenza ed al-

la dottrina succitate (v. consid. 2.2 supra), questa Corte conclude pertanto che 

l'ordine del 23 ottobre 2014 malgrado i termini in esso contenuti costituiva in 

realtà un'ingiunzione di consegna, ossia una mera misura preparatoria ad un 

eventuale sequestro, e non già una vera e propria misura coercitiva; la deci-

sione del funzionario inquirente non poteva pertanto essere oggetto di recla-

mo. Né lo può essere, di conseguenza, la successiva decisione del Direttore 

dell'AFC del 19 dicembre 2014.  

 

 L'impugnativa presentata contro quest'ultimo atto va pertanto dichiarata irrice-

vibile. 

 

2.5 Proceduralmente, l'AFC avrebbe dovuto trasmettere all'avv. Maderni un'in-

giunzione di consegna dei certificati azionari, denominandola chiaramente 

come tale e motivandola di conseguenza; in seguito, l'autorità avrebbe potuto, 

una volta preso possesso dei citati titoli, procedere al loro sequestro tramite 

una specifica decisione impugnabile, oppure, in assenza di consegna dei certi-

ficati azionari, ordinare una misura coercitiva al fine di porli nella mani della 

giustizia (v. SCHMID, op. cit., n. 1125 e segg.). L'AFC, anche in virtù del princi-

pio della buona fede, non dovrebbe utilizzare denominazioni ambigue, se non 

errate, nell'ambito delle proprie decisioni, con il risultato di indurre il destinata-

rio ad interpretare le medesime come misure coercitive, nonostante queste 

non lo siano. Data l'irricevibilità del gravame, il presente considerando non 

può che avere mero contenuto appellatorio, ma ciò non toglie che se l'AFC 

non dovesse correggere la propria prassi, questa Corte potrebbe riesaminare 

le condizioni di entrata in materia in questo genere di vertenze. La limitata im-

pugnabilità non può infatti essere interpretata come avallo di una prassi irrego-

lare.  

  

   

3. Alla luce dell'esito del presente gravame, la richiesta di concessione dell'effet-

to sospensivo va considerata priva d'oggetto. 

 

4. Conformemente all’art. 25 cpv. 4 DPA, l’onere delle spese per la procedura di 

reclamo davanti alla Corte dei reclami penali si determina secondo l’art. 73 

LOAP, disposizione che rinvia al regolamento del 31 agosto 2010 del Tribuna-

le penale federale sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della 

procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162). Tale regolamento tut-

tavia non contiene indicazioni in merito all’attribuzione delle spese giudiziarie, 

motivo per cui si applicano per prassi costante le disposizioni della LTF per 

analogia (v. ad esempio le sentenze del Tribunale penale federale BV.2012.36 

del 12 settembre 2012; BV.2010.60 del 25 luglio 2011, consid. 5 e rinvio; d'al-

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tra opinione EICKER/FRANK/ACHERMANN, op. cit., pag. 228, i quali ritengono 

applicabili gli art. 416 e segg. CPP). Giusta l'art. 66 cpv. 1 LTF, le spese giudi-

ziarie sono di regola addossate alla parte soccombente; se le circostanze lo 

giustificano, il tribunale può ripartirle in modo diverso o rinunciare ad addos-

sarle alle parti. 

 Nella fattispecie, l'insorgente ha interposto reclamo contro una decisione non 

impugnabile. Tuttavia, considerata la manifesta erroneità delle denominazioni 

e delle indicazioni contenute nell'ingiunzione del 23 ottobre 2014 (v. supra 

consid. 2.3), tenuto inoltre conto delle considerazioni non perfettamente lineari 

di cui alla decisione su reclamo del 19 dicembre 2014, questa Corte ritiene 

giustificato, nel caso di specie, di rinunciare ad addossare spese giudiziarie al 

reclamante, al quale non possono comunque essere riconosciute ripetibili, vi-

sto l'esito della sua impugnativa. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è irricevibile. 

 

2. La domanda di effetto sospensivo è priva d'oggetto. 

 

3. La presente decisione è resa senza spese. 

4. Non vengono assegnate ripetibili. 

 
 
Bellinzona, il 19 febbraio 2015 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: La Cancelliera: 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Rinaldo Maderni 

- Amministrazione federale delle contribuzioni 

 
 
 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Contro questa decisione non è dato alcun rimedio giuridico.