# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 72c4059e-4594-5140-889e-f7384a755ab2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-01-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 08.01.2024 13.2023.101
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2023-101_2024-01-08.html

## Full Text

Incarto
  n.

  13.2023.101

  	
  Lugano

  8 gennaio 2024

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La terza Camera civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Walser, presidente

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettoni

  

 

 

sedente nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG)
per statuire nella causa inc. DM.2016.280 (procedura di divorzio con accordo
parziale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con domanda
del 24 novembre 2016 da

 

	
   

  	
   CO 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
    RE 1  

  patrocinata
  dall'  PA 1 , 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

e ora sul reclamo del 17 ottobre 2023 di RE 1 contro la decisione del 6 ottobre
2023 con cui il Pretore ha ordinato l'edizione da terzi di documentazione;

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   CO 1 e RE 1 si sono uniti in matrimonio a __________
il 3 ottobre 2008. Ad evasione della procedura di protezione dell’unione
coniugale pendente innanzi al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, nel
corso dell'udienza del 24 novembre 2016 i coniugi hanno raggiunto un accordo
sulla vita separata e assunto il regime di separazione dei beni che è stato
omologato. Così richiesto dalle parti, il Pretore ha aperto la procedura di
divorzio e accertato la volontà di entrambi di divorziare. La causa che ne è
poi seguita si è contraddistinta per vari incidenti cautelari promossi dalle
parti, su cui non giova qui dilungarsi oltre.

                                  B.   Il
25 gennaio 2018 CO 1 ha motivato la sua domanda di divorzio e avanzato le
relative richieste in punto alla liquidazione del regime matrimoniale e alla ripartizione
degli averi di previdenza, con rinuncia a contributi di mantenimento.

Con risposta del 24 maggio 2018 RE 1, riservata la pronuncia del divorzio, si è
opposta alle richieste di giudizio del marito e ha formulato le proprie rivendicazioni.

Con replica del 7 febbraio 2022 CO 1 ha ribadito il suo punto di vista,
aggiornando e adattando le sue richieste alla nuova documentazione reperita e
agli esiti della ricostruzione finanziaria effettuata nel procedimento penale
promosso a suo carico, in cui la moglie aveva il ruolo di accusatrice privata.
In particolare, per quanto qui rileva, ha postulato l'edizione “da RE 1 degli
estratti dei conti bancari e/o postali, inclusi i relativi movimenti dal 2016 a
oggi, a lei singolarmente o congiuntamente intestati direttamente o in via
fiduciaria sia in Svizzera che all'estero (questa richiesta si giustifica con
la necessità di determinare i benefici economici conseguiti da RE 1 a seguito
degli investimenti effettuati dai coniugi)”.

Dal canto suo con duplica del 2 maggio 2022 RE 1, confermato il divorzio, ha
precisato i termini delle proprie domande di giudizio in punto alle conseguenze
accessorie. 

 

                                  C.   Il
dibattimento si è tenuto il 20 giugno 2022. Riaffermate le proprie richieste e
allegazioni, l'attore ha notificato i mezzi di prova indicati nell'allegato di
replica. Anche la convenuta ha ribadito le proprie allegazioni e conclusioni,
rispettivamente le richieste di prova di cui al memoriale di duplica. Le parti
si sono quindi espresse sulle reciproche opposizioni formulate rispetto ai
mezzi di prova così indicati.

Con ordinanza dell'11 luglio 2022 il Pretore ha deciso sulle prove. Egli ha
ammesso tutti i documenti prodotti (dispositivo n. 1); richiamato incarti dalla
medesima Pretura (n. 2); dal Ministero Pubblico (n. 9); dall'Ufficio
circondariale di tassazione di __________ (n. 10); dall'Ufficio circondariale
di tassazione delle persone giuridiche (n. 11) e dall'Ufficio di esecuzione di __________
(n. 12) e di __________ (n. 13); ordinato l'edizione di documenti dalla
convenuta (n. 3) dall'attore (n. 4) e da terzi (n. 5, 6, 7, 8, 14, 15),
autorizzato l'attore all'ispezione a Registro fondiario previa trasmissione dei
giustificativi (n. 16), disposto l'audizione di testi (n. 17), l'esecuzione di
perizie immobiliari e mobiliari (n. 18) oltre che fiscali (n. 19 e 20) e,
infine, le deposizioni delle parti (n. 21). Il Pretore ha respinto ogni altra
prova non espressamente specificata (n. 22). Per il resto ha ingiunto all'attore
(n. 23) e alla convenuta (n. 24) il pagamento di fr. 5000.– ciascuno quale
anticipo spese per l'assunzione della perizia di cui al dispositivo n. 18.

In particolare, nel dispositivo n. 3 il Pretore ha ordinato l'edizione dalla
convenuta degli “estratti dei conti bancari e/o postali, inclusi i relativi
movimenti, dal 2016 al giorno di edizione, a lei singolarmente o congiuntamente
intestati direttamente o in via fiduciaria, sia in Svizzera che all'estero;
tutta la documentazione relativa ai suoi averi di terzo pilastro; tutta la
documentazione relativa ai suoi averi di secondo pilastro”. 

La convenuta vi si era opposta, ritenuto che tra i coniugi vige la separazione
dei beni dal 2016, quindi non essendovi “ragioni che permettano di ritenere che
vi siano state dal 2016 in poi situazioni di natura economica che possano
interessare la liquidazione del regime matrimoniale; (“d'altronde l'attore non
indica nei propri memoriali di causa quali fatti, dopo il 2016 (24 novembre)
possano rivestire alcuna rilevanza ai fini della liquidazione del regime
matrimoniale”), ma anche che la società __________ Sagl è un suo bene proprio. L'attore
non avrebbe indicato nelle sue memorie di causa quali fatti possano rivestire
una rilevanza patrimoniale nell'ambito della liquidazione del regime, sicché il
mezzo di prova sarebbe teso ad indagare alla cieca per reperire qualcosa, ciò
che è inammissibile in procedura civile.

Di contro, l'attore ha ritenuto tali mezzi di prova rilevanti al fine di
comprovare i benefici economici conseguiti dagli investimenti comuni dei
coniugi, come ad esempio la vendita “della part.” __________ RFD di __________
da parte della __________ Sagl, nonché benefici derivanti dalla
commercializzazione del prodotto __________. 

Il Pretore ha quindi ammesso tutte le edizioni, “la rilevanza della
documentazione richiesta non potendo essere esclusa già sin d'ora, né
d'altronde l'edizione dei documenti appare particolarmente gravosa in termini
di celerità ed economicità del procedimento”.

 

                                  D.   Il
18 agosto 2022 RE 1 ha interposto reclamo contro l'ordinanza sulle prove
dell'11 luglio 2022. Con decisione dell'8 settembre 2022 il Pretore ha sospeso
i termini ancora pendenti assegnati con tale ordinanza. 

Il reclamo del 18 agosto 2022 è stato respinto da questa Camera, in quanto
ammissibile, con sentenza – passata in giudicato – del 23 febbraio 2023
(inc. 13.2022.51). Nella sentenza, in particolare, questa Camera ha indicato alla
reclamante come procedere per chiedere al Pretore di limitare l'accesso ai
documenti, ovvero indicando partitamente quali sono le informazioni riservate
suscettibili di violare la sua sfera personale in modo da eventualmente
valutare l'adozione di provvedimenti giusta l'art. 156 CPC e rammentando che spetta
in ogni caso alla convenuta l'onere di indicare in che misura i documenti in
questione contengono informazioni riservate e sensibili così da permettere al
Pretore di soppesare i rispettivi interessi – e meglio della reclamante a non
rendere accessibili certe informazioni e dell'attore a prenderne visione – e
determinarsi in proposito, essendo in tal senso necessario spiegare quali
informazioni, e in che misura, sono suscettibili di violare il diritto degno di
protezione della sfera privata. 

 

                                  E.   Sicché
con ordinanza del 26 aprile 2023 il Pretore ha tra l'altro assegnato un termine
di 30 giorni alla convenuta per produrre “gli estratti dei conti bancari e/o
postali, inclusi i relativi movimenti, dal 2016 al giorno di edizione, a lei
singolarmente o congiuntamente intestati direttamente o in via fiduciaria, sia
in Svizzera che all'estero; tutta la documentazione relativa ai suoi averi di
terzo pilastro; tutta la documentazione relativa ai suoi averi di secondo
pilastro” (dispositivo n. 4).

 

                                         Con
decisione del 13 giugno 2023 il Pretore ha respinto un'istanza del 13 febbraio
2023 della convenuta in cui postulava di statuire sul principio del divorzio e
di rinviare la regolamentazione delle conseguenze accessorie “ad separatum”. 

 

                                  F.   Con
richiesta del 7 agosto 2023 l'attore ha tra l'altro sollecitato il Pretore a
chiedere direttamente, indicando una lista di istituti, gli estratti conto
bancari/postali, inclusi i relativi movimenti da gennaio 2016 al giorno di
edizione, per tutti i conti legati alla convenuta, singolarmente o
congiuntamente intestati, direttamente e in via fiduciaria (anche conti
societari dove lei ha diritto di firma)”, oltre a tutta la documentazione
relativa agli averi di secondo e terzo pilastro. Nelle sue osservazioni del 21
agosto 2023 la convenuta si è opposta “alla richiesta di edizione documentale
avanzata dall'attore, ritenendo come tale richiesta violi gli art. 150 segg.
CPC”.

 

                                         Il
26 e il 28 settembre 2023 il Pretore ha proceduto all'escussione di diversi
testi. 

 

                                  G.   Con
ordinanza del 6 ottobre 2023 – in accoglimento della richiesta dell'attore del
7 agosto 2023 – il Pretore ha tra l'altro assegnato “un termine di 30 giorni per
produrre la documentazione che la convenuta ha omesso di produrre” direttamente
a __________ (dispositivo n. 6); __________ (dispositivo n. 7); __________ e/o __________
(dispositivo n. 8); __________ (dispositivo n. 9); __________ (dispositivo n.
10); __________ (dispositivo n. 11) e meglio “per produrre gli estratti dei
conti bancari, inclusi i relativi movimenti, dal 2016 al giorno di edizione,
intestati singolarmente o congiuntamente o in via fiduciaria, a RE 1 sia in
Svizzera che all'estero”.

 

                                  H.   Con
reclamo del 17 ottobre 2023, previa concessione dell'effetto sospensivo, RE 1
chiede la riforma dell'ordinanza del 6 ottobre 2023, nel senso di stralciare i
dispositivi da n. 6 a n. 11. 

 

                                         La
controparte non è stata invitata a formulare osservazioni.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La decisione con cui il Pretore statuisce sui
mezzi di prova rappresenta una disposizione ordinatoria processuale in materia
di prove (art. 124 e 154 CPC). In applicazione dell’art. 319 lett. b n. 2 e 321
cpv. 2 CPC e 48 lett. c n. 1 LOG, essa è impugnabile con reclamo alla
terza Camera civile del Tribunale d’appello nel termine di dieci giorni. Il
giudizio impugnato è pervenuto alla reclamante il 10 ottobre 2023. Consegnato
alla posta il 17 ottobre 2023, il reclamo è quindi tempestivo.

 

                                         Il
reclamo, che non pone in discussione questioni di principio o di rilevante
importanza, è evaso da questa Camera nella composizione a giudice unico (art.
48b cpv. 1 lett. b n. 3 LOG).

 

                                   2.   Il
CPC prevede che con il rimedio del reclamo possono essere censurati l'applicazione
errata del diritto (art. 320 CPC, lett. a) e l'accertamento manifestamente
errato dei fatti (lett. b), ritenuto che nei casi non espressamente previsti
dalla legge il reclamo giusta l'art. 319 lett. b CPC è ammissibile solo quando
vi è il rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile (n. 2).

 

                                2.1   L'impugnabilità
delle decisioni in materia di prove, come quella qui in oggetto, non è
espressamente prevista dal CPC. È pertanto da rendere verosimile il rischio di
un pregiudizio difficilmente riparabile e produrre in tal senso un certo sforzo
allegatorio, ritenuto che l'enunciazione di proclami o principi generali non è
sufficiente (Verda Chiocchetti, in:
Trezzini e al., Commentario pratico al CPC, IIa ed., 2017, n. 73 ad art. 319). Il pregiudizio dev'essere
concreto, di essenziale rilievo per l'andamento del processo e non deve poter –
interamente o parzialmente – essere riparato neppure mediante una successiva
sentenza finale favorevole. In altre parole, la decisione impugnata deve
pregiudicare la posizione complessiva del reclamante in relazione al processo
senza che a tale pregiudizio possa essere posto rimedio successivamente, la
stessa non essendo suscettibile di essere modificata mediante la decisione di
merito. La rilevanza del pregiudizio nel processo deve essere esaminata secondo
il libero e ampio potere di apprezzamento del giudice alla luce del principio
di celerità perseguito dal CPC.

 

                                2.2   Va
qui ricordato che, di regola, le decisioni in materia di prove non provocano un
danno difficilmente riparabile e l'errata o mancata amministrazione di una
prova va contestata tramite l'impugnazione principale contro la decisione
finale (Messaggio n. 06.062 del Consiglio federale concernente il Codice di
diritto processuale civile svizzero del 28 giugno 2006, pag. 6748 in fine; v.
anche sentenza del Tribunale federale 4A_425/2014 del 1° settembre 2014 consid.
1.3.2), non quindi con reclamo ai sensi dell'art. 319 lett. b CPC. In effetti,
fino al momento dell'emanazione della decisione di merito non è dato di sapere
se l'ammissione e la conseguente assunzione di una specifica prova,
rispettivamente la sua non ammissione, abbia recato pregiudizio alla posizione
complessiva di una parte in relazione al processo (III CCA sentenza inc.
13.2012.106 del 22 marzo 2013 consid. 2.4.1 fino a 2.4.3, riprodotti in:
RTiD II-2013 n. 47c pag. 901).

 

                                2.3   Può
invero non essere il caso quando la decisione tocca, senza che siano adottate
misure atte a proteggerli, obblighi o diritti delle parti o di terzi coinvolti
a tutela di cui è invocata la protezione di un segreto o della personalità
(sentenze del Tribunale federale 4A_425/2014 dell’11 settembre 2014 consid.
1.3.2 con rinvii; 4A_713/2014 del 17 dicembre 2015 consid. 2.1; Brunner/Vischer, in:
Oberhammer/Domej/Haas, Kurzkommentar, ZPO, 3a ed., 2021, n. 12 ad
art. 319; Bastons Bulletti, in:
Chabloz/Dietschy-Martenet, Heinzmann, Petit Commentaire, CPC, 2020, n. 14 ad
art. 319; Nowotny, in:
Kunz/Hoffmann-Nowotny/Stauber, ZPO-Rechtsmittel, Berufung und Beschwerde,
Kommentar zu den Art. 308-327a ZPO, Basilea 2013, n. 26 ad art. 319). In tal
caso agli interessati va riconosciuta una via ricorsuale indipendente e
tempestiva (DTF 137 III 380 consid. 2.2; sentenza del Tribunale federale
4A_713/2014 del 17 dicembre 2015 consid. 3).

 

                                2.4   Il
rischio di un pregiudizio sussiste ad esempio nella misura in cui una parte si
oppone a una richiesta di prova in nome del diritto alla protezione della
personalità o di un segreto, a fronte di un accesso indistinto a dati e
informazioni che rientrano in tale ambito. Questo perché non è possibile
cancellare a posteriori l’avvenuta divulgazione di informazioni, tornando
indietro ed eliminando la conoscenza così acquisita (sentenza del Tribunale
federale 4A_713/2014 del 17 dicembre 2015 consid. 2.2).

 

                                   3.   La
reclamante sostiene che l'ordine di produzione alle banche destinatarie
dell'ordinanza “è chiaramente suscettibile di provocare alla reclamante un
pregiudizio irreparabile (…), configurando un'ingerenza sproporzionata nella
propria vita privata e anche professionale che, una volta intervenuta,
certamente è irreparabile”; la documentazione richiesta concernendo
indistintamente relazioni personali e professionali della reclamante, le quali
riportano dati personali sensibili, tutelati da segreto privato e professionale
della reclamante quale medico.

 

                                         Gioverà
al proposito riprendere quanto già esposto nella sentenza 23 febbraio 2023
(inc. 13.2022.51, supra, consid. D).

                                        I
dettagli di dati bancari e postali riferiti a beni economici possono senz'altro
includere informazioni sulla vita privata del titolare del conto, motivo per
cui quest'ultimo può avere un interesse legittimo a impedirne l’accesso. Va qui
rilevato che l'art. 13 Cost. sancisce il diritto alla protezione della
sfera privata, ovvero al rispetto della propria vita privata, vita familiare,
abitazione, corrispondenza epistolare e delle proprie relazioni via posta e
telecomunicazioni (cpv. 1) e a essere protetti dall'impiego abusivo di dati
personali (cpv. 2). In proposito il Tribunale federale ha invero sancito il
principio secondo cui, in generale, i dati finanziari su reddito e sostanza di
una persona non costituiscono dati personali degni di particolare protezione ed
esulano quindi dal concetto di tutela della sfera privata (Trezzini, in: Trezzini e al.,
Commentario pratico al CPC, 2a ed., vol. 1, Lugano 2017, n. 23 seg.
e nota 4000 e 4002 ad art. 156, che rinvia alla sentenza del Tribunale federale
1P.79/2000 del 28 maggio 2001 consid. 2d/dd). 

Questa giurisprudenza non è però applicabile al caso concreto, dove il
contenuto dei documenti va ben oltre ai dati relativi a reddito e sostanza,
estendendosi verosimilmente anche al loro utilizzo, quindi a informazioni che
rientrano nella sfera privata.

 

                                         Ne segue che, in concreto, è dato il rischio di
un pregiudizio difficilmente riparabile.

 

                                   4.   Il
Pretore ha deciso le contestate edizioni di documenti da terzi, indicando nella
decisione impugnata che “la convenuta nel termine assegnatele non ha prodotto
la documentazione richiesta, motivo per cui si giustifica accogliere la richiesta
dell'attore assegnando a terzi un termine per produrre la documentazione che la
convenuta ha omesso di produrre”.

 

                                   5.   La
reclamante ritiene che l'accoglimento della richiesta attorea sia lesiva del
diritto. 

 

                                5.1   Sottolinea
che in occasione del dibattimento del 20 giugno 2022 le parti hanno notificato
le rispettive richieste di prova, oggetto di contraddittorio. L'attore non ha
formulato alcuna richiesta di edizione documentale da terzi, né si è riservato
tale prova con i propri memoriali introduttivi. Di tale mezzo di prova, di
conseguenza, non si fa parola nemmeno in sede di ordinanza sulle prove dell'11
luglio 2022. A suo dire, solo con l'istanza 7 agosto 2023 l'attore ha postulato
la richiesta di edizione di documenti “da soggetti terzi”. Nelle osservazioni del
21 agosto 2023 la convenuta ha esposto le proprie motivazioni in merito alla
richiesta dell'attore di assumere nuove prove, in particolare l'edizione
documentale da soggetti terzi (istituti bancari e assicurativi), “eccependo”
come la richiesta formulata dall'attore sia intempestiva, nuova e formalmente
inammissibile, in quanto lesiva dell'art. 152 CPC.

 

                                5.2   II
Pretore poi, ammettendo le prove contestate e respingendo le censure sollevate
dalla reclamante, non avrebbe offerto alcuna motivazione che permetta di
comprendere la decisione stessa, rivelandosi in tal modo anche lesiva dell'obbligo
di motivazione, come espressamente previsto all'art. 238 CPC e del diritto di essere
sentito della reclamante. 

 

                                5.3   L'attore
non avrebbe indicato nei propri memoriali quali fatti (peraltro successivi al
24 novembre 2016) siano suscettibili di rivestire un'importanza nell'ambito
della liquidazione del regime matrimoniale. Egli neppure avrebbe spiegato i
possibili contorni degli “investimenti comuni dei coniugi” (che sarebbero ovviamente
avvenuti solo prima del 2016) e “non avrebbe comprovato come sarebbero avvenuti
questi investimenti comuni, che ad ogni modo sono e restano assolutamente
contestati dalla reclamante”.

L'ordinanza impugnata violerebbe gli art. 150 CPC, 55 cpv. 1 CPC e 152 cpv. 1
CPC. Nel caso di specie mancherebbe qualsivoglia specificazione da parte dell'attore
circa la rilevanza dei fatti che la documentazione richiesta in via di edizione
dovrebbe comprovare, neppure sostanziata con l'istanza del 7 agosto 2023. Se è vero
che vi sono articolate e quantificate richieste di giudizio avanzate
dall'attore (replica, pag. 49 segg.) e che si contrappongono diametralmente con
quelle della reclamante (duplica, pag. 96), l'attore non avrebbe adempiuto al
suo obbligo di allegazione dei fatti in modo preciso e circostanziato, dunque
non avrebbe specificato quei fatti, non solo nei suoi fondamenti, ma neppure in
maniera chiara ed esaustiva così da permettere, da un lato di potersi
assicurare le necessarie prove e, dall'altro, alla controparte di poter
prendere posizione e di assumere le eventuali controprove, rispettivamente al
giudice di apprezzare i fatti e di sussumerli sotto le norme o i principi
giuridici pertinenti. 

Quest'onere di allegazione dell'attore si sarebbe dovuto pretendere come
oltremodo importante e ampio a fronte delle contestazioni sollevate dalla
convenuta e del (contestato) ruolo avuto dall'attore durante il matrimonio
quale amministratore di società, sedicente promotore di affari commerciali,
fiduciario e giurista, sia prima sia durante il matrimonio. l fatti esposti
dalla convenuta con proprio memoriale di duplica non sono mai stati contestati
dall'attore neppure, da ultimo, in sede di udienza di prime arringhe. 

Il fatto che l'attore concluda il suo memoriale di replica con articolate e
quantificate richieste di giudizio non può essere considerato a posteriori
liberatorio del suo obbligo di circostanziata esposizione dei fatti, di riserva
dei propri mezzi di prova (non essendosi infatti egli riservato la specifica
edizione di documenti da terzi) e di specificazione dell'utilità, o
dell'opportunità, della richiesta di documentazione bancaria a sostegno dei
fatti da lui addotti. Nei memoriali non vi sarebbero esposte argomentazioni in
fatto e in diritto meritevoli di essere istruite con la documentazione
richiesta in via di edizione.

 

                                5.4   L'ordinanza
andrebbe quindi riformata nel senso che la richiesta del 7 agosto 2023 dell'attore
dev'essere respinta e l'ordine di edizione di documenti spiccato all'indirizzo
delle banche annullato. A suo dire, “a parte il fatto che la convenuta non si è
in alcun modo rifiutata di procedere alla produzione dei 7 documenti
richiestile, avendo ella in definitiva insistito nell'ottenere una proroga del
termine assegnatele che non le è stata concessa, nell'ipotesi in cui ella si
fosse effettivamente rifiutata il Codice di procedura non contempla la facoltà
della parte, o del giudice, di ripiegare su una prova (edizione di documenti da
terzi) che la parte processuale non si è riservata né, tanto meno, ha
formalmente preteso di assumere in sede di dibattimento”.

 

                                   6.   Va
rilevato, in particolare, che con decisione dell'8 settembre 2022 il Pretore
aveva sospeso i termini ancora pendenti assegnati con l'ordinanza di edizione
dalla convenuta dell'11 luglio 2022. L'ordine di edizione alla convenuta è
stato riattivato dal Pretore nell'ordinanza del 26 aprile 2023, con l'assegnazione
di un termine di 30 giorni. Il termine impartito è decorso infruttuosamente. Comunque
debitamente patrocinata, la convenuta ha poi reagito nello scritto del 21
agosto 2022 con contestazioni (essenzialmente ridondanti rispetto a quanto già
verbalizzato nel dibattimento del 20 giugno 2022 e considerato dal Pretore nell'ordinanza
sulle prove dell'11 luglio 2022), per postulare la reiezione della richiesta,
questa volta di edizione da terzi (formulata dall'attore il 7 agosto 2023). Pertanto
la decisione del Pretore del 6 ottobre 2023 di edizione da terzi qui
impugnata è la conseguenza diretta del comportamento, qualificabile come implicitamente
omissivo ex art. 164 CPC, quanto alla mancata produzione della documentazione
richiesta alla convenuta (v. Jeandin,
in: Bohnet/Haldy/Jeandin/

Schweizer/Tappy, Commentaire romand, Code de procédure civile commenté, 2° ed.,
Basilea 2019, n. 10 ad art. 164 CPC), che a tutt'oggi essa non ha ritenuto di
produrre. Quindi, nella misura in cui il Pretore si riferisce all'omessa
produzione, quindi alla sua mancata collaborazione, la reclamante è assai malvenuta
a censurare una qualsivoglia carenza di motivazione nell'ordinanza impugnata.

 

                                   7.   Contrariamente
poi a quanto assume la reclamante, la richiesta dell'attore non è
“intempestiva, nuova e formalmente inammissibile, in quanto lesiva dell'art.
152 CPC”. Come la decisione del Pretore, essa è la conseguenza del comportamento
procedurale della convenuta che ha disatteso l'ordinanza (motivata) dell'11
luglio 2022 (dispositivo n. 3), le cui relative contestazioni sono già state
esaminate ed evase nella decisione, passata in giudicato, di questa Camera del
23 febbraio 2023 (su reclamo del 18 agosto 2022). Detto altrimenti, il
tentativo di riferirsi genericamente a un'edizione da terzi come a un altro
mezzo di prova non indicato dall'attore – tralasciando che si tratta della
conseguenza dell'omessa edizione dalla convenuta medesima e non di una
qualsivoglia diligenza ragionevolmente pretendibile dall'attore – non appare
meritevole di alcuna tutela in questa sede. In particolare questa situazione
procedurale non permette alla convenuta – cui peraltro incombe un onere di
cooperare anche fornendo informazioni ampie e dettagliate riguardo alle sue condizioni
patrimoniali – di innestare contestazioni su presunte carenze nell'onere di
allegazione e specificazione o violazioni degli art. 150 CPC, 55 cpv. 1 CPC e
152 cpv. 1 CPC, tanto più che le stesse sono già state affrontate nella recente
sentenza di questa Camera, cui si rinvia integralmente (v. in particolare il
consid. 6).

Ne segue che la decisione pretorile che accoglie la richiesta dell'attore di
poter far capo alle edizioni di documenti da terzi nel processo di divorzio
resiste alle critiche della reclamante.

 

                                   8.   Il
reclamo vede quindi la sua sorte segnata. Le spese processuali, fissate in
fr. 1500.– giusta l'art. 2 cpv. 1 LTG (valore, natura e complessità della
causa) e 14 LTG (tassa di giustizia per le decisioni su reclamo tra
fr. 100.– e fr. 10 000.–), seguono la soccombenza della
reclamante. Non essendo state raccolte osservazioni dalla controparte, non si
pone la questione delle ripetibili.

 

                                         La
presente decisione rende priva d'oggetto la domanda intesa a ottenere il
conferimento dell'effetto sospensivo al reclamo. 

 

 

Per i quali motivi,

 

pronuncia:               1.   Il reclamo del 17 ottobre 2023 di RE 1 è
respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali, stabilite in fr. 1500.–,
sono poste a carico della reclamante.

 

                                   3.   La
domanda di effetto sospensivo contestuale al reclamo è dichiarata priva di
oggetto.

 

                                   4.   Notificazione:

	
   

  	
  –     ; 

  –     . 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la terza Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro
la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione con i limiti dell'art. 93 LTF. Nelle cause a carattere pecuniario il
ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15 000.– nelle
vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a
fr. 30 000.– negli altri casi. Per valori inferiori il ricorso è
ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale o se una legge federale prescrive un'istanza cantonale unica (art.
74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile
proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art.
113,117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso
ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi
i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).