# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3a2d5cb2-c06a-54f5-a7f1-44df60c76af4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 21.08.2001 16.2001.52
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2001-52_2001-08-21.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2001.00052

  	
  Lugano

  21 agosto
  2001/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Giani e Pellegrini, quest'ultimo in sostituzione 

  del giudice Cocchi, escluso

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente
per giudicare il ricorso per cassazione 23 luglio 2001 presentato da

 

 

	
   

   

  	
  __________

  
	
   

  	
   

   

  contro

  	 

 

 

il decreto di stralcio 13 luglio 2001 pronunciato dal Pretore del
Distretto di Lugano, Sezione 2, nella causa a procedura inappellabile (inc.
IU.2000.272) promossa dal ricorrente con istanza 14 giugno 2000 nei confronti
di

 

 

	
   

   

  	
  __________

  

 

 

con il quale il primo giudice ha stralciato la causa dai ruoli in
seguito al mancato versamento di una cauzione processuale;

 

 

esaminato
l'incarto,

 

 

 

 

considerato

 

 

in fatto e in diritto:       che con
l'istanza 14 giugno 2000 __________ ha postulato nei confronti dell'avv.
__________ un risarcimento danni di fr. 5'500.– per il cattivo adempimento del
patrocinio affidatogli nell'ambito di una vertenza contro altro precedente suo
patrocinatore;

 

                                          che,
respinta un'istanza di assistenza giudiziaria di __________, con decreto 28
maggio 2001 il Pretore –accogliendo analoga domanda della controparte– ha imposto
al ricorrente il pagamento di una cauzione processuale di fr. 800.–;

 

                                          che,
con il decreto 13 luglio 2001, il primo giudice, preso atto del mancato pagamento
della cauzione entro il termine fissato all'istante, ha stralciato la causa dai
ruoli in conformità con l'art. 153 cpv. 3 CPC;

 

                                          che
il ricorrente chiede in questa sede, oltre alla ricusa del pretore che ha
pronunciato il decreto di stralcio, l'annullamento del decreto e,
subordinatamente, la sospensione della causa fino alla decisione del
Procuratore pubblico e di tutte le eventuali istanze superiori;

 

                                          che
quest'ultima richiesta non è ammissibile in questa sede, dati i limiti
d'intervento previsti dall'art. 327 CPC, a meno che ricorrano i presupposti
dell'art. 107 CPC, questione che il ricorrente ha tuttavia omesso di
sostanziare o di rendere verosimile, accennando in particolare solo vagamente a
una sua richiesta di appuntamento con il Ministero pubblico per
stendere denuncia penale per reati vari commessi dal __________ (pretore)
ai danni del sottoscritto;

 

                                          che ciò evidentemente non basta per convincere dell'esistenza di
un'altra causa o di un altro procedimento in grado di concretamente influire
sulla decisione della lite (art. 107 CPC), fattispecie che il ricorrente
stesso –come visto– nemmeno afferma;

 

                                          che,
per quanto riguarda l'annullamento, egli rinvia esplicitamente ai motivi da lui
addotti per sostenere la ricusa del Pretore;

 

                                          che,
fra i motivi di cassazione di una sentenza si trova in effetti quello per cui
la stessa decisione impugnata è stata pronunciata da un giudice la cui
esclusione o ricusazione dovevano essere ammesse (art. 327 lett. c CPC);

 

                                          che,
per quanto riguarda il Pretore __________, non risulta che il ricorrente abbia
presentato in prima sede istanza di ricusa contro il medesimo, pur dovendo conoscere
l'identità del giudice civile competente per la causa da lui intentata
(peraltro contro un convenuto domiciliato nella sua stessa giurisdizione), in
particolare sulla base dell'Annuario della Repubblica e Cantone Ticino, rispettivamente
delle pubblicazioni a suo tempo avvenute sul Foglio Ufficiale Cantonale;

 

                                          che
così facendo, in particolare compiendo ulteriori atti di procedura dopo
l'inizio della causa (istanza di assistenza giudiziaria 26 giugno 2000, ricevimento
dell'ordinanza 19 gennaio 2001 d'intimazione della domanda di cauzione) e dopo
aver ricevuto intimato il proprio allegato d'istanza sottoscritto dallo stesso
Pretore, il ricorrente ha perso il diritto alla ricusazione (Cocchi/Trezzini,
CPC–TI, art. 27, m. 2);

 

                                          che
infatti, un'istanza di ricusa dev'essere formulata appena conosciuti i motivi
su cui si fonda; in particolare la parte non deve dare prova di attendismo,
ma reagire non appena i fatti (i motivi) le siano noti (Cocchi/Trezzini,
op. cit., ibidem);

 

                                          che,
a titolo abbondanziale, può essere rilevato che il ricorrente comunque non accenna
a motivi di esclusione o di ricusa con riferimento (anche non esplicito) agli
art. 26 e segg. CPC, ma allude a pretesi motivi d'indegnità né accertati, né giudicati
(per quanto consta) dalle autorità eventualmente competenti;

 

                                          che
inoltre e in ogni modo le motivazioni su cui si fonda il ricorrente non sono concretamente
riferite a dichiarata grave inimicizia tra il giudice e la stessa parte istante
(art. 27 lett. a CPC), né appaiono dipendere da altre gravi ragioni (art. 27
lett. b CPC) tali da giustificare oggettivamente un'apparente prevenzione del
giudice o il rischio di una sua parzialità, tenuto conto che non costituiscono
gravi ragioni in tal senso semplici supposizioni, illazioni o timori, non
confortati da elementi concreti (Cocchi / Trezzini, art. 27 CPC, m. 11);

 

                                          che
in particolare non rientrerebbe nel novero dei motivi di ricusa la semplice mancanza
di stima (anche grave) espressa da una parte nei confronti del giudice finché
non ingeneri una riconoscibile predisposizione sfavorevole del giudice (Cocchi/Trezzini,
op. cit., ibidem, m. 7 e 8), non bastando al riguardo (evidentemente, nemmeno)
una denuncia penale sporta nei confronti del magistrato (Cocchi/Trezzini,
op. cit., ibidem, m. 24);

 

                                          che
l'istanza di ricusa come tale (e cioè non riferita a un motivo di cassazione),
a prescindere dalla sua eventuale tardività, avrebbe senso unicamente
nell'eventualità del rinvio della causa al primo giudice, ciò che tuttavia può
avvenire soltanto –ciò che qui non è dato– in caso di accoglimento del ricorso
per cassazione (art. 332 cpv. 2 CPC);

 

                                          che
il presente ricorso che non corrisponde a nessuno dei motivi di cassazione previsti
dalla legge (art. 327 CPC) dev'essere respinto, ciò che può avvenire secondo la
procedura prevista dai combinati art. 313bis e 331 cpv. 1 CPC, ossia senza necessità
di intimazione alla controparte;

 

                                          che
a dipendenza della particolarità della fattispecie non si prelevano spese né tassa
di giustizia.

 

 

Motivi
per i quali,

richiamato
per le spese l'art. 148 CPC

 

 

pronuncia:           1.      Il ricorso
per cassazione 23 luglio 2001 di __________ è respinto.

 

                                2.      Non
si prelevano spese né tassa di giustizia.

 

                                3.      Intimazione:

                                          –
__________

                                          Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, Sezione 2.

 

 

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                   Il
segretario