# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7459a2cd-797b-5945-a33b-448025f92333
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-03-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 13.03.2002 11.1999.112
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1999-112_2002-03-13.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.1999.00112

  	
  Lugano

  13 marzo 2002/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e R. Bernasconi, supplente

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

 

sedente per statuire nella causa __.__.______
(cancellazione di servitù) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa
con petizione del 5 giugno 1998 da

 

 

	
   

  	
  __________, __________

  (patrocinata dall'avv. __________, __________)

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  __________, __________

  alla quale è subentrato l'erede istituito
  __________, __________ 

  (patrocinato dall'avv. __________, __________);

   

  

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 13 settembre 1999 presen­tato da __________ contro la sentenza
emessa il 7 luglio 1999 dal Pretore del Distretto di Bellinzona;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   __________ è proprietaria della particella n. __________RFD di
__________, nella frazione di __________, su cui sorge una casa di abitazione.
__________ era proprietaria della contigua particella n. __________. La forma e
le dimensioni delle due particelle trovano origine in una permuta con riunione
di fondi conclusa nel 1953 tra __________, proprietario della particella n.
__________, __________, proprietario della particella n. __________, e
__________, proprietaria delle particelle n. __________e __________. In seguito
alla citata permuta la particella n. __________ha ricevuto 174 m² scorporati
dalla n. __________e 43 m² scorporati dalla n. __________, mentre la 

                                         n.
__________ha ricevuto 200 m² dalla n. __________, poi cancellata. Nella sua
odierna configurazione la particella n. __________si divide in due porzioni:
l'una a est, a forma di trapezio, confinante con la particella n. __________, e
l'altra a ovest, di forma allungata, confinante con la strada cantonale. Tra le
due parti del fondo esiste un passaggio largo 98 cm.

 

                                  B.   Nel
corso delle predette operazioni di permuta una servitù di passo pedonale
iscritta a favore della vecchia particella n. __________ e a carico della n.
__________è stata riportata sul solo foglio del fondo dominante. L'errore è
stato scoperto nell'ambito della ripresa dei dati per l'elaborazione
elettronica del registro fondiario. L'ufficiale ha chiesto allora a __________
__________ di concedere l'iscrizione del diritto di passo pedonale in favore
della particella n. __________ (ex particella n. __________). Senza esito,
sicché il 9 giugno 1998 egli ha instato davanti al Pretore del Distretto di
Bellinzona perché fosse ordinata la relativa rettifica del registro fondiario
(art. 977 CC). Vista l'acquiescenza della convenuta, dichiaratasi d'accordo con
l'iscrizione all'udienza del 24 giugno 1998, il Pretore ha stralciato la causa
dai ruoli, autorizzando l'ufficiale dei registri a rettificare l'iscrizione.

 

                                  C.   Nel
frattempo, il 5 giugno 1998, ____________________ ha convenuto __________
davanti al Pretore del Distretto di Bellinzona, postulando la cancellazione
della servitù a favore della particella n. __________. In subordine essa ha
chiesto il riscatto dell'onere mediante versamento di una somma da stabilire.
Nella sua rispo­sta del 21 settembre 1998 __________ si è opposta alla
petizione. Nei successivi allegati ogni parte ha ribadito la propria posizione.
Esperita l'istruttoria, al dibattimento finale del 20 aprile 1999 le parti
hanno confermato le loro domande sulla scorta dei rispettivi memoriali scritti.
Con sentenza del 6 luglio 1999 il Pretore ha respinto la petizione e ha posto
le spese, con una tassa di giustizia di fr. 450.–, a carico dell'attrice,
tenuta a rifondere alla convenuta fr. 1'200.– per ripetibili.

 

                                  D.   Contro
la predetta sentenza __________ è insorta con un appello del 13 settembre 1999
per ottenere che la petizione sia accolta e che il giudizio impugnato sia riformato
di conseguenza. Nelle sue osservazioni del 6 ottobre 1999 __________ propone di
respingere l'appello e di confermare la sentenza del Pretore. 

 

                                  E.   La
giudice delegata ha esperito un sopralluogo il 14 settembre 2001, sulle cui
risultanze le parti hanno avuto modo di esprimersi. __________ è deceduta il 30
settembre 2001. L'erede istituito __________ ha dichiarato il 3 dicembre 2001
di subentrarle nella causa.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Il
Pretore ha fissato il valore litigioso in fr. 8'000.– (art. 9 cpv. 3 e 13 CPC).
Tempestivo, sotto questo profilo l'appello è dunque ricevibile. 

 

                                   2.   Per
l'art. 736 cpv. 1 CC il proprietario del fondo serviente può chiedere la
cancellazione delle servitù che abbiano perduto ogni interesse per il
proprietario del fondo dominante. Sapere se ciò sia il caso dipende dal
contenuto e dall'estensione del diritto. Decisivo è il principio dell'identità,
che impedisce il mantenimento di una servitù per scopi diversi da quelli
originari (DTF 121 III 54 consid. 2a con riferimenti; Liver in: Zürcher Kommentar, 2a edizione, n. 63 ad
art. 736 CC). Occorre quindi esaminare, in primo luogo, se per i proprietari
del fondo dominante sussista ancora un interesse all'esercizio della servitù e
se esso corrisponda allo scopo originario per il quale il diritto è stato
costituito (DTF 114 II 428 consid. 2 a). L'interesse del proprietario del fondo
dominante al mantenimento della servitù si apprezza, per il resto, sulla base
di criteri oggettivi (DTF 121 III 54 consid. 3 con riferimenti; Steinauer, Les droits réels, vol. II, 2a
edizione, pag. 322 n. 2267; Rodondi,
L'extinction des servitudes de par la loi, Losanna 1990, pag. 103 segg.). Ai
fini della cancellazione il proprietario non deve più avere alcun interesse
ragionevole al man­tenimento della servitù (Steinauer,
op. cit., loc. cit.; DTF 100 II 105). Qualora l'interesse possa rinascere in un
futuro prevedibile, la servitù va mantenuta (Steinauer,
op. cit., n. 2268). In caso di riunione del fondo dominante con un altro fondo,
per valutare l'interesse della servitù rimane decisivo il solo interesse del fondo
originariamente dominante; ove non sussista più alcun interesse per
quest'ultimo, la servitù può essere cancellata; l'utilità della servitù per un
fondo aggiunto al fondo dominante non entra per converso in linea di conto (DTF
114 II 426). 

 

                                   3.   Il
Pretore ha accertato anzitutto che in concreto la servitù era di natura
prediale, non personale, constatando che l'iscrizione a registro fondiario non
indicava uno scopo determinato né limitazioni. Egli ha ritenuto dipoi che lo
scopo del passo pedonale non si limitava alla raccolta di legna per uso
privato, ma era più ampio e consisteva nel collegamento del fondo alla strada
secondaria. Ha poi considerato che la riunione della particella n.
__________alla particella n. __________, accessibile dalla strada cantonale,
non ha mutato l'interesse del fondo dominante a uno sbocco diretto sulla strada
comunale adiacente alla particella n. __________e ha quindi respinto la
petizione, reputando che l'interesse del fondo dominan­te alla servitù non era
di lieve importanza per rapporto all'onere sul fondo serviente. 

 

                                   4.   L'appellante
non contesta in questa sede che lo scopo originario della servitù fosse quello
di consentire l'accesso del fondo dominante alla pubblica via (appello, pag.
11). Riafferma nondimeno che la finalità originaria sarebbe decaduta dopo la
riunione dei fondi n. __________ e __________, quest'ultimo avendo già un
accesso sufficiente alla strada cantonale. La convenuta obietta, da parte sua,
che il diritto di passo permette l'accesso alla strada comunale, necessario per
i bisogni agricoli del fondo dominante (osservazioni all'appello, pag. 3). Ora,
dall'istruttoria emerge che il diritto litigioso è stato iscritto il 14
dicembre 1940, in concomitanza con l'impianto del registro fondiario definitivo
(doc. A). La minuta del foglio non dà alcun ragguaglio sullo scopo della servitù,
indicata semplicemente come “passo con carico” (doc. D). Quanto alla particella
n. __________, essa era censita come “prato vignato”. A quel tempo il fondo
dominante non aveva alcun accesso alla pubblica via e lo sbocco sulla strada
comunale (particella n. __________) era possibile solo attraverso la particella
n. __________ (cfr. doc. E). Si può ragionevolmente ritenere, pertanto, che la
servitù fosse proprio destinata a collegare il fondo dominante con la strada.

 

                                   5.   In
seguito alla riunione dei fondi avvenuta nel 1953, la nuova par­ticella n.
__________ha ottenuto un accesso diretto alla strada cantonale (particella n.
__________), che prima non aveva (planimetria doc. A nell'inc. __________, già
n. __________, richiamato). Per valutare se la servitù litigiosa abbia ancora
un interesse oggettivo per la convenuta non basta tuttavia limitarsi ad
accertare che, dal 1953, la particella n. __________ ha un altro accesso alla
pubblica via. Occorre anche apprezzare se i bisogni del fondo dominante
originario (la vecchia particella n. __________) siano ora soddisfatti con
l'accesso alla strada cantonale passando sulla porzione a est della stessa
particella n. __________. 

 

                                   a)  In
esito al sopralluogo del 3 marzo 1999 il Pretore ha accertato che tutta la superficie
della particella n. __________è pianeggiante, senza dislivello con la porzione
a monte che confina con la n. __________ (l'originaria particella n.
__________), e che il punto più stretto tra le due porzioni del fondo è largo
98 cm. L'accesso alla particella n. __________ dal fondo serviente (particella
n. __________) avviene tramite un passaggio largo 65 cm, chiuso da un cancello
in legno (verbale del 3 marzo 1999, pag. 1 e 2). La proprietaria del fondo dominante
non si occupa più della coltivazione da almeno vent'anni (deposizione
__________ __________, verbale del 10 marzo 1999, pag. 5). __________, nipote
della convenuta, ha dichiarato di curare personalmente i lavori agricoli sulla
particella n. __________ e sull'adiacente n. __________, di sua proprietà. Ha
precisato di transitare sul fondo dell'attrice saltuariamente, per evitare di
scaricare la falciatrice (o il tosaerba: il teste usa indifferentemente l'uno o
l'altro termine) dalla sua automobile sulla strada cantonale, lungo il lato
opposto del passo pedonale. Per contro, l'uva prodotta dalla vigna sulla
porzione del fondo dominante a confine con il fondo serviente viene portata sul
lato opposto, dove sorge una stalla, e caricata su veicoli in corrispondenza
con la strada cantonale, mentre il fieno è lasciato decomporre sul terreno
(verbale del 10 marzo 1999, pag. 7). Ne segue che il passo pedonale (“con
carico”) serve, ora, solo per scaricare con comodità la falciatrice – o il
tosaerba – vicino al fondo, ma non più per il trasporto di uva o fieno. L'uso
agricolo, nondimeno, permane attuale.

 

                                   b)  Nel
corso del sopralluogo esperito dalla giudice delegata si è constatato che il
passo pedonale litigioso parte dalla strada comunale (fondo n. __________), costeggia
l'abitazione dell'appellante (fondo n. __________, subalterno B) lungo un
sentiero non pavimentato, in declivio nel tratto dalla cassetta delle lettere
al ciliegio (pendenza del 10% circa, verbale di sopralluogo, fotografia VIII) e
raggiunge il fondo dominante n. __________ tramite un cancello di legno largo
68 cm (verbale di sopralluogo, fotografie IX, VIII e VII). 

 

                                   c)  La
convenuta sostiene, riferendosi alla deposizione di __________, che l'accesso
dalla strada cantonale sarebbe impossibile. In realtà il testimone ha
dichiarato che dalla strada cantonale è impossibile l'accesso carrozzabile,
mentre ha riconosciuto di poter transitare a piedi lungo la striscia di terreno
a sud degli stabili agricoli (subalterni A e D), agibile su tutta la larghezza,
in direzione della strada cantonale (verbale del 10 marzo 1999, pag. 7). Ora,
la servitù litigiosa è un passo pedonale e le eventuali difficoltà di
accesso veicolare non sono di rilievo ai fini del giudizio. Il testimone ha
bensì precisato che il fondo n. __________ è collegato alla strada cantonale da
una scala con tre o quattro gradini, ma non ha accennato a difficoltà di
transito. Il sopralluogo del 14 settembre 2001 ha attestato al proposito che il
cancello in corrispondenza della strada cantonale è largo 1.10 m e che i
quattro gradini della scala hanno un'altezza di 17 cm e una profondità di circa
30 cm (verbale di sopralluogo, fotografia V). Nella sua parte rettangolare e
lunga, la particella n. __________ è quasi pianeggiante, con un lieve dislivello,
mentre il percorso pedonale che conduce alla strada cantonale, lungo circa 70 m
dal punto di congiunzione con la porzione di fondo originariamente a beneficio
della servitù (punto II indicato sulla copia del doc. P allegato al verbale di
sopralluogo del 14 settembre 2001), corre lungo un passaggio la cui larghezza
varia da 1.72 m a 1.12 m (in corrispondenza di un'aiuola poco prima della porta
d'entra­ta della casa d'abitazione: verbale di sopralluogo del 14 settembre
2001, fotografie III, IV e VI). 

 

                                   d)  Dopo
il 1953 il fondo dominante originario (la porzione a mon­te, ove si trovano 6
filari di complessive 60 viti) si è invero visto beneficiare di un accesso alla
strada cantonale che non obbliga più al transito sul fondo serviente. Il
percorso da tale parte del fondo (punto indicato con II sulla copia del doc. P
allegato al verbale di sopralluogo del 14 settembre 2001) fino alla strada
cantonale si snoda per circa 70 m (verbale di sopralluogo del 14 settembre
2001, dal punto II al punto V, pag. 2), ed è quindi lungo più del doppio
rispetto al passo litigioso, di circa 20 m (doc. P, da IX a VII), anche se ha
il vantaggio di essere più largo e pianeggiante. Non si può pertanto sostenere
che la servitù di passo pedonale abbia perduto ogni interesse per l'uso
agricolo, il quale per sua natura richiede anche il trasporto di strumenti e
utensili pesanti. 

 

                                   6.   Rimane
da determinare se possano entrare in linea di conto le premesse per un eventuale
riscatto della servitù mediante versamento di un'indennità (art. 736 cpv. 2
CC). Ciò può aver luogo non solo quando l'interesse per il proprietario del
fondo dominante si sia ridotto, ma anche quando l'onere imposto al proprie­tario
del fondo serviente si sia aggravato, dopo la costituzione della servitù, al
punto da rendere proporzionalmente esiguo l'interesse al mantenimento del
diritto reale limitato (DTF 107 II 339 consid. 4; Steinauer, op. cit., pag. 324 n. __________ con richiami di
giurisprudenza). 

 

                                         Il
Pretore ha escluso l'ipotesi testé evocata, rilevando in sostanza che l'onere
del fondo serviente non si era modificato e che l'interesse della convenuta al
mantenimento del passo pedonale non era sproporzionato rispetto all'interesse
della proprietaria del fondo serviente alla sua cancellazione. L'appellante
ribadisce che l'interesse alla servitù è scomparso e che inoltre il suo fondo è
ora edificato, ciò che comporta un aggravio dell'onere rispetto all'epoca della
costituzione della servitù. Ora, è vero che dopo la costituzione del diritto di
passo il fondo n. __________, che era incolto (cfr. doc. E), è stato edificato
(doc. F) e che il percorso litigioso si snoda lungo un lato dell'abitazione
dell'appellante (sopralluogo del 14 settembre 2001, copia del doc. P,
fotografie IX, VII). Il tracciato del passo, nondimeno, segue il confine tra la
particella n. __________ e la n. __________, a ridosso del subalterno B e
l'imbocco del sentiero, tra il ciliegio e la cassetta delle lettere (fotografia
IX, verbale di sopralluogo del 14 settembre 2001), lungo il limite esterno
della parte di fondo destinata all'abitazione e al giardino (fotocopia del doc.
P allegato al verbale di sopralluogo del 14 settembre 2001). In simili
circostanze l'interessata non dimostra che la ridotta utilità sia
sproporzionata all'onere impostole, non bastando al riguardo la mancanza di una
certa riservatezza in occasione dell'uso, invero poco frequente, del passo
pedonale. Ne discende che l'appello, infondato in ogni suo punto, deve essere
respinto e la sentenza impugnata confermata. 

 

                                   7.   Gli
oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). L'appellante
rifonderà inoltre alla parte convenuta un'adeguata indennità per ripetibili. 

 

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è respinto e la sentenza impugnata è confermata. 

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 225.–

                                         b)
spese                         fr. 150.–

                                                                                fr.
375.–

                                         sono
poste a carico dell'appellante, che rifonderà alla controparte fr. 1'500.– per
ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

                                         – avv.
__________, __________;

                                         – avv.
__________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario