# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3b4e62a5-7769-5feb-be88-8ac4127ee6bb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-11-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 08.11.2016 14.2016.238
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2016-238_2016-11-08.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2016.238

  	
  Lugano

  8 novembre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Villa

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa SO.2016.772 (rigetto definitivo dell’opposizione) della
Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud promossa con istanza 6 settembre
2016 da

 

	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG, Bellinzona

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 18 ottobre 2016 presentato da RE 1 contro la
decisione emessa il 5 ottobre 2016 dal Pretore aggiunto;

 

 

ritenuto in fatto e
considerato in diritto:

 

                                  che con precetto esecutivo n. __________ emesso il 1° aprile 2016
dall’Ufficio di esecuzione di Mendrisio, la Cassa cantonale di compensazione
AVS/AI/IPG ha escusso RE 1 per l’in­­casso di fr. 15'519.–, indicando
quale titolo di credito la “decisione
di restituzione del 19 luglio 2015 quale prestazione complementare”;

 

                                  che
avendo RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 6
settembre 2016 la Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG ne ha chiesto il
rigetto definitivo alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud;

                                  che
nel termine impartito, la parte convenuta si è opposta all’i­­stanza con osservazioni scritte del 18 settembre 2016,
chiedendo il condono di quanto considera una “Multa” e il rimborso dell’“ingiusta sottrazione” da parte dell’istante della sua prestazione complementare di fr. 500.–
mensili;

 

                                  che statuendo con decisione del 5 ottobre 2016, il Pretore aggiunto ha
accolto l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizio­­ne interposta
dalla parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 320.–
e un’indennità di fr. 50.– a favore dell’istante;

 

                                  che contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta a
questa Camera con un reclamo del 18 ottobre 2016 ribadendo la sua richiesta di condono del debito e di rimborso della
sua prestazione complementare di fr. 500.– mensili;

 

                                  che
la sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto del­l’opposizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso;

 

                                  che
visto l’esito del giudizio si può prescindere dal verificare la tempestività
del reclamo;

 

                                  che
in esso RE 1 si limita a chiedere il condono del de­bito
posto in esecuzione e il rimborso della sua prestazione com­plementare di fr. 500.–
mensili invocando la precarietà della propria situazione finanziaria;

 

                                  che,
tuttavia, né il primo giudice né la Camera sono competenti per decidere al
posto delle autorità amministrative preposte sulla validità di pretese in
materia di assicurazione sociale né per riesaminare le decisioni definitive
emanate da tali autorità;

 

                                  che
in virtù degli art. 80 segg. LEF, infatti, la procedura di
rigetto è una procedura documentale (Aktenprozess), il cui scopo non è
di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’e­­sistenza di
un titolo esecutivo;

 

                                  che
il giudice del rigetto verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto
dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso
non renda immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142, consid.
4.1.1);

                                       che, d’altronde, il debitore non può più far valere in sede di
rigetto motivi di estinzione che avrebbe potuto sollevare già nella procedura
che ha portato alla decisione prodotta dall’istante come titolo di rigetto
definitivo (DTF 138 III 586
consid. 6.1.2; 135 III 320 consid. 2.5; sentenza della CEF 14.2015.14 del 23
marzo 2015 consid. 5.2);

 

                                       che censure
riguardanti la situazione economica dell’escusso non costituiscono poi un
motivo che secondo la legge – e segnatamente l’art. 81 LEF – l’autorità
giudiziaria può prendere in considerazione per respingere o sospendere l’istanza
di rigetto dell’op­­posizione;

 

                                       che semmai la
reclamante potrà far valere tali censure alla stessa Cassa cantonale di
compensazione AVS/AI/IPG per quanto riguarda la domanda di condono (che pare
del resto già essere al suo esame, v. replica 3 ottobre 2016 dell’istante) o di
ripristino delle prestazioni complementari, e all’ufficio d’esecuzione in sede
di pignoramento del suo reddito (art. 93 LEF) o di realizzazione di eventuali
suoi beni pignorati (art. 123 LEF) (v. sentenza della CEF 14.2014.173 del 10
settembre 2014 consid. 2.2);

 

                                       che in
questa sede, invece, non si può che constatare il carattere al momento attuale
definitivo della decisione di restituzione delle prestazioni complementari
prodotta dalla Cassa istante e confermare, in virtù dell’art. 80 cpv. 2 n. 2
LEF, il rigetto definitivo dell’opposizione deciso dal primo giudice;

 

                                       che nella
misura in cui è ricevibile il reclamo va in definitiva respinto;

 

                                       che
la tassa del presente
giudizio seguirebbe la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC),
sennonché le condizioni
economiche presumibilmente difficili della reclamante inducono a rinunciare – eccezionalmente
– a ogni prelievo degli oneri processuali, il quale rischierebbe di tradursi in
oneri d’incasso infruttuosi per l’ente pubblico;

 

                                       che non si
pone invece problema di ripetibili, il reclamo non essendo stato notificato
alla controparte per osservazioni;

 

                                  che circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 15'519.–,
non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art.
74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ricevibile il reclamo
è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                             2.  Non
si riscuotono spese processuali.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                  Comunicazione
alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).