# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4ae86495-ed34-5e45-bcac-f88b7f34ef36
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 02.04.2014 32.2013.87
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2013-87_2014-04-02.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2013.87

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  2 aprile 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 26 aprile 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 6 marzo 2013 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1961, di professione pizzaiolo, nel gennaio 2009 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per i postumi di infortunio al ginocchio sinistro occorso
il 5 maggio 2008. 

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici, tra cui la perizia multidisciplinare del
SAM del 9 settembre 2011 (doc. AI 48) e la valutazione del consulente in
integrazione professionale del 18 settembre 2012 (doc. AI 78), con decisione 6
marzo 2013 (preavvisata il 1° ottobre 2012) l’Ufficio AI ha posto l’assicurato
al beneficio di un quarto di rendita dal 1° settembre 2009 al 28 febbraio 2010
e di una rendita intera dal 1° novembre 2011 al 31 luglio 2012.

 

                               1.2.   Contro
la succitata decisione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha interposto
ricorso. Contestando la valutazione medico-teorica, come pure quella economica,
egli ha chiesto il rinvio degli atti all’Ufficio AI per nuovi accertamenti.
Contestualmente ha presentato istanza di assistenza giudiziaria con gratuito
patrocinio. Dei singoli motivi verrà detto, per quanto occorra,
nel prosieguo.

 

                               1.3.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI propone invece la reiezione del ricorso,
confermando sia la valutazione medica che economica posta alla base della
decisione contestata. 

 

                               1.4.   Il
3 giugno 2013 l’assicurato ha inoltrato le proprie osservazioni alla risposta
di causa (IX) ed il 5 giugno 2013 ha prodotto il certificato municipale per
l’ammissione all’assistenza giudiziaria (XI).

 

                              1.5.   In
data 23 gennaio 2014 il TCA ha svolto un accertamento presso il SAM (XII),
ricevendo risposta il 27 febbraio 2014 (XVII). Le risultanze sono state
intimate alle parti per osservazioni (XVIII). L’Ufficio AI, con scritto 12
marzo 2014 ha preso posizione (XIX), mentre il ricorrente con scritto 18 marzo
2014 (XXI). 

 

                                         

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e giurisprudenza ivi citata).

 

                               2.2.   Per
quel che concerne la tempestività del ricorso, secondo l'art. 69 cpv. 1 LAI, in
deroga agli art. 52 e 58 LPGA, le decisione degli uffici AI cantonali sono
impugnabili direttamente al tribunale delle assicurazioni del luogo
dell’ufficio AI. In virtù dell’art. 60 cpv. 1 LPGA il ricorso deve essere
interposto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione o della decisione
contro cui l'opposizione è esclusa.

 

Un invio raccomandato è reputato notificato al momento in cui il destinatario
l’ha ricevuto. Generalmente un secondo invio e la susseguente ricezione non
modificano tale risultato; essi sono giuridicamente irrilevanti (DTF 119 V 94
consid. 4b/aa con riferimenti). L'onere della prova circa l'atto e il momento
della notifica di una decisione amministrativa incombe, di principio,
all'autorità che intende trarne conseguenze giuridiche (DTF 124 V 402 consid.
2a). La prova della notifica di un atto, che deve essere determinata almeno con
il grado della verosimiglianza preponderante richiesto in materia di assicurazioni
sociali (DTF 124 V 402 consid. 2b, 121 V 6 consid. 3), può tuttavia risultare
dall'insieme delle circostanze o da altri indizi (DTF 105 III 46 consid. 3; DLA
2000 no. 25 pag. 121).

 

                                         Nel
caso concreto, come espressamente fatto presente dall’amministrazione in sede
di risposta, la decisione contestata 6 marzo 2012 è stata inviata all’assicurato
mediante posta ordinaria e non raccomandata. Tenuto conto delle ferie
giudiziarie pasquali (art. 11 lett. a Lptca), il ricorso risulta essere tempestivo
non avendo del resto l’Ufficio AI dimostrato il giorno della notifica della decisione
stessa.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione
della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione
per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, pag. 1411,
n. 46). Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita
intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi
almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un
quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il
grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal
raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (Duc, op. cit., pag. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata
alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale
del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 pag. 84).

 

                               2.4.   Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione ex art. 17 LPGA (DTF 131 V 164, 131 V 120, 125 V 143;
SVR 2006 IV Nr. 13). I principi giurisprudenziali sviluppati in materia
di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono
applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 349 consid. 3.5).

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità
al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a
prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole.
L’art. 29bis è applicabile per analogia (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137).

 

                               2.5.   Nel
caso in esame, l’Ufficio AI ha ordinato una perizia multidisciplinare a cura
del SAM. Dal referto, datato 9 settembre 2011 (doc. AI 48), risulta che i
periti hanno fatto capo a tre consultazioni specialistiche esterne, di natura
psichiatrica (dr. __________), reumatologica (dr. __________) e neurologica
(dr. __________).  

                                         Sulla
base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno dell’insorgente
presso il citato centro d’accertamento, i periti hanno posto le seguenti diagnosi:

 

" 
(…)

5.1      Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa:

 

Sindrome cervicospondilogena intermittente in:

 

     -     Disturbi statici del rachide (cifoscoliosi
della dorsale con protrazione del capo).

 

Sindrome lombospondilogena cronica bilaterale
soprattutto a sin. in:

 

     -     canale spinale ristretto anamnestico in
L4-L5;

 

     -     disturbi statici del rachide;

 

     -     decondizionamento e sbilancio muscolare.

 

Gonartrosi tricompartimentale a sin.:

 

     -     esiti da interventi di meniscectomia mediale
e laterale parziale, ripetitivi dagli anni '90 da ultimo il 4.8.2009;

 

     -     obesità (BMI 28 kg/m2).

 

Sindrome depressiva ricorrente episodio attuale lieve.

 

Sindrome somatoforme da dolore persistente.

 

 

5.2      Diagnosi senza influenza sulla capacità
lavorativa:

 

Deficit sensitivo diffuso alla gamba sin. non dovuto a
lesioni neurogene organiche. (…)" (doc. AI 48/15-16)

 

                                         Alla
luce dei singoli consulti specialistici, accertato che le limitazioni della capacità
lavorativa sono dovute alle affezioni d’origine reumatologica e psichiatrica, i
periti del SAM hanno ritenuto l’assicurato abile nella misura del 70%
nell’attività da ultimo esercitata quale pizzaiolo, da intendere come riduzione
di rendimento sull’arco di un’intera giornata lavorativa.              

 

                                         In
attività adeguate, i periti hanno concluso:

 

" 
(…)

Dal punto di vista reumatologico, per quanto riguarda
la capacità funzionale e di carico residua, l'A. può molto spesso sollevare e
portare pesi fino a 5 kg fino all'altezza dei fianchi, molto spesso tra 5-10 kg fino all'altezza dei fianchi, di rado tra 10-25 kg fino all'altezza dei fianchi, mai oltre 25 kg fino all'altezza dei fianchi; l'A. può molto spesso 

sollevare pesi fino a 5 kg sopra l'altezza del petto, talvolta pesi oltrepassanti i 5 kg sopra l'altezza del petto. L'A. può molto spesso maneggiare attrezzi di precisione, spesso maneggiare attrezzi di
media entità, talvolta attrezzi pesanti, talvolta maneggiare attrezzi molto
pesanti. La rotazione manuale è normale. L'A. può talvolta effettuare lavori al
di sopra della testa, talvolta effettuare la rotazione del tronco, molto spesso
assumere la posizione seduta ed inclinata in avanti, talvolta la posizione in
piedi ed inclinata in avanti, di rado assumere la posizione inginocchiata, di
rado assumere la posizione accovacciata, può spesso effettuare la flessione
delle ginocchia. L'A. può assumere

spesso la posizione seduta di lunga durata, talvolta la
posizione in piedi di lunga durata. 

L'A. può molto spesso camminare fino a 50 metri, spesso oltre 50 metri, talvolta camminare per lunghi tragitti, come pure talvolta camminare
su terreno accidentato, può talvolta salire le scale, mai salire su scale a
pioli. In un lavoro adatto allo stato di salute il nostro consulente
reumatologo giudica l'A. abile al lavoro nella misura del 100% con un rendimento
massimo del 100%, a decorrere dal 4.10.2008 fino al 3.8.2009 e dal 4.11.2009 in
poi.

 

Tenendo in considerazione che il nostro consulente psichiatra
valuta un'incapacità lavorativa dal punto di vista psichiatrico nella misura
del 20% in qualunque attività, giungiamo alla conclusione che in un'attività
confacente allo stato di salute, che tiene in considerazione le limitazioni
descritte sopra, la capacità lavorativa globale è da considerare nella misura
dell'80%, intesa come riduzione del rendimento sull'arco di un'intera giornata
lavorativa, a partire da ottobre 2008 (l'evoluzione della capacità lavorativa
rispecchia quella già descritta al capitolo 8). Non vi sono controindicazioni
dal punto di vista medico per eventuali provvedimenti in integrazione professionale.

 

Per quanto riguarda le possibilità terapeutiche
possiamo fare le seguenti considerazioni:

 

        -     secondo il nostro consulente reumatologo
l'A. va sicuramente avviato verso un calo ponderale, onde ridurre il carico
sulle articolazioni delle estremità inferiori, rispettivamente sul passaggio
lombosacrale dolorante. Il nostro consulente nota inoltre che l'A. al momento
attuale non assume un trattamento analgesico proporzionato all'intensità dei
dolori riferiti;

 

        -     secondo il nostro consulente psichiatra
l'A. deve continuare il trattamento finora assunto a lungo termine. La prognosi
è ritenuta stazionaria." (doc. Ai 48/22)

 

                                         Con
rapporto finale 22 settembre 2011 il SMR ha fatto propria la perizia SAM (doc.
AI 50).

 

                                         Il 20 dicembre
2011 l’assicurato ha prodotto nuova documentazione medica, in particolare
relativa all’intervento di decompressione di una stenosi spinale avvenuto il 9 novembre
2011 (doc. AI 58). 

 

                                         Esaminata la nuova
documentazione, con annotazioni 2 luglio 2012 il SMR ha riconosciuto una totale
incapacità lavorativa di 6 mesi, con scadenza al 7 maggio 2012, dovuta alla
succitata operazione (doc. AI 71). 

 

                                         L’insorgente contesta
la succitata valutazione medico teorica, in particolare la perizia del SAM.

 

                               2.6.   Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi
importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si
fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente,
che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione
del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben
motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di
prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio
quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122
V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). Per quel che concerne il Servizio di
Accertamento Medico (SAM) dell'assicurazione invalidità, l'Alta Corte nella DTF
132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di
rendere una perizia, devono essere osservati i diritti di partecipazione
conferiti dall'art. 44
LPGA (consid. 6 e 7). In merito al valore probatorio
delle perizie SAM, sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità del processo
e della parità delle armi vedi la DTF 136 V 376.

                                         Nella
DTF 137 V 210 il TF ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche
per poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti
esterni come i SAM nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro
utilizzo nelle procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e
alla Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima
Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello
amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle
tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità
e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2
al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso
di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il
Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una
perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità;
consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).

                                         Se
vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile
2008).

                                         Va infine evidenziato che in
ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché
di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione
del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,
STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del
rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in
caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;
DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid.
3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum Sozial-versicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353)
e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria
non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o
dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20
marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe
con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

 

                                         Infine,
nella sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA ha
fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in cui
questo autore ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve
esprimersi sul carattere invalidante di un'affezione somatoforme.

                                         Secondo
Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi
secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità
dell'affezione. Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di
un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto
di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e
quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale
profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata
pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità
di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole
deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri. 

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele
molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di
grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA
32.1999.124 del 27 settembre 2001, DTF 130 V 352 e STFA I 384/04 del 23
settembre 2004).

 

                               2.7.   Nel
caso concreto, l’assicurato contesta la perizia multidisciplinare del SAM. 

 

                            2.7.1.   L’insorgente
contesta la valutazione reumatologica 21 aprile 2011 del dr. __________
(che evidenzia una piena abilità lavorativa in attività adeguate rispettose
delle limitazioni fisiche elencate al consid. 2.5), facendo riferimento in
particolare al referto 11 giugno 2010 della __________ (documento esaminato dal
perito; cfr. elenco atti perizia SAM) in cui fra l’altro è attestato che per
via del ginocchio sinistro l’assicurato non può riprendere l’attività di
pizzaiolo in quanto è addirittura molto limitato ad intraprendere attività
leggere (doc. AI 69/6). Al riguardo, nella perizia 15 novembre 2010, eseguita
per conto dell’Assicurazione __________ (assicuratore LANF) e contenuta negli
atti del SAM, il dr. __________ aveva elencato le attività che l’assicurato può
eseguire a causa dell’affezione al ginocchio (doc. AI 69/8), attività che
collimano sostanzialmente con quanto sostenuto dal dr. __________ e che quindi
vanno confermate. Il ricorrente non ha tra l’altro prodotto recente
documentazione medica che contraddica quanto sostenuto dal dr. __________. 

 

                            2.7.2.   In
merito alla valutazione neurologica 4 aprile 2011 eseguita dal dr. __________,
il ricorrente rileva:

 

" 
(…)

Da un profilo neurologico, il dr. __________ riferisce
espressamente che non vi sono diagnosi che spieghino l'incapacità al lavoro.
Diagnostica per contro una sindrome dolorosa cronica al ginocchio (senza
aspetti neurologici) ed un deficits sensitivo diffuso alla gamba sinistra. In
realtà non si tratta di diagnosi ma di aspetti anamnestici senza indicazioni
patologiche.

Sennonché il dr. __________ rileva un canale stretto di
natura anamnestica. Ciò significa, se le parole hanno un senso, che non
è stato da lui accertato, ma lo ha rilevato in sede di anamnesi.

Il canale spinale stretto riteniamo sia avantutto una
valutazione di natura eminentemente neurologica, sennonché nulla è affermato
in proposito nel referto del dr. __________.

In effetti nel rapporto del 12.9.2011 a firma del dr. __________
(in primis neurologo) si conferma la diagnosi "stenosi serrata
monosegmentaria L4/L5": giacché noi i giuristi al massimo si rifanno al
latino, giova affermare che la stenosi è letteralmente "la chiusura di un
orifizio", ergo un "restringimento del canale". Ma all'epoca
della stesura del rapporto del dr. __________ (del 21.4.2011) il rapporto menzionato
di __________ non c'era.

Non c'era neppure quello del 6.12.2011 firmato dalla
dr.ssa __________, che conferma la stenosi e l'intervenuta decompressione del
canale spinale L4/L5, che ha avuto luogo il 9.11.2011, che i guru del SAM,
nonostante le capacità di preveggenza, non avevano avuto modo di accertare. 

In realtà però il dr. __________ avrebbe potuto
leggere, come ha fatto il dr. __________, le conclusioni del dr. __________ nel
proprio rapporto all'indirizzo della __________ (interveniente quale assicuratore
Lainf) del 15.11.2010 ove già affermava la presenza del canale spinale stretto in
L4/L5 e prima di questo quello del dr. __________ del 11.10.2010 all'indirizzo
dell'ortopedico (dr. __________) ed altri prima di loro lo avevano dubitato.

 

Vi è avantutto da concluderne che il rapporto del dr. __________
del 4.4.2011, è inservibile, poiché è manchevole nella diagnosi, in particolare
alla luce dell'affermazione che non vi sarebbero reperti compatibili con una
compressione radicolare" (!).

Non v'è chi non veda poi che affermare l'assenza di
incapacità al lavoro allorquando pochi mesi dopo (__________nel rapporto del
12.9.2011) accerti il peggioramento nel corso degli anni e la necessità di
un'operazione chirurgica.

Già sulla scorta di tale aspetto, la decisione
avversata è da rispedire al mittente, previo cassazione della medesima poiché:

 

■      il
rapporto neurologico ê errato ed incompleto.

■      poiché
la situazione medica sottoposta al SAM non è mai stata aggiornata nonostante il
chiaro peggioramento e l'operazione intervenuta il 9.11.2011. (…)" (doc.
I, pag. 2-3)

 

                                         In
data 23 gennaio 2014 questa Corte ha svolto un accertamento presso il SAM. Prodotti
il rapporto 11 ottobre 2010 del dr. __________ (documento non contenuto
nell’elenco atti della perizia SAM), nonché i rapporti 12 settembre 2011 dr. __________,
6 dicembre 2011, 11 gennaio 2012 e 6 febbraio 2012 della dr.ssa __________
(tutti successivi alla perizia multidisciplinare), il TCA ha chiesto al SAM di
trasmettere la succitata documentazione al dr. med. __________, con l’invito a
motivare dettagliatamente le risposte alle seguenti domande:

 

" 
Nel suo rapporto 4 aprile 2011,
reso nell'ambito della perizia multidisciplinare, al capitolo anamnesi ha
indicato: “nel novembre 2010 oltre ai dolori al ginocchio sinistro si
segnalò anche la presenza di una sindrome lombo vertebrale su stenosi del canale
midollare a livello L4/5, con un deficit sensitivo prevalentemente nel
territorio S1 a sinistra”. Analizzando in particolare la RM colonna lombare
eseguita il 7 settembre 2010, lei ha riscontrato una minima discopatia L4/5 e
L5/6 specificando tuttavia “assenza di compressioni radicolari
rispettivamente stenosi del canale spinale”, escludendo quindi la presenza
di patologie neurologiche e valutando una piena abilità lavorativa. Il dr. med.
__________, l’11 ottobre 2010, ha accertato la presenza di una “stenosi
abbastanza importante del canale spinale in L4-L5”. Nel rapporto 12 settembre
2011, quindi dopo qualche mese dalla sua valutazione, il dr. med. __________,
analizzando anche lui la stessa RM, ha accertato una stenosi serrata mista monosegmentaria
L4/L5 di origine mista. 

Premesso
quanto sopra:

 

1.  Le valutazioni del dr. med. __________ e __________
sono sovrapponibili alla sua perizia? 

 

2.  Conferma l’assenza di compressioni radicolari
rispettivamente stenosi del canale spinale? 

 

3.  Conferma l’assenza di patologie neurologiche?

 

4   Conferma la conclusione di una piena abilità
lavorativa?

 

5.  L’assicurato è stato sottoposto ad un intervento di
decompressione del canale spinale, eseguito il 9 settembre 2011, come risulta
dai succitati rapporti 6 dicembre 2011, 11 gennaio 2012 e 6 febbraio 2012.
Analizzando questi rapporti, la situazione post-operatoria rispecchia quella da
lei riscontrata nella sua perizia? “

 

                                         Il
27 febbraio 2014 il SAM ha inviato la presa di posizione 3 febbraio 2014 del
dr. __________, il quale, dopo un dettagliato ed esaustivo esame della nuova
documentazione medica prodotta, ha risposto come segue:

 

" 
(…)

Sulla base di queste considerazioni posso dunque
rispondere alle domande poste:

 

     1.   Le valutazione del Dr. med. __________ e del
Dr. med. __________ sono sovrapponibili alla sua perizia?

La valutazione clinica obiettiva del Dr. __________ è
simile a quanto da me constatato. Vi è una discordanza sulla interpretazione
della RM lombare, rivedendo anche adesso a distanza di quasi 3 anni la
documentazione radiologica che avevo a disposizione il 04.04.2011 confermo di
non rilevare una stenosi rilevante del canale spinale (è possibile però che il
Dr. __________ avesse a disposizione una documentazione radiologica più
completa). Nella valutazione del Dr. __________ non vi alcun dato sullo stato
neurologico per cui non posso prendere posizione.

Anamnesticamente vi sono alcuni aspetti non emersi al
momento della mia valutazione tra cui un coinvolgimento dell'arto inferiore
destro, i dati anamnestici riportati non permettono di confrontare in modo
preciso le caratteristiche dei sintomi a quel momento presentati dal paziente.

 

     2.   Conferma l'assenza di compressioni
radicolari, rispettivamente stenosi del canale spinale?

Riferendomi alla mia valutazione del 04.04.2011
confermo di non aver trovato a quel momento segni sicuri e netti in favore di
una compressione radicolare. Sottolineo ancora in fatto che anche il Dr. __________
nella sua valutazione scriveva che "non vi sono sicuri segni di compressione
radicolare". Per quel che riguarda la stenosi del canale spinale la
documentazione a disposizione (RM lombare del 7.09.2010, sequenze sagittali)
non mostra sulle immagini che allego anche in originale un restringimento
maggiore del canale spinale a livello L4/5.

Aggiungo ancora che nel rapporto datato 06.12.2011 i
colleghi neurochirurghi parlano di "iniziale restringimento del
canale spinale" in contrasto dunque con la valutazione precedente dove si
parla di "stenosi serrata".

 

     3.   Conferma l'assenza di patologie neurologiche?

Per quanto discusso e sulla base dell'esame clinico
descritto nel mio rapporto del 04.04.2011 non trovavo reperti che portassero
alla diagnosi di una patologia neurologica a quel momento.

 

     4.   Conferma la conclusione di una piena abilità
lavorativa?

Nell'aprile 2011 non trovavo reperti determinanti
un'incapacità lavorativa, questo limitatamente agli aspetti neurologici.
Prevalevano a quel momento i dolori al ginocchio e questo aspetto era di
competenza principalmente reumatologica.

 

     5.   L'A. è stato sottoposto ad un intervento di
decompressione del canale spinale, eseguito il 9 settembre 2011, come risulta
dai succitati rapporti 06.12.2011,11.01.2012 e 06.02.2012.

Analizzando questi rapporti la situazione
post-operatoria rispecchia quella da lei riscontrata nelle sua perizia?

Preciso innanzitutto che l'intervento di decompressione
del canale spinale è stato eseguito il 09 novembre 2011. È difficile fare un
confronto tra la situazione post-operatoria e la mia valutazione dell'aprile 2011. In effetti quanto riportato nei rapporti a disposizione non descrive elementi clinici riferibili
allo stato neurologico (deficit motori, sensibilità, riflessi osteotendinei
ecc), sono riportati elementi anamnestici piuttosto vaghi. Si riferisce che
"il dolore di claudicatio spinale è scomparso" ma già prima dell'intervento
con era descritto quali fossero le caratteristiche di questo dolore; rimangono
dolori lombari aspecifici, non si sa quale sia l'andamento dei dolori al
ginocchio (almeno il 06.02.2012). Dunque mi è difficile prendere posizione in
modo preciso sulla situazione post-operatoria ed effettuare un confronto con
quanto da me constato in aprile 2011." 

(doc. XVII/1, pag. 3-5)

 

                                         Il
SAM ha poi sostenuto che le succitate precisazioni non portano a modifiche
sostanziali circa le conclusione della perizia multidisciplinare del 9
settembre 2011.

 

                                         Questo
TCA concorda con la valutazione del SAM. 

                                         Certo
che nelle osservazioni 18 marzo 2014 (cfr. consid. 1.5) l’assicurato evidenzia
come lo stesso dr. __________, nuovamente esaminata il 10 febbraio 2013 la RM
lombare del 7 settembre 2010, abbia rilevato di aver a disposizione unicamente
una sequenza saggitale (visione laterale della colonna vertebrale), ritenendo
possibile che i dr. __________ e __________ avessero avuto anche a disposizione
un esame più completo, con sequele assiali, solitamente disponibili in una RM
lombare, che potrebbe definire meglio la situazione del canale spinale in sede
L4/L5. Tuttavia il neurologo ha precisato che “… con le immagini a mia disposizione
penso di poter confermare la valutazione della documentazione radiologica
dell’aprile 2011”. 

                                         Determinante
è che il dr. __________ abbia confermato l’assenza di compressione radicolare,
rispettivamente stenosi del canale spinale rispondendo in modo convincente alla
domanda no. 2 e relativizzando in modo pertinente le conclusioni dei dr. __________
e __________. Parimenti il perito neurologo ha confermato l’assenza di
patologie neurologiche e la piena capacità lavorativa (cfr. risposte no. 3 e
4). In queste circostanze, la richiesta di ulteriori accertamenti contenuta
nelle osservazioni 18 marzo 2014 non risulta essere necessaria. Al riguardo va fatto presente che se
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
DTF 130 II 425 consid. 2.1 pag. 429 e riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto
di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10
pag. 28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124
V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         In
merito al decorso post intervento di decompressione del canale spinale,
eseguito il 9 novembre 2011, il dr. __________ non ha potuto dare una risposta
precisa vista la non completezza dei succitati rapporti 6 dicembre 2012, 11
gennaio 2012 e 6 febbraio 2012 (cfr. risposta no. 5). Fatto sta che nella risposta
di causa l’Ufficio AI, sostenendo come tali rapporti siano stati esaminati dal
SMR (cfr. le annotazioni 2 luglio 2012 e 30 agosto 2012; doc. AI 71 e 76), ha
pertinentemente rilevato:

 

" 
(…)

A tal proposito, va pure sottolineato che la Dr.ssa __________
ha specificato nel suo scritto del 6.12.2011 che "il decorso post-op è
stato regolare e privo di complicazioni. Abbiamo assistito ad una
buona regressione della claudicatio spinale, con buona ripresa
agli spostamenti" rispettivamente che vi è stata una "regressione
dei dolori agli arti inferiori e buona ripresa alla marcia, non deficit
neurologici aggiuntivi, ferita chirurgica chiusa ed in ordine".

Oltre a ciò, la Dr.ssa __________ ha puntualizzato
all'interno del suo successivo certificato datato 6.2.2012 che "per
quanto riguarda il procedere neurochirurgico non riteniamo al momento
necessario sottoporre il paziente ad ulteriori approfondimenti, in quanto
reputiamo che l'esito di decompressione del canale spinale (reversione
della claudicatio) sia buono. (…)" (doc. VII, pag. 3)

 

                                         In
ogni modo tali elementi non permettono d’ipotizzare un peggioramento della
situazione neurologica rispetto alla visita peritale del 2011. Del resto, nella
citata lettera 27 febbraio 2014 il SAM ha escluso una modifica delle conclsuioni
peritali del 9 settembre 2011. 

 

                                         In
queste circostanze, è da ritenere dimostrata, con il grado della verosimiglianza
preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 138 V 218
consid. 6 pag. 221 con riferimenti), una piena abilità lavorativa dal punto di
vista neurologico, eccetto il periodo di totale inabilità a seguito del citato
intervento, con conseguente riconoscimento di una rendita intera temporanea dal
1° novembre 2011 al 31 luglio 2012. 

                                         

                            2.7.3.   Infine,
l’assicurato è stato visto dal dr. __________, specialista in psichiatria e
psicoterapia. Nel rapporto 5 aprile 2011, posta la diagnosi psichiatrica di sindrome
depressiva ricorrente, episodio attuale lieve (ICD-10 F 33.0) e di sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD-10 F 45.4), egli ha rilevato un tono dell’umore depresso, dovuto al vissuto della somatizzazione (dolore e perdita
della sensibilità) che rendono il peritato “lento, impreciso, con una minore
resistenza e una minore caricabilità davanti ad ogni compito che deve assumere”
(doc. AI 48/41), concludendo per un’incapacità lavorativa del 20% per ogni
attività lavorativa. Il perito ha poi suggerito la continuazione del trattamento
specialistico. 

 

                                         Questo
Tribunale condivide le conclusioni del perito psichiatrico, non avendo
quest’ultimo rilevato patologie psichiatriche importanti. Né del resto al riguardo
l’assicurato ha sollevato obbiezioni.

                                      

                            2.7.4.   Quanto
alla valutazione globale dell’incapacità lavorativa, nella perizia SAM è stato
rilevato: 

 

" 
(…)

Riteniamo che le incapacità lavorative descritte dai
nostri consulenti non devono essere sommate, in quanto le patologie che causano
una limitazione della capacità lavorativa comportano delle riduzioni del
rendimento che si sovrappongono. (…)" (doc. AI 48/21)

 

 

                                         Al
riguardo, l’assicurato ha invece evidenziato:

 

" 
(…)

Qualunque sia manifesto che ci troviamo dinanzi ad un
rapporto medico, quello del SAM, inutilizzabile, si tratta ancora di porre
mente che non vi è stata alcuna verifica plenaria del perché tasso di IL
consolidato alla luce di tutte le patologie, come richiede espressamente il
buon senso ancora prima della giurisprudenza del TF.

Ritenere che l'assicurato quale pizzaiolo sia abile al
lavoro in misura del 30% alla luce di tutte le sue patologie è frutto di
giustificazioni inesistenti da parte del SAM, che non solo non ha motivato, ma
neppure ha sottoposto ai diversi medici per conferma.

 

Anche ammettendo che l'assicurato sia abile al lavoro
al 70% quale pizzaiolo in contesto reumatologico, risulta difficile ammettere
che tale limitazione contempli anche l'aspetto psichiatrico.

In effetti alla esplicita domanda "come si
giustifica la diminuzione della capacità lavorativa? Quali sono le limitazioni
funzionali constate?" Il dr. Jaime nel referto del 5.4.2011 risponde: "Il
tono dell'umore depresso, con il vissuto che egli ha della somatizzazione
(dolore e perdita della sensibilità) lo rendono lento, impreciso, con una minore
resistenza e una minore caricabilità davanti ad ogni compito che deve assumere".

I "compiti" non sono quelli esposti nelle
limitazioni funzionali enunciate dal dr. __________, ma sono quelli
intellettuali, organizzativi, funzionali; la "lentezza" non è quella
dell'impossibilità di svolgere alcuni movimenti e così pure la "minore esistenza".
A nostro modo di vedere sono chiaramente aggiuntivi. Ma almeno lo verifichino i
medici e lo giustifichino, ciò che non è stato. (…)" (doc. I, pag. 4)

 

                                         Ora,
secondo la giurisprudenza federale, per determinare il grado di inabilità
lavorativa di un assicurato che soffre di diverse patologie, non si devono semplicemente
sommare le singole valutazioni, bensì si deve far capo a un giudizio globale
che scaturisce dopo ponderata discussione plenaria fra tutti gli esperti
interessati (cfr. STF 9C_330/2012 del 7 settembre 2012; STF 9C_913/2012 del 9 aprile
2013; SVR 2008 IV Nr. 15). La questione di sapere se i singoli gradi di
inabilità si possano sommare e, se del caso, in quale misura, è una
problematica squisitamente medica, che di principio il giudice non rimette in
discussione (cfr. STFA I 338/01 del 4 settembre 2001, pubblicata in RDAT I-2002
n. 72, pag.485). In una sentenza 32.2011.236 del 17 giugno 2013 - concernente
il caso di un assicurato affetto da patologie, invalidanti, sia reumatologiche
che psichiatriche - il TCA ha, ancora una volta, avuto modo di sottolineare
l’importanza, nel caso di assicurati affetti da diverse patologie, di
determinare il grado complessivo di incapacità lavorativa facendo capo ad un giudizio
globale, che scaturisca da una ponderata discussione plenaria fra tutti gli
esperti interessati.

 

                                         Nel
caso in esame non risulta che vi sia stata una discussione fra i periti
coinvolti. Tuttavia, nel citato accertamento (cfr. consid. 1.5) il TCA ha
chiesto al SAM: “richiamata la nota giurisprudenza in merito alla
discussione plenaria dei medici interessati alla stesura di una perizia
multidisciplinare relativa alla definizione della globale capacità lavorativa,
gentile dr.ssa __________ voglia interpellare i dr. med. __________, __________
e __________ in merito alla cumulabilità o meno delle singole incapacità
lavorative sia nell’abituale attività svolta dall’assicurato che in attività
adeguate. “  A tal riguardo, i periti hanno risposto:

 

" 
(…)

È stata quindi effettuata una discussione plenaria con
tutti i consulenti (Dr. med. __________, Dr. med. __________ e Dr. med. __________)
in data 25.2.2014 alle ore 14:30, che concordano con quanto descritto nella
perizia SAM del 9.9.2011. (…)" (doc. XVII, pag. 7)

 

                                         Non
va poi dimenticato, come visto, che per lo svolgimento di attività adeguate l’incapacità
lavorativa è in sostanza di origine psichiatrica e non somatica, motivo per cui
la valutazione globale va confermata. 

 

                               2.8.   Per
quel che concerne la definizione del grado d’invalidità mediante il metodo
ordinario, nelle motivazioni della decisione contestata sono indicati i parametri
utilizzati dall’amministrazione per definire i redditi sia da valido che da invalido,
a cui va fatto riferimento.

 

                                         Per
determinare il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assicurata senza il
danno alla salute (reddito da valido), nella fattispecie
concreta l’Ufficio AI, sulla base dei dati
forniti dall’ultimo datore di lavoro, ha determinato un salario annuo di fr. 54’600.--
(stato 2008), aggiornato al 2009 (fr. . 55'752.--) ed al  2010 (fr. 56'216.--).
Tali dati sono rimasti incontestati.

 

                                         Il reddito
da invalido, secondo la giurisprudenza, è determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato,
a condizione però che
quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa
residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia
adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126
V 76 consid. 3b/aa e riferimenti). Se invece non esiste un siffatto guadagno,
in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso una attività lucrativa da
lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella
determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti
statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si
riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro
(DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485
consid. 3b). Inoltre, va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per
gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale
(affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico. Il TFA ha
precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario
statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di
influire sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione
globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente
motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo
apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid.
5b/cc).                                   

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni
economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di
riferimento TA1 dell’inchie-sta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio
federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che
riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17; STFA
I 222/04 del 5 settembre 2006).

                                         Se una persona assicurata, per motivi estranei all'invalidità, ha
realizzato un reddito considerevolmente inferiore alla media senza che vi si
sia spontaneamente accontentata, si procede in primo luogo a un parallelismo
dei due redditi di paragone. In pratica, questo parallelismo può avvenire a
livello di reddito da valido aumentando in maniera adeguata il reddito
effettivamente conseguito oppure facendo capo ai valori statistici oppure
ancora a livello di reddito da invalido mediante una riduzione adeguata del
valore statistico. In una seconda fase, occorre esaminare la questione di una
deduzione dal reddito da invalido ottenuto sulla base dei valori medi statistici.
A questo riguardo, va tenuto presente che i fattori estranei all'invalidità di
cui si dovesse già aver tenuto conto con il parallelismo dei redditi di
raffronto non possono essere presi in considerazione una seconda volta
nell'ambito della deduzione per circostanze personali e professionali (DTF
134 V 322).

                                         Quando
il reddito da valido differisce considerevolmente dal salario statistico
riconosciuto nello specifico settore economico, il TF ha nel frattempo
stabilito, anche in casi ticinesi (cfr. ad esempio sentenza 8C_44/2009 del 3
giugno 2009 consid. 4), che se il guadagno effettivamente conseguito diverge di
almeno il 5 % dal salario statistico usuale nel settore, esso è
considerevolmente inferiore alla media ai sensi della DTF 134 V 322 consid. 4 pag.
325 e può giustificare - soddisfatte le ulteriori condizioni - un parallelismo
dei redditi di paragone, fermo restando però che questo parallelismo si
effettua soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia del 5% (STF
9C_1033/2008 e 9C_1038/2008 del 15 gennaio 2010 consid. 5.5).

 

                                         Per
il periodo 4.11.2009 – 6.11.2011 l’Ufficio AI, conformemente alla
citata giurisprudenza, ha nel caso concreto utilizzato i dati salariali
forniti dalla tabella TA1 (stato 2009) elaborata dall'Ufficio federale di
statistica e relativa a personale maschile in una professione che presuppone
qualifiche inferiori (categoria 4) nel settore privato svizzero (a proposito della
rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439,
pagg. 347ss. e SVR 2002 UV 15, pagg. 47ss.), quantificando per il 2009 un
salario statistico di fr. 61'244,25. L’amministrazione ha poi considerato una
riduzione di rendimento del 30%, una riduzione di reddito per circostanze
personali del 18% (10% per attività leggere e 8% per altri fattori),
determinando in tal modo un reddito da invalido di fr. 40'176,25. A proposito della percentuale di
riduzione, va rilevato che, con sentenza 9C_179/2013 del 26 agosto 2013, il
Tribunale federale ha interamente confermato quanto sostenuto da questo Tribunale
nella sentenza 32.2012.36 del 31 gennaio 2013 a proposito del fatto che la riduzione percentuale va applicata utilizzando esclusivamente dei multipli di 5.
Tuttavia, pur volendo riconoscere una riduzione di reddito del 20%, come si
vedrà, l’esito delle vertenza non cambierebbe.

 

                                         Dal
raffronto dei redditi è scaturito un grado d’invalidità del 28% (55’752 – 40'176,25.--
x 100 : 55’752.--).

 

                                         Per
il periodo 1° aprile 2012 l’amministrazione ha utilizzato le succitate tabelle,
aggiornate al 2010, applicata una riduzione di rendimento del 30% e di reddito
del 18%, quantificando il reddito da invalido in fr. 40'150,60, per un grado
d’invalidità del 28% (56’216 – 40'150,60 x 100 : 56’216).

                                      

                                         A
prescindere dal fatto che la riduzione di rendimento in attività adeguate è
risultato essere del 20% e non del 30%, va fatto presente che la richiesta
dell’assicurato di tenere conto del reddito da pizzaiolo, attività tuttora
esercitata a tempo parziale, non può essere accolta. Rettamente nella risposta
di causa l’Ufficio AI ha fatto presente che è nell’attività adeguate che
l’assicurato, secondo il principio dell’obbligo di ridurre il danno, sfrutta meglio
la sua residua capacità lavorativa. 

 

                                         Tenuto
conto dei succitati periodi d’incapacità lavorativa riportati in perizia,
rettamente l’Ufficio AI ha riconosciuto un quarto di rendita dal 1° settembre
2009 (media retrospettiva) al 28 febbraio 2010 e nuovamente, a causa dell’operazione
di stenosi del canale lombare, dal 1° novembre 2011 al 31 luglio 2012, tenuto
conto che per i restanti periodi egli non presenta un grado d’invalidità
pensionabile. 

 

                                         Ne
consegue che la decisione contestate è confermata, mentre il ricorso va
respinto.

 

                               2.9.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200 e 1’000 franchi in funzione delle
spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso. 

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, all’assicurato sono accollati          fr. 800.-- di
spese e tasse di giustizia. 

 

                                         Il
ricorrente ha tuttavia postulato di essere posta al beneficio dell’assistenza
giudiziaria con gratuito patrocinio (I). 

 

                             2.10.   Ai
sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve
essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano,
il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. L'art. 28 cpv. 2 Lptca
stabilisce che la disciplina della difesa d'ufficio e del gratuito patrocinio è
retta della Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio [LAG],
nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2011;

 

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in
principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato
è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).

                                         Per
valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la giurisprudenza,
si tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al di sopra del minimo di
esistenza agli effetti del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 pag. 48
consid. 7b, pag. 48 consid. 7c). Al minimo esecutivo va, infatti, aggiunto un
supplemento al massimo del 15-25% (cfr. STFA U 102/04 del 20 settembre 2004).

 

                                         Nel
caso concreto, dal certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria e
dalla relativa documentazione allegata, risulta che il
ricorrente, divorziato, percepisce un reddito netto di fr. 2'000.--.  Da tale
entrata vanno in primo luogo dedotti fr. 1'200.-- quale importo base per debitore
che vive da solo secondo la Tabella per il calcolo del minimo di esistenza ai
fini esecutivi (edita dalla CEF, quale autorità cantonale di vigilanza, stato
1° settembre 2009) e fr. 240.-- quale supplemento del 15/25% (media) sul
fabbisogno minimo secondo la citata giurisprudenza (STFA U 102/04 del 20
settembre 2004). Le spese mensili indicate, computabili ai
fini del calcolo del fabbisogno minimo, ammontano a fr. 530.-- di affitto, oltre
al premio di cassa malati di fr. 378,55 per complessivi fr. 671,55. In queste
circostanze il requisito dell’indigenza è dato.

                                         L’assicurato
non possiede inoltre le necessarie conoscenze giuridiche, per cui l’intervento
di un legale appare giustificato e di primo acchito il ricorso non pareva
essere privo di fondamento.

 

                                         Essendo
dunque nella fattispecie soddisfatti i requisiti cumulativi per la concessione
dell'assistenza giudiziaria a favore dell'assicurato, il gratuito patrocinio va
quindi concesso, riservato l'eventuale obbligo di rimborso, qualora la situazione
economica dell'assicurato dovesse in futuro migliorare (cfr. art. 61 lett. f
LPGA; Kieser, Kommentar ATSG, 2003, ad art. 61, n. 93; cfr. art. 9 Lag;
relativamente al gratuito patrocinio nella procedura davanti al TFA cfr. art.
152 cpv. 3 OG; STFA del 15 luglio 2003 nella causa S., I 569/02, consid. 5;
STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid. 5a, parzialmente pubblicata
in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid. 6). Ne consegue che il ricorrente è
per il momento esonerato dal pagamento delle spese processuali che sarebbero a
suo carico nella misura della rispettiva soccombenza in lite (STF I 885/06 del
20 giugno 2007). 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   L'istanza
tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio
è accolta.

 

                                   3.   Le
spese, per complessivi fr. 800.-- sono a carico del ricorrente. A seguito della
concessione dell’assistenza giudiziaria le spese a carico dell’insorgente sono
per il momento assunte dallo Stato. 

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele
Guffi                                         Gianluca Menghetti