# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 738c51c5-fb78-5b9b-9fcc-238e2ef4872a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-06-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.06.2020 D-5117/2018
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5117-2018_2020-06-12.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5117/2018 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 2  g i u g n o  2 0 2 0  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione della giudice Barbara Balmelli,  

cancelliere Manuel Piazza. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Turchia,   

patrocinato da Necmettin Sahin, Office Avanti,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento; 

decisione della SEM del 10 agosto 2018 / N (…). 

 

 

 

D-5117/2018 

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Fatti: 

A.  

L'interessato, cittadino turco di etnia curda, è espatriato il 3 maggio 2018 

ed è entrato in Svizzera l’11 maggio seguente, dove il 14 del medesimo 

mese ha depositato una domanda d'asilo (cfr. atto A8). 

B.  

Sentito sui motivi d'asilo, ha dichiarato in sostanza e per quanto qui di ri-

lievo di aver avuto i primi problemi in patria durante il suo soggiorno per 

studi presso l’Università di B._______. In tale contesto il richiedente asilo 

avrebbe infatti partecipato a diverse manifestazioni in favore delle cause 

vegana, LGBT, ecologista e curda. Per queste ragioni ed in particolare a 

causa del suo sostegno all’ideologia identitaria curda egli sarebbe stato 

allontanato dall’università ed imputato in un procedimento penale per titolo 

di sostegno ad un gruppo terroristico. Dopo due mesi e mezzo di deten-

zione preventiva l’interessato sarebbe però stato rilasciato, la condanna 

definitiva essendo stata pronunciata condizionalmente con un periodo di 

prova di cinque anni. Sempre durante quel periodo, sarebbero stati aperti 

altri tre processi. Uno si sarebbe concluso con una penalizzazione scola-

stica, ma due sarebbero ancora pendenti e riguarderebbero il mancato pa-

gamento di una rata universitaria rispettivamente la partecipazione a delle 

manifestazioni in occasione del Newroz del 2010. In quest’ultimo caso l’ac-

cusa sarebbe ancora di sostegno ad un gruppo terroristico. Rientrato nella 

sua città d’origine C._______, l’avrebbe dovuta abbandonare a causa del 

conflitto curdo-turco e la sua casa sarebbe andata distrutta. Rientratovi 

nuovamente, tre volte le autorità avrebbero perquisito casa sua e due volte 

sarebbe stato fermato per strada. A seguito di due delle tre perquisizioni 

sarebbe stato accompagnato in polizia. Infine, avrebbe ostacoli nel lavoro 

e sarebbe renitente alla leva (cfr. atto A15). 

C.  

Con decisione del 10 agosto 2018, notificata al richiedente il giorno stesso 

(cfr. atto A20), la SEM ha respinto la succitata domanda d'asilo e pronun-

ciato l'allontanamento del richiedente dalla Svizzera. Nel contempo ha ri-

tenuto ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile l'esecuzione 

dell'allontanamento. 

D.  

In data 9 settembre 2018 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'en-

trata: 10 settembre 2018), il ricorrente è insorto contro la summenzionata 

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decisione con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di se-

guito: il Tribunale), chiedendo, in via principale, l'annullamento della deci-

sione impugnata nonché la concessione dell'asilo e, in via subordinata, la 

concessione dell'ammissione provvisoria. Ha altresì presentato una do-

manda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dalle spese pro-

cessuali e dal relativo anticipo. Ha infine chiesto che venga vietato all’au-

torità competente di contattare le autorità d’origine o di provenienza e di 

trasmettere loro dei dati o, in caso di trasmissione già avvenuta, di infor-

marlo. 

E.  

Con scritto del 15 aprile 2019, il ricorrente ha comunicato che, da informa-

zioni ricevute dalla sua famiglia in Turchia, la polizia lo starebbe ricercando. 

F.  

Con scritto del 23 maggio 2019, il ricorrente ha comunicato di essere ricer-

cato in Turchia per propaganda terroristica. Vi ha allegato, in fotocopia e 

con traduzione in tedesco, sei documenti riguardanti un processo penale 

nei suoi confronti e sei estratti dal suo profilo facebook. 

G.  

Con scritto del 5 giugno 2019, il ricorrente ha trasmesso in originale i do-

cumenti allegati allo scritto del 23 maggio 2019. Ha prodotto inoltre le foto-

copie delle carte d’identità di D._______ e di E._______ e tre documenti in 

lingua straniera. 

H.  

Con scritto del 16 ottobre 2019, il ricorrente ha comunicato che la polizia 

turca sarebbe andata due volte nell’arco di una settimana presso il suo 

domicilio, avrebbe chiesto di lui alla sua famiglia, l’avrebbe insultata, mi-

nacciata e interrogato suo padre. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi). 

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La presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. cpv. 1 delle Disposi-

zioni transitorie della modifica del 25 settembre 2015 della LAsi). 

Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, è 

particolarmente toccate dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 

cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (vart. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi e 

dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua della 

decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il procedimento 

può svolgersi in tale lingua. 

Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano, il ricorso 

è stato inoltrato in lingua tedesca. La presente sentenza può pertanto es-

sere redatta in italiano. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'ina-

deguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribu-

nale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle con-

siderazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni 

delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

4.  

Nelle procedure di natura amministrativa si applica il principio inquisitorio. 

Ciò significa che l’autorità competente deve procedere d’ufficio all’accerta-

mento esatto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi in re-

lazione con l’art. 12 PA). In concreto, l’autorità deve occuparsi del corretto 

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e completo accertamento della fattispecie, procurarsi la documentazione 

necessaria alla trattazione del caso, accertare le circostanze giuridica-

mente rilevanti ed amministrare in tal senso le opportune prove a riguardo 

(cfr. DTAF 2012/21 consid. 5). Per accertare i fatti, l’autorità si serve, se 

necessario, di documenti, di informazioni delle parti, di informazioni e testi-

monianze di terzi, di sopralluoghi e di perizie (art. 12 lett. a-e PA). D’un lato, 

v’è un accertamento inesatto dei fatti quando la decisione si fonda su fatti 

incorretti e non conformi agli atti, e dall’altro lato, v’è un accertamento in-

completo dei fatti quando non è tenuto conto di tutte le circostanze di fatto 

giuridicamente rilevanti (cfr. DTAF 2015/10 consid. 3.2 e relativi riferimenti; 

KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechts-

pflege des Bundes, 3a ed. 2013, n. 1043, pag. 369 seg.). Il Tribunale è te-

nuto ad effettuare d’ufficio un esteso controllo delle circostanze di fatto ri-

tenute nella decisione avversata (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi e 49 lett. b PA; 

MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwal-

tungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.188). Qualora in sede ricorsuale vengano 

identificate delle carenze in tal senso, la decisione va di principio annullata 

ed il caso retrocesso all’autorità inferiore, di modo che questa possa pro-

cedere ad un nuovo e completo accertamento dei fatti (cfr. MOSER/BEU-

SCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.191, KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, op. cit., 

n. 1155, sentenze del Tribunale D-2954/2019 del 18 luglio 2019 consid. 3, 

D-1443/2016 del 22 febbraio 2017 consid. 4.2). 

5.  

Ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti. 

6.  

6.1 Nella decisione impugnata, la SEM ha considerato irrilevante l’integra-

lità delle allegazioni a fondamento della domanda d’asilo dell’interessato. 

A mente dell’autorità di prime cure, vi sarebbe anzitutto da rilevare che 

mancherebbe un nesso causale tra i problemi riscontrati durante gli anni 

universitari e l’espatrio. Il timore di persecuzioni legato al processo penale 

in corso, inoltre, sarebbe ipotetico, lontano e poco probabile. Per quanto 

riguarda gli asseriti ostacoli nello studio e nel lavoro, non ne sarebbero 

derivati pregiudizi. Le tre perquisizioni di casa sua, due delle quali seguite 

da un accompagnamento in polizia, e i due fermi per strada subiti dal ricor-

rente non raggiungerebbero un’intensità tale da rendere impossibile o ine-

sigibile una sua permanenza nel paese d’origine. Quanto alla paura di es-

sere chiamato a prestare servizio militare, la SEM ha ritenuto che si tratte-

rebbe di un obbligo cui sarebbe sottoposta gran parte della popolazione 

turca. Non di meno, anche la distruzione della sua casa risulterebbe a sua 

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volta irrilevante, posto che non si tratterebbe di una situazione forzata ai 

sensi dei disposti applicabili. 

6.2 Nel ricorso, il ricorrente aggiunge ai motivi d’asilo già addotti di essere 

stato arrestato in occasione di un Newroz durante la scuola secondaria e 

torturato. Dopo la morte, il 12 maggio 2010, di un compagno di studi a se-

guito di attacchi razzisti, avrebbe inoltre costituito una società in sua me-

moria. Vi sarebbe stato attivo tre anni e, a causa di quest’attività, sarebbe 

stato denunciato e arrestato. Avrebbe, infine, lasciato il Paese illegalmente. 

7.  

La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizioni 

della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto accor-

dati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso 

include il diritto di risiedere in Svizzera. 

Sono rifugiati le persone che, nel paese di origine o di ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pe-

ricolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che 

comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Inol-

tre, occorre tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione fem-

minile (art. 3 cpv. 2 in fine LAsi). 

8.  

8.1 Nella decisione impugnata la SEM non ha esaminato la verosimiglianza 

delle allegazioni del ricorrente, ritenendole non rilevanti. È quindi oppor-

tuno esaminare se l’autorità inferiore abbia valutato correttamente i motivi 

d’asilo addotti. In particolare, va determinato se il ricorrente non abbia ef-

fettivamente alcun timore di subire persecuzioni future. 

8.2 Il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come stabilito all'art. 3 

LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto 

con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà quindi riconosciuto 

come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi 

(elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) d'essere esposto, in 

tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, ad una persecuzione (cfr. 

DTAF 2011/51 consid. 6.2 e 2010/57 consid. 2.5). Sul piano soggettivo, 

deve essere tenuto conto degli antecedenti dell'interessato, segnatamente 

dell'esistenza di persecuzioni anteriori, nonché della sua appartenenza ad 

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una razza, ad un gruppo religioso, sociale o politico, che lo espongono 

maggiormente ad un fondato timore di future persecuzioni. Infatti, colui che 

è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di avere un timore 

(soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che ne è l'oggetto 

per la prima volta (DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi riferimenti). Sul 

piano oggettivo, tale timore deve essere fondato su indizi concreti e suffi-

cienti che facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo un'alta pro-

babilità, l'avvento di seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi. Non sono suffi-

cienti, quindi, indizi che indicano minacce di persecuzioni ipotetiche che 

potrebbero prodursi in un futuro più o meno lontano (cfr. DTAF 2010/57 

consid. 2.5 e relativi riferimenti). 

8.3 Per quanto riguarda il processo penale cui il ricorrente sarebbe sotto-

posto per aver sostenuto un gruppo terroristico, il Tribunale rileva che, con-

formemente a dottrina e giurisprudenza, la fuga a seguito di un procedi-

mento penale nello stato d'origine non costituisce, di principio, un motivo 

rilevante in materia d'asilo. Tuttavia, eccezionalmente l'esecuzione di una 

procedura penale, rispettivamente la condanna per un'infrazione di diritto 

comune può costituire una persecuzione rilevante in materia d'asilo. Ciò è 

in particolare il caso quando ad una persona viene imputata un'infrazione 

di diritto comune con lo scopo di perseguire o punire l'individuo per una sua 

caratteristica interna o esterna, segnatamente per la sua razza, religione, 

nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue 

opinioni politiche o che la condizione di questo individuo arrischi di essere 

aggravata per l'uno o l'altro di questi motivi (cfr. DTAF 2014/28 consid. 8.3.1 

e 2013/25 consid. 5.1). Questo "politmalus" è in particolare dato in tre casi: 

in primo luogo qualora una pena sproporzionatamente severa sia pronun-

ciata (cosiddetto "malus" in senso assoluto) o qualora, rispetto ad altri au-

tori, la pena appaia sproporzionatamente severa (cosiddetto "malus" in 

senso relativo); in secondo luogo qualora una procedura penale chiara-

mente non rispetti i principi dello Stato di diritto; in terzo luogo qualora il 

richiedente l'asilo con il tipo di pena o con l'espiazione della stessa rischi 

la violazione dei fondamentali diritti dell'uomo, segnatamente di essere tor-

turato o essere trattato in maniera disumana o degradante (cfr. DTAF 

2014/28 consid. 8.3.1 e 2013/25 consid. 5.1 e relativo riferimento). Tutta-

via, come già rilevato in precedenza, per poter ritenere un procedimento 

penale quale motivo rilevante in materia d'asilo, non è sufficiente trovarsi 

in uno dei tre casi elencati, ma una seconda condizione deve sussistere: 

l'illegittimità del procedimento penale deve infatti fondarsi su un motivo d'a-

silo ai sensi dell'art. 3 LAsi (cfr. DTAF 2014/28 consid. 8.3.1). In altre parole, 

un'inchiesta penale è pertinente in materia d'asilo soltanto se risponde ad 

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un intento persecutorio ai sensi dell'art. 3 LAsi (cfr. Giurisprudenza ed in-

formazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GI-

CRA] 1996 n. 34 consid. 3 e 4). 

8.4 Con le elezioni parlamentari di giugno e di novembre del 2015 e con la 

contemporanea ripresa del conflitto curdo si è, però, verificato un sensibile 

deterioramento della situazione sul piano politico e del rispetto dei diritti 

umani in Turchia. Dopo il fallito colpo di stato militare contro il governo del 

15/16 luglio 2016 e la susseguente proclamazione dello stato di emergenza 

(che è stato revocato nel luglio del 2018), si è inoltre assistito a un aumento 

delle incarcerazioni e delle epurazioni politiche. Da allora le autorità turche 

procedono con estremo rigore contro critici e oppositori del regime, veri o 

presunti che siano. False accuse di terrorismo così come incarcerazioni 

spropositatamente lunghe e arbitrarie sono all’ordine del giorno. Durante 

la detenzione, inoltre, vi è il notevole rischio di essere sottoposto a sevizie. 

Anche la garanzia d’indipendenza dei magistrati è intaccata in modo im-

portante, cosa che rende praticamente impossibile che un processo sia 

rispettoso delle garanzie procedurali e privo di condizionamenti esterni. In 

Turchia, tanto i valori democratici quanto il principio dello stato di diritto 

sono sempre più messi in dubbio. Perciò nella sua prassi attuale il Tribu-

nale prevede che, nel singolo caso, persone che in Turchia vengono accu-

sate di sostegno a organizzazioni considerate come terroristiche abbiano 

un fondato timore di persecuzioni (cfr. sentenza del Tribunale E-1264/2020 

del 6 aprile 2020 consid. 5.2 e ulteriori riferimenti). 

8.5 Nella fattispecie, risulta inoltre dalle allegazioni dell'insorgente a sup-

porto della sua domanda d'asilo che sarebbe già stato condannato una 

volta con sentenza cresciuta in giudicato a una pena sospesa condizional-

mente per un periodo di prova di cinque anni per sostegno ad un gruppo 

terroristico. Va quindi pure tenuto conto del fatto che, se è stato arrestato 

per sostegno ad un gruppo terroristico, l'insorgente è anche stato molto 

probabilmente schedato politicamente. L'esistenza di una tale schedatura 

politica, in particolare in presenza di ulteriori indizi – come nel caso in disa-

mina – permette di ritenere un fondato timore di persecuzioni future rile-

vanti in materia d'asilo (cfr. DTAF 2010/9 consid. 5 e GICRA 2005 n. 11 

consid. 5). La schedatura politica, inoltre, permane anche qualora il proce-

dimento penale sia stato abbandonato oppure sia terminato con un'asso-

luzione (cfr. sentenza del Tribunale D-3520/2015 del 1o settembre 2017 

consid. 7.3). In caso di eventuale ritorno in Patria, si può partire dal pre-

supposto che al controllo alla frontiera la schedatura politica sarebbe sco-

perta, ciò che costituirebbe un rischio di persecuzione statale, per la sua 

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intensità potenzialmente rilevante in materia d'asilo (cfr. DTAF 2010/9 con-

sid. 5 e GICRA 2005 n. 11 consid. 5). 

8.6 Con scritti del 15 aprile e del 16 ottobre 2019, il ricorrente ha infine 

comunicato che la polizia lo avrebbe ricercato al domicilio. Fatto, questo, 

che se comprovato dimostrerebbe che l’interesse delle autorità turche nei 

suoi confronti è sempre attuale. 

8.7 In conclusione, la SEM avrebbe dovuto motivare compiutamente per-

ché, nonostante quanto precede ed in particolare la passata condanna per 

sostegno ad un gruppo terroristico, l'aggravamento della situazione politica 

in Turchia, la grande probabilità di una schedatura politica, il processo pe-

nale attualmente in corso sempre per sostegno ad un gruppo terroristico e 

l’interesse della polizia, il ricorrente in caso di ritorno non rischia alcuna 

persecuzione rilevante in materia d’asilo. Vista la situazione attuale in Tur-

chia e i fattori di rischio addotti, il Tribunale non può condividere la valuta-

zione effettuata dall'autorità inferiore nella decisione impugnata e ritiene 

che potenzialmente vi sarebbero sufficienti indizi per ammettere che il com-

portamento del ricorrente verrebbe considerato dalle autorità turche quale 

atto di ostilità nei loro confronti e che egli rischierebbe di venir punito per 

mezzo di una punizione sproporzionata avente carattere politico. In altri 

termini, dando credito alla versione del ricorrente, questi avrebbe dei motivi 

oggettivamente riconoscibili da terzi di temere di essere esposto, in tutta 

verosimiglianza e in un futuro prossimo, ad una persecuzione rilevante in 

materia d'asilo (cfr. sentenza del Tribunale D-2436/2015 dell’8 ottobre 2019 

consid. 7.1). 

La SEM però non si è espressa sulla verosimiglianza delle allegazioni del 

ricorrente e, in particolare, del fatto che egli sarebbe stato condannato pe-

nalmente dalle autorità turche per sostegno ad un gruppo terroristico e che 

sarebbe ancora aperto un processo penale nei suoi confronti per lo stesso 

motivo. Sulla base dell’accertamento dei fatti operato dall’autorità inferiore 

e senza ulteriori approfondimenti, il Tribunale non è ora in grado di dirimere 

in maniera definitiva la questione della rilevanza delle allegazioni del ricor-

rente. 

9.  

Ne discende che l’autorità inferiore, avendo omesso la verifica della vero-

simiglianza delle allegazioni del ricorrente e, in particolare, del fatto che 

egli sarebbe stato condannato penalmente dalle autorità turche per soste-

gno ad un gruppo terroristico e che sarebbe ancora aperto un processo 

penale nei suoi confronti per lo stesso motivo, non ha accertato in maniera 

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completa i fatti giuridicamente rilevanti e, con ciò, ha violato il principio in-

quisitorio (cfr. supra consid. 4). 

10.  

Ai sensi dell'art. 61 cpv. 1 PA, l'autorità decide la causa o eccezionalmente 

la rinvia, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore. Ciò conviene allor-

quando è necessario procedere all'accertamento di ulteriori circostanze di 

fatto o effettuare una dettagliata amministrazione delle prove, anziché pro-

cedere a sanatoria in sede di ricorso (cfr. DTAF 2009/53 consid. 7.3; 

KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechts-

pflege des Bundes, 3a ed. 2013, n. 1155, pag. 403 seg.). 

Nella fattispecie, poiché i necessari accertamenti omessi sono relativa-

mente dispendiosi e complessi e onde evitare di privare il ricorrente di 

un’istanza di ricorso, si giustifica il rinvio della causa all’autorità di prima 

istanza. Essa è segnatamente invitata a chiarire se i documenti prodotti dal 

ricorrente siano effettivamente autentici e, più generalmente, se le sue al-

legazioni siano verosimili. Inoltre, per decidere della rilevanza delle stesse, 

terrà in considerazione le riflessioni sviluppate nei considerandi precedenti. 

11.  

In virtù di quanto sopra esposto, il ricorso è accolto, la decisione della SEM 

del 10 agosto 2018 è annullata e gli atti di causa sono ritrasmessi all’auto-

rità intimata (art. 61 cpv. 1 PA) per il completamento dell’istruttoria e la pro-

nuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi. 

12.  

La conclusione volta a vietare all’autorità competente di contattare le auto-

rità d’origine o di provenienza e di trasmettere loro dei dati o, in caso di 

trasmissione già avvenuta, a informare il ricorrente, è inammissibile, esu-

lando dalle competenze del Tribunale. 

13.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

14.  

Visto l'esito della procedura, non si prelevano spese processuali (art. 63 

cpv. 1 e 2 PA). 

 

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15.  

Giusta l’art. 64 PA, l’autorità di ricorso, se ammette il ricorso in tutto o in 

parte, può d’ufficio o a domanda assegnare al ricorrente un’indennità per 

le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. La parte 

vincente ha diritto alle ripetibili per le spese necessarie derivanti dalla 

causa (art. 7 cpv. 1 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Le parti che chiedono la rifusione di ripetibili de-

vono presentare al Tribunale, prima della pronuncia della decisione, una 

nota particolareggiata delle spese ed il Tribunale fissa l’indennità dovuta 

alla parte sulla base di tale nota. In difetto di tale nota il Tribunale fissa 

l’indennità sulla base degli atti di causa (cfr. art. 14 TS-TAF). 

Nella fattispecie, in difetto di una nota particolareggiata, l’indennità per 

spese ripetibili è fissata d’ufficio dal Tribunale sulla base degli atti di causa 

in CHF 250.– (disborsi e indennità supplementare in rapporto all’IVA com-

presi; artt. 8-13 TS-TAF). 

16.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda di estradizione presentata dallo stato che hanno abbandona-

to in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ricorso 

in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d ci-

fra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-5117/2018 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 10 agosto 2018 è annullata 

e gli atti di causa le sono ritrasmessi per il completamento dell’istruttoria e 

la pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

La SEM rifonderà al ricorrente CHF 250.– a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Manuel Piazza 

 

 

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