# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 310cf9cd-752f-5ad8-903d-ea42efd6582b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-10-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.10.2010 D-6832/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6832-2010_2010-10-27.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6832/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 7  o t t o b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Maurice Brodard;
cancelliere Federico Pestoni.

A._______,
Siria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 14 settembre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6832/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in Sviz-
zera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità o di  viaggio, con la comminatoria che,  in caso di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 14 aprile 2008 e del 2 giugno 2008;

il grave incidente occorso in data 18 giugno 2009 al ricorrente, il quale 
è caduto dal terzo piano di un autosilo a Lugano procurandosi diverse 
fratture;

la richiesta del 30 aprile 2010, con la quale l'UFM ha richiesto informa -
zioni riguardanti l'interessato all'Ambasciata svizzera in Siria;

il rapporto del 20 giugno 2010 con il quale l'Ambasciata svizzera in Si -
ria ha risposto alla predetta richiesta dell'UFM confermando in sostan-
za la cittadinanza siriana del richiedente, la possibilità per quest'ultimo 
di ottenere un passaporto e il fatto che egli non risulta essere ricercato 
dalle autorità in patria;

lo scritto del 2 luglio 2010 con il quale l'autorità inferiore ha trasmesso 
il  rapporto citato al ricorrente, concedendogli un termine per pronun-
ciarsi  sul  documento,  sul  quale  tuttavia  il  ricorrente  non  si  è  mai 
espresso;

la decisione dell'UFM del 14 settembre 2010, notificata all'interessato 
il 16 settembre 2010 (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso  del  21 settembre 2010  (cfr. timbro  del  plico  raccomandato, 
data d'entrata 22 settembre 2010) con i relativi allegati attestanti il suo 
stato di salute e meglio le operazioni da lui subite nonché i trattamenti  
ancora in corso;

l'ordinanza del 24 settembre 2010, con la quale il TAF ha concesso al-
l'UFM un termine, scadente il 12 ottobre 2010, per presentare le pro-

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prie eventuali  osservazioni e l'esenzione dal versamento dell'anticipo 
equivalente alle presunte spese processuali;

lo scritto del 27 settembre 2010, con il quale il ricorrente ha voluto pre-
cisare il dettaglio temporale del suo ricorso;

lo scritto del 12 ottobre 2010, con il quale l'UFM ha integralmente con-
fermato la propria posizione senza aggiungere alcunché, vista l'assen-
za di fatti o mezzi di prova nuovi suscettibili di modificare la propria po -
sizione; l'autorità inferiore ha tuttavia evidenziato che dalla documenta-
zione medica allegata dal ricorrente si evince un'evoluzione favorevole 
che non creerebbe alcun ostacolo all'esecuzione dell'allontanamento 
dell'interessato nel suo paese d'origine;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

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che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino siriano di etnia araba, nato ad 
B._______,  C._______,  e  con  ultimo  domicilio  ad  D._______, 
E._______ (cfr. verbale d'audizione del 14 aprile 2008, pagg. 1 e 2);

che il richiedente, avrebbe lasciato la Siria all'inizio del mese di (...) del  
(...)  per il  timore di dover scontare in patria una pena di (...) anni, a  
suo dire ingiusta poiché comminatagli senza equo processo e poiché 
in carcere verrebbe certamente torturato; che egli ha infatti dichiarato 
di  essere arruolato nell'esercito in qualità di  responsabile del riforni -
mento di carburante per l'aviazione e che una sera, mentre si sarebbe 
assentato momentaneamente dal proprio posto, sarebbero stati rubati 
(...) litri di benzina; che per questo motivo egli sarebbe stato ritenuto 
ingiustamente colpevole ed imprigionato; che dopo quasi due anni di 
carcere, nel mese di (...) del (...) sarebbe riuscito ad evadere sfruttan -
do la disattenzione di una guardia che avrebbe lasciato incustodito il 
proprio fucile; che egli avrebbe colpito la guardia col calcio del fucile 
per  poi  rubarle  i  vestiti  ed uscire  dal  carcere  inosservato; che dopo 
aver passato due o tre giorni presso la sua famiglia egli sarebbe espa-
triato; che, dopo un tratto a piedi sarebbe giunto in Turchia, da dove 
avrebbe proseguito, a bordo di un TIR per una decina di giorni, fino in 
Francia; che di qui, a bordo di un'auto, sarebbe poi giunto in Svizzera, 
dove ha depositato, a F._______, la propria domanda di asilo in data 
(...) (cfr. verbale d'audizione del 14 aprile 2008, pagg. 5, 6 e 7);

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del -
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  al l'art. 
32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Siria siccome lecita, esigibile e possibile,

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che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità, riconfermato quanto già affermato nei 
verbali di audizione, e meglio di aver contattato suo padre in Arabia 
Saudita nella speranza che egli  potesse fare qualcosa per procurali, 
posto che sarebbe stato troppo pericoloso contattare i suoi parenti in  
Siria; che, tuttavia, dopo il suo espatrio le autorità avrebbero perquisito  
la sua abitazione ed avrebbero confiscato tutti i suoi documenti;

che,  in  conclusione,  l'autore del  gravame ha chiesto  la possibilità  di  
esprimersi nuovamente sul rapporto dell'Ambasciata svizzera in Siria, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di  
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua domanda d'asilo, subordinatamente la concessione dell'ammissio-
ne provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda di assistenza 
giudiziaria  nel  senso  dell'esenzione  dal  versamento  anticipato  delle 
presumibili spese processuali;

che, in limine, occorre analizzare la censura procedurale sollevata dal  
ricorrente, il quale ritiene di non essersi potuto esprimere sul rapporto  
prodotto dall'Ambasciata svizzera in Siria a causa degli allegati proble-
mi di salute;

che il diritto di essere sentito è garantito dall'art. 29 della Costituzione 
federale (Cost.; RS 101) e dall'art. 28 della legge sulla procedura am-
ministrativa (PA; RS 172.021). Esso comprende, tra le  altre cose,  la 
possibilità per l'interessato di pronunciarsi ed indicare prove contrarie 
circa le accuse che gli vengono mosse.

che ai  sensi dell'art. 24 PA, se il  richiedente è stato impedito senza 
sua  colpa  di  agire  nel  termine  stabilito,  quest'ultimo  è  restituito  in 
quanto, entro 30 giorni dalla cessazione dell'impedimento, ne sia fatta 
domanda motivata e sia compiuto l'atto omesso;

che nel caso concreto, l'autorità inferiore con scritto del 2 luglio 2010 
ha correttamente trasmesso al richiedente il rapporto prodotto dall'Am-
basciata svizzera in Siria, concedendogli altresì un termine, scadente 
il 15 luglio 2010, per pronunciarsi al riguardo;

che il richiedente non ha prodotto alcunché nel termine impartitogli;

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che, nel gravame del 21 settembre 2010 che qui ci occupa, il ricorrente 
adduce di non essere stato in grado di rispondere alla lettera per le ra-
gione mediche allegate e che nemmeno si ricorda dove essa si trova;

che il  grave incidente occorso al  ricorrente è datato 18 giugno 2009; 
che,  stando  alla  documentazione  allegata,  egli  ha  subito  numerose 
operazioni tra i mesi di giugno e luglio del 2009; che tuttavia il ricorren-
te non ha in alcun modo provato di essere impedito, ancora oltre un 
anno  dopo  l'accaduto,  a  rispondere  allo  scritto  dell'UFM  del  2 lu-
glio 2010;

che pertanto non v'è ragione di credere che il ricorrente, non abbia po -
tuto rispondere allo scritto menzionato o quanto meno non abbia potu -
to nominare un rappresentante che lo facesse in sua vece per le ragio-
ni addotte, non confortate da alcun elemento probatorio;

che pertanto la censura sollevata dal ricorrente circa la mancata possi -
bilità di esprimersi in merito al rapporto prodotto dall'Ambasciata sviz -
zera in Siria non può essere accolta;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett.  c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative;

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a  
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 

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professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre due anni dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che, per di  più, egli  si  è semplicemente limitato a dichiarare  di  aver 
contattato suo padre in Arabia Saudita nella speranza che egli potesse 
fare  qualcosa  per  procurali,  poiché  sarebbe  stato  troppo  pericoloso 
contattare i suoi parenti in Siria; che, tuttavia, dopo il suo espatrio le 
autorità avrebbero perquisito la sua abitazione ed avrebbero confisca-
to tutti i suoi documenti (cfr. ricorso pag. 2); che tuttavia in sede di se-
conda audizione il ricorrente ha riferito che dopo la confisca dei docu-
menti gli sarebbe rimasto soltanto un vecchio passaporto scaduto (cfr. 
verbale d'audizione del 2 giugno 2008, pag. 4, Q27);

che, oltre a ciò, interrogato sul proprio viaggio, egli  è stato assoluta-
mente superficiale ed evasivo senza fornire alcun dettaglio del tragitto 
intrapreso; che ha dichiarato di aver lasciato la Siria con l'aiuto di un  
passatore, attraversando illegalmente, a piedi, il confine con la Turchia; 
che di qui avrebbe proseguito a bordo di un TIR fino in Francia, senza 
tuttavia sapere da quali paesi sarebbe passato, e che il viaggio sareb-
be durato dieci giorni, due dei quali sarebbero stati fermi; che in segui -
to, a bordo di un'auto sarebbe giunto in Svizzera, a F._______, dove in 
data (...) ha depositato la propria domanda di asilo; che durante il tra-
gitto descritto egli non avrebbe mai subito alcun controllo (cfr. verbale 
d'audizione del 14 aprile 2008, pag. 7);

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che, in particolare, appare totalmente inverosimile che egli sia giunto 
in Svizzera senza ricordare alcun dettaglio di un viaggio così lungo, e 
senza aver mai subito alcun tipo di controllo;

che argomentazioni come quelle addotte appaiono tutte assolutamente 
inattendibili;

che, per di più ed a prescindere dalle allegazioni palesemente fanta-
siose di cui sopra, già varcare il confine Schengen senza subire alcun 
controllo, risulta a tutt'oggi quantomeno difficoltoso;

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che, vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Siria per il fatto di essere ricercato in seguito alla propria evasio -
ne da un carcere in patria;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, a mente di questo Tribunale, come rettamente evidenziato dall'au-
torità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno della 
sua domanda d'asilo presenta diversi elementi illogici e contraddittori;

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che basti rilevare innanzitutto che il ricorrente si è espresso in modo il-
logico e contraddittorio sugli eventi che lo avrebbero indotto a lasciare 
il proprio Paese; che, a titolo d'esempio, egli ha riferito di essere stato 
condannato a (...) anni di carcere ed una multa in denaro nel paese 
d'origine, ma che dopo due anni di detenzione sarebbe riuscito ad eva-
dere  di  prigione ed espatriare  (cfr. verbale  di  audizione del  14 apri-
le 2008,  pagg. 5  e  6);  che tuttavia,  dal  rapporto  prodotto dall'Amba-
sciata svizzera in Siria si evince che il ricorrente non è assolutamente  
ricercato  in  patria  (cfr. Rapporto  del  20 giugno 2010 dell'Ambasciata 
svizzera in Siria); che inoltre, il ricorrente si contraddice circa  il  mo-
mento  in  cui  sarebbe stato  giudicato dal  Tribunale  militare in  patria; 
che infatti, in sede di prima audizione, egli ha dichiarato di essere sta-
to tradotto dinnanzi al Tribunale e condannato immediatamente dopo il 
suo internamento ad G._______, il  (...)  (cfr. verbale di  audizione del 
14 aprile 2008, pag. 6), mentre nel corso dell'audizione federale ha af-
fermato di essere stato giudicato dopo un mese, immediatamente pri-
ma di essere trasferito alla prigione di H._______, il (...) (cfr. verbale di  
audizione del 2 giugno 2008, pagg.16 e 17); che a questo proposito il 
ricorrente, nel gravame, conferma la seconda versione giustificando la 
discrepanza con delle difficoltà di comprensione con il traduttore della  
prima audizione; che avendo il ricorrente sottoscritto i propri verbali di 
audizione confermandone il contenuto ed avendo affermato in occasio-
ne delle rispettive interrogazioni di aver capito molto bene quanto tra-
dotto dall'interprete (cfr. verbali di audizione del 14 aprile 2008, pag. 8 
e del 2 giugno 2008, pag. 2), egli non può ora sollevare una tale cen-
sura; che pure il  racconto offerto dal ricorrente circa la sua fuga dal 
carcere appare alquanto inverosimile, in quanto costellato da tutta una 
serie di avvenimenti illogici; che già solo il fatto di poter svolgere dei  
lavori all'esterno della propria cella senza sorveglianza, così come la 
guardia che va al bagno lasciando fuori ed incustodito il proprio fucile,  
costituiscono elementi  del racconto parecchio incredibili; che, oltre a 
ciò, l'uscita dal carcere senza che le altre guardie si accorgessero di 
nulla soltanto perché il ricorrente indossava i vestiti della guardia neu-
tralizzata  risulta  ancor  più  fantasiosa  (cfr.  verbale  di  audizione  del 
2 giugno 2008, pagg. 20 e 21);

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret -
tamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, tanto meno, a mente di questo Tribuna-
le, le allegazioni prodotte sarebbero state di un'intensità tale da essere 
considerate decisive in materia d'asilo né che si evincono elementi da 

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cui  dedurre  che  al  ricorrente  sarebbe  stata  preclusa  un'appropriata 
protezione  contro  le  persecuzioni  statali  (cfr.  Giurisprudenza  ed  in-
formazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo 
[GICRA] 2006 no 18);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non risultano  elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi -
mento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  (cfr.  DTAF 
2009/50, consid. 8, pagg. 730 e segg.);

che, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Siria possa vio-
lare  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della leg-
ge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri  (LStr, RS 142.20) o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art.  32 OAsi 1; 
GICRA 2001 n. 21);

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che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 LStr, giusta il 
quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  come detto,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 44 cpv. 2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr);

che, la situazione vigente in Siria non appare caratterizzata da guerra, 
guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della po-
polazione nell'integralità del territorio nazionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli  è giovane e 
possiede una discreta formazione scolastica, in quanto ha le scuole al -
meno fino alla secondaria; che egli inoltre ha pure una discreta espe-
rienza professionale avendo operato qualche tempo come (...), come 
aiutante nei terreni di famiglia e, infine, come (…) (cfr. verbali d'audi-
zione del 14 aprile 2008, pag. 2 e del 2 giugno 2008, pagg. 6 e 7); che 
egli ha ancora due fratelli e cinque sorelle in patria e che inoltre, stan-
do a quanto riferito, sarebbe nato e cresciuto ad B._______ (salvo bre-
vi spostamenti verso altre città) dove ha persino lavorato e frequentato 
le scuole; che, pertanto, si può partire dal presupposto che disponga 
ancora di una fitta rete sociale in patria;

che quo ai problemi di salute del signor A._______, a mente di questo Tri-
bunale non v'è ragione di credere che egli, una volta terminati i trattamen-
ti attualmente in corso, e meglio la cura odontoiatrica e la presa a carico 
specialistica psichiatrica di breve durata (cfr. Rapporto medico del 20 set-
tembre 2010 del Dr. med. I._______), non possa fare rientro nel suo pae-
se d'origine posto che, oltretutto, dalla documentazione agli atti emerge 
che l'evoluzione delle condizioni del paziente è favorevole o abbastanza 
favorevole;

che infine, in relazione agli eventuali mezzi finanziari necessari per acce-
dere alle cure mediche, questo tribunale segnala che il ricorrente ha la fa-
coltà  di  richiedere  un  adeguato  aiuto  al  ritorno  ai  sensi  del-
l'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art.  44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

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che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio; che l'esecuzione dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 
106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  data  di 
spedizione della presente sentenza. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM,  Divisione  soggiorno  (allegato:  incarto N  [...],  per  corriere 

interno; in copia)
- L._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione:

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