# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1b1ec175-667c-57b4-89f6-ada0a4c1b68f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-08-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.08.2014 36.2012.38
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2012-38_2014-08-20.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  36.2012.38

   

  cs

  	
  Lugano

  20 agosto 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 maggio 2012 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 28 marzo 2012 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione sociale contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                                  A.   RI
1, nato nel 1969, dal 4 febbraio 2002 dipendente dell’impresa di costruzioni __________,
dapprima come muratore e carpentiere, in seguito quale gruista, è assicurato
contro la perdita di guadagno in caso di malattia per il tramite di un
contratto collettivo del proprio datore di lavoro presso CO 1 (di seguito: CO 1).

 

                                  B.   In
seguito ad un infortunio avvenuto il 10 novembre 2009, la __________ è
intervenuta, versando le dovute prestazioni. Il 22 settembre 2010
l’assicuratore contro gli infortuni ha informato RI 1 dell’estinzione del nesso
causale tra l’infortunio e i disturbi da lui accusati (doc. 12).

 

                                  C.   Il
27 settembre 2010 la datrice di lavoro ha notificato ad CO 1 l’incapacità
lavorativa di RI 1 a far tempo dal 23 settembre 2010 (doc. 14). L’assicuratore
ha versato le prestazioni pattuite. Da parte sua RI 1 ha inoltrato una domanda
di prestazioni dell’AI.

 

                                  D.   Dopo
aver fatto visitare l’interessato dal proprio medico fiduciario, dr. med. __________,
FMH malattie reumatiche, fisiatra e riabilitazione (doc. 22), con decisione del
16 dicembre 2011 (doc. 26), confermata dalla decisione su opposizione del 28
marzo 2012 (doc. A1), CO 1 ha comunicato ad RI 1 che avrebbe erogato ulteriori
prestazioni complete fino al 15 marzo 2012, ossia per un periodo di tre mesi
necessario a ricercare sul mercato del lavoro un’attività compatibile con il
proprio stato di salute. Dal 16 marzo 2012 all’interessato non sarebbero state
più erogate le indennità giornaliere poiché il grado d’invalidità raggiunge il
23% ed è quindi inferiore al limite del 25% previsto dalle CGA per continuare a
versare le prestazioni.

 

                                  E.   RI
1, rappresentato dall’avv. RA 1 è insorto al TCA contro la predetta decisione
su opposizione (doc. I).

                                        Dopo
aver riassunto la fattispecie, ed in particolare le assenze per malattia ed
infortunio degli ultimi anni, l’insorgente chiede di differire la sentenza in
attesa della decisione definitiva in ambito di assicurazione contro gli infortuni,
giacché un eventuale obbligo prestativo di quest’ultimo assicuratore renderebbe
priva di oggetto la causa in esame. Nel merito l’interessato ritiene che solo
un approfondito referto peritale può dirimere la questione circa l’obbligo
prestativo dell’uno o dell’altro assicuratore.

 

                                  F.   Con
risposta del 15 giugno 2012 CO 1 ha proposto la reiezione del ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. V).

 

                                  G.   Il
30 giugno 2012 l’insorgente ha ribadito la propria richiesta di allestire una
perizia a livello universitario e di sospendere la trattazione del ricorso sino
al termine della vertenza contro la __________ (doc. VII).

 

                                  H.   Con
decreto del 26 luglio 2012 il Giudice delegato del TCA ha sospeso l’istruttoria
ed il giudizio della causa in esame sino a crescita in giudicato della
decisione che il Tribunale cantonale delle assicurazioni è chiamato a rendere
nella procedura formante l’incarto 35.2012.48 conseguente al ricorso del 9
luglio 2012 di RI 1 contro la decisione su opposizione del 6 giugno 2012 della __________
rispettivamente sino a decisione di revoca della sospensione da parte del TCA
(doc. IX).

                                         

                                    I.   Il
31 ottobre 2012 il TCA, nell’ambito della parallela procedura di cui all’inc.
35.2012.48, ha conferito il mandato peritale al dr. med. __________, FMH in
neurochirurgia (doc. XVIII, 35.2012.48), il quale ha consegnato il proprio
referto il 4 settembre 2013 (doc. XXVI, 35.2012.48). Rilevato che il perito
aveva risposto ai quesiti proposti dalle parti, anziché a quelli - rielaborati
dal TCA - contenuti nell’ordinanza del 30 novembre 2012, il Tribunale ha
chiesto al dr. med. __________ di rimediare all’accaduto (cfr. doc. XXVII, 35.2012.48).

 

                                   L.   Il
5 novembre 2013 l’insorgente ha inoltrato un’istanza di ammissione
all’assistenza giudiziaria ed al gratuito patrocinio (doc. X+Bis).

 

                                  M.   Il
complemento peritale del dr. med. __________ é pervenuto il 26 novembre 2013
(doc. XXXI, 35.2012.48). 

 

                                  N.   Con
sentenza del 13 dicembre 2013, cresciuta incontestata in giudicato, questo
Tribunale ha confermato la decisione su opposizione del 26 marzo 2012 emessa dalla
__________, concedendo al ricorrente l’assistenza giudiziaria (inc.
35.2012.48).

 

                                  O.   Il
17 dicembre 2013 il Giudice delegato del TCA ha informato le parti circa la
riattivazione della procedura in ambito LAMal, comunicando loro di aver
acquisito tutti gli atti formanti l’incarto 35.2012.48 e di aver richiamato,
con atto separato, tutto l’incarto AI (doc. XI).

 

                                  P.   Ritenuto
che dal complemento del 25 novembre 2013 al referto del dr. med. __________, le
risposte 6 e 7 relative alla capacità lavorativa del ricorrente nella
precedente attività di manovale/gruista e in attività leggere, ininfluenti per
l’esito della procedura 35.2012.48, ma fondamentali per la risoluzione della
vertenza in ambito LAMal, non sono state risolte con sufficiente chiarezza e
che dall’incarto AI pervenuto il 7 gennaio 2014 non sono emersi particolari
atti istruttori in ambito medico, il TCA ha deciso di far allestire, su questo
preciso punto, una nuova valutazione medica specialistica ed il 9 gennaio 2014 ha ordinato al dr. med. __________ di effettuare una perizia neurologica (doc. XVII). Lo
specialista, in ragione del voluminoso dossier agli atti, ha rinunciato
all’incarico (doc. XVIII).

 

                                  Q.   Il
20 gennaio 2014 il TCA ha contattato il SAM per conoscere la disponibilità
circa l’allestimento di una perizia in ambito neurologico (doc. XIX), mentre il
24 gennaio 2014 le parti sono state convocate per un’udienza da tenersi il 30
gennaio 2014 (doc. XX).

                                         

                                  R.   Con
scritto del 24 gennaio 2014 il SAM ha dato la propria disponibilità, ritenendo
necessaria una perizia pluridisciplinare in ambito psichiatrico, neurologico e
reumatologico (doc. XXI).

 

                                  S.   Con
decreto del 30 gennaio 2014, consegnato al ricorrente all’inizio dell’udienza
tenutasi il medesimo giorno (doc. XXIII), il Giudice delegato del TCA ha
concesso l’assistenza giudiziaria ed ha ammesso RI 1 al gratuito patrocinio
dell’avv. RA 1 (doc. XXII). Nel corso dell’udienza le parti sono state rese
edotte dei passi intrapresi dal TCA e delle risposte del SAM. Prima di
procedere con la perizia le parti hanno inteso trovarsi per valutare i vari
aspetti della problematica, coinvolgendo l’UAI per stabilire come procedere.
L’assicuratore è stato avvertito della possibilità, alla luce della DTF 139 V
496, di caricare, se date le condizioni, all’autorità amministrativa le spese
della perizia giudiziaria (doc. XXIII).

 

                                   T.   L’11
febbraio 2014 CO 1 si è detta perplessa circa la necessità di una perizia
psichiatrica poiché l’insorgente non avrebbe mai fatto valere problematiche di
questo tipo, neppure in ambito di assicurazione contro gli infortuni.
L’assicuratore ha segnalato al TCA la necessità di proseguire con la procedura,
sottolineando che la perizia sarà maggiormente necessaria per la procedura AI
che non nel caso di specie, dove il medico fiduciario, dr. med. __________, si
è già espresso in più occasioni. L’assicuratore ha di conseguenza ritenuto che
i costi del referto non devono essere messi a suo carico, neppure parzialmente,
poiché la perizia non serve ad ovviare a carenze dell’istruttoria
amministrativa (doc. XXIV).

 

                                  U.   Con
decreto del 12 febbraio 2014 il SAM è stato incaricato di allestire la perizia
pluridisciplinare in ambito psichiatrico, reumatologico e neurologico (doc.
XXVI).

 

                                  V.   Il
1° aprile 2014 l’insorgente è stato convocato per i consulti da tenersi entro
la fine di maggio 2014 (doc. XXVIII+Bis).

                                  Z.   L’8
aprile 2014 l’insorgente ha prodotto ulteriore documentazione medica, facendo
rilevare che alla fine del mese di marzo 2014 ha avuto problemi di natura cardiovascolare (doc. XXIX).                 

 

                               AA.   Il
9 aprile 2014 il TCA ha trasmesso la citata documentazione al SAM e l’11 aprile
2014 questo Tribunale ha confermato di non ritenere necessario sottoporre
l’insorgente anche ad uno specifico consulto cardiologico (doc. XXXI), ritenuto
che le domande poste si riferiscono alla situazione in essere nel 2011 e 2012.

 

                               BB.   Il
24 luglio 2014 è pervenuta al TCA la perizia pluridisciplinare del SAM del 22
luglio 2014 (doc. XXXII), che è stata trasmessa alle parti per presentare
eventuali osservazioni entro il 18 agosto 2014 (doc. XXXIII).

 

                               CC.   Con
osservazioni del 13 agosto 2014 l’assicuratore sostiene che la presenza di
disturbi psichiatrici non era conosciuta al momento dell’emanazione della
decisione formale e della decisione su opposizione e che il ricorrente non
aveva prodotto documentazione medica in ambito psichiatrico atta a poter far
ritenere la presenza di una tale patologia in quel momento (doc. XXXVII). Da
parte sua l’insorgente da una parte contesta la conclusione della perizia SAM
secondo la quale può svolgere un’attività lucrativa nella misura del 60% nella
precedente attività di gruista, ritenuto che i periti non avrebbero
correttamente compreso la reale attività da lui svolta. In secondo luogo chiede
che venga nuovamente interpellato il dr. med. __________ poiché lo specialista,
in occasione di una visita, avrebbe informato l’insorgente che la sua patologia
sarebbe la conseguenza di un infortunio. Questa circostanza, se comprovata,
secondo il ricorrente potrebbe comportare l’inoltro di una domanda di revisione
in ambito LAINF (doc. XXXVIII).

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione
giudiziaria (cfr. STF  9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7
novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del
21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4
febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre
2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre
2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                                   2.   Per
l’art. 3 cpv. 1 LPGA è considerata malattia qualsiasi danno alla salute fisica,
mentale o psichica che non sia la conseguenza di un infortunio e che richieda
un esame o una cura medica oppure provochi un’incapacità al lavoro.

                                         Secondo
l’art. 3 cpv. 2 LPGA sono considerate infermità congenite le malattie presenti
a nascita avvenuta.

 

L’art. 4 LPGA precisa che è
considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario,
apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la
salute fisica, mentale o psichica o provochi la morte.

                                         E’
considerata incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica, di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo d’attività
abituale. In caso d’incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese
in considerazio-ne anche le mansioni esigibili in un’altra professione o campo
d’attività (art. 6 LPGA).

 

                                         Per
l’art. 7 LPGA è considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o
parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che
entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l’assicurato alle cure e alle
misure d’integrazione ragionevolmente esigibili.

 

                                   3.   Giusta
l'art. 72 cpv. 1 LAMal, gli assicuratori stabiliscono l'ammontare dell'indennità
giornaliera assicurata d'intesa con gli stipulanti l'assicurazione. 

 

                                         A
norma dell'art. 72 cpv. 2 LAMal, il diritto all'indennità giornaliera è dato
qualora la capacità lavorativa dell’assicurato sia ridotta di almeno la metà
(art. 6 LPGA). Per quanto non pattuito altrimenti il diritto nasce il terzo
giorno che segue quello dell'insorgere della malattia. L'inizio del diritto
alle prestazioni può essere differito mediante corrispettiva riduzione del
premio. Qualora per il diritto all'indennità giornaliera sia stato convenuto un
termine d'attesa, durante il quale il datore di lavoro è tenuto a versare il
salario, questo termine può essere dedotto dalla durata minima di riscossione.

 

                                         L'art.
72 cpv. 3 LAMal prevede che l'indennità giornaliera va pagata, per una o più malattie,
durante almeno 720 giorni compresi nell'arco di 900 giorni consecutivi. L'articolo
67 LPGA non è applicabile.

                                         In
caso di incapacità lavorativa parziale è pagata una corrispondente indennità
giornaliera ridotta per la durata di cui al capoverso 3. È mantenuta la
protezione assicurativa per la capacità lavorativa residua (art. 72 cpv. 4
LAMal).

 

                                         Per
l'art. 72 cpv. 5 LAMal, qualora l'indennità giornaliera sia ridotta in seguito
a sovraindennizzo giusta l'articolo 78 della LAMal e l'articolo 69 LPGA, l'assicurato
colpito da incapacità lavorativa ha diritto a 720 indennità giornaliere
complete. I termini relativi alla concessione delle indennità giornaliere sono
prolungati in funzione della riduzione.

 

                                   4.   Secondo
la giurisprudenza sviluppatasi sull'art. 12bis cpv. 1 LAMI – giurisprudenza
applicabile anche all'attuale art. 72 LAMal (RAMI 1998 KV 45 pag. 430) – è considerato incapace al lavoro colui
che per motivi di salute non è più in grado di svolgere la propria attività,
oppure può farlo soltanto in misura ridotta oppure, ancora, quando l'esercizio
di una tale attività rischia di aggravarne le condizioni di salute (DTF 114 V
283 consid. 1c; DTF 111 V 239 consid. 1b; Maurer, Schweizerisches
Sozialversicherungsrecht, Tomo I, pag. 286 segg.).

                                         Come
indicato l'art. 6 LPGA definisce incapacità al lavoro qualsiasi incapacità,
totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o
psichica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o
nel campo d'attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra
professione o campo d'attività.

 

                                         L'allora
TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha rammentato che la
giurisprudenza sviluppata in precedenza vale anche vigente la LPGA (sentenza
del 22 giugno 2004, U 193/03, consid. 1.3 e seguenti con riferimenti).

                                         La
questione a sapere se esista un'incapacità lavorativa tale da giustificare il
riconoscimento del diritto a prestazioni va valutato in considerazione dei dati
forniti dal medico. Determinante non è, comunque, l'apprezzamento
medico-teorico - anche se il giudice non se ne scosterà senza sufficienti
motivi, essendo anch'egli tenuto a rispettare la sfera d'apprezzamento del
medico (RAMI 1983 pag. 293; RAMI 1987 pag. 106 segg.) -, bensì la diminuzione
della capacità di lavoro che effettivamente risulta dal danno alla salute (DTF
114 V 283 consid. 1c).

                                         Il
grado dell'incapacità lavorativa viene valutato con riferimento
all'impossibilità, derivante da motivi di salute, di adempiere, secondo quanto
può essere ragionevolmente richiesto, la professione normalmente esercitata
dall'assicurato.

 

                                         L'incapacità
di guadagno si distingue dall'incapacità di lavoro per il fatto che essa
considera quale guadagno può e deve ancora essere realizzato dall'interessato,
utilizzando la sua capacità lavorativa residua in un mercato del lavoro
equilibrato.

L'incapacità di lavoro, invece,
è l'impossibilità fisica di muoversi o di fare uno sforzo, come pure
l'impossibilità psichica di agire con metodo. Essa viene valutata nella propria
professione rispettivamente in altri lavori e attività (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse
de la sécurité sociale, pag. 228).

 

                                         In
relazione alle conseguenze economiche dell'incapacità lavorativa, va ricordato
che anche nell'ambito dell'assicurazione malattia vige il principio – già comune
a tutti i campi delle assi-curazioni sociali - secondo cui l'assicurato è
tenuto all'obbligo di ridurre le conseguenze economiche negative del danno alla
salute. Si tratta di un principio generale del diritto federale delle
assicurazioni sociali, che vale anche per l'assicurazione malattia, indipendentemente
dal tenore della normativa statutaria delle Casse (DTF 123 V 233 consid. 3c; DTF 117 V 278 consid. 2b; DTF 115 V 53; DTF 114 V 285 consid. 3;
DTF 111 V 239 consid. 2a; DTF 105 V 178 consid. 2).

 

                                         Quindi,
se da un lato la graduazione dell'incapacità va fatta ritenendo la professione
esercitata, dall'altro va considerato che l'assicurato ha l'obbligo di fare
quanto da lui è ragionevolmente esigibile per attenuare il più possibile le
ripercussioni del danno alla salute sulla sua condizione economica.

Pertanto, in caso d'incapacità durevole
nella professione prece-dentemente esercitata, è obbligo dell'assicurato di
utilizzare le sue capacità residue in settori lavorativi diversi,
ragionevolmente esigibili.

                                         Del
resto, deve essere ricordato che il principio dell’esigibilità configura un
aspetto del principio della proporzionalità. Secondo la dottrina, questo
principio permette di pretendere da una persona un determinato comportamento
anche se presenta degli inconvenienti (Peter,
Die Koordination der Invalidenrente, Schulthess 1997, pag. 71 e dottrina ivi
citata).

 

                                   5.   Nel
caso di specie alla luce delle risultanze della perizia del 4 settembre 2013
del dr. med. __________, FMH neurologia e del complemento del 26 novembre 2013
(inc. 35.2012.48), che non hanno permesso di definire la capacità lavorativa
del ricorrente, il TCA ha deciso di far allestire una perizia pluridisciplinare
reumatologica (dr. med. __________), psichiatrica (dr. med. __________) e
neurologica (dr. med. __________) ad opera del SAM, redatta il 22 luglio 2014,
dopo le visite del 29 aprile 2014 e del 12, 19 e 21 maggio 2014 (doc. XXXII) e
la discussione plenaria tra i consulenti tenutasi il 16 luglio 2014 alle ore
11:45 (doc. XXXII, pag. 33).

                                         I
periti, dopo aver riassunto gli atti, l’anamnesi familiare, personale –
sociale, professionale e patologica, aver descritto le affezioni attuali e le
constatazioni obiettive, hanno posto la diagnosi di sindrome lombovertebrale
con componente spondilogena alla gamba sinistra su alterazioni degenerative
plurisegmentali della colonna lombare in particolar modo dei segmenti L3-L4,
L4-L5 ed L5-S1; stato dopo frattura del corpo vertebrale di L1; stato dopo
intervento chirurgico di decompressione osteo-legamentosa delle radici di L5 e
di S1 a sinistra l’11 luglio 2011, periartropatia omero scapolare tendinopatia
della spalla sinistra, sindrome depressiva ricorrente, episodio attuale di
grado lieve (ICD-10, F33.0), sindrome somatoforme da dolore persistente
(ICD-10, F45.4), malattia coronarica bivasale in stato dopo angor instabile
trattato con PTCA e posa di 3 stent il 21.3.2014, fattori di rischio
cardiovascolare: famigliarità, ipertensione arteriosa nota dall’età di 18 anni,
dislipidemia, sovrappeso corporeo (BMI 29,2%). 

 

                                         Circa
la patologia psichiatrica, i periti hanno affermato:

 

“(…)

 

In entrata lo specialista precisa che
l’esplorazione psichiatrica del P. è durata 65 min. e che non è stato ritenuto
necessario un secondo incontro. Vengono quindi esposti i dati anamnestici del
P. focalizzando sugli aspetti psicologici e mentali. Il Dr. med. __________
prende atto che il medico curante del P. nei suoi rapporti medici dell’8.3 e
2.5.2004 nonché 17.1.2011, descrive uno stato distimico reattivo necessitante
la prescrizione di farmaci ansiolitici. Dopo la descrizione dei disturbi
attuali del P. viene esposto in modo dettagliato l’attuale stato
psicopatologico e le diagnosi psichiatriche da noi riprese al capitolo 5. Nella
sua valutazione finale il nostro consulente afferma che il P. presenta una
sindrome depressiva ricorrente con episodio attuale di grado lieve, quadro
clinico esordito in modo lento e progressivo già a decorrere dal 2004. Osserva
poi che il P. segnala un aggravamento a decorrere dal 2011, senza tuttavia
beneficiare di un trattamento specialistico psichiatrico. Precisa che la
diagnosticata sindrome di Förster in quanto non si tratta di una sintomatologia
che segue un decorso cronico, si è dimostrata resistente ai normali trattamenti
antalgici e reumatologici ed inoltre segue un decorso autonomo che in parte
influisce sulla vita sociale e individuale del P. presso il quale si evidenzia
una comorbidità psichiatrica.” (doc. XXXII/pag. 34-35)

 

                                         Per
quanto concerne l’aspetto neurologico, il dr. med. __________, dopo aver
esaminato approfonditamente tutti gli atti a sua disposizione ed aver visitato
l’insorgente, ha potuto accertare che non vi sono limitazioni (doc. XXXII/2,
pag. 6-7).

 

                                         A
proposito della patologia reumatologica, i periti, circa la valutazione del dr.
med. __________, hanno evidenziato:

 

“(…)

 

Alla pagina 12 del suo rapporto medico
descrive in dettaglio le limitazioni funzionali e di carico in ambito
reumatologico. Sul piano valetudinario conferma la valutazione del collega Dr.
med. __________ (atto del 21.11.2011) e ritiene il P. inabile (recte: al 20%
[cfr. doc. XXXII/3, pag. 12]) al lavoro per l’attività svolta di gruista,
mansionario che ritiene non particolarmente pesante e che permette di muoversi
e di cambiare posizione. Per contro afferma che l’attività di carpentiere/muratore
va considerata non più esigibile in quanto il P. è da ritenere inabile al
lavoro al 100% come già valutato antecedentemente dai colleghi e ciò a
decorrere dal 2003. Precisa infine che l’attività di gruista può essere
considerata con un’attività lavorativa adatta allo stato di salute
reumatologico del P. il quale va ritenuto capace al lavoro nella misura
dell’80%, limitazione determinata dalla necessità di pause più prolungate con
una redditività del 100%. Sul piano terapeutico il Dr. med. __________ non
ritiene che approcci conservativi o invasivi potranno migliorare ulteriormente
le condizioni di salute del P. rispettivamente la sua capacità lavorativa. Il
nostro consulente risponde infine alle domande poste dal SAM, responso che
integreremo nelle risposte ai quesiti peritali in coda alla perizia. Precisa
infine che un’eventuale limitazione dovuta a patologia neurologica
sottogiacente di tipo irritativo-radicolare o nell’ambito di una neuropatia,
non dovrà essere sommata alle limitazioni reumatologiche descritte le quali
tengono già in considerazione prevalentemente i dolori lungo la gamba sin.”
(doc. XXXII, pag. 38)

 

                                         I
periti hanno così risposto alle domande del TCA:

 

“1. Anamnesi completa, diagnosi ed
evoluzione dello stato di salute dal mese di novembre 2011.

 

Per quanto riguarda i dati anamnestici
rimandiamo al capitolo 3 della perizia nonché ai dettagliati rapporti medici
dei nostri consulenti, allegati e discussi al capitolo 6.

Sul piano psichiatrico presso il P.
l’affezione relativa a una sindrome depressiva era già nota prima del mese di
novembre 2011. L’evoluzione del quadro clinico è stata quella di un lento ma
progressivo peggioramento.

Sul piano neurologico a decorrere dal
mese di novembre 2011 non vi sono stati nuovi aspetti, in particolare il P. non
ha presentato nuovi deficit neurologici sia dal lato anamnestico sia dal lato
oggettivo-clinico. Durante l’estate 2013 si è verificato un certo miglioramento
dei sintomi a livello lombare con regressione dei dolori in questa regione,
persistendo invece i dolori inguinali e lateralmente al ginocchio sin.

Sul piano reumatologico dal mese di
novembre 2011 la situazione del P. va considerata stazionaria. Non vi sono
stati significativi peggioramenti dei suoi disturbi i quali persistono in modo
sostanzialmente invariato e con una descrizione simile rispetto a quanto
determinato dal reumatologo fiduciario dell’Assicurazione __________ Dr. med. __________
nella sua valutazione del 21.11.2011. Va segnalato che lo stato di salute ha
poi mostrato un’evoluzione favorevole dopo l’intervento chirurgico effettuato
dal Dr. med. __________ l’11.7.2011, intervento di decompressione
osteo-ligamentare delle radici L5-S1 senza asportazione del disco. Il P. stesso
ha dichiarato un significativo miglioramento dei dolori lungo la gamba sin.
dopo questo intervento.

 

2. Capacità lavorativa globale
(percentuale) del P. dal mese di novembre 2011 e dal mese di marzo 2012 nella
precedente attività da lui svolta sia di gruista (svolta al 34-66%) sia di
aiuto artigiano/lavori leggeri da muratore (svolta al 6-33%)

 

Dal lato psichiatrico a decorrere dal
17.1.2011 il P. presenta una capacità lavorativa nella misura del 70% per
qualsiasi attività lucrativa. Tale stato valetudinario non ha presentato alcuna
variazione con quadro clinico psicopatologico identico a quello già presente
dal gennaio 2011.

Dal lato neurologico da novembre 2011 a marzo 2012 in primo piano vi sono state limitazioni riferibili alla problematica reumatologica
mentre in ambito neurologico non emergono elementi, pur con qualche limitazione
essendovi pochi dati a disposizione sul decorso in quel periodo, determinanti
un’incapacità lavorativa.

Sul piano reumatologico a decorrere da
novembre 2011 il P. va considerato abile al lavoro nella misura dell’80% per il
mansionario svolto di gruista, capacità lavorativa rimasta invariata anche dal
mese di marzo 2012. Per quanto invece riguarda la valutazione della capacità di
lavoro dell’A. nell’attività precedentemente svolta di carpentiere/muratore è
valutabile nella misura dello 0% a decorrere dal 2003. La sua capacità di
lavoro globale per l’attività svolta in seguito di gruista e di aiuto artigiano
va considerata globalmente nella misura del 60% intesa come riduzione del tempo
di lavoro per la necessità di pause più prolungate con tuttavia una riduzione
del rendimento. Precisiamo che le limitazioni in ambito reumatologico e
psichiatrico vanno qui parzialmente cumulate in quanto comportano da un lato
una riduzione del tempo di lavoro e dall’altro una riduzione del rendimento
lavorativo, e ciò a decorrere da novembre 2011 senza sostanziali e/o durature
modifiche a decorrere da marzo 2012.

 

3. Dal mese di novembre 2011 e/o dal
mese di marzo 2012 il P. può svolgere un’altra attività leggera e confacente al
suo stato di salute? In caso di risposta affermativa, in quale percentuale, da
quando e quale attività può svolgere?

 

Come risposto al quesito numero 2 dal
mese di novembre 2011 il P., per le sole ragioni mediche, può svolgere
un’attività leggera e confacente al suo stato di salute nella percentuale del
60% come descritto sopra. Si tratta di attività lavorative non comportanti
posture/manovre inergonomiche per la colonna vertebrale vale a dire durante le
quali il P. deve ripetutamente effettuare movimenti di flessione e rotazione
del tronco. Inoltre queste attività devono tener conto che il P. è limitato nel
mantenere posizioni statiche prolungate per più di 30-45 min. in posizione
seduta o in posizione eretta statica e non è in grado di camminare per più di
mezz’ora in modo continuo o lavorare su terreni sconnessi così come alzare
ripetutamente pesi superiori ai 5 kg o saltuariamente superiori a 7,5-10 kg.

 

4. Eventuali osservazioni.

 

Come già precisato in entrata ribadiamo
che la nostra valutazione non tiene conto della recente affezione cardiologica
presentata dal P. documentata dagli atti medici inviatici dal Tribunale
Cantonale delle Assicurazioni in data 10.4.2014 in quanto lo stesso Tribunale
non ritiene necessario, nell’ambito della perizia ordinata, relativa alla causa
Lamal, sottoporre il P. anche a uno specifico consulto peritale cardiologico.”
(doc. XXXII, pag. 39-40)

 

                                   6.   In
caso di perizia giudiziaria, il giudice - di regola - non si scosta,
senza motivi imperativi dalle conclusioni del perito medico, il cui ruolo
consiste, appunto, nella messa a disposizione della giustizia della propria
scienza medica per fornire un'interpretazione scientifica dei fatti considerati
(DTF 125 V 352 consid. 3b/aa e riferimenti ivi menzionati). 

                                         Il
giudice può disattendere le conclusioni del perito giudiziario nel caso in cui
il rapporto peritale contenesse delle contraddizioni oppure sulla base di una
controperizia richiesta dal medesimo tribunale, che porti a un diverso
risultato (DTF 101 IV 130).

 

                                         Il
giudice può scostarsene anche nel caso in cui, fondan­dosi sulla diversa
opinione di altri esperti, ritiene di avere sufficienti motivi per mettere in
dubbio l'esattezza della perizia giudiziaria.

                                         Questi
principi sono stati confermati in una sentenza 8C_104/2007 del 28 marzo 2008
nella quale il Tribunale federale ha sottolineato che:

 

“Per quanto concerne in particolare le
perizie giudiziarie la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta
senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello
di mettere a disposizione del tribunale le proprie conoscenze specifiche e di
valutare, da un punto di vista medico, una certa fattispecie. Ragioni che
possono indurre il giudice a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la
presenza di affermazioni contraddittorie nella perizia stessa oppure
l'esistenza di altri rapporti in grado di inficiarne la concludenza. In tale
evenienza, la Corte giudicante può disporre una superperizia oppure scostarsi,
senza necessità di ulteriori complementi, dalle conclusioni del referto
peritale giudiziario (DTF 125 V 351 consid. 3b/aa pag. 353 e
riferimenti)." 

 

                                   7.   Chiamata
ora a pronunciarsi, questa Corte non ha motivi imperativi per scostarsi dalle
conclusioni alle quali sono giunti i periti del SAM con il referto del 22
luglio 2014 (doc. XXXII) secondo i quali l’insorgente dal novembre 2011 va
considerato abile al lavoro al 60% nell’ultima professione esercitata ed in
qualsiasi attività confacente al suo stato di salute, con le limitazioni ivi
descritte.

 

                                         Tale
valutazione è da considerare dettagliata, approfondita e quindi rispecchiante i
parametri giurisprudenziali ricordati al considerando che precede. 

 

                                         I
periti, dopo aver riassunto gli atti, l’anamnesi familiare, personale –
sociale, professionale e patologica, aver descritto le affezioni attuali e le
constatazioni obiettive, hanno posto la diagnosi di sindrome lombovertebrale
con componente spondilogena alla gamba sinistra su alterazioni degenerative
plurisegmentali della colonna lombare in particolar modo dei segmenti L3-L4,
L4-L5 ed L5-S1; stato dopo frattura del corpo vertebrale di L1; stato dopo
intervento chirurgico di decompressione osteo-legamentosa delle radici di L5 e
di S1 a sinistra l’11 luglio 2011, periartropatia omero scapolare tendinopatia della
spalla sinistra, sindrome depressiva ricorrente, episodio attuale di grado
lieve (ICD-10, F33.0), sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD-10,
F45.4), malattia coronarica bivasale in stato dopo angor instabile trattato con
PTCA e posa di 3 stent il 21.3.2014, fattori di rischio cardiovascolare:
famigliarità, ipertensione arteriosa nota dall’età di 18 anni, dislipidemia,
sovrappeso corporeo (BMI 29,2%). 

 

                                         I
periti e i consulenti si sono espressi su tutte le patologie lamentate
dall’assicurato, hanno esaminato accuratamente tutta la documentazione messa
loro a disposizione ed hanno valutato la capacità lavorativa dell’insorgente
sulla base delle indicazioni risultanti dalle visite effettuate presso il SAM.

                                         Al
referto va attribuita piena forza probante.

 

8.L’insorgente
contesta la conclusione dei periti circa la capacità lavorativa del 60% nella
sua precedente attività, rilevando che “un “gruista”, come era inteso dalla
ditta, presso la quale il signor RI 1 era stato “riformato” in quella professione,
non era colui (…omissis …), che domina i cantieri dall’alto della cabina di una
gru (… omissis …) bensì è quell’operaio, che, dotato di un telecomando, quando
la gru non tira, deve convivere con gli altri operai e ne deve assecondare le
esigenze (come ad esempio in occasione dell’infortunio 2009, quando il
“gruista” fu chiamato a spostare a mano con il solo suo capo
cantiere e nessun’altro, una putrella di circa 300 chili)” e che “anche
per la sola attività di gruista è compresa la manipolazione a terra delle
catene della gru (che pesano un’ottantina di chili), della forca per il
trasporto delle palette (che va inserita nel gancio della gru ed ha un peso di
186 chili) e delle benne (che pesano una trentina di chili” (doc. XXXVIII).

 

Questo TCA
rileva che nel questionario del datore di lavoro del 17 maggio 2010 inoltrato
all’UAI (citato nelle domande del 12 febbraio 2014 [cfr. doc. XXVI], contenuto
nell’incarto AI trasmesso al SAM, emerge che l’interessato svolgeva per il
34-66% del tempo l’attività di gruista, per il 6-33% di aiuto artigiano e
lavori leggeri da muratore. Il datore di lavoro ha inoltre indicato che per
l’attività svolta, su 8 ore, l’interessato doveva stare in posizione seduta
circa mezz’ora e doveva camminare o stare in piedi da 3 a 5 ore ed un quarto. Per il 6-33% della giornata doveva sollevare pesi fino a 10kg e per l’1-5%
della giornata doveva sollevare pesi medi (10-25kg) o, nella stessa
percentuale, pesanti (superiori ai 25kg).

 

                                         Ne
segue che i periti, nella loro valutazione globale, hanno preso in
considerazione la circostanza che l’insorgente, nell’arco della giornata,
doveva sollevare o portare pesi superiori ai 25 kg, conformemente a quanto attestato dal medesimo datore di lavoro. Inoltre è stato tenuto conto del
fatto che l’interessato, nel mese di agosto 2008, ha ripreso il lavoro grazie anche al buon rapporto con il capo operaio che l’avrebbe sempre
aiutato in caso di bisogno (cfr. doc. XXXII, pag. 18). 

 

                                         Le
conclusioni peritali si fondano pertanto su un ampio esame dell’attività
esercitata dall’insorgente e delle modalità con le quali essa veniva svolta.

 

                                         La
capacità globale del 60% nella precedente attività svolta dal ricorrente deve
di conseguenza essere confermata.

 

                                   9.   L’assicurato
chiede di interpellare il dr. med. __________ poiché, in occasione del primo
colloquio avvenuto nell’ambito dell’allestimento della perizia giudiziaria, il
perito avrebbe ipotizzato che lo stato valetudinario attuale deriverebbe
dall’infortunio e non dalla malattia (doc. XXXVIII). Ciò avrebbe quale
conseguenza, secondo l’insorgente, la possibilità di inoltrare una domanda di
revisione per il caso LAINF.

 

                                         Alla richiesta non
va dato seguito.

 

                                         Da
una parte oggetto del contendere è unicamente il diritto del ricorrente ad
ottenere prestazioni dall’assicurazione contro la perdita di guadagno in caso
di malattia. Un eventuale diritto a prestazioni della LAINF o domande di
revisione in tale ambito devono essere fatte valere tramite una procedura
separata.

 

                                         Inoltre
va rammentato che a norma dell’art. 70 cpv. 1 LPGA l’avente diritto può chiedere di riscuotere una prestazione anticipata se un evento
assicurato fonda il diritto a prestazioni delle assicurazioni sociali ma
sussiste un dubbio quanto al debitore delle suddette prestazioni e che l’art.
70 cpv. 2 lett. a LPGA prevede che sono tenute a versare prestazioni anticipate
per le prestazioni in natura e le indennità giornaliere la cui assunzione da
parte dell'assicurazione contro le malattie, dell'assicurazione contro gli
infortuni, dell'assicurazione militare o dell'assicurazione per l'invalidità è
contestata: l'assicurazione contro le malattie.

                                         Ai
sensi dell’art. 71 LPGA l'assicuratore tenuto a versare prestazioni anticipate
eroga le prestazioni secondo le disposizioni che disciplinano la sua attività.
Se il caso è assunto da un altro assicuratore, questi deve rimborsare gli
anticipi entro i limiti del suo obbligo di versare prestazioni

 

                                         Per
cui, in ogni caso, in concreto, l’assicuratore malattie è tenuto, se sono date
le condizioni, ad anticipare il pagamento delle eventuali indennità giornaliere
pattuite con l’assicurato. 

                                         Nel
caso in cui successivamente, per pura ipotesi di lavoro, dovesse emergere un
obbligo prestativo da parte dell’assicuratore infortuni, questi, nei limiti
dell’art. 71 LPGA, dovrà semmai rimborsare gli anticipi entro i limiti del suo obbligo di versare prestazioni all’assicuratore malattie.

 

                                10.   Da
parte sua la convenuta contesta la perizia, rilevando che l’insorgente non
avrebbe mai fatto valere problemi psichici al momento dell’emanazione della
decisione formale e della decisione su opposizione (doc. XXXVIII).

 

                                         Questo
TCA rammenta che secondo costante giurisprudenza, l'autorità giudicante
deve limitare l'esame del caso alla situazione effettiva che si presenta
all'epoca in cui è stata resa la decisione impugnata, ritenuto che fatti verificatisi ulteriormente
possono influire quali elementi di accertamento retrospettivo della situazione
anteriore alla decisione stessa. I fatti accaduti posteriormente e che hanno
modificato questa situazione devono di regola formare oggetto di un nuovo
provvedimento (fra le tante cfr. DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a).

 

                                         In
concreto il consulente del SAM, dr. med. __________, FMH psichiatria e
psicoterapia, il 22 maggio 2014 ha accertato che la sindrome depressiva ricorrente
è esordita in modo lento e progressivo già a partire dal 2004 e che ha sofferto
di un aggravamento a partire dal 2011 (cfr. doc. XXXII, pag. 5). Il TCA
evidenzia inoltre che il 17 gennaio 2011, in un certificato indirizzato all’assicuratore convenuto, il medico curante aveva indicato la presenza di una
componente distimica reattiva.

 

                                         Essendo
in presenza di una patologia insorta prima dell’emissione della decisione
impugnata del 28 marzo 2012, anche la malattia psichiatrica deve essere presa
in considerazione (cfr. anche consid. 14). 

 

                                11.   Accertato
che l’insorgente può svolgere la sua attività precedente o qualsiasi altra al
60%, va ora esaminato se ha diritto ad ulteriori indennità anche dopo il 15
marzo 2012, ossia alla fine del termine di tre mesi concessi dall’assicuratore
per cambiare attività, termine che in concreto non viene specificatamente
contestato.

 

                                         Va
qui rammentato che con sentenza pubblicata in RAMI 1989, p. 106ss., la nostra
Alta Corte federale ha stabilito che, per il diritto all'indennità ex art.
12bis LAMI, qualora un cambiamento di professione si imponga, tenuto conto
dell'obbligo di ridurre il danno, se il rapporto assicurativo prevede
l'indennizzazione anche di un'incapa­ci­tà parziale, determinante diventa
l'entità del danno residuo (RAMI 1989, p. 106ss.; RAMI 1994, p. 113ss.).

                                         In
tale ipotesi va, cioè, considerata la differenza tra il reddito che potrebbe
essere realizzato senza la malattia nella precedente professione e il reddito
che, invece, é realizzato o potrebbe essere ragio­nevolmente esatto nella nuova
professione.

                                         Il
grado di invalidità viene, in quest'ottica, perciò, valutato prendendo in
considerazione l'intero mercato del lavoro: all'assicurato, andrà, comunque,
concesso un periodo di adattamento la cui durata dipenderà dalle pecu­liarità
di ogni caso concreto (DTF 114 V 287 consid. 3d; 111 V 239 consid. 1b e 2a;
RAMI 1987 p. 105ss.).

                                         Il
TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha più volte ritenuto adeguati periodi
d'adattamento varianti dai 3 ai 5 mesi dall'intimazione
dell'assicuratore per la ricerca di un nuovo impiego (sentenza K64/05 del 29
giugno 2006, consid. 4.1; DTF 114 V 289 consid. 5b, 111 V 239 consid. 2a con
riferimenti; RAMI 2000 no. KV 112 pag. 123 consid. 3a;
Gebhard Eugster, Zum Leistungsrecht der Taggeldversicherung nach KVG, in
LAMal-KVG, Losanna 1997, pag. 519). Il periodo di
adattamento nel singolo caso può, entro tali limiti (cfr. tuttavia la sentenza
del 7 agosto 1998, K 126/97, consid. 2c, solo parzialmente riassunta in RAMI
1998 no. KV 45 pag. 430, nel cui ambito l’Alta Corte ha tutelato l'operato
della precedente istanza che aveva esteso a quasi sette mesi la durata del
periodo di adattamento), essere fissato tenendo conto delle circostanze
concrete, quali la difficile collocabilità sul mercato, l'età dell'assicurato,
le capacità (fisiche) residue in un'attività adatta ecc. (DTF 114 V 289 seg.
consid. 5b; SJ 2000 II pag. 440 consid. 2b; cfr. pure la sentenza citata del 7
agosto 1998, consid. 2c). Ai fini di tale esame non è per contro determinante
la durata della precedente incapacità lavorativa (RAMI 2000 no. KV 112 pag. 123
consid. 3a). Né, per quanto è dato di vedere, il Tribunale federale delle
assicurazioni ha mai fatto dipendere l'assegnazione di un simile periodo di
transizione dall'esistenza, al momento dell'intimazione da parte
dell'assicuratore malattia, di un rapporto di lavoro (cfr. ad es. i fatti posti
a fondamento delle sentenze pubblicate in RAMI 1989 no. K 812 pag. 255 e in SJ
2000 II pag. 440).

 

                                         In
concreto l’assicuratore, con decisione del 16 dicembre 2011 ha assegnato al ricorrente un termine scadente il 15 marzo 2012 per trovare un’occupazione
confacente al suo stato di salute.

                                         Questo
TCA, ritenuta l’età dell’insorgente (nato nel 1969), i limiti funzionali
descritti dai periti e la capacità lavorativa al 60% nella precedente attività
ed in attività leggere ritiene che la decisione dell’assicuratore su questo
punto sia corretta e vada confermata.

 

                                12.   Nell'ambito dell'assicurazione
d'indennità giornaliera, in applica-zione del principio secondo cui
l'assicurato deve fare tutto quanto da lui esigibile per ridurre lo scapito
economico derivante dal danno alla salute, questi deve sfruttare la sua residua
capacità lavorativa in attività diverse da quella esercitata al momento del
verificarsi del danno alla salute (sentenza 8C_709/2008 del 3 aprile 2009).

Si tratta dunque ora di esaminare dal
profilo economico le conseguenze del danno alla salute subìto dal ricorrente.

                                         

                                         Per accertare il reddito senza l'invalidità è decisivo
stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, quanto
l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla rendita,
se fosse sano (sentenze 13 giugno 2003 I 475/01 e 23 maggio 2000, U 243/99;
RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con riferimenti, cfr. anche RCC 1992
pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato il più concretamente
possibile.

                                         Determinante
è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto
delle competenze professionali come pure delle circostanze personali per un
prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi,
l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in
merito (cfr. DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr.
U 168 pag. 100s. consid. 3b).

                                         Un
salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che
lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 con riferimenti). I salari medi pagati nel
settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base a contratti
collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b).

                                         Siccome
di norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto che, senza
il danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare la
precedente attività lucrativa, devono essere considerati eventuali adeguamenti
ed aumenti salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b, ZAK 1990 pag.
519 consid. 3c).

                                         Se
nel caso concreto non è possibile quantificare l’ipotetico reddito che
l’assicurato avrebbe potuto percepire senza l’invalidi-tà, allora si può
ricorrere a dati ottenuti da valori statistici e d’esperienza (cfr. Pratique
VSI 1999 pag. 248 consid. 3b; cfr. anche sentenza del 30 dicembre 2002, I 56/02).

 

                                         Nel
caso in esame l’assicuratore malattie ha preso in considerazione un reddito da
valido di fr. 67'930.72. Dalla notifica di malattia del 27 settembre 2010 (doc.
14) si evince, per quell’anno, un reddito mensile di fr. 5'660.72 (5'225.44 +
435.28), ossia fr. 67'928.64 all’anno, che aggiornato all’anno dell’eventuale
continuazione del diritto ad ulteriori prestazioni, ammonta a fr. 68'607.95 nel
2011 (+ 1%) e a fr. 69'156.80 nel 2012 (+ 0.8%; www.bfs.admin.ch/bfs/portal/it/index/themen/03
/04/blank/key/lohnentwicklung/quartal.html).

 

                                13.   Per
quel che concerne il reddito da invalido, come visto, lo stesso è determinato sulla base della
situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che
quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa
residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia
adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126
V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

                                         

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di
indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla
tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita
dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella
TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV
nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa I 222/04). 

                                         Con
pronunzia del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario
da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al
salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da
invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti,
art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.

A questo proposito con sentenza
8C_44/2009 del 3 giugno 2009 il TF ha affermato che:

 

"
(…)

3.3 In una recente sentenza 8C_652/2008 dell'8 maggio 2009, non ancora pubblicata nella Raccolta ufficiale, il Tribunale
federale, precisando la propria giurisprudenza, ha stabilito che quando il
reddito effettivamente conseguito differisce di almeno il 5% rispetto al
salario statistico riconosciuto nel corrispondente settore economico, esso deve
essere considerato considerevolmente inferiore alla media nel senso della DTF
134 V 322 e può - in caso di adempimento degli altri presupposti - giustificare
un parallelismo dei redditi di raffronto (consid. 6.1.2). A questo parallelismo
si procederà però soltanto limitatamente alla parte percentuale eccedente la
soglia determinante del 5% (consid. 6.1.3). Questa Corte ha nella stessa
sentenza confermato che i fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già
aver tenuto conto con il parallelismo non possono essere presi in
considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione per circostanze
personali e professionali."

                                         In
concreto, in applicazione della giurisprudenza sviluppata nella sentenza del 7
aprile 2008 (inc. 32.2007.165), utilizzando i dati forniti dalla tabella TA1
elaborata dall'Ufficio federale di statistica, il ricorrente, svolgendo nel
2010 una professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore privato
svizzero (a proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore
privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe
potuto realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a fr. 4'901.--,
ossia fr. 58'812 all’anno (4'901 X 12, ritenuto che la quota di
tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999, U 274/98, p. 5
consid. 3a).

                                         Secondo
la più recente giurisprudenza del TF (sentenza 8C_671/2013 del 20 febbraio
2014, consid. 4.2), per l'indicizza-zione dei salari nell'ambito
dell'accertamento del reddito ipotetico da invalido occorre applicare la
Tabella T1.1.10 (Indice dei salari nominali, secondo il sesso, 2011-2012,
pubblicata dall'Ufficio federale di statistica, Indice svizzero dei salari per
ramo, in: http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/it/index/themen/03/04/blank/data/02.html).

                                         Il
salario statistico svizzero adeguato al rincaro ammonta pertanto a fr. 59’812
(Fr. 58’812  : 100 x 101,7) nel 2012.                         

                                                                                 

Questi dati si riferiscono, però, ad un
tempo lavorativo di 40 ore alla settimana.

Riportando così queste cifre su un
orario medio di lavoro settimanale di 41,7 ore computabili nel 2012, il salario medio ipotetico da invalido ammonta a Fr. 62'353,80 (Fr. 59'811,80
: 40 x 41,7).

 

                                         Come
visto, l’assicurato, gruista, avrebbe guadagnato fr. 69'156.80  nel 2012.

                                         Tale
reddito si situa leggermente sopra la media dei salari svizzeri per un’attività
equivalente (cfr. Tabella TA1 p.to 41-43 “costruzioni”: fr. 5’310 : 40 X
41.6 X 12 mesi = fr. 66'269 nel 2010; nel
2012: 66'269 : 100 X 101.7 : 41.6 X 41.5 = fr. 67’234).

                                         In
concreto non sono pertanto realizzati i presupposti per ridurre il reddito
statistico da invalido in applicazione della sentenza 8C_44/2009 del 3 giugno
2009. 

 

                                         Inoltre, va rilevato che,
secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della
particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non
possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in
lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello
medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul
salario teorico statistico. 

                                         L’Alta
Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del
salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzio-ne globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione
deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire
il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80
consid. 5b/cc).

                                         

                                         Con
sentenza 9C_179/2013 del 26 agosto 2013, a proposito della riduzione del salario statistico tramite l’utilizzo di multipli di 5, il TF ha affermato:

 

"
5.4 Contrariamente al potere di apprezzamento del Tribunale federale,
quello dell’autorità giudiziaria di primo grado non è per contro limitato alla
violazione del diritto (compreso l’eccesso e l’abuso del potere di
apprezzamento), ma si estende ugualmente all’esame di adeguatezza della
decisione amministrativa (“Angemessenheits-kontrolle”). In tale contesto
l’esame verte sulla questione di sapere se un’altra soluzione non sarebbe stata
più opportuna rispetto a quella adottata, in un caso concreto, dall’autorità
nell’ambito del proprio potere di apprezzamento e pur nel rispetto dei principi
generali del diritto. A tal proposito, il giudice delle assicurazioni sociali
non può, senza valido motivo, sostituire il suo apprezzamento a quello degli
organi dell’assicurazione; deve piuttosto fondarsi su circostanze tali da fare
apparire il proprio apprezzamento come quello maggiormente appropriato (DTF 126
V 75 consid. 6 pag. 81; DTF 137 V 71 consid. 5.2 pag. 73 seg.).

5.5. La decisione del Tribunale
cantonale di distanziarsi dalla deduzione operata dall’UAI a titolo di
circostanze particolari non viola il diritto federale né configura altrimenti
un abuso o un eccesso nell’esercizio del potere di apprezzamento poiché poggia
su un valido motivo. Come fanno giustamente notare i giudici di prime cure,
nella sua prassi il Tribunale federale applica infatti abitualmente a questo
genere di deduzioni dei multipli di 5 quando non si limita semplicemente ad
avallare – a causa dell’ininfluenza del calcolo per l’esito della valutazione –
il giudizio dell’istanza precedente. L’applicazione di tassi più frazionati si
rivelerebbe invece problematica poiché siffatte riduzioni sarebbero
difficilmente concretizzabili e quindi anche difficilmente verificabili in sede
giudiziaria (cfr. Ulrich Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversi-cherung
[IVG], in: Murer/Stauffer [ed.], Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, 2a ed. 2010, pag. 314). (…)”

 

                                         Nel
caso di specie l’assicuratore ha deciso una riduzione globale del 15%, tenuto
conto dell’ ”età, gli anni di servizio, lo stato di salute” (doc. 26). Questo
Tribunale, che, di massima, non può senza motivi pertinenti sostituire il
proprio apprezzamento a quello dell’amministrazione (cfr. DTF 137 V 71, consid.
5.2) non ha alcun motivo per modificare la riduzione concessa, pur generosa, ritenuto
che si tratta di una percentuale che rientra nei parametri fissati dalla
giurisprudenza. Del resto, come si vedrà in seguito, l’interessato sfrutta
comunque al meglio la propria capacità lavorativa nella precedente professione,
per cui anche volendo utilizzare una riduzione del 10%, più consona alla
situazione in esame, per l’insorgente (e l’assicuratore) non vi sarebbe alcuna
differenza.

 

                                         Riducendo
il salario da invalido di fr. 62'353.80 dapprima del 40% (riduzione del
rendimento) a fr. 37'412.28 ed in seguito del 15% a fr. 31'800.44 e
raffrontandolo con quello da valido di fr. 69'156.80, si ottiene un grado
d’invalidità del 54%.

 

                                         Ritenuto
tuttavia che all’insorgente incombe l’obbligo di ridurre il danno e che nella
precedente attività di gruista e di aiuto artigiano può sfruttare meglio, al
60% (cfr. doc. XXXII), la sua capacità lavorativa, dal 16 marzo 2012
all’interessato vanno erogate indennità giornaliere nella misura del 40% fino
all’esaurimento delle prestazioni. 

                                         A
questo proposito va rammentato che l’assicuratore infortuni ha dichiarato
estinto il proprio obbligo a prestazioni a contare dal 22 settembre 2010,
ritenuto che, da quella data in poi, i disturbi denunciati dall’assicurato non
si sarebbero più trovati in una relazione di causalità naturale con il trauma
occorsogli il 10 novembre 2009 (doc. 12) e che l’assicurato, nel proprio
ricorso, evidenzia di aver diritto a 730 giorni di prestazioni (doc. I, pag.
9). Spetterà all’assicuratore convenuto, tenuto conto dell’eventuale periodo di
carenza iniziale, calcolare le prestazioni cui l’interessato ha ancora diritto.

 

                                         In
queste condizioni il ricorso va parzialmente accolto ai sensi dei considerandi
ed all’insorgente, rappresentato da un avvocato, vanno riconosciute ripetibili
parziali (cfr. art. 61 LPGA).

 

                                         Ritenuti
l'esito della lite e il diritto a ripetibili parziali, l’assistenza giudiziaria
con il gratuito patrocinio dell’avv. __________, riconosciuta con il decreto
del 30 gennaio 2014 (doc. XXII), per quanto attiene alla parte per la quale
l’insorgente è vincente in causa, è divenuta priva di oggetto (DTF 124 V 310
consid. 6; STFA 164/02 del 9 aprile 2003). Per la parte del ricorso in cui il
ricorrente è soccombente, l’interessato rimane al beneficio dell'assistenza
giudiziaria (DTF 124 V 301 consid. 6), per i motivi esposti nel decreto del 30
gennaio 2014 (doc. XXII).

 

                                14.   Resta
da esaminare se il costo della perizia, perlomeno in parte, deve essere assunto
dall’assicuratore convenuto.

 

                                         In
DTF 139 V 496 il TF, in una vertenza in ambito AI, ha posto i criteri
da prendere in considerazione per determinare se le spese di una perizia
giudiziaria possono essere poste a carico dell'autorità amministrativa (cfr. in
particolare consid. 4.4): 

 

« 4.3
Au consid. 4.4.2 de l'ATF 137 V 210, le Tribunal
fédéral a indiqué que les frais qui découlaient de la mise en oeuvre d'une expertise judiciaire pluridisciplinaire confiée à un COMAI
pouvaient le cas échéant être mis à la charge de l'assurance-invalidité. En
effet, lorsque l'autorité judiciaire de première instance décidait de confier
la réalisation d'une expertise judiciaire pluridisciplinaire à un COMAI parce
qu'elle estimait que l'instruction menée par l'autorité administrative était
insuffisante (au sens du consid. 4.4.1.4 de l'ATF 137 V 210), elle intervenait
dans les faits en lieu et place de l'autorité administrative, qui aurait dû, en
principe, mettre en oeuvre cette mesure d'instruction dans le cadre de la
procédure administrative. Dans ces conditions, les frais de
l'expertise ne constituaient pas des frais de justice au sens de l'art. 69 al.
1bis LAI, mais des frais relatifs à la procédure administrative au
sens de l'art. 45 LPGA qui devaient être pris en charge par
l'assurance-invalidité. 

 

4.4
Cette règle, qu'il convient également d'appliquer,
dans son principe, aux expertises judiciaires mono- et bidisciplinaires (cf.
supra consid. 4.1), ne saurait entraîner la mise systématique des frais d'une
expertise judiciaire à la charge de l'autorité administrative. Encore faut-il
que l'autorité administrative ait procédé à une instruction présentant des
lacunes ou des insuffisances caractérisées et que l'expertise judiciaire serve
à pallier les manquements commis dans la phase d'instruction administrative. En
d'autres mots, il doit exister un lien entre les défauts de l'instruction
administrative et la nécessité de mettre en oeuvre une expertise judiciaire (ATF
137 V 210 consid. 4.4.2 p. 265). Tel sera notamment le cas lorsque l'autorité
administrative aura laissé subsister, sans la lever par des explications
objectivement fondées, une contradiction manifeste entre les différents points
de vue médicaux rapportés au dossier (ATF 135 V 465 consid. 4.4 p. 469; voir
également ATF 139 V 225 consid. 4 p. 226 et arrêt 8C_71/2013 du 27 juin 2013
consid. 2), lorsqu'elle aura laissé ouverte une ou plusieurs questions
nécessaires à l'appréciation de la situation médicale ou lorsqu'elle aura pris
en considération une expertise qui ne remplissait manifestement pas les
exigences jurisprudentielles relatives à la valeur probante de ce genre de
documents (ATF 125 V 351 consid. 3a p. 352). En revanche, lorsque l'autorité
administrative a respecté le principe inquisitoire et fondé son opinion sur des
éléments objectifs convergents ou sur les conclusions d'une expertise qui
répondait aux réquisits jurisprudentiels, la mise à sa charge des frais d'une
expertise judiciaire ordonnée par l'autorité judiciaire de première instance,
pour quelque motif que ce soit (à la suite par exemple de la production de
nouveaux rapports médicaux ou d'une expertise privée), ne saurait se justifier. »

 

                                         In DTF 140 V 70 il TF ha esteso la possibilità di accollare le spese peritali
anche all’assicuratore infortuni alle stesse condizioni di quelle formulate
nella DTF 139 V 496 (consid. 6) e
in una sentenza 9C_781/2013 del 28 gennaio 2014 all’assicuratore malattie (cfr.
consid. 3.2 e seguenti), in applicazione dell’art. 45 LPGA, trattandosi di
costi relativi alla procedura amministrativa che devono essere a carico dell’assicuratore
sociale e non di spese di giustizia. Ciò vale tuttavia solo laddove
l’amministrazione ha effettuato un’istruttoria lacunosa o con insufficienze qualificate
e se la perizia serve a colmare le mancanze dell’assicuratore. In altre parole
occorre un nesso tra le lacune istruttorie e la necessità di allestire una
perizia giudiziaria (“3.2. Dans un passé
récent, le Tribunal fédéral a indiqué que les frais qui découlaient de la mise
en oeuvre d'une expertise médicale judiciaire mono-, bi- ou pluridisciplinaire
pouvaient le cas échéant être mis à la charge d'un assureur social. En effet,
lorsque l'autorité judiciaire de première instance décidait de confier la
réalisation d'une expertise judiciaire pluridisciplinaire à un ou plusieurs
experts ou à un centre d'expertise parce qu'elle estimait que l'instruction
menée par l'autorité administrative était insuffisante (au sens du consid.
4.4.1.4 de l'ATF 137 V 210), elle intervenait dans les faits en lieu et place
de l'autorité administrative qui aurait dû, en principe, mettre en oeuvre cette
mesure d'instruction dans le cadre de la procédure administrative. Dans ces
conditions, les frais de l'expertise ne constituaient pas des frais de justice,
mais des frais relatifs à la procédure administrative au sens de l'art. 45 LPGA
qui devaient être pris en charge par l'assureur social (ATF 137 V 210 consid.
4.4.2 p. 259). Le Tribunal fédéral a précisé par la suite que cette règle ne
devait pas entraîner la mise systématique des frais d'une expertise judiciaire
à la charge de l'autorité administrative. Encore fallait-il que l'autorité
administrative ait procédé à une instruction présentant des lacunes ou des
insuffisances caractérisées et que l'expertise judiciaire serve à pallier les
manquements commis dans la phase d'instruction administrative. En d'autres
mots, il devait exister un lien entre les défauts de l'instruction
administrative et la nécessité de mettre en oeuvre une expertise judiciaire (ATF 139 V 496 consid. 4 p. 500)”).

 

                                         Nel
caso di specie le condizioni poste dalla giurisprudenza per accollare le spese
della perizia all’assicuratore malattia non sono adempiute. La necessità di una
perizia psichiatrica, poi risultata determinante per stabilire la capacità
lavorativa dell’interessato, è infatti emersa in seguito all’esame dell’incarto
da parte del SAM. La semplice indicazione, in tre certificati medici del
curante, di cui due assai datati (8 marzo 2004 e 2 maggio 2004) ed uno più recente
(17 gennaio 2011; doc.15), della presenza di uno stato distimico reattivo (cfr.
perizia dr. med. __________: doc. XXXII/1, pag. 2) non è infatti sufficiente
per ritenere che l’assicuratore stesso avrebbe dovuto procedere con un esame
psichico approfondito dell’interessato, tanto più che l’insorgente stesso non ha
sollevato esplicitamente questa problematica neppure in sede giudiziaria (cfr.
doc. I). La necessità di procedere ad una perizia neurologica e reumatologica
derivava invece dal fatto che le valutazioni del dr. med. __________ __________,
medico fiduciario dell’assicuratore,  presentavano importanti divergenze con
quelle dei medici che hanno visitato l’interessato in __________.

 

                                         Non
riscontrandosi lacune gravi e qualificate nell’istruttoria da parte dell’assicuratore
convenuto le spese peritali non possono essergli accollate.

 

                                      

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

                                    §   CO
1 è condannata a versare ad RI 1 indennità giornaliere nella misura del 40% dal
16 marzo 2012 fino all’esaurimento delle prestazioni.

 

2.Il
decreto del 30 gennaio 2014 concedente l'assistenza giudiziaria ed il gratuito
patrocinio, in quanto non divenuto privo di oggetto in seguito all’esito del
presente procedimento, è confermato.

 

                                   3.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. CO 1 verserà ad RI 1 fr. 2'000 a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il giudice delegato                                                Il
segretario

 

Ivano Ranzanici                                                   Fabio
Zocchetti