# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 49e07aea-2a48-50b5-a5f6-9cde050f5ce0
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2019-09-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.09.2019 B-2875/2018
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-2875-2018_2019-09-09.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte II 

B-2875/2018 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  9  s e t t e m b r e  2 0 1 9  

Composizione 

 
Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio),  

Eva Schneeberger, Pietro Angeli-Busi,  

cancelliere Corrado Bergomi. 
 

 
 

Parti 

 
X._______,  

patrocinata dall'avv. Lorenza Ponti Broggini,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato per la formazione,  

la ricerca e l'innovazione SEFRI,  

Einsteinstrasse 2, 3003 Berna,    

autorità inferiore,  

 

e 

 

Commissione per la garanzia della qualità (CGQ) 

dell’Organizzazione del mondo del lavoro  

della medicina alternativa svizzera (OdA MA), 

Wengistrasse 11, 4500 Solothurn,    

prima istanza. 

 

Oggetto 

 
Esame professionale superiore di naturopata,  

decisione su ricorso del 16 aprile 2018. 

B-2875/2018 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

X._______ (la ricorrente) si è presentata, nel novembre 2016, all’esame 

professionale superiore di naturopata (indirizzo: omeopatia), indetto 

dall’Organizzazione del mondo del lavoro della medicina alternativa sviz-

zera (OdA AM). 

B.  

Mediante decisione del 14 novembre 2016 la Commissione per la garanzia 

della qualità dell’OdA AM (in seguito: CGQ o prima istanza) ha comunicato 

alla ricorrente che non aveva passato l’esame nella misura in cui non aveva 

superato le parti P1 (studio di un caso) e P4 (lavoro pratico). Alla decisione 

sono stati allegati la “Griglia di valutazione P1 Studio di un caso – insieme” 

e lo “Schema di valutazione – P4 Lavoro pratico – insieme”, ossia le valu-

tazioni comuni dei due esperti. 

C.  

C.a Il 19 dicembre 2016, la ricorrente ha adito la SEFRI con un ricorso 

contro la decisione della CGQ, chiedendo la modifica della decisione im-

pugnata nel senso di accertare il superamento dell’esame professionale 

superiore di naturopata e di rilasciarle il relativo diploma federale.  

Per quanto attiene sia alla parte P1 sia alla parte P4 dell’esame, la ricor-

rente ha addotto che gli esperti, nelle loro giustificazioni, hanno citato delle 

mancanze di elementi che, a suo dire, non sono tuttavia contenuti nel re-

golamento d’esame o nelle linee guida, esprimendo così facendo una va-

lutazione meramente soggettiva e priva di base legale. In altri casi risulte-

rebbe dai giudizi espressi che aspetti diversi hanno avuto un peso diffe-

rente nella valutazione, senza che nelle basi legali applicabili sia chiarito il 

relativo metro di giudizio. La ricorrente ha di conseguenza chiesto che ve-

nissero indicati con chiarezza i parametri utilizzati e la loro ponderazione, 

richiamando gli atti prodotti o allestiti dalla ricorrente durante l’esame e 

l’edizione dei criteri di ponderazione utilizzati dalla CGQ per la valutazione 

delle singole posizioni dell’esame. La ricorrente ha pure passato in rivista 

e criticato ogni singola giustificazione degli esperti in relazione a ciascun 

criterio secondo la griglia rispettivamente lo schema di valutazione degli 

esami P1 e P4. Inoltre, la ricorrente si è lamentata del fatto che soltanto 

uno dei due esperti presenti all’esame capiva l’italiano cosicché, in contra-

sto a quanto previsto dal regolamento d’esame, la sua prestazione sarebbe 

stata valutata non da due ma da un solo esperto. In aggiunta a ciò, la ricor-

B-2875/2018 

Pagina 3 

rente ha ritenuto che il mancato superamento dell’esame fosse anche in-

giustificato sulla base della lunga esperienza professionale e della forma-

zione approfondita in ambito sanitario. In più, in merito alla parte d’esame 

P4, la ricorrente ha ritenuto che la Oml MA abbia agito contrariamente alle 

direttive d’esame, non avendo ritenuto idoneo il paziente assegnatole a 

sorte secondo il regolamento ed invitandola, a soli sette giorni prima 

dell’esame, a sceglierne personalmente un altro di cui non conoscesse le 

patologie. 

C.b Il 24 febbraio 2017, la CGQ ha preso posizione sul ricorso, conclu-

dendo in sostanza al mantenimento del risultato dell’esame ed alla reie-

zione del gravame.  

C.b.a In primo luogo, la CGQ ha puntualizzato che le due parti d’esame P1 

e P4 si sono svolte conformemente alle esigenze corrispondenti descritte 

nel dettaglio nelle Direttive del 28 aprile 2015 relative al Regolamento 

d’esame, dimodoché era possibile controllare l’oggettività dell’apprezza-

mento dell’esame in funzione dei criteri menzionati nelle griglie di valuta-

zione. A suo avviso, non dà adito a critiche il fatto che gli elementi menzio-

nati dagli esperti come mancanti alla ricorrente per l’adempimento delle 

competenze non siano espressamente indicati nella documentazione o 

nelle direttive d’esame. A tale proposito, la CGQ ha precisato che si pre-

sume che i candidati conoscano i principali contenuti di una determinata 

competenza, sottolineando che è “corretto e voluto sulla base dell’architet-

tura dell’esame che gli indicatori abbinati ai singoli criteri siano utilizzati in 

modo vincolante dagli esperti nella loro valutazione; tuttavia questi indica-

tori hanno un carattere confidenziale e non sono resi pubblici dalla CGQ”. 

La CGQ ha aggiunto che, al momento della comunicazione dei risultati, la 

ricorrente ha preso visione degli atti e che le è stato spiegato, oralmente, il 

risultato del suo esame e le percentuali dei punteggi ottenuti. Tuttavia, la 

CGQ ha rilevato che il calcolo esatto del risultato era confidenziale e che 

poteva essere trasmesso soltanto alla SEFRI. Riguardo agli esperti, la 

CGQ ha affermato che entrambi avevano un’esperienza sufficiente per 

svolgere esami in italiano. 

C.b.b Quanto alla parte d’esame P1, la CGQ ha adattato in determinati 

punti (precisamente al criterio 5.1, 5.10, 5.19, 8.1, 9.1) la valutazione 

dell’esame a favore della ricorrente, attribuendo ad ognuno di essi una va-

lutazione “B” anziché “C”, rilevando tuttavia che il punteggio minimo richie-

sto per il superamento dello stesso non era stato raggiunto malgrado l’as-

B-2875/2018 

Pagina 4 

segnazione di 15 punti supplementari. In concreto, con il 35.8% la ricor-

rente si trova, a dire della CGQ, notevolmente al di sotto del punteggio 

minimo necessario del 60%.  

C.b.c Quanto all’esame P4, la CGQ non ha proceduto a nessun adatta-

mento, allegando uno schema di valutazione contenente un aggiorna-

mento delle giustificazioni degli esperti e rifiutando di trasmettere la copia 

dell’anamnesi della paziente in quanto non rilevante per valutare la presta-

zione d’esame.  

C.b.d La CGQ riconosce che la ricorrente sia stata l’unica candidata italo-

fona e come non sia perciò stato possibile metterle a disposizione un pa-

ziente di lingua tedesca. Di conseguenza la Oml MA, con il consenso della 

CGQ, avrebbe permesso alla ricorrente di reclutare personalmente un 

nuovo paziente per il proprio esame. Avendo la ricorrente partecipato 

all’esame con il paziente da lei selezionato, la CGQ ha dedotto che la ri-

corrente abbia dato implicitamente il proprio consenso a tale modo di pro-

cedere.  

C.b.e La CGQ ha prodotto assieme alla sua presa di posizione anche le 

rispettive linee guida e direttive concernenti le parti d’esame P1 e P4. 

C.c Nella replica del 29 marzo 2017, la ricorrente si è riconfermata nelle 

proprie tesi e conclusioni. Oltre a completare le proprie argomentazioni in 

diversi punti delle due parti d’esame, ella lamenta in particolare una viola-

zione del suo diritto di essere sentita e del diritto di trasparenza per non 

avere potuto prendere conoscenza della griglia interna con i criteri di valu-

tazione, dei (sotto)criteri e dei pesi ponderali alla base della valutazione del 

suo esame, chiedendone l’edizione. La ricorrente ha inoltre richiesto “l’edi-

zione delle valutazioni individuali allestite separatamente dai due esperti 

prima di accordarsi sulla valutazione comune definitiva” (replica, § 1), non-

ché una copia del verbale dell’incontro relativo alla discussione sul risultato 

d’esame e una copia dell’anamnesi.  

C.d Mediante duplica del 15 maggio 2017, la CGQ ha concluso alla reie-

zione di tutte le richieste della ricorrente volte ad ottenere ulteriore docu-

mentazione, al rigetto delle argomentazioni ricorsuali, nonché alla con-

ferma della validità del risultato d’esame.  

A titolo completivo la CGQ ha rilevato che “le due griglie di valutazione 

[delle parti d’esame P1 e P4] compilate individualmente dai due esperti 

B-2875/2018 

Pagina 5 

costituiscono appunti personali e non sono rilevanti per la valutazione vin-

colante della prestazione d’esame”, la CGQ servendosi “di tali appunti 

esclusivamente per scopi di valutazione interna” (duplica, pag. 3). La CGQ 

ha ribadito che “i sottocriteri contestati dalla ricorrente non sono parte della 

documentazione dell’esame resa pubblica e vengono presunti come ne-

cessarie competenze dei candidati. I cosiddetti sottocriteri rappresentano 

quindi direttive interne per la valutazione del lavoro d’esame e non vengono 

resi noti. Tutti i criteri di valutazione sono elencati nelle direttive concernenti 

le diverse parti d’esame e sono noti ai candidati prima dell’inizio 

dell’esame” (duplica, pag. 2). Infine, la CGQ ha preso posizione sulle criti-

che della ricorrente relative alla gestione del tempo per la parte d’esame 

P4.  

C.e Con scritto del 16 maggio 2017 la SEFRI ha in sintesi comunicato alla 

CGQ che la duplica “non [era] completa in quanto non risponde[va] a certe 

argomentazioni della ricorrente”, chiedendo un “complemento” in relazione 

a determinate posizioni degli esami P1 (in concreto: 5.2, 5.7, 5.8, 5.11, 

5.12, 5.13, 7.1, 7.3, 9.1) e P4 (1.2, 1.4, 1.6, 1.7, 2.3, 2.4, 3.2, 3.8) entro il 

30 maggio 2017, termine poi prorogato fino al 20 giugno 2017 seguente.  

C.f Il 15 giugno 2017, la CGQ ha risposto alla SEFRI di avere “esaminato 

approfonditamente tutte le argomentazioni portate dalla ricorrente contro i 

singoli criteri per la valutazione delle parti d’esame P1 e P4 e analizzato le 

relative valutazioni degli esperti”, concludendo di non reputare “necessario 

occuparsi di nuovo di ognuna delle singole motivazioni della ricorrente”. La 

CGQ ha nel contempo esibito la “Scala di valutazione (matrice di punti)” 

con i risultati d’esame della ricorrente (cfr. infra consid.2.6). 

C.g Il 21 luglio 2017, dopo avere ottenuto due proroghe del termine, la ri-

corrente ha presentato le sue osservazioni finali, confermando sostanzial-

mente le sue tesi, le sue conclusioni, nonché rinnovando le richieste d’edi-

zione e chiedendo un aumento delle note date da C a B e da B a A.  

C.h Con decisione del 16 aprile 2016 (recte: 2018), ricevuta dalla ricorrente 

il giorno seguente, la SEFRI ha “ammesso” (recte: accolto) il ricorso, an-

nullato la decisione del 14 novembre 2016, nonché pronunciato che la ri-

corrente è “autorizzata a presentarsi nuovamente agli esami per le parti P1 

e P4” e ha invitato la CGQ a “prendere una nuova decisione sull’attribu-

zione del titolo alla ricorrente sulla base dei nuovi risultati ottenuti”, rimbor-

sando le spese procedurali alla ricorrente e assegnandole un’indennità per 

spese ripetibili.  

B-2875/2018 

Pagina 6 

In sostanza, la SEFRI ha esposto che le Direttive relative al regolamento 

d’esame specifico sono molto precise riguardo ai “requisiti del contenuto” 

dell’esame, tanto da dover essere considerate esaustive, considerando di 

conseguenza inammissibile che la commissione d’esame tenga conto di 

elementi non figuranti nelle direttive e linee guida dell’esame. In aggiunta 

a ciò, la SEFRI ha sottolineato che la CGQ avrebbe dovuto, almeno in fase 

di ricorso, permettere alla ricorrente di prendere conoscenza dei sottocriteri 

di valutazione, e che, “rammentando in ogni giro di parole che i documenti 

erano confidenziali, [la CGQ] ha commesso una violazione del diritto di es-

sere sentita della ricorrente che non è stata sanata nella procedura di ri-

corso”. La SEFRI è pervenuta alla conclusione che non si rivelava dunque 

più necessario esaminare le ulteriori censure di merito della ricorrente.    

D.  

Il 17 maggio 2018, la ricorrente ha inoltrato al Tribunale amministrativo fe-

derale un ricorso contro la predetta decisione della SEFRI, chiedendo l’an-

nullamento della stessa nonché l’accertamento del superamento 

dell’esame di naturopata e il rilascio del relativo diploma federale. In so-

stanza, la ricorrente rimprovera alla SEFRI di avere “deciso altro rispetto 

alle [sue] chiare richieste [valutazione sufficiente dell’esame]”, riprendendo 

fondamentalmente gli argomenti già esposti nel suo ricorso contro la deci-

sione della CGQ. In particolare, la ricorrente sottolinea che “[…] i criteri 

sulla base dei quali si sarebbe svolta la valutazione dei suoi esami” non 

sono in definitiva mai stati prodotti dalla CGQ, nemmeno nel corso della 

procedura ricorsuale, la SEFRI non avendo infatti espressamente ordinato 

alla CGQ di esibirli (cfr. ricorso, § 11). A mente della ricorrente, la SEFRI 

avrebbe dovuto ordinare alla CGQ di produrre detti criteri e, una volta in 

loro possesso, procedere lei stessa ad un riesame delle due parti d’esame 

contestate o, in subordine, incaricare due esperti indipendenti per rivalu-

tare le prestazioni della ricorrente. Negando il riesame delle due presta-

zioni, nonché delle relative censure di merito della ricorrente e decidendo 

senza motivazione alcuna che la ricorrente doveva ripresentarsi agli esami, 

la SEFRI avrebbe limitato ingiustamente il proprio potere cognitivo ed agito 

non solo in violazione della prassi da lei menzionata nella decisione impu-

gnata, ma anche della libertà economica della ricorrente.     

E.  

E.a Con presa di posizione del 17 luglio 2018, inoltrata con gli atti prelimi-

nari entro il termine prorogato con ordinanza del 21 giugno 2018, la SEFRI 

conferma la propria decisione e propone il rigetto del ricorso. La medesima 

sottolinea che “i cosiddetti sottocriteri erano necessari per permettere alla 

B-2875/2018 

Pagina 7 

ricorrente di comprendere la valutazione, che rimaneva ancora lacunosa”, 

per cui, essendosi la CGQ rifiutata di rendere noti detti sottocriteri di valu-

tazione, non si poteva che constatare la violazione del diritto di essere sen-

tita della ricorrente. A detta della SEFRI, l’annullamento della decisione im-

pugnata rimane la sanzione che deve di principio essere pronunciata.     

E.b Entro il termine fissato con ordinanza del 29 maggio 2018 l’autorità di 

prima istanza non ha depositato alcuna risposta al ricorso, né inoltrato la 

propria documentazione. 

F.  

Mediante ordinanza dell’8 agosto 2018 lo scrivente Tribunale ha avviato un 

ulteriore scambio di scritti in materia di esame degli atti di procedura.  

Con scritto del 16 agosto 2018 la SEFRI ha comunicato di non avere obie-

zioni a che l’intero incarto da lei inoltrato venga trasmesso alla ricorrente. 

Con lettera del giorno successivo la ricorrente, ribadendo tutte le assun-

zioni di prove da lei finora richieste nel corso di entrambi i procedimenti, ha 

chiesto di poter visionare gli atti n. 10-13-15 e 20 dell’incarto della SEFRI, 

i quali le sono stati inviati con l’ordinanza del 27 agosto 2019.  

Dal canto suo, la prima istanza non ha dato seguito all’ordine del Tribunale 

di inoltrare una copia del lavoro scritto d’esame P1 della ricorrente e, 

quanto all’esame pratico-orale P4, le copie di tutti i documenti che non 

erano ancora stati prodotti nel corso della presente procedura.  

G.  

Nella sua replica del 20 settembre 2018 la ricorrente ha sostanzialmente 

ribadito i propri argomenti e mantenuto le conclusioni del gravame. A titolo 

completivo, si è nuovamente espressa su singoli punti relativi alle parti 

d’esame P1 e P4. Inoltre, la ricorrente critica il metodo di calcolo adottato 

dalla CGQ, a suo dire in nessun modo trasparente e comprensibile, nella 

misura in cui non si capisce quale peso venga dato ad ogni singola lettera 

(A, B, C) e a quanti punti dia diritto una valutazione A o B. 

H.  

Entro il termine fissato con ordinanza del 26 settembre 2018, l’autorità in-

feriore ha confermato in sostanza quanto già esposto nella sua presa di 

posizione del 17 luglio 2018 e nella decisione impugnata, rinunciando ad 

inoltrare una duplica. La prima istanza non ha fatto uso dell’opportunità di 

inoltrare una presa di posizione. 

B-2875/2018 

Pagina 8 

I.  

Con ordinanza del 31 ottobre 2018 si è concluso lo scambio degli scritti, su 

riserva di eventuali ulteriori misure d’istruzione o memorie delle parti. 

J.  

Con lettera dell’11 giugno 2019 la ricorrente, per il tramite del proprio pa-

trocinatore, ha sollecitato l’intimazione della sentenza, sottolineando che 

fintanto che la pratica è pendente e la sentenza non è cresciuta in giudicato 

la ricorrente non potrà ripresentarsi agli esami. 

Mediante scritto del 14 giugno 2019 lo scrivente Tribunale ha risposto alla 

lettera della ricorrente dell’11 giugno 2019, esprimendosi sui tempi di eva-

sione della causa e sulla possibilità della ricorrente di ripresentarsi agli 

esami e sulle conseguenze di una sua ripresentazione agli esami durante 

la litispendenza. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Contro la decisione della SEFRI del 16 aprile 2016 (recte: 2018), la 

quale configura una decisione ai sensi dell’art. 5 cpv. 2 della legge federale 

del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), è 

ammesso il ricorso al Tribunale amministrativo federale (art. 31 e 33 lett. d 

della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale [LTAF, 

RS 173.32]; art. 61 cpv. 2 della legge federale del 13 dicembre 2002 sulla 

formazione professionale (legge sulla formazione professionale, LFPr, 

RS 412.10). 

1.2 Mediante l’atto impugnato la SEFRI ha annullato la decisione della 

prima istanza del 14 novembre 2016, autorizzato la ricorrente a presentarsi 

nuovamente e gratuitamente agli esami per le parti P1 e P4 dell’esame ed 

invitato la prima istanza a prendere una nuova decisione sull’attribuzione 

del titolo alla ricorrente sulla base dei nuovi risultati ottenuti. L’oggetto del 

contendere è quindi costituito da una decisione di rinvio. 

1.2.1 Secondo la prassi del Tribunale federale in applicazione della legge 

federale sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110) le 

decisioni di rinvio rientrano nella categoria delle decisioni incidentali, uni-

camente impugnabili alle condizioni dell’art. 93 LTF anche se risolvono 

B-2875/2018 

Pagina 9 

aspetti materiali parziali dell'oggetto litigioso (cfr. DTF 134 II 137 con-

sid. 1.3.2; 134 II 124 consid. 1.3; 133 V 477 consid. 4.1.3 seg.). Soltanto 

se all’autorità di prima istanza a cui la causa è rinviata non rimane nessuna 

latitudine di apprezzamento e di giudizio e se il rinvio serve esclusivamente 

all’attuazione di un ordine specifico, l’Alta Corte conclude alla sussistenza 

di una decisione finale impugnabile illimitatamente (cfr. DTF 138 I 143 con-

sid. 1.2; sentenza del TAF B-2528/2015 del 29 marzo 2017 consid. 1.1 con 

ulteriori riferimenti).  

Nell’ambito della revisione totale dell’organizzazione giudiziaria federale è 

stato introdotto nella PA un nuovo disciplinamento dell’impugnazione delle 

decisioni incidentali, in sintonia con la corrispondente norma della legge 

sul Tribunale federale (cfr. il messaggio concernente la revisione totale 

dell’organizzazione giudiziaria federale del 28 febbraio 2001, FF 2001 

3764 segg., 3959). Di conseguenza, la prassi del Tribunale federale rela-

tiva alla distinzione tra decisioni parziali, finali ed incidentali conforme-

mente agli art. 91 segg. LTF è determinante anche per la distinzione corri-

spondente sulla base degli art. 44 segg. PA. D’ora in avanti, le decisioni di 

principio di diritto materiale che rispondono ad una questione di fondo par-

ziale dell’oggetto litigioso e che prima venivano definite come decisioni fi-

nali o parziali sono considerate decisioni incidentali (DTF 133 V 477 consid. 

4.1 con ulteriori riferimenti; sentenza del TAF B-2528/2015 del 29 marzo 

2017 consid. 1.2.1 e le referenze ivi citate). 

In un procedimento in materia di esame professionale lo scrivente Tribu-

nale ha avuto modo di riprendere la giurisprudenza del Tribunale federale 

summenzionata, qualificando come decisione incidentale una decisione di 

rinvio della SEFRI con la quale quest’ultima ha ordinato alla commissione 

d’esame di dare occasione al ricorrente di ripetere l’esame orale senza il 

prelevamento di spese e di decidere nuovamente sul superamento 

dell’esame (cfr. sentenza del TAF B-352/2018 del 17 gennaio 2019 con-

sid. 1.2.4). Lo scrivente Tribunale ha deciso in modo analogo in un proce-

dimento precedente in materia di risultati d’esame nell’ambito delle profes-

sioni mediche (cfr. sentenza del TAF B-2528/2015 del 29 marzo 2017 con-

sid. 1.2.1). 

1.2.2 Anche nel caso che ci riguarda l’autorità inferiore non ha statuito de-

finitivamente sulle conclusioni della ricorrente, segnatamente per quanto 

riguarda l’accertamento del superamento dell’esame professionale supe-

riore di naturopata e il rilascio del relativo diploma federale. In considera-

zione delle istruzioni impartite dall’autorità inferiore, alla prima istanza non 

resta più alcuna latitudine di apprezzamento e di giudizio in riferimento 

B-2875/2018 

Pagina 10 

all’aspetto di fondo parziale secondo cui il diploma non può essere rila-

sciato sulla base delle parti d’esame P1 e P4 già sostenute e la ricorrente 

deve essere ammessa a ripetere l’esame in tale ambito. Tuttavia, il proce-

dimento rimane aperto circa la questione a sapere se il rilascio del diploma 

è possibile in base alla nuova valutazione delle parti d’esame P1 e P4. Per 

questo motivo, la presente decisione di rinvio impugnata configura una de-

cisione incidentale impugnabile alle condizioni dell’art. 46 PA (cfr. sentenza 

del TAF B-352/2018 del 17 gennaio 2019 consid. 1.2.4).  

1.3 Il ricorso contro altre decisioni incidentali notificate separatamente è 

ammissibile se (a) tali decisioni possono causare un pregiudizio irrepara-

bile, oppure (b) l'accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente 

una decisione finale, consentendo di evitare una procedura probatoria de-

fatigante e dispendiosa (art. 46 cpv. 1 PA). 

Ponendo quale condizione per l'impugnabilità di una decisione incidentale 

il rischio di un danno irreparabile, l'art. 46 cpv. 1 lett. a PA statuisce l'esi-

genza di un interesse degno di protezione all'annullamento o al cambia-

mento immediato della decisione incidentale impugnata. Tale interesse de-

gno di protezione risiede nel pregiudizio di natura giuridica o di fatto che il 

ricorrente subirebbe se la decisione incidentale fosse impugnabile unica-

mente insieme alla decisione finale e se nemmeno una decisione favore-

vole nel merito permettesse di eliminare completamente siffatto pregiudi-

zio, segnatamente con il giudizio finale (FELIX UHLMANN/SIMONE WÄLLE-

BÄR, in: Waldmann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar Verwaltung-

sverfahrensgesetz [VwVG], 2016, n. 4 ad art. 46 PA; sentenza del TAF 

B-352/2018 del 17 gennaio 2019 consid. 1.2.5). 

Nel caso di specie il requisito del pregiudizio irreparabile può essere rite-

nuto adempiuto, essendo in particolare costituito dal fatto che la ricorrente, 

in caso di inammissibilità del ricorso, sarebbe in un primo tempo costretta 

a sostenere ancora una volta le due parti d’esame P1 e P2 prima di poter 

adire lo scrivente Tribunale, cosicché una valutazione delle sue censure 

potrebbe aver luogo solo in un secondo tempo (cfr. sentenze del TAF 

B- 352/2018 del 17 gennaio 2019 consid. 1.2.5 e B-2528/2015 del 

29 marzo 2017 consid. 1.2.2). 

1.4 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 50 PA), alla forma e al conte-

nuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti e gli altri presupposti 

processuali sono parimenti adempiuti, in particolare l'anticipo spese è stato 

versato entro il termine impartito (art. 63 cpv. 4 PA) ed il rappresentante 

legale ha giustificato i suoi poteri per mezzo di procura scritta (art. 11 PA). 

B-2875/2018 

Pagina 11 

1.5 Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

2.1 Conformemente all’art. 27 lett. a LFPr la formazione professionale su-

periore può essere acquisita mediante un esame federale di professione o 

un esame professionale federale superiore. Gli esami federali di profes-

sione e gli esami professionali federali superiori presuppongono un'espe-

rienza professionale e conoscenze specifiche nel settore interessato 

(art. 28 cpv. 1 LFPr). Le organizzazioni competenti del mondo del lavoro 

disciplinano le condizioni di ammissione, il programma d'insegnamento, le 

procedure di qualificazione, i certificati e i titoli (art. 28 cpv. 2 primo periodo 

LFPr). In tal senso tengono conto dei successivi cicli di formazione. Le pre-

scrizioni devono essere approvate dalla SEFRI (art. 28 cpv. 2 secondo pe-

riodo LFPr). 

2.2 Sulla base della norma di delega di cui all’art. 28 cpv. 2 primo periodo 

LFPr l’Organizzazione del mondo del lavoro della medicina alternativa Oml 

MA ha rilasciato il “Regolamento d’esame per l’esame professionale supe-

riore di Naturopata del 28 aprile 2015” (di seguito: Regolamento; cfr. FF 

2015 1495), approvato l’11 dicembre 2017 dalla SEFRI (art. 9.2 e 10 del 

Regolamento).  

2.2.1 L’esame federale serve a verificare se i candidati dispongono delle 

competenze necessarie per l’esercizio di un’attività professionale com-

plessa e che comporta un elevato grado di responsabilità (art. 1.1 del Re-

golamento).  

2.2.2 Tutti i compiti relativi al conferimento del diploma sono affidati a una 

commissione per la garanzia della qualità (CGQ) composta da almeno 

sette e al massimo dieci membri e nominata dal Comitato dell’Oml MA per 

un periodo di tre anni (art. 2.1 del Regolamento).  

Tra i suoi compiti la CGQ ha quelli di stabilire il programma d’esame, di 

predisporre la preparazione dei compiti d’esame e curare lo svolgimento 

dell’esame finale, nonché di verificare i certificati di fine modulo, valutare 

l’esame finale e deliberare il conferimento del diploma (art. 2.21 lett. e/f/j 

del Regolamento).  

2.2.3 L’esecuzione delle parti d’esame scritte e pratiche è sorvegliata da 

almeno una persona competente nella materia d’esame, la quale annota 

B-2875/2018 

Pagina 12 

le proprie osservazioni (art. 4.41 del Regolamento). La valutazione dei la-

vori d’esame scritti è effettuata da almeno due periti che determinano il 

giudizio congiuntamente (art. 4.42 del Regolamento). Almeno due periti 

presenziano agli esami orali e pratici, prendono nota del colloquio d’esame 

e dello svolgimento generale, valutano le prestazioni e determinano il giu-

dizio congiuntamente (art. 4.43 del Regolamento). LA CGQ delibera il su-

peramento dell’esame in una riunione indetta al termine dello stesso. La 

persona che rappresenta la SEFRI è invitata per tempo alla riunione 

(art. 4.51 del Regolamento). 

2.3 L’esame finale è costituito dalle seguenti parti relative alle varie com-

petenze (art. 5.11 del Regolamento). 

Parte d’esame Tipo 

d’esame 

Durata Ponderazione 

P1  

Studio di un caso 

scritto  redatto in pre-

cedenza 50-55 

pagine 

1 

P2 

Colloquio professio-

nale sullo studio del 

caso 

orale 45 min. 1 

P3 

Elaborazione del 

caso 

orale e pra-

tico 

150 min. 1 

P4 

Lavoro pratico 

pratico e 

orale 

max. 180 min. 1 

 

Ogni parte d’esame può essere divisa in voci. La CGQ definisce questa 

suddivisione e la ponderazione delle voci nelle direttive inerenti al regola-

mento d’esame (art. 5.12 del Regolamento). Le Direttive relative al regola-

mento dell’Esame Professionale Superiore di Naturopata del 28 aprile 

2015 costituiscono un’integrazione al regolamento d’esame. Per la parte 

d’esame “P1 Studio di un caso” e “P4 Lavoro pratico” la CGQ ha inoltre 

emanato le rispettive linee guida e direttive, entrambe del 30 giugno 2014.  

B-2875/2018 

Pagina 13 

2.4 La valutazione dell'esame finale o delle singole parti d'esame viene 

espressa mediante il giudizio "superato" e "non superato" (art. 6.11 del Re-

golamento).  

2.5 Le voci di ciascuna parte d'esame sono valutate con punti la cui somma 

porta al giudizio della parte d'esame in questione (art. 6.21 del Regola-

mento). Le prestazioni sono valutate con il giudizio "superato" e "non su-

perato" secondo il seguente schema: superato = almeno il 60% del pun-

teggio massimo; "non superato" = meno del 60% del punteggio massimo 

(art. 6.3.1 del Regolamento). L'esame finale è superato se ogni parte è 

stata valutata con il giudizio "superato" (art. 6.41 del Regolamento). La 

CGQ si basa esclusivamente sulle prestazioni fornite durante l'esame fi-

nale per decidere in merito al superamento di quest'ultimo. Chi supera l'e-

same ottiene il diploma federale (art. 6.43 del Regolamento). Chi non ha 

superato l'esame finale o le singole parti d'esame può ripeterli due volte 

(art. 6.51 del Regolamento). La ripetizione si limita alle parti d'esame in cui 

non è stato ottenuto il giudizio "superato" (art. 6.52 del Regolamento).  

2.6 Nella fattispecie, la ricorrente non ha superato le due parti d’esame P1 

e P4. Dalla “Scala di valutazione (matrice di punti)” inoltrata dalla CGQ nel 

procedimento precedente si evince che la ricorrente ha ottenuto, all’esame 

P1, 47 punti su 173, ossia il 27.2% (punteggio minimo per superare 

l’esame: 104 punti o il 60%), e, all’esame P4, 87 punti su 164, ossia il 53% 

(punteggio minimo per superare l’esame: 98 punti o il 60%). Nel corso del 

procedimento dinanzi alla SEFRI la CGQ ha mantenuto invariata la valuta-

zione delle prestazioni della parte d’esame P4. Quanto alla parte d’esame 

P1, i 15 punti supplementari assegnati dalla CGQ non bastano a far sì che 

la ricorrente ottenga il punteggio minimo per la sufficienza.  

3.  

Controversa nel caso in esame è la questione di sapere se l’autorità infe-

riore, dopo aver ammesso una violazione grave del diritto di essere sentita 

della ricorrente, ha a giusta ragione pronunciato una decisione di rinvio, 

ordinando alla prima istanza di dare alla ricorrente la possibilità di ripetere 

gratuitamente le due parti dell’esame annullate e di statuire sul supera-

mento dell’esame in basi ai nuovi risultati.  

L’autorità inferiore è dell’avviso che l’annullamento della decisione di prima 

istanza sia l’unica sanzione possibile alla luce della grave violazione del 

diritto di essere sentito, considerando che i cosiddetti sottocriteri erano ne-

cessari per permettere alla ricorrente di comprendere la valutazione ope-

rata nei suoi confronti.  

B-2875/2018 

Pagina 14 

La ricorrente ritiene invece che l’autorità inferiore avrebbe potuto e dovuto 

ordinare espressamente alla CGQ di produrre i criteri di valutazione, dando 

poi facoltà alla ricorrente di prendere posizione e in seguito procedendo ad 

un riesame delle parti d’esame contestate, se del caso o in subordine fa-

cendo capo a due esperti indipendenti. La ricorrente tiene a sottolineare di 

non aver mai chiesto di poter ripresentarsi agli esami, bensì unicamente di 

rivalutare le prestazioni d’esame contestate con una nota sufficiente.  

4.  

Nella misura in cui la ricorrente rimprovera alla SEFRI che mediante la de-

cisione di rinvio impugnata abbia statuito al difuori della sua richiesta di 

accertare il superamento dell’esame e il rilascio del diploma, il suo ragio-

namento non può essere seguito.  

Nell’ambito di una procedura di ricorso contro una decisione negativa sul 

risultato dell’esame l’insorgente interessato può di regola postulare l’annul-

lamento della decisione impugnata e il rilascio del diploma. Nel procedi-

mento di ricorso dinanzi alla SEFRI la ricorrente ha concluso alla modifica 

della decisione impugnata «nel senso che la signora (…) ha superato 

l’esame professionale superiore di naturopata e le verrà rilasciato il relativo 

certificato federale», quindi, secondo il senso, all’annullamento della 

stessa ed al rilascio del diploma. Per quanto l’autorità inferiore ha «am-

messo» (recte: accolto) il ricorso e annullato la decisione impugnata, ella 

non si è allontanata, ma ha aderito alle conclusioni ricorsuali volte all’an-

nullamento dell’atto impugnato. 

Rispetto alla conclusione vertente sul rilascio del diploma, il rinvio della 

causa affinché la ricorrente possa ripetere le parti d’esame P1 e P4 e la 

prima istanza emetta una nuova decisione sul risultato d’esame non costi-

tuisce di per sé un aliud. Nella misura in cui durante la fase del procedi-

mento di ricorso non sia stato possibile procedere ad una correzione del 

punteggio tale da permettere di pronunciare, contestualmente all’accogli-

mento del ricorso e all’annullamento della decisione impugnata, anche la 

consegna diretta del diploma, l’autorità inferiore di ricorso, in applicazione 

del principio "a maiore ad minus", ha soltanto riconosciuto meno di quanto 

è stato richiesto dalla ricorrente. Se e in che misura il rinvio della causa sia 

la sola giusta ed unica soluzione nel caso che ci riguarda, si dirà nei con-

siderandi a seguire.  

5.  

Dapprima si impongono considerazioni generali sul diritto di esaminare gli 

atti (consid. 5.1), con un particolare sguardo ai procedimenti di ricorso in 

B-2875/2018 

Pagina 15 

materia di esami. Si tratterà in particolare la questione a sapere quali atti 

sono in principio compresi o esclusi dal diritto di consultare gli atti (con-

sid. 5.2), quali sono le condizioni relative alla motivazione delle decisioni 

sul risultato d’esame in relazione agli atti prodotti (consid. 5.3), quali atti 

devono essere prodotti dalla commissione d’esame nella procedura di ri-

corso dinanzi alla SEFRI (consid. 5.4) e quali provvedimenti può adottare 

la SEFRI nel caso in cui la commissione d’esame neghi o ometta l’edizione 

di documenti già nei suoi confronti (consid. 5.5). 

5.1 Il diritto di essere sentito ancorato nella Costituzione (art. 29 cpv. 2 

Cost.) comprende segnatamente il diritto di esaminare gli atti, il quale è 

concretizzato all’art. 26 PA (cfr. DTF 127 V 431 consid. 3a). Il diritto di esa-

minare gli atti contempla a sua volta il diritto di consultare gli atti alla sede 

dell’autorità, di prendere appunti, nonché di fare delle fotocopie, a condi-

zione di non generare un carico eccessivo di lavoro all’autorità (cfr. DTF 

131 V 35 consid. 4.2; BERNHARD WALDMANN/MAGNUS OESCHGER, in: Pra-

xiskommentar VwVG, 2016, n. 80 segg. ad art. 26 PA). Il diritto di esami-

nare gli atti può essere negato solo nel caso in cui importanti interessi pub-

blici della Confederazione o dei Cantoni, in particolare la sicurezza interna 

o esterna della Confederazione, un interesse privato importante, in parti-

colare di una controparte, esigano l’osservanza del segreto (art. 27 cpv. 1 

e 2 PA). 

5.2 Il diritto di esaminare gli atti si riferisce di principio a tutti gli atti rilevanti 

per l’elaborazione della decisione querelata. In materia di esami, su riserva 

di esplicite restrizioni del diritto di essere sentito derivanti da specifici di-

sposti di legge (cfr. ad esempio l’art. 56 della legge federale del 23 giugno 

2006 sulle professioni mediche universitarie [legge sulle professioni medi-

che, LPMed, RS 811.11]), il candidato interessato ha in principio il diritto di 

esaminare i quesiti posti negli esami scritti e nei lavori pratici, le proprie 

soluzioni degli esami scritti e dei lavori pratici, la scala di valutazione che 

indica il punteggio ottenibile e ottenuto nelle singole domande d’esame, i 

verbali degli esami orali e pratici se il regolamento ordina la stesura di un 

verbale, nonché le domande poste agli esami orali e pratici nel caso in cui 

i periti abbiano preventivamente redatto un questionario (cfr. Memorandum 

della SEFRI concernente il diritto di esaminare gli atti, marzo 2017, dispo-

nibile sul sito web www.sbfi.admin.ch, Temi > Formazione professionale 

superiore > Gli esami federali in generale > Candidati e titolari degli atte-

stati).  

http://www.sbfi.admin.ch/

B-2875/2018 

Pagina 16 

Conformemente alla prassi gli atti interni dell’amministrazione sono esclusi 

dal diritto di esaminare gli atti. Sono considerati atti interni dell'amministra-

zione quei documenti che non hanno valore probatorio e che servono 

esclusivamente alla formazione di un'opinione a livello interno nella misura 

in cui sono destinati all’uso proprio ed esclusivo dell’amministrazione (cfr. 

sentenza del TAF B-6834/2014 del 24 settembre 2015 consid. 4.1 con ul-

teriori rinvii alla giurisprudenza del Tribunale federale ed alla dottrina). 

Rientrano nella categoria di atti interni dell’amministrazione, ad esempio, 

gli appunti manoscritti di esami orali e lavori pratici se da regolamento non 

vige l’obbligo di stendere un verbale (cfr. DTF 113 Ia 286 E. 2d e la sen-

tenza del TF 2P.140/2002 del 18 ottobre 2002 consid. 3.2.3), le direttive 

interne concernenti la correzione dei lavori scritti (le cosiddette “Mu-

sterlösungen”, modelli di soluzione o soluzioni tipo), a meno che esse non 

fissino nel contempo la valutazione e oltre a loro non esista una scala di 

valutazione separata (DTAF 2010/10 consid. 3.3), nonché i documenti 

d’esame di altri candidati, salvo se esistano sospetti o indizi concreti di una 

disparità di trattamento (DTF 125 I 225 consid. 2).  

5.3 Per quanto attiene alla motivazione delle decisioni sul risultato 

dell’esame, le note impartite sono di principio un mezzo sufficiente. Nel 

caso di decisioni negative sull’esito dell‘esame sussiste, su istanza dell’in-

teressato, un diritto a ricevere una motivazione sommaria scritta che deve 

essere fornita al più tardi nella procedura di ricorso contro la decisione 

d’esame. In tale occasione, nell’ambito di un secondo scambio di scritti, 

deve essere data all’interessato la facoltà di prendere posizione sulla mo-

tivazione della commissione d’esame (sentenza del TF del 9 giugno 2006, 

2P.44/2006, consid. 3.2, e 13 agosto 2004, 2P.23/2004, consid. 2.2).  

Per prassi costante, quando si tratta di valutare le prestazioni d’esame, 

l’autorità di ricorso si impone un certo riserbo e non si scosta senza neces-

sità dall’apprezzamento degli esaminatori anche nei casi in cui essa di-

spone delle conoscenze necessarie a una verifica più estesa (DTF 131 I 

467 consid. 3.1). Per verificare la valutazione di prestazioni d’esame l’au-

torità di ricorso deve poter farsi un’idea di come si sia svolto l’esame. Lo 

svolgimento di quest'ultimo deve essere ricostruibile in base alle prese di 

posizione della commissione d’esame e degli esperti. Da esse e dai loro 

allegati si dovrebbero poter evincere almeno le domande alle quali il can-

didato ha risposto correttamente, le lacune constatate e, se del caso, quali 

sono le risposte esatte (DTF 121 I 225 consid. 2d; sentenza della Commis-

sione di ricorso DFE del 6 aprile 1998, pubblicata in GAAC 63.88 con-

sid. 4.2; sentenza del TAF B-6604/2010 del 29 giugno 2011 consid. 6.1).  

B-2875/2018 

Pagina 17 

5.4 Visto quanto precede, affinché la SEFRI in veste di autorità di ricorso 

sia messa nella condizione di ripercorrere lo svolgimento e verificare la 

plausibilità della valutazione dell’esame, la commissione d’esame coinvolta 

è tenuta di principio, fatte salve concrete disposizioni contrarie, ad inoltrare 

alla SEFRI, insieme alle propria presa di posizione e quella degli esperti, 

tutti i documenti rilevanti per l’elaborazione e l’individuazione dei risultati 

d’esame censurati, in particolare i quesiti posti negli esami, la soluzione 

proposta dal candidato e la scala di valutazione (cfr. Memorandum della 

SEFRI sul diritto di esaminare gli atti citato al consid. 5.2).  

Considerato che le domande di esaminare gli atti di un ricorrente in un pro-

cedimento di ricorso dinanzi alla SEFRI possono riferirsi solo a documenti 

realmente esistenti, la commissione d’esame è tenuta a gestire l’incarto di 

ogni candidato d’esame in maniera corretta e fornire il fascicolo completo 

alla SEFRI in relazione a tutte le prestazioni d’esame censurate. Spetta poi 

unicamente alla SEFRI, qualora la prima istanza rifiuti espressamente o 

contesti l’edizione di determinati documenti sia sulla base del regolamento 

o di altri motivi, statuire se e in che misura essi possano essere resi noti 

all’insorgente. Una simile decisione non può essere rimessa al potere di-

screzionale della commissione d’esame, poiché il suo rifiuto di trasmettere 

singoli documenti alla SEFRI già in partenza è suscettibile di impedire a 

quest’ultima di verificare la plausibilità delle spiegazioni degli esperti e della 

commissione d’esame, nonché di esaminare se l’esame si è svolto in con-

formità con il rispettivo regolamento.  

5.5  

5.5.1 Occorre infine rilevare che la SEFRI non è solo autorità di ricorso, ma 

provvede parimenti a garantire la vigilanza sugli esami (art. 42 cpv. 2 LFPr 

e art. 25-27 e art. 36 OFPr; cfr. l’articolo “Aufsicht bei eidgenössischen Prü-

fungen” in SBFI News 5/17 p. 7 segg.). Alla SEFRI, in veste di autorità di 

vigilanza, compete tra l’altro di approvare i singoli regolamenti d’esame, di 

assistere gli organi responsabili e le associazioni di categoria nei compiti 

di sviluppo e revisione dei regolamenti d’esame, fornire i documenti e le 

guide per lo sviluppo dei profili professionali e vigilare affinché gli esami si 

svolgano in modo conforme ai regolamenti. La SEFRI esercita la propria 

vigilanza segnatamente assistendo agli esami, partecipando alla confe-

renza delle note o ad altre riunioni delle commissioni d’esame, oppure 

nell’ambito di una denunzia all’autorità di vigilanza (SBFI News 5/17 p. 7 

segg.). Qualora, malgrado la SEFRI ne abbia fatto esplicita richiesta in un 

procedimento di ricorso contro una decisione sul risultato d’esame, la ri-

B-2875/2018 

Pagina 18 

spettiva commissione d’esame non produce alla SEFRI una parte o la to-

talità dei documenti che potrebbero essere utili per l’esame delle censure 

sulla valutazione delle prestazioni d’esame e per ripercorrere lo svolgi-

mento dell’esame, la SEFRI può eventualmente adottare adeguate misure 

nell’ambito dei propri doveri di sorveglianza (cfr. la sentenza della Commis-

sione di ricorso DFE del 12 dicembre 2003, edita in GAAC 68.94 con-

sid. 4.2). A prescindere da ciò, non sussiste la possibilità per la SEFRI di 

impartire una comminatoria ai sensi dell'art. 292 del codice penale svizzero 

del 21 dicembre 1937 (CP; RS 3.1.1). In effetti, detta disposizione non 

serve all’esecuzione di ordini nei confronti di autorità amministrative e dei 

loro impiegati (cfr. STEFAN TRECHSEL/MARK PIETH, Praxiskommentar StGB, 

Zurigo/San Gallo 2018, Art 292 N. 6; DTF 124 III 170 E. 6).   

5.5.2 La Commissione di ricorso DFE, sostituita dallo scrivente Tribunale a 

far tempo dal 1° gennaio 2007, ha stabilito che l’allora competente Ufficio 

federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT) aveva a 

giusto titolo rimproverato alla commissione d’esame di aver violato il diritto 

di essere sentito in quanto quest’ultima, malgrado diversi solleciti, non 

aveva prodotto né una presa di posizione al ricorso, né la documentazione 

d’esame completa della ricorrente. Tuttavia, la medesima Commissione ha 

stabilito che l’UFFT, rinviando la causa alla commissione d’esame per per-

mettere alla ricorrente di ripetere gli esami e per nuovamente decidere sul 

risultato dell’esame, non aveva esaurito tutte le possibilità a sua disposi-

zione per far rispettare il diritto di essere sentito della ricorrente, potendo 

agire in qualità di autorità di sorveglianza (cfr. la sentenza della Commis-

sione di ricorso DFE del 12 dicembre 2003, edita in GAAC 68.94 con-

sid. 4.2). 

Sulla base della sentenza poc’anzi citata si evince che per quanto la SEFRI 

in un procedimento di ricorso in materia di esami stabilisca che la commis-

sione d’esame abbia commesso una violazione del diritto di essere sentito 

nei confronti di un insorgente, l’emanazione di una decisione di rinvio 

avente lo scopo di permettere all’insorgente di ripetere l’esame non è ne-

cessariamente la sola ed unica soluzione. A seconda delle particolarità 

concrete del singolo caso potrebbero rendersi necessari un ulteriore con-

trollo delle prestazioni d’esame da parte di nuovi esperti o la consultazione 

di periti indipendenti.  

  

B-2875/2018 

Pagina 19 

6.  

6.1 Nel caso che ci riguarda non sono ravvisabili disposizioni speciali di 

diritto che limitano il diritto di esaminare gli atti. Di conseguenza vale il prin-

cipio secondo cui la commissione d’esame in veste di prima istanza deve 

di principio produrre alla SEFRI tutti i documenti relativi alla valutazione 

delle prestazioni d’esame contestate (cfr. supra consid. 5.4), nella misura 

in cui possano servire alla stessa SEFRI per verificare se l’attribuzione dei 

punti e delle note sia plausibile e condivisibile.  

6.2  

6.2.1 Nel procedimento dinanzi alla SEFRI la ricorrente si è lamentata del 

fatto che le annotazioni degli esperti negli schemi o griglie di valutazione 

delle parti d’esame P1 e P4 si riferivano ad elementi a suo avviso non con-

tenuti nel regolamento e nelle linee guida, chiedendo di conseguenza l’edi-

zione dei criteri di valutazione, dei sottocriteri e della rispettiva pondera-

zione. 

Nonostante la SEFRI abbia invitato la prima istanza a produrre gli esami 

completi della ricorrente e la scala dei punti e a prendere posizione sul 

ricorso e le successive comparse della ricorrente, la CGQ non ha fatto 

esplicita comunicazione dei sottocriteri all’autorità inferiore, limitandosi a 

sostenere che siffatti sottocriteri, pur essendo utilizzati in modo vincolante 

dagli esperti nell’ambito della valutazione, non rappresentano altro che 

delle direttive interne di natura confidenziale e, a differenza di tutti i criteri 

di valutazione elencati nelle direttive concernenti le due parti d’esame, non 

sono parte della documentazione d’esame da rendere nota, ma vengono 

presunti come necessarie competenze dei candidati.  

Nella decisione impugnata l’autorità inferiore ha ritenuto inammissibile che 

la commissione d’esame tenga conto di elementi ponderali che non figure-

rebbero nelle direttive e linee guida dell’esame, pervenendo alla conclu-

sione che la prima istanza avrebbe dovuto, almeno in fase di ricorso, per-

mettere alla ricorrente di acquistare conoscenza degli elementi alla base 

del mancato superamento dell’esame, compresi i sottocriteri. Non avendo 

reso noto i sottocriteri alla ricorrente, la prima istanza sarebbe quindi in-

corsa in una grave violazione del diritto di essere sentito avente come unica 

conseguenza l’accoglimento parziale del ricorso, l’annullamento della de-

cisione impugnata e il rinvio della causa.  

B-2875/2018 

Pagina 20 

6.2.2 Per quanto i sottocriteri in discussione, in relazione al loro contenuto, 

possono essere compresi nei criteri di valutazione comunicati nel regola-

mento d’esame, nelle rispettive direttive e/o nella linea guida relativa alla 

parte d’esame P1 e le direttive per la parte d’esame P4, si può partire dal 

presupposto che non debbano essere necessariamente essere resi noti ai 

candidati nemmeno in un procedimento di ricorso, se l’autorità di ricorso 

arriva a concludere che gli esaminatori sono in grado di rendere sostenibile 

la valutazione delle prestazioni d’esame in altro modo (cfr. supra con-

sid. 5.3). Tuttavia, questo non significa che la prima istanza possa negare 

di comunicare i sottocriteri alla SEFRI, tanto più che, in assenza di partico-

lari restrizioni del diritto di esaminare gli atti, la prima istanza avrebbe do-

vuto fornire alla SEFRI tutti i documenti in relazione alla valutazione delle 

prestazioni d’esame censurate. In questo caso spetta unicamente alla SE-

FRI e non alla commissione d’esame decidere se e quali atti e documenti 

rientrano nel diritto di consultare gli atti della ricorrente ed esigere dalla 

commissione d’esame che le vengano inoltrati con la comminatoria di una 

misura amministrativa in caso di mancato ottemperamento alla richiesta 

specifica (cfr. consid. 5.5.1). 

Da un lato, non avendo prodotto i sottocriteri alla SEFRI, la prima istanza 

è venuta certamente meno ai propri doveri di collaborazione. Dall’altro 

appare chiaro che finché la SEFRI non viene messa previamente a 

conoscenza dei sottocriteri verosimilmente applicati dagli esaminatori, 

come addotto dalla CGQ, la medesima non è in grado di accertare se siffatti 

sottocriteri rientrino o meno nella categoria degli atti interni che di principio 

sfuggono al diritto di consultazione della ricorrente, né di esaminare se i 

sottocriteri siano compresi nei criteri di valutazione indicati nel 

regolamento, nelle direttive e nelle linee guida d’esame. Per questo motivo, 

lo scrivente Tribunale ritiene che l’autorità inferiore abbia giudicato 

prematuramente che la prima istanza abbia violato gravemente il diritto di 

essere sentito della ricorrente. Un simile modo di agire senza cognizione 

di causa non può essere tutelato.  

 

6.3 A ciò si aggiunge che, come emerge dai considerandi seguenti, ulteriori 

elementi di fatto giustificano che la SEFRI abbia a disporre di tutti i criteri 

di valutazione applicati al fine di effettuare un controllo giuridico efficace 

della sostenibilità dell'attribuzione dei punti e delle note. 

6.3.1 Giova dapprima ricordare che gli esperti dispongono di un ampio 

margine di apprezzamento nell’esaminare se e quanti punti assegnare ad 

ogni proposta di soluzione concreta o ad una risposta parziale. Rientra in 

particolar modo nel margine di apprezzamento degli esperti stabilire quale 

B-2875/2018 

Pagina 21 

ponderazione attribuire alle differenti informazioni e riflessioni che formano 

nel loro insieme la risposta corretta ad una determinata domanda d’esame 

e di conseguenza decidere quanti punti assegnare a risposte in parte cor-

rette. Il potere di apprezzamento degli esperti è tuttavia soggetto a restri-

zioni nei casi in cui gli organi d’esame hanno definito a priori una scala o 

un metodo di valutazione vincolante da cui si evince il numero preciso di 

punti da assegnare per ogni risposta parzialmente esatta. In questi casi il 

principio della parità di trattamento di tutti i candidati all’esame concede ad 

ogni candidato il diritto di ottenere i punti che secondo la scala di valuta-

zione gli spettano per ogni risposta / prestazione esatta o parzialmente 

esatta (DTAF 2008/14 consid. 4.3.2, sentenze del TAF B-2208/2006 del 

25 luglio 2007 consid. 5.3.2 e B-2207/2006 del 23 marzo 2007 con-

sid. 5.4.2). 

6.3.2 Nel suo parere del 24 febbraio 2017 (doc. 18 degli atti preliminari), 

inoltrato nel procedimento precedente, la prima istanza ha comunicato le 

modalità di attribuzione dei punteggi. Rinviando agli art. 6.11 e 6.13 del 

Regolamento, la medesima ha ritenuto che si possono assegnare soltanto 

le menzioni “superato” oppure “non superato”. Allo stesso modo, la prima 

istanza spiega di aver comunicato alla ricorrente durante il colloquio a se-

guito del mancato superamento dell’esame le caratteristiche delle valuta-

zioni operate dagli esperti per ogni singolo criterio di valutazione: “A” signi-

fica prestazioni eccellenti, “B” prestazioni da sufficienti a buone e “C” pre-

stazioni insufficienti. La prima istanza puntualizza che la CGQ ha deciso di 

non pubblicare i punteggi accanto ai singoli criteri. Nemmeno gli esperti 

sarebbero a conoscenza di questi punteggi. L’assegnazione dei punti cor-

rispondenti alle qualifiche A, B e C, soggiunge la prima istanza, è compito 

della direzione degli esami che effettua poi il calcolo complessivo. A suo 

dire, questo meccanismo sarebbe volto a garantire l’oggettività nella valu-

tazione delle prestazioni d’esame. 

Nella “scala di valutazione (matrice di punti)” per le parti d’esame P1 e P4 

(cfr. allegato 8 agli atti preliminari della SEFRI) sono sì riportate, per ogni 

posizione dei criteri di valutazione, sia l’attribuzione della qualifica da A a C 

da parte degli esperti sia i punteggi assegnati dalla CGQ. Tuttavia, come 

fa a giusto titolo rimarcare anche la ricorrente nella sua replica del 20 set-

tembre 2018, mancano le indicazioni sul punteggio minimo e massimo pos-

sibile all’interno di ogni categoria cosicché risulta difficile rendere plausibile 

il metodo di assegnazione dei punti per ogni posizione. Ad esempio una 

qualifica corrispondente alla lettera B viene valutata con 2, 3 o 5 punti, 

mentre una qualifica corrispondente alla lettera A viene una volta valutata 

con 8 e un’altra volta con 5 punti.  

B-2875/2018 

Pagina 22 

Viste le lacune riscontrate nella scala di valutazione, ritenuto inoltre che la 

prima istanza, nella sua presa di posizione del 24 febbraio 2017, ha con-

fermato che i sottocriteri o indicatori siano stati utilizzati in maniera vinco-

lante da tutti gli esperti nell'ambito della valutazione, e considerata infine la 

censura secondo cui i sottocriteri non siano contenuti nel Regolamento e 

nelle rispettive direttive d’esame, la SEFRI deve essere messa nella con-

dizione di disporre di tutti i criteri di valutazione applicati affinché siano con-

divisibili i motivi della valutazione operata.  

6.4 In sunto, si ritiene che l’autorità inferiore ha constatato la fattispecie in 

maniera incompleta, stabilendo prematuramente e senza cognizione di 

causa che la prima istanza ha commesso una violazione grave del diritto 

di essere sentito. È quindi a torto che ella sostiene che in virtù della grave 

violazione del diritto di essere sentito non le rimaneva altra scelta se non 

quella di annullare la decisione impugnata e di dare alla ricorrente la pos-

sibilità di ripetere le parti d’esame P1 e P4. 

La decisione querelata  si rivela scorretta dal profilo giuridico nella misura 

in cui l’autorità inferiore non ha esaurito tutte le risorse a sua disposizione 

al fine di acclarare la fattispecie e cautelare l’adempimento del diritto di 

essere sentito della ricorrente, segnatamente sollecitando alla CGQ, dietro 

comminatoria di misure di sorveglianza, la produzione di tutta la documen-

tazione d’esame mancante e di tutti i criteri di valutazione, compresi i sot-

tocriteri, statuendo, una volta in possesso delle informazioni richieste, sul 

diritto alla consultazione degli atti della ricorrente e, dopo aver dato alla 

ricorrente e alla CGQ la possibilità di prendere posizione, procedere ad un 

riesame delle parti d’esame contestate, se necessario facendo capo a due 

esperti indipendenti.  

6.5  

6.5.1 Giusta l’art. 61 cpv. 1 PA, l’autorità di ricorso decide la causa o ecce-

zionalmente la rinvia, con istruzioni vincolanti all’autorità inferiore. In qualità 

di rimedio giuridico riformatorio il ricorso permette all'autorità decisionale, 

oltre alla cassazione, di decidere nella causa e quindi di definire i rapporti 

giuridici. Tutto ciò presuppone che la causa sia pronta per essere giudicata 

e che l'autorità di ricorso disponga quindi delle informazioni necessarie per 

statuire. Anche se il Tribunale è competente per procedere a ulteriori atti 

istruttori volti a chiarificare la fattispecie, è preferibile infine che sia l’autorità 

inferiore, peraltro la più prossima in materia, a pronunciarsi sulla causa. Il 

rinvio è invece indispensabile allorquando appare che la fattispecie deter-

minante è stata constatata in maniera inesatta o incompleta (art. 49 lett. b 

B-2875/2018 

Pagina 23 

PA). In simili casi, una decisione riformatoria emanata dal Tribunale non 

entra più in linea di conto (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-8035/2015 

del 14 novembre 2017 consid. 2.3; A-3558/2013 del 18 novembre 2014 

consid. 2.3 con rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem 

Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013., n. 3.193 segg.). 

6.5.2 Nel caso di specie, posto che l’autorità inferiore non ha accertato la 

fattispecie in maniera completa, omettendo di disporre ulteriori atti istruttori 

suscettibili di acclarare la situazione di fatto e giungendo a conclusioni pre-

mature, un rinvio della causa all’autorità inferiore si rivela giustificato e in-

dispensabile. Non solo l’autorità inferiore ha più dimestichezza con le cir-

costanze tecniche e personali della fattispecie, ma dispone anche delle 

competenze funzionali e di sorveglianza che la mettono nella condizione di 

svolgere al meglio i dovuti chiarimenti. Così facendo, per la ricorrente è 

parimenti mantenuto il sistema della doppia istanza. 

6.5.3 Il rinvio della causa all’autorità inferiore implica che quest’ultima, oltre 

a richiedere alla prima istanza la documentazione mancante relativa ai cri-

teri di valutazione, compresi i sottocriteri, dovrà chinarsi sulle censure di 

merito e sulle ulteriori richieste di assunzione di prove della ricorrente in 

conformità con il ricorso, la replica e le osservazioni finali inoltrati alla SE-

FRI. 

6.5.3.1 Per quanto attiene alle parti d’esame P1 e P4, l’autorità inferiore è 

tenuta ad esaminare se e in che misura le censure della ricorrente siano 

sostanziate e le giustificazioni degli esperti nella rispettiva griglia di valuta-

zione e/o nelle prese di posizione precedenti ed eventualmente future 

siano sufficienti sia per rendere sostenibile l’attribuzione dei punti e delle 

note, in particolar modo laddove è stata attribuita la valutazione “B” e “C”, 

sia per rispondere alle contestazioni della ricorrente.  

6.5.3.2 Tenuto conto che, in riferimento alla parte d’esame P1, le annota-

zioni nelle griglie di valutazione e le contestazioni ricorsuali fanno un riferi-

mento esplicito al lavoro scritto della ricorrente, affinché la SEFRI sia dav-

vero in grado di esaminare la plausibilità della valutazione della prestazione 

d’esame, nonché la fondatezza delle censure, si potrebbe rivelare utile che 

la prima istanza le metta a disposizione una copia del lavoro scritto. Del 

resto, le proprie soluzioni degli esami sono accessibili al diritto di consulta-

zione della ricorrente, posto che non è disposto altrimenti nella regolamen-

tazione d’esame. 

B-2875/2018 

Pagina 24 

6.5.3.3 Con particolare riguardo alla parte d’esame P4, la SEFRI dovrà an-

che verificare se la presa di posizione della prima istanza è sufficiente per 

rispondere alla contestazione della ricorrente secondo cui la prima istanza 

non avendole messo a disposizione un paziente avrebbe agito in contrasto 

con le direttive. Allo stesso modo, la SEFRI dovrà esaminare, tenendo 

conto delle prese di posizione già inoltrate o eventualmente da inoltrare, la 

richiesta della ricorrente volta all’edizione di una copia dell’anamnesi e di 

ulteriori documenti scritti e da lei consegnati durante l’esame, come pure 

le criticate modalità di svolgimento del colloquio, in particolare la gestione 

del tempo.  

6.5.3.4 Per quanto possa essere rilevante ai fini della nuova decisione, la 

SEFRI dovrà esaminare sulla base delle spiegazioni della prima istanza se 

le censure della ricorrente riguardo le competenze linguistiche degli esperti 

siano sostanziate e fondate.  

6.5.3.5 Quanto alla richiesta di edizione relativa alle valutazioni individuali 

allestite separatamente dai due esperti prima di procedere alla valutazione 

comune definitiva, è con ogni probabilità da escludersi che essa possa tro-

vare accoglimento. In effetti, l’art. 4.42 seg. del Regolamento (cfr. supra 

consid. 2.2) prevede soltanto che almeno due esperti determinano il giudi-

zio congiuntamente, senza statuire per ognuno di loro alcun obbligo di 

stendere un verbale individuale. L’ordine di prendere nota del colloquio 

d’esame e dello svolgimento generale (art. 4.43 del Regolamento) non 

equivale all’obbligo di redigere un verbale, dimodoché le note individuali 

non sono contemplate dal diritto di consultazione degli atti (cfr. supra con-

sid. 5.2).  

6.5.3.6 Lo stesso vale per la richiesta di edizione di una copia del verbale 

di incontro relativo alla discussione del risultato d’esame, in quanto l’art. 5.7 

delle Direttive relative al regolamento d’esame stabilisce unicamente che 

in caso di giudizio “non superato” è possibile visionare la documentazione 

d’esame, senza tuttavia prescrivere la stesura di un verbale. 

6.5.3.7 Laddove la ricorrente fa valere che il mancato superamento 

dell’esame sia ingiustificato in considerazione della lunga esperienza pro-

fessionale e della formazione approfondita in ambito sanitario, appare ov-

vio che una simile censura sia volta all’insuccesso dal momento che deci-

sivo per l’ottenimento del diploma sono le prestazioni d’esame fornite. 

6.6 In sunto, la decisione impugnata va annullata e la causa va rinviata 

all'autorità inferiore affinché ordini alla prima istanza, se del caso dietro 

B-2875/2018 

Pagina 25 

comminatoria di una misura di sorveglianza, di metterle a disposizione tutti 

i criteri di valutazione e tutta la documentazione mancante per poter riper-

correre lo svolgimento dell’esame e rendere plausibile l’attribuzione dei 

punti e delle note in relazione alle prestazioni d’esame contestate, statui-

sca sul diritto di consultazione degli atti della ricorrente, dia se del caso a 

quest’ultima la facoltà di completare le proprie argomentazioni e inviti di 

seguito la prima istanza a depositare un complemento alle sue prese di 

posizione e infine, dopo essersi chinata sugli argomenti avanzati dalle parti, 

emetta una nuova decisione di merito, se necessario coinvolgendo due 

esperti indipendenti.    

7.  

Alla luce di tutte le considerazioni esposte, il ricorso viene accolto nel senso 

che la querelata decisione del 16 aprile 2016 (recte: 2018) è annullata e gli 

atti di causa sono rinviati all'autorità inferiore affinché proceda alla pronun-

cia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi.  

8.  

8.1 Tenuto conto dell'esito della vertenza che vede la ricorrente vincente, 

nella misura in cui la causa è rinviata all'autorità inferiore per l'emissione di 

una nuova decisione impugnabile ai sensi dei considerandi, nessuna 

spesa processuale è posta a carico della ricorrente, alla quale viene quindi 

restituito l'anticipo spese di CHF 1'000.– versato in data 25 maggio 2018. 

Nessuna spesa processuale è messa a carico dell'autorità inferiore (art. 63 

cpv. 2 PA). 

8.2 Conformemente all'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 

ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità per le 

spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato (spese ri-

petibili). Considerato che la ricorrente ha agito per il tramite di una rappre-

sentante professionale, per la quale ha dovuto sostenere spese indispen-

sabili e relativamente elevate, non avendo la medesima dettagliato alcuna 

nota d'onorario, è giustificato assegnare, in base agli atti di causa e tenuto 

conto del lavoro utile e necessario svolto dalla rappresentante della ricor-

rente, un'indennità per spese ripetibili di CHF 2'000.– (IVA inclusa) a carico 

dell'autorità inferiore (art. 7 e segg. del regolamento dell' 21 febbraio 2008 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

B-2875/2018 

Pagina 26 

9.  

La presente sentenza non può essere impugnata dinanzi al Tribunale fe-

derale ed è pertanto definitiva (art. 83 lett. t della Legge del 17 giugno 2005 

sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]). 

  

B-2875/2018 

Pagina 27 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto nel senso che la querelata decisione del 16 aprile 2016 

(recte: 2018) è annullata e gli atti di causa sono rinviati all'autorità inferiore 

affinché proceda alla pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei consi-

derandi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. L'anticipo spese di CHF 1'000.– viene 

resituito alla ricorrente. 

3.  

Alla ricorrente è assegnata un'indennità a titolo di spese ripetibili per la 

procedura di ricorso di CHF 2'000.– (IVA compresa). Essa è posta a carico 

dell’autorità inferiore.  

4.  

Comunicazione: 

– alla ricorrente (raccomandata;  

allegati: formulario "indirizzo per il pagamento" e atti di ritorno);  

– all’autorità inferiore (n. di rif. coa/5760; raccomandata;  

allegati: atti di ritorno); 

– alla prima istanza (raccomandata). 

 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Francesco Brentani Corrado Bergomi 

 

Data di spedizione: