# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f8166aa6-c30a-5a7f-a81e-82b36325c605
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-09-02
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 02.09.2014 S 2014 84
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2014-84_2014-09-02.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 14 84

Tribunale delle assicurazioni

Priuli in qualità di Giudice unico e Krättli-Keller come attuaria

SENTENZA

del 2 settembre 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____,

ricorrente

contro 

Ufficio per l'industria, arti e mestieri e lavoro dei Grigioni, 

convenuto

concernente sospensione dal diritto all'indennità

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1. A._____ rivendicava il diritto all'indennità di disoccupazione in ragione del 

100 % a far stato dal 2 luglio 2013. Per il periodo tra il 1. dicembre 2013 

e, dopo il prolungamento di un mese, fino al 30 aprile 2014, l'assicurata 

era occupata come ausiliaria presso un negozio di alimentari di O._____. 

Poiché l'impiego era dal consulente professionale qualificato quale attività 

a ore, l'assicurata continuava a rivendicare il diritto all'indennità di 

disoccupazione e nel calcolo della stessa veniva considerata la 

realizzazione di un guadagno intermedio. Il 18 febbraio 2014, a causa di 

impegni lavorativi, l'assicurata non poteva presentarsi al colloquio con il 

proprio consulente presso l'ufficio regionale di collocamento. Nell'ambito 

della telefonata avuta con detto responsabile il giorno successivo, 

soprattutto in considerazione delle ore di lavoro prestate in febbraio, il 

consulente consigliava all'assicurata di non far valere il diritto all'indennità 

per il mese di febbraio 2014 e di avvertire immediatamente il comune di 

tale decisione. Il 21 febbraio 2014 l'assicurata informava allora il comune 

di domicilio di non avere alcun diritto all'indennità di disoccupazione per il 

mese di febbraio 2014. Effettivamente, il guadagno conseguito nel corso 

del mese di febbraio 2014 escludeva il diritto a prestazioni da parte della 

disoccupazione.  

2. Il 21 marzo 2014, A._____ veniva invitata a prendere posizione sulla 

mancata ricerca di lavoro per il mese di febbraio 2014. Nella presa di 

posizione del 28 marzo 2014 l'interessata ribadiva di non aver introdotto 

la domanda di disoccupazione su consiglio del proprio consulente, 

avendo durante il mese di febbraio 2014 praticamente lavorato 

normalmente. In allegato l'interessata allegava però il formulario degli 

sforzi personali intrapresi, che comprendeva 14 ricerche di lavoro per il 

trascorso mese di febbraio. 

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3. Con decisione 4 aprile 2014, A._____ veniva dall'Ufficio per l'industria, arti 

e mestieri e lavoro dei Grigioni (UCIAML) sospesa dal diritto all'indennità 

per la durata di sei giorni per non aver introdotto entro il termine stabilito il 

modulo relativo alla "prova degli sforzi personali intrapresi per trovare 

lavoro". Nella valutazione della sanzione sarebbero state debitamente 

considerate anche la recidiva e la realizzazione - nel mese di febbraio 

2014 - di un guadagno intermedio. La tempestiva opposizione presentata 

dall'assicurata in data 16 aprile 2014 veniva respinta con decisione 28 

maggio 2014.  

4. Nel ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 26 giugno 2014, 

A._____ chiedeva l'annullamento della sanzione non avendo nessuna 

colpa per quanto accaduto. Infatti, sarebbe stato il collocatore a invitarla a 

ritirarsi dalla disoccupazione per il mese di febbraio 2014. Come 

attesterebbe del resto il formulario introdotto in seguito, anche per 

febbraio 2014 essa avrebbe però debitamente fatte le regolari ricerche 

d'impiego. 

5. Nella risposta di causa del 25 luglio 2014, l'UCIAML postulava la 

reiezione del ricorso e la conferma della sospensione decisa. Le relative 

disposizioni di legge sarebbero chiare: non avendo introdotto il formulario 

entro il termine legale, l'assicurata sarebbe contravvenuta ai propri 

obblighi e meriterebbe la sanzione decisa. Probabilmente alla base della 

mancata presentazione del formulario vi sarebbe una incomprensione, nel 

senso che l'assicurata avrebbe capito di doversi ritirare dalla 

disoccupazione, ciò che però non avrebbe fatto. 

Considerando in diritto:

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1. La controversia verte sulla liceità della sospensione dal diritto all’indennità 

di disoccupazione per la durata di sei giorni. Giusta l'art. 43 cpv. 3 della 

legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CS 370.100), il Tribunale 

amministrativo decide nella composizione di giudice unico, quando il 

valore litigioso non supera i fr. 5'000.-- e non è prescritta una 

composizione di cinque giudici. Nel caso in oggetto, l'istante ha un 

guadagno assicurato di fr. 3'683.--. La rispettiva indennità giornaliera (80 

%) ammonta a fr. 135.80 (diviso 21.7). Poiché la sospensione decisa di 

sei giorni corrisponde ad un valore litigioso di fr. 814.80.-- e non essendo 

neppure prescritta una composizione a cinque, è nell’evenienza data la 

competenza del giudice unico.

2. In base all'art. 30 cpv. 1 lett. d della legge federale sull'assicurazione 

contro la disoccupazione (LADI; RS 837.0), l'assicurata è sospesa dal 

diritto all'indennità se non osserva le prescrizioni di controllo o le istruzioni 

del servizio competente. Come previsto all'art. 17 cpv. 1 LADI, l'assicurata 

che fa valere prestazioni assicurative deve, con l'aiuto dell'ufficio del 

lavoro competente, intraprendere tutto quanto si possa ragionevolmente 

pretendere da lei per evitare o abbreviare la disoccupazione. In 

particolare, è suo compito cercare lavoro, se necessario anche fuori della 

professione precedente. Essa deve poter comprovare tale suo impegno. 

Ai sensi dell'art. 17 cpv. 2 LADI, essa deve inoltre annunciarsi 

personalmente per il collocamento al suo Comune di domicilio o al 

servizio competente designato dal Cantone il più presto possibile, ma al 

più tardi il primo giorno per il quale pretende l'indennità di disoccupazione, 

e osservare da quel momento le prescrizioni di controllo emanate dal 

Consiglio federale. Conformemente all'art. 26 cpv. 1 e 2 dell'ordinanza 

sull'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l'indennità per 

insolvenza (OADI; RS 837.02), l'assicurata deve finalizzare i propri sforzi 

di ricerca di lavoro, di regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie. 

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A partire dal 1. aprile 2011, detto disposto prevede l'obbligo di inoltrare la 

prova delle ricerche di lavoro per ogni periodo di controllo al più tardi il 

quinto giorno del mese seguente o il primo giorno lavorativo successivo a 

tale data. Se l'assicurata lascia scadere il termine senza valido motivo, le 

ricerche di lavoro non potranno più essere prese in considerazione. In 

applicazione di tale disposto il Tribunale federale confermava la 

sospensione dal diritto all'indennità per un giorno per un assicurato che 

inviava le ricerche elettronicamente come aveva sempre fatto, ma 

commetteva un errore e l'invio non giungeva a destinazione (sentenza del 

Tribunale federale 8C_257/2014 del 10 giugno 2014) o allorquando 

un'assicurata dimenticava l'invio e lo spediva poi con cinque giorni di 

ritardo (8C_2/2012 del 14 giugno 2012). 

3. a) In violazione a quanto espressamente previsto all'art. 26 cpv. 2 OADI, 

l'assicurata ha presentato la comprova delle ricerche di lavoro non entro il 

5 di marzo 2014, ma solo il 28 marzo 2014, dopo essere venuta a sapere 

che le veniva rimproverato di non aver effettuato alcuna ricerca per il 

precedente mese di febbraio. In principio, essa è contravvenuta pertanto 

a quanto previsto all'art. 26 cpv. 2 OADI. Resta però da stabilire se tale 

atteggiamento le sia imputabile o se invece essa abbia agito in buona 

fede come le era stato consigliato di fare, giusta la tesi di ricorso, dal 

consulente dell'ufficio regionale di collocamento. 

b) Giusta l'art. 24 LADI, è considerato guadagno intermedio il reddito 

proveniente da un’attività lucrativa dipendente o indipendente che la 

disoccupata ottiene entro un periodo di controllo. È considerato periodo di 

controllo ogni mese civile (art. 27a OADI). In principio, il conseguimento di 

un guadagno intermedio non esonera dall'adempimento degli altri 

presupposti per aver diritto all'indennità (THOMAS FAESI, 

Arbeitslosenentschädigung und Zwischenverdienst, Zurigo 199, pag. 276 

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marginala 178). L'assicurata lavorava dal mese di dicembre 2013 come 

ausiliaria e per decisione del collocatore, essa permaneva iscritta alla 

disoccupazione anche durante questo periodo di tempo, essendo l'attività 

da considerarsi a ore e non al 100 %. Per dicembre 2013 e gennaio 2014 

le veniva allora computato un guadagno intermedio. In principio quindi, 

l'assicurata sottostava alle normali prescrizioni di controllo pur realizzando 

un guadagno intermedio, cosa che nessuna delle parti in causa mette in 

dubbio. Durante il terzo mese consecutivo di detta attività ausiliaria, 

l'assicurata non era stata in grado di presentarsi ai regolari colloqui 

presso l'ufficio regionale di collocamento, essendo ininterrottamente 

impegnata sul lavoro. Il consulente concludeva allora ad un impegno 

lavorativo proprio ad escludere il diritto all'indennità per il mese di febbraio 

2014, motivo per cui invitava l'interessata a informare in questo senso il 

comune di domicilio. Invitando l'interessata ad agire come essa ha agito, 

l'addetto alla consulenza non precisava però all'assicurata quale fosse la 

sua precisa situazione in termini assicurativi per il mese di febbraio 2014. 

4. a) L'art. 27 cpv. 2 della legge federale sulla parte generale del diritto delle 

assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1) garantisce il diritto all'informazione 

e consulenza. Nel caso classico, questa consulenza ha luogo su istanza 

della persona assicurata ed in relazione ad una precisa situazione o ad 

una determinata problematica. Essa non presuppone però sempre una 

richiesta mirata, ma necessita di uno spunto concreto. Sostanzialmente 

con la consulenza l'amministrazione dovrebbe poter evitare - nei casi 

chiari e senza che siano necessari chissà quali accertamenti - che 

l'assicurata prenda delle decisioni a lei pregiudizievoli dal profilo 

assicurativo (vedi sulla tematica U. MEYER, Grundlagen, Begriff und 

Grenzen der Beratungsplicht der Sozialversicherungsträger nach Art. 27 

Abs. 2 ATSG in: Sozialversicherungsrechtstagung 2006, R. 

Schaffhauser/F. Schlauri (ed.), pag. 25 s.). 

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b) Per l'ufficio convenuto, l'assicurata avrebbe capito male le istruzioni del 

collocatore, pensando di essersi ritirata dalla disoccupazione, cosa che 

con la semplice comunicazione fatta in comune non sarebbe invece 

avvenuta. Per contro l'assicurata sostiene che da parte del collocatore le 

sia stato riferito che non rivendicando l'indennità non avrebbe neppure 

dovuto presentare il formulario riguardante le prove delle ricerche di 

lavoro. Presso il collocatore dell'istante la questione non è stata chiarita, 

ma l'ufficio convenuto si limita a presupporre che l'istante abbia mal capito 

quanto comunicatole dal responsabile dell'ufficio di collocamento. Questa 

tesi è però ai fini del giudizio irrilevante. La questione di sapere che cosa 

pensasse effettivamente l'assicurata dopo aver confermato al comune di 

non rivendicare il diritto alla disoccupazione per il mese di febbraio 2014 

può rimanere aperta. Determinante è invece che l'assicurata sia stata 

spinta dal collocatore ad agire in un determinato modo, senza che le 

venissero fornite tutte le informazioni di cui necessitava per comportarsi in 

modo da non pregiudicare i propri diritti. Se il consulente non avesse 

consigliato all'assicurata di agire diversamente da quanto la stessa aveva 

fatto per i mesi precedenti, l'interessata non avrebbe avuto dubbi su cosa 

e come farlo. Se essa non ha introdotto il formulario sulle ricerche per il 

mese di febbraio 2014 entro il termine legale, pur avendo fatto le debite 

ricerche, ciò è avvenuto in seguito alla mancata rivendicazione del diritto 

all'indennità per detto mese come consigliatole di fare dal collocatore. 

Spettava allora a questi, secondo il dovere di consulenza di cui all'art. 27 

cpv. 2 LADI, indicare chiaramente all'assicurata cosa avrebbe dovuto 

esattamente fare pure non rivendicando il diritto alla disoccupazione per il 

mese di febbraio 2014. Se già il dovere di consulenza implica che 

l'assicurata venga, in una ben precisa situazione, informata sulle eventuali 

conseguenze a lei pregiudizievoli di un determinato comportamento, detto 

principio vale ancora di più qualora l'assicurata agisca su preciso 

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consiglio del consulente in materia di disoccupazione. In questo caso, il 

responsabile non può esimersi dallo spiegare alla disoccupata quali 

restino i diritti e i doveri che le spettano. Se tale spiegazione non viene 

fornita, come va presupposto nel caso di specie, o se la stessa viene data 

in modo erroneo o incompleto, è la parte che avrebbe dovuto fornire la 

dovuta consulenza che ne sopporta le conseguenze. 

5. a) Nel caso concreto, se l'assicurata non ha introdotto il formulario 

contenente gli sforzi fatti per trovare lavoro nel mese di febbraio 2014 ciò 

è unicamente imputabile al fatto che per detto mese non rivendicava il 

diritto alla disoccupazione come le era stato consigliato di fare. Non è 

stata pertanto l'assicurata a lasciare scadere il termine di cui all'art. 26 

cpv. 2 OADI senza validi motivi, ma l'omissione è imputabile ad una 

violazione del dovere di consulenza del suo collocatore (vedi sulle 

conseguenze della violazione del dovere di consulenza la sentenza S 13 

73). Dopo aver appreso quanto le veniva imputato, l'assicurata 

introduceva ancora nel corso della stessa settimana il formulario della 

comprova degli sforzi fatti nel corso del mese di febbraio 2014 per trovare 

lavoro. Ne consegue che contrariamente a quanto preteso dall'ufficio 

convenuto, le ricerche di lavoro raccolte dalla ricorrente per il mese di 

febbraio 2014 vanno prese in considerazione e quindi una sospensione 

del diritto all'indennità non trova alcuna giustificazione a seguito del 

ritardo nell'invio del formulario. 

b) Dal modulo riguardante gli sforzi per trovare lavoro per il mese di febbraio 

2014 risultano ben 14 ricerche d'impiego, numero che supera 

abbondantemente quanto è la prassi in materia dal punto di vista 

quantitativo. Infatti, dalle otto alle dieci domande d’impiego mensili 

bastano a comprovare lo sforzo nella ricerca di un lavoro (PTA 1996 no. 

96; sentenze del Tribunale amministrativo S 11 65, 07 163, 195 e 220). 

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Qualitativamente, le ricerche comprendono più ambiti, sono state fatte 

sull'arco di tutto il mese e nove domande sono state fatte in forma scritta. 

La ricerca del 14 febbraio 2014 reca pure il timbro del potenziale datore di 

lavoro e una risposta scritta negativa si riferisce espressamente alla 

pubblicazione del posto fatta il 6 febbraio 2014. Non vi sono pertanto 

dubbi che gli sforzi siano stati compiuti nel corso del mese di febbraio 

2014 e che come tali le ricerche non diano adito ad alcuna critica. 

6. In conclusione il ricorso è accolto e la decisione su opposizione 

impugnata è annullata. Giusta l'art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA, la procedura è 

gratuita e l'assicurata, non patrocinata, non ha diritto a ripetibili. 

Il Giudice unico decide:

1. Il ricorso è accolto e la decisione su opposizione del 28 maggio 2014 

nonché il provvedimento del 4 aprile 2014 sono annullati. 

2. La procedura è gratuita.

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