# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 61acac99-8a0b-5604-8f1e-3fa38672ccb7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-12-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.12.2018 42.2018.36
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2018-36_2018-12-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  42.2018.36

   

  rs

  	
  Lugano

  12 dicembre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 ottobre 2018 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 14 settembre 2018 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 

  6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assistenza sociale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su reclamo del
14 settembre 2018 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (in seguito:
USSI) ha confermato il proprio provvedimento dell’8 agosto 2018 (cfr. doc. 17)
con cui ha negato a RI 1 (nato il __________ 1955) il rinnovo alle prestazioni
assistenziali, in quanto la relativa richiesta è stata presentata senza
conferma dell’inoltro della domanda di una rendita AVS anticipata.

 

                                         In particolare nella
decisione su reclamo è stato indicato che:

 

" (…) L’obbligo
di chiedere l’AVS anticipata corrisponde alla funzione sussidiaria
dell’assistenza rispetto alle altre prestazioni sociali cui si ha diritto e al
dovere di ridurre il danno.

Secondo le Direttive SKOS/CSIAS/COSAS in
linea di principio, le prestazioni dell’AVS sono prioritarie rispetto al
sostegno sociale e vanno calcolate integralmente nel budget del beneficiario di
un sostegno sociale (COSAS n. E. 2.4.).

In linea di principio, i beneficiari del
sostegno sociale andrebbero obbligati a richiedere l’anticipo della rendita
(COSAS n. E 2.4.).

Il diritto al versamento anticipato della
rendita AVS può essere chiesto solo per uno o due anni interi e non
retroattivamente. Ciò significa che va fatto valere al più tardi entro il mese
di nascita (per l’anno che segue il compleanno) (COSAS n. E. 2.4.).

Il versamento anticipato conduce ad una
diminuzione della rendita per tutta la vita. Tale perdita può essere compensata
da prestazioni della LPP, oppure dalle prestazioni complementari (COSAS n. E.
2.4.).

Nel caso in questione il beneficiario del
sostegno sociale poteva essere obbligato a richiedere l’anticipo della rendita
AVS da parte dell’USSI. Malgrado esplicito invito con il chiarimento della
conseguenza in caso contrario, vale a dire la sospensione delle prestazioni,
egli consapevolmente e volontariamente non l’ha fatto. Potendone uscire ha
invece scelto di restare nella condizione di far capo all’assistenza.

Quando una persona consapevolmente causa o
perpetua volontariamente uno stato di bisogno per ottenere le prestazioni
assistenziali compie un abuso di diritto (Häfeli, Das Schweizerische
Sozialhilferecht, Lucerna, 2008, pag. 285) e in tal caso è possibile la
sospensione delle prestazioni (Häfeli, Das Schweizerische Sozialhilferecht,
Lucerna, 2008, pag. 307). (…)” (Doc. A)

 

                               1.2.   Contro la decisione su
reclamo del 14 settembre 2018 RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA
chiedendo l’annullamento della stessa.

                                         A sostegno della propria
pretesa l’insorgente ha, segnatamente, addotto:

 

" (…) Per
via della mia situazione già nota all’USSI, non dispongo di mezzi sufficienti
per il sostentamento della mia famiglia. Le mie figlie sono inoltre ancora in
formazione.

Da parte mia, non avevo capito pienamente
le conseguenze della mancata richiesta della rendita anticipata AVS, pensavo
anzi che ciò venisse in qualche modo a mio sfavore, non essendo di certo
sufficientemente competente in questo ambito.

Posso dire che non sono stato adeguatamente
informato e rassicurato al riguardo.

Tuttavia mi preme rilevare che il diritto a
condizioni minime di esistenza è garantito dal diritto costituzionale federale
non scritto (DTF 121 I 367).

Le prestazioni assistenziali strettamente
indispensabili non possono essere rifiutate, anche se l’interessato sia
personalmente colpevole del suo stato (art. 3 c. LAS)

Ritengo che la decisione di sospensione
delle prestazioni assistenziali nei miei confronti non tenga conto dell’insieme
delle circostanze e della “gravità” della mancata richiesta da parte mia della
rendita anticipata AVS. (…)” (Doc. I)

 

                                         Il 17 ottobre 2018 è
pervenuto al TCA copia di uno scritto dell’insorgente inviato alla __________
con cui, in risposta alla fissazione - il 12 ottobre 2018 - da parte di
quest’ultima di un termine di pagamento delle pigioni arretrate di settembre e
ottobre 2018 (in caso contrario avrebbe proceduto alla disdetta del contratto
di locazione in applicazione dell’art. 257d CO), ha chiesto, comunicando la
pendenza del ricorso al TCA, di volere attendere la relativa sentenza (cfr.
doc. III + 1).

 

                               1.3.   Nella sua risposta del 19
ottobre 2018 l’USSI ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. V).

 

                               1.4.   Il 26 ottobre 2018 il
ricorrente ha inviato alcune fatture dei premi mensili 2018 della cassa malati
e di partecipazione ai costi, oltre alle spese di diffida per il richiamo di
pagamento delle pigioni (cfr. doc. VII1-11).

 

                               1.5.   I doc. VII1-11 sono stati
trasmessi per conoscenza alla parte resistente (cfr. doc. VIII).

 

                               1.6.   L’insorgente, con scritto del
29 novembre 2018, da una parte, ha asserito di non rifiutarsi assolutamente di
richiedere anticipatamente la rendita AVS, ma di ritenere un suo diritto
postulare la rendita al raggiungimento dell’età pensionabile, in quanto la
richiesta anticipata comporterebbe una penalizzazione eccessiva e la riduzione
non verrebbe compensata dall’assistenza o dalle prestazioni complementari.

                                         Dall’altra, ha sollecitato
l’evasione del suo ricorso (cfr. doc. IX).

 

                               1.7.   Il doc. IX è stato inviato
all’USSI per conoscenza (cfr. doc. X).

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Oggetto della vertenza è la
questione di sapere se rettamente o meno l’USSI abbia negato al ricorrente il
rinnovo delle prestazioni assistenziali dal mese di agosto 2018 a seguito della
mancata richiesta della rendita AVS anticipata.

 

                                         L’intervento della
pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza
sociale dell’8 marzo 1971 (Las). 

                                         Tale
normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran
Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289
segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

 

                                         Questi
cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

                                         Il
1° ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche
della Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU
40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

 

                               2.2.   L'art. 1 Las stabilisce che
lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona,
all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione
federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per
cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

                                         Le prestazioni sociali
hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei
beneficiari (cpv. 2).

                                         L'art. 2 della Legge
fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che
"le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o
suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle
misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali". 

                                         Il cpv. 2 precisa che "in
particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario
vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste
dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali
del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

 

                               2.3.   Secondo l’art. 11 Las i
provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12
Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).

                                         Al riguardo va rilevato
che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali
(Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro.
Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che
autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e
33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

 

                                         La natura, l’ampiezza e la
durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli
scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art.
17 cpv. 1 Las). 

                                         Esse si suddividono in due
categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las). 

                                         Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato
relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).

 

                                         Inoltre le prestazioni
assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).

 

                                         Relativamente alle
prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

" Le
prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito
disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui
vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite
sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente.
(cpv. 2)."

 

                                         Ex art. 19
Las, concernente la soglia di intervento, poi:

 

" La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga
all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate
dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."

 

                                         L’art. 19 Las definisce la
soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella
stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi
previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.

 

                                         La Las rinvia, in effetti,
alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri
Cantoni.

                                         L’ammontare della soglia
Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr.
Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel Rapporto del 5
novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha
indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con
il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla
Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati
statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è
considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

 

                                         Per l’anno
2016 è utile rilevare che le Direttive riguardanti gli
importi delle prestazioni assistenziali prevedono dal 1° gennaio 2016 i
seguenti forfait di mantenimento:

 

" Persone
dell’unità di riferimento - Forfait globale per il mantenimento

                                                        (raccomandato
dalla COSAS)

                                                        (CHF/mese)

 

1 persona                                            986.--

2 persone                                          1'509.--

3 persone                                          1'834.--

4 persone                                          2'110.--

5 persone                                          2'386.--

Per ogni persona                              +
200.--

supplementare

 

1.1 Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di
16 anni o più

Per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni
compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento, assegnato
all’unità di riferimento, corrispondente a CHF 200.– mensili.

 

1.2 Supplemento di integrazione

a. Inserimento sociale

A tutte le persone che si impegnano in un percorso di inserimento
con la sottoscrizione di un contratto di inserimento sociale che prevede la
partecipazione ad un’attività di utilità pubblica (AUP), in aggiunta al forfait
globale per il mantenimento, viene accordato un supplemento d’integrazione di
CHF 100.– al mese fino all’effettivo inizio dell’AUP.

Durante la durata dell’AUP viene accordato un supplemento di
integrazione di CHF 300.– al mese.

b. Inserimento professionale

A tutte le persone che si impegnano in un percorso di inserimento
con la sottoscrizione di un contratto di inserimento professionale per
partecipare alle misure previste dalla strategia interdipartimentale URC –
USSI, in aggiunta al forfait globale per il mantenimento, viene accordato un
supplemento d’integrazione di CHF 100.– al mese fino al termine del contratto.”

(cfr. BU 58/2015 del 29 dicembre 2015 pag. 583 segg.)

 

                                         Il
p.to 1.3. delle Direttive per l’anno 2016 enuncia inoltre che per i giovani
adulti che vivono con i propri genitori è riconosciuto un forfait mensile di
fr. 600.--.

 

                                         Gli
importi menzionati relativi all’anno 2016 sono stati mantenuti anche per gli
anni 2017 e 2018 (cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni
assistenziali per il 2017, BU N. 10/2017 del 14 marzo 2017 pag. 33 segg.; Direttive
riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2018, BU N.
14/2018 del 23 marzo 2018).

 

                               2.4.   Giusta l’art. 40 cpv. 1 LAVS gli uomini e le donne che adempiono le
condizioni per l'ottenimento di una rendita ordinaria di vecchiaia possono
anticiparne il godimento di uno o due anni. In tali casi, il diritto alla
rendita nasce per gli uomini il primo giorno del mese seguente a quello in cui
hanno compiuto 64 o 63 anni, per le donne il primo giorno del mese seguente a
quello in cui hanno compiuto 63 o 62 anni.

 

                                         L’art. 67 (“esercizio del
diritto”) cpv. 1bis OAVS prevede, da un lato, che soltanto l'avente diritto o
il suo rappresentante legale può far valere il diritto alla rendita ordinaria
anticipata di vecchiaia (cfr. DTF 138 V 58: l'autorità
assistenziale che aiuta l'assicurato non è legittimata a richiedere per
quest'ultimo, nell'ambito di una curatela ad hoc, il diritto alla rendita
ordinaria anticipata di vecchiaia). Dall’altro, che
questo diritto non può essere richiesto retroattivamente.

 

                                         Al contrario tale diritto
deve essere fatto valere in anticipo. Se una persona si annuncia solo dopo la
fine del mese in cui ha compiuto 62 (le donne) oppure 63 o 64 anni (gli
uomini), ha diritto alla rendita soltanto dopo il compimento dell’anno
successivo (cfr. STFA H 160/03 del 27 dicembre 2004 consid. 4.1.; Direttive
sulle rendite (DR) dell’assicurazione federale per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità p.ti 6103-6104).

 

                                         La rendita
di vecchiaia anticipata viene ridotta rispetto alla rendita ordinaria (cfr.
art. 40 cpv. 2 LAS; 56 OAVS).

 

                               2.5.   Nelle Direttive COSAS al
punto E.2.4. aggiornato nel dicembre 2008 (“Versamento anticipato dell’AVS”) figurano le
seguenti indicazioni:

 

" In
linea di principio, le prestazioni dell’AVS sono prioritarie rispetto al
sostegno sociale e vanno calcolate integralmente nel budget del beneficiario di
un sostegno sociale. 

 

La decima revisione dell’AVS offre ora la possibilità di percepire
la rendita AVS anticipatamente: a partire da, al massimo, due anni prima del
pensiona­mento regolare. Il versamento anticipato conduce ad una diminuzione
della rendita per tutta la vita. Tale perdita può essere compensata da
prestazioni della LPP, oppure dalle prestazioni complementari. 

La legge garantisce che, in caso di versamento anticipato della
rendita AVS, per il calcolo delle prestazioni complementari annuali, sia presa
in consi­derazione solo la rendita ridotta. Con ciò s’intende rendere possibile
un versamento anticipato della rendita AVS anche alle persone che vivono in
condizioni economiche modeste, senza che vi sia una perdita finanziaria. 

Il diritto al versamento anticipato della rendita AVS può essere
chiesto solo per uno o due anni interi e non retroattivamente. Ciò significa
che va fatto valere al più tardi entro il mese di nascita (per l’anno che segue
il compleanno). L’annuncio di voler usufruire del diritto di versamento
anticipato della rendita AVS va fatto personalmente dall’assicurato. 

In linea di principio, i beneficiari del sostegno sociale
andrebbero obbligati a richiedere l’anticipo della rendita.”

 

                                         Riguardo
alla funzione delle disposizioni COSAS, in dottrina, C. Hänzi (Die Richtlinien
der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe". Ed. Helbing Lichtenhahn,
Basilea 2011) rileva quanto segue:

 

" In der Schweiz ist eine einheitliche Definition hinsichtlich der
Ausgestaltung und der Höhe des Existenzminimum nicht vorhanden. Die
verschiedenen Regelungen zum Existenzminimum in der Schweiz bilden kein
kohärentes, geschlossenes  System zur Sicherung und zum Schutze minimaler
Voraussetzungen für ein menschenwürdiges Dasein. So besteht auch eine eigene
Umschreibung und Ausgestaltung des Existenzminimum für den Leistungsbereich der
Sozialhilfe. Die Schweizerische Konferenz für Sozialhilfe hat sich dieser
Aufgabe angenommen und gibt im Rahmen ihrer Richtlinien Empfehlungen zuhanden
der Sozialhilfeorgane des Bundes, der Kantone, der Gemeinden sowie der
Organisationen der privaten Sozialhilfe ab. Damit bezweckt sie, angesichts der
grossen föderalen Vielfalt, vor allem auch die Förderung einer
gesamtschweizerischen Unterstützungspraxis, insbesondere im bereich der
materiellen Unterstützung. Die Richtlinien konkretisieren dabei nicht nur den
Verfassungsauftrag gemäss Art. 12 BV zur Existenzsicherung, sondern sie wollen
grundsätzlich die Ausgestaltung eines sozialen Existenzminimums definieren,
welches über dem absolut Notwendigen zu liegen kommt. Dabei wurde mit der
letzten Revision ein Paradigmawechsel in der Konzeption der Richtlinien
vollzogen, da die Grundsicherung ab dann mit einem Anreizsystem verknüpft
wurde. Ausgerichtet ist das Unterstützungssystem der SKOS-Richtlinien auf
längerfristig unterstützte Personen, die in einem Privathaushalt leben und
fähig sind, den damit verbundenen Verpflichtungen nachzukommen. Allerdings
zeichnen sich die Richtlinien nicht nur dadurch aus, dass sie ein
Bemessungssystem für die jeweils angemessene Sozialhilfe für solche Haushalte
beinhalten. Sie umschreiben bspw. auch die geltenden Zielsetzungen dieses
Leistungsfeldes, die wesentlichen Grundprinzipien, die Rechte und Pflichten
Unterstützter, die regeln bei der Auszahlung von Leistungen, die möglichen
Sanktionen, die Massnahmen zur Integration oder die Verwandten- und
Rückerstattungspflicht und erhalten eine Sammlung der Rechtsprechung, der
kantonalen Sozialhilfegesetze sowie Praxishilfen. Sie sind damit eine
eigentliche Referenz für die Sozialhilfepraxis. Die Richtlinien erlangen jedoch
erst durch di e kantonale Gesetzgebung, die kommunale Rechtsetzung und die
Rechtsprechung Verbindlichkeit.“ (pag. 171-172)

 

                               2.6.   Nell’evenienza concreta dalla
documentazione agli atti emerge che RI 1, cittadino svizzero nato il __________
1955 (cfr. doc. 77; 76), già nel marzo 2007 aveva inoltrato domanda di
assistenza sociale (cfr. doc. 79).

                                         In un’annotazione
dell’amministrazione è stato indicato che:

 

" (…)
Venditore ambulante di __________ (__________), il fatturato dell’attività non
lo rende economicamente autosufficiente, poiché le spese sopportate non sono
totalmente recuperate. 

(…) tenuto conto che l’interessato con
delle scadenze regolari si ripresenta a chiedere prestazioni assistenziali e
ogni qualvolta gli è stato fatto presente che l’Ufficio del Sostegno Sociale e
dell’Inserimento non può finanziare le attività indipendenti; è stato inviato a
chiudere l’attività per attivarsi nella ricerca di un impiego al 100%, visto
che il lavoro svolto non rende la famiglia autosufficiente. (…)” (Doc. 66)

 

                                         L’USSI, il 19 dicembre
2017, ha inviato al ricorrente, unitamente alla decisione di concessione di una
prestazione assistenziale ordinaria di fr. 3'274.-- mensili per il periodo
gennaio – marzo 2018 (cfr. doc. 230), uno scritto in cui è stato in particolare
precisato:

 

" (…) Le
ricordiamo di voler inoltrare una domanda orientata ad ottenere l’AVS
anticipata considerato che il 12.07.2018 compirà 63 anni. Scaduto il termine
non potrà più fare richiesta in tal senso. La invitiamo a trasmetterci copia
della richiesta. (…)” (Doc. 229)

 

                                         La medesima indicazione è
stata apposta dall’amministrazione nello scritto del 26 marzo 2018 che ha
accompagnato la decisione emessa nella stessa data relativa alla prestazione
assistenziale ordinaria di fr. 3'382.-- per il mese di aprile 2018 (cfr. doc.
198; 199).

 

                                         Il 24 aprile 2018 l’USSI
ha riconosciuto all’insorgente una prestazione assistenziale ordinaria di fr.
3'382.-- per il mese di maggio 2018 (cfr. doc. 188) e gli ha chiesto di far
pervenire, in occasione della domanda di rinnovo successiva, tra l’altro, copia
della richiesta di AVS anticipata, specificando che “considerato che è già
stato richiesto più volte, la informiamo che il versamento della prossima
prestazione è subordinato a questo documento.” (cfr. doc. 187).

 

                                         In relazione alla
richiesta di rinnovo del 14 maggio 2018 (cfr. doc. 171-173), l’amministrazione,
il 23 maggio 2018, ha comunicato al ricorrente che:

 

" (…) Per quanto
riguarda la richiesta di AVS anticipata, le rammentiamo che la richiesta deve
essere inoltrata all’ufficio competente (sportello AVS del Comune). La
informiamo che la prossima prestazione è subordinata a tale richiesta. Il
nostro Ufficio potrà decidere di non entrare in materia per il rinnovo della
prestazione.” (Doc. 170)

 

                                         Inoltre il 13 giugno 2018
l’USSI ha scritto all’insorgente quanto segue:

 

" (…) In
data 23.05.2018 le abbiamo comunicato che senza la conferma d’inoltro domanda
di AVS anticipata, da presentare presso l’Agenzia AVS del comune di __________,
non avremmo potuto procedere con la sua domanda di rinnovo delle prestazioni
assistenziali a partire dal mese di giugno 2018.

La invitiamo a voler completare la sua richiesta
di rinnovo inoltrandoci la conferma di invio della domanda citata.

La informiamo che in attesa della
documentazione citata, la prestazione assistenziale rimane sospesa.” (Doc. 153)

 

                                         Alla parte resistente il
14 giugno 2018 è pervenuta una lettera del ricorrente con cui ha sollecitato
l’erogazione della prestazione assistenziale relativa al mese di giugno 2018 e
ha asserito:

 

(…) In relazione alla sua pressante
richiesta d’inoltro della domanda per la rendita AVS, mi permetto farle
cortesemente osservare che l’anticipo della rendita potrebbe comportare delle
penalizzazioni anche pesanti. Per questo motivo ho ritenuto di dover richiedere
il calcolo della rendita futura, in merito alla quale le ho trasmesso una copia
della richiesta. Una volta in possesso di questo calcolo valuterò se inoltrare
o meno la richiesta di rendita definitiva. (…)” (Doc. 150)

 

                                         Con decisione del 19
giugno 2018 l’USSI ha assegnato all’insorgente una prestazione assistenziale
ordinaria di fr. 3'382.-- per il mese di giugno 2018 (cfr. doc. 146).

                                         La lettera accompagnatoria
ha il seguente tenore:

 

" (…) Tramite
la presente le confermiamo che sarà emanato il rifiuto delle prestazioni
assistenziali se sarà presentata una richiesta di rinnovo per le prestazioni
assistenziali da agosto 2018 senza la conferma dell’inoltro della domanda di
rendita AVS anticipata. Considerato che le conseguenze finanziarie derivanti
dalla sua scelta personale di rinunciare a percepire la rendita AVS anticipata
non possono essere sopportate dal nostro ufficio, non si giustifica il
versamento di una prestazione mensile a compensazione della lacuna finanziaria.
Nel caso in cui con la richiesta di rinnovo verrà confermato l’inoltro della
domanda di rendita AVS anticipata, il diritto verrà stabilito come intervento
integrativo alla rendita percepita e in attesa che sia emanata a suo favore la
decisione di prestazione complementare.

Le ricordiamo che l’art. 2 della Legge
sull’assistenza sociale recita:

Sussidiarietà dell’assistenza

1Le
prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie
a quella della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la
disoccupazione previste da altre leggi cantonali.

2In
particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario
vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste
dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali
del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps) (…)” (Doc. 144)

 

                                         Il 27 giugno 2018
l’amministrazione ha concesso all’insorgente una prestazione assistenziale
ordinaria di fr. 3'382.-- per il mese di luglio 2018 (cfr. doc. 135).

 

                                         L’USSI, l’8 agosto 2018,
ha poi emesso una decisione di rifiuto delle prestazioni assistenziali a
partire dal 1° agosto 2018 in applicazione del principio di sussidiarietà,
rilevando:

 

" (…) Considerato
che la richiesta di rinnovo è stata presentata senza la conferma dell’inoltro
della domanda di AVS anticipata, rendita alla quale avrebbe diritto dal 1°
agosto 2018, e che le conseguenze finanziarie derivanti dalla sua scelta
personale di rinunciare a percepire la rendita AVS anticipata non possono
essere sopportate dal nostro ufficio, non si giustifica il versamento di una
prestazione mensile a compensazione della lacuna finanziaria a partire dal 1
agosto 2018. (…)” (Doc. 17)

 

                                         Tale provvedimento è stato
confermato con decisione su reclamo del 14 settembre 2018 (cfr. doc. A).

 

                               2.7.   Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie, questa Corte osserva innanzitutto che nell’ambito
dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà di cui agli art.
2 Las e 13 Laps (cfr. consid. 2.2.). Da tale principio risulta che l’erogazione
di prestazioni assistenziali viene riconosciuta soltanto qualora un richiedente
non sia in grado di provvedere alle proprie necessità tramite sforzo personale
oppure prestazioni a cui sono tenuti dei terzi o, ancora, mediante prestazioni
volontarie da parte di terzi (cfr. STF 8C_100/2017 del 14 giugno 2017 consid.
8.1.; STFA K 22/04 del 22 ottobre 2004 consid. 2.3.1., pubblicata in RAMI 2005
pag. 30, DTF 137 V 143 consid. 3.7.1.; Disposizioni COSAS del 2005, aggiornate
nel dicembre 2015, p.to A.4; C. Hänzi, Die Richtlinien der schweizerischen
Konferenz für Sozialhilfe", Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011 pag.
171-172; 114-115).

 

                                         Con
sentenza STF 8C_787/2011 del 28 febbraio 2012 consid. 4.2. l’Alta Corte ha
rilevato, in particolare, che in virtù del principio di sussidiarietà è
possibile pretendere prestazioni assistenziali solo nel caso in cui una persona
non sia nella condizione di impedire la situazione di bisogno economico tramite
un proprio ragionevole comportamento immediato e tempestivo, primariamente
assumendo un’attività retribuita e non soltanto nel proprio settore
professionale.

 

                                         Con
sentenza STF 8C_56/2012 dell’11 dicembre 2012 consid. 3.1. l’Alta Corte ha,
poi, rilevato che non esiste un diritto di opzione tra le fonti di aiuto
prioritario. In particolare l’aiuto sociale è sussidiario in rapporto alle
prestazioni legali di terzi come pure in rapporto alle prestazioni volontarie
da parte di terzi.

 

                                         Nella
STF 8C_42/2013 del 15 ottobre 2013 l’assistenza sociale è stata negata poiché
il richiedente ha potuto far fronte alle sue spese non coperte dalle
assicurazioni sociali e private tramite finanziamenti (prestiti) da parte di
terzi. 

 

                                         Con giudizio 8C_138/2016
del 6 settembre 2016 consid. 5.2.1., pubblicato in DTF 142 V 513, il Tribunale
federale ha ribadito che secondo prassi il reddito netto complessivo da
attività lavorativa dipendente o indipendente viene computato nel calcolo della
prestazione assistenziale, come pure il reddito sostitutivo rappresentato dalle
rendite AVS, AI, PC, dalle indennità di disoccupazione e da altre indennità
giornaliere. Ciò in virtù del principio di sussidiarietà che è l’espressione
della responsabilità individuale, secondo cui, prima di far capo all’assistenza
sociale, vanno esaurite tutte le altre possibilità di reddito.

 

                               2.8.   Nel caso di specie, in virtù
del principio di sussidiarietà (cfr. consid. 2.2., 2.7.) e dell’obbligo di
ridurre il danno che incombe ai richiedenti l’assistenza sociale,
rispettivamente ai beneficiari della stessa (cfr. STCA 42.2018.1 del 17
febbraio 2018 consid. 2.7., pubblicata in RtiD II-2018 N. 23 pag. 106 segg.),
il ricorrente, in vista del compimento dei 63 anni il 12 luglio 2018, avrebbe
dovuto chiedere alla Cassa di compensazione AVS/AI/IPG il riconoscimento di una
prestazione di vecchiaia anticipata ai sensi dell’art. 40 cpv. 1 LAVS, il cui diritto nasce per gli uomini il primo
giorno del mese seguente a quello in cui hanno compiuto 64 o 63 anni, ma non
può essere chiesto retroattivamente (cfr. art. 67 cpv. 1bis OAVS;
consid. 2.4.).

 

                                         L’insorgente, infatti, per
provvedere ai propri bisogni primari, doveva far capo prioritariamente alle
rendite delle assicurazioni sociali a cui avrebbe avuto diritto al compimento
dei 63 anni, in particolare alla rendita AVS anticipata (al riguardo giova
ricordare che tale rendita deve essere chiesta in anticipo, in caso contrario
il diritto parte soltanto dopo il compimento dell’anno successivo cfr. consid.
2.4.), indipendentemente dal fatto che l’importo di quest’ultima rendita sarebbe
stato decurtato rispetto a quello della rendita AVS ordinaria a cui avrebbe
avuto diritto a 65 anni (art. 21 LAVS).

 

                                         Giova, altresì, rilevare che
la perdita connessa al versamento anticipato della rendita AVS può essere
compensata, in particolare, dalle prestazioni complementari (cfr. consid. 2.5.;
https://www.ahv-iv.ch: 5.01 Prestazioni complementari all’AVS
e all’AI, Stato al 1° gennaio 2018), le quali, essendo prestazioni di
un’assicurazione sociale, hanno la priorità rispetto alle prestazioni
assistenziali (cfr. STF 9C_36/2014 del 7 aprile 2014 consid. 3.3.). 

 

                                         L’assistenza sociale
costituisce, d’altronde, l’ultima ancora di salvataggio dell’individuo (cfr.
DTF 137 V 143; STF 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007, pubblicata in DTF 134 I 65;
SVR 2008 EL Nr. 2 pag. 5; STF 8C_5/2008 del 5 maggio 2008).

 

                               2.9.   L’insorgente, nel ricorso, ha
fatto valere di non essere stato sufficientemente informato
dall’amministrazione riguardo alle conseguenze della mancata richiesta della
rendita AVS anticipata (cfr. doc. I).

 

                                         L’art. 18 Laps, relativo
all’informazione e consulenza, enuncia:

 

" 1Il
Consiglio di Stato provvede affinché il cittadino disponga di una rete di informazione
sulle possibilità di accesso alle prestazioni sociali efficace e
decentralizzata. 

2Scopo dell’informazione è di: 

a) informare e orientare
l’utente sulle sue possibilità di accesso alle prestazioni sociali; 

b) mettere a disposizione
dell’utente la necessaria documentazione e in particolare i moduli di richiesta
e di accertamento del reddito disponibile residuale; 

c) indirizzare ed accompagnare
l’utente verso altri servizi pubblici o privati operanti nel settore. 

3La consulenza in merito ai propri diritti
ed obblighi è, di regola, fornita gratuitamente.”

                                      

                                         Anche l’art. 27 della legge federale sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA), applicabile in casu per analogia, regola la
“Informazione e consulenza” e ha il seguente tenore:

 

"
1 Gli assicuratori e gli organi esecutivi delle
singole assicurazioni sociali, nei limiti delle loro competenze, sono tenuti ad
informare le persone interessate sui loro diritti e obblighi.

 

2 Ognuno ha diritto, di
regola gratuitamente, alla consulenza in merito ai propri diritti e obblighi.
Sono competenti in materia gli assicuratori nei confronti dei quali gli
interessati devono far valere i loro diritti o adempiere i loro obblighi. Per
le consulenze che richiedono ricerche onerose, il Consiglio federale può
prevedere la riscossione di emolumenti e stabilirne la tariffa.

 

3 Se un assicuratore constata che un assicurato o i suoi congiunti
possono rivendicare prestazioni di altre assicurazioni sociali, li informa
immediatamente."

                                       

                                         L'art. 27 LPGA sancisce, in
particolare, per l'amministrazione un dovere di carattere collettivo, generale
e permanente di fornire informazioni (cpv. 1) e il diritto soggettivo e
individuale dell'assicurato alla consulenza (cioè un parere su ciò che conviene
fare) su un caso preciso, che può essere fatto valere in giustizia (cpv. 2) (Su
questi aspetti cfr. in particolare STF 8C_438/2018 del 10 agosto 2018 consid.
3.2.; STFA C 192/04 del 14 settembre 2005 consid. 4.1.,
pubblicata in DTF 131 V 472 e in SVR 2006 ALV Nr. 9 pag. 31; STFA C 241/04 del
9 maggio 2006 consid. 6; STFA C 157/05 del 28 ottobre
2005 consid. 4.2.).

 

                             2.10.   In concreto
dalle carte processuali si evince che, dopo aver invitato, il 19 dicembre 2017
e il 26 marzo 2018, il ricorrente a inoltrare una domanda di rendita AVS
anticipata ritenuto che il 12 luglio 2018 avrebbe compiuto 63 anni (cfr. doc.
229; 198), l’USSI, il 24 aprile 2018, gli ha chiesto di trasmettere, in
occasione della domanda di rinnovo successiva, copia della richiesta di AVS
anticipata, specificando che “considerato che è già stato richiesto più
volte, la informiamo che il versamento della prossima prestazione è subordinato
a questo documento.” (cfr. doc. 187; consid. 2.6.).

 

                                         Il 23 maggio 2018,
inoltre, la parte resistente ha comunicato all’insorgente che avrebbe potuto
decidere - in assenza della richiesta di rendita AVS anticipata - di non
entrare in materia per il rinnovo della prestazione assistenziale (cfr. doc.
170; consid. 2.6.).

 

                                         Tale precisazione, e
meglio che senza la conferma d’inoltro della domanda di AVS anticipata l’USSI
non avrebbe potuto procedere con la sua domanda di rinnovo delle prestazioni
assistenziali, è stata ribadita al ricorrente il 13 giugno 2018 (cfr. doc. 153;
consid. 2.6.).

 

                                         Con scritto del 19 giugno
2018 l’amministrazione, facendo esplicito riferimento al principio di
sussidiarietà, ha confermato all’insorgente che sarebbe stato emanato il
rifiuto delle prestazioni assistenziali, qualora venisse presentata una
richiesta di rinnovo per le prestazioni assistenziali da agosto 2018 senza
copia dell’inoltro della domanda di rendita AVS anticipata. L’USSI ha pure
precisato che “considerato che le conseguenze finanziarie derivanti dalla
sua scelta personale di rinunciare a percepire la rendita AVS anticipata non
possono essere sopportate dal nostro ufficio, non si giustifica il versamento
di una prestazione mensile a compensazione della lacuna finanziaria” (cfr.
doc. 144; consid. 2.6.).         

                                      

                                         In simili condizioni,
occorre concludere che l’amministrazione ha reso attento, a più riprese e in
modo chiaro, l’insorgente del fatto che la mancata richiesta di una rendita AVS
anticipata avrebbe comportato il rifiuto dell’assistenza sociale.

                                         Il ricorrente, che davanti
al TCA ha peraltro dimostrato di comprendere la procedura in corso e di saper
far valere le proprie pretese, in caso di dubbi avrebbe dovuto del resto
chiedere ragguagli all’USSI.

                                         Ne discende che in casu non
è ravvisabile una violazione del diritto all’informazione e consulenza del
ricorrente.

 

                             2.11.   In relazione, infine, alla
censura ricorsuale secondo cui le prestazioni assistenziali strettamente
indispensabili non possono essere rifiutate (cfr. doc. I), giova osservare che
è vero che l’art. 23 Las (e non art. 3 Las come indicato nel ricorso) enuncia
al cpv. 1 che le prestazioni assistenziali strettamente indispensabili non
possono essere rifiutate, anche se l’interessato sia personalmente colpevole
del suo stato e al cpv. 2 che l’importo delle prestazioni ordinarie e di quelle
speciali, stabilito secondo gli art. 18 e 20, può però essere ridotto, tenuto
conto delle direttive in merito della Conferenza svizzera delle istituzioni
dell’azione sociale.

 

                                         In casu, tuttavia, come
visto sopra, il ricorrente è stato informato proprio dall’USSI della
possibilità di chiedere la rendita AVS anticipata e delle ripercussioni in
ambito dell’assistenza sociale in caso di mancata domanda. 

 

                                         Pertanto, nel caso di
specie, l’insorgente ha consapevolmente scelto di non chiedere la rendita AVS
anticipata che sarebbe stata decurtata rispetto quella ordinaria (cfr. doc. IX),
ma di continuare a postulare il rinnovo delle prestazioni assistenziali. 

 

                                         Al riguardo va evidenziato
che il Tribunale federale ha ribadito a più riprese che un comportamento
abusivo può giustificare la soppressione o il rifiuto dell’assistenza sociale
(cfr. DTF 139 I 218 consid. 3.3.; DTF 130 I 71 consid, 4.3.; STF 8C_787/2011
del 18 febbraio 2012 consid. 3.2.1.; STF 8C_156/2007 dell’11 aprile 2008
consid. 6.3.).

 

                                         Di conseguenza il
riferimento all’art. 23 Las non è di alcun ausilio per il ricorrente.

                                         

                             2.12.   Alla luce di tutto quanto
sopra esposto, la decisione su reclamo del 14 settembre 2018 impugnata deve
essere confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti