# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1520e644-1e1e-5533-b3eb-fc8e6bfd8783
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-11-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 15.11.1995 15.1995.00202
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1995-00202_1995-11-15.html

## Full Text

Incarto n.

  15.95.00202

  	
  Lugano

  15 novembre 1995/C/fc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo sul reclamo 3 ottobre 1995 della

 

	
   

  	
  __________

   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato dell’ Ufficio di esecuzione di Lugano nella procedura dipendente dal sequestro n.
__________ decretato il 20 settembre 1995 dal Pretore di Lugano, Sezione 4, su
istanza della reclamante

 

                                          contro

 

	
   

  	
  __________

   

   

  

 

 

in materia di avviso e assegno di termine per
promuovere azione ex art. 109 LEF;

 

 

richiamato il decreto presidenziale 3 ottobre 1995 di
non concessione dell’effetto sospensivo;

 

 

 

 

viste le osservazioni:     -  13 ottobre 1995 di
__________

                                         -  17
ottobre 1995 dell’UE di Lugano;

 

 

esaminati
atti e documenti;

 

 

 

ritenuto

 

 

in
fatto:

 

 

                                  A.   Con decreto 20 settembre 1995 il Pretore di Lugano,
Sezione 4, ha sequestrato, per quanto di rilevanza nella fattispecie, presso i
magazzini della __________ a __________ su istanza di __________ __________
un’autovettura __________, un’autovettura __________, un’autovettura
__________, un’autovettura Jaguar 4.2. mod. Typ. E, un’autovettura __________,
un motoscafo entrobordo, una motocicletta __________ “sempre che risultino
essere di proprietà del debitore” __________.

 

 

                                  B.   Il 22 settembre 1995 l’UE di Lugano ha eseguito il
sequestro alla presenza di __________, di un’autovettura __________ (n. 1),
un’autovettura __________ (n. 2), un motoscafo entrobordo (n. 3) e una
motocicletta __________ (n. 4). __________ ha indicato i beni inventariati sub
1 e 2 di proprietà di __________, sub 3 di proprietà di __________ e sub 4 di
proprietà di __________.

                                         Con
provvedimento 22 settembre 1995, intimato alle parti il 27 settembre successivo
unitamente al verbale di sequestro, l’UE di Lugano ha assegnato alla __________
il termine di dieci giorni ex art. 109 LEF per promuovere “avanti al Giudice
competente l’azione di disconoscimento” delle pretese dei rivendicanti, con
comminatoria di rinuncia in caso di omissione.

 

 

                                  C.   Con tempestivo reclamo 3 ottobre 1995 __________ ha
postulato la declaratoria di nullità del provvedimento 22/27 settembre 1995 e
ha chiesto di ordinare ai rivendicanti di far valere in giudizio le proprie
pretese, atteso che:

                                         -     “sulla
scorta dell’attestato di carenza beni es. n. __________ dell’UE di Lugano
consegnato alla __________ per crediti scoperti di complessivi Fr. 1’135’816.40
nei confronti di __________, la reclamante ha chiesto ed ottenuto in data 19
settembre 1995 -fra le altre cose- il sequestro dei beni del debitore trovantisi
presso i magazzini della __________ a __________ ”;

 

                                         -     la
signora __________ assevera di essere proprietaria della __________
inventariata sub 1 sulla scorta “di una carta di circolazione risalente al
1983, emessa a nome della __________ e nel frattempo annullata” e della
__________ inventariata sub 2 sulla scorta di “una carta di circolazione USA
recante il nome dell’asserito contestato precedente proprietario ed un
certificato di sdoganamento praticamente in bianco, che non la indica come
detentore“;

 

                                         -     “quale
regola generale per l’attribuzione dei ruoli nella procedura di rivendicazione
di un bene sottoposto a pignoramento o sequestro, legge, dottrina e
giurisprudenza fanno riferimento al possesso del bene da parte del debitore”;

 

                                         -     in
concreto “le autovetture sono state rinvenute presso __________ personalmente
nei locali locati dalla __________, di cui egli è presidente del Consiglio di
amministrazione con diritto di firma individuale. Egli quindi poteva in ogni
tempo liberamente disporre di quegli oggetti secondo i suoi insindacabili
desideri e/o necessità. Notasi ancora che __________ __________ non ha da parte
sua rivendicato alcunché”;

 

                                         -     “il
rapporto di perizia della dogana di Lugano mostrato dalla signore __________ all’UE
per comprovare la proprietà della motocicletta __________ è per nulla fedefacente.
Trattasi infatti di formulario completamente bianco, sulla cui autenticità
vanno espressi seri dubbi”;

 

                                         -     “stessa
censura va sollevata al riguardo del motoscafo, per il quale la rivendicante
__________ non è stata in grado di produrre il libretto di navigazione”.

 

 

                                  D.   Con osservazioni 13 ottobre 1995 __________, hanno
postulato, con protesta di spese e ripetibili, la reiezione del gravame.

                                         Gli
osservanti rilevano che gli oggetti sequestrati sono depositati in un magazzino
affittato dalla __________: “in base alle presunzioni del ________ ed in
particolare ritenuto che la __________ è una persona giuridica a sé stante, i
beni dei quali si è chiesto il sequestro non erano in possesso e nella sfera di
dominio di __________ ”, irrilevante essendo che quest’ultimo è presidente del
consiglio di amministrazione della società.

 

 

                                  E.   Pure l’UE di Lugano ha chiesto che il gravame venga
respinto, precisando che gli oggetti sequestrati erano depositati presso un
deposito di proprietà __________ e affittato alla __________ __________ di cui
__________ è presidente del consiglio di amministrazione”.

 

 

Considerato

 

 

 

in
diritto:

 

 

                                         1.     Il reclamo ha per oggetto l’assegnazione dei ruoli
processuali nella pedissequa azione di merito ex art. 107 o 109 LEF volta
all’accertamento dei diritti di proprietà o di pegno (azione di
rivendicazione).

                                                 Nei
casi di sequestro tornano infatti applicabili, per quanto qui di rilievo, gli art.
da 106 a 109 LEF per il rinvio di cui all'art. 275 LEF (DTF 107 III 39; Kurt
Amonn, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 1993, § 51 m.
46; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat,
1993, p. 386).

 

 

                                         2.     Per l'art. 107 cpv. 1 LEF quando una cosa si trova in
possesso del debitore, se il creditore o il debitore contesta la pretesa del
terzo, l'ufficio invita quest'ultimo a farla valere in giudizio quale parte
attrice entro 10 giorni; per l'art. 109 LEF se la cosa non si trova in possesso
del debitore, ma presso un terzo che vanti su di essa un diritto di proprietà o
di pegno, l'ufficio assegna al creditore un termine di dieci giorni per agire,
quale attore, giudizialmente contro il terzo. 

                                                 Determinante
per l’assegnazione dei ruoli processuali è quindi il possesso o meno della cosa
da parte del debitore (DTF 89 III 70 e 87 III 12; CEF 6 marzo
1990 su reclamo S.W.C. SA cons. 2 e 23 gennaio 1987 su reclamo W. cons. 2).

                                                 Quando
il debitore non ha il possesso esclusivo di una cosa ma lo condivide con il
terzo rivendicante, la procedura di rivendicazione è eseguita conformemente all’art.
109 LEF (DTF 83 III 131, Amonn, op. cit., § 25 m. 27, 34, 38),
ed il termine per agire in giudizio è assegnato al creditore.

                                                 Momento
determinante per la qualificazione del possesso ex art. 106 cpv. 1 LEF (rispett.
109 LEF) è quello dell’esecuzione del pignoramento (DTF 110 III 92 e 89
III 70; Gilliéron, op. cit., p. 210; Amonn, op. cit., § 25 m. 35;
Carl Jaeger, Das Bundesgesetz betreffend Schulbetreibung und  Konkurs,
3. ed, Zurigo 1911, n. 1 all’art. 106 LEF).

 

 

                                         3.     Con possesso ex art. 106 cpv. 1 risp. 109 LEF
(che nel regesto in DTF 110 III 87 è indicato con "custodia"
in traduzione dal tedesco "Gewahrsam" e dal francese "possession")
si intende il potere di disporre della cosa in modo effettivo ed esclusivo (DTF
110 III 90 cons. 2a: "die ausschliessliche tatsächliche Verfügungsgewalt über
die Sache"; cfr. anche DTF 93 III 102-103, 85 III 51 e 145, 76 III
12; CEF 23 gennaio 1987 su reclamo W. cons. 3). 

 

 

                                         4.     Per decidere sulla questione del possesso ex art. 106
cpv. 1 e 109 LEF, occorre unicamente determinare chi possiede sulla
cosa il potere effettivo di disporre (cfr. DTF 87 III 12 e 83 III 28),
atteso che le autorità esecutive non devono, in linea di principio, indagare se
il possesso è conforme o meno al diritto (cfr. DTF 110 III 90 cons. 2a).

                                                 Questioni
di diritto possono essere prese in considerazione ove siano liquide
e certe e permettano di risalire in termini affidabili al potere effettivo di
disporre (DTF 71 III 64): le autorità esecutive non sono legittimate ad
approfondire, a questo stadio di procedura, l'esame di problemi giuridici che
saranno oggetto, se del caso, di ulteriore indagine da parte del giudice in
procedura di merito. La nozione di possesso LEF ex art. 106 cpv. 1 e 109 LEF è
puramente fattuale e non va di regola confusa con elementi di diritto (cfr. Fritzsche/Walder,
Schulbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol. I, § 26 n. 6), a
meno che la situazione in diritto possa essere accertata con facilità facendo
capo ad es. a documenti non controversi o a iscrizioni nei pubblici registri di
cui non sia contestata l'esattezza del contenuto (cfr. DTF 87 III 12).

 

 

                                         5.     Quando
i beni non si trovano in custodia del terzo rivendicante né del debitore bensì
di una quarta persona (il quarto detentore) il ruolo delle parti dipenderà
dalla questione a sapere per conto di chi il quarto detentore ha la custodia
sui beni (Gilliéron, op. cit., p. 211).

                                                 Ai
fini dell’assegnazione dei ruoli processuali la giurisprudenza del Tribunale
federale ha costantemente ribadito che l’applicazione degli art. 106-107 LEF,
con la conseguente assegnazione al terzo rivendicante del ruolo processuale di
attore, entra in linea di conto solamente nei casi in cui la cosa sia in
“possesso ex art. 106-109 LEF” del debitore, ritenuto che in tutte le altre
ipotesi, segnatamente quando il quarto esercita il “possesso” non
esclusivamente per conto del debitore, torna applicabile l’art. 109 LEF, con la
conseguenza che nell’azione giudiziaria è il creditore che assumerà il ruolo di
attore (cfr. DTF 87 III 12, 83 III 28, 71 III 6 e 54 III 148).

                                                 Determinante
per stabilire per conto di chi il quarto esercita il “possesso” della cosa è la
dichiarazione che fornisce appunto in proposito il “possessore” immediato e
l’autorità di esecuzione, nell’assegnazione dei ruoli processuali, vi è legata
senza dover procedere ad ulteriori verifiche ed accertamenti e, segnatamente,
non è tenuta ad esaminare se la dichiarazione del quarto detentore è esatta, da
un punto di vista giuridico, sotto ogni aspetto (cfr. sentenze citate). La
decisione di applicare gli art. 106-107 o 109 LEF ha infatti carattere
interlocutorio, fondata sulla semplice verosimiglianza (“Glaubhaftmachung”)
dell’esattezza della dichiarazione del quarto di non possedere (rispettivamente
di possedere) esclusivamente per il debitore, ed ha l’unico effetto di
determinare chi debba farsi attore in giudizio, impregiudicata ogni questione
di merito (cfr. Tribunale federale 26 settembre 1975 su ricorso ________ p.
4-5, non pubblicata).

 

 

                                         6.     I beni mobili rivendicati da __________, __________,
__________ e __________ si trovano nei locali locati da una terza società alla
__________. Unico possessore dei beni rivendicati è dunque la __________,
atteso che essere presidente del consiglio di amministrazione della __________
non conferisce ad __________ il diritto di disporre dei noti beni per uso
personale.

 

 

                                         7.     Nel caso in esame il quarto detentore __________ ha
dichiarato in termini univoci tanto durante l’esecuzione del sequestro quanto
in sede di osservazioni al reclamo di “possedere” i noti beni per conto delle
rivendicanti: ne consegue che sarà la creditrice __________ a dover promuovere
le azioni di rivendicazione ex art. 109 LEF contro __________, quali terze
rivendicanti la proprietà (Gilliéron, op. cit., p. 211 e rif. ivi; Amonn,
op. cit., § 24 m. 44), così come correttamente stabilito dall’UE di Lugano con
il provvedimento impugnato.

 

 

                                         8.     Il reclamo 3 ottobre 1995 della __________ è respinto.

                                                 Non
si prelevano spese (art. 67 cpv. 2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68
cpv. 2 OTLEF), contrariamente alla domanda di __________, poiché così imposto
per normativa di diritto federale.

 

 

Per
questi motivi

 richiamati
gli art. 106-109 e 275 LEF

 

 

 

PRONUNCIA

 

 

                                         1.     Il reclamo 3 ottobre 1995 della __________, è
respinto.

 

                                         2.     Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                         3.  
Intimazione a:    _________

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

 

Il
presidente                                                                    La
segretaria