# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 44c6bc9e-1ead-5e59-9934-91a5bfaaf0d8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-03-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.03.2024 D-1632/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1632-2024_2024-03-20.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1632/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 0  m a r z o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Gabriela Freihofer;  

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Gran Bretagna (ALC),  

c/o CFA Chiasso, Via Milano 23, 6830 Chiasso,   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo e allontanamento  

(art. 40 in relazione all'art. 6a cpv. 2 LAsi);  

decisione della SEM del 6 marzo 2024 / N (…). 

 

 

 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il 4 novem-

bre 2023 (cfr. atti della Segreteria di Stato della migrazione [di seguito: 

SEM] n. [{…}]-3/2), 

il verbale relativo all’audizione sui motivi d’asilo svoltasi il 28 febbraio 2024 

(cfr. atto della SEM n. 32/7; di seguito: verbale), 

la bozza di decisione negativa in merito alla domanda d’asilo del 4 novem-

bre 2023 ed il relativo parere della rappresentanza legale del 5 marzo 2024 

(cfr. atti della SEM n. 33/6 e 34/9), 

i fogli d’informazione medica (F2) riguardo alla situazione di salute dell’in-

teressato di cui si dirà, per quanto necessario, nei considerandi (cfr. atti 

della SEM n. 14/3, 16/2, 17/3, 18/3, 19/1, 20/2, 21/2, 22/2, 23/2, 24/2, 25/2, 

26/2 e 30/2), 

la decisione della SEM del 6 marzo 2024, notificata il giorno medesimo (cfr. 

atto della SEM n. 36/1), con cui tale autorità ha respinto la succitata do-

manda d’asilo e pronunciato l’allontanamento del richiedente dalla Sviz-

zera nonché l’esecuzione dello stesso in quanto ammissibile, esigibile e 

possibile, 

il ricorso del 13 marzo 2024 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d’en-

trata: 14 marzo 2024), per il cui tramite l’interessato ha concluso all’annul-

lamento della decisione impugnata e al riconoscimento della qualità di rifu-

giato e la concessione dell’asilo, subordinatamente ha postulato gli sia con-

cessa l’ammissione provvisoria; contestualmente ha presentato un’istanza 

di concessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal ver-

samento delle spese processuali e del relativo anticipo, con protesta di 

spese,  

l’incarto elettronico dell’autorità di prima istanza ed i mezzi di prova versati 

agli atti dall’insorgente all’attenzione della medesima, 

la conferma di ricevimento del gravame indirizzata il 14 marzo 2024 al 

ricorrente dal Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

  

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e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi), 

che fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, 

che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l’atto impugnato co-

stituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA, 

che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), per il che è legittimato ad aggravarsi contro di 

essa, 

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti, 

che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5), 

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un 

secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti, 

che il richiedente asilo, cittadino della Gran Bretagna, ha chiesto la prote-

zione della Svizzera in quanto nel suddetto Paese teme che la sua vita sia 

in pericolo visto che, a suo dire, la sua casa sarebbe controllo da parte 

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della polizia, la sua libertà di movimento sarebbe limitata e, per questi mo-

tivi, egli teme di essere perseguitato; che egli ha affermato che la famiglia 

che si sarebbe occupata di lui, avrebbe avuto dei legami con la criminalità 

e che gli stessi familiari l’avrebbero minacciato, portando l’interessato ad 

avere preoccupazioni per quanto attiene l’ambiente familiare; che in parti-

colare egli afferma che un giorno avrebbe ascoltato di nascosto una con-

versazione telefonica nella quale i familiari avrebbero ordito un piano alfine 

di rubarli i soldi e per poi imprigionarlo (cfr. atto della SEM n. 32/7, D23 e 

segg., pag. 4 e segg.),  

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi); che l’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che 

esso include il diritto di risiedere in Svizzera, 

che giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente 

l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 

cpv. 2 LAsi),  

che nella querelata decisione, l’autorità inferiore ha considerato irrilevanti i 

motivi d’asilo addotti dall’insorgente; che egli si è rivolto a più riprese alle 

autorità del suo Paese per domandare protezione e, queste ultime, sono 

state in grado di offrirla al ricorrente; che i mezzi di prova dimostrerebbe 

come l’autorità della Gran Bretagna si siano prontamente attivate per dar 

seguito alle richieste dell’interessato; che non vi sarebbero invero indizi 

quanto al fatto che egli non possa rivolgersi alle autorità britanniche onde 

ottenere protezione, conto tenuto dell’inserimento del Regno Unito nel no-

vero degli Stati sicuri e della presunzione di assenza di persecuzioni che 

ne deriverebbe, 

che con ricorso, l’insorgente avversa la valutazione della SEM; che, a suo 

dire, egli sarebbe in grave pericolo nel Regno Unito e che teme di essere 

oggetto di persecuzione da parte dei suoi stessi familiari; che questi ultimi 

avrebbero minacciato la vita e la libertà dell’interessato, arrivando a piani-

ficare di derubarlo e di fare in modo di imprigionarlo; che le autorità britan-

niche non sarebbero in grado di garantire la sua sicurezza, ponendolo in 

una situazione di estrema vulnerabilità e che gli indizi da lui sollevati 

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confuterebbero la presunzione che il Paese d’origine del ricorrente sia un 

“safe country”; che in merito all’allontanamento dell’interessato, egli ritiene 

sia inesigibile, vista la sua situazione personale e la situazione attuale vi-

gente nel Regno Unito,  

che la tesi ricorsuale non può essere seguita, 

che il Consiglio federale designa come Stati sicuri gli Stati in cui, secondo 

i suoi accertamenti, non vi è pericolo di persecuzioni (art. 6a cpv. 2 lett. a 

LAsi), 

che le persecuzioni che sono dovute a terzi e non ad organi governativi, 

non rivestono un carattere determinante per il riconoscimento della qualità 

di rifugiato se non nel caso in cui lo Stato in questione non accordi la pro-

tezione necessaria al richiedente; che infatti, secondo il principio della sus-

sidiarietà della protezione internazionale in rapporto alla protezione nazio-

nale, di cui all’art. 1 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 lu-

glio 1951 (Conv. Rifugiati, RS 0.142.30), si può esigere da un richiedente 

asilo che egli abbia dapprima esaurito nel suo Paese d’origine, le possibilità 

di protezione contro delle eventuali persecuzioni non statali, prima di solle-

citare la stessa da parte di uno Stato terzo (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 

con riferimenti citati; 2011/51 consid. 6.1; ex multis sentenza del Tribunale 

D–76/2023 del 13 gennaio 2023, pag. 5); che, in una pari eventualità, le 

autorità d’asilo sono di principio tenute a verificare unicamente l’effettività 

della protezione offerta da parte dello stato d’origine (cfr. DTF 138 II 513, 

520), 

che inoltre, nel caso in cui lo stato d’origine sia stato designato come sicuro 

ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, esiste anche una presunzione legale 

di protezione contro i pregiudizi da parte di terze entità (cfr. DTF 138 II 513, 

521); che tale presunzione può essere sovvertita solo in presenza di indizi 

concreti (ex multis sentenza del Tribunale D–76/2023 del 13 gennaio 2023, 

pag. 5), 

che per quanto riguarda invece le persecuzioni dovute a terze persone, il 

Consiglio federale ha inserito il Regno Unito nel novero dei paesi esenti da 

persecuzioni ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi (cfr. allegato 2 all’Ordi-

nanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 

1, RS 142.311]) e si è attenuto a questa valutazione nell’ambito delle pe-

riodiche verifiche giusta l’art. 6a cpv. 3 LAsi,  

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che vi è dunque una presunzione legale di protezione da parte delle auto-

rità britanniche,  

che il ricorrente non ha inoltre apportato elementi sufficienti atti a sovvertire 

la summenzionata presunzione; che, in particolare, per quanto concerne le 

pressioni alle quali è stato sottoposto il ricorrente da parte dei proprio fami-

gliari e le denunce da lui esposte presso le autorità (cfr. atto della SEM 

n. 32/7, D29 e segg.), egli non è stato in grado di fornire elementi concreti 

a sostegno dell’asserita incapacità o non volontà di protezione da parte 

delle autorità del suo Paese d’origine; che, anzi, al contrario di quanto as-

serito dal ricorrente, i mezzi di prova da egli apportati dimostrano come le 

autorità britanniche preposte si siano prontamente attivate a seguito delle 

sue richieste di protezione,  

che per quanto concerne il riconoscimento della qualità di rifugiato e la 

concessione dell’asilo la decisione impugnata va pertanto confermata, 

che se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM 

pronuncia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina 

l’esecuzione; che tiene però conto del principio dell’unità della famiglia 

(art. 44 LAsi),  

che l’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo 

relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4),  

che questo Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia 

dell’allontanamento,  

che l’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione (LStrI, RS 142.20), giusta il quale la stessa dev’essere possibile 

(art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente 

esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI), 

che nella misura in cui questo Tribunale ha confermato la decisione della 

SEM relativa alla domanda d’asilo dell’insorgente, quest’ultimo non può 

prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), ge-

neralmente riconosciuto nell’ambito del diritto internazionale pubblico ed 

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espressamente enunciato all’art. 33 della Convenzione sullo statuto dei ri-

fugiati del 28 luglio 1951 (RS 0.142.30), 

che, in siffatte circostanze, non v’è nemmeno motivo di considerare l’esi-

stenza di un rischio personale, concreto e serio per il ricorrente di essere 

esposto, in caso di allontanamento nel suo Paese d’origine ad un tratta-

mento proibito, in relazione all’art. 3 CEDU o all’art. 3 della Convenzione 

contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 

del 10 dicembre 1984 (Conv. Tortura, RS 0.105), 

che, inoltre, la situazione vigente nel Regno Unito non è caratterizzata da 

guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l’insieme della 

popolazione nell’integralità del territorio nazionale; che detto paese è del 

resto stato inserito dal Consiglio federale nella lista dei paesi verso i quali 

l’esecuzione dell’allontanamento è di principio ragionevolmente esigibile 

(cfr. art. 18 e Allegato 2 dell’Ordinanza concernente l’esecuzione dell’allon-

tanamento e dell’espulsione di stranieri; OEAE, RS 142.281); che nem-

meno la situazione personale dell’interessato giustifica una diversa valuta-

zione del caso, 

che infine non risultano impedimenti neppure sotto il profilo della possibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI in relazione 

all’art. 44 LAsi), 

che, di conseguenza, anche in materia di allontanamento e relativa esecu-

zione, la querelata decisione va confermata, 

che da ultimo, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di 

esito favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della di-

spensa dal pagamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 

PA) e la domanda di esenzione dal versamento dell’anticipo spese è da 

considerarsi priva di oggetto, 

che, visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-

tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF),  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-

derale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

Data di spedizione: