# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 011e9be5-8f72-56e6-9db2-930961d3b4c0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-07-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.07.2019 32.2018.158
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2018-158_2019-07-30.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2018.158

   

  PC/DC/sc

  	
  Lugano

  30 luglio 2019

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretaria:

  	
  Stefania Cagni

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 settembre 2018 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 26 luglio 2018 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato il __________, di
professione gerente e attivo al 100% presso la __________ di __________ dal 1° luglio
2012 (doc. 2, 3, 17 e 21 incarto LAI), il 19 settembre/4 ottobre 2012 ha
presentato una domanda di prestazioni AI, in particolare, per le conseguenze di
un infortunio professionale consistente in due cadute avvenute sul lavoro il 2
luglio 2012 alle ore 13.00 e alle ore 18.00 in seguito ad una crisi comiziale
epilettica, vertigini ed ipoacusia post-traumatiche, crisi epilettiche
recidivanti a decorrere da aprile 2012, epilessia trattata farmacologicamente,
difficoltà deambulatorie, sindrome ansioso

depressiva, e pregresso abuso etilico (doc. 6, 10, 11 e 12 incarto AI e doc. 8,
9 e 18 incarto LAINF).

Nel frattempo il rapporto di lavoro è stato disdetto dal datore di lavoro con
effetto al 14 luglio 2012 per “motivi aziendali interni” (doc. 21
incarto AI).

                               1.2.   Dopo avere esperito gli
accertamenti medici ed economici del caso e, in particolare, dopo avere
acquisito agli atti l’incarto LAINF ed il rapporto finale SMR del 30 novembre
2017 (doc. 83 incarto AI) e la valutazione del 28 marzo 2018 del consulente IP
(doc. 93 incarto AI), l’UAI, con progetto di decisione del 30 marzo 2018, ha
preavvisato all’assicurato il riconoscimento di una rendita intera di
invalidità (grado di  invalidità del 100%) dal 1° luglio 2013 (alla scadenza
dell'anno di attesa ex art. 28 LAI), ridotta ad ¼ di rendita dal 1° giugno 2017
(trascorsi 3 mesi dall'oggettivato miglioramento dello stato di salute ex art.
88a cpv. 1 OAI), stabilendo un grado di invalidità del 45 % a seguito dello
stato di salute migliorato a partire dal 7 febbraio 2017 (doc. 94 incarto AI).

A seguito delle osservazioni, corredate da nuova documentazione medica,
presentate dall’interessato, rappresentato dal __________ (doc. 103 e 104
incarto AI), contro il progetto di decisione citato e dopo avere richiesto un
parere al medico SMR (doc. 106 incarto AI), l’UAI, con decisione del 26 luglio
2018 (doc. 107 e 114 incarto AI), ha confermato “il progetto di assegnazione
di rendita del 30.03.2018”, puntualizzando che “non sono previsti
provvedimenti di reintegrazione.” (doc. 114 incarto AI).

Nel frattempo il 23 aprile 2018 l’assicuratore LAINF (__________) ha comunicato
all’assicurato la sospensione dell’indennità giornaliera LAINF a far tempo dal
1° maggio 2018 (doc. 104 incarto AI). 

 

                               1.3.   Contro la decisione dell’UAI l’assicurato,
rappresentato dall’avv. dr. RA 1, ha interposto il presente ricorso, postulandone, 
in via principale, la riforma nel senso della conferma della rendita intera
anche successivamente al 1° giugno 2017, in via subordinata, la riforma nel senso
del riconoscimento di ¾ di rendita successivamente al 1° giugno 2017, in via
ancora più subordinata, l’annullamento e l’esperimento di una perizia pluridisciplinare
del __________ per valutare lo stato di salute dell’assicurato. In ogni caso,
l’assicurato ha chiesto la concessione dall’assistenza giudiziaria con gratuito
patrocinio per la procedura ricorsuale, oltre alla protesta di tasse di
giustizia, spese e ripetibili (doc. I, pag. 18-20).

La rappresentante dell’assicurato contesta innanzitutto l’aspetto medico visto che
con il trascorrere del tempo il suo cliente non ha fatto registrare un
miglioramento dello stato di salute tale da giustificare un grado di invalidità
del 45%.

Ella sostiene che, difettando di una motivazione chiara e precisa, mal si
comprendono le motivazioni alla base della valutazione dell’UAI. In effetti,
dalla perizia del 9 giugno 2017 del dr. med. __________, esperita in ambito
LAINF, e posta alla base della valutazione del medico SMR, emerge un’incapacità
lavorativa del 50%, così suddivisa: 20% per i postumi infortunistici, 25% per
la sindrome ansioso depressiva ed il conosciuto rallentamento psicomotorio su
pregresso consumo etilico ed il 5% per l’epilessia.

Il medico curante ha certificato il 1° settembre 2016 di non aver riscontrato
alcun miglioramento dello stato di salute dell’assicurato. Nonostante ciò nel
rapporto finale del 30 novembre 2017 del medico SMR, non figura l’epilessia,
che il perito LAINF aveva riconosciuto come invalidante nella misura del 5%.

Ne discende che la perizia LAINF ed il rapporto del medico SMR contengono delle
mancanze e delle divergenze che le rendono incoerenti.

Il medico SMR si limita inoltre a fare un elenco che non reca motivazione
alcuna e la diagnosi posta è troppo sommaria, più simile ad una lista che ad un
rapporto medico.

Il medico SMR non ha neppure visitato il suo cliente e non sembra neppure aver
esaminato le perizie specifiche sulle quali si è basato il perito LAINF non
avendovi fatto alcun riferimento ed essendosi riferito unicamente alla perizia
del perito LAINF.

Nè il perito LAINF nè il medico SMR hanno poi considerato l’atassia, che però è
stata (riconosciuta e) indennizzata in ambito IMI.

Secondo la patrocinatrice dell’insorgente, l’UAI avrebbe dovuto far allestire
una perizia pluridisciplinare al __________. Nell’incarto AI non figurano
inoltre le valutazioni specialistiche (in particolare quella psichiatrica del
dr. med. __________ e quella neurologica del dr. med. __________) sulle quali
si è basato il perito LAINF e non è dato sapere quali sono le domande poste a
tali medici specialistici, e meglio se i quesiti posti riguardano solo la
definizione degli aspetti infortunistici o meno. In data 7 febbraio 2017 non è
intervenuto un miglioramento dello stato di salute del ricorrente tale da
legittimare la riduzione del grado di invalidità. 

La patrocinatrice del ricorrente osserva che, quand’anche vi fosse una residua
capacità di guadagno, non è realistico che il suo cliente possa metterla a
frutto. In effetti - poste le plurime particolari limitazioni (sia fisiche sia
psichiche), l’età avanzata, la messa in pericolo della vita in caso di nuova
crisi comiziale sul posto di lavoro o per lo meno il pericolo di un nuovo
infortunio, la necessaria adattazione dell’ambiente lavorativo alla situazione
del suo assistito, così come l’assenza prolungata dal mondo del lavoro -
globalmente una ripresa lavorativa dell’assicurato non è esigibile. Inoltre non
è realistico considerarlo capace di sfruttare la - contestata - capacità
lavorativa residua. Questi particolari aspetti fanno sì che le possibilità di
lavoro reali dell’assicurato sono pressoché nulle, in quanto nessuno è disposto
a prendere un tale rischio finanziario, visto il pregresso grave infortunio
avvenuto sul lavoro. Il suo cliente ha pertanto un’invalidità del 100%.   

Nella denegata ipotesi in cui il TCA ritenesse che vi sia una residua capacità
di guadagno sfruttabile sul mercato del lavoro, la rappresentante del
ricorrente contesta anche l’aspetto economico. Il “reddito da valido” ammonta
infatti a fr. 57'457.76 (in base allo stipendio dichiarato a suo tempo dal
datore di lavoro, riportato su 42.3 ore settimanali ed aggiornato al 2018)
mentre il reddito da invalido di fr. 67'148.20, a fronte di una esigibilità
lavorativa - contestata - del 50%, deve in ogni caso essere ridotto del 25% a
titolo di deduzione sociale ed ammonta quindi a fr. 25'180.57. In questo caso
il grado di invalidità sarebbe quindi del 56%.  

La patrocinatrice dell’assicurato, a fronte della lacunosa istruzione del caso,
chiede che il suo assistito venga sottoposto ad una nuova perizia
interdisciplinare, mediante la quale dovrà essere fatta luce sulla reale
incapacità lavorativa del suo cliente. Si riserva pure di presentare un
complemento al gravame allorquando nell’incarto AI saranno presente i rapporti
medici specialistici utilizzati per la redazione della perizia LAINF e non
presenti nell’incarto AI n. 756.1613.0974.41 in oggetto.   

                               1.4.   In data 28 settembre 2018, la
rappresentante dell’assicurato ha trasmesso al TCA il certificato municipale
per l’ammissione all’assistenza giudiziaria e la relativa documentazione (doc.
V + bis).

 

                               1.5.   Nella risposta
del 10 ottobre 2018, l'UAI, dopo aver versato agli atti l'incarto LAI completo,
ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto (doc. VI). A suffragio delle proprie
argomentazioni ha versato agli atti il rapporto medico del 19 settembre 2016 del
dr. med. __________ e la relativa richiesta UAI a __________ (doc. VI+1) e l’estratto
conto individuale AVS del 12 ottobre 2012 (doc. VI+2).

 

                               1.6.   Il 28 dicembre 2018 l'avv. RA
1 ha in particolare sottolineato che dal rapporto medico del 19
settembre 2016 del dr. med. __________ - che non è mai stato trasmesso ai
medici curanti dell’assicurato e sino alla presentazione dell’allegato di
risposta dell’UAI non era sconcertantemente agli atti, neppure in quelli LAINF
richiamati dall’amministrazione -, si evinceva la necessità di sottoporre
il suo cliente ad ulteriori accertamenti di carattere neurologico, oltre ad una
valutazione neurologica ed eventuale valutazione psicologico-psichiatrica. Ella
si è poi confermata nelle proprie tesi e domande, con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto
(doc. XII). A suffragio delle proprie argomentazioni ha prodotto i
certificati medici del 21 novembre 2018 del Neurocentro dell’EOC di __________
(doc. S) e del 21 dicembre 2018 del medico curante, dr. med. __________ (doc.
T). Anche in questa occasione è stata ribadita la necessità di sottoporre
l’assicurato ad una nuova perizia interdisciplinare, che tenga debitamente
conto delle affezioni infortunistiche e morbose di cui soffre.

                               1.7.   Il 18 gennaio 2019
L’UAI ha confermato la propria posizione, insistendo nel chiedere la reiezione
del gravame, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi
di diritto (doc. XIV). A suffragio delle proprie argomentazioni ha
prodotto l’annotazione del medico SMR, dr. med. __________, del 17 gennaio 2019
(doc. XIV-1). 

                               1.8.   Il 25 aprile 2019 l'avv. RA 1
ha ribadito la necessità di sottoporre l’assicurato ad una perizia
interdisciplinare che tenga debitamente conto delle affezioni infortunistiche e
morbose di cui soffre (doc. XVI) ed ha prodotto, tra l’altro, il certificato
medico del 17 aprile 2019 della dr.ssa __________, specialista FMH in
psichiatria e psicoterapia, di __________ (doc. V)

 

                               1.9.   Il 14 maggio 2019
l’UAI, sulla base dell’annotazione del medico SMR, dr. med. __________,
del 10 maggio 2019 (doc. XVIII-1), ha proposto al TCA di
accogliere parzialmente il ricorso, annullando la decisione impugnata e
rinviando gli atti all’amministrazione affinché possa procedere a fare esperire
un approfondimento medico-psichiatrico (doc. XVIII). 

                             1.10.   Il 29 maggio 2019 l'avv. RA 1
ha comunicato al TCA quanto segue:

 

" (…) Premesso
che nei nostri allegati si chiede in via principale l'attribuzione di una
rendita AI intera e che semmai l'ulteriore indagine psichiatrica proposta potrà
fare l'oggetto di una decisione di revisione, la questione qui essendo
l’assenza, rispettivamente la presenza, di un miglioramento rispetto al periodo
(01.07.2013-01.06.2017) in cui è stato deciso di attribuire al ricorrente una
rendita AI piena, si dirà quanto segue.

Preso atto della parziale acquiescenza di cui alle
osservazioni del 14/17 maggio 2019 dello spett. UAI, si comunica che purtroppo non
è possibile aderire alla proposta così come formulata in quanto le
problematiche neurologiche del signor RI 1 sono state completamente omesse. Il
procedere indicato dallo spett. UAI riguarda infatti unicamente la questione
psichiatrica. Ciò è possibile solo se si riconosce la dovuta valenza al
rapporto del Neurocentro, __________ ente indipendente e superpartes (cfr. doc.
S) che attesta che in ogni caso l'incapacità lavorativa di natura prettamente
neurologica è già di per sé del 50%. Al momento nulla agli atti permette di
dire che lo spett. UAI prenderà tale referto medico come base per la sua nuova
decisione. Ciò è fondamentale nell'ottica dell'accertamento dei fatti posto che
sovente i casi di persone affette da turbe psichiche sono successivamente
oggetto di revisione. Nel caso di un eventuale futuro miglioramento dello stato
di salute psichiatrico del ricorrente, la perizia del Dr. med. __________ di
cui al doc. G non può essere usata in ambito AI come base per determinare
l'eventuale capacità lavorativa residua, soprattutto dal punto di vista
neurologico. (…)” (doc. XX)

 

                             1.11.   Il 14 giugno 2019
L’UAI ha comunicato al TCA quanto segue:

 

" (…) preso atto dello scritto di controparte, in merito al
rapporto citato quale doc. S reso dall'EOC dr. med. __________ del 30 novembre
2018, si rinvia a quanto già indicato dal Servizio medico regionale (SMR) con
annotazione del 17 gennaio 2019 annessa alle osservazioni del 18 gennaio 2019.
Si rileva che tale referto è, comunque, posteriore alla decisione resa del 26
luglio 2018.

 

Si rammenta che con decisione impugnata l'amministrazione aveva
riconosciuto al signor RI 1 il diritto alla rendita intera dal 1° luglio 2013
al 31 maggio 2017 con riduzione al quarto di rendita d'invalidità dal 10 giugno
2017 a seguito dello stato di salute migliorato con certificazione di
un'abilità lavorativa residua del 50% in attività adeguate.

 

Per il procedere lo scrivente Ufficio Al ribadisce quanto indicato
con le osservazioni precedentemente espresse del 14 maggio 2019, vista la
necessità dal lato medico di approfondire l'aspetto psichiatrico come secondo
indicazione del SMR del 10 maggio 2019. Fino all'emanazione della nuova
decisione si dovrà tenere conto dell'aggiornamento medico delle altre
problematiche. (…)” 

(doc. XXII).

 

                             1.12.   Il doc. XXII è stato trasmesso
per conoscenza alla rappresentante del ricorrente (doc. XXIII).

 

 

                                         in diritto

                                         

                               2.1.   Oggetto del contendere è
sapere se è l'assicurato ha diritto ad una rendita di invalidità intera anche
successivamente al 31 maggio 2017 oppure se tale prestazione deve essere
ridotta.

Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con
invalidità s'intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di
rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica,
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.

 

                                         Gli elementi fondamentali
dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono dunque un danno alla
salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.

Occorre quindi che il danno
alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché
il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, pag. 216 segg.).

 

Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di
attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono
essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra
professione o campo d'attività (art. 6 LPGA).

 

L'incapacità al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella
perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del
lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto
l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.

 

La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1
LPGA è di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).

 

L'art. 28 cpv. 1
LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità
al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere
ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente
esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in
media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo
anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.

 

L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive
che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%.

 

Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo 6 mesi
dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni
conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire dal mese
seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI).

 

In virtù dell'art. 28a cpv. 1
LAI, per valutare l'invalidità di un assicurato che esercita
un'attività lucrativa si applica l'articolo 16 LPGA. Il Consiglio federale
definisce il reddito lavorativo determinante per la valutazione
dell'invalidità.

Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il
grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) ed il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

 

Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30
consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

 

                               2.2.   Per costante giurisprudenza,
quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una rendita per un
certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per un periodo
successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla revisione di
decisioni amministrative ex art. 17 LPGA (DTF 131 V 164, 131 V 120, 125 V 143;
SVR 2006 IV Nr. 13; STFA I 597/04 del 10 gennaio 2006; I 689/04 del 27 dicembre
2005; I 38/05 del 19 ottobre 2005; I 12/04 del 14 aprile 2005; I 528/04 del 24
febbraio 2005 e I 299/03 del 29 giugno 2004).

 

L’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che se il grado d’invalidità del
beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la
rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su
richiesta.

 

I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di
rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a
proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 343 consid. 3.5).

                                         Se la capacità al guadagno
dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento
determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni
dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo
si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88a cpv.
1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno,
occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non
appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è
applicabile per analogia (art. 88a cpv. 2 OAI).

 

Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione
della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una
prestazione limitata nel tempo (STF 8C_94/2013 dell’8 luglio 2013 consid. 4.1 e
STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137). L’art. 88a cpv. 2 OAI
è applicabile nei casi in cui al momento del cambiamento determinante il
diritto a prestazioni esisteva già un’invalidità che dava diritto ad una
rendita (STF 8C_303/2012 e 8C_340/2012 del 6 dicembre 2012, consid. 5.3).

 

Giusta l’art. 29bis OAI, se la rendita è stata soppressa a causa
dell’abbassamento del grado di invalidità e l’assicurato, nel susseguente
periodo di tre anni, presenta di nuovo un grado di invalidità suscettibile di
far nascere il diritto alla rendita per incapacità al lavoro della stessa origine,
il periodo precedente la prima erogazione verrà dedotto dal periodo d’attesa
impostogli dall’art. 28 cpv. 1 lett. b LAI.

 

                                         Infine, una diversa
valutazione di uno stato di fatto rimasto invariato ed inizialmente
approfonditamente esaminato non costituisce né un caso di revisione, né un caso
di riconsiderazione (STFA I 8/04 del 12 ottobre 2005 pubblicata in Plaidoyer
1/06, pag. 64-65).

                               2.3.   Per quanto riguarda in
particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha
stabilito che esso può portare ad un’invalidità se è di gravità tale da non
poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità
lavorativa sul mercato del lavoro (cfr. DTF 127 V 298 consid. 4c). Al riguardo
l'Alta Corte ha sottolineato che:

 

"
(…) Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici,
possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono
essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le
anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno
stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico
dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno
cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto
è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 2001 pag. 224 consid. 2b e sentenze ivi citate; cfr. anche DTF
127 V 298 consid. 4c in fine). (…)" (STFA I 166/03 del 30 giugno 2004,
consid. 3.2).

 

                                         Secondo la giurisprudenza
del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni
dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la
farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA I 441/99 del 18 ottobre 1999;
STFA I 148/98 del 29 settembre 1998, consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a
con riferimenti).

 

                                         In una sentenza I 384/06
del 4 luglio 2007 il TF ha ribadito che “(…) il riconoscimento di un danno alla
salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa da uno specialista
in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di classificazione
riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr. pure la sentenza
del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid.
4). (…)” (STF I 384/06 del 4 luglio 2007).

                                         In una sentenza pubblicata
in DTF 130 V 352 l’Alta Corte ha precisato i criteri per poter concludere che
un disturbo da dolore somatoforme (ICD-10 F 45.4) provoca un’incapacità di
guadagno duratura (sul tema cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni
sociali” in: Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing &
Lichtenhahn, Basilea 2008 p. 254-257).

                                         Con una pronuncia del 16
dicembre 2004 (I 770/03), pubblicata in DTF 131 V 49, l'Alta Corte, confermato
che l'esame dell'effetto invalidante di un disturbo da dolore somatoforme richiede
una verifica completa della situazione sulla base dei criteri summenzionati, ha
aggiunto che si devono considerare anche gli elementi a sostegno della non
sussistenza dell'obbligo di prestazione sull'assicurazione per l'invalidità.

                                         Pertanto, se le
limitazioni nell'esercizio di un'attività risultano da un'esagerazione dei
sintomi o simili, di regola non sussiste un danno alla salute che dà diritto a
prestazioni dell'assicurazione. Questa situazione è data quando: vi è una
notevole discrepanza tra i dolori descritti e il comportamento osservato/l'anamnesi;
l'assicurato afferma di essere afflitto da dolori intensi, ma li caratterizza
in modo vago; l'assicurato non fa richiesta di cure mediche o terapie; i
lamenti dell'assicurato sembrano ostentati e quindi poco credibili al perito;
l'assicurato sostiene di subire gravi limitazioni nella vita quotidiana, nonostante
il contesto psicosociale sia pressoché intatto (v. Kopp/Willi/Klipstein, Im Graubereich
zwischen Körper, Psyche und sozialen Schwierigkeiten, in: Schweizerische Medizinische
Wochenschrift 1997, p. 1434, con riferimento ad uno studio approfondito di
Winchkler e Foerster).

 

                                         Questa giurisprudenza è
poi stata progressivamente estesa ad altre affezioni (cfr. la DTF 137 V 64
sull’ipersonnia, nella quale l’Alta Corte si è così espressa:

 

" (…)

4.2 Diese im Bereich
der somatoformen Schmerzstörungen entwickelten Grundsätze werden
rechtsprechungsgemäss bei der Würdigung des invalidisierenden Charakters von
Fibromyalgien (BGE 132 V 65 E. 4 S. 70), dissoziativen Sensibilitäts- und
Empfindungsstörungen (SVR 2007 IV Nr. 45 S. 150, I 9/07 E. 4 am Ende), Chronic
Fatigue Syndrome (CFS; chronisches Müdigkeitssyndrom) und Neurassthenie
(Urteile 9C_662/2009 vom 17. August 2010 E. 2.3, 9C_98/2010 vom 28. April 2010
E. 2.2.2 und I 70/07 vom 14. April 2008 E. 5) sowie bei dissoziativen
Bewegungsstörungen (Urteil 9C_903/2007 vom 30. April 2008 E. 3.4) analog
angewendet. Ferner entschied das Bundesgericht in BGE 136 V 279, dass sich
ebenfalls sinngemäss nach der in E. 4.1 hievor dargelegten Rechtsprechung
beurteilt, ob eine spezifische und unfalladäquate HWS-Verletzung
(Schleudertrauma) ohne organisch nachweisbare Funktionsausfälle invalidisierend
wirkt. (…)”

 

                                         In una sentenza
9C_492/2014 del 3 giugno 2015 pubblicata in DTF 141 V 281 il Tribunale federale
ha modificato la propria giurisprudenza relativa alle affezioni
psicosomatiche, compresi i disturbi somatoformi dolorosi (cfr. comunicato
stampa del 17 giugno 2015, in: www.bger.ch). La capacità di lavoro deve essere
valutata nell’ambito di una procedura in cui i fatti sono stabiliti in maniera
strutturata, alla luce delle circostanze del caso particolare e senza risultati
predefiniti. In particolare la presunzione secondo cui questi disturbi
possono generalmente essere sormontati con uno sforzo di volontà
ragionevolmente esigibile è stata abbandonata.

 

                                         Infine, in due sentenze
del 30 novembre 2017 (DTF 143 V 409 e 143 V 418), il Tribunale federale è
giunto alla conclusione che la nuova procedura illustrata nella DTF 141 V 281
deve ora essere applicata all’esame di tutti i casi nei quali è richiesta una
rendita AI in presenza di disturbi psichici, in particolare anche
nell’eventualità di depressioni da lievi fino a medio-gravi (cfr.
comunicato stampa del 14 dicembre 2017, in: www.bger.ch). 

                                         Alla
luce di questa nuova prassi, dunque, per tutte le malattie psichiche, comprese
le depressioni da lievi fino a medio-gravi, occorrerà applicare una procedura
probatoria fondata su indicatori. Ciò comporta, in particolare, la modifica
della precedente giurisprudenza del TF per la quale le depressioni da lievi
fino a medio-gravi erano ritenute invalidanti solo nel caso in cui fosse stata
dimostrata una “resistenza alle terapie”, ponendo ora quale questione decisiva,
per tutte le affezioni psichiche, quella di sapere se la persona interessata
riesca a presentare, sulla base di un metro di valutazione oggettivo, la prova
di un’inabilità lavorativa invalidante.

 

                               2.4.   Quanto alla valenza probante
di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano
stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami
completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato
approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del
contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate.
Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non
è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale
perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160
consid. 1c; in fine con rinvii).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). Per quel che concerne il __________,
l'Alta Corte nella DTF 132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento
medico è incaricato di rendere una perizia, devono essere osservati i diritti
di partecipazione conferiti dall'art. 44 LPGA (consid. 6 e 7). In merito al valore probatorio delle perizie __________, sotto
il profilo dell'indipendenza, dell'equità del processo e della parità delle
armi vedi la DTF 136 V 376.

                                         Nella DTF
137 V 210 il TF ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter
emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i
__________ nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo
nelle procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla
Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima
Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello
amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle
tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità
e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2
al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso
di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il
Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una
perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità;
consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).

                                         Se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).

                                         Va infine evidenziato che in
ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché
di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione
del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,
STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del
rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in
caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;
DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid.
3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353)
e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione
contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia
ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF
9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid.
3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

 

                                         Va poi rilevato che,
affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile deve
adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del
disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT 2003-II p.
628-629, in particolare la nota 158, nella quale vengono citate alcune sentenze
federali e cantonali, in particolare la DTF 127 V 294). In quest’ultima
sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann. In
particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und
[psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 p. 105 ss), in ambito psichiatrico
l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta
e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il perito deve anche
valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte
dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il
carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la
perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il
carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con
sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti
medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in
base all’insieme dei succitati criteri. Inoltre, l'esperto deve esprimersi
sull'aspetto psico-sociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le
lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le
allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto
(STCA 32.1999.124 inedita 27 settembre 2001; STFA I 683/03 del 12 marzo 2004
pubblicata in DTF 130 V 352). 

                               2.5.   L'Alta Corte ha
già stabilito che, se ad una perizia allestita esclusivamente sulla base
dell'incarto può essere riconosciuto valore probante nella misura in cui
quest'ultimo contenga sufficienti apprezzamenti medici che, a loro volta, si
fondano su un esame personale dell'assicurato (cfr. RAMI 1988 U 56, p. 370s.
consid. 5b ed il riferimento; “Aktegutachten”), tale giurisprudenza va
tuttavia relativizzata quando si tratta di valutare delle questioni che
necessitano di una perizia psichiatrica, nel senso che una perizia in questo
settore della medicina, di principio, deve essere allestita sulla base di un
consulto personale (cfr. DTF 127 I 54 consid. 2e-g e riferimenti, citata in
RAMI 2001 U 438, p. 345 s.; STCA dell'8 agosto 2002 nella causa T., 35.2000.34;
STCA 35.2005.9 dell'8 novembre 2005, consid. 2.9; STCA 32.2005.134 dell'8
maggio 2006; STCA 32.2013.157 del 29 settembre 2014, consid. 2.9; STCA
35.2014.111 del 13 aprile 2015, consid. 2.10; STCA 35.2018.11 del 9 maggio
2018, consid. 2.8).

 

                               2.6.   Per costante giurisprudenza, l’assicurazione
per l’invalidità non è vincolata alla valutazione dell’invalidità
dell’assicurazione contro gli infortuni e viceversa (cfr. STF 9C_529/2010 del
24 gennaio 2011; sentenza U 148/06 del 28 agosto 2007, consid. 6, pubblicata in
DTF 133 V 549, consid. 6; STF 9C_594/2016 del 18 novembre 2016, consid. 2.4;
SVR 2016 UV Nr. 26 c. 2.2; STF 9C_243/2017 del 2 giugno 2017, consid. 4.1; STF
9C_170/2017 dell'8 agosto 2017 consid. 4.4; STF 9C_422/2017 del 18 maggio 2018
consid. 2.2; STCA 32.2015.160 del 5 ottobre 2016, consid. 2.6, STCA 32.2016.90
del 10 aprile 2017, consid. 2.2 e STCA 35.2017.35 del 30 agosto 2017, consid.
2.3; STCA 32.2017.60 del 19 febbraio 2018, consid. 2.4; STCA 32.2017.91 del 14
agosto 2018, consid. 2.4; STCA 32.2018.106 del 13 dicembre 2018, consid. 2.3;
STCA 35.2018.76 del 4 marzo 2019, consid. 2.1).

                               2.7.   Nella presente fattispecie l’UAI
a partire dal 1° giugno 2017 ha ridotto a un quarto la precedente rendita
intera, ritenendo che dal 7 febbraio 2017 l’assicurato è totalmente inabile
nell’attività abituale ma abile al 50% (sotto forma di riduzione di rendimento)
in attività adeguate rispettose dei limiti funzionali. L’amministra-zione si è
fondata sul rapporto finale del 30 novembre 2017 del medico SMR, __________
(doc. 83 incarto AI), il quale ha ripreso le conclusioni contenute nel rapporto
del 9 giugno 2017 del dr. med. __________, specialista FMH in medicina generale
e chirurgia, effettuato sulla base della documentazione medica raccolta in
ambito LAINF (cfr. doc. 94 incarto LAI).

Il dr. med. __________ ha considerato che la “tenuta generale, rispetto a
qualsivoglia attività di lavoro, per componenti psichiche e fisiche, risulta
diminuita nella percentuale del 50% di cui 20% per i postumi dell’infortunio in
causa, 25% per la sindrome ansioso depressiva ed il rallentamento psicomotorio
su pregresso consumo etilico ed il 5% per l’epilessia” (cfr. doc. 94
incarto LAINF).

Chiamato ora a pronunciarsi il TCA non può approvare l’operato dell’UAI, in
quanto il rapporto del dr. med. __________ non è sufficiente per concludere che
sia intervenuto un miglioramento delle condizioni di salute e della capacità di
guadagno dell’assi-curato tali da giustificare una riduzione della rendita, da
intera ad un quarto.  

                            2.7.1.  Per quel che riguarda l’aspetto
psichiatrico, il 14 maggio 2019 lo stesso UAI ha chiesto il rinvio degli atti
per effettuare un approfondimento medico-psichiatrico (doc. XVIII),
sulla base dell’annotazione del medico SMR, dr. med. __________,
specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, del 10 maggio 2019, il quale ha
sottolineato che: “dopo attenta lettura dell’incarto, noto che l’attuale
certificazione della Dr.ssa __________ del 17.04.2019 è la prima ricevuta da uno
psichiatra curante. Apparentemente la psichiatra giustifica un’inabilità
lavorativa in ogni attività dal momento della sua presa a carico il 25.02.2019,
tuttavia la presenza in incarto di nozione di sindrome ansioso-depressiva,
ripresa anche nel rapporto SMR finale del 30.11.2017, lascia supporre la
presenza pregressa di segni e sintomi d’interesse psichiatrico senza che sia
tuttavia possibile stabilire con verosimiglianza non solo un eventuale nesso
causale con gli infortuni subiti dall’assicurato ma anche quantificare ed
oggettivare l’eventuale influsso per sè sulla capacità lavorativa. L’aspetto
psichiatrico necessita pertanto un ulteriore approfondimento” (doc.
XVIII-1). 

Dagli atti dell’incarto emerge
effettivamente la necessità di una valutazione psichiatrica dello stato di
salute dell’assicurato, che soffre di disturbi psichici da svariati anni ormai
(cfr. il rapporto d’uscita dal reparto di medicina interna dell’EOC del 13
aprile 2012 che, tra le varie diagnosi, riporta pure quella di “Sindrome
ansioso-depressiva con rallentamento psicomotorio noto; proposta presa a carico
centro psico-sociale”; cfr. doc. 5 incarto LAINF), attestati sia dal dr.
med. __________ in ambito LAINF sia dal medico SMR, __________, (che, nel
rapporto finale del 30 novembre 2017, ha indicato la presenza di una sindrome
ansiosa-depressiva con influsso sulla CL dell’assicurato; doc. 83
incarto AI).

È quindi necessario che tale aspetto venga approfondito attraverso un esame
dell’assicurato da parte di uno specialista in psichiatria (cfr. art. 44 LPGA).

                                                                                 

                            2.7.2.   Secondo il TCA un analogo
approfondimento peritale deve essere effettuato pure a livello neurologico.  

In tale contesto questa Corte constata con un certo stupore che, sino alla risposta del 10 ottobre 2018 dell'UAI (cfr. doc. VI), agli atti non
figurava neppure la perizia medica del 19 settembre 2016 (relativa peraltro alle
visite personali dell’assicurato effettuate in data 9 settembre e 18 novembre
2015) del dr. med. __________ e che dall’annotazione per l’incarto del 5
ottobre 2018 del funzionario __________ emerge che: “A seguito del Servizio
Giuridico AI in data odierna ho contattato la Sig.ra __________ della __________
Lainf per chiederle se al loro incarto era presente la perizia neurologica effettuata
per conto loro dal Dr. __________. La Signora __________ mi comunica che lo
stesso non ci era stato trasmesso i quanto non presente ai loro atti. Infatti
solamente ieri, dopo richiesta dello studio legale dell’Avv. RA 1, hanno
richiesto il rapporto peritale del Dr. __________ che hanno ricevuto in data
odierna. Siamo rimasti d’accordo che me ne trasmetterà una copia per e-mail”
(cfr. doc. VI+1). 

In quella perizia figurano, in particolare, le seguenti conclusioni:

 

" (…)

                                         5)
DIAGNOSI: 

Esiti trauma cranico il 2.7.2012 su / con 

• frattura temporale-parietale sinistra
associata a 

con modesto affossamento di frammenti a livello mastoideo; 

frattura
dell'orecchio medio ed esterno, 

e

• ematoma
epidurale parieto-occipitale omolaterale

ematotimpano, 

minimo pneumoencefalo 

• esiti di evacuazione mediante craniotomia in urgenza. 

° residua atassia 

sindrome vertiginosa 

ipoacusia trasmissiva post-traumatica sinistra 

diplopia su sospetta lesione fascicolare dell'abducens 

•
Danno assonale diffuso (DAI) sottocorticale occipito-parietale inferiore
sinistro e frontale dx e sx 

• Esiti di frattura della rotula destra del
2.7.2012,

trattata conservativamente 

Epilessia,
con crisi parziali complesse con generalizzazione secondaria 

- EEG del 11.5.2012 (Dr. med. __________): 

un singolo parossismo generalizzato di aspetto irritativo 

- in terapia con Lamotrigina 200 mg/d 

Esiti
di débridement di ferita lacerocontusa profonde, sutura
lesione completa del tendine di Achille, sutura completa del nervo surale, 

sutura
di lesione parziale del muscolo soleo effettuate il 29.12.2011 (Dr med. __________)

Esiti di riduzione e osteosintesi frattura spirale
della tibia distale e della fibula prossimale sinistra il 6.2011.

 

6) VALUTAZIONE 

Il signor RI 1 presenta negli antecedenti nel 2011 due
traumi, il primo all'arto inferiore sinistro, la seconda all'arto inferiore
destro, quest'ultimo complicato da lesione dei tronchi nervosi e persistente
deficit sensitivo motorio del piede. 

Egli ha sviluppato ad inizio 2012 delle crisi epilettiche e successivamente
dopo una sospensione della terapia di pochi giorni, il 2 luglio 2012, ha
ripresentato due crisi comiziali, molto verosimilmente favorite da contesto di
deprivazione di sonno e probabile astinenza da sovrautilizzo di bevande
alcoliche.

 

La prima fu associata a trauma cranico e ferita
lacero-contusa sopraciliare, mentre la seconda poche ore più tardi, ad un
trauma cranico parieto-occipitale sinistro, complicato dallo sviluppo di un ematoma
epidurale, necessitante una craniotomia in urgenza e l'evacuazione di un
ematoma intracranico.

 

(…). 

Per le problematiche in ambito ORL il paziente è stato
sottoposto a intervento di timpanotomia esplorativa e una ricostruzione
della catena ossiculare (Dr. __________, __________). Nonostante le cure
ORL apportate il paziente al mio ultimo controllo indicava la persistenza di un'ipoacusia
e di un'atassia.

 

(…).

 

L'esame risonanza magnetica cerebrale eseguito a
distanza il 9.12.2015 ha dimostrato delle lesioni prevalenti in
occipito-parietale sinistro pure con interessamento frontale bilaterale,
compatibili sulla base morfologica con un danno assonale diffuso
post-traumatico (DAI). 

 

(…).

 

I colloqui che ho avuto con il medico di famiglia
curante e il neurologo curante confermano una significativa modifica
persistente del comportamento e della personalità dell'assicurato.

 

In conclusione
indiscusso ed accertato l'avvenuto trauma cerebrale con frattura della base
cranica, ematoma epidurale parieto-occipitale sinistro, necessitante una
craniotomia evacuativa in urgenza e un'ipoacusia secondaria con ematotimpano e
danno ossiculare sottoposto recentemente a ricostruzione.

 

Il paziente era epilettico, ma probabilmente a seguito
di un disturbo depressivo e insonnia, in una fase di consumo irregolare di
etile, sospese i farmaci antiepilettici, favorendo delle recidive di crisi
epilettiche con cadute.

 

Fu in riabilitazione stazionaria per oltre dieci
settimane, migliorando le sue condizioni, ma senza tuttavia ritrovarsi alle
dimissioni in condizioni per riprendere il lavoro, a causa di persistenti
disturbi, principalmente dell'equilibrio maggiore (atassia) ma accompagnati da
diffusi disturbi neuropsicologici minori (soggettivi) dell'attenzione, della
memoria, ecc. 

 

La valutazione ORL, benché non conclusive sull'origine
topografica della sintomatologia vestibolare, conferma una persistente
alterazione dell'udito e dell'atassia, giustamente sospettando, in particolare
nel contesto traumatico, un danno diffuso, multifocale con pure una componete
centrale.

 

L'esame RM cerebrale dimostra alterazioni diffuse
sottocorticali, compatibili con un danno assonale diffuso in parieto-occipitale
a sinistra e in minor misura in frontale, mentre la valutazione psichiatrica
esclude un'attuale rilevante patologia psichiatrica alla base dei disturbi
residui lamentati.

 

La sintomatologia residua non impedisce a priori un
reinserimento professionale, ma che necessiterebbe di un reinserimento
dell'assicurato in un contesto protetto e la ripresa progressiva di ore
attività, che non siano quelle da lui svolte in precedenza nella ristorazione,
che sono e resteranno controindicate. 

 

In particolare, considerata la diagnosi di epilessia,
non sono consigliati lavori notturni, turni irregolari, disponibilità di
bevande alcoliche, guida o utilizzo di veicoli o macchinari che possano esporre
il paziente, o altri collaboratori a incidenti in caso di recidiva di crisi.” (cfr. doc. VI+1)

 

                                         La
patrocinatrice dell’assicurato ha versato agli atti una valuta-zione
ambulatoriale (controllo di decorso) del 21 novembre 2018 del Neurocentro
dell’EOC di __________ (doc. S) dalla quale emerge, in
particolare, quanto segue:

 

“(…)

Diagnosi principale

1. Esiti di trauma cranico severo
richiedente chirurgia decompressiva nel 2012:

- RM cerebri (2015): segni di danno assonale diffuso post-traumatico non
emorragico in occipito parietale inferiore sx e frontale bilaterale

2. Epilessia di origine indeterminata (2012) - trattamento con lamictal 200
mg/die 

Diagnosi secondarie

- Pregresso abuso etilico

- Sindrome ansioso-depressiva

- Frattura di tibia e fibula distale sx nel giugno 2011 

- Episodi di tachicardia sopra-ventricolare nel 2012

- Esiti di lesione completa del tendine achilleo dx nel 2011.

(…)

Esami complementari

Valutazione neurospicologica
16.11.2018: Il quadro cognitivo appare mutato rispetto a quanto oggettivato al
termine del percorso riabilitativo presso la Clinica __________, quando veniva
descritto un profilo normalizzato SU piano attentivo-esecutivo e mnesico. Allo
stato attuale, dalla valutazione svolta mediante procedure di indagine clinica
e somministrazione di test standardizzati emergono nello specifico:

-.disturbi a carico del funzionamento attentivo, con evidenza di severo 

rallentamento nelle prove cronometrate ed omissioni ed errori ad indicare 

una prestazione fluttuante con difficoltà di
attenzione selettiva, ridotta

efficienza dell'attenzione sostenuta con
affaticabilità, riduzione dello span attentivo verbale;

- lieve compromissione degli aspetti esecutivi, riscontrabile nella
pianificazione visuo-spaziale, nel rallentamento e scarso uso di strategie
cognitive e nella tendenza a commettere numerose intrusioni e perseverazioni.

- sul versante comportamentale si osservano frettolosità, mutamenti della
collaborazione, con parziale rifiuto nella cooperazione, fluttuazioni del tono
timico. 

Valutazione 

Il profilo neuropsicologico mostra un quadro cognitivo con deficit
attentivo-esecutivo che interferisce con la completa autonomia quotidiana per
le attività di vita medio-complesse (vedi rapporto neuropsicologico allegato
per i dettagli). In assenza di possibilità terapeutiche nell'immediato, non
proponiamo modifiche dello stile di vita attuale e raccomandiamo la
prosecuzione della fisioterapia. Dal punto di vista medicamentoso, proponiamo
unicamente la rotazione da Remeron a Trittico vista la frequente presentazione
di incubi notturni. 

                                         Per
quanto riguarda l’inabilità lavorativa, dal punto di vista neuropsicologico,
l'attività di gerente non appare compatibile con le funzioni cognitive
attualmente espresse dal paziente (affaticamento cognitivo, deficit
attentivo-esecutivi). Valutando strettamente le abilità cognitive in senso più
generale esse non sono compatibili con un lavoro che richieda di assumersi responsabilità
in prima persona, avere capacità organizzative e abilità di problem solving.
Inoltre non è, allo stato attuale, dal punto di vista strettamente
neuroropsicologico, immaginabile una possibilità lavorativa che superi il 50%
di attività.

(…)”.

 

                                         Per costante
giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali valuta la legalità della
decisione deferitagli sulla base della situazione di fatto esistente al momento
in cui essa venne emanata e, quindi, in concreto il 26 luglio 2018. Fatti verificatisi ulteriormente possono essere
presi in considerazione se permettono un accertamento retrospettivo della
situazione anteriore alla decisione resa (SVR 2003 IV n. 25 consid. 1.2; DTF
130 V 140 e 129 V 4 consid. 1.2, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b).

 

                                         Secondo
questa Corte, la valutazione ambulatoriale del 21 novembre 2018 del
Neurocentro dell’EOC di __________ di cui al doc. S, va presa in considerazione, in quanto essa fa
riferimento ad un quadro cognitivo mutato rispetto a quanto oggettivato al
termine del percorso riabilitativo presso la clinica __________ (nel 2012).
L’unica valutazione neurologica successiva è peraltro quella del 19 settembre 2016 (cfr. doc. VI+1). 

In simili condizioni si giustifica quindi un approfondimento peritale esterno
dal profilo neurologico (cfr. art. 44 LPGA).

                                        

                            2.7.3.   L’assicurato presenta pure
affezioni di carattere ortopedico.

Dal rapporto del 9 giugno 2017 dal dr. med. __________ si evince infatti, che:

“(…)

Anamnesi remota:

Stato dopo frattura della tibia e fibula distale sinistra del giugno 2011 trattata
cruentemente; mezzi tutt’ora in sede. Stato dopo lesione completa del tendine
d’Achille destro, nervo surale e nervo sensitivo fibulare destro con lesione
parziale del muscolo soleo, trattata cruentemente nel dicembre 2011.  

(…)

Diagnosi collaterali: 

(…)

- esiti di frattura alla tibia e fibula sinistra del giugno 2011 trattata
cruentemente non di pertinenza __________ tuttora riferiti dolori specie alla
deambulazione prolungata;

- esiti lesione traumatica completa del nervo Achilleo destro e del ramo
sensitivo del nervo fibulare destro e del surale di vecchia data e non di
pertinenza __________ con deficit funzionale alla caviglia destra e turbe
sensitive residue nel territorio dei due nervi interessati. 

(…)

9. Abilità lavorativa: 

(…)

Il paziente, complessivamente, è in grado di utilizzare gli arti superiori
senza particolari impedimenti. Non è in grado di deambulare continuativamente
per oltre 500 metri e non è in grado di lavorare in posizione accovacciata. È
altresì sconsigliabile il trasporto di pesi superiori i kg 12 nonché salire e
scendere continuativamente le scale. 

(…)

Il paziente è in grado di eseguire movimenti ripetitivi con gli arti superiori
da eseguirsi prevalentemente in posizione seduta; può eseguire gli stessi
movimenti anche in posizione eretta per un tempo non superiore i 5-10 minuti. (…)”
(cfr. doc. 94 Lainf).

 

                                         Nell’ambito degli
ulteriori accertamenti l’UAI interpellerà dunque il dr. med. __________
chiedendogli di determinare la capacità di lavoro residua dell’assicurato dal
suo profilo specialistico. 

                               2.8.   Alla luce di quanto appena
esposto la decisione impugnata va annullata e l’incarto rinviato all’UAI per
l’allestimento di una perizia bidisciplinare (neurologica e psichiatrica)
relativa al periodo successivo al 6 febbraio 2017, completata da una richiesta
specifica di informazioni al dr. med__________. Andrà poi effettuata una
discussione globale tra i tre specialisti in questione. 

In tale contesto è utile ricordare che, a fronte di una questione squisitamente
medica, secondo la giurisprudenza federale, per determinare il grado di
inabilità lavorativa di un assicurato che soffre di diverse patologie (in
particolare, nel caso di specie, in ambito psichiatrico, neurologico e ortopedico)
non si devono semplicemente sommare le singole valutazioni, bensì si deve far
capo al giudizio globale che scaturisce dopo ponderata discussione plenaria fra
tutti gli esperti interessati e, pertanto, la questione di sapere se i singoli
gradi di inabilità si possono sommare, e se del caso in quale misura, è una
problematica squisitamente medica, che di principio il giudice non rimette in
discussione (cfr., sul tema, D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni
sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing &
Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 246 e ss.).

Va ancora rammentato che in DTF 137 V 314 il TF ha modificato la
propria giurisprudenza ed ha stabilito che alla parte ricorrente deve essere
concessa la possibilità di ritirare il ricorso anche nel caso in cui la
decisione che le riconosce una rendita (ad esempio un quarto di rendita) viene
annullata e la causa rinviata all'ufficio AI per ulteriori accertamenti
(consid. 3.2). 

 

                                         In concreto,
con la conferma (cfr. consid. 1.11 e 2.1) del diritto a una rendita
intera di invalidità (grado di invalidità del 100%) dal 1° luglio 2013 (alla
scadenza dell'anno di attesa ex art. 28 LAI) al 31 maggio 2017, non
vi è spazio per una reformatio in peius (cfr. anche la sentenza 9C_205/2011 del
10 novembre 2011, consid. 8.4, penultimo paragrafo; cfr. STCA 32.2017.20 dell'8
settembre 2017, consid. 2.13 e rinvii ivi citati).

 

                               2.9.   Da ultimo, il TCA osserva che
risulta prematuro esaminare in questa sede la fattispecie con riferimento alla
censura ricorsuale, giusta la quale, quand’anche vi fosse una residua capacità
di guadagno, non è realistico/esigibile che l’assicurato possa metterla a
frutto (poste le plurime particolari limitazioni sia fisiche sia psichiche,
l’età avanzata, la messa in pericolo della vita in caso di nuova crisi
comiziale sul posto di lavoro o per lo meno il pericolo di un nuovo infortunio,
la necessaria adattazione dell’ambiente lavorativo alla situazione del suo
assistito, così come l’assenza prolungata dal mondo del lavoro) sul mercato
equilibrato del lavoro. Tale questione dovrà essere affrontata se e quando
dovesse emergere l’esercizio di un’attività lucrativa (parziale) è
ragionevolmente esigibile dal punto di vista medico (DTF 138 V 457).

 

                                         Per motivi di economia
processuale, il TCA rileva sin d’ora che, secondo la
giurisprudenza federale, se la persona assicurata era disoccupata
al momento in cui le è occorso l’infortunio oppure se nel periodo sino
all’inizio della rendita essa avrebbe perso il posto di lavoro anche senza
l’infortunio (come nel caso di specie), il reddito da valido può essere
desunto dai dati della rilevazione svizzera della struttura dei salari (RSS)
(cfr., tra le tante, la STF 8C_728/2016 del 21 dicembre
2016 consid. 3.1 in fine e riferimento ivi citato; in questo senso, si
veda pure L. Grisanti, Nuove regole per la valutazione dell’invalidità, in RtiD
II-2006, p. 316; STCA 35.2016.93 del 5 aprile 2017, consid. 2.8; STCA
35.2019.10 del 13 maggio 2019, consid. 2.7).

 

                             2.10.   Alla luce di quanto appena
esposto (cfr. consid. 2.7-2.8), il TCA rinuncia anche all'assunzione
di ulteriori prove.

 

                                         Va qui ricordato che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio
conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre
prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II
consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente
all'art. 29 cpv.2 Cost.
(DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                             2.11.   Secondo
l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle
spese è determinata fra fr. 200.- e 1'000.- franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009
del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008). 

 

                                         In concreto, visto l’esito
del ricorso (il rinvio con esito aperto equivale a piena vittoria: da ultimo STF 8C_859/2018 del 26 novembre 2018
consid. 5 con rinvio a DTF 137 V 210 consid. 7.1
pag. 271 con riferimento), le spese per fr. 500.- vanno messe a carico
dell’UAI che verserà fr. 1'800.- al ricorrente a titolo di ripetibili. Ciò
rende priva di oggetto la richiesta di ammissione all’assistenza giudiziaria
con concessione di gratuito patrocinio (DTF 124 V 309, consid. 6 e, tra le
tante, STF 9C_274/2014 del 30 settembre 2014 consid. 5; 9C_335/2011 del 14
marzo 2012 consid. 5; 9C_206/2011 del 16 agosto 2011 consid. 5; STCA 32.2017.99
dell'8 gennaio 2018).

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

1.    Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

                                         La decisione impugnata è
annullata e gli atti rinviati all’Ufficio assicurazione
invalidità affinché proceda conformemente ai considerandi, fermo restando il
diritto a una rendita intera dal 

dal 1° luglio 2013 al 31 maggio 2017.

                                   2.   Le spese, per complessivi
fr. 500.-, sono a carico dell’UAI, che verserà al ricorrente fr. 1'800.- (IVA
compresa) a titolo di ripetibili, ciò che rende priva di oggetto la domanda di
assistenza giudiziaria con concessione di gratuito patrocinio.

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                          La
segretaria

 

Daniele Cattaneo                                                 Stefania
Cagni