# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ae91c4b1-6822-5904-9064-f1b6990a4338
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2018-12-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.12.2018 A-2656/2018
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-2656-2018_2018-12-19.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-2656/2018 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 9  d i c e m b r e  2 0 1 8  

Composizione 

 
Giudici Annie Rochat Pauchard (presidente del collegio),  

Michael Beusch, Raphaël Gani,  

cancelliera Sara Pifferi. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Direzione generale delle dogane (DGD),  

Divisione principale Procedure ed esercizio, 

Monbijoustrasse 40, 3003 Bern,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
traffico di perfezionamento attivo proprio; termine. 

 

 

 

A-2656/2018 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

La A._______, con sede a X._______, è una società anonima che si 

occupa segnatamente della fabbricazione, del commercio, della compra e 

della vendita, nonché dell’importazione e dell’esportazione di prodotti 

alimentari ed in particolare di prodotti di cioccolata. 

Il 5 dicembre 2016 la A._______ ha ottenuto dalla Direzione generale delle 

dogane (di seguito: DGD) l’autorizzazione n. (…) ad applicare il regime del 

traffico di perfezionamento attivo proprio (imposizione secondo il regime di 

non riscossione o di restituzione) alle proprie importazioni di cioccolata 

liquida – e meglio, « Mocca HL3033AE70 art. 99154 » e « Hazelnut Paste 

SL2830AA70 art. 99153 », in quantità illimitata, in provenienza dal 

Y._______ –, valida fino al 15 dicembre 2017. Per l’applicazione del 

suddetto regime doganale, detta autorizzazione esige che la riesportazione 

dei prodotti perfezionati intervenga entro 12 mesi dall’importazione della 

cioccolata e che la relativa domanda di conteggio venga presentata alla 

DGD entro 60 giorni dalla scadenza del termine di riesportazione. 

L’autorizzazione precisa inoltre che, in caso d’inosservanza dei predetti 

termini, sono dovuti i tributi d’entrata e gli interessi di mora. 

B.  

Con dichiarazione doganale e-dec n. (…) del 13 dicembre 2016, la 

A._______ ha dunque dichiarato l’importazione definitiva di 12'200 Kg di 

cioccolata (« Hazelnut Paste SL2830AA70 art. 99153 ») nel regime del 

traffico di perfezionamento attivo proprio, in applicazione della relativa 

autorizzazione n. (…). 

C.  

Con dichiarazione doganale e-dec n. (…) del 20 dicembre 2016, la 

A._______ ha successivamente dichiarato l’esportazione definitiva di 

6'048 kg di cioccolata (« Flat Tablet Milk Hazelnutpaste Art L99153») nel 

regime del traffico di perfezionamento attivo proprio, in applicazione della 

relativa autorizzazione n. (…). Con dichiarazione doganale e-dec n. (…) 

del 31 dicembre 2016, essa ha poi dichiarato, alle medesime condizioni di 

quella precedente, l’esportazione definitiva di altri 5'897 kg di cioccolata 

(« Flat Tablet Milk Mocca Art L99153 »). 

D.  

Con decisione d’imposizione n. (…) del 25 aprile 2018, non avendo 

ricevuto alcuna domanda di conteggio in rapporto all’importazione del 

13 dicembre 2016, la DGD ha proceduto nei confronti della A._______ alla 

A-2656/2018 

Pagina 3 

riscossione dei relativi tributi all’importazione per un importo totale di 

7'060.30 franchi. 

E.  

Il 3 maggio 2018 la A._______ ha chiesto ragguagli per e-mail alla DGD in 

merito alla decisione d’imposizione, indicando di aver regolarmente inviato 

la relativa domanda di conteggio, pregandola di verificare se la stessa era 

agli atti. 

F.  

In parallelo, sempre il 3 maggio 2018, la A._______ (di seguito: ricorrente) 

ha inoltre impugnato con ricorso la decisione di imposizione n. (…) del 

25 aprile 2018 della DGD dinanzi al Tribunale amministrativo federale, 

chiedendone in sostanza la riconsiderazione tenuto conto della sua 

domanda conteggio dell’11 gennaio 2017, dalla quale risulterebbe che la 

quantità finale di cioccolato non riesportata sarebbe invero di soli 255 kg 

(= 12'200 kg – 11'945 kg di cioccolata riesportata). 

G.  

Il 7 maggio 2018 la DGD (di seguito: autorità inferiore) ha risposto per e-

mail alla ricorrente di non aver trovato nulla agli atti. Il medesimo giorno la 

ricorrente ha risposto per e-mail che, contrariamente a quanto asserito il 

3 maggio 2018, invero essa si sarebbe dimenticata di inoltrare la domanda 

di conteggio nei termini. 

H.  

Con risposta 30 luglio 2018, l’autorità inferiore ha postulato il rigetto del 

ricorso, riconfermandosi nella propria decisione. 

I.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessari, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Giusta l’art. 31 LTAF, il Tribunale amministrativo federale giudica i 

ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA. In particolare, le decisioni 

emanate dalla DGD in materia traffico di perfezionamento attivo possono 

essere impugnate dinanzi al Tribunale amministrativo federale conforme-

mente all’art. 33 lett. d LTAF. Lo scrivente Tribunale è dunque competente 

A-2656/2018 

Pagina 4 

per dirimere la presente vertenza. Fatta eccezione per quanto prescritto 

direttamente dalla LTAF come pure da eventuali normative speciali, la 

procedura dinanzi al Tribunale è di principio retta dalla PA (cfr. art. 37 LTAF; 

art. 2 cpv. 4 PA). Su riserva dell’art. 2 cpv. 1 PA – che per inciso menziona 

dei principi comunque applicati per analogia dal Tribunale nell’ambito delle 

procedure in materia doganale – quanto precede vale altresì per le 

procedure di ricorso in materia doganale, compresa la presente procedura, 

benché la procedura di imposizione doganale non sia di per sé retta dalla 

PA (cfr. art. 3 lett. e PA; [tra le tante] sentenza del TAF A-2482/2017 del 

16 luglio 2018 considd. 1.2 e 3 con rinvii).  

1.2 Il presente ricorso è stato interposto tempestivamente (art. 20 segg., 

art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di contenuto e di forma previste dalla 

legge (art. 52 PA). L’atto impugnato è una decisione della DGD fondata sul 

diritto pubblico federale giusta l’art. 5 PA, che condanna la ricorrente al 

pagamento posticipato dei tributi all’importazione. Poiché la decisione 

impugnata comporta un onere pecuniario per la ricorrente quest’ultima 

risulta legittimata a ricorrere ai sensi dell’art. 48 cpv. 1 PA. Il ricorso è 

pertanto ricevibile in ordine e deve essere esaminato nel merito. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del 

potere di apprezzamento (cfr. art. 49 lett. a PA), l’accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (cfr. art. 49 lett. b PA) nonché 

l’inadeguatezza (cfr. art. 49 lett. c PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149).  

2.2 Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti 

(cfr. art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 

impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 con-

sid. 2; MOOR/POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, 

pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio 

del diritto sono tuttavia limitati: l’autorità competente procede difatti sponta-

neamente a constatazioni complementari o esamina altri punti di diritto solo 

se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 

122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3). 

Secondo il principio di articolazione delle censure (« Rügeprinzip ») 

l’autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure che non appaiono 

evidenti o non possono dedursi facilmente dalla constatazione e pre-

sentazione dei fatti, non essendo a sufficienza sostanziate (cfr. MO-

SER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 1.55). Il principio inquisitorio non è 

A-2656/2018 

Pagina 5 

quindi assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di 

collaborare all’istruzione della causa (cfr. DTF 128 II 139 consid. 2b). Il 

dovere processuale di collaborazione concernente in particolare il ricorren-

te che interpone un ricorso al Tribunale nel proprio interesse, comprende, 

in particolare, l’obbligo di portare le prove necessarie, d’informare il giudice 

sulla fattispecie e di motivare la propria richiesta, ritenuto che in caso 

contrario arrischierebbe di dover sopportare le conseguenze della carenza 

di prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 119 III 70 consid. 1; MOOR/POLTIER, 

op. cit., no. 2.2.6.3, pag. 293 e segg.). 

3.  

In concreto, si pone la questione a sapere se la ricorrente può essere posta 

a beneficio del regime del traffico di perfezionamento attivo proprio in rap-

porto all’importazione di 12'200 kg di cioccolata liquida del 13 dicembre 

2016, così come da lei postulato nel suo gravame 3 maggio 2018. Detto in 

altri termini, si tratta di stabilire se e in che misura la ricorrente adempie ai 

presupposti alla base dell’applicazione del suddetto regime doganale. 

In tale ottica, prima di statuire al riguardo (cfr. consid. 3.5 segg. del pre-

sente giudizio), il Tribunale richiamerà innanzitutto i principi applicabili alla 

presente fattispecie (cfr. considd. 3.1 – 3.4 del presente giudizio). 

3.1 Giusta la legislazione doganale (cfr. art. 7 della legge del 18 marzo 

2005 sulle dogane [LD, RS 631.0]), le merci introdotte nel territorio doga-

nale o asportate da esso sono soggette all’obbligo doganale e devono 

essere tassate secondo la LD, nonché la legge federale del 9 ottobre 1986 

sulla tariffa delle dogane (LTD, RS 632.10). Di principio, dette merci sog-

giacciono altresì all’IVA all’importazione (cfr. art. 50 segg. della legge fede-

rale del 12 giugno 2009 concernente l’imposta sul valore aggiunto [LIVA, 

RS 641.20]). Rimangono salve le deroghe previste in trattati, in disposizioni 

speciali di legge o in ordinanze emanate dal Consiglio federale che si 

fondano sulla LTD (cfr. art. 1 cpv. 2 LTD; art. 2 cpv. 1 LD e art. 8 segg. LD; 

art. 53 LIVA). L’importo del dazio è calcolato in base alla natura, alla quan-

tità e allo stato della merce nel momento in cui viene dichiarata all’ufficio 

doganale, nonché alle aliquote di dazio e alle basi di calcolo in vigore nel 

momento in cui sorge l’obbligazione doganale (cfr. art. 19 cpv. 1 LD). 

3.2  

3.2.1 Per le merci portate temporaneamente nel territorio doganale per 

essere lavorate, trasformate o riparate, l’AFD accorda la riduzione dei 

tributi doganali o la franchigia doganale nell’ambito del regime del traffico 

di perfezionamento attivo, sempre che nessun interesse preponderante vi 

A-2656/2018 

Pagina 6 

si opponga (cfr. art. 12 cpv. 1 LD). Dette merci sono esenti dall’IVA all’im-

portazione (cfr. art. 53 cpv. 1 lett. i LIVA; cfr. sentenze del TAF A-7871/2015 

del 10 novembre 2016 consid. 2.2.1; A-7673/2015 del 29 giugno 2016 con-

sid. 2.2.1). 

3.2.2 L’applicazione del regime del traffico di perfezionamento attivo è 

soggetta all’autorizzazione dell’AFD (cfr. art. 59 cpv. 2 LD). Il rilascio 

dell’autorizzazione alla persona interessata presuppone l’adempimento 

delle condizioni di cui all’art. 165 dell’ordinanza del 1° novembre 2006 sulle 

dogane (OD, RS 631.01). In virtù dell’art. 59 cpv. 2 LD, detta autorizza-

zione può essere vincolata a oneri, in particolare limitata quantitativamente 

e nel tempo. In tale senso, l’art. 166 lett. h OD prevede espressamente che 

l’autorizzazione contiene in particolare l’indicazione degli « oneri, segnata-

mente termini per l’esportazione dei prodotti perfezionati e per la conclu-

sione del regime del perfezionamento attivo, prescrizioni materiali di con-

trollo e procedura, nonché prescrizioni procedurali formali ». L’osservanza 

dei suddetti presupposti fissati dall’AFD è la condizione primaria per la 

conclusione regolare del regime del traffico di perfezionamento attivo e la 

conseguente franchigia doganale o riduzione dei tributi doganali (cfr. DTF 

143 II 646 consid. 2.4.2; sentenze del TAF A-7140/2017 del 21 novembre 

2018 consid. 2.2.2; A-7871/2015 del 10 novembre 2016 consid. 2.2.2; A-

8109/2015 del 16 ottobre 2016 consid. 2.2; A-7673/2015 del 29 giugno 

2016 consid. 2.2.2; IVO GUT, in: Kocher/Clavadetscher [ed.], Stämpflis 

Handkommentar, Zollgesetz [ZG], 2009, [di seguito: Handkommentar ZG], 

n. 4 ad art. 59 LD). 

Con il rilascio dell’autorizzazione viene confermata l’applicabilità del regi-

me del traffico di perfezionamento attivo (cfr. art. 59 cpv. 2 LD in combinato 

disposto con l’art. 166 lett. a OD). Di regola, nel regime del perfeziona-

mento attivo sono determinati i tributi all’importazione nel cosiddetto regime 

di non riscossione con obbligo di pagamento condizionato (cfr. art. 59 

cpv. 3 lett. a LD in combinato disposto con l’art. 167 OD). Ciò significa che 

la riscossione dei tributi all’importazione viene sospesa in maniera condi-

zionale (cfr. DTF 143 II 646 consid. 2.4.2; sentenze del TAF A-7140/2017 

del 21 novembre 2018 consid. 2.2.2; A-7871/2015 del 10 novembre 2016 

consid. 2.2.2; A-7673/2015 del 29 giugno 2016 consid. 2.2.2).  

Qualora la decisione tramite la quale è stata concessa l’autorizzazione (la 

cosiddetta « Bewilligungsverfügung ») non venga impugnata, la stessa 

cresce formalmente in giudicato con i relativi oneri ivi precisati (cfr. senten-

ze del TAF A-7140/2017 del 21 novembre 2018 consid. 2.2.2; A-7871/2015 

del 10 novembre 2016 consid. 2.2.2; A-8109/2015 del 16 ottobre 2016 

A-2656/2018 

Pagina 7 

consid. 2.2; A-7673/2015 del 29 giugno 2016 consid. 2.2.2). In tal caso, si 

considera che il destinatario della decisione abbia accettato i suddetti oneri 

e il conseguente obbligo di attenersi agli stessi. Eventuali censure relative 

al contenuto dell’autorizzazione, segnatamente la contestazione degli 

oneri posti da quest’ultima, vanno sollevate tempestivamente presentando 

ricorso contro l’autorizzazione stessa; successivamente dette censure non 

possono infatti più essere sollevate con successo nell’ambito della proce-

dura di riscossione dei tributi d’entrata e vanno pertanto respinte (cfr. sen-

tenze del TAF A-7140/2017 del 21 novembre 2018 consid. 2.2.2; A-

7871/2015 del 10 novembre 2016 consid. 2.2.2 con rinvii; A-7673/2015 del 

29 giugno 2016 consid. 2.2.2). Conformemente alla giurisprudenza, con la 

crescita in giudicato formale dell’autorizzazione, pure le censure relative 

alla conformità costituzionale e alle leggi e ordinanze su cui si fonda 

l’autorizzazione sono da respingere (cfr. sentenze del TAF A-7871/2015 del 

10 novembre 2016 consid. 2.2.2 con rinvii; A-7673/2015 del 29 giugno 

2016 consid. 2.2.2).  

3.2.3 Il regime del perfezionamento attivo è considerato concluso 

regolarmente e la riduzione dei tributi doganali o la franchigia doganale è 

accordata definitivamente, se il titolare dell’autorizzazione ha adempiuto gli 

oneri fissati nell’autorizzazione (cfr. art. 168 cpv. 1 OD; DTF 143 II 646 

consid. 2.4.3). Giusta l’art. 168 cpv. 2 OD, all’organo di sorveglianza desi-

gnato nell’autorizzazione il titolare dell’autorizzazione deve adempiere ai 

seguenti tre oneri: 

a) inoltrare entro il termine prescritto la domanda di riduzione definitiva dei 
tributi doganali o per la concessione della franchigia doganale; 

b) provare secondo la forma prescritta che le merci trasportate nel territorio 
doganale o le merci indigene ammesse nel regime d’equivalenza sono state 
riesportate entro il termine prescritto quali prodotti perfezionati; e 

c) comprovare la quantità di merci perfezionate e di scarti o prodotti secondari 
risultanti dietro presentazione di ricette, rapporti di fabbricazione e 
documenti simili. 

La dichiarazione doganale per l’esportazione dei prodotti perfezionati vale 

come domanda di riduzione definitiva dei tributi ai sensi dell’art. 168 cpv. 2 

lett. a OD (cfr. art. 1 cpv. 1 lett. c dell’ordinanza del 4 aprile 2007 del Dipar-

timento federale delle finanze [DFF] concernente il traffico di perfezio-

namento [RS 631.016]; DTF 143 II 646 consid. 2.4.3). 

3.2.4 In caso di mancato ossequio degli oneri posti dall’autorizzazione e 

dall’art. 168 cpv. 2 OD, il regime del perfezionamento attivo viene conside-

rato come non regolarmente concluso. In tal caso, i tributi doganali all’im-

portazione, sino ad allora sospesi, diventano esigibili (cfr. art. 59 cpv. 4 

A-2656/2018 

Pagina 8 

LD). Ciò non si applica tuttavia se è comprovato che le merci perfezionate 

sono state riesportate. La domanda dev’essere presentata entro 60 giorni 

dalla scadenza del termine fissato (cfr. art. 59 cpv. 4 LD; DTF 143 II 646 

consid. 2.4.2; sentenze del TAF A-7140/2017 del 21 novembre 2018 

consid. 2.2.4; A-7871/2015 del 10 novembre 2016 consid. 2.2.4; A-

8109/2015 del 16 ottobre 2016 consid. 2.3; A-7673/2015 del 29 giugno 

2016 consid. 2.2.4; GUT, in: Handkommentar ZG, n. 7 ad art. 59 LD). 

3.3 Il regime doganale è fondato sul principio dell’autodichiarazione. In 

virtù di detto principio, la persona soggetta all’obbligo di dichiarazione 

(cfr. art. 26 LD) deve presentare le merci alla dogana e dichiararla som-

mariamente, presentando altresì i documenti di scorta (cfr. art. 25 cpv. 1 

LD). Detto in altri termini, la legge doganale impone alle persone soggette 

all’obbligo della dichiarazione doganale di prendere tutte le disposizioni 

necessarie, secondo la legge e i regolamenti, per l’esecuzione del controllo 

doganale stesso e stabilire l’obbligo di pagare il dazio. Le persone soggette 

all’obbligo di dichiarazione hanno la piena responsabilità per la presen-

tazione nonché la completa, corretta e tempestiva dichiarazione della 

merce. A loro vengono pertanto poste delle esigenze severe in rapporto al 

loro dovere di diligenza (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-7140/2017 

del 21 novembre 2018 consid. 2.3; A-1123/2017 del 6 dicembre 2017 

consid. 4.1; A-201/2015 del 29 giugno 2015 consid. 2.3.1 con rinvii; A-

3671/2013 del 22 agosto 2013 consid. 4.2). In particolare, spetta alla 

persona soggetta all’obbligo di dichiarazione l’onere di selezionare il 

regime doganale corretto applicabile ad una determinata merce e di 

dichiararla per tale regime (cfr. art. 47 cpv. 1 LD). Tra i vari regimi doganali 

figura ad esempio il regime del perfezionamento attivo (cfr. art. 47 cpv. 2 

lett. e LD; sentenze del TAF A-7871/2015 del 10 novembre 2016 con-

sid. 2.3; A-7673/2015 del 29 giugno 2016 consid. 2.3). 

In tale contesto, la dichiarazione doganale, quale base dell’imposizione 

doganale (cfr. art. 18 cpv. 1 LD in combinato disposto con l’art. 25 LD), 

ricopre un ruolo centrale nel sistema doganale svizzero (cfr. Messaggio del 

15 dicembre 2003 concernente una nuova legge sulle dogane, FF 2004 

485, 534 [di seguito: Messaggio LD]; BARBARA SCHMID, in: Handkom-

mentar ZG, n. 1 ad art. 18 LD; [tra le tante] sentenza del TAF A-1123/2017 

del 6 dicembre 2017 consid. 4.1 con rinvii; A-201/2015 del 29 giugno 2015 

consid. 2.3.1 con rinvii; A-2934/2011 del 28 novembre 2012 consid. 3.2.2). 

In presenza di un’importazione, a difetto di disposizioni specifiche al riguar-

do in materia IVA, la dichiarazione doganale funge altresì da base dell’im-

posizione all’IVA (cfr. art. 50 LIVA, sentenze del TAF A-7140/2017 del 

A-2656/2018 

Pagina 9 

21 novembre 2018 consid. 2.3; A-7871/2015 del 10 novembre 2016 

consid. 2.3 con rinvii; A-7673/2015 del 29 giugno 2016 consid. 2.3). 

3.4 In merito alla restituzione dei termini in caso d’inosservanza, la legisla-

zione doganale non contiene alcuna disposizione. La possibilità di ricorrere 

alla restituzione di un termine stabilito dalla legge o dall’autorità costituisce 

tuttavia un principio giuridico generale (cfr. PATRICIA EGLI, in: Wald-

mann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar Verwaltungsverfahrens-

gesetzt, 2a ed. 2016, n. 1 ad art. 24 PA con rinvii). Di conseguenza, l’art. 24 

cpv. 1 PA può essere (analogamente) applicato, indipendentemente dal 

rinvio dell’art. 116 cpv. 4 LD, in quanto conforme al principio generale del 

diritto ad un equo processo (cfr. art. 29 cpv. 1 Cost.; [tra le tante] sentenze 

del TAF A-7054/2017 del 19 luglio 2018 consid. 1.2.1.1; A-1946/2013 del 

2 agosto 2013 consid. 2.7, STEFAN VOGEL, in: Auer/Müller/Schindler [ed.], 

Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren [VwVG], 

2008, n. 2 ad art. 24 PA). 

La restituzione di un termine può essere accordata solo quando il richie-

dente o il suo rappresentante è stato impedito, senza sua colpa, di agire 

nel termine stabilito. Quest’ultimo deve tuttavia presentare una domanda 

di restituzione motivata entro 30 giorni dalla cessazione dell’impedimento, 

effettuando nel contempo l’atto omesso (cfr. art. 24 cpv. 1 PA). L’inosser-

vanza è scusabile, allorquando non può essere rimproverata alcuna ne-

gligenza alla persona interessata e nel contempo sussiste un motivo og-

gettivo, ovvero un motivo sul quale non si ha alcuna influenza. L’ignoranza 

della legge, il sovraccarico di lavoro, come pure l’assenza per ferie o le 

carenze di ordine organizzativo, non rappresentano dei validi motivi giu-

stificanti la restituzione del termine (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF C-

2706/2017 del 10 luglio 2017 consid. 5.3; A-1946/2013 del 2 agosto 2013 

consid. 2.7; A-3689/2012 del 15 gennaio 2013 consid. 3.2; A-1634/2011 

del 31 ottobre 2011 consid. 2.3; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., 

n. 2.136 segg., n. 2.139). 

3.5  

3.5.1 Nel caso concreto, con decisione 5 dicembre 2016 della DGD, la 

ricorrente è stata messa a beneficio dell’autorizzazione n. (…) ad applicare 

il regime del traffico di perfezionamento attivo proprio (imposizione secon-

do il regime di non riscossione o di restituzione) alle proprie importazioni di 

cioccolata liquida, e meglio, « Mocca HL3033AE70 art. 99154 » e 

« Hazelnut Paste SL2830AA70 art. 99153 », in quantità illimitata, in pro-

venienza dal Y._______ (cfr. atto n. 1 dell’incarto prodotto dall’autorità 

inferiore [di seguito: inc. DGD], in particolare rubriche 1, 2, 4 e 6). Per 

A-2656/2018 

Pagina 10 

quanto concerne la validità dell’autorizzazione, alla rubrica 2 della succita-

ta autorizzazione il termine per l’importazione è stato fissato al 15 dicembre 

2017, quello per l’esportazione a 12 mesi dall’importazione interessata e 

quello per il conteggio a 60 giorni. Alla rubrica 11 denominata « Dichia-

razione doganale d’importazione e d’esportazione » è precisato che: 

« La forma della dichiarazione d’importazione e d’esportazione deve essere 
conforme alle prescrizioni contenute nel foglio informativo “Perfezionamento 
attivo: imposizione secondo il regime di non riscossione o di restituzione” 
(mod. 47.81) ».  

Alla rubrica 12 denominata « Ulteriori condizioni », rilevante per il presente 

caso è la precisazione secondo cui:  

« […] Il termine per l’esportazione dei prodotti perfezionati è di 12 mesi a partire 
dall’introduzione della merce di cui alla rubrica 4 nel territorio doganale. La 
domanda di conteggio (modul[o] 47.92) deve essere presentato all’ufficio di 
sorveglianza entro 60 giorni dalla scadenza del termine di riesportazione. 
Trascorso tale termine sono dovuti i tributi d’entrata e gli interessi di mora […] ».  

Alla rubrica 16 sono poi chiaramente indicate le basi giuridiche su cui si 

fonda la presente autorizzazione. 

3.5.2 Come già precisato dal Tribunale in precedenza, detta autorizzazione 

si presenta come una decisione impugnabile con ricorso (« Bewilligungs-

verfügung »; cfr. consid. 3.2.2 del presente giudizio). Essa precisa in che 

forma devono intervenire le dichiarazioni doganali all’importazione e 

all’esportazione, nonché i termini per la riesportazione della merce impor-

tata in applicazione del regime di perfezionamento attivo e per la presen-

tazione del relativo conteggio. In particolare, detta autorizzazione informa 

il suo titolare che la domanda di conteggio deve essere presentata all’uffi-

cio di sorveglianza entro 60 giorni dalla scadenza del termine di riesporta-

zione e che in caso contrario i tributi d’entrata con i relativi interessi di mora 

diventano esigibili, ciò conformemente all’art. 59 cpv. 4 LD in combinato 

disposto con l’art. 168 cpv. 2 lett. a OD (cfr. DTF 143 II 646 considd. 2.4.2 

e 3.3.5; sentenze del TAF A-7871/2015 del 10 novembre 2016 consid. 4.1 

con rinvii; A-7673/2015 del 29 giugno 2016 consid. 4.1). Essa è provista 

dei mezzi d’impugnazione, ove è precisato che la stessa è soggetta a 

ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale nel termine di 30 giorni 

dalla sua notifica. 

3.5.3 La ricorrente non ha impugnato la predetta decisione 5 dicembre 

2016, sicché la stessa è formalmente cresciuta in giudicato insieme alle 

condizioni ivi indicate. Detto in altri termini, si deve considerare che non 

impugnandola, la ricorrente non solo ha accettato gli oneri fissati 

dall’autorizzazione, ma si è anche presa l’impegno di rispettarli (cfr. A-

A-2656/2018 

Pagina 11 

7871/2015 del 10 novembre 2016 consid. 4.2; A-7673/2015 del 29 giugno 

2016 consid. 4.2).  

3.6  

3.6.1 Ciò premesso, dagli atti dell’incarto risulta che, con dichiarazione 

doganale e-dec n. (…) del 13 dicembre 2016, la ricorrente ha dichiarato 

l’importazione definitiva di 12'200 Kg di cioccolata (« Hazelnut Paste 

SL2830AA70 ART99153 ») nel regime del traffico di perfezionamento 

attivo proprio, in applicazione della relativa autorizzazione n. (…) (cfr. atto 

n. 2 dell’inc. DGD). Tenuto conto dei termini fissati dall’autorizzazione 

n. (…) (cfr. atto n. 1 dell’inc. DGD), per detta importazione il termine di 

12 mesi per la riesportazione scadeva il 13 dicembre 2017 e quello di 

60 giorni dalla riesportazione per l’inoltro della domanda di conteggio – 

tenuto conto della sospensione dei termini durante le ferie giudiziarie ai 

sensi dell’art. 22a cpv. 1 lett. b PA – il 27 febbraio 2018 (cfr. parimenti DTF 

143 II 646 consid. 3.3.7). 

3.6.2 Ciò premesso, dagli atti dell’incarto risulta che con dichiarazione 

doganale e-dec n. (…) del 20 dicembre 2016, la ricorrente ha 

successivamente dichiarato l’esportazione definitiva di 6'048 kg di 

cioccolata (« Flat Tablet Milk Hazelnutpaste Art L99153») nel regime del 

traffico di perfezionamento attivo proprio, in applicazione della relativa 

autorizzazione n. (…) (cfr. atto n. 3 dell’inc. DGD). Con dichiarazione 

doganale e-dec n. (…) del 31 dicembre 2016, la ricorrente ha poi dichiarato 

l’esportazione definitiva di altri 5'897 kg di cioccolata (« Flat Tablet Milk 

Mocca Art L99153 »), sempre nel regime del traffico di perfezionamento 

attivo proprio, in applicazione della relativa autorizzazione n. (…) (cfr. atto 

n. 4 dell’inc. DGD). In tali circostanze, si deve dunque constatare che le 

due predette riesportazioni per una quantità totale di 11'945 kg (= 6'048 kg 

+ 5'897 kg) sono intervenute nel rispetto del termine di riesportazione di 

12 mesi posto dall’autorizzazione n. (…). 

3.6.3 Dagli atti dell’incarto non risulta tuttavia che la ricorrente abbia 

inoltrato la propria domanda di conteggio relativa alle due summenzionate 

esportazioni nel rispetto del termine di 60 giorni – in concreto, come visto 

poc’anzi, scadente il 27 febbraio 2018 – posto dall’autorizzazione n. (…). 

Se è vero che al proprio ricorso 3 maggio 2018 la ricorrente ha allegato il 

conteggio finale datato 11 gennaio 2017 relativo alle due predette 

esportazioni (cfr. atto n. 5 prodotto dalla ricorrente), tuttavia nulla agli atti 

permette di ritenere che lo stesso sia da lei stato inoltrato tempestivamente 

all’autorità inferiore. Invero, dall’e-mail del 7 maggio 2018 da lei indirizzata 

A-2656/2018 

Pagina 12 

all’autorità inferiore (cfr. atto n. 7 dell’inc. DGD), risulta l’esatto opposto; 

essa ha infatti ammesso di aver dimenticato di inoltrare detta domanda:  

« […] la domanda è rimasta qui da noi! [D]i sicuro è successo che il 
31 dicembre 2016 abbiamo fatto le ultime esportazioni e a gennaio 2017 siamo 
partiti subito con il traffico di perfezionamento (…) e ci siamo confusi con quello 
e l’autorizzazione (…) non ci è più venuta in mente […] ». 

Ora, nel caso della ricorrente non sussiste alcun valido motivo giustificativo 

che avrebbe potuto eventualmente giustificare detta dimenticanza e 

comportare una restituzione in intero del termine per presentare la suddetta 

domanda di conteggio (cfr. consid. 3.4 del presente giudizio). Una 

domanda in tale senso non è del resto stata inoltrata dalla ricorrente né 

dinanzi all’autorità inferiore, né dinanzi allo scrivente Tribunale. Nel proprio 

gravame la ricorrente postula poi semplicemente che la decisione 

impugnata venga rivista, senza precisazione alcuna circa la tempestività 

della sua domanda di conteggio. Ne consegue che la domanda di 

conteggio allegata al ricorso 3 maggio 2018 va considerata come tardiva. 

A titolo abbondanziale, il Tribunale rileva inoltre come in concreto la 

ricorrente non possa neppure prevalersi dell’art. 59 cpv. 4 LD, nella misura 

in cui la stessa non ha presentato una domanda nel termine dei 60 giorni 

ai sensi di detta disposizione (cfr. al riguardo, DTF 143 II 646 consid. 3.3.5 

segg.; consid. 3.2.4 del presente giudizio). 

3.7 Visto tutto quanto suesposto, si deve ritenere che la ricorrente non ha 

rispettato il termine per la presentazione della domanda di conteggio posto 

dall’autorizzazione n. (…) del 5 dicembre 2016 – condizione alla base 

dell’applicazione del suddetto regime doganale – e non può pertanto bene-

ficiare del regime del traffico di perfezionamento attivo in rapporto all’impor-

tazione definitiva di 12'200 kg di cioccolata liquida del 13 dicembre 2016. 

In tale situazione, è dunque a giusta ragione che al riguardo l’autorità 

inferiore ha proceduto nei confronti della ricorrente alla riscossione posti-

cipata dei tributi all’importazione di 7'060.30 franchi conformemente a 

quanto indicato alla rubrica 12 dell’autorizzazione n. (…) (cfr. consid. 3.4 

del presente giudizio). In tali circostanze, la decisione impugnata va qui 

confermata e il ricorso integralmente respinto. 

4.  

In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese di 

procedura sono poste a carico della ricorrente qui parte integralmente 

soccombente (cfr. art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle 

tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Nella fattispecie esse sono stabilite in 

1'500 franchi (cfr. art. 4 TS-TAF), importo che verrà detratto interamente 

A-2656/2018 

Pagina 13 

dall’anticipo spese di 1'500 franchi da lei versato a suo tempo. Non vi sono 

poi i presupposti per l’assegnazione alla ricorrente di indennità a titolo di 

spese ripetibili (cfr. 64 cpv. 1 PA a contrario, rispettivamente art. 7 cpv. 1 

TS-TAF a contrario). 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di 1'500 franchi sono poste a carico della ricorrente. 

Alla crescita in giudicato del presente giudizio, il succitato importo verrà 

interamente detratto dall’anticipo spese di 1'500 franchi versato a suo 

tempo dalla ricorrente. 

3.  

Non vengono assegnate indennità di ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (n. di rif. ***; atto giudiziario) 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

Annie Rochat Pauchard Sara Pifferi 

  

  

A-2656/2018 

Pagina 14 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: