# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a71451f1-8a4a-5fd4-8bf6-f3917658b14c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-02-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 12.02.2001 52.2000.223
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2000-223_2001-02-12.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2000.00223

   

  	
  Lugano

  12 febbraio
  2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  21 settembre 2000 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patr. dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 30 agosto 2000 (n. 3364) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso
  la decisione 29 febbraio 2000 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione dei
  permessi e dell'immigrazione, in materia di mancato rinnovo del permesso di
  dimora;

  

 

 

viste le risposte:

-    3  ottobre 2000 del
Consiglio di Stato,

-    5  ottobre 2000 del Dipartimento
delle istituzioni;

 

preso atto della replica 20
ottobre 2000 della ricorrente e delle dupliche:

-    25 ottobre 2000 del
Dipartimento delle istituzioni,

-      7 novembre 2000 del
Consiglio di Stato;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   La
cittadina dominicana __________ è entrata in Svizzera il 1° dicembre 1993, beneficiando
in seguito di successivi permessi di dimora temporanei (L) fino al 31 luglio
1994 per lavorare come ballerina in diversi locali notturni del cantone. La
ricorrente ha soggiornato nuovamente nel nostro Paese, per lo stesso motivo,
dal 1° gennaio al 30 giugno 1995. Il __________, si è sposata nella Repubblica
Dominicana con il cittadino elvetico __________. Il 13 gennaio 1996 è entrata
in Svizzera per vivere insieme al marito ed ha ottenuto un permesso di dimora,
in seguito regolarmente rinnovato, con ultima scadenza fissata al 12 gennaio
2000. La ricorrente ha due figli, __________ e __________, nati da precedenti
relazioni e residenti nella Repubblica Dominicana. Essi hanno soggiornato in
Svizzera presso la madre dal 1996 al 1998.

 

 

                                  B.   Il 29
febbraio 2000 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento
delle istituzioni ha respinto la domanda presentata da __________ volta al
rinnovo del suo permesso di dimora. L'autorità ha fondato il proprio giudizio
essenzialmente sul rapporto 27 dicembre 1999 della Polizia cantonale, da cui
risultava che l'interessata non era più stata notata da tempo nell'abitazione
coniugale ed era conosciuta dalle autorità zurighesi come peripatetica. La
risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 4, 7, 9, 12 e 16 LDDS; 8
ODDS.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 30 agosto 2000, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________. Dopo aver
trasmesso alla ricorrente il rapporto di polizia 27 dicembre 1999 ed
interrogato separatamente marito e moglie tramite la Polizia cantonale, il
Governo ha ritenuto che non sussistesse più un legame tra i coniugi __________
almeno dal 1998 sulla scorta di diversi indizi (prostituzione, ambiente in cui
la coppia si era incontrata, assenza prolungata di entrambi dal domicilio
coniugale, ignoranza di alcuni aspetti fondamentali della loro vita coniugale).
Ha rilevato inoltre non vi erano elementi atti a ritenere che essi volessero riprendere
la vita in comune. Ha quindi considerato manifestamente abusivo da parte
dell'insorgente appellarsi a tale connubio per continuare a soggiornare in
territorio elvetico. L'Esecutivo cantonale ha inoltre ritenuto che essa non
potesse invocare la protezione dell'art. 8 CEDU, dal momento che la sua
relazione coniugale non era più intatta ed intensamente vissuta.

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando che le venga rinnovato
il permesso di dimora. Precisa di aver conosciuto e iniziato a frequentare il marito
anni prima della celebrazione delle nozze e sottolinea come, dal 1996 al 1998,
egli le avesse permesso di ospitare i suoi figli di primo letto. Afferma che il
vincolo coniugale è solido e che le loro assenze dal domicilio coniugale sono
imposte dalla loro attività professionale che svolgono nella Svizzera interna
(la ricorrente come massaggiatrice in un salone a __________, il marito in
qualità di artigiano). Le fotografie e le diverse fatture di hotel e ristoranti
confederati versate agli atti durante la procedura attesterebbero  - a suo dire
- che essa incontra il marito in albergo quando sono assenti dal Ticino e che
trascorrono insieme le vacanze. Ritiene che sia umanamente comprensibile,
durante un interrogatorio di polizia, dimenticare alcuni fatti essenziali della
propria vita matrimoniale. Critica il Governo, segnatamente per non aver indetto
un'udienza ed interrogato personalmente suo marito. In questa sede ribadisce la
medesima richiesta.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono sia il Consiglio di Stato sia il dipartimento con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

F.In sede di replica e di duplica le parti si sono sostanzialmente riconfermate
nelle rispettive, contrapposte posizioni.

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime sono suscettibili di
essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
(cfr. art. 10 lett. a LALPS).

 

1.2. In materia di polizia degli stranieri
il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile
contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione
federale non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente
decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati
con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di domicilio.
Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso, solo
laddove tale pretesa si fonda su una disposizione particolare del diritto
federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid.
1a con rinvii).

 

1.3. Non esiste tra la Confederazione
Svizzera e la Repubblica Dominicana alcun trattato che regoli in modo specifico
il soggiorno in Svizzera dei cittadini dominicani, accordo dal quale potrebbe
scaturire un diritto al rinnovo del permesso di dimora.

 

1.4. Giusta l'art. 7 cpv. 1 prima frase
LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e
alla proroga di un permesso di dimora. Ai fini dell'applicazione della suddetta
norma, è determinante unicamente l'esistenza di un vincolo matrimoniale
giuridicamente valido (DTF 119 Ib 417 e segg. consid. 2c). In concreto,
l'interessata è sposata con __________ dal __________. Di conseguenza essa ha -
in linea di principio - diritto al postulato rinnovo del permesso di soggiorno.
Pertanto, essendo la decisione impugnata suscettibile di essere dedotta davanti
all'alta Corte federale mediante un ricorso di diritto amministrativo, si deve
concludere che la competenza di questo Tribunale a statuire sull'impugnativa
inoltrata da __________ è data. Se il permesso sollecitato possa esserle
rifiutato è una questione di merito, non di ammissibilità.

1.5. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine. Come si vedrà in appresso, il
giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza dover procedere
all'audizione del marito della ricorrente. Essa non appare idonea a procurare
al Tribunale la conoscenza di ulteriori elementi affidabili e di rilievo per il
giudizio (art. 18 cpv. 1 PAmm). Neppure si ritiene opportuno sentire l'insorgente.
Né la legislazione cantonale né quella federale, d'altronde, garantiscono alla
parte il diritto di essere udita oralmente, essendo sufficiente che essa possa
far valere le proprie ragioni per iscritto (DTF 117 II 132 consid. 3b, p. 137 e
rinvii; Scolari, Diritto amministrativo, parte generale, N. 141 e 146).
Facoltà, questa, ampiamente sfruttata dalla ricorrente, che sia dinnanzi al
Consiglio di Stato sia in questa sede ha pure presentato un allegato di replica.

 

 

                                   2.   2.1. L'insorgente
rimprovera al Consiglio di Stato di aver ignorato la sua richiesta di
interrogare il marito. La censura della ricorrente, che in sostanza si duole di
una violazione del diritto di essere sentita, è infondata.

 

2.2. La natura ed i limiti del diritto di
essere sentito sono determinati innanzi tutto dalla normativa procedurale
cantonale. Se questa risulta insufficiente, valgono le garanzie minime dedotte
dagli art. 29 nCost. e 6 CEDU, norme che assicurano all'interessato il diritto
di esprimersi su tutti i punti essenziali di un procedimento prima che sia
emanata una decisione e che gli garantiscono anche il diritto di partecipare all'assunzione
delle prove, di conoscere i risultati delle stesse, di determinarsi a riguardo
e di avanzare offerte di prova (DTF 120 Ib 379, 118 Ia 17; STF 7 giugno 1996 in
re M.). La procedura amministrativa cantonale è retta dal principio inquisitorio
(cfr. art. 18 cpv. 1 PAmm). In virtù di questo principio l'autorità
amministrativa deve accertare d'ufficio gli elementi suscettibili di
determinare la decisione ed assumere di sua iniziativa le prove necessarie
confrontando accuratamente i contrapposti interessi (DTF 104 Ia 212), senza
essere peraltro vincolata dalle domande delle parti. In quest'ambito, all'autorità
spetta la facoltà di procedere al cosiddetto apprezzamento anticipato delle
prove, rinunciando a quelle offerte dalle parti la cui assunzione non
condurrebbe verosimilmente ad alcun nuovo chiarimento rilevante per il giudizio
(DTF 109 II 398, 106 Ia 162, 104 V 210; Rep. 1980 p. 7; Borghi, GAT, N. 364).
In base alla valutazione anticipata delle prove esibite, l'autorità amministrativa
può quindi rifiutarsi di assumere quelle considerate ininfluenti, ma deve darne
ragione nel proprio giudizio (RDAT II-1994 N. 50, 1990 N. 43).

 

2.3. Il Consiglio di Stato, dopo aver
trasmesso alla ricorrente il rapporto di polizia 27 dicembre 1999, ha proceduto
ad interrogare separatamente marito e moglie tramite la Polizia cantonale. Nel
proprio giudizio, il Governo ha quindi ritenuto che il ricorso potesse essere
evaso sulla scorta degli atti annessi all'incarto, integrati dal complemento
istruttorio che aveva esperito d'ufficio. Siffatta motivazione basta quindi a
giustificare il rifiuto, da parte dell'Esecutivo cantonale, di procedere ad
un'ulteriore audizione del marito dell'insorgente. Gli atti di causa permettono
infatti di farsi un'idea più che precisa circa la situazione dei coniugi dal
profilo relazionale. Questo Tribunale rinuncia ad esperire un'istruttoria per
le stesse ragioni.

 

 

                                   3.   Come già
indicato in precedenza (consid. 1.4.), l'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS dispone
che il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla
proroga del permesso di dimora. Questo diritto - soggiunge il cpv. 2 della medesima
norma - non sussiste se il matrimonio è stato contratto per eludere le
prescrizioni in materia di dimora e domicilio degli stranieri, segnatamente
quelle sulla limitazione del loro effettivo. Il permesso può anche essere
negato in caso di abuso di diritto. L'abuso sussiste quando un diritto viene
invocato per realizzare degli interessi che la legge, che prevede tale diritto,
non vuole proteggere (Häfelin/Müller, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts,
p. 133; Imboden/Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, n. 74 e 78).
Sono dati segnatamente gli estremi dell'abuso, allorquando lo straniero si
richiama ad un matrimonio che sussiste solo formalmente unicamente per ottenere
il rilascio o il rinnovo di un permesso di dimora (cfr. DTF 121 II 97 consid.
4). Tuttavia, una separazione di fatto dei coniugi non provoca necessariamente
la perdita del diritto a un permesso di soggiorno (DTF 118 Ib 150 consid. 3b).
Tale soluzione è stata scelta al fine di evitare che la presenza in Svizzera
dello straniero dipenda dalla volontà del coniuge. Si è infatti inteso
garantire al cittadino straniero il diritto di richiedere egli stesso
l'adozione di misure di protezione dell'unione coniugale, segnatamente anche il
diritto alla separazione giusta l'art. 175 CC, senza per ciò dover temere di
essere allontanato dalla Svizzera.

 

 

                                   4.   In
concreto, il Consiglio di Stato non ha rimproverato a __________ di avere concluso
un matrimonio fittizio, ma ha fondato il proprio giudizio sull'abuso manifesto
del diritto nell'invocare il vincolo coniugale ormai privo di ogni contenuto
(v. duplica, pag. 1). Questo Tribunale si limita pertanto ad accertare se la
decisione impugnata è corretta sotto questo profilo.

 

 

                                   5.   5.1.
Sposatasi il __________ nella Repubblica Dominicana, __________ è potuta
rientrare in Svizzera il 13 gennaio 1996 questa volta non per lavorare come
artista, bensì per vivere insieme al marito a __________. Il 1° giugno 1996,
essa si è trasferita insieme al coniuge a __________. Il 29 aprile 1998
__________ ha sottoscritto, esclusivamente a suo nome, un contratto di
locazione per un appartamento di 2½ locali a __________ adibito ad uso
personale, con effetto dal 1° maggio successivo. Dal canto suo, la moglie ha
notificato al competente Ufficio regionale degli stranieri la sua partenza per
__________ per il 1° luglio 1998. In seguito, la ricorrente ha esercitato illegalmente
la prostituzione a __________. Per questo motivo, l'autorità competente in
materia le ha inflitto due multe di fr. 500.– e fr. 1'000.– (decisioni Statthalteramt
des Bezirkes Zürich 23 giugno e 8 settembre 1999, cresciute in giudicato;
ricorso ad 5, p. 2). Il 22 settembre 1999, la Polizia degli stranieri zurighese
l'ha autorizzata a lavorare come massaggiatrice in proprio nel capoluogo del
cantone, in __________.

 

 

 

5.2. Interrogata il 28 giugno 2000 dalla
Polizia cantonale su richiesta del Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato
nell'ambito dell'istruttoria volta ad accertare i suoi rapporti con il marito,
__________ ha dichiarato - tra l'altro - :

"Innanzitutto
preciso che durante la settimana risiedo a __________ per circa 2/3 giorni. I
rimanenti a volte li passo presso il mio domicilio a __________ oppure presso
una mia sorella ad __________ o un'altra che risiede anch'essa nella Svizzera interna.
Capita comunque più spesso che per motivi di lavoro mio marito abbia a recarsi
in più parti della Svizzera. In questi frangenti i fine settimana li passo
assieme a lui".

Anche il marito della ricorrente ha
confermato alla polizia che, per la maggior parte del tempo, la loro abitazione
coniugale di __________ rimaneva vuota (v. verbale 13 giugno 2000 di
__________, pp. 2 e 3).

Durante i loro rispettivi interrogatori, i
coniugi __________ non hanno saputo indicare con precisione quanto guadagnava
il rispettivo consorte; il marito ha pure fornito un indirizzo diverso del
luogo dove la moglie svolgeva l'asserita attività di massaggiatrice:

"D7) Mi sa
indicare quanto può guadagnare suo marito mensilmente? R7) Non vi è a quanto
sappia io uno stipendio fisso e non so indicare una cifra" (verbale
della ricorrente); "D2) Dove svolge in particolare la sua professione e
quanto guadagna? R2) Mia moglie lavora a __________ in __________ presso un
salone di massaggi. Lavora circa 3 giorni alla settimana e guadagna circa fr.
1'500.– netti" (verbale del marito dell'insorgente). "D9) Ha
un salario fisso? R9) Non esattamente. A volte a dipendenza del lavoro posso
arrivare a guadagnare 2/3 mila franchi al mese" (verbale di
__________).

L'insorgente non ha saputo indicare con
precisione la data del suo matrimonio:

"D1) Quando
si è sposata con esattezza? R1) Non ricordo la data con esattezza, comunque è
stato nel corso del mese di novembre 1995" (verbale, p. 1).

Come se non bastasse, durante
l'interrogatorio vi sono state altre contraddizioni da parte dei coniugi.
__________ ha indicato che i figli della ricorrente avevano vissuto fino al
dicembre 1998 a __________ (R4, p. 2), mentre la moglie ha affermato nel ricorso
(ad 1/2/3, p. 2) che la prole aveva lasciato il territorio elvetico nell'estate
1998 alla fine dell'anno scolastico. Il marito dell'insorgente ha affermato di
essere giunto a __________ insieme alla moglie nella primavera 1999 (R9, p. 3),
mentre dal verbale di quest'ultima (p. 1) risulta quanto segue:

"D3) Da quanto
tempo abitate nell'appartamento a __________? R3) Da circa 2 anni. Anche in questo
caso non so la data esatta ma credo proprio che sia stato nel mese di settembre
1998".

Ma vi è di più. __________ ha asserito di
non essere in possesso di un recapito telefonico della moglie:

"Solitamente
è lei che mi chiama nel corso della settimana. Questo anche perché circa un
mese fa le è stato rubato l'apparecchio Natel a __________ " (verbale, R7 p. 3).

La consorte ha per contro affermato che essi
si chiamavano reciprocamente:

"praticamente
tutti i giorni. Alcune volte chiama lui, altre invece io" (verbale, R13 p. 3).

 

5.3. Alla luce di queste risultanze si deve
dunque ammettere che, almeno dal 1998, l'insorgente invoca il vincolo coniugale
unicamente per ottenere il rinnovo del permesso di dimora. In particolare, le
contraddizioni in cui sono caduti i coniugi __________ e la loro reciproca
ignoranza manifestata nel corso del loro interrogatorio su diversi aspetti
essenziali della loro vita in comune denotano come il loro matrimonio sussista
formalmente.

 

 

                                   6.   Gli
argomenti addotti dalla ricorrente non permettono di confutare tali risultanze.
Invano cerca ora di minimizzare quanto da essa dichiarato alla polizia insieme
al marito, sostenendo che sarebbe umano innervosirsi dinnanzi all’agente
interrogante e non ricordare esattamente quando si sono verificati alcuni
eventi della loro vita. L'insorgente, come del resto suo marito, è persona adulta.
In occasione dei loro rispettivi e contraddittori interrogatori, hanno letto il
verbale, l’hanno confermato e l’hanno firmato. Che le fotografie agli atti
(doc. E) ritraggano i coniugi insieme a diversi parenti non è di decisivo
rilievo. A prescindere che tali riproduzioni sono essenzialmente precedenti al
periodo preso in considerazione dall'autorità inferiore nel provvedimento
impugnato, esse non sono in ogni caso atte a dimostrare che tra i coniugi
sussista una vera e propria relazione sentimentale. Tanto meno i loro asseriti
incontri nella Repubblica Dominicana o in diversi alberghi della Svizzera
interna. Ancor meno la presenza nell'appartamento coniugale di vestiti da donna
e di oggetti per l'igiene intima (v. rapporto d'esecuzione 1° luglio 2000
Polizia cantonale, p. 2).

 

 

                                   7.   La
ricorrente non può nemmeno invocare la protezione dell'art. 8 CEDU. In effetti,
a dipendenza delle circostanze, lo straniero può prevalersi del diritto al
rispetto della vita privata e famigliare tutelato dalla norma in oggetto per
opporsi all'eventuale separazione dalla famiglia ed ottenere il mantenimento
del proprio permesso di dimora. Ora, per appellarsi alle garanzie sancite dall'art.
8 CEDU, la straniera deve dimostrare che tra lei e la persona che beneficia del
diritto di risiedere in Svizzera esiste una relazione stretta, intatta ed
effettivamente vissuta (DTF 122 II 5 consid. 1e, 289 consid. 1c, 385 consid.
1c; 118 Ib 145). Orbene, a seguito dell'accertamento del vincolo matrimoniale
di mera natura formale, che non merita tutela alcuna siccome abusivo, non si
può ritenere che esista un legame familiare intatto ed effettivamente vissuto
con il marito. Va osservato infine che l'insorgente non invoca nemmeno l'impossibilità
di un suo rientro in Patria, dove è nata ed è cresciuta.

 

 

                                   8.   Sulla
scorta di quanto precede, il ricorso va respinto senza che necessiti ulteriore
disamina. La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28
PAmm).

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 4, 7, 9, 12 LDDS; 8 ODDS; 8 CEDU;
100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

§.  Di conseguenza __________, cittadina
dominicana, è tenuta a lasciare il territorio cantonale entro il 30 marzo 2001
notificandone la partenza al competente ufficio regionale degli stranieri.

 

 

                                   2.   Tassa e
spese di giustizia, per complessivi fr. 800.–, sono a carico della ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario