# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 08c89629-77ad-5212-91fe-1acf84830b1a
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-05-18
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 18.05.2021 U 2021 7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2021-7_2021-05-18.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 21 7

1a Camera 

Presidenza Racioppi

Giudici Audétat e von Salis

Attuario Paganini

SENTENZA

del 18 maggio 2021

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____,

patrocinato dall'avv. Brenno Martignoni Polti,

ricorrente

contro

Regione B._____, Centro Regionale dei Servizi (CRS),

patrocinata dall'avv. Davide Nollo,

convenuta

concernente rapporto di lavoro

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I. Ritenuto in fatto:

1. Con mandato di prestazione valido dal 1. gennaio 2020 al 31 dicembre 

2020 il Cantone dei Grigioni ha concesso alla Regione B._____ un 

contributo per la gestione di un ufficio per lo sviluppo regionale, mentre la 

Regione B._____ si è impegnata a tale scopo ad assumere o conferire un 

mandato a un operatore economico regionale. 

2. Già a fine 2019 la Regione B._____ aveva pubblicato il relativo bando di 

concorso per l'assunzione di un operatore economico regionale con grado 

di occupazione del 60 % a tempo determinato dal 1. gennaio 2020 (o data 

da convenire) al 31 dicembre 2020. 

3. Quale operatore economico regionale la Regione B._____ ha assunto 

A._____ con contratto di lavoro di diritto pubblico a tempo determinato dal 

1. gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 e grado di occupazione del 60 %. 

4. In vista di un nuovo mandato di prestazione con il Cantone, nel corso del 

2020 la Regione B._____ ha pubblicato un nuovo annuncio di concorso 

quale manager regionale con grado di occupazione del 60-80 % e con 

entrata in funzione il 1. gennaio 2021 o a data da convenire. Il termine di 

annuncio era il 30 novembre 2020.

5. Su richiesta di C._____, il 10 dicembre 2020 si è tenuto un incontro tra 

questi, il Presidente e il Vicepresidente della Regione B._____.  

6. Il 15 dicembre 2020 C._____ ha svolto il colloquio di lavoro per il nuovo 

concorso di manager regionale con i rappresentati della Regione B._____. 

7. Il 17 dicembre 2020 il Comitato Regionale ha deliberato l'assunzione di 

D._____ quale manager regionale con grado di occupazione dell'80 % e 

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contratto di diritto privato a decorrere dal 1. marzo 2021 nonché il congedo 

di C._____ come da contratto per il 31 dicembre 2020. 

8. Con scritto del 17 dicembre 2020 C._____ ha chiesto alla Regione 

B._____ il prolungamento del rapporto di lavoro fino al 30 giugno 2021, 

onde garantire un competente accompagnamento nell'ipotesi che non 

venisse scelto quale manager regionale definitivo. Egli ha invitato la 

Regione a voler sottoporre la sua richiesta agli organi decisionali e a 

rilasciare una decisione formale con indicazione dei rimedi legali. 

9. Con scritto del 22 dicembre 2020 la Regione B._____ ha comunicato a 

C._____ che non avrebbe preso alcuna decisione soggetta a ricorso, 

precisando che il rapporto di lavoro di durata determinata sarebbe scaduto 

senza necessità di disdetta il 31 dicembre 2020. 

10. Con lettera del 23 dicembre 2020 C._____ ha fatto osservare alla Regione 

che con la raccomandata del 22 dicembre 2020 essa avrebbe emanato un 

atto amministrativo suscettibile di impugnativa. 

11. Avverso la decisione del 22 dicembre 2020 C._____ (qui di seguito: 

ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei 

Grigioni il 22 gennaio 2021. Nel merito il ricorrente ha chiesto, in via 

principale, che la decisione 22 dicembre 2020 della Regione B._____ sia 

annullata e che il suo rapporto d'impiego sia prorogato dalla Regione 

B._____ dal 1. gennaio 2020 al 30 giugno 2021 alle condizioni vigenti. In 

via subordinata, egli ha chiesto l'annullamento di detta decisione e che la 

Regione B._____ sia obbligata al versamento di almeno CHF 30'550.00 

(corrispondenti a sei mensilità compresa la quota parte della tredicesima 

mensilità) oltre interessi al 5 % dal 1. gennaio 2021 e accessori in suo 

favore. In via cautelare, il ricorrente ha chiesto il conferimento dell'effetto 

sospensivo al ricorso.

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12. L'8 febbraio 2021 la Regione B._____ (qui di seguito: convenuta) ha 

postulato il rifiuto dell'effetto sospensivo al ricorso.

13. Con decreto del 10 febbraio 2021 il giudice istruttore ha respinto la 

domanda del ricorrente di conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso.

14. Nella presa di posizione nel merito del 17 febbraio 2021, la convenuta ha 

chiesto, in via principale, di non entrare nel merito del ricorso; in via 

eventuale, di respingerlo per quanto ricevibile. Per quanto il ricorso debba 

essere considerato un'azione giudiziaria relativamente alla richiesta di 

versamento, questa, per quanto ricevibile, andrebbe respinta.

15. Nella replica del 15 marzo 2021 e nella duplica del 31 marzo 2021 le parti 

si sono riconfermate nei loro petiti.  

16. Il 26 aprile 2021 il ricorrente ha inoltrato un'ulteriore presa di posizione. 

II. Considerando in diritto:

1.1. Controverso è se il ricorrente abbia diritto a un prolungamento di sei mesi 

del rapporto di lavoro con la convenuta terminato il 31 dicembre 2020 o se 

sussidiariamente abbia diritto a un indennizzo per sei mensilità (inclusa la 

tredicesima oltre a interessi e accessori). Come giustamente osservato 

dalla convenuta, l'istanza del ricorrente è una combinazione tra ricorso 

giudiziario ai sensi dell'art. 49 segg. della Legge sulla giustizia 

amministrativa (LGA; CSC 370.100) e azione giudiziaria ai sensi dell'art. 

63 segg. LGA (cfr. ad es. sentenza del Tribunale amministrativo [STA] U 

18 14 consid. 1.10). Nella misura in cui egli chiede l'annullamento della 

decisione impugnata e il prolungamento del rapporto d'impiego dal 1. 

gennaio 2021 al 30 giugno 2021, l'istanza va ritenuta un ricorso. La 

richiesta di obbligare la convenuta a versargli l'importo di CHF 30'550.00 

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(oltre interessi e accessori) è invece da considerare un'azione giudiziaria. 

La tempestività e la forma dell'istanza non danno adito a osservazioni. 

1.2. Innanzitutto va esaminata la ricevibilità del ricorso. Secondo la convenuta 

il ricorso sarebbe irricevibile. Non essendoci un diritto soggettivo alla 

nomina, mancherebbe l'interesse tutelabile del ricorrente al rilascio di una 

decisione da parte della convenuta. La convenuta, dunque, non sarebbe 

stata tenuta a entrare nel merito della sua richiesta di stipulare un contratto 

di lavoro a tempo determinato dal 1. gennaio 2021 al 30 giugno 2021. Di 

conseguenza, mancherebbe il presupposto dell'interesse al ricorso.

1.2.1. Giusta l'art. 49 cpv. 1 lett. LGA il Tribunale amministrativo giudica i ricorsi 

contro decisioni dei comuni, di altri enti e degli istituti indipendenti di diritto 

cantonale, che non siano suscettibili di impugnazione presso un'altra 

istanza o non siano definitive secondo il diritto cantonale o federale. Nello 

scritto del 22 dicembre 2020 la convenuta ha comunicato di non voler 

prendere una decisione formale impugnabile sulla richiesta del ricorrente 

di prolungamento del rapporto di lavoro. Si tratta dunque di sapere se il 

ricorrente aveva un interesse tutelabile (o degno di protezione) al rilascio 

di una decisione impugnabile riguardo alla sua domanda di prolungamento 

(cfr. per il presupposto dell'interesse tutelabile al rilascio di una decisione 

DTF 146 V 38 consid. 4.1 segg.; cfr. per analogia anche l'art. 26 cpv. 1 

lett. b LGA [benché non direttamente applicabile per le autorità regionali 

giusta l'art. 2 LGA] e l'art. 25 della Legge federale sulla procedura 

amministrativa [PA; RS 172.021]). L'interesse degno di protezione 

consiste nell'interesse pratico del ricorrente all'ammissione delle proprie 

richieste, dimodoché la sua situazione fattuale e giuridica sia direttamente 

modificata (cfr. DTF 141 II 307 consid. 6.2). Si tratta dello stesso interesse 

da verificare nel quadro della legittimazione al ricorso. Se non è data la 

legittimazione al ricorso, non è dunque nemmeno dato un diritto 

all'emanazione di una decisione e viceversa, per cui può essere fatto un 

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solo esame dell'interesse degno di protezione nell'ambito della 

legittimazione al ricorso. Giusta l'art 50 LGA è legittimato ad inoltrare 

ricorso chiunque sia interessato dalla decisione impugnata e abbia un 

interesse tutelabile all'abrogazione o alla modifica della decisione o 

chiunque vi sia autorizzato in base ad una prescrizione speciale. 

L'interesse pratico, come detto, può essere di fatto o di diritto. La prassi di 

questo Tribunale invocata dalla convenuta a fondamento della mancanza 

di legittimazione al ricorso del ricorrente necessita in questo senso una 

correzione. Detta prassi si rifà alla giurisprudenza del Tribunale federale 

in DTF 120 Ia 110 (cfr. PTA 2008 n. 29 consid. 1b; cfr. anche STF 

2P.25/2007 consid. 1). Lì si negava la legittimazione al ricorso in materia 

di diritto pubblico sotto il diritto anteriore, siccome secondo la 

giurisprudenza era richiesto un interesse legittimo e per l'appello al divieto 

d'arbitrio (allora non invocabile separatamente) serviva una base legale 

concedente un diritto. In tal caso non vi era una norma materiale che 

prescrivesse delle condizioni a una tempestiva disdetta di un rapporto di 

diritto pubblico e che potesse dunque fare oggetto di applicazione abusiva. 

Ne conseguiva che, allorché il diritto cantonale non concedesse un diritto 

a riassunzione, un impiegato statale non era legittimato a presentare 

ricorso contro una decisione di non riassumerlo. Ma a differenza di questa 

giurisprudenza, per la legittimazione al ricorso davanti al Tribunale 

amministrativo basta un interesse tutelabile, che può anche solo essere 

fattuale. Per inciso, in materia di diritto pubblico anche dinanzi al Tribunale 

federale ora è sufficiente un interesse tutelabile (o degno di protezione), 

mentre l'interesse legittimo è richiesto soltanto nel ricorso sussidiario in 

materia costituzionale. Non vi è dunque alcuna ragione per subordinare la 

legittimazione al ricorso giudiziario dinanzi al Tribunale amministrativo 

all'esistenza o meno di una norma costituente un diritto a riassunzione 

risp. rielezione, a maggior ragione se non viene sollevata solamente 

l'obiezione di arbitrarietà. Oltretutto, il divieto d'arbitrio ancorato nell'art. 9 

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Costituzione federale della Confederazione Svizzera (Cost.; RS 101) è ad 

oggi un diritto costituzionale a sé stante. A far stato è piuttosto l'interesse 

degno di protezione, che è un interesse pratico. L'interesse pratico del 

ricorrente consiste nel prolungamento del suo contratto ed è dunque dato. 

Se sussiste o meno un diritto al prolungamento di un impiego statale 

concluso è una questione materiale, che seppur chiara (vedasi al riguardo 

i considerandi più sotto), non influisce sulla legittimazione ricorsuale risp. 

sul diritto al rilascio di una formale decisione in tal senso. Ne consegue 

che il ricorrente aveva diritto all'emanazione di una decisione formale, 

contro cui egli è legittimato a ricorrere dinanzi a questo Tribunale. Alla 

convenuta, tuttavia, non può essere rimproverato di avervi rinunciato, 

siccome ha applicato la summenzionata prassi giudiziaria-amministrativa 

(corretta in questa sentenza). 

1.2.2. Visto quanto sopra, non bisogna chiarire se l'art. 66 cpv. 1 della Legge sul 

rapporto di lavoro dei collaboratori del Cantone dei Grigioni (Legge sul 

personale, LCPers; CSC 170.400) – secondo cui, se in caso di 

controversie risultanti dal rapporto di lavoro non si giunge a un'intesa, su 

richiesta l'autorità competente emana una decisione impugnabile – sia 

applicabile al caso di specie concernente una richiesta di rinnovo di un 

rapporto di lavoro regolarmente scaduto.

1.2.3. Sebbene la convenuta abbia rinunciato all'emanazione di una decisione 

formale, per ragioni di economia processuale non è opportuno rinviarle 

l'incarto, affinché rilasci una decisione formale. Lo scritto del 22 dicembre 

2020 può infatti essere trattato come una decisione di rito (di non entrata 

in materia sulla richiesta di prolungamento del ricorrente), impugnabile 

dinanzi a questo Tribunale. Tantomeno bisogna rinviarle la causa, affinché 

prenda una formale decisione di merito. Benché la convenuta in detto 

scritto non abbia dato seguito alla richiesta di emanazione di una decisione 

formale, detta "decisione" contiene una breve motivazione materiale (la 

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convenuta afferma che il rapporto di lavoro è regolarmente scaduto il 31 

dicembre 2020). Nella "decisione" impugnata la convenuta lascia quindi 

comunque sottintendere che, a suo parere, non vi è un diritto al 

prolungamento del contratto lavorativo. Inoltre, in sede ricorsuale la 

convenuta si è sufficientemente espressa sulla questione materiale 

principale (la domanda di prolungamento dell'impiego). Un rinvio della 

causa alla convenuta affinché emani una decisione di merito sarebbe 

pertanto un giro a vuoto. Vista la chiara posizione della convenuta circa la 

questione materiale, non va dunque accolta la sua argomentazione, 

secondo cui il ricorrente, con il presente ricorso, poteva solamente 

postulare l'obbligo alla convenuta di entrare nel merito della sua domanda. 

Il Tribunale entra pertanto nel merito del ricorso. 

2. Il ricorrente lamenta una violazione del diritto di essere sentiti. Stando al 

ricorrente, il diritto di essere sentiti e di accedere alla via giudiziaria 

sarebbero stati violati insanabilmente. La convenuta non avrebbe emanato 

una decisione formale motivata, in cui venissero forniti gli argomenti per la 

denegata proroga del rapporto in essere tra le parti. 

2.1. Il diritto di essere sentiti ancorato nell'art. 29 cpv. 2 della Costituzione 

federale della Confederazione Svizzera (Cost.; RS 101) concerne tutte 

quelle facoltà che vanno riconosciute al cittadino affinché possa far valere 

la sua posizione nella procedura (DTF 135 I 279 consid. 2.3 e 134 I 140 

consid. 5.3). Dal diritto di essere sentiti discende l'obbligo dell'autorità di 

motivare le proprie decisioni. Una decisione è sufficientemente motivata, 

allorquando la parte interessata è messa in condizione di rendersi conto 

della portata della decisione e di far uso con piena cognizione di causa dei 

rimedi legali a sua disposizione per impugnare la medesima dinanzi a 

un'istanza giudiziaria superiore. A tale scopo, è sufficiente che l'autorità 

menzioni, almeno brevemente, i motivi che l'hanno spinta a decidere in un 

senso piuttosto che in un altro. Essa non deve per contro pronunciarsi su 

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tutti gli argomenti sottopostile, ma può occuparsi delle sole circostanze 

rilevanti per il giudizio atte a influire sulla decisione di merito (DTF 139 IV 

179 consid. 2.2; STF 4A_248/2013 consid. 3). Il diritto di essere sentiti ha 

natura formale, e la sua violazione implica, di principio, l'annullamento 

della decisione impugnata. Per giurisprudenza, una lesione del diritto di 

essere sentiti può essere tuttavia sanata qualora l'autorità di ricorso 

disponga dello stesso potere d'esame dell'istanza inferiore e l'interessato 

non subisca pregiudizio dalla concessione successiva del diritto negatogli 

(DTF 138 II 77 consid. 4; 137 I 195 consid. 2.2 seg. e 2.3.2; 135 I 279 

consid. 2.6.1). Una riparazione deve rimanere l'eccezione ed è 

fondamentalmente ammessa solo se la violazione dei diritti procedurali 

della parte lesa non è particolarmente grave. Tuttavia, una riparazione 

della violazione del diritto di essere sentiti può comunque giustificarsi 

anche in presenza di un vizio grave, qualora un rinvio costituirebbe una 

vana formalità e provocherebbe soltanto un prolungamento inutile della 

procedura, cosa che sarebbe incompatibile con l'interesse della parte 

toccata affinché la sua causa sia decisa entro un termine ragionevole (cfr. 

DTF 142 II 218 consid. 2.8.1).

2.2. Come visto sopra, nonostante la convenuta abbia rinunciato al rilascio di 

una decisione formale, il suo scritto del 22 dicembre 2020 contiene una 

breve motivazione. Pur volendo ammettere una lesione del diritto di essere 

sentiti per mancanza di motivazione in correlazione alla negazione del 

rilascio di una decisione formale impugnabile, sia notato che un'eventuale 

lesione in tal senso verrebbe comunque sanata in questa sede, in cui la 

convenuta ha approfondito i propri argomenti a sostegno di un rifiuto di un 

diritto del ricorrente a un prolungamento del rapporto lavorativo. Sotto il 

profilo del diritto di essere sentiti in senso stretto, si osserva inoltre che, 

precedentemente al rilascio della decisione impugnata, il 10 dicembre 

2020 il ricorrente ha potuto partecipare a un incontro con gli organi della 

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convenuta. Oltretutto, non vi è alcuna prova che la convenuta abbia negato 

la visione dei rispettivi atti al ricorrente. La censura della lesione del diritto 

di essere sentiti è pertanto infondata. Data la chiara infondatezza del 

ricorso di cui si dirà in seguito, un'eventuale lesione dell'obbligo di 

motivazione spettante alla convenuta non andrebbe comunque 

considerata nei costi e nelle ripetibili. 

3.1. Dal profilo formale, il ricorrente sostiene che il rifiuto della sua domanda di 

prolungamento del rapporto lavorativo (o meglio la decisione di non 

decidere formalmente su di essa, che, come menzionato sopra, viene 

trattata come una decisione di rito [di non entrata nel merito]), non poteva 

essere presa soltanto dal presidente e dal vicepresidente. 

3.2. La delibera (non notificata al ricorrente) di confermare la conclusione del 

rapporto di lavoro con lui è stata presa dal Comitato regionale, quale 

organo competente per la nomina del personale (cfr. art. 13 cifra 4 Statuto 

Regione B._____), come comprovato dal protocollo della rispettiva seduta 

del 17 dicembre 2020 (doc. 9 convenuta). Questa censura del ricorrente 

non può dunque essere accolta.

4.1. Sotto il profilo materiale, va sottolineato che un contratto a tempo 

determinato termina senza disdetta alla scadenza della durata stabilita 

(cfr. STF 8C_166/2011 consid. 5, 8C_263/2011 consid. 6). Siccome nel 

caso di specie il contratto di lavoro era a tempo determinato dal 1. gennaio 

2020 al 31 dicembre 2020, il rapporto di lavoro con il ricorrente si è 

concluso il 31 dicembre 2020. Né il diritto cantonale o lo Statuto regionale 

né il contratto stesso pongono condizioni al congedo alla scadenza del 

contratto. Di conseguenza, non vi è chiaramente nessun diritto del 

ricorrente a una riassunzione risp. al prolungamento di detto contratto (cfr. 

per analogia nel quadro della legittimazione per il ricorso in materia di 

diritto pubblico sotto il diritto anteriore: DTF 120 Ia 110; PTA 2008 n. 29 

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consid. 2). Inoltre, il ricorrente non ha contestato la decisione di 

assunzione del nuovo manager regionale (e quindi di non riassumere il 

ricorrente risp. di non assumerlo a tempo indeterminato). La domanda di 

prolungamento poteva dunque essere posta, ma la decisione di un 

prolungamento risp. di una riassunzione – diversamente da una disdetta 

di un rapporto lavorativo di diritto pubblico, che deve soprattutto rispettare 

il divieto d'arbitrio – è a totale discrezione della convenuta.

4.2. Il ricorrente sostiene che la convenuta ha manifestato la volontà di 

continuare il rapporto d'impiego. Ciò sarebbe dimostrato dall'indicazione 

della durata di 14 mesi (e non 12) nell'annesso al contratto denominato 

"Operatore economico: proposta progetti 2019-2020 (impiego per 14 mesi 

al 60 %)". In più, già durante il colloquio di accettazione dell'incarico la 

convenuta gli avrebbe preannunciato il prosieguo del rapporto di lavoro. 

Secondo il ricorrente, sarebbe prassi abituale dei pubblici uffici consolidare 

una posizione già aperta (e in questo caso occupata da ben un anno). 

Tanto più che si sarebbero fornite rassicurazioni in tal senso. Anche 

durante l'intero anno di servizio la convenuta avrebbe esplicitato 

verbalmente l'intenzione di confermare la sua posizione. La convenuta 

smentisce di aver promesso un prolungamento e sostiene che il rispettivo 

documento annesso al contratto è stato redatto nell'ambito delle trattative 

per ottenere il mandato di prestazione dal Cantone dei Grigioni e ciò prima 

di sapere chi sarebbe stato assunto. L'opinione della convenuta va 

condivisa. Il rispettivo annesso al contratto con le proposte dei progetti 

2019-2020 e con specifica di impiego per 14 mesi al 60 % è datato 4 

ottobre 2019, per cui non è escluso che in quel momento si presupponesse 

che l'operatore economico regionale venisse impiegato già a partire da 

novembre 2019 (detto annesso concerne infatti una proposta per i progetti 

del 2019 e 2020). Ad ogni modo, il ricorrente non può certo dedurre un 

diritto a un prolungamento da questa formulazione nell'annesso, ancor 

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meno per la durata di sei mesi. Inoltre, le asserite rassicurazioni sul 

prolungamento da parte della convenuta non sono comprovate. 

4.3. Le ulteriori obiezioni del ricorrente vanno respinte integralmente, come si 

vedrà qui di seguito. Il fatto che sarebbe stato egli stesso a proporre il 

concorso pubblico per il posto a tempo indeterminato non è comprovato; 

e anche se lo fosse, sarebbe irrilevante ai fini di giudizio. Inconferenti in 

questa sede sono inoltre le allegazioni riguardo alle lacune dirigenziali in 

seno alla convenuta. Il ricorrente asserisce poi che l'agire della convenuta 

sarebbe soggettivo e in mala fede, e ciò a discapito della comunità. Il 

neoeletto operatore sarebbe imparentato o presenterebbe affinità con il 

personale già alle dipendenze della convenuta. Queste accuse di 

nepotismo non sono pertinenti in questa sede e andavano semmai 

sollevate contro la decisione di assunzione del nuovo operatore 

economico regionale e/o potrebbero costituire oggetto di ricorso di 

vigilanza. Il ricorrente è infine dell'avviso che un prolungamento del 

rapporto di lavoro di almeno sei mesi sia necessario e nell'interesse 

pubblico per l'avanzamento dei progetti da lui avviati. Negando un 

prolungamento, la convenuta avrebbe disatteso il proprio compito 

istituzionale. Al riguardo il Tribunale si limita a osservare che la scelta di 

non accompagnare e introdurre il nuovo operatore economico regionale 

sottostà all'apprezzamento della convenuta. La convenuta ha precisato 

che il nuovo operatore economico regionale è entrato in carica con effetto 

a partire dal 1. marzo 2021, senza intoppi per i progetti regionali. Questa 

esposizione non può essere contestata dal Tribunale. Visto quanto 

considerato, non può nemmeno essere accolta l'accusa di arbitrio. Infine, 

l'accusa di mobbing non è sostanziata e peraltro in contraddizione con la 

richiesta di prolungamento d'impiego, per cui non è ricevibile. 

5. La richiesta sussidiaria di risarcimento di CHF 30'550.00 (corrispondenti a 

sei mensilità compresa la quota parte della tredicesima mensilità) oltre 

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interessi al 5 % dal 1. gennaio 2021 e accessori va ricevuta come pretesa 

in una controversia derivante da contratto di diritto pubblico nell'ambito di 

un'azione giudiziaria in base all'art. 63 cpv. 1 lett. b LGA. Il ricorrente non 

ha specificato su quale titolo si fondi questa pretesa, tantomeno ha 

sostanziato le ragioni giustificanti un indennizzo pecuniario. In più, in base 

alle conclusioni di cui sopra, non vi è stata alcuna violazione dei diritti 

giuridico-lavorativi del ricorrente. Tale richiesta non è pertanto ricevibile. 

6. Posto questo esito della vertenza su giudizio in base agli atti, in una 

valutazione anticipata delle prove non occorre dare seguito alle richieste 

probatorie del ricorrente.

7. In conclusione, il ricorso si rivela infondato e l'azione giudiziaria irricevibile. 

8. Giusta l'art. 73 cpv. 1 LGA nella procedura di ricorso e nella procedura 

d'azione la parte soccombente deve di regola assumersi le spese. Un 

discostamento da questa regola non si giustifica in questo caso, nemmeno 

riguardo all'azione giudiziaria, poiché il valore litigioso supera il rispettivo 

valore soglia di CHF 30'000.00 giusta l'art. 114 lett. c CPC applicato 

secondo prassi di questo Tribunale nelle controversie sul personale (cfr. 

STA U 18 13 consid. 5.1 con rinvio). Le spese processuali composte da 

una tassa di Stato fissata a CHF 3'000.00 oltre a spese di cancelleria sono 

quindi accollate al ricorrente. Alla convenuta non sono assegnate ripetibili 

giusta la regola all'art. 78 cpv. 2 LGA. Per inciso, si noti che il ricorso e 

l'azione in oggetto sfiorano la temerarietà sanzionabile secondo l'art. 18 

LGA. Benché la convenuta, a ben vedere (ma non per errore suo), avrebbe 

dovuto emanare una decisione formale, non occorreva l'intervento di 

questo Tribunale per stabilire che non esiste un diritto all'accoglimento di 

una richiesta di prolungamento di un impiego (statale) regolarmente 

concluso alla scadenza di un contratto di durata determinata.

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III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto e l'azione giudiziaria è irricevibile. 

2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

- una tassa di Stato di CHF 3'000.00

- e le spese di cancelleria di CHF 284.00

totale CHF 3'284.00

Tali spese sono poste a carico di A._____. 

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]