# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c7de963b-b9bb-51da-ab67-eb5dfe36b2ab
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-02-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 01.02.2021 32.2020.120
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2020-120_2021-02-01.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  32.2020.120

   

  BS

  	
  Lugano

  1° febbraio 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 23 settembre 2020 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 4 settembre 2020 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                               1.1.   RI 1, classe 1966, nel mese
di febbraio 2013 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti (doc.
3 inc. AI).

 

                                         Eseguiti i necessari
accertamenti medici ed economici, tra cui una perizia pluridisciplinare a cura
del __________ del 3 novembre 2014, con decisione del 23 aprile 2015, debitamente
preavvisata, l’Ufficio AI l’ha posta al beneficio di un quarto di rendita (per
un grado d’invalidità del 45%) dal 1° novembre 2014 (doc. 68 e 73 inc. AI). 

 

                                         Il quarto di rendita è
stato in seguito confermato con decisione 20 febbraio 2017 (doc. 98 inc. AI),
preavvisata il 18 novembre 2016 (doc. 94 inc. AI). La decisione è cresciuta in
giudicato.

 

                               1.2.   Nel giugno 2020 l’assicurata
ha presentato una domanda di revisione (doc. 101 inc. AI).

 

                                         Non avendo prodotto alcuna
documentazione medica, in data 4 giugno 2020 l’Ufficio AI ha preavvisato la non
entrata nel merito della domanda di revisione (doc. 102 inc. AI). 

 

                                         Con scritto 26 giugno 2020
l’avv. RA 1, in nome e per conto dell’assicurata, ha chiesto di sospendere la
procedura dovendo raccogliere la documentazione medica (doc. 105 inc. AI). Dopo
avergli accordato un termine fino al 31 luglio 2020 per l’inoltro di
documentazione (doc. 106 inc. AI), poi prorogato un’ultima volta sino al 31 agosto
2020 (doc. 108 inc. AI), costatato di non aver ricevuto alcunché con decisione
4 settembre 2020 l’amministrazione ha confermato la non entrata in materia
(doc. 109 inc. AI). 

 

                               1.3.   Contro la succitata decisione
l’assicurata, sempre rappresentata dall’avv. RA 1, è tempestivamente insorta
chiedendone l’annullamento e l’accoglimento della domanda di revisione con
conseguente riconoscimento “al più tardi” dal 3 giugno 2020 del diritto
ad una rendita intera per un grado del 100%. In allegato al ricorso
l’assicurata ha prodotto numerosa documentazione medica, rilevando come non sia
stato possibile produrla entro i termini fissati dall’amministrazione poiché si
riferivano ad un periodo estivo, periodo non facile per raccogliere i referti necessari
per avere un quadro completo di quasi 10 anni dall’insorgenza del danno alla
salute.  

                                         Con riferimento a quanto
prodotto, in particolare al rapporto 21 agosto 2020 del dr. med. __________
dell’Ospedale __________, l’assicurata ritiene come sia necessario procedere ad
un’indagine medica approfondita. 

                                         L’insorgente ha inoltre
chiesto di essere posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito
patrocinio.

 

                               1.4.   Con la risposta di causa
l’Ufficio AI ha chiesto di respingere il ricorso. Dopo aver fatto esaminare da
parte del SMR gli atti allegati al ricorso, il cui dr. med. __________ con
annotazioni 4 giugno 2020 ha concluso di non aver rilevato nuove ed oggettive
patologie, l’amministrazione ha confermato la decisione di non entrata in
materia non avendo l’assicurata reso plausibile una modifica del suo stato di
salute. 

 

                               1.5.   In data 27 novembre 2020 il
patrocinatore dell’assicurata ha inoltrato delle osservazioni alla risposta di
causa.

                                         Su richiesta del TCA, il 2
dicembre 2020 l’Ufficio AI ha preso posizione in merito a quanto osservato
dalla ricorrente. 

 

considerato                    in diritto

 

                               2.1.   Oggetto del ricorso è la
questione a sapere se a ragione l'Ufficio AI non è entrato nel merito della nuova
domanda di prestazioni presentata nel giugno 2020.

                                         Infatti, se
l'assicurato interpone ricorso contro la decisione di non entrata in materia,
il giudice esamina solo se a buon diritto l'amministrazione ha rifiutato di
entrare in materia. Se invece – ciò che non corrisponde al caso in esame – essa
ha accettato di esaminare la nuova richiesta, il giudice non si pronuncia sulla
questione dell'entrata in materia, ma esamina materialmente se la modifica
delle circostanze resa attendibile dall'assicurato è effettivamente avvenuta
(SVR 2002 IV Nr. 10 consid. 1b; DTF 116 V 265 consid. 2a;
RCC 1991 p. 269 consid. 1a).

 

                                         Non si
tratta, come sostenuto dall’insorgente nelle osservazioni (replica) 27 novembre
2020, di esaminare se sono dati i presupposti per una revisione (processuale)
ex art. 53 cpv.1 LPGA, ossia, per quanto è dato di capire, se considerare il
rapporto del dr. Renard quale fatto nuovo o mezzo di prova nuovo ai sensi del
dispositivo citato.

 

                               2.2.   Giusta l’art.
87 cpv. 2 OAI se è fatta domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare
che il grado d'invalidità o di grande invalidità o il bisogno di assistenza o
di aiuto dovuto all'invalidità è cambiato in misura rilevante per il diritto
alle prestazioni. Qualora la rendita, l'assegno per grandi invalidi o il
contributo per l'assistenza siano stati negati perché il grado d'invalidità era
insufficiente, perché non è stata riconosciuta una grande invalidità o perché
il bisogno di aiuto era troppo esiguo per avere diritto al contributo per
l'assistenza, una nuova richiesta è riesaminata soltanto se sono soddisfatte le
condizioni previste nel capoverso 2 (art. 87 cpv. 3 OAI).

                                         Se una richiesta di
prestazioni è stata rifiutata, una nuova domanda potrà essere esaminata nel
merito solo se l'assicurato rende verosimile una modifica rilevante della
situazione di fatto tale da influire sul diritto a prestazioni (DTF 109 V 119
consid. 3a; Kieser, Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, 1999, n. 1006 p. 185; DTF 109 V 262 consid. 3, 109 V
108 consid. 3a). Scopo di questo requisito è impedire che l'amministrazione
debba costantemente chinarsi su domande identiche e non motivate, quando la
prestazione in causa è già stata rifiutata da una precedente decisione
cresciuta in giudicato (STF 8C_716/2011 del 5 gennaio 2012; DTF 130 V 68
consid. 5.2.3, 117 V 198 consid. 4b con riferimenti). Se tale condizione non è
soddisfatta l'amministrazione non entra nel merito della domanda emanando una
decisione in tal senso; se per contro è resa verosimile una rilevante modifica
suscettibile di influenzare il diritto alla rendita l'amministrazione è
obbligata ad entrare nel merito della richiesta (DTF 130 V 64 consid. 3, 117 V 198 consid. 4b, 109 V 108 consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10;
Müller, Die materiellen Voraussetzungen der Rentenrevision in der
Invalidenversicherung, 2003, pp. 84ss). La costante
giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non
solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso
sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto
invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un
cambiamento importante (STF non pubbl. del 28 giugno 1994
 in re P. P. p. 4; RCC 1989 p. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109
V 116 consid. 3 b, 105 V 30). Affinché sia possibile la revisione è dunque
necessario che le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano
subito una modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno. Una revisione
della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla pronuncia della
decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non basta
invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia giudicata in
modo diverso (RCC 1987 p. 38 consid. 1a, 1985 p. 336; STF del 29 aprile 1991
nella causa G.C., consid. 4).

                                         In DTF 130 V 64, il TF ha
precisato che nel caso in cui l'assicurato non ha reso verosimile un rilevante
cambiamento, il principio inquisitorio, secondo cui i fatti
rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice, non
risulta applicabile. Solo se nella nuova domanda di rendita l'assicurato non rende
verosimile la rilevante mutazione, facendo tuttavia riferimento a mezzi di
prova, segnatamente rapporti medici, non ancora prodotti o da richiedere
dall'amministrazione, quest'ultima deve impartire all'interessato un termine
per produrre il mezzo di prova in questione con l'avvertenza che in caso
contrario non entrerà nel merito della domanda (cfr. consid. 5.2.5).

                                         Va ancora
rilevato che per quanto concerne gli art. 87 cpv. 2 e 3 OAI, è
sufficiente rendere verosimile un rilevante cambiamento. Non è necessario
portare la prova piena per convincere l'amministrazione che è subentrato un
rilevante cambiamento rispetto all'ultima decisione cresciuta in giudicato. È
sufficiente che in tal senso vi siano indizi per una simile modifica, anche se
permane la possibilità che un'analisi approfondita dimostri che questo
cambiamento in realtà non è subentrato (STF 9C_662/2014 del 23 aprile 2015
consid. 4.2; 8C_716/2011 del 5 gennaio 2012 consid. 2.2 e 2.3; 9C_688/2007
del 22 gennaio 2008; SVR 2002 IV Nr. 10 consid 1c/aa). 

 

                               2.3.   Con sentenza
8C_457/2012 del 9 luglio 2012 (ribadita nella STF 8C_901/2013 del 27 febbraio
2014 consid. 2) il Tribunale federale ha confermato che, nell'ambito di una
nuova domanda di prestazioni, l'assicurato già nella nuova richiesta deve rendere
verosimile che il grado d'invalidità si è modificato in misura rilevante per il
diritto alle prestazioni (o deve perlomeno fare riferimento a mezzi di prova,
segnatamente rapporti medici, non ancora prodotti o da richiedere
dall'amministrazione atti a rendere verosimile l'asserita modifica. In questo
secondo caso – come accennato – l'amministrazione deve impartire
all'interessato un termine per produrre il mezzo di prova in questione con
l'avvertenza che in caso contrario non entrerà nel merito della domanda; DTF
130 V 69 consid. 5.2). Atti prodotti in sede di ricorso sono invece, di
massima, tardivi e da considerare nell'ambito di una nuova domanda (cfr.
consid. 3.2).

 

                               2.4.   Con il ricorso l’assicurata
ha prodotto numerosa documentazione, che è stata esaminata dal SMR con
annotazioni 5 ottobre 2020:

 

" (…) Si
conferma che tutta la globale documentazione medica non giustifica un
cambiamento dello stato di salute dell’A. rispetto alle rispettive valutazioni

A riprova di ciò vi è il rapporto del viceprimario di urologia
dell'__________ Dr. med. __________ del 21.08.2020 che cita:

 

"Nel 2012 in seguito a nuovo episodio di erosione la
paziente si è vista asportare questo nastro TVT per finalmente riposizionarne
uno nuovo nel 2013 in seguito alla recidiva dell'incontinenza da sforzo.

La paziente da allora presenta dei dolori importanti con una
sindrome del dolore uretrale. vulvodinia, disuria, pollachiuria, urgenza,
nicturia ed occasionale incontinenza."

 

Tutti i disturbi appena citati sono già stati ampiamente
constatati e valutati dalle perizie specialistiche __________ del 03.11.2014;
rispettivamente sia dalla valutazione urologica del Dr. med. __________ del
07.08.2014 dove citava:

 

Vulvodinia e pollachiuria diurna persistente in stato dopo
plurime operazioni per incontinenza urinaria da sforzo

-   Stato dopo TVTO (tension free vaginal tape obturator),
06.2011

-   Stato dopo
revisione e colporaffia anteriore, 06.2012 per dolori vulvari e perineali
postoperatori

-   Stato dopo
rimozione parziale del nastro sub-uretrale 12.2012 per dolori persistenti

-   Stato dopo
TVT retro-pubico 04.2013 con ristabilimento della continenza urinaria

 

e sia dalla valutazione ginecologica della Dr.ssa med. __________
del 29.09.2014 che descriveva:

 

Algie vaginali diffuse allegate dalla paziente alla palpazione
delle pareti vaginali, senza correlato clinico e radiologico (MRI pelvi
5.6.2013)

 

Per cui si conferma sia il rapporto medico SMR del 05.11.2014 e
sia l'annotazione del medico del 03.10.2016.” (Doc. IV/1)

 

                                         Va qui ricordato che nella
perizia 3 novembre 2014 del __________, posta alla base della decisione del 23
aprile 2015, l’unica patologia invalidante riscontrata riguarda la sindrome
depressiva di media qualità, (ICD-10 F32.1) e la sindrome somatoforme da dolore
persistente (IDC-10 F 45.4) causante un’inabilità lavorativa del 45% in tutte
le attività con decorrenza dal novembre 2013 (cfr. punto no. 9 della perizia __________,
pagg. 172 e 173 inc. AI).

 

                                         Sulla scorta del succitato
parere SMR, con la risposta di causa l’Ufficio AI ha concluso che la ricorrente
non ha reso plausibile una rilevante riduzione della sua capacità lavorativa,
confermando pertanto la correttezza della non entrata nel merito della domanda
di revisione. 

 

                                         Riguardo al rapporto 21
agosto 2020 (doc. C1) del dr. med. __________, rettamente il medico SMR ha rilevato
come la presenza dal 2013 della recidiva dei dolori del sistema urinario
riportati nel succitato referti sia stata già riscontrata nel 2013 nell’ambito
della perizia urologica 7 agosto 2014 del dr. med. __________.

                                         Anche la valutazione
neurologica all’Ospedale di __________ (cfr. rapporto 2 ottobre 2013 in doc.
D16) –  citata nel rapporto del dr. __________ – in cui è stata posta la
diagnosi di “sypathetically mediated pain vulvodynie” è stata tenuta in
considerazione dai periti __________ (cfr. pag. 161 inc. AI).

                                         Orbene, il dr. __________
ha attestato “dolori importanti con una sindrome del dolore uretrale,
vulvodinia, disuria, pollochiuria, urgenza, nicturia ed occasionale
incontinenza” che erano già presenti e valutati nell’ambito della perizia __________.
In particolare nel rapporto 12 agosto 2014 l’urologo dr. med. __________, poste
le diagnosi di cui sopra, aveva riferito di “dolori in sede uretro-vaginale
e perineale con disturbi caratterizzati da pollachiuria diurna. Stranamente
nessuna nicturia”. Siccome non aveva costatato un disturbo funzionale delle
vie urinarie basse, in particolare non aveva riscontrato un’incontinenza urinaria,
lo specialista aveva concluso che “non c’è una limitazione della capacità
lavorativa nel senso strettamente urologico”. Tuttavia, come detto sopra,
rispetto alla perizia urologica il dr. med. __________ ha riferito di “occasionale
incontinenza” e nicturia. Al riguardo, nel rapporto 8 giugno 2020 concernente
una visita uro-ginecologica il dr. med. __________, attivo presso l’Ospedale __________,
definisce che “si tratta di un caso piuttosto complesso di questa paziente
perimenopausale che lamenta di dolori perineali invalidanti con disuria e
incontinenza urinaria da urgenza.” Riferisce che la paziente “soffre di
una evidente pollachiuria ed il movimento le causa forti dolori in sede
perineale che la spingono poi ad una urgenza immediata e perdita di urina. La
condizione è per la paziente molto invalidante” (doc. C5). Quindi, rispetto
a quando il dr. med. __________ aveva accertato che “l’incontinenza è stata
ristabilita”, la situazione, come visto, è cambiata. Inoltre, il dr. __________
riferisce di nicturia che il perito non aveva riscontrato. Ritenuto come la
problematica dell’incontinenza urinaria potrebbe essere legata ad una
limitazione della capacità lavorativa urologica, a mente dello scrivente
Tribunale tale aspetto merita di essere approfondito. 

 

                                         Dal punto di vista
ginecologico, con rapporto 29 settembre 2014 la dr.ssa __________ aveva
riferito “di algie vaginali diffuse allegate dalla paziente alle pareti
vaginali, senza correlato clinico e radiologico” ed aveva concluso che “non
vi sono indizi che possano giustificare una incapacità lavorativa” (pag.
179 inc. AI). A tal riguardo il SMR ritiene che la nuova documentazione
specialistica prodotta non permette di individuare una modifica della
situazione riscontrata nel 2014. Questo solo in parte e  ciò vale per il succitato
rapporto del dr. med. __________ che, come visto, fa riferimento alla
problematica uro-ginecologica. Diversa è invece la situazione risultante dal referto
del 22 febbraio 2020 della dr.ssa med. __________ del Servizio di ginecologia e
ostetricia. In quel rapporto la specialista riferisce che la paziente “lamenta
sintomi di prolasso con sensazione di corpo strano vaginale”, propone
un intervento “un ri-intervento chirurgico con colporaffia anteriore +/-
isterectomia vaginale con alternativa di un trattamento conservativo con fisioterapia
pelvica” (sottolineatura del redattore; doc. D15). Non si tratta pertanto di
sintomi senza una relazione oggettiva, come era il caso delle algie vaginali
accertate dalla dr.ssa med. __________.

 

                                         Da ultimo, riguardo alla
patologia psichiatrica accertata nell’ambito della perizia __________ (cfr.
rapporto 6 settembre 2014 della dr.ssa __________, pagg. 185ss inc. AI),
causante – come visto – un’incapacità lavorativa del 45%, va fatto presente che
l’assicurata non ha prodotto documentazione che attesti un peggioramento. Non
può di certo essere considerato tale il certificato medico 7 agosto 2020 dello
psichiatra curante attestante un’incapacità al 100% per solo un mese (doc. C3).

 

                                         In
conclusione, secondo questa Corte, contrariamente a quanto sostenuto
dall’Ufficio AI, dai rapporti 20 agosto 2020 del dr. __________, 8 giugno 2020
del dr. Pasqualetti e 22 febbraio 2020 della dr.ssa med. __________ si può
desumere un peggioramento stato di salute dell’assicurata con ripercussione
sulla capacità lavorativa suscettibile di integrare gli estremi per una entrata
in materia sulla domanda di revisione. Essendo stati tuttavia prodotti
successivamente alla decisione contestata (4 settembre 2020) – quindi non
durante la procedura amministrativa – sono da considerare tardivi ai sensi
della giurisprudenza riportata al consid. 2.3. 

                                         L’assicurata
sostiene che non poteva produrre la necessaria documentazione entro i termini stabiliti
dall’Ufficio AI poiché coprivano il periodo estivo durante il quale non era
facile raccogliere i rapporti riguardanti un lasso temporale di quasi 10 anni. Al
riguardo va fatto presente che i succitati tre rapporti, rispettivamente del 20
agosto, 8 giugno e 22 febbraio 2020, avrebbero potuto essere prodotti entro la
scadenza dell’ultimo termine assegnato dall’amministrazione e scaduto (dopo
concessione di proroga) il 31 agosto 2020 (cfr. doc. 108 inc. AI). 

                                      

                                         Da ultimo, i succitati tre
rapporti prodotti in sede giudiziaria vanno trasmessi all’Ufficio AI affinché li
tratti alla stregua di una domanda di revisione e renda nel merito, dopo aver
proceduto ai necessari accertamenti, una decisione. 

 

                               2.5.   Giusta l'art. 69 cpv. 1bis LAI,
la procedura di ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al
rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è
soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra 200.- e 1'000.-
franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore
litigioso.

 

                                         Visto l’esito della
vertenza, le spese per fr. 500.- sono poste a carico della ricorrente, la quale
ha chiesto di essere posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria con
gratuito patrocinio.

 

                               2.6.   Ai
sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve
essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo
giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. L'art. 28
cpv. 2 Lptca stabilisce che la disciplina della difesa d'ufficio e del gratuito
patrocinio è retta dalla Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio
d’ufficio [LAG], nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2011.

 

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in
principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato
è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b).

                                         Per
valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la
giurisprudenza, si tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al di sopra
del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13
pag. 48 consid. 7b, pag. 48 consid. 7c). Al minimo esecutivo va, infatti,
aggiunto un supplemento al massimo del 15-25% (cfr. STFA U 102/04 del 20
settembre 2004).

 

                                         Nella
presente fattispecie non risulta soddisfatto il requisito della probabilità di
esito favorevole, non avendo l’assicurata prodotto durante la procedura
amministrativa alcuna documentazione che rendesse verosimile una rilevante
modifica della situazione valetudinaria (cfr. consid. 2.4 in fine). 

 

                                         In
simili condizioni, risultando superfluo esaminare gli altri presupposti, l'istanza
di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio dev’essere respinta.

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                         § Gli atti sono trasmessi
all’Ufficio AI affinché proceda nelle proprie incombenze ai sensi del consid.
2.4.

 

                                   2.   L’istanza per l’ottenimento
dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio è respinta.

 

                                   3.   Le spese di fr. 500.- sono
poste a carico della ricorrente. 

 

                                   4.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti