# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2a26eea2-b91f-5c8c-8cb8-deb76bfc4f8c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-10-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.10.2009 30.2009.24
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2009-24_2009-10-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2009.24

   

  TB/lb

  	
  Lugano

  27 ottobre
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 agosto 2009 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 7 luglio
  2009 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1  
  

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                                  A.   RI
1, 1953, nel 2004 ha conseguito un reddito da attività lucrativa dipendente
principale ed accessoria, come pure un reddito da attività indipendente
accessoria (doc. 4).

Di conseguenza, il 6
maggio 2009 (doc. 9) la Cassa CO 1 ha comunicato all'assicurato di averlo affiliato nella categoria degli indipendenti
dal 1° gennaio 2004 ed il 15 maggio 2009 (doc. 6) egli si è opposto a questa
affiliazione.

 

                                  B.   Il
22 maggio 2009 (doc. D) la Cassa di compensazione ha emanato una decisione
definitiva di fissazione dei contributi AVS/AI/ IPG per l'anno di contribuzione 2004, ritenendo un
reddito aziendale di Fr. 2'200.-
e fissando in Fr. 433,50 il contributo.

                                  C.   L'assicurato si è opposto anche a questa
decisione (doc. E) ed il 7 luglio 2009 (doc. A) la Cassa di compensazione ha
emesso una decisione su opposizione che conferma il provvedimento, poiché il
contributo come indipendente per l'anno 2004 va calcolato sul reddito conseguito quell'anno e la notifica di tassazione IC 2004,
vincolante, indica un reddito accessorio di Fr. 2'200.-, che quindi non sfugge all'obbligo di contribuzione dell'art. 19 OAVS. Infatti, fino ad un reddito aziendale di Fr. 8'400.- il contributo minimo legale è di Fr.
425.-, a cui vanno aggiunte le spese amministrative del 2% (art. 157 OAVS), per
ottenere Fr. 433,50. L'amministrazione
ha poi evidenziato sia che è ininfluente che l'opponente paghi già la sua quota di contributi quale dipendente, sia
che la decisione presa è costituzionale.

 

                                  D.   Con
ricorso del 7 agosto 2009 (doc. I) RI 1 ha contestato di dovere dei contributi
per la sua attività accessoria indipendente. Quanto al reddito aziendale di Fr.
2'200.-, in realtà esso è lordo,
non avendo fiscalmente indicato le deduzioni possibili poiché si è accontentato
di fare valere la deduzione forfetaria, senza pensare che vi fosse una
relazione con i contributi AVS. Pertanto, per il suo reddito da indipendente
conseguito dando lezioni private occorre applicare la deduzione forfetaria del
10% del reddito per spese generali che la Cassa applica di regola. Il ricorrente
ha poi invocato l'incostituzionalità
dell'art. 8 cpv. 2 LAVS e dell'art. 19 OAVS, sostenendo che fare pagare il
contributo minimo a chi ha un reddito appena superiore alla quota esente di Fr.
2'000.- comporta un tasso di
imposizione del 18,5%, mentre per gli indipendenti che hanno un reddito
aziendale superiore al limite di Fr. 7'700.- è soltanto del 4,2%. Lamenta quindi una disparità di trattamento
nonché una violazione del principio della proporzionalità della misura, non
essendo giustificata, sia a livello costituzionale, sia come previsto dalla
CEDU (art. 14).

 

                                  E.   Nella
risposta del 20 agosto 2009 (doc. III) la Cassa di compensazione si è riconfermata
nella decisione impugnata, respingendo la censura circa la deduzione forfetaria
del 10% per spese.

 

Il 31 agosto 2009
(doc. V) il ricorrente ha osservato che l'autorità fiscale non l'ha informato – mediante le istruzioni allegate alla dichiarazione d'imposta - che il reddito da attività
accessoria debba essere indicato al netto delle spese e che tale reddito è soggetto
ad un'affiliazione come
indipendente ed al pagamento dei relativi contributi.

 

La Cassa si è
riconfermata nelle proprie allegazioni (doc. VII).

considerato                    in
diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria (STF H 180/06
del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003).

 

 

nel merito

 

                                   2.   Il
 TCA deve esaminare se, correttamente, la Cassa di compensazione ha fissato in
Fr. 433,50 i contributi dovuti dal ricorrente per l'attività indipendente svolta a titolo accessorio. L'iniziale contestazione riguardante il
principio stesso di averlo affiliato nella categoria degli indipendenti per le
lezioni private date è stata invece superata dagli eventi, avendo nel frattempo
l'amministrazione emanato la
decisione definitiva di fissazione dei contributi per il 2004, che costituisce
dunque l'unica questione da valutare.

 

                                   3.   Sono
assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione
per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che sono domiciliate in
Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).

A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli
assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano
un'attività lucrativa.

In applicazione dell'art. 4 cpv. 1
LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono
calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa
dipendente e indipendente.

I contributi AVS degli assicurati esercitanti
un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi
reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1
LAVS). Il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito
deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie per conseguire il
reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).

 

                                   4.   I
contributi sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di
contribuzione si intende l'anno civile (art. 22 cpv. 1 OAVS).

I contributi sono
calcolati sul reddito conseguito effettivamente durante l'anno di contribuzione
e sul capitale proprio investito nell'azienda al 31 dicembre (art. 22 cpv. 2
OAVS).

Il reddito dell'anno
di contribuzione è stabilito secondo il risultato dell'esercizio commerciale
chiuso o degli esercizi commerciali chiusi in quell'anno (art. 22 cpv. 3 OAVS).

Se in un anno di
contribuzione non si è proceduto alla chiusura dei conti, il reddito
dell'esercizio commerciale va ripartito sugli anni di contribuzione conformemente
alla sua durata (art. 22 cpv. 4 OAVS).

Se l'esercizio
commerciale non corrisponde all'anno di contribuzione, è determinante il
capitale proprio investito nell'azienda alla fine dell'esercizio commerciale
(art. 22 cpv. 5 OAVS).

 

                                   5.   Le
autorità fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante per il calcolo
dei contributi in base alla tassazione dell'imposta federale diretta, passata
in giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in base alla
corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in giudicato e
adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS).

In difetto di una
tassazione dell'imposta federale diretta passata in giudicato, gli elementi
fiscali determinanti sono desunti dalla tassazione dell'imposta cantonale sul
reddito e, in mancanza di essa, dalla dichiarazione controllata d'imposta
federale diretta (art. 23 cpv. 2 OAVS).

Nei casi di tassazione
intermedia o di procedura per sottrazione d'imposta, i capoversi 1 e 2 sono applicabili
per analogia (art. 23 cpv. 3 OAVS).

Le indicazioni fornite
dalle autorità fiscali sono vincolanti per le casse di compensazione (art. 23
cpv. 4 OAVS).

Se le autorità fiscali
cantonali non possono comunicare il reddito, le casse di compensazione devono
valutare il reddito determinante per stabilire il contributo e il capitale
proprio investito nell'azienda fondandosi sui dati a loro disposizione. Gli assicurati
devono dare le indicazioni necessarie alle casse di compensazione e, se richiesto,
presentare i giustificativi (art. 23 cpv. 5 OAVS).

 

                                   6.   In
virtù dell'art. 8 cpv. 1 LAVS,
dal reddito di un'attività
lucrativa indipendente è prelevato un contributo del 7,8%. Per il calcolo del
contributo il reddito è arrotondato al multiplo di Fr. 100.- immediatamente
inferiore. Se il reddito è inferiore a Fr. 48'300.-, ma di almeno Fr. 7'800.- l'anno, il
tasso del contributo è ridotto fino al 4,2%, secondo una tavola scalare
stabilita dal Consiglio federale.

Per l'art. 8 cpv. 2 LAVS, se il reddito annuo di
un'attività lucrativa indipendente
è uguale o inferiore a Fr. 8'400.-,
deve essere pagato un contributo minimo di Fr. 353.- l'anno. Il Consiglio federale può disporre che i contributi dovuti su
redditi di poco conto provenienti da un'attività lucrativa indipendente esercitata a titolo accessorio siano
prelevati soltanto a richiesta dell'assicurato.

 

Facendo uso di questa
facoltà il Consiglio federale ha emanato l'art. 19 OAVS che, nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2007,
prevedeva che se il reddito proveniente da attività indipendenti esercitate a
titolo accessorio non supera Fr. 2'000.- per anno civile, il contributo è percepito soltanto a
richiesta dell'assicurato.

Dal 1° gennaio 2008 l'importo limite è stato portato a Fr. 2'200.-.

 

Per quanto concerne il
periodo di contribuzione oggetto del ricorso (2004), la rinuncia alla
riscossione dei contributi sulle rimunerazioni facenti parte del salario determinante
è possibile soltanto se sono il prodotto di un'attività accessoria, se
sono di poco conto e, se si tratta di un'attività dipendente, se il datore di
lavoro e il salariato consentono alla rinuncia dei contributi (Direttive edite
dall'UFAS sulla riscossione dei contributi (DRC), N. 2105 su rinvio del N. 2166
relativo agli indipendenti, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2006,
identica comunque a quelle vigenti nel periodo in questione).

Il guadagno accessorio
presuppone per definizione l'esistenza di un'attività lucrativa principale (N.
2106 DRC).

Non vi è dunque
guadagno accessorio se il reddito del lavoro proviene dall'esercizio di diverse attività lucrative
senza che l'una o l'altra possa essere considerata attività
principale, il guadagno proveniente da un'attività accessoria rappresenta una parte importante del reddito
totale dell'assicurato, oppure
se il guadagno accessorio è assegnato dal datore di lavoro che procura il guadagno
principale (N. 2108 DRC).

Per il N. 2109 DRC,
fino a prova del contrario, non sono considerati come accessori i proventi da
attività quale personale addetto alla pulizia e alla stiratura, ausiliari (in
particolare negli alberghi, caffè e ristoranti, nell'agricoltura e nel servizio
domestico), lavoratori a domicilio ed altre persone esercitanti un'attività analoga. Le rimunerazioni
assegnate a queste persone devono in ogni caso essere sottoposte al pagamento
dei contributi. Al contrario, l'attività svolta dalle casalinghe nell'accudire la propria economia domestica è parificata ad un'attività principale, per cui il guadagno
derivante da un'altra attività
lucrativa è considerato come accessorio (DTF 125 V 377, Pratique VSI 2000 pag.
46).

Il Tribunale federale
ha stabilito che le Direttive sulla riscossione dei contributi (DRC) in merito
alla rinuncia del prelievo dei contributi paritetici su guadagni accessori di
poca entità sono conformi alla legge ed al regolamento (DTF 113 V 246 consid.
4c).

 

Va infine rilevato che
con sentenza H 239/00 del 5 gennaio 2001, la Corte Federale ha fatto
riferimento all'esposizione delle norme (art. 5 cpv. 5 LAVS, art. 8bis OAVS) e
delle Direttive indicate dal TCA nella propria sentenza del 23 maggio 2000
(30.1999.141), affermando che a questa presentazione poteva essere fatto riferimento
e prestata adesione.

 

Per quanto concerne la seconda
condizione cumulativa, l'importo limite di Fr. 2'000.- annui si
riferisce alle rimunerazioni nette (N. 2113 DRC).

 

La terza condizione viene spiegata dal
N. 2118 DRC, secondo cui la rinuncia alla riscossione dei contributi è
facoltativa.

 

Nell'ambito di un'attività indipendente,
il N. 1123 DIN (Direttive edite dall'UFAS sui contributi dei
lavoratori indipendenti e delle persone senza attività lucrativa) presuppone
che se il reddito proveniente da un'attività indipendente esercitata a titolo accessorio
sia uguale o inferiore a Fr. 2'000.- all'anno, i contributi sono riscossi soltanto
su domanda dell'assicurato.

 

Va ancora rilevato che
è conforme alle disposizioni legali la produzione della dichiarazione di
rinuncia dopo che la Cassa di compensazione abbia effettuato misure di
controllo (in questo senso, cfr. sentenza del 9 dicembre 1993 della commissione
AVS del Cantone di Zurigo pubblicata in SVR 1995 AHV Nr. 49 pag. 135 e confermata
dal TFA in SVR 1996 AHV Nr. 77 pag. 233).

 

                                   7.   In
concreto, sulla base del reddito aziendale di Fr. 2'200.- indicato dall'assicurato nella dichiarazione di tassazione IC 2004
come reddito conseguito nel 2004 (doc. 4), l'amministrazione ha definitivamente calcolato in Fr. 433,50 il
contributo AVS/AI/IPG dovuto per quell'anno, corrispondente al contributo minimo legale.

 

Il ricorrente contesta
di dovere pagare tale importo, ritenendo di essere esonerato in virtù dell'art. 8 cpv. 2 LAVS e art. 19 OAVS. A suo
dire, l'importo di Fr. 2'200.- dichiarato fiscalmente sarebbe un
reddito lordo, a cui andrebbero dedotte le spese che la Cassa di compensazione
fissa generalmente nel 10% del reddito.

                                   8.   Per
giurisprudenza costante dell'allora
TFA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà: le Casse di
compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle Autorità di tassazione e
il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione
fiscale unicamente dal profilo della legalità. L'Autorità giudicante non può
scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa
contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili,
oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma
decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una
tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta
alle Autorità fiscali e il Giudice delle assicurazioni sociali non deve
intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione.

 

L'assicurato
esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti
nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle
assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321
consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371
consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V
30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale
federale delle assicurazioni ha comunque precisato che la comunicazione fiscale
è vincolante per l'Amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali
solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative
alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione
(Pratique VSI 1993, pag. 242 segg.).

 

Le comunicazioni
fiscali sono vincolanti per la Cassa, anche se fondate su una tassazione
d'ufficio (RCC 1988 pag. 321 consid. 3; Käser, Unterstellung
und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Zurigo 1996, N.
8.32, pag. 212; Greber/Duc/Scartazzini,
Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), ad art. 9 LAVS, N. 151 pag. 312).

Va a questo proposito rammentato che
secondo la giurisprudenza del TFA, gli atti fiscali sono
vincolanti ai fini di stabilire il momento della realizzazione del reddito anche
per quanto concerne i lavoratori indipendenti (DTF 122 V 291 = SVR 1997 AVS Nr.
110 pag. 341 segg., consid. 5a).

 

                                   9.   Come
visto, l'art. 9 LAVS definisce
il reddito da attività indipendente e l'art. 17 OAVS specifica questo concetto.

Secondo quest'ultimo disposto, tutti i redditi conseguiti
in proprio da un'azienda
commerciale, industriale, artigianale, agricola o silvicola, dall'esercizio di una professione liberale o da
qualsiasi altra attività compresi gli utili in capitale e gli utili realizzati
con il trasferimento di elementi patrimoniali giusta l'art. 18 cpv. 2 LIFD e gli utili conseguiti con l'alienazione di fondi agricoli e silvicoli
giusta l'art. 18 cpv. 4 LIFD, eccetto
i redditi da partecipazioni dichiarati quali sostanza commerciale giusta l'art. 18 cpv. 2 LIFD, sono considerati
reddito proveniente da un'attività
lucrativa indipendente.

In virtù dell'art. 18 cpv. 1 LIFD, sono imponibili tutti
i proventi dall'esercizio di un'impresa, commerciale, industriale, artigianale,
agricola o forestale, da una libera professione e da ogni altra attività
lucrativa indipendente.

 

Ai sensi dell'art. 9
cpv. 2 lett. a LAVS, il reddito netto proveniente da un'attività lucrativa
indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie
per conseguire il reddito lordo.

 

A norma dell'art. 9 cpv. 3 LAVS, il reddito proveniente
da un'attività lucrativa indipendente
e il capitale proprio impegnato nell'azienda sono accertati dalle autorità fiscali cantonali e comunicati
alle casse di compensazione.

 

                                10.   Come
evidenziato, le autorità fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante
per il calcolo dei contributi in base alla tassazione dell'imposta federale
diretta, passata in giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in
base alla corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in
giudicato ed adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1
OAVS).

 

Con sentenza del 7
novembre 2007 (9C_179/2007), il Tribunale federale si è espresso come
segue:

 

"  4.2 Contrairement à ce que soutient le recourant, on
ne saurait reprocher un comportement passif à la caisse de compensation, quand
bien même elle n'était pas sans ignorer que le Service des contributions de la
République et canton du Jura devait encore procéder à la taxation définitive
des revenus réalisés par le défunt durant les années 2003 et 2004. Dans le
cadre de la fixation des cotisations des assurés exerçant une activité
lucrative indépendante, le législateur a expressément confié aux autorités
fiscales cantonales le soin de déterminer le revenu provenant d'une activité indépendante
et le capital propre engagé dans l'entreprise (art. 9 al. 3 LAVS et 23
RAVS; voir également RCC 1992 p. 34 consid. 4b). Il s'ensuit que les caisses
de compensation sont liées, en principe, par les données communiquées par les autorités
fiscales cantonales pour fixer les cotisations dues pour l'année de cotisation
(art. 23 al. 4 et 27 al. 2 RAVS)." (sottolineature
della redattrice)

Ancora recentemente (9C_514/2008 del 19 maggio
2009), il Tribunale federale ha confermato tale principio (cfr. consid. 4.2):

 

"  (…)

Mentre
le autorità fiscali possono qualificare come distribuzione dissimulata di utile
una prestazione - dichiarata come salario - che non sarebbe stata dispensata a
un dipendente non azionista, per converso le autorità AVS possono qualificare
quale salario determinante una prestazione dichiarata come distribuzione di
utile. Per decidere se una prestazione abbia carattere di salario determinante
o di reddito da capitale, le casse di compensazione non sono vincolate alla
qualifica dell'autorità fiscale. Tuttavia, dall'ordinamento risultante
dall'art. 23 OAVS si evince che le casse di compensazione si attengono in linea
di massima alla valutazione dell'amministrazione fiscale. In considerazione del
principio di unità e coerenza dell'ordinamento giuridico vanno possibilmente
evitate divergenti valutazioni dell'autorità fiscale e dell'amministrazione AVS.
Quest'ultima eviterà pertanto di distanziarsi, nella misura del possibile,
dalle decisioni adottate dall'autorità fiscale se esse appaiono sostenibili. Al
parallelismo tra qualifica fiscale e assicurativa sociale non va possibilmente
rinunciato. È quanto stabilisce del resto la prassi giudiziaria che subordina
all'esistenza di motivi decisivi la possibilità di qualificare come salario
determinante prestazioni che sono state assoggettate all'imposizione dell'utile
netto con decisione cresciuta in giudicato. Il mancato rispetto del
principio unitario dell'ordinamento giuridico rischia altrimenti di mettere a
repentaglio l'accettazione dello stesso ordinamento da parte dei contribuenti.
Chi, come la società qui ricorrente, deve accettare dal profilo fiscale che
determinate remunerazioni versate a suoi collaboratori-azionisti (o comunque a
collaboratori ad essi vicini) non siano riconosciute come pagamenti
commercialmente giustificati, solo difficilmente comprenderà le ragioni di
dover versare i contributi sociali su questi elementi di reddito netto.
(…)." (sottolineature della redattrice)

 

                                11.   Nella
fattispecie, per fissare i contributi portanti sul 2004 occorre determinare il
reddito conseguito dall'assicurato
durante quello stesso anno (art. 22 cpv. 1 OAVS), quindi fare capo alla tassazione
postnumerando 2004.

 

La notifica di
tassazione IC/IFD 2004, concernente il periodo d'assoggettamento dal 1° gennaio al 31 dicembre 2004 (doc. 4), ha
accertato un reddito da attività indipendente ammontante a Fr. 2'200.-. Di conseguenza, la Cassa di
compensazione ha calcolato definitivamente il contributo AVS/AI/IPG dovuto dall'assicurato per quell'anno basandosi su quest'importo.

 

A tale proposito, il TCA evidenzia che la notifica di tassazione IC/IFD per l'anno 2004 è regolarmente cresciuta in
giudicato, nel senso che l'assicurato
non vi si è validamente opposto. In tali circostanze, le informazioni ivi
contenute fornite dall'Ufficio
di tassazione devono essere considerate vincolanti per l'amministrazione e per il giudice (art. 23
cpv. 4 OAVS).

Lo scrivente Tribunale
non è quindi legittimato a scostarsi dagli elementi esibiti dal competente
Ufficio di tassazione, a meno che essi appaiano manifestamente errati.

 

Ritenuto che il ricorrente non ha saputo comprovare che la notifica di tassazione
applicabile fosse manifestamente errata, è pertanto corretto affermare che il
reddito di Fr. 2'200.- va ad
aggiungersi ai suoi redditi.

 

                                12.   Visto
quanto precede, a nulla vale la lamentela dell'insorgente riguardo all'importo di Fr. 2'200.-,
che egli sostiene essere lordo e non netto e che andrebbe dunque modificato di
conseguenza.

 

Tale importo
rappresenta un reddito proveniente dall'insegnamento privato e pertanto fa
parte dei proventi da attività indipendente. Le spese generali, che possono essere
dedotte dal reddito lordo (art. 9 cpv. 2 LAVS), devono tuttavia essere comprovate
dall'assicurato.

 

In concreto ciò non è
avvenuto, poiché il ricorrente si è limitato ad invocare una deduzione
forfetaria che "di solito supera il 10% del reddito" (doc. I
punto 4).

 

Tuttavia, con l'affermazione secondo cui, a titolo di spese
generali, la Cassa decurta il 10% del reddito conseguito, il ricorrente ha
confuso il caso d'applicazione.
In effetti, questa possibilità, offerta dall'art. 9 cpv. 3 OAVS, si riferisce unicamente all'attività esercitata da un lavoratore
dipendente. Infatti, questo disposto prevede che le spese generali possono
essere dedotte nella misura in cui sia provato che costituiscono almeno il 10%
del salario versato, sottintendendo, quindi, da un datore di lavoro.

 

Riguardo al reddito
proveniente da un'attività
indipendente, l'art. 18 cpv. 1
OAVS recita che per distinguere e determinare le deduzioni ammesse in
conformità dell'art. 9 cpv. 2
lett. a-e LAVS, sono applicabili le disposizioni in materia di imposta federale
diretta.

Anche in tale
evenienza, dunque, il rinvio alle tassazioni fiscali è chiaro e, come già
esposto al considerando precedente, va così ritenuto un reddito netto di
Fr. 2'200.-.

 

Poiché tale somma
supera il limite di reddito di Fr. 2'000.-, che si riferisce alle remunerazioni nette (N. 2113 DRC), l'assicurato non può essere esonerato dal
pagare i contributi AVS/AI/IPG per l'anno 2004 sul suo reddito accessorio da attività indipendente.

L'assicurato avrebbe dovuto difendere i suoi
interessi nel procedimento fiscale, ovvero in quella sede avrebbe dovuto
contestare l'esposizione dell'importo netto di Fr. 2'200.-, che egli considerava però lordo.

 

                                13.   Al
proposito, il ricorrente critica il comportamento dell'autorità fiscale che, a suo dire, non l'avrebbe reso attento che il reddito indicato come da attività
indipendente accessoria doveva essere netto e che sarebbe stato assoggettato al
prelievo dei contributi personali AVS/AI/IPG. Di conseguenza, l'autorità fiscale avrebbe violato il dovere
di informare i contribuenti, non allestendo chiare istruzioni per compilare la
dichiarazione d'imposta (doc.
V).

 

L'assicurato ha riportato per esteso uno
stralcio delle istruzioni del 2004, che ai punti 1.2 e 2.2 spiegano come
qualificare i reddito dell'attività
accessoria. Il punto 1.2 si riferisce ai redditi accessori da attività
dipendente, mentre il punto 2.2 a quelli da attività indipendente. A lato della
definizione, in corsivo, le istruzioni indicano chiaramente che "La
distinzione [fra reddito da attività dipendente/indipendente] è importante
ai fini di una corretta gestione delle contribuzioni sociali. Per questa
ragione tutti i redditi accessori che non sono stati assoggettati ai contributi
paritetici (AVS, AI, LPP, IPG, AD) sono da dichiarare alla cifra 2.2.".

 

Contrariamente a
quanto suggerito dall'insorgente,
queste istruzioni sono eloquenti ed illustrano inequivocabilmente che anche i
redditi accessori da attività indipendente sottostanno al prelievo dei
contributi personali, non essendo evidentemente già stati assoggettati ai
contributi sociali come succede con i redditi da attività dipendente, laddove è
compito del datore di lavoro procedere in tal senso.

In effetti, l'art. 14 cpv. 1 LAVS prevede che i
contributi del reddito provenienti da un'attività lucrativa dipendente sono dedotti da ogni salario, e devono
essere versati periodicamente dal datore di lavoro insieme al suo contributo.

Per contro, in virtù
dell'art. 14 cpv. 2 LAVS, i
contributi del reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente devono essere stabiliti e versati
periodicamente. Il Consiglio federale, all'art. 22 OAVS, ha fissato i periodi di calcolo e di contribuzione.

 

Visto quanto esposto,
la lamentela dell'assicurato per
il quale "La formulazione secondo lo scrivente è insufficiente per far
capire al contribuente che questi sono redditi accessori che poi sono soggetti
a contributi sociali quali l'AVS.", non trova pertanto accoglimento
in questa sede.

Va inoltre respinta la
censura secondo cui l'autorità
fiscale non l'ha debitamente avvisato
che i redditi accessori da esporre nella dichiarazione d'imposta dovevano essere netti e non lordi. Al
capitolo sul reddito da attività indipendente, le istruzioni per la
compilazione della dichiarazione d'imposta sono esplicite:

 

"  Dai proventi dell’attività lucrativa indipendente sono
deducibili le spese
aziendali e professionali necessarie per il conseguimento di tale reddito.".

 

Nella colonna a lato,
questo concetto è sintetizzato come segue:

 

"  Nella dichiarazione d’imposta è da esporre l’utile
netto, cioè l’utile dopo la deduzione dei costi di acquisizione.".

 

Le istruzioni spiegano
inoltre cosa può essere e cosa non può essere dedotto dai proventi dell'attività lucrativa indipendente.

 

Riguardo all'attività indipendente accessoria, proprio
all'inizio del capitolo sul
reddito da attività indipendente si cita questa tematica, specificando che
questi redditi vanno esposti alla cifra 2.2 e che per la nozione di questa voce
si può fare riferimento al punto 1.2 concernente il reddito da attività
dipendente accessoria.

Ciò non toglie,
comunque, che i redditi da attività indipendente accessoria sono comunque dei
redditi da attività indipendente e che pertanto sottostanno alle regolamentazioni
che si applicano a questa categoria di lavoratori.

Di conseguenza, il
ricorrente doveva esporre nella sua dichiarazione fiscale 2004 dei redditi netti
da attività indipendente accessoria, dovendo essere determinati sulla base
del bilancio e del conto economico dell'esercizio chiuso nel 2004, ovvero tenendo conto delle deduzioni di legge
per i costi di acquisizione.

 

In conclusione, il
reddito da attività indipendente da utilizzare quale base di calcolo per i
contributi personali dell'assicurato
ammonta correttamente a Fr. 2'200.-,
dovendo il TCA attenersi alla notifica di tassazione fiscale 2004 ed al reddito
che l'interessato ha esposto,
seppure - a suo dire - in maniera errata.

Come già evidenziato,
la IC/IFD 2004, cresciuta incontestata in giudicato, esplica infatti
validamente tutti i suoi effetti giuridici e l'insorgente non può (più) metterne in dubbio l'esattezza.

 

                                14.   Resta
da esaminare la contestazione relativa alla imposizione del ricorrente, che
paga già dei contributi come salariato e che ora è stato chiamato a versarne
altri in ragione della sua attività indipendente accessoria.

 

In proposito il
Tribunale Federale ha stabilito che un assicurato può essere qualificato
simultaneamente come salariato per un lavoro ed indipendente per un altro
lavoro. In questi casi, per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un'attività dipendente o no (Pratique VSI 1995
pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

 

Su ogni reddito
conseguito, poi, gli assicurati sono tenuti a versare i contributi che la legge
impone ex artt. 4, 5 e 9 LAVS. Fatte salve alcune eccezioni, che qui non tornano
applicabili, non v'è modo di esonerare degli assicurati dal pagamento
dei contributi AVS/AI/IPG su dei redditi da attività lucrativa (sia essa di
tipo dipendente o indipendente), soltanto perché sono già stati versati in
connessione, però, con un'altra
attività lucrativa (sia essa dipendente o indipendente) che hanno esercitato
quell'anno.

 

Ne discende, dunque,
che i redditi da attività indipendente accessoria conseguiti dall'insorgente non sfuggono al prelievo dei
contributi personali, seppure nel 2004 egli abbia già versato la sua parte di
contributi sociali sul salario da attività dipendente.

 

                                15.   V'è infine da verificare se le norme
concernenti l'applicazione del
contributo minimo legale ad un indipendente che nel 2004 ha conseguito un
reddito inferiore a Fr. 8'400.-
siano costituzionali.

Il ricorrente, in
proposito, ha lamentato l'incostituzionalità
dell'art. 8 cpv. 2 LAVS e dell'art. 19 OAVS, laddove egli è tenuto a pagare
l'importo minimo di Fr. 324.- (recte:
Fr. 353.- nel 2004) avendo conseguito un reddito da attività indipendente
inferiore al limite di Fr. 7'700.-
(recte: Fr. 8'400.- nel
2004). Ha quindi invocato la violazione del principio costituzionale dell'uguaglianza di trattamento davanti alla
legge e della proporzionalità delle misure adottate dal legislatore sia
svizzero sia europeo (doc. I).

Pendente causa, ha
così ribadito questi concetti (doc. V):

 

"  (…)

2.
Contesto invece formalmente la costituzionalità del fatto che nel calcolo dei
contributi sia applicato il minimo previsto dalla legge per un indipendente,
quando l'assicurato in questione è sia dipendente
che indipendente, e che in qualità di indipendente con reddito assolutamente
accessorio questo minimo supera di gran lunga la percentuale sul reddito dovuta
abitualmente. È quindi violato il principio dell'uguaglianza
davanti alla legge, in quanto il legislatore non ha previsto l'effetto "perverso" di un cumulo della situazione di
indipendente e dipendente per un reddito accessorio irrisorio, che si ritrova
ad essere tartassato con un ca. 18,5% di imposizione a fronte del minimo di
4,2% per gli indipendenti con un reddito tassabile limitato." (…).

 

In una sentenza del
1995 pubblicata in DTF 121 V 181 ed in Pratique VSI 1996 pag. 177, il Tribunale
Federale, pronunciandosi proprio su una vertenza riguardante il reddito proveniente
da una

attività indipendente accessoria di una
persona esercitante a titolo principale attività lucrativa dipendente, ha stabilito che sul reddito proveniente da un'attività lucrativa
indipendente accessoria deve essere pagato il contributo minimo giusta
l'art. 8 cpv. 2 LAVS in relazione con l'art. 21 OAVS. Di conseguenza, la direttiva
amministrativa secondo cui il contributo doveva essere riscosso usando il tasso
più basso della tavola scalare era in contrasto con legge e ordinanza.

 

Questo principio è
stato concretizzato nelle Direttive edite dall'UFAS sui contributi dei
lavoratori indipendenti e delle persone senza attività lucrativa (DIN).

Le cifre 1171 e 1172 DIN in vigore nel
2004 prevedono (nella versione del 2009, il N. 1182 ha un altro tenore, laddove
ha eliminato la frase sulla proratizzazione: cfr. N. 1181):

 

"  Si le revenu provenant d’une activité lucrative
indépendante est inférieur à fr. 8 400.–, il faut réclamer la cotisation minimum.
Ce n’est uniquement que lorsqu’un indépendant n’est pas assuré pendant toute
l’année civile que la cotisation minimale doit être proratisée en fonction de
la durée de l’assujettissement à l’assurance.".

 

"  Toutefois, si le revenu net provenant d’une activité
indépendante accessoire ne dépasse pas fr. 2 000.– dans l’année de cotisation,
la cotisation n’est perçue qu’à la demande de l’assuré (voir le n. 1123).".

Sulla scorta di quanto precede, la
richiesta in via subordinata dell'assicurato di, semmai, prelevare i contributi
sull'importo di Fr. 2'200.-, ma applicando il tasso minimo del 4,2%, deve
essere respinta conformemente alla giurisprudenza esposta, che è stata ripresa
dal TCA nella sentenza del 5 ottobre 2005 (30.2005.26).

 

                                16.   Da
ultimo, occorre ancora pronunciarsi a proposito dell'osservazione
dell'assicurato secondo cui vi sarebbe la "violazione del principio
costituzionale di uguaglianza davanti alla legge poiché la proporzionalità dei
contributi dovuti rispetto al reddito complessivo conseguito è violata
palesemente" (doc. I pag. 3).

 

Va ricordato che
l'art. 190 della Costituzione federale impone al Tribunale federale ed alle
altre autorità incaricate dell'applicazione del diritto, di applicare le leggi
federali ed il diritto internazionale (DTF 133 V 233 del 7 novembre 2006).

 

La norma contestata è contenuta
in una legge federale. Né le autorità giudiziarie, né quelle amministrative
possono esaminarne la costituzionalità (art. 190 Cost. fed.; DTF 131 II
562, consid. 3.2; DTF 126 I 5 consid. 2f; DTF 125 III 209,
consid. 5; STFA H 29/02 del 1° luglio 2003, consid. 3.3; STCA del 1° febbraio 2007, 36.2006.175).

 

Inoltre, l'art. 8 cpv. 2 LAVS contiene una delega
legislativa:

 

"  (…)

3.2 En
premier lieu, la recourante soutient, pour la première fois devant le Tribunal
fédéral, que la délégation de compétence en faveur du Conseil fédéral prévue à
l'art. 41 LMJ constitue un blanc-seing incompatible avec le principe de la
légalité.

Il
est certain que la disposition mise en cause confère à l'autorité exécutive une
grande latitude d'appréciation pour fixer le taux de l'impôt, comme les
parlementaires n'ont pas manqué de le souligner et, pour
certains, de le déplorer, lors des débats entourant l'adoption de cette
disposition (cf. BO 1997 CE p. 1317-1321, en particulier la proposition
Brändli). Le grief de la recourante apparaît toutefois d'emblée infondé, sans
qu'il soit nécessaire d'en examiner plus avant la pertinence, car il se heurte
à l'art. 191 Cst., qui interdit au Tribunal fédéral d'examiner la constitutionnalité
des lois fédérales (cf., au sujet de l'art. 113 al. 3 aCst., ATF 126 I 1 consid. 2f p. 5; ATF 125 III 209 consid.
5 p. 216) et, par voie de
conséquence, des normes de délégation qu'elles contiennent. Ainsi, lorsque le
Tribunal fédéral se prononce sur une ordonnance du Conseil fédéral fondée sur
une délégation législative, il ne peut pas contrôler si la délégation elle-même
est admissible, et doit se contenter d'examiner si le but fixé dans la loi peut
être atteint et si l'autorité exécutive a usé de son pouvoir conformément au
principe de la proportionnalité; lorsque, comme en l'espèce, la délégation législative
est très large, il ne peut pas substituer sa propre appréciation à celle du
Conseil fédéral et doit se limiter à contrôler si l'ordonnance en cause est
contraire à la loi ou à la Constitution (cf. ATF 124 II 581 consid. 2a p.
583; ATF 122 II 411 consid. 3b
p. 416/417 et les références citées; voir aussi ERNST BLUMENSTEIN/PETER LOCHER,
System des schweizerischen Steuerrechts, Zurich 2002, p. 26)." (…) (evidenziature della redattrice)

 

Con riferimento a quanto appena esposto
ed in merito all'esame della costituzionalità dell'art. 19 OAVS, va osservato
che la delega legislativa prevista dall'art. 8 cpv. 2 LAVS non è ampia, bensì
prevede espressamente che il Consiglio federale può fissare un limite sotto il
quale l'assicurato può essere esonerato dal versare il contributo minimo
AVS/AI/IPG. Lo scopo sancito dall'art. 8 cpv. 2 LAVS viene così chiaramente
concretizzato dall'art. 19 OAVS, che stabilisce in Fr. 2'000.- il reddito massimo
al di sotto del quale l'assicurato che esercita un'attività lucrativa
indipendente può chiedere di essere esonerato dal versare i contributi
personali.

Questa norma, quindi, non travalica lo
scopo fissato dalla legge, ma ne permette, anzi, la sua concretizzazione. D'avviso
di questo Tribunale, infatti, fissando questo limite a Fr. 2'000.- (Fr. 2'200.-
dal 1° gennaio 2008), il Consiglio federale ha pienamente rispettato il
principio della proporzionalità, esonerando dall'assoggettamento contributivo i
redditi di poco conto, proprio come esplicitamente previsto dall'art. 8 cpv. 2
LAVS. D'altronde, scegliendo di inserire nell'Ordinanza questo limite di reddito
come enunciato all'art. 8 cpv. 2 LAVS, il Consiglio federale si è pronunciato
unicamente a favore degli assicurati, permettendo loro di essere esonerati dal
versare dei contributi qualora il reddito conseguito come indipendente sia
irrisorio. Al di sopra di questa cifra, invece, tutti gli indipendenti sono
trattati allo stesso modo, dovendo provvedere al pagamento del contributo
minimo ed in questo senso né v'è una disparità di trattamento, né un'adozione
di una misura sproporzionata allo scopo ricercato.

Certo, a ragione il ricorrente
evidenzia che il risultato dell'applicazione della norma nel suo caso conduce
ad un prelievo tributario di proporzione significativa e la soluzione appare
urtante ma questo Tribunale deve ritenere che l'art. 19 OAVS non è contrario
alla legge e neppure alla Costituzione federale.

 

                                17.   Tutto
ben considerato, la Cassa di compensazione ha quindi rettamente
chiesto all'insorgente, che per la sua attività lucrativa indipendente
accessoria ha indicato come reddito un importo nettamente inferiore a Fr. 8'400.-,
ma di poco superiore al limite di reddito di Fr. 2'000.-, il contributo minimo di
Fr. 425.-, comprensivo sia dei contributi AVS (Fr. 353.-), sia di quelli per l'AI (Fr. 59.-) e l'IPG (Fr. 13.-), cui sono stati aggiunti Fr. 8,50 di spese
amministrative in virtù dell'art.
69 LAVS e dell'art. 157 OAVS.

 

Stanti così le cose,
il ricorso deve essere respinto e la decisione impugnata confermata.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio Zocchetti