# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f95ca7d9-86c9-59a1-ab03-cdc2bd728525
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-06-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.06.2024 D-3078/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3078-2024_2024-06-17.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-3078/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 7  g i u g n o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio),  

Basil Cupa, Yanick Felley,  

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

ricorrente 1, 

B._______, nata il (…), 

ricorrente 2, 

C._______, nato il (…), 

ricorrente 3, 

D._______, nato il (…), 

ricorrente 4, 

E._______, nata (…), 

ricorrente 5, 

Afghanistan,  

(…), 

6005 Luzern,   

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 8 maggio 2024 / N (…). 

D-3078/2024 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

Il 22 gennaio 2024, gli interessati hanno depositato in Svizzera una do-

manda d’asilo. Da un controllo nel sistema centrale d’informazione sui visti 

(CS-VIS) è emerso che, in data 11 novembre 2023, i richiedenti d’asilo 

hanno ottenuto dalla Spagna un visto Schengen di tipo C, valido dal 14 

dicembre 2023 al 27 marzo 2024. Essi avrebbero soggiornato in detto 

Paese per circa una settimana. Il 2 febbraio 2024, la Segreteria di Stato 

della migrazione (di seguito: SEM) ha svolto due colloqui Dublino, nel corso 

dei quali è stato concesso agli interessati (ricorrenti 1-2) il diritto di essere 

sentiti in merito alla responsabilità della Spagna per lo svolgimento della 

procedura d’asilo e di allontanamento, nonché alla prospettata decisione 

di non entrata nel merito con il conseguente trasferimento verso detto 

Paese. Il 12 febbraio 2024, la SEM ha poi trasmesso una domanda di am-

missione alle omologhe autorità spagnole degli interessati, alla quale 

quest’ultime non hanno mai dato riscontro. In Svizzera, i ricorrenti hanno 

inoltre svolto svariate visite mediche.  

 

B.  

Con decisione dell’8 maggio 2024, la SEM non è entrata nel merito della 

domanda d’asilo e ha ordinato l’allontanamento [recte: trasferimento] dei 

ricorrenti verso la Spagna, incaricando il Cantone di Lucerna dell’esecu-

zione della misura e costatando l’assenza dell’effetto sospensivo ad un 

eventuale ricorso. L’autorità opponente ha altresì disposto la consegna de-

gli atti procedurali conformemente al relativo indice.  

 

C.  

Con ricorso datato 16 maggio 2024, gli interessati avversano la decisione 

succitata dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribu-

nale) concludendo implicitamente all’annullamento della stessa, nonché 

alla restituzione degli atti alla SEM per procedere all’esame nazionale della 

domanda d’asilo. Essi chiedono inoltre la concessione dell’effetto sospen-

sivo al ricorso, nonché la concessione dell’istanza d’assistenza giudiziaria, 

nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del re-

lativo anticipo. Con misure supercautelari del 17 maggio 2024, il Tribunale 

ha sospeso provvisoriamente l’esecuzione del trasferimento degli interes-

sati. Facendo seguito alla decisione incidentale del 21 maggio 2024, i ri-

correnti hanno successivamente regolarizzato il loro ricorso mediante la 

sottoscrizione dello stesso. 

D-3078/2024 

Pagina 3 

Con scritto del 5 giugno 2024 i ricorrenti hanno trasmesso al Tribunale ul-

teriore documentazione medica (atto TAF n. 8).  

 

 
Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

 

1.2 Il ricorso presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi), contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 

art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 

 

1.3 Nello specifico, in virtù dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia 

allo scambio di scritti in quanto il ricorrente non ha addotto alcun nuovo 

fatto o mezzo di prova dirimente per il giudizio.  

 

2.  

In materia d’asilo, il potere di cognizione del Tribunale e le censure ammis-

sibili sono disciplinati dall’art. 106 cpv. 1 LAsi (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5; 

2014/1 consid. 2; art. 62 cpv. 4 PA). Qualora sia adito su ricorso contro una 

decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, il Tribunale si 

limita inoltre ad esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. 

DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5).  

 

3.  

3.1 Nella querelata decisione, la SEM ha sostanzialmente constatato la 

competenza della Spagna per l'esame della domanda d'asilo dei ricorrenti 

ed escluso l’esistenza di carenze sistemiche ai sensi dell'art. 3 par. 2 del 

regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 

26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III). Inoltre, non sussiste-

rebbero motivi per l'applicazione dell'art. 16 par. 1 RD III o della clausola di 

sovranità prevista dall'art. 17 par. 1 RD III, rispettivamente dall'art. 29a cpv. 

3 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 

1999 (OAsi 1, RS 142.311), posta segnatamente l’assenza di un rischio di 

trattamenti contrari all'art. 3 CEDU o di una violazione del principio del 

D-3078/2024 

Pagina 4 

divieto di respingimento. In particolare, non risulterebbero problemi medici 

ostativi al trasferimento degli interessati.  

 

3.2 Nel ricorso gli insorgenti censurano sostanzialmente una violazione del 

diritto federale, contestando in particolare la competenza della Spagna per 

la trattazione della loro domanda d’asilo, nonché la mancata applicazione 

della clausola di sovranità (art. 17 RD III). Essi sostengono altresì che, in 

detto Paese, non avrebbero accesso alle cure minime necessarie per i loro 

problemi di salute e che la loro incolumità fisica e psicologica sarebbe 

esposta ad un serio pericolo, essendo già stati privati di ogni aiuto durante 

il loro precedente soggiorno.  

 

4.  

L’oggetto del contendere è quindi determinare se la SEM abbia violato il 

diritto federale nella misura in cui non è entrata nel merito della domanda 

d'asilo in oggetto e, contestualmente, ha ritenuto la Spagna competente 

per l'analisi della stessa. 

 

5.  

5.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, non si entra nel merito di una do-

manda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo cui 

compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della procedura 

di asilo e allontanamento. 

 

5.2 Secondo l’art. 29a cpv. 1 OAsi 1, disposizione che concretizza la sum-

menzionata norma, la SEM esamina la competenza per il trattamento della 

domanda d’asilo sulla base dei criteri previsti dagli artt. 7 – 15 RD III (criteri 

per la determinazione dello Stato membro competente; cfr. art. 3 par. 1 RD 

III). Se sulla base di tali criteri il trattamento della domanda d’asilo compete 

ad un altro Stato e quest’ultimo accetta la presa o ripresa in carico del ri-

chiedente asilo, la SEM emana una decisione di non entrata nel merito (art. 

29a cpv. 2 OAsi 1). 

5.3 In virtù dell’art. 12 par. 2 RD III, se la persona interessata è titolare di 

un visto in corso di validità, lo Stato membro competente per l’esame della 

domanda di protezione internazionale è quello che ha rilasciato il visto, a 

meno che il visto non sia stato rilasciato per conto di un altro Stato membro 

nel quadro di un accordo di rappresentanza ai sensi dell’art. 8 del regola-

mento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 

luglio 2009 che istituisce un codice comunitario dei visti; in tal caso, l’esame 

della domanda di protezione internazionale compete allo Stato membro 

rappresentato. Lo Stato membro competente in forza del suddetto 

D-3078/2024 

Pagina 5 

regolamento è inoltre tenuto a prendere in carico la persona interessata in 

ossequio alle condizioni poste agli artt. 21, 22 e 29 RD III (cfr. art. 18 par. 

1 lett. a RD III). 

5.4  

5.4.1 Nel caso concreto, le investigazioni effettuate dalla SEM, unitamente 

alle stesse dichiarazioni degli interessati, hanno rilevato che quest’ultimi 

sono titolari di un visto Schengen rilasciato dalle competenti autorità spa-

gnole (cfr. atti SEM n. 12/1, 31/3 e 70/3). Il 12 febbraio 2024, la SEM ha 

quindi trasmesso alla Spagna una domanda di presa in carico dei ricorrenti 

sulla base dell’art. 12 par. 2 RD III, alla quale le autorità spagnole non 

hanno mai dato riscontro.   

 

5.4.2 Pertanto, non avendo risposto alla domanda di ripresa in carico entro 

il termine di due mesi, occorre considerare che la Spagna ha tacitamente 

riconosciuto la propria competenza per la trattazione della domanda di 

asilo in questione. Infatti, in virtù dell’art. 22 par. 7 RD III, l’assenza di ri-

sposta entro il termine succitato equivale all’accettazione della richiesta e 

comporta l’obbligo di riprendere in carico l’interessato, compreso l’obbligo 

di adottare disposizioni appropriate all’arrivo dello stesso. Ciò posto, le au-

torità spagnole risultano di principio competenti per condurre la procedura 

d’asilo dei ricorrenti, avendo peraltro rilasciato il visto che ha permesso ad 

essi di recarsi sul territorio degli Stati membri, poco importa il Paese d’in-

gresso.   

 

5.5  

5.5.1 In relazione al trasferimento dei ricorrenti in Spagna, si tratta ora di 

esaminare se, come essi implicitamente sostengono (cfr. ricorso pag. 2),  

esistano in detto Paese delle carenze sistemiche nella procedura d’asilo e 

nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti l’asilo, implicanti il rischio di 

un trattamento inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta dei 

diritti fondamentali dell’Unione europea (GU C 364/1 del 18.12.2000; di se-

guito: CartaUE; cfr. art. 3 par. 2 2a frase RD III).  

 

5.5.2 A tale proposito, è anzitutto opportuno ricordare che, come corretta-

mente concluso dall’autorità opponente (cfr. decisione impugnata, pag. 3), 

la Spagna è vincolata dalla CartaUE, dalla CEDU, dalla Convenzione con-

tro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 

(Conv. contro la tortura, RS 0.105), come pure dalla Convenzione sullo 

statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30) unitamente al relativo Pro-

tocollo aggiuntivo (RS 0.142.301), e ne applica le disposizioni. Pertanto, si 

deve presumere che la stessa rispetti la sicurezza delle persone richiedenti 

D-3078/2024 

Pagina 6 

d'asilo, in particolare il diritto alla trattazione delle loro domande d’asilo se-

condo una procedura giusta ed equa, che garantisca una protezione con-

forme al diritto internazionale ed europeo (cfr. la direttiva 2013/32/UE del 

Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure 

comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione 

internazionale [direttiva procedura], nonché la direttiva 2013/33/UE del 

Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme 

relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale [direttiva 

accoglienza]; sentenze del Tribunale F-5700/2023, F-5709/2023, 

F-5713/2023 del 24 ottobre 2023 consid. 4; D-4233/2023 del 9 agosto 2023 

pag. 5).  

 

5.5.3 Nondimeno, questa presunzione non è irrefragabile e va d’ufficio 

esclusa se, nello Stato del trasferimento, è prassi comune violare sistema-

ticamente le norme minime dell’Unione europea o se vi sono seri indizi che, 

nel caso concreto, le autorità dello Stato in questione non rispettino il diritto 

internazionale (cfr. DTAF 2010/45 consid. 7.4-7.5). Secondo la giurispru-

denza della CorteEDU, il trasferimento forzato di una persona con problemi 

di salute può inoltre contravvenire all'art. 3 CEDU, dal contenuto identico 

all’art. 4 CartaUE, se esistono seri motivi di credere che la medesima, in 

assenza di trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione sarà 

confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggio-

ramento delle sue condizioni di salute, comportante delle intense soffe-

renze o una riduzione importante della speranza di vita (cfr. la sentenza 

CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, n. 41738/10, §§ 

180 a 193; cfr. sentenza del Tribunale D-4235/2021 del 19 aprile 2022 con-

sid. 6.3.1, 6.3.2 et 10.5, con riferimenti).  

 

5.5.4 Ciò posto, il Tribunale giudica che le generiche censure contenute nel 

gravame non adducono sufficienti elementi, concreti e verosimili, suscetti-

bili di mettere in discussione la predetta giurisprudenza o dimostrare che 

la Spagna non rispetterebbe il principio del divieto di respingimento e, dun-

que verrebbe meno ai suoi obblighi internazionali, rinviandoli in un Paese 

dove la loro vita, la loro integrità corporale o la loro libertà sarebbero seria-

mente minacciate o da dove rischierebbero di essere respinti in un tale 

Paese. Inoltre, le allegazioni per cui in Spagna essi non avrebbero ricevuto 

sufficiente cibo e alcuna assistenza medica – non corroborate da alcun 

mezzo di prova – non sono sufficienti per giungere a una diversa conclu-

sione (cfr. atti SEM n. 31/3 pag. 2, 70/3). Essi non hanno altresì dimostrato 

che lo Stato di destinazione non sia intenzionato a prenderli in carico e 

trattare la loro domanda di asilo. In questo senso, in Spagna non sussiste 

alcuna carenza sistemica nell’apparato d’accoglienza per le persone 

D-3078/2024 

Pagina 7 

richiedenti d’asilo (cfr. ex pluris sentenza del Tribunale E-4609/2023 del 5 

ottobre 2023 consid. 5.2). 

 

5.5.5 In esito, occorre pertanto escludere l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a 

frase RD III e, di riflesso, confermare la competenza delle autorità spagnole 

per la trattazione della domanda d’asilo degli interessati. 

 

6.  

6.1 Resta ancora da esaminare se, malgrado la competenza di principio 

della Spagna e tenuto conto dello stato valetudinario dei membri della fa-

miglia ricorrente, l’autorità inferiore avrebbe dovuto esaminare la domanda 

di protezione internazionale in applicazione dell’art. 17 par. 1 RD III (clau-

sola di sovranità), disposizione concretizzata in diritto interno dall’art. 29a 

cpv. 3 OAsi 1 (cfr. ricorso pag. 2). Quest’ultima disposizione prescrive infatti 

che, se motivi umanitari lo giustificano, la SEM può entrare nel merito della 

domanda anche se, in virtù del RD III, un altro Stato risulta competente per 

il trattamento della domanda. Nell’applicazione di tale norma, l’autorità in-

feriore dispone di un potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 

seg.). Tuttavia, se il trasferimento della persona interessata nel Paese di 

destinazione contravviene ad una norma imperativa del diritto internazio-

nale, tra cui si inserisce anche la CEDU, l’autorità inferiore è obbligata ad 

entrare nel merito della domanda d’asilo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2).  

 

6.2 A sostegno dell’applicazione della clausola di sovranità, gli insorgenti 

sostengono di essere “venuti direttamente in Svizzera per chiedere asilo” 

siccome si tratterebbe di un Paese neutrale dove si sentirebbero al sicuro 

(cfr. ricorso pag. 1). Essi affermano altresì di necessitare attualmente di 

cure mediche alle quali non avrebbero accesso in Spagna. Di riflesso, l’au-

torità inferiore avrebbe dovuto ritenersi competente per l’esame della loro 

domanda d’asilo in virtù dell’art. 17 par. 1 RD III.   

 

6.3   

6.3.1 In merito allo stato valetudinario degli interessati, si osserva anzitutto 

come il respingimento forzato di persone che soffrono di problemi medici, 

costituisce una violazione dell’art. 3 CEDU unicamente in circostanze ec-

cezionali, ovvero laddove la malattia della persona interessata si trovi in 

uno stadio a tal punto avanzato o terminale da lasciar presupporre che a 

seguito del trasferimento la sua morte appaia come una prospettiva pros-

sima. Tale violazione può anche sussistere qualora vi siano dei seri motivi 

di ritenere che la persona – in assenza di trattamenti medici adeguati nello 

Stato di destinazione – sarà confrontata ad un reale rischio di un grave, 

rapido e irreversibile peggioramento delle condizioni di salute comportante 

D-3078/2024 

Pagina 8 

delle intense sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita 

(cfr. sentenza CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 

41738/10, §180-193; DTAF 2011/9 consid. 7.1; D-4235/2021 del 19 aprile 

2022 consid. 10.5).  

 

6.3.2 Dai referti medici presenti nell’incarto, nel merito dei quali si rinvia alla 

decisione impugnata per i dettagli (cfr. decisione avversata, pagg. 4-5, 8-

9), emerge che il ricorrente 1 è affetto da una possibile sindrome lombo-

vertebrale, da un disagio psichico e da uno stato ansio depressivo reattivo, 

in cura con svariati farmaci (cfr. atto SEM n. 27/2). Per trattare il dolore 

lombare, egli ha inoltre svolto un ciclo di fisioterapia concluso il 27 febbraio 

2024 (n. 45/2). Egli soffre inoltre di alterazioni degenerative multisegmen-

tali e stenosi recessi formaniali (n. 59/2). Durante la consultazione neuro-

chirurgica del 17 aprile 2024 non è stato dipoi rilevato un deficit di forza, 

ma unicamente indicata una nuova risonanza magnetica del rachide lom-

bosacrale (n. 78/2). Nelle visite mediche del 15, 21 e 25 maggio e 3 giugno 

2024 è stato infine confermato il disturbo misto ansioso-depressivo in trat-

tamento con Trittico e Relaxane (cfr. atto TAF n. 8, fogli F2 del 15, 21 e 25 

maggio e 3 giugno 2024).  

 

La ricorrente 2 è invece affetta da un disagio psichico reattivo (sindrome 

depressiva reattiva), da un disturbo post-traumatico da stress nonché da 

un’infezione delle vie urinarie (…), iperemesi gravidica ed emorroidi con-

geste dolenti (cfr. atti SEM n. 28/2, 47/2, 51/4, 55/3 e 79/3). Durante il con-

sulto psichiatrico del 13 marzo 2024, l’interessata ha informato il medico 

della sua gravidanza, il cui termine è previsto il 28 ottobre 2024 (n. 54/3, 

57/3 e 89/3). Nel mese di (…) 2024, essa è stata inoltre ricoverata in due 

occasioni presso il CPC in quanto ha accusato un’ideazione suicidiale con 

progettualità di defenestrazione – prima ammissione – e un episodio de-

pressivo grave senza sintomi psicotici – seconda ammissione (n. 51/4 e 

55/3).  Il (…) maggio 2024 è stata inoltre svolta una visita d’urgenza presso 

il pronto soccorso dell’Ospedale regionale di Mendrisio, imposta dagli esiti 

di completo digiuno di due giorni finalizzato al suicidio (senza esiti negativi 

per la gravidanza), a seguito della quale è stato ordinato un terzo ricovero 

presso il CPC, nel frattempo terminato, senza conseguenze sulla terapia 

farmacologica precedentemente impostata (n. 88/2, 89/3, 90/2, 91/2 e 

101/2; cfr. decisione avversata, pagg. 4-5). Nella lettera ambulatoriale del 

24 maggio 2024, relativa alla consultazione del 6 maggio 2024, lo specia-

lista in chirurgia ha inoltre diagnosticato un probabile prolasso emorroidale 

sintomatico, in trattamento con Daflon per un mese (n. 102/2). Nel foglio 

F2 del 3 giugno 2024 è stata poi aggiornata la terapia farmacologica (n. 

104/3). Infine, il 6 giugno 2024 l’interessata ha nuovamente svolto una 

D-3078/2024 

Pagina 9 

visita d’urgenza presso il Pronto soccorso dell’Ospedale regionale di Men-

drisio a causa di un malessere per disidratazione e ipoalimentazione da tre 

giorni con intensa astenia, a fronte del quale è stata impostata una reidra-

tazione e sono stati svolti degli esami ematochimici, dimettendo la paziente 

in buone condizioni il giorno stesso (n. 107/2). 

 

Va poi osservato che tutti i figli minori (ricorrenti 3-5) sono stati visitati da 

un pediatra per i disturbi del sonno, il quale ha prescritto una specifica cura 

farmacologica e dei rimedi per ognuno di loro (cfr. atti SEM n. 23/2, 24/3 e 

25/3). Il ricorrente 3 ha inoltre svolto una decina di consulti psichiatrici in 

presenza un genitore, nell’ambito dei quali egli ha raccontato dei suoi in-

cubi relativi alle esperienze vissute in Afghanistan ed è stato discusso dei 

suoi problemi di irascibilità, del suo rifiuto di mangiare con conseguente 

perdita di peso e degli episodi di enuresi (n. 35/2, 93/2, 101/2, 103/2, 

108/2). A suo riguardo, va inoltre rilevato che nel rapporto medico del 7 

giugno 2024, redatto dopo l’esecuzione dei pertinenti esami richiesti, è 

stato riportato un miglioramento del sonno con meno incubi, permanendo 

tuttavia la sensazione di stanchezza e poco appetito (n. 105/3). Dal profilo 

cardiologico non sono state riscontrate anomalie (n. 106/1).  

 

Infine, il 17 maggio 2024 la ricorrente 5 è stata visitata per algie al ginocchio 

destro, a fronte delle quali è stata svolta un’ecografia e indicata l’assun-

zione di magnesio per un mese (n. 96/3). Essa ha dipoi subìto un’ustione 

di secondo grado alla spalla destra e un’ustione di primo grado diffusa sul 

semilato destro del dorso, attualmente in trattamento con (…) (cfr. atti SEM 

n. 109/2 e 113/2).  

 

6.3.3 Visto quando precede, pur non volendo minimizzare le affezioni ri-

scontrate, il Tribunale giudica che non sussiste uno stato di straordinaria 

vulnerabilità medica dei ricorrenti e il rischio di una loro traumatizzazione 

in caso di trasferimento in Spagna. Infatti, gli stati di salute testé descritti 

non dimostrano elementi concreti e circostanziati per ammettere che siano 

di una gravità tale da comportare una violazione dell’art. 3 CEDU nel caso 

di un trasferimento e che non possano essere trattati in Spagna, rispettiva-

mente che impongano un trattamento esclusivo in Svizzera. Infatti, contra-

riamente a quanto censurato nel gravame, lo Stato spagnolo dispone ge-

neralmente di infrastrutture mediche adeguate sia ai trattamenti di base sia 

alle cure per affezioni psichiche (cfr. ex pluris sentenze del Tribunale 

E-4609/2023 del 5 ottobre 2023 consid. 5.2; D-4233/2023 del 9 agosto 

2023 pag. 7; F-3914/2022 del 22 settembre 2022 consid. 5.1; D-3564/2022 

del 25 agosto 2022 consid. 4.3). Ne consegue che per il prosieguo degli 

attuali trattamenti farmacologici e le successive analisi ginecologiche ed 

D-3078/2024 

Pagina 10 

ostetriche relative alla ricorrente 2, gli interessati potranno fare capo all’in-

frastruttura medica disponibile in Spagna. Va altresì osservato che, in 

quanto firmataria della direttiva accoglienza, detto Paese deve provvedere 

affinché i richiedenti d’asilo ricevano la necessaria assistenza sanitaria, 

comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soccorso e il tratta-

mento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali, e fornire la neces-

saria assistenza medica o di altro tipo alle persone con esigenze di acco-

glienza particolari, comprese le appropriate misure di assistenza psichica 

(cfr. art. 19 par. 1 e 2 direttiva accoglienza). In questo senso, lo stretto con-

trollo dello stato di salute psichica della ricorrente 2, nonché il prosegui-

mento dei trattamenti farmacologici dei figli affetti di disturbi alimentari e del 

sonno, sarà garantito anche in Spagna. 

 

6.3.4 Occorre tuttavia ribadire che le autorità elvetiche competenti per 

l’esecuzione della decisione dovranno, in modo adeguato e prima del tra-

sferimento, informare le autorità spagnole in merito alle specifiche circo-

stanze mediche e personali degli insorgenti, afferenti in particolari lo stato 

psichico della ricorrente 2 e al suo stato di gravidanza (cfr. art. 31 seg. RD 

III; cfr. sentenza del Tribunale E-4609/2023 del 5 ottobre 2023 consid. 5.5).  

 

6.3.5 In esito, i ricorrenti non sono quindi riusciti a provare, o rendere vero-

simile, che un loro trasferimento in Spagna li esporrebbe ad un rischio serio 

e concreto di trattamenti inumani o degradanti comportanti la violazione del 

diritto internazionale.   

 

6.4  

6.4.1 Infine, la decisione avversata va confermata anche per quanto at-

tiene alla presenza in Svizzera del fratello del ricorrente 1 (N 657301), ana-

lizzata sotto il profilo dell’art. 8 CEDU (cfr. atto SEM n. 31/3; DTAF 2013/24 

consid. 5). 

 

6.4.2 Infatti, per poter invocare il diritto al rispetto della vita famigliare pro-

tetto dalla disposizione precitata, lo straniero deve comprovare l’esistenza 

di una relazione stretta ed effettiva con un famigliare (cfr. per la definizione 

l’art. 2 lett. g RD III), il quale beneficia di un diritto di presenza assicurato o 

duraturo in Svizzera, come pure che all’interessato non è possibile prose-

guire la sua vita famigliare altrove (cfr. DTF 143 I 21 consid. 5.1 segg.; 140 

I 77 consid. 5.2; 139 I 330 consid. 2.1). Tuttavia, le relazioni tra familiari 

maggiorenni possono essere eccezionalmente ammesse soltanto in pre-

senza di un particolare rapporto di dipendenza, segnatamente l’esistenza 

della necessità di prodigare cure speciali per un handicap o una malattia 

grave (cfr. sentenze del Tribunale E-3704/2022 del 27 ottobre 2022 consid. 

D-3078/2024 

Pagina 11 

6.3; D-1968/2022 del 5 maggio 2022 consid. 8.5.1). Tale situazione pre-

suppone quindi l’esistenza di problemi di salute di una gravità tale da im-

porre un’assistenza significativa nella vita quotidiana, nel senso di una pre-

senza, di una sorveglianza o anche di un’assistenza permanente che solo 

un parente stretto è in grado di fornire, non essendo sufficiente la mera 

necessità di un sostegno emotivo o addirittura psicologico. A medesima 

soluzione si giunge anche in applicazione dell’altra clausola discrezionale 

prevista all’art. 16 par. 1 RD III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 8.3.3 e 8.3.5). 

 

6.4.2.1  Nel caso concreto, trattandosi di una relazione tra familiari mag-

giorenni, il rapporto fra il ricorrente 1 e suo fratello, non rientra di principio 

nel campo di applicazione dell’art. 8 CEDU. Inoltre, non si può ritenere, 

come correttamente ritenuto dalla SEM, che “sia stata dimostrata l’esi-

stenza di elementi supplementari di dipendenza che vadano oltre i legami 

affettivi normali” (cfr. sentenza CorteEDU, A.W. Khan c. Regno Unito, n. 

47486/06, 12 gennaio 2010, § 32). A prescindere dalla questione del diritto 

di presenza garantito o duraturo in Svizzera, gli interessati non hanno infatti 

presentato alcuna prova concreta adatta a dimostrare che il loro trasferi-

mento in Spagna li pregiudicherebbe di beneficiare, da parte del fratello del 

ricorrente 1, di un’assistenza quotidiana indispensabile che vada al di là 

del sostegno morale o psicologico. Inoltre, il mero fatto che la ricorrente 2 

sia attualmente in gravidanza non è d’acchito sufficiente a comprovare, o 

rendere verosimile, un particolare rapporto di dipendenza con il cognato ai 

sensi degli artt. 8 CEDU e 16 par. 1 RD III, posto peraltro ch’essa può di-

sporre del supporto del marito.  

 

6.5 In siffatte circostanze, non si ravvisano motivi per ritenere che la SEM 

abbia esercitato in maniera arbitraria il suo potere di apprezzamento (cfr. 

DTAF 2015/9 consid. 7 seg.), non sussistendo valide ragioni per applicare 

le clausole discrezionali previste dall’art. 17 par. 1 RD III, rispettivamente 

dall’art. 29a cpv. 3 OAsi 1. Di riflesso, la Spagna si conferma competente 

per la ripresa in carico de ricorrenti nel rispetto delle condizioni prescritte 

dal RD III. 

 

7.  

In esito, la SEM non è incorsa in una violazione del diritto federale e nep-

pure in un accertamento errato o incompleto dei fatti (art. 106 LAsi). Il ri-

corso deve quindi essere respinto e la decisione avversata confermata.  

 

 

 

8.  

D-3078/2024 

Pagina 12 

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, sia la domanda tendente 

alla concessione dell’effetto sospensivo al ricorso, sia quella relativa 

all’esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 

spese processuali, sono divenute senza oggetto. 

 

9.  

Inoltre, posto che le richieste di giudizio presentate con il ricorso erano 

sprovviste di probabilità di esito favorevole, la domanda di assistenza giu-

diziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, 

va respinta (cfr. art. 65 cpv. 1 PA). 

 

10.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– sono poste 

a carico dei ricorrenti soccombenti (cfr. artt. 63 cpv. 1 e 5 PA cum art. 3 lett. 

b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).  

 

11.  

Le misure supercautelari ordinate dal Tribunale il 17 maggio 2024 deca-

dono con la pronuncia della presente sentenza finale. 

 

12.  

Il presente giudizio non può essere impugnato con ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF) ed è quindi 

definitivo. 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-3078/2024 

Pagina 13 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta.  

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico dei ricorrenti. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

4.  

La SEM è tenuta ad informare, prima del trasferimento ed in modo detta-

gliato e completo, le autorità croate in merito alle specifiche circostanze 

mediche degli insorgenti.  

 

5.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Matteo Piatti 

 

 

Data di spedizione: