# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8f6bfdc7-8fe8-5dd4-b3f8-aa1b44227d87
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.03.2007 32.2006.67
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-67_2007-03-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.67

   

  CR/sc

  	
  Lugano

  15 marzo 2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 marzo 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 9 marzo
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________, dal 1° settembre 1996 è stato posto al beneficio di una
rendita intera per un grado d’invalidità del 68% (doc. AI 13).

 

                                         Il
diritto a questa rendita è stato confermato dall’Ufficio AI con comunicazione
20 agosto 2001 (doc. AI 40).

 

                                         A
conclusione della revisione, avviata d’ufficio nel febbraio 2004, dopo aver raccolto
la pertinente documentazione medica, con decisione 18 marzo 2005 (doc. AI
65/2-3) l’Ufficio ha ridotto le prestazioni e riconosciuto all’assicurato il diritto
a tre quarti di rendita adducendo che “(…) in considerazione degli atti
medici ed economici acquisiti all’incarto risulta che sia lo stato di salute
che il discapito economico sono rimasti invariati e di conseguenza viene
confermato un grado invalidante del 68%. Secondo la 4a revisione della LAI tale
grado modifica il diritto alla rendita sino ad ora versata: se fino ad ora la
rendita veniva considerata intera, con l’introduzione della modifica di legge
relativa alla quarta revisione LAI del 1.1.2004, dal secondo mese seguente la
presente decisione la rendita viene diminuita ed erogata in ragione di tre
quarti. (…)” (doc. AI 65/6).

 

                               1.2.   A
seguito dell’opposizione dell’assicurato - con la quale ha contestato la decisione
dell’Ufficio AI, che non ha tenuto conto del peggioramento delle sue condizioni
di salute (doc. AI 70-1), producendo al riguardo un certificato della dr.ssa __________
(doc. AI 73) - l’amministrazione, dopo aver sottoposto l’incarto al SMR, ha
confermato la decisione 18 marzo 2005 osservando che “(…) considerato come
l’assicurato abbia prodotto un certificato medico stilato dalla dr.ssa __________
il 14 aprile 2005, l’incarto, ivi comprese le obiezioni sollevate in sede
d’opposizione, è stato sottoposto al vaglio del SMR. Quest’ultimo ha avuto modo
di confermare la bontà del giudizio espresso dall’amministrazione in quanto, di
fatto, la nuova documentazione medica non oggettiva alcun nuovo elemento medico
che permetta di ritenere una variazione dello stato di salute con ripercussione
sulla capacità lavorativa, rispetto alle precedenti certificazioni mediche agli
atti. In particolare il certificato della dr.ssa __________ presenta diagnosi e
problemi di salute invariati in confronto al precedente rapporto medico del 19
aprile 2004 senza ulteriori nuove patologie o descrizioni a riguardo
dell’evoluzione delle stesse. Viene ora dato un altro peso alla valutazione
delle varie patologie presenti: viene fatto presente che a causa di dolori
lombari intermittenti da carico asimmetrico il signor RI 1 può ora unicamente
condurre un veicolo automatico. Dal dossier risulta però che già nel 1997
l’assicurato aveva chiesto e ottenuto il rimborso dei costi supplementari riguardanti
il cambio automatico, per cui tale affermazione non comprova sicuramente un
peggioramento dello stato di salute. L’autonomia di marcia si sarebbe ulteriormente
raccorciata senza che venga oggettivato un peggioramento dello stato oggettivo
a livello degli arti inferiori rispetto al 1996. Anzi, bisogna rilevare che
l’intervento di allungamento del tendine con correzione di equinismo a sinistra
eseguito nel 1997 ha migliorato la mobilità, come indicato nei precedenti rapporti. In
ogni caso questo fatto non incide sulla capacità lavorativa residua del 50% in
attività adeguate, capacità valutata per attività che non necessitano della
deambulazione. Per quanto attiene alla patologia di compressione del nervo
mediano al tunnel carpale bilaterale, la situazione è stata risanata con
successo a sinistra con intervento di decompressione. Qualora anche a destra la
situazione dovesse comportare una sintomatologia tale da determinare limitazioni
funzionali rilevanti, essa sarebbe risanabile in modo analogo con un semplice intervento
di decompressione, da ritenere esigibile. Per quanto concerne la rottura del
legamento scafoulnare, dal rapporto medico stilato dal dr. __________ il 12
gennaio 2004 risulta un esito post-operatorio molto buono con ripristino della
forza della mano sinistra e stabilità legamentare soddisfacente. In
conclusione, non viene oggettivato un peggioramento dello stato di salute
dell’assicurato, rispettivamente della funzionalità fisica, tale da incidere
sulla capacità lavorativa residua del 50% in attività sedentarie. Il medico SMR
ritiene che le argomentazioni mediche prodotte in fase di opposizione non rappresentano
mezzi di prova atti a sconfessare l’operato dell’amministrazione” (doc. AI 76/4).

 

                               1.3.   Contro
questa decisione l’assicurato ha presentato un tempestivo ricorso al TCA
postulando il ripristino del diritto alla rendita intera.

                                         Sostanzialmente
egli contesta la valutazione del SMR, che ha negato un peggioramento del suo
stato di salute senza neppure visitarlo, producendo a comprova del
deterioramento delle sue condizioni di salute il certificato medico del dr. __________
(doc. I).

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI si è confermato nelle proprie allegazioni,
rilevando di aver sottoposto la nuova documentazione medica prodotta dal
ricorrente al vaglio del SMR, il quale ha avuto modo di osservare che non vi è
stato nessun peggioramento dello stato di salute dell’interessato con influsso
sulla capacità lavorativa (III). 

 

                               1.5.   Con
scritti 6 aprile 2006 (V) e 24 gennaio 2007 (VII) l’assicurato ha trasmesso al
TCA ulteriore documentazione medica a cura del dr. __________. Egli ha inoltre
chiesto di essere sottoposto ad una visita specialistica da parte dell’Ufficio
AI (V).

 

                               1.6.   In
data 9 febbraio 2007 l’Ufficio AI ha osservato di avere sottoposto la nuova documentazione
medica presentata dall’as-sicurato al vaglio del SMR, il quale ha stabilito che
nel caso concreto non vi sono elementi atti a modificare la valutazione
clinica-lavorativa dell’assicurato (IX).

 

                               1.7.   Con
scritto 14 febbraio 2007 l’assicurato ha nuovamente contestato le annotazioni
mediche del SMR, ribadendo la sua richiesta di essere sottoposto ad una visita
specialistica da parte dell’Ufficio AI (XI).

 

Tale
scritto è stato trasmesso all’Ufficio AI (XII), per conoscenza.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pp. 190s; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è la valutazione medica operata dall’Ufficio AI che, ritenuto lo
stato valetudinario invariato rispetto al momento di assegnazione della rendita
e vista l’entrata in vigore della 4a revisione della LAI, ha ridotto il diritto
a prestazioni  da una rendita intera a tre quarti di rendita dalla fine del
mese che segue l’intimazione della decisione.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. 

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età
dell’assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.4.   Se
il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che
incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro,
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta
(art. 17 cpv. 1 LPGA). La revisione avviene d’ufficio quando, in previsione di
una possibile modificazione importante del grado d’invalidità o di grande
invalidità, è stato stabilito un termine nel momento dell’erogazione della
rendita o dell’assegno per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti o si
ordinano provvedimenti che possono provocare una notevole modificazione del
grado d’invalidità o della grande invalidità (art. 87 cpv. 2 OAI). Invece, se è
stata inoltrata domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare che il
grado d’invalidità o d’incapacità dell’invalido a provvedere a se stesso è
modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3
OAI). Infine, prescrive l’art. 87 cpv. 4 OAI che, ove la rendita o l’assegno
per grandi invalidi siano stati negati perché il grado d’invalidità era insufficiente
o perché l’invalido poteva provvedere a se stesso, una nuova richiesta è
riesaminata soltanto in quanto siano soddisfatte le condizioni previste nel capoverso
3.

 

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre
tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena
esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono
applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di
assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo
(STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).

 

                                         La
costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione
non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso
sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto
invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un
cambiamento importante (STFA non pubbl. 28 giugno 1994 nella causa P. P.; RCC
1989 p. 323; DTF 113 V 275, 109 V 116, 105 V 30). Affinché sia possibile la
revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche
dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da influire sulla perdita di
guadagno.

 

                               2.5.   Secondo
la lett. f delle disposizioni finali della modifica del 21 marzo 2003 (4a revisione dell’AI) “Garanzia dei
diritti acquisiti riguardo alle rendite correnti”, le rendite correnti versate
per un grado d’invalidità del 662/3 per cento almeno continuano
ad essere assegnate anche dopo l’entrata in vigore della 4a revisione
dell’AI a tutti i beneficiari che in quel momento hanno già compiuto 50 anni.
Tutte le altre rendite intere per un grado di invalidità inferiore al 70 per
cento devono essere ridotte entro un anno dall’entrata vigore della 4a revisione
dell’AI.

 

                                         Circa
gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad
un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI
stabilisce che la riduzione o la soppressione della rendita o
dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto il più presto, il primo giorno
del secondo mese che segue la notifica della decisione.

 

                               2.6.   Il
TCA rileva innanzitutto che al momento dell’entrata in vigore della 4a revisione dell’AI, il 1° gennaio 2004, l’assicurato, nato il 9
agosto 1955, non aveva ancora compiuto i 50 anni e che allo stesso – con
decisione 15 gennaio 1997 (doc. AI 13) poi confermata in via di revisione con
comunicazione 20 agosto 2001 (doc. AI 40) – è stato
riconosciuto il diritto a una rendita intera per un
grado d’invalidità del 68% a contare dal 1° settembre 1996.

 

                                         All’assicurato
torna dunque applicabile, e ciò non è contestato, la lett. f delle disposizioni
finali della modifica del 21 marzo 2003 (4a revisione dell’AI) sopra enunciata.

 

                               2.7.   Nel
caso in esame dagli atti risulta che in occasione della revisione intrapresa
d’ufficio nel mese di febbraio 2004 (doc. AI 47) l’Ufficio AI ha provveduto a
raccogliere la pertinente documentazione medica.

 

                                         Nel
rapporto medico 19 aprile 2004 la dr.ssa __________, FMH in medicina interna,
poste le diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di “paraparesi spastica
in stato dopo frattura D11-D12 in stato dopo allungamento aponeurotico del tricipite
surale” e quali diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa quelle di
“ipertensione arteriosa; stato dopo epatite B; esofagite da riflusso; ernia
iatale assiale; stato dopo decompressione nervo mediano canale carpale sinistro”,
ha ritenuto non più esigibile la precedente attività, a causa delle difficoltà
di deambulazione e di mantenimento della stazione eretta in maniera prolungata
(doc. AI 48).

 

Nel
suo rapporto medico 4 giugno 2004 all’attenzione dell’Ufficio AI il dr. __________,
FMH in neurologia, poste le diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di
“paraparesi spastica; sindrome del canale carpale bilaterale”, ha indicato
che la precedente attività lavorativa dell’interessato è ancora proponibile,
senza diminuzione del rendimento e che l’assicurato può inoltre svolgere altre
attività, di tipo leggero, da svolgere in posizione seduta, senza riduzioni di
rendimento (doc. AI 53).

 

Nelle
sue annotazioni 28 gennaio 2005 la dr.ssa __________ del SMR ha osservato:

 

" 
Lo stato di salute è da
valutare sostanzialmente stazionario. È quindi sempre giustificata una completa
IL nell'abituale attività di cameriere, mentre è presente una capacità
lavorativa residua del 50% in attività adatta, da seduto, come da valutazione
negli anni precedenti (cfr. anche valutazione consulente IP del
20.09.1996)."

 

A
seguito della decisione, con l’entrata in vigore della quarta revisione della
LAI, di ridurre a tre quarti di rendita la rendita intera precedentemente
versata, stante la stazionarietà del quadro clinico, l’assicurato, in sede di
opposizione, ha trasmesso il certificato medico 14 aprile 2005 della dr.ssa __________
attestante, a suo modo di vedere, un peggioramento delle sue patologie:

 

" 
(...)

In considerazione della nuova scala di indennità va
però anche rivista la situazione clinica del paziente. Se menzionare o valutare
in modo più dettagliato il vero quadro del paziente non avrebbe finora comunque
influito su quanto retribuito, coi mutamenti introdotti da parte
dell'Assicurazione invalidità dal 01.01.2004, ciò non fa più stato.

Segnalo infatti che dall'avvenuta assegnazione del
grado di invalidità al 68% nel settembre 1996, vi sono stati numerosi piccoli
interventi, resi necessari da complicanze derivate dall'infortunio primario.

 

Il continuo carico asimmetrico del bacino e dei due
arti ha portato al recidivante manifestarsi di lombosciatalgie acute, con una
sindrome pseudoradicolare a sinistra. Per tale motivo il paziente può ora
guidare solo un veicolo automatico. L'autonomia di marcia senza ausilio si è
accorciata, per cui si è resa necessaria la richiesta di statuto di invalido
per gli appositi posteggi. La diminuita forza all'arto inferiore sinistro
obbliga il paziente a sostenersi particolarmente sulle due mani, ogni qualvolta
da seduto desidera alzarsi. Per tale motivo il signor RI 1 ha sviluppato una
sindrome del tunnel carpale soprattutto a sinistra, ma anche a destra,
necessitando un primo intervento chirurgico di decompressione alla mano
sinistra. L'intervento a destra è previsto. Succede al paziente di cadere, sempre
e soprattutto secondariamente ai problemi di deambulazione. Per sostenersi da
una di queste cadute, il paziente si è procurato una rottura del legamento scafoulnare,
sempre a sinistra, che ha richiesto un'artrodesi temporanea. Il materiale di
osteosintesi è stato tolto il 15.10.2003. 

Preciso infine che tutto ciò avviene nonostante il
paziente si sottoponga a regolari e intense sedute di fisioterapia, controlli
scrupolosamente il suo peso e cerchi di mantenersi il più attivo possibile.

 

In considerazione di quanto espresso, penso quindi che
il grado di invalidità del Signor RI 1 sia da ridefinire, alla luce del nuovo
sistema di valutazione introdotto." (Doc. AI 73-2)

 

Tale
certificato medico è stato sottoposto al vaglio del SMR. Al riguardo, la dr.ssa
__________, nel suo rapporto 22 aprile 2005, ha rilevato:

 

" 
(...)

	
  Prima domanda prestazioni Al del 1/1996:

  L'A. ha subito un trauma con lesione
  midollare nel 1979: quale esito persiste una paraparesi spastica e disturbi
  urinari tipo ritenzione urinaria. Malgrado le difficoltà negli spostamenti,
  aveva continuato a lavorare come barista in proprio o con un amico. 

  Valutazione neurologica Dr. __________ e
  prof. __________ del 1996:
  

  si tratta di lesione midollare di vecchia
  data relativa al trauma subito senza carattere di evolutività. Limitazioni
  funzionali v.s.

  IL 100% come cameriere, IL 50% in attività
  sedentaria (sull'arco dell'intera giornata con rendimento ridotto)

  Valutazione economica del 9/1996:

  non sono applicabili provvedimenti professionali.
  Capacità di guadagno residua del 32% (confronto dei redditi).

  Rendita grado 68% dal settembre 1996.

   

  Mezzi ausiliari del 1997: cambio automatico autovettura/ortodesi
  tibiale/ scarpe ortopediche

   

  Revisione del 1999:

  nel 1997 intervento di allungamento
  tendineo v.s. sinistra per equinismo spastico con leggero miglioramento del
  grado di mobilità.

  Segnalati dolori tendomialgici di origine
  vertebrale lombare.

  La Dr.ssa __________ segnala uno stato di
  salute complessivamente stazionario.

  Il curante neurologo Dr. __________
  segnala che in seguito all'intervento v.s. cammina meglio ma persistono
  difficoltà nel rimanere a lungo in piedi. Quadro sostanzialmente stazionario.

   

  Attuale revisione del marzo 2004:

  L'A. segnala uno stato di salute invariato.

  La curante Dr.ssa __________ con rapporto
  medico del 412004 segnala stato di salute stazionario. 

  Rileva alcune nuove diagnosi ma senza
  influsso sulla capacità lavorativa residua (esofagite da riflusso, ernia
  iatale assiale, stato dopo decompressione N. mediano nel tunnel carpale
  sinistra, sutura legamento scafoulnare sinistro e artrodesi temporanea del
  carpo in agosto 2003 con evoluzione favorevole (risultato molto buono
  descritto dal chirurgo Dr. __________, vedi rapporto del 1/2004).).

  Le limitazioni funzionali indicate sono
  invariate: difficoltà alla deambulazione e alla stazione eretta prolungata.

  Pure il curante neurologo Dr. __________
  segnala uno stato di salute stazionario.

  In presenza di uno stato di salute
  sostanzialmente stazionario con limitazioni funzionali invariate, viene
  quindi confermato il grado di invalidità del 68% (valutato su IL 100% come
  cameriere e capacità lavorativa del 50% in attività da seduto), decisione del
  18.03.2005.

  Questo grado di invalidità del 68% ora,
  comunque, non dà più diritto a rendita intera, ma a tre quarti di rendita
  (4.revisione LAI).

   

  Opposizione del 30.03.2005:

  L'A. si oppone alla decisione affermando
  un peggioramento dello stato di salute.

  La curante Dr.ssa __________ con
  certificato del 14.04.2005 afferma pure un peggioramento dello stato di
  salute in presenza di diagnosi e di problemi di salute invariati in confronto
  al precedente rapporto medico dell’aprile 2004, senza ulteriori nuove
  patologie o evoluzione descritta. Viene comunque ora dato un altro peso alla
  valutazione delle varie patologie presenti:

  viene fatto presente che per presenza di
  dolori lombari intermittenti da carico asimmetrico, l'A. può ora solo guidare
  un veicolo automatico. Dal dossier risulta invece che tale mezzo ausiliario è
  già stato concesso dal 1997 e quindi sicuramente non comprova un
  peggioramento dello stato di salute.

  L'autonomia di marcia si sarebbe
  ulteriormente raccorciata senza che venga oggettivato un peggioramento dello
  stato oggettivo a livello degli arti inferiori in confronto al 1996 (anzi
  bisogna rilevare che l'intervento di allungamento del tendine con correzione
  di equinismo a sinistra eseguito nel 1997 ha migliorato la mobilità, come indicato nei precedenti
  rapporti).

  In ogni caso, questo fatto non incide
  sulla capacità lavorativa residua, valutata per attività che non necessitano
  della deambulazione.

  Per quanto concerne la patologia di
  compressione del N. mediano al tunnel carpale bilaterale, la situazione è
  stata risanata con successo a sinistra con intervento di decompressione.
  Qualora anche a destra la situazione dovesse comportare una sintomatologia
  tale da determinare limitazioni funzionali rilevanti, essa sarebbe risanabile
  in modo analogo con un semplice intervento di decompressione, da ritenere
  esigibile. 

  Per quanto concerne la rottura del
  legamento scafoulnare, dalla documentazione medica del Dr. __________ risulta
  un esito postoperatorio molto buono con ripristino della forza alla mano
  sinistra e stabilità legamentare soddisfacente.

  Quindi non sono oggettivati esiti da
  ritenere limitanti.

  In conclusione, non viene oggettivato un peggioramento dello stato
  di salute dell'A. rispettivamente della funzionalità fisica tale da incidere
  sulla capacità lavorativa residua del 50% in attività da seduto." (Doc.
  AI 74-2+3)

   

  

 

 

Nella
decisione su opposizione l'amministrazione ha quindi ribadito il diritto
dell’assicurato a tre quarti di rendita, ritenuta la stazionarietà delle sue
patologie dal profilo medico, con conseguente conferma del grado di invalidità
68%.

 

In
sede ricorsuale l’assicurato ha trasmesso il certificato medico 13 marzo 2006
del dr. __________, del seguente tenore:

 

" 
Il Paziente, in mia cura
dal 1995 per una paraparesi spastica dopo lesione midollare traumatica toracica
bassa nel 1979, presenta attualmente un peggioramento della situazione, con
apparizione di lombalgie croniche che ne rendono ancora più limitata la
motilità.

Se finora il grado di incapacità lavorativa era stato
valutato del 68%, attualmente il grado deve essere aumentato, almeno all'80%.

Il Paziente non può rimanere in piedi a lungo, deve
spostarsi con l'aiuto di due stampelle e sicuramente non può più intraprendere
nessuna attività professionale." (Doc. A2)

 

Al
riguardo, nelle sue annotazioni 24 marzo 2006 il dr. __________ del SMR ha
osservato:

 

" 
Vedi presa di posizione
dettagliata del 22.4.2005 (dr.ssa __________).

 

L'attuale breve rapporto del Dr. __________ non
permette di rendere verosimile una modifica sostanziale dello stato di salute.
I limiti funzionali da lui indicati (impossibilità di stare in piedi a lungo,
difficoltà negli spostamenti) erano già stati presi in considerazione al
momento della determinazione del grado d'invalidità valutando esigibile
unicamente un'attività sedentaria leggera al 50%. Per quanto concerne la
problematica di lombalgie croniche faccio notare che già nel 1996 erano
descritti dolori lombari (rapporto dr. __________ del 18.4.1996).

 

Conclusione: si conferma stato di salute
invariato." (Doc. III/bis)

 

L’assicurato
ha pure trasmesso nuovi attestati medici e meglio:

 

-         
certificato medico 13 marzo 2006 del dr. __________,
indirizzato alla Cassa malati, del seguente tenore:

 

" 
Con la presente dichiaro
di avere in cura il Paziente dal 26.4.1995 per una paraparesi spastica dopo una
frattura vertebrale D11-D12 nel 1979 con compressione midollare.

Per i disturbi summenzionati il Paziente
necessita della fisioterapia continua, almeno due volte per settimana per poter
mantenere la sua funzione deambulatoria." (Doc. B)

 

-         
rapporto medico 12 dicembre 2006 inviato dal dr.
__________ alla dr.ssa __________, in cui osserva:

 

" 
Le riferisco in merito
al Paziente summenzionato che ho ricontrollato nell'ultimo mese.

 

Ricordo la presenza di una paresi spastica
dopo una lesione midollare traumatica toracica bassa nel 1979, leggermente
predominante al membro inferiore destro che diventa sempre più debole da quanto
il Paziente afferma, deve camminare con l'aiuto di 1-2 stampelle, quando rimane
molto in piedi sente cedere la gamba, talvolta sarebbe anche caduto.

Operato al tunnel carpale sinistro con miglioramento,
persistono i disturbi alla mano destra, soprattutto notturni o quando rimane
molto appoggiato sulle stampelle. 

In cura con Lyrica 75 mg 3 al dì, Sirdalud
3x1 mg al giorno, non incontinenza sfinterica.

Dolenzia anche a livello dell'anca destra,
persiste un'asimmetria dei riflessi, nettamente più vivaci al membro inferiore
sinistro che al destro, in particolare il patellare destro è diventato meno
vivace rispetto al 1995.

Cutanei plantari in estensione
bilateralmente.

Modica diminuzione della forza anche per il
muscolo quadricipite e iliopsoas a destra.

La marcia è fatta con difficoltà, con l'uso
delle stampelle, deve muovere il bacino in blocco con aumento dei dolori anche
a livello lombo-sacrale.

Ho praticato un ENG di controllo per il
nervo mediano destro che mostra solo un leggero peggioramento della conduzione
segmentale sensitiva, non al contrario per la motoria.

Ho fatto praticare inoltre una MRI del
rachide toraco-lombo-sacrale il 4.12.2006, di cui Le allego la fotocopia del
rapporto (le lastre le ho consegnate al Paziente) che mostra la persistenza di
una deformazione a cuneo dei corpi vertebrali D11 e D12 con scivolamento
laterale destro di D11 su D12, persistenza di una piccola lesione
intramidollare di carattere cistico, post-traumatica, mentre a livello del
rachide lombare si nota un aumento della protrusione discale L2-L3 rispetto
all'esame precedente del 1995, con restringimento del canale spinale a questo livello.

 

Non altre anomalie importanti ai livelli più
bassi.

Presenza di discopatie anche a livello
cervicale, senza però visibile compressione delle strutture nervose.

 

In conclusione: sospetto che il Paziente
soffra, oltre che degli esiti della lesione midollare toracica bassa, anche di
una sofferenza delle radici L3-L4 di destra, eventualmente già alla loro origine,
a livello midollare, ma anche in rapporto con il prolasso discale a base larga
L2-L3, nettamente più evidente che non 10 anni fa, con una sintomatologia di
tipo canale lombare stretto, con una compressione multipla delle radici L3-L4.

In considerazione anche del peggioramento
clinico, della persistenza dei dolori, delle difficoltà alla marcia, in
presenza di una patologia che potrebbe essere corretta, ho proposto al Paziente
di chiedere il parere ad un Neurochirurgo sulla possibilità o meno di
intervenire a livello L2-L3, dove il canale spinale sembra più stretto.

Abbiamo deciso, con il Paziente, di
lasciargli qualche settimana per pensarci, non essendo lui stesso entusiasta
all'idea di un intervento chirurgico.

Rimango a disposizione per discutere il
problema e per l'ulteriore procedere in seguito." (Doc. C4)

 

 

-         
certificato medico 9 gennaio 2007 del dr. __________
all’atten-zione della Cassa malati, in cui indica che l’assicurato “dovrà
proseguire anche per il 2007 con 2 sedute la settimana di fisioterapia visto il
peggioramento della situazione, con una marcata diminuzione della motilità”
(doc. C1).

 

Tutte
queste attestazioni mediche sono state così commentate dal dr. __________ nelle
sue annotazioni 6 febbraio 2007:

 

" 
vedi nota del 22.4.2005
e del 24.3.2006: 

 

attualmente vengono presentati:

 

-    referto RM colonna toracale e lombosacrale del 24
e 30.11.2006:

           ○    presenza di
alterazioni degenerative C3-C7 senza restringimento del canale spinale

           ○    note alterazioni postraumatiche
D11 D12

           ○    alterazioni
degenerative a livello lombare (spondilartrosi L2-S1) senza compressione radicolare
e senza restringimento del canale spinale

 

-    referto ENG del 4.12.2006: leggero
peggioramento della conduzione a livello canale carpale del n. mediano destro
rispetto al 2003

 

-    rapporto dr. __________ indirizzato alla dr.ssa __________
del 12.12.2006:

 

           ○    da questo rapporto
risulta persistenza disturbi tunnel carpale a destra soprattutto notturni e
usando molto la stampella (il medico conferma espressamente un solo leggero
peggioramento)

           ○    assenza di incontinenza
sfinterica

           ○    marcia fatta con difficoltà

           ○    viene sospettata una
sintomatologia da canale lombare stretto con compressione multipla delle radici
L3/L4 con eventuale indicazione a operazione

 

Valutazione:

per quanto concerne la problematica del tunnel carpale
espressamente viene confermata l'assenza di un peggioramento di rilievo ma al
massimo un leggero peggioramento senza quindi ripercussioni funzionali
rilevanti;

per quanto concerne la problematica del rachide lombare
il sospetto clinico per una stenosi del canale spinale non trova riscontro
oggettivo nell'esame RM. In ogni caso anche in presenza di una stenosi del
canale spinale questa potrebbe al massimo essere limitante per attività da
svolgere in piedi o con necessità di spostamento (sintomatologia di claudicatio
spinale). Ricordo qui però che l'assicurato è stato ritenuto abile parzialmente
per attività sedentarie e quindi eventuali ripercussioni di una stenosi del
canale spinale (patologia nota bene finora non oggettivata) non avrebbero ripercussioni
limitanti.

 

In conclusione l'attuale documentazione non permette di
oggettivare una modifica sostanziale dello stato di salute dell'assicurato."
(Doc. IX/bis)

 

                               2.8.   Affinché
un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi,
prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in
piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione
delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni
dell'esperto devono inoltre essere motivate (STFA del 26 agosto 2004 nella
causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U
329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF
122 V 160 consid. 1c; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002 nella causa M [I 162/01],
consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile
1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24
dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e
332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In
un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio
non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo
per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli
interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22
maggio 1995 in re A. C; cfr.
anche DTF 123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), l’Alta Corte ha ribadito che
ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine,
non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità
(DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in
un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in
dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle
particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati
i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26 agosto 2004 nella causa
G.C., I 355/03, consid. 5).

                                         Per
quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; MEYER-BLASER,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997,
pag. 230).

                                         Inoltre, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori
il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

                                         Infine,
va rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto
affidabile deve adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione dell'autonomia
del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT 2003-II pag.
628-629, in particolare la nota
158, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in particolare
la DTF 127 V 294).

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann.
In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und
[psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito psichiatrico
l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta
e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele
molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di
grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27
settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).

 

                               2.9.   Nell’evenienza
concreta, questo TCA, dopo attento esame della documentazione medica
all’incarto, ritiene che, per lo meno fino all’emissione della decisione
impugnata, le condizioni di salute dell’interessato non sono peggiorate
rispetto a quanto accertato in occasione della precedente procedura di revisione
sfociata nella decisione 20 agosto 2001 (doc. AI 40).

 

                                         Il
SMR, infatti, valutati i certificati medici prodotti dai curanti e constatata
la stazionarietà dei disturbi rispetto alle diagnosi poste dagli stessi curanti
in occasione della precedente procedura di revisione, ha correttamente ritenuto
di poter confermare le conclusioni in merito alla capacità lavorativa del 50%
dell’assicurato in attività adeguate. In precedenza, difatti, sulla base del
certificato medico 23 aprile 1996 del dr. __________ – che attestava una totale
inabilità al lavoro quale cameriere, ma un’abilità lavorativa del 50% in
attività sedentarie, precisando che la capacità lavorativa era limitata dal
fatto che l’interessato presentava difficoltà di spostamento per una paraparesi
spastica ai membri inferiori, aggiungendo che se rimaneva molto in piedi
apparivano dei dolori a livello lombare (doc. AI 9-1) - l’assicurato era stato
ritenuto inabile al lavoro al 100% nella sua abituale professione di cameriere
e abile al lavoro 50% in attività leggere adeguate, rispettose dei suoi limiti
funzionali. Tale conclusione era stata confermata anche a seguito della
procedura di revisione avviata d’ufficio nel 1999, con decisione 20 agosto 2001
(doc. AI 40-1), ritenuto che sia la dr.ssa __________ (doc. AI 33-3), sia il
dr. __________ (doc. AI 37/1-2), hanno attestato che lo stato di salute
dell’interessato era stabile. Ancora, nel rapporto medico 19 aprile 2004
indirizzato all’Ufficio AI la dr.ssa __________ ha ribadito la stazionarietà
dello stato di salute dell’interessato (doc. AI 48), così come pure il dr. __________
nel suo rapporto medico 4 giugno 2004 all’attenzione dell’amministrazione (doc.
AI 53).

È
solo a seguito della decisione dell’Ufficio AI di ridurre, a seguito
dell’entrata in vigore della quarta revisione della LAI – e non per motivi
medici, è bene sottolinearlo, ritenuto che lo stato valetudinario era rimasto
stazionario (doc. AI 58) - la rendita intera precedentemente accordata per un
grado di invalidità del 68% a tre quarti di rendita, sempre per un grado di
invalidità del 68%, che la dr.ssa __________ con scritto 14 aprile 2005 ha segnalato che “dall’avvenuta assegnazione
del grado di invalidità al 68% nel settembre 1996 vi sono stati numerosi
piccoli interventi, resi necessari da complicanze derivate dall’infortunio
primario”, aggiungendo che “in considerazione della nuova scala di
indennità va però anche rivista la situazione clinica del paziente: se
menzionare o valutare in modo più dettagliato il vero quadro del paziente non
avrebbe finora comunque influito su quanto retribuito, coi mutamenti introdotti
da parte dell’Assicurazione invalidità dal 1° gennaio 2004, ciò non fa più
stato” (doc. AI 73-2).

Queste
critiche della dr.ssa __________ sono state dettagliatamente vagliate dalla
dr.ssa __________, che nelle sue raccomandazioni 22 aprile 2005 ha rilevato come la curante, pur elencando
le medesime diagnosi e problemi di salute invariati rispetto al suo precedente
certificato medico di aprile 2004, senza descrivere l’insorgenza di nuove
patologie, ha ritenuto di dare maggior peso ai disturbi dell’interessato, con
riferimento a problemi lombari intermittenti che gli consentono di guidare solo
un veicolo automatico e gli permettono un’autonomia di marcia raccorciata. A
tal proposito la dr.ssa __________ ha rilevato che dalla documentazione agli
atti risulta che l’assicurato beneficia quale mezzo ausiliario del cambio
automatico dal 1997, motivo per il quale tale circostanza non può dimostrare
l’insorgenza di un peggioramento dello stato di salute. In effetti, l’Ufficio
AI ha riconosciuto all’interessato il citato mezzo ausiliario nel giugno 1997
(doc. AI 21) e poi nel giugno 2004 (doc. AI 54).

Quanto
all’autonomia di marcia, il medico SMR ha osservato che non è stato oggettivato
un peggioramento a livello degli arti inferiori rispetto al 1996, rilevando al
contrario che l’intervento di allungamento del tendine con correzione di equinismo
a sinistra eseguito nel 1997 ha
migliorato la mobilità. La
dr.ssa __________ ha inoltre precisato che tale problematica non incide sulla
capacità lavorativa residua del 50% dell’interessato, valutata con riferimento
ad attività sedentarie. Infine, per quanto riguarda la patologia di
compressione del nervo mediano al tunnel carpale bilaterale, la dr.ssa __________
ha rilevato che la situazione è stata risanata con successo a sinistra tramite
intervento di decompressione, ritenendo che in caso di insorgenza di
limitazioni funzionali rilevanti anche a destra si potrebbe intervenire in modo
analogo. Il medico SMR ha affermato che per quanto concerne la rottura del
legamento scafoulnare il dr. __________ ha indicato un esito post-operatorio
molto buono, con ripristino della forza alla mano sinistra e stabilità
legamentare soddisfacente. La dr.ssa __________ ha quindi concluso che non è
stato oggettivato un peggioramento dello stato di salute dell’interessato (doc.
AI 74-2+3). Tali conclusioni, ben motivate e supportate dalla documentazione
medica agli atti, possono essere fatte proprie da parte di questo Tribunale.

 

                                         In
sede ricorsuale l’assicurato contesta le conclusioni dell’Ufficio AI, indicando
che vi è stato un peggioramento delle sue condizioni di salute, così come
attestato in data 13 marzo 2006 dal dr. __________ (doc. A2).

In
tale scritto lo specialista curante, ricordato che l’interessato è affetto da
paraparesi spastica dopo lesione midollare traumatica toracica bassa nel 1979, ha attestato un peggioramento della
situazione, “con apparizione di lombalgie croniche ne rendono ancora più
limitata la motilità”, precisando che “il paziente non può rimanere in
piedi a lungo, deve spostarsi con l’aiuto di due stampelle e sicuramente non
può più intraprendere nessuna attività professionale” (doc. A2).

Al
riguardo, nelle sue osservazioni 24 marzo 2006 il dr. __________ ha rilevato
che il breve rapporto del dr. __________ non permette di rendere verosimile una
modifica sostanziale dello stato di salute, ritenuto che i limiti funzionali da
lui indicati (impossibilità di stare in piedi a lungo, difficoltà negli spostamenti)
erano già stati presi in considerazione al momento della determinazione del
grado d'invalidità, considerando esigibile unicamente un'attività sedentaria
leggera al 50%. Per quanto concerne la problematica dell’insorgenza di
lombalgie croniche, il medico SMR ha rilevato che già nel 1996 erano stati
descritti dolori lombari (doc. III bis). Questo Tribunale ritiene di poter aderire
a tali conclusioni, logiche e motivate. In effetti, nel rapporto medico 20
febbraio 1996 il dr. __________ aveva ritenuto esigibile per l’interessato lo
svolgimento di un’attività sedentaria nella misura del 50% (doc. AI 5-2),
mentre nel successivo referto 23 aprile 1996 aveva rilevato l’impossibilità per
l’assicurato di rimanere in piedi a lungo, pena l’insorgenza di dolori a
livello lombare (doc. AI 9-1).

 

L’assicurato
ha inoltre ritenuto che il peggioramento delle sue condizioni di salute sia
provato dal certificato medico 12 dicembre 2006 inviato dal dr. __________ alla
dr.ssa __________. In tale scritto lo specialista sospetta che il paziente soffra,
oltre che degli esiti della lesione midollare toracica bassa, anche di una sofferenza
delle radici L3-L4 di destra, eventualmente già alla loro origine, a livello
midollare, ma anche in rapporto con il prolasso discale a base larga L2-L3, nettamente
più evidente che non 10 anni fa, con una sintomatologia di tipo canale lombare
stretto, con una compressione multipla delle radici L3-L4. Per tali motivi, in
considerazione anche del peggioramento clinico, della persistenza dei dolori,
delle difficoltà alla marcia, in presenza di una patologia che potrebbe essere
corretta, lo specialista ha proposto di chiedere il parere ad un neurochirurgo
sulla possibilità o meno di intervenire a livello L2-L3, dove il canale spinale
sembra più stretto (doc. C4).

Al
riguardo, il dr. __________, nelle sue annotazioni 6 febbraio 2007, ha rilevato che “il sospetto
clinico per una stenosi del canale spinale non trova riscontro oggettivo
nell'esame RM. In ogni caso anche in presenza di una stenosi del canale spinale
questa potrebbe al massimo essere limitante per attività da svolgere in piedi o
con necessità di spostamento (sintomatologia di claudicatio spinale). Ricordo
qui però che l'assicurato è stato ritenuto abile parzialmente per attività sedentarie
e quindi eventuali ripercussioni di una stenosi del canale spinale (patologia
nota bene finora non oggettivata) non avrebbero ripercussioni limitanti”
(doc. IX/bis).

Questo
Tribunale ritiene di poter aderire alle conclusioni del medico SMR, tanto più
che lo scritto 12 dicembre 2006 del dr. __________ non è stato seguito da altri
referti medici del curante o di un altro specialista (ad esempio di un neurochirurgo,
come proposto), attestanti un peggioramento dello stato di salute con influsso
sulla capacità lavorativa residua.

 

                                         A
tal proposito va ricordato che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta dal principio
inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere
accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo principio non
è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di
collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210
consid. 6c con riferimenti). Il dovere processuale di collaborazione comprende
in particolare l'obbligo delle parti di apportare ‑ ove ciò fosse
ragionevolmente esigibile ‑ le prove necessarie, avuto riguardo alla
natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di
dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid.
3b con riferimenti). 

 

Per
quanto concerne la problematica del tunnel carpale, per la quale l’interessato
ha prodotto il referto ENG 4 dicembre 2006, il dr. __________ ha rilevato che
nello stesso viene espressamente confermata l'assenza di un peggioramento di
rilievo, ma al massimo un leggero peggioramento senza quindi ripercussioni funzionali
rilevanti (doc. IX bis).

Questa
valutazione viene fatta propria dal TCA, ritenuto che nel rapporto 4 dicembre
2006 relativo all’esame elettroneurografico il dr. __________ ha indicato che
vi è un “leggero peggioramento della conduzione segmentale sensitiva antidromica
nel canale carpale, per il nervo mediano destro, rispetto al precedente esame
del 2003, mentre la latenza distale motoria al contrario è minimamente
migliorata” (doc. C3).

 

Visto
quanto sopra, ritenuta la pertinenza delle dettagliate, approfondite e motivate
valutazioni del dr. __________, questo Tribunale ritiene che l'attuale documentazione
non permette di oggettivare una modifica sostanziale dello stato di salute dell'assicurato.

 

Quanto
alla censura secondo la quale i medici SMR non avrebbero visitato l’assicurato,
va osservato che, in ambito LAINF, il TFA ha precisato che i pareri
redatti dai medici della __________ hanno pieno valore probatorio, anche quando
essi si sono espressi unicamente in base agli atti, dunque senza visitare
personalmente l'assicurato (cfr. STFA del 10 settembre 1998 nella causa R., U
143/98 e STFA del 2 luglio 1996 nella causa A., U 49/95).
Analogamente, visto come il medico SMR si fondi su validi reperti medici di
specialisti e sugli esiti di indagini svolte, bisogna concludere che la sua
valutazione ha valore anche se non ha visitato il paziente.

 

                                         Va
qui inoltre ricordato che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 nella
causa B. (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni
espresse dai medici SMR, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico
curante e il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova
perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

"  (…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un
rapport d'expertise émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI)
- dont la jurisprudence a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard
de l'administration et de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport
médical établi par le SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de
divergence d'opinion entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de
manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La
valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf.
consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors
aucune raison d'écarter le
rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour
le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au
regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et
du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance
particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci. La
recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel. (…)”

(cfr.
STFA del 24 agosto 2006 nella causa B., I 938/03, consid. 3.2)

 

In
conclusione, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze SMR, non smentite
da ulteriori rapporti medici successivi che attestino l’esistenza di altre
patologie invalidanti che avrebbero dovuto essere ulteriormente indagate, questo
Tribunale ritiene che la refertazione medica agli atti contiene elementi chiari
e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno dell'assicurato sino
all'emanazione del querelato provvedimento. Pertanto, richiamato inoltre
l’obbligo che incombe all’assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente
esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal
danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i
riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61) - se necessario intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V
28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgericht zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221) - è da ritenere dimostrato,
con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115
V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid.
2b), che, per lo meno fino all’emissione della decisione impugnata, l'assicurato non ha subito un peggioramento delle patologie con
ripercussioni sulla sua capacità lavorativa residua e continua quindi ad essere
abile al 50% in attività leggere e confacenti al suo stato di salute.

 

Va comunque fatto presente all’assicurato che in caso di peggioramento
rilevante delle condizioni di salute, debitamente comprovato da pertinente
documentazione medica, egli potrà in futuro presentare una domanda di
revisione.

 

Pertanto,
ritenuta la stazionarietà dello stato di salute dell’assicurato, con conseguente
invariabilità del grado di invalidità (68%), è a giusta ragione che
l’amministrazione, a seguito dell’entrata in vigore della quarta revisione
della LAI, ha ridotto a tre quarti la rendita intera precedentemente attribuita
all’interessato per un grado di invalidità del 68% (l'art. 28 cpv. 1 LAI
prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al
60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%).

 

                             2.10.   Da
ultimo, l’assicurato ha chiesto si essere sottoposto ad una “visita specialistica”
da parte dell’Ufficio AI (V).

                                         A
tal proposito va rilevato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c con
riferimenti).

 

                                         Nel
caso in esame, già si è detto che la documentazione agli atti è sufficiente per
statuire nel merito della vertenza. Né vi sono validi motivi per ritenere
inaffidabili le certificazioni mediche citate nei considerandi precedenti. 

                                         Non
è pertanto necessario procedere ad ulteriori accertamenti medici.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti