# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 41beb03b-8775-5b07-a6a1-de04af0151c7
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-05-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.05.2024 D-2554/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2554-2024_2024-05-08.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2554/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l l ’ 8  m a g g i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio),  

Aileen Truttmann, Thomas Segessenmann,  

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

patrocinato dall'avv. Eliane Schmid,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera, (…),  

ricorrente,  

  
 

 
Contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 16 aprile 2024 / N (…). 

 

D-2554/2024 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 26 di-

cembre 2023, dichiarandosi minorenne nato il (…). Dai riscontri dattilosco-

pici dell’unità centrale del sistema europeo “Eurodac” del 29 dicem-

bre 2023 è risultato ch’egli aveva presentato una pregressa domanda 

d’asilo in Bulgaria il 26 ottobre 2023.   

 

A.b Il 30 gennaio 2024 si è svolta la prima audizione per richiedenti mino-

renni non accompagnati (di seguito anche: verbale RMNA). In tale ambito, 

la SEM ha segnatamente elencato all’interessato i motivi per i quali la 

stessa riteneva che la sua minore età fosse inverosimile e lo ha informato 

che avrebbe potuto essere sottoposto ad un esame medico-legale, conce-

dendogli il diritto di essere sentito in merito all’eventuale competenza della 

Bulgaria per la trattazione della sua domanda d’asilo, rispettivamente al 

suo prospettato trasferimento verso detto Paese (cfr. atto della Segreteria 

di Stato della migrazione [di seguito: SEM] n. […]-14/11).  

 

A.c Il 20 febbraio 2024, il ricorrente è stato sottoposto agli accertamenti 

medico-legali deputati all’accertamento della sua età (esame odontosto-

matologico, esame radiologico della mano e del polso e tomografia delle 

articolazioni sterno-clavicolari).  

 

A.d Il 23 febbraio 2024, la SEM ha dipoi presentato alle competenti autorità 

bulgare una domanda di ripresa in carico del richiedente sulla base 

dell’art. 18 par. 1 lett. b del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento 

europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i mec-

canismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di 

una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati 

membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gaz-

zetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di se-

guito: RD III; cfr. atto SEM n. 19/5).  

 

A.e Il 7 marzo 2024 è stato notificato alla SEM il rapporto medico-legale 

del 28 febbraio 2024 relativo alle perizie mediche svolte il 20 febbraio pre-

cedente, il quale indica che l’età media dell’interessato è situata tra i 20 e i 

24 anni e che l’età minima equivale a 17.6 anni. Tale rapporto conclude 

inoltre che “è possibile che il signor […] abbia meno di 18 anni”, ma che la 

data di nascita da lui indicata, ossia il (…), “è da considerarsi inverosimile” 

(cfr. SEM 23/13, pagg. 4-5).  

 

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Pagina 3 

A.f Lo stesso giorno, la Bulgaria ha accettato la domanda di ripresa in ca-

rico dell’interessato basandosi sull’art. 18 par. 1 lett. c RD III (cfr. atto SEM 

n. 24/1).  

 

A.g Con scritto del 22 marzo 2024, l’autorità inferiore ha quindi concesso 

al ricorrente il diritto di essere sentito in merito al fatto che, a fronte 

dell’istruttoria medico-legale esperita e dell’assenza di documenti d’identità 

giuridicamente validi, la sua minore età dovesse essere ritenuta inverosi-

mile e che, di riflesso, occorresse modificare la sua data di nascita nel Si-

stema d’informazione centrale sulla migrazione (SIMIC) al (…). Il 27 marzo 

2024, l’interessato ha trasmesso le proprie osservazioni al riguardo (cfr. atti 

SEM n. 25/3 e 27/3).  

 

A.h Il 2 aprile 2024, la SEM ha infine provveduto a modificare d’ufficio la 

sua data di nascita registrata in SIMIC secondo quanto comunicatogli in 

precedenza. 

 

B.  

Con decisione del 16 aprile 2024, notificata il giorno successivo, la SEM 

non è entrata nel merito della domanda d’asilo dell’interessato giusta 

l’art. 31a cpv. 1 lett. b della LAsi (RS 142.31) e ha pronunciato l’esecuzione 

del suo trasferimento verso la Bulgaria, indicando inoltre che un eventuale 

ricorso non avrebbe avuto effetto sospensivo. 

 

C.  

C.a Con gravame datato 24 aprile 2024, allestito in lingua tedesca, l’inte-

ressato avversa la decisione succitata dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale (di seguito: il Tribunale) concludendo all’annullamento della 

stessa, nonché alla restituzione degli atti alla SEM per procedere all’esame 

nazionale della domanda d’asilo, previo accertamento della sua minore 

età. In via subordinata, egli postula la restituzione degli atti alla SEM per 

procedere ad una nuova procedura istruttoria e alla pronuncia di una nuova 

decisione. Sul piano procedurale, il ricorrente chiede invece la concessione 

dell’effetto sospensivo al ricorso, la sospensione in via supercautelare del 

suo trasferimento verso la Bulgaria, nonché l’accoglimento dell’istanza 

d’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle 

spese processuali e del relativo anticipo, con protesta di tasse e spese. Al 

gravame non sono stati acclusi nuovi documenti o mezzi di prova. 

 

C.b Con decisione del 25 aprile 2024, il Tribunale ha sospeso provvisoria-

mente l’esecuzione del trasferimento dell’interessato. 

 

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Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

 

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 

art. 52 cpv. 1 PA.  

 

1.3 Il gravame in oggetto è stato allestito in tedesco, allorché la decisione 

impugnata è redatta in italiano. A tale riguardo, non sussistendo valide ra-

gioni per scostarsi dalla regola sancita all’art. 33a cpv. 2 PA (applicabile per 

rimando dell’art. 6 LAsi e dell’art. 37 LTAF), il presente procedimento se-

guirà tuttavia la lingua della decisione impugnata, ritenuto in particolare che 

l’incarto dell’autorità inferiore presenta una consistente documentazione in 

italiano. 

 

1.4 Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 

 

2.  

In materia d’asilo, il potere di cognizione del Tribunale e le censure ammis-

sibili sono disciplinati dall’art. 106 cpv. 1 LAsi (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5; 

2014/1 consid. 2; art. 62 cpv. 4 PA). Qualora sia adito su ricorso contro una 

decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, il Tribunale si 

limita inoltre ad esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. 

DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5).  

 

3.  

In virtù dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti 

poiché, con il ricorso, il ricorrente non ha addotto alcun nuovo fatto o mezzo 

di prova dirimente per il giudizio.  

 

4.  

Nella querelata decisione, l'autorità inferiore ha sostanzialmente conside-

rato che, a fronte della perizia medico-legale del 28 febbraio 2024 e in di-

fetto di documenti d’identità originali, l'interessato non avesse anzitutto 

reso verosimile la sua minore età. Inoltre, egli avrebbe versato agli atti uni-

camente la copia della sua taskara, alla quale non andrebbe conferito un 

alto valore probatorio, e riferito alle autorità svizzere e bulgare delle diver-

genti date di nascita. La SEM ha altresì constatato la competenza della 

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Bulgaria per l'esame della domanda d'asilo dell’insorgente, escludendo 

l’esistenza di carenze sistemiche ai sensi dell'art. 3 par. 2 RD III in detto 

Paese. Inoltre, non sussisterebbero validi motivi per l'applicazione della 

clausola di sovranità prevista dall'art. 17 par. 1 RD III, rispettivamente 

dall'art. 29a cpv. 3 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali 

dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), posta segnatamente l’assenza 

di un rischio di trattamenti contrari all'art. 3 CEDU o di una violazione del 

principio del divieto di respingimento.  

 

5.  

5.1 Anzitutto, il ricorrente lamenta – implicitamente – la violazione del diritto 

federale e l’accertamento errato dei fatti giuridicamente rilevanti in rela-

zione all’accertamento della sua data di nascita. In particolare, la perizia 

medico-legale del 28 febbraio 2024 non costituirebbe un valido indizio a 

comprova della sua maggiore età; la SEM non avrebbe infatti debitamente 

analizzato i singoli elementi peritali, sulla base dei quali occorreva invece 

concludere per la sua minore età (cfr. ricorso, punto 13 pag. 6, punti 16-17 

pag. 7). L’autorità inferiore avrebbe dipoi erroneamente fondato la sua de-

cisione prendendo anche in considerazione una data di nascita registrata 

dalle autorità svizzere di confine che, tuttavia, sarebbe contenuta in un do-

cumento classificato come segreto (cfr. ricorso, punto 14 pag. 6; atti SEM 

n. 35/1 e 36/2). Infine, le allegazioni afferenti alla sua situazione familiare 

nonché al suo percorso scolastico sarebbero dettagliate e coerenti, ciò che 

corroborerebbe la verosimiglianza della sua minore età (cfr. ricorso, punti 

21-33 pagg. 8-10). 

 

5.2  

5.2.1 Qualora la questione della minore età dell’interessato sia oggetto di 

disputa, occorre dirimere preliminarmente tale aspetto poiché determi-

nante sia a livello procedurale (art. 17 cpv. 3 LAsi) sia nell’ambito della de-

terminazione dello Stato responsabile per l’esame della domanda di asilo 

(art. 8 RD III; cfr. per la questione la DTAF 2019 I/6 consid. 3.3 e riferi-

menti). In quest’ambito, l’onere della prova della minore età incombe al ri-

chiedente d’asilo. A fronte di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto, 

e qualora la valutazione globale degli atti di causa non permette di ritenere 

che l’interessato l’abbia resa verosimile, quest’ultimo sarà quindi tenuto ad 

assumersene le conseguenze, venendo pertanto considerato maggio-

renne (cfr. DTAF 2021 VI/3 consid. 5.2; 2019 I/6 consid. 5.4-5.6 e riferi-

menti; cfr. Giurisprudenza ed Informazioni della Commissione svizzera di 

ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 30 consid. 5.1, 2001 n. 22 consid. 

3, 2000 n. 19 consid. 8b; MATHIEU CORBAZ, La détermination de l’âge du 

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requérant d’asile, in: Actualité du droit des étrangers, Jurisprudence et ana-

lyses, vol. II, 2015, pag. 31 e seg.).  

 

5.2.2 Salvo casi particolari, la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pre-

giudiziale sulla questione dell’età di un richiedente asilo. Per giungere ad 

una determinazione al riguardo, l’autorità deve basarsi sui documenti 

d’identità autentici depositati agli atti nonché sui risultati delle audizioni in 

relazione al quadro personale dell’interessato nel Paese d’origine, alla sua 

cerchia famigliare e alla sua formazione scolastica. Se necessario, come 

nella presente fattispecie, ordina una perizia medica volta alla determina-

zione dell’età (cfr. artt. 17 cpv. 3 LAsi, 26 cpv. 2 LAsi e art. 7 cpv. 1 OAsi 1). 

Una volta esperita l’istruttoria, la SEM procede infine ad un apprezzamento 

globale degli elementi nel rispetto dei principi sopra citati (cfr. DTAF 2019 

I/6 consid. 5.5). Se essa è convinta dell’inverosimiglianza della minore età 

dell’interessato e lo considera maggiorenne, deve infine motivare la propria 

decisione (cfr. GICRA 2002 n. 15 consid. 6b). 

5.2.3 I metodi applicati in Svizzera per la determinazione medica dell'età 

forniscono, a seconda del risultato, indizi da ponderare in modo diverso per 

stabilire se una persona è maggiorenne. Gli accertamenti fondati sull'ap-

proccio a tre pilastri prevedono generalmente un esame clinico, una radio-

grafia della mano seguita da una tomografia sterno-clavicolare e da un 

esame dello sviluppo dentale. Qualora entrambe le investigazioni (tomo-

grafia sterno-clavicolare ed esame dello sviluppo dentale) indichino un'età 

minima superiore a 18 anni, v'è da ritenere un indizio molto forte di mag-

giore età. Se da uno solo degli esami in parola risulti un'età minima supe-

riore a 18 anni ma i rispettivi intervalli tra età minima e massima si attestino 

su valori equivalenti, la maggiore età permane altamente probabile. La 

stessa è invece solo scarsamente probabile se, con una sola età minima 

superiore a 18 anni, non vi è sovrapposizione tra gli intervalli succitati, pur 

in presenza di una spiegazione medica plausibile giustificante la diversa 

scala di valori. Vi sono poi ulteriori casistiche nelle quali le risultanze della 

tomografia sterno clavicolare e dell'esame dello sviluppo dentale appor-

tano solo indizi molto deboli rispettivamente nessun indizio di maggiore età. 

Ad ogni buon conto, quanto più gli accertamenti medici costituiscono un 

indizio a favore della maggiore età, tanto meno è necessario procedere ad 

un apprezzamento generale delle prove (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2 e 

riferimenti citati).  

 

 

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5.3  

5.3.1 Nel caso concreto, poiché contestati nel gravame, occorre anzitutto 

analizzare le risultanze della perizia medico-legale deputata all’accerta-

mento dell’età del ricorrente (cfr. atto SEM n. 23/13).  

 

5.3.2 L’esame odontostomatologico – fondato sulla valutazione dei denti 

n. 18 e n. 28 – ha concluso per un’età media del ricorrente di 20.2 anni e 

indicato che la probabilità della maggiore età è superiore al 85.5% secondo 

gli studi Mincer e coll., rispettivamente di 82.7% secondo gli studi di Gunst 

e Mesotten (cfr. atto SEM n. 23/13 pag. 3). Inoltre, analizzando più in det-

taglio la tabella dei risultati riguardanti i diversi metodi di stima dell’età uti-

lizzati dal medico-perito, si può estrapolare l’età minima e massima relativi 

a tale esame medico (cfr. sentenza TAF D-523/2024 del 15 febbraio 2024 

consid. 5.2.2; D-379/2023 consid. 6.3.3); nello specifico, la prima corri-

sponde a 18.11 anni (secondo il metodo Mincer e coll. relativo ai due denti 

analizzati), la seconda a 25.6 anni (secondo il metodo Kahl e Schwarze 

relativo al dente n. 18). Dalla tomografia sterno-clavicolare è invece risul-

tata un’età minima di 17.6 anni e un’età media di 21.7 anni, con una devia-

zione standard di 3.7 anni (cfr. atto SEM n. 23/13 pag. 4). L’età massima, 

estrapolata dai risultati, è di 25.6 anni. 

5.3.3 Dagli accertamenti peritali, emerge quindi una discrepanza dell’età 

minima posta nella tomografia sterno-clavicolare rispetto all’esame odon-

tostomatologico. Poiché da quest’ultimo esame risulta un’età minima su-

periore ai 18 anni (18.11 anni), mentre dalla tomografia sterno-clavicolare 

un’età minima di 17.6 anni, occorre verificare se vi è una sovrapposizione 

tra gli intervalli, ovvero se i rispettivi intervalli tra età minima e massima si 

attestino su valori equivalenti. Nello specifico, rilevasi che l’intervallo 

dell’esame odontostomatologico (18.11-25.6 anni) si sovrappone all’inter-

vallo della tomografia sterno-clavicolare (17.6-25.6 anni). Di riflesso, con-

formemente alla giurisprudenza succitata, la maggiore età dell’interessato 

attestata nella perizia risulta essere altamente probabile (consid. 5.2.3 su-

pra). Peraltro, le conclusioni del rapporto indicano che la data di nascita 

dichiarata dal ricorrente ([…]) risulta in ogni caso inverosimile poiché l’età 

ch’egli avrebbe avuto al momento della perizia, ossia (…), è sensibilmente 

inferiore all’età minima accertata, ovvero a 17.6 anni (cfr. atto SEM n. 23/13 

pag. 5). 

5.3.4 Va inoltre osservato che, contrariamente a quanto pretende l’interes-

sato (cfr. ricorso, punto 17 pag. 7), il fatto che il campione utilizzato negli 

accertamenti medico-legali non fosse riferibile alla popolazione afghana, 

oppure alle possibili differenze di sviluppo che il ricorrente potrebbe 

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presentare rispetto alla campionatura di riferimento utilizzata per l’esame 

sterno-clavicolare, risulta ininfluente per il giudizio (cfr. ex pluris sentenze 

TAF D-523/2024 del 15 febbraio 2024 consid. 5.2.2; D-4494/2022 del 14 

ottobre 2022 consid. 6.3.3, D-3045/2022 del 20 luglio 2022 consid. 7.3.3 

con riferimenti). Le esigenze formali prescritte dalla giurisprudenza sono 

state altresì rispettate; il rapporto peritale non risulta infatti contraddittorio, 

si riferisce direttamente alla persona dell’insorgente, appare sufficiente-

mente motivato e tiene in debita considerazione l’anamnesi dell’interes-

sato.  

5.3.5 Pertanto, essendo l’esito degli accertamenti medici particolarmente 

concludente, permane un ridotto margine di apprezzamento delle ulteriori 

prove agli atti (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2).  

 

5.4  

5.4.1 Ad ogni buon conto, il Tribunale giudica che le allegazioni dell’inte-

ressato, unitamente agli altri atti di causa, non sono suscettibili di modifi-

care tale conclusione.  

 

5.4.2 Infatti, il ricorrente ha affermato che la sua data di nascita sarebbe 

stata scritta da suo padre sulla copertina di un Corano e comparirebbe 

inoltre sulla sua taskara (cfr. mezzo di prova della SEM [di seguito: mdp 

SEM] n. 1). Egli sarebbe inoltre venuto a conoscenza della propria data di 

nascita “al momento dell’iscrizione a scuola”, ovvero al momento in cui 

sarebbe stata rilasciata la taskara ai fini della scolarizzazione (cfr. atto SEM 

n. 14/11 punti 1.06 e 4.03 cfr. mdp SEM n. 1). Questi elementi, se valutati 

nel loro insieme, si rivelano tuttavia parzialmente contraddittori oltreché 

ininfluenti per il giudizio. Anzitutto, la taskara presentata dal ricorrente si 

limita a ritenere, esclusivamente sulla base del suo aspetto fisico, che al 

momento dell’emissione (ovvero il […]) il ricorrente avrebbe avuto (…) 

nell’anno solare 1395 (corrispondente nel calendario gregoriano agli anni 

2016-2017). Contrariamente a quanto preteso dall’interessato, la stessa 

non attesta quindi con esattezza il suo giorno di nascita. Inoltre, per invalsa 

giurisprudenza, tale documento – quandanche autentico – assume un 

valore probatorio ridotto e non rappresenta un documento d’identità adatto 

a provare l’età della persona interessata (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 6.2 

con riferimenti). Ciò posto, si rileva inoltre che la dichiarazione 

dell’interessato per cui egli avrebbe ottenuto tale documento all’inizio della 

sua scolarizzazione, ossia all’età di sei anni, cozza con l’età figurante sulla 

taskara, ovvero di (…) anni al momento del rilascio (cfr. atto SEM n. 14/11 

punti 1.17.04 pag. 4, punto 4.03 pag. 7). Anche questa manifesta 

incongruenza scredita la verosimiglianza dell’età pretesa dall’insorgente. A 

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fronte di tali circostanze, il Tribunale giudica che alla taskara versata agli 

atti non può essere riconosciuta alcuna valenza probatoria determinante. 

 

5.4.3 Va poi osservato che l’interessato ha dichiarato alle autorità differenti 

date di nascita: le autorità bulgare lo hanno registrato come nato il (…) (cfr. 

atto SEM n. 24/1), mentre le guardie di confine svizzere come nato il (…). 

Confrontato con tale discrepanza, l’insorgente – che non ha mai contestato 

di essere stato fermato dalle guardie di confine in Svizzera – ha unica-

mente ribadito di aver sempre indicato quale data di nascita il (…) (cfr. atto 

SEM n. 14/11, punto 1.06 pag. 3; punto 5.02 pag. 8). In sede di ricorso, egli 

solleva inoltre dubbi sulle modalità con le quali le autorità bulgare avreb-

bero registrato i suoi dati; in Bulgaria, infatti, i richiedenti d’asilo sarebbero 

generalmente costretti a depositare le loro generalità, anche se inesatte, 

poiché influenzati dalla concreta minaccia di essere preliminarmente posti 

in carcerazione amministrativa (cfr. ricorso, punti 26 e 28 pagg. 9-10; atto 

SEM 14/11, punto 8.01 pag. 10). Tali giustificazioni non possono tuttavia 

risolvere le manifeste incongruenze succitate. Infatti, non si ravvede alcun 

valido motivo per cui le autorità bulgare, rispettivamente le autorità di con-

fine svizzere, siano potute incorrere in un’iscrizione errata della data di na-

scita. Inoltre, non si può conferire alcun credito alle censure secondo cui le 

errate date di nascita sarebbero probabilmente imputabili all’assenza di un 

interprete e all’incomprensione della lingua dell’autorità competente. In-

vero, trattasi di una circostanza mai lamentata in sede di audizione e priva 

di ogni riscontro documentale. Considerato inoltre che il ricorrente era già 

conosciuto alla Bulgaria con l’identità B._______, nato il (…) (cfr. atto SEM 

n. 24/1), si fatica a comprendere le ragioni che avrebbero condotto le au-

torità bulgare a registrare una data di nascita così precisa, che non trova 

alcun’altra spiegazione con le circostanze agli atti, se non che sarebbe lo 

stesso ricorrente ad averla indicata. A tali elementi dissonanti, va ribadito 

che il ricorrente non ha prodotto alcun documento di legittimazione o 

d’identità in originale.  

 

5.4.4 Infine, nel caso concreto, il fatto che la data di nascita registrata dalle 

guardie di confine svizzere sia contenuta in un documento classificato 

come segreto non risulta determinante per la valutazione dell’età, special-

mente se rapportato ad una perizia medico-legale con alto valore probato-

rio come quella presenta agli atti (cfr. consid. 5.3.3 supra). Ad ogni buon 

conto, la SEM ha correttamente comunicato all’interessato, nel pieno ri-

spetto dell’art. 38 PA, il contenuto essenziale del documento in parola – os-

sia la data di nascita registrata – e gli ha concesso la possibilità di pronun-

ciarsi in merito già in sede di audizione. La procedura adottata dall’autorità 

inferiore non presta quindi fianco a critiche. 

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5.5 Visto quanto precede, il Tribunale giudica che il ricorrente non è stato 

in grado di rendere verosimile la sua minore età. Di riflesso, egli deve as-

sumersene le conseguenze, ovvero che venga considerato maggiorenne 

e che le disposizioni normative relative ai minorenni non gli siano applicabili 

(cfr. consid. 5.2.1 supra). Ciò posto, non v’è quindi spazio per un’applica-

zione del principio in dubio pro minor, al quale egli riferisce nella sua impu-

gnativa (cfr. ricorso, punti 30-31 pag. 10), né del principio dell’interesse su-

periore del fanciullo ai sensi dell’art. 3 par. 1 della Convenzione sui diritti 

del fanciullo (CDF, RS 0.107; cfr. in questo senso le sentenze TAF 

D-523/2024 del 15 febbraio 2024 consid. 5.2.4; D-4143/2021 del 29 set-

tembre 2021 consid. 6.2). 

 

6.  

L’oggetto del contendere è quindi determinare se la SEM sia incorsa in una 

violazione del diritto federale nella misura in cui non è entrata nel merito 

della domanda d’asilo in oggetto e, contestualmente, ha ritenuto la Bulgaria 

competente per la trattazione della procedura d’asilo dell’interessato.   

 

7.  

7.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, non si entra nel merito di una do-

manda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo cui 

compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della procedura 

di asilo e allontanamento. 

 

7.2  

7.2.1 Nella procedura di ripresa in carico ai sensi del RD III (inglese: take 

back), come è il caso di specie, la SEM non entra nel merito di una do-

manda d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi quando, senza aver 

effettuato un nuovo esame di determinazione dello Stato membro compe-

tente secondo il capo III del Regolamento in parola e previa accettazione 

– espressa o tacita – di ripresa in carico da parte dello Stato in questione 

(cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1), conclude che un altro Stato è 

competente per l’esecuzione della procedura d’asilo e l’allontanamento 

della persona interessata. 

 

7.2.2 Nel caso concreto, l’insorgente ha depositato una pregressa do-

manda d’asilo in Bulgaria il 26 ottobre 2023. Dopo aver effettuato l’audi-

zione RMNA, il 23 febbraio 2024, l’autorità inferiore ha chiesto all’autorità 

bulgara competente la ripresa in carico dell’insorgente ai sensi dell’art. 18 

par. 1 lett. b RD III, quindi entro il termine disposto dall’art. 23 par. 2 RD III. 

Il 7 marzo 2024, la Bulgaria ha risposto affermativamente entro il termine 

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Pagina 11 

di cui all’art. 25 par. 1 RD III, accettando la ripresa in carico ai sensi dell’art. 

18 par. 1 lett. c RD III (cfr. atti SEM n. 19/5 e 24/1).  

7.2.3  

7.2.3.1 In questo contesto, il ricorrente censura una violazione dell’obbligo 

d’informazione disposto dall’art. 23 par. 4 RD III – comportante la priva-

zione di valore giuridico dell’accettazione da parte della Bulgaria – nella 

misura in cui la SEM avrebbe trasmesso delle informazioni parziali e in-

complete alle omologhe autorità bulgare. In particolare, egli rimprovera 

all’autorità opponente di non aver trasmesso alla Bulgaria una copia della 

perizia medico-legale del 28 febbraio 2024 e della taskara versata gli atti, 

nonché di aver indicato una data di nascita diversa da quella dichiarata al 

momento del deposito della domanda d’asilo in Svizzera (cfr. ricorso, punti 

24-40 pagg. 11-12). Per i motivi che seguono, tali argomenti vanno respinti.  

 

7.2.3.2 Nel formulario di ripresa in carico inoltrato alla Bulgaria (cfr. atto 

SEM n. 19/5), la SEM ha infatti chiaramente indicato sia le generalità di-

chiarate dall’interessato ([…]) sia quella risultante dagli accertamenti delle 

guardie di confine svizzere ([…]), sulle quali il ricorrente si era peraltro già 

debitamente espresso in precedenza (cfr. atto SEM n. 14/11 punto 1.06). 

Le omologhe autorità bulgare sono state inoltre informate che, in Svizzera, 

l’interessato si era dichiarato minorenne e che, posta l’assenza di docu-

menti originali d’identità, la SEM nutriva seri dubbi circa la sua minore età, 

in merito alla quale erano ancora pendenti degli accertamenti (cfr. atto SEM 

n. 19/5). Ne discende quindi che l’autorità inferiore ha fornito sufficienti ele-

menti affinché la Bulgaria potesse determinarsi sulla sua competenza. Non 

si può quindi concludere che le informazioni contenute nel formulario ab-

biano suscitato nei confronti delle competenti autorità bulgare un’appa-

renza totalmente diversa dai fatti, così come lamentato nel ricorso (cfr. ri-

corso, punto 38 pag. 11).  

 

7.2.3.3 In altre parole, la SEM non era obbligata a trasmettere alle autorità 

bulgare ulteriori informazioni – riguardanti segnatamente la contestazione 

dell’età dichiarata dall’insorgente. Del resto, anche in Bulgaria quest’ultimo 

è stato registrato quale maggiorenne (cfr. atto SEM n. 24/1) e, qualora detto 

Paese avesse voluto ottenere ulteriori delucidazioni o informazioni dalla 

Svizzera per potersi determinare sull’età dell’interessato, avrebbe potuto 

farlo sulla base dell’art. 34 RD III. Avendovi rinunciato, le autorità bulgare 

hanno dimostrato di avere sufficienti elementi per potersi determinare con 

cognizione di causa sulla propria competenza; del resto, le stesse hanno 

esplicitamente ammesso il ricorrente sul proprio territorio. Va dipoi eviden-

ziato che la taskara e la perizia relativa alla determinazione dell’età non 

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Pagina 12 

figurano negli elenchi A e B dell’Allegato II del Regolamento CE 1560/2023, 

al quale rimandano gli artt. 22 par. 3 cum 23 par. 4 RD III (cfr. conclusioni 

dell’avvocato generale signor Yves Bot presentate il 13 giugno 2018 nella 

causa C-213/17 X contro Staatssecretaris van Veiligheid en Justitie, par. 

186 e 18). Ciò posto, tali elementi non devono essere ritenuti soggetti ad 

un obbligo di trasmissione (cfr. la sentenza TAF D-5113/2023 del 6 novem-

bre 2023 consid. 6.3.1). In questo senso, la sentenza del Tribunale D-

2271/2023 del 3 maggio 2023 della quale si prevale il ricorrente, riguar-

dante una fattispecie che si discosta manifestamente dalla quella qui in 

esame, non può corroborare le censure proposte. Per queste ragioni, il Tri-

bunale non ravvisa alcuna violazione del principio della buona fede tra gli 

Stati e neppure dell’obbligo d’informazioni di cui all’art. 23 par. 4 RD III.  

 

7.2.4 In esito, sulla base della richiesta di ripresa in carico a lei indirizzata 

dalla SEM il 23 febbraio 2024, la Bulgaria ha quindi validamente ricono-

sciuto la sua competenza per la trattazione della procedura d’asilo dell’in-

teressato.  

 

7.3  

7.3.1 In relazione al trasferimento del ricorrente in Bulgaria, si tratta ora di 

esaminare se sussistono fondati motivi per ritenere che esistano, in questo 

Paese, carenze sistemiche nella procedura d’asilo e nelle condizioni di ac-

coglienza dei richiedenti l’asilo, implicanti il rischio di un trattamento inu-

mano o degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta dei dritti fondamentali 

dell’Unione europea (GU C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE; cfr. 

art. 3 par. 2 2a frase RD III).  

 

7.3.2 A tale riguardo, è anzitutto opportuno ricordare che la Bulgaria è le-

gata alla CartaUE nonché alla Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto 

dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), alla CEDU e alla Convenzione 

del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, 

inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105). Questo Stato è quindi pre-

sunto rispettare la sicurezza dei richiedenti l’asilo, in particolare il diritto 

all’esame della loro domanda secondo una procedura giusta ed equa, non-

ché garantire loro una protezione conforme al diritto internazionale ed eu-

ropeo (cfr. direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 

26 giugno 2013 recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della 

revoca dello status di protezione internazionale [di seguito: direttiva proce-

dura]; direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 

giugno 2013 recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti prote-

zione internazionale [di seguito: direttiva accoglienza]). 

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Pagina 13 

7.3.3 Inoltre, il Tribunale ha già statuito che le carenze riscontrate nel si-

stema d’asilo bulgaro, benché preoccupanti, non costituiscono delle ca-

renze sistemiche ai sensi dell’art. 3 par. 2 RD III (cfr. sentenza di riferimento 

del Tribunale F-7195/2018 dell’11 febbraio 2020 consid. 6 e, in particolare, 

consid. 6.6.7). Da allora, tale giurisprudenza è stata confermata a più ri-

prese, anche tenendo conto della situazione di pressione continua sul si-

stema d’asilo bulgaro dovuta all’entrata di richiedenti l’asilo ucraini a causa 

del conflitto nel loro paese (cfr. ex pluris sentenze TAF D-424/2024 del 6 

febbraio 2024 consid. 7.3; F-3725/2023 dell’8 gennaio 2024 consid. 4.2.4, 

D-7179/2023 dell’8 gennaio 2024 consid. 6.2, F-64/2024 dell’8 gennaio 

2024 consid. 3.4, D-6106/2023 del 16 novembre 2023 pag. 9). Le generali 

constatazioni formulate nel ricorso, con parziale riferimento alla giurispru-

denza federale e internazionale già nota al Tribunale, così come le stesse 

allegazioni dell’interessato (cfr. atto SEM n. 14/11 punti 2.06 e 8.01), non 

sono dipoi suscettibili di addivenire ad una diversa conclusione.  

7.3.4 In assenza di una pratica avverata da parte della Bulgaria di violazioni 

sistematiche delle norme comunitarie in materia, la presunzione del ri-

spetto dei suoi obblighi inerenti ai diritti dei richiedenti l’asilo, va pertanto 

confermata. Di riflesso, non si giustifica l’applicazione dell’art. 3 par. 2 RD 

III.  

8.  

8.1 Resta ancora da esaminare se, malgrado la competenza di principio 

della Bulgaria, l’autorità inferiore avrebbe dovuto esaminare la domanda di 

protezione internazionale del ricorrente in applicazione dell’art. 17 par. 1 

RD III (“clausola di sovranità”), disposizione concretizzata in diritto interno 

dall’art. 29a cpv. 3 OAsi 1. Quest’ultima disposizione prescrive infatti che, 

se motivi umanitari lo giustificano, la SEM può entrare nel merito della do-

manda anche se, in virtù del RD III, un altro Stato risulta competente per il 

trattamento della domanda. Nell’applicazione di tale norma, l’autorità infe-

riore dispone di un potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 

seg.). Tuttavia, se il trasferimento della persona interessata nel Paese di 

destinazione contravviene ad una norma imperativa del diritto internazio-

nale, tra cui figura la CEDU, l’autorità inferiore è obbligata ad entrare nel 

merito della domanda d’asilo e, al riguardo, il Tribunale dispone di potere 

di controllo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1).  

 

8.2 Per opporsi al suo trasferimento, l’insorgente afferma sostanzialmente 

che, nel caso di un suo rinvio verso la Bulgaria, sarebbe esposto a carenti 

condizioni d’accoglienza nonché a un trattamento lacunoso della sua do-

manda d’asilo. In particolare, avendo già direttamente sperimentato le 

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Pagina 14 

precarie condizioni d’accoglienza nonché gli atti di discriminazione da parte 

degli agenti di polizia bulgari, egli teme di essere respinto senza che la sua 

domanda d’asilo venga correttamente esaminata in tale Stato. Vi sarebbe 

quindi il rischio di subire delle misure che vìolino l’art. 3 CEDU e l’art. 4 

CartaUE (cfr. ricorso, punti 41-53 pagg. 12-17; atto SEM n. 14/11 punto 

8.01).  

 

8.3  

8.3.1 A tale riguardo, come correttamente valutato dall’autorità opponente, 

il ricorrente non ha tuttavia dimostrato né reso verosimile, con elementi 

concreti e sostanziati, l’esistenza di un rischio concreto che le autorità bul-

gare rifiuterebbero di riprenderlo in carico e che non porterebbero a termine 

l’esame della sua domanda d’asilo in violazione della direttiva procedura 

(cfr. decisione avversata pagg. 8-9). Egli non ha inoltre fornito nessuna evi-

denza documentale dalla quale concludere che la Bulgaria non rispette-

rebbe il principio di non-respingimento nonché i suoi obblighi internazionali, 

rinviandolo segnatamente in un Paese dove la sua vita, la sua integrità 

corporale o la sua libertà sarebbero seriamente minacciate, o dal quale 

rischierebbe di essere respinto in un tale Paese (cfr. sentenze TAF 

F-4944/2023 del 21 settembre 2023 pag. 7; E-1558/2023 del 24 aprile 2023 

consid. 6.4).  

 

8.3.2 Inoltre, neppure i maltrattamenti che il ricorrente avrebbe subìto in 

Bulgaria, ossia le derisioni da parte degli agenti di polizia durante le pre-

ghiere, possono giustificare l’applicazione della clausola di sovranità, in 

quanto non costituiscono, per la loro intensità, dei maltrattamenti inumani 

e degradanti ai sensi degli artt. 3 CEDU e 4 CartaUE (cfr. ricorso, punti 46-

47 pag. 14; atto SEM n. 14/11 punto 8.01). Contrariamente a quanto ad-

dotto nel gravame, il fatto che le condizioni d’accoglienza in Bulgaria pos-

sano rivelarsi difficili e siano nettamente inferiori a quelle che prevalgono 

in Svizzera, non è sufficiente per ammettere una violazione degli art. 4 Car-

taUE, 3 CEDU o 3 Conv. tortura.  

 

8.3.3 Ad ogni buon conto, egli potrà rivolgersi alle competenti autorità bul-

gare, eventualmente tramite le vie legali, al fine di pretendere il rispetto dei 

suoi diritti d’accoglienza (cfr. art. 26 direttiva accoglienza; cfr. anche nello 

stesso senso la sentenza del Tribunale F-3725/2023 dell’8 gennaio 2024 

consid. 6.2.4). In altre parole, se il ricorrente dovesse ritenere di essere 

stato maltrattato dal personale dello Stato, o che lo sarà in futuro, sarà sua 

incombenza rivolgersi alle preposte autorità (giudiziarie) nello Stato in que-

stione, eventualmente con l’aiuto di organizzazioni caritative presenti in 

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Pagina 15 

loco (cfr. sentenze TAF D-424/2024 del 6 febbraio 2024 consid. 8.3.2.2; 

D-2432/2023 del 10 maggio 2023 consid. 8.2). 

 

8.3.4 Infine, il Tribunale non ravvisa alcun elemento ostativo al trasferi-

mento del ricorrente in ragione del suo stato valetudinario. Egli ha infatti 

dichiarato di godere di buona salute e, su tale aspetto, non sono state ad-

dotte specifiche censure nel gravame (cfr. atto SEM n. 14/11 punto 8.02).  

 

8.4 In siffatte circostanze, non si ravvisano motivi per ritenere che la SEM 

abbia esercitato in maniera arbitraria il suo potere di apprezzamento (cfr. 

DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Non vi è quindi alcun motivo di applicare le 

clausole discrezionali previste dall’art. 17 par. 1 RD III, rispettivamente 

dall’art. 29a cpv. 3 OAsi 1. Di riflesso, la Bulgaria si conferma competente 

per la presa in carico del ricorrente nel rispetto delle condizioni prescritte 

dal RD III. 

9.  

In esito, la SEM non è incorsa in una violazione del diritto federale, e nep-

pure in un accertamento errato o incompleto dei fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi), nella misura in cui non è entrata nel merito della 

domanda d’asilo dell’insorgente in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b 

LAsi e ha pronunciato il suo trasferimento verso la Bulgaria. Il ricorso deve 

quindi essere respinto e la decisione dell’autorità inferiore confermata.  

 

10.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, sia la domanda tendente 

alla concessione dell’effetto sospensivo al ricorso sia quella relativa 

all’esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 

spese processuali, sono divenute senza oggetto.  

 

11.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-

rico del ricorrente (cfr. art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, 

non essendo state le richieste di giudizio d’acchito sprovviste di possibilità 

di esito favorevole e potendo partire dal presupposto che l’insorgente sia 

indigente, occorre accogliere la domanda di assistenza giudiziaria nel 

senso della dispensa dal pagamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 

PA). 

 

12.  

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Pagina 16 

Le misure supercautelari ordinate dal Tribunale il 25 aprile 2024 decadono 

con la pronuncia della presente sentenza finale (cfr. HANSJÖRG SEILER, in: 

Waldmann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, n. 

54 ad art. 56 PA). 

 

13.  

Il presente giudizio non concerne una persona contro la quale è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abbandonato in 

cerca di protezione e, pertanto, non può essere impugnata con ricorso in 

materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

 

La sentenza è quindi definitiva. 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pagina 17 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Matteo Piatti 

 

 

Data di spedizione: