# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 87bf4397-df85-5322-bd73-93cef131a1de
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-09-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.09.2008 B-6937/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-6937-2007_2008-09-29.pdf

## Full Text

Corte II
B-6937/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 9  s e t t e m b r e  2 0 0 8  

Giudici Francesco Brentani (Presidente del collegio), 
Stephan Breitenmoser e Philippe Weissenberger; 
Cancelliere Daniele Cattaneo;

A. _______
ricorrente,

contro

Commissione federale delle case da gioco,
Eigerplatz 1, 3003 Berna,
autorità inferiore;

l'uso della denominazione Grand Casinò A. _______.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

B-6937/2007

Fatti:

A.
La società Casinò A. _______ SA (in seguito: ricorrente) è detentrice 
della concessione di sito e di gestione di tipo B per l'esercizio di una 
casa da gioco in Svizzera, di cui all'atto di concessione rilasciato dal 
Consiglio  federale  il  1o luglio  2003  sotto  il  numero  N.  _______. La 
ricorrente  è  iscritta  a  registro  di  commercio  con  la  ragione  sociale 
"Casinò A. _______ SA".

B.
In data 3 ottobre 2006, nel solco di una recente giurisprudenza del Tri-
bunale  federale  relativa  ad un'altra  casa  da gioco e  che ha sancito 
l'uso esclusivo del termine di  "grand casinò" solo per case da gioco 
con concessione di tipo A, la Commissione federale case da gioco (in 
seguito: autorità inferiore, CFCG, Commissione) ha impartito alla ricor-
rente un termine fino al 31 ottobre 2006 per indicare tempi e modi con 
cui essa avrebbe adattato l'insegna ed il nome commerciale togliendo 
la denominazione "grand" in virtù dei principi sanciti da tale sentenza. 
In data 30 ottobre 2006 la ricorrente informò la CFCG che la questione 
sarebbe stata tema di  discussione durante la seduta del consiglio di 
amministrazione del 30 novembre 2006.

C.
In data 13 dicembre 2006, durante un colloquio con la CFCG, la ricor-
rente espose all'autorità le sue preoccupazioni  riguardo all'incidenza 
finanziaria che tale adattamento avrebbe comportato, stimando i costi 
necessari per il cambio del logo in circa fr. 300'000.-. A tale riguardo la 
CFCG espresse la sua disponibilità su tempi e modi di attuazione di 
tale modifiche in modo da rendere l'operazione razionale e sostenibile 
dal punto di vista dei costi. Le parti si accordarono per il termine fissa-
to al 15 gennaio 2007 entro il quale la ricorrente avrebbe informato la 
CFCG su come avrebbe proceduto.

D.
Non avendo ossequiato a tale impegno, la CFCG fissò alla ricorrente 
un ulteriore termine fino al 20 febbraio 2007 per formulare le sue mo-
dalità e la tempistica dell'intervento.

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E.
In data 15 febbraio 2007 la ricorrente rispose alla CFCG di non consi-
derare di dover adottare dei cambiamenti a seguito della decisione del 
Tribunale federale. Essa ritenne che la sentenza riguardasse la com-
patibilità di  una ragione sociale con quanto definito dalla legge sulle 
case da gioco, la quale sarebbe già data dalla ragione sociale iscritta 
a registro di commercio. Non riguarderebbe invece il logo ed il marchio 
usati da una casa da gioco.

F.
Con decisione del 13 settembre 2007 la Commissione ha fatto divieto 
alla ricorrente di usare, nel nome commerciale e nell'insegna, la deno-
minazione di "grand casinò" concedendo tre mesi di tempo dalla cre-
scita in giudicato della decisione per eliminare tale dicitura dal nome 
commerciale  e  dall'insegna.  La  Commissione  evidenzia  innanzitutto 
che è suo compito sorvegliare le case da gioco, vigilare sul  rispetto 
delle prescrizioni legali ed emanare le decisioni necessarie all'esecu-
zione della legge in materia. Essa osserva in particolare che la società 
può prevalersi della designazione generale di "casa da gioco". Se la 
società è detentrice di una concessione B, essa può usare anche i ter-
mini "kursaal" o "casinò" rispettivamente se la società è detentrice di 
una  concessione  A,  può  usare  anche  il  titolo  di  "grand  casinò".  La 
Commissione ritiene quindi che l'uso da parte della ricorrente dell'in-
segna e del nome commerciale di "Grand Casinò A. _______" leda le 
disposizioni in materia di registro di commercio.

G.
Contro questa decisione la ricorrente è insorta dinanzi al Tribunale am-
ministrativo federale (in seguito: TAF) con ricorso del 12 ottobre 2007 
fondato sulla violazione del diritto federale e sull'inadeguatezza, volto 
a ottenere in via principale la constatazione della nullità della decisio-
ne ed in via subordinata, concludendo all'annullamento della decisione 
impugnata, con protesta di tasse, spese e ripetibili. La ricorrente os-
serva in particolare che la CFCG avrebbe la competenza di prendere 
decisioni necessarie esclusivamente per l'esecuzione della legge sulle 
case da gioco e non di altre leggi. Una decisione di un'autorità incom-
petente sarebbe pertanto nulla. A mente della ricorrente la denomina-
zione usata non sarebbe nemmeno lesiva della distinzione che si trova 
nella legge sulle case da gioco tra "grand casinò" e "kursaal". La di-
stinzione rappresenterebbe unicamente una definizione dei due tipi di 
case da gioco previsti dalla legge e la ricorrente non avrebbe mai na-

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scosto la sua appartenenza alla categoria dei Kursaal. Oltre a questo, 
la  ricorrente fa altresì  rilevare che la  legge sulle case da gioco non 
conterrebbe alcuna regola sull'utilizzo della ragione sociale, di nomi di 
commercio ed insegne o come le case da gioco devono presentarsi al 
pubblico. La materia, fa osservare la ricorrente, è invece regolata nel 
codice  delle  obbligazioni  e  nella  relativa  ordinanza  sul  registro  di 
commercio,  con  che  l'utilizzo  del  logo  dovrebbe  semmai  essere 
valutato alla luce di queste disposizioni e non sulla base della legge 
sulle case da gioco.

La ricorrente ritiene che la trasparenza dei giochi, di cui la CFCG vuo-
le essere garante, non sia da intendere alla stessa maniera del con-
cetto di veridicità così come inteso in materia di iscrizioni a registro di 
commercio. Secondo lei,  la  trasparenza riguarda l'integrità  degli  enti 
che partecipano alla casa da gioco al fine di evitare criminalità e rici-
claggio di denaro e l'utilizzo di un'insegna o di un nome commerciale 
non rientra in questa categoria di problematiche. Ma nemmeno nell'ob-
bligo d'astensione dal fare pubblicità inopportuna sancito dalla legge 
sulle case da gioco, secondo la ricorrente, può essere inclusa l'appli-
cazione del principio della veridicità di nomi commerciali ed insegne.

La ricorrente sostiene in fine di aver ritenuto in buona fede di essere 
autorizzata ad impiegare l'aggettivo "grand", visti i numerosi scambi di 
corrispondenza nei quali  appariva "Grand Casinò A. _______" e non 
furono mai state sollevate censure da parte della CFCG.

Il breve lasso di tempo concesso dalla CFCG per adattarsi alla sua ri-
chiesta sarebbe inoltre, per la ricorrente, lesivo del principio della pro-
porzionalità.

H.
Nella risposta del 14 dicembre 2007, la CFCG specifica che la tolle-
ranza  dell'uso  di  "Grand  Casinò  A.  _______"  è  avvenuta  fino  al 
momento  in  cui  ha  preso  conoscenza  della  sentenza  del  Tribunale 
federale,  ribadendo altresì  di  aver  dimostrato  sufficiente disponibilità 
nella concessione alla casa da gioco di  un ampio margine di  tempo 
per  potersi  adattare  e  avere  la  possibilità  di  smaltire  il  materiale 
d'ufficio e pubblicitario recante la dicitura "Grand Casinò A. _______". 
Essa evidenzia in particolare che è intervenuta a partire dal settembre 
2006 esponendo i propri argomenti ed invitando la ricorrente a porre 
rimedio  alla  situazione  nei  tempi  che  le  convenivano.  Dopo  avere 
dapprima  preso  atto  degli  argomenti,  la  casa  da  gioco  avrebbe  in 

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seguito procrastinato una proposta di soluzione finché la Commissione 
si  vide costretta  ad emanare una decisione formale. Nella decisione 
avrebbe avuto ancora tre mesi per apportare le modifiche necessarie, 
con che, dalla sentenza del Tribunale federale sarebbe passato più di 
un anno.

I.
Ulteriori fatti e argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi 
nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza.

Diritto:

1.
La decisione dell'autorità inferiore del 13 settembre 2007 rappresenta 
una decisione ai sensi della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla 
procedura amministrativa (PA, RS 172.031; art. 5 cpv. 1 litt. a). Il Tribu-
nale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sen-
si dell'articolo 5 PA (art. 31 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribuna-
le amministrativo federale; LTAF, RS 173.32) emanate dalla Commis-
sione federale delle case da gioco necessarie all'esecuzione della leg-
ge (art. 33 litt. f in relazione con art. 48 cpv. 1 della Legge federale del 
18 dicembre 1998 sul gioco d'azzardo e sulle case da gioco [Legge 
sulle case da gioco, LCG, RS 935.52 ]).

In qualità di destinataria la ricorrente è toccata dalla decisione impu-
gnata ed ha un interesse degno di protezione all'annullamento o alla 
modificazione della stessa. Ella ha dunque diritto a ricorrere (art. 48 
cpv. 1 PA). Il termine e la forma di ricorso sono osservati (art. 50 cpv. 1 
e 52 cpv. 1 PA), l'anticipo equivalente alle presunte spese processuali 
è stato versato entro il termine impartito (art. 63 cpv. 4 PA), il rappre-
sentante  legale  della  ricorrente  ha  giustificato  i  suoi  poteri  con  una 
procura scritta (art. 11 cpv. 2 PA) e i rimanenti presupposti processuali 
sono parimenti adempiuti (art. 48 segg. PA). 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.

2.1 Con la decisione impugnata la CFCG ha fatto divieto alla ricorren-
te di  usare la denominazione "grand"  nell'insegna del  locale dove si 
svolgono i giochi cosi come nome commerciale. In sostanza, l'uso che 

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la ricorrente fa della denominazione "grand" lede, secondo l'autorità in-
feriore, la regola secondo cui le società iscritte a registro di commercio 
sono obbligate ad usare la loro ragione sociale che deve essere veri-
tiera, non deve trarre in inganno e non deve ledere interessi pubblici, 
ovvero  impone alle  imprese commerciali  di  affacciarsi  al  pubblico in 
modo onesto e trasparente. 

2.2 La ricorrente contesta la competenza della CFCG a prendere la 
decisione  impugnata  che sancisce  detto  divieto. Essa  ritiene che  la 
Commissione sia esclusivamente competente per prendere decisioni 
nel  quadro  dell'esecuzione  della  LCG e  non  per  prendere  decisioni 
che si fondano su altre leggi. Essa ritiene in particolare che le disposi-
zioni invocate dalla CFCG, segnatamente l'art. 8 della LCG, rispettiva-
mente l'art. 944 della  Legge federale del  30 marzo 1911 di  comple-
mento del  Codice civile  svizzero (Codice delle  obbligazioni,  CO, RS 
220) e l'art. 47 dell'Ordinanza del 17 ottobre 2007 sul registro di com-
mercio (ORC, RS 221.411) non gli  consentirebbero di  pronunciare il 
divieto  di  usare  la  denominazione  "grand"  nell'insegna  e  nel  nome 
commerciale della ricorrente in quanto tale misura travalicherebbe le 
competenze assegnatele  dalla  legge. L'art. 8  LCG rappresenterebbe 
unicamente una definizione dei due tipi di casa da gioco previsti e non 
conterrebbe alcuna regola sull'utilizzo della ragione sociale, di denomi-
nazioni o di insegne, come pure sulle modalità con cui le case da gio-
co  dovrebbero  affacciarsi  al  pubblico. La ricorrente,  quale  titolare  di 
una concessione di tipo B, rispetterebbe tale norma in quanto offre al 
massimo tre giochi da tavolo nonché apparecchi automatici per i giochi 
d'azzardo con un potenziale di vincita e di perdita. Essa asserisce inol-
tre di avere sempre dichiarato in modo pubblico e trasparente la sua 
offerta di gioco, indicando il numero di apparecchi automatici da gioco 
e di tipi di gioco da tavolo. In tal modo non avrebbe mai nascosto la 
sua appartenenza alla categoria B. La trasparenza di cui all'art. 2 LCG 
riguarda l'integrità degli enti che partecipano alla casa da gioco al fine 
di evitare problemi quali criminalità e riciclaggio di denaro. L'utilizzo di 
un logo da parte di una casa da gioco non rientrerebbe evidentemen-
te, a suo dire, in  questa categoria di  problematiche. Ma l'utilizzo del 
logo da parte della casa da gioco non potrebbe nemmeno essere in-
terdetto applicando le norme che impediscono la pubblicità aggressiva 
(art.  33  LCG). Al  di  là  di  questo,  la  sentenza del  Tribunale  federale 
4A.6/2005 del 29 marzo 2006 si riferirebbe alla ditta e non all'insegna 
o al nome commerciale. Essa sostiene infine di aver utilizzato la deno-

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minazione "grand" sin dal momento della modifica della propria ragio-
ne sociale nel 2003.

3.

3.1 Giusta l'art. 49 PA il ricorrente può far valere la violazione del dirit-
to federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamen-
to; l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti; 
l'inadeguatezza. La questione della competenza della CFCG va esami-
nata d'ufficio (BVGE 2007/6 consid. 1).

3.2 La LCG disciplina il gioco d'azzardo con possibilità di vincita in de-
naro o di altri vantaggi pecuniari, nonché il rilascio di concessioni, la 
gestione e l'imposizione fiscale delle case da gioco con lo scopo preci-
so di garantire una gestione sicura e trasparente dei giochi; impedire 
la criminalità e il riciclaggio di denaro nelle case da gioco o tramite le 
stesse e prevenire le conseguenze socialmente nocive del gioco (art. 1 
e 2 LCG). La definizione degli scopi è concisa e si concentra sull'es-
senziale. Dagli obbiettivi prefissati dalla legge, risulta tutta una serie di 
conseguenze concrete. L'impedimento della criminalità e del riciclag-
gio di denaro sporco nelle case da gioco, nonché la garanzia di una 
gestione sicura e trasparente dei giochi, presuppongono che l'integrità 
di tutti gli enti economicamente partecipi nelle case da gioco sia assi-
curata. La garanzia di tale integrità è motivo e scopo delle disposizioni 
sul  rilascio  delle  concessioni  e  sulla  gestione  delle  case  da  gioco 
(Messaggio concernente la legge federale sul gioco d'azzardo e sulle 
case da gioco, FF 1997 III 129 segg., in particolare pag. 154, [in segui-
to: Messaggio LCG]).

3.3 ll compito di sorvegliare le case da gioco e vigilare sul rispetto del-
le  prescrizioni  legali  compete  alla  CFCG (art. 48 cpv. 1 LCG). Essa 
emana le decisioni necessarie all'esecuzione della LCG (art. 48 cpv. 1 
seconda frase LCG). Il compito principale della Commissione è formu-
lato volutamente in maniera molto ampia. La Commissione può e deve 
intervenire  per  mantenere  una  situazione  regolare  ed  a  eliminare 
eventuali disordini nelle case da gioco (Messaggio LCG, pag. 176). Dal 
tenore della legge e dai materiali legislativi si deduce quindi che l'auto-
rità inferiore è competente per sorvegliare il rispetto delle disposizioni 
legali ed in caso di violazione di prendere le misure necessarie.

3.4 Per l'istituzione della casa da gioco in un determinato luogo occor-
re una concessione di sito (art. 10 cpv. 1 LCG) e di gestione (art.10 

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cpv. 2 LCG). La concessione può essere rilasciata se il richiedente, i 
soci in affari più importanti e i loro aventi diritto economici, nonché i 
possessori di quote e i loro aventi diritto economici che dispongono di 
mezzi finanziari propri sufficienti, godono di una buona reputazione e 
offrono tutte le garanzie per un'attività irreprensibile (art. 12 cpv. 1 litt. 
a LCG). Resta inteso, che non soltanto le persone fisiche ma anche la 
casa da gioco stessa deve rispettare l'esigenza della garanzia di un'at-
tività  irreprensibile,  analogicamente  alla  legislazione  bancaria  giusta 
l'art. 3  cpv. 2 litt. c  della  Legge federale dell'8  novembre 1934 sulle 
banche e le casse di risparmio (Legge sulle banche, LBCR, RS 952.0) 
ed alla prassi in questo settore (cfr. DTF 111 Ib 126; sentenza del Tri-
bunale federale 2A.230/1999 del 2 febbraio 2000). La concessionaria è 
tenuta a rispettare le disposizioni legali con coscienza e assoluta im-
parzialità, nonché a rispettare gli obblighi, le condizioni e gli oneri sta-
biliti dall'atto di concessione. Essa deve osservare le decisioni, comu-
nicazioni, istruzioni e prescrizioni della CFCG; gestire la casa da gioco 
con la dovuta diligenza, integrità e professionalità nonché con il neces-
sario senso di responsabilità; garantire una gestione dei giochi di qua-
lità, in particolare tenendo debitamente conto delle nuove conoscenze 
relative alla gestione di case da gioco nonché dell'evoluzione tecnica 
in  questo  settore  e  applicandole  coerentemente.  La  concessionaria 
deve altresì salvaguardare la propria indipendenza e garantire la tra-
sparenza delle sue strutture, dei suoi rapporti commerciali e della sua 
gestione degli affari (cfr. per tutto concessione nr. 516-016, punto 1.1) 
con lo  scopo di  assicurare  la  credibilità  di  cui  devono beneficiare le 
case da gioco ed il buon nome della piazza svizzera. Essa deve assi-
curarsi di adempiere le condizioni legali della concessione durante tut-
to il periodo della sua validità, servendosi delle misure appropriate (cfr. 
per tutto gli artt. 13 e 14 LCG).

3.5 Come risulta dal punto 1.1 della concessione di sito e di gestione 
di tipo B n° 516-016 (in seguito: concessione), oltre gli obblighi espres-
samente menzionati nella concessione che il concessionario è tenuto 
a rispettare, è menzionato l'insieme delle disposizioni legali da osser-
vare, segnatamente la LCG; l'Ordinanza del 23 febbraio 2000 sul gioco 
d'azzardo  e  le  case  da  gioco  (OCG;  RS  935.521);  l'Ordinanza  del 
DFGP del  20 dicembre 2001 sui  sistemi di  sorveglianza e sul  gioco 
d'azzardo (OGAz; RS 935.521.21); la  Legge federale  del  10 ottobre 
1997 relativa alla lotta contro il riciclaggio di denaro nel settore finan-
ziario (LRD; RS 955.0); l'Ordinanza della CFCG del 28 febbraio 2000 

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sugli obblighi di diligenza delle case da gioco relativi alla lotta contro il 
riciclaggio di denaro (OCFCG-LRD; RS 955.021).

4.

4.1 Dalla ricorrente non viene contestato che essa si fregi della deno-
minazione di “Grand Casinò A. _______” nell'insegna e nel nome com-
merciale. Essa contesta la competenza della CFCG a vietare l'uso, ri-
tenendo che tale misura esuli  dal  campo di  competenza decisionale 
dell'autorità inferiore. Se fosse ammesso, questo gravame, sarebbe di 
natura a portare questo Tribunale a constatare la nullità della decisio-
ne impugnata.

4.2 La LCG distingue due categorie di case da gioco: i Grand casinò 
(Grand Casinos, grands casinos) che offrono giochi da tavolo e appa-
recchi  automatici  per  i  giochi  d'azzardo  e  che possono collegare  in 
rete i giochi nella casa da gioco stessa, nonché con altre case da gio-
co, in particolare per la costituzione di  jackpot (concessione A); ed i 
Kursaal (Kursäle, casinos), che possono, per quanto adempiano le al-
tre condizioni previste dalla presente legge (art. 10 segg. LCG), offrire 
al  massimo tre  giochi  da  tavolo nonché apparecchi  automatici  per  i 
giochi d'azzardo con un minor potenziale di vincita e di perdita (con-
cessione B, art. 8 LCG). 

Dal testo chiaro della legge risulta che la denominazione “grand casi-
nò” usata dalla ricorrente, titolare di una concessione B, viola la legge 
e la concessione, in quanto tale denominazione può essere usata da 
case da gioco detentrici di una concessione A. Ciò indipendentemente 
dalla questione, che in casu può rimanere aperta,  se con la designa- 
zione “grand casinò”, usata in relazione ad una casa da gioco con con-
cessione B, vi sia un pericolo d'inganno o che sia lesa la protezione di 
altri  interessi, così  come  sancito  dalle  disposizioni  sulla  formazione 
delle ditte commerciali e così come ritenuto nella decisione impugnata.

4.3 Adottando la  denominazione “grand” -  sottolinea inoltre  l'autorità 
inferiore  nella  sua  risposta  -  la  ricorrente  si  scontra  con  l'esigenza 
dell'irreprensibilità della sua gestione.

Accanto  all'espressione  “ripristino  dello  stato  legale”  (art.  50  cpv. 1 
LCG) ci sono le nozioni di “attività irreprensibile” (art. 12 cpv. 1 litt. a 

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LCG) ed di “altre irregolarità” (art. 50 cpv. 1 LCG) che sono cosiddette 
nozioni giuridiche indeterminate (DTF 131 II 680; DTF 131 II 13; ULRICH 
HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN,  Allgemeines  Verwaltungsrecht, 
5. ed.,  Zurigo/Basilea/Ginevra  2006,  Nr. 445  segg.),  le  quali  devono 
essere interpretate di caso in caso, nel rispetto delle peculiarità delle 
singole  fattispecie.  Per  costante  giurisprudenza,  l'interpretazione  e 
l'applicazione di una nozione giuridica indeterminata costituiscono del-
le questioni giuridiche che, di principio, sono esaminate con ampio po-
tere di esame, salvo che si tratti di valutare particolari circostanze per-
sonali, locali o tecniche che le istanze precedenti conoscono e posso-
no soppesare meglio dell'autorità chiamata a giudicare. In casu la que-
stione dell'irreprensibilità è primariamente una questione giuridica su 
cui  l'autorità  di  ricorso  può  esprimersi  con  pieno  potere. Ciò  posto, 
questo Tribunale ritiene,  che a ragione,  l'autorità  inferiore sia partita 
dal corretto presupposto, quando giustifica il suo intervento con il fatto 
che l'uso della denominazione “grand” nell'insegna e nell'uso commer-
ciale non costituisca un'attività irreprensibile. 

4.4 In caso di violazioni della LCG o di altre irregolarità, la Commis-
sione prende le misure necessarie al ripristino dello stato legale e alla 
soppressione delle irregolarità (art. 50 cpv. 1 LCG). In casu il divieto è 
la misura minima indispensabile per garantire il rispetto delle prescri-
zioni legali e sopprimere l'irregolarità. Va sottolineato che anche dalla 
circostanza  che  la  sentenza  del  Tribunale  federale  4A.6/2005  del 
29 marzo  2006  citata  dall'autorità  inferiore  gli  abbia  dato  motivo  di 
vietare  l'uso della  denominazione “grand casinò” nulla  toglie  al  fatto 
che  essa,  nel  quadro  delle  competenze  conferitegli  dalla  legge,  sia 
stata legittimata ad intervenire, con la conseguenza che il divieto sotto 
quest'aspetto, non è criticabile.

5.
La ricorrente denuncia la violazione del principio della buona fede in 
quanto avrebbe sempre utilizzato la dicitura “grand” senza che l'autori-
tà avesse mai sollevato delle obiezioni al riguardo, ritenendosi quindi 
in buona fede autorizzata ad usare la denominazione “grand casinò”.

Ancorato all'art. 9 della Costituzione federale del 18 aprile 1999 (Cost; 
RS 101) e valido per l'insieme dell'attività dello Stato, il principio della 
buona fede conferisce all'amministrato, a certe condizioni, il  diritto di 
esigere dalle autorità che si conformino alle promesse o alle assicura-

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zioni fattegli e che non tradiscano la fiducia posta in esse (DFT 131 II 
627, consid. 6.1, con rinvii). 

Secondo la giurisprudenza, un'indicazione o una decisione dell'ammi-
nistrazione possono obbligare quest'ultima ad acconsentire ad un am-
ministrato di appellarvisi, quand'anche esse risultassero errate, a con-
dizione che (a) l'autorità sia intervenuta in una situazione concreta nei 
confronti di una persona determinata, (b) che abbia agito nei limiti del-
le  sue competenze o presunte  tali,  (c)  che l'amministrato non abbia 
potuto rendersi conto immediatamente dell'erroneità dell'indicazione ri-
cevuta, (d) che in base a tale indicazione quest'ultimo abbia preso di-
sposizioni concrete alle quali egli non potrebbe rinunciare senza subi-
re un pregiudizio, infine (e) che la regolamentazione in materia non sia 
cambiata  posteriormente al  momento  in  cui  l'autorità  ha formulato  il 
suo avviso (cfr. DTF 131 II 627, consid. 6.1, con rinvii).

Per non essere mai state sollevate obiezioni da parte della CFCG ri-
guardo all'uso fatto dalla ricorrente della denominazione "grand casi-
nò", questa ritenne di poter essere in buona fede autorizzata ad utiliz-
zare l'aggettivo "grand" e conseguentemente avrebbe anche fatto gli 
investimenti per acquistare materiale recante la dicitura "Grand Casinò 
A. _______". 

Sennonché,  contrariamente  a  quanto  sostenuto  dalla  qui  ricorrente, 
dal  silenzio  della  CFCG nei  confronti  della  sua  corrispondenza  non 
può essere sufficientemente dedotta alcuna rassicurazione o compor-
tamento  dell'amministrazione suscettibili  di  fare nascere nell'ammini-
strato determinate aspettative (DTF 111 Ib 124, consid. 4). Ciò posto, 
non è criticabile che la sentenza del Tribunale federale 4A.6/2005 del 
29 marzo 2006 abbia costituito motivo d'attivarsi per l'autorità inferiore. 
La censura della violazione del principio della buona fede è pertanto 
infondata.

6.
La ricorrente solleva infine la violazione del principio della proporzio-
nalità e sostiene che la misura oggetto della decisione querelata è ec-
cessiva. La critica è insostenibile. Una delle componenti del principio 
della proporzionalità vuole che la misura restrittiva scelta appaia come 
un mezzo necessario, efficace ed adeguato per realizzare, tutelando il 
più possibile la libertà del singolo, lo scopo d'interesse pubblico ricer-
cato e non ecceda quanto è indispensabile per conseguirlo (DTF 125 I 
474, consid. 3; DTF 109 Ia 33, consid. 4). La CFCG ha dato alla ricor-

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rente sin dall'inizio occasione per determinarsi sulle modalità di cam-
biamento invitandola nell'ottobre 2006 ad indicare tempi  e modi  con 
cui si sarebbe adattata alle disposizioni di legge. La CFCG ha espres-
so  disponibilità  sulla  tempistica  per  l'attuazione  del  cambiamento  in 
modo da renderlo più razionale possibile dal punto di vista dei costi. 
La CFCG non ha ecceduto nel proprio potere di apprezzamento ordi-
nando  alla  ricorrente  il  divieto  di  usare  la  denominazione  “grand 
casinò” ritenuto anche il catalogo di possibilità che la legge gli offre in 
caso di violazione della legge o di altre irregolarità volte a ripristinare 
lo  stato  legale.  Il  divieto  pronunciato  nella  cifra  1  del  dispositivo 
impugnato  è  quindi  la  misura  atta  e  necessaria  per  ripristinare  la 
situazione legale ed essa risulta senz'altro adeguata.

7.
Riassumendo, le censure sollevate dalla ricorrente si sono tutte rivela-
te infondate. Il ricorso deve essere respinto, con conseguente confer-
ma del divieto all'uso della denominazione "grand casinò".

8.
Le spese processuali  vanno poste a carico della parte soccombente 
(art. 63 cpv. 1 PA). Le spese del procedimento dinanzi al Tribunale am-
ministrativo  federale  comprendono  la  tassa  di  giustizia  e  i  disborsi 
(art. 1 del Regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause 
dinanzi  al  Tribunale  amministrativo federale,  TS-TAF, RS 173.320.2). 
La  tassa  di  giustizia  è  calcolata  in  funzione  dell'ampiezza  e  della 
difficoltà  della  causa,  del  modo  di  condotta  processuale  e  della 
situazione finanziaria delle parti (art. 2 cpv. 1 TS-TAF). Ritenuto quanto 
precede la ricorrente è da considerare parte soccombente, per cui le 
spese di procedura sono messe a suo carico (art. 63 cpv. 1 PA; art. 1 
segg.  del  regolamento  dell'11  dicembre  sulle  tasse  e  sulle  spese 
ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-
TAF; RS  173.320.2]).  Nella  fattispecie,  esse  vengono  stabilite  in  fr. 
3'000.- (art. 4 TS-TAF), importo che verrà integralmente compensato 
con  l'anticipo  di  fr.  4'000.-  da  lei  versato  il  9  novembre  2007.  La 
differenza di fr. 1'000.- sarà restituita alla ricorrente dopo la crescita in 
giudicato della presente sentenza.

Non si concedono ripetibili ad autorità federali (art. 7 cpv. 3 TS-TAF).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:

1.
Il ricorso è respinto e la decisione impugnata confermata.

2.
Le spese processuali, di fr. 3'000.-, sono poste a carico della ricorren-
te. Esse sono computate con l'anticipo spese di fr. 4'000.-. La differen-
za di fr. 1'000.- sarà restituita alla ricorrente dopo la crescita in giudi-
cato della presente sentenza.

3.
Non vengono assegnate indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (atto giudiziario; allegato foglio indirizzo di pagamento);
- autorità inferiore (n. di rif. G502-0063/Scr; atto giudiziario);
- Dipartimento federale di giustizia e polizia (atto giudiziario).

Il Presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Brentani Daniele Cattaneo

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un ter-
mine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 
100 della  legge sul  Tribunale  federale  del  17  giugno 2005 [LTF, RS 
173.110]. Gli  atti  scritti  devono essere redatti  in  una lingua ufficiale, 
contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed 
essere firmati. La decisione impugnata e - se in possesso della parte - 
i documenti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 
42 LTF).

Data di spedizione: 1 ottobre 2008

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