# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e2f7921e-47a6-5307-8610-05e6ef9e3f41
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-06-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.06.2002 32.2002.12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-12_2002-06-21.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.00012

   

  BS/cd

  	
  Lugano

  21 giugno 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 gennaio 2002
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 dicembre 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1954, elettromeccanico, è affetto da cervicalgia persistente e da dolori
lombari.

Dal mese di aprile 2000 egli ha ridotto del 50% la propria attività lucrativa
presso l’__________ (), con conseguente riduzione dello stipendio (doc. AI _).

Il 29 marzo 2001 l’assicurato ha inoltrato una domanda tendente ad ottenere
delle prestazioni AI per adulti (doc. AI _).

                               1.2.   Esperiti gli
accertamenti medici ed economici del caso, con progetto di decisione 23
novembre 2001 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha respinto la domanda
dell’assicurato poiché:

 

" 
(…)

Dalla documentazione raccolta agli atti risulta
che lei, prima dell'insorgenza del danno alla salute, era impiegato quale
elettromeccanico con mansioni che necessitavano un certo sforzo fisico
(montaggio e cablaggio di quadri elettrici, posa di cavi elettrici, lavori di
manutenzione e revisione della centrale elettrica).

Dopo il danno alla salute è invece stato
reintegrato in attività più leggere con mansioni prevalentemente di controllo e
piccoli lavori di riparazione.

Tutto questo senza riduzione dello stipendio.

 

Dalla visita effettuata dal medico del Servizio
Medico Regionale AI si rileva che lei presenta un'incapacità massima del 30 %
nell'attività medio-pesante precedentemente svolta di elettromeccanico, mentre
non risulta nessuna limitazione del rendimento nell'attività attuale."
(Doc. AI _).

                                         Mediante
lettera 29 novembre 2001 l’__________ ha chiesto all’amministrazione di
rivedere la pratica nel senso di riconoscere una rendita parziale e, in via
subordinata, di essere convocata per un incontro, insieme al dipendente (Doc.
AI _).

Con provvedimento formale 13 dicembre 2001 l’UAI ha confermato la reiezione
della domanda di prestazioni assicurative, rilevando che:

 

" 
(…)

In riferimento alle osservazioni inoltrate dal
datore di lavoro il 29 novembre scorso osserviamo che il fatto che l'assicurato
svolga il lavoro in misura del 50% era già noto prima che quest'ultimo fosse
stato visitato dai nostri medici del Servizio Medico Regionale. Quindi malgrado
l'esercizio dell'attività sia effettivamente ridotta al 50%, sotto il profilo
medico è esigibile che questa venga a tempo pieno."

(Doc. AI _)

 

                               1.3.   Contro la
decisione amministrativa è tempestivamente insorto __________, per il tramite
dell’avv. __________, postulandone l’annullamento ed il riconoscimento di una
mezza rendita AI.

Basandosi sul certificato 28 aprile 2001 del medico curante e sul rapporto 28
agosto 2001 della Clinica __________, egli ha sostenuto un’abilità lavorativa
del 50%. 

L’assicurato ha inoltre ritenuto che l’amministrazione non abbia tenuto conto
dei due rapporti dell’__________, sottolineando:

 

" 
(…)

Non si può non pensare e non concludere che,
trattandosi di un datore di lavoro dotato di un adeguato apparato
amministrativo, questi abbia già valutato al proprio interno, alla luce delle
circostanze concrete e dei referti medici, le effettive capacità residue del
lavoratore: il grado di capacità lavorativa, limitata al 50 % con conseguente
diminuzione del reddito in pari misura,  tenuto conto di tutti questi elementi,
non può che rappresentare l'effettivo grado d'invalidità da assegnare all'assicurato."
(Doc. _)

                               1.4.   Mediante
risposta 7 febbraio 2002 l’UAI ha postulato la reiezione del gravame,
osservando:

 

" 
(…)

Ritenendo opportuno approfondire l'aspetto medico, lo scrivente
Ufficio ha ordinato un ulteriore esame, eseguito presso il Servizio medico
regionale (SMR) (cf. doc. n. _ inc. AI). II medico incaricato, dottor
__________, dopo attento e ponderato esame è giunto alla conclusione che
l'assicurato subisce una diminuzione della capacità lavorativa pari al 30%
nella propria attività di elettromeccanico.

Considerato però che il datore di lavoro ha ridimensionato le
incombenze dell'interessato in modo da evitargli sforzi incompatibili con il
proprio stato, la capacità lavorativa attuale è stata giudicata completa.

 

Rispettando la visita eseguita presso il SMR i requisiti di
accuratezza, precisione e coerenza posti dalla giurisprudenza, lo scrivente
Ufficio non aveva alcuna ragione per scostarsi dal giudizio emesso (fra l'altro
anche il più recente agli atti)." (Doc. _)

 

                               1.5.   In data 18
febbraio 2002 il legale dell’assicurato ha trasmesso il certificato 14 febbraio
2002 del medico curante che attesta la presenza, da numerosi anni, di uno stato
depressivo ansioso reattivo con disturbi del sonno e stato di ansietà (doc. _).

Invitato dal TCA a prendere posizione in merito al succitato documento, con
lettera 5 marzo 2002 l’amministrazione ha osservato che:

" 
(…)

Il dottor __________ sostiene che il proprio
paziente soffre da anni di "uno stato depressivo reattivo con disturbi del
sonno e stato ansioso". Non viene specificato se l'asserito disturbo
limita la capacità lavorativa dell'assicurato.

Considerato però che né il dottor __________, né
altri medici hanno mai fatto rilevare la presenza di tale patologia, appare
legittimo concludere che la stessa non rivesta un'influenza degna di rilievo
sullo stato generale dell'interessato." (Doc. _) 

                               1.6.   Lo scrivente
Tribunale ha poi chiesto all’amministrazione ed al datore di lavoro
dell’assicurato delle informazioni. Le relative risposte sono state intimate
alle rispettive parti, le quali hanno avuto modo di esprimersi in merito. 

                               1.7.   Da ultimo,
su richiesta del TCA, il 7 giugno 2002 il medico curante dell’assicurato, dr.
__________, ha fornito alcune delucidazioni in merito ad un’eventuale affezione
psichica del suo paziente (doc. _).

Con lettera 19 giugno 2002 l’amministrazione ha trasmesso le osservazioni del
Servizio regionale medico dell’AI (SMR) riguardo alle precisazioni del medico
curante (doc. _).

                                        

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è sapere se l’assicurato ha diritto ad una mezza rendita o meno.

L'art. 4 cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a   infermità congenita,
malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

                               2.3.   Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il
reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. 

                                         Se ciò
non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata
sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313
consid. 3a).

 

                               2.4.   Nell’evenienza
concreta, __________ è stato sottoposto ad un esame da parte del Servizio
regionale medico dell’AI (SMR).

Nel rapporto 14 novembre 2001 il dr. __________, posta la diagnosi principale
di cervicalgia su turbe statiche degenerative e una modesta lombo-sacralgia
aspecifica, dopo aver proceduto alla valutazione dello stato di salute
dell’insorgente, ha riscontrato:

 

 

“Nell'attività lavorativa precedentemente svolta dall'assicurato
come descritta dal datore di lavoro, si ritiene che l'assicurato presenti una
diminuzione del rendimento del 30%, soprattutto nell'attività pesante
descritta. Anamnesticamente quest'attività pesante risulta essere effettuata in
maniera molto saltuaria.

Nell'attività svolta attualmente, con l'esame odierno, possiamo
affermare che l'assicurato non presenta limitazioni di rendimento dal lato
medico-teorico.

 

Dall'esame odierno possiamo affermare che l'assicurato presenta
un'abilità lavorativa al 100% in un'attività che non imponga il sollevamento o
il trasporto in maniera ripetuta di pesi di oltre 15kg, che non necessita di
lavorare con le braccia sopra le spalle con una frequenza superiore al 50%
dell'attività, che non obblighi l'uso di attrezzi pesanti, che permette
l'alternanza della posizione eretta/seduta o che non necessita il mantenimento
prolungato della posizione piegata in avanti. Quest'attività può essere svolta
con tempi normali senza riduzione del rendimento. In un'attività che non
rispetta i limiti sopra elencati l'assicurato presenta un'inabilità lavorativa
del 30% con un rendimento normale.

 

Dal lato terapeutico si consiglia di insistere nel rispettare le
posizioni ergonomiche e di effettuare regolarmente esercizi fisici per
modificare il decondizionamento muscolare.

 

 

                                         Il sanitario ha poi
concluso che:

 

Visto quanto sopra e considerando lo stato clinico sono
dell'avviso che l'assicurato non presenta un'inabilità lavorativa superiore al
30% nella professione svolta di elettromeccanico con attività medio-pesante
come descritta dal datore di lavoro. Riteniamo che l'assicurato non presenta
una diminuzione del rendimento nell'attività svolta attualmente."(Doc. AI
_)

 

                                         Basandosi
su tale rapporto, l’amministrazione ha dunque ritenuto che l’interessato non
presenta alcuna limitazione di rendimento nell’attività attualmente svolta e
quindi ha respinto la domanda di prestazioni assicurative.

 

                               2.5.   Perché un
rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami
approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia
stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della
situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(cfr. Ulrich Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989
p. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123).

                                         A proposito
delle perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura amministrativa il
TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell’ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili ((DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14
aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita,
STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e
332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, p. 332 ).

 

                                         Lo stesso
vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAL 1986 p.
188; RAMI 1993 p. 95).

 

                                         Il TFA ha
inoltre precisato che, nell’ipotesi in cui si tratti di una lite in materia di
prestazioni, dall'art. 4 CF rispettivamente 6 CEDU, non può essere dedotto il
diritto di essere sottoposto ad una perizia medica esterna (DTF 122 V 157). 

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

 

                                         Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a/cc, cfr. U. Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p.
230).

                                      

                                         __________
oppone alla valutazione del SMR il rapporto 28 aprile 2001 inviato all’UAI dal
suo medico curante, dr. __________.

Seppur partendo dalla medesima diagnosi posta dal SMR, il dr. __________ ha
tuttavia attestato un’inabilità lavorativa del 50% dal 17 marzo al 27 agosto
2000, del 100% dal 28 agosto al 1° ottobre 2000 e nuovamente del 50% a partire
dal 2 ottobre 2000.

Il curante ha poi indicato che al suo paziente “ l’attività di
concentrazione al computer provoca dolori cervicali, che nel corso della
giornata diventano insostenibili. Inoltre non riesce a stare in piedi tutto il
giorno” (doc. AI _). 

L’insorgente fa inoltre riferimento al rapporto 21 settembre 2000 della Clinica
__________, i cui medici hanno accertato, da un punto di vista reumatico,
un’abilità al lavoro del 50% riservando al medico curante il compito di
valutare un aumento della capacità lavorativa, da effettuare verso metà ottobre
(doc. AI _).

Ora, a mente del TCA, questi certificati non sono idonei a mettere in dubbio la
valutazione del SMR, il cui referto, conformemente ai criteri
giurisprudenziali, è completo, approfondito, chiaro nell’esposizione, logico
nonché motivato nelle conclusioni circa la capacità al lavoro dell’assicurato
ritenuta del 70% nella professione di elettromeccanico e completa nell’attività
attualmente svolta. 

Infatti, il rapporto della Clinica _________, seppur dettagliato, non contiene
una descrizione dei limiti funzionali dell’assicurato e difetta di un giudizio
sulla capacità lavorativa residua.

Il medico curante ha invece negato che il suo paziente possa svolgere un’altra
attività senza addurre dei convincenti motivi.

Infine, pendente causa l’assicurato ha trasmesso un breve certificato 14
febbraio 2002 del dr. __________ che ha attestato uno stato depressivo ansioso
reattivo con disturbi del sonno presente da numerosi anni (doc. _).

Ritenuto che dagli atti di causa non risulta che lo stesso medico curante o
altri sanitari abbiano rilevato una simile patologia psichica, il 4 giugno 2002
lo scrivente Tribunale ha chiesto al dr. __________ di spiegare il motivo per
cui solo nel certificato 14 febbraio 2002 ha attestato uno stato depressivo, di
specificare da quando sussisterebbe tale affezione ed in che misura inciderebbe
sulla capacità lavorativa (doc. _).

Il 7 giugno 2002 egli ha risposto:

1.      Purtroppo la diagnosi di depressione non risulta sul rapporto AI del
28.04.2001, per una mia dimenticanza, in quanto nel redigere lo stesso mi sono
riferito maggiormente alla lettera d’uscita di __________.

2.      Lo stato depressivo ansioso reattivo risale al periodo autunnale 1999,
allorquando si è manifestata una grave malattia presso la madre, che ha
comportato una lunga e interminabile ospedalizzazione della stessa in diversi
ospedali, con conseguenze sulla dinamica familiare e abbattimento morale
dell’assicurato stesso il quale soffriva di insonnia, angoscia e demotivazione.

3.      L’incidenza sulla capacità lavorativa è di ca. il 50% globalmente,
tenendo conto pure dei sintomi algici – tensionali”. (Doc. _).

Ora, nel rapporto 28 aprile 2001 all’UAI, il dr. __________ aveva in effetti
indicato che al suo paziente venivano somministrati degli antidepressivi per la
terapia del dolore cronico (doc. AI _), per cui, nonostante la dimenticanza di
cui sopra, non è da escludere che l’assicurato possa essere portatore di una
patologia psichica. La recente attestazione del medico curante al TCA, resa non
da una specialista nella materia che ci interessa, non fornisce tuttavia un
quadro sufficientemente approfondito  dello status psichico, come pure delle
ripercussioni sulla capacità lucrativa. 

In queste circostanze, secondo questa Corte, appare necessario che
l’amministrazione proceda ad un complemento istruttorio (perizia psichiatrica),
affinché venga accertato se ed in che misura l’affezione psichica di __________
influisce sulla capacità lavorativa nella sua precedente attività o in un’altra
attività confacente al suo stato di salute.

                                         Sulla
base delle risultanze peritali l’UAI determinerà poi globalmente il grado
d’incapacità al guadagno dell’assicurato, tenendo conto quindi anche della valutazione
del SMR.

Pertanto, l’incarto deve essere retrocesso all’amministrazione affinché proceda
conformemente a quanto sopra indicato e renda un nuovo giudizio

                                         

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto ai sensi dei
considerandi.

                                         §    La
decisione impugnata è annullata.

                                         §§ L'incarto
viene retrocesso all'UAI per nuova decisione dopo l'esperimento degli
accertamenti come ai considerandi.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L’UAI verserà a __________ 

fr. 1’000.— di ripetibili

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Adligenswilerstrasse
24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti