# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a5c57995-c3a6-57a6-8587-54b537fdbc2d
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 00.00.0000 PVG 2014 20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2014-20_0000-00-00.pdf

## Full Text

9/20 Gebühren und Abgaben PVG 2014

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Tasse di allacciamento alla canalizzazione e al depuratore. 
Valore a nuovo del fabbricato. Casa minergia.
– Basi legali per il prelievo della tassa e schematismi am- 

missibili (cons. 2).
– Ammissibilità della tassa in base al valore a nuovo del 

fabbricato (cons. 3).
– Per poter considerare i maggiori costi di costruzione di una 

casa minergia – nella determinazione di una tassa di 
allacciamento alla canalizzazione ed al depuratore –è  
necessaria una base legale a livello comunale che operi 
simili differenziazioni nel rispetto della parità di tratta- 
mento; tale presupposto non è nell’evenienza soddi- 
sfatto (cons. 4).

Anschlussgebühren Kanalisation und ARA. Gebäudeneu- 
wert. Minergie-Haus.
– Gesetzliche Grundlage für die Erhebung von solchen 

Anschlussgebühren und zulässige Pauschalierungen 
(E.2).

– Zulässigkeit der Gebühr basierend auf dem Gebäude- 
neuwert (E.3).

– Für die Feststellung der Anschlussgebühren kann man die 
Mehrkosten eines Minergie-Hauses in Anbetracht des 
Gleichheitsgebots nur beim Vorliegen einer kom- 
munalen gesetzlichen Grundlage mitberücksichtigen, die 
solche Unterscheidungen vorsieht; diese Vorausset- zung 
ist hier nicht gegeben (E.4).

Considerando in diritto:
2. a) A livello federale, la costruzione di canalizzazioni

pubbliche e di stazioni centrali di depurazione per le acque di sca- 
rico inquinate, come quelle per le quali vengono percepite le tasse 
in esame, è prevista dall’art. 10 LPAc. Giusta l’art. 3a LPAc, i costi 
delle misure prese secondo la LPAc sono sostenuti da chi ne è 
causa. L’art. 60a LPAc, ribadisce il principio di causalità ancorato 
nell’art. 3a LPAc in relazione al finanziamento dei costi di costru- 
zione, esercizio, manutenzione, risanamento e sostituzione degli 
impianti indicati nell’art. 10 LPAc, prescrivendo che sono i Cantoni 
a provvedere affinché i costi di costruzione, esercizio, manuten- 
zione, risanamento e sostituzione degli impianti per le acque di 
scarico che servono per scopi pubblici siano finanziati mediante 
emolumenti o altre tasse conformemente al principio di causalità.

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L’ammontare delle tasse è fissato tenendo conto in particolare: a) 
del tipo e della quantità di acque di scarico prodotte; b) degli am- 
mortamenti necessari a mantenere il valore degli impianti; c) degli 
interessi e d) degli investimenti pianificati per la manutenzione, il 
risanamento e la sostituzione degli impianti nonché per il loro 
adattamento alle esigenze legali o per l’ottimizzazione del loro 
esercizio. Se l’introduzione di tasse a copertura dei costi e confor- 
mi al principio di causalità dovesse pregiudicare lo smaltimento 
ecologico delle acque di scarico, detto smaltimento può, se ne- 
cessario, essere finanziato in altro modo. I detentori degli impianti 
per le acque di scarico devono costituire le necessarie riserve fi- 
nanziarie. Le basi per il calcolo delle tasse sono a disposizione del 
pubblico.

b) Entro questi limiti, che impongono all’ente pubblico di 
tenere rendiconti specifici per la costruzione, l’esercizio, la manu- 
tenzione, il risanamento e la sostituzione degli impianti per le ac- 
que di scarico (sentenza 2P.45/2003 del 28 agosto 2003 cons. 5.3; 
ERIK LUSTENBERGER, Gefahrenabwehr und Kostenpflicht am Beispiel 
der Sanierung privater und öffentlicher Kanalisationen, in URP 
2009, pag. 370, 393 ss.), i Cantoni regolano il prelievo degli emo- 
lumenti in modo autonomo, segnatamente tramite la riscossione   
di tasse uniche di allacciamento e di tasse di utilizzazione (PETER 
KARLEN, Die Erhebung von Abwasserabgaben aus rechtlicher Sicht, 
in URP 1999 pag. 539, 553 ss. con rinvii; FRÉDERIC MAEDER, Zur Er- 
hebung von Kanalisationsabgaben, in BR 1984 pag. 4, 8 ss.; MARIE- 
CLAIRE PONT VEUTHEY, Les taxes de raccordement: Qualification et 
régime juridique, in BR 1997, pag. 35, 37 ss. e HANS W. STUTZ, 
Schweizerisches Abwasserrecht, Zurigo 2008, pag. 190 ss.). Il prin- 
cipio di causalità permette essenzialmente di definire la cerchia 
delle persone tenute al loro pagamento. Dal punto di vista della 
commisurazione, le tasse citate soggiacciono per contro ai prin- 
cipi della copertura dei costi e dell’equivalenza. Il principio della 
copertura dei costi, anch’esso ancorato nell’art. 60a LPAc, esige 
una ragionevole correlazione fra il gettito globale delle tasse di al- 
lacciamento e di utilizzazione e l’ammontare complessivo dei co- 
sti generati, ivi compresi ammortamenti e riserve (art. 60a cpv. 3 
LPAc; DTF 126 I 188 cons. 3a.aa e 124 I 20 cons. 6c). Il principio 
dell’equivalenza, che discende dal principio della proporzionalità, 
dispone invece che l’ammontare della singola tassa deve rima- 
nere in rapporto adeguato con la prestazione fornita dall’ente 
pubblico (DTF 126 I 188 cons. 3a.bb). Il divieto dell’arbitrio e il prin- 
cipio dell’uguaglianza di trattamento, pongono infine ulteriori li-

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mitazioni all’esazione (DTF 106 Ia 243 cons. 3b; DANIELA WYSS, Kau- 
salabgaben, Basilea 2009, pag. 56 ss.). In questo contesto, il Tri- 
bunale federale ha comunque ripetutamente deciso che, salvo nei 
casi in cui la loro applicazione porti a risultati manifestamente in- 
giustificati, le tasse in oggetto possono essere prelevate anche in 
base a criteri schematici (sentenze 2C_847/2008 dell’8 settembre 
2009 cons. 2 e 2C_656/2008 del 29 maggio 2009 cons. 3.3; 
quest’ultima, con esplicito riferimento alla facoltà di far capo al 
valore di stima dei fabbricati).

c) Il Cantone dei Grigioni ha fatto uso dello spazio di ma- 
novra riconosciuto ai Cantoni dalla LPAc attraverso la LCPac, il cui 
art. 21 prevede che per la costruzione, l’esercizio, la manutenzione, 
il risanamento e la sostituzione di impianti pubblici di evacuazione 
e di depurazione i comuni riscuotono contributi e tasse atti a co- 
prire i costi e conformi al principio di causalità. Sempreché vi sia- 
no circostanze particolari, i comuni assumono le spese rimanenti  
a debito delle risorse comuni. I detentori di impianti di evacuazio- 
ne e di depurazione costituiscono adeguate riserve per la manu- 
tenzione, il risanamento e la sostituzione. L’art. 22 LCPac prevede 
poi che per la costruzione e l’esercizio di impianti di depurazione 
pubblici e privati, l’obbligo di allacciamento, le condizioni di allac- 
ciamento, la procedura ed il finanziamento dei costi di costruzione 
e d’esercizio devono essere disciplinati dai comuni nella legge edi- 
lizia ed in un regolamento delle acque di scarico (vedi sulla tema- 
tica la sentenza delTribunale federale 2C_103/2010-2C_113/2010 del 
27 settembre 2010 cons. 4).

3. a) Sulla base dell’art. 22 LCPac, il comune convenuto ha 
quindi a sua volta legiferato in materia, prevedendo di principio il 
prelievo di tasse di allacciamento uniche e di tasse annuali d’eser- 
cizio. Per le tasse di allacciamento uniche, giusta l’art. 38 del rego- 
lamento comunale sulle canalizzazioni (RC), la tassa di allaccia- 
mento è calcolata in base al valore di stima ufficiale in vigore 
(VAN, valore a nuovo escluso il terreno). Sono soggetti alla ri- 
scossione delle tasse di allacciamento al collettore comunale tutti 
gli edifici e impianti allacciati alla rete delle canalizzazioni e  la 
tassa ammonta all’1,2% del VAN (art. 41 cpv. 1 e 2 RC). Relativa- 
mente alla CIDA, al momento dell’entrata in vigore del presente 
regolamento, per tutti gli edifici e gli impianti è esigibile la tassa di 
allacciamento pari allo 0,9% del VAN (art. 42 cpv. 1 e 2 RC).

b) Come si è detto, nella fissazione dell’ammontare delle 
tasse la giurisprudenza ammette l’adozione d’importanti sche- 
matizzazioni al fine di non complicare in modo sproporzionato l’in-

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casso, specialmente quando differenziazioni non sono giustificate 
dal loro ammontare. Ciò in considerazione del fatto che una va- 
lutazione economica del diritto di utilizzare le infrastrutture o una 
quantificazione precisa di vantaggi particolari è spesso alquanto 
difficile, se non impossibile. Ad esempio, per le tasse di allaccia- 
mento e d’uso di acquedotti, canalizzazioni e impianti di distribu- 
zione d’energia accanto al valore del fabbricato possono entrare  
in considerazione anche altri criteri quali i valori di altre abitazioni, 
la superficie abitabile o la cubatura (vedi sul tema PETER KARLEN,     
op. cit., pag. 557 ss.). Tuttavia, queste tasse devono essere allestite 
in base a criteri oggettivamente sostenibili e non devono operare 
distinzioni prive di motivi ragionevoli (DTF 126 I 180 cons. 3a/bb e 
122 I 279 cons. 6c e riferimenti).

c) L’ammissibilità della tassa per l’allacciamento alla cana- 
lizzazione e al depuratore sulla base del valore del fabbricato è 
stata dal Tribunale federale a più riprese confermata (vedi ad 
esempio la sentenza 2P.232/2006 del 16 aprile 2007 cons. 3 e 4), es- 
sendo il valore dell’immobile in una certa relazione con il vantag- 
gio che il fabbricato trae dall’allacciamento, senza che l’alta Corte 
federale intravvedesse la necessità di operare altre distinzioni in 
funzione della concreta situazione della costruzione. Un’eccezione 
a questo principio viene dalla giurisprudenza operata solo per co- 
struzioni il cui valore non ha alcuna relazione con l’effettivo alto o 
basso consumo di acqua. In questi casi la tassa non può essere 
calcolata solo ed esclusivamente sul valore del fabbricato. Tali ec- 
cezioni si verificano quasi esclusivamente per costruzioni indu- 
striali con grandi volumetrie e pochissimo consumo di acqua. Per 
contro, per i comuni che prelevano la tassa in percento del valore 
del fabbricato, il Tribunale federale non ha mai preteso che anche 
per le abitazioni venissero operate eccezioni per situazioni parti- 
colari. Nella sentenza 2C_847/2008 dell’8 settembre 2009, il Tribu- 
nale federale precisava che la facoltà di operare una differenzia- 
zione anche per le abitazioni poteva essere lasciata all’autonomia 
comunale, in ossequio però al principio dell’uguaglianza di tratta- 
mento. In questo senso, per il Tribunale federale, la normativa co- 
munale non potrebbe prevedere una riduzione del VAN dei fabbri- 
cati solo per la costruzione di edifici in base a principi di efficienza 
energetica ed ecologia, ma tali eccezioni dovrebbero pure allora 
parimenti considerare i maggiori costi derivanti dalla costruzione 
di un’abitazione adattata ai bisogni di persone diversamente abili, 
a seguito all’adozione di speciali sistemi energetici (per esempio 
ad energia solare) o ancora dall’edificazione di abitazioni partico-

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larmente lussuose. Per questo, nella citata sentenza 2C_847/2008 
riguardante un comune grigionese, il Tribunale federale consi- 
derava contrario al principio della parità di trattamento il calcolo 
della tassa di allacciamento alla canalizzazione su di un VAN ridot- 
to fino al massimo del 30% solo per case minergia come previsto 
dal regolamento comunale, sancendo detto disposto una inam- 
missibile disparità di trattamento tra i contribuenti.

4. a) Nell’evenienza non viene contestato il principio del 
prelievo schematico in base al VAN del fabbricato e non viene 
neppure contestato che la normativa comunale non preveda ec- 
cezioni a questo riguardo. La ricorrente pretende però che nella 
concreta applicazione del valore di stima vengano tenuti in consi- 
derazione e quindi dedotte delle spese per fattori specifici al tipo 
di abitazione eretta, quali i maggiori costi per consentire la co- 
struzione di una casa energeticamente autosufficiente e per la si- 
stemazione esterna. Con l’imposizione del VAN del fabbricato se- 
condo la stima ufficiale è evidente che il legislatore comunale 
operava un certo schematismo, giudicato del tutto difendibile 
anche da questo Giudice (sentenze del Tribunale amministrativo A 
13 10 del 23 aprile 2013, A 09 47 dell’8 dicembre 2009, V 07 4 del 
9 maggio 2008 e A 05 1 del 24 maggio 2005). Infatti, giusta gli 
art. 11 e 12 OStim, il valore a nuovo corrisponde alle spese neces- 
sarie per la costruzione nello stesso luogo di un fabbricato uguale 
per genere, dimensioni e strutturazione. Per la stima di nuove co- 
struzioni e di modifiche edilizie ci si deve basare sul conteggio dei 
costi di costruzione. Non si tiene conto di costi eccezionalmente 
bassi o alti dovuti a prezzi di favore, a ribassi, a prestazioni pro- 
prie, a modifiche nella pianificazione e nell’esecuzione dei lavori e 
neppure dei costi di demolizione. Sono determinanti i prezzi di co- 
sto medi nell’ubicazione del fabbricato. Giusta l’OStim pertanto, il 
VAN del fabbricato non si fonda esclusivamente sui costi di co- 
struzione del fabbricato secondo le norme elaborate della società 
svizzera degli ingegneri e architetti (SIA), ma pur prendendo 
spunto da tali costi, considera però anche altri elementi. Ne di- 
scende che le deduzioni che la ricorrente opera invocando dette 
norme o chiedendo la loro diretta applicazione non possono esse- 
re udite. Nell’evenienza in esame, giusta la stima ufficiale del  
25 novembre 2013, il valore a nuovo della casa veniva stabilito a 
fr. 912 300.– e questa stima cresceva incontestata in giudicato. Non 
vi sono pertanto motivi per rimettere in questione il calcolo del 
VAN come tale.

b) Per quanto esposto nei considerandi che precedono,

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una riduzione del VAN e quindi delle due tasse di allacciamento – 
in ragione dell’ammontare dei maggiori costi derivanti da una 
casa minergia – come richiesto dall’istante non è senz’altro possi- 
bile senza una espressa base legale che regoli tali eccezioni, in 
quanto un incremento dei costi di costruzione potrebbe anche es- 
sere imputato ad altri motivi, di cui l’esecutivo dovrebbe poter pa- 
rimenti tenerne conto. In ossequio al principio della parità di trat- 
tamento pertanto, quanto perorato dall’istante sarebbe possibile 
solo qualora la normativa comunale avesse regolata la questione 
in modo esauriente o quando l’entità della sproporzione tra i costi 
dell’abitazione e l’utilizzazione effettiva dell’infrastruttura dovesse 
essere talmente manifesta da giustificare un’eccezione alla regola. 
Per questo, il solo fatto che una casa minergia abbia comportato 
maggiori costi di costruzione, che solitamente non superano il 
10 – 15% (vedi sentenza del Tribunale federale 2C_847/2008 dell’8 
settembre 2009), non giustifica ancora l’applicazione di un diverso 
paramento di quello nell’evenienza fondato sul calcolo del VAN 
del fabbricato previsto dal RC.
A 14 11 Sentenza del 24 giugno 2014