# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 66e4602d-c6e8-5d3c-924f-5a965aeb08a6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-05-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.05.2024 D-2602/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2602-2024_2024-05-23.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2602/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 3  m a g g i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Giulia Marelli (presidente del collegio),  

Lorenz Noli, Simon Thurnheer;  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

Afghanistan,   

patrocinato da Valentina Imelli,  

(…) 

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro);  

decisione della SEM del 18 aprile 2024 / N (…). 

 

 

 

D-2602/2024 

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Fatti: 

A.  

A.a A._______, cittadino afghano, ha presentato una domanda d'asilo in 

Svizzera in data 10 dicembre 2023 pretendendosi minorenne. 

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sistema europeo "EU-

RODAC" del 12 dicembre 2023 è risultato che l'interessato aveva già de-

positato una domanda d'asilo in Grecia in data (…) aprile 2023 e che in 

data (…) settembre 2023 aveva ricevuto protezione. 

A.c Il 14 dicembre 2023 l'interessato ha conferito procura alla rappresen-

tanza legale della Regione (…).  

A.d Con scritto del 5 gennaio 2024 l'interessato ha trasmesso alla Segre-

teria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) la copia della sua tazkira. 

A.e In data 12 gennaio 2024 egli è stato sentito quale minore non accom-

pagnato nell'ambito di una prima audizione (PA-RMNA). Nel corso della 

stessa al richiedente è stato concesso il diritto di essere sentito in merito 

ad un eventuale allontanamento verso la Grecia in applicazione 

dell'art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) ed in merito al suo stato di salute.  

A.f In seguito alla pretesa minore età del richiedente, la SEM ha convocato 

l'interessato per lo svolgimento di una perizia per determinare la sua età. Il 

15 febbraio 2024 egli è dunque stato sottoposto ad un esame clinico e a 

degli esami radiologici (panoramica dentaria, radiografia standard della 

mano sinistra e tomografia delle articolazioni sterno-clavicolari). Le risul-

tanze dell'esame sono state trasmesse alla SEM l'8 marzo 2024. 

A.g Il 15 marzo 2024 la SEM ha informato il richiedente dei risultati della 

perizia medica concedendogli il diritto di essere sentito al riguardo, così 

come la possibilità di esprimersi in merito ai dubbi della SEM circa l'identità 

addotta, come pure alla modifica prevista dei dati del sistema d'informa-

zione centrale sulla migrazione (SIMIC). Per il tramite della rappresentante 

legale, l'interessato si è espresso con scritto del 22 marzo 2024. 

A.h In medesima data la SEM ha modificato la data di nascita dell'interes-

sato in SIMIC in (…) 2005 e l'ha considerato maggiorenne per il seguito 

della procedura. 

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A.i In data 2 aprile 2024 la SEM ha presentato alle competenti autorità gre-

che una richiesta di riammissione del richiedente conformemente alla di-

rettiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le 

norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cit-

tadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (Gazzetta ufficiale dell'U-

nione europea [GU] L 348/98 del 24 dicembre 2008; di seguito: direttiva 

ritorno) ed all'Accordo bilaterale di riammissione tra la Grecia e la Svizzera 

per le persone a beneficio di una protezione internazionale (Accordo tra il 

Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concer-

nente la riammissione di persone in situazione irregolare [RS 

0.142.113.729]). Il 3 aprile 2024 le competenti autorità elleniche hanno ac-

cettato la riammissione dell'interessato poiché gli è stato concesso lo sta-

tuto di rifugiato il (…) settembre 2023 ed ha un permesso di soggiorno va-

lido dal (…) ottobre 2023 al (…) ottobre 2026. 

A.j In data 18 aprile 2024 il richiedente, per il tramite della sua rappresen-

tante legale, ha inoltrato il suo parere circa la bozza di decisione della SEM 

del 17 aprile 2024. 

B.  

Con decisione del 18 aprile 2024, notificata il giorno seguente, la SEM non 

è entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. a 

LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento nonché l'esecuzione dell'allonta-

namento dell'interessato verso la Grecia. 

C.  

Con ricorso del 26 aprile 2024 (data d'entrata: 29 aprile 2024) l'interessato 

è insorto dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribu-

nale) contro la summenzionata decisione della SEM ed ha chiesto l'annul-

lamento della decisione impugnata, la restituzione degli atti alla SEM per 

effettuare un esame nazionale della domanda d'asilo o, in subordine, per il 

complemento dell'istruttoria. In secondo subordine, egli ha chiesto la con-

cessione dell'ammissione provvisoria in Svizzera, con contestuale richiesta 

di concessione dell'assistenza giudiziaria nel senso dell'esenzione dal pa-

gamento delle spese di giudizio e del relativo anticipo con protestate tasse 

e spese.  

In allegato egli ha trasmesso la sua tazkira in originale. 

D.  

Con decisione di ripartizione dell'8 maggio 2024 il ricorrente è stato attri-

buito al Cantone B._______.  

D-2602/2024 

Pagina 4 

E.  

In corso di procedura l'interessato è stato inoltre sottoposto a diverse visite 

mediche.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).  

4.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 cpv. 1 

LTAF). In applicazione dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi il Tri-

bunale può rinunciare allo scambio degli scritti.  

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Pagina 5 

5.  

Preliminarmente, il Tribunale osserva che nell'atto ricorsuale l'insorgente 

pur avendo concluso formalmente all'annullamento della decisione impu-

gnata e chiesto un esame nazionale della domanda d'asilo, secondo il 

senso ed i motivi del ricorso, ha contestato unicamente la questione dell'e-

secuzione dell'allontanamento e dunque i punti 3 e 4 del dispositivo della 

decisione del 18 aprile 2024. Oggetto del litigio in questa sede risulta dun-

que essere esclusivamente l'esecuzione dell'allontanamento dalla Sviz-

zera. 

6.  

6.1 In sede di audizione per minori non accompagnati (PA-RMNA), l'inte-

ressato ha riferito dapprima di essere nato il (…) 2007, per poi riferire la 

data del (…)1383 (calendario persiano), corrispondente al (…) 2004 (ca-

lendario gregoriano). Interrogato ancora una volta in merito, egli ha dichia-

rato di essere nato il (…)1386 (calendario persiano), corrispondente al 

(…) 2007 (calendario gregoriano) e di avere (…) anni e (…) mesi. La sua 

tazkira attesterebbe che nel 1392 egli avrebbe avuto (…) anni. Interrogato 

in merito alla data di nascita riportata sul documento greco presentato – 

ovvero il (…) 2005 – egli ha dichiarato che le autorità non gli avrebbero 

chiesto la sua età ed avrebbero scritto loro una data. Quando egli avrebbe 

cercato di farla correggere si sarebbero rifiutati. Il richiedente ha poi dichia-

rato che non vorrebbe fare ritorno in Grecia poiché non si sarebbe sentito 

sicuro, essendo stato minacciato, e poiché a scuola non avrebbe imparato 

nulla (cfr. atto SEM 18/12, pti. 1.06 e 8.01).  

6.2 In sede di diritto di essere sentito in merito alla minore età, l'interessato 

ha osservato che nonostante i limitato valore probatorio, il contenuto della 

tazkira dovrebbe essere preso in considerazione come indizio per valutare 

la verosimiglianza delle dichiarazioni. In questo caso, l'informazione conte-

nuta nella tazkira, ovvero che egli avrebbe avuto (…) anni nel 1392 

(2013/2014) sarebbe coerente con la data di nascita dichiarata, 1386. In 

secondo luogo, l'interessato rileva che la SEM non avrebbe chiarito quali 

dichiarazioni sarebbero state ritenuto contraddittorie. Ad ogni modo, egli 

ritiene che le affermazioni rilasciate sarebbero coerenti con la data di na-

scita dichiarata. In seguito, in merito alla data di nascita registrata in Grecia, 

egli rileva di aver spiegato di essere ritornato a più riprese dalle autorità 

elleniche chiedendo una rettifica, ma che queste si sarebbero sempre rifiu-

tate di modificarla. Infine, per quanto riguarda l'esito della perizia medico 

legale, il richiedente osserva che l'esame odontostomatologico sarebbe in-

completo in quanto riporterebbe soltanto l'età minima (16 anni). Riportando 

l'esame osseo-clavicolare come età minima 19 anni, ci si troverebbe in una 

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casistica in cui non sarebbe possibile sovrapporre i due intervalli, per cui, 

secondo giurisprudenza, la maggiore età sarebbe debolmente probabile. 

La questione della minore età dovrebbe dunque essere rivalutata. 

6.3 In sede di parere sulla bozza di decisione l'interessato, per quanto ri-

guarda la minore età, ha ribadito che il contenuto della tazkira, sebbene il 

documento sia stato fornito soltanto in copia, meriterebbe di essere preso 

in considerazione nell'esame della verosimiglianza delle allegazioni, tenuto 

poi conto del fatto che nel caso di specie sarebbe coerente con quanto 

dichiarato in sede di PA-RMNA. L'iscrizione dell'età sulla tazkira sarebbe 

per altro avvenuta sulla base delle informazioni fornite dal richiedente e 

dalla famiglia. La data di nascita fornita alle autorità greche sarebbe frutto 

di un errore di traduzione che egli avrebbe cercato di far rettificare senza 

successo. Altresì, non sarebbe chiaro quali informazioni sarebbero vaghe 

ed imprecise. Per quanto riguarda la perizia medico legale, egli ribadisce 

che la stessa non sarebbe completa poiché l'esame odontostomatologico 

riporterebbe soltanto l'età minima e di conseguenza non sarebbe possibile 

verificare una sovrapposizione degli intervalli.  

Per quanto concerne l'esigibilità dell'allontanamento in Grecia, occorre-

rebbe tener conto della situazione di grave indigenza vissuta durante il suo 

soggiorno. Egli avrebbe alloggiato in un albergo fatiscente dove sarebbe 

spesso stato minacciato e picchiato da altri richiedenti asilo afghani. Egli 

avrebbe provato a denunciare le violenze, ma non ci sarebbe riuscito a 

causa delle barriere linguistiche. Egli non avrebbe potuto frequentare corsi 

di lingua e quindi cercare un impiego o un alloggio, ritrovandosi così a dor-

mire per strada e ad elemosinare cibo. In seguito, un eventuale rinvio in-

terromperebbe la presa in carico psichiatrica e il percorso psicoterapeutico 

intrapreso con successo. Altresì a questo proposito le sue condizioni di sa-

lute non sarebbero state sufficientemente acclarate ed un rapporto com-

pleto (F4) sarebbe necessario. In seguito, egli fa riferimento a diversi rap-

porti di organismi internazionali che evidenzierebbero le gravi carenze del 

sistema di accoglienza ellenico. Il richiedente sarebbe da considerarsi una 

persona particolarmente vulnerabile e sarebbero dunque necessarie delle 

condizioni favorevoli per l'esigibilità del rinvio. La SEM dovrebbe dunque 

disporre l'ammissione provvisoria o richiedere garanzie individualizzate 

alle autorità greche.  

6.4 Nella decisione avversata l'autorità inferiore, dopo aver esposto i fatti, 

ha in primo luogo osservato che il ricorrente avrebbe ottenuto lo statuto di 

rifugiato in Grecia, Stato terzo designato quale sicuro dal Consiglio fede-

rale svizzero e che le autorità elleniche avrebbero acconsentito alla sua 

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riammissione in data 3 aprile 2024. Il parere alla bozza di decisione nega-

tiva non conterrebbe poi fatti o mezzi di prova che giustificherebbero una 

diversa valutazione, l'autorità ritiene in particolare che lo stato di salute 

dell'interessato sarebbe stato sufficientemente acclarato e tutti gli atti me-

dici sarebbero stato presi in considerazione. In seguito, per quanto riguarda 

le condizioni in Grecia, la SEM sottolinea che egli non si sarebbe partico-

larmente prodigato a cercare un alloggio, un sostegno e un lavoro in Grecia 

dopo aver ottenuto la protezione internazionale, compito che gli spette-

rebbe. Nonostante le condizioni precarie presenti in Grecia, non sarebbe 

ravvisabile una pratica di discriminazione sistematica verso gli stranieri 

nell'impedire l'accesso all'occupazione, all'assistenza sociale, all'assi-

stenza sanitaria, all'istruzione o all'alloggio. Per quanto concerne la minore 

età, considerato l'insieme degli elementi presenti all'incarto, ovvero la man-

canza di documenti d'identità originali, le vaghe e imprecise dichiarazioni e 

il risultato della perizia la minore età non risulterebbe essere verosimile. Di 

conseguenza, non è entrata nel merito della sua domanda d'asilo.  

In secondo luogo, l'autorità inferiore ha valutato l'esecuzione dell'allonta-

namento ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. In particolare, 

per quanto concerne l'ammissibilità dell'allontanamento, l'autorità inferiore 

ha considerato che né le difficili condizioni di vita in Grecia, né le allegazioni 

del ricorrente permetterebbero di ritenere che egli correrebbe un "real risk" 

di essere sottoposto in Grecia a trattamenti contrari all'art. 3 della Conven-

zione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali 

del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101). Per quanto riguarda l'esigibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento, la SEM ha ritenuto che l'interessato 

non sarebbe stato in grado di rendere verosimile la sua minore età.  

Da una parte egli non avrebbe fornito alcun documento d'identità suscetti-

bile di comprovare la sua identità. Invero, egli avrebbe fornito soltanto la 

copia della sua tazkira, documento che avrebbe un valore probatorio ri-

dotto. D'altra parte, egli non sarebbe stato in grado di rendere verosimili le 

dichiarazioni riguardanti la sua data di nascita e la sua età. Egli avrebbe 

fornito dapprima una data, per poi poco dopo rettificarla ed affermare erro-

neamente che la data di nascita sarebbe riportata sulla tazkira. Altresì il 

documento greco presentato attesterebbe la sua maggiore età. In partico-

lare, il richiedente si sarebbe presentato in Grecia quale maggiorenne. In-

fine, dalla perizia medico-legale risulterebbe che non sarebbe possibile l'al-

legata minore età. Le contestazioni della rappresentante legale non potreb-

bero essere condivise dal momento che egli non sarebbe stato in grado di 

sovvertire, con prove scientifiche, gli esiti peritali. Non avendo dunque egli 

reso verosimile di essere minorenne, non sarebbero necessari degli 

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approfondimenti supplementari per valutare l'esigibilità del rinvio in Grecia 

e lo stesso sarebbe dunque ragionevolmente esigibile. Invero, in caso di 

necessità egli dovrebbe rivolgersi alle autorità denunciando eventuali mi-

nacce.  

Altresì, l'interessato non sarebbe in possesso di documenti che dimostre-

rebbero che dopo l'ottenimento della protezione internazionale non gli sa-

rebbe stato dato un alloggio. Sarebbe poi suo compito rivolgersi alle auto-

rità greche e far valere i suoi diritti. Peraltro egli non soffrirebbe di problemi 

medici particolarmente gravi, la sua situazione clinica sarebbe stabile pur 

essendovi un peggioramento della qualità del sonno a causa del rimugino 

e dell'incapacità di aiutare la propria famiglia. Al momento non risultereb-

bero esserci altri appuntamenti medici. Ad ogni modo, in Grecia egli 

avrebbe già ricevuto assistenza sanitaria e la direttiva qualifiche garanti-

rebbe l'accesso all'infrastruttura medica. Sarebbe sua responsabilità di far 

valere i suoi diritti presso le autorità. Infine, l'esecuzione dell'allontana-

mento dell'interessato sarebbe possibile sia sul piano tecnico che pratico, 

avendo le autorità elleniche consentito alla riammissione sul loro territorio. 

6.5 In sede ricorsuale, l'insorgente contesta anzitutto le considerazioni 

sulla sua età. Egli avrebbe fornito alla SEM la copia della sua tazkira ancor 

prima della PA-RMNA. Il documento costituirebbe il primo indizio di verosi-

miglianza. In seguito, in merito al fatto che le allegazioni siano state ritenute 

vaghe, il ricorrente rileva che la SEM avrebbe fornito delle motivazioni 

estremamente scarne e deboli a sostegno della sua posizione. Soprattutto 

considerato che egli in sede di PA-RMNA avrebbe rilasciato molteplici di-

chiarazioni perfettamente coerenti con l'età dichiarata. Innanzitutto, egli 

avrebbe correttamente dichiarato di avere (…) anni e (…) mesi e di essere 

nato in autunno. Le risposte in merito alla differenza di età sarebbero poi 

state corrette ed egli avrebbe presentato il proprio percorso scolastico in-

dicando date ed età che sarebbero in linea con l'età dichiarata. Anche le 

dichiarazioni in merito all'espatrio sarebbero coerenti. Egli avrebbe poi for-

nito una spiegazione verosimile sul perché in Grecia sarebbe stato regi-

strato con una data di nascita errata. Vari rapporti internazionali conferme-

rebbero altresì le problematiche di registrazione nel paese ellenico. L'auto-

rità inferiore non avrebbe dunque preso in considerazione l'insieme delle 

dichiarazioni del ricorrente, limitandosi ad estrapolare in maniera opportu-

nistica le dichiarazioni all'apparenza contraddittorie al fine di sostenere l'in-

verosimiglianza. In aggiunta, l'insorgente contesta pure l'esito della perizia 

medico-legale e ribadisce quanto già espresso in sede di parere. L'esame 

costituirebbe dunque soltanto un indizio tra i tanti. La valutazione operata 

dalla SEM non sarebbe pertanto frutto di un giudizio complessivo.  

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In seguito, il ricorrente ritiene che i fatti rilevanti concernenti lo stato di sa-

lute non sarebbero sufficientemente acclarati ed il suo diritto di essere sen-

tito sarebbe stato violato. Invero, egli beneficerebbe di un supporto psichia-

trico costante e regolare iniziato appena un mese dopo il suo arrivo in Sviz-

zera. Un accertamento completo e aggiornato dello stato di salute sarebbe 

imprescindibile al fine di procedere ad un esame individualizzato della li-

ceità e dell'esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento. 

Infine, l'insorgente ritiene che se egli fosse considerato un minore non ac-

compagnato, e dunque un soggetto particolarmente vulnerabile, l'esecu-

zione dell'allontanamento non sarebbe ragionevolmente esigibile. Lo 

stesso varrebbe anche qualora egli fosse considerato maggiorenne, in ra-

gione della sua fragile salute mentale. Invero, egli in Grecia non potrebbe 

verosimilmente beneficiare di un supporto psichiatrico, perlomeno nel 

breve termine. Il suo stato di salute rischierebbe dunque di rapidamente 

degradarsi, ciò che condurrà verosimilmente ad un serio, durevole e grave 

pregiudizio per la sua integrità mentale.  

7.  

7.1 Qualora la questione della minore età dell'interessato sia oggetto di di-

sputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, essendo il me-

desimo determinante a livello procedurale, in quanto la qualità di minore 

non accompagnato impone all'autorità inferiore il rispetto di alcune esi-

genze procedurali nell'ambito della trattazione della domanda d'asilo, in 

particolare al momento dello svolgimento dell'audizione sui motivi (cfr. 

art. 17 cpv. 3 LAsi). La valutazione operata dalla SEM in sede di prima 

istanza può essere contestata dal richiedente nell'ambito del ricorso contro 

la decisione di non entrata nel merito. Allorquando la stessa si riveli errata, 

occorrerà retrocedere gli atti all'autorità inferiore e riprendere la procedura 

in circostanze idonee all'età del richiedente l'asilo (cfr. DTAF 2019 I/6 con-

sid. 3.3 e relativi riferimenti). 

7.2 Nelle procedure d'asilo ‒ così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità 

competente accerta d'ufficio i fatti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa 

deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, 

chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune 

prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti 

dal dovere di collaborare all'accertamento dei fatti ed in modo particolare 

dall'onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l'amministrazione 

o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed 

art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). Quando in sede ricorsuale vengono 

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identificate delle carenze nell'accertamento dei fatti il caso va di principio 

retrocesso all'autorità di prima istanza, di modo che questa possa proce-

dere ad un nuovo e completo accertamento dei fatti (cfr. André MOSER/MI-

CHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER/MARTIN KAYSER, Prozessieren vor 

dem Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.191). Una violazione del 

principio inquisitorio non implica in ogni caso l'automatica retrocessione 

degli atti all'autorità inferiore, dal momento che il Tribunale resta libero di 

raccogliere gli elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare 

giudiziosa per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 con-

sid. 5.2; 2012/21 consid. 5.1). 

7.3 Per quanto concerne la minore età, è al richiedente l'asilo che incombe 

l'onere della prova al riguardo. In presenza di un accertamento dei fatti 

esaustivo e corretto, se la valutazione globale degli atti di causa non per-

mette di ritenere che l'interessato la abbia resa verosimile, questi sarà te-

nuto ad assumersene le conseguenze, venendo conseguentemente con-

siderato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e relativi riferimenti). 

7.4 Salvo casi particolari, la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pregiu-

diziale sulla questione. Per giungere ad una determinazione al riguardo, 

l'autorità si basa sui documenti d'identità autentici depositati agli atti così 

come sui risultati delle audizioni relativamente al quadro personale dell'in-

teressato nel Paese d'origine, alla sua cerchia famigliare ed al suo curricu-

lum scolastico. Se necessario, ordina una perizia medica volta alla deter-

minazione dell'età (cfr. art. 17 cpv. 3bis in relazione all'art. 26 cpv. 2 LAsi; 

DTAF 2019 I/6 consid. 5.6; 2018 VI/3 consid. 4.2 e rif. cit.). Una volta espe-

rita l'istruttoria, la SEM procede ad un apprezzamento globale degli ele-

menti in presenza in ossequio ai principi sopra citati (cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 5.4 e rif. cit.). 

7.5 Il Tribunale si è espresso, nel contesto dell'analisi circa la determina-

zione dell'età, sui principi generali applicabili alla forza probatoria delle pe-

rizie mediche. Secondo la prassi, sono pertinenti per la dimostrazione della 

minore rispettivamente maggiore età di una persona unicamente gli esiti 

degli esami della tomografia sterno-clavicolare e dello sviluppo dentale e 

non lo sono, invece, quelli della radiografia della mano e dell'esame fisico. 

I metodi applicati in Svizzera per la determinazione medica dell'età forni-

scono, a seconda del risultato, indizi da ponderare in modo diverso per 

stabilire se una persona è maggiorenne (DTAF 2018 VI/3). Secondo le li-

nee guida del gruppo di lavoro "Arbeitsgemeinschaft für forensische Alter-

sdiagnostik (AGFAD)" è utile per la stima dell'età unicamente il cosiddetto 

"principio dell'età minima", mentre calcoli sulla base di "valori medi" sono 

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Pagina 11 

da considerare non adatti, in quanto, per raggiungere il livello di certezza 

necessario, dovrebbe esser considerata una deviazione standard almeno 

triplica (cfr. Società svizzera di medicina legale [SSML], Forensische Alter-

sdiagnostik, Methodendokument Version 02, giugno 2022, pag. 4 segg. [in 

seguito: Methodendokument AGFAD]; cfr. anche fra le tante la sentenza 

del Tribunale D-2365/2024 del 1° maggio 2024 consid. 7.3.2). 

7.6 Venendo agli esiti degli esami citati, qualora le investigazioni (tomogra-

fia sterno-clavicolare ed esame dello sviluppo dentale) indichino un'età mi-

nima superiore a 18 anni, v'è da ritenere un indizio molto forte di maggiore 

età. Se da uno solo degli esami in parola risulti un'età minima superiore a 

18 anni ma i rispettivi intervalli tra età minima e massima si attestino su 

valori equivalenti, la maggiore età permane altamente probabile. La stessa 

è invece solo debolmente probabile se, con una sola età minima superiore 

a 18 anni, non vi è sovrapposizione tra gli intervalli. Per quanto riguarda la 

tomografia sterno-clavicolare, a partire dallo stadio di ossificazione 3c, l’età 

di entrambi i sessi è quasi certamente superiore ai 18 anni. Ad ogni modo, 

quanto più gli accertamenti medici costituiscono un indizio a favore della 

maggiore età, tanto meno è necessario procedere ad un apprezzamento 

generale delle prove (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2 e riferimenti citati; 

Methodendokument AGFAD, pag. 11). 

8.  

8.1 Ora, nella presente fattispecie, dall'esame odontostomatologico è risul-

tato che a causa della mancanza di denti in sviluppo e dell'assenza di tutti 

i terzi molari, non è stato possibile procedere alla valutazione dell'età den-

tale dei diciottenni. Pertanto sono stati applicati i metodi di stima dell'età 

per bambini ed adolescenti, che utilizzano i primi 7 denti permanenti man-

dibolari. Da tale stima è risultato che la probabilità che A._______ abbia 

raggiunto e sorpassato i 16 anni è elevata. L'età minima ritenuta per questo 

esame è dunque stata 16 anni. Dalla tomografia sterno-clavicolare è risul-

tato uno stadio di calcificazione ossea 3c, corrispondente ad un'età minima 

di 19 anni. In un tale caso, conformemente alla giurisprudenza (DTAF 2018 

VI/3 consid. 4.2), sarebbe stato necessario verificare se i rispettivi intervalli 

tra età minima ed età massima si sovrappongono o meno. Nel caso in di-

samina, l'esame odontostomatologico non riporta né l'età media, né la de-

viazione standard, ma soltanto l'età minima. Di conseguenza, non è possi-

bile verificare se gli intervalli si sovrappongono come definito dalla giuri-

sprudenza sopracitata e dunque stabilire se la perizia costituisce un indizio 

D-2602/2024 

Pagina 12 

forte o meno di maggiore età. Pertanto, il Tribunale lo considera come un 

indizio tra i tanti. 

8.2 Proseguendo con la valutazione, anche volendo parzialmente relativiz-

zare a favore dell'insorgente le asserzioni da lui rilasciate nel corso della 

PA-RMNA circa i suoi dati personali ed il suo percorso di vita, tenendo 

conto del contesto dal quale egli proviene come pure del suo grado di sco-

larizzazione, le stesse non apportano indizi credibili in favore della minore 

età. Il Tribunale osserva come non risultano in particolare credibili le alle-

gazioni dell'interessato in merito alla sua data di nascita.  

 

Invero, inizialmente sul foglio complementare d'entrata al CFA (atto SEM 

1/1) è stata apportata la data di nascita (…) 2005, mentre sul foglio dei dati 

personali la data (…) 2007 (quand'anche entrambi non compilati autono-

mamente), mentre la procura riportava ancora un'altra data, ovvero il 

(…) 2007. Interrogato in merito alla data di nascita in sede di PA-RMNA 

egli ha inizialmente dichiarato di essere nato il (…)1383 (calendario per-

siano) corrispondente al (…) 2004 (calendario gregoriano), salvo poi di-

chiarare di essere nato il (…)1386 corrispondente al (…) 2007. L'insor-

gente ha pure dichiarato di conoscere la sua data di nascita dalla tazkira 

ed ha asserito che la stessa sarebbe riportata sul documento. Reso attento 

del fatto che la tazkira riporterebbe soltanto che egli aveva all'incirca 

(…) anni nel 1392 (corrispondente al 2013/2014) e non riporterebbe la data 

di nascita completa, egli ha modificato la sua versione dichiarando di co-

noscere la sua data poiché avrebbe avuto il compleanno nella stagione 

autunnale e di aver scoperto il suo anno di nascita dalla tazkira (cfr. atto 

SEM 18/12, pto. 1.06).  

In seguito, pur essendo vero che le dichiarazioni in merito al percorso di 

scolarizzazione (inizio, durata e fine) e all'espatrio dall'Afghanistan siano 

da ritenere coerenti, egli ha invero dichiarato di essere espatriato nel 1400 

(2021/2022) all'età di (…) anni (cfr. atto SEM 18/12, pto. 1.17.04), ciò che 

corrisponderebbe all'età dichiarata, le successive asserzioni risultano for-

temente incongruenti. Egli ha infatti riferito di aver iniziato a lavorare come 

operaio edile insieme al padre nell'anno 1401 (2022/2023) all'età di 

(…) anni e di aver compiuto (…) anni nell'autunno e di aver smesso di la-

vorare nel 1402 a (…) anni. Tuttavia, queste affermazioni non corrispon-

dono all'età dichiarata poiché nel 1401 egli avrebbe avuto (…) anni 

([…] anni in autunno) e nel 1402 ne avrebbe avuti almeno (…). Poco dopo 

egli ha però dichiarato di aver lasciato l'Iran nel 1401. Reso attento dell'in-

congruenza tra la fine del lavoro e la partenza dell'Iran ha dichiarato di es-

sersi sbagliato, ma non ha fornito alcuna spiegazione. Alla domanda 

D-2602/2024 

Pagina 13 

seguente relativa a quanti anni avesse nel 1401, l'insorgente non ha rispo-

sto, limitandosi a ribadire di aver lasciato l'Afghanistan nel 1400 e di aver 

compiuto (…) anni nell'autunno e destando così il sospetto di aver unica-

mente imparato una versione a memoria (cfr. atto SEM 18/12, 

pto. 1.17.04).  

Infine, circa la data di nascita registrata in Grecia ed indicata sul documento 

di viaggio greco, ovvero il (…) 2005, vi è modo di rilevare che il ricorrente 

ha fornito dichiarazioni divergenti. Infatti, in un primo tempo, egli ha riferito 

che la data riportata sarebbe sbagliata, egli sarebbe stato interrogato in 

merito alla sua età nella prima intervista in Grecia e l'interprete avrebbe 

tradotto con un errore, salvo poi affermare che la data di nascita sarebbe 

stata scritta dall'interprete "tramite la Taskara" (cfr. atto SEM 18/12, 

pto. 1.06). In un secondo momento, egli ha poi asserito che le autorità gre-

che non gli avrebbero affatto chiesto la sua età, ma che avrebbero scritto 

loro una data di nascita (cfr. atto SEM 18/12 pto. 5.02). Interrogato in merito 

alla particolarità del fatto che le autorità elleniche avrebbero scelto il (…) e 

non una data convenzionale come (…) 2005 egli ha risposto che l'inter-

prete l'avrebbe detto, ma che avrebbero sbagliato l'anno di nascita. Egli 

non ricorderebbe che cosa avrebbe detto all'interprete. Ritenuta l'impor-

tante contraddittorietà delle allegazioni inerenti alla data registrata in Gre-

cia, e contrariamente a quanto affermato in sede ricorsuale, la spiegazione 

relativa alla sua data registrata in Grecia non può essere ritenuta verosi-

mile. 

8.3 In seguito, proseguendo nell'analisi, è necessario rilevare che l'insor-

gente non ha fornito alcun documento d'identità originale e autentico atto 

a comprovare o quantomeno a rendere verosimile l'asserita minore età. 

Invero, quand'anche egli in sede ricorsuale abbia trasmesso la sua tazkira 

in originale, a tale documento va comunque riconosciuto un valore proba-

torio ridotto. Anche in presenza di un esemplare autentico, infatti, le indica-

zioni temporali relative alla data di nascita contenute possono non rispec-

chiare l'età effettiva (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 6.2). 

8.4 Alla luce delle suesposte considerazioni, anche il Tribunale, in un'at-

tenta valutazione globale di tutti gli elementi evincibili dall'incarto ed in pre-

senza di una fattispecie giuridica sufficientemente completa e corretta, ri-

tiene che l'insorgente – al quale incombeva l'onere della prova in merito 

(cfr. supra consid. 7.3) – non è stato in grado di rendere verosimile la sua 

supposta minore età al momento dell'inoltro della sua domanda d'asilo in 

Svizzera. Pertanto, egli deve assumersene le conseguenze, ovvero che 

venga considerato maggiorenne in conformità alla giurisprudenza 

D-2602/2024 

Pagina 14 

summenzionata (cfr. ibidem), nonché che le disposizioni normative relative 

ai minorenni non gli siano applicabili, e come rettamente concluso dalla 

SEM nella decisione impugnata, egli non possa avvalersene. 

9.  

9.1 Nel caso in narrativa viene poi censurato un accertamento inesatto ed 

incompleto dello stato di salute del ricorrente. Egli beneficerebbe di un sup-

porto psichiatrico costante e regolare, agli atti si conterebbero undici con-

sultazioni psichiatriche dalle quali emergerebbe l'immagine di un ragazzo 

fragile, con disturbi del sonno legati al recente trauma dell'improvvisa e 

accidentale morte del padre. Un accertamento completo e aggiornato dello 

stato di salute sarebbe imprescindibile affinché possa essere effettuato un 

esame individualizzato della liceità e dell'esigibilità dell'esecuzione dell'al-

lontanamento. 

9.2 I principi esposti supra al consid. 7.2 seg. tornano applicabili anche nel 

contesto del chiarimento delle questioni di natura medica (sentenze del 

TAF D-291/2021 consid. 7.2.4, D-1665/2018 del 27 gennaio 2021 con-

sid. 8.3.5).  

9.3 Al momento dell'emissione della decisione impugnata, l'incarto dell'au-

torità inferiore conteneva già diversi mezzi di prova riguardanti la situazione 

di salute del ricorrente. Invero, l'insorgente in data 15 dicembre 2023 è 

stato visitato dal medico generalista il quale gli ha diagnosticato un calo 

dell'umore, insonnia, tristezza ed ansia a seguito della perdita del padre in 

Iran e gli ha prescritto (…) ed un consulto psicologico appena possibile (cfr. 

atto SEM 12/2). In seguito, egli ha effettuato diversi consulti psichiatrici nel 

corso dei quali è risultato che i pensieri relativi alla morte del padre sareb-

bero in miglioramento, mentre persisterebbero i disturbi del sonno e incubi 

relativi al trauma subito. Il suo umore apparirebbe sub-deflesso, ma senza 

ideazioni di morte, propositi anticonservativi e auto/etero aggressività, e 

senza sintomi della sfera psicotica. La terapia con (…) è stata interrotta e 

sostituita con (…), mezza compressa la sera. Egli si è inoltre dichiarato 

preoccupato per la situazione della famiglia in Iran (cfr. atti SEM 15/3, 20/2, 

21/2, 22/2, 25/2, 26/2, 28/2, 33/2, 38/2, 39/2, 44/2).  

9.4 La documentazione in forza della quale sono state poste le diagnosi 

appariva, dunque, sufficientemente dettagliata, ben motivata e coerente 

conto tenuto della tipologia delle affezioni presenti, dell'ampiezza delle in-

dagini effettuate e dell'anamnesi del paziente. Nei certificati medici versati 

agli atti non vi erano dipoi indicazioni quanto a sospetti di patologie gravi 

da identificare ulteriormente. Pertanto, lo stato di salute dell'insorgente 

D-2602/2024 

Pagina 15 

risultava sufficientemente acclarato (cfr. sentenza del Tribunale 

D-546/2022 dell'11 marzo 2022 consid. 4), per il che non risultava neces-

sario la stesura di un rapporto più dettagliato ("formulario F4"), come richie-

sto in sede di parere. 

10.  

10.1 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata 

norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 

cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d'una di queste condi-

zioni, la SEM dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 

10.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento degli 

ostacoli all'allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con-

sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un ostacolo all'al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

11.  

11.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella 

massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto interna-

zionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). La Corte EDU ha più volte ribadito che la sola possibilità 

di subire dei maltrattamenti dovuti a una situazione di insicurezza generale 

o di violenza generalizzata nel Paese di destinazione non è sufficiente per 

ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. Spetta infatti all'interessato pro-

vare o rendere verosimile l'esistenza di seri motivi che permettano di rite-

nere che egli correrà un reale rischio ("real risk") di essere sottoposto, nel 

Paese verso il quale sarà allontanato, a trattamenti contrari a detti articoli 

(cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti).  

11.2 Inoltre, giusta l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, il ricorrente è rinviato in uno 

Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia 

uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diritto 

internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respingimento 

ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto della 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/eddc4ea5-1065-4aad-aa7b-5ff005425730/fc6cfec2-3fa0-431b-8b5f-c337b1753da9?source=document-link&SP=5|zpixhk

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Pagina 16 

tortura sancito dall'art. 3 CEDU e dall'art. 3 della Conv. tortura (cfr. FANNY 

MATTHEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen [ed.], Code annoté de droit 

des migrations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene quindi all'in-

teressato sovvertire tale presunzione. A tal fine, egli deve presentare seri 

indizi che le autorità dello Stato in questione violino il diritto internazionale 

nel caso specifico, non gli concedano la necessaria protezione o lo espon-

gano a condizioni di vita disumane, o che si trovi in una situazione di emer-

genza esistenziale nello Stato in questione a causa di circostanze indivi-

duali di natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le tante la sentenza 

del Tribunale D-571/2024 del 13 febbraio 2024 consid. 10.2 e rif.). 

11.3  

11.3.1 Di seguito, occorre dunque verificare se, tenuto conto della situa-

zione generale vigente attualmente in Grecia e delle circostanze proprie 

all'insorgente, vi siano delle serie ragioni di credere che egli sarebbe espo-

sto al rischio reale di subire, come censurato in sede ricorsuale, un tratta-

mento contrario all'art. 3 CEDU o ad altre disposizioni del diritto internazio-

nale, in caso di un suo rinvio verso il succitato Paese. 

11.3.2 Con particolare riferimento alla situazione generale della Grecia, il 

Tribunale ha esaminato la situazione nel dettaglio ed ha ritenuto che es-

sendo lo stesso firmatario della CEDU, della Conv. tortura e della Conven-

zione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (RS 0.142.30; di seguito: 

Conv. rifugiati), si può partire dal presupposto che essa rispetti di principio 

i propri obblighi di diritto internazionale (cfr. sentenze di riferimento del Tri-

bunale E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.2). Con 

riferimento ai beneficiari di protezione internazionale, si deve ammettere 

l'esistenza di ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento dal profilo dell'am-

missibilità unicamente in casi particolari, e meglio in presenza di indizi con-

creti circa il rischio di violazione di disposizioni di diritto internazionale ob-

bligatorie.  

 

Nonostante sia stato rilevato un certo numero di carenze nel sistema di 

accoglienza greco (cfr. sentenza di riferimento succitata consid. 9), il Tribu-

nale ha ritenuto che non vi è un rischio per ogni beneficiario di protezione 

internazionale (indipendentemente dalla situazione concreta) di trovarsi 

confrontato all'indifferenza delle autorità ed in una situazione di privazione 

o mancanza a tal punto grave che sarebbe incompatibile con la dignità 

umana o confrontato ad una pratica di discriminazione sistematica (cfr. 

sentenza di riferimento succitata consid. 11.2 [che conferma la precedente 

giurisprudenza di cui alla sentenza di riferimento D-559/2020 del 13 feb-

braio 2020 consid. 8.2]). Al riguardo, occorre inoltre evidenziare come tale 

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Pagina 17 

categoria di persone possa pure contare sulle garanzie derivanti dalla di-

rettiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 

recante norme sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qua-

lifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme 

per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione 

sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta (rifusione; 

GU L 337/9 del 20 dicembre 2011 [di seguito: direttiva qualificazione]). Gli 

obblighi della Grecia, derivanti dal diritto europeo implicano proprio la non 

discriminazione nei contesti citati (cfr. capo VII [contenuto della protezione 

internazionale] della direttiva qualificazione; cfr. sentenza di riferimento D-

559/2020 consid. 8.2).  

Infine, in caso di violazione di diritti sanciti dalla CEDU, l'interessato potrà 

adire i tribunali greci, ed in ultima istanza la Corte EDU (art. 34 CEDU). 

11.3.3 Nella fattispecie, il ricorrente il 15 settembre 2023 ha ottenuto lo sta-

tuto di rifugiato in Grecia ed è stato posto al beneficio di un permesso di 

soggiorno valido dal 3 ottobre 2023 al 2 ottobre 2026 (cfr. atto SEM 42/1), 

ciò che gli permette, quale beneficiario della protezione internazionale, di 

rivolgersi alle competenti autorità per far valere i propri diritti. 

Per il resto, dalle tavole processuali non si evincono elementi che permet-

tano di ritenere che in caso di rinvio dell'insorgente in Grecia le sue pro-

spettive future, considerate dal punto di vista materiale, fisico o psicologico, 

denotino un rischio sufficientemente reale e imminente di privazioni di gra-

vità tale da rientrare nell'ambito di applicazione dell'art. 3 CEDU. In parti-

colare, si rileva che in sede di PA-RMNA egli ha dichiarato di non aver do-

vuto lasciare il campo in cui alloggiava dopo l'ottenimento della protezione 

internazionale, quand'anche le camere erano molto sporche ed il palazzo 

fatiscente, e di aver ricevuto cibo, assistenza medica e sostegno finanziario 

(1 Euro al giorno che egli sarebbe riuscito a risparmiare per comprarsi un 

biglietto aereo del costo di 150 Euro) e di essere andato a scuola (cfr. atto 

SEM 18/12, pto. 2.06 e pto. 8.01). Per altro, egli ha dichiarato di non es-

sersi in alcun modo attivato per cercare un alloggio o un lavoro in Grecia 

(cfr. ibidem).  

Di conseguenza, contrariamente a quanto dichiarato in sede ricorsuale, ov-

vero di essere stato costretto a vivere per strada ed elemosinare cibo, si 

può ritenere che il ricorrente non vivesse in uno stato di totale abbandono 

ed indigenza. Alla luce di quanto precedentemente considerato, ed a diffe-

renza delle considerazioni contrarie contenute nel gravame, non appare 

che l'insorgente, nel caso di un suo ritorno in Grecia, sarà confrontato con 

D-2602/2024 

Pagina 18 

una situazione di emergenza di carattere esistenziale o a dei trattamenti 

vietati dalle norme di diritto internazionali succitate.  

In seguito, attinente ai suoi asserti di mancanza di sicurezza e di minacce 

subite al Centro in cui alloggiava, si rimanda a quanto rettamente motivato 

dalla SEM nella decisione impugnata (cfr. pto. II, pag. 13). Difatti, nulla nei 

suoi asserti o agli atti indica che le autorità di polizia, amministrative e giu-

diziarie greche rinuncino, in modo sistematico o mirato per quanto riguarda 

gli stranieri viventi sul loro territorio, a perseguire degli atti d'aggressione o 

minacce subite da terzi, se sollecitate. L'insorgente potrà quindi indirizzarsi, 

in futuro e nel caso di necessità, alle autorità elleniche competenti. 

11.3.4 Da ultimo, né dal gravame né dagli atti, risultano esserci degli ele-

menti per ritenere che lo stato di salute del ricorrente (cfr. anche infra con-

sid. 11.3) risulti ostativo all'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontana-

mento (cfr. sentenze della Corte EDU N. contro Regno Unito del 27 mag-

gio 2008, Grande Camera, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 di-

cembre 2016, Grande Camera, 41738/10, § 181 segg.; anche DTAF 2017 

VI/7 consid. 6.2 e 2011/9 consid. 7.1). 

11.4 In conclusione, l'esecuzione dell'allontanamento in Grecia è ammissi-

bile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

12.  

12.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LstrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LstrI, l'esecuzione dell'allontanamento 

verso i paesi dell'Unione europea (UE) e dell'Associazione europea di li-

bero scambio (AELS) è da ritenersi di principio esigibile e che tale presun-

zione legale può essere sovvertita solo se l'interessato rende verosimile 

che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto ragio-

nevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento D-559/2020 consid. 9). 

Con sentenza di riferimento del 28 marzo 2022 il Tribunale ha inoltre rite-

nuto di principio esigibile l'esecuzione dell'allontanamento di persone vul-

nerabili, come donne incinte o persone con problemi di salute non ritenuti 

gravi (cfr. sentenza di riferimento succitata consid. 11.5.1). 

12.2 Nel caso in disamina, il Tribunale osserva che le difficili condizioni esi-

stenziali presenti in Grecia, peraltro questione già trattata sotto l'aspetto 

D-2602/2024 

Pagina 19 

dell'ammissibilità, non sono sufficienti per ritenere inesigibile l'esecuzione 

dell'allontanamento, nonostante le criticità del sistema di assistenza so-

ciale greco, non solo per i richiedenti l'asilo, ma anche per le persone be-

neficiarie di protezione internazionale (cfr. sentenza di riferimento succitata 

consid. 8–9.10). In questo contesto è bene evidenziare che la Grecia è vin-

colata dalla direttiva qualificazione; è quindi responsabilità dell'insorgente 

rivendicare i diritti che gli spettano direttamente presso le autorità di detto 

Paese (cfr. anche supra consid. 10.3.1). Quale rifugiato riconosciuto egli 

ha infatti diritto ad essere trattato in modo equivalente ai cittadini greci in 

relazione all'accesso alla giustizia, all'occupazione, all'assistenza ed alla 

sicurezza sociale. Inoltre, visto che egli dispone di un permesso di sog-

giorno valido, di principio il mercato del lavoro greco risulta essergli aperto.  

Anche se le condizioni di vita in Grecia non sono facili a causa della situa-

zione economica prevalente, visto quanto già sopra rilevato anche sotto 

l'aspetto dell'ammissibilità (cfr. supra consid. 8.2.1), non ci sono indicazioni 

nella fattispecie che il ricorrente verrebbe esposto ad un'emergenza esi-

stenziale nel caso di un suo rinvio in Grecia. Tali criticità del sistema sociale 

ed economico greco, non risultano difatti ostative, di per sé sole, a realiz-

zare una messa in pericolo concreta ai sensi della legge e della giurispru-

denza (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1–8.3; 2010/41 consid. 8.3.5; 2008/34 

consid. 11.2.2; 2007/10 consid. 5.1) e pertanto non risultano atte a costi-

tuire un ostacolo insormontabile sotto il profilo dell'esigibilità dell'esecu-

zione dell'allontanamento. 

12.3  

12.3.1 Da ultimo, concernente lo stato di salute dell'insorgente, si deve ri-

levare che per quanto attiene le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l'esecuzione dell'allontanamento diviene inesigibile se queste ultime po-

trebbero essere private delle cure mediche essenziali. Sono considerate 

come essenziali le cure di medicina generale ed acuta assolutamente ne-

cessarie ad un'esistenza conforme alla dignità umana. Se le cure neces-

sarie possono essere assicurate nel Paese d'origine o di destinazione del 

richiedente, all'occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in 

Svizzera, l'esecuzione dell'allontanamento sarà ragionevolmente esigibile. 

Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in ragione 

dell'assenza di trattamento adeguato, lo stato di salute dell'interessato si 

degraderebbe così rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla 

messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, dure-

vole e notevolmente grave della sua integrità fisica (cfr. giurisprudenza ci-

tata supra consid. 10.3.3). Tuttavia, al contrario di quanto argomentato nel 

gravame dall'insorgente, ciò non appare essere il caso di specie. 

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Pagina 20 

12.3.2 Per quanto riguarda le patologie di cui soffre l'insorgente possono 

essere riassunte come segue (cfr. per ulteriori dettagli supra consid. 9.3): 

l'interessato presenta disturbi del sonno e umore deflesso senza idea-

zioni/progettazioni anticonservative e senza sintomi della sfera psicotica in 

trattamento con Sertralina 50mg, mezza compressa alla sera. Dopo l'emis-

sione della decisione impugnata il ricorrente è stato sottoposto a due ulte-

riori visite psichiatriche (in data 25 aprile 2024 ed in data 3 maggio 2024), 

dalle quali sono emersi dei peggioramenti del tono dell'umore, ora tendente 

al polo negativo, e la presenza di pensieri auto ed etero aggressivi (verso 

gli oggetti), ma che egli riuscirebbe a gestire individualmente e i pensieri 

autolesivi non sarebbero mai passati all'atto. Sono state inoltre confermate 

da una parte la presenza di difficoltà nell'addormentamento e dall'altra l'as-

senza di sintomi della sfera psicotica e ideazioni/progettazioni anticonser-

vative (cfr. atti SEM 52/2 e 53/2).  

12.3.3 Tenuto conto di quanto precede, le affezioni delle quali soffre il ri-

corrente non appaiono essere suscettibili, dal profilo della loro gravità, di 

porre concretamente e seriamente in pericolo la sua vita o la sua salute a 

breve termine in caso di ritorno in Grecia, rispettivamente non si rileva dagli 

atti che il suo stato di salute necessiti imperativamente di trattamenti medici 

che non possano essere proseguiti che in Svizzera, secondo la giurispru-

denza restrittiva applicabile in materia (cfr. giurisprudenza citata supra con-

sid. 10.3.3). Inoltre la Grecia dispone delle strutture mediche sufficienti an-

che in campo psichiatrico, che possono dispensare le cure ed i trattamenti 

necessitanti al suo stato di salute, essendo ancora una volta rammentato 

che l'interessato ha in principio accesso alle cure di salute alle stesse con-

dizioni che i cittadini greci (art. 2 lett. b e g e art. 30 par. 1 della direttiva 

qualificazione). È pertanto responsabilità del ricorrente di far valere i suoi 

diritti presso le autorità greche. 

12.4 L'esecuzione dell'allontanamento, risulta pertanto essere pure ragio-

nevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

13.  

Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-

secuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStrI) ritenuto 

che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammissione del 

ricorrente. 

14.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha 

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Pagina 21 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi); altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA), per il che il ricorso va respinto. 

15.  

15.1 Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo spese è divenuta senza oggetto. 

15.2 Visto l'esito della procedura, le spese processuali che seguono la soc-

combenza, andrebbero poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 1–3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, non essendo state le conclusioni ricor-

suali d'acchito sprovviste di possibilità di esito favorevole e potendo partire 

dal presupposto che l'insorgente è indigente, v'è luogo di accogliere la do-

manda di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa dal pagamento 

delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA). 

16.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF).  

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Giulia Marelli Sebastiana Bosshardt 

 

 

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