# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7c52e22d-5240-5e17-b29e-15026bba840a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-09-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.09.2023 D-4843/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4843-2023_2023-09-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4843/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 1  s e t t e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Sebastian Kempe;  

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 1. A._______, nato il (…), 

2. B._______, nata il (…), 

3. C._______, nata il (…), 

Congo (Kinshasa),   

tutti patrocinati da Marianna Cascini,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 1°settembre 2023. 

 

 

 

D-4843/2023 

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Visto: 

le domande di asilo che i ricorrenti 1 e 2 hanno presentato in Svizzera 

l’8 giugno 2023 per sé stessi e per la figlia (cfr. atti della Segreteria di Stato 

della migrazione [di seguito: SEM] n. [(…)] 2/2, 3/2 e 4/2), 

i riscontri dattiloscopici dell’unità centrale del sistema europeo “EURO-

DAC” dal quale risulta che gli interessati avevano depositato delle do-

mande d’asilo pregresse in Grecia il (…) luglio 2021 e il (…) aprile 2022, 

rispettivamente in Croazia il (…) maggio 2023 (cfr. atti della SEM n. 16/1 e 

17/1),  

i verbali dei colloqui personali ex. art. 5 del regolamento (UE) n. 604/2013 

del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce 

i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente 

per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno 

degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifu-

sione) (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 

29.06.2013; di seguito: RD III) degli interessati del 3 luglio 2023;  

la domanda di ripresa in carico degli interessati del (…) luglio 2023 da parte 

della Svizzera alle autorità croate preposte, in applicazione dell’art. 18 

par. 1 lett. b RD III (cfr. atti della SEM n. 29/5 e 32/5),  

l’accettazione del trasferimento dei ricorrenti 1 e 2 da parte delle autorità 

croate del (…) luglio 2023 sulla base dell’art. 20 par. 5 lett. b RD III (cfr. atti 

della SEM n. 39/2 e 40/2),  

la richiesta di inclusione della ricorrente 3 trasmessa dalla SEM alle autorità 

croate in data (…) luglio 2023 (cfr. atto della SEM n. 41/1), 

l’accettazione della ripresa in carico di quest’ultima sempre fondandosi 

sull’art. 20 par. 5 lett. b RD III,  

la documentazione medica e diversi fogli di trasmissione d’informazioni 

mediche (F2) agli atti, dei quali si dirà, per quanto necessario nei conside-

randi (cfr. atti della SEM n. 19/3, 20/2, 35/2, 36/2, 37/2, 38/2, 43/5, 44/2, 

46/2, 47/2, 49/2, 50/2, 51/2, 52/2, 53/3, 54/2, 56/3, 57/3, 58/2 e 59/2),  

la decisione del 1°settembre 2023 – notificata il 4 settembre 2023 (cfr. atto 

della SEM n. 62/1) – mediante la quale l’autorità inferiore non è entrata nel 

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merito della domanda d’asilo degli interessati ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 

lett. b della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31), pronunciando al contempo 

l’allontanamento (recte: trasferimento) dei richiedenti dalla Svizzera verso 

la Croazia, come pure incaricando il Canton Lucerna dell’esecuzione della 

decisione di trasferimento e constatando inoltre l’assenza di effetto sospen-

sivo di un eventuale ricorso contro la decisione,  

il ricorso dell’11 settembre 2023 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

di entrata: 12 settembre 2023) tramite il quale gli interessati sono insorti 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro 

il succitato provvedimento dell’autorità inferiore, chiedendo, in limine, la so-

spensione dell’esecuzione della decisione in via supercautelare e la con-

cessione dell’effetto sospensivo al ricorso; inoltre, ai fini processuali, hanno 

chiesto di concedere loro l’accesso ai documenti dell’ambasciata menzio-

nati dall’autorità inferiore nella decisione avversata e, ove ritenuto oppor-

tuno dal Tribunale, di concedere un breve termine per l’eventuale integra-

zione dell’atto di ricorso; nel merito, hanno concluso all’annullamento della 

decisione impugnata e alla restituzione degli atti alla SEM affinché effettui 

un esame nazionale della domanda d’asilo; mentre, in subordine, hanno 

postulato la restituzione deli atti alla SEM affinché effettui i necessari com-

plementi istruttori; contestualmente, hanno presentato istanza di assi-

stenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese 

processuali e del relativo anticipo,  

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),  

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci-

sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il 

ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒

c e art. 52 PA, 

che i ricorsi manifestamente fondati, ai sensi dei motivi che seguono, sono 

decisi in procedura semplificata (art. 111 LAsi) dal giudice unico, con l'ap-

provazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è mo-

tivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

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che giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che in limine, gli insorgenti nel loro ricorso lamentano dapprima una viola-

zione del loro diritto di essere sentiti da parte dell’autorità inferiore, in 

quanto essa avrebbe fatto riferimento nelle motivazioni della decisione im-

pugnata a delle indagini svolte dall’Ambasciata svizzera in Croazia, che 

però non si ritroverebbero né all’indice degli atti di causa né sarebbe stata 

loro data la possibilità di esprimersi sugli stessi; che in subordine essi chie-

dono di poter avere accesso agli stessi e di potersi esprimere in merito; 

che inoltre la SEM non avrebbe analizzato né considerato il benessere su-

periore del minore in relazione al suo rientro in Croazia con l’intera famiglia 

vulnerabile che sarebbe stata traumatizzata dalla condotta delle autorità 

croate nei loro confronti; che altresì, le violenze che i ricorrenti hanno ad-

dotto di aver subito da parte delle autorità croate, sarebbero state analiz-

zate soltanto in modo sommario da parte dell’autorità inferiore; che da ul-

timo, la SEM avrebbe pure omesso di accertare l’effettiva possibilità per gli 

insorgenti di accedere senza discontinuità ai necessari trattamenti medici, 

nonché sarebbe stato accertato in modo incompleto ed inesatto il loro stato 

di salute, vista la mancanza di un rapporto medico completo ed aggiornato 

in merito; 

che tali censure verranno analizzate d’ingresso, in quanto suscettibili di 

condurre all’annullamento della decisione avversata,  

che nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio; che ciò significa che l’auto-

rità competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e com-

pleto dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA); che in con-

creto, essa deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione 

del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le op-

portune prove a riguardo (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1; 2012/21 consid. 

5),  

che l’autorità incorre in un accertamento inesatto quando fonda la propria 

decisione su fatti scorretti e non conformi agli atti; che un accertamento 

incompleto è invece da constatare quando non è tenuto conto di tutti gli 

elementi fattuali giuridicamente rilevanti (cfr. DTAF 2015/10 consid. 3.2); 

che il principio inquisitorio non è illimitato, in particolare visto il nesso con 

l’obbligo di collaborare delle parti (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 

consid. 5.1); che il Tribunale è tenuto ad effettuare d’ufficio un esteso con-

trollo delle circostanze di fatto ritenute nella decisione avversata (art. 106 

cpv. 1 lett. b LAsi e 49 lett. b PA); che quando in sede ricorsuale vengono 

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identificate delle carenze in tal senso, pur considerando il tenore dell’art. 

61 cpv. 1 PA, spesso non ci si può esimere dal retrocedere gli atti all’auto-

rità di prima istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo e 

completo accertamento dei fatti (cfr. MOSER/BEU-

SCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem Bundesverwal-

tungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.191); che il Tribunale resta difatti libero di 

raccogliere gli elementi essenziali al giudizio se una tale soluzione appare 

giudiziosa per ragioni di economia procedurale; non è però tenuto a farlo 

(cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2; 2012/21 consid. 5.1), 

che l’obbligo di motivazione è corollario fondamentale del diritto di essere 

sentito (disciplinato dall’art. 29 cpv. 2 Cost.); che detta prerogativa è fina-

lizzata a permettere ai destinatari e a tutte le persone interessate, di com-

prenderla, eventualmente di impugnarla, in modo da rendere possibile 

all’autorità di ricorso, se adita, di esercitare convenientemente il suo con-

trollo (cfr. DTF 139 V 496 consid. 5.1, 136 I 184 consid. 2.2); che ciò non 

significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esau-

stivo su tutte le argomentazioni addotte; che essa può occuparsi delle sole 

circostanze rilevanti per il giudizio (cfr. DTF 133 III 439 consi. 3.3); che per 

adempiere a queste esigenze è necessari che essa menzioni, almeno bre-

vemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in modo da consen-

tire agli interessati di apprezzarne la portata (cfr. DTF 136 I 229 consid. 5.2, 

136 IV 351, 129 I 232 consid. 3.2; DTAF 2013/34 consid. 4.1, 2012/23 con-

sid. 6.1.2; sentenza del Tribunale federale 2C_1020/2019 del 31 marzo 

2020 consid. 3.4.2), 

che per quanto attiene la censura relativa alla violazione del diritto di es-

sere sentiti, vista la mancata presenza agli atti della presa di posizione 

dell’Ambasciata svizzera in Croazia citata dalla SEM nella decisione avver-

sata, si osserva che pronunciandosi nell’ambito di numerose casistiche del 

tutto simili a quella in rassegna, il Tribunale ha constatato come l’argomen-

tazione enucleata fosse sufficiente per comprendere il ragionamento all’ori-

gine del provvedimento contestato e, di conseguenza, per impugnare 

quest’ultimo in piena conoscenza di causa (cfr. nello stesso senso, fra le 

tante, le sentenze del Tribunale F-1532/2022 dell’8 aprile 2022 consid. 3.4 

e F-1103/2022 del 23 marzo 2022 consid. 3.3.2); che inoltre, si osserva 

che gli elementi utilizzati dall’autorità inferiore onde forgiare il proprio con-

vincimento s’iscrivono palesemente nella giurisprudenza convenzionale in 

materia (cfr. ibidem e sentenza del Tribunale F-173/2022 del 19 gen-

naio 2022 consid. 3.3.2 con riferimenti ivi menzionati); che pertanto, tale 

censura è da respingere; che in tal senso, non può quindi neppure essere 

accolta la richiesta processuale formulata dai ricorrenti nel gravame di 

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poter avere accesso agli atti d’Ambasciata come pure di potersi esprimere 

in proposito,  

che, per quanto attiene le ulteriori censure formali, il Tribunale ravvisa 

come dagli atti all’incarto non si evinca dall’incarto dell’autorità inferiore se 

le problematiche psichiche di cui soffrono i ricorrenti 1 e 2 siano riconduci-

bili o meno alle asserite violenze subite nel suddetto Paese; che, inoltre, 

non è chiaro a questo Tribunale se i ricorrenti 1 e 2, vista la loro situazione 

di salute, siano in grado di prendersi cura adeguatamente della ricorrente 

3 in caso di trasferimento nel suddetto Paese; che non approfondendo tali 

aspetti non è possibile per il Tribunale pronunciarsi con piena conoscenza 

di causa; che, allo stato attuale degli atti, non si può dunque escludere che 

il benessere della ricorrente 3 sarebbe posto a rischio in caso di trasferi-

mento in Croazia insieme ai genitori; che pertanto si rivela necessario pro-

cedere con ulteriori approfondimenti atti a chiarire se le problematiche psi-

chiche che affliggono i ricorrenti 1 e 2 siano ostative ad un trasferimento in 

Croazia e in che misura gli stessi possano essere riconducibili alle violenze 

che avrebbero subito nel suddetto Paese durante la loro permanenza,  

che ne discende che il Tribunale non può seguire, per lo meno allo stato 

attuale degli atti, le argomentazioni esposte nella decisione avversata in 

relazione all’attuale stato psichico degli insorgenti e di come questo possa 

essere ricondotto alle aggressioni subite in Croazia, nonché della capacità 

di questi ultimi di prendersi adeguatamente cura della ricorrente 3 in caso 

di trasferimento nel suddetto Paese, senza che sui punti in questione ven-

gano intrapresi ulteriori accertamenti dall’autorità inferiore,  

che gli stessi risultano essere degli elementi essenziali per la valutazione 

dell’ammissibilità del trasferimento dei ricorrenti nel succitato Paese, in par-

ticolare sotto l’aspetto dell’art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 

diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, 

RS 0.101), dell’art. 4 Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (GU 

C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE) e dell’art. 3 dalla Conven-

zione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 (RS 0.107, di seguito: 

CDF);  

che per ciò fare il ricorso va accolto e gli atti di causa vanno rinviati all’au-

torità inferiore per il completamento dell’istruttoria e l’emanazione di una 

nuova decisione (art. 61 PA),  

che la SEM è invitata a procurarsi la documentazione necessaria per de-

terminarsi (1) su come i disturbi psichici affliggano effettivamente i ricorrenti 

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1 e 2 o come potrebbero affliggere i medesimi in caso di trasferimento in 

Croazia,(2) in che misura gli stessi possano essere ricondotti all’aggres-

sione subita nel predetto Paese e (3) se la condizione psichica dei ricorrenti 

1 e 2 permetta loro di prendersi adeguatamente cura della ricorrente 3 

nell’eventualità di un trasferimento del nucleo famigliare nel suddetto 

Paese balcanico,  

che in tale contesto detta autorità resta beninteso libera di prendere in con-

siderazione l’evoluzione successiva dello stato valetudinario degli insor-

genti,  

che alla luce di quanto precede, il Tribunale può esimersi dall’esaminare le 

ulteriori argomentazioni ricorsuali,  

che visto l’esito della procedura non si prelevano spese processuali (art. 63 

cpv. 1 seg. PA) e non si assegnano indennità ripetibili (art. 111ater LAsi),  

che la presente pronuncia è definitiva (art. 83 lett. d cifra 1 LTF),  

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto.  

2.  

La decisione della SEM dell’1°settembre 2023 è annullata.  

3.  

Gli atti di causa sono ritrasmessi alla SEM per il completamento dell’istrut-

toria e la pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi.  

4.  

Non si prelevano spese processuali. 

5.  

Non sono accordate spese ripetibili. 

6.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

Data di spedizione: