# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ae12bc98-40bd-53a5-9630-df27c4e12108
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-09-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 13.09.2005 52.2005.193
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2005-193_2005-09-13.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2005.193

   

  	
  Lugano

  13 settembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 6 giugno 2005 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinato da: PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 18 maggio 2005 (n. 2419) del Consiglio
  di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
  risoluzione 7 aprile 2005 con cui il Dipartimento delle Istituzioni, Sezione
  della circolazione, gli ha revocato la licenza di condurre a tempo indeterminato;

  

 

 

vista la risposta 21 giugno
2005 del Consiglio di Stato;

 

 

preso atto delle osservazioni
7 luglio 2005 del ricorrente;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI 1, 1956,
ha ottenuto la licenza di condurre veicoli a motore della categoria B il 27
novembre 1974. Da allora, in tre occasioni ha superato i limiti di velocità,
ciò che ha comportato la revoca della licenza di condurre per un mese nel 1986
e nel 1993, di due mesi nel 2003. Il 9 novembre 1999 ha perso il controllo del motoveicolo
su cui viaggiava ed è caduto a terra; il tasso alcolemico riscontrato era compreso
tra 1.42 e 1.76‰. Questa infrazione
è stata sanzionata con una revoca della licenza di condurre di quattro mesi.

 

 

                                  B.   Verso le
ore 20.50 del 21 novembre 2004, RI 1 era alla guida del veicolo d'epoca “Union”
appartenente al fratello quando, a seguito di una segnalazione anonima, è stato
fermato a __________ da una pattuglia della polizia cantonale. Sottoposto all'esame
dell'alito (1.59‰), è stato astretto al prelievo del
sangue, che ha determinato un'alcolemia minima di 1.93 e massima di 2.29‰,
dando luogo all'immediato sequestro della licenza di condurre.

A seguito di questi fatti, il 28 dicembre
2004 la Sezione della circolazione gli ha revocato la licenza di condurre a
tempo indeterminato, in via preventiva e cautelativa, per una sospetta dedizione
al bere suscettibile di compromettere la sua capacità psico-fisica di condurre
con sicurezza. Nel contempo, l'autorità cantonale gli ha ordinato di sottoporsi
ad una perizia presso __________, centro di cura per l'alcolismo.

 

 

                                  C.   Preso atto
della valutazione peritale allestita da __________ e richiamati gli artt. 14
cpv. 2 lett. c, 16 cpv. 1, 16d cpv. 1 lett. b e 2 LCStr, con decisione 7 aprile
2005 l'autorità cantonale ha confermato la misura amministrativa già adottata,
stabilendo che nessun riesame sarebbe stato concesso prima di dicembre 2005. La
riammissione alla guida è stata tuttavia subordinata alla presentazione di un
rapporto di __________ e di un certificato medico internistico attestanti, dopo
un periodo di controllo di almeno nove mesi, l'avvenuta disintossicazione, la
scomparsa di qualsivoglia dipendenza psico-fisica e la totale astinenza da bevande
alcoliche, oltre al superamento di un esame psico-tecnico.

 

 

                                  D.   Con
giudizio 18 maggio 2005 il Consiglio di Stato ha confermato il citato provvedimento,
respingendo il ricorso inoltrato contro di esso da RI 1.

Sulla scorta del rapporto peritale
rassegnato da __________, giudicato sufficiente e completo, il Governo ha
ritenuto che il ricorrente non era in grado di sormontare per mezzo della
propria volontà questa tendenza a consumare bevande alcoliche in proporzioni
eccessive.

 

 

                                  E.   Contro la
predetta risoluzione governativa il soccombente si aggrava ora davanti al
Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che il provvedimento venga annullato.
In subordine chiede che, tenuto conto dell'inadeguatezza della perizia di __________,
gli atti siano ritrasmessi al Consiglio di Stato per nuova decisione e, in via
ancor più subordinata, che sia allestita una nuova perizia. Come attesterebbero
le analisi del sangue, l'insorgente non sarebbe persona dedita all'alcol.
Inoltre, il rapporto peritale agli atti non sarebbe completo, poiché si baserebbe
soltanto su considerazioni soggettive e supposizioni del perito, tralasciando degli
elementi concreti quali le analisi del sangue, il parere del medico curante o
di terzi. Infine la misura, non proporzionata, imporrebbe condizioni troppo
severe per riammetterlo alla guida.

 

 

                                  F.   All'accoglimento
del gravame si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare particolari
osservazioni.

 

 

G.    Il 7 luglio 2005 il ricorrente ha preso posizione sul risultato della
sua analisi del sangue del 30 maggio 2005 e prodotto nuova documentazione
medica, commentando i singoli valori di CDT riscontrati nelle analisi eseguite da
gennaio fino a quel momento.

Il 9 settembre 2005 ha ulteriormente versato
agli atti i risultati di un prelievo effettuato il 26 agosto 2005.

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 10 cpv. 2
LALCStr. La legittimazione attiva del ricorrente, direttamente e personalmente
toccato dal provvedimento impugnato, è pacifica (art. 43 PAmm).

                                         Il
gravame, tempestivo (art. 10 LALCStr e 46 cpv. 1 PAmm), è pertanto ricevibile
in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18
PAmm).

 

1.2. Nel caso di specie, trattandosi di una
revoca a scopo di sicurezza, il potere cognitivo di questo tribunale si limita
alla verifica di un'eventuale violazione del diritto, segnatamente con riferimento
all'apprezzamento erroneo di un fatto e all'eccesso o abuso di potere (art. 61
cpv. 1 e 2 PAmm), nonché alla verifica se l'accertamento dei fatti ad opera
delle istanze inferiori è stato esatto e completo (art. 62 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. In virtù delle disposizioni transitorie della modifica del 14 dicembre
2001 della LCStr (RU 2002 pag. 2767 segg.), ai provvedimenti ordinati prima
della sua entrata in vigore avvenuta il 1° gennaio 2005, si applica il diritto
previgente (cpv. 2). Secondo il capoverso successivo è fatta salva soltanto l'applicazione
degli art. 16b cpv. 2 lett. f e 16c cpv. 2 lett. e nLCStr alle revoche
della licenza di condurre disposte giusta l'art. 16 cpv. 3 lett. e vLCStr.

Siccome detta modifica si applica soltanto a
coloro che commettono un'infrazione alle norme sulla circolazione stradale dopo
la sua entrata in vigore (STF del 24 giugno 2005, 6A.24/2005/pai), le
fattispecie realizzatesi antecedentemente al 31 dicembre 2004 vanno a
contrario esaminate alla luce del vecchio diritto (cpv. 1).

 

                                         2.2. In
base al diritto previgente applicabile al caso in oggetto, la licenza di
condurre è obbligatoriamente revocata se il conducente è dedito al bere o ad
altre forme di tossicomania che possono diminuirne l'idoneità alla guida (art. 14
cpv. 2 lett. c, 16 cpv. 1 e cpv. 3 lett. b vLCStr). La revoca della licenza a scopo
di sicurezza è ordinata se il conducente non è idoneo a condurre veicoli a
motore per ragioni mediche o caratteriali, per il vizio del bere o per altre
forme di tossicomania o altre incapacità (art. 30 cpv. 1 vOAC). Essa serve a
proteggere la circolazione contro i conducenti non idonei (art. 32 cpv. 1
vOAC). Fissata imperativamente per una durata indeterminata, la revoca di
sicurezza deve essere accompagnata da un periodo di prova che può variare da un
minimo di un anno (art. 17 cpv. 1bis e cpv. 3 vLCStr e 33 cpv. 1 vOAC) ad un
massimo di cinque anni (art. 23 cpv. 3 vLCStr). Si tratta infatti di un periodo
minimo ed assoluto di revoca, durante il quale non può avvenire il rilascio anticipato
di una nuova licenza, neppure condizionatamente (cosiddetta "Sperrfristwirkung";
cfr. R. Schaffhauser, Grundriss des schweizerischen Strassenverkehrsrecht, n.
2180 segg., in particolare n. 2185; FF 1986 III pag. 199). Tale severità,
scientemente voluta dal legislatore, persegue lo scopo di sopprimere il rischio
rappresentato dai conducenti pericolosi per la sicurezza del traffico almeno
durante un periodo di prova, che deve essere sufficientemente lungo per
permettere all'interessato di guarire dalla patologia che lo rende incapace.

                                         La durata
del termine di prova viene dunque commisurata tenendo conto di diversi
parametri: grado di inidoneità a condurre al momento della decisione di revoca,
qualifica del tipo di inidoneità, possibilità di trattamento, precedenti del
conducente nell'ambito della circolazione stradale, situazione personale e psicologica
attuale del conducente (Schaffhauser, op. cit., n. 2202 segg.). L'autorità
cantonale – che gode di un ampio potere di apprezzamento nell'ambito della
commisurazione della durata di tale periodo – deve quindi procedere a una
valutazione globale dei vari elementi per operare un pronostico il più sicuro
possibile sull'idoneità e la data adeguata per la riammissione alla guida (DTF
124 II 71 consid. 2b; RDAT 1-1994 n. 64 consid. 4a).

 

                                         2.3. La
revoca della licenza di condurre fondata sugli art. 16 cpv. 1 e 3 lett. b e 17
cpv. 1bis vLCStr suppone l'esistenza di una dipendenza. La dipendenza dall'alcol
è ammessa se la persona interessata consuma regolarmente delle quantità di
alcol tali da ridurre la sua abilità alla guida e si rivela incapace di
controllare quest'abitudine. La dipendenza deve essere tale che l'interessato
presenta più di qualsiasi altra persona il rischio di porsi al volante di un
veicolo in uno stato che non consente più di assicurare la sicurezza della
circolazione stradale (DTF 127 II 136 consid. 3c.)

      La
nozione di dipendenza contemplata dal diritto della circolazione stradale
differisce pertanto da quella medica di dipendenza da bevande alcoliche, e
consente di allontanare dal traffico stradale le persone che abusano di
sostanze alcoliche e che semplicemente rischiano di diventare dipendenti (DTF
129 II 82 = JDT 2003 I pag. 444). In altre parole, è il rischio connesso al
consumo di sostanze alcoliche che giustifica la misura di revoca. Un consumo
sporadico non esclude pertanto la possibilità per l'autorità di procedere ad
una sanzione conformemente agli art. 16 cpv. 1 e 14 cpv. 2 lett. c vLCStr.
Decisivo è stabilire l'esistenza di una dedizione al bere tale da compromettere
l'attitudine alla guida del conducente e da costituire un concreto rischio che
in futuro egli possa nuovamente porsi alla guida di un veicolo in tale stato.

 

 

                                   3.   3.1. Sia
la Sezione della circolazione sia il Consiglio di Stato hanno fondato la revoca
della licenza di condurre sul rapporto 28 marzo 2005 allestito dallo psicologo __________,
perito del centro di cura dell'alcolismo __________. Questa perizia dipinge il
ricorrente, anche se occasionalmente, come un consumatore problematico d'alcol,
che appare sopportare bene l'alcol e che è incapace d'affrontare e di capire la
gravità della situazione che si è creata a dipendenza dei fatti occorsi il 21 novembre
2004.

 

3.2. A dispetto delle lamentele espresse dal
ricorrente, la documentazione agli atti non permette di scostarsi dalle precedenti
risoluzioni. Il perito incaricato ha avuto un colloquio personale con l'interessato,
ripercorrendo i fatti all'origine della misura amministrativa adottata dalle
autorità inferiori, come pure le circostanze personali esistenti in quel frangente,
quali lo stato di depressione in cui versava, apparentemente dovuto a questioni
familiari. L'esperto ha evidenziato un'assenza quasi totale di problematizzazione
del suo potus, che connota l'insorgente come una persona veramente incosciente,
oppure assolutamente acritica o incapace di affrontare la realtà oggettiva.
Nella compilazione di un test, egli ha infatti affermato di non aver mai
fatto uso eccessivo di bevande alcoliche, dimenticando quindi tanto il primo
ritiro della patente per ebrietà del 1999, quanto quello qui in discussione. Anche
nell'indicazione dei quantitativi d'alcol che assume abitualmente, il
ricorrente non appare totalmente credibile. Al medico curante dr. __________
che l'ha in cura da 7-8 anni e che l'ha visitato nel gennaio 2005, RI 1 ha
detto di consumare 1-2 bicchieri di vino al giorno, mentre al perito ha dichiarato
che avrebbe bevuto quasi esclusivamente a cena, 2-3 bicchieri di vino, non
quotidianamente. Non avrebbe mai avuto alcun periodo di consumo aumentato. Inoltre,
a mente del perito, il quantitativo d'alcol che l'interessato ha dichiarato d'aver
ingerito il 21 novembre 2004 (almeno 11 dl di vino) non appare verosimile, non
trovando riscontro nelle concentrazioni alcolemiche rilevate con l'analisi del
sangue. Il quantitativo assunto quel giorno era sicuramente maggiore e questo
fatto si scontra tanto con le affermazioni del ricorrente stesso, quanto con il
parere del suo medico curante. Nel certificato 27 gennaio 2005 quest'ultimo ha infatti
segnalato un consumo alcolico ammesso come modesto in assenza di stigmate
correlabili con l'uso/abuso alcolico.

Oltre a questi elementi, che indicano una
soglia non trascurabile di consumo etilico, vanno inoltre segnalati gli esiti
degli esami ematici a cui il ricorrente si è sottoposto per disposizione della
Sezione della circolazione. Il primo esame, ordinato a sorpresa dal perito di __________,
è stato eseguito il 14 gennaio 2005 ed ha rivelato un valore delle CDT del
3.9%, definito chiaramente patologico dall'esperto, dato un valore
limite compreso tra 2.6 e 3.0%. Il secondo prelievo, avvenuto il 25 del mese seguente,
ha indicato un tenore di CDT con metodica HPLC dell'1.2%. Lo stesso valore è
stato riscontrato nell'analisi del 14 aprile. Il successivo controllo (27
maggio) ha nuovamente dato un superamento del limite, con una CDT del 3.7%,
come l'analisi del 10 giugno (CDT: 3.1%). L' esame del 5 luglio 2005 ha evidenziato
una percentuale di CDT del 2.1. Infine, l'ultimo esame del 26 agosto ha
indicato un valore di CDT del 2.5%. Su sette controlli, in almeno tre casi il
consumo etilico è stato dunque comprovato da risultanze oggettive trascendenti
nel patologico.

Il fatto che più colpisce è che il
ricorrente sapeva di essere sotto osservazione, sapeva che la revoca della
licenza di condurre a titolo preventivo era dovuta ad una sospetta dedizione al
bere e che questa circostanza sarebbe stata attentamente verificata dalla
preposta autorità amministrativa. Con risoluzione 28 dicembre 2004 l'interessato
era stato avvisato che avrebbe dovuto sottoporsi a degli accertamenti. Pure il
perito di __________, durante il colloquio obbligatorio, l'aveva debitamente
informato sulle conseguenze a cui andava incontro. La decisione di revoca 7
aprile 2005 è ancora più chiara: al termine di un periodo di almeno nove mesi,
l'insorgente dovrà dimostrare la totale astinenza da bevande alcoliche, l'avvenuta
disintossicazione e l'assenza di dipendenza psico-fisica. Malgrado tutti questi
avvertimenti e raccomandazioni, il ricorrente non ha avuto la volontà di
evitare consumi smodati di alcool. Prova ne sono gli elevati valori di CDT
riscontrati proprio dopo aver ricevuto le predette raccomandazioni (3.1, 3.7 e
3.9%), che non fanno certo ben sperare. I quattro valori nella norma su cui il
ricorrente basa la sua difesa - in particolare gli ultimi due, rilevati molto
tempo dopo il momento della revoca - non bastano. Lo psicologo del traffico ha
infatti osservato che le alcolemie riscontrate sono indicative di una tendenza,
fosse davvero anche solo del tutto occasionale, a trascendere in modo
pericoloso nel bere. Appare quindi essere un sintomo da non sottovalutare di
una certa problematicità del suo potus. La sua evidentemente ottima sopportazione
alcolemica, che ha fatto sì che effettivamente non si fosse sentito affatto ubriaco
alla guida e che gli avrebbe altresì permesso di condurre per diversi chilometri
senza problemi, risulta essere un ulteriore indizio qualificato. Notoriamente
la sopportazione alcolemica deriva infatti esclusivamente dall'allenamento nel
bere. L'esperto ritiene dunque che l'importanza degli eccessi in tali
occasioni li rende però particolarmente problematici e la sopportazione alcolemica
dimostrata suggerisce una certa pratica anamnestica. Si tratta quindi in
sostanza in ogni caso perlomeno di un consumo alcolico problematico, che
richiede la giusta considerazione e attenzione. Da queste certezze, sorge
il giustificato sospetto che il ricorrente non riesca ancora a comprendere i
reali rischi connessi al suo stato e le reali finalità della misura impugnata,
volta a fargli recuperare l'idoneità alla guida di cui è attualmente privo per abuso
- sporadico, ma eccessivo e incontrollabile - di bevande alcoliche, al fine di
non più costituire un pericolo per la sicurezza del traffico.

Dall'esame della documentazione agli atti
non emergono dunque motivi per scostarsi dalle valutazioni del perito del
traffico. Il referto appare fondato e attendibile, e il suo impianto - a
dispetto delle critiche sollevate dal ricorrente - sufficientemente puntuale e
scrupoloso. Non è necessario effettuare ulteriori indagini.

3.3. Da quanto esposto discende che le
condizioni giustificative di una revoca a scopo di sicurezza per problemi
alcolcorrelati che rendono l'insorgente inidoneo a condurre con sicurezza veicoli
a motore sono ampiamente adempiute. Il provvedimento di revoca a tempo indeterminato
va quindi confermato, così pure le condizioni di cui è corredato. La
riammissione alla guida non prima del mese di dicembre 2005 ed il presupposto
di dover superare un nuovo esame psico-tecnico per poter essere riammesso alla
guida si avverano senz'altro giustificati. Date le circostanze, il presente
giudizio appare comunque mite, ove solo si consideri che nel caso in cui
fossero sussistite le premesse di una semplice revoca di ammonimento la durata
del provvedimento avrebbe di gran lunga superato i 12 mesi, stante la recidiva
specifica di cui si è reso autore il ricorrente.

 

 

                                   4.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va respinto e la
decisione impugnata confermata.

                                         La tassa
di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 14 cpv. 2 lett. c, 16 cpv. 1 e 3, 17
cpv. 1bis, cpv. 3 e 23 vLCStr; 30 cpv. 1, 32 cpv. 1 e 33 cpv. 1 vOAC; 10
LALCStr; 1, 18, 28, 43, 46, 61 e 62 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, fissate in complessivi fr. 1'000.-, sono poste a carico
del ricorrente.

 

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale,
è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale di Losanna nel
termine di 30 giorni dall'intima-zione.

 

 

	
                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria