# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0ba652d0-f558-5707-97de-a4083300ff89
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-11-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 07.11.2016 16.2016.25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2016-25_2016-11-07.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2016.25

  	
  Lugano

  7 novembre 2016/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani,
  presidente,

  Fiscalini
  e Stefani

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Jurissevich

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo del 18 aprile 2016 presentato da

 

	
   

  	
   RE
  1  

   

  
	
   

  	
  contro
  la decisione emessa il 29 marzo 2016 dal Giudice di pace del circolo di Vezia
  nella causa n. 113-4 bis/2014 (disconoscimento di debito) da lui promossa con
  petizione del 15 marzo 2014 nei confronti di

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 ;

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Il 13 novembre 2012
le CO 1 hanno fatto notificare ad RE 1 il precetto esecutivo n. __________ dell'Ufficio
esecuzioni di Lugano per l'incasso di fr. 471.60, di fr. 106.10 e di fr. 45.–,
indicando quali titoli di credito: “1) __________ vom 11.03.03 B-02/11619 BA __________,
__________, 2) Spese d'indagine, 3) Spese d'informazione”, al quale l'escusso
ha interposto opposizione. 

 

                                  B.   Con istanza del 14
dicembre 2012 le CO 1 hanno chiesto alla Giudice di pace del circolo di Vezia il
rigetto provvisorio dell'opposizione interposta da RE 1 al citato PE
limitatamente a fr. 471.60. A valere quale titolo di rigetto provvisorio dell'opposizione
l'istante ha prodotto il citato ACB emesso l'11 marzo 2003 dall'UE di __________
di complessivi fr. 471.60 (fr. 237.– per “__________”, fr. 50.– per “Spesen für
adm. Umtriebe”, fr. 8.– per “bisherige Betreibungskosten”, fr. 22.70 per gli
interessi del 5% maturati su fr. 237.– dal 12 aprile 2001 all'11 marzo 2003,
fr. 153.– di spese esecutive). Nelle sue osservazioni del 29 gennaio 2013 il
convenuto ha proposto la reiezione della petizione, asserendo che la pretesa
dell'istante si basa sui medesimi fatti avvenuti a __________ dal 9 gennaio
2001 al 21 gennaio 2001 per i quali il 5 febbraio 2011 l'istante ha sporto
querela penale nei suoi confronti e il 9 febbraio 2001 il Ministero pubblico del
Canton Ticino ha aperto a suo carico un procedimento penale per contravvenzione
alla Legge federale sul trasporto pubblico (art. 51 LTP), conclusosi con un
decreto di abbandono (inc. 2001.905/PE/mar), avendo egli pagato il 26 febbraio
2001 l'importo richiestogli di fr. 406.80 direttamente all'istante. Statuendo
il 21 febbraio 2014 il Giudice di pace del circolo Vezia ha accolto l'istanza, rigettando
in via provvisoria l'opposizione interposta al citato PE per fr. 471.60. Le
spese processuali di fr. 90.– sono state poste a carico del convenuto, tenuto a
rifondere all'istante un'indennità di fr. 45.– (inc. 696/2012).

                                       

                                  C.   Il 15 marzo 2014 RE 1
ha convenuto le CO 1 davanti al medesimo Giudice di pace per ottenere il
disconoscimento del menzionato debito. Per dimostrare che l'ACB emesso l'11
marzo 2003 dall'UE di __________ si riferiva alla medesima contravvenzione per
cui il 26 febbraio 2001 aveva pagato fr. 406.80, ha chiesto l'edizione da parte
dalla convenuta della multa su cui essa fonda la sua pretesa, dell'incarto dell'UE
di __________ relativo al citato ACB e di quello del Ministero pubblico del
Canton Ticino riguardante la menzionata querela. Nelle sue osservazioni del 10
aprile 2014 la convenuta ha proposto di respingere l'azione. Statuendo il 29
marzo 2016 il Giudice di pace ha respinto la petizione.

 

                                  D.   Contro la decisione appena
citata, RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 18 aprile 2016 postulandone
l'annullamento e il rinvio degli atti al Giudice di pace. Invitate a presentare
osservazioni al reclamo, le CO 1 sono rimaste silenti. Il 18 ottobre 2016 il
reclamante ha chiesto la concessione dell'effetto sospensivo al reclamo, richiesta
che è stata respinta con decreto del 19 ottobre 2016 dal presidente di questa
Camera.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Le decisioni emanate
nella procedura semplificata sono impugnabili, trattandosi di controversie
patrimoniali con un valore litigioso inferiore a fr. 10 000.–, con reclamo
entro trenta giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella
fattispecie, la decisione impugnata è pervenuta all'attore il 31 marzo 2016. Introdotto
il 18 aprile 2016 (cfr. timbro sulla busta d'intimazione) il reclamo è
tempestivo.

 

                                   2.   Secondo l'art. 320
CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto
(lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b). L'autorità
di reclamo esamina con pieno potere di cognizione le censure concernenti l'errata
applicazione del diritto – federale, cantonale o estero – da parte della
giurisdizione inferiore.

 

                                   3.   Il Giudice di pace
ha preso bensì atto che il procedimento penale del 9 febbraio 2001 del Ministero
pubblico ticinese aperto nei confronti dell'attore per contravvenzione alla LF
sul trasporto pubblico sarebbe stato abbandonato se RE 1 avesse pagato alle CO
1 fr. 406.80 e che l'attore ha prodotto la ricevuta di pagamento di tale somma datata
26 febbraio 2001. Egli ha tuttavia ritenuto che tali prove non consentivano all'attore,
gravato dall'onere della prova (art. 8 CC), di dimostrare di avere già saldato
quanto dovuto. A suo parere, l'importante differenza tra l'importo di cui l'attore
chiede il disconoscimento di debito (fr. 471.60) e quello da lui pagato il 26
febbraio 2001(fr. 406.80) e il fatto che la procedura di incasso, sfociata nell'ACB
emesso dall'UE di __________, sia stata avviata il 5 aprile 2002, vale a dire a
distanza di più di un anno dalla prima fattispecie, non permettevano di ritenere
che si fosse trattato dello stesso caso. Ciò posto, il Giudice di pace ha
respinto la petizione.

                                         

                                   4.   Il reclamante rimprovera
al primo giudice la violazione del suo diritto alla prova garantito dall'art. 8
CC, per non avergli concesso di dimostrare che il pagamento da lui effettuato il
26 febbraio 2001 ha per oggetto gli stessi fatti su cui si basa la procedura
esecutiva sfociata nel noto ACB, ciò che intendeva provare con il richiamo dei
documenti relativi alla multa su cui la controparte fonda la propria pretesa,
dell'incarto dell'UE di __________ relativo all'ACB n. __________ e di quello
del Ministero pubblico del Canton Ticino (inc. 2001.905/PE/mar). Le tre
richieste di prova essendo state ignorate dal Giudice di pace senza
motivazione, egli lamenta una violazione del suo diritto di essere sentito.

 

                                         a)  L'art.
8 CC conferisce alla parte cui incombe l'onere della prova il diritto di
dimostrare quanto allega, sempre che si tratti di allegazioni giuridicamente
rilevanti e che le prove siano state notificate tempestivamente nelle forme
prescritte (DTF 134 I 148 consid. 5.3). Tale diritto è concretizzato all'art.
152 cpv. 1 CPC per il quale ogni parte può pretendere che il giudice assuma
tutti i pertinenti mezzi di prova offerti tempestivamente e nelle forme
prescritte. Ciò non toglie che il giudice possa rinunciare ad assumere quei
mezzi istruttori il cui presumibile risultato non porterebbe elementi di
rilievo (“apprezzamento anticipato delle prove”: DTF 140 I 299 consid. 6.3.1
con rife­ri­menti). Se intende rifiutare le prove offerte, l'autorità deve però
spiegare i motivi per cui esse risultano inidonee o superflue (DTF 119 Ib 492
con­sid. 5b/bb con rinvii sentenza del Tribunale federale 5P.181/2002 del 1°
luglio 2002 consid. 4b con rinvio a DTF 119 Ib 505 consid. 5b/bb con
riferimenti; CCR sentenza inc. 16.2014.34 del 5 aprile 2016, consid. 4a). 

 

                                         b)  In
concreto, a sostegno delle proprie allegazioni RE 1 aveva postulato nella
petizione del 15 marzo 2014 l'edizione di documenti dalla controparte e il
richiamo degli incarti dell'UE di __________ e del Ministero Pubblico di
Bellinzona. Nelle sue osservazioni del 10 aprile 2014 la convenuta non si era opposta
alla richiesta di prove, limitandosi a osservare di “archiviare
elettronicamente i documenti per dieci anni, dopodiché essi non sono più
visibili”, ciò che comportava l'impossibilità di fornire i dettagli del
pagamento di fr. 406.80. Dal canto suo, il Giudice di pace non ha indetto
alcuna udienza e ha deciso direttamente sulla base degli atti. 

 

                                         c)  Ora,
per tacere del fatto che nella procedura semplificata il giudice deve di
principio tenere un'udienza (art. 245 CPC; DTF 140 III 450 consid. 3.2 e
sentenza del Tribunale federale 4A_627/2015 del 9 giugno 2016 consid. 2.2), in
concreto il Giudice di pace non ha statuito sulle prove offerte dall'attore in
un'ordinanza sulle prove (art. 154 CPC), ma nemmeno nella decisione finale. I
mezzi di prova offerti dall'attore, peraltro non contestati dalla controparte, non
potevano essere ignorati dal primo giudice. Certo, come si è detto, egli può
rifiutare l'assunzione delle prove offerte ove ritenga siano irrilevanti ai
fini del giudizio (sopra a), ma ciò va motivato. Ne segue che, sorvolando sulle
prove offerte, egli ha commesso un diniego formale di giustizia. Il che impone
di annullare la decisione impugnata e di rinviare gli atti al primo giudice,
perché indica il dibattimento, statuisca sulle prove offerte e,
dopo avere esperito l'eventuale
istruttoria, emetta un nuovo giudizio.

 

                                   5.   La
sentenza impone una chiosa d'ordine giuridico, ricordando, a futura memoria,
che nell'azione di disconoscimento del
debito (art. 83 cpv. 2 LEF) spetta di principio al creditore che vi è convenuto
dimostrare il fondamento del proprio credito (art. 8 CC), giacché l'inversione
dei ruoli processuali non comporta il capovolgimento dell'onere della prova a
danno del debitore e attore. Incombe quindi al creditore procedente di
documentare l'origine della pretesa litigiosa, producendo ad esempio un
riconoscimento di debito. Spetta invece all'attore (escusso) di provare l'inesistenza
o l'inesigibilità del debito contestato. Qualora il creditore derivi la sua
pretesa da un riconoscimento di debito sottoscritto dal debitore (art. 17 CO),
spetta a quest'ultimo l'onere di sostanziare la causa dell'obbligazione, se
essa non viene citata nell'atto, e, in ogni caso, di provare che il
riconoscimento poggia su una causa inesistente, nulla (art. 19 e 20 CO),
invalidata (art. 31 CO), simulata (art. 18 cpv. 1 CO) o perenta. Il creditore
al beneficio di un riconoscimento di debito può dunque farvi affidamento e la
sola produzione di tale documento basta, di regola, a fondare la sua pretesa e
ciò indipendentemente dalla natura astratta o causale dello scritto (DTF 131
III 268 consid. 3.1 con riferimenti; 130 III 295 consid. 5.3.1 e II CCA
sentenza inc. 12.2012.127 del 14 febbraio 2014, consid. 7). Sta di fatto che un
attestato di carenza beni non costituisce un riconoscimento di debito nel senso
tecnico del termine ma solo un indizio dell'esistenza della pretesa, di modo
che il fatto di possederne uno non dà al suo detentore il diritto di ottenere
un'inversione del principio secondo cui compete al creditore provare il suo
credito (sentenza del Tribunale federale 4A_565/2011 dell'8 febbraio 2012
consid. 3.3 con riferimento a DTF 130 III 285 consid. 5.3.1). 

 

                                   6.   Le spese giudiziarie
seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma tenuto conto dei motivi di
annullamento soccorrono equi motivi per non riscuotere oneri processuali. Non
si assegnano indennità d'inconvenienza (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC),
l'opponente non avendo presentato osservazioni e non potendo pertanto essere
ritenuta soccombente.

 

 

Per questi motivi, 

 

 

decide:                     1.   Il reclamo è accolto e la
decisione impugnata è annullata. La causa è ritornata al Giudice di pace per
una nuova decisione nel senso dei considerandi.

 

                                   2.   Non si riscuotono spese processuali.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –  
  ; 

  – 
  .

   

  

                                         Comunicazione alla
Giudicatura di pace del circolo di Vezia.

 

 

Per
la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso
di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia
di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art.
 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione
di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi
previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.