# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** eb4b5344-602d-53fc-adca-d03299a11fb0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-02-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 14.02.2012 80.2010.80
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2010-80_2012-02-14.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2010.80

  	
  Lugano

  14 febbraio
  2012

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretaria

  	
  Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso dell’11 giugno 2010 contro la decisione del 12
  maggio 2010 in materia di IC e IFD 2007.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1
è consigliere delegato della __________ SA, di __________, società controllata
dalla __________ SA, di cui il contribuente detiene una quota del 65%. 

                                         RI 1 ha annunciato il trasferimento del suo domicilio da __________ a __________ (__________) il 30
novembre 2000. Da allora è rimasto limitatamente assoggettato alle imposte sul
reddito e sulla sostanza nel Canton Ticino solo quale proprietario di sostanza
immobiliare.

 

 

                                  B.   Con
scritto del 22 agosto 2008, l’Ufficio di tassazione di __________ si rivolgeva
al contribuente, invitandolo a produrre la seguente documentazione:

·       
giustificativi a comprova dei costi di gestione
dell’immobile di __________, negli anni dal 2003 al 2007, per energia elettrica,
acqua potabile, spese condominiali;

·       
un’attestazione del comune di __________, che
certifichi che “quale domiciliato, risiede, abita e rientra regolarmente nel
comune durante l’anno”;

·       
copia delle dichiarazioni fiscali con allegati,
presentate all’autorità fiscale del Canton __________ negli anni dal 2003 al
2006.

                                         Non
essendo pervenuta alcuna risposta, l’Ufficio la ripeteva il 5 novembre 2008, attribuendo
al contribuente un termine fino al 16 novembre 2008 ed avvertendolo che in caso
di inosservanza gli avrebbe inflitto una multa e avrebbe proceduto alla tassazione
d’ufficio.

                                         Il 12
dicembre 2008, il contribuente trasmetteva all’autorità fiscale i seguenti documenti:

·       
certificato di domicilio del comune di __________
(SZ);

·       
conteggio delle spese condominiali
dell’appartamento di __________ per il 2005, il 2006 e il 2007;

·       
decisioni di tassazione del Canton __________
per i periodi fiscali dal 2003 al 2006.

 

 

                                  C.   Con
decisione del 18 febbraio 2009, l’Ufficio di tassazione notificava al
contribuente la tassazione IC/IFD 2007, nella quale il reddito imponibile per
l’IC era commisurato in fr. 1'961'700.– e quello determinante per l’aliquota in
fr. 1'983'800.–; per l’IFD il reddito imponibile ammontava a fr. 1'996'900.– e
quello determinante per l’aliquota in fr. 2'003'400.–. Per l’imposta sulla
sostanza, l’imponibile era stabilito in fr. 23'147'000.– e la sostanza determinante
per l’aliquota in fr. 24'906'000.–.

                                         Nella
motivazione della decisione, l’autorità fiscale argomentava che le “specifiche
richieste formulate” al contribuente durante la procedura di tassazione non
avevano trovato risposta, sicché “l’autorità fiscale sulla base delle
informazioni in suo possesso ritiene che il centro effettivo degli interessi
personali del contribuente, nonché la funzione dirigenziale svolta in seno alle
__________ SA di __________, fanno sì che il domicilio fiscale del contribuente
sia stabilito nel Comune di __________”. L’autorità si riservava inoltre il
diritto di “procedere a un recupero d’imposta relativo ai periodi fiscali
precedenti”.

 

 

                                  D.   Il
contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo del 18 marzo 2009,
nel quale sosteneva di essere limitatamente imponibile nel Canton Ticino solo
in quanto proprietario di sostanza immobiliare. Aveva infatti trasferito il
domicilio nel Canton __________ per motivi privati e per “ragioni
strategiche”: la posizione geografica e la facilità di incontrarvi i
rappresentanti del gruppo francese che costituisce il cliente principale
dell’impresa di cui è amministratore. Il reclamante osservava poi di essere
proprietario di una casa in __________, dove abita la sua compagna, con la loro
figlia comune, che vi frequenta le scuole. Contestava di poter essere
considerato domiciliato a __________ solo perché dirige un’azienda e
sottolineava che l’alloggio di servizio della ditta non può essere ritenuto il
centro dei suoi interessi, anche se vi pernotta un paio di volte alla
settimana.

                                         L’Ufficio
di tassazione, in data 23 febbraio 2010, lo invitava a produrre “giustificativi
a comprova dei costi di gestione per l’abitazione di __________ sostenuti nel
2007 per energia elettrica, spese telefoniche, acqua potabile, ecc.”.

                                         Il 4
marzo 2010, il reclamante trasmetteva all’Ufficio i conteggi del consumo di energia
elettrica, precisando di non avere un’utenza telefonica fissa.

 

                                          

                                  E.   L’Ufficio di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del
12 maggio 2010, ribadendo che a suo avviso il reclamante era illimitatamente
imponibile nel Canton Ticino. Nella motivazione, dopo avere ricordato le basi
legali applicabili e la loro interpretazione nella giurisprudenza del Tribunale
federale, sosteneva in particolare quanto segue:

                                         “Nella
fattispecie, i requisiti cumulativi richiesti perché il contribuente sia da
ritenersi durevolmente stabilito in un luogo non sono soddisfatti: oltre al
fatto di trascorrere solamente da uno a un giorno e mezzo la settimana a __________
(SZ), il contribuente ha sì comprovato di sostenere delle spese condominiali
legate alla sua proprietà di __________ (__________) come pure l’uso di energia
elettrica, gasolio e acqua, tuttavia in quantitativi non sufficienti per
comprovarne una residenza durevole ai sensi della giurisprudenza poc’anzi
citata. Anche la condizione temporale della durata della permanenza nel Canton __________
non può essere data: la sua attività dirigenziale, che comprende quindi anche
gli spostamenti in Svizzera e all’estero, si svolge in Ticino dove ha sede la __________
SA.

                                         (…) In concreto, sono sì stati
compiuti tutti gli atti formali per trasferire il domicilio da __________ a __________,
tuttavia le circostanze fattuali portano a ritenere che il domicilio fiscale
primario del contribuente sia in Ticino e per la precisione a __________”. 

                                         In
conclusione, l’autorità fiscale rilevava che la posizione dirigenziale del
contribuente in seno alla ditta “fa sì che si possa presumere che il signor RI
1 vi nutra delle intense relazioni economiche che ne coinvolgono appieno la
personalità”, sicché il centro degli interessi vitali era a __________. 

 

 

                                  F.   Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente
di essere assoggettato illimitatamente nel Canton Ticino.

                                         L’insorgente
esordisce definendo metodicamente inammissibile che l’autorità fiscale fondi
l’assoggettamento nel Cantone sulla base della verifica dell’inesistenza del
domicilio in un altro cantone.

                                         Fa notare
che egli è proprietario di un appartamento confortevole nel Canton __________,
mentre a __________ pernotta nella foresteria della __________ SA, come se
fosse un cliente qualsiasi.   

                                         Rileva di
non avere vincoli familiari nel Canton Ticino, se non una sorella a __________.

                                         Contesta
quindi le considerazioni dell’Ufficio di tassazione in merito all’insufficienza
del consumo di elettricità, gasolio ed acqua, non essendo noti dati di
confronto.

                                         L’insorgente
ritiene altresì che la giurisprudenza del Tribunale federale citata dall’Ufficio
di tassazione, in merito all’assoggettamento di un contribuente che occupa una
funzione dirigente, presuppone che egli risieda nel luogo di lavoro durante
tutta la settimana, per rientrare al domicilio “secondario” alla fine della
settimana. Nella fattispecie, egli non risiederebbe a __________ in modo tanto
intenso, ma avrebbe acquistato un appartamento nel Canton __________ proprio
per i vantaggi legati alla sua posizione.

 

 

G.Nelle sue osservazioni del 26 luglio
2010, la Divisione delle contribuzioni propone di respingere il ricorso. L’autorità
fiscale contesta in particolar modo che non possa applicarsi alla fattispecie
la giurisprudenza che concerne il dirigente: “nel contesto che ci occupa, il
contribuente dispone presumibilmente di due alloggi di servizio, utilizzati
entrambi per ragioni professionali, in due Cantoni diversi. Il contribuente è
un lavoratore dipendente, occupa una posizione dirigenziale in seno alla __________
SA sia alla __________ SA e non è sposato. La compagna e la figlia vivono
stabilmente in __________ dalla scolarizzazione della figlia (settembre 2007).
Il centro degli interessi vitali ideali del contribuente è eventualmente a __________,
in __________, e non a __________, come da lui sostenuto. Tuttavia, essendo in
questa fattispecie gli interessi economici preponderanti, il domicilio fiscale
principale è presunto a __________, dove, differentemente da __________, le
quattro condizioni poste dalla giurisprudenza consolidata (…) riguardo alla funzione
dirigenziale sono soddisfatte (…)”.

 

 

H.  All’udienza del 10 novembre 2010 il
contribuente si è riconfermato nel suo ricorso. Ha, in particolare, contestato
le affermazioni dell’autorità fiscale che pretenderebbe un’inversione
dell’onere della prova. Egli ritiene inoltre che la giurisprudenza sulla funzione
di dirigente non sia applicabile alla fattispecie: prima andrebbero esaminati
gli elementi oggettivi e soggettivi del domicilio. L’Ufficio di tassazione ha
chiesto per contro la riconferma della decisione impugnata, ritenendo __________
il luogo di domicilio del ricorrente in quanto sede della __________ SA.

 

                                                                               

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Nella
presente fattispecie, è controverso se il ricorrente sia illimitatamente assoggettato
all’imposta nel Canton Ticino, a __________, oppure nel Canton __________, a __________.

 

                                         1.2.

                                         Il
diritto fiscale svizzero e quello del Canton Ticino ammettono in linea di
principio, che il contribuente è assoggettato all’imposta in modo illimitato in
un solo luogo, segnatamente quello in cui, secondo l’art. 3 cpv. 1 LIFD e
l’art. 2 cpv. 1 LT, la persona fisica ha domicilio o dimora fiscale in
Svizzera.

 

                                         1.3.

                                         Una
persona ha il domicilio fiscale nel Cantone, secondo l’art. 2 cpv. 2 LT,
quando vi risiede con l’intenzione di stabilirsi durevolmente o quando il
diritto federale ivi le conferisce uno speciale domicilio legale.

                                         Secondo
la giurisprudenza, una persona ha il domicilio nel luogo in cui risiede di fatto
con l’intenzione di rimanervi stabilmente. Occorrono dunque cumulativamente i
due seguenti elementi:

-         
l’effettiva residenza in un determinato luogo;

-         
l’intenzione di rimanervi in modo duraturo.

                                         A tal
fine, non è determinante la dichiarazione di volontà della persona, bensì la
sua condotta esteriore.

 

 

 

 

                                         1.4.

                                         Il domicilio si trova laddove una persona ha il centro delle proprie relazioni vitali (“Lebensverhältnisse”),
di carattere sia ideale sia materiale. Di regola il domicilio fiscale coincide con quello civile (Locher/Locher, Die
Praxis der Bundessteuern, III Teil: Doppelbesteuerung, § 3, I A, 1). Tuttavia se
i presupposti del domicilio sono integrati contemporaneamente in più luoghi
(ciò che è il caso quando il posto di lavoro non coincide con la località di
residenza abituale), vale il principio che il domicilio è situato nel luogo con
cui sono stabilite le relazioni più intense (cfr. Locher, Introduzione al diritto fiscale intercantonale, 2 aa
ediz., Lugano 2010, p. 24; Höhn/Athanas, Interkantonales Steuerrecht, Berna
1983, p. 105; DTF 131 I 145; DTF 125 I 458). 

 

                                         Il
domicilio fiscale di un lavoratore dipendente si trova, in linea di principio, al
luogo di lavoro o al luogo di abitazione che gli serve da base per l'esercizio di tale attività, che gli permette di provvedere ai suoi bisogni (DTF 125 I 54). Per i contribuenti
sposati i legami creati dai rapporti familiari sono tuttavia considerati più
forti di quelli intrecciati sul posto di lavoro: per questa ragione queste
persone sono imponibili nel luogo di domicilio della famiglia (DTF 125 I 54;
DTF 125 I 458). Quando un contribuente sposato che esercita un’attività
lucrativa dipendente (senza avere una funzione dirigente) ritorna ogni sera
dalla sua famiglia, il suo domicilio fiscale è da ritenersi nel luogo di
residenza di quest’ultima. Lo stesso dicasi per il contribuente che rientra da
moglie e figli ogni fine settimana e nel suo tempo libero (“Wochenaufenthalter”) (Locher, op. cit., p. 28). 

 

                                         Per
contro, nel caso di contribuenti che esercitano attività dirigenziale l'attaccamento
al luogo di lavoro assume una rilevanza più accresciuta (RDAT II-1993 pag. 346
segg., n. 2t). Infatti il luogo di dimora durante la settimana prevale quale
luogo del domicilio fiscale quando il contribuente detiene una posizione dirigenziale: in simili casi l'esercizio della professione coinvolge la personalità del
contribuente in modo tanto intenso da far apparire eccezionalmente predominanti
gli interessi materiali, economici rispetto a quelli ideali, familiari (Locher, op. cit., p. 29). Pertanto, allorquando
il contribuente (dirigente) rientra al domicilio della famiglia unicamente nei
fine settimana e nel suo tempo libero, il Tribunale federale ha ammesso che
quest’ultimo abbia il suo domicilio fiscale primario al luogo di lavoro (DTF
121 I 14; DTF 104 Ia 264; DTF 132 I 29; Locher,
op. cit., p. 29). Se il partner che lavora rientra generalmente al luogo di
residenza della famiglia (pendolare, “Pendler”), il luogo di residenza
della famiglia è anche il domicilio fiscale primario. Di nessuna importanza il
fatto se egli occupi o meno una posizione dirigenziale (Locher, op. cit., p. 28). L’Alta Corte ammette prevalere
il rapporto di lavoro sui legami famigliari e sociali unicamente nel caso in
cui il contribuente occupi una posizione dirigenziale in una società economicamente
importante, ciò che presuppone che egli assuma una responsabilità particolare e
che abbia numeroso personale subordinato (DTF 132 I 29; Locher/Locher, op. cit., § 3,
I B, 1b, n° 1 segg.). 

 

                                         Il
contribuente, per il quale il Tribunale federale ammette un domicilio fiscale
separato da quello del luogo di residenza della sua famiglia in ragione di una
funzione dirigenziale, deve disporre di un’abitazione privata al luogo di
lavoro o almeno di un alloggio in una pensione o ancora di un appartamento di
servizio a libera disposizione (DTF 132 I 29).  

 

                                         Eccezionalmente
possono sussistere degli interessi ideali e materiali equivalenti in due luoghi
diversi. In questi casi la prassi del Tribunale federale scinde il domicilio
fiscale primario, prendendo in considerazione un domicilio alternato (“alternierenden
Wohnsitz”) (Locher, op. cit.,
p. 30).                   

 

                                         1.5.

                                         Secondo
l’art. 2 cpv. 3 LT, la dimora fiscale nel Cantone è data invece quando
una persona vi soggiorna senza interruzioni apprezzabili:

                                         - almeno
30 giorni esercitandovi un’attività lucrativa;

                                         - almeno
90 giorni senza esercitare un’attività lucrativa.

 

                                         1.6.

                                         Per
quanto attiene all’imposta federale diretta, secondo l’art. 216 cpv. 1 prima
frase LIFD, le autorità cantonali riscuotono l’imposta federale diretta presso
le persone fisiche che, alla fine del periodo fiscale o dell’assoggettamento
fiscale, hanno domicilio fiscale in Svizzera o, in mancanza del medesimo, hanno
dimora fiscale nel Cantone.

                                         Su tale
base, nella fattispecie l’autorità fiscale ticinese ha assoggettato il
ricorrente anche all’imposta federale diretta per il periodo fiscale 2007,
quale persona fisica che, alla fine del periodo fiscale, aveva domicilio
fiscale nel Cantone.

 

 

                                   2.   Di
principio, in applicazione analogica della regola generale prevista dall’art. 8
CC, nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che
l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o
aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei
fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133
II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1. n. 8). Incombe dunque alle
autorità fiscali, le quali non sono affatto vincolate dalle decisioni prese da
altre autorità, determinare d’ufficio gli elementi di fatto costitutivi del
domicilio (dimora) fiscale (art. 123 cpv. 1 LIFD; art. 196 seg. LT) e quindi
provarne l’esistenza, mentre il contribuente ha l’obbligo di collaborare, deve
cioè fornire delle informazioni circostanziate su tutti gli elementi idonei a
fondare il suo assoggettamento (art. 124 segg. LIFD; art. 198 segg. LT).

                                         La
descritta regola sull’onere probatorio non è però assoluta, in quanto non
lascia alcuno spazio a considerazioni inerenti le effettive possibilità
probatorie o comportamenti ostruzionistici (Schär, Normentheorie
und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung, in: ASA 67 p. 435). Una prima
eccezione è data allorquando il contribuente tralascia, in maniera colpevole ed
in violazione dei propri obblighi, la collaborazione, possibile ed esigibile,
nel chiarimento degli elementi che fondano l’obbligo fiscale. Una seconda
eccezione si verifica invece quando il contribuente, per motivi a lui estranei,
non può apportare la prova di un fatto che diminuisce il suo debito d’imposta
oppure può farlo solo prestando una collaborazione che non può essere pretesa (Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum
schweizerischen Steuerrecht, Vol. I/2b, 2a ediz., Basilea 2008, n. 29 ad art.
130 LIFD, p. 342 e riferimenti).

                                         In
definitiva, la massima ufficiale e il principio inquisitorio trovano i loro
limiti nel dovere di collaborazione del contribuente, indipendentemente dalla
ripartizione oggettiva dell’onere probatorio (Zweifel, op. cit., n. 3
ad art. 123 LIFD, p. 263; Althaus-Houriet, in: Yersin/Noël [a
cura di], Impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 4 ad art. 123 LIFD, p. 1196).
Si giustifica dunque così di attribuire al contribuente l’onere della prova del
contrario di ciò che sostiene e dimostra l’autorità fiscale, quando vi sono
degli indizi chiari e precisi che rendono verosimile la fattispecie stabilita
dalla stessa autorità (ASA 44 p. 621; sentenza TF 2C_484/2009 del 30 settembre
2010; sentenza TF 2C_770/2008 del 4 marzo 2009; cfr. anche Locher, Kommentar
zum DGB, vol. I, Therwil/Basilea 2001, n. 60 e 61 ad art. 3 LIFD, p. 104 s.).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Nel caso in esame, l’autorità fiscale ha ritenuto il ricorrente
illimitatamente assoggettato all’imposta nel Canton Ticino e nel comune di __________.
L’Ufficio di tassazione di __________ ha preso tale decisione affermando che “(…)
la posizione dirigenziale del contribuente in seno alla __________ SA di __________
fa sì che si possa presumere che il signor RI 1 vi nutra delle intense
relazioni economiche che ne coinvolgano appieno la personalità: il centro degli
interessi vitali non è dunque a __________ (SZ) bensì __________ (TI) (…)”.

                                         Il
ricorrente, il quale ribadisce di essere da anni (dal 2000) domiciliato a __________,
rimprovera all’autorità fiscale l’inconsistenza degli elementi sui quali si è
fondata per ritenere che egli sia domiciliato in __________. 

 

                                         3.2.

                                         Il
contribuente ha affermato che “(…) a __________ [egli] dispone di una
confortevole abitazione il cui valore locativo per il 2007 è stato stabilito in
CHF 41'975, mentre a __________ non dispone di nessun’abitazione, neppure in
locazione. Quando è obbligato a pernottare a __________, egli dorme nella
foresteria della __________ SA, con il medesimo trattamento di qualunque
cliente si trovasse a pernottarvi. Questa situazione è ben nota all’autorità
fiscale che in occasione di un’ispezione fiscale ha accettato le spese della
foresteria in sostituzione di quelle (inesistenti) per il pagamento di
prestazioni alberghiere; d’altro canto, il ricorrente non ha mai fatto valere
deduzioni fiscali per le spese di una camera o simili al di fuori del Comune di
__________ (…)” (ricorso 11 giugno 2010, p. 5).

 

                                         3.3.

                                         Nella
giurisprudenza resa fino ad oggi in materia di attività dirigenziale, tutti i
contribuenti per i quali il Tribunale federale ha ammesso un domicilio fiscale
principale distinto dal luogo di residenza della famiglia, disponevano di un
alloggio proprio a loro libera disposizione sul luogo di lavoro (v. supra,
consid. 1.4). 

                                         A tale
riguardo, la decisione impugnata appare in contrasto con la giurisprudenza
citata. 

                                         La tesi
sostenuta dall’insorgente è che egli, i rari giorni in cui, nel periodo fiscale
litigioso, si trovava nel Cantone Ticino [“(…) in media 2 volte la
settimana, principalmente nei giorni lavorativi (…)” (reclamo 18 marzo
2009, p. 4)], soggiornava presso la foresteria della __________ SA a __________.
Questo alloggio non sarebbe tuttavia stato riservato esclusivamente ad RI 1,
come peraltro anche confermato dal rapporto dell’ispettorato fiscale del 1°
dicembre 2009: “(…) Nell’area industriale di proprietà della contribuente è
compresa anche un’abitazione (villetta) che, secondo quanto ci è stato detto
dal Signor __________, viene in parte impiegata anche come ‘foresteria’ per
ospitare eventuali clienti, fornitori o visitatori che, per qualsiasi motivo,
avessero bisogno di trovare un alloggio. Egli ha infatti fatto rimarcare che,
in contabilità, sono presenti poche spese per pernottamenti in hotel. Non ha
tuttavia escluso un uso, saltuario, anche da parte degli azionisti e/o persone
vicine (…)”. 

                                         Il
ricorrente sottolinea che per contro a __________ egli possiede un appartamento
in proprietà, acquistato dieci anni or sono, allorquando egli lasciò il suo
domicilio di __________. 

 

                                         3.4.

                                         Né dalla
decisione impugnata né dalle osservazioni al ricorso emergono indicazioni in
merito all’esistenza di un ulteriore alloggio a libera disposizione di RI 1 a __________ o in un’altra località del Canton Ticino né ad una sua convivenza nello stesso Comune/Cantone.
Come rilevato anche dal ricorrente, l’autorità resistente ha insistito più sui
dubbi in merito alla sua permanenza a __________ (__________) che non sulle
prove, o perlomeno sugli indizi, su cui si fonderebbe la sua residenza nel
Canton Ticino. Concretamente, non risulta essere stata approfondita la questione
dell’asserito uso della foresteria: non è noto di quanti locali si componga, se
esista un registro delle presenze, con quale frequenza vi soggiornasse il
contribuente, eventualmente di quanta autonomia disponesse quest’ultimo nel
godimento   degli spazi a disposizione. 

                                         Neppure
vi sono riscontri in merito all’intensità della presenza dell’insorgente nella
sede dell’impresa. All’affermazione del ricorrente, di aver trascorso in media
solo due giorni alla settimana nel Cantone, l’autorità di tassazione non ha in
particolar modo opposto alcuna contestazione. Anche a tale riguardo, il personale
della __________ SA avrebbe con ogni probabilità potuto offrire qualche
indicazione utile. Se non altro, si sarebbero potute ricavare informazioni più
precise in merito all’organizzazione del lavoro dell’impresa, al suo management,
per farsi un’idea della compatibilità della presenza ridotta del ricorrente con
le sue mansioni e responsabilità. 

                                         

                                         3.5.

                                         Ne
consegue che, sulla base degli accertamenti fin qui compiuti dall’Ufficio di
tassazione, la decisione impugnata non può essere confermata. Infatti, anche se
si dovesse ritenere che quella esercitata da RI 1 sia – per l’importanza
dell’impresa, per le responsabilità assunte dal contribuente e per il numero
dei dipendenti – un’attività dirigenziale, l’autorità fiscale è venuta meno al
suo onere di provare l’esistenza di un alloggio nel luogo di lavoro, cioè a __________.

                                         All’autorità
fiscale incombe infatti provare, per dimostrare un assoggettamento fiscale
illimitato nel Canton Ticino nel periodo fiscale 2007, che l’intensità dei
legami personali e sociali intessuti da RI 1 con il Canton Ticino sia più forte
che con il Canton __________. Va ricordato comunque che il ricorrente ha il dovere
di collaborazione, sancito agli art. 126 LIFD e 200 LT, nei confronti
dell’autorità fiscale. 

 

 

                                   4.   La
decisione è pertanto annullata e gli atti sono rinviati all’Ufficio di
tassazione, affinché, eseguiti ulteriori accertamenti, si pronunci nuovamente. 

                                         In
considerazione dell’esito del ricorso, non si prelevano tassa di giustizia né
spese. Al ricorrente è riconosciuta un’indennità a titolo di ripetibili.

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e l’art. 231
LT

 

 

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

 

 

                                   1.   La
decisione 12 maggio 2010 è annullata e gli atti sono rinviati all’Ufficio di
tassazione per nuova decisione.

 

 

 

                                   2.   Non si
prelevano né tassa di giustizia né spese processuali. Al ricorrente è riconosciuta
un’indennità di fr. 800.-- per ripetibili.

                                      

 

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                   4.   Intimazione
a: 

	
   

  	
  -; 

  -; 

  -; 

  -. 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per
conoscenza:

                                         - municipio
di.

 

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          La
segretaria: