# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f030f7be-00f9-57ef-82ff-1d089db6c7e5
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-02-18
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 18.02.2014 S 2013 127
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2013-127_2014-02-18.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 13 127

3a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presieduta da

Priuli, vicepresidente, e composta dal giudice Stecher e dalla 

giudice Moser, attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 18 febbraio 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____, 
rappresentata da CO.DI.CI, 

ricorrente
contro 

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, 

convenuto
e

B._____ Assicurazioni SA, 
convenuta

concernente rendita AI

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1. A._____, 1971, sposata e madre di due figli, vive con la famiglia in 

Svizzera dal 2005 e ha da allora sempre lavorato in qualità di cameriera 

ai piani, da ultimo presso l'Albergo C._____ SA di X._____. In detta 

qualità essa conseguiva nel 2012 una retribuzione mensile di fr. 3'500.--, 

più tredicesima mensilità. L'11 aprile 2013, l'assicurata faceva domanda 

di prestazioni AI a causa di una poliartrite di cui soffrirebbe già dal 2007 e 

che avrebbe comportato dal 1. ottobre 2012 un'incapacità al lavoro del 30 

% e dal 15 maggio 2013 un'inabilità del 40 %. L'8 agosto 2013, 

all'assicurata veniva notificato un provvedimento provvisorio in base al 

quale dal paragone tra il reddito conseguibile senza invalidità di fr. 

45'500.-- e quello ancora conseguibile da invalida di fr. 41'287.55 - in 

base alle tabelle dei rilievi salariali per personale non qualificato ed 

esercitando un'attività all'80 % nonché operando una deduzione del 5 % 

per attività leggere - risultava un grado d'invalidità del 9.26 %, escludente 

quindi il diritto a rendita. Nella propria presa di posizione, l'assicurata 

chiedeva l'esecuzione di ulteriori accertamenti, mentre la B._____ 

Assicurazioni SA il 21 agosto 2013 informava l'assicurata di sospendere il 

versamento delle indennità giornaliere dal 30 settembre 2013, non 

raggiungendo il grado d'impedimento il 40 %. Con decisione 19 settembre 

2013, l'Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio 

AI (qui di seguito semplicemente ufficio AI), rifiutava il diritto a prestazioni 

di rendita d'invalidità, adducendo i motivi già esposti nel provvedimento 

dell'8 agosto 2013. 

2. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 14 

ottobre 2013, A._____ chiedeva l'erogazione di una rendita d'invalidità del 

50 % e il riconoscimento del diritto al gratuito patrocinio. Giusta 

l'attestazione del proprio reumatologo del 26 giugno 2013, accanto alla 

nota poliartrite, l'assicurata soffrirebbe pure di tutta una serie di altre 

patologie che non sarebbero state tenute in considerazione nella 

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valutazione del grado d'impedimento effettuata. Giusta la prassi ticinese, 

l'opposizione dovrebbe poi essere evasa da un'istanza diversa da quella 

che si sarebbe occupata della decisione e nella determinazione del 

salario da invalida andrebbero considerate le concrete possibilità di 

impiego dopo una deduzione del 25 %. Il 28 ottobre 2013 l'assicurata 

introduceva ancora la necessaria documentazione a sostegno della 

richiesta di patrocinio gratuito e un'ulteriore attestazione medica a 

sostegno di quanto preteso, chiedendo che il Tribunale amministrativo 

facesse ordine a B._____ Assicurazioni SA, da convocare nell'ambito del 

presente procedimento, di continuare ad erogare le prestazioni legali di 

indennità giornaliera. 

3. Nella propria presa di posizione l'ufficio AI, chiedeva la reiezione del 

ricorso per i motivi già addotti nel provvedimento impugnato. Anche gli 

ulteriori atti medici messi a disposizione da parte dell'assicurata non 

sarebbero suscettibili di comprovare un peggioramento della situazione 

dell'istante rispetto a quanto ritenuto nella decisione di rifiuto. 

4. Dal canto suo, la B._____ Assicurazioni SA proponeva di respingere il 

ricorso per quanto fosse dato entrare nel merito dello stesso. Infatti, nella 

misura in cui l'assicurata postulerebbe l'ulteriore erogazione di prestazioni 

a titolo di indennità giornaliere non sarebbe dato entrare nel merito del 

ricorso, non essendo tale questione oggetto dell'impugnativa e dovendo 

simili pretese essere fatte valere per via civile. Per il resto la valutazione 

del grado d'impedimento nell'attività svolta e in attività adatte allo stato di 

salute dell'istante non darebbe adito a critiche e meriterebbe conferma.  

5. Replicando e duplicando le parti si riconfermavano essenzialmente nelle 

loro precedenti allegazioni e proposte. 

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Considerando in diritto:

1. a) La decisione deferita a questo Giudice riguarda il rifiuto da parte 

dell'ufficio AI di erogare all'assicurata prestazioni sotto forma di rendita 

d'invalidità. Non è invece oggetto del presente ricorso la sospensione 

delle prestazioni da parte dell'assicurazione privata tenuta al versamento 

dell'indennità giornaliera a compensazione della perdita di salario per 

malattia. Pertanto sulla richiesta di obbligare detto assicuratore 

all'ulteriore erogazione di prestazioni a titolo di indennità giornaliera non è 

dato entrare nel merito del ricorso (vedi sulla questione sentenza del 

Tribunale amministrativo S 11 170 del 9 febbraio 2013). 

b) Formalmente, la ricorrente invoca la prassi ticinese in merito alla pretesa 

inammissibilità della stessa composizione dell'organo giudicante per la 

presa della decisione e per statuire sull'opposizione. Giusta l'art. 69 cpv. 1 

lett. a della legge federale su l’assicurazione per l’invalidità (LAI; RS 

831.20) in deroga agli articoli 52 e 58 della legge sulla parte generale del 

diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), le decisioni degli uffici 

AI cantonali sono impugnabili direttamente dinanzi al tribunale delle 

assicurazioni del luogo dell’ufficio AI. Poiché il presente procedimento non 

è stato giustamente preceduto da una procedura d'opposizione, le 

censure sollevate dall'istante a questo proposito non meritano di essere 

ulteriormente discusse. 

2. a) Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 LPGA, per invalidità 

s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante 

durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a 

infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali 

dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla 

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salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o 

infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. L'art. 28 cpv. 1 LAI 

prescrive che le assicurate hanno diritto ad una rendita intera se sono 

invalide almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalide almeno al 

60%, ad una mezza rendita se sono invalide almeno al 50% o a un quarto 

di rendita se sono invalide almeno al 40%. In generale, ai sensi dell'art. 16 

LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il 

reddito del lavoro che l'assicurata conseguirebbe, dopo l'insorgenza 

dell’invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti 

d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente 

esigibile da lei in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da 

invalida) e il reddito del lavoro che essa avrebbe potuto conseguire se 

non fosse diventata invalida (reddito da valida). 

b) Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione 

della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto 

all'assicurazione per l'invalidità (MAURER, SCARTAZZINI, HÜRZELER, 

BUNDESSOZIALVERSICHERUNGSRECHT, 2009, 3a edizione, p. 152). Va qui 

rilevato che con la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148), è entrato in 

vigore l'art. 7 cpv. 2 LPGA, per il quale per valutare la presenza di 

un'incapacità al guadagno sono considerate esclusivamente le 

conseguenze del danno alla salute. Inoltre, sussiste un'incapacità al 

guadagno soltanto se essa non è obiettivamente superabile. La nozione 

di quello che può essere ragionevolmente esigibile è definita in modo più 

severo. Per quanto riguarda il diritto delle assicurazioni sociali, 

un'incapacità al guadagno determinante sussiste solo se non si può 

ragionevolmente esigere, da un punto di vista obiettivo, che l'assicurata 

fornisca una prestazione di lavoro, e quindi realizzi un reddito entro certi 

parametri. La facoltà di decidere che cos'è o non è obiettivamente 

esigibile compete agli uffici AI, sulla base dei dati medici a loro 

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disposizione. Per poter graduare l'invalidità, l'amministrazione (o il giudice 

in caso di ricorso) deve disporre di una documentazione medica che 

attesti di quali patologie la paziente è affetta. Il compito del medico 

consiste poi nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in 

quale misura e in quali attività l'assicurata è incapace al lavoro come pure 

nel fornire un importante elemento di giudizio per specificare quali lavori 

siano ancora ragionevolmente esigibili. Spetta in seguito alla persona 

incaricata della consulenza professionale, avuto riguardo alle indicazioni 

sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente 

ipotizzabili (DTF 125 V 261 cons. 4, 115 V 134 cons. 2, 114 V 314 cons. 

3c, 105 V 158 cons. 1). 

3. a) E' da anni che la ricorrente soffre di numerose patologie che le hanno 

però inizialmente permesso di esercitare la propria attività in misura 

completa. L'assicurata è infatti affetta di un'artrite reumatoide, 

un'osteopenia, una sindrome dorsospondilogena cronica e una malattia di 

Basedow (vedi attestazione già redatta in data 29 maggio 2007 dal dott. 

med. D._____). A causa di quest'ultima patologia veniva pure vista 

dall'endocrinologo dott. med. E._____, che confermava la recidiva di 

ipertiroidismo e consigliava una terapia ablativa sotto forma di 

applicazione di radioiodio (relazione del 3 settembre 2007). Dai controlli 

regolarmente svolti da parte del reumatologo ogni sei mesi era in seguito 

possibile costatare il successo del trattamento medicamentoso, anche se 

una riduzione dei dosaggi non era possibile che entro parametri limitati. 

All'esame neurologico - eseguito il 15 marzo 2011 su consiglio del medico 

curante da parte del dott. med. F._____ - veniva rilevata una moderata 

neuropatia del nervo mediano al tunnel carpale bilaterale con prevalenza 

a sinistra (lato dominante in paziente mancina). Il 16 febbraio 2012, la 

paziente veniva indagata per torpori e dolori lateralizzati alla parte sinistra 

del corpo e il dott. med. F._____ giungeva alla conclusione che si 

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trattasse di una emisindrome sensitivo-soggettiva di probabile origine 

somatoforme (relazione del 20 febbraio 2012). 

b) A partire dall'ottobre 2012, l'assicurata era dichiarata abile al lavoro in 

ragione del 70 % dal proprio medico curante. Questa valutazione veniva 

confermata dal reumatologo curante dott. med. D._____ che riconduceva 

il forte stato di stanchezza lamentato dall'assicurata anche ad un 

malfunzionamento della tiroide (vedi relazione del 31 gennaio 2013). Nel 

rapporto del 30 aprile 2013 all'attenzione degli organi AI, il reumatologo 

curante confermava questo grado d'inabilità del 30 % per l'attività svolta, 

pur ventilando la possibilità di un aumento dell'inabilità al 40 % o al 50 % 

in attività mediamente pesanti. In attività leggere invece, l'incapacità 

funzionale era reputata situarsi attorno al 20 %, anche se un grado 

d'impedimento maggiore non poteva essere escluso a seconda 

dell'evoluzione dell'artrite reumatoide. Dal 15 maggio 2013, il curante 

attestava un'abilità al lavoro del 60 %. Dal canto suo, il dott. med. 

G._____ considerava il grado d'impedimento nell'attività svolta del 30 % e 

in attività adatta del 20%, riferendosi alla valutazione fatta dal 

reumatologo curante (valutazione del 13 giugno 2013), detto medico 

confermava poi il 15 luglio 2013 questo punto di vista anche dopo essere 

venuto a conoscenza del fatto che l'inabilità attestata dal curante fosse 

passata dal 30 % al 40 %, ribadendo il carattere decisivo della 

valutazione fatta dallo specialista in reumatologia. Nel proprio rapporto del 

26 giugno 2013 però il reumatologo curante confermava il grado 

d'impedimento operato dal medico curante, attestando "un'incapacità 

lavorativa a lungo termine del 40 %" legata all'artrite reumatoide e alla 

problematica lombare. Prima dell'emanazione del provvedimento 

provvisorio nell'agosto 2013 e poi di quello impugnato nel settembre 2013 

quindi, anche il reumatologo concludeva ad un grado d'impedimento del 

40 %. La valutazione proposta dal dott. med. G._____, dopo che lo stesso 

medico considerava decisive le conclusioni del reumatologo, non regge 

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pertanto più alle censure di ricorso. Nella relazione del 1. ottobre 2013, il 

dott. med. D._____ giustificava meglio questa percentuale del 40 % di 

inabilità, ritenendola riconducibile all'artrite (peggioramento sottoponendo 

le articolazioni a lavori logoranti), alla terapia necessaria per mantenere il 

controllo dei sintomi (stanchezza o nausea) e alla problematica a livello 

lombare. Il reumatologo era poi del parere che una simile limitazione 

sussistesse anche in altre attività leggere e adatte e che per dei lavori 

pesanti l'inabilità potesse raggiungere il 60 %. 

c) Alla luce di quanto esposto in precedenza, le valutazioni mediche agli atti 

non permettono in ogni caso di concludere nel senso operato dall'ufficio 

convenuto sia per quanto ha tratto alla valutazione del grado 

d'impedimento nell'attività finora svolta sia per quanto riguarda le attività 

ancora esigibili. Riguardo all'attività svolta, le contraddizioni nella 

valutazione del grado d'impedimento emergono dai discordi pareri medici 

richiamati nel considerando che precede. La nuova valutazione fatta dal 

reumatologo curante, che riteneva peggiorato il grado d'impedimento sia 

nell'attività di cameriera ai piani che nell'esercizio di lavori più confacenti, 

non poteva essere semplicemente ignorata dal responsabile del servizio 

d'accertamento medico. Oggettivamente non vi è agli atti alcun reperto 

che si confronti e smentisca le conclusioni mediche dello specialista o che 

fornisca, motivandola, una valutazione diversa del grado d'impedimento. 

Anche per la definizione dell'attività ancora esigibile, gli accertamenti 

condotti sono insufficienti. Avendo riguardo alla patologia sofferta 

dall'istante, che è impedita in parte nell'uso delle mani, non è dato 

concretamente sapere se sia esigibile l'esercizio di un lavoro ripetitivo, al 

freddo, di precisione, con attrezzi vibranti ecc.. Il generale riferimento ad 

attività leggere non basta per stabilire quale possa essere la 

ripercussione del danno alla salute sull'esercizio di tali attività. Ne 

consegue che le valutazioni mediche agli atti non permettono di 

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concludere all'esistenza di un grado d'impedimento corrispondente ai 

parametri fissati nella decisione impugnata, per cui a questo riguardo gli 

accertamenti condotti sono assolutamente insufficienti e devono essere 

completati. 

d) In base al parere espresso dal reumatologo dott. med. H._____ in sede di 

ricorso, la situazione presentata dalla paziente sarebbe piuttosto 

complessa e caratterizzata da sintomatologie di tipo reumatologico, 

neurologico e psichiatrico, per cui sarebbe indicata una valutazione 

peritale pluridisciplinare (parere del 10 ottobre 2013). Effettivamente dalle 

relazioni mediche agli atti vi sono alcuni indizi di sofferenze psichiche e 

neurologiche, che però non venivano finora ritenute, almeno 

individualmente, aver assunto un carattere invalidante. Per la definizione 

della situazione di salute dell'istante sarebbe però indicata una verifica 

complessiva delle diverse patologie come avviene propriamente 

nell'ambito di indagini pluridisciplinari.

4. La decisione impugnata va poi criticata anche per quanto riguarda la 

definizione del reddito conseguibile da invalida. Dagli accertamenti fatti in 

vista dell'integrazione professionale era chiaro che l'assicurata avesse 

assolutamente bisogno di lavorare e che il suo datore di lavoro fosse 

interessato a continuare il rapporto anche per un'attività di tre giorni alla 

settimana e corrispondente alla capacità lavorativa del 60 % attestata dal 

medico e dal reumatologo curanti, mentre non era possibile assegnare 

all'assicurata dei compiti magari più leggeri nell'ambito dell'attività di 

cameriera ai piani svolta. Un cambiamento di lavoro nell'industria, era 

considerato perlomeno problematico a causa dell'accresciuta necessità di 

impiegare le mani e quindi la parte particolarmente toccata dalla patologia 

invalidante. Misure di integrazione professionale non entravano in 

considerazione, non da ultimo a causa della bassa scolarità, che era pure 

reputata incidere negativamente sulle residue possibilità occupazionali, 

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nel senso che le carenze nella formazione avrebbero permesso l'esercizio 

di attività prettamente manuali e quindi sostanzialmente inadatte alla 

situazione dell'istante. La consulente reputava pertanto comprensibile che 

l'assicurata non intendesse lasciare un posto di lavoro sicuro per svolgere 

un'attività pure sempre di carattere manuale e comunque in misura 

ridotta. In questo contesto, il mantenimento del posto di lavoro veniva 

giudicato come la scelta verosimilmente più oculata e l'assicurata era 

reputata sfruttare in modo ottimale la sua capacità lavorativa nell'attività 

svolta. Veniva pertanto proposta un'assistenza per mantenere il posto di 

lavoro (vedi risultanze delle indagini protrattesi dal 15 maggio al 16 luglio 

2013 ed in particolare le indicazioni risultanti dal documento datato 2 

agosto 2013). Questa valutazione non è stata tenuta in alcuna 

considerazione nel determinare il reddito conseguibile da invalida, ma 

l'ufficio AI è ricorso all'applicazione di dati salariali statistici, reputando 

esigibile una non meglio definita attività leggera adatta. Nell'ambito dei 

nuovi accertamenti che l'ufficio AI è tenuto a condurre dovrà pertanto 

essere valutata anche la questione fondamentale che si pone a questo 

riguardo, ovvero quella di sapere se è indicato un cambiamento di lavoro 

o se l'attività svolta è quella che meglio si conforma alla patologia 

invalidante, nel qual caso dal momento che l'assicurata sfrutta al meglio le 

sue residue capacità non vi è alcun motivo di calcolare il reddito 

conseguibile da invalida in base a dati teorici anziché prendere a 

fondamento del calcolo il reddito effettivamente conseguito (DTF 126 V 

76 cons. 3).

5. In conclusione, per quanto è dato entrare nel merito del ricorso questo è 

accolto nel senso dei considerandi e la decisione impugnata annullata. Gli 

atti vengono ritornati all'ufficio AI affinché esplicati i necessari 

accertamenti statuisca di nuovo sul diritto a rendita dell'assicurata. In 

deroga all’art. 61 lett. a LPGA, la procedura di  ricorso in caso di 

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controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi 

al tribunale cantonale delle assicurazioni  è soggetta a spese. L’entità 

delle spese è determinata tra fr. 200.-- e fr. 1000.-- in funzione delle 

spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (art. 69 cpv. 1bis  

LAI). Per la procedura davanti al Tribunale amministrativo, ha diritto alle 

ripetibili la ricorrente che vince la causa in applicazione all’art. 61 cpv. 1 

lett. g LPGA. Un giudizio di rinvio è considerato come una vincita della 

causa. Per questo i costi del procedimento vengono accollati all’ufficio 

convenuto, il quale è pure tenuto a rifondere alla ricorrente, assistita da 

un'associazione di autoaiuto, un'indennità forfettaria a titolo di ripetibili 

pari a fr. 500.-- (IVA compresa). Tale importo fa in ogni caso astrazione 

delle spese fatturate per la corrispondenza intercorsa tra la ricorrente e 

l'assicuratore tenuto al rimborso dell'indennità giornaliera per prestazioni 

quindi estranee al presente procedimento. L’esito della controversia rende 

priva di oggetto la richiesta di assistenza giudiziaria e patrocinio gratuiti. 

Il Tribunale decide:

1. Per quanto è dato entrare nel merito del ricorso questo è accolto nel 

senso dei considerandi e la decisione impugnata è annullata. Gli atti 

vengono rinviati all'Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei 

Grigioni, Ufficio AI, per la presa di una nuova decisione dopo aver 

effettuati gli accertamenti d'obbligo. 

2. Vengono prelevati dei costi di fr. 700.--, il cui importo sarà versato 

dall'Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI, 

entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione 

all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

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3. L'Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI, 

versa a A._____ fr. 500.-- (IVA compresa) a titolo di ripetibili. 

4. La richiesta di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio è divenuta priva 

di oggetto. 

5. [Vie di diritto]

6. [Comunicazioni]