# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 79437907-76ce-51e2-9927-b77311fcd486
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.10.2008 D-6036/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6036-2008_2008-10-09.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6036/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  9  o t t o b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Maurice Brodard;
cancelliere Carlo Monti.

A._______, Georgia,
rappresentato dal lic. iur. Mario Amato, 
Soccorso operaio svizzero SOS, Via Zurigo 17, 
6900 Lugano,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 15 settembre 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6036/2008

Fatti:

A.
Il  23  giugno  2008,  l'interessato,  georgiano  di  etnia  abkhaza,  ha 
presentato una domanda d'asilo  in  Svizzera.  Ha dichiarato,  d'essere 
espatriato in dicembre del  2007 dalla  Georgia per il  timore d'essere 
incarcerato, essendo un sostenitore del  partito  di  Abashidze. Inoltre, 
egli teme di non poter essere adeguatamente curato contro l'epatite B 
nel  suo  Paese  d'origine.  Sarebbe  andato  in  Turchia,  dove  sarebbe 
rimasto per cinque o sei mesi, per poi recarsi in Francia a bordo di un 
TIR,  dopodiché  avrebbe  varcato  il  confine  svizzero  a  piedi  in  data 
23 giugno 2008.

B.
Il  15  settembre  2008,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi,  RS 142.31). Detto Ufficio  ha pure pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  il  suo  Paese  d'origine,  siccome  lecita, 
esigibile e possibile.

C.
Il  22  settembre  2008,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata 
decisione dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della 
decisione impugnata e la  trasmissione degli  atti  di  causa all'autorità 
inferiore  per  ulteriori  indagini.  Ha  altresì  presentato  una  domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali.

Diritto:

1.

1.1 Il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 LAsi  e  art.  83  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

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2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA,  RS 
172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, 
il procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Nel provvedimento litigioso, l'UFM ha considerato, da un lato,  che il 
ricorrente non ha addotto motivi che possano giustificare la mancata 
tempestiva  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità.  Dall'altro 
lato,  ha  ritenuto  le  allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  presentate 
dall'insorgente  siccome  imprecise  e  prive  di  elementi  suscettibili  a 
corroborare la  storia relativa al  suo sostegno al  partito d'Abashidze. 
Inoltre,  l'insorgente  avrebbe  parlato  della  confusione  plausibile 
generalizzata  durante  il  cambiamento  politico  in  Adjaria  ed  avrebbe 
raccontato d'avere distribuito volantini, ma avrebbe anche confermato 
di  non essere mai stato ricercato dall'autorità statale. Peraltro, i  suoi 
familiari  non  avrebbero  ricevuto  alcunché  attinente  al  medesimo,  in 
merito  ad  un'eventuale  ricerca. Per  di  più,  il  ricorrente  non sarebbe 
stato  in  grado  di  datare  correttamente  il  cambiamento  politico 
avvenuto  in  Adjaria. Inoltre,  l'insorgente  avrebbe narrato  la  storia  di 
due persone con ruoli più importanti nel partito d'Abashidze, ma non 
sarebbe stato in grado di convincere l'UFM che anch'egli si troverebbe 
in  una  simile  situazione  di  pericolo.  Infine,  l'UFM  ha  rilevato  che  il 
ricorrente avrebbe lasciato la Georgia anche per farsi curare l'epatite 
B,  ciò che,  di  per  sé,  non  sarebbe  un  motivo  d'asilo  ai  sensi 
dell'art. 3 LAsi. L'autorità inferiore ha infine considerato non necessari 
ulteriori chiarimenti ai fini dell'accertamento della qualità di rifugiato o 
dell'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
dell'insorgente.

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5.
Nel  ricorso,  l'insorgente  allega,  in  sostanza  e  per  quanto  e  qui  di 
rilievo,  che  apparirebbe  oggettivamente  realistico,  al  di  là  della 
questione relativa alla mancata presentazione di documenti d'identità, 
che  al  medesimo  si  possa  applicare  l'eccezione  prevista 
dall'art. 32 cpv. 3 lett. c. Infatti, l'UFM a torto liquiderebbe con tre brevi 
paragrafi  la  questione  relativa  all'esistenza  d'eventuali  impedimenti 
all'esecuzione  dell'allontanamento,  senza  approfondire  più di  quel 
tanto  tale  aspetto.  Peraltro,  non  si  potrebbe  pretendere  che  il 
ricorrente,  nella  sua  condizione  di  richiedente  l'asilo  senza  risorse 
economiche,  si  faccia visitare a sue spese per  esibire un certificato 
medico. Per  di  più,  incomberebbe  all'UFM di  verificare,  sulla  scorta 
delle indicazioni fornite dal ricorrente, se egli sia effettivamente affetto 
da  epatite  B.  Inoltre,  l'insorgente  avrebbe  asserito  che  i  medicinali 
necessari  per  la  cura  costerebbero  troppo  ed  alcuni  non  si 
troverebbero sul mercato. Sarebbe altresì dubbio che lo stesso possa 
ricevere le cure necessarie in patria, considerando l'attuale situazione 
umanitaria della regione di provenienza. Peraltro, l'esigenza di entrare 
nel merito della domanda d'asilo emergerebbe dalla situazione critica 
dal  profilo  umanitario  e  della  sicurezza  attualmente  presente  in 
Georgia.  Pertanto  l'UFM  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della 
domanda d'asilo del ricorrente in quanto sarebbero necessari ulteriori 
chiarimenti  per  accertare  eventuali  impedimenti  all'esecuzione 
dell'allontanamento.

6.
Giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c).

6.1 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 

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permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

6.2 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

7.
Questo Tribunale osserva, che il ricorrente, senza valide ragioni, non 
ha  tempestivamente  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai 
sensi  di  legge,  benché  l'UFM l'abbia  invitato  ad esibirli  al  momento 
dell'inoltro  della  sua  domanda  d'asilo.  In  particolare,  è  importante 
rilevare  che  il  ricorrente  non  ha  neanche  contestato  il  giudizio 
dell'UFM  al  proposito.  Non  v'è,  dunque,  ragione  di  ritenere  che  se 
l'insorgente avesse effettuato dei seri e concreti sforzi per procurarsi 
tempestivamente un documento di viaggio o d'identità, detti sforzi non 
avrebbero potuto avere esito favorevole. Infine, se un richiedente non 
aveva  ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata  esibizione  di 
documenti  ai  sensi  di  legge  in  procedura  di  prima  istanza,  non  v'è 
motivo d'annullare la decisione di non entrata nel merito quand'anche 
avesse a presentare un siffatto documento in sede di ricorso (v., fra le 
tante, la sentenza del Tribunale amministrativo federale D-8199/2007 
del 18 dicembre 2007 consid. 8 e relativo riferimento).

8.
Il  TAF rileva, inoltre, che il  ricorrente non ha presentato, all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le 
allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  s'esauriscono,  infatti,  in  mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 

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minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF 
in  relazione  all'art. 6  LAsi,  all'art.  37  LTAF  ed  all'art. 4  PA).  In 
particolare, questo Tribunale rileva che l'insorgente non ha contestato 
la decisione dell'UFM in merito ai suoi motivi d'asilo in sede di ricorso. 
Per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come  non 
convincenti,  con  riferimento  all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  le 
dichiarazioni rese dall'insorgente.

9.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate dal ricorrente (v. considerando 8 del presente giudizio), non 
risultano elementi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti 
ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  dell'insorgente 
medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

10.

10.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Georgia  possa  violare 
l'art. 25 cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) od esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101)  od all'art. 3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

10.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere 
se  per  impedimenti  all'esecuzione  dell'allontanamento  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto 
nazionale  (riguardanti  l'esigibilità  e  la  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento) oltre a quelli  di diritto internazionale pubblico. In 
effetti,  anche  in  materia  d'esigibilità  e  di  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento  non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun 
elemento suscettibile d'imporre degli ulteriori chiarimenti.

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10.3 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno  che,  dopo  l'armistizio  del  12 agosto 2008  negoziato, 
tramite l'Unione Europea, da Russia e Georgia, in quest'ultimo Paese 
non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza 
generalizzata che coinvolga l'insieme della  popolazione nella  totalità 
del territorio nazionale.

10.4 Inoltre, il ricorrente è giovane, celibe ed ha una certa esperienza 
professionale. Egli  non  ha  altresì  preteso  nel  gravame di  soffrire  di 
gravi problemi di salute tali da giustificare un'ammissione provvisoria 
(v. sulla  problematica  GICRA 2003  n. 24),  senza  che  ad  un  esame 
d'ufficio  degli  atti  di  causa emerga la  necessità  di  una permanenza 
dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi  medici.  Infatti,  per  quanto 
concerne le possibilità di cura dell'epatite B, questo Tribunale osserva 
che  in  Georgia  sono  disponibili  medicamenti  appropriati  e  centri  di 
assistenza medico-sanitaria  adeguati,  segnatamente  a Tbilisi.  Per di 
più, in relazione ai mezzi finanziari necessari per accedere alle cure 
mediche, il  TAF rileva che il  ricorrente ha la facoltà  di  richiedere un 
adeguato  aiuto  al  ritorno  ai  sensi  dell'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi.  In 
siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto siccome 
adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con 
riferimento  alle  effettive  possibilità  per  l'insorgente  di  un  adeguato 
reinserimento sociale nel suo Paese d'origine.

10.5 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

10.6 Da  quanto  precedentemente  esposto,  discende  che  non  sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  l'esistenza  di  un 
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (art. 32 cpv. c LAsi).

11.
Pertanto, in materia di non entrata nel merito il ricorso, destituito d'ogni 
e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata va confermata.

12.
L'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 

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avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14  cpv. 1  e  cpv. 2 LAsi  e  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché 
art. 32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

13.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 10 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

14.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

15.
Il TAF avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione 
dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto.

16.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art.  63  cpv.  1  e 
cpv. 5  PA nonché  art.  3  lett.  a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'esenzione dal  versamento  di  un  anticipo a copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto.

3.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente sentenza.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante del ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione Dimora e aiuto al ritorno (in copia, n. di rif. N )
- B._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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