# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c5f4437c-d96e-502d-b4ac-fdb6f42aa543
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 07.12.2004 60.2004.222
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2004-222_2004-12-07.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2004.222

   

  	
  Lugano

  7 dicembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Alessandro Soldini (in sostituzione di Ivano
  Ranzanici, 

  astenuto)

  

 

	
  segretaria:

  	
  Daniela Rüegg, vicecancelliera

  

 

 

sedente per
statuire sull’istanza di promozione dell’accusa 9/11.6.2004 presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1 ,

  patr. da: PA 1
  ,

   

  
	
   

  	
   

  in relazione

  	 

 

	
   

  	
  al decreto di
  non luogo a procedere emanato il 28.5.2004 dal procuratore pubblico Luca
  Maghetti dipendente dall’istanza 12.5.2004 di riapertura del procedimento
  penale nei confronti di __________ PI 2, __________ (patr. da: avv. __________
  PA 2, __________), per titolo di bancarotta fraudolenta e frode nel
  pignoramento, diminuzione dell’attivo in danno dei creditori e favori
  concessi ad un creditore e dell’avv. __________ PI 1, __________, per
  titolo di istigazione o complicità in bancarotta fraudolenta e frode nel
  pignoramento, diminuzione dell’attivo in danno dei creditori e favori
  concessi ad un creditore; 

  

 

 

richiamate le
osservazioni 15/16.6.2004 del procuratore pubblico, 16/17.6.2004 di __________ PI
2 e 25/28.6.2004 dell’avv. __________ PI 1, tutte concludenti per la reiezione
del gravame;

 

richiamate
altresì la replica 7/9.7.2004 di __________ IS 1 e la duplica 9/13.7.2004 del
procuratore pubblico, 13/14.7.2004 di __________ PI 2 e 20/21.7.2004 dell’avv. __________
PI 1;

 

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   L’11.8.1995 è stata costituita la __________, con sede a __________,
avente un capitale azionario di CHF 100'000.-- suddiviso in cento azioni al
portatore e lo scopo di gestire e condurre alberghi, ristoranti e bar, in
particolare l’albergo-ristorante __________, __________, nonché ogni altra
attività nel campo della ristorazione per conto proprio e/o di terzi. __________
PI 2, __________, è stato nominato amministratore unico della società con
diritto di firma individuale; __________ IS 1, __________, è stato nominato
direttore con diritto di firma collettiva a due con l’amministratore unico,
mentre come ufficio di revisione è stata designata la __________, __________
(cfr. AI 1 - doc. A).

 

 

                                   b.   Prima
della costituzione della __________, segnatamente il 28.7.1995, quest’ultima -
rappresentata da __________ PI 2 - e i comproprietari del fondo al mappale no. __________
RFD di __________, __________ __________, __________ __________, __________ __________,
__________ __________ e l’avv. __________ PI 1 - rappresentati da quest’ultimo
- hanno stipulato un contratto di locazione avente come oggetto
l’albergo-ristorante __________ (che doveva ancora essere costruito), con
scadenza al 31.12.2010. Le parti hanno stabilito in particolare un canone di
locazione dell’importo annuale di CHF 275'000.-- oltre ad un’indennità pari al
35% sulla quota eccedente la somma di CHF 700'000.-- di cifra d’affari annua e
l’assunzione da parte della __________ dei costi d’arredamento dell’albergo,
del ristorante e del bar (cfr. AI 1 - doc. H).

 

 

                                   c.   L’8.4.1997
la __________ ha ceduto ai comproprietari l’intero inventario relativo
all’albergo __________ “a compensazione dei canoni di locazione dovuti fino
al 1. aprile, e a titolo di risarcimento del danno per la risoluzione
anticipata del contratto di locazione” (cfr. AI 1 - doc. L; AI 14 - doc. Z
atto di cessione 8.4.1997, consid. 7). 

 

Il 4.6.1997 è stato decretato il
fallimento della __________, __________ (cfr. AI 1 - doc. B, decreto 4.6.1997
dell’inc. EF.97.254).

 

 

                                   d.   Il
18/21.7.1997 __________ IS 1, con l’allora suo patrocinatore avv. __________ __________,
ha sporto denuncia penale nei confronti di __________ PI 2 per titolo di bancarotta
fraudolenta, diminuzione dell’attivo in danno dei creditori e favori concessi
ad un creditore, considerato sostanzialmente che “nella fattispecie appare
evidente che, in modo del tutto fraudolento, la __________, poco prima della
dichiarazione del suo fallimento, veniva completamente spogliata degli unici
attivi di cui disponeva (in pratica, l'inventario dell’albergo e del ristorante,
che al momento del fallimento era contabilizzato per un valore di ca. 

                                         fr.
800'000.--)”, sostenendo parimenti che “questa spogliazione è ancora più
grave, ritenuto che il rappresentante dei comproprietari del fondo ben sapeva di
non avere effettivamente alcuna pretesa per pigioni scadute nei confronti della
società fallita” (cfr. AI 1, denuncia penale 18/21.7.1997, p. 4). Ha poi
asserito che “(…), i crediti che a suo tempo erano stati ceduti ai
comproprietari del fondo si riferivano a due società strettamente legate ad una
parte di questi comproprietari (__________per la __________ e avv. __________
per la __________ __________)” (cfr. AI 1, denuncia penale 18/21.7.1997, p.
4). Ha infine rilevato che “il procedimento penale dovrà essere esteso ad
altre persone che hanno permesso la cessione dell’inventario, perlomeno quali
complici” (cfr. AI 1, denuncia penale 18/21.7.1997, p. 4).

 

 

                                   e.   Esperiti
gli incombenti delle informazioni preliminari, con decisione 22.5.2003 il
magistrato inquirente ha decretato il non luogo a procedere, ritenuto
sostanzialmente che “(…) si deve concludere che dagli abbondanti atti del
procedimento, in particolare dalla ricostruzione della contabilità, non
emergono indizi che permettano di affermare che il contratto di cessione abbia
effettivamente o fittiziamente diminuito il patrimonio della __________ ai
danni dei creditori. Venendo a mancare indizi circa la realizzazione
dell’aspetto oggettivo dei reati prospettati risulta del tutto superfluo
verificare l’adempimento dei requisiti soggettivi” (cfr. decreto di non
luogo a procedere 22.5.2003, p. 7).

 

 

                                    f.   Con decisione 16.2.2004 questa Camera ha respinto, per quanto ricevibile,
l’istanza di promozione dell’accusa 2/3.6.2003 presentata da __________ IS 1
mediante la quale ha postulato, in via principale, che l’istanza venga “accolta
e di conseguenza il Procuratore pubblico deve provvedere ad ordinare una nuova
perizia imparziale affidata ad altro perito che tenga conto delle critiche
esposte con la presente istanza e con la perizia della __________ __________ __________
che si farà seguire” e, in via subordinata, che l’istanza venga “accolta
e l’istruzione del processo ha luogo per opera di altro Procuratore pubblico”
(istanza di promozione dell’accusa 2/3.6.2003, p. 7, inc. 60.2003.181). 

 

 

                                   g.   Con
istanza 12.5.2004 __________ IS 1 ha chiesto al procuratore pubblico la
riapertura del citato procedimento penale, mediante l’acquisizione agli atti
della perizia allestita dal prof. __________ __________, asserendo che “dalla
stessa risulta chiaramente che da un lato la perizia allestita dalla __________
__________ contiene errori e che la Camera dei ricorsi penali non ha tenuto
conto delle osservazioni che nella perizia sono pure indicate secondo le quali
la stessa perizia sarebbe parziale e incompleta”, che “secondo il perito
Prof. __________ l’inventario completo con valutazione dell’esercizio
all’08.04.1997 non è di CHF 462'051.58, come stabilito nella perizia dell’8
marzo 2003, ma bensì di CHF 928'696.002” e che “questa perizia è una
nuova prova che modifica radicalmente la decisione a cui era giunto il
procuratore pubblico Maghetti e successivamente la Camera dei ricorsi penali”
(istanza 12.5.2004, p. 2). Ha inoltre ritenuto che questa perizia sia da considerarsi
una nuova prova ai sensi dell’art. 187 CPP e che pertanto il magistrato
inquirente dovrebbe procedere alla riapertura della procedura e alla
convocazione del perito prof. __________ e del contabile __________ __________
“(…) allo scopo di verificare se le conclusioni del Prof. __________ sono
fondate e idonee a modificare la precedente decisione del Procuratore Pubblico”
(istanza 12.5.2004, p. 2 e 3).

 

 

                                   h.   Con
decisione 28.5.2004 il procuratore pubblico ha decretato il non luogo a
procedere in ordine all’istanza di riapertura del procedimento penale, per
l’assenza di nuove prove come previsto dalla disposizione di cui all’art. 187
CPP (cfr. decreto di non luogo a procedere 28.5.2004, p. 1). Ha evidenziato che
l’allestimento del referto peritale 12.9.2002 ed il suo complemento
dell’8.5.2003 da parte del perito __________ __________ è avvenuto in maniera
corretta, che “la decisione di non luogo a procedere, (…) confermata dalla Camera
dei ricorsi penali, menziona chiaramente le ragioni per il proscioglimento dei
due indiziati”, evidenziando inoltre che “(…) vi sono delle poste risultanti
nella contabilità __________ __________ che non aumentano il valore di quanto ceduto”
(decreto di non luogo a procedere 28.5.2004, p. 1 e 2). Ha inoltre rilevato che
andrebbe condivisa soltanto la considerazione del prof. __________ “(…)
secondo cui gli ammortamenti effettuati non sono corretti nella misura in cui
se è stata tolta la fattura __________, siccome pagata direttamente dai
comproprietari, non vi può restare, nel conteggio fatto dal perito, il relativo
importo di ammortamento” e che “l’importo massimo del valore
dell’inventario ceduto quindi va aumentato in una certa misura” (decreto di
non luogo a procedere 28.5.2004, p. 2). Ha infine esposto che “del resto
l’importo minimo menzionato dal perito corrisponde anche all’offerta che era
stata fatta verso la fine estate / autunno 1996 di un importo complessivo di
fr. 300'000.--, (…)”, ritornando “(…) al mittente la critica del prof. __________
secondo cui il Procuratore pubblico, (…), e la Camera dei ricorsi penali, (…)
hanno sposato acriticamente la perizia” (decreto di non luogo a procedere
28.5.2004, p. 2).

 

 

                                    i.   Con la presente tempestiva istanza __________ IS 1 chiede di promuovere
l’accusa nei confronti di __________ PI 2 per titolo di bancarotta fraudolenta (art.
163 CP), diminuzione dell’attivo in danno dei creditori (art. 164 CP) e favori
concessi ad un creditore (art. 167 CP), e dell’avv. __________ PI 1 “(…)
quale terzo che ha compiuto atti suscettibili di determinare una bancarotta
fraudolenta accettando beni con valore manifestamente superiore al credito
vantato dai comproprietari nei confronti della __________ __________ (art. 163
CPS), e per avere contribuito a diminuire l’attivo in danno dei creditori __________
__________ (art. 164 CPS) a seguito dell’accettazione della cessione
dell’inventario della __________ __________ avvenuta l’08.04.97, (…)”,
postulando inoltre che, per quanto concerne l’istruzione formale, un altro
magistrato inquirente “(…) procederà alla nuova determinazione peritale del
valore completo in data 08.04.97 dell’inventario di pertinenza della __________
__________” (istanza di promozione dell’accusa 9/11.6.2004, p. 10). Delle
altre motivazioni si dirà, laddove necessario, in diritto.

 

 

                                    l.   Come
esposto in entrata, il procuratore pubblico, __________ PI 2 e l’avv. __________
PI 1 postulano la reiezione del gravame. Delle loro osservazioni, così come
degli allegati di replica e di duplica si dirà, se del caso, successivamente.

 

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         L'art.
187 cpv. 2 CPP, concernente la riapertura del procedimento penale, rinvia alle
"disposizioni che reggono le informazioni preliminari", ossia
agli art. 183 e 184 CPP.

                                         Questo
capoverso ricorda che si procede come per un nuovo procedimento: il rifiuto di
apertura vale quale formale decisione di non luogo a procedere (cfr. Messaggio
aggiuntivo del 20.3.1991 concernente la revisione totale del CPP, p. 151), che
può essere quindi impugnata dalla parte civile con un'istanza di promozione
dell'accusa (art. 186 cpv. 1 CPP).

 

                                         1.2.

                                         In
presenza di un non luogo a procedere, l'art. 186 cpv. 1 CPP concede alla parte
lesa, che si costituisce parte civile, la facoltà di presentare alla Camera dei
ricorsi penali, entro dieci giorni, un'istanza motivata di promozione
dell'accusa nei confronti del denunciato o querelato.

 

                                         Il
primo presupposto per l'accoglimento di un'istanza di promozione dell'accusa,
risultante da consolidata giurisprudenza (REP. 1994 n. 115, 1989 p. 598 e 1987
p. 262), è l'esistenza di seri indizi di colpevolezza emergenti dagli atti. Per
principio, infatti, l'azione penale è essenzialmente pubblica e, come tale,
esercitata dal procuratore pubblico (art. 2 CPP) per cui la sua promozione,
attraverso il preventivo esame dell'accusa contro una determinata persona (art.
189 CPP), non può essere lasciata all'arbitrio o al sentimento soggettivo della
parte lesa, ma deve fondarsi su oggettivi e concreti elementi indizianti.

                                         In
questo senso non è sufficiente una diversa interpretazione delle risultanze da
parte dell'istante, ma occorre la dimostrazione della verosimiglianza di alto
grado circa altra conclusione che merita approfondimento istruttorio.

 

                                         Seconda
condizione di ammissibilità (una volta data la prima) è la disponibilità di
nuove prove da assumere, rispettivamente la possibilità di approfondimento di
prove già acquisite, tale da consentire l'eventuale passo dall'indizio alla
certezza, come alle competenze del giudice di merito. 

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Giusta
l'art. 186 cpv. 1 CPP la legittimazione a presentare istanza di promozione
dell'accusa compete unicamente alla parte civile, vale a dire alla persona
danneggiata moralmente o materialmente dal reato (art. 69 cpv. 1 CPP). Secondo
dottrina e giurisprudenza può tuttavia costituirsi parte civile solo la persona
fisica o giuridica attualmente, direttamente e personalmente lesa nel suo bene
giuridico (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura
penale ticinese, Lugano 1997, n. 1 ad art. 69 CPP e riferimenti ivi citati).

 

Se il
bene giuridico tutelato dalla legge è di natura individuale (vita e integrità
personale, patrimonio, onore e libertà personale), il leso legittimato a
costituirsi parte civile è colui che subisce l'illecito; in caso di violazione
di norme penali che proteggono interessi collettivi, sono da considerare
danneggiati e legittimati a costituirsi parte civile coloro che sono stati
effettivamente lesi nei loro diritti da tali reati, sempre che il pregiudizio
patito sia conseguenza diretta dell'azione delittuosa (DTF 119 Ia 342 e 118 Ia
14; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 3 e 5 ad art. 69 CPP). Se la
commissione di reati che proteggono beni pubblici lede solo indirettamente
interessi privati, il singolo cittadino non viene di principio considerato parte
lesa, poiché i suoi interessi sono rappresentati dalla magistratura penale (N.
SCHMID, Strafprozessrecht, 4. ed., Zurigo 2004, n. 509).

 

Per quanto riguarda la costituzione di parte civile, non è
necessaria una forma particolare oltre quella scritta, in particolare non
occorre che la parte lesa dichiari formalmente di costituirsi parte civile:
basta che tale volontà emerga con chiarezza, ad esempio attraverso un'istanza
di promozione dell'accusa, una richiesta di risarcimento del danno, una presa
di posizione sulla colpevolezza dell'accusato (REP. 1997 n. 96; M. RUSCA / E.
SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 3 ad art. 70 CPP).

 

2.2.

Le disposizioni di cui agli art. 163 ss. CP, appartenenti alle
fattispecie dei crimini o dei delitti nel fallimento e nell’esecuzione per
debiti, tutelano prevalentemente le pretese dei creditori nell’ambito della
procedura di pignoramento e fallimentare (cfr. J. REHBERG / N. SCHMID / A.
DONATSCH, Strafrecht III, Delikte gegen die Einzelnen, 8. ed., Zurigo 2003, p.
290; BSK StGB II - A. BRUNNER, Basilea 2003, n. 7 ad art. 163 CP; S. TRECHSEL,
Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2. ed., Zurigo 1997, n. 1 ad
art. 163 CP). 

Secondo le disposizioni di cui agli art. 163 cifra 1 e 164 cifra 1
CP è da considerarsi come autore il debitore, segnatamente il debitore fallito
oppure il debitore pignorato (cfr. BSK StGB II - A. BRUNNER, op. cit., n. 9 ss.
ad art. 163 CP e n. 6 e 7 ad art. 164 CP; G. STRATENWERTH / G. JENNY,
Schweizerisches Strafrecht BT I: Straftaten gegen Individualinteressen, 6. ed.,
Berna 2003, § 23 n. 4 ss. e 19; J. REHBERG / N. SCHMID / A. DONATSCH, op. cit.,
p. 296 e 300; S. TRECHSEL, op. cit., n. 2 ad art. 163 CP e n. 1 ad art. 164
CP). La stessa cosa vale per l’art. 167 CP se l’autore è il debitore (cfr. BSK
StGB II - A. BRUNNER, op. cit., n. 5 e 6 ad art. 167 CP; G. STRATENWERTH / G.
JENNY, op. cit., § 24 n. 16; J. REHBERG / N. SCHMID / A. DONATSCH, op. cit., p.
308; S. TRECHSEL, op. cit., n. 2 ad art. 167 CP).

Un terzo può invece adempiere le fattispecie degli art. 163 cifra 2,
rispettivamente 164 cifra 2 CP (cfr. BSK StGB II - A. BRUNNER, op. cit., n. 13
ad art. 163 CP e n. 8 ad art. 164 CP; G. STRATENWERTH / G. JENNY, op. cit., §
23 n. 16 e 19 ss.; J. REHBERG / N. SCHMID / A. DONATSCH, op. cit., p. 296, 300
e 301; S. TRECHSEL, op. cit., n. 2 ad art. 163 CP). Nell’ipotesi in cui la
qualità di debitore concerne una persona giuridica oppure una società (per es.
società in nome collettivo e società in accomandita), eventuali responsabilità
penalmente rilevanti si determinano in base all’art. 172 CP (cfr. J. REHBERG /
A. ECKERT / S. FLACHSMANN, Tafeln zum Strafrecht BT, Zurigo 1998, p. 118, nota
a pié di pagina 2 e p. 120, nota a piè di pagina 2; B. CORBOZ, Les infractions
en droit suisse, Volume I, Berna 2002, n. 12 ad art. 163 CP; DTF 107 IV 177).

Circa la disposizione di cui all’art. 167 CP, se l’autore è un
terzo, entra in considerazione soltanto la partecipazione (cfr. BSK StGB II -
A. BRUNNER, op. cit., n. 8 ad art. 167 CP; G. STRATENWERTH / G. JENNY, op. cit.,
§ 24 n. 16, 30 e 31; J. REHBERG / N. SCHMID / A. DONATSCH, op. cit., p. 308 e
310; S. TRECHSEL, op. cit., n. 6 ad art. 167 CP).

 

Nella prassi, nell’ambito del procedimento penale di reati
fallimentari, si pone la questione irrisolta e contestata della posizione
processuale del danneggiato (cfr. BSK StGB II - A. BRUNNER, op. cit., n. 37 ad
art. 163 CP). Resta poco chiaro, chi come danneggiato - se i singoli creditori
oppure l’amministrazione fallimentare - ha la facoltà di assumere la veste di
parte nel procedimento (cfr. BSK StGB II - A. BRUNNER, op. cit., n. 37 ad art.
163 CP; N. SCHMID, op. cit., n. 508 e nota a pié di pagina 140 con
riferimenti). Secondo Brunner l’efficacia del procedimento penale non dovrebbe
tuttavia soffrire per la mancanza di chiarezza di natura giuridico-formale: di
conseguenza sia i singoli creditori sia l’amministrazione fallimentare sono ipotizzabili
quali danneggiati nel procedimento relativo all’esercizio dell’azione civile
nel processo penale (il cosiddetto Adhäsionsverfahren) (cfr. BSK StGB II - A.
BRUNNER, op. cit., n. 38 ad art. 163 CP).

 

                                         2.3.

Nel caso in esame __________ IS 1 - direttore con firma collettiva a
due della __________ - afferma di aver presentato il 3.7.1997 all’UEF di
Locarno un’insinuazione di credito dell’importo di complessivi CHF 415'212.--
nei confronti di questa società, la quale è sciolta in seguito a fallimento
pronunciato con decreto della Pretura di __________ in data 4.6.1997 (cfr.
istanza di promozione dell’accusa 9/11.6.2004, p. 5). La procedura di
fallimento è stata inoltre sospesa per mancanza di attivo con decreto della
Pretura di ____________________ (cfr. estratto del registro di commercio del
distretto di __________). L’istante asserisce che il suo credito è suddiviso in
CHF 82'877 relativo a salari scoperti e CHF 332'335.-- concernente i suoi
investimenti “(…) nell’albergo indicati nella contabilità sotto la voce
correntisti Fallimento (…)” (istanza di promozione dell’accusa 9/11.6.2004,
p. 5). 

Per il che, essendo l’istante apparentemente danneggiato come singolo
creditore nella procedura fallimentare della __________ __________, sembra che
egli possa assumere la qualità di parte in questo procedimento. 

Di conseguenza appare che __________ IS 1 sia sufficientemente legittimato
a presentare l’istanza di promozione dell’accusa 9/11.6.2004.

 

 

3.     
Nel merito, l’unico fatto nuovo addotto
consiste nella perizia di parte allestita, non in contraddittorio, dal prof. __________
__________. Tecnicamente si tratta di una perizia di parte sulla perizia giudiziaria,
nella quale vengono evidenziati alcuni limiti di quest’ultima. Si tratta in
parte di limiti già precedentemente conosciuti, perché contenuti nelle premesse
o nel testo medesimo della perizia giudiziaria. La perizia di parte prodotta
non indica, in modo inequivocabile e non contraddittorio, il valore oggettivo
che potrebbe essere conferito all’inventario ceduto. Questo perché, come già
espresso dal perito giudiziario, e come ricordato dal procuratore pubblico, ci
sono delle difficoltà oggettive e probatorie in tale operazione di
ricostruzione. Riassumendo, la perizia di parte insiste su dei limiti della
perizia giudiziaria, peraltro in gran parte noti, ma non può positivamente e
propositivamente sostanziare la fondatezza degli importi in essa contenuti, e
non arriva a delle conclusioni certe sul valore dell’inventario. Ciò che non potrebbe
nemmeno fare un perito incaricato ex novo. 

 

 

4.     
Occorre anche considerare che nella perizia
di parte si fa coincidere il totale dell’importo investito dalla __________ con
l’inventario. Ciò che non è sostenibile, in quanto il regime giuridico
applicabile agli investimenti e all’inventario è diverso. Gli oggetti mobili e
separabili dal fondo e dall’edificio sono e rimangono di proprietà della
società conduttrice, mentre che gli investimenti nell’immobile non sono
tecnicamente oggetto dell’inventario, e sono, per il principio dell’accessione
(art. 667 e art. 642 CCS) divenuti di proprietà dei comproprietari del fondo.
Una pretesa del conduttore potrebbe eventualmente fondarsi sull’art. 260a cpv.
3 CO, ma non è oggetto del contratto di cessione.

      Per il resto, in relazione all’inventario preso
in considerazione dal perito giudiziario, si rimanda a quanto già esposto da questa
Camera nella sua precedente decisione del 16.2.2004 (inc. __________), così
come per l’inclusione o meno degli investimenti nell’inventario.

      

      Alla luce di quanto sopra esposto, non sono dati
i seri indizi di colpevolezza indispensabili per ammettere una promozione
dell’accusa, e quindi per riaprire il procedimento penale ai sensi dell’art.
187 cpv. 2 CPP.

 

 

5.   Anche
considerazioni di diritto civile confermano abbondanzialmente la precedente conclusione,
ritenuto che nel merito sulle stesse deciderà il giudice civile. Si volesse
anche solo per ipotesi considerare un valore dell’inventario ceduto superiore a
quello stabilito dal perito giudiziario, ciò non comporta che siano dati gli
elementi oggettivi e soggettivi dei reati invocati. Con riferimento all’accordo
concluso tra le parti di cessione dell’inventario, occorre anche considerare
quelle che erano le premesse dell’accordo medesimo, ed in particolare quelli
che erano i crediti che i comproprietari dell’immobile vantavano a quel momento
e che rientrano nella valutazione dell’accordo. Occorre anche ricordare che i
comproprietari erano a beneficio del diritto di ritenzione giusta l’art. 268
CO; tale diritto costituisce un diritto di pegno mobiliare, che si estende non
solo alle pigioni arretrare [determinate, nella precedente decisione, a CHF
210'653.10 (cfr., al proposito, decisione 16.2.2004, p. 14)], ma anche a quelle
del semestre in corso. Non si può solo argomentare a partire dalle pigioni
scoperte, ma occorre anche considerare quelle di prossima scadenza, ciò che
aumenta la cifra dell’importo garantito dal diritto di pegno di CHF 137'500.-- (CHF
275'000.-- : 2). L’esistenza del diritto di pegno permette giuridicamente un
trattamento diverso dei comproprietari  rispetto agli altri creditori, con
riferimento all’art. 219 LEF. 

      Oltre all’importo delle pigioni scoperte ed a
quelle del semestre in corso, si deve inoltre considerare che l’accordo dell’8.4.1997
prevedeva anche la “compensazione” (giuridicamente non si tratta di compensazione
ma di estinzione) delle pretese dei comproprietari a titolo del danno per la
risoluzione anticipata del contratto di locazione. A questo proposito occorre
ricordare che il contratto stipulato il 28.7.1995 sarebbe scaduto il
31.12.2010. La sua risoluzione anticipata dell’8.4.1997 è certamente
intervenuta per manifesta inadempienza da parte della società conduttrice. In
simili circostanze, sia in applicazione dell’art. 266g CO, sia delle norme più
generali sull’inadempimento, è chiaramente dovuto un risarcimento: considerato
l’importo del canone di locazione dovuto e la durata pattuita, appare evidente
che un tale risarcimento può raggiungere cifre consistenti. 

      Occorre infine considerare che l’accordo
dell’8.4.1997 prevedeva, a carico dei comproprietari, anche un’altra
controprestazione per la cessione dell’inventario, ovvero l’obbligo di versare
un importo consistente di oneri sociali (cfr. cfr. AI 1 - doc. L; AI 14 - doc.
Z, punto 8 e 9 dell’atto di cessione dell’8.4.1997).

      Tutti questi elementi di diritto civile, sui
quali giudicherà il pretore, escludono l’esistenza di seri indizi di
colpevolezza, sia per gli elementi oggettiv, sia per quelli soggettivi.

 

Per tutti questi motivi, mancano sufficienti indizi di colpevolezza
a carico dell’amministratore della società __________ __________, ora in
liquidazione, e di altri eventuali terzi.

 

 

                                   6.   L’istanza
è respinta. Tassa di giustizia, spese e congrue ripetibili sono a carico
dell’istante, soccombente. Non sono, per contro, riconosciute ripetibili
all’avv. __________ PI 1 in considerazione della sua formazione professionale.

 

 

 

 

 

Per questi
motivi, 

richiamati gli
art. 186 CPP, 163, 164 e 167 CP, 1 e 39 lit. f LTG e ogni altra disposizione
applicabile,

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L’istanza
è respinta.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia CHF fr. 450.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
500.-- (cinquecento), sono poste a carico di __________ IS 1, __________, che
rifonderà a __________ PI 2, __________, CHF 250.-- (duecentocinquanta) a
titolo di ripetibili di questa sede.

 

 

3.   Rimedio di diritto:

Il presente giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione
al Tribunale federale. Il ricorso deve essere depositato presso il Tribunale
federale entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 272
PPF). La legittimazione e le modalità di ricorso sono rette dagli art. 268 ss.
PPF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                         

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  1. PI 1 

  2. PI 2 

  patrocinato da: PA 2 

   

  

Per la Camera
dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             La
segretaria