# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c012bedc-8d05-5a63-833a-451b6f0126c2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-02-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.02.2024 D-1035/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1035-2024_2024-02-29.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1035/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 9  f e b b r a i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Regula Schenker Senn, Walter Lang,  

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 1. A._______, nata il (…),  

2. B._______, nato il (…) 

Turchia,   

entrambi patrocinati da Salvatore Crisogianni,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera, 

(…),  

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM dell’8 febbraio 2024 / N (…). 

 

 

 

D-1035/2024 

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Fatti: 

A.a  

Gli interessati, hanno presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 24 no-

vembre 2024 (cfr. atti della Segreteria di Stato della migrazione [di seguito: 

SEM] n. [{…}] 2/2 e 29/2). Dai riscontri dattiloscopici dell’unità centrale del 

sistema europeo “EURODAC” è risultato che gli interessati avevano depo-

sitato una domanda d’asilo pregressa in Croazia il (…) novembre 2023 (cfr. 

atti della SEM n. 8/1 e 36/1). 

A.b Il 12 dicembre 2023 con i ricorrenti si è tenuto il colloquio ex art. 5 del 

regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 

26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale dell’Unione eu-

ropea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III). Durante gli stessi, 

sono stati interrogati segnatamente riguardo a possibili ostacoli che si op-

porrebbero all’eventuale competenza della Croazia nella trattazione della 

loro domanda d’asilo, così come in rapporto al loro stato di salute (cfr. atti 

della SEM n. 16/4 e 44/3). Alla ricorrente 1 è stato concesso il diritto di 

essere sentito in merito a motivi specifici che si opporrebbero a un ritorno 

in Croazia anche per quanto attiene al ricorrente 2, in ragione delle sue 

difficoltà ad esprimersi (cfr. atto della SEM n. 44/3). 

A.c Sulla base degli elementi raccolti, l’autorità elvetica competente, ha 

presentato alla sua omologa croata – in data 12 dicembre 2023 – una do-

manda di ripresa in carico degli interessati sulla base dell’art. 18 par. 1 lett. 

b RD III (cfr. atti della SEM n. 17/5 e 45/5). In data 23 dicembre 2023 le 

autorità croate hanno riconosciuto la loro competenza sulla scorta 

dell’art. 20 par. 5 lett. b RD III, accettando la ripresa in carico dei ricorrenti 

(cfr. atti della SEM n. 22/1 e 52/1).  

B.  

In data 14 dicembre 2023 i ricorrenti hanno trasmesso all’autorità inferiore 

uno scritto spontaneo nel quale sottolineavano l’estrema vulnerabilità dei 

richiedenti, in particolare le gravi difficoltà del signor B._______ e chiede-

vano all’autorità inferiore l’applicazione della clausola di sovranità prevista 

all’art. 17 par. 1 RD III. Altresì hanno trasmesso documentazione medica 

relativa ai ricorrenti risalente a quando vivevano in Turchia (cfr. atto della 

SEM n. 23/6).  

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C.  

In data 7 febbraio 2024, l’autorità inferiore ha deciso di unire i dossier dei 

ricorrenti a causa delle disabilità fisiche e psichiche del signor B._______ 

(cfr. atto della SEM n. 71/1).  

D.  

Agli atti vi sono diversi fogli di trasmissione d’informazioni mediche (F2) 

nonché ulteriore documentazione medica, relativi allo stato di salute degli 

insorgenti, dei quali si dirà, per quanto necessario nei considerandi (cfr. atti 

della SEM n. 12/2, 21/2, 39/3, 50/1, 51/3, 54/2, 55/2, 56/1, 59/2, 60/3, 61/4, 

62/4, 64/2, 65/2, 66/2, 67/2, 68/2, 69/2, 70/3, 72/3 e 74/2).  

E.  

Con decisione dell’8 febbraio 2024 – notificata il 9 febbraio 2024 (cfr. atto 

della SEM n. 77/1) – l’autorità inferiore non è entrata nel merito della do-

manda d’asilo degli interessati ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b della legge 

sull’asilo (LAsi, RS 142.31), pronunciando al contempo l’allontanamento 

(recte: trasferimento) dei richiedenti dalla Svizzera verso la Croazia, come 

pure incaricando il Canton C._______ dell’esecuzione della decisione di 

trasferimento, la consegna degli atti procedurali non soggetti a diniego 

d’esame e constatando inoltre l’assenza di effetto sospensivo di un even-

tuale ricorso contro la decisione.  

F.  

Per il tramite del plico raccomandato del 15 febbraio 2024 (cfr. timbro del 

plico raccomandato; data di entrata: 19 febbraio 2024) gli interessati sono 

insorti con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: 

il Tribunale) contro il succitato provvedimento dell’autorità inferiore, chie-

dendo, nel merito, l’annullamento della decisione impugnata e alla restitu-

zione degli atti alla SEM affinché effettui un esame nazionale della do-

manda d’asilo o la restituzione deli atti alla SEM affinché effettui i necessari 

complementi istruttori. Contestualmente, hanno presentato istanza di assi-

stenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese 

processuali e del relativo anticipo. 

G.  

Al ricorso è stata annessa la copia delle procure degli interessati, la copia 

della decisione dell’autorità inferiore impugnata ed il relativo avviso di rice-

vimento e una copia del rapporto del Centre For Peace Studies del 22 set-

tembre 2023.  

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Pagina 4 

H.  

Con scritto spontaneo del 27 febbraio 2024 il rappresentante legale dei ri-

correnti ha inoltrato al Tribunale un foglio di trasmissione di informazioni 

mediche F2 relativo alla visita del 29 gennaio 2024 (cfr. atto della SEM 

n. 70/3), nonché un rapporto del (…) del 20 febbraio 2024 relativo al ricor-

rente 2.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

2.  

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una de-

cisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), è 

di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e art. 52 

cpv. 1 PA.  

3.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 cpv. 

1 LTAF). In applicazione dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi il 

Tribunale può rinunciare allo scambio degli scritti, come nella fattispecie. 

4.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci-

sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami-

nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1). 

5.  

5.1 Gli insorgenti, nel loro ricorso, lamentano dapprima una violazione del 

loro diritto di essere sentiti da parte dell’autorità inferiore, in quanto essa 

non avrebbe chiarito a sufficienza la situazione presente in Croazia in 

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relazione alle carenze sistemiche attuali del sistema d’accoglienza e alle 

violenze che i ricorrenti hanno addotto di aver subito da parte delle autorità 

croate. Inoltre, avrebbe omesso di accertare l’effettiva possibilità per gli in-

sorgenti, in particolare il ricorrente 2, di accedere senza discontinuità ai 

necessari trattamenti medici, nonché sarebbe stato accertato in modo in-

completo ed inesatto il loro stato di salute, vista la mancanza di un rapporto 

medico completo ed aggiornato in merito. Da ultimo, la SEM non avrebbe 

analizzato né considerato il benessere superiore dei minori in relazione al 

loro rientro in Croazia con l’intera famiglia vulnerabile che sarebbe stata 

traumatizzata dalla condotta delle autorità croate nei loro confronti.  

5.2 Le succitate censure formali sollevate dai ricorrenti nel loro gravame in 

ordine ad un accertamento inesatto ed incompleto dei fatti giuridicamente 

rilevanti da parte dell’autorità inferiore, nonché di una violazione dell’ob-

bligo di motivazione e del diritto di essere sentiti da parte della medesima 

autorità, verranno esaminate d’ingresso dal Tribunale, in quanto sono su-

scettibili di condurre all’annullamento della decisione avversata (cfr. DTF 

144 I 11 consid. 5.3 e rif. ivi citati, 142 II 218 consid. 2.8.1 e rif. cit., 138 I 

232 consid. 5; DTAF 2019 VI/6 consid. 4.1, 2013/34 consid. 4.2, 2013/23 

consid. 6.1.3).  

5.3  

5.3.1 Nella procedura d’asilo – così come nelle altre procedure di natura 

amministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente accerta d’ufficio i fatti (art. 6 LAsi in relazione all’art. 12 PA). In 

concreto, essa deve procurarsi la documentazione necessaria alla tratta-

zione del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine 

le opportune prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comun-

que le parti dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo 

particolare dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà è quanto l’ammi-

nistrazione o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri 

(art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1).  

5.3.2 Se del caso, l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridica-

mente rilevanti ai sensi dell’art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi, può comportare si-

multaneamente la violazione del diritto di essere sentito, il quale fa parte 

delle garanzie procedurali generali previste dalla Costituzione e consacrato 

all’art. 29 cpv. 2 Cost. (cfr. sentenza del Tribunale D-2516/2019 del 17 giu-

gno 2019 consid. 4.2 e rif. cit.). Il diritto di essere sentiti comprende il diritto, 

per la persona interessata, di prendere conoscenza dell’incarto, di espri-

mersi in merito agli elementi pertinenti prima che una decisione sia ema-

nata nei suoi confronti, di produrre delle prove pertinenti, di ottenere che 

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sia dato seguito alle sue offerte in tal senso, di partecipare all’amministra-

zione delle prove essenziali o almeno di poter esprimersi sul suo risultato, 

se ciò può influenzare la decisione da emanare (cfr. sentenze del Tribunale 

D-1636/2019 del 5 ottobre 2022 consid. 3.1, D-2144/2022 del 24 maggio 

2022 consid. 4.2).  

5.3.3 L’obbligo per l’autorità di motivare la sua decisione è inoltre corollario 

fondamentale del diritto di essere sentito. Detta prerogativa è finalizzata a 

permettere ai destinatari e a tutte le persone interessate, di comprenderla, 

eventualmente di impugnarla, in modo da rendere possibile all’autorità di 

ricorso, se adita, di esercitare convenientemente il suo controllo (cfr. 

DTF 139 V 496 consid. 5.1, 136 I 184 consid. 2.2; sentenza del Tribunale 

F-5363/2019 del 20 maggio 2020 consid. 7.1). Ciò non significa che l’auto-

rità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le ar-

gomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti 

per il giudizio (cfr. DTF 141 IV 249 consid. 1.3.1, 141 V 557 consid. 3.2.1; 

DTAF 2011/37 consid. 5.4.1). 

5.4  

Innanzitutto il Tribunale ritiene, al contrario delle argomentazioni ricorsuali 

degli insorgenti, che la SEM si sia pronunciata sufficientemente nella deci-

sione avversata, riguardo ai motivi che l’avrebbero condotta alla conclu-

sione che un trasferimento degli interessati in Croazia, quale stato membro 

Dublino competente, fosse dato. Nel provvedimento impugnato, si trovano 

infatti le argomentazioni concernenti la situazione d’accoglienza in Croazia. 

In tal senso l’autorità inferiore, vista l’attuale giurisprudenza del Tribunale 

in merito (cfr. la sentenza di coordinamento del Tribunale E-1488/2020 del 

22 marzo 2023 consid. 9; tra le altre le sentenze del Tri-bunale D-440/2023 

del 7 febbraio 2023 consid. 5.5 con ulteriori rif. cit.; D-407/2023 del 1° feb-

braio 2023 consid. 7.2; E-1684/2022 dell’11 gennaio 2023 consid. 6.2) non 

era in alcun modo tenuta ad effettuare ulteriori accertamenti riguardo al 

sistema d’asilo e d’accoglienza croato. La sola circostanza che i ricorrenti 

– come si evince dagli asserti ricorsuali – non siano d’accordo con le con-

clusioni a cui la SEM è giunta in merito alla situazione del sistema croato, 

non comporta una violazione del principio inquisitorio.  

5.5 In relazione alla censura dell’accertamento inesatto ed incompleto dei 

fatti giuridicamente rilevanti dello stato di salute dei ricorrenti, in particolare 

del ricorrente 2, il Tribunale osserva dapprima che al momento dell’emis-

sione della decisione impugnata, l’incarto della SEM conteneva già ampia 

documentazione medica attinente alla situazione valetudinaria dei ricor-

renti, dalla quale sono evincibili in modo limpido le diagnosi ed i trattamenti 

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seguiti nonché le cure a loro prescritte (cfr. atti della SEM n. 12/2, 21/2, 

39/3, 50/1, 51/3, 54/2, 55/2, 56/1, 59/2, 60/3, 61/4, 62/4, 64/2, 65/2, 66/2, 

67/2, 68/2, 69/2, 70/3, 72/3 e 74/2). La stessa cronistoria medica del ricor-

rente 2, è peraltro citata correttamente ed esaustivamente nella decisione 

impugnata da parte dell’autorità inferiore (cfr. p.to II, pag. 6 seg. della deci-

sione avversata), che si è espressa – in un apprezzamento anticipato – 

anche riguardo alle visite mediche ancora previste (cfr. p.to II, pag. 7 e seg. 

della decisione avversata). Visto quanto precede, non si vede quindi quali 

ulteriori accertamenti medici avrebbe dovuto compiere la SEM, in partico-

lare richiedendo dei certificati medici dettagliati (cosiddetti “F4”) circa lo 

stato di salute degli insorgenti, in particolare il ricorrente 2. La SEM, viste 

le diagnosi conclusive e le terapie impostate, di cui ne ha motivato suffi-

cientemente le ragioni nel provvedimento avversato (cfr. p.to II, pag. 6 

segg. della decisione avversata), non era in alcun modo tenuta ad adem-

piere ulteriori investigazioni, anche rispetto alla presa in carico dei ricorrenti 

da parte della Croazia. Ciò essendo che, a differenza di quanto sostenuto 

dagli insorgenti nel gravame, la SEM ha ritenuto come la situazione medica 

dei ricorrenti fosse chiara e che non risultasse di una gravità tale da dover 

rinunciare al loro trasferimento in Croazia nonché che il sistema d’acco-

glienza croato, in particolare legato all’accesso delle cure mediche, fosse 

da ritenere sufficiente (cfr. p.to II, pag. 8 seg. della decisione avversata). Il 

fatto solo che i ricorrenti nel gravame non concordino con tale apprezza-

mento esposto dall’autorità inferiore nel provvedimento sindacato, non ri-

sulta contrario al principio inquisitorio. Piuttosto, con tali censure in realtà 

gli insorgenti intendono ottenere un apprezzamento differente nel merito 

rispetto a quello di cui all’impugnata decisione riguardo sia alla competenza 

della Croazia nella trattazione del seguito della loro procedura sia in rap-

porto all’applicazione della clausola di sovranità, questioni che verranno 

dunque esaminate di seguito (cfr. infra consid. 8 segg.). Per quanto poi at-

tiene alle allegazioni di maltrattamenti che gli stessi avrebbero subito da 

parte di agenti di polizia in Croazia, appare dalla decisione avversata, come 

la SEM abbia esaminato la situazione individuale degli interessati – ripren-

dendo le dichiarazioni da loro effettuate in merito – argomentando in modo 

esplicito e sufficiente, i motivi per i quali non ritenesse che vi fossero indizi 

per l’applicazione delle clausole discrezionali (cfr. p.to II, pag. 10 seg. della 

decisione avversata). Il provvedimento impugnato risulta pertanto anche 

sotto tale profilo sufficientemente motivato (cfr. DTF 138 IV 81 consid. 2.2).  

Ne discende quindi che anche le censure mosse dal profilo formale da 

parte degli insorgenti, nel senso di un accertamento inesatto ed incompleto 

dei fatti giuridicamente rilevanti da parte della SEM, sono in toto respinte. 

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Pagina 8 

Per il resto le censure degli interessati, riguardando anche in alcuni punti 

aspetti materiali della vertenza, verranno in tal senso trattate dappresso. 

6.  

6.1 Ciò posto, venendo ora al merito, occorre chiedersi se la SEM poteva 

fare applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, disposizione che prevede 

che di norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richie-

dente può partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un 

trattato internazionale, l’esecuzione della procedura di asilo e allontana-

mento. 

6.2 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal RD III. Se in base a questo esame è individuato un altro Stato 

quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia 

la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa 

in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. 

DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2). Ai sensi dell’art. 3 par. 1 RD III, la domanda 

di protezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia 

quello individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15). Nel caso 

di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), di principio non 

viene effettuato un nuovo esame di determinazione dello Stato membro 

competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1). 

Inoltre, lo Stato membro nel quale è stata presentata per la prima volta la 

domanda di protezione internazionale è tenuto, alle condizioni di cui agli 

art. 23, 24, 25 e 29 e al fine di portare a termine il procedimento di deter-

minazione dello Stato membro competente, a riprendere in carico il richie-

dente che si trova in un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno o 

ha presentato colà una nuova domanda di protezione internazionale dopo 

aver ritirato la prima domanda presentata in uno Stato membro diverso du-

rante il procedimento volto a determinare lo Stato membro competente 

(art. 20 par. 5 primo capoverso RD III). 

6.3 Giusta l’art. 3 par. 2 RD III, qualora sia impossibile trasferire un richie-

dente verso lo Stato membro inizialmente designato come competente in 

quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussistono delle carenze si-

stemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei ri-

chiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante 

ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea 

(GU C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE), lo Stato membro com-

petente prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un 

altro Stato membro possa essere designato come competente. 

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Pagina 9 

7.  

7.1 Nella presente disamina, le investigazioni effettuate dalla SEM hanno 

rivelato, dopo consultazione dell’unità centrale del sistema europeo “EU-

RODAC”, che gli interessati avevano già depositato domanda d’asilo in 

Croazia in data (…) novembre 2023 (cfr. atti della SEM n. 8/1 e 36/1). Su 

tali presupposti, il 12 dicembre 2023, l’autorità inferiore ha trasmesso una 

richiesta di ripresa in carico degli interessati all’omologa croata sulla scorta 

dell’art. 18 par. 1 lett. b RD III (cfr. atti della SEM n. 17/5 e 45/5). Il succes-

sivo 23 dicembre 2023, le autorità croate hanno esplicitamente accolto la 

richiesta di ripresa in carico dei ricorrenti sulla scorta dell’art. 20 par. 5 

RD III (cfr. atto della SEM n. 22/1 e 52/1). A tali condizioni, e nella misura 

in cui gli atti all’incarto non attestano in alcun modo come gli interessati 

avrebbero lasciato il territorio degli Stati membri nello spazio Dublino, o che 

avrebbero ottenuto un titolo di soggiorno da parte di uno di questi Stati 

nell’intervallo, si giustifica di fare applicazione dell’art.  20 par. 5 RD III nella 

fattispecie, in conformità con la giurisprudenza topica resa in materia (cfr. 

sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea [Grande Sezione] del 

2 aprile 2019, nelle cause riunite C-582/17 e C-583/17, §§ 48-50; cfr. an-

che le sentenze del Tribunale D-5882/2022 del 13 gennaio 2023 con-

sid. 4.3.2-4.3.3; F-4998/2022 del 9 novembre 2022 consid. 5.3.2;  

D-4243/2022 del 4 novembre 2022 consid. 6.3.2). Il predetto Paese è 

quindi tenuto, in principio, a riprendere in carico gli insorgenti, al fine di 

portare a termine il procedimento di determinazione dello Stato membro 

competente.  

7.2 Le censure sollevate in sede ricorsuale non sono atte ad inficiare la 

precitata conclusione. Difatti, al contrario di quanto argomentato nel gra-

vame (pag. 6 e seg. del ricorso), le informazioni che l’autorità elvetica com-

petente ha trasmesso alla sua omologa croata relativamente ai ricorrenti 

presentavano tutti gli elementi pertinenti e i documenti necessari, perché 

la Croazia potesse determinarsi chiaramente sulla sua competenza. Sulla 

scorta di quanto precede, non si possono quindi seguire le lamentele 

mosse dagli insorgenti al mancato trasferimento d’informazioni, a loro dire 

idonee a fornire elementi pertinenti affinché le autorità croate potessero 

verificare in maniera più dettagliata l’effettivo deposito della domanda 

d’asilo. Inoltre, come a ragione già motivato nella decisione della SEM, gli 

asserti degli insorgenti che le autorità croate gli avrebbero obbligati al pre-

lievo delle impronte digitali, malgrado l’opposizione di questi ultimi (in par-

ticolare della madre), e non avrebbero depositato domanda d’asilo – a 

detta dei ricorrenti in fase ricorsuale (cfr. pag. 6 del ricorso) – risultino inin-

fluenti ai fini della determinazione dello Stato membro competente. In me-

rito si rileva invero, come il ricorrente non ha la possibilità di scegliere 

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autonomamente lo Stato nel quale la sua domanda d’asilo verrà esaminata 

(cfr. DTAF 2010/45 consid. 8.3) e che quo all’obbligo di fornire le impronte 

digitali tutti gli Stati membri Dublino sono obbligati a rilevare le impronte 

digitali di cittadini di Paesi terzi o apolidi fermati alla frontiera esterna 

(cfr. art. 14 par. 1 del Regolamento UE n. 603/2013 del Parlamento euro-

peo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che istituisce l’«Eurodac» per il 

confronto delle impronte digitali [GU L 180/1 del 29 giugno 2013]). 

8.  

8.1 Ciò posto, occorre ora esaminare se, giusta l’art. 3 par. 2 RD III, vi 

siano fondati motivi di ritenere che sussistano delle carenze sistemiche 

nella procedura d’asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti in 

Croazia, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante 

ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea 

(GU C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE).  

8.2  

A questo proposito è opportuno ricordare che la Croazia è vincolata dalla 

CartaUE, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU, RS 

0.101), dalla Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti cru-

deli, inumani o degradanti (Conv. contro la tortura, RS 0.105), come pure 

dalla Convenzione sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30) 

con il relativo Protocollo aggiuntivo (RS 0.142.301), e che perciò è tenuta 

ad applicarne le disposizioni.  

8.3 Nella sua giurisprudenza, sviluppata nel quadro delle procedure di ri-

presa in carico Dublino, il Tribunale ha certo ammesso la forte probabilità, 

per dei richiedenti che entrano per la prima volta sul territorio croato, che 

dei respingimenti illeciti alla frontiera così come dei respingimenti senza 

esame individuale direttamente alla frontiera (“hot returns”) o ancora delle 

violenze eccessive da parte degli agenti di polizia presenti possano pro-

dursi regolarmente in Croazia (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale  

E-1488/2020 del 22 marzo 2023 consid. 9.3.2). Al contrario, per quanto at-

tiene ai richiedenti trasferiti in Croazia sulla base del RD III, il Tribunale è 

giunto alla conclusione, che questi hanno in principio accesso alla proce-

dura d’asilo nel predetto Paese. Alla luce di tale constatazione, ha consi-

derato che sia nel quadro di una procedura di presa in carico (“take 

charge”) sia in una di ripresa in carico (“take back”), le persone trasferite 

non rischiano, secondo un’alta probabilità, di essere esposte ad un rischio 

di violazione dei loro diritti derivanti dal principio di non-respingimento. Il 

Tribunale ha inoltre negato l’esistenza, nella procedura d’asilo e nelle con-

dizioni d’accoglienza in Croazia, di carenze sistemiche ai sensi dell’art. 3 

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Pagina 11 

par. 2 2a frase RD III, che farebbe ritenere un trasferimento dei richiedenti 

come generalmente inammissibile. Ha inoltre precisato che non si deve 

rinunciare ad un trasferimento se non in casi eccezionali, ovvero allorché il 

richiedente dimostra, con degli argomenti fondati, che il principio sopra 

enunciato non si applica alla sua fattispecie (cfr. sentenza di riferimento del 

Tribunale E-1488/2020 del 22 marzo 2023 precitata consid. 9.5; cfr. anche 

tra le altre la sentenza del Tribunale D-134/2023 dell’11 maggio 2023 con-

sid. 5.5).  

8.4 Nel caso in esame, i ricorrenti non hanno dimostrato in alcun modo, 

con degli elementi concreti e circostanziati, né è desumibile dagli atti all’in-

serto, che la Croazia non sia intenzionata a riprenderli in carico e a portare 

a termine le loro procedure relative alle loro domande di protezione. Nep-

pure può essere evincibile dalle dichiarazioni degli interessati né dalla do-

cumentazione agli atti, che essi non abbiano avuto accesso alla procedura 

d’asilo in Croazia. Le dichiarazioni concernenti le condizioni a cui madre e 

figlio sarebbero stati confrontati nel predetto Paese risultano, inoltre, es-

sere sommarie e poco circostanziate, oltre che in alcun modo provate o 

rese verosimili. Fra l’altro, i ricorrenti non hanno allegato, né asserito, di 

essersi rivolti alle autorità preposte croate al fine di far valere i loro diritti se 

consideravano che gli stessi fossero stati violati. Riassumendo, i ricorrenti 

non hanno reso verosimile di aver subito dei trattamenti tali da permettere 

di sovvertire la summenzionata presunzione. 

8.5 Ne consegue che l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si 

giustifica nel caso di specie. 

9.  

9.1 Nel prosieguo, occorre esaminare se, malgrado la competenza di prin-

cipio della Croazia, l’autorità inferiore debba esaminare la domanda di pro-

tezione internazionale dei richiedenti in applicazione dell’art. 17 par. 1 

RD III (“clausola di sovranità”), disposizione concretizzata in diritto interno 

svizzero dall’art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni 

procedurali dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), che prevede che se 

“motivi umanitari” lo giustificano la SEM può entrare nel merito della do-

manda anche qualora giusta il RD III un altro Stato sarebbe competente 

per il trattamento della domanda. Nell’applicazione di tale norma, la SEM 

dispone di potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Al 

contrario, se il trasferimento del richiedente nel paese di destinazione con-

travviene ad una norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle 

della CEDU, l’autorità inferiore è obbligata a entrare nel merito della 

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Pagina 12 

domanda d’asilo ed il Tribunale dispone di potere di controllo al riguardo 

(cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1). 

9.2  

9.2.1 Gli insorgenti, nel loro ricorso, si prevalgono del loro stato di salute 

che non potrebbe essere curato nel predetto Paese, per rinunciare al loro 

trasferimento applicando la clausola di sovranità succitata, in quanto una 

loro riammissione in Croazia si porrebbe in contrasto con l’art. 3 CEDU. 

9.2.2 Nel caso in esame, si osserva dapprima come il respingimento for-

zato di persone che soffrono di problemi medici, costituisce una violazione 

dell’art. 3 CEDU unicamente in circostanze eccezionali (cfr. sentenze della 

CorteEDU [Grande Camera] N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 

segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

9.2.3 Concernente lo stato valetudinario dell’insorgente 1, si constata 

come nell’ambito del colloquio Dublino, ella ha allegato di non stare bene, 

affermando di avere ogni tanto mal di testa e mal di denti. Inoltre, sarebbe 

stata dal medico in Turchia in quanto avrebbe una ciste al seno. Ha affer-

mato inoltre di assumere farmaci per ipertensione, anticoagulanti per il san-

gue, medicamenti per il diabete e medicine per le ginocchia. Avrebbe inol-

tre problemi cardiaci (cfr. atto della SEM n. 16/4). Dagli atti all’inserto, dal 

profilo somatico si rileva come la ricorrente 1 sia stata sottoposta a diffe-

renti visite mediche. Il 28 novembre 2023 è stata visitata presso l’Ospedale 

Regionale di D._______. Il medico le ha diagnosticato (…), (…), (…), (…), 

(…) e (…) e le ha prescritto Aspirin Cardio 100 mg, Beloc zok 50mg, Re-

mipril HCT Zentiva 5/25 mg, Pantoprozol axapharm 40 mg e Dafalgan 1, 

oltre ad averle fissato un nuovo appuntamento (cfr. atto della SEM n. 12/2). 

Alla successiva visita avvenuta il 18 dicembre 2023 il medico le ha diagno-

sticato (…), (…), (…), (…) e (…) e le ha prescritto Aspirin Cardio 100 mg, 

Beloc zok 50mg, Remipril HCT Zentiva 5/25 mg, Rosuvastatin axapharm 

10 mg, Pantoprozol axapharm 40 mg e Dafalgan 1 (cfr. atto della SEM 

n. 21/2).  

9.2.4 Per quanto attiene allo stato di salute del ricorrente 2, il Tribunale 

ritiene di poter rinviare integralmente alle considerazioni corrette e com-

plete esposte nella decisione avversata (cfr. p.to II, pag. 6 e segg.).  

9.2.5 Alla luce dello stato di salute dei ricorrenti testé descritto, pur non 

volendo in alcun modo minimizzarlo, il Tribunale ritiene che dagli atti all’in-

serto non sono evincibili degli elementi concreti e circostanziati, che 

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Pagina 13 

inducano a ritenere come il loro stato di salute sia di una gravità tale da 

comportare una violazione dell’art. 3 CEDU ai sensi della giurisprudenza 

sopra referenziata nel caso di un loro rinvio in Croazia, che non potrebbe 

essere ivi trattato o di cui il trattamento non possa essere proseguito nel 

medesimo Stato. Non risulta in tale contesto inopportuno evidenziare come 

il Tribunale, in linea di principio – ed al contrario di quanto argomentato 

dagli insorgenti nel loro ricorso – ritenga che la Croazia disponga di infra-

strutture mediche adeguate, anche in particolare dal profilo psichiatrico (cfr. 

le sentenze del Tribunale D-3491/2023 dell’11 agosto 2023 consid. 7.3.3, 

E-4102/2023 del 3 agosto 2023 consid. 8.3.3, D-3385/2023 del 28 lu-

glio 2023 consid. 7.3.3). Ciò essendo rammentato come il Tribunale abbia 

già più volte ritenuto che l’aiuto apportato da organizzazioni non governa-

tive permetta segnatamente di supplire alle lacune delle infrastrutture psi-

coterapeutiche statali presenti in Croazia (cfr. a tal proposito le sentenze 

del Tribunale D-5670/2022 del 3 febbraio 2023 consid. 8.3.3 con ulteriori 

rif. cit., E-4859/2022 del 9 novembre 2022 consid. 6.5.1). Pertanto, se i 

ricorrenti dovessero necessitare di ulteriori cure o trattamenti medici, o pro-

seguire quelli già iniziati in Svizzera, potranno senz’altro fare capo all’infra-

struttura medica presente in Croazia. Stato che si ricorda è firmatario della 

direttiva accoglienza ed in quanto tale, deve provvedere affinché i richie-

denti ricevano la necessaria assistenza sanitaria comprendente quanto 

meno le prestazioni di pronto soccorso e il trattamento essenziale di ma-

lattie e di gravi disturbi mentali e fornire la necessaria assistenza medica o 

di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di accoglienza particolari, com-

prese, se necessarie, appropriate misure di assistenza psichica (cfr. art. 19 

par. 1 e 2 direttiva accoglienza). Inoltre, le autorità elvetiche competenti per 

l’esecuzione della decisione, sono tenute ad informare in modo adeguato 

e precedentemente al trasferimento dei ricorrenti le autorità croate, circa le 

circostanze ed i bisogni specifici medici degli insorgenti (cfr. art. 31 seg. 

RD III; cfr. nello stesso senso anche la sentenza del Tribunale D-4160/2023 

del 10 agosto 2023 consid. 8.5.2).  

9.2.6 Visto quanto precede, la documentazione trasmessa al Tribunale in 

data 27 febbraio 2024 da parte del rappresentante legale dei ricorrenti, ov-

vero un foglio di trasmissione medica F2 (cfr. atto della SEM n. 70/3) e un 

rapporto redatto del (…), non è atta a scalfire la conclusione a cui il Tribu-

nale è giunto per quanto attiene lo stato di salute dei ricorrenti, in partico-

lare del ricorrente 2. 

9.3 In siffatte circostanze, non si ravvisano indicatori per ritenere che l’au-

torità inferiore abbia esercitato in maniera arbitraria il suo potere di apprez-

zamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Non vi è quindi alcun motivo di 

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Pagina 14 

applicare le clausole discrezionali previste all’art. 17 par. 1 RD III (clausola 

di sovranità), rispettivamente all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1.  

9.4  

Di conseguenza, in mancanza dell’applicazione delle suddette norme da 

parte della Svizzera, la Croazia è competente per la presa in carico dei 

ricorrenti in ossequio alle condizioni dal RD III. 

10.  

Ne discende che è quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito 

della domanda d’asilo dei ricorrenti, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. 

b LAsi ed ha pronunciato il loro trasferimento verso la Croazia conforme-

mente all’art. 44 LAsi. In conclusione, con il provvedimento impugnato, l’au-

torità inferiore non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere di 

apprezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto 

i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il ricorso deve quindi 

essere respinto e la decisione dell’autorità inferiore confermata. 

11.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande degli insor-

genti tendenti d’un canto alla concessione dell’effetto sospensivo al mede-

simo, e d’altro canto all’esenzione dal versamento di un anticipo sulle 

spese processuali, risultano divenute senza oggetto. 

12.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-

rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, 

non essendo state le conclusioni ricorsuali d’acchito sprovviste di possibi-

lità di esito favorevole e potendo partire dal presupposto che l’insorgente è 

indigente, v’è luogo di accogliere la domanda di assistenza giudiziaria nel 

senso della dispensa dal pagamento delle spese di giustizia (art. 65 cpv. 1 

PA).  

13.  

Le misure supercautelari pronunciate dal Tribunale il 26 febbraio 2024 de-

cadono con la presente decisione finale (cfr. SEILER HANSJÖRG, in: Wald-

mann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, n. 54 ad 

art. 56 PA).  

D-1035/2024 

Pagina 15 

14.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 16 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali.  

4.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

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