# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2a5fd0ff-7046-5fe2-b518-a87b7f724eee
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-04-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.04.2007 C-2744/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2744-2006_2007-04-19.pdf

## Full Text

Corte III
C-2744/2006
{T 0/2}

Sentenza del 19 aprile 2007

Composizione: Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), Franziska 
Schneider e Johannes Frölicher, giudici,

Paola Carcano, cancelliera.

S._______,
ricorrente, patrocinata dall'Avv. Odilia De Blasi,

contro

Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAIE), avenue Edmond-
Vaucher 18, casella postale 3100, 1211 Ginevra 2,
autorità inferiore,

concernente
prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

2

Ritenuto in fatto:

A. S._______,  cittadina  italiana,  nata  il  31  ottobre  1946,  coniugata,  ha 
lavorato in Svizzera dal 1966 al 1974 come operaia solvendo, durante tali 
periodi,  i  contributi  dovuti  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i 
superstiti  e  l'invalidità  (cfr.  doc.  35,  39  e  51).  Dopo  il  rimpatrio,  e  piú 
precisamente  dal  1975,  ha  continuato  ad  esercitare  un'attività  lucrativa 
quale bracciante agricola fino al 31 dicembre 1981, allorquando si è ritirata 
dal lavoro per ragioni che l'interessata imputa alle sue condizioni precarie 
di salute. A far tempo dal mese di febbraio 1982 percepisce una pensione 
di invalidità italiana di complessivi Euro 420.02 mensili (cfr. doc. 35, 36, 44 
e 51).

In data 27 settembre 2004, S._______ ha formulato una richiesta tesa al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
(doc.  35-38).  Si  tratta,  invero,  della  terza  domanda  avanzata 
dall'assicurata.  Ella,  infatti,  ha  inoltrato  una  prima  richiesta  che  è  stata 
respinta  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati 
residenti  all'estero  (UAIE)  con  decisione  del  5  marzo  1991,  cresciuta  in 
giudicato. Dopo di che una seconda domanda del 14 marzo 2003 è stata 
pure  respinta  dall'UAIE  con decisione  su opposizione  del  9  luglio  2004, 
anch'essa cresciuta in giudicato (doc.1-6, 29, 34 e 57). In quell'occasione 
ella  aveva  prodotto  la  seguente  documentazione  medica  obiettiva:  un 
cartellino di dimissioni relativo al ricovero dal 20 febbraio al 4 marzo 1993 
presso  l'ospedale  generale  provinciale  "Card.  G.  Panico"  di  Tricase 
(Lecce) per  valvulopatia mitro-aortica (stenoinsufficienza aortica – stenosi 
mitralica),  miofibroma  uterino  ed  artrosi  cervicale;  un  cartellino  di 
dimissioni relativo al ricovero dal 10 al 19 febbraio 1995 presso l'ospedale 
generale provinciale "Card. G. Panico" di Tricase (Lecce) per valvulopatia 
mitralica-aortica, broncopatia cronica e orticarie; due relazioni sanitarie del 
Dott. C._______, rispettivamente del 10 e del 27 dicembre 1996 relative al 
ricovero  dal  9  al  27  dicembre  1996  per  un  intervento  di  sostituzione 
valvolare mitralica e aortica con protesi  per steno-insufficienza aortica di 
grado severo e stenosi mitralica di grado moderato; vari referti radiografici, 
segnatamente  del  2  e  18  gennaio  1997,  dell'8  novembre  1999,  del  12 
febbraio 2001 e del 10 gennaio 2003; un cartellino di dimissioni relativo al 
ricovero  dal  1°  al  13  settembre  1997  presso  l'ospedale  generale 
provinciale  "Card.  G.  Panico"  di  Tricase  (Lecce)  per  TIA  cerebrale;  un 
referto  di  un  eco  color  dopler  del  19  settembre  1997;  un  referto  di  un 
esame ecocardiografico del 2 maggio 2003;  un referto pneumologico del 
29 ottobre 1999 ed un referto di un eco dopler del 14 luglio 2003 (doc. 11-
23).

3

B. Con espresso riferimento alla richiesta del 27 settembre 2004 l'assicurata 
è  stata  visitata  l'8  ottobre  2004  presso  i  servizi  medici  dell'Istituto 
nazionale  della  previdenza  sociale  (INPS)  di  Casarano  (Lecce),  ove  il 
sanitario incaricato ha evidenziato la diagnosi di "protesi valvolare mitralica 
ed  aortica  ben  funzionanti;  ipostenia  emisona  destro  in  esiti  di  tia 
cerebrale;  stenosi  carotidea  a  dx;  spondiloartrosi  diffusa  con  segni  di 
irritazione radicolare a sinistra" ed ha posto un tasso di invalidità parziale 
del 80% per l'ultimo lavoro svolto. Per contro egli non si è pronunciato in 
merito a qualsiasi altra attività confacente all'assicurata (doc. 48). Il  tutto 
sulla  base  della  seguente  nuova  documentazione  medica  obiettiva 
prodotta: un referto di un ecodopler arterioso del 14 giugno 2004 (doc. 45); 
un referto neuroradiologico del Dott. P._______ del 24 agosto 2004 (doc. 
46);  un referto ecocardiografico del Dott.  G._______ del 24 agosto 2004 
(doc. 47). Alla stessa è stato successivamente aggiunto anche un referto 
ecocardiografico del Dott. G._______ del 5 maggio 2005 (doc. 49).

C. Nei  suoi  rapporti  del  6  settembre  2005,  il  dott.  P._______  del  Servizio 
medico  regionale  (SMR)  -  dopo  aver  ripreso  la  diagnosi  sopra  riferita, 
analizzato  il  caso  sotto  il  profilo  delle  malattie  di  lunga  durata  e  tenuto 
conto  dell'apposito  formulario  per  assicurati  nell'economia domestica  del 
25  maggio  2005  riempito  dall'assicurata  (doc.  43)  -  fissa  un  tasso  di 
invalidità  parziale  del  20%  quale  bracciante  agricola,  tuttavia 
considerandola abile al 100% (seppur a determinate condizioni) in attività 
lucrative  sostitutive  fisicamente  meno  impegnative  e,  segnatamente, 
leggere e/o sedentarie mentre, in ambito domestico, l'incapacità di lavoro 
si situerebbe al 16% (doc. 52, 52.1 e 52.2).

Con  decisione  del  14  settembre  2005  l'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero ha pertanto respinto anche 
la terza richiesta di prestazioni di S._______ (doc. 53).

D. Quest'ultima,  regolarmente  rappresentata  dal  Patronato  E._______  di 
Patú,  ha  formulato  in  data  28  settembre  2005  tempestiva  opposizione 
contro il suddetto provvedimento amministrativo, chiedendo in sostanza il 
riconoscimento del suo diritto a prestazioni assicurative (doc. 54). Nulla ha 
prodotto a suffragio delle sue conclusioni.

Mediante decisione su opposizione del 22 marzo 2006, l'UAIE ha respinto 
la  predetta  opposizione e confermato  nel  contempo la propria  decisione 
del 14 settembre 2005 (doc. 57).

4

E. Con tempestivo gravame del 10 aprile 2006, consegnato alla Posta il 24 
aprile successivo, S._______, regolarmente rappresentata dall'avv. Odilia 
de  Blasi,  chiede,  sostanzialmente,  l'annullamento  del  summenzionato 
provvedimento amministrativo e, di conseguenza, il riconoscimento del suo 
diritto a prestazioni assicurative. A suffragio delle sue conclusioni produce, 
oltre  ad  alcuni  documenti  già  agli  atti,  anche  alcune  considerazioni 
medico-legali sul suo grado di invalidità stilate dal Dott. C.1_______ il 15 
giugno  2006  ed  un  referto  di  un  ecodopler  rilasciato  dall'Azienda 
Ospedaliera di Parma.

Ricevuta  l'impugnativa,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al  Dott. 
S._______  del  Servizio  medico  regionale  (SMR),  il  quale,  nella  sua 
relazione dell'8 agosto 2006 considera l'interessata, alla luce della nuova 
documentazione prodotta, abile al 100% (seppur a determinate condizioni) 
in  attività  lucrative  sostitutive  fisicamente  leggere  e/o  sedentarie  mentre 
fissa un tasso di invalidità parziale del 22% in ambito domestico (doc. 59 e 
59.1).

Nella sua risposta del 24 aprile 2006 l'UAIE propone pertanto la reiezione 
dell'impugnativa  con  argomenti  di  cui  si  riferirà,  per  quanto  occorra,  nei 
considerandi che seguono.

F. Dopo  aver  preso  atto  delle  osservazioni  dell'amministrazione  e  di  altra 
documentazione di rilievo, l'avv. Odilia De Blasi, con scritto del 2 ottobre 
2006, ha ribadito l'intenzione della propria assistita di mantenere il ricorso.

G. In data 14 marzo 2007 il Tribunale amministrativo federale ha comunicato 
alle parti la composizione del collegio giudicante. Entro il termine impartito 
non sono state presentate istanze di ricusa.

Considerando in diritto:

1.

1.1 I ricorsi pendenti presso le Commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o 
presso i servizi di ricorso dei dipartimenti il  1° gennaio 2007 sono trattati 
dal Tribunale amministrativo federale nella misura in cui è competente. È 
applicabile  il  nuovo  diritto  di  procedura  (cfr.  art.  53  cpv.  2  Legge  sul 
Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]).

5

1.2 In  virtù  dell'art.  31  LTAF,  questo  tribunale  giudica  i  ricorsi  contro  le 
decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  Legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021)  emanate  dalle 
autorità  menzionate  agli  art.  33 e 34 LTAF,  riservate  le eccezioni  di  cui 
all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese  dall'Ufficio  AI  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAI)  concernenti  l'assicurazione  per 
l'invalidità  possono essere  portate innanzi  al  TAF conformemente  all'art. 
69 cpv. 1 lett. b della Legge federale su l'assicurazione per l'invalidità del 
19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).

1.3 Ai sensi del combinato disposto degli art. 3 lett. dbis PA e 1 cpv. 1 LAI, la 
procedura  in  materia  di  assicurazioni  sociali  è  disciplinata,  di  principio, 
dalla  legge  federale  sulla  parte  generale  del  diritto  delle  assicurazioni 
sociali del 6 ottobre 2000, entrata in vigore il 1° gennaio 2003 (LPGA, RS 
830.1). 

1.4 Ai  sensi  dell'art.  48  PA  ha  diritto  di  ricorrere  chiunque  è  toccato  dalla 
decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno di 
protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione.  Queste 
condizioni sono adempiute nella specie.

Il  ricorso  appare  tempestivo  ed ossequioso  dei  requisiti  minimi  prescritti 
dalla legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ricevibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

2.

2.1 Il  1°  giugno 2002 sono entrati  in  vigore  l'Accordo tra la  Confederazione 
svizzera,  da  una  parte,  e  la  Comunità  europea  ed  i  suoi  Stati  membri, 
dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 21 giugno 1999 (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che regola il  coordinamento 
dei sistemi di sicurezza sociale nonchè il Regolamento (CEE) n° 1408/71 
del  Consiglio  del  14  giugno  1971  relativo  all'applicazione  dei  regimi  di 
sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro 
familiari  che si  spostano all'interno della Comunità (RS 0.831.109.268.1) 
come pure  il  corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento 
CEE n° 574/72 del Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione 
del  Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data dal 
1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della parità 
di  trattamento  tra  cittadini  che  risiedono  in  uno  Stato  membro  della 
Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 e 6 del Regolamento CEE 
n° 1408/71).

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2.2 Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'allegato II, 
gli  accordi  bilaterali  tra  la  Svizzera  e  gli  Stati  membri  della  Comunità 
europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono  sospesi  a  decorrere 
dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo campo sia 
disciplinato  da  quest'ultimo.  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in  particolare 
l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza sociale 
(art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie,  l'organizzazione  della 
procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita 
di invalidità svizzera sono regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a  LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella  presente 
procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  che  risiede  nell'Unione  europea, 
dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 
1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo  1972  relativo 
all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza  l'ottenimento  di  una  pensione  straniera  di 
invalidità non pregiudica l'apprezzamento di un'invalidità secondo il diritto 
svizzero  (ATFA causa I  435/02  consid.  2 del  2  febbraio  2003;  Revue à 
l'attention des caisses de compensations [RCC] 1989 p. 330). Alla stessa 
maniera,  dopo  l'entrata  in  vigore  dell'ALC,  il  grado  di  invalidità  di  un 
assicurato che pretende una rendita di assicurazione-invalidità svizzera è 
determinato  esclusivamente  secondo  il  diritto  svizzero  (DTF  130  V  257 
consid. 2.4).

3. La legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali 
ha comportato la modifica di numerose disposizioni  legali,  segnatamente 
nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità.

Secondo l'art. 2 LPGA le disposizioni di questa legge sono applicabili alle 
assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione  federale,  se  e  per 
quanto  le  singole  leggi  sulle  assicurazioni  sociali  lo  prevedano.  Inoltre, 
l'art.  1  LAI  stabilisce  che  le  disposizioni  della  LPGA  sono  applicabili 
all'assicurazione  per  l'invalidità  (art.  1a-26bis  e  28-70),  sempre  che  la 
presente legge non preveda espressamente una deroga.

È necessario precisare che, per quanto riguarda le prestazioni posteriori al 
1° gennaio 2004, la presente procedura è disciplinata dalla LAI nel tenore 
in vigore a partire da questa data (IV revisione della LAI).

7

4.

4.1 Per avere  diritto  ad una rendita dell'assicurazione invalidità  svizzera,  un 
cittadino  italiano  deve  cumulativamente  essere  invalido  ai  sensi  della 
legge  svizzera  ed aver  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  durante  un 
anno intero almeno (art. 36 cpv. 1 LAI).

In  base all'art.  8  LPGA è considerata  invalidità  l'incapacità  al  guadagno 
totale  o parziale  presumibilmente permanente o di  lunga durata.  L'art.  4 
LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità congenita, 
malattia  o  infortunio  mentre  il  cpv.  2  della  stessa  norma  stabilisce  che 
l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva il 
diritto alla singola prestazione.

L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  almeno  il 
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza 
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è 
invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI). Va ricordato che fino al 31 
dicembre 2003, la LAI prevedeva il diritto al quarto di rendita con un tasso 
d'invalidità  del 40% almeno, alla mezza rendita con un tasso d'invalidità 
del 50% almeno ed alla rendita intera con un tasso d'invalidità dei due terzi 
(66.67%).  In  seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la 
limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter LAI, secondo il quale le rendite per 
un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati  che 
sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è 
più applicabile quando l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede.

Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, al più presto, nel 
momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità  permanente  di 
guadagno pari almeno al 40% (lettera a), oppure quando egli è stato per 
un  anno  e  senza  notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 
40 % in media (lettera b).  La prima lettera si applica allorché lo stato di 
salute dell'assicurato si  è stabilizzato;  la seconda se lo stato di  salute è 
labile,  vale a dire suscettibile  di  evolvere  verso un miglioramento  od un 
peggioramento (DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o  parziale, 
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un 
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività 
abituale.  In  caso  d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata  possono  essere 
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione 
o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art. 
7  LPGA  e  consiste  nella  perdita,  totale  o  parziale,  della  possibilità  di 
guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, 
provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura 
dopo aver sottoposto  l'assicurato  alle  cure ed alle  misure  d'integrazione 
ragionevolmente esigibili.

8

4.2 Qualora una prima richiesta di rendita sia stata negata perché il grado di 
invalidità  era  insufficiente  o  perché  l'invalido  poteva  provvedere  a  se 
stesso,  una nuova domanda è riesaminata soltanto se l'assicurato rende 
verosimile che il grado di invalidità si è modificato in misura rilevante per il 
diritto  alle  prestazioni  (art.  87  cpv.  2  e  3  dell'Ordinanza  federale  su 
l'assicurazione per l'invalidità del 17 gennaio 1961: OAI, RS 831.201). Se 
non è il caso, l'amministrazione non entra nel merito della richiesta (DTF 
109 V 114 consid. 2a). Se l'amministrazione entra nel merito della nuova 
domanda deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale ed, 
in  particolare,  verificare  se  la  modifica  del  grado  di  invalidità  resa 
verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In 
tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite 
in corso (art.  17 cpv.  1 LPGA, art.  87ss.  OAI,  Jurisprudence et  pratique 
administrative [Pratique VSI] 1999 pag. 8, DTF 117 V 198).

La costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a 
revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha 
un  influsso  sull'attività  lucrativa,  ma  anche  quando  lo  stato  di  salute  è 
rimasto  invariato,  se  le  sue  conseguenze  sulla  capacità  di  guadagno 
hanno subito un cambiamento importante (DTF 113 V 275, consid. 1a, 109 
V 116 consid. 3 b, 105 V 30; RCC 1989 p. 323, consid. 2a). Affinché sia 
possibile  la  revisione  di  una  rendita  AI  è  dunque  necessario  che  le 
condizioni  cliniche  e/o  economiche  dell'assicurato  abbiano  subito  una 
modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno. D'altra parte la modifica 
deve essere notevole, non tanto da un punto di vista astratto, ma piuttosto 
in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI. In ogni caso la revisione della rendita è 
possibile  unicamente  se,  posteriormente  alla  pronuncia  della  decisione 
iniziale,  la  situazione  invalidante  è  effettivamente  mutata.  Non  basta 
invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia giudicata 
in modo diverso (RCC 1987 p. 38 consid. 1a e 1985 pag. 336).

5. Conformemente  alla  giurisprudenza  esposta  sub.  consid.  4.2  e  come 
peraltro  correttamente  ammesso  dall'amministrazione,  il  periodo  di 
riferimento nell'ambito della presente vertenza è quello intercorrente tra il 9 
luglio  2004  (data  della  decisione  su  opposizione  che  ha  respinto  la 
seconda richiesta di prestazioni inoltrata il 14 marzo 2003) ed il 22 marzo 
2006 (data della decisione su opposizione, qui avversata, che ha respinto 
la terza domanda di prestazioni inoltrata il 27 settembre 2004). Il Tribunale 
analizza, infatti, la legalità della decisione impugnata, in generale, secondo 
lo stato di fatto esistente al momento in cui la decisione in lite è stata resa 
(DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

9

6. Il  Tribunale  deve  esaminare  in  maniera  obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova, 
indipendentemente dalla loro provenienza, e poi decidere se i documenti 
messi  a  disposizione  permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile 
sulle pretese giuridiche litigiose (DTF 125 V 352 consid. 3a).

Per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni  mediche  possono  costituire 
importanti  elementi  d'apprezzamento  del  danno  invalidante,  allorché 
permettono  di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno 
dell'interessato in un'attività  da lui  ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 
134 consid.  2, 114 V 314 consid.  3c).  Perché un rapporto medico abbia 
valore  probatorio  è determinante  che esso valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto 
di  tutte  le  affezioni  di  cui  si  lamenta  l'assicurato,  sia  stabilito  in  piena 
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione 
delle correlazioni  mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; 
le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (DTF 125 V 352, 
122 V 160).  A proposito delle perizie  mediche eseguite nell'ambito  della 
procedura  amministrativa  il  Tribunale  federale  ha  già  avuto  modo  di 
evidenziare  che,  nell'ipotesi  in  cui  sono  state  eseguite  da  medici 
specializzati  riconosciuti,  hanno  forza  probatoria  piena,  se  giungono  a 
conclusioni  logiche  e  sono  state  realizzate  sulla  base  di  accertamenti 
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili 
(DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212). Secondo il Tribunale federale i 
centri medici di accertamento dell'AI non possono essere considerati parte 
in  causa,  nel  senso  che  sussiste  un  vincolo  per  cui  l'istituto  sarebbe 
obbligato  a  tenere  in  particolare  considerazione  gli  interessi  specifici 
dell'assicurazione invalidità (DTF 123 V 178; Pratique VSI 2001 pag. 110). 
Nell'ambito  del  libero  apprezzamento  delle  prove  è  in  linea  di  principio 
consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su 
basi  di  giudizio  interne  all'istituto  assicuratore.  Per  quanto  riguarda 
l'imparzialità  e l'attendibilità  di  simili  prove,  devono tuttavia essere poste 
delle  esigenze severe  (DTF 122 V 157).  In  DTF 125 V 351 il  Tribunale 
federale ha ribadito  che ai  rapporti  allestiti  da medici  alle dipendenze di 
un'assicurazione  deve  essere  riconosciuto  pieno  valore  probante,  a 
condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, 
di  per  sé  scevri  di  contraddizioni  e,  infine,  non  devono  sussistere  degli 
indizi che facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo 
fatto  che il  medico  consultato  si  trovi  in  un rapporto  di  dipendenza  con 
l'assicuratore,  non  permette  già  di  metterne  in  dubbio  l'oggettività  e 
l'imparzialità.  Devono  piuttosto  esistere  delle  particolari  circostanze  che 
permettano  di  ritenere  come  oggettivamente  fondati  i  sospetti  circa  la 
parzialità  dell'apprezzamento  (DTF  125  V  354).  Per  quel  che  riguarda  i 
rapporti  concernenti  il  medico  curante,  secondo  la  generale  esperienza 
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto 
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di 

10

dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; Pratique VSI 2001 p. 
109).

7.

7.1 Posto che la  ricorrente  ha versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  durante 
più  di  un  anno  intero  in  totale  e  pertanto  adempie  la  condizione  della 
durata minima di contribuzione alla quale la legge subordina l'erogazione 
di  una rendita  (doc.  39),  dev'essere  innanzitutto  accertato  se lo  stato di 
salute dell'assicurata ha subito una modifica rilevante tra il 9 luglio 2004 ed 
il 22 marzo 2006.

7.2 Dalla documentazione agli atti si evince che l'assicurata è stata ricoverata 
in ospedale: dal 20 febbraio al 4 marzo 1993 per valvulopatia mitro-aortica 
(stenoinsufficienza  aortica  –  stenosi  mitralica),  miofibroma  uterino  ed 
artrosi  cervicale;  dal  10  al  19  febbraio  1995  per  valvulopatia  mitralica-
aortica, broncopatia cronica e orticarie; dal 9 al 27 dicembre 1996 per un 
intervento  di  sostituzione  valvolare  mitralica  e  aortica  con  protesi  per 
steno-insufficienza  aortica  di  grado  severo  e  stenosi  mitralica  di  grado 
moderato e dal 1° al 13 settembre 1997 per TIA cerebrale (doc. 11, 12, 13 
e  16).  Nonostante  la  gravità  dell'affezione  cardiopatica  (terza  classe 
funzionale  NYHA:  doc.  13),  l'assicurata  -  dopo  essersi  sottoposta 
all'intervento del 10 dicembre 1996 - gode di compenso cardio-polmonare 
e di  funzione ventricolare normale (rapporto  della  Dott.ssa J._______del 
servizio  medico  regionale  del  6  febbraio  2004:  doc.  27;  perizia  medica 
particolareggiata  dell'INPS  dell'11  novembre  2004:  doc.  48).  Ciò  che  è 
pure comprovato dalle ecocardiografie del 2 maggio 2003 e del 24 agosto 
2004 (doc. 22 e 47). Allo stesso modo anche l'attacco di TIA cerebrale è 
stato curato con successo ritenuto che l'assicurata non è stata  soggetta a 
ricadute.  Infine  soffre  di  problemi  alla  schiena  con  discopatia  e 
spondiloartrosi  con  moderata  incidenza  funzionale.  Il  suo  quadro  fisico 
generale risulta abbastanza discreto nella misura in cui beneficia di: uno 
stato di nutrizione buono (peso 68 kg per 152 cm di altezza),  un colorito 
normale,  una  vista  sufficiente,  un  olfatto  buono,  un  udito  normale, 
pressione arteriosa (125/80)  e pulsazioni  a  riposo (90/min.)  nella  norma 
(perizia  medica  particolareggiata  dell'INPS  dell'11  novembre  2004:  doc. 
48).  Inoltre,  lo stato di  salute dell'assicurata  attestato  nel  rapporto del  6 
febbraio 2004 dalla Dott.ssa J._______, nei rapporti del 6 settembre 2005 
dal Dott. P._______ e nel rapporto dell'8 agosto 2006 dal Dott. S._______, 
tutti attivi presso il servizio medico regionale (SMR), appare costante (doc. 
25, 26, 27, 52, 52.1, 52.2, 59 e 59.1) ed il collegio giudicante non intravede 
ragioni  che  gli  impediscano  di  far  proprie  le  predette  considerazioni 
mediche.

11

7.3 Stante  quanto  precede  il  collegio  giudicante  ritiene  che  nel  periodo  di 
riferimento  lo  stato  di  salute  dell'assicurata  non  ha  subito  una  modifica 
rilevante, presentandosi piuttosto stazionario.

8.

8.1 Di conseguenza, rimane ora da esaminare, se nel periodo di riferimento le 
conseguenze  del  predetto  stato  di  salute  sulla  capacità  di  guadagno 
dell'assicurata hanno subito un cambiamento notevole.

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere giuridico 
economico,  non medico (DTF 116 V 249 consid.  1b;  110 V 275,  105 V 
207).

In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per 
valutare il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire 
esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e 
l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da 
invalido), tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, 
è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse 
diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini  l'assicurazione 
svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva 
da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non 
la  malattia  o  la  conseguente  incapacità  lavorativa  (metodo  generale  del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). 
La documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio 
per  determinare  quali  lavori  siano  ancora  ragionevolmente  esigibili 
dall'assicurato,  ma  non  spetta  al  medico  graduare  l'invalidità 
dell'assicurato (DTF 114 V 314, 105 V 158).

L'invalidità dell'assicurato che non esercita un'attività lucrativa, ma svolge 
le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente esigere che 
intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga all'art. 16 LPGA, 
in funzione dell'incapacità di  svolgere le mansioni  consuete (artt.  5 e 28 
cpv. 2bis e art.  8 cpv.  3 LPGA ).  L'art.  27 OAI precisa che per mansioni 
consuete  di  una persona  senza attività  lucrativa  occupata  nell'economia 
domestica  s'intendono  gli  usuali  lavori  domestici,  l'educazione  dei  figli 
nonché  le  attività  artistiche  e  di  pubblica  utilità.  Per  quanto  riguarda  la 
scelta del metodo di  valutazione dell'invalidità  di  una persona assicurata 
che non esercita più un'attività lucrativa si  deve verificare quale sarebbe 
stata l'attività esercitata se non fosse subentrata l'invalidità. In altre parole, 
lo statuto dell'assicurata viene determinato valutando se la stessa da sana, 
quindi  se non fosse subentrato  il  danno alla  salute,  avrebbe consacrato 
l'essenziale  del  suo lavoro  all'economia  domestica  o  ad  un'occupazione 
remunerata  e  questo  tenendo  conto  dell'evoluzione  della  situazione  fino 

12

all'emanazione della decisione impugnata. L'ipotetica ripresa di un'attività 
lucrativa  va  ammessa  ove  tale  eventualità  si  presenti  alla  luce  della 
situazione  personale,  familiare,  sociale  ed  economica  con  un  grado  di 
verosimiglianza  preponderante  (DTF  125  V  150  consid.  2c,  117  V  194 
consid. 3b).

8.3 Nella  specie  dev'essere  rilevato  che  S._______,  compilando  il  primo 
questionario  per  l'assicurato  ha  dichiarato  di  aver  cessato  l'attività 
lavorativa  dal   31  dicembre  1981  senza  tuttavia  indicarne il  motivo 
(doc. 10), mentre nel secondo questionario per l'assicurato ha precisato di 
aver cessato l'attività lavorativa dal 1981 per problemi di salute (doc. 44). 
Ora  quest'ultima  affermazione  non  è  confortata  dalla  documentazione 
medica. 

Infatti, dagli atti emerge che l'assicurata è stata ricoverata in ospedale per 
la  prima  volta  dal  20  febbraio  al  4  marzo  1993  allorquando  ha  molto 
verosimilmente  iniziato  a  soffrire  di  valvulopatia  mitroaortica 
(stenoinsufficienza  aortica  –  stenosi  mitralica;  doc.  11).  Ciò  che  è 
comprovato anche dal fatto che di seguito, e piú precisamente dal 10 al 19 
febbraio 1995, l'interessata è stata nuovamente ricoverata in ospedale per 
valvulopatia mitralica – aortica (doc. 12) come pure dalla relazione clinica 
del 9 dicembre 1996 del Dott. C._______ attestante che l'assicurata soffre 
da  alcuni  anni  di  valvulopatia  mitro-aortica  (doc.  13).  Tanto  è  che, 
trattandosi di una malattia cardiaca grave (terza classe funzionale NYHA: 
doc.  13),  l'interessata  si  è  poi  sottoposta  il  10  dicembre  1996  ad  un 
intervento  di  sostituzione  valvolare  mitralica  e  aortica  con  protesi  per 
steno-insufficienza  aortica  di  grado  severo  e  stenosi  mitralica  di  grado 
moderato (ricovero dal 9 al 27 dicembre 1996: doc. 13). Le affermazioni 
della  ricorrente,  giusta  le  quali  avrebbe  cessato  di  lavorare  dal  31 
dicembre 1981 per motivi  di  salute,  non appaiono quindi  oggettivamente 
attendibili. 

Di conseguenza, posto che il periodo di riferimento del presente giudizio è 
quello  intercorrente  tra  il  9  luglio  2004  ed  il  22  marzo  2006,  appare 
giustificato  applicare  alla  presente  fattispecie  il  metodo  di  valutazione 
specifico  delle  casalinghe,  come  peraltro  correttamente  ammesso 
dall'amministrazione, anzichè quello generale.

8.4 La  Dott.ssa  J._______del  servizio  medico  regionale  (SMR)  nel  suo 
rapporto  del  6  febbraio  2004  è  giunta  alla  conclusione  che  lo  stato  di 
salute  dell'assicurata  le  impedisce  di  assolvere  lavori  medio-pesanti  e 
pesanti  (doc.  25,  26  e  27).  Allo  stesso  modo  i  Dott.  P._______  e 
S._______,  ambedue  del  servizio  medico  regionale  (SMR),  condividono 
appieno  il  parere  anzidetto  della  collega  nella  misura  in  cui  anche  loro 
ritengono,  nei  loro  rapporti  del  6  settembre  2005  rispettivamente  dell'8 
agosto 2006, che l'assicurata, a seguito della malattia al cuore e dei dolori 
alla schiena, non può piú assolvere lavori pesanti (doc. 52, 52.1, 52.2, doc. 

13

59 e 59.1). Il collegio giudicante non intravede ragioni che impediscano di 
far  proprie  le  predette  considerazioni  mediche.  Infatti,  essi  hanno 
compiutamente valutato il danno alla salute lamentato dall'assicurata sulla 
base  di  accertamenti  approfonditi  e  completi  (doc.  11-23,  45-47,  49  e 
documentazione  medica  fotostatica  allegata  al  ricorso  in  esame)  e  pure 
sulla  base  delle  risposte  fornite  dall'interessata  nei  questionari  per  gli 
assicurati occupati nell'economia domestica del 5 gennaio 2004 (doc. 9) e 
del 26 maggio 2005 (doc. 43) tenuto conto delle direttive 3093 e 3098 della 
circolare  concernente  l'invalidità  e  l'impotenza  edita  dall'Ufficio  federale 
delle assicurazioni sociali  (UFAS, CIIAI), giungendo a conclusioni logiche 
e motivate  in  merito  ad  un tasso  di  invalidità  parziale  dell'assicurata,  in 
ambito  domestico,  rispettivamente  del  13% (doc.  25,  26 e 27),  del  16% 
(doc. 52, 52.1 e 52.2) ed infine del 22% (doc. 59 e 59.1).

8.5 Stante  quanto  precede,  il  collegio  giudicante  è  dell'avviso  che  le 
conseguenze  dello  stato  di  salute  dell'assicurata  sulla  sua  capacità  di 
guadagno non hanno subito un cambiamento notevole tra il 9 luglio 2004 
ed il 22 marzo 2006.

9.

9.1 A titolo abbondanziale è opportuno rilevare che non si  raggiungerebbe il 
tasso minimo del 40% richiesto  dalla legge per avere diritto  al  quarto di 
rendita  nemmeno  nell'ipotesi  -  ritenuta  maggiormente  favorevole  per 
l'assicurata  -  in  cui  si  dovesse  procedere  all'applicazione  del  metodo  di 
valutazione generale anziché di quello specifico della casalinghe.

9.2 I Dott. P._______ e S._______ del Servizio medico regionale hanno infatti 
compiutamente valutato il danno alla salute lamentato dall'assicurata sulla 
base  di  accertamenti  approfonditi  e  completi  (doc.  11-23,  45-47,  49  e 
documentazione  medica  fotostatica  allegata  al  ricorso  in  esame) 
giungendo  a  conclusioni  logiche  e  motivate,  considerando  l'interessata, 
rispettivamente nei loro rapporti del 6 settembre 2005 e dell'8 agosto 2006, 
abile  al  100%  (seppur  a  determinate  condizioni)  in  attività  lucrative 
sostitutive  fisicamente  meno  impegnative  e,  segnatamente,  leggere  e/o 
sedentarie (doc. 52, 52.1, 52.2, 59 e 59.1).

9.3 Conformemente  a  quanto  esposto  sub.  consid.  8.2  l'invalidità  è 
determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato 
conseguirebbe, dopo la manifestazione dell'invalidità e dopo l'esecuzione 
d'eventuali  provvedimenti  d'integrazione,  nell'esercizio  di  un'attività 
lucrativa, ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali del mercato 
del  lavoro,  e  il  reddito  che  potrebbe  conseguire  se  non  fosse  diventato 
invalido.

14

9.4 Sulla base delle statistiche pubblicate dall'Ufficio federale di statistica sulla 
struttura  dei  salari  2004  (tabella  TA  1,  valori  nazionali,  settore  privato, 
categoria  4,  femminile)  il  salario  mensile  medio,  privo  di  invalidità, 
conseguibile quale manovale è di Fr. 4'333.--. Viceversa il salario mensile 
medio ottenibile in attività di tipo leggero non qualificate è di Fr. 4'152.-- 
quale venditrice nell'ambito del commercio in generale e Fr. 3'792.-- quale 
cassiera  nell'ambito  del  commercio  al  dettaglio.  Raffrontando  il  salario 
mensile  medio,  privo  di  invalidità,  di  Fr.  4'333.--,  con  il  salario  mensile 
medio  piú  basso,  conseguibile  nonostante  l'invalidità,  di  Fr.  3'792.--  e 
applicando  anche  la  riduzione  massima  del  25%  consentita  dalla 
giurisprudenza per tenere conto dei  fattori  personali  dell'assicurata (DTF 
126  V  75)  si  giunge  ad  un  introito  teorico  mensile,  dopo  l'insorgenza 
dell'invalidità, di Fr. 2'844.--. Il confronto fra un reddito privo di invalidità di 
Fr. 4'333.-- ed un introito teorico mensile, dopo l'insorgenza dell'invalidità, 
di  Fr.  2'844.--  comporta  una perdita  di  guadagno del  34.36 % {[(4'333 - 
2'844.--)x100] : 4'333}, tasso che esclude il riconoscimento del diritto alla 
rendita AI.

10. S._______  non  ha  dunque  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione 
svizzera per l'invalidità. Il ricorso deve quindi essere respinto e l'impugnata 
decisione confermata.

11. Poiché  nella  presente  procedura  si  tratta  di  decidere  il  riconoscimento 
rispettivamente il rifiuto di prestazioni assicurative, non vengono prelevate 
spese processuali.

15

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il  ricorso  è  respinto  e  la  decisione  impugnata  del  22  marzo  2006  è 
confermata.

2. Non si prelevano spese processuali. Non vengono assegnate indennità per 
spese ripetibili.

3. Comunicazione: 

- alla rappresentante della ricorrente (raccomandata A/R),

- all'autorità inferiore (n. di rif. _______),

- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali.

Rimedi di diritto:

Questa sentenza può essere impugnata entro 30 giorni dalla notifica innanzi al Tribunale federale, 
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna (cfr. art. 42, 48, 100 della legge federale del 17 giugno 2005 
sul Tribunale federale, LTF, RS 173.110).

In applicazione dell'Accordo fra la Svizzera e la Comunità europea ed i suoi stati membri sulla 
libera circolazione delle persone del 21 giugno 1999, dell'allegato II e del Regolamento (CEE) 
1408/71, il ricorso può essere depositato nel termine di 30 giorni presso un ufficio postale del 
Paese di domicilio dell'assicurato o presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale locale.

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Paola Carcano

Data di spedizione: