# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2b6f927b-f503-5378-9178-3ddf0803015d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.09.2003 32.2002.164
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-164_2003-09-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.164

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  3 settembre 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 5 dicembre 2002
di

 

	
   

  	
  ____________ 

  rappr. da: _____________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 5 novembre 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1945, in data 17 luglio 2000 ha inoltrato una richiesta di prestazioni
AI per adulti (doc. AI _).

Ritenuta la presenza di diverse patologie, l’UAI ha sottoposto l'assicurato ad
una perizia pluridisciplinare eseguita dal SAM.

                                         Sulla
base del referto 14 marzo 2002 - e rispettivo complemento 28 agosto 2002 - del
SAM, per decisione formale 5 dicembre 2002, preavvisata il 24 settembre 2002,
l’amministrazione ha respinto la domanda di prestazioni in osservando:

 

" 
(…)

In considerazione degli atti medici acquisiti
all'incarto risulta che il danno alla salute, di cui lei è portatore, comporta
un'incapacità al lavoro, e di conseguenza al guadagno, pari al 30%.

 

Provvedimenti professionali non sono indicati.

 

A proposito delle perizie mediche eseguite
nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di
evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici
specializzati riconosciuti, hanno la forza probatoria piena, se giungono a
conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14.4.1998 in re
O.B. inedita, STFA del 28.11.1996 in re G.F. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2;
SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss del
Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 332).

 

Per quel che riguarda il medico di fiducia,
infine, secondo la generale esperienza della vita, occorre tener conto del
fatto che nel dubbio il medico di fiducia attesta a favore del proprio paziente
(U. Meyer-Blaser, Rechtsprechung del Bundesgerichts im
Sozialversicherungsrechts, Zurigo 1997 p. 230)." (Doc. AI _)

 

                               1.2.   Tempestivamente
insorto contro la decisione amministrativa, l'assicurato, rappresentato
dall'avv. __________, ha chiesto il riconoscimento di una mezza rendita
d'invalidità. 

Queste le motivazioni del gravame:

 

" 
(…)

1.   Il
signor __________ è cittadino svizzero domiciliato a __________.

                                                                         Con
lui vivono i figli __________ e __________, nati dalla sua unione coniugale con
la moglie __________.

 

                                                                         Come
già emerge dall'incarto AI, del quale si chiede il richiamo presso il
competente ufficio, i problemi familiari con la moglie si sono notevolmente
accentuati. Le parti vivono ora separate e sono in procinto di inoltrare una
procedura di divorzio.

 

                                                                         Visto
anche questo particolare momento di difficoltà personale, le parti infatti sono
state convocate dal Servizio medico psicologico di __________ per valutare
l'affidamento dei figli, il signor __________ è ultimamente entrato in
depressione.

 

                                                                         I
figli sono infatti praticamente cresciuti con il padre, il quale ora
evidentemente ne chiede l'affidamento, affidamento richiesto anche dalla madre
unicamente per percepire gli assegni integrativi.

 

 

2.   Dal
punto di vista professionale, il signor __________, dopo aver frequentato le
scuole elementari, le maggiori e l'avviamento professionale, ha ottenuto il
diploma di montatore sanitario e gasista, lavoro che ha saltuariamente svolto
in passato.

 

                                                                         Anche
dall'incarto, infatti, risultano i frequenti cambiamenti di lavoro del signor
__________, segno di evidente inadattamento sociale.

 

                                                                         Durante
un soggiorno in __________, ha conosciuto la signora __________, dalla quale ha
avuto un primo figlio, ed un secondo dopo il matrimonio qui in __________.

 

                                                                         L'ultima
attività da lui svolta è stata quella di lavapiatti presso la Casa di riposo
per anziani, __________. Trattavasi di un programma occupazionale nell'ambito
della LADI.

 

                                                                         Egli
infatti, dopo essere rientrato dal __________, non ha praticamente più
esercitato la sua professione, soprattutto per mancanza di adeguati
aggiornamenti professionali.

 

                                                                         Al
momento del danno alla salute, a seguito del quale il signor __________ si è
trovato impossibilitato a svolgere qualsiasi attività lavorativa, l'assicurato
era disoccupato e lavorava quale lavapiatti, in quanto non riusciva già allora
a trovare un lavoro nel suo settore di competenza professionale.

 

 

3.   Per
quanto attiene alla situazione di salute del signor __________, vale la pena
ricordare, come risulta a pag. 3 della perizia pluridisciplinare emessa dal
Servizio accertamento medico dell'assicurazione invalidità, Ospedale regionale
__________ e __________, che il signor __________ è già stato scartato dal
servizio militare nel 1976 per mal di schiena.

 

                                                                         Attualmente
il signor __________ soffre di lombosciatalgia maggiore a destra e a sinistra,
comportante dei dolori tutti i giorni, che si accentuano notevolmente appena cammina
un po' o porta dei pesi.

 

Dalle perizie mediche
componenti la perizia pluridisciplinare, risulta che __________ ha pure un
sovrappeso di ca. 30 kg, sovrappeso che certamente influisce negativamente suoi
dolori lombari di cui soffre sempre.

 

 

4.   Psichiatricamente,
il dr. __________, con perizia 28.02.2002 definisce il signor __________ come
"una persona che non si adatta, ma si caratterizza piuttosto come una
persona irrequieta, alla ricerca di un benessere personale, familiare e
sociale, conducendo una vita improvvisata […]. Si tratta di
una persona che ha pure fatto uso di sostanza alcoliche".

 

                                                                         Già
dalla summenzionata perizia del dr. __________, risulta: "Sarà ben
difficile di proporre all'assicurato un'integrazione professionale al di fuori
delle sue acquisite competenze. Altre attività potrebbero essere svolte: ma un
orientamento in questo senso necessita di un'approfondita investigazione
orientativa professionale, che tenga conto dei problemi psichici sovraesposti,
come pure della natura evolutiva dei suoi disturbi somatici".

 

 

5.   Dalla
perizia reumatologica del dr. __________ di data 01.03.2002, risulta che:
"L'assicurato mostra lombalgie croniche di carattere squisitamente
meccanico. Clinicamente vi è una diminuzione del 50% della mobilità dorsolombare
[…]. Le alterazioni statiche degenerative lombari limitano il paziente
in misura minore per attività da pesanti a mediamente pesanti, particolarmente
se questi richiedono movimento di flessione, estensione e rotazione ripetute
del tronco. Non vi è alcuna limitazione in attività leggere.

Abilità al lavoro:
dal punto di vista reumatologico teorico, in attività pesanti l'assicurato è
inabile al lavoro nella misura del 30%. In attività mediamente pesanti, adatte
e che evitano movimenti di flessione, estensione o rotazione ripetuta del
tronco, l'assicurato è inabile al lavoro nella misura del 20%. In attività
leggere e adatte, l'assicurato è totalmente abile al lavoro, non vi è alcuna
limitazione riguardo agli arti superiori".

 

                                                                         In
sostanza, il dr. __________ giudica il signor __________ abile al lavoro al
100%, indicando alcune possibili mansioni:

 

      -    lavoro di venditore, gerente di un chiosco, guardiamo in
un museo, benzinaio, agente della Securitas, operaio in fabbrica a certe
condizioni (per es. nell'industria dolciaria).

 

 

6.   Ora,
nelle citate perizie, non c'è chi non veda come dalla perizia del dr.
__________, il signor __________ risulta abile al lavoro, ma dall'altra parte
il dr. __________ dichiara che egli difficilmente possa essere integrato professionalmente
al di fuori delle sue acquisite competenze.

 

     Sta di fatto che
il signor __________ detiene un diploma di montatore sanitario, seppure in
realtà, nella sua vita, ha lavorato sempre come manovale, montatore in
telefonia, operaio in telefoni, manovale edile o tubista saldatore, lavori
quindi tutti che non possono essere definiti come attività leggere, ma bensì
come attività pesanti, per le quali è necessario sollevare e spostare pesi,
flettersi e girare il tronco; trattasi di lavori per i quali un ottimo stato di
salute è d'obbligo, sia fisico che mentale.

 

Il dr. __________,
nella sua perizia, per definire il signor __________ abile al lavoro tra il 70
% e il 100 %, evidenzia che l'assicurato per essere definito abile al lavoro
deve evitare movimenti di flessione ed estensione o rotazione ripetuta del
tronco.

 

     Questo sta a
significare che il signor __________ non può più svolgere nessuna delle
attività da egli già svolte in passato, in quanto sono sempre necessarie la
flessione, l'estensione e la rotazione del tronco.

 

 

7.   L'asserita
perplessità dell'assicurato all'idea di una ripresa lavorativa, conformemente
all'attività segnalata dal dr. __________, va valutata in funzione del tipo di
attività ad egli proposto.

 

     È infatti
difficile, per una persona che viene descritta nella perizia del dr. __________
(psichiatra) con le seguenti asserzioni:

      -     l'affettività è caratterizzata da impulsività,
irritabilità e di iperemotività

      -    non appare in grado di assumere le proprie
responsabilità verso le sue incombenze sociali, familiari e lavorative

      -    diagnosi di disturbo di personalità,
contatti antisociali

pretendere che la
stessa possa procedere ad una riqualifica professionale tale da permettergli di
esercitare un nuovo lavoro a tempo pieno.

È infatti estremamente
difficile, ad una persona con simile profilo psichiatrico, proporre un lavoro
quale venditore, gerente di un chiosco o benzinaio, poiché trattasi di lavori
tutti a stretto contatto con la gente. Oltretutto, per i primi due tipi di
attività, il signor __________ non avrebbe nemmeno le conoscenze professionali
e la relativa capacità.

 

Il fatto poi di
poter eventualmente lavorare come guardiano di un museo, va valutato dal punto
di vista economico e del modo del lavoro, nel senso se effettivamente di simili
posti di lavoro ne esistano ancora.

 

Il lavoro quale
agente della Securitas non è certamente adatto a persone con profili sociali
difficili. Oltretutto __________ è limitato nei movimenti e non può stare in
piedi a lungo, ciò che è certamente richiesto con questo lavoro.

 

Ora, vista
l'incongruenza tra le due perizie summenzionate, da una parte il dr. __________
che propende per un reinserimento professionale e dall'altra il dr. __________
che lo esclude, si chiede che l'assicurato venga ammesso al beneficio di una
mezza rendita di invalidità." (Doc. _)

 

 

                               1.3.   Con risposta
di causa 13 gennaio 2003 l’amministrazione ha postulato la reiezione del
gravame, rilevando:

 

" 
(…)

2.

 

AI fine di accertare il diritto dell'assicurato alla prestazione
richiesta, l'Ufficio dell'assicurazione invalidità ha assunto il rapporto
medico 31 agosto 2000 del medico curante dr. __________ (doc. _ inc. AI), il
rapporto medico psichiatrico 28 febbraio 2002 del Dr. __________ (sub. Doc. _
inc. AI), il rapporto medico cardiologico 13 febbraio 2002 del dr. __________
(sub. Doc. _ inc. AI), il rapporto medico reumatologico 1 marzo 2002 del dr.
med. __________ (sub. Doc. _ inc. AI) ed ha posto l'assicurato al beneficio
della perizia Pluridisciplinare 14 marzo 2002 del Servizio accertamento medico
dell'Assicurazione Invalidità, presso l'Ospedale Regionale __________ (sub.
Doc. _ inc. AI).

 

 

3.

 

Relativamente allo stato di salute dell'assicurato l'istruttoria è
culminata nella perizia Pluridisciplinare 14 marzo 2002 del Servizio accertamento
medico dell'Assicurazione invalidità, presso l'Ospedale Regionale __________
(sub. Doc. _ inc. AI), la quale sulla scorta di una valutazione globale
dell'anamnesi familiare, personale­-sociale, professionale e patologica
dell'assicurato, considerate le affezioni in corso ed un'anamnesi sistemica,
valutati gli esami medici svolti ed il rapporto medico psichiatrico 28 febbraio
2002 del Dr. __________ (sub.Doc. _ inc. AI), il rapporto medico cardiologico
13 febbraio 2002 del dr. __________ (sub. Doc. _ inc. AI), il rapporto medico
reumatologico 1 marzo 2002 del dr. med. __________ (sub. Doc. _ inc. AI),
considerata la valutazione di incapacità lavorativa dell'assicurato del 100%
dal giugno 1998 del medico curante dr. __________, ha valutato globalmente una
capacità lavorativa medico-­teorica dal 70% per attività pesanti al 100% in
attività leggere ed adatte (sub. Doc. _, pag. 10, p.to 7, inc. AI), da
ascriversi a lombalgie croniche comuni, mentre non risultano limitazioni
lavorative dal profilo cardiologico né da un punto di vista psichiatrico (sub.
Doc. _, pag. 10, p.to 8, inc. AI) e non entrando in linea di conto
provvedimenti di integrazione (sub. Doc. _, pag. 11, p.to 9, inc. AI).

 

 

4.

 

Per quanto concerne l'attività professionale del signor __________,
egli risulta avere lavorato presso la __________ di __________ nei mesi di
novembre e dicembre 1997 con reddito di fr. 4'000.-- e nei mesi di novembre e
dicembre 1998 con reddito di fr. 1'611.-, come pure per il Comune di __________
nei mesi da marzo a giugno 1998 in qualità di aiuto cucina con un reddito pari
a fr. 9'533.-- (docc. _ inc. AI).

 

 

5.

 

Con decisione 5 novembre 2002 l'Ufficio AI ha respinto la
richiesta di rendita d'invalidità di __________ in considerazione
dell'incapacità lavorativa del 30% risultante dagli accertamenti medici, quindi
di un grado di invalidità del 30% insufficiente a fondare il diritto alla
rendita, il quale sorge con un grado di invalidità minimo del 40%.

 

 

6.

 

Con il ricorso in oggetto l'assicurato chiede la riforma della
decisione nel senso di concedere una mezza rendita d'invalidità ai sensi
dell'art. 28 LAI e postula la concessione del beneficio dell'assistenza
giudiziaria e del gratuito patrocinio. L'assicurato contesta la valutazione di
una sua capacità lavorativa del 70% nell'attività svolta da valido, ritenendo
che non potrà in realtà più svolgere l'attività di manovale svolta in passato,
che le prospettive di attività possibili nelle quali deve ritenersi un'abilità
lavorativa al 100% quale venditore, gerente di un chiosco, guardiano in un
museo, agente di sicurezza, operaio a determinate condizioni, non sono
realistiche e comunque incompatibili con il profilo psichiatrico emerso dal
referto del dr. ________, profilo che induce ad escludere la possibilità di una
riqualificazione professionale. La richiesta di riforma della decisione non
trova in concreto giustificazione.

 

 

7.

 

Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI l'assicurato invalido almeno al 40 %
ha diritto ad una rendita. Secondo il grado di invalidità, la rendita è graduata
come segue: un grado di invalidità di almeno il 40% dà diritto ad un quarto di
una rendita intera, un grado di invalidità di almeno il 50% dà diritto alla
metà di una rendita intera mentre un grado di invalidità di almeno il 66 e 2/3
% di invalidità dà diritto ad una rendita intera. A tenore dell'art. 29 cpv. 1
lett. a LAI il diritto alla rendita secondo l'art. 28 nasce il più presto al
momento in cui l'assicurato presenta un'incapacità permanente di guadagno pari
almeno al 40%.

 

 

8.

 

La dottrina ha chiarito che, affinché un rapporto medico abbia
valore probatorio, è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su esami approfonditi, prenda conto di
tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza
dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche e nell'apprezzamento della situazione medica; inoltre le
conclusioni dell'esperto devono essere motivate (Pratique VSI 3/1997, p. 123).
Per parte sua il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che le
perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa,
nell'ipotesi che siano state eseguite da medici specializzati riconosciuti,
hanno piena forza probatoria se giungono a conclusioni logiche e sono state
realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi
concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176), ciò che vale
pure per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31). II
Tribunale federale ha d'altra parte avuto modo di chiarire che il Servizio
accertamento medico dell'assicurazione Invalidità (SAM) non è legato da un
vincolo per cui l'Istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare
considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione invalidità (cfr. DTF
123 V 178 c. 4b), laddove, relativamente al medico di fiducia, il giudice deve
tenere conto del fatto che secondo la generale esperienza della vita nel dubbio
esso attesta a favore del proprio paziente (DTF 125 V 353 c. 3 a, cc).

 

 

9.

 

Nel caso in esame la perizia Pluridisciplinare 14 marzo 2002 del
Servizio accertamento medico dell'Assicurazione Invalidità, presso l'Ospedale
Regionale __________ (sub. Doc. _ inc. AI), ha operato una valutazione globale
dell'anamnesi familiare, personale-sociale, professionale e patologica
dell'assicurato e valutato gli esami medici svolti nonché il rapporto medico
psichiatrico 28 febbraio 2002 del Dr. __________ (sub. Doc. _ inc. AI), il
rapporto medico cardiologico 13 febbraio 2002 del dr. __________ (sub. Doc. _
inc. AI), il rapporto medico reumatologico 1 marzo 2002 del dr. med. __________
(sub. Doc. _ inc. AI), addivenendo ad una valutazione globale di una capacità
lavorativa medico-teorica dal 70% per attività pesanti al 100% in attività leggere
ed adatte (sub. Doc. _, pag. 10, p.to 7, inc. AI), da ascriversi a lombalgie
croniche comuni, senza limitazioni lavorative dal profilo cardiologico né da un
punto di vista psichiatrico (sub. Doc. _, pag. 10, p.to 8, inc. AI) e non
entrando in linea di conto provvedimenti di integrazione (sub. Doc. _, pag. 11,
p.to 9, inc. AI). Tale perizia ossequia i citati parametri sviluppati dalla
giurisprudenza ed ha quindi pieno valore probatorio.

 

 

 

10.

 

Nella decisione impugnata MAI ha considerato l'ipotesi più
favorevole all'assicurato, vale a dire il massimo grado di incapacità
riconosciuto dal profilo medico-teorico del 30% relativo all'attività sino ad
allora svolta. In base a tale valutazione l'assicurato, con un grado incapacità
al guadagno del 30% non ha diritto ad una rendita. Le rimostranze
dell'assicurato espresse nel ricorso e relative ad una valutazione della sua
possibile attività in attività leggera o medio leggera, precedentemente non
svolta, sono quindi irrilevanti, oltre che infondate, dette attività risultando
invero esigibili.

Ne discende che la riforma della decisione impugnata non trova
giustificazione." (Doc. _)

 

                               1.4.   Con decreto
17 gennaio 2003 il TCA ha accolto l'istanza di assistenza giudiziaria
presentata dall'assicurato contestualmente al gravame.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché,
secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non
tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non
pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid.
1, 121 V 366 consid. 1b). 

Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 5
novembre 2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI
corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è sapere se all’assicurato può essere riconosciuta una rendita
d’invalidità.

 

                               2.4.   L'art.
4 cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità
al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno
alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

                                         -     un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a   infermità congenita,
malattia o infortunio, e

 

                                         -     la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini,
Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi
Ginevra 1991, pag. 216ss).

 

                               2.5.   Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI,
inoltre, l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido.

                                         Ai fini dell’accertamento
dell’invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e
quindi fittizio; ci dev’essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta
di posti di lavoro e un’offerta di posti diversificati in relazione con le
capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un
concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts im Sozialversicherungsrecht, BG über die IV,
Zurigo 1997, ad art. 28 LAI pag. 212).

 

                                         A questo proposito occorre
rilevare che il TFA ha inoltre stabilito che per determinare il grado
d'invalidità di un assicurato bisogna prendere in considerazione solo il
guadagno che corrisponde oggettivamente alla residua capacità di guadagno (RCC
1979, 336).

 

 

                               2.6.   Nel caso in
esame, presentando __________ diverse patologie, al fine di accertarne il grado
di capacità lavorativa l’amministrazione ha incaricato il SAM di esperire una
perizia multidisciplinare. 

 

                                         Dal referto
14 marzo 2002 risulta che i responsabili del SAM hanno fatto capo a
consultazioni specialistiche esterne: di natura psichiatrica (dr. __________), cardiologica
(dr. __________) e reumatologica (dr. __________).

Sulla base delle risultanze dei singoli consulti, il SAM ha posto la seguente
diagnosi:

 

" 
(…)

5       DIAGNOSI

 

 

5.1    Diagnosi con influsso
sulla capacità lavorativa

 

Lombalgie croniche comuni con/su:

 

         -    modiche alterazioni statiche degenerative,

         -    diminuzione della mobilità dorsale e lombare del 50%
ca.

 

 

 

5.2    Diagnosi senza
influsso sulla capacità lavorativa

 

Incipiente polineuropatia agli arti inf.

 

Adipositas con BMI di 37.

 

Disturbo di personalità con tratti antisociali.

 

Dolori epigastrici e retrostemali atipici con ogni probabilità
d'origine extracardiaca, con test da sforzo ed ecocardiogramma negativi.

 

Fattori di rischio cardiovascolare.

 

Ernia cicatriziale della parete addominale." (perizia SAM,
pag. 8)

 

                            2.6.1.   Dal punto di
vista psichiatrico l’assicurato, come detto, è stato  visitato dal dr.
__________, il quale, dopo aver proceduto ad una anamnesi, aver illustrato i
dati soggettivi le costatazioni obiettive, posta la diagnosi di "disturbo
di personalità con tratti antisociali", ha osservato:

 

" 
(…)

DISCUSSIONE

 

Si tratta di un A. che ha sempre vissuto in una situazione
familiare, lavorativa e sociale caratterizzata da impulsività, prese di
decisioni rapide, poco programmate, discontinuità e quindi scarsa possibilità
ad organizzare una vita anche a livello previdenziale.

 

 

CONSEGUENZE SULLA CAPACITA'
DI LAVORO

 

Per quanto riguarda l'aspetto psichiatrico e psicosociale quest'A.
non presenta particolari problemi invalidanti.

 

Egli necessita di un supporto adeguato, da parte dell'Ente
assicurativo, tale da permettergli di utilizzare il suo potenziale
psicologico-mentale come pure quello fisico in vista di un inserimento
lavorativo.

 

Sul piano psichiatrico i suoi disturbi attuali non sono tali da
impedirgli le mansioni d'ausiliario. Egli può ancora operare come ausiliario e
questo a tempo pieno.

 

I problemi maggiori potrebbero eventualmente essere di natura
somatica.

 

 

CONSEGUENZE SULLA CAPACITA' D'INTEGRAZIONE

 

Se teniamo conto dei suoi antecedenti sociofamiliari ed evolutivi,
sarà ben difficile proporre all'A. un'integrazione professionale al di fuori
delle sue acquisite competenze.

 

Le sue risorse sono scarse, data la sua patologia sopradescritta.

 

L'A. non svolge alcuna attività lavorativa per cui non è
proponibile un inserimento nel posto di lavoro attuale.

Altre attività potrebbero essere svolte ma un orientamento in
questo senso necessita un'approfondita investigazione orientativa professionale
che tenga conto dei problemi psichici sopraesposti come pure della natura
evolutiva dei suoi disturbi somatici."

(referto dr. __________, pag. 4-5)

 

                            2.6.2.   Riguardo
all'affezioni reumatologica, il consulente dr. __________, sulla base di una
dettagliata anamnesi e dopo aver compiutamente indagato gli aspetti soggettivi
ed esposto le risultanze relative allo status del paziente ha considerato:

 

" 
(…)

Diagnosi:

Lombalgie croniche comuni

         -    modiche alterazioni statiche e degenerative;

         -    diminuzione della mobilità dorsale e lombare del 50
% circa.

 

Dolori addominali intermittenti di natura e origine indeterminata

 

Diminuzione della sensibilità profonda agli arti inferiori
probabilmente nell'ambito di un'incipiente polineuropatia.

 

Obesità (BMI= 37 kg/m2)

 

 

Discussione:

L'A. mostra lombalgie croniche di carattere squisitamente
meccanico. Clinicamente vi è una diminuzione del 50 % circa della mobilità
dorso-lombare. Non vi sono segni d'irritazione radicolare. Le radiografie a
disposizione mostrano modiche alterazioni statiche e degenerative
dorso-lombari. Alterazioni di questo tipo sono molto comuni all'età dell'A.,
anche in soggetti asintomaticí.

 

Le alterazioni statiche e degenerative lombari limitano il
paziente in misura minore per attività pesanti a mediamente pesanti,
particolar-mente se queste richiedono movimenti di flessione-estensione o
rotazione ripetute del tronco. Non vi è alcuna limitazione in attività leggere.

 

 

Abilità al lavoro:

Dal punto di vista reumatologico teorico, in attività pesanti,
l'A. è inabile al lavoro nella misura del 30 %. In attività mediamente pesanti 
ma adatte, che evitino movimenti di flessione-estensione o rotazione ripetuta
del tronco, l'A. è inabile al lavoro nella misura del 20 %. In attività leggere
e adatte, l'A. è totalmente abile al lavoro. Non vi è alcuna limitazione
riguardo agli arti superiori. Un'attività leggera e adatta potrebbe essere il
lavoro di venditore, gerente di un chiosco, guardiano in un museo, benzinaio,
agente della Securitas, operaio in fabbrica a certe condizioni (per esempio
nell'industria dolciaria).

 

 

Possibilità di miglioramento:

Sarebbe utile un ricondizionamento progressivo con l'aiuto della
fisioterapia, idealmente su base ambulatoriale.

 

 

Prognosi:

Non sono da prevedere cambiamenti di rilievo a medio
termine."

(perizia dr. __________, pag. 3)

 

                            2.6.3.   Infine, in
esito alla visita specialistica cardiologica, il dr. __________ ha concluso:

 

"  (…)

Valutazione:

 

II paziente presenta da anni dei dolori epigastrici ed
retrostemali atipici e il bilancio cardiologico eseguito con test da sforzo e
massimale ed ecocardiogramma si rivela negativo. Con ogni probabilità si tratta
di dolori d'origine extracardiaca. Indagini ulteriori a causa non sono
attualmente indicati. Se in futuro la sintomatologia dovesse diventare più
suggestiva per un problema cardiaco la situazione andrebbe rivalutata.

 

Non vi non restrizioni cardiache per qualsiasi attività.

 

Professionalmente Il paziente era Impiegato quale montatore
sanitario, poi montatore d'apparecchiature meccaniche e per questa attività dal
lato cardiologico va considerato abile al 100 %. Non vi sono pure restrizioni
cardiologiche per altri generi d'attività."

(referto dr. __________)

 

           2.6.4.   Il
SAM ha quindi proceduto all'esame e alla valutazione globale dello stato di
salute e del grado di capacità lavorativa dell'assicurato, evidenziando quanto
segue:

 

" 
(…)

6       DISCUSSIONE

 

Il peritando, cittadino ticinese di 56 anni, porge richiesta di
prestazioni AI nel luglio 2000. Il curante dr. __________ lo dà incapace al
100% dal giugno 1998. Nell'aprile 2001 il dr.__________, dell'UAI, propone una
perizia SAM. In data 13.04.2001 l'UAI incarica
il SAM di una perizia.

 

Il Sig. __________ ha conseguito il diploma professionale di
idraulico. Ha fatto pure diverse altre attività, come il manovale, il montatore
in telefonia, l'operaio nei telefoni, il manovale edile, il tubista saldatore,
il gerente di ristorante. L'ultimo lavoro é quello di lavapiatti in una casa
per anziani di __________, in relazione ad un piano occupazionale.

 

Dal giugno 1998 non lavora più definitivamente. E' stato anche
sotto PA.

 

Il Sig. __________ presenta una polipatologia che interessa
l'ambito reumatologico, quello psichiatrico e quello cardiologico.

Lo stato dopo operazione per ernia iatale non rientra in un
discorso invalidante.

L'A. é pure obeso e presenta fattori di rischio cardiovascolare.

 

 

Patologia cardiologica

 

In questo ambito il mandato peritale dell'UAI vuole un
chiarimento. L'A. "presenta dolori al cuore». Ho provveduto dunque ad un
consulto cardiologico del dr. __________ che ha pure eseguito un test da sforzo
ed un ecocardiogramma. Entrambi questi esami sono risultati normali. Il dr. __________
parla di dolori epigastrici retrosternali atipici, che durano da anni. Il test
da sforzo e l'ecocardiogramma sono negativi. Con ogni probabilità si tratta di
dolori d'origine extracardiaca. Indagini ulteriori, per questo, non sono
attualmente indicati. Se la sintomatologia dovesse diventare più suggestiva per
un problema cardiaco, la situazione andrebbe rivista. Il dr. __________ così conclude: "Non vi sono restrizioni
cardiache, per qualsiasi attività. Professionalmente il paziente era impiegato
quale montatore sanitario, poi montatore d'apparecchiature meccaniche e per
queste attività, dal lato cardiologico, va considerato abile al 100%. Non vi sono neppure restrizioni
cardiologiche per altri generi d'attività".

 

 

Patologia reumatologica

 

Nel 1967 l'A. ha un infortunio con contusione nella regione
lombosacrale. Fin da giovane l'A. dichiara d'aver avuto problemi di schiena per
i quali sarebbe stato scartato dal servizio militare. Il curante dr.
__________, nel 2000, parla di lombosciatalgia con irradiazioni agli arti inf.
Infatti il primo problema dell'A. é costituito da una lombosciatalgia maggiore
a ds. che a sin. Il Sig. __________ descrive
questi disturbi in maniera assai impropria. Il Laségue, allo status SAM, é
bilat. negativo. Non vi sono, sempre allo status, deficit sensitivi. Da
segnalare, ovviamente in un discorso di schiena, anche l'importante obesità dì
questo A. con un BMI di 36 - 37. A questo riguardo, con la riduzione del peso,
la sintomatologia reumatologica dovrebbe ridursi, almeno parzialmente. Fa il
punto sulla situazione reumatologica il dr. __________, reumatologo FMH, nel
suo consulto SAM. Egli pone le diagnosi di lombalgie croniche comuni su modiche
alterazioni statiche degenerative. Si tratta di lombalgie meccaniche. La
mobilità dorsolombare é ridotta del 50%. Non vi sono segni d'irritazione
radicolare. La radiologia mostra modiche alterazioni statiche degenerative
dorsolombari. Queste alterazioni, sempre secondo il dr. __________, sono molto
comuni all'età dell'A., anche in soggetti asintomatici. Dal punto di vista
valetudinario, in attività pesanti, l'A. é incapace al lavoro nella misura del
30%. In attività mediamente pesanti, ma adatte, che evitino movimenti di
flessione ed estensione o rotazione ripetuta del tronco, l'A. é inabile al 20%.
In attività leggere ed adatte, l'A. é totalmente abile al lavoro. Non vi é
alcuna limitazione riguardo agli arti sup. Attività leggere ed adatte
potrebbero essere il lavoro di venditore, di gerente di un chiosco, di
guardiano in un museo, agente della Securitas, operaio in fabbrica a certe
condizioni, per esempio nell'industria dolciaria. Abbiamo così potuto chiarire
anche questa patologia.

 

 

Patologia psichiatrica

 

Il Sig. __________ non è mai
stato in cura psichiatrica. Il curante dr. __________ parla di depressione. Il
Sig. __________ dichiara una depressione reattiva ai suoi problemi di salute,
come pure in relazione al suo stato socioeconomico. Inoltre la convivenza con
la moglie non è sempre tranquilla. Vi sono molti problemi da risolvere per questa
famiglia. Fa il punto sulla situazione psichiatrica il dr. __________,
psichiatria FMH, nel suo consulto SAM. Egli parla di disturbo di personalità
con tratti antisociali. E così continua il dr. __________: "Si tratta di
un A. che ha sempre vissuto in una situazione familiare, lavorativa e sociale
caratterizzata da impulsività, presa di decisioni rapide, poco programmate,
discontinuità e quindi scarsa possibilità ad organizzare una vita anche a
livello previdenziale. Per quanto riguarda l'aspetto psichiatrico e
psicosociale, questo A. non presenta particolari problemi invalidanti. Egli
necessita di un supporto adeguato, da parte dell'ente assicurativo, tale da
permettergli di utilizzare il suo potenziale psicologico mentale, come pure
quello fisico in vista di un inserimento lavorativo. Sul piano psichiatrico i
suoi disturbi attuali non sono tali da impedirgli le mansioni di ausiliario.
Sarà ben difficile proporre all'A. un'integrazione professionale al di fuori
delle sue acquisite competenze."

 

Concludendo con un giudizio
d'insieme abbiamo una totale capacità lavorativa nell'ambito sia psichiatrico
che cardiologico ed un'incapacità lavorativa assai ridotta, specie in certi
lavori, nel campo reumatologico. Sono soprattutto i problemi sociali ed
economici che dominano in questo caso. Il Sig. __________, da un punto di vista
strettamente medico - teorico, potrebbe svolgere svariate attività (tra l'altro
nessuna limitazione a livello degli arti sup.). Di conseguenza, la sua capacità
lavorativa varia a seconda dei lavori da un 70 sino al 100%. Di conseguenza
l'attribuzione di una rendita per questo A. non appare giustificata.

 

 

7       VALUTAZIONE MEDICO-TEORICA GLOBALE
DELL'ATTUALE CAPACITA' LAVORATIVA

 

Il grado attuale di capacità
lavorativa medico - teorica globale dell'A., in relazione alle varie attività
lavorative sinora svolte, va da un 70%, riferito ad attività pesanti, sino ad
un 100% per attività leggere ed adatte.

 

 

8       CONSEGUENZE SULLA
CAPACITA LAVORATIVA

 

I disturbi constatati
riguardano essenzialmente le lombalgie croniche comuni: queste sono
invalidanti. I disturbi atipici nell'ambito cardiologico non danno alcuna
incapacità lavorativa, come dichiarato dal dr. __________, cardiologo. Da un
punto di vista cardiologico non vi sono limitazioni lavorative. Anche da un
punto di vista psichiatrico la capacità lavorativa è totale. Una riduzione
della capacità lavorativa si può situare al 30% (abile al 70%) in attività
pesanti. In attività mediamente pesanti, ma adatte, che evitino movimenti di
flessione ed estensione o rotazione ripetuta del tronco, la capacità lavorativa
dell'A. è dell'80%. In attività leggere ed adatte, l'A. è totalmente abile al
lavoro. Le attività adatte potrebbero essere il lavoro di venditore, di gerente
di un chiosco, di guardiano in un museo, agente della Securitas, operaio in
fabbrica a certe condizioni. Queste incapacità lavorative, solo parziali, in
ambito  reumatologico, non dovrebbero avere variazioni importanti anche nel
futuro prossimo o a media scadenza.

 

 

9       CONSEGUENZE SULLA
CAPACITA D'INTEGRAZIONE

 

Data la modesta influenza dei
disturbi reumatologici sulla capacità lavorativa dell'A. un discorso
d'integrazione professionale non entra in linea di conto. Abbiamo proposto
all'A. alcune delle attività segnalate dal dr. __________. Ci é sembrato un po'
perplesso, l'A., all'idea di una ripresa lavorativa.

 

 

10     RISPOSTE A DOMANDE
PARTICOLARI 

 

Nessuna." (perizia SAM,
pag. 8-11)

 

                                      

                                         Col
gravame, in sostanza, l’assicurato sostiene esservi incongruenza tra la
valutazione psichiatrica operata dal dr. __________ e quella reumatologica del
dr. __________, rilevando come egli non possa in realtà svolgere nessuna della
attività esercitate in passato ed escludendo pure, con riferimento a quanto
accertato in sede di valutazione psichiatrica, un eventuale suo reinserimento
in altra attività professionale.

 

                               2.7.   Affinché un rapporto medico abbia valore
probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i
punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i
mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in
der Sozialversicherung, in: BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 1997 pag.
123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA
del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita,
del 24 dicembre 1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre
considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM.
Secondo il l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in
causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a
tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione
invalidità (STFA del 22 maggio 1995 in re A. C. inedita; DTF 123
V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         In
DTF 125 V 351 segg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra
Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze
di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a
condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di
per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi
che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; STFA
dell'8 ottobre 2002 in re C., I 673/00; Meyer‑Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts im
Sozialversicherungsrecht, cit., pag. 230). 

 

                                      

                               2.8.   Nell'evenienza
concreta questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le
conclusioni del SAM basate su un approfondito e completo esame di tutte le
affezioni lamentate dall’assicurato, accertate dai diversi specialisti esterni
consultati.

                                         I periti
del SAM, tenuto conto delle risultanze delle summennzionate singole indagini
specialistiche, sono del resto giunti ad una logica conclusione in merito alla
capacità lavorativa globale dell’assicurato, giudicandolo in particolare abile
al lavoro in attività di tipo pesanti - quali possono senz'altro essere
ritenute le diverse professioni già esercitate in passato (manovale, montatore
sanitario ecc.)  - nella misura del 70%, rispettivamente del 20% in attività
mediamente pesanti (quale può essere considerata quella di ausiliario di cucina
esercitata negli anni precedenti l'insorgenza del danno alla salute, cfr. doc.
AI _, cfr. perizia SAM).

 

                                         Ricordato
- per quanto riguarda la valutazione dell'invalidità per motivi psichici - come
per costante giurisprudenza federale decisivo al proposito è che il danno alla
salute sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di
valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia
persino intollerabile per la società (DTF 102 V 165; ZAK 1984
pag. 607; Pratique VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a,
pag. 324 consid. 1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate;
STFA del 29 settembre 1998 in re S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b),
giova in casu rilevare come il consulente in psichiatria ha anzitutto rilevato
l'assenza, dal profilo psichiatrico e psicosociale, di particolari problemi
invalidanti, evidenziando per il resto una piena esigibilità, sempre sul piano
psichiatrico, dell'attività d'ausiliario ("egli può ancora [sottolineatura
del redattore] operare come ausiliario, e questo a tempo pieno") e
sottolineando come "i problemi maggiori potrebbero eventualmente essere
di natura somatica". Il  consulente ha infine precisato come
un'integrazione "al di fuori [sottolineatura del redattore] delle
sue acquisite competenze" sia di difficile attuazione e che "altre 
[sottolineatura del redattore] attività potrebbero essere svolte", osservando
che "un orientamento in questo senso necessita di un'approfondita
investigazione orientativa professionale".

 

 

                                         In
conclusione, ritenendo la perizia multidisciplinare completa, dettagliata e
approfondita, secondo il TCA alla stessa deve essere attribuita forza probante
piena conformemente ai succitati parametri giurisprudenziali (cfr. consid.
2.7), ritenuto per il resto che le certificazioni rese dai medici curanti ed
attestanti in maniera generica e meno circostanziata una completa inabilità al
lavoro (cfr. certificato 18 gennaio 2002 e rapporto 31 agosto 2000 del dr.
__________ [doc. AI, _]) non appaiono idonee a far ritenere le conclusioni
peritali non decisive ai fini del presente giudizio.

Pertanto, è da ritenere dimostrato con la certezza richiesta nel campo delle
assicurazioni sociali (DTF 121 V 208 consid. 6a, 115 V 142 consid. 8b; SVR
1996 Nr. 85 pag. 269, 1996 LPC Nr. 22 pag. 263ss; RAMI 1994 pag.
210-211) che l'invalidità dell'assicurato, stante un'incapacità al lavoro nella
misura del 30% in attività pesanti rispettivamente del 20% nell'attività
d'ausiliario - svolta precedentemente all'insorgenza del danno alla salute,
vale a dire sino al giugno 1998 (cfr. doc. AI _; cfr. doc. AI _), non attinge
il tasso minimo pensionabile (40%).

                                         In simili
circostanze si rende quindi superfluo esaminare se ed in che misura
l'assicurato possa eventualmente mettere a frutto la sua capacità lavorativa
residua in altre attività lucrative. 

A ragione, pertanto, l’UAI ha respinto la domanda di prestazioni.

 

                                         Per il
che il gravame va respinto e la decisione impugnata confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti