# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 13e0b5ef-bd40-58ff-a1ee-1cfd9aff7edf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-04-28
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 28.04.1997 12.1997.67
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1997-67_1997-04-28.html

## Full Text

Incarto n.

  12.97.00067

  	
  Lugano

  28 aprile 1997/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

   

  

 

 

sedente
per statuire nella causa a procedura accelerata -inc. no. EF.96.02372 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 5- promossa con
petizione 17 luglio 1996 da

 

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  dallo Studio legale __________

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  Stato
  del Cantone Ticino, Bellinzona  

  rappr.
  dall’Amministrazione cantonale delle contribuzioni - Ufficio esazione e
  condoni, Bellinzona 

  

 

 

intesa a
contestare la graduatoria del fallimento della società __________ in
liquidazione, __________, ed in particolare l’elenco oneri relativo alla part.
no. __________ RFD di __________, di proprietà della fallita;

 

chiedente,
in accoglimento della petizione, lo stralcio dall’elenco oneri dei crediti al
beneficio dell’ipoteca legale vantati dallo Stato del Cantone Ticino per imposte
cantonali relative agli anni 1988-1993 pari a complessivi fr. 63’245.50;

 

domande
avversate dal convenuto, che ha tuttavia ridotto a fr. 60’965.- i suoi crediti
per imposte cantonali, e sulle quali il Pretore con sentenza 3 marzo 1997 si è
così pronunciato:

1.    La
petizione è parzialmente accolta.

§     L’elenco
oneri speciale dell’8 luglio 1996 relativo alla part. __________ RFD di
__________ deposto come parte integrante della graduatoria del fallimento della
__________ in liquidazione è modificato nel senso che i crediti d’imposta
insinuati dallo Stato del Cantone Ticino per gli anni 1988, 1989 e 1990 per fr.
21’931.70 sono registrati pro memoria (art. 63 cpv. 1 RUF) nel medesimo, mentre
quelli per gli anni 1991-1992-1993 vengono stralciati.

2.  La
tassa di giustizia in fr. 1’200.- da anticipare dall’attrice resta a suo carico
per 2/5, mentre i restanti 3/5 sono a carico della parte convenuta, con
l’obbligo di rifondere alla controparte fr. 2’000.- a titolo di ripetibili.

 

Appellante
la parte convenuta, che con atto di appello 13 marzo 1997 chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso che il credito di fr. 60’965.- oltre interessi
relativo alle imposte cantonali 1988-1993 venga mantenuto nell’elenco oneri o
in subordine che lo sia almeno quello relativo alle imposte 1988-1992, mentre
quello per l’anno 1993 poteva essere stralciato; il tutto, protestando spese e
ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre
l’attrice con osservazioni 15 aprile 1997 ha postulato la reiezione del gravame
con protesta di spese e di ripetibili.

 

Letti ed esaminati
gli atti ed i documenti prodotti,

 

 

ritenuto

 

 

in fatto

 

                                  A.   Nell’ambito
del fallimento della __________ in liquidazione, __________, decretato il 28
luglio 1992, la __________ n in Nachlassliquidation di __________ ha notificato
all’UEF di Lugano un credito di complessivi fr. 759’888.90 oltre interessi
correnti garantito tra l’altro da due cartelle ipotecarie di V e VI grado
gravanti per nominali fr. 700’000.- la particella N. __________ RFD di
__________ di proprietà della fallita (doc. D). A sua volta, lo Stato del
Cantone Ticino nella medesima procedura ha insinuato, tra l’altro, tutta una
serie di crediti per imposte cantonali, a suo dire al beneficio dell’ipoteca
legale di cui all’art. 836 CCS, 183 LAC e 229 vLT, per complessivi fr.
63’245.50.

                                         Tutti
questi crediti, insieme ad altri, sono stati iscritti dall’UEF di Lugano
nell’elenco oneri annesso alla graduatoria dell’8 luglio 1996 (doc. E-F).

 

                                  B.   Ritenendo
ingiustificata l’iscrizione nell’elenco oneri dei crediti insinuati dallo Stato
del Cantone Ticino, il 17 luglio 1996 la __________ in Nachlassliquidation ha
avviato nei confronti di quest’ultimo un’azione di contestazione dell’elenco
oneri ex art. 250 LEF, con l’obiettivo di far depennare i relativi crediti di fr.
63’245.50.

                                         In
particolare, con la petizione l’attrice ha contestato che i crediti d’imposta
insinuati dal convenuto potessero essere posti al beneficio dell’ipoteca
legale: lo Stato non aveva infatti prodotto le decisioni definitive di
tassazione, che erano la premessa per la validità dell’ipoteca legale, né
tantomeno i conteggi dell’ipoteca legale allestiti in forza dell’art. 229 vLT;
non era oltretutto provato che i crediti vantati dall’ente pubblico, definiti
genericamente “imposte cantonali”, avessero una relazione particolare con il
fondo .

 

                                  C.   Con
risposta 16 agosto 1996, lo Stato del Cantone Ticino, dopo aver preliminarmente
ridotto a fr. 60’965.- i suoi crediti per imposte cantonali (imposta
immobiliare e imposta per utile immobiliare), ha affermato che, a suo parere,
le premesse per la costituzione dell’ipoteca legale erano senz’altro date.

 

                                  D.   Con
sentenza 3 marzo 1997 il Pretore, in parziale accoglimento della petizione, ha
stralciato dall’elenco oneri i crediti relativi all’imposta cantonale 1991-1993
ed ha per contro annotato pro memoria ai sensi dell’art. 63 RUF quelli relativi
alle imposte 1988-1990 di complessivi fr. 21’931.70.

                                         Il
giudice di prime cure ha innanzitutto ammesso che l’iscrizione nell’elenco
oneri di un’ipoteca legale a favore dell’ente pubblico presupponeva l’esistenza
di una tassazione definitiva nonché dei relativi conteggi per la
quantificazione dell’importo al beneficio dell’ipoteca legale: in effetti
soltanto decisioni amministrative cresciute in giudicato potevano essere
collocate in graduatoria; per contro in presenza di tassazioni non ancora
cresciute in giudicato la pretesa non poteva essere iscritta nell’elenco oneri
ma poteva unicamente esservi annotata pro memoria ai sensi dell’art. 63 RUF,
mentre in assenza di una decisione definitiva, non ancora emessa o comunque
provvisoria, era ipotizzabile sia una sospensione della graduatoria ex art. 59
cpv. 2 RUF sia un’annotazione pro memoria ex art. 63 RUF, quest’ultima
eventualità entrando in linea di conto se l’autorità fiscale successivamente
avesse almeno intimato una decisione d’imposizione suscettibile di reclamo. 

                                         Pacifico
nel caso concreto il principio che l’imposta immobiliare cantonale potesse
godere del beneficio dell’ipoteca legale -siccome in connessione particolare
con l’immobile- l’assenza della prova della crescita in giudicato delle
tassazioni e dei conteggi per la quantificazione non permetteva tuttavia di
iscrivere nell’elenco oneri i crediti relativi alle imposte cantonali
1988-1990, gli stessi potendo unicamente esservi annotati pro memoria ex art.
63 RUF; per quanto riguardava le imposte per gli anni 1991-1993, mancando agli
atti qualsivoglia documentazione che permettesse di ritenere avviata la
procedura fiscale, si imponeva il loro stralcio dall’elenco oneri.

 

                                  E.   Con
atto di appello 13 marzo 1997 il convenuto chiede la riforma del querelato
giudizio nel senso che il credito di fr. 60’965.- oltre interessi relativo alle
imposte cantonali 1988-1993 venga mantenuto nell’elenco oneri o in subordine
che lo sia almeno quello relativo alle imposte 1988-1992, mentre quello per
l’anno 1993 poteva essere stralciato; il tutto, protestando spese e ripetibili
di entrambe le sedi.

                                         Con
riferimento alle imposte 1991-1993, l’appellante ritiene innanzitutto che il giudice
di prime cure non abbia sufficientemente tenuto conto del fatto che l’ipoteca
legale nasceva ope legis al momento dell’esigibilità della pretesa fiscale,
indipendentemente dalla presenza di una tassazione definitiva o del conteggio
che attestasse l’ammontare dell’ipoteca legale stessa; in ogni caso, la
giurisprudenza della seconda Camera civile del Tribunale d’appello -influenzata
da una recente sentenza del Tribunale federale (DTF 120 III 32), che non
aveva escluso che nell’ambito di un procedimento di contestazione della
graduatoria il giudice del fallimento potesse essere investito dell’esame circa
l’esistenza e l’ammontare di un credito fiscale- in casi analoghi (in mancanza
cioè dell’allestimento della tassazione o di una decisione di conteggio per la
quantificazione) sembrava essersi orientata a permettere al giudice del
fallimento di fungere concretamente da giudice fiscale. Quanto alle imposte
1988 - 1990, l’ente pubblico aveva regolarmente notificato all’amministrazione
del fallimento i relativi conteggi per la quantificazione dell’ipoteca legale:
non essendo tuttavia risultato agli atti che gli stessi fossero stati impugnati
e non avendo la controparte del resto eccepito alcunché in sede d’istruttoria,
ben si poteva concludere per la loro crescita in giudicato, ciò che permetteva
senz’altro la registrazione dei crediti fiscali negli elenchi oneri.

                                         

                                  F.   Delle
osservazioni 15 aprile 1997 dell’attrice con cui si postula la reiezione del
gravame protestando spese e ripetibili si dirà, se necessario, nei successivi
considerandi.

 

 

Considerando

 

 

in diritto

 

                                   1.   L'art. 836 CCS
stabilisce che le ipoteche legali determinate dalle leggi cantonali per i
rapporti di diritto pubblico od altri rapporti di carattere obbligatorio
generale per tutti i proprietari di fondi, non richiedono per la loro validità
l'iscrizione nel registro fondiario, salvo contraria disposizione. La
giurisprudenza ha già avuto modo di stabilire che questa norma lascia
semplicemente sussistere i diritti di pegno legali delle legislazioni
cantonali, le quali sono pertanto libere nella determinazione dell'estensione e
del grado: il diritto federale impone soltanto la forma dell'ipoteca e,
trattandosi di garanzie per pretese fiscali cantonali, esige che l'imposta
abbia una relazione particolare con il fondo da gravare (DTF 110 II 237
con rif.).

                                         In Ticino giusta l'art.
229 cpv. 1 vLT (cfr. art. 252 cpv. 1 LT) per il pagamento di tutte le imposte
cantonali e comunali che hanno una relazione particolare con l'immobile è
riconosciuta al Cantone ed ai Comuni un'ipoteca legale secondo l'art. 836 CCS
(cfr. pure art. 183 LAC). Il cpv. 2 della medesima norma prevede che la
relativa pretesa d'imposta è stabilita mediante conteggio da intimare per
raccomandata alle parti interessate, con facoltà di reclamo all'autorità di
tassazione ex art. 175 segg. vLT, nonché di ricorso alla Camera di diritto
tributario del Tribunale di appello ex art. 181 segg. vLT (cfr. art. 253 cpv. 1
e 2 LT).

                                      

                                   2.   Ci si potrebbe
innanzitutto chiedere se il giudice civile, cui sono demandate le azioni di
contestazione della graduatoria ex art. 250 LEF, sia o meno competente a
decidere su questioni di carattere fiscale, chiaramente di natura
pubblicistica, come quelle che ci occupano. 

 

                                2.1   A questo proposito va
rilevato che, con sentenza 24 marzo 1994 in re Stato del Cantone Ticino,
ricorrente contro l'operato dell'autorità di vigilanza del Canton Soletta in
materia LEF (DTF 120 III 32), il Tribunale federale ha mutato la
giurisprudenza pubblicata in DTF 48 III 228 e di seguito ripetutamente
confermata, argomentando che nel corso di una procedura fallimentare non poteva
essere del tutto esclusa la possibilità di contestare l’esistenza e la misura
di un credito di diritto pubblico: ciò valeva in particolare a proposito dell’ipoteca
legale, giacché il fatto che un credito fosse collocato in un rango che non gli
spettava poteva arrecare pregiudizio agli altri creditori. L’alta Corte ha
quindi concluso che l’azione di contestazione della graduatoria doveva essere
ammessa anche per i crediti di diritto pubblico e che competente a dirimere in
concreto il contenzioso fosse il giudice del fallimento.

                                         Questo nuovo indirizzo
giurisprudenziale, peraltro già fatto proprio da questa Camera (IICCA 5
maggio 1994 in re S. in liq./Comune di B., 26 maggio 1994 in re G.K./S.C.T., 22
maggio 1995 in re G.M. SA/Comune di G. e lc., 27 settembre 1995 in re
L.K./S.C.T., 29 agosto 1996 in re G.K./S.C.T., 4 novembre 1996 in re S. in
liq./Comune di A.), trova consenziente anche parte della dottrina (Fritsche/Walder,
Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. 2, Zurigo 1993, §
49 N. 30; Zucker, Das Steuerpfandrecht in den Kantonen, Zurigo 1988, p.
138; critico Pedroli, L'ipoteca legale per crediti d'imposta, in RDAT
1995/I, p. 556 segg.).

 

                                2.2   La competenza formale
del giudice del fallimento a statuire in un contenzioso di carattere fiscale
nell’ambito di una procedura di contestazione della graduatoria -sancita dal
Tribunale federale- deve tuttavia essere ben distinta dalla competenza materiale:
in altre parole, se è vero che una tale contestazione deve essere considerata
ricevibile in ordine e può di conseguenza essere decisa dal giudice civile,
nulla è però ancora dato a sapere sulle modalità di esecuzione di tale esame.

 

                                         Questa Camera ha già avuto
modo di pronunciarsi in merito alla competenza materiale del giudice del
fallimento in tali vertenze (IICCA 22 maggio 1995 in re G.M. SA/Comune
di G. e lc., 27 settembre 1995 in re L.K./S.C.T., 29 agosto 1996 in re
G.K./S.C.T.), giungendo alla conclusione che nell'ambito di un'azione di
contestazione dell'elenco oneri il giudice civile non era assolutamente
vincolato da eventuali decisioni dell'autorità fiscale (anche quelle cresciute
in giudicato; di altro parere: Lorandi, in AJP 1994 p. 1328; Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, N. 49
p. 373): in effetti la circostanza che la procedura fiscale -con il suo
eventuale corollario di un contenzioso di carattere amministrativo-giudiziario,
da effettuarsi nelle forme stabilite dal diritto tributario- fosse terminata,
pendente o neppure iniziata, se da un lato poteva senz’altro importare al
debitore d’imposta (in casu: la fallita), dall’altro però non risultava in
alcun modo determinante per il terzo creditore che interveniva nell’ambito
dell’azione di contestazione dell’elenco oneri, tanto è vero che questi nella
procedura civile di cui all’art. 250 LEF (basata, diversamente da quella
fiscale, sul principio attitatorio) poteva comunque ancora contestare
l’esistenza, l’ammontare ed il rango del credito insinuato dall’ente pubblico,
ritenuto che spettava a quest’ultimo -in base ai principi che regolano l’onere
della prova (art. 8 CC; IICCA 22 maggio 1995 in re G.M. SA/Comune di G.
e lc., 27 settembre 1995 in re L.K./S.C.T., 29 agosto 1996 in re G.K./S.C.T., 4
novembre 1996 in re S. in liq./Comune di A.; Cocchi/Trezzini, CPC, ad
art. 183, n. 12; Brunner/Houlmann/Reutter, Kollokations- und
Widerspruchsklagen nach SchKG, Berna 1994, p. 129)- provare che le premesse per
iscrivere in graduatoria il credito fiscale erano date. 

                                         Vero è che in alcune
recenti sentenze, era stata indicata l’applicazione dell’art. 63 RUF da parte
del giudice civile nel caso in cui la procedura fiscale fosse ancora pendente,
o ancora in assenza della prova della sua effettiva crescita in giudicato (IICCA
5 maggio 1994 in re S. in liq./Comune di B., 26 maggio 1994 in re G.K./S.C.T.,
4 novembre 1996 in re S. in liq./Comune di A.): come noto, in virtù di questa
norma i crediti che formano oggetto di liti già pendenti davanti all'autorità
giudiziaria al momento dell'apertura del fallimento vengono dapprima registrati
nella graduatoria soltanto pro memoria, senza fare oggetto di speciale
decisione da parte dell'amministrazione, precisando ai capoversi seguenti che,
se il processo viene continuato, il credito sarà, a seconda dell'esito di
quella procedura, cancellato o collocato definitivamente nella graduatoria
(cfr. anche Fritsche/Walder, op. cit., ibidem). Tale indirizzo deve
tuttavia essere abbandonato: in primo luogo per il fatto che la competenza ad
annotare un credito pro memoria ex art. 63 RUF spetterebbe unicamente
all’amministrazione del fallimento o, a seguito di un reclamo giusta l’art. 17
LEF, alla Camera di esecuzione e fallimento del Tribunale di appello quale
autorità di vigilanza (cfr. Lorandi/Camponovo, Die Kollokation
öffentlich-rechtlicher Geldforderungen im Konkurs und beim Nachlassvertrag mit
Vermögensabtretung, in AJP 1993 p. 1476; Pedroli, op. cit., p.
554) -ciò che comporterebbe l’inammissibilità di un’eventuale annotazione
ordinata dal Pretore o da questa Camera civile d’appello (IICCA 29
novembre 1993 in re G. e lc./Banca X; DTF 86 III 23); in secondo luogo
vista la sostanziale irrilevanza della procedura fiscale per il terzo
creditore, perché non vi è alcun valido motivo per derogare alla regola
generale e con ciò escludere in tali circostanze la competenza materiale del
giudice civile.

                                      

                                   3.   Ciò premesso, nella
fattispecie si tratta di esaminare se possano essere iscritte nell’elenco oneri
da un lato le imposte immobiliari 1988-1993 (cons. 4) e dall’altro le imposte
sull’utile relative agli anni 1990-1993 (cons. 5).

 

                                   4.   imposte
immobiliari 1988-1993 

 

                                         Concretamente,
mentre la registrazione nell’elenco oneri della graduatoria dell’imposta
immobiliare 1993 non può essere ammessa, tale imposta non essendo dovuta dalla
fallita, ma rientrando invece tra i debiti della massa -l’imposta immobiliare
1993 è infatti a carico di colui che è proprietario dell’immobile il 1.1.1993
(art. 89 vLT; Bottoli, Lineamenti di diritto tributario ticinese, Porza
1977, p. 194)- nulla osta all’iscrizione delle imposte immobiliari 1988 - 1992:
il credito fiscale è infatti scaduto (art. 217 cpv. 4 lett. d e art. 89 vLT) ed
esigibile, mentre non è più contestato a questo stadio della lite che l’imposta
immobiliare possa regolarmente godere del beneficio dell’ipoteca legale.

                                         Quanto
all’ammontare del credito fiscale dovuto -per altro nemmeno contestato-,
quest’ultimo dipende dal valore di stima del fondo, atteso che per l’imposta
cantonale si farà capo all’aliquota dello 0.2 % (art. 92 lett. b vLT): nel caso
concreto, tenuto conto che il valore di stima dell’immobile della fallita è di
fr. 2’239’160.- (cfr. doc. C, F e 2; anche se l’ente pubblico ha insinuato le
sue richieste sulla base di un valore di stima di fr. 2’230’160.-) l’imposta
immobiliare annualmente dovuta può senz’altro essere confermata in fr.
4’460.30, come postulato dall’appellante.

 

                                   5.   imposte
sull’utile 1990-1993 

 

                                         Pacifico che l’imposta
sull’utile di una società immobiliare e meglio l’imposta su quella parte di
utile che deriva direttamente dalla gestione di un immobile possa godere del
beneficio dell’ipoteca legale (IICCA 29 agosto 1995 in re G.K./S.C.T.,
27 settembre 1995 in re L.K./S.C.T.), è innanzitutto chiaro che le imposte
sull’utile 1991-1993 non possono essere ammesse e ciò già per il semplice fatto
che il convenuto ed appellante non ha saputo portare alcun elemento atto a
determinare se ed eventualmente in quale misura tali imposte fossero dovute
(tanto è vero che, per quegli anni, non è stata prodotta né la dichiarazione
d’imposta della fallita, né la relativa tassazione, ordinaria o d’ufficio), non
potendo evidentemente neppure essere sufficiente a tale scopo la sola circostanza
che nell’anno 1990 la società abbia conseguito un utile (è infatti addirittura
notorio che l’utile di una società varia di anno in anno, e ciò per via delle
incognite che si presentano in ogni esercizio annuale).

 

                                         Per l’anno 1990 la
situazione è per contro diversa, se non altro per il fatto che la dichiarazione
d’imposta e la notifica di tassazione sono state allestite e versate agli atti
(doc. 6): dalla documentazione allegata -ed in particolare dal bilancio 1990
della fallita- si è così potuto appurare che la società in questione in
quell’esercizio aveva conseguito un utile di fr. 43’763.- e che altri fr.
6’585.- erano stati accantonati per il pagamento delle imposte; quanto alla
ripresa operata dal fisco per “interessi sul capitale proprio dissimulato”, la
stessa è stata calcolata conformemente al diritto tributario (la relativa
aggiunta corrisponde infatti alla differenza tra tutti gli interessi passivi
esposti dalla società nel conto perdite e profitti e quelli massimi ammessi, a
loro volta calcolati retribuendo il capitale proprio dissimulato -la parte di
capitale eccedente quello imponibile, che per una società immobiliare non può
essere inferiore ad 1/5 degli attivi determinanti (attivi del bilancio dedotte
le perdite riportate)- in base a tassi d’interesse stabiliti annualmente
dall’Amministrazione federale delle contribuzioni con i prontuari 1° febbraio e
10 luglio 1990; cfr. art. 71 e 79 vLT; RDAT II/1994 sentenza 8t p. 359 e
segg.), di modo che va senz’altro confermata quale ulteriore elemento
dell’utile la somma di fr. 24’157.-. 

                                         Essendo stato provato un
utile imponibile di fr. 74’505.- (fr. 43’763.- + fr. 6’585.- + fr. 24’157.-),
la relativa imposta sull’utile ammonta a fr. 8’940.- (art. 72 vLT); tenuto
conto che in quell’anno una minima parte dell’utile (fr. 8’235.25 su fr.
189’180.25) non è stato conseguito tramite gli affitti, ma tramite una
posizione “interessi attivi”, che come tale non concerne direttamente
l’immobile, la somma al beneficio dell’ipoteca legale va ridotta a fr. 8’550.85.       

 

                                   6.   Poiché
l’appellata non ha contestato le modalità di conteggio degli interessi dovuti
sull’imposta, nel presente giudizio gli stessi -anche se chiesti per la prima
volta solo in questa sede, ciò che tuttavia non osta alla ricevibilità della pretesa
(Rep. 1984 p. 325; IICCA 3 ottobre 1991 in re H. e llcc./N. e
llcc., 7 luglio 1993 in re B./C SA, 31 maggio 1994 in re l. SA/O., 23 agosto
1994 in re F./N. SA)- verranno riconosciuti secondo la medesima proporzione con
cui sono stati insinuati a suo tempo (IICCA 22 maggio 1995 in re G.M.
SA/Comune di G. e lc., 27 settembre 1995 in re L.K./Comune di A.). Quanto agli
accrediti a favore della società fallita, mentre quello relativo alla
tassazione 1989 è compensato dal fatto che l’ente pubblico ha rinunciato nel
corso di causa a chiedere l’imposta sull’utile relativa a quell’anno, quello di
fr. 3’426.- deve essere senz’altro dedotto dall’imposta dovuta nel 1990.

                                         Le
imposte a favore dello Stato, al beneficio dell’ipoteca legale, saranno quindi
per l’anno 1988 di fr. 5’116.10 (capitale fr. 4’460.30 + interessi fr. 655.80),
per l’anno 1989 di fr. 4’573.70 (capitale fr. 4’460.30 + interessi fr. 113.40),
per l’anno 1990 di fr. 9’832.70 (capitale fr. 4’460.30 + imposta sull’utile fr.
8’550.85 ./. accrediti fr. 3’426.- + interessi fr. 247.55), per l’anno 1991 di
fr. 4’583.- (capitale fr. 4’460.30 + interessi fr. 122.70) e per l’anno 1992 di
fr. 4’552.55 (capitale fr. 4’460.30 + interessi fr. 92.25).

 

                                   7.   Ne discende che, in
parziale accoglimento dell’appello, i crediti d'imposta cantonale 1988-1992 di
complessivi fr. 28’658.05 vengono mantenuti nell’elenco oneri della
graduatoria, mentre l’imposta 1993 viene stralciata.

 

                                   8.   La
tassa di giustizia, le spese e le ripetibili di primo e secondo                           grado
seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

                                      

 

Per i quali motivi,

richiamati, per le spese gli art. 148 CPC e seg. e la TG

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

                                      

                                    I.   L'appello 13 marzo
1997 dello Stato del Cantone Ticino è parzialmente accolto.

                                         Di conseguenza la sentenza
3 marzo 1997 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 5, è così
riformata:

 

1. La petizione è parzialmente accolta.

§  L’elenco oneri speciale dell’8 luglio 1996 relativo
alla part. __________ RFD di __________ deposto come parte integrante della
graduatoria del fallimento della __________ in liquidazione è modificato nel
senso che i crediti d’imposta insinuati dallo Stato del Cantone Ticino per gli
anni 1988-1992 vengono iscritti per complessivi fr. 28’658.05 nel medesimo,
mentre il credito d’imposta 1993 viene stralciato.

2. La tassa di giustizia in fr. 1’200.- da anticipare
dall’attrice resta a suo carico per 4/9, mentre i restanti 5/9 sono a carico
della parte convenuta, con l’obbligo di rifondere alla controparte fr. 500.- a
titolo di ripetibili parziali.

 

                                   II.   Le spese della
procedura d'appello, consistenti in

 

                                         a) tassa di giustizia                             fr.           480.-

                                         b) spese                                               fr.
            20.-

                                         Totale                                                    fr.           500.-

 

                                         da anticiparsi
dall'appellante, restano a suo carico nella misura di 1/2 e per 1/2 sono poste
a carico dell’appellata, compensate le ripetibili d’appello.

 

                                  III.   Intimazione a: -
__________

                                      

                                         Comunicazione alla Pretura
del distretto di Lugano, Sezione 5

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario