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**Case Identifier:** 0dfda935-b368-5060-b186-e1556f3b8f99
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-12-14
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 14.12.2020 RR.2020.134
**Docket/Reference:** RR.2020.134
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2020-134_2020-12-14

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Angola. Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Angola. Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Angola. Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Angola. Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP).

Sentenza del 14 dicembre 2020 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 
Roy Garré, Presidente, 
Giorgio Bomio-Giovanascini e Stephan Blättler, 
Cancelliere Giampiero Vacalli 

   
 

Parti  A. INC., rappresentata dall'avv. Lucien W. Valloni,  
 

Ricorrente 
   
  contro 
   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  
 

Controparte 
 

   
Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all’Angola  
 
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2020.134 
 

 

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 Fatti: 

A. In seguito alla trasmissione spontanea di informazioni del 18 settembre 2017 
del Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC), che aveva come 
oggetto relazioni bancarie riconducibili a B. in Svizzera, e dopo aver aperto un 
procedimento penale nei suoi confronti, il 16 novembre 2017 le competenti au-
torità angolane hanno presentato alla Svizzera una domanda di assistenza giu-
diziaria, completata in data 16 giugno 2019, nell’ambito del procedimento pe-
nale nei confronti di B. per titolo di riciclaggio di denaro (art. 60 della legge 34/11 
del 12 dicembre 2011), corruzione attiva e passiva (art. 37 e seg. della legge 
3/14 del 10 febbraio 2014) e altri reati. In sostanza, i conti dell’indagato sareb-
bero in relazione con l’esercizio di attività corruttive e di riciclaggio connesse 
con le attività imprenditoriali internazionali del gruppo C. Tra il 2008 e il 2019 B. 
ha ricoperto diverse funzioni pubbliche in Angola, il guadagno provento della 
sua attività non giustificherebbe però le ingenti somme di denaro depositate 
sulle relazioni bancarie in Svizzera. In particolare, la relazione n. 1 intestata alla 
società A. Inc. presso la banca E., di cui B. era avente diritto economico, è stata 
alimentata, tra novembre 2011 e maggio 2014, con valori per un totale di 
USD 10'999'815 da società riconducibili direttamente o indirettamente al gruppo 
C. Una parte di detti valori è in seguito stata trasferita su altri conti, tra i quali ne 
figurano alcuni intestati a B. Nel corso di varie inchieste penali è emerso che il 
gruppo C. si garantiva l’aggiudicazione di importanti appalti pubblici grazie alla 
costituzione di fondi neri, mediante i quali ricompensava con delle tangenti po-
litici ed ex-direttori di società statali e para-statali nei Paesi in cui operava. I 
vertici delle predette società, d’intesa con la D. SA pagavano consapevolmente 
prezzi maggiorati per la fornitura di beni e servizi, sapendo che la differenza tra 
i costi effettivi e gli importi spesi veniva poi loro retrocessa. Il sistema messo in 
atto per la retrocessione era estremamente strutturato e coinvolgeva diverse 
società di sede e conti bancari in diversi Paesi. In altre parole, le relazioni ricon-
ducibili a B. sarebbero collegate alle predette attività illecite contestate alla 
D. SA, in quanto destinatarie di accrediti in provenienza da fondi prevalente-
mente costituiti per compiere attività corruttive (v. act. 1.2). 
 
Con la sua domanda, l’autorità rogante ha chiesto, tra gli altri, l’edizione della 
documentazione bancaria dall’apertura alla data della commissione rogatoria 
della relazione n. 1 intestata alla società A. Inc. presso la banca E. (v. act. 1.25 
e 1.29). 
 

 
B. Con decisione del 4 novembre 2019, il MPC, cui l’Ufficio federale di giustizia (in 

seguito: UFG) ha delegato l’esecuzione della domanda (v. act. 1.26), è entrato 
nel merito della domanda presentata dall’autorità estera (v. act. 1.31). 
 
 

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C. Con decisione incidentale dello stesso giorno, il MPC ha acquisito nell’incarto 
rogatoriale la documentazione afferente alla relazione n. 1 intestata alla società 
A. Inc. presso la banca E. (già in possesso del MPC nell’ambito del procedi-
mento interno SV.17.0279) (v. act. 19.1). 
 
 

D. Con decisione di chiusura del 30 aprile 2020, il MPC ha ordinato la trasmissione 
di parte della documentazione afferente alla relazione n. 1 presso la banca E. 
(v. act. 1.2). 
 
 

E. Il 3 giugno 2020, la società A. Inc. ha interposto ricorso avverso la suddetta 
decisione di chiusura dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale 
federale, chiedendo che il dispositivo n. 1 della decisione di chiusura venga an-
nullato e che la domanda rogatoriale del 16 novembre 2017, unitamente al com-
plemento del 16 giugno 2019, venga respinta. La ricorrente domanda inoltre 
l’annullamento del dispositivo n. 2 della decisione di chiusura con conseguente 
restituzione dei documenti concernenti la relazione n. 1 presso la banca E. In 
via subordinata essa chiede l’annullamento della decisione di chiusura con rin-
vio all’istanza precedente per una nuova decisione ai sensi dei considerandi 
(v. act. 1). 
 
 

F. Con risposta del 31 luglio 2020, il MPC ha postulato la reiezione del gravame 
nella misura della sua ammissibilità (v. act. 11). 
 
 

G. Con scritto dello stesso giorno, l’UFG ha comunicato a questa Corte di rinun-
ciare a presentare una risposta nell’ambito della procedura in oggetto, rimetten-
dosi al prudente giudizio di questa Corte (v. act. 12). 
 
 

H. Con scritto del 6 agosto 2020, la ricorrente ha inoltrato copia di una sentenza 
spagnola che concerne B., la quale confermerebbe la mancanza della punibilità 
in Angola dei fatti contestatigli in questo procedimento (v. act. 14). 
 

 
I. Con replica del 27 agosto 2020, trasmessa per conoscenza al MPC e all’UFG 

(v. act. 21), unitamente allo scritto del 6 agosto 2020 di cui sopra (lett. H), la 
ricorrente ha riconfermato le proprie conclusioni ricorsuali (v. act. 20). 
 
Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, 
nei considerandi in diritto. 
 
 

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 Diritto: 

1.  
1.1 Il ricorso è redatto, legittimamente, in lingua tedesca. Non vi è tuttavia motivo di 

scostarsi dalla regola secondo cui il procedimento si svolge nella lingua della 
decisione impugnata, in concreto quella italiana (v. art. 33a cpv. 2 PA). 
 

1.2 La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale giudica i ricorsi contro 
le decisioni di prima istanza delle autorità cantonali o federali in materia di assi-
stenza giudiziaria internazionale, salvo che la legge disponga altrimenti (art. 25 
cpv. 1 legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale [AIMP; 
RS 351.1] del 20 marzo 1981, unitamente ad art. 37 cpv. 2 lett. a legge federale 
sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione [LOAP; 
RS 173.71] del 19 marzo 2010). 
 

1.3 Vista la natura dei reati oggetto della rogatoria angolana, applicabili alla fatti-
specie sono gli art. 43 e segg. della Convenzione delle Nazioni Unite contro la 
corruzione (in seguito: UNCAC), conclusa il 31 ottobre 2003, entrata in vigore 
per l’Angola il 28 settembre 2006 e per la Svizzera il 24 ottobre 2009 
(RS 0.311.56). Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto 
in tale convenzione non regola espressamente o implicitamente, come pure 
quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assistenza rispetto a quello pat-
tizio (cosiddetto principio di favore), si applicano la legge sull'assistenza in ma-
teria penale, unitamente alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 
cpv. 1 AIMP; DTF 142 IV 250 consid. 3; 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 con-
sid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 3.1). È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali 
(DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c). 
 

1.4 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-
tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti 
atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 
12 cpv. 1 AIMP; v. DANGUBIC/KESHELAVA, Commentario basilese, 2015, n. 1 e 
segg. ad art. 12 AIMP), di cui al precedente considerando. 

 
1.5 Interposto tempestivamente contro la sopraccitata decisione di chiusura, il ri-

corso è ricevibile sotto il profilo degli art. 25 cpv. 1, 80e cpv. 1 e 80k AIMP. 
 

1.6 La ricevibilità del gravame presuppone tuttavia anche la legittimazione a ricor-
rere degli insorgenti giusta l'art. 80h AIMP. In base a quest'ultima disposizione, 
oltre all'UFG (art. 80h lett. a AIMP), ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
personalmente e direttamente da una misura d'assistenza giudiziaria e ha un 
interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa 
(art. 80h lett. b AIMP; v. anche l'art. 21 cpv. 3 AIMP per quanto concerne le 

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persone contro cui è diretto il procedimento penale all'estero). Il concetto di per-
sona toccata ai sensi dei predetti articoli di legge trova concretizzazione sia 
nella giurisprudenza che all'art. 9a OAIMP. Per essere considerato personal-
mente e direttamente toccato da una misura di assistenza giudiziaria interna-
zionale, il ricorrente deve avere un legame sufficientemente stretto con la deci-
sione litigiosa (DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1; 123 II 161 consid. 1 d/aa). Più 
concretamente, nel caso del blocco di un conto è considerato personalmente e 
direttamente toccato il titolare del conto (DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1 e 6.1, 
con rinvii, e 118 Ib 547 consid. 1d). In via giurisprudenziale è stato altresì pre-
cisato che gli interessati toccati solo in maniera indiretta, come ad esempio il 
mero avente diritto economico di un conto bancario, non possono impugnare 
tali provvedimenti (DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1 e 122 II 130 consid. 2b e rinvii). 
 
In concreto, con il ricorso è stata inoltrata una procura datata 25 settembre 2017 
firmata da B. (v. act. 1.1). Con scritto dell’8 giugno 2020, questa Corte, confor-
memente all’art. 52 cpv. 2 e 3 PA, ha invitato a produrre svariati documenti al 
fine di regolarizzare il ricorso (v. act. 3). Dopo la concessione di due proroghe 
del termine, con scritto del 27 luglio 2020 sono stati prodotti svariati documenti 
(v. act. 9). Occorre innanzitutto constatare che B. è l’avente diritto economico 
del conto litigioso (v. act. 1, pag. 6), ma non figura tra le persone, indicate nel 
registro pubblico di Panama, abilitate a rappresentare la società in questione 
(v. act. 9.2). Con lo scritto del 27 luglio scorso, è stata prodotta una nuova pro-
cura firmata il giorno prima dalla società F. SA a favore dell’avv. Lucien W. Val-
loni (v. act. 9.5). Ora, nella misura in cui tale società risulta essere la proprietaria 
delle azioni della ricorrente, detenute a titolo fiduciario per conto di B. (v. act. 9, 
pag. 2), ma non figura a sua volta nel registro pubblico panamense tra le per-
sone legittimate a rappresentarla (v. act. 9.2), il ricorso risulta irricevibile per 
mancanza di una procura valida.  

 
 
2. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 della legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA; RS 172.021] richiamato 
l'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP). La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 
cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 
2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura 
penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a 
fr. 3'000.–. Essa è coperta dall'anticipo delle spese di fr. 5'000.– già versato. 
La cassa del Tribunale penale federale restituirà alla ricorrente il saldo di 
fr. 2'000.–. 
 
 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è inammissibile. 

2. La tassa di giustizia di fr. 3'000.– è messa a carico della ricorrente. Essa è 
coperta dall’anticipo delle spese già versato. La cassa del Tribunale penale 
federale restituirà alla ricorrente il saldo di fr. 2'000.–. 

 
 
Bellinzona, 15 dicembre 2020  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Lucien W. Valloni 
- Ministero pubblico della Confederazione 
- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria 

 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 
Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un 
sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta 
e se si tratti di un caso particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente impor-
tante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati violati elementari principi procedurali 
o che il procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).