# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ecb2dcc3-237f-521c-8a1e-043705a6dc59
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-06-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 10.06.1999 52.1999.67
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1999-67_1999-06-10.html

## Full Text

Incarto n.

  52.99.00067

   

  	
  Lugano

  10 giugno 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry
  Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso  23 febbraio 1999 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patrocinata
  dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 3 febbraio 1999 (n. 489) del Consiglio di Stato, che ha respinto
  l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la decisione 14 dicembre
  1998 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione permessi e immigrazione, in
  materia di rifiuto del permesso di domicilio per il figlio __________
  (ricongiungimento famigliare);

  

 

 

viste le risposte:

-      9 marzo 1999 del Consiglio di
Stato;

-    10 marzo 1999 del Dipartimento
delle istituzioni;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   __________ (1956), cittadina
dominicana, è entrata la prima volta in Svizzera nel 1988 per lavorare in
qualità di artista. Il 12 giugno 1992 si è sposata a __________ con __________
(1941), cittadino italiano titolare di un permesso di domicilio, ottenendo un
permesso di dimora per vivere con il marito. Dal 12 giugno 1997 è anch'essa
domiciliata in __________. La ricorrente è madre di __________ (16 aprile 1979)
e di __________ (5 agosto 1981), nati da precedenti relazioni con il connazionale
__________. Il 14 dicembre 1992 __________ ha raggiunto la madre in Svizzera ed
è attualmente al beneficio di un permesso di dimora con prossima scadenza
fissata al 12 giugno 1999.

 

 

                                  B.   Con decisione 14 dicembre
1998, l'allora Sezione degli stranieri del Dipartimento delle istituzioni ha
respinto la domanda di entrata in Svizzera presentata da __________ volta a
ricongiungersi con la madre e la sorella. L'autorità ha ritenuto che non vi
fossero rapporti stretti e duraturi con la madre da quando quest'ultima risiede
in Svizzera. Inoltre essa non aveva mai indicato di avere un figlio residente
nel proprio paese d'origine. La risoluzione è stata resa in virtù degli art. 4,
16, 17 LDDS e 8 ODDS.

 

 

                                  C.   Adìto da __________, il
Consiglio di Stato ne ha respinto il gravame il 3 febbraio 1999. Il Governo ha
in sostanza confermato la decisione dipartimentale, considerando che non
fossero adempiuti i requisiti per autorizzare il ricongiungimento famigliare giusta
gli art. 17 cpv. 2 LDDS e 8 CEDU. Secondo l'Esecutivo cantonale, non è stato
apportato alcun elemento oggettivo che potesse giustificare il ricongiungimento.
L'autorità ha dato rilievo in particolare alla durata pluriennale della separazione
tra madre e figlio, alla mancata notifica fino a quel momento dell'esistenza di
quest'ultimo, alla carenza di provate relazioni strette, durature ed
effettivamente vissute, nonché al fatto che __________ ha sempre vissuto nella
__________ presso il padre e successivamente presso la nonna materna.

 

 

                                  D.   Contro la predetta pronunzia
governativa, __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando che a __________ venga
rilasciato un permesso per soggiornare in Svizzera. Sostiene che il legame con
il figlio sarebbe intatto ed effettivamente vissuto. Adduce di non averne mai
indicato in precedenza l'esistenza e di non averne richiesto il ricongiungimento,
in quanto egli viveva con il padre il quale solo recentemente avrebbe acconsentito
al suo espatrio.

 

 

                                  E.   All'accoglimento del gravame
si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con argomenti di cui
si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In materia di diritto
degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a
statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui quest'ultime sono suscettibili di
essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
(cfr. art. 10 lett. a LALPS).

 

1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in materia di
polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento
la legislazione federale non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce che
l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della
legge e dei trattati con l'estero, in merito alla concessione del permesso di
dimora o di domicilio. Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un
simile permesso solo laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare
del diritto federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a,
388 consid. 1a con rinvii).

 

1.3. Non esiste alcun trattato conchiuso tra la
Confederazione svizzera e la __________ che regoli in modo specifico il soggiorno
in __________ dei cittadini dominicani, dal quale potrebbe scaturire un diritto
al rilascio di un permesso a titolo di ricongiungimento famigliare.

 

1.4. Giusta l'art. 17 cpv. 2 LDDS i figli celibi d'età
inferiore ai 18 anni hanno il diritto di essere inclusi nel permesso di domicilio
dei genitori, a condizione che essi vivano con quest'ultimi. In concreto, la
ricorrente è domiciliata in __________ dal giugno 1997. Quando __________ ha
richiesto un permesso per vivere con la madre, egli aveva 17 anni:
conformemente alla norma menzionata, di principio, esso dispone dunque di un
diritto al permesso sollecitato. Se quindi la censura di violazione dell'art.
17 cpv. 2 LDDS fosse sollevata innanzi al Tribunale federale attraverso un ricorso
di diritto amministrativo, la Corte federale la dichiarerebbe ammissibile in applicazione
dell'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG. Il gravame è pertanto ricevibile anche
avanti al Tribunale cantonale amministrativo. Il quesito di sapere se, in concreto,
la pretesa citata conduca al rilascio del permesso postulato è una questione di
merito e non di ammissibilità.

 

1.5. Lo straniero che ha uno stretto legame di parentela con
una persona che possiede un permesso di domicilio in Svizzera può invocare, a
protezione della propria vita familiare, l'art. 8 CEDU. In tal caso, se il
legame è intatto ed effettivamente vissuto, la libertà delle autorità cantonali
di rifiutare un permesso di soggiorno (cfr. art. 4 LDDS) è limitata e contro
una decisione di rifiuto è ammissibile il ricorso di diritto amministrativo
dinanzi al Tribunale federale in applicazione dell'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG (DTF 122 II 5 consid. 1e, 292 consid. 1e, 389 consid. 1b, 93 consid. 1c) e,
di riflesso, nella presente sede attraverso il rinvio di cui all'art. 10 lett.
a LALPS. La legittimazione a ricorrere compete in questi casi sia allo
straniero a cui è stato negato il permesso, sia al parente con il quale egli
intende ricongiungersi in Svizzera (DTF 119 Ib 84 consid. 1c). Nella
fattispecie, la ricorrente sostiene di aver mantenuto con __________ un legame
intenso e vivo. Per la soluzione della vertenza non è ad ogni buon conto
necessario esaminare più a fondo la natura e l'intensità del legame familiare
che lega la madre al figlio. In effetti, per le ragioni che seguono (cfr. consid.
4), nella misura in cui la censura di violazione dell'art. 8 CEDU fosse ammissibile,
essa andrebbe comunque respinta nel merito.

 

1.6. Il gravame, tempestivo (art. 10 LALPS e 46 cpv. 1 PAmm)
e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm),
è ricevibile in ordine. Per i motivi che saranno precisati in seguito il
giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza procedere al richiamo dal
Consolato della __________ della normativa relativa al consenso paterno
all'espatrio di minori, nonché della statistica sulle autorizzazioni ex art. 17
LDDS rilasciate negli ultimi 7 anni in Ticino concernenti i giovani ultra
16enni. Questi atti, come si vedrà in seguito, non appaiono infatti idonei a procurare
a questo Tribunale la conoscenza di ulteriori elementi di rilievo per il
giudizio (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   Il Tribunale federale ha
già avuto modo di constatare che l'art. 17 cpv. 2 LDDS non è stato pensato per
regolare il ricongiungimento familiare nell'ambito delle famiglie monoparentali.
Del resto, il testo stesso della norma indica che il citato diritto sussiste
unicamente se i figli "vivono con i genitori". Nondimeno, lo
scopo del disposto impone di ammettere la sua applicazione anche laddove non è
richiesto il ricongiungimento dell'intera famiglia in quanto i genitori sono
separati o divorziati. In questo caso i figli hanno però diritto di essere
inclusi nel permesso del genitore domiciliato in Svizzera, solo se è con
quest'ultimo che essi hanno le relazioni famigliari più intense. Nella valutazione
di tale aspetto, si deve tenere conto non soltanto delle circostanze passate,
ma anche di eventuali cambiamenti successivi e delle prospettive future (DTF
118 Ib 159 consid. 2b). Va poi osservato che l'art. 17 cpv. 2 LDDS ha come
scopo di concedere ai genitori la possibilità di vivere in comunione con i propri
figli. Esso può di conseguenza essere invocato solo per favorire una tale convivenza;
ciò non è il caso se lo straniero domiciliato in Svizzera vive separato dai
figli per anni e poco prima che essi compiano i diciotto anni li fa venire nel
nostro paese. Un'eccezione può unicamente sussistere se validi motivi hanno
impedito un ricongiungimento più tempestivo (DTF 119 Ib 88 consid. 3a). Va osservato
che per giurisprudenza, anche qualora uno dei genitori viva in Svizzera e il
figlio sia restato al paese d'origine in cura ad una terza persona o presso un
altro famigliare che non sia né il padre né la madre, valgono per analogia i
principi testé menzionati (RDAT II-1998 N. 41 pag. 151). Una situazione di
questo genere denota di norma una profonda rottura del legami famigliari e dà
adito a dubbi circa l'intensità degli stessi (STF 3 dicembre 1997 inedita in re
L. consid. 3b).

 

 

                                   3.   In concreto, __________ è
entrata la prima volta in Svizzera nel 1988 per lavorarvi tramite successivi
permessi di soggiorno di breve durata. A seguito del matrimonio contratto con
__________ nel 1992, essa ha ottenuto un permesso di dimora. A quel momento
__________ e __________ avevano rispettivamente 13 e 11 anni. Nel contempo la
ricorrente ha richiesto il ricongiungimento famigliare solo per la figlia,
lasciando per contro __________ nel proprio paese d'origine: inizialmente in
affidamento al padre naturale, in seguito presso la nonna (v. ricorso ad 2.f)
senza mai manifestare l'intenzione di farsi raggiungere dallo stesso.
__________ ha quindi sempre vissuto nella __________, dove ha pure frequentato
le scuole. E' quindi in questo Paese che esso ha i legami sociali e culturali
più stretti. La separazione dalla madre dura da almeno 6 anni. Durante questo
lungo lasso di tempo l'insorgente adduce di essersi recata annualmente al
proprio Paese d'origine. Sostiene pure di aver mantenuto da sempre i contatti
con il figlio tramite lettere, invio di denaro, telefonate e di essere pure
titolare del contratto di affitto della casa ove il figlio risiede. Sennonché a
prescindere dal fatto che la semplice documentazione prodotta non è ancora atta
a rendere verosimile la tesi della ricorrente, va rilevato che è comunque del
tutto naturale che madre e figlio mantengano dei rapporti durante gli anni di separazione
e non basta, da solo, a far apparire questa relazione famigliare prevalente su
quelle esistenti nel proprio Paese d'origine, segnatamente con la nonna la
quale si occupa dal 1994 della sua educazione. Inoltre non si può certo
sostenere che la madre abbia dimostrato di essersi assunta la responsabilità
dell'educazione del figlio a distanza. Dalle tavole processuali non risulta
nemmeno che, per rapporto al momento in cui la nonna si è assunta la cura del
nipote, che la situazione famigliare di quest'ultimo sia mutata al punto da
rendere necessario il suo trasferimento in Svizzera presso la madre.
Quest'ultima si limita del resto ad affermare che la nonna è anziana ma non
sostiene che in futuro non possa occuparsi del nipote diciassettenne. La
ricorrente giustifica il ritardo del ricongiungimento, adducendo che il padre
naturale le avrebbe affidato la tutela del figlio ("vigilanza e
custodia") solo il 14 novembre 1998 (v. doc. D: dichiarazione giurata di
__________). Sennonché risulta invero difficile credere che ciò abbia potuto
effettivamente costituire un impedimento per la venuta in Svizzera del figlio.
Il consenso del padre, il quale del resto non si occupa più delle cure e dell'educazione
del figlio almeno dal 1994, è infatti successivo alla domanda di autorizzazione
di entrata in Svizzera. Come ha pertinentemente osservato il Governo nella
risposta al presente ricorso, qualora il legame tra madre e figlio fosse
davvero intenso e prioritario su qualsiasi altra relazione, la madre avrebbe
dovuto tentare di ottenere in precedenza l'autorità parentale sul figlio quando
aveva un'età in cui necessitava maggiormente della presenza della madre. Invece
la ricorrente ha voluto privilegiare il ricongiungimento con la figlia
__________, limitandosi a sostenere di aver ritenuto prioritaria la sua sorveglianza
educativa. Tale scelta denota ulteriormente che il legame della ricorrente con
il figlio non è intenso. Va pure tenuto in debita considerazione
l'atteggiamento assunto dall'insorgente, la quale ha sottaciuto l'esistenza del
figlio alle competenti autorità di polizia degli stranieri, fornendo altresì
informazioni inesatte sulla propria prole (art. 3 cpv. 2 LDDS e 8 cpv. 4 ODDS).
Tale modo di agire suscita ulteriori dubbi circa l'intensità del legame. In
questo senso non si vedono oggettivamente quali siano potuti essere i fattori
che hanno impedito alla ricorrente, durante tutti questi anni, di avviare le
pratiche per ricongiungersi con il figlio se non, presumibilmente, la volontà
che quest'ultimo trascorresse la sua infanzia nella __________ per in seguito
venire in __________ al fine di avere un futuro migliore, segnatamente una
formazione e un avvenire professionale più favorevoli di quelli ottenibili nel
suo paese d'origine. Visto quanto precede, si deve concludere che i presupposti
di cui all'art. 17 cpv. 2 LDDS non sono adempiuti e che il principio della
proporzionalità non è stato violato. Il ricorso, su questo punto, va dunque
respinto. Di conseguenza non è nemmeno necessario richiamare la statistica sul
rilascio dei permessi concessi negli ultimi 7 anni dal dipartimento concernenti
i giovani tra i 16 e i 18 anni, dato che siffatte autorizzazioni sono
subordinate a precise condizioni che, nel caso in rassegna, non sono state adempiute.

 

 

                                   4.   Occorre ora esaminare se la
decisione impugnata viola l'art. 8 CEDU.

 

4.1. Giusta l'art. 8 CEDU ogni persona ha diritto al rispetto
della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e della sua corrispondenza
(n. 1). Non può esservi ingerenza della pubblica autorità nell'esercizio di
tale diritto se non in quanto tale ingerenza sia prevista dalla legge e in
quanto costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria per
la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, il benessere economico del paese, la
prevenzione dei reati, la protezione della salute o della morale, o la
protezione dei diritti e delle libertà altrui (n. 2).

 

4.2. L'art. 8 CEDU tutela, tra l'altro, la relazione familiare
tra genitori e figli. Non assicura tuttavia alla persona residente in Svizzera
un diritto assoluto di far venire nel nostro paese un suo familiare,
segnatamente quando essa stessa ha preso la decisione di vivere separata da
quest'ultimo per venire a risiedere in __________. Tale principio vale, a
maggior ragione, laddove gli interessati dimostrano con il loro comportamento
che il permesso richiesto non è volto in primo luogo a permettere una vita familiare
comune, bensì al raggiungimento di altri obiettivi (DTF 122 II 392 consid. 4b
con rinvii; 119 Ib 91 consid. 4a; 118 Ib 153 consid. 2c). Difatti, in presenza
di un'ingerenza nella vita famigliare giustificata ai sensi dell'art. 8 n. 2
CEDU dalla politica restrittiva in materia di stranieri praticata dalla
Svizzera - in particolare dalla salvaguardia del mercato svizzero del lavoro e
dal mantenimento di un rapporto equilibrato tra popolazione svizzera e
straniera - appare legittimo rifiutare un permesso di entrata e di soggiorno
sul nostro territorio al figlio di uno straniero quando la separazione della
famiglia risulta dalla libera scelta o volontà del genitore residente in
__________, non sussistono interessi familiari preponderanti che impongono una
modifica delle relazioni esistenti rispettivamente una modifica si appalesa
imperativa, ed infine che la continuazione delle relazioni familiari non siano
ostacolate dall'autorità (ibidem).

 

4.3. In concreto, è da escludere che l'art. 8 CEDU imponga il
rilascio del controverso permesso od anche solo appaia violato. Intanto la
ricorrente è partita volontariamente dalla __________ ed altrettanto
volontariamente si è separata da __________. L'insorgente non ha inoltre reso
verosimile la sussistenza di interessi famigliari preponderanti che esigano una
modifica delle relazioni esistenti. In simili circostanze, poiché l'avversato
diniego del permesso trae indiscutibilmente origine dalla politica restrittiva
in materia di stranieri praticata dal nostro paese, esso deve essere considerato
giustificato. Questa soluzione si impone a maggior ragione se si tien conto
che, come è già stato spiegato dianzi, sussistono più che fondati motivi per
ritenere che la venuta in Svizzera del figlio non poggi in misura preponderante
sull'intenzione di riunire la famiglia ma risponda semplicemente al
soddisfacimento di obiettivi di natura squisitamente economica, come migliori
condizioni d'insegnamento o un futuro professionale più favorevole. Va infine
rilevato che nulla impedisce alla madre di continuare a mantenere le relazioni
personali come le ha intrattenute con il figlio finora. Non risulta del resto
che essa abbia incontrato ostacoli di rilievo recandosi nella __________ per
rendergli visita. Anche da questo punto di vista, la decisione impugnata è
compatibile con l'art. 8 CEDU.

 

 

                                   5.   Sulla scorta di quanto
precede il ricorso deve essere respinto.

Tassa e spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 1, 4, 17 cpv. 2 LDDS, 8 ODDS, 8 CEDU, 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 10
lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia e le
spese, per complessivi fr. 800.–, sono poste a carico della ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la presente decisione
nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale, è dato ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale a Losanna nel termine di 30 giorni
dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario