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**Case Identifier:** 593d03f2-d687-5179-85df-4532b825c666
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-01-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.01.2014 A-1876/2013
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-1876-2013_2014-01-06.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte I 

A-1876/2013 

 

  S e n t e n z a  d e l  6  g e n n a i o  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Jürg Steiger e Christoph Bandli,  

cancelliera Sara Friedli. 

 

 
 

Parti 

 
1. A._______,   

2. B._______,   

3. C._______, 

4. D._______,   

5. E._______,   

6. F._______,   

7. G._______,   

8. H._______,   

9. I._______,   

10. J._______,   

11. K._______,   

12. L._______,   

13. M._______,   

14. N._______,   

15. O._______, 

16. P._______,  

17. Q._______,   

18. R._______,   

19. S._______,   

20. T._______,   

21. U._______, 

22. V._______, 

23. W._______,   

24. X._______,   

25. Y._______,   

26. Z._______,  

27. AA._______,  

28. AB._______, 

29. AC._______, 

30. AD._______, 

31. AE._______, 

32. AF._______, 

33. AG._______, 

34. AH._______, 

35. AI._______, 

36. AJ._______, 

37. AK._______, 

38. AL._______, 

39. AM._______, 

40. AN._______, 

41. AO._______, 

42. AP._______, 

43. AQ._______, 

44. AR._______, 

45. AS._______, 

46. AT._______, 

47. AU._______, 

48. AV._______, 

49. AW._______, 

50. AX._______, 

51. AY._______, 

52. AZ._______, 

53. BA._______, 

54. BB._______, 

55. BC._______, 

56. BD._______, 

57. BE._______, 

58. BF._______, 

59. BG._______, 

60. BH._______, 

61. BI._______, 

62. BJ._______, 

63. BK._______, 

64. BL._______, 

65. BM._______, 

66. BN._______, 

67. BO._______, 

68. BP._______, 

69. BQ._______, 

70. BR._______, 

71. BS._______, 

72. BT._______, 

73. BU._______, 

74. BV._______, 

75. BW._______, 

76. BX._______, 

77. BY._______, 

78. BZ._______, 

79. CA._______, 

80. CB._______, 

81. CC._______, 

82. CD._______, 

83. CE._______, 

84. CF._______, 

85. CG._______, 

86. CH._______, 

87. CI._______, 

88. CJ._______, 

89. CK._______, 

90. CL._______, 

91. CM._______, 

92. CN._______, 

93. CO._______, 

94. CP._______, 

95. CQ._______, 

96. CR._______, 

97. CS._______, 

98. CT._______, 

99. CU._______, 

100. CV._______, 

101. CW._______, 

102. CX._______, 

103. CY._______, 

104. CZ._______, 

105. DA._______, 

106. DB._______, 

107. DC._______, 

108. DD._______, 

109. DE._______, 

110. DF._______, 

111. DG._______, 

112. DH._______, 

113. DI._______, 

114. DJ._______, 

115. DK._______, 

116. DL._______,  

117. DM._______, 

118. DN._______, 

119. DO._______, 

120. DP._______, 

121. DQ._______, 

122. DR._______, 

123. DS._______, 

124. DT._______, 

125. DU._______, 

tutti rappresentati da …,  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 

 
Ferrovie Federali Svizzere FFS,  

società anonima di diritto speciale,  

Hochschulstrasse 6, 3000 Bern 65 SBB,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Modifica del contratto di lavoro. 

 

 

A-1876/2013 

Pagina 5 

Fatti: 

A.  

Nel mese di maggio del 2011, la società anonima di diritto speciale FFS 

SA, Risorse umane del Gruppo (di seguito: FFS SA [HR]), ha informato i 

propri dipendenti, tra cui anche A._______ e gli altri 124 consorti (di 

seguito: 125 dipendenti), in forma scritta, circa la modifica del loro 

contratto di lavoro in virtù delle disposizioni contenute nel nuovo contratto 

collettivo di lavoro (CCL FFS 2011). A tale comunicazione sono stati 

allegati il CCL FFS 2011, il prospetto "CCL FFS in breve", il prospetto 

"Nuovo sistema di retribuzione" ed un foglio informativo "Modo di agire in 

caso di modifiche contrattuali". I 125 dipendenti sono stati invitati a con-

trofirmare e ritornare lo scritto qualora ne avessero condiviso il contenuto.  

B.  

Il 1° luglio 2011 è entrato in vigore il nuovo CCL FFS 2011. Esso prevede 

una nuova sistematica di valutazione delle funzioni ed un nuovo sistema 

retributivo. Il passaggio dal vecchio al nuovo sistema retributivo non 

comporta la riduzione del salario dei 125 dipendenti. Coloro i quali 

percepiscono un salario superiore alla fascia salariale attribuita alla loro 

funzione secondo i nuovi criteri introdotti con il CCL FFS 2011, ottengono 

a tempo indeterminato la garanzia salariale denominata "garanzia 2011" e 

la garanzia della metà degli eventuali aumenti generali di salario futuri. 

C.  

Il 14 settembre 2011, i 125 dipendenti – congiuntamente e per il tramite 

dei loro rappresentanti – hanno informato, senza addurre particolari mo-

tivazioni, la FFS SA (HR) di non essere d'accordo con l'attribuzione delle 

rispettive funzioni in base al nuovo sistema previsto dal CCL FFS 2011. 

D.  

Con decisioni 11 aprile 2012, la FFS SA (HR) ha confermato l'attribuzione 

dei ricorrenti al loro rispettivo livello di esigenze, in virtù del nuovo 

sistema di valutazione e retribuzione, con effetto dal 1° luglio 2011. 

E.  

Il 23 maggio 2012, i 125 dipendenti hanno inoltrato – separatamente e 

per il tramite dei loro rappresentanti – ricorso interno chiedendo in via 

cautelare l'annullamento, in virtù dell'effetto sospensivo, della modifica già 

avvenuta del sistema retributivo, nonché, in via principale, l'annullamento 

delle decisioni impugnate rispettivamente il rinvio dei dossier all'autorità di 

prima istanza affinché riveda le modalità di attribuzione del livello di 

A-1876/2013 

Pagina 6 

esigenza. Ciò, con la garanzia di accesso a tutti gli atti e documenti 

rilevanti per l'attribuzione. 

F.  

Con decisioni 19 febbraio 2013, la FFS SA, Servizio giuridico del Gruppo 

(di seguito: autorità inferiore), ha respinto i predetti ricorsi confermando, 

le decisioni della FFS SA (HR). 

G.  

Con ricorsi 5 aprile 2013, i 125 dipendenti interessati dalle decisioni 

dell'autorità inferiore testé citate (di seguito: ricorrenti) – sempre per il 

tramite dei loro rappresentanti – hanno adito il Tribunale amministrativo 

federale postulando, in via cautelare, l'accertamento dell'effetto sospen-

sivo, l'annullamento della mutazione già effettuata nel sistema retributivo 

e di procedere, pendente causa, alla correzione dell'adeguamento 2012 

nonché ad eventuali futuri adeguamenti dei salari facendo astrazione 

della modifica contrattuale. In via principale, essi hanno invece postulato 

l'accoglimento del loro gravame, con conseguente annullamento delle 

decisioni impugnate e rinvio all'autorità di prima istanza affinché riveda le 

modalità di attribuzione dei livelli di esigenza, lasciando inoltre accesso ai 

ricorrenti a tutti gli atti e documenti rilevanti per la loro attribuzione. In 

sostanza, i ricorrenti contestano la procedura adottata dal datore di lavoro 

che ha portato alle modifiche contrattuali, in quanto non solo sarebbe 

contraria al regolamento applicabile, ma anche gravemente viziata e 

arbitraria. I ricorrenti sollevano inoltre varie violazioni del loro diritto di 

essere sentiti, come pure la violazione del principio dell'uguaglianza di 

trattamento. I risultati delle modifiche contrattuali sarebbero poi manife-

stamente insostenibili e condurrebbero a degli effetti perversi. 

H.  

Con ordinanza 15 aprile 2013 lo scrivente Tribunale, ritenendo simili se 

non addirittura identiche le questioni giuridiche di fondo sollevate dai 

singoli ricorrenti, ha congiunto tutte le 125 procedure relative ai ricorsi 

citati secondo il principio dell'economia di procedura sotto il medesimo 

numero di ruolo A-1876/2013. 

I.  

Con scritto del 28 giugno 2013, l'autorità inferiore ha chiesto l'integrale 

respingimento dei ricorsi e la conferma delle decisioni impugnate. 

J.  

Con scritto del 7 ottobre 2013, i ricorrenti hanno rinunciato alle proprie 

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osservazioni finali riconfermandosi nella documentazione precedente-

mente prodotta e nei propri mezzi di prova. 

K.  

Con ordinanza 10 ottobre 2013, lo scrivente Tribunale ha sottolineato che 

i 125 ricorsi hanno effetto sospensivo ex lege. 

L.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessari, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla 

procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità 

menzionate all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribu-

nale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di 

cui all'art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è 

retta dalla PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In 

concreto, gli atti impugnati costituiscono delle decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA, emesse su ricorso dalla società anonima di diritto speciale FFS SA, 

Servizio giuridico del Gruppo, che è un'azienda della Confederazione ai 

sensi dell'art. 33 lett. e LTAF. I presenti 125 ricorsi risultano pertanto di 

competenza dello scrivente Tribunale. 

1.2  

1.2.1 Giusta l'art. 48 cpv. 1 PA, dispone della qualità per ricorrere chiun-

que ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore o è stato 

privato della possibilità di farlo (art. 48 cpv. 1 lett. a; aspetto formale della 

legittimazione), è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 48 lett. b-c; aspetti materiali della legittimazione). Affinché venga 

riconosciuta ad un ricorrente la qualità per ricorrere ai sensi dell'art. 48 

cpv. 1 PA i tre predetti presupposti ivi elencati devono essere adempiuti 

cumulativamente. L'interesse che muove il ricorrente può essere giuridico 

o solo di fatto, occorre però che sia pratico ed attuale (cfr. sentenza del 

Tribunale amministrativo federale A-4887/2011 del 2 maggio 2013 con-

sid. 2.1.3 seg. con rinvii; MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, 

Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2. ed., Basilea 2013, 

A-1876/2013 

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n. marg. 2.60 e segg.). È altresì necessario che il ricorrente sia toccato in 

modo diretto e concreto, più di ogni altro dalla decisione impugnata e che 

egli si trovi in una relazione particolarmente stretta e degna di conside-

razione con l'oggetto della lite (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo 

federale A-4887/2011 del 2 maggio 2013 consid. 2.1.4 con rinvii). 

1.2.2 In casu, i ricorrenti hanno preso parte alla procedura dinanzi 

all'autorità inferiore. Inoltre, in quanto destinatari delle decisioni impu-

gnate che confermano le decisioni 11 aprile 2012 della FFS SA (HR), essi 

sono toccati dalle stesse e vantano pertanto – di principio – un interesse 

a ché le stesse vengano annullate o modificate (cfr. art. 48 cpv. 1 PA). Ciò 

indicato, ci si potrebbe quantomeno interrogare in merito alla sussistenza 

di un interesse attuale, dal momento che per l'immediato le conseguenze 

della modifica contrattuale appaiono piuttosto limitate. Se è vero che con 

l'entrata in vigore del nuovo CCL FFS 2011, i singoli contratti sono stati 

modificati con una rivalutazione della classificazione delle funzioni, è 

anche vero che ai 125 dipendenti, il cui salario è superiore allo spettro 

salariale corrispondente al nuovo livello di esigenze, viene garantito lo 

stipendio attuale grazie alla cosiddetta "garanzia 2011" a tempo 

indeterminato (cfr. art. 113 cpv. 2 CCL FFS 2011), come pure la garanzia 

della metà dell'eventuale aumento generale di salario pattuito (cfr. atti n. 2 

e n. 6 dell'incarto prodotto dall'autorità inferiore [di seguito: inc. FFS]). 

Orbene, allo stato attuale, non è dato ancora di sapere quali saranno a 

lungo termine le conseguenze salariali in rapporto ad una siffatta 

rivalutazione delle funzioni, né tantomeno se nei prossimi anni vi sarà un 

rincaro (con conseguente aumento di stipendio) e in ché misura gli 

stipendi subiranno un aumento o una diminuzione al momento in cui la 

validità del CCL FFS 2011 giungerà ad espirazione il 31 dicembre 2014 

(cfr. art. 210 cpv. 2 CCL FFS 2011). Al contrario, dagli atti dell'incarto 

sembrerebbe piuttosto che di fatto le FFS non abbiano intenzione di 

togliere la predetta garanzia salariale dopo il 2014 (cfr. allegato n. 23 

all'atto n. 8 dell'inc. FFS). Più che un interesse attuale, si tratterebbe 

invero pertanto di un interesse futuro ch'essi possono vantare. Nondime-

no, dal momento che il nuovo CCL FFS 2011 comporta di fatto una nuova 

classificazione delle funzioni e dunque una modifica dei singoli contratti di 

lavoro, si deve comunque concludere che i 125 ricorrenti sono provvisti di 

un sufficiente interesse attuale – se pur limitato – a che lo scrivente 

Tribunale entri nel merito del loro gravame. 

1.3  

1.3.1 Giusta l'art. 52 cpv. 1 PA, l'atto di ricorso deve contenere le conclu-

sioni, i motivi, l'indicazione dei mezzi di prova e la firma del ricorrente o 

A-1876/2013 

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del suo rappresentante; devono essere allegati la decisione impugnata e i 

documenti indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del 

ricorrente. La motivazione del ricorso ha per funzione d'esporre le ragioni 

per cui un atto è impugnato e quali sono le considerazioni in fatto e in 

diritto che il ricorrente reputa erronei. Non è pertanto sufficiente formulare 

delle affermazioni perentorie, senza alcun sviluppo, opponendo sempli-

cemente un'opinione contraria a quella dell'autorità inferiore. La motiva-

zione deve altresì essere topica, ovvero rapportarsi agli elementi della 

causa. La pura e semplice ripetizione degli argomenti già addotti dinanzi 

all'autorità inferiore non adempie ai requisiti di motivazione dell'art. 52 PA 

(cfr. sentenza del Tribunale amministrativo federale A-3713/2008 del 

15 giugno 2011 consid. 3.2 con rinvii). Il ricorrente è dunque tenuto a 

confrontarsi con la decisione impugnata, sostanziando e spiegando 

perché la stessa – e non quella dell'istanza di prime cure – sarebbe errata 

e in ché lederebbe i suoi diritti (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., 

n. marg. 2.222; PIERRE MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 

3. ed., Berna 2011, no. 5.8.1.3, pag. 803 seg.). Non è infatti sufficiente 

sollevare una generica violazione di un diritto per il tramite di esempi 

generici, senza confrontarsi con il proprio caso, spiegando in ché una tale 

violazione sussisterebbe per sé stesso.  

1.3.2 In concreto, lo scrivente Tribunale non può che constatare come la 

motivazione dei 125 ricorsi qui in esame appare piuttosto lacunosa. 

Contrariamente a quanto asserito dai loro rappresentanti, una motivazio-

ne unica e generica non permette invero un esame approfondito dei 

singoli gravami. Orbene, non solo l'esame della situazione personale dei 

125 dipendenti presi singolarmente era qui possibile, ma anche assoluta-

mente necessario. Che tale esigenza comporti un certo dispendio di 

tempo da parte dei rappresentanti per elaborare i singoli atti di ricorso, 

rendendo il compito più difficile – fatto di cui è ben cosciente lo scrivente 

Tribunale – non li esime dal loro dovere di difendere in maniera 

appropriata i diritti dei 125 dipendenti che si sono affidati a loro. Sarebbe 

peraltro bastato associare ai generici motivi di contestazione, una spiega-

zione particolare per ogni diretto interessato, indicando in ché i suoi diritti 

sarebbero stati lesi. Orbene, nonostante la messa in guardia dell'autorità 

inferiore, che ha già avuto modo di indicare a più riprese nelle decisioni 

impugnate tale carenza nella motivazione, i rappresentanti dei qui 

ricorrenti si ostinano – a torto – anche in questa sede a ripresentare gli 

stessi generici argomenti. In tali circostanze – e nella misura in cui non 

vengono sollevate puntuali censure in merito alle decisioni impugnate – lo 

scrivente Tribunale, alla stregua dell'autorità inferiore, non è in misura di 

A-1876/2013 

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valutare in dettaglio il caso particolare di ogni singolo ricorrente, di modo 

che il suo esame non potrà che essere generico. 

1.4 Su riserva di quanto precede, i requisiti relativi ai termini di ricorso 

(art. 50 PA), alla forma ed al contenuto dell'atto di ricorso (artt. 51 e 52 

PA) risultano per il resto soddisfatti.  

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del 

potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) nonché l'ina-

deguatezza (art. 49 lett. c PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., 

n. marg. 2.149; ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, Allge-

meines Verwaltungsrecht, 6. ed., Zurigo/San Gallo 2010, n. 1758 segg.).  

2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 

cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, 

né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; 

MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della massima 

inquisitoria e dell'applicazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: 

l'autorità competente procede difatti spontaneamente a constatazioni 

complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure 

sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 122 V 157 

consid. 1a, DTF 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3). 

Secondo il principio di articolazione delle censure ("Rügeprinzip") 

l'autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure che non 

appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla constatazione 

e presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza sostanziate 

(cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. marg. 1.55). Il principio 

inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal 

dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa (cfr. DTF 128 II 

139 consid. 2b). Il dovere processuale di collaborazione concernente in 

particolare il ricorrente che interpone un ricorso al Tribunale nel proprio 

interesse, comprende, in particolare, l'obbligo di portare le prove 

necessarie, d'informare il giudice sulla fattispecie e di motivare la propria 

richiesta, ritenuto che in caso contrario arrischierebbe di dover sopportare 

le conseguenze della carenza di prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 119 III 70 

consid. 1; MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.3, pag. 293 e segg.).  

2.3 Nell'ambito dell'ampio potere d'apprezzamento di cui dispone lo 

scrivente Tribunale, si deve comunque considerare ch'egli lo eserciterà 

A-1876/2013 

Pagina 11 

con prudenza qualora si debba giudicare di questioni per le quali l'autorità 

di prima istanza, a sua volta, dispone pure di siffatto ampio potere 

d'apprezzamento. Tale è il caso, per quanto concerne l'esame del criterio 

dell'adeguatezza in rapporto alla valutazione delle prestazioni di un 

impiegato, del rapporto di fiducia tra datore di lavoro e impiegato, della 

responsabilità di assicurare una corretta esecuzione dei compiti di 

un'unità amministrativa, nonché della classificazione delle funzioni 

("Stelleneinreihung"). In caso di dubbio, esso non si scosta dalla 

posizione assunta dall'autorità inferiore rispettivamente non sostituisce il 

proprio apprezzamento a quello di quest'ultima (cfr. [tra le tante] sentenza 

del Tribunale amministrativo federale A-2878/2013 del 21 novembre 2013 

consid. 2.1 con rinvii). Per quanto concerne la classificazione delle 

funzioni in rapporto a delle misure effettive di riorganizzazione, lo stesso 

si limita a verificare se dette misure si basano su delle serie conside-

razioni nonché che le stesse non costituiscano invero un mero pretesto 

per influire su di un determinato rapporto di lavoro. La valutazione della 

classificazione delle funzioni deve limitarsi in via generale – e dunque, 

non solo in caso di misure di riorganizzazione – alla sussistenza di serie 

considerazioni. Non è compito dello scrivente Tribunale, quale istanza 

qualificata, di intervenire ulteriormente al riguardo (cfr. [tra le tante] la 

summenzionata sentenza A-2878/2013 consid. 2.1 con rinvii; MO-

SER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. marg. 2.160).  

3.  

I ricorrenti lamentano innanzitutto una doppia violazione del loro diritto di 

essere sentito. Da un lato sollevano un mancato riconoscimento del diritto 

ad esaminare tutti i documenti significativi per il loro inquadramento, 

segnatamente i confronti incrociati con altre posizioni. D'altra parte, 

ritengono che la motivazione delle decisioni 11 aprile 2012 della FFS SA 

(HR) – e quindi dell'istanza di prime cure (cfr. consid. 1.3.1 del presente 

giudizio) – sarebbe carente, in quanto esse non illustrerebbero quali 

aspetti oggettivi e concreti, come pure quali controlli incrociati siano stati 

effettuati ai fini dell'inquadramento. Tali difetti, a dire dei ricorrenti, non 

sarebbero stati sanati dall'autorità inferiore. 

3.1 Il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui viola-

zione implica, di principio, l'annullamento della decisione resa dall'auto-

rità, indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso nel merito 

(cfr. DTF 132 V 387 consid. 5.1 con rinvii; DTAF 2009/36 consid. 7). Tale 

doglianza deve quindi essere esaminata prioritariamente dall'autorità di 

ricorso (cfr. DTF 127 V 431 consid. 3d/aa e DTF 124 I 49 consid. 1). 

A-1876/2013 

Pagina 12 

3.2 Detto diritto, sancito dall'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della 

Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), garantisce 

all'interessato il diritto di esprimersi prima che sia resa una decisione 

sfavorevole nei suoi confronti, il diritto di prendere visione dell'incarto, la 

facoltà di offrire mezzi di prova su fatti suscettibili di influire sul giudizio, di 

esigerne l'assunzione, di partecipare alla loro assunzione e di potersi 

esprimere sulle relative risultanze, nella misura in cui esse possano 

influire sulla decisione (cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1 con rinvii; sentenze 

del Tribunale federale 4A_35/2010 del 19 maggio 2010 e 8C_321/2009 

del 9 settembre 2009; sentenza del Tribunale amministrativo federale A-

7094/2010 del 21 gennaio 2011 consid. 3.2 con rinvii). Tale garanzia non 

serve solo a chiarire i fatti, bensì rappresenta anche un diritto individuale 

di partecipare alla pronuncia di una decisione mirata sulla persona in 

quanto tale. Il diritto di essere sentito è quindi da un lato, il mezzo 

d'istruzione della causa, dall'altro un diritto della parte di partecipare 

all'emanazione della decisione che concerne la sua situazione giuridica. 

Garantisce l'equità del procedimento (cfr. ADELIO SCOLARI, Diritto ammini-

strativo, Parte generale, Cadenazzo 2002, n. 483 seg. con rinvii; ULRICH 

HÄFELIN/WALTER HALLER/HELEN KELLER, Schweizerisches Bundesstaats-

recht, 7. ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2008, n. 835). 

3.3 La giurisprudenza ha dedotto il dovere per l'autorità di motivare la sua 

decisione dal diritto di essere sentito. A livello procedurale, tale garanzia è 

ancorata all'art. 35 PA. Scopo di ottenere una decisione motivata è che il 

destinatario possa comprendere le ragioni della medesima e, se del caso, 

impugnarla in piena coscienza di causa e che l'autorità di ricorso possa 

esercitare il suo controllo (cfr. DTF 134 I 83 consid. 4.1, DTF 129 I 232 

consid. 3.2 con rinvii e DTF 126 I 97 consid. 2b). È quindi sufficiente che 

l'autorità si esprima sulle circostanze significative atte ad influire in un 

modo o nell'altro sul giudizio di merito. L'autorità non è tuttavia tenuta a 

prendere posizione su tutti i fatti, le censure e i mezzi di prova invocati dal 

ricorrente, ma può limitarsi ad esporre le sole circostanze rilevanti per la 

decisione (cfr. DTF 130 II 530 consid. 4.3, la già citata DTF 129 II 232 

consid. 3.2 e DTF 126 I 97 consid. 2b; sentenza del Tribunale ammini-

strativo federale A-6258/2010 del 14 febbraio 2011 consid. 5.2.2 con 

rinvii; DTAF 2009/35 consid. 6.4.1; RENE RHINOW/HEINRICH KOLLER/CHRI-

STINA KISS/DANIELA THURNHERR/DENISE BRÜHL-MOSER, Öffentliches Pro-

zessrecht, 2. ed., Basilea 2010, n. 437; LORENZ KNEUBÜHLER, Die 

Begründungspflicht. Eine Untersuchung über die Pflicht der Behörden zur 

Begründung ihrer Entscheide, Berna/Stoccarda/Vienna 1998, pag. 29 

segg.). Peraltro, la motivazione non deve necessariamente trovarsi nella 

decisione stessa; essa può anche trovarsi in un documento separato che 

A-1876/2013 

Pagina 13 

sia stato portato a conoscenza dell'interessato o può discendere dal rinvio 

a una presa di posizione di un'altra autorità sempre portata a conoscenza 

dell'interessato (cfr. DTF 123 I 31 consid. 2c e DTF 113 II 204 consid. 2; 

LORENZ KNEUBÜHLER, in: Christoph Auer/Markus Müller/Benjamin 

Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungs-

verfahren (VwVG), Zurigo 2008, n. 8 ad art. 35 PA; BLAISE KNAPP, Précis 

de droit administratif, 4. ed., Basilea 1991, pagg. 150 seg.), basta che il 

destinatario sia in grado di procurarsi i documenti ai quali la decisione 

rimanda (cfr. SCOLARI, op. cit., n. 535 con rinvii). L'ampiezza della 

motivazione non può tuttavia essere stabilita in modo uniforme. Essa va 

determinata tenendo conto dell'insieme delle circostanze della fattispecie 

e degli interessi della persona toccata nonché applicando i principi 

sviluppati dalla giurisprudenza del Tribunale federale. La motivazione può 

anche essere sommaria, ma vi si devono perlomeno dedurre gli elementi 

essenziali sui quali l'autorità si è fondata per rendere il proprio giudizio 

(cfr. SCOLARI, op. cit., n. 531 con i numerosi rinvii citati).  

3.4 In merito al diritto di accesso agli atti dell'incarto (cfr. DTF 132 II 485 

consid. 3.2) – ovvero il diritto di accesso agli elementi probatori pertinenti 

figuranti nel dossier – è sufficiente che le parti siano a conoscenza delle 

prove prodotte e che le stesse siano a disposizione di coloro che le 

richiedono (cfr. DTF 128 V 272 consid. 5b/bb in fine e DTF 112 Ia 202 

consid. 2a; sentenze del Tribunale amministrativo federale A-4835/2010 

del 13 gennaio 2011 consid. 4.2.2 con rinvii e A-4935/2010 dell'11 ottobre 

2010 consid. 4.2). Detta garanzia non comprende il diritto di consultare 

tutto il dossier, bensì unicamente gli atti che posso avere un'incidenza 

sull'esito della procedura. Giusta l'art. 26 PA – che riprende per l'essen-

ziale i principi giurisprudenziali (cfr. MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.7.6, 

pag. 327) – la parte o il suo rappresentante ha il diritto di esaminare alla 

sede dell'autorità statuente o d'una autorità cantonale, designata ad 

questa, le memorie delle parti o le osservazioni delle autorità (lett. a), tutti 

gli atti adoperati come mezzi di prova (lett. b), le copie delle decisioni 

notificate (lett. c). Secondo tale norma, il diritto di consultare gli atti si 

estende a tutti gli atti rilevanti per l'esito della procedura, ovvero tutti gli 

atti che l'autorità prende in considerazione per fondare la propria 

decisione (cfr. DTF 132 II 485 consid. 3.2, DTF 121 I 225 consid. 2a e 

DTF 119 Ia 139 consid. 2b; sentenza del Tribunale amministrativo fede-

rale A-4835/2010 del 13 gennaio 2011 consid. 4.2.2 con rinvii). Il diritto di 

accesso agli atti, comprende non solo la facoltà di consultare gli atti alla 

sede dell'autorità, ma anche quella di prendere degli appunti e, in quanto 

non comporti un sovraccarico di lavoro per l'autorità, d'ottenere delle 

fotocopie oppure di allestire personalmente le proprie copie, in quanto sia 

A-1876/2013 

Pagina 14 

dato l'acceso agli atti medesimi (cfr. SCOLARI, op. cit., n. 517 con rinvii; 

JEAN-FRANÇOIS AUBERT/PASCAL MAHON, Petit commentaire de la 

Constitution fédérale de la Confédération suisse du 18 avril 1999, Zurigo 

2003, n. 6 ad art. 29 Cost., pag. 268 con rinvii). Tale diritto non è tuttavia 

assoluto, in quanto è soggetto a restrizioni che possono, in particolare, 

fondarsi sull'interesse prevalente dello Stato o sul diritto legittimo di terzi 

privati a che non siano divulgati i loro segreti, ad esempio nell'interesse di 

un'istruttoria in corso, della difesa nazionale o della sicurezza pubblica, 

del segreto nell'esercizio dei diritti politici, del segreto d'affari, della 

necessità di proteggere l'anonimato del denunciante e, talvolta, persino 

per riguardo all'interessato medesimo in rapporto al suo stato di salute 

(cfr. sentenza del Tribunale amministrativo federale A-3925/2009 del 

27 febbraio 2012 consid. 4.3.1; SCOLARI, op. cit., n. 521 con rinvii; 

AUBERT/MAHON, op. cit., n. 6 ad art. 29 Cost., pag. 268 con rinvii). 

3.5 A titolo eccezionale, la violazione del diritto di essere sentito – e 

dunque dell'obbligo di motivazione e del diritto d'accesso agli atti – può 

essere sanata nella procedura di ricorso, se i motivi determinanti sono 

stati addotti in risposta dall'autorità, se il ricorrente ha potuto commentarli 

in un successivo memoriale e, soprattutto, se il potere d'esame della 

giurisdizione competente non è più ristretto di quello dell'istanza inferiore 

(cfr. sentenza del Tribunale federale 1C_104/2010 del 29 aprile 2010 

consid. 2.1; DTF 133 I 201 consid. 2.2; [tra le molte] sentenza del 

Tribunale amministrativo federale A-3925/2009 del 27 febbraio 2012 

consid. 4.2.1; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN, Droit administratif, Partie géné-

rale et éléments de procédure, 2. ed., Basilea/Neuchâtel 2013, n. 358; 

KNAPP, op. cit., pag. 150 seg.). 

3.6 In concreto, è qui innanzitutto doveroso sottolineare come la censura 

della violazione del diritto di essere sentito sollevata dai ricorrenti sia del 

tutto generica e non circostanziata per i singoli casi.  

Per quanto attiene all'asserito mancato accesso alla documentazione, lo 

scrivente Tribunale rileva in particolare – così come giustamente indicato 

dall'autorità inferiore – che in assenza delle necessarie precisazioni, non 

gli è dato di sapere chi dei ricorrenti abbia avuto accesso e quando, a 

quali informazioni, chi invece no. Nondimeno, nulla agli atti lascia 

intravvedere che le autorità precedenti abbiano negato l'accesso agli atti 

dell'incarto ai ricorrenti o che gli stessi abbiano avanzato richieste in tal 

senso. Al contrario, tutto lascia intravvedere che la necessaria documen-

tazione è stata resa accessibile ai ricorrenti – se non subito con le 

decisioni 11 aprile 2012 – perlomeno dinanzi all'autorità inferiore, ciò che 

A-1876/2013 

Pagina 15 

ha sanato un eventuale violazione del diritto di accesso agli atti. 

Aggiungasi a ciò il fatto, che sebbene lo scrivente Tribunale abbia 

concesso ai ricorrenti un termine per esprimersi in merito alla risposta 

dell'autorità inferiore – e con essa, implicitamente anche sugli atti 

dell'incarto – con scritto 7 ottobre 2013 i ricorrenti si sono semplicemente 

limitati a riconfermarsi nella propria documentazione.  

Ciò precisato, per quanto attiene alla motivazione delle decisioni 11 aprile 

2012, lo scrivente Tribunale – in presenza degli stessi generici argomenti 

sollevati già dinanzi alle precedenti autorità – non può che riallacciarsi a 

quanto indicato dall'autorità inferiore nelle decisioni qui impugnate, la 

quale ha già avuto modo di esaminare in lungo e largo l'assenza di una 

siffatta carenza di motivazione. Peraltro, in presenza di censure del tutto 

generiche, mal si comprende come l'autorità inferiore avrebbe potuto 

approfondire maggiormente la questione e come i ricorrenti possano 

ancora avanzare una siffatta censura, dopo aver ricevuto dinanzi alle 

precedenti istanze delle ulteriori spiegazioni in merito alla procedura 

seguita per rivalutare tutte le funzioni. A prescindere da quanto precede, 

tale violazione – qui inesistente – andrebbe in ogni caso considerata co-

me sanata dinanzi all'autorità inferiore e dinanzi allo scrivente Tribunale. 

In tali circostanze, lo scrivente Tribunale non può che rilevare l'assenza di 

una violazione del diritto di essere sentiti dei ricorrenti. 

4.  

Prima di entrare nel merito dei 125 gravami, è qui opportuno stabilire il 

diritto applicabile (cfr. consid. 4.1 che segue), esaminando nel contempo 

d'ufficio la validità dell'effetto retroattivo al 1° luglio 2011 dei contratti di la-

voro decretato nelle decisioni 11 aprile 2012 (cfr. consid. 4.2 che segue). 

 

4.1  

4.1.1 Nel valutare il diritto qui applicabile, vale il principio secondo cui 

sono determinanti le norme giuridiche valide al momento della realizza-

zione della fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. ZEN-RUFFINEN, op. 

cit., n. 169; MAX IMBODEN/RÉNÉ A. RHINOW, Schweizerische Verwaltungs-

rechtsprechung, vol. I: Allgemeiner Teil, 6. ed., Basilea 1986, no. 15, 

pag. 95). Secondo la giurisprudenza forgiata dall'Alta corte, la legalità di 

un atto amministrativo dev'essere giudicata, di regola, in base al diritto 

vigente al momento dell'emanazione dello stesso (cfr. DTF 130 V 329 

consid. 2.3 e DTF 125 II 591 consid. 5e/aa). Questo principio si basa 

principalmente sul concetto secondo il quale l'istituto del ricorso di diritto 

amministrativo tende in primo luogo al controllo della legalità della 

A-1876/2013 

Pagina 16 

decisione querelata, motivo per cui eventuali modifiche delle disposizioni 

pertinenti intervenute durante la procedura di ricorso sono da considerarsi 

irrilevanti (cfr. MARCO BORGHI, Il diritto amministrativo intertemporale, in: 

Revue de droit suisse [RDS] / Zeitschrift für schweizerisches Recht [ZSR] 

1983, II, pag. 487). Il fatto di applicare la regolamentazione in vigore al 

momento della pronuncia della prima decisione corrisponde del resto ad 

un principio generale del diritto pubblico (cfr. HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, 

op. cit., n. 325 segg.; sentenza del Tribunale amministrativo federale A-

2878/2013 del 21 novembre 2013 consid. 1.2).  

4.1.2 La presente procedura ha per oggetto la modifica del contratto di 

lavoro di 125 dipendenti delle FFS, i quali postulano che siano riviste le 

modalità di attribuzione del livello di esigenza delle loro rispettive funzioni 

introdotte con il nuovo CCL FFS 2011 entrato in vigore il 1° luglio 2011 

(cfr. art. 210 cpv. 2 CCL FFS 2011), così come sancito nelle decisioni 

11 aprile 2012. Secondo l'art. 2 della Legge del 24 marzo 2000 sul 

personale federale (LPers, RS 172.220.1) e l'art. 15 della Legge federale 

del 20 marzo 1998 sulle Ferrovie federali svizzere (LFFS, RS 742.31) i 

rapporti di lavoro degli impiegati delle FFS sottostanno alla LPers. 

Conformemente all'art. 38 LPers e all'art. 15 cpv. 2 LFFS, le FFS hanno 

negoziato un contratto collettivo di lavoro (CCL FFS) con le associazioni 

del personale, applicabile per principio a tutto il loro personale (art. 38 

cpv. 2 LPers). Secondo l'art. 6 cpv. 3 LPers i contratti collettivi di lavoro 

regolano nei dettagli il rapporto di lavoro; qualora vi fossero delle contrad-

dizioni tra il CCL FFS 2011 e la legge, si applicano le disposizioni più 

favorevoli all'impiegato. Ciò indicato, è qui doveroso precisare che il 1° lu-

glio 2013 è entrata in vigore una revisione sostanziale della LPers (RU 

2013 1493; FF 2011 5959). La modifica dei rapporti di lavoro essendo 

intervenuta prima di detta revisione, i presenti gravami rimangono dunque 

sottoposti alla LPers nella sua versione in vigore sino al 31 giugno 2013. 

4.2  

4.2.1 In linea di principio l'effetto retroattivo delle leggi è inammissibile 

siccome in contraddizione col principio secondo cui le persone devono 

conoscere in anticipo quale diritto sarà loro applicato. Gli atti compiuti 

prima dell'entrata in vigore del nuovo diritto, i cui effetti sono comple-

tamente terminati prima dell'entrata in vigore del nuovo diritto, devono 

perciò rimanere disciplinati, come regola generale, dalle disposizioni 

anteriori. La retroattività delle leggi, collegata ai principi di prevedibilità 

della certezza del diritto non può però essere totalmente esclusa. Dottrina 

e giurisprudenza la ammettono quando cumulativamente sono adempiute 

le seguenti condizioni: (i) la retroattività è espressamente sancita o 

A-1876/2013 

Pagina 17 

chiaramente voluta dal legislatore; (ii) è ragionevolmente limitata nel 

tempo; (iii) è giustificata da motivi pertinenti d'interesse pubblico; (iv) non 

comporta disparità di trattamento inammissibili, ad esempio a detrimento 

di coloro che, in base alla disciplina giuridica vigente, abbiano preso 

disposizioni irrevocabili; (v) non porta pregiudizio ai diritti acquisiti 

riconosciuti dallo Stato, con esclusione di quelli derivanti da contratti tra 

privati (cfr. SCOLARI, op. cit., n. 271 – 276; THIERRY TANQUEREL, Manuel 

de droit administratif, Ginevra/Zurigo/Basilea 2011, n. 417 – 421 con 

rinvii; ZEN-RUFFINEN, op. cit., n. 178 con rinvii). 

4.2.2 Le modifiche contrattuali – annunciate con lettere 30 maggio e 

28 giugno 2011 – decretate nelle decisioni 11 aprile 2012 si applicano con 

effetto retroattivo a partire dal 1° luglio 2011, data alla quale è entrato in 

vigore il nuovo CCL FFS 2011 (cfr. art. 210 cpv. 2 CCL FFS 2011). 

Orbene, tale applicazione retroattiva è espressamente voluta dall'art. 113 

cpv. 1 CCL FFS 2011 che prevede il trasferimento nel nuovo sistema di 

tutti i rapporti di lavoro a partire dal 1° luglio 2011. Conformemente 

all'art. 113 cpv. 2 CCL FFS 2011, è stata altresì garantito il salario attuale 

– nella misura in cui il salario dovesse superare il valore massimo dello 

spettro salariale corrispondente – con la cosiddetta "garanzia 2011". Tutti 

i dipendenti sono stati trattati al medesimo modo. In tali circostanze, non 

comportando di fatto alcuna conseguenza immediata per i dipendenti, 

tant'è che gli stessi non sono lesi nei propri diritti, nulla si oppone a 

siffatta applicazione retroattiva, peraltro limitata nel tempo. Come tale, la 

stessa va qui annoverata dallo scrivente Tribunale. 

5.  

Qui di seguito, vengono esaminate le restanti censure in merito alla 

validità della procedura seguita dalle competenti autorità per quanto 

attiene alla modifica della classificazione delle funzioni. Orbene, nella 

misura in cui i ricorrenti non si confrontano con il contenuto delle decisioni 

impugnate, ma si limitano a sollevare le medesime censure sulle quali 

l'autorità inferiore ha già avuto modo di pronunciarsi in maniera esaustiva, 

lo scrivente Tribunale si limiterà a precisarlo, esaminando nel contempo 

se l'accertamento dei fatti nonché l'applicazione del diritto da parte di 

quest'ultima sono corretti o meno. 

5.1  

5.1.1 I ricorrenti ritengono che la procedura seguita per la rivalutazione 

della classificazione delle funzioni, sia contraria al regolamento del 

6 marzo 2007 delle FFS denominato K 140.1 (di seguito: K 140.1). In 

particolare, essi ritengono che sarebbe stato violato il punto 2.4 secondo 

A-1876/2013 

Pagina 18 

cui la base per la classificazione di una funzione è data dalla descrizione 

del posto e spetta al superiore descrivere in modo rispondente alla realtà 

le finalità di una funzione con i rispettivi compiti, competenze e 

responsabilità, nonché di adattare la predetta descrizione se subentrano 

modifiche sostanziali. In effetti, essi ritengono che sarebbe spettato ai 

dirigenti team stabilire per ogni dipendente la nuova funzione, ciò che in 

concreto non sarebbe avvenuto. Essi indicano poi che non sarebbe stato 

rispettato quanto pattuito dopo lo sciopero del 2008, ovvero la delega 

della questione dell'inquadramento retributivo del personale ad un 

Gruppo di lavoro personale. L'inquadramento sarebbe infatti avvenuto 

all'insaputa dei sindacati. In sunto, essi ritengono dunque che non si 

sarebbe proceduto né conformemente al predetto regolamento K 140.1, 

né in accordo con i sindacati. 

5.1.2 A tal proposito, lo scrivente Tribunale rileva – come giustamente 

accertato già dall'autorità inferiore – che nulla agli atti lascia trasparire 

una violazione della procedura prevista dal regolamento K 140.1, per 

quanto attiene alla rivalutazione della classificazione delle funzioni. Se è 

vero che il punto 2.4 del regolamento K 140.1 prevede che spetta al 

superiore occuparsi della descrizione dei posti, d'altro canto nulla lascia 

presupporre che si tratti del dirigente team piuttosto che un altro superio-

re. Orbene, non si deve dimenticare che l'entrata in vigore del nuovo CCL 

FFS 2011 non ha interessato unicamente i dipendenti del Ticino, bensì di 

tutta la Svizzera. In tali circostanze, non può ovviamente venire 

ragionevolmente preteso che il superiore diretto di ogni impiegato in 

qualsiasi località della Svizzera debba redigere una descrizione del posto 

individualizzata per ogni singola posizione. Al contrario, proprio nell'ottica 

del rispetto della parità di trattamento a cui si appellano i ricorrenti, 

appare logica e corretta la concezione di descrizioni di posti di lavoro 

"standardizzati" o "modello" con l'indicazione dei compiti principali, per 

ogni tipo di funzione aventi medesimo contenuto, così come avvenuto in 

concreto. Come già sottolineato dall'autorità inferiore, va qui ribadito che il 

nuovo sistema salariale e di valutazione instaurato a seguito del CCL FFS 

2011 ha proprio la prerogativa di essere un sistema unitario, applicabile a 

tutta la Svizzera. Ciò precisato, va rilevato come il quadro fissato dai 

contratti individuali non impedisce poi ai dirigenti team di fissare in un 

secondo tempo ai propri dipendenti degli obiettivi o dei compiti 

personalizzati, in rapporto alla loro funzione.  

Riguardo al mancato coinvolgimento dei sindacati per quanto attiene 

all'inquadramento retributivo del personale, lo scrivente Tribunale non può 

che rilevare come tale censura non sia fondata. Giova infatti qui ricordare 

A-1876/2013 

Pagina 19 

che il CCL FFS 2011 è il risultato di discussioni e negoziazioni tra le FFS 

e i vari rappresentati sociali, tra cui anche i rappresentanti dei ricorrenti. 

L'autorità inferiore ha avuto modo di rilevare che per l'attribuzione delle 

categorie professionali si sono tenuti workshop di valutazione con una 

rappresentanza dei superiori gerarchici dei relativi settori aziendali, la 

consulenza HR e l'ufficio FFS competente per l'attribuzione della 

funzione, sottolineando che anche i rappresentanti dei sindacati sono 

stati invitati agli stessi. Peraltro, come giustamente rilevato dall'autorità 

inferiore, né il regolamento K 140.1, né il CCL FFS 2011 (cfr. in 

particolare art. 90 e segg. CCL FFS 2011), come neppure la LPers 

(cfr. segnatamente art. 15 LPers) o qualsiasi altra norma qui applicabile 

attribuisce ai sindacati il necessario potere decisionale nell'ambito del 

nuovo sistema di valutazione e tantomeno per quanto attiene alla retribu-

zione dei dipendenti. Parimenti, per i dipendenti non sussiste poi alcun 

diritto a decidere la propria retribuzione. Tale prerogativa è strettamente 

correlata al solo datore di lavoro. Tali censure vanno pertanto respinte. 

5.2  

5.2.1 I ricorrenti ritengono altresì che la procedura sarebbe gravemente 

viziata e arbitraria sotto vari aspetti. Innanzitutto, le singole descrizioni 

non sarebbero state verificate da persone aventi cognizione di causa, non 

avendo coinvolto i dirigenti team, superiori gerarchici diretti dei dipen-

denti. Inoltre, non sarebbe stato rispettato l'ordine cronologico delle varie 

tappe di attuazione della procedura di modifica dettate dal regolamento 

K 140.1: i documenti agli atti dimostrerebbero chiaramente che l'attribu-

zione, decisa nel 2011 e formalizzata nel 2012, non sarebbe stata 

effettuata sulla base della descrizione allegata alla "decisione formale" del 

maggio 2011. La descrizione del posto allegata alle decisioni 11 aprile 

2012 sarebbe infatti stata con ogni evidenza costruita a posteriori, dopo 

che l'inquadramento era già stato eseguito. L'inquadramento sarebbe 

stato altresì eseguito procedendo a accorpamenti dei livelli di funzione e 

"camuffando" declassamenti non comunicati agli interessati. La documen-

tazione a sostegno sarebbe stata creata in seguito. 

5.2.2 In proposito, lo scrivente Tribunale ricorda che il divieto dell'arbitrio 

è ancorato all'art. 9 Cost. Secondo la giurisprudenza, una decisione è 

arbitraria quando contraddice in modo palese la situazione di fatto, 

quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro e 

incontestato, non sia sorretta da ragioni serie e obiettive, non abbia né 

senso né scopo, violi in modo evidente una norma o un principio giuridico 

incontestato o contrasti in modo intollerabile il sentimento di giustizia e di 

equità. Non vi è arbitrio per il solo fatto che un'altra soluzione potrebbe 

A-1876/2013 

Pagina 20 

pure essere immaginabile, e sembrare persino migliore. L'annullamento 

di un giudizio si giustifica tuttavia solo quando esso è arbitrario nel suo 

risultato e non unicamente nella motivazione (cfr. sentenza del Tribunale 

amministrativo federale A-2878/2013 del 21 novembre 2013 consid. 5.2 

con rinvii). Quanto precede, vale analogamente per quanto attiene alla 

procedura anteriore alla sua emanazione. 

Ciò premesso, lo scrivente Tribunale rileva come nella decisione 

impugnata l'autorità inferiore abbia già avuto modo di accertare come la 

procedura di attribuzione delle funzioni sia stata documentata in maniera 

completa e comprensibile dalla FFS SA (HR), nonché come la stessa sia 

corretta. In particolare, essa ha – a giusta ragione – rilevato come il 

semplice fatto di non aver consultato i dirigenti team non infici la validità 

dei nuovi contratti di lavoro e neppure era richiesta. Di medesimo avviso, 

il Tribunale statuente ritiene che nulla agli atti lascia trasparire che tale 

accertamento sia errato o incompleto, o addirittura arbitrario, tant'è che i 

ricorrenti non hanno sollevato nuovi argomenti che potrebbero mettere in 

dubbio tale conclusione. Ciò indicato, si deve anche rilevare come nulla 

agli atti lasci presupporre che le descrizioni del posti di lavoro allegate 

alle decisioni 11 aprile 2012 siano differenti da quelle comunicate con 

lettera informativa del 30 maggio 2011 (e non mediante decisione), rispet-

tivamente del 28 giugno 2011 rettificante la prima, tant'è che i ricorrenti – 

come già dinanzi all'autorità inferiore – non hanno prodotto alcuna prova 

a sostegno di detta tesi e neppure hanno indicato per i singoli casi le 

eventuali divergenze. In merito agli asseriti declassamenti, il Tribunale 

statuente, oltre a rilevare l'insussistenza di elementi in tale direzione – 

trattandosi invero di una riorganizzazione di tutte le funzioni e delle 

esigenze ivi collegate – non può che constatare ancora una volta come i 

ricorrenti non indichino minimamente chi di loro sarebbe stato declassato 

e in che misura. Tali censure non possono che essere qui respinte. 

5.3  

5.3.1 I ricorrenti, ritengono infine che il sistema così come concepito e 

applicato dalle FFS porterebbe a dei risultati manifestamente insostenibili 

e arbitrari, in quanto nel stabilire la funzione e lo stipendio sarebbero stati 

disattesi l'art. 15 LPers, il CCL FFS 2011 e il principio dell'uguaglianza di 

trattamento. Essi criticano la nuova scala salariale e il fatto che chi, con lo 

stipendio precedente, è al di sotto del massimo del livello può beneficare 

di miglioramenti fino a tale importo, mentre chi è oltre sarebbe fermo con 

lo stipendio per sempre. Il mancato adeguamento al rincaro del 50% 

eroderebbe il potere di acquisto producendo una riduzione dello stipendio 

in termini reali, questo indipendentemente da età, anni di servizio, 

A-1876/2013 

Pagina 21 

esperienza, ecc. Nel stabilire il salario, non verrebbe poi preso in 

considerazione il conseguimento di un certificato federale di capacità e 

dell'esperienza, come neppure le specializzazioni.  

5.3.2 Al riguardo, occorre richiamare quanto indicato nelle norme qui 

applicabili. Giusta l'art. 15 cpv. 1 LPers, lo stipendio dipende dalla 

funzione, dall'esperienza e dalla prestazione. Secondo i principi indicati al 

punto 2 del regolamento K 140.1, ogni funzione viene attribuita, con 

l'ausilio di determinati strumenti a una catena di funzioni e, all'interno dei 

questa e sulla base dei compiti e delle esigenze, al rispettivo livello di 

esigenze (LE). I requisiti necessari sono definiti attraverso 15 livelli di 

esigenze indicati con lettere dell'alfabeto da A a O. L'attribuzione delle 

funzioni costituisce la base per la realizzazione di una retribuzione 

conforme ai requisiti e alle prestazioni in tutte le unità organizzative FFS. 

Con l'attribuzione di una funzione si stabilisce il suo profilo dei requisiti. Il 

profilo dei requisiti rappresenta la base per i quattro componenti centrali 

della gestione della persona, ossia l'acquisizione la retribuzione, la 

valutazione e lo sviluppo del personale. La base per la classificazione di 

una funzione è data dalla descrizione del posto. Spetta al superiore 

descrivere in modo rispondente alla realtà le finalità di una funzione con i 

rispettivi compiti, competenze e responsabilità. Il superiore deve adattare 

la descrizione del posto se subentrano modifiche sostanziali. Giusta 

l'art. 90 CCL FFS 2011, il salario è conforme alle esigenze della funzione, 

all'esperienza di cui si può trarre profitto e alle prestazioni fornite. 

Secondo l'art. 91 CCL FFS 2011, ogni funzione è attribuita a un livello di 

esigenze in base a un sistema sommario. Il livello di esigenze è stabilito 

sulla base di una procedura di valutazione analitica congiuntamente 

riconosciuta tra i partner contrattuali. Secondo l'art. 92 CCL FFS 2011, 

per ciascun livello di esigenze, uno spettro salariale definisce il corrispon-

dente valore di base e quello massimo per i salari. Il salario deve situarsi 

all'interno dello spettro salariale corrispondente. In virtù dell'art. 113 cpv. 1 

CCL FFS 2011, tutti i rapporti d'impiego vanno trasferiti nel nuovo sistema 

il 1° luglio 2011. Il salario del 30 giugno 2011 e le eventuali garanzie 

dell'indennità di residenza devono essere integrati in un unico importo e 

trasferiti come salario. Qualora il salario trasferito superi il valore massi-

mo dello spettro salariale corrispondente, per la parte eccedente sussiste 

una "garanzia 2011". 

Il principio dell'uguaglianza di trattamento è ancorato all'art. 8 cpv. 1 Cost. 

Una decisione – o un atto legislativo – viola il principio dell'uguaglianza di 

trattamento quando stabilisce delle distinzioni giuridiche che non sono 

giustificate da alcun motivo ragionevole in considerazione della situazione 

A-1876/2013 

Pagina 22 

di fatto da regolamentare o nel caso in cui omette di fare delle distinzioni 

che si impongono tenuto conto delle circostanze. In altre parole, c'è una 

violazione del principio dell'uguaglianza di trattamento quando ciò che è 

simile non è trattato in maniera identica e ciò che diverso non è trattato in 

maniera differente. Occorre che il trattamento differente – o simile – 

ingiustificato sia in relazione con una situazione di fatto importante (cfr. la 

succitata sentenza A-2878/2013 consid. 5.1 con rinvii).  

Ciò indicato, lo scrivente Tribunale rileva ancora una volta come i 

ricorrenti si siano limitati a formulare censure vaghe e generiche, senza 

specificare in alcun caso quali di loro sarebbero effettivamente toccati da 

quale errore. Gli esempi esposti, in cui sarebbe stato violato il principio 

dell'uguaglianza di trattamento, non sono sufficienti per permettere al 

Tribunale statuente di verificare per i singoli casi se ciò sia il caso o 

meno. Ciò precisato, è invero proprio nel rispetto dell'uguaglianza di 

trattamento che tutte le funzioni sono state rivedute secondo i medesimi 

criteri e principi, conformemente al nuovo sistema di classificazione delle 

funzioni sancito dal CCL FFS 2011. Né le decisioni 12 aprile 2012, né 

quelle impugnate appaiono contrarie all'art. 15 LPers, al regolamento 

K 140.1 o al CCL FFS 2011. In tal senso, i risultati a cui portano le 

decisioni 12 aprile 2012 non sono per nulla arbitrari (cfr. consid. 5.2.2 del 

presente giudizio). Se è vero che la garanzia per tutti i dipendenti soltanto 

della metà dell'eventuale rincaro può suscitare qualche perplessità, è 

anche vero che lo stesso dipende dalla congiuntura futura e come tale 

non è per nulla prevedibile. Orbene, dal momento che la rivalutazione di 

tutte le funzioni è fatta sulla scorta di quanto previsto dal CCL FFS 2011 e 

che a tutti i dipendenti viene garantito lo stipendio attuale mediante la 

"garanzia 2011" conformemente a quanto previsto dall'art. 113 cpv. 1 CCL 

FFS 2011, il nuovo sistema di retribuzione non appare né arbitrario né 

insostenibile. Per il resto, le considerazioni generiche in merito al nuovo 

sistema di classificazione delle funzioni, ai relativi nuovi livelli di esigenze, 

ai criteri di valutazione e alle relative conseguenze salariali – anch'esse 

del tutto generiche – sfuggono all'esame dello scrivente Tribunale, lo 

stesso non potendo pronunciarsi sulla loro adeguatezza (cfr. consid. 2.3 

del presente giudizio). Pure tale censura non può che essere respinta. 

6.  

Non da ultimo, lo scrivente Tribunale rileva che la fattispecie in esame 

appare chiara e gli atti dell'incarto risultano completi, come pure gli 

accertamenti esperiti in precedenza dall'autorità inferiore. Inoltre, le parti 

hanno già avuto ampiamente modo di esprimersi, presentando esausti-

vamente le loro pretese e argomentazioni. In tali circostanze, il Tribunale 

A-1876/2013 

Pagina 23 

statuente ritiene che l'assunzione degli ulteriori mezzi di prova postulati 

dai ricorrenti – e meglio l'audizione testimoniale di vari membri dei 

sindacati e delle FFS – sia ininfluente ai fini del giudizio, motivo per cui 

non vi è alcuna ragione di dar loro seguito (cfr. art. 12 PA a contrario). 

7.  

In definitiva, alla luce quanto suesposto, le 125 decisioni impugnate non 

sono contrarie al diritto applicabile, non possono inoltre essere conside-

rate frutto di una violazione del diritto di essere sentito dei ricorrenti, né 

tantomeno dei principi dell'uguaglianza di trattamento o del divieto 

dell'arbitrio. I 125 ricorsi vanno pertanto qui respinti con conferma delle 

relative decisioni impugnate. 

8.  

In base all'art. 34 cpv. 2 LPers, rispettivamente dell'art. 7 cpv. 3 del 

Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF; RS 

173.320.2), non vengono prelevate spese né assegnate ripetibili. 

(il dispositivo è indicato alla pagina seguente) 

  

A-1876/2013 

Pagina 24 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

I 125 ricorsi sono respinti. 

2.  

Non vengono prelevate spese, né assegnate ripetibili. 

3.  

Comunicazione a: 

– ricorrenti (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (atto giudiziario) 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Sara Friedli 

 

  

A-1876/2013 

Pagina 25 

Rimedi giuridici: 

Le decisioni del Tribunale amministrativo federale in ambito di rapporti di 

lavoro di diritto pubblico possono essere impugnate davanti al Tribunale 

federale a condizione che concernano controversie di carattere 

patrimoniale il cui valore litigioso sia pari almeno a fr. 15'000.– 

rispettivamente – se ciò non è il caso – nelle quali si ponga una questione 

di diritto di importanza fondamentale (art. 85 cpv. 1 lett. b e cpv. 2 della 

Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF; 

RS 173.110]). Se non si tratta di una contestazione a carattere 

pecuniario, il ricorso è ricevibile soltanto nella misura in cui concerna la 

parità dei sessi (art. 83 lett. g LTF). Se il ricorso in materia di diritto 

pubblico è ammissibile, esso deve essere interposto, nel termine di 

30 giorni dalla notificazione della decisione contestata, presso il Tribunale 

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna (art. 82 e segg., 90 e segg. e 

100 LTF). Gli atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, 

contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed 

essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

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