# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e7cfffd6-4930-53e8-88e1-303f0f8df054
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-04-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 11.04.2000 11.2000.25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2000-25_2000-04-11.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2000.00025

  	
  Lugano

  11 aprile
  2000/ld

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.____._____ (misure
provvisionali in causa di stato) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione
6, promossa con istanza del 26 aprile 1999 da

 

	
   

  	
  __________ __________ __________ __________, nata __________ __________ __________,
  __________

  (patrocinata dall'avv. dott. __________ __________,
  __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________ 

  (patrocinato dall'avv. __________ __________,
  __________);

   

  

giudicando
ora sul decreto del 17 febbraio 2000 con cui il
Pretore ha accolto una domanda di provvigione ad litem presentata
dall'istante il 26 aprile 1999;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta l’appellazione
del 28 febbraio 2000 presentata da __________ __________ contro il decreto
emesso il 17 febbraio 2000 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6;

 

                                         2.
  Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   __________ __________ (1953) e __________ __________ __________
__________ (1961), cittadina __________, si sono sposati a Viganello __________
1985. Dal matrimonio è nato __________, il __________ 1990. Il marito è tecnico
elettronico alle dipendenze della “__________ ”. La moglie, che ha lavorato
presso la casa di riposo “__________ __________ ” a __________ di __________,
non risulta esercitare attualmente attività lucrativa. Nell'ambito di una causa
di divorzio avviata da __________ __________ (inc. __________.__________.__________),
il 30 gennaio 1998 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha obbligato
il marito a versare alla moglie una provvigione ad litem di fr. 2'000.–.

 

                                  B.   Con istanza del 26 aprile 1999 __________ __________ __________
__________ ha postulato il versamento di una seconda provvigione ad litem
di 

                                         fr.
3'000.– e in via subordinata la concessione dell'assistenza giudiziaria. Alla discussione
del 9 giugno 1999 __________ __________ si è opposto all'istanza. Esperita
l'istruttoria, alla discussione finale le parti hanno riaffermato le loro domande.
Statuendo il 17 febbraio 2000, il Pretore ha accolto l'istanza e ha obbligato
il marito a versare la provvigione litigiosa. La tassa di giustizia e le spese
per complessivi fr. 250.– sono state poste a carico del convenuto.

 

                                  C.   Contro il citato decreto __________ __________ è insorto con un
appello del 28 febbraio 2000 in cui propone che, in riforma del giudizio
impugnato, l'istanza di provvigione sia respinta. __________ __________
__________ __________ non ha presentato osservazioni.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Per l'art. 137 cpv. 2 CC il giudice decreta le necessarie misure
provvisionali. L’obbligo di corrispondere una provvigione di causa al
coniuge che non ha i mezzi per sostenere le spese legali di una separazione o
di un divorzio è una misura provvisionale nel senso dell’art. 137 cpv. 2 CC (Schwenzer, Scheidungsrecht, Praxiskommentar,
Basilea 2000, n. 53 ad art. 137; Sutter/
Freiburghaus, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, Zurigo 1999, n. 40 ad
art. 137). La procedura è pertanto quella sommaria prevista dagli art. 376
segg. CPC (art. 419c cpv. 1 CPC) nella quale il Pretore statuisce
con decreto appellabile entro dieci giorni (art. 419c cpv. 3 CPC).
Tempestivo, l'appello in esame è pertanto ricevibile.

 

                                   2.   Il
Pretore ha accertato che il marito, con il suo solo reddito, non sarebbe in
grado di versare la provvigione controversa, ma che la discreta sostanza di cui
egli dispone gli consente tale esborso. L'appellante contesta ciò e sostiene di
non essere in grado di erogare la cifra contestata. Ora, il coniuge che non è
in grado di far fronte da sé, con il proprio reddito e la propria sostanza, ai
costi di patrocinio, di procedura (anticipi chiesti dal tribunale) e alle spese
vive causate da un processo di divorzio ha il diritto di ottenere – per
principio – un adeguato sussidio dall'altro coniuge, sempre che quest'ultimo
sia in grado di fornirlo (Hinderling/
Steck, Das schweizerische Ehescheidungsrecht, Zurigo 1995, pag. 551 e
segg. con riferimenti; Bräm in:
Zürcher Kommentar, 3ª edizione, n. 135 ad art. 159 CC). I costi di una
procedura di separazione o di divorzio sono infatti a carico dell'unione coniugale;
l'assistenza gratuita dello Stato è puramente sussidiaria (Bühler/Spühler in: Berner Kommentar, n.
309 ad art. 145 vCC; Hausheer/Reusser/Geiser
in: Berner Kommentar, n. 38 ad art. 159 e n. 15 ad art. 163 CC).

 

                                   3.   Non è contestato che il reddito dell'appellante ammonta a fr.
6'350.– mensili. Quanto al fabbisogno minimo, egli l'ha indicato in fr. 3'988.–
mensili (inc. __________.__________.__________: petizione, pag. 7; conclusioni,
pag. 5). Se non che, tale importo comprende da un lato spese non
indispensabili, come quelle per il vitto a __________ (fr. 200.– mensili), e
dall'altro non comprende il minimo esistenziale del diritto esecutivo (fr.
1'025.– mensili). Inserendo quest'ultimo importo e sottraendo l'altro, il
fabbisogno dell'appellante risulta di fr. 4'813.– mensili. Tenuto conto
dell'attuale contributo alimentare mensile per moglie e figlio (fr. 1'200.–), all'appellante
rimane un'eccedenza mensile di fr. 337.–. Con il suo solo reddito, di
conseguenza, egli non è in grado di versare la provvigione litigiosa.

 

                                   4.   Resta il fatto che l'appellante è proprietario dell'appartamento
a __________ in cui risiedono moglie e figlio, e che dal 20 gennaio 1998 egli è
comproprietario, insieme con __________ __________, di un appartamento a
__________. È vero che entrambi gli immobili sono gravati da oneri ipotecari.
L'interessato tuttavia non pretende che, aumentando di qualche po' il finanziamento
ipotecario, non gli sia possibile versare alla moglie fr. 3'000.–. In tal caso
l'aggravio ipotecario necessario si tradurrebbe, secondo l'ordinario andamento
delle cose, in un carico supplementare mensile tra fr. 50.– e fr. 80.–, che è
alla portata dell'appellante. Del resto, secondo l'appellante medesimo, la
moglie dovrebbe avere trovato un alloggio meno costoso (conclusioni del 30
novembre 1999, pag. 3 nell'inc. __________.__________.__________). Stando così
le cose, egli avrebbe la concreta possibilità di appigionare l'appartamento di
__________. Si aggiunga che, quand'anche non avesse la possibilità di contrarre
nuovi mutui, l’appellante potrebbe vedersi costretto ad alienare la sua quota
di comproprietà nell'appartamento di __________ (RDAT II-1998 pag. 16), già per
il fatto che tale immobile non è quello in cui abita la famiglia. Ciò premesso,
non vi è spazio per esonerare il marito dal versare la provvigione controversa.
Esaminare se egli disponga di altra sostanza è, nelle circostanze descritte,
superfluo. 

                                      

                                   5.   Gli
oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Non si assegnano
ripetibili alla moglie, che non ha formulato osservazioni. 

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.
  L’appello è respinto e il decreto impugnato è confermato.

                                                                                 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 100.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
150.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

                                         – avv.
__________ __________, __________;

                                         – avv.
dott. __________ __________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario