# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 40362775-09d8-53d7-881e-4991aee745d5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-12-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 19.12.2001 14.2001.97
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2001-97_2001-12-19.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2001.00097

  	
  Lugano

  19 dicembre
  2001

  /B/fc/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall'istanza 31 agosto 2001 presentata da

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  

 

	
   

  	
  __________

   

  

 

sulla
quale istanza la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, con sentenza 31
ottobre 2001 ha così deciso:

 

"1.            È pronunciato il fallimento
della __________, a far tempo da mercoledì __________ alle ore 14.00.

 

 2./3./4.     Omissis".

 

Sentenza
dedotta tempestivamente in appello dalla __________ che ne postula l'annullamento;

 

preso
atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

 

rilevato
che con ordinanza presidenziale 6/8 novembre 2001 all'appello è stato concesso
effetto sospensivo parziale;

 

 

ritenuto

 

 

in
fatto:

 

                                          A.  Con istanza 31 agosto 2001 la __________ ha chiesto il fallimento
della __________ per l'importo fr. 5'212.85 oltre accessori e dedotti eventuali
acconti, cedutole dalla __________ con cessione 15 maggio 2001.

 

 

                                          B.  All'udienza di contraddittorio del 24 ottobre 2001 nessuna delle
parti è comparsa.

 

 

                                          C.  Il 31 ottobre 2001 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha
pronunciato il fallimento della __________ a far tempo da mercoledì __________
alle ore 14.00.

 

 

                                          D.  Con atto di appello 2 novembre 2001 ed integrazione 7 novembre 2001
la __________ ha postulato la declaratoria di nullità del pronunciato
pretorile, adducendo di avere saldato il suo debito e producendo una ricevuta 2
novembre 2001 dell'Ufficio esecuzione di Lugano relativa al versamento dell'importo
di fr. 5'667.80 a saldo dell'esecuzione n. __________ in oggetto promossa dalla
__________ (doc. A). La debitrice ha poi rilevato che a suo carico sono state
promosse altre esecuzioni, di cui 4 sono state saldate (doc. da B a F), mentre un'ulteriore
esecuzione della __________ per fr. 63'366.45 viene pagata con versamenti
rateali (doc. E). 

 

 

Considerato

 

 

In
diritto:

 

                                      1.a)   Ex
art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione
di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua
solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo

                                               1.    il debito,
compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                               2.    l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che

                                               3.    il creditore ha
ritirato la domanda di fallimento.

 

                                          b)  L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove
nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in
senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte
nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2
n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il
debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre
che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in
senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di
evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può
tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità,
concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve
impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro
crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore
deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio
di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti,
così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente
al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di
pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile
sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174
LEF; Amonn/Gasser, Grundriss
des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58
p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung,
Zurigo 1994; SJZ  95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                          c)  Dalla ricevuta dell'Ufficio esecuzione di Lugano 2 novembre 2001
(doc. A) emerge che l'esecuzione in oggetto n. __________ promossa dalla
__________ è stata saldata con il versamento di fr. 5'667.80, per cui risulta
adempiuto il presupposto di cui all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

                                               Per
quel che concerne il presupposto della solvibilità della __________ va osservato
che dall'estratto delle esecuzioni 5 novembre 2001 (doc. G), prodotto dall'appellante,
emergono 4 esecuzioni, di cui una è giunta solamente allo stadio di notifica
del PE, mentre contro le altre sono state interposte opposizioni. La debitrice
ha d'altro canto rilevato che l'esecuzione n. __________, risalente al 1991, è
stata saldata dal precedente amministratore, la n. __________ della __________
è stata saldata il 12 ottobre con il pagamento di fr. 2'605.30, come risulta
dall'addebito della __________ 12 ottobre 2000 (doc. D), l'esecuzione n.
__________ della __________ per fr. 1'832.45 è stata saldata con il pagamento
di fr. 1'881.-- risp. fr. 70.-- (doc. E), mentre l'esecuzione n. __________
della __________ per fr. 2'055.60 è stata saldata tramite pagamento all'Ufficio
esecuzione (doc. C). Per quel che concerne l'esecuzione n. __________ della
__________ per fr. 63'366.45 l'appellante ha dichiarato  di procedere a versamenti
rateali con pagamenti di fr. 10'000.-- il 17 agosto 2001 risp. fr. 8'000.-- il
28 settembre 2001 risp. fr. 8'000.-- il 7 novembre 2001 (doc. F e H). A carico
della __________ non vi sono attestati di carenza di beni.

                                               Sulla
base dei predetti documenti può essere ritenuto che la __________ non si trova
in uno stato d'illiquidità e che è in grado, seppur nel caso della __________
con pagamenti rateali, di far fronte ai suoi impegni, per cui anche il presupposto
della solvibilità appare come reso sufficientemente verosimile. 

                                               Risultando
pertanto adempiuti i presupposti di cui all'art. 174 cpv. 2 LEF la dichiarazione
di fallimento pronunciata dalla prima Giudice va annullata.

 

 

                                          2.   L'appello 2 novembre 2001 della __________ va quindi accolto.

                                               La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF), il pagamento
del credito dedotto in esecuzione essendo avvenuto dopo il pronunciato
pretorile.

                                               Non
si assegnano indennità d’appello (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

 

 

 

Per
questi  motivi,

richiamato
l'art. 174 LEF

 

pronuncia:

 

                                          I.    L'appello 2 novembre 2001 della __________, è accolto.

 

                                          "1.  La
dichiarazione di fallimento 31 ottobre 2001 pronunciata dalla Pretore del
Distretto di Lugano, Sezione 5, inc. FA.2001.00542, nei confronti della
__________, è annullata.

 

                                          2.   La tassa di giustizia di prima sede di fr.
80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico della __________.

 

 

                                          3.   Le spese dell'Ufficio dei fallimenti di
Lugano, da anticipare come di rito, sono poste a carico della __________ "

 

 

                                          II.   La tassa di giustizia del presente giudizio in fr. 120.--, già anticipata
dall'appellante, resta a carico della __________.

 

 

                                          III.  Intimazione
a:     - __________

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                            
La segretaria