# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 616f876c-fcbd-599d-9192-e135763393a3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-03-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 23.03.1998 80.1997.219
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1997-219_1998-03-23.html

## Full Text

Incarto n.

  80.97.00219

  	
  Lugano

  23 marzo 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto
  tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro
  Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

   

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Andrea
  Pedroli

  

 

statuendo
sul ricorso del 16 dicembre 1997

 

in
materia di:                 IC 97/98

 

	
  presentato
  da:

  	
  __________
  __________ -__________, __________
  __________,  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto

 

 

in
fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   __________
__________ __________ svolge l’attività di __________.

                                         Nella dichiarazione
fiscale 1997/98 indicava di avere conseguito, nel periodo di computo, i
seguenti redditi: dall’attività lucrativa indipendente fr. 7’465.– nel 1995 e
fr. 1’063.– nel 1996; dalla sostanza (valore locativo) fr. 2’150.– all’anno.

                                         Notificandogli la
tassazione IC/IFD 1995/96, con decisione del 21 luglio 1997, l'Ufficio di
tassazione di __________ quantificava il reddito aziendale del contribuente in
fr. 18’000.– in media annua e il valore locativo in fr. 3’000.–. Dopo le
deduzioni previste dalla legge, il reddito imponibile veniva determinato in fr.
14’572.– in media annua per l’IC, cui corrispondeva un’imposta annua di fr.
320.–; quanto all’IFD, il reddito risultava inferiore al minimo imponibile.

 

 

                                   2.   Con reclamo del 4
agosto 1997, il contribuente contestava il reddito aziendale accertato
dall’autorità fiscale, lamentando una condotta persecutoria dell’autorità di
tassazione.

                                         Nella propria decisione su
reclamo del 9 dicembre 1997, l'Ufficio di tassazione argomentava che la
rivalutazione del reddito aziendale dichiarato era stata determinata dalla
sproporzione esistente fra le entrate dichiarate dal contribuente e le spese da
lui sostenute. Il calcolo fatto dall’autorità fiscale era il seguente:

 

                                         entrate dichiarate                                fr.      8’528

                                         spese:

                                         interessi passivi                                                          fr.      6’715

                                         oneri AVS                                                                    fr.      6’543

                                         premi cassa malati                                                     fr.      4’639

                                         diminuzione debiti
rispetto al 1995                           fr.      2’800

                                         imposte pagate
(comunali, fed., cantonali)              fr.      2’404

                                         totali                                                      fr.      8’528     fr.    23’101

 

                                         Sulla base del calcolo in
questione, che ancora non comprendeva i costi per il sostentamento personale,
l'Ufficio di tassazione aveva ritenuto di ridurre il reddito aziendale a fr.
1’000.– e di aggiungere peraltro un reddito d’altra fonte di fr. 14’000.–, per tener
conto dei vantaggi goduti in famiglia.

 

 

                                   3.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, __________ __________ -__________ si
riconferma nelle motivazioni contenute nel reclamo all’autorità fiscale e fa
riferimento alla definizione del proprio reddito effettuata nel 1995 in occasione
di un suo precedente ricorso a questa Camera.

 

                                         All’udienza del 18
febbraio 1998 le parti si sono confermate nelle rispettive posizioni. Il
ricorrente ha in particolare sostenuto che terze persone gli avrebbero saldato
dei debiti permettendogli di far fronte alle proprie necessità. Il giudice gli
ha pertanto assegnato un termine di venti giorni per produrre eventuali dichiarazioni
di terzi verso i quali sarebbe debitore.

                                         Il 4 marzo 1993 il contribuente
ha prodotto due dichiarazioni, entrambe datate 27 febbraio 1998, che confermano
l'esistenza di due prestiti di fr. 2'000.-- ciascuno, senza tuttavia indicare
la data alla quale risalirebbe il prestito.

 

 

 

 

                                   4.   4.1.

                                         L’art. 130 cpv. 2 LIFD
consente all’autorità di tassazione di procedere ad una tassazione d’ufficio
se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali
oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per
mancanza di documenti attendibili. L'autorità fiscale potrà tener conto di
coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita
del contribuente. La legge precisa ancora che l’autorità deve effettuare una
“valutazione coscienziosa”.

                                         La tassazione d’ufficio sostituisce
quella ordinaria, che si fonda su di un esauriente accertamento dei fatti. La
valutazione cui procede l’autorità fiscale si basa invece su considerazioni di
verosimiglianza, il più possibile vicine alla verità (Zweifel, Die Sachverhaltsermittlung
im Steuerveranlagungsverfahren, Zurigo 1989, p. 120 ss.; Känzig/Behnisch,
Direkte Bundessteuer, II ediz., vol. III, Basilea 1992, n. 3 ad art. 92 DIFD,
p. 163).

                                         

                                         4.2.

                                         Analogamente a quanto
previsto dalla LIFD, anche l’art. 204 cpv. 2 LT prevede che l’autorità di
tassazione esegua la tassazione in base a una valutazione coscienziosa, se,
nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali
oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per
mancanza di documenti attendibili. L’autorità fiscale potrà tener conto di
coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita
del contribuente.

 

                                         4.3

                                         Va subito rilevato che il
calcolo dell'UT, esposto nel dettaglio nella decisione su reclamo, appare, in
linea di principio, ineccepibile. Basti considerare che a fronte di redditi per
fr. 30'000.- nel biennio di computo stanno uscite per oltre fr. 23'000.-, senza
considerare il fabbisogno per vivere per due anni, valutato complessivamente dall'UT
in poco meno di fr. 7'000.-.

                                         Le giustificazioni esposte
dal ricorrente all'udienza non sono apparse lineari e convincenti. L'UT ha
d'altronde mostrato notevole prudenza nel considerare il fabbisogno per vivere,
ammettendo aiuti da parte dei genitori, che pure vivono in ristrettezze.

                                         Le due dichiarazioni del
27 febbraio 1998, prodotte dopo l'udienza, sono alquanto generiche e non
indicano la data in cui sarebbe avvenuto il prestito. Quella rilasciata dai
genitori appare poi sostanzialmente dettata da ragioni familiari.

                                         Dando prova di grande
prudenza e per economia di giudizio, questa Camera considera di poter includere
nel calcolo del dispendio, senza ulteriori accertamenti, la conferma del
prestito di fr. 2'000.- di __________ __________ -__________ e di ridurre così
il reddito d'altra fonte di fr. 1'000.- di media annua, riducendolo così a fr.
13'000.-, confermato invece il reddito aziendale di fr. 1'000.-.

 

                                         In simili condizioni il
reddito imponibile ammonta a fr. 10'522.-per un'imposta annua di fr. 62.-.

 

 

Per questi motivi,

visto per le spese l'art. 231 LT 1994

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il
ricorso è parzialmente accolto.

                                         §    Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 9 dicembre 1997 è riformata nel senso
che il reddito aziendale è ridotto a fr. 13'000.- di media annua.

                                         §§ Gli
atti del procedimento sono pertanto retrocessi all'UT per l'emissione di nuovi
conteggi.

 

                                   2.   Non si prelevano né tassa
di giustizia né spese.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

                                   4.   Il presente giudizio è
definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

 

 

per
la Camera di diritto tributario

del
Tribunale d’appello

Il
Presidente:                                                          Il
Segretario: