# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 26922bbe-25d5-57be-ba1e-94cd5cdbe403
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-09-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.09.2008 D-3199/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3199-2007_2008-09-16.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3199/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  s e t t e m b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Gérald Bovier, 
cancelliera Chiara Piras.

A._______Afghanistan, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 2 maggio 2007 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3199/2007

Fatti:

A.
L'8  aprile  2007,  l'interessato  ha  presentato  una  domanda  d'asilo  in 
Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. 
verbali  d'audizione  del  16  aprile  e  del  24  aprile  2007),  d'essere 
cittadino  afghano  d'etnia  hazara,  minorenne  non  accompagnato, 
d'avere  vissuto  dalla  nascita  a  B._______  (provincia  di  Ghazni)  e 
d'essere espatriato nel 2005 per il timore d'essere ucciso da membri 
del partito “C._______”. Il padre, comandante del menzionato partito, 
avrebbe ricevuto, a sua insaputa, delle armi dal capo di “C._______”. 
Le  armi  non  sarebbero  mai  state  restituite.  Nel  2001,  suo  padre 
sarebbe  stato  ucciso  in  guerra.  Un  anno  e  mezzo  rispettivamente 
quattro o cinque anni dopo la morte del padre, secondo la versione, il 
responsabile del predetto partito gli avrebbe chiesto in due occasioni 
la restituzione delle armi. Non essendo stato in possesso di tali armi, 
l'interessato  non  sarebbe  stato  in  grado  di  consegnarle.  Sarebbe 
quindi  stato  minacciato  e,  temendo  di  essere  arrestato  o  ucciso, 
sarebbe  scappato  a  Kabul,  dove  sarebbe  rimasto  per  due  mesi.  In 
seguito, avrebbe soggiornato in Pakistan per una settimana, poi in Iraq 
per sei o sette giorni, in Turchia per due o tre mesi, in Grecia per un 
anno ed infine, transitando dall'Italia, avrebbe raggiunto la Svizzera.

B.
Il 2 maggio 2007, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della  legge sull'asilo del  26 giugno 
1998  (LAsi,  RS  142.31).  L'autorità  inferiore  ha  pure  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  l'Afghanistan siccome  lecita,  esigibile  e 
possibile.

C.
Il 9 maggio 2007, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha  chiesto  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  la 
trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per una decisione 
nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo.  Ha  altresì  presentato  una 
domanda d'esenzione dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali.

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D.
L'11  maggio  2007,  il  TAF  ha  rinunciato,  ritenuta  la  sussistenza  di 
motivi  particolari  (art.  63  cpv.  4  legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere al 
ricorrente  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili 
spese  processuali.  Nel  contempo,  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a 
presentare una risposta al ricorso.

E.
Il 15 maggio 2007, l'UFM ha presentato la sua risposta al gravame.

F.
Il 18 luglio 2007, il TAF ha concesso al ricorrente un termine fino al 2 
agosto 2007 per replicare all'UFM. Tale termine è decorso infruttuoso.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA, nonché all'art. 
108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha ritenuto inverosimile l'indicazione 

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dell'interessato circa la sua minore età. L'esame radiologico effettuato 
avrebbe  stabilito  un'età  ossea  superiore  ai  18  anni.  Il  ricorrente 
avrebbe peraltro reso dichiarazioni lacunose sulla biografia dei membri 
della sua famiglia come pure sul suo viaggio di espatrio. Inoltre, non 
avrebbe addotto motivi che possano giustificare la mancata tempestiva 
esibizione di  documenti  di  viaggio o d'identità.  L'autorità  inferiore ha 
pure  ritenuto  inconsistenti  le  allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo 
presentate  dall'insorgente,  siccome  imprecise  e  contraddittorie, 
segnatamente  in  merito  agli  incontri  con  il  capo  del  partito 
“C._______”, alla posizione rivestita da quest'ultimo, alle occasioni in 
cui lo stesso gli avrebbe chiesto la restituzione delle armi sottratte dal 
padre come pure in merito al suo soggiorno a Kabul.  Infine, l'autorità 
inferiore  ha  considerato  non  necessari  ulteriori  chiarimenti  ai  fini 
dell'accertamento  della  qualità  di  rifugiato  o  dell'esistenza  di  un 
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente.

5.
Nel  ricorso,  l'insorgente  contesta  di  essere  maggiorenne  e  mette  in 
dubbio il  valore  scientifico-probatorio  dell'esame radiologico,  ritenuto 
segnatamente lo scarto fra l'età da lui  dichiarata e quella accertata. 
Nella  fattispecie,  si  sarebbero  pertanto  dovute  applicare  le  norme 
relative ai  minorenni non accompagnati. Allega  altresì  di aver fornito 
indicazioni utili per valutare nel merito la sua domanda d'asilo. Inoltre, 
il  ricorrente  afferma  che  la  situazione  in  Afghanistan  si  sarebbe 
ulteriormente  deteriorata,  ragione per  cui  l'autorità  inferiore  avrebbe 
dovuto entrare nel merito della sua domanda d'asilo.

6.
Nella risposta al ricorso, l'autorità inferiore ha osservato che il ricorso 
dell'insorgente non fornisce alcun nuovo elemento atto a confutare le 
argomentazioni  sviluppate  nella  decisione  impugnata.  L'UFM  ha 
pertanto proposto la reiezione del gravame.

7.

7.1
Preliminarmente, questo Tribunale osserva che la designazione di una 
persona  di  fiducia  presuppone  la  dimostrazione  da  parte  del 
richiedente  l'asilo,  perlomeno  nel  senso  della  probabilità 
preponderante, dell'allegata minorità (v., fra le tante, la sentenza del 
Tribunale  amministrativo  federale  D-3695/2007  del  26  luglio  2007 
consid. 5 e relativo riferimento). Dall'esame radiologico, effettuato il 10 

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aprile  2007,  risulta  un'età  ossea del  ricorrente  superiore  a  18 anni, 
contro  la  dichiarata  età  cronologica  di  15  anni  e  tre  mesi.  Inoltre, 
l'insorgente  non  ha  saputo  fornire  indicazioni  suscettibili  di  rendere 
altrimenti  plausibile  la  dichiarata  minore  età.  In  particolare,  non  ha 
presentato  né  documenti  d'identità  o  di  viaggio,  né  informazioni,  se 
non  vaghe  ed  imprecise,  sulla  sua  biografia,  sulla  frequentazione 
scolastica  e  sulla  situazione  familiare.  Le  generiche  e  stereotipate 
giustificazioni del ricorrente non convincono, ritenuto che lo scarto fra 
l'età  dichiarata  in  corso di  procedura  e  l'età  ossea risulta  essere  al 
minimo  di  2  anni  e  nove  mesi.  Infine,  e  per  sovrabondanza,  il  TAF 
rileva che il ricorrente ha dichiarato di avere avuto 6 o 7 anni quando i 
Talebani sono arrivati nel suo villaggio (cfr. verbale d'audizione del 16 
aprile  2007  pag.  6).  Risaputamente,  i  Talebani  hanno  cominciato  la 
loro  conquista  del  territorio  afghano a  Kandahar  nell'ottobre  1994 e 
sono  arrivati  a  Maydan  Shar  nel  febbraio  del  1995.  Appare  quindi 
verosimile che Qarabagh e Ghazni sono cadute sotto il loro controllo 
nel periodo compreso tra le due date suesposte. In considerazione di 
quanto  precede,  si  evince  che  il  ricorrente  doveva  già  essere 
maggiorenne al momento delle audizioni avvenute nell'aprile 2007. 

7.2 Pertanto,  conto  tenuto dell'insieme delle  circostanze del  caso di 
specie,  segnatamente  della  genericità  ed  imprecisione  delle 
argomentazioni  ricorsuali,  non  v'è  ragione  di  censurare  la  mancata 
designazione al ricorrente di una persona di fiducia ai sensi dell'art. 17 
cpv.  3  LAsi  da  parte  dell'UFM  a  causa  dell'inverosimiglianza 
dell'allegata minore età.

8.

8.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. 
c).

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8.2 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

8.3 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

9.

9.1 Questo  Tribunale  considera  –  a  prescindere  dalla  questione  di 
sapere  se  nel  caso  concreto  sussista  un  motivo  scusabile  per  la 
mancata  esibizione  di  un  documento  d'identità  o  di  viaggio  entro  il 
termine  di  48  ore  previsto  dalla  legge  –  che,  in  considerazione 
dell'insieme delle circostanze del caso di specie, in relazione alla nota 
situazione  vigente  in  Afghanistan,  l'istruttoria,  la  valutazione  delle 
allegazioni  decisive  presentate  dal  ricorrente  e  la  motivazione  della 
decisione impugnata sono manifestamente carenti.

9.2 Peraltro,  in  merito  alla  situazione  generale  ed  allo  stato  della 
sicurezza  in  Afghanistan,  questo  Tribunale  ha  già  avuto  modo  di 
precisare  che  l’esecuzione  dell’allontanamento  in  tale  paese  è 
ragionevolmente esigibile  a Kabul e in tutte quelle province che non 
conoscono più, dal 2004, attività militari  significative oppure che non 
sono  esposte  ad  un’instabilità  permanente  (cfr.  GICRA  2006  n.  9 
consid. 7.8). Trattasi delle province di Kabul, di quelle site a nord della 
capitale (Parwan, Baghlan, Takhar, Badakhshan, Kunduz, Balkh, Sari 
Pul  e le regioni  del  Samangan che non fanno parte di  Hazarajat  [v. 
GICRA  2003  n.  30]),  come  pure  di  Herat  nell’ovest  del  paese.  In 
particolare,  l’esecuzione  dell’allontanamento  è  ragionevolmente 

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esigibile  unicamente  per  le  persone  originarie  di  tali  regioni  che 
adempiono le medesime restrittive condizioni di cui a GICRA 2003 n. 
10, vale a dire che dispongono in loco di  una solida rete familiare o 
sociale in grado d’assicurare loro un adeguato reinserimento sociale 
(alloggio, minimo vitale). Potranno, inoltre,  essere rimpatriate solo le 
persone giovani, celibi/nubili oppure le coppie senza figli, a condizione 
che non soffrano d’alcun grave problema medico (cfr. GICRA 2006 n. 9 
consid. 7.8). 

9.3 Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore ha considerato, da 
un lato,  che il  ricorrente  “dev'essere  hazara con ultimo domicilio  ad 
Hazarajat”,  segnatamente  originario  della  provincia  di  Ghazni. 
Dall'altro  lato,  ha  ritenuto  che  l'Hazarajat  è  da  considerarsi  una 
regione sicura. Il TAF osserva che la regione di Hazarajat comprende 
le province di Bamiyan, Daykunid, Ghir, Wardak, Ghazni ed Uruzgan – 
province in cui il rimpatrio è inesigibile (cfr. GICRA 2006 n. 9) -  come 
pure le province di Balkh, Sari Pul ed, in parte, Jowzjan. Nel caso di 
specie, questo Tribunale considera verosimile che il  ricorrente sia un 
cittadino  afghano  d'etnia  hazara  e  proveniente  dalla  località  di 
B._______, sita nella provincia di Ghazni. A tal proposito, il TAF ha già 
avuto modo di  precisare che il  rimpatrio  nella  provincia  di  Ghazni  e 
nella  tradizionale  zona  d'insediamento  degli  Hazara,  il  cosidetto 
Hazarajat,  considerata  la  precaria  situazione  della  sicurezza  e 
dell'approvvigionamento, è inesigibile (cfr. GICRA 2003 n. 30).

9.4 L'UFM  ha  altresì  considerato  che  l'insorgente  dispone  di 
un'alternativa di rifugio interna nella città di Kabul (provincia di Kabul), 
di Mazar-i-Sharif (provincia di Balkh) e di Herat (provincia di Herat), in 
cui gli hazara costituirebbero un'importante minoranza etnica. Questo 
Tribunale  osserva  che  l'ammissione  di  un’alternativa  di  soggiorno 
interna  al  paese,  a  Kabul,  dove  la  situazione  generale  è  ritenuta 
relativamente  migliore  (cfr.  GICRA  2003  n.  10),  oppure  in  un'altra 
provincia,  in  cui  il  rimpatrio  è  considerato  ragionevolmente  esigibile 
(cfr. GICRA 2006 n. 9), presuppone altresì l'esistenza in tale luogo di 
una solida rete sociale nonché della garanzia del minimo vitale e della 
sicurezza di potere trovare un alloggio (cfr. GICRA 2003 n. 30; GICRA 
2006  n. 9).  Dagli  atti  processuali  non  emerge  tuttavia  che  l'autorità 
inferiore  abbia  effettuato  degli  accertamenti  al  fine  di  appurare 
l'effettiva  esistenza  per  il  ricorrente  di  un'alternativa  di  soggiorno 
interna in Afghanistan. In altri  termini,  non appare motivo di ritenere 
che  siano  adempite  le  condizioni  restrittive  previste  dalla 

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giurisprudenza  di  cui  a  GICRA  2006  n.  9,  da  cui  altresì  non  v'è 
attualmente ragione di scostarsi, come ribadito in diverse sentenze di 
questo Tribunale (v. fra le tante, la sentenza D-4485/2006 del 1° luglio 
2008 consid. 5).

9.5 Da quanto  esposto,  discende  che  il  ricorrente  proviene  da  una 
provincia  dell’Afghanistan  verso  la  quale  l’esecuzione 
dell’allontanamento è considerata inesigibile (GICRA 2006 n. 9 consid. 
7.2. e  7.8.;  GICRA 2003  n. 30)  e  che l'UFM neppure  ha esaminato 
nella decisione impugnata la questione dell'esistenza per l'insorgente 
in Afghanistan, segnatamente nella capitale o in un'altra provincia, di 
un'evidente  alternativa  di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  del 
movimento politico di cui trattasi altrove che nella provincia di Ghazni, 
questione  pure  estremamente  delicata  e  che  necessita  d'ulteriori 
approfondimenti (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 30; GICRA 2006 
n. 9,  in cui  è stato statuito che l'esistenza di  un'alternativa di  rifugio 
interna va ammessa solo con cautela).

9.6 Infine,  ed  in  materia  d'esecuzione  dell'allontanamento,  l'UFM  - 
senza tenere conto della giurisprudenza del TAF in merito all'esigibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  verso  l'Afghanistan,  peraltro  già 
nota al  momento in cui  ha emesso la decisione qui  in esame - si  è 
limitato  a  generiche  considerazioni,  prive  di  qualsivoglia 
dimostrazione,  in  merito  alla  legittimità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento  dell'insorgente,  considerato  in  ultimo  e  senza 
motivazione  plausibile,  ma  contrariamente  alle  sue  allegazioni, 
cresciuto in seno alla diaspora afghana in Pakistan e in Iran, ma non 
nel  Hazarajat.  In  altri  termini,  l'autorità  inferiore  non  può  ridurre  la 
motivazione  del  proprio  provvedimento  ad  imprecise  asserzioni 
sull'ammissibilità  (ai  sensi  dell'art.  3  CEDU)  e  sull'esigibilità  (giusta 
l'art. 83 cpv. 4 LStr) dell'esecuzione dell'allontanamento di un cittadino 
afghano  proveniente  dalla  provincia  di  Ghazni,  senza  indicare  le 
ragioni  e  le  fonti  alla  base  delle  affermazioni  stesse.  In  effetti, 
l'insorgente non è posto nelle condizioni di potere ricorrere con criteri 
adeguati,  non  conoscendo  appunto,  in  materia  d'esecuzione 
dell'allontanamento, le ragioni precise (art. 35 cpv. 1 PA), e le fonti, su 
cui l'UFM fonda il proprio apprezzamento. Per i medesimi motivi, il TAF 
non  è  in  grado  d'esperire  il  sindacato  di  legittimità  della  decisione 
impugnata su tale punto. 

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9.7 In  conclusione,  questo  Tribunale  osserva  che  non  può  essere 
condivisa la valutazione contenuta nel provvedimento litigioso secondo 
cui  non  sono  necessari  degli  ulteriori  chiarimenti  per  accertare 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
dell'insorgente (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

9.8 Da quanto esposto, discende che la decisione impugnata incorre 
nell'annullamento.

10.
Quando il  TAF annulla una decisione, esso può sostituirsi all'autorità 
inferiore e giudicare direttamente nel merito o rinviare la causa, con 
istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per nuovo giudizio (art. 61 cpv. 
1  PA;  ULRICH HÄFELIN /  GEORG MÜLLER /  FELIX UHLMANN,  Allgemeines 
Verwaltungsrecht, 5a ed., n. 1977 pag. 418). In particolare, esso può 
sostituirsi  all'autorità  inferiore  se  gli  atti  sono  completi  e  comunque 
sufficienti  a  statuire sull'applicazione del  diritto  federale (v. sentenza 
del Tribunale amministrativo federale del 25 luglio 2007 D-6735/2006 
consid.  11  e  relativo  riferimento).  Tale  non  è  il  caso  nella  presente 
fattispecie. Gli atti  di causa sono pertanto rinviati  all'autorità inferiore 
affinché la stessa proceda, in termini ragionevoli (art. 29 cpv. 1 Cost.), 
a completare l'accertamento dei fatti determinanti e a pronunciare una 
nuova decisione rispettosa dei considerandi della presente sentenza.

11.
Il  ricorso,  tenuto  conto  della  giurisprudenza  del  TAF,  risulta 
manifestamente fondato. Pertanto, quest'ultimo è deciso in procedura 
a giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. 
e LAsi).

12.

12.1 Visto  l'esito  della  procedura,  non  sono  riscosse  delle  spese 
processuali (art. 63 PA).

12.2 Considerato  altresì  che  l'insorgente  non  è  rappresentato  in 
questa  sede  e  che  non  risulta,  comunque,  che  abbia  dovuto 
sopportare  delle  spese  indispensabili  e  relativamente  elevate  in 
relazione  alla  procedura  di  ricorso  in  esame,  non  si  giustifica 
l'attribuzione  di  spese  ripetibili  (art.  64  PA  ed  art.  7  e  segg.  del 
regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

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Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio  2008  [TS-TAF, 
RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 10

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata.

2.
Gli atti  di causa sono rinviati  all'autorità inferiore affinché proceda al 
completamento  dell'istruttoria  ed  alla  pronuncia  di  una  nuova 
decisione ai sensi dei considerandi.

3.
Non si prelevano spese processuali né si attribuiscono ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM,  Divisione  dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia;  n.  di  rif. N  ; 

allegato: incarto UFM)
- D._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione:

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