# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ebbc7b1f-a658-543e-aa99-d42800706aab
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-07-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 05.07.2018 52.2017.44
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2017-44_2018-07-05.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2017.44

   

  	
  Lugano

  5 luglio 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia
  Verzasconi, presidente,

  Matteo
  Cassina, Matea Pessina

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Giorgia
  Ponti

  

 

 

statuendo
sul ricorso del 20 gennaio 2017 del

 

 

	
   

  	
  Comune
  di __________,   

  patrocinato
  da:   PA 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione del 30 novembre 2016 (n. 5348) del Consiglio di Stato che ha
  accolto il ricorso di CO 1 contro la decisione dell'11 novembre 2015 con cui
  il Municipio di __________ ha regolato le conseguenze accessorie della
  cessazione del suo rapporto d'impiego;

  

 

 

 

ritenuto,                          in
fatto

 

A.   a. Il 30 marzo 2015 CO
1, docente nominata presso la scuola elementare di __________, ha inoltrato per
scritto le proprie dimissioni per la fine dell'anno scolastico 2014/2015 al
Municipio del predetto Comune.

b. Con lettera del 14 aprile 2015 il Muncipio di __________ ha accusato
ricevuta delle dimissioni "con effetto 31 agosto 2015".

c. Il 25 agosto 2015 l'autorità di nomina si è rivolta nuovamente per scritto
ad CO 1, informandola di aver appreso della sua nomina quale direttrice
dell'istituto scolastico di __________ a decorrere dal 1° luglio 2015. Viste
queste circostanze, il Municipio l'ha informata di ritenere che la fine del
rapporto di impiego della docente era da considerare avvenuta il 30 giugno
2015, con la conseguenza che lo stipendio relativo al mese di luglio, già versatole,
andava trattenuto quale acconto della tredicesima e della quota parte di indennità
di docente responsabile. 

 

 

B.   Con decisione dell'11
novembre 2015 l'autorità di nomina, riprendendo i contenuti del proprio
precedente scritto, ha fissato la fine del rapporto di lavoro di CO 1 al 30
giugno 2015 riconoscendole il diritto allo stipendio maturato fino a quella
data, oltre alla relativa quota parte di tredicesima e di indennità quale
docente responsabile. Il Municipio le ha per contro negato il diritto ai salari
di luglio e agosto 2015, già versati dal nuovo datore di lavoro. L'importo, al
netto degli oneri sociali, da versare alla docente corrisponde pertanto a fr.
2'788.90 ed è composto di fr. 3'554.15, corrispondente alla quota parte di
tredicesima maturata al 30 giugno 2015 e di fr. 5'625.- a titolo di indennità
per l'attività di docente responsabile, a cui sono stati dedotti fr. 6'390.25
corrispondenti allo stipendio di luglio 2015. 

 

 

C.   Contro la predetta
decisione è insorta dinanzi al Consiglio di Stato CO 1, chiedendo di annullare
la stessa e di ordinare al Comune di __________ il versamento di almeno fr.
10'983.05. A mente sua, occorrerebbe innanzitutto verificare se gli stipendi di
luglio e agosto 2015 le siano dovuti, secondo quanto affermato dall'Ufficio
delle scuole comunali del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport
in uno scritto del 9 ottobre 2015 indirizzato all'autorità di nomina. In ogni
caso, la ricorrente ha reclamato un'indennità per quattro settimane di vacanze
non godute ai sensi dell'art. 31 cpv. 2 lett. b del regolamento dei dipendenti
dello Stato del 2 luglio 2014 (vRDS; BU 2014, 367), nonché la quota parte di
tredicesima maturata sino ad agosto, anziché a giugno 2015.  

 

 

D.   Con risoluzione del 30
novembre 2016 il Consiglio di Stato ha "accolto" il ricorso di CO 1. Esso
ha innanzitutto stabilito che, non essendo oggetto di contestazione, la data in
cui il rapporto d'impiego è terminato è il 30 giugno 2015. Ha quindi esaminato,
e riconosciuto, l'esistenza del diritto della ricorrente a un'indennità a
compensazione di quattro settimane di vacanze non godute. Il Governo ha pertanto
rinviato gli atti all'autorità di nomina per determinare "l'esatto
ammontare delle indennità da versare alla […] ricorrente comprensive, in
particolare, di 4 settimane di vacanze non godute, nonché di tredicesima,
dell'indennità di docente responsabile, oltre ad eventuali relativi contributi
di legge", detraendo quanto già versato alla stessa per il mese di luglio
2015. 

E.   Il Comune di __________,
rappresentato dal suo Municipio, ha impugnato la predetta decisione dinanzi al
Tribunale cantonale amministrativo chiedendone l'annullamento. Per quanto qui
interessa, esso ha contestato il dispositivo della sentenza già poiché dichiara
l'(integrale) accoglimento del ricorso, malgrado il Governo abbia in realtà
respinto le pretese dell'insorgente relativamente al versamento dello stipendio
di luglio e agosto. L'autorità di nomina ha inoltre criticato la conclusione a
cui è giunto l'Esecutivo cantonale relativamente al diritto all'indennità per
vacanze concesso alla docente, sostenendo che essa avrebbe già beneficiato
durante l'anno scolastico, più precisamente dal 1° settembre al 15 maggio 2015,
di 44 giorni di vacanze scolastiche. Per quanto attiene al calcolo della
tredicesima, infine, ha rilevato che questa non può che essere concessa in proporzione
al periodo in cui la docente ha prestato servizio, ossia fino al 30 giugno
2015.

 

 

F.    Al ricorso si è
opposto il Consiglio di Stato, senza formulare osservazioni. Pure CO 1 ha
sollecitato la reiezione del gravame ribadendo la pretesa pecuniaria avanzata
con l'impugnativa al Governo e in particolare il proprio diritto a un'indennità
per vacanze non godute.  

 

 

G.   Delle argomentazioni
esposte dall'autorità di nomina con la replica si dirà, per quanto necessario,
nei seguenti considerandi. 

Il Consiglio di Stato e la resistente hanno rinunciato a presentare una
duplica. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 66 cpv. 1
della legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 15
marzo 1995 (LORD; RL 173.100). La legittimazione attiva del ricorrente è certa
(art. 65 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre
2013; LPAmm; RL 165.100). Il ricorso, tempestivo (art. 68 cpv. 1 LPAmm) è dunque
ricevibile in ordine.

1.2. Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti, senza istruttoria
(art. 25 cpv. 1 LPAmm). I fatti decisivi sono noti.

 

 

2.    Prima di entrare
nel merito del ricorso occorre rilevare che le censure del ricorrente riferite
al diritto al versamento dello stipendio alla resistente per i mesi di luglio e
agosto 2015 non devono essere esaminate. In effetti il Consiglio di Stato, in proposito,
ha (correttamente) stabilito che il diritto al salario ha preso fine con la
cessazione del rapporto di impiego il 30 giugno 2015. Di tale circostanza dà
atto pure la resistente, che ha rinunciato a impugnare la risoluzione
governativa. La questione, già risolta dal Governo nel senso auspicato dal
ricorrente (cfr. consid. 4), esula pertanto dal presente giudizio. 

 

 

3.    Per quanto
attiene al calcolo della tredicesima mensilità di salario, il Governo non si è
espresso in maniera chiara ed esaustiva. Se da un lato ha fissato la fine del
diritto allo stipendio al 30 giugno 2015, lasciando implicitamente dedurre che
la quota parte della tredicesima dovesse essere calcolata proporzionalmente al
periodo di sei mesi in cui la resistente ha prestato servizio, dall'altro ha "accolto"
il ricorso con il quale la docente reclamava una tredicesima corrispondente a
otto dodicesimi del salario. 

Sia come sia, occorre convenire con il ricorrente che essendo terminato il
diritto allo stipendio il 30 giugno 2015, la quota parte della tredicesima non
può che essere calcolata proporzionalmente a questo periodo, ossia sei mesi. Su
questo punto il gravame merita pertanto accoglimento. 

 

 

4.    4.1. Il diritto
alle vacanze dei docenti delle scuole cantonali e comunali è regolato dall'art.
44 LORD. La norma, al cpv. 1 prevede che le vacanze dei docenti sono effettuate
durante il periodo di chiusura degli istituti scolastici secondo il calendario
scolastico. Durante la chiusura degli istituti, soggiunge il cpv. 2, ai docenti
può essere richiesta la presenza in sede o altrove, due settimane prima
dell'inizio dell'anno scolastico e due settimane dopo la fine per riunioni,
organizzazione del lavoro, esami, altre necessità dell'istituto, aggiornamento
e attività professionali. 

In merito alle vacanze dei docenti, l'art. 31 cpv. 1 vRDS prescrive che la cessazione
del rapporto d'impiego del docente coincide di regola con la fine dell'anno
scolastico. Per l'art. 31 cpv. 2 vRDS, nel caso di cessazione nel corso
dell'anno scolastico il diritto al pagamento per vacanze non godute è dato,
fino a un massimo di quattro settimane, soltanto se interviene:

a) nel corso del primo anno d'impiego;

b) da aprile a giugno negli anni successivi.

4.2. Contrariamente agli impiegati, che maturano il diritto alle ferie e ne
possono disporre liberamente, previa autorizzazione e tenuto conto delle
esigenze di servizio (cfr. art. 41 e segg. LORD e 30 cpv. 1 vRDS), i docenti
effettuano le vacanze durante il periodo di chiusura degli istituiti
scolastici. Considerato che la maggior parte dei giorni di vacanza è
concentrata durante i mesi estivi, la regola sancita all'art. 31 cpv. 2 vRDS è
destinata a indennizzare il docente che termina la sua attività appena prima di
questo periodo, ossia poco prima di poter godere del riposo a cui avrebbe avuto
diritto se non si fosse interrotto il rapporto di impiego. Ciò in analogia alla
possibilità accordata agli impiegati, in caso di cessazione del rapporto di lavoro,
di compensare in denaro le ferie maturate e non ancora estinte di cui non hanno
potuto godere per esigenze di servizio e senza colpa propria (art. 30 cpv. 2
vRDS).

 

 

5.    Il Tribunale
cantonale amministrativo esamina liberamente le questioni di fatto e di diritto
(art. 69 cpv. 1 LPAmm). La censura di inadeguatezza è invece ammissibile
soltanto nei casi previsti dalla legge (art. 69 cpv. 2 LPAmm). Contrariamente a
quanto sancito in caso di provvedimenti disciplinari e scioglimento del
rapporto di impiego dei dipendenti dello Stato (art. 90 LPAmm), in materia di
retribuzione la legge non estende il potere di cognizione del Tribunale
all'adeguatezza. Censurabili sono
quindi soltanto le decisioni che integrano gli estremi dell'eccesso o dell'abuso di potere, ovvero quelle che appaiono
insostenibili, prive di ragioni oggettive o fondate su considerazioni estranee alla materia o altrimenti
lesive dei principi fondamentali del diritto, in quanto riferiti alla parità di
trattamento, al divieto dell'arbitrio o alla proporzionalità (Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa
ticinese, Lugano 1997, n. 2d ad art. 61). 

6.    Nel caso
concreto la resistente ha terminato l'attività di docente presso la scuola
comunale di __________ il 30 giugno 2015. La cessazione del rapporto di impiego
essendo intervenuta tra aprile e giugno, alla medesima deve essere riconosciuto
un diritto all'indennità per vacanze non godute in applicazione dell'art. 31 cpv.
2 lett. b vRDS. Le considerazioni del ricorrente secondo cui la docente avrebbe
già ampiamente usufruito delle ferie durante i mesi precedenti non possono
trovare accoglimento. Vi si oppongono il chiaro testo della norma e la finalità
della stessa (cfr. supra consid. 4.2). Il Consiglio di Stato ha deciso
di accordarle l'indennità massima di quattro settimane, ciò che non appare
lesivo del diritto. Del resto, il ricorrente si è limitato a opporsi all'assegnazione
dell'indennità in quanto tale, ma non ha sostenuto che la stessa sia
sproporzionata o debba essere ridotta per qualsiasi altro motivo.  

 

7.    Visto quanto
precede il ricorso deve essere parzialmente accolto. La decisione governativa
va quindi annullata e modificata nel senso che il gravame di CO 1 è parzialmente
accolto e di conseguenza il dispositivo n. 2 della decisione municipale
riformato riconoscendo alla docente, oltre a quanto già disposto dall'autorità
di nomina, un'indennità a compensazione di quattro settimane di vacanze non
godute da calcolare secondo l'art. 50 cpv. 5 vRDS. Le ripetibili assegnate dal
Governo ad CO 1 sono ridotte in considerazione della sua parziale soccombenza. Gli
atti sono rinviati al Municipio per il conteggio esatto.

 

 

8.    La tassa di
giustizia è posta a carico del Comune, intervenuto a tutela dei propri
interessi pecuniari, e della resistente secondo il reciproco grado di
soccombenza (art. 47 cpv. 1 e 6 LPAmm). Il Comune rifonderà alla resistente un
importo, ridotto per tenere conto della sua parziale soccombenza, a titolo di
ripetibili (49 cpv. 1 LPAmm). 

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

1.   Il ricorso è
parzialmente accolto.

§.   Di
conseguenza:

1.1.   la decisione del 30 novembre 2016
(n. 5348) del Consiglio di Stato (disp. n. 1 e 2) è annullata e riformata come segue:

1.    
Il ricorso è parzialmente accolto.

Di conseguenza, il dispositivo n. 2 della decisione
dell'11 novembre 2015 del Municipio di __________ è annullato e riformato nel
senso che ad CO 1 sono riconosciuti:

-          
lo stipendio maturato sino al 30
giugno 2015, compresa la tredicesima pro rata;

-          
l'indennità quale docente
responsabile;

-          
un'indennità a compensazione di
quattro settimane di vacanze non godute da calcolare secondo l'art. 50 cpv. 5
vRDS.

2.    
Non si preleva tassa di giudizio.
Il Comune verserà ad CO 1 fr. 600.- a titolo di ripetibili.

 

1.2.   gli
atti sono trasmessi al Municipio per il conteggio

esatto.

 

 

2.   La tassa di
giustizia di fr. 1'800.- è ripartita in misura di fr. 1'500.- a carico del Comune
di __________ e di fr. 300.- a carico di CO 1.

 

 

                                   3.   Il Comune verserà ad CO 1
fr. 800.- a titolo di ripetibili.

 

 

4.   Contro la presente
decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a
Lucerna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg. della
legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110) alle condizioni
di cui all'art. 85 LTF.

 

 

	
  5.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            La vicecancelliera