# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c0e2924e-ce91-5e2b-8fb7-da0bcb79e485
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-09-22
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 22.09.2014 R 2014 43
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2014-43_2014-09-22.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 14 43

5a Camera  

presieduta da

Priuli, vicepresidente, e composta dal presidente Meisser e dal 

giudice Audétat, attuaria ad hoc Zanolari Hasse

SENTENZA
del 22 settembre 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____ e B._____,
rappresentati dall'avvocato lic. iur. et oec. Cristina Keller, 

ricorrenti
contro 

Comune X._____,
rappresentato dall'avvocato lic. iur. Curzio Fontana, 

convenuto 1
e

Ufficio per lo sviluppo del territorio dei Grigioni, 

convenuto 2

concernente domanda di costruzione EFZ

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1. A._____ e B._____ sono proprietari della particella 178, sita nel Comune 

X._____, fuori dalla zona di costruzione, su cui sorge una cascina di 

vacanze a due piani, la quale era stata edificata nel 1974 con una 

rispettiva licenza edilizia, trasformando il preesistente edificio agricolo. 

Dal 1979 fino al 2008 la particella si trovava nella “zona monti”. In 

occasione della nuova pianificazione nel 2008 la particella no. 178 era 

stata assegnata alla zona “altro territorio comunale”. In data 12 marzo 

2010 i proprietari presentavano all’Ufficio per lo sviluppo del territorio dei 

Grigioni una domanda preliminare concernente la ristrutturazione della 

cascina comprendente la sostituzione del tetto piano in eternit con un 

nuovo tetto in piode a due falde, l’innalzamento del solaio e la 

realizzazione di diverse nuove costruzioni ovvero opere all’esterno 

dell’edificio. Con preavviso del 14 aprile 2010 l’Ufficio per lo sviluppo del 

territorio dei Grigioni considerava ammissibile la costruzione del nuovo 

tetto, mentre tutti gli altri fabbricati attigui e gli interventi sul terreno 

circostante ovvero le opere di recinzione venivano dichiarati inammissibili, 

in quanto non conformi alla zona “altro territorio comunale”. In conformità 

a tale preavviso i proprietari avevano inoltrato in data 18 settembre 2010 

una domanda di costruzione EFZ, la quale era stata girata dal Comune 

X._____ in data 24 settembre 2010 all’Ufficio per lo sviluppo del territorio 

dei Grigioni. In data 15 novembre 2010 l’ufficio competente rilasciava il 

permesso EFZ ai sensi degli art. 24c cpv. 2 LPT in congiunzione con l’art. 

42 cpv. 3 OPT. In seguito il Comune X._____ rilasciava a sua volta la 

licenza edilizia EFZ in data 27 gennaio 2011. In occasione di un 

sopralluogo il Comune X._____ costatava che i lavori procedevano in 

modo diverso rispetto ai piani approvati, in particolare in merito alla 

demolizione dei muri dell’edificio, e decretava in data 26 aprile 2013 un 

immediato fermo lavori. Il rispettivo ricorso del 28 maggio 2013 dei 

proprietari al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni veniva 

stralciato dai ruoli in seguito a ritiro il 16 gennaio 2014 (STA R 13 153). In 

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data 4 giugno 2013 i proprietari presentavano la domanda a posteriori di 

demolizione e ricostruzione della cascina di vacanza in modificazione del 

progetto approvato, il quale era stato inviato dal Comune all’ufficio 

competente con preavviso favorevole in data 23 agosto 2013. In data 3 

settembre 2013 l’Ufficio per lo sviluppo del territorio dei Grigioni rilasciava 

il permesso EFZ mentre il Comune X._____ a sua volta rifiutava con 

decisione del 31 marzo 2014 la corrispettiva domanda dei proprietari. 

2. Nel tempestivo ricorso presentato in data 11 aprile 2014 al Tribunale am-

ministrativo dei Cantoni dei Grigioni, i proprietari chiedevano l’annulla-

mento della decisione impugnata e il rilascio della licenza di costruzione 

EFZ per la demolizione e la ricostruzione della cascina di vacanza con 

sentenza del tribunale invocato. In via subordinata i proprietari chiedeva-

no di ritornare gli atti al comune convenuto per il rilascio della licenza edi-

lizia entro un termine perentorio fissato dal tribunale invocato e allo stesso 

tempo la fissazione di tasse comunali massime per la licenza. A mente 

dei ricorrenti, l’autorità edilizia comunale sarebbe tenuta ai sensi dell’art. 

87 LPTC a respingere direttamente una domanda per costruzioni EFZ se 

non ritiene ossequiati i presupposti per il rilascio della licenza. Se invece il 

comune invia una domanda con un preavviso favorevole all’Ufficio per lo 

sviluppo del territorio dei Grigioni, e quest’ultimo come unica autorità 

competente in ambito EFZ rilascia una decisione materiale di un progetto 

EFZ, il comune sarebbe vincolato e un rifiuto comunale non sarebbe 

contemplato dalla legge. Nell’evenienza il comune convenuto avrebbe 

agito in modo illegale e avrebbe violato il principio della buona fede, in 

contraddizione con quanto avrebbe deciso in precedenza. Ne 

conseguirebbe che il tribunale invocato dovrebbe rilasciare la licenza 

edilizia EFZ senza ritornare gli atti al comune convenuto, in quanto 

esisterebbe già un rispettivo permesso. Inoltre il comune convenuto non 

potrebbe addebitare ai ricorrenti le spese legali da lui causate. 

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3. Nella sua presa di posizione il Comune X._____ proponeva la reiezione 

del ricorso. Il comune affermava che prima dell’esecuzione dei lavori sa-

rebbe stato esperito un sopralluogo per stabilire la soglia della porta 

d’entrata quale punto fisso per ricostruire le varie quote. Durante la demo-

lizione totale della precedente costruzione sarebbe invece stato asportato 

il punto saldo; ciò risulterebbe dalle fotografie doc. 1 e 2. La risposta 

dell’Ufficio per lo sviluppo del territorio dei Grigioni in seguito al preavviso 

favorevole della domanda da parte del comune, avrebbe lasciato perples-

so quest’ultimo. Il comune si sarebbe visto costretto a interpellare con lo 

scritto dell’8 gennaio 2014 l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale ARE, 

il quale avrebbe risposto in data 5 maggio 2014 affermando che ai sensi 

degli art. 24c cpv. 2 LPT in congiunzione con l’art. 42 cpv. 1 OPT una 

costruzione vecchia deve rimanere conservata; il rinnovamento, la 

trasformazione parziale e l’ampliamento con modificazione o ricostruzione 

di edifici manterrebbero l’identità e lascerebbero intatte le parti portanti. 

Nel caso presente, considerando che l’edificio esistente sarebbe stato 

demolito totalmente, la modifica dell’edificio non verrebbe eseguita nella 

misura in cui rimarrebbe sostanzialmente uguale lo stato di riferimento e 

sarebbe dunque inammissibile. Il comune convenuto ribadiva che la sua 

posizione corrisponderebbe a quella riassunta nello scritto all’Ufficio fede-

rale dello sviluppo territoriale ARE e non a quella formulata nel preavviso 

favorevole all’Ufficio cantonale, considerando che il decreto di fermo lavo-

ri sarebbe passato in giudicato più tardi. Infine, ancora secondo il comune 

convenuto, il progetto dei ricorrenti violerebbe il nuovo art. 75b Const. 

concernente le abitazioni secondarie e anche l’art. 4 lett. b dell’ordinanza 

sui miglioramenti strutturali nell'agricoltura (OAS), in quanto sussisterebbe 

un’estensione dei m3 della superficie utile lorda. 

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4. Nella sua presa di posizione l’Ufficio per lo sviluppo del territorio dei Gri-

gioni proponeva di accogliere il ricorso. L’ufficio, riassumendo e confron-

tando i piani inoltrati in merito alle domande di costruzione EFZ con le 

prese di posizione comunali e cantonali, concludeva che il comune sa-

rebbe vincolato dall’approvazione rilasciata dall’Ufficio per lo sviluppo del 

territorio dei Grigioni, quale unica autorità competente, in seguito anche al 

preavviso favorevole; ciò si evincerebbe dal diritto precedente, esposto in 

PTA 1990 no. 31, e dalle norme in vigore secondo gli art. 1 cpv. 2 e 49 

cpv. 1 OPTC. Il comune convenuto si sarebbe comportato in modo incon-

gruente con il preavviso favorevole in data 23 agosto 2013 e con il rifiuto 

di promulgare una licenza edilizia con la decisione del 31 marzo 2014; ciò 

sarebbe da valutare chiaramente come violazione del principio della buo-

na fede e tale comportamento non meriterebbe protezione. 

5. Nella loro replica i ricorrenti affermavano che, al contrario dell’opinione del 

comune convenuto, i punti fissi stabiliti in occasione del sopralluogo sa-

rebbero tuttora presenti. Il progetto che sarebbe stato ripresentato al co-

mune convenuto a sua richiesta sarebbe identico al progetto già autoriz-

zato ad eccezione dello spostamento irrilevante del caminetto. Il secondo 

progetto richiesto dal comune indicherebbe esattamente le parti esistenti 

che dovranno essere demolite, le parti che rimarranno e le parti nuove da 

realizzare. La necessità di demolire buona parte delle pareti sarebbe inve-

ro già evidente nel primo progetto, dal quale si evincerebbe la trasforma-

zione dei muri esterni esistenti con pietra immersa nella malta in muri di 

pietra a vista, implicandone la demolizione delle parti di muro dove la mal-

ta non potrebbe essere semplicemente asportata. In più, il cambiamento 

del tetto progettato sin dall’inizio renderebbe necessario l’innalzamento 

della struttura, onde permettere una maggiore inclinazione. Tenuto conto 

che il comune non avrebbe competenze proprie, egli non sarebbe mai 

stato in grado di fare promesse anticipate al rilascio della licenza edilizia. 

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Se il nuovo progetto non avesse rispettato l’esigenza dell’identità, il co-

mune avrebbe dovuto sollevare tale carenza già in merito al primo proget-

to e non dopo due preavvisi favorevoli. Non sarebbe comprensibile come 

il comune avrebbe potuto in buona fede negare il secondo progetto iden-

tico al primo approvato. I ricorrenti ricordavano che la decisione del Go-

verno del Cantone dei Grigioni in data 25 settembre 2012 in merito al 

sovvenzionamento dell’esecuzione del tetto in lastre di pietra naturale con 

al massimo fr. 46'000.-- dimostrerebbe che la ristrutturazione porterebbe 

a un miglior inserimento della costruzione nella zona circostante. Infine 

sarebbe da ricordare che le nuove norme in merito alle costruzioni secon-

darie non sarebbero violate, perché l’edificio esisterebbe già dal 1974 

come abitazione secondaria e il progetto non comprenderebbe nessun 

ampliamento della superficie utile lorda. 

6. Nella propria duplica il comune convenuto rimandava alle sue proposte e 

alle sue motivazioni precedenti, rilevando che l’edificio sarebbe stato to-

talmente, abusivamente e intenzionalmente demolito, e che di conse-

guenza non potrebbe essere ricostruito. Se non fosse neppure stata ne-

cessaria la seconda domanda di costruzione, i ricorrenti non avrebbero al-

lora dovuto inoltrarla. Una parete non andrebbe totalmente demolita per 

creare nuove aperture, ma soltanto puntellata in detto luogo fino al mo-

mento in cui si poserebbe l’architrave. 

7. Nella sua duplica l’Ufficio per lo sviluppo del territorio dei Grigioni affer-

mava che la concezione del comune convenuto, secondo cui il permesso 

di costruzione EFZ del 3 settembre 2013 sarebbe in contraddizione con il 

precetto d’identità ai sensi dell’art. 24c cpv. 4 LPT e dell’art. 42 cpv. 1 e 3 

OPT, non reggerebbe. Nel presente caso l’edificio esistente, edificato 

prima del 1° luglio 1972 legalmente, sarebbe stato utilizzato secondo 

norma al momento della domanda di costruzione in questione e che per-

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ciò sarebbe applicabile la garanzia di continuità ai sensi dell’art. 24c LPT. 

Alla luce del precetto dell’identità il progetto in questione rispetterebbe il 

carattere sostanziale dell’edificio preesistente. In confronto alla situazione 

presente, la ristrutturazione dell’edificio come prevista, specialmente con 

il tetto in piode a due falde con una maggiore inclinazione, sarebbe da 

considerare come miglioramento notevole concernente l’inserimento della 

costruzione nella zona circostante ai sensi dell’art. 24c cpv. 4 LPT in con-

giunzione con l’art. 42 cpv. 1 OPT. Infine l’ufficio affermava che, dato che 

il Comune X._____ con una quota di abitazioni secondarie al di là del 

20%, sarebbero applicabili le corrispettive norme. Ciononostante il proget-

to in questione non conterrebbe un’estensione della superficie utile lorda 

ma soltanto l’estensione della superficie utile accessoria, la quale secon-

do prassi non sarebbe in contraddizione con le norme applicabili concer-

nente le abitazioni secondarie. 

Considerando in diritto:

1. La controversia verte in prima linea sulla liceità del rifiuto di autorizzare il 

progetto inoltrato dai ricorrenti per demolire e ricostruire la cascina di 

vacanza. 

2. a) Dal punto di vista formale si pone la questione, se l’approvazione 

dell’Ufficio per lo sviluppo del territorio dei Grigioni del 3 settembre 2013 

sia vincolante per il comune convenuto. In PTA 1990 no. 31 questo Tribu-

nale si era pronunciato nell’ambito dell'approvazione di una licenza edili-

zia EFZ giusta l’art. 24 della legge federale sulla pianificazione del territo-

rio (LPT; RS 700), che – in un procedimento a livello di due istanze – 

l’approvazione dell’istanza cantonale indicata dal diritto cantonale è vinco-

lante, in quanto non risulta soltanto come approvazione informale ma co-

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me un decreto. Se un comune, il quale considera adempiti i criteri deter-

minanti dell’art. 24 LPT e inoltra la sua proposta all’Ufficio per lo sviluppo 

del territorio dei Grigioni giusta l’art. 1 cpv. e l’art. 42 cpv. 1 dell’ordinanza 

sulla pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni (OPTC; CS 

801.110), non è d’accordo con l’approvazione dell’ufficio competente per 

motivi di norme comunali concernenti la polizia edilizia, è legittimato giu-

sta l’art. 34 cpv. 2 LPT a impugnarla (vedi anche WALDMANN/HÄNNI, 

Handkommentar RPG, Berna 2006, art. 25 nota 43). Altrimenti tale decre-

to cresce in giudicato. Il comune in questo punto non ha quindi la facoltà 

di revocare l’approvazione dell’ufficio cantonale e quindi è tenuto a notifi-

care agli interessati tale decisione con la licenza edilizia al più presto giu-

sta l’art. 49 cpv. 3 OPTC. Un relativo rifiuto della licenza edilizia risulta 

nullo e non può essere considerato giuridicamente valido. 

b) Nel caso in evenienza il comune convenuto con la sua presa di posizione 

verso l’ufficio competente riteneva adempite le diposizioni giusta l’art. 24 

LPT. La decisione impugnata non contiene eccezioni in base alla polizia 

edilizia comunale, le quali non sono rette dall’art. 24 LPT o da altre relati-

ve norme cantonali, ma rifiuta totalmente la domanda di costruzione. Il 

comune convenuto non aveva la competenza di revocare la decisione 

dell’Ufficio per lo sviluppo del territorio dei Grigioni. La decisione del co-

mune convenuto di non notificare l’approvazione vincolante agli interessa-

ti e di imporre eventuali tasse e spese, non è retta da una competenza le-

gale e di conseguenza risulta nulla. Tale conclusione non cambia nulla in 

relazione al fatto che il decreto di fermo lavori del 26 aprile 2013 in segui-

to al ritiro del ricorso R 13 153 sia passato in giudicato; perciò le compe-

tenze prescritte dalla legge vigente non vengono condizionate in nessun 

modo. Il comune convenuto rimane vincolato dall’approvazione dell’Ufficio 

per lo sviluppo del territorio dei Grigioni relativa l’art. 24 LPT con riserva 

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delle ulteriori prescrizioni comunali della polizia edilizia, che possono però 

unicamente completare la concessa licenza edilizia cantonale.

3. a) In base all'art. 24http://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.24 LPT possono 

essere rilasciate autorizzazioni per la costruzione o il cambiamento di 

destinazione di edifici o impianti, se la loro destinazione esige 

un'ubicazione fuori della zona edificabile e non vi si oppongono interessi 

preponderanti. I due requisiti devono essere adempiuti cumulativamente 

(DTF 124 II 252 cons. 4, 123 II 256 cons. 5).Il requisito dell’ubicazione 

vincolata ha carattere oggettivo e alla realizzazione di tale presupposto 

devono essere poste esigenze severe. Occorre pertanto che sia 

necessario costruire l'edificio o l'impianto fuori della zona edificabile per 

motivi tecnici, d'esercizio o di conformazione del terreno. Il vincolo può 

anche essere negativo, imposto dall'esclusione di ogni altra ubicazione in 

zona edificabile (DTF 129 II 63 cons. 3.1). L'adempimento del secondo 

requisito di cui all'art. 24http://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.24 LPT 

presuppone l'assenza di interessi preponderanti che si oppongano 

all'autorizzazione sollecitata. Il criterio che presiede alla valutazione degli 

opposti interessi in gioco ruota attorno alle finalità e ai principi della 

pianificazione del territorio giusta gli art. 1http://links.weblaw.ch/it/SR-

700+Art.1 e 3http://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.3 LPT (DTF 117 Ib 28 

cons. 3, 114 Ib 268 cons. 3b); in particolare quelli miranti a proteggere le 

basi naturali della vita, ad integrare nel paesaggio gli impianti ed a 

conservare i siti naturali (art. 1 cpv. 2 lett. ahttp://links.weblaw.ch/it/SR-

700+Art.1 Abs.2 Bst.a e art. 3 cpv. 2http://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.3 

Abs.2 lett. b/d  LPT).

b) Giusta quanto sancito all’art. 89 della legge sulla pianificazione territoriale 

del Cantone dei Grigioni (LPTC; CS 801.100), i progetti di costruzione e 

destinazioni ad altro scopo vengono autorizzati, se vengono osservate 

tutte le prescrizioni del diritto comunale, cantonale e federale. Le 

http://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.24
http://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.24
http://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.1
http://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.1
http://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.3
http://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.1%20Abs.2%20Bst.a
http://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.1%20Abs.2%20Bst.a
http://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.3%20Abs.2
http://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.3%20Abs.2

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domande di costruzione vengono giudicate in base al diritto vigente al 

momento della decisione. Il provvedimento qui impugnato è stato preso il 

17 dicembre 2012, per cui alla presente fattispecie è applicabile la LPT e 

la relativa ordinanza sulla pianificazione del territorio (OPT; RS 700.1). 

Giusta l’art. 24chttp://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.24c LPT fuori delle 

zone edificabili, gli edifici e impianti utilizzabili in base alla loro 

destinazione ma non più conformi alla destinazione della zona, sono per 

principio protetti nella propria situazione di fatto (cpv. 1). Con 

l'autorizzazione dell'autorità competente, tali edifici e impianti possono 

essere rinnovati, trasformati parzialmente, ampliati con moderazione o 

ricostruiti, purché siano stati eretti o modificati legalmente (cpv. 2). 

L'aspetto esterno di un edificio può essere modificato soltanto se ciò è 

necessario per un'utilizzazione a scopo abitativo conforme agli standard 

attuali o per un risanamento energetico, oppure per migliorare 

l'integrazione dell'edificio nel paesaggio (cpv. 4). Conformemente all’art. 

42http://links.weblaw.ch/it/SR-700.1+Art.42 OPT, una trasformazione è 

considerata parziale e un ampliamento è considerato moderato se 

l'identità dell'edificio o dell'impianto unitamente ai dintorni rimane 

conservata nei tratti essenziali (cpv. 1). Sono ammessi miglioramenti volti 

a cambiare l'aspetto esterno. Il quesito se l'identità dell'edificio o 

dell'impianto rimanga sostanzialmente immutata va valutato tenendo 

conto di tutte le circostanze. In ogni caso vale la regola che si può 

procedere a un ampliamento esterno se sono rispettate le condizioni di 

cui all'art. 24c cpv. 4http://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.24c Abs.4 LPT; 

in questo caso, l'ampliamento totale, sia in relazione alla superficie utile 

lorda computabile, sia in relazione alla superficie totale (somma della 

superficie utile lorda computabile e della superficie accessoria lorda) non 

deve superare il 30 per cento o i 100 m2 e che i lavori di trasformazione 

non devono consentire una modifica rilevante dell'utilizzazione di edifici 

abitati in origine solo temporaneamente (art. 42 cpv. 3 lett. 

http://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.24c
http://links.weblaw.ch/it/SR-700.1+Art.42
http://links.weblaw.ch/it/SR-700+Art.24c%20Abs.4

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bhttp://links.weblaw.ch/it/SR-700.1+Art.42 Abs.3 Bst.b e 

chttp://links.weblaw.ch/it/SR-700.1+Art.42 Abs.c OPT).

c) Nell’evenienza va affermato che la trasformazione dell’edificio in una 

cascina di vacanza era stata concessa già nel 1974, vale a dire ben 40 

anni fa. Per quanto riguarda la cascina, questa è composta da un piano 

interrato a cantina e parzialmente abitativo, da un primo piano abitativo e 

da un solaio. Sostanzialmente in merito alla superficie utile accessoria 

[SA] nel piano cantina è previsto un ampliamento sotterraneo di ca. 7 m2 

e in merito al piano abitativo è prevista una nuova distribuzione degli 

spazzi senza cambiamento della superficie utile lorda [SUL]. Con 

l’innalzamento del tetto di ca. 0.6 m è prevista un’altezza massima del 

solaio di 1.6 m. Con tali interventi la SUL rimane invariata mentre 

l’ampliamento della SA rimane in modo incontestato sotto la soglia 

determinante. Inoltre, la trasformazione non modifica l’utilizzazione 

dell’edificio. Di conseguenza gli interventi previsti in prima linea sono 

conformi alla legge. Per ciò che riguarda la sostituzione del tetto esistente 

con un tetto in piode, va  sottolineato che tale intervento viene 

sovvenzionato dal Cantone dei Grigioni a titolo di cura dei monumenti 

ovvero di protezione del paesaggio giusta l’art. 32 e l’art. 42 cpv. 2 della 

legge sulla protezione della natura e del paesaggio del Cantone dei Gri-

gioni (LCNP; CS 496.000) e l’art. 13 del regolamento concernente l'ero-

gazione di sussidi dal finanziamento speciale lotteria intercantonale (RFL; 

CS 710.600). Da parte degli esperti la modifica del tetto andrebbe consi-

derata come miglioramento notevole concernente l’inserimento della co-

struzione nella zona circostante ai sensi dell’art. 24c cpv. 4 LPT in con-

giunzione con l’art. 42 cpv. 1 OPT. Tale considerazione va condivisa. 

Tantomeno la ricostruzione nuova di parti totalmente demolite non è da 

considerare a priori come peggioramento dell’inserimento di un edificio 

nella zona circostante. Di conseguenza tocca al comune convenuto pre-

http://links.weblaw.ch/it/SR-700.1+Art.42%20Abs.3%20Bst.b
http://links.weblaw.ch/it/SR-700.1+Art.42%20Abs.c

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stare attenzione all’esecuzione del progetto in questione e sorvegliare se-

veramente la ricostruzione delle parti ormai demolite. Al riguardo i ricor-

renti sono impegnati e si rendono responsabili, affinché i lavori in merito 

alla facciata adempiano il quesito dell'immutata identità dell'edificio. 

4. Concludendo, la richiesta principale dei ricorrenti va accolta e la licenza 

EFZ viene concessa direttamente da questo Tribunale in quanto la 

decisione impugnata è nulla. Ciononostante rimane nella competenza del 

comune di rilasciare in merito al progetto in questione se del caso, 

ulteriori oneri di dettaglio in materia di polizia edilizia. Ivi inclusa è la 

facoltà di stabilire le tasse previste dalla legge; un’eventuale rispettiva 

nuova decisione resta comunque sottoposta al ricorso di diritto 

amministrativo. 

5. Giusta l’art. 73 cpv. 1http://links.weblaw.ch/it/BR-370.100+Art.73 Abs.1 

della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CS 370.100), nella 

procedura di ricorso la parte soccombente deve di regola assumersi le 

spese e viene obbligata in base all’art. 78 cpv. 

1http://links.weblaw.ch/it/BR-370.100+Art.78 LGA a rimborsare alla parte 

vincente tutte le spese necessarie, ma soltanto queste, causate dalla 

procedura. Per quanto riguarda la nota d’onorario introdotta dalla 

rappresentante dei ricorrenti, s’impone una riduzione della stessa. Questo 

Giudice considera che la tariffa applicata sia corretta, mentre il dispendio 

di tempo fatto valere per approfondire la situazione giuridica di ben 23 ore 

e 5 minuti risulta eccessivo e le spese di cancelleria sono comprese nella 

tariffa oraria. Per questo si giustifica l’attribuzione di un’indennità 

forfettaria a titolo di ripetibili di fr. 4'000.-- (IVA compresa) al posto dei fr. 

6'503.60 pretesi.

http://links.weblaw.ch/it/BR-370.100+Art.73%20Abs.1
http://links.weblaw.ch/it/BR-370.100+Art.78

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Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto e la licenza di costruzione EFZ viene concessa nel 

senso dei considerandi. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 4’000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 324.--

totale fr. 4'324.--

il cui importo sarà versato dal Comune X._____ entro trenta giorni dalla 

notifica della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del 

Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. Il Comune X._____ versa a B._____ e A._____ fr. 4’000.-- (IVA 

compresa) a titolo di ripetibili.

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]

Gli interposto ricorsi al Tribunale federale sono stati accolti in data 4 gennaio 2016 

(1C_575/2014 e 1C_595/2014).