# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c56e6790-6222-5903-8b12-a5ee341111d2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-01-13
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 13.01.2003 15.2002.167
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2002-167_2003-01-13.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2002.167

  	
  Lugano

  13 gennaio
  2003

  CJ/fc/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente,

  Pellegrini e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques,
  vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 22 novembre 2002 di

 

	
   

  	
  1. __________
  2. __________ 

  entrambi patrocinati dallo studio legale
  __________ 

   

  
	
   

  	
   

  Contro

  	 

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano,
e meglio contro l’avviso d’incanto del fondo part. n. __________ RFP del comune
di __________ emesso il 12 novembre 2002 nell’ambito dell’esecuzione in via di
realizzazione del pegno immobiliare n. __________ promossa da:

 

	
   

  	
  __________

  rappr. da __________

  

 

contro 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  e solidalmente

   

  __________

  

 

viste le
osservazioni 10 dicembre 2002 di __________ e 12 dicembre 2002 dell’UE di
Lugano;

 

 

esaminati
atti e documenti

 

 

ritenuto
in fatto e considerando in diritto:

 

                                          che
l’atto di ricorso, formalmente unico, è allestito e firmato per conto di due
persone diverse;

 

                                          che
i ricorrenti non appaiono essere litisconsorzi necessari;

 

                                          che
tuttavia poiché i gravami si basano sul medesimo complesso di fatti e giungono
a conclusioni identiche, si giustifica la congiunzione delle due procedure;

 

                                         che il
giudizio di congiunzione, che determina la definizione delle vertenze con una
sola sentenza, preso nell’ossequio del principio dell’economia processuale, ha
natura ordinatoria e può essere pronunciato d’ufficio: le cause congiunte
conservano comunque la loro individualità nel senso che i dispositivi restano
separati e possono essere impugnati anche singolarmente (Flavio
Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.1.1.a ad art. 5, p.
96 s.);

 

                                         che i
ricorrenti chiedono l’annullamento dell’incanto previsto per il 3 febbraio
2003, poiché la tenuta dell’asta vanificherebbe l’esito della procedura
giudiziaria promossa il 21 gennaio 2000 dalla coescussa __________ contro i
ricorrenti davanti al Pretore di Lugano (inc. DI.2000.61) e tendente ad
accertare la non validità del diritto di compera del fondo n. __________ RFP di
__________, che i ricorrenti affermano di aver esercitato il 19 gennaio 2000
(cfr. doc. D);

 

                                         che, in
ogni caso, il diritto di compera è da considerare estinto, sia perché è stato
validamente esercitato, sia perché è scaduto non utilizzato il 25 gennaio 2000
(cfr. doc. C) oppure, come sembra essere la tesi di __________, perché non è
mai esistito (nullità del contratto di costituzione);

 

                                         che non è
contestato né contestabile che i ricorrenti non possono tuttora vantare alcun
diritto di proprietà sul noto fondo;

 

                                         che
sebbene il Pretore dovesse riconoscere la validità del contratto di
costituzione del diritto di compera e tale diritto fosse stato validamente esercitato
prima della scadenza del 25 gennaio 2000, i ricorrenti diventerebbero
proprietari del fondo solo dopo l’iscrizione del trapasso a registro di
commercio (cfr. Paul-Henri Steinauer,
Les droits réels, vol. II, 3. ed., Berna 2002, n. 1712), con effetto
retroattivo alla data dell’iscrizione della richiesta nel giornale (cfr. art.
972 cpv. 2 CC), ossia se del caso ancora prima dell’annotazione 28 maggio 2002
della restrizione della facoltà di disporre richiesta dall’UEF di Lugano a
favore di __________;

 

                                         che
secondo il Tribunale federale (DTF 114 III 18, cons. 3; 102 III 20 ss.)
e una parte della dottrina (cfr. Paul-Henri
Steinauer, Les droits réels, vol. I, 3. ed., Berna 1997, n. 808;
vol. II, n. 1714a; Bénédict Foëx,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. II, n. 11 ad art. 96; P.
Tuor/B. Schnyder/J. Schmid, Das schweizerische Zivilgesetzbuch, 12.
ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2002, p. 799 i.f.; contra: Alain
Colombara, L’opposabilité aux
tiers des droits personnels annotés au registre foncier et l’exécution forcée,
tesi Losanna 1992, n. 635 ss.; Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000,
n. 118 ss. ad art. 106), il diritto di compera annotato esercitato prima o
durante un’esecuzione forzata speciale è opponibile agli escutenti, con
l’effetto che l’immobile (ma non il prezzo di vendita) è sottratto alla
realizzazione;

 

                                         che
tuttavia, a prescindere dall’esame della controversia giuridica, in
un’esecuzione in via di realizzazione del pegno siffatta conseguenza si
realizza comunque solo se il diritto dei procedenti è successivo al diritto di
compera annotato, in difetto di che quest’ultimo non è loro opponibile (cfr.
art. 959 cpv. 2 CC a contrario);

 

                                         che nel
caso di specie, il diritto di pegno di __________, del 10 agosto 1994, è
anteriore al (ora estinto) diritto di compera dei ricorrenti (iscritto il 9
giugno 1999, cfr. doc. B);

 

                                         che ci si
potrebbe invero chiedere se, per parità di trattamento con i titolari di
diritti personali annotati che non hanno esercitato il proprio diritto, i
ricorrenti potrebbero esigere l’inserimento nell’elenco oneri del loro
eventuale diritto all’iscrizione nel registro fondiario del trapasso del fondo,
ritenuto che __________ potrebbe allora chiedere il doppio turno d’asta ai sensi
dell’art. 142 LEF (per rinvio dell’art. 156 cpv. 1 LEF);

                                         che la
questione non è tuttavia di competenza di questa Camera, i ricorrenti essendo
rinviati, se del caso, a far valere tale diritto – che non risulta dal registro
fondiario – nell’apposita procedura giudiziaria di contestazione dell’elenco
oneri (cfr. art. 140 cpv. 2 LEF, per rinvio dell’art. 156 cpv. 1 LEF), dopo che
l’UE di Lugano avrà assegnato il ruolo di attore in conformità dell’art. 39
RFF;

 

                                         che
soltanto successivamente si porrà la questione della sospensione dell’asta
(cfr. art. 141 LEF, per rinvio dell’art. 156 cpv. 1 LEF);

 

                                         che allo
stadio attuale della procedura non vi è quindi alcun motivo per sospendere
l’asta prevista il 3 febbraio 2003;

 

                                         che
pertanto il ricorso è da respingere;

 

                                         che
occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria al
sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17
LEF (Jean-François Poudret/Suzette
Sandoz-Monod, Commentaire de
la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 ad art.
81, p. 804) – siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del
legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF
125 III 383 cons. 2a);

 

                                         che per
lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

Richiamati
gli art. 17, 96, 140, 141, 156 cpv. 1 LEF; 959 CC; 61 e 62 OTLEF

 

 

pronuncia:                     

 

1.     
Le procedure dipendenti dai ricorsi 22
novembre 2002 di __________ e __________ sono congiunte.

 

 

2.     
Il ricorso 22 novembre 2002 __________, è
respinto.

 

 

3.     
Il ricorso 22 novembre 2002 __________, è
respinto.

 

 

                                          4.   Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

 

                                          5.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

 

                                          6.   Intimazione a:     - __________

                                                                            

                                               Comunicazione
all’UE di Lugano.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                                Il
segretario