# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 17f257ec-d3be-5431-bfcf-3aa81c702343
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-04-12
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 12.04.2005 S 2004 181
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2004-181_2005-04-12.pdf

## Full Text

S 04 181

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

SENTENZA
del 12 aprile 2005

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente prestazioni assicurative LAINF

1. In data 28 novembre 2003, … era vittima di un incidente della circolazione. 

L’autocarro da lui guidato si ribaltava e il conducente riportava un trauma 

cranico con commozione cerebrale, un ematoma alla coscia sinistra e la 

contusione della spalla destra. Il caso veniva assunto dall’… Assicurazioni SA, 

presso la quale … era assicurato contro le conseguenze di infortuni e malattie 

professionali (infortunio no. 4020.40185.03.9). Ancora durante il periodo di 

ridotta abilità lavorativa imputabile al primo infortunio, il 28 gennaio 2004, 

l’assicurato scivolava sul ghiaccio scendendo dalla gru del camion e riportava 

una distorsione del ginocchio destro. Essendo già stato convocato dal dott. 

med. … per un controllo il giorno successivo, l’infortunato attendeva detta 

visita per informare il medico dell’accaduto. Il 29 gennaio 2004, il medico 

curante poteva accertare dei dolori al compartimento laterale del ginocchio 

destro con la possibilità di accovacciarsi solo fino a 90° e con risalita 

difficoltosa e poneva la diagnosi di “dolori per trauma distorsivo/contusivo 

parte laterale ginocchio destro (secondo infortunio recente non annunciato)”. 

Sabato 7 febbraio 2004 l’assicurato cercava di raggiungere telefonicamente il 

medico curante, poiché da alcuni giorni il ginocchio destro era gonfio e dolente 

a tal punto che il paziente non riusciva più a lavorare. Durante la visita del 9 

febbraio successivo, veniva deciso di procedere ad un consulto specialistico 

onde definire la questione dell’eventuale causalità dei disturbi con il nuovo 

infortunio subito (infortunio no. 4020.40070.04.5). Durante il consulto dell’11 

febbraio 2004, il dott. med. … riscontrava una buona stabilità del ginocchio 

con però dolori alla pressione. L’esame di risonanza magnetica del 23 

febbraio 2004 accennava a dei possibili esiti di una lesione del legamento 

crociato anteriore. Per il resto gli ulteriori accertamenti permettevano di 

escludere la presenza di un’artrite psoriatica. Per il dott. med. …, i dolori 

andavano con probabilità imputati alla traumatizzazione di un’artrosi femoro-

rotulea.

2. Con decisione 9 luglio 2004, l’assicuratore infortuni informava l’assicurato di 

assumere solo i costi degli accertamenti condotti e del primo ciclo di 

fisioterapia. Infatti, i disturbi al ginocchio destro non avrebbero potuto essere 

considerati una conseguenza del sinistro avvenuto il 28 gennaio 2004 e le 

spese in relazione con detta patologia sarebbero pertanto andate a carico 

della cassa malati dell’assicurato, ovvero della ÖKK Assicurazione malattie e 

infortuni SA di … Contro predetta decisione, in data 16 agosto 2004, 

l’assicuratore malattie interponeva tempestiva opposizione contestando il 

proprio obbligo di fornire prestazioni. Sulla scorta di un consulto del proprio 

medico di fiducia, la cassa malati riteneva che i disturbi lamentati 

dall’assicurato al ginocchio destro fossero da considerare come una 

conseguenza dell’infortunio da questi subito nel gennaio 2004 o in 

precedenza e quindi di competenza dell’assicuratore infortuni. Dopo aver 

sentito il parere dello specialista in chirurgia ortopedica, dott. med. …, il 27 

settembre 2004, l’assicuratore infortuni confermava in sede di opposizione il 

rifiuto di ulteriori prestazioni, in assenza di chiare indicazioni radiologiche a 

conferma di lesioni di tipo traumatico e considerato l’ampio lasso di tempo 

trascorso tra l’infortunio e il manifestarsi del versamento intrarticolare.

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 10 

dicembre 2004, l’assicuratore malattia chiedeva l’annullamento della 

decisione impugnata e che l’assicuratore infortuni fosse ulteriormente tenuto 

a versare prestazioni per il sinistro occorso, anche dopo il 1. marzo 2004, o 

che eventualmente gli atti fossero ritornati alla parte convenuta per 

l’esecuzione di ulteriori accertamenti. In sostanza, l’assicuratore ricorrente 

metteva in dubbio le conclusioni mediche alle quali era giunta l’assicurazione 

infortuni, basandosi queste su delle supposizioni smentite però dai dati 

all’incarto. 

4. Nella propria risposta di causa, l’assicurazione infortuni chiedeva la reiezione 

integrale del ricorso. Dagli accertamenti condotti sarebbe chiaramente 

emerso il carattere patologico e non infortunistico dei disturbi lamentati del 

paziente, motivo per cui l’obbligo di fornire le prestazioni assicurative 

spetterebbe giustamente alla cassa malati ricorrente. 

5. Dal canto suo, … rinunciava a prendere posizione sulla presente controversia. 

Considerando in diritto:

1. Ai sensi dell’art. 49 cpv. 4 della legge federale sulla parte generale del diritto 

delle assicurazioni sociali (LPGA), se un assicuratore prende una decisione 

che concerne l’obbligo di un altro assicuratore di fornire prestazioni, la 

decisione deve essere notificata anche a detto assicuratore, avendo questi a 

disposizione gli stessi rimedi legali di cui dispone l’assicurato. Inoltre, per 

quanto stabilito all’art. 70 cpv. 2 lett. a LPGA, è l’assicurazione malattie che è 

tenuta a versare prestazioni anticipate per le prestazioni in natura e le 

indennità giornaliere la cui assunzione da parte dell’assicurazione contro le 

malattie e l’assicurazione contro gli infortuni è contestata. Ne consegue che 

l’assicurazione malattie è indubbiamente legittimata ad intentare il presente 

procedimento dopo che l’assicuratore infortuni ha negata la propria 

responsabilità (eccetto per le spese degli accertamenti ed il primo ciclo di 

fisioterapia) per le conseguenze dell’infortunio occorso il 28 gennaio 2004.

2. a) In conformità a quanto previsto all’art. 1a cpv. 2 lett. a della legge federale 

sull’assicurazione malattie (LAMal), l’assicurazione sociale malattie accorda 

prestazioni in caso di malattia. E’ considerata malattia qualsiasi danno alla 

salute fisica o psichica che non sia la conseguenza di un infortunio o che 

richieda una cura medica oppure provochi un’incapacità al lavoro (art. 3 

LPGA). Conformemente all'art. 6 cpv. 1 della Legge federale 

sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF), per quanto non previsto 

altrimenti dalla legge, le prestazioni assicurative sono effettuate in caso 

d'infortuni professionali, d'infortuni non professionali e di malattie 

professionali. E’ considerato infortunio qualsiasi influsso esterno dannoso, 

improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore esterno 

straordinario che comprometta la salute fisica o psichica o che provochi la 

morte (art. 4 LPGA). 

b) L’assicurazione infortuni è un’assicurazione causale. Il diritto a prestazioni 

assicurative sussiste dal momento in cui il danno alla salute subentrato 

(danno stesso, invalidità o morte) sia in relazione causale naturale ed 

adeguata con l'infortunio o la malattia professionale. Cause, nel senso della 

causalità naturale, sono tutte le circostanze senza le quali un determinato 

evento non si sarebbe potuto verificare o si sarebbe verificato in altro modo o 

in altro tempo. Affinché si ammetta l'esistenza di un nesso di causalità 

naturale, non occorre che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del 

danno alla salute. È sufficiente che l'evento, unitamente ad altri fattori, abbia 

comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato 

(DTF 126 V 361 cons. 5c, 119 V 337 cons. 1 e 118 V 289 cons. 1b, con i 

rispettivi riferimenti). È questione di fatto lo stabilire se tra l'evento 

infortunistico e il danno alla salute esista un nesso di causalità naturale. Su 

questa questione assicurazione e giudice si determinano secondo il principio 

della probabilità preponderante, essendo la sola possibilità di una relazione 

causale insufficiente a fondare un diritto a prestazioni assicurative (DTF 119 

V 339 cons. 1 e 118 V 289 cons. 1b e i rispettivi riferimenti). Per 

l'apprezzamento delle prove, assicurazione e giudice si attengono, di regola, 

alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne 

la loro disattenzione (DTF 113 V 311 ss. e riferimenti). Il diritto a prestazioni 

assicurative da parte dell'assicurazione infortuni presuppone ancora 

l'esistenza di un nesso causale adeguato. Tenor costante giurisprudenza, 

esiste un rapporto di causalità adeguata se, secondo il corso normale delle 

cose e l'esperienza generale della vita, il fatto è di per sé idoneo a provocare 

un risultato del genere di quello che si è verificato, in modo tale che questo 

risultato appaia come favorito dall'evento (DTF 125 V 352 cons. 3b aa e 118 

V 290 cons. 1c e riferimenti). Il nesso causale adeguato non deve essere 

provato con rigore scientifico; basta invece che il grado della probabilità 

preponderante deponga per una determinata evoluzione causale.

c) Giusta l'art. 36 cpv. 1 LAINF, che costituisce un'espressa rinuncia da parte del 

legislatore al principio della causalità adeguata, le prestazioni sanitarie, i 

rimborsi delle spese, le indennità giornaliere e gli assegni per grandi invalidi 

non sono ridotti se il danno alla salute è solo in parte conseguenza 

dell'infortunio. Ne consegue che l'assicuratore LAINF può sopprimere tali 

prestazioni soltanto quando l'infortunio non gioca più un ruolo causale, cioè 

quando lo status quo ante o lo status quo sine sono raggiunti (DAS/A.Inf. 1994 

no. 4 e RAMI 1992, pag. 75 cons. 4b). In questo senso, la responsabilità 

dell'assicurazione infortuni cessa a partire dal momento in cui l'evento non 

può più essere considerato una causa naturale ed adeguata dello stato di 

salute, essendo quest'ultimo addebitabile interamente a fattori estranei 

all'infortunio. Ciò si verifica se, con il passare del tempo, lo stato di salute 

assume condizioni che sarebbero comunque divenute tali con o senza 

l'avvenimento assicurato (status quo sine). Anche in questo caso l'assenza di 

qualsiasi relazione causale tra l'infortunio ed il danno alla salute deve essere 

comprovata con il grado della probabilità preponderante. Poiché trattasi di uno 

stato di fatto a conclusione di un diritto a prestazioni, all'assicuratore incombe 

pure un onere probatorio, nel senso che, in caso d'assenza di prove, la 

decisione sarà sfavorevole alla parte che intende derivare un diritto da una 

circostanza rimasta indimostrata (cfr. RAMI 1994 no. U 206, pag. 329 cons. 

3b; 1992 no. U 142, pag. 76 cons. 4b in relazione con DTF 117 V 264 cons. 

3b).

d) Nell’evenienza in parola, l’assicurazione infortuni sembra voler negare 

qualsiasi legame tra i disturbi lamentati dall’assicurato e l’infortunio assicurato, 

anche se l’assicuratore si è assunto i costi di un ciclo di fisioterapia. Non è 

contestato che in data 28 gennaio 2004, mentre stava scendendo dalla gru 

del camion, l’assicurato sia scivolato sul ghiaccio e abbia battuto il ginocchio 

destro in prossimità del bordo laterale. Il fatto che a questo avvenimento 

infortunistico il dott. med. … non voglia dare che ben poca importanza (vedi 

la relazione del 4 giugno 2004, punto 2) è ai fini del giudizio irrilevante. E’ del 

tutto comprensibile che un assicurato, ancora inabile al 50% per le 

conseguenze del primo infortunio, non ritenga di doversi immediatamente 

recare dal medico dopo uno scivolamento sul ghiaccio e conseguente 

insorgere di dolori al ginocchio, sapendo che comunque era convocato per un 

controllo medico il giorno successivo. Come viene poi puntualmente riportato 

sulla relazione medica riguardante la visita del 29 gennaio 2004, l’interessato 

ha saputo indicare la dinamica esatta dell’evento traumatico e descriverne i 

dolori subentrati in prossimità della parte lesa. Per contro, il parere medico 

espresso dal curante in seguito non convince. Infatti, nella relazione 4 giugno 

2004, il dott. med. … non mette solo in dubbio che la versione dell’accaduto - 

così come riportata nel suo precedente rapporto - gli sia stata fornita 

dall’assicurato, ma ignora pure i reperti oggettivabili che aveva allora 

riscontrati (impossibilità di accovacciarsi oltre 90°). Sulla base delle 

considerazioni che precedono, questo Giudice non intravede motivi per 

dubitare del verificarsi di un evento infortunistico nei termini descritti 

dall’assicurato al medico e riportati sull’annuncio d’infortunio. 

3. a) Fin dall’insorgere della sintomatologia al ginocchio destro, l’assicuratore 

infortuni conduceva accertamenti per escludere la possibilità che potesse 

trattarsi di un’affezione patologica, cioè che i disturbi fossero riconducibili ad 

un’artrite psoriatica o a un attacco di gotta. Dopo che il concorso di queste 

due patologie è stato escluso, attualmente, le argomentazioni su cui si 

fondano i dott. med. … e … per ritenere che i dolori in oggetto siano di 

pertinenza dell’assicurazione malattie sono essenzialmente due: il 

prolungato intervallo libero prima della manifestazione del versamento 

intrarticolare e l’assenza di un quadro radiologico comprovante una lesione 

di tipo traumatico. L’esame degli atti all’incarto non permette però di 

confermare tali assunti. 

b) Come giustamente addotto da parte della cassa malati ricorrente, il 

versamento al ginocchio destro non è insorto solo 10 giorni dopo il preteso 

avvenimento infortunistico. Tale conclusione è sconfessata dagli atti 

all’incarto. In data 29 gennaio 2004, cioè il giorno dopo l’infortunio, il paziente 

riferiva al dott. med. … la dinamica dell’accaduto e precisava di ”aver sentito 

un crack al bordo laterale del ginocchio destro con conseguente gonfiore”. In 
occasione della visita il medico non poteva accertare alcun versamento, ma 

riferiva dei dolori alla digitopressione dell’emirima laterale e della difficoltà che 

il paziente aveva ad accovacciarsi (possibilità di accovacciarsi solo fino a 90°, 

con risalita difficoltosa, fatto questo che nella relazione del 19 ottobre 2004 il 

dott. med. … considera come indizio per la presenza di un minimo versamento 

intrarticolare). Tale reperto permette pertanto di escludere che i gonfiori siano 

insorti solo dieci giorni dopo. Già il giorno dopo l’infortunio e allorquando il 

paziente non poteva certo sapere dell’importanza ai fini assicurativi 

dell’insorgere del versamento, veniva riferito al medico l’immediato insorgere 

di gonfiori al ginocchio destro. Dieci giorni dopo l’avvenimento infortunistico, il 

7 febbraio 2004, il paziente telefonava al medico curante lamentando 

importanti dolori e gonfiori al ginocchio destro già persistenti da alcuni giorni. 

Alla visita del 9 febbraio 2004 il ginocchio era poi effettivamente gonfio (circa 

50 cm3). In base a questi dati risulta pertanto comprovato che non si è 

istaurato alcun intervallo libero prima della manifestazione del versamento 

intrarticolare, ma che il gonfiore è subentrato immediatamente dopo 

l’infortunio, per poi aggravarsi in seguito. La tesi principale su cui il dott. med. 

…, nella propria relazione del 4 giugno 2004, e il dott. med. …, nella relazione 

del 9 settembre 2004, fondano le loro teorie per contestare il carattere causale 

dell’affezione con l’infortunio assicurato viene pertanto a cadere. 

c) Quanto al risultato delle diverse indagini condotte, la valutazione fatta dal dott. 

med. … per contestare l’esistenza di postumi di tipo traumatico non convince. 

L’11 febbraio 2004, lo specialista in ortopedia dott. med. … sospettava una 

patologia al menisco, per cui veniva eseguita una MRI il 23 febbraio 

successivo. Da questa indagine emergevano dei “possibili esiti di lesione del 

legamento crociato ant.” anche se poi nella propria valutazione il dott. med. 

… concludeva all’”assenza di lesioni post-truamatiche di significato clinico 

attuale”. La scintigrafia ossea trifasica del 12 maggio 2004 non metteva in 

evidenza segni di artro-sinovite a carico del ginocchio destro. Nella relazione 

dello stesso giorno, il dott. med. … riteneva che “i rilievi descritti potrebbero 

essere ascritti ad artrosi femoro-rotulea post-truamatica”. Che la causa dei 

dolori fosse una probabile traumatizzazione di un’artrosi femoro-rotulea era 

anche il parere del dott. med. … (relazione del 27 maggio 2004). Sulla base 

di questi reperti, che tendono a confermare un’origine traumatica della 

sintomatologia, il dott. med. … poneva, nella propria valutazione degli atti del 

9 settembre 2004, la conclusione contraria. Dallo studio degli atti, l’esperto in 

chirurgia ortopedica concludeva che “gli esami clinici non hanno potuto 

mettere in evidenza nessuna alterazione strutturale acquisita recente di 

natura post-traumatica riconducibile con il grado della causalità 

preponderante con l’evento infortunistico del 28 gennaio 2004.” Per quanto 

riportato nelle relazioni mediche precedenti però, questa valutazione non 

convince, giacché oggettivamente i reperti agli atti indicano propriamente il 

contrario e nella valutazione in oggetto vengono ignorati elementi di rilievo 

importanti come la già iniziale limitazione della possibilità di accovacciarsi del 

paziente e l’immediato subentrare del versamento. In questo contesto la 

valutazione contraria redatta dal dott. med. … il 19 ottobre 2004, sulla base di 

tutti gli elementi all’incarto, è decisamente più convincente. 

d) Per l’assicuratore infortuni, sembra che la condizione per l’assunzione del 

caso debba risiedere in una chiara lesione documentabile radiologicamente a 

livello dell’articolazione del ginocchio. Ora questa condizione è rilevante solo 

nell’ambito dell’art. 9 cpv. 2 OAINF, a sapere quando un certo tipo di lesione 

subentra senza l’intervento di alcun fattore esterno straordinario. 

Nell’evenienza però vi è stato un infortunio ai sensi di legge, motivo per cui la 

presenza di una lesione nel senso dell’elenco legale di cui all’art. 9 OAINF 

non è presupposta. Le conseguenze del trauma distorsivo, anche qualora si 

limitassero a dei versamenti intrarticolari, un’artrosi femoro-rotulea post-

truamatica o alla compromissione di un legamento vanno a carico 

dell’assicurazione infortuni fino all’estinzione dei disturbi o almeno fino a 

quando l’assicuratore infortuni non sarà in grado di dimostrare che lo status 

quo ante o quello quo sine siano raggiunti (vedi cons. 2c).

4. Per i motivi che precedono, il ricorso è accolto e la decisione impugnata 

annullata. La procedura è gratuita e l’assicuratore infortuni anche se vince la 

causa non ha diritto alle ripetibili (art. 61 lett. g LPGA). 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata. L’… Assicurazione 

SA è tenuta ad assumere i costi derivanti dalla patologia al ginocchio destro 

di … fino alla loro completa sparizione o al raggiungimento della situazione 

come si sarebbe presentata o che sarebbe comunque subentrata anche 

senza l’infortunio assicurato. 

2. La procedura è gratuita.