# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 488914d4-2da2-5cfa-bb77-8733f7467f93
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-11-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 12.11.2010 80.2008.53
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2008-53_2010-11-12.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2008.53

  	
  Lugano

  12 novembre
  2010

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Antonio Saredo-Parodi

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso del 21 maggio 2008 contro la decisione del 24
  aprile 2008 in materia di IC/IFD 2005.

  

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   La RI
1 di __________ è una società anonima, costituita nel 2005, il cui scopo consiste
nel possesso e nella gestione di immobili. In particolare, è proprietaria di un
palazzo di appartamenti a __________ __________ Quest’ultimo è stato apportato
dall’azionista __________ con contratto del 22 aprile 2005. 

                                         Nella
dichiarazione fiscale 2005, la società contribuente indicava di aver subito una
perdita di fr. 2'428.–.

                                         L’RS 1 (UTPG)
si rivolgeva alla società contribuente con scritto del 24 aprile 2007, chiedendole
l’invio della contabilità dell’anno 2005 completa di tutti i giustificativi.

                                         La
documentazione richiesta veniva parzialmente inviata il 14 maggio 2007. 

                                         In
seguito ad una nuova richiesta del 22 maggio 2007, ulteriori documenti pervenivano
all’UTPG il 4 giugno 2007.

 

 

                                  B.   Con
decisione del 5 luglio 2007, l’RS 1 notificava alla società contribuente la
tassazione IC/IFD 2005 per inizio imponibilità (assoggettamento dal 7 luglio
2005), nella quale commisurava il suo utile imponibile in fr. 44'700.– per l’IC
ed in fr. 92'600.– per l’IFD. La motivazione della decisione indicava che si trattava
di una “tassazione d’ufficio per mancata o insufficiente documentazione”. 

                                         La
società contribuente interponeva reclamo contro tale decisione, in data 30
luglio 2007, contestando in particolare di aver conseguito un utile ed
allegando un nuovo bilancio, da cui risultava una perdita di fr. 36'153.–.

                                         Con
scritto del 22 agosto 2007, l’UTPG chiedeva alla reclamante l’inoltro di “copia
del bilancio e del conto economico per l’esercizio 2005 firmati”, come pure di
“copia del rapporto di revisione” e dell’estratto “del verbale dell’assemblea
relativo all’approvazione dei conti 2005”. La contribuente inviava la suddetta documentazione il 3 settembre 2007.

                                         Una nuova
richiesta di collaborazione era contenuta in una lettera del 18 ottobre 2007,
nella quale l’UTPG, premesso che la contabilità risultava “ancora
inattendibile” e non conforme ai “principi contabili minimi previsti dal CO”,
invitava la reclamante a trasmettere “bilancio e conto economico relativi
all’esercizio 2005, conformi ai principi contabili previsti dal CO”. La
contribuente rispondeva con scritto del 14 novembre 2007 e relativi allegati. 

                                         Con
ulteriore lettera del 19 novembre 2007, l’UTPG ribadiva che i documenti fino
allora presentati “non si sono rivelati attendibili” e diffidava pertanto la
reclamante a trasmettere “un bilancio completo, la contabilità completa, tutti
i giustificativi a sostegno di tutte le registrazioni contabili, il rapporto di
revisione ed il verbale dell’assemblea inerente l’approvazione dei conti in
questione”, avvertendola che se la documentazione richiesta non fosse stata
prodotta il reclamo sarebbe stato respinto senza ulteriori accertamenti. 

                                         Non
essendo pervenuta alcuna risposta, con decisione del 24 aprile 2008 l’UTPG
respingeva il gravame.

 

 

                                  C.   Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, la RI 1 contesta la
decisione dell’autorità fiscale ed allega un nuovo bilancio, dal quale risulta
una perdita d’esercizio di fr. 30'606.70.

                                         Il 31
luglio 2009 il giudice delegato ha trasmesso il ricorso con gli allegati
all’Ispettorato fiscale, invitandolo a procedere ad una verifica dei conti
della ricorrente.

                                         Il 30
settembre 2010, l’Ispettorato fiscale ha inoltrato il suo rapporto dell’8
settembre 2010, che è stato poi sottoposto alla ricorrente. 

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Nel
bilancio 2005 della ricorrente l’Ispettorato fiscale ha riscontrato numerose
incongruenze ed anche grossolani errori di registrazione.

                                         Si
segnala in particolare un accantonamento per lavori di ristrutturazione, commisurato
in fr. 463'753.–. Nel contratto di apporto dell’immobile, stipulato il 22
aprile 2005, il valore dell’apporto è stato calcolato tuttavia considerando
“costi per lavori di rinnovo dello stabile, in corso” per un importo di fr.
388'846.–. Computando anche altri accantonamenti, nelle registrazioni contabili
si raggiunge l’ammontare di ben 477'050 franchi, cosa che induce l’Ispettorato
a domandarsi se sia ancora rispettato l’art. 632 CO, che esige che all’atto
della costituzione della società sia stato liberato almeno il 20% del valore
nominale di ogni azione, con un minimo di conferimenti di 50'000 franchi. In
effetti, se l’accantonamento per rinnovo dell’immobile ammonta a fr. 477'050.–,
l’apporto degli azionisti raggiunge il valore di zero franchi. Dal valore
dell’immobile apportato (fr. 2'238'075.–) sono già stati dedotti infatti debiti
per oltre 1'700'000 franchi. 

                                         L’Ispettorato
ipotizza a tale riguardo o che l’azionista abbia beneficiato di un prestito da
parte della società – nel qual caso, dovrebbero essere calcolati gli interessi
attivi – o che egli abbia beneficiato di una distribuzione anticipata di utile,
avendo ricevuto 100'000 franchi in azioni pur avendo apportato un immobile il
cui valore è interamente coperto da debiti.

 

                                         1.2.

                                         L’incongruenza
che emerge dal confronto fra il bilancio e il contratto di apporto potrebbe
essere spiegata anche in altro modo. Ci si potrebbe cioè domandare se,
piuttosto che un apporto per un valore inferiore a quello del capitale
liberato, l’azionista non abbia invece effettuato un apporto il cui valore è
addirittura superiore. 

                                         In
effetti, l’accantonamento per “lavori di rinnovo nello stabile, in corso”
solleva interrogativi di una certa consistenza, a prescindere dal suo importo.
Basti pensare al fatto che il contratto di apporto risale al mese di aprile del
2005, quando i lavori di rinnovo avrebbero dovuto essere “in corso”, ma che gli
stessi non risultano tuttora essere stati neppure iniziati. Come sottolinea lo
stesso Ispettorato nel suo rapporto (a pagina 7), l’accantonamento era già
stato creato nel 2004, quando l’immobile apparteneva ancora all’azionista, e si
riferisce a lavori “di una certa importanza, come la sostituzione delle cucine,
dei bagni”, la cui esecuzione “avrebbe come conseguenza la disdetta dei locali
locati oppure a causa dei disagi una riduzione sull’affitto pagato”. Nessun
appartamento è rimasto tuttavia vuoto né si sono verificate riduzioni delle
entrate dalla locazione. Non solo, ma dai conti dell’esercizio 2009 della ricorrente
emerge ancora un accantonamento di fr. 371'000.–, sempre per lavori di manutenzione.

                                         Ora, alla
luce di tali circostanze, non si può fare a meno di chiedersi quale giustificazione
avesse l’inserimento, nel calcolo del valore dell’apporto, di un importo che si
riferiva a costi di manutenzione che non solo non erano “in corso” ma tuttora
non sono stati sostenuti. La conseguenza dovrebbe essere che il valore
dell’apporto è superiore, e non inferiore, a quello del capitale azionario. 

 

                                         1.3.

                                         La
questione non necessita di essere risolta in questa sede, non essendo in discussione
l’imposta sul capitale. 

                                         Va
rilevato, a tale riguardo, che la ricorrente, quale società immobiliare, è già
stata imposta sul capitale proprio occulto, in base all’art. 82 cpv. 2 LT,
secondo cui il capitale proprio corrisponde almeno al 20 per cento del valore
dei loro attivi determinante per l’imposta sull’utile. Il capitale imponibile
ammonta pertanto già a fr. 470'053.–.

                                          

 

                                   2.   2.1.

                                         Come già
ricordato, la ricorrente ha sottoposto all’autorità fiscale diverse versioni
del bilancio e del conto economico per l’esercizio 2005. Sull’ultima versione,
allegata al ricorso, si è basato l’Ispettorato fiscale per la sua verifica.

                                         Come il
bilancio, anche il conto economico presenta numerosi aspetti discutibili.  

 

                                         2.2.

                                         In primo
luogo, l’Ispettorato ha ritenuto non attendibile l’ammontare dei ricavi provenienti
dalla locazione degli appartamenti.

                                         Dal conto
economico emerge un ammontare di fr. 49'893.–, che si riferisce alle entrate
dal 1° settembre 2005. Nel contratto di apporto, tuttavia, si afferma che “la costituenda
società potrà disporre immediatamente e liberamente del fondo apportato, non
appena la stessa sarà stata iscritta a registro di commercio”. Poiché
l’iscrizione è avvenuta il 7 luglio 2005, l’Ispettorato ha proposto di
riprendere le pigioni dal 7 luglio alla fine di agosto, per complessivi fr.
20'734.–. 

                                         La
correzione proposta è ineccepibile e porta i ricavi a fr. 70'627.–.

 

                                         2.3.

                                         L’attenzione
dell’Ispettorato si è quindi spostata sui costi. 

                                         Nel conto
economico figurano diverse spese, per un ammontare complessivo di fr. 45'619.–,
che concernono acquisto di materiale, affitto di un ufficio, costi di revisione,
tasse per l’acqua e per la canalizzazione, amministrazione, elettricità, gasolio
per riscaldamento ecc. I relativi giustificativi sono rappresentati da altrettante
fatture emesse dalla __________ __________, una società con sede a __________
(GR) ma effettivamente gestita da __________. 

                                         Fra i
costi in discussione spiccano quelli per l’affitto di un ufficio, per ben 2'000
franchi al mese. Si tratta anche qui di una fattura della __________ SA, che
come rileva l’Ispettorato non è giustificata, pensando al fatto che la
ricorrente non dispone di alcun dipendente ed inoltre fa valere ulteriori costi
per l’amministrazione, sempre fatturati dalla società __________. 

                                         In alcuni
casi, poi, le copie delle fatture sottoposte all’Ispettorato sono state
alterate, p. es. cancellando il destinatario e sostituendolo con il nome della
ricorrente.

 

                                         2.4.

                                         Constatato
come la contabilità sia inattendibile e non interamente verificabile,
l’Ispettorato propone di procedere ad una tassazione per apprezzamento, in base
agli elementi a disposizione. 

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Secondo
l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46
cpv. 3 LAID, l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a
una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non
soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non
possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può
tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del
tenore di vita del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata
soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve
essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT, 132
cpv. 3 LIFD), per cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non tocca
all’autorità dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì
all’interessato provare che la stessa è manifestamente inesatta.

 

                                         3.2.

                                         Giurisprudenza
e dottrina tendono a riconoscere che si possa ricorrere alla tassazione
d’ufficio non solo laddove il contribuente, nonostante diffida, non soddisfi ai
suoi obblighi procedurali, ma anche qualora la mancanza di documenti
attendibili sulla sua situazione finanziaria non possa essergli imputata
(decisione TF 2A.426/2004 del 23 novembre 2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno
2002; RDAF 2000 II 41; Zweifel, in:
Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol.
I/2b, 2a ediz. Basilea 2008, n. 29 e 31 ad
art. 130 LIFD, p. 342 ss.; Richner/Frei/Kaufmann,
Handkommentar zum DBG, Zurigo 2003, n. 26 ad art. 130 LIFD, p. 972; contra
Berger, Voraussetzungen und
Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 197).

                                         L’autorità fiscale deve comunque agire “pflichtgemäss”,
ovvero secondo coscienza professionale, conformandosi agli indispensabili
criteri di prudenza che devono sempre essere tenuti presenti in procedimenti
del genere, principalmente allo scopo di evitare eccessi di discrezionalità
(ASA 50 p. 372). Detto altrimenti, il contribuente deve essere imposto, nella
misura del possibile, su un reddito valutato il più vicino possibile alla sua
capacità contributiva reale (Zweifel,
op. cit., n. 46 ad art. 130 LIFD).

 

                                         3.3.

                                         Che il
conto economico della ricorrente, peraltro diverse volte modificato dopo
l’inoltro della dichiarazione fiscale, non permetta di pervenire ad una
definizione affidabile dell’utile imponibile, non può essere messo in
discussione.

                                         Sono
allora senz’altro adempiuti i requisiti per una tassazione d’ufficio. 

                                         L’Ispettorato
propone di considerare, oltre agli interessi passivi e alle relative spese
bancarie (fr. 18'442.–), costi amministrativi nella misura ammessa dalle
tariffe dell’Associazione Svizzera dei Fiduciari Immobiliari Sezione Ticino
(fr. 3'479.–) e altri costi per ulteriori spese di manutenzione, energia ecc.
(fr. 3'531.–, pari al 5% dei ricavi). 

                                         Con tale
calcolo si arriva ad un importo che è praticamente uguale all’utile stabilito
per apprezzamento nella decisione impugnata. Quest’ultima deve allora essere confermata.

                                   4.   Visto
l’esito del ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico
della ricorrente, soccombente.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.  1’000.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.    100.–

                                         per un
totale di                                                       fr. 1’100.–

                                         sono a
carico della ricorrente.

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).

 

                                   4.   Intimazione
a: 

	
   

  	
  -; 

  -; 

  -; 

  -. 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per
conoscenza:

                                         - municipio
di.

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: