# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bb036200-14d1-57df-b6ef-0e8001a91da7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 15.07.2003 17.2003.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2003-31_2003-07-15.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2003.31

  	
  Lugano

  15 luglio
  2003/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Corte di cassazione e di revisione
  penale                                 del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  G. A. Bernasconi e Cometta

  
						

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicencelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione del 4
luglio 2003 presentato dalla

 

	
   

  	
  Commissione federale delle case da gioco (CFCG), Berna

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la sentenza emanata il 16 giugno 2003 dal giudice
  della Pretura penale nei confronti di

  

 

	
   

  	
  __________,

  (patrocinato dall'avv. dott. __________);

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto il
ricorso per cassazione;

                                         2.   Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con sentenza del 16 giugno 2003 il giudice della Pretura penale ha
prosciolto __________ dall'accusa di contravvenzione alla legge federale sulle
case da gioco formante oggetto di decreti penali emessi il 28 marzo e 27 giugno
2002 dalla Commissione federale delle case da gioco (StV E26.1/01 e StV
E12.1/02). 

 

                                  B.   Contro tale sentenza, intimata il 19 giugno successivo, la Commissione
federale delle case da gioco è insorta con ricorso per cassazione del 4 luglio
2003, chiedendo la riforma del giudizio impugnato e la conferma dei suoi
decreti. Il ricorso non è stato intimato per osservazioni.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Conclusa
la discussione, il giudice emana la sentenza, che è immediatamente comunicata
verbalmente nei dispositivi con esposizione dei motivi essenziali all'accusato,
alla parte civile e al Procuratore pubblico (art. 276 cpv. 1 CPP). Il giudice avverte
le parti inoltre del diritto di presentare – per il suo tramite – dichiarazione
di ricorso alla Corte di cassazione e di revisione penale entro cinque giorni e
del diritto di chiedere, pure entro cinque giorni, la motivazione della
sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP). Alla dichiarazione di ricorso deve far seguito
la motivazione scritta entro venti giorni dalla notifica della sentenza (art.
289 cpv. 1 e 4 CPP, cui rinvia l'art. 278 cpv. 2 CPP).

 

                                   2.   Nella fattispecie la Commissione federale delle case da gioco,
assente giustificata al dibattimento, ha presentato direttamente il ricorso
motivato nei 20 giorni successivi all'intimazione della sentenza, senza
introdurre alcuna dichiarazione previa. Ciò non è ammissibile. La dichiarazione
di ricorso entro il termine di 5 giorni dalla comunicazione verbale dei
dispositivi costituisce un presupposto processuale. È vero che al momento di
comunicare oralmente il verdetto il giudice della Pretura penale si è limitato
a ricordare che sarebbe stato possibile ricorrere entro 20 giorni dalla comunicazione
della sentenza motivata, omettendo di menzionare che la dichiarazione di ricorso
doveva essere presentata entro cinque giorni e che, entro lo stesso termine, si
sarebbe dovuta chiedere la motivazione scritta della sentenza (verbale del dibattimento,
pag. 4). Il medesimo rimedio di diritto egli ha indicato nella sentenza motivata,
intimata alle parti il 18 e 19 giugno 2003 (allorché il termine di cinque
giorni per formulare la dichiarazione di ricorso non era ancora decorso). Il
che offende l'art. 276 cpv. 2 CPP. Diverso sarebbe stato il caso rispetto a
quello ora in esame, ad esempio, qualora il giudice avesse statuito con
decisione incidentale sull'ammissibilità di un'opposizione al decreto di accusa
o di un'istanza di restituzione dei termini, senza citare le parti al
dibattimento e senza comunicare perciò la propria sentenza in aula. In
circostanze del genere le parti ricevono senz'altro la sentenza motivata, di
modo che basta introdurre ricorso per cassazione nei 20 giorni successivi
all'intimazione del giudizio. Nel caso specifico, per contro, la decisione
motivata ha fatto seguito a un dibattimento ed è stata comunicata giusta l'art.
276 cpv. 1 CPP (verbale del dibattimento, pag. 3). La dichiarazione di ricorso
era pertanto indispensabile.

 

                                   3.   La
ricorrente non può invocare nemmeno l'errata indicazione dei rimedi giuridici.
La parte che, dando prova di diligenza, avrebbe dovuto notare l'errore non può
prevalersi in effetti della buona fede se essa o il suo legale avrebbero potuto
accorgersi dello sbaglio consultando semplicemente la legge (sentenze del Tribunale
federale 1P.667/2000 e 1P.729/2000 del 5 marzo 2001, consid. 2a). Nel caso
specifico la ricorrente è un'autorità federale e non un cittadino sprovvisto di
basilari cognizioni giuridiche. Ad essa bastava scorrere gli art. 273 segg. CPP
richiamati nella sentenza impugnata per avvedersi che l'art. 276 cpv. 2 CPP richiede
una dichiarazione previa di ricorso da presentare entro cinque giorni dalla
comunicazione orale dei dispositivi. Inoltrato senza rispettare tale formalità,
il ricorso per cassazione deve quindi essere dichiarato inammissibile.

 

                                   4.   A titolo abbondanziale si rammenti che nell'applicazione dell'art.
276 cpv. 2 CPP la Corte di cassazione e di revisione penale ha sempre dato
prova di rigore. Essa ha avuto modo di stabilire così che il Procuratore
pubblico il quale, valendosi della facoltà garantitagli dall'art. 274 cpv. 2
CPP, non compare al pubblico dibattimento, non può pretendere poi di vedersi
prorogare il termine di cinque giorni per introdurre la dichiarazione di
ricorso, tale termine cominciando a decorrere per tutte le parti dalla comunicazione
verbale dei dispositivi. Né incombe al Pretore comunicare separatamente al
Procuratore pubblico, assente, il contenuto dei dispositivi pronunciati. Tocca
se mai alla pubblica accusa adottare i provvedimenti necessari per informarsi
tempestivamente sull'esito del processo. Lo stesso principio ha applicato la
Corte di cassazione e di revisione penale, in ossequio alla parità di
trattamento, nel caso in cui assente (giustificata) sia la parte civile, la
quale non può contare su comunicazioni scritte del giudice, ma deve osservare
anch'essa il termine di 5 giorni per la dichiarazione di ricorso, informandosi
tempestivamente sul contenuto dei dispositivi (CCRP, sentenza del 2 dicembre
1997 in re Ministero pubblico, pag. 3; Rep. 1997 pag. 325 e 1998 pag. 378).

 

                                         Coerentemente
la Corte di cassazione e di revisione penale ha avuto motivo di confermare,
ancora in seguito, che la ricevibilità di un ricorso per cassazione contro una
sentenza pretorile è subordinata alla dichiarazione di ricorso da parte
dell'interessato, la quale va presentata da tutte le parti entro il medesimo
termine, ossia entro cinque giorni da quando il giudice ha comunicato oralmente
la propria decisione, rispettivamente – in caso di assenza di tutti gli interessati
– da quando egli ha statuito. In caso contrario, oltre a disparità di
trattamento ingiustificate, si creerebbe un'inammissibile insicurezza giuridica
(CCRP, sentenza del 4 maggio 1998 in re B., consid. 3). Il caso appena citato
si riferiva a un procedimento nel quale non si era nemmeno tenuto il
dibattimento, dato che sia la pubblica accusa sia la parte civile avevano
rinunciato a comparire, mentre l'accusato era stato dispensato dal Pretore dal
presenziarvi.

 

                                   5.   Ne discende in ultima analisi, non senza rivolgere un richiamo
d'ordine al primo giudice, che il ricorso va dichiarato inammissibile. Vista la
particolarità del caso, si giustifica di non prelevare spese.

 

Per questi motivi,

in applicazione dell'art. 291 cpv. 1 CPP,

 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è inammissibile.

 

                                   2.   Non si riscuotono tasse né spese.

 

                                   3.   Intimazione:

                                         __________;

                                         – avv.
dott. __________;

                                         –
Commissione federale delle case da gioco, Berna;

                                         –
Procuratore pubblico __________;

                                         –
Procuratore pubblico __________;

                                         – Procuratore
pubblico della Confederazione, Berna;

                                         – Pretura
penale, Bellinzona.

 

Per la Corte di cassazione e di revisione
penale

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

Mezzi di ricorso:

Questo giudizio può essere impugnato
mediante ricorso per cassazione al Tribunale federale unicamente per violazione
del diritto federale (art. 269 cpv. 1 PP). Il ricorso per cassazione deve
essere depositato presso il Tribunale federale entro 30 giorni dalla notifica
del testo integrale della decisione. La legittimazione nonché le altre
condizioni per proporre ricorso per cassazione sono regolate dagli art. 268
segg. PP.