# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d5444541-f0d5-548c-9ad4-f9db54bf2d21
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-09-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 09.09.2011 16.2011.56
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2011-56_2011-09-09.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2011.56

  	
  Lugano

  9 settembre
  2011/rs

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani, presidente,

  Epiney-Colombo e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
   Petralli Zeni 

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 21 luglio 2011
presentato da

 

	
   

  	
   RE 1  

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emessa il 17 giugno 2011 dal
  Giudice di pace del circolo di Carona, nella causa E11-021 (contratto di
  carta di credito) promossa con istanza 24 maggio 2011 da

  	 

 

	
   

  	
  CO 1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                          che il 21 giugno 2007 RE 1 ha sottoscritto con la CO 1 una domanda di rilascio di una carta di credito VISA n. __________;  

 

                                         che dall'utilizzo
della carta di credito in questione è risultato uno scoperto di fr. 540.90
oltre interessi del 15% dal 23 settembre 2010 più fr. 53.60 di interessi nel
frattempo maturati; 

 

                                         che visto
il mancato pagamento di tale importo, l'istituto bancario ha fatto intimare
alla cliente il PE n. __________ dell'UE di Lugano al quale l'escussa ha
interposto opposizione;

 

                                         che il 24
maggio 2011 CO 1 si è rivolta al Giudice di pace del circolo di Carona
chiedendo la convocazione delle parti a un tentativo di conciliazione così come
la condanna di RI 1al pagamento di fr. 644.50 oltre al rigetto dell'opposizione
da questa interposta al citato precetto esecutivo;

 

                                          che
all'udienza di conciliazione del 16 giugno 2011 l'attrice ha confermato le sue domande mentre la convenuta non è comparsa; 

 

                                          che
statuendo il 17 giugno 2011 il Giudice di pace ha accolto l’istanza e ha obbligato
la convenuta a versare all'istante           fr. 594.30 oltre interessi del 15
% dal 23 settembre 2010 e spese esecutive, rigettando per tale importo l'opposizione
interposta al citato precetto esecutivo; 

 

                                          che
con reclamo del 21 luglio 2011 RE 1, dopo avere giustificato la propria assenza
all'udienza non avendo potuto ritirare la relativa citazione in quanto assente
“per vacanze medicalizzate”, nel merito ha contestato di essere debitrice dell'attrice,
lo scoperto essendo da ricondurre a “operazioni bancarie fatte a mio nome e a
mia insaputa da __________, mio ex marito”;

 

                                          che
l'atto non è stato oggetto di intimazione;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
la decisione impugnata è stata emessa il 17 giugno 2011 sicché alla
stessa si applica il nuovo Codice di procedura civile svizzero entrato in
vigore il 1° gennaio 2011;

 

                                         che
secondo l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione
del diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett.
b);

                                         che il
reclamo deve essere motivato (art. 321 cpv. 1 CPC), nel senso che il reclamante
non può limitarsi a criticare la sentenza impugnata contrapponendo la propria
opinione a quella del primo giudice, ma deve confrontarsi in maniera precisa e
dettagliata con la motivazione della sentenza e far emergere chiaramente le
ragioni per le quali la stessa dev'essere considerata manifestamente
insostenibile (DTF 130 I 258 consid. 1.3; Trezzini
in: Commentario CPC 2011, art. 321 pag. 1411);

 

                                         che, in
concreto, la reclamante rimprovera
all'attrice di aver tutelato le operazioni bancarie effettuate dall'ex marito
falsificando la sua firma;

 

                                         che a
prescindere dall'irricevibilità di tale versione dei fatti siccome esposta per
la prima volta in questa sede (art. 326 cpv. 1 CPC), le critiche della
reclamante non sono atte a sostanziare un reclamo;

 

                                         che
infatti, le sue censure sono rivolte essenzialmente all'operato dell'istituto
bancario senza però pretendere che l'accertamento dei
fatti operato dal primo giudice sia manifestamente errato, ovvero manifestamente
insostenibile, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivo
di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in
contraddizione urtante con il sentimento della giustizia e dell'equità;

 

                                         che in
tali circostanze il reclamo si rivela manifestamente
irricevibile;

 

                                         che di
regola le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC);

 

                                         che
tuttavia, le circostanze del caso specifico inducono a rinunciare – eccezionalmente
– a ogni prelievo, la reclamante essendo sprovvista di cognizioni giuridiche e
avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC);

 

                                         che non si pone problema di ripetibili
all'istante alla quale il reclamo non è stato notificato per osservazioni;

 

 

per questi motivi, 

 

in applicazione dell'art. 322 CPC

 

 

decide:                    1.   Il reclamo è irricevibile.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese giudiziarie, né si assegnano ripetibili. 

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  – ; 

  – __________. 

   

  

                                      

 Comunicazione alla Giudicatura di pace del
circolo di Carona.

 

 

Per la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle
cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno
30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di
diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art.
 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione
di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti
dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata
in tal caso dall'art. 115 LTF.