# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** caf8aac3-eacc-51d4-adf9-4fb2e0cf2e7d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-04-01
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 01.04.2004 14.2003.100
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2003-100_2004-04-01.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2003.100

  	
  Lugano

  1 aprile 2004

  CJ/fc/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente,

  Pellegrini e Chiesa

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques,
  vicecancelliere

  

 

 

statuendo sull'istanza 17 luglio 2003 dell'

 

	
   

  	
  AP1 

   

  

 

tendente alla
chiusura del fallimento secondario n. 187/1994 di

 

	
   

  	
  AO1 

   

  

 

 

ritenuto in fatto e considerando in diritto:

 

                                          che
con sentenza 20 marzo 2002 (inc. CEF ), questa Camera ha riconosciuto in
Svizzera ai sensi degli art. 166 ss. LDIP il decreto di fallimento 5 luglio
1994 del Tribunale di Milano a carico di AO1;

 

                                          che
l'11 settembre 1994, dopo il blocco degli attivi della fallita presso la Banca
__________ (in seguito la Banca), per un importo di fr. 674'676.-- (valuta 28
ottobre 1994), è stato aperto il fallimento secondario;

 

                                          che
nel termine impartito nessun credito è stato insinuato;

 

                                          che
il 13 febbraio 1995 (inc. CEF 126/94), questa Camera ha decretato la messa a disposizione
dell'amministrazione del fallimento AO1 del saldo attivo di fr. 674'676.--,
dedotte le spese procedurali e le tasse di giustizia come alla relazione finale
e conteggio connesso, risultante dalla procedura di liquidazione del
minifallimento svizzero;

 

                                          che
su istruzioni 2 marzo 1995 dell'AP1, la Banca, in diverse date tra il 9 e il 15
marzo 1995, ha trasferito gli importi a contanti e i titoli della fallita
depositati presso di essa su conti dell'amministrazione fallimentare italiana,
tranne che per fr. 4'000.--, che sono stati accreditati sul conto dell'Ufficio;

 

                                          che
il 21 marzo 1995, la Banca ha confermato di aver provveduto ad estinguere i
conti inventariati;

 

                                          che
il 4 aprile 1995, l'AP1 ha inviato al curatore fallimentare italiano i conteggi
derivanti dall'estinzione di siffatti conti;

 

                                          che
il 26 ottobre 1995, l'AP1 ha firmato una procura a favore dell'avv. __________
perché avesse a rappresentare la massa fallimentare nell'ambito di una causa
giudiziaria da promuovere contro la Banca;

 

                                          che
il 18 marzo 1996, l'avv. __________ ha promosso azione creditoria contro la
Banca dinanzi la Pretura di __________, per l'importo di fr. 11'276'543.--
oltre interessi al 6% dal 28 aprile 1994;

 

                                          che
il 22 gennaio 1997, la Banca ha insinuato nel fallimento secondario un credito
di fr. 11'276'543.--, oltre interessi al 6% dal 28 aprile 1994, asseritamente
assistito da un diritto di pegno e di compensazione;

 

                                          che
con scritto 4 gennaio 2000, la medesima banca ha ritirato la propria
insinuazione, asseverando di aver raggiunto un accordo bonale con il curatore
fallimentare;

 

                                          che
ora l'AP1 chiede che la procedura di fallimento venga dichiarata chiusa;

 

                                          che
per la messa a disposizione dell'amministrazione fallimentare estera del saldo
ai sensi dell'art. 173 LDIP occorre che il giudice del riconoscimento ritenga
esaurita la procedura di fallimento secondario (cfr. CEF 20 aprile 2000
[14.99.71], cons. 3b; 3 gennaio 2001 [14.00.52], cons. 3b);

 

                                          che
la sentenza resa in conformità dell'art. 173 cpv. 2 LDIP include pertanto la
chiusura della procedura di fallimento secondario ai sensi dell'art. 268 cpv. 2
LEF (cfr. le decisioni citate sopra);

 

                                          che
nel caso concreto, la procedura fallimentare è stata chiusa con la sentenza 13
febbraio 1995 di questa Camera;

 

                                          che
l'AP1 non era pertanto più abilitato successivamente a rappresentare la massa
fallimentare, che aveva cessato di esistere;

 

                                          che
non era più ammissibile nessuna insinuazione (cfr. art. 251 LEF a contrario);

 

                                          che
con il decreto 4 gennaio 2000 di stralcio della causa giudiziaria e il ritiro
di stessa data dell'insinuazione della Banca, tali irregolarità processuali
sono diventate prive di oggetto;

 

                                          che
pure l'istanza in esame è priva di oggetto, siccome la procedura fallimentare è
già chiusa;

 

                                          che
il saldo del conto delle tasse e spese va girato allo Stato quale competenze;

 

                                          che
non si preleva la tassa di giustizia;

 

Per
questi motivi,

richiamati gli art. 173 LDIP; 168 LEF;

 

 

pronuncia:               

                                1.      L’istanza
17 luglio 2003 dell'AP1 è evasa nel senso dei considerandi.

 

                                2.      Non
si preleva la tassa di giustizia.

 

                               3.      Intimazione all'AP1

 

 

 

	
  T

  erzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                             
Il segretario