# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6cebed9e-8051-5ca9-981e-29c44025337f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-11-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 03.11.2004 INC.2000.50502
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-50502_2004-11-03.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2000.50502

  	
   

  3 novembre 2004

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Ursula Züblin

  
	
   

  sedente per statuire sul reclamo presentato il 27
  settembre 2004 da

  
						

 

	
   

  	
   

  rappr. dall' 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  le azioni e le omissioni del _PP3 in relazione agli inc.
  MP __________ e __________;

  

 

viste le osservazioni del
Ministero Pubblico 11 ottobre 2004, concludenti per la reiezione del gravame;

 

preso atto che le parti civili al
procedimento di cui all'inc. __________ non hanno presentato osservazioni;

 

visti gli inc. __________ e
__________;

 

 

ritenuto 

 

 

in fatto

 

 

A.

 

___ è stato arrestato il 24
agosto 2000 con contestuale promozione dell'accusa per titolo di denuncia
mendace, tentata truffa, rispettivamente tentata estorsione, diffamazione,
calunnia, minaccia, corruzione passiva e attiva (inc. GIAR 505.2000.1).

L'arresto è stato confermato
dall'allora GIAR Claudio Lepori il giorno successivo (doc. 5, inc. GIAR
505.2000.1).

Nel corso del verbale PG 11
settembre 2000 l'accusa è stata estesa anche al reato di violazione del segreto
d'ufficio.

____ è stato rilasciato il 22
settembre 2000.

 

 

 

B.

 

Relativamente al procedimento di
cui all'inc. __________, per quanto qui di interesse, giova rilevare quanto
segue.

 

-       
Fino alla fine del 2002 il procedimento è stato condotto
dall'allora PG Luca Marcellini, successivamente a far tempo dal gennaio 2003
nella conduzione dell'inchiesta è subentrato l'attuale PG _PP3.

 

-       
dal 24 agosto 2000 (data dell'arresto) al 13 agosto 2002 è stato
sentito dall'allora PG 8 volte (5 nel 2000, 1 nel 2001 e 2 nel 2002); dal 13
agosto 2002 ad oggi, come si vedrà, è stato sentito un'unica volta dall'attuale
titolare dell'inchiesta, segnatamente il 19 luglio 2004.

 

-       
Con scritto 5 febbraio 2004 l' __________ ha comunicato al
magistrato inquirente di avere assunto la difesa di  (AI 66).

 

-       
Con scritto 16 marzo 2004 l' __________ ha informato il
Procuratore generale della propria disponibilità "nel caso lei
decidesse di decretare l'abbandono, di accettare un decreto non motivato con
rinvio dell'intimazione della motivazione in tempi successivi" (AI
69).

 

-       
A seguito del sollecito 22 aprile 2004, il PG con scritto 4
maggio 2004 ha comunicato all' __________ che "compatibilmente con i
tempi del processo __________ (…) farò il possibile affinché la decisione di
merito venga emanata al più presto" (AI 70 e 71).

 

-       
La decisione di merito è stata nuovamente sollecitata in data 27
maggio 2004 e 18 giugno 2004. Hanno fatto seguito lo scritto 18 giugno 2004 con
il quale il Procuratore generale ha confermato che si stava lavorando alla
redazione, specificando pure di non sapere "come l'informazione di un
decreto di abbandono sia giunta alle autorità da lei menzionate ritenuto che io
ne ho fatto l'ipotesi soltanto con lei, che ritengo ne abbia parlato con il suo
cliente" (AI 72, 73 e 74).

 

-       
In data 23 giugno 2004 il Procuratore generale ha informato l' __________
di aver quasi terminato l'esame degli atti istruttori e di non poter,
considerata l'istruttoria formale e la presenza di altre parti coinvolte,
prescindere dal deposito degli atti che sarebbe stato notificato al più presto,
cioè non appena ultimato dalla cancelleria l'aggiornamento dell'elenco atti. Al
fax di pari data con cui l' __________ ha rilevato di non ravvisare
nell'incarto nessuna parte processuale legittimata a chiedere complementi
istruttori, ha fatto seguito la risposta del Procuratore generale nella quale
afferma di essersi già premurato di contattare i rappresentanti legali delle
altre parti, ciò che risulterà non vero (AI 74, 75, 76 e 77).

Lo stesso
giorno il Procuratore generale ha ordinato il deposito degli atti con scadenza
al 12 luglio 2004 - deposito atti che concerneva anche __________ ed il cui
procedimento è poi stato disgiunto da quello contro il qui reclamante con
decisione 6 agosto 2004 - (AI 79). 

 

-       
Non sono stati chiesti complementi istruttori.

 

-       
In data 19 luglio 2004 il Procuratore generale ha proceduto
all'interrogatorio di ____ alla presenza dell' __________: in tale occasione
l'accusato ha prodotto 2 pagine di completazioni, una cassetta VHS relativa
all'intervista rilasciata da __________ a __________ il __________, nonché
ricgiesto che venisse acquisita agli atti la sentenza di condanna di___,
richiesta accolta dal PG. L'interrogatorio concerneva le lettere anonime del
7/28 e 30 luglio 2000.

 

-       
Con scritto di pari data, anticipato via fax (delle ore 10.40) e
per un dichiarato disguido tecnico consegnato brevi manu al Procuratore
generale al momento dell'incontro tra le parti (ore 16.00), l' __________ con
riferimento al previsto incontro - discusso telefonicamente con il magistrato
inquirente - aveva rilevato che avvenuto il deposito atti senza richiesta di
complemento, non è più possibile assumere nuove prove, aveva - tra l'altro -
evidenziato "oggi alle ore 16.00 salvo suo avviso contrario sarò
comunque da lei con il mio cliente per un incontro informale, senza verbale, di
chiarimento e delucidazione" (AI 80; verb. PP 19.7.2004 di). 

 

-       
In data 22 luglio 2004 il Procuratore generale ha effettivamente
informato le parti lese del loro diritto di costituirsi parte civile (AI
84/88). 

 

-       
In risposta alle istanze 20 e 23 luglio 2004 dell' _DIFF1 il
magistrato inquirente con scritto 6 agosto 2004 gli ha comunicato i nominativi
delle parti lese mendacemente denunciate, rispettivamente ha respinto la
richiesta di acquisire agli atti i decreti d'accusa emanati per il caso dei
"__________" (AI 91).

 

-       
Il 24/26 agosto 2004 l' __________ ha prodotto analisi delle
lettere anonime 7, 28 e 30 luglio 2004, parte della lettera 11 agosto 2004
dell'accusato e perizia per il reato di denuncia mendace, ribadendo la
richiesta di emanazione, con la dovuta celerità, di "totale decreto di
abbandono" (AI 96):

 

-       
Con lettera 6 settembre 2004 l' __________ ha comunicato al
Procuratore generale di aver appreso per caso che un deputato al Gran Consiglio
è stato convocato d'urgenza "per tentare di vestire una nuova ipotesi,
ossia quella di violazione del segreto d'ufficio che lei già aveva
abbandonato" e ha chiesto copia del relativo verbale, rinnovando nel
contempo la richiesta di un sollecito abbandono integrale del procedimento (AI
98).

 

-       
Ha fatto seguito lo scritto 9 settembre 2004, nel quale il
Procuratore generale dopo aver precisato di avere acquisito gli atti prodotti e
richiesti dalla difesa e di aver proceduto ad un nuovo deposito atti, ha
evidenziato che la nuova fattispecie oggetto di informazioni preliminari è
diversa da quella dell'incarto già istruito, compiegando la citazione per 
quale indagato per il 17 settembre 2004 (AI 99).

Giova
precisare che il nuovo deposito atti concerneva anche quelli acquisiti su
complemento d'inchiesta ed è stato intimato anche alle parti lese che si sono
costituite parti civili (AI 100).

 

-       
Il 10 settembre 2004 la difesa di  ha nuovamente sollecitato
l'emanazione di un "decreto di abbandono integrale" e con
successivo scritto del 14 settembre 2004 si è riconferma nei precedenti
scritti, evidenziando che la possibilità per le parti lese di costituirsi parte
civile, oggetto degli scritti 22 luglio 2004, quindi successivi alla scadenza
del primo deposito atti, avrebbe dovuto essere loro chiara da tempo, essendo
stata promossa l'accusa nel 2000 e che il verbale 19 luglio 2004 è stato voluto
dal "con l'offerta di dare ulteriori spiegazioni a favore dell'accusato"
(AI 102).

 

-       
Ha fatto seguito la risposta 20 settembre 2004 del magistrato
inquirente, il quale ha ribadito che il verbale 19 luglio 2004 è stato
concordato dalle parti allo scopo di meglio garantire l'accusato, che le altre
indagini in corso di riferiscono ad altri fatti che non rientravano
nell'incarto principale e che pertanto il secondo incarto gli era sfuggito in
occasione dell'esame del primo e, da ultimo, che conformi al diritto delle
parti lese sono le informazioni previste dall'art. 69 cpv. 3 CPP (AI 103). 

 

-       
Le parti civili non hanno richiesto complementi istruttori alla
scadenza del termine del deposito atti.

 

C.

 

Per quanto concerne invece il
procedimento di cui all'inc. MP __________:

 

-         
in data 20 settembre 2001 è pervenuta una segnalazione, poi integrata
con complemento 14 novembre 2001, da parte dell'on. __________;

 

-         
l'allora PG Luca Marcellini ha apposto una nota a mano "registrare
nuovo inc. c. __________ x 320";

 

-         
nulla è stato fatto fino al 23 agosto 2004, data in cui il Procuratore generale
ha citato __________ a comparire quale teste per il 2 settembre 2004 (AI 3);

 

-         
il 2 settembre 2004 si è proceduto al suddetto interrogatorio (AI 4);

 

-         
con lettera 6 settembre 2004 l' __________ ha comunicato al PG di aver
appreso per caso che un deputato al Gran Consiglio è stato convocato d'urgenza "per
tentare di vestire una nuova ipotesi, ossia quella di violazione del segreto
d'ufficio che lei già aveva abbandonato" e ha chiesto copia del
relativo verbale, rinnovando nel contempo la richiesta di un sollecito
abbandono integrale del procedimento di cui all'inc. MP 2000.5249 (AI 8);

 

-         
con scritto 9 settembre 2004 il Procuratore generale ha comunicato alla
difesa di  che la nuova fattispecie oggetto di informazioni preliminari è
diversa da quella dell'incarto già istruito, compiegando la citazione per ____
quale indagato e ____ per il 17 settembre 2004, citazioni successivamente
rinviate al 21 settembre 2004 (AI 11 e 16);

 

-         
il 21 settembre 2004 si è proceduto all'interrogatorio di ____ e alla
promozione dell'accusa per titolo di violazione del segreto d'ufficio ex art.
320 CP in relazione ai fatti "relativi ai documenti forniti al TRAM con
il ricorso 12.9.2001, nonché al deputato __________ __________ e a terzi in
tale contesto, documenti che hanno suffragato l'interrogazione parlamentare del
18 e 21 settembre 2001";_RECL1 contestate categoricamente tali accuse,
si è avvalso del diritto di non rispondere e dell'art. 125 CPP; l' __________
ha invece preannunciato l'intenzione di ricusare il magistrato inquirente e
chiesto di conseguenza la sospensione dei verbali di ____ e della moglie
__________; richieste accolte "prudenzialmente" in attesa
della decisione della CRP sulla ricusa del Procuratore generale il quale ha
pure "prudenzialmente" sospeso qualsiasi altra decisione nei
confronti di ____ (AI 17);

 

-         
con istanza 22 settembre 2004 (inviata per fax e sottoscritta p.p. dalla
segretaria) l' __________ ha chiesto e gli venissero trasmesse copia della
segnalazione e relativo complemento, nonché copia del verbale di __________ e
di tutti gli atti istruttori per la formulazione dell'istanza di ricusa (AI
19);

 

-         
con risposta 23 settembre 2004 il Procuratore generale contestata la
validità formale della richiesta 22 settembre 2004, ha comunicato alla difesa
di non ritenere fondata la motivazione addotta nel contesto della procedura di
ricusa e che per quanto riferito all'istruttoria non sarebbe stata addotta
motivazione e che, in ogni caso, la consegna di tutti gli atti istruttori prima
che gli stessi siano prospettati all'accusato sarebbe lesiva del principio
dell'immediatezza e tale da compromettere l'istruttoria con versioni
preconfezionate ed ipotetiche collusioni; il magistrato inquirente ha inoltre
precisato "stante comunque la ricusa da lei anticipata, la presente non
pretende di avere carattere formale ma è semplicemente, come di prassi, una
trasparente comunicazione sui motivi. Ciòch e le permette, se del caso, di
meglio formulare la richiesta giustificando l'urgenza e la necessità di
decisione di altro magistrato" (AI 20);

 

-         
con fax 23 settembre 2004 (pervenuto al magistrato inquirente dopo
l'inoltro della risposta di pari data) l' __________ ha chiesto informazioni al
Procuratore generale in merito al fatto che copia del ricorso pendente al TRAM
è stato sottoposto a __________ nel corso del verbale svoltosi
contemporaneamente a quello del marito, al quale viceversa era stato detto che
il Ministero pubblico non era ancora in possesso di tali documenti e che
peraltro non ha dato il proprio consenso all'acquisizione, ribadendo la propria
richiesta di accesso agli atti (AI 21); a tale scritto non è stata data
risposta.

 

 

D.

 

Con reclamo 27 settembre 2004  ha
censurato l'agire del PG in relazione agli inc. MP __________ e __________ come
denegata giustizia, chiedendo nel contempo a questo giudice di ordinare al
Procuratore generale la trasmissione alla difesa della documentazione relativa
all'inc. MP __________, il ripristino dell'inc. __________ e la chiusura di
tale incarto ex art. 197 CPP al 12 luglio 2004. 

In particolare, per quanto
riguarda l'inc. MP __________ il Procuratore generale avrebbe violato l'art.
197 CPP: il deposito atti è infatti avvenuto il 23 giugno 2004, alla scadenza
(12 luglio 2004) non sono stati richiesti complementi istruttori, ciononostante
il magistrato inquirente in data 19 luglio 2004 ha nuovamente proceduto
all'interrogatorio di __. Di conseguenza chiede a questo giudice di ordinare al
magistrato inquirente di procedere alla chiusura dell'istruzione formale,
accertando la nullità di tutti gli atti istruttori successivi al 12 luglio
2004.

Il magistrato inquirente sarebbe
pure incorso nella violazione dei principi di affidabilità, legalità,
immediatezza e celerità in relazione alle segnalazioni 19 settembre 2001 e 14
novembre 2004. A prescindere dal fatto che si tratterebbe di semplici sospetti,
quindi non di formale denuncia o notizia di reato, il precedente titolare
dell'inchiesta avrebbe infatti ritenuto le stesse senza fondamento - non le ha
acquisite agli atti del procedimento MP __________, non le ha contestate
ad_RECL1 e con comodo le avrebbe mostrate a quest'ultimo in occasione del
verbale 12 agosto 2002, comunicandogli che non era sua intenzione darvi seguito
per palese mancanza di rilevanza penale -. Il _PP3 agendo in contraddizione con
l'agire del precedente titolare dell'inchiesta, il 21 settembre 2004 ha invece
promosso l'accusa nei confronti di ___ per violazione del segreto d'ufficio,
disattendendo pure gli art. 1 CPP e 178 CPP e violando palesemente il principio
di celerità.

Infine, la difesa di __ censura
come arbitraria la comunicazione 23 settembre 2004 del Procuratore generale.
Con tale scritto quest'ultimo avrebbe infatti rinfacciato alla difesa di non
avergli comunicato i motivi della ricusa e di conseguenza negato la trasmissione
degli atti dell'inc. MP __________, richiamando il principio di immediatezza e
di celerità; "quale chiara ed evidente manovra ritorsiva"
avrebbe sospeso anche il procedimento MP __________, nonché definito la propria
presa di posizione informale, tentando di inibire il diritto di adire le vie
ricorsuali ed infine avrebbe contestato la trasmissione via fax e la firma
(quella della segretaria) dell'istanza 22 settembre 2004, pur essendo tale
prassi usuale. A tale ultimo proposito la difesa rileva e la richiesta volta ad
ottenere l'accesso agli atti è stata ribadita il giorno successivo con fax
firmato dall' __________.

 

Lo stesso giorno la difesa di ___
ha inoltrato alla CRP istanza di ricusa e ricorso contro la promozione
dell'accusa 21 settembre 2004 di cui all'inc. MP __________ (di cui ha prodotto
copia a questo giudice unitamente al reclamo).

 

Il 7 ottobre 2004 l' __________
ha trasmesso a questo giudice copia per conoscenza dello scritto di pari data
inviato al Procuratore generale nell'ambito dell'inc. __________. 

E.

 

Con osservazioni 11 ottobre 2004
- presentate dalla PP Maria Galliani vista la ricusa pendente nei confronti del
PG - il Ministero pubblico si è pronunciato per la reiezione integrale del
gravame. Delle relative argomentazioni si dirà, per quanto necessario ed al
fine di evitare inutili ripetizioni, nei considerandi e seguono.

 

Le parti civili dell'inc. MP
__________ non hanno presentato osservazioni.

 

In data 22 ottobre 2004 la difesa
di ____ ha trasmesso a questo giudice copia per conoscenza della replica
inoltrata alla CRP. 

 

 

Considerato

 

 

in diritto

 

 

1.

 

Il reclamo in oggetto è diretto
contro le azioni/omissioni del Procuratore generale nell'ambito dei
procedimenti di cui agli inc. MP __________ e __________, in quanto costitutive
di denegata/ritardata giustizia.

___ - accusato in entrambi i
procedimenti - è certamente legittimato a reclamare contro tempi e modalità di
conduzione dei procedimenti stessi. 

Non merita tutela l'obiezione
sollevata in sede di osservazioni dal Procuratore pubblico secondo cui per
quanto concerne la mancata chiusura dell'istruzione formale del procedimento di
cui all'inc. __________ e le censure relative allo scritto 23 settembre 2004,
il reclamo sarebbe irricevibile, in quanto una decisione formale di chiusura
non potrebbe essere imposta al Procuratore generale stante la domanda di ricusa
pendente, mentre lo scritto 23 settembre 2004 non essendo una decisione formale
ai sensi dell'art. 6 CPP non sarebbe impugnabile.

Trattasi infatti di reclamo per
denegata/ritardata giustizia per rapporto anche alla non notifica della
chiusura alla scadenza del primo deposito atti e al rifiuto di fatto di accesso
agli atti del procedimento di cui all'inc. __________. 

 

Il reclamo è quindi ricevibile in
ordine.

 

 

2.

 

Il reclamante lamenta denegata
giustizia nella conduzione dei procedimenti di cui agli inc. __________ e
__________, che si sarebbe concretizzata nella mancata chiusura del primo
procedimento dopo la scadenza (12 luglio 2004) del deposito atti con
conseguente violazione dell'art. 197 CPP, nella violazione dei principi di
affidabilità, legalità, immediatezza e celerità in relazione all'inc.
__________ e nello scritto 23 settembre 2004 in quanto arbitrario.

 

Il divieto di denegata/ritardata
giustizia, dedotto a suo tempo dall'art. 4 della vCF e ora sancito
positivamente dall'art. 29 cpv. 1 CF, impone che le autorità giudiziarie
evadano le procedure di loro competenza (e si organizzino per poterlo fare) in
un tempo adeguato, in relazione a natura e complessità della causa (CRP 23
maggio 2001 in re R., inc. 60.2000.00306).

Si ha denegata giustizia quando
l'autorità alla quale compete l'emanazione di una decisione o l'impulso di un
procedimento, semplicemente non vi pone mano oppure quando, pur dimostrandosi
pronta a statuire, non lo fa tempestivamente e in modo adeguato alla natura
delle cose e delle circostanze, ritenuto che il lamentato ritardo non sia
compatibile con le esigenze processuali, segnatamente con i bisogni
dell'istruttoria, con la complessità delle questioni di fatto e di diritto
sollevate, nonché, ma in minor misura, con l'aggravio di pratiche pendenti (REP
1998, pag. 350, con riferimento a DTF 107 I b 160; DTF 117 Ia 193).

 

Nel caso in esame, come detto, la
questione della denegata giustizia è posta per rapporto a tre distinte
situazioni (o atti) procedurali e saranno trattate separatamente.

 

 

3. 

 

Violazione art. 197 CPP -
Inc. MP __________

 

Quando il Procuratore pubblico
ritiene raggiunto lo scopo dell'istruzione formale, ne dà avviso alle parti,
informandole che possono prendere conoscenza degli atti e formulare, entro un
termine da lui fissato non inferiore a quindici giorni e prorogabile, istanza
di complemento di inchiesta, indicando i mezzi di prova da assumere (art. 196
cpv. 1 CPP). 

Alla scadenza inutilizzata del
termine di cui all'art. 196 cpv. 1 CPP, il Procuratore pubblico notifica alle
parti la chiusura dell'istruzione formale.

 

____ censura la mancata notifica
della decisione di chiusura dell'istruzione formale, sulla base del deposito
atti 23.6.2004, scaduto il 12.7.2004 e quindi la nullità degli atti istruttori
successivi a tale data.

 

In concreto, dagli atti risulta e
il Procuratore generale il 16 luglio 2004, scaduto termine del deposito atti
senza che venissero chiesti ulteriori complementi istruttori, ha interpellato
telefonicamente la difesa al fine di concordare un'audizione dell'accusato
relativamente alle accuse per i reati di denuncia mendace e diffamazione in
relazione agli scritti 7, 28 e 30 luglio 2000, oggetto sia dell'ordine di
arresto 24.8.2000 e della richiesta di conferma e peraltro già contestati
all'accusato.

E' stata quindi fissata la
convocazione per il 19.7.2004.

Con fax 19.7.2004, inviato quale
ora prima dell'audizione (alle ore 10.40) e per un dichiarato disguido consegnato
al magistrato inquirente brevi manu al momento dell'incontro con le parti (cfr.
osservazioni 11.10.2004, p. 8), l' __________ si era così espresso "da
un profilo formale, avvenuto il deposito atti senza richiesta di complemento,
ossia senza la riapertura dell'istruzione che peraltro il PP sua sponte non può
più riaprire, non è possibile assumere nuove prove. Oggi alle 16.00, salvo suo
avviso contrario, sarò comunque da lei con il mio cliente per un incontro
informale, senza verbale, di chiarimento e delucidazioni da parte del
Procuratore pubblico". 

Nonostante questa presa di
posizione, il verbale ha poi avuto luogo "consenzienti le parti".
Al termine del verbale l'accusato ha prodotto una cassetta VHS (intervista di
__________ a __________ del __________), una completazione di due pagine in
relazione agli scritti incriminati, nonché ha chiesto l'acquisizione agli atti
delle sentenze di condanna di, riservandosi di decidere se essere nuovamente
sentito al più tardi entro la fine di agosto. Giova inoltre ricordare che in
data 23 luglio 2004 il reclamante ha chiesto l'acquisizione agli atti dei
decreti d'accusa emanati per il caso dei "__________" (richiesta
respinta dal magistrato inquirente) e con scritto 24 agosto 2004 ha prodotto ulteriore
documentazione (acquisita agli atti).

La suddetta documentazione è
stata oggetto di un secondo deposito atti - intimato anche alle parti lese che
si sono costituite parti civili - avvenuto il 9.9.2004 con scaza al 27.9.2004.

 

In siffatte circostanze, senza
entrare nel merito delle ragioni che hanno indotto il Procuratore generale a
prendere contatto con la difesa di ____ dopo la scadenza del termine di cui
all'art. 196 cpv. 1 CPP al fine di concordare un incontro con ____ ed il suo
difensore, scaduto il termine del primo deposito atti, pur tenendo conto di
quanto previsto dall'art. 197 CPP, risulta comunque l'accordo implicito della
difesa alla riapertura dell'istruzione. Censurare ora la violazione dell'art.
197 CPP appare quindi contrario alla buona fede processuale. La difesa, se lo
avesse voluto, avrebbe potuto opporsi all'allestimento del verbale e
all'acquisizione agli atti dello stesso, così come astenersi dal richiedere
ulteriori complementi istruttori non soltanto nel corso del verbale, ma anche
successivamente. Non facendolo ha sostanzialmente avallato l'agire del
magistrato inquirente. Non va del resto trascurato il fatto che ____ era
rappresentato da un avvocato che precedentemente si era opposto all'audizione
(cfr. lettera/fax 19.7.2004).

 

L'omessa chiusura dell'istruzione
al 12 luglio 2004 non può quindi configurare un diniego formale di giustizia,
né tantomeno è ravvisabile una violazione dell'art. 197 CPP rispettivamente del
divieto di compiere ulteriori atti istruttori dopo la scadenza inutilizzata del
termine di cui all'art. 196 cpv. 1 CPP (cfr. L. Marazzi, Le prove
nell'istruttoria predibattimentale, 62 ss, in Rep. 2000 p. 39 ss; decisioni
GIAR 29.1.1997 in re S., inc. 221.1995.5-6, e 22 ottobre 1997 in re R., inc.
360.1997.1 consid. 3a) con conseguente nullità degli atti istruttori successivi
alla suddetta data. 

 

 

4.

 

Inc. MP __________

 

___ ritiene che il Procuratore
generale dando seguito alle segnalazioni 19.9.2001 e 14.11.2001 - peraltro, a
suo dire, sprovviste dal carattere di "denuncia" - avrebbe violato il
principio di affidabilità, agendo in contraddizione con le decisioni del
precedente titolare dell'inchiesta, e quello di legalità (art. 1 CPP). A suo
dire, l'allora Luca Marcellini, avrebbe subito ritenuto le stesse prive di
fondamento: egli infatti non ha acquisto all'inc. __________ le suddette
segnalazioni, non le ha contestate ad ___ e, addirittura, in una pausa del
verbale 12.8.2004 le avrebbe mostrate al reclamante informalmente,
comunicandogli che aveva deciso di non darvi seguito per mancanza di rilevanza
penale. 

 

Preliminarmente occorre ricordare
che ai sensi dell'art. 178 CPP quando il Procuratore pubblico conosce per
denuncia, querela o in altro modo esserci sospetto che sia stato commesso un
reato, deve procedere subito alle occorrenti indagini di fatto per decidere se sia
il caso di promuovere l'accusa (cpv. 1), eventuali acquisizioni di prove e
giudizi preliminari devono essere solleciti (cpv. 2), e che giusta l'art. 181
CPP ogni autorità, funzionario o pubblico impiegato, che nell'esercizio delle
sue funzioni ha notizia di un reato di azione pubblica, è tenuto a farne
immediato rapporto al Procuratore pubblico e a trasmettergli i verbali e gli
atti relativi. 

 

In concreto, l'allora titolare
dell'inchiesta, ricevuta la segnalazione di settembre 2001 vi ha apposto una
nota a mano del seguente tenore "registrare nuovo inc. c. __________ X
320". 

L'apertura di un nuovo incarto,
verosimilmente dovuta al fatto che si trattava di fattispecie diversa da quella
oggetto del procedimento già aperto nei confronti di_RECL1 così come la
circostanza che non siano state avviate tempestivamente informazioni
preliminari, non può essere ritenuta quale prova del fatto che il precedente
titolare dell'inchiesta avesse ritenuto i fatti oggetto delle due segnalazioni
non penalmente rilevanti. Anche ammettendo che, così come sostenuto nel
reclamo, l'allora Procuratore generale abbia informalmente comunicato ad ___ la
propria decisione di non dar seguito alle segnalazioni per mancanza di
rilevanza penale, unico dato certo è che agli atti non vi è alcuna formale
decisione di merito. Non è quindi possibile ravvedere nell'agire dell'attuale
Procuratore generale una violazione dei principi di affidabilità e legalità.

 

Per contro, questo giudice non
può che constatare la violazione del principio di celerità nella trattazione dell'incarto.

Le indagini preliminari debbono
essere limitate e circoscritte, non soltanto nei contenuti, ma anche nei tempi
(Rep. 1998, n. 109) ed i Tribunali (e le autorità giudiziarie) debbono organizzare
la loro attività in modo tale che “das Verfahren in allen ihnen vorgelegten
Fällen innerhalb einer angemessen Frist zum Abschluss gebracht wer” (DTF 117 Ia
197 c. 1c).

 

In concreto è vero che il
Procuratore generale non appena rinvenuto l'incarto, ha immediatamente avviato
le indagini preliminari e, a tutela dei diritti di_RECL1 in sede di verbale di
interrogatorio 21.9.2004 promosso l'accusa nei suoi confronti per titolo di
violazione del segreto d'ufficio, cercando di contenere le informazioni preliminari
nel minor tempo possibile e prevedendo di emanare un'unica decisione in caso di
eventuale condanna nei due distinti procedimenti (art. 68 CP e 36 cpv. 1 CPP).
Tuttavia, ciò è avvenuto a quasi tre anni dalla presentazione delle
segnalazioni e, ad oltre 1 anno e mezzo, dal momento in cui l'attuale titolare
è subentrato nella conduzione dell'incarto. Pur considerando la natura
secondaria di tale procedimento rispetto a quello aperto nel 2000 e pur tenendo
conto dell'importante onere di organizzazione dell'ufficio, degli impegni
processuali per importanti dibattimenti alle Assise criminali che
verosimilmente hanno impedito sia al precedente e all'attuale titolare
dell'inchiesta di procedere ad un esame celere ed immediato di tutte le
fattispecie rimproverate al reclamante, simile ritardo non può ritenersi
giustificato e configura una ritardata/denegata giustizia. L'incarto avrebbe
del resto potuto essere affidato ad altro magistrato o ad un segretario
giudiziario, trattandosi peraltro, per stessa ammissione del magistrato
inquirente, di procedimento secondario rispetto a quello del 2000.

 

 

5.

 

Arbitrio nello scritto
23.9.2004 del - inc. MP __________

 

Il reclamante sostiene che lo
scritto 23.9.2004, con il quale il Procuratore generale ha risposto alla richiesta
22.9.2004, trasmessa per fax e sottoscritta dalla segretaria dello studio del
difensore di_RECL1 volta ad ottenere copia di tutti gli atti istruttori
dell'inc. __________ sarebbe arbitrario per più motivi.

 

Ai sensi dell'art. 60 cpv. 2 CP
il difensore può sempre prendere conoscenza degli atti e dei documenti e
riceverne copia, ove necessario al patrocinio e salvo contrarie esigenze
d'inchiesta. 

In tema di accesso agli atti e
relative limitazioni, questo ufficio ha già avuto modo di precisare e:

 

"Il diritto di accesso agli atti é
sancito dalla procedura penale ticinese ma non si tratta di diritto assoluto
come evoca lo stesso reclamante. La possibilità di accedere al dossier penale,
sia che si tratti di accesso pieno o di accesso parziale, può essere limitato
da un lato a ragione dello statuto dell’accusato, ossia in considerazione dello
stato di detenzione o di libertà di cui gode ma anche in virtù di eventuale
latitanza (in questo senso GIAR 347.95.18 del 25 settembre 1998 in re MP pag. 5
e 6 e CRP 213/93 del 30 dicembre 1993 in re AP), rispettivamente per
l’esistenza di eventuali prioritari interessi di terzi od ancora per il
sussistere di esigenze istruttorie preminenti (GIAR 21 gennaio 1994 770.93.1 in
re RG, si ricorda ancora GIAR 62.93.2 del 25 febbraio 1993 dove ai
patrocinatori di accusati é stato fatto divieto di comunicarsi il contenuto dei
verbali resi dai rispettivi patrocinati, ed ancora GIAR 912.93.1 del 27
dicembre 1993 dove invece non sono state ammesse le prioritarie esigenze istruttorie
dopo acquisizione della documentazione necessaria all’istruttoria e
contestazione della stessa all’accusato).

In sostanza quindi va ammesso il diritto
di potere prendere visione dell’incarto da parte dell’accusato e del suo
patrocinatore ma questo diritto é soggetto a limitazioni che vanno esaminate di
caso in caso alla luce delle invocate esigenze istruttorie rispettivamente
dello status dell’accusato, e ciò nell’ottica del rispetto del principio di
proporzionalità. Si ricorda ancora che, prima della precisa e puntuale
contestazione di quanto acquisito agli atti, ben difficilmente potrà essere
concesso totale accesso agli atti all’accusato od all’indiziato seriamente
coinvolto nelle informazioni preliminari, ciò per non pregiudicare spontaneità
nella presa di posizione dell’interessato sentito e per potere eseguire le
contestazioni che il caso impone.

In caso di presenza di più persone
coinvolte nei fatti ed ancora da sentire occorrerà ammettere con prudenza il
pieno accesso agli atti prima dell’audizione di tutti gli interessati per
evitare un rischio collusivo e versioni concordate."

(sentenza 7 ottobre 1998 in re V., GIAR 793.1998.1)

 

In sostanza nel nostro
ordinamento vale il principio (la garanzia) che l'accusato ed il suo difensore
hanno completo accesso agli atti per legge in istruzione formale e con
estensione giurispruziale anche precedentemente; eventuali limitazioni
costituiscono l'eccezione. L'accusato ed il suo difensore hanno quindi il
diritto di chiedere la concretizzazione di tale diritto in qualsiasi forma, per
fax, telefonicamente o per iscritto (in analogia con quanto avviene per la
richiesta dei permessi di colloquio con gli accusati in stato di detenzione),
senza che sia necessario motivare la propria richiesta. Nell'ipotesi in cui il
magistrato inquirente non si limiti a confermare il principio, ma lo ribalti
applicando l'eccezione (in caso, contrarie esigenze d'inchiesta) deve emanare
una formale decisione motivata.

 

Discende dalle suddette
considerazioni e la richiesta 22.9.2004, peraltro ribadita dall' __________ con
fax 23.9.2004 - pervenuto al Procuratore generale dopo l'invio dello scritto
qui impugnato e al quale non è stato dato seguito -, non era soggetta a
formalità alcuna. La difesa di_RECL1 nei cui confronti in data 21.9.2004 il
Procuratore generale ha promosso l'accusa per violazione del segreto d'ufficio,
aveva quindi diritto ad ottenere dal magistrato inquirente o la trasmissione
degli atti richiesti o una decisione formale di diniego. 

 

Ciòche non è avvenuto.

In concreto, il Procuratore
generale ha risposto personalmente alla richiesta 22.9.2004 con lo scritto
23.9.2004, precisando che si trattava di una semplice comunicazione informale,
in quanto tale non impugnabile, e meglio "stante comunque la ricusa da
lei anticipata, la presente non pretende di avere carattere formale ma
semplicemente, come di prassi, una trasparente comunicazione sui motivi". In
sede di osservazioni è stato ribadito che lo scritto 23.9.2004 del Procuratore
generale non è una decisione ai sensi dell'art. 6 CPP e quindi non è
impugnabile.

Non essendovi agli atti una
decisione formale di diniego, per stessa ammissione del Procuratore generale -
irrilevante a tale proposito che nello scritto 23.9.2004 il Procuratore
generale sia comunque entrato nel merito della richiesta 22.9.2004,
respingendola in quanto "la consegna di tutti gli atti istruttori prima
che gli stessi possano essere debitamente prospettati viola il principio
dell'immediatezza e rischia di compromettere l'istruttoria con versioni
preconfezionate ed ipotetchie collusioni" - la mancata concessione
dell'accesso agli atti appare ingiustificata. Proprio nell'assenza di una
decisione formale di diniego e quindi nell'ostacolare la concretizzazione del
diritto è ravvisabile denegata giustizia. In tal modo il diritto del reclamante
è stato, infatti, di fatto limitato: in particolare, il magistrato inquirente
non ha permesso al reclamante di esercitare il proprio diritto di visione degli
atti, impedendogli di fatto l'accesso agli atti e contestualmente rifiutandosi
di emanare decisione formale motivata.

 

Pacifico che al momento in cui è
stata presentata l'istanza di ricusa non vi era agli atti alcuna decisione di
diniego e/o limitazione dell'accesso agli atti. Tuttavia, se è vero e appare
comprensibile la scelta del Procuratore generale di astenersi da qualsiasi
atto, stante la preannunciata ricusa (a quel momento, 23.9.2004, peraltro preannunciata
ma non ancora formalizzata), è altrettanto vero che gli incombeva comunque
l'obbligo di constatare che non vi era alcuna decisione in materia di accesso,
con conseguente diritto del reclamante di poter vedere gli atti, o viceversa,
qualora il Procuratore generale avesse ritenuto che la questione doveva
comunque essere analizzata, quello di delegare, così come avvenuto per le
osservazioni, ad altro Procuratore pubblico l'emanazione della relativa
decisione di diniego/limitazione (cfr. art. 192 CPP). 

 

 

6.

 

In virtù di quanto precede il
reclamo deve essere parzialmente accolto con la presente decisione definitiva. 

E' constatata ritardata giustizia
per quanto concerne l'impulso al procedimento di cui all'inc. __________ e
denegata giustizia in relazione alla mancata emanazione di una decisione
formale di rifiuto di accesso agli atti dell'inc. MP __________, con conseguente
obbligo di garantire al reclamante l'esercizio del diritto di visione degli
atti non risultando lo stesso limitato da decisione contraria. Viceversa, per
quanto concerne la mancata chiusura del procedimento di cui all'inc.
__________, dopo la scadenza del termine del primo deposito atti, non è
ravvisabile alcuna denegata giustizia e/o violazione dell'art. 197 CPP. 

Si prende atto dell'impegno del
Ministero pubblico per una sollecita conclusione dell’istruttoria e seguito di
giudizio di merito, per cui non occorrono particolari e formali “ordini”
di procedere indilatamente (essendo in ogni modo esclusa dalla competenza di
questo giudice un’indicazione su quanto in concreto andrebbe esperito). 

 

Il parziale accoglimento del
reclamo comporta ripartizione di tasse e spese tra Stato e reclamante e
ripetibili (ridotte in ragione della parziale soccombenza) a carico dello
Stato.

 

 

Per questi motivi,

 

viste le norme applicabili, in
particolare gli art. 1, 5, 6, 60, 178, 180, 184, 280, 281, 282 CPP, 29 CF;

 

 

decide

 

 

1.     
Il reclamo è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi (cons. 6 in
particolare).

 

 

2.     
La tassa di giustizia, fissata in fr. 500.-- e le spese in fr. 100.--, sono
a carico del reclamante in ragione di 1/3 e dello Stato per gli altri 2/3. Lo
Stato rifonderà al reclamante fr. 600.-- a titolo di ripetibili.

 

 

3.     
La presente decisione è definitiva.

 

 

-       
Intimazione:

 

 

 

 

 

 

 

                                                                               giudice
Ursula Züblin