# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fe14c3bf-debb-5f1e-9adb-5614810bbda2
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-10-22
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 22.10.2021 S 2021 77
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2021-77_2021-10-22.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 21 77

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

Presidenza Racioppi

Giudici von Salis e Meisser

Attuario Paganini

SENTENZA

del 22 ottobre 2021

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali

A._____,

ricorrente

contro

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, 

Cassa di compensazione AVS, 

convenuta

concernente pretesa di risarcimento LAVS

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I. Ritenuto in fatto:

1. A partire dall'iscrizione nel Registro di commercio del Cantone dei Grigioni 

(qui di seguito: Registro) il 2 giugno 2017 A._____ è stato unico membro 

del consiglio d'amministrazione (CdA) della D._____ AG (qui di seguito: 

società) fino al 18 settembre 2017. Stando al Registro, dal 19 settembre 

2017 al 16 aprile 2018 egli è stato presidente del CdA (con diritto di firma 

individuale) mentre la figlia B._____ è stata membra con diritto di firma 

individuale. D._____ è stata in seguito venduta a C._____, che dal 16 

aprile 2018 secondo il Registro ne è unico membro. 

2. D._____ è stata affiliata alla Cassa di compensazione AVS del Cantone 

dei Grigioni (qui di seguito: Cassa di compensazione) dal 1° giugno 2017 

in seguito al trasferimento della propria sede da F._____ (Canton 

Nidvaldo). 

3. Con decreto del 12 aprile 2018 il Presidente del Tribunale regionale 

E._____ ha pronunciato lo scioglimento della società in seguito a 

fallimento a far tempo dal 12 aprile 2018. Il 16 maggio 2018 egli ha 

sospeso la procedura di fallimento per mancanza di attivo. Il 21 giugno 

2018 egli ha revocato il fallimento. 

4. Per una parte del credito da contributi sociali del 2017 per la quale è stata 

promossa l'esecuzione contro D._____, l'11 febbraio 2019 l'Ufficio 

esecuzioni Regione E._____ ha rilasciato alla Cassa di compensazione 

due attestati di carenza di beni. 

5. Con decisione del 14 aprile 2020 la Cassa di compensazione ha emanato 

nei confronti di A._____ (nonché di B._____ e C._____) una decisione di 

risarcimento del danno di CHF 25'584.60 a titolo di contributi paritetici 

AVS/AI/IPG/AD e CAF non saldati per gli anni 2017 e 2018 oltre a spese 

amministrative, tasse di diffida, interessi di mora e spese d'esecuzione. 

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6. Contro di essa A._____ ha fatto opposizione il 4 maggio 2020, dichiarando 

in sintesi che il 27 marzo 2018 D._____ sarebbe stata acquistata da 

C._____. Con l'assunzione della società egli si sarebbe fatto carico dei 

debiti della società e dunque anche dei contributi sociali scoperti. 

7. Il 20 novembre 2020 D._____ è stata cancellata dal Registro poiché non 

esercitava più alcuna attività economica e non aveva più attivi realizzabili 

e nessun interesse al mantenimento dell'iscrizione. 

8. Con decisione su opposizione del 16 luglio 2021 la Cassa di 

compensazione ha parzialmente accolto l'opposizione. La Cassa di 

compensazione ha rilevato che, siccome A._____ sarebbe stato iscritto al 

Registro soltanto fino al 16 aprile 2018, per il 2018 egli sarebbe 

responsabile unicamente del credito del primo trimestre. Di conseguenza, 

la Cassa di compensazione ha ridotto il danno da risarcire di CHF 541.20 

(3/4 del totale dei contributi sociali per l'anno 2018 insoluti pari a CHF 

721.60), giungendo così a un danno di CHF 25'043.40.  

9. Avverso questa decisione A._____ (qui di seguito: ricorrente) ha inoltrato 

ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni il 10 agosto 

2021 chiedendone l'annullamento. 

10. Nella presa di posizione del 19 agosto 2021 la Cassa di compensazione 

(qui di seguito: convenuta) ha chiesto il rigetto del ricorso. 

11. Nel secondo scambio di scritti le parti si sono riconfermate nei loro petiti. 

II. Considerando in diritto:

1. I requisiti processuali non danno adito a osservazioni, per cui il Tribunale 

entra nel merito del ricorso.

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2. Controverso è se il ricorrente è responsabile per il danno subito dalla 

convenuta a titolo di contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e CAF (qui di 

seguito anche: contributi sociali) pari a CHF 25'043.40 per il periodo dal 1° 

giugno 2017 al 31 marzo 2018. 

3. Secondo l'art. 52 cpv. 1 della Legge federale sull'assicurazione per la 

vecchiaia e per i superstiti (LAVS; RS 831.10) il datore di lavoro deve 

risarcire il danno che egli ha provocato violando, intenzionalmente o per 

negligenza grave, le prescrizioni dell'assicurazione. I presupposti 

dell'obbligo di risarcimento sono quindi l'esistenza di un danno, la 

violazione di prescrizioni da parte del datore di lavoro, l'intenzionalità o la 

negligenza grave e un nesso di causalità (naturale e adeguato) tra la 

violazione (colpevole) delle prescrizioni e il danno insorto (cfr. STF 

9C_80/2017 consid. 5.1, 9C_238/2017 consid. 5.3.2; Rivista per le casse 

di compensazione AVS [RCC], edita dall'Ufficio federale delle 

assicurazioni sociali fino al 1992, 1985, pag. 619 seg.). Giusta l'art. 52 cpv. 

2 LAVS se il datore di lavoro è una persona giuridica, rispondono 

sussidiariamente i membri dell'amministrazione e tutte le persone che si 

occupano della gestione o della liquidazione. Se più persone sono 

responsabili dello stesso danno, esse rispondono solidalmente per l'intero 

danno. Giusta l'art. 52 cpv. 3 LAVS in combinato disposto con gli artt. 60 

cpv. 1 CO e 49 cpv. 1 titolo finale CC il risarcimento del danno si prescrive 

in tre anni dal momento in cui la cassa ha avuto conoscenza del danno, 

ma in ogni caso in dieci anni dal giorno in cui il fatto dannoso è stato 

commesso o è cessato. Il termine relativo di prescrizione triennale (a 

partire dal momento in cui la cassa di compensazione competente ha 

avuto notizia del danno) decorre dal momento in cui la cassa si rende 

conto o dovrebbe rendersi conto, facendo prova dell'attenzione 

ragionevolmente esigibile, che le circostanze effettive non permettono più 

di esigere il pagamento dei contributi, ma possono giustificare l'obbligo di 

risarcire il danno. In caso di esecuzione in via di pignoramento la 

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conoscenza del danno interviene di regola con la notifica di un attestato di 

carenza di beni definitivo. Da questa data decorre anche il termine 

assoluto di prescrizione di 10 anni (cfr. STF 9C_754/2020 consid. 4.4.1 e 

4.5.1 con rinvio risp. a DTF 134 V 257 consid. 3.3.1 e 141 V 487 consid. 

2.2).

4. Nel caso di specie è indiscusso che la convenuta è venuta a conoscenza 

del danno con il ricevimento degli attestati di carenza di beni dell'11 

febbraio 2019 (doc. 199 e 200 convenuta) e che la decisione di 

risarcimento del danno del 14 aprile 2020 è quindi avvenuta entro il 

termine (relativo) di prescrizione di tre anni. 

5. Incontestato è inoltre che la D._____ AG, quale datrice di lavoro, ha 

disatteso le prescrizioni di cui agli artt. 14 LAVS e 34 dell'Ordinanza 

sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (OAVS; RS 831.101) 

relative all'obbligo di pagare i contributi sociali e che in seguito a questo 

comportamento (illegale) alla convenuta è insorto un danno per i contributi 

sociali non saldati pari a CHF 25'043.40.

6. Qui di seguito va dunque esaminato se la convenuta poteva pretendere 

(sussidiariamente) il risarcimento del danno dal ricorrente quale membro 

e in seguito presidente del CdA. Si noti che la dimissione del ricorrente 

quale amministratore della società era avvenuta già durante l'assemblea 

del 27 marzo 2018 mentre la relativa mutazione al Registro di commercio 

è avvenuta soltanto il 16 aprile 2018. Visto però che la convenuta ha 

imputato al ricorrente il danno per contributi sociali insoluti limitatamente 

al periodo dal 1° giugno 2017 fino al primo trimestre del 2018, non occorre 

approfondire la questione se a far stato sia la data dell'effettiva uscita del 

ricorrente dalla società o quella della relativa iscrizione nel Registro di 

commercio.  

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6.1. Di regola, se la cassa di compensazione subisce un danno riconducibile a 

un'illecita violazione delle prescrizioni assicurative (segnatamente 

dell'obbligo di pagamento dei contributi), questa può partire dal 

presupposto che il datore di lavoro risp. l'organo abbia violato tali 

prescrizioni colpevolmente. Salvo il sussistere di motivi di giustificazione o 

di discolpa, essa di conseguenza emana la decisione di risarcimento nei 

confronti del datore di lavoro risp. dell'organo (cfr. DTF 108 V 189 consid. 

2b, 108 V 183 consid. 1b; STF 9C_394/2016 consid. 4.1, 9C_238/2017 

consid. 5.3.2; nel seguito si rinuncerà alla distinzione tra motivo di 

giustificazione e di discolpa, siccome secondo prassi vengono entrambi 

esaminati sotto il capitolo della colpa). 

6.2. Quale motivo giustificativo è ipotizzabile, in particolare, la situazione in cui 

il datore di lavoro riesca a consentire all'impresa di sopravvivere 

procrastinando il pagamento dei contributi, ad esempio nell'ipotesi di 

difficoltà passeggere di liquidità. Affinché un simile comportamento non 

comporti un risarcimento del danno giusta l'art. 52 LAVS, occorre però che 

il datore di lavoro, nell'istante in cui decide, abbia seri e oggettivi motivi di 

ritenere che gli sarà possibile pagare i debiti contributivi in tempo utile (cfr. 

DTF 108 V 183 consid. 2; Pratique VSI 1996 pag. 307; RCC 1992 pag. 

248, 1985 pag. 622). Più precisamente, un simile comportamento sfugge 

a una responsabilità ai sensi dell'art. 52 LAVS unicamente se in questo 

modo il datore di lavoro onora altri crediti (segnatamente quelli dei 

lavoratori e dei fornitori) essenziali per la sopravvivenza dell'azienda e al 

tempo stesso può oggettivamente ritenere che i contributi dovuti verranno 

soluti entro un termine ragionevole (cfr. STF 9C_41/2017 consid. 7.2). La 

questione decisiva in tale contesto non è tanto se il datore di lavoro 

all'epoca credeva realmente che l'azienda potesse essere salvata e che i 

contributi sarebbero stati pagati in un futuro prossimo, bensì piuttosto se 

un tale atteggiamento poteva apparire oggettivamente sostenibile agli 

occhi di un terzo responsabile (cfr. STF 9C_812/2007 consid. 3.2 con 

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riferimenti). In questo contesto, il Tribunale federale ha precisato che una 

società che attraversa una fase difficile e fonda la sua esistenza su 

equilibri delicati deve prendere delle misure drastiche e immediate (cfr. 

STFA H 170/01 consid. 4.6. con riferimenti). I presupposti cumulativi per 

l'ammissione di un motivo di discolpa per carenza di liquidità possono 

essere riassunti come segue: il temporaneo non pagamento dei contributi 

si fonda su di una consapevole e responsabile decisione societaria; il 

motivo di discolpa deve sussistere per il periodo in cui andavano pagati i 

contributi; i contributi possono essere ritenuti soltanto se con i soldi ritenuti 

vengono onorate delle pretese di terzi per salvare D._____. Riguardo alle 

pretese salariali dei lavoratori va osservato che, se la carenza di liquidità 

non permette il pagamento completo dei salari, questi devono essere 

fondamentalmente ridotti nella misura in cui è possibile versare i contributi 

sociali che ne risultano. La carenza di liquidità deve essere temporanea 

nel senso che non può durare che pochi mesi, cosicché sulla scorta di 

criteri oggettivi e di una critica valutazione della situazione finanziaria ci si 

possa aspettare un prossimo pagamento dei contributi in seguito a un 

assestamento oppure alla vendita della società. Devono esserci concreti 

indizi che si possa procurare del denaro entro un tempo ragionevole. Dal 

temporaneo non pagamento dei contributi occorre oggettivamente 

attendersi un effetto decisivo per il salvataggio della società. Irrilevante è 

se dal punto di vista soggettivo l'organo (risp. l'amministratore) presumeva 

che D._____ sarebbe stata salvata e i contributi saldati (cfr. REICHMUTH, 

Die Haftung des Arbeitgebers und seiner Organe nach Art. 52 AHVG, 

2008, n. 668 segg.; cfr. pure DTF 132 III 523 consid. 4.6). Il Tribunale 

federale ha sottolineato che l'organo della società deve prestare 

particolare attenzione qualora sia a conoscenza del fatto che D._____ sta 

attraversando una crisi finanziaria (STFA H 446/00 consid. 4a). Senza che 

siano realizzati questi chiari criteri di discolpa, l'illiquidità di una società di 

per sé non giustifica il procrastinamento del pagamento dei contributi (cfr. 

RCC 1985, pag. 621 seg.). 

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6.3. La giurisprudenza e la dottrina ammettono in maniera generale 

(tacitamente) un nesso di causalità naturale e adeguata tra il 

comportamento colpevole e il danno subito successivamente al mancato 

pagamento dei contributi (cfr. STF 9C_238/2017 consid. 5.3.2 con 

riferimenti). 

6.4. Il ricorrente afferma che la relativa società a inizio 2018 avrebbe 

provveduto insistentemente alla ricerca di credito tramite istituti bancari 

vari, la ricerca di nuovi membri (con partecipazione di quote) e la vendita 

della società. La convenuta sarebbe stata a conoscenza della situazione 

della società. D._____ avrebbe inoltre pagato i salari dei dipendenti 

dell'anno 2017. Questi fatti non sono in grado di discolpare il ricorrente, 

quale amministratore della società nel periodo determinante. Egli non 

dimostra di aver intrapreso delle misure drastiche e immediate, di aver p. 

es. ridotto i salari onde poter versare i contributi sociali che ne risultavano. 

Egli non comprova nemmeno che da un punto di vista oggettivo la carenza 

di liquidità della società poteva essere ritenuta temporanea e che si poteva 

oggettivamente ammettere che i contributi sarebbero stati pagati nel 

prossimo futuro grazie a delle concrete misure di salvataggio dell'azienda. 

La negligenza grave imputata dal convenuto al ricorrente nell'omissione 

del pagamento dei contributi sociali dovuti dalla relativa società va dunque 

confermata. 

6.5. Il ricorrente argomenta che la convenuta dovrebbe rivolgersi al nuovo 

amministratore della società C._____, che avrebbe rilevato gratuitamente 

le azioni della società ma in compenso si sarebbe assunto tutti i debiti della 

stessa come da dichiarazione del 7 aprile 2018 (doc. 4 ricorrente) e quindi 

anche i debiti verso la convenuta per i contributi sociali insoluti (cfr. scritti 

del ricorrente del 4 maggio 2020 e del 17 novembre 2019 [doc. 10/1-2 

convenuto]). Con questa argomentazione il ricorrente misconosce tuttavia 

che l'assunzione di responsabilità da parte di un terzo è ininfluente nel 

rapporto esterno con la cassa qui convenuta, trattandosi di semplice 

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questione interna tra gli interessati (cfr. in proposito STFA H 349/01 

consid. 2.5, H 10/01 e H 45/01 consid. 10.3). La relativa censura va 

dunque respinta. Poggiando su suddetta assunzione dei debiti giusta l'art. 

175 segg. CO il ricorrente può casomai adire il foro civile e richiedere il 

rimborso nei confronti di C._____ successivamente al pagamento del 

danno alla convenuta. 

7. Il ricorso va pertanto respinto e la decisione impugnata confermata. 

8. La procedura è gratuita (cfr. art. 1 cpv. 1 LAVS in unione con l'art. 61 lett. 

fbis LPGA). La convenuta non ha diritto a ripetibili (art. 61 lett. g e contrario 

LPGA).

9. Sia notato che secondo il Tribunale federale il ricorso in materia di diritto 

pubblico interposto contro un giudizio sulla responsabilità del datore di 

lavoro nei confronti di una cassa di compensazione fondata sull'art. 52 cpv. 

1 LAVS è ammissibile solo qualora il valore litigioso raggiunga il limite di 

CHF 30'000.00 o in presenza di una questione di diritto di importanza 

fondamentale (v. DTF 137 V 51 in applicazione di un'interpretazione in 

senso largo della nozione di "responsabilità dello Stato" ai sensi dell'art. 

85 cpv. 1 lett. a della Legge sul Tribunale federale [LTF; RS 173.110]).

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III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Non si prelevano spese.

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]