# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3c0b39e4-28df-5b16-a688-818d277d0acd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-07-29
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 29.07.2002 14.1999.00007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1999-00007_2002-07-29.html

## Full Text

Incarto n.

  14.1999.00007

  	
  Lugano

  29 luglio 2002

  /JC/fc/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques,
  vicecancelliere

  

 

 

statuendo nella causa a procedura sommaria di cui
all’inc.OS.1997.15 della Pretura di Lugano, Sezione 4, a dipendenza
dell'istanza di sequestro del 7/21 luglio 1997 di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________

   

  

 

e dell'opposizione formulata il 31 luglio
1997 da

 

                                         __________

                                          

 al decreto di sequestro 21 luglio 1997 emanato dal Pretore di Lugano,
Sezione 4,

 

opposizione accolta dalla
Segretaria Assessore della Pretura di Lugano, Sezione 4, che con decisione 30
dicembre 1998 ha cosi statuito:

 

                                         “1.    L’istanza/opposizione 31 luglio/4 agosto
1997 di __________ è accolta, di conseguenza il sequestro N. __________ di cui
al decreto di sequestro 21 luglio 1997 di questa Pretura è annullato.

                                         

                                          2.    La
tassa di giustizia e le spese, in totale fr. 1’500.--, già anticipate
dall’istante/opponente, sono poste a carico della convenuta, con l’obbligo di
rifondere alla controparte fr. 2'000.-- a titolo di ripetibili.

 

                                          3.    omissis.”

 

decisione impugnata da __________ che con
appello 18 gennaio 1999 chiede venga giudicato:

 

                                         “1.   L’appello è integralmente accolto.

 

                                                 In
via preliminare:

 

                                                 È
fatto ordine a __________ di produrre i documenti A e B originali all’Autorità
giudicante.

 

                                                 In
via principale:

                                          

                                                 Sono
annullati i punti no. 1 e 2 del dispositivo della sentenza da cui si appella.

 

                                                 È
giudicato in riforma dei punti 1 e 2 dell’annullato dispositivo:

 

                                                 §    L’istanza/opposizione
del 31 luglio/4 agosto 1997 di __________ è respinta.

                                                      Il
sequestro no. __________ UE di Lugano è conseguentemente riconfermato sulla
scorta dell’art. 271 cpv. 1 cifra 1 e/o 2 e/o 3 LEF, subordinatamente, giusta
l’art. 271 cpv. 1 cifra 4 LEF.

 

                                                 §§  La
tassa di giustizia di CHF 1'500.-- e le spese sono poste a carico della parte
istante, che rifonderà alla controparte CHF 2'000.-- a titolo di ripetibili.

 

                                          2.    Protestate
tasse, spese e ripetibili di seconda istanza”.

 

atteso che non sono state presentate
osservazioni;

 

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con istanza del 7 luglio 1997,
__________, ora __________., ha chiesto contro __________, d’ignota residenza,
il sequestro ex art. 271 cpv. 1 n. 1, 3 e 4 LEF di “tutti i valori patrimoniali
del convenuto esistenti presso la __________, __________, e presso __________,
in particolare diritti, crediti averi in conto, liquidità in moneta nazionale
ed estera, oro e altri metalli preziosi, titoli, diritti alla restituzione
derivanti da contratti di deposito, rapporti fiduciari, contenuti di cassette
di sicurezza nonché redditi futuri prodotti da detti valori patrimoniali, anche
nella misura in cui questi valori patrimoniali spettino al convenuto sotto nome
di terzi, numeri o nomi convenzionali”, a copertura di un credito di fr.
3'290'912,30 oltre interessi dell’8% dall’1. gennaio 1994.

 

 

                                  B.   Il sequestro è stato decretato come richiesto il 21 luglio 1997,
salvo per quanto riguarda le cause di sequestro che sono state limitate a
quella della cifra 4.

 

 

                                  C.   Con
sentenza 30 dicembre 1998, la Segretaria Assessore della Pretura di Lugano,
Sezione 4, ha accolto l’opposizione di __________.

                                         In
sintesi, la prima giudice ha ritenuto che con la produzione della dichiarazione
della compagnia di assicurazione __________ (doc. B), il sequestrato avesse
reso sufficientemente verosimile il fatto che il credito posto a fondamento del
sequestro fosse garantito da pegno, mentre la controparte non era stata in
grado di rendere verosimile l’eventuale insufficienza del pegno. Venendo a
cadere una condizione necessaria alla riconferma del sequestro, la prima
giudice ha lasciato aperta la questione di sapere se l’elezione di foro
esecutivo presso la sede della succursale della banca di cui all’art. 10 cpv. 1
delle condizioni generali sottoposte a __________ e da lui sottoscritte
costituiva o no un ostacolo per l’ammissione della causa di sequestro di cui
all’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF.

 

 

                                  D.
  Con appello 18 gennaio 1999, __________ eccepisce nuovamente la falsità
dei doc. A e B prodotti dal sequestrato. Per quanto concerne il secondo
documento citato, l’appellante sostiene inoltre che esso non è idoneo a rendere
verosimile l’esistenza di un pegno a garanzia del credito vantato da __________
poiché in assenza di produzione dei contratti di pegno citati in allegato non è
dato di sapere per quali crediti siffatte polizze assicurative sono state date
né per quali importi. Abbondanzialmente, l’appellante chiede che questa Camera
riesamini se il sequestro non si debba confermare sulla base dell’art. 271 cpv.
1 n. 1, 2 e 3 LEF, alla luce della documentazione prodotta dalla banca con
l’istanza di sequestro. In merito alla causa di cui al n. 4 della stessa norma,
__________ evidenziando come il sequestrato non possa in buona fede prevalersi
del foro dell’art. 50 cpv. 2 LEF allorquando con i suoi numerosi spostamenti è
all’origine dell’impossibilità dell’appellante di ottenere, per ben due volte,
l’esecuzione al foro eletto di Berna, rileva comunque l’inesistenza di una
valida clausola di elezione di domicilio ai sensi dell’art. 50 cpv. 2 LEF, dato
che la relativa clausola delle condizioni generali è applicabile solo ai
debitori domiciliati all’estero mentre __________ era da considerare di ignota
dimora.

 

 

                                  E.   La
procedura appellatoria è stata sospesa di fatto per volontà delle parti dal 5
marzo 1999 (cfr. lettere __________ a CEF). __________ è poi deceduto in corso
di procedura, in data e luogo non noti a questa Camera. Con lettera 18 aprile
2002, l'avv. __________, già patrocinatore dell’appellato, ha comunicato che
"le eredi prossime del defunto __________ - la vedova __________ e la
madre __________ - hanno formalmente rifiutato l'eredità" e che "la
mia cliente signora __________ non sa se esistano altri eredi".

 

 

                                  F.   Non sono state
presentate osservazioni all’appello.

 

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Questioni procedurali

 

                               1.1.   Per
crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni
del debitore, quando sia data una causa di sequestro (cfr. art. 271 cpv. 1 n. 1
a 5 LEF). Nel Cantone Ticino per valori superiori a Fr. 2’000.-- competente per
la concessione del sequestro è il Pretore del luogo in cui si trovano i beni da
sequestrare indicati dal creditore (art. 14 cpv. 1 e 16 cpv. 3 LALEF, art. 5
cpv. 1 LOG). La procedura, di natura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF), è
retta dall’art. 19 LALEF che non prevede il contraddittorio. 

 

                               1.2.   Prima di concedere il sequestro il giudice esamina, sulla base
dei soli elementi addotti dal creditore, se è stata resa sufficientemente
verosimile l’esistenza del credito, di una causa di sequestro nonché di beni
appartenenti al debitore (art. 272 LEF). Il grado di verosimiglianza ex art.
271-272 LEF richiesto per valutare se vi è un credito, se nel circondario di
sua competenza vi sono beni appartenenti al debitore e se si realizza almeno
una delle cause di sequestro fatte valere dal creditore è in linea di principio
nel senso che la tesi del creditore deve risultare plausibile e l’esame
puntuale delle allegazioni e della documentazione prodotta dal creditore deve
permettere al giudice di convincersi – sulla base di elementi oggettivi, non
bastando di regola fatture o altri elementi allestiti unilateralmente dal
creditore sequestrante o da suoi organi o persone ausiliarie – che in concreto
le circostanze di fatto rilevanti si sono realizzate, senza per questo poter
già escludere il contrario (cfr. Walter Stoffel, Le séquestre, in: La LP
révisée, collana CEDIDAC, vol. 35, Losanna 1997, p. 280 s.; Pierre-Robert Gilliéron, Le séquestre dans la LP révisée, in: BlSchK 1995, p. 132 e
rif.; Bertrand Reeb, Les mesures provisoires dans
la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p. 466; Amonn/Gasser, Grundriss
des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, n. 2 ad § 51; Rudolf Ottomann, Der Arrest, in: ZSR
1996/I, p. 253, n. 32).

 

                               1.3.   Concesso
il sequestro, chi è toccato nei suoi diritti, tranne il sequestrante, può fare
opposizione al giudice del sequestro entro dieci giorni da quando ne ha avuto
conoscenza (art. 278 cpv.1 LEF. In tal caso il giudice, in una procedura pure
sommaria retta dagli art. 20 ss. LALEF, sottopone il sequestro a nuovo esame,
dando agli interessati la possibilità di esprimersi (cfr. art. 278 cpv. 2 LEF),
rispettivamente di addurre fatti nuovi. In caso di tempestiva opposizione al
sequestro, il giudice che lo ha concesso deve chinarsi dunque nuovamente sulla
domanda di sequestro e verificare – pur con il medesimo potere di cognizione
esercitato in precedenza (cfr. Reeb, op. cit., p. 478; Gilliéron, op. cit., p. 135) – se
alla luce di quanto emerso dal contraddittorio tutte le condizioni del
sequestro – contestate dall’opponente – risultano ancora sufficientemente
verosimili, se cioè in relazione alle stesse è ancora soddisfatto quel grado di
verosimiglianza necessario per la sua concessione (cfr. Amonn/Gasser, op. cit., n. 71 ad § 51), atteso che resta onere del
creditore sequestrante fornire al giudice gli elementi sufficienti (cfr. Hans
Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998,
Vol. III, n. 38 ad art. 278).

 

                               1.4.   La nuova decisione
(sull’opposizione) – sia essa di annullamento o di conferma del sequestro (cfr.
Reiser, op. cit., n. 44-45
ad art. 278) – può essere a sua volta impugnata entro dieci giorni davanti
all’autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 primo periodo LEF), nel
Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti con il rimedio dell’appello
(art. 22 LALEF nonché 14 e 22 lett. c LOG), rispettivamente, in caso di valore
inferiore agli fr. 8’000.--, la Camera di cassazione civile con ricorso per
cassazione (art. 22 LALEF nonché 5, 13 e 22 lett. b LOG). L’autorità superiore
deve verificare – sulla base delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle
parti ed eventualmente anche dei fatti nuovi di cui le stesse si possono
avvalere (art. 278 cpv. 3 secondo periodo LEF) – se nel caso concreto in
relazione al realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dal creditore –
e contestate dalle controparti – è raggiunto il grado di verosimiglianza
necessario per il mantenimento del provvedimento conservativo, atteso che in
caso negativo annullerà la decisione del giudice di prime cure che ha
confermato il sequestro rispettivamente confermerà la decisione che lo ha
annullato, riservate soluzioni intermedie (cfr. Amonn/ Gasser, op.
cit., n. 74 ad § 51; Reeb, op. cit., p. 482).

 

                               1.5.   

                                  a)   Tutte le decisioni in materia di sequestro, in tutte le istanze,
vanno pronunciate in procedura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF). Le norme
cantonali che reggono tale tipo di procedura devono rispettare la massime
dispositiva ("Dispositionsma­xime"), il principio attitatorio
("Verhandlungsmaxime"), nonché le massime di celerità e di concentrazione
(cfr. Jérôme Piégai, La
protection du débiteur et des tiers dans le nouveau droit du séquestre, tesi
Losanna 1997, p. 213 ss. con rif.; Yvonne Artho
von Gunten, Die Arresteinsprache, tesi Zurigo 2001, p. 73 ss.).
Detto altrimenti, il giudice non agisce d'ufficio, egli esamina solo ciò che è
stato allegato e decide unicamente in base alle prove addotte dalle parti
("quod non est in actis, non est in mundo") e che possono essere
assunte seduta stante ("Beweismittel­beschrän­­­­kung"), salvo che il
fatto allegato sia stato ammesso o non contestato dalla controparte non
contumace (Vogel/Spühler,
Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 24 ad cap. 6 e n. 12
ad cap. 10; di diverso parere: Artho
von Gunten, op. cit., p. 79 s., che però non convince, cfr. CEF 15
maggio [14.2002.6], cons. 1.5a).

                                         Il
giudice può accontentarsi della semplice verosimiglianza dei fatti
("Beweisstrengebeschränkung") ed esaminare sommariamente i punti di
diritto ("prima facie cognitio"), nella misura compatibile con
l'esigenza di celerità (cfr. Fabienne Hohl,
La réalisation du droit et les procédures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 453; Gilliéron, op. cit., p. 138, B; Piégai, op. cit., p. 212; Artho von Gunten, op. cit., p. 85
ss.). Il giudice apprezza liberamente le prove (art. 20 cpv. 5 LALEF).

 

                                  b)   I
principi di celerità e di concentrazione impongono in particolare alle parti
alte esigenze di motivazione per poter giungere ad un giudizio sollecito. Il
giudice del sequestro non deve ricercare tra tutti i documenti prodotti quelli
che potrebbero essere determinanti a sostegno delle allegazioni della parte.
Quest'ultima non può limitarsi ad indicare tesi descrittive – sia fattuali che
in diritto – ma deve sostanziarle con riferimenti puntuali e d'immediato riscontro
ai documenti topici a sostegno. In caso di omissione, le allegazioni non
debitamente motivate saranno ignorate per carenza di forma del gravame.

 

                                  c)   Quando
una parte allega l'applicazione del diritto straniero, essa dovrà
spontaneamente, in deroga parziale all'art. 16 cpv. 1 LDIP, che, in procedura
sommaria, si applica solo per analogia (cfr. Pierre-Robert Gilliéron, Commentaire de la LP,
vol. I, Losanna 1999, n. 67 ad art. 84), stabilirne il contenuto, in base ad
elementi affidabili, non bastando dichiarazioni di liberi professionisti, ma
dovendo far capo, se del caso, a pareri oggettivi di istituti – ad esempio
l'Istituto svizzero di diritto comparato di Losanna – o autori neutri. In caso
di omissione, il giudice applicherà il diritto svizzero (art. 16 cpv. 2 LDIP).

 

                                  d)   Vi
è verosimiglianza quando esiste una certa probabilità che i fatti allegati
corrispondano al vero (Piégai,
op. cit., n. 792, p. 173). Il grado di verosimiglianza richiesto è oggetto di apprezzamenti
divergenti. Secondo questa Camera, la verosimiglianza è data a due condizioni
cumulative (cfr. CEF 15 maggio 2002 [14.2002.6], cons. 1.5d): 

                                         1)   vi è un “inizio di
prova” (“commencement de preuve”, DTF 107 III 36, 39 e 40, cons. 3 e 5; Walter
A. Stoffel, Basler Kommentar
zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 3 ad art. 272), ossia
indizi oggettivi e concreti a conforto della tesi del sequestrante;

                                         2)   dall’esame degli
allegati e mezzi di prova si ricava l’impressione che i fatti rilevanti per il
giudizio si siano comunque realizzati, pur senza poter escludere la probabilità
nello stesso ordine di grandezza di una realtà di segno opposto; detto
altrimenti, si ha verosimiglianza (semplice) quando sono possibili anche altre
soluzioni altrettanto probabili; viceversa, un fatto è da ritenere
inverosimile, quando si ha la netta impressione che i fatti si siano svolti
diversamente da quanto affermato dal sequestrante.

 

                                         Per
garantire i diritti del sequestrato, il giudice dovrà tuttavia esigere dal
sequestrante – dandosene gli ulteriori presupposti, ovviamente diversi dal
profilo fattuale in funzione dello stato degli atti e dello stadio processuale
raggiunto – una garanzia ai sensi dell'art. 273 cpv. 1 LEF tanto più elevata
quanto più bassa si rivela la verosimiglianza della realizzazione delle
condizioni del sequestro (cfr. Gilliéron,
BlSchK 1995, p. 132; Piégai,
op. cit., p. 306), nei limiti dell’entità del danno di cui il sequestrato
potrebbe verosimilmente patire in caso di sequestro ingiustificato e senza che
l'imposizione di una garanzia possa supplire l'assenza di un presupposto del
sequestro (cfr. Michel Criblet, La problématique des
sûretés et de la responsabilité de l'Etat, in: Le séquestre selon la nouvelle
LP, Zurigo 1997, p. 80; Reeb,
op. cit., p. 467 s.).

 

                                  e)   Secondo
l'art. 278 cpv. 3, 2. periodo LEF, le parti possono, nell'ambito del ricorso
contro la decisione su opposizione, avvalersi di fatti nuovi. Secondo la
giurisprudenza di questa Camera (CEF 10 aprile 2000 [14.1999.82], cons.
1.5.e; 30 ottobre 2001 [14.2001.75], cons. 1.5e) sono ricevibili sia i veri
nova che gli pseudonova.

                                         Per
evidenti ragioni pratiche, riconducibili al principio di celerità, i nova di
ogni tipo possono essere addotti solo fino alla fase dello scambio degli
allegati (CEF 5 luglio 1999 [14.1999.3], cons. 3).

 

 

                                   2.   Condizioni
materiali positive per la concessione del sequestro

                                         Giusta l’art. 272 cpv. 1 LEF, il
sequestro viene concesso dal giudice
del luogo in cui si trovano i beni, purché il creditore renda verosimile
l'esistenza:

                                           1. del
credito;

                                           2. di
una causa di sequestro;

                                           3.
di beni appartenenti al debitore.

 

 

                                   3.   Sull'esistenza
di una garanzia a favore del credito quale condizione materiale negativa per la
concessione del sequestro

                                         È litigiosa tra le parti la questione di sapere se il credito
vantato da __________ sia o no garantito da pegno e a chi spetti l’onere della
prova.

 

                               3.1.   Secondo
la dottrina (cfr. Reeb,
op. cit., p. 464; Louis Dallèves,
Le séquestre, FJS n. 740, Ginevra 1999, p. 3 s., ad A e 1°; cfr. pure Amonn/Gasser, op. cit., p. 407 ad
II e 1), sembra che spetti al sequestrante rendere verosimile che il proprio
credito non è già garantito. In realtà, il testo dell’art. 272 LEF non menziona
siffatto presupposto, che appare invece un’eccezione dilatoria del sequestrato,
e meglio costituisce il cosiddetto “beneficium excussionis realis” (cfr. Stoffel, op. cit., n. 38 ad
art. 271 e DTF 113 III 93), che l’asserito debitore deve quindi
esplicitamente sollevare e – in materia di sequestro – rendere verosimile (cfr.
Pierre-Robert Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 24 ad art. 41), alla stregua
degli altri fatti inibitori (cfr. Fabienne Hohl,
Procédure civile, vol. I, Berna 2001, n. 1190; Vogel/Spühler, Grundriss des Zivilprozessrechts,
7a ed., Berna 2001, n. 36 ad cap. 10). Del resto, anche se si volesse
riconoscere al sequestrante l’onere di rendere verosimile l’inesistenza di una
garanzia a favore del credito vantato, trattandosi della prova di un fatto
negativo, la collaborazione del sequestrato alla procedura probatoria dovrebbe
essere richiesta (cfr. Vogel/Spühler,
op. cit., n. 42 ad cap. 10).

 

                               3.2.   Nel
caso di specie, l’appellato si fonda sul doc. B per sostenere che il credito
vantato da __________ sia garantito da pegno. A prescindere dall’esame
dell’eccezione di falso sollevata da quest’ultima, occorre d’acchito ritenere
che __________ non ha comunque reso verosimile il fatto allegato con la sola
produzione del doc. B. Infatti, in assenza degli allegati citati dalla
__________ (contratti di pegno del 26 novembre 1991) nel proprio scritto,
risulta impossibile determinare per quale credito e per quale importo le
polizze no. __________ e __________ sono state consegnate alla sequestrante.
Per i motivi esposti al cons. 3.1, l’assenza di prova in merito va sopportata
dall’appellato.

 

 

                                   4.   Sulla
causa del sequestro

                               4.1.   Secondo
la giurisprudenza di questa Camera (CEF 30 ottobre 2001 [14.01.], cons.
3), il principio del doppio grado di giurisdizione di cui all’art. 278 LEF
imporrebbe il rinvio dell’incarto alla giudice di prime cure per una decisione
sulla questione della causa del sequestro lasciata aperta in prima sede. Per
motivi di celerità e di opportunità, visto il lungo tempo trascorso, occorre
tuttavia fare un’eccezione a tale principio ed esaminare subito il presupposto
della causa del sequestro.

 

                               4.2.   L’appellante
chiede preliminarmente a questa Camera di esaminare se sia realizzata una delle
cause di sequestro di cui alle cifre 1, 2 o 3 dell’art. 271 cpv. 1 LEF, quella
della cifra 4 (domicilio all’estero) essendo sussidiaria.

 

                                  a)   Secondo
la giurisprudenza di questa Camera, è inammissibile mutare la causa del
sequestro in corso di procedura (cfr. CEF 15 settembre 2000
[14.2000.60]). Le allegazioni di __________ in merito alla causa di cui
all’art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF, non menzionata nell’istanza di sequestro, sono
quindi inammissibili. Per analogia con la giurisprudenza federale in materia di
garanzia ex art. 273 LEF (DTF 126 III 485 ss.), che permette – anzi
impone – al sequestrante di contestarne il principio o l’importo nella
procedura di opposizione, sono invece ammissibili le allegazioni di __________
riferite alle cause di sequestro di cui all’art. 271 cpv. 1 n. 1 e 3 LEF, già
proposte nell’istanza di sequestro.

 

                                  b)   Che
__________ fosse stato senza domicilio fisso ai sensi dell’art. 271 cpv. 1 n. 1
LEF è un fatto notorio a questa Camera ed è confermato dalla documentazione
prodotta da __________ (cfr. doc. K, L, M, N, Q, R [cons. 3], S, T, U, V e W
addotti con l’istanza di sequestro), in particolare dal considerando 2 della
sentenza 9 marzo 1998 dell’Obergericht di __________ (doc. 9 prodotto con
l’appello). Il doc. A prodotto dall’appellato, indipendentemente dall’esame
della sua autenticità, non è d’altronde idoneo a sostanziare un domicilio nel
__________. Infatti, esso è indirizzato a tale “__________ ” ed è comunque
successivo al decreto di sequestro di oltre un mese. Inoltre, si evince dal
doc. A che l’appellato non si era ancora, il 27 agosto 1997, annunciato
all’amministrazione comunale del suo asserito luogo di residenza. Non vi sono
indizi che effettivamente lo abbia fatto successivamente. __________ ha quindi
reso sufficientemente verosimile, con riscontri concreti ed oggettivi,
l’esistenza della causa di sequestro di cui all’art. 271 cpv. 1 n. 1 LEF.

 

 

                                   5.   L’appello
18 gennaio 1999 di __________. va quindi accolto.

                                         La
tassa di giustizia e le indennità di appello seguono la soccombenza.

 

 

Richiamati
gli art. 271 ss. LEF e, per le spese, la vigente OTLEF,

 

 

pronuncia:           

 

                                  1.   L’appello
18 gennaio 1999 __________, è accolto.

 

                               1.1.   Di
conseguenza, i dispositivi n. 1 e 2 della sentenza 30 dicembre 1998 (inc.
OS.97.15) della Segretaria assessore della Pretura di Lugano, Sezione 4, sono
modificati come segue:

 

                                         “1.   L’opposizione
31 luglio 1997 di __________ è respinta, di conseguenza il sequestro no.
553'787 dell’UE di Lugano è mantenuto ex art. 271 cpv. 1 n. 1 LEF.

 

                                          2.   La
tassa di giustizia in fr. 1'500.-- è posta a carico della parte opponente, che
rifonderà a __________ fr. 2'000.-- a titolo di indennità”.

                                                                                

 

                                   2.   La
tassa di giustizia della presente decisione di fr. 2’250.--, già anticipata
dall’appellante, è posta a carico della parte appellata, la quale rifonderà a
__________ fr. 10’000.-- a titolo di indennità.

 

 

                                   3.   È
ordinata la restituzione a __________. dell’anticipo di fr. 1'000.--
richiestole con ordinanza del 26 aprile 2002.

 

 

                                   4.   Intimazione
a:

                                         -
__________

                                         Comunicazione
alla Pretura di Lugano, Sezione 4.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario