# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bb50fb93-daf5-5768-9cbe-63399e3b6bdf
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-19
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 19.08.2009 BE.2008.14
**Docket/Reference:** BE.2008.14
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BE-2008-14_2009-08-19

## Full Text

Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA).;;Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA).;;Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA).;;Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA).

Sentenza del 19 agosto 2009 
I Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Emanuel Hochstrasser, Presiden-
te, Tito Ponti e Alex Staub ,     
Cancelliere Graziano Mordasini  

   
 

Parti  AMMINISTRAZIONE FEDERALE DELLE 
CONTRIBUZIONI,  

Richiedente  
 

   
  contro 
   

A., 
B., 
entrambi rappresentati dagli Avv. Mario Postizzi e Goran 
Mazzucchelli, 

Opponenti  
 

   
Oggetto  Richiesta di levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: BE.2008.14, BE.2008.15 

 

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 Fatti: 
 
A. Il 24 dicembre 2004, il capo del Dipartimento federale delle finanze 

On. Hans-Rudolf Merz ha autorizzato l’Amministrazione federale delle con-
tribuzioni (in seguito: AFC) ad aprire un’inchiesta fiscale speciale nei con-
fronti degli avvocati A. e B., quest’ultima titolare di uno studio legale e notari-
le a Z.  
 
 

B. A. è sospettato di avere commesso gravi infrazioni fiscali ai sensi 
dell’art. 190 della legge federale del 14 dicembre 1990 sull’imposta federale 
diretta (LIFD; RS 642.11), ossia di avere sottratto al fisco federale una parte 
importante dei suoi redditi e della sua sostanza imponibili, ricorrendo in parti-
colare a conti bancari non dichiarati intestati a società di tipo “off-shore”. Egli 
avrebbe inoltre partecipato a reati fiscali commessi da C. B., dal canto suo, 
avrebbe partecipato ai reati fiscali commessi dal marito A.  
 
L’inchiesta penale riguarda i periodi non ancora prescritti; si tratta quindi de-
gli anni di calcolo tra il 1993 ed il 2002 (compresi).  
 
 

C. Il 2 e 3 febbraio 2005, nonché il 9 e 10 marzo seguenti la Divisione delle 
inchieste speciali dell’AFC (in seguito: DIF) ha perquisito lo studio legale e 
notarile D. a Z. e sequestrato innumerevoli documenti cartacei ed informatici, 
posti poi sotto suggello in luogo sicuro.  
 
 

D. Con sentenza dell’8 agosto 2005, confermata dal Tribunale federale in data 
6 febbraio 2006 (DTF 132 IV 63), la I Corte dei reclami penali del Tribunale 
penale federale ha accolto una richiesta di levata dei sigilli presentata 
l’11 aprile 2005 dall’AFC, stabilendo per la cernita, da effettuare dalla Corte 
medesima, una procedura in tre fasi. Questa procedura prevede dapprima la 
separazione dei documenti utili all’inchiesta da quelli che non lo sono, la di-
stinzione in seguito di quelli coperti dal segreto professionale dell’avvocato 
da quelli che non lo sono e, infine, per i documenti restanti e utili all’inchiesta, 
a protezione dei clienti, la depennazione o la codificazione, se del caso, dei 
loro nomi, facendo capo, se necessario, alla collaborazione di un esperto.
  
 

E. L’8 giugno 2006 le parti ed il giudice delegato, vista la voluminosa documen-
tazione sequestrata (126 cartoni), si sono riuniti per definire preliminarmente 
gli aspetti pratici della levata dei sigilli. Constatate le divergenze insormonta-
bili concernenti l’utilità o meno di tutta la documentazione sigillata, al termine 
dell'udienza del 27 luglio 2006 il giudice delegato ha comunicato alle parti 

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che il Tribunale avrebbe statuito autonomamente su tutti gli incarti sequestra-
ti. Le parti si sono dichiarate d’accordo con questo approccio, rinunciando 
quindi espressamente alla procedura in contraddittorio. Con sentenze del 
14 settembre 2006, 28 settembre 2006 (con rettifica del 17 ottobre seguente) 
e 31 ottobre 2006 la I Corte dei reclami penali ha statuito sulla maggior parte 
della documentazione dissuggellata, decidendo quali incarti erano necessari 
ai fini dell’inchiesta e quali dovevano essere restituiti, poiché inutili, ai pro-
prietari.  
 
 

F. Con decisione del 20 febbraio 2007 la presenta autorità, ritenendo impossibi-
le distinguere i clienti protetti dal segreto professionale dell'avvocato da quelli 
non protetti, ha accolto la richiesta di versare agli atti tutti i documenti ancora 
in sospeso concernenti la contabilità dello studio legale. Mediante sentenza 
1B_47/2007 del 28 giugno 2007 il Tribunale federale, ritenuta sbrigativa e 
superficiale detta tesi, ha accolto, in quanto ammissibile, un ricorso dei co-
niugi A. e B. e ha annullato questa decisione. La I Corte dei reclami penali è 
stata quindi invitata a proseguire con la cernita conformemente alla procedu-
ra in tre fasi prestabilita, avvalendosi della collaborazione dei ricorrenti. In 
seguito la I Corte dei reclami penali ha invitato l’AFC ad esprimersi in merito 
ai documenti ancora in sospeso: i legali degli opponenti dal canto loro hanno 
prodotto listati contenenti i nomi dei clienti da loro ritenuti protetti dal segreto 
professionale.  
 
 

G. Con sentenza del 19 novembre 2007 la scrivente autorità si è pronunciata 
sull’insieme della documentazione concernente gli anni contabili 2001 e se-
guenti, rilevando che essa consta di migliaia di atti, nella stragrande maggio-
ranza dei quali figurano nomi di terzi. Richiamati i motivi addotti nella sua de-
cisione del 12 novembre 2007 (consid. 3), la I Corte dei reclami penali ha ri-
badito che la cernita e l’anonimizzazione dei nomi rappresenterebbe un lavo-
ro totalmente sproporzionato, per cui ne ha ordinato la restituzione agli op-
ponenti.  
 
 

H. L’AFC ha interposto un ricorso in materia penale al Tribunale federale avver-
so la suddetta decisione. Essa ha chiesto in via principale di annullare la de-
cisione impugnata e, in sostanza, di versare agli atti del procedimento penale 
in forma integrale e non anonimizzata i libri base (cassa, posta, banca, debi-
tori e creditori) per verificare la completezza e la correttezza delle registra-
zioni contabili, il libro mastro delle relative registrazioni, le liste delle corri-
spondenti registrazioni di ogni singolo conto e le pezze giustificative, con il 
divieto di utilizzare le informazioni riguardanti terzi in altri procedimenti, salvo 
autorizzazione della I Corte dei reclami penali; postulando inoltre di versare 

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agli atti tutte le fatture concernenti l’attività tipica e atipica dei legali in forma 
integrale; in via subordinata chiede di versarli in maniera anonimizzata. I co-
niugi A. e B. dal canto loro hanno postulato, in via principale, di dichiarare  
inammissibile il ricorso e, in via subordinata, di respingerlo.  
 
 

I. Con sentenza del 27 novembre 2008 (1B_281/2007), il Tribunale federale ha 
accolto il ricorso dell’AFC, annullando la decisione impugnata e rinviando la 
causa alla I Corte dei reclami penali per nuovo giudizio nel senso dei consi-
derandi. Le argomentazioni di fatto e di diritto esposte dall’Alta Corte saran-
no riprese, per quanto necessario, nei considerandi di diritto.  
 
 
Diritto: 

 
1. Nell’ambito di una procedura di levata dei sigilli conseguente ad una perqui-

sizione, una volta riconosciuta l’ammissibilità di principio di quest’ultima da 
parte della I Corte dei reclami penali, i documenti sequestrati fanno l’oggetto 
di una cernita, la quale ha come scopo quello di distinguere gli atti che pos-
sono essere versati nell’incarto da quelli per i quali l’opposizione risulta giu-
stificata. In caso di disaccordo, la I Corte dei reclami penali decide.  
 
 

2. Il segreto professionale è opponibile unicamente al sequestro di documenti 
legati all’attività tipica dell’avvocato ai sensi dell’art. 321 del Codice penale 
svizzero del 21 dicembre 1937 (CP, RS 311.0). L’attività tipica dell’avvocato 
consiste essenzialmente nel fornire consigli di natura giuridica, nel difendere 
gli interessi altrui intervenendo davanti ai tribunali e rappresentando i clienti 
nel medesimo contesto (CORBOZ, Les infractions en droit suisse, Berna 
2002, vol. II, n. 10 ad art. 321 CP; dello stesso autore, Le secret profession-
nel de l’avocat selon l’art. 321 CP, in SJ 1993 pag. 77 e segg., in particolare 
pag. 82). L’avvocato non può per contro prevalersi del suo segreto profes-
sionale per impedire il sequestro di documenti relativi ad attività che presen-
tano un carattere commerciale preponderante, segnatamente quelle che ri-
guardano l’amministrazione di beni o la gestione di capitali oppure altre pre-
stazioni che esulano dalla sua funzione specifica (sentenza del Tribunale fe-
derale 1S.31/2005 del 6 febbraio 2006 consid. 2.4 e giurisprudenza citata; 
PFEIFER, in FELLMANN/ZINDEL [éd.], Kommentar zum Anwaltsgesetz, Zuri-
go/Basilea/Ginevra 2005, n. 31 e segg. ad art. 13 LLCA; OBERHOLZER, Bas-
ler Kommentar, Basilea 2003, n. 13 ad art. 321 CP; TRECHSEL, Schweizeri-
sches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, n. 19 ad art. 321 CP). Il Tribunale 
federale ha già deciso che le attività che consistono nel gestire o investire 
dei fondi (DTF 112 Ib 606), nell’assumere un mandato d’incasso (DTF 120 Ib 
112) o nell’amministrare una società per conto di un cliente (DTF 101 Ib 245; 

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115 Ia 197; 114 III 105) non costituiscono attività tipiche dell’avvocato. In 
questi casi il segreto professionale non può essere invocato per rifiutare di 
testimoniare o per contrastare una perquisizione o un sequestro.  
 
 

3. Nella sua sentenza 1B_281/2007 del 27 novembre 2008, il Tribunale federa-
le ha per l’essenziale ripreso le argomentazioni sviluppate nelle sue decisioni 
1B_47/2007 del 28 giugno 2007 e 1B_288/2007 del 30 settembre 2008, pre-
cisando come anche nella fattispecie l’unione nella medesima persona delle 
funzioni di amministratore e di avvocato non permettesse più di distinguere 
chiaramente quanto rientra in ciascun tipo di attività, di modo che il richiamo 
alla tutela del segreto professionale dell’avvocato è di massima escluso. 
L’Alta Corte ha sottolineato che, visto il coinvolgimento dei legali 
nell’inchiesta e il fatto che gran parte dei documenti concernono attività  
estranee a quella tipica dell’avvocato e che tale distinzione non può essere 
operata in maniera chiara, in casu l’interesse pubblico a perseguire le gravi 
sospettate infrazioni prevale sulla tutela del segreto professionale, per di più 
invocato in modo generico ed essendo peraltro manifesto che A. in nessun 
caso poteva invocarlo. Essa ha quindi ritenuto che un’eventuale anonimizza-
zione potrebbe limitarsi a determinati documenti, precisando che rientra co-
munque nel potere di apprezzamento della I Corte dei reclami penali espri-
mersi in merito (v. sentenza 1B_288/2007 citata, consid. 3 e 4). Il Tribunale 
federale ha infine formulato delle osservazioni puntuali in merito ai singoli in-
carti.  
 
 

4. Alla luce di quanto esposto, la I Corte dei reclami penali ha proceduto ad una 
nuova e dettagliata cernita degli incarti in oggetto ed ha deciso quanto se-
gue:  
 
S10/S11/S12: essi contengono bilanci e conti economici relativi agli anni 
2001 e 2002. Agendo nel rispetto del potere di apprezzamento riconosciutole 
dall’Alta Corte, la scrivente autorità ha proceduto ad una minuziosa e detta-
gliata verifica della documentazione in oggetto. Ciò ha permesso di constata-
re come, nella stragrande maggioranza, essa sia costituita da listati molto 
voluminosi nei quali figurano tutte le operazioni relative alle diverse voci con-
tabili e in cui gli indagati non hanno operato alcuna distinzione tra i documen-
ti concernenti le attività tipiche dell’avvocato e quelle estranee. Alla luce di 
quanto esposto, nonché dell’unione nella medesima persona delle funzioni di 
amministratore e di avvocato ed il coinvolgimento dei legali nell’inchiesta, la 
suddetta distinzione non può essere operata in maniera chiara, a maggior 
ragione visto che, di massima, non si è più in presenza di un segreto profes-
sionale tutelabile. L’interesse pubblico a perseguire le gravi e sospettate in-
frazioni prevale sulla tutela del segreto professionale. L’integralità della do-

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cumentazione degli incarti in oggetto è pertanto versata agli atti 
dell’inchiesta; spetterà poi all’AFC esaminare tutti i documenti per verificare 
se, effettivamente, i conti dello studio legale sono completi riguardo ai redditi 
conseguiti e a quelli dichiarati. Si rammenta che, ad ogni modo, l’utilizzo o la 
trasmissione a terzi, per altre procedure, di eventuali documenti o informa-
zioni concernenti clienti degli indagati è proibito in assenza di un’espressa 
autorizzazione rilasciata dalla scrivente autorità.  
 
S21 (parziale): esso contiene estratti ed avvisi di addebito e di accredito rela-
tivi al conto 1 per gli anni 2002 e 2003. Richiamati i motivi suesposti, il Tribu-
nale federale ha ritenuto che questi documenti devono, di massima, essere 
versati agli atti, in forma non anonimizzata, ritenuto inoltre che solo sulla ba-
se degli estratti intermediari, dove sono indicate le causali delle singole tran-
sazioni, l’AFC potrà ricostruire compiutamente i flussi di denaro confluiti nella 
sostanza e nei redditi imponibili degli indagati. La I Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale, nel rispetto del potere di apprezzamento rico-
nosciutole dall’Alta Corte (v. sentenza 1B_288/2007 del 
30 settembre 2008, consid. 3 e 4), si è limitata ad anonimizzare unicamente i 
documenti che rientrano chiaramente e di primo acchito (prima facie) 
nell’attività tipica dell’avvocato e del notaio.  
 
S25: esso contiene copie di note di onorario incassate nel 2002. Il Tribunale 
federale ha ritenuto che, essendo l’utilità delle note di onorario palese, anche 
quelle riferibili all’attività tipica di avvocato, nella fattispecie di massima non 
più tutelata dal segreto professionale, devono essere versate agli atti, di prin-
cipio in forma integrale. La I Corte dei reclami penali del Tribunale penale fe-
derale, nel rispetto del potere di apprezzamento riconosciutole dall’Alta Corte 
(v. sentenza 1B_288/2007 del 30 settembre 2008, consid. 3 e 4), si è limitata 
ad anonimizzare unicamente i documenti che rientrano chiaramente e di 
primo acchito (prima facie) nell’attività tipica dell’avvocato e del notaio.  
 
S27: esso contiene estratti conto e avvisi di addebito e di accrediti concer-
nenti il conto 2 per l’anno 2002. Il Tribunale federale ha ritenuto che per i mo-
tivi suesposti, anche questi documenti devono essere versati agli atti, di 
massima in forma non anonimizzata. La I Corte dei reclami penali del Tribu-
nale penale federale, nel rispetto del potere di apprezzamento riconosciutole 
dall’Alta Corte (v. sentenza 1B_288/2007 del 30 settembre 2008, consid. 3 e 
4), si è limitata ad anonimizzare unicamente i documenti che rientrano chia-
ramente e di primo acchito (prima facie) nell’attività tipica dell’avvocato e del 
notaio.  
 
S29: esso contiene diversi bilanci e conti economici per l’anno 2002. Il Tribu-
nale federale rinvia alle conclusioni esposte nei suddetti incarti. Agendo nel 
rispetto del potere di apprezzamento riconosciutole dall’Alta Corte, la scri-

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vente autorità ha proceduto ad una minuziosa e dettagliata verifica della do-
cumentazione in oggetto. Ciò ha permesso di constatare come, nella mag-
gioranza, essa sia costituita da listati piuttosto voluminosi nei quali figurano 
tutte le operazioni relative alle diverse voci contabili e in cui gli indagati non 
hanno operato alcuna distinzione tra i documenti concernenti le attività tipi-
che dell’avvocato e quelle estranee. Alla luce di quanto esposto, nonché 
dell’unione nella medesima persona delle funzioni di amministratore e di av-
vocato ed il coinvolgimento dei legali nell’inchiesta, la suddetta distinzione 
non può essere operata in maniera chiara, a maggior ragione visto che, di 
massima, non si è più in presenza di un segreto professionale tutelabile. 
L’interesse pubblico a perseguire le gravi e sospettate infrazioni prevale sulla 
tutela del segreto professionale. L’integralità della documentazione 
dell’incarto in oggetto è pertanto versata agli atti dell’inchiesta; spetterà poi 
all’AFC esaminare tutti i documenti per verificare se, effettivamente, i conti 
dello studio legale sono completi riguardo ai redditi conseguiti e a quelli di-
chiarati. Si rammenta che, ad ogni modo, l’utilizzo o la trasmissione a terzi, 
per altre procedure, di eventuali documenti o informazioni concernenti clienti 
degli indagati è proibito in assenza di un’espressa autorizzazione rilasciata 
dalla scrivente autorità.  
 
S94: esso contiene due copie di note di onorario inerenti apparentemente 
all’attività tipica dell’avvocato, liste di fatture da incassare al 10, al 30 set-
tembre e all’8 ottobre 2002, nonché un documento di due pagine intitolato 
“finanziamenti Avv. A.”. Il Tribunale federale ha ritenuto che, ribadita l’ovvia 
utilità delle note di onorario e delle fatture per l’inchiesta, anche questi do-
cumenti devono essere versati agli atti nella forma appena descritta. La 
I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, nel rispetto del pote-
re di apprezzamento riconosciutole dall’Alta Corte (v. sentenza 1B_288/2007 
del 30 settembre 2008, consid. 3 e 4), si è limitata ad anonimizzare unica-
mente i documenti che rientrano chiaramente e di primo acchito (prima facie) 
nell’attività tipica dell’avvocato e del notaio.  
 
S95: esso contiene copie di note di onorario allestite tra il 2001 e il 2004. Il 
Tribunale federale ha ribadito che il semplice criterio del lavoro considerevo-
le non regge e la tutela del segreto professionale è venuta meno, per cui an-
che le fatture inerenti a prestazioni tipiche dell’avvocato, determinanti per 
l’inchiesta, devono essere versate agli atti nel modo già descritto. La I Corte 
dei reclami penali del Tribunale penale federale, nel rispetto del potere di 
apprezzamento riconosciutole dall’Alta Corte (v. sentenza 1B_288/2007 del 
30 settembre 2008, consid. 3 e 4), si è limitata ad anonimizzare unicamente i 
documenti che rientrano chiaramente e di primo acchito (prima facie) 
nell’attività tipica dell’avvocato e del notaio.  
 
S399: esso contiene centinaia di copie di note di onorario relative a presta-

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zioni effettuate prima del 31 dicembre 1998, ma incassate posteriormente, 
nonché una mappetta contenente delle bozze di listati inerenti le suddette 
note. Il Tribunale federale ha affermato che il versamento agli atti della sola 
tabella riassuntiva degli incassi non permette di verificare con cognizione di 
causa i redditi effettivi degli indagati, di modo che tutti i documenti devono 
essere versati agli atti, di massima in forma non anonimizzata. La I Corte dei 
reclami penali del Tribunale penale federale, nel rispetto del potere di ap-
prezzamento riconosciutole dall’Alta Corte (v. sentenza 1B_288/2007 del 
30 settembre 2008, consid. 3 e 4), si è limitata ad anonimizzare unicamente i 
dati delle tabelle riassuntive inerenti prestazioni che rientrano chiaramente e 
di primo acchito (prima facie) nell’attività tipica dell’avvocato e del notaio. Le 
bozze dei listati sono invece restituite agli indagati.  
 
S408: esso contiene il libro di cassa e svariate decine di pezze giustificative 
di esborsi contabilizzati durante il 2001. Il Tribunale federale, ricordato che il 
mero criterio quantitativo non è determinante, ritenuta la decadenza di mas-
sima del segreto professionale e considerato che l’interesse di tali documenti 
per l’inchiesta non è del tutto escluso e che spetta alla ricorrente esprimersi 
sull’ammissibilità o meno delle citate deduzioni, ha ritenuto che anche tali 
documenti devono essere versati agli atti. Agendo nel rispetto del potere di 
apprezzamento riconosciutole dall’Alta Corte, la scrivente autorità ha proce-
duto ad una minuziosa e dettagliata verifica della documentazione in ogget-
to. Per quanto attiene il libro di cassa ciò ha permesso di constatare come in 
esso figurino un numero rilevante di registrazioni per le quali gli indagati non 
hanno operato alcuna distinzione tra i documenti concernenti le attività tipi-
che dell’avvocato e quelle estranee. Alla luce di quanto esposto, nonché 
dell’unione nella medesima persona delle funzioni di amministratore e di av-
vocato ed il coinvolgimento dei legali nell’inchiesta, la suddetta distinzione 
non può essere operata in maniera chiara, a maggior ragione visto che, di 
massima, non si è più in presenza di un segreto professionale tutelabile. 
L’interesse pubblico a perseguire le gravi e sospettate infrazioni prevale sulla 
tutela del segreto professionale. Per quanto concerne le pezze giustificative, 
esse si riferiscono ad esborsi che non hanno nessuna relazione con 
l’esercizio dell’attività sottoposta al segreto professionale. L’integralità della 
documentazione dell’incarto in oggetto è pertanto versata agli atti 
dell’inchiesta. Si rammenta che, ad ogni modo, l’utilizzo o la trasmissione a 
terzi, per altre procedure, di eventuali documenti o informazioni concernenti 
clienti degli indagati è proibito in assenza di un’espressa autorizzazione rila-
sciata dalla scrivente autorità.  
 
S410/411: essi contengono centinaia di fotocopie di note di onorario incassa-
te nel 2001. Il Tribunale federale ha ritenuto che, per i motivi già esposti, pu-
re questi documenti, utili all’inchiesta, devono essere versati agli atti. La 
I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, nel rispetto del pote-

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re di apprezzamento riconosciutole dall’Alta Corte (v. sentenza 1B_288/2007 
del 30 settembre 2008, consid. 3 e 4), si è limitata ad anonimizzare unica-
mente i documenti che rientrano chiaramente e di primo acchito (prima facie) 
nell’attività tipica dell’avvocato e del notaio.  
 
S414 e 417 (parziale): essi contengono estratti e avvisi di addebito e di ac-
credito relativi ai conti 2 e 1 per il 2001 e l’estratto di un conto deposito. Il 
Tribunale federale ha ripreso le conclusioni espresse in merito agli incarti 
precedenti. La I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, nel ri-
spetto del potere di apprezzamento riconosciutole dall’Alta Corte 
(v. sentenza 1B_288/2007 del 30 settembre 2008, consid. 3 e 4), si è limitata 
ad anonimizzare unicamente i documenti che rientrano chiaramente e di 
primo acchito (prima facie) nell’attività tipica dell’avvocato e del notaio.  
 
S419: esso contiene bilanci e conti economici per il 2001. Il Tribunale federa-
le ribadisce che decisiva non è la questione di sapere se gli atti litigiosi con-
tengano nomi che eventualmente devono essere anonimizzati se del caso 
con un lavoro considerevole. Anche questi documenti, utili all’inchiesta, de-
vono essere versati agli atti. Agendo nel rispetto del potere di apprezzamen-
to riconosciutole dall’Alta Corte, la scrivente autorità ha proceduto ad una 
minuziosa e dettagliata verifica della documentazione in oggetto. Ciò ha 
permesso di constatare come, nella stragrande maggioranza, essa sia costi-
tuita da listati molto voluminosi nei quali figurano tutte le operazioni relative 
alle diverse voci contabili e in cui gli indagati non hanno operato alcuna di-
stinzione tra i documenti concernenti le attività tipiche dell’avvocato e quelle 
estranee. Alla luce di quanto esposto, nonché dell’unione nella medesima 
persona delle funzioni di amministratore e di avvocato ed il coinvolgimento 
dei legali nell’inchiesta, la suddetta distinzione non può essere operata in 
maniera chiara, a maggior ragione visto che, di massima, non si è più in pre-
senza di un segreto professionale tutelabile. L’interesse pubblico a persegui-
re le gravi e sospettate infrazioni prevale sulla tutela del segreto professiona-
le. L’integralità della documentazione dell’incarto in oggetto è pertanto versa-
ta agli atti dell’inchiesta; spetterà poi all’AFC esaminare tutti i documenti per 
verificare se, effettivamente, i conti dello studio legale sono completi riguardo 
ai redditi conseguiti e a quelli dichiarati. Si rammenta che, ad ogni modo, 
l’utilizzo o la trasmissione a terzi, per altre procedure, di eventuali documenti 
o informazioni concernenti clienti degli indagati è proibito in assenza di 
un’espressa autorizzazione rilasciata dalla scrivente autorità.  
 
S421: sotto “note portate a perdita” figurano due fatture per un totale di 
Fr. 1'472.35 concernenti prestazioni tipiche dell’avvocato. Nelle rubrica “note 
incassate 2002” l’incarto si compone di svariate centinaia di copie di note di 
onorario. Il Tribunale federale ha ripreso le conclusioni espresse in merito 
agli incarti precedenti e, ritenuta la manifesta utilità di questi documenti per 

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l’inchiesta, ne ha chiesto il versamento agli atti, di massima in forma non 
anonimizzata. La I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, nel 
rispetto del potere di apprezzamento riconosciutole dall’Alta Corte (v. sen-
tenza 1B_288/2007 del 30 settembre 2008, consid. 3 e 4), si è limitata ad 
anonimizzare unicamente i documenti che rientrano chiaramente e di primo 
acchito (prima facie) nell’attività tipica dell’avvocato e del notaio.  
 

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Per questi motivi, la I Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. I seguenti incarti devono essere versati agli atti, in parte in forma anonimiz-
zata, ai sensi del considerando 4: S10, S11, S12, S21 (parziale), S25, S27, 
S29, S94, S95, S399, S408, S410, S411, S414, S417 (parziale), S419, 
S421. 

2. Le bozze dei listati contenute nell’incarto S399 sono restituite agli indagati. 

3. L’utilizzo o la trasmissione a terzi, per altre procedure, di documenti o infor-
mazioni concernenti clienti degli indagati provenienti dagli atti di cui al pun-
to 1 del presente dispositivo è proibito in assenza di nuove decisioni da parte 
della I Corte dei reclami penali. 

4. Le spese giudiziarie e le indennità per spese ripetibili del presente giudizio 
saranno fissate mediante decisione ulteriore. 

 
 
Bellinzona, il 19 agosto 2009 
 
 
In nome della I Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Amministrazione federale delle contribuzioni 
- Avv. Mario Postizzi e Goran Mazzucchelli 

 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni della I Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30 
giorni dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (artt. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale del 
17 giugno 2005 sul Tribunale federale; LTF). La procedura è retta dagli art. 90 ss LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).