# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 61d5f8a7-8f08-513a-9730-efd4c0b861ef
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-09-08
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Sonstige Kammern 08.09.2005 PZ 2005 141
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_999_PZ-2005-141_2005-09-08.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Tribunale cantonale dei Grigioni
Dretgira chantunala dal Grischun

___________________________________________________________________________________________________

Rif.: Coira, 08 settembre 2005 Comunicata per iscritto il: 
PZ 05 141

Ordinanza
Presidenza del Tribunale cantonale

Presidenza Vicepresidente Schlenker
Attuario Crameri

——————

Visto il ricorso 

di Z., opponente all'istanza e ricorrente, rappresentato dall’avv. lic. iur. Ursula Im-
berti, presso studio legale avv. Fabrizio Keller, Palazzo Polti, 6537 Grono,

contro

la sentenza del Presidente del Tribunale distrettuale Moesa del 10 giugno 2005, 
comunicata il 10 giugno 2005, in re X., istante e opponente al ricorso, rappresentata 
dall’avv. lic. iur. Roberto A. Keller, Casa la Grida, 6535 Roveredo, contro l’oppo-
nente all'istanza e il ricorrente,

concernente misure a protezione dell'unione coniugale,

è risultato:

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A. X., nata il 19 agosto 1972, e Z., nato il 4 luglio 1968, si sono uniti in 
matrimonio il 10 marzo 1995 a A.. Dalla loro unione è nato il 12 dicembre 1997 il 
figlio B..

B. Turbatisi i rapporti coniugali, le parti si sono separate. In data 16 luglio 
2003 esse hanno concluso una convenzione sulle conseguenze accessorie della 
vita separata. Essa è del seguente tenore:

“1. Le premesse sono parte integrante della presente convenzione.

2. Le parti si autorizzano reciprocamente a vivere separate a tempo 
indeterminato.

La moglie potrà mantenere a sue spese l’appartamento coniugale, 
mentre il marito ha già costituito dimora separata. Quest’ultimo potrà 
prelevare tutti i suoi effetti personali dall’abitazione coniugale e, con 
l’accordo della moglie, asportare il necessario per arredare la sua nuova 
sistemazione. La locazione del garage va a carico del marito a far tempo 
dall’01.07.2003.

3. Il figlio B. viene affidato alla madre. L’autorità parentale verrà, come 
sinora, esercitata in comune dai genitori.

3.1 Il padre potrà esercitare il più ampio diritto di visita, sulle cui 
modalità le parti si intenderanno liberamente, avuto però massimo 
riguardo del bene e dell’interesse del figlio.

In caso di mancato accordo, vale il seguente regime minimo:

• Ogni due settimane, dal venerdì alle ore 18.00 alla domenica 
alle ore 19.00

• Ogni mercoledì della settimana in cui il figlio non è con il padre 
sul fine settimana, dalle ore 18.00 alle ore 20.30.

• Due settimane consecutive durante le vacanze estive. Il padre 
notificherà alla madre con almeno tre mesi di anticipo la data 
esatta.

• A Natale e Pasqua, alternativamente, durante almeno 4 
(quattro) giorni, festività compresa. Il Natale 2003 il figlio lo 
passerà con la madre.

Il figlio va preso in consegna e riportato al domicilio della madre.

3.2 A valere quale contributo alimentare per il figlio, il padre verserà 
nelle mani della madre, mensilmente e prenumerando, entro il 5 
(cinque) di ogni mese, la prima volta per il 05.07.2003, l’importo di 
fr. 850.00 (franchi ottocentocinquanta), assegni per il figlio 
compresi.

4. A valere quale contributo alimentare per la moglie, il marito le versa, 
mensilmente e prenumerando, entro il 5 (cinque) di ogni mese, la prima 
volta per il 05.07.2003, l’importo di di fr. 1'150.00 (franchi 
millecentocinquanta).

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5. Le parti pattuiscono la separazione dei beni. Al fine di attualizzare il 
nuovo regime, le parti stabiliscono quanto segue:

5.1 La vettura C. resta di proprietà del marito.

5.2 La vettura D., di proprietà della moglie, viene ceduta al marito per 
l’importo di fr. 500.00 (franchi cinquecento) che egli versa entro e 
non oltre il 31.07.2003.

5.3 I debiti fiscali ancora in essere vengono ripartiti tra le parti in 
ragione della metà ciascuno. A partire dall’01.01.2003 si chiederà 
la tassazione separata.

5.4 Per il resto, le parti si danno reciprocamente atto di avere liquidato 
ogni e qualsiasi altra pretesa di dare e avere e di nulla più vantare 
l’una nei confronti dell’altra per lo scioglimento del regime 
matrimoniale.

6. Le spese di causa vengono assunte dalle parti in ragione della metà 
ciascuno. Compensate le ripetibili.

7. La presente convenzione entra in vigore con la relativa sottoscrizione. 
Essa regola, quale assetto provvisionale, le relazioni delle parti già nelle 
more della causa. Nel merito verrà sottoposta al giudice per 
omologazione.”

C. Con istanza del 29 agosto 2003 X. ha chiesto al Presidente del 
Tribunale distrettuale Moesa di prendere le seguenti misure a protezione dell’unione 
coniugale:

“1. Le parti sono autorizzate a vivere separate.

2. È omologata la convenzione sulle conseguenze accessorie della vita 
separata stipulata dalle parti in data 16.07.2003.

3. Le spese vengono assunte dalle parti metà ciascuno, compensate le 
ripetibili.”

Dopo che su richiesta delle parti la procedura era stata sospesa per un anno, 
con risposta del 1° settembre 2004 Z. ha postulato:

“1. La domanda no. 1 dell’istanza 29 agosto/1. settembre 2003 è accolta.

2. La domanda no. 2 dell’istanza 29 agosto/1. settembre 2003 è respinta.
La vita separata dei coniugi X. ed Z. va regolata dal giudice ai sensi degli 
art. 175 seg. CCS.

2.1 Il figlio B. viene affidato alla madre. L’autorità parentale verrà esercitata 
in comune dai genitori. Il padre avrà facoltà di esercitare il diritto di visita, 
che potrà essere concordato direttamente dalle parti, fermo restando 
che in caso di disaccordo vale la seguente regolamentazione:
- ogni due settimane, dal venerdì alle ore 18.00 alla domenica alle ore 

19.00;
- due settimane consecutive durante le vacanze estive;
- a Natale e Pasqua, alternativamente, una settimana.

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2.2 Il marito deve versare alla moglie, anticipatamente ed entro il quinto 
giorno del mese, a titolo di contributo alimentare per il figlio B., l’importo 
mensile di fr. 850.00 (assegni familiari compresi).

2.3 In favore della moglie il marito non deve versare alcun contributo 
alimentare.

3. La domanda no. 3 dell’istanza 29 agosto/1. settembre 2003 è accolta.”

D. A partire dal mese di luglio 2004 il marito versava alla moglie ad al 
figlio quale contributo alimentare unicamente l’importo di fr. 1'000.--, anziché di fr. 
2'000.-- come era stato pattuito colla convenzione del 16 luglio 2003. Di 
conseguenza su richiesta della moglie, il Presidente del Tribunale distrettuale, con 
decreto provvisionale del 21 ottobre 2004, ha obbligato il marito a corrispondere 
mensilmente ed anticipatamente, la prima volta per il mese di ottobre 2004, un 
contributo alimentare di fr. 748.-- per il figlio, comprensivo degli assegni familiari, e 
di fr. 1'011.-- per la moglie.

E. Con sentenza del 10 giugno 2005, comunicata lo stesso giorno, il 
Presidente del Tribunale distrettuale ha giudicato:

“1. L’istanza 29 agosto 2003 di misure a protezione dell’unione coniugale è 
accolta.

Di conseguenza la convenzione 16 luglio 2003 sulle conseguenze 
accessorie della vita separata è omologata.

2. È nominato in favore del minore B. un curatore educativo giusta l’art. 
308 CC ai sensi dei considerandi. L’Autorità tutoria del Circolo di A. 
provvederà a formalizzare al più presto detta nomina, dandone 
comunicazione al Presidente del Tribunale distrettuale Moesa.

3. La tassa di giustizia di fr. 1'400.--, di scritturazione di fr. 555.--, le spese 
diverse di fr. 271.-- e i costi per l’ascolto del figlio di fr. 600.--, per 
complessivi fr. 2'826.--, sono a carico delle parti in ragione di ½ 
ciascuna, e per l’istante, al beneficio dell’assistenza giudiziaria, a carico 
del Comune di A.. Le ripetibili sono compensate.

4. (Comunicazione).”

F. In data 4 luglio 2005 Z. ha impugnato questo giudizio con ricorso alla 
Presidenza del Tribunale cantonale dei Grigioni ed ha chiesto:

“A. In via superprovvisionale inaudita altera parte

L’istanza supercautelare è accolta.

Di conseguenza il decreto superprovvisionale 21 ottobre 2004, con il 
quale il Presidente del Tribunale distrettuale ha stabilito che Z. deve 
versare a X. fr. 1'759.00 al mese, è annullato.

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Il signor Z. è obbligato provvisoriamente a versare mensilmente alla 
signora X., a titolo di contributi alimentari in favore del figlio B., l’importo 
di fr. 737.00 (assegni familiari compresi).

B. In via principale

1. Al ricorso è concesso l’effetto sospensivo.

Di conseguenza il signor Z. è obbligato a versare mensilmente alla 
signora X. anzichè l’importo di fr. 2'000.00 (come stabilito nella sentenza 
impugnata), fr. 737.00 mensili a titolo di contributi alimentari per il figlio 
B..

2. Il ricorso è accolto.

Di conseguenza il punto 1 della sentenza impugnata è riformato come 
segue:

L’istanza 29 agosto 2003 di misure a protezione dell’unione coniugale è 
parzialmente accolta, e più precisamente:

a) Le parti sono autorizzate a vivere separate.

b) La convenzione sulle conseguenze accessorie della vita separata 
del 16 luglio 2003 non è omologata. Di conseguenza la vita 
separata dei coniugi X. ed Z. va regolata dal giudice ai sensi degli 
art. 175 segg. CC.

b1) Il figlio B. viene affidato alla madre. L’autorità parentale verrà 
esercitata in comune dai genitori. Il padre avrà facoltà di esercitare 
il diritto di visita, che potrà essere concordato direttamente dalle 
parti, fermo restando che in caso di disaccordo vale la seguente 
regolamentazione:
- ogni due settimane, dal venerdì alle ore 18.00 alla domenica alle 

ore 19.00;
- due settimane consecutive durante le vacanze estive;
- a Natale e Pasqua, alternativamente, una settimana.

b2) Il marito deve versare alla moglie, anticipatamente ed entro il quinto 
giorno del mese, a titolo di contributo alimentare per il figlio B., fr. 
737.00 mensili (assegni familiari compresi).
Ci si riserva la facoltà di modificare l’importo una volta conclusa 
l’istruttoria.

b3) In favore della moglie il marito non deve versare alcun contributo 
alimentare.

3. ……..

4. Protestate spese, tasse e ripetibili.”.

Con risposta del 28 luglio 2005 X. ha postulato:

“1. L’istanza supercautelare è respinta.

2. Per quanto ammissibile, il ricorso è integralmente respinto e l’impugna-
ta sentenza 10 giugno 2005 della Presidenza del Tribunale distrettuale 
Moesa integralmente confermata.

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3. Con protesta di spese, tasse e ripetibili.”

Dei motivi posti a fondamento dell’impugnata sentenza e degli scritti 
processuali si dirà, in quanto necessario, nei considerandi.

G. Con ordinanze del 24 agosto 2005, comunicate il 26 agosto 2005, ad 
ambedue le parti è stata concessa l’assistenza giudiziaria gratuita ai sensi dell’art. 
45 cpv. 1/46 CPC per la procedura di ricorso. Quali patrocinatori legali sono stati 
nominati l’avv. lic. iur. Ursula Imberti (al ricorrente) e l’avv. lic. iur. Roberto A. Keller 
(all’opponente al ricorso). 

La Presidenza del Tribunale cantonale considera :

1. Dichiarato con proposte formulate il 4 luglio 2005 contro la sentenza 
del Presidente del Tribunale del Distretto Moesa del 10 giugno 2005, comunicata lo 
stesso giorno, e debitamente motivato, il ricorso adempie i requisiti formali giusta 
l’art. 12 cpv. 1 LICC. Di conseguenza è ricevibile in ordine.

2. a) Z. ha anzitutto chiesto che il decreto superprovvisionale del 21 ottobre 
2004 sia annullato e che egli sia provvisoriamente obbligato a versare a X., a titolo 
di contributo alimentare in favore del figlio B., l’importo di fr. 737.-- (assegni familiari 
compresi).

b) Misure a protezione dell’unione coniugale ai sensi dell’art. 176 CC 
devono essere prese, per il loro scopo, in una procedura indipendente, accelerata 
e a costi contenuti senza particolari formalità. Esse sono quindi emanate in una 
procedura sommaria e con riguardo alle prove sottostanno a delle limitazioni (cfr. 
art. 10 LICC). Misure a protezione dell’unione coniugale hanno carattere provvisorio 
e possono sempre essere modificate, se le relative premesse sono date (cfr. art. 
179 CC). Decisioni concludenti la causa del presidente del tribunale distrettuale 
possono essere impugnate entro 20 giorni con ricorso al Presidente del Tribunale 
cantonale (art. 12 LICC).

Misure provvisionali ai sensi dell’art. 52 CPC servono alla tutela giuridica 
provvisoria prima che sia deciso nel merito. Esse rimangono in vigore sino alla 
decisione di merito, sono da questa sostituite, non hanno carattere indipendente, 
sono di natura provvisoria, possono essere modificate in qualsiasi momento e sono 
pure emanate in una procedura sommaria. Quali decisioni non concludenti la causa, 

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le misure provvisionali possono esser impugnate mediante ricorso contro decreti 
presidenziali ai sensi dell’art. 237 CPC (PTC 1997 no. 15). Suscettibili di ricorso 
sono le misure provvisionali unicamente se sono state emanate dal giudice nella 
sua qualità di presidente del tribunale e non di giudice unico. Dato che il giudice per 
la protezione dell’unione coniugale è un giudice unico, le misure provvisionali da lui 
emanate non sono impugnabili con ricorso contro decreti presidenziali (cfr. anche 
PTC 1990 no. 51).

c) Dato che tra la procedura per la protezione dell’unione coniugale e 
quella d’adozione di misure provvisionali dal punto di vista processuale non c’è 
differenza ed anche lo scopo delle due procedure è lo stesso, per il rilascio di misure 
provvisionali nell’ambito della procedura per la protezione dell’unione coniugale v’è 
poco spazio. Ciò che potrebbe essere ordinato quale misura provvisoria, può 
ugualmente essere deciso dal giudice per la protezione dell’unione coniugale 
nell’ambito della procedura principale (cfr. Bräm/Hasenböhler, Kommentar zum 
Schweizerischen Zivilgesetzbuch, Teilband II 1c, 1997, n. 19 all’art. 180 CC). Al-
meno quando il giudice non fa dipendere l’effetto delle misure provvisorie dall’esito 
della procedura principale - quindi dalle misure che vengono rilasciate più tardi - e 
le condizioni sono regolate solo temporaneamente, ma per questo lasso di tempo 
definitivamente e di conseguenza si ha una decisione concludente la causa, non si 
giustifica fare una distinzione tra le misure provvisorie ai sensi dell’art. 52 cpv. 2 
CPC e quelle a protezione dell’unione coniugale giusta l’art. 176 CC. In altri termini 
le misure provvisorie hanno un’importanza autonoma unicamente se non hanno ef-
fetto definitivo ed è riservata la correzione delle stesse nell’ambito della decisione 
principale. Tali sono le misure superprovvisionali, vale a dire le misure provvisorie 
temporanee ai sensi dell’art. 52 cpv. 3 CPC. Queste misure, che possono essere 
rilasciate anche senza aver udito la controparte, sono giustificate in caso d’urgenza, 
se è reso verosimile che altrimenti una delle parti rischia un danno non facilmente 
riparabile (art. 52 cpv. 2 e 3 CPC). Le misure superprovvisionali sono rilasciate per 
un lasso di tempo breve e se devono essere mantenute è deciso ancora una volta 
dopo l’emanazione delle stesse. Così il giudice ha la possibilità di prendere i neces-
sari provvedimenti a tutela delle controverse pretese dopo un primo non approfon-
dito esame della situazione di fatto e di diritto. 

Quanto esposto vale anche con riguardo alla questione dell’impugnabilità 
delle decisioni emanate dal giudice per la protezione dell’unione coniugale. Ha la 
decisione provvisionale l’effetto di una decisione principale definitiva ai sensi dell’art. 
176 CC, essa può essere impugnata con ricorso ai sensi dell’art. 12 LICC. Se ciò 

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non è il caso, rispettivamente se la situazione è regolarizzata definitivamente 
nell’ambito della procedura principale ed ha effetto retroattivo per il tempo in cui 
erano in vigore le misure provvisionali, questo rimedio legale è escluso.

d) Il ricorrente cade invero in palese errore ritenendo che il decreto 
superprovvisionale del Presidente del Tribunale distrettuale del 21 ottobre 2004 sia 
suscettibile di ricorso. Dato che le misure superprovvisionali prese nel corso della 
procedura sono state sostituite dalle misure disposte colla sentenza del 10 giugno 
2005, il decreto superprovvisionale è stato da questa abolito e non può quindi 
essere oggetto d’impugnazione.

3. a) Il ricorrente chiede che la convenzione sulle conseguenze accessorie 
della vita separata del 16 luglio 2003 non sia omologata. 

b) Le misure adottate in base ad una convenzione devono essere 
modificate dal giudice, non solo ove siano mutate in maniera rilevante e duratura le 
circostanze considerate al momento della stipulazione della convenzione, ma anche 
quando le previsioni formulate in base alla situazione di quel momento non si siano 
avverate. Nel concreto caso le parti si sono riservate una pausa di riflessione con 
l’intento di ridiscutere la loro situazione e possibilmente riprendere la vita coniugale. 
A questo scopo esse hanno regolato provvisoriamente le loro relazioni (vedi le 
premesse e la cifra 7 della convenzione). Dato che la convenzione aveva carattere 
provvisorio e le previsioni formulate al momento che i coniugi l’hanno stipulata non 
si sono avverate, il Presidente del Tribunale distrettuale non poteva semplicemente 
approvarla, ma doveva lui stesso regolarizzare la vita separata delle parti, 
l’affidamento del figlio B., l’esercizio dell’autorità parentale da parte dei genitori, i 
contributi alimentari e il diritto di visita del padre.

c) Per l’approvazione dei pattuiti contributi alimentari il giudice 
precedente ha tenuto conto di un reddito netto mensile del marito di fr. 4'818.-- e 
della moglie di fr. 800.--. Il reddito del marito non è oggetto di ricorso. Il ricorrente 
contesta il reddito della moglie, sostenendo che dal mese di aprile 2005 sarebbe di 
fr. 3'200.--.

Che la moglie dal mese di aprile 2005 conseguisca un reddito netto di fr. 
3'200.-- al mese non è per niente documentato e sta in aperto contrasto colla 
dichiarazione del suo datore di lavoro, secondo cui essa dal 1° settembre 2004 al 
30 aprile 2005 ha percepito uno stipendio netto di fr. 6'400.--, quindi in media di fr. 
800.-- al mese. Oltracciò dev’essere rilevato che la moglie non può essere tenuta a 

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svolgere un’attività a tempo pieno. Per costante dottrina e giurisprudenza la cura 
dei bambini dopo il divorzio non è unicamente un contributo - del genitore affidatario 
- al loro mantenimento, ma di massima per lui anche un impedimento alla ripresa 
dell’indipendenza economica. Questo modo di considerazione ha avuto per conse-
guenza che il Tribunale federale non s’è scostato dalla sua giurisprudenza secondo 
cui il contributo alimentare al genitore che cura i bambini dev’essere corrisposto fino 
che il bambino più giovane ha compiuto i 16 anni. Da questo momento il genitore è 
da reputare completamente abile all’attività lucrativa. Questa giurisprudenza non 
voleva escludere ulteriori differenziazioni, che devono essere fatte, poichè non tutti 
i bambini d’età inferiore ai sedici anni hanno permanentemente bisogno del geni-
tore. Il genitore affidatario può quindi essere tenuto a svolgere un’attività lucrativa, 
tuttavia solo a tempo parziale, se il bambino più giovane ha compiuto i 10 anni (Sut-
ter/Freiburghaus, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, Zürich 1999, n. 21 seg. 
all’art. 125 CC; Hausheer/Spycher, Unterhalt nach neuem Scheidungsrecht, Ergän-
zungsband zum Handbuch des Unterhaltsrechtes, Bern 2001, n. 05.64; DTF 129 III 
257, 115 II 6 cons. 3c, 114 II 303 cons. d, 111 II 305, 109 II 286 cons. 5b). Nel caso 
in rassegna il figlio B., che è stato affidato alla madre per la cura, ha 7 anni. Per 
invalsa dottrina e giurisprudenza, secondo cui un’attività lucrativa a tempo parziale 
può essere esatta unicamente dal genitore con un bambino che ha compiuto i 10 
anni d’età, la madre non può essere tenuta a lavorare fuori casa. Se essa cionono-
stante va a lavorare a tempo pieno, come pretende il ricorrente, il reddito da lei 
conseguito le deve essere imputato.

d) Il ricorrente fa valere che nel suo fabbisogno devono essere inseriti fr. 
1'000.--, invece di fr. 600.-- per il canone di locazione dell’appartamento, fr. 107.45 
al posto di fr. 53.75 per l’assicurazione responsabilità civile auto, fr. 54.60 anzichè 
fr. 27.30 per l’imposta di circolazione, inoltre fr. 50.-- per la pigione del parcheggio 
e fr. 597.75 per il debito da un contratto di prestito.

Il 1° settembre 2004 il ricorrente ha locato un appartamento a Castione/TI, la 
cui pigione mensile ammonta a fr. 1'000.-- (atto 3.6). È quindi questo importo che 
deve essere inserito nel fabbisogno del marito. Quanto alle spese connesse alla 
vettura va rilevato che secondo la cifra II 4d delle Direttive per il calcolo del minimo 
d’esistenza se il veicolo è impignorabile, poichè è assolutamente indispensabile per 
raggiungere il posto di lavoro, nel fabbisogno, quale supplemento all’importo base 
mensile, va tenuto conto delle spese fisse e di funzionamento, escluso l’ammorta-
mento. Tuttavia l’importo complessivo di queste spese non può essere considerato, 
poiché l’automobile non è utilizzata unicamente per raggiungere il posto di lavoro, 

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ma anche per altri scopi. Va quindi tenuto conto unicamente di quella parte delle 
spese, che concerne l’impiego dell’autovettura per recarsi dal domicilio al posto di 
lavoro e viceversa. Ora, in concreto, a tal proposito gli atti non contengono il minimo 
cenno. In mancanza di esatte indicazioni in che misura il ricorrente utilizza l’auto-
mobile per raggiungere il posto di lavoro e in che misura per altri scopi, il giudice 
precedente ha inserito nel fabbisogno la metà delle spese, ciò che non può essere 
criticato dal momento che la vettura è manifestamente utilizzata anche per trascor-
rere il tempo libero. L’inserimento degli importi di fr 53.75 e fr. 27.30 appare quindi 
corretto. Inserite nel fabbisogno, poiché sono delle spese fisse per l’automobile, de-
vono poi anche essere quelle per il parcheggio. Anche queste spese possono es-
sere considerate unicamente nella misura della metà, ossia di fr. 25.-- (atto 3.6).

e) Nel fabbisogno del marito è stato inserito l’importo di fr. 300.--d’impo-
ste. Con contratto del 12 maggio 2005 il Credit Suisse ha concesso al ricorrente un 
prestito di fr. 28'692.--, rimborsabile in 48 rate mensili di fr. 597.75 (atto 01.3). Il 
ricorrente pretende che anche questo importo deve essere inserito nel suo fabbiso-
gno.

L’inserimento nel fabbisogno dei debiti è un tema sempre controverso. Nu-
merosi nuclei familiari sono infatti fortemente indebitati e l’acquisto di autoveicoli, 
elettrodomestici e vacanze a credito, senza parlare del leasing, incide in modo rile-
vante sulle contabilità domestiche. Investimenti e spese che erano compatibili con 
gli oneri di un’economia domestica diventano pesi intollerabili se con lo stesso red-
dito si deve provvedere ai bisogni di due economie domestiche. La lite, sovente, 
verte non tanto sulla ripartizione dell’eccedenza, quanto sulla ripartizione dei debiti. 
Per prassi costante i debiti non possono essere inseriti nel fabbisogno di uno dei 
coniugi se non è almeno garantito il fabbisogno minimo della famiglia. Il minimo 
d’esistenza è intoccabile (DTF 127 III 71). In presenza di ristrettezze economiche le 
imposte non sono prese in considerazione (DTF 126 III 353). Nel novero dei debiti 
computabili nel fabbisogno dell’uno o dell’atro coniuge rientrano ad esempio quelli 
contratti di comune accordo durante la vita in comune e quelli necessari per l’attività 
professionale. Non sono invece da inserire nel fabbisogno quelli contratti dopo la 
cessazione della vita in comune o nell’interesse di uno solo dei coniugi (Rep. 1994 
pag. 144; FamPra 4/2001, no.102; Pra 8/2001, no. 134). 

Nell’evenienza concreta ai redditi mensili dei coniugi dell’importo di fr. 5'618.-
- (fr. 4'818.-- e fr. 800.--) devono essere opposti i fabbisogni di fr. 2’823.-- del marito 
(importo base del minimo vitale fr. 1'100.--, pigione fr. 1'000.--, spese accessorie fr. 

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100.--, premio cassa malati fr.276.90, assicurazione responsabilità civile auto fr. 
53.75, imposta di circolazione fr. 27.30, parcheggio fr. 25.--, pasti fuori casa fr. 240.--
) e di fr. 3’209.-- della moglie (importo base del minimo vitale fr. 1'250.--, pigione 
1'150.--, spese accessorie 100.--, premio cassa malati 276.20, importo base per il 
mantenimento del figlio fr. 350.--, premio cassa malati per il figlio fr. 82.50). A meno 
che la moglie conseguisca lo stipendio preteso dal ricorrente, i redditi non garanti-
scono il fabbisogno minimo della famiglia, per cui già per questo motivo è dubbio 
che i debiti possano essere considerati. A ciò s’aggiunge che non è dato di sapere 
per quale scopo sia stato contratto il prestito. Dirimpetto ad uno stipendio di fr. 
4'818.-- ed a un fabbisogno di fr. 2’823.--, quindi ad un importo a disposizione di fr. 
1'995.--, non può esser preteso che il ricorrente si trovi in una situazione finanziaria 
critica ed abbia contratto il prestito per sopperire ai bisogni della famiglia.

f) Colla convenzione del 16 luglio 2003 le parti hanno regolarizzato il di-
ritto di visita del ricorrente nel seguente modo:

“Ogni due settimane, dal venerdì alle ore 18.00 alla domenica alle ore 
19.00.

Ogni mercoledì della settimana in cui il figlio non è con il padre sul 
fine settimana, dalle ore 18.00 alle ore 20.30.

Due settimane consecutive durante le vacanze estive. Il padre 
notificherà alla madre con almeno tre mesi di anticipo la data esatta.

A Natale e Pasqua, alternativamente, durante almeno 4 (quattro) 
giorni, festività compresa. Il Natale 2003 il figlio lo passerà con la 
madre”.

Il ricorrente postula ora la seguente regolamentazione:

“Ogni due settimane, dal venerdì alle ore 18.00 alla domenica alle ore 
19.00;

Due settimane consecutive durante le vacanze estive;

A Natale e Pasqua, alternativamente, una settimana.”

Ai sensi dell’art. 273 CC i genitori che non sono detentori dell’autorità 
parentale o della custodia nonché il figlio minorenne hanno reciprocamente il diritto 
di conservare le relazioni personali indicate dalle circostanze. Se l’esercizio o il 
mancato esercizio delle relazioni personali è pregiudizievole al figlio, oppure altri 
motivi lo esigono, l’autorità tutoria può richiamare ai loro doveri i genitori, gli affilianti 
o il figlio e dare loro istruzioni. Il padre o la madre può esigere che il suo diritto 
all’esercizio delle relazioni personali sia regolato.

12

Nella convenzione è stato convenuto un esteso diritto di visita. Col ricorso il 
ricorrente postula una modificazione dello stesso. Ora, non può esser detto che il 
modificato diritto di visita non sia compatibile con il diritto alle relazioni personali 
previsto dall'art. 273 CC ed in particolare con il bene del figlio.

4. Ne viene che il Presidente del Tribunale distrettuale dovrà 
pronunciarsi sulla sospensione della comunione domestica e sull’organizzazione 
della vita separata dei coniugi ai sensi degli art. 175 seg. CC. Di conseguenza il 
ricorso dev’essere parzialmente accolto e le cifre 1 e 3 dell’impugnata sentenza 
vanno annullate.

5. La sentenza non è esclusivamente a favore del ricorrente, segnata-
mente per ciò che concerne i contributi alimentari. Le spese della procedura di ri-
corso sono così addossate per metà al ricorrente e per metà all’opponente al ricorso 
(art. 122 cpv. 1 CPC). Con riserva del diritto di regresso conformemente all’art. 45 
cpv. 2 CPC esse sono messe in conto al Cantone dei Grigioni rispettivamente al 
Comune di A.. Le indennità a titolo di ripetibili sono compensate.

6. La decisione di merito rende priva d’oggetto la richiesta di concedere 
al ricorso l’effetto sospensivo.

13

La Presidenza del Tribunale cantonale ordina :

1. Il ricorso è parzialmente accolto, le cifre 1 e 3 dell’impugnata sentenza sono 
annullate e la causa è rinviata al Presidente del Tribunale distrettuale Moesa 
per nuova pronuncia nel senso dei considerandi.

2. Le spese della procedura di ricorso, consistenti nella tassa di giustizia di fr. 
1'000.-- ed in quella di scritturazione di fr. 195.--, quindi dell’importo totale di 
fr. 1'195.--, sono a carico delle parti in ragione della metà cadauna. Con ri-
serva del diritto di regresso conformemente all’art. 45 cpv. 2 CPC esse sono 
messe in conto al Cantone dei Grigioni, rispettivamente al Comune di A.. Le 
indennità a titolo di ripetibili sono compensate.

3. Comunicazione a:

Con dispositivo a:

__________

Per la Presidenza del Tribunale cantonale dei Grigioni 
Il Vicepresidente L'Attuario