# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 536a7eb8-a91a-562f-861b-17f6e0b42c39
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.10.2005 32.2005.49
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-49_2005-10-11.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.49

   

  BS/ss

  	
  Lugano

  11 ottobre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 aprile 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 29 marzo
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                1.1   RI 1, classe
1977, di formazione verniciatore di automobili, all’inizio del 1999 ha rilevato
l’azienda agricola del padre diventando agricoltore indipendente.

Prima di questa attività egli lavorava al 50% quale autista presso la ditta __________
di __________, per il resto percepiva delle indennità dall’assicurazione contro
la disoccupazione.

A seguito di una paresi facciale a sinistra d’origine posterpetica,
sopravvenuta il 15 aprile 1999, nel mese di aprile 2001 egli ha inoltrato una
domanda di prestazioni AI per adulti (doc. AI 1). 

                               1.2.   Esperiti gli
accertamenti del caso, tra cui un’inchiesta economica ed una perizia
multidisciplinare a cura del Servizio di accertamento medico dell’AI (in
seguito: SAM), con decisione

10 marzo 2004 l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni poiché:

 

"  ●  Dalla documentazione raccolta agli atti ed
in particolare

     dall'inchiesta esperita dal nostro Ispettore
presso l'azienda del signor RI 1 risulta che lo stesso prima dell'insorgenza
del danno alla salute era impiegato in misura di ca. 8.30 ore giornaliere nella
conduzione dell'azienda agricola e in misura di ca. 4.10 ore giornaliere quale
autista presso la ditta __________. Era quindi impiegato in misura del 75%
quale dipendente e in misura del 25% quale dipendente.

●   Per la quota parte agricola non vi è un'invalidità
ai sensi di legge in quanto l'assicurato continua a svolgere le normali
mansioni come in precedenza, mentre quale autista vi è un'incapacità massima
del 50%, medicalmente giustificata dai medici del SAM di Bellinzona.

●   Di seguito si riporta il calcolo effettuato
per stabilire il grado d'invalidità:

Attività                Quota
parte svolta              Limitaz. parziale            Limitaz. globale

azienda agricola                    75%                                      0%                                   0%

autista c/o __________       25%                                    50%                             12.5%

grado AI                                                                                                                     12.5%

 

●   Si osserva tuttavia che questo grado
d'invalidità è stabilito in via del tutto abbondanziale in quanto l'assicurato
dopo l'insorgenza del danno alla salute ha continuato ad incrementare
l'attività agricola raggiungendo nel 2003 addirittura 45.39 UBG,
rispettivamente una SAUha di 31.85.

●   Il grado così stabilito sarebbe quindi
sicuramente ancora inferiore, rispettivamente con 45 UBG difficilmente
l'assicurato potrebbe ancora dedicarsi ai trasporti per la ditta AWZ." (doc. AI 63)

 

      1.3.
                         Con decisione 

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso RI 1, patrocinato

dall’avv. RA 1, ha postulato il riconoscimento di una rendita per un grado d’invalidità
di almeno del 50%.

Con riferimento ai dati economici relativi all’attività agricola indipendente,
egli ha in particolare evidenziato:

"  6.     Analizzando il conto d'esercizio sotto la voce
ricavi, infatti,

   un'importante posizione è riservata alle varie forme
di sussidi, ragione per la quale non è corretto affermare, che dopo
l'insorgenza della malattia il ricorrente abbia potuto addirittura aumentare il
proprio guadagno: l'analisi e il raffronto va fatta facendo astrazione dei
sussidi percepiti in quanto relativizzano la reale capacità di guadagno del
ricorrente, per cui tenendo in conto questo aspetto il conteggio si presenta
decisamente diverso e meglio come allo specchietto qui sotto riportato:

 

	
  Ricavi

  	
  2001

  	
  2002

  	
  2003

  
	
  Prestazione
  di terzi

  	
  fr. 8'335.--

  	
  fr. 53'538.--

  	
  r. 5'336.--

  
	
  Vendita
  agnelli

  	
  fr. 25'600.--

  	
  fr. 37'738.--

  	
  fr. 22'000.-

  
	
  Vendita
  mais

  	
  fr. 24'621.--

  	
     
  Fr.19'900.--

  	
  fr. 13'100.--

  
	
  Totale

  	
  fr. 58'556.--

  	
  fr. 111'176.--

  	
  fr. 40'436.--

  

 

Giova evidenziare, che la prestazione di terzi conseguita nel 2002
riporta un importo lordo e non netto come indicato nel 2001 e nel 2003 (!).

 

In base all'estrapolazione dei dati sopra riportati emerge chiaramente,
che il 2002 è stato un anno particolare, laddove la prestazione di terzi ha
permesso al ricorrente di ottenere un ricavo importante, che però nel 2003 è
ritornato ai livelli del 2001: tale diminuzione va ricercata nella sempre più
crescente difficoltà del ricorrente di poter fornire la propria prestazione a
terzi, perché l'utilizzo del trattore oltre ai macchinari agricoli, sono
attività, che richiedono sempre più maggior concentrazione e la patologia di
cui egli soffre ne compromette la resa e la sicurezza!" (doc. I)

 

                                         Il
ricorrente ha poi fatto presente che, a seguito dell’incapacità lavorativa
nell’attività di agricoltore, deve svolgere i lavori nell’arco dell’intera
giornata, ciò che gli preclude la possibilità di esercitare anche l’attività
accessoria di autista, motivo per cui:

"  7.     (...)

Va evidenziato, che il ricorrente non potrà mai più incrementare il
proprio reddito a seguito dell'incapacità lavorativa accertata e ritenuta
permanente nell'attività di agricoltore: infatti egli, per svolgere i lavori
necessita dell'intero arco della giornata, ciò che gli preclude concretamente
la possibilità di svolgere anche l'attività di autista.

Nel raffronto dei redditi l'Ufficio AI avrebbe dovuto tener conto anche di
quello conseguito quale autista; infatti prima dell'insorgenza della malattia
egli era impiegato quale autista magazziniere presso la ditta __________ di __________
con uno stipendio mensile lordo di fr. 1'615.-- pari a fr. 20'996.-- annui
comprensivi della tredicesima.

Questo guadagno con l'insorgenza della malattia non è più stato conseguito dal
ricorrente, né può più essere conseguibile: infatti, se da una parte i medici
hanno accertato una sua limitazione nella misura del 50% appare inverosimile,
che egli possa realisticamente svolgere l'attività di autista con la patologia
di cui soffre, la quale si manifesta anche improvvisamente con eccessiva
lacrimazione e ipersonnia diurna, sintomi questi, che l'Ufficio AI ha
sottovalutato omettendo di effettuare accertamenti più approfonditi, che a ben
vedere impediscono oggettivamente al ricorrente di svolgere l'attività di
autista anche solo al 50%.

Mal si comprende come si possa affermare, che la limitazione in questa attività
sia solo del 50%, quando in questo tipo di attività si esige sempre di più
efficienza e un perfetto stato di salute, in ottica di una maggiore sicurezza
verso gli altri utenti.

Addirittura ci si chiede, se con quella patologia egli possa ottenere
l'autorizzazione da parte della Sezione della circolazione stradale per
condurre veicoli professionali, considerato che l'insorgenza della malattia è
improvvisa e imprevedibile e può manifestarsi senza preavviso quando egli è al
volante del furgone con tutte le conseguenze immaginabili." (doc. I)

 

                                         Pertanto,
egli ha concluso:

"  Considerato, che il danno alla salute non permette al
ricorrente di svolgere l'attività di autista, rispettivamente il reddito
conseguito con l'attività di agricoltore congloba i sussidi percepiti dal
Cantone, che non devono essere presi in considerazione non costituendo una
fonte di reddito diretta del ricorrente, non v'è chi non veda come egli abbia
subito una perdita economica, (raffronto esercizio 2001 e 2003) che giustifica
il riconoscimento di una rendita invalidità almeno nella misura del 50%."
(doc. I)

 

                               1.5.   Con risposta
di causa 20 maggio 2005 l’Ufficio AI ha invece chiesto la reiezione del
ricorso.

                               1.6.   Pendente
causa l’assicurato ha prodotto un certificato del suo medico curante datato 6
giugno 2005 ed il conto d’esercizio 2004 dell’azienda agricola (VII).

 

                                         Interpellata
in merito, con osservazioni 22 giugno 2005 l’amministrazione ha informato di
aver sottoposto il certificato medico al Servizio medico regionale dell’AI (in
seguito: SMR), il cui responsabile non ha reputato necessario esperire un altro
accertamento medico (IX).

 

                                         Con
scritto 24 giugno 2005 l’assicurato ha ribadito la richiesta di accertare
meglio la patologia legata all’ipersonnia diurna (XI).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1  della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H
335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B.,

H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R.,

H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA;

RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito
dell’assicurazione per l’invalidità.

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25

consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e poiché
il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di
regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal

1° gennaio 2003.

                                         A partire
dal 1° gennaio 2004 sono inoltre applicabili le nuove norme di legge introdotte
a seguito della 4a revisione della LAI.

                                         Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

                                         Va qui
fatto presente che i concetti di incapacità al lavoro, d'incapacità al
guadagno, d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione (della rendita
d'invalidità e di altre prestazioni durevoli) formulati dalla LPGA
corrispondono alle nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza nell'ambito
dell'assicurazione per l'invalidità (DTF 130 V 343).

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è sapere se l’insorgente ha diritto ad una rendita d’invalidità.

 

                               2.4.   Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI - sia nella sua versione in vigore sino
al 31 dicembre 2002 che in quella valida dal 1° gennaio 2003 in relazione con
gli artt. 7 e 8 cpv. 1 LPGA - con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. 

Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione,
sono quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità

(G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1°
gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto
ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se
sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al
50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Va
altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990 pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a
e 2b;

VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini,
op. cit., pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (DTF 128 V 30 consid. 1; SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313
consid. 3a).

                                         

                               2.5.   Va poi ricordato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti
particolarmente difficile, che la graduazione dell’invalidità avvenga,
ispirandosi al metodo specifico applicabile alla persone non esercitanti
un’attività lucrativa (art. 27 OAI), eccezionalmente secondo il metodo
straordinario. 

Capita in particolare nel caso di indipendenti, dove un calcolo
sufficientemente preciso dei redditi da porre a confronto sia escluso (Pratique
VSI 1998 p. 121; pag. 255; SVR 1996 IV

Nr. 74 p. 213ss. consid. 2b; RAMI 1996 p. 36 consid. 3b e 3c; DTF 104 V 137
consid. 2c; DTF 97 V 57; DTF 104 V 139;

DTF 105 V 154ss consid. 2a; Duc, Les assurances sociales en Suisse, Losanna
1995, p. 456).

                                         L’invalidità
è allora stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione
concreta in cui si svolge l’attività (Pratique

VSI 1999 pag. 121s; Valterio, op. cit., p. 199). Perciò
l’invalidità sarà valutata considerando le ripercussioni economiche dovute alla
riduzione del rendimento sulla situazione concreta dove si svolge l’attività
dell’assicurato divenuto invalido (DTF 105

V 151). 

                                         In tal
caso si procede a paragonare le attività svolte prima e dopo la sopravvenienza
del danno alla salute, riferendosi al metodo specifico applicato a coloro i
quali non svolgono attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI 1998 p. 122
consid. 1a). La differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo metodo
consiste nel fatto che il grado di invalidità non viene stabilito direttamente
sulla base del raffronto tra le attività. Dapprima, infatti, sulla base di tale
raffronto, si constata l’impedimento dovuto al danno, poi si valutano gli
effetti di tale impedimento sull’incapacità di guadagno (metodo straordinario;
Pratique VSI 1998 pag.123 consid. 1a; SVR 1996 IV Nr.
74 p. 213ss consid. 2b; DTF 105

V 151, 104 V 138). Una determinata limitazione della
capacità produttiva funzionale può, non deve tuttavia forzatamente, produrre
una perdita di guadagno della medesima entità (Pratique VSI 1998 pag.123
consid. 1a).

                               2.6.   Va infine
rammentato che, conformemente ad un principio generale applicabile anche nel
diritto delle assicurazioni sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di
ridurre il danno (DTF 123

V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati;
Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pag. 57, 551
e 572).In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve
intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior
modo possibile alle conseguenze della sua "invalidità", segnatamente
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una
nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze
ivi citate; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen
Sozialversicherungs-recht, tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg.). Non è quindi dato alcun diritto ad una rendita se la persona
interessata dovesse essere in grado di percepire un reddito tale da escluderne
l'erogazione (DTF 113 V 28 consid. 4a; RCC 1968 pag. 434). 

                                         Dalla
persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti
esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso
concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le sue ulteriori
circostanze personali, l'età, la situazione professionale, i legami presso il
luogo di domicilio, il mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata
dell'attività lavorativa (DTF 113 V 28 consid. 4a; cfr. pure VSI 2001 pag. 279
consid. 5a/aa e 5a/bb).

 

                               2.7.   Nell’evenienza
concreta, il ricorrente è stato peritato dal SAM. Dal referto 23 settembre 2004
(doc. AI 50) risulta che i periti, dopo aver esposto dettagliatamente
l’anamnesi e le constatazioni obiettive, hanno fatto capo a tre consultazioni specialistiche
esterne, di natura psichiatrica, neurologica e neuropsicologia.

Sulla base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno del ricorrente
presso il citato centro di accertamento, i periti hanno posto le seguenti diagnosi
invalidanti:

"  5.1      Diagnosi con influsso sulla capacità
lavorativa

 

Sindrome da
disadattamento (ICD10 F43,2), con sintomi depressivi larvati.

 

Sindrome sincinetica e
vegetativa residua di una pregressa paresi facciale periferica importante in
seguito ad un infetto virale, con

 

           - disturbo
neuropsicologico da lieve a medio;

           - st. di
fatica d'eziologia indeterminata (apparso cronologicamente soltanto

             dopo lo
sviluppo dell'infetto virale a priori erpetico della paresi facciale);

           - ipersomnia
di significato dubbio." (doc. AI 50)

 

                                         Essi
hanno valutato un’incapacità lavorativa globale del 50% nella professione di
agricoltore, autista, così come in qualsiasi altra attività lucrativa, a
partire dall’aprile 1999.

                                         Nel
complemento peritale del 23 dicembre 2003 i periti del SAM hanno in seguito
specificato che l’assicurato può lavorare un’intera giornata con varie pause,
ma con un rendimento complessivo che non supera il 50% (doc. AI 57). 

 

                               2.8.   Nel ricorso
l’assicurato sostiene che occorre accertare meglio la natura dell’ipersonnia
diurna e, pendente causa, egli ha prodotto il certificato 6 giugno 2006 del suo
medico curante,

dr. __________, del seguente tenore:

"  Come richiesto certifico che il Signor RI 1 è in mia
cura dal 16.04.99 per una paresi facciale sinistra isolata di origine
probabilmente virale con difficoltà nel chiudere completamente la palpebra
sinistra.

Inoltre presenta una lacrimazione abbondante dell'occhio sinistro (soprattutto
quando è stanco) come pure un senso di tensione alla guancia con contrazioni.

Durante le ore lavorative si sente molto stanco e fa fatica a concentrarsi.

Purtroppo malgrado tutte le cure del caso questa sintomatologia persiste e il
paziente non riesce a svolgere la sua attività lavorativa in misura completa.

Continua le cure del caso nelle prossime settimane è previsto un nuovo esame
neurologico." (doc. B1)

 

                                         Con nota
21 giugno 2005 il medico responsabile del SMR,

dr. __________, ha preso posizione in merito al succitato atto medico:

"  Mi permetto di essere estremamente riassuntivo, essendo
la documentazione medica già illustrata nella perizia SAM.

L'assicurato, descritto come generalmente sano, ha subito una lesione erpetica
con residui neurologici a livello del viso e della motricità perioculare.

La lesione residua di per sè non può giustificare un'IL, fatta eccezione per i
controlli/terapie a base di botulino. Quindi molto limitati nella durata. Da
qui si può affermare che non esiste riduzione della CL, anche se
abbondantemente ammessa dai neurologi.

Sulla base di questa patologia si è instaurato un cosiddetto disturbo da
disadattamento.

La capacità lavorativa medico-teorica è stata valutata in misura del 50% per
tutte le attività. Ora, indipendentemente dall'esigibilità o meno per la guida
di veicolo a scopo professionale (tra l'altro si può osservare che la guida per
consegna di piccolo materiale non è legata alla patente per il gruppo II -
camion, veicoli prioritari), tutte le attività che non presuppongono l'uso di
apparecchiature altamente pericolose possono essere proposte.

Dal lato medico si osserva poi che l'assicurato non è in trattamento specifico
per il disturbo della sfera psichica, che deve ancora avere una prognosi buona.
Spetta però ai curanti adoperarsi per motivare e/o instaurare le terapie
adeguate.

La valutazione del curante dr. __________ non aggiunge nulla che non sia
conosciuto.

In conclusione non si può affermare che dal lato medico non si rende necessario
un accertamento ulteriore." (doc. IX)

 

                                         Orbene,
da un attento esame della documentazione agli atti, questo TCA non può che
aderire a quanto osservato dal SMR, ossia che la certificazione del medico
curante non porta alcun elemento nuovo di valutazione.

Infatti, nell’ambito della perizia multidisciplinare l’assicurato è stato visitato
dal dr. __________, specialista in neurologia, dalla dr.ssa __________,
neuropsicologa, ed infine dal dr. __________, psichiatra.

In particolare, l’affezione legata principalmente alla paresi facciale è stata
oggetto di un approfondito esame neurologico. Vero che nel rapporto 22 agosto
2003 il dr. __________ ha indicato un’ipersomnia di origine dubbia, procurante
quasi "uno stato di fatica cronico", non spiegabile a livello
somatico (cfr. pag. 2 del referto specialistico), circostanza che non gli ha
comunque impedito di aver potuto accertare la sintomatologia neurologica
globale e valutare un’inabilità del 30% nell’attività di agricoltore ed
autista. 

L’aspetto dell’elevata stanchezza, la diminuita resistenza mentale, nonché il
globale rallentamento ed infine la diminuita capacità di concentrazione sono
stati comunque esaurientemente valutati dalla dr.ssa __________ nel suo
rapporto 10 settembre 2003, in cui essa ha concluso che tali affezioni,
classificate come disturbo neuropsicologico lieve-medio, riducono l’abilità
lavorativa al 40% nella precedente professione svolta dell’assicurato.

Va poi ricordato che la componente extra-somatica del ricorrente è stata
esaurientemente valutata dal dr. __________, il quale nel rapporto 13 agosto
2003 ha accertato una sindrome da disadattamento (ICD 10 –F43.2) con sintomi
depressivi larvati, causante un’incapacità lavorativa del 50%. 

Tenuto conto di tutti questi elementi, i periti del SAM hanno valutato in
maniera convincente un’inabilità lavorativa globale del 50% quale agricoltore,
autista ed altre attività lavorative.

Al riguardo va fatto presente che, secondo la giurisprudenza del TFA, per
determinare il grado di inabilità lavorativa di un assicurato che soffre di
diverse patologie non si devono semplicemente sommare le singole valutazioni,
bensì si deve far capo ad un giudizio globale che scaturisce dopo ponderata
discussione plenaria fra tutti gli esperti interessati; l'Alta Corte ha inoltre
osservato che la questione a sapere se i singoli gradi di inabilità si possano
sommare e se del caso in quale misura è una problematica squisitamente medica,
che di principio il giudice non rimette in discussione (cfr. STFA del 4
settembre 2001 nella causa D, I 338/01, pubblicata in RDAT 2002 I no. 72 pag.
485).

Alla succitata completa ed esauriente perizia multidisciplinare, rimasta per
altro incontestata, va conferito valore probatorio pieno (DTF 125 V 351 seg; cfr.
anche DTF 123 V 178

consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

 

                                         Pertanto,
questo Tribunale ritiene che la refertazione medica agli atti contiene elementi
chiari e sufficienti per valutare dal profilo medico l'incapacità lavorativa dell'assicurato
sino all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si renda quindi
necessario l'esperimento di ulteriori accertamenti richiesti dal ricorrente.

                                         Al riguardo, va fatto presente che se
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungs-rechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10

pag. 28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124
V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

                                         Sulla
base dall’affidabile e concludente perizia multidisciplinare, richiamato
inoltre l’obbligo che incombe all’assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente
esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal
danno alla salute (cfr. consid. 2.6), è da ritenere dimostrato, con il grado
della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni
sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid.
8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b), che l'assicurato è abile nella misura del 50% quale agricoltore,
autista, come in qualsiasi altra attività.

                               2.9.   In merito
alle ripercussioni economiche del danno alla salute, dall’inchiesta economica
per agricoltori del 15 luglio 2002 risulta che l’assicurato "conferma
che riesce sempre a svolgere ancora tutte le attività come in precedenza con la
differenza che quando sta male non riesce a svolgere le proprie attività come
stabilito e come in precedenza, infatti ora deve rimandare i vari lavori a
quanto si sente sente meglio, oppure il tempo d’esecuzione è più lungo e
dilazionato sulla giornata" (doc. AI 25)

Dagli atti risulta del resto che vi è stato un incremento dell’attività
agricola. Dai dati forniti il 14 gennaio 2004 dalla sezione dell’agricoltura si
evince in tal senso un aumento sia della superficie agricola utile (SAUha; da
29,60 ettari del 2000 a 31,85 del 2003) che dell’unità di bestiame grosso (UBG;
31,11 nel 2000 e 45,39 nel 2003) (doc. AI 60).

Vi è stato parimenti un incremento delle redditività dell’azienda agricola,
circostanza che si desume dalla pertinente documentazione fornita
dall’assicurato all’Ufficio AI il 20 agosto 2002 inerente gli anni 1999-2002 (doc.
AI 33, ) e da quella prodotta con il ricorso concernente il 2003 (doc. A2).

Se nel 1999, dopo il rilevamento dell’azienda paterna, e negli anni 2000 e 2001
è stata registrata una perdita d’esercizio, nel 2002 il ricorrente ha
conseguito un utile di fr. 20'024,85, lievemente aumentato a fr. 21'076 nel
2003. Il totale dei ricavi lordi nel 2001 era di fr. 131'071 (sussidi per fr.
72'515), fr. 182'544 (sussidi per fr. 71'368) nel 2002 e fr. 134'657 (fr.
85'841 di sussidi) nel 2003. Inoltre, a mente del TCA, le fluttazioni delle
entrate relative al periodo 1999-2003 sono dovute a ragioni di mercato (nella
perizia SAM l’incapacità lavorativa è stata fatta risalire all’aprile 1999). In
effetti, il forte incremento dei ricavi (lordi) del 2002 è dovuto ad un aumento
eccezionale della voce contabile “lavori terzi” (fr. 8'335 nel 2001, fr. 53'538
nel 2002 e fr. 5'336 nel 2003), mentre la vendita di bestiame e di mais risulta
essersi consolidata (vendita di mais: fr. 24'621 nel 2001, fr. 19'900 nel 2002
e fr. 13'100 nel 2003 a cui aggiungere fr. 5'900 dalla vendita della soia, non
presente negli anni precedenti; vendita di agnelli: fr. 25'600 nel 2001, fr.
37'738 nel 2002 e fr. 22'000 nel 2003, quest’ultimo dato al netto delle spese
di alpeggio). 

In queste circostanze, a ragione l’amministrazione ha ritenuto che
l’assicurato, nonostante il danno alla salute, in ossequio al principio della
riduzione del danno (consid. 2.6), abbia saputo gestire l’azienda rilevata dal
padre, in particolare grazie ad una riorganizzazione dell’attività agricola, in
modo da farla uscire dalle cifre rosse. 

                             2.10.   Se da una
parte, come visto al considerando precedente, il danno alla salute non ha
causato una perdita della capacità al guadagno dell’assicurato quale
agricoltore, dall’altra occorre esaminare se invece vi è un discapito economico
per quel che concerne l’attività (accessoria) di autista, iniziata al 1°
dicembre 1997 e terminata al 31 marzo 2000, a detta dell’ex datore di lavoro,
per motivi di salute (doc. AI 32).

Secondo l’amministrazione l’assicurato, diversificando la sua attività di
agricoltore, non avrebbe potuto dedicarsi all’attività accessoria, facendo
presente, in sede di risposta, che:

"  Dagli atti all'incarto emerge che l'assicurato ha
frequentato e terminato l'apprendistato di verniciatore con diploma, di avere
svolto l'attività di autista al 50% prima di riprendere l'azienda agricola
paterna per divenire agricoltore in proprio dal 1999. Secondo la dichiarazione
d'imposta 1999/2000 l'assicurato al 01.01.1999 ha indicato di svolgere
l'attività di agricoltore in proprio senza segnalare altra attività accessoria.
Nella richiesta di prestazioni AI del 05.04.2001 l'assicurato non ha mai
menzionato l'attività accessoria, bensì quella di agricoltore in proprio dal
1999. Dal rapporto medico del Dr. __________ del 14.05.2002 (anamnesi sociale)
si rileva che l'assicurato ha svolto, dopo la formazione di verniciatore,
l'attività di autista-distributore di giornali, decidendo in seguito di
cambiare attività, ritirando l'azienda agricola paterna, modificando alcuni
tipi di lavorazione ed introducendo grosse macchine agricole per la semina e
raccolta del mais e del fieno.

Si ribadisce che l'assicurato non avrebbe potuto verosimilmente dedicarsi
all'attività accessoria come svolta prima del danno alla salute, ritenuta la
riorganizzazione dell'azienda agricola con vendita di fieno, agnelli, mais,
soia (cfr. ricavo esercizio 2003)." (doc. III)

 

                                         Il
ricorrente, chiedendosi innanzitutto se con una limitazione del 50% per motivi
neurologici possa ancora svolgere la professione di autista, è invece del
parere che le condizioni di salute lo hanno costretto ad aumentare il tempo
dedicato alla professione di agricoltore a discapito dell’attività accessoria.

Orbene, pur volendo ammettere, per ipotesi di lavoro, che a seguito del danno
alla salute l’assicurato non riesca più ad esercitare la professione di autista
distributore di giornali, vista la quota di riparto del 25% stabilita
dall’Ufficio AI, rimasta incontestata, risulterebbe un grado d’invalidità del
25%, non pensionabile.

In conclusione, visto quanto riportato sopra, la decisione amministrativa
merita conferma, mentre il ricorso va respinto.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti