# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 97cb17cc-7db0-5536-a9ed-0ae65267cf45
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-10-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.10.2023 D-2121/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2121-2021_2023-10-11.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2121/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l l ’ 11  o t t o b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Roswitha Petry, Yanick Felley,  

cancelliere Demis Mirarchi. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

patrocinato dalla Signora Simona Cautela, SOS Ticino 

Protezione giuridica della Regione Ticino e Svizzera centrale 

- Caritas Svizzera, (…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 7 aprile 2021 / N (…). 

 

 

 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il 19 novem-

bre 2019, 

il verbale del 7 febbraio 2020 relativo all’audizione sui motivi d’asilo  

(cfr. atto SEM n. [{…}]-32/22), 

il verbale del 13 marzo 2020 relativo ad un’ulteriore audizione sui motivi 

d’asilo (cfr. atto SEM n. 35/19), 

la decisione del 26 marzo 2020 emessa in procedura celere, attraverso cui 

la Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) non ha ricono-

sciuto la qualità di rifugiato al richiedente ed ha respinto la sua domanda 

d’asilo, pronunciando nel contempo il suo allontanamento dalla Svizzera e 

l’esecuzione dello stesso, siccome ammissibile, ragionevolmente esigibile 

e possibile, 

il ricorso del 6 aprile 2020, per mezzo del quale l’interessato è insorto di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), chie-

dendo in limine di poter accedere agli atti n. 22/1, 23/1 e 24/1 di cui all’in-

carto dell’autorità inferiore; in via principale l’annullamento della decisione 

avversata, il riconoscimento della qualità di rifugiato e la concessione 

dell’asilo; in subordine la restituzione degli atti alla SEM per il completa-

mento dell’istruzione ed un nuovo esame delle allegazioni; in via ancor più 

subordinata la concessione dell’ammissione provvisoria; contestualmente 

e secondo il senso, di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria, 

intesa quale esenzione dal versamento delle spese processuali e del rela-

tivo anticipo, il tutto con protestate tasse e spese, 

la sentenza del Tribunale D-1909/2020 del 12 gennaio 2021, con cui il Tri-

bunale ha accolto il ricorso, annullato la decisione della SEM del 26 marzo 

2021 e retrocesso gli atti all’autorità inferiore affinché essa rimediasse al 

mancato smistamento nella procedura ampliata,  

la decisione della SEM del 7 aprile 2021, notificata lo stesso giorno  

(cfr. atto SEM n. 74/1), con cui tale autorità ha respinto la domanda d’asilo 

dell’interessato e pronunciato il suo allontanamento dalla Svizzera nonché 

l’esecuzione dello stesso in quanto ammissibile, esigibile e possibile, 

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il ricorso del 6 maggio 2021 (cfr. timbro del plico raccomandato), mediante 

il quale il ricorrente è insorto avverso la decisione della SEM del 7 aprile 

2021 chiedendo il riconoscimento dello statuto di rifugiato e la concessione 

dell’asilo; in subordine la restituzione degli atti alla SEM per complemento 

istruttorio; in via ancor più subordinata di essere ammesso provvisoria-

mente in Svizzera; contestualmente la concessione dell’assistenza giudi-

ziaria, 

i memoriali integrativi inoltrati il 28 luglio 2021 ed il 23 agosto 2021, 

la decisione incidentale del 6 ottobre 2021, con la quale il Tribunale ha 

accolto la domanda di assistenza giudiziaria invitando nel contempo la 

SEM ad inoltrare una risposta al ricorso, 

la presa di posizione della SEM del 31 gennaio 2022, con cui l’autorità in-

feriore ha riesaminato parzialmente la propria decisione annullando i punti 

3, 4 e 5 della decisione del 7 aprile 2021, concedendo all’insorgente l’am-

missione provvisoria; riconfermandosi sul punto di questione del riconosci-

mento dello statuto di rifugiato e sulla concessione dell’asilo, 

la replica alle osservazioni della SEM da parte del ricorrente del 24 febbraio 

2022, mediante la quale l’interessato ha confermato le conclusioni ricor-

suali circa la quesitone del riconoscimento della qualità di rifugiato e della 

concessione dell’asilo, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono,  

 

e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA (RS 172.021), dalla 

LTAF (RS 173.32) e dalla LTF (RS 173.110), in quanto la LAsi (RS 142.31) 

non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi), contro una deci-

sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31–33 LTAF), il 

ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1  

lett. a–c e art. 52 cpv. 1 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

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che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi),  

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che questionato in merito ai suoi motivi d’asilo, il richiedente, cittadino af-

ghano, ha riferito che, in sostanza e per quanto qui di rilievo, l’(…), mentre 

si stava recando presso la zia, avrebbe incontrato il suo vicino di casa di 

nome B._______, che lo avrebbe questionato circa la sua intenzione di 

partecipare alle funzioni pubbliche del venerdì; che avendo il richiedente 

l’asilo lasciato intendere che non sarebbe stato il caso, questi lo avrebbe 

messo in guardia circa le conseguenze delle sue azioni e tacciato di apo-

stata (“mortad”), accusa di cui l’insorgente si sarebbe limitato a prendere 

atto affermando “Va bene, sono un infedele”; che, una volta giunto dalla 

zia, la madre lo avrebbe informato telefonicamente di aver appreso dell’ac-

caduto dal sermone diffuso per il tramite dell’altoparlante della moschea, 

nel quale egli sarebbe pubblicamente stato qualificato di apostata; che, la 

sera stessa, l’Imam si sarebbe recato al suo domicilio unitamente al nonno 

e ad alcuni abitanti del luogo chiedendo di lui e comunicando al padre la 

necessità di punirlo per l’affronto; che, appreso dalla madre di tale avveni-

mento, egli non avrebbe più fatto ritorno al domicilio lasciando il paese po-

chi giorni dopo; che, durante il soggiorno all’estero, ed in particolare in Gre-

cia, egli avrebbe preso ulteriormente le distanze dalla religione musul-

mana, dichiarandosi ora agnostico, 

che nella decisione impugnata la SEM ha innanzitutto considerato invero-

simili le allegazioni dell’interessato; che proseguendo nella sua disamina, 

l’autorità inferiore ha osservato come i motivi d’asilo invocati dal richiedente 

non fossero atti a soddisfare le condizioni di cui all’art. 3 LAsi; che, infine, 

la SEM ha pronunciato l’allontanamento del richiedente dalla Svizzera, 

così come l’esecuzione dello stesso provvedimento, 

che con il suo ricorso, l’insorgente avversa le valutazioni di cui al provvedi-

mento impugnato; che la SEM sarebbe incorsa in una violazione del diritto 

di essere sentito per non avere, a seguito dello smistamento in procedura 

ampliata, esperito ulteriori accertamenti prima di emanare la decisione; che 

le allegazioni del ricorrente sarebbero verosimili; che il giudizio di inverosi-

miglianza sarebbe frutto di una valutazione parziale dei fatti e di una 

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violazione del diritto di essere sentito; che i motivi d’asilo invocati dall’in-

sorgente sarebbero rilevanti ex art. 3 LAsi, 

che occorre preliminarmente chinarsi sulle censure formali, 

che il diritto di essere sentito, disciplinato dall’art. 29 cpv. 2 della Costitu-

zione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost.,  

RS 101) comprende segnatamente il diritto per l’interessato di consultare 

l’incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne l’assun-

zione, di partecipare alla stessa e di potersi esprimere sulle relative risul-

tanze nella misura in cui possano influire sulla decisione (DTF 135 II 286 

consid. 5.1; 135 I 279 consid. 2.3),  

che le critiche mosse nei confronti dell’autorità inferiore sulla maniera in cui 

sono state condotte le audizioni sono pretestuose, 

che è ad esempio pretestuoso ricondurre le incongruenze emerse dal rac-

conto dell’interessato alla lunghezza delle domande, 

che dai verbali emerge, ancora a titolo esemplificativo, che le interruzioni 

da parte dell’auditore sono sempre state da ricondurre alla necessità di 

invitare l’insorgente a rispondere alla domanda posta, impedendo – a giu-

sto titolo – divagazioni inauspicate, 

che, ad ogni modo, il ricorrente ha avuto modo di inoltrare informazioni 

supplementari, segnatamente riguardanti il suo stato di salute, anche in 

seguito, 

che il ricorrente solleva una violazione del diritto di essere sentito anche 

perché l’autorità di prima istanza non avrebbe sufficientemente istruito la 

causa, soprattutto alla luce del passaggio alla procedura ampliata, 

che l’autorità inferiore può procedere ad un apprezzamento anticipato delle 

prove offerte (antizipierte Beweiswürdigung) e negarne l’assunzione ove le 

stesse appaiano chiaramente ininfluenti ai fini del giudizio (cfr. tra le tante 

sentenza del Tribunale D-1636/2019 del 5 ottobre 2022 consid. 5.3), 

che dall’incarto si evince che il ricorrente ha avuto possibilità di esprimersi 

prima dell’emanazione della decisione querelata, proporre mezzi di prova 

e contestare i fatti invocati o apportare ogni elemento che lui giudicava op-

portuno; che il passaggio alla procedura ampliata non sottintende automa-

ticamente che la SEM debba esperire degli accertamenti supplementari, 

qualora essa ritenga che i fatti giuridicamente rilevanti siano stati riuniti, 

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che, in sunto, il Tribunale non ravvisa alcuna violazione del diritto di essere 

sentito e che, dunque, il provvedimento emanato dall’autorità inferiore va, 

dal profilo formale, tutelato, 

che ciò posto, oggetto d’esame qui a seguire è unicamente il mancato ri-

conoscimento della qualità di rifugiato e la mancata concessione dell’asilo, 

vista la revisione parziale della decisione da parte della SEM del 31 gen-

naio 2022, che ha concesso all’interessato l’ammissione provvisoria, 

che ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 LAsi la Svizzera accorda in principio asilo ai 

rifugiati; che sono rifugiati le persone che, nel Paese di origine o di ultima 

residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, reli-

gione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per 

le loro opinioni politiche ovvero hanno fondato timore di essere esposte a 

tali pregiudizi (art. 3 cpv. 1 LAsi); che sono pregiudizi seri segnatamente 

l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile  

(art. 3 cpv. 2 LAsi), 

che chi domanda asilo deve provare o per lo meno rendere verosimile la 

sua qualità di rifugiato; che la qualità di rifugiato è resa verosimile se l’au-

torità la ritiene data con una probabilità preponderante; che inverosimili 

sono le dichiarazioni le quali risultano contraddittorie in punti essenziali, 

che sono incongrue ai fatti o che si fondano su mezzi di prova falsi o falsi-

ficati (art. 7 LAsi; cfr. sul tema della verosimiglianza DTAF 2015/3  

consid. 6.5.1 e relativi riferimenti), 

che l’interessato ha dichiarato di essere agnostico già da quando si trovava 

in Afghanistan, ma di aver appreso il termine “agnostico” solo una volta 

arrivato in Grecia (cfr. atto SEM n. 35/19 D139), 

che dal suo racconto emerge una conoscenza molto sommaria e confusa 

del significato dell’agnosticismo (cfr. atto SEM n. 35/19 D133 e D138); che 

il ricorrente non ha mai aderito ad associazioni di matrice agnostica  

(cfr. atto SEM n. 35/19 D134); che l’interessato ha guardato dei video sulla 

piattaforma YouTube e ha saputo citare poche pubblicazioni che – a parer 

suo – riguardavano il tema dell’agnosticismo, 

che, per stessa ammissione del ricorrente, è inusuale che a Kabul si parli 

di una persona all’altoparlante (cfr. atto SEM n. 35/19 D113), 

che l’insorgente non ha saputo in alcun modo dimostrare che contro di lui 

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sarebbe stata emanata una fatwa; che, anzi, egli ha durante la seconda 

audizione omesso questo elemento essenziale del racconto; che egli lo ha 

tematizzato solo dopo che l’auditore ha formulato una domanda in merito 

(cfr. atto SEM n. 35/19 D126), 

che, per il resto, si rimanda ai molti indicatori di inverosimiglianza elencati 

dall’autorità inferiore nella sua decisione del 7 aprile 2021, che il Tribunale 

sottoscrive, 

che quindi, nel caso in rassegna, il Tribunale sottoscrive l’apprezzamento 

dell’autorità inferiore, ossia che i motivi d’asilo del ricorrente non 

soddisfano le condizioni di cui all’art. 7 LAsi, 

che non occorre dunque che il Tribunale si chini sulla questione della 

rilevanza ex art. 3 LAsi, 

che a giusto titolo l’autorità inferiore non ha quindi riconosciuto la qualità di 

rifugiato e negato la concessione dell’asilo al ricorrente, 

che pertanto, con la decisione impugnata la SEM non ha violato il diritto 

federale né ha abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi),  

che il ricorso va quindi respinto nella misura in cui non è divenuto senza 

oggetto, 

che, visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soc-

combenza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]); che, ciononostante, avendo il Tribunale, con de-

cisione incidentale del 6 ottobre 2021, accolto l’istanza di assistenza giudi-

ziaria giusta l’art. 65 cpv. 1 PA, non sono riscosse le spese processuali, 

che alla rappresentante del ricorrente vengono attribuite delle spese ripe-

tibili ridotte (art. 15 TS-TAF in relazione con l’art. 5 TS-TAF); che tuttavia, 

in difetto di una nota particolareggiata, l’indennità per spese ripetibili ridotte 

è fissata d’ufficio dal Tribunale sulla base degli atti di causa in CHF 1’500.– 

(art. 14 cpv. 2 TS-TAF, art. 9 cpv. 1 lett. c TS-TAF, art. 7 TS-TAF), 

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che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto nella misura in cui non è divenuto senza oggetto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

La SEM rifonderà al ricorrente CHF 1’500.– a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Demis Mirarchi 

 

 

Data di spedizione: