# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a6dbb8d0-d727-5187-a159-dbe6ac650c32
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-12-20
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 20.12.2022 60.2022.310
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2022-310_2022-12-20.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2022.310

   

  	
  Lugano

  20 dicembre 2022/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Nicola
  Respini, presidente,

  Raffaele Guffi, Giovan Maria Tattarletti

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Daniela
  Fossati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 7/8.11.2022 presentato
da

 

 

	
   

  	
   RE
  1  

  patr.
  da:   PR 1  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  il decreto 27.10.2022 del giudice della Pretura
  penale Flavio Biaggi con cui ha respinto l’istanza presentata il 26.8.2022
  intesa alla nomina di un difensore d’ufficio (inc. __________);

  

 

 

richiamato lo scritto 14/15.11.2022 del
giudice della Pretura penale con il quale chiede di confermare la decisione
impugnata;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

 

                                 a.   A
seguito di una segnalazione anonima pervenuta alla polizia nel mese di aprile
2020 è stato aperto un procedimento penale a carico di RE 1 (inc. MP __________)
sfociato nel decreto di accusa __________ con il quale il procuratore pubblico ha
posto l’imputata in stato di accusa dinanzi alla Pretura penale siccome
ritenuta colpevole di infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti,
violazione del dovere di assistenza o educazione, esercizio illecito della
prostituzione, contravvenzione alla LStup e contravvenzione all’Ordinanza 2 sui
provvedimenti per combattere il coronavirus (Covid-19), proponendo la sua
condanna alla pena detentiva di sessanta giorni, sospesa condizionalmente per
un periodo di prova di due anni, alla multa di CHF 500.– e al pagamento della
tassa di giustizia e delle spese. Ha altresì ordinato la confisca e la
distruzione di undici oggetti, così come il dissequestro di altri sei, e meglio
come descritto nel DA __________.

 

 

                                 b.   Con
lettera manoscritta 26/27.8.2021 RE 1 si è opposta al decreto d’accusa.

 

                                        Con
scritto 1/2.9.2021 il procuratore pubblico ha confermato il suddetto decreto
d’accusa, trasmettendo gli atti del procedimento alla Pretura penale,
comunicando parimenti di rinunciare ad intervenire al pubblico dibattimento.

 

 

                                   c.   Il
17.8.2022 il giudice della Pretura penale, verificata la validità del decreto
di accusa e della relativa opposizione, ha assegnato alle parti un termine di
dieci giorni per presentare eventuali istanze probatorie.

 

 

                                 d.   Con
istanza 26/27.8.2022 RE 1 ha chiesto la nomina di un difensore d’ufficio nella
persona dell’avv. PR 1, con facoltà di subdelega alla MLaw __________, essendo
sprovvista dei mezzi necessari per far fronte alle spese di patrocinio e giudiziarie.
Nel caso concreto l’intervento di un legale sarebbe necessario per tutelare i
suoi interessi in particolare con riferimento ai reati di violazione del dovere
di assistenza o educazione, esercizio illecito della prostituzione e
contravvenzione all’Ordinanza 2 sui provvedimenti per combattere il coronavirus
(Covid-19).

 

 

                                 e.   Con
istanza probatoria 14/17.10.2022 i patrocinatori di RE 1 hanno chiesto di
assumere agli atti una chiavetta USB che
contiene diversa documentazione inerente alla sua gravidanza, al periodo postparto
e alla procedura dinanzi all’ARP, essendo a loro giudizio rilevante per le
accuse mosse nei suoi confronti.

                                  f.   Con
decreto 27.10.2022 il giudice della Pretura penale ha respinto l’istanza
26/27.8.2022 di RE 1 tendente ad ottenere la nomina di un difensore d’ufficio,
non configurando il caso concreto un caso di difesa obbligatoria ex. 130 CPP.                                         A
suo giudizio nel caso in disamina non si imporrebbe nemmeno una difesa per
tutelare gli interessi dell’imputata ai sensi dell’art. 132 CPP. Ha al riguardo
evidenziato “il carattere solo contravvenzionale di 3 dei 5 capi d’accusa,
mentre gli addebiti degli altri due risultano definiti in maniera oltremodo
chiara (risultando così possibile all’imputata prendervi debitamente posizione)
…” (decreto 27.10.2022, p. 2).

 

 

                                 g.   Con
gravame 7/8.11.2022 RE 1 chiede, in ordine e in accoglimento del reclamo, di
assumere agli atti quali prove documentali tutti i giustificativi formanti il
doc. B e di essere ammessa al beneficio del gratuito patrocinio, con la
designazione dell’avv. PR 1 quale suo difensore d’ufficio, con protesta di
spese processuali e congrue indennità. In via cautelare chiede che sia concesso
l’effetto sospensivo al reclamo e di essere ammessa al beneficio del gratuito
patrocinio con la designazione dell’avv. PR 1 quale suo difensore d’ufficio,
con protesta di spese processuali e congrue indennità. Nel merito chiede la
riforma del dispositivo n. 1 del decreto impugnato nel senso che l’avv. PR 1
sia nominato suo difensore d’ufficio, con facoltà di subdelega alla MLaw __________,
con effetto dal mese di agosto 2022, e di essere ammessa al beneficio del
gratuito patrocinio, con la designazione dell’avv. PR 1 quale suo difensore d’ufficio,
con protesta di spese processuali e indennità di almeno CHF 1800.-- per la
procedura di reclamo.

 

Delle ulteriori sue motivazioni si dirà,
laddove necessario, in seguito.

 

 

in diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Con
decreto 8.11.2022 è stato concesso al gravame il postulato effetto sospensivo.

 

                                         1.2.

                                         Giusta
l’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP il reclamo può essere interposto contro le decisioni
e gli atti procedurali, rispettivamente contro le omissioni della polizia, del pubblico
ministero e delle autorità penali delle contravvenzioni, eccettuati i casi in
cui è espressamente escluso dal CPP oppure quando è prevista un’altra
impugnativa.

 

                                         Con
il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1
lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2
LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e
l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 393
cpv. 2 lit. b CPP) e l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).

 

                                         Il
reclamo deve essere presentato entro dieci giorni, per iscritto e motivato
(secondo l’art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390
CPP per la forma scritta ed all’art. 385 CPP per la motivazione.

 

                                         In
particolare il reclamo deve indicare i punti della decisione che intende
impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova
auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

                                         1.3.

                                         Il gravame, inoltrato il 7/8.11.2022 alla Corte dei
reclami penali da RE 1, per il tramite del suo patrocinatore, contro il decreto
27.10.2022 (inc. __________) del giudice della Pretura penale con il quale ha
respinto la richiesta di nomina di un difensore d’ufficio è tempestivo e anche proponibile.

 

                                         RE
1, imputata nel procedimento penale di cui all’incarto __________ e
destinataria della decisione mediante la quale le è stato negato il diritto
alla nomina di un difensore d’ufficio, è pacificamente legittimata a reclamare
ex art. 382 cpv. 1 CPP avendo un interesse giuridicamente protetto all’annullamento
o alla modifica del giudizio.

 

                                         Le esigenze di forma e di motivazione sono rispettate.

 

                                         Il reclamo è – di conseguenza – ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         L’art.
130 CPP disciplina la difesa obbligatoria (decisione TF 1B_379/2021 del
6.4.2022 consid. 2.1.). 

 

                                         Ai
sensi di questa disposizione l’imputato ha, tra l’altro, diritto a un difensore
se a causa del suo stato fisico o mentale oppure per altri motivi non è in
grado di tutelare sufficientemente i suoi interessi processuali e il
rappresentante legale non è in grado di farlo in sua vece (art. 130 lit. c
CPP). 

                                         

                                         Secondo
la giurisprudenza, la questione della capacità processuale deve essere esaminata
d’ufficio. L’incapacità processuale è riconosciuta solo in casi del tutto eccezionali,
in particolare quando l’imputato non è in grado di seguire il procedimento, di
comprendere le accuse mosse contro di lui e/o di prendere una posizione
ragionevole al riguardo (decisioni TF 1B_229/2021 del 9.9.2021 consid. 3.1.;
6B_1331/2020 del 18.1.2021 consid. 2.2.3.; 6B_508/2020 del 7.1.2021 consid. 2.1.1.;
1B_493/2019 del 20.12.2019 consid. 2.1.; 1B_285/2016 del 1°.9.2016 consid. 2.1.
con riferimenti). 

 

                                         Il
Tribunale federale ha al proposito precisato che in dottrina l’art. 130 lit. c
CPP trova in particolare applicazione quando l’imputato non è più in grado –
temporaneamente o permanentemente – di garantire, intellettualmente o
fisicamente, la sua partecipazione al procedimento, come nei casi di cui
all’art. 114 cpv. 2 e 3 CPP (decisione TF 1B_229/2021 del 9.9.2021 consid. 3.1.
che rinvia a CR CPP – M. HARARI / R. JAKOB / S. SANTAMARIA, 2. ed., art. 130
CPP n. 26; StPO Praxiskommentar –
N. SCHMID / D. JOSITSCH, 3. ed., art. 130 CPP n. 9; PC CPP – L. MOREILLON / A. PAREIN-REYMOND, 2016, art. 130
CPP n. 15; cfr. anche BSK StPO – N. RUCKSTUHL, 2. ed., art. 130 CPP n. 28 e
30). Le incapacità personali possono includere la dipendenza da alcool, droghe
o farmaci che possono compromettere la capacità mentale (decisione TF
1B_229/2021 del 9.9.2021 consid. 3.1. che rinvia a ZK StPO – V. LIEBER, 3. ed.
130 CPP n. 19; CR CPP – M. HARARI / R. JAKOB / S. SANTAMARIA, op. cit., art.
130 CPP n. 26; PC CPP – L. MOREILLON / A. PAREIN-REYMOND, op. cit., art. 130
CPP n. 16), nonché gravi disturbi mentali (cfr. CR CPP – M. HARARI / R. JAKOB /
S. SANTAMARIA, op. cit., art. 130 CPP n. 26). Per quanto riguarda in
particolare gli impedimenti di natura psicologica non è necessario che l’imputato
soffra di disturbi psichiatrici, ma è sufficiente poter stabilire che non sia
(più) in grado di capire le questioni alle quali è confrontato nell’ambito del
procedimento penale rispettivamente l’essenza stessa del procedimento penale (decisione
TF 1B_229/2021 del 9.9.2021 consid. 3.1. che rinvia a ZK StPO – V. LIEBER, op.
cit., art. 130 CPP n. 19; CR CPP – M. HARARI / R. JAKOB / S. SANTAMARIA, op.
cit., art. 130 CPP n. 26; PC CPP – L. MOREILLON / A. PAREIN-REYMOND, op. cit.,
art. 130 CPP n. 17).

                                         

                                         Colui
che dirige il procedimento ha un potere di apprezzamento per stabilire se l’imputato
colpito da un’incapacità personale sia in grado di difendersi sufficientemente
da solo; in considerazione dello scopo protettivo di questa difesa
obbligatoria, l’autorità dovrà però decidere a favore della nomina di un
difensore d’ufficio in caso di dubbio o quando una perizia psichiatrica
stabilisce l’incapacità penale dell’imputato o una sua incapacità limitata
(decisioni TF 1B_229/2021 del 9.9.2021 consid. 3.1.; 6B_508/2020 del 7.1.2021
consid. 2.1.1.; 1B_285/2016 del 1°.9.2016 consid. 2.1.; 1B_279/2014 del
3.11.2014 consid. 2.1. e 2.2.). 

 

                                         Il
fatto che l’imputato sia sotto curatela o sia in terapia in un centro di
riabilitazione per persone dipendenti da alcol e da sostanze stupefacenti non è
sufficiente a dimostrare una presunta incapacità processuale (decisioni TF
1B_229/2021 del 9.9.2021 consid. 3.1.; 6B_508/2020 del 7.1.2021 consid. 2.1.1.;
1B_493/2019 del 20.12.2019 consid. 2.1.; 1B_314/2015 del 23.10.2015 consid. 2.2.;
V. LIEBER, op. cit., art. 130 CPP n. 19a; CR CPP – M. HARARI / R. JAKOB / S. SANTAMARIA,
op. cit., art. 130 CPP n. 26).

 

                                         2.2.

                                         Oltre
ai casi di difesa obbligatoria di cui all’art. 130 CPP, l’art. 132 cpv. 1 lit.
b CPP prevede che chi dirige il procedimento penale (art. 61 CPP) dispone di
una difesa d’ufficio [che fonda un rapporto di diritto pubblico tra cantone e
legale (decisione TF 6B_99/2020 del 21.4.2020 consid. 2.2.)] se l’imputato è
sprovvisto dei mezzi necessari e una sua difesa s’impone per tutelare i suoi
interessi. La seconda condizione si interpreta alla luce dei criteri di cui
agli art. 132 cpv. 2 e cpv. 3 CPP (decisione TF 1B_483/2022 del 28.9.2022
consid. 3.).

 

Giusta
l’art. 132 cpv. 2 CPP una difesa d’ufficio s’impone per tutelare gli interessi
dell’imputato segnatamente se non si tratta di un caso bagatellare e il caso
penale presenta in fatto oppure in diritto difficoltà cui l’imputato non
potrebbe far fronte da solo.

 

                                         Non
si tratta comunque di un caso bagatellare se si prospetta una pena detentiva superiore
a quattro mesi o una pena pecuniaria superiore a 120 aliquote giornaliere (art.
132 cpv. 3 CPP; decisione TF 1B_483/2022 del 28.9.2022 consid. 3.).

 

                                         Le
due condizioni secondo l’art. 132 cpv. 2 CPP sono cumulative (decisione TF
1B_483/2022 del 28.9.2022 consid. 3.). L’intervento del difensore d’ufficio può
tuttavia essere giustificato anche da altri motivi, in particolare per
garantire la parità delle armi oppure perché l’esito della procedura penale ha
un’importanza particolare per l’imputato (decisione TF 1B_483/2022 del
28.9.2022 consid. 3.; BSK StPO – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 132 CPP n. 36; ZK
StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 132 CPP n. 15/16; N. SCHMID / D. JOSITSCH,
Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, 3. ed., n. 744), per es. se si
trova in carcerazione o se rischia la revoca dell’autorizzazione ad esercitare
la sua professione o la perdita della custodia dei suoi figli (decisioni TF
1B_483/2022 del 28.9.2022 consid. 3.; 1B_172/2022 del 18.7.2022 consid. 2.1. e
rif.).

 

                                         I criteri stabiliti dall’art. 132 cpv. 1 lit. b, cpv.
2 e cpv. 3 CPP riprendono in larga misura la
giurisprudenza del Tribunale federale in materia di assistenza giudiziaria resa
in applicazione degli art. 29 cpv. 3 Cost. e 6 n. cifra 3 lit. c CEDU (decisione
TF 1B_172/2022 del 18.7.2022 consid. 2.1. che rinvia alla DTF 143 I 164 consid.
3.5.; BSK StPO – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 132 CPP n. 1/34/42; StPO – V.
LIEBER, op. cit., art. 132 CPP n. 9; N. SCHMID / D. JOSITSCH, Handbuch des
schweizerischen Strafprozessrechts, op. cit., n. 741). Secondo questa
giurisprudenza, la nomina di un difensore d’ufficio nell’ambito di un procedimento
penale è necessaria se l’imputato è esposto a una lunga pena detentiva o se
rischia una pena che non può essere sospesa; essa può anche essere necessaria,
a seconda delle circostanze, quando l’imputato rischia una pena detentiva da
poche settimane a pochi mesi se, oltre alla relativa gravità del caso, vi sono
particolari difficoltà nell’accertamento dei fatti o delle questioni giuridiche
sollevate, che l’imputato non sarebbe in grado di risolvere da solo (decisione
TF 1B_172/2022 del 18.7.2022 consid. 2.1. che rinvia alla DTF 143 I 164 consid.
3.5 e alle decisioni TF 6B_243/2017 del 21.9.2017 consid. 2.2; 1B_167/2016 del
1°.7.2016 consid. 3.4.). D’altra parte, quando il reato è manifestamente una
bagatella, nel senso che se l’autore è passibile solo di una multa o di una
pena detentiva di breve durata, la giurisprudenza ritiene che l’autore non abbia
il diritto costituzionale ad una difesa d’ufficio (decisioni TF 1B_483/2022 del
28.9.2022 consid. 3.; 1B_172/2022 del 18.7.2022 consid. 2.1.; DTF 143 I 164
consid. 3.5. e riferimenti). 

 

Per determinare se il caso presenta
difficoltà che l’imputato non potrebbe superare senza un avvocato, si deve
apprezzare l’insieme delle circostanze concrete (decisione TF 1B_483/2022 del
28.9.2022 consid. 3.). La necessità di un’assistenza legale deve quindi basarsi
su fattori oggettivi, legati principalmente alla natura del caso, e su fattori
soggettivi, basati sull’effettiva capacità del richiedente di condurre il
procedimento da solo (decisioni TF 1B_483/2022 del 28.9.2022 consid. 3.;
1B_591/2021 del 12.1.2022 consid. 2.1.; 1B_257/2013 del 28.10.2013 consid. 2.1.).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, per quanto concerne le difficoltà oggettive, occorre
chiedersi se una persona ragionevole e in buona fede, che presentasse le stesse
caratteristiche dell’imputato, ma disponesse di denaro sufficiente, ricorrerebbe
ad un legale (decisione TF 1B_483/2022 del 28.9.2022 consid. 3.; DTF 140 V 521
consid. 9.1.). La difficoltà oggettiva di un caso è ammessa in termini
giuridici quando la sussunzione dei fatti è dubbiosa, sia in generale che nel
caso specifico (decisioni TF 1B_483/2022 del 28.9.2022 consid. 3.; 1B_172/2022
del 18.7.2022 consid. 2.1.; 1B_475/2020 del 19.11.2020 consid. 2.2.), o se si
devono considerare circostanze giustificative o esclusive (BSK StPO – N.
RUCKSTUHL, op. cit., art. 132 CPP n. 38/39; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID /
D. JOSITSCH, op. cit., art. 132 CPP n. 11/12).

 

                                         Per
stabilire le difficoltà soggettive occorre considerare le capacità
dell’imputato, tenuto conto di età, formazione, familiarità con la pratica
giudiziaria, conoscenza della lingua del procedimento e capacità di presentare
prove per assicurare la difesa (decisioni 1B_483/2022 del 28.9.2022 consid. 3.;
1B_172/2022 del 18.7.2022 consid. 2.1. e riferimenti; StPO Praxiskommentar – N.
SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit., art. 132 CPP n. 7).

 

 

                                   3.   3.1.

Nel caso in esame, con decreto
27.10.2022 il giudice della Pretura penale ha respinto l’istanza presentata da RE
1 il 26.8.2022 intesa ad ottenere la nomina di un difensore d’ufficio nella
persona dell’avv. PR 1, in subdelega della MLaw __________, sostenendo anzitutto
che non si tratta di un caso di difesa obbligatoria ai sensi dell’art. 130 CPP,
avendo il magistrato inquirente in particolare proposto una pena di sessanta
giorni di detenzione, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due
anni, e avendo inoltre preannunciato di non partecipare al pubblico dibattimento
dinanzi alla Pretura penale. Ha altresì addotto che, in difetto del presupposto
della necessità di un rappresentante legale ai sensi dell’art. 132 cpv. 1 lit.
b CPP, “… una difesa non appare
nemmeno altrimenti indispensabile alla tutela degli interessi della signora RE
1”, evidenziando il carattere
contravvenzionale di tre capi d’accusa, mentre che gli altri due sarebbero “…
definiti in maniera oltremodo chiara (risultando così possibile all’imputata prendervi
debitamente posizione)” [decreto 27.10.2022, p. 2].

 

RE 1, dal canto suo, censura un
accertamento inesatto e/o incompleto dei fatti e un’errata applicazione del
diritto con riferimento agli art. 130 e 132 CPP, chiedendo in particolare la
riforma del dispositivo n. 1 del decreto impugnato, così come l’ammissione al
gratuito patrocinio per la procedura di reclamo.

 

3.2.

3.2.1.

A mente di RE 1 il giudice della Pretura
penale avrebbe prima di tutto ritenuto a torto che nel caso in disamina non
sono dati i presupposti per l’ammissione di una difesa obbligatoria ai sensi
dell’art. 130 CPP, in particolare con riferimento alla lit. c. 

 

Sostiene in particolare di non essere in
grado di difendersi da sola dinanzi alla Pretura penale. I cinque reati a lei imputati
(tra cui due gravi) potrebbero avere delle ripercussioni sul suo diritto di
determinare il luogo di residenza della figlia __________ ai sensi dell’art.
310 CC, con il rischio di un suo ricollocamento presso un istituto. Non
potrebbe pertanto sostenere con sufficiente lucidità e cognizione un
procedimento penale che riguarda anche la sua capacità genitoriale. Sarebbe
inoltre vulnerabile a causa del suo stato di salute, avendo subito la perdita
del marito (padre di __________) ed essendo sottoposta a una terapia
farmacologica per controllare la sua dipendenza da eroina. Il caso concreto
sarebbe dunque sussumibile all’art. 130 lit. c CPP, dovendo affrontare un
pubblico dibattimento ove la sua capacità genitoriale potrebbe essere rimessa
in discussione. Per lei tale circostanza sarebbe gravosa e insidiosa dal
profilo psicologico in considerazione anche della sua situazione personale e della
rete di sostegno di cui necessita per il suo nucleo familiare (cfr. reclamo
7/8.11.2022, punti 11 e 16).

 

3.2.2.

                                       Si
è detto che in data 16.8.2021 il procuratore pubblico ha posto RE 1 in stato di
accusa dinanzi alla Pretura penale siccome ritenuta colpevole di infrazione
alla Legge federale sugli stupefacenti (art. 19 cpv. 1 lit. c LStup),
violazione del dovere di assistenza o educazione (art. 219 cpv. 1 CP),
esercizio illecito della prostituzione (art. 199 CP), contravvenzione alla
LStup (art. 19a LStup) e contravvenzione all’Ordinanza 2 sui provvedimenti per
combattere il coronavirus (Covid-19) [art. 10f cpv. 2 lit. a richiamato l’art.
6 cpv. 2 lit. c O2COVID-19].

 

Occorre al proposito ricordare che a seguito
di uno scritto anonimo pervenuto alla polizia nel mese di aprile 2020 [con il
quale, per il bene di __________ (__________), era stato in particolare
segnalato che la reclamante avrebbe esercitato la prostituzione presso il loro
domicilio, facendo anche uso di sostanze stupefacenti], il 7.5.2020 il
Ministero pubblico ha aperto un procedimento penale a carico di RE 1 (inc. MP __________),
il cui marito e padre della minorenne __________ (__________) è deceduto il __________
a causa di una grave malattia.

 

RE 1 è stata interrogata dalla polizia,
in veste d’imputata, due volte l’11.5.2020 (dalle ore 11:15 alle ore 17:07) e il
18.6.2021 (dalle ore 09:01 alle ore 13:18). Dai relativi verbali risulta che
essa ha dichiarato che il suo stato psico-fisico le consentiva di sostenere entrambi
gli interrogatori, comprovato dal fatto che è riuscita a rispondere, senza
alcun problema, a tutte le domande dell’agente interrogante, che peraltro non
erano particolarmente complesse, e anche ad esprimersi in modo comprensibile
sui fatti e sulla sua situazione personale e familiare sull’arco di diverse ore,
senza l’assistenza di un avvocato. In tal modo ha dimostrato di avere indubbiamente
le capacità di esporre il proprio punto di vista sui fatti (anche molto
delicati e personali) e di sapersi difendere da sola, facendo valere i suoi
diritti in merito alle accuse mosse nei suoi confronti.

 

Quo al suo stato di salute, RE 1, sempre
dinanzi alla polizia, ha in particolare dichiarato di avere iniziato a
consumare eroina nel 2002, due anni dopo la nascita della prima figlia. Nel
2003 avrebbe seguito una terapia sostitutiva con metadone. Negli anni
successivi avrebbe necessitato di alcuni ricoveri e avrebbe seguito percorsi
terapeutici non portati a termine. Ha affermato di aver consumato eroina durante
il quarto/quinto mese della seconda gravidanza, facendosi ricoverare dal sesto
mese fino alla nascita di __________, così come occasionalmente dopo il parto. Durante
la gestazione avrebbe anche fumato delle sigarette. Le misure di protezione
disposte dall’ARP con percorsi terapeutici sarebbero state sistematicamente da
lei disattese. Nei momenti di difficoltà avrebbe avuto delle ricadute nel
consumo di eroina. Ha confermato di aver acquistato e consumato con __________
tra i 402.5 e i 500 grammi di eroina, nel periodo compreso tra il mese di marzo
2018 e il mese di maggio 2020, sostanza che sarebbe stata acquistata con i
soldi guadagnati prostituendosi.

 

Il 26.5.2020 l’ARP __________ ha imposto
ad RE 1 di eseguire delle analisi mensili a sorpresa per un eventuale consumo
di sostanze stupefacenti presso __________. Dall’ultimo controllo eseguito
l’8.8.2022 essa è risultata positiva al metadone a causa però della terapia
metadonica alla quale è sottoposta perlomeno dal mese di giugno 2020 (cfr.
analisi urine 2020-2022).

 

Dallo scritto 23.3.2022 dell’UAP trasmesso
all’ARP __________ emerge in particolare che il 3.2.2022 la situazione presso
il domicilio della minorenne __________ risultava stabile e strutturata, non essendo
stata rilevata alcuna criticità in merito al suo accudimento e alla sua
educazione. Il 9.3.2022 RE 1 avrebbe acquistato dell’eroina a causa del suo
stato di ansia e tristezza, senza tuttavia consumarla, circostanza confermata
anche dalle analisi di controllo. Essa avrebbe poi subito richiesto maggior
sostegno all’__________ __________, incrementando gli incontri con i terapeuti.

In conclusione, l’UAP ha indicato che “Ad
oggi, la rete riporta come unica criticità sulla genitorialità la fragilità
della signora RE 1 in merito ad un rischio di ricaduta nel consumo, che avrebbe
di certo effetto anche sul benessere della figlia __________. … Questo aspetto
potrà continuare ad essere monitorato con attenzione tramite la fitta rete
ambulatoriale attiva per la madre e la minore, nonché con i regolari controlli
a cui è sottoposta settimanalmente la signora RE 1” (scritto dell’UAP 23.3.2022,
p. 2).

 

La figlia è stata in collocamento presso
l’__________ dal __________ al __________. Il __________ è stato ripristinato
il diritto di determinare il luogo di dimora di RE 1 nei confronti della figlia
ed istituita un’ampia rete di sostegno per il nucleo familiare, e meglio come
disposto nella risoluzione 22.2.2022 n. __________ dell’ARP __________.

 

Ciò posto, si può ritenere che i
problemi di dipendenza di cui soffre RE 1, che la costringono ad assumere
metadone sotto stretto controllo, non sembrano ostacolare le sue capacità
cognitive e processuali, poiché ad oggi non le impediscono di comprendere le
accuse mosse a suo carico, di partecipare al pubblico dibattimento e di difendere
sufficientemente i suoi interessi dinanzi al giudice della Pretura penale e di
prendere una posizione ragionevole in merito. Non risulta nemmeno che la
terapia metadonica possa in qualche modo influire sulle sue capacità cognitive
da non essere (più) in grado di comprendere le problematiche alle quali sarà
confrontata in sede dibattimentale. 

Neppure il decesso del marito (avvenuto
il __________) sembra aver aggravato il suo stato di salute, la sua vulnerabilità,
la sua lucidità e le sue capacità cognitive, come si evince in particolare dalle
dichiarazioni rilasciate in occasione del suo interrogatorio tenutosi il
18.6.2021 (che ha avuto luogo tre mesi dopo la sua dipartita) e pure dal fatto
che, nonostante il lutto e la sua dipendenza, essa sia comunque riuscita e
riesce tuttora a gestire la situazione e a prendersi personalmente cura di sua
figlia, grazie (anche e soprattutto) al tempestivo intervento dell’ARP __________
e alla creazione di un’ampia rete di sostegno per il suo nucleo familiare.

 

A fronte di ciò, in assenza di prove
concrete che dimostrano una sua eventuale incapacità processuale, non si può concludere
che a causa del suo stato fisico o mentale RE 1 non sia in grado tutelare
sufficientemente i suoi interessi processuali dinanzi alla Pretura penale. Ne
discende che nel caso concreto non si giustifica una difesa obbligatoria ex
art. 130 lit. c CPP.

 

3.3.

3.3.1.

RE 1 ritiene che il decreto impugnato
non sarebbe nemmeno condivisibile sotto il profilo dell’art. 132 CPP. 

 

Il caso concreto “… non corrisponde a
un’evidente bagatella per cui l’autore è punito con una multa o una pena
detentiva minima (geringfügig): a prescindere dal fatto che due mesi di
detenzione non è una pena detentiva minima, a maggior ragione in concreto, ove
per __________ si tratterebbe di tornare in istituto, il giudice potrebbe
finanche inasprirla, non essendo vincolato al parere del Procuratore pubblico”
(reclamo 7/8.11.2022, p. 9).

 

In particolare il reato di violazione
del dovere d’assistenza o educazione ex art. 219 cpv. 1 CP richiederebbe sia la
capacità di comprensione dei fatti indicati nel decreto d’accusa, sia la
conoscenza dei presupposti oggettivi e soggettivi del reato, tra cui quello
dell’assistenza e dell’educazione, che non sono esplicitamente definiti dalla
legge. Inoltre secondo la dottrina dominante stabilire la soglia del dovere di
assistenza e di educazione sarebbe molto difficile. Per una madre vedova e
vulnerabile, che si dedica totalmente alla figlia e che necessita di una rete
di sostegno importante, sapere quando è data una messa in pericolo dello
sviluppo fisico e psichico di un minorenne sarebbe una questione che andrebbe
di molto oltre le sue capacità. Nemmeno il requisito soggettivo
dell’intenzionalità, che si estende alla messa in pericolo, sarebbe scontato. L’esame
delle circostanze concrete sarebbe dunque molto complesso. 

 

Le prove prodotte fino ad oggi (cfr. gli
scritti 26.8.2022 e 14.10.2022) sarebbero utili per descrivere ciò che la madre
ha fatto per la figlia __________ e le sue condizioni personali dal momento dei
fatti per i quali è imputata fino al mese di maggio 2020. In merito alla sua
gravidanza e il suo decorso sarà prodotta altra documentazione (cfr. doc. C
allegato al reclamo). RE 1 non avrebbe mai consegnato simili prove se non fosse
stata assistita da un legale. Non vi sarebbe alcun motivo per credere che il
giudice della Pretura penale, in assenza di un’esplicita richiesta, si sarebbe
attivato in tal senso.

 

Il fatto poi che il caso in disamina non
è semplice sarebbe comprovato anche dalla durata dei due interrogatori di RE 1.

 

A ciò va aggiunto che due principali capi
d’imputazione del DA __________ prevedono una pena detentiva fino a tre anni e la
proposta del pubblico ministero non è vincolante per il giudice. Inoltre alcuni
beni confiscati di sua proprietà (con un valore importante) saranno oggetto di
discussione dinanzi alla Pretura penale. 

 

Il patrocinio d’ufficio sarebbe dunque
necessario in considerazione della complessità delle imputazioni in sé, della
vulnerabilità di RE 1 e della sua oggettiva impossibilità di dedicarsi con profitto
alla procedura penale (esaminando a fondo l’incarto, evidenziando gli aspetti
positivi per eventualmente scagionarla dalle accuse e preparando adeguatamente
e con efficienza la difesa per il processo dinanzi al giudice), con il rischio
che, in caso di condanna, sua figlia potrebbe essere nuovamente essere
collocata in istituto.

 

3.3.2.

                                       Come
ricordato in precedenza, con decreto 16.8.2021 il procuratore pubblico ha posto
RE 1 in stato di accusa dinanzi alla Pretura penale siccome ritenuta colpevole
di infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti, violazione del dovere di
assistenza o educazione, esercizio illecito della prostituzione,
contravvenzione alla LStup e contravvenzione all’Ordinanza 2 sui provvedimenti
per combattere il coronavirus (Covid-19) [art. 10f cpv. 2 lit. a richiamato
l’art. 6 cpv. 2 lit. c O2COVID-19] e ha proposto la sua condanna alla pena
detentiva di sessanta giorni, sospesa condizionalmente per un periodo di prova
di due anni, alla multa di CHF 500.– e al pagamento della tassa di giustizia e
delle spese. Ha altresì ordinato la confisca e la distruzione di undici oggetti
così come il dissequestro di altri sei (DA __________).

 

3.3.3.

Anche se nel caso in disamina la
proposta di pena detentiva è inferiore a quattro mesi (oltre alla quale non si tratta
più di un caso bagatellare ai sensi dell’art. 132 cpv. 3 CPP), ad RE 1 viene
comunque imputato il reato di violazione del dovere di assistenza o educazione
giusta l’art. 219 cpv. 1 CP (secondo cui è punito con una pena detentiva sino a
tre anni o con una pena pecuniaria chiunque viola oppure trascura il suo dovere
d’assistenza o educazione verso un minorenne e in tal modo ne espone a pericolo
lo sviluppo fisico oppure psichico), e ciò oltretutto con riferimento a quattro
fattispecie diverse. 

In particolare il procuratore pubblico
le rimprovera di avere “nel corso della gravidanza, consumato eroina,
metadone e nicotina sino al __________, così facendo procurando un ritardo di
crescita intrauterino della minore”. 

 

Ora, visti in particolare il contenuto
dei rapporti medici datati 16.11.2015 e 11.3.2016 (cfr. chiavetta USB allegata
all’istanza probatoria 14.10.2022), la dichiarazione 12.10.2022 del suo ginecologo
(secondo il quale la gravidanza si sarebbe svolta senza particolari problemi,
cfr. doc. C annesso al reclamo), le dichiarazioni rilasciate da RE 1 dinanzi
alla polizia (cfr. VI 11.5.2020, p. 26 in fondo), così come il rapporto
d’inchiesta di polizia giudiziaria 1.7.2021, ad 2.3.p. 9 [“alla minore è
stato diagnosticato un probabile ritardo intrauterino a causa di abuso
nicotinico materno” (sottolineatura nostra)], l’accertamento dei fatti
appare tutt’altro che chiara e merita approfondimenti. 

 

Va inoltre tenuto presente che la
sussunzione non è semplice, poiché presenta difficoltà dal profilo giuridico a
cui RE 1 non può far fronte da sola.

 

In primo luogo si ricorda che il reato in
questione presuppone in
particolare che l’autore violi (con
un’azione) o disattenda (con un’omissione) [decisione TF 6B_978/2021 del
5.10.2022 consid. 5.2.; DTF 125 IV 64 consid. 1a] un dovere di assistenza
[termine con cui si intende, segnatamente, il soddisfacimento di necessità
materiali ed immateriali, come il vitto, l’abbigliamento, la formazione, i bisogni
culturali e sportivi (BSK
Strafrecht II – A. ECKERT, 4. ed., art. 219 CP n. 8; StGB PK – S. TRECHSEL / M. PIETH, 3. ed., art. 219
CP n. 3)] o un dovere di educazione [termine, pur difficile da definire, con
cui si intende l’insieme di direttive e ragguagli per un corretto sviluppo
fisico e psichico del minore (BSK
Strafrecht II – A. ECKERT, op. cit., art. 219 CP n. 8; StGB PK – S. TRECHSEL / M. PIETH, op. cit., art. 219
CP n. 3)].

 

                                         Il
testo di legge non indica a partire da quale soglia i surriferiti doveri siano
da ritenere violati: è compito di giurisprudenza e dottrina concretizzare detta
soglia. Quale regola generale sono da considerare violati i doveri di
assistenza o di educazione quando, su un certo arco di tempo, una determinata
azione od omissione di chi è astretto a questi doveri possa mettere in concreto
pericolo lo sviluppo fisico o psichico del minore (BSK Strafrecht II – A.
ECKERT, op. cit., art. 219 CP n. 9; StGB PK – S. TRECHSEL / M. PIETH, op. cit.,
art. 219 CP n. 3; decisione TF 6B_978/2021 del 5.10.2022 consid. 5.2.).

 

                                         In
secondo luogo si tratta di un reato di messa in pericolo concreta: la
violazione dei suddetti doveri è punibile soltanto se ha effettivamente messo
in pericolo lo sviluppo fisico oppure psichico del minore; non è necessario un
danno effettivo [decisione TF 6B_978/2021 del 5.10.2022 consid. 5.2.; DTF 126 IV 136 consid. 1b; DTF 125 IV 64
consid. 1a; decisione TF 6B_586/2021 del 26.1.2022 consid. 2.1. e riferimenti; BSK Strafrecht II – A. ECKERT, op. cit.,
art. 219 CP n. 10; StGB PK – S. TRECHSEL
/ M. PIETH, op. cit., art. 219
CP n. 4].

 

                                         Inoltre,
per tutte le fattispecie indicate nel decreto di accusa, il procuratore
pubblico ha richiamato l’art. 219 cpv. 1 CP, che implica intenzionalità (anche
soltanto nella forma del dolo eventuale) da parte dell’autore, escludendo
dunque un eventuale agire negligente ai sensi dell’art. 219 cpv. 2 CP (secondo
cui, invece della pena detentiva o pecuniaria, può essere pronunciata la multa)
[DTF 125 IV 64 consid. 1a; BSK
Strafrecht II – A. ECKERT, op. cit., art. 219 CP n. 11 e 12; StGB PK – S. TRECHSEL / M. PIETH, op. cit., art. 219
CP n. 5]. Anche tale disposizione andrebbe dunque esaminata, non potendo essere
esclusa a priori.

 

                                         Si
tratta pertanto di questioni giuridiche non proprio banali per una persona non
cognita in materia e che RE 1 difficilmente sarebbe in grado di risolvere e di
sostenere da sola dinanzi alla Pretura penale.

 

                                         Non
va del resto dimenticato che, tenendo conto del contenuto del decreto di accusa
e delle cinque imputazioni a carico di RE 1, l’esito del procedimento penale
potrebbe avere delle conseguenze importanti sulla sua persona, in particolare con
riferimento alla valutazione della sua capacità genitoriale con il rischio che venga
revocata la risoluzione n. __________ del 22.2.2022 dell’ARP __________ e di
perdere la custodia sulla figlia __________ (cfr., al proposito, consid. 2.2.,
p. 7 della presente decisione). 

 

Si deve infine evidenziare che l’avv. PR
1 ha prodotto numerose prove (sia dinanzi alla Pretura penale, sia dinanzi a
questa Corte) che forniscono un quadro più completo della delicata situazione
personale e familiare di RE 1 e che essa verosimilmente non avrebbe mai
prodotto da sola per assicurare la propria difesa in sede dibattimentale, anche
per il fatto che toccano la sua sfera intima e privata.

 

Alla luce di quanto sopra esposto, valutando
le circostanze concrete, non si può dunque concludere che si tratti di un caso
bagatellare e che il caso in disamina non presenti difficoltà tali da consentire
a RE 1 di difendersi da sola senza l’assistenza di un legale. 

 

Una difesa è dunque necessaria per tutelare
gli interessi di RE 1.

 

3.4.

Il giudice, concludendo che non si
imponesse una difesa per tutelare gli interessi di RE 1, non ha esaminato la
condizione d’indigenza (art. 132 cpv. 1 lit. b CPP). 

 

                                       Di
conseguenza, si giustifica l’annullamento del decreto impugnato e la
restituzione degli atti al giudice della Pretura penale affinché emani una nuova
decisione, dopo aver verificato se RE 1 sia sprovvista dei mezzi necessari
conformemente all’art. 132 cpv. 1 lit. b CPP.

 

 

                                 4.   Il
decreto 27.10.2022 del giudice della
Pretura penale è annullato, il quale si pronuncerà in merito ai sensi dei
considerandi. 

 

 

                                   5.   Il gravame è accolto ai sensi considerandi. Non si prelevano tassa di giustizia e spese (art.
428 cpv. 4 CPP). Non vengono assegnate indennità: la tassazione della
retribuzione del difensore, operata dall’autorità giudicante al termine del procedimento,
terrà conto anche della presente procedura di reclamo (art. 135 cpv. 2 CPP).

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 379 ss. e 393 ss.
CPP ed ogni altra disposizione applicabile,

 

pronuncia

 

 

                                 1.   Il reclamo è accolto ai sensi dei considerandi.
Di conseguenza:

 

                                    §   Il
decreto 27.10.2022 del giudice della
Pretura penale Flavio Biaggi, nel
contesto del procedimento penale di cui all’incarto __________ (DA __________),
è annullato.

 

                                    §   Il
giudice della Pretura penale si pronuncerà ai sensi dei considerandi. 

 

                                 2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese. Al termine del procedimento l’autorità
giudicante stabilirà l’importo della retribuzione riferito al reclamo di cui al
presente incarto (art. 135 cpv. 2 CPP).

 

                                 3.   Rimedio
di diritto:

                                       Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95
 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art.
81 LTF.

 

                                 4.   Intimazione:

	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

                                         per
conoscenza:

                                         

 

 

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                         La
cancelliera