# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6f5cdeed-30fa-512e-a131-1664ac0e3d52
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-01-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.01.2014 D-456/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-456-2014_2014-01-30.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-456/2014 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  3 0  g e n n a i o  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Markus König;  

cancelliere Gilles Fasola. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (...), 

Tunisia,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM),  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione 

dell'UFM del 22 gennaio 2014 / N (...). 

 

 

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visto 

la domanda d'asilo che il richiedente ha presentato in Svizzera il   

5 dicembre 2013; 

il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente e mediante il quale lo ha 

reso attento circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive 

all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con 

comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi 

scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; 

i verbali d'audizione dell'11 dicembre 2013 (di seguito: verbale 1) e  

del 13 gennaio 2014 (di seguito: verbale 2); 

la decisione dell'UFM del 22 gennaio 2014, con cui tale Ufficio non è en-

trato nel merito della succitata domanda d'asilo ed ha pronunciato l'allon-

tanamento e l'esecuzione dell'allontanamento del richiedente dalla Sviz-

zera, notificata oralmente all'interessato il medesimo giorno (cfr. Atto 

A15/1); 

il ricorso del 27 gennaio 2014 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d'entrata: 28 gennaio 2014); 

la copia dell'incarto dell'UFM pervenuta via fax al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) il 28 gennaio 2014; 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei conside-

randi che seguono; 

 

Diritto: 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 della Legge sull'asilo del 

26 giugno 1998, [LAsi, RS 142.31]) contro una decisione in materia  

d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 della Legge sul Tribunale 

amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]), il ricorso 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e  

52 cpv. 1 della Legge federale sulla procedura amministrativa del 

20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021); 

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che in caso di ricorso contro una decisione di non entrata nel merito in cui 

l'UFM rifiuta di esaminare la fondatezza della domanda d'asilo  

(art. 32-35a LAsi), l'autorità di ricorso si limita, secondo la prassi, a  

esaminare se l'autorità inferiore ha rifiutato a giusto titolo di entrare nel 

merito della domanda d'asilo (cfr. DTAF 2011/30 consid. 3); 

che contro una decisione di non entrata nel merito in materia di asilo  

l'oggetto suscettibile di essere impugnato non può essere esteso alla  

questione della concessione dell'asilo che presuppone un esame materia-

le della domanda stessa; 

che, di conseguenza, la conclusione implicita tendente alla concessione 

dell'asilo è inammissibile;  

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, 

con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la  

decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); 

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti; 

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una  

domanda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun  

documento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della  

domanda;  

che secondo l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il richie-

dente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi scusabili, 

di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presen-

tazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del ricorrente è 

accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi 

(lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiari-

menti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un impedimento 

all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);  

che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, 

segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono  

un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua  

cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di particola-

ri formalità amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5);  

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che, per contro, non sono documenti validi quelli emessi per altri scopi, 

come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita, 

la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi (ibidem consid. 6);  

che, nel caso concreto, il ricorrente non ha esibito sino ad oggi alcun  

documento che adempia i citati criteri;  

che, in merito al possesso di documenti, il ricorrente ha dichiarato di ave-

re perso in mare, nel corso del viaggio d'espatrio, i propri documenti  

(cfr. verbale 1, pag. 6) che, circa la possibilità di presentare alle autorità 

elvetiche validi documenti ai sensi della LAsi, ha inizialmente affermato di 

non avere fatto nulla in quanto avrebbe perso il cellulare (cfr. ibidem); che 

nella seconda audizione ha ribadito di non avere alcun documento ma 

che potrebbe forse ottenerli tra un mese (cfr. verbale 2, D4, pag. 2); che, 

in particolare, i documenti si troverebbe dal fratello in Francia e dalla mo-

glie (cfr. verbale 2, D5, pag. 2); che, tuttavia, non avrebbe i soldi per tele-

fonare (cfr. verbale 2, D6, pag. 2);  

che nel ricorso l'insorgente sostiene che vi sarebbero motivi scusabili ai 

sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi per la mancata consegna dei  

documenti; che, in particolare, avrebbe perso i documenti in mare e non 

potrebbe ottenerne nuovi documenti in ragione dei suoi problemi con l'at-

tuale governo tunisino; 

che, ciò malgrado, le dichiarazioni del ricorrente circa la possibilità di  

ottenere i propri documenti non convincono il Tribunale; che, infatti, egli 

ha reso dichiarazioni contraddittorie ed inverosimili circa il suo viaggio 

d'espatrio; che, in particolare, ha dapprima negato di essere stato in Gre-

cia malgrado i riscontri del sistema dattiloscopico EURODAC (cfr. verbale 

1, pagg. 6/7); che, nel corso della seconda audizione, ha invece confer-

mato di avere raggiunto la Grecia via Turchia viaggiando in aereo con il 

proprio passaporto (cfr. verbale 2, D11-16, pag. 3); che, dopo essere sta-

to in Grecia, sarebbe tornato in Libia (cfr. verbale 2, D24, pag. 3); che, in-

fine, dalla Libia si sarebbe imbarcato verso l'Italia perdendo i documenti 

nel corso di tale viaggio (cfr. verbale 2, D19-20 e D25-26, pagg. 3-4); che 

in considerazione dell'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette di-

chiarazioni vi è ragione di concludere che il ricorrente dissimuli i suoi do-

cumenti d'identità per i bisogni di causa;  

che l'insorgente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 

consegna dei documenti d'identità;  

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che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, né 

fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli stessi, 

l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore del ricorrente 

non è applicabile; 

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in 

applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in  

base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di  

rifugiato del richiedente;  

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore 

ha pure introdotto, con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi, una  

procedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 

meno della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una  

decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); 

che, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore nella querelata  

decisione alla quale si rinvia, questo Tribunale ritiene che le allegazioni 

del ricorrente non siano verosimili; 

che, infatti, l'insorgente ha omesso di citare nel corso della prima audizio-

ne elementi fondamentali quali le condanne che avrebbe subito in patria 

(cfr. verbale 2, D29, pag. 4); che, oltretutto, la cronologia degli eventi citati 

non collima con le date di fatti notori accaduti in Tunisia, in particolare la 

caduta del regime (cfr. verbale 2, D31-34, pag. 4); che le giustificazioni ri-

corsuali secondo cui tali incongruenze sarebbero dovute ad errori di tra-

duzione o trascrizione non soccorrono il ricorrente; che, infatti, tali con-

traddizioni sono state fatte notare all'insorgente già nel corso delle audi-

zioni; che, oltretutto, il ricorrente ha sempre affermato di capire bene l'in-

terprete (cfr. verbale 1, pag. 2 e verbale 2, D1, pag. 2); che, infine, la fe-

defacenza dei verbali alle proprie dichiarazioni è stata confermata dell'in-

sorgente con la firma apposta in calce ai verbali; 

che, di conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, con 

riferimento all'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, le dichiarazioni rese dal ricorrente;  

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi 

da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti ai fini della determina-

zione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo; 

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione  

complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 

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all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista 

dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2007/8 consid. 5.6.5-5.7, pp. 90 e ss. e  

DTAF 2009/50 consid. 5-8, pp. 725-733); 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che 

l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Tunisia possa violare 

l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera 

del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione del 

28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi 

(divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 

16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente 

in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della 

Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uo-

mo e delle libertà fondamentali  (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della  

Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o  

trattamenti crudeli, inumani o degradanti  (Conv. tortura, RS 0.105);  

che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato 

nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi;  

che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso,  

destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  

decisione impugnata va confermata;  

che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM  

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 

sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 2011 [OAsi 1, 

RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9, p. 733); 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, 

giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere 

possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione-

volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);  

che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, ai sensi delle norme di 

diritto internazionale pubblico nonché della LAsi, l'esecuzione dell'allonta-

namento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 3 LStr); 

che la situazione vigente in Tunisia non è caratterizzata da guerra, guerra 

civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione 

nell'integralità del territorio nazionale; 

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che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane e lau-

reato (cfr. verbale 1, pag. 4); che il medesimo ha un'esperienza lavorativa 

pluriennale nell'ambito del controllo delle finanze e della gestione ammi-

nistrativa (cfr. ibidem); che l'insorgente dispone in patria di un'ampia rete 

sociale, ritenuto che vi risiedono la moglie, la figlia, i genitori, tre fratelli e 

diversi zii e cugini (cfr. verbale 1, pag. 5);  

che il ricorrente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi 

problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria 

(cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2, p. 21 e relativi riferimenti) senza che da 

un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una sua  

permanenza in Svizzera per motivi medici; che, pertanto, l'esecuzione 

dell'allontanamento del ricorrente nel suo Paese d'origine è ragionevol-

mente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr); 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 2 

LStr); che, infatti, il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà 

procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 

consid. 12, pp. 513-515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque 

pure possibile;  

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile,  

ragionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in  

materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e 

la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata;  

che, in virtù di quanto precedentemente enunciato, le conclusioni  

ricorsuali tendenti all'annullamento della decisione impugnata ed alla  

trasmissione degli atti all'autorità inferiore per nuova decisione vanno  

respinte;  

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda  

d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 

spese processuali è divenuta senza oggetto; 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente 

(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse 

e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo  

federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);  

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che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale 

(art. 83 lett. d cifra 1 legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, 

RS 173.110]). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza.  

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Gilles Fasola 

 

 

Data di spedizione: