# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 68f2a84b-4f79-5af8-8e1e-fb31fd155ed7
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 1995-10-18
**Language:** it
**Title:** Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Bundesrat 18.10.1995 JAAC 60.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_VB/CH_VB_008_JAAC-60-13--_1995-10-18.pdf

## Full Text

JAAC 60.13

Decisione del Consiglio federale del 18 ottobre 1995

Entraide judiciaire.

Art. 1er al. 2, art. 17 al. 1er et 4 et art. 26 EIMP. Les intérêts essentiels de
la Suisse ne sont pas atteints dans la présente procédure d’entraide
judiciaire. Partant, l’OFP a la compétence de décider en première
instance de transférer la demande, et la décision du DFJP tranchant un
recours est définitive.

Art. 17 al. 4 EIMP. Lorsqu’un transfert peut avoir lieu tant au Ministère
public de la Confédération (MP) qu’aux autorités cantonales de
poursuite pénale, l’OFP décide dans les limites de son pouvoir
d’appréciation. Il n’a pas excédé son pouvoir d’appréciation en l’espèce
en transférant l’affaire intégralement au MP.

Rechtshilfe.

Art. 1 Abs. 2, Art. 17 Abs. 1 und 4 und Art. 26 IRSG. Keine Tangierung
wesentlicher Interessen der Schweiz durch das Verhalten der
Behörden im hier zu beurteilenden Rechtshilfeverfahren. Damit ist das
Bundesamt für Polizeiwesen (BAP) erstinstanzlich für den Erlass der
Delegationsverfügung zuständig und der Beschwerdeentscheid des EJPD
endgültig.

Art 17 Abs. 4 IRSG. Ist eine Delegation des Verfahrens sowohl
an die Bundesanwaltschaft (BA) als auch an die kantonalen
Strafverfolgungsbehörden möglich, so entscheidet das BAP hierüber
im Rahmen seines Ermessens. Keine Verletzung des Ermessens bei der
vorliegenden vollumfänglichen Delegation an die BA.

1

Assistenza giudiziaria.

Art. 1 cpv. 2, art. 17 cpv. 1 e 4 e art. 26 AIMP. Gli interessi essenziali
della Svizzera non sono toccati dalla presente procedura d’assistenza
giudiziaria. L’Ufficio federale di polizia (UFP) è competente a decidere in
prima istanza in merito alla decisione di delega e la decisione del DFGP
sul ricorso è definitiva.

Art. 17 cpv. 4 AIMP. Se una delega della procedura è possibile sia al
Ministero pubblico della Confederazione (MPC), sia anche alle autorità
cantonali preposte al perseguimento penale, l’UFP decide in merito
nell’ambito del potere d’apprezzamento. Nessuna violazione del potere
d’apprezzamento nel caso della presente delega integrale al MPC.

I

A. Nel quadro di tre procedimenti penali contro W, X e Y e altri sospettati
per corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, favoreggiamento
personale e false comunicazioni sociali, la Procura della Repubblica presso il
Tribunale Ordinario di M. ha indirizzato, il 29 novembre 1994, una domanda
di assistenza giudiziaria al Ministero pubblico della Confederazione (MPC). Il
30 novembre 1994, in seguito a contatti telefonici, le autorità italiane hanno
completato la loro domanda al MPC, nel senso che il procedimento contro
W venisse condotto, per gli stessi reati, anche a carico dello Z. Il MPC ha
trasmesso la domanda ed il suo complemento all’Ufficio federale di polizia
(UFP).

B. Lo stesso giorno l’UFP ha delegato l’attuazione del procedimento di
assistenza giudiziaria al MPC e lo ha invitato a decidere sull’ammissibilità
della domanda e sulle eventuali misure da prendere.

C. In data 2 dicembre 1994 il MPC ha deciso di accogliere la domanda di
assistenza giudiziaria e ordinato la perquisizione domiciliare degli uffici
della F. SA in Svizzera. La perquisizione ha avuto luogo il 5 dicembre 1994. In
tale occasione sono stati, fra l’altro, posti sotto sequestro anche tre documenti
concernenti la ricorrente.

D. Il 15 dicembre 1994 la ricorrente ha presentato opposizione all’UFP
contestando la delega della procedura di assistenza giudiziaria del
30 novembre 1994 al MPC. In data 10 febbraio 1995 l’UFP ha respinto
l’opposizione. Il ricorso avverso tale decisione è stato respinto dal DFGP il
28 aprile 1995.

E. Contro quest’ultima decisione il 17 maggio 1995 la ricorrente ha inoltrato al
Consiglio federale il ricorso amministrativo e la denunzia oggetto del presente
giudizio. La ricorrente postula l’annullamento dell’ordine di delega al MPC,
protestate spese e ripetibili. Essa chiede inoltre di richiamare dal MPC tutte
le comunicazioni scambiate con le autorità straniere e riguardanti il caso

2

in questione, in particolare la nota 13 gennaio 1995 inviata dal Procuratore
generale della Confederazione alla Procura di M. Il DFGP chiede di non entrare
nel merito del ricorso amministrativo e di respingere la denunzia.

II

1. L’UFP, che secondo l’art. 17 cpv. 2 della LF del 20 marzo 1981 sull’assistenza
internazionale in materia penale (Assistenza in materia penale [AIMP],
RS 351.1) è competente per ricevere le domande di assistenza giudiziaria
dell’estero, fonda correttamente il suo ordine di delega del 30 novembre
1994 sull’art 17 cpv. 4 di questa stessa legge. Infatti, l’Ufficio federale può
delegare l’attuazione di un procedimento all’autorità federale che sarebbe
stata competente a reprimere se il reato fosse stato commesso in Svizzera.
Nella fattispecie è domandata l’assistenza giudiziaria in un procedimento
penale condotto anche a carico dello Z, per un atto contrario ai doveri d’ufficio.
Questa fattispecie corrisponde a quella dell’art. 315 CP («corruzione passiva»)
ed è quindi sottoposta alla giurisdizione federale (art. 340 CP). Competente in
materia di perseguimento penale è il MPC (art. 15 della LF del 15 giugno 1934
sulla procedura penale, RS 312.0). A ragione l’UFP si è avvalso del suo potere
d’apprezzamento in virtù dell’art. 17 cpv. 4 AIMP ed ha delegato l’attuazione
del procedimento di assistenza giudiziaria al MPC.

2. Dato che l’ordine di delega dell’UFP si fonda sull’art. 17 cpv. 4 AIMP, una
decisione su ricorso del DFGP in merito a tale ordine è definitiva (art. 26 in
fine AIMP). Le critiche della ricorrente a questo riguardo non sono pertinenti.
Essa afferma infatti che, in base all’art. 17 cpv. 1 AIMP, il DFGP sarebbe dovuto
intervenire in virtù delle violazioni di sovranità nella decisione di delega.
Questa norma riserva al Dipartimento la decisione (contro la quale è possibile
ricorrere al Consiglio federale) in tutti i casi menzionati nell’art. 1 cpv. 2
AIMP, segnatamente quindi in quelli in cui si deve tener conto della sovranità
della Svizzera. Come verrà spiegato ancora alla cifra III. 2 più sotto, il DFGP è
correttamente partito dal presupposto che la decisione di delega dell’UFP non
aveva violato la sovranità del Paese e che pertanto un intervento giusta l’art. 1
cpv. 2 AIMP non poteva essere preso in considerazione. Per i suddetti motivi
l’impugnata decisione su ricorso del DFGP è definitiva, giacché non si fonda
formalmente sul cpv. 1 bensì sul cpv. 4 dell’art. 17 AIMP. Di conseguenza non si
deve entrare nel merito del ricorso amministrativo.

III

1. Rimane quindi da esaminare ancora la denunzia presentata dalla ricorrente
giusta l’art. 71 della PA. Come si evince dal termine non si tratta di un ricorso,
bensì piuttosto di un esposto all’autorità di vigilanza, in cui sono evocate
presunte irregolarità dell’autorità nell’esercizio della sua funzione. Nell’ambito
della sua competenza di vigilanza l’istanza di vigilanza può anche annullare
le decisioni dell’istanza vigilata. Secondo la prassi, un intervento è però
possibile soltanto in casi gravi; vi deve essere una violazione ripetuta o almeno
ripetibile di chiaro diritto materiale o formale, non tollerabile dallo Stato di
diritto (Fritz Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, Berna 1983, pag. 221 segg.
con rinvii).

3

La ricorrente fa essenzialmente valere che:

- la decisione di delega, presa formalmente dall’UFP sarebbe stata in realtà
stabilita dal MPC d’intesa con le autorità italiane; le autorità italiane avrebbero
completato la domanda di assistenza giudiziaria soltanto dietro indicazione
del Procuratore generale della Confederazione, segnalando l’esistenza di
un procedimento penale in corso anche contro un funzionario per un atto
contrario ai doveri d’ufficio; questa circostanza avrebbe dato la possibilità
al Procuratore generale della Confederazione di fare in modo che l’UFP
delegasse il procedimento al MPC, escludendo in tal modo le autorità
cantonali normalmente competenti del perseguimento penale; in questo fatto
risiederebbe la violazione della sovranità nazionale e dell’ordine pubblico
svizzero;

(...)

2. Con la ricorrente bisogna convenire nella misura in cui secondo l’art. 17
cpv. 4 AIMP sarebbe anche stato possibile trasmettere l’attuazione del
procedimento di assistenza giudiziaria in questione alle autorità cantonali. In
base ai documenti a disposizione potrebbe pure sorgere l’impressione che il
MPC fosse effettivamente interessato ad attuare esso stesso il procedimento di
assistenza giudiziaria, ciò che si potrebbe desumere dal completamento della
domanda di assistenza giudiziaria (avvenuto in seguito a contatti telefonici
con il MPC) che faceva riferimento al procedimento penale contro lo Z e che
ha quindi reso possibile la delega al MPC. Nella sua delega l’UFP ha parlato
d’altronde di un procedimento penale contro lo Z e altri. Anche qualora il
MPC stesso avesse avuto interesse ad attuare il procedimento e ciò avesse
corrisposto addirittura al desiderio delle autorità italiane, non si comprende
come vi possa essere qualcosa da obiettare in proposito, dato che i presupposti
legali per una delega al MPC erano comunque indubbiamente adempiuti.
Pertanto nella sua decisione l’UFP si è avvalso del potere d’apprezzamento
accordatogli dall’art. 17 cpv. 4 AIMP. L’UFP ha deciso di delegare la procedura
al MPC perché questi disporrebbe di conoscenze più approfondite, necessarie
per un simile caso di portata internazionale; d’altra parte il MPC sarebbe
anche idoneo per il necessario coordinamento del procedimento. Queste
osservazioni appaiono tanto più sostenibili, visto che non vi sarebbe nessun
motivo cogente per una delega del procedimento al Cantone. In queste
circostanze non si può assolutamente intravedere un’influenza illecita da parte
delle autorità italiane tale da rappresentare una violazione della sovranità
nazionale rispettivamente dell’ordine pubblico svizzero. Nella misura in cui la
denunzia contesta il conferimento dell’ordine di delega, non esistono motivi
per un intervento dell’autorità di vigilanza.

3. (...)

IV

Visto l’esito della procedura le spese processuali per il ricorso amministrativo
devono essere messe a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA). Non esiste
però una ragione per addossare spese processuali per il trattamento della

4

denunzia, poiché questa non si è dimostrata né temeraria né di straordinaria
ampiezza e nemmeno di particolare difficoltà (art. 10 dell’O del 10 settembre
1969 sulle tasse e spese nella procedura amministrativa, RS 172.041.0).

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Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften

Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées

Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

JAAC 60.13 - Decisione del Consiglio federale del 18 ottobre 1995

In Verwaltungspraxis der Bundesbehörden
Dans Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération
In Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione

Jahr 1996
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Band 60
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Ref. No 150 002 978

Das Dokument wurde durch das Schweizerische Bundesarchiv und die Bundeskanzlei konvertiert.

Le document a été digitalisé par les Archives Fédérales Suisses et la Chancellerie fédérale.

Il documento è stato convertito dall'Archivio federale svizzero e della Cancelleria federale.

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