# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1935894e-817c-58c4-b723-364bc11f4c44
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-03-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 08.03.2000 INC.1999.4310
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-4310_2000-03-08.html

## Full Text

N. 43.99.10 L                                                              Lugano,
8 marzo 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato il 17 febbraio 2000 da

 

 

__________,                   __________, attualmente
in carcere preventivo

                                           (patrocinato
dall’avv. __________)

 

 

contro la decisione 7 febbraio
2000 del Procuratore pubblico avv. __________, che ha respinto
complementi di prova nel procedimento pendente contro il reclamante per titolo
di truffa e altri reati;

 

viste le osservazioni 21 febbraio
2000 del magistrato inquirente, 23 febbraio 2000 del __________, __________
(patrocinato dall'avv. __________), 25 febbraio 2000 del titolare della
relazione __________ (patrocinato dall'avv. __________), 1. marzo 2000 dei
titolari dei conti __________ e altri (patrocinati dall'avv. __________), 2
marzo 2000 del titolare della relazione __________ (patrocinato dall'avv.
__________) e del titolare della relazione __________ (patrocinato dall'avv.
__________), tutti postulanti la reiezione del reclamo;

 

preso atto che altre parti al
procedimento non hanno preso posizione nel termine all'uopo loro assegnato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in fatto:

 

A.

 

Nel procedimento pendente contro
__________ per titolo di truffa, appropriazione indebita e amministrazione
infedele, reati consumati secondo diversi ruoli con il figlio __________ e con
__________ (fattispecie nota per altre decisioni prese in questa sede), il
Procuratore pubblico - avendo ritenuto raggiunto lo scopo dell'istruzione
formale - con decreto 19 gennaio 2000 (AI. 274 dell'inc. MP 7805) ha disposto
il deposito degli atti per eventuale completazione dell'inchiesta ad opera
delle parti, come vuole l'art. 196 CPP.

 

 

B.

 

Nel termine assegnato, il 3 febbraio
2000 __________ ha chiesto a valere quale completazione dell'istruttoria:
l'indicazione delle generalità e domicilio di tutte le persone verbalizzate o
indicate negli atti con indicazione di comodo e analogamente per le parti lese
o parti civili "che si sono annunciate"; la completazione, da
parte del __________ degli elenchi dei clienti, con le generalità dei titolari
rispettivamente degli aventi diritto economico; sempre da parte di questo
istituto bancario, analoga produzione per quanto concerne le persone che hanno
dato discarico e dei clienti con i quali sono stati conclusi accordi, con i
relativi incarti; accertamenti circa gli investitori che hanno accettato azioni
__________, in pagamento o a garanzia. Queste asserite prove derivano dalla costatazione
di designazione con nomi di comodo o indicazione in codice dei rispettivi
conti: e, se i correlativi accertamenti sono di competenza della Corte del
merito, la difesa deve essere messa in grado di citare quelle persone al
dibattimento.

Da ultimo è stata avanzata la
richiesta di traduzione della documentazione prodotta in lingua inglese, "almeno
prima del dibattimento" e per quanto ritenuto essenziale dal
Procuratore pubblico (non trattandosi in ogni modo di prova nel contesto
dell'art. 196 CPP).

 

La conseguente decisione 7
febbraio 2000 del Procuratore pubblico evidenzia avantutto che l'istanza non
poggia sui requisiti giurisprudenziali di applicazione dell'art. 196 CPP,
peraltro alcune richieste già trovando risposta negli atti istruttori, altre apparendo
di natura "amministrativa" ed altre concernendo rapporti
estranei al procedimento tra __________ e suoi clienti. Di fatto tutti i nomi
dei clienti coinvolti nelle indagini sono consegnati in busta chiusa, né in
sede di confronti con taluni di loro sono state sollevate eccezioni dalla
difesa: solo in un caso il nome del cliente non risulta acquisito, per cui la
relativa documentazione sarà richiamata dal __________. L'accertamento sull'accettazione di azioni __________ non è
motivata e comunque da un lato anche in questo caso le indicazioni del caso si
trovano negli atti e dall'altro fu lo stesso accusato istante a proporre tali
azioni quale garanzia o rimborso.

 

 

 

 

Del pari è stata respinta la
richiesta di produzione di accordi tra __________ e clienti, mentre detto
istituto sarà invitato a produrre la totalità delle dichiarazioni di scarico.
Infine, sempre secondo il magistrato inquirente, non vi sono problemi per la
traduzione dei documenti che la difesa vorrà indicare.

 

 

C.

 

Il reclamo in oggetto ripropone
l'assunzione dei mezzi di prova disattesi dal Procuratore pubblico e
segnatamente l'indicazione delle generalità di testimoni, parti lese e parti
civili e l'acquisizione completa degli elenchi dei clienti, degli accordi
passati con il __________ e delle accettazioni di azioni __________. A suo dire
la difesa ha ripetutamente censurato il mascheramento delle generalità a
verbale, essendo irrilevante se comunque l'accusato ha potuto identificare dei
clienti. Si tratta infatti di violazione di norme essenziali di procedura e
particolarmente del diritto di essere sentito (occorrendo altresì garantire
alla difesa la possibilità di citazione al dibattimento): la parte civile deve
dimostrare la propria capacità processuale, come vuole l'art. 69 CPP, e quindi
va designata con le proprie generalità e del pari i testimoni, a mente
dell'art. 114 CPP. Infine per l'apprezzamento della colpa occorre chiarezza
sull'ammontare del danno.

 

Il Procuratore pubblico chiede
l'integrale reiezione del reclamo ribadendo che le generalità di testimoni e di
parti civili sono agli atti, neppure l'accusato per queste ultime menzionando
quali sarebbero anonime. L'acquisizione di questi dati in busta chiusa è prassi
corrente e consente di non lasciarne prendere visione a terzi senza interesse,
mentre la richiesta dell'accusato appare tardiva e contraria alla buona fede
processuale, in quanto non è mai stato limitato l'accesso agli atti e non vi è
stata opposizione al mascheramento dei nomi, salvo in un'occasione per volontà
del reclamante e del suo patrocinatore neppure verbalizzata. Gli elementi per
la determinazione del danno sono agli atti e nel reclamo non si trova
motivazione della richiesta finalizzata ad assunzione di complementi
istruttori. Pure per quanto concerne l'accettazione di __________, da un lato
vi sono agli atti le connesse indicazioni e dall'altro non vengono indicate le
carenze documentali, il tutto riducendosi ad una richiesta di accertamento
generale, e come tale appunto inammissibile.

 

Anche tutte le controparti
chiedono la reiezione del gravame, in particolare per quanto concerne
allestimento e produzione di elenchi con le generalità di clienti, testimoni,
parti lese e parti civili. Riassuntivamente:

 

-    il __________ osserva come il reclamante da sempre conosca le
generalità dei clienti, neppure avendo affermato il contrario e peraltro
essendo consentito "raccogliere deposizioni senza aperta specificazione
delle generalità", mentre la misura dei risarcimenti operati
dall'istituto bancario non ha influenza sulle decisioni conclusive di spettanza
del Procuratore pubblico;

 

 

 

 

-    il titolate della relazione __________ sottolinea come il suo
nome sia conosciuto dall'accusato e dal suo patrocinatore né vede per quali
motivi vadano pubblicizzate le sue generalità;

 

-    i titolari dei conti __________ e altri considerano
sostanzialmente il reclamo privo di oggetto, in quanto tutte le generalità sono
già agli atti quand'anche in busta separata, per cui le richieste dell'accusato
costituiscono eccesso di formalismo, a meno che non si stia tentando di
intimidire le vittime;

 

-    il titolare della relazione __________ rileva che le sue
generalità sono state acquisite, pure in busta chiusa (come la prassi
giudiziaria consente), senza contestazioni da parte dell'accusato, che oltretutto
conosce perfettamente questa persona;

 

-    analoghe argomentazioni sono portate dal titolare della relazione
__________, che non ravvisa nel modo di procedere del magistrato inquirente
nessuna violazione di norme di legge.

 

 

e considerando

 

 

 

in diritto:

 

1.

 

__________ - in quanto
formalmente accusato - è indubitabilmente legittimato ad impugnare il rifiuto
del Procuratore pubblico di assumere complementi di prova, non solo per la
disposizione di massima dell’art. 280 CPP, ma specificamente per quella relativa
alla completazione dell’istruttoria di cui all’art. 196 cpv. 5 CPP. Il reclamo,
tempestivo a norma di legge (art. 281 cpv. 1 CPP), è allora ricevibile in
ordine.

Del pari sono ricevibili le
tempestive osservazioni degli opponenti.

 

 

2.

 

L'art. 196 CPP consente alle
parti, una volta conclusa l'istruttoria a giudizio del Procuratore pubblico
nella sua attività di magistrato inquirente, di formulare istanza di
complemento di inchiesta, indicando i mezzi di prova da assumere (e per quanto
qui di seguito, si veda anche REP 1997 n. 107; 1998 n. 122).

 

 

 

 

 

 

 

 

La norma non fa che riprendere -
e nei successivi capoversi meglio precisare - quanto disposto dall'art. 58 cpv.
3 CPP/1941 e poi dall’art. 157 CPP/1993 (v. Messaggio aggiuntivo concernente la
revisione totale del CPP del 20 marzo 1991, pag. 163; Rapporto della
Commissione speciale del Gran Consiglio del 22 luglio 1992, pag. 67), per cui
mantiene validità la pregressa giurisprudenza in materia della Camera dei
ricorsi penali e di questa istanza di reclamo, che sottopone l'ammissibilità
delle prove così proposte a questo stadio del procedimento a tre concorrenti
ordini di considerazioni e presupposti: i complementi di prove devono essere
motivati per quanto attiene al loro oggetto ed al loro scopo in diretta
connessione con la fattispecie inquisita; tali mezzi di prova devono avere i
requisiti della novità, della rilevanza e della pertinenza alle successive
conclusioni del Procuratore pubblico, dopo la definitiva chiusura
dell'istruttoria dibattimentale, e poi - se ne sarà il caso - del giudice del
merito; le stesse prove devono essere di difficile produzione all'eventuale
dibattimento, avute presenti le finalità dell'art. 189 CPP (corrispondente agli
art. 147 CPP/1941 e 148 CPP/1993), inteso appunto tra altro ad assicurarne in
tale sede la non interrotta assunzione (v. sentenza 24 gennaio 1990 in re L.P.,
CRP 337/89; decisioni 17 febbraio 1993 in re L.P., GIAR 135.93.1, 21 agosto
1996 in re G.C., GIAR 512.96.1).

 

 

3.

 

Se è ben vero che i complementi
in discussione si riferiscono alla fattispecie istruita, come la primitiva
istanza così il gravame in oggetto si rivelano per più versi irricevibili e
comunque infondati.

 

Le richieste di ottenere le
generalità dei titolari dei conti, delle parti lese e delle parti civili,
unitamente alla completazione degli elenchi con le generalità di titolari ed
aventi diritto economico sono tardive e pretestuose.

Sin dal primo verbale del 25
gennaio 1999 (AI 2.2, titolare della relazione __________), le generalità
dell'interrogato sono state annesse in busta chiusa: si tratta di prassi
corrente, ammessa dalla giurisprudenza (v. REP 1992, pag. 334 ss. e
segnatamente pag. 345 consid. 3.1), volta a tutelare la discrezione ed il
segreto bancario nei confronti di terzi non abilitati, come sarebbe in casu per
parti civili che - pur trovandosi accomunate nello stesso procedimento e quindi
con facoltà di accesso agli atti - non hanno direttamente nulla da spartire tra
di loro, fermo restando il diritto dell'accusato di prenderne conoscenza, anche
per eventualmente postulare citazioni al dibattimento. Quindi di principio non
vi è nessuna violazione dei diritti della difesa, compreso quello conclamato di
essere sentito e v'è da aggiungere che sino ad ora mai l'accusato o il suo
difensore hanno sollevato obiezioni e formali censure con successivo eventuale 

 

 

 

 

 

 

 

 

impugnativa a questo giudice (a
ciò nulla valendo il rilievo orale neppure verbalizzato), tanto più che libero
accesso agli atti è stato da tempo concesso, per cui la pretesa irregolarità
poteva e doveva essere sollevata con puntuale tempestività.

Ma v'è di più. __________ è stato
interpellato ed anche posto a confronto con titolari di conto rispettivamente
parti lese o civili, sempre dando riscontro di conoscenza. Si vedano ad esempio
le seguenti sue affermazioni: "__________: questa persona era stata in
banca … le avevo consigliato … __________: trovo strano che contesti, in quanto
ho acquistato azioni per lei durante tre anni … ", ecc. (verbale 20
gennaio 1999, pag. 2, AI 3.2); "Per quanto concerne il fatto che io ho
incontrato i clienti __________ e __________ presso un bar di __________ … "
(verbale 29 gennaio 1999, pag. 5, AI 3.7); "Mi viene chiesto di
precisare quanto successo con il cliente __________ … Il cliente in questione,
preciso che quando parlo del cliente mi riferisco alla moglie del titolare
perché era lei che veniva…" (verbale 12 febbraio 1999, pag. 1, AI
3.11); "Cliente __________. Prendo atto delle dichiarazioni del
procuratore del conto __________. Io devo dire che ricordo questi clienti …"
(verbale 5 marzo 1999, pag. 3, AI 3.12); e si potrebbe continuare, anche
menzionando i verbali di confronto. Queste costatazioni non meritano commento
rispetto a quanto avanzato nel gravame.

Si può ancora aggiungere che il
reclamante non dà ragione di queste richieste in diretta relazione con
l'assunzione di prove e con la completazione dell'istruttoria intesa al
preventivo esame dell'accusa per le conclusioni di competenza del Procuratore
pubblico (art. 189 CPP), a cui nulla servono semplici elenchi di generalità
personali. E già si è detto che per eventuali citazioni al dibattimento si
potrà far capo alle indicazioni assicurate in busta separata.

 

Neppure le richieste intese ad
ottenere elenchi e chiarimenti "ai fini dell'accertamento della colpa e
della commisurazione della pena" meritano tutela, in quanto
indifferenti alla conclusione dell'istruzione formale e spettando poi alle
parti civili di farsi attive in proposito dinnanzi alla competente Corte del
merito, tenuto conto appunto che - ad esempio il __________ - ha osservato che
"farà valere le proprie pretese nel rispetto della procedura penale".

 

 

4.

 

Il reclamo, in quanto ricevibile,
è di conseguenza integralmente respinto con la presente decisione definitiva
(art. 284 cpv. 1 lett. a CPP, e contrario), tassa e spese giudiziarie andando a
carico del reclamante soccombente.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sempre a ragione della sua
soccombenza, __________ è tenuto al versamento alle parti opponenti di congrue
ripetibili, conformemente a quanto stabilito dall’art. 9 cpv. 6 CPP. In
concordanza con la giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali (v. tra altre
la sentenza 19 febbraio 1998 in re A.L., CRP 60.96.407), si supplisce alla
lacuna di questa norma, che non indica nessun criterio per la sua attuazione in
concreto, applicando per analogia le norme del CPC, segnatamente l’art. 150,
per cui si attribuisce un’indennità per gli onorari di patrocinio
corrispondente al presumibile impegno professionale.

 

 

Per i quali motivi,

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

1. In quanto ricevibile, il
reclamo è interamente respinto.

 

2.  La tassa di giustizia di fr. 450.- e le spese di fr. 80.- sono a
carico di __________.

 

3.  __________ verserà a titolo di ripetibili fr. 350.- al __________,
fr. 40.- al titolare della relazione __________, fr. 250.- ai titolari del
conto __________ e altri, fr. 250.- al titolare della relazione __________ e
fr. 150.- al titolare della relazione __________.

 

4. La presente decisione è
definitiva.

 

5. Intimazione:

-    avv. __________, per sé e per __________ (con copia delle
osservazioni del Procuratore pubblico e di tutti gli altri resistenti);

-    Procuratore pubblico avv. __________, sede (con l'incarto di
ritorno e con copia delle osservazioni di tutte le parti resistenti);

-    avv. __________, per sé e
per il __________;

-    avv. __________, per sé e per il titolare della relazione
__________;

 

 

 

 

 

 

 

-    avv. __________, per sé e
per le parti civili da lui rappresentate;

-    avv. __________, per sé e per il titolare della relazione
__________;

-    avv. __________, per sé e per il titolare della relazione
__________;

-    avv. __________, per sé e
per __________;

-    avv. __________, per sé e
per __________.

 

 

 

 

 

 

giudice __________