# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c9a0ed89-5992-5563-9b05-91917bad29b5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-05-23
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 23.05.2005 12.2004.167
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2004-167_2005-05-23.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2004.167

  	
  Lugano

  23 maggio
  2005/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, vicepresidente,

  Walser e Chiesa, quest’ultimo in sostituzione del
  giudice Cocchi, astenuto

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente quale istanza unica cantonale competente a
decidere i ricorsi per nullità e le domande di revisione di lodi arbitrali in
virtù degli art. 3 lett. f, 36 e 41 CIA, nonché dell’art. 2 del DL concernente
l’adesione del Cantone Ticino al concordato stesso, 

 

chiamata a statuire sul ricorso per nullità presentato
il 14 settembre 2004 da

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

   

  il lodo pronunciato il 26 marzo / 21 luglio 2004 dal
  Tribunale arbitrale __________, composto da____________________ __________
  (presidente), da____________________ __________ e da____________________ __________
  (membri), nell’ambito della procedura arbitrale promossa nei suoi confronti,
  con impugnativa 26 gennaio 2004, da

  	 

 

	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da  RA 3 
  

   

  

volto ad
ottenere l’annullamento del lodo e il conseguente aumento, da fr. 750.- a fr.
5’750.-, della sanzione pecuniaria a carico della controparte, con gli obblighi
accessori che ne derivavano, il tutto con protesta di spese e ripetibili di
entrambe le sedi; 

 

mentre la
resistente con osservazioni 28 settembre 2004 postula la reiezione del gravame
pure con protesta di spese e ripetibili;

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   Con
decisione 8 gennaio 2004 l’RI 1 (in seguito: RI 1) ha adottato varie sanzioni
disciplinari nei confronti della società CO 1, sua associata, infliggendole in
particolare una sanzione pecuniaria di fr. 1'000.- per carenze relative alla
raccolta di documenti di identità, un’altra sanzione pecuniaria di fr. 5’750.-
per mancata partecipazione ai corsi obbligatori da parte di 5 (recte: 6) suoi
dipendenti e facendole infine obbligo di frequentare la ripetizione della
formazione di base ed eventuali corsi di ricupero relativi ai corsi di
aggiornamento. 

 

 

                                   2.   Tempestivamente
adito dalla destinataria del provvedimento, il Tribunale arbitrale __________,
con il lodo qui impugnato, ha ridotto a fr. 500.- la sanzione pecuniaria per
carenze relative alla raccolta di documenti di identità rispettivamente a fr.
750.- quella per mancata partecipazione ai corsi obbligatori ed annullato le
ulteriori sanzioni disciplinari, ponendo le spese della procedura arbitrale a
carico delle parti in ragione di metà ciascuna, compensate le ripetibili. 

 

 

                                   3.   Con
il ricorso per nullità che qui ci occupa, l’RI 1 chiede di annullare il lodo e
con ciò di confermare la sanzione inflitta l’ 8 gennaio 2004 nella sua
interezza, salvo per quanto riguardava la sanzione pecuniaria per carenze relative
alla raccolta di documenti di identità. Esso in particolare censura siccome
arbitrario il giudizio con cui il tribunale arbitrale aveva ritenuto di
limitare ad un solo dipendente la sanzione per mancata partecipazione ai corsi,
quando invece erano pacificamente 6 i dipendenti che risultavano non averli
frequentati, e la decisione di esonerare la società dall’obbligo di 
frequentare i corsi, avendo essa nel frattempo rassegnato le sue dimissioni per
il 31 dicembre 2003.

 

 

                                   4.   Delle
osservazioni con cui la resistente postula la reiezione del gravame si dirà, se
necessario, nei prossimi considerandi.

 

 

                                   5.   Il
ricorso per nullità costituisce un rimedio di carattere straordinario che è
proponibile solo ed in quanto sia dimostrata la ricorrenza degli estremi di uno
o più motivi previsti dalla legge (Cocchi/Trezzini, CPC-TI App., m. 1, 2
e 7 ad art. 36 CIA).

                                         Nel caso
di specie, a questa Camera, implicitamente investita di un ricorso per nullità
ai sensi dell’art. 36 lett. f CIA, compete solo di vagliare se la decisione
querelata sia inficiata di arbitrio siccome fondata su accertamenti fattuali
manifestamente contrari alle risultanze processuali o pronunciata in evidente
violazione al diritto o all’equità (Rep. 1985 p. 149; Jolidon,
Commentaire du Concordat suisse sur l’arbitrage, Berna 1984, n. 93-95 ad art.
36 CIA; Rüede/Hadenfeldt, Schweizerisches Schiedsgerichtsrecht, 2. ed.,
Zurigo 1993, p. 345 segg.). Il solo fatto che esista una soluzione alternativa
o preferibile a quella adottata dal collegio arbitrale esclude la censura di
arbitrio. In quest’evenienza l’autorità investita di un ricorso per nullità non
può distanziarsi dalla decisione querelata a meno che la stessa appaia
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione fattuale, non
sorretta da una ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo. L’arbitrio deve
infine concernere il risultato della decisione e non solo la sua motivazione (sulla
nozione di arbitrio, cfr. Petralli-Zeni, Dieci anni di giurisprudenza
della Camera di cassazione civile: temi ricorrenti, in RtiD I-2004 p.
667).

 

 

                                   6.   Giusta
gli art. 32 cpv. 1 degli Statuti dell’RI 1 e 46 cpv. 1 del Regolamento dell’RI
1 il Comitato direttivo può infliggere delle pene convenzionali a carico dei
membri che hanno violato le norme degli Statuti, del Regolamento, delle Direttive
e di altre disposizioni emanate dall’RI 1. Le pene convenzionali consistono in
ammonimenti per i casi più lievi, in sanzioni pecuniarie il cui ammontare
massimo è di fr. 100'000.- e nell’esclusione dall’RI 1 nei casi più gravi (art.
32 cpv. 2 degli Statuti e 46 cpv. 2 del Regolamento). Il Comitato direttivo ha
in particolare la facoltà di determinare l’importo della sanzione pecuniaria in
funzione della gravità della violazione riscontrata, fermo restando il limite
stabilito nel precedente capoverso 2 (art. 32 cpv. 4 degli Statuti e 46 cpv. 4
del Regolamento).

                                         Nel caso
concreto la decisione con cui il tribunale arbitrale ha ritenuto di ridurre la
sanzione pecuniaria inflitta alla resistente per mancata partecipazione ai
corsi obbligatori da parte di 6 suoi dipendenti non può assolutamente essere considerata
arbitraria. Esso ha innanzitutto evidenziato che il Comitato direttivo dell’RI
1 era solito applicare, per la mancata partecipazione ai corsi, una tariffa di
fr. 250.- (per corso e per persona), rilevando a giusta ragione che quella
prassi, sia pure comprensibile dal profilo pratico, era discutibile da quello
giuridico, siccome non teneva conto del fatto che la sanzione pecuniaria, in
base alle menzionate norme statutarie e regolamentari, doveva in realtà essere determinata
“in funzione della gravità della violazione”, il che stava a significare che
l’ammontare della stessa andava commisurata alla colpevolezza di ogni singolo
caso, valutabile in funzione delle circostanze soggettive e oggettive nel quale
si era verificata. A fronte delle chiare disposizioni applicabili in materia,
il ricorrente è pertanto malvenuto a riproporre in questa sede la legittimità 
dell’indiscriminata tariffa decisa a suo tempo dal suo Comitato direttivo, sia
pure costantemente applicata. Ma a prescindere da quanto precede, il ricorso deve
in ogni caso essere pure disatteso, su questo punto, per il fatto che nel
gravame nemmeno sono state puntualmente censurate le considerazioni, di
carattere oggettivo e soggettivo, che avevano concretamente indotto il
tribunale arbitrale a ridurre l’ammontare della sanzione, considerazioni che
per altro -si pensi alla limitatissima attività svolta dalla resistente quale
ufficio di cambio, la sola soggetta alla LRD, e alla limitata necessità effettiva
di obbligare tutti quei dipendenti alla frequentazione dei corsi, tanto più che
l’ufficio gestito all’aeroporto di __________ da quella società aveva una
funzione essenzialmente di informazione per gli utenti dell’aeroscalo __________,
di cui era notoria la grave crisi a seguito delle misure adottate dall’UFAC- erano
senz’altro tali da giustificare l’adozione di una sanzione pecuniaria ridotta.

 

 

                                   7.   È parimenti
a torto che il ricorrente censura la decisione con cui il
tribunale arbitrale aveva escluso che la resistente potesse essere condannata a
frequentare la ripetizione della formazione di base ed eventuali corsi di
ricupero relativi ai corsi di aggiornamento, avendo essa nel frattempo rassegnato,
con lettera 20 agosto 2003 (doc. B), le sue dimissioni per il successivo 31
dicembre. Le dimissioni, in quanto atto ricettizio unilaterale, sono in effetti
divenute vincolanti non appena sono pervenute al ricorrente (cfr. Gauch/Schluep/Schmid/Rey,
Schweizerisches Obligationenrecht - Allgemeiner Teil, 7. ed., Zurigo 1998, N.
195 segg.), per cui non vi è chi non veda l’irrilevanza del fatto che
quest’ultimo, con lettera 11 settembre 2003 (doc. D), dopo aver rammentato alla
controparte che le stesse potevano essere revocate, possa averla invitata a
volergli comunicare ulteriormente le sue intenzioni, richiesta, questa, per
altro rimasta priva di qualsiasi riscontro da parte della resistente.

 

 

                                   8.   Ne discende la
reiezione del ricorso per nullità.

                                         La tassa di giustizia, le
spese e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC). 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati l’art. 148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   Il ricorso per nullità 14 settembre 2004 dell’RI 1 è respinto.

 

 

                                   II.   Le spese della procedura ricorsuale consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia        fr.  250.-

                                         b) spese                         
 fr.    50.- 

                                         Totale                              
fr.  300.-

 

                                         da
anticiparsi dal ricorrente, restano a suo carico con l’obbligo di rifondere
alla controparte fr. 500.- per ripetibili.

 

 

                                  III.   Intimazione:

	
   

  	
  -      

  -    

   

  

                                         Comunicazione
al presidente del Tribunale arbitrale __________, __________ __________ 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La vicepresidente                                                 Il
segretario