# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d219b7c4-c7c0-5ea4-9526-1147578ea80a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 09.03.2001 11.2000.88
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2000-88_2001-03-09.html

## Full Text

140

   

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  11.2000.00088

  	
  Lugano

  9 marzo 2001/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Bottinelli Raveglia, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella procedura n.
___-__.____–/____ __ (rettifica del registro fondiario) del Dipartimento delle
istituzioni, Sezione del registro fondiario e di commercio quale autorità di vigilanza,
che oppone il

 

 

	
   

  	
   __________ __________, __________

  (patrocinato dall'avv. __________ __________,
  __________)

   

  
	
   

  	
  Alla

  	 

 

	
   

  	
  Sezione del registro fondiario e di commercio

  quale autorità di vigilanza sul registro fondiario;

   

  

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
il ricorso del 25 agosto 2000 presentato dal  __________ __________ contro la
decisione emessa il 4 agosto 2000 dalla Sezione del registro fondiario e di
commercio quale autorità di vigilanza;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che il 19 gennaio 2000 il  __________ __________, associazione nel
senso dell'art. 60 CC, ha instato davanti all'ufficiale del registro fondiario
del Distretto di Locarno per far rettificare il nome del titolare delle particelle
n. __________, __________ e __________RFD di __________ da “__________: Società
delle  __________ __________: Società semplice” in __________ __________ ”;

 

                                         che con
decisione del 12 aprile 2000 l'ufficiale ha respinto la richiesta;

                                         

                                         che il
__________ __________ ha impugnato l'8 maggio 2000 tale decisione davanti alla
Sezione del registro fondiario e di commercio quale autorità di vigilanza,
chiedendo l'accoglimento dell'istanza di rettifica; 

                                         

                                         che,
statuendo il 4 agosto 2000, l'autorità di vigilanza ha respinto il ricorso,
ponendo la tassa di giustizia di fr. 100.– a carico del ricorrente;

 

                                         che
contro la predetta decisione il __________ è insorto con un ricorso del 25 agosto
2000 nel quale chiede di dar seguito all'istanza di rettifica del registro fondiario
e di riformare in tal senso la decisione dell'autorità di vigilanza;

 

                                         che nelle
sue osservazioni del 19 ottobre 2000 la Sezione del registro fondiario propone
di respingere il ricorso;

 

                                         che il 27
ottobre 2000 la Camera ha autorizzato un secondo scambio di allegati scritti,
nel quale le parti hanno ribadito il rispettivo punto di vista;

                                         

e considerando

 

in diritto:                        che le decisioni emesse dall'autorità di vigilanza sul registro fondiario
possono essere impugnate davanti alla Camera civile di appello secondo le
disposizioni della legge di procedura per le cause amministrative (art. 6 LRF:
RL 4.1.3.1);

 

                                         che il
termine di ricorso è, per diritto federale, di 30 giorni (art. 103 cpv. 2 RRF; Schmid in: Kommentar zum
Schweizerischen Privatrecht, ZGB II, Basilea 1998, n. 25 ad art. 956 CC con richiamo
a Huber in: ZBGR/RNRF 70/1989
pag. 134 seg.);

 

                                         che,
tempestivo, il ricorso in esame è quindi ricevibile;

 

                                         che in
concreto, secondo l'autorità di vigilanza, la designazione del proprietario dei
fondi n. __________, __________e __________ come “società semplice” corrisponde
all'indicazione contenuta nei documenti giustificativi, sicché la postulata
rettifica del registro fondiario, quand'anche risultasse fondata nel merito,
non potrebbe essere eseguita dall'ufficiale sulla base dell'art. __________CC,
ma andrebbe accertata dal giudice civile a norma dell'art. __________CC;

 

                                         che,
stando al ricorrente, l'iscrizione litigiosa non trova riscontro in alcun titolo
giuridico e risulta pertanto abusiva, oltre che errata, ragione per cui la
rettifica del registro fondiario dev'essere eseguita dall'ufficiale in base all'art.
977 CC;

 

                                         che
l'art. 975 CC disciplina la rettifica di iscrizioni eseguite senza causa legittima,
ovvero senza che ne fossero adempiute le condizioni sostanziali (vizio nel
titolo di acquisto o nella richiesta d'iscrizione), mentre l'art. 977 CC
riguarda l'ipotesi di operazioni eseguite per inavvertenza dell'ufficiale (art.
98 cpv. 1 RRF), sicché l'iscrizione non corrisponde ai documenti
giustificativi, di per sé validi e legittimi (DTF 117 II 44 consid. 4b con
rinvii);

 

                                         che in
concreto la designazione del proprietario come “società semplice” è stata
aggiunta al momento dell'introduzione nel Comune di __________ del registro fondiario
definitivo – tra il 1949 e il 1951 – sulla base di una minuta firmata in calce
dal presidente pro tempore del Legato, __________ __________ (doc. 6);

 

                                         che a
prescindere dalla portata esatta della minuta quale documento giustificativo
per l'iscrizione di un diritto nel registro fondiario (questione lasciata
indecisa dal Tribunale federale in una sentenza del 12 giugno 1997 in re C.,
consid. 2b, pubblicata parzialmente in: ZBGR/RNRF 81/2000 pag. 411 seg.), in
concreto l'ufficiale dei registri ha eseguito l'iscrizione litigiosa coscientemente
e non “per isvista” (art. 98 cpv. 1 RRF);

 

                                         che il
ricorrente medesimo, pur considerando errata l'iscrizione, riconosce come essa
sia “dovuta alla decisione unilaterale del funzionario che ha proceduto nel
1950 alle registrazioni e iscrizioni in sede di impianto” (istanza, pag. 2
punto 2; ricorso all'autorità di vigilanza, pag. 9 in basso e pag. 10 in alto;
replica, pag. 11 verso l'alto);

 

                                         che, ciò
posto, una rettifica del registro fondiario nel senso dell'art. 977 CC appare
esclusa, giacché l'iscrizione litigiosa non è stata eseguita per inavvertenza,
bensì intenzionalmente;

 

                                         che,
stando al ricorrente, l'azione prevista dall'art. 975 CC non è proponibile
poiché la natura giuridica del Legato è stata definita in modo vincolante dal
Consiglio di Stato in una risoluzione del 18 febbraio 1997, la quale è stata
precisata a sua volta dalla Sezione degli enti locali in un parere del 5 aprile
2000;

 

                                         che nella
citata risoluzione del 18 febbraio 1997 il Consiglio di Stato si è limitato tuttavia
a respingere una domanda intesa a riconoscere il Legato quale ente di diritto
pubblico nel senso della legge organica patriziale del 28 aprile 1992 (doc. N);

 

                                         che la
Sezione degli enti locali, nel suo scritto del 5 aprile 2000 (doc. Q), si è
fondata sul solo statuto del 14 dicembre 1999, in cui il Legato veniva
espressamente costituito in associazione (doc. S, pag. 2 punto 1), senza
pronunciarsi sulla situazione vigente prima di allora e – per di più – senza
emanare alcuna decisione formale, motivo per cui la censura è destinata
all'insuccesso; 

 

                                         che ci si
potrebbe chiedere, invero, se al momento di introdurre il registro fondiario
definitivo non fosse necessario adattare la corporazione, istituita secondo la
legge cantonale anteriore, alle nuove norme di diritto privato federale;

 

                                         che al
riguardo l'art. 7 cpv. 1 tit. fin. CC (nella versione in vigore fino al 1°
gennaio 2000) consentiva nondimeno alle organizzazioni corporative – la cui
esistenza non era subordinata dalla legge nuova all'iscrizione in un registro
pubblico (cpv. 2) – di mantenere la personalità giuridica acquisita sotto il
diritto previgente (Broggini, Intertemporales
Privatrecht, in: Schweizerisches Privatrecht, vol. I, pag. 470 verso il basso; Huguenin Jacobs in: Kommentar zum
Schweizerischen Privatrecht, op. cit., n. 7 seg. ad art. 7 tit. fin. CC con riferimenti);

 

                                         che la
questione esula, comunque sia, dall'attuale controversia e andrà vagliata,
dandosi il caso, dal giudice civile nell'ambito di un'eventuale azione di
rettifica del registro fondiario giusta l'art. 975 CC;

 

                                         che per
il ricorrente il rifiuto dell'autorità di vigilanza di ordinare la rettifica
d'ufficio dell'iscrizione litigiosa configurerebbe, comunque sia, un formalismo
eccessivo;

 

                                         che tale
opinione non può essere condivisa, ove appena si consideri come l'intestazione
di fondi a una società semplice – sprovvista della personalità giuridica – implica,
di regola, una proprietà comune fra i soci (art. 544 cpv. 1 CO; Tercier, Les contrats spéciaux, 2ª
edizione, pag. 687 n. 5628 e pag. 696 n. 5710), mentre un'associazione può
essere senz'altro proprietaria di beni immobili (art. 53 CC);

 

                                         che il
postulato emendamento tocca pertanto i diritti dei soci e non potrebbe avere
luogo senza il loro consenso o, quanto meno, senza una sentenza del giudice
(art. 99 RRF a contrario; Schmid,
op. cit., n. 24 seg. ad art. 977 CC; si vedano anche gli esempi citati
da Deschenaux, Das Grundbuch, in:
Schweizerisches Privatrecht, vol. V/3,II, pag. 896 in basso e pag. 897 in alto
con rinvii);

 

                                         che, dato
quanto precede, il ricorso si rivela destinato all'insuccesso;

                                      

                                         che gli
oneri processuali vanno a carico del ricorrente (art. 28 cpv. 1 LPAmm), mentre
non si giustifica di attribuire ripetibili alla Sezione del registro fondiario
e di commercio, la quale ha agito nell'ambito delle proprie attribuzioni
ufficiali (art. 159 cpv. 2 OG per analogia);

 

                                         che per
quanto riguarda la comunicazione dell'odierno giudizio, infine, essa deve avvenire
anche all'Ufficio federale di giustizia, come stabilisce l'art. 102 cpv. 2 RRF,
seppure tale prassi appaia oggi desueta in molti Cantoni (Deschenaux, op. cit., vol. V/3,1, pag.
201 in alto);

 

 

per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è respinto e la decisione impugnata è confermata.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 150.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
200.–

                                         sono
posti a carico del ricorrente. Non si assegnano ripetibili.

 

 

                                   3.   Intimazione
a:

                                         –  avv.
__________ __________, __________; 

                                         –  Sezione
del registro fondiario e di commercio quale autorità di vigilanza.

                                         Comunicazione
all'Ufficio federale di giustizia.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

	
  Contro la presente sentenza è dato ricorso di diritto amministrativo
  al Tribunale federale entro 30 giorni dalla sua intimazione (art. 97 segg.
  OG).