# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9534ad84-6276-567f-8163-aabd68e15aeb
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-05-19
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 19.05.2016 S 2016 32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2016-32_2016-05-19.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 16 32

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

Giudice unico Racioppi e attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 19 maggio 2016

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali 

A._____,

rappresentata dall'Avvocato lic. iur. Mirco Rosa, 

ricorrente

contro 

Ufficio per l'industria, arti e mestieri e lavoro dei Grigioni, 

convenuto

concernente sospensione dal diritto all'indennità

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1. A._____, 1990, ha da sempre svolta l'attività di impiegata di commercio. 

Dal 1. dicembre 2014 essa rivendica il diritto all'indennità di 

disoccupazione in ragione del 50 %. Dall'11 maggio al 7 agosto 2015, 

l'assicurata seguiva un programma d'inserimento. A seguito di alcune 

assenze e della carente puntualità, l'11 agosto 2015 il consulente 

professionale informava l'assicurata che il programma d'inserimento 

sarebbe stato prolungato fino alla fine di settembre 2015. Il 17 agosto 

seguente, A._____ produceva un certificato medico che attestava la sua 

inidoneità a proseguire il programma d'inserimento come previsto 

dall'ufficio regionale di collocamento (URC). Nell'attestazione si precisava 

che maggiori dettagli su tale inidoneità sarebbero stati forniti al medico 

fiduciario dell'URC o al medico cantonale. 

2. Il 3 settembre 2015, l'Ufficio per l'industria, arti e mestieri e lavoro dei 

Grigioni (UCIAML), volendo chiarire la capacità lavorativa dell'assicurata, 

le intimava di prendere contatto entro 10 giorni con il reumatologo dott. 

med. B._____, e con la psichiatra dott. C._____, ambedue a O.1._____, 

per visita medica. Per le eventuali difficoltà linguistiche, l'assicurata veniva 

invitata a prendere con sé un traduttore. Otto giorni dopo il medico 

curante dell'assicurata esponeva alla psichiatra incaricata dell'indagine la 

situazione della paziente, considerandola non idonea a seguire il corso 

dell'URC a seguito di incomprensioni con la responsabile, ma reputandola 

assolutamente collocabile non essendovi dubbi sulle sue capacità 

lavorative. Il 21 settembre 2015 anche lo psichiatra che seguiva A._____ 

segnalava alla dott. med. C._____ l'assoluta assenza di elementi di 

natura psicopatologica che avrebbero potuto in qualche modo interferire 

sulla collocabilità professionale della paziente. 

3. Il 1. ottobre 2015 i servizi psichiatrici dei Grigioni convocavano A._____ 

per una visita specialistica prevista per il 13 novembre 2015 a O.2._____ 

alle ore 9:00. Giusta detto scritto, l'esame sarebbe stato effettuato del 

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dott. med. D._____ e la visita sarebbe durata circa un'ora e mezza / due 

ore. Il 28 ottobre 2015, l'assicurata chiedeva che la visita medica venisse 

ordinata in una zona più vicina al suo domicilio o posto di lavoro, giacché 

una trasferta a O.2._____ avrebbe comportato la perdita dell'intera 

giornata di lavoro o addirittura la necessità di partire il giorno prima. 

Avendo da tempo iniziata un'attività al 50 % ed avendola di redente 

estesa al 100 %, tale assenza si sarebbe inoltre potuta ripercuotere 

negativamente sul suo nuovo impiego.

4. Dopo che i servizi psichiatrici dei Grigioni confermavano all'UCIAML che 

l'assicurata non si era presentata alla convocazione, con decisione 22 

dicembre 2015, detto ufficio sospendeva l'assicurata dal diritto 

all'indennità di disoccupazione per la durata di 18 giorni per non aver 

osservato le prescrizioni di controllo e le istruzioni dell'URC. L'interposta 

opposizione nell'ambito della quale veniva fatta valere anche una 

violazione del diritto di audizione, veniva respinta con decisione 2 marzo 

2016. 

5. Nel tempestivo ricorso 7 marzo 2016, A._____ chiedeva l'annullamento 

della sospensione decisa, già lesiva del suo diritto di audizione. Il 

provvedimento sarebbe però censurabile anche nel merito, non essendosi 

mai la diretta interessata opposta alla visita medica, ma avendo 

legittimamente richiesto un'indagine nella propria lingua e in un luogo che 

non avrebbe richiesto la perdita di una intera giornata di lavoro. 

6. Nella risposta di causa del 24 marzo 2016, l'UCIAML proponeva la 

reiezione del ricorso. L'assicurata non si sarebbe presentata per la 

continuazione del programma occupazionale, motivo per cui sarebbe 

stato indispensabile verificare la validità dei motivi addotti dall'interessata 

per non frequentare il corso. Non essendosi l'assicurata presentata alla 

convocazione per la visita medica ordinatale, non sarebbe neppure 

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possibile concludere all'inesigibilità della continuazione del corso. Per 

questo l'istante avrebbe interrotto la partecipazione ad un programma 

d'inserimento senza motivi plausibili. 

7. Nell'ambito del secondo scambio di scritti processuali, le parti si 

riconfermavano nelle loro allegazioni e proposte. 

Considerando in diritto:

1. Giusta l'art. 43 cpv. 3 della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CS 

370.100), il Tribunale amministrativo decide nella composizione di giudice 

unico, quando il valore litigioso non supera i fr. 5'000.-- e non è prescritta 

una composizione di cinque giudici. Giusta il calcolo del valore litigioso 

proposto dall'ufficio convenuto, la ricorrente avrebbe un guadagno 

assicurato di fr. 3'480.--, con una corrispondente indennità giornaliera di 

fr. 128.30 (80%) per cui, considerata una sanzione di 18 giorni, il valore 

litigioso sarebbe di fr 2'309.30. Nel proprio ricorso, l'istante precisa di 

rivendicare il diritto all'indennità giornaliera solo in ragione del 50 %, fatto 

che - venendo in ogni caso a ridurre il valore litigioso - non cambierebbe 

comunque nulla in merito alla competenza del giudice unico a statuire 

sulla presente vertenza. 

2. E' controversa la sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione 

per la durata di 18 giorni. Previamente però l'istante si duole di una 

violazione del suo diritto di audizione, non essendo stata sentita prima 

dell'emanazione della decisione a suo carico. Per costante 

giurisprudenza, dal diritto di essere sentito - ora esplicitamente 

disciplinato all’art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale (Cost.; RS 101) - 

deve in particolare essere dedotto il diritto dell'interessata di esprimersi su 

tutti i punti essenziali di un procedimento prima della resa di una 

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decisione sfavorevole nei suoi confronti (DTF 133 I 277 cons. 3.1, 126 I 

16 cons. 2a/aa, 124 I 51 cons. 3a), di fornire prove riguardanti i fatti 

suscettibili di influire sul provvedimento, di poter prendere visione 

dell'incarto, di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne 

conoscenza e di determinarsi in proposito (DTF 132 V 370 cons. 3.1 e 

riferimenti). Nell'ambito delle assicurazioni sociali, in conformità a quanto 

sancito all'art. 42 della legge federale sulla parte generale del diritto delle 

assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), le parti hanno il diritto di essere 

sentite. Non devono obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni 

impugnabili mediante opposizione. Ne consegue che la violazione fatta 

valere in questa sede non è sanzionabile, avendo l'assicurata potuto 

impugnare il provvedimento tramite opposizione. Vada comunque 

precisato che essendo stato il vizio in oggetto censurato già in sede di 

opposizione, nel provvedimento impugnato l'ufficio convenuto avrebbe 

dovuto prendere perlomeno posizione sulla censura sollevata in 

conformità al suo dovere di motivare sufficientemente le proprie decisioni. 

3. a) In base all'art. 30 cpv. 1 lett. d della legge federale sull'assicurazione 

contro la disoccupazione (LADI; RS 837.0), l'assicurata è sospesa dal 

diritto all'indennità se non osserva le prescrizioni di controllo o le istruzioni 

del servizio competente, segnatamente non accetta un'occupazione 

adeguata oppure non si è sottoposta a un provvedimento inerente al 

mercato del lavoro o ne ha interrotto l'attuazione oppure con il suo 

comportamento ne ha compromesso o reso impossibile l'esecuzione o lo 

scopo. Come previsto all'art. 17 cpv. 3 lett. a seconda frase LADI, 

l'assicurata è obbligata, su istruzione dell'ufficio del lavoro competente, a 

partecipare a provvedimenti inerenti al mercato del lavoro atti a migliorare 

la sua idoneità al collocamento. 

b) E' indiscusso che l'assicurata abbia interrotto un programma 

d'inserimento giusta l'art. 64a cpv. 1 lett. a LADI che era tenuta a seguire 

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giusta la normativa in materia di disoccupazione. Giusta l'art. 16 cpv. 2 

lett. c LADI, applicabile in virtù del rinvio di cui all'art. 64a cpv. 2 LADI, una 

simile misura non è esigibile se non è conforme all'età, alla situazione 

personale o allo stato di salute dell'assicurata. Concretamente, la 

questione è quella di sapere se l'istante abbia giustificatamente o meno 

interrotta la misura ordinatale dall'URC. Per l'ufficio convenuto, non 

essendosi presentata all'esame medico impostole, sarebbe con 

probabilità preponderante da ammettere che l'assenza dal programma 

d'inserimento non sarebbe stata giustificata. La ricorrente contesta invece 

di essersi opposta alla visita medica, ma di aver semplicemente postulato 

un'indagine nella sua regione di residenza e nella sua lingua madre. 

c) Per quanto riguarda l'esame medico che l'ufficio convenuto pretende aver 

ordinato all'assicurata si impongono alcune considerazioni di fondo. 

Giusta l'art. 15 cpv. 3 LADI, se esistono dubbi considerevoli sulla capacità 

lavorativa di una disoccupata, il servizio cantonale può ordinare un esame 

da parte di un medico di fiducia, a spese dell'assicurazione contro la 

disoccupazione. In conformità all'art. 43 cpv. 2 LPGA, se sono necessari 

e ragionevolmente esigibili esami medici o specialistici per la valutazione 

del caso, l'assicurata deve sottoporvisi. Nelle due decisioni del 3 

settembre 2015, l'UCIAML ordinava all'istante di prendere contatto con la 

dott. C._____ e con il dott. B._____ a O.1._____ entro 10 giorni dal 

provvedimento onde chiarire la capacità lavorativa e l'idoneità al 

collocamento della disoccupata. La misura era giustificata dal fatto che 

l'UCIAML avrebbe nutrito forti dubbi sulla capacità lavorativa della 

ricorrente dopo che la stessa avrebbe presentato un certificato medico 

attestante l'inidoneità a continuare a frequentare il programma 

d'inserimento che le era stato assegnato. Motivo dei due provvedimenti 

ordinati era pertanto quello di accertare se l'assicurata fosse abile al 

lavoro e quindi collocabile. Tale questione veniva però già chiaramente 

affermata sia dal curante dott. med. E._____ che dallo psichiatra dott. 

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med. F._____. Nelle rispettive attestazioni dell'11 e 21 settembre 2015, 

ambedue i medici confermavano che l'assicurata "è assolutamente 

collocabile e ritengo non vi siano dubbi sulle sue capacità lavorative" 

(dott. med. E._____) rispettivamente "non ho notato elementi di natura 

psicologica (livello I) o di natura caratteriale (livello II) che possano 

interferire in un modo qualunque con una sua collocabilità professionale" 

(dott. med. F._____). Alla luce di queste chiare dichiarazioni è pertanto 

già dubbio che gli accertamenti richiesti fossero necessari, non essendo 

stata medicalmente contestata la capacità lavorativa dell'assicurata, ma 

semmai solo e unicamente la sua idoneità a seguire il programma 

d'integrazione e questo a seguito di pretese incompatibilità di carattere. In 

linea di principio quindi, seguendo la logica delle due intimazioni del 3 

settembre 2015, se l'assicurata avesse effettivamente rifiutato di 

sottoporsi alle due visite mediche oggetto di questi provvedimenti la 

relativa conseguenza sarebbe stata l'impossibilità di stabilire la sua 

capacita lavorativa e la sua collocabilità. 

d) Riguardo queste due ingiunzioni del 3 settembre 2015 occorre poi 

costatare che nei confronti della dott. med. C._____ il curante 

dell'assicurata prendeva posizione immediatamente e entro il termine 

intimato dal servizio cantonale, mettendo in dubbio la necessità di simili 

accertamenti. Nei confronti invece del dott. med. B._____, il curante 

dell'assicurata non interveniva, non avendo verosimilmente capito che per 

la paziente era prevista una doppia visita specialistica o partendo dal 

presupposto che tra i due medici vi fosse un sufficiente scambio di 

informazioni tale da escludere la necessità di dover conferire con 

ambedue gli specialisti separatamente. In ogni caso determinante per il 

presente giudizio è che la sospensione dal diritto all'indennità decisa non 

abbia alcuna relazione con la capacità lavorativa dell'assicurata, ma che 

trovi la propria giustificazione nel fatto che l'istante non abbia seguito il 

programma di inserimento. Poiché gli accertamenti oggetto delle due 

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decisioni del 3 settembre 2015 erano volti alla verifica dell'abilità 

lavorativa e non dell'idoneità a seguire il programma d'inserimento, il fatto 

di non aver contattato il dott. med. B._____ non è causale per la 

sospensione decisa. Del resto, l'ufficio convenuto non ha mai più rimesso 

in dubbio la capacità al lavoro o la collocabilità dell'assicurata. In principio 

quindi, dopo le indicazioni fornite dai medici curanti, la questione 

dell'abilità lavorativa e della collocabilità dell'istante non sembrava più 

nemmeno porsi. Del resto già prima dell'emanazione del provvedimento 

impugnato, l'UCIAML era venuto a sapere che l'assicurata lavorava 

dapprima al 50 % (misura per la quale rivendicava in precedenza il diritto 

all'indennità di disoccupazione) ed in seguito che aveva aumentato il 

proprio grado di occupazione al 100 %.

e) Lo scritto 1. ottobre 2015 concernente l'invito a presentarsi venerdì 13 

novembre alle ore 9:00 a O.2._____ per una visita da parte del dott. med. 

D._____ esula manifestamente dal quadro di quanto intimato 

all'assicurata nell'ambito della due precedenti decisioni del 3 settembre 

2015. In primo luogo, il medico incaricato dell'indagine era diverso 

dall'esperta che l'assicurata era reputata dover contattare giusta il 

provvedimento del 3 settembre 2015. Inoltre il luogo della visita non era 

più O.1._____, che dista da O.3._____ 95 km, bensì O.2._____, che dista 

da O.3._____ 170 km. Ne consegue che come tale l'invito del 1. ottobre 

2015 non può essere considerato come un semplice atto d'esecuzione 

delle decisioni prolate il 3 settembre 2015. In base poi alla motivazione 

addotta nel provvedimento impugnato, anche il motivo della visita era 

diverso, in quanto con la stessa si voleva esaminare l'idoneità 

dell'assicurata a continuare il programma occupazionale oltre la metà del 

mese di agosto 2015 e non a verificare la sua abilità al lavoro. 

Evidentemente tale invito non può neppure essere considerato a sua 

volta come un'ingiunzione a presentarsi ad una visita medica giusta 

quanto stabilito all'art. 21 cpv. 4 LPGA, non essendo stato emanato 

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dall'organo competente e non arrecando alcuna indicazione quanto alle 

conseguenze giuridiche in caso di mancata esecuzione.

4. a) Resta da stabilire se in base agli atti all'incarto è dato concludere 

all'esigibilità del programma d'inserimento in oggetto, come preteso da 

parte dell'ufficio convenuto. Come è stato detto, la misura non è esigibile 

se non è conforme allo stato di salute dell'assicurata (art. 16 cpv. 2 lett. c 

LADI). Nell'attestazione del 17 agosto 2015, il medico curante accertava 

l'inidoneità dell'assicurata a proseguire l'attività programmata dall'URC e 

precisava che qualora fossero occorsi maggiori dettagli in merito a questa 

inidoneità al lavoro sarebbe stato a disposizione del medico fiduciario 

dell'URC o del medico cantonale. Da tale certificato medico si evince 

pertanto la disponibilità del curante a spiegare meglio e nella dovuta sede 

quanto accertato. Poiché in seguito era chiaro che la questione 

riguardava una certa incompatibilità di carattere tra organizzatori del 

corso e disoccupata, la mancata elencazione degli specifici motivi 

dell'inidoneità a proseguire il programma d'inserimento - oltre gli ordinari 

termini di durata della misura - sulla certificazione redatta all'attenzione 

del URC del 17 agosto 2015 erano in questo contesto comprensibili. 

Evidentemente, onde accertare se il programma d'inserimento in oggetto 

fosse esigibile o meno dall'assicurata, l'UCIAML era legittimato a svolgere 

le necessarie indagini. Il fatto che l'ufficio non si sia prima di tutto rivolto al 

curante - tramite ad esempio il medico di fiducia dell'AI giusta quanto 

previsto all'art. 15 cpv. 1 dell'ordinanza sull'assicurazione obbligatoria 

contro la disoccupazione e l'indennità per insolvenza (OADI; RS 837.02) - 

suscita qualche perplessità. In effetti, in base alle informazioni che il 

medico curante avrebbe potuto meglio precisare di fronte ad un collega, 

la questione dell'idoneità a proseguire il programma d'inserimento 

avrebbe potuto verosimilmente essere decisa, senza grandi dispendi 

burocratici, fermo restando che da un'assicurata è lecito pretendere una 

certa disponibilità nei confronti di misure comunque limitate nel tempo e 

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che sono essenzialmente nell'interesse di un pronto rientro nel mondo del 

lavoro. Resta allora da stabilire se il fatto di non essersi presentata 

all'esame del 13 settembre 2015 a O.2._____ possa essere inteso come 

una conferma dell'idoneità dell'assicurata a proseguire il programma 

d'inserimento professionale, come addotto nella decisione impugnata. 

b) I servizi psichiatrici cantonali hanno convocata l'assicurata a O.2._____ 

per le ore 9:00 del mattino. Come giustamente rilevato dall'assicurata, la 

distanza tra O.3._____, suo luogo di residenza, e quello della 

consultazione è di 170 km per un tempo di percorrenza con mezzi privati 

di 2 ore e 40 minuti, fermo restando delle condizioni meteo ideali, vista la 

necessità di superare il passo del G._____ e quello del H._____ nel mese 

di novembre. Con i mezzi pubblici, la durata di percorrenza è di 4 ore e 43 

minuti, ma O.2._____ - partendo lo stesso giorno - non è raggiungibile di 

mattina e quindi tantomeno per le ore 9:00. In base ai dati forniti 

dall'assicurata, essa ha però a disposizione una propria vettura per cui è 

dato ammettere che lo spostamento sarebbe avvenuto con un mezzo di 

trasporto privato. Pertanto sarebbe stato esigibile pretendere che l'stante 

partisse da O.3._____ alle ore 6.00 del mattino. Considerata la previsibile 

durata dell'indagine di circa 2 ore, è evidente che con il viaggio di ritorno 

all'assicurata non sarebbe stato possibile raggiungere il suo posto di 

lavoro a O.4._____ (190 km) prima del pomeriggio inoltrato. Per un 

viaggio di circa tre ore è infatti indispensabile che, dopo la visita medica 

ordinata, all'assicurata rimanesse a disposizione al minimo un'ora o più di 

tempo per ristorarsi e riposarsi prima di riprendere la via del ritorno. Che 

dopo sei ore di macchina nello stesso giorno per una persona altrimenti 

occupata in ufficio possa essere considerata esigibile la ripresa 

dell'attività lavorativa, qualora gli orari di lavoro dovessero consentirlo, 

non necessita di essere deciso in questa sede. In base ai dati all'incarto è 

effettivamente dato partire dal presupposto che per la visita medica 

ordinata l'interessata venisse a perdere praticamente l'intera giornata 

lavorativa. Che un'assenza tanto prolungata per una semplice visita 

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medica di due ore, dopo che l'assunzione a tempo pieno era di natura 

recente, potesse compromettere la situazione di lavoro dell'istante è in 

queste condizioni del tutto credibile.

c) L'assicurata veniva convocata alla visita medica in lingua tedesca dopo 

che nei provvedimenti del 3 settembre 2015 le era stato consigliato di 

farsi accompagnare da un traduttore. Essa aveva pertanto fondati motivi 

per ritenere che la visita del 13 novembre 2015 si sarebbe svolta in lingua 

tedesca, fatto che del resto l'ufficio convenuto non contesta. Nell'ambito 

delle assicurazioni sociali vige l'obbligo dell'accertamento d'ufficio dei fatti, 

giusta quanto sancito all'art. 43 cpv. 1 LPGA. Tra gli elementi che 

contribuiscono all'accertamento d'ufficio della fattispecie figura anche il 

concorso di traduttori o traduttrici, soprattutto laddove sono necessarie 

indagini psichiatriche che presuppongono una perfetta capacità di 

comprensione tra esperto e persone esplorata. In questi casi i costi del 

traduttore o di traduzione vanno a carico dell'assicuratore (UELI KIESER, 

ATSG-Kommentar, Berna, St. Gallo, Zurigo 2015, art. 43 n. 23 ed i 

riferimenti alla giurisprudenza). Nella sentenza pubblicata in DTF 127 V 

219 il Tribunale federale, facendo riferimento ad una perizia di un servizio 

di accertamento medico, ha precisato che in linea di massima deve 

essere dato seguito alla domanda di un'assicurata volta a chiedere lo 

svolgimento dell'accertamento in una lingua ufficiale della Confederazione 

che conosce. Altrimenti, l'interessata può pretendere non solo di essere 

assistita da un interprete in occasione degli esami medici, ma anche di 

ottenere gratuitamente una traduzione del referto peritale. Non è però 

l'interessata a dover farsi accompagnare da un traduttore, bensì il servizio 

cantonale a doverla assistere in questo compito, qualora la persona 

faccia chiaramente intendere di non disporre di un traduttore. 

d) L'assicurata è di madre lingua italiana in un cantone nel quale la lingua 

italiana è lingua ufficiale cantonale. In principio quindi, essa ha il diritto di 

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essere esaminata nella propria lingua madre o che per un esame che si 

svolga in un'altra lingua ufficiale cantonale venga assistita da un 

interprete. Ne consegue che le obiezioni sollevate dall'assicurata in data 

28 ottobre 2015 contro l'invito a presentarsi a O.2._____ il 13 novembre 

2015 erano fondate. L'ufficio convenuto, al quale tali obiezioni erano 

pervenute in copia, avrebbe di conseguenza dovuto prendere posizione 

sulla richiesta volta ad ottenere una consultazione in un luogo più vicino e 

nella lingua dell'assicurata. Come già evocato, la crescita in giudicato 

della decisione 3 settembre 2015 non giova alla causa dell'ufficio 

convenuto in quanto essa si riferiva ad un altro medico ed ad un altro 

luogo. Nell'ottica della ragionevolezza dell'esigibilità dell'indagine 

richiesta, la misura ordinata dall'UCIAML non regge alle censure di 

ricorso. Che per una visita medica psichiatrica di circa due ore possa 

essere pretesa la perdita un'intera giornata lavorativa e che la stessa per 

una cittadina di lingua italiana debba avvenire in lingua tedesca, senza 

l'espressa messa a disposizione di un traduttore, quando vi sono delle 

indubbie alternative al riguardo, è censurabile. L'ufficio convenuto non ha 

del resto neppure provato a giustificare le proprie scelte, ma si è limitato a 

non prendere alcuna posizione sulle obiezioni sollevate. Per questo 

Giudice tale atteggiamento non è difendibile. L'assicurata non si è 

opposta alla visita medica ordinatale, ma ha addotti fondati motivi, 

soprattutto il fatto di pregiudicare il nuovo impiego con un'assenza di una 

intera giornata lavorativa, per farsi visitare altrove e da uno specialista di 

lingua italiana. Ne consegue che il fatto che essa non si sia presentata 

alla visita medica del 13 novembre non può essere inteso come una 

conferma della sua idoneità a continuare il programma di inserimento 

prolungatosi oltre il 15 agosto 2015, come pretende controparte. 

5. a) In conclusione, la considerazione su cui si basa l'UCIAML per concludere 

all'esigibilità della continuazione del programma di inserimento non regge 

alle censure di ricorso per cui il provvedimento impugnato deve essere 

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annullato. Gli atti sono rinviati all'ufficio convenuto per l'eventuale presa di 

una nuova decisione dopo aver svolti i necessari accertamenti e tenendo 

presente le considerazioni espresse nell'ambito della presente vertenza.

b) Giusta l'art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA, la procedura è gratuita e l'assicurata, 

ricorsa alla collaborazione di un rappresentate legale ha diritto alla 

rifusione delle spese di rappresentanza in applicazione art. 61 cpv. 1 lett. 

g LPGA. In base alla nota d'onorario introdotta dal legale in data 21 aprile 

2016, vengono fatturate delle prestazioni a partire dal 28 ottobre 2015. 

Considerato però che la presente procedura di ricorso ha preso avvio con 

il provvedimento del 2 marzo 2016, il tempo di lavoro dedicato alla la 

presente procedura va ridotto a 6 ore e 30 minuti che alla tariffa oraria di 

fr. 240.-- dà un importo di fr. 1'560.--. Aggiungendo le spese, che vengono 

indennizzate in ragione del 3 % dell'onorario (fr. 46.80) e l'IVA (fr. 128.50), 

l'importo dovuto a titolo di ripetibili ammonta a fr. 1'735.30. 

Il Giudice unico decide:

1. Il ricorso è accolto e la decisione su opposizione del 2 marzo 2016 con la 

quale veniva confermata la sospensione del 22 dicembre 2015 è 

annullata. Gli atti vengono ritornati all'ufficio convenuto affinché, dopo i 

necessari accertamenti nel senso dei considerandi, proceda 

eventualmente all'emanazione di una nuova decisione. 

2. La procedura è gratuita.

3. L'UCIAML versa a A._____ fr. 1'735.30 (IVA compresa) a titolo di ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]