# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 81b0538a-3cae-520a-abb9-9fc346832642
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 13.03.2007 10.2006.402
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2006-402_2007-03-13.html

## Full Text

CIVI 1 

  patr. da: PR 1 

   

  	 

	
  Incarto n.

  10.2006.402

  DA 2993/2006

  	
  Bellinzona

  13 marzo 2007

   

  	
  Sentenza
  con motivazione

  In
  nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con Petra
Vanoni in qualità di segretaria per giudicare

 

	
   

  	
  ACCU
  1, 

  (difeso
  da: Avv. DI 1)

   

  

prevenuto colpevole di         lesioni
semplici, 

                                        per
avere, a __________, in via __________, in data 22 giugno 2006, cagionato un
danno al corpo o alla salute di CIVI 1 e meglio, colpendolo a mano di un manico
in legno, sulle spalle e successivamente con uno schiaffo al volto procuratogli
le lesioni di cui al certificato agli atti di data 22 giugno 2006 della clinica
ARS MEDICA;

 

                                        reato
previsto dall’art. 123 cifra 1 CP;

 

                                        fatti
avvenuti nelle riferite circostanze di tempo e di luogo;

 

perseguito                         con
decreto d’accusa del 22 agosto 2006 n. 2993 del Sostituto Procuratore pubblico AINQ
1, Lugano, che propone la condanna: 

                                 1.     Alla
pena di 10 (dieci) giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo
di prova di 2 (due) anni.

                                 2.     Al
pagamento della tassa di giustizia di fr. 100.- e delle spese giudiziarie di
fr. 100.- ed inoltre

                                   -     la
parte civile CIVI 1 è rinviata al foro civile per le pretese di corrispondente
natura (art. 208 cpv. 1 lett. b CPPT).

                                   -     ordina,
previa crescita in giudicato del presente decreto, la confisca di un manico di
piccone in legno di lunghezza di 85 cm (CAS 2006/10) sequestrato all’accusato
(art. 58 e 59 CP).

 

vista                                  l'opposizione
interposta tempestivamente in data 31 agosto 2006 dall'accusato;

 

indetto                               il
dibattimento 13 marzo 2007, al quale sono comparsi l’accusato personalmente, il
difensore e la parte civile, assistita dal suo patrocinatore, mentre il Sost.
Procuratore pubblico con lettera 2 febbraio 2007 ha rinunciato ad intervenire
al pubblico dibattimento, postulando nel contempo la conferma del decreto
d'accusa impugnato; 

 

accertate                           le
generalità dell'accusato, data lettura del decreto d'accusa, proceduto
all'interrogatorio dell'accusato, sentiti i testi;

 

sentito                               il
patrocinatore della parte civile, il quale chiede la conferma della pena
proposta nel decreto d’accusa e postula il risarcimento del danno patito
quantificato in fr. 17'592.60 (fr. 2'350.- per la sostituzione degli occhiali;
fr. 14'700.- per la sostituzione dell’orologio; fr. 118.65 per partecipazione
alle spese mediche; fr. 423.95 per la nota del precedente patrocinatore);

 

sentito                               il
difensore, il quale osserva che non vi è alcuna prova che la parte civile sia
stata colpita con il bastone, anzi i testimoni hanno riferito che il bastone
era sempre tenuto basso; contesta che vi sia il reato di lesioni semplici,
potendosi al massimo ipotizzare, tenuto conto delle conseguenze subite, quello
di vie di fatto, le quali sono da ritenere reciproche, tanto che entrambi i
partecipanti alla colluttazione devono andare esenti da pena; chiede il
proscioglimento in ossequio al principio in dubio pro reo, subordinatamente che
la sanzione sia limitata a una modesta pena pecuniaria;

 

sentito                               da
ultimo l'accusato;

 

posti                                 a
giudizio i seguenti quesiti

 

                                 1.     Se
ACCU 1 è autore colpevole di lesioni semplici, subordinatamente vie di fatto,
per i fatti descritti nel decreto di accusa a suo carico.

 

                                 2.     Sulla
pena e sulle spese.

 

                                 3.     Se
deve essere confiscato un manico di piccone in legno lungo 85 cm (CAS 2006/10).

 

                                 4.     Se
deve essere accolta la pretesa della parte civile che chiede un risarcimento di
complessivi fr. 17'592.60.

 

letti ed esaminati                gli
atti;

considerato                      in
fatto ed in diritto

 

                                 1.     L’episodio
in narrativa si inserisce nel contesto di una diatriba sorta tra la moglie dell’accusato,
__________, e il signor __________ a dipendenza di un contratto di locazione
stipulato il 6 ottobre 2003 tra quest’ultimo (in rappresentanza della costituenda
__________ sagl, della quale è poi diventato socio-gerente), in qualità di
conduttore, e la Comunione ereditaria fu __________ (successivamente
rappresentata dalla signora __________), in qualità di locatrice, avente per
oggetto una stazione di servizio di cui alla particella n. __________ RFD del
Comune di __________ di proprietà della comunione ereditaria (cfr. AI 3,
allegato 4). 

 

                                        Al
punto 1.4 del predetto contratto figurava la seguente clausola: “il
conduttore dichiara di aver preso conoscenza del contratto di locazione
30.5.1984 stipulato con il signor __________, avente per oggetto una striscia
di terreno della part. __________, adibita a piazzale annesso alla stazione di
servizio, e di impegnarsi a rispettare le clausole in esso menzionate”. 

                                        Tale
striscia di terreno di 5 ml (cfr. contratto di locazione concluso tra __________
e gli eredi fu __________, accluso all’AI 3, allegato E) adibita a piazzale,
compresa tra il ciglio della strada cantonale e il parallelo muro di cinta sul
lato est della stazione di benzina, è stata concessa in uso gratuitamente al
signor __________ con l’obbligo di eseguirne la manutenzione, ritenuto che il
relativo canone di locazione continuava a essere corrisposto dalla comunione
ereditaria (cfr. estratto conto bancario, AI 3, allegato F). 

 

                                        Con
scritto 9 giugno 2006 agli atti, indirizzato alla signora __________ (suocera
dell’accusato), il signor __________ invitava quest’ultima ad “avvisare i
proprietari delle auto parcheggiate sul [suo] terreno, come da contratto
stipulato nel maggio 1984, verbalmente era stato convenuto che sulla striscia
di terreno part. __________ a lei affittato, non devono sostare auto o quant’altro”
(cfr. AI 3, allegato A).

 

                                 2.     Sulla
scorta di tale raccomandazione, il giorno precedente i fatti, ossia il 21
giugno 2006, __________ si era recata nella sede della __________ GmbH, ubicata
sul lato opposto della strada cantonale di fronte alla stazione di servizio, poiché
aveva notato che sul piazzale di proprietà del signor __________ era posteggiata
una vettura con targhe germaniche che sapeva appartenere a una dipendente della
ditta. Invitava quindi quest’ultima a spostare il proprio veicolo, informandola
che non poteva essere stazionato su quell’area (cfr. verbale di interrogatorio
10 agosto 2006 __________, pag. 1) .

 

                                 3.     Il
22 giugno 2006, verso le ore 10.00, l’accusato stava lasciando in auto la
propria abitazione, sita in prossimità del distributore, in compagnia della
moglie. Constatata nuovamente la presenza della vettura con targhe germaniche sul
piazzale in questione, __________ si recava presso il negozio di mobili,
intimando per la seconda volta alla proprietaria di spostarla. La stessa dichiarava
tuttavia di aver parcheggiato previa autorizzazione del gerente del
distributore, __________ (cfr. verbale di interrogatorio 21 luglio 2006 __________,
pag. 1). 

 

                                        Ciò
stante, la moglie dell’accusato si dirigeva verso il distributore di benzina
dove era presente il signor __________, seguita dalla dipendente della ditta, __________.
Mentre quest’ultima stava attraversando la strada per raggiungere la sua
vettura, il __________ le “gridava di non spostarla, in quanto [poteva]
lasciarla lì” (cfr. verbale ibidem, pag. 2). All’esterno del
distributore di benzina nasceva quindi una discussione tra la moglie
dell’accusato e CIVI 1

 

                                 4.     L’accusato,
che nel frattempo si era diretto a piedi verso la propria abitazione determinato
a chiedere l’intervento risolutore della polizia, notava da lontano il CIVI 1
gesticolare con le mani alzate in direzione della moglie, per cui, pensando al
peggio, impugnava il primo oggetto che gli capitava, in specie il manico di in vecchio
piccone rotto che si trovava appoggiato all’interno del cancello della sua proprietà
e rapidamente si avvicinava alla coppia.

                                        Ne
seguiva una colluttazione, che l’imputato ha così descritto:

 

                                        “Io
cercavo di afferrareCIVI 1 e __________ che era in mezzo a noi ci divideva. Con
una mano tenevo il bastone rivolto verso terra e con l’altro ho cercato di
afferrarlo. Durante questa disputa CIVI 1 è riuscito a tenermi lontano,
provocandomi una lacerazione superficiale tra il collo e la spalla destra (…).
Nel contempo subito interveniva il responsabile del negozio di computer signor __________,
il quale mi levava di mano il bastone e lo portava via. CIVI 1 riusciva con il
telefonino a chiamare la Polizia e poco dopo giungeva dapprima l’agente __________
della PolComunale __________” (cfr. verbale di interrogatorio 9 agosto 2006
ACCU 1, pag. 2). 

 

                                        Il
signor CIVI 1, dal canto suo, ha riferito che l’accusato, sceso dalla macchina,
gli andava incontro e “minaccioso brancolando il manico di piccone mi
metteva le mani addosso afferrandomi per il collo e dandomi un colpo dietro la
nuca”. A precisa domanda dell’agente verbalizzante, non era tuttavia in
grado di dire se fosse stato colpito con il bastone o con un pugno (cfr.
verbale di interrogatorio 25 luglio 2006, pag. 2) . Durante il dibattimento -
cambiando in parte la sua versione - asseriva di aver ricevuto dapprima un
colpo sulla mano destra e, mentre chiamava la polizia, un altro colpo sulla
spalla sinistra. 

                                        In
sede di interrogatorio CIVI 1 aggiungeva che “nello stesso tempo giungeva il
__________ titolare del negozio di computer, posto di fronte a noi, il quale
riusciva a togliere il bastone dalle mani del __________ e a separarci. In
luogo giungeva prima l’agente della polizia comunale di __________ signor __________
il quale pure lui ha faticato per riportare __________ alla calma. In effetti
in presenza del poliziotto __________ riusciva a darmi uno schiaffo in faccia facendomi
cadere e rompere gli occhiali da vista, come pure il mio orologio da polso,
marca ‘Concord’ in oro giallo, che nella caduta si è rotto” (cfr. verbale
ibidem, pag. 2/3).

 

                                        L’agente
di Polizia comunale__________, intervenuto per primo sul luogo della vicenda,
ha affermato che “giunto sul posto con il veicolo di servizio, sul piazzale
del distributore era presente il signor __________, mentre il gerente signor __________
era all’interno del negozio annesso al distributore. Chiedevo al signor __________
lumi sull’accaduto e in quel frangente giungeva pure il __________ e la moglie
del __________, i tre iniziavano a urlare e a litigare, da parte mia, con
fatica riuscivo ad immobilizzare il signor __________ portandolo all’interno
della sua proprietà, il quale minacciosamente si stava dirigendo verso il __________
(…). Potevo comunque notare che il __________ aveva dei segni sul naso, gli
occhiali rotti e all’interno del negozio, un manico di legno che era stato
tolto di mano al __________”. A precisa domanda del verbalizzante l’agente
asseriva che “dal momento in cui ero presente __________ e __________ non
hanno più avuto alcun contatto fisico” (cfr. verbale di interrogatorio 27
agosto 2006, pag. 1/2).

 

                                 5.     Preso
atto di quanto sopra, il Sostituto Procuratore pubblico ha riconosciuto ACCU 1
autore colpevole di lesioni semplici e ha proposto la sua condanna alla pena di
10 giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due
anni. Non ha invece ritenuto realizzati gli elementi costitutivi del reato di
danneggiamento.

 

                                 6.     Il
patrocinatore di parte civile ha sottolineato come l’accusato abbia agito in
base a una furia cieca descritta nelle varie testimonianze agli atti, per cui
l’intenzione di colpire il signor CIVI 1 e la sua colpevolezza è pacifica.
Quanto agli elementi costitutivi oggettivi dell’infrazione, egli ha inoltre
rilevato che il signor CIVI 1 è sicuramente stato colpito nella colluttazione e
che ha pure ricevuto una manata o una sberla in presenza dell’agente di polizia
che gli ha fatto volare gli occhiali e l’orologio, ancorché quest’ultimo non
abbia confermato tale circostanza, forse per pudore o per imbarazzo. Ha chiesto
per concludere la conferma del decreto d’accusa, oltre al risarcimento del
danno patito quantificato in fr. 17'592.60 (fr. 2'350.- per la sostituzione
degli occhiali; fr. 14'700.- per la sostituzione dell’orologio; fr. 118.65 per
partecipazione alle spese mediche; fr. 423.95 per la nota del precedente
patrocinatore).

                                 7.     Il
difensore ha chiesto in primo luogo l’assoluzione dell’imputato in ossequio al
principio in dubio pro reo, in quanto le varie deposizioni agli atti
sarebbero tra loro a tal punto contrastanti e zeppe di contraddizioni che non
permettono di ricostruire in modo chiaro l’accaduto; in proposito ha evidenziato
che la parte civile stessa si è contraddetta laddove in sede di dibattimento ha
affermato di essere stata colpita sulla spalla sinistra, allorquando dal
certificato medico prodotto risulta che è stata interessata la spalla destra. 

                                        In
secondo luogo ha contestato il reato ipotizzato dall’accusa, asserendo
che non vi sarebbero lesioni nel senso giuridico dei termini, bensì unicamente
vie di fatto per rapporto alle conseguenze di quanto successo. A suo dire, non
vi è stato alcun danno alla persona, ma un lieve dolore. In sostanza, ha
concluso che, data la reciprocità delle vie di fatto, attestata dal certificato
medico riguardante il graffio riportato dall’accusato alla spalla destra, si
giustificherebbe di mandarlo esente da pena (art. 177 cpv. 3 CP) o di
condannarlo semmai a una ridottissima sanzione pecuniaria. Ha infine contestato
le pretese finanziarie avanzate dalla parte civile.

 

                                 8.     Per l’art. 123 cifra 1 CP in vigore al momento dei fatti chiunque
intenzionalmente cagiona un danno in altro modo al corpo o alla salute di una
persona, è punito, a querela di parte, con la detenzione. Nella versione
attuale, in vigore dal 1° gennaio 2007, la punizione è una pena detentiva fino
a tre anni o una pena pecuniaria, alla quale, se sospesa, può essere aggiunta
una multa.

                                        Quando
ci si trova confrontati con ematomi, escoriazioni, graffi e contusioni
provocati da un colpo o da altre cause del genere la distinzione tra vie di
fatto e lesioni semplici è delicata. In questi casi occorre tener conto, se il
danno è solo passeggero e senza importanza per il benessere della parte lesa
(vie di fatto), anche dell’importanza del dolore patito (cfr. DTF 119 IV 25).

                                        La
giurisprudenza riconosce al giudice, nei casi limite, un margine di
apprezzamento dal momento che l’accertamento dei fatti e l’interpretazione di
una nozione giuridica indeterminata - come lo sono quelle di vie di fatto e di
lesioni semplici - sono strettamente legati fra loro.

 

                                 9.     In
concreto, l’unica certezza che emerge dagli atti è che vi è stata una
colluttazione tra i due protagonisti, come pure assodato è il fatto che
l’accusato abbia impugnato il manico di legno sequestratogli. Durante il
dibattimento egli si è detto più volte dispiaciuto e imbarazzato per la
reazione avuta. Sull’episodio del manico di legno ha comunque sempre ribadito
di averlo utilizzato solo a scopo intimidatorio, dopo che aveva visto da
lontano il signor CIVI 1 con le mani alzate verso la moglie e temuto il peggio,
tenendolo nella mano destra rivolto verso il basso, senza colpire la parte
avversa. Quest’ultima, non è del resto stata in grado di dire se fosse stata
colpita con l’oggetto o con un pugno. Neppure i testi
escussi durante l’inchiesta preliminare hanno saputo fornire elementi utili ad
appurare con certezza i fatti:

                                        la
teste __________ si è limitata ad asserire che l’accusato “era arrabbiato e
gridava contro CIVI 1 (…) minacciandolo di volerlo colpire con il pezzo di
legno” (cfr. verbale 21 luglio 2006, pag. 2); il teste __________ riferisce
che “con questo legno in mano [l’accusato] si dirigeva con fare minaccioso e
aggressivo verso il CIVI 1, il quale a corsa scappava. Vedendo le chiare
intenzioni del ACCU 1, di picchiare CIVI 1, io mo stavo preparando a
intervenire, quando nel contempo il signor __________, che ha un negozio di
computer vicino a noi è intervenuto, fermandoACCU 1 e rubandogli la ‘mazza’ di
mano” (cfr. verbale 24 luglio 2006, pag. 2). 

                                        Solamente
il signor __________ ha affermato che “vedendo le serie intenzioni di ACCU 1
di colpire CIVI 1 con il bastone intervenivo per separarli (…). Ad un certo
momento c’era il ACCU 1 e la moglie che contemporaneamente aggredivano il CIVI
1. ACCU 1 brancolava il pezzo di legno e colpiva ripetutamente il CIVI 1 dietro
le spalle mentre che lui con il telefonino stava chiamando la polizia, io
riuscivo ad afferrargli il bastone e a strapparglielo dalle mani.” (cfr.
verbale 25 luglio 2006, pag. 1). Tuttavia, la predetta testimonianza non può
essere ritenuta attendibile in quanto smentita dalla stessa parte civile che ha
dichiarato di aver ricevuto un solo colpo sulla schiena; inoltre nessuna
persona presente in loco ha dichiarato che la moglie dell’accusato ha aggredito
il signor CIVI 1, ciò che neppure quest’ultimo ha mai preteso, denunciandola
per reati contro l’onore. Per quanto attiene ai testi escussi in sede di
dibattimento – nonostante le loro dichiarazioni appaiano alquanto vacillanti – gli
stessi sono stati unanimi nell’escludere che l’accusato abbia utilizzato il
bastone per colpire la parte civile.

 

                                        In
sostanza, dagli atti non emerge in modo chiaro la dinamica dei fatti, in
particolare non vi è la certezza che il bastone sia stato brandito per colpire
il CIVI 1; appare invece più credibile che sia stato utilizzato per incutere
timore. La questione può tuttavia rimanere aperta, in quanto non decisiva.

 

                               10.     In
merito alle conseguenze della colluttazione subita dalla parte civile, il medico - in una visita durata dieci minuti, compresa la
radiografia eseguita, verosimilmente, a titolo preventivo, come da prassi - ha
attestato per quanto attiene la mano destra la presenza di “escoriazioni a
livello della testa metatarso II e III, superficiali”, mentre per la spalla
una “dolenzia alla palpazione del bordo super-interno della scapola, al
trapezio (destro)” e inoltre una “lieve dolenzia pure alla colonna cervico
dorsale” (cfr. certificato medico 22 giugno 2006 di cui all’AI 3). Ora, richiamati
i precetti giurisprudenziali e dottrinali esposti al considerando precedente, l’escoriazione
superficiale alla mano - che ha conservato la propria mobilità e non ha subito
alcun deficit a livello tendineo - e il leggero dolore al trapezio percepito alla
palpazione, non costituiscono danni particolarmente gravosi tali da essere
qualificati come lesioni semplici, ma rientrano nell’ambito delle vie di fatto.

                                        Tale reato - il cui elemento soggettivo è sicuramente dato nel caso
concreto, né del resto l’accusato o il suo difensore pretendono il contrario -
costituisce una contravvenzione, passibile di multa.

 

                               11.     Ciò
posto, occorre ancora esaminare se l’accusato possa beneficiare di un’esenzione
dalla pena in applicazione dell’art. 177 cpv. 3 CP, secondo il quale se
all’ingiuria si è immediatamente risposto con ingiuria o con vie di fatto, il
giudice può mandar esente da pena entrambe le parti.

 

                                        Nella
fattispecie, deve tuttavia essere risposto per la negativa, in quanto l’attacco
verbale del signor CIVI 1 non era proferito nei confronti dell’accusato, bensì
della di lui moglie: non si è quindi trattato di ingiuria o vie di fatto
dirette all’accusato. In altri termini, la sua reazione non è stata provocata
da un precedente attacco diretto alla sua persona. In queste circostanze,
l’accusato non può essere mandato esente da pena per il comportamento assunto.

                                    

                               12.     Quo
alla commisurazione della multa, tenuto conto di tutte le circostanze del caso
concreto e della situazione personale ed economica dell’accusato, incensurato, questo
giudice ritiene che una multa di fr. 200.- risulti confacentemente proporzionata
alla gravità dell’infrazione e rettamente commisurata al suo grado di colpa.

 

                               13.     Per
quanto attiene alle pretese avanzate dalla parte civile, questo giudice non può
che confermare il rinvio al competente foro civile, posto come la stessa non
abbia impugnato il relativo dispositivo del decreto d’accusa, che è pertanto
cresciuto in giudicato.

 

visti                                   gli
art. 106 cpv. 3, 123 e 126 CP; 9 e segg., 273 e segg. CPP; 39 LTG;

 

rispondendo                       ai quesiti posti;

 

dichiara                           ACCU
1

                                         autore
colpevole di vie di fatto per i fatti compiuti nelle circostanze descritte nel
decreto di accusa n. 2993/2006 del 22 agosto 2006.

 

 

condanna                         ACCU
1

 

                                 1.     alla
multa di fr. 200.- (duecento);

                                        1.1.
 in caso di mancato pagamento la pena detentiva sostitutiva è fissata

in 2 (due) giorni (art. 106 cpv. 2 CP).

2.al pagamento delle tasse e spese
giudiziarie di complessivi fr. 610.-.

ordina                              il
dissequestro, alla crescita in giudicato della sentenza, di un manico di
piccone in legno lungo 85 cm (CAS 2006/10).

 

 

rinvia                               la
parte civile al competente foro civile per le pretese di corrispondente natura.

 

 

le parti                               sono
state avvertite del diritto di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di
ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque
giorni e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della
sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP).

 

 

	
  Intimazione a:

  	
  Sost.
  Procuratore pubblico AINQ 1, 

  ACCU
  1, 

  Avv.
  DI 1, 

  CIVI
  1, 

  Avv.
  PR 1, 

   Ministero pubblico della Confederazione, Berna

  

                                        Comando della
Polizia cantonale, Bellinzona,

                                        Sezione
esecuzione pene e misure, Torricella,

                                        Ufficio
del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.

 

La sentenza è definitiva.

 

 

 

Il presidente:                                                                            La
segretaria:

 

 

 

 

 

Distinta spese                    a carico di ACCU 1 

 

                                        fr.                       200.00       multa

                                        fr.                       500.00       tassa
di giustizia

                                        fr.                         50.00       spese
giudiziarie

                                        fr.                         60.00       testi                                                                    

                                        fr.                      810.00       totale