# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7d810989-712b-5722-a07b-b9117388bb5f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-04-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 15.04.2015 16.2015.24
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2015-24_2015-04-15.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2015.24

  	
  Lugano

  15 aprile 2015/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Giani,
  presidente,

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Jurissevich

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo del 9 aprile 2015 presentato dalla

 

	
   

  	
  RE 1 

  (rappresentata
  dalla RA 1) 

   

  
	
   

  	
  contro
  la decisione emessa il 26 marzo 2015 dal Giudice di pace del circolo della
  Melezza, nella causa n. 1/2015 (contratto d'appalto) promossa con istanza 3 febbraio 2015 da

  	 

 

	
   

  	
  CO 1;

  (patrocinata
  dall'avv.); 

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

                                         premesso che il 3 febbraio
2015 CO 1 si è rivolta al Giudice di pace del circolo della Melezza chiedendo
di convocare RE 1 a un tentativo di conciliazione e, in caso di mancata
conciliazione, di emanare una decisione (art. 212 CPC) volta a ottenere dalla
convenuta, a cui aveva appaltato dei lavori nella propria abitazione, il
pagamento di complessivi

                                         fr. 1380.85 oltre
interessi, a titolo di maggiore importo da lei versato rispetto alla fattura
finale (fr. 1008.25) e di risarcimento per lavori mal eseguiti dalla ditta (fr.
372.60); 

 

                                         ricordato che il 17 marzo
2015 CO 1 ha dichiarato di rinunciare alla sua pretesa e di ritirare l'istanza;

 

                                         posto che con decreto del
26 marzo 2015 il Giudice di pace ha stralciato la causa dai ruoli, ponendo la
tassa di giustizia di

                                         fr. 40.– a carico della
convenuta, tenuta a rifondere alla controparte un'indennità di fr. 20.–;

 

                                         preso atto che contro il
dispositivo sugli oneri processuali e le ripetibili del decreto appena citato RE
1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 9 aprile 2015, chiedendone l'annullamento
e la riforma nel senso di porre le spese giudiziarie a carico dell'istante e di
non assegnare indennità;

 

                                         osservato che il reclamo non
è stato intimato per osservazioni;

 

                                         rilevato che il 13 aprile
2015 la reclamante ha comunicato a questa Camera di ritirare il reclamo, il
primo giudice avendo emanato il 9 aprile 2015 una decisione di rettifica del contestato
dispositivo;

 

                                         stabilito che il
ritiro di un reclamo equivale a desistenza (Rüegg
in: Basler Kommentar, ZPO, Basilea 2010, n. 3 ad art. 106), indipendente­mente
dai motivi che possono avere indotto il reclamante a recedere dalla lite;

 

                                         considerato che desistenza
equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un'impugnativa di
assumere – in linea di principio – il pagamento delle spese giudiziarie (art.
106 cpv. 1 CPC);

 

                                         considerato che le
circostanze del caso specifico inducono a rinunciare – eccezionalmente – a ogni
prelievo così come all'assegnazione di ripetibili, la reclamante avendovi rinunciato
e l'opponente non essendo stata chiamata a esprimersi sul reclamo.

 

 

Per questi motivi, 

 

 

decide:                     1.   Si prende atto del ritiro
del reclamo. La causa è stralciata dai ruoli per desistenza.

 

                                   2.   Non si prelevano spese
processuali.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –
  avv..

   

  

                                         Comunicazione alla
Giudicatura di pace del circolo della Melezza.

 

 

Per
la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore
litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie
in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta
giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti
dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.