# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 229c7548-3fc3-5ac1-a3ca-d65ce6e51893
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 17.10.2003 INC.2003.42702
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-42702_2003-10-17.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.42702

  	
  Lugano

  17 ottobre 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
  presentata il 9/14 ottobre 2003 da

  
						

 

	
   

  	
  __________, attualmente presso il PCT La
  Stampa, Lugano-Cadro

  rappr. di fiducia dall’avv. __________;

  
	
   

  	
   

  

e qui trasmessa il 14 ottobre
2003 con preavviso negativo dal

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico __________

  

 

visto, per quanto necessario,
l’INC. MP 2003.__________;

 

 

letti ed esaminati gli atti,

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

A

 

__________ è stato arrestato I'8
luglio 2003 con contestuale promozione dell'accusa per titolo di riciclaggio di
denaro e, eventualmente, infrazione aggravata sub. semplice alla LFStup “per
aver occultato almeno Euro 337'800 (in banconote di piccolo taglio, complessivi
20 “pani”) nella carrozzeria del veicolo da lui condotto ed avere così varcato
il confine svizzero; denaro verosimilmente provento di traffico di
stupefacenti, ritenute le rilevanti tracce di cocaina rinvenute sia sulle
banconote sia nel veicolo” (doc. _ inc. GIAR __________).

L'arresto è stato confermato da
questo giudice il giorno successivo, per necessità istruttorie e pericolo di
fuga (doc. _ inc. GIAR __________).

 

 

B

 

Con istanza 9 ottobre 2003
__________ chiede di essere immediatamente posto in libertà provvisoria.
Preliminarmente la difesa rileva che in occasione dell'arresto vi sarebbe stata
una violazione delle garanzie costituzionali a favore dell'accusato:
innanzitutto nel corso del verbale di polizia 8 luglio 2003 egli sarebbe stato
informato unicamente del fatto che il suo arresto avveniva per titolo di
riciclaggio di denaro sub. d’infrazione aggravata sub. semplice alla LStup,
senza alcuna indicazione sulle ipotesi relative ai singoli elementi costitutivi
di tali reati; in secondo luogo, non vi sarebbe agli atti alcun ordine di
arresto sottoscritto dal Procuratore pubblico. La difesa contesta l'esistenza
di gravi e concreti indizi di colpevolezza a carico dell'istante: unico indizio
sarebbe la presenza di tracce di cocaina sulle banconote rinvenute
nell'autovettura dell'accusato, circostanza questa affatto sufficiente per
giustificare il mantenimento della carcerazione preventiva, essendo notorio che
assai frequentemente le banconote recano tracce di cocaina, come risulta
dall'allegato articolo apparso sul numero di Panorama del 14.8.2003. La difesa
censura pure la mancanza di celerità nella conduzione dell'inchiesta: dal
giorno dell'arresto l'accusato sarebbe stato sentito soltanto in due occasioni
dal Ministero pubblico, il 30 luglio 2003 dalla segretaria giudiziaria ed il 17
settembre 2003 dal Procuratore pubblico, ed inoltre, per quanto a conoscenza
della difesa, non sarebbero stati esperiti altri interrogatori o acquisiti
altri mezzi di prova. 

 

 

C.

 

Con preavviso 13 ottobre 2003 il
Procuratore pubblico si è opposto alla scarcerazione di __________,
evidenziando l'esistenza di seri e concreti indizi di colpevolezza, nonché di
bisogni istruttori, pericolo di collusione ed inquinamento delle prove e
pericolo di fuga.

Relativamente alle asserite
violazioni delle garanzie costituzionali a favore dell'accusato, il magistrato
inquirente osserva innanzitutto che l’accusato fin dall’inizio è stato
interrogato in presenza di un interprete, circostanza questa che lo stesso non
ha mai contestato, e che in tale occasione, le contestazioni ad __________ sono
state precise e indirizzate a stabilire l’origine del denaro rinvenuto
occultato nella vettura e delle tracce di cocaina. Del resto, l'accusato non ha
comunque interposto ricorso alla Camera dei ricorsi penali contro la promozione
dell’accusa, per cui la censura sarebbe comunque tardiva. In secondo luogo,
sull'assenza di un ordine di arresto scritto, il Procuratore pubblico osserva
che l'arresto, ordinato l’8 luglio 2003, è stato confermato dal GIAR il giorno
successivo e contro la conferma non è stato interposto alcun ricorso alla
Camera dei ricorsi penali. Anche tale censura sarebbe quindi tardiva.

 

 

D.

 

Con osservazioni 15 ottobre 2003,
la difesa, dopo aver sollevato a titolo cautelativo la tardività del preavviso
negativo, ribadisce sostanzialmente il contenuto dell'istanza. 

 

 

Delle ulteriori argomentazioni si
dirà, per quanto necessario, nei considerandi che seguono.

 

 

 

Considerato

 

in diritto:

 

 

1.

 

La legittimazione di
__________, accusato e detenuto, all'inoltro della presente istanza è pacifica.

 

La censura di tardività
del preavviso negativo sollevata a titolo cautelativo dalla difesa deve essere
respinta. Il Procuratore pubblico ha ricevuto l'istanza di libertà provvisoria
giovedì 9 ottobre 2003, quindi il termine di tre giorni di cui all'art. 108
cpv. 1 CPP per la trasmissione degli atti e del preavviso negativo a questo
giudice veniva a scadere lunedì 13 ottobre 2003, essendo il 12 ottobre giorno
festivo. Dagli atti risulta che il preavviso negativo datato 13 ottobre 2003 è
stato spedito lo stesso giorno. 

 

 

Ai sensi dell'art. 98
cpv. 1 CPP l'arresto deve avvenire in forza di un ordine scritto, tale forma è
rispettata quando l'ordine (notifica) di arresto è inserito nel verbale di
interrogatorio dell'accusato da parte del Procuratore pubblico. L'art. 99 CPP,
relativo ai casi di flagranza o quasi flagranza, permette invece l'arresto da
parte della polizia indipendentemente dall'esistenza di un ordine scritto da
parte del Procuratore pubblico, in altre parole l'emissione preventiva
dell'ordine di arresto non è necessaria. In tali casi è infatti la
flagranza/quasi flagranza - e non l'ordine del magistrato - che giustifica l'arresto,
i cui motivi dovranno comunque essere comunicati all'interessato tramite
notifica d'arresto fattagli dal PP e dal GIAR (cfr. M. Rusca / E. Salmina / C.
Verda, Commento del codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, ad art.
98 n. 1).

Se è ben vero che in
concreto non vi è un ordine di arresto scritto ai sensi dell'art. 98 CPP e che
la richiesta di conferma al GIAR non supplisce a tale carenza, è altrettanto
vero che nel caso specifico trova applicazione l'art. 99 CPP e non l'art. 98
CPP. In particolare, nella fattispecie in esame ci si trova infatti confrontati
con un caso di quasi flagranza - data quando il sospetto non è colto sul fatto
ma poco dopo, allorché sussistono indizi evidenti di reato  (cfr. M. Rusca / E.
Salmina / C. Verda, op. cit. ad art. 99 cpv. 3, n. 8) - ai sensi dell'art. 99
cpv. 3 CPP, ritenuto che gli agenti non appena rinvenute marcate tracce di
cocaina all'interno dell'autovettura, nella quale poco prima erano stati
rinvenuti i "pani" contenenti un'ingente somma di denaro, hanno
proceduto al fermo di __________ per titolo di riciclaggio, subordinatamente
infrazione aggravata sub semplice alla LFStup.

 

La censura deve quindi
essere respinta.

 

 

Anche la censura secondo
cui l'accusato non sarebbe stato immediatamente informato, in una lingua a lui
comprensibile, delle precise imputazioni a suo carico e dei fatti
addebitatigli, ciò in violazione degli art. 31 cpv. 2 e 32 cpv. 2 Cost., nonché
della CEDU, deve essere respinta. A prescindere dal fatto che il diritto
dell'accusato di conoscere le ragioni che hanno determinato il suo arresto
(art. 5 cpv. 2 CEDU), non deve essere adempiuta già al momento dell'arresto, ma
può esserlo anche successivamente con l'interrogatorio davanti al Procuratore
pubblico o al GIAR, giova osservare che nel caso in esame l'accusato sin
dall'inizio è sempre stato sentito con l'ausilio di un interprete, e che già
nel corso del verbale 8 luglio 2003 le contestazioni sono state precise ed
indirizzate a stabilire l'origine del denaro e delle marcate tracce di cocaina
rinvenuti nella sua autovettura. Le ragioni dell'arresto sono indicate nella
promozione dell'accusa del 9 luglio 2003, nonché comunicate all'accusato in
sede di conferma dell'arresto. 

 

 

2.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui riproposti:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc.
520.2001.5)

 

 

3.

 

Sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà, perlomeno fino a
miglior definizione dell'assetto probatorio.

 

 

3.1

 

Con sufficiente verosimiglianza a
questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può concludere per
l'esistenza di seri e concreti indizi di colpevolezza - contestati dalla difesa
- a carico di __________. 

 

__________ è stato
arrestato nottetempo alla frontiera in entrata dall'Italia. Nella sua
autovettura sono stati trovati dapprima 13 “pani” di banconote di piccolo
taglio sigillate in involucri di plastica, per complessivi Euro 200'000.--
circa (rapporto di segnalazione Polizia cantonale 8 luglio 2003, p. 1). Nel suo
primo interrogatorio __________ ha dato una prima versione sull'origine del
denaro: si sarebbe trattato di una cifra leggermente superiore ai 200'000 Euro,
appartenente alla sua famiglia e necessaria per comprare dei forni per la
cottura del pane, acquisto poi non concluso che sarebbe stato alla base del suo
viaggio in Italia, segnatamente nel Veronese. Successivamente la polizia ha
rinvenuto altri 7 "pani", per complessivi 20 "pani", il
tutto per una somma complessiva di Euro 382'990 in banconote di piccolo taglio.
Le analisi condotte hanno permesso di rinvenire non soltanto tracce di cocaina
sulle banconote - elemento che singolarmente, così come sostenuto dalla difesa,
non è determinante - , ma anche tracce di cocaina e THC nei vani della vettura,
in cui erano occultati i “pani” di denaro (che, in quanto sigillati, non
potevano dare origine a contaminazione) e sotto le unghie di __________ (cfr.
perizia universitaria 18 luglio 2003, separatore 7, AI _). 

In siffatte circostanze
vi sono quindi indizi sufficientemente concreti per ritenere che __________ sia
stato intercettato dalla polizia durante il viaggio di ritorno in Olanda col
denaro ricavato dalla vendita di sostanze stupefacenti, denaro, come detto,
imballato ermeticamente e nascosto in vani della carrozzeria con forti tracce
di cocaina e che verosimilmente sono serviti per nascondervi la cocaina nel
viaggio di andata in Italia. 

A ciò si aggiunge che
l'accusato - il quale ha sin dall'inizio mantenuto un atteggiamento affatto
collaborativo, trincerandosi in "non so", "non
ricordo" - è stato trovato in possesso di un cellulare che, come
evidenziato dal magistrato inquirente nel preavviso negativo, è verosimilmente "di
servizio", vale a dire in uso all'accusato quale componente di
un'organizzazione dedita al traffico di stupefacenti. L'apparecchio contiene
infatti una serie di utenze e di nominativi registrati in memoria, nonché di
collegamenti in entrata ed in uscita, sui quali __________ non è stato in grado
di fornire alcuna indicazione atta ad individuare i titolari di tali utenze.
Inoltre, pur dichiarando che il cellulare sarebbe il suo "personale",
sempre in suo possesso, __________ non ne conosce il numero e neppure si
trovano memorizzati i nomi di parenti, amici, datore di lavoro ecc. (cfr.
verbali PP 17 e 30.9.2003, separatore 3 AI _). Ciò che ha determinato indagini
volte ad individuare le utenze "sconosciute", tramite
rogatorie in Italia, Francia, Germania, Lussemburgo, Belgio, Olanda, Spagna e
Marocco, rispettivamente ad accertare gli spostamenti di __________,
segnatamente il suo viaggio nel Veronese. Basti qui sottolineare che i
riscontri sino ad ora pervenuti hanno - tra l'altro - permesso di accertare che
__________ mente, ritenuto che dalla risposta ad una delle suddette rogatorie è
risultato che lo stesso non si è mai recato nel Veronese, come invece da lui
dichiarato, e che era in contatto con persone inchiestate in Italia per
traffico internazionale di stupefacenti.

In conclusione, vi sono
ampi riscontri quanto alla presenza di seri e concreti indizi di colpevolezza
in relazione ai reati indicati nella promozione dell'accusa, indizi che
dovranno evidentemente essere approfonditi, al fine di definire l'esatto ruolo
dell'accusato nei fatti addebitategli. 

 

 

3.2

 

Quanto alle necessità istruttorie
atte a giustificare la misura cautelare di privazione della libertà, non è
inutile ricordare i seguenti principi: 

 

 

"

-      In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare
la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non
s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli
accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o
d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta
raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse,
ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.;
RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in
corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass
noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht
werden konnten oder dass der Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt
nicht" (N. Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se
posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto
svolgimento e, conseguentemente, l'esito.

 

-      E', inoltre, necessario che questa possibilità di
pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti:
"Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die
theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren
könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder        die Nichtgewährung von
Urlauben unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konktrete
Indizien für eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117 Ia 257, cons. 4
c.).

 

-      Gli elementi di concretezza del pericolo vanno
individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e
nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad
esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non
può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della
misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del
teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza
d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p.
438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p.19). Il semplice atteggiamento di diniego
dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66;
Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13)."

(GIAR 23 settembre 2002 in re Y.)

 

 

Va da sé che i criteri sopra
esposti richiedono applicazione più restrittiva allorquando l'inchiesta (e la
detenzione) é in corso da un certo tempo. 

 

 

A sostegno del
mantenimento del carcere preventivo il Procuratore pubblico invoca l'esistenza
di bisogni dell'istruzione, nonché del pericolo di collusione ed inquinamento
delle prove con gli altri membri dell'organizzazione. 

 

Va innanzitutto
evidenziato che l'accusato interrogato dalla polizia al momento del fermo, così
come in sede di conferma dell'arresto, ha tenuto un atteggiamento negatorio,
contraddistinto da reticenza e contraddizioni. Atteggiamento che è stato
mantenuto anche nel corso dei successivi verbali, trincerandosi con "non
so", "non ricordo" (cfr. verbali POL 9, 7, 15,
23.7.2003, 14 e 25.8.2003, 4, 15, 22 e 23.9.2003 e 7.10.2003 e PP 30.7.2003,
17.9.2003, 30.9.2003 e 9.10.2003) e che ha reso difficoltosa la conduzione
dell'inchiesta, rendendo necessari l'esperimento di più atti istruttori,
segnatamente rogatorie internazionali.

Come evidenziato dal
Procuratore pubblico, i riscontri alle diverse rogatorie stanno ora giungendo
dall'estero e dovranno essere contestati a __________. Quanto sinora ricevuto,
con particolare riferimento alle utenze memorizzate sul cellulare dell'accusato
ha permesso di accertare che lo stesso agiva in collaborazione con altre
persone facenti capo alla stessa rete (i titolari delle utenze memorizzate,
quali __________ e __________, i "marocchini" che l'hanno preso in
consegna all'uscita autostradale, ed i destinatari del denaro in Olanda, quali
__________), alcune delle quali risultano essere inchiestate in Italia i
relazione all'appartenenza ad un'organizzazione al traffico internazionale di
stupefacenti ed i cui ruoli all'interno di tale organizzazione devono ancora
essere chiariti, nonché che l'accusato mente con riferimento al suo viaggio nel
Veronese (cfr. in proposito quanto rilevato al consid. 3.1 sul viaggio a
Verona). Va inoltre rilevato che __________ aveva inizialmente dichiarato di
essersi recato in Italia per acquistare dei forni presso la __________ Forni
srl, successivamente tale versione è stata apparentemente superata da quella
dell'evasione fiscale, a sostegno della quale il 15 ottobre 2003 è stato
sentito __________, estensore della procura versata agli atti dalla difesa con
scritto del 23 settembre 2003 ed anch'egli verosimilmente in contatto con
personaggi legati al traffico internazionale di stupefacenti. Orbene, il
Procuratore pubblico al termine dell'interrogatorio ha ordinato il suo arresto
in relazione all'allestimento e all'uso di tale procura per titolo di truffa,
falsità in documenti e favoreggiamento, arresto confermato da questo giudice il
giorno successivo. 

 

In siffatte circostanze, -
ricordato che, se è pur vero che il carcere preventivo non può  (e non deve)
essere utilizzato per ottenere confessioni è altrettanto vero che un accusato
che non collabora (come suo diritto) può dover in qualche modo sopportare le
eventuali conseguenze che questa sua scelta potrebbe avere sull'evoluzione ed i
tempi dell'istruttoria (cfr. SJ 1998 p. 247) - i suddetti atti istruttori
costituiscono passi d'inchiesta che esigono il mantenimento del carcere
preventivo di __________: la sua posizione sostanzialmente negatoria rende
infatti palese il rischio di collusione e di inquinamento delle prove con le
altre persone facenti parte dell'organizzazione ancora a piede libero ed alcune
ancora da identificare. Ciò a salvaguardia di una corretta ricerca della
verità, anche a vantaggio dello stesso accusato. Il fatto che tali atti istruttori
non siano ancora stati effettuati, non può essere ritenuto lesivo del principio
di proporzionalità, tenuto anche conto dell'atteggiamento negatorio
dell'accusato, dell'ampiezza dell'inchiesta e del fatto che le risposte alle
rogatorie in parte sono appena giunte dall'estero ed in parte devono ancora
pervenire al magistrato inquirente. 

Da ultimo va evidenziato
che al Procuratore pubblico non può essere rimproverata una mancanza di
celerità nella trattazione dell'inchiesta - resa peraltro difficoltosa dal
comportamento affatto collaborativo dell'accusato - ritenuto che quest'ultimo,
come rilevato sopra, è stato più volte sentito sia dalla polizia che dallo
stesso magistrato inquirente.

 

 

3.3

 

I criteri determinanti per
stabilire se esista pericolo di fuga sono il carattere del prevenuto, il suo
domicilio, la sua professione, la sua situazione familiare ed i suoi legami con
lo Stato in cui egli è inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in
re S. C. del Tribunale federale, sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP
314/94) e l'apprezzamento di tutte tali circostanze, per invocare appunto un
rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiono
all'accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui dall'ulteriore
carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati comportino pene
edittali od eventualità di pena concreta importante (in questo senso M. Luvini,
in Rep. 1989, p. 292 e ss. e riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre
1994 in re S.V., CRP 341/94)

 

L'imputato è cittadino
straniero, titolare di un passaporto olandese e di uno marocchino, senza alcun
legame con la Svizzera. L'istante non ha alcun interesse a rimanere a
disposizione delle autorità svizzere (come del resto suffragato dal suo atteggiamento
negatorio e reticente in sede di istruttoria), nella prospettiva, in caso di
condanna, di una pesante sanzione penale, ritenuta la gravità degli addebiti
mossigli. La tentazione di riparare all'estero per sottrarsi al procedimento è
quindi sorretta da sufficiente verosimiglianza ed il rischio di fuga appare
probabile in modo concreto.

 

 

3.4

 

Ritenuto che
presentemente primeggiano le esigenze istruttorie, il pericolo di inquinamento
e collusione delle prove e quello di fuga, può qui restare indeciso il pericolo
di recidiva, che potrà essere approfondito in seguito, quando sarà meglio
chiarito il quadro delle responsabilità dell'accusato istante.

 

 

 

4.

 

Il carcere preventivo sofferto ed
ipotizzabile, è rispettoso del principio di proporzionalità, con riferimento
alla presumibile pena.

Resta sottinteso l'obbligo per il
magistrato inquirente di trattare con priorità i casi in cui l'accusato è in
detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP).

 

Il presente giudizio, in tema di
libertà personale, è esente da spese e tassa di giustizia.

 

 

 

P.Q.M.

 

 

richiamati gli articoli 19 cifra
1 e 2, 19a LFStup, 95 ss. 102, 103, 279 ss, 284 CPP,

 

 

 

decide:

 

 

1.     
L’istanza è respinta.

 

 

2.     
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.     
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.     
Intimazione:

-         
avv. __________, per sé e per l’accusato;

-         
Procuratore pubblico __________ (con copia delle osservazioni 15.10.2003
della difesa e con l’incarto 2003.__________ di ritorno).

 

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
__________