# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 64119402-732a-5045-88b5-c12ee373818d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-11-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.11.2023 D-5033/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5033-2023_2023-11-09.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5033/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  9  n o v e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Chiara Piras;  

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

Georgia,  

(…) ,   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento  

(nessuna domanda asilo - art. 31a cpv. 3 LAsi);  

decisione della SEM dell’8 settembre 2023 / N (…). 

 

 

 

D-5033/2023 

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Visto 

la domanda di asilo che A._______, cittadina georgiana, ha presentato in 

Svizzera il 15 settembre 2022 (cfr. atti della Segreteria di Stato della migra-

zione [di seguito: SEM o autorità inferiore] n. […] -2/2),  

il verbale di rilevamento dei dati personali (RD) del 22 settembre 2022, 

il verbale di audizione sui motivi di asilo del 9 marzo 2023 (cfr. atto SEM n. 

46/5), 

la decisione del 21 marzo 2023 con la quale la SEM ha stabilito il passaggio 

del procedimento alla procedura ampliata (cfr. atto SEM n. 50/2), 

la sottoscrizione, avvenuta lo stesso giorno, della cessazione del mandato 

di rappresentanza conferito dall’interessata a SOS Ticino (Protezione giu-

ridica della Regione Ticino e Svizzera centrale) iniziato il 21 settembre 

2022 (cfr. atti SEM n. 19/1 e 55/1),  

la decisione del 21 marzo 2023 con la quale la SEM ha attribuito l’interes-

sata al Cantone Ticino (cfr. atto SEM n. 28/2),  

la decisione dell’8 settembre 2023, notificata in data 11 settembre 2023, 

con la quale l’autorità inferiore non è entrata nel merito della domanda 

d’asilo della richiedente ai sensi dell’art. 31a cpv. 3 della legge sull’asilo del 

26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), essendo motivata esclusivamente da 

ragioni mediche ed economiche, e ha pronunciato il suo allontanamento 

dalla Svizzera nonché l’esecuzione del medesimo siccome ammissibile, 

ragionevolmente esigibile e possibile,  

il ricorso datato 18 settembre 2023, depositato alla posta svizzera lo stesso 

giorno (cfr. tracciamento invio; data di entrata: 19 settembre 2023), per 

mezzo del quale l’insorgente ha impugnato la decisione succitata dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), chiedendo 

l’annullamento della stessa e la concessione dell’ammissione provvisoria 

in Svizzera; l’insorgente contesta la valutazione della SEM unicamente in 

ordine all'esecuzione dell'allontanamento verso il suo Paese d'origine; 

essa ha altresì presentato istanza di assistenza giudiziaria, nel senso 

dell’esenzione dal versamento dell’anticipo delle presumibili spese proces-

suali, con protesta di spese e ripetibili,   

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e considerato 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che, nel caso in esame, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) 

contro una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 

31‒33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 

48 cpv. 1 lett. a-c e 52 cpv. 1 PA; che la ricorrente è altresì legittimata ad 

aggravarsi contro la decisione avversata, avendo partecipato al procedi-

mento dinanzi all'autorità inferiore, essendo particolarmente toccata dalla 

decisione impugnata e vantando un interesse degno di protezione all'an-

nullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA),  

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso,  

che con il ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, 

la violazione del diritto federale (compreso l’eccesso o l’abuso del potere 

di apprezzamento) e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); che il Tribunale non è vincolato né dai 

motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2), 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico con l'approvazione di una 

seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che, in concreto, si rinuncia inoltre 

allo scambio degli scritti ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, 

che nel corso dell’audizione sui motivi d’asilo del 9 marzo 2023, l’interes-

sata ha dichiarato di essere nata a Tbilisi (Georgia) dove ha sempre vis-

suto, di aver frequentato le scuole dell’obbligo per nove anni e di aver suc-

cessivamente lavorato come cameriera e come membro di commissione 

durante le elezioni in Georgia (cfr. atto SEM n. 46/5 D6, D8-9); l’interessata 

ha poi affermato di non lavorare da molto tempo, in quanto dal decesso di 

sua madre nel 2006 soffrirebbe di depressione; che negli ultimi anni sa-

rebbe quindi stato il marito che pensava al sostentamento della famiglia 

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svolgendo la professione di tassista (cfr. atto SEM n. 46/5 D10-11); la ricor-

rente ha poi soggiunto che il 13 settembre 2022 è espatriata dal suo Paese 

d’origine con il marito e suo figlio (atto SEM n. 46/5 D16); che in Georgia 

non avrebbe mai avuto problemi con le autorità o con terze persone (cfr. 

atto SEM n. 46/5 D20-21); che in Svizzera non avrebbe parenti, ma che a 

Tbilisi vivrebbero ancora le sue due sorelle (cfr. atto SEM n. 46/5 D12), 

che, in relazione ai motivi d’asilo, la ricorrente ha indicato di essere giunta 

in Svizzera soltanto per accompagnare suo marito (cfr. atto SEM n. 46/5 

D19); che non vi sarebbero inoltre particolari motivi o timori che si oppor-

rebbero al suo ritorno in Georgia, specificando però che “la situazione ge-

nerale in Georgia non è buona, sono anche preoccupata se dovessi per-

dere mio marito” (cfr. atto SEM n. 46/5 D23), 

che nella decisione impugnata l’autorità inferiore ha anzitutto considerato 

che la volontà di cercare protezione da persecuzioni non fosse nella fatti-

specie soddisfatta avendo la ricorrente addotto motivi d’asilo esclusiva-

mente medici ed economici, conseguendone che non sussistesse alcuna 

domanda d'asilo ai sensi dell'art. 18 LAsi; che l’interessata non avesse inol-

tre mai avuto alcun problema con le autorità georgiane o con terze per-

sone;  

che, ciò posto, la SEM non è quindi entrata nel merito della domanda 

d’asilo dell’insorgente in applicazione dell’art. 31a cpv. 3 LAsi e ha ritenuto 

altresì ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile l'esecuzione 

dell'allontanamento del richiedente in Georgia; che per quanto concerne la 

condizione dell’esigibilità (art. 44 LAsi cum art. 83 cpv. 4 LStrI), ha inoltre 

osservato che la ricorrente è donna adulta che ha terminato le scuole 

dell'obbligo e che ha lavorato come cameriera e membro di commissione 

durante le elezioni; che in Georgia l’interessata si sarebbe inoltre sposata 

religiosamente ed avrebbe avuto un figlio, oggi ventitreenne; che a Tbilisi 

vivrebbero ancora due sue sorelle;  

che con riferimento alla situazione medica, l’autorità inferiore ha infine rite-

nuto che l’affezione psicologica allegata dall’interessata non costituisse un 

ostacolo al suo ritorno in quanto in Georgia vi sarebbe la possibilità di un 

trattamento adeguato, al quale l’interessata si era già sottoposta in pas-

sato,  

che con il suo ricorso, presentato congiuntamente – in un unico atto di 

causa – a quello del marito e del figlio, l’insorgente contesta unicamente la 

valutazione della SEM in ordine all'esecuzione dell'allontanamento verso il 

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suo Paese d'origine, sostenendo anzitutto che lo stato di salute del marito 

non sarebbe tale da rendere esigibile il suo ritorno in Georgia; che, in par-

ticolare, le affezioni oncologiche del marito sarebbero di natura progressiva 

e che, per evitare un peggioramento repentino, sarebbe necessario che le 

stesse siano tenute sotto costante controllo in Svizzera così da garantire 

la sua dignitosa sopravvivenza; che senza le cure appropriate lo stato di 

salute del marito si deteriorerebbe al punto da costituire una minaccia per 

la sua vita,  

che, con riferimento invece alla sua situazione personale, l’insorgente al-

lega di soffrire “di diverse patologie”, segnatamente di depressione, le quali 

impedirebbero il suo ristabilimento in Georgia “in modo tale da aiutare Ta-

rieli [il marito] dal punto di vista economico” (cfr. ricorso pag. 2 e 4), 

che va dunque analizzato se l’autorità inferiore ha ritenuto a giusto titolo 

ammissibile, esigibile e possibile l'esecuzione dell'allontanamento della ri-

corrente dalla Svizzera (art. 44 LAsi cum art. 83 LStrI),  

che a norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera; che le questioni di natura medica 

possono aver influssi sull’ammissibilità dell’allontanamento solo in casi 

straordinari e di estrema gravità – non realizzati nel caso in esame – iden-

tificati sulla scorta della restrittiva giurisprudenza della Corte europea dei 

diritti dell’uomo (di seguito: CorteEDU; cfr. sentenze della Corte EDU N. 

contro Regno Unito del 27 maggio 2008, n. 26565/05; Paposhvili contro 

Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.; cfr. anche le DTAF 

2017 VI/7 consid. 6.2 e 2011/9 consid. 7.1),  

che, come rettamente stabilito nella decisione litigiosa, l’insorgente non 

può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi) 

difettando in concreto la qualità di rifugiato (qui non contestata); che in sif-

fatte circostanze, non v’è neppure motivo di considerare l’esistenza di un 

rischio personale, concreto e serio per l’insorgente, di essere esposto, nel 

suo Paese d’origine, ad un trattamento proibito (art. 3 CEDU o dell’art. 3 

della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inu-

mani o degradanti del 10 dicembre 1984 [Conv. tortura, RS 0.105]); che, 

pertanto, l’esecuzione dell’allontanamento della ricorrente risulta ammissi-

bile ai sensi delle norme di diritto pubblico internazionale nonché della LAsi, 

che, con particolare riferimento all’esigibilità dell’esecuzione, l’art. 83 cpv. 

4 LStrI dispone che l'esecuzione non può essere ragionevolmente esigibile 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk

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qualora, nello stato di origine o di provenienza, lo straniero venisse – se-

gnatamente – a trovarsi in concreto pericolo in seguito a situazioni quali 

guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica,  

che la situazione vigente in Georgia – ad eccezione delle regioni secessio-

niste dell’Abkhazia e dell’Ossezia del sud, dalle quali la ricorrente non pro-

viene – non è caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generaliz-

zata che coinvolga l’insieme della popolazione nell’integrità del territorio 

nazionale (cfr. la sentenza del Tribunale D-1013/2023, D-1014/2023 del 7 

marzo 2023 consid. 9.2); che lo Stato in parola è del resto stato inserito dal 

Consiglio federale nella lista dei Paesi verso i quali l’esecuzione dell’allon-

tanamento è di principio ragionevolmente esigibile (cfr. art. 18 e Allegato 2 

dell’Ordinanza concernente l’esecuzione dell’allontanamento e dell’espul-

sione di stranieri dell’11 agosto 1999 [OEAE, RS 142.281] in relazione 

all’art. 83 cpv. 5 LStrI), 

che per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura in cui, nel 

caso di rientro nel loro paese d’origine o di provenienza, potrebbero non 

ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni minime 

d’esistenza, e quindi che lo stato di salute dell’interessato si degraderebbe 

così rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla messa in peri-

colo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, durevole e notevol-

mente più grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 

con riferimenti citati); che, pertanto, se le cure necessarie possono essere 

assicurate nel paese d'origine del richiedente, all'occorrenza con altri trat-

tamenti rispetto a quelli prescritti in Svizzera, l'esecuzione dell'allontana-

mento in tale Paese sarà ragionevolmente esigibile (cfr. DTAF 2011/50 

consid. 8.3 con riferimenti citati, sentenza del Tribunale D-1078/2023 con-

sid. 7.3.2),  

che l’invalsa giurisprudenza del Tribunale ha già stabilito che il sistema sa-

nitario georgiano ha conosciuto di recente un’importante ristrutturazione e 

che dei grandi progressi sono stati realizzati nel senso che il trattamento 

della maggior parte delle problematiche fisiche e psichiche, anche se non 

corrisponde agli standard medici svizzeri, è ora possibile; che le persone 

socialmente vulnerabili o indigenti beneficiano inoltre di un’assicurazione 

malattia gratuita (cfr. fra le tante le sentenze del Tribunale E-3753/2022 del 

25 gennaio 2023 consid. 4.5.1, D-4670/2022 del 2 novembre 2022 consid. 

8.4 con riferimenti); che la riforma dell’UHCP nel 2017 ha introdotto un 

meccanismo di sostegno finanziario limitato per l’acquisto di ulteriori medi-

camenti, che sono altrimenti a carico quasi interamente degli interessati, 

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per le persone socialmente vulnerabili o indigenti; che le stesse possono 

invero farsi rimborsare, in principio, il 90% dei costi del medicamento, se 

questo costa almeno 1 GEL, per un limitato numero di patologie (cfr. sen-

tenze del Tribunale D-1165/2023 del 9 marzo 2023 consid. 8.4; D-

2416/2022 del 7 giugno 2022 consid. 8.4); che se non è escluso che i pa-

zienti debbano a volte sostenere il 10% dei costi dei medicamenti, in caso 

d’incapacità finanziaria, possono tuttavia indirizzarsi alla “Referral Service 

Commission”, che in alcuni casi completa le prestazioni erogate dall’UHCP, 

in particolare per delle famiglie giudicate come vulnerabili (cfr. sentenza del 

Tribunale D-3855/2022 del 14 settembre 2022; D-1013/2023 e D-

1014/2023 del 7 marzo 2023 consid. 9.4 con riferimenti), 

che nella fattispecie la ricorrente è arrivata in Svizzera per permettere prin-

cipalmente al marito di sottoporsi a migliori cure oncologiche ed evitare 

l’amputazione dell’arto malato così come indicato dal medico curante in 

Georgia, 

che durante la visita medica del 21 novembre 2022 la ricorrente ha dichia-

rato di soffrire da 15 anni di dipendenza da alcool; che, ciò posto, il medico 

del Medic-Help AOZ le ha quindi prescritto un trattamento con “Seresta 15 

1-1-1” nonché indicato di ridurre gradualmente il consumo settimanale di 

vodka (cfr. atto SEM n. 31/2); che dal rapporto medico del 14 marzo 2023 

emerge inoltre che l’interessata “[p]resenta crisi di pianto e ansia (il marito 

è ricoverato da dicembre per un sarcoma metastatico per il quale ha subito 

un’amputazione sulla quale sono subentrate complicanze). Necessita 

prese a carico psichiatrica urgente.” (cfr. atto SEM n. 48/2), 

che la ricorrente postula ora la sua ammissione provvisoria in Svizzera in 

quanto il suo stato di salute le impedirebbe di ristabilirsi in Georgia aiutando 

finanziariamente il marito (cfr. ricorso pag. 4), 

che, alla luce delle considerazioni suesposte, il Tribunale non ha tuttavia 

ragione di ritenere che l’insorgente non possa essere adeguatamente trat-

tata nel suo Paese d'origine, dove in passato sono già state svolte le dia-

gnosi principali nonché formulate le relative indicazioni mediche (cfr. atto 

SEM n. 46/5 D5: “A Tbilisi ho un medico di riferimento che mi ha prescritto 

una terapia farmacologica, ma non so riportare i nomi dei farmaci. Sono 

stata ricoverata anche quattro volte in ospedale per questo mio problema 

di depressione. […]); che pur considerando con la dovuta attenzione lo 

stato di salute dell’interessata, non si evince dalla documentazione medica 

agli atti la stretta necessità per la stessa di rimanere in Svizzera, 

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che in Georgia esistono le cure mediche essenziali per il trattamento delle 

problematiche di salute della ricorrente e un programma d'aiuto sociale per 

il relativo finanziamento, cosicché le può essere assicurata una vita digni-

tosa; che appartiene inoltre all’insorgente di indirizzarsi prioritariamente ai 

programmi sociali e di salute disponibili nel suo Stato d’origine, prima di 

appellarsi alla tradizione umanitaria svizzera in materia di cure (cfr. sen-

tenza del Tribunale E-3753/2022 del 25 gennaio 2023 consid. 4.5.3 con 

riferimenti), 

che l’insorgente non spiega peraltro per quali ragioni i suoi problemi di sa-

lute non potrebbero essere curati in Georgia; che essa non ha nemmeno 

reso verosimile l’inadeguatezza delle analisi e delle cure mediche già 

svolte nel suo Paese d’origine, 

che, in tali circostanze, non si può quindi ritenere che, se l'allontanamento 

verso la Georgia fosse eseguito, lo stato di salute della ricorrente si dete-

riorerebbe molto rapidamente al punto da mettere definitivamente in peri-

colo la sua vita o da compromettere in modo grave, permanente e signifi-

cativo la sua integrità fisica o mentale, a causa della mancanza di cure 

mediche (cfr. DTAF 2011/50, par. 8.3 e riferimenti sopra citati), 

che, per quanto attiene alla sua situazione personale, la ricorrente non ad-

duce inoltre sufficienti motivi tali da rimettere in discussione la decisione 

avversata; che la stessa si limita infatti a sostenere, in tre righe sparse, di 

soffrire di depressione (cfr. ricorso pag. 2) e che il suo stato di salute non 

le permetterebbe di ristabilirsi in Georgia (cfr. ricorso pag. 4), senza tuttavia 

confrontarsi con la decisione impugnata e specificare le pretese circo-

stanze ostative al suo rinvio, 

che, per il resto, vanno confermate le motivazioni contenute nella decisione 

avversata,   

che, in questo senso, le ampie allegazioni afferenti allo stato di salute e alla 

procedura d’asilo del marito non possono influenzare l’esito del presente 

giudizio; che la ricorrente dispone inoltre di un appoggio famigliare in patria 

in quanto a Tbilisi vivono ancora due sue sorelle,  

che con sentenze odierne (D-5035/2023 e D-5031/2023) il Tribunale ha 

respinto pure i ricorsi presentati da B._______ e C._______ (figlio e marito 

della ricorrente), sicché il presente giudizio non comporta alcuna separa-

zione dell’insorgente dalla sua famiglia nucleare,  

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che, visto quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente 

risulta ragionevolmente esigibile, 

che non risultano inoltre impedimenti dal profilo della possibilità dell’esecu-

zione dell’allontanamento (art. 44 LAsi cum art. 83 cpv. 2 LStrI), 

che il ricorso va pertanto respinto e la sentenza avversata confermata; che 

la SEM non è infatti incorsa in una violazione il diritto federale né abusato 

del suo potere d’apprezzamento o accertato in modo inesatto o incompleto 

i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi),  

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese pro-

cessuali è divenuta senza oggetto, 

che ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favo-

revole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta, 

che, visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– sono 

quindi poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1–3 

del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 

173.320.2]), 

che la presente sentenza non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF),  

che la presente sentenza è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal ver-

samento delle spese processuali, è respinta.  

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico della ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all’autorità can-

tonale competente. 

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Matteo Piatti 

 

 

Data di spedizione: