# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 301659f0-d919-5851-afa7-e68e511d4064
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-01-13
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 13.01.2021 14.2020.173
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2020-173_2021-01-13.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2020.173

  	
  Lugano

  13 gennaio 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Bertoni

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa SO.2020.820 (fallimento) della Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 5, promossa con istanza inoltrata il 13 febbraio 2020 dalla

 

	
   

  	
  CO 1 

  (rappresenta dall’RA 1 )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinata dall’avv.  PA 1 )

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 2 novembre 2020 presentato dalla RE 1 contro
la decisione emessa il 21 ottobre 2020 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Nell’ambito dell’esecuzione
n. __________ dell’Ufficio d’esecuzione di Lugano, il 13 febbraio 2020 l’CO
1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il
fallimento della RE 1 (volontaria) per il mancato pagamento di fr. 2'468.65.

 

                                  B.   All’udienza
di discussione del 6 ottobre 2020 nessuno è comparso.

 

                                  C.   Statuendo
con decisione del 21 ottobre 2020 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE
1 dal giorno successivo alle ore 10:00, ponendo a carico della massa
fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.–
per le spese esecutive.

 

                                  D.   Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 2 novembre 2020
per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo,
l’annul­lamento del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in
esecuzione. Il 4 novembre 2020 il presidente della Camera ha parzialmente
accolto la domanda di effetto sospensivo. Con scrit­to dell’11 novembre 2020,
la reclamante ha prodotto la prova del completo pagamento della pretesa dell’istante.
Entro il termine impartitole per presentare eventuali osservazioni al reclamo,
la controparte è rimasta silente.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a
CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

                                1.1   Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro
dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto
che la notifica è avvenuta in concreto alla RE 1 il 22 ottobre 2020, il termine
d’impugnazione è scaduto domenica 1° novembre, per cui la scadenza è stata
riportata a lunedì 2 novembre (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31
LEF). Presentato quello stesso giorno (data del timbro postale), il reclamo è
dunque tempestivo.

                                1.2   Lo
scritto dell’11 novembre 2020 è invece tardivo. Risulta tuttavia dalla
documentazione prodotta (doc. C e H) che la reclamante ha tempestivamente
pagato la somma indicata dall’Ufficio d’esecu­zione, credendo in buona fede di
estinguere interamente il credito dell’istante,
e ha immediatamente versato la (tenue) differenza con l’effettivo dovuto
non appena le è stata comunicata (doc. I). Considerare, nelle circostanze
descritte, il pagamento tardivo costituirebbe un eccessivo formalismo. Lo
scritto e gli allegati in questio­ne vanno pertanto ritenuti ammissibili.

 

                                   2.   In
virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo
dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda
di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.

 

                                2.1   Questi
fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di
fallimento (nova
autentici o in senso proprio, denominati in
tedesco “echte Nova”, in
contrapposizione agli pseudonova o “unechte
Nova” citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo
LEF), non vengono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere
espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda
verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel
suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una
sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c).
Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di
fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua
insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe,
in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva
economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III 80) e la
mancanza di liquidità sufficiente appare
passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11
agosto 2011, consid. 2).

                                         L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da
impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro
crediti. Un indizio d’in­­solvibilità può emergere dal numero e dall’importo
delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento
pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di
non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La
solvibilità dev’essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali
giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di
credito e così via, mentre semplici dichiarazioni del debitore sono
insufficienti (Giroud in: Basler
Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF).

 

                                2.2   Nel
caso in esame, come visto (sopra consid. 1.2), la reclamante ha dimostrato di
aver estinto il credito dell’istante, per cui il presupposto di cui all’art.
174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto.

 

                                2.3   Per
quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione
indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,
come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto
dopo la pronuncia del fallimen­to – dal conteggio (al 27 ottobre 2020) prodotto
dalla reclamante (doc. D) si evince che nei suoi confronti erano pendenti solo quattro
esecuzioni per poco più di fr. 15'000.– complessivi. La Camera ha d’altronde
appurato d’ufficio che l’esecuzione con il maggior saldo (n. __________), di
quasi fr. 9'600.–, è sospesa da opposizione già dal 1° dicembre 2017,
sicché non può dirsi a prima vista appurata. Per le altre tre, il liquidatore e
socio unico, __________, si è impegnato personalmente il 28 ottobre 2020 a
mettere a disposizione della società a prima richiesta i fondi necessari a
saldarle (doc. G). Dall’estratto, d’altronde, non risultano attestati di
carenza di beni a carico della reclamante.

 

                                         Ciò
porta a ritenere che la sua sopravvivenza economica non sia minacciata a breve.
Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze
troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si
può affermare che la capacità di pagamento della reclamante appare più
probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla
sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità
sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174
cpv. 2 LEF, il fallimento della RE 1 va annullato.

 

                                   3.   La
tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [RS 281.35]), come
pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti di Lugano, sono poste in ambo le sedi
a carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio
della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla
controparte non si assegnano ripetibili, non avendo la stessa presentato
osservazioni al reclamo. La tassa di giustizia di primo grado
sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo versato in questa sede.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:               I.   Il reclamo è accolto e di conseguenza:

                                         1.     La dichiarazione di
fallimento pronunciata il 21 ottobre 2020 dalla Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 5, nei confronti della RE 1 è annullata.

                                         2.     La tassa di giustizia
di prima sede di fr. 80.–, da anticipare come di rito, è posta a carico della
RE 1.

                                         3.     Le spese dell’Ufficio
dei fallimenti, da anticipare come di rito, sono poste a carico della RE 1.

 

                                   II.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 150.– è posta a carico della
RE 1. La parte eccedente dell’anticipo corrisposto dalla reclamante in
questa sede, pari a fr. 80.–, è versata alla CO 1 quale rimborso della
tassa di giustizia di primo grado di cui al soprastante dispositivo n. I.2.

 

                                  III.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   avv.   
  

  –     

  –   Ufficio
  d’esecuzione, Lugano;

  –   Ufficio
  dei fallimenti, Viganello;

  –   Ufficio
  cantonale del Registro di commercio, Biasca;

  –   Ufficio
  del Registro fondiario del Distretto di Lugano, Lugano.

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                            La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).