# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 577566ac-d0ea-5034-9e5c-d61280936e4a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-07-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 08.07.1999 16.1999.28
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1999-28_1999-07-08.html

## Full Text

Incarto n.

  16.99.00028

  	
  Lugano

  8 luglio 1999/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per giudicare il ricorso 3/10 marzo 1999 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la
sentenza 18 febbraio 1999 del Giudice di pace del circolo di Vezia nella causa
a procedura inappellabile promossa con istanza 9 dicembre 1998
da

 

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  dal __________ 

   

  

 

 

 

con la quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 153.- oltre
interessi nonché il rigetto 

in via definitiva
dell’opposizione interposta dalla convenuta al PE no. __________ dell’UE di
Lugano, domande accolte dal primo giudice,

 

 

letti ed esaminati gli atti

 

 

 

considerato

 

in fatto e in diritto:

 

                                   1.   Con istanza 9
dicembre 1998 la __________ ha convenuto in giudizio __________ al fine di
ottenere il pagamento di fr. 153.- a saldo della fattura emessa il 15 febbraio
1997 per la messa a disposizione di un apparecchio acustico a titolo di prova.
La convenuta si è opposta alla pretesa avversaria contestando di dover pagare
una prestazione che l’istante, mediante annuncio pubblicitario apparso sui
quotidiani, aveva garantito essere gratuita, caso contrario spettava a
quest’ultima rendere attento il cliente circa eventuali costi, ciò che non è
avvenuto.

 

                                   2.   Con il querelato
giudizio il primo giudice, dopo aver valutato il contenuto del contratto sulla
base del principio dell’affidamento, ha accolto l’istanza non ritenendo che la
prestazione fornita dall’istante e oggetto della fatturazione controversa
rientrasse nelle prestazioni gratuite offerte mediante l’annuncio pubblicitario
“test gratuito dell’udito”.

 

                                   3.   Con scritti 3 e 10
marzo 1999 __________ è insorta contro il predetto giudizio postulandone
l’annullamento: la ricorrente rimprovera al primo giudice di aver ritenuto
provato l’accordo circa l’onerosità della prestazione fornita dall’istante.

 

                                         Al ricorso la controparte
non ha formulato osservazioni.

 

                                   4.   Preliminarmente deve
essere estromessa dall’incarto la documentazione prodotta con il ricorso,
vietando l’art. 321 cpv. 1 lett. b CPC la facoltà di addurre in questa sede
nuovi fatti, prove o eccezioni.

 

                                   5.   Giusta l’art. 327
lett. g CPC, disposto sul quale la ricorrente basa implicitamente il proprio
gravame, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata
quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale
oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di
prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è
arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed
indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della
giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;
per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e
riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere
ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o
persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile
soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione
effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF
122 III 316 consid. 4a).

 

                                   6.   L’art. 8 CC impone a
chi intende dedurre il proprio diritto da una circostanza di fatto l’obbligo di
provare detta circostanza.

                                         In conseguenza di questa
norma fondamentale, la mancanza della prova delle circostanze di fatto
costitutive del diritto obbliga il giudice a decidere in sfavore di chi
pretende l’esistenza del diritto (Kummer, Berner Kommentar, n. 20 ad
art. 8 CC).

                                         

                                         In quest’ottica -e a
fronte della contestazione della convenuta- spettava quindi all’istante
dimostrare il contenuto delle pattuizioni intervenute tra le parti, ovvero il
carattere oneroso della sua prestazione, nel senso che la prova durante un
certo tempo (oltre un mese) dell’apparecchio acustico esulava dall’offerta di
un “test gratuito dell’udito” pubblicizzata nei quotidiani, offerta che non
faceva alcun riferimento a eventuali costi supplementari. Contrariamente a
quanto concluso dal primo giudice l’istante non ha fatto fronte a quest’onere.
Infatti, dalle risultanze istruttorie non emerge nessun elemento secondo il
quale l’istante avrebbe reso attenta la convenuta circa l’obbligo di pagare la
messa a disposizione dell'apparecchio, come se si trattasse di un noleggio. Ne
deve conseguire la reiezione della richiesta di pagamento formulata
dall'istante.

 

                                         Il ricorso, che ha
evidenziato l’errata applicazione dell’art. 8 CC da parte del primo giudice,
deve così essere accolto.

                                      

                                         Alla ricorrente non viene
assegnata nessuna indennità per questa sede, non avendo formulato richieste in
tal senso.

 

 

                                      

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la
LTG

 

pronuncia:

 

                                    I.   Il ricorso di
__________ è accolto.

                                         Di conseguenza la sentenza
18 febbraio 1999 del Giudice di pace del circolo di Vezia è annullata e
sostituita dal seguente giudicato:

 

                                         1. L’istanza è
respinta.

                                         2. La
tassa di giustizia e le spese di questa sede, ammontanti 

                                             come a bolletta a
fr. 39.-, da anticipare come di rito 

                                             dall’istante,
rimangono a suo carico con l’obbligo di rifondere 

                                             alla convenuta
un’indennità di fr. 10.-.

 

                                   II.   Tasse e spese del
presente giudizio, per complessivi fr. 60.-, sono poste a carico di __________.
Non si assegnano ripetibili.

 

                                  III.   Intimazione a:

                                         ___________

                                         Comunicazione alla
Giudicatura di pace del Circolo di Vezia.

 

 

Per
la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           La
segretaria