# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ec911077-7e1b-53e5-93c7-1d53551c689e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-10-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 12.10.2020 52.2018.517
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2018-517_2020-10-12.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2018.517

   

  	
  Lugano

  12
  ottobre 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Matteo Cassina, vicepresidente,

  Matea Pessina, Sarah Socchi

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Reto Peterhans

  

 

 

statuendo
sul ricorso del 2 novembre 2018 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   RI 2   

   RI 3   

   RI 4   

  patrocinati da:   PA 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 26 settembre 2018 (n. 4443) del
  Consiglio di Stato con cui è stato stralciato il gravame per denegata/ritardata
  giustizia inoltrato dagli insorgenti
  nei confronti dell'operato dell'Ufficio della migrazione (limitatamente al punto
  n. 2, seconda frase, del dispositivo concernente la mancata attribuzione di un'indennità
  per ripetibili);

  

 

 

ritenuto,                          in
fatto

A.   Il cittadino italiano RI
1 (1966) è entrato in Svizzera il 1° giugno 2007 venendo dapprima posto al
beneficio di un permesso di dimora UE/AELS ed in seguito, dal 15 giugno 2012,
di un permesso di domicilio UE/AELS con termine di controllo al 31 maggio 2017.

Il 24 marzo 2009 egli è stato raggiunto nel nostro Paese dalla moglie RI 4
(1975) e dalle figlie RI 2 (2007) e RI 3 (2009), pure loro cittadine italiane,
le quali hanno ottenuto un permesso di dimora UE/AELS nell'ambito del
ricongiungimento familiare e, per quanto attiene al coniuge, per l'esercizio di
un'attività lucrativa. A partire dal 2012 alle bambine è pure stato rilasciato
il permesso di domicilio.

B.   a. L'11 febbraio 2015
il matrimonio tra RI 1 e RI 4 è stato sciolto per divorzio dal Pretore di __________.

Dopo un periodo trascorso all'estero con le figlie e dopo essersi riconciliata
con l'ex marito, il 13 luglio 2016 RI 4 ha chiesto all'Ufficio della migrazione
il rilascio di un nuovo permesso di dimora UE/AELS per sé e successivamente, il
25 luglio 2016, il ripristino dei permessi di domicilio UE/AELS di cui erano
titolari le figlie RI 2 e RI 3. Dal canto suo il 10 maggio 2017 RI 1 ha quindi
chiesto il rinnovo del suo permesso di domicilio UE/AELS.

b. A fronte della mancata evasione di queste domande e dopo numerosi solleciti,
il 14 giugno 2018 RI 1 e RI 4 hanno inoltrato dinnanzi al Consiglio di Stato un
ricorso per ritardata/denegata giustizia, chiedendo in via provvisionale che
fosse fatto ordine all'Ufficio della migrazione di rilasciare al primo una
dichiarazione attestante la pendenza di una sua domanda di rinnovo del permesso
di domicilio e nel merito l'accertamento di una situazione di denegata
giustizia nell'evasione delle loro domande di rinnovo e rilascio dei rispettivi
permessi nonché di quelli per le figlie, con conseguente ordine all'autorità
dipartimentale di evadere le loro istanze nel termine di cinque giorni.

In sede di risposta al gravame, l'Ufficio della migrazione ha comunicato che
con decisioni del 14 giugno 2018 tali domande erano state evase con il
conseguente rilascio agli interessati dei vari permessi richiesti, motivo per
il quale il loro gravame era divenuto privo d'oggetto.

Conclusione, questa, che è stata osteggiata in replica da RI 1 e da RI 4, che
hanno chiesto la rifusione di un importo pari a fr. 5'400.- a titolo di
ripetibili, per le prestazioni del loro patrocinatore.

C.   Con giudizio del 26
settembre 2018 il Governo cantonale ha stralciato dai ruoli il suddetto
ricorso, ritenendo che lo stesso fosse privo d'oggetto sin dall'inizio, visto
che il medesimo giorno in cui era stato inoltrato l'autorità di prime cure
aveva evaso tutte le pratiche che concernevano gli insorgenti. Esso ha quindi
considerato che, viste le circostanze, l'agire dell'Ufficio della migrazione non
era dipeso, né era stato forzato, dalla presentazione del ricorso in questione,
il quale non aveva pertanto avuto alcuna utilità concreta. Ne ha quindi
concluso che, in simili circostanze, nessuna indennità per ripetibili dovesse
essere assegnata ai ricorrenti.

D.   Avverso questo
giudizio governativo, RI 1 e RI 4, agendo anche a nome e per conto delle
figlie, insorgono ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo chiedendo che
il punto n. 2, seconda frase, del suo dispositivo sia annullato e che di conseguenza
gli atti siano retrocessi al Consiglio di Stato per nuova decisione sulle
ripetibili previa facoltà di formulare delle osservazioni all'allegato di
duplica del 13 settembre 2018 dell'Ufficio della migrazione che era stato loro
notificato posteriormente; in via subordinata postulano che questo Tribunale
assegni loro un'indennità a titolo di ripetibili per la precedente sede, così
come da note professionali allegate.

Innanzitutto rimproverano al Consiglio di Stato di non avere dato loro modo di
prendere posizione in merito all'allegato di duplica presentato dall'Ufficio
della migrazione prima di adottare la qui parzialmente contestata decisione di
stralcio.

Per il resto, dopo avere evidenziato il lungo tempo durante il quale hanno
dovuto attendere i loro permessi, i grossi disagi personali, economici e
burocratici che hanno dovuto subire a causa di questa situazione e il cospicuo
numero di solleciti che hanno dovuto inoltrare all'autorità di prime cure,
rilevano come il Governo abbia completamente omesso di formulare un qualsiasi
pronostico sul presumibile esito della loro impugnativa ai fini di statuire su
spese e ripetibili, limitandosi a considerare, a torto, come la stessa non
avesse sortito alcun effetto dal momento che era stata inoltrata il giorno
stesso in cui l'autorità dipartimentale si era pronunciata sui loro permessi.

E.   All'accoglimento del
gravame si sono opposti sia il Consiglio di Stato, che l'Ufficio della
migrazione, senza formulare osservazioni.

Dal canto loro i ricorrenti hanno dichiarato di non voler replicare.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.    1.1. Un decreto di stralcio
per sopravvenuta carenza d'oggetto o mancanza d'interesse giuridico ha portata
meramente dichiarativa, l'autorità o il giudice limitandosi con tale atto a
constatare la fine del processo. Una simile pronuncia può essere impugnata in
materia di spese e ripetibili oppure riguardo all'esistenza del motivo che ha
posto termine alla lite.

1.2. Nella misura in cui i ricorrenti contestano il mancato riconoscimento da
parte del Consiglio di Stato di un'indennità per ripetibili, la competenza del
Tribunale cantonale amministrativo a
statuire nel merito della presente vertenza è data dall'art. 9 cpv. 2 della
legge di applicazione alla legislazione federale in materia di persone straniere
dell'8 giugno 1998 (LALPS; RL 143.100). Il
gravame in oggetto, tempestivo giusta l'art. 68 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013
(LPAmm; RL 165.100) e presentato da persone senz'altro legittimate a ricorrere
(art. 65 cpv. 1 LPAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere
deciso sulla base degli atti (art. 25 cpv. 1
LPAmm).

2.   
2.1. Giusta l'art. 49 cpv. 1 LPAmm, le autorità di ricorso condannano la parte soccombente al pagamento di un'indennità
alla controparte per le spese necessarie causate dalla controversia. 

Le parti possono presentare una nota delle loro spese. 

Secondo costante giurisprudenza, soccombente è la parte o il soggetto
del rapporto processuale che ha avanzato in sede ricorsuale una domanda
totalmente o parzialmente illegittima oppure che ha, in tutto o in parte,
ingiustamente resistito al ricorso. Soccombente è
pure considerata l'autorità che rivede nel senso postulato dal ricorrente la
decisione impugnata (acquiescenza), rispettivamente il ricorrente che ritira il
gravame o si sottomette, esplicitamente o implicitamente, alla decisione
inizialmente contestata (desistenza) (STA 52.2013.79 del 12 febbraio 2014
consid. 5.1, RDAT II-1996 n. 65; 1986 n. 23; Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura
amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 2 ad art. 31). L'indennità per ripetibili deve essere adeguatamente
commisurata alle spese occasionate dal soccombente alla controparte per la
difesa dei suoi interessi (RDAT II-1994 n 12).

2.2. In caso di stralcio in una procedura ricorsuale per ritardata o denegata
giustizia, l'autorità giudicante deve statuire sulle spese processuali e
ripetibili, pronunciandosi, almeno sommariamente, sull'esito verosimile
dell'impugnativa e vagliando cioè se il ritardo frapposto all'evasione della
pratica è stato costitutivo o meno di un diniego di giustizia formale:
in caso affermativo la parte ricorrente dev'essere trattata come parte vincente
nell'ambito della procedura di ricorso per denegata o protratta giustizia ed
ha quindi diritto - se rappresentata da un avvocato o da un mandatario
professionale - ad un'indennità per ripetibili in base all'art. 49 LPAmm (Borghi/Corti, op. cit., n. 7 ad art. 45 e
giurisprudenza ivi menzionata).

3.   
3.1. Come esposto in narrativa, nel caso di specie il Consiglio di Stato
ha stralciato dai ruoli il gravame per denegata/ritardata giustizia che i
ricorrenti avevano presentato al fine di censurare i ritardi accumulati dall'Ufficio
della migrazione nell'evadere le loro domande di rilascio rispettivamente di
rinnovo dei permessi di soggiorno da essi richiesti. Nel suo giudizio il
Governo cantonale ha negato agli insorgenti, già patrocinati in quella sede da
un avvocato, la concessione di un'indennità per ripetibili, considerando che
nella misura in cui tale gravame era stato inoltrato il giorno stesso in cui l'autorità
di prime cure aveva rilasciato loro dette autorizzazioni, il medesimo era in
sostanza privo d'oggetto ab initio. Ragione per la quale, vista la
sostanziale inutilità del rimedio esperito, i ricorrenti non potevano avanzare
alcuna pretesa di indennizzo dei costi di patrocinio che avevano dovuto nell'occasione
sostenere.

3.2. Tale argomentazione non può essere condivisa.

Innanzitutto si deve rilevare che è sicuramente vero che il 14 giugno 2018,
giorno in cui è stato inoltrato al Consiglio di Stato il ricorso per
denegata/ritardata giustizia in parola, l'Ufficio della migrazione ha a sua
volta evaso le varie istanze a suo tempo presentate da RI 1 e RI 4 a nome anche
delle loro figlie. Tali decisioni, spedite per posta, sono pervenute tuttavia
ai ricorrenti al più presto il giorno successivo, se non addirittura soltanto
il 18 giugno 2018, come da essi sostenuto in questa sede. Sia come sia, si deve
in ogni caso senz'altro escludere che al momento di adire il Consiglio di Stato
quest'ultimi potessero essere al corrente che quello stesso giorno l'autorità
dipartimentale aveva deciso di rilasciargli i permessi di soggiorno più volte
sollecitati. Nella misura in cui, secondo costante giurisprudenza, una
decisione esiste giuridicamente solo con la sua notifica ufficiale alle parti e
quindi esplica effetto unicamente dal momento in cui viene loro recapitata (cfr.
pro multis: DTF 122 I 97 consid. 3), non si può affatto ritenere che allorquando
il 14 giugno 2018 gli insorgenti hanno adito il Consiglio di Stato con il loro
ricorso, lo stesso fosse già privo d'oggetto. Semmai lo è divenuto
successivamente, allorquando essi hanno ricevuto i permessi che da tempo
attendevano. Così stando le cose, il Governo era dunque tenuto a stralciare dai
ruoli il gravame; esso non poteva però esimersi, come invece ha fatto, dal pronunciarsi, almeno sommariamente, sul verosimile esito
dell'impugnativa nel caso in cui si fosse reso necessario evaderla nel merito,
valutando se il ritardo accumulato dall'Ufficio della migrazione nell'evasione
delle pratiche relative ai ricorrenti fosse costitutivo o meno di un diniego
di giustizia formale, onde poi statuire sulla loro richiesta di
concessione di un'indennità per ripetibili. Il solo fatto che l'agire
dell'Ufficio della migrazione non sia dipeso nell'occasione dall'inoltro del
ricorso in questione costituisce, alla luce di quanto precede, un aspetto del
tutto irrilevante, che non permetteva all'Esecutivo cantonale di sottrarsi al
suddetto esame prima facie del merito della vertenza.

4.   
4.1. Stante tutto quanto precede, il ricorso è accolto nel senso che la
decisione impugnata è annullata limitatamente al punto n. 2, seconda frase, del
suo dispositivo. Gli atti sono retrocessi al Consiglio di Stato affinché
statuisca sulla domanda di ripetibili formulata dai ricorrenti nel loro gravame
del 14 giugno 2018, previo esame sommario della fondatezza o meno del medesimo.

Non è necessario che il Governo dia facoltà agli insorgenti di preventivamente prendere
posizione sulla duplica del 13 settembre 2018 dell'Ufficio della migrazione.
Tale allegato si limitava infatti a ribadire e sviluppare gli argomenti già
addotti con la risposta dall'autorità dipartimentale, senza sostanzialmente aggiungere
alcunché di nuovo. Si deve inoltre considerare che i ricorrenti si sono espressi
in questa sede su quanto era stato addotto dall'autorità di prime cure in quell'occasione
(cfr. in particolare pto. 8 del gravame) per cui, nella misura in cui tali
allegazioni sono agli atti e non potranno essere ignorate dal Consiglio di
Stato, i loro diritti di parte appaiono tutto sommato adeguatamente tutelati.

 

4.2. Visto l'esito non si prelevano né
tasse, né spese. Lo Stato dovrà versare ai ricorrenti, patrocinati da un
avvocato, un'adeguata indennità a titolo di ripetibili per questa sede (art. 49
LPAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

decide:

 

1.   Il ricorso è
accolto.

§.   Di conseguenza:

1.1.   la decisione del
26 settembre 2018 (n. 4443) del Consiglio di Stato è annullata limitatamente al
punto n. 2, seconda frase, del suo dispositivo; per il resto è confermata;

1.2.   gli atti sono
rinviati al Consiglio di Stato per nuova decisione sulle ripetibili.           

 

2.   Non si
prelevano né tasse, né spese. Ai ricorrenti deve essere restituito l'importo di
fr. 600.- versato a titolo d'anticipo.

3.   Lo Stato del
Cantone Ticino verserà ai ricorrenti complessivi fr. 1'200.- a titolo di
ripetibili per questa sede.

 

 

4.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

      

	
  5.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
vicepresidente                                                     Il vicecancelliere