# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** af918b9c-207a-551c-81bb-37b387a29a4e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-04-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.04.2007 C-2766/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2766-2006_2007-04-05.pdf

## Full Text

Corte III
C-2766/2006
{T 0/2}

Sentenza del 5 aprile 2007

Composizione: Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), Eduard 
Achermann e Francesco Parrino, giudici,

Paola Carcano, cancelliera.

F._______,
ricorrente, patrocinato dall'Avv. Odilia De Blasi, Via Cerrate Casale 4, IT-73100 
Lecce,

contro

U._______,
autorità inferiore,

concernente:
Prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

2

Ritenuto in fatto:

A. F._______, cittadino italiano, nato il 22 marzo 1950, coniugato, ha lavorato 
in Svizzera dal 1968 al 1972 quale operaio/muratore solvendo, durante tali 
periodi,  i  contributi  dovuti  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i 
superstiti  e  l'invalidità  (doc.  1,  4,  34  e  35).  Dopo  il  rimpatrio,  e  piú 
precisamente dal 1978, ha continuato a svolgere un'attività lucrativa quale 
intonacatore  e  come  bracciante  agricolo  fino  al  31  dicembre  2000, 
allorquando si è ritirato dal lavoro per ragioni che l'interessato imputa alle 
sue condizioni  precarie  di  salute.  A far  tempo dal  mese  di  marzo  2005 
percepisce  una  pensione  d'invalidità  italiana  di  complessivi  Euro  420.02 
mensili (doc. 1, 2a, 7, 8, 34 e 35).

In  data 28 febbraio  2005,  F._______ ha formulato  una richiesta  volta  al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
(doc. 1, 2 e 3).

B. L'assicurato  è  stato  visitato  il  24  marzo  2005  presso  i  servizi  medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di Casarano (Lecce), 
ove la sanitaria incaricata (Dott.ssa Lea Cinzia Caprioli) ha evidenziato la 
diagnosi  di  "esiti  di  carcinoma  vescicale  operato;  spondilodiscoartorsi 
lombare  a  moderata  incidenza  funzionale;  notevole  sindrome  ansioso-
depressiva  reattiva;  pregressa  asportazione  di  epitelioma  basocellulare; 
anorchia  destra  post-chirurgica". Dopo  aver  posto  un  tasso  di  invalidità 
totale, ha però ritenuto l'interessato in grado di svolgere a tempo pieno sia 
il suo ultimo lavoro sia un'attività lavorativa adeguata alle sue condizioni e, 
piú precisamente, senza frequenti flessioni e/o trasporto e/o sollevamento 
pesi come pure al riparo dal freddo e dall'umidità (doc. 34).

È inoltre stata prodotta la seguente documentazione medica obiettiva: una 
scheda di dimissione ospedaliera relativa al ricovero dal 19 al 22 febbraio 
2001  presso  l'ospedale  generale  provinciale  "Pia  Fondazione  Card.  G. 
Panico"  reparto  di  urologia  di  Tricase  (Lecce)  per  l'asportazione 
endoscopica di carcinoma vescicale, oltre a referti medici vari allegati alla 
stessa; una scheda di trattamento chemioterapico dal 27 marzo 2001 fino 
al 2 settembre 2002 attestante altresí varie cistoscopie in narcosi negative 
(segnatamente del: 4 settembre 2001, 29 maggio 2001, settembre 2002, 2 
aprile  2003)  ed  una  biopsia  negativa  del  2  aprile  2003;  una  scheda  di 
dimissione ospedaliera dell'8 settembre 2001 ed una relazione clinica della 
Dott.ssa Lina Amoroso  del  9 settembre 2001,  oltre  a referti  medici  vari, 
relativi  al  ricovero dal  3 all'8 settembre 2001 presso l'ospedale generale 
provinciale  "Pia  Fondazione  Card.  G.  Panico"  reparto  di  urologia  per 
orchifunicolectomia destra per ritenzione testicale, ernioplastica destra ed 
asportazione  neoformazione  emitorace  destro  (epitelioma basocellulare), 

3

uretrocistoscopia  di  controllo  negativa  con  decorso  post-operatorio 
regolare  ed  attestanti  la  dimissione  dell'assicurato  in  buone  condizioni 
generali; vari referti istologici (segnatamente del 12 e 15 settembre 2001 e 
del  16  aprile  2003)  ed  un  referto  patologico  del  18  aprile  2004; 
un'attestazione del Dott. D. Lattarulo del 28 settembre 2001 giusta la quale 
l'assicurato  è  stato  sottoposto  a:  cistoscopia  in  narcosi  (negativa), 
escissione  di  neoformazione  cutanea  dell'emitorace  destro  (epitelioma 
basocellulare),  orchifuniculectomia  destra  (Scleroatrofia  didimaria)  e  ad 
ernioplastica  destra;  due  referti  di  cistoscopia  del  29  maggio  e  dell'11 
settembre  2002  (ambedue  negativi);  una  relazione  clinica  della  Dott. 
Maurizio Cerfeda del 3 aprile 2003 attestante il ricovero dal 1° al 3 aprile 
2003  per  uretrocistoscopia  (negativa)  e  la  dimissione  dell'assicurato  in 
buone  condizioni  generali;  un  certificato  medico  del  23  settembre  2003 
attestante  l'avvenuta  esecuzione del  ciclo  di  chemioprofilassi  nonchè un 
controllo endoscopico del 2 aprile 2003 con biopsie (negative); un referto 
di  cistoscopia  del  3  dicembre  2003;  due  certificati  medici  rilasciati  dal 
dipartimento  di  salute  mentale  dell'Unità  sanitaria  locale  LE/2  di  Maglie 
(Lecce) il 13 gennaio ed il 6 agosto 2004 giusta i quali l'assicurato è affetto 
da  "grave  sindrome  depressiva  reattiva  con  notevole  componente 
ansiosa", in terapia da due anni con Alprezolam, ed appare rallentato dal 
punto di vista psicomotorio, privo di iniziativa, tende facilmente al pianto e 
a  starsene  in  disparte,  rifiutando  qualsiasi  rapporto  interpersonale; 
un'attestazione del Dott. C. Pattumelli del 18 febbraio 2004 giusta il quale 
l'assicurato  è  stato  ricoverato  il  17  febbraio  2004  per  uretrocistoscopia 
(negativa) ed è stato dimesso in buone condizioni generali; una relazione 
di consulenza tecnico medico-legale della Dott.ssa Daniela Fusco del 30 
settembre 2004 redatta per la Sezione del Lavoro del Tribunale di Lecce 
giusta la quale l'assicurato "è affetto da patologie tali  da renderlo tuttora 
invalido  al  100%,  ma non in  condizioni  tali  da necessitare  di  assistenza 
continua per compiere gli  atti  quotidiani  della vita o per deambulare";  un 
referto  radiografico  del  rachide  cervico  dorso  lombo  sacrale  del  Dott. 
Antonio Fasano del  7 ottobre  2004;  vari  certificati  medici  (segnatamente 
del 13 novembre 2004, del 10 e 30 dicembre 2004);  una relazione clinica 
del Dott.  D. Lattarulo del 2 dicembre 2004,  oltre  a referti  medici  vari  ad 
esso allegati, relativi al ricovero dal 1° al 2 dicembre 2004 (per artresia e 
stenosi  dell'uretra  e  del  collo  vescicale  e  cistoscopia,  uretrocistoscopia 
negativa)  ed  attestanti  la  dimissione  in  buone  condizioni  generali;  un 
referto  uroflussometrico del  Dott.  Maurizio  Cerfeda dell'11 febbraio  2005 
attestante "valori di flusso e curva regolari" (doc. 9 - 33).

C. Nei suoi  rapporti  del  12 e 13 ottobre 2005 il  Dott.  Werner Luthi,  medico 
dell'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero (UAIE), dopo aver ripreso la diagnosi sopra riferita ed analizzato 
il  caso  sotto  il  profilo  delle  malattie  di  lunga  durata,  fissa  un  tasso  di 
invalidità  parziale del  30% dell'assicurato  quale bracciante agricolo a far 
tempo dal mese di febbraio 2001 (doc. 35 e 36).

4

Con  decisione  del  20  dicembre  2005  l'UAIE  ha  pertanto  respinto  la 
richiesta di prestazioni di F._______ (doc. 37).

D. Quest'ultimo, regolarmente rappresentato dal Patronato Encal di Patú, ha 
formulato  in  data  27  ottobre  2005  tempestiva  opposizione  contro  il 
suddetto  provvedimento  amministrativo,  chiedendo  in  sostanza  il 
riconoscimento del suo diritto a prestazioni assicurative (doc. 38). Nulla ha 
prodotto a suffragio delle sue conclusioni.

Mediante decisione su opposizione del 29 marzo 2006, l'UAIE ha respinto 
la  predetta  opposizione e confermato  nel  contempo la propria  decisione 
del 20 ottobre 2005 (doc. 39).

E. Con  tempestivo  gravame  del  22  aprile  2006,  consegnato  alla  Posta  l'8 
maggio  successivo,  F._______,  regolarmente  rappresentato  dall'avv. 
Odilia  De  Blasi,  chiede,  sostanzialmente,  l'annullamento  del 
summenzionato  provvedimento  amministrativo  e,  di  conseguenza,  il 
riconoscimento del suo diritto a prestazioni assicurative. A suffragio delle 
sue conclusioni  produce  in  forma fotostatica  un certificato  medico  del  6 
agosto  2004  rilasciato  dal  dipartimento  di  salute  mentale  dell'Unità 
sanitaria locale LE/2 di Maglie (Lecce), già agli atti.

Nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  dell'8  maggio  2006  l'UAIE  propone  la 
reiezione  dell'impugnativa  con  argomenti  di  cui  si  riferirà,  per  quanto 
occorra, nei considerandi che seguono.

F. Dopo  aver  preso  atto  delle  osservazioni  dell'amministrazione,  l'avv.  De 
Blasi, con scritto del 1° settembre 2006, ha ribadito l'intenzione del proprio 
assistito di mantenere il ricorso.

Considerando in diritto:

1.

1.1 I ricorsi pendenti presso le Commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o 
presso i servizi di ricorso dei dipartimenti il  1° gennaio 2007 sono trattati 
dal Tribunale amministrativo federale nella misura in cui è competente. È 
applicabile  il  nuovo  diritto  di  procedura  (cfr.  art.  53  cpv.  2  Legge  sul 
Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]).

1.2 In  virtù  dell'art.  31  LTAF,  questo  tribunale  giudica  i  ricorsi  contro  le 
decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  Legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021)  emanate  dalle 

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autorità  menzionate  agli  art.  33 e 34 LTAF,  riservate  le eccezioni  di  cui 
all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese  dall'Ufficio  AI  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti  l'assicurazione  per 
l'invalidità  possono essere  portate innanzi  al  TAF conformemente  all'art. 
69 cpv. 1 lett. b della Legge federale su l'assicurazione per l'invalidità del 
19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).

1.3 Ai sensi del combinato disposto degli art. 3 lett. dbis PA e 1 cpv. 1 LAI, la 
procedura  in  materia  di  assicurazioni  sociali  è  disciplinata,  di  principio, 
dalla  legge  federale  sulla  parte  generale  del  diritto  delle  assicurazioni 
sociali del 6 ottobre 2000, entrata in vigore il 1° gennaio 2003 (LPGA, RS 
830.1).

1.4 Ai sensi dell'art.  59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla 
decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno di 
protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione.  Queste 
condizioni sono adempiute nella specie.

Il  ricorso  appare  tempestivo  ed ossequioso  dei  requisiti  minimi  prescritti 
dalla legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ricevibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

2.

2.1 Il  1°  giugno 2002 sono entrati  in  vigore  l'Accordo tra la  Confederazione 
svizzera,  da  una  parte,  e  la  Comunità  europea  ed  i  suoi  Stati  membri, 
dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 21 giugno 1999 (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che regola il  coordinamento 
dei sistemi di sicurezza sociale nonchè il Regolamento (CEE) n° 1408/71 
del  Consiglio  del  14  giugno  1971  relativo  all'applicazione  dei  regimi  di 
sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro 
familiari  che si  spostano all'interno della Comunità (RS 0.831.109.268.1) 
come pure  il  corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento 
CEE n° 574/72 del Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione 
del  Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data dal 
1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della parità 
di  trattamento  tra  cittadini  che  risiedono  in  uno  Stato  membro  della 
Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 e 6 del Regolamento CEE 
n° 1408/71).

2.2 Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'allegato II, 
gli  accordi  bilaterali  tra  la  Svizzera  e  gli  Stati  membri  della  Comunità 
europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono  sospesi  a  decorrere 
dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo campo sia 
disciplinato  da  quest'ultimo.  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in  particolare 
l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza sociale 

6

(art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie,  l'organizzazione  della 
procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita 
di invalidità svizzera sono regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a  LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella  presente 
procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  che  risiede  nell'Unione  europea, 
dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 
1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo  1972  relativo 
all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza  l'ottenimento  di  una  pensione  straniera  di 
invalidità non pregiudica l'apprezzamento di un'invalidità secondo il diritto 
svizzero  (ATFA causa I  435/02  consid.  2 del  2  febbraio  2003;  Revue à 
l'attention des caisses de compensations (RCC) 1989 p. 330). Alla stessa 
maniera,  dopo  l'entrata  in  vigore  dell'ALC,  il  grado  di  invalidità  di  un 
assicurato che pretende una rendita di assicurazione-invalidità svizzera è 
determinato  esclusivamente  secondo  il  diritto  svizzero  (DTF  130  V  257 
consid. 2.4).

3. La legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali 
ha comportato la modifica di numerose disposizioni  legali,  segnatamente 
nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità.

Secondo l'art. 2 LPGA le disposizioni di questa legge sono applicabili alle 
assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione  federale,  se  e  per 
quanto  le  singole  leggi  sulle  assicurazioni  sociali  lo  prevedano.  Inoltre, 
l'art.  1  LAI  stabilisce  che  le  disposizioni  della  LPGA  sono  applicabili 
all'assicurazione  per  l'invalidità  (art.  1a-26bis e  28-70),  sempre  che  la 
presente legge non preveda espressamente una deroga.

È necessario precisare che, per quanto riguarda le prestazioni posteriori al 
1° gennaio 2004, la presente procedura è disciplinata dalla LAI nel tenore 
in vigore a partire da questa data (IV revisione della LAI).

4. Il  ricorrente  ha  presentato  la  richiesta  di  rendita  il  28  febbraio  2005.  In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato si 
annuncia  più  di  dodici  mesi  dopo  la  nascita  del  diritto,  le  prestazioni 
possono essere assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In 
concreto, lo scrivente Tribunale amministrativo federale (TAF) può quindi 
limitarsi  ad esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una rendita il  28 
febbraio 2004 (ossia 12 mesi precedenti la presentazione della domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 29 marzo 2006, 
data della  decisione su opposizione.  Il  giudice delle  assicurazioni  sociali 
analizza, infatti, la legalità della decisione impugnata, in generale, secondo 
lo stato di fatto esistente al momento in cui la decisione in lite è stata resa 
(DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

7

5. Per avere  diritto  ad una rendita dell'assicurazione invalidità  svizzera,  un 
cittadino italiano deve adempiere cumulativamente le seguenti condizioni:

- essere invalido ai sensi della legge svizzera;

- aver versato contributi all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI).

Il  ricorrente  ha  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  durante  più  di  un 
anno  intero  in  totale  e,  pertanto,  adempie  la  condizione  della  durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di una 
rendita.

Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.

6.

6.1 In  base all'art.  8  LPGA è considerata  invalidità  l'incapacità  al  guadagno 
totale  o parziale  presumibilmente permanente o di  lunga durata.  L'art.  4 
LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità congenita, 
malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce che l'invalidità è 
considerata  insorgere  quando,  per  natura  e  gravità,  motiva  il  diritto  alla 
singola prestazione.

6.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  almeno  il 
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza 
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è 
invalido per almeno il 40 % (art. 28 cpv. 1 LAI). Va ricordato che fino al 31 
dicembre 2003, la LAI prevedeva il diritto al quarto di rendita con un tasso 
d'invalidità  del 40% almeno, alla mezza rendita con un tasso d'invalidità 
del 50% almeno ed alla rendita intera con un tasso d'invalidità dei due terzi 
(66.67%).  In  seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la 
limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter LAI, secondo il quale le rendite per 
un grado d'invalidità inferiore al 50 % sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è 
più applicabile quando l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede.

6.3 Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, al più presto, nel 
momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità  permanente  di 
guadagno pari almeno al 40 % (lettera a), oppure quando egli è stato per 
un anno e senza  notevoli  interruzioni,  incapace  al  lavoro per almeno il 
40 % in media (lettera b).  La prima lettera si applica allorché lo stato di 
salute dell'assicurato si  è stabilizzato;  la seconda se lo stato di  salute è 
labile,  vale a dire suscettibile  di  evolvere  verso un miglioramento  od un 
peggioramento (DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

8

6.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o parziale, 
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un 
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività 
abituale.  In  caso  d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata  possono  essere 
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione 
o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art. 
7  LPGA  e  consiste  nella  perdita,  totale  o  parziale,  della  possibilità  di 
guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, 
provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura 
dopo aver sottoposto  l'assicurato  alle  cure ed alle  misure  d'integrazione 
ragionevolmente esigibili.

7. Il  ricorrente,  dopo  il  rimpatrio,  ha  svolto  un'attività  lucrativa  quale 
intonacatore e come bracciante agricolo fino al 31 dicembre 2000. Per il 
seguito  non  ha  più  lavorato  per  ragioni  che  imputa  alle  sue  condizioni 
precarie di salute. 

Ora,  la  nozione d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8 LPGA è di  carattere 
giuridico  economico,  non  medico  (DTF  116  V  249  consid.  1b).  In  base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare 
il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire 
esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e 
l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di una 
situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il  reddito 
che egli  avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido.  In altri 
termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a 
malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa.

8. Nel  caso in esame è stata evidenziata la diagnosi  di  "esiti  di  carcinoma 
vescicale  operato;  spondilodiscoartorsi  lombare  a  moderata  incidenza 
funzionale;  notevole  sindrome  ansioso-depressiva  reattiva;  pregressa 
asportazione di epitelioma basocellulare; anorchia destra post-chirurgica".
(perizia medica particolareggiata dell'INPS del 24 marzo 2005: doc. 34).

Giova  in  proposito  precisare  che  tali  affezioni  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI. Trattasi, 
infatti,  di  malattie  che,  per costante giurisprudenza,  sono da configurare 
non già di carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), 
bensì  patologico-labile,  ossia  suscettibili  di  migliorare  o  peggiorare.  Ne 
discende  che,  in  mancanza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per cui 
può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata norma 
legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno.  Pertanto,  il 

9

ricorrente potrebbe pretendere una rendita dell'assicurazione svizzera per 
l'invalidità solo a partire dal momento in cui ha subito, senza interruzione 
notevole, un'incapacità lavorativa media del  40  %  (rispettivamente  del 
50 % per il periodo precedente l'entrata in vigore degli  Accordi  bilaterali) 
almeno durante un anno.

9. Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle  menzionate 
affezioni,   il   medico  dell'INPS -  pur  ponendo  un tasso  di  invalidità  del 
100% - reputa l'interessato in grado di svolgere a tempo pieno sia il  suo 
ultimo lavoro sia un'attività lavorativa adeguata alle sue condizioni  e, piú 
precisamente, senza frequenti flessioni e/o trasporto e/o sollevamento pesi 
come pure  al  riparo dal  freddo e dall'umidità  (doc.  34).  Dal  canto suo il 
Dott.  Werner Luthi,  medico dell'UAIE, fissa un tasso di invalidità parziale 
del 30% dell'assicurato quale bracciante agricolo a far tempo dal mese di 
febbraio 2001 (doc. 35 e 36).

10.

10.1 Il  giudice  delle assicurazioni  sociali  deve esaminare  in maniera  obiettiva 
tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro  provenienza,  e  poi 
decidere se i documenti  messi a disposizione permettono di giungere ad 
un  giudizio  attendibile  sulle  pretese  giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352 
consid. 3a). Per costante giurisprudenza le certificazioni mediche possono 
costituire  importanti  elementi  d'apprezzamento  del  danno  invalidante, 
allorché  permettono  di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno 
dell'interessato in un'attività  da lui  ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 
134 consid.  2, 114 V 314 consid.  3c).  Perché un rapporto medico abbia 
valore  probatorio  è determinante  che esso valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto 
di  tutte  le  affezioni  di  cui  si  lamenta  l'assicurato,  sia  stabilito  in  piena 
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione 
delle correlazioni  mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; 
le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (DTF 125 V 352, 
122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, 
secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del 
fatto  che,  alla  luce  del  rapporto  di  fiducia  esistente  con  il  paziente,  il 
medico  curante  attesterà,  in  caso  di  dubbio,  in  favore  del  suo  paziente 
(DTF 125 V 353;  Jurisprudence et pratique administrative [Pratique VSI] 
2001 p. 109).

10.2 L'assicurato  si  è  sottoposto  nel  corso  del  2001  ad  un  intervento  di 
orchifunicolectomia destra per ritenzione testicale, ernioplastica destra ed 
asportazione  di  neoformazione  all'emitorace  destro  (epitelioma 
basocellulare)  e  ad  un  intervento  di  asportazione  endoscopica  di  un 
carcinoma  vescicale  accompagnato  dalla  successiva  chemioterapia  con 
instillazione  vescicale.  Nonostante  la  gravità  delle  suddette  affezioni, 
l'assicurato è sempre stato dimesso secondo i termini usuali ed in buone 

10

condizioni generali  ed è stato pure curato con successo ritenuto che tutti 
gli  esami  medici  di  controllo  successivi  (biopsie,  cistoscopie  e 
uretrocistoscopie  varie)  hanno  dato  esito  negativo.  Egli  presenta  anche 
un'anorchia destra post-chirurgica senza rilevanza ed è poi affetto da una 
spondilodiscoartorsi lombare con moderata incidenza funzionale e da una 
sindrome  ansioso-depressiva  reattiva  trattata  farmacologicamente  con 
ansiolitici  ed  antidepressivi. Il  suo quadro  fisico  generale  risulta 
abbastanza  discreto  nella  misura  in  cui  beneficia  di:  un  buono  stato  di 
nutrizione (peso 73 kg per 156 cm di altezza), una vista utile (senza lenti), 
un udito  sufficiente,  una pressione arteriosa a riposo praticamente  nella 
norma (150/90),  movimenti  (forza  e  tono muscolare)  e  andatura  normali 
(perizia  medica  particolareggiata  dell'INPS del  24  marzo 2005:  doc.  34; 
relazione  di  consulenza  tecnico  medico-legale  della  Dott.ssa  Daniela 
Fusco  del  30  settembre  2004  redatta  per  la  Sezione  del  Lavoro  del 
Tribunale di Lecce: doc. 26).

10.3 Nelle  predette  condizioni  pretendere  che  l'assicurato  continuasse  ad 
esercitare nella misura del 70% (come sostenuto dal medico dell'UAIE) o 
addirittura  del  100% (come sostenuto  dal  medico  dell'INPS,  alle  severe 
condizioni di evitare ambienti freddi e umidi e di astenersi dalle frequenti 
flessioni  oppure  dal  trasporto/sollevamento  di  pesi)  un  lavoro  pesante, 
qual è invero quello di bracciante agricolo, appare difficilmente sostenibile. 
Il collegio giudicante è quindi dell'avviso che egli  non era piú in grado di 
svolgere  le  sue  precedenti  professioni  di  intonacatore  e  bracciante 
agricolo, ma ritiene altresí che egli avrebbe potuto comunque svolgere al 
100%  delle  attività  sostitutive  leggere  ed  adeguate  alle  sue  particolari 
condizioni (e, piú precisamente, senza frequenti flessioni e/o trasporto e/o 
sollevamento  pesi  come  pure  al  riparo  dal  freddo  e  dall'umidità)  in  un 
settore  che  non richiede  una  particolare  formazione  come,  ad esempio, 
quello del commercio in generale o al dettaglio.

11.

11.1 L'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che 
l'assicurato  conseguirebbe,  dopo la  manifestazione  dell'invalidità  e  dopo 
l'esecuzione  d'eventuali  provvedimenti  d'integrazione,  nell'esercizio  di 
un'attività lucrativa,  ragionevolmente esigibile da lui  in condizioni  normali 
del mercato del lavoro, e il reddito che potrebbe conseguire se non fosse 
diventato invalido.

11.2 Sulla base delle statistiche pubblicate dall'Ufficio federale di statistica sulla 
struttura  dei  salari  2000  (tabella  TA  1,  valori  nazionali,  settore  privato, 
categoria  4,  maschile)  il  salario  mensile  medio,  privo  di  invalidità, 
conseguibile  quale  manovale  (attività  equiparabile  alle  professioni 
precedentemente  svolte  dall'assicurato)  è  di  Fr.  4'544.--  nel  2000. 
Viceversa il salario mensile medio ottenibile in attività di tipo leggero non 
qualificate sono i seguenti:

11

- venditore nell'ambito del commercio in generale Fr. 4'588.-- nel 2000;

- cassiere nell'ambito del commercio al dettaglio Fr. 4'097.-- nel 2000.

Al  fine  di  procedere  al  confronto  dei  redditi,  e  conformemente  alla 
giurisprudenza  del  Tribunale  federale,  deve  essere  considerato,  quale 
reddito da invalido, un importo corrispondente alla media dei salari relativi 
alle professioni sostitutive (DTF 124 V 321) e, quindi, un introito mensile di 
Fr.  4'342.50  [(4'588.--  +  4'097):2].  Conformemente  alla  giurisprudenza 
dell'Alta  Corte,  inoltre,  i  redditi  cosí  accertati  di  Fr.  4'544.--  e  di  Fr. 
4'342.50  devono  essere  indicizzati  fino  al  2005  applicando  i  tassi  di 
indicizzazione di cui all'evoluzione dei salari nominali tra il 2000 ed il 2005 
in Svizzera (La Vie économique,  12-2006, tabella B 10.2, pag. 83: anno 
2001:  2,5%;  anno  2002:  1,8%;  anno  2003:  1,4%;  anno  2004:  0,9% ed 
anno 2005: 1%). Si giunge cosí per il 2005 ad un salario mensile da valido 
di Fr. 4'899.50 e da invalido di Fr. 4'682.25 (DTF 128 V 174, 129 V 222).
Anche  applicando  la  riduzione  massima  del  25%  consentita  dalla 
giurisprudenza per tenere conto dei  fattori  personali  dell'assicurato (DTF 
126 V 75), giungendo cosí ad un introito teorico mensile, dopo l'insorgenza 
dell'invalidità, di Fr. 3'511.69, il confronto fra un reddito privo di invalidità di 
Fr. 4'899.50 ed un introito teorico mensile, dopo l'insorgenza dell'invalidità, 
di  Fr.  3'511.69  comporterebbe  una  perdita   di  guadagno  del  28.32% 
{[(4'899.50  -  3'511.69)x100]  :  4'899.50},  tasso  che  esclude  il 
riconoscimento del diritto alla rendita AI.

F._______ non ha dunque diritto ad una rendita dell'assicurazione svizzera 
per  l'invalidità.  Il  ricorso  deve  quindi  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata.

12. Poiché  nella  presente  procedura  si  tratta  di  decidere  il  riconoscimento 
rispettivamente il rifiuto di prestazioni assicurative, non vengono prelevate 
spese processuali conformemente al combinato disposto dell'art. 69 cpv. 2 
LAI  (nella  versione  in  vigore  fino  al  30  giugno  2006,  v.  disposizioni 
transitorie inerenti la modifica della LAI del 16 dicembre 2005 in RU 2006 
2003  no.  II;  FF  2005  2751)  e  dell'art.  85bis cpv.  2  della  legge  federale 
sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS, RS 831.10).

12

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il  ricorso  è  respinto  e  la  decisione  impugnata  del  29  marzo  2006  è 
confermata.

2. Non si prelevano spese processuali. Non vengono assegnate indennità per 
spese ripetibili.

3. Comunicazione: 

- alla rappresentante della ricorrente (raccomandata A/R),

- all'autorità  inferiore  (n.  di  rif.  302.50.184.154/544/NCA),  per  atto 
giudiziario,

- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna, per atto giudiziario.

Rimedi di diritto

Questa sentenza può essere impugnata entro 30 giorni dalla notifica innanzi al Tribunale federale, 
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna (cfr. art. 42, 48, 100 della legge federale del 17 giugno 2005 
sul Tribunale federale, LTF, RS 173.110).

In applicazione dell'Accordo fra la Svizzera e la Comunità europea ed i suoi stati membri sulla 
libera circolazione delle persone del 21 giugno 1999, dell'allegato II e del Regolamento (CEE) 
1408/71, il ricorso può essere depositato nel termine di 30 giorni presso un ufficio postale del 
Paese di domicilio dell'assicurato o presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale locale.

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Paola Carcano

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