# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9c59cf67-6eff-5edb-8a40-7ef50a19060d
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-09-27
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 27.09.2016 S 2015 149
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2015-149_2016-09-27.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 15 149

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presidenza Racioppi
giudici Meisser, Audétat
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 27 settembre 2016

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali 

A._____,

rappresentato dal lic. iur. Avvocato Roberto A. Keller,

ricorrente

contro 

Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (SUVA), 

convenuto

concernente prestazioni assicurative LAINF

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1. A._____ era dirigente della B._____ ed era in tale qualità 

obbligatoriamente assicurato all'Istituto nazionale svizzero di 

assicurazione contro gli infortuni (qui di seguito semplicemente 

assicuratore infortuni) per le conseguenze di infortuni e malattie 

professionali. Il 30 luglio 2012 il datore di lavoro annunciava 

all'assicuratore infortuni che il proprio dirigente sarebbe stato vittima di un 

infortunio nell'ambito di un intervento operatorio subito il 14 luglio 2011 

presso l'ospedale di X._____ In detta occasione l'assicurato sarebbe 

scivolato dal lettino ed avrebbe schiacciato il braccio destro riportando 

una lesione dei nervi. 

2. Con decisione 4 aprile 2014, l'assicuratore infortuni rifiutava la presa a 

carico di qualsivoglia prestazione assicurativa contestando che la paresi 

medio-cubitale a destra e la plessopatia lamentate dall'assicurato fossero 

riconducibili ad un infortunio o ad una lesione corporale parificabile ad 

infortunio. 

3. Nell'ambito dell'opposizione presentata dall'assicurato l'8 maggio 2014, 

l'assicuratore infortuni cercava di chiarire la dinamica dell'intervento del 

14 luglio 2011 e con decisione 16 ottobre 2015 riconfermava la mancata 

comprova di un infortunio ai sensi di legge. 

4. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo il 18 

novembre 2015, A._____ chiedeva l'annullamento della decisione 

impugnata e che gli venissero riconosciute le prestazioni di legge a far 

tempo dal 14 luglio 2011. L'istante ribadiva che i disturbi tuttora lamentati 

al braccio e spalla destri sarebbero stati una conseguenza dello 

scivolamento avvenuto in occasione dell'intervento alla prostata effettuato 

il 14 luglio 2011. Che dalla documentazione medica fornita dal nosocomio 

non fosse desumibile una dinamica dell'accaduto fedele a quanto preteso 

dall'istante non sarebbe determinante, non essendo comunque i reperti 

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agli atti completi e particolarmente fedeli a quanto effettivamente 

avvenuto. 

5. Nella risposta del 7 dicembre 2015, l'assicuratore infortuni ribadiva il ben 

fondato delle conclusioni contenute nella decisione su opposizione e 

chiedeva la completa reiezione del ricorso. Nulla nella documentazione 

dell'intervento in parola lascerebbe supporre che l'assicurato fosse stato 

vittima di un infortunio. 

6. Replicando e duplicando le parti si riconfermavano essenzialmente nelle 

loro precedenti allegazioni e proposte. 

 

Considerando in diritto:

1. a) Giusta l’art. 6 cpv. 1 della legge federale sull’assicurazione contro gli in-

fortuni (LAINF; RS 832.20), per quanto non previsto altrimenti dalla legge, 

le prestazioni assicurative sono effettuate in caso d'infortuni professionali, 

d'infortuni non professionali e di malattie professionali. Ai sensi dell'art. 4 

della legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali 

(LPGA; RS 830.1), è considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, 

improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore esterno 

straordinario che comprometta la salute fisica, mentale o psichica o 

provochi la morte (DTF 129 V 404 cons. 2.1 e 122 V 232 cons. 1 con 

riferimenti). Per essere qualificato quale conseguenza di un infortunio, il 

danno alla salute deve, tra l'altro, scaturire dall'azione di un fattore 

esterno straordinario. Dalla definizione di infortunio emerge che il 

carattere straordinario del fattore esterno concerne soltanto il fattore 

medesimo e non gli effetti dello stesso. Irrilevante, ai fini dell'esame del 

requisito dell'esistenza di un fattore esterno straordinario, è, quindi, la 

circostanza che il fattore abbia determinato conseguenze gravi o 

inaspettate. L'evento è straordinario quando eccede l'ambito degli eventi 

e delle situazioni che, oggettivamente, devono essere ritenuti come 

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quotidiani o usuali sulla base di circostanze oggettive (DTF 134 V 72 

cons. 2.2, 129 V 404 cons. 2.1 e 122 V 233 cons. 1, 121 V 38 cons. 1a 

con riferimenti nonché RAMI 1999 no. U 333 pag. 198 cons. 3a). 

b) Conformemente alla giurisprudenza, colui che chiede il riconoscimento di 

prestazioni deve rendere plausibile la sussistenza dei singoli elementi 

costitutivi dell'infortunio. Dal canto suo l'assicuratore infortuni stabilisce 

d'ufficio i fatti di causa; a tal fine può richiedere la collaborazione delle 

parti. Se la procedura non consente di accertare, secondo il grado della 

verosimiglianza preponderante - un giudizio di mera possibilità non 

essendo per contro sufficiente (DTF 126 V 360 cons. 5b con riferimenti) - 

l'esistenza di tutti gli elementi costitutivi dell'infortunio, quest'ultimo deve 

considerarsi non dimostrato e il diritto a prestazioni deve essere negato 

(DTF 129 V 177 cons. 3.1, 119 V 335 cons. 1, 118 V 286 cons. 1b, 116 V 

140 cons. 4b e 114 V 305 cons. 5b). Si giustifica pertanto parlare di onere 

della prova solo nella misura in cui, in assenza di prove, la decisione 

risulta sfavorevole a quella parte - ovvero l'assicurato - che intendeva 

dedurre un suo diritto da una circostanza di fatto che è rimasta non 

provata. Questa regola probatoria trova tuttavia applicazione unicamente 

se l'istruttoria - condotta in ossequio al principio inquisitorio - non ha 

permesso di ritenere quantomeno come verosimile l'esistenza di un 

infortunio (sentenza del Tribunale federale U 243/04 del 22 giugno 2005 e 

riferimenti). 

2. a) In base all'annuncio d'infortunio e al colloquio a domicilio fatti ad oltre un 

anno dal preteso avvenimento, la dinamica dell'accaduto veniva 

dall'istante descritta come segue: "L'infortunio è avvenuto il 14.07.2011, 

presso l'ospedale X._____, quando, dal lettino di sala operatoria sono 

scivolato in avanti procurandomi una lesione dei nervi del braccio destro. 

In concreto, sono stato operato di prostata il cui intervento è stato fatto in 

decubito dorsale. Mi hanno messo con il corpo inclinato in avanti, la testa 

rivolta verso il pavimento e le gambe completamente in aria: 

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improvvisamente sono scivolato in avanti e sono rimasto diverso tempo, 

con addosso al mio braccio destro tutto il peso del corpo. In questa 

posizione sono rimasto per circa 8 ore. In seguito, gridavo dal dolore e mi 

hanno trasferito in reparto di cure intense applicandomi un catetere per 

l'iniezione di morfina". Dai reperti dell'operazione, incluso il video-

materiale, e da tutta la documentazione messa a disposizione 

dall'ospedale in questione, non vi è alcun indizio a sostegno della 

versione fornita dall'istante relativamente al presunto scivolamento. 

L'assicuratore infortuni chiedeva poi a più riprese ragguagli presso detto 

nosocomio relativamente al preteso scivolamento dal lettino durante 

l'intervento, senza però che fosse possibile trovare anche il benché 

minimo accenno ad una tale dinamica. Ne consegue che la versione 

fornita dell'assicurato ad oltre un anno dall'operazione non trova alcun 

riscontro oggettivo nella documentazione relativa all'intervento.

b) L'intervento a cui è stato sottoposto il paziente il 14 luglio 2011 era un 

intervento eseguito in laparatomia con anestesia totale per intubazione 

dalla durata di 6 ore e 40 minuti eseguito in posizione di Trendelenburg. 

In tale posizione il soggetto è supino, sdraiato in modo che il capo sia 

situato inferiormente a ginocchia e bacino. Essendosi l'intervento svolto in 

anestesia totale, suscita qualche perplessità il fatto che il paziente 

sostenga di essere non inizialmente, ma improvvisamente scivolato e di 

essere rimasto in tale posizione per circa 8 ore. Tale versione dei fatti è 

stata dall'istante presentata per la prima volta un anno dopo l'intervento. 

Infatti, successivamente all'intervento subito, pur avendo consultato 

numerosi specialisti, l'istante non ha mai preteso di essere scivolato sul 

lettino d'ospedale. Nel referto del 28 luglio 2011 dell'ospedale di X._____, 

si legge: "In sintesi, il signor A._____, dopo essere stato operato 

all'incirca per 7,5 h (anestesia generale, Trendelenburg, posizione di 

elevazione rotazione della spalla dx), si risveglia notando tutta una serie 

di sintomi confinanti all'ASD." Anche nella relazione del 6 settembre 2011 

del dott. med. C._____ non viene fatto alcun accenno ad uno 

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scivolamento. Per contro, la versione fornita dall'istante contraddice 

chiaramente quanto riportato nell'anamnesi del paziente dalla dott. med. 

D._____ che evoca come: l'operazione si sia svolta in decubito dorsale 

con il corpo fortemente inclinato in avanti, la testa in basso e le gambe in 

aria. Per questo fatto il paziente avrebbe dovuto essere trattenuto per non 

cadere. Al risveglio avrebbe di conseguenza presentato disturbi al plesso 

brachiale destro (vedi referto del 5 luglio 2012). 

c) Sostanzialmente, la versione fornita dalla dott. med. D._____ è 

confermata dalla documentazione medica messa a disposizione 

dall'ospedale di X._____. Dalla descrizione fatta dal dott. med. E._____ il 

15 luglio 2011 (vedi atto F39 del Tribunale amministrativo) - in merito allo 

svolgimento dell'intervento ed alla situazione subentrata dopo 

l'operazione - risultava che dopo l'intervento uno dei grossi problemi 

erano stati i dolori al braccio destro ed alla spalla destra, dove si potevano 

vedere delle fiacche di trazione sia in prossimità dell'imbottitura di 

fissaggio del supporto del letto operatorio sia a livello dell'avambraccio. 

Da tale descrizione appare verosimile che il paziente, che pesava oltre 

130 kg, abbia subito una importante compressione alla spalla (contro il 

supporto) ed al braccio destro (fissaggio) a seguito della posizione nella 

quale era stato posto il corpo durante l'operazione per evitare che 

cadesse, ma non che possa esservi stato un improvviso scivolamento, 

altrimenti le vesciche di tensione non avrebbero potuto posizionarsi in 

prossimità dei fissaggi al letto operatorio che erano stati fatti. A livello 

dell'avambraccio poi, uno scivolamento avrebbe probabilmente causato 

delle abrasioni e non delle fiacche da tensione. 

d) Alla luce delle considerazioni che precedono e in base agli atti all'incarto, 

la versione fornita dall'assicurato ad oltre un anno dall'intervento e 

riguardante un preteso scivolamento durante l'operazione del 14 luglio 

2011 appare del tutto priva di qualsiasi sostrato oggettivo per cui non è 

dato ritenerla come plausibile.

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3. a) In base alla documentazione medica, la patologia presentata dal paziente 

è verosimilmente da ascrivere alla posizione assunta dal corpo durante 

l'intervento operatorio del 14 luglio 2011. Già la descrizione di cui al 

considerando 2c che precede attesta l'indubbia sollecitazione - in termini 

di peso – a carico del braccio e della spalla destri durante l'intervento 

operatorio subito dall'assicurato. Non va, infatti, dimenticato che si tratta 

di un paziente molto pesante e che l'intervento in parola si è protratto 

sull'arco di oltre sei ore. Nella relazione del 18 luglio 2011, i dott. med. 

F._____ e G._____ ascrivevano la iperestesia del braccio destro al lungo 

posizionamento dell'arto durante l'operazione. Da altri atti messi a 

disposizione dal nosocomio emergeva poi a più riprese il termine 

"Lagerungsschaden": così ad esempio dalla prescrizione fatta per la 

fisioterapia e dai commenti relativi (atti no. 24 e 25 del Tribunale 

amministrativo); dal piano di cura (vedi commento inserito il 15 luglio 2011 

relativamente alla necessità di tenere il braccio destro alzato poiché il 

paziente soffriva di un "Lagerungsschaden nach OP"), dalla certificazione 

del 15 luglio 2011 dove veniva posta la diagnosi di "Verdacht auf 

Lagerungsschaden Plexus brachialis rechts" e nel quale veniva precisato 

che "Wir interpretieren die neurologischen Defizite in Rahmen eines 

Lagerungsschadens des Plexus brachialis durch die lange Operation in 

Kopftieflage bedingt". Già in base a detti elementi probatori è allora dato 

ritenere - con il necessario grado della probabilità preponderante - che i 

disturbi lamentati dall'istante siano una causa dell'intervento operatorio 

subito il 14 luglio 2011, anche perché i medici del nosocomio di X._____ 

non mettevano mai in dubbio che la patologia potesse essere la 

conseguenza di altre cause. Che in seguito sia la dott. med. D._____ che 

il dott. med. H._____ (vedi referti medici del 4 ottobre 2012 e del 25 

ottobre 2013) abbiano confermato tale origine dei disturbi non fa che 

affermare la fondatezza delle conclusioni alle quali erano già giunti i 

medici del nosocomio di X._____, a sapere che il danno patito dall'istante 

fosse dovuto alla particolare compressione subita da braccio e spalla 

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destri in seguito alla posizione assunta dal corpo del paziente durante 

l'intervento operatorio del 14 luglio 2011.

b) Resta allora da stabilire se il danno seguito al posizionamento 

dell'assicurato durante l'intervento qui in discussione vada qualificato 

come un errore nella cura medica suscettibile di dare diritto a prestazioni 

da parte dell'assicuratore infortuni. La questione del carattere di fattore 

esterno straordinario di un atto medico deve essere risolta in base a criteri 

medici obbiettivi (RAMI 1999 no. U 333 pag. 200 cons. 4). Secondo la 

giurisprudenza il carattere straordinario di una tale misura dev'essere 

ammesso dando prova di una certa severità di giudizio. È infatti 

necessario che, tenuto conto delle circostanze del caso concreto, l'atto 

medico si scosti considerevolmente dalla pratica medica corrente e che 

implichi, per questo motivo, oggettivamente dei grossi rischi (DAS 1999 

LAINF no. 9; DTF 121 V 38 cons. 1b, 118 V 61 cons. 2b e 284 cons. 2b). 

Il trattamento di una malattia non dà diritto al versamento di prestazioni 

dell'assicurazione infortuni, ma un errore nella cura può, a titolo 

eccezionale, essere costitutivo di un infortunio, se si tratta di confusione 

oppure di imperizia grossolana e straordinaria o, addirittura, di un danno 

intenzionale che nessuno poteva e doveva mettere in conto (DTF 121 V 

38 cons. 1b e referenze; sentenze del Tribunale federale 8C_947/2012 

del 13 febbraio 2013 cons. 3.2 e 8C_535/2012 del 20 novembre 2012 

cons. 5.1). In tale contesto va precisato che l'indicazione di un intervento 

chirurgico, non è un criterio giuridicamente pertinente per stabilire se un 

atto medico corrisponda alla definizione legale di infortunio (DTF 121 V 38 

cons. 1b). La nozione di errore medico accidentale non va quindi estesa a 

ogni errore medico, in quanto si correrebbe il rischio di far assumere 

all'assicurazione contro gli infortuni non professionali il ruolo di 

un'assicurazione responsabilità civile a favore di fornitori a seguito di 

prestazioni mediche (RAMI 2000 no. U 407 pag. 404). Infine l'esistenza di 

un infortunio ai sensi della relativa legge federale sarà stabilita 

indipendentemente dalla questione di sapere se l'infrazione alle regole 

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dell'arte di cui risponde il medico implichi una responsabilità civile o di 

diritto pubblico. Le stesse considerazioni valgono in caso di pronuncia di 

un giudizio penale che condanni il comportamento del medico (DTF 121 V 

39 cons. 1b e riferimenti). 

c) Conformemente a questi principi la giurisprudenza ha ammesso per 

esempio l'esistenza di un infortunio, riconducibile ad un fattore esterno 

straordinario nel caso di trasfusione di un gruppo sanguigno diverso in 

seguito a confusione non scusabile o di cumulo di errori in caso di 

un'angiografia o di un’anestesia, a seguito dell'iniezione troppo rapida di 

due sostanze. Il presupposto è invece stato negato in relazione alla 

scelta, altamente discutibile, di una tecnica operatoria; nel caso di lesione 

del nervo della mano nel corso di un'operazione specialmente difficile e 

delicata, su un terreno di cicatrici la cui autonomia era modificata da 

multiple operazioni precedenti; della lesione del nervo alveolare inferiore 

o del nervo linguale causata da un dentista, nell’ambito di un intervento di 

estrazione di un dente del giudizio (vedi per la casistica sentenza del 

Tribunale amministrativo S 10 149 e cfr. anche la panoramica pubblicata 

in RAMI 1999 no. U 333 pag. 200-201). Nella sentenza 8C_283/2014 del 

2 settembre 2014 veniva negato il carattere infortunistico di una lesione di 

un vaso sanguigno - durante un intervento al cuore - che aveva provocato 

il decesso del paziente. Malgrado il Tribunale federale abbia riconfermati 

materialmente i principi generali sopra richiamati, è però anche stato 

ammesso un infortunio per la lesione di un nervo in occasione di una 

iniezione venosa, poiché l’assicurata non era stata resa attenta anche a 

questa possibile complicazione e non poteva contare sul suo 

sopraggiungere. Inoltre, la frequenza di un tale tipo di complicazione pari 

a 1:25'000 faceva apparire del tutto straordinario l’evento (sentenza del 

Tribunale federale 8C_526/2007 del 29 aprile 2008 e vedi anche U. 

KIESER, ATSG-Kommentar, 2015, pag. 86 note 55 ss.). Anche una 

mobilizzazione del ginocchio su anestesia provocante una nuova frattura 

era stata considerata un infortunio, poiché tale tipo di scelta terapeutica 

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era da ritenere contraria all’esperienza e alla pratica medica nonché del 

tutto controindicata in considerazione dei precedenti al ginocchio del 

paziente (sentenza del Tribunale federale 8C_234/2008 del 31 marzo 

2009). Nella sentenza del Tribunale federale 8C_296/2009 del 10 

settembre 2009, gli atti venivano ritornati per nuovi accertamenti 

all’assicurazione infortuni, non essendo stato considerato il concreto 

svolgersi del delicato intervento - malgrado l’impiego di apparecchiature 

difettose - e l’aspetto relativo alla straordinarietà del risultato ottenuto, 

ovvero alla frequenza con cui una simile complicazione potrebbe 

subentrare. Come esposto in detto giudizio, la questione della frequenza 

con cui insorge un determinato tipo di complicazione va considerata nel 

giudizio complessivo, nel senso che straordinarietà e causalità vanno 

tanto più disattese quanto maggiore e quindi più frequentemente apparirà 

l’insorgenza della complicazione e conseguentemente quanto più la 

persona interessata doveva contare sul verificarsi di un simile imprevisto 

(nell’evenienza lesione di un nervo facciale nell’ambito di un intervento 

per un'otite media cronica colesteatomatosa). In questo senso la recente 

prassi del Tribunale federale evoca come criterio determinante anche la 

questione dell’attendibilità del risultato ottenuto. Quanto meno è dato 

contare sull’insorgenza di un determinato risultato, tanto maggiore sarà la 

probabilità che trattasi di un infortunio. Per quanto concerne invece 

l’inadeguatezza di un trattamento medico, l’errore nella scelta di una cura 

non costituisce infortunio per quanto non assuma un carattere 

straordinario, ovvero quando si tratti di confusione oppure di imperizia 

grossolana e straordinaria, oppure di un pregiudizio intenzionale 

all’integrità. Il solo fatto che un trattamento si palesi in seguito errato non 

ingenera ancora la responsabilità dell’assicurazione infortuni, a meno che 

l’errore stesso sia da considerare straordinario (A. RUMO-JUNGO, 

Bundesgesetz über die Unfallversicherung, 3a edizione, 2003, pag. 23 

ss.). 

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d) Relativamente agli errori di posizionamento durante un intervento 

operatorio, nella sentenza 8C_445/2008 del 1. dicembre 2008 il Tribunale 

federale escludeva che la neuroaprassia (malfunzionamento di un nervo a 

causa di compressione o stiramento) accusata dall'assicurato potesse 

essere ascrivibile ad un infortunio, poiché neppure il più accurato modo di 

procedere in vista di un intervento operatorio permetterebbe di escludere 

il subentrare di un qualsiasi danno da posizionamento. Anche nel giudizio 

8C_937/2014 del 15 giugno 2015, la massima Corte federale partiva dal 

presupposto che anche durante un'operazione che si svolge entro degli 

ordinari parametri, non può essere escluso un errore di posizionamento. 

Poiché a seguito dell'assunzione di una posizione scorretta durante 

un'anestesia, una lesione di un nervo non potrebbe essere esclusa con 

certezza - ma un tale evento rappresenterebbe una delle notoriamente 

possibili, anche se relativamente rare, complicazioni in relazione ad 

un'operazione - non sarebbe dato concludere ad un evento infortunistico. 

In detto giudizio, per il Tribunale federale, il grado con il quale 

insorgerebbero tali complicazioni, che si situerebbe tra i 6 ed i 12 casi su 

10'000 narcosi (Dirk Aschemann [Editore.], OP-Lagerungen für 

Fachpersonal, Springer Medizin Verlag Heidelberg 2009, pag. 100 s.), 

non permetterebbe di concludere alla presenza di un infortunio. Per il 

resto, anche se un paziente non viene espressamente istruito sulla 

portata di eventuali complicazioni o conseguenze di un'operazione, tale 

omissione non permettere di concludere alla presenza di un infortunio per 

quanto l'intervento venga praticato in condizioni usuali e normali 

(sentenza del Tribunale federale 8C_858/2014 del 24 aprile 2015 riferita 

all'estensione di un intervento di ernia discale ad ulteriori dischi vertebrali 

rispetto a quanto era stato oggetto dell'informazione data al paziente 

prima dell'intervento).

e) Nel caso in oggetto, l'intervento per l'asportazione della prostata del 14 

luglio 2011 era stato pianificato con la dovuta cura. Riguardo la questione 

qui determinante concernente il posizionamento del corpo, veniva dal 

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chirurgo espressamente rilevato che il paziente - estremamente grasso - 

dava adito ai rispettivi problemi di posizionamento e per l'anestesia (vedi 

relazione del 18 luglio 2011). Prima dall'intervento veniva pertanto fatta 

una prova per verificare se l'assicurato avrebbe sopportata la posizione 

Trendelenburg, considerate le sue ingenti condizioni di peso. Dopo 

mezz'ora di verifica, l'anestesista dava il nulla osta all'intervento, che 

come tale si svolgeva entro dei normali parametri. Contrariamente a 

quanto pretende l'istante, non si è trattato di un intervento del tutto fuori 

dall'ordinario e con carattere del tutto eccezionale quanto al 

posizionamento del paziente. L'osservazione fatta dal chirurgo dott. med. 

F._____ nella relazione del 18 luglio 2011 riguardo a "condizioni spaziali 

estremamente problematiche". Si riferisce alle condizioni interne 

riscontrate dal chirurgo nell'ambito della laparatomia (incisione chirurgica 

della parete anteriore dell'addome che consente l'accesso alla cavità 

addominale e agli organi in essa contenuti) e non alla posizione del 

paziente sul lettino della sala operatoria. Infatti, il chirurgo giustifica tale 

constatazione precisando di trovare un meso (mesocolon) estremamente 

grosso, rispettivamente una rete intraddominale parimenti tale, e che 

queste condizioni spaziali estremamente problematiche si sarebbero fatte 

sentire durante tutta la durata dell'intervento. Dalla relazione si evince 

semplicemente che a causa della mole del paziente si erano dovute 

prendere delle particolari precauzioni. Il fissaggio al lettino operatorio e 

delle braccia corrispondeva però alla pratica medica corrente e come tale 

non comportava oggettivamente dei grossi rischi. In ogni caso è escluso 

che per un intervento come quello in oggetto, il fatto che l'assicurato abbia 

riportato un danno da posizionamento possa essere considerato come 

infortunio in quanto nella concreta situazione quanto avvenuto il 14 luglio 

2011 riproduce una delle notoriamente possibili complicazioni in relazione 

ad un'operazione di prostatectomia totale (vedi anche parere del dott. 

med. I._____ del 13 ottobre 2015), già in considerazione delle oltre sei 

ore di intervento. Va infatti ritenuto che il rischio legato al subentrare di 

tale complicazione è anche relazionato alla durata dell'intervento. La 

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pretesa che in presenza di una simile costellazione il personale sanitario 

avrebbe dovuto dar prova di maggiore cura nella preparazione 

all'intervento rispetto a quanto sarebbe stato effettivamente fatto, esula 

dal contesto della presente vertenza, giacché non è in ogni caso dato 

concludere alla presenza di una grossolana imperizia nel posizionamento 

dell'assicurato come risulta dalla documentazione medica presentata e 

concernente il decorso operatorio. Il danno da posizionamento lamentato 

dall'istante non è pertanto riconducibile ad un infortunio ai sensi legali. 

4. Come giustamente osservato nella decisione su opposizione e come del 

resto il ricorrente neppure contesta è parimenti escluso che la lesione 

subita dall'istante possa ricadere sotto la nozione di lesione parificabile ai 

postumi di un infortunio. Si sensi dell'art. 9 cpv. 1 dell'ordinanza 

sull'assicurazione contro gli infortuni (OAINF; RS 832.202), se non 

attribuibili indubbiamente a una malattia o a fenomeni degenerativi, le 

seguenti lesioni corporali, il cui elenco è definitivo, sono equiparate 

all'infortunio, anche se non dovute a un fattore esterno straordinario: 

fratture, lussazioni di articolazioni, lacerazioni del menisco, lacerazioni e 

stiramenti muscolari, lacerazioni dei tendini, lesioni dei legamenti e lesioni 

del timpano. Nel caso in parola, l'assicurato soffre di una lesione del 

plesso brachiale (vedi relazioni del 28 luglio 2011 del dott. med. H._____, 

del 6 settembre 2011 del dott. med. C._____, del 4 ottobre 2012 della 

dott. med. D._____). Questo è costituito dalla rete di nervi che invia 

segnali dalla spina dorsale a spalla, braccia e mani. Si parla di lesione del 

plesso brachiale quando tali nervi sono tesi, compressi o, nei casi più 

gravi, strappati dal midollo spinale. Nell'evenienza, l'assicurato lamenta 

un problema di tipo neurologico che esula a priori dal quadro esaustivo 

delle lesioni corporali parificabili ad infortunio di cui l'art. 9 cpv. 1 OAINF. 

5. In conclusione, il rifiuto di prestazioni deciso dall'assicuratore infortuni 

merita conferma e il ricorso è respinto. La procedura in questo caso è 

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gratuita (art. 61 lett. a LPGA) e la parte convenuta non ha diritto a ripetibili 

(art. 61 lett. f LPGA e contrario).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. La procedura è gratuita.

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]