# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 04abc910-10ab-531e-ada8-8cff43b69925
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 30.08.2001 INC.2001.39004
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-39004_2001-08-30.html

## Full Text

N. 390.2001.4 M                                                        Lugano,
30 agosto 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Luca Marazzi

 

 

sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
inoltrata in data 24 agosto 2001 da

__________,                                    __________(difeso
dall'__________);

e trasmessa
in data 27 agosto 2001 con preavviso negativo dal Procuratore Pubblico
avv. Arturo Garzoni;

concesso
all’accusato istante, con ordinanza 27 agosto 2001, di formulare osservazioni
al preavviso negativo del magistrato inquirente, e letto l’allegato 29 agosto
2001;

letti ed
esaminati gli atti dell’inc. MP __________;

ritenuto 

in fatto:

A.

__________ e __________
sono stati arrestati in uscita dalla Svizzera, in data 25 luglio 2001. Sono
stati trovati in possesso di documentazione finanziaria compromettente
(segnatamente firmata da __________), a proposito della quale hanno fornito
spiegazioni poco convincenti e contraddittorie. Da una rogatoria __________ del
1999 emerge inoltre la connessione fra __________ e tale __________, persona
oggetto d’inchiesta penale in __________ per un grosso traffico di cocaina (v.,
più in esteso, decisione 9 agosto 2001 sulla prima istanza di libertà
provvisoria di __________, inc. Giar 390.2001.2 consid. B p. 2).

In data 26
luglio 2001, questo giudice ha confermato l’arresto di entrambi gli accusati,
con contestuale intimazione della promozione dell’accusa per titolo di
riciclaggio di denaro; l’accusa è stata successivamente estesa ai titoli di
estorsione (sub. coazione) con notifica a verbale 6 agosto 2001 ore 15.00 p. 1,
ed ai titoli di riciclaggio aggravato e falsità in documenti con decisione 27
agosto 2001 (v. preavviso negativo 27 agosto 2001, inc. Giar 390. 2001.4 doc. 1
p. 2).

 

B.

Una prima
istanza di libertà provvisoria di __________, datata 3 agosto 2001, è stata
respinta da questo Ufficio con decisione 9 agosto 2001 (inc. Giar 390.2001.2)
per sussistenza di necessità istruttorie e pericolo di fuga (loc. cit., consid.
3.1 e 3.2).

 

C.

La nuova
istanza, lamentata in ingresso la mancata concessione dell’accesso agli atti
(v. istanza 24 agosto 2001, inc. Giar 390.2001.4 doc. 2 pto. 2 p. 2) ed esposta
in termini oltremodo dettagliati l’interpretazione che dei fatti dà l’accusato
(loc. cit., pto. 2 p. 3-4), implicitamente a valere quale contestazione degli
indizi di reato (v. inoltre le puntuali precisazioni di cui al pto. 4 p. 5-6,
reiterate al pto. 6 p. 8, e la discussione dell’accusa di estorsione al pto. 5
p. 6-7), sostiene essenzialmente l’assenza di ulteriori necessità istruttorie (avendo
l’accusa avuto tutto il tempo di sentire chi di dovere ed acquisire la
documentazione bancaria necessaria, loc. cit., pto. 3 p. 4; v. anche pto. 5 p.
7 e pto. 6 p. 8-9) nonché di un qualsiasi pericolo di fuga, vista inoltre la
disponibilità dell’accusato a versare adeguata cauzione (loc. cit., pto. 6 p.
9), e la disproporzione di un ulteriore mantenimento della propria carcerazione
preventiva per rapporto all’esigua rilevanza penale dell’accusa di riciclaggio,
comunque contestata (loc. cit., pto. 6 p. 9-10).

 

D.

Il preavviso
negativo del magistrato inquirente (inc. Giar 390.2001.4 doc. 1) evidenzia in
primo luogo come gli indizi di reato nei confronti dell’accusato istante siano
nel frattempo divenuti ulteriormente consistenti, segnatamente per il ruolo da
lui avuto nella costituzione della società panamense poi servita ad occultare i
fondi di __________ (loc. cit., p. 2), e per le informazioni di polizia
acquisite nel frattempo, che indicano lo stesso __________ quale capo di grossa
e pericolosa organizzazione criminale (loc. cit., p. 1). L’accusato istante
avrebbe mentito, fornendo fra l’altro spiegazioni inverosimili in merito alle
causali dei propri prelevamenti (loc. cit., p. 2). Sussisterebbero ancora
numerosi atti istruttori da effettuare, segnatamente nuove audizioni, la
completazione dell'acquisizione della documentazione bancaria e l'inoltro di
commissione rogatoria in __________, comportante fra l’altro l’audizione di
persone in __________, per le quali è indispensabile garantire l’impossibilità
di contatto con l’accusato (loc. cit., p. 3). L’assenza di legami con la
Svizzera e la prospettiva di una condanna severa per l’accusa di riciclaggio
aggravato, poi, sostanziano pericolo di fuga, non ovviabile con l’esigua
cauzione offerta (ibid.). La breve carcerazione finora subita viene infine
ritenuta senz’altro proporzionata (ibid.).

 

E.

In sede di
osservazioni (inc. Giar 390.2001.4 doc. 4), __________ ribadisce la propria
estraneità a qualsivoglia (ma comunque contestata) attività criminale di __________,
ribadisce di aver agito quale patrocinatore di __________, reale avente diritto
economico del denaro sito in Svizzera, di non conoscere la società __________,
ed infine di non aver voluto occultare nulla, come si evince dal fatto di aver
poi depositato lo stesso denaro su un conto a proprio nome (loc. cit., pto. 1
p. 3-4). Le prove necessarie sarebbero state già assunte, da cui discende che
non sussistono più necessità istruttorie, ed ancor meno pericolo di collusione;
le persone residenti in __________, poi, nel frattempo sapranno certamente del
fermo dei due accusati, ed hanno comunque già rilasciato dichiarazioni già agli
atti (loc. cit., pto. 3 p. 5-6). Il pericolo di fuga potrebbe essere escluso
con il versamento di una cauzione di Frs. 50'000.--, anche perché la pena
semmai prospettabile non sarebbe comunque di gravità tale da indurre l’accusato
a sottrarsi ad un eventuale processo in Svizzera (loc. cit., pto. 5 p. 8).

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., inc. GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al
cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà,
consente al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere
preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep.
132 [1999] n. 116).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) –
ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986
pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la
Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep.
1980 pag. 128).

 

2.

a)        Con la verosimiglianza sufficiente a questo stadio del
procedimento ed in questa sede, si può con tranquillità concludere per la
presenza di seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di __________ e
relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti inquisiti.

Come si
evince dai dettagliati consideranti del Giudice dell’istruzione e dell’arresto
nella decisione 9 agosto 2001 (in specie consid. 2 p. 5-8), ai quali si rinvia
espressamente, si può dare per acquisito che l’accusato abbia ricevuto denaro
proveniente dal conto di pertinenza della società panamense__________, a sua
volta alimentato con denaro di titolarità dell’accusata__________ (e con
procuratore __________); testimonianze indicano inoltre che l’accusato ha
gestito in prima persona (anche senza apparire formalmente) la costituzione
della citata società __________. Nel frattempo, documentazione acquisita presso
la banca di __________ alla quale erano giunte le prime tranches dei
fondi qui in discussione provano che si tratta di denaro di pertinenza di __________
(v. preavviso negativo, cit., p. 2; dichiarazione 7 agosto 2001 della __________,
all’inc. MP s.n., pto. 4 p. 1) – fatto che manifestamente non poteva essere
ignoto a colui che, in passato e oggi, patrocina in qualità di avvocato sia __________
che __________.

b)        __________, dal canto suo, ha fornito quattro versioni: ha
affermato prima che il denaro in discussione fosse di un suo cliente, poi ha
dichiarato che si trattava di denaro proprio, più avanti ha corretto le proprie
affermazioni attribuendo la titolarità del denaro a diversi suoi clienti,
mentre in sede dell’istanza qui discussa dice trattarsi integralmente di denaro
di pertinenza di __________. È ovvio che, argomentando in tal modo, l’accusato
medesimo mina in modo gravissimo la sua stessa credibilità: da ciò, con
perfetta pertinenza, il Giudice dell’istruzione e dell’arresto aveva concluso,
in occasione della pronuncia 9 agosto 2001 (cit., consid. 2 p. 7) che “il men
che si possa dire è che la provenienza (lecita) del denaro è tutt’altro che
certa e la sua origine illecita (vista la riconducibilità a __________) è per
nulla inverosimile”. Ciò che in questa sede non può che venire integralmente
ribadito.

c)         Oggi, invero, l’accusato allega numerose e puntuali
circostanze che dovrebbero suffragare la propria pretesa innocenza (v. istanza,
cit., pto. 4 p. 5-6, riprodotte verbatim in sede di osservazioni, cit.,
pto. 4 p. 6-7). Si tratta, in verità, di contestazioni di dettaglio e,
soprattutto, di natura sostanziale: come tali, esse competono notoriamente alla
Corte di merito e non a questo giudice – nell’ambito delle proprie competenze
limitate alla valutazione della legittimità della carcerazione preventiva,
unicamente autorizzato ad un esame sommario di verosimiglianza del grado di
responsabilità dell’accusato istante (v., come qui, anche la decisione 19
aprile 2000 in re C.F., inc. GIAR 124.2000.2 consid. 2b p. 4). E, almeno
nell’ottica di mera verosimiglianza, gli argomenti che il magistrato inquirente
apporta a suffragio dell’ipotesi accusatoria da lui sostenuta (v. preavviso
negativo, cit., passim) non sono peregrini al punto da far apparire la
stessa tendenzialmente o preponderantemente insostenibile, così come – di
converso – gli argomenti addotti dalla difesa non convincono immediatamente
dell’innocenza di __________. 

 

3.

a)        Non vi sono da spendere molte parole sulle esigenze
istruttorie ancora aperte: come spiega in dettaglio il Procuratore Pubblico (v.
preavviso negativo, cit., p. 3) con rinvio alla decisione Giar 9 agosto 2001
(consid. 3.1 p. 8-9), devono ancora essere sentiti (in parte risentiti) altri
testi e coaccusati, alcuni dei quali sulla scorta di documentazione ancora in
fase di acquisizione. Queste risultanze dovranno poi essere prospettate
all’accusato istante, fatto salvo il diritto di lui di chiedere il confronto
con terze persone. Aggiungasi la concreta prospettiva dell’inoltro di una
rogatoria alle autorità spagnole.

L’obiezione
dell’accusato, secondo il quale tali prove sono già state (o avrebbero dovuto
essere già) assunte (v. istanza, cit., pto. 3 p. 4-5; osservazioni, cit., pto.
3 p. 5-6), non trova conforto negli atti (fatto non necessariamente noto
all’accusato, non godendo egli dell’accesso all’incarto medesimo), ed è
comunque infondata: per l’organica istruzione di un incarto sono di regola
ovviamente necessarie più di un’audizione di ogni persona, secondo un ritmo
dettato dalle dichiarazioni degli altri personaggi coinvolti. Non si può,
allora, astrattamente declamare che gli interrogatori già effettuati devono
bastare. Va anche detto che la necessità oggettiva di acquisire
prioritariamente determinate testimonianze può essere valutata in termini
differenti secondo l’atteggiamento che l’accusato assume: nei confronti di
colui che avesse dato prova di desiderio di fare chiarezza, sarà possibile fare
fiducia assumendo talune prove dopo la sua messa in libertà provvisoria, mentre
nei confronti di accusato reticente – quale è, come detto, il qui istante (v.
anche la decisione Giar 9 agosto 2001, cit., consid. 3.1 p. 9) – si imporrà la
massima prudenza, segnatamente l’anticipata assunzione anche di prove che
potrebbero apparire secondarie (come qui v. decisione 2 agosto 2001 in re A.,
inc. Giar 23.2001.8 consid. 3.a p. 5).

b)        Notoriamente non basta che vi siano ancora passi istruttori
da esperire. Il mantenimento della carcerazione preventiva dell’accusato è
giustificato soltanto se – e nella misura in cui – la prematura rimessa in
libertà di lui possa essere di nocumento proprio nell’ottica dell’assunzione delle
prove che ancora mancano. Si è soliti parlare, in questo contesto, di pericolo
di collusione, quando è lecito temere l’intervento dell’accusato su terze
persone (siano esse correi, parti lese o semplici testi), mentre il termine più
ampio di inquinamento delle prove sta ad indicare altri atteggiamenti
suscettibili di falsare l’assetto probatorio, come la soppressione o
l’alterazione di mezzi di prova eccetera (come qui, verbatim, v.
decisione 2 agosto 2001 in re A., inc. Giar 23.2001.8 consid. 3.b p. 5).

Come già
ampiamente spiegato dal Giudice dell’istruzione e dell’arresto non più di tre
settimane orsono (v. decisione 9 agosto 2001, cit., consid. 3.1 p. 8-9), nel
caso di __________ tale pericolo emerge a sufficienza dal suo atteggiamento
processuale. Egli si è originariamente impegnato per confondere le carte
(almeno fino a metà agosto 2001, v. suo verbale MP 23 agosto 2001 ore 14.30, p.
2), mentre ora si sforza di rendere plausibile la (invero poco credibile,
considerata l’entità degli importi, il genere di prestazioni offerte e le
modalità di fatturazione) tesi degli onorari incassati da __________ quale sua
cliente (v. suo verbale MP 23 agosto 2001, cit., passim, ed in
particolare p. 13). Sussiste dunque pericolo di inquinamento delle prove,
finalizzato a rendere plausibili le tesi menzionate, e che si concretizza sia
nei confronti di persone residenti in Svizzera (tutte le persone legate alla
gestione dei fondi in discussione) che di quelle residenti in __________,
segnatamente il più volte menzionato __________, ma pure quell’__________ __________
cui vengono attribuiti ruoli di uomo di paglia gestito, appunto, dall’accusato
istante.

 

4.

a)        Il pericolo di fuga, per giustificare la carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire il carattere di una certa
probabilità: in altri termini si ammette siffatto pericolo quando l’accusato,
fosse posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al
perseguimento penale e all’esecuzione della pena. La gravità della presumibile
pena, di per sé, non basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto,
l’insieme delle circostanze, quali il carattere dell’interessato, la sua
morale, i suoi legami familiari, l’assenza di un domicilio fisso, la sua
professione, la sua situazione finanziaria e le sue risorse economiche, deve
essere valutato e vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo
possibile, ma probabile (così verbatim DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.,
consid. 5a p. 7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid. 4).

b)        In tema di pericolo di fuga, senz’altro dato considerata
l’assenza di qualsivoglia legame dell’accusato con la Svizzera, basterà
generico ed integrale rinvio al consid. 3.2 della decisione 9 agosto 2001
(cit.). Si potrà forse aggiungere, abbondanzialmente, che nell’ottica della
professione e della posizione sociale dell’accusato un ulteriore motivo per
sottrarsi al procedimento svizzero può derivare dall’opportunità, per __________,
di presentarsi in patria come vittima di una barbara macchinazione contro di
lui, ciò che potrebbe giustificare la sua rinuncia ad una difesa di persona pur
di evitare di finire nuovamente invischiato nella rete della giustizia
straniera.

c)         Il pericolo di fuga non può essere ovviato con la cauzione
offerta (v. istanza, cit., pto. 6 p. 9-10): non solo perché essa non appare, a
prima vista, di entità sufficiente, ma soprattutto perché il pericolo di fuga è
accompagnato, nell’evenienza concreta, dal pericolo di inquinamento delle prove
e di collusione – pericolo, quest’ultimo, non altrimenti esorcizzabile se non
con il carcere preventivo.

 

5.

Tralasciato
il pericolo di recidiva, neppure sollevato dal magistrato inquirente (così già
in decisione 9 agosto 2001, cit., consid. 3.3 p. 9), resta da dire che
l’inchiesta, di per sé complessa per la sua connotazione internazionale oltre
che per gli aspetti contabili, e comunque resa ulteriormente difficile
dall’atteggiamento reticente dell’accusato, sembra nondimeno procedere a ritmo
sufficientemente celere, in consonanza con i dettami di legge. Il carcere preventivo
sofferto (in termini assoluti, ancora relativamente breve – poco più di un
mese) e prospettabile appare allora ancora rispettoso del principio di
proporzionalità, con riferimento sia alla presumibile pena, sia alla
presumibile durata dell’evasione delle necessità istruttorie ancora incombenti;
solo per scrupolo di completezza si ribadisce che ogni confronto con il
trattamento riservato ad altre persona accusate (così l’accusato in sede
d’istanza, cit., pto. 6g p. 9) non è certo atto a sostanziare una censura di
violazione del principio di proporzionalità, tanti sono i parametri di cui
tener conto in tema di libertà personale.

Resta
sottinteso l’obbligo, per il magistrato inquirente, di trattare con priorità i
casi in cui l’accusato è in detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP).

 

6.

In
conclusione, l’istanza in discussione dev’essere respinta, con la presente
decisione impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP), e senza conseguenza di tassa
e spese.

 

Per i quali motivi,

visti gli
artt. 95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

d e c i d e :

1.   L’istanza di libertà
provvisoria inoltrata in data 24 agosto 2001 da __________ è respinta.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

giudice Luca Marazzi