# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e6bbbae2-b345-5921-8d11-367d3ec3b386
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-03-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.03.2002 35.2001.37
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2001-37_2002-03-08.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2001.00037

   

  mm

  	
  Lugano

  8 marzo 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 2 luglio 2001 di

 

	
   

  	
  __________,
  

  rappr. da: __________, 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 11 aprile 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________,
  

  rappr. da: __________, 

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 21
giugno 1999, __________, all'epoca alle dipendenze della ditta __________ in
qualità di operaio, stava procedendo a lavori di pavimentazione sull'__________
in direzione nord, quando è stato investito da un'automobilista che, a causa di
una brusca frenata per evitare un tamponamento, aveva perso la padronanza della
propria autovettura.

                                         A causa
del suddetto sinistro, __________ ha riportato la frattura del malleolo mediale
della caviglia destra e delle ustioni da catrame sul viso e gli arti superiori
di II grado (cfr. doc. _), lesioni che hanno reso necessario un suo ricovero
presso l'Ospedale regionale di __________ (21 giugno-6 luglio 1999) e,
successivamente, presso l'Ospedale distrettuale di __________ (6-22 luglio
1999) a scopo riabilitativo. 

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'__________, il quale ha regolarmente corrisposto le
prestazioni assicurative.

 

                               1.2.   Per tenere
conto dei postumi infortunistici, l'Istituto assicuratore, con decisione
formale 25 agosto 2000, ha posto __________ al beneficio di un'indennità per
menomazione dell'integrità del 7.5% (cfr. doc. _).

 

                                         Il
succitato atto amministrativo è cresciuto in giudicato incontestato (cfr. doc.
_).

 

                               1.3.   In data 8
febbraio 2001, l'__________ ha emanato una seconda decisione formale, mediante
la quale ha riconosciuto all'assicurato una rendita d'invalidità del 25% a far
capo dal 1° dicembre 2000 (cfr. doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dal Sindacato __________ per conto dell'infortunato
(cfr. doc. _), l'__________, in data 11 aprile 2001, ha sostanzialmente
confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).

                                         L'Istituto
assicuratore, in particolare, ha negato la propria responsabilità in relazione
ai disturbi psichici di cui è portatore __________.

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso 2 luglio 2001, __________, sempre patrocinato dall'__________,
ha chiesto che l'__________ venga condannato a versargli una rendita
d'invalidità del 41.53% almeno (cfr. I, p. 3).

 

                                         Questi,
segnatamente, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno della propria
pretesa ricorsuale:

 

" 
(…).

Nel suo rapporto il Dott. __________ (doc. _)
mette l'accento sullo stato psico-fisico dell'assicurato, ritenendo che
l'incidente di cui è stato vittima abbia influenzato non poco la vita del
signor __________.

 

 

In effetti lo stesso ha attraversato ed è tuttora
in un'importante fase depressiva, dovuta sostanzialmente all'incidente, alla
situazione socio-economica venutasi a creare, legata anche all'impossibilità di
avere un nuovo permesso di lavoro.

 

A questo riguardo dobbiamo sottolineare che
contrariamente a quanto afferma l'__________ occorre tenere conto nella
valutazione delle conseguenze invalidanti anche dei disturbi psichici (per i
quali l'Istituto nega la causalità adeguata con l'infortunio) e che sono stati
accertati dallo specialista Dott. __________ nei rapporti già ricordati.

 

Occorre, infatti a questo riguardo, sottolineare
che l'infortunio subito dall'assicurato deve essere considerato un infortunio
particolarmente grave; comunque subordinatamente esso deve essere considerato
infortunio di media gravità ma che si avvicina alla categoria superiore (infortunio
di grado medio di categoria alta).

 

Infatti, l'infortunio è sicuramente avvenuto in
termini spettacolari e particolarmente drammatici per l'interessato, che ha
subito ustioni al viso proprio perché dopo l'investimento è andato a cadere con
le mani ed il volto sull'asfalto bollente.

A questo momento vi sono sicuramente diversi
fattori che fanno sì che pur trattandosi eventualmente di un infortunio di
media gravità - ancorché si sostiene con il presente gravame che si tratti di
un infortunio grave - che nel caso concreto occorre ammettere la causalità tra
l'evento ed i disturbi psichici lamentati dall'assicurato.

 

Ricordiamo che all'assicurato è stato negato il
rinnovo del permesso stagionale, e che nel suo stato di salute attuale sarà
pressoché impossibile trovare un datore di lavoro disposto a sottoporgli un
contratto di lavoro nuovo.

 

Senza questo trauma, oggi il Signor __________
avrebbe avuto diritto al permesso annuale e di conseguenza potrebbe conseguire
un reddito ipotetico di fr. 59'862 nel suo settore (paga base fr. 26.- x ore
2064 + 13esima + festivi 3% dati 2001). 

Tenendo conto di queste importanti limitazioni,
ipotizzando un lavoro leggero ed ausiliario riteniamo che il guadagno massimo
che il signor _______ potrebbe conseguire è di fr. 2'700.- x 13 mensilità
uguale ad un reddito annuo di fr. 35'000.-.

 

La perdita finanziaria si aggirerebbe quindi
sul 41.53%.

 

Per quanto necessari, e qualora fosse ritenuto
opportuno a Codesto Lodevole Tribunale, si chiede eventualmente che venga
ordinata una perizia medica specialistica"

                                         (I).

 

                               1.5.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III). 

 

                               1.6.   In replica
(cfr. VI) ed in duplica (cfr. VIII) le parti si sono essenzialmente
riconfermate nelle loro rispettive allegazioni e conclusioni.

                               1.7.   Con
ordinanza 27 agosto 2001, il TCA ha ordinato una perizia medica a cura del
dottor __________, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia (cfr. X).

 

                               1.8.   In data 4
dicembre 2001, il dottor __________ ha consegnato al TCA il proprio referto
peritale (XIV), il quale è stato immediatamente intimato alle parti per
osservazioni (XV).

 

                                         __________
ha preso posizione il 10 dicembre 2001 (cfr. XVI), mentre l'__________, da
parte sua, lo ha fatto in data 11 dicembre 2001 (cfr. XVII). 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Questa Corte
deve preliminarmente valutare se i disturbi psichici di cui è portatore
__________, si trovino o meno in una relazione di causalità, naturale ed
adeguata, con l'evento traumatico del 21 giugno 1999.

                                         In
secondo luogo, si tratterà di determinare il grado dell'invalidità presentata
dall'assicurato.

 

                               2.2.   Disturbi
psichici: causalità con l'infortunio del 21 giugno 1999?

 

                            2.2.1.   Presupposto essenziale
per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli
infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue
conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

 

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle
attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la
disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134;
DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46). Ne discende che ove l'esistenza di
un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere
reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio
assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                            2.2.2.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi
summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361
consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992, p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che
l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che
solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102
consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser,
Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS
2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39). 

 

                            2.2.3.   Diversa
invece è la situazione per quel che riguarda le affezioni di carattere
psichico, dove la nozione di causalità adeguata assume un'importanza
fondamentale. 

                                         In merito
all’adeguatezza del rapporto causale fra infortunio e disturbi di natura
psichica manifestatisi dopo di esso, il TFA ha avuto modo di esprimersi
ripetutamente e la sua giurisprudenza è stata sottoposta a profonde
trasformazioni. 

                                         Di questa
evoluzione significative sono le sentenze in DTF 112 V 37 (l'adeguatezza è
riconosciuta solo nei casi in cui l'infortunio riveste un'importanza rilevante
nell'insieme delle circostanze; l'idoneità del trauma a provocare turbe psicogene
non si misura più per rapporto alle reazioni di una persona
"normale"); in DTF 113 V 316 e 324 (l'adeguatezza difficilmente può
essere negata se alla luce della personalità pretraumatica dell'assicurato
l'infortunio non è, con le circostanze concomitanti, relegato all'irrilevanza);
in RAMI 1988 U47 pag. 225 in cui il TFA ha ribaltato la precedente formulazione
negativa esigendo che l'infortunio rivesta "una certa importanza" per
rapporto a tutto il complesso delle circostanze; e, infine, in DTF 115 V 133,
in cui la somma Istanza ha ritenuto utile procedere ad una classificazione
degli infortuni sulla base di criteri oggettivi anziché fondarsi
direttamente sul modo in cui la vittima ha vissuto ed elaborato il trauma. 

                                    Il TFA conferisce
valore paradigmatico non all'esperienza dell'infortunio ma all'evento
infortunistico come tale, valutato oggettivamente in funzione del modo in cui é
avvenuto l'infortunio propriamente detto (cfr. DTF 115 V 408 consid. 5; RAMI
1992 U154 p. 246ss).

 

"  A
seconda della dinamica dell'infortunio, esso è classificato in una delle tre
categorie seguenti: nella categoria degli eventi insignificanti o leggeri, in
quella degli eventi gravi e in quella degli eventi di grado medio".

 

                                         Di regola
l'adeguatezza del nesso causale viene ammessa nel caso di infortuni gravi
("secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita gli
infortuni gravi sono in effetti idonei a provocare danni invalidanti alla
salute psichica").

                                    Per contro,
nel caso di infortuni insignificanti ("l'assicurato per esempio ha
leggermente battuto la testa o si è slogato il piede") o leggeri (ad
esempio, caduta o scivolata banale) l'adeguatezza può di regola essere negata a
priori (RAMI 1992 U154, 246ss). L'infortunio sarà tutt'al più ritenuto la causa
fortuita delle turbe nondimeno manifestatesi. La vera causa è da ricercare in
fattori extra-infortunistici, per esempio nella predisposizione costituzionale.
"E' noto per esperienza che gli infortuni della presente categoria, data
la loro minima importanza, non possono influire sulla salute psichica
dell'infortunato".

                                         Per quanto
attiene, invece, agli infortuni di grado medio - cioè a quegli "eventi che
non possono essere classificati nelle due predette categorie" -
l'adeguatezza non può essere stabilita facendo semplicemente riferimento
all'evento infortunistico:

 

"  Occorre
piuttosto tener conto, da un profilo oggettivo, di tutte le circostanze che
sono strettamente connesse con l'infortunio o che risultano essere un effetto
diretto o indiretto dell'evento assicurato. Esse possono servire da criterio di
apprezzamento nella misura in cui secondo il corso ordinario delle cose e
l'esperienza della vita sono tali da provocare o aggravare, assieme
all'infortunio, un'incapacità lavorativa e di guadagno di origine psichica".

 

                                         I criteri
di maggior rilievo sono:

 

                                         -  le
circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o la particolare
spettacolarità dell'infortunio;

 

                                         -  la
gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate, segnatamente la
loro idoneità, secondo l'esperienza, a determinare disturbi psichici;

 

                                         -  la
durata eccezionalmente lunga della cura medica;

 

                                         -  i
dolori somatici persistenti;

 

                                         -  la
cura medica errata che aggrava notevolmente gli esiti dell'infortunio;

 

                                         -  il
decorso sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute;

 

                                         -  il
grado e la durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche.

 

                                         Il TFA
opera all'interno della classe medio-grave un'ulteriore, doppia distinzione.

 

                                         Gli
infortuni medio-gravi si dividono in tre sottogruppi a seconda della loro
relativa gravità:

 

                                         -  infortuni
la cui gravità raggiunge il punto più alto della categoria e li avvicina
addirittura agli infortuni della categoria superiore;

 

                                         -  infortuni
di media gravità all'interno della categoria medio-        grave;

 

                                         -  infortuni
di poca rilevanza, al limite della categoria inferiore (infortuni
insignificanti o leggeri).

 

                                         Nel primo
caso basta la presenza di uno solo dei fattori sopra elencati.

                                         Nel
secondo bisogna nuovamente distinguere:

 

                                         -  se
un fattore è particolarmente incisivo (ad esempio durata particolarmente lunga
dell'incapacità lavorativa per l'intervento di complicazioni durante la cura),
l'adeguatezza è ammessa; 

                                         -  in
caso contrario occorre l'intervento di più fattori.

 

                                         Nel terzo
sottogruppo è richiesta alternativamente:

 

                                         -  la
presenza, cumulativamente, di tutti i fattori elencati, o

                                         -  la
particolare intensità dei fattori effettivamente intervenuti.

 

                                         Solo a
queste condizioni si ammetterà l'adeguatezza del nesso causale.

                                         Se
però queste condizioni sono adempiute, non si dovrà più ricercare se vi siano
altre cause atte a spiegare le turbe psichiche, per esempio in relazione alla
predisposizione costituzionale della vittima.

                                         Può
essere infatti affermato che se l'infortunio e i fattori concomitanti sono
particolarmente importanti, al punto da poter causare le turbe psichiche anche
se la personalità della vittima non vi sia particolarmente predisposta,
l'infortunio avrà la valenza di "causa sopravveniente", che eclissa
gli altri fattori. Basta da solo a scompensare la psiche e relega all'irrilevanza
la sua eventuale particolare vulnerabilità. 

                                         Non
importa che qualsiasi altro choc avrebbe potuto scompensarla; l'infortunio è in
ipotesi idoneo in sé a produrre quel risultato ed è irrilevante che altri
traumi avrebbero potuto provocarlo in sua vece.

                                         In RAMI
1995 U215, p. 90ss., il TFA ha ribadito che la qualifica degli infortuni va
effettuata secondo criteri puramente oggettivi senza far riferimento al vissuto
dell'infortunio elaborato dalla persona coinvolta.

 

                            2.2.4.   In concreto,
dalle tavole processuali emerge che, nel passato, sono stati espressi dei
pareri divergenti a proposito dell'eziologia delle turbe psichiche presentate
dall'assicurato.

 

                                         Da un
lato, il dottor __________, __________ presso il Servizio di psicosomatica
della Clinica di riabilitazione di __________ - che ha periziato __________ in
occasione della degenza 11 gennaio-2 marzo 2000 - ha constatato uno stato
psichiatrico normale:

 

 

 

" 
(…).

On est face à un homme de petite taille, quelque
peu amaigri, vigile, bien orienté, paraissant intelligent. Il est vif et
dynamique, offrant un contact facile malgré la barrière linguistique (il
s'exprime en italien). Discours cohérent, plutôt logorrhéique centré sur les
difficultés existentielles et la solitude. La thymie est normale, le patient
nie tout état dépressif actuel. In ne paraît ni tendu, ni angoissé. Pas
d'élément en faveur de la lignée psychotique. Il verbalise un sentiment
d'injustice et d'abandon depuis qu'il est malade. Il exprime le désir de
retravailler le plus vite possible.

 

En conclusion, l'examen psychiatrique de ce
patient s'avère normal dans la mesure où je n'ai pas trouvé d'éléments en
faveur d'une psychopathologie significative, ni d'une comorbidité psychiatrique
quelconque"

                                         (referto
21.1.2000 accluso al doc. _).

 

                                         Dall'altro,
il dottor __________, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia, ha
diagnosticato, da parte sua, un episodio depressivo grave, senza sintomi
psicotici:

 

" 
(…).

Il paziente, anamnesticamente, non ha mai
presentato in passato degli episodi depressivi o disturbi psichici in generale.

A quanto pare dopo l'incidente del 1999, egli non
ha più potuto riprendere la sua abilità lavorativa, non solo a causa dei
disturbi fisici; dolori e vari handicap. Durante il nostro colloquio, egli
riferisce di presentare delle idee suicidali vaghe, ma che comunque sono
assolutamente da prendere in considerazione.  

Si notano sentimenti d'insufficienza, di colpa,
di vergogna, manifestazioni somatiche dolorose, pianto ed una componente
ansiosa già accennata.

Il paziente attualmente sta attraversando
un'importante fase depressiva, probabilmente dovuta, dopo un lungo periodo di
malattia, anche alla sua situazione socio-economica che è certamente da
prendere in considerazione, merita di essere curato adeguatamente e nel caso fosse
necessario un ricovero ospedaliero in un luogo specializzato è assolutamente
indicato.

Anamesticamente si scopre che negli ultimi mesi,
a causa dei suoi dolori e disturbi, abusa anche d'alcol.

In effetti durante il colloquio si sente
leggermente l'odore e spesso mi conferma di consumare alcol negli ultimi tempi,
a causa delle sue sofferenze, probabilmente come una specie di automedicazione.

Per quel che riguarda la sua diagnosi
psichiatrica, si tratta di un episodio depressivo grave, senza sintomi
psicotici (ICD10.F32.2), con una prognosi a breve-medio termine non
favorevole e come già accennato necessita assolutamente di una cura
antidepressiva-ansiolitica rapida che ho già proposto al paziente ed un seguito
psichiatrico, con un sostegno regolare.

Ho già prescritto il Saroten come antidepressivo
di cui dovrebbe aumentare il dosaggio fino ai 100 mg la sera ed il Seresta 15
mg, a causa dei suoi disturbi del sonno.

Il caso è sicuramente da rivalutare fra qualche
mese e nel frattempo bisognerà decidere per un eventuale ricovero ospedaliero
per evitare di peggiorare ulteriormente lo stato psichico del paziente"

                                         (rapporto
27.2.2001 accluso al doc. _). 

                            2.2.5.   In data 27
agosto 2001, il TCA ha ordinato una perizia psichiatrica a cura del Prof. dott.
__________, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia.

 

                                         Il perito
giudiziario - dopo aver approfonditamente investigato l'assicurato da un
profilo psichico - ha posto la diagnosi di, citiamo: "reazione mista ansioso-depressiva
con somatizzazioni d'ansia nel quadro di una sindrome da disadattamento (F43.22
sec. ICD10), in paziente con disturbo misto di personalità anancastico,
dipendente ed immaturo (F60.5, F60.7 e F60.8 sec. ICD10)" (cfr. XIV, p.
7). 

 

                                         In
seguito, egli ha così discusso la fattispecie:

 

" 
In questo caso specifico abbiamo dunque a che
fare con un paziente che presenta una complessa struttura personologica che ha
trovato un suo equilibrio negli anni e che ha permesso al paziente di
costituirsi una propria identità e una propria dignità personale, sociale e
soprattutto professionale, tale da permettergli il superamento di una lunga
serie di circostanze sfavorevoli, delusioni, privazioni, inadeguatezze, vissuti
di emarginazione e di impotenza. 

Proprio grazie e questa strutturazione
personologica egli è quindi riuscito a faticosamente costituirsi un proprio
statuto sociorelazionale che ha confermato la sua validità negli anni proprio
nella modalità particolare in cui egli è riuscito ad instaurare un rapporto
valido e fruttuoso con il suo ultimo datore di lavoro. Purtroppo questa
situazione improvvisamente ha presentato l'incognita dell'incidente che ha
stravolto letteralmente i punti cardinali e le certezze su cui si è venuta
costruendo questa identità di cui si è detto. L'incidente professionale in
oggetto ha infatti stravolto ed annullato questa faticosa edificazione venutasi
progressivamente erigendo negli anni e per il seguito confermata e avvalorata
con uno spirito di sacrificio esemplare. In questa situazione il paziente non
ha più avuto i mezzi - soprattutto volitivi ma anche affettivi e cognitivi -
per ricominciare un cammino che, dal punto di vista del paziente, appare
improbo e pieno di pericoli nonché finanche infido. Nella sua modalità di
reazione davanti a questo evento egli si è trovato quindi totalmente
impreparato, inadeguato, impossibilitato a mobilizzare risorse (che di fatto
ora non possiede) nonché intravedere nuove soluzioni o, per lo meno, una nuova
possibilità di ricostruzione a livello identitario, sociale, professionale. Più
in generale, egli appare totalmente privo della capacità di elaborare una
rappresentazione della Realtà che si possa definire rassicurante e gratificante
se non anche edificante, giusta e benevolente. Una sindrome da disadattamento
questa che esprime il malessere soggettivo con un disturbo emozionale che di
per sé interferisce a livello del funzionamento dell'individuo e delle sue
rappresentazioni sociali con le manifestazioni cliniche che ben conosciamo e
che includono una compromissione a livello dell'umore, che appare depresso,
unitamente ad uno stato d'ansia e preoccupazioni con un sentimento di
incapacità ad affrontare la situazione nuova venutasi a creare, a fare progetti
per il futuro, continuare nella condizione esistenziale che gli si presenta; il
tutto aggravato dal fardello di un'importante compromissione delle sue
prestazioni intellettuali, emozionali, volitive e fisiche nelle sue usuali
attività quotidiane.

In questo caso specifico i disturbi somatoformi
dovuti alla modalità particolare di elaborare il lutto da parte del soggetto
appaiono come un'ulteriore aggravante.

Il rapporto di causalità in questo caso è
pertanto confermato, la prognosi valetudinaria compromessa durevolmente tenuto
conto del danno che, soprattutto dal punto di vista soggettivo, appare immutato
e, anzi, a dire del paziente peggiorato nel corso di questi due anni
dall'incidente.

Il paziente necessita pertanto un aiuto molto
importante (medico-specialistico, sociale e assistenziale) affinché egli possa
scongiurare il pericolo di derive psicopatologiche quanto mai pericolose e
ulteriormente invalidanti e che potrebbero giungere, se non messe in atto in
tempi medio-brevi, anche al passaggio all'atto.

Come già ipotizzato dal collega Dott. __________,
sarebbe peraltro opportuno prevedere una presa a carico del paziente dal punto
di vista specialistico in ambiente stazionario per un congruo periodo di tempo
al fine di poter aiutare il paziente stesso, i famigliari e il medico curante
(nella valutazione e presa a carico guidata e mirata del paziente)"

                                         (XIV, p.
7-9). 

 

                                         Per
quanto qui d'interesse - trattandosi della questione della causalità - a mente
del dottor __________, l'attuale stato psichico dell'assicurato è, con
verosimiglianza preponderante, una conseguenza naturale dell'evento infortunistico
del giugno 1999:

 

" 
3. I disturbi diagnosticati sono con
certezza, o almeno con probabilità preponderante, conseguenza dell'infortunio
del 21 giugno 1999?

 

Sì.

 

 

9. Quale valore percentuale deve essere
attribuito ai fattori extra-infortunistici per rapporto ai disturbi psichici
attuali?

 

Nessun valore percentuale. D'altra parte - occorre precisare - questa domanda appare
impropria in quanto i disturbi psichici attuali sono stati causati proprio
dall'infortunio di cui si parla e gli elementi cosiddetti "extra-infortunistici"
hanno potuto esprimere la loro azione unicamente in seguito all'infortunio in
oggetto.

In assenza di ciò questi cosiddetti "fattori
extra-infortunistici" non esprimono la loro valenza patogena e, anzi,
possono essere considerati elementi apprezzati, desiderati e valorizzati sia
sul piano sociale che sul piano interpersonale e/o professionale"

                                         (XIV,
risposta ai quesiti n. 3 di parte ricorrente e n. 9 di parte convenuta - la
sottolineatura è del redattore).

 

                                         Secondo
l'esperto designato dal TCA, i disturbi psicogeni di cui è portatore
l'insorgente, sono apparsi immediatamente dopo l'evento traumatico del 21
giugno 1999 (cfr. risposta al quesito n. 2 di parte convenuta) e sono causa di
una totale incapacità lavorativa (cfr. risposta ai quesiti 6, 7 e 8 di parte
ricorrente nonché al quesito n. 7 di parte convenuta).

 

                                         Sulla
scorta delle risultanze della perizia 30 novembre 2001 del Prof. dott.
__________ - ricordato ancora che, conformemente ad una costante
giurisprudenza, per ammettere il nesso di causalità naturale non è necessario
che l'infortunio rappresenti la sola causa oppure la causa diretta del danno
alla salute (cfr. DTF 112 V 376s. consid. 3a; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen
aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrecht, in SZS 2/1994, p. 101) -
può senz'altro essere ammessa l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra
le turbe psicogene di cui soffre il ricorrente e l'evento infortunistico in
questione.

 

                            2.2.6.   Vista la
conclusione a cui lo scrivente Tribunale è giunto al precedente considerando,
si tratta ora d'esaminare l'adeguatezza del nesso di causalità, questione che
deve essere vagliata alla luce dei criteri sviluppati nella DTF 115 V 133ss.
(cfr. consid. 2.2.3.).

 

                                         Occorre
avantutto procedere alla classificazione dell'infortunio occorso
all'insorgente.

 

                                         La
dinamica dell'evento traumatico del giugno 1999 risulta chiaramente dal
rapporto di polizia del 3 agosto 1999 e, d'altronde, non è mai stata oggetto di
discussione fra le parti:

 

" 
La __________ circolava in direzione nord ad una
velocità dichiarata di circa 80 km/h. 

A causa di un cantiere il traffico era
convogliato sulle due corsie di sinistra e lei occupava quella più esterna.

Improvvisamente la vettura che la precedeva
frenava.

Onde evitare di tamponarla azionava bruscamente i
freni perdendo la padronanza dell'automobile.

Questa sbandava a sinistra. Nel tentativo di
correggerne la traiettoria sbandava a destra entrando nella zona di cantiere.
Urtava una macchina da lavoro ed investiva quattro operai intenti a posare
l'asfalto.

Terminava la sua corsa in contromano,
nell'asfalto fresco.

Nella carambola, la macchina di lavoro veniva
scaraventata contro l'autocarro che stava scaricando l'asfalto"

                                         (doc. _,
p. 10). 

 

                                         Dal
certificato 12 agosto 1999 stilato dai medici dell'Ospedale regionale di
__________ risulta che l'assicurato, a causa del sinistro, ha lamentato una
frattura del malleolo mediale della caviglia destra, nonché delle ustioni di II
grado al viso ed agli arti superiori.

                                         Dal
profilo terapeutico, __________ è stato essenzialmente sottoposto ad un
intervento chirurgico di riduzione ed osteosintesi con 2 viti del malleolo
mediale destro. L'assicurato ha peraltro potuto lasciare il suddetto istituto
di cura il 6 luglio 1999, in discrete condizioni generali (cfr. doc. _).

                                         Dimesso
dal nosocomio bellinzonese, l'insorgente è rimasto degente, durante il periodo
6-22 luglio 1999, presso l'Ospedale distrettuale di __________ per un
trattamento riabilitativo. Dal relativo rapporto d'uscita 29 luglio 1999
risulta, segnatamente, che "il decorso è apparso privo di complicazioni.
La ferita operatoria è stata spuntata ed è guarita per prima intenzione. Con
medicazioni locali con Flammazine all'uscita pressoché totale guarigione anche
delle ustioni alla spalla e all'arto superiore di sinistra. All'uscita buona
mobilità del ginocchio di destra, persisteva una modica tumefazione e
limitazione funzionale della caviglia di destra. Il paziente era ben mobile con
2 stampelle ed era concesso un carico di 10-15 kg a destra" (doc. _).

 

                                         Alla luce
della dinamica dell'evento e delle lesioni riportate, l'infortunio occorso a
__________ non può essere classificato né fra quelli leggeri ma neppure -
contrariamente a quanto egli parrebbe pretendere in sede di ricorso (cfr. I, p.
2) - fra quelli gravi: si tratta, a mente del TCA, di un infortunio di media
gravità all'interno della categoria intermedia.

                                         A mero
titolo di raffronto, si osserva che la nostra Alta Corte federale ha proceduto
ad una identica classificazione in una sentenza del 17 maggio 1999 nella causa V. G., U 235/97, riguardante una
fattispecie del tutto analoga a quella ora sub judice (cfr. VIII bis). In quel
caso, un operaio, che si trovava a lavorare su un cantiere stradale, era stato
improvvisamente investito da un'autovettura ed aveva così riportato una
frattura della gamba destra. 

                                         D'altro
canto, il TFA ha parimenti qualificato di grado medio all'interno della
categoria degli infortuni di media gravità, il sinistro in cui l'assicurato si
è fatto schiacciare il piede destro da un rullo compressore e, in seguito, è
caduto nel catrame bollente (cfr. STFA del 19 ottobre 2001 nella causa A., U
18/01). 

 

                                         Il
giudice é quindi tenuto a valutare le circostanze connesse con l’infortunio,
secondo i criteri elaborati dal TFA e qui evocati al consid. 2.2.3.. Per
ammettere l'adeguatezza sarebbe, pertanto, necessaria, alternativamente, o la
presenza particolarmente incisiva di un fattore (ad esempio, durata
particolarmente lunga dell'incapacità lavorativa per l'intervento di
complicazioni durante la cura) o l'intervento di più fattori.

 

                                         Va
preliminarmente sottolineato che nell'apprezzamento dell’adeguatezza del nesso
di causalità in materia di turbe psichiche, vanno considerati unicamente i postumi
di natura organica (cfr. RAMI 1999 U341 p. 409 e RAMI 1993 U166, p. 94
consid. 2c e riferimenti). 

 

                                         Per quel
che riguarda il criterio della particolare drammaticità delle circostanze
concomitanti all'infortunio, attentamente esaminato
il contenuto del rapporto di polizia del 3 agosto 1999, al sinistro che ha
visto coinvolto __________ non può essere negata una certa drammaticità,
specificatamente in ragione delle modalità secondo cui esso é avvenuto nonché
del numero delle persone rimaste implicate. 

                                         Nondimeno,
secondo il TCA, ciò non basta, di per sé, per poter ammettere l'esistenza di un
rapporto di causalità adeguata fra l'evento del 21 giugno 1999 ed il danno alla
salute psichica. D'altronde, nella documentazione medica agli atti non si fa
alcun accenno a sofferenze psichiche che sarebbero direttamente in relazione
con le circostanze connesse all'infortunio assicurato (cfr., in questo senso,
STFA del 29 settembre 1999 nella causa M.), così come ha pertinentemente
osservato l'Istituto assicuratore (cfr. XVII: "… l'assicurato non ha dei flash-back
dell'infortunio tanto che l'esperto non ha posto la diagnosi di stato da stress
post-traumatico bensì, in sostanza, quella di reazione ansioso-depressiva su
problematiche caratteriali pregresse. Ciò parla contro l'esistenza, anche dal
lato soggettivo, del carattere impressionante dell'infortunio"). 

                                         Del
resto, nemmeno nella suevocata pronunzia del 17 maggio 1999, così come pure in
quella del 19 ottobre 2001, riguardante un operaio caduto nel catrame bollente
(cfr. consid. 4b/bb: "Bien que relativement impressionnant, l'accident n'a
pas revêtu un caractère particulièrement dramatique"), il TFA ha
riconosciuto la realizzazione del criterio delle circostanze concomitanti
particolarmente drammatiche o della particolare spettacolarità dell'infortunio.

 

                                         Per quel
che concerne gli altri criteri di rilievo, le lesioni patite dall'assicurato
(frattura a livello della caviglia destra ed ustioni di II grado al viso e agli
arti superiori) non possono essere ritenute gravi e, in particolare, idonee a
provocare un'errata elaborazione psichica. 

                                         Limitatamente
alle sole sequele organiche dell'infortunio del giugno 1999, la cura medica non è stata anormalmente lunga, né
l'assicurato ha lamentato dei dolori persistenti. Al proposito, va osservato
che, già in coincidenza con la dimissione dall'Ospedale distrettuale di
__________ - dunque a distanza di circa un mese dall'infortunio - i medici
avevano constatato "… una pressoché totale guarigione (…) delle ustioni
alla spalla e all'arto superiore di sinistra" nonché una "… modica
tumefazione e limitazione funzionale della caviglia di destra" (cfr. doc.
_). Nel prosieguo, l'assicurato ha presentato, sostanzialmente, una persistenza
dei dolori a livello della caviglia destra e della spalla sinistra, dolori che
si sono rivelati refrattari alle diverse terapie poste in atto dai sanitari
(cfr. doc. _: rapporto d'uscita 27.3.2000 della Clinica di riabilitazione di
__________). In occasione della visita medica di chiusura, che ha avuto luogo
all'inizio del mese di agosto 2000, il dottor __________, spec. FMH in
chirurgia ortopedica, ha evidenziato la presenza di una discrepanza fra i
disturbi soggettivamente accusati da __________ e lo status oggettivo (cfr.
doc. _, p. 3: "Sul piano terapeutico il paziente non è stato sottoposto e
peraltro non necessita neppure di misure particolari. In __________, autoterapia
camminando tutti i giorni nella sabbia della spiaggia. Complessivamente, il
reperto clinico effettivamente oggettivabile si presenta nel suo insieme alquanto
favorevole, senza rispecchiare in particolare l'intensità dei disturbi e
le limitazioni ivi connesse come descritte dal paziente. Per quanto attiene
per esempio alla caviglia da notarsi in effetti un'impronta simmetrica delle
zone di carico plantare senza segni di risparmio della muscolatura della
gamba" - la sottolineatura è del redattore). Se ne deve concludere che,
con il trascorrere dei mesi, i provvedimenti terapeutici applicati a
__________, in realtà, non erano più (o, nella migliore delle ipotesi, lo erano
soltanto in parte) destinati a curare dei disturbi somatici, conseguenze
dell’evento infortunistico del giugno 1999 e, come tali, non possono essere qui
presi in considerazione nella valutazione dell’adeguatezza del nesso di
causalità. La tesi secondo cui i disturbi lamentati dal ricorrente hanno presto
avuto un carattere misto, appare, del resto, chiaramente avallata dal
perito giudiziario, lo psichiatra __________, a mente del quale i disturbi
psichici sono apparsi immediatamente dopo l'evento traumatico assicurato (cfr.
XIV, risposta al quesito n. 2 di parte convenuta). D'altra parte, nella
summenzionata sentenza del 17 maggio 1999, la nostra Corte federale ha negato
che la cura medica sia stata eccezionalmente lunga, anche se il trattamento delle
lesioni primarie si era concluso soltanto a distanza di un anno e cinque mesi
dalla data del sinistro (cfr. consid. 8). 

                                         Non si
può neppure parlare di una cura medica errata che ha notevolmente peggiorato
gli esiti del sinistro né di un decorso sfavorevole della cura con rilevanti
complicazioni. 

                                         Visto
quanto precede, questo TCA non può ritenere soddisfatto nemmeno il criterio del
grado e della durata dell’incapacità lavorativa dovuta ai soli esiti
somatici dell’infortunio assicurato. In effetti - a prescindere dalla natura
dell’inabilità lavorativa - __________, già all'inizio dell'agosto 2000, è
stato giudicato dal medico di circondario dell'__________ in grado di svolgere
a tempo pieno un'attività alternativa a quella originariamente esercitata (cfr.
doc. _, p. 3s.). A titolo di raffronto, in una sentenza del 29 marzo 1996 nella
causa M., 35.1995.277 - confermata dal TFA con giudizio del 4 marzo 1998, U
101/96 - il TCA non aveva considerato realizzato in maniera particolarmente
incisiva il criterio del grado e della durata dell'incapacità lavorativa,
trattandosi di un assicurato la cui inabilità si era protratta, pur con alcune
riprese parziali, per circa due anni. Questa Corte è giunta alla medesima
conclusione nella sentenza del 2 ottobre 2001 nella causa C., 35.1999.95,
riguardante un'assicurata che, a fronte delle sole conseguenze organiche di un
infortunio occorsole il 27 dicembre 1995, aveva ritrovato una capacità
lavorativa del 50% a far tempo dal 18 novembre 1996, del 75% dal 1° gennaio 1997
e, infine, totale dal 17 marzo 1997. 

 

                                         Concludendo,
l’infortunio del 21 giugno 1999 non ha avuto, secondo il corso ordinario delle
cose e l’esperienza della vita, un significato decisivo per l’instaurazione dei
disturbi psichici di cui __________ ancora attualmente soffre: l’adeguatezza
del nesso di causalità non può essere ammessa. In siffatte condizioni, è
pacifico che l'assicuratore LAINF convenuto non possa venir considerato
responsabile per i disturbi psicogeni di cui l'assicurato è portatore. 

                                         Ne
consegue che questa Corte potrà limitare il proprio esame della fattispecie
alle sole sequele somatiche dell'evento traumatico assicurato.

 

                               2.3.   Rendita
d'invalidità

 

                            2.3.1.   L'invalidità
è la diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante
durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio.

                                         Così
l'art. 4 cpv. 1 LAI definisce l'invalidità nella versione in vigore dal
1.1.1988, ma il medesimo concetto vale negli altri settori delle assicurazioni
sociali. 

                                         In questo
senso va letto l'art. 18 cpv. 1 LAINF: "E' considerato invalido chi è
presumibilmente alterato nella sua capacità di guadagno in modo permanente o
per un periodo rilevante". 

                                         Due sono,
dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico);

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico). 

 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso
causale adeguato (fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni dev'esserci per giunta un nesso causale adeguato tra il danno alla
salute e l'infortunio.

 

                                         L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in
altre analoghe.

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente
confacenti. 

                                         L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF).

                                         Il grado
d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

 

                                         Ciò
nondimeno, se il danno alla salute non é tale da imporre un cambiamento di
professione, di regola, il giudizio sull’incapacità lavorativa non esprimerà
valori superiori all’incapacità lavorativa indicata dal medico. Questo perché
si suppone che esplicando tutto l’impegno professionale che la restante
capacità lavorativa medico-teorica ancora permette di sviluppare, l’assicurato
esprime una capacità di guadagno della medesima proporzione (RAMI 1993, U168 p.
100; DTF 114 V 313, consid. 3b; STCA 21.3.1995 in re S. F., 31.5.1995 in re E.
D., 7.6.1995 in re M. Z., 26.2.1996 in re G. P.).

 

                            2.3.2.   In casu,
l'Istituto assicuratore convenuto ha correttamente ritenuto che l'assicurato, a
causa dei postumi dell'infortunio del giugno 1999, non è più in grado di
riprendere l'esercizio della sua originaria professione di operaio edile.

 

                                         In
occasione della visita medica di chiusura del 9 agosto 2000, il medico di
circondario dell'__________, il dottor __________, ha così valutato
l'esigibilità lavorativa:

 

" 
ESIGIBILITÀ DEL LAVORO

 

In relazione con la frattura malleolare paziente
suscettibile di riscontrare delle difficoltà dovendo muoversi per lunghi
periodi su terreni sconnessi, rispettivamente declivi, dovendo fare uso di
scale a pioli, dovendo trasportare (per la caviglia) o sollevare (per la
spalla) frequentemente dei pesi superiori a una trentina di chili (per il
trasporto), una ventina di chili per contro per il sollevamento.

Limitazione pure nelle attività lavorative che
richiedono movimenti ad ampio raggio della spalla sinistra, così come l'uso di
macchinari vibranti, rispettivamente contundenti tenuti con le braccia"

                                         (doc. _,
p. 3s.). 

 

                                         Sulla
base delle suesposte puntuali indicazioni di carattere medico - le quali non
hanno peraltro fatto oggetto d'alcuna contestazione da parte del ricorrente -
l'assicuratore infortuni convenuto ha ritenuto che __________ possa ancora
esercitare, a tempo pieno e con un rendimento completo, attività professionali più
leggere dal profilo dell'impegno fisico, quali l'impiegato presso la _____, il bobinatore
presso la __________, l'operaio addetto al caricamento dei cestelli presso la
__________, il custode-fattorino presso la __________ e, infine, l'aiuto-orologiaio
presso la __________ (cfr. doc. _).

 

                            2.3.3.   A mente
dell'Istituto assicuratore convenuto, con l'esercizio delle attività enumerate
al precedente considerando, il ricorrente potrebbe realizzare un reddito annuo
medio pari a fr. 42'500.-- circa (cfr. doc. _, p. 5, pto. 5).

                                         L'insorgente,
da parte sua, disapprova tale valutazione e postula, invece, l'applicazione di
un reddito da invalido di fr. 35'000.-- al massimo (cfr., ad esempio, VI:
"Riprendendo i documenti III bis-quater, dobbiamo precisare che il reddito
risultante dai calcoli [dalle DPL, n.d.r.] deve comunque essere ridotto tenendo
conto delle conseguenze psichiche attestate dal Dott. __________; in questo
senso si contesta quanto esposto dall'__________ ai considerandi 2-3-4 in
quanto il reddito esigibile ivi menzionato non tiene appunto conto delle
conseguenze di carattere psichico. (…). In conclusione, si ribadisce che il
secondo elemento di confronto dei redditi (reddito esigibile) deve essere
stabilito nell'importo annuo di Fr. 35'000.-- al massimo").

 

                                         Va
immediatamente osservato che, nella misura in cui __________ pretende che nella
determinazione del grado d'invalidità si tenga conto dell'inabilità lavorativa
provocata dai disturbi psichici, questa sua pretesa si appalesa come
manifestamente infondata. In effetti, al considerando 2.2.6., lo scrivente TCA
ha già stabilito che le invalidanti turbe psicogene di cui l'assicurato è
portatore, non costituiscono una conseguenza adeguata dell'infortunio del 21
giugno 1999 e, come tali, non possono certo impegnare la responsabilità
dell'assicuratore LAINF convenuto. 

 

                            2.3.4.   Per quel che
concerne la determinazione del reddito ipotetico da invalido conseguibile da
manodopera maschile nel Cantone Ticino in attività leggere e non qualificate,
svolte a tempo pieno e con rendimento completo in un mercato del lavoro
equilibrato, questo Tribunale, utilizzando dati salariali concreti, ha
stabilito, in una sentenza di principio pubblicata in SVR 1996, UV N° 55 pag.
183, che il reddito annuo ammonta:

 

                                         per il
1992 fr. 34'000.--

                                         per il
1993 fr. 34'500.--

                                         per il
1994 fr. 35'000.--

                                         per il
1995 fr. 35'000.--

 

                                         Lo
scrivente TCA ha, poi, escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto,
anche per il 1996, l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re J.
M.). Simile aumento è, poi, stato escluso anche per il 1997 (STCA 18.3.1998 in
re Y. O. c. H.), per il 1998 (STCA 19.6.1998 in re E. M. c. H.) e per il 1999
(cfr. STCA 28 gennaio 2000 in re B. C. c. INSAI).

 

Nel passato,
questi parametri sono sempre stati approvati dal TFA, in particolare nella
sentenza pubblicata in RAMI 1998 U292 pag. 223 (= SVR 1998 UV N° 6 p. 15s.). 

 

                                         In una
sentenza del 27 ottobre 1999 nella causa T. S., pubblicata in SVR 2000 IV N°
21, il TCA ha riconfermato la propria giurisprudenza, dopo avere constatato che
i salari di riferimento sarebbero praticamente identici anche utilizzando i
risultati dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari dell'ufficio
federale di statistica (cfr. DTF 124 V 324 = Pratique VSI 1999 pag. 51 seg.; Pratique
VSI 2000 pag. 84-85) riducendoli, se del caso, conformemente a quanto stabilito
dall'Alta Corte (cfr. DTF 124 V 323-324 = Pratique VSI 1999 pag. 55-56;
Pratique VSI 2000 pag. 85-86).

 

                                         La
giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito da invalido è
stata oggetto di una completa verifica da parte del
Tribunale federale delle assicurazioni.

                                         In una
sentenza del 30 giugno 2000 nella causa V. B., I 411/98 - pervenuta al TCA il
24 luglio 2000 - l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle
conclusioni del suo esame:

 

"  3.-

(…)

b) Contrariamente all'__________, l'autorità giudiziaria
cantonale ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che
riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo
alla propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di
riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più
volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto
l'importo di fr. 35'100.‑, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione
annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati
non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996
UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati
su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si
riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del
Tribunale federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata
alla pubblicazione.

 

4.- In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza
stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato, in
primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa l'assicurato.
Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di quest'ultimo,
possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i dati forniti
dalle statistiche salariali.

La questione di sapere se e in quale misura i salari medi
fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle
circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto
(limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi
che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto
del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo,
come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul
reddito di lavoro.

Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima
sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare -
percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata
dall'amministrazione -, il giudice delle assicurazioni sociali non può senza
valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello
dell'amministrazione. (n.d.r., in quella sentenza il TFA ha operato una
riduzione del 15% invece del 40% effettuata dai giudici cantonali).

 

5.- Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo
cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro
equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti
allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze
specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le
esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.

 

In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la decisione
amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono rinviati
all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità fondandosi sulla
recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto ai
provvedimenti professionali in lite" 

                                         (STFA 30.6.2000
succitata).

 

                                         La nostra
Corte federale ha pure prolato, di recente, alcune
sentenze in materia d'assicurazione contro gli infortuni. Si tratta di
fattispecie in cui questo TCA aveva proceduto a quantificare il reddito da
invalido in applicazione della suesposta prassi, a discapito della valutazione
operata dall'_____ sulla base dei dati risultanti dalla documentazione sui
posti di lavoro (DPL). 

                                         La prima
di queste pronunzie è stata emanata nella causa L., U181/98, e reca la data del
22 maggio 2001. 

                                         Essa è
stata successivamente confermata con i seguenti giudizi: STFA del 31 maggio
2001 nella causa M., U 286/98, 31 maggio 2001 nella causa M., U 275/98, 31
maggio 2001 nella causa M., U 279/98, 11 giugno 2001 nella causa M., U 17/99,
11 giugno 2001 nella causa S., U 285/98, 19 giugno 2001 nella causa M. P., U
271/98, 21 giugno 2001 nella causa R., U 349/98, 27 giugno 2001 nella causa B.,
U 362/98, 28 giugno 2001 nella causa C.-D. C., U 18/99, 2 luglio 2001 nella
causa F., U 4/99, 9 luglio 2001 nella causa M., U 142/99, 19 luglio 2001 nella
causa T., U 190/99, 27 luglio 2001 nella causa B., U 252/99, 5 ottobre 2001
nella causa B., U 165/00, 5 ottobre 2001 nella causa I., U 91/00, 10 ottobre
2001 nella causa C., U 217+225/00 e, infine, 16 ottobre 2001 nella causa M., U
301/00. 

 

                                         Sostanzialmente,
il TFA ha approvato i dati salariali utilizzati dall'______, dopo aver anche
verificato, in applicazione della DTF 126 V 75ss., che, nel caso di specie,
l'importo ritenuto dall'assicuratore LAINF appariva plausibile alla luce dei
dati dedotti dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari edita
dall'Ufficio federale di statistica, considerata la possibilità di ridurre il
salario statistico fino al limite massimo del 25%:

 

" 
(…).

 

Ai fini di stabilire le ripercussioni economiche
dell'impossibilità, per l'assicurato, di svolgere la precedente attività, le
istanze inferiori hanno fatto capo ad un paragone dei redditi, come lo
prescrive l'art. 18 cpv. 2 LAINF, già citato. Per quel che riguarda, in
particolare, il reddito ipotetico da invalido, i primi giudici, in modifica di
quanto stabilito nel provvedimento amministrativo impugnato e prevalendosi
della propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario
di riferimento per il calcolo della capacità di guadagno residua, hanno
ritenuto l'importo di fr. 35'000.--, che corrispondeva negli anni dal 1994 al
1998 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese
da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività
leggere adeguate. Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati
statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è
stata oggetto di una recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni
pubblicata in DTF 126 V 75 segg.

 

c) In tale sentenza di principio la Corte ha in
sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa
stato in primo luogo la situazione professionale e salariale concreta
dell'interessato. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono,
conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle
statistiche salariali. La questione di sapere se e in quale misura al caso i
salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme
delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione
addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di
permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione
è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una
deduzione massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto
delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il
Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima
sentenza, che, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il
giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello
degli organi dell'assicurazione.

 

d) Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un
mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in
attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare
riferimento alle specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non
soddisfa manifestamente le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata
(nello stesso senso: sentenze 19 aprile 2001 in re P., I 226/00, 31 gennaio
2001 in re R., I 10/00 e 30 giugno 2000 in re B, I 411/98). Il giudizio
querelato non può quindi essere tutelato.

 

e) Per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato, l'istituto ricorrente ha compiuto degli accertamenti
presso alcune aziende del Cantone Ticino appurando come in attività leggere,
che anche l'interessato sarebbe in grado di esercitare dal profilo sanitario, i
dipendenti di tali ditte percepissero un reddito annuo medio pari a fr. 42'030.--.
Orbene, il Tribunale federale delle assicurazioni può aderire alla valutazione
del guadagno ipotetico di invalido operata dall'_____. L'importo stabilito
appare plausibile alla luce dei dati statistici sulla struttura dei salari
editi dal competente Ufficio federale - dati secondo i quali la retribuzione
annua media dei lavoratori di sesso maschile attivi in occupazione semplici e
ripetitive nel settore privato ammontava, nel 1997, a fr. 54'245.-- (fr.
4'294.-- : 40 x 41,9 x 12 x 100,5%) - quando si consideri come, ai sensi della
giurisprudenza in DTF 126 V 75 sopra indicata, le specifiche circostanze del
caso concreto siano suscettibili di comportare una riduzione del salario
statistico fino, realizzate tutte le premesse, al limite massimo del 25%.

 

3.- In tali condizioni, ritenuto che il reddito ipotetico
conseguibile senza invalidità (fr. 50'568.-- annui) non è mai stato contestato
dalle parti in causa, la decisione amministrativa in lite che riconosce
all'opponente il diritto ad una rendita calcolata su un'invalidità del solo 17%
merita di essere ristabilita"

                                         (STFA
22.5.2001 succitata, p. 4ss.). 

 

                                         L'Alta
Corte nelle sentenze menzionate non ha comunque risolto la questione di
principio a sapere quale deve essere, in materia di assicurazione contro gli
infortuni, il rapporto tra i dati dell'Ufficio federale di statistica (ai quali
il TFA fa costantemente riferimento nella giurisprudenza pubblicata, cfr. DTF
124 V 323-324 e DTF 126 V 75) e le DPL.

 

                            2.3.5.   Nel caso di
specie, __________ è inattivo ormai da alcuni anni. Non è dunque possibile
fondarsi sulla situazione salariale concreta. In ossequio alla più recente
giurisprudenza federale, occorre, dunque, basarsi sui dati statistici e,
concretamente, sull'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari 1998
(l'ultima edizione disponibile), edita dall'Ufficio federale di statistica.

                                         Secondo
questo studio, un uomo, esercitando nel 1998 un'attività semplice e ripetitiva
nel settore privato in Svizzera, avrebbe potuto realizzare, mediamente, un
salario mensile lordo pari a fr. 4'268.--, quindi, riportandolo su 41.9 ore
(cfr., per quest'ultimo aspetto, DTF 126 V 81 consid. 7a), fr. 4'470.--. Per il
2000 - dopo adeguamento all'indice dei salari nominali ("Nominallohnindex"
- cfr. DTF 126 V 81 consid. 7a e STCA del 20 febbraio 2001 nella causa R.) - si
raggiunge un reddito mensile di fr. 4'529.-- oppure di fr. 54'348.--
per l'intero anno (fr. 4'529.-- x 12, ritenuto che la quota di tredicesima è
già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999 nella causa
B., U 274/98, p. 5, consid. 3a).

                                         L'importo
stabilito dall'Istituto assicuratore convenuto  (fr. 42’500.--) appare
plausibile alla luce dei dati statistici sulla struttura dei salari, quando si
consideri come, ai sensi della giurisprudenza di cui alla DTF 126 V 75, le
specifiche circostanze del caso concreto siano suscettibili di comportare una
riduzione del salario statistico fino - realizzate tutte le premesse - al
limite massimo del 25% (il 75% di fr. 54'348.-- corrisponde a fr. 40'761.--).

 

                            2.3.6.   Va ancora
rilevato che nelle pronunzie citate al considerando 2.3.4., il TFA ha proceduto
a quantificare il reddito da invalido partendo dal salario mediamente
percepito, a livello nazionale, da un uomo, rispettivamente da una
donna, esercitanti attività semplici e ripetitive nel settore privato (TA1).

                                         A questo
preciso proposito, lo scrivente TCA, nel recente passato, ha avuto modo
d'affermare che l'applicazione di dati salariali statistici validi per tutta la
Svizzera - quali quelli utilizzati dal TFA - si rivela essere discriminante per
gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più
bassi rispetto alla media nazionale, ritenuto che il reddito da non invalido è
quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro
Cantone senza il danno alla salute. In questo ordine d'idee, questa Corte, con
una sentenza del 4 settembre 2000 nella causa N. R., pubblicata in RDAT I-2001,
p. 250ss. - successivamente confermata in più di un'occasione (cfr., ad
esempio, STCA 17.4.2001 in re F. B. c/ INSAI e 22.5.2001 in re T. M. c/ SWICA
Assicurazioni SA) - sentito preliminarmente il parere del direttore
dell'Ufficio federale di statistica, dottor __________, ha così precisato la
propria giurisprudenza:

 

" 
In data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha
inviato al __________, __________ dell'Ufficio federale di statistica, uno
scritto del seguente tenore:

"(…)

Il Tribunale federale
delle assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di
fondarsi, in molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare
il reddito da invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con
problemi di salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere
adeguate.

Al riguardo vengono
in particolare utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio fr.
4294.-- nel 1996, cfr. "L'enquête suisse sur la structure des salaires
1996" pag. 17, e per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).

 

Al fine di applicare
la giurisprudenza federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato
che l'altro termine di paragone per fissare il grado di invalidità è
sostanzialmente il salario conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato
prima dell'insorgenza del danno alla salute), mi occorre sapere:

 

-   possiamo utilizzare il valore statistico medio (ad es. fr.
4294.-- nel 1996) così come è anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?

 

-   In caso di risposta negativa:

  Perché
no? Quale coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per
adattarlo alla situazione del nostro Cantone? 

(…)" (cfr. doc. _)

 

Il dottor __________ ha così risposto in data 14
agosto 2000:

 

"  (…)

Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari sia
definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello nazionale, è
possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per singole entità
regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di qualità
statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I valori
dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua
lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista
statistico, per il Cantone Ticino.

In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998
(ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di
qualificazione richiesto dal posto occupato.

I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:

-   Nel 1998 (settore pubblico e settore privato), il salario lordo
mediano per un uomo esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era
di 3'813.-- franchi al mese (cfr. tabella TA13).

-   È ancora possibile precisare che il 50% dei lavoratori
dipendenti di questa stessa categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi.
Considerando unicamente il settore privato, il salario mediano (sempre per la
stessa categoria di lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14)

 

A titolo di confronto
Le invio anche la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera
(settore privato), ripartiti stavolta per settore economico (…)" (cfr.
doc. _).

 

Al fine di non discriminare gli assicurati attivi
in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla
media nazionale, visto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe
effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno
alla salute, questo Tribunale ritiene che nell'applicazione dei dati
statistici occorre utilizzare la tabella che riflette i salari versati nella
nostra regione.

Se si ignorasse questo aspetto, sostenendo per
ipotesi che siccome la LAI è una legge federale occorre riferirsi ad un unico
dato salariale statistico valido per tutto il paese (ad esempio fr. 4628.-- nel
1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF 124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si
finirebbe per utilizzare dati salariali irrealistici ed in definitiva giungere
ad un risultato che non garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V
36; DTF 126 V 48; STFA del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I
76).

Del resto, il TFA, nella sua giurisprudenza, ha
per lungo tempo giustamente e regolarmente tenuto conto dei salari vigenti nel
Cantone in cui opera l'assicurato (cfr. RCC 1989 pag. 485 "du Canton
concerné"; sentenza del 26 agosto 1998 nella causa K.W. citata in SVR 1996
UV Nr. 55 pag. 185: "Im Wohnsitz Kanton des Beschwerdegegners (Thurgau)".

Nella sentenza pubblicata in SVR 2000 IV Nr. 21,
il TCA ha al riguardo precisato:

 

"  La
necessità di adattare i salari medi nazionali alla situazione del Ticino
risulta peraltro implicitamente nella risposta del Consiglio di Stato del 28
settembre 1999 ad una interrogazione dell'On. __________ del 14 agosto 1999
«Bassi salari e reddito famigliare» con la quale chiedeva di pubblicare, dati
disponibili per documentare la situazione relativa al reddito e alle
condizioni  sociali della famiglie in Ticino, nonché di presentare i dati
aggiornati sui livelli salariali nel nostro Cantone:

 

«(…)

Su scala federale la
statistica ufficiale fornisce diversi dati che permettono di conoscere l'evoluzione
e la struttura dei salari in Svizzera.

 

A livello regionale, le
informazioni di cui si dispone sono molto ridotte e riguardano unicamente la
struttura dei salari, i cui dati vengono rilevati ogni due anni. Si ricorda al
lettore che nel 1994 la statistica è stata sottoposta a profonda revisione, e
per quell'anno, eccezionalmente. Il Ticino ha potuto disporre di informazioni
supplementari.

 

Il calcolo dei dati
regionali (grandi regioni) si basa tuttavia sullo schema di ponderazione
dell'economia svizzera, schema che, come noto, presenta diversità anche
importanti rispetto al Ticino.

Non si è certi tuttavia
in che misura questo accorgimento provochi delle distorsioni nei dati
pubblicati.

 

Per i prossimi anni è
inoltre probabile che l'UST, ritenuta l'importanza della tematica in questione,
riesca a mettere a disposizione delle regioni un numero più elevato di
informazioni. Per il Ticino si tratterebbe in questo caso di applicare ai dati
lo schema di ponderazione della struttura economica cantonale»"

 

Va pure ricordato che, secondo il TFA, occorre
prendere in considerazione il salario, risultante dalla tabella, di un uomo, se
si tratta di un assicurato, e di una donna se si tratta di un'assicurata (cfr.
Pratique VSI 2000 pag. 84-85):

 

"  Dans
ce cas, en raison des inégalités de salaires entre les deux sexes révélées par les
statistiques, il faut se référer, pour les femmes, aux salaires des femmes et, pour
les hommes, aux salaires des hommes. Il n'est pas question de se baser sur une valeur
moyenne entre les salaires des femmes et des hommes"

 

(…)"

                                         (STCA
succitata - la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Nel caso
sub judice - per le medesime ragioni diffusamente
indicate nella STCA 4 settembre 2000 in re N. R. - a questa Corte parrebbe più
coerente determinare il reddito ancora esigibile malgrado il danno alla salute,
utilizzando i valori specifici per il Cantone Ticino. 

 

                                         Ora,
applicando i dati salariali che risultano dalla tabella TA14, il reddito annuo
realizzabile da __________ in occupazioni semplici e ripetitive nel settore
privato ticinese ammontava, nel 2000, a fr. 45'996.--, importo
che - analogamente a quello che è stato dedotto dalla tabella TA1 (cfr. consid.
2.3.5.) - dimostra, tenuto sempre conto del fatto
che il salario statistico è suscettibile d'essere ridotto a seconda delle
circostanze del caso concreto, l'attendibilità del reddito di fr. 42'500.--
considerato dall'Istituto assicuratore convenuto (riduzione del reddito di fr.
45'996.-- leggermente inferiore al 10%). 

 

                            2.3.7.   In esito ai considerandi
che precedono, il grado d’invalidità di __________ - determinato confrontando i
fr. 42'500.-- al reddito che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse
intervenuto l’infortunio, e cioè fr. 56'764.65 (cfr. doc. _, p. 5, pto. 5),
dato quest'ultimo che non presta il fianco ad alcuna censura - risulta
effettivamente essere del 25%. 

                                         Se ne
deduce, pertanto, che l'impugnata decisione su
opposizione dell'__________ merita d'essere pienamente tutelata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti