# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dd5825f6-00d5-5f62-9ea8-6fa6a9b919b7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-05-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 06.05.2008 12.2008.88
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2008-88_2008-05-06.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2008.88

  	
  Lugano

  6 maggio 2008/lw

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Walser e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

vista l’istanza 18 aprile 2008 del Pretore della
Pretura di __________, avv. __________, con la quale comunica la sua astensione
nella causa inc. n. DI.2006.7 (procedura per locazione e affitto) promossa con
istanza 18 gennaio 2006 da

 

	
   

  	
  AP 1, 

  rappr.
  dall’avv.,  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO 1, 

  rappr.
  dall’avv., 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

preso atto delle osservazioni 9 e 14 aprile 2008 delle
parti;

 

 

letti ed esaminati gli atti e i documenti di causa,

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:            

                                   1.   Con istanza 18
gennaio 2006 AP 1 ha convenuto davanti alla Pretura di __________ AO 1 per far
accertare l’errore essenziale da cui era inficiato il contratto concluso il 1°
dicembre 2004 tra le parti. Con ordinanza 9 aprile 2008 l’avv. __________,
Pretore della giurisdizione di __________, ha comunicato alle parti che
riteneva di doversi astenere nella loro causa, poiché con sentenze 13 luglio
2005 la Seconda Camera civile del Tribunale di appello aveva accolto tre
istanze di ricusa presentate nei suoi confronti da AP 1. Nel termine di 5
giorni assegnato alle parti per esprimersi, le parti hanno comunicato di
concordare sull’esistenza di un caso di ricusazione. Il Pretore ha trasmesso il
18 aprile 2008 l’incarto a questa Camera.  

 

                                   2.   L’art.
27 CPC dispone che le parti possono ricusare il giudice o il segretario se vi è
grave inimicizia tra il giudice o il segretario e alcuna delle parti (lett. a),
rispettivamente “in ogni altro caso in cui esistono gravi ragioni” (lett. b).
Inoltre, il giudice o il segretario che riconosce in sé un caso di ricusazione
ha l’obbligo di astenersi e di avvertirne immediatamente le parti (art. 29 cpv.
1 CPC). Il giudizio sulla ricusazione del Pretore incombe alla Camera civile di
appello (art. 30 cpv. 1 CPC). La decisione di ricusa o di esclusione è
pronunciata con decreto in camera di consiglio e non può essere impugnata (art.
30 cpv. 3 CPC). L’astensione del magistrato che ravvisa in sé un caso di
ricusazione non è automatica ma è sempre necessario, per evitare abusi, il
giudizio confermativo dell’autorità prevista dall’art. 30 CPC (Rep. 1997 pag.
212). 

 

                                   3.   La procedura che disciplina una domanda di ricusazione o di
astensione è quella contenziosa di camera di consiglio (art. 30 cpv. 3 CPC), la
quale implicherebbe, di per sé, un’udienza con possibilità di replica e duplica
orali (art. 363 cpv. 2 CPC). In concreto però le parti hanno preso posizione,
non opponendosi all’astensione del Pretore. Si può dunque procedere all’esame dell’istanza senza altre formalità.

 

                                   4.   Il diritto a un giudice indipendente e imparziale è
espressamente regolato dall’art. 30 Cost. Sul piano cantonale la garanzia di un
giudice indipendente e imparziale è concretizzata anzitutto dalle norme sulla
ricusazione e l'esclusione, le quali sono concepite, come quelle sull'organizzazione
dei tribunali, in modo tale da assicurare l'equanimità e la neutralità dei
magistrati, conformemente alle esigenze dell'art. 6 n. 1 CEDU (DTF 125 I 209
consid. 8a, 119 consid. 3a). La garanzia di un giudice imparziale vieta
l’influsso sulla decisione di circostanze esterne al processo che potrebbero
privare il magistrato della necessaria oggettività, a favore o a pregiudizio di
una parte: a chiunque sia sottoposto ad influenze di tal genere non può infatti
essere riconosciuta la qualità di “giusto mediatore”, necessaria per poter
fungere da giudice in una vertenza (DTF 126 I 68 consid. 3a, 125 I 209 consid.
8a, 124 I 255 consid. 4, 117 Ia 170 consid. 3a). Il giudice deve quindi
astenersi dall'esercizio del proprio ufficio o poter essere ricusato da
chiunque dimostri un interesse, allorquando vengono a mancare imparzialità e
indipendenza. La ricusa - alla stessa stregua dell'astensione - rimane tuttavia
una misura d'eccezione che, per non intralciare il buon funzionamento della
giustizia, deve essere ammessa soltanto in presenza di motivi gravi ed
oggettivi che permettono di dubitare dell'imparzialità del giudice. A tal fine
occorre che il sospetto di parzialità sia confortato da elementi concreti e
nasca da ragioni gravi, di per sé atti a creare una situazione di incapacità
soggettiva del giudice a occuparsi in modo equanime e sereno della vicenda
processuale (DTF 126 I 168 consid. 2a, 116 Ia 14 consid. 4; RDAT 1984 n 29
consid. 3b; Rep 1998 n. 97). Non costituiscono ragioni gravi, sufficienti alla
ricusa di un magistrato, semplici supposizioni, illazioni o timori generici di
parzialità non confortati da elementi concreti e suscettibili di confermare
l'esistenza di tale situazione. È quindi richiesta la parvenza di motivi seri e
comprovati (Rep. 1997 n. 95). Nemmeno l’avvio di un procedimento penale di una
delle parti nei confronti del giudice è di per sé un motivo grave che consenta
la sua astensione (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e
commentato, Lugano 2000, n. 24 e 25 ad art. 27). Tuttavia, secondo costante
prassi del Tribunale federale, per accogliere una domanda di ricusa non occorre
che il giudice sia effettivamente prevenuto, bastando circostanze
obiettivamente idonee a suscitare l'apparenza di una prevenzione e a far
sorgere un rischio di parzialità (DTF 117 Ia 324 consid. 2, 116 Ia 33 consid.
2b).

 

                                   5.   Il
Pretore adduce a motivo della propria domanda di astensione le istanze di
ricusa presentate dall’istante in altre procedure giudiziarie in cui erano parte
società di cui è amministratore unico, accolte da questa Camera il 13 luglio
2005 (cfr. inc. 12.2005.126). Quelle ricuse erano motivate dal comportamento
tenuto dal magistrato, che aveva rivolto all’amministratore unico di una parte,
fuori da un’udienza e senza contraddittorio, una frase che poteva essere intesa
da quest’ultimo come un’inammissibile anticipazione del giudizio e tale da far
ritenere compromessa la serenità di giudizio del Pretore. Considerate le
particolari circostanze, in particolare l’identità dell’amministratore unico
dell’allora parte e dell’istante, la domanda di astensione deve essere accolta,
essendo date in concreto le “gravi ragioni” richieste dall’art. 27 lett. b CPC
per pronunciare l’astensione del Pretore. L’incarto dovrebbe essere trasmesso
al Segretario assessore della Pretura per la continuazione della procedura. Se
non che, la funzione è attualmente vacante e l’incarto viene dunque trasmesso
direttamente al Pretore viciniore. 

 

                                   6.   Non
si prelevano tasse né spese, viste le particolarità del caso, e non si
attribuiscono ripetibili.

 

 

 

Per questi motivi, 

richiamati per le spese gli
art. 148 CPC e la TG

 

 

 

pronuncia:              1.   L’istanza di astensione
presentata il 18 aprile 2008 dal Pretore della giurisdizione di __________
nella causa DI. 2006.7 è accolta. Gli atti sono trasmessi al Pretore della
giurisdizione di __________ per la continuazione del processo.    

 

2.Non si riscuotono tasse o spese né si assegnano
ripetibili.  

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  - avv., 

  - avv., 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di __________

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                       Il
segretario

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario con un valore
litigioso superiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14,  entro 30 giorni dalla notificazione del
testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). In presenza di una decisione
pregiudiziale o incidentale, il ricorso è ammissibile solo se la stessa può
causare un pregiudizio irreparabile o se l’accoglimento del ricorso
comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una
procedura probatoria defatigante o dispendiosa (art. 93 LTF). Qualora non sia
dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini
ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte
che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un
ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una
sola e medesima istanza (art. 119 LTF).