# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9b5e0797-1768-5ec6-b049-b7b26d4585e9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-05-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 24.05.2000 INC.2000.17604
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-17604_2000-05-24.html

## Full Text

N. 176.2000.4 L                                                         Lugano,
24 maggio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria presentata il 17 maggio 2000 da

 

 

__________

(patrocinata dalla lic. iur.
__________, Studio avv. __________)

 

 

e qui prodotta con preavviso
negativo il 22 maggio 2000 dalla Procuratrice pubblica dott. __________;

 

 

viste le osservazioni 23 maggio
2000 dell'accusata, che si conferma in contenuti e conclusioni dell'istanza;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

 

1.

 

 

__________ è stata arrestata il
17 marzo 2000, con contestuale promozione dell'accusa nei suoi confronti per
titolo di violazione della legge federale sugli 

stupefacenti, con precisazione ed estensione - a verbale 18 aprile 2000
dinnanzi alla Procuratrice pubblica (pag. 4) - ai reati di ripetuta infrazione
e ripetuta contravvenzione alla stessa legge.

L'arresto dell'accusata istante è
avvenuto nel contesto di un'inchiesta, che aveva evidenziato compromissione di
__________ in traffici di cocaina. Nei primi interrogatori l'interessata ha
fatto riduttive ammissioni "solo quando è stata confrontata con
evidenti elementi a suo carico" (v. rapporto di arresto, pag. 2). E
ciò si è poi confermato, via via passando dalla riconosciuta minimalista
vendita di "6 o 7 g. a __________ e qualche altro grammetto ad altre
persone" (verbale 18 marzo 2000 di conferma dell'arresto da parte del
sottoscritto giudice), al riassunto nel verbale 18 aprile 2000 dinnanzi alla
Procuratrice pubblica segnatamente con vendite di complessivi 120 g. di
cocaina, offerta di altri 40 g., trasporti per terzi di complessivi 20 g e pari
intermediazione, e successivamente all'ammissione di maggiori quantitativi (in
particolare vendite di circa 265 g. di cocaina e trasporti per un totale di 400
g., come riferito nel verbale di polizia del 21 aprile 2000, ed altri episodi
di traffico illustrati nel verbale di polizia dell'8 maggio 2000). Del pari si sono
modificati i periodi del traffico: fermamente solo a partire dal dicembre 1999
(verbale citato del 18 aprile 2000), poi anche in precedenza (verbale citato
dell'8 maggio 2000).

Si ricorda, in quanto conferente
al presente discorso, che __________ venne condannata con decreto 8 novembre
1999 alla pena di tre mesi di detenzione sospesi condizionalmente per
violazioni alla legge federale sugli stupefacenti, segnatamente la vendita al
dettaglio di una ventina di grammi di cocaina tra agosto e ottobre 1999 e
consumo di questo stupefacente e di ecstasy nel corso di quell'anno: già in
quel procedimento l'accusata si manifestò reticente, non certo smemorata,
avendo sottaciuto traffici solo ora da ultimo venuti alla luce (e vale la pena
di ricordare che, interrogata dal sottoscritto il 18 marzo 2000, l'accusata
ebbe unicamente a dire sui suoi precedenti: "Già nel gennaio scorso
venni interrogata per consumo e spaccio di droga", rispettivamente:
"Ho iniziato a consumare cocaina per aspirazione nel gennaio di quest'anno
…", senza necessità qui di commenti).

 

 

 

2.

 

 

L'istanza di libertà provvisoria,
sottolineato d'entrata che __________ è stata interrogata un'unica volta dalla
Procuratrice pubblica, si fonda essenzialmente sul mancato rispetto del
principio di proporzionalità. Oltre a non esservi pericolo di fuga (per il
radicamento dell'accusata nel nostro contesto), assolutamente non esiste
pericolo di collusione, che non può essere meramente teorico e neppure fondato
solo sulla mancata completa raccolta delle prove o sulla reticenza: ora negli
ultimi tempi __________ ha "collaborato attivamente alla 

chiarificazione della sua posizione" e la mancanza di altre prove a
suo carico non giustifica perdurare della carcerazione in attesa della scoperta
di eventuali altri testimoni. Viene infine pure negato il pericolo di recidiva,
con il solo riferimento all'intento ed alla necessità di trovare un posto di
lavoro, il carcere preventivo essendone un ostacolo.

 

Nell'esprimere preavviso
negativo, la Procuratrice pubblica evidenzia l'atteggiamento tutt'altro che
collaborativo dell'accusata, con la scusa di problemi di memoria, ed allora
illustra le successive ammissioni (come evocate sopra), ancora non collimanti
con l'evoluzione dell'istruttoria e con ulteriori chiamate di correo,
segnatamente quelle del suo fornitore di cocaina dalla Svizzera interna. E
l'inchiesta prosegue regolarmente in sede di polizia, senza immediato
intervento del magistrato inquirente, "come è istituzionalmente
previsto", essendo ancora lontana dalla sua conclusione. Per questo ed
avuta presente la citata condanna dell'8 novembre 1999, fermi restando gravi e
concreti indizi di colpevolezza, bisogni dell'istruzione e pericolo di recidiva
giustificano il mantenimento della carcerazione preventiva, con proporzionalità
rispetto al comportamento dell'accusata, della complessità delle indagini e
della prospettiva di espiazione.

 

Le stringate osservazioni di
__________ al preavviso negativo ribadiscono essenzialmente l'attiva
collaborazione negli ultimi verbali al chiarimento della fattispecie oggetto di
indagine, ascrivendo il contrario atteggiamento iniziale alla "situazione
di panico e di confusione mentale" derivata dalla carcerazione, ma non
vengono poste in discussione le precise argomentazioni della magistrata
inquirente.

 

 

 

3.

 

 

L'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni
dell'istruzione, particolarmente intesi quale tema di collusione, e il pericolo
di recidiva.

L'eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla

giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del
Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP
1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

 

 

4.

 

 

Sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà.

 

 

4.1

 

In presenza delle ammissioni
dell'accusata di avere non solo acquistato cocaina per proprio consumo, ma
anche di averne venduta a diverse persone ed altrimenti trafficata, come
ricordato sopra, non v'è altro da aggiungere per ritenere data l'esistenza di
gravi e concreti indizi di colpevolezza, per una fattispecie complessiva
comunque di certa gravità, vuoi per la reiterazione, vuoi per i quantitativi.

 

 

4.2

 

A torto nell'istanza e nelle
osservazioni al preavviso negativo si fa stato di assenza di pericolo di
collusione.

E' sufficiente in proposito scorrere
il dipanarsi dei numerosi verbali, per aver contezza di reticenza dell'accusata
istante, dai primi riduttivi cenni a modeste vendite di cocaina alle pur sempre
frammentarie ammissioni, conseguenti ad indagini nei confronti di terzi e
puntuali contestazioni (come nel corso dell'interrogatorio del 18 aprile 2000,
condotto dalla Procuratrice pubblica: "I quantitativi di cocaina da me
modificati [n.d.r.: in tale sede e previo
riferimento ad altre emergenze istruttorie] … sono complessivamente …
16 g. di cocaina. Questi ulteriori 16 g. [n.d.r.:
venduti] non sono ulteriori miei acquisti, bensì devono essere
detratti dai miei consumi che non sono più di 50 grammi ma di 34 grammi.").
In proposito peraltro già si sono date indicazioni in precedenza, il tutto a
conferma

di persistente reticenza, alla quale non serve appello né a preteso panico per
l'arresto né a scarsa memoria sin dall'inizio avanzato ed anche evidenziato
quale premessa nella lettera 20 aprile 2000 dell'accusata alla magistrata
inquirente ("… non vorrei che lei pensasse male per la mia mancanza di
memoria …"), quando ad esempio le vendite di cocaina sono lievitate da
pochi miserelli grammetti a ben circa 265 g. pieni.

Questa situazione - sia oggettiva
dell'evolversi delle indagini, che soggettiva con riguardo al comportamento
processuale dell'accusata - ha portato e porta alla necessità di verifiche e
approfondimenti, con interrogatori degli acquirenti ed eventuali confronti
esenti da possibili interventi collusivi, senza dimenticare le divergenze
persistenti con __________, ampio fornitore dell'accusata, e quello che
verosimilmente ne può uscire.

 

 

4.3

 

 

Per quanto concerne l'evocato pericolo di
recidiva, si ricorda - in concordanza con quanto esposto nell'istanza in
oggetto - come lo stesso debba essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da
una valutazione dell’insieme delle circostanze, tra cui i precedenti
dell’accusato, il suo comportamento durante l’istruttoria, la sua personalità,
la sua costituzione fisica e soprattutto psichica e le modalità di commissione
dei reati che gli vengono addebitati, così che la reiterazione appaia assai
verosimile (Mario LUVINI, in REP 1989, pag. 294; Gérard PIQUEREZ, Précis de
procédure pénale suisse, Lausanne 1987, n. 1186/7).

La sola ipotetica (auspicata ed auspicabile)
eventualità di un posto di lavoro non è assolutamente sufficiente ad eliminare
verosimiglianza di ricaduta, al cospetto di altri dati certi che concorrono a
dare concretezza a quest'ultimo pericolo. Oltre alla situazione di
disoccupazione e di contatti con ambienti legati al consumo di stupefacenti, la
propensione di __________ ad esperienze con cocaina anche per trafficarne trova
probante riscontro negli specifici precedenti confluiti nel decreto del accusa
dell'8 novembre 1999, di talmente nullo effetto positivo da neppure essere
stato ricordato al momento del presente arresto (v. il citato verbale 18 marzo
2000 dinnanzi a questo giudice), a meno di ancora voler trovare giustificazione
in pretesa vacillante capacità di memoria e di confusione dovuta all'arresto,
solo con le osservazioni al preavviso negativo evocata. In questa prospettiva
un'indebita concessione della libertà provvisoria potrebbe favorire
un'illusione banalizzante i reati ripetutamente commessi, anche così
concorrendo a concretizzare ricaduta.

 

 

 

5.

 

 

Il carcere preventivo sin qui sofferto e
prevedibile sino al dibattimento, in un procedimento che risulta essere
condotto con coerente sollecitudine nonostante il comportamento processuale
dell’accusata, è pienamente rispettoso del principio di proporzionalità, tenuto
anche conto del complesso dei fatti da accertare e delle persone coinvolte.

 

 

 

6.

 

 

L’istanza - peraltro poco corrispondente
alla realtà processuale - è così respinta con la presente decisione, esente da
tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario) e suscettibile di
impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.      
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4.      
Intimazione:

-    lic. iur. __________, Studio avv. __________, per sé e per l’istante;

       -    Procuratrice pubblica dott. __________, sede (con copia
delle osservazioni dell’istante e con gli atti dell’incarto MP 1819/2000 di
ritorno).

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________