# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 765b1621-127a-54a6-b17b-2fef863ff16c
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-02-23
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 23.02.2021 S 2019 67
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2019-67_2021-02-23.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 19 67

3a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

Presidenza Racioppi

Giudici Pedretti e von Salis

Attuario Rogantini

SENTENZA

del 23 febbraio 2021

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali

A._____,

patrocinato dall'avv. Yasar Ravi,

ricorrente

contro

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni,

resistente

concernente rendita AI

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I. Ritenuto in fatto:

1. A._____ nacque nel 1977. Da agosto 2014 è impiegato della B._____ Sagl 

con sede a C._____ con grado d'occupazione del 100% nella funzione di 

rappresentante/consulente alla vendita, avendo lavorato in precedenza 

diversi anni nella ristorazione, poi quale operaio, autista e magazziniere. 

Da giugno 2017 fa valere di soffrire di depressioni, sintomi ansiosi e 

attacchi di panico.

2. Con certificato medico del 28 settembre 2017 (act. C.15 pagg. 1 segg.) la 

psichiatra curante Dr.ssa med. D._____, medica specialista in psichiatria 

e psicoterapia, gli attestò un'inabilità al lavoro del 50% dal 6 giugno 2017 

e del 100% dal 3 luglio 2017 in poi. Secondo la sua anamnesi, dalla fine 

del 2016 vi sarebbe stato uno sviluppo di sintomi ansiosi complicatisi da 

maggio del 2017 con disturbi da attacchi di panico e da uno stato 

depressivo con sintomatologia apatica, abulica, astenica. Nel seguito 

l'assicurazione d'indennità giornaliera per malattia (IGM) riconobbe delle 

indennità giornaliere per i periodi di inabilità al lavoro del 50% dal 

20 giugno al 3 luglio 2017 e del 100% dal 4 luglio 2017 in poi.

3. Su incarico dell'assicurazione IGM, il 15 novembre 2017 il Dr. med. 

E._____, medico specialista in psichiatria e psicoterapia, esaminò 

A._____ (act. C.15 pagg. 5 segg.), rilasciando la sua relazione medica il 

20 novembre 2017. Diagnosticò un disturbo di personalità emotivamente 

instabile (F60.30 [classificazione ICD-10]), un episodio depressivo di lieve 

entità (F32.0) con attacchi di panico e un pregresso uso 

dannoso/dipendenza da cocaina, attualmente in astinenza.

4. Seguì poi un ricovero stazionario presso la Clinica F._____ 

dall'11 dicembre 2017 al 22 gennaio 2018. Nel loro rapporto di dimissione 

(act. C.15 pagg. 15 segg.) le Dr.es med. G._____, H._____ e I._____, le 

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prime due mediche specialiste in psichiatria e psicoterapia, costatarono un 

disturbo di personalità non specificato (F60.9) quale diagnosi psichiatrica 

principale e un disturbo da attacchi di panico (ansia episodica parossistica; 

F41.0) quale diagnosi psichiatrica secondaria presso A._____, 

prescrivendogli varie medicazioni.

5. In data 13 febbraio 2018 A._____ inoltrò una richiesta di prestazioni 

dell'assicurazione invalidità (act. C.2).

6. Con diversi certificati medici la Dr.ssa med. D._____ gli attestò 

ulteriormente un'inabilità al lavoro del 100% prolungata più volte, da ultimo 

fino al 15 maggio 2018 (act. C.15 pagg. 11 segg.; act. C.16; act. C.28; act. 

C.33), e da allora un'inabilità al lavoro del 50% fino al 31 ottobre 2018 (act. 

C.44; act. C.41; act. C.50; act. C.53; act. C.65), avendo lui ripreso l'attività 

al 50% dopo essere rientrato al domicilio il 16 maggio 2018. Tramite 

rapporto di decorso per l'aggiornamento atti del 31 luglio 2018 (act. C.54) 

la Dr.ssa med. D._____ conferma sostanzialmente la sua diagnosi (F32.1, 

F41.0 e F.60.30), rilevando un grave peggioramento del disturbo di 

personalità con forte irritabilità e comportamenti impulsivi nonché una 

relazione interpersonale difficile. Lo stato depressivo sarebbe attualmente 

medio grave con invariata sindrome da attacchi di panico.

Intanto nella primavera 2018 A._____ si sottopose pure a un intervento 

maxillo-facciale (asportazione di denti del giudizio e cisti sotto dentali; cfr. 

colloquio di sondaggio per l'integrazione in act. C.32).

7. L'Ufficio AI del Cantone dei Grigioni concluse l'intervento tempestivo con 

scritto del 16 agosto 2018 (act. C.56) e in seguito diede l'incarico per una 

perizia medica monodisciplinare al Dr. med. J._____, medico specialista 

in psichiatria e psicoterapia, in data 21 agosto 2018 (act. C.60 segg.).

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8. Nel frattempo l'assicurazione IGM trasmise la relazione medico fiduciaria 

redatta dal Dr. med. E._____ del 9 settembre 2018 (act. C.67) all'Ufficio 

AI. Tale medico visitò A._____ il 6 agosto 2018 e diagnosticò un disturbo 

di personalità emotivamente instabile (F60.30) e un episodio depressivo 

di lieve entità (F32.0) senza attacchi di panico. In valutazione conclusiva 

ritenne in sostanza che persisterebbe uno stato di labilità emotiva e 

difficoltà di controllo degli impulsi diagnosticamente inquadrabile in un 

disturbo di personalità emotivamente instabile, tipo impulsivo (F60.30). 

A._____ lamenterebbe anche somatizzazioni diffuse (mal di schiena, 

sudorazioni profuse, sindrome cervicale). Per contro non avrebbe più 

presentato da mesi attacchi di panico. Il disturbo affettivo attualmente 

presente apparirebbe di grado lieve. Per quanto riguarderebbe la 

componente psichiatrica apparirebbe al momento ancora giustificata 

un'inabilità lavorativa del 50%. Il medico relatore propose di aspettare le 

conclusioni del rapporto peritale del Dr. med. J._____ prima della 

valutazione definitiva dell'esigibilità.

9. Il Dr. med. J._____ allestì la sua perizia in data 13 novembre 2018 (act. 

C.68), dopo aver visitato A._____ il 18 settembre 2018 e il 12 novembre 

2018. Concluse essenzialmente che l'inabilità lavorativa sarebbe iniziata il 

20 giugno 2017, che i disturbi psicologici di A._____ non influenzerebbero 

la sua capacità lavorativa e che egli sarebbe tornato abile al lavoro in 

misura completa, dal 1° giugno 2018, senza limitazioni di rendimento, sia 

nell'attività abituale sia in attività adeguata.

Menzionò fra l'altro un ulteriore ricovero presso la Clinica F._____ 

dall'8 ottobre 2018 al 2 novembre 2018, il seguito ambulatoriale essendo 

sempre stato garantito dalla psichiatra curante Dr.ssa med. D._____, la 

quale avrebbe certificato ancora recentemente un'incapacità lavorativa al 

100% fino al 15 dicembre 2018.

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10. L'Ufficio AI comunicò a A._____ il suo progetto di decisione in data 

10 dicembre 2018 (act. C.70), con il quale prospettò di respingere la 

richiesta di prestazioni, poiché risulterebbe che dal 20 giugno 2017 al 

31 maggio 2018 vi sarebbe stata un'incapacità lavorativa senza notevole 

interruzione e che di conseguenza il presupposto di una durata di un anno 

non sarebbe adempiuto. Comunicò inoltre con decisione del 22 gennaio 

2019 (act. C.75) che non sarebbe dato nemmeno il diritto a provvedimenti 

professionali, cosicché la richiesta di prestazioni andrebbe respinta.

11. A._____ intese opporsi al progetto di decisione del 10 dicembre 2018 (vedi 

e-mail del consulente assicurativo del 18 dicembre 2018, act. C.74), 

chiedendo di inviare una copia della perizia del Dr. med. J._____ alla sua 

psichiatra Dr.ssa med. D._____. Quest'ultima formulò l'opposizione al 

progetto di decisione in data 16 gennaio 2019 (act. C.76) con tanto di 

osservazioni di dissenso rispetto al contenuto del rapporto peritale del Dr. 

med. J._____. Affermò che A._____ sarebbe stato in sua cura psichiatrica 

ambulatoriale dal 15 novembre 2005 per un disturbo di personalità 

emotivamente instabile di tipo impulsivo (F60.30) su cui si sarebbe iscritta 

nel 2005 una sindrome da attacchi di panico e da allora stati ansioso-

depressivi ricorrenti come si riscontrerebbe frequentemente in persone 

affette da tale disturbo personologico. Dopo un riassunto dettagliato dello 

sviluppo della situazione psichica del suo paziente, in sintesi la psichiatra 

curante reputò la valutazione del perito, Dr. med. J._____, imprecisa, 

incompleta, incongruente rispetto alle diagnosi da lui poste e alle 

successive conclusioni a cui arriverebbe, priva di ogni oggettività e in forte 

contraddizione con quanto da lui descritto e poi certificato. Pertanto lei 

dissentirebbe assolutamente da quanto da lui scritto di una capacità 

lavorativa integra raggiunta il 1° giugno 2018, ad eccezione del ricovero 

tra ottobre e novembre 2018, e confermerebbe piuttosto che il paziente 

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sarebbe ancora inabile al 100% dall'8 ottobre 2018 a causa dei disturbi 

psichici e mentali da lei descritti.

12. Con decisione del 15 aprile 2019 (act. C.82) l'Ufficio AI respinse la 

domanda di prestazioni, come preannunciato, negando il diritto a una 

rendita d'invalidità causa l'incapacità lavorativa di durata inferiore di un 

anno.

13. Contro quella decisione A._____, ormai patrocinato, ha fatto presentare 

ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni con memoria 

scritta del 27 maggio 2019 (act. A.1), chiedendo l'annullamento della 

decisione impugnata, eventualmente previ accertamenti peritali che il 

Tribunale vorrà disporre, e il rinvio dell'incarto all'Ufficio AI a nuovo giudizio 

(con calcolo del diritto alla rendita), il tutto sotto protesta di tasse e spese 

ripetibili.

14. L'Ufficio AI ha proposto la reiezione integrale del ricorso con osservazioni 

scritte dell'11 giugno 2019 (act. A.2). A suo dire il ricorrente non 

addurrebbe fatti nuovi e rilevanti, cosicché si potrebbe rinviare alla 

decisione impugnata.

15. Il ricorrente ha replicato il 4 luglio 2019 (act. A.3), mantenendo le sue 

proposte di giudizio, recapitolando essenzialmente quanto già esposto 

nella memoria di ricorso e versando tre nuovi documenti agli atti.

16. L'Ufficio AI ha rinunciato a presentare una duplica, rinviando a quanto già 

scritto nelle osservazioni dell'11 giugno 2019 (act. A.4).

Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini 

del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

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II. Considerando in diritto:

1. Ai sensi dell'art. 69 cpv. 1 lett. a della Legge federale sull'assicurazione 

per l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI; RS 831.20) le decisioni degli uffici 

AI cantonali sono impugnabili direttamente dinanzi al tribunale delle 

assicurazioni del luogo dell'ufficio AI. La competenza per materia e per 

territorio del Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni è data 

dall'art. 57 della Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni 

sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; RS 830.1) e dall'art. 49 cpv. 2 lett. a della 

Legge sulla giustizia amministrativa del 31 agosto 2006 (LGA; 

CSC 370.100). In quanto destinatario formale e materiale della decisione, 

il ricorrente è particolarmente toccato dalla decisione impugnata, ha un 

interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa 

ed è quindi legittimato a presentare ricorso (art. 1 cpv. 1 LAI in unione con 

l'art. 59 LPGA). Sul ricorso tempestivo e presentato nella dovuta forma 

(art. 1 cpv. 1 LAI in unione con gli artt. 60 e 61 lett. b LPGA e con l'art. 38 

cpv. 4 lett. a LPGA) può perciò essere entrato nel merito.

2. Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI l'assicurato ha diritto a una rendita se (a.) la sua 

capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete 

non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti 

d'integrazione ragionevolmente esigibili, (b.) ha avuto un'incapacità al 

lavoro ai sensi dell'art. 6 LPGA almeno del 40% in media durante un anno 

senza notevole interruzione e (c.) al termine di questo anno è invalido ai 

sensi dell'art. 8 LPGA almeno al 40%. Vi è interruzione notevole 

dell'incapacità al lavoro ai sensi della lett. b allorché l'assicurato è stato 

interamente atto al lavoro durante almeno 30 giorni consecutivi (art. 29ter 

dell'Ordinanza sull'assicurazione per l'invalidità del 17 gennaio 1961 [OAI; 

RS 831.201]).

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Gli assicurati con attività lucrativa sono ritenuti invalidi se hanno un danno 

alla salute fisica, mentale o psichica che provoca un'incapacità al 

guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata 

(art. 8 cpv. 1 LPGA) che può essere conseguente a infermità congenita, 

malattia o infortunio (art. 4 cpv. 1 LAI). È considerata incapacità al lavoro 

qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute 

fisica, mentale o psichica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile 

nella professione o nel campo d'attività abituale (art. 6 LPGA). È invece 

considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 

possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 

considerazione, provocata anch'essa da un danno alla salute fisica, 

mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle 

cure e alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili (art. 7 cpv. 1 

LPGA). Per valutare la presenza di un'incapacità al guadagno sono 

considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla salute; 

sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è obiettivamente 

superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA). Le difficoltà socio-culturali che influenzano 

la capacità lavorativa e i fattori psicosociali non costituiscono danni alla 

salute. Tra i fattori non legati all'invalidità vi sono anche l'aggravamento e 

la simulazione (cfr. per il tutto UELI KIESER, Kommentar zum Bundesgesetz 

über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts ATSG, 4a ed., 

Zurigo/Basilea/Ginevra 2020, n. 22 segg. ad art. 7 LPGA; per 

l'aggravamento e fenomeni simili cfr. anche la DTF 141 V 281 consid. 2.2.1 

seg. e la DTF 140 V 193 consid. 3.3).

3. Nella fattispecie va deciso se l'Ufficio AI ha negato a ragione il diritto a una 

rendita AI al ricorrente, basandosi innanzitutto sulla perizia del Dr. med. 

J._____ e considerando in primo luogo non adempiuto l'anno di attesa ai 

sensi dell'art. 28 cpv. 1 lett. b LAI.

4. Dapprima vanno ricordati i principi del diritto probatorio.

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4.1. Sia la procedura amministrativa sia quella dinanzi al tribunale cantonale 

delle assicurazioni sono governate dal principio inquisitorio. Secondo 

questo principio, l'amministrazione e il tribunale devono garantire d'ufficio 

l'accertamento corretto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (cfr. 

art. 43 cpv. 1 e art. 61 lett. c LPGA). L'assicuratore sociale quale organo 

di decisione e, in caso di ricorso, il tribunale possono accettare un fatto 

come provato soltanto se sono convinti della sua esistenza. Nel diritto delle 

assicurazioni sociali, a meno che la legge non preveda altrimenti, il 

tribunale deve prendere la sua decisione secondo il grado di prova della 

probabilità preponderante. La semplice possibilità di una certa circostanza 

non soddisfa i requisiti della prova. Piuttosto, il tribunale deve seguire il 

resoconto dei fatti che considera il più probabile tra tutti i possibili corsi 

degli eventi. Il principio inquisitorio esclude necessariamente l'onere della 

prova nel senso di onere di produrre prove, poiché spetta al tribunale delle 

assicurazioni sociali (o all'organo amministrativo chiamato a decidere) 

raccogliere le prove. Nel procedimento di assicurazione sociale 

generalmente le parti hanno l'onere della prova solo nella misura in cui in 

assenza di prove la decisione va a svantaggio della parte che voleva trarre 

dei diritti dai fatti non provati. Tuttavia, questa regola ha effetto soltanto se 

nell'ambito del principio inquisitorio si dimostra impossibile, sulla base di 

una valutazione delle prove, stabilire fatti che abbiano almeno la 

probabilità di corrispondere alla realtà (sentenza del Tribunale federale 

8C_17/2017 del 4 aprile 2017 consid. 2.2 con rinvio alla DTF 138 V 218 

consid. 6).

4.2. Il dovere inquisitorio dura fino a quando non vi è sufficiente chiarezza sui 

fatti necessari per la valutazione della pretesa. Il principio inquisitorio è 

strettamente legato al principio della libera valutazione delle prove a livello 

amministrativo e giudiziario. Se, con una valutazione delle prove completa, 

accurata, obiettiva e orientata sul contenuto, gli accertamenti da effettuare 

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d'ufficio nell'ambito del principio inquisitorio portano l'assicuratore sociale 

o il tribunale alla convinzione che un certo fatto è da considerarsi 

prevalentemente probabile e che ulteriori misure di prova non potrebbero 

più modificare questo risultato stabilito, la rinuncia all'assunzione di 

ulteriori prove non costituisce una violazione del diritto di essere sentiti 

(valutazione anticipata delle prove). Tuttavia, se permangono dubbi 

significativi sulla completezza e/o sulla correttezza delle costatazioni di 

fatto finora effettuate, devono essere effettuati ulteriori accertamenti, nella 

misura in cui dalle ulteriori misure di prova ci si possono ancora attendere 

nuovi risultati essenziali (cfr. per il tutto la sentenza del Tribunale federale 

8C_281/2018 del 25 giugno 2018 consid. 3.2.1).

4.3. Per poter valutare lo stato di salute di una persona assicurata al momento 

determinante, l'amministrazione rispettivamente il tribunale adito in caso 

di ricorso dipendono da documenti che devono essere allestiti e forniti da 

medici o eventualmente da altri specialisti, il cui compito consiste nel 

valutare lo stato di salute e, se necessario, descrivere la sua evoluzione 

nel tempo. In altre parole sono chiamati a fornire referti, in base a esami 

medici professionali e tenendo conto dei lamenti soggettivi, e fare una 

diagnosi basata su questo. In questo modo il perito medico svolge il suo 

compito originale, per il quale l'amministrazione e il tribunale adito non 

sono competenti. Nella valutazione delle conseguenze dei danni alla 

salute costatati per la capacità lavorativa, tuttavia, gli esperti medici non 

hanno la competenza per esprimere un giudizio conclusivo. Piuttosto 

forniscono una valutazione dell'incapacità lavorativa che giustificano nel 

modo più sostanziale possibile dal loro punto di vista. Le informazioni 

fornite dai medici costituiscono quindi una base importante per la 

valutazione della questione di quali attività lavorative specifiche ci si può 

ancora aspettare che l'assicurato svolga (cfr. le DTF 140 V 193 consid. 

3.2, DTF 132 V 93 consid. 4 e DTF 125 V 256 consid. 4).

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4.4. Il diritto federale non prescrive come debbano essere valutate le singole 

prove. Il principio del libero apprezzamento delle prove si applica a tutte le 

procedure di ricorso amministrativo e giudiziario. Secondo questo principio 

gli assicuratori sociali e i tribunali delle assicurazioni sociali devono 

valutare le prove liberamente, cioè senza essere vincolati da regole formali 

di prova, così come in modo completo e doveroso. Per la procedura di 

ricorso ciò significa che il tribunale deve esaminare obiettivamente tutte le 

prove, indipendentemente da chi le ha fornite, e poi decidere se i 

documenti disponibili permettono una valutazione affidabile della pretesa 

giuridica in questione. In particolare, in caso di rapporti medici contrastanti 

non può decidere il caso senza valutare le prove nel loro insieme e indicare 

i motivi per cui si basa su una tesi medica piuttosto che sull'altra (DTF 143 

V 124 consid. 2.2.2 e DTF 125 V 351 consid. 3a). Quanto alla valenza 

probatoria di un rapporto medico, secondo la giurisprudenza è 

determinante che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio 

approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri 

parimenti i disturbi lamentati dall'assicurato, che sia stato approntato in 

piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto 

medico e della situazione medica sia chiara e che le conclusioni del perito 

siano ben motivate. Di conseguenza in linea di principio per stabilire se un 

rapporto medico abbia valore di prova o meno non è decisivo né l'origine 

né la sua denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (DTF 134 

V 231 consid. 5.1, DTF 125 V 351 consid. 3a). La giurisprudenza ha 

ciononostante ritenuto compatibile con il principio del libero 

apprezzamento delle prove stabilire alcune direttive per la valutazione 

delle prove in relazione a determinate forme di attestazioni mediche 

(DTF 125 V 351 consid. 3b, DTF 118 V 286 consid. 1b, DTF 112 V 30 

consid. 1a con rinvii).

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4.5. Alle perizie ottenute nell'ambito della procedura amministrativa di medici 

specialisti esterni che rilasciano i propri rapporti in base a indagini e 

osservazioni approfondite e dopo aver preso visione di tutta la 

documentazione medica e che nella descrizione dei loro referti giungono 

a risultati concludenti va riconosciuto pieno valore probatorio nella 

valutazione delle prove, a meno che non sussistano indizi concreti a 

mettere in causa la loro attendibilità (DTF 137 V 210 consid. 1.3.4, 

DTF 125 V 351 consid. 3b/bb). Anche i rapporti e le perizie dei medici 

impiegati dall'assicurazione hanno un valore probatorio comparabile, a 

condizione che appaiano conclusivi, comprensibilmente motivati e privi di 

contraddizioni e che non vi siano indizi atti a mettere in causa la loro 

attendibilità (vedi la DTF 137 V 210 consid. 1.2.1, sentenza del Tribunale 

federale 8C_839/2016 del 12 aprile 2017 consid. 3.1 seg.). Il semplice fatto 

che il medico interpellato sia impiegato dall'assicuratore sociale non 

permette di per sé di concludere a una mancanza di obiettività o a una 

parzialità. Piuttosto sono richieste circostanze speciali che fanno apparire 

oggettivamente giustificata la sfiducia nell'imparzialità della valutazione. 

Vista la notevole importanza delle perizie mediche nel diritto delle 

assicurazioni sociali, occorre però applicare uno standard rigoroso 

all'imparzialità del perito (cfr. per il tutto le DTF 125 V 351 consid. 3b/ee, 

DTF 122 V 157 consid. 1c). In caso di dubbi, anche minimi, sull'affidabilità 

e la conclusività delle costatazioni mediche interne dell'assicuratore, 

devono essere fatti ulteriori accertamenti (DTF 139 V 225 consid. 5.2, 

DTF 135 V 465 consid. 4.3.2 e 4.4; sentenze del Tribunale federale 

9C_415/2017 del 21 settembre 2017 consid. 3.2, 8C_452/2016 del 

27 settembre 2016 consid. 4.2.2 seg. e 8C_245/2011 del 25 agosto 2011 

consid. 5.3).

Per quanto attiene ai rapporti dei medici curanti il tribunale può e deve 

tenere conto del fatto che, per esperienza, nel dubbio essi tendono talvolta 

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a testimoniare a favore dei loro pazienti, vista la loro posizione di fiducia 

istauratasi contrattualmente (DTF 135 V 465 consid. 4.5, DTF 125 V 351 

consid. 3b/cc). In particolare, la diversa natura del mandato di cura della 

persona (specialista) terapeutica da un lato e del mandato di valutazione 

peritale commissionato d'ufficio (cfr. la DTF 124 I 170 consid. 4) dall'altro 

non basta, per sé stessa, per mettere in discussione una perizia 

amministrativa o giudiziaria e per dare adito a ulteriori accertamenti, se i 

medici curanti giungono a opinioni differenti da quelle dei periti. Sono fatti 

salvi i casi in cui si impone una valutazione diversa dalla perizia (ufficiale) 

perché i rapporti dei medici curanti menzionano degli aspetti importanti 

che non sono puramente frutto di un'interpretazione soggettiva e che sono 

rimasti non riconosciuti o non apprezzati nella perizia (sentenze del 

Tribunale federale 8C_317/2019 del 30 settembre 2019 consid. 2.3, 

8C_379/2019 del 21 agosto 2019 consid. 2.2 e 8C_835/2018 del 23 aprile 

2019 consid. 3).

4.6. In termini fattuali e temporali, nella procedura di ricorso per il tribunale 

adito è determinante lo stato di salute come si è concretizzato al momento 

dell'emanazione della decisione impugnata (vedi fra tante la sentenza del 

Tribunale federale 8C_136/2017 del 7 agosto 2017 consid. 3; cfr. UELI 

KIESER, op. cit., n. 109 ad art. 61 LPGA). Nel caso qui in giudizio vanno 

dunque considerate le circostanze sussistenti il 15 aprile 2019.

5. Nell'occorrenza il ricorrente censura la perizia in vari punti, i quali vanno 

approfonditi singolarmente.

5.1. Innanzitutto il ricorrente sostiene che il perito abbia ritenuto a torto che 

l'inabilità lavorativa partisse solo dal 20 giugno 2017, verosimilmente 

perché si sarebbe confuso con lo scritto dell'assicurazione d'IGM, la quale 

riconobbe delle indennità giornaliere appunto dal 20 giugno 2017. Come 

attestato dalla psichiatra curante (act. B.3 ossia "doc. C" = act. C.23 pag. 

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2) e confermato dal Dr. med. E._____, incaricato dall'assicurazione d'IGM 

(act. B.4 ossia "doc. D" = act. C.15 pagg. 5 segg.), l'inabilità lavorativa 

sarebbe iniziata il 6 giugno 2017. Se l'Ufficio AI si baserebbe sulla perizia 

senza spiegare questa contraddizione, commetterebbe una violazione del 

diritto di essere uditi e agirebbe arbitrariamente.

5.2. Il ricorrente fa poi soprattutto riferimento a quanto esposto dalla sua 

psichiatra curante, Dr.ssa med. D._____, con osservazioni del 16 gennaio 

2019 (ultima parte dell'act. B.2 ossia "doc. B" = act. C.76).

5.2.1. Secondo lei, al punto 3.1 il perito, Dr. med. J._____, scriverebbe cose non 

vere e la sua anamnesi sarebbe incompleta. Vi sarebbero però delle 

osservazioni da fare riguardo all'anamnesi soprattutto anche in merito a 

quanto scritto al punto 3.2 della perizia. Fra l'altro mancherebbe 

completamente l'aspetto legato alla salute psichica della madre. Anche lei 

presenterebbe una sindrome depressiva da anni e, proprio dal 2005 (come 

il figlio qui ricorrente), sarebbe in cura psichiatrica. Vi si aggiungerebbe 

che sicuramente durante l'infanzia di A._____ retrospettivamente sarebbe 

diagnosticabile un disturbo della condotta con socializzazione normale 

(F91.2). Ma anche i periodi successivi e i suoi rapporti con la famiglia e 

altri sarebbero fortemente caratterizzati da un'alta conflittualità. Inoltre i 

problemi di A._____ con la giustizia sarebbero stati ampiamente 

sottovalutati dal perito.

5.2.2. In particolare, però, la psichiatra curante del ricorrente dissentirebbe 

completamente da quanto riferito dal perito per quanto riguarda la diagnosi 

con ripercussioni sulla capacità lavorativa. Il Dr. med. J._____ non 

avrebbe analizzato in maniera corretta i criteri della diagnosi del disturbo 

di personalità emotivamente instabile secondo ICD-10. Tale disturbo di 

tipo impulsivo di cui sarebbe affetto A._____ sarebbe presente dall'età 

adulta e soddisferebbe tutti i criteri secondo l'ICD-10 per porre tale 

- 15 -

diagnosi (F60 risp. F60.30). Vi sarebbe da anni una marcata tensione ad 

agire in maniera imprevedibile senza considerazione alle conseguenze, 

una marcata tendenza al comportamento rissoso e al conflitto con gli altri 

soprattutto quando le azioni impulsive sono ostacolate o censurate, una 

tendenza a eccessi di collera o violenza con incapacità a controllare le 

conseguenti esplosioni comportamentali e una difficoltà a continuare 

qualsiasi azione che non trovi una gratificazione immediata. I 

comportamenti impulsivi si ritroverebbero anche a livello dell'uso in 

passato di sostanze tossiche, da anni sotto controllo con sessualità 

inadeguata. Lo stile cognitivo, a differenza di quanto scritto dal perito, 

sarebbe popolato da rappresentazioni caricaturali di aspetti buoni e orribili 

e sarebbe caratterizzato da un trattamento dicotomico delle informazioni 

con un classamento delle percezioni in termini mutualmente esclusive. Si 

tratterebbe di un pensiero contrastato, in nero e bianco, soggettivo, saturo 

di emozioni, intenso e contradditorio. Inoltre, se inizialmente a prevalere 

sarebbe stata più la dimensione antisociale, nel corso degli ultimi anni 

sarebbero soprattutto l'etero aggressività, l'irritabilità e la collera a essere 

predominanti e ciò rappresenterebbe un fattore prognostico nettamente 

sfavorevole. Il miglioramento del controllo emotivo che sarebbe sempre 

stato l'obiettivo principale della psicoterapia con lui intrapresa sarebbe 

sempre stato solo temporaneo. Il Dr. med. J._____ avrebbe dunque 

messo in dubbio a torto che il ricorrente soffra ad oggi delle gravi difficoltà 

legate al disturbo personologico di cui sarebbe affetto, ritenendo che 

appartengano solo al passato. Ciò non potrebbe corrispondere al vero 

proprio per la natura della malattia stessa. La psichiatra riterrebbe pertanto 

che il disturbo di personalità grave di cui sarebbe affetto A._____ 

inciderebbe tutt'ora senza dubbio in modo importante sulla capacità 

lavorativa. La stessa cosa varrebbe per l'episodio depressivo insorto nella 

primavera 2017 e oggi solo parzialmente in remissione, contrariamente a 

quanto riterrebbe il perito, tenendo presente che esso verrebbe ancora 

- 16 -

trattato con 20 mg di Paroxetina, dosaggio del tutto compatibile con un 

episodio depressivo di grado lieve-medio. I criteri per tale diagnosi 

sarebbero completamente ancora soddisfatti. Il paziente non avrebbe mai 

amplificato o drammatizzato in maniera non sostenibile o incoerente i suoi 

disturbi, tanto è vero che il perito non porrebbe diagnosi di disturbo fittizio 

o di aggravamento funzionale dei sintomi.

5.2.3. Tutto sommato, dunque, nel suo rapporto medico la Dr.ssa med. D._____ 

avrebbe esaminato approfonditamente tutti i punti essenziali, sarebbero 

stati effettuati degli esami completi, sarebbero stati considerati i punti di 

vista del paziente, l'anamnesi sarebbe completa e la descrizione del 

contesto medico sarebbe chiara, come anche le sue conclusioni. Ne 

conseguirebbe che, da un semplice confronto dei due rapporti medici, non 

potrebbe non sorgere almeno un lieve dubbio, nonostante la psichiatra sia 

curante del ricorrente. Apparrebbe anzi evidente che vi siano delle 

importanti contraddizioni, perciò il ricorrente chiede di svolgere un'ulteriore 

perizia da un medico indipendente, sotto rinvio dell'incarto all'Ufficio AI.

5.2.4. In sede di replica il 4 luglio 2019 il ricorrente ha inoltrato ancora un parere 

di K._____, esperto di sanità e socialità (act. B.8 ossia "doc. H"). Ha pure 

trasmesso alla Corte gli ultimi certificati medici della psichiatra curante che 

lo dichiarano inabile al lavoro al 50% fino alla fine di giugno 2019 (act. B.9 

ossia "doc. I") e al 100% fino alla fine di luglio 2019 (act. B.10 ossia "doc. 

L").

5.3. A mente di questa Corte vi sono effettivamente diversi punti imprecisi, 

poco chiari, incongruenti e contraddittori nella perizia del Dr. med. 

J._____.

5.3.1. Innanzitutto si deve concordare con il ricorrente nella misura in cui censura 

un'indicazione errata, da parte del perito, dell'inizio dell'inabilità al lavoro. 

- 17 -

Esso non ha avuto luogo il 20 giugno 2017, bensì il 6 giugno 2017, come 

attestato dalla psichiatra curante e confermato in vari documenti, fra cui 

quelli citati dal ricorrente. Questo errore, benché manifesto e non di 

lievissima entità, preso isolatamente non giustificherebbe ancora di 

dichiarare la perizia inattendibile. Vi sono però altri motivi che suscitano 

dubbi quanto alla sua attendibilità.

5.3.2. La critica della psichiatra curante, anch'essa agente come perita in 

questioni assicurative, nei confronti della perizia del Dr. med. J._____ è 

dettagliata, chiara e condivisibile. Nei suoi rapporti e in particolare nelle 

osservazioni fatte nell'ambito dell'opposizione del 16 gennaio 2019 

descrive diligentemente l'intero sviluppo del ricorrente, motivando 

accuratamente le sue diagnosi. Con lei si costatano invece diverse lacune 

e imprecisioni relativamente serie nell'anamnesi fatta dal perito, specie in 

merito al disturbo di personalità, evidenziabile secondo lei già sin dalla fine 

dell'adolescenza-inizio età adulta, ma anche rispetto alla famiglia e ai 

problemi con la legge e l'alta conflittualità in genere. Innanzitutto manca, 

come adduce giustamente il ricorrente, ogni menzione dei disturbi psichici 

di natura depressiva della madre. Nella perizia fa difetto anche l'aspetto 

delle relazioni interpersonali, proprio anche con la compagna, con i 

membri della famiglia e con i clienti della sua ditta come pure con i soci 

della sua ex-ditta, coinvolti in un contenzioso giudiziale in corso da anni. 

La psichiatra curante, comunque, descrive in modo del tutto comprensibile 

perché a suo dire un miglioramento del controllo emotivo non sarebbe 

ancora stato raggiunto o semmai sempre solo temporaneamente. In tal 

senso, la prognosi non può essere puramente favorevole come espressa 

dal perito. Parimenti, secondo la psichiatra curante l'episodio depressivo 

di cui soffre il ricorrente dal 2017 non sarebbe risolto, ma sarebbe anzi 

trattato ancora con 20 mg di Paroxetina e i criteri per la diagnosi di episodio 

depressivo di grado lieve-medio sarebbero ancora soddisfatti. Ciò 

- 18 -

contrasta con quanto affermato dal perito, senza che egli avesse 

minimamente spiegato i motivi che l'hanno portato a tali affermazioni. Le 

difficoltà legate al disturbo personologico di cui è affetto il ricorrente non 

potrebbero essere messe in dubbio, sostiene la psichiatra curante, anche 

perché affermare che sarebbero state presenti solo nel passato sarebbe 

incompatibile con la traiettoria di vita del ricorrente e della sua malattia. 

Anche a tale riguardo convince il ragionamento della psichiatra curante, 

piuttosto che quello del perito. Infine con la psichiatra curante si costata 

che non vi sono sufficienti indizi di amplificazione o drammatizzazione in 

modo insostenibile o incoerente da parte del ricorrente riguardo ai suoi 

disturbi. In ogni caso, come sottolinea giustamente la psichiatra curante, il 

perito non ha posto una diagnosi di disturbo fittizio o di aggravamento 

funzionale dei sintomi.

5.3.3. La questione che però suscita dubbi più di tutto il resto è la valutazione 

della situazione dalla fine di maggio 2018 in poi. Mentre il perito sostiene 

che il ricorrente sarebbe migliorato stabilmente e gli attesta un'abilità 

lavorativa del 100%, con la psichiatra curante vanno costatati diversi punti 

a sostegno del contrario o che perlomeno mettono fortemente in domanda 

quanto affermato dal perito. Innanzitutto si concede che agli atti figura 

un'abilità al lavoro del 50% da metà maggio 2018, proprio perché il 

ricorrente aveva ripreso un'attività in misura del 50%. Tuttavia, come 

giustamente addotto dalla psichiatra curante, mal si comprende come il 

ricorrente dovrebbe essere stato abile al lavoro al 100% fino al giorno del 

secondo ricovero nella Clinica F.________ l'8 ottobre 2018, poi aver 

dovuto essere ricoverato e infine essere improvvisamente guarito 

completamente il giorno della dimissione il 2 novembre 2018. Considerata 

l'evoluzione del ricorrente, ciò appare molto inverosimile. Inoltre il perito 

non si è nemmeno espresso in merito ai certificati di inabilità lavorativa 

rilasciati dalla psichiatra curante che attestano un'inabilità lavorativa del 

- 19 -

50% fino al 31 ottobre 2018 (act. C.44; act. C.41; act. C.50; act. C.53; act. 

C.65) rispettivamente del 100% dall'8 ottobre 2018 (act. C.76 pag. 4), 

purché abbia accennato a tali circostanze. Vi si aggiunge che l'inabilità 

lavorativa del 50% dopo il 1° giugno 2018 è stata espressamente 

confermata dal Dr. med. E._____ su incarico dell'assicurazione d'IGM 

nella sua relazione medico fiduciaria del 9 settembre 2018 (act. C.67), cioè 

ancor prima del ricovero stazionario e anche prima della perizia qui 

contesa. Pare così che d'un lato il perito abbia voluto confermare la 

diagnosi e la valutazione dell'incapacità lavorativa della psichiatra curante 

per il periodo fino a metà maggio 2018 ma dall'altro si sia invece discostato 

per il periodo successivo, senza indicarne anche solo sommariamente il 

motivo. Ciò appare contraddittorio e poco comprensibile. Non ha addotto 

una ragione o un evento dal quale si potrebbe giustificare un netto 

miglioramento presso il ricorrente dal 1° giugno 2018 in poi al punto tale 

da poter confermare un'abilità lavorativa piena. Al contempo, secondo il 

perito i sintomi depressivi e gli attacchi di panico sarebbero in remissione; 

se ciò fosse il caso, però, mal si comprenderebbe perché egli dovesse 

ritenere "efficace" e da proseguire la medicazione antidepressiva, del 

resto rimasta invariata dal mese di gennaio 2018.

5.4. Riassumendo, perlomeno rispetto alle costatazioni del perito in merito alle 

ripercussioni sull'abilità lavorativa dal 1° giugno 2018 in poi, le esigenze 

stabilite dalla giurisprudenza all'attendibilità della perizia in domanda non 

sono soddisfatte, cosicché la perizia non ha valore probatorio in 

quell'ambito. Siccome però secondo il calcolo fatto dall'Ufficio AI il 

ricorrente non raggiunge l'anno intero di attesa previsto dall'art. 28 cpv. 1 

lett. b LAI per pochi giorni e che l'Ufficio AI, seguendo il perito, considera 

non vi sia un'invalidità almeno del 40% al termine dell'anno di attesa, 

occorre fare ulteriori accertamenti, sia in complemento o in precisazione 

- 20 -

della perizia agli atti. Nell'occorrenza questi accertamenti spettano 

all'Ufficio AI.

6. Per questi motivi il ricorso va accolto e la decisione impugnata annullata. 

Gli atti vanno rinviati al resistente per ulteriori accertamenti e per nuovo 

giudizio.

7. In deroga all'art. 61 lett. a LPGA nella versione in vigore fino al 31 dicembre 

2020 (cfr. la norma più severa dell'art. 61 lett. fbis LPGA attualmente in 

vigore), la procedura di ricorso dinanzi al tribunale cantonale delle 

assicurazioni in caso di controversie relative a prestazioni dell'AI è 

soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra CHF 200.00 e 

CHF 1'000.00 in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al 

valore litigioso (art. 69 cpv. 1bis LAI). Le spese vanno di regola a carico 

della parte soccombente.

Nella fattispecie l'esito della controversia giustifica l'accollamento delle 

spese al resistente. Esse sono fissate per prassi a CHF 700.00.

8. Il ricorrente che vince la causa ha diritto al rimborso delle spese ripetibili 

secondo quanto stabilito dal tribunale cantonale delle assicurazioni. Anche 

a questo proposito l'importo è determinato senza tener conto del valore 

litigioso, ma secondo l'importanza della lite e la complessità del 

procedimento (art. 61 lett. g LPGA).

8.1. Nell'occorrenza con decreto del 17 luglio 2019 (act. D.6) il giudice 

dell'istruzione ha invitato il ricorrente a presentare la nota d'onorario e 

l'accordo sull'onorario. Con rinvio agli artt. 2 segg. dell'Ordinanza sulla 

determinazione dell'onorario degli avvocati (Ordinanza sull'onorario degli 

avvocati; CSC 310.250) ha segnalato espressamente che in assenza 

- 21 -

dell'inoltro di un accordo sull'onorario la Corte stabilirebbe l'eventuale 

indennità di parte secondo doveroso apprezzamento.

8.2. Il patrocinatore del ricorrente ha presentato la sua nota d'onorario in data 

18 luglio 2019 (act. E.1), con la quale fa valere un onorario di 

CHF 3'437.50, composto da 13 ore 45 minuti a CHF 250.00 l'ora, oltre a 

CHF 144.00 di spese di cancelleria ("incarto, scritturazioni, fotocopie, 

postali, telefoniche, trasferte ecc.") e 7.7% di IVA, per complessivi 

CHF 3'857.30. Tale nota d'onorario è stata intimata all'Ufficio AI per 

osservazioni, il quale non si è espresso in merito. L'importo fatto valere 

appare adeguato alla complessità del caso di specie.

8.3. Come accennato nel decreto del 17 luglio 2019, però, secondo la prassi di 

questa Corte (vedi fra tante solo la sentenza del Tribunale amministrativo 

A 19 15 del 1° luglio 2019 consid. 6.2) se viene fatta valere una tariffa 

oraria diversa da quella ordinaria di CHF 240.00 l'ora (cfr. l'art. 3 cpv. 1 

dell'Ordinanza sull'onorario degli avvocati), occorre versare agli atti un 

accordo sull'onorario, il quale qui manca, cosicché viene riconosciuta solo 

la tariffa oraria ordinaria, a metà fra CHF 210.00 e CHF 270.00. In secondo 

luogo, pure da prassi di questa Corte, per le spese non dimostrate nel 

dettaglio viene riconosciuto un importo forfettario corrispondente al 3% 

dell'onorario. Infine, sempre per prassi grigionese, le spese di cancelleria 

vanno ritenute comprese nella tariffa oraria del legale. Ne discende che 

per le spese si riconosce soltanto un rimborso dell'importo forfettario di 

CHF 99.00. In definitiva le ripetibili a favore del ricorrente vanno perciò 

fissate a una somma complessiva di CHF 3'660.70 (=CHF 3'300.00 di 

onorario [=13.75 ore x CHF 240.00/ora] + CHF 99.00 di spese forfettarie 

[=3% di CHF 3'300.00] + CHF 261.70 di IVA [=7.7% di CHF 3'399.00]).

- 22 -

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è accolto, la decisione del 15 aprile 2019 è annullata e gli atti 

sono rinviati all'Ufficio AI del Cantone dei Grigioni per nuova decisione ai 

sensi dei considerandi.

2. Le spese processuali di CHF 700.00 sono poste a carico dell'Ufficio AI.

3. L'Ufficio AI del Cantone dei Grigioni è obbligato a versare a A._____ 

un'indennità di CHF 3'660.70 a titolo di ripetibili.

4. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia di diritto 

pubblico ai sensi degli artt. 82 segg. della Legge sul Tribunale federale del 

17 giugno 2005 (LTF; RS 173.110). Il ricorso è da inoltrare al Tribunale 

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, per scritto entro 30 giorni 

dalla notificazione della decisione con il testo integrale nel modo prescritto 

dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, gli ulteriori presupposti e la 

procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 82 segg. e 90 segg. LTF.

5. [Comunicazione]