# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 75909b0e-1ce8-516f-86b3-9684a084b2d8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-12-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 22.12.2022 80.2022.261
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2022-261_2022-12-22.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2022.261

  80.2022.262

  	
  Lugano

  22 dicembre 2022        

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi - Gianola, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 5 novembre 2022 contro la decisione del 26 ottobre 2022 in materia di IC-IFD
  2020.

  

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   __________ (__________),
divorziato, dipendente presso __________ a __________, proprietario di immobili
a __________ e __________, non presentava la dichiarazione fiscale IC/IFD 2020.
Dopo aver ricevuto una diffida, veniva tassato d’ufficio il 2.6.2022. 

                                         L’Ufficio di tassazione di
__________ (di seguito UT) stabiliva un reddito imponibile complessivo, sia per
l’IC che per l’IFD di fr. 68'600.- ed una sostanza imponibile di fr. 0.-.

 

 

                                  B.   Con reclamo
30.6.2022/1°.7.2022, __________, oltre a lamentarsi della disorganizzazione
dell’amministrazione cantonale, trasmetteva anche la dichiarazione fiscale
2020, ed indicava che i dati accertati dall’UT non erano corretti. Il
contribuente faceva valere un reddito imponibile complessivo di fr. 40'447.- ed
una sostanza negativa. Nelle deduzioni egli faceva in particolare valere un
importo di fr. 36'800.- a titolo di liberalità a enti di pubblica utilità e
versamenti a partiti politici. Nel modulo 2 indicava di aver donato tale somma
alla famiglia di __________, domiciliata a __________. Nel modulo 5 spiegava
che __________, di professione giardiniere, dopo un infortunio non era più
stato in grado di esercitare la propria professione ed era in attesa di
ricevere la rendita AI. Per tale motivo, aveva deciso di “supportare
finanziariamente la famiglia con una donazione in varie rate per un totale di fr.
36'800.-“.

                                         Fra le spese di
manutenzione del mapp. n. __________ RFD di __________, inoltre, il
contribuente faceva valere in deduzione in particolar modo l’importo di fr.
7'000.- per lavori di manutenzione e riparazione del giardino, allegando una
fattura dello stesso __________.  

 

 

                                  C.   a.

                                         Con richiesta del
26.7.2022, l’autorità fiscale chiedeva, tra altre cose, al contribuente di
voler presentare – entro il 16.8.2022 –, per gli immobili di __________ la
fattura “__________” di fr. 7'000.-, la comprova del pagamento della stessa
(girata bancaria, ecc.), il rapporto dei lavori “(…) dal quale si possa
rilevare la data esecuzione lavori, ore di lavoro giornaliere, tipo di lavoro
eseguito, materiale ecc”. L’UT comunicava inoltre che il valore locativo
dell’abitazione secondaria di __________ era di fr. 6'460.-. 

 

                                         b.

                                         Con risposta 15/17.8.2022,
__________ l’importo di fr. 43'800.-: fr. 36'800.- quali donazione mentre fr.
7'000.- quali controprestazione per i lavori eseguiti da quest’ultimo presso
l’immobile di __________ (falciatura, potatura, riparazione muretti,
preparazione orto, semenza, attrezzi ecc.). Con l’operaio non era stato
sottoscritto alcun contratto di lavoro. 

 

                                         c.

                                         Con scritto 12.9.2022 l’UT
si rivolgeva nuovamente al contribuente indicando che la decisione di
tassazione d’ufficio impugnata avrebbe dovuto essere rivista a suo sfavore (reformatio
in peius) per quanto concerneva il reddito da attività dipendente ed il
valore locativo della proprietà immobiliare di __________. Al contribuente
veniva impartito un lasso di tempo scadente il 3.10.2022 per presentare le
proprie osservazioni in merito.

                                  D.   Con decisione di
tassazione dopo reclamo IC/IFD 2020 del 26.10.2022 l’autorità fiscale stabiliva
un reddito imponibile, di fr. 91'000.- per l’IC e di fr. 94'100.- per l’IFD. La
sostanza, ai soli fini IC veniva accertata in fr. 0.-.

                                         A motivazione della
decisione s’indicava quanto segue:              

                                         “(…). Per l’immobile di __________ la riduzione del
valore locativo prevista per le abitazioni primarie non è ammessa (art. 20 cpv.
3 LT) mentre le spese per la cura del giardino in caso di valore locativo,
costituiscono spese per il mantenimento del contribuente (…) (cfr. Circolare n.
7/2020 DDC) anche in considerazione del fatto che non è stato prodotto il
dettaglio dei vari lavori eseguiti. La donazione a favore dei Sigg. __________
non rientra nei costi fiscalmente deducibili”.

 

 

                                  E.   Con ricorso
5/8.11.2022, __________ contesta la decisione di tassazione dopo reclamo IC/IFD
2020. Per quanto riguarda le spese di manutenzione del giardino dell’abitazione
di __________, il contribuente indica che, nei precedenti periodi fiscali, le
stesse erano sempre state ammesse.

                                         In merito alla donazione
alla famiglia __________, argomenta che, dal momento che sono ammessi in
deduzione i versamenti a partiti politici, non vede perché non sia possibile
dedurre l’aiuto economico da lui fornito a persone in stato di necessità. La
famiglia in questione non avrebbe ancora ottenuto la rendita invalidità
spettante al padre ed inoltre, i “(…) servizi dell’assistenza sociale
ostacolano ogni prestazione a cui la famiglia avrebbe diritto”.
L’insorgente precisa inoltre: “Questo mio gesto umano verso una famiglia in
difficoltà, per motivi di giustizia, deve essere onorato in sede di tassazione
e l’intero importo deve essere dedotto”.

 

 

                                  F.   Con osservazioni
14/15.11.2022 l’UT chiede la conferma della decisione impugnata.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   Nel caso che qui ci
occupa, il ricorso verte su due aspetti: il primo riguarda l’ammontare delle
spese di manutenzione stabilite dall’Ufficio di tassazione per l’immobile __________.
Il secondo, ha quale oggetto la donazione di fr. 36'800.- alla famiglia di __________
(__________).

 

 

 

                                    I.   Deducibilità delle
spese di manutenzione

 

                                   2.   2.1.

                                         Il contribuente è
proprietario di un’abitazione __________. Nel Modulo 7, egli indicava un valore
locativo di fr. 3'600.- e, un totale di spese di manutenzione effettiva di fr.
9'579.-. I costi chiesti in deduzioni comprendevano fr. 1'413.- di
assicurazione dello stabile, fr. 1'166.- di sostituzione del frigorifero, nonché
fr. 7'000.- corrisposti a __________ per l’esecuzione di lavori di “manutenzione
giardino e riparazione muri”.

 

                                         2.2.

                                         Ai sensi dell’art. 32 cpv.
2 LIFD e dell’art. 31 cpv. 2 LT, il contribuente che possiede immobili privati
può dedurre le spese di manutenzione, le spese di riattazione di immobili di
nuova acquisizione, i premi d’assicurazione e le spese di amministrazione da
parte di terzi. Invece della somma effettiva delle spese e dei premi
concernenti i beni immobili privati, il contribuente può avvalersi di una
deduzione complessiva. Per il periodo fiscale 2020, il Consiglio federale risp.
il Consiglio di Stato hanno stabilito questa deduzione complessiva (art. 32
cpv. 4 LIFD risp. art. 31 cpv. 4 LT) in:

a)    10 per cento del
reddito lordo della pigione o del valore locativo se, all’inizio del periodo
fiscale, l’edificio risale al massimo a 10 anni prima;

b)    20 per cento del
reddito lordo della pigione o del valore locativo se, all’inizio del periodo
fiscale, l’edificio ha più di 10 anni

                                         (art. 5 Ordinanza sui
costi di immobili del 24 agosto 1992 [RS 642.116] risp. art. 2 Regolamento
della Legge tributaria del 18 ottobre 1994 [RL 10.2.1.1.1]).

                                         Per ogni periodo fiscale e
per ognuno dei propri immobili, il contribuente può scegliere tra la deduzione
dei costi effettivi e la deduzione complessiva (art. 2 cpv. 2 RLT; art. 5 cpv.
4 dell’Ordinanza).

 

                                         2.3.

                                         Per costante
giurisprudenza sono considerate spese di manutenzione quelle che, senza
aumentare il valore dell’immobile, ne preservano lo stato, ne conservano l’uso
e ne mantengono la redditività (cfr. Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 219 s., n.
5 ad art. 32 LIFD; Känzig,
Direkte Bundessteuer, 2a ed., Vol. I, Basilea 1982, p. 649; Bottoli, Lineamenti di diritto
tributario ticinese, Lugano 1977, p. 66). 

                                         2.4.

                                         2.4.1.                                                                       

                                         Nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità
fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano
l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che
concorrono a escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e
121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8). Per quanto concerne le spese
deducibili dal reddito imponibile, l’onere della prova è pertanto a carico del contribuente
(cfr. p. es. la sentenza del TF 2C_112/2014 del 15.9.2014 consid. 4.1 in fine; sentenza
CDT 80.2014.36 del 29.7.2014 consid. 3.2.). Per quanto concerne i fatti che
concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario il contribuente
non li deve unicamente affermare, bensì pure documentare (DTF 140 II 248
consid. 3.5.; sentenza TF 2C_871/2016 dell’11.7.2016).

 

                                         2.4.2.

                                         In merito alle prestazioni
svolte da __________ presso l’immobile di __________, l’autorità fiscale ha
espressamente chiesto al contribuente, con scritto 26.7.2022, la comprova del
pagamento (girata bancaria, ecc.) come pure un “rapporto lavori dal quale si
possa rilevare la data esecuzioni lavori, ore di lavoro giornaliere, tipo di
lavoro eseguito, materiale, ecc.”. 

                                         In risposta a tale
richiesta, il contribuente ha affermato quanto segue nello scritto
15/17.8.2022:

                                         “Rapporti di lavoro non
esistono. Il __________ mantiene, rispettivamente si occupa della manutenzione
del mio giardino da più di 10 anni ed è diventato un rapporto di fiducia nel
senso che egli mi indica il suo dispendio ed io gli verso quanto concordato sul
posto. I lavori concernono falciatura, potatura, riparazione muretti,
preparazione orto, semenza, attrezzi, ecc. ecc.. Come ben sapete, i contratti,
secondo il codice delle obbligazioni, possono essere stipulati anche solo a
voce. Come prova di pagamento è giuridicamente sufficiente la ricevuta firmata
dal signor __________ ed i giustificativi di prelevamento in contanti. È
incredibile come siete diffidenti verso i vostri cittadini che invece
meriterebbero di essere trattati con i guanti di seta: siamo noi contribuenti a
finanziare voi come funzionari statali la vostra vita!”.

 

 

                                         2.4.3.

                                         Ora, in primo luogo,
secondo l’allegato alla Circolare n. 7 “Deduzione sui proventi della sostanza
immobiliare privata” dell’aprile 2020 (p. 18 ss.) in relazione agli interventi
operati al giardino si specifica che “lavori di manutenzione ricorrente,
falciatura dell'erba, potatura annua delle piante, concimazione, sostituzione
dei fiori” vengono considerati come spese di gestione, che, come tali, non
sono deducibili poiché costituiscono spese per il mantenimento del contribuente
e della sua famiglia (Circolare nr. 7, pag. 5 e riferimenti giurisprudenziali
ivi citati).

                                         In ogni caso, il
contribuente non ha comprovato né la natura delle opere svolte presso
l’abitazione di __________ né il pagamento delle stesse. La sola copia dei
prelevamenti effettuati presso gli sportelli bancari non è certo sufficiente
per dimostrare l’effettivo esborso per costi di manutenzione legati
all’immobile e neppure che il beneficiario del pagamento sia __________. 

                                         Si rileva a tal proposito
che, dalla semplice disamina del registro di commercio, si evince che __________,
cittadino __________ domiciliato a __________, è l’unico socio della __________,
società attiva nel settore della rinnovazione di rustici, lavori in muratura di
pietra (lavori di giardinaggio e di costruzione). 

                                         Appare quantomeno insolito
che __________ (peraltro, a detta del contribuente, reduce da diversi infortuni
e in attesa di ricevere una rendita d’invalidità e prestazioni dall’assistenza
sociale) non abbia prestato i suoi servizi per il tramite della __________,
proprio attiva nello stesso ambito dei pretesi lavori di manutenzione operati
presso l’immobile di __________.

                                         Stride poi il fatto che,
come si vedrà in seguito, il contribuente avrebbe inoltre donato alla famiglia
di __________ l’importo di fr. 36'800.- a titolo di liberalità: nella lettera
di conferma di ricezione del denaro del 2.2.2022, la moglie scrive che il
marito è da tempo inabile a svolgere la professione di muratore e giardiniere.
Ci si chiede quindi, vista la situazione di salute di __________, come egli
abbia potuto svolgere i pretesi lavori di manutenzione.

                                         Per tutti i motivi sopra
esposti, e meglio il fatto che il contribuente non ha comprovato né la natura
né il pagamento dei lavori presso l’abitazione di __________, unitamente al
fatto che, dal descrittivo, gli stessi possono essere ritenuti quali spese di
gestione, e come tanto non deducibili, su questo punto la decisione
dell’autorità fiscale merita piena tutela.

 

 

                                   II.   Deducibilità della
liberalità effettuata a favore della famiglia di __________

 

                                   3.   Il ricorrente chiede
poi che venga riconosciuta in deduzione la liberalità effettuata a favore della
famiglia di __________ durante il 2020. Come visto, l’UT si è limitato ad
indicare che, la donazione in questione non rientra tra i costi “deducibili”.

                                         In sede di reclamo, egli,
su richiesta dell’UT ha presentato una dichiarazione scritta, del 2.2.2022,
rilasciata da __________ moglie di __________:

                                         Conferma pagamenti ricevuti a titolo di
donazione          

                                         Egregio signor __________,

                                         con la presente confermo di
aver ricevuto da lei durante l’anno 2020 l’importo totale di CHF 36'800. Il
pagamento è avvenuto in contanti ed a titolo di donazione senza alcun obbligo
legale. Mio marito da tempo è inabile ad effettuare la sua attività
indipendente come muratore e giardiniere a causa di un infortunio ed è da molto
tempo in attesa di ricevere una decisione da parte dell’assicurazione
invalidità.

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Secondo l’art. 33a
LIFD e 32c cpv. 1 LT dai proventi sono dedotte le prestazioni volontarie
in contanti e in altri beni a persone giuridiche con sede in Svizzera che sono
esentate dall’imposta in virtù del loro scopo pubblico o di utilità pubblica
(art. 56 lett. g LIFD e art. 65 lett. f LT), sempre che tali
prestazioni, durante l’anno fiscale, siano di almeno 100 franchi e non superino
complessivamente il 20 per cento dei proventi, dopo le deduzioni di cui agli
articoli 26 a 33 LIFD, per l’imposta federale diretta, e da 25 a 32b LT,
per l’imposta cantonale. Le prestazioni volontarie in contanti e in altri beni
alla Confederazione, ai Cantoni, ai Comuni e ai loro stabilimenti (art. 56
lett. a-c LIFD e art. 65 lett. a-c LT) sono deducibili nella
medesima misura.

 

                                         4.2

                                         Come si evince dalla
lettera delle norme applicabili, per potere beneficiare della deduzione in
discussione, occorre, in primo luogo, che l’ente interessato goda
dell’esenzione dall’imposta delle persone giuridiche e, in secondo luogo, che
tale esenzione sia data per il fatto che tale persona giuridica persegue fini
pubblici o di pubblica utilità e non per esempio fini di culto (Noël, in: Noël/Aubry Girardin [a cura
di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2017, n. 3 e 7 ad
art. 33a LIFD, p. 783-784; v. anche Circolare n. 12 dell’Amministrazione
federale delle contribuzioni dell’8 luglio 1994, par. IV). A tal fine, ogni
cantone ha allestito un’apposita lista degli enti esenti ex art. 56
lett. g LIFD (e art. 65 lett. f LT), la quale non ha tuttavia
carattere esaustivo, in quanto l’iscrizione è subordinata - ad esempio - al
consenso dell’ente stesso. Di conseguenza, vi sono degli enti che, pur non
appartenendo ad alcun elenco di istituzioni esenti, beneficiano dell’esenzione
dall’imposta delle persone giuridiche per il fatto di perseguire scopi pubblici
o di pubblica utilità. Prestazioni volontarie - in denaro o in altri beni - a
tali istituzioni vanno conseguentemente ammesse in deduzione ai sensi degli
art. 33a LIFD e 32c cpv. 1 LT (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 10 ad art. 33a
LIFD, p. 685).

 

                                         4.3.

                                         È immediatamente evidente
che nella fattispecie i requisiti per la deduzione della pretesa liberalità non
sono adempiuti. Il beneficiario della donazione non rientra infatti né fra le persone
giuridiche con sede in Svizzera che sono esentate dall’imposta in virtù del
loro scopo pubblico o di utilità pubblica. Meno che mai si tratta della Confederazione,
del Cantone, del Comune o di uno dei loro stabilimenti.

 

                                         4.4.

                                         Secondo gli articoli 33
cpv. 1 lett. i LIFD e 32 cpv. 1 lett. m LT sono dedotti dai
proventi, fino a concorrenza in un importo di 10’100 franchi, i contributi dei
membri e i versamenti ai partiti:

1.    iscritti nel
registro dei partiti conformemente all’articolo 76a della legge federale del 17
dicembre 1976 sui diritti politici,

2.    rappresentati in
un parlamento cantonale, o

3.    che hanno
ottenuto almeno il 3 per cento dei voti nell’ultima elezione di un parlamento
cantonale.

                                         Anche in questo caso, è
escluso che il ricorrente adempia le condizioni per poter beneficiare della
deduzione menzionata.

 

 

                                   5.   5.1.

                                         Ritenuto che il
contribuente sostiene di aver versato gli importi litigiosi ad una famiglia, in
considerazione della difficile situazione finanziaria in cui si trovava il
marito e padre, l’unica deduzione che potrebbe – perlomeno in linea teorica –
entrare in linea di conto è quella prevista dagli art. 34 lit. b LT e 35
cpv. 1 lit. b LIFD e meglio la deduzione per persona bisognosa a carico,
per gli importi previsti dalla legge. Si tratta tuttavia di verificare se le
condizioni esatte dalla norma sono adempiute nel caso di specie. 

 

                                         5.2.

                                         Per l’imposta cantonale,
l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede la deduzione di un importo da 5'700.--
a 11'100.-- franchi al massimo (per il periodo fiscale 2020), dal reddito
netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente
incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il
contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.-
franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i
quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a. Le deduzioni
sociali sono stabilite secondo la situazione alla fine del periodo fiscale
(art. 50 LT) o dell’assoggettamento (art. 34 cpv. 3 LT).

                                         Analogamente, per
l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la
deducibilità dal reddito netto di un importo di 6’500.- franchi per ogni
persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa,
al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli
almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge
e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
Le deduzioni sociali sono stabilite secondo la situazione alla fine del periodo
fiscale (art. 40 LIFD) o dell’assoggettamento (art. 35 cpv. 2 LIFD).

 

                                         5.3.

                                         Secondo la lettera sia
della norma cantonale sia di quella federale, non basta che la persona
assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare un’attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt
erwerbsfähige Person”), nozione che fa riferimento all’art. 6 LPGA, per cui
costituisce un’incapacità al lavoro qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica (che sia
riconducibile ad aspetti congeniti, a malattia o infortunio), di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo d’attività
abituale, rispettivamente ‑ se di lunga durata ‑ anche
in mansioni esigibili in un’altra professione o campo d’attività. La nozione è
ripresa nel diritto delle assicurazioni sociali e prevista in diverse leggi
(LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP). Essa sta sostanzialmente a significare che la
persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a
seguito di infermità congenita, malattia, infortunio o comunque, più in
generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico.

 

                                         5.4.

                                         La dottrina e la
giurisprudenza più recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità
di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente
fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera
età (Bosshard/Bosshard/Lüdin,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p.
195; sentenza CDT no. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona
adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in
quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere
dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri
motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es. sentenza CDT no. 80.97.8 del 20
febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).

                                         Tanto la prassi
dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate da Bosshard/ Bosshard/ Lüdin, op. cit., n.
439, p. 191) ammettono che sia adempiuto il requisito della capacità lucrativa
limitata quando una persona, a causa della disoccupazione, non è in grado di
conseguire un reddito lucrativo sufficiente. Poiché però non è determinante la
disoccupazione in sé ma piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne
dipende, una persona non si considera bisognosa fintantoché può percepire
indennità di disoccupazione o prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel
momento in cui non può più ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è
adempiuto, perlomeno di regola, anche il requisito della durevolezza dello
stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/
Lüdin, op. cit., p. 192).

 

                                         5.5.

                                         Oltre
al requisito della totale o parziale incapacità di esercitare un’attività
lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la
concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita
non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al
proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga
almeno l’entità della deduzione (Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149;
inoltre, sentenza della CDT no. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT
I-1996 n. 11t).

                                         Per
stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia in grado di
mantenersi, occorre riferirsi, secondo la giurisprudenza di questa Camera, alla
tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti
del Tribunale d’appello (sentenza CDT no. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in:
RDAT I-1996 n. 11t; inoltre, RF 1983 p. 491).

                                         In
altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri
obiettivi e non da un punto di vista soggettivo.

                                         A
tal proposito, la dottrina più recente si
domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia
esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire
criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito
imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve
essere negato (Locher, Kommentar
zum DBG, I. parte, Art. 1-48 DBG, 2a ediz., Basilea 2019, n. 47 ad
art. 35 LIFD, p. 1060 e riferimenti giurisprudenziali).

 

                                         5.6.

                                         Secondo la Circolare n. 30
del 21 dicembre 2010 dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC)
riguardante l’imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la legge
federale sull’imposta federale diretta, un contribuente può dedurre i
contributi di sostentamento ad una persona totalmente o parzialmente incapace
al guadagno se le prestazioni uguagliano almeno l'importo delle deduzioni (art.
35 cpv. 1 lett. b LIFD). Il sostegno non deve necessariamente basarsi su
un obbligo legale come l'obbligo di assistenza tra i parenti di cui all’articolo 328 CC, bensì può
essere prestato anche in virtù di un obbligo contrattuale o volontariamente. Ai
fini della concessione della deduzione, è inoltre irrilevante che il
contribuente e la persona assistita siano imparentati tra loro. Pure
irrilevante il fatto che le prestazioni siano fornite in base ad un obbligo di
legge. La deduzione per persona bisognosa a carico può essere richiesta per
bambini, e parenti, nonché per figli adottivi, amici ed ex impiegati. La
deduzione per persona bisognosa a carico deve essere concessa a tutti i
contribuenti che sostengono una persona che soddisfa i requisiti posti dalla
legge (Baumgartner/Eichenberger, in:
Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum DBG, 4a ed., Basilea 2022,
n. 30 ad art. 35 LIFD, p. 859 s.).

                                         La deduzione può essere
richiesta per ogni persona bisognosa a carico.

                                         Nel caso in cui, in un
anno fiscale, venga versato meno della deduzione stabilita, questa deduzione
sociale decade.

                                         La
deduzione è concessa a condizione che la persona aiutata non possa
oggettivamente provvisoriamente o definitivamente provvedere essa stessa al
proprio sostentamento. Ciò è il caso qualora una persona - indipendentemente
dalla propria volontà - sia parzialmente o completamente impossibilitata ad
esercitare un'attività lucrativa. La deduzione può essere accordata anche a
persone di per sé in grado di esercitare un'attività lucrativa, ma che non
conseguono un reddito da attività lucrativa sufficiente in quanto disoccupate o
nuclei monoparentali con figli in età prescolastica, pertanto bisognose di
sostentamento. Non vi è invece esigenza di sostentamento quando la persona
bisognosa rinuncia volontariamente e senza motivo imperativo al conseguimento
di un reddito sufficiente. I contributi di sostentamento devono inoltre essere
gratuiti o effettuati senza controprestazione. I contributi di sostentamento
compensati con prestazioni economicamente misurabili del beneficiario dei
contributi, come ad esempio il disbrigo dei lavori casalinghi, non
costituiscono contributi di sostentamento ai sensi dell'articolo 35 cpv. 1 lit.
b LIFD.

                                         L'esigenza
di sostentamento deve tuttavia essere sempre determinata secondo criteri
oggettivi, che non possono però essere unificati a livello svizzero, in quanto
il costo della vita varia a seconda delle regioni.

                                         Così
come per tutte le deduzioni sociali, ai fini della concessione della deduzione
per il sostentamento è determinante la situazione alla fine del periodo fiscale
o dell'assoggettamento (principio della data di riferimento; cfr. Circolare AFC
n. 30, n. 11).

 

                                         5.7.

                                         Per quanto concerne
l’onere della prova, spetta al contribuente dimostrare che la persona bisognosa
a carico non è in grado di lavorare o ha una capacità di guadagno limitata e
che ha bisogno di sostegno. Di norma, sono necessarie prove documentali. Il
contribuente deve ottenere le prove relative alla persona sostenuta. Non è
possibile delegare questo compito all'autorità di tassazione. L'autorità di
tassazione si limiterà a verificare le prove presentate (Baumgartner/Eichenberger, op. cit., n.
31a ad art. 35 LIFD, p. 860).

 

                                         5.8.

                                         Ritornando al caso sub
judice, __________ non ha allegato alcuna prova documentale inerente la
situazione finanziaria della famiglia __________. Già solo per tale motivo la
deduzione non potrebbe essere concessa. 

                                         Del resto, devono essere
ribadite le perplessità già rilevate in relazione alla questione della
deduzione delle spese di manutenzione dell’immobile. Non si comprende infatti
come il beneficiario dei pretesi contributi di sostentamento possa essere socio
di una società di capitali e aver svolto personalmente lavori per conto del
ricorrente, pur essendo perlomeno parzialmente incapace di esercitare
un’attività lucrativa, come sostenuto dall’insorgente. 

 

 

                                   6.   Per tutti i motivi
sopra esposti, anche su questo punto, il ricorso non merita tutela.

 

 

                                   7.   Il ricorso è
respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente,
soccombente.

 

 Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                      

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.    600.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr.    700.–

                                         sono a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Contro il prese              Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di Lugano.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: