# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cfeee416-ccf1-5f5c-9c1f-e89e78ab52ea
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-10-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.10.2009 34.2008.78
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2008-78_2009-10-26.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2008.78

   

  BS/lb

  	
  Lugano

  26 ottobre
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 12 dicembre
2008 di

 

	
   

  	
  AT 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  1. CV 1 

  2. CV 2 

   

  in materia di previdenza professionale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   AT 1,
fisioterapista diplomata, dal 1992 è autorizzata al libero esercizio della
professione di fisioterapista presso il proprio studio (doc. A e B).

 

                                         Con
effetto dal 1° settembre 2007 essa è stata assunta, a tempo indeterminato, quale
docente presso laCV 2 (CV 2I), con un grado di occupazione del 25% ed un
salario lordo di fr. 27'425.-- (cfr. contratto 4 luglio 2007 in doc. C).

                                         Dopo la
firma del contratto, con scritto 25 luglio 2007 l’attrice ha chiesto alla CV 2
di essere esonerata dal pagamento dei contributi LPP e di ricevere la quota
parte del datore di lavoro quale complemento dello stipendio concordato. A
motivazione di tale richiesta essa ha rilevato:

 

" 
(…)

Attualmente, quale titolare di un'attività
indipendente, non sono affiliata ad un'istituzione di previdenza professionale,
ma ad una previdenza individuale vincolata (3. pilastro) alla quale verso dei
contributi molto importanti.

 

L'iscrizione all'assicurazione obbligatoria del
secondo pilastro, come previsto dal contratto di lavoro con la vostra
spettabile Scuola, comporterebbe l'impossibilità di continuare a versare
l'ammontare attuale dei contributi al terzo pilastro, provocando un conseguente
ed evidente grave pregiudizio futuro a livello previdenziale.

 

Per i motivi sopra esposti vorrei avere la
possibilità discutere quanto prima con il vostro responsabile al fine di
valutare la possibilità di un esonero dal pagamento dei contributi del secondo
pilastro come previsto dall' art. 39 del vostro regolamento. In questo ultimo
caso vi chiedo di considerare la possibilità di versare alla sottoscritta
quella che sarebbe stata la vostra quota parte dei
contributi quale complemento dello stipendio concordato.

 

Rimango a disposizione per un incontro appena il
vostro responsabile sarà disponibile." (doc. D)

 

                                         Il 31
agosto 2007 la CV 1 (in seguito: Fondazione), istituto di previdenza presso cui
la CV 2 è affiliata, ha comunicato a AT 1 che il pagamento dei contributi per
il secondo pilastro è obbligatorio, mentre quello per il terzo pilastro è facoltativo;
che la questione fiscale può essere regolata col tassatore e che anche come
dipendente a tempo parziale può comunque avere un terzo pilastro fiscalmente deducibile
(doc. F).

 

                                         A seguito
della risposta negativa, l’attrice si è rivolta presso uno studio di consulenza
fiscale ed aziendale, il quale, con scritto 5 ottobre 2007, ha chiesto, in
applicazione dell’art. 1j cpv. 1 lett. c OPP 2, alla Fondazione l’esonero dal
pagamento dei contributi LPP per l’attività di docenza in quanto l’interessata
esercita a titolo principale un’attività indipendente (doc. G).

 

                                         Negando
nuovamente l’esonero, con scritto 9 ottobre 2007 la Fondazione ha in
particolare evidenziato come sia da dimostrare che la signora AT 1 eserciti un’attività principale indipendente e che un’attività dipendente al 25%
non sia da ritenere come accessoria (doc. H). 

                                         Il 13
gennaio 2008 l’attrice ha trasmesso alla Fondazione la conferma d’affiliazione
presso la Cassa __________ AVS quale “assicurata esercitante attività
indipendente principale (fisioterapista)”(doc. I). 

 

                                         È seguito
un ulteriore scambio di corrispondenza (doc. L, O, P). 

 

                                         Nel
frattempo, con effetto dal 1° settembre 2007 l’attrice è stata assicurata alla
Fondazione (cfr. certificati di previdenza doc. XX/3). 

                                         

                               1.2.   Con la
presente petizione l’attrice, rappresentata dall’avv. RA 1, ha convenuto in giudizio sia la CV 2 che la Fondazione, chiedendo, in applicazione dell’art. 1j cpv.
1 lett. c OPP 2, di essere esonerata, con effetto dal 1° settembre 2007, dal
pagamento dei contributi LPP per l’attività di docenza. Di conseguenza, essa ha
chiesto che la Fondazione sia condannata a versarle i contributi previdenziali sinora
percepiti e la CV 2 alla correzione dei certificati salariali nel senso di stralciare
la trattenuta del secondo pilastro. 

                                         Descrivendo
l’impegno profuso per lo svolgimento della sua attività principale di
fisioterapista in proprio, l’attrice rileva come la docenza sia molto
irregolare e che in sostanza la impegna unicamente il 22,50% del suo tempo investito
in ambito lavorativo. Siccome dal punto di vista del dispendio di tempo l’attività
indipendente è maggiore di quella svolta da dipendente, l’attività svolta alla CV
2 dev’essere considerata di natura accessoria. 

 

                               1.3.   Con la
risposta di causa la Fondazione ha chiesto la reiezione della petizione,
contestando che si tratti di attività accessoria e sottolineando come l’attrice
versi i contributi AVS, motivo per cui essa è da assoggettare alla LPP (VIII). 

 

                               1.4.   Anche la CV
2, mediante risposta di causa, ha chiesto la reiezione della petizione. Facendo
presente come dal 1° gennaio 2008 la percentuale d’impiego sia stata aumentata
al 30%, la datrice di lavoro ribadisce che nel caso concreto non sono dati i
presupposti per ammettere l’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali
(IX).

 

                               1.5.   L’attrice ha
replicato (XI) e le parti convenute hanno duplicato (XIII e XIV). 

 

                               1.6.   Il 26 marzo
2009 l’attrice ha prodotto ulteriore documentazione (XVI), trasmessa dal TCA
alle convenute per osservazioni (XVIII). La presa di posizione della Fondazione
è del 22 aprile 2009 (XX), mentre la CV 2 è rimasta silente. 

 

                                         L’attrice
ha prodotto altri atti (XXI). Le osservazioni della Fondazione sono del 4
maggio 2009 (XXII), quelle della CV 2 datate 11 maggio 2009 (XXIV).

 

                                         

considerando                 in diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   Giusta
l'art. 73 cpv. 1 LPP le controversie tra istituti di previdenza, datori di
lavoro e aventi diritto sono decise da un Tribunale di ultima istanza cantonale.
Competente nel Canton Ticino è il Tribunale cantonale delle assicurazioni quale
istanza unica (art. 8 cpv. 1 LALPP).

 

                                         Secondo
l’art. 73 cpv. 3 LPP il foro è nella sede o nel domicilio svizzeri del
convenuto o nel luogo dell’azienda presso la quale l’assicurato fu assunto.
L’attrice (con domicilio a __________ /GR, ma con recapito postale a __________
/TI) ha convenuto la CV 1 Fondazione e la CV 2 che hanno sede nel Cantone
Ticino. La competenza territoriale di questa Corte è quindi data.

 

                                         Per quanto
riguarda la natura del litigio, la competenza ex art. 73 LPP è data nella
misura in cui trattasi di contestazioni aventi per oggetto questioni specifiche
della previdenza professionale in senso stretto o in senso largo. Rientrano
pertanto principalmente nella sfera d'applicazione dell'art. 73 LPP le
controversie afferenti alle prestazioni assicurative, alle prestazioni di
libero passaggio (attualmente prestazioni di entrata e di uscita) e ai
contributi previdenziali. Per contro le vie di diritto dell'art. 73 LPP non
sono aperte qualora la controversia non trova fondamento giuridico nella
previdenza professionale, anche se essa dovesse avere degli effetti rientranti
nel campo di detta previdenza (DTF 125 V 168 consid. 2; DTF 122 V 323 consid.
2b e riferimenti ivi citati). Secondo la
giurisprudenza del TFA le pretese del lavoratore aventi per oggetto l'obbligo
del datore di lavoro di assicurare i propri dipendenti così come il versamento,
da parte del medesimo, dei contributi all'istituto di previdenza si fondano
sull'art. 66 cpv. 2 e 3 LPP e costituiscono questioni specifiche della previdenza
professionale in senso largo. Vertenze che oppongono il lavoratore al datore di
lavoro, oppure all'ex datore di lavoro, quanto alla fissazione e al pagamento
dei contributi LPP costituiscono pertanto controversie ai sensi dell'art. 73
LPP (DTF 129 V 320 con riferimenti). Di conseguenza, anche una controversia di
esonero dai contributi LPP, come nel caso in esame, rientra nel campo di
applicazione dell’art. 73 LPP.

                                         

                                         Per quanto riguarda la
legittimazione passiva, nella già citata DTF 129 V 320 (cfr. anche DTF 135 V 23
consid. 3.2) il TFA ha stabilito che le controversie inerenti l’obbligo di
conteggio da parte del datore di lavoro (ad esempio in caso di mancata
deduzione dei contributi previdenziali oppure di parte del salario) sono
esclusivamente dirette contro lo stesso; qualora la vertenza abbia per oggetto il
versamento di una prestazione o all’ammontare della stessa l’azione va rivolta
contro l’istituto di previdenza. La fattispecie concerne sia la Fondazione
(domanda di esonero assicurativo, con eventuale rimborso dei contributi
previdenziali già incassati) che il datore di lavoro (eventuale modifica dei
conteggi salariali nel senso di stralciare la trattenuta del secondo pilastro)
e quindi è data la legittimazione passiva per entrambi. 

 

                                         La presente petizione, presentata
nei confronti sia della CV 2 che della Fondazione, è pertanto ricevibile. 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2005 è entrata in vigore la 1. revisione della LPP, la quale ha
modificato numerose disposizioni. In proposito deve essere precisato che per
quanto riguarda le norme di diritto materiale, dal profilo temporale il giudice
delle assicurazioni sociali applica di principio le relative norme in vigore al
momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere apprezzato
giuridicamente oppure che ha delle conseguenze giuridiche (DTF 130 V 329, 129 V
1 consid. 1.2.,127 V 466 consid. 1; 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR 2003 IV
Nr. 25 consid. 1.2.; STFA B 28/01 del 10 settembre 2003). 

                                         

                                         Nel caso in esame, posto
come sia litigioso l’esonero dall’assicurazione obbligatoria LPP
dell’attività di docenza presso la CV 2, iniziato il 1° settembre 2007, sono
applicabili le disposizioni di diritto materiale della 1a revisione
della LPP, in vigore dal 1° gennaio 2005.

 

                               2.3.   Ai sensi
dell’art. 2 cpv. 1 LPP i lavoratori che hanno più di diciassette anni e
riscuotono da un datore di lavoro un salario annuo di oltre 18’990 franchi (stato
2006; l’importo è variabile) sottostanno all’assicurazione obbligatoria. 

                                      

                                         Se il
lavoratore è occupato presso un datore di lavoro per un periodo inferiore a un
anno, è considerato salario annuo quello che avrebbe percepito per un anno
intero d’occupazione (art. 2 cpv. 2 LPP).

 

                                                      Secondo l’art. 7 cpv. 1 LPP i lavoratori che riscuotono da un datore
di lavoro un salario annuo di oltre 18’990 franchi sottostanno
all’assicurazione obbligatoria per i rischi morte e invalidità dal 1° gennaio
dopo che hanno compiuto il 17° anno di età, e per la vecchiaia dal 1° gennaio
dopo che hanno compiuto il 24° anno di età.

                                                      È tenuto conto del salario determinante giusta la Legge federale del
20 dicembre 1946 sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti. Il
Consiglio federale può consentire deroghe (art. 7 cpv. 2 LPP).

 

                                         Dal 1°
gennaio 2007 il salario minimo ex art. 2 e 7 LPP è stato aumentato a fr.
19'890.-- e dal 1° gennaio 2009 a fr. 20'520. -- (art. 5 OPP 2 nel testo delle
modifiche del 22 settembre 2006 [RU 2006 4159] e del 26 settembre 2008 [RU 2008
4725]). 

 

                                         L’art. 2
cpv. 4 LPP prevede che il Consiglio federale disciplina l’obbligo assicurativo
dei lavoratori che esercitano professioni in cui sono usuali frequenti
cambiamenti di datore di lavoro o rapporti d’impiego di durata limitata. Determina
le categorie di lavoratori che non sottostanno, per motivi particolari,
all’assicurazione obbligatoria.

 

                                         Sulla
base della succitata delega, l’Esecutivo federale ha emanato l’art. 1j cpv. 1 OPP
2 disciplinante i salariati esenti dall’assicurazione obbligatoria.

                                         Secondo
la lett. c di detto articolo, non sottostanno all’assicurazione obbligatoria “i
salariati che esercitano un’attività accessoria, se sono già obbligatoriamente
assicurati per l’attività lucrativa principale oppure se esercitano un’attività
lucrativa indipendente a titolo principale”. Sino al 31 dicembre 2004
questa disposizione di legge corrispondeva al tenore dell’art. 1 cpv. 1 lit. c
OPP 2 (“i salariati che esercitano un’attività accessoria, se sono già
obbligatoriamente assicurati per l’attività lucrativa principale oppure se
esercitano un’attività lucrativa indipendente a titolo principale”). 

 

                                         L’art.
9.4 cpv. 2 del Regolamento del Personale della CV 2, entrato in vigore il 1°
settembre 2008, prevede che “sulla base di una richiesta scritta del
collaboratore o di un accordo sottoscritto del collaboratore, previa verifica e
autorizzazione da parte degli organi preposti della Cassa pensione CV 2, può
essere accordato l’esonero dal pagamento dei contributi ai sensi dell’art. 1
Ordinanza sulla previdenza professionale OPP 2” (doc. E; analoga disposizione prevedeva il precedente regolamento __________ all’art. 45 cpv. 2 sub doc. E). Dal
tenore letterale pare che l’istituto previdenziale abbia la facoltà di
concedere l’esonero dei contributi. Va tuttavia specificato che, qualora i
presupposti dell’art. 1j cpv. 1 OPP 2 siano dati, il salariato con attività
accessoria non sottostà all’obbligo assicurativo, così come del resto si
evince dal testo del citato articolo (cfr. al riguardo Stauffer, Berufliche
Vorsorge, 2005, p. 184; Vetter, op. cit. p. 299). 

 

                               2.4.   Nella STCA 34.
2002.43 del 19 novembre 2003 questo Tribunale ha avuto l’occasione di
approfondire la nozione di “attività accessoria” di cui all’art. 1 lett. c vOPP
2 (ora art. 1j cpv. 1 lett. c OPP 2), non definita dalla legge e
dall’ordinanza. 

                                         In
particolare è stato evidenziato:                        

 

" 
Il Tribunale federale delle assicurazioni
sottolinea a tale proposito (SZS 1998 p. 381 consid. 3b) che il senso di questa
disposizione è di evitare, per quanto possibile, che un lavoratore, che
esercita contemporaneamente diverse attività presso vari datori di lavoro, sia
per ogni una di esse assicurato obbligatoriamente. L’art. 1 cpv. 1 lit. c OPP2
pone pertanto il principio che il lavoratore che è al servizio (contemporaneamente)
di vari datori di lavoro, è sottoposto all’assicurazione obbligatoria solo per
la sua attività principale; egli ha tuttavia la possibilità di farsi
assicurare, a titolo facoltativo, per i redditi provenienti dalle sue attività
accessorie (art. 46 LPP, art. 1 cpv. 4 OPP2; vedi anche Ufficio Federale delle
Assicurazioni sociali, Problemi di assoggettamento alla LPPRCC 1985 p. 377
segg.; Brühwiler, Die betriebliche Personalvorsorge in der Schweiz, Bern 1989,
§14, N. 29, p. 277; DTF 120 V 15).

 

Anche in assenza di una definizione legale
dell’attività accessoria, si può tuttavia logicamente parlare di una tale
attività solo nel caso in cui il lavoratore interessato esercita, accanto ad un
determinato lavoro, un’altra attività lucrativa.

 

L’espressione “accessoria” implica inoltre che
l’altra attività lucrativa esercitata parallelamente rappresenti l’attività
principale. Ciò significa che quest’ultima deve comparativamente assorbire la
capacità lavorativa dell’interessato “in modo per lo meno preponderante”. Il
criterio di confronto è l’elemento temporale della prestazione lavorativa. È
dunque determinante per un contratto di lavoro relativo ad un’attività
accessoria che il tempo convenuto per la prestazione da svolgere sia più
limitato di quello impiegato per eseguire le altre mansioni principali (vedi
Brühwiler, op. cit., § 22, N. 22, p. 481).

 

La misura temporale dell’occupazione dovrebbe di
regola corrispondere, considerato un lasso di tempo di una certa durata, alle
capacità lavorative investite. Nel caso in cui le attività da paragonare impegnano
il lavoratore per un lasso di tempo simile, devono essere considerati in modo
sussidiario altri criteri come: 

 

- l’ammontare dello stipendio,

 

- la natura dell’attività,   

                                      

- la stabilità dell’occupazione e

 

-il punto di vista dell’interessato stesso. 

 

Riassumendo si può parlare di attività accessoria
solo nel caso in cui il lavoratore esercita, a lato del suo normale tempo di
lavoro giornaliero, settimanale o mensile, solo attività di minor entità. Il
lavoratore deve inoltre, come ulteriore condizione, essere già assicurato o
almeno assicurabile ai sensi della LPP per la sua attività principale:
altrimenti rimane sottoposto all’assicurazione obbligatoria per la sua attività
accessoria (art. 1 cpv. 1 lit. c in fine OPP2; vedi Brühwiler, op. cit., § 22,
N. 22 e 23, p. 480-481 e riferimenti; RCC 1985 p. 377 segg.). 

 

                                         Secondo
Moser, quali criteri per delimitare un’attività principale da quella accessoria
possono costituire la durata dell’occupazione, l’ammontare del salario, il
grado di occupazione, la regolarità dell’attività, l’ordine cronologico della costituzione
dei singoli rapporti lavorativi ed infine il punto di vista dell’interessato
(Moser, Pratikabilität in der beruflichen Vorsorge- Paradigma oder Paradoxen?,
in SZS 2009 p. 252). 

                                         

                                         La
nozione di attività accessoria si incontra pure all’art. 23 cpv. 3 della Legge
federale sull’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l’indennità
per insolvenza (LADI). Ai sensi di questa norma infatti è considerato guadagno
accessorio ogni guadagno che un assicurato trae da un’attività dipendente
esercitata fuori del tempo normale di lavoro o da un’attività esercitata fuori
del quadro ordinario di un’attività lucrativa indipendente (su questa definizione
cfr. DTF 123 V 230, 120 V 515).

 

                                         La
giurisprudenza ha stabilito che in presenza di due attività esercitate al 50%
parallelamente in modo duraturo, nella stessa misura, con pari intensità e a
condizioni salariali paragonabili, non si può parlare di un'attività accessoria,
ma si è confrontati con due attività principali equivalenti. Se il
corrispettivo percepito in ognuna di esse supera il salario minimo di cui
all'art. 7 LPP, il lavoratore è obbligatoriamente assicurato presso gli
istituti di previdenza di entrambi i datori di lavoro (DTF 129 V 132; cfr. Vetter,
Berufliche Vorsorge, 2° edizione, 2009, p. 299). 

 

                                         Infine, va
fatto presente che in una sentenza del 30 aprile 2008 il TCA del Canton Zurigo
ha considerato come principale l’attività di fiduciario svolta da un assicurato
nella misura di 30 ore settimanali rispetto alla gerenza esercitata
parallelamente per conto di due società di 17,5 ore rispettivamente 7 ore,
quest’ultime distribuite su una settimana lavorativa di 7 giorni. In quella
fattispecie il reddito conseguito quale fiduciario era maggiore di quello per
le due gerenze societarie (BV.2006.00133 scaricabile da www.sozialversicherungs-gericht.zh.ch).

 

                               2.5.   Nella
fattispecie concreta, al fine di stabilire se per l’attività di docenza presso
la CV 2 l’attrice sia esonerabile dall’obbligo assicurativo ai sensi dell’art. 1j
cpv. 1 lett. c OPP 2, occorre stabilire se tale attività ha carattere
accessorio.

                                         Pacifico
è che Martina Erni esercita l’attività indipendente di fisioterapista, per la
quale dal 1° giugno 1992 è affiliata presso la Cassa __________ AVS (cfr. la
relativa dichiarazione 10 gennaio 2008 della Cassa. Sulla definizione dello
statuto di salariato e indipendente ai sensi dell’AVS, determinante anche per
la LPP cfr. RCC 1985 p. 369; Vetter, 

                                         op. cit.,
p. 27).

 

                                         A
comprova del tempo dedicato all’attività di fisioterapia (svolta presso il
proprio studio a __________, con due dipendenti a tempo parziale), l’attrice ha
fotocopiato l’agenda degli appuntamenti lavorativi relativi al 2007 ed al 2008
(doc. U, aggiornato alla data dell’inoltro della petizione), quantificando settimanalmente,
senza tenere conto dell’attività di docenza, in 36,5 le ore di cura dei
pazienti e in 2 ore per i lavori amministrativi (svolti al di fuori degli orari
indicati) (cfr. specchietto riassuntivo in doc. V). In pratica, solo il
mercoledì pomeriggio non è occupato dall’attività di fisioterapia. 

                                         Per l’attività
di docenza presso la CV 2 essa è stata assunta al 25%, come da contratto 4
luglio 2007 (doc. C). Dal 1° settembre 2008 il grado di occupazione è stato
aumentato al 30% (cfr. contratto 28 luglio 2008 in doc. FF). Come risulta dal programma d’insegnamento 2007 – 2008 tale attività è molto irregolare
(doc. Z, AA e BB). L’attrice ha quantificando in 120 le ore di insegnamento e in
24 quelle di visita presso il luogo di stage degli allievi, alle quali ha aggiunto
altrettante ore per la preparazione, per totali ca. 550 ore annuali
(cfr. petizione p. 6). 

 

                                         Dal punto
di vista economico, nel 2006 l’attrice ha registrato fr. 237'477,05 di onorari
da fisioterapia, fr. 207'448,19 nel 2007 (cfr. bilancio definitivo 31.12.2007
in doc. LL) e fr. 157'746,35 nel 2008 (cfr. conto contabile “Honorareinnahmen”,
doc. DD). Per il primo mese e mezzo del 2009 gli onorari incassati sono stati
maggiori del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (confronto
tra il citato doc. DD e il doc. EE, riguardante le registrazioni degli onorari
sino al 20 febbraio 2009). A mente dell’attrice la flessione complessiva degli
onorari nel periodo 2006 – 2008 è dovuta all’inasprimento della politica
operata da Santésuisse, secondo cui i medici che prescrivono più fisioterapia rispetto
alla media dei medici operativi devono assumersi i costi eccedenti la media,
allegando al riguardo due articoli di giornali (doc. S). Il reddito da tale
attività indipendente imponibile nel 2007 (unica notifica di tassazione
allegata) è stato fissato, dopo evasione di un reclamo, a fr. 53'000 (cfr.
notifica di tassazione 2007 del Canton Grigioni, essendo l’attrice domiciliata
a __________ /GR nonostante l’indirizzo postale sia a __________ /TI; doc. OO).

                                         Per la
docenza alla CV 2 nel 2007 l’attrice ha percepito un salario lordo di fr.
27'425.-- (doc. C), aumentato dal 1° settembre 2008 a fr. 33'503.--, a seguito del potenziamento del grado di occupazione dall’iniziale 25%
all’attuale 30% (doc. FF). 

 

                                         Visto
quanto sopra, si può dedurre che l’attività principale svolta dall’attrice sia
quella di fisioterapista, professione che le occupa la maggior parte del tempo
lavorativo (sull’importanza dell’elemento temporale quale criterio di confronto
vedi Brühwiler, op. cit.,  § 22 N. 22, p. 81 citato nella menzionata STCA 19
novembre 2003; cfr. consid. 2.4). 

                                         È vero
che dal 1° settembre 2008 il pensum lavorativo alla CV 2 è passato dal 25% al
30%, ma il grado di occupazione non è del 50%. Al riguardo va infatti ricordato
che nella sentenza DTF 129 V 132 l’Alta Corte aveva ravvisato in due attività
esercitate al 50%, con pari intensità ed a condizioni salariali paragonabili,
la presenza di due attività principali equivalenti (cfr. consid. 2.4), ciò che
non è il caso in esame. 

 

                                         Certo che
dal punto di vista economico, rispetto al reddito aziendale, il salario lordo
percepito è consistente (nel 2007, unico anno di paragone, il reddito netto
fiscalmente imponibile era fr. 53'000.—, mentre in quell’anno il salario lordo
ammontava a fr. 27'425.--). Ciò non toglie che il provento dall’attività di
fisioterapia è comunque superiore al salario di docente. Del resto, trattandosi
di un’attività indipendente, dal punto di vista fiscale l’attrice può fare capo
a diverse deduzioni non date ai dipendenti. Non va comunque dimenticato che gli
onorari incassati, seppur in flessione, sono di entità importante. 

 

                                         Pertanto,
l’aspetto temporale ed economico porta a considerare l’attività di fisioterapia
come principale rispetto all’insegnamento presso la CV 2, di natura accessoria
(cfr. al riguardo STCA ZH 30 aprile 2008 citata al consid. 2.4).

 

                                         Non da
ultimo, come evidenziato nella petizione (cfr. p. 5), precedentemente l’attrice
aveva lavorato nella misura del 25% presso la Scuola __________, percependo un
salario simile a quello attualmente versato dalla CV 2 senza essere stata assoggettata
alla previdenza professionale. Dai relativi certificati salariali prodotti risulta
infatti che nel 2003 essa aveva percepito un salario di fr. 25'200.--, nel 2004
di fr. 30'360.-- e nel 2005 di fr. 26'280.-- (tutti gli importi superavano il
salario minimo ex art. 7 LPP) e non vi figura la deduzione dei contributi LPP (doc.
T). 

 

                                         Certo
l’attrice, lavoratrice indipendente ed esonerata dall’obbligo contributivo
previdenziale per l’attività accessoria, può fiscalmente fare capo ad una
deduzione per il III pilastro (art. 7 cpv. 1 lett. b OPP 3) maggiore di quella prevista
per un indipendente con guadagno accessorio sottostante alla previdenza
professionale (art. 7 cpv. 1 lett. a OPP 3) (cfr. al riguardo la Circolare n. 18
del 17 luglio 2008 dell’Amministrazione federale delle contribuzioni relativa
al “Trattamento fiscale dei contributi e delle prestazioni di previdenza del
pilastro 3a”, punto 5.6 lett. b: “Indipendente con un guadagno accessorio sottostante
alla previdenza professionale [secondo pilastro]”). Tuttavia, nel postulare l’esonero
l’attrice non ha fatto che chiedere una corretta applicazione della legge. 

                                         

                                         In
conclusione, AT 1 va esonerata dall’assicurazione obbligatoria LPP,
rispettivamente dal pagamento dei contributi previdenziali, per l’attività di
docenza presso la CV 2, con effetto dal 1° settembre 2007. Ne consegue che la Fondazione
dovrà riversarle i contributi finora percepiti (sia la quota parte del datore
di lavoro e del salariato) e la CV 2 è tenuta a rettificare i relativi conteggi
salariali, stralciando dal salario lordo la trattenuta del 2° pilastro.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   La
petizione è accolta.

                                         §
AT 1, in applicazione dell’art. 1j cpv. 1 lett. c OPP 2, è esonerata
dall’assicurazione obbligatoria LPP, rispettivamente dal pagamento dei
contributi previdenziali, per l’attività di docenza presso la CV 2, con effetto
dal 1° settembre 2007. 

 

                                         §§
                                  La CV 1 è condannata a riversare a AT 1 i
contributi finora percepiti e la CV 2 a rettificare i relativi conteggi
salariali.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
La CV 1 e la CV 2 verseranno, in solido, fr. 1'500.-- di ripetibili a AT 1

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                            Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti