# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 81a5220a-b1db-503b-b6ab-df4837671484
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-11-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 12.11.2025 11.2025.138
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2025-138_2025-11-12.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2025.138

  	
  Lugano

  12 novembre 2025   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composta della 

  giudice

  	
   

  Giamboni
  vicepresidente

  	 

									

 

	
  cancelliera

  	
  Bernasconi
  

  

 

 

 visto l'appello del 15 settembre 2025 proposto da

 

 

	
   

  	
  CON, P______ 

  (patrocinato dall'avv. PAT2, P______)

   

  contro
  il decreto cautelare emanato il 2 settembre 2025 dal Pretore della giurisdizione
  di Mendrisio Sud nella causa CA.2024.43 (divorzio su azione di un coniuge:
  provvedimenti cautelari) promossa con istanza del 24 luglio 2024 da

   

  ISTA, nata Pe_____, C______ 

  (patrocinata
  dall'avv. PAT1, L______),

   

  
	
   

  	
   

  	 

giudicando
sull'istanza di provvigione ad litem formulata da ISTA nelle
osservazioni all'appello del 24 ottobre 2025 (inc. 11.2025.108);

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                A.  Il 24 luglio 2024 ISTA, nata Pe_____ (1974), ha promosso azione di divorzio davanti al Pretore
della giurisdizione di Mendrisio Sud,
postulando in via cautelare la condanna del
marito CON (1961) al pagamento di un contributo alimentare per sé di fr. 6630.–
mensili, oltre a una provvigione ad litem di fr. 12 000.–. Con decreto cautelare emanato inaudita parte lo
stesso giorno, il Pretore ha obbligato il marito a versare alla moglie un
contributo alimentare di fr. 3000.– mensili dall'agosto 2024. All'udienza del
27 settembre 2024, indetta per la discussione cautelare, il marito ha proposto
di respingere l'istanza. Replicando oralmente, l'istante ha ridotto la pretesa
di contributo alimentare a fr. 3000.– mensili, mentre il convenuto con la
duplica ha mantenuto il suo punto di vista. Esperita l'istruttoria, nei rispettivi
allegati conclusivi, le parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle loro
posizioni, la moglie aumentando la sua richiesta di contributi alimentari a fr.
4658.50 mensili e quella della provvigione ad litem a fr. 27 000.–. Statuendo
poi con decreto cautelare del 27 agosto 2025, il Pretore ha obbligato CON a
versare alla moglie un contributo alimentare di fr. 3000.– mensili da agosto a
dicembre 2025, ridotto a fr. 2320.– mensili dal 1° gennaio 2026 fino al termine
della formazione del figlio del marito e a fr. 3000.– mensili dopo di allora,
come pure una provvigione ad litem di fr. 20 000.–. Le spese processuali di fr. 2000.– sono state poste a
carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.   

 

                            B.  Contro
il decreto cautelare appena citato CON è insorto a questa Camera con un appello
del 15 settembre 2025 per ottenere in riforma del giudizio impugnato la reiezione
dell'istanza cautelare con conseguente annullamento con effetto al 27 settembre
2024 del contributo alimentare deciso in via supercautelare, o quanto meno la
riduzione dello stesso a fr. 221.15 mensili dal termine della formazione del
figlio D______, e l'obbligo per la moglie di restituirgli fr. 39 000.–. Egli
chiede inoltre di respingere la richiesta di provvigione ad litem (inc.
11.2025.123). Nelle sue osservazioni del 24 ottobre 2025 ISTA propone di
respingere l'appello e sollecita una provvigione ad litem per la
procedura di secondo grado di fr. 6000.– o, subordinatamente, l'ammissione
al beneficio del gratuito patrocinio.  

 

                            C.  Sull'istanza
di provvigione ad litem occorre dunque statuire senza indugio.

 

Considerando

 

in diritto:              1.  L'obbligo, per un coniuge, di corrispondere pendente
causa di divorzio (o di misure a tutela dell'unione coniugale) una somma di
denaro all'altro coniuge sprovvisto di mezzi sufficienti per sostenere le spese
del processo (provvigione ad litem) è un provvedimento cautelare a norma
dell'art. 276 cpv. 1 CPC (sentenza del Tribunale federale 5D_17/2024 del 6
novembre 2024, consid. 1 e 4.2.1). Se la prestazione richiesta è volta a
coprire le spese della procedura di appello, la competenza funzionale per
decidere spetta allo stesso tribunale di appello (Berufungsinstanz)
davanti al quale è pendente la causa di divorzio (sentenze del Tribunale
federale 5A_431/2024 del 19 febbraio 2025 consid. 7.3.1 con riferimenti e
5A_435/2034 del 21 novembre 2024 consid. 6.4 in: FamPra.ch 2025 pag. 187; v.
anche Stoudmann, Le divorce en
pratique, 3° ed., pag. 634). Nel Cantone Ticino la trattazione delle cause del
diritto di famiglia rientrano nelle attribuzioni della prima Camera civile
(art. 48 lett. a n. 1 LOG), la quale, trattandosi di una decisione di natura
provvisionale, può decidere nella composizione di un giudice unico (art. 48b
lett. b n. 1 LOG). 

 

                             2.  Lo stanziamento di una provvigione ad litem
presuppone che la parte richiedente non disponga di mezzi propri – o non ne
possa disporre in tempo utile – per finanziare un'adeguata condotta processuale
senza compromettere il suo debito mantenimento. Se può contare su redditi o
capitali propri, ella deve attingere anzitutto a tali risorse. Finché può stare
in causa autonomamente, in altri termini, non ha diritto di riscuotere una
provvigione ad litem, nemmeno ove l'altro coniuge (o il genitore) sia in grado
di fornirla o si trovi in condizioni economiche migliori delle sue (RtiD
II-2007 pag. 665 consid. 3 e 4 con richiami; più recentemente: I CCA, sentenza
inc. 11.2025.25 del 2 settembre 2025 consid. 15a). Un'eventuale eccedenza va
messa in relazione con le presumibili spese processuali e di patrocinio nel
senso che deve essere possibile far fronte con pagamenti rateali che estinguono
il debito in un lasso di tempo ragionevole (variante tra 1 e 2 anni a
dipendenza della complessità della causa: sentenza del Tribuna­le federale
5A_392/2025 del 12 agosto 2025 consid. 3.1 con rinvio a DTF 141 III 369 consid
4.1). Inoltre i contributi di mantenimento servono, di principio, a coprire i
bisogni correnti dei creditori e non i costi di una procedura di divorzio o di
mantenimento, sicché una provvigione di causa può essere giustificata indipendentemente
dall'ammontare del contributo di mantenimento (sen­tenza del Tribunale federale
5A_429/2024 del 3 marzo 2025 consid. 10.1 con rinvii).

 

                                  Spetta
al richiedente rendere verosimile di non disporre di mezzi propri – o di non
poterne disporre in tempo utile – per finanziare un'adeguata condotta
processuale senza compromettere il suo debito mantenimento. Oltre a ciò, la
procedura da lui promossa non deve apparire sin dall'inizio infondata o
dilatoria, in particolare in sede di ricorso (sentenza del Tribunale federale
5A_431/2024 del 19 febbraio 2025, consid. 7.3.2 con riferimenti). La provvigione
ad litem costituisce poi un semplice anticipo, stabilito in via cautelare,
sicché spetterà al giudice statuire sull'eventuale sua restituzione nell'ambito
della ripartizione delle spese processuali al termine del procedimento
(sentenza del Tribunale federale 5A_431/2024 del 19 febbraio 2025, consid.
7.3.1 con riferimenti) o computata sulla liquidazione del regime matrimoniale,
sempre che ciò non appaia iniquo (DTF 146 III 212 consid. 6.3 con rinvii; v.
anche RtiD I-2015 pag. 871 consid. 4a con rinvii). In una procedura sommaria –
come quella che regge i provvedimenti cautelari (art. 248 lett. d e 271 lett. a
CPC) – il potere cognitivo del giudice è limitato alla verosimiglianza dei
fatti e a un esame sommario del diritto (sentenza del Tribunale federale
5D_17/2024 del 6 novembre 2024, consid. 4.2.1).

 

                             3.  In
concreto, ISTA fa valere di non percepire alcun reddito né di disporre risparmi
e rileva che il contributo ricevuto dal marito permette unicamente la copertura
del suo fabbisogno minimo non lasciandole alcun margine per coprire le spese
legali. CON, dal canto suo, sostiene che la consorte non ha reso verosimile di
trovarsi in stato di indigenza e che, al contrario, le risultanze istruttorie
attesterebbero che essa dispone di redditi e sostanza proprie. Premesso che la
resistenza della moglie in appello non appare già di primo acchito irricevibile
o infondata, il contributo di mantenimento fissato dal primo giudice copre
unicamente il fabbisogno minimo di lei (cfr. decreto impugnato, pag. 4 a metà) sicché
essa non dispone dunque, pendente causa, di un'eccedenza con cui coprire le
spese legate alla procedura di appello. Né, ai fini della provvigione ad litem,
un reddito teorico entra in linea di conto, mentre la sostanza cui sembrerebbe
fare riferimento il marito è costituita da un immobile in Brasile di cui l'interessata
non potrebbe comunque disporre in tempi brevi. In tali circostanze, a un esame
sommario, tenuto conto in particolare della situazione finanziaria del marito, il
quale oltre a far fronte al fabbisogno minimo suo e del figlio, beneficia
altresì della quota di eccedenza che sarebbe invero spettata alla moglie. Ne
discende che, in ultima analisi, la richiesta va accolta nel senso che per la
procedura di appello il marito è tenuto a stanziare una provvigione ad litem
di fr. 3000.–, importo adeguato alle prestazioni che il patrocinatore
dell'appellata è stato chiamato a svolgere in questa sede.  

 

                             4.  Il
giudizio sulle spese e le ripetibili del presente decreto è rinviato alla
decisione finale (art. 104 cpv. 3 CPC).

 

Per questi motivi,

 

decreta:                1.  L'istanza è accolta nel senso che
CON è tenuto a versare a ISTA per la procedura di appello di cui all'inc.
11.2025.123 una provvigione ad litem di fr. 3000.–.

 

                             2.  Notificazione:

	
   

  	
  –
  avv. PAT1, L______; 

  –
  avv. PAT2, P______.

  	
   

  

                                  Comunicazione
alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio Sud.

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello 

La
vicepresidente                                         La cancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso
in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).