# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 42205b71-65fb-5d41-b096-cf67df713720
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 23.08.2001 50.1999.3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-1999-3_2001-08-23.html

## Full Text

Incarto n.

  50.1999.00003

   

  	
  Lugano

  23 agosto
  2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 10 marzo 1999 del 

 

 

	
   

  	
  Comune di __________,  

  patrocinato da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 8 febbraio 1999 (no. 38/88) del
  Tribunale di espropriazione della giurisdizione sottocenerina, prolata in
  merito alla domanda d'indennizzo per titolo di espropriazione materiale che
  __________ ha inoltrato il 2 dicembre 1988 nei confronti del ricorrente a
  seguito delle restrizioni sancite dal PR a carico dei mapp. __________ e
  __________ (istituzione di un vincolo di protezione del paesaggio);

  

 

 

viste le risposte:

-    18 marzo 1999 del
Tribunale di espropriazione;

-    19 aprile 1999 di
__________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   __________
è proprietario dei mapp. __________ e __________ di __________, così censiti a
RF:

 

mapp. __________

A) ripostiglio            mq     13

B) serra                    mq     15

C) pollaio                 mq       4

d) giardino               mq   979

TOTALE                   mq 1'011

 

mapp. __________

A) cappella              mq       1

b) giardino               mq   597

TOTALE                   mq   598

 

Le particelle, terrazzate e coltivate ad
orto, si trovano sul pendio sottostante il nucleo di __________, delimitate a
valle da via __________ e via __________. Nel mese di dicembre del 1965 il
padre dell'attuale proprietario aveva ottenuto il permesso di costruire in loco
una casa monofamigliare, che non è mai stata realizzata.

 

 

B.  Il progetto di PR
adottato dal consiglio comunale di __________ il 24 ottobre 1983 prevedeva di
assegnare i mapp. __________ e __________ alla zona NT (nucleo tradizionale).
Il Consiglio di Stato ha tuttavia scartato questa proposta pianificatoria,
considerando che i due fondi costituivano la naturale continuazione della
fascia protetta istituita a valle del nucleo di __________ per salvaguardare la
bellezza architettonica-ambientale della catena di facciate rivolte verso est.
Il 22 maggio 1985 il Governo ha dunque approvato il PR includendo d'ufficio la
proprietà __________ nella zona PA (zona di protezione del paesaggio), dove
sono proibite nuove costruzioni. __________ e __________ hanno impugnato tale
decisione davanti al Gran Consiglio, ma il loro gravame è stato respinto il 30
novembre 1987.

 

                                  C.   Ritenendosi
gravemente leso dalla predetta misura pianificatoria, con istanza 2 dicembre
1988 __________ ha convenuto in giudizio il comune di __________ innanzi al
Tribunale di espropriazione della giurisdizione sottocenerina, postulando il
riconoscimento di una congrua indennità per titolo di espropriazione materiale.

In sede di risposta il comune si è opposto
fermamente alla domanda contestando l'avverarsi di un'espropriazione materiale
a danno dei mappali __________ e __________, da tempo inedificabili per ragioni
sia di fatto che di diritto. All'udienza di conciliazione del 10 aprile 1997 le
parti si sono riconfermate nelle rispettive posizioni avverse.

 

 

                                  D.   Esaurite le
formalità processuali, con sentenza 8 febbraio 1999 il Tribunale di espropriazione
ha accordato all'istante un indennizzo di fr. 180.- il mq oltre interessi ritenendo
che la sua proprietà era stata colpita da espropriazione materiale in conseguenza
dell'entrata in vigore del PR di __________. Evocata la definizione tradizionale
di espropriazione materiale scaturita dalla giurisprudenza del Tribunale federale
e ripercorso nel dettaglio l'iter pianificatorio di __________, il primo
giudice ha dato per certa la sussistenza di un caso di espropriazione
materiale, atteso che in assenza del vincolo PA i due fondi - economicamente
connessi, ben accessibili, urbanizzati, siti all'interno del PGC e a pochi
passi dal nucleo - sarebbero stati senz'altro assegnati alla zona edificabile
NT siccome idonei ad essere sfruttati a fini edilizi. Quanto al risarcimento
dovuto al proprietario, il Tribunale di espropriazione ne ha calcolato
l'ammontare deducendo dal valore edilizio pieno dei terreni (stimato in fr.
200.- il mq secondo le risultanze del metodo statistico-comparativo) il loro
valore residuo (fr. 20.-/mq).

 

 

                                  E.   Avverso
questa pronunzia il comune di __________ è insorto mediante ricorso 10 marzo
1999 innanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendogli di annullarla.
A mente del ricorrente, l'inclusione dei mapp. __________ e __________ in zona
PA non ha inibito il loro uso attuale o un prevedibile uso futuro ingenerando
espropriazione materiale. In effetti, il PR del 1985 ha definito per la prima
volta il contenuto della proprietà in ossequio ai disposti del diritto federale
e di conseguenza non ha determinato una limitazione soggetta ad indennità.
D'altra parte, la non attribuzione di quei fondi alla zona edificabile non solo
ha concretizzato i principi e gli obbiettivi perseguiti dalla LPT, ma ha pure
formalizzato la loro vocazione di appartenenza alla zona di protezione
dell'ambiente, nel solco di quanto già stabilito in precedenza dai piani
allestiti in base al DFU e al DEPT. Il comune ha inoltre sottolineato come il carattere
di edificabilità dei due terreni sia comunque da negare alla luce della definizione
di zona edificabile data dall'art. 15 LPT. Il fatto che il PR del 1970 li
avesse compresi in zona edificabile non è decisivo, poiché quello strumento non
era conforme ai principi sanciti dalla LPT. Il carattere di edificabilità dei
fondi non potrebbe essere desunto nemmeno dal prezzo rilevante pagato nel 1963
per l'acquisto delle particelle, né dal permesso di costruzione ottenuto due anni
dopo dal loro proprietario.

 

 

                                  F.   Il
Tribunale di espropriazione ha proposto la reiezione del gravame e la
conseguente conferma della sentenza impugnata senza formulare particolari
osservazioni. Ad identica conclusione è pervenuto __________, il quale ha
avversato partitamente le tesi dell'insorgente con argomentazioni che saranno
riprese, per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del
comune ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art. 50
cpv. 1 e 3 Lespr, nonché 43 e 46 PAmm, attraverso il rinvio di cui all'art. 70
Lespr. Il gravame è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla
base degli atti, senza procedere all'esperimento del sopralluogo, insuscettibile
di procurare a questo tribunale la conoscenza di ulteriori elementi rilevanti
per il giudizio. La situazione dei mapp. __________ e __________ di __________,
così come le caratteristiche della zona circostante sono difatti note al
Tribunale (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1.
Secondo la giurisprudenza vi è espropriazione materiale quando l'uso attuale o
il prevedibile uso futuro di una cosa sono vietati o limitati in modo
particolarmente grave, sicché il proprietario è privato di una delle facoltà
essenziali derivanti dal diritto di proprietà; vi é altresì espropriazione
materiale quando un solo proprietario o un numero limitato di proprietari sono
toccati in modo meno grave ma tale che - fosse negato loro un indennizzo - essi
dovrebbero sopportare un sacrificio eccessivamente gravoso a favore della
collettività, incompatibile con il principio di uguaglianza. In entrambe le
ipotesi il miglior uso del fondo può essere preso in considerazione solo se
alla data determinante, ovvero a quella di entrata in vigore della restrizione
(DTF 119 Ib 229 consid. 3a con rinvii), questo appare come molto probabile in
un avvenire prossimo; quale miglior uso del fondo si considera di regola la
possibilità di costruire. Per giudicare in proposito vanno presi in
considerazione tutti gli elementi di fatto e di diritto da cui dipende tale
possibilità (DTF 125 II 431 consid. 3a con rinvii; RDAT II-1996 N. 46 consid.
2a).

 

2.2. L'autorità di pianificazione che
allestisce per la prima volta un piano di utilizzazione conforme ai principi
pianificatori consegnati nella Costituzione federale (Cost.) e nella legge
federale sulla pianificazione del territorio del 22 giugno 1979 (LPT) non
provvede a un dezonamento (Auszonung) ma pronuncia un rifiuto di attribuire un
fondo alla zona edificabile (Nichteinzonung) quando non include una particella
in tale zona; e questo quand'anche essa era edificabile secondo il previgente
diritto (DTF 125 II 431 consid. 3b con rinvii). La non attribuzione alla zona
edificabile non integra, in principio, gli estremi di un'espropriazione
materiale e non dà pertanto luogo ad indennità per tale titolo (DTF 125 II 431
consid. 3b con rinvii; RDAT II-1996 N. 46 consid. 2c). Il Tribunale federale si
scosta tuttavia da tale assunto in via eccezionale, in presenza di circostanze
che avrebbero potuto condurre ad un'attribuzione del fondo alla zona
edificabile, cosicché alla data determinante il proprietario poteva contare con
un elevato grado di verosimiglianza di edificare la particella con i suoi
propri mezzi. Simile eccezione si verifica anzitutto quando, di regola
cumulativamente, il fondo interessato, compreso nel perimetro di un PGC
conforme alla legislazione sulla protezione delle acque, sia edificabile o per
lo meno dotato delle infrastrutture di urbanizzazione primaria ed il suo
proprietario abbia già sopportato rilevanti spese per la sua urbanizzazione ed
edificazione. Il diritto ad un indennizzo per espropriazione materiale può
altresì fondarsi sul principio della buona fede. Da ultimo può sussistere
quando una particella è posta nel territorio già largamente edificato ai sensi
dell'art. 15 lett. a LPT (DTF 125 II 431 consid. 4a con rinvii; RDAT cit., ibidem).

 

 

                                   3.   3.1. Il PR
approvato dal Consiglio di Stato il 22 maggio 1985 - e pertanto entrato in
vigore alla stessa data (art. 25 cpv. 1 dell'or abrogata LE 1973,
corrispondente al vigente art. 39 cpv. 1 LALPT) - ha assegnato i mapp.
__________ e __________, insieme ad alcuni altri fondi ubicati immediatamente
sotto il nucleo di __________, alla zona di protezione del paesaggio PA, ove
sono proibite nuove costruzioni (a quel momento art. 27 NAPR; attualmente art.
28 NAPR). Il Tribunale di prime cure ha ritenuto che quell'assegnazione sia
costituiva di un'espropriazione materiale. Quest'opinione merita tutela.

 

3.2. Il PR 1985 è il primo piano di
utilizzazione di cui si è dotato il comune di __________ conforme ai principi
pianificatori sanciti dagli art. 22 ter e 22 quater vCost. - corrispondenti
agli art. 26 e 75 Cost. vigente - e dalla LPT. In precedenza sussisteva un piano
regolatore approvato dal Consiglio di Stato il 26 maggio 1970, modificato con
risoluzione 27 giugno 1972, il quale assegnava il mapp. __________ e la parte
superiore del mapp. __________ alla zona nucleo tradizionale (zona A) e la
parte inferiore di quest'ultimo alla zona edificabile a 2 piani (zona D).
Quello strumento, antecedente alla normativa federale appena menzionata, non
soddisfaceva tuttavia i principi pianificatori posti dalla stessa già per il
motivo che non operava, partendo da quanto già edificato e dal prevedibile
bisogno nei 15 anni successivi, una suddivisione del territorio in zone
edificabili e non edificabili (DTF 122 II 326 consid. 4b con rinvii). Tutto il
territorio comunale era infatti dichiarato edificabile ad eccezione della zona
boschiva, riportata a titolo indicativo: in caso di dissodamento i relativi
sedimi potevano essere edificati secondo le norme applicabili alla zona D (due
piani) rispettivamente C (tre piani). L'attribuzione dei mapp. __________ e
__________ alla zona PA costituisce pertanto indubitabilmente un caso di
rifiuto di assegnazione dei predetti mappali alla zona edificabile: misura che
di principio non genera espropriazione materiale. Trattasi pertanto di
verificare se, nel concreto caso, sono soddisfatti i requisiti che possono
condurre - a titolo eccezionale - al risultato opposto.

 

3.3. In primo luogo le proprietà in
discussione non erano comprese, alla data determinante 22 maggio 1985, in un
PGC conforme alla legislazione sulla protezione delle acque. A questo riguardo
è necessario premettere che simile verifica deve essere effettuata alla luce
dell'ordinamento istituito attraverso la legge federale sull'inquinamento delle
acque dell'8 ottobre 1971, in vigore dal 1 luglio 1972 (ed attualmente
sostituita dalla legge federale sulla protezione delle acque del 24 gennaio
1991, in vigore dal 1 novembre 1992), la quale aveva in sostanza anticipato la
suddivisione del territorio in edificabile e non edificabile operata dalla LPT
(DTF 122 II 326 consid. 4a con rinvio). Non può pertanto essere conferita
alcuna rilevanza al PGC agli atti - l'unico di cui si fosse dotato il comune
sino alla data determinante 22 maggio 1985 - approvato dal dipartimento delle
opere sociali il 13 aprile 1971, poiché allestito secondo la previgente
legislazione. Strumento che, in quanto ricalcante la situazione pianificatoria
istituita attraverso il piano regolatore allora vigente, non fissava nemmeno un
perimetro, che coincideva pertanto - di fatto - con l'intero territorio comunale,
e che di conseguenza non può essere considerato conforme alla legislazione
sulla protezione delle acque in vigore dal 1 luglio 1972. Oltre all'assenza, il
22 maggio 1985, di un PGC rispondente ai requisiti appena menzionati, il
resistente non ha inoltre dimostrato di aver sopportato rilevanti spese per
l'urbanizzazione e l'edificazione dei fondi.

 

3.4. Non sussiste inoltre alcun motivo od
anche solo indizio per ritenere che il principio della buona fede imponesse
l'assegnazione dei fondi in discussione alla zona fabbricabile a fini privati.

 

3.5. A dispetto di quanto assume il
ricorrente, le particelle erano invece poste, alla data determinante, entro il
territorio già edificato in larga misura ai sensi dell'art. 15 lett. a LPT
(cfr. sul concetto DTF 122 II 455 consid. 6a con rinvii). Esse erano - e sono -
difatti ubicate direttamente sotto le costruzioni che concorrono a formare il perimetro
esterno nucleo, densamente edificato, e completato alla sua estremità dal
palazzo municipale e da un ulteriore edificio adibito ad abitazione; a valle i
fondi sono a loro volta delimitati dalla strada cantonale e da una strada di
quartiere (via __________). I fondi interessati costituiscono, in sostanza, un
cuneo che si insinua tra il nucleo e le menzionate strade. Anche sotto queste
ultime arterie, che pur comportano una cesura decisiva nell'ottica
dell'accertamento dell'edificazione, il territorio era già edificato; esso è
stato in seguito assegnato dal PR 1985 alla zona residenziale (R2).

 

Solo una striscia di territorio ubicato a
nord-est del mapp. __________ non era edificata; né lo è a tutt'oggi. Si tratta
tuttavia dei terreni posti sotto il nucleo di __________ che, analogamente ai
mapp. __________ e __________, sono state assoggettati al vincolo PA, alla base
della richiesta di indennità per espropriazione materiale. Malgrado fossero
state dichiarate edificabili dal PR 1970/72, tutte queste superficie vennero
incluse nei territori protetti a titolo provvisorio in applicazione del decreto
federale 17 marzo 1972 su alcuni provvedimenti urgenti nell'ambito della
pianificazione del territorio (DFU), i cui piani furono pubblicati il 28
febbraio 1973. Una volta entrata in vigore la LPT i menzionati terreni non
vennero assegnati alla zona edificabile provvisoria disposta il 17 marzo 1980
dal dipartimento dell'ambiente in applicazione dell'art. 8 DEPT, pur trovandosi
al centro della stessa, per essere invece inseriti in una zona di pianificazione
(art. 16 seg. DEPT). Tale ordinamento è indi stato abrogato nel dispositivo n.
9 della risoluzione di approvazione del PR 22 maggio 1985. La non edificazione,
alla data determinante 22 maggio 1985, della fascia dei terreni posti sotto il
nucleo di __________ può pertanto essere stata condizionata in misura
importante, se non addirittura determinata, dall'assetto pianificatorio
provvisionale conferito a quest'area dall'autorità cantonale nell'attesa - ed
anzi in vista - di una decisione definitiva circa il suo destino pianificatorio
in sede di PR. Ora, tuttavia, com'è noto e peraltro evidente, ai fini
dell'accertamento della realizzazione di un'espropriazione materiale bisogna
prescindere dai provvedimenti restrittivi anteriori, ma provvisori, di per sé
non indennizzabili, volti a garantire l'efficacia della misura definitiva (RDAT
1985 n. 96 consid. 3b con rinvii). Del resto gli altri terreni vincolati
prossimi al mapp. __________ e __________, diversamente da questi ultimi,
appartenevano a particelle che salivano verso il sovrastante nucleo, ove erano
state costruite con edifici d'abitazione (mapp. __________, __________ e
__________): le probabilità di edificare le sottostanti, annesse superfici
appariva, di conseguenza, obiettivamente più ridotta. I due fondi siti
all'estremità opposta dei mapp. __________ e __________, ossia i mapp.
__________ e __________ (quest'ultimo ha successivamente inglobato l'adiacente
mapp. __________), erano invece già stati edificati prima dell'imposizione
delle suddette restrizioni: essi sono poi addirittura stati affrancati dal
vicolo PA e restituiti alla zona edificabile in occasione della variante di PR
approvata dal Governo il 17 luglio 1995 (variante 10; cfr. risoluzione di
approvazione citata, pag. 4, cifra 3.1.9.).

 

3.6. I mapp. __________ e __________ vennero
acquistati dalla madre del qui resistente e da quest'ultimo, in ragione di metà
ciascuno, con rogiti di data 1 giugno rispettivamente 1 luglio 1963 del notaio
__________, iscritti a registro fondiario il 26 rispettivamente il 31 luglio
successivo, al prezzo di fr. 145.--/mq rispettivamente fr. 140-- /mq. Il prezzo
soluto attesta ulteriormente che le particelle erano edificabili a quel tempo,
e che, di conseguenza, l'acquisto era finalizzato al loro sfruttamento edilizio.
Il 14 dicembre 1965 il padre del qui resistente conseguì poi dal municipio di
__________ una licenza edilizia per la costruzione di una casa monofamigliare
sulle particelle. Non è dato di sapere per quale motivo l'edificio non venne
realizzato, né, del resto, il chiarimento di questa circostanza - troppo
lontana nel tempo rispetto alla data determinante - appare necessario ai fini
del giudizio. L'edificabilità dei fondi interessati, ulteriormente confermata
dal PR 1970/72, fu tuttavia sospesa dai piani pubblicati il 28 febbraio 1973 in
ossequio al DFU: il ricorso inoltrato dai proprietari contro l'assegnazione
delle particelle ai territori protetti venne respinto dal Consiglio di Stato
con risoluzione 4 ottobre 1974 (cfr. risoluzione citata, pag. 28, ricorso n.
33). Tale statuto provvisorio fu prorogato, dopo il 1 gennaio 1980, attraverso
la decisione del dipartimento dell'ambiente 17 marzo 1980 di assegnare i fondi
alla zona di pianificazione in applicazione del DEPT, nell'attesa del nuovo e
imminente PR, conforme ai requisiti della LPT. Lo studio per la revisione di
questo strumento, peraltro già avviato nella seconda metà degli anni 70, è
sfociato nella sua adozione da parte del consiglio comunale nella seduta del 24
ottobre 1983: aderendo alle proposte municipali i mapp. __________ e __________
sono stati assegnati alla zona edificabile del nucleo tradizionale (NT). In
sede di approvazione del PR il Governo ha dissentito da tale scelta. Secondo
l'autorità cantonale le menzionate particelle costituivano "la naturale
continuazione della fascia protetta, la quale ha lo scopo di salvaguardare la
bellezza architettonica-ambientale della catena di facciate ad est del
nucleo": per questo motivo il Consiglio di Stato ha disposto d'ufficio
la loro inclusione nell'adiacente zona di protezione del paesaggio sottostante
il nucleo del villaggio (cfr. risoluzione di approvazione del PR 22 maggio
1985, pag. 14, lett. e). Nella seduta del 30 novembre 1987 il Gran Consiglio ha
respinto il ricorso inoltrato contro la pronuncia governativa dal resistente e
dal di lui padre. Attraverso la risposta di quella sede il Consiglio di Stato
aveva ribadito la necessità di "lasciar emergere il nucleo che si
inserisce quale balcone sul __________ "; finalità che aveva trovato
pieno riscontro nel rapporto della commissione speciale del Parlamento, giusta
cui "la misura protettiva del nucleo di __________, di indubbia
bellezza, è doverosa e si impone. Essa non può tuttavia essere parziale, ma globale
e continua" (cfr. messaggio 17 dicembre 1985, pag. 15 seg.,
rispettivamente rapporto della commissione speciale 17 novembre 1987, pag. 5,
agli atti).

 

3.7. Ferme queste premesse, non si può
negare che, al 22 maggio 1985, vi fosse un'elevata probabilità di attuazione
dell'aspettativa edilizia relativamente ai mapp. __________ e __________ (cfr.
consid. 2.2. che precede; inoltre RDAT II-1996 n. 46 consid. 4b). Acquistate
quando erano edificabili e pagate di conseguenza le particelle sono state
successivamente colpite da un divieto di edificazione temporaneo, che si è
consolidato al momento in cui tale restrizione è stata confermata a titolo definitivo.
Per questo motivo i proprietari non hanno potuto far altro che opporsi, ricorrendo,
sia contro il vincolo temporaneo che contro quello definitivo. In quell'arco di
tempo non avrebbe avuto alcun senso far approntare dei progetti od effettuare
delle spese in vista di un'edificazione che non avrebbe potuto essere
approvata. I proprietari hanno pertanto dimostrato in modo più che concludente,
per quanto in loro potere, di voler conservare a tutti i costi la vocazione
edilizia dei fondi allo scopo di costruirvi. Questa ferma volontà è del resto
stata condivisa dalle autorità comunali le quali, in sede adozione del PR,
hanno optato per l'assegnazione dei fondi alla zona fabbricabile. Inserimento
che, com'è stato spiegato, era pienamente legittimo dal profilo pianificatorio,
dal momento che le particelle erano ricomprese nel territorio già edificato in
larga misura (art. 15 lett. a LPT). Per questo stesso motivo, contrariamente a
quanto sostiene ora il comune ricorrente, un'esclusione dalla zona edificabile
dei fondi in discussione non potrebbe apparire giustificata con riferimento all'esigenza
generale di limitare la contenibilità del territorio edificabile in ossequio all'art.
15 lett. b LPT: questo argomento sembra, del resto, derivare da una mancanza di
conoscenza dell'insorgente circa la collocazione dei mapp. __________ e
__________, che il ricorso 10 marzo 1999 (pag. 7) crede ubicati al __________,
al margine del territorio comunale. L'inedificabilità dei mappali è, per
contro, stata decretata - con certezza - allo scopo esclusivo di proteggere il
paesaggio e più precisamente il sovrastante nucleo. Ora, com'è appena stato
spiegato, in assenza di tale restrizione le particelle avrebbero dovuto essere
indiscutibilmente assegnate alla zona edificabile. Invano il comune ricorrente
contesta l'edificabilità dei fondi in quanto tale. Intanto trattasi di particelle
urbanizzate sotto ogni aspetto, che avrebbero potuto essere edificate, ancorché
poste parzialmente in pendio. A torto il ricorrente sostiene anzitutto che i
fondi non erano né sono urbanizzati. Essi sono difatti lambiti da due strade;
verso quella comunale (via __________), che nella parte terminale presenta un
dislivello minimo rispetto al mapp. __________, potrebbe facilmente essere
creato un accesso. Le fognature a sistema misto attraversano - e attraversavano
già alla data determinante - il mapp. __________: pretendere che i fondi non
siano equipaggiati sotto questo importante aspetto - come argomenta ancora il
ricorrente (pag. 9 del gravame) - appare persino scorretto. E' poi senz'altro
vero che il mapp. 91, a forma triangolare allungata, è di per sé inedificabile.
Tuttavia, esso costituisce - insieme al mapp. 91 - un'unica proprietà: non può
quindi essere considerato isolatamente. Sotto l'aspetto pianificatorio,
decisivo, esso rappresenta invece un terreno di natura indiscutibilmente
edilizia - che sia edificabile o meno in quanto tale non ha pertanto rilevanza
alcuna - e sarebbe senz'altro stato assegnato all'area fabbricabile in difetto
dell'istituzione del vincolo di tutela del paesaggio: è quanto del resto aveva
stabilito il consiglio comunale di __________ in sede di adozione del PR. Al
più quest'ultima censura meritava considerazione in sede di stima dell'indennizzo.

 

3.8. Se ne deve dedurre, insieme al
Tribunale di prima istanza, che l'inclusione dei mapp. __________ e __________
nella zona di protezione del paesaggio PA ha soppresso alla data determinante
22 maggio 1985 una possibilità effettiva di edificarli in un prossimo futuro:
detta inclusione ha pertanto generato un'espropriazione materiale a pregiudizio
degli stessi (cfr. nello stesso senso Riva, Kommentar RPG, ad art. 5 n. 158
seg., con rinvio - tra l'altro - a DTF 121 II 417 segg.; Flückiger, Commentario
citato, ad art. 15 n. 65; Schürmann/Hänni, Planungs-, Bau- und besonderes
Umweltschutzrecht, Berna 1995, pag. 503 con rinvio, alla nota 64 a piè di
pagina, a DTF 107 Ib 380 segg.).

 

 

                                   4.   Dal
momento che il comune ricorrente non contesta l'indennizzo fissato dal
Tribunale di prima istanza, il suo ricorso dev'essere senz'altro respinto. Il
risarcimento assegnato va tuttavia completato per tenere conto che dal 1
gennaio 2001 gli interessi compensatori annui riconosciuti sull'indennità ammontano
al 4,5% (cfr. circolare del Tribunale federale 22 dicembre 2000 relativa
all'applicazione della LFespr, adottata anche in materia cantonale).

 

 

                                   5.   La tassa
di giudizio deve essere posta a carico del ricorrente (art. 28 PAmm), il quale
dev'essere altresì tenuto a rifondere al resistente un adeguato importo per ripetibili
(art. 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge sopraricordati,

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

                                   §.   E' pertanto
confermata la sentenza impugnata, con la completazione del suo dispositivo n.
1, nel senso che il tasso annuo degli interessi compensatori riconosciuti sull'indennità
ammonta, dal 

                                         1. gennaio
2001, al 4,5%.

 

 

                                   2.   La tassa di
giudizio, di fr. 2'000.-, è posta a carico del ricorrente, il quale è altresì
condannato a versare identico importo a __________ a titolo di ripetibili.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione, nella misura in cui é fondata sul diritto pubblico federale,
é dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale, Losanna, nel termine
di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________ 

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario