# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 099e2f22-77f2-5a63-ac21-5e8420c40827
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-11-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 06.11.2017 14.2017.142
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2017-142_2017-11-06.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2017.142

  	
  Lugano

  6 novembre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa SO.2017.3292 (rigetto definitivo dell’opposizione) della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza del 22 giugno
2017 da

 

	
   

  	
  CO 1
  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 22 agosto 2017 presentato da RE 1 contro la
decisione emessa l’8 agosto 2017 dal Pretore;

 

 

ritenuto in fatto e
considerato in diritto:

 

                                         che con precetto esecutivo n. __________ emesso il 16 novembre 2016
dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Lugano, la CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso
di fr. 16'231.70, indicando quale titolo di credito: “Debitore solidale con __________ __________, __________.
Schadensersaztverfügung vom 27. Okto­ber 2014 i.S.: __________”;

 

                                         che statuendo con decisione dell’8 agosto 2017, il Pretore del Di­stretto di Lugano, sezione 5, ha accolto l’istanza
presentata il 22 giugno 2017 dall’escutente e rigettato in via definitiva l’opposizio­­ne interposta dalla parte
convenuta, ponendo a suo carico le spe­se processuali di fr. 250.–
senza assegnare ripetibili;

 

                                         che
contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa
Camera con un reclamo del 22 agosto 2017, facendo valere di essersi opposto al precetto esecutivo con uno
scritto del 5 dicembre 2017, in cui ha dichiarato di non aver più avuto alcuna
attività dopo il suo fallimento decretato nel 2014;

 

                                         che
la sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto del­l’opposizione – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso;

 

                                         che
pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile
con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC);

 

                                         che
presentato il 22 agosto 2017 contro la sentenza notificata ad RE 1 il 12 agosto, in concreto il reclamo è
tempestivo;

 

                                         che in ogni
stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio
(DTF 103 Ia 52 consid. 2/e), a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la
documentazione prodotta costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione e
appura anche d’ufficio se l’esecuzione è manifestamente perenta o nulla:

 

                                         che
per contro il giudice non può rilevare un vizio della procedura di esecuzione
di cui l’interessato deve prevalersi tramite ricorso all’autorità di vigilanza
(DTF 139 III 447 consid. 4.1.1);

 

                                         che
nella fattispecie, poiché è definitiva, la decisione formale emessa il 27 ottobre
2014 dalla cassa di compensazione della CO 1 in virtù dell’art. 52 cpv. 4 LAVS
(doc. A accluso al­l’istanza) costituisce un valido titolo di rigetto
definitivo dell’oppo­­sizione per la pretesa di fr. 16'231.70 posta in
esecuzione (art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF);

 

                                         che
del resto il reclamante non lo contesta, ma si limita ad affermare di avere interposto
opposizione per non ritorno a miglior fortuna, producendo un suo scritto in tal
senso spedito all’UE di Lugano con raccomandata del 5 dicembre 2016 meno di
dieci giorni dopo la notifica del precetto esecutivo, avvenuta il 26 novembre
2016 (doc. C);

 

                                         che,
tuttavia, si tratta di un’allegazione e di un documento nuovi, e pertanto
inammissibili in questa sede (art. 326 cpv. 1 CPC), poiché il reclamante non ha
presentato osservazioni in prima istanza;

 

                                         che
fondato esclusivamente su un’allegazione irricevibile, il reclamo è a sua volta
irricevibile;

 

                                         che,
tuttavia, siccome l’opposizione del 5 dicembre 2016 pare a prima vista dover
essere considerata quale opposizione per non ritorno a miglior fortuna (sono citati
gli art. 265 e 265a LEF e la pretesa posta in esecuzione, fondata su una
decisione del 27 ottobre 2014, è verosimilmente anteriore al fallimento decretato
nei confronti di RE 1 il 15 dicembre 2014), nella sua veste di autorità di
vigilanza (art. 10 cpv. 1 della legge cantonale di
applicazione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento [LALEF, RL
3.5.1.1]) questa Camera deve considerare il reclamo come
un ricorso per denegata giustizia nei confronti del­l’UE di Lugano, il quale
non risulta essersi determinato sulla ricevibilità dell’opposizione per non ritorno
a miglior fortuna né l’ha trasmessa
alla Pretura in conformità dell’art. 265a cpv. 1 LEF (v. Jeandin in: Commentaire romand, Poursuite et
faillite, 2005, n. 14 ad art. 265a LEF);

 

                                         che
occorre pertanto trasmettergli il reclamo con i suoi allegati con l’invito a emettere
una decisione (di trasmissione o d’irricevi­­bilità) in merito;

 

                                         che
la tassa del presente
giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS
281.35), segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), con
il rilievo che RE 1 avrebbe potuto evitare il reclamo se avesse presentato
osservazioni in prima sede;

 

                                         che
non si pone invece problema di ripetibili, la controparte, cui il reclamo non è
stato notificato per osservazioni, non essendo incorsa in spese in questa sede;

 

                                         che circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 16'231.70,
non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art.
74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è inammissibile. È trasmesso
come ricorso per denegata giustizia all’Ufficio d’esecuzione di Lugano perché
si determini nel senso dei considerandi sull’opposizione interposta da RE 1 il
5 dicembre 2016.

 

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 260.– relative al presente giudizio,
già anticipate dal reclamante, sono poste a suo carico.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –;

  –  
  Ufficio d’esecuzione di
  Lugano, Via Bossi 2a, 6900 Lugano (con una copia del reclamo e dei suoi
  allegati).

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                                   Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).