# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ef49d227-a6f9-5479-b817-7f801e5b18c1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.09.2025 D-6322/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6322-2025_2025-09-18.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6322/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 8  s e t t e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice David R. Wenger;  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Georgia,  

c/o (…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (nessuna 

domanda asilo - art. 31a cpv. 3 LAsi);  

decisione della SEM del 12 agosto 2025 / N (…). 

 

 

 

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Fatti: 

A.  

A.a L’interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 26 mag-

gio 2025. 

A.b Il 31 luglio 2025 con il richiedente si è svolta l’audizione ex art. 29 della 

legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31). In tale contesto, il richiedente ha riferito 

di essere georgiano e di provenire a Tblisi. Egli ha indicato di soffrire di 

gravi problemi di salute (tra cui necrosi bilaterale al femore, ernie spinali, 

spasmi alla mano sinistra e vertigini legate a un trauma cranico del 2012), 

che in patria ha potuto trattare solo con rimedi palliativi. Medico di profes-

sione, ha smesso di lavorare nel 2024 e vive grazie al sostegno di familiari 

e amici, nonché a un risarcimento legale. Egli afferma di aver lasciato la 

Georgia per la Svizzera al fine di accedere a cure mediche adeguate, che 

nel suo Paese non sarebbe stato in grado di finanziare (cfr. atto SEM n. 

[{…}]-25/15, di seguito: audizione). 

A.c A sostegno della propria domanda egli ha prodotto i seguenti mezzi di 

prova: 

MdP5 – Referto medico, (…), 13.05.2025 

MdP8 – Decisione motivata, 20.05.2024 

MdP9 – Referto medico, (…), 29.04.2025 

MdP10 – Referto medico, (…) 25.05.2025 

MdP11 – Conclusioni risonanza magnetica, (…), 16.02.2025 

 

A.d Con parere dell’8 agosto 2025, l’interessato ha potuto presentare le 

proprie osservazioni al progetto di decisione della SEM datato 7 agosto 

2025. 

B.  

Per il tramite della decisione del 12 agosto 2025, notificata il medesimo 

giorno (cfr. atti SEM 42/1), la SEM non è entrata nel merito della domanda 

d’asilo dell’interessato in quanto non ha espresso la volontà di cercare pro-

tezione contro le persecuzioni (art. 31a cpv. 3 LAsi e art. 18 LAsi), pronun-

ciando altresì il suo allontanamento dalla Svizzera, nonché l’esecuzione 

della medesima misura. 

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C.  

Con ricorso datato 20 agosto 2025 (data d’entrata 21 agosto 2025, cfr. tim-

bro postale), l’interessato è insorto dinanzi al Tribunale amministrativo fe-

derale (di seguito: il Tribunale) avversando la succitata decisione, chieden-

done l’annullamento, il riconoscimento della qualità di rifugiato e l’inammis-

sibilità dell’allontanamento verso le Georgia, la concessione dell’ammis-

sione provvisoria, protestate tasse e ripetibili. 

D.  

Tramite scritto elettronico del 19 agosto 2025, recapitato al Tribunale in 

data 26 agosto (cfr. risultanze processuali) un asserito avvocato georgiano 

ha trasmesso un addendum all’allegato ricorsuale, chiedendo, tra le altre 

cose, la sospensione dell’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente.  

E.  

In data 26 agosto 2025 il Tribunale ha sospeso l’esecuzione dell’allontana-

mento a titolo di misura supercautelare. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti saranno ripresi nei conside-

randi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi), contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 

art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Giusta l’art. 111 lett. e LAsi, il presente ricorso è deciso dal giudice in qua-

lità di giudice unico con l’approvazione di un secondo giudice, in quanto 

manifestamente infondato, e la decisione è motivata soltanto sommaria-

mente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Altresì, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il 

Tribunale rinuncia allo scambio di scritti. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

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federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’ina-

deguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribu-

nale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle con-

siderazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni 

delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). Altresì il Tribunale, adito con un 

ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di una domanda 

d’asilo, si limita ad esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. 

DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

4.  

Preliminarmente il Tribunale osserva che lo scritto elettronico presentato 

da un asserito avvocato georgiano non accludeva una procura sottoscritta 

dal ricorrente e in più difetta di una firma originale. Per motivi di economia 

processuale si integreranno le censure ivi presentate, senza tuttavia rico-

noscerlo quale patrocinatore del ricorrente. 

5.    

5.1 Oggetto del ricorso, pertanto, risulta essere esclusivamente la que-

stione dell’esecuzione dell’allontanamento. L’insorgente infatti, nel proprio 

ricorso, non solleva alcun argomento atto a contestare la non entrata nel 

merito della domanda d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 3 LAsi da parte della 

SEM. Infatti, l’eventuale violazione dell’art. 3 CEDU, in relazione al suo 

stato di salute, verrà analizzata nel contesto dell’esecuzione dell’allontana-

mento.  

 

5.2  Per quanto concerne l’esecuzione dell’allontanamento, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, l’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro inte-

grazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20) prevede che la stessa 

sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di 

non adempimento di una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammis-

sione provvisoria (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 1 LStrI). 

5.3  Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli 

ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento 

della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il 

ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un 

ostacolo all’esecuzione dell’allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 con-

sid. 10.2). 

 

 

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6.    

6.1  Nel proprio provvedimento, l’autorità inferiore ha dapprima concluso 

che nella fattispecie non sarebbe applicabile il principio di non-respingi-

mento previsto agli art. 5 cpv. 1 LAsi e 33 della Convenzione sullo statuto 

dei rifugiati del 28 luglio 1951 (RS 0.142.30). Inoltre non sussisterebbero 

agli atti, indizi tali da ritenere che un suo rientro in patria lo esporrebbe 

concretamente e seriamente ad una pena o ad un trattamento proscritti 

dall’art. 3 CEDU. Anche dal profilo dell’esigibilità della misura di allontana-

mento, non sarebbero ravvisabili degli ostacoli, in particolare riguardo al 

suo stato di salute ed alla sua situazione economica. Difatti egli, ora come 

già in passato, potrebbe avere accesso in Georgia alle cure adeguate per 

i propri problemi medici. Infatti, il suo stato di salute era stato chiarito già in 

Georgia, paese nel quale si era sottoposto a controlli specialistici. Per 

quanto concerne la sua situazione economica non risulta che l’interessato 

abbia mai chiesto sostegno allo Stato, nonostante l’asserita situazione di 

disoccupazione. Pertanto, la SEM non ha potuto seguire la motivazione del 

ricorrente che egli non potrebbe sottoporsi alle cure a causa della sua si-

tuazione economica. Lo stato georgiano offre infatti una gamma di presta-

zioni sociali, inoltre l’interessato è proprietario di una casa, è medico e gode 

di una solida rete familiare. A ciò si aggiunge che egli ha indicato di non 

essere una persona indifesa socialmente né che egli viveva sotto il limite 

della soglia della povertà. Per di più, l’esecuzione del suo allontanamento 

verso il precitato Stato, sarebbe pure possibile. 

6.2  Dal canto suo, nell’impugnativa, nei limiti delle argomentazioni perti-

nenti per il caso di specie, l’insorgente contesta tali conclusioni della SEM, 

ritenendo come l’autorità inferiore abbia violato il diritto federale con parti-

colare riferimento al suo stato di salute ed alle possibilità di accesso alle 

cure mediche in Georgia e al loro finanziamento. Inoltre la SEM non 

avrebbe sufficientemente appurato il suo stato di salute. Il ricorso pare poi 

contenere censure non pertinenti alla fattispecie, probabilmente dovute ad 

errori di copia e incolla, quali l’indicazione che un certo signor T. sarebbe 

stato un attivista politico. Non chiamandosi il ricorrente con tale nome e 

non avendo mai addotto nulla di tale natura, il Tribunale conclude che tali 

argomentazioni sono frutto di un errore e non sono pertinenti al presente 

caso e non verranno pertanto prese in considerazione. Nello scritto perve-

nuto per posta elettronica, l’asserito avvocato georgiano ha indicato che la 

Svizzera violerebbe l’art. 3 CEDU e il principio di non- refoulment in caso 

di allontanamento del ricorrente. Inoltre la SEM non avrebbe sottoposto a 

controlli per epatite C che gli sarebbero stati raccomandati e in generale 

l’autorità inferiore non avrebbe verificato lo stato di salute dell’insorgente. 

Inoltre lamenta che le cure ricevute in Svizzera dal ricorrente non 

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sarebbero state appropriate. Lamenta dipoi che durante la procedura il ri-

corrente non sarebbe stato patrocinato e non vi fosse presente un inter-

prete e non gli sia stata consegnata la documentazione relativa al suo dos-

sier. 

7.    

7.1  A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera (cfr. per la portata di detta norma la 

DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti). 

7.2  Nel caso in esame, nella misura in cui non si è entrato nel merito della 

sua domanda d’asilo, il ricorrente non può prevalersi del principio del di-

vieto di respingimento ex art. 5 LAsi, in quanto è una disposizione che pro-

tegge unicamente le persone alle quali è riconosciuta la qualità di rifugiato. 

In siffatte circostanze, non v’è neppure motivo di considerare l’esistenza di 

un rischio personale, concreto e serio per l’insorgente, di essere esposto, 

nel suo Paese d’origine, ad un trattamento proibito ai sensi dell’art. 3 CEDU 

o dell’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 

crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, 

RS 0.105). 

7.3  In seguito, occorre rammentare che le questioni di natura medica pos-

sono avere influssi sull’ammissibilità dell’allontanamento solo in casi 

straordinari e di estrema gravità, ciò che però, come si vedrà di seguito 

sotto il profilo dell’esigibilità ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI rientra nella 

restrittiva giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (di se-

guito: CorteEDU; cfr. sentenze della CorteEDU N. contro Regno Unito del 

27 maggio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicem-

bre 2016, 41738/10, §181 segg.; cfr. anche le DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2 

e 2011/9 consid. 7.1). 

7.4  Pertanto, come ritenuto a ragione nel giudizio avversato, l’esecuzione 

dell’allontanamento del ricorrente non risulta trasgredire alcun obbligo della 

Svizzera derivante dal diritto internazionale, ed è quindi da ritenere ammis-

sibile (art. 83 cpv. 3 LAsi in relazione all’art. 44 LAsi). 

8.    

8.1  Ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

è ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, 

lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a 

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situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. 

8.2  Anzitutto, la Georgia – ad eccezione delle regioni secessioniste 

dell’Abkhazia e dell’Ossezia del sud, dalle quali il ricorrente non proviene 

– è uno Stato designato dal Consiglio federale come Stato terzo sicuro 

(“safe country”) con effetto al 1° ottobre 2019, ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 

lett. a LAsi. Ciò significa che un ritorno del richiedente in Georgia risulta in 

principio esigibile (art. 83 cpv. 5 LStrI). 

8.3  In seguito, per quanto concerne le persone in trattamento medico in 

Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura 

in cui, nel caso di rientro nel loro paese d’origine o di provenienza, potreb-

bero non ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni 

minime d’esistenza. Per cure essenziali, si intende le cure di medicina ge-

nerale e d’urgenza assolutamente necessarie alla garanzia della dignità 

umana. L’art. 83 cpv. 4 LStrI, non può invece essere interpretato quale 

norma che comprenderebbe un diritto di soggiorno lui stesso indotto da un 

diritto generale di accesso in Svizzera a delle misure mediche tendenti al 

recupero della salute o a mantenerla, per il semplice motivo che l’infrastrut-

tura ospedaliera o le regole dell’arte medica nel paese d’origine o di desti-

nazione dell’interessato, non raggiungono lo standard elevato elvetico (cfr. 

DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati). In tal senso, se le cure 

necessarie possono essere assicurate nel paese d’origine del richiedente, 

all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento in tale Paese sarà ragionevolmente esi-

gibile. Invece, non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in 

ragione dell’assenza di possibilità di trattamento adeguato, lo stato di sa-

lute dell’interessato si degraderebbe così rapidamente al punto da con-

durlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o ad 

un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più grave della sua integrità 

fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati). 

8.4  Tenuto conto di quanto sopra, secondo invalsa giurisprudenza del Tri-

bunale, il sistema sanitario in Georgia permette il trattamento della maggior 

parte delle problematiche fisiche e psichiche, anche se non corrisponde 

agli standard medici svizzeri e le persone socialmente vulnerabili o indi-

genti beneficiano di un’assicurazione malattia gratuita (cfr. fra le tante le 

sentenze del TAF E-3753/2022 del 25 gennaio 2023 consid. 4.5.1; 

D-4670/2022 del 2 novembre 2022 consid. 8.4 con ulteriori rif. cit.). Se non 

è escluso che i pazienti debbano a volte sostenere il 10% dei costi dei me-

dicamenti, tuttavia in caso d’incapacità finanziaria, possono indirizzarsi alla 

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“Referral Service Commission”, che in alcuni casi completa le prestazioni 

erogate dall’“Universal Health Care Program” (UHCP), in particolare per 

delle famiglie giudicate come vulnerabili (cfr. fra le tante la sentenza del 

TAF D-3855/2022 del 14 settembre 2022). Per quanto concerne i gruppi di 

persone vulnerabili, i bambini ed i pensionati, beneficiano di tutte le presta-

zioni dell’UHCP. Da luglio 2017, il governo georgiano ha inoltre introdotto 

un programma di sovvenzione dei medicamenti per delle malattie croniche 

– tra i quali i problemi cardio-vascolari o cardiaci cronici, il diabete (tipo 2) 

e problematiche alla tiroide ne fanno parte – in favore di persone social-

mente vulnerabili. Da luglio 2019, l’accesso a tale programma è aperto alle 

persone con handicap così come ai pensionati (cfr. Organisation suisse 

d’aide aux réfugiés [OSAR], Géorgie: accès à divers soins et traitements 

médicaux, 30 giugno 2020, pag. 13; sentenza del TAF E-3753/2022 succi-

tata consid. 4.5.1). 

8.5    

8.5.1  Tornando ora al caso in disamina, va anzitutto rilevato che il ricor-

rente vorrebbe rimanere in Svizzera per sottoporsi a cure mediche di cui 

necessiterebbe. 

8.5.2  Dalla documentazione medica agli atti emerge che il ricorrente soffre 

di necrosi bilaterale al femore, per la quale gli è stata prospettata la chirur-

gia protesica dell’anca, al momento non raccomandata a causa della sua 

giovane età. È inoltre affetto da due ernie spinali, una superiore e una in-

feriore, che determinano spasmi improvvisi a tre dita della mano sinistra 

per compressione nervosa, nonché da giramenti di testa, riconducibili a 

interventi subiti alla testa nel 2012 a seguito di un trauma. Dagli atti risulta 

che il ricorrente è stato sottoposto a più visite specialistiche (neurologo, 

neurochirurgo, ortopedico traumatologo, neuropatologo) e ad esami di ri-

sonanza magnetica sin dal 2021. In particolare, un referto della MediClub 

Georgia del 29 aprile 2025, basato anche su una risonanza magnetica del 

16 febbraio 2025, conferma la diagnosi e indica come possibili trattamenti 

interventi chirurgici (MdP 9 e 11).  

Poiché tali interventi chirurgici sarebbero stati attualmente esclusi, nel 

Paese d’origine al ricorrente è stata prescritta una terapia farmacologica a 

base di Metadone, Lyrica e Diazepam, destinata ad alleviare i sintomi delle 

sue patologie. Di conseguenza e contrariamente a quanto asserito in sede 

ricorsuale, lo stato di salute del ricorrente risulta acclarato, già alla luce 

delle diagnosi poste in Georgia da una serie di medici specialistici. Il Tribu-

nale osserva che, contrariamente da quanto da egli sostenuto, in Georgia 

egli è stato in cura per i problemi alle anche pure presso un ortopedico 

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traumatologista (cfr. MdP9). Ulteriori indagini in tal senso non risultavano 

necessarie, nemmeno per l’asserito problema di epatite C, che il ricorrente 

ha brevemente menzionato in sede di audizione, indicando che ha usu-

fruito un programma di cura della stessa a titolo gratuito in Georgia, ma 

che non ha più menzionato nemmeno con i medici che lo hanno visitato in 

Svizzera (cfr. audizione, D48). In tal senso si sottolinea che, come indicato 

al ricorrente, è suo compito far presente le proprie patologie ai medici (cfr. 

audizione, D6). Si osserva inoltre che, contrariamente da quanto lamentato 

dall’asserito avvocato georgiano, il ricorrente era patrocinato e all’audi-

zione era presente un interprete (cfr. audizione, D1). Non può pertanto ap-

pellarsi a problematiche linguistiche. Inoltre, il Tribunale constata che il ri-

corrente si è rifiutato di consultarsi con la propria rappresentante legale 

dopo l’emanazione della decisione qui impugnata (cfr. atto SEM n. 38/1). 

In tal senso, quest’ultima aveva ricevuto la documentazione all’incarto della 

SEM e non può pertanto il ricorrente dolersi a posteriori di un mancato ac-

cesso agli atti. 

8.5.3  Alla luce delle suesposte considerazioni, agli occhi del Tribunale, non 

vi è alcuna ragione di ritenere che le problematiche mediche non possano 

essere trattate in Georgia. Inoltre emerge in modo chiaro da tutti i mezzi di 

prova versati agli atti e dalle dichiarazioni che il ricorrente ha avuto accesso 

in Patria a numerosi medici specialisti al fine di trattare le sue problemati-

che in passato. Ciò che potrà pure sollecitare in futuro. Viene pertanto re-

spinta la censura formulata dal ricorrente secondo cui la SEM si sarebbe 

limitata ad effettuare una ricerca su internet al fine di determinare la dispo-

nibilità delle cure, infatti è il ricorrente stesso ad aver indicato di essersi 

rivolto a molti specialisti in Georgia e di essere stato seguito dagli stessi 

per anni. Pur considerando con la dovuta attenzione il suo stato di salute 

dalla documentazione medica agli atti, non si evince la necessità per l’in-

sorgente di rimanere in Svizzera. Ciò in quanto le cure prodigate in Sviz-

zera tendono al mantenimento della sua condizione, ma non alla guari-

gione. Peraltro, le cure mediche specializzate non rientrano nella nozione 

di cure essenziali sviluppata dalla giurisprudenza circa gli ostacoli di ordine 

medico all’esecuzione dell’allontanamento (cfr. sentenza del TAF D-

2416/2022 del 7 giugno 2022 consid. 8.5 con ulteriori riferimenti citati). Il 

ricorrente, nonostante le sue dichiarazioni di mancate risorse per il paga-

mento delle cure necessarie, non ha reso verosimile la propria indigenza. 

Innanzitutto egli è proprietario di un immobile a Tblisi (cfr. audizione, D44). 

Inoltre, egli è sostenuto economicamente e ciò già da anni da amici e pa-

renti, che avrebbero già in precedenza pagato le sue cure mediche o addi-

rittura egli avrebbe usufruito di cure mediche gratuite da parte degli amici 

(cfr. audizione, D60). Inoltre, un programma d’aiuto sociale per il loro 

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finanziamento esiste in Georgia, cosicché gli può essere assicurata una 

vita dignitosa. A tal proposito, vi è ancora da osservare che seppure in 

Georgia le risorse risultino più limitate rispetto a quanto presente in Sviz-

zera e che in tale Paese il sistema sanitario non offra la stessa qualità come 

su suolo elvetico, tuttavia, tali circostanze non comportano, prese a sé 

stanti, l’inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (cfr. in tal senso 

anche la sentenza del TAF E-1232/2019 del 22 marzo 2019 consid. 6.4.3). 

Sotto tale profilo, appartiene inoltre all’insorgente di indirizzarsi prioritaria-

mente ai programmi sociali e di salute disponibili nel suo Stato d’origine, 

prima di appellarsi alla tradizione umanitaria svizzera in materia di cure (cfr. 

sentenza del TAF E-3753/2022 del 25 gennaio 2023 consid. 4.5.3 con rif. 

cit.). A ciò si aggiunge che il ricorrente potrà, se ciò si avverasse necessa-

rio, presentare alla SEM, in esito alla presente procedura ricorsuale, una 

domanda di aiuto al ritorno ai sensi dell’art. 93 LAsi, ed in particolare, un 

aiuto individuale al ritorno come previsto al cpv. 1 lett. d della predetta di-

sposizione e agli art. 73 segg. dell’ordinanza 2 sull’asilo relativa alle que-

stioni finanziarie dell’11 agosto 1999 (OAsi 2, RS 142.312). Tale aiuto do-

vrebbe in particolare lasciare il tempo al ricorrente di intraprendere i passi 

necessari presso i servizi sociali in Georgia, tra i quali la “Referal Service 

Commission”, per ottenere il sostegno finanziario per le cure mediche che 

non fossero già coperte dall’UHC e per attivare anche il sostegno sociale 

per l’aiuto finanziario, per assicurargli il minimo vitale. 

Pertanto, non si possono seguire le asserite difficoltà circa l’accesso a cure 

mediche di qualità in Georgia ed il loro finanziamento, in quanto diversi 

trattamenti erano già somministrati al ricorrente. Il ricorrente non ha invece 

indicato di aver richiesto l’accesso ai programmi d’aiuto sociale indicati so-

pra (cfr. audizione, D42). Toccherà pertanto allo stesso attivarsi, se vera-

mente necessario, per accedervi al suo ritorno al Paese d’origine. 

8.5.4   Da un punto di vista personale, il ricorrente dispone attualmente di 

un immobile di proprietà in Georgia. In più egli ha usufruito di molti aiuti da 

parte di parenti e amici. In tal senso, si rimanda alle argomentazioni della 

SEM effettuate nella decisione impugnata. Egli ha indicato di non essere 

una persona indifesa socialmente e non viveva sotto la soglia della povertà. 

Inoltre egli era attivo come medico e nel caso in cui la sua salute lo per-

metterà, potrà ricominciare a lavorare in tale ambito. 

8.5.5 Per finire, va osservato che la SEM valuterà in modo definitivo se il 

ricorrente è suscettibile di essere trasferito in Georgia in funzione del suo 

stato di salute poco prima dell’allontanamento. 

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8.5.6  Su tali presupposti, l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente, 

risulta pure essere ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in rela-

zione all’art. 44 LAsi). 

9.  

In ultima analisi, nemmeno risultano esserci degli impedimenti sotto il pro-

filo della possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento, in quanto il ricor-

rente dispone di una carta d’identità tutt’ora valida e potrà procurarsi ogni 

documento indispensabile al rimpatrio, usando la necessaria diligenza 

(art. 8 cpv. 4 LAsi; cfr. DTAF 2008/34 consid. 12). 

10.  

Di conseguenza la SEM, con la decisione impugnata, non ha violato il di-

ritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi); altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va pertanto respinto e la decisione impu-

gnata confermata. 

11. 

Con l'emanazione di questa sentenza le misure supercautelari pronunciate 

il 26 agosto 2025 sono revocate e la domanda di concessione al ricorso 

dell'effetto sospensivo è divenuta priva d'oggetto. 

12. 

Essendo state le richieste di giudizio sprovviste di probabilità di esito favo-

revole al momento dell’inoltro del ricorso, la domanda di assistenza giudi-

ziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali 

(art. 65 cpv. 1 PA) è respinta. 

13.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-

guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

14.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

D-6322/2025 

Pagina 12 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-6322/2025 

Pagina 13 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le misure supercautelari del 26 agosto 2025 sono revocate. 

3.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

4.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico dei ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

 

Data di spedizione: