# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 49e0fed0-dc32-5226-9f45-b4f0ae71e7c3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 04.07.2003 50.2003.12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_50-2003-12_2003-07-04.html

## Full Text

Incarto
  n.

  50.2003.12/KRM

  DAP
  2618/2001

  	
  Bellinzona

  4 luglio 2003

   

  	
  Decisione

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con Carmela Fiorini in
qualità di segretaria per giudicare nella procedura penale avviata con istanza
9 maggio 2003 da

 

	
   

  	
  __________ 

   

   

   

  

 

mediante la quale è chiesta la
revoca dell'espulsione pronunciata con decreto d'accusa n. 2618/2001 del 26
novembre 2001, cresciuto in giudicato;

 

preso atto                          che
con osservazioni 12 giugno 2003 il Procuratore pubblico __________ ha formulato
preavviso negativo alla richiesta;

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto
e in diritto

 

 

che                                    con
decreto di accusa 26 novembre 2001 del Procuratore pubblico __________, __________
è stato dichiarato colpevole di violazione della Legge federale sulla dimora e
il domicilio degli stranieri ed è stato condannato ad una pena di 9 (nove)
giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni
ed alla pena accessoria dell'espulsione dal territorio svizzero per un periodo
di 3 (tre) anni, da espiare;

 

che                                    con
l'istanza che qui ci occupa è chiesta la revoca dell'espulsione;

 

che                                    l'istante
afferma di aver contratto matrimonio a Ginevra con una connazionale il 18 novembre
2002 e che essendo sua intenzione chiedere un'autorizzazione di soggiorno è
necessario revocare l'espulsione;

 

che                                    dagli
atti risulta che nel novembre 2001 il condannato, anziché lasciare il nostro
paese, si è trasferito tranquillamente nel Canton Ginevra, dove risiede da
allora;

 

che                                    il
mancato ossequio della sentenza denota una particolare refrattarietà al
rispetto della legge e dell'ordine pubblico;

 

che                                    siffatto
comportamento non merita protezione;

 

che                                    nulla
modifica il fatto che egli si sia sposato con una connazionale che
beneficerebbe, a suo dire, del permesso C, poiché il matrimonio è avvenuto,
come ha rilevato il Procuratore pubblico, dopo la decisione e mentre
soggiornava illegalmente in Svizzera (a questo proposito si osserva che contro
la decisione penale di espulsione cresciuta in giudicato non è dato ricorso
come invece sembrerebbe affermare il condannato nell'istanza);

 

che                                    pertanto,
la questione della formalizzazione del ricongiungimento famigliare appare del
tutto secondaria rispetto alla legittima tutela dell'ordine pubblico;

 

che                                    l'istanza
deve così essere respinta;

 

visti                                   gli
art. 55 CP; 347 cpv. 1 lett. e,  e cpv. 3 CPP

 

 

pronuncia

 

 

                                        1.  L'istanza
è respinta.

 

                                         2.  La
tassa di giustizia di fr. 100.-- e le spese di fr. 50.-- sono poste a carico
del richiedente.

 

                                         3.  Intimazione:

 

                                             - __________

                                             - Procuratore
pubblico __________

 

 

 

Il
presidente:                                                                              La
segretaria:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvertenza:   contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di
cassazione e revisione penale. Il ricorso deve essere presentato al giudice
della Pretura penale, in triplice esemplare, entro venti giorni dalla
notificazione della sentenza, con la precisa indicazione dei motivi e delle
norme di legge che si ritengono lese.