# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 02175357-380f-5d18-b21e-ebdeb5505e08
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-06-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 26.06.1997 12.1997.186
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1997-186_1997-06-26.html

## Full Text

Incarto n.

  12.97.00186

  	
  Lugano

  26 giugno 1997/cs

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

   

  

 

 

sedente
per statuire nella procedura sommaria per lo sfratto dei conduttori -inc. no. SF.97.00101
della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 5- promossa con istanza 5 maggio
1997 da

 

 

	
   

  	
  __________ 

  __________ 

  __________ 

  tutti
  rappr. da __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

che
il Segretario Assessore, con decreto 11 giugno 1997, ha accolto ordinando al
convenuto di mettere a libera disposizione degli istanti l’appartamento di 3
locali al II piano interno nr. __________, nello stabile sito a __________ in Via __________;

 

appellante
il convenuto il quale, con atto d’appello 23 giugno 1997, chiede di poter
rimanere nell’appartamento, promettendo che non vi saranno più ritardi nel
pagamento della pigione, o in subordine che gli venga concesso il tempo
necessario per trovare un nuovo appartamento;

 

appello
corredato di una domanda di effetto sospensivo che non viene evasa a dipendenza
della presente decisione sul merito;

 

in virtù dell’art. 313bis CPC

 

considerato

 

 

in
fatto ed in diritto 

 

                                         che
con decisione 11 giugno 1997 il Segretario Assessore, rilevando che al rapporto
di locazione era stato regolarmente posto fine per il 30 aprile 1997 in
applicazione dell’art. 257d CO (mora del conduttore) con la disdetta 27 marzo
1997 e che l’ente locato non era stato riconsegnato entro quel termine, ha
senz’altro accolto l’istanza e decretato lo sfratto del convenuto
dall’appartamento di 3 locali al II piano interno nr. __________nello stabile
sito a __________ in Via __________;

 

                                         che
con l’appello in esame il convenuto non contesta che nel caso concreto il
pagamento della pigione sia avvenuto in ritardo, ma si giustifica facendo
riferimento ai suoi frequenti ricoveri in ospedale per motivi di salute in
conseguenza di uno stato depressivo, facendo comunque notare che in 7 anni di
permanenza avrebbe sempre pagato regolarmente l’affitto; chiede pertanto di
poter rimanere nell’appartamento, assicurando che non vi saranno più ritardi
nel pagamento della pigione, oppure che gli venga concesso il tempo necessario
per trovare un altro alloggio confacente alla sua situazione economica; il
tutto, appellandosi alla clemenza di questa Camera;

 

                                         che giusta l’art. 506 CPC
nei casi di cessata locazione o affitto, per qualsiasi motivo, o di comodato,
non avvenendo la riconsegna della cosa locata, affittata o data in comodato, il
locatore può domandare direttamente lo sfratto al Pretore con istanza motivata;

 

                                         che i motivi addotti
dall’appellante non possono comportare la riforma del primo giudizio, in quanto
non criticano l’avverarsi dei presupposti per la concessione dello sfratto, per
altro correttamente esposti dal giudice di prime cure;

 

                                         che, innanzitutto,
l’argomentazione secondo cui il ritardo nel pagamento della pigione sarebbe
stato causato da una sua assenza in ospedale, non sollevata davanti al
Segretario Assessore, è irricevibile in questa sede, trattandosi di un fatto
nuovo e come tale improponibile in appello (art. 321 CPC); la circostanza, in
ogni caso, non è stata minimamente provata;

 

                                         che egli, inoltre, abbia
regolarmente provveduto durante i 7 anni di permanenza nell’ente locato al
pagamento della pigione, non giustifica parimenti una riforma del primo
giudizio, il pagamento della pigione essendo il corrispettivo dovuto al
locatore per la concessione dell’ente locato;

 

                                         che in tali circostanze,
pur tenendo conto dello stato di salute e dei problemi economici asseriti del
convenuto (circostanze, per altro esposte per la prima volta, e quindi irritualmente,
in sede di appello), non vi è alcun valido motivo per respingere la richiesta
di sfratto;

 

                                         che la sua conclamata
disponibilità a pagare regolarmente le pigioni future non muta questo stato di
fatto;

 

                                         che nemmeno la richiesta
formulata in via subordinata, volta all’ottenimento del tempo necessario per la
ricerca di un nuovo alloggio confacente alla sua situazione economica, può
essere accolta, il differimento dello sfratto, implicitamente postulato con
tale argomentazione, non essendo un istituto previsto dalla nostra legislazione
(Cocchi/Trezzini, CPC, N. 4 ad art. 506; IICCA 22 febbraio 1994
in re F./P., 7 aprile 1994 in re H./S., 14 febbraio 1995 in re O./A. SA, 27
giugno 1995 in re R. e F./M., 23 agosto 1995 in re A./P., 24 ottobre 1995 in re
R./P., 5 agosto 1996 in re B./S. SA, 14 ottobre 1996 in re G. SA/ D.);

 

                                         che con lo sfratto
l'autorità giudicante deve accordare all'inquilino il termine strettamente
indispensabile sul piano umanitario e pratico per trovarsi una nuova
sistemazione, mentre eccezionalmente l'autorità di esecuzione dello sfratto può
concedere un termine di moratoria, di breve durata, a condizione però che vi
siano delle ragioni elementari di umanità (malattia grave o decesso
dell'inquilino o di un membro della famiglia, età avanzata o situazione
economica modesta; Droit du bail, n. 3/1991 n. 29; IICCA 14
ottobre 1996 in re G. SA/D.);

 

                                         che, nel caso concreto, il
convenuto ha tuttavia già beneficiato di termini sufficienti per la ricerca di
un nuovo appartamento e per abbandonare i locali (la disdetta essendo datata 27
marzo 1997, con effetto dal 30 aprile 1997) sicuramente superiori a quelli
intesi come di breve durata dalla giurisprudenza;

 

                                         che l’appello deve così
essere respinto già in occasione dell’esame preliminare dell’art. 313bis CPC,
per il che la domanda di concessione di effetto sospensivo diventa priva di
oggetto;

 

                                         che,
per evidenti motivi di economia processuale, non torna conto intimare il
gravame alla controparte per le osservazioni, stante la chiara situazione
giuridica e la necessità di dar corso, con celerità, alla procedura di sfratto
(IICCA 19 settembre 1994 in re F.F. SA/I., 26 settembre 1994 in re
B./S., 23 agosto 1995 in re A./P., 5 agosto 1996 in re B./S. SA);

 

                                         che la tassa di giustizia
e le spese seguono la soccombenza (art. 148 CPC);

 

per i quali motivi

visti gli art. 313bis CPC, 321 CPC e 506 e seg. CPC

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L’appello 23 giugno
1997 __________ è respinto.

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 80.- e le spese di fr. 20.-, da anticipare dall’appellante,
restano a suo carico.

 

                                   3.   Intimazione a:   -    __________

                                         Comunicazione alla
Pretura del distretto di Lugano, Sezione 5.

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                            Il
segretario