# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 06de351e-2387-5b54-8a95-3befcaa4d984
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-11-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.11.2008 A-1841/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-1841-2006_2008-11-03.pdf

## Full Text

Corte I
A-1841/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3  n o v e m b r e  2 0 0 8

Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 
collegio), Jürg Kölliker, André Moser, 
cancelliere Marco Savoldelli.

X._______, 
patrocinata dall'avv. Gabriele Padlina, 
via Lavizzari 19 a, 6850 Mendrisio,
ricorrente,

contro

Ferrovie Federali Svizzere (FFS), 
Divisione infrastruttura, grandi progetti, rumore, 
Schanzenstrasse 5, 3000 Berna 65,
controparte,

Ufficio federale dei trasporti (UFT), 3003 Berna,
autorità inferiore.

Progetto di risanamento fonico ferroviario della tratta 
Immensee-Como S. Giovanni (km 193.508-195.343; 
Comune di Capolago).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

A-1841/2006

Fatti:

A.
Nel 1998 è stato elaborato dalle Ferrovie federali svizzere (FFS, con-
troparte) un progetto di risanamento fonico concernente il Comune di 
Capolago. In seguito, il progetto in questione è stato ritirato.

B.
Il 30 aprile 2004, le FFS hanno nuovamente inoltrato all’Ufficio federa-
le  dei  trasporti  (UFT, autorità  inferiore)  una richiesta  d’approvazione 
dei piani per il risanamento fonico nel Comune di Capolago. Il progetto 
riguardava la tratta compresa tra il km 193.508 e il km 195.343 della 
linea Immensee – Como San Giovanni (I) ed è stato pubblicato presso 
la cancelleria comunale di Capolago dal 1. giugno al 1. luglio 2004. 

C.
Contro il progetto presentato dalle FFS, X._______ ha formulato oppo-
sizione il 24 giugno 2004 in qualità di proprietaria della particella no. 
[...] RFD Capolago, [...]. Con quell'atto, essa postulava in via principale 
che,  limitatamente  al  settore  R2,  il  progetto  venisse  respinto; in  via 
subordinata, domandava una modifica dei piani e degli interventi di ri-
sanamento previsti. L'opponente avanzava inoltre  una richiesta di  ri-
sarcimento  per  deprezzamento  dell'immobile,  diminuzione del  valore 
locativo e perdita  di  guadagno rispettivamente d'immagine ritenendo 
infine necessario l'allestimento di una perizia su una serie di aspetti di-
versi. In via subordinata, chiedeva invece un'indennità per espropria-
zione materiale e per deprezzamento dello stabile e del valore locativo 
dell'immobile (sempre da quantificarsi sulla base di una perizia).

D.
Con decisione del 29 maggio 2006, l’autorità di prima istanza ha re-
spinto le opposizioni interposte, tra cui quella di X._______, e appro-
vato il progetto di risanamento. Nel contempo essa ha accordato delle 
facilitazioni, concernenti segnatamente anche la particella no. [...] RFD 
Capolago.

E.
La  decisione  dell'autorità  di  prima  istanza  è  stata  impugnata  da 
X._______ (ricorrente) con ricorso del 28 giugno 2006 davanti  all'al-
lora  Commissione  di  ricorso  in  materia  d'infrastruttura  e  ambiente 
(CRINAM). Con tale atto la ricorrente postula in via principale, che il 

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progetto venga respinto relativamente al settore R2; in via subordinata, 
chiede che vengano modificati  i  piani  e  gli  interventi  di  risanamento 
previsti. Così come con l'opposizione, la ricorrente domanda infine il 
pagamento di un risarcimento per perdita di valore dell’immobile, di va-
lore locativo e di guadagno in relazione al commercio svolto sullo stes-
so e rinnova la richiesta di allestimento di una perizia. In via subordi-
nata, chiede invece un'indennità per espropriazione materiale, deprez-
zamento dello  stabile  e del  valore locativo dell'immobile  (sempre da 
quantificarsi sulla base di una perizia).

F.
Le prese di posizione della controparte e dell'autorità di prima istanza 
datano del 3 rispettivamente del 5 ottobre 2006. Rilevando che i conte-
nuti del ricorso ricalcano quelli dell'opposizione a suo tempo interpo-
sta, le FFS rinviano alle loro osservazioni del 1. ottobre 2005. L'UFT 
domanda che  il  ricorso venga respinto,  chiedendo il  riconoscimento 
dell'entrata in forza parziale della decisione impugnata per tutte le parti 
del progetto non toccate dal ricorso rispettivamente della mancanza di 
effetto sospensivo del ricorso in relazione con le parti del progetto che 
non hanno un legame diretto con la procedura.

G.
Una volta sentite le parti in causa, con decisione incidentale del 20 no-
vembre 2006, la CRINAM ha accertato l'assenza di effetto sospensivo 
del ricorso riguardo ai settori da L1 a L4 e R1 rispettivamente R3 dei 
piani approvati con la decisione impugnata. Essa ha invece espressa-
mente dichiarato come non cresciuta in giudicato la problematica lega-
ta al rivestimento di un muro di sostegno ad est della ferrovia. La deci-
sione incidentale della CRINAM non è stata ulteriormente impugnata.

H.
Al  momento  dello  scioglimento  della  CRINAM,  il  31  dicembre 2006, 
l'incarto  è  stato  trasmesso al  Tribunale  amministrativo  federale. Con 
scritto del 12 gennaio 2007, quest'ultimo ha confermato la ripresa del 
gravame comunicando la composizione del collegio giudicante. 

I.
Con ordinanza del 27 febbraio 2007 il Tribunale amministrativo federa-
le ha chiesto all'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM, autorità specia-
lizzata) di determinarsi sulla fattispecie, ciò che quest'ultimo ha fatto il 
27 marzo seguente. Con la sua presa di posizione, dopo aver nuova-
mente  evidenziato  i  principali  aspetti  inerenti  al  risanamento  fonico 

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della tratta in questione, l'UFAM conclude che la decisione dell'autorità 
di prima istanza è conforme al diritto ambientale federale.

J.
Corrispondendo anche alla richiesta della ricorrente di essere sentita 
personalmente,  l'8  maggio  2007 è  stato  esperito  il  sopralluogo. Alla 
presenza delle parti, che hanno confermato le proprie richieste e alle-
gazioni, il presidente del collegio ha constatato la topografia dei luoghi 
con  riferimento  alle  singole  opere  previste  dal  progetto  approvato 
dall'autorità  di  prima istanza. Egli  ha quindi  proceduto a un comple-
mento dell'istruttoria formulando una serie di quesiti,  contestualmente 
ai quali ha pure richiesto alla ricorrente l'invio di un piano dell'immobile 
con l'indicazione delle finestre dei locali sensibili al rumore ed alla con-
troparte di una copia di una serie di piani concernenti il progetto elabo-
rato anteriormente, come anche la tabella  del  carico fonico ad esso 
acclusa.

K.
I documenti richiesti sono stati trasmessi allo scrivente Tribunale l'8 e 
l'11 giugno 2007. In luogo di un rilievo dettagliato dei singoli piani com-
ponenti  l'immobile, la ricorrente ha inviato una documentazione foto-
grafica e descrittiva dello stesso.

L.
Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, 
in diritto. 

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale è competente per decidere il 
presente gravame in virtù degli art. 1, 31, 32, 33 e 53 cpv. 2 della leg-
ge federale del 17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF; RS 173.32).

Fatta eccezione per quanto direttamente prescritto dalla LTAF così co-
me da eventuali normative speciali (cfr. art. 37 LTAF e art. 2 e 4 della 
legge  federale  del  20 dicembre 1968  sulla  procedura  amministrativa 
[PA; RS 172.021]), la presente procedura soggiace alla PA.

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1.2 Impugnato con atto tempestivo (art. 22 segg. PA, art. 50 PA), nel 
rispetto  delle  esigenze di  forma e  di  contenuto  previste  dalla  legge 
(art. 52 PA), il provvedimento in esame è una decisione fondata sul di-
ritto pubblico federale ai sensi dell'art. 5 PA emanata nell'ambito di una 
procedura di approvazione dei piani giusta l'art. 18 segg. della legge 
federale del 20 dicembre 1957 sulle ferrovie (Lferr; RS 742.101). 

1.3 Durante  la  pubblicazione  del  progetto,  la  ricorrente  ha  inoltrato 
un’opposizione,  che  è  stata  respinta  per  quanto  ricevibile. L’UFT ha 
inoltre approvato una richiesta di facilitazioni, segnatamente circa l’im-
mobile della  ricorrente. Di  conseguenza, anche la sua legittimazione 
ad inoltrare ricorso è pacifica (art. 48 PA). 

1.4 Nella misura in cui l'oggetto del litigio non oltrepassa le conclusio-
ni formulate durante il termine di pubblicazione (cfr. successive consid. 
7.4 e 9.3; DTF 133 II 30, consid. 2; decisione del Tribunale amministra-
tivo federale A-672/2008 del 4 agosto 2008, consid. 2.2), il ricorso è ri-
cevibilie in ordine e dev'essere esaminato nel merito. 

2.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o incom-
pleto di  fatti  giuridicamente rilevanti  e l’inadeguatezza (art. 49 PA). Il 
Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti 
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (PIERRE MOOR, Droit ad-
ministratif, vol. II, Berna 2002, no. 2.2.6.5.). I principi della massima in-
quisitoria  e dell’applicazione d’ufficio  del  diritto  sono tuttavia limitati. 
L’autorità competente procede infatti spontaneamente a constatazioni 
complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure sol-
levate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 122 V 157 con-
sid. 1a; DTF 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27, consid. 3.3; ALFRED 
KÖLZ/ISABELLE HÄNER, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege 
des Bundes, 2. edizione, Zurigo 1998, no. 674 segg.).

3.

3.1 La legge federale del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell'ambiente 
(LPAmb, RS 814.01), che ha tra i suoi scopi quello di proteggere l'uo-
mo da effetti dannosi e molesti ( art. 1 cpv. 1 LPAmb), prescrive che le 
emissioni – incluse quelle di rumore – devono essere limitate con mi-
sure applicate alla fonte (art. 11 cpv. 1 LPAmb). La valutazione degli 

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effetti dannosi o molesti avviene sulla base di valori limite di immissio-
ne, stabiliti per via d'ordinanza dal Consiglio federale (VLI; art. 13 cpv. 
1 LPAmb). I VLI concernenti il rumore causato dai treni sono contenuti 
nell'allegato  4  dell'ordinanza  del  15  dicembre 1986 contro  l'inquina-
mento fonico (OIF; RS 814.41) e variano a seconda del grado di sensi-
bilità corrispondente alla zona di utilizzazione in cui – secondo le nor-
mative federali, cantonali e comunali sulla pianificazione del territorio – 
è inserito un determinato sedime.

Nel caso un impianto non soddisfi alla LPAmb o a norme ecologiche di 
altre leggi federali, esso deve essere risanato (art. 16 LPAmb).

3.2 A complemento della LPAmb, il 1. ottobre 2000 è entrata in vigore 
la legge federale del 24 marzo 2000 concernente il risanamento fonico 
delle ferrovie (LRFF; RS 742.144), la quale prevede una serie di misu-
re contro l'inquinamento fonico stabilendo pure un ordine tra loro (art. 
1 cpv. 1 LRFF). In base a questa normativa, il risanamento fonico deve 
essere raggiunto: in primo luogo, mediante provvedimenti tecnici volti 
a limitare le emissioni dei veicoli ferroviari; in secondo luogo, mediante 
provvedimenti edili volti a limitare le emissioni di impianti ferroviari fissi 
esistenti,  concentrati  in  via  prioritaria  sulle  tratte  dei  corridoi  hucke-
pack (art. 7 cpv. 5 LRFF); in terzo luogo, mediante provvedimenti d'iso-
lamento acustico sugli edifici esistenti. 

Aspetti  specifici,  riguardanti  segnatamente il  carattere e l'estensione 
delle citate misure, sono infine regolati nell'ordinanza federale del 14 
dicembre  2001  concernente  il  risanamento  fonico  delle  ferrovie 
(ORFF; 742.144.1). Giusta l'ORFF, tra i provvedimenti di risanamento 
volti a limitare le emissioni di impianti ferroviari fissi esistenti si anno-
verano la posa di pareti  antirumore (art. 19 segg. ORFF). I provvedi-
menti di isolamento acustico sugli edifici esistenti sono invece costituiti 
dalla posa di finestre insonorizzate o misure con effetti simili (art. 30 
ORFF). 

3.3 La determinazione delle immissioni foniche avviene in base a livel-
li  di  valutazione stabiliti  nel  cosiddetto piano delle  emissioni (art. 18 
cpv. 1 ORFF; PETER HÄNNI, Lärmsanierung von Eisenbahnen, Baurecht 
[BR]  2005,  pag. 63). Tale piano non si  basa sulla  situazione attuale 
bensì contiene, per ogni segmento di tratta, una previsione delle emis-
sioni foniche al 31 dicembre 2015 (art. 6 cpv. 1 LRFF, art. 17 cpv. 1 
ORFF). Esso prende in considerazione le emissioni di veicoli ferroviari 
risanati come pure l'entità e la struttura del traffico previsti a quella da-

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ta  (art. 6  cpv. 2  LRFF, art.  17 cpv. 2 ORFF; decisione del  Tribunale 
federale 1A.116/2006 dell'8 novembre 2006, consid. 6). Il piano delle 
emissioni ha carattere pubblico e costituisce la base per la determina-
zione di provvedimenti edili di risanamento (art. 6 cpv. 1 LRFF).

3.4 La portata dei provvedimenti di risanamento menzionati è stabilita 
all'art. 7 LRFF. Per gli impianti ferroviari fissi esistenti, devono essere 
di principio ordinati gli interventi edili necessari al rispetto dei VLI (art. 
7 cpv. 1 LRFF; art. 19 cpv. 1 ORFF). L'altezza di costruzioni di prote-
zione fonica non deve superare i 2 m dal limite superiore delle rotaie. 
Se circostanze particolari lo richiedono e per quanto interessi prepon-
deranti non vi si oppongano, l'UFT può però ordinare l'esecuzione di 
pareti antirumore anche più alte (art. 21 ORFF). 

Nel caso il risanamento dovesse causare costi sproporzionati oppure 
interessi pubblici preponderanti lo impongano, segnatamente nel cam-
po della protezione dei siti, della natura e del paesaggio, della sicurez-
za del traffico ferroviario o del suo esercizio, all'art. 7 cpv. 1 LRFF può 
essere  derogato  (decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale 
A-672/2008  del  4  agosto  2008,  consid. 4;  A-8698/2007  del  4  luglio 
2008, consid. 5; A-1836/2006 del 12 febbraio 2007, consid. 7). Di nor-
ma, i costi di costruzioni di protezione fonica sono ritenuti proporzio-
nati se il rapporto tra i costi delle opere e i benefici per la popolazione 
interessata è pari al massimo ad un coefficiente di 80 (art. 20 cpv. 1 
ORFF,  che  rinvia  all'allegato  3  della  stessa;  PETER HÄNNI,  op.  cit., 
pag. 63 seg.). Essi vengono interamente assunti dalla Confederazione 
(art. 8 LRFF). 

3.5 Se i  VLI  continuano ad  essere  superati  anche dopo  aver  preso 
provvedimenti edili proporzionati volti a limitare le emissioni di impianti 
ferroviari esistenti, le normative in vigore prevedono che i proprietari di 
edifici  esistenti  – ovvero, di  manufatti  il  cui  permesso di  costruzione 
era esecutivo il 1. gennaio 1985 (art. 10 cpv. 4 LRFF) – sono tenuti a 
isolare le finestre dei locali sensibili al rumore o a prendere provvedi-
menti edili analoghi. In simili circostanze, la Confederazione corrispon-
de loro, a fondo perso, il 50% dei costi sostenuti (art. 10 cpv. 2 LRFF). 
Nel caso siano superati anche i valori di allarme, i costi vengono per 
contro assunti interamente (VLA; art. 10 cpv. 1 e 2 LRFF). Per quanto 
riguarda le camere da letto, l'ORFF riconosce inoltre al proprietario i 
costi per l'installazione di ventilatori insonorizzati (art. 31 cpv. 1 lett. b 
ORFF).

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In base alla decisione di approvazione dei piani passata in giudicato, i 
Cantoni stabiliscono quali locali, in cui siano superati i VLI o i VLA, va-
dano considerati sensibili al rumore (art. 32 cpv. 1 ORFF). Previa ap-
provazione dei Cantoni, i proprietari possono adottare anche misure di 
isolamento acustico differenti, a condizione che esse consentano di ri-
durre in misura equivalente il rumore all'interno dei locali (art. 32 cpv. 3 
ORFF). Anche in tal  caso, la Confederazione corrisponde al  proprie-
tario comunque unicamente i costi fino ad un importo massimo uguale 
a quelli che insorgerebbero per l'installazione di finestre insonorizzate 
(art. 31 cpv. 1 lett. a ORFF). 

4.
La ricorrente contesta la  decisione di  approvazione dei  piani  del  29 
maggio 2006 dell'UFT. 

Come visto, essa domanda: in via principale,  che la stessa venga re-
spinta (recte: annullata) relativamente al settore R2; in via subordinata, 
che vengano modificati i piani e gli interventi di risanamento previsti. A 
sostegno di entrambe le sue richieste, la ricorrente censura sia la va-
lutazione degli  aspetti  fonici  alla  base del  progetto (consid. 5-6),  sia 
l'esecuzione dei provvedimenti  edili  pianificati  sugli  impianti  ferroviari 
fissi esistenti (consid. 7-8), sia le misure d'isolamento acustico previste 
sul suo immobile (consid. 9). 

A complemento del ricorso, essa denuncia infine l'omissione da parte 
dell'UFT della trattazione della problematica delle crescenti vibrazioni 
dovute alla ferrovia (consid. 10), chiede che le venga riconosciuto il di-
ritto ad un risarcimento per perdita di valore dell’immobile, di valore lo-
cativo e di guadagno in relazione al commercio svolto sullo stesso. In 
subordine,  postula  il  riconoscimento  un'indennità  per  espropriazione 
materiale (consid. 11).

5.
Preliminarmente, la ricorrente critica l'applicazione dell'ORFF al caso 
in  esame. Essa ritiene,  senza  per  altro  sostanziare  ulteriormente  la 
sua censura, che il  richiamo a tale normativa da parte dell'UFT per-
metta di eludere la LPAmb. 

A torto. La ricorrente in effetti non considera che l'ORFF basa a sua 
volta sulla LRFF che, quale legge più recente e specifica (art. 1 cpv. 1 
LRFF), ha precedenza sull'applicazione della LPAmb (decisione della 
Commissione  di  ricorso  del  Dipartimento  federale  dell'ambiente,  dei 

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trasporti, dell'energia e delle comunicazioni A-2002-10 dell'11 febbraio 
2003, consid. 14.6).

Sempre preliminarmente, con riferimento all'art. 2 dell'allegato 3 OIF, 
la ricorrente invoca l'applicazione al caso in esame di limiti di pianifica-
zione pari a 55dB di giorno e 45 dB di notte.

Anche in  questo  caso,  a torto. Contrariamente  a quanto  vale per  la 
costruzione di nuovi impianti fissi – per cui fanno effettivamente stato i 
valori  di  pianificazione (art. 25 cpv. 1 LPAmb) –, la valutazione degli 
effetti  dannosi  o  molesti  di  impianti  fissi  esistenti  su  edifici  e  la  ne-
cessità di un eventuale risanamento avviene infatti sulla base dei VLI, 
stabiliti  –  per  quanto  riguarda  il  rumore  dei  treni  –  nell'allegato  4 
dell'OIF (l'allegato 3, citato dalla ricorrente, concerne per contro il ru-
more ingenerato dal traffico stradale). Per un immobile sito in una zona 
con grado di sensibilità II, come la particella no. [...] RFD Capolago, i 
VLI  si  attestano  a  60  dB  di  giorno  e  a  50dB  di  notte.  Tali  limiti 
costituiscono nel caso in esame il punto di riferimento per la valutazio-
ne degli effetti dannosi giusta l'art. 13 cpv. 1 LPAmb e della necessità 
di risanamento giusta l'art. 16 LPAmb rispettivamente giusta la LRFF e 
l'ORFF, normative emanate a suo complemento. 

6.
Per quanto riguarda il  progetto vero e proprio approvato dall'UFT, la 
ricorrente ne contesta innanzitutto la tabella del carico fonico. Essa po-
stula una sua verifica ed un suo aggiornamento giusta l'art. 5 ORFF, a 
suo dire violato dall'autorità di prima istanza. In sostanza, la ricorrente 
denuncia un accertamento lacunoso dei  valori  determinanti  da parte 
delle FFS e la necessità di un loro aggiornamento, sostenendo che la 
prova che i dati sul carico fonico su cui basa il progetto non sono at-
tendibili sarebbe data dal fatto che tra la prima e la seconda pubblica-
zione non solo non vengono registrati aumenti dei valori riportati nella 
tabella  –  ciò  che andrebbe messo in  relazione con l'incremento  del 
traffico avvenuto nel frattempo –,  bensì  si  può constatare addirittura 
una loro inspiegabile diminuzione. 

6.1 Sennonché, una simile argomentazione risulta essere errata. Essa 
non tiene infatti conto del fatto che – sebbene l'art. 38 cpv. 1 OIF pre-
veda in via generale che le immissioni foniche possano essere definite 
tramite misurazioni – in ambito di risanamento fonico delle ferrovie la 
determinazione delle immissioni foniche su singole particelle avviene 

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in  base a previsioni  per l'orizzonte di  pianificazione 2015,  contenute 
nel piano delle emissioni (art. 6 cpv. 1 LRFF; art. 17 cpv. 1 ORFF).

Queste previsioni vengono calcolate con l'ausilio del modello svizzero 
delle emissioni e delle immissioni per il calcolo del rumore ferroviario 
(SEMIBEL), metodo espressamente riconosciuto dalla giurisprudenza 
come conforme alla legge (decisione della Commissione federale di ri-
corso in materia d'infrastrutture e ambiente [CRINAM] A-2004-117 del 
26 aprile 2006, consid. 21, confermata dal Tribunale federale con giu-
dizio dell'8 novembre 2006 [menzionato inc. 1A.116/2006]; PETER HÄNNI, 
op. cit., pag. 64 seg.).

Date queste premesse, è del tutto normale che dal paragone delle ta-
belle del carico fonico annesse ai due progetti delle FFS – quello pre-
cedente e quello attuale – non emergano differenze di rilievo dovute 
all'aumento del  traffico ferroviario. Giusta gli  art. 6  cpv.1 LRFF e 17 
cpv. 2 ORFF, entrambe ne tengono infatti già implicitamente conto. Di-
verso è per contro il discorso per quanto riguarda i provvedimenti edili 
antirumore previsti dai due progetti. Quantunque basati sui dati elabo-
rati  con  il  modello  SEMIBEL,  essi  –  differenziandosi  per  altezza  e 
struttura – hanno infatti concreta influenza sulla valutazione dei valori 
di  immissione fonica pronosticati  per il  2015. Di qui  – considerate le 
variazioni  a livello della costruzione delle pareti  antirumore tra i  due 
progetti, evidenziate in sede di sopralluogo e confermate con l'invio dei 
piani  richiesti  l'8 giugno 2007 – anche la flessione dei dati  contenuti 
nella tabella del carico fonico del 2004 rispetto a quelli di due anni pri-
ma. 

6.2 Per quanto riguarda la possibilità di eseguire delle vere e proprie 
misurazioni complementari a quelle ottenute applicando SEMIBEL, oc-
corre infine aggiungere che, per giurisprudenza, essa è riconosciuta 
solo se vi siano situazioni di rumore o di propagazione acustica parti-
colari:  segnatamente,  quando  attraverso  l'applicazione  del  modello 
SEMIBEL non sia possibile procedere a calcoli  sufficientemente pre-
cisi (ad esempio a causa di rilevanti problemi di riflessione) o quando 
– oltre al rumore del passaggio dei treni – si registrino altre fonti di ru-
more legate all'attività ferroviaria (come in presenza di stazioni di smi-
stamento di una certa importanza), che costituiscono la fonte di una ri-
levante  parte  del  rumore totale (cfr. decisione del  Tribunale  ammini-
strativo federale A-8698/2007 del 4 luglio 2008, consid. 5.4; decisione 
della CRINAM A-2005-284 del 26 luglio 2006, consid. 9; cfr. inoltre la 

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specifica pubblicazione edita dall'UFT “Lärmsanierung der Eisenbah-
nen – Leitfaden für die Projektierung baulicher Massnahmen”, Berna 
2003, pag. 13). Così però non è nel caso in esame. La ricorrente non 
indica  infatti  concretamente  nessuna situazione  specifica,  nel  senso 
inteso dalla giurisprudenza, che giustifichi l'esecuzione di tali misura-
zioni. 

Contrariamente a quanto da lei sostenuto, occorre pertanto concludere 
che il calcolo del carico fonico su cui basa la decisione di approvazio-
ne dei piani qui impugnata è conforme alle normative federali in mate-
ria. In conseguenza, a conferma della decisione dell'UFT, la richiesta 
di  procedere  a  nuove  misurazioni  rispettivamente  all'allestimento  di 
una perizia fonica dev'essere respinta.

6.3 Un aggiornamento dei dati sul carico fonico non è per altro neces-
sario neppure alla luce della pianificazione di eventuali nuovi progetti 
ferroviari quali – per prendere l'esempio citato dalla ricorrente – quello 
della nuova tratta tra Mendrisio e l'aeroporto italiano della Malpensa. 
Eventuali provvedimenti di protezione fonica complementari su tronchi 
esistenti,  dovuti  a  nuovi  progetti  non ancora contemplati  dalla  LRFF 
(cfr. allegato 2 della stessa), devono infatti essere considerati durante 
una procedura di approvazione dei piani ad hoc (cfr. messaggio del 1. 
marzo 1999 concernente il risanamento fonico delle ferrovie, Foglio fe-
derale  [FF] 1999, 4234 segg., 4241). La problematica sollevata esula 
quindi dai contenuti della procedura che ci occupa.

7.
Per quel che attiene alla costruzione dei provvedimenti edili pianificati 
dalle FFS giusta l'art. 1 cpv. 2 lett. b LRFF, poiché munita di porte di si-
curezza, la ricorrente mette innanzitutto in dubbio l'efficacia della pa-
rete no. 16 (consid. 7.1). Essa censura quindi l'altezza della parete no. 
17. In proposito, considera insufficienti i 2 m previsti dal progetto, per 
una lunghezza di 73 m complessivi, invocando la necessità di combat-
tere l'inquinamento fonico (consid. 7.2). Oltre al suo innalzamento, la 
ricorrente domanda che la parete no. 17 venga coperta con materiale 
fonoassorbente da entrambi i lati, onde evitare il rumore riflesso dalla 
strada che scorre davanti al suo immobile (consid. 7.3). Con riferimen-
to alla contigua parete no. 18, prevista di un'altezza di 2,5 m per una 
lunghezza  di  29  m,  essa  denuncia  infine  la  scelta  dell'UFT  di  non 
entrare nel merito delle proposte formulate dagli specialisti paesaggisti 
a  suo tempo interpellati  (cfr. doc. 2  prodotto  dalla  controparte),  che 

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proponevano un ricupero  qualitativo dell'area  della  stazione (consid. 
7.4). 

7.1 Per quanto ammissibile, poiché con la decisione incidentale resa il 
20 novembre 2006 – in  base alle  conclusioni  tratte  in  via  principale 
dalla ricorrente – la CRINAM ha infatti  accertato l'assenza di  effetto 
sospensivo  del  ricorso  anche  per  quanto  concerne  il  settore  R1,  la 
censura riguardante la parete no. 16 è priva di fondamento. Alla luce 
della delucidazione fornita da controparte in sede di sopralluogo, se-
condo cui, salvo incidenti, queste porte verranno utilizzate solo in caso 
di lavori di manutenzione, e del fatto che il materiale di cui sono com-
poste tali porte è anch'esso fonoassorbente come il resto della parete, 
non vi sono infatti elementi concreti che possano fare dubitare della lo-
ro qualità. L'idoneità dei materiali  utilizzati  è stata per altro esplicita-
mente confermata, sempre durante il sopralluogo, dall'autorità specia-
lizzata, la quale ha sottolineato che tutte le pareti antirumore vengono 
costruite  con materiali  collaudati  e  approvati  dall'EMPA (Eidgenössi-
sche Materialprüfungs- und Forschungsanstalt). 

7.2 Per quanto riguarda l'innalzamento della parete no. 17, va osser-
vato quanto segue.

7.2.1 Giusta l'art. 21 ORFF, l'altezza delle costruzioni di protezione fo-
nica non deve di norma superare 2 m dal limite superiore delle rotaie. 
L'UFT può ordinare la costruzione di protezioni foniche più alte, solo 
se “circostanze particolari” lo richiedano. 

L'ORFF non specifica in cosa queste circostanze concretamente con-
sistano. Il  concetto di  “circostanze particolari”  contenuto nella norma 
citata è una cosiddetta nozione giuridica indeterminata, che deve es-
sere interpretata di caso in caso, nel rispetto delle peculiarità della sin-
gola fattispecie. 

Per  costante  giurisprudenza,  l'aspetto  della  corretta  applicazione  di 
una nozione giuridica indeterminata costituisce una questione di dirit-
to, che, come tale, il Tribunale amministrativo federale è chiamato a ve-
rificare con pieno potere d'esame (al riguardo cfr. però DTF 133 II 35, 
consid. 3, che sottolinea come in presenza di questioni tecniche speci-
fiche questo principio possa essere relativizzato).

7.2.2 Per garantire un'applicazione unitaria ed escludere disparità di 
trattamento, proprio sulla base delle sue conoscenze tecniche specifi-

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che, l'UFT ha elaborato in proposito una guida per la progettazione di 
misure edili (l'edizione 2003, cui viene in seguito fatto riferimento, è di-
sponibile solo in tedesco e francese). Nonostante l'estensione del po-
tere d'esame di cui gode e l'assenza di effetto vincolante della pubbli-
cazione citata nei suoi confronti, nella misura in cui permette una cor-
retta interpretazione dell'art. 21 cpv. 2 ORFF nel caso singolo, lo scri-
vente Tribunale ritiene se ne debba tenere conto anche in questa sede 
(cfr. analogamente la decisione della CRINAM A-2005-36 dell'11 luglio 
2006,  consid. 12.2;  ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN,  Allge-
meines  Verwaltungsrecht,  5.  edizione,  Zurigo/Basilea/Ginevra  2006, 
no.  128;  PIERRE TSCHANNEN/ULRICH ZIMMERLI,  Allgemeines  Verwaltungs-
recht, 2. edizione, Berna 2005, pag. 194, no. 29).

Conformemente alla menzionata guida dell'UFT (disponibile sul sito uf-
ficiale dell'UFT [www.bav.admin.ch  ] e prodotta anche in occasione del 
sopralluogo), sono date “circostanze particolari” giusta l'art. 21 ORFF, 
in caso di adempimento cumulativo delle seguenti condizioni: (1) il li-
vello sonoro d'emissione valutato conformemente al piano delle emis-
sioni (previsioni 2015) per la sezione in oggetto si situa almeno a 77 
dB (di giorno) rispettivamente a 67 dB (di notte); (2) la zona da proteg-
gere è costruita e principalmente di carattere residenziale; (3) la misu-
ra antirumore concerne un numero rilevante di unità abitative (una de-
cina, circa una trentina di persone); (4) la situazione acustica è parti-
colarmente svantaggiosa (ad esempio, quando la distanza tra la fonte 
del rumore e la parete è importante  [superiore ad 8-10 m]; quando il 
settore da proteggere risulta essere rialzato rispetto alla fonte del ru-
more rendendo inefficace o quasi una parete alta solo 2 m; oppure, se 
gli edifici situati nel comparto da proteggere sono alti almeno 3 piani 
oltre al piano terreno). 

In presenza delle condizioni citate, e data l'effettiva possibilità di pro-
cedere ad un innalzamento, per costruire una parete antirumore più al-
ta di 2 m occorre inoltre che con la costruzione di una parete di altez-
za standard non possa già essere raggiunta una riduzione del carico 
sonoro di più del 60% e che la sua elevazione abbia quale conseguen-
za una sua effettiva ulteriore riduzione (cfr. ancora la decisione della 
CRINAM dell'11 luglio 2006, consid. 12.3).

7.2.3 Pur tenendo conto del fatto che l'edificio che si erge sulla parti-
cella no. [...] RFD Capolago consta di tre piani, cui va ad aggiungersi 

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http://www.bav.admin.ch/

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un  piano  mansardato  [...],  tali  condizioni  non  sono  nella  fattispecie 
rispettate. 

Come  osservato  dall'UFT  nella  decisione  impugnata  –  confermato 
dall'UFAM in qualità di autorità specializzata, ribadito in occasione del 
sopralluogo e per altro non contestato dalla ricorrente che si limita a 
sostenere  la  propria  richiesta  di  innalzamento  con considerazioni  di 
carattere generale –, nel caso in esame le pareti pianificate dalle FFS 
con un'altezza di 2 m – tra cui la no. 17 – assicurano infatti una buona 
schermatura  del  settore  interessato,  garantendo  una  riduzione  della 
massa fonica del 64%. Inoltre, superamenti del valori fonici legali sus-
sistono solo per 4 edifici, compreso quello di proprietà della ricorrente. 
Infine, il quartiere interessato e lo stabile in questione neppure si tro-
vano in una situazione acustica specialmente sfavorevole: la topografia 
dell'area è piatta e la parete in questione potrà essere installata già a 
4 m dalla fonte del rumore. 

Alla luce di quanto precede, anche su questo punto il ricorso risulta in-
fondato. In questo senso, contrariamente a quanto sostenuto dalla ri-
corrente,  la  decisione  impugnata  non  è  affatto  incongruente,  bensì 
conforme ai criteri di cui agli art. 19 segg. ORFF.

7.3 Per quanto riguarda la richiesta di  dotare la parete no. 17 di  un 
rivestimento fonoassorbente pure sul lato della strada – solo somma-
riamente motivata dalla ricorrente facendo riferimento a un parere da 
lei stessa fatto allestire da un suo consulente – nella decisione impu-
gnata  essa è  stata  respinta  ritenendo che la  grande distanza tra la 
strada e i  ripari  fonici non lo giustifichi  né dal profilo acustico né da 
quello  economico. Dal  punto  di  vista  acustico,  l'opinione  dell'UFT è 
condivisa dall'autorità  specializzata la  quale, pur non escludendo un 
possibile effetto di riflessione del rumore causato dal traffico stradale 
durante  la  giornata,  lo  quantifica  nell'ordine di  0,5-1 dB, ritenendolo 
trascurabile e, ad ogni modo, non percepibile dall'orecchio umano.  

Facendo riferimento alla giurisprudenza sviluppata dalla CRINAM ed 
esercitando il suo potere di apprezzamento anche in merito alle prove 
offerte  (decisione  della  CRINAM  A-2005-259  del  7  novembre  2006, 
consid. 10.3 rispettivamente DTF 133 II  35,  consid. 3),  tenuto conto 
degli  aspetti  acustici  indicati,  confermati  dall'autorità  specializzata, 
come pure dei maggiori costi che un simile intervento cagionerebbe – 
non contestati e quantificati dall'UFT in fr. 73'000.-- – questo Tribunale 

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non  ravvisa  nessun  motivo  valido  per  discostarsi  dalla  conclusione 
tratta dall'autorità inferiore. 

7.4 Infine, la censura riguardante l'area della stazione – che concerne 
piuttosto le pareti no. 19 e 20 che la no. 18 (decisione impugnata, pag. 
27)  –  dev'essere  dichiarata  irricevibile. Come visto,  nell'ambito  della 
procedura di  risanamento fonico rispettivamente dell'approvazione di 
piani di impianti ferroviari,  l'oggetto del litigio è infatti  delimitato dalle 
conclusioni formulate durante il termine di pubblicazione e non può es-
sere ampliato nel quadro della procedura di  ricorso (DTF 133 II 30). 
Non vertendo l'opposizione della ricorrente su tali pareti, la censura da 
lei formulata col ricorso non fa parte dell'oggetto del litigio. In via ab-
bondanziale, può comunque essere rilevato che la decisione dell'au-
torità di non considerare la variante indicata dagli specialisti interpellati 
è fondata. Di carattere paesaggistico-pianificatorio, tale proposta, non 
rientra  in  effetti  nei  provvedimenti  edili  volti  all'osservanza  dei  VLI 
giusta l'art. 7 LRFF rispettivamente gli art. 19 segg. ORFF.

8.
Sempre per quel  che attiene alla costruzione dei provvedimenti  edili 
prevista dalle FFS, però per il comparto oltre la ferrovia, la ricorrente 
denuncia un possibile effetto di riflesso della parete no. 9 sul suo im-
mobile  e chiede pertanto un rivestimento fonoassorbente del muro di 
sostegno a confine con la strada cantonale.

8.1 Questa censura è stata respinta dall'autorità di prima istanza os-
servando che il muro in esame si trova a una distanza tale dalla fonte 
di rumore ferroviario da non poterne favorire la riflessione. Per il rumo-
re causato dalla strada, essa ha rilevato che detta parete avrà un'al-
tezza di 3 m dalla quota della strada stessa e inoltre sarà fonoassor-
bente su entrambi i lati, pertanto non potrà favorire nessuna riflessio-
ne. Nella sua presa di posizione del 27 marzo 2007, data l'altezza dei 
ripari, anche l'UFAM esclude le conseguenze temute dalla ricorrente. 
Durante il sopralluogo, sia la controparte che l'autorità di prima istanza 
aggiungono infine che la parete no. 9 – così come progettata – avrà 
non già gli effetti temuti, bensì quello di diminuire anche il rumore della 
strada cantonale.

8.2 Se da un lato la giurisprudenza ha da tempo riconosciuto che il 
modello SEMIBEL non tiene conto di fenomeni di riflessione, risulta al-
trettanto pacifico che fenomeni di questo tipo sono normalmente tra-
scurabili ed assumono un qualche rilievo solo in presenza di situazioni 

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particolari,  segnatamente in presenza di  una schermatura del suono 
diretto su un punto specifico da parte di un ostacolo (cfr. decisioni del-
la CRINAM A-2002-60  del 17 dicembre 2003, consid. 9; A-2004-117 
del 26 aprile 2006, consid. 21.1.1, confermata con giudizio del Tribuna-
le federale 1A.116/2006 dell'8 novembre 2006). Così però non è nel 
caso in esame. La ricorrente non indica nessun fenomeno del genere 
appena descritto, bensì si limita a denunciare un possibile effetto di ri-
flesso della parete no. 9 sul muro in oggetto. Elementi in tal senso non 
emergono  per  altro  neppure  dall'incarto.  Al  contrario  essi  vengono 
esplicitamente esclusi sia dall'autorità di prima istanza che dall'autorità 
specializzata interpellata. 

8.3 Per quanto detto – in particolare, sulla scorta del parere formulato 
dall'UFAM in qualità di autorità specializzata (DTF 133 II 35, consid. 3; 
decisione  del  Tribunale  federale  1A.116/2006  dell'8  novembre  2006, 
consid. 6) –, anche quest'ultima censura circa i provvedimenti edili ap-
provati dall'UFT dev'essere respinta.

9.
Oltre che sugli aspetti fonici e sui provvedimenti edili sugli impianti di 
proprietà delle FFS, le censure della ricorrente vertono sulle facilitazio-
ni accordatele. Sostenendo la violazione dei VLA, essa postula la co-
pertura del 100% dei costi causati dalla realizzazione di provvedimenti 
edili sull'edificio di sua proprietà. Anche se solo implicitamente, in ag-
giunta a quelli per la posa di finestre fonoisolanti, la ricorrente chiede il 
riconoscimento  della  rifusione  dei  costi  per  lavori  di  incremento  del 
grado di  fonoschermatura del tetto e per l'installazione di  impianti  di 
condizionamento, in luogo di semplici ventilatori.

9.1 Per quel che riguarda la copertura dei costi dovuti a provvedimenti 
d'isolamento acustico, le richieste avanzate dalla ricorrente sono infon-
date. Sulla base delle risultanze istruttorie, va infatti confermato quan-
to rilevato dall'UFT, ovvero che, una volta messi in atto i provvedimenti 
tecnici volti a limitare le emissioni dei veicoli ferroviari rispettivamente i 
provvedimenti edili volti a limitare le emissioni di impianti ferroviari fissi 
esistenti, in tutto il settore R2 risultano oltrepassati – per i piani supe-
riori di alcuni edifici, tra cui quello della ricorrente – unicamente i VLI. 
Non superati attualmente, i VLA non verranno per contro superati nep-
pure in futuro. Per questo motivo, alla fattispecie deve essere applicato 
non già l'art. 33 cpv. 1 lett. a ORFF, come postulato dalla ricorrente, 
bensì l'art. 33 cpv. 1 lett. b ORFF, che riconosce unicamente il rimbor-

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so del 50% della spesa come correttamente fatto dall'autorità di prima 
istanza nella decisione impugnata.

9.2 In merito ai provvedimenti, i cui costi la ricorrente chiede vengano 
coperti, occorre anche in questo caso confermare la decisione presa 
dall'UFT che le  ha riconosciuto la  possibilità  di  procedere al  risana-
mento acustico del suo edificio tramite l'installazione di finestre inso-
norizzate oppure – e quindi  alternativamente – per mezzo di  misure 
con effetti simili, concedendo la rifusione di costi per la pianificazione 
e  la  realizzazione  di  tali  misure  o  misure  analoghe  per  un  importo 
massimo – in casu, in ragione del 50% – equivalente ai costi causati 
per  l'installazione di  finestre  insonorizzate. Giusta  l'art.  30  ORFF, le 
misure indicate non sono infatti  cumulative. Di  qui  la  conferma della 
decisione  impugnata,  in  base  alla  quale  la  richiesta  della  rifusione, 
oltre che delle spese per l'esecuzione di finestre fonoassorbenti,  an-
che di quelle per un adeguato incremento della fonoschermatura del 
tetto, dev'essere respinta. 

9.3 A titolo cumulativo, la ricorrente potrà però richiedere il risarcimen-
to delle spese per l'installazione di ventilatori  insonorizzati per le ca-
mere da letto (art. 31 cpv. 1 lett. b ORFF). In proposito, irricevibile è 
per conto la richiesta di pagamento delle spese per la posa di veri e 
propri impianti di condizionamento. Per altro chiaramente non prevista 
dalla norma citata, essa è stata infatti formulata per la prima volta du-
rante la  procedura di  ricorso e non può quindi  essere oggetto  della 
presente  vertenza,  la  quale  è  delimitata  dalle  conclusioni  formulate 
con l'opposizione  (DTF 133 II  30,  consid. 2; decisione del  Tribunale 
amministrativo federale A-672/2008 del 4 agosto 2008, consid. 2.2).

9.4 I  progetti  per le misure d'isolamento acustico o di  provvedimenti 
equivalenti  necessitano,  prima  della  realizzazione,  dell'approvazione 
da parte delle competenti autorità cantonali. L'approvazione vale come 
garanzia  del  contributo  di  cui  all'art. 10  cpv. 2 LRFF (art.  32  cpv. 4 
ORFF). L'autorizzazione alla posa di finestre di protezione acustica o 
per l'esecuzione di provvedimenti edili analoghi è rilasciata sulla base 
delle facilitazioni  accordate nella decisione di approvazione dei piani 
passata in giudicato (giurisprudenza delle autorità amministrative della 
Confederazione [GAAC], 67.130, consid. 12), dopo aver verificato per 
quali locali è stabilito un uso sensibile al rumore (art. 13 cpv. 2 LRFF; 
art. 32 cpv. 1 ORFF).

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Ritenuto che, come emerso in sede di sopralluogo, lo stabile dispone 
già di finestre insonorizzate, fatte installare dagli attuali proprietari sul 
finire degli anni '80, l'autorità cantonale dovrà pure controllare se le fi-
nestre già posate siano ancora adeguate. Se così fosse, il loro costo 
originario verrà rimborsato – sempre in ragione del 50% – dietro pre-
sentazione  delle  fatture.  In  caso  contrario,  dovranno  invece  essere 
adattate o sostituite (art. 33 ORFF; allegato 1 OIF; al riguardo, cfr. an-
che la direttiva dell'UFT “Risanamento fonico delle ferrovie – realizza-
zione di misure d'isolamento acustico su edifici esistenti”, Berna 2006, 
p.to 2.5, pubblicazione in cui sono pure elencati gli  standard richiesti 
per i materiali e l'esecuzione dei lavori).

10.
Tra le critiche mosse dalla ricorrente al progetto sottoposto ad appro-
vazione  da  parte  delle  FFS,  vi  è  ancora  quella  dell'omissione  della 
trattazione  delle  problematiche  delle  vibrazioni  e  dell'inquinamento 
atmosferico causati dall'impianto ferroviario. Presentata in sede di op-
posizione, essa è stata riproposta – sollecitando l'allestimento di peri-
zie volte a documentare l'estensione del fenomeno asserito – anche 
con  il  ricorso  contro  la  decisione  di  approvazione  dei  piani  resa 
dall'UFT.

In proposito, l'autorità di prima istanza ha rilevato che tali tematiche – 
e le relative richieste di prove peritali formulate – esulano dalla proce-
dura di approvazione dei piani messa in atto dalle FFS e non è entrata 
in materia riguardo ai rimproveri mossi, dichiarandoli irricevibili. 

La conclusione tratta dall'UFT è corretta. Il progetto sottopostogli con-
cerne infatti il risanamento fonico e non verte invece su altre materie. I 
piani elaborati dalle FFS, sottomessi per approvazione all'UFT giusta 
l'art. 18 segg. Lferr, delimitano in questo senso l'oggetto della procedu-
ra rispettivamente il potere decisionale dell'UFT quale autorità di ap-
provazione (GAAC 70.52, consid. 2; PIERRE MOOR, op. cit., no. 5.7.4.2). 
Anche su questo punto, la decisione impugnata deve essere pertanto 
confermata.

11.
Infine, con l'opposizione davanti all'UFT, quindi nell'ambito della proce-
dura che ci occupa, la ricorrente ha postulato e postula in via principa-
le che le venga riconosciuta un'indennità per deprezzamento dell'im-
mobile di sua proprietà, per diminuzione del valore locativo dello sta-
bile e perdita di  guadagno e d'immagine riconducibili  alle immissioni 

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foniche e alle vibrazioni provenienti dall'impianto ferroviario. In via sub-
ordinata, essa chiede invece un'indennità per espropriazione materia-
le,  deprezzamento  dello  stabile  e  del  valore  locativo  dell'immobile 
(sempre da quantificarsi sulla base di una perizia). Ritenendo che es-
se esulassero dalla procedura di approvazione dei piani, nella decisio-
ne impugnata l'UFT non è entrata in materia sulle richieste presentate, 
rilevando che la competenza per decidere in merito alle stesse spetta 
alla Commissione federale di stima del 13. circondario. 

11.1 Facendo  astrazione dall'aspetto  delle  vibrazioni,  per  cui  vale  il 
rinvio a quanto detto in precedenza (consid. 10), denunciando immis-
sioni foniche eccessive sulla sua particella e quindi chiedendo – in via 
principale – il riconoscimento di un'indennità, la ricorrente fa implicita-
mente valere l'espropriazione di propri diritti di difesa derivanti da rap-
porti  di  vicinato  (cfr. art.  5  della  legge  federale  del  20  giugno  1930 
sull'espropriazione  [LEspr; RS 711];  decisione del  Tribunale  federale 
1E. 21/1999 del 27 agosto 2001, consid. 4;  decisione della CRINAM 
A-2005-259 del 7 novembre 2006, consid. 4).

11.2 Se un'opera di interesse pubblico provoca sui fondi dei vicini im-
missioni eccessive ma inevitabili, rispettivamente evitabili ma solo con 
una  spesa  sproporzionata,  l'autorità  può  effettivamente  espropriare 
formalmente i loro diritti di difesa riconoscendo un'indennità. Nella fat-
tispecie,  trattandosi  di  una  procedura  a  carattere  coordinato  (cfr.  in 
proposito il messaggio concernente la legge federale sul coordinamen-
to e la semplificazione delle procedure d'approvazione dei piani pubbli-
cato in  FF 1998 2021 segg., 2038 segg.;  THOMAS WIPF, Das Koordina-
tionsgesetz des Bundes, Zurigo 2001, pag. 91 segg.), la richiesta del 
riconoscimento di un'indennità a causa di emissioni foniche eccessive, 
deve essere però presentata già nell'ambito della procedura di appro-
vazione del relativo progetto di risanamento da parte delle FFS e, più 
precisamente,  entro  il  termine  di  deposito  dei  piani  (art.  18f  cpv. 2 
Lferr).

11.3 Alla luce di tale norma, la conclusione tratta dall'UFT quindi non 
si  giustifica. Essa infatti  non riconosce che in  base alla  Lferr  spetta 
precisamente a quest'ultimo esprimersi in merito alla domanda a sape-
re se siano dati gli estremi per un'espropriazione di diritti di vicinato o 
meno e che, solo in un secondo tempo, ovvero in caso di risposta po-
sitiva,  si  pone semmai  la  questione dell'indennità  da sottoporre  alla 
competente Commissione federale di stima (art. 18k cpv. 1 Lferr; deci-

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sione del Tribunale federale 1A.108/2006 del 7 novembre 2006, con-
sid. 2.3; PETER HÄNNI, Planungs-, Bau- und besonderes Umweltschutz-
recht,  4.  edizione,  Berna  2002,  pag. 450  seg.;  TOBIAS JAAG/GEORG 
MÜLLER/PIERRE TSCHANNEN,  Ausgewählte  Gebiete  des  Bundesverwal-
tungsrechts, 6. edizione, Zurigo 2006, pag. 26 segg., 34).

Nonostante tale vizio, la  decisione impugnata non deve però essere 
rinviata all'autorità inferiore. Sono infatti date tutte le condizioni, affin-
ché lo scrivente Tribunale possa statuire direttamente in merito (art. 61 
cpv. 1 PA; ALFRED KÖLZ/ISABELLE HÄNER, op. cit., no. 694, decisione della 
CRINAM A-2005-259 del  7 novembre 2006,  consid. 4; decisione del 
Tribunale amministrativo federale A-1836/2006 del  12 febbraio 2007, 
consid. 4). 

11.4 Secondo  la  giurisprudenza  del  Tribunale  federale,  immissioni 
causate dal traffico – anche ferroviario – sono eccessive e danno luo-
go al pagamento di un'indennità espropriativa dei diritti di difesa del vi-
cino quando hanno carattere imprevedibile,  toccano il  proprietario  in 
modo del tutto particolare (principio della specialità) e devono essere 
considerate gravi (DTF 131 II 137, consid. 2; 130 II 394, consid. 7.1; 
128 II 329, consid. 2.1; 123 II 481, consid. 7; 121 II 317, consid. 5a; 
ZEN-RUFFINEN PIERMARCO/GUY ECABERT CHRISTINE,  Aménagement  du terri-
toire, construction, expropriation, Berna 2001, no. 1147 segg.). 

Per la giurisprudenza e la dottrina indicate, alla condizione dell'impre-
vedibilità è adempiuto quando – al momento in cui è stata acquistata 
la proprietà in questione rispettivamente al momento della sua edifica-
zione da parte del  proprietario – quest'ultimo non poteva né doveva 
prevedere la  costruzione o lo  sviluppo dell'impianto per  le  cui  emis-
sioni viene chiesto un risarcimento (ZEN-RUFFINEN PIERMARCO, Expropria-
tion des droits de voisinage: le temps d'indemniser, in: Le temps et le 
droit – Recueil de travaux offerts à la Journée de la Société suisse des 
juristes 2008,  Basilea 2008,  pag. 321 segg.,  335 segg.). Nell'ambito 
del traffico ferroviario, il Tribunale federale ha in proposito rilevato che 
l'importanza  dei  disturbi  creati  era  oggettivamente  riconoscibile 
dall'inizio del secolo scorso (DTF 121 II 334, consid. 6b;  ZEN-RUFFINEN 
PIERMARCO/GUY ECABERT CHRISTINE, op. cit., no. 1153).

11.5 Nell'evenienza concreta, secondo l'estratto del registro fondiario 
acquisito agli  atti,  la particella  no.  [...] RFD Capolago è stata acqui-
stata per compravendita dall'attuale ricorrente  [...]  nel 1959. Indipen-
dentemente  da  eventuali  ulteriori  trapassi  azionari,  assimilabili  alla 

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vendita  dell'immobile  medesimo e  quindi  di  principio  rilevanti  anche 
per l'esame dell'imprevedibilità (DTF 128 II 329, consid. 2) – già a quel 
momento la linea ferroviaria del San Gottardo era in funzione oramai 
da parecchi decenni e neppure si può dire che non fosse prevedibile 
che essa – quale importante asse di transito tra il nord e il sud dell'Eu-
ropa – non potesse guadagnare col tempo ulteriore importanza (DTF 
121 II 333, consid. 6a; 116 Ib 21, consid. 3a;  ZEN-RUFFINEN PIERMARCO, 
op. cit., 331 segg.). La condizione dell'imprevedibilità non risulta per-
tanto adempiuta. 

Visto che in concreto difetta già la condizione dell'imprevedibilità, non 
occorre neppure esaminare se i due ulteriori  requisiti  siano dati. Già 
solo  per  la  mancanza del  requisito  dell'imprevedibilità,  un'espropria-
zione di diritti di vicinato può infatti essere esclusa.

11.6 Per quanto riguarda la domanda di indennità per espropriazione 
materiale formulata in subordine dalla ricorrente, essa dev'essere per 
contro dichiarata irricevibile, poiché non rientra tra le obiezioni di cui 
all'art. 18f cpv. 2 Lferr, sulle quali  è chiamato ad esprimersi  in prima 
battuta  l'UFT  nell'ambito  della  procedura  di  approvazione  dei  piani 
(PIERRE TSCHANNEN/ULRICH ZIMMERLI, op. cit. , pag. 575 seg.).

12.
In conclusione, per quanto ricevibile, il ricorso presentato contro la de-
cisione di approvazione dei piani del 29 maggio 2006 è respinto.

13.
In considerazione dell'esito della lite, giusta l'art. 63 cpv. 1 PA, le spe-
se  processuali  vanno  poste  a  carico  della  ricorrente  soccombente 
(art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
[TS-TAF; RS 173.320.2]). Nella fattispecie, esse vengono stabilite in fr. 
1'500.-- (art. 4 TS-TAF), importo che verrà integralmente compensato 
con l'anticipo spese da lei versato il 30 agosto 2006.

14.
Con riferimento all'art. 7 cpv. 3 TS-TAF, all'UFT non viene riconosciuta 
nessuna indennità per ripetibili.

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A-1841/2006

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:

1.
Per quanto ricevibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, pari a fr. 1'500.--, sono poste a carico della ri-
corrente, soccombente. Ad avvenuta crescita in giudicato del presente 
giudizio,  tale  importo  verrà  integralmente  compensato  con  l'anticipo 
spese da lei versato. 

3.
Non vengono assegnate ripetibili. 

4.
Comunicazione a: 
- ricorrente (atto giudiziario)
- controparte (atto giudiziario)
- segretariato generale DATEC (atto giudiziario)
- autorità inferiore (raccomandata)
- Ufficio federale dell'ambiente (copia per conoscenza; posta A)

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Claudia Pasqualetto Péquignot Marco Savoldelli

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A-1841/2006

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un ter-
mine  di  30  giorni  dalla  sua  notificazione,  nella  misura  in  cui  sono 
adempiute le condizioni di cui agli  art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 
della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17  giugno  2005  (LTF,  RS 
173.110). Gli  atti  scritti  devono essere redatti  in  una lingua ufficiale, 
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed 
essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della par-
te ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 
allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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