# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f4f3317e-9752-553d-b4ab-80be5bf86447
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-04-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.04.2016 32.2015.147
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2015-147_2016-04-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2015.147

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  18 aprile 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 1° ottobre 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 29 settembre 2015 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in
diritto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1983, nel giugno 2014 ha presentato una domanda di prestazioni AI per
adulti (doc. AI 4). 

                                         Con
decisione 8 marzo 2016 l’Ufficio AI ha negato il diritto a provvedimenti
professionali come pure al versamento di una rendita. Contestualmente
l’amministrazione ha diffidato l’as- sicurato ex art. 21 cpv. 4 LPGA ad adattare
l’apparecchio acustico. Contro questa decisione RI 1 ha interposto ricorso il 6
aprile 2016, tutt’ora pendente (inc. 32.2016.34). 

 

                               1.2.   Il
18 giugno 2015 l’assicurato ha inoltrato una richiesta per la fornitura di
mezzi ausiliari (doc. AI 127) e, tenuto conto dell’ipoacusia bilaterale, con comunicazione
24 giugno 2015 l’Ufficio AI gli ha rilasciato la garanzia per il riconoscimento
di un importo forfettario (fr. 1'600.--) di due apparecchi acustici (doc. AI
132) conformemente alla cifra 5.07 OMAI. Pendente è la risposta
dall’amministrazione alla richiesta inoltrata dalla dr.ssa __________, specialista
ORL e chirurgia cervico facciale, il 2 luglio 2015 volta a considerare il caso
del suo paziente come caso di rigore (cfr. cifra 5.07.02* OMAI) con conseguente
aumento dell’importo forfettario (doc. AI 140).    

 

                               1.3.   Su
invito dell’Ufficio AI (doc. AI 34 e 35), il 2 settembre 2014 l’assicurato ha chiesto
l’erogazione di un assegno per grandi invalidi (doc. AI 45). 

 

                                         Dopo
aver acquisito diversi atti medici, tra cui i rapporti 2 settembre 2014, 29
gennaio 2015, 10 giugno 2015 del dr. __________, primario alla Clinica __________
e di chirurgia facciale all’Ospe-dale __________ di __________ (doc. AI 55, 88,
114), quello dell’11 febbraio 2015 (doc. AI 103) ed il succitato del 2 luglio
2015 resi dalla dr.ssa __________ (doc. AI 103), sulla base delle annotazioni del
SMR del 12 novembre 2014, 18 giugno 2015 e 31 agosto 2015 (doc. AI 66, 120,
154), con decisione del 29 settembre 2015, preavvisata il 13 novembre 2014, ha
respinto la richiesta di prestazioni.

                                         A
motivazione del provvedimento l’amministrazione ha rilevato:

 

" 
(…)

Facciamo riferimento alle molteplici osservazioni
inoltrate contro il progetto di rifiuto dell’AGI datato 13.11.2014.

 

Osserviamo innanzitutto la cifra marginale 8066 della Circolare
sull’invalidità e la Grande Invalidità (CIGI) che cita:

“per principio, nel caso di persone audiolese adulte le
condizioni non sono adempiute, ma devono essere accertate per ogni singolo
caso”.

 

Motivo per cui abbiamo provveduto a richiedere
informazioni mediche dettagliate ai vari curanti.

 

Per l’aspetto uditivo lei presenta un caso uditivo di
50 dB alla frequenza di 2KHz che corrisponde ad una ipoacusia di grado medio.
Questo non comporta un’impossibilità di entrare in contatto con l’ambiente,
quindi non vi sono i requisiti.

 

Per concludere lei può mantenere i contatti sociali
senza servizi di terzi forniti in modo regolare e considerevole. Quale prova si
può far riferimento anche ai vari scritti e telefonate che riesce a fare senza
aiuto di terzi. (…)” (doc. AI 162/2)

 

                               1.4.   Contro
la decisione del 29 settembre 2015 l’assicurato ha interposto ricorso al TCA chiedendone
il riesame degli atti con conseguente accettazione della domanda di assegno per
grandi invalidi, un sostegno al reinserimento professionale e sociale e – in
caso di mancato riconoscimento di una grande invalidità – il diritto ad essere
posto al beneficio di una riqualifica professionale. Chiede inoltre la
sospensione di tre funzionari dell’Ufficio AI (dei quali ha fornito il nominativo)
“per incompatibilità e incompetenza per svolgere tale ruolo”, nonché di
denunciare alle competenti autorità penali per razzismo e per discriminazione
di invalidi i tre summenzionati funzionari, la __________, la __________ “ed
altri enti che si spacciano per associazione di aiuto agli invalidi ma che invece
spesso li discrimino”. Riguardo alla grande invalidità l’assicurato sostiene
la necessità dell’aiuto di terzi per andare al bagno a causa di una protesi
all’apparato urinario. Asserisce inoltre di aver avuto bisogno di un
accompagnamento nell'organizzazione della realtà quotidiana poiché la sua grave
ipoacusia bilaterale gli impedisce di mantenere i contatti con l'ambiente esterno.

 

                               1.5.   Con
la risposta di causa del 23 ottobre 2015 l’amministrazio- ne, chiedendo la
conferma della decisione contestata, evidenzia:

 

" 
… poiché l’assicurato, malgrado il
riconosciuto danno alla salute, non necessita di aiuto regolare e considerevole
di terze persone per lo svolgimento degli atti ordinari della vita – tra i
quali stabilire contatti sociali – e non necessita di un accompagnamento
nell’organizzazione della propria realtà quotidiana e ciò nemmeno in assenza
(per il momento) di adeguati apparecchi acustici.

 

Giova qui ribadire che le domande inerenti i
provvedimenti professionali e/o rendita d’invalidità e la fornitura di mezzi
ausiliari (apparecchi acustici) sono tuttora aperte ed in corso di istruttoria,
di conseguenza esulano dalla presente vertenza. (…)” (doc. VII, pag. 5)

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015;
8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).

 

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’assicurato ha diritto ad un assegno per grandi
invalidi. Di conseguenza le richieste di essere posto al beneficio di una
rendita, rispettivamente di una riqualifica professionale esulano dalla
presente procedura, essendo oggetto del pendente ricorso del 6 aprile 2016
contro la decisione 8 marzo 2016 (cfr. consid. 1.1.). Inoltre, questo TCA non è
competente per decidere in merito alla sospensione dei citati tre funzionari
dell’Ufficio AI, come pure d’inoltrare le chieste denunce penali.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 9 LPGA - che ha ripreso la definizione contenuta nell’art. 42 vLAI (cfr.
DTF 133 V 450) - è considerato grande invalido colui, che a causa di un danno
alla salute, ha bisogno in modo permanente dell’aiuto di terzi o di una sorveglianza
personale per compiere gli atti ordinari della vita. La giurisprudenza ha
precisato che l’aiuto di cui abbisogna l’assicurato può essere inteso sia come
aiuto diretto di terzi che come sorveglianza dell’assicurato durante il
compimento degli atti ordinari rilevanti della vita, per esempio quando la
persona che lo sorveglia lo esorta a compiere un atto che rimarrebbe incompiuto
senza l’espresso incitamento di un terzo a causa dello stato psichico
dell’assicurato (cosiddetto aiuto indiretto; cfr. DTF 133 V 463; STF 8 C
479/2007 del 4 gennaio 2008; DTF 121 V 91; 107 V 149).

                                         

                                         Gli
atti ordinari della vita sono i seguenti (cfr. DTF 127 V 97; DTF 125 V 303; DTF
117 V 146 consid. 2.):

 

                                         -  vestirsi/svestirsi

                                         -  alzarsi/sedersi/coricarsi

                                         -  mangiare

                                         -  provvedere
all'igiene personale

                                         -  andare
al gabinetto

                                         -  spostarsi
(in casa e all'esterno) e stabilire contatti.

                                         

                                         Per
atti che permettono di stabilire dei contatti sociali con l'ambiente la giurisprudenza
ha precisato che bisogna intendere il comportamento normale all'interno della
società così come richiesto dall'esistenza quotidiana (DTF 117 V 27 e 146, 105
V 52, 104 V 127).

                                      

                               2.4.   L’art.
42 LAI prevede in particolare che gli assicurati con domicilio e dimora
abituale (art. 13 LPGA) in Svizzera, se sono grandi invalidi (art. 9 LPGA),
hanno diritto a un assegno per grandi invalidi (cpv. 1). 

                                         La
grande invalidità è di grado elevato, medio o lieve (cpv. 2).

                                         È
considerato grande invalido anche chi a causa di un danno alla salute vive a
casa e necessita in modo permanente di essere accompagnato nell’organizzazione
della realtà quotidiana. Chi soffre unicamente di un danno alla salute psichica
ha diritto almeno a un quarto di rendita. Chi ha bisogno unica-mente di essere
accompagnato in modo permanente nell’or-ganizzazione della realtà quotidiana è
considerato grande invalido di grado lieve (cpv. 3).

 

                                         L’art
37 OAI stabilisce che la grande invalidità è reputata di grado elevato
se l’assicurato è totalmente grande invalido. Ciò è il caso quando necessita
dell’aiuto regolare e notevole di terzi per compiere tutti gli atti ordinari
della vita e il suo stato richiede inoltre cure permanenti o una sorveglianza
personale (cpv. 1). 

 

                                         La grande invalidità è di grado medio se l’assicurato, pur munito
di mezzi ausiliari, necessita:

 

                                         a)  di aiuto regolare e
notevole di terzi per compiere la maggior parte degli atti ordinari della vita,

                                         b)  di aiuto regolare e
notevole di terzi per compiere almeno due atti ordinari della vita e abbisogna,
inoltre, di una sorveglianza personale permanente, 

                                         c)   di aiuto regolare e
notevole di terzi per compiere almeno due atti ordinari della vita e abbisogna,
inoltre, di un accompagnamento permanente nell’organizzazione della realtà quotidiana
ai sensi dell’art. 38 OAI (cpv. 2). 

 

                                         Infine,
la grande invalidità è di grado lieve se l’assicurato, pur munito
di mezzi ausiliari:

 

                                         a)  è costretto a ricorrere in
modo regolare e considerevole, all’aiuto di terzi per compiere almeno due atti
ordinari della vita, 

                                         b)
 necessita di una sorveglianza personale permanente, 

                                         c)   necessita, in modo
durevole, di cure particolarmente impegnative, richieste dalla sua infermità, 

                                         d)  a causa di un grave
danno agli organi sensori o di una grave infermità fisica, può mantenere i
contatti sociali con l’ambiente solamente grazie a servizi di terzi forniti in
modo regolare e considerevole, 

                                         e)  è costretto a ricorrere a
un accompagnamento costante nell’organizzazione della realtà quotidiana ai
sensi dell’articolo 38 OAI (cpv. 3).

                                         Per
i minorenni, secondo l’art. 37 cpv. 4 OAI, si considera unicamente il maggior
bisogno d’aiuto e di sorveglianza personale che il minorenne invalido necessita
rispetto a un minorenne non invalido della stessa età. Per calcolare la grande
invalidità dei minorenni, si applicano le direttive dell’allegato III concernenti
il calcolo della grande invalidità determinante dei minorenni (marg. 8086 della
Circolare sull’invalidità e la grande invalidità nell’assicurazione per
l’invalidità [CIGI], nel tenore valido dal 1° gennaio 2011, applicabile nel
caso concreto: SVR 2009 IV nr. 30 p. 85 consid. 4.2.1
[9C_431/2008]; STF 8C_158/2008 del 15. ottobre 2008 consid. 5.2.2).

 

                                         Secondo il marginale
no. 8064 CIGI (Circolare sull’invalidità e la grande invalidità, nella versione
valida dal 1° gennaio 2015) le condizioni di cui all’art. 37 cpv. 3 lett. d OAI
sono adempiute:                      

                                         -  per
ciechi e ipovedenti gravi (N. 8065); 

                                         -  per
bambini gravemente audiolesi che per stabilire il con-tatto con il mondo
circostante hanno bisogno dell’aiuto notevole di terzi (N. 8067); 

                                         -  nel
caso degli invalidi fisici che per la gravità dell’infermità corporale
non sono in grado di spostarsi a una certa distanza dall’abitazione, pur utilizzando
la carrozzella, senza l’aiuto di terzi.

 

                                         Il marginale no. 8066 CIGI stabilisce che: “Per principio,
nel caso di persone audiolese adulte le condizioni non sono adempiute, ma
devono essere accertate per ogni singolo caso (I 114/98)”.

 

                                         Per
quel che concerne l’accompagnamento nell’organizzazio-ne della realtà
quotidiana, l'art. 38 OAI stabilisce che:

 

" 
Esiste un bisogno di
accompagnamento nell'organizzazione della realtà quotidiana ai sensi dell'articolo
42 capoverso 2 LAI quando un assicurato maggiorenne non vive in un'istituzione
e a causa di un danno alla salute:

 

a) non può vivere autonomamente senza
l'accompagnamento di una terza persona:

 

b) non può compiere le attività della vita
quotidiana e intrattenere contatti fuori casa senza l'accompagnamento di un
terza persona; oppure

 

c) rischia seriamente l'isolamento permanente dal mondo
esterno (cpv. 1).

 

Chi soffre unicamente di un danno alla salute psichica
deve avere diritto almeno a un quarto di rendita per essere riconosciuto grande
invalido (cpv. 2).

È considerato unicamente l'accompagnamento
nell'organizzazione della realtà quotidiana che è regolare e necessario in
relazione con le situazioni menzionate nel capoverso 1. Fra queste non rientrano
in particolare le attività di rappresentanza e di amministrazione nel quadro
delle misure di tutela conformemente agli articoli 398-419 del Codice civile
(cpv. 3)."

 

                                         L'accompagnamento nell'organizzazione della realtà
quotidiana, secondo la DTF 133 V 450 (regesto): " non comprende né "l'aiuto (diretto o indiretto)
di terzi per compiere i sei atti ordinari della vita", né "le
cure" e neppure "la sorveglianza". Esso configura una misura di
assistenza complementare e indipendente. La concretizzazione dei casi di
applicazione d'accompagnamento nell'organizzazione della realtà quotidiana da
parte dell'UFAS (cifre marg. 8050-8052 CIGI) è, di principio, materialmente
giustificata e quindi conforme a legge e ordinanza (consid. 9).  La cifra marg.
8053 CIGI non lede il principio della parità di trattamento (art. 8 cpv. 1
Cost.), né il divieto di discriminazione (art. 8 cpv. 2 Cost.), né il divieto
dell'arbitrio (art. 9 Cost.) e neppure la LDis (consid. 6.2).

                                         Nell'ambito
dell'accompagnamento nell'organizzazione della realtà quotidiana a norma
dell'art. 38 cpv. 1 lett. a OAI si deve tener conto dell'aiuto diretto e indiretto
di terzi. Pertanto, la persona accompagnatrice può anche personalmente eseguire
le attività necessarie se la persona assicurata per motivi di salute non è più
in grado di farlo nonostante istruzione o sorveglianza/controllo” (consid.
10.2).

 

                                          Infine, il
marginale no. 8052 CIGI definisce:

                                         “L’accompagnamento
nell’organizzazione della realtà quotidiana è necessario per evitare il rischio
che l’assicurato sia permanentemente isolato dal mondo esterno e che ciò implichi
un considerevole peggioramento del suo stato di salute. Il rischio puramente
ipotetico di un isolamento dal mondo esterno non è sufficiente; l’isolamento e
il conseguente peggioramento dello stato di salute devono piuttosto già essersi
manifestati nell’assicurato. Il necessario accompagnamento nell’organizzazione
della realtà quotidiana consiste in colloqui di consulenza e nell’incitamento a
stringere contatti (p. es. portare l’assicurato a manifestazioni).”

 

                               2.5.   Nel
caso in esame, con riferimento a quanto indicato dall’assicurato nella richiesta
per un assegno per grandi invalidi compilata il 1° settembre 2014, con annotazioni
3 settembre 2014 il dr. __________ del SMR ha rilevato:

 

" 
Questione AGI:

 

-   
il fatto che non dovrebbe far
entrare acqua nelle orecchie non giustifica la necessità di aiuto regolare da
parte di terzi. Per evitare a far entrare dell’acqua è possibile p.es. l’uso di
appositi tappi.

-   
Attualmente l’assicurato non presenta
particolari problemi nel fare i propri bisogni.

-   
Il cambio delle medicazioni era
solo per un tempo limitato di poche settimane.

-   
Pure non giustificata una
sorveglianza personale in assenza di un danno psichico o neurologico.

 

-   
L’assicurato presenta unicamente
una problematica all’udito che non giustifica in se la necessità di
accompagnamento fuori casa. Rimando alla marginale 8066. Nel presente caso
l’assicurato non ha bisogno di un aiuto sostanziale da parte di terzi per
entrare in contatto con l’ambiente circostante. In ogni caso l’attuale
situazione è unicamente passeggera con possibilità di miglioramento con mezzi
ausiliari in particolare protesi acustiche.” (doc. AI 66/1)

 

                                         Con
rapporto 29 gennaio 2015 il dr. __________, ricordato come l’assicurato sia
stato operato ad entrambe le orecchie, ha in particolare fatto presente la
necessità di apparecchi acustici (doc. AI 88), la cui garanzia, come visto, è
stata rilasciata il 24 giugno 2015;

 

                                         L’11
febbraio 2015 la dr.ssa __________, specialista in ORL, attestata una sordità
bilaterale medio grave, sostiene che l’assicurato “ necessita di un aiuto
nelle sue relazioni sociali in quanto non ha la capacità uditiva sufficiente.
In particolare non è in grado di occuparsi delle questioni amministrative a eventuali
sportelli (banca, posta, uffici statali e non) se non ha ausilio di terzi “ (doc.
AI 103)

 

                                         In
data 10 giugno 2015 il dr. __________ ha attestato un miglioramento delle
condizioni dell’assicurato, preannunciando un nuovo intervento operatorio e
l’inizio di una procedura per la fornitura di un apparecchio acustico (doc. AI
114).

 

                                         Esaminato
quest’ultimo rapporto, con annotazioni 18 giugno 2015 il dr. __________ del SMR
ha valutato:

 

" 
(…)

attendere la protetizzazione acustica che sarà fatta
probabilmente verso luglio 2015 (dr.ssa __________) per definire l’esatta
esigibilità lavorativa.

Per quanto concerne la questione AGI l’assicurato
presenta un calo uditivo di 50 dB alla frequenza di 2KHz che corrisponde ad una
ipoacusia di grado medio.

Questo non comporta una impossibilità di entrare in
contatto con l’ambiente, quindi non vi sono i requisiti. (…)” (doc. AI 120/1)

 

                                         Nella
perizia medica uditiva del 18 giugno 2015 la dr.ssa __________ ha definito come
grave l’ipoacusia bilaterale (doc. AI 124). 

 

                                         Infine,
nelle annotazioni 31 agosto 2015 il dr. __________ ha concluso:

 

" 
Per quanto concerne la questione
AGI nel presente caso l’assicurato può mantenere i contatti sociali senza
servizi di terzi forniti in modo regolare e considerevole. Quale prova rimando ai
vari scritti e alle varie telefonate dell’assicurato che riesce a fare senza
aiuto da terzi. Rimando anche alla marginale 8066.” 

(doc. AI 154/1)

 

                                         Da
un attento esame degli atti, questo Tribunale non può che concludere che l’assicurato,
malgrado l’ipoacusia bilaterale, non necessita dell’aiuto di terzi per compiere
un atto ordinario della vita (in particolare quello di stabilire contatti
sociali), tantomeno di un (regolare e considerevole) accompagnamento
nell'organizzazione della realtà quotidiana non avendo in particolare alcun
impedimento di mantenere i contatti con l'ambiente esterno.

 

                                         In
particolare, nelle succitate annotazioni 12 novembre 2014 il medico del SMR ha
pertinentemente rilevato che il fatto che l’assicurato debba porre attenzione a
non far entrare l’acqua nelle orecchie non significa certamente che per fare il
bagno/doccia egli necessiti di aiuto di terzi, tant’é che basta un semplice
accorgimento, quale ad esempio l’utilizzo di appositi tappi alle orecchie, per
espletare il succitato atto da solo. L’assicurato ha indicato che nel novembre
1983 è stato operato all’apparato urinario, con l’inserimento di un uretere in
plastica, ciò che, come giustamente valutato dal SMR, non necessita l’aiuto di
terzi per l’espletamento dell’atto relativo a “fare i propri bisogni” (punto
no. 4.1.5 del formulario; doc. AI 45/3).

 

                                         Venendo
alla problematica dell’udito, nella decisione contestata è stato indicato un
calo uditivo di 50 db alla frequenza 2KHZ corrispondente ad una ipoacusia di
grado medio, così come sostenuto dalla dr.ssa __________ nel citato scritto 11
febbraio 2015 (doc. AI 103), mentre nel rapporto relativo alla perizia acustica
del 18 giugno 2015 essa ha indicato una grave ipoacusia bilaterale (doc. AI
140). 

 

                                         A
prescindere dal grado di gravità dell’ipoacusia, nelle citate annotazioni 31
agosto 2015 rettamente il dr. __________ del SMR ha fatto presente che l’ipoacusia
bilaterale non gli causa difficoltà nel mantenimento dei contatti sociali, né
la necessità di un regolare e considerevole accompagnamento nell’organiz- zazione
della realtà quotidiana, in particolare per quel che concerne il rischio
d’isolamento permanente dal mondo esterno.

                                         Prova
ne sono le numerose email, lettere e documentazione inviate in copia
dall’assicurato all’Ufficio AI e da lui scritte senza l’aiuto di terzi. Ad
esempio, l’email 14 novembre 2014 di contestazione del progetto di decisione (doc.
AI 68), le ricerche di lavoro (doc. 69/15- 19), le successive email del 19, 23
novembre 2014 (doc. AI 72, 74), il ricorso 20 novembre 2014 al Consiglio di
Stato contro la decisione di diniego di una borsa di studio (doc. AI 76). Da
segnalare anche le email 23 giugno 2015 (doc. AI 126), del 14 luglio 2015 (doc.
AI 141), 17 luglio 2015 (doc. AI 142), 8 settembre 2015 (doc. AI 157) e da
ultimo quella del 2 ottobre 2015 (tramessa pendente causa dall’Ufficio AI; doc.
VI) nelle quali, oltre ad allegare una nutrita documentazione, ha disquisito
sulle norme di legge applicabili, facendo riferimento anche a direttive. Vanno
poi menzionati i diversi esposti al Procuratore Pubblico nel periodo giugno –
agosto 2014 (doc. AI 141/27 -33). 

                                         

                                         Va
inoltre fatto presente che nella valutazione sulla necessità di aiuto di terzi
è da considerare l’utilizzo di mezzi ausiliari forniti dall’AI (Meyer,
Reichmuth, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2014, art. 42-42ter, n.
29, pag. 499). Nel caso in esame, come visto, all’assicurato è stata fornita la
garanzia per l’acquisto di due apparecchi acustici. Tuttavia, dal rapporto 4
settembre 2015 del SMR risulta che l’assicurato non si è presentato per le
relative prove di adattamento degli apparecchi (doc. AI 155). Nel contesto qui
in esame ciò non è tuttavia rilevante (la problematica relativa all’esigibilità
di adattare l’apparecchio acustico è, fra l’altro, oggetto della contestata
decisione 8 marzo 2016; cfr. consid. 1.2), poiché come visto, anche senza l’utilizzo
degli apparecchi acustici, l’assicurato ha dimostrato di essere in grado da
solo di interloquire con diverse autorità amministrative, di mantenere contatti
sociali, anche se in parte conflittuali. Non risulta dunque che il problema
all’udito gli causi un isolamento sociale.

 

                                         In
queste circostanze, rettamente l’Ufficio AI ha negato il diritto ad un assegno
per grandi invalidi.

 

                               2.6.   Considerato
che l’assicurato ha saputo esporre chiaramente le ragioni per cui non condivide
la decisione contestata (cfr. consid. 1.4), questo TCA non ritiene necessaria
la designazione di un avvocato d’ufficio ai sensi dell’art. 28 della Lptca (“Quando
il Giudice ritiene che la persona non è capace di proporre e discutere con la
necessaria chiarezza la propria causa, la diffida a munirsi entro breve termine
di un patrocinatore, con la comminatoria della designazione di un patrocinatore
d’ufficio”).                        

 

                               2.7.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di controversie
relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale
cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata
fra 200 e 1’000 franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo
al valore litigioso. 

 

                                         Visto l’esito della
vertenza, le spese di complessivi fr. 500.-- sono poste a carico del
ricorrente.

 

                                         L’assicurato
ha tuttavia formulato istanza di assistenza giudiziaria tendente all’esenzione
dalle tasse e spese processuali (cfr. art. 3 cpv. 1 della Legge sull’assistenza
giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio [LAG]). 

I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in
principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato
è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti). Va da
sé che nel caso in esame non occorre esaminare il presupposto della necessità
dell’intervento dell’avvocato, l’insorgente non essendo patrocinato in causa.

 

                                         La presente vertenza doveva
apparire, dopo un esame forzatamente sommario, destinata all'insuccesso già al
momento della presentazione del ricorso, in quanto le prospettive di esito
favorevole erano considerevolmente minori dei rischi di perdere la causa. In effetti,
da una parte l’assicurato non ha presentato documentazione medica che smentisse
quanto valutato dal SMR, dall’altra egli ha unicamente riproposto quanto già prodotto
in sede di procedura amministrativa.

 

                                         In simili
condizioni, non essendo realizzato nel caso in esame uno dei tre presupposti
cumulativi, la domanda di esonero dalle spese di giustizia deve essere
respinta.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è respinto.       

                                         

                                   2.   La
richiesta di designare un avvocato d’ufficio è respinta.

 

                                   3.   La
domanda d’esenzione dal pagamento delle spese di giustizia è respinta. Le
spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                         Gianluca
Menghetti