# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a070d3b8-be08-5c7b-9838-17515fed4912
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-02-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.02.1996 41.1995.11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_41-1995-11_1996-02-15.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  41.95.00011

  AMF 1/93

   

  DC/nh

  	
  Lugano

  15 febbraio 1996

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Raffaello Balerna (in sostituzione del Gd Valerio Valsangiacomo,
  impedito)

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

statuendo sulla "petizione" del 12 gennaio 1993 di

 

	
   

  	
  __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 24 luglio 1992 emanata da

  
	
   

  	
  Uff.fed.assicurazione militare, 3001 Berna,  

   

  in materia di assicurazione militare federale.

  

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                                1.1   __________, nato nel 1965,
nel mese di ottobre 1986, mentre svolgeva la scuola reclute, è caduto da un
camion militare, riportando una grave lussazione alla spalla destra.

                                         Con decisione del 24
luglio 1992, l'Ufficio federale dell'assicurazione militare (in seguito: UFAM),
ha attribuito a __________ per questo danno alla salute una rendita per
menomazione rilevante dell'integrità del 5%.

                                         L'amministrazione ha così
motivato la propria decisione:

 

" 
Il timore, espresso dal patrocinatore nello scritto del 25.6.91,
che il danno possa diventare in futuro più grave non può essere oggetto
dell'attuale valutazione. In tale caso l'assicurato può chiedere la revisione
del riscatto (art. 37 cpv. 3 LAM).

L'assegnazione di
una rendita tiene conto nella sua stessa natura del fatto che il paziente
risulta menomato in giovane età.

La pratica dell'assicurazione
militare prevede per simili casi un indennizzo del 5%:

 

-     
Stato dopo lussazione della spalla destra con periartropatia omeo-scapolare
calcarea, omartrosi, strappo del tendine del bicipite e sospetta frattura della
cuffia rotatoria (K.I. 1987).

 

-     
Lussazione abituale della spalla destra con stato dopo due
operazioni e liberazione delle aderenze (T.K. 1986).

 

-     
Stato dopo lussazione abituale della spalla sinistra con plastica
secondo Eden-Brun (Sch. M. 1988).

 

-     
Periatropatia omeroscapolare dolorosa a destra con limitazione
del movimento di 1/3 (W. Th. 1987).

 

-     
Omartrosi destra (L.W. 1986).

 

Il paziente si
lamenta di dolori dipendenti dal tempo e dagli sforzi. E' abile al lavoro al
100%. La motilità della spalla destra per l'abduzione è limitata di 1/3. I
valori dell'adduzione, la flessione/estensione e la rotazione sono uguali a
sinistra come a destra e rientrano nei limiti della normalità. In assenza di
deficit neurologici si giustifica unicamente un certo riguardo per il braccio
destro, che si evidenzia con una riduzione della circonferenza di 1 cm nei
confronti di quello sinistro.

Nel rapporto
d'uscita della Clinica __________ di __________ del 1.8.90 lo stato della
spalla venne definito poso sintomatico.

 

La valutazione
della menomazione dell'integrità al 5% nel presente caso è pure confermata dai
paragoni con le commisurazioni per altre affezioni: la perdita d un occhio è
risarcita con il 10% (STF in re __________ 29.1.91), l'amputazione di una mano
con il 20-25%, l'amputazione delle due gambe 50%, la paraplegia completa con
diverse limitazioni digestive e alle funzioni sessuali 65%."

 

(Doc. _)

 

                                1.2   Il 12 gennaio 1993
l'assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso  al TCA nel quale chiede il
riconoscimento di un grado di menomazione rilevante superiore al 5%, osservando
in particolare:

 

" 
Ritenuto che il danno alla spalla riportato a seguito
dell'incidente del 30.10.1986, oltre a cagionare forti dolori, limita in modo
considerevole le capacità motorie della spalla, il ricorrente contesta la
definizione contenuta nella decisione querelata là dove si dice che la perdita
di funzionalità della spalla à da considerarsi leggera.

In effetti, la
decisione oggetto di contestazione, pur riconoscendo una menomazione permanente
rilevante dell'integrità fisica, non tiene conto delle seguenti circostanze,
circostanze che a mente dell'art. 25 LAM andavano tutte equamente valutate:

 

-     
responsabile dell'accaduto è la Confederazione nella misura del
100%;

 

-     
la rottura della spalla è avvenuta all'età di 22 anni per cui, visto
il fallimento di tutte le terapie fin qui eseguite compreso l'intervento
chirurgico, è facilmente prevedibile, a breve o medio termine, un peggioramento
dello stato di salute del ricorrente;

 

-     
gli attuali forti dolori di cui risente il ricorrente non possono
escludere che si renda necessario un nuovo intervento chirurgico al fine di
rimuovere o modificare la protesi inserita nella spalla e che non ha dato gli
auspicati risultati;

 

-     
lo scrivente, che oggi ha ventisette anni, causa le sequele
dell'incidente non ha più potuto esercitare nessuno sport né sollevare il
minimo peso, impedimenti questi che oltre ad accompagnarlo per tutta la vita
hanno avuto e continuano ad avere considerevoli conseguenze dal punto di vista
psicologico in quanto il ricorrente si è visto drasticamente ridotto il cerchio
delle proprie amicizie in particolare quelle che sono nate e potevano nascere
nell'ambito delle sue precedenti attività sportive;

 

-     
attualmente lo scrivente, seppur con notevoli sofferenze e
disagi, può assicurare lo svolgimento della sua attività professionale a tempo
pieno, comunque, causa il persistere di forti dolori e di una grave instabilità
motoria alla spalla, non è da escludere che anche a breve termine la situazione
possa subire notevoli cambiamenti."

 

                                1.3   Nella sua risposta dell'8
febbraio 1993 l'UFAM propone di respingere la "petizione" (recte: il
gravame cfr. STFA del 27 agosto 1992 nella causa B.P., non pubblicata) e
osserva:

 

" 
La questione verte unicamente sulla quantificazione (in percento)
della menomazione all'integrità basandosi su questa chiara situazione.

Questa
valutazione è di carattere puramente giuridico e spetta all'amministrazione
o, in questo caso, al giudice (Una situazione giuridica analoga vige nella
determinazione del grado d'invalidità). Vedi DTF 117 V 77: "Der für die Berechnung
der Integritätsrente massgebende Prozentsatz ist folglich das Ergebnis rechtlicher
Würdigung ...".

 

La decisione e gli
atti dimostrano chiaramente che il calcolo della menomazione all'integrità è
corretto secondo la giurisprudenza e la pratica (vedi DTF 117 V 78 fino 85). La
perdita totale di una funzione primaria vitale (in casu quella della prensione)
viene valutata approssimativamente con una percentuale del 50%, se
parallelamente non si deve considerare anche una sfigurazione p.es. in seguito
a mutilazione (TFA citato pag. 82). Nel presente caso risulta colpita la
funzione di un braccio, con un valore teorico del 25% di menomazione.
Con il 5% l'assicurazione militare riconosce una limitazione di un quinto
della funzione totale del braccio destro. Evidentemente con questo calcolo si
può unicamente controllare in modo approssimativo la corretta valutazione
giuridica della menomazione, ma conferma che l'assicurazione militare ha
rispettato nel presente caso le proporzioni richieste dalla legge.

La decisione è
corretta anche se si prendono a paragone altri casi di affezioni alla spalle. A
sostegno di questa affermazione incorporiamo ai documenti AM un estratto della
nostra raccolta di casi recenti (doc. 163) allegando anche una copia destinata
al ricorrente."

 

                                1.4   Il 16 febbraio 1993
l'assicurato ha chiesto  l'allestimento di una perizia giudiziaria (Doc. _).

                                         Il 25 gennaio 1994 il
giudice delegato ha ordinato una perizia a cura del dottor __________,
specialista FMH in ortopedia (Doc. _), al quale il 24 maggio 1994 sono stati
sottoposti i quesiti peritali (Doc. _).

 

                                1.5   Il 26 maggio 1994 il dottor
__________ ha trasmesso il proprio referto peritale (cfr. Doc. _).

                                         Il medico ha innanzitutto
posto la seguente diagnosi:

 

"-     St. d.
plastica Neer per lussazione abituale posteriore spalla dx.

 -     Modica
instabilità anteriore spalla dx.

 -     Tendomiosi
regione periscapolare dx."

 

(Doc. _)

 

                                         Egli ha poi così risposto
al quesito relativo al grado di menomazione rilevante:

 

" 
A mio avviso il danno all'integrità dovrebbe essere fissato al
10%. La valutazione evidentemente non deve prendere in considerazione la
professione del peritando. Si tratta di una valutazione astratta fatta in base
a tabelle. Questa valutazione viene motivata in particolare con  la notevole
limitazione dell'elevazione del braccio e con il fatto che il paziente presenti
in questa spalla una certa predisposizione per una nuova lussazione."

 

(Doc. _)

 

                                1.6   Prendendo posizione su questa
perizia, __________, l'8 giugno 1994, ha sottolineato:

 

" 
Il ricorrente, che si riconferma integralmente nelle proprie
domande ricorsuali, chiede che per la valutazione del grado di menomazione
all'integrità subita a dipendenza dell'incidente di cui lo scrivente è stato
vittima, si tenga conto di quanto espresso dal perito giudiziario al punto 6
del su referto.

Infatti il perito,
dopo aver visitato il sottoscritto e avere attentamente valutato gli atti
formanti l'incarto in esame, alla precisa domanda circa la quantificazione del
grado di menomazione si è così espresso: "a mio avviso il danno
all'integrità dovrebbe esser fissato al 10%".

Di fronte a questo
chiaro e preciso accertamento peritale, frutto di una valutazione di tutte le
circostanze del caso ed opera di un perito neutro che non ha quindi alcun
interesse nell'esito della vertenza, si chiede che questo lodevole Tribunale
confermi le risultanze peritali nel senso che, contrariamente a quanto
stabilito nella decisione impugnata, il grado di menomazione subito dallo
scrivente venga fissato al 10%.

In questo senso si
chiede quindi l'accoglimento del ricorso."

 

                                         Il 21 giugno 1994 l'UFAM
ha fatto pervenire le proprie osservazioni alla perizia ed ha in particolare
precisato:

 

" 
La giurisprudenza del TFA ha confermato più volte la validità di
questa raccolta di casi che permette di ottemperare alle esigenze di
eguaglianza dei diritti e della sicurezza giuridica (STFA in re Molliet del
18.10.83 e Hartman del 2.12.1986; DTF 117 V 79).

Dalla casistica
allegata alla risposta al ricorso e dagli atti AM si evince che il caso è stato
inserito tenuto correttamente conto delle graduazioni della giurisprudenza e
della pratica. Una valutazione che rispetti l'eguaglianza dei diritti e della
sicurezza giuridica non può attribuire una percentuale superiore al 5%.

 

Rispondendo alla
domanda numero 6 della controparte il perito quantifica la menomazione
dell'integrità al 10%. Il perito non precisa quali "tabelle" ha
usato. Sicuramente non si è basato sulle direttive (lista dei casi
paragonabili) valevoli per l'AM.

Presumibilmente si
è basato sulle tabelle indicate nell'allegato 3 dell'OAINF. Ora queste tabelle
non sono utilizzabili né direttamente né per analogia per l'assicurazione
militare (STFA 7.5.87 in re B.; DTF 117 V 81; U. Meyer-Blaser in H. Fredenhagen
"Das ärtzliche Gutachten" pagina 30 seg.). L'esperienza dimostra che
le percentuali fissate dagli assicuratori LAINF (INSAI) per la stessa
menomazione sono di regola il doppio fino al triplo di quelle dell'AM.

Indirettamente si
dimostra che la valutazione dell'AM è corretta.

 

Il perito risponde
pure alle domande 5 e 6 valutando un eventuale possibile peggioramento e il
pericolo di procurarsi una nuova lussazione. Ora queste eventualità non possono
essere oggetto dell'attuale valutazione. Se questi fattori dovessero avverarsi
l'assicurato può chiedere la revisione della rendita (art. 50 LAM 92).

 

Se il perito non ha
usato le tabelle OAINF ma una graduazione medico-teorica basata sulla
quantificazione percentuale della funzione del braccio (10% di 100% della
funzione prensile) troviamo pure sostegno per la validità della valutazione
dell'Assicurazione militare. Di regola l'AM riconosce, per l'amputazione di un
braccio, il 25% di menomazione. La limitazione della funzione del braccio
nell'ordine del 10% medico-teorica definita dal perito porta, con un calcolo
matematico, a una percentuale del 2,5% della funzione totale (50% al massimo
nell'AM). Ciò conferma che la valutazione del 5% nel presente caso è più che
equa."

 

(Doc. _)

 

 

                                1.7   Il 21 giugno 1994 il giudice
delegato ha trasmesso al perito le osservazioni dell'UFAM, invitandolo a
prendere posizione.

                                         Il dottor __________ si è
così espresso il 30 giugno 1994:

 

" 
Rispondo alla sua lettera del 24.6.94 nella quale mi prega di
precisare su quali criteri e su quali tabelle mi sono fondato per fissare al
10% il danno all'integrità del paziente sopraccitato.

 

Il paziente
presenta un'instabilità anteriore della spalla dx e tendomiosi della regione periscapolare
dx.

Ho utilizzato le
tabelle dell'INSAI pubblicate nelle "Mitteilungen der Medizinischen Abteilung"
no. 57 novembre 1994. Su tabella 1. il danno all'integrità per una forma media
di periartrosi omero-scapolare viene fissato al 10%. La tabella no. 6
pubblicata nelle informazioni della divisione medica no. 58 di novembre '85
tratta invece l'instabilità della spalla e dà il 0% per instabilità moderata e
il 10% per instabilità grave.

 

Nella mia
valutazione ho preso in considerazione la giovane età del paziente e la
conseguente probabilità di peggioramento della situazione negli anni venturi.
Di  conseguenza ho ritenuto equo fissare il danno globale all'integrità al 10%.

Devo ammettere di
non essere stato a conoscenza del fatto che l'assicurazione militare in questi
casi non si basa sulle liste sopraccitate, ma su un elenco di casi paragonabili
e che di conseguenza le valutazioni dell'assicurazione militare di regola
risultano inferiori della metà o addirittura di 2/3 di quelle ottenute per
assicurati LAINF.

 

Dopo aver letto le
osservazioni D. e specialmente E. dell'assicurazione militare, fatte in data
21.6.94 (__________) non mi resta altro che confermare la regolarità della
valutazione del danno all'integrità del 5%, fatta dall'assicurazione militare
nel caso del signor __________.

sono molto
spiacente che, per colpa di mia ignoranza sul fatto che nei casi di
assicurazione militare non vengono usati gli stessi criteri come per i pazienti
LAINF, abbia complicato ulteriormente il decorso giuridico di questo
caso."

 

(Doc. _)

 

                                1.8   Prendendo posizione su
quest'ultimo accertamento del TCA __________ il 22 luglio 1994 ha nuovamente
chiesto di fissare il grado di menomazione rilevante al 10%:

 

" 
Contrariamente a quanto ritenuto dall'ufficio dell'assicurazione
militare questo modo di procedere del perito non è errato e neppure è contrario
alla Legge federale sull'assicurazione militare.

Infatti, giusta
l'art. 25 cpv. 1 la rendita per menomazione è determinata equamente secondo le
circostanze. Nulla viene invece detto sul criterio di calcolo della rendita né
sulle percentuali da applicare.

Il fatto quindi che
controparte, che evidentemente "tira l'acqua al proprio mulino", si
basi su tabelle ad uso interno, e quindi non vincolanti per i terzi e tantomeno
per questo Tribunale, per la fissazione del grado di menomazione non può esser
considerato in contrasto con quanto dichiarato dal perito giudiziario al punto
6 del suo referto 26 maggio 1994.

Proprio in
considerazione del fatto che la Legge sull'assicurazione militare non prevede
nulla in merito ai parametri di calcolo del grado di menomazione, il perito
poteva esprimersi così come lo ha fatto al punto 6 del suo referto peritale
senza incorrere nell'errore e tantomeno nell'arbitrio.

La quantificazione
del grado di menomazione nella misura del 10% oprata dal dr. __________ non è
in effetti avvenuta in modo astratto ma si è basata su una valutazione di tutte
le circostanze del caso con particolare riferimento alle limitazioni nel
godimento della vita causate allo scrivente dal danno alla salute subito.

 

Del tutto
irrilevanti sono le scuse e i correttivi espressi dal dr. __________ nel suo
scritto 30 giugno 1994 ritenuto che scopo di questo scritto è unicamente quello
di giustificare la mancata conoscenza da parte del dr. __________ delle tabelle
interne dell'Ufficio federale dell'assicurazione militare, tabelle che proprio
perché interne a quest'autorità il dr. __________ non era tenuto a conoscere né
tantomeno ad applicare.

 

Sulla base di
quanto sopra esposto lo scrivente chiede che il suo grado di menomazione venga
confermato nella misura del 10% accertata dal dr. __________ sulla base di una
valutazione di tutte le circostanze del caso, così come richiesto dall'art. 25
cpv. 1 LAMF.

A mente dello
scrivente, alla perizia giudiziaria del dr. __________ non possono essere
opposte le direttive interne dell'Ufficio federale dell'assicurazione militare
le quali tendono evidentemente a confermare la decisione dell'autorità di prima
istanza. Se così fosse, ossia se vi fosse l'obbligo di applicare le tabelle
interne dell'Ufficio dell'assicurazione militare evidentemente allestite a
difesa degli interessi finanziari di quest'ultimo, i Tribunali sarebbero
infatti costretti a confermare tutte le decisioni di prima istanza ritenuto che
non avrebbe alcun significato ed utilità far capo a dei periti neutri che agiscano
nel rispetto della LAMF ed indipendentemente dai vincoli interni posti
dall'Ufficio dell'assicurazione militare."

 

(Doc. _)

 

                                1.9   Successivamente l'assicurato
ha più volte chiesto l'emanazione della sentenza (cfr. Doc. _)

 

 

                                         in diritto

 

                                2.1   Secondo l'art. 25 cpv. 1 LAM
(nella versione in vigore fino al 31 dicembre 1993 e qui applicabile) la
rendita per menomazione rilevante dell'integrità fisica o psichica è
determinata equamente secondo le circostanze (il nuovo art. 49 cpv. 1 LAM ha
comunque un contenuto analogo).

                                         Secondo i principi
sviluppati dalla costante giurisprudenza del TFA, un danno all'integrità da
diritto ad una rendita dell'AM qualora l'assicurato sia oggettivamente limitato
in modo rilevante (erheblich) nel godimento della vita (DTF 113 V 143; DTF 112
V 380; DTF 112 V 389; DTF 110 V 120).

                                         La menomazione deve, cioè,
avere carattere durevole (P.Y. Greber, Le droit suisse de la sécurité sociale,
1982, p. 547) ed essere di una certa importanza.

                                         Il carattere rilevante 
della menomazione va poi valutato non nel senso quantitativo, bensì qualitativo
(Schatz, FJS 882).

                                         Una menomazione
dell'integrità corporale giustifica di regola il riconoscimento di una rendita
dell'assicurazione militare quando da un punto di vista oggettivo comporta per
l'assicurato un pregiudizio considerevole nella qualità della vita. Sono
considerati pregiudizi giuridicamente considerevoli ai sensi di questa
definizione i disturbi delle funzioni primarie della vita.

                                         E' in forza di queste
considerazioni che quali danni giuridicamente rilevanti sono considerate
unicamente le mutilazioni, gli sfiguramenti o i continui dolori acuti e
lancinanti, come pure ogni altro disturbo delle funzioni vitali primarie, ad
esclusione dei semplici impedimenti negli altri settori della vita, come ad
esempio la pratica di uno sport, la partecipazione a manifestazioni della vita
sociale e altre attività simili (DTF 110 V 120).

 

                                         La determinazione della
rendita ex art. 25 deve basarsi, indipendentemente da considerazioni sulla
capacità lavorativa, sul pregiudizio corporale come tale, che va valutato in
percentuale, sulla base di raffronti dello stato funzionale ed anatomico prima
e dopo l'evento pregiudizievole per la salute, tenuto conto del grado di
assuefazione dell'assicurato (DTF 96 V 112; DTF 112 V 390; DTF 113 V 143; DTF
117 V 76; STFA del 26 agosto 1992 nella causa I.P, non pubblicata).

 

                                         Tale determinazione
avviene in primo luogo attuando un paragone con i casi precedentemente
trattati, così da assicurare una certa uguaglianza di trattamento. E in
quest'ambito, il TFA ha avuto modo di giudicare utili le apposite tabelle
allestite dall'UFAM (STFA - non pubblicata - del 18.10.1983 nella causa  Molliet).

                                         Il tenore stesso dell'art.
25 cpv. 1 vieta, però, una valutazione puramente astratta ed egualitaria. Il
criterio oggettivo deve quindi essere ponderato con una valutazione
dell'aspetto soggettivo (con riferimento all'età, alla professione, ...) in
modo che in ogni singolo caso si possa determinare in che misura l'assicurato,
in seguito al pregiudizio delle proprie funzioni vitali primarie, sia stato
limitato nel godimento della vita.

                                         Non è, dunque, la
menomazione oggettiva in sé che va indennizzata, quanto le ripercussioni che
questa ha per l'assicurato.

 

 

                                2.2   In una sentenza del 7 marzo
1987 nella causa B. pubblicata in DTF 113 V 140, il Tribunale federale delle
assicurazioni ha stabilito che la determinazione percentuale o in gradi della
menomazione dell'integrità non può essere basata direttamente né per analogia
sui tassi indicati nell'allegato 3 dell'OAINF (cfr. consid. 2c e 3).

                                         Questa giurisprudenza è
poi stata confermata in una sentenza dell'11 gennaio 1991 nella causa X,
pubblicata in DTF 117 V 71 (consid. 3c/cc).

 

                                2.3   Nella fattispecie l'UFAM ha
attribuito all'assicurato una rendita per menomazione dell'integrità del 5%.

                                         In sede di risposta di
causa l'amministrazione ha fatto pervenire un elenco di casi (cfr. Doc. _) in
cui è stato riconosciuto un grado di menomazione che si fissa tra il 5 e il
10%.

                                         A mente del TCA la fissazione
del grado di menomazione dell'integrità al 5% per l'affezione alla spalla
patita dall'assicurato 

                                         rispetta i requisiti
fissati all'art. 25 LAM (cfr. consid. 2.1).

                                         Infatti, da una parte,
contrariamente all'opinione del ricorrente, l'impossibilità di svolgere
attività sportive (cfr. consid. 1.2), per costante giurisprudenza, non deve
essere preso qui in considerazione. 

                                         D'altra parte, pure il
paragone con altri casi trattati e chiaramente enumerati dall'UFAM nella sua
decisione (cfr. consid. 1.1) e nella risposta di causa (cfr. consid. 1.3),
risulta nel suo principio  conforme alla giurisprudenza citata (cfr. consid.
2.1), e permette di concludere che il risultato ottenuto (grado di menomazione 
rilevante del 5%) è del tutto adeguato.

                                         Va inoltre sottolineato
che le tabelle qui utilizzate non sono state allestite dall'assicurazione
militare a difesa dei suoi interessi finanziari, come sostiene __________ (cfr.
consid. 1.8), ma hanno bensì lo scopo di garantire il più possibile
l'uguaglianza di trattamento degli assicurati.

                                         Quanto alla valutazione
del dottor __________, che ha fissato il grado di menomazione al 10%, si fonda
sulle disposizioni dell'assicurazione contro gli infortuni che, come si è visto
(cfr. consid. 2.2), secondo la giurisprudenza federale, non sono applicabili né
direttamente né per analogia in questo contesto.

                                         Ciò è del resto stato
ammesso dallo stesso perito (cfr. consid. 1.7).

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso é respinto.

 

                                 2.-   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale Federale delle Assicurazioni, Adligenswilerstrasse
24, 6002 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti