# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f9bc52ab-39df-505f-a349-51c0f8f08e23
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-29
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 29.03.2007 12.2007.20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2007-20_2007-03-29.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2007.20

  	
  Lugano

  29 marzo 2007/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Walser e Lardelli

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa - inc. n. DI.2005.300
della Pretura del distretto di Bellinzona - promossa con istanza 7 ottobre 2005
da

 

	
   

  	
  AO 1 

  rappr. da RA 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1 

   AP 2 

  entrambi rappr.
  da RA 1 

   

  

con cui
l’istante ha chiesto di accertare la validità della disdetta 30 giugno 2005 del
contratto di locazione relativo alla casa di abitazione sita in __________ ad __________,
con effetto al 31 agosto 2005; 

 

domanda
avversata dai convenuti che hanno postulato la reiezione dell’istanza, e che il
Pretore con sentenza 17 gennaio 2007 ha accolto;

 

appellanti
i convenuti con atto di appello 29 gennaio 2007, con cui chiedono la riforma
del querelato giudizio nel senso di respingere l’istanza, protestando spese e
ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre
l'istante con osservazioni 26 febbraio 2007 postula la reiezione del gravame
pure con protesta di spese e ripetibili;

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

                                   1.   Con
convenzione 18 ottobre 1994 (doc. B), allestita nella forma scritta semplice, AO
1 si è impegnato a vendere a AP 2 per fr. 1'100'000.- una superficie di mq 1100
della particella n. __________ di __________, in __________, su cui sorgeva una
casa d’abitazione, concedendogli,  a tale scopo, un diritto di compera valido
fino al 31 ottobre 2005. In base agli accordi, finché la compravendita non
sarebbe stata perfezionata, AP 2, il quale doveva versare alla controparte fr.
150'000.- in contanti alla firma dell’atto, avrebbe già potuto occupare la casa
sulla base di un contratto di locazione, ritenuto che, per tener conto della
particolare situazione, egli, oltre alla pigione mensile di fr. 2'000.- ed a
tutte le spese, avrebbe dovuto corrispondere alla controparte anche gli
interessi ipotecari (allora al 5 3/4%, pari a fr. 4'552.- mensili, e in seguito
da adeguare agli avvenuti cambiamenti) e gli eventuali ammortamenti, dedotto però
l’”affitto mensile”. Gli accordi di cui sopra sono stati in seguito
concretizzati con la sottoscrizione, il 29 novembre 1994, di un contratto di
locazione valido fino al 31 dicembre 1995 e poi rinnovabile tacitamente di anno
in anno in mancanza di disdetta (doc. C), che prevedeva una pigione di fr.
2'000.- mensili, ed a fronte del quale, fino al mese di dicembre 2003, sono
sempre stati versati fr. 4'552.-. Le pigioni fino al mese di maggio 2005 essendo
rimaste insolute nonostante la diffida al conduttore e alla moglie a volervi provvedere
entro 30 giorni pena lo scioglimento del contratto di locazione (doc. P e Q),
lo stesso, il 30 giugno 2005, è stato disdetto ai sensi dell’art. 257d CO con
effetto al successivo 31 agosto (doc. R e S).

 

                                   2.   Preso
atto che con decisione 9 settembre 2005 l’Ufficio di conciliazione in materia
di locazione di Giubiasco aveva annullato la disdetta (doc. A), AO 1, con
l’istanza in rassegna, avversata dalla controparte, ha convenuto innanzi alla
Pretura del distretto di Bellinzona i coniugi AP 2e AP 1 chiedendo che quel
giudizio fosse annullato e che di conseguenza fosse accertata la validità della
disdetta. L’istante, in estrema sintesi, ha addotto che la parte conduttrice
dal dicembre 2003 era in mora con il pagamento dei fr. 4'552.- mensili, somma che
corrispondeva alla pigione effettivamente concordata, quella di fr. 2'000.-
contenuta nel contratto di locazione essendo simulata. La parte convenuta,
rilevando che tra il 1994 ed il 2005 il tasso ipotecario era progressivamente
sceso fino al 3% (doc. U), ha negato di essere stata in mora, rilevando che i
versamenti da lei effettuati fino al dicembre 2003, di fr. 4'552.- mensili, già
coprivano l’importo per pigioni, non simulato, che essa avrebbe dovuto pagare fino
al maggio 2005.

 

                                   3.   Il
Pretore, con la sentenza qui impugnata, ha accolto l’istanza. Il giudice di prime
cure ha in sostanza ritenuto che nel caso di specie la natura dell’estinzione di
debito evocata dai convenuti (compensazione o pagamento anticipato) poteva
rimanere indecisa: in effetti questi ultimi, prima dello scadere del termine di
30 giorni impartito loro con le diffide di cui ai doc. P e Q, non avevano mai né
invocato una compensazione né indicato che siffatti versamenti fossero
destinati ad estinguere pigioni future, in specie quelle oggetto della diffida
per mora, né l’istante poteva ragionevolmente desumere una tale volontà dal
solo fatto che le somme a lui versate fossero costantemente superiori a quelle
previste contrattualmente, tanto più che essi avevano evocato altre pattuizioni
con l’istante suscettibili di far insorgere tra le parti obbligazioni di natura
diversa. Non essendo stata così provata l’estinzione, per compensazione o per
pagamento anticipato, delle pigioni oggetto della diffida, la disdetta per mora
significata dall’istante era senz’altro legittima.

 

                                   4.   Con
l’appello che qui ci occupa, cui l’istante si è opposto, i convenuti chiedono
di riformare il querelato giudizio nel senso di respingere l’istanza, ribadendo
di non essere stati in mora con il pagamento della pigione: a loro dire, la
controparte, eccependo nelle particolari circostanze che la dichiarazione di
compensazione non fosse stata fatta nel termine concesso con la diffida, aveva innanzitutto
commesso un manifesto abuso di diritto; e in ogni caso le pigioni litigiose erano
di fatto già state pagate con largo anticipo, anche di alcuni anni.

 

                                   5.   Nonostante
le ampie discussioni sul tema sviluppate, anche in questa sede, dalle parti in
causa, nel caso di specie è irrilevante sapere se la convenzione di cui al doc.
B sia valida, sia entrata in vigore o sia decaduta, rispettivamente se il
contratto di locazione prevedesse il versamento di una pigione di soli fr.
2'000.-, come risulta dal doc. C, oppure se quest’ultimo importo fosse
unicamente simulato, così che in definitiva, in base alla convenzione di cui al
doc. B, oltre ad esso fossero dovuti anche gli interessi ipotecari e gli
eventuali ammortamenti, dedotto però l’”affitto mensile”. Tra le parti è in
effetti pacifico che, a titolo di pigione, fosse comunque dovuto almeno
l’importo di fr. 2'000.-.

 

 

                                   6.   Giusta
l’art. 257d CO quando, dopo la consegna della cosa, il conduttore di un locale
d’abitazione o commerciale sia in mora al pagamento del corrispettivo o delle
spese accessorie scaduti, il locatore può fissargli per scritto un termine di
almeno 30 giorni per il pagamento e avvertirlo che, scaduto infruttuosamente
questo termine, il rapporto di locazione sarà disdetto (cpv. 1). Se il
conduttore non paga entro il termine fissato, il locatore può recedere dal
contratto con un preavviso di 30 giorni per la fine di un mese (cpv. 2). Il
conduttore che non vuole vedersi rescisso il contratto sulla base dell’art.
257d CO è in definitiva confrontato con due alternative: da un lato versare - beninteso
se già non l’ha fatto in precedenza - il corrispettivo insoluto, dall’altro
provare che il mancato pagamento non costituisce una violazione contrattuale,
in particolare perché la pigione è stata validamente compensata, poiché il
conduttore giusta l’art. 259d CO era autorizzato a ridurre il corrispettivo,
oppure poiché quest’ultimo è stato depositato presso l’Ufficio di conciliazione
in applicazione dell’art. 259g CO (Higi,
Zürcher Kommentar, N. 13-16 ad art. 257d CO; SVIT, Schweizerisches Mietrecht,
2. ed., N. 17-23 ad art. 257d CO). Il termine assegnato dal locatore per il
pagamento degli arretrati ha carattere perentorio e deve in ogni caso essere
ossequiato: entro lo stesso il conduttore deve pertanto operare il relativo
versamento (Higi, op. cit., N. 12
ad art. 257d CO; SVIT, op. cit., N. 15 ad art. 257d CO), fare l’avviso di
compensazione (DTF 119 II 248 con numerosi rif.; ICCTF 28 settembre 2006
4C.212/2006), comunicare la riduzione della pigione (Higi, op. cit., N. 15 ad art. 257d CO; Züst, Die Mängelrechte des Mieters von
Wohn- und Geschäftsräumen, p. 177), oppure effettuare il deposito in
applicazione dell’art. 259g CO (per tante: II CCA 13 settembre 2001 inc.
n. 12.2001.111).

 

                                   7.   In
questa sede i convenuti ripropongono innanzitutto la tesi secondo cui le
pigioni per le quali erano stati diffidati ai sensi dell’art. 257d CO sarebbero
state validamente compensate con le maggiori somme che essi avevano corrisposto
fino al dicembre 2003. A questo stadio della lite, a giusta ragione, essi non
contestano (più) di non aver fatto l’avviso di compensazione entro il termine
di 30 giorni assegnato loro con i doc. P e Q, ma ritengono che nelle
particolari circostanze la controparte non potrebbe prevalersi di questa loro
omissione, dovendole in tal caso essere ascritto un manifesto abuso di diritto.
Non è così. Il fatto che l’istante fosse ben consapevole (o dovesse esserlo)
che i pagamenti ricevuti per anni dai convenuti erano eccessivi e che quindi
egli avrebbe dovuto, prima o poi, renderne conto, rispettivamente darne atto,
non gli impediva, in mancanza di una dichiarazione di compensazione da parte
della convenuta, formulata prima o nei 30 giorni della diffida, di procedere ai
sensi dell’art. 257d CO, anche perché il fatto di dichiarare la compensazione
costituisce un semplice diritto del conduttore ma non certo un obbligo e
d’altro canto non spetta al locatore sindacare sui motivi che hanno eventualmente
indotto la controparte a non far uso dei propri diritti. Il fatto poi che
l’istante, allorquando aveva evocato la mora nel pagamento delle pigioni
successive al gennaio 2004, sapesse perfettamente (o dovesse saperlo) che egli
era, per il motivo testé indicato, a sua volta debitore nei loro confronti, è a
sua volta irrilevante: fintanto che i convenuti non avevano dichiarato di
compensare quei loro crediti con le pigioni maturate successivamente, egli era
in effetti in diritto di chiederne il pagamento ed anzi non aveva altro modo
per poterle incassare. Quanto infine al fatto che il credito vantato
dall’istante per le pigioni impagate e quello invocato dai convenuti per le
pigioni pagate in eccesso fossero di identica natura, poggiassero sul medesimo
rapporto contrattuale e per le loro caratteristiche fossero atte ad essere
compensate, lo stesso è a sua volta irrilevante, tale circostanza non
comportando in effetti - né i convenuti lo pretendono - una compensazione automatica
delle contrapposte pretese, ritenuto che la compensazione interviene solo se è
stata dichiarata dall’avente diritto (art. 124 cpv. 1 CO), ciò che in concreto
non è avvenuto. 

 

                                   8.   I
convenuti ribadiscono infine che le pigioni litigiose risultavano di fatto già
essere state pagate con largo anticipo, anche di alcuni anni, sicché l’istante
nemmeno avrebbe potuto diffidarli e poi disdire il contratto ai sensi dell’art.
257d CO. Nonostante sia pacifico che i convenuti fino al dicembre 2003 abbiano
effettivamente versato all’istante ben più di quanto gli sarebbe spettato, la
censura dev’essere disattesa. Con quei pagamenti, ognuno di fr. 4'552.-, i
convenuti avevano in effetti inteso pagare, mensilmente, solo le singole
pigioni venute a scadenza fino a dicembre 2003 e non anche quelle che sarebbero
maturate in seguito: essi avrebbero pertanto dovuto, ma non l’hanno fatto, o
chiedere all’istante il rimborso di quanto pagato in eccesso e utilizzare il ricavo
per pagare le nuove pigioni, oppure dichiarare la compensazione con le pigioni
maturate successivamente. E d’altro canto neppure risulta - né per altro è
stato preteso - che gli accordi contrattuali prevedessero che i pagamenti
effettuati dai convenuti dovessero affluire su un “conto deposito affitto” dal
quale l’istante sarebbe poi stato legittimato ad addebitare solo le pigioni
mensili, nella misura in cui erano effettivamente dovute. 

 

 

 

                                   9.   Ne
discende la reiezione del gravame, del tutto infondato.

                                         La tassa
di giustizia, le spese e le ripetibili della procedura d’appello, calcolate su
un valore computabile massimo di fr. 24'000.-, pari a dodici mesi di locazione
(cfr. art. 414 cpv. 3 CPC), seguono la soccombenza (art. 148 CPC), ritenuto che
il valore litigioso - determinante per l’impugnabilità al Tribunale federale -
deve invece essere quantificato in fr. 72'000.- (Cocchi/Trezzini,
CPC-TI App., n. 18 ad art. 8).

                                      

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   L’appello 29 gennaio 2007 di AP 1 e AP 2 è respinto. 

 

                                   2.   Gli oneri processuali di complessivi fr. 150.- (tassa di giustizia
di fr. 100.- e spese di fr. 50.-), da anticiparsi dagli appellanti in solido,
restano a loro carico, con l’obbligo di rifondere alla controparte, sempre in
solido, fr. 1'000.- per ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Bellinzona

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici 

Nelle cause a carattere pecuniario in materia di
locazione con un valore litigioso superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF).
Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli
stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117
LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario
sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi
con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).