# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5fe295ed-836e-516a-9e1d-0cca881d8027
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-11-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 03.11.2006 10.2006.196
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2006-196_2006-11-03.html

## Full Text

1. CIVI 1 

  2. CIVI 2 

  3. CIVI 3 

  tutti patr.ti
  da: PR 1 

   

  	 

	
  Incarto
  n.

  10.2006.196, 10.2006.217

  DA
  4197/2005

  DA
  4194/2005

  	
  Bellinzona

  3
  novembre 2006

   

  	
  Sentenza
  con motivazione

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con Laura
Rossigni in qualità di segretaria, per giudicare

 

	
   

  	
   

  

 

ACCU 1

prevenuto colpevole di         minaccia, 

                                        per avere, a __________, in via
__________, in data 17 giugno 2005, usando grave minaccia incusso spavento a CIVI
1, CIVI 2 e CIVI 3 (minorenne) e meglio esprimendosi nella seguente maniera: cerchiamo
CIVI 1 e vogliamo incassare il debito e non vogliamo più aspettare, lei vedrà
cosa succede se non viene pagato il debito;

 

fatti avvenuti                       nelle riferite circostanze di tempo
e di luogo;

 

reato previsto                     dall’art. 180 cpv. 1 CP;

 

perseguito                         con decreto d’accusa del 14 novembre
2005 n. 4197/2005 del Sost. Procuratore pubblico AINQ 1, che propone la
condanna: 

                                    1.  Alla multa di fr. 500.--
(cinquecento).

                                    2.  Al pagamento delal tassa di
giustizia di fr. 100.-- (cento) e delle spese

                                        giudiziarie di fr.
100.-- (cento);

 

ACCU 2

prevenuto colpevole di         minaccia,

                                        per avere, a __________, in via
__________, in data 17 giugno 2005,  usando grave minaccia incusso spavento a CIVI
1, CIVI 2 e CIVI 3 (minorenne) e meglio esprimendosi nella seguente maniera: cerchiamo
CIVI 1 e vogliamo incassare il debito e non vogliamo più aspettare, lei vedrà
cosa succede se non viene pagato il debito”

fatti avvenuti                       nelle riferite circostanze di
tempo e di luogo;

 

reato previsto                     dall’art. 180 cpv. 1 CP;

 

perseguito                         con decreto d’accusa del 14 novembre
2005 n. 4194/2005 del Sost. Procuratore pubblico AINQ 1, che propone la
condanna: 

1.    Alla multa di
fr. 500.-- (cinquecento)

2.    Al pagamento
della tassa di giustizia di fr. 100.-- (cento) e delle spese

                                       giudiziarie
di fr. 100.-- (cento);

 

viste                                  le opposizioni ai decreti
d’accusa interposte tempestivamente in data 18 aprile 2006 e 10 maggio 2006;

 

indetto                               il dibattimento 3 novembre 2006,
al quale sono comparsi gli accusati personalmente con il loro difensore DI 1,
il patrocinatore di parte civile PR 1, l’interprete della lingua olandese
signora __________, mentre il Procuratore pubblico con lettera 14 agosto 2006 ha
rinunciato ad intervenire al pubblico dibattimento, postulando nel contempo la
conferma del decreto d'accusa impugnato;

 

accertate                           le generalità degli accusati, data
lettura dei decreti d'accusa, proceduto all'interrogatorio degli accusati;

 

sentito                               un teste;

 

sentito                              il patrocinatore, il quale chiede
la conferma del decreto d’accusa;

 

sentito                               il difensore, il quale chiede il
proscioglimento degli imputati;

sentiti                                da ultimo gli accusati;

 

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti

 

                                 1.     Se ACCU 1 è autore colpevole di
minaccia per i fatti descritti nel decreto di accusa a suo carico.

 

                                 2.     Se ACCU 2 è autore colpevole di
minaccia per i fatti descritti nel decreto di accusa a suo carico.

 

                                 3.     Sulla pena e sulle spese a
carico di ciascun accusato.

 

letti ed esaminati                gli atti;

 

considerato                      in fatto ed in diritto

 

                                 1.     ACCU 1, dopo aver fatto
l’esercente, e ACCU 2, dopo aver lavorato come venditore di scarpe, hanno
costituito nel 2004 una società di incasso, che si occupa di mediare i
conflitti esistenti tra due parti al fine di ottenere l’incasso di pretese
dell’una nei confronti dell’altra.

                                        A detta dei titolari la
ditta __________ di __________ è iscritta alla Camera di commercio e viene da
questa vigilata.

                                        Le modalità di intervento sono
duplici: o prima di una causa giudiziaria o quando la stessa, per un motivo o
l’altro, non va avanti o i suoi costi lievitano sensibilmente.

                                        L’attività viene retribuita con
il versamento di una percentuale in caso di successo, ritenuto che le spese
vive sono rimborsate.

 

                                 2.     Con atto non datato la
ditta di costruzioni e di gestione __________ di __________ in Olanda ha
conferito procura alla __________ per ottenere dalla __________. il pagamento
del saldo di un contratto concernente la costruzione di un centro commerciale,
il __________ Center, a __________ in Germania.

                                        A tal fine l’impresa ha invero
in corso da oltre nove anni un procedimento giudiziario a Monaco di Baviera,
nell’ambito del quale il committente ha avanzato contropretese. Non è dato di
sapere in che stadio si trovi il processo e non si sa se vi siano problemi
particolari che ne differiscano ancora la conclusione. Secondo l’accusato ACCU
1 uno degli ostacoli sarebbe costituito dal fatto che la parte CIVI 1
proporrebbe in continuazione nuove contropretese che allungherebbero a
dismisura i tempi dell’azione giudiziaria e i relativi costi. L’accusato ACCU 2
ha inoltre precisato che il direttore __________ della __________ ha dichiarato
che sia da parte loro sia da parte CIVI 1 erano stati commessi errori e che era
sua intenzione giungere a un compromesso che soddisfacesse entrambe le parti.

 

                                 3.     Il 15 giugno 2005 verso
mezzanotte i due accusati, accompagnati da un altro collaboratore, sono partiti
in automobile dall’Olanda alla volta del Ticino, dove sono giunti il 16 giugno
2005 in mattinata. A dire di ACCU 1, l’apprendista aveva contattato
telefonicamente il signor CIVI 1 per preannunciare l’arrivo ottenendo come
risposta che il giorno seguente sarebbe stato in casa.

                                        Come prima cosa essi hanno
preso alloggio al __________ di __________, fermandosi a riposare fin verso le
14.00, quando si sono ritrovati nella hall dell’albergo. ACCU 1 e ACCU 2 si
sono allora avviati a piedi verso l’abitazione della famiglia CIVI 1. Il loro
veicolo nel frattempo sarebbe stato portato in garage da qualcuno chiamato dai
responsabili del garni per la riparazione di un asserto problema ai freni. Il
collaboratore infine sarebbe rimasto in albergo.

 

                                        Giunti all’entrata della villa CIVI
1 si sono fermati all’esterno del cancello che dà accesso al giardino e hanno
suonato il campanello. Si è presentata la domestica alla quale ACCU 1 ha
chiesto di poter parlare con il signor CIVI 1, sono poi sopraggiunti dapprima
il di lui figlio e in seguito la moglie, ai quali è stata ripetuta la richiesta
precisando che erano stati mandati dalla ditta __________.

                                        La risposta è stata che il
signor CIVI 1 non era in casa, benché in realtà si trovava all’interno
dell’abitazione. Gli accusati hanno allora comunicato – a loro dire in modo del
tutto normale e tranquillo – che avrebbero atteso il suo arrivo e visto che la
moglie ha detto loro prima di allontanarsi che allora potevano divertirsi hanno
deciso di tornare all’albergo segnalando che sarebbero tornati in seguito. A
questo momento è intervenuto anche ACCU 2, il quale era rimasto leggermente in
disparte, dicendo alla signora CIVI 2 che si stava allontanando, che l’avrebbe
contattata telefonicamente per fissare un appuntamento.

                                        In effetti circa 5 minuti più
tardi la signora ha risposto a una telefonata degli accusati (cfr. verbale di
interrogatorio CIVI 2 pag. 4).

 

                                 4.     La signora CIVI 2 per
contro ha dato una versione diversa dei fatti e ha affermato:

                                        “Da parte mia dichiaro che
mentre mi trovavo in cucina hanno suonato al campanello del cancello superiore
dell’entrata principale. Dallo schermo collegato con la video-sorveglianza,
avevo modo di notare che al cancello vi era un uomo, vestito di scuro, con
occhiali da sole neri. L’uomo suonava il campanello una seconda volta, in modo
insistente e quindi io ho chiamato la domestica __________, e invitandola a
raggiungere personalmente il cancello e per chiedere dall’uomo cosa volesse.

                                        La donna poco dopo rientrava
in casa e mi informava che l’uomo le aveva detto testuali parole,
esprimendosi in tedesco:

                                        - io voglio parlare con CIVI
1!

                                        La signora __________
chiedeva all’uomo il motivo per il quale voleva parlare con mio marito e questo
uomo le rispondeva, sempre in tedesco:

                                        - siamo una ditta olandese
che lavora con il signor CIVI 1 a un progetto di costruzione.

                                        La signora __________
chiedeva quindi se l’uomo avesse un appuntamento e l’uomo rispondeva, sempre in
tedesco:

                                        - Ho telefonato ieri ed ho
parlato con il sig. CIVI 1.

                                        D1:  E’ vero che questo
signore mercoledì ha preso contatto con suo marito.

                                        R1:  Non è vero.

                                        Dopo aver assunto queste informazioni
dalla domestica, chiedevo a mio figlio CIVI 3 di uscire al cancello per vedere
se conosceva questa persona. Mio figlio è uscito ed ha chiesto a questo uomo [che]
cosa volesse. L’uomo ha ripetuto che voleva parlare con il sig. CIVI 1.

                                        A questo punto sono uscita
anche io al cancello ed ho chiesto all’uomo, in olandese, chi fosse. Qui si
seguito riporto la traduzione delle frasi che ci siamo scambiati:

                                        - Veniamo dalla ditta __________
e vogliamo i soldi.

                                        ○     Come
prego?

                                        - E non aspettiamo a
lungo!

                                        ○     Allora buona
fortuna.

                                        Dopo aver detto questa frase
mi sono allontanata ed ho potuto sentire l’uomo che ad alta voce diceva: -
torneremo questa sera e poi vedrete …

                                        Quando poi li ho visti che
si allontanavano a piedi dal cancello della nostra abitazione, l’uomo ha ancora
gridato: - torneremo questa sera …

                                        Preciso che durante il
nostro breve dialogo, si era presentato un secondo uomo al cancello, il quale
si è affiancato al primo uomo, mantenendo una postura minacciosa, ma non ha
proferito parola. L’uomo era vestito anche di nero, aveva occhiali da sole
neri, ed appeso al braccio sinistro aveva un indumento che nascondeva la mano.

                                        …

                                        Una volta lasciato gli
uomini al cancello, ho raggiunto immediatamente mio marito nel suo studio, al
piano inferiore della nostra villa, ed ho chiuso immediatamente tutte le porte
e le finestre. Ho invitato mio figlio a chiamare immediatamente la Polizia per informarli
sull’accaduto.

                                        Preciso che mio marito stava
lavorando nel suo studio e non si è accorto di nulla. L’ho unicamente informato
una volta queste persone se ne erano andate.

                                        Mentre eravamo all’interno
della nostra abitazione, ca. 5 minuti dopo i fatti, abbiamo ricevuto una
telefonata da un uomo. Questa persona, che si è espressa in olandese, mi
chiedeva se vedevo il suo numero di telefono sul display ed io rispondevo di
sì. Allora mi diceva di prendere nota dei questo numero e che lui voleva
parlare al più presto con mio marito, dicendomi: con il Sig. CIVI 1.

                                        …

                                        Dopo questa telefonata ho
chiamato il nostro fiduciario in Olanda, sig. __________, ed ho chiesto di
assumere informazioni sul proprietario di questo numero
telefonico. Lui ha effettuato la telefonata al numero da me indicato ed ha risposto
uno dei tre uomini che si era presentato a casa mia, dicendo di aver ricevuto
l’incarico da parte della ditta __________.”

                                        (cfr. verbale di
interrogatorio CIVI 2, pag. 2, 3 e 4)

 

                                 5.     Dopo il rientro in casa
il figlio ha chiamato la polizia, la quale è subito intervenuta e alla quale è
stato consegnato il dischetto del sistema di video sorveglianza (con 26
videocamere) allacciato alla centrale di allarme della __________ SA di cui è
dotata la villa. Questo dischetto dopo estrazione delle due fotografie agli
atti è scomparso e, nonostante le ricerche di questo giudice, non è più
rintracciabile.

                                        La parte civile in seguito ha
contattato la __________ SA per chiedere che cosa si potesse ancora fare, oltre
all’impianto di allarme, per avere maggiore sicurezza. Gli è stato risposto che
sarebbero subito stati  inviati due agenti Securitas con il compito di
sorvegliare la villa e chiamare la polizia al minimo segnale di pericolo. Alle
17.00 del 16 giugno 2006 sono entrati in servizio i primi due agenti che sono
poi regolarmente stati sostituiti da colleghi e questo sino alle 21.30 del 20
giugno 2006.

 

                                 6.     Il giorno seguente,
attorno alle 9.30, i due accusati e il loro collega si sono recati alla villa
in automobile. Giunti in loco sono scesi ACCU 1 e il terzo uomo, mentre ACCU 2
è rimasto sul veicolo allontanandosi un poco.

                                        ACCU 1 ha notato l’agente Securitas
che si era appostato nelle vicinanze di una casa confinante e gli ha chiesto se
c’era qualcuno in casa. L’agente gli ha comunicato di non sapere e, per non
destare sospetti, di essere lì per controllare un altro oggetto. L’accusato si
è allora diretto verso il cancello e ha suonato ripetutamente e a lungo senza
ottenere risposta. Lo stesso è avvenuto ad un secondo cancello.

                                        Anche un tentativo di telefonata
non ha avuto esito positivo, perché la famiglia CIVI 1, che si trovava
all’interno dell’abitazione, non ha risposto avendo notato che il numero di
telefono era il medesimo del giorno precedente.

                                        Gli accusati se ne sono quindi
andati con l’automobile.

                                        Poco dopo è giunta al domicilio
della parte civile la signora __________, architetto della famiglia CIVI 1, che
è stata fatta entrare da uno dei due cancelli dal custode, che l’aveva
riconosciuta. In quel mentre il veicolo olandese ritornava a velocità sostenuta
e ACCU 1, che aveva notato un uomo e una donna é sceso dall’automobile e si è
rivolto all’uomo (verosimilmente al custode) chiedendogli se fosse il signor CIVI
1.

                                        Non avendo ottenuto risposta è
ritornato sui suoi passi lasciando poi definitivamente i luoghi assieme ai
colleghi.

                                        Poco più tardi i tre sono stati
fermati dalla polizia nei pressi dell’albergo __________.

                                 7.     Anche per questo
episodio la versione della signora CIVI 2 è leggermente diversa:

                                        “Questa mattina, verso le
ore 10.00, si è presentato nuovamente l’uomo che ieri sera mi ha minacciata. Ha
suonato insistentemente il campanello del cancello grande, poi quello del
cancello piccolo, poi, non contento ha provato a telefonare, ma sul display
usciva il numero di ieri e quindi noi non abbiamo risposto.

                                        Visto che nessuno rispondeva
né al campanello né al telefono, l’uomo si metteva a gridare ad alta voce che ‘vogliamo
il signor CIVI 1.

                                        In quel momento giungeva
presso la nostra abitazione il nostro architetto, signora __________, suonava
al campanello del cancello sotto ed il custode, vedendo la donna le apriva il
cancello. Proprio nel momento in cui al donna stava entrando nel nostro
giardino, anche l’uomo che poco prima stava suonando il campanello, ha tentato
di entrare nel nostro giardino, ma prontamente un agente della Securitas lo ha
bloccato.

                                        (cfr. verbale di
interrogatorio CIVI 2, pag. 5)

 

                                        La signora ha poi descritto nel
seguente modo l’effetto che ha avuto su di lei e sulla famiglia la presenza di
queste persone:

                                        “D.10: Oggi avete ricevuto
ancora minacce?

                                        R.10:  No. Non
abbiamo risposto né al campanello né al telefono quindi non siamo stati
minacciati, ma ci siamo sentiti minacciati dalla presenza di questa persona.

                                        D.11:  Secondo
lei, per quale motivo queste persone si sono presentate presso il vostro
domicilio?

                                        R.11:  Per
impaurirmi.

                                        D.12:  Secondo
lei erano veramente intenzionati a commettere qualsiasi cosa pur di riaver il
proprio denaro?

                                        R.12:  Sì, ho
avuto questa impressione.

                                        D.13:  L’hanno
minacciata direttamente?

                                        R.13:  Sì con la
frase ‘se no vedrete’ mi ha fatto intendere che sarebbe stato disposto a tutto
pur di arrivare al suo scopo.

                                        D.14:  Con le
minacce che sono state espresse, lei come si é sentita?

                                       R.14:  Mi
sono sentita terrorizzata.”

                                       (cfr.
verbale di interrogatorio CIVI 2, pag. 6)

 

                                 8.     Per i fatti citati il
Procuratore pubblico ha ritenuto gli accusati autori colpevoli di minaccia. Ha
rimproverato loro di avere incusso spavento alla famiglia CIVI 1 con
l’espressione “cerchiamo CIVI 1 e vogliamo incassare il debito e non
vogliamo più aspettare, lei vedrà [che] cosa succede se non viene pagato
il debito”.

 

                                 9.     Il patrocinatore di
parte civile ha chiesto la conferma del decreto di accusa. Ha evidenziato come
sia strano che l’asserto mandato di mediazione sia stato conferito a una
piccola società appena creata che guadagna solo se ottiene un risultato e non a
una grossa ditta di incasso o meglio ancora agli avvocati attivi nel processo,
che già conoscono i dettagli della fattispecie.

                                        La __________ è una ditta con
metodi non chiari: si fa avanti con una presenza fisica importante, senza
neppure un appuntamento, tentando di entrare in casa.

                                        Peraltro non risulta che il
signor CIVI 1 abbia chiesto una mediazione.

                                        Oltre alla presenza fisica che
incuteva timore vi è pure stata la minaccia verbale, che trova conferma nella
deposizione del figlio. Si tratta di una frase volutamente ambigua e quindi
pericolosa, una frase che notifica un male futuro indefinito. E’ una minaccia
grave perché fatta di sottintesi.

                                        In sostanza gli accusati hanno
utilizzato metodi non tollerabili in Svizzera che devono essere adeguatamente
repressi.

 

                               10.     La difesa sostiene che
dal comportamento della moglie e del figlio si possa desumere che la famiglia CIVI
1 era già pronta a non accogliere i visitatori.

                                        Nega poi categoricamente che ci
sia stata minaccia, evidenziando come non ci sia alcuna prova che la frase
riportata nel decreto di accusa sia stata pronunciata dal momento che i
dischetti della video sorveglianza sono scomparsi. Nel dubbio occorre
concludere che le espressioni minacciose non sono state espresse.

                                        Ne segue che se la parte civile
si è sentita minacciata ciò è il frutto di autosuggestione. D’altronde dal
fatto che la villa è dotata di un sistema di sorveglianza imponente collegato
con una centrale di allarme si può dedurre che la famiglia CIVI 1 ha una fobia
di persecuzione. Non vi è quindi nesso di causalità tra l’agire degli accusati
e il timore palesato dalla parte civile.

                                        Inoltre l’asserita frase non
riporta che cosa sarebbe successo, va quindi interpretata a favore degli
imputati.

                                        Rileva che l’audizione
testimoniale ha permesso di provare che ACCU 1 non ha tentato di entrare nella
proprietà CIVI 1.

                                        In sostanza a mente della
difesa non vi sarebbe l’espressione di una grave minaccia, non sarebbe stato
ingenerato timore nei destinatari (ritenuto che una persona normalmente
resistente avrebbe a sua volta dovuto restare intimorita), non sarebbe dato un
nesso di causalità e gli accusati non avrebbero agito con intenzione.

                                        Chiede in definitiva il
proscioglimento degli imputati.

 

                               11.     Per l’art. 180 cpv. 1 CP
chiunque, usando grave minaccia, incute spavento o timore a una persona, è
punito, a querela di parte, con la detenzione o con la multa.

                                        Si tratta di un delitto
materiale (o d’evento) che è consumato solo quando la grave minaccia causa nel
destinatario spavento o timore.

                                        La minaccia, come detto, deve
essere grave, ossia oggettivamente di natura tale da incutere paura nella
vittima. Ciò significa che la stessa non deve essere valutata in funzione della
sensibilità del destinatario, ma secondo criteri generali (Corboz, Les infractions en droit suisse,
vol. 1, N. 6 all’art. 180 CP).

                                        Per determinare se l’autore ha
proferito una minaccia grave, non ci si deve fondare esclusivamente sui termini
utilizzati, ma si deve anche tenere conto dell’insieme delle circostanze,
perché una minaccia può risultare anche da un gesto o da una allusione (cfr.
DTF 99 IV 215). In altre parole occorre analizzare il comportamento dell’autore
nel suo insieme per stabilire che cosa il destinatario poteva comprendere.

 

                               12.     In concreto la vicenda si
presenta alquanto singolare. Innanzitutto appare strano che per la mediazione
si sia incaricata una ditta di incasso, per di più - vista l’importanza
dell’importo in gioco - di recente costituzione, piuttosto che tentare di
raggiungere un accordo bonale in sede giudiziaria o extragiudiziaria con
l’ausilio degli avvocati già impegnati nel processo e perfettamente cogniti
della fattispecie.

                                        Risulta poi inusuale, perlomeno
per le nostre consuetudini, il modus operandi dei mediatori, i quali si sono
presentati direttamente al domicilio di una parte senza avere in precedenza
scritto una lettera o concordato un vero e proprio appuntamento. Se l’avessero
fatto avrebbero avuto un altro tipo di reazione di fronte al rifiuto di
incontrarsi. Dagli atti si evince infatti che, salvo le asserite frasi
minacciose di cui si dirà in seguito, il tono della conversazione è rimasto
normale e non vi è stata nessuna particolare rimostranza per il fatto che non
si voleva dar seguito a un appuntamento.

                                        E’ altresì anomalo che i
mediatori non fossero al corrente dei dettagli della contesa (così ha detto ACCU
1, anche se in sede di interrogatorio ACCU 2 aveva dichiarato di avere avuto un
colloquio di mezza giornata con il direttore della __________ signor __________,
senza però ricordare nulla al riguardo al dibattimento). Oltre a non sapere
delle contropretese di CIVI 1 non sapevano neppure che la moglie dirige con il
marito la ditta e che è lei stessa che si occupa del processo in Germania (cfr.
verbale di interrogatorio CIVI 1, pag. 4 e  verbale di interrogatorio CIVI 3,
pag. 1). A ben vedere la persona con la quale dovevano parlare si trovava
quindi già davanti a loro quando si sono presentati al cancello.

                                        Può anche apparire strano che
uno dei due uomini si sia inizialmente tenuto in disparte.

                                        In sostanza, tutto questo
potrebbe anche far sorgere qualche dubbio sulle reali intenzioni del terzetto.

 

                               13.     La prova definitiva che
erano male intenzionati potrebbe risultare dalle frasi minacciose proferite e
dal tentativo di entrare in casa anche contro la volontà degli abitanti.

                                        Tuttavia al riguardo le
dichiarazioni dei membri della famiglia CIVI 3 risultano parecchio
contraddittorie. La moglie ha dichiarato che il marito non si è accorto di
nulla per quanto concerne i fatti del 16 giugno e di averlo informato solo dopo
che i due visitatori se ne erano andati (cfr. verbale pag. 4), il marito per
contro ha asserito di aver udito il campanello, di aver visto chi era e di aver
detto alle moglie di comunicare ai due uomini che non era in casa (cfr. verbale
pag. 1).

                                        Il marito alla domanda se il 17
giugno i due uomini che si erano presentati erano entrati nella loro proprietà
ha risposto che avevano solo raggiunto il cancello esterno ed erano poi stati
bloccati dagli agenti Securitas (cfr. verbale pag. 4), la moglie invece
sostiene che solo l’uomo che aveva suonato il campanello ha tentato di entrare
ed è stato fermato da un solo agente (cfr. verbale pag. 5).

                                        Il figlio in merito
all’episodio del tentativo di penetrare nella proprietà ha riferito:

                                        “Verso le 10.00 arrivava a
casa nostra un’amica di famiglia che suonava per entrare. Conoscendola abbiamo
aperto il cancello della casa. Appena la donna entrava in giardino, l’uomo
vestito di nero si buttava sul cancello per tentare di entrare. Veniva però
bloccato dagli agenti della Securitas che riuscivano a chiudere il cancello
senza che l’uomo entrasse sulla nostra proprietà.

                                        Appena il cancello si è
chiuso, l’uomo in olandese urlava ‘Signor CIVI 1 e non diceva altro. Gli agenti
Securitas si avvicinavano dicendo loro di smettere e di andarsene. Questi due
uomini si allontanavano quindi in direzione di __________ e poco dopo giungeva
la Polizia che riusciva a fermare la vettura con tre persone a bordo
compresi i due che si erano presentati a casa nostra.”

                                         (cfr. verbale di
interrogatorio CIVI 3., pag. 4)

 

                               14.     Questa descrizione del
fatto, come pure quella del padre e della madre, è tuttavia clamorosamente e
totalmente sconfessata dalla dichiarazione dell’unico testimone neutro (dal
momento che l’autorità inquirente non ha ritenuto di dover interrogare la
domestica e il custode), ossia l’agente Securitas, il quale ha dichiarato di
non essersi mai spostato dalla sua posizione di controllo in prossimità di una
casa confinante, confermando ripetutamente che né lui né il suo collega sono
intervenuti per bloccare qualcuno che tentava di entrare nella proprietà CIVI 1
(cfr. verbale del dibattimento). Lo stesso agente ha affermato di non avere
notato un atteggiamento minaccioso da parte degli accusati.

 

                                        Di fronte a una discrepanza
così netta in merito ad una circostanza centrale sorgono seri dubbi sulla
credibilità di tutte le, peraltro contraddittorie, affermazioni dei membri
della famiglia CIVI 1. In particolare non si può fare pieno affidamento neppure
sulle dichiarazioni del figlio, non essendo chiaro a questo punto se
corrispondono a quanto da lui vissuto o a quanto sentito, perlomeno in parte,
dai genitori.

                                        Sembrerebbe, vista la
testimonianza dell’agente Securitas, che la parte civile abbia voluto, per
motivi che non si sono potuti appurare (anche perché i signori CIVI 2 non hanno
ritenuto opportuno presenziare al dibattimento), mostrare i fatti con una
connotazione più negativa di quella reale e far apparire i visitatori olandesi
sotto una luce non corretta. Non si è fra l’altro potuto comprendere se il
timore che la famiglia CIVI 1 sostiene di aver avuto sia da ricondurre al
comportamento degli accusati o a paure dovute a informazioni ricevute
dall’Olanda (a seguito della telefonata al contabile il 16 giugno 2005) e/o a
circostanze non note a questo giudice, ma alla parte civile, sempre legate a
conoscenze nei Paesi Bassi (cfr. dichiarazioni di CIVI 1 a proposito di certo __________,
verbale di interrogatorio pag. 3 e 4). Fatti che possono aver indotto il signor
CIVI 1 a desumere che i due uomini presentatisi a casa sua fossero venuti con
cattive intenzioni, tanto da dover approntare misure di sicurezza che forse non
erano neppure giustificate.

 

                               15.     In conclusione non è
stato possibile accertare quanto successo con sufficiente chiarezza.

                                        Di fronte all’incertezza e ai
ragionevoli dubbi che sorgono gli accusati non possono che essere prosciolti.

 

 

visti                                   gli art. 180 cpv. 1 CP; 9 e segg.,
273 e segg. CPP; 39 LTG;

 

rispondendo                       ai quesiti posti;

 

 

proscioglie                       ACCU 1

                                        dall’imputazione di minaccia
per i fatti descritti nel decreto di accusa n. 4197/2005 del 14 novembre 2005.

 

 

proscioglie                       ACCU 2

                                        dall’imputazione di minaccia
per i fatti descritti nel decreto di accusa n. 4194/2005 del 14 novembre
2005.

 

 

carica                               le spese allo Stato.

 

le parti                               sono state avvertite del diritto
di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di
cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto
di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276
cpv. 2 CPP).

                                        La motivazione del ricorso per
cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20
giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione
dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).

 

 

 

 

	
  Intimazione a:

  	
  Ministero
  pubblico della Confederazione, Berna,

  

 

e,  alla crescita in giudicato della sentenza,

 

intimazione a:                    Comando della Polizia Cantonale,
Lugano,

                                        Ufficio del Giudice
dell'istruzione e dell'arresto, Lugano,

                                        Sezione dei permessi e
dell’immigrazione, Bellinzona.

 

 

Il presidente:                                                                            La
segretaria:

 

 

 

 

 

Distinta spese               a carico dello Stato:

 

                                    fr.                            400.00       tassa di giustizia

                                    fr.                            300.00       spese giudiziarie

                                    fr.                             90.00       teste                    

                                    fr.                           790.00       totale