# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 755f2b86-c026-5693-8f4e-623df5cfa117
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-05-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 15.05.2000 14.2000.00037
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2000-00037_2000-05-15.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2000.00037

  	
  Lugano

  15 maggio
  2000

  B/fc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall'istanza 16 febbraio 2000 presentata da

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

sulla cui istanza la
Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, con sentenza 

23 marzo 2000 ha
così deciso:

 

     "1.   È pronunciato il fallimento della
__________, a far tempo da giovedì 23 marzo 2000 alle ore 14.00.

 

     2./3./4.       Omissis".

 

 Sentenza
tempestivamente dedotta in appello dalla __________ che con atto 1° aprile 2000
ne postula l'annullamento;

 

                                          preso
atto che la parte appellata con atto 5 aprile 2000 ha presentato le sue
osservazioni;

 

rilevato
che con ordinanza presidenziale 4/5 aprile 2000 all'appello è stato 

concesso
effetto sospensivo parziale;

 

ritenuto

 

 

in fatto:                     A.   Con
istanza 16 febbraio 2000 __________ ha chiesto il fallimento della __________
per fr. 11'215.15 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.

 

 

                                   B.   All’udienza
di contraddittorio del 17 novembre 1999  è comparso unicamente l'istante.

 

                                   C.   La
__________ ha postulato l’annullamento del fallimento, invocando di avere
saldato tutti i debiti in esecuzione e producendo una dichiarazione 31 marzo
2000 dell'UE di Lugano (doc. A), attestante che l'appellante ha versato fr.
72'088.30 a saldo delle procedure esecutive pendenti presso il predetto
ufficio. La debitrice ha poi sostenuto di avere risolto i suoi problemi
gestionali e di avere acquisito lavori per ca. un milione di franchi, elencando
i vari cantieri, in cui sta operando.  

 

                                   D.   Con
le sue osservazioni la parte appellata ha dichiarato di non essere ancora stata
tacitata.

  

Considerato

 

 

in diritto:                   1.

                                   a)   Ex
art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (Roger Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco, n. 22 ad art. 174
LEF).

                                          L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non esser in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti  pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Dal debitore viene inoltre pretesa la produzione,
già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione
della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione
dell’effetto sospensivo (Roger Giroud; op. cit., n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, §
36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Bronimann, Novenrecht und
Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p.
446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht- und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994;
SJZ  95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                   b)   In
prima sede il fallimento della __________ è stato decretato per il mancato
pagamento nei confronti della __________ dell’importo di fr. 11'215.15 oltre
accessori. Dalla dichiarazione 31 marzo 2000 dell’UE di Lugano (doc. A) emerge
che la debitrice ha versato fr. 72'088.30 a copertura dei suoi debiti e che non
vi sono più procedure esecutive in corso.                       

                                          Con
questo pagamento è stata pertanto tacitata anche l'esecuzione della __________,
alla quale l'UE di Lugano  riverserà il dovuto, ritenuto che in sede di
osservazioni la creditrice ha reso noto di non aver ancora ricevuto l'importo
dedotto in esecuzione.

                                          Sulla
base di questo riscontro oggettivo non può quindi essere ritenuto che
l’appellante non sia più solvibile, che non sia più in grado di tacitare i suoi
creditori, né di pagare importi anche modesti e nemmeno che si trovi in una
situazione di insolvibilità per un periodo indeterminato. Il fallimento della
__________ va pertanto annullato ex art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. 

 

                                    2.   La
tassa di giustizia  è posta a carico dell’appellante (art. 49 OTLEF).

                                          Non
si assegnano indennità (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

                                          Le
spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.

Per
questi motivi,

richiamati
gli art. 171, 172 e 174 LEF

 

 

pronuncia:                I.   L’appello
1. aprile 2000 __________, è accolto.

                                    

                                    1.   La dichiarazione di fallimento 23 marzo 2000 pronunciata dalla
Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, inc. __________ nei confronti della
__________, è annullata.

 

                                    2.   La tassa di
giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è posta a
carico della __________

                                          

 

                                    3.   Le spese
dell’Ufficio fallimenti di Lugano, da anticipare come di rito, sono poste a
carico della __________

                                          

                                    II.   La
tassa di giustizia di Fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata
dall’appellante, resta a carico della __________ 

                                   III.   Intimazione:    -    __________

                                          Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5.

 

 

l

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente:                                                                          La
segretaria: