# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 462284e6-9792-5608-bdbf-57915ad2672f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-07-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 05.07.2000 INC.2000.38901
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-38901_2000-07-05.html

## Full Text

N. 389.2000.1L                                                          Lugano,
5 luglio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato il 15 giugno 2000 dagli

 

 

Eredi fu __________,
deceduta il __________, già domiciliata a __________, ossia i di lei fratelli
__________, __________, __________, __________ e __________

(tutti patrocinati dall'avv.
__________)

 

 

 

per omissioni della Magistrata
dei minorenni avv. __________, consistenti in mancanza di informazioni e di
decisione formale sull'accesso agli atti del procedimento pendente contro
__________, e __________ (entrambi patrocinati dall'avv. __________);

 

 

 

viste le osservazioni 19 giugno
2000 degli inchiestati, che si rimettono a questo giudice, e 28 giugno 2000
della Magistrata dei minorenni, che rinvia la possibilità di una consultazione
limitata alla chiusura dell'inchiesta;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

 

1.

 

 

La sera del 12 ottobre 1999, i fratelli
__________ e __________ hanno esploso colpi di flobert dal terrazzo del loro
appartamento verso quello di un altro caseggiato, tanto da colpire mortalmente
__________.

Essendo allora entrambi
adolescenti, il procedimento venne aperto ed è condotto dalla Magistrata dei
minorenni. L'inchiesta sarà prossimamente chiusa, come indicato nelle
osservazioni al reclamo, dopo acquisizione del rapporto autoptico, ancora
sollecitato il 17 maggio 2000 (v. fascicolo corrispondenza degli inc. MM 652 e
653 / 1999).

 

 

 

2.

 

 

Con lettera 17 dicembre 1999
(allegato C al reclamo), l'avv. __________ ha comunicato tra gli altri anche
alla Magistrata dei minorenni l'assunzione del mandato di patrocinio degli
eredi della vittima e cioè i di lei fratelli menzionati in epigrafe, come al
certificato ereditario della Pretura del Distretto di __________ (allegato A al
reclamo).

Alle loro richieste di
informazioni sullo stadio del procedimento rispettivamente del 18 e del 24
gennaio 2000 (allegati D ed E al reclamo), la Magistrata dei minorenni ha
risposto il 25 gennaio 2000, ricordando che nei procedimenti contro fanciulli e
adolescenti non è data costituzione di parte civile e quindi partecipazione
all'istruzione, e comunque comunicando, "considerata la particolarità
della fattispecie", di essere in attesa degli accertamenti
psichiatrici, ai quali avrebbe poi fatto verosimilmente seguito la concessione
della libertà ai fratelli __________ (allegato F al reclamo).

Il 25 maggio 2000 i qui
reclamanti, con riferimento all'art. 8 LAV, hanno chiesto alla Magistrata dei
minorenni la facoltà di accedere agli atti processuali, l'intimazione anche
alla loro intenzione dell'emanando atto di accusa (come a notizie apparse sulla
stampa) ed il riconoscimento del loro diritto di partecipazione ad ogni
ulteriore atto giudiziario (allegato G al reclamo). Il silenzio della
Magistrata dei minorenni ha portato alla formulazione del reclamo in
discussione, con il seguito delle osservazioni menzionate in entrata: dei
contenuti di questi allegati si dirà di seguito, in quanto necessario.

 

 

 

 

 

 

 

 

3.

 

 

I reclamanti fondano il loro
diritto all'accesso agli atti ed alla partecipazione al procedimento sugli art.
2 cpv. 2 e 8 LAV, per il rinvio a quest'ultima legge disposto dall'art. 15 cpv.
5 LMM.

 

 

3.1

 

L'art. 2 cpv. 2 LAV in effetti
assimila alla vittima - in quanto lesa nell'integrità fisica, sessuale o
psichica - specificamente il coniuge, i figli e i genitori e genericamente
altre persone con legami analoghi. I fratelli non hanno quindi automaticamente
questa veste, altrimenti sarebbero stati esplicitamente menzionati, ma solo
quando le concrete relazioni di fatto con la vittima evidenziano particolari
stretti rapporti, come potrebbe essere per quelli tra conviventi ed anche amici
stretti (v. Eva Weishaupt, Die verfahrensrechtlichen Bestimmungen des
Opferhilfegesetzes, Zürcher Studien zum Strafrecht n. 33, Zürich 1998, pag.
46), tanto che è stato negata assimilazione alla vittima alla sorella di una
donna, uccisa dal marito, per mancata dimostrazione di rapporti particolarmente
intensi (v. Gomm, Stein, Zehnter, Kommentar zum Opferhilfegesetz, Bern 1995,
pag. 53, ad art. 2, n. 29).

Dal verbale 12 ottobre 1999 di
__________, sorella della vittima (allegato 27 del rapporto di polizia
giudiziaria 17 marzo 2000), emerge che i rapporti tra di loro erano quotidiani
e molto stretti: abitavano nello stesso palazzo e si trovavano "più
volte durante l'arco di una giornata". Si può allora concludere che,
almeno in questo caso e senza necessità di approfondire le relazioni con gli
altri fratelli, sono date le menzionate condizioni di legge, come ammesso dalla
Magistrata dei minorenni, perlomeno per quanto concerne le conseguenze della
consulenza (art. 2 cpv. 2, 3 e 4 LAV), e non contestato dagli inchiestati.

 

 

3.2

 

Altro discorso è tuttavia quello
della partecipazione al procedimento e della connessa facoltà di accesso agli
atti.

Non fa dubbio che questo
procedimento è retto dalla LMM (ora quella vigente dal 1. aprile 2000, che con
l'art. 46 ha semplicemente abrogato quella anteriore, senza disposizioni
intertemporali). I fatti imputati e l'avvio dell'inchiesta, con l'arresto dei
fratelli __________ la notte sul 13 ottobre 1999, si situano temporalmente
prima del compimento, in particolare da parte di __________, del diciottesimo
anno, peraltro ancora lontano dagli anni venti: è allora unicamente "applicabile
la procedura prevista per gli adolescenti" (art. 1 cpv. 1 OCP 1). Ne
consegue che non è data costituzione di parte civile e quindi esercizio pieno
dei connessi 

diritti processuali (art. 15 cpv. 1 LMM). Solo a determinate condizioni possono
essere decise pretese di risarcimento della parte lesa sino al limite massimo
di fr. 5'000.- (art. 15 cpv. 2 LMM), con possibilità di beneficiare a tale
scopo di limitato accesso agli atti (art. 15 cpv. 3 LMM) e con diritto di
reclamo pure ristretto a questi campi (art. 35 cpv. 2 CPP), ciò che è qui
implicitamente il caso, donde ricevibilità in ordine dell'impugnativa.

I reclamanti ancorano le loro
pretese di piena partecipazione al procedimento sulla riserva dell'art. 15 cpv.
5 LMM circa la valenza delle norme della LAV, dimenticando tuttavia la
possibilità concessa ai Cantoni proprio da questa legge di emanare disposizioni
diverse in punto a pretese civili nei confronti di fanciulli e adolescenti
(art. 9 cpv. 4 LAV), ciò che appunto il legislatore ticinese ha fatto con le
norme citate sopra.

Fatto presente che l'istruzione
non è ancora conclusa, nelle sue osservazioni al gravame la Magistrata dei
minorenni preannuncia che - a richiesta - concederà ai reclamanti la
consultazione dell'incarto "per visionare quegli atti necessari a
stabilire il danno e la colpa, escluse quindi tutte le risultanze sulla
situazione personale e familiare del minore". Questo indirizzo è
conforme alla legge e corrisponde a quanto dettato nel rapporto 2 febbraio 1999
della Commissione speciale del Gran Consiglio sulla nuova LMM (ad art. 15),
quale "esplicito invito al MM e al Consiglio per i minorenni a tenere
conto anche degli interessi della parte lesa e pertanto a non renderle
difficoltoso l'accesso agli atti, pur nel rispetto degli interessi e della
personalità del minore, che necessita di una tutela accresciuta …",
dopo aver con altri termini invitato "il MM ad instaurare una prassi
piuttosto largheggiante, affinché la parte lesa, in presenza di reati
importanti, possa perlomeno accedere agli atti con un certo agio".
Trova così soluzione l'approccio di merito, sottolineando anche la calibrata e
consapevole presa di posizione degli inchiestati, con il loro auspicio "di
equilibrio tra i rispettivi diritti all'informazione, d'un canto, e al rispetto
della personalità dei minori dall'altro".

 

 

 

4.

 

 

Per quanto concerne il petitum
del reclamo, inteso alla costatazione di omissioni da parte della Magistrata
dei minorenni, si deve rilevare che non vi è ritardo nella risposta agli
scritti del 18 e del 24 gennaio 2000, onorati come già rilevato con la lettera
25 gennaio 2000, e che neppure l'attesa di riscontro alla lettera del 25 maggio
2000 non può essere considerata esorbitante rispetto all'inoltro del gravame,
tanto più che quest'ultimo derivava comprensibilmente dall'allarme destato da
notizie di stampa sulla conclusione del procedimento, rivelatesi - come si è
accennato - inesatte. Le osservazioni della Magistrata dei minorenni e quanto
esposto sopra sanano in ogni modo la situazione.

 

 

 

 

 

 

Il reclamo può di conseguenza
essere considerato evaso con la presente decisione definitiva (art. 284 cpv. 1
lett. a CPP), senza carico di spese, in quanto non del tutto privo di
giustificazione. Neppure si attribuiscono ripetibili, dato il ridotto
intervento degli inchiestati.

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

 

visti i citati articoli di legge,
nonché gli articoli 10 e 35 LMM e 280 ss. CPP,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
Il reclamo è evaso, come ai considerandi.

 

 

2.     
Non si percepiscono spese giudiziarie e non si attribuiscono ripetibili.

 

 

3.     
La presente decisione è definitiva.

 

 

4.     
Intimazione:

-        
avv. __________, per sé e per i reclamanti (con copia delle
osservazioni della Magistrata dei minorenni e degli inchiestati);

-        
Avv. __________, per sé e per gli inchiestati (con copia delle
osservazioni della Magistrata dei minorenni);

-        
Magistrata dei minorenni, sede (con copia delle osservazioni
degli inchiestati e con gli inc. 652 e 653 / 1999 di ritorno).

 

 

 

 

 

 

                                                                                giudice
__________