# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c2f1faf3-dc4e-5bb9-9993-47b19896fdb2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-08-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.08.2008 D-3802/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3802-2007_2008-08-13.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3802/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 3  a g o s t o  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Gérald Bovier, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______, Iraq, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 
3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 30 maggio 2007 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3802/2007

Fatti:

A.
Il  27  aprile  2007,  l'interessato,  cittadino  iracheno  di  etnia  curda  e 
residente sin dalla nascita ad Erbil (nord dell'Iraq), ha presentato una 
domanda  d'asilo  in  Svizzera.  Ha  dichiarato,  nella  sostanza  e  per 
quanto è qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione del 4 e del 22 maggio 
2007),  d'essere  espatriato  nell'[...] del  2007  in  quanto,  orfano  di 
entrambi  i  genitori,  in Iraq non avrebbe l'opportunità di  lavorare e di 
vivere dignitosamente. Le due sorelle  ed il  fratello  non potrebbero o 
non vorrebbero aiutarlo. Le uniche possibilità di  esercitare un'attività 
rimunerata  sarebbero  quelle  di  fare  il  combattente  nell'esercito 
iracheno rispettivamente il terrorista come pure di rubare. Non avrebbe 
mai  avuto problemi con le autorità  in Iraq e non avrebbe mai  svolto 
attività politiche. Le autorità irachene non gli avrebbero fornito aiuto e 
sostegno e non si sarebbe rivolto ad associazioni umanitarie presenti 
nel suo Paese. Prima dell'espatrio, avrebbe vissuto a casa del fratello 
per alcuni mesi. Vorrebbe vivere, lavorare e costruirsi un'esistenza in 
Svizzera.

B.
L'8 maggio 2007, è pervenuta all'UFM una fotocopia di un documento 
presentato dall'insorgente come la sua carta d'identità.

C.
Il  30  maggio  2007,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull'asilo del 26 
giugno 1998 (LAsi, RS 142.31). L'autorità inferiore ha pure pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso l'Iraq siccome lecita, esigibile e possibile.

D.
Il 4 giugno 2007, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
una nuova decisione nel  merito  della  sua domanda d'asilo  e,  in  via 
sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì 
presentato  una domanda d'esenzione dal  versamento  dell'anticipo  a 
copertura delle presumibili spese processuali.

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E.
Il 7 giugno 2007, il TAF ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi 
particolari (art. 63 cpv. 4 legge federale sulla procedura amministrativa 
del  20  dicembre 1968 [PA, RS 172.021]),  a  chiedere  al  ricorrente  il 
versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali. Nel contempo, ha invitato l'autorità inferiore a presentare 
una risposta al ricorso.

F.
L'11 giugno 2007, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame.

G.
Il  26  giugno  2007,  il  ricorrente  ha  replicato  all'UFM  in  merito 
all'esibizione di un documento di  identità come pure sulla situazione 
nel Nord dell'Iraq.

H.
Il  15  marzo  2008,  l'insorgente  ha  sollecitato  l'evasione  del  suo 
gravame.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA, nonché all'art. 
108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

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3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM ha  rilevato  che  la  fotocopia  della 
carta  d'identità,  esibita  dal  ricorrente,  non  costituisce  un  valido 
documento  di  identità  o  di  viaggio.  Inoltre,  ha  considerato  che 
l'insorgente non ha addotto motivi che possano giustificare la mancata 
tempestiva  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità.  L'autorità 
inferiore  ha  pure  qualificato  le  allegazioni  decisive  presentate 
dall'insorgente  come  non  rilevanti  in  materia  d'asilo.  Segnatamente, 
secondo l'UFM, la situazione personale sfavorevole è riconducibile a 
condizioni di vita politiche, economiche o sociali di carattere generale 
in  Iraq  e  pertanto  non  costituisce  una  persecuzione  ai  fini  della 
concessione  dell'asilo.  L'UFM  ha  altresì  ritenuto  non  necessari 
ulteriori chiarimenti ai fini dell'accertamento della qualità di rifugiato o 
dell'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento.

5.
Nel  ricorso,  l'insorgente  segnala  di  volere  produrre  l'originale  della 
carta  d'identità  non  appena  ricevuta  dal  fratello.  A  suo  avviso,  le 
difficoltà legate all'invio dall'Iraq del suo documento di  legittimazione 
giustificherebbero la mancata tempestiva esibizione dell'originale della 
sua carta di identità. Il ricorrente avrebbe lasciato l'Iraq a causa delle 
cattive  condizioni  di  vita  e  per  l'insicurezza  che  vi  regnerebbe. Egli 
contesta inoltre che nel caso concreto siano dati i presupposti dell'art. 
32 cpv. 3 lett. c LAsi per escludere la necessità d'ulteriori chiarimenti. 
Infatti, la situazione nel nord dell'Iraq sarebbe tutt'altro che tranquilla 
(richiamato in proposito, il rapporto pubblicato dall'OSAR il 22 maggio 
2007). Non  sarebbe pertanto  consentito,  come invece  avrebbe fatto 
l'autorità inferiore nel caso di specie, di semplicemente affermare che 
non sussisterebbero  indizi  per  ritenere  che  in  caso di  rimpatrio  egli 
possa essere esposto a trattamenti vietati dall'art. 3 della Convenzione 
per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 
4  novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101).  In  sostanza,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  il  suo  Paese  d'origine  sarebbe,  allo  stato 
attuale dell'istruttoria  della  causa,  manifestamente contraria  all'art. 3 
CEDU.

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6.
Nella risposta al ricorso, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame 
ed  ha  rilevato,  in  particolare,  che  il  ricorrente  ha  reso  versioni 
contraddittorie  riguardo  alla  sua  carta  d'identità.  Peraltro,  secondo 
l'UFM, sulla fotocopia della carta d'identità,  esibita in data 8 maggio 
2007,  figura  la  data  del  21  aprile  2007 ed il  prefisso internazionale 
della Gran Bretagna, malgrado l'insorgente abbia dichiarato di  avere 
contattato  il  fratello  dopo  il  4  maggio  2007  e  che  la  fotocopia  del 
documento di legittimazione sia stata spedita dall'Iraq. Inoltre, l'autorità 
inferiore ha osservato che il ricorso dell'insorgente non fornisce alcun 
nuovo  elemento  atto  a  confutare  le  argomentazioni  sviluppate  nella 
decisione impugnata.

7.
Nella  replica,  l'insorgente  ha osservato  che la  differenza fra la  data 
che figurerebbe sulla fotocopia della carta d'identità ed il giorno in cui 
quest'ultima sarebbe giunta  all'UFM non costituisce un  indizio  di  un 
suo comportamento ingannevole. Il ricorrente ha, altresì, ribadito che 
la  situazione  nel  nord  dell'Iraq  sarebbe  tutt'altro  che  tranquilla  dal 
profilo  della  sicurezza.  Segnatamente,  gli  episodi  di  violenza,  con 
relativi feriti e morti, verificatisi nel mese di [...] del 2007, come pure la 
situazione  di  tensione  fra  la  Turchia  ed  il  governo  regionale  kurdo 
iracheno,  costituirebbero  un  ulteriore  aggravamento  della  situazione 
della regione. Pertanto, l'autorità inferiore avrebbe dovuto entrare nel 
merito della sua domanda d'asilo.

8.

8.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. 
c).

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8.2 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

8.3 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

9.
Questo Tribunale osserva che il  ricorrente, senza valide ragioni,  non 
ha  tempestivamente  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai 
sensi di legge, benché l'UFM l'abbia invitato ad esibirli sin dal 27 aprile 
2007. Certo,  in  data  8 maggio  2007,  ha esibito  una fotocopia di  un 
documento presentato come l'originale della sua carta d'identità. A tal 
proposito, il TAF rileva tuttavia che la copia di una carta d'identità non 
costituisce manifestamente un documento valido ai sensi di legge (v. 
sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  E-7458/2007  del  13 
novembre  2007  consid.  3.1).  Peraltro,  dalle  carte  processuali  non 
emergono  delle  valide  ragioni  per  la  mancata  esibizione  di  un 
documento  d'identità  o  di  viaggio  da  parte  dell'insorgente.  In 
particolare, e nella loro imprecisione, non possono ritenersi plausibili 
le dichiarazioni dell'insorgente secondo le quali avrebbe lasciato la sua 
carta d'identità in una valigia a casa del fratello ad Erbil al fine di non 
avere problemi durante il  viaggio di  espatrio (cfr. verbale d'audizione 
del  22  maggio  2007  pag.  4).  Inoltre,  appare  poco  probabile  che  il 
ricorrente abbia potuto viaggiare a bordo di un TIR dalla Turchia alla 
Svizzera, transitando attraverso Paesi a lui sconosciuti, senza essere 
in possesso di alcuno dei surriferiti documenti. Non v'è, altresì, ragione 
di  ritenere  che  se  l'insorgente  avesse  effettuato  dei  seri  e  concreti 

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sforzi  per  procurarsi  tempestivamente  un  documento  di  viaggio  o 
d'identità, detti sforzi non avrebbero potuto avere esito favorevole. Mal 
si capisce infatti  il  motivo per cui il  ricorrente non sia riuscito a farsi 
spedire  l'originale  della  carta  d'identità  dal  fratello,  ritenuto  che 
quest'ultimo gli  avrebbe inviato la copia di  siffatto documento. Infine, 
se un richiedente non aveva ragioni valide per giustificare la mancata 
esibizione di documenti ai sensi di legge in procedura di prima istanza, 
non  v'è  motivo  d'annullare  la  decisione  di  non  entrata  nel  merito 
quand'anche  avesse  a  presentare  un  siffatto  documento  in  sede  di 
ricorso (v. sentenza del Tribunale amministrativo federale D-8199/2007 
del 18 dicembre 2007 consid. 8 e relativo riferimento).

10.
Il  TAF rileva, altresì,  che il  ricorrente non ha presentato, all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione, 
delle allegazioni decisive in materia d'asilo da lui presentate in corso 
di procedura. Quest'ultime s'esauriscono in mere affermazioni di parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può 
essere, nella misura in cui riassunte nel presente giudizio, rimandato 
(art. 109 cpv. 3 LTF in relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 37 LTAF ed all'art. 
4 PA). In particolare, l'evocata mancanza di  una rete sociale, di  una 
casa, di un lavoro e di una “vita normale come tutte le altre persone” in 
Iraq  (cfr.  verbale  d'audizione  del  22  maggio  2007  pag.  6),  non 
costituisce di per sé, e manifestamente, un indizio proprio a motivare 
la  qualità  di  rifugiato  e  determinante  per  la  concessione  della 
protezione  provvisoria.  Secondo  le  dichiarazioni  dell'insorgente,  in 
patria,  più precisamente  nella  località  di  Erbil,  risiedono ancora  due 
sorelle  ed  un  fratello.  Peraltro,  quest'ultimo  avrebbe  ospitato  il 
ricorrente a casa propria per un periodo di [...] mesi, si sarebbe offerto 
di chiedere in prestito ad amici e conoscenti la somma di 8'500 - 9'000 
dollari  ed avrebbe venduto un terreno al  fine di  pagare il  viaggio di 
espatrio dell'insorgente (cfr. verbale d'audizione del  22 maggio 2007 
pag.  5  e  6).  Il  ricorrente  fa,  altresì,  valere  di  non  essere  riuscito  a 
trovare  un  lavoro  in  patria.  Questo  Tribunale  rileva  comunque  che 
l'insorgente  ha  asserito  di  non  essersi  mai  rivolto  ad  associazioni 
umanitarie presenti nel Paese (cfr. verbale d'audizione del 22 maggio 
2007 pag. 3 e 7). Inoltre, l'insorgente si limita a mere congetture, non 
confortate da alcun elemento serio e concreto, sull'eventualità di fare il 
terrorista  rispettivamente  il  combattente  in  caso  di  rientro  in  patria, 

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malgrado abbia dichiarato di non avere mai ricevuto una convocazione 
militare da parte delle autorità (cfr. verbale d'audizione del 22 maggio 
2007 pag. 7). In siffatte circostanze, non soccorre il ricorrente neppure 
la  generica  ed  imprecisa  osservazione  della  rappresentante 
dell'istituzione di soccorso presente all'audizione principale sui motivi 
d'asilo  del  22  maggio  2007,  secondo  cui  nel  caso  concreto 
emergerebbe  una  situazione  di  povertà  economica  e  sociale  che 
renderebbe necessaria una decisione materiale della domanda d'asilo. 
Per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come  del  tutto 
prive di  fondamento, con riferimento  all'art. 32  cpv. 3 lett. b  LAsi,  le 
dichiarazioni rese dall'insorgente.

11.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate  dal  ricorrente  (v. considerando 10 del  presente  giudizio), 
non  risultano  elementi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai fini della determinazione della qualità di rifugiato del 
ricorrente medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

12.

12.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento  del  ricorrente  in  Iraq  possa  violare  l'art.  25  cpv.  2  della 
Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile 
1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei 
rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di 
respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della  legge  federale  del  16 
dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente 
in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 
della  Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle 
libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 
3  della  Convenzione  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 
0.105). Inoltre, questo Tribunale rileva che l'insorgente ha dichiarato di 
non avere mai avuto problemi nel suo Paese con le autorità e neppure 
con terze persone (cfr. verbale d'audizione del 22 maggio 2007 pag. 
6). Infine, il TAF segnala per sovrabbondanza che le forze dell'ordine e 
le autorità giudiziarie delle tre province curde del nord dell'Iraq – fra 
cui Erbil, regione da cui è originario l'insorgente – hanno, di principio, 

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la capacità e la volontà di garantire agli abitanti delle tre province la 
protezione dalle persecuzioni (DTAF 2008/4 consid. 6).

12.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere 
se per impedimenti all'esecuzione dell'allontanamento ai sensi dell'art. 
32  cpv.  3  lett.  c  LAsi  debbano  intendersi  anche  quelli  di  diritto 
nazionale  (riguardanti  l'esigibilità  e  la  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto  internazionale  pubblico 
(esaminati  al  precedente  considerando  12.1).  In  effetti,  anche  in 
materia d'esigibilità e di possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile 
d'imporre degli ulteriori chiarimenti.

12.3 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento  riconducibili  all'art.  83  cpv. 4  LStr,  in  merito  allo 
stato della  sicurezza in  Iraq,  questo  Tribunale ha già avuto modo di 
precisare che nelle tre province curde nel nord dell'Iraq (Dohuk, Erbil e 
Suleimaniya)  non  vige,  al  momento,  una  situazione  di  violenza 
generalizzata  e  la  situazione  politica  non  è  talmente  tesa  da 
considerare  un  rimpatrio  come  generalmente  inesigibile. 
Segnatamente,  lo  stato  della  sicurezza  è  più  stabile  ed  equilibrato 
rispetto al resto del Paese. Inoltre, la situazione dei diritti dell'uomo è 
migliore rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq. In particolare, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  le  tre  province  curde  è 
esigibile, di principio, per gli uomini curdi, non sposati, in buona salute 
e giovani, a condizione che la persona interessata sia originaria della 
regione o vi  abbia vissuto  un lungo periodo e disponga di  una rete 
sociale,  segnatamente  famiglia,  parenti  o  conoscenti,  oppure  di 
relazioni con i partiti al potere (DTAF 2008/5 consid. 7.5, in particolare 
7.5.1 e 7.5.8).

12.4 Nel caso di specie, il ricorrente ha dichiarato di essere cittadino 
iracheno di  etnia  curda e  di  avere vissuto sin dalla  nascita  ad Erbil 
(nord  dell'Iraq),  è  giovane,  celibe,  ha  una  formazione  scolastica  di 
base  ed  ha  una  certa  esperienza  professionale.  Secondo  le  sue 
dichiarazioni,  in  patria  risiedono  ancora  due  sorelle  ed  un  fratello, 
come pure  degli  zii  paterni  e  materni  (cfr. verbali  d'audizione  del  4 
maggio 2007 pag. 2 e del 22 maggio 2007 pag. 6). In particolare, il 
fratello l'avrebbe ospitato a casa sua per [...] mesi prima dell'espatrio e 
gli  avrebbe procurato i  soldi  per  il  viaggio. In  caso di  rinvio nel  suo 
Paese, il ricorrente avrebbe quindi la possibilità, perlomeno durante i 

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primi  mesi,  di  essere  nuovamente  ospitato  ed  aiutato  dal  fratello. 
Peraltro,  l'insorgente  potrebbe  pure  beneficiare  degli  aiuti  offerti  dai 
programmi di distribuzione di generi alimentari (DTAF 2008/5 consid. 
7.5,  in  particolare  7.5.4).  Il  ricorrente  non  ha  altresì  preteso  nel 
gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare 
un'ammissione provvisoria (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24), 
senza  che  ad  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la 
necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi 
medici. In siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto 
siccome adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole 
con riferimento alle effettive possibilità per il ricorrente di un adeguato 
reinserimento sociale in Iraq.

12.5 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione 
dell'allontanamento è dunque pure possibile.

13.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

14.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 
agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

15.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 12 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

16.
Il  ricorso,  tenuto  conto  anche  della  recente  giurisprudenza  del  TAF, 
risulta  essere  manifestamente  infondato.  Pertanto,  quest'ultimo  è 

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deciso  dal  giudice  unico,  con  l'approvazione  di  un  secondo  giudice 
(art. 111 lett. e LAsi).

17.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 
nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- patrocinatore del ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino 
di versamento)

- UFM,  Divisione  dimora  e  aiuto  al  ritorno (in  copia;  n.  di  rif.  N  ; 
allegato: incarto UFM)

- B._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Marcella Lurà

Data di spedizione:

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