# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 73ee68a4-b00a-5bc0-a8b6-d78464f51edd
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 00.00.0000 PVG 2002 47
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2002-47_0000-00-00.pdf

## Full Text

14/47    Verfahren    PVG 2002

sigkeit, die nicht auf Rückzug, Anerkennung oder Vergleich zurück- 
zuführen ist, deshalb rein formelle Wirkung (vgl. André E. Lebrecht, 
Die  formelle Verfahrenserledigung  im Anfechtungsstreitverfahren,
S. 28) und steht dem Erlass einer neuen Verfügung in der gleichen 
Streitsache nicht entgegen. Insbesondere wenn die Vorinstanz be- 
merkt, dass ihr ein Fehler formeller oder materieller Art unterlaufen 
ist, soll sie die Möglichkeit erhalten, den eigenen Fehler zu behe- 
ben und neu zu entscheiden. Die Rücknahme der angefochtenen 
Verfügung kommt in diesen Fällen nicht einer Anerkennung gleich. 
Vielfach wird so letztlich die Gutheissung des Rekurses und die 
Rückweisung an die Gemeinde zwecks Erlasses einer neuen Verfü- 
gung verhindert. Bei einer solchen Gutheissung wird aber die 
Streitsache auch nicht rechtskräftig entschieden, sondern bloss der 
angefochtene Entscheid aufgehoben (BGE vom 23. Dezember 1998
i.S. G.I.S gegen Gemeinde S. und I.Z., E.2).

Im vorliegenden Fall wurde im ersten Rekurs vom 14. Sep- 
tember 2001 geltend gemacht, die Pflichtige habe das Schreiben 
vom 21. Mai 2001 nicht erhalten. Diese Behauptung konnte die Ge- 
meinde nicht widerlegen, weshalb sie die angefochtene Verfügung 
zurückgenommen hat. In der Folge wurde dann der erwähnte Re- 
kurs mit Verfügung vom 24. Oktober 2001 als gegenstandslos ab- 
geschrieben. Die Gemeinde behielt damit die Möglichkeit, die Kur- 
taxenpflicht für die Jahre 1995 bis 1999 nochmals zu prüfen und bei 
Bedarf eine neue Veranlagungsverfügung zu erlassen. Zudem ent- 
hält die erwähnte Abschreibungsverfügung keinerlei Erwägungen 
zur Sache selber, d.h. solche materieller Natur.
A 02 15 Urteil vom 22. Mai 2002

Momento della notifica in presenza di un rappresentante 
legale. (Precisazione della prassi).
— Se la comunicazione è stata fatta direttamente al pa- 

trocinato, anziché al suo rappresentante legale, il ter- 
mine per impugnare il provvedimento non può comun- que 
superare il doppio del regolare termine di ricorso; una 
nuova intimazione della decisione al legale, tra- scorso 
detto termine, non ha per effetto una restitu- zione dei 
termini di ricorso.

Zustelldatum bei Vorhandensein eines Rechtsvertreters. 
(Präzisierung der Rechtsprechung).

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— Ist die Mitteilung direkt an den Vertretenen ergangen, an- statt 
an seinen Rechtsvertreter, kann die Anfechtungs- frist 
jedenfalls nicht mehr als das Doppelte der ordentli- chen 
Rekursfrist betragen; eine nach dieser Frist an den 
Rechtsvertreter erfolgte neue Mitteilung hat nicht zur 
Folge, dass die Rekursfristen wieder zu laufen beginnen.

Considerandi:
1. d) Giusta quanto sancito all’art. 11 cpv. 1 e 3 PA, in ogni 

stadio del procedimento, la parte può farsi rappresentare e fin- 
tanto che la parte non revochi la procura l’autorità comunica con il 
rappresentante. La normativa di cui all’art. 11 cpv. 3 PA non è una 
semplice prescrizione d’ordine, ma serve, nell’interesse della si- 
curezza del diritto, a stabilire senza alcun dubbio a chi la comuni- 
cazione debba essere fatta qualora sia stato designato un rappre- 
sentate legale (DTF 99 V 182). Per questo, anche per il Tribunale 
amministrativo, l’intimazione di una decisione alla parte perso- 
nalmente, anziché al suo rappresentante legale, costituisce una 
notifica difettosa, dalla quale, giusta l’art. 38 PA, non può risultare 
alcun pregiudizio per le parti. In PTA 1992 no. 45, questo Giudice 
considerava pertanto determinante la data di notifica al rappre- 
sentante della decisione impugnabile. Tale tesi, perlomeno nel 
senso assoluto esposto nella PTA 1992 no. 45, merita in questo 
contesto di essere in parte relativizzata e questo per i motivi che 
seguono.

e) Nell’ottica della sicurezza del diritto e nel rispetto del 
principio della buona fede, è indispensabile che le decisioni, anche 
se notificate in modo difettoso, possano venire impugnate entro  
un termine ragionevole (DTF 106 V 97 cons. 2a e 104 V 166 cons. 3), 
altrimenti crescono in giudicato (DTF 111 V 150 cons. 4c). Infatti, 
una notifica difettosa non deve necessariamente comportare la 
nullità del provvedimento e il ricorso al Giudice, magari anni più 
tardi, invocando il difetto di notifica collide manifestamente con    
gli interessi della sicurezza del diritto. Onde ovviare a questi in- 
convenienti, il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) – nella 
decisione del 13 febbraio 2001 (C 168/00), confermata in seguito 
anche il 10 maggio 2001 (C196/00) – ha precisato che per termine 
ragionevole per impugnare il provvedimento va inteso un lasso di 
tempo che, a seconda della situazione, non può comunque supera- 
re il doppio del regolare termine di ricorso. Per il TFA è usuale che 
una persona, la quale ha regolarmente designato di fronte all’au- 
torità un rappresentante legale, parta dal presupposto che anche a

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questi sia stata intimata almeno una copia della decisione che la 
concerne. Qualora la decisione è palesemente sfavorevole, l’assi- 
curata deve necessariamente dubitare che il legale abbia letto il 
provvedimento in copia, se non reagisce entro i termini di ricorso. 
In ossequio al principio della buona fede, spetta pertanto in que- 
sta situazione alla destinataria della decisione chiedere ragguagli  
e informazioni al proprio rappresentante legale. Da tale momento 
si giustifica pertanto accordare alle parti un termine, in casu di 30 
giorni come per il ricorso, per adire le vie legali. Per il TFA, una 
nuova intimazione della decisione al legale, trascorso detto ter- 
mine, non ha per effetto una restituzione dei termini di ricorso  
(DTF 118 V 190 e 117 II 511 cons. 2). Un’analoga disposizione è co- 
nosciuta anche nel nostro Cantone per la procedura dinanzi al Tri- 
bunale amministrativo. Giusta l’art. 50 cpv. 1 LTA infatti, una errata 
istruzione sui rimedi legali non deve causare svantaggi all’interes- 
sata. A salvaguardia del principio della sicurezza del diritto e della 
buona fede, in assenza però dell’istruzione sui rimedi legali, anche 
a livello cantonale una decisione non resta impugnabile in qual- 
siasi momento, ma deve essere impugnata entro due mesi dalla 
comunicazione scritta o orale (art. 50 cpv. 2 LTA).

f) Nell’evenienza, la decisione è datata 15 aprile 2002 ed è 
stata notificata alla ricorrente il 16 aprile 2002. Il termine di ricorso 
decorreva pertanto da mercoledì 17 aprile 2002 e veniva a sca- 
denza giovedì 16 maggio 2002. Considerando un termine supple- 
mentare di 30 giorni, l’ultimo termine utile per la presentazione   
del ricorso cadeva sabato 15 giugno e veniva pertanto riportato a 
lunedì 17 giugno 2002. Ne consegue che il ricorso presentato il 13 
giugno 2002 risulta essere tempestivo.
S 02 158 Sentenza del 1. ottobre 2002 
L’interposto ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale 
delle assicurazioni è ancora pendente.

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