# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 188fb522-63d8-5f5a-946b-5445b63f8cf3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-05-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.05.2022 35.2022.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2022-10_2022-05-16.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  35.2022.10

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  16 maggio 2022

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 28 gennaio 2022 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 16 dicembre 2021 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato il __________
1970, attivo dal 1° giugno 2015 a tempo pieno in qualità di “aiuto
giardiniere” presso la __________ a __________ e, perciò, assicurato contro
gli infortuni presso l'CO 1, in data 28 agosto 2017, verso le ore 10:30, mentre
si trovava da un cliente a __________ e stava tagliando “l’erba con un
decespugliatore è scivolato su una scarpata rotolando fino in basso”,
riportando una contusione/distorsione della spalla destra (doc. 1 e 40 incarto
LAINF).

Una artro-RMN della spalla destra, eseguita il 28 settembre 2017, ha messo in
evidenza una “lesione transmurale/subtotale del sovraspinoso” e una “moderata
artrosi acromio-claveare” (doc. 14 incarto LAINF).

A causa dell’infortunio, l’assicurato si è sottoposto il 10 novembre 2017 a un
intervento “di artroscopia diagnostica spalla destra, tenotomia capo lungo
del bicipite, sutura del tendine sovraspinato, acromionplastica” (doc. 31 e
32 incarto LAINF), rispettivamente il 31 gennaio 2019 ad un intervento in
artroscopia di “capsulotomia e adesiolisi spalla destra” per capsulite
retrattile ed il 12 dicembre 2019 ad un intervento in artroscopia con “debridement
spalla destra per capsulite cronica” (doc. 202 e 235 incarto LAINF), tutti eseguiti
dal dr. med. __________, Caposervizio del Servizio di chirurgia e ortopedia
dell’Unità di ortopedia e traumatologia dell’Ospedale __________ di __________.

A causa dei persistenti dolori alla spalla destra con ridotta mobilità
articolare e forza muscolare della cuffia dei rotatori, l’assicurato si è
sottoposto, nel corso degli anni, a numerose sedute di fisioterapia intensiva
in regime ambulatoriale, kinesiterapia in acqua e a secco presso le __________
(2017), a un soggiorno stazionario presso la Clinica di riabilitazione di __________
(2020), a un trattamento con apparecchio TENS (2020) e a una terapia del dolore
farmacologica (2020 e 2021).     

Nel frattempo, il contratto di lavoro è stato sciolto per il 30 aprile 2018 “a
causa della diminuzione del lavoro” (cfr. doc. 55 incarto LAINF)

L’istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha
corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Dopo avere acquisito agli
atti il rapporto del 17 febbraio 2021 relativo alla visita __________ di
chiusura del 5 febbraio 2021 del dr. med. __________, specialista FMH in
chirurgia ortopedica e traumatologia (giusta il quale lo stato di salute dell’assicurato
andava ritenuto stabilizzato ed egli “abile in misura completa con rendimento
completo senza pause supplementari” in attività adeguate: doc. 275 incarto
LAINF), in data 17 febbraio 2021, l’amministrazione ha sospeso le prestazioni di
corta durata dal -1° aprile 2021, puntualizzando comunque che avrebbe ancora
assunto “i costi dei controlli medici ancora necessari” (doc. 275
incarto LAINF).

 

                               1.3.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso (in particolare, dopo avere preso atto anche
della valutazione della menomazione dell’integrità - di seguito: IMI - dell’5
febbraio 2021 del precitato medico __________: doc. 282), con decisione formale
del 9 aprile 2021 (doc. 292 incarto LAINF), l’CO 1 ha precisato quanto segue: 

 

" (…) ci riferiamo
alla nostra lettera del 17 febbraio 2021 (chiusura del caso secondo art. 19
LAINF).

Abbiamo esaminato il diritto ad una rendita d'invalidità e ad
un'indennità per menomazione dell'integrità a decorrere dal 1 aprile 2021.

(…).

Dagli accertamenti medici ed economici è risultato che il signor RI 1 non è più
in grado di svolgere la sua precedente attività come aiuto giardiniere in
misura completa. Tuttavia, si può da lui pretendere, nonostante i postumi
infortunistici, l'esecuzione di un lavoro leggero durante tutto il giorno al
100%.

Per quanto concerne il salario da valido osserviamo quanto segue:

Al momento dell'infortunio l'interessato svolgeva un'attività
lucrativa come aiuto giardiniere presso la ditta __________. A causa di un calo
di lavoro, il rapporto lavorativo è stato sciolto con effetto 30 aprile 2018.
Ciò significa che, indipendentemente dall'infortunio, il si-gnor RI 1 avrebbe
perso il posto di lavoro.

Ne consegue che, secondo giurisprudenza, il salario da valido deve
essere quantificato in base ai dati statistici medi (sentenza del TF
8C_842/2014 cons. 2.4.2 con i riferimenti). Prendiamo pertanto in
considerazione un'attività semplice nel ramo delle att. amm. e di servizio di
supporto, facendo riferimento ai dati statistici forniti dalla Rilevazione
Svizzera della struttura dei salari 2018 (RSS, tabella
TA1_tirage_skill_level,), ramo 77,79-82, 42.1 h/sett. livello 1, uomini. Tale
dato viene adeguato nominalmente al 2021. II salario da valido ammonta pertanto
a CHF 59'582.00

Per il salario da invalido fa stato la media totale, livello 1,
uomini, dei citati dati statistici (RSS). Ciò significa che, un operaio
chiamato a svolgere attività semplici percepisce nel 2018 CHF 67'766.67. Dopo
l'adeguamento salariale al 2021 risulta pertanto un salario da invalido pari a
CHF 70'166.00. Una deduzione sociale ai sensi della giurisprudenza (DTF 126 V
75), considerate le blande limitazioni funzionali, non è giustificata.

Ne consegue che i postumi infortunistici non influiscono sulla
capacità al guadagno, secondo l'art. 18.1 Lainf. Infatti, risulta che
l'interessato, nel mercato equilibrato del lavoro in Svizzera, nonostante i
postumi infortunistici, è in grado di realizzare un salario pari almeno a
quello percepito prima dell'infortunio. Non possiamo pertanto accordare
prestazioni a titolo di rendita d'invalidità.

Se a causa dell'infortunio o della malattia professionale lo stato
di salute richiedesse una nuova cura medica, l'assicurato ha il diritto di
riannunciarsi alla CO 1 che esaminerà il diritto a prestazioni assicurative. (…).”

 

L’CO 1 ha quindi negato
all’assicurato il diritto a una rendita LAINF (a fronte di un grado di
invalidità nullo), mentre ha riconosciuto un’IMI del 15%.

 

                               1.4.   A seguito dell’opposizione
cautelativa del 19 aprile 2021 (doc. 298 incarto LAINF) dell’assicurato,
patrocinato dall’RA 1 (di seguito: RA 1), completata il 15 settembre (doc. 325
incarto LAINF), rispettivamente il 9 dicembre 2021 (doc. 337 incarto LAINF),
con decisione su opposizione del 16 dicembre 2021 (doc. 341) l’CO 1 ha
confermato la sua prima decisione.

 

                               1.5.   Con tempestivo ricorso del 28
gennaio 2022, RI 1, sempre rappresentato dall’RA 1, ha chiesto l’annullamento
della decisione su opposizione impugnata e, in via principale, “il
ripristino delle indennità giornaliere con effetto retroattivo da aprile 2021”
con “continuazione delle cure” e, in via subordinata, il “rimborso
delle spese sostenute per la verifica del suo caso” e il “possibile
accompagnamento al graduale rientro al lavoro.” (cfr. doc. I, pag. 7). 

La rappresentante lamenta una prematura chiusura della pratica da parte dell’CO
1, visto che lo stato di salute dell’assicurato non si sarebbe stabilizzato e considerata
la necessità di raggiungere almeno lo status quo sine vel ante. 

La patrocinatrice del ricorrente osserva, in particolare, quanto segue:

 

" (…) Con
tali considerazioni che riassumendo fanno emergere che lo stesso medico __________
consiglia, vedendo lo stato attuale del paziente un lavoro al 50%, mentre il __________
ne afferma la necessità di procedere con terapie che permettano il recupero
ancora al 100%.

Con l'indicazione da parte del __________ che a seguito "l'intervento
ha portato si forse un leggero miglioramento delle ampiezze articolari ma poco
effetto sui dolori che sono diventati ormai cronici" sembra opportuno
che il caso sia rivisto medicalmente e che la CO 1 consideri che
allo stato attuale, anche se, si vuole accogliere solo quanto afferma il dr
med. __________ senza considerare lo specialista Prestamburgo il ricorrente non
è abile al 100% e che occorre ancora verificarne la stabilità.

La chiusura pertanto del caso e l'affermazione di poter
raggiungere un reddito da invalido di fr.70'166.00 risulta inaccettabile.

Inoltre proprio in data 13 gennaio 2022 il dr med. __________ (doc
n. F) invia alla CO 1 una lettera ambulatoriale in cui sostiene che la
situazione è invariata con la presenza di forte sintomatologia algica e
Antepulsione ed abuzione limitata a 120° ma con proposta di una nuova risonanza
magnetica, certamente per verificare dei fattori extra infortunistici
ma con indicazione d'inabilità al 100%.

In sintesi se si propongono allo stato attuale ancora esami
clinici anche per escludere fattori infortunistici per il problema algico e la
ridotta mobilità non possiamo concludere che il caso è stabilizzato.

Pertanto l'invalidità ex art 8 LPGA è ancora presente e
l'incapacità al guadagno è ancora presente ex art 7 LPGA. Allo stato attuale
questa incapacità al guadagno risulta non obiettivamente superabile da parte
del ricorrente, che fra l'altro ha cercato di rientrare al lavoro al 100% come
preventivato dalla CO 1 ma gli è stato praticamente impossibile.
L'attività ragionevolmente esigibile non è ancora attualizzabile. (…)” (cfr.
doc. I, pag. 6; n.d.r.: il corsivo, il grassetto e le sottolineature non sono
della redattrice)

 

                                         A sostegno delle proprie
argomentazioni, ella produce il certificato 30 agosto 2021 del dott. __________,
Direttore di ortopedia e traumatologia dell’Azienda socio-sanitaria __________ (doc.
D, già agli atti quale doc. 325 e 326 incarto LAINF) e i referti 20 novembre
2021 e 13 gennaio 2022 del dr. med. __________ (doc. E, già agli atti quale
doc. 337 incarto LAINF e doc. F). 

 

                               1.6.   Con risposta del 17 febbraio
2022 (doc. III), l’CO 1 ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto. 

L’amministrazione ha inoltre versato agli atti il referto relativo alla RMN
della colonna cervicale del 18 gennaio 2022, il cui tenore è il seguente:

 

" Non
anomalie della giunzione occipito-cervicale. Segnale midollare conservato.

Livello C5-C6

Ridotto in modo marcato lo spazio intersomatico. Alterazioni moderate di
segnale sulle limitanti vertebrali specie a destra

Modic uno. Spondilosi anteriore e anche posteriore. Artrosi uncovertebrale e
faccettopatia maggiore a destra con tendenza maggiore a destra a riduzione
foraminale e dello spazio subaracnoideo. Possibile conflitto C6. Gli altri
spazi intersomatici sono conservati. Non segni compressivi.” (doc. III-1;
n.d.r.: la sottolineatura non è della redattrice)

 

                               1.7.   Il 2 marzo 2022 (doc. V) la
patrocinatrice dell’insorgente si è in sostanza riconfermata nelle proprie allegazioni
e conclusioni. In particolare, ella ha rilevato che “in quanto al documento
referto radiologico il ricorrente mi comunica che al momento non ha avuto dei
riscontri chiari da un punto di vista medico se non il fatto che la CO 1 neghi
il nesso causale certo o probabile con l'evento del 28 agosto 2017” (cfr.
doc. V, pag. 3). A sostegno delle proprie argomentazioni, la rappresentante ha
versato agli atti i certificati 22 dicembre 2021 e 22 gennaio 2022 del dr. med.
__________ (medico assistente), rispettivamente del dr. med. __________ (doc.
G-1 e G-2). 

 

                               1.8.   L’8 marzo 2022 (doc. VI), l'CO
1 si è riconfermato nelle proprie conclusioni, precisando quanto segue:

 

" (…) l'infortunio
oggetto della presente procedura concerne la spalla destra. II 18.1.2022
l'assicurato è stato sottoposto a una RM della colonna cervicale che ha messo
in luce un ridotto in modo marcato io spazio intersomatico, delle alterazioni
moderate dì segnale sulle limitanti vertebrali specie a destra, un Modic uno,
una spondilosi anteriore e anche posteriore, un'artrosi uncovertebrale e
faccettopatia maggiore a destra con tendenza maggiore a destra a riduzione
foraminale e dello spazio subaracnoideo nonché un possibile conflitto C6. La
dott.ssa __________ ha posto l'indicazione a dei tests faccettari a livello
cervicale e, se negativi, ad un'infiltrazione peridurale cervicale.
Posteriormente all'inoltro della risposta di causa il medico __________ ha attestato
che i disturbi alla colonna cervicale non sono da ricondurre secondo il
criterio della probabilità almeno all'infortunio. Si tratta di elementi di
carattere degenerativo in una regione anatomica non interessante l'evento. Un
precedente esame neurologico con EMG aveva escluso una radicolopatia. II
21.2.2022 il Centro __________ ha comunicato all'__________ (con copia all'RA 1
e all'assicurato) che non prenderà a carico le cure per la colonna cervicale.
(…)”

 

                               1.9.   Il 17 marzo 2022 (doc. IX),
la patrocinatrice dell’insorgente ha ribadito le proprie allegazioni e domande,
puntualizzando quanto segue:

 

" (…) il
signor RI 1, sottolinea che per lui il problema è la spalla dx.

Sono gli stessi medici che, avendo dei dubbi sul suo caso, sul
dolore acuto e le limitazioni funzionali, hanno di fatto allargato la ricerca e
l'indagine emanando dei certificati d'inabilità al 100% inviati alla CO 1 come
continuazione dell'infortunio alla spalla.

II ricorrente è consapevole dei suoi problemi degenerativi
ritenuti ordinari per lui a causa della sua età.

II certificato della dott.ssa __________, che alleghiamo non
accenna che i problemi degenerativi indicati, siano la conseguenza diretta ed
immediata dei dolori accusati e del difetto funzionale lamentato alla spalla.

In quanto ai certificati d'inabilità, il ricorrente li ha prodotti
a prova che, per gli stessi medici l'infortunio necessitava di ulteriori
chiarimenti.

II signor RI 1 evidenzia che ha provato il rientro al lavoro
almeno al 50% ma questo è stato praticamente impossibile e i certificati
d'inabilità al 100% lo dimostrano. (…)”

 

Ella ha quindi prodotto il
rapporto 28 gennaio 2022 del Centro per la terapia del dolore dell’Ospedale __________
di __________ (doc. IX-I). 

 

                             1.10.   Il 28 marzo 2022 (doc. XI) l'CO
1 si è riconfermato nelle proprie conclusioni, osservando quanto segue:

 

" (…) Il
rapporto della dott.ssa __________ del 28.1.2022 figurava già agli atti. Per
quanto concerne la spalla destra - e cioè l'unico danno alla salute in
relazione di causalità probabile con l'infortunio - non vi è alcun elemento che
permetta di riconoscere - alla luce dei disturbi che possono essere spiegati
dal lato organico - che lo stato di salute dell'assicurato non era stabilizzato
con l'1.4.2021 risp. che sussiste una diminuzione della capacità di lavoro in
un'attività adeguata così come valutato dal medico __________. (…)”

 

                             1.11.   Il 29 marzo 2022 il doc. XI è
stato trasmesso alla patrocinatrice dell’insorgente per conoscenza (doc. XII).

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   Preliminarmente, richiamata
la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2 (relativa a un caso in cui
l’incarto era stato affidato dall’assicuratore a un legale esterno all’istituto
per le fasi della procedura giudiziaria; sul tema, si veda pure la STF 8C_561/2019
dell’11 maggio 2020 consid. 1), questa Corte rileva che decide questa vertenza
nella sua composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N. 043/2018 del 29 maggio
2018) poiché, come dichiarato dall’CO 1 in una comunicazione dell’8 giugno 2020
al TCA, l’incarto sub judice è stato trattato dalla funzionaria che
figura nell’intestazione degli allegati prodotti (in concreto, dall’avv. RA 2),
senza che la giurista di lingua italiana figlia del Giudice Ivano Ranzanici se
ne sia in alcun modo occupata (cfr. STF 8C_668/2021 del 18 febbraio 2022
consid. 2.1).

 

                                         nel merito

 

                               2.2.   Oggetto del contendere è in
ultima analisi la questione di sapere se l’CO 1 era legittimato, oppure no, a
negare il diritto a una rendita di invalidità. Sono in particolare contestate
la stabilizzazione dello stato di salute dell’assicurato al 1° aprile 2021 e la
valutazione dell’esigibilità lavorativa (capacità lavorativa del 100% in
attività sostitutive adeguate). 

                                         Non è invece litigiosa
l’entità dell’IMI assegnata. 

 

                                         Preliminarmente, il TCA
rileva che oggetto del presente giudizio è esclusivamente il danno alla spalla
destra del ricorrente, imputabile all’infortunio del 28 agosto 2017. 

                                         Dalle tavole processuali
si evince che l’insorgente, oltre ai disturbi (infortunistici) alla spalla
destra, lamenta anche delle problematiche in altre parti del corpo (ad esempio,
ai polsi [tunnel carpale bilaterale] e alla colonna cervicale, a livello C5-C6)
che esulano dal presente giudizio (segnatamente, con riferimento alla valutazione
dalla capacità lavorativa residua), non trovandosi in nesso di causalità
naturale con l’infortunio in discussione. Giova qui, infatti, ricordare che
l’assicurazione contro gli infortuni tiene conto esclusivamente del danno alla
salute causato dall’evento assicurato (diversamente dall’assicurazione per
l’invalidità che, in quanto assicurazione finale, deve considerare il danno
alla salute nella sua globalità; cfr., tra le tante, la STCA 35.2019.74 dell’11
marzo 2020 consid. 2.5., la STCA 35.2021.81 del 7 febbraio 2022 consid. 2.2, la
STCA 35.2021.89 del 14 marzo 2022 consid. 2.12.3. e la STCA 35.2022.13 del 4 maggio
2022 consid. 2.2.).

 

                               2.3.   Condizioni di salute
infortunistiche stabilizzate al 1° aprile 2021?

 

                            2.3.1.   Giusta l'art. 10 LAINF,
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr.
DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF,
l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (art. 6 LPGA) a seguito
d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

 

                                         Il diritto alle cure cessa
qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato (art. 19 cpv. 1 seconda frase
LAINF), un miglioramento insignificante non basta. Non vi è un sensibile
miglioramento delle condizioni di salute, se la misura terapeutica in questione
è in grado soltanto di alleviare momentaneamente dei dolori causati da uno
stato altrimenti stazionario. Se un miglioramento non è più possibile, la cura
termina e l’assicurato può pretendere una rendita d’invalidità (sempre che
presenti un’incapacità di guadagno del 10% almeno).

                                         Una volta terminata la
cura medica, delle misure terapeutiche possono essere assunte soltanto alle
condizioni di cui all’art. 21 LAINF e soltanto se l’assicurato è stato posto al
beneficio di una rendita. Se ciò non è il caso, spetta all’assicurazione contro
le malattie prendere a proprio carico il trattamento (cfr. STF 8C_50/2018 del
20 luglio 2018 e riferimenti ivi menzionati).

                                         Secondo la giurisprudenza
federale, la questione del “sensibile miglioramento” di cui all’art. 19 cpv. 1
LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto aumento oppure del
ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui quest’ultima è pregiudicata
dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109 consid. 4.3 e riferimenti).

 

                                         In una sentenza 8C_614/2019 del 29 gennaio 2020 consid. 5.3, l’Alta
Corte ha precisato la giurisprudenza di cui alla DTF 134 V 109, nel senso che
quello dell’atteso aumento o ripristino della capacità lavorativa, non
rappresenta un criterio di valutazione esclusivo. La prosecuzione della cura
medica - in quella fattispecie, si era trattato di un intervento chirurgico
volto a eliminare il “dito a scatto” - può ancora comportare un sensibile
miglioramento delle condizioni di salute, anche se la persona assicurata ha già
ripreso in misura completa la sua precedente attività professionale (per un
caso di applicazione di questa giurisprudenza, si veda la STF 8C_620/2020 del 3
febbraio 2021 consid. 2.4).

Questa giurisprudenza è stata confermata anche nella recentissima sentenza 8C_682/2021
del 13 aprile 2022, ove l’Alta Corte ha inoltre puntualizzato, al consid. 5.1, quanto
segue:

 

" (…) Der Begriff "namhaft" verdeutlicht demnach,
dass die durch weitere (zweckmässige) Heilbehandlung im Sinne von Art. 10 Abs.
1 UVG erhoffte Besserung ins Gewicht fallen muss (BGE 134 V 109 E. 4.3; SVR
2020 UV Nr. 24 S. 95, 8C_614/2019 E. 5.2 f.; Urteil 8C_183/2020 vom 22. April
2020 E. 2.3 und E. 4.3.2). Unbedeutende Verbesserungen genügen ebenso wenig wie
die blosse Möglichkeit einer Besserung (RKUV 2005 Nr. U 557 S. 388, U 244/04 E.
3.1; Urteil 8C_344/2021 vom 7. Dezember 2021 E. 7.2). In diesem Zusammenhang
muss der Gesundheitszustand der versicherten Person prognostisch und nicht
aufgrund retrospektiver Feststellungen beurteilt werden. Grundlage für die
Beurteilung dieser Rechtsfrage bilden in erster Linie die ärztlichen Auskünfte
zu den therapeutischen Möglichkeiten und der Krankheitsentwicklung, die in der
Regel unter dem Begriff Prognose erfasst werden (SVR 2020 UV Nr. 24 S. 95,
8C_614/2019 E. 5.2; Urteil 8C_604/2021 vom 25. Januar 2022 E. 5.2). (…)”

 

                                         È inoltre utile rilevare
che, secondo la giurisprudenza federale, occorre procedere a una valutazione
prospettica della questione della stabilizzazione, ponendosi al momento in cui
le prestazioni sono state interrotte (cfr. RAMI 2005 U 557 pag. 388; STF
8C_289/2018 del 15 marzo 2019 consid. 3.6.; STF 8C_651/2016 del 15 dicembre
2016 consid. 4.1, 8C_184/2017 del 13 luglio 2017 consid. 2.2, 8C_303/2017 del 5
settembre 2017 consid. 6.3.1; STCA 35.2017.68 del 27 novembre 2017 consid.
2.3.3; STCA 35.2017.76 del 4 ottobre 2018 consid. 2.2.2; STCA 35.2018.114 del
18 marzo 2019 consid. 2.2.2; STCA 35.2020.86 dell’8 marzo 2021 consid. 2.3.1;
STCA 35.2020.98 del 26 marzo 2021 consid. 2.3.1).

 

                            2.3.2.   Per costante giurisprudenza,
in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STF dell'8
luglio 2003 nella causa B., U 259/02, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                         Nella DTF 125 V 351 seg.
(= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         In una sentenza
8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale
federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la
propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno
il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in
tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle
armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1
CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità
dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova
propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare,
anche le certificazioni dei medici curanti.

                                         Per quel che concerne il
valore probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui
temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle
censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena
conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto
medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr.
21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p.
191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento rilevante per
decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la
sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         È, infine, utile osservare
che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia,
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è
l’opinione più adeguata (cfr. STFA I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in
fine; STFA I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV n. 10 pag. 35 consid. 4b).

 

                                         Giova qui infine ricordare
un principio ripetutamente riconosciuto dalla nostra Massima Istanza, quello
secondo il quale le certificazioni del medico curante - anche se specialista
(cfr. STF U 202/01 del 7 dicembre 2001, consid. 2b/bb) - hanno un valore di
prova ridotto, ciò in ragione del rapporto di fiducia che lo lega al suo
paziente (cfr. STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; RAMI 2001 U 422, p. 113ss.
(= AJP 1/2002, p. 83); DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; DTF 124 I 175 consid. 4; DTF 122 V 161; RCC 1988 p. 504; R. Spira, La preuve en droit des
assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach,
Basilea 2000, p. 269s.). Il TF ha affermato che in ragione della
diversità dell’incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di perizia) in
caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione del medico
curante, anche se specialista (cfr. STF I 1102/06 del 31 gennaio 2008; STF I
701/05 del 5 gennaio 2007 consid. 2; STCA 32.2020.88 del 31 maggio 2021,
consid. 2.5).

 

                            2.3.3.   Con la decisione su
opposizione impugnata, sentito il parere del proprio medico __________, l’CO 1
ha dichiarato che, a contare dal 1° aprile 2021, non vi erano più provvedimenti
terapeutici suscettibili di migliorare notevolmente le condizioni di salute
infortunistiche dell’insorgente e, pertanto, ha posto termine alle prestazioni
di corta durata. 

                                         La patrocinatrice del
ricorrente contesta tale conclusione, poiché ritiene che lo stato di salute del
suo assistito, al 1° aprile 2021, potesse essere ulteriormente migliorato. 

 

                                         In sede di risposta (doc.
III), l’CO 1 ha osservato quanto segue: 

 

" (…).

5. Quanto indicato il 21.11.2021 dal dott. __________ all'RA 1 non
permette di giungere ad un'altra soluzione. Il dott. __________ non solo ribadisce
che è giudizioso non proporre degli altri interventi ma attesta che non riesce
a darsi una spiegazione dei dolori riferiti e propone - come peraltro già
ammesso dal medico __________ - di proseguire la terapia conservativa. Il dott.
__________ non pretende che le cure conservative sono in grado di portare ad un
sensibile miglioramento della situazione. Il fatto che un assicurato possa
trarre profitto dalla fisioterapia non basta per procrastinare la chiusura
dell'infortunio (sentenza del TF 8C_674/2019 del 3.12.2019).

6. Sintomatico è il fatto che l'assicurato in occasione della
visita del 22.12.2021 ha dichiarato che la terapia prescritta del Servizio per
la terapia del dolore non ha portato ad alcun beneficio. (…)”. (cfr. doc. 3,
pag. 2)

 

                            2.3.4.   Chiamata ora a pronunciarsi, questa
Corte rileva che il 25 maggio 2019 il medico __________, dr. med. __________, specialista
FMH in chirurgia, ha osservato che l’assicurato aveva sviluppato una “serie
capsulite retrattile” e che “secondo le linee guida sono necessari
diversi mesi di FKT prima di un miglioramento stabile, anche fino a due anni”
(doc. 149 incarto LAINF). Il 6 marzo 2020 il dr. med. __________ ha rilevato
che “vi sono quindi ancora margini di miglioramento e bisogna insistere con
le sedute di fisioterapia a scopo antalgico e antinfiammatorio, per cercare di
aumentare le ampiezze articolari” (doc. 202 incarto LAINF). Dall’11 al 29
agosto 2020 l’assicurato ha soggiornato presso la Clinica di riabilitazione di __________
per sottoporsi a un trattamento di fisioterapia intensiva (doc. 236 incarto
LAINF). In seguito, l’assicurato ha iniziato un trattamento con un apparecchio
TENS presso il Centro per la terapia del dolore (doc. 241 incarto LAINF). Il 27
settembre 2020 il precitato medico __________ ha osservato che “la FKT sembra
avere migliorato di quasi 40°, per cui è auspicabile continuare ora per circa 2
mesi fino a completa stabilizzazione” (doc. 242 incarto LAINF). Il 9
novembre 2020 il dr. med. __________ ha rilevato che “credo che con la
terapia del dolore riusciamo a ridurre questa sintomatologia dolorosa per far
sì che il paziente possa aumentare le ampiezze articolari. Gli manca proprio la
possibilità di portare il braccio oltre il piano orizzontale a causa della
persistenza di questi dolori” (doc. 248 incarto LAINF). Il 17 novembre 2020
il precitato medico __________ ha osservato che “la situazione anche secondo
il dott. __________ è suscettibile di miglioramento, anche se teorico, quindi
la tens è una delle metodiche usate. Purtroppo nemmeno con i trattamenti
chirurgici si è arrivati ad una soluzione, seguirei le indicazioni del dott. __________
nella terapia del dolore quale ultima chance (…)”. (doc. 254 incarto
LAINF). Il 21 dicembre 2020 l’assicurato è stato sottoposto anche a un
trattamento farmacologico (pregabalina), in aggiunta a quello con l’apparecchio
TENS, al fine di “diminuire la componente neuropatica dei dolori” e
favorire gli esercizi di fisioterapia (doc. 256 incarto LAINF).

Il 21 dicembre 2020 (doc. 258 incarto LAINF), il dr. med. __________ ha attestato
quanto segue:

" (…) Da
parte mia purtroppo non ho più proposte chirurgiche per il paziente e chiedo
per cortesia una nuova valutazione da parte vostra e pensare eventualmente ad
una riconversione professionale.

Si tratta di un paziente che è stato operato a tre riprese e
nonostante ciò fa sempre fatica a recuperare la funzionalità della cuffia dei
rotatori oltre il piano orizzontale associato anche a dei forti dolori.

Da notare che le RM come pure l'ultimo intervento chirurgico hanno
mostrato che sia il sovraspinato e l'infraspinato sono regolarmente inseriti
con anche buona irrorazione capillare. Quindi non riesco proprio a darmi una
spiegazione a questa situazione clinica e nonostante tutte le sedute di
fisioterapia non si riesce a migliorare. (…).”.

 

                                         A margine della visita __________
di chiusura del 5 febbraio 2021 (doc. 275 incarto LAINF), il dr. med. __________
ha osservato quanto segue:

 

" (…)

Diagnosi

Stato dopo trauma contusivo-distorsivo spalla destra con lesione
cuffia dei rotatori.

Stato dopo intervento di artroscopia e tenotomia capo lungo
bicipite e sutura del sovraspinato e

acromio-plastica spalla destra, eseguita il 10.11.2017 dal dr.
med. __________.

Stato dopo capsulite adesiva spalla destra.

Stato dopo intervento di artroscopia diagnostica e capsulotomia
circonferenziale, adesiolisi sotto-

acromiale spalla destra con riscontro di buona riparazione della
cuffia dei rotatori.

Stato dopo numerosi e prolungati trattamenti riabilitativi e
terapia del-dolore.

Apprezzamento

Dichiarazioni soggettive dell'assicurato

Ha ancora dolori continui alla spalla destra, non si sente di
riprendere l'attività di giardiniere, ha parlato con il dr. med. __________,
non sono previsti ulteriori interventi in grado di migliorare in modo importante
la situazione.

Reperti oggettivi

Non deficit vascolo-nervosi periferici, buon trofismo muscolare,
deficit di articolarità attiva come sopra riportato, articolarità passiva
limitata per contrattura antalgica.

Proposte diagnostiche e terapeutiche

Non vi sono al momento proposte chirurgiche o terapeutiche in
genere in grado di migliorare in modo importante la situazione di questo
assicurato. L'assicurato potrà proseguire con delle terapie di mantenimento a
scopo antalgico e concludere la fisioterapia in corso.

Aspetti medico-assicurativi

Situazione stabilizzata, il quadro clinico è valutabile. Molto
probabilmente l'attività di giardiniere non sarà più esigibile in misura
completa a questo assicurato. Si redige pertanto una esigibilità al lavoro (…)”

Il 26 febbraio 2021 (doc. 286 incarto LAINF) il dr. med. __________ ha certificato
quanto segue:

 

" (…) 

Anamnesi

Rivedo il paziente in data odierna per fare un controllo clinico.

Mi riferisce che aspetta ancora una convocazione da parte della
Terapia del Dolore dell'__________ per valutare se la terapia attuata fino ad
oggi ha avuto un effetto positivo.

(…).

Per quanto riguarda invece la spalla rimangono sempre questi
dolori quando cerca di eseguire dei movimenti al di là del piano orizzontale.

Esame obiettivo

Invariato rispetto all'ultimo controllo. 

 

Valutazione e procedere

Ho consigliato al paziente a questo punto di rivolgersi all'RA 1 per
iscriversi alla disoccupazione a partire dal 01.04.2021. Sarà mia premura
prendere contatto anche con la fisioterapia delle __________ per valutare se
eventuali altre sedute abbiano ancora senso oppure no. Rivedrò il paziente per
un ultimo controllo nel mese di giugno 2021. Inabilità lavorativa prolungata
fino al 31.03.2021, dopodiché si iscriverà alla disoccupazione.”

 

Il 12 aprile 2021 (doc. 297
incarto LAINF) il dr. med. __________, posta la diagnosi di, tra l’altro, “dolori
cronici spalla destra con ridotta mobilità articolare e forza muscolare della
cuffia dei rotatori”, ha osservato quanto segue:

 

" (…)
Nonostante le molte sedute di fisioterapia e la grande volontà del paziente di
cercare di migliorare la situazione clinica, la spalla destra risulta sempre
essere deficitaria sia dal punto di vista della forza a causa di questi dolori
ed una ridotta mobilità articolare in abduzione ed antepulsione a 140°. Con
questi presupposti chiedo a voi la cortesia di coprire ancora le spese per una
eventuale nuova risonanza magnetica con mezzo di contrasto per valutare il
reale stato della cuffia dei rotatori rispetto all'ultima risonanza magnetica
che è stata eseguita il 27.06.2019 ossia 2 anni fa. L'intento di questa
risonanza magnetica è per cercare di capire se vi è una reale patologia della
cuffia dei rotatori che possa spiegare lo stato clinico del paziente. (…)”.

 

Dal referto radiologico del 21
giugno 2021 (doc. 309 incarto LAINF), riguardante l’artro-RMN e l’artrografia
della spalla destra eseguite nella medesima data, si evince quanto segue:

 

" (…)

Conclusioni

Apparente modesta reattività ossea intraspongiosa in
corrispondenza delle viti di ancoraggio di nota pregressa tenodesi di cuffie su
nota tendinopatia cronica della CDR.

Moderata artrosi acromion-claveare ipertrofica reattiva.”

 

Il 25 giugno 2021 (doc. 311
incarto LAINF) il dr. med. __________ ha osservato quanto segue:

 

" (…)

Esame obiettivo

Sovrapponibile alla precedente visita del 12.04.2021

 

Valutazione e procedere

(…).

Spieghiamo al paziente che per quanto riguarda la cuffia dei
rotatori anche la nuova risonanza documenta un ottimo inserimento del sovraspinato
senza nuove lesioni. È presente questo stato infiammatorio con una tendinopatia
cronica che già era presente alla risonanza magnetica del 2019 e per cui non vi
sono sostanziali novità da questo punto di vista. Come reperto collaterale
tuttavia in questa nuova risonanza riscontriamo un edema osseo che non era
invece presente due anni fa alla pregressa risonanza a livello della testa
omerale in particolare nella zona attorno alle ancorette della riparazione
chirurgica. Essendo questo reperto molto particolare che potrebbe spiegare
forse una parte dei dolori lamentati dal paziente (mentre difficilmente
potrebbero spiegare i problemi di mobilità ridotta), discuteremo il caso con il
collega radiologo Dr. Vincenzo, Caposervizio della Radiologia, in modo da avere
un quadro più chiaro di questa lesione e poi sarà nostra premura contattare il
paziente. (…)” 

Dal referto radiologico del 14 luglio 2021 (doc. 321 incarto LAINF) riguardante
la TAC della spalla destra nativa eseguita in medesima data dal dr. med. __________,
Viceprimario di radiologia dell’Istituto __________, risulta quanto segue:

 

" (…) Rapporti
articolari conservati. Non erosioni ossee in corrispondenza della testa omerale
dove si apprezzano i tramiti di ancorette di stabilizzazione di cuffia. Esiti
di acromionplastica con piccolo nucleo osseo sul bordo anteriore dell'acromion.
Modesta artrosi acromion clavicolare con piccoli geodi sottocondrali prevalenti
sul versante clavicolare. Non calcificazioni periarticolari a ridosso della
cuffia dei rotatori. (…)”

Il 28 luglio 2021 (doc. 319
incarto LAINF) il dr. med. __________ ha dichiarato quanto segue:

 

" (…) Come
più volte già ribadito non riesco a darmi una spiegazione a questi dolori
cronici alla spalla dx con una ridotta mobilità articolare nonostante le
diverse risonanze magnetiche e la TAC che hanno mostrato una cuffia dei
rotatori regolarmente inserita, ma che rimane tendinopatica.

Spero che il paziente possa essere convocato appena possibile
dalla Terapia del Dolore, per cercare di ridurre questa sintomatologia
dolorosa.

Da parte mia non prevedo ulteriori controlli. (…)”

 

Il 30 agosto 2021 (doc. 325 e
326 incarto LAINF) il dott. __________, privatamente consultato
dall’insorgente, ha attestato quanto segue:

 

" (…)
L'analisi della tac e della risonanza magnetica nucleare ha permesso di porre
in evidenza un quadro degenerativo a livello del tendine sovraspinato, in esiti
di chirurgia di ricostruzione della cuffia dei rotatori.

Mentre a livello del terzo anteriore le fibre tendine appaiano continue,
a livello del terzo intermedio e posteriore è presente una lesione nel contesto
tendineo.

Gli esami non documentano potenziali complicazioni delle chirurgie
in anamnesi.

Tale condizione giustifica il quadro clinico lamentato dal
paziente, caratterizzato da dolore e difetta funzionale della spalla destra con
segni di conflitto sottoacromiale.

Allo stato attuale non si ravvedono gli estremi per una nuova
procedura chirurgica.

Il paziente, viceversa, dovrà continuare il percorso riabilitativo e limitare
in modo assoluta le attività sintomatiche e le sollecitazioni potenzialmente a
rischio (in particolare attività con arto in elevazione).

È opportuno che tali limitazioni vengano rispettate non solo nelle
attività quotidiane, ma anche in quelle lavorative.”

 

Interpellato in merito alla
nuova documentazione medica versata agli atti successivamente alla visita
medica di chiusura, con apprezzamento del 6 ottobre 2021, il medico __________
(doc. 329 incarto LAINF) ha osservato quanto segue:

 

" (…) Dopo
la visita di chiusura, a causa di persistenti sintomi, peraltro già evidenziati
in occasione della visita __________, sono stati eseguiti ulteriori esami RM e
TAC che hanno escluso una mobilizzazione dei mezzi di sintesi ed hanno mostrato
una cuffia suturata continua con una degenerazione tendinea.

Questo quadro è abbastanza comune negli esiti di ricostruzione della cuffia dei
rotatori dove il tessuto tendineo è spesso non ottimale ed anche la indicata
minima lesione intratendinea del sovraspinato è da inquadrarsi in una
condizione di degenerazione in esiti ricostruttivi.

Il dr. med. __________ ha seguito l'assicurato anche dopo la
visita __________, descrivendo uno stato clinico del tutto stabile e
concludendo che non prevede ulteriori trattamenti in grado di migliorare in
modo importante la situazione, esclude in particolare trattamenti chirurgici e
suggerisce una valutazione in terapia del dolore.

Per quanto riguarda la visita del dr. med. __________ anch'egli
descrive un quadro analogo, esclude qualunque trattamento chirurgico e ritiene
opportuno che l'assicurato osservi delle limitazioni nella vita quotidiana e
nel lavoro per non sollecitare in modo eccessivo l'arto superiore.

La situazione è quindi da considerarsi stabilizzata. Il giudizio
di stabilizzazione è del tutto concorde con il parere espresso dal dr. med. __________
che esclude interventi chirurgici e descrive un quadro clinico stabile nei mesi
successivi alla VMC. Anche l'ulteriore approfondimento strumentale con TAC e RM
non ha mostrato variazioni significative. Anche il dr. med. __________,
consultato dall'assicurato, non fa che descrivere un quadro stazionario in
esiti chirurgici di ricostruzione della cuffia dei rotatori. Lo specialista si
esprime in modo chiaro, escludendo categoricamente qualunque necessità di
ripresa chirurgica. Pertanto, anch'egli non pone alcuna questione riguardante
la stabilizzazione della situazione.

Eventuali cure di mantenimento, come già indicato in occasione
della VMC, andranno considerate secondo necessità ed indicazione degli
specialisti di riferimento. Già in occasione della precedente sottoposizione è
stato dato il benestare ad una valutazione in terapia del dolore per una
eventuale terapia di mantenimento. Ciò non porterà una variazione strutturale
ma potrà permettere un miglior controllo della sintomatologia dolorosa pur
presente e già considerata.

La notazione del dr. med. __________ sulla necessità di evitare il
sovraccarico funzionale dell'arto è del tutto in linea con la conclusione della
visita __________ in cui si riteneva l'attività in essere non più esigibile in
misura completa ed in cui si ponevano appunto delle limitazioni funzionali con
un'esigibilità analitica.

In conclusione, gli ulteriori accertamenti, le valutazioni
successive del dr. med. __________ e del dr. med. __________ confermano le
risultanze della visita __________. La situazione è da ritenersi allo stato
stabilizzata. Eventuali cure andranno considerate in ambito di mantenimento.

L'assicurato presenta delle limitazioni che sono state ben descritte nella
visita __________ e sono da confermarsi. Da confermarsi è anche la
determinazione di indennità per menomazione all'integrità.”

 

Il 18 ottobre 2021 (doc. 332
incarto LAINF), la dr.ssa med. __________, Capoclinica presso il Centro per la
terapia del dolore, ha attestato quanto segue: 

" (…) Introduciamo
di nuovo la Lyrica, a dosi progressivamente crescenti, fino a raggiungere un
livello terapeutico. La terapia verrà allora mantenuta per diversi mesi. 

Incoraggio il paziente a proseguire a casa gli esercizi di fisioterapia appresi
durante le sedute. (…)”

 

Il 20 novembre 2021 (doc. 338
incarto LAINF) il dr. med. __________ ha rilevato quanto segue:

 

" (…) Come
si può vedere dall'esame obiettivo il paziente presenta una mobilità articolare
che arriva giusto oltre il piano orizzontale, con però comunque delle buone
rotazioni. Con tali limitazioni il paziente non sarà più in grado di effettuare
quei lavori che vanno oltre il piano orizzontale, soprattutto dei lavori contro
resistenza come portare pesi maggiori ai 2-3 kg. Invece per quanto riguarda
tutte quelle attività che avvengono da 0° a 90° per il paziente sono fattibili
e potrebbe anche lavorare inizialmente al 50%, ossia 4 ore al giorno e se poi
l'evoluzione è favorevole aumentare al 100%. L'ideale è trovare un'attività
professionale consona allo stato attuale della spalla del paziente.

Per quanto riguarda il quadro degenerativo tendineo la domanda se
può aggravarsi ed essere considerato una causalità dell'infortunio, posso dire
che il paziente, nonostante il tendine sia stato regolarmente ancorato durante
il primo intervento chirurgico, rimane attualmente molto tendinopatico e
ridotto di spessore.

Anche gli altri due tendini, il sottoscapolare e l'infraspinato,
risultano essere pure tendinopatici. È difficile rispondere a tale domanda,
quello che posso affermare è che rispetto alla Risonanza Magnetica del
27.06.2019 e quella effettuato il 21.06.2021, l'aspetto tendineo del
sovraspinato non è peggiorato.

Per la domanda se si può pensare ad una riapertura del caso per
l'aggravamento artrosico, la risposta è la seguente:

non so di quale artrosi ci si riferisce, artrosi gleno-omerale o
acromio-clavicolare (AC); penso che facciate riferimento all'artrosi AC (alla
gleno-omerale non si sono segni di artrosi) che era già comunque presente alla
Risonanza Magnetica del 28.09.2017 e che è tuttora presente alla Risonanza
Magnetica del 21.06.2021, senza però un peggioramento del quadro radiologico.

Può tale artrosi non essere considerata di carattere degenerativo
ma una diretta e naturale causa dell'infortunio in modo preponderante?

Se si tratta di questa artrosi AC può essere considerata solo di
carattere degenerativo e non legata ad un infortunio.

Lesione nel contesto tendineo e conflitto sottoacromiale,
intravede tale lesione e conflitto?

Mi sono confrontato con due radiologi differenti, il Dr. __________
e il Dr. __________, i quali escludono la presenza all'interno del tendine
delle lesioni intramurali o transtendinee. Inoltre non è presente nessun segno
di conflitto sottoacromiale.

(…).

 

Osservazioni

Purtroppo non riesco a darmi una spiegazione per questi dolori
cronici alla spalla di destra con ridotta mobilità articolare, nonostante le
diverse Risonanze Magnetiche e la TAC, che hanno mostrato una cuffia dei
rotatori regolarmente inserita, ma che effettivamente rimane tendinopatica.

Avevo operato una prima volta il paziente nel novembre 2017 per
una sutura del tendine sovraspinato che in seguito si è complicata con la
capsulite retrattile.

Vista la persistenza di questa capsulite con ridotta mobilità
articolare ho rioperato il paziente il 31.01.2019 per una capsulotomia e
un'adesiolisi della spalla di destra.

Inizialmente la mobilità articolare era nuovamente migliorata, per
poi peggiorare progressivamente fino a ricadere in una nuova capsulite
retrattile a questo punto cronica. È noto in letteratura che vi sarebbe la
possibilità di effettuare un secondo intervento di capsulotomia a 9 mesi dal
primo, per cercare di liberare nuovamente la spalla di destra.

Ho quindi deciso insieme al paziente di riproporre questo
intervento di capsulotomia che è stato eseguito il 12.12.2019. Con il paziente
addormentato si è valutata la mobilità passiva del paziente, che presentava
un'abduzione attiva a 150°, un'antepulsione attiva a 150°, una rotazione
esterna attiva di 60°. Nonostante la buona mobilità articolare passivamente si
decide ugualmente di fare una capsulotomia da ore 16 a ore 20. Sono state
effettuate anche delle immagini intra-operatorie che mostrano che il tendine
sovraspinato ed infraspinato sono regolari con una buona vascolarizzazione. Il
paziente nonostante questo intervento ha portato sì forse un leggero
miglioramento delle ampiezze articolari, ma poco effetto sui dolori che sono
diventati ormai cronici.

Dopo 3 interventi chirurgici penso che sia giudizioso non proporre
altri interventi per il bene del paziente, ma di proseguire con terapie
conservative, come la terapia del dolore.” (n.d.r.: il grassetto non è della
redattrice)

 

Il 13 gennaio 2022 (doc. F
incarto LAINF), il dr. med. __________, ha osservato quanto segue:

 

" (…) 

Anamnesi

Rivediamo in data odierna il paziente, riferisce che ha iniziato
ad essere seguito dal Servizio di Terapia del Dolore da circa 2/3 mesi e che
gli è stato prescritto Pregabalin. Nonostante questo trattamento riferisce
persistenza dei dolori e limitazione funzionale con deficit di forza alla
spalla destra. Riferisce inoltre comparsa di parestesie a livello
postero-laterale del braccio destro.

Esame obiettivo

Invariato rispetto all'ultimo controllo. Antepulsione ed abudzione
limitate a 120° con forte sintomatologia algica. Restanti reperti invariati.
Non deficit vascolo-nervosi e periferici.

Valutazione e procedere

(…).

Visto il riscontro di questa nuova sintomatologia proponiamo al
paziente l'esecuzione di una risonanza magnetica a livello del rachide cervicale
per escludere la presenza di ernie che giustificherebbero il deficit di forza,
la ridotta mobilità e le parestesie.

Rivedremo il paziente dopo esecuzione di risonanza magnetica. Nel
frattempo prolunghiamo l'inabilità lavorativa fino al prossimo controllo visto
che il paziente ci ha riferito di aver ripreso a lavorare al 100%.” (n.d.r.: il
grassetto non è della redattrice)

 

                            2.3.5.   Ora, alla luce degli elementi
convergenti che emergono dalla documentazione medica appena riassunta (cfr., in
particolare, il doc. 258 e 286 incarto LAINF), ribadito che, secondo la
giurisprudenza federale, la questione della stabilizzazione va valutata in
maniera prospettica, ponendosi al momento in cui le prestazioni sono state
interrotte (dunque, in casu, nel mese di aprile 2021) - questo Tribunale
condivide la conclusione a cui è giunto l’assicuratore convenuto, secondo la
quale, in data 1° aprile 2021, lo stato di salute infortunistico era
stabilizzato ai sensi dell’art. 19 cpv. 1 LAINF e della relativa
giurisprudenza. A quel momento, infatti, l’assicurato era definitivamente
inabile nell’esercizio della sua abituale professione di aiuto giardiniere,
mentre presentava una piena capacità lavorativa in attività sostitutive
adeguate (aspetto quest’ultimo che verrà meglio discusso nei considerandi che
seguono). La circostanza che, a quel momento, l’insorgente denunciasse ancora dei
disturbi all’arto superiore destro (dolori e/o limitazioni funzionali),
rispettivamente necessitasse di misure conservative volte a evitare un loro
peggioramento, non costituisce un ostacolo alla stabilizzazione delle
condizioni di salute infortunistiche. Decisivo ai fini del giudizio è soltanto
che a quel momento da ulteriori terapie, in particolare da una terapia del
dolore, non ci si poteva più attendere un notevole miglioramento dei disturbi
interessanti la spalla destra né della capacità lavorativa residua (a questo
proposito cfr. la STF 8C_301/2021 del 23 giugno 2021, consid. 5.2, riguardante
un assicurato che il 23 luglio 2017, scivolando dalle scale, era caduto sulla
spalla sinistra e sulla nuca, riportando un lieve trauma cranico e una lesione
articolare di tipo Rockwood 3 e le sue condizioni di salute erano state
ritenute stabilizzate a partire dal 31 luglio 2019, a fronte di una capacità lavorativa
piena in attività adeguate e a prescindere dalla circostanza che si stava ancora
sottoponendo a una terapia del dolore multimodale; cfr. pure la STCA 35.2022 7
del 28 aprile 2022 consid. 2.3.2).

 

In conclusione, il TCA non
ritiene dunque dimostrato, con il grado di verosimiglianza richiesto dalla
giurisprudenza federale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti), che al
più tardi al momento in cui l’amministrazione ha posto termine alle prestazioni
di corta durata, vi fossero ancora delle misure terapeutiche suscettibili di
migliorare sensibilmente le condizioni di salute infortunistiche
dell’insorgente.

 

Alla luce delle considerazioni
che precedono, le censure ricorsuali volte a censurare l’operato
dell’amministrazione in relazione all’estinzione del diritto alle prestazioni
di corta durata, vengono respinte. 

 

La decisione su opposizione
impugnata va dunque confermata nella misura in cui sancisce che al 1° aprile
2021 lo stato di salute infortunistico era stabilizzato ai sensi dell’art. 19
cpv. 1 LAINF.

 

Pertanto, data la
stabilizzazione delle condizioni di salute infortunistiche, l’assicuratore
LAINF convenuto era dunque legittimato a porre fine alle prestazioni di corta
durata (cura medica e indennità giornaliera) e a valutare il diritto alle prestazioni
di lunga durata.

 

                               2.4.   Diritto a una rendita
d’invalidità?

 

                            2.4.1.   Giusta l'art. 18 cpv. 1 LAINF,
l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito
d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

 

                                         Secondo l'art. 8 cpv. 1
LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

                                         Il TF, in una sentenza U
192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572 ss., ha
rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv.
1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase
LAINF, motivo per il quale occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti
di rilievo in seguito all'introduzione della LPGA.

                                         Da parte sua, l'art. 16
LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito che
l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione
di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto
ottenere se non fosse diventato invalido.

                                         L'Alta Corte, nella
sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che
anche l'art. 16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di invalidità
dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2
seconda frase LAINF.

                                         Nella stessa pronuncia la
nostra Massima Istanza ha quindi concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza
relativa ai concetti di inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e
invalidità continua a mantenere la sua validità anche in seguito
all'introduzione della LPGA.

                                         Su questi aspetti si veda
pure la DTF 130 V 343.

                                         Due sono, dunque, di norma
gli elementi costitutivi dell'invalidità:

 

                                         1. il danno alla salute
fisica o psichica (fattore medico)

                                         2. la diminuzione della
capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                         Tra il danno alla salute e
l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato
(fattore causale). 

                                         Nell'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale,
naturale ed adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio.

 

                            2.4.2.   L'invalidità, concetto
essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di
guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute.

                                         D'altro canto, poiché
l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un
danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente
adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.

 

                                         Spetta al medico fornire
una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un
esatto quadro degli impedimenti che egli incontra nell'esplicare determinate
funzioni.

                                         Il medico indicherà per
prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando
quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe.

 

                                         Egli valuterà finalmente
il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti provocano sia nella
professione attuale sia nelle altre relativamente confacenti (cfr., su questi
aspetti, STF I 871/02 del 20 aprile 2004 e STF I 162/01 del 18 marzo 2002). 

                                         L'invalidità, proprio
perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il reddito che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello che egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili, in
un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

 

                                         I due redditi da porre a
raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve però poggiare su
solide basi, avere un fondamento oggettivo.

 

                                         La giurisprudenza federale
ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione
dell'invalidità, non c'è la possibilità di fondarsi su una valutazione
medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che occorre,
sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                         Il TF ha avuto modo di
confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto di lavoro
stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire
pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua
capacità lavorativa (STF U 25/94 del 30 giugno 1994).

                                         La perdita di guadagno
effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se -
le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in
generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si
avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività
ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al
massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una
prestazione di lavoro e non a un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss.
consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le ragioni, inerenti
l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente
capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del
lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile
dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua
capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                         I. Termine: reddito da
invalido

 

                                         La misura dell'attività
che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in funzione del
danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'età, le
attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                         Secondo la giurisprudenza,
per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate circostanze che
non riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali formazione
professionale o conoscenza linguistiche carenti hanno, in quest'ambito,
rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In tal caso, esse
vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da porre a confronto o
non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5a, b).

 

                                         Nel valutare la
possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità
di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del lavoro
ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella situazione,
cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino (cfr. RAMI
1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STF del 30 giugno 1994 succitata).

 

                                         Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è la norma di cui all'art.
28 cpv. 4 OAINF:

 

" Se a causa
della sua età l'assicurato non riprende più un'attività lucrativa dopo
l'infortunio o se la diminuzione della capacità di guadagno è essenzialmente
dovuta alla sua età avanzata, sono determinanti per valutare il grado
d'invalidità i redditi che potrebbe eseguire un assicurato di mezza età vittima
di un danno alla salute della stessa gravità."

 

                                         II. Termine: reddito
conseguibile senza invalidità

 

                                         Nel determinare il reddito
conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto possibile sulla
situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà l'evoluzione futura
partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si sarebbe mantenuta
sostanzialmente stabile (cfr. STF del 15 dicembre 1992 nella causa G.I.M.). Ci
si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per modifiche di qualche
rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se particolari circostanze
ne rendono il verificarsi altamente probabile (cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss.,
consid. 5b; 4a, b).

                                         Il grado di invalidità
corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico
conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da
invalido.

 

                            2.4.3.   Per chiarire la questione
riguardante l'esigibilità lavorativa, l'Istituto assicuratore ha fatto capo
alla valutazione del 5 febbraio 2021 (doc. 275, pag. 6-7 incarto LAINF) del dr.
med. Alessandro De Ponti, specialista FMH in chirurgia ortopedica e
traumatologia dell’apparato locomotore, il quale ha attestato quanto segue:

 

" (…) 

Diagnosi

Stato dopo trauma contusivo-distorsivo spalla destra con lesione
cuffia dei rotatori.

Stato dopo intervento di artroscopia e tenotomia capo lungo
bicipite e sutura del sovraspinato e acromio-plastica spalla destra, eseguita
il 10.11.2017 dal dr. med. __________.

Stato dopo capsulite adesiva spalla destra.

Stato dopo intervento di artroscopia diagnostica e capsulotomia
circonferenziale, adesiolisi sotto-acromiale spalla destra con riscontro di
buona riparazione della cuffia dei rotatori.

Stato dopo numerosi e prolungati trattamenti riabilitativi e
terapia del dolore.

(…).

Apprezzamento

(…).

Aspetti medico-assicurativi

(…). Molto probabilmente l'attività di giardiniere non sarà più
esigibile in misura completa a questo assicurato. Si redige pertanto una
esigibilità al lavoro, quest'ultima viene redatta in presenza dell'assicurato
con il suo pieno assenso.

L'assicurato presenta delle limitazioni al sollevamento e porto di pesi con due
braccia fino all'altezza dei fianchi, possibili molto spesso fino a 10 kg, di
rado da 10 a 25 kg, ma mai più oltre i 25 kg. Il sollevamento oltre l'altezza
del petto è possibile per pesi fino a 5 kg utilizzando prevalentemente l'arto
controlaterale sano, mai più per pesi superiori ai 5 kg.

Per quanto riguarda il maneggio di attrezzi, è possibile molto
spesso il maneggio di attrezzi leggeri/di precisione e medi, per attrezzi
pesanti solo di rado e molto pesanti mai.

La rotazione della mano è possibile spesso.

Per quanto riguarda la posizione, non sono esigibili lavori sopra
la testa, non vi sono limitazioni per la rotazione del busto e la posizione
seduta e inclinata in avanti, in piedi e inclinata in avanti, inginocchiata e
con flessione delle ginocchia.

Per la posizione di lunga durata, questa è possibile molto spesso, sia seduta
che in piedi che a libera scelta.

Lo spostamento è possibile molto spesso anche su terreno accidentato e sulle
scale, non è esigibile la salita su scale a pioli. Uso delle due mani
possibile, equilibrio e stare in equilibrio possibile.

L'assicurato in un lavoro che rispetti l'esigibilità espressa è da ritenersi
abile in misura completa, con rendimento completo senza pause supplementari.
(…).” (n.d.r.: il grassetto non è della redattrice)

 

Il 30 agosto 2021 (doc. 325 e
326 incarto LAINF) il dr. med. __________, Direttore di ortopedia e
traumatologia dell’__________, consultato privatamente dall’insorgente, ha
attestato quanto segue:

 

" (…) Il
paziente, viceversa, dovrà continuare il percorso riabilitativo e limitare in
modo assoluta le attività sintomatiche e le sollecitazioni potenzialmente a
rischio (in particolare attività con arto in elevazione).

È opportuno che tali limitazioni vengano rispettate non solo nelle
attività quotidiane, ma anche in quelle lavorative”.

 

Interpellato al riguardo,
nell’apprezzamento medico del 6 ottobre 2021 il precitato medico __________
(doc. 329 incarto LAINF) ha osservato quanto segue:

 

" (…) Già in
occasione della precedente sottoposizione è stato dato il benestare ad una
valutazione in terapia del dolore per una eventuale terapia di mantenimento.
Ciò non porterà una variazione strutturale ma potrà permettere un miglior
controllo della sintomatologia dolorosa pur presente e già considerata.

La notazione del dr. med. __________ sulla necessità di evitare il
sovraccarico funzionale dell'arto è del tutto in linea con la conclusione della
visita __________ in cui si riteneva l'attività in essere non più esigibile in
misura completa ed in cui si ponevano appunto delle limitazioni funzionali con
un'esigibilità analitica.

(…).

L'assicurato presenta delle limitazioni che sono state ben
descritte nella visita __________ e sono da confermarsi. (…)”

 

Il 20 novembre 2021 (doc. 338
incarto LAINF) il dr. med. __________, ha osservato quanto segue:

 

" (…) Come
si può vedere dall'esame obiettivo il paziente presenta una mobilità articolare
che arriva giusto oltre il piano orizzontale, con però comunque delle buone
rotazioni. Con tali limitazioni il paziente non sarà più in grado di effettuare
quei lavori che vanno oltre il piano orizzontale, soprattutto dei lavori contro
resistenza come portare pesi maggiori ai 2-3 kg. Invece per quanto riguarda
tutte quelle attività che avvengono da 0° a 90° per il paziente sono fattibili
e potrebbe anche lavorare inizialmente al 50%, ossia 4 ore al giorno e se poi
l'evoluzione è favorevole aumentare al 100%. L'ideale è trovare un'attività
professionale consone allo stato attuale della spalla del paziente. (…)”

 

                            2.4.4.   Nella concreta evenienza
questo Tribunale ritiene corretta l'esigibilità stabilita dal medico fiduciario
il 5 febbraio 2021, confermata il 6 ottobre 2021, posta alla base della
decisione avversata.

Preliminarmente il TCA osserva
che il medico __________ (doc. 275 e 329 incarto LAINF), il Viceprimario di
radiologia dell’Istituto __________ (dr. med. __________ che ha eseguito la TAC
della spalla destra nativa del 14 luglio 2021, doc. 321 incarto LAINF, di cui
si è già ampiamente detto al consid. 2.3.4) e il dr. med. __________ (“Mi
sono confrontato con due radiologi differenti, il Dr. __________ e il Dr. __________,
i quali escludono la presenza all'interno del tendine delle lesioni intramurali
o transtendinee. Inoltre non è presente nessun segno di conflitto
sottoacromiale.”: cfr. scritto del 21 novembre 2021 di cui al doc. 338
incarto LAINF) sono concordi nell’escludere unanimemente la presenza, nel caso
di specie, di una lesione tendinea. Di diverso avviso, invece, il dr. med. __________,
il quale non ritiene in ogni caso indicato intervenire ulteriormente in via
chirurgica (cfr. scritto del 30 agosto 2021, doc. 325 e 326 incarto LAINF, di
cui si è si è già ampiamente detto al consid. 2.4.3). La questione di sapere se
sia o meno presente una lesione tendinea può qui rimanere indecisa, in quanto il
medico __________ ha, in ogni caso, tenuto conto della sintomatologia dolorosa di
cui è affetto l’assicurato alla spalla destra nella propria valutazione del 5
febbraio 2021, confermata il 6 ottobre 2021 (“sintomatologia dolorosa pur
presente e già considerata.”: cfr. doc. 329”), e ciò indipendentemente
dalla causa della medesima e, quindi, dalla presenza o meno di una lesione
tendinea.  

Il TCA non ignora il rapporto del 30 agosto 2021 del dr. med. __________ (doc.
325 e 326 incarto LAINF), di cui si è già ampiamente detto al consid. 2.4.3.
Tuttavia esso non è atta a sollevare dubbi - nemmeno lievi - circa la
fondatezza dell'approfondito parere espresso dallo specialista interpellato
dall’istituto assicuratore resistente il 17 febbraio 2021 relativo alla visita __________
di chiusura del 5 febbraio 2021 (doc. 275 incarto LAINF), con considerazioni
puntuali e convincenti, con espresso riguardo alla situazione clinica
dell’assicurato, che è stata attentamente e dettagliatamente vagliata dal medico
fiduciario come pure dell’esigibilità lavorativa posta dal medesimo medico
specialista e della capacità lavorativa residua in attività adeguate. La
valutazione dello specialista, interpellato privatamente dall’assicurato per un
consulto, è stata inoltre debitamente presa in considerazione ed analizzata dal
medico fiduciario, in particolare nelle motivate e convincenti considerazioni
espresse nel rapporto del 6 ottobre 2021 (doc. 329 incarto LAINF), di cui si è
già ampiamente detto al consid. 2.4.3. 

Il TCA non ignora nemmeno il rapporto del 20 novembre 2021 del dr. med. __________
(doc. 338 incarto LAINF), di cui si è già ampiamente detto al consid. 2.4.3.
Tuttavia anch’esso non è atto a sollevare dubbi - nemmeno lievi - circa la
fondatezza dell'approfondito parere espresso dallo specialista interpellato
dall’istituto assicuratore resistente il 17 febbraio 2021 relativo alla visita __________
di chiusura del 5 febbraio 2021 (doc. 275 incarto LAINF), con considerazioni
puntuali e convincenti, con espresso riguardo alla situazione clinica
dell’assicurato, che è stata attentamente e  dettagliatamente vagliata dal
medico fiduciario come pure dell’esigibilità lavorativa posta dal medesimo
medico specialista e della capacità lavorativa residua in attività adeguate. A
questo proposito, la valutazione del dr. med. __________ (secondo il quale,
l’assicurato “potrebbe anche lavorare inizialmente al 50%, ossia 4 ore al
giorno e se poi l'evoluzione è favorevole aumentare al 100%” in attività
adeguate: cfr. doc. 338 incarto LAINF), pur essendo maggiormente prudenziale
rispetto alla valutazione della capacità lavorativa dell’insorgente operata dal
medico __________, non apporta nuovi elementi oggettivi ignorati dal medico
fiduciario e va, quindi, in ogni caso intesa nel senso di una diversa
valutazione delle conseguenze che il danno alla salute infortunistico ha sulla
capacità di lavoro del ricorrente.  

Va comunque rilevato che la circostanza che tra la valutazione dell’esigibilità
lavorativa eseguita dal medico fiduciario dell'CO 1 e quella effettuata dallo
specialista curante vi siano alcune differenze riguardanti la natura e
l’importanza dei limiti funzionali (in particolare, circa l’entità dei pesi che
l’assicurato è ancora in grado di sollevare), sarebbe in ogni caso irrilevante
(cfr. pure la STCA 35.2021.59 dell’8 novembre 2021, consid. 2.4.3).

 

In effetti, il concetto
d’invalidità è riferito a un mercato del lavoro equilibrato e, quindi, ad un
mercato del lavoro strutturato in modo tale da offrire una gamma di posti di
lavoro diversificati. Inoltre gli impedimenti ritenuti dal medico di fiducia
non sono tali da poter sostenere che ci si troverebbe confrontati a una
costellazione particolarmente sfavorevole ai fini reintegrativi. Difatti, la
giurisprudenza federale ha, in maniera costante, già avuto modo di stabilire
che nel mercato occupazionale aperto a personale non qualificato o semi
qualificato, vi è una sufficiente offerta di occupazioni, in particolare
nell'industria, in cui possono venir eseguite mansioni di sorveglianza e
controllo, che non comportano aggravi fisici, che consentono il cambiamento
frequente di posizione e che non richiedono necessariamente la messa in atto di
particolari misure di reintegrazione professionale (cfr., tra le altre, STF
8C_563/2012 del 23 agosto 2012 consid. 3.3, che ha interamente confermato la
STCA 35.2012.17 del 18 giugno 2012; 9C_635/2007 del 21 agosto 2008 consid. 3.3
e 9C_10/2007 del 26 marzo 2008 consid. 4.6.3).

Secondo la giurisprudenza, se è
vero che vanno indicate possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione
rispettivamente al giudice non vanno poste esigenze esagerate. È infatti
sufficiente che gli accertamenti esperiti permettano di fissare in maniera
attendibile il grado di invalidità. In proposito, va rilevato che il TF ha in
particolare ritenuto corretto il rinvio ad attività nel settore industriale e
commerciale, composto di lavori leggeri di montaggio, compiti di controllo e
sorveglianza che non comportano aggravi fisici, che consentono il cambiamento
frequente di posizione e che non richiedono necessariamente la messa in atto di
particolari misure di reintegrazione professionale (per es. attività d’incasso,
d’assemblaggio, di confezione prodotti, di controllo ecc.; cfr. la già citata
STF 8C_563/2012 del 23 agosto 2012, consid. 3.3 con riferimenti). Si può,
quindi, senz'altro ipotizzare - senza far riferimento alla difficoltà concreta
di reperimento di posti di lavoro dovuta all’eccedenza della domanda,
difficoltà che viene assicurata dall’assicurazione contro la disoccupazione e
non dall’assicurazione contro l’invalidità (DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991
pag. 332 consid. 3b; OMLIN, Die Invalidität in der obligatorischen
Unfallversicherung, Friborgo 1995, pag. 83) - che il ricorrente sia in grado di
mettere a frutto la sua residua capacità lavorativa in attività professionali
idonee (vedi, tra le altre, la STCA 35.2020.90 del 3 maggio 2021, consid. 2.7 e
riferimenti e la STCA 35.2021.59 dell’8 novembre 2021, consid. 2.4.3).

 

In concreto questo Tribunale
ritiene che, anche nel caso di specie, nel mercato generale del lavoro esistano
delle occupazioni, essenzialmente di controllo e di sorveglianza, che il
ricorrente, nonostante i disturbi che lo interessano, sarebbe in grado di
esercitare tempo pieno (presenza e rendimento al 100%), tenuto conto dei suoi
limiti funzionali.

 

Il TCA non ignora nemmeno tutti
gli altri svariati certificati medici agli atti (del dr. med. __________, del
Centro di terapia del dolore, ecc.), che tuttavia non consentono di giungere ad
una diversa conclusione o perché non si esprimono in merito all’esigibilità
lavorativa posta dal medesimo medico specialista e alla capacità lavorativa
residua in attività adeguate oppure sono troppo generici e stringati. In
particolare, non consentono di giungere ad una diversa conclusione neppure i
certificati medici del 22 dicembre 2021 e del 22 gennaio 2022 del dr. med. __________
(medico assistente) rispettiva-mente del dr. med. __________ (doc. G-1 e G-2),
che oltre ad essere estremamente generici e stringati, tengono conto - indipendentemente
dall’indicazione: “infortunio” - pure dei disturbi a livello di C5-C6 di
cui è affetto l’assicurato, evidenziati dalla RM colonna cervicale nativa del
18 gennaio 2022 (doc. III-1), che non sono di competenza dell’CO 1 (cfr.
consid. 2.2).

 

Giova qui rilevare che, nella
recente STF 9C-532/2020 del 13 ottobre 2021, al consid. 4.1, l’Alta Corte ha
ribadito che:

 

" Di
principio, l’avviso dei medici curanti deve essere trattato con la necessaria
prudenza a causa dei particolari legami che esse hanno con il paziente, per
cui, secondo, esperienza comune, il medio curante propende generalmente, in
caso di dubbio, a favore del paziente (DTF 125 V 351 consid. 3b/aa e 3b/cc)”.

 

                            2.4.5.   Del resto, l'esigibilità
indicata dal medico fiduciario risulta pure plausibile alla luce dei precedenti
giurisprudenziali, riguardanti assicurati che accusavano limitazioni
nell'utilizzo degli arti superiori (cfr., tra le tante, STCA 35.2016.89 del 13
febbraio 2017 consid. 2.9 e i numerosi rinvii giurisprudenziali ivi citati;
STCA 35.2020.72 dell’8 marzo 2021 consid. 2.4.4 e i numerosi rinvii
giurisprudenziali ivi citati; STCA 35.2021.5 del 18 maggio 2021 consid. 2.3.4).

 

                                         Sempre in merito ai
precedenti giurisprudenziali, riguardanti assicurati che accusavano limitazioni
nell'utilizzo degli arti superiori, giova qui ricordare la STCA 35.2017.37 del
23 novembre 2017 (che è stata confermata dall’Alta Corte con STF 8C_32/2018 del
7 gennaio 2019), in particolare il consid. 2.6 nel quale il TCA ha rilevato
quanto segue:

 

" (…) Ad
esempio, in una pronunzia inedita del 12 novembre 1996, l’allora TFA (dal 1°
gennaio 2007: TF) ha, ad esempio, ritenuto realistica la possibilità di mettere
a frutto la restante capacità lavorativa in attività cosiddette sostitutive,
trattandosi di un assicurato cinquantacinquenne che - a causa dei postumi
infortunistici interessanti, in particolare, la spalla destra - era impedito
nel sollevare pesi superiori ai 10 kg lungo tutto l'asse corporeo. La mobilità
era ridotta di 2/3, certi movimenti non erano più possibili, come ad esempio,
il sollevamento del braccio oltre i 60°, di modo che il braccio destro poteva
unicamente servire come aiuto per il braccio adominante. 

In una sentenza 35.1997.23 dell'11 settembre 2000 - integralmente
confermata dal TFA con sentenza U 449/00 dell'8 maggio 2002 - questo Tribunale
ha riconosciuto come reintegrabile nel mondo del lavoro, un'assicurata che,
secondo l'avviso dei medici, presentava una mano sinistra infortunata
praticamente inutilizzabile, fatta eccezione per delle prese a tre dita senza
forza.

Il TFA è pervenuto alla medesima conclusione in una sentenza U
240/99 del 7 agosto 2001, parzialmente pubblicata in RAMI 2001 U 439, p.
347ss., concernente un assicurato che, a causa dei disturbi e dei deficit
funzionali all'estremità superiore destra, è stato dichiarato in grado di
svolgere lavori manuali molto leggeri, che non richiedono l'impiego di forza
con la mano destra, e il sollevamento di pesi superiori ai 2 kg (e pertanto
ritenuto praticamente monco di una mano).

In una sentenza 35.2002.88 del 14 aprile 2003, cresciuta
incontestata in giudicato, questa Corte ha giudicato completamente abile in
attività leggere dal profilo dell'impegno fisico, comportanti in prevalenza dei
compiti di sorveglianza, un assicurato che, a causa di un, citiamo:
"importante deficit funzionale e ipotrofia muscolare all'emicinto
scapolare destro. Flessione attiva 100°, abduzione 90° solo con il gomito
flesso, rotazione interna solo fino all'altezza del trocantere. Ipersensibilità
nella regione del deltoide in corrispondenza del territorio di innervazione del
nervo ascellare", il medico di fiducia dell'assicuratore aveva ritenuto,
citiamo: "… limitato nelle attività lavorative che richiedono l'ingaggio
dell'arto superiore destro al di sopra della vita, scostato dal tronco, così
come nei movimenti di rotazione. Limitato l'uso di utensili, rispettivamente,
macchinari vibranti e contundenti. Trasporto di pesi possibile solo con il braccio
pendente, sollevamento di pesi solo al massimo fino al di sotto della vita,
tenendo l'arto superiore destro accostato al tronco." (cfr. STCA
succitata, consid. 2.6.).

Con un giudizio I 27/06 e U 18/06 del 24 agosto 2006, consid.
5.2.3, il TFA ha considerato in grado di svolgere a tempo pieno semplici
mansioni di sorveglianza, rispettivamente, di controllo, così come lavori in un
chiosco nonché attività ausiliarie nel campo della gastronomia o in un
magazzino, un assicurato, nato nel 1948, che soffriva di dolori cronici alla
spalla destra con irradiazione al braccio destro, di un’importante rottura
della cuffia dei rotatori a destra (con rottura completa del tendine dei
muscoli sovra- e infraspinato, rottura parziale del tendine sottoscapolare e
lussazione del tendine del bicipite), di un’artrosi dell’articolazione
acromio-claveare e di una persistente pseudoparalisi del braccio destro
(diagnosi differenziale: spalla congelata post-traumatica).

Anche nella STFA U 200/02 del 20 maggio 2003 consid. 2.2,
riguardante un’assicurata, la quale, a causa di un infortunio professionale
alla mano sinistra adominante, aveva subito l’amputazione del pollice,
dell’indice e del medio, come pure una frattura pluriframmentaria della falange
basale con instabilità a livello delle articolazioni interfalangee
dell’anulare, divenendo praticamente monca di una mano, l’Alta Corte ha ammesso
una piena capacità lavorativa dal profilo ortopedico.

In una sentenza 8C_260/2011 del 25 luglio 2011, il TF ha
dichiarato in grado di svolgere a tempo pieno attività lavorative leggere non
bimanuali, un assicurato che presentava una paralisi, da parziale a completa,
della muscolatura della spalla e del braccio destro dominante.

Ad un’analoga conclusione è giunta l’Alta Corte in un’altra
sentenza 8C_311/2015 del 22 gennaio 2016, concernente un assicurato, il quale,
per evitare di cadere mentre era intento a scaricare un camion, si era
attaccato con il braccio destro alla sponda dello stesso, avvertendo
immediatamente forti dolori all’arto superiore in questione.

In una sentenza 35.2013.74 dell’8 settembre 2014, il TCA ha
confermato la decisione con la quale un falegname, che ha subìto l’amputazione
dell’avambraccio destro (dominante) nell’utilizzare una sega circolare, è stato
ritenuto totalmente abile in attività leggere dal profilo del
sollevamento/trasporto di pesi e della manipolazione di attrezzi (anche di
precisione), che non richiedono l’utilizzo di entrambi gli arti superiori.

Vedi, infine, anche la sentenza di questa Corte 35.2014.57 del 4
maggio 2015, confermata con STF 8C_396/2015 del 17 settembre 2015, nella quale,
nonostante l’infortunio alla spalla sinistra, un assicurato è stato ritenuto
inabile in maniera praticamente completa nel lavoro di smontaggio delle
carcasse per il recupero dei pezzi di ricambio, ma in grado di svolgere, a
tempo pieno, un’attività lavorativa leggera.

In una sentenza 35.2016.43 del 22 settembre 2016 questo Tribunale
ha ritenuto accertato che, nonostante il danno alla salute infortunistico,
l'assicurato (di professione "tassametrista-impiegato-operaio", che -
mentre usciva dalla doccia al proprio domicilio - era caduto, riportando un
trauma distorsivo alla spalla destra con lesione transumorale della cuffia
rotatoria a livello di sovraspinato e nella porzione craniale del
sottoscapolare e, successivamente - mentre andava a prendere l'automobile al
proprio domicilio - è scivolato sul ghiaccio, cadendo in avanti con ricezione
su entrambi i polsi e dolori di contraccolpo ad entrambe le spalle e riportando
una re-rerottura della cuffia dei rotatori della spalla sinistra e una rottura
della cuffia dei rotatori della spalla destra) era in grado di svolgere a tempo
pieno e con un rendimento completo, un’attività lavorativa compatibile con le
limitazioni derivanti dal danno alla salute infortunistico subito alle spalle.

In una sentenza 35.2015.131 del 21 novembre 2016 questo Tribunale
ha ritenuto accertato che, nonostante il danno alla salute infortunistico,
l'assicurato (di professione "autista" con qualifica di "impiegato-operaio",
che - mentre stava caricando il camion - era caduto dalla rampa di carico,
riportando una frattura del capitello radiale sinistro tipo Mason II e una
frattura composta dello spigolo esterno del processo coronoideo dell'ulna) era
in grado di svolgere a tempo pieno e con un rendimento completo, un’attività
lavorativa compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla salute
infortunistico subito al gomito sinistro (adominante).

In una sentenza 35.2016.89 del 13 febbraio 2017 questo Tribunale
ha ritenuto accertato che, nonostante il danno alla salute infortunistico,
l'assicurato (di professione "muratore" che, a causa di un infortunio
professionale con una sega circolare, aveva subito un intervento di amputazione
trans-P2 del IV dito a destra) era in grado di svolgere a tempo pieno e con un
rendimento completo, un'attività lavorativa compatibile con le limitazioni
derivanti dal danno alla salute infortunistico alla mano destra (dominante), e,
quindi, un lavoro leggero dal profilo del sollevamento/trasporto di pesi e
della manipolazione di attrezzi (anche di precisione) che non richiede
un'ottima presa della mano destra e sinistra nel contempo rispettivamente
un'ottima agilità di ambedue le mani contemporaneamente.

In una sentenza 35.2016.103 del 23 marzo 2017 questo Tribunale ha
ritenuto accertato che, nonostante il danno alla salute infortunistico,
l'assicurato (di professione "parrucchiere" che, a causa di tre
infortuni non professionali, aveva riportato delle limitazioni al gomito sinistro
dominante), era in grado di svolgere a tempo pieno e con un rendimento
completo, un'attività lavorativa compatibile con le limitazioni derivanti dal
danno alla salute infortunistico (e più precisamente: prevalentemente impedito
nei movimenti ripetitivi di flesso-estensione e di pro-supinazione del gomito
sinistro specie se contro resistenza o con pesi superiori i kg. 2-3 e possibile
l'esecuzione ripetitiva di non più di 3-4 movimenti al minuto).

Infine, in una sentenza 35.2017.10 del 22 giugno 2017, il TCA ha
giudicato completamente abile al lavoro in attività sostitutive adeguate, un
assicurato che presentava uno stato dopo contusione del dorso della mano destra
con sviluppo di una malattia di Sudeck che aveva portato a esiti tragici in una
situazione paragonabile a un amputato del braccio destro.

Va inoltre rilevato che il concetto d’invalidità è riferito a un
mercato del lavoro equilibrato, nozione quest’ultima teorica e astratta
implicante, da una parte, un certo equilibrio tra offerta e domanda di manodopera
e, dall’altra, un mercato del lavoro strutturato in modo tale da offrire una
gamma di posti di lavoro diversificati (cfr. DTF 110 V 273 e Jean-Maurice
Frésard/Margit Moser-Szeless, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht,
Soziale Sicherheit, 2a edizione, n. 170 p. 899). 

Il mercato del lavoro accessibile ai lavoratori non qualificati è
in generale limitato a dei lavori di manodopera o ad altre attività fisiche
(RCC 1989 p. 331 consid. 4a). Tuttavia, nell'industria e nell'artigianato, le
attività fisicamente pesanti vengono eseguite sempre più spesso tramite delle
macchine, motivo per cui aumentano le attività di controllo e sorveglianza che
possono essere svolte da personale non qualificato o semi qualificato (SVR 2002
UV Nr. 15 p. 49 consid. 3b; RCC 1991 p. 332 consid. 3b; STF 8C_709/2008 del 3
aprile 2009 consid. 2.3.). 

In una sentenza 8C_971/2008 del 23 marzo 2009, l’Alta Corte ha
ribadito che anche per gli assicurati funzionalmente monchi di un braccio,
esiste un mercato del lavoro sufficientemente ampio: (…). 

Questa giurisprudenza è stata ulteriormente confermata con la STF
8C_451/2016 del 17 ottobre 2016 consid. 5.1, pubblicata in SVR 2017 Nr. 20
consid. 5.1, in cui l’Alta Corte ha ribadito che sul mercato equilibrato del
lavoro vi sono possibilità d’occupazione sufficientemente realistiche per
persone che vanno ritenute funzionalmente monche di un braccio e che inoltre
possono ancora eseguire soltanto dei lavori leggeri (cfr., fra le tante, STCA
35.2017.2 del 2 ottobre 2017, consid. 2.6).” 

(cfr. STCA 35.2020.72 dell’8 marzo 2021, consid. 2.4.4; STCA
35.2021.44 del 16 agosto 2021, consid. 2.6; STCA 35.2021.9 del 20 settembre
2021, consid. 2.2.3)

 

                                         (cfr. pure la STCA
35.2021.9 del 20 settembre 2021, consid. 2.2.3, ove questa Corte ha ritenuto
abile al 100% in attività adeguate al danno infortunistico subito un assicurato
che, dopo essere scivolato, è caduto a terra, riportando una frattura del polso
destro pluriframmentaria rispettivamente la STCA 35.2021.74 del 29 novembre
2021, consid. 2.8, ove questa Corte ha ritenuto abile al 100% in attività
adeguate al danno infortunistico subito un’assicurata che, dopo essere
scivolato, è caduto a terra, riportando una frattura scomposta del radio
distale e la frattura dello stiloide ulnare al polso sinistro). 

                                      

                            2.4.6.   In conclusione, il TCA non ha
quindi motivo di scostarsi dalle considerazioni espresse dal medico fiduciario,
che ha proceduto ad una visita personale accurata dell'assicurato, è
specialista della materia che qui ci occupa e vanta pure un’ampia esperienza in
materia di medicina assicurativa.

 

                                         Alla luce di quanto appena
esposto, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di
intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle
conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V
233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati;
RIEMER-KAFKA, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551
e 572; LANDOLT, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht,
tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr.
anche MEYER BLASER, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997,
pag. 221), è da ritenere dimostrato, secondo il grado della verosimiglianza preponderante
abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali (DTF 138 V 218
consid. 6 pag. 221 con riferimenti), che RI 1 è in grado di svolgere
un’attività lavorativa adeguata (ovvero rispettosa dei limiti indicati dal
medico __________, dr. med. __________, nell’apprezzamento del 17 febbraio
2021: cfr. doc. 271 incarto LAINF) a tempo pieno e con un rendimento completo,
compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla salute infortunistico.

                            2.4.7.   Le censure ricorsuali volte a
contestare l'esigibilità (e la capacità lavorativa residua) in attività
adeguate dell'assicurato vanno dunque respinte.

 

                               2.5.   Si tratta ora di valutare le
conseguenze economiche del danno alla salute infortunistico.

 

                                         Preliminarmente va
ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa stato
il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222;
cfr., pure, STF I 600/01 del 26 giugno 2003 consid. 3.1; STF I 670/01 del 3
febbraio 2003, pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, STF I 761/01 del 18 ottobre
2002 consid. 3.1, pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e STF I 26/02 del 9 agosto
2002 consid. 3.1; cfr. inoltre STF I 475/01 del 13 giugno 2003 consid. 4.2,).

 

                                         Nel caso di specie sono
quindi determinanti, come correttamente ritenuto dall’amministrazione, i dati
del 2021, essendo stato ritenuto lo stato di salute stabilizzato a
partire dal 1° aprile 2021 (cfr. consid. 2.2).

                                      

                            2.5.1.  Per quanto concerne il reddito
da valido, secondo l’assicuratore infortuni resistente, nella decisione
avversata, senza il danno alla salute infortunistico, RI 1, nel 2021, avrebbe
realizzato un guadagno annuo lordo di fr. 59'582, determinato in base alla TA1
2018, ramo 77+79-82 (“attiv. amm. e di serv. di supporto”), livello di
qualifica 1, uomo, aggiornato al 2021 (doc. 288, 289, 292 e 341 incarto LAINF).

 

                                         L’importo di fr. 59'582,
così determinato e non contestato dal ricorrente, può senz’altro essere fatto
proprio da questa Corte.

                                         

Il "reddito da valido" per il 2021 ammonta, quindi, a fr. 59'582.

                                      

                            2.5.2.   Per quanto concerne il reddito
da invalido, secondo l’assicuratore infortuni resistente, con il danno alla
salute infortunistico, RI 1, nel 2021, avrebbe realizzato un guadagno annuo
lordo di fr. 70'166, determinato in base alla TA1 2018, “attività semplici e
ripetitive”, livello di qualifica 1, uomo, aggiornato al 2021 (doc. 288,
289, 292 e 341 incarto LAINF).

 

                                         La patrocinatrice
dell’assicurato non ha contestato il reddito da invalido di fr. 70'166,
determinato dall’amministrazione, quanto piuttosto che il suo assistito
presenti una capacità lavorativa residua del 100% in attività adeguata che,
tuttavia, come si è visto al consid. 2.4.6, è stata confermata dal TCA. 

 

                                         In quanto desunto dalla
tabella TA1 2018, “attività semplici e ripetitive”, livello di qualifica
1, uomini, aggiornato al 2021 l’importo di fr. 70'166, - a ragione, rimasto
incontestato dalla patrocinatrice dell’assicurato - può essere fatto proprio da
questa Corte.

 

                                         Su tale cifra l’CO 1 non
ha operato alcuna riduzione sociale nella decisione avversata (doc. 288, 289,
292 e 341 incarto LAINF).

 

La più recente giurisprudenza
federale ha stabilito che il livello di qualifica 1 dei dati RSS comprende già
tutta una serie di attività leggere, che tengono conto di molte limitazioni. In
altre parole, possono essere considerate sotto il cappello delle limitazioni
funzionali solo circostanze che in un mercato equilibrato del lavoro devono
essere considerate come eccezionali. Negli altri casi non viene applicata
nessuna deduzione a questo titolo neppure se la capacità lavorativa è totale in
attività adeguate e non si pone dunque il problema di un’indebita doppia
deduzione (sentenze 8C_495/2019 dell'11 dicembre 2019 consid. 4.2.2 con
riferimento e 8C_82/2019 del 19 settembre 2019 consid. 6.3.2; 8C_730/2019 del
10 giugno 2020 consid. 4.4.4; 8C_765/2019 del 10 giugno 2020 consid. 5.4.4;
8C_9/2020 del 10 giugno 2020 consid. 4.4.4; in questo senso, si veda pure
BERNASCONI, “8C_9/2020 du 10 juin 2020 - Abattement sur le revenu d’invalide
selon l’ATF 126 V 75”, in SZS/RSAS 1/2021 n. 49; STCA 35.2021.74 del 29 novembre
2021, consid. 2.11.4).

 

Occorre inoltre ricordare che
le limitazioni mediche già incluse nell'esame della capacità lavorativa residua
non devono influire ulteriormente nella disamina della riduzione del reddito da
invalido e a un conteggio doppio del medesimo aspetto: la sola circostanza che
per l'assicurato siano esigibili soltanto attività leggere fino medio complesse
non giustifica anche in caso di una capacità lavorativa limitata una riduzione
aggiuntiva dovuta alle limitazioni personali (sentenze 8C_805/2016 del 22 marzo
2017 consid. 3.1 e 3.4.2 e 9C_846/2014 del 22 gennaio 2015 consid. 4.1.1 con
riferimenti; STCA 35.2021.74 del 29 novembre 2021, consid. 2.11.4).

                                         

Nel caso di specie, dalla
documentazione agli atti emerge che, nonostante il danno salute, l’assicurato
sarebbe ancora in grado di svolgere, senza limiti di tempo e di rendimento,
un’attività adeguata (cfr. supra, consid. 2.4.6).

 

Alla luce di quanto appena
esposto e tenuto pure conto del riserbo di cui deve dare prova il giudice delle
assicurazioni sociali nel sostituire il proprio apprezzamento a quello
dell’amministrazione (cfr. DTF 137 V 71, 132 V 393 consid. 3.3), questa Corte
ritiene che, non operando alcuna deduzione sociale, l’CO 1 non abbia abusato
del proprio potere di apprezzamento. Del resto, anche questo aspetto non è
contestato - a ragione - dalla patrocinatrice dell’assicurato.

                                         Il "reddito da
invalido" ammonta, quindi, per il 2021 a fr. 70'166.

                                        

                            2.5.3.   Il grado di invalidità della
ricorrente, stabilito confrontando i fr. 70'166 (cfr. consid. 2.5.2) annui al
reddito che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto il danno
alla salute infortunistico (e cioè fr. 59'582: cfr. consid. 2.5.1) è nullo.

 

                                         Va qui la pena di
ricordare la STF 8C_215/2015 del 17 novembre 2015 ove il TF ha confermato un
salario da valido di fr. 57'600 e un salario da invalido di fr. 60'463 fissato
sulla base del metodo delle DPL, osservando - in particolare al consid. 4.2 -
quanto segue: 

 

" (…) Die SUVA ermittelte aufgrund der DAP-Zahlen ein
Invalideneinkommen von Fr. 60'463.-. Vergleicht man diesen Wert mit dem von der
SUVA auf Fr. 57'600.- bemessenen Valideneinkommen, so ergibt sich ein negativer
Invaliditätsgrad. Soweit der Beschwerdeführer bereits daraus schliesst, die
Bemessung nach den DAP-Zahlen sei unzulässig, ist Folgendes festzuhalten: Zur
Ermittlung des Valideneinkommens ist rechtsprechungsgemäss entscheidend, was
die versicherte Person im Zeitpunkt des frühest möglichen Rentenbeginns nach
dem Beweisgrad der überwiegenden Wahrscheinlichkeit als Gesunde tatsächlich
verdient hätte. Dabei wird in der Regel am zuletzt erzielten, nötigenfalls der
Teuerung und der realen Einkommensentwicklung angepassten Verdienst angeknüpft,
da es empirischer Erfahrung entspricht, dass die bisherige Tätigkeit ohne
Gesundheitsschaden fortgesetzt worden wäre. Ausnahmen müssen mit überwiegender
Wahrscheinlichkeit erstellt sein (BGE 129 V 222 E. 4.3.1 S. 224 mit Hinweisen).
Negative Invaliditätsgrade können resultieren, da demnach gemäss der
allgemeinen Methode des Einkommensvergleichs jener Verdienst, welchen der
Versicherte ohne Gesundheitsschaden auf dem konkreten Arbeitsmarkt überwiegend
wahrscheinlich erzielen würde, in Beziehung gesetzt wird mit jenem Einkommen,
das er trotz des Gesundheitsschadens auf dem hypothetischen ausgeglichenen
Arbeitsmarkt noch erzielen könnte (vgl. zu dieser Problematik:
Rumo-Jungo/Holzer, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, 4. Aufl. 2012, S.
126 f.). Negative Invaliditätsgrade sind somit eine Folge d