# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 86e0c328-da99-567c-ac7d-0a9d933994fd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-08-28
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 28.08.2013 14.2013.127
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2013-127_2013-08-28.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2013.127

  	
  Lugano

  28 agosto 2013

  B/fp/mc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Camera di esecuzione e
  fallimenti del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
   

  	
   

  

 

sedente quale giudice unico
(art. 48b LOG) per statuire sul reclamo presentato l’11 luglio 2013 da

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
   RE 1 

  patrocinato dal’avv.  PA 1  

   

  	 

	
   

  	
  nella causa a procedura
  sommaria in materia di esecuzione e fallimenti dipendente dall’istanza del 26 aprile 2013 promossa nei suoi confronti da

  	 

 

	
   

  	
  CO 1  

  patrocinata dall’avv.  PA 2  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

tendente
ad ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta al precetto esecutivo n. __________ del 29
novembre/4 dicembre 2012 dell’Ufficio esecuzione di Lugano per l’incasso di fr.
1'500'000.-- oltre interessi al 5% dal 17 novembre 2011;

 

sulla
quale istanza il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, con sentenza dell’8 luglio 2013 (SO.2013.1788) ha così deciso:

 

“1.
L’istanza è accolta e di conseguenza l’opposizione interposta al summenzionato

     precetto
esecutivo è respinta in via provvisoria.

 

 2. La tassa di giustizia in fr. 1'500.--, da anticipare dalla
parte istante, è posta 

     a carico della parte convenuta, con l’obbligo di rifondere a
controparte fr. 9'000.--

     a titolo di ripetibili.”

 

Sentenza tempestivamente impugnata da RE 1 che con reclamo 

dell’11 luglio 2013 ne postula l’annullamento, con protesta di
spese e ripetibili;

 

preso atto delle osservazioni del 14 agosto 2013, con cui controparte postula 

la reiezione del reclamo, protestate spese e ripetibili; 

 

rilevato che con disposizione ordinatoria presidenziale del 12/15 luglio 2013 al 

reclamo è stato concesso effetto sospensivo;

 

ritenuto

 

in
fatto:

 

                            A.  Con precetto esecutivo n. __________
del 29 novembre/4 dicembre 2012 dell’Ufficio esecuzione di Lugano, CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 1'500'000.-- oltre interessi al 5% dal 17 novembre 2011, indicando quale titolo di credito:”Contratto di locazione Part. no. 546 RFD __________”.

                                  Interposta tempestiva opposizione
dall’escusso, la procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio al Pretore.

 

B.    L’istante
fonda la sua pretesa su un contratto di locazione, sottoscritto il 3 gennaio 2008, relativo alla locazione di un immobile commerciale (doc. B), sostenendo
che RE 1 l’ha firmato in nome e per conto della G__________ e in qualità di
debitore solidale. Il canone di locazione è stato fissato in fr. 744'000.--
all’anno, pagabili in rate trimestrali di fr. 186'000.- ciascuna (doc. B). In
seguito a ritardo nel pagamento degli importi dovuti, l’istante procede per
tutti i canoni non pagati fino al 31 maggio 2011, ossia fino all’entrata in vigore della disdetta.

 

C.    All’udienza
di contraddittorio il convenuto ha postulato la reiezione dell’istanza, ritenendola
inammissibile in quanto fondata sul medesimo precetto esecutivo, già giudicato
dallo stesso Pretore con decisione del 3 aprile 2013, cresciuta in giudicato (doc. 2). Secondo l’escusso, avendo questa decisione di mancato rigetto
dell’opposizione effetto definitivo sull’esecuzione, l’istante avrebbe dovuto,
per l’incasso del suo credito, promuoverne una nuova.

 

Replicando il
procedente ha confermato l’istanza, respingendo le allegazioni di controparte.

 

                                  Con la duplica il convenuto ha
asserito che, a prescindere dall’esito della procedura in oggetto, il credito
posto in esecuzione restava contestato.  

 

D.    Con
decisione dell’8 luglio 2013 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, ha accolto l’istanza, spiegando che non era necessario promuovere una nuova esecuzione, la precedente
istanza di rigetto dell’opposizione essendo stata respinta in ordine per
carenza di capacità processuale del rappresentante dell’istante rispettivamente
dell’avv. PA 2, per cui non occorreva allora procedere all’esame della pretesa
posta in esecuzione nel merito. In prima sede la documentazione prodotta dall’istante
è stata considerata valido riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 LEF
nei confronti del convenuto.

 

                            E.  Con il reclamo l’escusso contesta
unicamente di dovere rispondere solidalmente nei confronti dell’istante per il
credito posto in esecuzione.

                                  

                             F.  Con le osservazioni la
procedente sostiene che il convenuto non è semplicemente il rappresentante di G__________,
società della quale è amministratore unico, ma è pure responsabile solidalmente
per gli obblighi derivanti dal contratto di locazione in oggetto.

 

Considerando

 

in
diritto:

 

                             1.  Secondo l‘art. 319 lett. a
CPC sono impugnabili mediante reclamo, tra l’altro, le decisioni inappellabili
di prima istanza finali. Tale è il caso per le decisioni nelle pratiche a
tenore della LEF, segnatamente in tema di rigetto dell’opposizione ex art.
80-84 LEF (cfr. art. 309 lett. b n. 3 CPC).

 

                             2.  In base all’art. 320 CPC
con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto
(lett. a), che l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).

 

                             3.  I documenti prodotti
dall’istante la prima volta con le sue osservazioni al reclamo vanno estromessi
dall’incarto, non essendo ammessa in questa sede la produzione di nuovi mezzi
di prova (art. 326 cpv. 2 CPC).

 

                             4.  In virtù dell’art. 82 cpv.
1 LEF se il credito si fonda su un riconoscimento di debito constatato mediante
atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto
provvisorio dell’opposizione.

 

                          4.1.  La nozione di riconoscimento
di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non
è definita dalla legge, implica necessariamente il riconoscimento da parte
dell'escusso o del suo rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una
somma di denaro determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di
debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da
essi risultino gli elementi necessari (DTF 132 III 480 consid. 4.1 pag. 481).
Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile
secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di
modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Cometta, Il rigetto provvisorio
dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989, p. 338 con riferimenti).

 

                          4.2.  Il giudice del rigetto
accerta d’ufficio e in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo)
se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se
vi è identità fra il creditore, il debitore ed il credito indicati nel precetto
esecutivo e nell’istanza, con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai
documenti prodotti (Staehelin,
Basler Kommentar I, 2a ed., Basilea 2010, n. 50 ad art. 84).

 

                          4.3.  La dichiarazione di
riconoscimento di debito è una dichiarazione di volontà con la quale il
debitore si obbliga a pagare una certa somma di denaro, deve essere chiara,
esplicita, non equivoca, non discutibile o soggetta a interpretazione (cfr. Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung,
Zurigo 1980, § 1 n. 7 p. 3; anche DTF 132 III 480 consid. 4 pag. 461).

 

                             5.  Il reclamante contesta la
validità del contratto di locazione doc. B quale riconoscimento di debito nei
suoi confronti, sostenendo di non avere assunto alcun obbligo solidale.                                  

 

                                  Orbene, nel predetto contratto sono
indicate sulla prima pagina quale locatrice: “Eigentümer/Vermieter: CO 1, __________,
__________, vertreten durch: __________, __________, __________ (nachfolgend
als Vermieterin bezeichnet)” e quale conduttrice: “Mieter/-in: G__________,
__________, __________, vertreten durch: RE 1, __________ (nachfolgend als
Mieterin bezeichnet)”. Segue poi l’indicazione: “Mehrere
Mieter haften für die Pflichten aus dem Mietvertrag solidarisch: RE 1, __________”.
Orbene questa indicazione, che tradotta in italiano significa: “Più
conduttori rispondono solidalmente per gli obblighi derivanti dal contratto”, seguita
dal nome del convenuto, porta a ritenere che quest’ultimo ha inteso obbligarsi
solidalmente nei confronti della locatrice, seppure non elencato come
conduttore. In caso contrario avrebbe dovuto stralciare il suo nome,
manifestando così il suo dissenso. Il reclamante ha invece siglato ogni pagina,
firmando poi in calce come segue: “Die Mieterin: G__________ RE 1 (firma)”.
Non specificando in quale veste egli ha firmato il contratto e siglato ogni
pagina, si deve ritenere che, essendo egli stato menzionato come debitore
solidale, la sua firma rispettivamente la sua sigla sono state poste sia per
conto della società, di cui era amministratore unico, che a titolo personale. Dalla
corrispondenza intercorsa tra le parti emerge poi che di fronte ai solleciti di
pagamento indirizzati sia a G__________ che a RE 1 personalmente
rispettivamente al suo patrocinatore (doc. C, D ed E), non vi è stata alcuna contestazione
in merito alla richiesta di pagamento rivolta a lui personalmente.   

                                  Che il reclamante ha inteso obbligarsi
solidalmente nei confronti della locatrice emerge poi chiaramente dalla procedura
di opposizione alla disdetta del contratto di locazione dell’11 aprile 2011, sfociata nelle sentenze del Pretore del Distretto di Lugano del 17 novembre 2011 (doc. G) rispettivamente della seconda Camera civile del Tribunale di
appello del 29 febbraio 2012 (doc. H). Da queste due decisioni si evince che RE
 1 ha promosso la causa personalmente, quale attore, insieme a G__________ e che
la sua legittimazione attiva non è mai stata messa in discussione dalle predette
autorità giudiziarie. 

                                  All’udienza davanti al Pretore il
convenuto si è infine limitato a contestare il credito, senza eccepire di non
avere alcuno obbligo solidale nei confronti dell’istante.

                                  Le precedenti considerazioni
portano a concludere che il contratto di locazione in oggetto costituisce
valido riconoscimento di debito del convenuto nei confronti della procedente
per la pretesa posta in esecuzione, per cui l’istanza di rigetto provvisorio
dell’opposizione è stata, in prima sede, correttamente accolta.

 

6.Il
reclamo va di conseguenza respinto.

Tassa di giustizia e
ripetibili seguono la soccombenza (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF e 106 cpv. 1 CPC).

 

Per questi motivi,

 

richiamato l’art. 82 cpv. 1 LEF

 

pronuncia:

 

                             1.  Il reclamo è respinto.

 

                             2.  La tassa di giustizia del
presente giudizio di fr. 2'500.-- è posta a carico di RE 1, il quale rifonderà
a CO 1 fr. 5'000.-- a titolo di ripetibili.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  -
  avv.   ; 

  -
  avv.   . 

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 5.

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                 La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Giacché il valore litigioso della vertenza è di fr. 1'500'000.--,
contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile
al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione
(art. 72 e segg. LTF).