# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1b327c12-1900-5694-b444-47dc22f0b779
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-05-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.05.2007 D-2761/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2761-2007_2007-05-10.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2761/2007
vav/mum
{T 0/2}

Sentenza del 10 maggio 2007

Composizione: Giudici Vito Valenti, Daniel Schmid e Claudia Cotting-Schalch
Cancelliera Marisa Murray

A._______, Georgia, 
Ricorrente

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, 
Autorità inferiore

concernente

la decisione del 13 aprile 2007 in materia di non entrata nel merito, allontanamento 
ed esecuzione dell'allontanamento / N 

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

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Ritenuto in fatto: 

A. Il 4 marzo 2007, l'interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera. Ha 
dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione del 
14  e  del  30  marzo  2007),  d'essere  espatriato  poiché  accusato  a  torto  d'aver 
sottratto  B._______ Lari  dalla cassaforte del suo datore di  lavoro.  Il  C._______, 
sarebbe  stato  interrogato  dalla  polizia  in  merito  alla  sparizione  del  denaro  ed 
avrebbe riferito d'essere estraneo ai fatti,  ma non gli  avrebbero creduto, ritenuto 
che in precedenza avrebbe avuto un diverbio con il suo superiore. Il D._______, al 
termine della prima udienza, il suo avvocato gli  avrebbe consigliato d'espatriare, 
considerato  che  “la  vicenda  non  sarebbe  finita  bene”.  Saputo  che  la  sentenza 
sarebbe stata pronunciata il  E._______ e temendo d'essere condannato  ad una 
pena privativa della libertà, il 23 febbraio 2007 sarebbe espatriato. 

B. Il  13  aprile  2007,  l'UFM non è entrato  nel  merito  della  citata  domanda ai  sensi 
dell’art.  32  cpv.  2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del  26  giugno  1998  (LAsi,  RS 
142.31).  L'UFM  ha  pure  pronunciato  l’allontanamento  dell’interessato  dalla 
Svizzera  nonché  l’esecuzione  dell’allontanamento  medesimo  siccome  lecita, 
esigibile e possibile. 

C. Il  18  aprile  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) contro la citata decisione dell'UFM. Ha chiesto,  in 
via principale, l'annullamento della decisione impugnata e la conseguente entrata 
nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo,  e,  in  via  subordinata,  la  concessione 
dell'asilo  o  dell'ammissione  provvisoria  in  Svizzera.  Ha  altresì  presentato  una 
domanda  di  dispensa  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili 
spese processuali. 

Considerato in diritto:

1. Il  TAF decide definitivamente in merito ai ricorsi contro le decisioni dell'UFM (art. 
31 e art. 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 
2005  [LTAF,  RS  173.32],  art.  105  cpv.  1  LAsi  e  art.  83  lett.  d  della  legge  sul 
Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

2.

2.1 Nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai sensi dell'art. 32 
cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere impugnato non può essere esteso 
alla  questione  della  concessione  dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel 
merito della domanda stessa. 

2.2 Nei  citati  limiti,  vi  è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48 e all'art.  52 della  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 
108a LAsi. 

3. Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che il ricorrente non ha addotto 

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motivi che possano giustificare la mancata tempestiva esibizione di documenti di 
viaggio  o  d'identità.  In  particolare,  egli  non  avrebbe  intrapreso  tutto  quanto 
possibile alfine di procurarsi la carta d'identità rimasta al suo domicilio, limitandosi 
ad  allegare  che  i  suoi  genitori  sarebbero  deceduti  e  di  non  potersi  rivolgere  a 
nessun  altro.  L'UFM ha inoltre  ritenuto  siccome manifestamente  inconsistenti  le 
allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  rese  dall'interessato,  segnatamente  con 
riferimento  al  nome  della  ditta  presso  la  quale  avrebbe  lavorato  (che  non 
conoscerebbe siccome sarebbe in lingua inglese), al numero di proprietari (due o 
tre),  al  momento  in  cui  avrebbe  saputo  che  i  soldi  sarebbero  spariti  dalla 
cassaforte e al fatto se i quattro testi  chiamati  a deporre fossero impiegati  della 
ditta  o  meno.  Infine,  l'UFM ha  considerato  che  per  quanto  emerge  dagli  atti  di 
causa  non  sono  necessari  degli  ulteriori  chiarimenti  per  l'accertamento  della 
qualità  di  rifugiato  o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione 
dell'allontanamento. 

4. Nel ricorso, il ricorrente sostiene, da un lato, d'aver cercato di contattare un amico 
alfine  di  farsi  spedire  i  documenti  di  legittimazione  e,  dall'altro  lato,  che  nelle 
prossime  settimane  dovrebbe  essere  in  grado  di  dimostrare  la  sua  identità.  Fa 
valere  che  nel  suo  caso  sono  necessari  ulteriori  chiarimenti  e  che  l'UFM  non 
avrebbe  dunque  potuto  pronunciare  una  decisione  di  non  entrata  nel  merito. 
L'autorità inferiore non avrebbe, inoltre, fondato la decisione d'inverosimiglianza su 
dei mezzi di prova o degli indizi di una certa rilevanza, ma su semplici impressioni 
soggettive. Allega, infine, che in caso di rimpatrio sarebbe messa a rischio la sua 
vita. 

5. Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una domanda d’asilo 
se il richiedente non consegna alle autorità alcun documento di viaggio o d’identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda. Giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 
2 lett.  a non si applica se il  richiedente può rendere verosimile di non essere in 
grado, per motivi scusabili,  di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 
48 ore dalla  presentazione della  domanda (lett.  a),  se la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente  è accertata  in  base all'audizione,  nonché in  base all'art.  3  e all'art.  7 
LAsi  (lett.  b),  o  se l'audizione rileva che sono necessari  ulteriori  chiarimenti  per 
accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione 
dell'allontanamento (lett. c). 

5.1 Il TAF osserva che il ricorrente non ha tempestivamente presentato documenti di 
viaggio o d'identità ai sensi di legge, benché l'UFM l'abbia invitato ad esibirli  sin 
dal 4 marzo 2007. Non v’è, altresì, ragione di ritenere che se il ricorrente avesse 
effettuato  dei  seri  e  concreti  tentativi  per  procurarsi  tempestivamente  simili 
documenti, questi tentativi non avrebbero potuto avere esito favorevole. Giova in 
particolare  rilevare  che egli  ha dichiarato  di  avere  posseduto  sia  un passaporto 
che  una  carta  d'identità  e  che  in  patria  vivono  ancora  dei  suoi  parenti  (lo  zio 
materno  con la  sua famiglia).  Non soccorrono,  altresì,  l'insorgente  le  generiche 
allegazioni, non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
secondo  le  quali  il  passatore  gli  ha  ritirato  il  passaporto  e  la  carta  d'identità  è 
rimasta nella sua abitazione a F._______. Peraltro, se un richiedente non aveva 
ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o 
d'identità in procedura di prima istanza, non vi è motivo d’annullare la decisione di 
non entrata nel merito quand’anche avesse a presentare un siffatto documento in 

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sede di ricorso (v. GICRA 1999 n. 16). 

5.2 La  censura  formale  sollevata  dal  ricorrente  secondo  la  quale  la  decisione 
impugnata  è stata insufficientemente  motivata  va disattesa.  Giova in particolare 
rilevare,  che  l'UFM  non  è  tenuto  a  compiere  un'analisi  approfondita  di  tutte  le 
deduzioni  delle  parti  ed  esaminare,  dettagliatamente,  tutte  le  risultanze 
processuali,  essendo  invece  sufficiente  che,  anche  attraverso  una  valutazione 
globale  di  quelle  deduzioni  e  risultanze,  spieghi,  in  modo  logico  ed  adeguato, 
quand'anche  sintetico,  le  ragioni  che  hanno  determinato  il  suo  convincimento, 
dimostrando d'aver tenuto conto d'ogni fatto decisivo (GICRA 1995 n. 12 consid. 
12c  pag.  114  e  seg.).  Tale  è  il  caso  nella  presente  fattispecie,  ritenuto  che, 
seppure in maniera concisa, ma chiara, l'UFM ha indicato le ragioni che lo hanno 
spinto a non entrare nel merito della domanda d'asilo in esame, senza che vi sia 
ragione  di  ritenere  che  abbia  omesso  di  valutare  degli  elementi  decisivi.  Il 
ricorrente è stato dunque posto nelle condizioni di ricorrere con criteri adeguati. 

5.3 Il TAF rileva altresì che, contrariamente a quanto preteso nel gravame, il ricorrente 
non  ha  presentato  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa 
valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all’impugnata  decisione,  delle  allegazioni 
decisive presentate in corso di procedura. In particolare, le stesse s'esauriscono in 
mere  affermazioni  di  parte,  non  corroborate  da  alcun  elemento  della  benché 
minima consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso 
cui  può  essere,  per  quanto  riassunte  nel  presente  giudizio,  rimandato  (art.  109 
cpv.  3  LTF  in  relazione  all'art.  6  LAsi,  all'art.  37  LTAF  e  all'art.  4  PA).  Di 
conseguenza,  e  allo  stato  attuale  degli  atti  di  causa,  l'UFM  ha  rettamente 
considerato  come del  tutto  prive  di  fondamento  le  allegazioni  del  ricorrente  con 
riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi.

5.4

5.4.1 Ritenuta  l'inconsistenza  manifesta  delle  allegazioni  decisive  presentate  dal 
ricorrente  (v.  considerando  5.3  del  presente  giudizio),  non  v'è  la  necessità 
d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi). 

5.4.2 Per gli stessi motivi, non emergono altresì neppure elementi da cui desumere che 
l’esecuzione dell’allontanamento  del  ricorrente  in  Georgia  possa violare  l'art.  25 
cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile 
1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della  Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 
luglio 1951 (Conv.,  RS 0.142.30),  l'art.  5 LAsi  (divieto di  respingimento)  nonché 
l'art.  14a cpv.  3  della  legge  federale  concernente  la  dimora  e  il  domicilio  degli 
stranieri del 26 marzo 1931 (LDDS, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al 
rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la 
salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 
trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 
0.105).

5.4.3 Per  il  resto,  può  essere  lasciata  indecisa  la  questione  di  sapere  se  per 
impedimenti  all'esecuzione dell'allontanamento  ai  sensi  dell'art.  32 cpv.  3 lett.  c 
LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto nazionale (riguardanti l'esigibilità e 

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la  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto 
internazionale  pubblico  (esaminati  al  precedente  paragrafo).  In  effetti,  anche  in 
materia d'esigibilità e di possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento non emerge 
dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile  d'imporre  degli  ulteriori 
chiarimenti, ritenuto altresì che il ricorrente non ha indicato nel gravame che tipo di 
accertamenti sarebbero ancora necessari nel caso concreto e in quale ambito. 

5.4.4 Premesso ciò, quanto agli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento riconducibili 
all'art.  14a  cpv.  4  LDDS,  il  TAF  osserva  nondimeno  che  in  Georgia  non  vige 
attualmente  una situazione di  guerra,  guerra  civile  o violenza generalizzata  che 
coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale. Inoltre, il 
ricorrente  è  giovane,  celibe  ed  ha  una  certa  formazione  ed  esperienza 
professionale.  Inoltre  non  ha  fatto  valere,  né  la  loro  esistenza  emerge  da  un 
esame d'ufficio  degl'atti  di  causa,  problemi di  natura medica suscettibili  d'ostare 
alla  pronuncia  dell’esecuzione  dell’allontanamento  (v.  sulla  problematica  GICRA 
2003  n.  24).  In  siffatte  circostanze,  l’autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto 
siccome  adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con 
riferimento alle effettive possibilità  per l’insorgente di  un adeguato reinserimento 
sociale in Georgia, dove, sia rilevato per sovrabbondanza, vive ancora lo zio. 

5.4.5 Peraltro,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art.  14a cpv. 2 LDDS). Usando della dovuta 
diligenza,  il  ricorrente  potrà  procurarsi  ogni  documento  necessario  al  rimpatrio. 
L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

6. Da quanto esposto, discende che, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, 
destituito d’ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e che la decisione 
impugnata va confermata. 

7. Il  ricorrente  non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe dovuto 
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 e art. 
44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

8. L'esecuzione  dell'allontanamento  è  lecita,  esigibile  e  possibile  per  le  ragioni 
indicate al consid. 5.4. 

9. Di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell’allontanamento, il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

10. Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111 
cpv. 1 LAsi). 

11. Il  TAF  avendo  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d’esenzione  dal 
versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili spese processuali è divenuta 
senza oggetto. 

12. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b 
del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale 
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

6

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2. La domanda di dispensa dal versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali è senza oggetto. 

3. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente.

4. Comunicazione: 

- al ricorrente (plico raccomandato)

- all'autorità inferiore (in copia, n. di rif. N )

- al G._______ (in copia)

Il Giudice: La Cancelliera:

Vito Valenti Marisa Murray

Data di spedizione: