# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2194e375-8445-5604-ad96-039a2be9c6dd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-04-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 11.04.2003 INC.2002.63105
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2002-63105_2003-04-11.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2002.63105

  	
  Lugano

  11 aprile 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire sull'istanza di proroga del carcere
  preventivo presentata il 7 aprile 2003 dal

  
						

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico __________

   

  
	
   

  	
  nei confronti di

   

  __________, attualmente detenuto al PCT

  (patrocinato dall'avv. __________)

  

 

 

viste le osservazioni 10 aprile
2003 (anticipate via telefax) della difesa;

 

 

visto l'incarto MP __________;

 

 

ritenuto e considerato:

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

che:

 

 

-       
__________ è stato arrestato il 5 novembre 2002, con
l'imputazione di violenza carnale, coazione sessuale, falsità in documenti,
infrazione alla LDDS; l'arresto è stato confermato il giorno successivo, da
questo giudice, ritenuti presenti gravi indizi di colpevolezza, bisogni
istruttori e pericolo di fuga (inc. GIAR __________, doc. _).

 

-       
In buona sostanza, __________ è accusato di aver attirato la
connazionale __ ad un incontro, per poi condurla in luogo appartato al fine di
avere con lei rapporti sessuali, rapporti che avrebbe poi effettivamente
ottenuto grazie all'uso della forza e per qualche ora; inoltre l'accusato
soggiornerebbe illegalmente sul territorio svizzero da ca. 2 anni ed è stato
trovato in possesso di un abbonamento FFS falsificato.

 

-       
__________ è attualmente ancora sottoposto alla detenzione
cautelare; un'istanza di libertà provvisoria inoltrata il 25 novembre 2002 è
stata successivamente ritirata (inc. GIAR __________).

 

-       
Con scritto datato 7 aprile 2003, il magistrato inquirente
postula la proroga di due mesi (fino al 5 luglio 2003) del carcere preventivo a
cui è astretto l'accusato; a dire del Procuratore pubblico, oltre ad essere
dati gravi indizi di colpevolezza per tutti i reati imputati, permangono
necessità istruttorie (non meglio precisati interrogatori e verifiche da parte
della polizia scientifica), nonché pericolo di fuga (per l'assenza di
particolari legami dell'accusato con il territorio svizzero e collocazione
all'estero di tutti i legami affettivi e famigliari) concreto anche alla luce
di un tentativo di evasione.

 

-       
La difesa, con scritto del 10 aprile 2003, dichiara di non
opporsi alla proroga richiesta.

 

-       
Anche in presenza dell'accordo (o silenzio) dell'accusato, questo
giudice deve verificare il ricorrere dei presupposti necessari per il
mantenimento della misura cautelare (gravi indizi di colpevolezza, bisogni
istruttori, pericolo di fuga o di recidiva e proporzionalità), sia pure
succintamente ed avendo cura di non creare pregiudizio per il merito.

 

-       
Nel caso in esame sono presenti gravi indizi di reato, sia per
l'infrazione alla LDDS (ammessa: cfr. verbale GIAR __________, 6 novembre
2002), sia per quanto concerne i reati contro l'integrità sessuale. Per queste
ultime imputazioni, gli indizi emersi nella fase iniziale dell'inchiesta (cfr.
verbale GIAR citato) sono tutt'ora presenti e non smentiti dagli accertamenti
successivi, rispettivamente dalle ritrattazioni dell'accusato per rapporto alle
versioni inizialmente fornite (cfr. Verbale GIAR citato; Verbale PS __________,
11 novembre 2002; Verbale PP confronto __________ /__ 22.01.2003).

 

-       
I bisogni istruttori indicati dal magistrato inquirente per
giustificare la richiesta di proroga, non sono utilizzabili in questa sede per
la loro genericità. Si ricorda, infatti, che:

            

"

- In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare la misura
restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non
s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli
accertamenti            (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di
collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la
corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale
suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697
ss.; RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in
corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass
noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht
werden konnten oder dass der Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt
nicht" (N. Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se
posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto
svolgimento e, conseguentemente, l'esito.

 

-          
E', inoltre, necessario che questa
possibilità di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su
elementi concreti: "Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des
Bundesgerichtes die theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in
Freheit kolludieren könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder               die
Nichtgewährung von Urlauben unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen
vielmehr konktrete Indizien für eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117
Ia 257, cons. 4 c.).

 

- Gli elementi di concretezza del pericolo vanno individuati, di volta in
volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e nel rapporto (oggettivo e
soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad esempio, trattandosi di
audizione testimoniale, il pericolo di collusione non può essere invocato in
modo astratto a giustificazione del mantenimento della misura cautelare,
occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del teste) sia possibile,
rispettivamente che vi sia una possibile convergenza d'interessi (tra i due) in
relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257; ZR 72
no. 77 p.19). Il semplice atteggiamento di diniego dell’accusato, in sé, non
costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66; Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht,
BS 1999, § 68 no 13).

-        
E' compito del magistrato
inquirente (anche nel rispetto dell'obbligo di motivazione e della garanzia del
contraddittorio - si veda, inoltre, la nota alla sentenza 25 marzo 1998, in REP
1998 p. 329), se ne afferma l'esistenza, sostanziare la presenza di concreti
elementi indicanti pericolo di collusione o inquinamento delle     prove
("non spetta infatti a questo giudice approfondire o addirittura
ipotizzare quanto sta dietro … scarna affermazione del preavviso negativo"
- sentenza GIAR 4 aprile 2002 in re C.);"

      (GIAR 23 settembre 2002 in re Y.)

 

-       
Presente, invece, un concreto pericolo di fuga, come indicato dal
magistrato inquirente. Sebbene __________ si trovi in Svizzera da un paio
d'anni, e qui ha una convivente, la sua permanenza è stata illegale, come
quella della convivente, e verosimilmente non potrà continuare. Inoltre, il
centro dei suoi affetti e legami famigliari è comunque in Macedonia, dove si
trovano in particolare i figli (cfr. Verbale GIAR 6 novembre 2002 p.1/2) e
dove, fin dall'inizio dell'inchiesta, ha chiesto di poter ritornare (Verbale
citato p. 8) anche se, a suo dire, per essere giudicato là. Il tentativo,
ancorché rudimentale e dilettantesco, di fuga messo in atto durante un
trasporto (cfr. Rapporto di segnalazione 5.11.2002) non fa che rafforzare e
concretizzare gli indizi di una volontà di fuga che potrebbe anche sottrarlo ad
una pena severa (fors'anche da espiare qualora le ipotesi d'accusa in relazione
ai reati sessuali dovessero essere confermate).

Tutto quanto sopra, brevemente riassunto, fa si che il pericolo di fuga
sia concreto (DTF 117 Ia 69; DTF 106 Ia 407; SJ1981 p. 135; SJ 1980 p. 585;
Schmid, Strafprozessrecht, 1997, no. 701) e, di principio, atto al mantenimento
(rispettivamente: proroga) della carcerazione preventiva.

 

Stabilito che gli elementi di legge per il mantenimento e/o la proroga
della detenzione preventiva sono presenti nel caso in esame, occorre ancora
valutare se la proroga richiesta è rispettosa del principio di proporzionalità.
A tal proposito, occorre preliminarmente precisare che:

 

    "    per
quanto concerne la proporzionalità della misura, va detto che il rispetto di
questo principio dipende solo         in parte dal rapporto tra la detenzione
sofferta (qui quattro settimane), o eventualmente ancora da soffrire, e      la
gravità del reato (o meglio della pena ipotizzabile). Determinante è anche il
rispetto dell'art. 102 cpv. 1                  CPP; in quest'ottica occorre
pertanto chiedersi se l'istruttoria proceda con la dovuta celerità;"

           (GIAR 12
marzo 2003 in re M.M.d'O.)

 

 

Come detto più
sopra, l'assenza d'indicazioni precise sugli atti istruttori ancora da compiere
e sulla loro importanza non permette una seria e concreta valutazione per
rapporto al principio di proporzionalità. Non resta che constatare che il
"Rapporto di Polizia" è già agli atti e che il magistrato inquirente
intende procedere al deposito nella seconda metà del mese di aprile (Istanza di
proroga, p. 2). Ne consegue che una proroga di un mese, fino al 5 giugno compreso,
appare sufficiente e maggiormente rispettosa del principio di proporzionalità.

 

 

 

 

P.Q.M.

 

 

 

 

richiamati gli articoli 190, 189,
251 CP, 23 cpv. 1 LDDS, 95 ss. 102, 103, 279 ss, 284 CPP,

decide

 

 

 

1.      L’istanza è
parzialmente accolta.

Di conseguenza
il carcere preventivo cui è astretto __________ è prorogato 

sino al 5
giugno 2003 (compreso).

 

 

2.      Non si
percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera
dei ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      Intimazione:

         -    Procuratore
pubblico __________

(con l'inc. MP __________ di ritorno e copia delle osservazioni 10
aprile 2003 del patrocinatore dell’accusato);

         -    avv.
__________, per sé e per l’accusato;

         -    Direzione
del Penitenziario cantonale, Lugano-Cadro.

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
__________