# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fce6a883-aa2b-58be-b9ad-6f2ccc2a5638
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 01.03.2010 32.2009.189
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2009-189_2010-03-01.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2009.189

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  1 marzo 2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 23 ottobre 2009
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 14 ottobre 2009 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1962, ha lavorato sino al 31 gennaio 2006 presso la __________ (servizio
pacchi) quale ausiliario ad ore (cfr. doc. AI 3-1).

                                         Nel
marzo 2009 egli ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti a
causa di una sindrome da apnee da sonno e di una infezione dermatologica
all’arto inferiore destro (doc. AI 2-1).

 

                                         Raccolta
la documentazione medica, che è stata esaminata  dal Servizio medico regionale
dell’AI (SMR), con decisione 14 ottobre 2009 (preavvisata il 28 luglio 2009)
l’Ufficio AI ha negato l’erogazione di prestazioni assicurative sulla base
delle seguenti motivazioni:

 

" 
(...)

In considerazione degli atti medici ed economici
acquisiti all'incarto, risulta che il danno alla salute del quale l'assicurato
è portatore non comporta un'incapacità al lavoro e di conseguenza al guadagno.

 

Secondo la documentazione medica esaminata dal servizio
medico regionale dell'AI si evince che il Signor RI 1 è abile in misura
completa per qualsivoglia attività lavorativa. Il nostro SMR ribadisce
l'importanza di una drastica riduzione ponderale nonché l'utilizzo di
apparecchiatura C-PAP.

 

Non essendoci quindi un'incapacità lavorativa e di
conseguenza un'incapacità al guadagno causata dal danno alla salute, il diritto
a prestazioni dell'AI, conformemente all'art. 8 LPGA, non esiste.

 

In data 14.09.2009 abbiamo ricevuto della osservazioni
al progetto di decisione del 28.07.2009, in particolare abbiamo ricevuto un
rapporto medico del 26.08.2009 del Dr. __________ ed un certificato medico del
07.09.2009 del Dr. __________.

 

Abbiamo sottoposto le osservazioni al nostro Servizio
Medico Regionale il quale ha concluso che i nuovi documenti consegnatici non
giustificano una possibile revisione di quanto già valutato." (Doc. AI
37/4-5)

 

                               1.2.   Contro
la succitata decisione, l’assicurato ha inoltrato il presente tempestivo ricorso,
postulando che il Tribunale lo sottoponga ad una perizia medica generale e che
gli venga accordata una mezza rendita d’invalidità. Facendo riferimento ad un
attestato del suo medico curante, l’insorgente sostiene che il suo stato di salute
non gli permette più di lavorare. 

                                         L’insorgente
ha infine chiesto, vista la sua disastrosa condizione economica, l’esonero dal
pagamento delle spese di procedura.

 

                               1.3.   Con
la risposta di causa, l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso. Rilevando
come la documentazione allegata al ricorso sia stata già esaminata dal SMR,
l’amministrazione ha ribadito l’assenza di una duratura inabilità al lavoro.

                                      

                               1.4.   Pendente
causa l’insorgente ha trasmesso nuovi atti medici (doc. VI). Interpellato dal
TCA, con osservazioni 21 gennaio 2010 l’Ufficio AI ha preso posizione sulla
nuova documentazione (doc. VIII).

 

 

 

considerato                    in
diritto

 

In ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell’art. 49 cpv. 2 LOG (STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002) 

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’assicurato presenta un’incapacità lavorativa,
rispettivamente un’invalidità di grado pensionabile.

 

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della
capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione
per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse
de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati han-no diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%. 

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza – di
regola – non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA (dal 1°
gennaio 2007: TF) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità
di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostan-ze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

 

                               2.4.   Nel
caso in esame, dopo attento esame della documentazione medica presente agli
atti, questo Tribunale concorda con l'SMR (cfr. rapporti 21 luglio 2009; doc.
AI 23-1) e 8 ottobre 2009; doc. AI 33-1) nel ritenere che l’assicurato non presenta
un’incapacità lavorativa duratura, rispettivamente un’invalidi-tà.

 

                                         Per
quel che concerne la principale patologia di cui l’assicura-to è portatore, ovvero
la sindrome delle apnee da sonno di tipo ostruttivo di grado elevato, nel
rapporto 5 maggio 2009 il dr. __________ (Capo-Servizio Pneumologia
dell’Ospedale Regionale __________) ha raccomandato l’utilizzo dell’ap-parecchiatura
C-PAP. Egli ha poi osservato:

 

" 
(...)

La presenza di una sindrome della apnee da sonno
rappresenta teoricamente un fattore sfavorevole rispettivamente causa di
incapacità lavorativa per professioni di autista, rispettivamente per lavori a
rischio con necessità di elevato grado di veglia. Nel caso del paziente, al
momento della valutazione lavorava in proprio all'assemblaggio di computer. In
linea di principio non sussiste una stretta incapacità lavorativa persistente a
causa della sindrome di apnee da sonno per questo lavoro." (Doc. AI 15/2)

 

                                         Nel
suo scritto 26 agosto 2009 alla __________ il dr. __________ ha fatto presente
che “siamo riusciti ad ottenere un oggettivo miglioramento della situazione
che aveva portato alla revoca della licenza di condurre. Il signor RI 1 segue
ora scrupolosamente la terapia con apparecchiatura C-PAP atta alla riduzione
significativa dei disturbi che hanno portato alla sonnolenza marcata” (doc.
AI 30-1 doc. A3). Avendo lo specialista attestato un’idoneità psicofisica alla
guida sicura di autoveicoli, il 10 luglio 2009 la __________ ha annullato la
decisione di revoca della licenza di condurre (doc. A 5). 

 

                                         Questo
Tribunale non misconosce che, a causa della citata sindrome, l’assicurato
presenta un’importante sonnolenza con tendenza ad addormentarsi ripetutamente,
cosi come riportato nello scritto 7 settembre 2009 del suo medico curante, dr. __________
(doc. A2). Nello stesso scritto il dr. __________ rileva tuttavia che grazie
all’utilizzo dell’apparecchiatura C-PAP la sintomatologia tende a diminuire,
sostenendo tuttavia che “tale apparecchiatura è molto mal tollerata
attualmente dal paziente e raramente utilizzata” (doc. A2). La cattiva
sopportazione di tale apparecchiatura è stata ribadita dal medico curante nella
lettera 2 dicembre 2009 all’Ufficio AI (doc. VI). Nel medesimo scritto il dr. __________
ha inoltre allegato il rapporto 18 novembre 2009 del dr. __________, analizzato
dal SMR. In quel documento il Capo servizio di Neurologia dell’Ospedale Regionale
di __________ aveva riferito dell’incontro avuto con l’assicurato volto ad
accertare le conseguenze di alcuni “malesseri” di sospetta origine comiziale. Dal
menzionato rapporto si evince innanzitutto che sia l’esame neurologico che
l’EEG (elettroencefalogramma) sono risultati normali. Il dr. __________ aveva
fra l’altro evidenziato che: 

 

" 
attualmente sembrerebbe
che il p. si sottometta sempre in modo regolare alla ventiloterapia con C-PAP.
Questo contrasta con quanto definito inizialmente dal signor __________. (che
sostiene di aver ormai sospeso da alcuni giorni l'utilizzo dell'apparecchio).

Quest'affermazione probabilmente non è realistica (in
realtà il p. ne fa sempre uso) ma fa parte piuttosto degli argomenti di
contrasto ed opposizione adottati dal p” (doc. X).

 

                                         Quindi
a ragione nelle annotazioni 19 gennaio 2010 il dr. __________ del SMR (doc.
VIIIbis) ha evidenziato come le affermazioni del dr. __________ riguardo
l’utilizzo del C-PAP sono in contrasto con quanto sostenuto dai dr. __________
e __________. 

                                         Va
qui rammentato che, conformemente ad un principio generale applicabile anche
nel diritto delle assicurazioni sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di
ridurre il danno (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, p. 57, 551 e 572). In
virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere tutto quanto è
ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze
della sua "invalidità", segnatamente mettendo a profitto la sua
residua capacità lavorativa, se necessario, in una nuova professione (DTF 113 V
28 consid. 4a e sentenze ivi citate; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungs-recht, tesi Zurigo
1995, p. 296 segg.). 

 

                                         Nel
concreto ciò significa che, fino a prova del contrario, l’ap-plicazione
dell’apparecchiatura C-PAP è da ritenere esigibile. Solo in
presenza di una sindrome delle apnee notturne non più curabile, attestata da
uno specialista, l’assicurato potrà far valere un peggioramento della propria
situazione di salute. 

 

                               2.5.   Nel
citato rapporto 18 novembre 2009 il dr. __________ rileva che “si tratta di
una situazione particolare implicante una notevole psicopatologia e, comunque,
relazionali anomale da parte del p. probabilmente esacerbate in un periodo di
rifiuto di prestazioni assicurative” (doc. X). Ciò non vuol tuttavia significare
che l’assicurato presenta una patologia psichica invalidante. Secondo la giurisprudenza,
per quanto riguarda l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica é
decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non poter praticamente
esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato
del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298
consid. 4c, 102 V 165 = RCC 1977 p. 169; Pratique VSI 1996 p. 318, 321, 324;
RCC 1992 p. 180; ZAK 1984 p. 342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella
causa S. F. consid. 3b, I 148/98; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts,
Berna 2003, p. 128). Tra i danni alla salute psichica, i quali come i
danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1
LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette
- le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti
di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è
ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato
può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa
che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In
quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può da lui
ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità di
guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo accertare
se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente; di maggior
rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che l'utilizzazione della
capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui pretesa oppure che
essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 1996 p.
318 consid. 2a, p. 321 consid. 1a, p. 324 consid. 1a; RCC 1992 p. 182 consid.
2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29 settembre 1998
nella causa S. F. [I 148/98], p. 10 consid. 3b)."

 

                                         Nel
caso in esame, agli atti non vi è alcuna attestazione di un danno psichico invalidante
diagnosticato da uno specialista in psichiatria (cfr. STFA del 23 aprile 2004
nella causa N., I 404/03; STFA del 12 giugno 2006 nella causa C., I 771/05); nè
dalla documentazione medica all’inserto è possibile concludere per una simile
esistenza. Infatti, nel già menzionato rapporto 5 maggio 2009 il dr. __________
aveva fatto presente che al momento della valutazione medica l’assicurato lavorava
in proprio all’assemblaggio di computer (doc. AI 15-1).

                                                                                                                                

                                         Questo
Tribunale ritiene inoltre che la refertazione medica agli atti contiene elementi
chiari e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno dell'assicurato sino
all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si renda quindi necessario
l'esperimento di ulteriori accertamenti richiesti dal ricorrente.

                                         Al riguardo, va fatto presente che se
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28
consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124 V 94 consid.
4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         In
conclusione, non sussistendo patologie con influsso sulla capacità lavorativa,
la decisione contestata merita conferma. Il ricorso va di conseguenza respinto.

 

                               2.6.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità
delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese
di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.- andrebbero poste a
carico dell’assicurato, il quale con il ricorso ha tuttavia chiesto di essere
esonerato dal pagamento di tasse e di spese a seguito della sua disastrosa
situazione economica. 

                                      

                                         Ai
sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere
garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano,
il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale norma di legge
rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS, rimasto
in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva che l’autorità di
ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare, se del caso,
l’assistenza giudiziaria. L’art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i
presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria si
esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa
indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362; Kieser, op. cit., ad art.
61, n. 86, p. 626).  I presupposti (cumulativi) per la concessione
dell’assistenza giudiziaria – rimasti invariati rispetto al vecchio diritto
(Kieser, op. cit., ad art. 61, n. 88s) – sono in principio dati se l’istante si
trova nel bisogno (cfr. anche art. 3 Lag), se l’intervento dell’avvocato è necessario
o perlomeno indicato (cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se il processo non è
palesemente privo di esito positivo (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; DTF 125 V
202 e 372 con riferimenti). 

 

                                         Nel
caso in esame, dal certificato per l’ammissione dell’assi-stenza giudiziaria
(doc. XII) risulta che l’insorgente, sposato con tre figli (di cui uno
maggiorenne) non svolge alcuna attività lucrativa. Quale unica fonte di reddito
egli ha dichiarato la rendita AI di sua moglie pari a fr. 35'346.-- all’anno,
così come risulta dall’allegato calcolo relativo all’imposta cantonale 2008. In
queste circostanze, dunque, il ricorrente si trova in una situazione indigente.

 

                                         Ritenuto
come il ricorso non appariva di primo acchito privo di esito favorevole,
l’insorgente è per il momento esonerato dal pagamento delle spese processuali
(cfr. STF I 885/06 del 20 giugno 2007), riservato l'eventuale obbligo di
rimborso qualora la sua situazione economica dovesse più tardi migliorare (cfr.
art. 61 lett. f LPGA; Kieser, Kommentar ATSG, 2003, ad art. 61, n. 93; cfr.
art. 9 Lag; relativamente al gratuito patrocinio nella procedura davanti al TFA
cfr. art. 152 cpv. 3 OG; STFA del 15 luglio 2003 nella causa S., I 569/02,
consid. 5; STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid. 5a,
parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).

 

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico del ricorrente. A seguito
della concessione dell'assistenza giudiziaria esse sono per il momento assunte
dallo Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per
il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                     Il
segretario

 

Raffaele
Guffi                                                         Fabio Zocchetti