# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4857298f-ff31-5866-be58-f3a600a901d6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-09-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.09.2017 32.2017.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2017-31_2017-09-26.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2017.31

   

  FC

  	
  Lugano

  26 settembre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 febbraio 2017 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 31 gennaio 2017 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                               1.1.   RI
1, nato nel 1984, già attivo professionalmente come operaio nel cantiere __________,
nel giugno 2015, adducendo problemi alla schiena, ha presentato una domanda di
prestazioni per adulti (doc. AI 4). 

                                         Eseguiti
i necessari accertamenti medici ed economici, con decisione del 31 gennaio
2017, confermativa di un progetto del 6 dicembre precedente, l’Ufficio AI ha negato
il diritto a prestazioni avendo stabilito un’inabilità lavorativa totale nella professione
precedentemente esercitata, ma un’abilità completa in un’attività leggera
adeguata con un conseguente grado di invalidità del 21% (doc. AI 51).

 

 

                               1.2.   Con
ricorso al TCA l'assicurato ha contestato le conclusioni dell’amministrazione, censurando
in sintesi di essere completamente abile in un lavoro più leggero di quello
svolto in precedenza, producendo documentazione medica già agli atti AI oltre a
comunicazioni dell’assicurazione disoccupazione (doc. I).

                                      

                               1.3.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del gravame, confermando
la valutazione medica e quella economica poste alla base del provvedimento
impugnato. 

 

                               1.4.   Il
23 marzo 2017 l’assicurato si è riconfermato nelle sue allegazioni, in particolare
sottolineando che le limitazioni stabilite dai medici non gli permetterebbero
di produrre un reddito come quello calcolato dall’AI (doc. VI). 

 

considerato                    in diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015;
8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’assicurato ha diritto a prestazioni
dell’assicurazione invalidità. 

                                      

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perchè il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance
invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht,
Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, pag. 1411, n. 46). Secondo l'art.
28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli
ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe
potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit.,
pag. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di
eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi;
DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 pag. 84).

                                         Al
proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale
delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il
raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(even-tuale)
inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono
però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere
conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa
della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione)
e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I
600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003,
consid. 4.1).

 

                               2.4.   Ricevuta
la domanda di prestazioni, con la quale l’assicurato lamentava dolori alla
schiena susseguenti alla caduta sul lavoro il 12 marzo 2015, l’amministrazione
ha acquisito documentazione medica, in particolare una valutazione effettuata
dal dr. __________, reumatologo, in data 8 aprile 2015 su incarico della
curante dell’assicurato, nella quale, poste le diagnosi di “sindrome
toracolombovertebrale cronica e recidivante in/con turbe statiche del rachide (ipercifosi
toracale), esiti da Morbo di Scheuermann toracolombare, iniziale discopatia
L4/5, esacerbazione dopo caduta il 12.03.2015”, ha esposto quanto segue:

 

"  (…)

Il paziente soffre da tempo e in maniera altalenante di
dolori di schiena localizzati principalmente
nella zona toracolombare. L'avevo già curato per la stessa sofferenza a partire dal 2004 con controlli successivi fino al 2007,
quadro già allora trattato con un approccio riabilitativo in fisioterapia, con
risultati solo parzialmente convincenti che hanno portato anche all'esenzione dal servizio militare.

Ora il paziente segnala un ulteriore peggioramento
della sofferenza soprattutto a partire da ottobre dell'anno scorso, all’origine
di un'inabilità lavorativa tra ottobre e gennaio e nuovamente dal 12.03.2015 in
poi, quest'ultima nel contesto di una caduta sul lavoro.

L'attività lucrativa svolta viene definita fisicamente
impegnativa (operatore nell'impianti della
__________, occupato principalmente al frantoio con attività anche di manutenzione,
lavoro svolto in posizioni inergonomiche e con l'obbligo di alzare pesi, anche oltre 25 kg). II contratto di lavoro è stato
sciolto con il licenziamento per fine del cantiere
(per il 31.03.2015).

Il trattamento finora attuato (sempre a base dì
fisioterapia in combinazione a FANS e miorilassanti ha portato ad un
miglioramento solo parziale. Persistono dolori toracolombari, risentiti soprattutto assumendo posizioni corporee
statiche ma con disturbi anche notturni,
sofferenza limitata alla zona toracolombare senza coinvolgimento degli arti.

Il signor RI 1 non ha una formazione professionale
specifica. È padre di tre figli tra 7 anni
e appena 5 mesi con la figlia in mezzo afflitta da un handicap congenito.

Clinicamente
noto un 30.enne in condizioni generali buone, collaborante. altezza 177 cm,
peso 84 kg (aumento ponderale dopo la sospensione del tabagismo), ll rachide si
presenta come tempo fa ossia con un'accentuata cifosi toracale, solo parzialmente
raddrizzabile e con limitazioni funzionali toracolombari in tutte le direzioni
(-1/3, estensione -2/3), movimenti
accompagnati da dolori locali, evocabili anche all'esame segmentale (tra T6 e
T8 circa e in L4/5). Vi è una corrispondente sindrome vertebrale locale senza
tendomiosi gluteale e con un quadro neurologico nella norma. Ho preso atto
della documentazione radiologica recente (RM: e RX lombare) che mostra

un'iniziale discopatia in L4/5. Allego i referti
precedenti di lastre da me richieste nel 2004 (colonna toracale) e nel 2005 (colonna lombare).

Valutazione

La presente sintomatologia toracolombare dì carattere
prevalentemente meccanica è l’espressione
di un disturbo statico-funzionale del rachide in relazione ad un Morbo di Scheuermann al quale si è aggiunta nel frattempo una
discopatia L4/5. Non vi sono evidenti sequele post-infortunistiche. La patologia
determina una caricabilità fisica limitata del paziente che preclude
un'attività lucrativa fisicamente impegnativa.

Valuto la sua capacità funzionale come segue: 

 

- sollevare e/o trasportare carichi (rispettando
l'ergonomia per il rachide):

. molto leggeri (fino a 5 kg): normale

, leggeri (da 6 a 10 kg): lievemente ridotta

. medi (da 1 1 a 25 kg): esigua

. pesanti (oltre a 25 kg): nulla

. sopra il piano delle spalle:

- di 5 kg: lievemente ridotta

- di 5 kg: molto ridotta

- manipolazione di oggetti ed attrezzi:

. leggeri/di precisione: normale

. medi: lievemente ridotta

. pesanti: ridotta a molto ridotta

, molto pesanti: nulla

- posizioni di lavoro o dinamiche particolari:

. a braccia elevate: lievemente ridotta

. con rotazione del tronco: lievemente ridotta

. seduta e piegata in avanti: normale

. eretta e piegata in avanti: ridotta

. inginocchiata: normale

. con ginocchia in flessione: normale

- mantenere posizioni statiche:

. seduta: non oltre un'ora senza interruzione

. eretta: non oltre un'ora senza interruzione

- spostarsi/camminare:

. fino a 50 m: normale

. oltre a 50 m: normale

. per lunghi tragitti: normale

. su terreno accidentato: normale

. salire/scendere scale: normale

. spostamenti su ponteggi e scale a pioli: normale

- diversi;

. l'impiego delle 2 mani all'altezza di un tavolo è
possibile in forma normale

. il paziente non
presenta disturbi d'equilibrio

 

La patologia risulta cronicizzata senza la prospettiva
di un miglioramento decisivo che possa modificare in maniera significativa le
presenti limitazioni che ritengo vadano considerate come definitive. Si
prospetta quindi un ri-orientamento professionale (tramite I'Assicurazione
contro la Disoccupazione o in alternativa tramite un annuncio all'Al).

La strategia terapeutica attuata è quella proponibile.
Consiglio di proseguire con un'attività fisica regolare comprendente esercizi ginnici
di rinforzo per la muscolatura del portamento e di mobilizzazione della colonna
lombare (istruzione in fisioterapia, successivamente eventualmente con un percorso
in palestra). Il paziente ha tratto maggior beneficio dall'assunzione di
miorilassanti (anziché FANS), ragione per la quale ho prescritto nuovamente del Sirdalud (4 mg 1 alla sera) (doc. AI 4)

                                                      

                                                      Agli
atti vi è pure un referto radiologico del 28 novembre 2014 attestante la
presenza di “lieve turbe statiche della colonna lombare, lieve scoliosi
sinistro-convessa, moderata discopatia del segmento L4-L5 senza compressione di
strutture nervose” (doc. AI 4), così come certificati medici della dr.ssa __________,
generalista curante, certificanti periodi d’inabilità lavorativa dal 12 marzo
2015 sino al 26 maggio 2015 (doc. AI 4). Nel rapporto all’AI del 30 giugno 2015
la dr.ssa __________, posta la diagnosi di “sindrome toracolombovertebrale”,
dopo aver illustrato come la stessa fosse presente già dal 2004, con
peggioramento nell’ottobre 2014 con inabilità lavorativa completa sino al 14
gennaio 2015, quindi nuovo peggioramento nel marzo 2015 con la caduta, ha
concluso per un’inabilità lavorativa totale nella sua professione di operatore
agli impianti all’__________, a motivo di caricabilità fisica limitata. Era a
suo dire raccomandabile un riorientamento professionale (doc. AI 13). Nell’allegato
referto radiologico relativo ad una MRI della colonna lombare del 10 giugno
2015 sono state poste le diagnosi di “Discopatia L4-L5, Artropatia
faccettaria L3-L4 e L5-S1, minima protusione discale centrale Th11-Th12 in
discopatia” (doc. AI 13). 

                                         Effettuato
un colloquio con il consulente professionale (doc. AI 22), riconosciuti provvedimenti
di intervento tempestivo sotto forma di corso di formazione (doc. AI 22), l’amministra-zione
ha pure preso atto della comunicazione del 16 dicembre 2015 con la quale la __________,
in relazione all’infortunio del 12 marzo 2015, dopo aver erogato indennità
giornaliere e spese di cura, dichiarava chiuso il caso a far tempo dal 21 dicembre
2015 (cfr. doc. AI 23 e 38). 

                                         Sentito
il medico SMR (doc. AI 24) l’amministrazione ha interpellato nuovamente il dr. __________,
il quale, in data 26 gennaio 2016, riferito come l’assicurato presentava attualmente
“turbe statiche e funzionali del rachide incompatibili con un'attività
lucrativa fisicamente pesante o medio-pesante come quella svolta
precedentemente (__________)”, con riferimento all’abilità lavorativa in un’attività
adeguata ha esposto:

 

" 
(…) Per lavori conformi alle
limitazioni da me stabilite nell'aprile scorso il signor RI 1 è invece dal profilo
reumatologico da ritenere abile normalmente. Ho quindi fornito un certificato
in questo senso all'attenzione dell'Assicurazione Contro la Disoccupazione
allegando copia del mio rapporto precedente, consegnato anche al paziente. Le
cure riabilitative e farmacologiche si sono rivelate senza esito. Considerando
le patologie strutturali solo minime al livello lombare (discopatia L4/5) non
vedo quale altra strategia terapeutica proporre se non una leggera attività
fisica che il paziente in parte già svolge (camminate con il suo cane). Spero
che possa trovare una sistemazione professionale che potrà aiutarlo anche nella
gestione economica della sua famiglia.” (doc. AI 26)

 

                                         In
data 4 aprile 2016 il reumatologo ha precisato:

 

" 
(…) Con il vostro scritto del
30.03.2016 mi chiedete informazioni in merito al paziente sopracitato. Siete in
possesso di una mia relazione del 08.04.2015 al medico curante Dr.ssa __________,
__________, trasmessavi a metà giugno del 2015. Il documento riassume la mia
valutazione diagnostica e quella della capacità funzionale residuale del paziente.
Ho rivisto il signor RI 1 il 26.01.2015 (recte: 2016) costatando un quadro
clinico invariato.

In presenza delle sue turbe statiche e funzionali del
rachide il paziente rimane inabile al 100% e definitivamente per il lavoro
svolto (presso il cantiere __________). Per attività confacenti, rispettose alle
limitazioni stabilite nel documento precedente del 08.04.2015, egli è dal
profilo reumatologico invece da considerare abile in forma normale (100% per rendimento
e presenza). All'attenzione dell'Assicurazione Contro la Disoccupazione ho fornito un certificato in tal senso (vedi allegato).

Da gennaio 2016 non ho più rivisto il paziente. (doc.
AI 26).

 

                                                      Nuovamente
interpellata, la dr.ssa __________, il 28 aprile 2016, ha confermato le note
diagnosi concludendo per un’inabilità lavorativa totale nella sua attività
lavorativa dal marzo 2015 e, invece, per una capacità piena per lavori leggeri
con caricabilità fisica limitata (doc. AI 27).

                                         Alla
luce di queste certificazioni, con rapporto finale del 20 maggio 2016 il medico
SMR dr. __________, poste le diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di
“sindrome toracolombovertebrale cronica e recidivante in/con: turbe statiche
del rachide (ipercifosi toracale), esiti da Morbo di Scheuermann toracolombare,
iniziale discopatia L4/5, esacerbazione dopo caduta H 12.03.2015”, premesso
quanto segue:

 

" 
L'A. in attività in qualità di
operatore degli impianti in __________, dal 12.03.15 è in IL causa I'insorgere
di una sindrome toracolombovertebrale.

L'08.04.15 il Dr. med. __________ reumatologo curante attesta:
La patologia risulta cronicizzata senza la prospettiva di un miglioramento
decisivo che possa modificare in maniera
significativa le presenti Imitazioni che ritengo vadano considerate come definitive.
La strategia terapeutica attuale è quella
proponibile. Consiglio di proseguire con un'attività fisica regolare
comprendente esercizi ginnici di rinforzo per la muscolatura del portamento e
di mobilizzazione della colonna lombare.

II 26.01.16 il Dr. med. __________ reumatologo curante
attesta: ho incontrato il paziente a margine il 26.01.16 per stabilire
l'ulteriore procedere in merito alla sua ripresa lavorativa. Dopo la chiusura della
pratica infortunistica (21.12.15) il paziente è stato dichiarato inabile al
lavoro al 100% per malattia e questo fino alla data odierna. Egli presenta in
effetti turbe statiche e funzionali del rachide incompatibili con un'attività
lucrativa fisicamente pesante o mediopesante come quella svolta precedentemente.
Per lavori conformi alle limitazioni da me stabilite nell'aprile scorso l'A. è
invece dal profilo reumatologico da ritenere abile normalmente.”

 

                                         ha
quindi concluso ammettendo un’inabilità lavorativa totale (dal 12 marzo 2015)
nell’attività abituale quale operatore di impianti in __________, mentre che in
una professione adeguata rispettosa delle limitazioni presentate dallo stato di
salute l'incapacità lavorativa medico teorica era sempre del 100% dal marzo 2015,
ma quindi, dal 26 gennaio 2016, da considerare nulla (doc. AI 28). 

                                         Con
certificato del 13 settembre 2016 il dr. __________, vice primario del Centro __________,
ha confermato la diagnosi di “Dolori lombari su sindrome toraco-lombovertebra-le
cronica e recidivante su turbe statiche del rachide con ipercifosi toracale e
discopatia L4-L5” e affermato quanto segue:

 

" 
(…)

Ho spiegato al paziente che per i dolori lombari si
potrebbe dapprima eseguire uno screening dei rami articolari mediali per
escludere una componente articolare posteriore. Nel caso in cui questa fosse
esclusa, la discopatia sarebbe per la sede lombare l'ipotesi più probabile
quale generatore del dolore e si potrebbe prendere in considerazione l'indicazione
ad un trattamento intradiscale con Gelstix. Ho
spiegato in dettaglio al paziente le modalità dì esecuzione di tale procedure e
si era dimostrato in accordo con il procedere tuttavia gli appuntamenti erano
poi stati posticipati dal paziente causa trasloco.
(doc. AI 42).

 

                                         Interpellato
nuovamente il medico SMR (doc. AI 44) e il consulente professionale (il quale
ha stabilito un grado di invalidità del 21%; cfr. doc. AI 44, 48), con progetto
del 6 dicembre 2016 dapprima e decisione del 31 gennaio 2017 poi, l’amministrazione
ha negato le prestazioni, motivando:

 

" 
(…)

Decidiamo pertanto

La richiesta di prestazioni è respinta.

 

Esito degli accertamenti

Secondo la documentazione medica esaminata dal servizio
medico regionale dell'A si determina che
per l'attività abituale quale operatore di impianti in __________ vi è
un'incapacità lavorativa in misura del 100% dal 12.03.2015 mentre in una
professione adeguata rispettosa delle limitazioni presentate dallo stato di
salute l'incapacità lavorativa medico teorica è del 100% dal 12.03.2015 e dello 0% dal 26.01 .2016.

 

Calcolo della capacità di guadagno residua (CGR)

 

Salario da valido

 

Nella sua attività di operatore di impianti in __________,
per l'anno 2014, lei ha potuto percepire un salario
annuo di CHF 70'965.- (fonte: questionario del datore di lavoro del 23.07.2015).

 

Salario da invalido

 

A seguito della sentenza del Tribunale cantonale delle
assicurazioni del 12 giugno 2006 e delle indicazioni della Corte plenaria del
Tribunale federale delle assicurazioni è stata stabilita I'inapplicabilità dei
valori regionali (tabella TA13) che erano stati utilizzati finora. La nuova giurisprudenza
impone quindi che il reddito da invalido vada d'ora in poi determinato in applicazione
dei valori nazionali (tabella TA1). Utilizzando i dati forniti dalla citata
tabella elaborata dall'Ufficio federale di statistica nel 2014 lei avrebbe
potuto realizzare un salario

mensile di CHF 5'289.35 (attività semplici e
ripetitive, valore mediano). Riportando questo dato su 41.7 ore esso ammonta a
CHF 5'514.15 mensili oppure a CHF 66'169.75 per l'intero anno.

Si ritiene opportuno effettuare una riduzione del 15%
per attività leggera e svantaggi salariali derivanti
da contingenze particolari.

Ne risulta un reddito da invalido di CHF 56'244.25.

 

Grado d'invalidità

70'965 - 56'244 x 100 = 21%

       70'965 

 

Un grado d'invalidità inferiore al 40% non giustifica
il diritto ad una rendita Al.

Considerati tutti gli elementi che l'esame del caso ha
messo in luce, non si ritiene che la residua capacità di guadagno possa essere
apprezzabilmente migliorata mediante provvedimenti
reintegrativi di ordine professionale.

Su esplicita richiesta scritta da parte sua si rimane a
disposizione per valutare la possibilità di attivare
il nostro servizio di collocamento o per una formazione ad HOC a condizione che
trovi un datore di lavoro disposto ad
assumerla.

 

                                         Di
fronte al TCA l’assicurato ha prodotto documentazione medica già agli atti AI.

 

                               2.5.   Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né
la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto
(DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione
deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si
rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni
e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto
di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio l'oggettività
e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento.

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI
1993 pag. 95).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede
d’istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti,
i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a
risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non
sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008).

                                         

                                         In
una sentenza 9C_323/2009 del 14 luglio 2009, pubblicata in SVR 2009 IV Nr. 56,
pag. 174, il TF, richiamati l’art. 59 cpv. 2bis LAI che regola i servizi medici
regionali e l’art. 49 OAI che stabilisce i compiti, ha sottolineato che a un
rapporto del SMR può essere riconosciuta la qualità di perizia, anche se è stato
redatto senza aver visitato personalmente l’assicurato.

                                         Tuttavia,
nel caso in cui sussista anche il minimo dubbio sull’affidabilità e sulla
concludenza dei pareri medici interni dell’assicurazione, non è possibile
fondarsi su tali rapporti (STF 8C_336/2015 del 25 agosto 2015 consid. 4.3 con
riferimenti (in particolare alla DTF 139 V 225 e 135 V 465)

                                         Va
poi evidenziato che in ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo
di trattamento anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare
sulla posizione del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15
gennaio 2009; STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla
luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante
attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del
23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109
consid. 3a)cc; Meyer Reichmuth, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung,
in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 2014, ad
art. 28a, pag. 398-399) e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano
un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una
perizia ordinata dal giudice o dall’ammini-strazione e a imporre nuovi
accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29
settembre 2010 consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi
menzionati).

                                         Se
vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile
2008).

 

                               2.6.   Nel
caso concreto, dopo attento esame della documentazione agli atti, secondo il
TCA l’Ufficio AI ha correttamente ritenuto che, malgrado le diagnosi evidenziate
dai medici interpellati, e meglio “la sindrome toracolombovertebrale cronica
e recidivante in/con turbe statiche del rachide (ipercifosi toracale), esiti da
Morbo di Scheuermann toracolombare, iniziale discopatia L4/5, esacerbazione
dopo caduta il 12.03.2015”, se andava ammesso un periodo di inabilità
lavorativa totale in ogni attività lavorativa dal momento dell’infortunio del
12 marzo 2015, dalla fine di gennaio 2016 (momento in cui l’assicurato è stato
nuovamente rivalutato dal dr. __________; cfr. doc. AI 26) l’inabilità restava
completa nella precedente professione di operatore di impianti in __________,
ma era nulla in un’attività adeguata al suo stato di salute (doc. AI 26, 28).
Adeguata era un’attività semplice e ripetitiva rispettosa delle limitazioni
elencate dalla perizia reumatologica.

                                         

                                         Il
TCA ritiene in particolare che lo stato di salute dell’assicu-rato sia stato approfonditamente
vagliato dalle valutazioni del dr. __________ dell’8 aprile 2015 (doc. AI 13) e
26 gennaio 2016 (doc. AI 26), completate ulteriormente dalle precisazioni
fornite dalla curante dr.ssa __________, e non ha motivo per metterne in dubbio
le dettagliate e convincenti conclusioni.

                                         

                                         In
effetti, nella prima valutazione dell’8 aprile 2015, lo specialista reumatologo,
poste le menzionate diagnosi, ha illustrato come il paziente soffrisse da tempo
e in maniera altalenante di dolori di schiena localizzati principalmente nella
zona toracolombare. Successivamente all’infortunio patito sul lavoro nel marzo
2015 era intervenuto un ulteriore peggioramento della sofferenza. Ha quindi
concluso qualificando la sintomatologia toracolombare di carattere
prevalentemente meccanica e quale espressione di un disturbo statico-funzionale
del rachide in relazione ad un Morbo di Scheuermann, al quale si era aggiunta
nel frattempo una discopatia L4/5. Tale patologia determinava una caricabilità
fisica limitata del paziente, tale da precludere un'attività lucrativa
fisicamente impegnativa, come quella svolta in precedenza quale operatore degli
impianti della __________ ove egli era occupato principalmente al frantoio con
attività anche di manutenzione, lavoro svolto in posizioni inergonomiche e con
l'obbligo di alzare pesi, anche oltre 25 kg. Erano segnatamente da evitare il
sollevamento e il trasporto di carichi pesanti (oltre a 25 kg), se sopra il
piano delle spalle già da 5kg, così come  la manipolazione di oggetti pesanti
così come il mantenimento prolungato di posizioni non ergonomiche. Esclusa la prospettiva
di un miglioramento, ha consigliato di proseguire con un'attività fisica
regolare comprendente esercizi ginnici di rinforzo per la muscolatura del
portamento e di mobilizzazione della colonna lombare (doc. AI 4). Lo
specialista ha tratto le sue conclusioni anche sulla base della documentazione
radiologica, segnatamente un referto del 28 novembre 2014 attestante la presenza
di “lieve turbe statiche sella colonna lombare, lieve scoliosi sinistro-convessa,
moderata discopatia del segmento L4-L5 senza compressione di strutture nervose”
(doc. AI 4).

                                         Il
dr. __________, nuovamente interpellato dall’AI, in data 26 gennaio 2016 ha
confermato le sue conclusioni, segnatamente la presenza di “turbe statiche e
funzionali del rachide incompatibili con un'attività lucrativa fisicamente
pesante o medio-pesante come quella svolta precedentemente (cantiere __________)”,
e ha ulteriormente definito la sua capacità lavorativa residua nel senso che “per
lavori conformi alle limitazioni da me stabilite nell'aprile scorso il signor RI
1 è invece dal profilo reumatologico da ritenere abile normalmente.” (doc.
AI 26). In data 4 aprile 2016 il medesimo reumatologo ha ulteriormente precisato
di aver rivisto il paziente nuovamente in data 26 gennaio 2015 (recte 2016) e
di ritenere il quadro clinico invariato rispetto alla sua relazione dell’8
aprile 2015, rimanendo quindi il paziente inabile al 100% e definitivamente per
il lavoro svolto (presso il cantiere __________), mentre che per attività
confacenti, rispettose alle limitazioni stabilite nel documento precedente dell’8
aprile 2015, egli era da considerare dal profilo reumatologico abile in forma
normale (100% per rendimento e presenza; doc. AI 26). 

                                         Richiamata
la suesposta giurisprudenza in materia di valore probatorio di rapporti medici
questo Tribunale non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le
conclusioni cui è giunto il dr. __________, il quale ha compiutamente valutato
le problematiche di cui l’assicurato è portatore, giungendo ad una conclusione
logica e priva di contraddizioni. 

 

                                         Del
resto tali conclusioni sono state integralmente confermate anche dalla dr.ssa __________
e dal medico SMR. In effetti, la curante, condividendo la diagnosi resa dal
reumatologo, nel rapporto medico all’AI del 30 giugno 2015, ha concluso per
un’inabilità lavorativa totale nella sua professione di operatore agli impianti
all’__________ (doc. AI 13) e il successivo 28 aprile 2016 ha confermato tale inabilità
lavorativa totale, dal marzo 2015, attestando per contro una capacità piena per
lavori leggeri con caricabilità fisica limitata (doc. AI 27).

                                         Tali
conclusioni sono inoltre state condivise anche dal medico SMR dr. __________
nel rapporto finale del 20 maggio 2016, con il quale ha concluso ammettendo
un’inabilità lavorativa totale (dal 12 marzo 2015) nell’attività abituale quale
operatore di impianti in __________, mentre che in una professione adeguata,
ossia rispettosa delle limitazioni indicate dal reumatologo, dal 26 gennaio
2016 era da ammettere una ripresa completa della capacità lavorativa (doc. AI
28). 

                                         Quanto
infine attestato dal dr. __________ nel rapporto 13 settembre 2016, del Centro __________,
non modifica queste conclusioni, limitandosi lo stesso ad illustrare possibili
terapie da intraprendere (doc. AI 42). 

                                         Questo
TCA non può quindi che aderire alla convincente presa di posizione del SMR
(sulla base del competente parere del dr. __________). A questo riguardo va
pure ricordato che per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i servizi medici
regionali sono a disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni
mediche del diritto alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale
dell'assicurato - determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - di
esercitare un'attività lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una
misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le
decisioni in ambito medico. Scopo e senso del nuovo disposto come pure del
nuovo art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli
uffici AI, di fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari
del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze
medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale della
persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara separazione di competenze
tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle indicazioni del
SMR, l'Ufficio AI deve così decidere cosa si può ragionevolmente pretendere da
un assicurato e cosa invece no (cfr. STF 9C_9/2010 del 29 settembre 2010,
9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in SVR 2009 IV n. 56 p. 174, con
riferimenti). 

                                         

                                         Del
resto, le valutazioni del dr. __________, della curante e del SMR non sono
state smentite da altra documentazione medico-specialistica attestante nuove
affezioni o una diversa valenza delle patologie diagnosticate o, ancora, un
peggioramento successivo alle predette valutazioni mediche (in particolare
quelle del dr. __________ del 26 gennaio e 4 aprile 2016, doc. AI 26, 27) e entro
la data della decisione contestata, ribadito come per costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni
sociali si basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento del
provvedimento contestato (DTF 132 V 220 consid. 3.1.1). In effetti, la
documentazione medica prodotta dal ricorrente era già agli atti e le
comunicazioni della cassa disoccupazione e dell’ufficio collocamento non
possono mutare alle conclusioni sulla capacità medico-teorica dell’assicurato.

                                         In
realtà, l’assicurato non contesta sostanzialmente la valutazione del dr. __________
e più in generale gli accertamenti medici condotti dall’amministrazione, ma si
limita in sintesi ad esprimere un dissenso puramente soggettivo, sostenendo che
gli dovrebbe essere riconosciuta un’inabilità lavorativa maggiore. Non apporta
tuttavia il benché minimo elemento atto a mettere in dubbio le conclusioni
dell’Ufficio AI, non avendo appunto prodotto, nel corso della procedura
amministrativa e nemmeno in questa sede, documentazione medica idonea a
contraddire le conclusioni cui è giunta l’amministrazio-ne. 

                                         Va
qui ricordato infine che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo
cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal
giudice, dall’altra si rileva che questo principio non è però assoluto, atteso
che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare
all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con
riferimenti). Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare
l'obbligo delle parti di apportare – ove ciò fosse ragionevolmente esigibile –
le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti
invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze
della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).

 

                                         Rispecchiando
quindi la valutazione del dr. __________, come pure le valutazioni della
curante e del SMR tutti i criteri di affidabilità e completezza richiesti dalla
giurisprudenza (cfr. consid. 2.5), richiamato pure l'obbligo che incombe
all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per
ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla
salute, se del caso cambiando attività professionale (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati), è da
ritenere dimostrato con il grado della verosimiglianza preponderante valido
nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti
ivi citati, 115 V 142 consid. 8b) che se l’insorgente ha presentato da marzo
2015 un’inabilità lavorativa completa in ogni attività, dal gennaio 2016 andava
per contro ritenuto nuovamente pienamente abile in attività leggere adeguate e
rispettose dei limiti funzionali elencati dal reumatologo.

                                                                                                                          

                               2.7.   Per
quanto riguarda la graduazione dell’invalidità, la stessa eseguita correttamente
mediante il metodo ordinario (cfr. consid. 2.3), il relativo calcolo, rimasto
fondamentalmente incontestato, è stato esposto nella decisione impugnata.

 

                            2.7.1.   Secondo
la giurisprudenza, riassunta nella STF 9_501/2013 del 28 novembre 2013, per determinare il reddito ipotetico
conseguibile dalla persona assicurata senza il danno alla salute (reddito da
valido), occorre stabilire quanto la stessa, nel momento determinante
(corrispondente all'inizio dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe
secondo il grado di verosimiglianza preponderante quale persona sana, tenuto conto
delle sue capacità professionali e delle circostanze personali. Tale reddito
dev'essere determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonderà
sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno
alla salute, se del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. Soltanto in
presenza di circostanze particolari ci si potrà scostare da questo valore e
ricorrere ai dati statistici risultanti dall'ISS (cfr. DTF 134 V 322 consid.
4.1 pag. 325; 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224 con riferimenti). Questo sarà in
particolare il caso qualora dovessero mancare indicazioni riguardanti l'ultima
attività professionale dell'assicurato o se l'ultimo salario da lui percepito
non corrisponde manifestamente a quello che egli sarebbe stato in grado di
conseguire con ogni verosimiglianza in qualità di persona valida; per esempio
se l'assicurato, prima di essere riconosciuto definitivamente incapace al lavoro,
si trovava in disoccupazione o aveva già delle difficoltà professionali a causa
del deterioramento progressivo del suo stato di salute o ancora percepiva una
remunerazione inferiore alle usuali norme salariali. Entra ugualmente in linea
di conto la situazione in cui il posto di lavoro della persona assicurata prima
dell'insorgenza del danno alla salute non esiste più al momento determinante
della valutazione dell'invalidità (DTF 134 V 322 consid. 4.1 pag. 325; cfr. STF
9C_416/2010 del 26 gennaio 2011 consid. 3.2).

 

                                         Nel
caso in esame, l’assicurato, prima dell’insorgenza del danno alla salute,
lavorava come operatore degli impianti in __________ dal febbraio 2011 sino al
licenziamento con effetto dal 31 marzo 2015 (doc. AI 18). In base alle informazioni
rese dall’ultimo datore di lavoro (doc. AI 18), l’assicurato nel 2014 avrebbe
percepito un salario annuo lordo di fr. 70'965.--, ammontare che l’Ufficio AI
ha quindi applicato quale reddito da valido. Tale modo di procedere
risulta corretto e va di conseguenza confermato. 

 

                            2.7.2.   Per
quel che concerne il reddito da invalido, lo stesso è determinato sulla base
della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che
quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa
residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato
e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid.
3b/aa e riferimenti). Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare
perché l'assicurato non ha intrapreso un'attività lucrativa da lui esigibile,
il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione
del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici
ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli
stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76
consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione
ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua
nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere
il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale
sul salario teorico statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una
deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener
conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il
giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello
degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).             

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni
economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di
riferimento TA1 dell’inchie-sta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio
federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che
riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17; STFA
I 222/04 del 5 settembre 2006).

                                         Se
una persona assicurata, per motivi estranei all'invalidità, ha realizzato un
reddito considerevolmente inferiore alla media senza che vi si sia spontaneamente
accontentata, si procede in primo luogo a un parallelismo dei due redditi di
paragone. In pratica, questo parallelismo può avvenire a livello di reddito da
valido aumentando in maniera adeguata il reddito effettivamente conseguito
oppure facendo capo ai valori statistici oppure ancora a livello di reddito da
invalido mediante una riduzione adeguata del valore statistico. In una seconda
fase, occorre esaminare la questione di una deduzione dal reddito da invalido
ottenuto sulla base dei valori medi statistici. A questo riguardo, va tenuto
presente che i fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già aver
tenuto conto con il parallelismo dei redditi di raffronto non possono essere
presi in considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione per
circostanze personali e professionali (DTF 134 V 322).

                                         Quando
il reddito da valido differisce considerevolmente dal salario statistico
riconosciuto nello specifico settore economico, il TF ha nel frattempo
stabilito, anche in casi ticinesi (cfr. ad esempio sentenza 8C_44/2009 del 3
giugno 2009 consid. 4), che se il guadagno effettivamente conseguito diverge di
almeno il 5 % dal salario statistico usuale nel settore, esso è
considerevolmente inferiore alla media ai sensi della DTF 134 V 322 consid. 4
pag. 325 e può giustificare - soddisfatte le ulteriori condizioni - un
parallelismo dei redditi di paragone, fermo restando però che questo
parallelismo si effettua soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia
del 5% (STF 9C_1033/2008 e 9C_1038/2008 del 15 gennaio 2010 consid. 5.5).

 

                                         Deve
essere ancora precisato che l’Alta Corte ha stabilito che sono esclusivamente
applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali
nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla
struttura dei salari, e meglio i dati salariali forniti dalla la RSS TA1-tirage
skill level Svizzera 2012, emanata dall'Ufficio federale di statistica di Berna
nell’ottobre 2014), più precisamente dalla tabella TA1 2012 skill level (NOGA08,
RSS 2012 pag. 35; salario mensile lordo [valore centrale] secondo il ramo
economico, il livello di competenze e il sesso ( cfr., a quest'ultimo proposito,
DTF 142 V 178, in particolare consid. 2.5.7; DTF 128 V 174), e relativa a
personale maschile in una professione semplice che presuppone qualifiche
inferiori e comporta attività semplici e ripetitive (categoria 4) nel settore
privato svizzero (a proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel
settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, pagg. 347ss. e SVR 2002 UV 15, pagg.
47ss.). 

                                         

                                         Applicando
i dati statistici nel caso che ci occupa, emerge che il salario lordo
mediamente percepito in quell'anno dagli uomini per un'attività semplice di tipo
fisico o manuale (ossia il livello 1 di competenze) di 40 ore settimanali nel
settore privato, corrisponde ad un importo di fr. 62’520.-- (fr. 5’210.- x 12
mesi). Riportando queste cifre su un orario medio di lavoro settimanale nelle
aziende di 41,7 ore computabili nel 2012 e 2014 (cfr. i precitati riferimenti,
ad esempio STF I 203/03 del 21 luglio 2003 e la citata tabella B9.2), il
salario lordo medio ipotetico nazionale da invalido per un uomo ammonta a fr.
65'177.- (fr. 62’520: 40 x 41,7), inclusa la tredicesima (STF U 274/98 del 18
febbraio 1999). L’amministrazione ha quindi poi correttamente aggiornato tale
dato al 2014 in fr. 66'169.- (doc. AI 44).

                                         Tale
dato va confermato. Del resto le censure del ricorrente,  che ritiene che le
limitazioni da osservare nell’esercizio di un’attività lavorativa non gli
permetterebbero di produrre un simile reddito, sono prive di rilevanza, fermo
restando in concreto la - corretta - applicazione dei dati salariali statistici
dichiarati applicabili dal Tribunale federale. 

 

                                         In
applicazione della dianzi ricordata giurisprudenza, l’UAI ha quindi  applicato
una riduzione complessiva del 15%, segnatamente per il fattore “attività
leggere” (10%) e per “svantaggi salariali derivanti da contingenze
particolari” (5%).

                                         Tenuto
conto del riserbo di cui deve dare prova il giudice delle assicurazioni sociali
nel sostituire il proprio apprezzamento a quello dell’amministrazione (cfr. DTF
137 V 71 con la quale la massima Corte ha precisato che in quest’ambito il
giudice delle assicurazioni sociali non può, senza motivi pertinenti,
sostituire il proprio apprezzamento a quello dell’amministra-zione; cfr. anche
DTF 132 V 393 consid. 3.3), questa Corte ritiene che, operando una - peraltro
non trascurabile - decurtazione del 15%, l’amministrazione non abbia abusato
del proprio potere di apprezzamento. In particolare il TCA, ritiene che,
mediante la riduzione in questione, l'UAI abbia debitamente tenuto conto
degli effetti legati al danno alla salute di cui è affetto l'assicurato, e non
può di conseguenza ammettere una decurtazione maggiore.

                                         La
deduzione ammessa tiene del resto adeguatamente conto del fatto che
l’interessato può ancora esercitare al 100% un’attività adeguata e come le limitazioni
fisiche da osservare non siano oltremodo gravose. 

                                         Questo
Tribunale ritiene quindi di non doversi scostare dalla valutazione
dell’amministrazione, l’assicurato non avendo peraltro addotto motivi pertinenti
che gli permettano di sostituire il suo apprezzamento o altre circostanze
personali che potrebbero giustificare una decurtazione maggiore sul reddito
statistico da invalido (ATF 137 V 73 consid. 5.2, 126 V 80 consid. 5b). 

                                         Si osservi peraltro che il fatto di avere una limitata
formazione professionale non giustifica ulteriori decurtazioni, considerato che
le attività adeguate entranti in linea di conto (livello di qualifica 4,
semplici e ripetitive) non richiedono nè un’espe-rienza professionale diversificata,
nè un grado di istruzione particolare (cfr. in DTF 137 V 71 consid. 5.3. e SVR
2002 n. U 15 p. 49 consid. 3b; RCC 1991 p. 332 consid. 3b; STF 8C_709/2008 del
3 aprile 2009 consid. 2.3).

 

                                         Ne
segue che la riduzione globale del 15% dal reddito da invalido va confermata.

                                         Del
resto, come meglio s’illustrerà in seguito (cfr. consid. 2.7.3), anche volendo -
per pura ipotesi di lavoro - ridurre il reddito da invalido nella misura massima
possibile del 25%, volendo segnatamente considerare l’allegazione dell’insor-gente
per la quale le limitazioni da osservare nell’esercizio di un’attività
lavorativa lo porterebbero in sostanza a percepire guadagni inferiori (cfr.
doc. IV), l’interessato non avrebbe comunque diritto ad una rendita.

 

                            2.7.3.   Visto quanto
precede, l’amministrazione ha fissato in fr. 56'244.-- il reddito da invalido [66'169
– (15% di 66’169) = 56'244].

                                         Sulla
base di questo dato, ha quindi determinato il grado di invalidità raffrontando il reddito da valido di fr. 70'965 (cfr. consid. 2.7.1) con quello da
invalido di fr. 56'244, ottenendo un grado d’invalidità (non pensionabile) del 21%
(70'965 – 56'244 x 100 : 70'965) che non dà diritto ad alcuna rendita. 

                                         

                                         Nell’ipotesi
in cui si volesse tener conto di un’ulteriore riduzione del 10%, e quindi raffrontare
il reddito da valido di fr. 70’965 con quello da invalido di fr. 49’627
(fr. 66'169 ridotti del 25%), si otterrebbe un grado d’invalidità del 30% che
pure non darebbe diritto a prestazioni. 

                                         Ne
consegue che la decisione contestata va confermata, mentre il ricorso è da
respingere. 

 

                                         All’assicurato
va comunque fatto presente che in caso di peggioramento rilevante delle
condizioni di salute, debitamente comprovato da pertinente documentazione
medica, egli potrà in futuro presentare una nuova domanda di prestazioni. Il
presente giudizio non pregiudica infatti eventuali suoi diritti nei confronti
dell’assicurazione federale per l’invalidità insorti in epoca successiva alla
data decisiva del provvedimento impugnato, il quale delimita il potere
cognitivo del giudice (DTF 130 V 140 e 129 V 4).

                                         Va
inoltre osservato che nella decisione impugnata l’ammini-strazione ha precisato
di essere a dimostrazione qualora l’assicurato intendesse postulare
l’attivazione del servizio di collocamento per una formazione ad hoc, qualora
egli reperisse un datore di lavoro disponibile. 

                               2.8.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie
relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale
cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata
fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza
riguardo al valore litigioso.

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente. 

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                         Gianluca
Menghetti