# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3adf700c-2c0a-5054-b00c-fba632023dbc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-10
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 10.08.2001 14.2001.41
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2001-41_2001-08-10.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2001.00041

  	
  Lugano

  10 agosto
  2001

  /EC/fc/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina,
  vicecancelliere

  

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall’istanza 15 febbraio 2001 presentata da

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  

 

	
   

  	
  _____________ 

  patr. da: avv. _____________

   

  

 

 

sulla quale istanza il Pretore della Giurisdizione di Locarno-Campagna
con sentenza 23 aprile 2001 ha così deciso:

 

                                “1.      È
pronunciato il fallimento di _____________, a far tempo dal giorno 23 aprile
2001 alle ore 15.00.

                         2./3./4.      omissis”

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da _____________ che con
atto 2 maggio 2001 ne ha postulato l’annullamento;

 

richiamato il decreto presidenziale 4 maggio 2001 di concessione
dell’effetto sospensivo parziale;

 

preso
che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

 

ritenuto

 

 

 

in fatto:                 A.      Con
istanza 15 febbraio __________ ha chiesto il fallimento di _____________ per
Fr. 1’600.– oltre accessori.

 

 

                                B.      All’udienza
di contraddittorio del 6 marzo 2001 l’escussa non è comparsa.

 

 

                                C.      Con
pronunciato 23 aprile 2001 il Pretore della Giurisdizione di Locarno-Campagna
ha pronunciato il fallimento di _____________ a far tempo dal 23 aprile 2001.

 

 

                                D.      Con
atto d’appello 2 maggio 2001 _____________ ha postulato la declaratoria di
nullità del decreto di fallimento, ritenuto che:

 

                                          -     “la signora _______,
coadiuvata dal marito, gestisce nella forma della ditta individuale il
ristorante __________ nel Comune di __________ ”;

 

                                          -     “le difficoltà
finanziarie della signora _____ sono in buona parte ascrivibili al suo stato di
salute, che la spinge in determinati momenti di profonda depressione a
trascurare i propri obblighi e a rifiutare il contatto con altra gente”;

 

                                          -     l’appellante ha
depositato “l’importo oggetto dell’esecuzione presso l’UEF di Locarno” (cfr.
doc. B);

 

                                          -     “la signora
________ha la possibilità di vendere l’intero inventario a due persone che si
sono dichiarate disposte ad offrire per l’acquisto in discussione la somma di
fr. 110'000.--, a condizione però che vi sia la possibilità di concludere con
il proprietario dello stabile ove è ubicato il ristorante un contratto di
locazione pluriennale”;

 

                                          -     “la signora
________, qualora il presente appello fosse accolto, potrebbe optare per tale
vendita e rinunciare a continuare l’attività. In questa ipotesi essa salderebbe
tutti i suoi debiti, mediante un unico versamento”;

 

                                          -     “se dovesse invece
optare per la continuazione dell’attività (salute permettendo), essa sarebbe in
grado di far fronte alle varie esecuzioni, mediante pagamenti rateali. Con
alcuni creditori, anche per il tramite dell’UEF per quanto concerne gli enti
pubblici, sono già stati sottoscritti relativi accordi”.

 

 

                               E.       Il
7 giugno 2001 _____________ ha prodotto una convenzione datata 6 giugno 2001
sottoscritta con _________, in base alla quale quest’ultimo si è impegnato
all’acquisto dell’inventario dell’esercizio pubblico __________ per l’importo
di fr. 85'000.--.

 

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto:                  1.

 

                              a)       Ex
art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo

 

                                          1.     il debito, compresi
gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                          2.     l’importo dovuto è
stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione del
creditore; o che

                                          3.     il creditore ha
ritirato la domanda di fallimento.

 

                                         Le
suddette condizioni previste dalla legge sono esaustive. La dilazione del
credito non è sufficiente (Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, Berna 1997, § 37 n. 58 p. 294).

 

                                b)      L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano
adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1–3 LEF. I nova
autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non esser in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Dal debitore viene inoltre pretesa la produzione,
già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione
della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione
dell’effetto sospensivo (Roger Giroud;
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco, n. 25–26 ad art.
174 LEF; Amonn/Gasser, op.
cit., § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Bronimann, Novenrecht und Weiterziehung des
Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in
Festschrift H.U. Walder, Recht– und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 
95 (1999) n. 8 p. 172).

 

 

                               2.      In
prima sede il fallimento di _____________ è stato decretato per il mancato
pagamento dell’importo di fr. 1'600.-- oltre accessori. 

                                         In
sede di appello la debitrice ha proceduto a depositare il 25 aprile 2001 presso
l’UEF di Locarno fr. 1’768.80.-- a saldo del debito che ha portato al
fallimento (doc. C). 

                                          Essendo
il pagamento avvenuto dopo la dichiarazione di fallimento del 23 aprile 2001,
trattasi di un fatto nuovo in senso proprio, per cui la debitrice deve rendere
verosimile la sua solvibilità. 

                                         L’appellante
ha prodotto con lo scritto 7 giugno 2001 una convenzione datata 6 giugno 2001 sottoscritta
con ____________ ed in base alla quale quest’ultimo si è impegnato all’acquisto
dell’inventario dell’esercizio pubblico __________ per l’importo di fr.
85'000.--, di cui fr. 35'000.-- sarebbero già stati versati sul conto clienti
del patrocinatore dell’appellante  e la rimanenza di fr. 50'000.-- dovrà essere
versata entro sessanta giorni dalla sottoscrizione.

                                          Questo
documento non costituisce riscontro oggettivo atto a rendere verosimile
l’attuale situazione finanziaria dell’appellante, atteso che oltre all’impegno
di ______________ di acquistare l’esercizio pubblico dell’appellante per
complessivi fr.  85'000.--, non fornisce alcun ragguaglio in merito alla reale
situazione finanziaria dell’appellante. 

                                          L’appellante
ha infine presentato un estratto dell’UEF di Locarno del 24 aprile 2001 (doc.
B), da cui emerge che contro di lei  sono pendenti 23 esecuzioni -la prima
risalente al 10 novembre 1999- e che 2 sono già giunte allo stadio della
comminatoria di fallimento, 4 all’avviso di pignoramento e 8 alla domanda di
realizzazione. Gli importi posti in esecuzione superano i fr. 100'000.--
complessivamente e variano da fr. 163.80 a fr. 17'210.65. Orbene il numero
delle esecuzioni così come il fatto che la prima risalga al 1999 e che
nell’ultimo anno, segnatamente a decorrere dal mese di giugno 2000, vi è stato
un aumento del numero delle esecuzioni e degli importi corrispondenti indicano
che le difficoltà finanziarie dell'appellante non sono passeggere. Anche il
fatto che la debitrice non sia in grado di pagare importi modesti indica
insolvibilità. Sulla base di questi riscontri oggettivi non può quindi essere
ritenuto che l'appellante sia solvibile, che sia in grado di tacitare i suoi
creditori e di pagare importi anche modesti e nemmeno che si trovi in una
situazione di insolvibilità solo passeggera. Non risultando pertanto adempiuto
il presupposto della solvibilità, il fallimento di _____________ deve essere
confermato.

 

 

                                3.      L’appello
2 maggio 2001 di _________, è quindi respinto.

                                         Di
conseguenza, essendo stato concesso effetto sospensivo all’appello, il
fallimento deve essere nuovamente pronunciato.

                                          La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF). Non si
assegnano indennità non avendo la parte appellata presentato osservazioni (art.
62 cpv. 1 OTLEF).

 

 

Per
questi motivi,

 

richiamato
l’art. 174 cpv. 2 LEF

 

 

pronuncia:           1.      L’appello 2
maggio 2001 _____________, è respinto.

 

                               1.1.   Di
conseguenza è dichiarato il fallimento di _____________, Ascona, a far tempo da

 

martedì 21 agosto 2001 alle ore 10.00

 

                                2.      La
tassa di giustizia di Fr. 90.–, già anticipata da _____________, resta a suo
carico. Non si assegnano indennità.

 

                                3.      Intimazione: ________

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario