# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3748f072-1cd6-5f60-a884-4b24796ce822
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-10-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.10.2025 D-6763/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6763-2025_2025-10-14.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6763/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 4  o t t o b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Giulia Marelli, giudice unica,  

con l'approvazione del giudice Lukas Müller;  

cancelliere Randy Mulangala.  
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

B._______, nata il (…), 

C._______, nato il (…), 

D._______, nato il (…), 

E._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

tutti patrocinati da Pietro Gerundino,  

(…),  

ricorrenti, 

 

contro 

 

Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore.  
 

  
 

 
 

Oggetto 
 Esecuzione dell'allontanamento  

(paese terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 28 agosto 2025. 

 

 

D-6763/2025 

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Fatti: 

A.  

A.a In data 17 aprile 2025 A.________ e B.________, coniugi ed entrambi 

cittadini afghani, insieme ai figli C.________, D.________ e E._______, 

anch’essi cittadini afghani, hanno presentato una domanda d’asilo in Sviz-

zera. Al momento del loro arrivo, i ricorrenti hanno consegnato all’autorità 

inferiore i seguenti documenti: originale del certificato di matrimonio, foto-

copie della Taskara dei genitori e del certificato internazionale di vaccina-

zione del figlio C._______, originale dei permessi di soggiorno dei ricorrenti 

nonché gli originali dei titoli di viaggio greci dei ricorrenti.  

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sistema europeo "EU-

RODAC" del 24 aprile 2025 è risultato che i ricorrenti avessero già deposi-

tato domanda d’asilo in Grecia in data (…) gennaio 2025, e che in data (…) 

marzo 2025 avevano ricevuto protezione. 

A.c In data 25 aprile 2025 gli interessati hanno conferito procura alla rap-

presentanza legale della Regione (…). 

A.d In data 6 maggio 2025, gli insorgenti hanno entrambi sostenuto un col-

loquio in merito al rinvio verso uno Stato terzo. 

A.e Nella medesima data, la SEM ha presentato alle competenti autorità 

greche una richiesta di ripresa a carico dei richiedenti in applicazione della 

Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 di-

cembre 2008 recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati 

membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare 

(GU L 348/98 del 24 dicembre 2008) e dell'Accordo bilaterale di riammis-

sione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una prote-

zione internazionale (Accordo del 28 agosto 2006 tra il Consiglio federale 

svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concernente la riammis-

sione di persone in situazione irregolare [RS 0.142.113.729]). 

A.f In data 22 maggio 2025 i ricorrenti, per il tramite della loro rappresen-

tante legale, hanno inoltrato alla SEM uno scritto intitolato “richiesta di ri-

nuncia alla riammissione in Grecia”, trasmettendo in allegato tre documenti 

inerenti ai tre figli denominati “Health card”. 

A.g In data 5 giugno 2025 le competenti autorità elleniche hanno accettato 

la riammissione degli interessati, poiché è stato concesso loro lo statuto di 

rifugiato in data (…) marzo 2025 ed hanno ottenuto un permesso di sog-

giorno valido dal (…) marzo 2025 al (…) marzo 2028. 

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A.h Il 28 agosto 2025 i richiedenti, per il tramite del loro rappresentante 

legale, hanno inoltrato il loro parere circa la bozza di decisione della SEM 

del 25 agosto 2025.  

A.i In corso di procedura gli interessati, in particolare i figli, sono stati sot-

toposti a diverse visite mediche. 

B.  

Con decisione datata 28 agosto 2025, notificata agli interessati il giorno 

seguente, la SEM non è entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi 

dell'art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 

142.31) ed ha pronunciato l'allontanamento degli interessati verso la Gre-

cia, incaricando il cantone F.________ con l’esecuzione della misura. 

C.  

Con ricorso del 5 settembre 2025 (data d’entrata: 8 settembre 2025), gli 

interessati sono insorti dinanzi il Tribunale amministrativo federale (di se-

guito: il Tribunale) contro la summenzionata decisione della SEM conclu-

dendo, in via principale, all’annullamento della decisione impugnata ed alla 

concessione dell’ammissione provvisoria in Svizzera; in subordine, alla re-

stituzione degli atti all’autorità inferiore per il completamento dell’istruzione; 

con contestuale richiesta processuale di concessione dell’assistenza giu-

diziaria, nel senso dell’esenzione dal pagamento delle spese di giudizio e 

del relativo anticipo. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

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2.  

2.1 I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-

riore, sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un 

interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto sono legittimati ad aggravarsi contro di 

essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso. 

3.  

Ai sensi dell’art. 49 PA, in materia di diritto degli stranieri, i motivi di ricorso 

sono la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o incompleto 

di fatti giuridicamente rilevanti e l’inadeguatezza (cfr. DTAF 2014/26 con-

sid. 5). 

4.  

Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle 

considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomenta-

zioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).  

5.  

Oggetto della procedura nel caso in disamina risulta essere esclusiva-

mente la questione dell'esecuzione dell'allontanamento. Infatti, con il ri-

corso gli insorgenti, seppure abbiano formalmente chiesto l’annullamento 

della decisione impugnata (cfr. ricorso, pag. 12), hanno al contempo do-

mandato unicamente l’ammissione provvisoria in Svizzera (id. e ricorso, 

pag. 5 segg.).  

6.  

I ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei considerandi che seguono, 

sono decisi dalla giudice unica, con l'approvazione di un secondo giudice 

(art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente 

(art. 111a cpv. 2 LAsi). Giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia 

allo scambio di scritti.  

7.  

7.1 In sede di colloquio in merito al rinvio verso uno Stato terzo, entrambi i 

genitori hanno confermato di aver lasciato il Centro d’accoglienza in Grecia 

per recarsi in Svizzera il giorno dopo l’ottenimento dei documenti di viaggio. 

Il viaggio sarebbe stato finanziato dal fratello della moglie in Afghanistan. 

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Entrambi hanno inoltre dichiarato che in Grecia le condizioni di vita erano 

molto difficili, non vi era sufficiente cibo e non era adatto ai bambini. Le 

autorità greche non avrebbero inoltre fornito informazioni sui diritti dopo la 

concessione della protezione internazionale e non avrebbero offerto assi-

stenza per trovare un nuovo alloggio o un lavoro. I figli sarebbero inoltre 

stati registrati con date di nascita sbagliate, motivo per il quale al figlio più 

grande sarebbe stata rifiutata l’iscrizione a scuola in quanto risultava che il 

medesimo non avesse raggiunto l’età scolare. In merito allo stato di salute, 

hanno confermato di non avere problemi rilevanti e di stare bene.  

7.2 Nella sua analisi, la SEM ha valutato l’esecuzione dell’allontanamento 

verso la Grecia ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. Per 

quanto concerne l’ammissibilità dell’allontanamento, dagli atti non emerge-

rebbero elementi sufficienti a ritenere che le autorità greche violerebbero il 

diritto internazionale, non garantendo la necessaria protezione o espo-

nendo i ricorrenti a condizioni di vita disumane, né che essi potrebbero 

trovarsi in una situazione di emergenza esistenziale per circostanze indivi-

duali di natura sociale, economica o sanitaria. La SEM ha rilevato che i 

ricorrenti avrebbero lasciato la Grecia pochi giorni dopo aver ottenuto la 

protezione internazionale, senza rivolgersi alle autorità greche per ottenere 

alloggio, sostegno o lavoro, e non vi sarebbero pertanto prove concrete 

che tali diritti sarebbero stati loro negati.  

In merito all’esigibilità, la SEM ha rilevato che la Grecia garantirebbe l’ac-

cesso al mercato del lavoro, all’assistenza sociale, all’istruzione e all’allog-

gio secondo la direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 

13 dicembre 2011 recante norme sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi 

o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno 

status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare 

della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione ricono-

sciuta (rifusione; GU L 337/9 del 20 dicembre 2011 [di seguito: direttiva 

qualificazione]), nonché alle cure mediche tramite il sistema sanitario na-

zionale, compreso l’accesso a diversi programmi di sostegno. Che oltre a 

ciò, in Grecia vi sarebbero diverse organizzazioni caritatevoli alle quali i 

ricorrenti potrebbero chiedere un aiuto temporaneo. Pertanto, spetterebbe 

agli stessi far valere i propri diritti direttamente presso le autorità compe-

tenti, incluse eventuali vie legali, qualora dovessero riscontrare difficoltà. In 

merito ai figli, la SEM ha inoltre sottolineato che la permanenza dei ricor-

renti in Svizzera sarebbe stata di pochi mesi, troppo breve per configurare 

uno sradicamento dal contesto sociale e scolastico dei figli tale da rendere 

inesigibile l’allontanamento, e che il trasferimento in Grecia avverrebbe 

come nucleo familiare, senza pregiudicare pertanto lo sviluppo dei minori. 

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Infine, anche la situazione medica di tutta la famiglia non sarebbe ostativa 

all’esecuzione dell’allontanamento. 

Infine, l'esecuzione dell'allontanamento degli interessati sarebbe possibile 

sia sul piano tecnico che pratico, avendo le autorità elleniche consentito 

alla riammissione dei ricorrenti sul loro territorio.  

7.3 In sede ricorsuale, gli insorgenti censurano la violazione del loro diritto 

di essere sentiti, contestando altresì l’accertamento dei fatti giuridicamente 

rilevanti svolto dalla SEM, sostenendo che il medesimo sia incompleto non-

ché inesatto in quanto non sarebbe stata presa in considerazione la vulne-

rabilità dei ricorrenti dovuta alla presenza dei tre figli piccoli, alla luce delle 

problematiche mediche di quest’ultimi. In particolare, essi sostengono che 

l’autorità inferiore avrebbe dovuto procedere ad ulteriori chiarimenti sup-

plementari da parte delle autorità greche, richiedendo alle medesime una 

dichiarazione di garanzia formale la quale assicuri un accoglimento e presa 

a carico adeguata della famiglia, rispettando le esigenze fondamentali dei 

minori in ossequio al principio del superiore interesse dei minori previsto 

all’art. 3 della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 

(CDF, RS 0.107).  

 

In assenza di tali garanzie, i ricorrenti sostengono che un rimpatrio in Gre-

cia violerebbe l’art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti 

dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 

0.101), l’art 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (di 

seguito: Carta UE), nonché il principio di non-refoulement previsto all’art. 5 

LAsi. 

 

Gli insorgenti contestano inoltre l’esecuzione dell’allontanamento, soste-

nendo che un eventuale loro rimpatrio in Grecia comporterebbe un rischio 

concreto di ritrovarsi in condizioni di vita degradanti e contrarie al diritto 

internazionale, privati del sostentamento minimo e di una vita dignitosa. 

8.  

8.1 Nel caso in narrativa viene dapprima censurato un accertamento ine-

satto ed incompleto dei fatti da parte dell’autorità inferiore in quanto 

avrebbe omesso di richiedere garanzie alle autorità greche in merito alla 

presa a carico adeguata dei ricorrenti una volta rimpatriati. Oltre a ciò, 

viene censurata la violazione del loro diritto di essere sentiti (cfr. supra, 

consid. 7.3). 

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8.2 Nelle procedure d'asilo ‒ così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità 

competente accerta d'ufficio i fatti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa 

deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, 

chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune 

prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti 

dal dovere di collaborare all'accertamento dei fatti ed in modo particolare 

dall'onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l'amministrazione 

o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed 

art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1).  

8.3 Dal canto suo, il diritto di essere sentito, disciplinato dall’art. 29 cpv. 2 

della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 

18 aprile 1999 (Cost., RS 101) comprende segnatamente il diritto per la 

persona interessata di consultare l’incarto, di offrire mezzi di prova su punti 

rilevanti e di esigerne l’assunzione, di partecipare alla stessa e di potersi 

esprimere sulle relative risultanze nella misura in cui possano influire sulla 

decisione (cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1, 135 I 279 consid. 2.3). La por-

tata della facoltà di esprimersi non può essere determinata in maniera ge-

nerale ma dev’essere definita sulla base degli interessi concretamente in 

gioco. Il concetto a monte è che alla parte in causa debba essere concessa 

la facoltà di mettere in evidenza il suo punto di vista in maniera efficace 

(cfr. DTAF 2013/23 consid. 6.1.1 e relativi riferimenti; e tra le tante la sen-

tenza del Tribunale D-4781/2021 dell’8 novembre 2021 consid. 6.2). 

8.4 Dagli atti si evince come al momento dell'emissione della decisione im-

pugnata, l'incarto conteneva già i mezzi di prova riguardanti lo stato di sa-

lute dei figli e del padre, dai quali non risultano problematiche mediche di 

rilievo (cfr. atti SEM 43/2, 49/2, 51/2, 53/2 e 54/2; cfr. anche infra, consid. 

11.6). Tali atti medici sono stati presi in considerazione dall’autorità inferiore 

al momento della decisione impugnata, mentre per quanto concerne la mo-

glie né al momento della decisione impugnata né al momento della pre-

sente sentenza risultano rapporti medici a suo nome versati agli atti. Non 

avendo inoltrato nulla in tal senso, si ritiene che la SEM non abbia omesso 

di tener in considerazione alcun rapporto medico (cfr. atto SEM 59/19 pt. 

II, pag. 8).  

8.5 La documentazione in forza della quale sono state poste le diagnosi 

appariva inoltre sufficientemente motivata, considerata la (non) gravità 

delle problematiche mediche dei ricorrenti. Pertanto, al momento dell'emis-

sione della decisione d'asilo, lo stato di salute di tutta la famiglia risultava 

sufficientemente acclarato (cfr. tra le tante la sentenza del Tribunale D-

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734/2024 del 1°luglio 2024 consid. 3.1). Ne discende che l’autorità inferiore 

non ha violato il principio inquisitorio.  

8.6 In seguito, per quanto attiene alla censura formale inerente ad 

un’asserita violazione del diritto di essere sentito dei ricorrenti, si segnala 

che la stessa viene sollevata senza essere sufficientemente circostanziata. 

Avendo potuto i ricorrenti presentare un ricorso e fornire le proprie 

argomentazioni a proposito, anche tale censura formale va respinta in 

quanto infondata. 

8.7 Infine, alla luce dei considerandi che seguono (cfr. infra, consid. 10 

segg.), non vi era alcuna necessità di richiedere garanzie alle autorità 

greche riguardo ad un’adeguata sistemazione dei ricorrenti una volta 

rimpatriati in Grecia. 

9.  

9.1 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio dell'art. 

44 LAsi, dall'art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione 

del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata norma, l'ese-

cuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), 

ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 

LStrI). In caso di non adempimento d'una di queste condizioni, la SEM di-

spone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 

9.2 Circa l'apprezzamento degli ostacoli all'allontanamento, vale di regola 

lo stesso apprezzamento della prova consacrato al riconoscimento della 

qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve provare o per lo meno rendere 

verosimile l'esistenza di un ostacolo all'allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 

consid. 10.2 e relativo riferimento). 

10.  

10.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrl l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando il ritorno della persona straniera nel Paese d'origine 

o nello Stato terzo comporta una violazione degli impegni di diritto interna-

zionale pubblico della Svizzera (in particolare degli art. 5 cpv. 1 LAsi, 

art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1952 [Conv. 

rifugiati, RS 0.142.30], art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre 

pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 

[Conv. tortura, RS 0.105], art. 3 CEDU). 

10.2 Giusta l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, i ricorrenti sono rinviati in uno Stato 

terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia uno 

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Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico, compreso il principio di non-respingimento. 

10.3 Con particolare riferimento alla situazione generale dei beneficiari di 

protezione internazionale in Grecia, il Tribunale nella sentenza di riferi-

mento E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 ha rilevato che si 
deve ammettere l'esistenza di ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento 

dal profilo dell'ammissibilità unicamente in casi particolari, e meglio in pre-

senza di indizi concreti circa il rischio di violazione di disposizioni di diritto 

internazionale obbligatorie (cfr. consid. 11.2). Nonostante sia stato rilevato 

un certo numero di carenze nel sistema di accoglienza greco (cfr. sentenza 

di riferimento succitata consid. 9), il Tribunale ha ritenuto che non vi è un 

rischio per ogni beneficiario di protezione internazionale – indipendente-

mente dalla situazione concreta – di trovarsi confrontato all'indifferenza 

delle autorità ed in una situazione di privazione o mancanza a tal punto 

grave che sarebbe incompatibile con la dignità umana o confrontato ad una 

pratica di discriminazione sistematica (cfr. sentenza di riferimento succitata 

consid. 11.2).  

10.4 Il Tribunale ha recentemente ribadito questa conclusione nella sen-

tenza D-2590/2025 dell’11 settembre 2025 (prevista per la pubblicazione 

come sentenza di riferimento), dopo aver condotto un’analisi aggiornata e 

approfondita della situazione dei beneficiari di protezione internazionale in 

Grecia, basata su una pluralità di fonti recenti, affidabili e pertinenti (cfr. 

consid. 8 e 9). In particolare, per le famiglie con bambini vulnerabili, il Tri-

bunale ha stabilito che l’esecuzione dell’allontanamento deve essere con-

siderata inammissibile, anche in assenza di elementi favorevoli, unica-

mente qualora i membri della famiglia non siano riusciti a costruirsi un’esi-

stenza dignitosa in Grecia. In tale contesto, devono rendere verosimile di 

aver compiuto sforzi concreti per integrarsi – inclusi la ricerca attiva di la-

voro e di un alloggio, l’accesso a corsi di lingua, l’utilizzo dei servizi e delle 

prestazioni sociali disponibili, l’iscrizione dei figli a scuola – nonché l’esau-

rimento di tutti i servizi disponibili, statali e non (cfr. consid. 9.8, 9.9).  

10.5  

10.5.1 Di seguito, occorre verificare se, tenuto conto della situazione ge-

nerale vigente attualmente in Grecia e delle circostanze proprie agli insor-

genti, vi siano delle serie ragioni di credere che essi sarebbero esposti al 

rischio reale di subire, come censurato in sede ricorsuale, un trattamento 

contrario all'art. 3 CEDU o ad altre disposizioni del diritto internazionale, in 

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caso di un loro rinvio verso il succitato Paese, confutando la presunzione 

legale sopra menzionata (cfr. supra, consid. 10.2). 

10.5.2 Nella fattispecie, i ricorrenti il (…) marzo 2025 hanno ottenuto lo sta-

tuto di rifugiati in Grecia e sono stati posti al beneficio di un permesso di 

soggiorno valido dal (…) marzo 2025 al (…) marzo 2028. 

10.5.3 Al riguardo, occorre anzitutto evidenziare come gli interessati, quali 

beneficiari della protezione internazionale, possono contare sulle garanzie 

derivanti dalla direttiva qualificazione. In caso di violazione dei loro diritti, 

essi potranno adire i tribunali greci e, in caso di violazione dei diritti sanciti 

dalla CEDU, pure in ultima istanza la Corte EDU (art. 34 CEDU). 

10.5.4 Per il resto, dalle tavole processuali non si evincono elementi che 

permettano di ritenere che in caso di rinvio degli insorgenti in Grecia le loro 

prospettive future, considerate dal punto di vista materiale, fisico o 

psicologico, denotino un rischio sufficientemente reale e imminente di 

privazioni di gravità tale da rientrare nell'ambito di applicazione 

dell'art. 3 CEDU o ad altre disposizioni del diritto internazionale. Di 

conseguenza, e a differenza delle considerazioni contrarie contenute nel 

gravame, non si parte dal presupposto che essi saranno confrontati con 

una situazione di emergenza di carattere esistenziale o a dei trattamenti 

vietati dalle norme di diritto internazionale. Invero, come giustamente 

ritenuto dall'autorità inferiore, gli interessati hanno lasciato la Grecia il 

giorno dopo aver ottenuto i documenti di viaggio (cfr. atti SEM 34/7, D10 e 

35/9, D11) e dunque senza essersi sforzati a sufficienza e nella misura del 

possibile per costruirsi una vita in Grecia e garantirsi condizioni di esistenza 

durature. Infine, il trasferimento dei ricorrenti in Grecia non risulta 

nemmeno essere contrario all'interesse superiore dei fanciulli sancito 

dall’art. 3 CDF (cfr. infra, consid. 11; cfr. in merito anche la sentenza del 

Tribunale E-4497/2025 del 2 ottobre 2025 consid. 6.3.3.3).  

10.6 In conclusione, gli insorgenti non riescono a confutare la presunzione 

legale sopra menzionata (cfr. supra, consid. 10.2) e l'esecuzione dell'allon-

tanamento in Grecia è da considerarsi ammissibile ai sensi delle norme di 

diritto internazionale pubblico nonché della LAsi (art. 83 cpv. 3 LStr in rela-

zione all'art. 44 LAsi). 

  

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Pagina 11 

11.  

11.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LstrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. 

11.2 Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LstrI in combinato disposto con l'allegato 2 

dell'art. 18 dell'ordinanza concernente l'esecuzione dell'allontanamento e 

dell'espulsione di stranieri dell'11 agosto 1999 (OEAE; RS 142.281), l'ese-

cuzione dell'allontanamento verso i paesi dell'Unione europea (UE) e 

dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) è da ritenersi di prin-

cipio esigibile. Spetta ai richiedenti confutare tale presunzione legale che 

si applica, in linea di massima, anche alle persone vulnerabili. 

11.3 Per quanto riguarda la Grecia, con la sentenza di riferimento E-

3427/2021, E-3431/2021, il Tribunale ha inoltre ritenuto di principio esigi-

bile l'esecuzione dell'allontanamento di persone vulnerabili, come donne 

incinte o persone con problemi di salute non ritenuti gravi (consid. 11.5.1). 

Al contrario, il Tribunale ha ritenuto che l'esecuzione dell'allontanamento di 

persone particolarmente vulnerabili è di principio inesigibile a meno che 

non vi siano circostanze particolarmente favorevoli sulla base delle quali si 

possa eccezionalmente presumere che l'esecuzione dell'allontanamento 

sia ragionevolmente esigibile (consid. 11.5.3). Con la sentenza D-

2590/2025 (prevista per la pubblicazione come sentenza di riferimento) il 

Tribunale ha precisato che – nonostante il sostentamento e l’integrazione 

in Grecia restino gravati da numerosi ostacoli, in particolare per quanto ri-

guarda la ricerca di un alloggio – l’esecuzione dell’allontanamento di fami-

glie con bambini vulnerabili sarà da considerarsi inesigibile, anche in as-

senza di elementi favorevoli, unicamente qualora i membri della famiglia 

non fossero riusciti a costruirsi un’esistenza ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LAsi 

in Grecia. In tale contesto, devono rendere verosimile di aver compiuto in-

vano sforzi concreti in tal senso nonché l’esaurimento di tutti i servizi di-

sponili, statali e non (cfr. consid. 9.8, 9.9). 

11.4 Nel caso in disamina, con riferimento alla giurisprudenza sopramen-

zionata, vi è modo di rilevare che le difficili condizioni presenti in Grecia 

(anche) per le persone beneficiarie di protezione internazionale non sono 

sufficienti per ritenere inesigibile l’esecuzione dell’allontanamento. In que-
sto contesto è bene sottolineare che la Grecia è vincolata dalla direttiva 

qualificazione; è quindi responsabilità degli insorgenti rivendicare i diritti 

che spettano loro direttamente presso le autorità di detto Paese (cfr. anche 

D-6763/2025 

Pagina 12 

supra consid. 10.5.3). Quali rifugiati riconosciuti essi hanno infatti diritto ad 

essere trattati in modo equivalente ai cittadini greci segnatamente in rela-

zione all'accesso all'occupazione, all’istruzione e all'assistenza sociale e 

sanitaria (cfr. in particolare gli art. 26, art. 27, art. 29 e art. 30 in combinato 

disposto con l’art. 20 cpv. 2 direttiva qualificazione). Inoltre, vi sono attual-

mente diversi programmi ed organizzazioni alle quali i ricorrenti potranno 

rivolgersi per ricevere (ulteriore) assistenza in tali ambiti.  

11.5 Nella fattispecie, gli insorgenti non hanno reso verosimile il rischio 

concreto di un'emergenza esistenziale in caso di rinvio in tale Paese. 

Senza ignorare il fatto che gli insorgenti possano vedersi confrontati con 

certe difficoltà iniziali dopo il rientro in Grecia, va segnatamente sottolineato 

che il marito dispone di pregressa esperienza lavorativa in Afghanistan, 

avendo lavorato come cuoco, meccanico e muratore (cfr. atto SEM 34/7, 

D25), mentre la moglie ha studiato all’Università a G._______ completando 

gli studi per diventare insegnante (cfr. atto SEM 35/9, D3); gli stessi po-

tranno una volta rientrati in Grecia cercare un lavoro al fine di mantenere 

la propria famiglia. Infatti, poiché i ricorrenti dispongono di permessi di sog-

giorno validi, il mercato del lavoro greco risulta loro accessibile. Nella fatti-

specie, avendo lasciato la Grecia un giorno dopo l’ottenimento dei docu-

menti di viaggio, gli insorgenti non hanno reso verosimile il rischio concreto 

di un’emergenza esistenziale in caso di rinvio in tale Paese. Ci si può at-

tendere senz’altro, come richiesto dalla più recente giurisprudenza in ma-

teria, che essi compiano (maggiori) sforzi d’integrazione, segnatamente 

tramite corsi di lingua, la ricerca attiva di un alloggio e – come già menzio-

nato – di lavoro, e rivolgendosi alle autorità competenti (cfr. sentenza D-

2590/2025 [prevista per la pubblicazione come sentenza di riferimento] 

consid. 9.8). 

11.6  

11.6.1 Per quanto attiene allo stato di salute dei ricorrenti, si rileva che la 

moglie ha riferito in sede di colloquio di stare bene, ma di soffrire da molto 

tempo di un problema di pressione che le provoca talvolta mal di testa (cfr. 

atto SEM 35/9, D4), mentre il marito ha dichiarato di stare bene di salute, 

salvo sentirsi ogni tanto sotto pressione (cfr. atto SEM 34/7, D4, D5; cfr. 

anche atto SEM 49/2). 

Infine in merito ai figli si rileva che per E._______ non viene segnalata al-

cuna problematica medica (cfr. atto SEM 43/2). Per quanto concerne in-

vece il figlio D._______, risulta unicamente che lo stesso fosse affetto da 

un’infezione virale con febbre ed eruzioni cutanee nel mese di giugno 2025. 

D-6763/2025 

Pagina 13 

Infine, a C._______ sono stati diagnosticati unicamente problemi di natura 

dentale (cfr. atti SEM 51/2, 54/2 e 53/2). 

Inoltre, contrariamente a quanto sostenuto in sede ricorsuale, il figlio più 

grande dei ricorrenti è stato vaccinato in Grecia ed era in procinto di iniziare 

la scuola, se non fosse stato per il disguido riguardante l’erronea data di 

nascita con la quale è stato registrato (cfr. atto SEM 35/9, D46; cfr. anche 

atti SEM 37/1, 50/2). È pertanto lecito dedurre che pure i figli più piccoli 

potranno essere vaccinati ed iniziare la scuola una volta raggiunta l’età 

scolare. 

11.6.2 Alla luce delle diagnosi sopra esposte risulta chiaro che nemmeno 

lo stato di salute della famiglia non è ostativo all’esecuzione dell’allontana-

mento, non presentando gli stessi nessuna problematica medica rilevante 

e considerato che, in ogni caso, la Grecia dispone di strutture mediche suf-

ficienti. 

11.7 Ciò posto, i ricorrenti non sono riusciti a confutare la presunzione le-

gale sopra menzionata (cfr. supra, consid. 11.2). L'esecuzione dell'allonta-

namento risulta pertanto essere pure ragionevolmente esigibile (art. 83 

cpv. 4 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

12.  

Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-

secuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStrI) ritenuto 

che le autorità elleniche hanno espressamente accettato la riammissione 

dei ricorrenti, i quali dispongono di un permesso di soggiorno valido in Gre-

cia. 

13.  

Alla luce di quanto precede, risulta che la decisione impugnata non viola il 

diritto federale e non è censurabile per un altro motivo previsto dalla legge. 

14.  

14.1 Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo delle spese processuali è divenuta 

senza oggetto. 

14.2 Ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favo-

revole, la domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

14.3 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di fr. 750.– vanno 

poste a carico dei ricorrenti soccombenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 

D-6763/2025 

Pagina 14 

1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 

173.320.2]). 

15.  

Infine, la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata 

con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 

83 lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-6763/2025 

Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di fr. 750.–, sono poste a carico dei ricorrenti. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

La giudice unica: Il cancelliere: 

  

Giulia Marelli Randy Mulangala 

 

 

Data di spedizione: