# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 47a370c7-090e-5dcd-9f13-b2f2d1b32165
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-07-03
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 03.07.2023 14.2023.17
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2023-17_2023-07-03.html

## Full Text

CO 1RE 1

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  14.2023.17

  	
  Lugano

  3 luglio 2023

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Bertoni

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa SO.2023.13 (rigetto definitivo dell’opposizione) della Pretura
della Giurisdizione di Mendrisio-Sud promossa con istanza 6 gennaio 2023 da

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  CO 1 

  (patrocinata dall’avv. PA 1 __________)

   

  
	 
	
   

  	
   

  	 

					

giudicando sul reclamo del 23 febbraio 2023 presentato da RE 1 contro
la decisione emessa il 14 febbraio 2023 dal Pretore aggiunto;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Con precetto esecutivo n. __________ emesso il 7 dicembre 2022 dalla
sede di Mendrisio dell’Ufficio d’esecuzione, RE 1 ha escusso CO 1 per l’incasso
di fr. 35'630.50 oltre agli interessi del 3% dal 17 luglio 2022, indicando
quale causa del credito la “violazione
dei doveri derivanti dal contratto di mandato quale medico curante/famiglia,
Grave negligenza non comunicare il peggioramento di salute all’uff. AI, onde
richiedere un adeguamento del­la rendita. La dott.ssa CO 1 già nel 2016 fu
richiamata 2 volte perché non aveva dato seguito alla richiesta dell’uff. AI”.

                                  B.   Avendo
CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 6 gennaio
2023 RE 1 ne ha chiesto il rigetto
definitivo alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud. Nel termine impartito, la convenuta si è opposta
all’istanza con os­servazioni scritte del 26 gennaio 2023.

 

                                  C.   Statuendo con decisione del 14 febbraio 2023, il Pretore aggiunto ha
respinto l’istanza, ponendo a carico dell’istante le spese processuali di fr. 410.–
e un’indennità di fr. 1'200.– a favore della convenuta.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 23 febbraio 2023 per ottenerne
l’annullamento e l’accoglimento dell’istanza, protestate spese e ripetibili per
fr. 1'200.–. Stante il prevedibile esito dell’odierno giudizio il reclamo
non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’oppo­­sizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett.
e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                                1.1   Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro
dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è
avvenuta in concreto a RE 1 al più presto il 15 febbraio 2023, il termine d’im­­pugnazione
è scaduto sabato 25 febbraio, per cui la scadenza è stata riportata a lunedì 27
febbraio (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato il 23
febbraio 2023 (data del timbro postale), il reclamo è dunque senz’altro tempestivo.

 

                                1.2   La Camera decide in linea di principio in
base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2
CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC)
contenute nel reclamo (DTF 147 III 179 consid. 4.2.1 e i rimandi). Secondo l’art. 320
CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del
diritto sia l’ac­­certamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando
che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi
(art. 326 cpv. 1 CPC).

                                1.3   Il
reclamo dev’essere “motivato” (art. 321 cpv. 1 CPC) – ciò che la
Camera verifica d’ufficio – nel senso che dal memoriale deve evincersi
per quali ragioni la sentenza di primo grado è contestata (DTF 142 I 94 consid.
8.2 con rinvii). Doglianze generiche e recriminazioni di
carattere generale non sono sufficienti, come non basta ripetere nel reclamo le
argomentazioni esposte in prima sede. Spetta al reclamante confrontarsi con la
motivazione addotta nella sentenza impugnata, indicando dove e in che cosa
consisterebbe lo sbaglio del primo giudice (sentenza del Tribunale federale 4A_
621/2021 del 30 agosto 2022 consid. 3.1, i cui principi valgono anche per i
reclami: 5D_190/2014 del 12 maggio 2015 consid. 2). Solo a tali condizioni è
possibile entrare nel merito del ricorso, poiché giudicare un reclamo non
significa rifare il processo di primo grado, ma verificare se la sentenza
impugnata resiste alla critica.

                             1.3.1   Nella
decisione impugnata, il Pretore aggiunto ha rilevato che RE 1 pretende dalla
dottoressa CO 1 il versamen­to di una somma di denaro a titolo di
risarcimento per la violazione del mandato
di medico di famiglia, ma agli atti non vi è alcuna de­cisione giudiziaria
esecutiva di condanna in tal senso, e quindi nes­sun titolo di rigetto
definitivo dell’opposizione, né tanto meno un titolo di rigetto
provvisorio dell’opposizione in mancanza di un impegno scritto firmato dall’escussa;
onde la reiezione dell’istanza.

                             1.3.2   Nel
reclamo RE 1 sostiene che le parti hanno concluso un contratto tacitamente
giusta l’art. 1 CO e che se lui, come paziente, ha il dovere di onorare la
prestazione del medico CO 1, quest’ultima aveva il dovere e la responsabilità di
svolgere la sua funzione di medico curante e d’interagire tempestivamente con l’Ufficio
dell’assicurazione invalidità (AI), trasmettendo i rapporti clinici che
attestavano il peggioramento del suo stato di salute, ciò che non ha fatto,
causandogli un danno, ossia un ritardo nell’adeguamento della rendita.

                             1.3.3   Sennonché
in tal modo il reclamante non si confronta minimamen­te con la motivazione
della decisione impugnata, poiché non discute
affatto la questione dell’esistenza di un titolo di rigetto dell’op­­posizione
giusta gli art. 80 o 82 cpv. 1 LEF né contesta l’accerta­mento del primo
giudice secondo cui agli atti non sussiste né una decisione di condanna, né un riconoscimento di debito in suo favo­re
firmato dalla dottoressa. Il reclamo si avvera quindi irricevibile.

                             1.3.4   Per
abbondanza, anche volendo ipotizzare un rapporto di diritto tacito tra le parti
– ciò che non spetta al giudice del rigetto accertare (DTF 147 III 178 consid. 4.2.1) – per ottenere il
rigetto definitivo o provvisorio dell’opposizione l’istante deve produrre una
decisione che accerta la pretesa da lui fatta valere (art. 80 cpv. 1 LEF),
rispettivamente un documento firmato dalla parte escussa, in cui si riconosce
debitrice in suo favore dell’importo posto in esecuzione (art. 82 cpv. 1 LEF), ciò che RE 1 manifestamente non ha fatto.
Come già evidenziato nella sentenza impugna­ta, se non è in possesso né
di una decisione giudiziaria esecutiva né di un riconoscimento di debito, l’istante
non ha diritto alla via agevolata del rigetto dell’opposizione in procedura
sommaria (art. 80 segg. LEF), ma ciò non gli preclude la via della procedura
ordinaria (art. 79 LEF; sentenza della CEF 14.2018.139 del 14 gennaio 2019
consid. 4.1), cui il reclamante è pertanto rinviato.

 

                                   2.   La tassa del presente giudizio, stabilita
in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di
ripetibili, il reclamo non essendo stato notificato alla controparte per
osservazioni. La richiesta di RE 1 d’assegnazione d’indennità in suo favore di fr. 1'200.–
non può essere accolta, poiché egli soccombe nel presente procedimento (art.
106 cpv. 1 CPC).

 

                                   3.   Circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 35'630.50,
raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art.
74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è irricevibile.

 

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 230.– relative al presente giudizio,
già anticipate dal reclamante, sono poste a suo carico. 

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   ;

  –    .

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud.

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                            La
vicecancelliera

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).