# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f4e1a706-cfcc-58d9-bdbc-117ab82f2557
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-04-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.04.2007 C-2741/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2741-2006_2007-04-05.pdf

## Full Text

Corte III
C-2741/2006
{T 0/2}

Sentenza del 5 aprile 2007

Composizione: Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), Michael 
Peterli e Franziska Schneider, giudici

Paola Carcano, cancelliera.

G._______,
ricorrente, patrocinato dall'Avv. Odilia De Blasi, Via Cerrate Casale 4, IT-73100 
Lecce,

contro

U._______,
Autorità inferiore

concernente
Prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

2

Ritenuto in fatto:

A. G._______,  cittadino  italiano,  nato  il  29  maggio  1945,  coniugato,  ha 
lavorato in Svizzera dal 1963 al 1981 come operaio di segheria solvendo 
regolari contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e 
l'invalidità (cfr. doc. 8, 55 e 58). Dopo il rimpatrio, e piú precisamente dal 
1982,  ha continuato  ad esercitare  un'attività  lucrativa  alla  dipendenza  di 
diversi datori quale bracciante agricolo, costantemente fino al 31 dicembre 
2001 e saltuariamente fino alla primavera del 2004. A far tempo dal mese 
di agosto 2004 percepisce una pensione d'invalidità italiana di complessivi 
Euro 412.18 mensili (doc.1, 4, 11, 12, 16 e 58).

In  data  5  luglio  2004,  G._______  ha  formulato  una  richiesta  volta  al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
(doc. 4).

B. L'assicurato  è  stato  visitato  il  14  ottobre  2004  presso  i  servizi  medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di Casarano (Lecce), 
ove  il  sanitario  incaricato  (Dott.  Nicola  Genovese)  ha  evidenziato  la 
diagnosi di "sospetta artrite reattiva o forma iniziale di artrite reumatoide, 
ipertensione arteriosa, pregressa polipectomia del colon, artrosi ginocchia 
e discopatia lombare" ed ha posto un tasso di invalidità parziale del 67% 
per  l'ultimo  lavoro  svolto.  Per  contro  egli  non  si  è  espresso  in  merito  a 
qualsiasi altra attività confacente all'assicurato (doc. 55). 

Il tutto sulla base della seguente documentazione medica obiettiva messa 
a disposizione in forma fotostatica: una cartella clinica relativa al ricovero 
del 3 giugno 1993 per poliartrite acuta, una cisti al rene dx ed un piccolo 
calcolo  al  rene  sx;  vari  certificati  medici  del  Dott.  Francesco  Russo 
(segnatamente del 28 gennaio 1998, del 16 maggio 2000 e del 30 maggio 
2000); un certificato medico del Dott. Giorgio Longo del 23 maggio 2000; 
un referto radiologico del polso e della mano destra del 24 maggio 2000; 
un referto scintigrafico dell'intero scheletro della Dott.ssa Junia Bagnoli del 
21  giugno  2000;  un  referto  neurologico  del  Dott.  Antonio  Nicolaci  del  7 
settembre  2000;  un  referto  radiologico  del  rachide  cervicale  e  lombo 
sacrale  del  Dott.  Antonio  Fasano  dell'8  novembre  2000;  un  referto 
cardiologico  ed  un  referto  ecocardiografico  del  Dott.  Antonio  Galati, 
ambedue  del  12  novembre  2000,  giusta  i  quali  l'assicurato  è  affetto  da 
"ipertensione  arteriosa"  e  da  "cardiopatia  ipertensiva";  un  referto 
radiologico del 25 giugno 2001 del cranio e dei seni paranasali; un referto 
di  tomografia  assiale computerizzata  (di  seguito:  TAC) spinale del  tratto 
lombare  della  Dott.ssa  Silvia  Armenise  del  25  giugno  2001;  un  referto 
radiologico del 25 giugno 2001 della colonna lombo-sacrale; un referto di 
visita specialistica del 24 gennaio 2002; vari referti reumatologici del Dott. 

3

Giorgio Carlino (segnatamente del 21 febbraio 2002, del 14 marzo 2002, 
del 30 aprile 2002 e del 16 gennaio 2003); un referto radiologico del 27 
febbraio 2002 delle ginocchia e dei polsi; una valutazione microscopica di 
liquido sinoviale  del 14 marzo 2002; un'ecografia del 12 novembre 2002; 
un  referto  radiologico  del  12  novembre  2002;  un  referto  di  una 
pancolonscopia  del  12  novembre  2002;  un  protocollo  di  anatomia 
patologica  del  colon  del  Dott.  T.  Carlà  del  17  febbraio  2003; 
un'attestazione medica dell'Unità operativa di "Day Surgery Unit" chirurgia 
generale di Gagliano del Capo (Lecce) del 20 marzo 2003 giusta la quale 
l'assicurato è stato sottoposto ad un intervento chirurgico di polipectomia 
endoscopica per polipo peduncolato del sigma; un protocollo di anatomia 
patologica  del  polipo  del  sigma della  Dott.ssa  M.  Scordari  del  1°  aprile 
2003;  un  referto  reumatologico  del  27  maggio  2003;  un'attestazione 
medica del  18 luglio  2003 giusta  la  quale  l'assicurato  è stato ricoverato 
nell'unità operativa di oculistica dell'azienda ospedaliera "Card. G. Panico" 
di Tricase (Lecce) dal 13 luglio 2003 al 18 luglio 2003 per corpo estraneo 
corneale con uveite reattiva occhio sinistro CC 11579; un'attestazione di 
prestazione del servizio di pronto soccorso dell'azienda ospedaliera "Card. 
G. Panico" di Tricase del 27 luglio 2003 per "sospetta artrite reumatoide"; 
un'attestazione medica del 6 dicembre 2003 giusta la quale l'assicurato è 
stato  ricoverato  nell'unità  operativa  di  oculistica  dell'azienda  ospedaliera 
"Card. G. Panico" di Tricase " dal 26 novembre 2003 al 29 novembre 2003 
per "Ipoema postraumatico in occhio destro"; un modulo del 2 ottobre 2003 
ed un'attestazione medica  del  Prof.  Franco  Capsoni  del  31  marzo 2004 
che diagnostica un "sospetto di artrite reattiva o di forma iniziale di AR"; un 
referto di una pancolonscopia del Dott. De Blasi del 12 giugno 2003 che 
attesta l'assenza di lesioni recidive; i risultati di esami ematochimici del 24 
e  del  28  maggio  2004;  un  certificato  medico  del  Dott.  Giuseppe  Luigi 
Renna  del  6  luglio  2004 che diagnostica  "artrite  gottosa,  spondiloartrosi 
diffusa";  un  referto  allergologico  del  1°  luglio  2004 ed,  infine,  un  referto 
medico di chirurgia generale del 1° ottobre 2004 (doc. 17-54).

Alla  predetta  documentazione  sono  stati  poi  aggiunti:  un  referto 
radiografico  del  torace  del  2  novembre  2004  ed  uno  ecografico 
dell'addome superiore dell'8  novembre 2004,  ambedue del Dott.  Antonio 
Fasano (doc. 56 e 57).

C. Nei  suoi  rapporti  del  15  e  16  luglio  2005  il  Dott.  Werner  Luthi,  medico 
dell'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero (UAIE), dopo aver ripreso la diagnosi sopra riferita ed analizzato 
il  caso  sotto  il  profilo  delle  malattie  di  lunga  durata,  fissa  un  tasso  di 
invalidità  parziale del  40% dell'assicurato  quale bracciante agricolo a far 
tempo dal mese di giugno 2003, considerandolo tuttavia abile al 100% in 
attività  lucrative  sostitutive  piú  leggere  quali,  ad  esempio,  portinaio, 
custode,  sorvegliante,  sorvegliante  di  parcheggi  e/o  musei,  venditore  di 
biglietti e distributore del corriere interno (doc. 58 e 59).

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In  un  calcolo  comparativo  dei  redditi,  l'amministrazione  ha  ritenuto  che 
nell'ambito  delle  predette  attività  sostitutive  l'interessato  subirebbe  una 
perdita di guadagno del 22,93% a partire dal mese di giugno 2003 (doc. 
60).

Con  decisione  del  20  settembre  2005  l'UAIE  ha  pertanto  respinto  la 
richiesta di prestazioni di G._______ (doc. 61).

D. Quest'ultimo, regolarmente rappresentato dal Patronato Encal di Patú, ha 
formulato  in  data  30  settembre  2005  tempestiva  opposizione  contro  il 
suddetto  provvedimento  amministrativo,  chiedendo  in  sostanza  il 
riconoscimento del suo diritto a prestazioni assicurative (doc. 64). Nulla ha 
prodotto a suffragio delle sue conclusioni.

Mediante decisione su opposizione del 6 marzo 2006, l'UAIE ha respinto la 
predetta opposizione e confermato nel contempo la propria decisione del 
20 settembre 2005 (doc. 65).

E. Con tempestivo gravame del 22 marzo 2006, consegnato alla Posta il 21 
aprile successivo, G._______, regolarmente rappresentato dall'avv. Odilia 
De  Blasi,  chiede,  sostanzialmente,  l'annullamento  del  summenzionato 
provvedimento amministrativo e, di conseguenza, il riconoscimento del suo 
diritto a prestazioni assicurative. A suffragio delle sue conclusioni produce 
in  forma  fotostatica,  oltre  ad  alcuni  documenti  già  agli  atti,  anche:  un 
referto  radiografico  delle  mani  e  della  colonna  cervicale  del  Dott.  Gian 
Giuseppe  Panico  del  30  settembre  2005  che  diagnostica  una  "cervico-
unco-e discoartrosi" oltre a "diffusi modesti segni di artrosi" alle mani; un 
referto  specialistico  del  Dott.  Giorgio  Carlino  del  3  ottobre  2005  che 
apprezza  "poliartralgie  e  cervicoartrosi  con  radicolopatia";  un  referto 
specialistico  del  dott.  De  Blasi  giusta  il  quale  l'esame  del  colon    "non 
evidenzia la presenza di lesioni polipoidi recidive ma rileva multipli e diffusi 
diverticoli che si estendono dal sigma fino a tutto il traverso".

Ricevuta  l'impugnativa,  l'amministrazione  ha  risottoposto  gli  atti  al  Dott. 
Werner Luthi, il quale, alla luce della nuova documentazione prodotta, ha 
confermato,  nella sua relazione del 20 luglio 2006 (doc.  67),  i  sui  pareri 
precedenti (doc. 58 e 59).

Nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  del  21  aprile  2006  l'UAIE  propone 
pertanto la reiezione dell'impugnativa con argomenti  di cui  si riferirà, per 
quanto occorra, nei considerandi che seguono.

F. Dopo  aver  preso  atto  delle  osservazioni  dell'amministrazione  e  di  altra 
documentazione di rilievo, l'avv. De Blasi,  con scritto del 4 ottobre 2006, 
ha ribadito l'intenzione del proprio assistito di mantenere il ricorso.

5

G. In data 13 marzo 2007 il Tribunale amministrativo federale ha comunicato 
alle parti la composizione del collegio giudicante. Entro il termine impartito 
non sono state presentate istanze di ricusa.

Considerando in diritto:

1.

1.1 I ricorsi pendenti presso le Commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o 
presso i servizi di ricorso dei dipartimenti il  1° gennaio 2007 sono trattati 
dal Tribunale amministrativo federale nella misura in cui è competente. È 
applicabile  il  nuovo  diritto  di  procedura  (cfr.  art.  53  cpv.  2  Legge  sul 
Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]).

1.2 In  virtù  dell'art.  31  LTAF,  questo  tribunale  giudica  i  ricorsi  contro  le 
decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  Legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021)  emanate  dalle 
autorità  menzionate  agli  art.  33 e 34 LTAF,  riservate  le eccezioni  di  cui 
all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese  dall'Ufficio  AI  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti  l'assicurazione  per 
l'invalidità  possono essere  portate innanzi  al  TAF conformemente  all'art. 
69 cpv. 1 lett. b della Legge federale sull'assicurazione per l'invalidità del 
19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).

1.3 Ai sensi del combinato disposto degli art. 3 lett. dbis PA e 1 cpv. 1 LAI, la 
procedura  in  materia  di  assicurazioni  sociali  è  disciplinata,  di  principio, 
dalla  legge  federale  sulla  parte  generale  del  diritto  delle  assicurazioni 
sociali del 6 ottobre 2000, entrata in vigore il 1° gennaio 2003 (LPGA, RS 
830.1).

1.4 Ai sensi dell'art.  59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla 
decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno di 
protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione.  Queste 
condizioni sono adempiute nella specie.

Il  ricorso  appare  tempestivo  ed ossequioso  dei  requisiti  minimi  prescritti 
dalla legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ricevibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

6

2.

2.1 Il  1°  giugno 2002 sono entrati  in  vigore  l'Accordo tra la  Confederazione 
svizzera,  da  una  parte,  e  la  Comunità  europea  ed  i  suoi  Stati  membri, 
dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 21 giugno 1999 (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che regola il  coordinamento 
dei sistemi di sicurezza sociale nonchè il Regolamento (CEE) n° 1408/71 
del  Consiglio  del  14  giugno  1971  relativo  all'applicazione  dei  regimi  di 
sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro 
familiari  che si  spostano all'interno della Comunità (RS 0.831.109.268.1) 
come pure  il  corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento 
CEE n° 574/72 del Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione 
del  Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data dal 
1°  giugno  2002  o  successivamente  e  che  sostituisce  qualsiasi 
convenzione  di  sicurezza  sociale  che  vincoli  due  o  piú  Stati  membri 
sancendo nel contempo il principio della parità di trattamento tra cittadini 
che risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri (art. 3 e 6 del Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'allegato II, 
gli  accordi  bilaterali  tra  la  Svizzera  e  gli  Stati  membri  della  Comunità 
europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono  sospesi  a  decorrere 
dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo campo sia 
disciplinato  da  quest'ultimo.  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in  particolare 
l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza sociale 
(art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie,  l'organizzazione  della 
procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita 
di invalidità svizzera sono regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a  LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella  presente 
procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  che  risiede  nell'Unione  europea, 
dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 
1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo  1972  relativo 
all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza  l'ottenimento  di  una  pensione  straniera  di 
invalidità non pregiudica l'apprezzamento di un'invalidità secondo il diritto 
svizzero  (ATFA causa I  435/02  consid.  2 del  2  febbraio  2003;  Revue à 
l'attention des caisses de compensations (RCC) 1989 p. 330). Alla stessa 
maniera,  dopo  l'entrata  in  vigore  dell'ALC,  il  grado  di  invalidità  di  un 
assicurato che pretende una rendita di assicurazione-invalidità svizzera è 
determinato  esclusivamente  secondo  il  diritto  svizzero  (DTF  130  V  257 
consid. 2.4).

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3. La legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali 
ha comportato la modifica di numerose disposizioni  legali,  segnatamente 
nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità.

Secondo l'art. 2 LPGA le disposizioni di questa legge sono applicabili alle 
assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione  federale,  se  e  per 
quanto  le  singole  leggi  sulle  assicurazioni  sociali  lo  prevedano.  Inoltre, 
l'art.  1  LAI  stabilisce  che  le  disposizioni  della  LPGA  sono  applicabili 
all'assicurazione  per  l'invalidità  (art.  1a-26bis e  28-70),  sempre  che  la 
presente legge non preveda espressamente una deroga.

È necessario precisare che, per quanto riguarda le prestazioni posteriori al 
1° gennaio 2004, la presente procedura è disciplinata dalla LAI nel tenore 
in vigore a partire da questa data (IV revisione della LAI).

4. Il ricorrente ha presentato la richiesta di rendita il 5 luglio 2004. In deroga 
all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato si annuncia 
più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate  soltanto  per  i  12 mesi  precedenti  la  richiesta.  In  concreto,  lo 
scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  può quindi  limitarsi  ad 
esaminare  se  il  ricorrente  avesse  diritto  ad  una  rendita  il  5  luglio  2003 
(ossia 12 mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un 
diritto  alla  rendita  sia  sorto  tra  tale data  ed il  6  marzo 2006,  data  della 
decisione  su  opposizione.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza, 
infatti, la legalità della decisione impugnata, in generale, secondo lo stato 
di fatto esistente al momento in cui la decisione in lite è stata resa (DTF 
130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

5. Per avere  diritto  ad una rendita dell'assicurazione invalidità  svizzera,  un 
cittadino italiano deve adempiere cumulativamente le seguenti condizioni : 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera;

- aver versato contributi all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI).

Il  ricorrente  ha  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  durante  più  di  un 
anno  intero  in  totale  e,  pertanto,  adempie  la  condizione  della  durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di una 
rendita.

Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.

8

6.

6.1 In  base all'art.  8  LPGA è considerata  invalidità  l'incapacità  al  guadagno 
totale  o parziale  presumibilmente permanente o di  lunga durata.  L'art.  4 
LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità congenita, 
malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce che l'invalidità è 
considerata  insorgere  quando,  per  natura  e  gravità,  motiva  il  diritto  alla 
singola prestazione.

6.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  almeno  il 
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza 
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è 
invalido per almeno il 40 % (art. 28 cpv. 1 LAI). Va ricordato che fino al 31 
dicembre 2003, la LAI prevedeva il diritto al quarto di rendita con un tasso 
d'invalidità  del 40% almeno, alla mezza rendita con un tasso d'invalidità 
del 50% almeno ed alla rendita intera con un tasso d'invalidità dei due terzi 
(66.67%).  In  seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la 
limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter LAI, secondo il quale le rendite per 
un grado d'invalidità inferiore al 50 % sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è 
più applicabile quando l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede.

6.3 Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, al più presto, nel 
momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità  permanente  di 
guadagno pari almeno al 40 % (lettera a), oppure quando egli è stato per 
un anno e senza  notevoli  interruzioni,  incapace  al  lavoro per almeno il 
40 % in media (lettera b).  La prima lettera si applica allorché lo stato di 
salute dell'assicurato si  è stabilizzato;  la seconda se lo stato di  salute è 
labile,  vale a dire suscettibile  di  evolvere  verso un miglioramento  od un 
peggioramento (DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

6.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o parziale, 
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un 
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività 
abituale.  In  caso  d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata  possono  essere 
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione 
o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art. 
7  LPGA  e  consiste  nella  perdita,  totale  o  parziale,  della  possibilità  di 
guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, 
provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura 
dopo aver sottoposto  l'assicurato  alle  cure ed alle  misure  d'integrazione 
ragionevolmente esigibili.

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7. Il  ricorrente,  dopo  il  rimpatrio,  ha  svolto  un'attività  lucrativa  dipendente 
quale  bracciante  agricolo  costantemente  fino  al  31  dicembre  2001  e 
saltuariamente  fino  alla  primavera  del  2004.  Per  il  seguito  non  ha  più 
lavorato.

Ora,  la  nozione d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8 LPGA è di  carattere 
giuridico  economico,  non  medico  (DTF  116  V  249  consid.  1b).  In  base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare 
il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire 
esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e 
l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di una 
situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il  reddito 
che egli  avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido.  In altri 
termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a 
malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa.

8. Nel  caso  di  specie  la  diagnosi  risulta  essere  articolata  su  due  livelli 
temporali.  Dapprima,  è  stata  evidenziata  una  "sospetta  artrite  reattiva  o 
forma  iniziale  di  artrite  reumatoide,  ipertensione  arteriosa,  pregressa 
polipectomia del colon, artrosi ginocchia e discopatia lombare" (cfr. perizia 
medica  particolareggiata  dell'INPS  del  14  ottobre  2004:  doc.  55). 
Successivamente  sono  state  rilevate  "cervico-unco-  e  discoartrosi, 
poliartralgie  e  cervicoartrosi  con  radicolopatia  oltre  a  multipli  e  diffusi 
diverticoli  che si estendono dal sigma fino a tutto il  traverso". Per contro 
l'esame del  colon del  3 ottobre  2005 ha posto  in  evidenza  l'assenza  di 
lesioni  polipoidi  recidive (cfr. documentazione medica fotostatica allegata 
al ricorso in esame).

Giova  in  proposito  precisare  che  tali  affezioni  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI. Trattasi, 
infatti,  di  malattie  che,  per costante giurisprudenza,  sono da configurare 
non già di carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), 
bensì  patologico-labile,  ossia  suscettibili  di  migliorare  o  peggiorare.  Ne 
discende  che,  in  mancanza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per cui 
può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata norma 
legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno.  Pertanto,  il 
ricorrente potrebbe pretendere una rendita dell'assicurazione svizzera per 
l'invalidità solo a partire dal momento in cui ha subito, senza interruzione 
notevole, un'incapacità lavorativa media del  40  %  (rispettivamente  del 
50 % per il periodo precedente l'entrata in vigore degli  Accordi  bilaterali) 
almeno durante un anno.

10

9. Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle  menzionate 
affezioni,  il  medico dell'INPS fissa un tasso di invalidità  parziale del 67% 
per  l'ultimo  lavoro svolto.  Per  contro  egli  non  si  esprime  in  merito  a 
qualsiasi altra attività confacente all'assicurato (doc. 55). Dal canto suo il 
Dott.  Werner  Luthi,  medico  dell'UAIE,  alla  luce  anche  della 
documentazione medica prodotta dall'assicurato nell'ambito della presente 
procedura  ricorsuale  ed  attestante  il  secondo  gruppo  menzionato  di 
affezioni che l'affliggono, fissa un tasso di invalidità parziale del 40% quale 
bracciante agricolo a far tempo dal mese di giugno 2003, considerandolo 
tuttavia abile al 100% in attività lucrative sostitutive piú leggere quali,  ad 
esempio,  portinaio,  custode,  sorvegliante,  sorvegliante  di  parcheggi  e/o 
musei, venditore di biglietti e distributore del corriere interno (doc. 58, 59 e 
67).

10.

10.1 Il  giudice  delle assicurazioni  sociali  deve esaminare  in maniera  obiettiva 
tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro  provenienza,  e  poi 
decidere se i documenti  messi a disposizione permettono di giungere ad 
un  giudizio  attendibile  sulle  pretese  giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352 
consid. 3a).

10.2 Per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni  mediche  possono  costituire 
importanti  elementi  d'apprezzamento  del  danno  invalidante,  allorché 
permettono  di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno 
dell'interessato in un'attività  da lui  ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 
134 consid.  2, 114 V 314 consid.  3c).  Perché un rapporto medico abbia 
valore  probatorio  è determinante  che esso valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto 
di  tutte  le  affezioni  di  cui  si  lamenta  l'assicurato,  sia  stabilito  in  piena 
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione 
delle correlazioni  mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; 
le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (DTF 125 V 352, 
122 V 160).  A proposito delle perizie  mediche eseguite nell'ambito  della 
procedura  amministrativa  il  Tribunale  federale  ha  già  avuto  modo  di 
evidenziare  che,  nell'ipotesi  in  cui  sono  state  eseguite  da  medici 
specializzati  riconosciuti,  hanno  forza  probatoria  piena,  se  giungono  a 
conclusioni  logiche  e  sono  state  realizzate  sulla  base  di  accertamenti 
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili 
(DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212). Secondo il Tribunale federale i 
centri medici di accertamento dell'AI non possono essere considerati parte 
in  causa,  nel  senso  che  sussiste  un  vincolo  per  cui  l'istituto  sarebbe 
obbligato  a  tenere  in  particolare  considerazione  gli  interessi  specifici 
dell'assicurazione  invalidità  (DTF  123  V  178;  Jurisprudence  et  pratique 
administrative  [Pratique  VSI]  2001  pag.  110).  Nell'ambito  del  libero 

11

apprezzamento  delle  prove  è  in  linea  di  principio  consentito 
all'amministrazione  e  al  giudice  fondare  la  propria  decisione  su  basi  di 
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e 
l'attendibilità di  simili  prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze 
severe (DTF 122 V 157). In DTF 125 V 351 il Tribunale federale ha ribadito 
che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve 
essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino 
essere  concludenti,  compiutamente  motivati,  di  per  sé  scevri  di 
contraddizioni  e,  infine,  non  devono  sussistere  degli  indizi  che  facciano 
dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che il medico 
consultato  si  trovi  in  un  rapporto  di  dipendenza  con  l'assicuratore,  non 
permette  già  di  metterne  in  dubbio  l'oggettività  e  l'imparzialità.  Devono 
piuttosto  esistere  delle  particolari  circostanze che permettano di  ritenere 
come  oggettivamente  fondati  i  sospetti  circa  la  parzialità 
dell'apprezzamento  (DTF  125  V  354).  Per  quel  che  riguarda  i  rapporti 
concernenti il medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il 
giudice deve tenere  conto  del  fatto  che,  alla  luce del  rapporto  di  fiducia 
esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in 
favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

10.3 Nel  caso  di  specie,  il  collegio  giudicante  non  intravede  ragioni  che  gli 
impediscano di  far proprie le conclusioni  cui  è pervenuto il  Dott.  Werner 
Luthi, medico dell'UAIE (doc. 58, 59 e 67). Infatti, egli ha compiutamente 
valutato  il  danno  alla  salute  lamentato  dall'assicurato  sulla  base  di 
accertamenti  approfonditi  e  completi  (doc.  17-57  e  documentazione 
medica fotostatica allegata al ricorso in esame), giungendo a conclusioni 
logiche  e  motivate  in  merito  alla  parziale  incapacità  lavorativa 
dell'assicurato  (nella  misura  del  40%)  quale  bracciante  agricolo  a  far 
tempo dal mese di giugno 2003 ed alla piena capacità di lavoro (100%) in 
attività  lucrative  sostitutive  piú  leggere  quali,  ad  esempio,  portinaio, 
custode,  sorvegliante,  sorvegliante  di  parcheggi  e/o  musei,  venditore  di 
biglietti  e  distributore  del  corriere  interno.  G._______  sarebbe  quindi 
ancora in grado di svolgere, in misura completa, delle attività rispettose.

11.

11.1 L'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che 
l'assicurato  conseguirebbe,  dopo la  manifestazione  dell'invalidità  e  dopo 
l'esecuzione  d'eventuali  provvedimenti  d'integrazione,  nell'esercizio  di 
un'attività lucrativa,  ragionevolmente esigibile da lui  in condizioni  normali 
del mercato del lavoro, e il reddito che potrebbe conseguire se non fosse 
diventato invalido.

11.2 L'amministrazione ha tenuto conto (calcolo effettuato il 1° settembre 2005) 
di  un salario  mensile  medio,  privo di  invalidità,  conseguibile  nel  2003 in 
Italia quale operaio agricolo (agricoltura generale) di Euro 1'161.73.

12

Sulla base dei risultati statistici dell'inchiesta ottobre 2002-2003 dell'Ufficio 
internazionale del lavoro di Ginevra, l'UAIE ha accertato il salario mensile 
medio  ottenibile  in  attività  di  tipo  leggero  non  qualificate  e  piú 
precisamente:

- venditore nell'ambito del commercio in generale Euro 1'286.93;
- cassiere nell'ambito del commercio al dettaglio Euro 1'181.89;
- manovale Euro 1'119.23.

Dopo di che ha considerato un salario mensile da invalido di Euro 1'119.23 
al quale ha poi applicato, conformemente ai dettami della giurisprudenza 
consolidata  in  ambito  di  salari  statistici  (DTF  126  V  75, 
Sozialversicherungsrecht, Rechtsprechung [SVR] 1999 IV n. 6 e SVR 2000 
IV n. 1), un correttivo del 20%, dato che l'assicurato ha già una certa età 
(nel  2003:  58  anni)  e  puó  esercitare  solamente  attività  leggere.  É  cosí 
giunta  ad  un  salario  mensile  medio  di  Euro  895.38.  Il  confronto  fra  un 
reddito  privo  di  invalidità  di  Euro  1'161.73  ed  un  introito  teorico  dopo 
l'insorgenza  dell'invalidità  di  Euro  895.38  comporta  una  perdita  di 
guadagno  del  22,93  %  {[(1'161.73-895.38)x100]  :  1'161.73},  tasso  che 
esclude il riconoscimento del diritto alla rendita AI.

A  titolo  abbondanziale  si  osserva  che  non  si  raggiungerebbe  il  tasso 
minimo del 40% richiesto dalla legge per avere diritto al quarto di rendita 
nemmeno nell'ipotesi in cui si dovesse applicare all'introito teorico di Euro 
1'119.23 la  riduzione massima del  25 % consentita  dalla  giurisprudenza 
per tenere conto dei fattori personali dell'assicurato (DTF 126 V 75). Infatti, 
il  calcolo  comparativo,  rispetto  al  salario  privo  di  invalidità  di  Euro 
1'161.73, comporterebbe una perdita di guadagno del 27.74 % {[(1'161.73-
839.42)x100] : 1'161.73}.

G._______  non  ha  dunque  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione 
svizzera per l'invalidità. Il ricorso deve quindi essere respinto e l'impugnata 
decisione confermata.

12. Poiché  nella  presente  procedura  si  tratta  di  decidere  il  riconoscimento 
rispettivamente il rifiuto di prestazioni assicurative, non vengono prelevate 
spese processuali conformemente al combinato disposto dell'art. 69 cpv. 2 
LAI  (nella  versione  in  vigore  fino  al  30  giugno  2006,  v.  disposizioni 
transitorie inerenti la modifica della LAI del 16 dicembre 2005 in RU 2006 
2003  no.  II;  FF  2005  2751)  e  dell'art.  85bis cpv.  2  della  legge  federale 
sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS, RS 831.10).

13

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il  ricorso  è  respinto  e  la  decisione  impugnata  del  6  marzo  2006  è 
confermata.

2. Non si prelevano spese processuali. Non vengono assegnate indennità per 
spese ripetibili.

3. Comunicazione: 

- alla rappresentante del ricorrente (raccomandata A/R),

- all'autorità  inferiore  (n.  di  rif.  727.45.260.153/544/NCA),  per  atto 
giudiziario,

- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna, per atto giudiziario.

Rimedi di diritto

Questa sentenza può essere impugnata entro 30 giorni dalla notifica innanzi al Tribunale federale, 
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna (cfr. art. 42, 48, 100 della legge federale del 17 giugno 2005 
sul Tribunale federale, LTF, RS 173.110).

In applicazione dell'Accordo fra la Svizzera e la Comunità europea ed i suoi stati membri sulla 
libera circolazione delle persone del 21 giugno 1999, dell'allegato II e del Regolamento (CEE) 
1408/71, il ricorso può essere depositato nel termine di 30 giorni presso un ufficio postale del 
Paese di domicilio dell'assicurato o presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale locale.

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Paola Carcano

Data di spedizione: