# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b74656be-4d8b-585f-b7ff-4d39cb30b4ab
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-03-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.03.2024 32.2024.8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2024-8_2024-03-22.html

## Full Text

__________Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2024.8

   

  FC

  	
  Lugano

  22 marzo 2024  

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Francesca Cassina-Barzaghini, cancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 gennaio 2024 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 14 dicembre 2023 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

considerato                 in fatto e in diritto

 

che                         -  con decisione
19 ottobre 2004 l’Ufficio AI ha riconosciuto a RI 1, nato nel 1988, il diritto
a provvedimenti sanitari per la cura dell'infermità congenita n. 387 OIC (doc.
AI pag. 29);

 

                              -  la
domanda di prestazioni presentata nel 6 giugno 2008 è per contro stata respinta
mediante decisione del 14 ottobre 2008 con la quale l’amministrazione ha negato
all’assicurato sia il diritto alla rendita sia a provvedimenti professionali
(doc. AI pag. 161); 

                                  

                              -  dando
seguito ad una nuova domanda di prestazioni presentata nel settembre 2011,
l’Ufficio AI, mediante comunicazione del 26 settembre 2011, ha accordato
all'assicurato l’aiuto al collocamento ex art. 18 LAI. In tale contesto egli è
stato posto al beneficio di un percorso professionale (misura non portata a
termine dopo rinuncia da parte dell'interessato; cfr. le comunicazioni del 26
settembre 2011 e del 12 marzo 2012, doc. AI pag. 217) e gli è stato offerto di
svolgere dei colloqui di lavoro presso una ditta di traslochi e una di pittura
edile (doc. AI pag. 225). L’iter relativo all’aiuto al collocamento si è concluso
in data 13 luglio 2012 (doc. AI pag. 228);

 

                              -  nell’ambito
dell’esame di una nuova domanda di prestazioni dell’ottobre 2015, acquisiti i
certificati degli psichiatri curanti e sulla base della valutazione eseguita
dal SMR, l’amministrazione, con decisione del 27 febbraio 2017, ha respinto la
richiesta stante un'inabilità lavorativa totale (per limitazioni relative allo
svolgimento di mansioni in altezza causate dall'epilessia generalizzata) nell'attività
abituale di pittore-imbianchino (impiego svolto dal settembre del 2010 sino al
febbraio del 2012), ma una piena capacità lavorativa nello svolgimento di mansioni
semplici, leggere e ripetitive, con un conseguente grado d’invalidità,
determinato dal Servizio integrazione professionale (SIR), inferiore al 40%
(doc. AI pag. 332);

                                  

                              -  le due
ulteriori domande di prestazioni presentate nel marzo e ottobre 2021 sono state
evase mediante decisioni di non entrata nel merito del 10 maggio e 15 dicembre
2021 (doc. AI pag. 344, 356, 371, 387);

 

                              -  il 27
luglio 2023 l'assicurato - il cui sostentamento dall'aprile del 2014 è stato
garantito dall’ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (cfr. la
richiesta di compensazione del 18 marzo 2021 di cui al doc. AI pag. 355) - ha
inoltrato una nuova domanda di prestazioni (doc. AI pag. 435); 

 

                              -  iI SMR,
analizzato il rapporto del 6 giugno 2023 della dr.ssa __________ della clinica __________,
con annotazione del 3 agosto 2023, ha ritenuto giustificata l'entrata in
materia in quanto erano stati certificati una psicopatologia, un disturbo
schizotipico e un disturbo da stress post-traumatico, in precedenza non noti
(doc. AI pag. 401 e 437); 

 

                              -  valutata
l’ulteriore documentazione medica fatta pervenire (segnatamente il rapporto del
9 agosto 2023 del dr. __________, attestante una completa inabilità lavorativa
per le problematiche psichiche, doc. AI pag. 448), il SMR, con Annotazione del
3 novembre 2023, ha ritenuto che gli atti all'incarto propendevano per una
situazione clinica sovrapponibile a quella indicata nel rapporto finale del 7 settembre
2016, che era stato alla base della decisione di rifiuto del 27 febbraio 2017
(cfr. doc. AI pag. 485);

 

                              -  di conseguenza, con decisione del 14
dicembre 2023, confermativa di un progetto del 6 novembre precedente, l’Ufficio
AI ha respinto la domanda di prestazioni, ritenendo la situazione medica
sovrapponibile a quanto già stabilito con decisione 27 febbraio 2017, con
un’inabilità lavorativa completa nell’attività abituale quale imbianchino dal
1° marzo 2012, ma un’abilità completa in attività adeguate al suo stato di
salute, con un conseguente grado d’invalidità inferiore al 40% (doc. A1);

 

                              -  contro
la succitata decisione l’assicurato, assistito dall’avv. RA 1, è
tempestivamente insorto chiedendone l’annullamento e il riconoscimento del
diritto ad una rendita intera dal 1° ottobre 2014 (in via subordinata dal
febbraio 2024), postulando una riconsiderazione della decisione. Contesta le
conclusioni dell’amministrazione, ribadendo in particolare di essere inabile in
misura completa in ogni attività a motivo delle problematiche psichiatriche; 

 

                              -  con la
risposta di causa l’Ufficio AI, dopo aver precisato che la richiesta di riconsiderazione
era irricevibile, non essendo mai stata formulata prima dal ricorrente ed essendo
peraltro una prerogativa esclusiva dell’amministrazione, ha esposto di aver
rivalutato la pratica, alla luce delle considerazioni sullo stato di salute
fatte valere dall’interessato, e di ritenere che “per verificare se vi è
stato un peggioramento dello stato di salute dell’assicurato è necessario
procedere a una perizia psichiatrica, eventualmente integrata (se ritenuto
necessario dal perito) con accertamenti di ordine neuropsicologico,
rispettivamente con altri esami strumentali e/o psicodiagnostici”. Per
questa ragione ha concluso proponendo l’annullamento della decisione impugnata e
il ritorno degli atti all’amministrazione per l’esperimento di una perizia
psichiatrica, precisando che “ciò comporta che l’amministrazione, dopo aver
completato l’istruttoria, facendo esperire i necessari ulteriori accertamenti
medici (come menzionato in precedenza), e rivalutato il caso sulla base delle
relative risultanze emanerà una nuova decisione formale (preceduta dal relativo
preavviso ex art. 57a LAI), garantendo di conseguenza all’assicurato tutti i
suoi diritti di difesa”; 

 

                              -   con scritto 29 febbraio 2024 l’insorgente
ha comunicato di aderire alla proposta dell’amministrazione, protestando il
diritto a ripetibili; allega pure la formale credenziale 11 gennaio 2024
relativa alla nomina del suo nuovo curatore (VI e VI/1);  

 

                              -  la presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un giudice unico ai sensi dell'art. 49
cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 ago-sto 2015; STF 8C_855/2010 dell’11 luglio
2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011);

 

                              -  il 1°
gennaio 2022 è entrata in vigore una (importante) modifica della LAI e dell’OAI
che concerne (anche) il diritto alla rendita (cfr. RU 2021 705). Occorre
ricordare che per la disamina del diritto a una rendita di invalidità
eventualmente già insorto in precedenza, di norma, occorre rifarsi alle regole
generali del diritto intertemporale secondo cui sono applicabili le
disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che
deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF
130 V 445 consid. 1, pag. 446 seg. con riferimento a DTF 130 V 329). 

                                  In
concreto, l’assicurato ha presentato la sua nuova domanda di prestazioni AI nel
luglio 2023, lamentando un’inabilità lavorativa almeno dal 2015. Con la
decisione contestata la richiesta è stata respinta poiché l’Ufficio AI, pur
avendo riconosciuto un’inabilità lavorativa completa nell’attività abituale dal
marzo 2012, ha ritenuto che in attività adeguate egli era abile in misura piena,
con un conseguente grado di invalidità inferiore al 40% e, quindi, uno stato di
salute sovrapponibile alle conclusioni della decisione del 27 febbraio 2017 (doc.
A). Siccome, quindi, sia la pretesa invalidità sia il diritto alle prestazioni
d’invalidità sarebbero se del caso sorti prima del 1. gennaio 2022,
determinante è il diritto in vigore sino al 31 dicembre 2021, e questo sebbene
l’Ufficio AI abbia emanato la sua decisione di rifiuto di prestazioni il 14
dicembre 2023. Ogni riferimento alle norme applicabili in concreto, salvo
indicazione contraria, va quindi inteso nel tenore in vigore fino al 31
dicembre 2021; 

 

                              -  secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in
relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità
al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno
alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité,
in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV,
Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, pag. 1411, n. 46). L'art. 28
cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua
capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può
essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti
d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro
(art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al
40%.

                                  Secondo il
cpv. 2 del medesimo articolo gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera
se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno
al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado
d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che
l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il
grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto
del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con
quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è
portatore (Duc, op. cit., pag. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla
nota a pié pagina n. 264). Per l’art. 29 cpv. 1 LAI il diritto
alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla data in cui l’assicurato
ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all’art. 29 cpv. 1
LPGA;

                                  

                              -   nel
caso concreto, come sostanzialmente chiesto in via subordinata nel gravame e
come indicato in risposta di causa, alla luce degli atti medici all’inserto v’è
effettivamente da ritenere che, onde addivenire ad un chiaro e completo
giudizio sulla situazione invalidante del ricorrente, la situazione medica vada
ulteriormente e indagata. Tale conclusione si impone secondo quanto concluso dall’Ufficio
AI, secondo cui, dopo aver nuovamente visionato la documentazione versata agli
atti – comprendente la valutazione della clinica __________ del 6 giugno
2023 per la quale l’assicurato “presenta un quadro clinico medico e
psicopatologico di particolare gravità e complessità” con un “ritardo
mentale di media gravità con significativa compromissione del comportamento
tale da richiedere attenzione/trattamento”, con funzioni cognitive “danneggiate”,
“un'instabilità emotiva marcata”, “tratti antisociali”; egli sarebbe di
conseguenza “incapace di relazionarsi correttamente con gli estranei”,
ritenuto inoltre che “ad aggravare il quadro è presente un disturbo
post-traumatico da stress come si è visto dai colloqui clinici e come emerge
dal test; causato da stupri infantili.” Gli psichiatri curanti concludono
quindi che “la pervasione fisica e psichica dei disturbi e l'intensità che
li coinvolge rendono il paziente RI 1 completamente inabile al lavoro al 100% a
tempo indeterminato” (doc. AI pag. 401segg) – era opportuno, al fine di “verificare se vi è stato un
peggioramento dello stato di salute dell’assicurato”, procedere “a una
perizia psichiatrica, eventualmente integrata (se ritenuto necessario dal
perito) con accertamenti di ordine neuropsicologico, rispettivamente con altri
esami strumentali e/o psicodiagnostici”. Per questa ragione ha concluso
proponendo l’annullamento della decisione contestata e il ritorno degli atti
all’amministrazione per l’esperimento di una perizia psichiatrica e, quindi, la
resa di una nuova decisione (VI);

                                

                              -  a tale
richiesta ha sostanzialmente aderito il ricorrente, tramite il suo legale, in
data 29 febbraio 2024, dichiarando di “ammettere” “il principio del ritorno
degli atti (…)” (VI); 

 

                              -  in STF
9C_243/2010 del 28 giugno 2011 (DTF 137 V 210) il Tribunale federale ha
precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente una
perizia giudiziaria e in quali può invece rinviare gli atti all'assicuratore
per un complemento istruttorio. Lo scrivente Tribunale in precedenti vertenze ha già avuto modo di rinviare l’incarto all’Ufficio AI o perché ha
ritenuto che vi erano accertamenti peritali svolti dall’amministrazione che
necessitavano di un complemento (“Ergänzung von gutachtlichen
Ausführungen”; cfr STCA 32.2011.107 del 27 ottobre 2011), o perché
vi erano delle carenze negli accertamenti svolti dall’amministrazione (“Eine
Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie allein in der
notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der
Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine
Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen
erforderlich ist”; cfr. STCA 32.2011.115 del 27
ottobre 2011);

 

                              -  nel caso
concreto, considerato come gli accertamenti eseguiti dall’amministrazione paiono
incompleti, si giustifica il rinvio degli atti affinché essa
proceda nel senso sopra indicato. Come anticipato anche
dall’Ufficio AI nell’allegato responsivo, in esito alla nuova
istruttoria dovrà essere emessa, nel rispetto dei dettami dell’art. 57a LAI e
quindi preceduta dal relativo preavviso, una nuova decisione
soggetta a ricorso ai sensi degli artt. 56 e segg. LPGA nel cui ambito
l’assicurato potrà riproporre ogni censura di fatto e di diritto, sia in relazione
alla valutazione medica che a quella economica; 

 

                              -  giusta
l'art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle
spese è determinata fra 200 e 1'000 franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009
del 7 aprile 2009; 8C_393/2008 del 24 settembre 2008);

 

                              -  visto
l'esito della lite, le spese di procedura di fr. 500 sono poste a carico
dell'Ufficio AI, il quale verserà al ricorrente, assistito da un legale, fr.
1'500 a titolo di ripetibili (art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA);

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                            1.-  Il
ricorso è accolto.

                                  §   La
decisione del 14 dicembre 2023 è annullata.

                                  §§ Gli
atti sono rinviati all’Ufficio AI perché proceda conformemente ai considerandi.

 

                            2.-  Le
spese di procedura di fr. 500 sono poste a carico dell’Ufficio AI, il quale rifonderà
al ricorrente fr. 1’500 (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.

 

                            3.-  Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                  L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione
impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario di Camera

 

giudice Raffaele Guffi                                            Gianluca
Menghetti