# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2d3b76d9-53a8-57d8-886c-2109131dcdd1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-02-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 03.02.1998 52.1997.315
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1997-315_1998-02-03.html

## Full Text

Incarto n.

  52.97.00315

   

  	
  Lugano

  3 febbraio 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry
  Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso  31 ottobre 1997 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patrocinato
  dall'avv. __________

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 15 ottobre 1997 (n. 5287) del Consiglio di Stato, che respinge
  l'impugnativa inoltrata dall'insorgente avverso la decisione 29 gennaio 1997
  del Dipartimento delle istituzioni, Sezione degli stranieri, in materia di
  rifiuto del rilascio di un permesso di domicilio al figlio __________
  (ricongiungimento familiare);

  

 

 

viste le risposte:

-      7 novembre 1997 del Consiglio di
Stato,

-    25 novembre 1997 della Sezione
degli stranieri;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   __________, cittadino
ganaense, è entrato in Svizzera il 25 marzo 1989. Con decisione 2 febbraio
1990, confermata dal Dipartimento federale di giustizia e polizia il 2 agosto
seguente, il Delegato ai rifugiati ha respinto la domanda d'asilo presentata
dal richiedente il 28 marzo 1989. Il termine ordinatogli per lasciare il
territorio nazionale è stato tuttavia sospeso a seguito dell'avvio di una
procedura matrimoniale sfociata con le nozze con la cittadina svizzera
__________ celebrate ad __________ il __________.

Dall'unione sono nati __________ e __________.

A seguito del matrimonio, ha ottenuto un permesso di dimora
regolarmente rinnovato e, dal 17 aprile 1996, un permesso di domicilio il cui
prossimo termine di controllo è fissato al 16 aprile 1999.

 

Il 2 luglio 1996 __________, figlio di __________ iscritto
nel locale registro __________ delle nascite il __________, ha raggiunto il
padre grazie a un permesso di soggiorno massimo di 45 giorni a scopo di visita
ed è stato successivamente iscritto all'anno scolastico 1996/1997 presso la
scuola media di __________.

 

 

                                  B.   Con decisione 29 gennaio
1997, la Sezione degli stranieri ha respinto l'istanza del 9 luglio 1996
presentata da __________ volta al rilascio di un permesso di domicilio a favore
del figlio __________. L'autorità di prime cure ha motivato la propria decisione
sottolineando come il padre avesse garantito nella domanda d'invito che il figlio,
di cui mai era stata segnalata precedentemente l'esistenza, avrebbe lasciato la
Svizzera il 31 agosto 1996. L'istante non avrebbe inoltre dimostrato che, a
partire dalla sua entrata in Svizzera, vi siano stati stretti ed effettivi legami
con il figlio.

 

 

                                  C.   Adìto da __________, il
Consiglio di Stato ne ha respinto il gravame con risoluzione 15 ottobre 1997.

Il Governo cantonale ha confermato la decisione
dipartimentale, ritenendo che non fossero dati i requisiti per un
ricongiungimento familiare giusta quanto previsto dagli art. 17 cpv. 2 LDDS e 8
CEDU. Secondo l'Esecutivo cantonale, non sarebbe stato apportato alcun elemento
oggettivo giustificante il ricongiungimento familiare vista la durata
pluriennale della separazione tra padre e figlio, l'età di quest'ultimo al momento
dell'inoltro della domanda, la mancanza di provate relazioni strette ed effettivamente
vissute, nonché il fatto che il figlio avrebbe sempre vissuto nella Repubblica
del Ghana ove risiedono gli zii. Il padre non avrebbe pure mai menzionato
l'esistenza del figlio al momento della compilazione dei formulari nell'ambito
della procedura d'asilo e di ottenimento del permesso di soggiorno. Egli si
sarebbe inoltre fatto garante che __________ avrebbe lasciato il territorio svizzero
alla scadenza del soggiorno autorizzato.

Al figlio del ricorrente è stato impartito un termine
scadente al 15 dicembre 1997 per lasciare il territorio del Canton Ticino.

 

 

                                  D.   Contro la predetta pronuncia
governativa, __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo chiedendone - previo conferimento dell'effetto sospensivo -
l'annullamento e postulando che a suo figlio __________ sia rilasciato un permesso
di domicilio.

                                         Sostiene in sostanza che
nel caso di specie i presupposti per il ricongiungimento familiare previsti
dagli art. 17 cpv. 2 LDDS e 8 CEDU sarebbero adempiuti.

                                         In estrema sintesi, egli
contesta le argomentazioni delle autorità inferiori a fondamento delle relative
decisioni, precisando di aver dovuto ritardare il ricongiungimento con il
figlio a causa di motivi finanziari e personali. Inoltre, egli sarebbe l'unico
punto di riferimento familiare.

Con istanza pedissequa al gravame, chiede di essere ammesso
al beneficio dell'assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio.

 

 

                                  E.   All'accoglimento del gravame
si oppone la Sezione degli stranieri adducendo delle argomentazioni di cui si
dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

Anche il Consiglio di Stato propone la reiezione del ricorso,
riconfermandosi nelle motivazioni poste a fondamento della decisione impugnata.

 

 

                                  F.   Il 3 dicembre 1997,
l'insorgente ha prodotto una lettera di un di lui fratello di data 20 novembre
1997 volta a suo dire a confermare alcuni concetti sostenuti nel memoriale
ricorsuale e contribuire a meglio comprendere la situazione in cui verrebbe a
trovarsi il figlio in caso di rimpatrio nel suo Paese d'origine.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In materia di diritto
degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a
statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui quest'ultime sono suscettibili di
essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
(cfr. art. 1 della Legge transitoria d'applicazione dell'art. 98a della legge
federale sull'organizzazione giudiziaria in materia di diritto degli stranieri
del 12 marzo 1997).

 

1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in materia di
polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento
la legislazione federale non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce che
l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della
legge e dei trattati con l'estero, in merito alla concessione del permesso di
dimora o di domicilio. Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un
simile permesso solo laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare
del diritto federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a,
388 consid. 1a con rinvii).

 

1.3. Secondo l'art. 17 cpv. 2 LDDS terzo periodo, i figli
celibi d'età inferiore ai 18 anni hanno il diritto di essere inclusi nel permesso
di domicilio dei genitori, a condizione che essi vivano con quest'ultimi. Tale
disposizione legale relativa al ricongiungimento familiare è pure applicabile
per analogia quando il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha ottenuto,
dopo una dimora regolare e ininterrotta di cinque anni, il permesso di
domicilio (art. 7 cpv. 1 LDDS; STF 7 aprile 1997 in re DM; DTF 118 Ib 155
consid. 1b).

Al momento della richiesta del permesso di domicilio per
vivere con il padre che è al beneficio di tale permesso, __________ aveva 12
anni: conformemente alla norma menzionata, di principio, esso disponeva dunque
di un diritto a un permesso di domicilio. Se dunque la censura di violazione di
tale disposto nell'ambito del ricongiungimento familiare fosse sollevata
innanzi al Tribunale federale attraverso un ricorso di diritto amministrativo,
la Corte federale la dichiarerebbe ammissibile in applicazione dell'art. 100
cpv. 1 lett. b n. 3 OG. Il gravame è pertanto ricevibile anche avanti al
Tribunale cantonale amministrativo. Il quesito di sapere se, in concreto, la
pretesa citata conduca al rilascio del permesso postulato è una questione di
merito e non di ammissibilità.

 

1.4. Lo straniero che ha uno stretto legame di parentela con
una persona che possiede un permesso di domicilio in Svizzera può invocare a
protezione della propria vita familiare l'art. 8 CEDU. In tal caso, se il
legame di parentela è intatto ed effettivamente vissuto, la libertà delle
autorità cantonali di rifiutare un permesso di soggiorno (cfr. art. 4 LDDS) è
limitata e contro una decisione di rifiuto è ammissibile il ricorso di diritto
amministrativo dinanzi al Tribunale federale in applicazione dell'art. 100 cpv.
1 lett. b n. 3 OG (DTF 122 II 5 consid. 1e, 292 consid. 1e, 389 consid. 1b, 93
consid. 1c) e, di riflesso, nella presente sede attraverso il rinvio di cui
all'art. 1 della legge transitoria d'applicazione dell'art. 98a OG in materia
di diritto degli stranieri. Ciò vale pure quando il ricorso è presentato da un
membro della famiglia, in specie il padre, avente diritto di risiedere in
Svizzera (DTF 119 Ib 84 consid. 1c). Nella fattispecie, il ricorrente sostiene
di avere mantenuto con il figlio un legame intenso e vivo. Ciò sarebbe reso
verosimile da varie lettere e dalle ricevute di cambio valuta in dollari per il
suo mantenimento. Per la soluzione della vertenza non è ad ogni buon conto
necessario esaminare più a fondo la natura e l'intensità del legame familiare
che lega il ricorrente al figlio. In effetti, per la ragioni che seguono (cfr.
consid. 4), per quanto riguarda l'asserita violazione dell'art. 8 CEDU, nella
misura in cui è ammissibile, il ricorso va comunque respinto nel merito.

 

1.5. Il gravame, tempestivo (art. 46 PAmm) e presentato da
una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm), è ricevibile in
ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18
cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   Il Tribunale federale ha
già avuto modo di constatare che l'art. 17 cpv. 2 LDDS non è stato pensato per
regolare il ricongiungimento familiare nell'ambito delle famiglie
monoparentali. Del resto, il testo stesso della norma indica che il citato
diritto sussiste unicamente se i figli "vivono con i genitori".
Nondimeno, lo scopo del disposto impone di ammettere la sua applicazione anche
laddove non è richiesto il ricongiungimento dell'intera famiglia in quanto i
genitori sono separati o divorziati. In questo caso, i figli hanno però diritto
di essere inclusi nel permesso del genitore domiciliato in Svizzera, solo se è
con quest'ultimo che essi hanno le relazioni familiari più intense (DTF 118 Ib
159 consid. 2b). Va poi osservato che l'art. 17 cpv. 2 LDDS ha come scopo di
concedere ai genitori la possibilità di vivere in comunione con i propri figli.
Esso può di conseguenza essere invocato solo per favorire una tale convivenza;
ciò non è il caso se lo straniero domiciliato in Svizzera vive separato dai
figli per anni e poco prima che essi compiano i diciotto anni li fa venire nel
nostro paese. Un'eccezione può unicamente sussistere se validi motivi hanno
impedito un ricongiungimento più tempestivo (DTF 119 Ib 88 consid. 3a).

 

 

                                   3.   L'insorgente sostiene, a
torto, che le condizioni per il ricongiungimento familiare sarebbero adempiute.

 

                                         3.1. __________ ha vissuto
i primi anni della sua vita con i genitori. __________ è entrato in Svizzera
nel 1989, allorquando suo figlio aveva poco meno di 5 anni. Da allora e sino al
luglio 1996 padre e figlio hanno vissuto separati, malgrado la madre __________
si fosse accordata con il padre affinché il figlio rimanesse a vivere con lui
(v. dichiarazione statutaria __________ 13 novembre 1996). __________ è allora
rimasto a vivere nel suo Paese d'origine dapprima presso la nonna paterna e, a
partire dal decesso di quest'ultima nel 1993, presso gli zii (fratelli del
padre) che allora avevano rispettivamente 19, 17 e 16 anni. Il 18 aprile 1991
il padre si è sposato con una cittadina elvetica e, malgrado abbia ottenuto nel
contempo un permesso di dimora in Svizzera, ha lasciato che il figlio
continuasse a risiedere nel Ghana. Entrato tramite una domanda d'invito a scopo
di visita, __________ vive oramai da un anno e mezzo con il padre in Svizzera e
frequenta la scuola media a __________.

 

3.2. Il ricorrente sostiene di aver sempre provveduto
finanziariamente al mantenimento di suo figlio e di essere stato responsabile
della sua crescita dal momento della sua nascita. Per dimostrare di aver
mantenuto con il figlio un legame vivo e intenso, produce una serie di lettere
- in realtà sono scritti dalla Costa d’Avorio prevalentemente di un suo
fratello colà residente  -, nonché varie ricevute di cambio di denaro in
dollari. Adduce pure di aver conservato con il figlio continui contatti
telefonici.

Tali considerazioni, anche se fossero tutte verosimili, non
mutano però nulla alla circostanza che __________ ha tuttora i maggiori legami
familiari nel Ghana presso gli zii, dove ha vissuto sin dalla nascita e dove ha
trascorso tutta la sua infanzia. In effetti anche se, seguendo la tesi
dell'interessato, si ritenesse che prima del matrimonio egli era di fatto
impossibilitato a far venire il figlio in Svizzera, sin dall'aprile 1991
l'insorgente ha fondato una comunione coniugale. Orbene, perlomeno da tale momento,
si sono create le condizioni oggettive per un ricongiungimento, a maggior ragione
dal momento che egli adduce di essersi accordato con la madre di __________
affinché quest'ultimo rimanesse a vivere con lui (v. anche dichiarazione
__________ 13 novembre 1996). Malgrado ciò, il relativo permesso non è stato richiesto.
Non fu nemmeno richiesto al momento del decesso della nonna. Egli ritiene che a
tale momento il ricongiungimento non era la migliore soluzione possibile per il
bene del proprio figlio, temendo di stravolgere l'esistenza di quest'ultimo
poiché nato e cresciuto nel Paese d'origine. In realtà, se il legame fosse
stato veramente così intenso come adduce il ricorrente, questi timori sarebbero
stati infondati. Seguendo la tesi dell'insorgente, si constata invece che per
il figlio è invece più forte il legame con la sua terra che quello con il
padre. Di __________ si sono pertanto giustamente occupati i giovanissimi zii
nel Ghana. Ora, dalla documentazione versata agli atti non risulta che essi, malgrado
la loro giovane età, abbiano avuto difficoltà nell'accudirlo fino ad ora. Tali
parenti, avendo ora qualche anno in più, possono senz'altro continuare a
provvedere all'educazione di __________ anche se per motivi scolastici o
professionali dovessero spesso assentarsi da casa (v. scritto prodotto dal ricorrente
3 dicembre 1997): __________ si avvicina oramai all'età adolescenziale, per cui
diventa sempre più autonomo tanto da non dover necessitare di quell'intensità
nella cura e nell'educazione cui era evidentemente sottoposto in precedenza a
partire da quando il padre se ne andò in Svizzera. Va poi rilevato che la
richiesta è stata presentata solamente quando il figlio si è avvicinato
innegabilmente all'età in cui si deve provvedere a fare delle scelte circa il
proprio avvenire professionale. Il permesso postulato avrebbe quale conseguenza
di separare __________ dai parenti nel Ghana dove è nato e cresciuto, come
sottolinea correttamente il ricorrente, e dove possiede stretti legami sociali
e culturali; ed è pure nel suo Paese che ha ricevuto un'istruzione elementare.
Ma vi è di più.

Non risulta che l'insorgente abbia provveduto a rendere
visita a __________ - nel Ghana o almeno in Costa D’Avorio presso il  fratello
con cui intrattiene varia corrispondenza epistolare - durante tutti questi anni
di assenza all'estero. Del resto, la domanda d'asilo dell'insorgente è stata
respinta già nel 1990: non appare dunque che vi fossero per lui difficoltà nel
rientrare nella Repubblica del Ghana per intensificare il legame con il figlio.
Non risulta nemmeno che lo abbia invitato in Svizzera prima del 2 luglio 1996,
tanto che la sua iscrizione nel registro delle nascite come suo figlio risale
soltanto al 13 maggio 1996, addirittura dopo la domanda d'invito del 22 marzo
1996. La madre di __________ aveva tuttavia affermato (v. dichiarazione
statutaria 13 novembre 1996) di essersi accordata con il padre affinché il
figlio rimanesse a vivere con lui.

Quanto al legame materno, producendo quest'ultima dichiarazione
il ricorrente non dimostra ancora che la madre si sia da allora totalmente e
definitivamente disinteressata di __________ e di aver interrotto con
quest'ultimo qualsiasi contatto. Se a suo dire, una donna non sposata con un
figlio verrebbe di fatto emarginata dalla società ganaense, ciò non significa
ancora che essa non debba più avere alcuna relazione affettiva con lo stesso.
D'altronde l'insorgente non ha comprovato tale tradizione. Anzi, dalla
dichiarazione della madre risulta che sia stato frutto di un accordo tra le
parti (cfr. dichiarazione __________ 13 novembre 1996). 

Va ancora rilevato che le ulteriori ragioni addotte dal
ricorrente per giustificare il fatto che la sua richiesta di un permesso di
soggiorno per ricongiungimento familiare è avvenuta non appena le difficoltà di
ordine economico sono state superate, non possono essere condivise. Se tali
problemi davvero esistevano allora, non è dato a sapere. Ma tant'è. Difficoltà
finanziarie sembrano per contro essere presenti attualmente, tanto che egli ha
ora a carico due figli nati nel 1992 e nel 1994 in costanza di matrimonio e si
vede costretto a richiedere di essere messo al beneficio dell'assistenza
giudiziaria.

 

3.3. Tutto ben ponderato, senza dimenticare che il ricorrente
si era fatto garante (v. domanda d'invito) che __________ avrebbe lasciato la
Svizzera alla scadenza del soggiorno autorizzato, non vi sono elementi
sufficienti e plausibili atti a costituire una sufficiente ragione per dover
imprescindibilmente autorizzare la venuta in Svizzera del figlio e che siano
atti a controbilanciare le difficoltà d'integrazione di un ragazzo ormai
adolescente che ha nel proprio Paese d'origine il centro dei suoi interessi,
nonché la maggior parte dei suoi contatti sociali e famigliari.

Non si può pertanto condividere la tesi dell'insorgente
secondo cui i requisiti per un ricongiungimento familiare sarebbero adempiuti.

Il comportamento dell'insorgente evidenzia che era sua
intenzione che il figlio venisse in Svizzera per avere una migliore formazione
e un avvenire professionale migliori di quelli ottenibili nel suo Paese
d'origine (STF 76 marzo 1997 in re K., consid. 3b): in simili circostanze, la
richiesta di un permesso di soggiorno non poggia in modo preponderante
sull'intenzione di riunire la famiglia: non può di conseguenza beneficiare
delle garanzie offerte dall'art. 17 cpv. 2 LDDS (DTF 119 Ib 89, consid. 3b). Ne
consegue che il giudizio impugnato, benché risulti severo, è corretto e merita
conferma.

 

 

                                   4.   L'insorgente sostiene,
inoltre, di poter beneficiare del permesso richiesto in virtù dell'art. 8 CEDU.

 

                                         4.1. Giusta l'art. 8 CEDU
ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo
domicilio e della sua corrispondenza (n. 1). Non può esservi ingerenza della
pubblica autorità nell'esercizio di tale diritto se non in quanto tale ingerenza
sia prevista dalla legge e in quanto costituisca una misura che, in una società
democratica, è necessaria per la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, il
benessere economico del paese, la prevenzione dei reati, la protezione della
salute o della morale, o la protezione dei diritti e delle libertà altrui (n.
2).

 

4.2. L'art. 8 CEDU tutela, tra l'altro, la relazione
familiare tra genitori e figli. Non assicura tuttavia alla persona residente in
Svizzera un diritto assoluto di far venire nel nostro paese un suo familiare,
segnatamente quando essa stessa ha preso la decisione di vivere separata da
quest'ultimo per venire a risiedere in Svizzera. Tale principio vale, a maggior
ragione, laddove gli interessati dimostrano con il loro comportamento che il
permesso richiesto non è volto in primo luogo a permettere una vita familiare
comune, bensì al raggiungimento di altri obiettivi (DTF 119 Ib 91, consid. 4a;
122 II 392 consid. 4b con rinvii). Difatti, in presenza di un'ingerenza nella
vita famigliare giustificata ai sensi dell'art. 8 n. 2 CEDU dalla politica
restrittiva in materia di stranieri praticata dalla Svizzera - in particolare
dalla salvaguardia del mercato svizzero del lavoro e dal mantenimento di un
rapporto equilibrato tra popolazione svizzera e straniera - appare legittimo rifiutare
un permesso di entrata e di soggiorno sul nostro territorio al figlio di uno
straniero quando la separazione della famiglia risulta dalla libera scelta o
volontà del genitore residente in Svizzera, non sussistono interessi familiari
preponderanti che impongono una modifica delle relazioni esistenti
rispettivamente una modifica si appalesa imperativa, ed infine che la
continuazione delle relazioni familiari non siano ostacolate dall'autorità
(ibidem).

 

4.3. Come esposto in precedenza (consid. 1.4.), è da
escludere che in concreto l'art. 8 CEDU imponga il rilascio del controverso
permesso od anche solo appaia violato.

Intanto __________ è partito volontariamente dalla Repubblica
del Ghana ed altrettanto volontariamente si è separato da __________, malgrado
l'accordo con la madre secondo cui il figlio sarebbe rimasto sotto la sua
custodia. Del resto, il Dipartimento federale di Giustizia e Polizia ha
accertato che non vi erano i requisiti per l'ottenimento dello statuto di
asilante del padre. L'art. 8 CEDU non assicura alla persona residente in Svizzera
un diritto assoluto di far venire nel nostro Paese un suo familiare, se essa
stessa ha preso la decisione di vivere separata da quest'ultimo in un altro
Paese. Tale principio vale, a maggior ragione, laddove, come è il caso in
concreto, l'interessato dimostra con il suo comportamento che il permesso
richiesto non è volto in primo luogo a permettere una vita familiare comune,
bensì al raggiungimento di altri obiettivi (DTF 119 Ib 91, consid. 4a).

 

4.4. In ogni caso, anche qualora si dovesse ritenere la sussistenza
di simile diritto, il controverso rifiuto di autorizzazione di entrare in
Svizzera che ha colpito il figlio appare conforme all'art. 8 n. 2 CEDU. Il
ricorrente non ha infatti reso verosimile la sussistenza di interessi familiari
preponderanti che esigano una modifica delle relazioni esistenti. In simili
circostanze, poiché l'avversato diniego d'entrata trae indiscutibilmente
origine dalla politica restrittiva in materia di stranieri praticata dal nostro
paese, esso deve essere considerato giustificato. Questa soluzione si impone a
maggior ragione se si tien conto che, come è già stato spiegato dianzi,
sussistono più che fondati motivi per ritenere che la venuta in Svizzera di
__________ non poggi in misura preponderante sull'intenzione di riunire la
famiglia ma risponda piuttosto semplicemente al soddisfacimento di obiettivi di
natura squisitamente economica onde assicurare al figlio un futuro professionale.

 

4.5. Va infine rilevato che il mantenimento di relazioni
personali con il figlio non è impedito. In effetti non risulta che il
ricorrente abbia incontrato ostacoli di rilievo nel richiedere dalla Svizzera
un visto per un permesso di soggiorno a scopo di visita per il proprio figlia.
Anche da questo punto di vista, la decisione impugnata è compatibile con l'art.
8 CEDU.

 

                                   5.   Ai fini del giudizio non
sarebbe pertanto nemmeno necessario valutare la portata della presunta
omissione da parte di __________ di indicare l'esistenza del figlio __________
nella sua procedura per la concessione del permesso di soggiorno sottoposta
all'autorità competente in materia di polizia degli stranieri, omissione a cui
l'autorità inferiore aveva conferito una certa rilevanza (art. 8 cpv. 4 ODDS).
Occorre invero rilevare che, contrariamente a quanto sostenuto dalle autorità
inferiori, il ricorrente indicò l'esistenza del figlio __________ nel
formulario della Repubblica del Ghana annesso allo scritto di trasmissione
della Polizia del Cantone Ticino all'allora Ufficio cantonale degli stranieri e
dei passaporti del 22 marzo 1989 nell'ambito della procedura d'asilo. Ma
tant'è. Non sta comunque alla Sezione degli stranieri provvedere
sistematicamente a colmare le omissioni prodotte dagli interessati al momento
della compilazione dei formulari volti all'ottenimento di un permesso per risiedere
in Svizzera indagando su quanto dichiarato dai richiedenti nel corso di altre
procedure.

 

 

                                   6.   Sulla scorta di quanto
precede il ricorso, nella misura in cui è ammissibile, deve essere pertanto
respinto. L'istanza di effetto sospensivo al gravame diviene priva d'oggetto.

                                         Il ricorrente chiede
l'assistenza giudiziaria, estesa alla dispensa dal pagamento delle spese
procedurali ed all'ammissione al gratuito patrocinio.

                                         Nella fattispecie, dato
che il ricorso non appariva manifestamente infondato e che l'insorgente versa
in precarie condizioni economiche, la domanda di assistenza giudiziaria può
essere accolta.

Il ricorrente va quindi dispensato dal pagamento di una tassa
di giustizia e posto al beneficio del gratuito patrocinio (art. 30 PAmm).

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 1, 4, 16, 7, 17 cpv. 2 LDDS; 8 ODDS; 8 CEDU; 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG; 1 della Legge transitoria di applicazione dell'art. 98a della legge
federale sull'organizzazione giudiziaria in materia di diritto degli stranieri
del 12 marzo 1997; 3, 18, 28, 31, 43, 46, 47, 60, 61 PAmm;

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso é respinto.

§.  Di conseguenza __________, cittadino della Repubblica del Ghana
nato il __________, è tenuto a lasciare il territorio del Cantone Ticino entro
il 30 giugno 1998 notificando la partenza all'Ufficio regionale degli stranieri
di __________.

 

 

                                   2.   Non si prelevano né spese né
tassa di giustizia.

 

 

                                   3.   E' concesso il gratuito
patrocinio.

 

 

                                   4.   Contro la presente
decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale, è dato
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale a Losanna nel termine
di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      5.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario