# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cb225556-8051-5dc2-944a-a089f6b71070
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-04-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.04.2004 36.2003.48
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2003-48_2004-04-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2003.48

  36.2004.25

   

  TB/tf

  	
  Lugano

  27 aprile 2004

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli,
  vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sui ricorsi di:

 

	
   

  	
  __________
  

   

  - del 20 maggio 2003 per denegata
  giustizia (inc. __________)

   

  - del 26 giugno 2003 (inc. __________)

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 12 giugno
  2003  

  
	
   

  	
  Cassa malati __________ 

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Dal 1°
luglio 1995 (doc. _) __________ è affiliato alla Cassa malati __________ per
l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie con una franchigia
opzionale di Fr. 400.- annui (LAMal, assicurato n. 597'505-1674), come pure per
l'assicurazione complementare (__________, n. __________).

 

                               1.2.   Il 22
novembre 2002 l'assicurato ha ricevuto dalla Cassa malati __________ una
proposta d'aumento dei premi __________ validi per il 2003 di Fr. 43,30 al
mese, per un totale di Fr. 237.- mensili.

 

                               1.3.   Onde
conoscere anche il premio 2003 per la LAMal, con scritto del 2 dicembre 2002
(doc. _) l'assicurato ha chiesto alla sua assicurazione di inviargli il nuovo
attestato della sua polizza assicurativa, senza però ottenere risposta alcuna.

 

                               1.4.   Pertanto, il
31 dicembre 2002 (doc. _) __________ ha inviato alla Cassa __________ la
seguente comunicazione:

 

" 
(…)

Pertanto se entro 10 giorni dalla presente
raccomandata non mi comunicate l'ammontare mensile dell'assicurazione LAMal
per l'anno 2003 ritengo disdetto con effetto al 31 dicembre 2002 il
contratto d'assicurazione con la vostra Cassa malati per quanto riguarda
l'assicurazione LAMal e quella complementare __________.

Mi rivolgerò quindi verso un altro
assicuratore."

 

                               1.5.   Su consiglio
dell'interpellato (doc. _) __________ (doc. _), il 20 febbraio 2003 (doc. _)
l'assicurato ha disdetto l'assicurazione malattia di base e l'assicurazione
complementare con effetto al 31 marzo 2003, ma si è comunque impegnato a pagare
i premi LAMal dei primi tre mesi del 2003 sulla base dell'importo corrisposto
nel 2002.

Egli ha inoltre postulato l'attestazione di
uscita dalla Cassa.

 

                               1.6.   Il 21 marzo
2003 (doc. _) la Cassa malati __________ ha respinto la richiesta di disdetta,
a motivo che essa sarebbe tardiva.

Il successivo 26 marzo (doc. _) __________ ha
inviato all'assicuratore un'opposizione con cui ha deplorato il suo agire.

 

                               1.7.   Seguendo
altri suggerimenti dell'__________ (docc. _ e _), il 30 aprile 2003 (doc. _)
l'assicurato ha formulato una nuova opposizione ed ha chiesto alla Cassa di
emanare entro quattordici giorni una decisione su opposizione come pure di
indicare i rimedi di diritto.

 

                               1.8.   Non avendo
ottenuto quanto richiesto, con ricorso del 20 maggio 2003 (doc. _) l'assicurato
si è aggravato al TCA precisando che:

 

" 
(…)

A fine gennaio 2003 sono giunte le polizze di
versamento dove figura un aumento di premio per l'assicurazione di base LAMal
di CHF 26.90 mensili (da CHF 268.10 per il 2002 a CHF 295.00 mensili per il
2003) e CHF 43.30 mensili (da CHF 193.70 per il 2002 a CHF 237.00 mensili per
il 2003) per l'assicurazione complementare __________.

 

Mancando dei dati completi (importi dei premi
LAMal e premi __________) l'assicurato non ha potuto per tempo (30 novembre
2003 come richiesto dalla cassa malati) valutare il reale aumento complessivo
per l'anno 2003 (LAMal + __________) in modo da prendere una decisione se
accettare o disdire il contratto di assicurazione.

La cassa malati inviando solo la proposta
__________ e con solamente 8 giorni di tempo per la risposta, non ha nemmeno
concesso all'assicurato il tempo necessario di poter valutare una proposta
alternativa presso un altro assicuratore.

 

La cassa malati __________ contesta il fatto che
occorrono 3 mesi di preavviso per inoltrare le dimissioni.

Questo è applicabile solo quando non vi sono
aumenti di premio, in questo caso non lo è.

 

La cassa malati __________ non ha mai inviato
all'assicurato la polizza di assicurazione richiesta per l'anno 2003.

 

 

SI PROPONE A GIUDIZIO:

 

 

-   Il ricorso è accolto

 

-   La cassa malati __________ accetta la disdetta intimata il 31
dicembre 2002 con effetto retroattivo al 30 marzo 2003

 

-   La cassa malati __________ rilascia al Sig. __________ il
certificato di uscita per il 31 marzo 2003 e pertanto libero di affiliarsi a
partire dal 1mo aprile 2003 presso una qualsiasi altra cassa malati.

 

-   l'assicurazione complementare __________ è disdetta con effetto
retroattivo al 31 dicembre 2002 e pertanto la cassa malati non verserà alcuna
prestazione complementare all'assicurato __________ per il mesi di gennaio,
febbraio e marzo 2003.

 

-   l'assicurato __________ non verserà alcun premio per
l'assicurazione complementare __________ per i mesi di gennaio, febbraio e
marzo 2003 alla cassa malati __________.

 

-   l'assicurato __________ verserà alla cassa malati __________ i
premi per i mesi di gennaio, febbraio e marzo 2003 per l'assicurazione di base
LAMal ammontanti a CHF 268.10 mensili e per un totale di CHF 804.30 (premi
equivalenti al mese di dicembre 2002).

 

-   Le spese di richiamo per i premi contestati sono assunte dalla
cassa malati __________

 

-   Protestate spese, tasse e ripetibili".

 

                               1.9.   Con risposta
del 12 giugno 2003 (doc. _) l'assicuratore ha respinto il ricorso
dell'insorgente sostenendo quanto segue:

 

 

" 
(…)

I.
Ricevibilità del ricorso

 

1.-  Conformemente all'art. 56 cpv. 1
LPGA, in correlazione all'art. 86 LAMal, il ricorso è aperto contro le
decisioni rese su opposizione dall'assicuratore. In questo caso, __________ non
ha reso una decisione formale su opposizione. Bisogna quindi esaminare in primo
luogo se in data 20 maggio 2003, cioè al momento in cui l'assicurato ha
formulato il ricorso, era trascorso un termine appropriato, ai sensi dell'art.
52 cpv. 2 LPGA, e ciò costituisce una condizione sine qua non dell'applicazione
dell'art. 56 cpv. 2 LPGA (ricorso in caso di rifiuto dell'assicuratore di
rendere una decisione su opposizione). Bisogna rilevare inoltre che in base al
vecchio art. 80 LAMal, al quale conveniva riferirsi a titolo indicativo
nell'ambito della procedura d'opposizione (Eugster, Krankenversicherung cif.
410 p. 230), l'assicuratore doveva rendere una decisione formale, motivata e
indicante le vie di diritto entro un termine di 30 giorni a partire dalla
domanda esplicita dell'assicurato. In questo caso è d'obbligo constatare che
sono trascorse meno di tre settimane tra la domanda dell'assicurato (il 30
aprile) e il deposito del suo ricorso (il 20 maggio).

 

II. Diritto

 

Nell'ipotesi in cui il Tribunale delle
assicurazioni consideri il ricorso come ricevibile, in merito al litigio
__________ si determina come segue:

 

1.-  Conformemente all'art. 7 cpv. 2
LAMal, al momento della comunicazione del nuovo premio, l'assicurato può
cambiare d'assicuratore per la fine del mese che precede l'inizio della
validità del nuovo premio, tramite un preavviso di un mese.

 

2.-  In questo caso, l'assicurato non ha
manifestato in alcun modo nei riguardi dell'intimata la sua intenzione di
cambiare d'assicuratore malattia prima del 31 dicembre 2002.

 

3.-  L'assicurato sostiene di non essere
stato informato a tempo dell'aumento dei premi 2003.

 

      Secondo la giurisprudenza, una modifica delle condizioni
d'assicurazione che lede in modo importante la situazione dell'assicurato è
opponibile a quest'ultimo solo se ne è stato portato a conoscenza. Si tratta di
trovare un equilibrio entro una sana gestione delle casse, da una parte, ed il
rispetto dei diritti dell'assicurato, dall'altra. Il metodo più adatto di
procedere a queste comunicazioni è, in principio, la comunicazione individuale
ad ogni assicurato. Ciononostante, nella misura in cui questo modo di procedere
è legato a degli inconvenienti di natura amministrativa ed economica che non
possono essere imposti all'assicuratore dal punto di vista della
proporzionalità, la giurisprudenza ammette che questa comunicazione avvenga
tramite altre vie, come la pubblicazione nell'organo di stampa statutaria della
cassa (ATF 120 V 34-35 consid. 2 e le referenze). La prova del ricevimento
della comunicazione spetta all'assicuratore e deve essere rapportata allo
stadio della verosimiglianza preponderante usuale nel diritto delle
assicurazioni sociali (ATF 129 V 56 consid. 2.4, 120 V 37 consid. 3c).

      In questo caso, con l'invio, il 18 ottobre 2002, dei nuovi
certificati d'assicurazione all'insieme dei suoi assicurati, __________ riporta
al grado della verosimiglianza preponderante richiesto la prova della
comunicazione all'assicurato dell'importo dei suoi premi. Poiché inoltre
l'assicurato non ha annullato il rapporto d'assicurazione entro il termine di
un mese dell'art. 7 cpv. 2 LAMal, le sue dichiarazioni posteriori non potevano
aver effetto prima del più prossimo termine ammissibile in caso di
assicurazione con franchigia opzionale ai sensi dell'art. 7 cpv. 1 LAMal e 94
cpv. 2 OAMal. Conviene del resto rilevare che fino ad oggi l'intimata non ha
ricevuto alcuna comunicazione di un nuovo assicuratore ai sensi dell'art. 7
cpv. 5 LAMal. (…)."

 

                             1.10.   Il 26 giugno
2003 (doc. _) il ricorrente ha replicato contestando nuovamente l'operato della
sua Cassa malati e riconfermando integralmente le richieste avanzate con il proprio
ricorso:

 

" 
(…)

L'invio dell'attestato di assicurazione spedito
il 18 ottobre 2002 come afferma la __________ non è mai giunto al destinatario.

L'assicurato ha ricevuto solo un foglio
informativo che nulla lasciava intendere ad un attestato di assicurazione
__________, ma più a un'offerta di risparmio sul premio mensile alle condizioni
di voler accettare franchigie molto elevate.

 

La __________ ha presentato una proposta
assicurativa incompleta non informando chiaramente sull'aumento complessivo del
premio mensile per l'anno 2003.

L'assicurato perciò ha chiesto immediatamente e
per lettera raccomandata l'attestato LAMal specificando che fino alla visione
dello stesso non era possibile prendere una decisione.

 

Malgrado le ripetute richieste scritte e gli
inutili tentativi di un contatto telefonico, non ha permesso all'assicurato una
"comunicazione individuale" come ella sostiene.

 

L'art. 7 cpv. 2 LAMal in questo caso non può
essere applicato in quanto la __________ per ritardi dovuti alla sua
organizzazione interna ha inviato le polizze di versamento dei premi solo a
fine gennaio 2003 praticamente un mese dopo l'entrata in vigore del nuovo
premio.

 

L'assicurato ritiene di aver agito nel modo più
corretto e nel tempo più breve possibile.

 

L'assicurato si ritiene raggirato per il modo
incorretto in cui si è comportata la __________. Il fatto di non rispondere
alle richieste e lasciando trascorrere appositamente del tempo, ha posto
l'assicurato nella condizione che per mancanza dei termini di contratto, l'invio
di una disdetta sarebbe stata nulla.

 

La __________ non rispondendo alle ripetute
richieste scritte e non permettendo un contatto telefonico con il loro
personale responsabile, ha fatto solo gli interessi della cassa ledendo i
diritti dell'assicurato.

 

Solo con il ricevimento a fine gennaio 2003 dei
premi LAMal e __________ l'assicurato ha potuto finalmente rendersi conto del
reale aumento di premio.

E' bene ricordare che a tuttora l'assicurato non
è ancora in possesso dell'attestato di assicurazione per l'anno 2003 sia per
LAMal che per __________. (…)"

 

 

                                         in
diritto

 

In ordine

 

                               2.1.   Con
l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000,
sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAMal.
Tuttavia, dal profilo del diritto materiale si applicano le disposizioni in
vigore in precedenza, poiché da un punto di vista temporale sono di principio
determinanti le norme (sostanziali) in vigore al momento in cui si realizza la
fattispecie che esplica degli effetti (DTF 127 V 467 consid. 1) ed il Tribunale
federale delle assicurazioni, ai fini dell'esame di una vertenza, si fonda di
regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della
decisione amministrativa contestata (STFA del 1° luglio 2003 nella causa G.C-N,
consid. 1.2., H 29/02; DTF 121 V 366 consid. 1b). Il giudice delle
assicurazioni sociali non tiene quindi conto di modifiche legislative e di
fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento
amministrativo (STFA del 16 giugno 2003 nella causa R.C.G., C 130/02; STFA del
7 marzo 2003 nella causa L. e G. G., H 305/01; STFA del 29 gennaio 2003 nella
causa M.D.L., U 129/02, consid. 1.3, pag. 3).

 

Pertanto, siccome la vertenza ha come oggetto la
validità della disdetta del contratto assicurativo di base che l'assicurato ha
dato alla Cassa malati __________ nel 2002, per l'applicazione del diritto
sostanziale bisogna riferirsi alle norme in vigore in quel momento, e meglio
quindi alla LAMAl vigente fino al 31 dicembre 2002.

Per quanto concerne invece le norme procedurali,
anche se ha avuto inizio nel 2002, il caso in esame si è comunque sviluppato
durante il 2003 con l'emanazione di provvedimenti da parte dell'assicuratore.
Di conseguenza, le norme della LPGA si applicano per l'assicurazione malattia,
sempre che la legge LAMal non preveda espressamente una deroga (GERBER:
L'interaction entre la LPGA et les lois spéciales d'assurances sociales, in: Pratique
VSI 6/2002 pagg. 205-207).

 

                               2.2.   Nella
presente fattispecie, mediante il citato ricorso l’assicurato fa
sostanzialmente valere prestazioni derivanti sia dalla copertura prevista dalla
LAMal che dall’assicurazione complementare __________. L’esame della vertenza
in discussione va eseguito alla luce delle prestazioni obbligatorie fissate
dalla LAMal, mentre per quanto concerne la copertura complementare conclusa
dall’assicurato, questo Tribunale si esprime con un giudizio separato (Inc. n.
__________).

 

Nel merito

 

                               2.3.   L'insorgente
contesta la validità della procedura adottata dalla Cassa malati __________, la
quale non avrebbe dato seguito alle sue richieste di comunicargli i nuovi premi
LAMal per il 2003 ed, in seguito, di rilasciargli pure l'attestato di uscita
dalla stessa al fine di potersi affiliare presso un altro assicuratore.

La disdetta data il 31 dicembre 2002 per
l'assicurazione di base obbligatoria sarebbe pertanto, a suo dire, valida con
effetto dal 1° aprile 2003.

 

                               2.4.   Giusta
l'art. 80 capoverso 1 LAMal vigente fino alla fine del 2002, se l'assicurato
non accettava una risoluzione dell'assicuratore, quest'ultimo doveva emanare
una decisione scritta entro 30 giorni a decorrere dall'esplicita domanda
dell'assicurato.

Il capoverso 2 della medesima norma prevedeva che
l'assicuratore doveva motivare la decisione ed indicare il rimedio giuridico;
la notifica irregolare di una decisione non poteva essere di pregiudizio
all'assicurato.

 

Le decisioni rese dagli assicuratori sulla base
del citato art. 80 vLAMal erano poi impugnabili facendo opposizione entro 30
giorni all'organo che le ha notificate (art. 85 cpv. 1 vLAMal). La procedura
d'opposizione era gratuita (art. 85 cpv. 2 vLAMal). Entro trenta giorni
l'assicurato poteva impugnare mediante ricorso la decisione su opposizione
davanti al Tribunale (art. 86 cpv. 1 vLAMal). Se tale termine trascorreva
infruttuoso, le decisioni dell'assicuratore acquistavano forza di cosa
giudicata.

La mancata decisione nel termine di trenta giorni
permetteva all’assicurato di rivolgersi al competente tribunale per ottenere
l’emanazione di una decisione e non solo per l’ottenimento di una decisione su
opposizione (art. 86 cpv. 2 vLAMal).

 

La giurisprudenza del TFA andava in questa
direzione. Nella sentenza dell’8 febbraio 2000 nella causa J. (K 50/99), la
Corte federale si è infatti così espressa:

" 
(…) On relèvera d'autre part que la caisse
aurait dû rendre une décision formelle quant à la prise en charge des frais
litigieux en vertu de l'assurance obligatoire des soins (art. 80 LAMal) et
ensuite, le cas échéant, une décision sur opposition (art. 85 LAMal). Elle ne
pouvait se contenter, par une simple lettre, d'exprimer l'avis que les
prestations légales selon la LAMal avaient été allouées à l'assurée et que seul
demeurait litigieux le droit à des prestations découlant de l'assurance
complémentaire. Cette informalité n'a toutefois pas eu d'incidence négative
pour l'assurée. En effet, selon l'art. 86 al. 2 LAMal, le recours peut aussi
être formé lorsque l'assureur n'a pas rendu de décision ni de décision sur
opposition, en dépit de la demande de l'assuré. La recourante a précisément
fait usage de cette faculté en saisissant d'un recours le Tribunal des
assurances du canton de Vaud. (…).".

 

L'art. 86 cpv. 2 vLAMal prevedeva dunque che
l'interessato poteva presentare ricorso nell'ipotesi in cui la Cassa malati non
emanasse, come detto, la decisione o la decisione su opposizione. Si tratta in
tal caso di un ricorso per denegata giustizia (MAURER, Das Neue
Krankenversicherungsrecht, Basilea 1996, pag. 171).

 

Questo era l'iter procedurale posto in essere
dalla LAMal sino al 31 dicembre 2002.

Dal 1° gennaio 2003 la procedura, come detto, è
retta dalla nuova LPGA e dalle nuove norme degli artt. 80 e segg. LAMal, e non
è dissimile da quella precedentemente in vigore. In sostanza la precedente
normativa regolava il tema della denegata giustizia come la nuova LPGA, che
permette all'assicurato di adire il TCA in assenza dell'emanazione di una
decisione o di una decisione su opposizione (art. 56 LPGA).

Con la nuova LPGA, comunque, il legislatore non
ha voluto mantenere il termine di trenta giorni per l'emanazione della
decisione formale dalla richiesta esplicita da parte dell'assicurato (art. 49
LPGA).

 

                               2.5.   In concreto,
dalla corrispondenza consegnata agli atti non risulta che vi sia stata, da
parte della Cassa malati __________, l'emanazione di una decisione formale.

Come visto, le richieste dell'assicurato
contenute negli invii per raccomandata del 2 (doc. _) e del 31 dicembre 2002
(doc. _) sono rimaste senza una risposta da parte della Cassa malati
__________. Soltanto lo scritto del 20 febbraio 2003 (doc. _) ha attirato
l'attenzione della resistente, la quale ha replicato con una lettera semplice
del 21 marzo 2003 (doc. _) del seguente tenore:

 

 

 

 

" 
(…)

le condizioni dell'assicurazione obbligatoria
delle cure medico-sanitarie, art. 8, cpv. 2 gli assicurati possono dimissionare
dalla cassa per il 31 dicembre con preavviso di 3 mesi.

 

In caso d'aumento del premio, il termine di
preavviso è di un mese per la fine del mese a contare dalla notifica
dell'aumento, l'attestato per l'anno 2003 con la notifica dell'aumento per
quanto concerne l'assicurazione obbligatoria delle cure LAMal è stato inviato a
tutti i nostri assicurati alla fine di ottobre 2002 tramite invio generale da
__________.

 

La dimissione per le assicurazioni complementari
__________, l'art. 9, cpv. 1 delle nostre condizioni generali delle
assicurazioni complementari ai sensi della __________ stipula che il contratto
può essere denunciato a condizione di avvisare __________ mediante preavviso di
3 mesi per raccomandata per la fine di ogni anno d'assicurazione.

 

Alla fine di novembre 2002, prova d'invio
generale da __________, abbiamo inviato una proposta di cambiamento per le sue assicurazioni
malattia complementari. Il documento in allegato (proposta di cambiamento, con
riportato i suoi premi 2002 e i suoi rispettivi premi 2003 nel caso decidesse
di non cambiare le sue assicurazioni complementari) fungeva da comunicazione
ufficiale per gli aumenti di premi ai sensi dell'articolo 14 delle condizioni
generali d'assicurazione.

 

In caso d'aumento del premio, art. 14, cpv. 2, lo
stipulante ha diritto di disdire l'assicurazione complementare i cui premi sono
modificati, al più tardi il giorno che precede l'entrata in vigore della
modifica. In mancanza di disdetta le nuove condizioni sono considerate
accettate.

 

Nel suo caso la lettera di disdetta ci è
pervenuta in data 21 febbraio 2003, dd 20 febbraio 2003. Di conseguenza, fuori
termine sia per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie che
per le sue assicurazioni complementari __________. Pertanto, non potrà essere
presa in considerazione."

 

Questa Corte osserva che la predetta
comunicazione non reca l'intestazione che la identifica come una decisione né
indica i rimedi di diritto che sono offerti all'assicurato nel caso egli non
fosse d'accordo con quanto ivi contenuto.

Tale circostanza contravviene a quanto
espressamente previsto dall'art. 49 cpv. 3 LPGA, entrato in vigore il 1°
gennaio 2003, che regola il tema della decisione e che riprende l'ormai
abrogato art. 80 cpv. 2 LAMal. Il nuovo disposto recita che

 

" 
Le decisioni sono accompagnate da un
avvertimento relativo ai rimedi giuridici. Devono essere motivate se non corrispondono
interamente alle richieste delle parti. La notificazione irregolare di una
decisione non deve provocare pregiudizi per l'interessato.".

 

L'art. 49 cpv. 1 LPGA prevede inoltre che nei
casi di ragguardevole entità o quando vi è disaccordo con l'interessato,
l'assicuratore deve emanare per scritto le decisioni in materia di prestazioni,
crediti e ingiunzioni.

 

In particolare, le decisioni scritte devono
essere designate come tali ed indicare le vie di ricorso, anche se esse sono
notificate sotto forma di lettera (RCC 1989 pag. 192 consid. 2a; MAURER,
Bundessozialversicherungsrecht, pag. 127).

Sono decisioni formali quelle che regolano una
situazione giuridica concreta ed individuale del diritto amministrativo in
maniera imperativa attraverso un atto unilaterale di un'autorità (KNAPP, Précis
de droit administratif, nn. 936 segg. pag. 214 segg.; GOSSWEILER, Die Verfügung
im Schweizerischen Sozialversicherungsrecht, pag. 13 segg.; BOIS, "La
décision dans le domaine de l'assurance sociale" in: Etudes de droit
social, vol. 3, pag. 199; GYGI, Verwaltungsrechtpflege und Verwaltungsverfahren
im Bund, 2a edizione, pag. 27; DTF 122 V 189 consid. 1; DTF 118 V 17 consid. 1;
DTF 116 V 319 consid. 1a; DTF 98 Ib 463).

 

Pertanto quelle situazioni giuridiche che
permettono, in un determinato caso, più soluzioni possibili o che non decidono
dei diritti e dei doveri dell'assicurato non sono da considerare come decisioni
(RCC 1977 pag. 162).

 

In specie, pur mancando l'indicazione dei mezzi
di diritto a disposizione dell'assicurato, l'atto amministrativo del 21 marzo
2003 della Cassa malati __________ riveste ugualmente, a mente di questo
Tribunale, il carattere di una decisione relativa alla LAMal.
L'assicuratore ha infatti fissato i diritti rispettivamente i doveri dell'interessato
in materia di disdetta dell'assicurazione, intervenendo dunque in una
situazione concreta, stabilendo che la lettera di disdetta del 20 febbraio 2003
dell'assicurato è tardiva, per cui quest'ultimo deve rimanere affiliato alla
stessa Cassa malati fino al prossimo termine utile di disdetta.

 

Nel suo Commentario relativo all'art. 49 LPGA
Ueli Kieser ha evidenziato che in ambito LAMAl, contrariamente a quanto dispone
il precitato articolo, possono essere emanate decisioni senza forma, nel senso
di decisioni che non recano i mezzi di diritto (ATSG-Kommentar, 2003, pag. 499
n. 42).

 

                               2.6.   Con il
proprio ricorso __________ ha chiesto al TCA di accertare che vi è stata una
violazione del principio di celerità della procedura, poiché prima di rendere
una decisione formale la sua Cassa malati ha atteso tre mesi e mezzo. In
sostanza, si sarebbe verificata una denegata giustizia nei suoi confronti.

 

La tesi dell'assicurato non può essere seguita su
questo punto. Infatti, siccome la Cassa ha reso una decisione il 21 marzo 2003,
la questione a sapere se c'è o no un ritardo ingiustificato ai sensi dell'art.
29 cpv. 1 Cost. fed., ovvero una denegata giustizia, non presenta più un
interesse attuale e di conseguenza non saprebbe fare l'oggetto di un esame (DTF
129 V 411). Inoltre, un'eventuale violazione di questo principio non renderebbe
nulla o annullabile la decisione attaccata per questo motivo (STFA del 22
dicembre 2003 nella causa D. e S., H 259/03, consid. 4).

 

Il ricorso su questo punto diventa quindi privo
d'oggetto e la causa va stralciata dai ruoli.

 

                               2.7.   Ai sensi
dell'art. 52 cpv. 1 LPGA, le decisioni emanate in virtù dell'art. 49 LPGA
possono essere impugnate entro trenta giorni mediante opposizione all'istanza
che le ha notificate.

 

In via di principio, questa norma di procedura
entra in vigore immediatamente (DTF 117 V 93 consid. 6b, DTF 112 V 360 consid.
4a; RAMI 1998 KV n. 37 pag. 316 consid. 3b). Ciò significa che tutte le
decisioni emanate dopo il 1° gennaio 2003 sono rette dalla procedura di
opposizione. Per quel che concerne il momento dell'emanazione della decisione è
determinante la sua consegna alla posta (vedi DTF 119 V 95 consid. 4c, si veda
inoltre la lettera 29 novembre 2002 del TFA alle autorità di ricorso cantonali
nel campo delle assicurazioni sociali).

La procedura d'opposizione si applica a tutti i
campi delle assicurazioni sociali, ad eccezione della previdenza professionale.

 

Nel caso in esame, anche se l'indicazione dei
rimedi di diritto in calce alla citata decisione del 21 marzo 2003 era carente,
l'interessato si è tempestivamente opposto alla stessa, sanando così il vizio.
Il 26 marzo 2003 (doc. _) __________ ha infatti reagito contro la decisione
dell'assicuratore malattia, ribadendo le sue dimissioni dall'assicurazione
obbligatoria per la fine del corrente mese. Il 30 aprile 2003 (doc. _) egli ha
pure interposto un'opposizione alla Cassa contro il succitato scritto, con
esplicita richiesta di rilasciargli una decisione su opposizione munita dei
rimedi di diritto. Non avendo ottenuto quanto preteso entro un prefissato lasso
di tempo di 14 giorni, il 20 maggio 2003 (doc. _) l'assicurato ha ricorso
presso questo Tribunale invocando il riconoscimento della disdetta data per
entrambe le assicurazioni contratte con la Cassa malati __________.

D’avviso di questo TCA, lo scritto del 26 marzo
2003 costituiva a tutti gli effetti, per il suo contenuto, un'opposizione e
questa sua caratteristica non poteva sfuggire alla Cassa malati __________.

Senza che fosse necessario al ricorrente
trasmettere l'opposizione del 30 aprile 2003 (doc. _), l'assicuratore malattia
doveva emanare una formale decisione su opposizione.

La Cassa __________ ha reagito il 12 giugno 2003
(doc. _), quando ha inviato a questo TCA, insieme alla risposta di causa (doc.
_), un atto amministrativo definito come una decisione su opposizione, ma
anch'esso sprovvisto dei mezzi di diritto che, per legge, devono essere resi
noti all'assicurato.

 

Al proposito, il 17 giugno 2003 (doc. _) il
giudice delegato del TCA ha chiesto alla Cassa __________ spiegazioni in merito
ed il
23 giugno 2003 (doc. _) l'assicuratore ha così risposto:

 

" 
(…)

Tramite lettera del 21 marzo 2003, __________ ha
comunicato all'assicurato che la disdetta delle sue polizze d'assicurazione non
sarebbe stata presa in considerazione in quanto non è stata fatta in tempo
utile. Nonostante questa lettera non indicasse le vie di ricorso, è d'obbligo
ammettere, a posteriori, che costituiva materialmente una decisione. Del
resto è così che è stata compresa dall'assicurato e dall'__________ (doc. _).

 

D'altronde, la lettera dell'assicurato, datata 30
aprile 2003 (doc. _), non può essere compresa che come un'opposizione, alla
quale __________ ha risposto con la decisione su opposizione notificata
all'assicurato il 12 giugno 2003, cioè al momento del deposito della sua
risposta, e prodotta con il numero d'allegato _. D'altronde, per quanto
riguarda le conseguenze di quanto precede sulla procedura attualmente pendente
davanti alla sua autorità, in particolare la ricevibilità del ricorso,
__________ si riferisce a quanto esposto nella sua risposta alla cifra I.1 e
alla sua conclusione No II: si rimette alla giustizia sulla ricevibilità del
ricorso interposto.

 

L'assenza d'indicazioni di vie di ricorso nella
decisione su opposizione precitata rileva da un errore da parte nostra che, in
questo caso, senza influenza sulla procedura aperta, in quanto l'assicurato
dispone di un termine di 30 giorni per ricorrere contro questa decisione su
opposizione (art. 60 LPGA) presso il Tribunale delle assicurazioni del foro del
suo domicilio o la sede di __________ (Tribunale delle assicurazioni del
cantone di __________) (art. 58 LPGA).

Inviamo all'assicurato una copia della presente
lettera per informazione (copia della lettera d'accompagnamento qui allegata)."

 

                               2.8.   Ora, come
osservato al considerando 2.4., la legge fissava, per l'emanazione del
provvedimento di cui all'art. 80 cpv. 1 vLAMal, un termine di 30 giorni, mentre
un termine analogo non esisteva per la decisione su opposizione. In caso
d'applicazione dell’art. 86 cpv. 2 vLAMal alla mancata emanazione di una
decisione su opposizione, in assenza di una disposizione speciale occorreva
dunque richiamare i princìpi sviluppati dalla giurisprudenza in materia di
ritardata giustizia. Non andava invece applicato per analogia il termine di
trenta giorni previsto dal citato art. 80 vLAMal (DTF 125 V 189).

Anche il nuovo art. 49 LPGA non ha previsto
nessun termine.

 

E' dato in particolare ritardo ingiustificato se
l'autorità differisce la pronuncia della decisione al di là di un termine
ragionevole. Il carattere ragionevole della durata della procedura si valuta in
funzione delle circostanze concrete di causa. Si deve in particolare
considerarne l'ampiezza e la difficoltà, così come il comportamento dell'interessato.
Circostanze estranee alla vertenza, quali il carico di lavoro dell'autorità,
non entrano in linea di conto (DTF 125 V 188 e giurisprudenza citata). Nella
predetta sentenza il TFA ha ritenuto che non sussisteva denegata giustizia in
presenza di una fattispecie relativamente complessa che necessitava
approfondita istruttoria nonostante il trascorrere di quattro mesi tra
opposizione e ricorso (in proposito cfr. anche STCA del 12 aprile 1999 nella
causa G.T. e STCA del 2 maggio 2003 nella causa H., Inc. n. __________).

 

In una sentenza del 23 ottobre 2003 nella causa
J. (K 55/03) l'Alta Corte ha sottolineato:

 

" 
2.4 Wie die Vorinstanz insoweit zutreffend
ausgeführt hat, setzt ein Vorgehen nach Art. 56 Abs. 2 ATSG voraus, dass die
versicherte Person zuvor - ausdrücklich oder zumindest sinngemäss (vgl. Kieser,
a.a.O., Rz. 9 zu Art. 49 ATSG) - den Erlass einer anfechtbaren Verfügung
verlangt hat (vgl. auch Kieser, Rz. 13 zu Art. 56 ATSG). Ob dieses Erfordernis
vorliegend, wovon im angefochtenen Entscheid ausgegangen wird, tatsächlich
nicht erfüllt ist, ist mit Blick auf das als lettre signature versandte
Schreiben vom 3. Februar 2003 zu bezweifeln, kann indessen offen gelassen
werden. Denn selbst wenn dieses Schreiben als sinngemässes Begehren um Erlass
einer anfechtbaren Verfügung betrachtet würde, könnte von einer unrechtmässigen
Verzögerung nicht gesprochen werden, weil zwischen der Postaufgabe (3. Februar
2003) und der Einleitung des kantonalen Rechtsmittelverfahrens (26. Februar
2003) nur gerade 22 Tage liegen. Da diese Frist offensichtlich zu kurz ist für
die Annahme einer Rechtsverzögerung, braucht die Frage, welche Erledigungsfrist
dem Krankenversicherer einzuräumen ist, namentlich ob nach Inkrafttreten des
ATSG weiterhin eine solche von 30 Tagen analog aArt. 80 Abs. 1 KVG (vgl. dazu
auch BGE 125 V 189 ff. Erw. 1a und 1b) gelten soll, nicht beantwortet zu werden
(vgl. dazu auch Kieser, a.a.O., Rz. 14 zu Art. 51 ATSG und Rz. 13 zu Art. 56
ATSG). Bei diesem Ergebnis kann schliesslich auch offen gelassen werden, ob die
Versicherte ihrer Mitwirkungspflicht (vgl. dazu BGE 125 V 373) nachgekommen
ist."

 

In concreto, una decisione su opposizione (doc.
_) conseguente all'opposizione del 26 marzo 2003 (doc. _) - ribadita il 30
aprile 2003 (doc. _) - è stata emanata dalla Cassa malati __________ soltanto
una volta che l'assicurato ha introdotto ricorso presso questo TCA, e meglio il
12 giugno 2003 insieme alla propria risposta di causa (doc. _).

Il tempo trascorso dall'opposizione del 26 marzo
2003 all'emanazione del documento 5 appare, secondo il TCA, eccessivo. Vi sono
tutti gli elementi per ritenere che vi sia stata, nel caso di specie, una
denegata giustizia nel rendere, soltanto una volta introdotta una causa presso
questo TCA, una decisione formale su opposizione (doc. _).

Tuttavia, la questione non deve essere risolta,
la stessa non presentando più un interesse attuale poiché, anche se pendente
causa, la Cassa ha emanato una decisione su opposizione (cfr. consid. 2.6.).

Infine, questo TCA osserva che anche per la
decisione su opposizione in questione valgono le medesime considerazioni
espresse per la decisione formale del 21 marzo 2003 (cfr. consid. 2.5.). Ciò
significa che anche se essa non menziona i rimedi di diritto, è comunque da
ritenersi una decisione poiché è un atto amministrativo concreto e motivato,
che regola la situazione del ricorrente con oggetto la disdetta dei suoi
rapporti assicurativi conclusi con la Cassa malati __________.

 

                               2.9.   L'art. 56
LPGA regola la materia del ricorso al Tribunale specificando che le decisioni
su opposizione sono soggette ad impugnativa al Tribunale Cantonale delle
Assicurazioni (art. 57 LPGA). La norma specifica inoltre che il ricorso può
essere interposto anche se l'assicuratore, nonostante domanda dell'assicurato,
non emana una decisione o una decisione su opposizione.

 

Nella fattispecie, alla risposta di causa del 12
giugno 2003 (doc. _, cfr. consid. 1.9.) a cui è stata acclusa la predetta
decisione su opposizione, il 26 giugno 2003 (doc. _) l'insorgente ha reagito inviando
al TCA uno scritto con cui ha nuovamente stigmatizzato l'operato della propria
Cassa. In questa sua presa di posizione il ricorrente ha ribadito la sua
posizione pur senza richiamare la decisione su opposizione del 12 giugno 2003
(cfr. consid. 1.10.).

 

Con l'allegato del 26 giugno 2003 il ricorrente
si è riconfermato quindi sostanzialmente nel ricorso del 20 maggio 2003,
contestando sia l'agire della Cassa che la mancata accettazione della disdetta
data il 31 dicembre 2002 (cfr. consid. 1.10.).

Il succitato allegato va allora qui validamente
ritenuto quale nuova impugnativa (Inc. n. __________) contro la rammentata
decisione su opposizione, mentre il ricorso del 20 maggio 2003 - ricorso per
denegata giustizia - appare quindi divenuto privo d'oggetto, con conseguente
necessità di un suo stralcio dai ruoli.

 

Nella sua sostanziale impugnativa del 26 giugno
2003 __________ ha ribadito la richiesta di accertare la validità della
disdetta del suo contratto assicurativo.

Di conseguenza, in quanto censura sollevata nel
nuovo ricorso, questo Tribunale può pronunciarsi sulla validità della disdetta
del contratto d'assicurazione di base LAMal.

 

                             2.10.   Giusta l'art.
7 cpv. 1 LAMal, l'assicurato può cambiare assicuratore per la fine d'un
semestre di un anno civile con preavviso di tre mesi.

Il capoverso 2 prevede che al momento della
notifica dei nuovi premi, l'assicurato può, con preavviso di un mese, cambiare
assicuratore per la fine del mese che precede la validità dei nuovi premi.
L'assicuratore deve annunciare i nuovi premi approvati dall'Ufficio federale
delle assicurazioni sociali (Ufficio federale) a ogni assicurato con almeno due
mesi d'anticipo e segnalare il diritto di cambiare assicuratore.

Per il capoverso 5, il rapporto d'assicurazione
termina solo se il nuovo assicuratore ha comunicato a quello precedente che
assicura l'interessato senza interruzione della protezione assicurativa. Se
omette questa conferma, deve risarcire all'assicurato il danno risultante, in
particolare la differenza di premio. L'assicuratore che ha ricevuto la
comunicazione informa la persona interessata sulla data a partire dalla quale
essa non è più assicurata presso di lui.

Inoltre, il precedente assicuratore che impedisce
il cambiamento d'assicuratore deve risarcire all'assicurato il danno
risultante, in particolare la differenza di premio (cpv. 6).

In caso di cambiamento d'assicuratore, il
precedente assicuratore non può costringere l'assicurato a disdire anche le
assicurazioni complementari di cui all'art. 12 stipulate presso di lui (cpv.
7).

Infine, l'assicuratore non può disdire le
assicurazioni complementari per il solo motivo che l'assicurato cambia
assicuratore per l'assicurazione sociale malattie (cpv. 8).

Nel caso in esame, in virtù dell'obbligo fatto
alle Casse malati di dover annunciare ad ogni assicurato i nuovi premi con
almeno due mesi di anticipo (art. 7 cpv. 2 LAMal), spetta alla Cassa malati
__________dimostrare di aver effettivamente fatto pervenire per tempo al
ricorrente la polizza d'assicurazione con indicato l'ammontare dei suoi premi
LAMal per l'anno 2003 (EUGSTER, Krankenversicherung in: Schweizerisches
Bundesverwaltungs-recht, Soziale Sicherheit, Helbing & Lichtenhahn, Basilea
1998, pag. 19 n. 34 nota 70).

 

                             2.11.   Per costante
giurisprudenza e dottrina, l'onere della prova della tempestività dell'invio
incombe a chi se ne prevale (DTF 99 I b 359 consid. 2; E. CATENAZZI, Le insidie
di un invio non raccomandato, in: RTT 1974, pag. 64 segg.).

Se il ricorrente non è in grado di fornire la
ricevuta comprovante la tempestiva consegna dell'invio all'ufficio postale, ne
deve sopportare le conseguenze giuridiche (E. CATENAZZI, op. cit., pag. 67;
sentenza CDT del 29 maggio 1992 nella causa C.J.).

 

In una sentenza del 22 febbraio 1993 nella causa
V. pubblicata in DTF 119 V 7, il Tribunale federale delle assicurazioni sociali
ha avuto modo di stabilire che la tempestività dell'esercizio di un rimedio di
diritto deve essere determinata con certezza (ad esempio fornendo la prova
dall'invio mediante raccomandata) e che in simili casi, la regola della
verosimiglianza preponderante, usuale nel diritto delle assicurazioni sociali,
non è applicabile.

 

In una successiva sentenza del 28 febbraio 1995
nella causa R. pubblicata in DTF 121 V 5 e AJP 1995 pag. 1090-1091, la nostra
Massima Istanza ha precisato che la giurisprudenza citata (DTF 119 V 7) si
applica solamente per valutare la tempestività di atti processuali, ma non
invece nell'ambito dell'amministrazione di massa (ad esempio: l'emanazione di
decisioni in materia di contributi) dove è applicabile l'abituale criterio
della probabilità preponderante (DTF 129 V 56 consid. 2.4; DTF 121 V 6 consid.
3b; DTF 120 V 37 consid. 3c).

Va comunque osservato che, anche in questa
seconda occasione, in assenza di un invio raccomandato, il TFA, pur applicando
il criterio della probabilità preponderante, ha ritenuto non avvenuta la
notifica della decisione alla data indicata dall'amministrazione (per una
critica della giurisprudenza federale, anche con riferimento al DTF 120 V 37,
cfr. U. Kieser in: AJP 1995 pagg. 1091-1092).

 

In una sentenza del 26 settembre 1994 nella causa
E.K. AG, il Tribunale federale delle assicurazioni ha riconfermato che colui
che è in grado di comprovare l'avvenuta spedizione (ad esempio mediante una
ricevuta postale), beneficia della presunzione che in quell'invio sono
contenuti i documenti rilevanti ai fini dei diritti che si vogliono fare
valere. In tale ipotesi, se l'amministrazione ritiene che in quell'invio
figuravano altri documenti sta a lei fornire la prova delle proprie
affermazioni.

La semplice dichiarazione secondo cui è molto
poco probabile che l'invio sia stato perso nella cancelleria
dell'amministrazione non è tuttavia sufficiente (ZAK 1985 pag. 130; DLA
1993-1994 pag. 154).

 

Infine, in una sentenza del 14 dicembre 1999
nella causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118 segg., l'Alta Corte ha rilevato
che l'autorità sopporta le conseguenze della mancanza di prove (o della
mancanza della probabilità preponderante) nel senso che, se la notifica o la
rispettiva data sono contestate e se esistono effettivamente dubbi a tale
proposito, occorre basarsi sulle dichiarazioni del destinatario dell'invio. La
spedizione con la posta normale non consente in generale di stabilire se la
comunicazione (nella fattispecie: l'invito a presentare la lista delle ricerche
effettuate) sia pervenuta al destinatario; la semplice presenza nel fascicolo
della copia dell'invio non è sufficiente per dimostrare che tale lettera sia
stata effettivamente spedita e ricevuta. Tuttavia, la prova della notifica di
un atto può risultare da altri indizi o dall'assieme delle circostanze, quali
la mancata protesta da parte di una persona che riceve richiami.

 

                             2.12.   Con la
risposta di causa (cfr. consid. 1.9.) la Cassa malati ha sostenuto di aver
comunicato i premi al ricorrente già il 18 ottobre 2002, quando ha inoltrato
per posta B 83'313 attestazioni d'assicurazione, fra cui pure quella
indirizzata all'assicurato. A comprova delle proprie affermazioni la resistente
ha prodotto copia dell'ordine impartito alla Posta di distribuire 83'313
lettere in blocco per posta B e della ricevuta dell'avvenuto deposito al centro
postale di altrettanti invii (docc. _).

 

Conformemente alla summenzionata giurisprudenza,
trattandosi dell'invio di migliaia lettere si è nell'ambito di
un'amministrazione di massa, per cui le esigenze di prova richieste alla
resistente sono rapportate al grado della verosimiglianza ponderante.

 

A mente della scrivente Corte, la fattura
dell'invio di massa non prova affatto che il ricorrente abbia ricevuto
nell'ottobre 2002 la comunicazione dei nuovi premi LAMal per il 2003 e che ne
abbia avuto effettiva conoscenza. Detto documento rappresenta invece la
conferma dell'avvenuta consegna al deposito della Posta e della relativa
spedizione di 83'313 lettere, rispettivamente il dettaglio della fattura.

Peraltro, come visto, siccome questi invii sono
avvenuti in blocco mediante posta B, per la resistente non è comunque possibile
apportare la prova che la comunicazione in questione sia pervenuta all'interessato,
per cui essa sopporta le conseguenze della mancanza di prove (EUGSTER, op.
cit., pag. 19 n. 34 nota 70).

Infine, neppure la copia dell'attestato di
assicurazione valido per il 2003 stampato il 10 giugno 2003 (doc. _) può
certificare, con il grado della verosimiglianza preponderante, che l'assicurato
ne sia entrato in possesso il 18 ottobre 2002.

 

Non va dimenticato, inoltre, che l'assicurato non
avrebbe altrimenti avuto alcun motivo per scrivere, spontaneamente, il 2
dicembre 2002 (doc. _) al suo assicuratore chiedendo di conoscere anche i premi
LAMal per il 2003. Di conseguenza, è maggiormente verosimile che nell'ottobre
2002 il ricorrente non abbia effettivamente avuto conoscenza dei nuovi
ammontari.

 

                             2.13.   Nel proprio
ricorso l'interessato ha dichiarato di aver ricevuto solo a fine gennaio 2003
le nuove polizze di versamento, dalle quali ha potuto finalmente conoscere
l'aumento del suo premio LAMal, passato da Fr. 268,10 a Fr. 295.- al mese.

Inoltre, dagli atti prodotti dalla Cassa malati
__________ risulta che il 21 febbraio 2003 quest'ultima ha spedito
all'assicurato il primo richiamo in merito al mancato pagamento dei premi LAMal
di gennaio e febbraio 2003 pari a Fr. 590.-, a cui è stato aggiunto il
contributo di solidarietà di Fr. 2,40 (doc. _). Dal retro di detto estratto
conto emerge inoltre che le fatture originali erano datate 3 gennaio 2003 e che
il loro pagamento doveva avvenire entro il 2 febbraio seguente.

 

Come già esposto, l'art. 7 LAMal prevede che
l'assicurato può cambiare assicuratore per la fine d'un semestre di un anno
civile con un preavviso di tre mesi (cpv. 1). In caso di aumento dei premi,
l'assicurato può cambiare assicuratore per la fine di un mese con preavviso di
un mese a partire dalla notifica dell'aumento (art. 7 cpv. 2 prima frase
LAMal).

 

Va tuttavia osservato che queste norme di base
non valgono quando l'assicurato ha aderito ad un'assicurazione preferendo una
franchigia opzionale.

L'art. 94 cpv. 2 OAMal prevede infatti che il
passaggio ad una franchigia inferiore o ad un'altra forma d'assicurazione, come
pure il cambiamento dell'assicuratore, è possibile al più presto un anno dopo
l'adesione all'assicurazione con franchigie opzionali, per la fine di un anno
civile e con preavviso secondo i termini stabiliti dall'art. 7 cpv. 1 e 2
LAMal.

 

Più concretamente, questo Tribunale ricorda da
una parte che __________ ha optato per una franchigia annua di Fr. 400.- (doc.
_), dall'altro che la sua volontà di disdetta concretizza l'ipotesi del
cambiamento di assicuratore. Quanto al termine di preavviso necessario per
trasmettere validamente la disdetta, siccome si è in presenza di un aumento dei
premi, si deve far riferimento al capoverso 2 dell'art. 7 LAMal e quindi
ritenere un mese di preavviso dal momento della notifica dei nuovi premi. Detta
disdetta sarà però effettiva soltanto per la fine dell'anno civile in corso
(art. 94 cpv. 2 OAMal).

 

                             2.14.   Bisogna ora
verificare quali sono state le conseguenze della mancata notifica
all'assicurato, nei termini previsti dall'art. 7 cpv. 2 seconda frase LAMal,
dei nuovi premi LAMal per il 2003.

 

Con raccomandata del 31 dicembre 2002 (doc. _)
l'assicurato ha inviato al suo assicuratore malattia, a titolo cautelare, la
disdetta per l'assicurazione obbligatoria delle cure mediche, nel senso che
detta disdetta avrebbe esplicato i suoi effetti unicamente nell'eventualità in
cui la Cassa malati __________ non gli avrebbe comunicato entro dieci giorni
l'ammontare mensile dei suoi premi LAMal per l'anno 2003.

 

Come esposto in precedenza, l'assicuratore
__________ non è riuscito a rendere verosimile di aver comunicato con due mesi
d'anticipo al ricorrente i nuovi premi per l'assicurazione di base, e meglio
nel corso del mese di ottobre 2002. Pertanto, le conseguenze della mancanza di
prove devono essere sopportare dalla stessa Cassa malati (cfr. consid. 2.12.;
EUGSTER, op. cit., pag. 19 n. 34 nota 70).

 

A mente di questo Tribunale, tale circostanza
significa che se __________ fosse venuto a conoscenza al momento giusto –
quindi almeno due mesi prima che entrassero in vigore - dell'effettivo aumento
dei suoi premi LAMal per l'anno 2003, egli avrebbe potuto dare in tempo utile
alla Cassa – entro il 30 novembre 2002 - la disdetta per il suo contratto
LAMal.

Tale conclusione scaturisce dalla documentazione
agli atti, dalla quale si evince la determinazione dell'assicurato di
rescindere il contratto allora in essere.

Non appena ha ricevuto l'aumento dei premi
__________ (22 novembre 2002), il ricorrente si è infatti interessato ad un
eventuale aumento anche per il premio di base, dapprima telefonicamente sia
presso l'agenzia di __________ che la sede di __________, successivamente per
iscritto sempre presso la sede del suo ente assicuratore (raccomandate del 2 e
del 31 dicembre 2002).

Mediante lo scritto del 2 dicembre 2002
l'insorgente ha avvertito la Cassa che poiché non era ancora a conoscenza di
tutti i dati concernenti i suoi futuri premi, non gli era stato evidentemente
possibile rispettare il termine del 30 novembre 2002 per confermare
l'accettazione della proposta per le prestazioni complementari.

Non ottenendo ancora alcuna risposta, entro la
fine dell'anno (31 dicembre 2002) l'insorgente ha manifestato alla Cassa la sua
volontà di rescindere il contratto con effetto immediato nel caso in cui,
nuovamente, l'assicuratore non gli avesse fatto sapere nulla riguardo agli
aumenti fissati per il 2003.

Sempre in attesa di una comunicazione da parte
della Cassa malati, il 21 gennaio 2003 l'assicurato si è rivolto all'__________
al fine di farsi consigliare sulle modalità e sui termini di disdetta.

Infine, il 20 febbraio 2003 __________ ha
fermamente espresso la sua volontà di disdire l'assicurazione malattia di base.

 

Ora, in ben quattro comunicazioni questo TCA ha
rilevato la volontà dell'assicurato di portare immediatamente a termine il
rapporto contrattuale concluso nel 1995 con la Cassa malati __________.

Ne discende pertanto che la mancata tempestiva
comunicazione della Cassa malati non può essere di pregiudizio al ricorrente
per il fatto che egli non ha rispettato il termine legale di un mese di
preavviso per dare la disdetta del suo rapporto assicurativo e quindi per
cambiare assicuratore. Le tavole processuali dimostrano infatti che se fosse
stato per tempo debitamente informato dal suo assicuratore in merito ai nuovi
premi LAMal, l'insorgente avrebbe verosimilmente disdetto nei termini legali il
contratto assicurativo con la Cassa malati __________.

 

La disdetta in esame è stata formalmente
inoltrata alla Cassa soltanto il 31 dicembre 2002. L'omissione della
comunicazione imposta dalla legge alla Cassa non deve, come detto, portare
pregiudizio all'assicurato il quale ha comprovato sufficientemente la sua
volontà di cambiare assicuratore in caso di aumento del premio
dell'assicurazione di base.

 

                             2.15.   Conseguenza
della mancata possibilità di disdetta tempestiva - impedimento causato dalla
Cassa malati __________ - è l'obbligo di risarcimento all'assicurato del danno
cagionato dal comportamento dell'assicuratore. Non va dimenticato che, come
rammenta Eugster (op. cit., pag. 20 n. 36),

 

" 
Ein Wechsel des Versicherers darf nicht dazu
führen, dass eine Person den Versicherungsschutz unterbrechen kann. Daher kann
sie ihren bisherigen Versicherer erst verlassen, wenn der neue Versicherer dem
bisherigen Versicherer mitgeteilt hat, dass sie bei ihm ohne Unterbrechung des
Versicherungsschutzes versichert ist. Sobald der bisherige Versicherer die
Mitteilung erhalten hat, unterrichtet er die betroffene Person, ab welchem
Zeitpunkt sie nicht mehr bei ihm versichert ist (art. 7 Abs. 5 KVG). (…)"

 

Il capoverso 6 dell'art. 7 LAMal – introdotto con
effetto al 1° ottobre 2000 – prevede che il precedente assicuratore, in casu
__________, che impedisce il cambiamento di assicuratore deve risarcire il
danno patito dall'assicurato, in particolare la differenza di premio.

Al riguardo nella parte inedita di una sentenza
parzialmente pubblicata in DTF 129 V 394 il TFA ha sottolineato:

 

" 
4.2 Das KVG enthält keine allgemeine
Verantwortlichkeitsnorm. Art. 7 Abs. 5 Satz 2 KVG sieht jedoch eine Schadenersatzpflicht
des Krankenversicherers für den Fall vor, dass er die in Art. 7 Abs. 5 Satz 1
KVG vorgesehene Meldung an den bisherigen Versicherer (vgl. Erw. 2.2 hievor)
unterlässt. Damit besteht eine spezialgesetzliche Haftungsregelung, welche den
zur Diskussion stehenden Problemkreis von Pflichtverletzungen des neuen
Versicherers im Zusammenhang mit einem Kassenwechsel beschlägt. Die Absicht des
Gesetzgebers, derartige Schadenersatzansprüche im KVG abschliessend zu regeln,
wird daraus deutlich, dass in der Zwischenzeit Art. 7 Abs. 6 KVG (in Kraft seit
1. Oktober 2000) erlassen wurde. Laut dieser Bestimmung hat der bisherige
Versicherer, wenn er seinerseits den Kassenwechsel verunmöglicht, der
versicherten Person den daraus entstandenen Schaden, insbesondere die
Prämiendifferenz, zu ersetzen. Die Regelung des KVG bezüglich der Haftung für
Schaden im Zusammenhang mit Pflichtverletzungen eines Versicherers beim
Kassenwechsel hat nach dem Gesagten (Erw. 4.1 hievor) als ausschliesslich und
abschliessend zu gelten. Das VG ist demzufolge nicht anwendbar, und die
Beurteilung des Schadenersatzanspruchs fällt in die Zuständigkeit des
Eidgenössischen Versicherungsgerichts. Anzufügen bleibt, dass Art. 78 ATSG
nunmehr die Verantwortlichkeit für den Bereich des Sozialversicherungsrechts
normiert." 

 

In proposito si rileva che la legge non regola il
momento quando il rapporto d'assicurazione esistente prende fine nel caso in
cui la comunicazione del nuovo assicurazione data giusta l'art. 7 cpv. 5 LAMal
intervenga tardivamente. In tali circostanze, il TFA ha colmato questa lacuna
decidendo che il vecchio rapporto d'assicurazione termina alla fine del mese
durante il quale l'informazione tardiva giunge all'assicurazione precedente
(DTF 127 V 41-42 considd. 4b/dd-ee e i riferimenti; DTF 129 V 395).

 

Questa Corte ricorda che benché fosse stata
sollecitata diverse volte in merito, la Cassa malati __________ non ha
comunicato tempestivamente l'aumento del premio dell'assicurazione di base e,
conseguentemente, non ha rilasciato al ricorrente il necessario attestato
d'uscita. Tale erroneo agire della Cassa malati ha comportato che l'assicurato
è stato di fatto impedito di cambiare assicuratore nei termini di legge.

 

Ora, il citato art. 7 LAMal esclude che un
assicurato che intende cambiare assicuratore possa trovarsi senza una copertura
assicurativa o possa subìre un'interruzione della protezione assicurativa.
L'affiliazione al primo assicuratore termina soltanto quando il nuovo
assicuratore ha comunicato al primo che esso assicura l'interessato senza
interruzione della protezione assicurativa (RDAT I-2001 n. 61 pag. 260).

Pertanto, il rifiuto che un assicuratore oppone
ad un assicurato che intende cambiare assicurazione non comporta
un'interruzione della protezione dell'assicurazione; fintanto che un nuovo
assicuratore non ha fatto sapere al primo che esso assicura l'interessato senza
interruzione della protezione assicurativa, l'assicurato deve rimanere
affiliato ad esso. Ogni altra interpretazione è contraria alla legge ed è incompatibile
con le disposizioni (art. 7 cpv. 5 e 6 in fine LAMal) relative alla riparazione
del danno subìto dall'assicurato ad opera del nuovo o del precedente
assicuratore (STFA del 15 luglio 2002 nella causa __________ c. Ufficio
dell'assicurazione malattia del Canton Ginevra, K 135/01).

 

Da quanto precede consegue che __________ non ha
potuto affiliarsi ad un'altra Cassa malati dal 1° gennaio 2003 e ciò per un
comportamento illegale di __________. Di conseguenza il rapporto assicurativo –
per la necessaria continuità nella copertura obbligatoria – è rimasto in essere
presso __________ ma conformemente all'art. 7 cpv. 6 LAMal, lo stesso
assicuratore malattia deve ora risarcire all'insorgente il danno risultante,
ovvero la differenza fra i premi che quest'ultimo ha pagato o avrebbe dovuto
pagare a __________ ed il premio che il signor __________ avrebbe invece pagato
presso un altro assicuratore di sua scelta a partire dal 1° gennaio 2003.

 

Il ricorso del 26 giugno 2003 (Inc. n.
__________) deve essere quindi accolto la decisione impugnata annullata e gli
atti rinviati a __________ per un nuovo giudizio, ciò senza attribuzione di
ripetibili.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
per denegata giustizia del 20 maggio 2003 (Inc. n. __________) è stralciato dai ruoli, poiché la causa
è diventata priva d'oggetto.

 

 

                                 2.-   Il ricorso
del 26 giugno 2003 (Inc. n. __________) dell'assicurato contro la decisione su
opposizione del 12 giugno 2003 emanata pendente causa dalla Cassa malati
__________ è accolto ai sensi dei considerandi.

 

                                         § Di
conseguenza, la decisione del 21 marzo 2003 emanata dalla Cassa malati
__________ è annullata e l'incarto va rinviato alla stessa per una nuova
decisione nel senso dei considerandi.

 

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

                                         

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti