# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9ec2c3ae-d851-5498-8892-83a631824d15
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-12-10
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 10.12.2003 12.2003.44
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2003-44_2003-12-10.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2003.44

  	
  Lugano

  10 dicembre
  2003/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Chiesa e Epiney-Colombo

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa a procedura speciale
per azioni derivanti da contratto di lavoro -inc. n. CL.2002.00116 della
Pretura del distretto di __________ - promossa con istanza 17 ottobre 2002 da

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr. dall'avv.
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

con cui
l’istante ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 11'308.95
più interessi e il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta al PE
n. __________dell'UE di __________;

 

domande
sulle quali la controparte, non comparsa all'udienza di discussione, non si è
pronunciata e che il Segretario assessore, con sentenza 24 gennaio 2003, ha
respinto;

 

appellante
l'istante con atto di appello 6 febbraio 2003, con cui chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di accogliere l'istanza con protesta di spese e
ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre la
convenuta non ha presentato osservazioni al gravame;

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

                                   1.   Con
il giudizio qui impugnato, il Segretario assessore, dopo aver evidenziato -a
ragione (cfr. Cocchi/Trezzini, CPC-TI, Lugano 2000, n. 618 ad art. 169)-
che il fatto che la convenuta non fosse comparsa all'udienza di discussione e
fosse dunque rimasta preclusa non comportava alcuna modifica o alleggerimento
dell'onere probatorio a carico dell'istante, ha esaminato se nella fattispecie
quest'ultimo avesse comprovato le sue pretese contrattuali (il salario per i
mesi di luglio, agosto e settembre 2002, di complessivi fr. 9'000.-, e il
rimborso di alcuni premi assicurativi da lui anticipati, di fr. 2'308.95) e,
ritenendo che non fosse il caso, ha senz'altro respinto l'istanza.

 

 

                                   2.   Con
l'appello che qui ci occupa, l'istante chiede di riformare il giudizio di prime
cure nel senso di accogliere l'istanza, rilevando che i documenti agli atti
erano in realtà sufficienti per ammettere il benfondato delle sue pretese e che
in via abbondanziale ci si doveva chiedere se la scrivente Camera, visto
l'atteggiamento passivo tenuto dal Segretario assessore in una controversia
pacificamente retta dal principio indagatorio, non avrebbe dovuto rinviargli
gli atti per un complemento istruttorio.

 

 

                                   3.   In
punto alla prima censura, si osserva che, contrariamente a quanto ritenuto nel
gravame, le prove documentali non dimostrano che l'istante fosse creditore
degli importi reclamati in causa, che non trovano il loro fondamento in
circostanze notorie. Nulla premette di ritenere che il suo salario mensile netto,
oltretutto per un'attività a tempo parziale, fosse di fr. 3'000.-, il semplice
fatto che la convenuta non abbia preso posizione su uno scritto in tal senso
allestito dal legale dell'istante (doc. _) non potendo in effetti essere inteso
in buona fede quale tacito riconoscimento di quella circostanza. Quanto
all'altra pretesa, nessun documento prova che le parti avessero concordato che
i premi dell'assicurazione RC per i danni patrimoniali (di complessivi fr.
4'617.90, cfr. doc. _) dovessero essere ripartiti tra loro in ragione di metà
ciascuno.

 

 

                                   4.   Pure
infondata è l'altra censura, con cui l'istante rimprovera al primo giudice di
aver disatteso il principio indagatorio (art. 343 cpv. 4 CO e 417 lett. c CPC)
segnatamente per non aver interpellato la convenuta (appello p. 4), ciò che a
suo dire imporrebbe di rinviargli gli atti per un complemento istruttorio. 

                                         A parte
il fatto che il giudice è tenuto a procedere in tal senso solo in presenza di
fondati motivi di dubbio su uno o l'altro punto del contendere (cfr. Cocchi/Trezzini,
op. cit., m. 2 ad art. 417), situazione che l'istante neppure pretende si sia
in concreto realizzata (di qui la formulazione condizionale della censura), non
si vede quale vantaggio pratico egli avrebbe potuto ottenere da tale circostanza,
che semmai avrebbe permesso alla convenuta di migliorare la propria posizione
processuale, ma in ogni caso non avrebbe consentito all'istante di addurre
nuovi fatti o prove con cui adempiere all'onere probatorio a suo carico. 

 

 

                                   5.   Ne
discende la reiezione del gravame, al limite del temerario.

                                         Non si
prelevano né tassa di giustizia né spese (art. 343 cpv. 3 CO e 417 lett. e CPC)
e non si assegnano ripetibili alla convenuta, che non ha presentato
osservazioni all'appello. 

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 343  CO e 417 CPC 

 

 

dichiara e pronuncia

 

                                    I.   L’appello 6 febbraio 2003 di __________ è respinto.

                                         

                                   II.   Non si prelevano né tasse né spese. Non si assegnano ripetibili.

 

                                  III.   Intimazione a:      - avv. __________

                                                                      -
__________

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di __________ 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario