# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 56d62178-28a6-54e2-83d5-645d18659f21
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-03-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 31.03.2015 32.2014.76
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2014-76_2015-03-31.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2014.76

   

  FC/sc

  	
  Lugano

  31 marzo 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 maggio 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione dell'8 aprile 2014 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                                1.1   RI
1, nato nel 1969, di professione commerciante/venditore e da ultimo
attivo come aiuto cucine e manovale, nel mese di settembre 2005 ha inoltrato una domanda di prestazioni adducendo dolori alla schiena, alle gambe e disturbi
psicofisici (doc. AI 1). Esperiti gli accertamenti medici ed economici del
caso, tra cui una valutazione specialistica psichiatrica – concludente per un’inabilità
lavorativa del 20% –, con decisione 26 gennaio 2007 (preavvisata il 7 dicembre
2006), l'Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni avendo concluso per
un grado di invalidità del 6% (doc. AI 23). 

 

                                         Con
decisione 3 settembre 2012, confermando un progetto del 21 giugno 2012, l’amministrazione
non è entrata nel merito di una nuova domanda di prestazioni presentata nel giugno
2012 (doc. AI 30 e 39). 

 

                               1.2.   Il
18 febbraio 2014 l’assicurato ha inoltrato un’ulteriore richiesta di
prestazioni AI (doc. AI 45). 

                                         

                                         Con
decisione 8 aprile 2014, preavvisata il 25 febbraio 2014, l’Ufficio AI ha
emesso una decisione di non entrata in materia. Sulla base del parere del
proprio servizio medico, al quale è stato sottoposto per esame uno scritto
dello psichiatra curante, l’amministrazione ha sostenuto che non erano stati
messi in luce elementi clinici atti a suffragare un peggioramento delle
condizioni di salute e, quindi, in grado di modificare la precedente decisione
(doc. AI 53). 

L’assicurato
ha fatto pervenire un certificato 9 aprile 2014 del reparto neurologico dell’__________
di __________. Sottoposto lo stesso al SMR, l’Ufficio AI, con lettera 30 aprile
 2014, ha comunicato che dallo stesso non emergeva la presenza di una patologia
invalidante per cui la decisione veniva confermata (doc. AI 58). 

 

                               1.3.   Contro
la suddetta decisione, l’assicurato ha interposto il presente ricorso,
chiedendo una rivalutazione del caso, previa perizia medico-giudiziaria (I).

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa, l’amministrazione ha postulato la reiezione del ricorso,
ribadendo come l’insorgente non abbia comprovato una modifica dello stato
valetudinario tale da giustificare un’entrata nel merito della nuova richiesta.

 

                               1.5.   Pendente
causa l’assicurato ha prodotto uno scritto del suo psicologo curante, sul quale
l’Ufficio AI ha preso posizione il 17 luglio 2014, previa presa di posizione
del SMR (VI, doc. F, VIII).

 

 

considerato                    in
diritto 

                                      

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011;
9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; 9C_792/2007 del 7 novembre 2008).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se a ragione l’Ufficio AI non è entrato nel merito
della nuova domanda di prestazioni presentata nel febbraio 2014.

 

                               2.3.   Qualora
una prima richiesta di rendita sia stata negata perché il grado di invalidità
era insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a se stesso, una nuova
richiesta è riesaminata soltanto se l'assicurato rende verosimile che il grado
di invalidità si è modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni
(art. 87 cpv. 3 e 4 OAI). Il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal
1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), nella DTF 133 V 263, chiamato a
pronunciarsi nel caso di nuova domanda presentata dopo l’assegnazione retroattiva
di una rendita limitata nel tempo, ha precisato la propria giurisprudenza e
stabilito che in una tale evenienza la nuova domanda deve rispettare i
requisiti posti dall’art. 87 cpv. 3 e 4 OAI. Scopo di questo requisito è quello
di impedire che l'amministrazione debba costantemente chinarsi su domande
identiche e non motivate, quando la prestazione in causa è già stata rifiutata
da una precedente decisione cresciuta in giudicato (DTF 130 V 68 consid. 5.2.3,
117 V 198 consid. 4b con riferimenti). Se tale condizione non è soddisfatta
l'amministrazione non entra nel merito della domanda emanando una decisione in
tal senso; se per contro è resa verosimile una rilevante modifica suscettibile
di influenzare il diritto alla rendita l'amministrazione è obbligata ad entrare
nel merito della richiesta (DTF 130 V 64 consid. 3, 117 V 198
consid. 4b, 109 V 108 consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10; Müller, Die materiellen
Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung, Universitätsverlag
Freiburg Schweiz, 2003, p. 84-86). Se l'amministrazione entra nel merito
della nuova domanda deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale
e in particolare verificare se la modifica del grado di invalidità resa verosimile
dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso
applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso
(art. 17 cpv. 1 LPGA, 41 vLAI, art. 87ss. OAI; VSI 1999 p. 8;
Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von Invalidenrentenrevisionen, in
Schaffhauser/Schlauri, Die Revision von Dauerleistungen in der Sozialversicherung,
Veröffentlichungen des Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der
Uni St. Gallen, 1999, p. 15; DTF 117 V 198). In DTF 130 V 64, il TFA ha
precisato che nel caso in cui l’assicurato non ha reso verosimile un rilevante
cambiamento, il principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono
essere accertati d'ufficio dal giudice, non risulta essere applicabile. Solo se
nella nuova domanda di rendita (rispettivamente domanda di revisione)
l’assicurato non rende verosimile la rilevante mutazione, facendo tuttavia
riferimento a mezzi di prova, segnatamente rapporti medici, non ancora prodotti
o da richiedere dall’amministrazione, quest’ultima deve impartire all'interessato
un termine per produrre il mezzo di prova in questione con l’avvertenza che in
caso contrario non entrerà nel merito della domanda (DTF 130 V 69 consid.
5.2.5).

                                         Infine,
se l'assicurato interpone ricorso contro la decisione di non entrata in
materia, il giudice esamina solo se a buon diritto l'amministrazione ha
rifiutato di entrare in materia. Se invece essa ha accettato di esaminare la
nuova richiesta, il giudice non si pronuncia sulla questione dell'entrata in
materia, ma esamina materialmente se la modifica delle circostanze resa
attendibile dall'assicurato è effettivamente avvenuta (SVR 2002 IV Nr. 10
consid. 1b; DTF 116 V 265 consid. 2a; RCC 1991 p. 269 consid.
1a).

                                         La
giurisprudenza sopra menzionata va applicata anche dopo l’entrata in vigore della
LPGA il 1° gennaio 2003 e il nuovo tenore dell’art. 87 OAI valido dal 1° marzo
2004 (STF I 630/06 del 20 giugno 2007, consid. 3 con riferimenti; DTF 130 V 343
consid. 3.5).

 

                               2.4.   Nell’ambito dell’art. 87 cpv. 3 e 4 OAI è sufficiente rendere
verosimile un rilevante cambiamento e non è richiesta la prova della
verosimiglianza preponderante valida nell’ambito delle assicurazioni sociali.
Non è necessario portare la prova piena per convincere l’amministrazione che è
subentrato un rilevante cambiamento rispetto all’ultima decisione cresciuta in
giudicato. È tuttavia sufficiente che in tal senso vi siano indizi per una
simile modifica, anche se permane la possibilità che un’analisi approfondita
dimostri che questo cambiamento in realtà non è subentrato (STF 8C_716/2011 del
5 gennaio 2012 consid. 2.2 e 2.3 e la giurisprudenza ivi citata; SVR
2002 IV Nr. 10 consid 1c/aa con riferimenti, vedi pure STF 9C_688/2007 del 22
gennaio 2008 e STF I 55/07 del 26 novembre 2007). Più la precedente decisione è
distante nel tempo, meno esigenze sono poste alla verosimiglianza ex art. 87
cpv. 3 e 4 OAI del rilevante cambiamento (“(…) Aus dem Normzweck ergibt sich, dass die Verwaltung u.a. zu berücksichtigen
hat, ob die frühere Verfügung nur kurze oder schon längere Zeit zurückliegt,
und dementsprechend an die Glaubhaftmachung höhere oder weniger hohe
Anforderungen zu stellen sind (BGE 109 V 114 Erw.
2b, 123 Erw. 3b und 264 Erw. 3, je mit Hinweisen)(…)”, riportato
nella STFA I 619/04 del 10 febbraio 2005, consid. 3).                  

 

                               2.5.   Nel
caso in esame, l’assicurato sostiene un peggioramento su vari fronti, segnatamente
della componente psichiatrica, facendo riferimento a uno scritto dei curanti
dr. __________, psicologo, e dr. __________, psichiatra.

 

                                         Va
qui ricordato che nell’ambito degli accertamenti intrapresi
dall’amministrazione in sede di evasione della prima domanda di prestazioni,
con rapporto 8 febbraio 2006 il dr. __________, psichiatra del __________, diagnosticati
“Episodio depressivo ricorrente, episodio attuale lieve con sintomi
biologici ICD 10 F33.01, Sindrome da disadattamento per aggressione fisica e da
arma da fuoco ICD 10 F43.2, Disturbo di personalità di tipo misto, con tratti
del disturbo di personalità antisociale ICD 10 F61.0”, aveva concluso per un’incapacità
lavorativa del 20% dal giugno 2000 (doc. AI 11). Tale valutazione, condivisa
dal medico SMR dr. __________ nel rapporto 10 agosto 2006 (doc. AI 12), è stata
posta a fondamento della decisione di rifiuto del 26 gennaio 2007 (doc. AI 23).

                                         

                                         Avendo
l’assicurato promosso una nuova domanda di prestazioni nel giugno 2012, facendo
valere di aver subito due infortuni sul lavoro il 17 e 18 febbraio 2010, sulla
base di un certificato del 28 giugno 2012 del dr. __________, chirurgo, chiedente
una rivalutazione del caso e attestante la presenza di “5 Discopatie,
problemi psichici, ulcera duodenale, vena femorale sinistra danneggiata da arma
da fuoco, perdita di forza muscolare, diserterie diffuse, (…)” (doc. AI
33), l’ammnistrazio-ne, richiesto il parere del SMR (per il quale il
certificato in questione non rendeva verosimile una sostanziale modifica dello
stato di salute rispetto alla decisione precedente, doc. AI 38-1), ha reso la
decisione di non entrata nel merito del 3 settembre 2012 (doc. AI 40). 

                                         La
terza domanda di prestazioni del febbraio 2014 è stata presentata
dall’assicurato sprovvista di documentazione (doc. AI 44). Successivamente al
progetto di decisione di non entrata nel merito del 25 febbraio 2014, con
scritto 20 marzo 2014 il dr. __________, psichiatra e il dr. __________, psicologo,
esprimendo disappunto e perplessità per il prospettato rifiuto di prestazioni, hanno
evidenziato:

 

" 
(…)

Ci stupisce che, malgrado la circostanziata e recente
documentazione attestante la polipatologia di cui il signor RI 1 soffre, pochi
giorni dopo la domanda del paziente, abbiate già deliberato nel senso di cui
sopra.

Il paziente riferisce che non sono stati ascoltati i
medici che, elencati nella lista dei curanti, dovrebbero rendere oggettivabile
il danno alla salute.

 

Non siamo a riconsiderare neppure il lungo elenco delle
patologie, ma Vi invitiamo ad annotare, fra gli altri, per lo meno, che dal
2010 appaiono referti che evidenziano cinque discopatie.

 

Seguiamo il signor RI 1 dal 27 marzo 2013 per una
sindrome depressiva e due tentamen farmacologici.

Viene inviato da noi per la cura del caso dall'avv. __________
che ci legge in copia.

Presenta un impoverimento psicologico generale,
preoccupante a causa dell'impossibilità di elaborare la perdita della sua
integrità fisica e valetudinaria.

L'umore è deflesso, scarsa reattività agli stimoli,
agli affetti agli interessi, privato del ruolo e dell'identità sociale. Si
presenta richiedente, aggressivo, facilmente irritabile, polemico, unicamente
centrato su se stesso e ancorato ai suoi diritti.

Vive la complessa problematica accompagnato da senso di
impotenza soprattutto per la famiglia a carico da cui tuttavia non trae conforto.

Poniamo una diagnosi di disturbo di personalità
emotivamente instabile.

Il paziente è ormai dipendente dai curanti che consulta
assiduamente, unico punto d'appoggio, sottoscritti compresi.

Difficilissimo quindi guardare ad un progetto di
recupero integrativo seppur limitate ambizioni.

Contiamo, pertanto, su una Vostra cortese rivalutazione
del progetto, rimaniamo ovviamente a disposizione per ulteriori ragguagli e Vi
salutiamo cordialmente." (doc. Ai 46/1)

 

                                         Con
annotazioni 28 marzo 2014 i medici del SMR dr. __________, generalista e dr.ssa
__________, psichiatra, hanno preso come segue posizione in merito al succitato
scritto:

 

" 
Assicurato con stato dopo rifiuto
cresciuto in giudicato nel 2007

Allora diagnosi:

episodio depressivo ricorrente

sindrome da disadattamento per aggressione fisica con
arma da fuoco

disturbo di personalità misto con tratti di disturbo di
personalità antisociale

stato da ferita da arma da fuoco alla coscia sinistra
con disturbo sensitivo residuo e lieve deficit motorio

 

attuale nuova richiesta 2.2014:

quale unica documentazione medica si presenta un
rapporto dello studio del dr. __________ del 20.3.2014, rapporto che non
contiene una certificazione di una inabilità lavorativa e non contiene diagnosi
secondo ICD.

 

Questa documentazione è nettamente insufficiente per
comprovare una sostanziale modifica dello stato di salute rispetto al momento
della precedente decisione di rifiuto." (doc. AI 48/1)

                                         

                                         Non
ritenendo quindi dimostrata una sostanziale modifica dello stato di salute,
l’Ufficio AI non è entrato nel merito della nuova domanda di rendita mediante
la decisione oggetto del presente ricorso. 

                                         In
data 25 aprile 2014 l’assicurato ha prodotto una relazione 9 aprile 2014 dei
medici neurologi dell’__________ di __________ in merito ad un problema di
algia del viso di probabile origine psicosomatica concludente per la diagnosi
di “V.a. anhaltenden idiopathischen Gesichtsschmerz”, senza indicazioni
di un’inabilità lavorativa (doc. AI 55-2).  

                                         Il
medico SMR, con annotazione 29 aprile 2014, ha concluso che non risultava la presenza di alcuna patologia invalidante ai sensi della LAI (doc. AI 57).  

 

                                         Pendente
causa il ricorrente ha prodotto lo scritto 7 luglio 2014 dello psicologo curante
dr. __________:

 

" 
La ringrazio per avermi
interpellato tempestivamente riguardo la pratica del nostro paziente citato in
epigrafe per la presentazione di ulteriori mezzi di prova e in considerazione
alla riposta dell'AI al Tribunale Cantonale delle Assicurazioni.

 

Tengo a precisare che le nostre valutazioni riguardano,
ovviamente, unicamente, l'aspetto psichiatrico e in particolare le reazioni psicopatologiche
relative agli incidenti subiti, ma non unicamente.

 

Gli incidenti del 17 e del 18 febbraio 2010 segnano
comunque l'inizio delle derive psicologiche del signor RI 1 e rappresentano
l'elemento scatenante del disorientamento psicologico di cui lo stesso ne è
tuttora vittima. In passato è sempre stato attivo,determinato e volonteroso.

A questo proposito concorrono gli elementi
predisponenti, il carattere premorboso; componenti psicopatologiche che nel
2007 non sono state considerate invalidanti.

Ma anche gli infortuni del 2010 non sono stati
considerati invalidanti, anzi nemmeno sono stati considerati.

Non voglio dare una valutazione sui rapporti
causa-effetto tra gli elementi predisponenti, la posizione politico-sociale e l'infortunio,
ma segnalare meccanismi e funzionamento psicologici tipici di un degrado
psicofisico comunque invalidante tra cui forti dolori, disestesie, crampi
muscolari, perdita di sensibilità, percezioni errate a livello sensori-motorio.

 

Troviamo elementi significativi per l'emissione della
diagnosi di disturbo di personalità emotivamente instabile, con aspetti interpretativi
non indifferenti (inizialmente un disturbo da disadattamento) che potrebbe
risolversi anche in derive psicotiche, auto o etero aggressive: il contenimento
pulsionale è minimo, per questo il nostro compito si avvera indispensabile.

Il paziente sta attraversando una fase di
disorientamento, di degrado e vuoto interiore, la mancanza di contatti significativi,
sempre più isolato senza confronti,il pensiero è perturbato legato alla sua
"ideologia" capeggiata dal senso di ineluttabilità e di rovina
pericolosissime anche per il suo prossimo.

Per averne conferma, basterebbe chiedere a chi,
recentemente l'ha conosciuto, medici e personale curante per le molteplici consultazioni
e interventi, nonché ai suoi vicini affettivamente.

 

Il decorso della malattia è insoddisfacente anche a
causa della scarsa collaborazione del paziente, della mancanza di coscienza della
malattia, della difficoltà massiccia di affrontare le tematiche più delicate
della sua esistenza. Questo va iscritto alla componente immatura e infantile
della personalità di base.

Permane aperto il rischio di conflittualità, sviluppo
di conflitti e passaggio a vie di fatto.

 

Mi sembra, a questo punto, aver esposto perlomeno i
fattori essenziali a favore purtroppo dell'incapacità del signor RI 1 di
interagire, collaborare, condividere responsabilità in un'attività lavorativa, produttiva
e rimunerativa.

 

Spero di aver potuto illustrare sufficientemente le
condizioni di salute, espresse in modo autentico e tradotte nella deriva psicologica
che conosciamo.

Egli rimane inabile al lavoro nella misura del 100% e
non vediamo come possa riemergere da questa avversità." (doc. F)

                                         

                                         Esprimendosi
su tale certificazione, la dr.ssa __________ del SMR in data 11 luglio 2014 ha concluso:

 

" 
08.02.2006 Diagnosi
psichiatriche __________

F 33.01 Episodio depressivo ricorrente, episodio
attuale lieve con sintomi biologici

F 43.2 S da disadattamento per aggressione fisica (Y05)
e da arma da fuoco (X93)

F 61.0 D di personalità di tipo misto con tratti del
disturbo di personalità antisociale.

IL 20% dal 22.06.2000

 

26.01.2007 decisione Al di nessun diritto a rendita

2012 II domanda Al

Decisione del 03.09.2012 di non entrata in materia

2014 IlI domanda Al

08.04.2014 Decisione di non entrata in materia

 

In fase di ricorso:

 

07.07.2014 Lettera Dr. __________, psicologo, all'Avv. __________

Viene definita la presenza di un disturbo di
personalità emotivamente instabile, decorso malattia insoddisfacente scarsa
collaborazione del paziente, mancanza di coscienza della malattia, difficoltà
massiccia ad affrontare tematiche delicate, difficoltà riconducibili alla
componente immatura ed infantile della personalità di base

IL 100%

Agli atti presente documentazione del __________ del
2006 nel quale viene descritto un quadro clinico sovrapponibile a quello ora
riportato; anche i precedenti curanti segnalavano una scarsa adesione al
progetto terapeutico; la prognosi era definita come stazionaria senza una
migliore alleanza del paziente a un progetto terapeutico.

 

La nuova documentazione agli atti non permette di
evidenziare una verosimile modificazione dello stato psichiatrico rispetto alla
documentazione medica agli atti su cui era basata la prima decisione Al."
(doc. VIII/bis)

 

                                         Orbene,
come a ragione hanno concluso i medici SMR, dai succitati scritti dello
psichiatra e dello psicologo curanti non si desumono nuovi elementi, rispettivamente
una modifica della componente psichica rispetto all’epoca della decisione di diniego
delle prestazioni del gennaio 2007. 

                                         In
proposito non è superfluo innanzitutto ricordare che per quanto riguarda
l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha stabilito
che é decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non poter
praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa
sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF
127 V 298 consid. 4c, 102 V 165 = RCC 1977 p. 169; Pratique VSI 1996 p. 318,
321, 324; RCC 1992 p. 180; ZAK 1984 p. 342, 607; STFA I 148/98 del 29 settembre
1998, p. 10 consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna
2003, p. 128). In una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il TF ha ribadito che
“(…) il riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in particolare
la diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri
posti da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF
130 V 396 segg.; cfr. pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni
I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4). (…)” (STF I 384/06 del 4 luglio
2007). L’Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

" 
(…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni
fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI,
devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le
anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno
stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico
dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno
cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di
quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità
di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo
accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente;
di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che
l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui
pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102
V 166; VSI 2001 pag. 224 consid. 2b e sentenze ivi citate; cfr. anche DTF 127 V
298 consid. 4c in fine).

(…)" (STFA I 166/03 del 30 giugno 2004, consid.
3.2).

                                         

                                         Nella
fattispecie, a prescindere dal fatto che né la certificazione dei
curanti del 20 marzo 2014 né quella del dr. __________ del 7 luglio 2014 contengono
delle diagnosi secondo una codificazione internazionale riconosciuta, come richiesto
dalla giurisprudenza (cfr. la precitata STF I 384/06 del 4 luglio 2007), esse
non pongono nuove diagnosi, non documentano lo stato clinico né tantomeno
certificano chiaramente un’inabilità lavorativa dell’assicurato, limitandosi
invece a considerazioni di carattere piuttosto generale. Ad esempio, i curanti si
limitano a definire insoddisfacente il decorso
della malattia, riconducendo la mancanza di miglioramento semplicemente alla
scarsa collaborazione del paziente e, in definitiva, alla “componente
immatura e infantile della personalità di base”, restando in tal modo “aperto
il rischio di conflittualità, sviluppo di conflitti e passaggio a vie di fatto”
(doc. F).

Ora – rilevato
come l’unica diagnosi menzionata (seppur non secondo la codificazione
ufficiale), ossia quella di disturbo di personalità emotivamente instabile
così come gli altri aspetti delle personalità fossero già stati messi in
evidenza dalla valutazione specialistica psichiatrica eseguita l’8 febbraio 2006 dal dr. __________, psichiatra del __________ (doc. AI
11), laddove veniva descritto un quadro clinico sovrapponibile a quello
ora riportato, con una scarsa adesione al progetto terapeutico da parte del
paziente – il certificato dei curanti non permette di distanziarsi dalle
conclusioni dell’ammnistrazione. Del resto con pertinenza a tali conclusioni sono
giunti anche i medici SMR (doc. AI 48 e doc. VIII/bis). 

                                         Va
in proposito anche evidenziato che in ragione della diversità
dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di perizia), in caso di
lite non ci si può di regola fondare sulla posizione del medico curante, anche
se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11
aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente
con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del
suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer, Bundesgesetz
über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozial-versicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353) e che il solo fatto
che uno o più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è
sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o
dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20
marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe
con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

                                         Del
resto, osservato come il perito nel 2006 e pure i curanti nel certificato prodotto
in questa sede abbiano sottolineato come il decorso della malattia psichiatrica
sia insoddisfacente anche a causa della scarsa collaborazione del paziente, va
in questa sede richiamato l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere
tutto quanto sia
ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico
cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b,
400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pp. 57, 551 e 572), segnatamente
sottoponendosi con impegno al progetto terapeutico che le problematiche alla
salute di cui soffre impongono.                  

Per quanto poi concerne la patologia relativa all’algia del viso,
nemmeno dal rapporto dei neurologi dell’Inselspital è possibile desumere
l’esistenza di una patologia con valenza invalidante, come correttamente
concluso dal dr. __________ del SMR nelle sue annotazioni del 29 aprile 2014,
cui questo Tribunale deve aderire (doc. AI 57).

Né del resto il richiamo nel ricorso a altre problematiche alla salute
(quali segnatamente la presenza di discopatie e gli esiti di un’ustione; doc. I)
può mutare a tali conclusioni non essendo le stesse suffragate da alcuna certificazione
medica.

 

                                         Visto
quanto sopra, non avendo l’assicurato reso verosimile una rilevante modifica
del suo stato di salute, la decisione di non entrata in materia va confermata.

                                          

                               2.6.   Secondo
l'art. 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie
relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale
cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata
fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza
riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009;
STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                      

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                      

                                   2.   Le spese per fr. 500.- sono
poste a carico dell’assicurato.          

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                         Gianluca
Menghetti