# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5725e8b6-afee-516b-aaac-fab5119fd549
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 09.03.2010 A 2009 31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2009-31_2010-03-09.pdf

## Full Text

A 09 31
4a Camera

SENTENZA
del 9 marzo 2010

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente decisione di comprensorio "area industriale - tappa 1"

1. Il 3/4 settembre 2001 il Municipio di … decretava l’inizio della procedura di 

comprensorio per l’urbanizzazione della zona industriale. Venivano al 

proposito emanati cinque decreti d’inizio concernenti i comprensori della rete 

stradale e marciapiedi (no. 1), delle canalizzazioni acque chiare e nere (no. 

2), dell’acquedotto industriale (no. 3), della rete acqua potabile (no. 4) e della 

rete elettricità e illuminazione pubblica (no. 5). Contro i decreti d’inizio furono 

interposti diversi ricorsi al Tribunale amministrativo. Con sentenze del 22 

gennaio 2002 (A 01 78, A 01 81 e 85, A 01 87) il Tribunale ampliava il 

perimetro dei singoli comprensori a tutte le particelle site nella zona industriale 

II, 1. tappa di urbanizzazione, e toglieva dal comprensorio no. 2 la parte 

inerente al canale a cielo aperto, dato che tale impianto sarebbe andato a 

beneficio anche di un'altra cerchia di proprietari. Il Tribunale confermava però 

la correttezza della procedura contributiva adottata e la chiave di ripartizione 

dei costi fra enti pubblici e privati. I piani dei cinque perimetri vennero 

modificati a seguito delle citate sentenze. A fine 2007 i lavori risultavano 

praticamente ultimati. Dopo aver consultato anche la Commissione comunale 

di perimetro, il 23 giugno 2008 il Municipio del Comune di … emanava le 

decisioni di ripartizione dei costi per i cinque perimetri ad ogni singolo 

proprietario. Per il suo fondo no. 190 di 2280 m2 l’…  veniva obbligata a 

versare per il comprensorio rete stradale e marciapiedi (no. 1) fr. 10'018.60, 

per quello delle acque chiare e nere (no. 2) fr. 10'927.20, per quello dell’acqua 

industriale (no. 3) fr. 5'099.00, per quello dell’acqua potabile (no. 4) fr. 

2'593.20 ed infine per quello della rete elettrica e illuminazione (no. 5) fr. 

2'184.20. 

2. L’11 luglio 2008 l’… SA, proprietaria della particella no. 190, interponeva 

opposizione contro il progetto di ripartizione dei costi di comprensorio inerente 

l’urbanizzazione dell’area industriale. La stessa postulava l’esclusione della 

propria particella no. 190 dal comprensorio della rete stradale così come pure 

un nuovo riparto dei costi per gli ulteriori perimetri. Con decisione del 4 giugno 

2009 del Municipio di … l’opposizione veniva integralmente respinta.

3. Con decisione dell’assemblea comunale del 13 ottobre 2008 l’attribuzione 

pianificatoria dei fondi, i quali erano stati inseriti solo nella 2.a tappa di 

utilizzazione della zona industriale II, veniva sottoposta ad una revisione 

parziale. Alla base della stessa vi era la richiesta di acquisto di un terreno 

industriale da parte di una ditta estera, la quale intendeva realizzare nella 

zona un nuovo importante insediamento industriale. Con decisione del 13 

gennaio 2009 il Governo del Cantone dei Grigioni approvava gli azzonamenti 

richiesti. Nel frattempo la ditta estera comunicava però la propria rinuncia al 

progetto a causa della grave crisi economica. Per questi motivi nella zona 

interessata non veniva eseguito alcun lavoro di urbanizzazione.

4. Nel proprio ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 6 luglio 2009, 

… SA chiedeva in via principale l’annullamento delle decisioni di ripartizione 

dei costi per tutti i comprensori e di conseguenza il ritorno degli atti al comune 

convenuto per un nuovo calcolo dei contributi In via subordinata, l’istante 

postulava la riduzione di tutti i contributi perimetrali in base ad una valutazione 

del Tribunale.

L’immobile della ditta … SA, la quale si occuperebbe sia di restauri così come 

pure di vendita diretta, sarebbe stato costruito già da oltre 40 anni. A quel 

tempo si sarebbe trattato di zona artigianale. Il comune imporrebbe ora 

all’istante di pagare i contributi perimetrali in ragione del 100% per tutti e 

cinque i comprensori senza però tenere minimamente conto degli svantaggi 

che si sarebbero creati con i lavori di urbanizzazione per l’istante stessa. 

In merito ai contributi dei singoli comprensori imposti alla propria particella no. 

190 l’istante adduceva la seguente motivazione: L’immobile dell’istante 

sarebbe stato costruito a suo tempo tenendo conto dell’oggettiva situazione. 

Sarebbe stato possibile accedere all’immobile direttamente dalla strada 

cantonale. Per questo motivo il fronte espositivo avrebbe fiancheggiato la 

stessa. Con i lavori di urbanizzazione i clienti della ricorrente dovrebbero ora 

attraversare tutta l’area industriale prima di giungere al negozio dalla parte 

opposta. L’accesso diretto dalla strada cantonale sarebbe stato sbarrato. Per 

i clienti di passaggio che scorgerebbero l’area espositiva non sarebbe più 

direttamente visibile trovare la strada d’accesso. La ricorrente si sarebbe 

quindi vista costretta a far costruire a proprie spese due posteggi a fianco della 

strada cantonale. Inoltre la qualità della nuova strada sarebbe nettamente 

inferiore a quella nel resto della zona industriale. Non ci sarebbe infatti il 

marciapiedi e la strada sarebbe tanto stretta da non permettere l’accesso con 

degli autocarri. Dal comprensorio per la rete stradale e marciapiedi la 

ricorrente non trarrebbe quindi alcun vantaggio, ma solamente dei rilevanti 

peggioramenti. L’istante dovrebbe pertanto venir esonerata dal relativo 

contributo. Per quel che concerne il comprensorio per le acque chiare e nere, 

l’istante avrebbe dovuto già in precedenza realizzare due fosse asettiche, una 

per le acque chiare ed una per quelle nere. Ora l’istante verrebbe obbligata a 

rifare il relativo impianto, anche se per le sue necessità sarebbe già stata 

urbanizzata. Il dimensionamento delle canalizzazioni sarebbe inoltre 

sproporzionato per rapporto alle reali necessità della piccola azienda 

artigianale. L’istante non avrebbe poi alcun vantaggio dall’acquedotto 

industriale. Anche se in un futuro l’istante dovesse prevedere un insediamento 

industriale sul proprio fondo, si dovrebbe dapprima procedere alla 

demolizione dell’attuale immobile artigianale. L’istante non godrebbe pertanto 

che di un possibile beneficio futuro. Infine pure l’impianto elettrico già 

esistente sarebbe più che sufficiente per i suoi bisogni. Lungo la strada 

cantonale e quindi nei pressi della vetrina della ricorrente non sarebbe stato 

apposto alcun lampione. 

5. Nella propria presa di posizione il comune proponeva di respingere il ricorso. 

La delimitazione dei comprensori sarebbe infatti già stata effettuata con il 

rilascio del decreto d’inizio della procedura. Nel caso concreto poi il Tribunale 

amministrativo con sentenze del 22 gennaio / 14 febbraio 2002 avrebbe 

fissato su ricorso i perimetri, ampliando quelli inizialmente definiti dall’autorità 

comunale. Dalle citate sentenze si evincerebbe che la semplice possibilità di 

usufruire degli impianti di urbanizzazione accrescerebbe già il valore 

dell’immobile, indipendentemente dall’esistenza effettiva di un allacciamento. 

La richiesta di esclusione del fondo no. 190 dai perimetri a questo punto della 

procedura non potrebbe pertanto più essere accolta. 

In merito ai singoli perimetri il comune adduceva le seguenti argomentazioni 

alle diverse critiche della ricorrente: L’accesso diretto alla strada cantonale 

sarebbe stato oppresso per motivi di polizia e sicurezza stradale. Il citato 

accesso non sarebbe inoltre mai stato pianificato e quindi la soppressione non 

sarebbe dovuta alla procedura perimetrale. Grazie a quest’ultima la particella 

della ricorrente godrebbe ora di una possibilità di accesso illimitata, ossia pure 

con automezzi pesanti. Per quel che riguarda la canalizzazione acque chiare 

e nere al comune risulterebbe che l’istante si sarebbe già allacciata alle opere 

perimetrali. Dopo la messa in funzione del recettore pubblico la stessa 

sarebbe inoltre in base alla legge cantonale sulla protezione delle acque e al 

regolamento sulle canalizzazioni comunali obbligata ad allacciarsi. Tenendo 

conto del possibile vantaggio la ricorrente sarebbe inoltre obbligata a pagare 

pure il contributo perimetrale per l’acquedotto industriale che costeggerebbe 

due lati del suo fondo. Il comune prende inoltre atto che la ricorrente non 

solleverebbe alcuna critica contro l’inserimento del suo fondo nel 

comprensorio della rete acqua potabile. Infine il perimetro elettrico non 

riguarderebbe la parte delle installazioni elettriche di distribuzione, ma 

unicamente le opere di genio civile inerenti l’intervento di messa a terra del 

cavo. I proprietari delle linee elettriche di distribuzione si sarebbero assunti i 

costi delle installazioni e anche una parte essenziale dei costi per le opere di 

genio civile. Il contributo residuo suddiviso nell’ambito del perimetro 

coinciderebbe con la somma spesa per le opere di illuminazione della strada. 

La ricorrente confinerebbe direttamente con la nuova strada e beneficerebbe 

quindi della relativa nuova illuminazione. 

6. In sede di replica la ricorrente confermava il proprio petito d’istanza e 

richiedeva inoltre in via subordinata il rinvio degli atti al comune per ricalcolo 

dei costi perimetrali inserendo pure le particelle site nella 2.a tappa della zona 

industriale. In seguito alla recente inclusione di ulteriori particelle nella 2.a 

tappa di urbanizzazione della zona industriale si giustificherebbe la revisione 

della decisione iniziale. L’urbanizzazione della 1.a tappa avverrebbe infatti 

utilizzando tutte le opere perimetrali già realizzate. Ogni altra conclusione 

violerebbe il principio di uguaglianza. La ricorrente inoltrava poi agli atti una 

stima immobiliare del 24 marzo 2005, dalla quale si evincerebbe un elenco 

delle varie fasi di costruzione del proprio immobile. Tutte le fasi di costruzione 

sarebbero antecedenti al 1994. A quel tempo le aree limitrofe non sarebbero 

ancora state incluse nella zona industriale. L’istante avrebbe pertanto dovuto 

lei stessa provvedere all’urbanizzazione della sua particella. Ciò 

significherebbe che il vantaggio della ricorrente sarebbe molto inferiore a 

quello delle altre ditte. 

7. Il comune convenuto nella propria duplica ribadiva che la ricorrente sarebbe 

servita ottimamente dalle nuove infrastrutture dell’urbanizzazione sia per quel 

che riguarda lo stabile attuale, sia per quanto riguarda le possibilità di 

ampliamento. In merito alla richiesta di inclusione nei comprensori anche delle 

particelle della 2. tappa di urbanizzazione, il comune ribadirebbe che durante 

il decorso della procedura non sarebbe più possibile sollevare critiche contro 

la delimitazione dei comprensori. La revisione della pianificazione 

concernente la 2.a tappa di utilizzazione della zona industriale II sarebbe poi 

stata approvata dal Governo solamente il 13 gennaio 2009. Di conseguenza 

il 23 giugno 2008, al momento del rilascio delle decisioni di ripartizione dei 

costi, la citata modifica pianificatoria non avrebbe nemmeno potuto essere 

considerata. Inoltre le particelle interessate non sarebbero ancora affatto 

urbanizzate. La realizzazione delle strutture necessarie implicherebbe 

forzatamente un’ulteriore tappa di urbanizzazione. Senza gli impianti di 

urbanizzazione previsti dal relativo piano generale non sarebbe neppure 

possibile rilasciare un’autorizzazione edilizia per l’edificazione dei fondi in 

questione. Determinante non sarebbe la questione dell’azzonamento, ma 

quella se le opere di urbanizzazione realizzate servano o meno i fondi. 

8. In data 16 dicembre 2009, il Tribunale amministrativo esperiva un sopralluogo 

a ... Presenti erano una rappresentante della ricorrente e quelli del comune 

convenuto con i propri legali, così come il Presidente della commissione di 

perimetro e l’ingegnere del progetto. Dopo aver visionato le opere realizzate 

e le particolarità della particella in questione alle parti interessate veniva data 

la possibilità di esprimersi sulla vertenza. Su quanto visto e sentito in detta 

sede si tornerà, per quanto utile ai fini decisionali, nelle considerazioni di 

merito che seguono. 

9. Il 23 dicembre 2009 il comune inoltrava un’istanza di assunzione di nuove 

prove, dato che durante il sopralluogo la ricorrente avrebbe accusato il 

comune di aver impedito loro di ottenere dei posteggi e un accesso sulla 

strada cantonale. Con presa di posizione del 18 gennaio 2010 la ricorrente 

non si opponeva alle richieste del comune alla condizione che si sarebbero 

assunti anche i mezzi di prova proposti dalla ricorrente. Su proposta del 

Giudice istruttore le parti rinunciavano all’assunzione dei mezzi di prova 

proposti, ritenuti non determinanti ai fini del giudizio.

10. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà per quanto utile ai fini del 

giudizio nelle considerazioni di merito che seguono.

Considerando in diritto:

1. Il Comune di … in data 6 settembre 2001 pubblicava sul Foglio ufficiale del 

Cantone dei Grigioni i cinque decreti d’inizio per l’urbanizzazione della zona 

industriale. Il 1. novembre 2005 è entrata in vigore la nuova Legge cantonale 

sulla pianificazione territoriale (LPTC). Giusta l’art. 108 cpv. 1 cifra 1 LPTC le 

procedure di pianificazione pendenti al momento dell’entrata in vigore della 

citata legge vengono portate avanti a livello comunale secondo le prescrizioni 

sulle competenze e procedurali già vigenti fino alla loro conclusione. Per i 

rimedi giuridici fa invece stato il nuovo diritto. Già con l’entrata in vigore il 1. 

gennaio 1988 della riveduta LPTC, la legislazione in materia di pianificazione 

restringeva il campo d’applicazione della Legge cantonale sui comprensori 

(LCompr), prevedendo all’art. 1 cpv. 4 LCompr (cfr. art. 106 cpv. 2 cifra 3 

LPTC) una esplicita riserva a favore delle norme sull’esecuzione e sul 

finanziamento dell’urbanizzazione giusta il diritto sulla pianificazione 

territoriale, lasciando però ai comuni la possibilità di emanare norme 

procedurali proprie (art. 29 vOPTC). Il comune convenuto, il quale non 

dispone di norme procedurali proprie in materia, ha quindi effettuato a ragione 

la ripartizione dei costi in base alle norme procedurali e sulle competenze degli 

art. 24 e ss. della vOPTC. In merito al diritto applicabile anche la ricorrente 

non ha sollevato critiche. 

2. Oggetto della presente controversia sono le seguenti tematiche sollevate dalla 

ricorrente: il perimetro dei comprensori (cons. 3), il calcolo e l’ammontare di 

tutti e cinque i contributi perimetrali a carico della particella no. 190 della 

ricorrente (cons. 4). 

3. a) Con il decreto d’inizio viene definito il perimetro del comprensorio, il quale 

deve includere tutti quei proprietari immobiliari che traggono un beneficio 

economico particolare dall’esecuzione dell’opera, trovandosi in una specifica 

situazione di proprietà immobiliare. Per l’inclusione di un fondo nel perimetro 

di un determinato comprensorio non è indispensabile che il proprietario faccia 

pure concretamente uso del vantaggio economico che gli deriva 

dall’infrastruttura pubblica, ma basta la possibilità di usufruire di un simile 

vantaggio (PTA 1991 no. 44). È infatti la semplice possibilità di usufruire degli 

impianti d’urbanizzazione che accresce il valore della proprietà immobiliare e 

non l’esistenza effettiva di un allacciamento (DTA 504/90). In principio 

pertanto, con l’inclusione di un fondo nel perimetro del comprensorio, l’autorità 

comunale afferma l’esistenza di un vantaggio particolare per una determinata 

particella dalla realizzazione dell’infrastruttura. Praticamente nel decreto 

d’inizio non è possibile motivare oltre la situazione concreta di qualsiasi fondo 

incluso e non incluso nel perimetro scelto. Materialmente la ricorrente 

contesta innanzitutto la non inclusione delle particelle della zona industriale II, 

2. tappa di utilizzazione, ossia le particelle ni. 202, 203, 204, 208 

(parzialmente) e 210, le quali a suo avviso trarrebbero pure degli indubbi 

vantaggi dall’urbanizzazione già presente e da quella prevista. La ricorrente 

argomenta la propria richiesta con il fatto che il 13 ottobre 2008 il comune 

convenuto avrebbe approvato una revisione parziale della pianificazione 

locale, nella quale anche la 2. tappa di utilizzazione veniva assegnata 

formalmente alla zona industriale II. Questa revisione della pianificazione 

locale sarebbe inoltre stata approvata dal Governo con decreto del 13./14. 

gennaio 2009. Per questi motivi le citate particelle dovrebbe venir incluse nella 

zona di perimetro. Questa richiesta, come si preciserà qui di seguito, non 

merita protezione. 

b) Con sentenze STA A 01 78, 81, 82, 85 e 87 del 22 gennaio 2002 il Tribunale 

aveva ritenuto necessaria l’inclusione delle particelle ni. 192, 193, 200, 201, 

207 e 208 (parzialmente) nei relativi comprensori, come avevano postulato i 

relativi ricorrenti. Le stesse erano infatti già state assegnate legalmente alla 

1. tappa di utilizzazione della zona industriale II. La parte della zona industriale 

II che secondo il piano delle zone era stata assegnata alla 2. tappa di 

utilizzazione non era a quel tempo ancora stata approvata. Poiché 

l’approvazione da parte del Governo cantonale ha effetto costitutivo, la non 

approvazione della 2. tappa di utilizzazione comportò la mancata inclusione 

delle relative particelle nella zona industriale. Anche il Tribunale aveva ritenuto 

corretta la non inclusione delle particelle in oggetto. Anche se con decreto del 

13/14 gennaio 2009 del Governo la 2. tappa di utilizzazione è stata assegnata 

alla zona industriale II, la decisione del comune deve essere confermata. 

Innanzitutto come precisa lo stesso, anche se questo fatto non è decisivo, le 

decisioni di ripartizione dei costi erano state emanate già il 23 giugno 2008 e 

quindi prima della decisione di revisione parziale della pianificazione e della 

relativa approvazione da parte del Governo. Già per questo motivo il comune 

al momento della delibera delle decisioni impugnate non poteva ancora tenere 

conto di dette particelle. Nel caso concreto vi sono però anche altri motivi a 

sostegno della decisione di non ampliamento dei perimetri. Già dall’inizio era 

stato previsto che l’urbanizzazione della zona industriale II sarebbe avvenuta 

in diverse tappe, in modo di poter adeguare il procedere dell’urbanizzazione 

alla relativa richiesta nella zona industriale. Come si evince dai piani delle 

opere eseguite e come si è potuto constatare anche in sede di sopralluogo, le 

particelle non inserite nei perimetri non sono ancora affatto urbanizzate. Per 

l’urbanizzazione delle particelle interessate si renderà necessaria la creazione 

di ulteriori infrastrutture. La realizzazione vera e propria non è però prevista 

nel prossimo futuro come ha dichiarato il comune convenuto, dato che la ditta 

estera che intendeva insediarsi, ha in seguito all’attuale crisi economica 

rinunciato al proprio progetto. La problematica di un eventuale cambiamento 

dello sfruttamento dell’opera già eseguita è inoltre esplicitamente regolata 

dall’art. 27 OPTC. Detta norma prevede che se entro dieci anni dal passaggio 

in giudicato della ripartizione dei costi, il modo di sfruttamento delle opere già 

eseguite dovesse cambiare sostanzialmente, tornando utile anche ad ulteriori 

proprietari, su richiesta di persone con obbligo contributivo o d'ufficio potrà 

essere avviata una nuova procedura contributiva (STA A 07 49 cons. 3b; DTF 

del 03.03.2009, 2C_434/2008, cons. 3). Anche alla luce di questa possibilità, 

la decisione del comune convenuto non da adito a critiche. Ne risulta che la 

non inclusione nel perimetro in oggetto delle particelle assegnate alla citata 2. 

tappa di utilizzazione è corretta. Su questo punto il ricorso deve pertanto 

essere respinto. 

4. a) In merito ai contributi per i singoli comprensori la ricorrente ritiene che la sua 

particella sarebbe già stata sufficientemente urbanizzata. Le nuove 

infrastrutture comunali non le avrebbero pertanto apportato alcun vantaggio. 

Per questi motivi le decisioni del comune, giusta le quali alla ricorrente 

sarebbero stati imposti i relativi costi perimetrali nella misura del 100%, non 

sarebbero giustificabili. Anche questo Tribunale ritiene l’imposizione di un 

coefficiente del 100% per tutta la superficie del fondo della ricorrente per ogni 

singolo comprensorio quale troppo elevato. Il fondo della ricorrente si trova 

ora nella zona industriale e può indubbiamente godere di tutti le opere 

perimetrali. Indipendentemente dal fatto di sapere se la ricorrente è già 

allacciata a tutte le infrastrutture pubbliche o meno, già la sola possibilità di 

usufruire delle stesse rappresenta un beneficio economico particolare. Giusta 

costante prassi in questa materia, come già citato, non è infatti l’esistenza 

effettiva di un allacciamento, ma la semplice possibilità di usufruire degli 

impianti di urbanizzazione che accresce il valore della proprietà. Anche nella 

stima immobiliare, prodotta agli atti dalla ricorrente stessa, viene menzionato 

positivamente il fatto che l’urbanizzazione della zona industriale e quindi pure 

del fondo in parola è recente e completa (doc. E della ricorrente). Infine anche 

la ricorrente non critica i singoli impianti. La stessa ritiene però a ragione che 

il comune non ha affatto tenuto conto della situazione specifica del proprio 

fondo, la quale non è paragonabile agli altri insediamenti industriali della zona. 

La metà della particella no. 190 era infatti già stata sopraedificata da parecchi 

decenni. L’altra metà non è invece ancora edificata. I proprietari a suo tempo 

avevano quindi dovuto già provvedere ai necessari impianti di urbanizzazione 

a proprie spese. Le nuove infrastrutture pubbliche di recente realizzazione 

sono evidentemente dal punto di vista tecnico di un livello superiore. D’altro 

canto bisogna però anche tenere conto che le necessità specifiche della 

ricorrente non richiedono la costruzione d’infrastrutture simili. 

b) Per quel che concerne l’accesso al fondo della ricorrente si rivela che 

l’accesso diretto sulla strada cantonale era già stato soppresso in precedenza 

e non in seguito ai lavori di urbanizzazione. Le critiche relative al citato 

accesso sono già state sollevate dalle parti in una procedura amministrativa 

e giudiziaria. Su questo punto non è pertanto più dato entrare nel merito. In 

sede di sopralluogo questo Tribunale ha potuto constatare che il fondo della 

ricorrente è raggiungibile ora con veicoli di tutti i tipi attraverso la strada 

comunale della zona industriale, la quale è anche stata adeguatamente 

illuminata. Il fatto che la citata particella è stata inserita nel comprensorio no. 

1 non da pertanto adito a critiche, anche se per accedere alla stessa bisogna 

attraversare la zona industriale. Tenendo conto delle necessità attuali della 

ricorrente, la rete stradale della zona industriale non rappresenta certamente 

la soluzione ideale. La tesi della ricorrente, giusta la quale per non perdere la 

clientela di passaggio si sarebbe vista costretta a costruire a proprie spese 

due posteggi lungo la strada cantonale, è quindi ben comprensibile. Esiste 

infatti ancora un accesso pedonale che collega tra l’altro i nuovi parcheggi con 

il fondo della ricorrente. Il comune imponendo un coefficiente del 100% per il 

comprensorio no. 1 non ha invece affatto tenuto conto della situazione 

particolare della ricorrente. Questi fatti devono però essere tenuti in 

considerazione quale svantaggi per la valutazione.

c) In merito alle canalizzazioni acque chiare e nere la ricorrente è costretta ad 

assumersi i costi per i relativi nuovi allacciamenti alle stesse, così come pure 

quelli per lo smantellamento delle fosse asettiche ancora in funzione in 

precedenza. Anche se le nuove infrastrutture sono più moderne, il citato 

inconveniente non può essere del tutto tralasciato nella valutazione. Lo stesso 

discorso vale per l’allacciamento all’acquedotto per l’acqua potabile, 

indipendentemente di sapere se la particella della ricorrente sia allacciata o 

meno al già esistente acquedotto comunale o a quello della zona industriale, 

e pure per l’allacciamento alla nuova rete elettrica. Infine la ricorrente quale 

azienda artigianale non ha alcun bisogno di un acquedotto industriale. La 

nuova possibilità di allacciamento non rappresenta che un ipotetico vantaggio 

futuro. Anche per i relativi perimetri l’imposizione di un coefficiente del 100% 

per tutta la superficie della particella risulta pertanto poco giustificabile. 

d) Alla luce di quanto esposto questo Tribunale ritiene adeguato imporre per la 

metà della superficie della particella della ricorrente, la quale è già 

sopraedificata e svolge solamente un’attività artigianale da parecchi decenni, 

un coefficiente ridotto del 50%. In questo punto il ricorso è pertanto 

parzialmente accolto. Per l’altra metà non ancora sopraedificata l’imposizione 

di un vantaggio nella misura del 100%, come già previsto dal comune, non da 

invece adito a critiche e deve essere confermata. 

5. In conclusione, le censure addotte dalla ricorrente sono in parte fondate e il 

ricorso deve essere parzialmente accolto nel senso dei considerandi. Per la 

ripartizione dei costi il Tribunale ha innanzitutto tenuto conto del fatto che la 

ricorrente soccombe con il proprio petito, giusta il quale i contributi perimetrali 

avrebbero dovuto essere ricalcolati inserendo nei comprensori perimetrali 

anche le particelle ni. 202, 203, 204, 210 e parte della 208, inserite nella 2. 

tappa di urbanizzazione della zona industriale II. La richiesta dell’istante di 

riduzione dei contributi perimetrali è stata inoltre accolta solo in modo parziale. 

Per questi motivi si giustifica di accollare tre quarti dei costi alla parte attrice 

ed un quarto al comune convenuto. Alla ricorrente viene assegnata 

un’indennità ridotta a titolo di ripetibili (art. 78 cpv. 1 LGA). 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è parzialmente accolto nel senso dei considerandi. In merito al 

calcolo e l’ammontare dei contributi dovuti dalla ricorrente per tutti i 

comprensori gli atti vengono ritornati al comune convenuto per rispettiva 

nuova decisione nel senso dei considerandi. Per quanto attiene la richiesta 

d’ampliamento dei perimetri alle particelle inserite nella 2. tappa di 

urbanizzazione della zona industriale II e per le pretese ulteriori riduzioni il 

ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 3'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 302.--

totale fr. 3'302.--

il cui importo sarà versato nella misura di tre quarti dall’… SA e nella misura di 

un quarto dal Comune di … entro trenta giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. Il Comune di … versa all’… SA un’indennità di fr. 1'125.00 (IVA inclusa) a 

titolo di ripetibili.