# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 69d32d0b-a9a9-5a30-8f08-668ca6835458
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-11-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.11.2017 35.2017.64
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2017-64_2017-11-15.html

## Full Text

Incarto
  n.

  35.2017.64

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  15 novembre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 giugno 2017 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 4 maggio 2017 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 13 settembre 2013, RI
1, nato il __________ 1957, affetto da obesitas permagna (BMI 42 - 130 kg/176
cm), dipendente della ditta __________ di __________, in qualità di operaio
montatore di finestre, dal 1° giugno 2009, disoccupato dal 30 giugno 2013 per
motivi congiunturali, e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni
presso l'CO 1, mentre stava per prendere un grill dalla cantina verso le 21.00 è
inciampato nello scalino che divide le cantine, riportando una
distorsione/torsione del metatarso destro, senza alcuna frattura (cfr. doc. 3, 20,
22, 23, 24, 55, 112 e 173 inf. no. __________).

                                         L’Istituto assicuratore ha
riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le
prestazioni di legge. 

In seguito alla diagnosi di "lesione e degenerazione del tendine del
peroneo breve con retropeide in varo piede destro", RI 1 si è
sottoposto il 25 marzo 2014 ad un intervento di "trasferimento del
tendine peroneo breve al lungo con osteotemia di valgizzazione del calcaneo
piede destro", ad opera del dr. med. __________, capoclinica di
ortopedia dell'Ospedale __________ di __________ (doc. 42 inf. no. __________).

Preso atto dei risultati della visita medica __________ di chiusura del 12
maggio 2015, eseguita dal dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia
generale e della mano (doc. 112 inf. no. __________), il 15 giugno 2015 l'CO 1
ha comunicato all’assicurato la sospensione delle prestazioni (spese di cura e
indennità giornaliera) a decorrere dal 1° agosto 2015, ritenuto come, in base
alla documentazione medica agli atti, il suo stato di salute fosse ormai da
considerare stabilizzato; nella medesima occasione esso ha pure puntualizzato
che, considerati adeguatamente i postumi lasciati dall'infortunio, era ancora ritenuta
esigibile un'attività lucrativa e, in particolare, che erano adatte le mansioni
in cui non era richiesto il sollevare o trasportare pesi che superassero i 25
kg, in cui non fosse necessario lavorare accovacciati o inginocchiati e in cui
non fosse richiesto il camminare su terreni accidentati o salire le scale (doc.
120 inf. no. __________).    

                               1.2.   In data 18 luglio 2015, RI 1,
ancora disoccupato, e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso
l'CO 1, è caduto verso le 15.00 mentre stava scendendo le scale interne del
palazzo dove abita (doc. 129 inf. no. __________ riferito all'inf. no. __________).
La RM del ginocchio sinistro, eseguita il 12 agosto 2015, ha evidenziato una
lacerazione parziale del menisco mediale in due posti (dapprima nel muro
anteriore del corpo posteriore: lesione parziale ma sostanziale più complessa,
la radice postero-interna rimane intatta ed il menisco stabile; seconda lesione
parziale al corpo tipo a becco di pappagallo, lesione radiale), una modesta
gonartrosi del compartimento interno e una degenerazione nella sostanza di
entrambi i menischi, DD con condrocalcinosi (doc. 131 inf. no. __________ riferito
all'inf. no. __________).

 

                                         In data 28 agosto 2015, RI
1, ancora disoccupato, e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni
presso l'CO 1, non ha avuto il tempo materiale per fermare lo scooter sul quale
stava viaggiando ed ha tamponato leggermente un taxi che lo precedeva, cadendo
sul lato destro e urtando la spalla dx, il ginocchio dx, l'anca dx e la
caviglia dx (doc. 129 inf. no. __________ riferito all'inf. __________).
Il 31 agosto 2015 si è recato in PS all'__________ di __________ ove - dopo
aver effettuato le radiografie alla spalla, all'anca e bacino e al ginocchio
(tutte negative per fratture con artrosi evidente) - è stato dimesso con la
diagnosi conclusiva di "trauma policontusivo" con una terapia
antalgica (doc 19 inf. no. __________). La RM pelvica/coscia destra, eseguita
il 16 settembre 2015, ha evidenziato una parziale e focale atrofia del muscolo
retto del femore destro nella porzione latero-prossimale con tendini
superficiale e profondo normali compatibile con uno stato dopo rottura moitendinea
eccentrica o mio-necrosi in questa sede, un'eventuale associata neuropatia era
difficile da stabilire date le limitazioni dell'imaging ma non vi erano segni
per un'eventuale denervazione subacuta o cronica oppure alterazioni trofiche ed
una lesione labbrale antero-superiore con distacco della base del labbro
nell'anca destra (poco sintomatica;  doc. 132 inf. no. __________ riferito
all'inf. no. __________).     

                                         L’Istituto assicuratore ha
riconosciuto la propria responsabilità per ambedue gli infortuni e ha
corrisposto regolarmente le prestazioni di legge. 

                               1.3.   Il 23 giugno 2016 il dr. med.
__________, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia
dell'apparato locomotore, ha eseguito la visita medica __________, ponendo la
seguente diagnosi: "Stato dopo
contusione delle ginocchia bilateralmente in due infortuni separati (luglio
2015 ed agosto 2015) in pangonartrosi destra e sinistra su ginocchio varo
bilaterale in soggetto marcatamente sovrappeso.  Diagnosi collaterale.
Artralgia caviglia destra in stato dopo trauma in ipersupinazione con lesione
sub-totale tendine peroneo breve e retropiede varo destro; il 25.03.2014
trasferimento peroneo breve su peroneo lungo con osteotomia di valgizzazione
del calcagno piede destro. Parziale focale atrofia dei muscolo retto del femore
destro. Diagnosi non di competenza CO 1. Adipositas permagna. Ipertensione
arteriosa. Insufficienza venosa cronica con iperpigmentazione peri-malleolare".
Dopo aver accertato "Deficit funzionale
in ginocchio varo-artrosico bilaterale in soggetto marcatamente sovrappeso.
Deficit funzionale caviglia destra già evidenziate e analizzate in occasione
della precedente visita medico-__________ ", il medico __________
ha osservato che "Per quanto riguarda le
conseguenze dirette del trauma del luglio e agosto 2015 al momento non sono
necessari ulteriori cure. Concordo con l'ortopedico curante dott. med. __________
sul fatto che se si dovesse porre un'indicazione operatoria di impianto
protesico questa è condizionata all'ottenimento di un importante calo ponderale".
Il medico fiduciario ha quindi concluso quanto segue: "Al momento dell'infortunio assicurato disoccupato, già
a suo tempo redatta un'esigibilità al lavoro per il caso pregresso numero __________.
Per quanto riguarda i due traumi contusivi del luglio e dell'agosto 2015 che
hanno coinvolto le due ginocchia destra e sinistra dall'esame clinico e dagli
accertamenti strumentali eseguiti non sono emersi elementi di carattere
post-traumatico attuali. Sono emersi invece elementi degenerativi preesistenti
consistenti in pangonartrosi, insistente sul ginocchio varo e in soggetto
marcatamente sovrappeso. Possiamo pertanto ritenere che gli attuali disturbi
non sono più in relazione causale prevalentemente probabile con i due infortuni
del luglio e dell'agosto 2015 che hanno coinvolto il ginocchio sinistro e
destro rispettivamente. Tali infortuni hanno soltanto peggiorato
transitoriamente uno stato degenerativo preesistente. Possiamo quindi sostenere
che gli attuali disturbi non sono più in relazione causale. Ulteriori cure ed
eventuale inabilità lavorative andranno quindi a carico della rispettiva Cassa
Malati. Peri soli postumi infortunistici dell'evento in oggetto, l'assicurato
risulta abile nei limiti dell'esigibilità a suo tempo espressa."
(doc. 71 inf. no. __________)

                               1.4.   Preso atto dei risultati
della precitata visita medica __________, il 5 luglio 2016 l'CO 1 ha comunicato
all’assicurato, con riferimento agli infortuni no. __________ e __________,

la sospensione delle prestazioni (spese di cura e indennità giornaliera) a
decorrere dal 6 luglio 2016, ritenuto come, in base alla documentazione medica
agli atti, risultava che i disturbi ancora presenti alle ginocchia non erano
più causati dall'infortunio, ma erano da attribuire esclusivamente a malattia; nella
medesima occasione esso ha pure puntualizzato che l'ulteriore incapacità
lavorativa e la cura medica dopo tale data non andavano quindi più a carico
dell'assicurazione infortuni ma a carico dell'assicurazione malattia. Da ultimo,
veniva puntualizzato quanto segue: "(…)
su richiesta siamo disposti a rilasciare decisione formale suscettibile di
opposizione" (doc. 73 inf. no. __________ e doc. 33 inf. no. __________).

                               1.5.   Preso atto dei risultati
della visita medica __________ di chiusura del 2 novembre 2016, eseguita dal
dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia
dell'apparato locomotore (doc. 155 inf. no. __________) ed esperiti gli
accertamenti amministrativi del caso - in particolare dopo aver raccolto dal
datore di lavoro la documentazione necessaria a determinare l'evoluzione
salariale 2015-2016 di RI 1 (doc. 165 e 167 inf. no. __________), l'estratto
degli atti determinanti della cassa di disoccupazione __________ (incluse le
busta-paga del periodo gennaio-giugno 2013 della __________ di __________ e
l'attestato del 1° luglio 2013 del datore di lavoro), il calcolo del 14
febbraio 2017 del guadagno annuale, il riassunto dei dati determinanti per la
fissazione della rendita e la valutazione del grado di invalidità, ambedue del
24 marzo (doc. 173-176 inf. no. __________) -, con decisione del 27 marzo 2017
l’Istituto assicuratore ha accordato a RI 1, per le conseguenze dell'infortunio
del 13 settembre 2013, una rendita di invalidità del 15% [a fronte di un
reddito "da valido" di fr. 67'173.- calcolato sulla base della TA1
2014, ramo 24-25 (metallurgia; fabbr. prodotti in metallo), livello 1, uomini,
adeguato al 2016; e ad un reddito "da invalido" di fr. 67'119.24
determinato sulla base della TA1 2014, media totale, livello di
qualifica 1, uomini, aggiornato al 2016 e operando successivamente una
decurtazione 15% a titolo di deduzione sociale, giungendo così all’importo di
fr. 57'051.-) dal 1° luglio 2016, visto che
l'assicurato aveva continuato a percepire l'indennità giornaliera fino al 5
luglio 2016, e un'IMI del 10%. Nella medesima occasione l'CO 1 ha puntualizzato
che l'"adiposità non è stata presa in
considerazione in quanto non è da mettere in relazione causale con l'infortunio
da noi assicurato. Eventuali richieste di prestazioni o incapacità lavorativa
per tali affezioni sono da inoltrare direttamente all'assicuratore competente
invalidità/malattia. Inoltre, confermiamo l'estinzione del nesso causale per
gli infortuni del 18.07.2015 e 28.08.2015, come già comunicatole con decisione
informale del 05.07.2016" (doc. 169 inf. no. __________).

 

                               1.6.   L'opposizione interposta il
28 aprile 2017 dall'avv. RA 1, per conto dell’assicurato, è stata respinta con
decisione su opposizione del 4 maggio 2017 dall'Istituto assicuratore, che ha
confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 193 e 197 inf. no. __________).

 

                               1.7.   Con tempestivo ricorso del 7
giugno 2017 RI 1, sempre rappresentato dall'avv. RA 1, ha postulato
l’annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento di una rendita di
invalidità totale (100%) e un'IMI del 50% (doc. I, pag. 9).

Il patrocinatore del ricorrente contesta l'operato dell'CO 1 per non aver
effettuato una valutazione complessiva del suo cliente, sommando le conseguenze
dell'infortunio del 13 settembre 2013, data a partire dalla quale non vi è più
stata alcuna ripresa dell'assicurato a livello di abilità al lavoro - alle
sequele degli eventi infortunistici del 18 luglio e del 28 agosto 2015.

Il rappresentante dell'insorgente rileva che l'UAI ha negato al suo cliente la
prospettata (dalla CO 1) integrazione professionale, in considerazione dell'età
(60 anni) e dell'iter scolastico-socio-professionale dell'assicurato. Ciò che
ora la CO 1 intende, implicitamente e senza confrontarvisi, misconoscere. A
suffragio delle proprie argomentazioni produce il progetto di decisione del 31
gennaio 2017 nel quale l'UAI riconosce un grado di invalidità del 100% (doc.
B).

Il legale dell'assicurato contesta l'operato dell'CO 1 per non aver tenuto
conto delle note patologie deambulatorie come pure delle deabilitazioni alle
spalle riconducibili agli infortuni del 18 luglio e del 28 agosto 2015, a
livello di danno complessivo e di conseguente non reintegrabilità nel mercato
del lavoro. 

Il patrocinatore del ricorrente, dopo aver rilevato che la valutazione del
medesimo danno in ambito LAI e LAINF dovrebbe condurre al medesimo grado di
invalidità, rileva che nel caso concreto l'CO 1 (grado di invalidità del 15%)
si è discostato dalle determinazioni rese dall'UAI (grado di invalidità del
100%), senza addurre alcun motivo pertinente. 

Il rappresentante dell'insorgente osserva che i referti medici dell'CO 1 non
riportano una valutazione medica completa e concludente. Non v'è alcun confronto
con le conclusioni dell'UAI. È del tutto silente in merito. Nei rapporti CO 1
del 12 maggio 2015 e del 7 novembre 2016 non sono state prese minimamente in
considerazione le conseguenze dei due infortuni alle spalle del 2015
nell'ambito della valutazione del danno complessivo subito dal suo cliente.
Neppure l'obesità che in parte è da ricondurre alla mancata deambulazione e
alle infiltrazioni alla schiena originatesi dal sinistro del 13 settembre 2013,
come pure il danno muscolare scaturito dall'intervento chirurgico che si è reso
necessario a seguito del medesimo infortunio, sono stati considerati nei
rapporti medici CO 1.

 

                                         Il legale dell'assicurato
contesta l'operato dell'CO 1 che ha considerato unicamente al danno all'arto
inferiore, allorquando il suo cliente ha subito danni sia ai due arti inferiori
sia ai due arti superiori. Le conclusioni mediche della CO 1 hanno pure
tralasciato di considerare le evidenze della dr.ssa med. __________, nel
certificato medico del 23 settembre 2015 agli atti, ovvero che le menomazioni
dell'arto inferiore destro si sono anche ripercosse sul bacino, sull'anca e la
sacro-iliaca destra e sinistra come pure sull'arto e sul menisco di sinistra.
Critica pure l'operato dei medici fiduciari della CO 1 per non essersi
confrontati con le determinazioni della dr.ssa med. __________, giusta la quale
il suo cliente può eseguire mansioni lavorative in posizione assisa al 50%
mentre quelle in posizione eretta sono del tutto escluse. Per questi motivi le
concludenze mediche della CO 1 non hanno valenza probatoria.

Il patrocinatore del ricorrente contesta pure la deduzione sociale del 15% che
non tiene debitamente conto delle infermità del suo assistito (anche quella
legata all'atrofia del muscolo femorale originatasi dall'intervento chirurgico
del 2014), delle circostanze personali/professionali, della gravità delle
menomazioni, del deficit scolastico-socio-professionale e dell'età del
ricorrente. L'CO 1 non ha neppure reso plausibili i criteri per i quali sarebbe
giustificata nel caso concreto una riduzione sociale del 15% in contrapposizione
al grado di invalidità del 100% statuito dall'UAI. La percentuale contestata
non considera che il suo cliente non è ricollocabile, neppure in un'attività a
tempo parziale, a fronte delle defezioni nella deambulazione per le quali deve
ricorrere all'ausilio di stampelle, dell'obesità (che denota evidenti problemi
di salute), dell'età (60 anni), dell'assenza di diplomi e di specifiche
qualifiche professionali (ex agente di sicurezza e montatore di serramenti
senza diploma).

Il rappresentante dell'insorgente stigmatizza anche le valutazioni di natura
economica operate dall'CO 1. Non contesta il reddito "da valido" di
fr. 67'173.- calcolato sulla base della TA1 2014, ramo 24-25 (metallurgia;
fabbr. prodotti in metallo), livello 1, uomini, adeguato al 2016. Per quanto
invece concerne il reddito "da invalido" puntualizza che va
considerato un guadagno di fr. 57'222.-, determinato sulla base della TA1 2014,
ramo 79-82, livello 1, uomini, adeguato al 2016, e operando
successivamente una riduzione del 50% per considerare la capacità di
lavoro residua e una decurtazione 15% a titolo di deduzione
sociale, giungendo così all’importo di fr. 20'027.-.
A fronte di tali redditi, il grado di invalidità del suo assistito è dunque del
70.2 %.

 

                                         Il legale dell'assicurato
contesta anche l'IMI del 10% stabilita dall'CO 1. Chiede il riconoscimento di
un'IMI del 50% visto che il suo cliente ha perso l'uso confacente di entrambe
le gambe. Dal rapporto medico della dr.ssa med. __________ risulta infatti che
le facoltà motorie del suo assistito sono gravemente compromesse, il che
equivale a perdita parziale delle sue funzioni deambulatorie, segnatamente ,
secondo i dettami dell'allegato 3 cifra 2 all'OAIF, a perdita parziale delle
gambe. Il tasso complessivo del 50% risulta giustificato dalla problematiche
descritte nel certificato medico della dr.ssa med. __________, visto che il suo
cliente ha caviglia, bacino, ginocchia e muscoli femorali estremamente mal
ridotti e parzialmente fuori uso.

A suffragio delle proprie asserzioni il patrocinatore del ricorrente chiede:
"interrogatorio, documenti, edizione documenti, testimoni, perizia; si
richiama l'edizione da parte della CO 1, __________, dell'incartamento completo
relativo al signor RI 1 (ni. __________); si richiama dall'Ufficio AI di Bellinzona,
l'edizione dell'incartamento completo relativo al signor RI 1 (inc. no. ___________)".    
 

                               1.8.   Nella risposta
del 27 giugno 2017 l'CO 1, rappresentato dall'avv. RA 1, dopo aver versato agli
atti l'incarto no. __________, ha postulato la
reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto, in particolare ribadendo che in discussione sono
solamente le prestazioni di lunga durata per l'infortunio del 2013 visto che
gli infortuni del 18 luglio e del 28 agosto 2015 sono stati chiusi il 5 luglio
2016 per causalità estinta (doc. III).

 

                               1.9.   Il 2 ottobre 2017 il TCA ha
richiamato dall'CO 1 gli incarti "- RI 1 / CO 1 (infortunio - caduta
dalle scale - del 18 luglio 2015 n. __________ e infortunio - incidente in
ciclomotore - del 28 agosto 2015 n. __________)" che sono stati
versati agli atti il 5 ottobre 2017.

Il 12 ottobre 2017 il TCA ha assegnato alle parti un termine fino al 19 ottobre
2017 per visionare gli atti richiamati e per presentare eventuali osservazioni
scritte al riguardo.

A tutt'oggi non è pervenuto a questo Tribunale alcun nuovo documento.

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   L'oggetto della lite è
circoscritto all'entità della rendita d'invalidità e dell'IMI spettanti
all'assicurato. 

Preliminarmente, il TCA osserva che, come riportato in narrativa ai consid. 1.3
e 1.4 e come correttamente indicato dall'CO 1, gli infortuni del 18 luglio
(inf. no. __________) e del 28 agosto 2015 (inf. no. __________) sono stati
chiusi a decorrere dal 6 luglio 2016, ritenuto come i disturbi allora ancora
presenti alle ginocchia erano da attribuire esclusivamente a malattia e
pertanto l'ulteriore incapacità lavorativa e la cura medica dopo tale data
andavano a carico esclusivo  dell'assicurazione malattia. Nonostante fosse
puntualizzato quanto segue: "(…) su
richiesta siamo disposti a rilasciare decisione formale suscettibile di
opposizione" (doc. 73 inf. no. __________ e doc. 33 inf. no. __________),
l'insorgente è rimasto silente. Motivo per il quale sono ora in discussione
unicamente le prestazioni di lunga durata (rendita d'invalidità e IMI) per
l'infortunio occorsogli il 13 settembre 2013 (inf. no. __________). A mero
titolo abbondanziale il TCA osserva comunque che, sulla base della
documentazione medica oggettiva agli atti (in particolare, doc. 131 inf. no. __________
riferito all'inf. no. __________; doc 19 inf. no. __________ e doc. 132 inf.
no. __________ riferito all'inf. no. __________), non avrebbe avuto motivi -
neanche lievi - per dubitare in merito alla conclusione a cui è giunto il dr.
med. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia
dell'apparato locomotore, al termine della visita medico __________ del 23
giugno 2016 ("Per quanto riguarda i due
traumi contusivi del luglio e dell'agosto 2015 che hanno coinvolto le due
ginocchia destra e sinistra dall'esame clinico e dagli accertamenti strumentali
eseguiti non sono emersi elementi di carattere post-traumatico attuali. Sono
emersi invece elementi degenerativi preesistenti (…). Possiamo pertanto
ritenere che gli attuali disturbi non sono più in relazione causale
prevalentemente probabile con i due infortuni del luglio e dell'agosto 2015 che
hanno coinvolto il ginocchio sinistro e destro rispettivamente. (…). Possiamo
quindi sostenere che gli attuali disturbi non sono più in relazione causale.":
doc. 71 inf. no. __________) e sul cui parere si è fondata l'CO 1.

 

                                         In via preliminare, il TCA
rileva pure che, come riportato in narrativa al consid. 1.1, l'assicurato era
affetto da obesità permagna BMI 42 - 130 kg: cfr. anamnesi remota di cui al rapporto
medico del 18 novembre 2013 del medico curante: doc. 20 no. __________) già al
momento in cui è stato vittima del primo infortunio il 13 settembre 2013 e che
il suo successivo aggravamento (153 kg: cfr. valutazione del potenziale
funzionale del 17 novembre 2014 della Clinica di __________ di __________: doc.
90 no.__________; BMI 50 e oltre - 165 kg: cfr. visita medica del supplente
medico __________ del 2 novembre 2015: doc. 20 inf. no. 25.19609.15.3 e 170 kg:
cfr. visita medico-__________ di chiusura del 2 novembre 2016: doc. 155 inf. no.
__________) non correla, perlomeno secondo il criterio della verosimiglianza
preponderante, caratteristico del settore della sicurezza sociale (cfr. DTF 125
V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire
de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 320 e A.
Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343) con un danno
infortunistico riconducibile segnatamente agli infortuni del 13 settembre 2013,
del 18 luglio e del 28 agosto 2015. 

Stante quanto precede, ai fini del giudizio, deve pertanto essere considerato
unicamente il danno infortunistico all'arto inferiore destro (segnatamente alla
caviglia) riconducibile all'infortunio del 13 settembre 2013, facendo
astrazione dagli altri danni alla salute a carattere prettamente morbosi di cui
soffre il ricorrente, così come correttamente effettuato dall'amministrazione. 

                               2.2.   Diritto a una rendita
d’invalidità?

 

                            2.2.1.   Giusta l'art. 18 cpv. 1 LAINF,
l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito d'infortunio
ha diritto alla rendita di invalidità.

                                         Secondo l'art. 8 cpv. 1
LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

Il TFA, in una sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004,
pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572ss., ha rilevato che l'art. 18 LAINF
rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta,
corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo per il quale
occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti di rilievo in seguito
all'introduzione della LPGA.

                                         Da parte sua, l'art. 16
LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito che
l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione
di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto
ottenere se non fosse diventato invalido.

L'Alta Corte, nella sentenza U 192/03 del 22 giugno
2004, citata in precedenza, ha rilevato che anche l'art. 16 LPGA non ha
modificato la valutazione del grado di invalidità dell'assicurato previsto dai
previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 seconda frase LAINF.

Nella stessa pronuncia la nostra Massima Istanza ha
quindi concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza relativa ai concetti di
inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e invalidità continua a mantenere
la sua validità anche in seguito all'introduzione della LPGA.

Su questi aspetti si veda pure la DTF 130 V 343.

                                         Due sono, dunque, di norma
gli elementi costitutivi dell'in­va­lidità:

 

                                         1.   il danno alla salute
fisica o psichica (fattore medico)

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                         Tra il danno alla salute e
l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato
(fattore causale). 

                                         Nell'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale,
naturale ed adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio.

 

                            2.2.2.   L'invalidità, concetto
essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di
guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute.

                                         D'altro canto, poiché
l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un
danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente
adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.

 

                                         Spetta al medico fornire
una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un
esatto quadro degli impedimenti che egli incontra nell'esplicare determinate
funzioni.

 

                                         Il medico indicherà per
prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando
quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe.

 

                                         Egli valuterà finalmente
il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti provocano sia nella
professione attuale sia nelle altre relativamente confacenti (cfr., su questi
aspetti, la STFA I
871/02 del 20 aprile 2004 e la STFA I 162/01 del 18 marzo 2002). 

                                         L'invalidità, proprio
perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il reddito che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello
che egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido, sfruttando la
residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili, in un
mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

 

                                         I due redditi da porre a
raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve però poggiare su
solide basi, avere un fondamento oggettivo.

 

                                         La giurisprudenza federale
ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione dell'invalidità,
non c'è la possibilità di fondarsi su una valutazione medico-teorica del danno
alla salute dovuto all'infortunio e che occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze
economiche di tale danno. 

                                         Il TFA ha avuto modo di
confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto di lavoro
stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire
pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua
capacità lavorativa (STFA U 25/94 del 30 giugno 1994).

                                         La perdita di guadagno
effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se -
le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in
generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si avvera
praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività ragionevolmente
esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al massimo la sua
capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una prestazione di
lavoro e non a un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss. consid. 4a;
conferma di giurisprudenza).

                                         Le ragioni, inerenti
l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente
capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del
lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile
dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua
capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                         I. Termine: reddito da
invalido

 

                                         La misura dell'attività
che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in funzione del
danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'età, le
attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                         Secondo la giurisprudenza,
per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate circostanze che
non riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali formazione
professionale o conoscenza linguistiche carenti hanno, in quest'ambito,
rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In tal caso, esse
vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da porre a confronto o
non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5a, b).

 

                                         Nel valutare la
possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità
di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del lavoro
ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella situazione,
cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino (cfr. RAMI
1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA del 30 giugno 1994
succitata).

 

                                         Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infor­tuni è la norma di cui
all'art. 28 cpv. 4 OAINF:

 

" Se a causa
della sua età l'assicurato non riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio
o se la diminuzione della capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua
età avanzata, sono determinanti per valutare il grado d'in­validità i redditi
che potrebbe eseguire un assicurato di mezza età vittima di un danno alla
salute della stessa gravità."

 

                                         II. Termine: reddito
conseguibile senza invalidità:

 

                                         Nel determinare il reddito
conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto possibile sulla
situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà l'evoluzione futura
partendo dall'assunto che senza di esso la situazio­ne si sarebbe mantenuta
sostan­zialmente stabile (cfr. STFA del 15 dicembre 1992 nella causa G.I.M.).
Ci si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per modifiche di qualche
rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se particolari circostanze
ne rendono il verificarsi altamente probabile (cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss.,
consid. 5b; 4a, b).

 

                                         Il grado di invalidità
corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico
conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da
invalido.

                            2.2.3.   Nella concreta evenienza, per
chiarire la questione riguardante l'esigibilità lavorativa, l'istituto
assicuratore ha fatto capo alla valutazione espressa dal dr. med. __________,
specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell'apparato
locomotore, al termine della visita medica __________ di chiusura del 2
novembre 2016, giusta il quale:

 

"(…) Aspetti medico-assicurativi

Si conferma che l'attività quale montatore di finestre ed ex
agente di sicurezza non sono più esigibili a questo assicurato. Si rivaluta
l'esigibilità già a suo tempo espressa con capacità lavorativa nella misura
massima possibile da subito.

 

Esigibilità del lavoro

L'assicurato può sollevare e portare pesi molto leggeri fino a 5 kg fino
all'altezza dei fianchi molto spesso, pesi leggeri fra i 5 e i 10 kg fino
all'altezza dei fianchi talvolta, pesi medi fra i 10 e i 25 kg, pesanti fra i
25 e i 45 kg fino all'altezza dei fianchi e molto pesanti oltre i 45 kg fino
all'altezza dei fianchi mai. Può sollevare oltre all'altezza del petto pesi
fino a massimo 5 kg. Maneggio di attrezzi leggeri e di precisione senza
limitazione e medio talvolta. Lavoro pesante, manuale e rozzo molto pesante
mai. Non problemi di rotazione delle due mani. Lavori sopra la testa molto
spesso, rotazione del tronco spesso, posizione seduta inclinata in avanti senza
limitazioni e in piedi inclinata in avanti mai, posizione inginocchiata e di
flessione delle ginocchia mai. Posizione seduta senza limita-zione, in piedi
talvolta, posizione a libera scelta a predominanza seduto. Camminare fino a 50
metri possibile spesso camminare oltre i 50 m per lunghi tratti su terreno
accidentato mai. Salire le scale di raro, su scale a pioli mai. Uso delle due
mani possibile. Equilibrio o stare in equilibrio possibile a condizione. (…)"
(doc. 155 inf. no. __________)

 

                                         Tenuto conto di tali
indicazioni, l’assicuratore LAINF ha ritenuto che l'assicurato andava
considerata abile al lavoro al 100% (e con un rendimento completo) in
un’attività lavorativa compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla
salute infortunistico e, quindi, con decisione formale del 27 marzo 2017 (doc.
169 inf. no. __________), [a fronte di un reddito "da valido" di fr.
67'173.- calcolato sulla base della TA1 2014, ramo 24-25 (metallurgia; fabbr.
prodotti in metallo), livello 1, uomini, adeguato al 2016; e ad un reddito
"da invalido" di fr. 67'119.24 determinato sulla base della TA1 2014,
media totale, livello di qualifica 1, uomini, aggiornato al 2016
e operando successivamente una decurtazione 15% a titolo di deduzione sociale,
giungendo così all’importo di fr. 57'051.-],
l'istituto assicuratore ha attribuito a RI 1 una rendita di invalidità del 15%
dal 1° luglio 2016, e un'IMI del 10% rispettivamente con decisione su
opposizione del 4 maggio 2017 ha confermato il contenuto della sua prima
decisione (doc. 197 inf. no. __________).

                                      

                            2.2.4.   Per costante
giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è
parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece
nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato
di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V
209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003, consid. 2.1.1; U.
Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989,
p. 30ss.).

 

                                         Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356,
p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da
medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto valore
probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(cfr. anche Pratique VSI 2001 p. 108ss.).

                                         Per
quel che riguarda le perizie allestite da specialisti esterni
all'amministrazione, il TFA ha pure loro riconosciuto pieno valore
probante, fintantoché non vi sono degli indizi concreti che facciano dubitare
della loro attendibilità (cfr. STFA U 168/02 del 10 luglio 2003; DTF 125 V 353,
consid. 3b/bb).

 

                                         In
una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il
Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può
fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle
dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno a
proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti.
Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli
assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei
medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. 

 

                                         Fra questi mezzi di prova
entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei medici
curanti.

                            2.2.5.   Nella concreta evenienza,
attentamente vagliato l’insieme della documentazione medica agli atti (cfr., in
particolare, doc. 19, 20, 22-24, 32, 42, 46, 67, 76, 84, 90, 99 e 131 inf. no. __________),
questo Tribunale ritiene che il parere espresso nell'apprezza-mento medico del
2 novembre 2016 dal dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia
ortopedica e traumatologia dell'apparato locomotore, e quindi nella
materia che qui ci occupa -  dettagliato, approfondito e quindi rispecchianti i
parametri giurisprudenziali sopra ricordati e, ai quali, vanno dunque
attribuita piena forza probante (cfr. consid. 2.2.4.) - possa validamente
costituire da base al giudizio che è ora chiamato a rendere, senza che si
riveli necessario procedere a degli ulteriori atti istruttori.

Del resto, la valutazione dello specialista dell'CO 1 non è stata smentita da
certificati medico-specialistici neppure in sede ricorsuale. In effetti, i
rapporti del 23 settembre e del 27 ottobre 2015 (doc. 133 e 135 inf. no.10.38942.13.8)
della dr.ssa med. __________, specialista FMH in medicina fisica e
riabilitazione, - che erano peraltro noti al medico fiduciario dell'CO 1 e che
tengono conto dello stato generale dell'assicurato e, quindi, anche di elementi
che non sono di competenza della CO 1 - non sono atti a sollevare dubbi -
nemmeno lievi - circa la fedefacenza del referto allestito il 2 novembre 2016
dal dr. med. __________, con espresso riguardo alla situazione clinica
dell'assicurato, che è stata attentamente e dettagliatamente vagliata dal
precitato medico fiduciario, come pure dell'esigibilità posta dal medesimo
specialisti che peraltro vanta un’ampia esperienza in materia di medicina
assicurativa e infortunistica.   

Del resto, gli impedimenti funzionali che presenta l’insorgente, sono quelli
che si riscontrano, usualmente, in assicurati che hanno subito danni agli arti
inferiori e la valutazione dell'esigibilità lavorativa espressa dal medico
fiduciario __________ risulta plausibile anche alla luce dei precedenti
giurisprudenziali riportati qui di seguito, riguardanti assicurati che
accusavano limitazioni nell'utilizzo degli arti inferiori.

 

                                         In una sentenza 35.2015.119
del 9 agosto 2016 questo Tribunale ha ritenuto accertato che, nonostante il
danno alla salute infortunistico, l'assicurato (di professione carpentiere, al
quale era rimasta schiacciata l'estremità inferiore sinistra sotto un manufatto
di cemento posizionato a lato dei binari di un treno, riportando una frattura
complessa della caviglia sinistra) era in grado di svolgere a tempo pieno e con
un rendimento completo, un’attività lavorativa adeguata, ovvero un lavoro
leggero dal punto di vista del sollevamento/trasporto di pesi e della
manipolazione di attrezzi, da esercitare in posizione prevalentemente seduta e
che non implichi (in particolare) la deambulazione su terreno sconnesso o su
lunghi tratti e l’utilizzo di scale a pioli.

In una sentenza 35.2016.3 del 27 settembre 2016 questo Tribunale ha ritenuto
accertato che, nonostante il danno alla salute infortunistico, l'assicurato (di
professione manovale, al quale era rimasta schiacciata l'estremità inferiore
sinistra sotto il tetto di un escavatore che si era ribaltato, riportando la
lussazione dell’articolazione di Chopard, la frattura della base del II. e III.
metatarso con distacco della base del I. metatarso, nonché la frattura
parzialmente dislocata del calcagno sinistro) era in grado di svolgere a tempo
pieno e con un rendimento completo, un’attività lavorativa adeguata, ovvero un
lavoro in posizione prevalentemente seduta, che non implichi spostamenti
frequenti o prolungati, l’utilizzo di scale, né la deambulazione su terreno
sconnesso.

In una sentenza 35.2016.41 del 14 dicembre 2016 questo Tribunale ha ritenuto
accertato che, nonostante il danno alla salute infortunistico, l'assicurato (di
professione magazziniere, che, mentre stava percorrendo la strada cantonale
alla guida del proprio ciclomotore ad una velocità di 15/30 km/h, è stato
investito da una macchina in una rotonda, riportando la frattura intrarticolare
metafisaria pluriframmentaria del piatto tibiale sinistro e la frattura
peroneale prossimale composta sinistra con conseguente un problema di
limitazione funzionale stabile attorno al 90°) era in grado di svolgere,
a tempo pieno e con un rendimento completo, un'attività lavorativa compatibile
con le limitazioni derivanti dal danno alla salute infortunistico subito al
ginocchio sinistro.

 

                                         In una sentenza 35.2016.80
del 18 gennaio 2017 questo Tribunale ha ritenuto accertato che, nonostante il
danno alla salute infortunistico, l'assicurata (di professione ausiliaria di
cure che è caduta nella vasca da bagno riportando una contusione al ginocchio
destro e successivamente è caduta dalle scale di casa a seguito al cedimento
del medesimo ginocchio) era in grado di svolgere, a tempo pieno e con un
rendimento completo, un'attività lavorativa compatibile con le limitazioni
derivanti dal danno alla salute infortunistico subito al ginocchio destro.

Del resto, va anche segnalato che, in una recente sentenza 8C_624/2015 del 25
gennaio 2016 consid. 3.2.1, riguardante un’assicurata che soffriva di disturbi
residuali localizzati all’articolazione tibiotarsica e a quella
sottoastragalica sinistra in stato dopo molteplici interventi chirurgici al
piede sinistro, pronunciata artrosi attiva a livello dell’articolazione di
Lisfranc/tarso-metatarsale e completa consolidazione dell’artrodesi nella
regione dell’articolazione sottoastragalica/mesopiede, il Tribunale federale ha
ammesso una capacità lavorativa del 100% in un’attività confacente ai disturbi
interessanti il piede (in questo stesso senso, si vedano pure la STFA U 93/04
del 14 febbraio 2005 consid. 5, concernente un assicurato che presentava le
sequele di una frattura del calcagno destro e la STFA U 38/01 del 5 giugno 2003
consid. 5.2.1, inerente un assicurato che, a seguito di un’importante frattura
comminuta del pilone tibiale con frattura del malleolo laterale, aveva
reliquato una grave artrosi alle articolazioni tibiotarsica e sottoastragalica,
così come un’artrodesi della tibiotarsica sinistra).

Si può, quindi, senz'altro ipotizzare - senza
far riferimento alla difficoltà concreta di reperimento di posti di lavoro
dovuta all’eccedenza della domanda, difficoltà che viene assicurata
dall’assicurazione contro la disoccupazione e non dall’assicura-zione contro l’invalidità
(cfr. DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991 p. 332 consid. 3b; P. Omlin, Die
Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 83) -
che il ricorrente sia in grado di mettere a frutto la sua residua capacità
lavorativa in attività professionali più leggere da un profilo dell'impegno
fisico rispetto a quella originariamente esercitata (di operaio
montatore di finestre).

 

                                         Del
resto deve essere ricordato che il principio dell’esigibilità configura un
aspetto del principio della proporzionalità. Secondo la dottrina questo
principio permette di pretendere da una persona un determinato comportamento
anche se presenta degli inconvenienti (Peter, Die Koordination der Invalidenrente,
Schulthess 1997 p. 71 e dottrina ivi citata), anche in virtù del principio
della riduzione del danno.

 

                                         Ai
fini dell’accertamento dell’invalidità ci si deve fondare su un mercato del
lavoro equilibrato e quindi fittizio; ci dev’essere cioè un certo equilibrio
tra domanda e offerta di posti di lavoro e un’offerta di posti diversificati in
relazione con le capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta
pertanto di un concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276). Un assicurato non
può pertanto avvalersi dell’impossibilità congiunturale di trovare un posto di
lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). Ciò non è il caso se -
ipotesi non realizzata nella fattispecie - l'attività ammissibile è possibile
solo in forma talmente limitata, che il mercato generale del lavoro
praticamente non la conosce o se il suo esercizio è reso possibile solo grazie
alla collaborazione irrealistica di un datore di lavoro medio (cfr. ZAK 1989 p.
322 consid. 4a; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p.
114).

In conclusione, stante quanto sopra esposto, richiamato inoltre l'obbligo
che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare
alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF
123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka,
Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572;
Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer
Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è
da ritenere dimostrato, secondo il grado
della verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle
assicurazioni sociali (DTF 138 V 218 consid. 6
pag. 221 con riferimenti), che
RI 1 è in grado di svolgere, a tempo pieno e con un rendimento completo,
un'attività lavorativa compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla
salute infortunistico.

 

                                         Da ultimo, va respinta la
censura ricorsuale, giusta la quale il ricorrente non sarebbe più collocabile,
in quanto 60enne al momento della decisione su opposizione avversata. A questo
proposito, giova difatti ricordare che, come già esposto al consid. 2.2.2 e
come correttamente rilevato dall'CO 1 nei propri allegati, giusta l'art. 28
cpv. 4 OAINF, norma specifica della LAINF, "Se a causa della sua età
l'assicurato non riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la
diminuzione della capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età
avanzata, sono determinanti per valutare il grado d'invalidità i redditi che
potrebbe eseguire un assicurato di mezza età vittima di un danno alla salute
della stessa gravità."

 

                               2.3.   Si tratta ora
di valutare le conseguenze economiche del danno alla salute infortunistico.

Preliminarmente va ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il
raffronto dei redditi fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto
alla rendita (cfr. DTF 129 V 222; cfr., pure, STFA del 26 giugno 2003 nella
causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01
pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L. consid.
3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002 nella causa
S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003 nella causa G.
consid. 4.2, I 475/01).

 

                                         Nel caso di specie sono
quindi determinanti i dati del 2016 (data di decorrenza della
rendita: 1° luglio 2016: doc. 73 inf. no. __________, doc. 33 inf. no. __________
e doc. 169 inf. no. __________).

 

                               2.4.   Per quanto concerne il reddito
da valido, secondo l’assicuratore infortuni resistente,
senza il danno alla salute infortunistico, RI 1, nel 2016, avrebbe
realizzato un guadagno annuo lordo di fr. 67'173.-, calcolato sulla base dei
dati statistici risultanti dall'ISS, considerato che non era più attivo
professionalmente, conformemente alla giurisprudenza (STF 9C_501/2013 e
8C_842/2014 consid. 2.4.2 con i riferimenti; doc. 176 inf.
no. __________).

Questo importo,
desunto dalla tabella TA1 2014, ramo 24-25 "metallurgia; fabbr. prodotti
in metallo", livello di qualifica 1, uomini, riportato sulle 41.4 ore
e aggiornato al 2016 (doc. doc. 176 inf. no. __________) e non contestato dal ricorrente, può senz’altro essere fatto proprio da
questa Corte (STF 8C_728/2016 del 21 dicembre 2016 consid. 3.1 con
riferimenti).

 

                               2.5.   Per
quanto riguarda il reddito da invalido, la giurisprudenza
federale si fonda sui criteri fissati nelle sentenze pubblicate in DTF 126 V 75
seg. e in DTF 129 V 472 seg.

 

                                         Nella prima sentenza di
principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da
invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale
concreta dell'interessato, a condizione
però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità
lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente
svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale
("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla
giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La
questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati
statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze
personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare
globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del
25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che
l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido
motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione.

                                         Nella
seconda sentenza di principio il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinché
il reddito da invalido possa essere validamente determinato sulla base dei
salari DPL. 

                                         In
quella sede, la nostra Corte federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno
cinque DPL, l’assicuratore infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero
totale dei posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza
dell’impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più
basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento.

Questa giurisprudenza è stata confermata anche recentemente dal TF,
segnatamente in DTF 139 V 592 e nella sentenza 8C_898/2015 del 13 giugno 2016
al consid. 3.3.

                                         L’Alta
Corte, relativamente ai dati statistici, ha difatti stabilito che sono
esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i
dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1
dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei
valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5
settembre 2006 nella causa P., I 222/04).

 

                                         In
una sentenza 32.2007.165 del 7 aprile 2008 questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/07 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore
al salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da
invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti,
art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.

 

                                         Con
sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta
la questione di sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il
valore fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è
di regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45
consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007; nella
sentenza pubblicata in SVR 2008 IV Nr. 49 consid. 2.3. l’Alta Corte non ha
ritenuto rilevante un gap salariale del 4%).

 

                                         La
questione è stata definitivamente risolta con la DTF 135 V 297, sentenza in cui
la nostra Massima Istanza ha stabilito che se il guadagno
effettivamente conseguito diverge di almeno il 5% dal salario statistico
usuale nel settore, esso è considerevolmente inferiore alla media ai sensi
della DTF 134 V 322 consid. 4 p. 325 e può giustificare - soddisfatte le
ulteriori condizioni -, un parallelismo dei redditi da raffrontare. Questo
parallelismo si effettua però soltanto per la parte percentuale eccedente la
soglia del 5%. Inoltre, le condizioni per una deduzione a titolo di
parallelismo e per circostanze personali e professionali sono interdipendenti,
nel senso che i medesimi fattori che incidono sul reddito non possono
giustificare contemporaneamente una deduzione a titolo di parallelismo e una
deduzione per circostanze personali e professionali.

 

                                         Questa
giurisprudenza è stata confermata anche recentemente dal TF, segnatamente in
DTF 141 V 1 consid. 5.

 

                                         Nella
DTF 129 V 472 consid. 4.2.2, l’Alta Corte ha verificato, in base a una
valutazione statistica compiuta dall’CO 1, che il salario medio risultante
dalle DPL si situava soltanto leggermente sotto quello secondo l’ISS (in
questo senso, si veda pure la STF 8C_647/2013 del 4 giugno 2014 consid. 7.2).

 

                               2.6.   Dalle tavole
processuali risulta che, dovendo quantificare il guadagno senza infortunio
sulla base delle statistiche, visto che al momento dell'infortunio l'assicurato
beneficiava delle prestazioni della cassa disoccupazione dal 1° luglio 2013 e
non aveva alcun contratto di lavoro, "e per evitare un differente
metodo di calcolo che mette a confronto dati nazionali con quelli regionali,
tanto più che la giurisprudenza non permette in questo frangente il calcolo correttivo
del Gap salariale (parallelismo), anche per il salario da invalido usiamo gli
stessi dati statistici e nn il metodo DPL. In tal caso fa stato il valore
totale medio, livello 1 " (doc. 176 e 197 inf. no. __________), l’CO 1 ha determinato in fr. 67'119.24 il reddito da invalido,
applicando la tabella TA1 2014, media totale, livello di qualifica 1, uomini,
aggiornato al 2016 nonché riportato sulle 41.7 ore, e operando successivamente
una decurtazione 15% a titolo di deduzione sociale, giungendo così all’importo
di fr. 57'051.35, arrotondato a fr. 57'051.- (doc. 176 e 197 inf. no. __________).

Questo Tribunale ha già avuto modo di osservare che nella citata STF
8C_842/2014 del 4 marzo 2015, nella quale il reddito "da valido"
dell'assicurato è stato calcolato sulla base dei dati statistici risultanti
dall'ISS, visto che non era più attivo professionalmente, il reddito "da
invalido", confermato dall'Alta Corte, è stato determinato in base al
metodo delle DPL (cfr., sull'argomento, STCA 35.2016.98 del 31 gennaio
2017, consid. 2.13). Anche nel caso di specie, il reddito "da
invalido" andava pertanto fissato, di principio, in base al metodo
delle DPL.

Il TCA rileva che l’assicuratore convenuto poteva comunque
correttamente rinunciare a quantificare il reddito da invalido in base alle
DPL, in quanto il numero di schede entranti in linea di conto alla luce
dell’esigibilità lavorativa tracciata dal medico __________ (21 – cfr.
estratto di cui al doc. 176 inf. no. __________) va
considerato insufficiente per rappresentare adeguatamente il mercato
equilibrato del lavoro (sul tema, si veda la STCA 35.2014.20 del 28 luglio 2014 consid. 2.7 e la STCA
35.2016.57 del 9 gennaio 2017 consid. 2.7.3, cresciute incontestate in
giudicato).

Utilizzando quindi i dati forniti dalla tabella RSS 2014 TA 1,
l’assicurato, svolgendo nel 2014 una professione che presuppone qualifiche
inferiori (livello di qualifica 1) nel settore privato svizzero (a proposito
della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001
U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in
media, un salario mensile lordo pari a fr. 5'312.-. 

                                         Riportando questo dato su
41.7 ore, esso ammonta a fr. 5'537.76 mensili oppure a fr.
66'453.12 per l'intero anno (fr. 5'537.76 x 12).

                                         Dopo adeguamento
all'indice dei salari nominali, si ottiene, per il 2016, un reddito annuo di fr.
67'117.65.

                               2.7.   Secondo la giurisprudenza federale, per gli
assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale
(affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione, ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico. Il TFA ha
precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario
statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di
influire sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla
deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve
succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il
suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80
consid. 5b/cc).

Con sentenza 9C_179/2013 del 26 agosto 2013 al consid. 5.4 il TF ha confermato
il principio posto dal TCA secondo cui la riduzione del salario statistico deve
avvenire tramite l’utilizzo di multipli di 5, ritenuto come l’applicazione di
tassi più frazionati si rivelerebbe problematica poiché siffatte riduzioni
sarebbero difficilmente concretizzabili e quindi anche difficilmente
verificabili in sede giudiziaria. Questa giurisprudenza è stata confermata
anche recentemente dal TF, segnatamente nella sentenza 9C_767/2015 del 19
aprile 2016 al consid. 4.6.

 

                                         Con sentenza 8C_80/2013
del 17 gennaio 2014 al consid. 4.2 il TF ha rammentato che non è necessario
procedere con deduzioni distinte per ogni fattore entrante in considerazione
come le limitazioni legate all’età, gli anni di servizio, la nazionalità, la
categoria del permesso di soggiorno o ancora il tasso d’occupazione. Occorre
piuttosto procedere ad una valutazione globale, nei limiti del potere di
apprezzamento, degli effetti di questi fattori sul reddito da invalido, tenuto
conto dell’insieme delle circostanze concrete.

                               2.8.   Nella concreta evenienza,
l’Istituto assicuratore ha operato, in ossequio alla precitata giurisprudenza,
una decurtazione del 15% a titolo di riduzione sociale sul reddito statistico
da invalido, visto che l'unico criterio che entra in linea di conto nel caso di
specie è quello dei postumi infortunistici (doc. 197 inf.
no. __________).

Dal canto suo il rappresentante del ricorrente contesta la deduzione
sociale del 15% che non tiene debitamente conto delle infermità del suo
assistito (anche quella legata all'atrofia del muscolo femorale originatasi
dall'intervento chirurgico del 2014), delle circostanze personali/professionali,
della gravità delle menomazioni, del deficit scolastico-socio-professionale e
dell'età del ricorrente, della non ricollocabilità, neppure in un'attività a
tempo parziale, del suo assistito a fronte delle defezioni nella deambulazione
per le quali deve ricorrere all'ausilio di stampelle, dell'obesità (che denota
evidenti problemi di salute), dell'età (60 anni), dell'assenza di diplomi e di
specifiche qualifiche professionali (ex agente di sicurezza e montatore di
serramenti senza diploma: doc I, pag. 5 e 6).

Innanzitutto val qui la pena di ribadire che la riduzione massima consentita
ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto delle varie
particolarità che possono influire sul reddito del lavoro" (cfr. DTF 126 V
80 consid. 5b/cc). A questo proposito giova inoltre ricordare che, a detta
della nostra Massima Istanza, è soltanto il pieno adempimento di tutte le
condizioni del caso (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni
di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupazione),
che giustifica una riduzione pari al 25% (cfr. STF 9C_655/2012 del 29 novembre
2012, consid. 3; Meyer Ulrich/Reichmuth
Marco, in: Stauffer Hans-Ulrich/Cardinaux Basile, Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung (IVG), Commentario, 3 Ed., Zurigo 2014, ad art. 28a n.
100 e segg.).

Ferma questa premessa, tenuto conto del riserbo di cui deve dare prova il
giudice delle assicurazioni sociali nel sostituire il proprio apprezzamento a
quello dell’amministrazione (cfr. DTF 137 V 71, 132 V 393 consid. 3.3), questa Corte
ritiene che, operando una decurtazione del 15%, l’Istituto assicuratore non
abbia abusato del proprio potere di apprezzamento. In particolare il TCA,
ritiene che, mediante la riduzione in questione, l'Istituto convenuto abbia
tenuto ampiamente conto degli effetti legati alla menomazione infortunistica.

Val comunque la pena di puntualizzare che il Tribunale
federale ha più volte negato la rilevanza del fattore "età" in
relazione a lavoratori ausiliari, siccome essi “… auf dem massgebenden
hypothetischen ausgeglichenen Arbeitsmarkt (Art. 16 ATSG) grundsätzlich
altersunabhängig nachgefragt werden und sich das Alter bei
Männer-Hilfsarbeitertätigkeiten im Anforderungsniveau 4 (einfache und
repetitive Tätigkeiten) ab dem 40. Altersjahr bis zum Lebensalter 63/65 sogar
lohnerhöhend auswirkt (LSE 2002 Tabelle TA9 S. 55, LSE 2004 Tabelle TA9 S. 65;
vgl. auch AHI 1999 S. 237 E. 4c; Urteile U 11/07 vom 27. Februar 2008, E. 8.3,
und 8C_223/2007 vom 2. November 2007, E. 6.2.2).“ (STF 8C_319/2007 del 6 maggio
2008 consid. 8.3; in questo senso, si vedano pure la STF 8C_712/2012 del
30 novembre 2012 consid. 4.2.3, la STF 8C_361/2011 del 20 luglio 2011, la STF
8C_373/2008 del 28 agosto 2008 consid. 5.2.2.2 e la STF 8C_292/2009 del 10 giugno
2009 consid. 5.2.1).

Va anche osservato che il fatto di avere una limitata formazione professionale
non giustifica ulteriori decurtazioni, considerato che le attività adeguate
entranti in linea di conto (livello di qualifica 4, semplici e ripetitive) non
richiedono né un’esperienza professionale diversificata, né un grado di
istruzione particolare (cfr. in questo senso la DTF 137 V 71 consid. 5.3. e SVR
2002 n. U 15 p. 49 consid. 3b; RCC 1991 p. 332 consid. 3b; STF 8C_709/2008 del
3 aprile 2009 consid. 2.3.).

Stante quanto precede questo TCA non condivide le critiche mosse
dal rappresentante del ricorrente all'operato dell'Istituto assicuratore per
aver operato una riduzione sociale del 15%.

Il reddito da invalido di fr. 67'117.65 (cfr. consid. 2.6), tenuto conto di una decurtazione sociale del
15%, ammonta dunque a fr. 57'050.-.

                               2.9.   Il grado di invalidità del
ricorrente - stabilito confrontando i fr. . 57'050.- annui al reddito che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto il danno alla salute
infortunistico, e cioè fr. 

67'173.- annui (cfr. consid. 2.4.) - è del 15,07% arrotondato al 15% secondo la
giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2.

Visto che mediante la decisione su opposizione impugnata all’assicurato è stata
riconosciuta una rendita di invalidità del 15% dal 1° luglio 2016 (ovvero dalla
sospensione delle prestazioni di corta durata: cfr. doc. 73
inf. no. __________, doc. 33 inf. no. __________e doc. 169 inf.
no. __________) a tempo indeterminato (cfr. doc. 197 inf. no. __________),
essa merita conferma per quest'aspetto.

                                      

                             2.10.   Diritto a un'indennità
per menomazione all’integrità?

 

                          2.10.1.   Secondo l'art. 24 cpv. 1 LAINF,
l'assicurato ha diritto a un'equa indennità se, in seguito all'infortunio,
accusa una menomazione importante e durevole all'integrità fisica o mentale.

                                         Tale indennità è assegnata
in forma di prestazione in capitale.

                                         Essa non deve superare
l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca dell'infortunio ed
è scalata secondo la gravità delle menomazioni.

                                         Il Consiglio federale
emana disposizioni particolareggiate sul calcolo dell'indennità (art. 25 cpv. 1
e 2 LAINF).

 

                          2.10.2.   L'art. 36 cpv. 1 OAINF
definisce i presupposti per la concessione dell'indennità giusta l'art. 24
LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se verosimilmente
sussisterà tutta la vita almeno con identica gravità e importante se
l'integrità fisica o mentale è alterata in modo evidente o grave.

                                         In questa valutazione
dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche dalle
circostanze personali dell'assicurato: secondo la giurisprudenza, infatti, la
gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di accertamenti medici
senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto morale secondo il diritto
privato, le eventuali particolarità dell'assicurato (cfr. RAMI 2000 U 362, p.
42-43; DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 U 31, p. 438).

                                         La parte della riparazione
del torto morale contemplata dagli

artt. 24ss. LAINF è, dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del
danno (segnatamente il pretium doloris e il pregiudizio estetico) ne
sono esclusi (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire da la loi sur
l'assurance-accidents, Losanna 1992, p. 121).

 

                          2.10.3.   Giusta l'art. 36 cpv. 2 OAINF,
l'indennità è calcolata in base alle direttive contenute nell'Allegato 3
dell'OAINF. 

                                         Una tabella elenca una
serie di lesioni indicando per ciascuna il tasso normale di indennizzo,
corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo del guadagno assicurato.

 

                                         Questa tabella -
riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco esaustivo (cfr.
RAMI 2000 U 362, p. 43; DTF 124 V 32; DTF 113 V 219 consid. 2a; RAMI 1988 U 48

p. 235 consid. 2a e sentenze ivi citate). Deve essere intesa come una norma
valida "nel caso normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).

                                         Le menomazioni
extra-tabellari sono indennizzate secondo i tassi previsti tabellarmente per
menomazioni di analoga gravità (cifra 1 cpv. 2 dell'allegato).

                                         La perdita totale dell'uso
di un organo è equiparata alla perdita dell'organo stesso. In caso di perdita
parziale l'indennità sarà corrispondentemente ridotta; tuttavia nessuna
indennità verrà versata se la menomazione dell'integrità risulta inferiore al
5% (cifra 2 dell'allegato).

                                         Se più menomazioni
all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono
concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art.
36 cpv. 3 1a frase OAINF).

                                         Si prende in
considerazione in modo adeguato un peggioramento prevedibile della menomazione
dell'integrità. E' possibile effettuare revisioni solo in casi eccezionali,
ovvero se il peggioramento è importante e non era prevedibile (art. 36 cpv. 4
OAINF).

                                         Peggioramenti non
prevedibili non possono, naturalmente, essere anticipatamente considerati.

                                         Nel caso in cui un
pregiudizio alla salute si sviluppi nel quadro della prognosi originaria, la
revisione dell'indennità per 

                                         menomazione è, di
principio, esclusa. Per contro, l'indennità dev'essere di nuovo valutata,
quando il danno è peggiorato in una misura maggiore rispetto a quanto
pronosticato (cfr. RAMI 1991 U 132, p. 308ss. consid. 4b e dottrina ivi
menzionata).

 

                          2.10.4.   L’INSAI ha allestito una serie
di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che integrano quella
dell'ordinanza.

                                         Semplici direttive di
natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non vincolano il
giudice (cfr. STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF 125 V 377 consid. 1c; STFA
del 7 dicembre 1988 nella causa P.; RAMI 1989 U 71, p. 221ss.).

                                         Tuttavia, nella misura in
cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire la parità di
trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con l'annesso 3
all'OAINF (RAMI 1987 U 21, p. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF 116 V 157,
consid. 3a).

 

                          2.10.5.   Nel caso di specie, dopo aver
sentito il parere del 12 maggio 2015 del dr. med. __________, specialista FMH
in chirurgia generale e della mano, giusta il quale l'assicurato è portatore di
"importanti persistenti dolori, importante edema, e linfedema gamba
caviglia piede destro e limitazione funzionale" e considerando che
"viene valutata la tabella 2 del manuale
per definizione integrità di menomazione fisica, l'importante limitazione
funzionale della caviglia piede destro è paragonabile a stato dopo osteotomia
del calcagno destro allo stato da frattura calcaneare con un'artrosi
dell'articolazione talo-calcaneare. Un'artrodesi sub-talare darebbe diritto al
15%, visto che ci sono ancora anche se limitati movimenti attivi alla caviglia
piede destro, viene detratto il 5%e si addiviene così ad un valore IMI netto
del 10%" (doc. 113 inf. no. __________), l'CO 1 ha riconosciuto
all'assicurato, con la decisione del 27 marzo 2017 (doc. 169 inf. no. __________),
confermata con la decisione su opposizione del 4 maggio 2017 (doc. 197 inf. no.
__________), un'IMI del 10% per il danno permanente alla caviglia destra.

Il legale dell'assicurato contesta l'IMI del 10% stabilita dall'CO 1 e chiede
il riconoscimento di un'IMI del 50% visto che ha perso l'uso confacente di
entrambe le gambe. Dal rapporto medico della dr.ssa med. __________ risulta
infatti che le facoltà motorie del suo cliente sono gravemente compromesse, il
che equivale a perdita parziale delle sue funzioni deambulatorie, segnatamente,
secondo i dettami dell'allegato 3 cifra 2 all'OAINF, a perdita parziale delle
gambe. Il tasso complessivo del 50% risulta giustificato dalla problematiche
descritte nel certificato medico della dr.ssa med. __________, visto che il suo
cliente ha caviglia, bacino, ginocchia e muscoli femorali estremamente mal
ridotti e parzialmente fuori uso (doc. I, pag. 7 e 8).

Giova qua ribadire, come già fatto al considerando 2.1, che deve essere
considerato unicamente il danno infortunistico all'arto inferiore destro
(segnatamente alla caviglia) riconducibile all'infortunio del 13 settembre
2013, facendo astrazione da tutti altri danni alla salute a carattere
prettamente morbosi di cui soffre il ricorrente.

Il TCA osserva non ha motivo di scostarsi da quanto deciso dall'CO 1. In
effetti, a fronte di una questione squisitamente medica, tenuto conto che,
secondo la giurisprudenza federale, l'indennità per menomazione dell'integrità
si valuta sulla base di constatazioni mediche, ciò che significa che l'ammontare
dell'IMI non dipende dalle circostanze particolari del caso concreto, bensì da
un apprezzamento medico-teorico della menomazione fisica o psichica, a
prescindere da fattori soggettivi (DTF 115 V 147 consid. 1, 113 V 121
consid. 4b e riferimenti ivi menzionati; RAMI 2000 U 362, p. 43; cfr., pure,
STCA 35.2001.71 del 12 dicembre 2001, confermata dal TFA con pronunzia U 14/02
del 28 giugno 2002; cfr., altresì, Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes
über die Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1998, p. 40s.), questo
Tribunale ritiene di poter validamente fondare il proprio giudizio sulla
valutazione enunciata il 12 maggio 2015 dal dr. med. __________, specialista
che ha personalmente visitato l'assicurato e che vanta un’ampia esperienza in
materia di medicina assicurativa e infortunistica.

Tanto più che neppure il patrocinatore dell’assicurato è stato in
grado di evidenziare motivi atti ad imporre al TCA di scostarsi
dall’apprezzamento espresso dal medico di fiducia dell’assicuratore resistente.
D'altra parte la valutazione dello specialista dell'CO 1 non è stata
smentita da certificati medico-specialistici neppure in sede ricorsuale, ma
solo attraverso il parere del rappresentante legale dell'assicurato che medico
non è. Motivo per il quale ha il valore di una semplice dichiarazione di parte.
Non può quindi essere condivisa dal TCA.

In conclusione, la decisione su opposizione impugnata merita tutela anche nella
misura in cui all’insorgente è stata riconosciuta un'IMI del 10% per il danno
permanente all'arto inferiore destro (segnatamente alla caviglia). 

                                        

                             2.11.   Da ultimo, va
qui ricordato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c con riferimenti).

 

                                         Il TCA rinuncia quindi all'assunzione
di ulteriori prove (in particolare quelle più volte genericamente richieste dal
patrocinatore del ricorrente nel gravame: "documenti, edizione
documenti, testimoni, perizia": cfr. doc. I), ritenendo la situazione
sufficientemente chiarita.

 

                                         Il legale dell'assicurata
ha pure più volte chiesto nel gravame l'interrogatorio del suo cliente (cfr.
doc. I). Ora, non essendo stata presentata una domanda esplicita di procedere a
un’udienza pubblica (cfr. STF 9C_578/2008 del 29 maggio 2009 consid. 4.8.; DTF
122 V 55 consid. 3a con riferimenti) ma soltanto una richiesta di audizione
personale (al riguardo, si veda il doc. IX; cfr. SVR 2009 IV Nr. 22 p. 62; DTF
125 V 38 consid. 2), il TCA rinuncia all’audizione in quanto superflua ai fini
dell’esito della vertenza.

L'incarto della CO 1 (no. __________), pure richiesto più volte in edizione nel
ricorso (cfr. doc. 1), è stato versato agli atti con la risposta di causa (cfr.
consid. 1.8).  

Per quanto concerne il richiamo/l'edizione dall'UAI di Bellinzona dell'incartamento
completo relativo al signor RI 1 (inc. no. __________), la relativa richiesta è
respinta, in quanto superflua ai fini dell’esito della vertenza, visto che
l'UAI risponde anche dei significativi danni alla salute (fisici)
extra-infortunistici, non di pertinenza dell'assicuratore resistente. 

Per il medesimo motivo è irrilevante ai fini del giudizio la circostanza che il
grado stabilito in ambito AI differisce da quello determinato in ambito LAINF.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti