# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e7ea464a-c6af-509d-b51d-e9d18e2c557f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-12-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 06.12.1995 90.1994.78
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1994-78_1995-12-06.html

## Full Text

Incarto n.

  90.94.00078

  	
  Lugano

  6 dicembre 1995

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della
  pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto
  dai giudici:

  	
  Efrem Beretta, presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca

  

 

	
  vicecancelliera

  	
  Daniela Regazzi

  

 

visto
i ricorsi di

 

	
   

  	
  __________
  __________, ____________________,
  del 1 giugno 1990

   

  __________
  __________, ____________________,
  del 11 giugno 1990

  (rappr.
  Avv. __________ __________, __________) 

   

  __________
  __________, ____________________,
  del 13 giugno 1990

   

  __________
  __________, __________ __________,
  del 15 giugno 1990

   

  __________
  e __________ __________,
  ____________________, del 13 giugno 1990

  (rappr.
  sig. __________ __________, __________)

   

  __________
  __________ e eredi fu __________ __________, ____________________ 

  del
  7 febbraio 1990 e del 11 giugno 1990

   

  __________
  fu __________ __________,
  ____________________, del 11 giugno 1990

  (rappr.
  Avv. __________ __________i, __________)

   

  __________
  fu __________ __________,
  ____________________, del 11 giugno 1990

  (rappr.
  Avv. __________ __________, __________)

   

  __________
  __________, ____________________,
  del 8 giugno 1990

  (rappr.
  Avv. __________ __________, __________)

   

  __________
  ereditaria fu __________ __________,
  ____________________ 

  del
  8 giugno 1990

  (rappr.
  Avv. __________ __________, __________)

  
	
   

  	
  contro

   

  il
  decreto esecutivo del Consiglio di Stato del 16 maggio 1990 concernente il
  comprensorio di protezione del complesso monumentale di __________.

   

  viste
  le osservazioni ai ricorsi del 4 luglio 1990 del Comune di __________;

   

  vista
  la risposta del Consiglio di Stato del 17 luglio 1995, messaggio no.
  __________9;

   

  letti
  ed esaminati gli atti;

   

  esperiti
  i necessari accertamenti;

   

  	 

 

r
i t e n u t o,

 

in
fatto

 

                                   a.   Allo scopo di
difendere l’integrità e la visibilità delle chiese di S. __________, di
__________. __________ di __________ e di __________. __________ di __________,
iscritti nell’elenco cantonale dei monumenti storici, e di assicurare loro un
contorno decoroso, il Consiglio di Stato ha stabilito, giusta l’art. 12 della
legge del 15 aprile 1946 per la protezione dei monumenti storici ed artistici,
con decreto esecutivo del 16 maggio 1990, pubblicato nel Bollettino ufficiale
delle leggi e degli atti esecutivi del Cantone Ticino del 29 maggio 1990 (vedi
FU no. __________del ____________________ 1990), un comprensorio di protezione
attorno al complesso monumentale succitato. 

                                         I limiti di questo
comprensorio sono stati stabiliti in una planimetria allegata al decreto, alla
quale l’art. 2 del medesimo fa esplicito riferimento.

 

                                  b.   Da questa planimetria
risulta che i fondi no. __________, __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________, __________,
__________di proprietà dei qui ricorrenti, situati tutti all’interno del
comprensorio di protezione e più precisamente in località “__________ ”, tranne
il mappale no. __________posto in località “__________ ”, sono stati esclusi
dal territorio edificabile.

 

                                   c.   Contrari a tale
esclusione i proprietari dei fondi suddetti ricorrono contro il decreto in
oggetto davanti a questo Tribunale, chiedendo unanimemente in via principale
l’abbandono del vincolo d’inedificabilità e quindi l’inserimento dei loro fondi
in zona R2, in via secondaria, nel caso di conferma del vincolo, il pagamento
di un’indennizzo a valere quale espropriazione materiale. Taluni motivano la
censura del vincolo d’inedificabilità con la presenza di costruzioni nelle
immediate adiacenze del proprio fondo. Altri reputano che un’edificazione dei
propri terreni, situati nella parte più bassa della zona vincolata, non
ostruirebbe la vista sui monumenti storici. Altri ancora evidenziano
l’urbanizzazione del comparto.

 

                                  d.   In data 11 ottobre
1995 è stato esperito un sopralluogo in contraddittorio delle cui risultanze si
dirà se del caso in seguito. All’occasione le parti si sono riconfermate nelle
rispettive allegazioni e domande, rinunciando al dibattimento finale come pure
a presentare conclusioni.

 

in
diritto

 

                                   1.   La competenza di
questo Tribunale è data dall’art. 12 cpv. 2 della Legge per la protezione dei
monumenti storici ed artistici, modificato con l’entrata in vigore della Legge
concernente l’istituzione del Tribunale della pianificazione del territorio del
18 maggio 1992, la cui norma transitoria statuisce che i ricorsi già presentati
al Gran Consiglio per i quali non è ancora stato fatto, al momento della sua
entrata in vigore (1 ottobre 1992) alcun atto istruttorio, sono da demandare al
Tribunale della pianificazione del territorio.

Ritenuto che in concreto le impugnative in esame, inoltrate tempestivamente a
suo tempo davanti al Gran Consiglio, non sono mai state oggetto d’istruttoria
presso quest’ autorità, la competenza di questo Tribunale è data.

 

                                   2.   Nel caso in esame,
come già rilevato, il Consiglio di Stato, con decreto del 16 maggio 1990, ha
incluso le particelle di proprietà dei qui ricorrenti in una zona di protezione
imponendo l’inedificabilità dell’intero comparto da esse formato. È pacifico
che questa misura limita pesantemente la proprietà degli insorgenti. 

Ora una tale limitazione è ammissibile ai sensi dell’art. 22 ter Cost solo se
si fonda su una base legale chiara ed inequivocabile, è sorretta da un
interesse pubblico e rispetta il principio della proporzionalità.

 

                                2.1   La tutela dei
monumenti, in quanto aspetto della protezione del paesaggio, è principalmente
di competenza cantonale (art. 24 sexies cpv. 1 Cost.). Spetta infatti in primo
luogo ai cantoni stabilire quali sono gli oggetti meritevoli di protezione (DTF
118 Ia 388, DTF 115 Ia 30). La Confederazione è tenuta tuttavia,
nell’adempimento dei propri compiti, a provvedere affinché le caratteristiche
del paesaggio, l’aspetto degli abitati, i luoghi storici, come anche le rarità
naturali e i monumenti culturali siano rispettati e conservati intatti quando
vi sia un interesse generale preponderante (art 24 sexies cpv. 2 Cost., art. 3
cpv. 1 LPN). Giusta l’art. 5 LPN, per esempio, il Consiglio federale, sentiti i
Cantoni, compila gli inventari degli oggetti d’importanza nazionale, quale,
nell’ambito della protezione dei monumenti, l’ISOS, “Inventario degli
insediamenti svizzeri da proteggere”.

Da rilevare che tra tutela dei monumenti e pianificazione del territorio esiste
un rapporto molto stretto. Infatti l’art. 1 cpv. 2 lett. a e l’art 3 cpv. 2
della Legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT) stabiliscono che
Confederazione, Cantoni e comuni, in qualità di autorità preposte alla
pianificazione, devono provvedere affinché il paesaggio venga rispettato e
protetto. L’art 17 cpv. 1 lett. c della medesima legge prevede espressamente
che i siti caratteristici, i luoghi storici e i monumenti naturali e culturali
devono venir assegnati alle zone protette.

A livello cantonale l’art. 3 della Legge per la protezione dei monumenti
storici ed artistici (in seguito LMS), autorizza il Consiglio di Stato a
stabilire delle zone di protezione, “allo scopo di difendere la visibilità e la
prosperità dei monumenti immobili e di procurar loro un decoroso contorno” (art
12 LMS). Quanto all’art 31 cpv. 1 LALPT prevede la facoltà del governo di
ordinare l’iscrizione nei PR di speciali vincoli per la protezione dei
monumenti.

Dal canto loro i comuni, giusta l’art 12 cpv. 6 LMS, hanno l’obbligo di tener
presente la protezione del contorno dei monumenti nella determinazione dei
piani regolatori. 

Infine l’art. 28 cpv. 2 lett. h LALPT sancisce la possibilità di fissare nelle
rappresentazioni grafiche del PR i vincoli speciali per la tutela del
paesaggio, che, come nel caso concreto, servono alla tutela di edifici di
pregio storico-culturale.

Da queste considerazioni risulta chiaramente che la misura pianificatoria in
concreto adottata è sorretta da una valida base legale.

 

                                2.2   Quanto all’interesse
pubblico a questa scelta pianificatoria, va innanzitutto rilevato che per
costante giurisprudenza del Tribunale federale una limitazione della proprietà
a tutela di monumenti è di principio d’interesse pubblico ( DTF 119 Ia 309, 118
Ia 388 , 116 Ia 41 c. 4d pag. 49 ,  115 Ia 370 c. 3a pag. 373; 109 Ia 257 c. 5a
pag. 259).

In concreto l’interesse pubblico va ricercato nella volontà di proteggere le
chiese di __________, di __________ __________ di __________ e la chiesa di
__________. __________, considerati monumenti storici di rara bellezza. 

La chiesa di __________ __________ (fine XI secolo), iscritta nell’elenco
cantonale dei monumenti storici nel 1911, è uno degli edifici romanici più
importanti della Confederazione. Di particolare pregio la sua struttura
architettonica, come pure la cripta con le sue sculture. La chiesa di
__________ __________ del __________ (XI secolo), pure iscritta nell’elenco
cantonale dei monumenti storici nel 1911, ha notevoli contenuti artistici
(affreschi tardogotici, soffitto ligneo, ecc..). Essa sorge sulla sommità di un
colle che domina l’intero paese, attorno al quale ci sono ancora i resti di un
castello. La chiesa di __________ __________ invece, che non risulta iscritta
nell’elenco cantonale, risale all’epoca barocca. Essa rappresenta una
testimonianza del passato assai importante ritenuto che la sua fondazione è
assai antica, forse altomedioevale, pur essendo attestata solamente nel 1210.

Questi edifici caratterizzano grandemente il paesaggio di __________, che è uno
dei più interessanti del nostro Cantone; non a caso l’ “Inventario degli
insediamenti svizzeri da proteggere “ (ISOS) attribuisce a __________
un’importanza nazionale per i contenuti architettonici, storici e monumentali.

L’interesse pubblico alla salvaguardia della bellezza e dell’integrità di
questo luogo appare pertanto evidente. 

Per una sua adeguata tutela occorre tuttavia mantenere il più possibile intatto
e libero da qualsiasi tipo di utilizzazione e d’intervento l’ambiente
circostante ai monumenti.

 

                                2.3   Verificata la presenza
di un interesse pubblico alla misura in contestazione, occorre ora esaminare se
per rapporto alle circostanze concrete, il comprensorio di protezione così come
adottato dal Governo risulta ragionevole, attuabile e sopportabile e
segnatamente se non sacrifica un’area superiore a quella necessaria per
conseguire l’auspicata protezione. Se così fosse la zona di protezione, sovradimensionata,
non sarebbe più sorretta da un sufficiente interesse pubblico e violerebbe il
principio della proporzionalità (DTF 118 Ia 400).

Con il sopralluogo si è potuto rilevare come tutti i fondi dei ricorrenti siti
in località “__________” costituiscano, assieme, una naturale cornice
protettiva ai sovrastanti monumenti formati dalla chiesa di __________
__________ e dalla chiesa di __________ __________. Essi formano un’area
particolarmente bella per lo più libera da costruzioni e attualmente adibita a
vigna, che crea quell’adeguato e appropriato stacco tra le abitazioni esistenti
e i monumenti protetti, ossia quello spazio libero necessario per marcare la
presenza di questi ultimi, evidenziandone al contempo la bellezza e il valore.
Pure il fondo no. __________posto a ridosso della chiesa di __________
__________, presenta questa funzione di stacco e di protezione.

A mente di questo Tribunale togliere a questa fascia protettiva anche solo una
parte per adibirla all’edificazione significherebbe svilire grandemente la
bellezza e l’integrità del luogo. Solo nella sua interezza questo comparto
permette di raggiungere pienamente lo scopo perseguito dalla zona di
protezione. Permetterne anche solo in parte l’edificazione, come auspicato
dagli insorgenti, significherebbe senz’altro rompere l’armonia esistente nonché
banalizzare il paesaggio. Oltretutto la visuale sui monumenti verrebbe
sicuramente compromessa.

In pratica questa autorità non ravvisa in concreto l’inclusione di superfici
superflue ai fini della tutela dei monumenti, ragion per cui va concluso che il
principio della proporzionalità è stato rispettato.

 

                                2.4   Abbondanzialmente va
aggiunta la considerazione che nel comune di __________ non sussiste il bisogno
di estendere la zona edificabile al comparto in esame, essendo il PR già sovradimensionato
rispetto alle previsioni di sviluppo del Comune. La contenibilità prevista è
infatti di __________unità insediative, dalla quale risulta che il PR offre la
possibilità di un insediamento di __________ nuovi abitanti residenti. Ora se
si considera che la popolazione di __________ alla fine del 1993 contava
solamente __________abitanti(vedi Annuario statistico ticinese 1994, pag. 65),
non si può certo affermare che sussista la necessità di disporre di nuove
possibilità edificatorie, specialmente se ciò comporterebbe un deprezzamento
dei valori paesaggistici e storico-culturali presenti nel comparto.

                                   3.   Questo Tribunale
giunge pertanto alla conclusione che l’impugnata decisione governativa è
giuridicamente fondata e merita conferma. Le censure sollevate dai ricorrenti
non possono quindi venire accolte.

Per quel che concerne la richiesta di un’indennità di esproprio avanzata in via
subordinata da quasi tutti gli insorgenti va rilevato ch’essa deve essere
presentata in separata sede in quanto questo Tribunale non è competente in
materia.

 

                                   4.   Tasse e spese seguono
la soccombenza.

 

 

 

 

Per
questi motivi, 

visti
gli articoli di legge applicabili alla fattispecie,

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   I ricorsi sono respinti.

 

                                   2.   Ogni ricorrente verserà Fr.
300.-- per tasse e spese di giustizia..

                                   3.   Intimazione:                  -
ai ricorrenti

                                                                               -
Comune di __________ 

                                       - Consiglio di Stato, __________ 

                                       - Sezione pianificazione urbanistica,                                                             __________

 

Tribunale
della pianificazione del territorio

Il
presidente                                                           Il
segretario