# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e9b5954a-d314-571c-b181-ca0727e26fbe
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-05-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 08.05.2000 INC.1999.18910
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-18910_2000-05-08.html

## Full Text

N. 189.99.10 R                                                           Lugano,
8 maggio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

__________

 

 

sedente per statuire sull'istanza
28 aprile 2000 formulata dal

 

 

Procuratore Pubblico avv.
__________

 

 

tendente ad ottenere la proroga
della detenzione preventiva cui è astretto

 

 

__________,            detenuto
c/o Celle pretoriali di __________

(patr.
dall'avv. dott. __________);

 

sino e compreso il 30
maggio 2000;

 

 

citate, come a richiesta verbale
dell'avv. dott. __________, le parti per la discussione dell'istanza venerdì 5
maggio 2000 alle ore 17.30

 

avuto a disposizione gli atti
formanti l'inc. 7308/1997, 7724/1997 e 7080/1998;

 

 

considerato

 

 

in fatto ed in
diritto

 

 

1.

 

I fatti posti alla base di questa
decisione possono essere dedotti semplicemente dai precedenti interventi di
questo giudice in materia, si richiama qui - per brevità - la decisione dello
scorso 18 novembre 1999 con la quale la detenzione preventiva cui è astretto
__________ è stata prorogata sino e compreso il 28 febbraio 2000 e la
successiva decisione del 16 febbraio 2000 con cui la 

detenzione preventiva è stata
ulteriormente prorogata sino al 10 maggio 2000. Da tali decisioni possono
essere ripresi i seguenti passaggi:

 

__________, operatore
finanziario e fiduciario, è stato tratto in arresto in data 28 maggio 1999
siccome sospetto autore di reati finanziari ai danni di clienti propri
rispettivamente della fiduciaria __________, a lui facente capo (v. rapporto
d’arresto 28 maggio 1999, inc. GIAR 189.99.1 doc. _). Il giorno successivo,
questo giudice ha confermato l’arresto, con contestuale intimazione della
promozione dell’accusa per titoli di reato di appropriazione indebita,
amministrazione infedele, truffa e violazione della Legge cantonale sull’esercizio
delle professioni fiduciarie (inc. GIAR cit., doc. _ e 1). In data 28 giugno
1999 l’accusa è stata estesa alla falsità in documenti (inc. MP doc. _).

L’assunzione di
informazioni preliminari ha preso avvio già nel novembre 1997, con l’audizione
dell’allora indiziato a seguito della denuncia di __________ (inc. MP doc. _).
Se ne sono poi aggiunte altre, tanto che al momento dell’arresto si parlava di
6/7 parti lese relativamente all’appropriazione indebita di fr. 560’000.--
circa, nonché di una quindicina di parti lese per la truffa, con un provento di
reato stimato fra 1 e 2 milioni di franchi (v. rapporto d’arresto, inc. GIAR
189.99.1 doc. _, p. 1-2). Gli sviluppi dell’inchiesta hanno permesso di
individuare, fino a fine giugno 1999, 31 parti lese per un ammontare di fondi
raccolti superiore ai sei milioni di franchi (v. preavviso negativo 28 giugno
1999, inc. GIAR 189.99.4 doc. _ p. 1).

L'inchiesta è proseguita
dalla decisione del giudice dott. __________ del 2 luglio 1999 che, nella
sostanza, non ha perso nulla della sua validità. L'accusato e numerosi testi
sono stati interrogati dalla polizia cantonale tanto che proprio a partire dal
2 luglio scorso i verbali di polizia hanno riempito ben due classificatori
federali. All'accusato sono ampiamente noti gli sviluppi dell'istruttoria
delegata alla PS, con lode al funzionario di polizia solerte e preciso nei suoi
accertamenti e nelle sue contestazioni. L'accusato è stato confrontato con
deposizioni di vittime (a titolo esemplativo si veda il verbale 1 settembre
1999 con riferimento al dire di __________, il verbale del giorno successivo
con riferimento al dire di __________ o quelli del 14 settembre 1999 per
__________ e __________, del 15 settembre per __________, __________ e
__________, 27 settembre per il cliente __________, 28 ottobre per il cliente
titolare relazione __________) ed ha contestato spesso il dire delle stesse
rispettivamente dei testi (ad esempio il dire di __________). __________ ha
modificato in più circostanze - come già evidenziato nella decisione 2 luglio
1999 - la sua versione dei fatti (a titolo esemplativo si veda il verbale 2
settembre 1999 pag. 10).

Le indagini non appaiono
terminate, pur essendo sostanzialmente avanzate con la dovuta solerzia a fronte
dell'atteggiamento assunto dall'accusato che spesso è stato reticente ed ha
modificato la sua versione dei fatti. Nell'ambito istruttorio il magistrato
d'accusa ha incaricato quale perito tecnico il signor __________, con posa
formale dei quesiti il 7 settembre 1999, mentre per la voluta 

perizia psichiatrica il PP ha designato perito il dott. __________. Con recente
scritto 3 novembre 1999 il perito tecnico ha comunicato al magistrato
inquirente il numero di parti lese emerse per le diverse tipologie di reati
ipotizzati. Il signor __________ ha indicato in una cinquantina i clienti con
importanti perdite finanziarie.

 

 

Da quelle annotazioni
l'istruttoria è progredita in particolare mediante consegna, da parte del
perito contabile, del suo lavoro in data 20 gennaio 2000, anche lo psichiatra
incaricato dell'esame medico ha rassegnato il suo rapporto il 1 febbraio 2000 e
da ultimo al magistrato d'accusa è stato recapitato il Rapporto preliminare di
polizia giudiziaria. Il PP ha concordato con la difesa la raccolta agli atti di
alcuni verbali di interrogatorio con confronto tra l'accusato ed i deponenti ed
è stata eseguita l'audizione dall'avv. __________.

 

Successivamente a ciò il PP, come
ricorda l'istanza in discussione, ha depositato gli atti all'attenzione delle
parti ed il difensore dell'accusato ha chiesto l'acquisizione di diversi
documenti della Banca __________ nonché la trascrizione del verbale reso, in
sede rogatoriale, da __________ il 19 gennaio 2000. Il magistrato d'accusa ha
"fatto i passi necessari" per acquisire la documentazione desiderata
ed ha incaricato il personale del Ministero Pubblico della trascrizione del
verbale.

 

 

2.

 

Con istanza del 28 aprile 2000 il
PP avv. __________ postula la proroga della detenzione preventiva cui è
astretto __________ sino e compreso il prossimo 30 maggio 2000. Il magistrato
d'accusa evidenzia l'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza
riferiti ad estesa attività truffaldina protratta nel tempo ed osserva come
l'istruttoria sia stata rallentata dalla scarsa collaborazione dell'accusato.
Per il magistrato d'accusa vi sono poi esigenze istruttorie attuali tesi
all'acquisizione della documentazione voluta. Il PP ritiene l'esistenza di un
concreto rischio di collusione per l'esistenza di numerosi clienti di
__________ che hanno versato allo stesso danari non dichiarati fiscalmente, e
considera inoltre il sussistere si un concreto rischio di fuga per l'esistenza
di fondi consegnati a non meglio identificato __________, danari che l'accusato
non si è sforzato di far rientrare. Il magistrato propone la data del 30 maggio
2000 osservando rispetto del principio di proporzionalità della detenzione
preventiva alla luce della gravità oggettiva dei fatti e della possibile pena
da espiare che sarà inflitta all'accusato se giudicato colpevole.

 

La difesa dell'accusato si oppone
con decisione all'istanza ritenendo inesistenti le esigenze istruttorie vantate
dal magistrato d'accusa (trattandosi di acquisizione di documenti in possesso
di una banca), contestando nel 

contempo l'esistenza di un concreto rischio di fuga. Per il dettaglio delle
contestazioni si rinvia al verbale dell'udienza 5 maggio 2000, cui verbalmente
__________ ha aggiunto di soffrire di patologia cardiaca.

 

 

3.

 

Come noto alle parti, in diritto
la materia in discussione è retta dall'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 (per cui
mantiene validità la pregressa giurisprudenza: v. decisione 10 gennaio 1996 in
re T. H., GIAR 2.96.2) - che, dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui
l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare
ed eventualmente proroga del carcere preventivo a norma dell'art. 103 CPP,
quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di
colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti
motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - segnatamente i
bisogni dell’istruzione (senza dimenticare che l’arresto, quale misura
processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma
anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire
l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti;
sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993,
consid. 3).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss) -ritenuto implicito il
rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413;
DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi
penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128).

 

 

4.

 

Per quanto attiene all'esistenza
dei gravi e concreti indizi di colpevolezza (peraltro neppure contestati dalla
difesa) si deve qui fare ampio riferimento a quanto evidenziato dal Giar nella
decisione 2 luglio 1999 e ripreso nella decisione 18 novembre 1999 ed ancora
evidenziato nella decisione 16 febbraio scorso (e quindi meno di tre mesi fa):

 

a)                 
Con la
verosimiglianza sufficiente a questo stadio del procedimento ed in questa sede,
si può con tranquillità concludere per la presenza di seri e concreti indizi di
colpevolezza a carico di __________, almeno parzialmente ammessi dal medesimo
(v., ad esempio, verbale di polizia 15 

giugno 1999, ore 14.00, p. 6, sull’indebito utilizzo di parte dei fondi del
denunciante __________; v. anche osservazioni, cit., pto. 1 p. 2-3).

 

b)         …… l’esame
degli indizi di colpevolezza che compete al giudice del merito ed a questo
giudice è di natura ben diversa: se il primo deve valutarli a fondo al fine di
porli alla base della propria sentenza (condannatoria o assolutoria), questo
giudice, visto anche lo stadio nel quale è chiamato a pronunciarsi ed
accompagnato dalla costante preoccupazione di non interferire appunto con il
giudizio di merito, non può che esprimere un giudizio di verosimiglianza, commisurato
alla propria limitata competenza (che consiste nel valutare la legittimità di
misure d’inchiesta) (decisione 12 gennaio 1999 in re B.E., inc. GIAR 582.98.4,
consid. 2a p. 3-4). Non possono essere comunque sottaciute le copiose rimesse
di danaro da parte dei numerosi clienti del __________ e le promesse da questi
formulate in merito alla sicurezza degli investimenti posti in atto
contrariamente alla realtà. In merito appaiono illuminanti i verbali citati più
sopra ed ancora considerazioni del Giar nella decisione 2 luglio 1999 relative
alle asserzioni di __________ (ampiamente considerato reticente): "le
acrobazie argomentative relative alla bontà ed efficacia delle garanzie da lui
offerte agli investitori e le contraddittorie prime dichiarazioni sull’investimento
__________ … con l’ammissione esplicita dell’utilizzo di fondi __________ per
risarcire __________ … con altri risarcimenti a carico di altri investitori,
con un contestato trasferimento in Italia di un miliardo di lire in contanti,
pochi mesi orsono … con altri risarcimenti a carico di altri investitori"
e così via laddove il Giar si riferiva ai doc. MP 53, 70-72, 80 noti
all'accusato.

 

Ancora oggi vanno ammessi
sufficienti e concreti indizi di reato a carico di __________ tali da
giustificare il permanere dello stesso in carcere.

 

La condizione legale appare
manifestamente data. La perizia tecnica ne fa ulteriormente fede ed appare
rafforzare gli indizi a carico.

 

 

5.

 

Per quanto attiene all'esistenza
di necessità istruttorie l'istanza non merita particolare approfondimento, il
magistrato d'accusa tende all'acquisizione di documenti bancari che non
dovrebbero poter essere in qualche modo inquinati dall'accusato (fatta salva la
possibilità di __________ di domandare ulteriori prove sulla scorta delle
emergenze, ma non si possono ritenere "esigenze istruttorie" in senso
stretto tali da giustificare il permanere in carcere dell'accusato). Al 

contrario vi é rischio collusivo concreto, come più volte ribadito in passato,
e l'istanza va quindi ammessa. L'istruttoria è stata di certa durata a causa
della sostanziale assenza di collaborazione di __________, che ha taciuto ed è
stato a rimorchio dell'inquirente. Stante questo atteggiamento negatorio
dell'accusato e l'esistenza di danari consegnati a persone che __________ non
ha identificato (voluto identificare) il rischio di collusione appare
decisamente concreto e non potrà certo venir meno con l'adozione degli atti
istruttori ora previsti, rispettivamente con l'esaurimento della fase
istruttoria, a meno di novità (il patrocinatore attuale dell'accusato - non
differentemente dal precedente già in occasione dell'istanza di proroga dello
scorso febbraio 2000 - "si sta sforzando per contattare __________ e per
far rientrare i danari", senza esito. Già per l'esistenza di un
personaggio ancora ignoto e da identificare, con il rilievo che per tale
identificazione l'accusato ben poco ha fatto, che ha beneficiato di danaro (e
non di poco conto) provento di reato va ritenuto un concreto e forte rischio
collusivo tale da impedire la liberazione dell'accusato.

Già si detto che __________ non
ha spontaneamente ammesso nulla ed è stato necessario agli inquirenti
identificare tutte le parti lese, interrogarle approfonditamente e quindi
procedere ad una miriade di verbali dell'accusato il quale, il più delle volte,
ha ricusato il dire delle vittime. Con tale atteggiamento, certamente
legittimo, ma decisamente poco spontaneo e che ha condotto lo stesso __________
a modificare più volte il suo dire, appare necessario garantire l'esecuzione il
più possibile spontanea dei verbali che il giudice del merito vorrà acquisire
in sede dibattimentale.

Come già ritenuto nelle decisioni
18 novembre 1999 e 16 febbraio 2000 il fatto che __________ non abbia sin qui
voluto comunicare all'inquirente il nominativo completo di __________ permette
di ritenere che terzi abbiano in qualche modo collaborato per concretizzare le
truffe ai clienti del __________. Nuovamente va ribadito che Il mancato
reperimento del provento delle truffe è elemento tale da far temere concreto
inquinamento probatorio e rischio collusivo.

 

Nei precedenti interventi di
questo giudice si evidenziava ancora come:

 

"… __________ ha
lavorato a stretto contatto, se non addirittura in stretto accordo, con
personaggi tutt’altro che cristallini, segnatamente il già più volte menzionato
“Greco” (__________), tale __________, forse cittadino messicano residente a
Zaragoza (v., fra gli altri, verbale di polizia 7 giugno 1999 ore 14.30, p. 4,
inc. MP doc. _), e tale __________ di cognome ignoto (v. già, fra gli altri,
verbale di polizia 28 maggio 1999 ore 13.15, p. 4, allegato al rapporto
d’arresto, inc. MP doc. _), tutte persone apparentemente non ancora
identificate e senz’altro in grado di fornire interessanti dettagli sull’attività
di __________ - a patto che egli non possa anticipatamente concordare con loro
la versione da dare agli inquirenti …

"… pericolo di
inquinamento delle prove deve essere ammesso pure con riferimento alle numerose
pezze giustificative non più rinvenute nonostante minuziose perquisizioni, e di
cui __________ non si 

sovviene (ma si ricorda, invece, di una società non gestita da lui,
relativamente alla quale egli avrebbe preso per sbaglio della documentazione,
quando lasciò gli uffici __________, v. verbale di polizia 24 giugno 1999, ore
14.20, inc. MP doc. _ p. 7). L’atteggiamento di lui, valutato nel suo
complesso, fa senz’altro temere che, qualora tali documenti esistessero ancora,
egli se ne approprierebbe al fine di sottrarli alla giustizia, oppure di
utilizzarli selettivamente a proprio vantaggio."

 

Qui va osservato come non solo
__________ ma anche __________ ed il "Greco" (identificato ma non
sentito) non debbono poter avere contatto con l'accusato e potere concordare
con __________ una versione dei fatti che li coinvolgono e va quindi evitato
che il giudice del merito possa essere confrontato con versione di comodo resa
dal "Greco" che si troverebbe in USA rispettivamente dal __________ o
dal __________. __________ non deve quindi essere liberato poiché il rischio di
inquinamento probatorio appare decisamente elevato, e questo rischio elevato
non verrà certo meno con la chiusura dell'istruttoria.

 

L'istanza va quindi accolta sia
per il sussistere di un rischio di collusione ed inquinamento probatorio
decisamente elevati.

 

 

6.

 

Il PP invoca, oltre a motivi ai
istruttori più sopra analizzati e ritenuti, anche un concreto rischio di fuga.
La situazione va valutata come già avvenuto con la decisione 2 luglio 1999
ripreso in quella successiva del 18 novembre 1999 ed anche in quella del 16
febbraio 2000:

 

"Ritenuto un serio e
concreto pericolo di inquinamento delle prove e di collusione quale motivo
primo per il mantenimento della carcerazione preventiva di __________, l’esame
del pericolo di fuga lamentato dal Procuratore Pubblico avviene a titolo
abbondanziale. In ogni caso, i timori del magistrato inquirente non appaiono
infondati: se da un lato l’accusato istante, infatti, ha degli stretti legami
con il Ticino, dove è nato e cresciuto e dove vive la sua famiglia, d’altro
canto questo legame si è affievolito (almeno sul piano economico) con la
vendita forzata dell’abitazione primaria. Inoltre, grava su di lui il sospetto
che abbia occultato in Italia una cospicua parte del provento delle sue malversazioni
(v. preavviso negativo, cit., p. 2; inc. MP doc. _ p. 4), sì da far apparire
una sua partenza all’estero come un’eventualità per nulla remota; egli respinge
invero con sdegno questo sospetto (v. osservazioni, cit., pto. 1b p. 3; verbale
di polizia 22 giugno 1999, ore 15.40, inc. MP doc. _, p. 1-2), ma la
testimonianza che lo chiama in causa appare tutt’altro che prima facie
inverosimile."

"Infine, considerati
- pur con tutta la prudenza che la particolare competenza di questo giudice gli
impone - tutti gli elementi oggettivi 

e soggettivi dei reati
ascrittigli, si può ben ipotizzare che __________ vada incontro ad una pena
detentiva indubbiamente importante: in siffatte circostanze, non irrilevante
appare allora la probabilità che egli preferisca sottrarsi al giudizio ed alla
pena che l’aspettano qui, riparando all’estero. Né egli è in misura di offrire
misure sostitutive sotto forma di cauzione, vista la sua ormai (almeno
ufficialmente) disastrata situazione economica (misure che, comunque, non
potrebbero ovviare al preponderante pericolo di inquinamento delle prove, v. supra
…"

 

"Sussiste allora un
pericolo di fuga che, sebbene di per se stesso forse non basterebbe per
giustificare il mantenimento dell’arresto, visto unitamente ai parimenti esistenti
pericolo di collusione e di inquinamento delle prove, fa ritenere opportuno il
mantenimento della carcerazione preventiva cui è astretto __________."

 

Non v'è motivo per scostarsi da
tale motivazione se non per rilevare che ancora oggi dei danari ottenuti dai
clienti non v'è traccia come pure non v'è traccia del fantomatico __________,
per non citarne che uno, e si ha approssimarsi del processo (e concretizzazione
della possibile inflizione di una lunga pena detentiva) ciò che accresce il
rischio di fuga.

 

Non occorre qui approfondire
l'offerta di deposito cauzionale rispettivamente l'offerta di deposito dei
documenti di legittimazione da parte dell'accusato, come appare dal verbale 5
maggio 2000. Alla luce di quanto precede non appare il rischio di fuga
l'elemento prioritario per il quale l'istanza di cui si tratta viene ammessa
bensì il rischio concreto di collusione ed inquinamento probatorio.

 

 

7.

 

Resta da esaminare il rispetto
del principio di proporzionalità, che la difesa ha contestato in corso
d'udienza 5 maggio 2000, del carcere preventivo sofferto ed ancora
prospettabile sia di per sé stesso (ossia riferito alla carcerazione già subita
ed alla presumibile durata dell'evasione delle necessità istruttorie ancora
incombenti) sia in rapporto alla presumibile pena che la Corte del merito
potrebbe infliggere in caso di giudizio di condanna.

 

L’art. 102 cpv. 2 CPP impone
limiti alla durata della detenzione preventiva, che, durante l’istruzione
formale, può essere di sei mesi. Tale termine può essere convenientemente
prorogato (art. 103 CPP). La prassi del Tribunale federale ha stabilito un
limite massimo (che va valutato di caso in caso), ritenendo eccessiva ogni
carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena
privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal
giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2
e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; Rep. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del 

carcere preventivo deve comunque obbedire al principio della proporzionalità,
stando al quale la durata dipende anche dalle circostanze concrete, in
particolare, dalla vastità e complessità dell’inchiesta e dal comportamento
dell’arrestato (DTF 107 Ia 259 consid. 3b, 105 Ia 33 consid. 4b).

 

Come già evidenziato nei
precedenti interventi del Giar nella fattispecie l'inchiesta si è rilevata
particolarmente lunga e laboriosa in particolare per l'atteggiamento
dell'accusato, non collaborativo, per la necessità di procedere
all'identificazione delle numerose parti lese e per la necessità di ricostruire
quanto accaduto in assenza di una contabilità. I fatti appaiono decisamente
gravi, ripetuti nel tempo e riferiti ad importi di tutto rilievo.

 

Visto quanto precede va quindi
ammesso rispetto del principio di celerità, da un lato, ed ossequio del
principio di proporzionalità dall'altro. Il periodo di 20 giorni postulato dal
PP è adeguato alle esigenze istruttorie ancora in essere, fatta salva la
possibilità per la difesa di postulare l'acquisizione di ulteriori prove che,
se accolte, potrebbe imporre nuova proroga della detenzione preventiva
dell'accusato a dipendenza della loro natura e complessità d'acquisizione. Si
rammenta al magistrato d'accusa la necessità di procedere il più celermente
possibile per giungere in tempi il più possibile brevi alla celebrazione del
processo. D'altro canto __________ si trova privato della sua libertà da circa
1 anno con l'ulteriore periodo che viene richiesto oggi dal magistrato
d'accusa. La detenzione complessiva, vista l'oggettiva gravità dei fatti
imputati e della prevedibile pena in caso di giudizio di condanna (pur
considerando le conclusioni del perito psichiatra), può essere ritenuta
rispettosa del principio di proporzionalità.

 

 

8.

 

Visto quanto precede l’istanza di
proroga del carcere preventivo va integralmente accolta con la presente
decisione esente da tassa e spese di giudizio (art. 39 litt. f TG e contrario)
e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di
Appello nel termine di 10 (dieci).

 

 

 

p.q.m., visti gli artt. 102 e segg. CPP

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

1.     
L’istanza 28 aprile 2000 formulata dal Procuratore Pubblico avv.
__________ é accolta.

 

2.     
Di conseguenza il carcere preventivo cui é astretto __________ é
prorogato sino e compreso il 30 maggio 2000.

 

3.     
Non si percepiscono tasse e spese.

 

4.     
Avverso la presente decisione in materia di libertà personale é data
facoltà di ricorso alla Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello nel
termine di dieci giorni dall’intimazione.

 

5.     
Intimazione:

-        
al ricorrente per il tramite dell’avv. dott. __________;

-        
al Procuratore Pubblico avv. __________;

 

6.     
Copia per conoscenza alla Direzione del PCT, La Stampa, Cadro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                            giudice
__________