# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6a5bde81-5563-576d-afb3-2df940c82c9b
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-02-13
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 13.02.2018 S 2017 156
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2017-156_2018-02-13.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 17 156

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presidenza Racioppi
giudici Moser, Meisser 
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 13 febbraio 2018

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali 

A._____ SA,

rappresentata dall'avvocato lic. iur. Andrea Toschini, 

ricorrente

contro 

Ufficio per l'industria, arti e mestieri e lavoro dei Grigioni,

convenuto

concernente indennità per intemperie

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1. Il 28 febbraio 2017, la A._____ SA di X._____, ditta attiva tra l'altro anche 

nell'ambito di lavori stradali e pavimentazioni, trasmetteva all'Ufficio per 

l'industria, arti e mestieri e lavoro dei Grigioni (UCIAML) due annunci per 

perdita di lavoro dovuta a intemperie per il mese di febbraio 2017. 

Relativamente al cantiere "B._____" (primo cantiere) il formulario indicava 

quale numero di giorni lavorativi 52 e quale numero di lavoratori 15, 

mentre per il secondo cantiere venivano indicati 60 giorni e 15 lavoratori. 

Il 29 marzo 2017 la richiesta era accettata e la ditta inoltrava alla 

competente cassa di disoccupazione OCST-Bellinzona il conteggio delle 

ore effettivamente perse sui due distinti cantieri ed i nominativi degli 

operari rimasti a casa. Per il primo cantiere veniva indicata una perdita di 

1088 ore per 7 operai e per il secondo cantiere una perdita di 1'484.5 ore 

per 10 operai. Il 25 aprile 2017 alla ditta veniva versata una indennità per 

intemperie (IPI) di fr. 74'314.85 sulla base di una perdita complessiva di 

2'572.5 ore.

2. Il 27 marzo 2017, la A._____ SA faceva nuovamente domanda per IPI per 

il primo cantiere, indicando come in precedenza quale numero di giorni 

lavorativi 52 e quale numero di lavoratori 15. Il 12 maggio 2017 l'UCIAML 

riteneva che la perdita non fosse plausibile, non essendo stata causata 

esclusivamente da condizioni meteorologiche ed essendo la perdita di 43 

giorni per i mesi di febbraio e marzo 2017 per 15 operai, con un volume 

del mandato di fr. 416'857.--, non verosimile. Nello scritto del 23 maggio 

2017 la ditta comunicava all'UCIAML che il volume di lavoro già eseguito 

nel 2016 era di soli fr. 250'000.-- e insisteva sulle sfavorevoli condizioni 

meteo vigenti il mese di marzo 2017 per la posa di una pavimentazione 

stradale conforme alle condizioni poste dal bando di concorso per la tratta 

in oggetto. 

3. Con decisione 1. giugno 2017, l'UCIAML si opponeva alla richiesta di IPI, 

ritenendola solo indirettamente riconducibile alle condizioni 

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meteorologiche. Per il restante volume di lavori ancora da eseguire sul 

primo cantiere nel 2017 e corrispondenti a fr. 167'000.--, l'indennità 

versata per il mese di febbraio 2017 sulla base di restanti 52 giorni 

lavorativi per 15 lavoratori basterebbe per compensare la perdita. La 

tempestiva opposizione del 29 giugno 2017 veniva parzialmente accolta. 

Tenendo in considerazione una residua mole di lavoro per il primo 

cantiere nel 2017 di fr. 250'000.-- ed essendo alla ditta già state 

corrisposte IPI per una predita corrispondente ad una mole di lavoro 

teorico di fr. 240'000.-- (20 giorni per il mese di febbraio 2017 per 15 

dipendenti a 8 ore al giorno a fr./h 100.--), il diritto all'IPI ancora 

indennizzabile si ridurrebbe a fr. 10'000.-- e corrisponderebbe all'assenza 

di un solo lavoratore per 12.5 giornate (12.5 giornate a 8 ore lavorative a 

fr./h 100.--).

4. Nel tempestivo ricorso interposto al Tribunale amministrativo in data 20 

novembre 2017, la A._____ SA chiedeva il riconoscimento dell'IPI per il 

mese di marzo 2017 per 7.5 lavoratori e 23 giorni. Come risulterebbe in 

dettaglio dal conteggio eseguito dall'OCST, all'istante sarebbe stata 

versata un'indennità per intemperie per il mese di febbraio 2017 solo per 

7 operai e non per 15 come indicato sull'annuncio e come ritenuto 

dall'UCIAML. Le difficoltà nella redazione del relativo formulario sarebbero 

notorie e la compilazione fatta dall'istante non sarebbe errata. Ma anche 

se lo fosse, costituirebbe un formalismo eccessivo penalizzarla per tale 

svista e negarle il diritto a prestazioni alle quali avrebbe materialmente 

indubbiamente diritto. 

5. Nella risposta di causa dell'11 dicembre 2017, l'UCIAML chiedeva la 

reiezione del ricorso. L'annuncio in oggetto sarebbe stato fatto 

retrospettivamente, per cui la pretesa non corretta indicazione dei 

lavoratori occupati sul cantiere in oggetto non potrebbe essere udita e il 

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calcolo del diritto andrebbe fatto in base alle indicazioni fornite sulla 

domanda. 

 

6. Il 22 dicembre 2017, la ricorrente rinunciava a replicare. 

Considerando in diritto:

1. a) Secondo l’art. 42 cpv. 1 della legge federale sull'assicurazione 

obbligatoria contro la disoccupazione e l'indennità per insolvenza (LADI; 

RS 370.1) i lavoratori occupati in rami in cui sono usuali perdite di lavoro 

dovute ad intemperie hanno diritto all'IPI unicamente se sono soggetti 

all’obbligo di contribuzione all’assicurazione contro la disoccupazione o 

non hanno ancora raggiunto l’età minima per l’obbligo di contribuzione 

nell’AVS e subiscono una perdita di lavoro computabile ai sensi dell’art. 

43 LADI. Sulla base della delega di cui all'art. 42 cpv. 2 LADI, all'art. 65 

cpv. 1 lett. a dell'ordinanza sull'assicurazione obbligatoria contro la 

disoccupazione e l'indennità per insolvenza (OADI; RS 837.02), il 

Consiglio federale ha enumerato tra i rami d'attività che hanno diritto 

all'indennità anche l'edilizia e il genio civile. L'art. 43 cpv. 1 LADI stabilisce 

che la perdita di lavoro è computabile se è causata esclusivamente da 

condizioni meteorologiche (a), la continuazione dei lavori, pur con misure 

protettive sufficienti, è tecnicamente impossibile o economicamente 

insostenibile o non si può ragionevolmente esigerla dai lavoratori (b) e è 

annunciata regolarmente dal datore di lavoro (c). Per contro la perdita non 

è computabile giusta l'art. 43a lett. a LADI se è riconducibile soltanto 

indirettamente alle condizioni meteorologiche (perdita di clienti, ritardo nei 

termini). 

b) Giusta la "prassi LADI IPI" il servizio cantonale procede agli adeguati 

chiarimenti in conformità all’art. 45 cpv. 4 LADI, se ha dubbi sulla 

computabilità della perdita di lavoro. Se il numero di giorni lavorativi o il 

numero di lavoratori annunciati dal datore di lavoro appaiono esagerati 

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rispetto al cantiere e al carico di lavoro, verrà computata soltanto la 

perdita di lavoro verosimile. Se in base alla documentazione il cantiere e il 

volume di lavoro o la durata indicata per portare a termine l’incarico non 

risultano plausibili con il numero di lavoratori annunciati, il servizio 

cantonale è tenuto a richiedere, per lettera raccomandata, 

documentazione aggiuntiva. Se l’azienda che rivendica le prestazioni 

rifiuta in modo ingiustificato di ottemperare al suo dovere di informare e 

collaborare, il servizio cantonale può decidere in base agli atti, oppure 

chiudere l’inchiesta e non entrare nel merito. Prima di farlo, dovrà 

sollecitare l’azienda per iscritto, segnalare eventuali conseguenze 

giuridiche e concedere un adeguato periodo di riflessione in applicazione 

ai combinati disposti di cui agli artt. 28, 40 e 43 cpv. 3 della legge federale 

sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 

832.20). I dubbi sulla computabilità riguardano in particolare i seguenti 

casi: la documentazione che rende verosimile l’esistenza del cantiere non 

esiste o è insufficiente; il volume della commessa è completamente 

diverso dal totale di giorni lavorativi e di lavoratori di cui alla domanda 5 

del modulo "Annuncio della perdita di lavoro dovuta ad intemperie"; vi è 

motivo di credere, ad esempio, che i cantieri annunciati siano già stati 

terminati oppure progettati per un’altra data oppure che un’altra impresa 

sia stata incaricata di svolgere gli stessi lavori (vedi prassi LADI IPI 

marginale G9).

2. a) A questo stadio del procedimento, contrariamente al preavviso del 12 

maggio 2017, non è più posto in discussione che l'istante adempia le 

condizioni per aver diritto all'IPI per quanto riguarda il settore di attività 

svolta e le condizioni atmosferiche che vigevano nel marzo 2017, non 

essendole stato possibile procedere alla posa della pavimentazione 

stradale con delle temperature sempre inferiori a 15°C. Malgrado le 

diverse allegazioni sostenute in precedenza dall'UCIAML, pure 

incontestato in questa sede è il fatto che la ditta nel 2017 avesse ancora 

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una mole di lavoro da eseguire sul cantiere qui in discussione per un 

importo di fr. 250'000.--. Per il servizio cantonale tale mole di lavoro 

sarebbe stata già indennizzata in ragione di fr. 240'000.-- tramite l'IPI 

corrisposta per il mese di febbraio 2017 in base a 15 lavoratori che non 

avrebbero potuto essere occupati sul cantiere per tutto il mese, come 

indicato sul rispettivo annuncio della perdita di lavoro dovuta ad 

intemperie e sull'approvazione della richiesta del 29 marzo 2017. 

b) Per l'ufficio cantonale la domanda riguardo al mese di febbraio e marzo 

2017 sarebbe stata presentata al termine del mese per il quale sarebbe 

stata richiesta la prestazione, per cui l'indicazione dei lavoratori avrebbe 

necessariamente dovuto conformarsi alla reale situazione del cantiere. 

Dai dati forniti dalla ditta per febbraio 2017 (15 lavoratori per 52 giorni) è 

indubbio che la maggior parte del volume di lavoro sarebbe stato già 

indennizzato (20 giornate per il mese di febbraio per 15 lavoratori a 8 ore 

al giorno per fr./h 100.-- = fr. 240'000.--). 

c) Per la ricorrente, l'errore nella redazione dell'annuncio sarebbe in primo 

luogo da ascrivere alla poca chiarezza del formulario, che avrebbe del 

resto già dato adito a problemi, come dimostrerebbero le misure 

intraprese a questo riguardo dalla Sezione del lavoro del Cantone Ticino, 

che redigeva un promemoria per la compilazione del punto 5 del 

formulario "Annuncio della perdita di lavoro per intemperie" nel quale 

spiegava ai richiedenti quali dati andassero indicati nelle due caselle "no. 

di giorni lavorativi" e "no. di lavoratori". L'indicazione dei lavoratori 

dovrebbe poi riguardare tutti quelli occupati e non solo quelli che 

avrebbero subito la perdita computabile, come pretenderebbe l'ufficio 

cantonale. Nel vicino Ticino, il formulario redatto in modo errato verrebbe 

semplicemente ritornato alla ditta per le necessarie correzioni a comprova 

di una applicazione molto meno rigorosa della stessa legge federale. Ma 

anche se la ditta fosse effettivamente incorsa in un errore di compilazione 

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del formulario, il suo interesse ad una decisione materialmente corretta 

dovrebbe prevalere su quello dell'amministrazione a dover decidere in 

base ai dati forniti. Una simile applicazione nel caso concreto 

rappresenterebbe un formalismo eccessivo, non giustificabile. 

d) In effetti, nella compilazione del formulario per la richiesta dell'IPI è 

necessario indicare il numero di giorni e di operai che ancora sono 

necessari per completare l'opera, indipendentemente dalla questione di 

sapere quanti dei lavoratori indicati abbiano anche effettivamente e 

concretamente diritto all'IPI. Questa informazione ha lo scopo di 

permettere al preposto ufficio cantonale di verificare se il volume della 

commessa giustifica la richiesta in virtù dei lavori ancora da svolgere e/o 

di quelli che sono già stati indennizzati o lavorati. Contrariamente a 

quanto preteso dall'istante non è quindi il numero di operai impiegati sul 

cantiere e che hanno diritto all'IPI che necessitava o pretendeva 

l'UCIAML, bensì l'indicazione del numero di operai previsto per detto 

cantiere nel 2017 ed i giorni che un simile numero di operai avrebbe 

impiegato per completare l'opera. Dalle indicazioni fornite dalla ditta per il 

cantiere in oggetto erano ancora necessari al completamento dei lavori 

del primo cantiere 15 operai per 52 giornate. Eseguendo un calcolo del 

volume della commessa ancora da eseguire in base a tali dati (52 

giornate per 15 operai a 8 ore al giorno alla tariffa di fr./h 100.--) la mole di 

lavoro ancora da eseguire nel 2017 doveva aggirarsi sui fr. 624'000.--, 

indicazione che come tale risulta essere indubbiamente errata. Non 

possono allora esservi dubbi sul fatto che il formulario fosse stato 

compilato in modo erroneo. Da parte sua l'ufficio cantonale accoglieva la 

richiesta per il mese di febbraio 2017 per 15 operai per cui evidentemente 

partiva dal presupposto che per una mole di lavoro corrispondente a 

fr. 240'000.-- fosse stata versata la relativa indennità. 

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3. a) Resta in queste condizioni da stabilire se l'errore nella dichiarazione 

possa aver come conseguenza la perdita del diritto alla prestazione. 

L'assicuratore esamina le domande, intraprende d'ufficio i necessari 

accertamenti e raccoglie le informazioni di cui ha bisogno (art. 43 cpv. 1 

LPGA). Con questo disposto il legislatore ha inteso assegnare agli organi 

esecutivi il compito di stabilire i fatti giuridicamente determinanti secondo 

il principio inquisitorio, intraprendendo d'ufficio i necessari accertamenti e 

raccogliendo le informazioni di cui abbisognano, in modo tale da 

consentire l'emissione di una decisione sulla prestazione richiesta. L'art. 

28 LPGA prevede, dal canto suo, che gli assicurati e il loro datore di 

lavoro collaborino gratuitamente all'esecuzione delle varie leggi 

d'assicurazione sociale (cpv. 1). Se l'assicurato o altre persone che 

pretendono prestazioni, nonostante un'ingiunzione, rifiutano in modo 

ingiustificato di compiere il loro dovere d'informare o di collaborare, 

l'assicuratore può, dopo diffida scritta e avvertimento delle conseguenze 

giuridiche e dopo aver impartito un adeguato termine di riflessione, 

decidere in base agli atti o chiudere l'inchiesta e decidere di non entrare in 

materia (art. 43 cpv. 3 LPGA). 

b) Nella comunicazione 12 maggio 2017, l'UCIAML ventilava all'istante il 

rifiuto delle prestazioni richieste non essendo la perdita plausibile e per 

non essere stata causata esclusivamente da condizioni meteorologiche. 

Nella motivazione veniva prima di tutto messo in forse il diritto all'IPI a 

causa delle buone condizioni atmosferiche del marzo 2017 e poi precisato 

che una perdita di lavoro per febbraio e marzo 2017 per complessivi 43 

giorni per 15 operai non sarebbe stata plausibile né in considerazione del 

mandato di complessivi fr. 416'000.-- né tenuto conto dell'inizio dei lavori 

già nel novembre 2016. La ditta prendeva posizione su tali censure  

adducendo di aver svolto nel 2016 un volume di lavori di circa 

fr. 250'000.-- e insistendo sul persistere di condizioni atmosferiche 

sfavorevoli alla concreta esecuzione dei lavori. La qui determinante 

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questione che il formulario indicasse 15 operai anziché solo i 7 che erano 

previsti sul cantiere e che ottenevano anche l'IPI non veniva tematizzata a 

livello di diritto di audizione, ma solo in sede di opposizione. 

c) Nell'ambito dell'opposizione 29 giugno 2017, l'istante comprovava in 

modo inequivocabile che l'IPI corrispostale per il mese di febbraio 2017 

era stata calcolata sulla base di 7 operai e non di 15. Per l'ufficio 

cantonale l'errore non sarebbe correggibile in quanto non scusabile dopo 

che tale indicazione sarebbe stata apposta dalla richiedente alla fine del 

mese per il quale chiedeva l'indennità e quindi allorquando essa doveva 

essere in chiaro riguardo al numero di operai che il cantiere avrebbe 

occupato. La tesi sostenuta dall'ufficio cantonale è difendibile solo in 

parte. Giustamente, va generalmente ammesso che colei che richiede 

prestazioni sia tenuta a fornire le indicazioni corrette per la trattazione 

della propria pratica. D'altro canto la procedura su opposizione prevista 

dalla LPGA vuole propriamente permettere un riesame della situazione 

giuridica del caso in modo rapido, gratuito e poco burocratico. La 

decisione su opposizione giusta l'art. 52 LPGA, trattata nel merito, 

subentra alla decisione impugnata e ed è la decisione su opposizione che 

chiude la procedura amministrativa. Per questo nell'ambito della 

procedura su opposizione occorre tenere in considerazione l'evoluzione 

dello stato di fatto fino all'emanazione della decisione su opposizione (U. 

KIESER, ATSG-Kommentar, Zurigo, Basilea, Ginevra 215, nota 60 all'art. 

52 LPGA; DTF 132 V 368 cons. 6.1). Scopo della procedura su 

opposizione è quello di ovviare in modo informale e gratuito a degli 

insufficienti accertamenti, a errori di valutazione o a delle incomprensioni 

di cui potrebbe essere affetta la decisione impugnata, senza che sia 

necessario adire l'istanza cantonale di ricorso (DTF 132 V 368 cons. 6.1 e 

131 V 412 cons. 2.1.2.1 e riferimenti). In quest'ottica, la tesi sostenuta 

dall'UCIAML appare troppo formalistica anche se indubbiamente dettata 

da motivi di praticabilità. È indubbio che una verifica del diritto a 

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prestazioni a titolo di IPI – per quanto riguarda la plausibilità della 

domanda - dipenda in primo luogo dai dati forniti dalla richiedente e che 

l'ufficio debba necessariamente fondarsi su tali dati per prendere la 

propria decisione. 

d) Nel caso concreto è però indubbio che il formulario in oggetto non sia del 

tutto chiaro e che la compilazione dello stesso abbia già dato adito a 

incomprensioni, come dimostrano anche le misure adottate nel vicino 

Cantone Ticino per ovviare a tale carenza. Né dalle indicazioni contenute 

sul formulario stesso, né consultando l'opuscolo "Informazione per i datori 

di lavoro Indennità per intemperie", edito dal Segretariato di Stato 

dell'economia (SECO), è dato sapere cosa vada esattamente inteso alla 

domanda no. 5 come "numero di lavoratori". In tali condizioni, l'errore nel 

quale la ditta è incorsa non può essere ritenuto tale da compromettere il 

suo diritto a prestazioni, dal momento in cui l'istante ha saputo 

incontestabilmente dimostrare per quali precise perdite era già stata 

indennizzata il mese di febbraio 2017. Questo Giudice considera che 

l'interesse a che il diritto materiale trovi la sua applicazione prevalga 

sull'interesse dell'amministrazione ad una corretta compilazione del 

formulario. Ne consegue che il rifiuto dell'IPI sulla base delle motivazioni 

fornite dall'UCIAML in sede di opposizione non può in questa sede essere 

protetto.  

4. a) In esito a quanto esposto in precedenza, il ricorso è accolto e la decisione 

impugnata viene parzialmente annullata. Nel provvedimento del 18 

ottobre 2017 era stato riconosciuto un diritto parziale all'IPI pari ad un 

lavoratore per 12.5 giorni. Gli atti sono allora rinviati all'ufficio cantonale 

affinché verifichi nuovamente il diritto all'IPI dell'istante per il mese di 

marzo 2017 sulla base di una IPI corrisposta durante il mese di febbraio 

2017 per soli 7 lavoratori che sarebbero stati impiegati sul primo cantiere 

e non per 15. La procedura è gratuita giusta quanto previsto all'art. 61 lett. 

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a LPGA, mentre il ricorrente che vince la causa ha diritto al rimborso delle 

ripetibili secondo quanto stabilito dal tribunale delle assicurazioni (art. 61 

lett. g LPGA). 

b) Giusta la nota d'onorario presentata il 3 gennaio 2018, il legale dell'istante 

fattura 10 ore a fr. 250.--, senza però accludere alcun accordo 

sull'onorario. In considerazione di quanto deciso in questa sede (vedi le 

decisioni del Tribunale amministrativo U 16 92 e R 17 16), la tariffa oraria 

va ridotta applicando un tasso orario medio giusta l'art. 3 cpv. 1 

dell'ordinanza sulla determinazione dell'onorario degli avvocati (OOA; 

CSC 310.250) pari a fr. 240.--. Oltre a ciò, la somma delle spese fatturate 

- comprendente i costi di cancelleria e gli esborsi postali e telefonici - non 

può essere presa in considerazione nell'entità richiesta e viene ridotta 

all'importo massimo riconosciuto secondo la prassi di questo Tribunale e 

pari al 3 % dell'onorario. La ditta non ha diritto all'IVA sulle ripetibili, 

perché sottostà all'imposta sul valore aggiunto giusta quanto stabilito agli 

artt. 10 ss. della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto 

(legge sull'IVA, LIVA; RS 61.20). La parte al procedimento - tenuta già di 

per sé a corrispondere l’imposta sul valore aggiunto – può di regola 

dedurre dal proprio rendiconto d’imposta, quale imposta precedente, 

l’imposta sul valore aggiunto corrisposta in base all’onorario fatturato 

dall’avvocato. Pertanto essa non può pretendere che le vanga assegnata 

anche l’imposta sul valore aggiunto sull’importo riconosciutole a titolo di 

ripetibili. L'indennità a titolo di ripetibili ammonta pertanto 

complessivamente a fr. 2'472.-- (fr. 2'400.-- + fr. 72.--) e va posta a carico 

della parte resistente in ricorso.  

Il Tribunale decide:

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1. Il ricorso è accolto e la decisione del 18 ottobre 2017 è parzialmente 

annullata. Gli atti vengono rinviati all'UCIAML per la presa di una nuova 

decisione nel senso dei considerandi.  

2. La procedura è gratuita.

3. Ufficio per l'industria, arti e mestieri e lavoro dei Grigioni versa alla 

A._____ SA l'importo di fr. 2'472.-- a titolo di ripetibili.

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]