# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 41b3581a-3d71-5b49-b1e1-1ed2e0477467
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 09.03.2010 (pubblicato) 16.2000.00025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2000-00025_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2000.00025

  	
  Lugano

  18 aprile
  2000/rf

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 8
marzo 2000 presentato nella forma dell'appello da

 

 

	
   

  	
  __________

  rappr. dal __________ 

   

  
	
   

  	
   

  Contro

  	 

 

 

la sentenza 28 febbraio 2000 del Pretore del
Distretto di Bellinzona nella causa a 

procedura speciale in materia di contratto del
lavoro promossa con istanza 31 gennaio 

2000 nei confronti di

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

 

con la quale l'istante
ha chiesto il pagamento di fr. 3'510.75, domanda parzialmente 

accolta dal primo giudice,

 

 

letti ed esaminati gli
atti

 

considerato

 

in fatto e in
diritto:

 

 

                                    1.
  __________ è stata assunta alle dipendenze di __________ in qualità di
ausiliaria dal 1° aprile 1999 (doc. A). Il rapporto di lavoro si è concluso il
4 ottobre 1999 a seguito del licenziamento in tronco da parte della datrice di
lavoro (doc. C) che aveva sorpreso la dipendente ad asportare merce senza
averla pagata. Con istanza 31 gennaio 2000 __________, contestando che fossero
dati i presupposti per il suo licenziamento in tronco, ha convenuto in giudizio
la datrice di lavoro al fine di ottenere il pagamento di fr. 3'510.75 a saldo
delle proprie spettanze salariali per il periodo di disdetta (ottobre/novembre
1999) oltre a un'indennità per licenziamento ingiustificato ai sensi dell'art.
337c CO il cui ammontare è stato lasciato al libero apprezzamento del giudice.
La convenuta si è opposta alle pretese avversarie ribadendo la legittimità del
licenziamento in tronco.

 

                                2.      Con
il querelato giudizio il pretore, accertato che il motivo addotto dalla datrice
di lavoro, ovvero la sottrazione di merce per un valore di circa fr. 10.-, non
era grave al punto da giustificare un licenziamento in tronco della dipendente,
ha riconosciuto a quest'ultima il diritto al salario sino alla scadenza del
periodo ordinario di disdetta. Accogliendo l'istanza il pretore ha condannato
la convenuta a pagare all'istante l'importo di fr. 519.25 mentre la differenza
di fr. 2'991.50 è stata riconosciuta a favore della Cassa disoccupazione
__________I, creditrice del medesimo sulla base dell'art. 29 LADI. Il pretore
ha invece respinto la richiesta di pagamento di un'indennità ai sensi dell'art.
337c cpv. 3 CO non ritenendola giustificata a dipendenza della breve durata del
rapporto di lavoro e della concolpa della lavoratrice.

 

                                3.      Con
il presente tempestivo gravame, che deve essere trattato quale ricorso per
cassazione in virtù dei combinati disposti di cui agli art. 416 cpv. 1 e 400
per il rinvio di cui all'art. 418 CPC,  __________ è insorta contro il dispositivo
n. 1 del predetto giudizio postulandone l’annullamento. La ricorrente
rimprovera al primo giudice di aver erroneamente applicato l'art. 337c CO
negandole il diritto a un'indennità per ingiusto licenziamento, indennità
richiesta in misura di fr. 1'820.50, pari a uno stipendio mensile medio.

 

                                          Al
ricorso la controparte non ha formulato osservazioni.

                                   4.   Giusta
l’art. 327 lett. g CPC, disposto sotto il quale può essere sussunta la censura
ricorsuale, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata
quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale
oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di
prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è
arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed
indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della
giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;
per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e
riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere
ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o
persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile
soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione
reale,  non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF
124 I 247 consid. 5).

 

                                5.      Secondo
l’art. 337c cpv. 3 CO, in caso di licenziamento in tronco 

                                          senza
motivo grave, il giudice può obbligare il datore di lavoro al pagamento di
un’indennità al lavoratore. Contrariamente alla lettera della norma, la
dottrina ne nega il carattere facoltativo  

                                         (DTF
120 II 247, 116 II 300; II CCA 5 novembre 1998 in re S./C.; Rehbinder,
Berner Kommentar, n. 8 ad art. 337c CO; Streiff/ von Kaenel,
Arbeitsvertrag, 1992, n. 8 ad art. 337c CO).

                                         L'esenzione
del datore di lavoro dal pagamento dell’indennità costituisce infatti un caso
eccezionale, in cui -nonostante il licenziamento in tronco ingiustificato- vi è
l'assenza di un comportamento censurabile del datore di lavoro (DTF 120
II 247, 116 II 300; II CCA 15 febbraio 2000 in re B./B.SA, 5 novembre
1998 in re S./C; JAR 1991, pag. 276; Honsell/Vogt/Wiegand, Commentario
basilese, 1996,  n. 3 ad art. 337c CO), oppure in presenza, ma solo unitamente
ad altre circostanze giustificanti tale risultato, di una grave concolpa del
dipendente (II CCA 27 maggio 1999 in re C./T. SA). Nel caso di specie
nessuna di queste ipotesi si è verificata. La convenuta non può essere
considerata esente da colpe, avendo notificato un licenziamento in tronco in
assenza di un reale motivo grave (la questione è pacifica in questa sede) che
lo giustificasse. Per quanto ne è della colpa dell'istante, non trattandosi di
una colpa grave (il valore della merce era esiguo e si è trattato di un unico
episodio), contrariamente a quanto ritenuto dal pretore la stessa non è
sufficiente a determinare l'esenzione del datore dall'obbligo al pagamento dell'indennità
(II CCA 18 aprile 1996 in re T./F.). 

                                         Il fatto
quindi di aver negato all'istante il diritto all'indennità per licenziamento
ingiustificato, dev'essere considerato errata applicazione dell'art. 337c cpv.
3 CO come correttamente rilevato dalla ricorrente, il cui gravame deve pertanto
essere accolto.

 

                                   6.   Accogliendo il ricorso e ricorrendo i presupposti d’applicazione
dell’art. 332 cpv. 2 CPC, la Camera è tenuta a decidere il merito della
controversia.

 

                                          Secondo l'art. 337c cpv. 3
CO, spetta al giudice, secondo il suo 

                                          libero apprezzamento,
quantificare l'indennità di spettanza del 

                                          lavoratore al quale è
stato notificato un licenziamento 

                                          ingiustificato. Nella
determinazione di quest'indennità il giudice 

                                          deve tenere conto di tutte
le circostanze del caso (DTF 121 III 

                                          68, 116 II 300; II CCA
12 novembre 1998 in re P./B.SA, 8 marzo 

                                          1996 in re C./T. SA, 5
ottobre 1992 in re G./G. SA; Rehbinder, 

                                          op. cit., n. 9 ad art.
337c CO; Brunner/Bühler/Waeber, 

                                          Kommentar zum
Arbeitsvertrag, n. 10 ad art. 337c CO; Streiff/ 

                                          von Kaenel, op.cit., n. 8 e 9 ad art. 337c CO). In concreto, in 

                                          considerazione della breve
durata del rapporto di lavoro 

                                        (sei
mesi) nonché della pur presente concolpa dell'istante (che  ha pur sempre
commesso un furto ancorché di lieve entità) questa Camera ritiene adeguato
accordare a quest'ultima un' indennità in misura di fr. 1'000.-.

 

                                7.      La modifica
dell'esito della vertenza non giustifica una diversa 

                                          commisurazione delle
ripetibili. 

 

Per i quali motivi,

richiamati
gli art. 327 segg. e l’art. 417 lett. e CPC 

 

 

pronuncia:                     

 

                                    I.   Il ricorso 8 marzo 2000 di __________ è accolto.

                                         Di
conseguenza la sentenza 28 febbraio 2000 del Pretore del distretto di
Bellinzona, è annullata e sostituita dal seguente giudicato;

 

                                         1.       In
accoglimento delle istanze la ditta __________ è condannata al pagamento di fr.
4'510.75 oltre interessi del 5 % dal 30 novembre 1999 su fr. 3'510.75 a titolo
di salario lordo a favore di __________.

 

 

                                    1.1     Fino a
concorrenza della somma di fr. 2'991.50 il pagamento dell'importo suddetto
dovrà essere effettuato a favore della Cassa disoccupazione __________ in
Bellinzona.

 

                                         2.       Tasse
e spese a carico dello Stato. 

 

                                         3.                                     La
convenuta rifonderà alle istanti la somma di fr. 100.- cadauna a titolo di
ripetibili. 

 

                                   II.   Il
presente giudizio è esente da tasse e spese. __________ verserà alla ricorrente
un'indennità di fr. 100.- per questa sede.

 

                                  III.   Intimazione a: 

                                         -
__________

 

 

 

 

Per la Camera di cassazione civile del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                               
La segretaria