# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c566fd4d-c650-5e00-9742-6c9a2b0e87b2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-05-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.05.2002 32.2002.7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-7_2002-05-03.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.00007

   

  BS/cd

  	
  Lugano

  3 maggio 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 11 gennaio 2002
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 27 novembre 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1960, meccanico d’auto, è affetto da sindrome vertebrale
lombare-inferiore. 

Il 12 settembre 2001 egli ha presentato all’Ufficio assicurazione invalidità
(UAI) una domanda di prestazioni AI per adulti. 

(doc. AI _).

                               1.2.   Dopo aver
esperito degli accertamenti medici e dopo aver richiamato dalla __________
l’incarto aperto nome a dell’assicurato, con progetto di decisione 25 ottobre
2001 l’UAI ha respinto la domanda di prestazioni in quanto:

 

"  (…)

Dalla documentazione medica acquisita all'incarto, ed in particolare
dalla perizia eseguita dal Dr. __________, si evince l'inabilità del 50% nella
sua attività di meccanico mentre, in attività leggere generiche che non
richiedono qualifiche professionali specifiche e rispecchiano le indicazioni
mediche l'esigibilità è completa.

 

Reddito annuo ragionevolmente esigibile

proveniente da un'attività lucrativa                  franchi

 

senza invalidità                                                39600

con invalidità                                                    40851

perdita di guadagno/grado d'invalidità                    0    = 0
%

                                                                                    =====

                                                                           

 

Il confronto dei redditi permette di stabilire che non vi è una
perdita della capacità di guadagno e quindi invalidità che dia diritto a
prestazioni da parte dell' AI e pertanto, la sua domanda di prestazioni è
respinta." (Doc. AI _).

 

                                         Con
lettera 12 novembre 2001 __________ ha chiesto all’amministrazione di rivedere
il suo caso. Principalmente egli contesta la determinazione del salario da
invalido, l’esigibilità di un cambiamento di professione e la valutazione
medica del perito (doc. AI. _).

L’UAI, dopo aver trasmesso all’assicurato la perizia specialistica del dr.
__________ per una presa di posizione (doc. AI _) e accertato che questi è
rimasto silente, con decisione formale 27 novembre 2001 ha confermato il
rifiuto di prestazioni assicurative (doc. AI _).

                               1.3.   Tempestivamente
insorto al TCA, __________ postula l’annullamento della decisione
amministrativa ed il riconoscimento di una rendita intera.

Innanzitutto egli contesta la determinazione dell’incapacità al guadagno in
quanto la valutazione fatta dal perito medico non corrisponde alla reale
situazione della sua professione.

Ritiene inoltre poco realistica la possibilità di conseguire un reddito da invalido
di fr. 40'851.--.

Infine, l’assicurato sostiene inesigibile il prospettato cambio di attività
lucrativa.

                               1.4.   Mediante
risposta 7 febbraio 2002 l’UAI propone la reiezione del gravame, prendendo
posizione su ogni singola censura mossa dall’insorgente.

                               1.5.   Con
osservazioni 21 febbraio 2002 l’assicurato ribadisce le proprie tesi ricorsuali
e la richiesta di una perizia volta ad accertare la sua effettiva residua
capacità lucrativa. 

in diritto

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre
1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è accertare se __________ ha diritto ad una rendita intera
d'invalidità.

Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi:

     

-  un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a   infermità  

                                           
congenita, malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.3.   Va altresì
rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e
il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg.
200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).    

                               2.4.   Nel caso in
esame, l’amministrazione ha ordinato una perizia reumatologica, affidata al dr.
__________, al fine di accertare l’effettivo stato di salute dell’assicurato e
le eventuali ripercussioni sulla capacità lavorativa.

Con rapporto 15 maggio 2001 lo specialista ha posto la seguente diagnosi:

 

"  (…)

4.1. Diagnosi con ripercussioni sulla capacità di lavoro: 

 

1. Sindrome toraco- e lombovertebrale cronica su:

 -  Sospetto per
stato dopo frattura traumatica di L1-L2 con conseguenti marcate turbe statiche
e probabile instabilità segmentale.

    DD: stato dopo
morbo di Scheuermann.

 -  Discrete alterazioni degenerative multisegmentali.

 -  Tendenza alla cronicizzazione ed alla generalizzazione dei
dolori.

 

4.2. Diagnosi senza ripercussioni sulla capacità di lavoro: 

 

1. Pregresso abuso nicotinico." (Doc. AI _, pg. 6)

Dopo aver proceduto ad una dettagliata valutazione medica, in merito alle
conseguenze sulla capacità di lavoro il dr. __________ si è espresso nel modo
seguente:

 

" 
(…)

B. CONSEGUENZE SULLA CAPACITA' DI LAVORO

 

1.   Menomazioni
(qualitative e quantitative) dovute ai disturbi   constatati

 

A livello psicologico vi è da segnalare una certa
insicurezza che si è venuta ad instaurare a seguito del perdurare dei dolori.
Evidentemente l'assicurato non si sente più in grado di portare avanti a pieno
regime il suo garage, ciò che evidentemente può influire pure sul suo
equilibrio psichico.

 

A livello fisico
l'assicurato è da considerare limitato nello svolgimento di lavori pesanti dove
bisogna sollevare pesi maggiori di 10 kg oppure mantenere a lungo tempo
posizioni poco corrette, oppure ancora eseguire lavori che richiedano una
flessione ripetuta del tronco. Nell'ambito sociale l'assicurato non è da considerarsi menomato.

 

2.   Conseguenze dei
disturbi sull'attività attuale

 

Le alterazioni degenerative
descritte, con i conseguenti dolori toraco-lombari si ripercuotono in modo
abbastanza marcato sull'attività svolta dall'assicurato quale meccanico d'auto.
L'attività attuale è sicuramente ancora praticabile, l'assicurato dovrebbe però
evitare lavori pesanti per la colonna vertebrale, come sopra descritti.

Ritengo che quale meccanico
d'auto l'assicurato possa essere ancora considerato 50% abile al lavoro (lavoro
durante l'intera giornata ma con riduzione del carico).

Per un lavoro adeguato, senza
sforzi particolari per la colonna vertebrale, il paziente potrebbe invece
essere considerato ancora 100% abile al lavoro. Penso in modo particolare a
lavori d'amministrazione in ufficio, oppure ad un lavoro quale venditore, ad
esempio di automobili.

Ricordo ancora che l'assicurato
ha iniziato un'incapacità lavorativa a seguito dell'incidente del 06.01.1999.
Dopo un primo periodo in cui è stato attestato inabile al lavoro al 100% dal
20.01.1999 ha ripreso a lavorare al 50%. Vi sono pure stati dei brevi momenti
in cui ha lavorato al 100%, cosa che però ha scatenato nuovamente forti dolori,
tanto che dal 29.09.1999 il dottor __________ lo ha definitivamente attestato
50% inabile al lavoro." 

(Doc. AI _, pg. 7-8)

 

                                         Ritenendo
che la capacità lavorativa non può essere aumentata, lo specialista ha
rilevato:

 

" 
(…)

3. L'assicurato è in grado di svolgere altre attività:

 

Mi è difficile rispondere a questa domanda, l'assicurato ha
praticamente sempre lavorato quale meccanico d'auto. Sarebbe comunque
sicuramente possibile una riformazione quale venditore d'auto, oppure quale
rappresentante di pezzi di ricambio o simili.

Dovrebbe comunque trattarsi di un lavoro che gli permetta di
cambiare frequentemente posizione. Un lavoro troppo statico, ad esempio seduto
tutto il giomo, non sarebbe indicato a causa dei suoi problemi dorsali (afferma
lui stesso di non poter stare seduto per troppo tempo).

 

Riassumendo, ritengo che il signor _________ debba essere
considerato 50% inabile al lavoro quale meccanico d'auto. Per un'attività
adeguata senza grossi carichi per la colonna vertebrale si potrebbe invece
avere una completa capacità lavorativa." (Doc. AI _, pg.9)

 

                                         

                               2.5.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti
litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali
di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria
piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14
aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita,
STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e
332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, p. 332 ).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV10, p. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAL
1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

 

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a)cc), cfr. U. Meyer‑Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p.
230).

                               2.6.   Ritornando
al caso in esame, come visto, il dr. __________ ha ritenuto l’assicurato abile
al 50% nella sua attività di meccanico di auto.

In attività adeguate, senza sforzi particolari per la colonna vertebrale,
l’abilità lavorativa è del 100%.

__________ contesta la valutazione del perito per quel che concerne le
ripercussioni del danno alla salute sull’attività di garagista, rilevando:

 

"  (…)

In altri termini, l'assicurato non è in grado di contestare gli
accertamenti medici, mentre che sbagliate, e arbitrarie vista la non competenza
in materia del perito, appare la valutazione delle conseguenze di natura economiche
del danno fisico riferita all'attività di meccanico. In effetti, determinante
(e condivisibile) appare l'accertamento per cui "a livello fisico
l'assicurato è da considerare limitato nello svolgimento di lavori pesanti dove
bisogna sollevare pesi maggiori di 10kg oppure mantenere a lungo posizioni poco
corrette, oppure ancora eseguire lavori che richiedano una flessione ripetuta
del tronco." (pag. 8), mentre che misterioso è il passaggio da tale
descrizione delle limitazioni dell'assicurato e il suddetto verdetto di una
capacità residua del 50%.          

Vero è infatti che di parti di vettura che pesano meno di 10 kg ve
ne sono poche, anche un semplice cambio ruote comporta uno sforzo maggiore;
tutti i lavori per cercare o eliminare un'anomalia nel vano motore o sotto la
vettura comportano il mantenimento per il tempo necessario di posizioni poco
ortodosse, di modo è in complesso  difficile trovare lavori da eseguire in un
garage, tranne forse il cambio dell'olio e il rabbocco dei livelli, in cui non
vadano affrontate situazioni in cui l'assicurato è definito
"limitato" dal perito.

Concludere, su queste basi, per una capacità residua del 50%
prescinde dalla considerazione della realtà economica di un piccolo garage.

Su questo punto si chiedono migliori accertamenti." (Doc.  _
pg. 2)

 

                                      

Orbene, dall’inchiesta economica eseguita nell'ambito dell'assicurazione
malattia contro la perdita di guadagno (__________) dall’Ispettorato Sinistri
__________ nel luglio 2000 è risultato che l’assicurato svolge mansioni
classificabili come “pesanti” solo in misura del 40%. Inoltre l’ispettore ha
rilevato che “ il signor __________i, dopo esame della tabella (delle
singole mansioni che l’attività di meccanico d’auto comporta, n.d.r.) e
relativa discussione, ha ammesso che effettivamente svolge mansioni manuali
nella misura del 40%” (doc. AI _).

Tali precisazioni confermano comunque la validità della perizia del dr.
__________, il quale ha ritenuto l’assicurato abile al 50%.

Va infine rilevato come anche il dr. __________, specialista in neurochirurgia,
abbia attestato un’incapacità lavorativa del 50% nell’attività di meccanico
d’auto (cfr. rapporto 20 novembre 2000, doc. AI _).

Tuttavia, il dr. __________ ha ravvisato una piena capacità lavorativa
dell’assicurato in attività dove non debba compiere particolari sforzi alla
colonna vertebrale, pensando in particolare a lavori d’ufficio o di venditore
d’auto.

Questa valutazione collima sostanzialmente con quanto ritenuto dal dr.
__________, ossia che: 

 

" 
(…)

In un'attività decisamente più leggera ed ergonomicamente più
favorevole, è probabile che il paziente possa aumentare la capacità lavorativa.
Entrerebbero in considerazione attività nelle quali il paziente non debba
sollevare eccessivamente pesi, soprattutto in posizioni sfavorevoli, ed abbia
la possibilità di alternare ripetutamente le posizioni statiche al
movimento." (Doc.  AI _, pg. 2)

                                         Ora, il
dr. __________ non ha specificato il grado di capacità lavorativa in queste
attività leggere, ciò che il perito dr. __________ ha invece fatto,
considerando l’assicurato pienamente abile. 

Va comunque ricordato che, in relazione alle conseguenze economiche dell'incapacità lavorativa, secondo
il principio generale della riduzione del danno ( cfr. DTF 123 V 233 consid.
3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka,
Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572;
Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht,
tesi Zurigo 1995, pag. 61), l'assicurato deve intraprendere tutto quanto sia
ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle
conseguenze di una sua "invalidità", segnatamente mettendo a profitto
la sua residua capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (DTF
113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Nel
caso in esame, questo significa che è nelle attività cosiddette leggere che il
ricorrente può maggiormente mettere a frutto la propria residua capacità
lavorativa. 

                               2.7.   __________
sostiene l’inesigibilità per il prospettato cambio, legato alla sua particolare
situazione economica e professionale, rilevando:

" 
(…)

II ricorrente è infatti comproprietario a titolo personale per 1/2
(I'altro comproprietario è il cognato) del fondo su cui si trovano il
garage-carrozzeria e la sua casa d'abitazione. L'attuale datrice di lavoro Aled
car sagl conduce il garage-carrozzeria con una tipica clientela locale legata
alla persona dell'assicurato che, oltre ad esserne dipendente, partecipa
economicamente a detta società.

II problema è che l'assicurato da anni svolge la propria attività
impegnandosi al massimo delle proprie forze per garantire alla datrice di
lavoro le risorse sufficienti per il pagamento della pigione. Dal pagamento
della pigione dipende in buona parte il pagamento degli interessi ipotecari, e
da questo la possibilità dell'assicurato di preservare l'abitazione per sé e la
sua famiglia oltre che il proprio posto di lavoro.

Lasciare l'attuale occupazione significa mettere istantaneamente
fine all'attività di __________, della quale è l'unico dipendente, almeno sino
al momento in cui sarebbe eventualmente possibile trovare una ditta
(solvibile!) disposta a proseguire nell'attività, impresa questa a prima vista
proibitiva nell'attuale momento congiunturale: l'affitto è relativamente
elevato, la zona è discosta e con poche prospettive di sviluppo e la clientela
locale acquisita negli anni non necessariamente passerebbe al nuovo conduttore.

L'assicurato non dispone di risparmi di sorta, ragione per cui non
può permettersi di lasciare sfitto il garage nemmeno per un giorno. Pertanto, a
nulla servirebbe andare a guadagnare i suddetti fr. 1'200.- in più da un'altra
parte se nel contempo all'assicurato viene a mancare la pigione del garage,
poiché in tal caso egli perderebbe in un colpo garage e abitazione, siti sul
medesimo mappale.

Vi sono pertanto circostanze particolari, che l'assicurato è
evidentemente disposto, se richiesto, a documentare in dettaglio avanti a
questo Tribunale, che a mente sua rendono improponibile, in mancanza di altre
concomitanti situazioni, ed in particolare l'immediata disponibilità di un
inquilino solvibile e affidabile alla sottoscrizione di un contratto di
locazione di lunga durata, l'accettazione di un altro posto di lavoro, poiché
ciò significherebbe la rovina per tutta la famiglia." (Doc. _, pg. 3)

 

Ora, seppur condivisibili, tali circostanze non sono suscettibili di modificare
l'esito della vertenza. 

Innanzitutto deve essere ricordato che secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI
l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che
l'assicurato conseguirebbe, dopo la manifestazione dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti di integrazione, nell'esercizio di un'attività
lucrativa, ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato di
lavoro, e il reddito del lavoro ch'egli avrebbe potuto conseguire se non fosse
diventato invalido.

Il principio dell’esigibilità configura un
aspetto del principio della proporzionalità. Secondo la dottrina questo principio
permette di pretendere da una persona un determinato comportamenti anche se
presenta degli inconvenienti (Peter, Die Koordination der Invalidenrente,
Schultess 1997 p. 71 e  dottrina ivi citata), anche in virtù del principio
della riduzione del danno.

                                         Ai fini
dell’accertamento dell’invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro
equilibrato e quindi fittizio; ci dev’essere cioè un certo equilibrio tra
domanda e offerta di posti di lavoro e un’offerta di posti diversificati in
relazione con le capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta
pertanto di un concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276; U. Meyer-Blaser,
Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, Zurigo 1997, ad art. 28 LAI p.
212). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell’impossibilità congiunturale
di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). 

Ciò non è il caso se - ipotesi non realizzata nella fattispecie - l'attività
ammissibile è possibile solo in forma talmente limitata, che il mercato
generale del lavoro praticamente non la conosce o se il suo esercizio è reso
possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica di un datore di lavoro
medio (cfr. ZAK 1989 p. 322 consid. 4a; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 114).

                                         Per quel
che concerne la particolare situazione personale ed economica descritta
dall’assicurato, va comunque rilevato che, nell'ordinamento giuridico svizzero la mancanza di lavoro dovuta a
squilibri del mercato del lavoro viene considerata nei limiti della legge
dell'assicurazione contro la disoccupazione e non dalla LAI.

                                        

                               2.8.   Partendo dunque da una piena esigibilità in
attività leggere e ripetitive, al fine di determinare il grado d’invalidità,
occorre procedere al raffronto dei redditi come esposto al consid. 2.3.

                                         Per quel che concerne il reddito da valido, rimasto incontestato,
l’amministrazione ha preso in considerazione l’importo di 

fr. 39'600.— che corrisponde al salario (fr. 3'330 per 13 mensilità)
costantemente percepito dall’assicurato sin dal 1996 (cfr. attestato del datore
di lavoro 5 ottobre 2000, doc. AI _).

 

Riguardo al salario da invalido, considerato che l'assicurato non ha mai intrapreso un’attività in
mansioni leggere, la determinazione di tale reddito può essere ricavata dai
rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica,
che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di
lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb, RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485
consid. 3b).

                                         Inoltre, va rilevato che, secondo la
giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare
situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e
tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere
completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che
pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul
mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico
che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF
126 V 80 consid. 5b/cc).

In applicazione dei succitati criteri, nella sentenza pubblicata in SVR 2001 IV Nr. 21
questo Tribunale ha precisato che, conformemente ai dati statistici salariali
pubblicati dall'Ufficio federale di statistica ("L'enquête suisse sur la
structure des salaires 1998), il salario ipotetico nel 1998 conseguibile in
attività leggera adeguata esercitata a tempo pieno nel Cantone Ticino e prima
di eventuali riduzioni per motivi particolari, che possono arrivare al massimo
al 25% (cfr. DTF 124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, STFA
inedita del 9 maggio 2000 nella causa A, I 482/99), riportato su 41,9 ore,
ammonterebbe a fr. 45'390.‑‑ nel settore privato
(rispettivamente fr. 47'929.‑‑ nel settore pubblico e privato) per
gli uomini e a fr. 33'587.‑‑ (rispettivamente fr. 33'725.‑‑
) per le donne. 

                                         Dalla
risposta di causa risulta che l’amministrazione ha utilizzato tali dati
statistici, partendo dall’importo di fr. 45'390.—, adeguandolo al 2001, e
considerato una riduzione di rendimento del 10% per il fatto che l’assicurato
non può esercitare attività fisicamente impegnative (cfr. doc. _, pag. 2).

                                         Recentemente
l’Ufficio federale di statistica ha proceduto all’elaborazione dei dati
statistici salariali relativi all’anno 2000. Secondo tali dati il salario
mediamente percepito nel 2000 in Ticino, riportato su una media di 41,8 ore
settimanali (cfr. “La vie économique” 2/2002”, Tabella
B9.2, pag. 88), per un’attività
leggera e ripetitiva nel settore privato corrisponde a fr. 50’498.-- (fr. 4027:
40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr. 36'328.-- (fr. 2’897: 40 x 41,8 x 12) per
le donne (cfr. Tabella TA 13 privato). Nel settore privato e pubblico
l’ammontare è di fr. 51'702.-- (fr. 4123: 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr.
36'679.-- (fr. 2925: 40 x 41,8 x 12) per le donne (cfr. Tabella TA 13 privato e
pubblico).

                                         Nella fattispecie concreta, per calcolare il
reddito da invalido, sulla base dei recenti
dati statistici, si deve partire da un salario di fr. 50’498.- riferito al
settore privato ( cfr.”…. in primo luogo sono applicabili i rilevamenti
salariali applicabili nel settore privato” cfr. RAMI 2001 pag. 348). Il
menzionato importo deve inoltre essere adeguato al 2001, anno in cui è stata
emessa la decisione contestata, conformemente alla tabella B. 10.2 ( tasso del
2,4%, cfr. “ La vie économique, 4/2002” pag. 77). 

Partendo da un salario rivalutato di fr. 51'710 e ,ammettendo la riduzione di rendimento massima
del 25%, si giunge ad un importo di fr. 38’782.--. 

Dal raffronto di quest’ultimo importo con quello di fr. 39’600.--, corrispondente
al reddito ipotetico che verosimilmente l'assicurato avrebbe percepito senza
invalidità nel 2001, l’incapacità al guadagno è del 2 % (39'600 – 38'782 X 100 : 39’600). Tale grado d’invalidità non raggiunge il minimo
pensionabile del 40% . 

                               2.9.   L’assicurato
ha chiesto l’espletamento di una perizia volta ad accertare la sua effettiva
capacità di guadagno.

 

                                         Al proposito, va ricordato che, qualora
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad
assumere altre prove, senza che ciò costituisca una violazione del diritto di
essere sentito (apprezzamento anticipato delle prove; cfr. DTF 124 V 94 consid.
4b, 122 V 162 consid. 1d, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e
rinvii).

Nel caso in esame, secondo il TCA, la documentazione agli atti è sufficiente
per pronunciare il presente giudizio.

Sulla scorta di quanto precede, la decisione contestata deve essere confermata
e il ricorso respinto.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti