# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3318a906-7d3b-5a54-a2f7-bd7fc98033d9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-11-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 18.11.2009 60.2009.374
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2009-374_2009-11-18.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2009.374

   

  	
  Lugano

  18 novembre
  2009/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso 13.10.2009
presentato da

 

 

	
   

  	
   RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 5.10.2009 del giudice
  dell'istruzione e dell'arresto Ursula Züblin in materia di assistenza
  giudiziaria;

  

 

 

 

richiamato lo scritto 15/16.10.2009 del
procuratore pubblico Antonio Perugini che postula la conferma integrale della
decisione impugnata rilevando che la denuncia sporta dal qui ricorrente si
troverebbe "(….) ancora in fase di preliminare verifica";

 

richiamato lo scritto 15/16.10.2009 del
giudice dell'istruzione e dell'arresto che comunica di non avere osservazioni
da formulare, rimettendosi contestualmente al giudizio di questa Camera;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

 

 

 

in fatto 

                                      

a.   In data 15.9.2009 RI 1 ha sporto
denuncia penale nei confronti della "(…) __________, __________, ignoti
(…)" per titolo di "(…) violazione del segreto postale e del
segreto delle telecomunicazioni (…), falso in documenti, criminalità organizzata
(…)", in relazione ad alcune lettere da lui inviate nel mese di giugno
2009 (inc. MP __________).

 

 

b.   Con istanza 15.9.2009 RI 1 ha inoltre
postulato la nomina di un difensore d'ufficio e la concessione del gratuito
patrocinio (scritto 15.9.2009, inc. GIAR __________).

 

 

c.   Con decisione 5.10.2009 il giudice
dell'istruzione e dell'arresto ha respinto la richiesta, ritenuto in
particolare che "(…) il procedimento si trova allo stadio delle informazioni
preliminari, fase in cui l'assistenza di un legale non è obbligatoria, ed il
Procuratore pubblico ha delegato alla Polizia la trattazione della denuncia 15
settembre 2009 e pertanto a questo stadio dell'inchiesta la richiesta appare
prematura e deve essere respinta (…)" (decisione GIAR del 5.10.2009,
inc. GIAR __________).

 

 

d.   Con il presente e tempestivo gravame, RI
1 impugna la decisione sopraindicata chiedendone il suo annullamento e postulando
nuovamente la concessione del "(…) patrocinio d'ufficio gratuito
(...)" (ricorso 13.10.2009).

 

 

in diritto

 

1.   1.1.

                                         Ai
sensi dell’art. 2 Lag, il patrocinio d’ufficio consiste nella designazione di
un patrocinatore quando, dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone,
nonostante vi sia oggettiva necessità di patrocinio, una persona non è in grado
o rifiuta di procedere alla designazione con propri atti. Come evidenziato dai
lavori preparatori, perché sia giustificato il patrocinio d’ufficio, occorre
un’oggettiva necessità di patrocinio, ovvero, tra l’altro, che il richiedente
non sia in grado di difendersi da sé e che non si sia in presenza di un caso di
poca importanza (Messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 2).

 

                                         L’istituto
del patrocinio d’ufficio deve essere distinto da quello dell’assistenza giudiziaria
previsto dall’art. 3 Lag, che garantisce alla persona fisica indigente, che non
ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle
spese di patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti dinanzi alle Autorità
giudicanti del Cantone (Rapporto n. 5123 del 17.4.2002 sulla Lag, ad art. 3).

 

                                         1.2.

                                         Con
particolare riguardo alla parte civile nel procedimento penale, l’art. 29 Lag dispone
che autorità di designazione del patrocinatore d’ufficio è il giudice
dell’istruzione e dell’arresto. Tale norma riprende i principi espressi dal
previgente art. 72 vCPP (Rapporto n. 5123 del 17.4.2002 sulla Lag, ad art. 29),
per cui la nomina di un difensore d’ufficio avviene solo nel rispetto del principio
di proporzionalità e quindi soltanto se le circostanze concrete lo giustificano
(M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale
ticinese, Lugano 1997, n. 3 ad art. 72 vCPP).

 

                                         Conformemente
all’art 31 Lag, il giudice dell’istruzione e dell’arresto è pure competente per
concedere il beneficio dell’assistenza giudiziaria, a chi giustifica di non essere
in grado di sopperire alle spese del processo. Tale norma corrisponde invece al
previgente art. 73 vCPP, “(…) con l’aggiunta del momento a partire dal quale
il beneficio esplica i suoi effetti” (Messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla
Lag, ad art. 31). Benché il suo tenore letterale non lo richieda, il
beneficiario dell’assistenza giudiziaria soggiace a una condizione ulteriore
per rapporto all’indigenza: è infatti evidente che non in tutte le procedure
penali la parte civile deve essere assistita da un legale, segnatamente quando
ha la capacità di difendere da sola i propri interessi, quando il caso è di
minima importanza o si presenta ab initio in modo incontrovertibile (M.
RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 ad art. 73 vCPP).

 

 

                                   2.   L’art.
29 cpv. 3 Cost. fed., secondo cui chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto
alla gratuità della procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità
di successo ed al patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia
necessaria per tutelare i suoi diritti, costituisce una garanzia minima da
rispettare anche nella procedura cantonale (cfr. decisioni TF 1P.835/2006
dell’8.2.2007; 1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata in RDAT 65/II - 2002, e
12.2.2001 in re J., pubblicata in RDAT 56/II - 2001; DTF 129 I 281 e 127 I
202). Sulla base di detta norma, invocabile nel procedimento penale anche dalla
parte lesa (decisione TF 1P.678/2005 del 2.2.2006 e riferimenti; decisione TF
1P.427/2002 del 4.6.2003), affinché ad una persona indigente sia riconosciuto
il gratuito patrocinio occorre che la causa non sia priva di successo, che i
suoi interessi siano colpiti in misura importante e che il caso presenti
difficoltà tali, dal profilo fattuale e da quello giuridico, da rendere
oggettivamente necessaria l’assistenza di un avvocato (DTF 130 I 180). Occorre
pertanto verificare in ogni singolo caso se i presupposti previsti dalla disposizione
della Costituzione federale siano adempiuti: secondo costante prassi, il
diritto del danneggiato all’assistenza giudiziaria richiede infatti
l’adempimento di tre presupposti cumulativi, segnatamente, l’indigenza del
richiedente, la sua posizione di parte con probabile esito positivo (“Nichtaussichtslosigkeit
seines Parteistandpunktes”) ed, infine, la necessità di una protezione giuridica
che legittimi la designazione di un avvocato (decisione TF 1P.427/2002 del
4.6.2003; DTF 123 I 145). Appare pertanto che, per quanto concerne la posizione
della parte lesa occorre prendere in considerazione il cosiddetto fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella causa
che, di principio, non trova applicazione nei processi penali (Rapporto n. 5123
del 17.4.2002 sulla Lag). 

 

 

3.Nella fattispecie in esame, il ricorrente postula la
nomina di un difensore di ufficio e la concessione del gratuito patrocinio in
relazione alla sua denuncia sporta in data 15.9.2009. Da quanto emerge dagli
atti e dalle stesse osservazioni inviate a questa Camera dal procuratore
pubblico, il procedimento penale in oggetto si troverebbe ancora alla fase
delle informazioni preliminari e la denuncia sopraindicata sarebbe stata
trasmessa dal magistrato inquirente alla polizia per eventuali accertamenti. Da
ciò si evince che, per il momento, il caso non presenta difficoltà tali da
rendere necessaria l'assistenza di un avvocato. A giusta ragione dunque il
giudice dell'istruzione e dell'arresto ha ritenuto la richiesta, a questo stadio
dell'inchiesta, prematura. 

 

La denuncia in oggetto sembra, peraltro, essere analoga
a quelle già sporte dallo stesso ricorrente in precedenza e tutte conclusesi
con un decreto di non luogo a procedere (cfr. NLP __________; inc. MP __________).
La denuncia (oltre ad essere in parte incomprensibile) parrebbe dunque, a
questo stadio della procedura, priva di ogni probabilità di esito positivo,
visto il chiaro tenore dei precedenti decreti di non luogo a procedere che, in
circostanze del tutto simili alla presente fattispecie, evidenziavano l'assenza
di fatti di rilevanza penale.

 

In siffatte circostanze non
si impone dunque la designazione di un difensore d'ufficio né tanto meno la
concessione dell'assistenza giudiziaria. 

 

Ciò nonostante RI 1 può, se
lo desidera, avvalersi di un difensore di fiducia.

                                         

 

4.Il ricorso è respinto. Tassa di giustizia e spese,
contenute al minimo, sono poste a carico del ricorrente, soccombente.

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 1 ss. Lag, 56bis CPP, 1 ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra
norma applicabile,

 

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 50.-- e le spese di CHF 30.--, per complessivi CHF
80.-- (ottanta), sono poste a carico di RI 1, __________.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98
LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81
LTF.

 

 

 

 

 

                                   4.   Intimazione:

	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                           La
segretaria