# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ff0ab172-414e-5d74-9489-2561143a14d8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-02-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 28.02.2000 52.1999.283
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1999-283_2000-02-28.html

## Full Text

Incarto n.

  52.1999.00283

   

  	
  Lugano

  28 febbraio
  2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Monica Campana Liebi, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 26 ottobre 1999 di

 

 

	
   

  	
  __________,  

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 6 ottobre 1999 del Consiglio di Stato
  (no 4145) che respinge l'impugnativa interposta dall'insorgente avverso la
  decisione 9 luglio 1998 con la quale il Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione della circolazione, gli ha revocato la licenza di condurre per la durata
  di 6 mesi;

  

 

 

 

vista la risposta 2 novembre
1999 del Servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 21
giugno 1998, alle ore 23.28, __________ circolava sull'autostrada A2 direzione
Nord-Sud in territorio di Quinto alla guida dell'autovettura marca Nissan
targata TI __________.

In tale occasione il conducente è stato
inseguito da un veicolo di polizia munito delle apposite apparecchiature per il
rilievo della velocità omologate allo scopo. Da quel controllo è risultato che
lo stesso stava procedendo ad un'andatura di 163 km/h (già dedotto il margine
di tolleranza), laddove vige il limite generale di 120 km/h.

 

 

                                  B.   a) In
seguito a questa infrazione, il 9 luglio 1998 la Sezione della circolazione,
considerando che l'interessato era già stato oggetto di un provvedimento
amministrativo di revoca della licenza di condurre dal 13 febbraio 1997 al 12
marzo 1997, ha risolto di revocargli la licenza di condurre a scopo di
ammonimento per il periodo di 6 mesi, dal 7 settembre 1998 al 6 marzo 1999 incluso.

 

b) Con decisione 25 maggio 1999 cresciuta in
giudicato, il Pretore del distretto di Leventina ha inflitto a __________ una
multa di fr. 1'000.–, oltre alla tassa di giustizia di fr. 150.– e alle spese
di fr. 300.–, per superamento dei limiti di velocità. 

 

 

                                  C.   Contro la
predetta decisione di revoca della licenza __________ è insorto il 15 luglio
1998 davanti al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento.

In sostanza, esso ha contestato
l'accertamento della velocità facendo valere in particolare il mancato rispetto
delle direttive federali concernenti tali controlli.

 

 

                                  D.   Con
giudizio 6 ottobre 1999 il Consiglio di Stato ha respinto il gravame, confermando
il provvedimento di revoca pronunciato dalla Sezione della circolazione.

Il Governo ha ritenuto che, in virtù del
principio dell'unità e della sicurezza del diritto, non vi fosse spazio per
scostarsi dalle constatazioni di fatto contenute nella decisione di multa del
25 maggio 1999. Ha inoltre considerato che in virtù di una costante prassi
amministrativa e giurisprudenziale, il superamento della velocità massima
consentita di oltre 30 km/h deve dar luogo alla revoca della licenza di
condurre siccome costituisce una messa in pericolo astratta accresciuta della
sicurezza stradale.

 

 

                                  E.   Con ricorso
26 ottobre 1999 __________ insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo
chiedendo l'annullamento della citata risoluzione governativa.

L'insorgente ripropone ed amplia le
argomentazioni già sollevate davanti all'istanza inferiore.

Si duole pure del fatto che il Governo ha
statuito senza dar seguito alla sua richiesta di essere sentito e alle sue
osservazioni del 18 giugno 1999.

 

 

                                  F.   All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, il quale si riconferma nelle
argomentazioni poste a fondamento della decisione querelata.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza
del Tribunale cantonale amministrativo a statuire contro le decisioni
amministrative del Consiglio di Stato in materia di circolazione stradale
discende dall'art. 10 LACStr.

Il gravame, tempestivo (art. 46 PAmm) e
presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm), è
ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti senza istruttoria
(art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   Il
provvedimento che dispone della revoca della licenza di condurre a scopo di ammonimento
riveste il carattere di una decisione sulla fondatezza di un'accusa penale ai
sensi dell'art. 6 cpv. 1 CEDU (DTF 121 II 26, consid. 3b). In virtù di tale
norma, sia in ambito penale che nell'ambito dei procedimenti amministrativi
aventi carattere penale, l'autorità giudicante deve potere giudicare con pieno
potere cognitivo. Anche la commisurazione della pena e della sanzione soggiace
a libero esame (R. Herzog, Art. 6 EMRK und kantonale Verwaltungsrechtspflege,
pag. 371; A. Kley-Struller, Die Anwendung der Garantien des Art. 6 EMRK
auf Verfahren betreffend den Führerausweisentzug; pag. 111 in: R. Schaffhauser,
Aktuelle Fragen des Straf- und Administrativmassnahmerechts im
Strassenverkehr).

Il Tribunale cantonale amministrativo
statuisce pertanto sul ricorso in esame con pieno potere di cognizione,
identico a quello di cui dispone nella giurisdizione disciplinare (art. 70
PAmm), con facoltà quindi di rivedere anche la commisurazione della sanzione.

I limiti posti dall'art. 61 PAmm in
relazione al controllo dell'apprezzamento non trovano applicazione siccome
contrari alle prevalenti disposizioni dell'art. 6 CEDU (STA 26.9.1996 in re Canonica,
STA 21.10.1996 in re Terzi).

 

 

                                   3.   La licenza
di condurre può essere revocata al conducente che, violando le norme della
circolazione, ha compromesso la sicurezza del traffico o disturbato terzi. Nei
casi di lieve entità, può essere pronunciato un ammonimento (art. 16 cpv. 2
LCStr).

La licenza di condurre va invece
obbligatoriamente revocata se il conducente ha gravemente compromesso la sicurezza
della circolazione (art. 16 cpv. 3 LCStr).

Va osservato che la revoca della licenza a
titolo d'ammonimento ha per scopo di sanzionare il conducente resosi colpevole
di un'infrazione alle regole della circolazione e di impedire casi di recidiva
(art. 30 cpv. 2 OAC).

L'autorità tenuta ad ordinare la revoca
della licenza di condurre deve fissare la durata di tale provvedimento, tenendo
conto delle circostanze del caso. In particolare essa deve tenere conto della
colpa, della reputazione dell'interessato in quanto conducente di veicoli a
motore e della sua necessità professionale a fare uso del veicolo (art. 17 cpv.
1 LCStr; 33 cpv. 2 OAC).

La durata del provvedimento non può essere
inferiore a un mese se la licenza deve essere revocata a causa di un'infrazione
che ha compromesso gravemente la sicurezza della circolazione stradale (cfr.
art. 16 cpv. 3 lett. a; 17 cpv. 1 lett. c LCStr) e 

dev'essere di almeno sei mesi se la licenza
va revocata a causa di un'infrazione commessa entro due anni dalla scadenza dell'ultima
revoca (art. 17 cpv. 1 lett. c).

 

 

                                   4.   Secondo
costante giurisprudenza del Tribunale federale, un superamento di 30 km/h della
velocità massima consentita comporta la possibilità di revoca della licenza di
condurre anche quando le condizioni della circolazione erano nel caso concreto
favorevoli e la reputazione del conducente buona (DTF 119 Ib 154 consid. 2a;
113 Ib 143 consid. 3c; 108 Ib 65 consid. 1).

Qualora venga accertato un superamento
superiore a 30 km/h del limite di velocità, le competenti autorità cantonali
sono obbligate a revocare la licenza di condurre giusta l'art. 16 cpv. 3 lett.
a LCStr senza alcun riguardo alle concrete circostanze del caso (DTF 124 II 476
consid. 2; 119 Ib 145 consid. 2a; 118 IV 188 consid. 2b).

Nel caso in esame, il ricorrente ha superato
di 43 km/h la velocità massima consentita. Esso ha dunque gravemente compromesso
la sicurezza della circolazione e la sua licenza di condurre va di conseguenza
obbligatoriamente revocata.

 

 

                                   5.   Come
accennato in narrativa, l'insorgente sostiene che la procedura di accertamento
della velocità non ha rispettato le direttive federali concernenti tali
controlli. Adduce inoltre che le risultanze del rilevamento non gli sono mai
state spiegate e che l'autorità inferiore non ha dato seguito alcuno alle sue
osservazioni del 18 giugno 1999.

 

5.1. Il Tribunale federale ha già avuto modo
di precisare che ove esista a carico dell'interessato un procedimento penale,
l'autorità amministrativa è tenuta, in linea di principio, a soprassedere alla
propria decisione sino a che sia intervenuta una decisione penale passata in
giudicato, nella misura in cui l'accertamento dei fatti del comportamento
litigioso sia rilevante nel quadro del procedimento amministrativo (DTF 119 Ib
158 consid. 2). L'alta Corte federale ha altresì sottolineato in DTF 121 II 217
consid. 3a, che l'autorità amministrativa competente ad ordinare la revoca
della licenza di condurre non può di principio scostarsi dagli accertamenti
contenuti in una decisione penale cresciuta in giudicato. In particolare
l'autorità amministrativa deve attenersi alle risultanze del giudizio penale
anche nel caso in cui quest'ultimo sia stato emanato nell'ambito di una
procedura sommaria, segnatamente ove la decisione penale si basi essenzialmente
sul rapporto di contravvenzione allestito da un agente di polizia. Ciò è il
caso in particolare laddove l'interessato sapeva o, vista la gravità
dell'infrazione rimproveratagli, doveva prevedere che nei suoi confronti si
sarebbe fatto luogo anche ad un procedimento concernente la revoca della
licenza di condurre e ciononostante ha omesso di far valere nell'ambito del
procedimento penale i diritti garantiti alla difesa o vi ha rinunciato. In
simili circostanze quest'ultimo non può più attendere il procedimento
amministrativo per presentare eventuali mezzi di prova, dato che era tenuto,
secondo il principio della buona fede, a proporli già in sede penale, nonché ad
esaurire, se del caso, i rimedi di diritto disponibili contro il giudizio
emanato in tale procedura.

 

5.2. Nel caso di specie il ricorrente ben
sapeva che l'infrazione commessa avrebbe comportato anche l'adozione di una
misura di revoca della licenza di condurre. Infatti già il 23 giugno 1998 egli
era stato avvertito dalla Sezione della circolazione che nei suoi confronti
erano dati gli estremi per procedere con l'adozione di tale misura. Il 25
maggio 1999 il Pretore del distretto di Leventina gli ha quindi inflitto una
multa per violazione dei limiti di velocità. Non avendo impugnato presso le
istanze superiori la decisione di multa, __________ ne ha quindi implicitamente
riconosciuto come esatto il contenuto. Pertanto, alla luce della predetta
giurisprudenza, in questa sede gli è preclusa ogni possibilità di mettere
nuovamente in discussione i fatti in oggetto, né tantomeno l'apprezzamento
giuridico degli stessi operato dall'autorità penale. Per evidenti ragioni
d'unità di giudizio, questo Tribunale è dunque di principio vincolato al
giudizio di condanna pronunciato dal Pretore, il quale non ha rinvenuto nelle
circostanze sopra descritte alcun elemento che potesse giustificare l'abbandono
del procedimento contravvenzionale. A torto quindi l'insorgente sostiene che la
sanzione penale non può costituire un'ammissione o un riconoscimento della
corretta misurazione della velocità. Ne consegue che le censure addotte dal
ricorrente vanno respinte siccome infondate.

 

Da ultimo, va rilevato che l'autorità
inferiore ha preso posizione in merito alle osservazioni allestite dal
ricorrente con scritto 18 giugno 1999 con il rapporto di controosservazioni 7
settembre 1999; anche tale censura risulta pertanto priva di fondamento.

 

 

                                   6.   Tenuto
conto della gravità dell'infrazione, della colpa effettiva e del fatto che
__________ è recidivo ai sensi dell'art. 17 cpv. 1 lett. c LCStr (cfr. consid.
B.a) il provvedimento di revoca pronunciato nei suoi confronti, di una durata
corrispondente al minimo prevvisto dalla legge, appare del tutto conforme al
diritto. 

 

Per il che il ricorso va respinto. La tassa
di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 6 CEDU; 16 cpv. 2 e 3, 17 LCStr; 4a
ONC; 30, 33 OAC; 10 LACStr; 3, 18, 28, 43, 46, 47, 60 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese di complessivi fr. 800.– sono a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	

  
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________;

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria