# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f709277c-1062-5f03-b9a8-0db8d3b5ea0a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-10-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.10.2009 D-4669/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4669-2006_2009-10-09.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4669/2006/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  9  o t t o b r e  2 0 0 9

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Martin Zoller, Robert Galliker, 
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, dichiaratosi nato il (...),
Costa d'Avorio,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Esecuzione dell'allontanamento; 
decisione dell'UFM del 4 maggio 2005 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4669/2006

Fatti:

A.
Il (...), l'interessato, dichiaratosi dell'età di circa (...) anni nato nel (...), 
originario  di  B._______  (Costa  d'Avorio),  d'etnia  C._______,  con 
ultimo  domicilio  a  D._______  (B._______),  ha  presentato  una 
domanda d'asilo in Svizzera. Ha affermato, in sostanza e per quanto è 
qui  di  rilievo  (cfr.  verbali  d'audizione  del  12,  18  e  27  aprile  2005), 
d'essere  espatriato  nel  (...)  2005  per  il  timore  di  subire  delle 
rappresaglie da parte dei ribelli, di cui suo padre avrebbe anche fatto 
parte. Un giorno, alla fine di  (...)  2005,  i  ribelli  si  sarebbero recati  a 
casa dell'interessato  per obbligarlo  a seguirli. Non volendo far parte 
del  loro  gruppo,  l'interessato  sarebbe  scappato.  Egli  si  sarebbe 
dapprima rifugiato nel bosco e poi sarebbe stato aiutato da un amico 
di  suo padre, il  quale l'avrebbe portato a casa sua a E._______, da 
dove - dopo (...) giorni - si sarebbe imbarcato. Giunto in Italia, avrebbe 
poi raggiunto la Svizzera.

B.
Con  decisione  del  4  maggio  2005  (notificata  all'interessato  il 
medesimo  giorno;  cfr.  risultanze  processuali),  l'UFM  ha  respinto  la 
succitata  domanda  d'asilo.  Detto  Ufficio  ha  pure  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  il  suo  Paese  d'origine,  ossia  la  Costa 
d'Avorio, siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
Il  1° giugno 2005,  l'interessato,  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  alla 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA)  contro  la 
menzionata  decisione  dell'UFM.  Ha  chiesto  l'annullamento  della 
decisione  impugnata,  limitatamente  al  punto  di  questione 
dell'esecuzione dell'allontanamento, e la concessione dell'ammissione 
provvisoria.  Ha,  altresì,  presentato  una  domanda  d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese 
processuali e del relativo anticipo.

D.
Il  21  giugno  2005,  la  CRA  ha  rinunciato,  ritenuta  la  sussistenza  di 
motivi  particolari  (art. 63 cpv. 4 della  legge federale sulla  procedura 
amministrativa del  20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]),  a  chiedere 

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all'insorgente il versamento di un anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali. 

E.
Con  decisione  incidentale  del  25  maggio  2007,  il  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a 
presentare una risposta al ricorso.

F.
Il 1° giugno 2007, l'UFM, nell'ambito della sua risposta, ha proposto la 
reiezione del gravame.

G.
Con decisione incidentale del 12 giugno 2007, il TAF ha concesso al 
ricorrente  un  termine  fino  al  27  giugno  2007 per  introdurre  l'atto  di 
replica. Tale termine è, nel frattempo, scaduto infruttuoso.

Diritto:

1.

1.1 Il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
(art. 31 e art. 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno 2005 [LTAF, RS 173.32],  art. 105 della  legge sull'asilo 
del 26 giugno 1998 [LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d  della legge sul 
Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

1.2 Inoltre,  dal  1° gennaio  2007,  il  TAF  giudica,  in  quanto  sia 
competente,  i  ricorsi  pendenti  al  31  dicembre  2006  presso  le 
commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi 
dei  dipartimenti.  Il  giudizio  si  svolge  secondo  il  nuovo  diritto 
processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni  transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

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2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv. 1  e  all'art.  50  e  all'art.  52  PA, 
nonché all'art. 105 LAsi in rimando all'art. 37 LTAF.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti 
(art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  della  decisione  impugnata 
(v. sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-4917/2006  del 
12 luglio 2007 consid. 3).

5.
Nella  decisione  impugnata,  l'autorità  inferiore  ha  innanzitutto 
considerato  inverosimili  le  allegazioni  del  richiedente  circa  l'asserita 
minor età nonché la provenienza da D._______, nel nord della Costa 
d'Avorio. Egli non avrebbe segnatamente presentato alcun documento 
d'identità per provare l'età dichiarata e non sarebbe stato in grado di 
dare  indicazioni  coerenti  sulla  sua  biografia  e  su  quella  dei  suoi 
genitori.  Peraltro,  avrebbe  l'aspetto  d'un  maggiorenne  sulla  foto  e 
l'esame osseo avrebbe avuto come esito un'età superiore ai 19 anni. 
Aggiungasi, per di più, l'inverosimiglianza delle circostanze del viaggio 
d'espatrio,  l'assenza di  un  motivo giustificativo  per  la  mancanza dei 
documenti,  nonché  l'inverosimiglianza  della  vinceda  fatta  valere  a 
sostegno della sua domanda d'asilo. Quanto al suo luogo d'origine, da 
un lato, il  richiedente avrebbe reso affermazioni errate e incomplete, 
non  avrebbe  altresì  saputo  indicare  chi  controlla  la  cittadina  di 
B._______ o il nome del gruppo di ribelli che occupa il nord del Paese, 
nonché le località per arrivare ad E._______. Dall'altro lato, avrebbe 
reso  risposte  corrette  su  alcune  domande  generali  e  facilmente 
reperibili. L'UFM ha quindi concluso che le allegazioni del ricorrente in 

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materia d'asilo non soddisfano le condizioni di verosimiglianza previste 
dall'art. 7 LAsi. Per conseguenza, non potrebbe essere riconosciuta la 
qualità  di  rifugiato  prevista  dall'art. 3 LAsi.  Infine,  detto  Ufficio,  ha 
sottolineato che né la situazione vigente in Costa d'Avorio  - dove non 
regnerebbe  una  situazione  di  violenza  generalizzata  -  né  quella 
personale  del  ricorrente  -  uomo  giovane,  di  buona  salute  con 
esperienza  lavorativa  -  si  opporrebbero  ragionevolmente  al  ritorno 
dell'insorgente ad E._______, dove il suo rinvio sarebbe esigibile e da 
dove si presume egli provenga. 

6.
Nel  gravame,  l'insorgente  ha  rilevato  che  l'affermazione  dell'UFM 
secondo cui la Costa d'Avorio non conosce una situazione di guerra 
civile o di violenza, è una generalizzazione. Infatti, la guerra in Costa 
d'Avorio  sarebbe  iniziata  nel  2001  e  gli  sforzi  per  riportare  la  pace 
sarebbero stati  vani. La situazione in questo Paese sarebbe tesa ed 
esplosiva,  tanto  da non poter  garantire  un ritorno alla  dignità  e alla 
sicurezza. Le violazioni dei diritti dell'uomo, le violazioni da parte delle 
autorità  locali  con arresti  e detenzioni  arbitrarie,  nonché le torture e 
maltrattamenti  sono  flagranti  e  massicce.  Di  conseguenza, 
l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente verso la Costa d'Avorio 
non sarebbe ammissibile  in  relazione all'applicabilità  dell'art. 3  della 
Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà 
fondamentali  del  4 novembre 1950  (CEDU,  RS  0.101),  nonché 
ragionevolmente esigibile. 

7.
Nella risposta al ricorso, l'UFM ha osservato che il ricorrente non ha 
reso verosimile la sua provenienza dal nord della Costa d'Avorio. Ad 
ogni modo, a partire dal 2002, i protagonisti della crisi politica-militare 
- la quale avrebbe portato alla separazione del Paese in due regioni - 
hanno instaurato un dialogo che avrebbe condotto, nel mese di marzo 
2007, alla conclusione di un accordo di pace. Successivamente, con la 
costituzione del nuovo governo, sarebbe cominciato lo smantellamento 
della  zona di  frontiera,  i  soldati  onusi  sarebbero stati  rimpiazzati  da 
unità  militari  composte  da  soldati  ivroniani  delle  Forze  armate 
nazionali  e  delle  Forze  Nuove.  Di  conseguenza,  in  Costa  d'Avorio, 
segnatamente ad Abidjan, non vi sarebbe una situazione di violenza 
generalizzata sull'insieme della popolazione e del territorio nazionale. 
Pertanto,  l'autorità  inferiore  ha  ritenuto  ragionevolmente  esigibile  il 

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rinvio  del  ricorrente  nel  suo  Paese  d'origine,  in  particolare  a 
E._______ ed ha, quindi, confermato la decisione impugnata. 

8.

8.1 Preliminarmente,  il  TAF osserva  che  l'UFM  ha  considerato,  sin 
dalle  prime  fasi  della  procedura  d'asilo,  il  ricorrente  come 
maggiorenne, di modo che, da un lato, l'UFM non ha deciso la nomina 
in  suo  favore  di  una  persona  di  fiducia  e  dall'altro,  in  materia 
d'allontanamento e relativa esecuzione, non ha ritenuto applicabili  le 
norme inerenti alla protezione dei fanciulli non accompagnati. 

8.2 Nella  fattispecie,  l'insorgente  non  ha  contestato  il 
misconoscimento da parte dell'UFM della sua allegata minor età, né 
in relazione ai motivi d'asilo, né tanto meno in relazione all'esecuzione 
del  suo  allontanamento.  Di  conseguenza,  non  v'è  motivo  di  non 
condividere  le  considerazioni  dell'UFM  -  regolarmente  cresciute  in 
giudicato - circa la maggior età del ricorrente al momento dell'inoltro 
della sua domanda d'asilo. 

9.

9.1
Ritenuto  il  diniego  in  favore  del  ricorrente  della  qualità  di  rifugiato 
prevista  dall'art. 3 LAsi, non  emergono  nemmeno  dalle  carte 
processuali  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  dell'insorgente  in  Costa  d'Avorio possa  violare 
l'art.  25  cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 
(LStr, RS 142.20).

La  portata  dell'art.  83  cpv.  3  LStr  non  si  esaurisce,  altresì,  nella 
massima  del  "non-refoulement".  Anche  altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione 
del rimpatrio, in particolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti  del  10  dicembre  1984  (Conv.  tortura,  RS  0.105). 
L'applicazione di  tali  disposizioni  presuppone, peraltro,  l'esistenza di 
serie  e  concrete  ragioni  per  ritenere  che  lo  straniero  possa  essere 

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esposto, nel  Paese verso il  quale sarà allontanato, a dei trattamenti 
contrari  a  detti  articoli;  spetta  all'interessato  di  rendere  plausibile 
l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni.

Nel caso concreto non è dato rilevare alcun serio indizio secondo cui il 
ricorrente possa essere esposto in caso di rimpatrio al rischio reale ed 
immediato  di  un  trattamento  contrario  a  siffatte  disposizioni, 
contrariamente  a  quanto  l'insorgente  avrebbe  preteso  in  sede  di 
ricorso con semplici  e generali  allegazioni  (cfr. ricorso pagg. 2-3). In 
altri  termini,  quest'ultimo  non  ha  saputo  fornire  un  insieme  d'indizi, 
oppure presunzioni non contraddette, sufficientemente gravi, precisi e 
concordanti quo ad un pericolo d'esposizione personale ad atti o fatti 
che si ritengono contrari alle disposizioni sopraccitate.

Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  ai  sensi  delle  norme  del  diritto 
pubblico internazionale nonché della LAsi.

9.2

9.2.1 Giusta  l'art.  83  cpv.  4  LStr,  l'esecuzione  non  può essere 
ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello  Stato  d'origine  o  di 
provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo 
in  seguito  a  situazioni  quali  guerra,  guerra  civile,  violenza 
generalizzata  o  emergenza  medica.  Qualora  venga  constatato  un 
pericolo  concreto  deve  essere  concessa  l'ammissione  provvisoria, 
salvi i casi di cui l'art. 83 cpv. 7 LStr (cfr. Foglio Federale del n. 20 del 
20 maggio 2002 pag. 3433 [FF 2002 3433]).

Il TAF osserva nondimeno che in Costa d'Avorio, non vige attualmente 
una situazione di guerra, di guerra civile o di violenza generalizzata al 
punto  che  si  debba  rinunciare  sistematicamente  all'esecuzione 
dell'allontanamento  di  tutte  le  persone  di  origine  ivoriana, 
indipendentemente  del  caso  di  specie  (v.  sentenze  del  TAF 
D-4710/2006 del  23 aprile  2009,  D-4477/2006 del  28 gennaio 2008, 
E-4750/2006 del 9 dicembre 2008 e E-2126/2009 dell'8 aprile 2009). 
Inoltre, le violazioni  gravi  dei  diritti  dell'uomo sono diminuite dopo la 
firma dell'Accordo di Ouagadougou del 4 marzo 2007. Tuttavia, il TAF 
ha  pure  constatato  che  ultimamente  il  traffico  d'esseri  umani,  in 
particolare in relazione alle donne (prostituzione) ed ai bambini (lavori 
forzati), ha preso nuove dimensioni. Peraltro, un problema importante 
concerne il  ritorno di persone provenienti da regioni dove sussistono 

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lacune  dal  punto  di  vista  della  sicurezza  e  delle  infrastrutture 
giudiziarie, in particolare nell'ovest del Paese (v. sentenza del TAF del 
28 gennaio 2008 D-4477/2006).

9.2.2 Premesso  ciò,  il  TAF osserva  che,  nella  fattispecie,  l'UFM  ha 
considerato  che  il  luogo  d'origine  del  ricorrente  non  è  D._______  - 
nella  provincia  di  B._______  nel  nord-ovest  della  Costa  d'Avorio  - 
come  egli  avrebbe  dichiarato  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
12 aprile 2005  pag.  1),  bensì  è  E._______.  A  sostegno  di  tale 
conclusione,  basti  rilevare che -  oltre  a quanto evidenziato dall'UFM 
nella decisione impugnata -  il  ricorrente ha affermato in  sostanza di 
essere fuggito dalla sua abitazione di D._______ verso il  bosco (cfr. 
verbale d'audizione del 27 aprile 2005 D33 e 40 pagg. 4-5) ed ha poi 
dichiarato  di  essere  fuggito  dalla  sua  casa  isolata  tra  le  piante  ed 
essere entrato nel bosco che egli ha definito la foresta di E._______ 
(cfr.  verbale  d'audizione  del  27 aprile 2005  D57  e  62  pag.  7).  Tali 
affermazioni,  come ritenuto  dall'autorità  inferiore,  sono  palesemente 
contrarie alla realtà e prive di  logica. Infatti  la  città di  B._______, in 
provincia  della  quale  sarebbe  il  villaggio  del  ricorrente,  si  situa  a 
diverse centinaia di chilometri  di distanza da E._______, nel sud del 
Paese. Inoltre, pur avendo dichiarato di essere nato e di aver vissuto 
sino  al  suo  espatrio  nel  villaggio  di  D._______,  nel  nord-ovest  del 
Paese,  l'insorgente  non  è  riuscito  ad  indicare  il  nome dei  gruppi  di 
ribelli  che occuppano tale parte  di  territorio  e la  città  di  B._______, 
nonché il  nome del  gruppo di  ribelli  da cui  sarebbe fuggito (cfr. (cfr. 
verbale  d'audizione  del  27  aprile  2005  D18-23  pag.  3).  In  siffatte 
circostanze,  è  pertanto  verosimile  che  il  ricorrente  provenga  da 
E._______ e non da D._______ (B._______). 

9.2.3 Codesto  Tribunale  ha  considerato  ragionevolmente  esigibile 
l'esecuzione dell'allontanamento ad E._______ per un uomo, giovane, 
senza  problemi  di  salute,  che  ha  precedentemente  vissuto  ad 
E._______, oppure che dispone di una rete sociale in loco. Per quanto 
concerne le persone provenienti dall'ovest oppure dal nord del Paese 
e  senz'alcun  legame  con  E._______,  si  impone  un  esame  più 
dettagliato,  tramite  un'analisi  approfondita  nel  singolo  caso,  della 
situazione generale della loro regione d'origine e della loro situazione 
personale  (v.  sentenze  del  TAF  D-4710/2006  del  23  aprile  2009, 
D-4477/2006 del 28 gennaio 2008, E-4750/2006 del 9 dicembre 2008 
e E-2126/2009 dell'8 aprile 2009).

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9.2.4 Quanto  alla  situazione  personale  dell'insorgente  -  considerato 
che è stato reso verosimile che il suo luogo d'origine è E._______ - si 
osserva che è giovane, ha una certa esperienza professionale, come 
coltivatore,  e  possiede  un  terreno  (cfr.  verbali  d'audizione  del 
12 aprile 2005  pagg. 1  e  del  27  aprile  2005  D72  pag.  8).  Inoltre, 
avendo  il  ricorrente  sempre  vissuto  fin  dalla  nascita  sino  al  suo 
espatrio  nel  medesimo  luogo  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
12 aprile 2005 pag. 1) - che secondo quanto esposto al considerando 
9.2.2. è E._______ - non vi è ragione di  ritenere che egli  non abbia 
una  rete  sociale  in  loco  in  grado  di  essere  di  supporto  per  il  suo 
reinserimento.  Peraltro,  l'insorgente  ha  dichiarato  di  essere  stato 
ospitato  ad  E._______  per  oltre  due  settimane  da un amico  di  suo 
padre, il quale sarebbe addirittura andato a cercarlo nel bosco, dove si 
sarebbe  rifugiato,  e  gli  avrebbe  organizzato  e  pagato  il  viaggio 
d'espatrio  (cfr.  verbali  d'audizione  del  12  aprile  2005  pag.  5,  del 
18 aprile 2005 pag. 2 e del 27 aprile 2005 D33, D65-68 pagg. 4 e 7). 
L'insorgente  non ha,  altresì,  preteso nel  gravame di  soffrire  di  gravi 
problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria 
(v.  sulla  problematica  Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA]  2003 
n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la 
necessità di una permanenza dell'autore del gravame in Svizzera per 
motivi medici. In siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente 
ritenuto  siccome  adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi 
favorevole con riferimento alle effettive possibilità per lo stesso di un 
adeguato reinserimento sociale nel suo Paese d'origine.

In aggiunta, i quattro anni di soggiorno del ricorrente nel nostro Paese 
non  costituiscono  una  ragione  ostativa  all'esecuzione 
dell'allontanamento  dell'insorgente. Infatti,  egli  ha  trascorso in  Costa 
d'Avorio l'infanzia, la sua adolescenza, oltre la soglia della maggiore 
età,  allorquando  -  al  momento  dell'entrata  in  Svizzera  e  della 
presentazione della domanda d'asilo - egli era già maggiorenne, come 
rettamente  rilevato  dall'UFM  nella  decisione  impugnata.  Per  di  più, 
l'insorgente non ha famigliari in Svizzera, e dagli atti risulta che egli sia 
stato oggetto di un decreto d'accusa nel 2005 (cfr. A 20/2). Pertanto, 
non  v'è  motivo  di  ritenere  che  l'autore  del  gravame,  in  caso  di 
allontanamento  dal  nostro  Paese,  subirà  uno sradicamento  culturale 
importante,  ritenuto  altresì  il  suo  grado  d'integrazione  dal  profilo 
socioculturale maggiore in Costa d'Avorio che in Svizzera. 

Pagina 9

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9.2.5 In  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ragionevolmente esigibile.

9.3 Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  83  cpv.  2  LStr).  Infatti,  il 
ricorrente,  usando  della  dovuta  diligenza  potrà  procurarsi  ogni 
documento necessario al rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è 
dunque pure possibile.

10.
Ne  discende  pertanto  che,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed 
esecuzione dell'allontanamento, il gravame va disatteso e la querelata 
decisione confermata.

11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dell'insorgente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente) 

Pagina 10

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  data  di 
spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione Soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato: incarto 

UFM)
- F._______ (in copia)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

Pagina 11