# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e9215c7d-304f-5014-907c-d8d3e9929887
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-07-02
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 02.07.2025 RR.2025.29
**Docket/Reference:** RR.2025.29
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2025-29_2025-07-02

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia; sequestro di valori (art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia; sequestro di valori (art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia; sequestro di valori (art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia; sequestro di valori (art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP)

Sentenza del 2 luglio 2025 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Daniel Kipfer Fasciati e Patrick Robert-Nicoud,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A., 

 

rappresentato dall'avv. Andrea Daldini, 

Ricorrente 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all’Italia 

 

Sequestro di valori (art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2025.29 
 

 

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 Fatti: 

A. Il 10 febbraio 2025, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia, 

Direzione Distrettuale Antimafia, ha presentato alla Svizzera una domanda di 

assistenza giudiziaria internazionale, completata l’11 febbraio 2025, nell’ambito 

di un procedimento penale condotto a carico di A. e altri per l’emissione di fat-

ture ed altri documenti per operazioni inesistenti (art. 8 Decreto legislativo n. 

74/2000). Secondo le autorità italiane, A. avrebbe agito nel contesto di un’as-

sociazione a delinquere dedita alla perpetuazione di frodi fiscali realizzate me-

diante la costituzione di un complesso schema criminale volto all’emissione di 

fatture false e altri documenti per operazioni inesistenti al fine di permettere a 

imprenditori attivi nella provincia di Brescia di utilizzare tali servizi e di costituire 

provvigioni occulte. In tale contesto il predetto, in qualità di amministratore unico 

della B. SA avrebbe emesso negli anni fiscali 2019-2020, in concorso con terze 

persone, fatture per operazioni inesistenti per complessivi EUR 2'081’341.14 

nei confronti di svariate società (v. atto 01-00-0003 e segg. incarto del Ministero 

pubblico della Confederazione, in seguito: MPC). 

 

Con il complemento rogatoriale dell’11 febbraio 2025, l’autorità estera ha po-

stulato il sequestro nei confronti di A. e di B. SA del profitto del reato a concor-

renza di EUR 72'846.94 (v. atto 01-00-0015 incarto MPC). 

 

 

B. Con decisione del 12 febbraio 2025, il MPC, autorità incaricata dell’esecuzione 

della rogatoria (v. atto 02-00-0001 e seg. incarto MPC), è entrato nel merito 

della rogatoria (v. atto 04-00-0001 e segg. incarto MPC), precisando che le mi-

sure di esecuzione sarebbero state ordinate con decisioni separate (v. act. 1.5). 

 

 

C. Con decisione del 14 febbraio 2025, il MPC ha ordinato il sequestro dei valori 

patrimoniali, a concorrenza di EUR 72'846.94, depositati sulle relazioni intestate 

ad A. e/o B. SA (ora C. SA) presso la Bank D. (v. act. 1.2). 

 

 

D. In data 24 febbraio 2025, Bank D. ha bloccato, a concorrenza di EUR 72'847.–

, il conto IBAN 1. intestato ad A., trasmettendo al MPC la relativa documenta-

zione (v. atti 05-03-0004 e MPC2_20250305_022_0001_F incarto MPC). 

 

 

E. Il 27 febbraio 2025, A. è insorto contro la suddetta decisione di sequestro, po-

stulandone l’annullamento (v. act. 1, pag. 10). 

 

 

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F. Con scritto del 28 marzo 2025, l’Ufficio federale di giustizia (in seguito: UFG) ha 

chiesto che il ricorso sia dichiarato inammissibile (v. act. 6). Con risposta del 

medesimo giorno, il MPC ha postulato la reiezione del gravame (v. act. 7).  

 

 

G. Con replica dell’8 aprile 2025, trasmessa per conoscenza al MPC e all’UFG 

(v. act. 11), il ricorrente si è riconfermato nelle proprie conclusioni ricorsuali 

(v. act. 10).  

 

 

Le argomentazioni delle parti verranno riprese, se necessario, nei successivi 

considerandi in diritto. 

 

 

 

Diritto: 

1.   

1.1 La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale giudica i ricorsi contro 

le decisioni di prima istanza delle autorità cantonali o federali in materia di assi-

stenza giudiziaria internazionale, salvo che la legge disponga altrimenti (art. 25 

cpv. 1 legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale [AIMP; 

RS 351.1] del 20 marzo 1981, unitamente ad art. 37 cpv. 2 lett. a legge federale 

sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione [LOAP;  

RS 173.71] del 19 marzo 2010). 

 

1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italiana e 

la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione europea di 

assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in vigore il 

12 giugno 1962 per l’Italia e il 20 marzo 1967 per la Svizzera (CEAG; 

RS 0.351.1), dal Secondo Protocollo addizionale alla CEAG dell’8 novembre 

2001, entrato in vigore il 1° dicembre 2019 per l’Italia e il 1° febbraio 2005 per 

la Svizzera (RS 0.351.12), dall'Accordo italo-svizzero del 10 settembre 1998 

che completa e agevola l'applicazione della CEAG (RS 0.351.945.41), entrato 

in vigore mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo italo-

svizzero), nonché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale dell’Unione 

europea, L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 48 e segg. della Conven-

zione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (CAS; non 

pubblicata nella RS ma consultabile sulla piattaforma di pubblicazione Internet 

della Confederazione alla voce “Raccolta dei testi giuridici riguardanti gli accordi 

settoriali con l’UE”, 8.1 Allegato A). Alle questioni che il prevalente diritto inter-

nazionale contenuto in detti trattati non regola espressamente o implicitamente, 

come pure quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assistenza rispetto a 

quello pattizio (cosiddetto principio di favore), si applica la legge sull'assistenza 

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in materia penale, unitamente alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 

1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 Accordo italo-svizzero; DTF 145 IV 294 consid. 2.1; 

142 IV 250 consid. 3; 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 

consid. 3.1). Il principio di favore vale anche nell'applicazione delle pertinenti 

norme di diritto internazionale (v. art. 48 n. 2 CAS, art. I n. 2 Accordo italo-

svizzero; art. 39 n. 3 CRic). È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 

145 IV 294 consid. 2.1; 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c). 

 

1.3 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-

tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti 

atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 

12 cpv. 1 AIMP; v. DANGUBIC/KESHELAVA, Commentario basilese, Internationa-

les Strafrecht, 2015, n. 1 e segg. ad art. 12 AIMP), di cui al precedente consi-

derando. 

 

1.4 Il ricorso è stato tempestivamente interposto contro una decisione di sequestro 

di valori patrimoniali da parte dell'autorità federale d'esecuzione (v. art. 80k 

AIMP). Le decisioni incidentali anteriori alla decisione di chiusura possono es-

sere impugnate separatamente se causano un pregiudizio immediato e irrepa-

rabile mediante il sequestro di beni e valori oppure la presenza di persone che 

partecipano al processo (art. 80e cpv. 2 AIMP). Intestatario della relazione ban-

caria oggetto della decisione impugnata, il ricorrente è legittimato a ricorrere 

(v. art. 80h lett. b AIMP e art. 9a OAIMP; DTF 118 Ib 547 consid. 1d; TPF 2007 

79 consid. 1.6 pag. 82). 

 

 

2. Il ricorrente contesta il sequestro del suo conto, affermando che non sussiste-

rebbero motivi sufficienti e prove concrete per mantenere tale misura. Egli re-

spinge tutte le accuse rivoltegli dalle autorità penali italiane, aggiungendo che 

l’importo bloccato non avrebbe nessuna connessione con l’oggetto del procedi-

mento estero. La misura avrebbe toccato un suo conto personale sul quale non 

sarebbero confluiti valori in provenienza da società terze coinvolte nell’inchiesta 

italiana. Si tratterebbe di un conto che il ricorrente utilizzerebbe per pagare le 

sue spese personali, rispettivamente quelle di famiglia e dove sarebbero depo-

sitate le sue polizze vita. Inoltre, “trattandosi del conto privato del ricorrente 

dove egli percepiva il salario (saldo attuale CHF 660.-), il sequestro, seppur 

limitato alla somma di EUR 72’846.94, mette in seria difficoltà economica il si-

gnor A. e la sua famiglia. Dal momento che gli averi depositati (oltre a quelli che 

verrebbero accreditati in futuro), vengono utilizzati per far fronte alle spese quo-

tidiane e al fabbisogno della famiglia A. Inoltre i procedimenti penali avviati dalle 

Procure di Milano e Brescia nei confronti del signor A. e della B. SA, con suc-

cessive domande di assistenza giudiziaria al MPC (Inc. RH.0028 – Rogatoria 

dalla Procura di Brescia) (RH.23.0152 – Rogatoria dalla Procura di Milano), 

hanno letteralmente messo in ginocchio il ricorrente, sia dal punto di vista 

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lavorativo che economico. Ritenuto che la sua attività professionale è stata bloc-

cata e tutti i conti aziendali sono stati chiusi dalle Banche” (act. 1, pag. 8). 

 

2.1 In base alla giurisprudenza, nel caso di ricorsi rivolti contro decisioni incidentali 

ai sensi dell’art. 80e cpv. 2 AIMP (v. supra consid. 1.4), spetta al ricorrente in-

dicare, nel proprio atto ricorsuale, in che cosa consiste l’allegato pregiudizio e 

dimostrare che questo non potrebbe essere sanato mediante un giudizio che 

annulli, se del caso, la susseguente decisione di chiusura (DTF 130 II 329 con-

sid. 2; 128 II 353 consid. 3 e rinvii). Per quanto riguarda il pregiudizio da pren-

dere in considerazione, in particolare nel caso di sequestro di beni e valori, può 

trattarsi dell’impossibilità di adempiere delle obbligazioni contrattuali scadute 

(pagamento di stipendi, interessi, imposte, pretese esigibili, ecc.), del fatto di 

essere esposto a procedure di esecuzione o di fallimento, oppure alla revoca di 

un’autorizzazione amministrativa, o ancora dell’impossibilità di concludere affari 

vicini al loro sbocco. Il solo fatto di dover far fronte a delle spese correnti non è 

sufficiente, in linea di massima, a rendere verosimile un pregiudizio immediato 

e irreparabile ai sensi della predetta disposizione (DTF 130 II 329 consid. 2 

pag. 332; sentenza del Tribunale penale federale RR.2007.43 del 16 maggio 

2007 consid. 2.2 e rinvii). 

 

2.2 In concreto, va rilevato che il ricorrente, il quale si è soprattutto espresso sul 

procedimento estero e sulla sua asserita estraneità per rapporto al medesimo, 

e quindi questioni il cui esame è di massima prematuro a questo stadio della 

procedura, non ha prodotto alcuna documentazione che permetta di chiarire la 

sua situazione economica, omettendo in particolare di indicare sia i suoi redditi 

che il suo patrimonio, per cui a queste condizioni risulta impossibile per questa 

Corte valutare l'effettiva esistenza di un pregiudizio immediato e irreparabile in 

capo al ricorrente. In altre parole, egli non ha dimostrato di non disporre di altri 

mezzi per far fronte ai suoi impegni finanziari. Egli si è limitato a produrre, per 

altro solo in sede di replica, alcune fatture relative a spese correnti, evidente-

mente insufficienti a chiarire in maniera seria la sua situazione finanziaria. 

Manca in particolare qualsiasi documentazione, ad esempio di natura fiscale, 

per verificare se ci sono comunque redditi, se egli dispone di altri conti bancari, 

se è proprietario di immobili ecc. Per ottemperare al suo obbligo di allegazione 

e documentazione non basta affermare in maniera del tutto generica che il 

blocco mette in seria difficoltà economica il ricorrente e la sua famiglia o che “la 

conseguenza imminente è che sarà oggetto di procedure esecutive che sfoce-

ranno in eventuali pignoramenti o atti giudiziari” (act. 10, pag. 5).  

 

Quanto precede non permette in definitiva a questa Corte di accertare la situa-

zione patrimoniale del ricorrente e di valutare quindi se esiste o meno un pre-

giudizio immediato e irreparabile ai sensi dell’art. 80e cpv. 2 AIMP e della giuri-

sprudenza sopraccitata.  

 

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2.3 Ciò detto, si rileva che le ulteriori censure presentate dal ricorrente avverso la 

concessione dell’assistenza risultano premature, precisato che le stesse non 

permettono in ogni caso di concludere che la rogatoria sia manifestamente 

inammissibile (v. DTF 121 II 241 consid. 3; sentenza del Tribunale federale 

1A.258/2006 del 16 febbraio 2007 consid. 2.3). 

 

2.4 Da quanto sopra discende che il ricorso è inammissibile per la mancata dimo-

strazione dell’esistenza di un pregiudizio immediato e irreparabile giusta 

l'art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP. 

 

 

3. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 della legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA; RS 172.021] richiamato 

l'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP). La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 

cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 

2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura pe-

nale federale (RSPPF; RS 173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a 

fr. 4'000.– a carico del ricorrente; essa è coperta dall’anticipo delle spese già 

versato.  

 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è inammissibile. 

2. La tassa di giustizia è fissata a fr. 4'000.– a carico del ricorrente. Essa è co-

perta dall’anticipo delle spese già versato. 

 
 
Bellinzona, 3 luglio 2025  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Andrea Daldini  

- Ministero pubblico della Confederazione 

- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale 
oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera 
al più tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per via elettronica, per il 
rispetto di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha 
eseguito tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF). 
 
Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni 
oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta e se si tratti di un caso particolarmente 
importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente importante segnatamente laddove vi sono motivi 
per ritenere che sono stati violati elementari principi procedurali o che il procedimento all’estero presenta 
gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).