# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 89e4644e-3b3f-5603-957f-3196feed79eb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-11-03
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 03.11.2014 14.2014.116
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2014-116_2014-11-03.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2014.116

  	
  Lugano

  3 novembre 2014/lw

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Chiesi

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG)
nella causa SO.2013.1257 (rigetto provvisorio dell'opposizione) della Pretura
del Distretto di Bellinzona promossa con istanza 12 novembre 2013 da

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinata dall'avv. PA 1, Bellinzona)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 

  (patrocinata dall'avv. dott. PA 2, Bellinzona)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 2 giugno 2014 presentato da
RE 1 contro la decisione emessa il 20 maggio 2014 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Con
precetto esecutivo n. __________ emesso il 5 settembre 2013 dall'Ufficio
esecuzione e fallimenti di Bellinzona (doc. B accluso all'istanza), RE 1 ha
escusso l'CO 1 per l'incasso di fr. 9'700.– oltre interessi del 5% dall'11
ottobre 2008, indicando quale titolo di credito: “Fattura 11 settembre 2008,
contratto 21.05.2002 (dedotto Fr. 300.–- come da sentenza del Pretore del
Distretto di Bellinzona del 14.08.2013 Inc. SO.2013.23)”.

 

                            B.  Avendo
l'CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 12 novembre
2013 RE 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di
Bellinzona. Nel termine impartito, la parte convenuta si è opposta all'istanza
con osservazioni scritte del 22 gennaio 2014, cui sono seguite la replica del
13 febbraio di parte istante e la duplica del 18 marzo di parte convenuta, in
cui le parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle proprie pretese.

 

                            C.  Statuendo
con decisione 20 maggio 2014, il Pretore ha respinto l'istanza, ponendo a
carico dell'escutente le spese processuali di fr. 150.– e un'indennità di fr. 300.–
a favore della parte convenuta.

 

                            D.  Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 2
giugno 2014 per ottenerne l'annullamento e l'accoglimento dell'istanza. Nelle
sue osservazioni del 30 giugno 2014, CO 1 ha concluso per la reiezione del
reclamo. Il 3 luglio 2014, RE 1 ha presentato un allegato di replica spontanea.

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La
sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell'op­­­posizione – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d'appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                           1.1  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato lunedì 2 giugno 2014 contro la sentenza notificata al patrocinatore
della reclamante il 22 maggio 2014, in concreto il reclamo è tempestivo (cfr. art.
142 cpv. 3 CPC).

 

                           1.2  La
Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo
sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall'art. 321 cpv. 1 CPC,
imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare e di spiegare
perché la sentenza impugnata sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue
opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del
Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide
in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore
(art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l'art. 320 CPC con il reclamo possono essere
censurati sia l'applicazione errata del diritto sia l'accertamento manifestamente
errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni
di fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                             2.  Nella
decisione impugnata, il Pretore ha individuato quale valido riconoscimento di
debito il “contratto per le prestazioni degli architetti” sottoscritto il 21
maggio 2002 dalla convenuta quale committente e dall'insorgente in qualità di
architetto responsabile dell'esecuzione delle prestazioni, cui è riconosciuto
un onorario forfettario complessivo di fr. 670'000.–. Il giudice di prime
cure ha tuttavia considerato che a fronte di alcune inadempienze di parte
istante, in particolare la mancata presentazione di una liquidazione finale
così come prevista nell'accordo fra le parti, l'escu­­tente è venuta meno ai
suoi obblighi contrattuali. Lo stesso ha ritenuto difatti che i singoli
conteggi finali allestiti dall'architetto per gli artigiani man mano che i
lavori venivano completati non corrispondevano a quanto previsto nel contratto
circa l'allestimento di una liquidazione finale. Per queste ragioni, il giudice
ha respinto l'istanza di rigetto provvisorio dell'opposizione. 

 

                             3.  Nel
reclamo RE 1 contesta la conclusione del Pretore, poiché a suo parere lo stesso
“confonde il concetto di liquidazioni finali (che la DL esegue per ogni singolo artigiano) con il consuntivo dell'opera (ossia quando un'opera,
tirando le somme, sia costata alla committente)” (reclamo, pag. 3). La
reclamante sostiene invero che la liquidazione finale consisteva “nelle
singole liquidazione di volta in volta allestite per ogni singola opera, che
venivano poi fornite alla committenza, e di riflesso alla Banca, per i
pagamenti” (reclamo, pag. 4). Essa ritiene quindi di aver eseguito le
prestazioni di sua spettanza, motivo per il quale il Pretore avrebbe dovuto rigettare
in via provvisoria – a fronte di un valido titolo di rigetto per l'intero
ammontare dell'onorario stabilito – l'opposizione di parte convenuta.

 

                             4.  In
virtù dell'art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell'opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito
constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l'escusso
sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il
riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess), il cui scopo non è di accertare l'esisten­­za del
credito posto in esecuzione bensì l'esistenza di un titolo esecutivo. Il
giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal creditore –
la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l'escusso non renda
immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142, consid.
4.1.1).

 

                           4.1  Nel
caso concreto, le parti hanno sottoscritto un contratto per prestazioni d'architetti
sottoposto alle norme SIA 102 (doc. A accluso all’istanza), in virtù del
quale RE 1 si è impegnata nei confronti dell'escussa a fornire diverse prestazioni
(fase del progetto di massima, fase del progetto definitivo, fase di
preparazione dell'esecuzione, fase esecutiva e fase finale) per un onorario
complessivo di fr. 670'000.–. In quanto firmato dall'escussa, tale
contratto costituisce in sé, come a giusta ragione ha rilevato il Pretore, un
valido riconoscimento di debito nel senso dell'art. 82 cpv. 1 LEF (almeno)
per l'importo di fr. 9'700.– posto in esecuzione, a condizione che il suo
adempimento da parte dell'e­scutente sia dimostrato o non contestato.

 

                           4.2  In
merito all'esecuzione basata su contratti bilaterali sinallagmatici – come
appunto nel caso concreto il contratto per prestazioni d'architetti, che
mischia prestazioni di due contratti bilaterali nominati, l’appalto e il
mandato (cfr. Steinauer in: Basler
Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 128-129 ad art. LEF) – in cui le
parti sono tenute a prestazioni simultanee o in cui spetta al creditore l'obbligo
della prestazione anticipata, la Camera ha recentemente lasciato aperta la
questione di sapere se sia da seguire la prassi di Basilea-Campagna, secondo
cui l'escusso deve rendere verosimile (nel senso dell'art. 82 cpv. 2 LEF) l'eccezione
d'inadempimento della controprestazione o di non corretto adempimento (art. 82
CO) e non solo asserirla, oppure la
cosiddetta “Basler Praxis” (di Basilea-Città), oggi apparentemente
dominante, secondo cui è sufficiente per l'escusso
contestare l'adempimento della prestazione promessa dall'escutente in
modo non palesemente insostenibile (ma senza rendere verosimile la propria allegazione)
per obbligarlo a doverne dimostrare la corretta esecuzione (sentenza della CEF
14.2014.113 del 17 settembre 2014 consid. 4.2).

 

                           4.3  Nel
caso specifico, non è necessario risolvere questo interrogativo perché l'escussa,
già con le osservazioni all'istanza (pag. 3 ad 2 e 3), ad ogni modo non solo ha
esplicitamente contestato che l'escutente avesse adempiuto tutti i propri
obblighi in modo tale da poter esigere il pagamento anche dell'ultima quota di
mercede, ma l'ha anche reso verosimile, non essendo controverso che RE 1 mai le
ha fornito, malgrado diversi solleciti (v. doc. 5, 6, 7, 8, 10 e 1), la liquidazione
finale, ossia il consuntivo di tutti i costi di costruzione (esclusi quelli
della ditta T__________ SA).

 

                           4.4  La
reclamante, invero, sostiene di aver eseguito tutte le singole liquidazioni
definitive sottoposte agli artigiani (doc. C-IIII) – tranne quella con la T__________ SA, a causa di un litigio che non era di sua competenza – e rimprovera al Pretore
di aver confuso il concetto di liquidazioni finali con quello di consuntivo (o
riepilogo) dell'opera, affermando di non essere tenuta contrattualmente a
fornire tale consuntivo (reclamo, pag. 3 ad 6, pag. 6 e 7 ad 8). Le spettava
però, visto il carattere bilaterale del contratto, dimostrare la sua affermazione,
ovvero che la “liquidazione finale”, da cui dipendeva l'ultima quota del 4% del
suo onorario forfettario di fr. 670'000.– (doc. A, punti 3 e 5.4), non
comprendeva anche l'al­lestimento del consuntivo dell'opera, come sostiene
invece la controparte in modo plausibile, trattandosi di un'opera il cui costo
non era forfettario (doc. A, pag. 9). Orbene, la reclamante non ha prodotto il
regolamento SIA n° 102 per le prestazioni e gli onorari degli architetti cui si
riferisce il contratto invocato quale titolo di rigetto, ciò che non permette d'interpretare
la nozione di “liquidazione finale” con sufficiente certezza. Ricordato che l'onere
di provare (e non solo di rendere verosimile: sentenza del Tribunale federale
5A_741/2013 del 3 aprile 2014, consid. 3.1.3 con rimandi) l'esistenza di un
valido titolo di rigetto grava sull'escuten­te e che non spetta al giudice del
rigetto completare l'interpreta­zione del titolo con elementi esterni non
prodotti in causa (stessa sentenza, consid. 3.1.1 e 4.2), si giustifica, già
per questo motivo, di respingere il reclamo, fermo restando che ciò non
preclude all'escutente la possibilità di sottoporre nuovamente la questione litigiosa
al giudice ordinario (stessa sentenza, consid. 3.1.1).

 

                           4.5  Ad
ogni buon conto, l'esito del giudizio non muterebbe anche a voler considerare
il regolamento SIA n° 102 un fatto notorio. In effetti, tra le “prestazioni di
base” previste da quelle norme si annoverano non solo – nella cosiddetta ”fase
esecutiva” – i “conteggi finali di imprenditori e fornitori” e la “stesura dei
verbali di collaudo” (norma 4.4.4), bensì anche – nella “fase finale” – la “liquidazione
finale”, ovvero l'“allestimento, [la] verifica e [la] correzione della
liquidazione finale”, il “confronto con il preventivo dei costi” e la “determinazione
dei parametri risultanti dal costo totale”, operazioni il cui obiettivo è la
“determinazione del costo totale dell'opera” (norma 4.5.1). Ora, la ricorrente
non ha dimostrato di avere fornito le prestazioni di “liquidazione finale” e
neppure che la controparte vi abbia rinunciato, avendo al contrario la stessa,
in tempi non sospetti, costantemente richiesto la consegna del consuntivo dei
costi dell'opera non solo in vista del consolidamento del credito di
costruzione (cfr. doc. 7, 8 e 10), ma anche per rendere conto all'assemblea
dei suoi soci dei sorpassi di spesa (cfr. doc. 6 e 10) – si parlava di fr. 1'200'000.–
nel verbale della riunione di comitato del 20 luglio 2005 (doc. VVVV aggraffato
alla replica). La “situazione” dei costi a cui accenna l'arch. __________ in
quel verbale non figura agli atti e manifestamente non era dettagliata né
consentiva un confronto con il preventivo, siccome egli ha rinviato la
committente a eseguire tale lavoro essa stessa (“se vuoi posizione per
posizione c'è qui tutto a disposizione”). Anche sotto questo profilo il reclamo
andrebbe respinto.

 

                             5.  La
tassa del presente giudizio e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 106
cpv. 1 CPC). Circa i rimedi esperibili sul
piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 9'700.–,
non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1
lett. b LTF.

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il
reclamo è respinto e di conseguenza la sentenza impugnata è confermata.

 

                             2.  La
tassa di giustizia e le spese processuali di complessivi fr. 180.– relative
al presente giudizio, già anticipate dalla reclamante, sono poste a suo carico.
Essa rifonderà all'CO 1 fr. 600.– a titolo di ripetibili.

 

                             3.  Notificazione
a:

	
   

  	
  –  

  –  

   

  

                                  Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d'appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

Rimedi
giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).