# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** adb76ee2-987e-578c-bf54-ec7c6cbbc63a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-11-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.11.2000 35.2000.64
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2000-64_2000-11-20.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2000.00064

   

  mm

  	
  Lugano

  20 novembre 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Giovanna Roggero-Will

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 19 settembre 2000
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: Studio legale __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 19 settembre 2000
  emanata da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 19
ottobre 1996, __________ - allora alle dipendenze della ditta __________ in
qualità di cassiera - è scivolata mentre stava facendo delle compere, procurandosi uno strappo muscolare al braccio
destro. 

                                         In data
22 gennaio 1997, una risonanza magnetica della spalla destra ha permesso di
mettere in luce un impingement sotto-acromiale con rottura della cuffia dei rotatori
a livello sia del sopraspinato che del subscapolare e alterazioni infiammatorie
della capsula (sinovite) (cfr. doc. _). 

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'__________, il quale ha regolarmente 

                                         corrisposto
le prestazioni assicurative. 

 

                               1.2.   Il 6 maggio
1997, l'assicurata è nuovamente rimasta vittima di una scivolata, con
successiva caduta sulla spalla destra.

 

                               1.3.   In data 6
agosto 1998, __________ è stata sottoposta ad un'artroscopia diagnostica della
spalla destra presso la Clinica di chirurgia ortopedica dell'__________ (cfr.
doc. _) e, nel corso del mese di febbraio 1999, ad un intervento chirurgico di
ricostruzione della cuffia dei rotatori (resezione dell'articolazione acromio-clavicolare,
plastica d'interposizione, acromio-plastica e sutura della cuffia dei rotatori
- cfr. doc. _).

 

                               1.4.   Alla
chiusura del caso, l'Istituto assicuratore - non senza aver dapprima sentito il
parere del proprio medico di circondario (cfr. doc. _) e, in un secondo tempo,
aver pure interpellato il Prof. dott. __________ (cfr. doc. _) - ha assegnato
all'assicurata un'indennità per menomazione dell'integrità del 10%. Per contro,
a __________ è stato negato il diritto ad una rendita d'invalidità, siccome,
malgrado i postumi infortunistici, essa è stata giudicata in grado di
riprendere normalmente ad esercitare l'attività
lavorativa svolta al momento dell'infortunio.

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurata
(cfr. doc. _), l'__________, in data 10 luglio 2000, ha sostanzialmente
confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _). 

 

                               1.5.   Con
tempestivo ricorso 19 settembre 2000, __________, sempre patrocinata dall'avv.
__________ a, ha chiesto che le venga assegnata una rendita d'invalidità del
50%. 

 

                                         Queste,
in particolare, le considerazioni sviluppate dall'insorgente a sostegno della
propria pretesa ricorsuale:

 

" 
Avantutto è necessario chiedersi quale sia
l'attività professionale di raffronto della signora __________.

Sempre e comunque viene indicata l'attività di
cassiera. Ora questo mestiere non è che uno dei
tanti nella sfera del lavoro femminile non qualificato. 

Esso non rappresenta senza dubbio una specialità
o una qualifica. 

Ci si oppone a che la professione di cassiera
venga avulsa dal contesto dei lavori femminili non qualificati che comportano
una notevole prestanza fisica proprio per la mancanza di qualifica.

 

Indipendentemente da quanto precede la signora
__________ è stata nel frattempo licenziata dal __________. Peraltro, la
professione di cassiera in questo emporio non si svolge così come erroneamente
premesso dal prof. Hertel.

 

In verità con la mano sinistra le cassiere al
__________ non devono tirare nulla. Esse devono procedere al sollevamento della
merce da un carrello all'altro non essendovi il consueto nastro trainante.

Pertanto la mano destra non si limita all'uso
dello scanner ma deve aiutare la mano sinistra a sollevare la merce dal
carrello del cliente a quello vuoto adiacente.

L'uso della mano destra può essere imposto o dal
volume o dal peso del prodotto.

 

Pertanto la decisione avversata presenta due
lacune:

 

·da una parte viene trattata a sé stante la professione di cassiera,
mentre che la stessa è da inserire in un contesto più ampio quale il lavoro
femminile non qualificato.

Ne è una riprova il salario percepito che non è
senz'altro quello di un lavoro qualificato.

 

·d'altro canto il dott. __________, che ha risposto solo alle domande
sottopostegli dalla __________, ha chiaramente travisato il compito della
cassiera presso il __________ ("bei dieser Tätigkeit Waren mit der
linken Hand gezogen und angehoben werden müssen, mit rechten Hand ein Scanner
bedient werden muss"). 

 

Per contro, il medico di circondario è più
prudente; egli valuta che solo talvolta la paziente può sollevare e
portare pesi fino a 5 kg all'altezza dei fianchi (cfr. visita medica di
chiusura rapporto pag. 4 esigibilità del lavoro).

 

Da questa semplice constatazione ben si comprende
come l'attività della signora __________ è stata valutata differentemente dal
medico circondariale supplente e dal prof. __________. 

 

Evidentemente il dott. __________ ha immaginato
differentemente il lavoro della signora __________ tant'è che parla di tirare
("ziehen") e sollevare leggermente ("anheben").
In verità la signora __________ quale cassiera al __________ deve sollevare la
merce come detto da un carrello all'altro.

 

Quale operaia non qualificata è tenuta a prestare
la sua opera in attività fisiche. Il fatto di non essere sempre in grado di
sollevare pesi fino a 5 kg sino all'altezza dei fianchi e di non essere in
grado per niente di sollevarli oltre o di più pesanti, così come il non poter
svolgere lavori sempre in piedi o inginocchiata, le preclude senza dubbio la
capacità lavorativa nel vasto ventaglio di attività non qualificate a cui una
persona sana ha accesso.

 

Come detto i due dottori citati nella decisione
avversata si contraddicono. 

Il secondo parere si fonda su falsi presupposti.
È ben evidente che la valutazione medico-teorica dell'incapacità lavorativa non
ha un effetto diretto sul grado d'invalidità.

Ma ciò è vero soprattutto in professioni
qualificate dove non sempre un impedimento fisico ha ripercussioni
sull'introito.

 

Nel caso della signora __________, come detto, il
dott. __________, medico di circondario supplente della __________ di
__________, ha chiaramente limitato il lavoro esigibile dalla signora
__________:

"la paziente può talvolta sollevare e
portare pesi sino a 5 kg all'altezza dei fianchi e di rado portare pesi da 5-10
kg fino all'altezza dei fianchi.

Non può più portare pesi oltre i 10 kg sino
all'altezza dei fianchi.

La paziente non può sollevare pesi sopra l'altezza del petto.

La paziente può molto spesso maneggiare
attrezzi di leggera entità. Talvolta di media entità ma non più di pesante o
molto pesante entità.

La paziente non può fare lavori sopra la testa
con rotazioni.

La paziente può molto spesso fare lavori in
posizione seduta e inclinata in avanti, talvolta fare lavori in piedi e
inclinata in avanti.

La paziente può talvolta fare lavori inginocchiata
e lavori con la flessione delle ginocchia.

La paziente può molto spesso mantenere la
posizione di lunga durata seduta e in piedi"
(cfr. rapporto visita conclusiva, p. 4).

 

Stando così le cose è di tutta evidenza che vi
sia una diminuzione della capacità di guadagno, proprio cagionata dai postumi
infortunistici. 

La signora __________ non può più muoversi e
lavorare come in precedenza, tant'è che è limitata come constatato dal medico
circondariale.

Una riprova del fatto che la signora __________
ha subito un danno proprio a seguito dell'infortunio è data dal quantum
riconosciutole per la menomazione dell'integrità che è ora cresciuto in
giudicato" (cfr. I, p.
3s.).

 

                               1.6.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III).

 

                               1.7.   In replica,
__________ ha chiesto che lo scrivente TCA proceda ad un sopralluogo presso il
__________ nonché all'audizione testimoniale del
__________ e, eventualmente, dei titolari del suddetto magazzino. L'assicurata
ha, inoltre, preteso l'erezione di una perizia medica giudiziaria (cfr. V). 

 

                                         in
diritto

 

                                In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 in re D.
C.).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   L'oggetto
della lite è circoscritto alla questione di sapere se __________ ha o meno
diritto ad una rendita d'invalidità.

 

                               2.3.   L'invalidità
è la diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante
durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio.

                                         Così l'art.
4 cpv. 1 LAI definisce l'invalidità nella versione in vigore dal 1.1.1988, ma
il medesimo concetto vale negli altri settori delle assicurazioni sociali. 

                                         In questo
senso va letto l'art. 18 cpv. 1 LAINF: "E' considerato invalido chi è
presumibilmente alterato nella sua capacità di guadagno in modo permanente o
per un periodo rilevante". 

                                         Due sono,
dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico);

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico). 

 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso
causale adeguato (fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni dev'esserci per giunta un nesso causale adeguato tra il danno alla
salute e l'infortunio.

 

                                         L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in
altre analoghe.

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente
confacenti. 

                                         L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF).

                                         Il grado
d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

 

                                         Ciò
nondimeno, se il danno alla salute non é tale da imporre un cambiamento di
professione, di regola, il giudizio sull’incapacità lavorativa non esprimerà
valori superiori all’incapacità lavorativa indicata dal medico. Questo perché
si suppone che esplicando tutto l’impegno professionale che la restante
capacità lavorativa medico-teorica ancora permette di sviluppare, l’assicurato
esprime una capacità di guadagno della medesima proporzione (RAMI 1993, U168 p.
100; DTF 114 V 313, consid. 3b; STCA 21.3.1995 in re S. F., 31.5.1995 in re E.
D., 7.6.1995 in re M. Z., 26.2.1996 in re G. P.).

 

                               2.4.   In concreto, l'__________ ha negato all'insorgente il
diritto alla rendita d'invalidità, sostenendo che essa - nonostante i postumi
dipendenti dagli eventi traumatici assicurati - potrebbe esercitare, senza alcuno scapito di rendimento, l'attività di
cassiera presso il __________, ossia l'ultima esercitata prima di rimanere
vittima dei noti infortuni. 

                                         L'assicuratore
LAINF convenuto è pervenuto ad una simile conclusione fondandosi e sulle
risultanze della visita medica di chiusura, eseguita l'11 gennaio 2000 dal
dottor __________, spec. FMH in chirurgia, e sull'apprezzamento enunciato dal
Prof. dott. __________, __________ della Clinica di
chirurgia ortopedica dell'__________, in data 8 marzo 2000. 

 

                                         In
occasione della summenzionata visita medica di chiusura, il medico di
circondario dell'__________ così si è espresso circa gli impedimenti funzionali
presentati dall'assicurata e, finalmente, riguardo all'esigibilità al lavoro:

 

" 
la paziente può talvolta sollevare e portare
pesi sino a 5 kg all'altezza dei fianchi e di rado portare pesi da 5-10 kg fino
all'altezza dei fianchi.

Non può più portare pesi oltre i 10 kg sino
all'altezza dei fianchi.

La paziente non può sollevare pesi sopra
l'altezza del petto.

La paziente può molto spesso maneggiare attrezzi
di leggera entità. Talvolta di media entità ma non più di pesante o molto
pesante entità.

La paziente non può fare lavori sopra la testa
con rotazioni.

La paziente può molto spesso fare lavori in
posizione seduta e inclinata in avanti, talvolta fare lavori in piedi e
inclinata in avanti.

La paziente può talvolta fare lavori inginocchiata
e lavori con la flessione delle ginocchia.

La paziente può molto spesso mantenere la
posizione di lunga durata seduta e in piedi.

 

Attualmente la paziente non ha più bisogno di
cure speciali. Finisce questo mese la cura fisioterapeutica. In futuro per i
dolori alla spalla destra deve prendere medicamenti anti-infiammatori tipo Tilur
Retard.

 

Secondo il nostro parere l'assicurata è ancora
in grado di svolgere l'attività di cassiera presso il __________ così come
descritta agli atti"
(cfr. doc. _, p. 4 - la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Antecedentemente
all'emanazione della decisione formale 16 maggio 2000, le parti hanno convenuto
d'interpellare il PD __________, sottoponendogli alcuni quesiti concernenti la
capacità lavorativa (cfr. doc. _). 

                                         Queste le
risultanze degli accertamenti disposti in occasione della visita 6 marzo 2000
presso la Clinica di chirurgia ortopedica dell'__________, accertamenti che non
hanno permesso d'oggettivare pienamente i disturbi lamentati dalla qui
ricorrente: 

 

" 
Chronische Schmerzsymptomatik 1 Jahr nach Rotatorenmanschettennaht.
Die aktuellen Beschwerden können durch die klinischen und radiologischen Untersuchungsbefunde
nicht zureichend erklärt werden. Die Rotatorenmanschette ist klinisch intakt.
Wir haben der Patientin erklärt, dass wir aus orthopädischer Sicht keine weiteren
therapeutischen Möglichkeiten sehen. Da zudem die Physiotherapie seit mehr als
1 Jahr durchgeführt wird und keinerlei Verbesserung zeigt, soll diese nun definitiv
gestoppt werden. Zudem soll die Patientin versuchen, ihren Schmerzmittelkonsum allmählich
zu reduzieren. Bei uns keine weiteren Kontrollen vorgesehen" (doc. _ - la sottolineatura è del
redattore). 

 

                                         Il dottor
__________ - rispondendo ai quesiti formulati dall'__________ (egli si è invece
astenuto dal rispondere a quelli proposti dalla patrocinatrice dell'assicurata)
- ha affermato, da un lato, che l'assicurata presenta una totale capacità
lavorativa nella sua originaria professione di cassiera e, dall'altro, che essa
è senz'altro in grado di sollevare pesi di 5-10 kg
con le due mani sino all'altezza dei fianchi:

 

" 
ad. 1: Theoretisch sehen wir weiterhin eine
100%-ige Arbeitsfähigkeit im Beruf als kassierin im Supermarkt als gegeben, im Wissen,
dass bei dieser Tätigkeit Waren mit der linken Hand gezogen und angehoben werden
müssen sowie mir der rechten Hand ein Scanner bedient werden muss.

 

ad. 2: Das Heben von Waren von 5-10 kg mit beiden
Händen bis auf höhe der Hüfte scheint uns ebenfalls möglich" (cfr. doc. 161). 

 

                               2.5.   La
ricorrente contesta fermamente le conclusioni a cui sono pervenuti i dottori
__________ ed __________, nella misura in cui si fonderebbero, in realtà, su di
una errata descrizione delle                                     mansioni che
essa era chiamata a svolgere nell'ambito della sua abituale attività presso il
__________ (cfr. I, p. 5: "__________ il cliente arriva con il carrello,
la cassiera deve prendere nel carrello la merce per poi, dopo averla scannata,
riporla nel carrello vuoto adiacente. Così si svolge il lavoro presso il
__________ "). 

                                         __________
pretende, inoltre, aver ravvisato una contraddizione fra la valutazione degli
impedimenti funzionali enunciata dal PD __________ e quella, invece, espressa
dal medico di circondario dell'__________, in occasione della visita medica di
chiusura. Da qui la necessità, sempre secondo l'assicurata, che lo scrivente
TCA abbia ad ordinare l'allestimento di una perizia medica giudiziaria (cfr. I, p. 6: "In verità le conclusioni del
prof. __________ contraddicono quanto dichiarato dal dottor __________.
Quest'ultimo scrive che la paziente non può più portare pesi oltre i 10 kg fino
all'altezza dei fianchi. Di rado può portare pesi da 5 a 10 kg fino all'altezza
dei fianchi. Il prof. __________ dice che il sollevamento di merce da 5 a 10 kg
con entrambe le mani fino all'altezza dei fianchi gli sembra parimenti
possibile"). 

 

                                         L'Istituto
assicuratore convenuto osserva, da parte sua, come non sia lecito dubitare
della correttezza della descrizione dell'originaria attività, così come risulta
dal rapporto ispettivo 15 aprile 1997 (cfr. doc. _), essendo stata direttamente
fornita dall'ex datore di lavoro di __________. Del resto, rileva ancora
l'__________, la medesima non ha mai fatto oggetto di contestazione, perlomeno
prima di conoscere il parere del dottor __________ sulla capacità lavorativa. 

 

                               2.6.   Questa Corte
constata, in primo luogo, come l'insorgente abbia censurato l'apprezzamento
manifestato dal medico di circondario dell'__________, soltanto nella misura in
cui esso ha concluso per una totale abilità lavorativa nell'attività di
cassiera presso il __________. __________ non ha, per contro, sollevato
obiezioni di sorta riguardo alle limitazioni funzionali descritte dal dottor
__________ (cfr. I, p. 6: "Il medico supplente di circondario ha
chiaramente definito i limiti di esigibilità del
lavoro della paziente, ma senza motivazioni ha ignorato i limiti da lui
stesso posti per concludere affrettatamente per una capacità lavorativa
integrale quale cassiera" - la sottolineatura è del redattore). Dunque, al
succitato medico fiduciario - così come, d'altronde, al Prof. __________ - si
rimprovera, in sostanza, d'aver fondato la propria valutazione della capacità
lavorativa su di un'errata descrizione di quella che è effettivamente stata
l'attività presso l'ex datore di lavoro.

 

                                         Lo
scrivente TCA - dopo attenta riflessione - non vede ragioni che gli impediscano
di fare proprie le puntuali considerazioni enunciate dal dottor __________ in
relazione agli impedimenti funzionali dipendenti dai postumi infortunistici
residuali, ragioni che neppure __________ è riuscita a mettere in luce. 

                                         Vero è
che il PD __________ - nella misura in cui ha giudicato l'assicurata in grado
di sollevare pesi sino a 10 kg con entrambe le mani fino all'altezza dei
fianchi (cfr. doc. _) - ha espresso un parere parzialmente difforme (e meno
favorevole alla ricorrente) rispetto a quello del medico di circondario dell'__________,
il quale aveva affermato, lo si ricorda, che la ricorrente avrebbe potuto solo
di rado sollevare pesi dai 5 ai 10 kg sino all'altezza del fianchi (cfr.
doc. _). Ciò nondimeno - per i motivi che verranno diffusamente discussi in
seguito - è possibile fare astrazione dalla suesposta divergenza (e, quindi,
esimersi dall'approfondire ulteriormente la questione), siccome essa tocca un aspetto irrilevante.

                                         Del
resto, va osservato come gli impedimenti funzionali messi in luce dal dottor
__________ siano quelli che si riscontrano, normalmente, in assicurati che
hanno lamentato una rottura della cuffia dei rotatori: in sostanza, si tratta
dell'impossibilità di sollevare, rispettivamente, trasportare pesi anche solo
relativamente importanti nonché d'ingaggiare l'arto superiore interessato in
mansioni da eseguire al di sopra dell'orizzontale (cfr., per dei casi analoghi,
STCA 23.11.1998 in re S. O. c/ INSAI e STCA 29.7.1999 in re A. C. c/ INSAI,
confermata dal TFA con pronunzia 3.1.2000). 

 

Visto quanto precede, va da sé che ci si può
senz'altro astenere dall'ordinare la perizia medica giudiziaria richiesta, in
più di un'occasione, da __________ i. 

Al proposito, va ricordato che, per costante
giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce
l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle
prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero
modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad
assumere altre prove (RCC 1986 p. 202 consid. 2d; sentenza TFA del 27 ottobre
1992 in re A.B.P.; sentenza TFA del 13 febbraio 1992 in re M.O.; sentenza TFA
del 13 maggio 1991 in re A.A.; sentenza TCA del 25 novembre 1991 in re G.M.; F.
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren
in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117) senza che ciò
costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv.
2 nCost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

Come poc’anzi detto, il TCA, chiamato a
pronunciarsi su una questione sostanzialmente di carattere medico, non ha in
concreto motivi di scostarsi dall'apprezzamento enunciato dello specialista in
chirurgia consultato dall'______, se si considera che, per costante giurisprudenza,
in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. DTF 104 V 209; sentenze inedite 5 gennaio 1993 in re
S., 5 aprile 1984 in re M. e 2 novembre 1983 in re M.; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege
in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 30 seg.).

                                         Il TFA,
nella DTF 122 V 157ss., ha ancora precisato che dagli artt. 4 Cost. e 6 n. 1
CEDU non può essere dedotto un diritto formale di essere sottoposto a perizia
medica esterna da parte dell'istituto assicuratore quando si tratti di lite in
materia di prestazioni. Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove é, in
linea di principio, consentito che l'amministrazione ed il giudice delle
assicurazioni sociali fondino la loro decisione esclusivamente su basi di
giudizio interne dell'istituto assicuratore: in questo caso, devono, però,
essere poste esigenze severe per quanto riguarda l'imparzialità e
l'attendibilità di simili prove (cfr., pure, RAMI 1999 U356, p. 572). 

                                         Nella DTF
125 V 351ss. (= SVR 2000 UV10, p. 33ss.), la nostra
Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze
di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a
condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Per quel
che concerne il valore probante di un rapporto medico determinante é che il
rapporto sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure dell'assicurato, che sia stato
redatto in piena conoscenza della pregressa vicenda valetudinaria (anamnesi),
che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni
siano chiare, motivate e condivisibili (RAMI 1991 pag. 311 consid. 1; RAMI 1996
pag. 191ss.; DTF 122 V 160ss. consid. 1c e riferimenti; STFA 29.9.1998 in re
UAI c. F. non pubbl.).

                                         Determinante
dal profilo probatorio non é, dunque, di principio, l'origine del mezzo di
prova o la sua designazione quale rapporto o perizia, bensì il suo contenuto
(DTF 122 V 160 in fine).

 

                               2.7.   Al TCA non
rimane altro che verificare se l'attività di cassiera sia da ritenere
compatibile e, se del caso, in quale misura lo sia, con le limitazioni
funzionali presentate dall'insorgente a causa delle sequele degli eventi
traumatici assicurati.

 

                                         Le
mansioni che __________ era chiamata a svolgere presso il __________ e, sono
esposte nel rapporto ispettivo 15 aprile 1997:

 

" 
La signora ha sempre fatto la cassiera di
supermercato, che è quell'attività che ognuno può immaginarsi, sperimentandola
sovente in loco. Con la mano sinistra la cassiera sposta le merci da un
carrello all'altro, con la destra passa lo scanner sopra i singoli articoli. È
possibile che ogni tanto la cassiera debba aiutarsi con le due mani per
spostare merce. Come già detto per l'assicurata in ditta non ci sono lavori più
leggeri" (doc. _). 

 

                                         Va
sottolineato che fu proprio la suesposta descrizione a condurre tanto il dottor
__________ quanto il PD __________ a riconoscere l'insorgente totalmente abile
al lavoro.

                                         Così come
già indicato al consid. 2.4., l'assicurata ha messo in dubbio l'esattezza delle
informazioni contenute nel rapporto ispettivo 15 aprile 1997, facendo valere
che il lavoro di cassiera presso il suo ex datore di lavoro - a differenza di
quanto normalmente accade presso gli altri grandi magazzini d'alimentari, dove
gli articoli vengano collocati direttamente dal cliente su un nastro
trasportatore - comportava il sollevamento della merce da un carrello
all'altro, ciò che risulterebbe essere incompatibile con le limitazioni
stabilite dal dottor __________. 

 

                                         In
realtà, lo scrivente Tribunale può tranquillamente esimersi dal discutere le
obiezioni sollevate dalla ricorrente, nella misura in cui il diritto alla
rendita d'invalidità non dev’essere necessariamente determinato facendo
riferimento alla particolare attività di cassiera presso il __________, tanto
più che, così come emerge dalle tavole processuali (cfr. doc. _), __________ ha
perso il proprio posto di lavoro presso il summenzionato grande magazzino già
nel corso del mese di maggio 1999. 

                                         La
decisione circa l’eventuale diritto all’assegnazione di una rendita
d’invalidità può pertanto essere presa in funzione dell’attività normalmente
svolta da una cassiera su di un mercato equilibrato del lavoro, facendo
completamente astrazione da quella che poteva essere la particolare situazione
della ricorrente presso il __________ (cfr., per un caso analogo, STCA
14.9.1998 in re M.P. c/ INSAI, confermata dal TFA con sentenza 18.2.1999). 

                                         Va ancora
ricordato che, secondo dottrina e giurisprudenza, l’assicurato deve compiere
ogni sforzo per valorizzare al massimo le sue capacità di guadagno (STFA
10.9.1998 in re S. inedita; DTF 123 V 96 consid. 4c; RAMI 1996 U240 p. 96; SVR
1995 UV35 p. 106 consid. 5b e riferimenti) e che se, malgrado tale impegno,
un’occupazione confacente all’interessato non é reperibile in concreto, questo
é dovuto alla congiuntura del momento, per la quale, considerata la nozione di
mercato equilibrato del lavoro, l’assicurazione contro gli infortuni non é
tenuta a rispondere (DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991 p. 332 consid. 3b, P. Omlin,
Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1995,
p. 83). 

 

                                         Così come
pertinentemente sottolineato dall'assicuratore LAINF convenuto in sede di
risposta (cfr. III, p. 3, pto. 4) - circostanza peraltro riconosciuta
dall'assicurata stessa - presso la maggior parte dei supermercati, il lavoro
della cassiera si svolge in una maniera parzialmente diversa rispetto a quanto
apparentemente avviene presso il __________. 

                                         La
principale differenza consta nel fatto che la cassiera non è tenuta a prelevare
la merce dal carrello del cliente allo scopo di scannerizzarla, visto che è il
cliente stesso a riporla direttamente sul nastro trasportatore. L'attività
della cassiera si svolge in posizione seduta e consiste essenzialmente nel
passare gli articoli acquistati sotto uno scanner per la lettura del prezzo.
Per terminare, essa provvede ad incassare i soldi dal cliente. 

                                         Trattasi,
indiscutibilmente, di un'attività molto leggera da un profilo fisico, che non
comporta né il sollevamento, rispettivamente, il trasporto di pesi di alcun
genere (considerato come la merce venga trasportata grazie ad un nastro
scorrevole) né la manipolazione d'attrezzi né, infine, l'esecuzione di lavori
sopra l'orizzontale. 

 

                                         Non vi possono
essere dubbi circa il fatto che __________, su un mercato equilibrato del
lavoro, potrebbe esercitare - senza impedimenti di sorta - una simile attività
professionale. 

                                         In
siffatte condizioni, la decisione dell’__________ di negare il diritto ad una
rendita d’invalidità non può che essere tutelata dallo scrivente TCA. Infatti,
accertato che l'insorgente non presenta alcuna incapacità lavorativa nella sua
attività professionale di cassiera, é giocoforza ammettere l’inesistenza di
qualsivoglia incapacità di guadagno.

 

                                         Di nessun
soccorso può essere, infine, il fatto che l'insorgente sia stata posta al
beneficio di un'indennità per menomazione dell'integrità del 10%. Beninteso,
nessuno dubita che __________ presenti ancor oggi dei postumi residuali a livello
della spalla destra, postumi che, del resto, hanno giustificato l'assegnazione
della succitata IMI. Tuttavia, ciò non toglie che - così come dimostrato in
precedenza - le sequele degli infortuni assicurati non sono tali da incidere
negativamente sulla capacità di guadagno della ricorrente, donde il rifiuto di
concedere una rendita d'invalidità. 

                                         Al
riguardo, va ancora rammentato che la finalità dell’IMI é quella d’indennizzare
una diminuzione durevole dell’integrità fisica o mentale, a prescindere
totalmente dagli effetti di quest’ultima sulla capacità di guadagno
dell’assicurato (cfr. art. 36 cpv. 1 2a frase OAINF).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

La
vicepresidente                                                 Il segretario

 

Giovanna Roggero-Will                                        Fabio
Zocchetti