# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 462c9a13-8d0d-526a-90d2-e0163e66158b
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 09.03.2010 A 2009 35
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2009-35_2010-03-09.pdf

## Full Text

A 09 35
4a Camera  

SENTENZA
del 9 marzo 2010

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente decisione di comprensorio "area industriale - tappa 1"

1. Il 3/4 settembre 2001 il Municipio di … decretava l’inizio della procedura di 

comprensorio per l’urbanizzazione della zona industriale. Venivano al 

proposito emanati cinque decreti d’inizio concernenti i comprensori della rete 

stradale e marciapiedi (no. 1), delle canalizzazioni acque chiare e nere (no. 

2), dell’acquedotto industriale (no. 3), della rete acqua potabile (no. 4) e della 

rete elettricità e illuminazione pubblica (no. 5). Contro i decreti d’inizio furono 

interposti diversi ricorsi al Tribunale amministrativo. Con sentenze del 22 

gennaio 2002 (A 01 78, A 01 81 e 85, A 01 87) il Tribunale ampliava il 

perimetro dei singoli comprensori a tutte le particelle site nella zona industriale 

II, 1. tappa di urbanizzazione, e toglieva dal comprensorio no. 2 la parte 

inerente al canale a cielo aperto, dato che tale impianto sarebbe andato a 

beneficio anche di un'altra cerchia di proprietari. Il Tribunale confermava però 

la correttezza della procedura contributiva adottata e la chiave di ripartizione 

dei costi fra enti pubblici e privati. I piani dei cinque perimetri vennero 

modificati a seguito delle citate sentenze. A fine 2007 i lavori risultavano 

praticamente ultimati. Dopo aver consultato anche la Commissione comunale 

di perimetro, il 23 giugno 2008 il Municipio del Comune di … emanava le 

decisioni di ripartizione dei costi per i cinque perimetri ad ogni singolo 

proprietario. Il 7 aprile 2008 la … acquistava le particelle ni. 206 e 207 dai 

precedenti proprietari. Con decisione del 4 febbraio 2009 la … veniva inserita 

nei comprensori al posto dei precedenti proprietari. Per il suo fondo no. 207 

di 5147 m2 quest’ultima veniva obbligata a versare per il comprensorio rete 

stradale e marciapiedi (no. 1) fr. 17'794.10, per quello delle acque chiare e 

nere (no. 2) fr. 25'692.30, per quello dell’acqua industriale (no. 3) fr. 9'016.90, 

per quello dell’acqua potabile (no. 4) fr. 4'582.30 ed infine per quello della rete 

elettrica e illuminazione (no. 5) fr. 3'871.90. 

2. ll 24 febbraio 2009 la …, proprietaria delle particelle ni. 206 e 207, interponeva 

opposizione contro il progetto di ripartizione dei costi di comprensorio inerente 

l’urbanizzazione dell’area industriale. La stessa postulava innanzitutto 

l’annullamento dei decreti impugnati e il rinvio degli atti al comune per 

rielaborazione e ricalcolo di tutti i costi dei comprensori in seguito alla allora 

recente revisione della pianificazione. In via subordinata la … postulava 

l’esonero della particella no. 207 da tutti i contributi perimetrali così come pure 

l’esonero della particella no. 206 dal contributo per il comprensorio delle 

canalizzazioni acque chiare e nere (no. 2). Con decisione del 4 giugno 2009 

del Municipio di … l’opposizione veniva integralmente respinta.

3. Con decisione dell’assemblea comunale del 13 ottobre 2008 l’attribuzione 

pianificatoria dei fondi, i quali erano stati inseriti solo nella 2.a tappa di 

utilizzazione della zona industriale II, veniva sottoposta ad una revisione 

parziale. Alla base della stessa vi era la richiesta di acquisto di un terreno 

industriale da parte di una ditta estera, la quale intendeva realizzare nella 

zona un nuovo importante insediamento industriale. Con decisione del 13 

gennaio 2009 il Governo del Cantone dei Grigioni approvava gli azzonamenti 

richiesti. Nel frattempo la ditta estera comunicava però la propria rinuncia al 

progetto a causa della grave crisi economica. Per questi motivi nella zona 

interessata non veniva eseguito alcun lavoro di urbanizzazione.

4. Nel proprio ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 6 luglio 2009, 

la … chiedeva in via principale il ritorno degli atti al comune convenuto per un 

nuovo calcolo dei contributi perimetrali inserendo nei comprensori perimetrali 

anche le particelle oggetto dell’ultima revisione parziale della pianificazione 

della zona industriale, ossia le particelle ni. 202, 203, 204, 210 e parte della 

208. In via eventuale, l’istante postulava ancora solo l’esonero della particella 

no. 207 da tutti i contributi perimetrali. L’istante ritiene innanzitutto che il 

comune avrebbe dovuto riconsiderare la nuova situazione venutasi a creare 

in seguito all’azzonamento formale di diversi fondi alla zona industriale II. La 

procedura contributiva non sarebbe ancora conclusa ed inoltre un decreto 

d’inizio non sarebbe immutabile, soprattutto quando le circostanze avrebbero 

subito un cambiamento sostanziale in corso di procedura. L’obbligo 

perimetrale scatterebbe inoltre già nel momento in cui un proprietario fondiario 

potrebbe trarre un vantaggio economico da un’infrastruttura pubblica, 

indipendentemente se quest’ultimo ne faccia concretamente uso o meno. 

In merito ai contributi dei singoli comprensori imposti alla propria particella no. 

207 l’istante adduceva la seguente motivazione: La strada di quartiere no. 

211, la quale dovrebbe collegare alla rete non sarebbe stata realizzata. La 

particella no. 207 sarebbe quindi priva di sbocchi. Per renderla 

sufficientemente accessibile, l’istante si sarebbe vista costretta a trovare un 

oneroso accordo privato. Anche se il comune avesse imposto un coefficiente 

ridotto del 50% per il perimetro no. 1, questa riduzione non sarebbe 

sufficiente. La stessa argomentazione varrebbe poi per tutti gli altri 

comprensori. In particolar modo sarebbe poi incomprensibile mettere in conto 

un coefficiente del 66.7% per le canalizzazioni, quando non sussisterebbe 

alcuna possibilità di allacciamento diretto. Anche per gli altri tre comprensori, 

benché conteggiati con un coefficiente del 50%, non terrebbero 

sufficientemente conto degli oneri che incomberebbero alla ricorrente. 

5. Nella propria presa di posizione il comune proponeva di respingere il ricorso. 

La richiesta di ampliamento dei perimetri anche alle particelle della 2. tappa 

della zona industriale andrebbe respinta per più motivi: La delimitazione dei 

comprensori sarebbe stata effettuata già con il rilascio del decreto d’inizio 

della procedura. I proprietari fondiari interessati avrebbero già a suo tempo 

disposto di un rimedio giuridico contro il citato decreto. Durante il decorso della 

procedura non sarebbe più possibile sollevare critiche contro la delimitazione 

dei comprensori. Nel caso concreto la delimitazione sarebbe poi avvenuta 

giudizialmente. Il Tribunale amministrativo con sentenze del 22 gennaio / 14 

febbraio 2002 avrebbe fissato su ricorso i perimetri, ampliando quelli 

inizialmente definiti dall’autorità comunale. Le citate sentenze sarebbero 

cresciute in giudicato già da tempo. La revisione della pianificazione 

concernente la 2.a tappa di utilizzazione della zona industriale II sarebbe poi 

stata approvata dal Governo solamente il 13 gennaio 2009. Di conseguenza 

il 23 giugno 2008, al momento del rilascio delle decisioni di ripartizione dei 

costi, la citata modifica pianificatoria non avrebbe nemmeno potuto essere 

considerata. Inoltre le particelle interessate non sarebbero ancora 

urbanizzate. La realizzazione delle strutture necessarie implicherebbe 

forzatamente un’ulteriore tappa di urbanizzazione. Senza gli impianti di 

urbanizzazione previsti dal relativo piano generale non sarebbe neppure 

possibile rilasciare un’autorizzazione edilizia per l’edificazione dei fondi in 

questione. Determinante non sarebbe la questione dell’azzonamento, ma 

quella se le opere di urbanizzazione realizzate servano o meno i fondi. La 

presente problematica sarebbe inoltre già regolata dall’art. 27 OPTC. Se si 

dovesse procedere alla realizzazione della 2.a tappa di urbanizzazione e il 

modo di sfruttamento delle opere già eseguite dovesse cambiare, tornando 

utile anche ad ulteriori proprietari, dovrà essere avviata una nuova procedura 

contributiva, nella quale i contributi già versati dovranno venir computati ed 

eventualmente suddivisi di nuovo. 

In merito ai singoli perimetri il comune adduceva le seguenti argomentazioni 

alle diverse critiche della ricorrente: La particella no. 207 sarebbe chiaramente 

urbanizzata in modo indiretto, tramite la particella adiacente no. 206 ed 

eventualmente dalla no. 211. La particella no. 207, così come pure i fondi ni. 

192, 193, 200, 201, 207 e parte della 208 sarebbero talmente vicine alle opere 

di urbanizzazione e avrebbero un’estensione esigua da non rendere 

necessari ulteriori interventi per urbanizzare le stesse. In considerazione della 

possibilità di allacciamento solo indiretto, il fondo no. 207 sarebbe stato 

incluso con un coefficiente minimo del 50%. Lungo la strada di quartiere, 

particella no. 212, come risulterebbe dai piani delle opere eseguite sarebbero 

stati posati tutti i servizi tecnologici necessari anche alla particella no. 207 per 

una corretta urbanizzazione. Alla stessa sarebbe sempre stato imposto un 

coefficiente ridotto, tenendo conto della possibilità indiretta di allacciamento. 

La ricorrente, essendo poi anche proprietaria della particella contigua no. 206, 

non avrebbe infine alcun problema di allacciamento. 

6. In sede di replica la ricorrente contestava il fatto che le particelle ni. 202, 203, 

204, 210 e parte della 208 non incluse nella procedura di perimetro non 

sarebbero urbanizzate. Le stesse godrebbero infatti di un concreto e rilevante 

vantaggio delle opere di urbanizzazione già esistenti. Sarebbe inoltre 

irrilevante per l’inclusione nel perimetro il fatto che i fondi in rassegna non 

potrebbero essere edificati, poiché non urbanizzati. Non sarebbe neppure 

l’azzonamento a determinare l’inclusione nel comprensorio, ma solo il 

vantaggio che deriverebbe da determinate opere. Per questioni di equità e di 

parità di trattamento il comune sarebbe obbligato a riconsiderare la chiave di 

riparto. La particella no. 207 sarebbe infatti al momento esattamente 

urbanizzata come i fondi che il comune non intenderebbe inserire nelle 

procedure di comprensorio. 

In merito ai singoli perimetri la ricorrente replicava quanto segue: Il fondo no. 

207 avrebbe una superficie di oltre 5000 m2 e potrebbe pertanto avere un 

destino proprio. Se quest’ultima dovesse sempre fare a capo alla no. 206 

questo fatto implicherebbe sempre difficoltà e costi. Se un eventuale accesso 

insufficiente fosse dovuto ad una lacuna pianificatoria, il medesimo non 

potrebbe essere rivendicato nei confronti del proprietario vicino. 

7. Il comune convenuto nella propria duplica confermava essenzialmente le tesi 

esposte nella propria presa di posizione e ribadiva che la posizione delle 

particelle ni. 192, 193, 200, 201, 207 e parte della 208 sarebbe ben diversa 

da quella in cui si troverebbero ora le particelle ni. 202, 203, 204, 210 e la 

parte est della particella no. 208. Per quest’ultime sarebbe necessaria 

un’ulteriore tappa di urbanizzazione. Bisognerebbe inoltre escludere che 

questa avvenga entro breve tempo. Per le particelle ni. 192, 193, 200, 201, 

207 e parte della 208, il Tribunale amministrativo aveva ritenuto che le stesse, 

visto anche l’esiguità della superficie ancora da urbanizzare dei citati fondi già 

inclusi nella zona industriale, avrebbero dovuto essere inseriti nella prima 

tappa di urbanizzazione, dato che la realizzazione entro breve della seconda 

tappa sarebbe stata poco probabile. Le particelle non ancora inserite nei 

perimetri, ossia ni. 202, 203, 204, 210 e la parte est della particella no. 208, 

sarebbero situate talmente lontane dalle opere di urbanizzazione da doverle 

considerare come non urbanizzate. La tesi della ricorrente sarebbe infine 

inconsistente: Da un canto la stessa riterrebbe che il tipo di zona fosse 

ininfluente per determinare l’inserimento o meno nei comprensori. Allo stesso 

tempo quest’ultima richiederebbe l’ampliamento dei perimetri proprio in 

considerazione delle modifiche pianificatorie. 

In merito ai singoli perimetri il comune asseriva che le particelle ni. 206 e 207 

della ricorrente avrebbero potuto anche essere viste come un’unità e quindi 

sarebbe stato giustificato imporre un vantaggio del 100% anche per tutti i 

perimetri della particella no. 207.  

8. In data 16 dicembre 2009, il Tribunale amministrativo esperiva un sopralluogo 

a ... Presenti erano i rappresentanti della ricorrente e quelli del comune 

convenuto con i propri legali, così come il Presidente della commissione di 

perimetro e l’ingegnere del progetto. Dopo aver visionato le opere realizzate 

e le particolarità della particella in questione alle parti interessate veniva data 

la possibilità di esprimersi sulla vertenza. Su quanto visto e sentito in detta 

sede si tornerà, per quanto utile ai fini decisionali, nelle considerazioni di 

merito che seguono. 

9. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà per quanto utile ai fini del 

giudizio nelle considerazioni di merito che seguono.

Considerando in diritto:

1. Il Comune di … in data 6 settembre 2001 pubblicava sul Foglio ufficiale del 

Cantone dei Grigioni i cinque decreti d’inizio per l’urbanizzazione della zona 

industriale. Il 1. novembre 2005 è entrata in vigore la nuova Legge cantonale 

sulla pianificazione territoriale (LPTC). Giusta l’art. 108 cpv. 1 cifra 1 LPTC le 

procedure di pianificazione pendenti al momento dell’entrata in vigore della 

citata legge vengono portate avanti a livello comunale secondo le prescrizioni 

sulle competenze e procedurali già vigenti fino alla loro conclusione. Per i 

rimedi giuridici fa invece stato il nuovo diritto. Già con l’entrata in vigore il 1. 

gennaio 1988 della riveduta LPTC, la legislazione in materia di pianificazione 

restringeva il campo d’applicazione della Legge cantonale sui comprensori 

(LCompr), prevedendo all’art. 1 cpv. 4 LCompr (cfr. art. 106 cpv. 2 cifra 3 

LPTC) una esplicita riserva a favore delle norme sull’esecuzione e sul 

finanziamento dell’urbanizzazione giusta il diritto sulla pianificazione 

territoriale, lasciando però ai comuni la possibilità di emanare norme 

procedurali proprie (art. 29 vOPTC). Il comune convenuto, il quale non 

dispone di norme procedurali proprie in materia, ha quindi a ragione effettuato 

la ripartizione dei costi in base alle norme procedurali e sulle competenze degli 

art. 24 e ss. della vOPTC. In merito al diritto applicabile anche la ricorrente 

non ha sollevato critiche. 

2. Oggetto della presente controversia sono le seguenti tematiche sollevate dalla 

ricorrente: il perimetro dei comprensori (cons. 3), il calcolo e l’ammontare di 

tutti e cinque i contributi perimetrali a carico della particella no. 207 della 

ricorrente (cons. 4). I contributi perimetrali a carico della particella no. 206 

della ricorrente non sono invece stati impugnati dalla stessa.

3. a) Con il decreto d’inizio viene definito il perimetro del comprensorio, il quale 

deve includere tutti quei proprietari immobiliari che traggono un beneficio 

economico particolare dall’esecuzione dell’opera, trovandosi in una specifica 

situazione di proprietà immobiliare. Per l’inclusione di un fondo nel perimetro 

di un determinato comprensorio non è indispensabile che il proprietario faccia 

pure concretamente uso del vantaggio economico che gli deriva 

dall’infrastruttura pubblica, ma basta la possibilità di usufruire di un simile 

vantaggio (PTA 1991 no. 44). È infatti la semplice possibilità di usufruire degli 

impianti d’urbanizzazione che accresce il valore della proprietà immobiliare e 

non l’esistenza effettiva di un allacciamento (DTA 504/90). In principio 

pertanto, con l’inclusione di un fondo nel perimetro del comprensorio, l’autorità 

comunale afferma l’esistenza di un vantaggio particolare per una determinata 

particella dalla realizzazione dell’infrastruttura. Praticamente nel decreto 

d’inizio non è possibile motivare oltre la situazione concreta di qualsiasi fondo 

incluso e non incluso nel perimetro scelto. Materialmente la ricorrente 

contesta innanzitutto la non inclusione delle particelle della zona industriale II, 

2. tappa di utilizzazione, ossia le particelle ni. 202, 203, 204, 208 

(parzialmente) e 210, le quali a suo avviso trarrebbero pure degli indubbi 

vantaggi dall’urbanizzazione già presente e da quella prevista. La ricorrente 

argomenta la propria richiesta con il fatto che il 13 ottobre 2008 il comune 

convenuto avrebbe approvato una revisione parziale della pianificazione 

locale, nella quale anche la 2. tappa di utilizzazione veniva assegnata 

formalmente alla zona industriale II. Questa revisione della pianificazione 

locale sarebbe inoltre stata approvata dal Governo cantonale con decreto del 

13./14. gennaio 2009. Per questi motivi le citate particelle dovrebbero venir 

incluse nella zona di perimetro. Questa richiesta, come si preciserà qui di 

seguito, non merita protezione. 

b) Con sentenze STA A 01 78, 81, 82, 85 e 87 del 22 gennaio 2002 il Tribunale 

aveva ritenuto necessaria l’inclusione delle particelle ni. 192, 193, 200, 201, 

207 e 208 (parzialmente) nei relativi comprensori, come avevano postulato i 

relativi ricorrenti. Le stesse erano infatti già state assegnate legalmente alla 

1. tappa di utilizzazione della zona industriale II. La parte della zona industriale 

II che secondo il piano delle zone era stata assegnata alla 2. tappa di 

utilizzazione non era a quel tempo ancora stata approvata. Poiché 

l’approvazione da parte del Governo cantonale ha effetto costitutivo, la non 

approvazione della 2. tappa di utilizzazione comportò la mancata inclusione 

delle relative particelle nella zona industriale. Anche il Tribunale aveva ritenuto 

corretta la non inclusione delle particelle in oggetto. Anche se con decreto del 

13/14 gennaio 2009 del Governo la 2. tappa di utilizzazione è stata assegnata 

alla zona industriale II, la decisione del comune deve essere confermata. 

Innanzitutto come precisa lo stesso, anche se questo fatto non è decisivo, le 

decisioni di ripartizione dei costi erano state emanate già il 23 giugno 2008 e 

quindi prima della decisione di revisione parziale della pianificazione e della 

relativa approvazione da parte del Governo. Già per questo motivo il comune 

al momento della delibera delle decisioni impugnate non poteva ancora tenere 

conto di dette particelle. Nel caso concreto vi sono però anche altri motivi a 

sostegno della decisione di non ampliamento dei perimetri. Già dall’inizio era 

stato previsto che l’urbanizzazione della zona industriale II sarebbe avvenuta 

in diverse tappe, in modo di poter adeguare il procedere dell’urbanizzazione 

alla relativa richiesta nella zona industriale. Come si evince dai piani delle 

opere eseguite e come si è potuto constatare anche in sede di sopralluogo, le 

particelle non inserite nei perimetri non sono ancora affatto urbanizzate. Per 

l’urbanizzazione delle particelle interessate si renderà necessaria la creazione 

di ulteriori infrastrutture. La realizzazione vera e propria non è però prevista 

nel prossimo futuro come ha dichiarato il comune convenuto, dato che la ditta 

estera che intendeva insediarsi, ha in seguito all’attuale crisi economica 

rinunciato al proprio progetto. La problematica di un eventuale cambiamento 

dello sfruttamento dell’opera già eseguita è inoltre esplicitamente regolata 

dall’art. 27 OPTC. Detta norma prevede che se entro dieci anni dal passaggio 

in giudicato della ripartizione dei costi, il modo di sfruttamento delle opere già 

eseguite dovesse cambiare sostanzialmente, tornando utile anche ad ulteriori 

proprietari, su richiesta di persone con obbligo contributivo o d'ufficio potrà 

essere avviata una nuova procedura contributiva (STA A 07 49 cons. 3b; DTF 

del 03.03.2009, 2C_434/2008, cons. 3). Anche alla luce di questa possibilità, 

la decisione del comune convenuto non da adito a critiche. Ne risulta che la 

non inclusione nel perimetro in oggetto delle particelle assegnate alla citata 2. 

tappa di utilizzazione è corretta. Su questo punto il ricorso deve pertanto 

essere respinto. 

4. La ricorrente richiede l’esonero da tutti i contributi di perimetro per la propria 

particella no. 207, dato che la stessa non godrebbe di un allacciamento diretto 

alle opere perimetrali. Il comune ha invece imposto alla particella della 

ricorrente un coefficiente del 50% per il comprensorio rete stradale e 

marciapiedi (no. 1), uno del 66.7% per quello delle acque chiare e nere (no. 

2), uno del 50% per i comprensori dell’acqua industriale (no. 3), dell’acqua 

potabile (no. 4) ed infine per quello della rete elettrica e illuminazione (no. 5). 

Le censure della ricorrente non meritano protezione. Questo Tribunale aveva 

deciso di ampliare il perimetro dei singoli comprensori a tutte le particelle site 

nella zona industriale II, 1. tappa di urbanizzazione, ossia ai fondi ni. 192, 193, 

200, 201, 207 e una parte della 208, con sentenze del 22 gennaio 2002 (A 01 

78, A 01 81 e 85, A 01 87). I proprietari di allora della particella ricorrente non 

avevano impugnato tale decisione. Come sostiene il comune convenuto, la 

decisione d’inserimento della particella della ricorrente nei vari perimetri è 

pertanto già da tempo cresciuta in giudicato. Il comune ha inoltre tenuto conto 

delle possibilità di allacciamento solo indiretto di cui gode il fondo no. 207. Per 

questi motivi per nessun perimetro gli è stato imputato un coefficiente del 

100%. In sede di sopralluogo i rappresentanti del comune hanno precisato 

che durante la fase di progettazione si erano tenute numerose sedute con i 

singoli proprietari. I proprietari delle particelle ni. 206 e 207 non avevano 

desiderato un allacciamento diretto, dato che il proprio fondo no. 207, con una 

superficie di 5147 m2, sarebbe stato comodamente raggiungibile attraverso 

l’altro fondo di sua proprietà, ossia il no. 206 con una superficie di 3306 m2. 

Questo fatto risulta facilmente comprensibile nella situazione concreta. Come 

si evince infatti dai piani delle opere eseguite (doc. 22 a 25 del comune) lungo 

la strada di quartiere no. 212 sono presenti tutti i servizi perimetrali di cui la 

particella no. 207 abbisogna per una corretta urbanizzazione. Altrimenti un 

allacciamento diretto della particella no. 207 alle singole opere perimetrali 

avrebbe comportato un ingente onere finanziario per i proprietari della stessa. 

Il comune nelle proprie decisioni perimetrali ha tenuto conto che le particelle 

adiacenti ni. 206 e 207, pur essendo entrambe di proprietà della ricorrente, 

formalmente rappresentano due fondi separati e ha incluso la no. 207 in tutti 

i perimetri in modo molto favorevole. La ricorrente, dal fatto che pure le 

particelle ni. 200 e 201 non avrebbero sbocco diretto sulle infrastrutture 

comunali, non può trarne alcun vantaggio. Pure ai citati fondi, così come pure 

alla particella no. 1089 (procedura A 09 34), sono stati accollati costi 

perimetrali e quindi una disparità di trattamento non è ravvisabile. Inoltre i 

proprietari dei fondi ni. 200 e 201 non hanno impugnato le relative decisioni di 

perimetro. Risulta infine pure poco convincente la tesi della ricorrente, 

secondo la quale non si dovrebbe ritenere quale scontato che la particella no. 

207 si possa allacciare alle opere perimetrali attraverso il fondo no. 206, in 

quanto quale proprietaria di ambedue può disporne a suo piacimento. Per tutti 

questi motivi il Tribunale conferma le decisioni perimetrali impugnate. 

5. In conclusione, le censure addotte dalla ricorrente non meritano protezione e 

il ricorso deve essere respinto. I costi di procedura vanno accollati alla parte 

soccombente. Non vengono assegnate indennità a titolo di ripetibili, in quanto 

il comune convenuto ha agito nell’esercizio delle proprie attribuzioni ufficiali 

(art. 78 cpv. 2 LGA). 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 3'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 284.--

totale fr. 3'284 .--

il cui importo sarà versato dalla … entro trenta giorni dalla notifica della 

presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, 

Coira.