# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7800720a-6b5a-5ca9-97c5-3d406d05c5ba
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-06-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 26.06.1998 14.1998.00003
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1998-00003_1998-06-26.html

## Full Text

Incarto n.

  14.98.00003

  	
  Lugano

  26 giugno 1998

  /MR/fc/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  Composta
  dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  Segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
nella causa a procedura sommaria senza contraddittorio di cui all’inc.n.
__________ della Pretura del Distretto  __________, Sezione 4, a dipendenza
dell’istanza di sequestro del 12 dicembre 1997 di

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________)

   

  

 

Istanza
sulla quale la Segretaria assessore della Pretura del Distretto  __________, Sezione
4, con decisione18 dicembre 1997 ha così statuito:

 

                                “1.      L’istanza
è respinta.

                                 2.      La
tassa di giustizia di fr. 240.-- e le spese sono poste a carico dell’istante.

                                 3.      omissis.”

 

Decisione
dedotta in appello dalla creditrice sequestrante che con atto 7 gennaio 1998
chiedente sia giudicato:

 

                                “1.      L’appello
è accolto.

                                          Di
conseguenza la sentenza 18/21 dicembre 1997 della Pretura di __________, è modificata
come segue:

.                                         1.     L’istanza
è accolta.

                                                  Di
conseguenza è accordato il sequestro di ogni avere e/o credito di pertinenza
della __________, presso la __________.

                                          2.     La
tassa di giustizia e le spese, nonché le ripetibili fissate in fr. sono a carico
dello Stato del Cantone Ticino.

 

                                 2.      Tassa, spese
e ripetibili di appello pure a carico dello Stato del Cantone Ticino.”

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                 A.      Con
istanza 12 dicembre 1997 nei confronti __________ il sequestro di “ogni avere
e/o credito di pertinenza __________ la base dell’art. 271 cpv.1 n.4 LEF e per
un credito di complessivi fr. 638’387.05 (US$ 267’906.88 più Lit. 106’124’000,
al tasso di cambio del 12 dicembre 1997) oltre accessori. __________ fa
derivare il proprio credito dal mancato pagamento da parte di __________, di
fatture emesse dalla creditrice sequestrante nei suoi confronti per
l’esecuzione di spedizioni a __________) di materiale per la costruzione di un
impianto di disinfezione, spedizioni __________, avrebbe a sua volta ricevuto
l’incarico di eseguire da parte della __________.

 

                                B.      Con
decisione 18 dicembre 1997 la Segretaria assessore della Pretura del Distretto
di __________, Sezione 4, ha respinto l’istanza ritenendo siccome non data la
causa di sequestro invocata, in particolare in relazione al credito per il
quale è chiesto il sequestro non sarebbe dato un legame sufficiente con la
Svizzera nel senso richiesto dall’art. 271 cpv.1 n.4 LEF.

 

                                C.      Con
appello 7 gennaio 1998 __________ è insorto contro la decisione della Segretaria
assessore, postulandone la riforma nel senso di un accoglimento dell’istanza e
conseguente concessione del sequestro, con carico delle tasse e delle spese
allo Stato e protesta delle ripetibili di prima e seconda istanza.

 

 

Considerando

 

in
diritto:               1.      a)     Per crediti non garantiti da pegno il
creditore può chiedere il sequestro di beni del debitore, quando sia data una
causa di sequestro (cfr. art. 271 cpv.1 n.1 a 5 LEF). Nel Cantone Ticino
competente per la concessione del sequestro è il Pretore (art. 14 cpv.1 e 16
cpv.3 LALEF), rispettivamente, per valori non superiori a fr. 2’000.--, il
Giudice di pace (art. 14 cpv.1 LALEF e art. 5 cpv.1 LOG), del luogo in cui si
trovano i beni da sequestrare indicati dal creditore. La procedura, di natura
sommaria (art. 25 n.2 lett.a LEF), è retta dall’art. 19 LALEF che non prevede
il contraddittorio. Concesso il sequestro, chi è toccato nei suoi diritti può
fare opposizione al giudice del sequestro entro dieci giorni da quando ne ha
avuto conoscenza (art. 278 cpv.1 LEF). In tal caso il giudice, in una procedura
pure sommaria retta dagli art. 20ss. LALEF, sottopone il sequestro a nuovo
esame, dando agli interessati la possibilità di esprimersi (cfr. art. 278 cpv.2
LEF). La nuova decisione (sull’opposizione) può essere impugnata entro dieci
giorni all’autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv.3 primo periodo LEF) -
nel Cantone Ticino alla Camera di esecuzione e fallimenti con il rimedio
dell’appello (art. 22 LALEF e art. 14 e 22 lett.c LOG), rispettivamente, in
caso di valore inferiore agli 8’000.-- franchi, alla Camera di cassazione
civile con ricorso per cassazione (art. 22 LALEF e art. 5, 13 e 22 lett.b LOG)
- e le parti possono avvalersi di fatti nuovi (art. 278 cpv.3 secondo periodo
LEF).

 

                                          b)    L’opposizione
al decreto di sequestro e l’impugnazione della decisione sull’opposizione,
oltre che la possibilità di addurre nova davanti all’autorità di seconda
istanza, sono tra le novità più significative apportate alla procedura di
sequestro dalla recente revisione della LEF, in vigore dal 1° gennaio 1997. La
via dell’opposizione è tuttavia ammessa soltanto in caso di concessione del
sequestro: essa è infatti aperta a chi è toccato nei suoi diritti dal
sequestro, sia esso il debitore o un terzo (cfr. art. 278 cpv.1 LEF), non invece
al creditore in caso di non concessione del sequestro. Contro la decisione che
rigetta integralmente o parzialmente una domanda di sequestro il legislatore
federale ha infatti consapevolmente rinunciato a istituire un rimedio di
diritto, lasciando tale  facoltà ai singoli Cantoni, come già riconosceva il
diritto previgente (cfr. DTF 119 III 92 cons.1, 91 III 28; Messaggio
concernente la revisione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento
dell’8 maggio 1991, in: FF 1991 III 123; Amonn/
Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ed.,
Berna 1997, §51 n.66 p.419; Bertrand Reeb,
Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p.481;
Rudolf Ottomann, Der Arrest, in:
ZSR 1996/I, p.255 e 257; Karl Spühler,
Novità in materia di sequestro e di accertamento di ritorno a miglior fortuna
nella nuova legge federale sulla esecuzione e sul fallimento, in: La revisione
della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento, Atti della giornata di
studio del 9 ottobre 1995, CFPG Vol. 16, p.103; Dominik Gasser, Das Abwehrdispositiv der Arrestbetroffenen nach
revidiertem SchKG, in: ZBJV 1994, p.605).

 

                                          c)     Nel
Cantone Ticino la normativa cantonale non prevede espressamente un rimedio
contro la decisione che respinge totalmente o parzialmente una domanda di
sequestro. Non lo prevedevano le norme cantonali in vigore prima della revisione
della LEF (e fino alla metà del 1997) - in particolare gli art. da 385 a 388
CPC e la Legge cantonale di applicazione della legge federale sull’esecuzione e
sul fallimento dell’8 marzo 1911 (LALEF) nel tenore previgente - , né lo
prevedono quelle introdotte con la Legge (cantonale) concernente l’adeguamento
del diritto esecutivo cantonale alla revisione del 16 dicembre 1994 della Legge
federale sulla esecuzione e sul fallimento del 12 marzo 1997, in vigore dal 6
giugno 1997 (BU 1997, p.269 ss.). In particolare sulle impugnazioni contro
decisioni giudiziarie in tema di esecuzione e fallimento (cfr. art. 22 LALEF)
il primo (termini per impugnare) e il terzo (effetto sospensivo) capoverso
dell’attuale norma si limitano a riprendere il terzo rispettivamente il quarto
capoverso dell’abrogato art. 388 CPC, l’art. 22 cpv.2 LALEF stabilisce esplicitamente
l’inammissibilità dell’appello e del ricorso adesivi, mentre l’art. 22 cpv.4 LALEF
prevede nei limiti imposti dal diritto federale la facoltà delle parti di avvalersi
di fatti nuovi. Tuttavia già sotto il regime della normativa previgente questa
Camera nella sentenza 20 marzo 1996 __________. aveva ritenuto di modificare la
propria giurisprudenza nel senso di ammettere il rimedio dell’appello - nei
limiti della competenza appellabile del Pretore - contro la decisione che rifiuta
totalmente o parzialmente una domanda di sequestro oppure che impone la
prestazione di una garanzia ex art. 273 cpv.1 LEF, e ciò in consonanza con la
giurisprudenza sviluppata in materia di concordato. Siffatta nuova giurisprudenza,
e i motivi che l’hanno ispirata - in particolare “le esigenze di tutela dei diritti
delle parti improntate alla massima apertura e derivate da un’interpretazione
della Costituzione federale secondo lo spirito del tempo”, “la parità di
trattamento, (...) avuto riguardo a evidenti discordanze nella variegata prassi
giudiziaria cantonale (...)” e l’assenza di un’ipotesi di danno derivante da un
appello infondato al debitore, “cui non viene intimato né l’atto di appello né
la sentenza” - restano tuttora validi, anche dopo le modifiche legislative nel
frattempo entrate in vigore, di modo che merita integrale conferma. Va tuttavia
sottolineato che nell’ambito dell’appellazione contro il rifiuto parziale o
integrale del sequestro rispettivamente contro la prestazione di una garanzia
ex art. 273 cpv.1 LEF, come è la regola nelle procedure d’impugnazione (cfr. art.
321 cpv.1 lett.b CPC), non sono ammessi nova: l’art. 22 cpv.4 LALEF
richiama infatti esplicitamente l’art. 174 LEF (in tema di fallimento) e l’art.
278 cpv.3 LEF, norma quest’ultima che riguarda soltanto l’appello contro la
decisione sull’opposizione in caso di concessione del sequestro.

 

                                2.      Prima
di concedere il sequestro il giudice esamina, sulla base dei soli elementi addotti
dal creditore, se è stata resa sufficientemente verosimile l’esistenza del
credito, di una causa di sequestro nonché di beni appartenenti al debitore (art.
272 LEF). Il grado di verosimiglianza ex art. 271-272 LEF richiesto per valutare
se vi è un credito, se nel circondario di sua competenza vi sono beni
appartenenti al debitore e se si realizza almeno una delle cause di sequestro
fatte valere dal creditore è in linea di principio nel senso che la tesi del
creditore deve risultare plausibile e l’esame puntuale delle allegazioni e
della documentazione prodotta dal creditore deve permettere al giudice di
convincersi - sulla base di elementi oggettivi, non bastando di regola fatture
a altri elementi allestiti unilateralmente dal creditore sequestrante o da suoi
organi o persone ausiliarie - che in concreto le circostanze di fatto rilevanti
si sono realizzate, senza per questo poter già escludere il contrario (cfr. Walter Stoffel, Le séquestre, in: Iynedjan/Rieben (éd.), La LP révisée,
Losanna 1997, p.280 s.; Pierre-Robert Gilliéron,
Le séquestre dans la LP révisée, in: BlSchK 1995, p.132 e rif.; Bertrand Reeb, op.cit., p.466; Amonn/Gasser, op.cit., §51 n.2, p.414; Ottomann, op.cit., p.253, n.32).

 

                                3.      In
concreto il sequestro è stato chiesto sulla base dell’art. 271 cpv.1 n.4 LEF,
che - a differenza delle altre cause di sequestro - esige che il credito del
sequestro (cosiddetta “Arrestforderung”) abbia un “legame sufficiente con la
Svizzera” rispettivamente si fondi su una sentenza esecutiva o su un
riconoscimento di debito ex art. 82 cpv.1 LEF. La pretesa di __________ non si
fonda tuttavia né su una sentenza né su un riconoscimento di debito nel senso
della norma citata, di modo che un sequestro può essere concesso soltanto nella
misura in cui la medesima pretesa abbia un legame sufficiente con la Svizzera
nel senso della norma citata, ciò che il giudice di prime cure non ha riconosciuto.

 

                                          __________.
è una società italiana con sede a __________. Il credito per cui ha chiesto il
sequestro è diretto nei confronti di una società pure __________ e consiste nel
pagamento di fatture emesse per spedizioni di materiale da __________ a __________,
in __________ (cfr. doc.D, allegato A, punto 1.2, p.2). Il rapporto in essere
tra le parti non risulta - né la creditrice sequestrante del resto lo afferma a
prescindere dalla sua irrilevanza - essere retto dal diritto svizzero (cfr.
anche doc.D, allegato A, p.11, dove è previsto di sottoporre le eventuali controversie
a un arbitrato con sede in __________).

 

                                          A
mente dell’appellante il legame con la Svizzera del suo credito nei confronti
della __________. deriverebbe in sostanza dal fatto che __________ avrebbe
effettuato le spedizioni in __________ su incarico di una società (__________)
“a sua volta incaricata” da una società svizzera (__________di __________),
sicché il legame con la Svizzera - “e meglio ancora con il __________ ” che
__________ vanta nei confronti di __________ ” - sarebbe “marcante e concreto”.
Siffatto legame risulterebbe inoltre ancor più evidente dal fatto che
l’asserito mancato pagamento delle fatture emesse da __________ a __________
sarebbe stato da quest’ultima motivato con la circostanza che “__________ (...)
non ha provveduto - a partire dalla propria sede di __________ - ad onorare
puntualmente i propri impegni” (nei confronti di __________, ndr.). Infine lo
stesso trasporto dell’impianto effettuato dalla __________ sarebbe “chiaramente
da considerare (come) una condizione di adempimento dell’accordo stipulato fra
__________ ” (cfr. appello, ad 3, p.2).

 

                                          Ora
se è vero che in linea di principio la nozione di “legame sufficiente con
la Svizzera” ex art. 271 cpv.1 n.4 LEF non dev’essere interpretata in modo
restrittivo [cfr. DTF 123 III 494; Reeb,
op.cit., p.440s.; Lucien Gani, Le
“lien suffisant avec la Suisse” et autres conditions du séquestre lorsque le domicile
du débiteur est à l’étranger (art. 271 al.1er ch.4 nLP), in: SJZ 92 (1996),
p.229s.], nell’applicazione della nuova norma occorre nondimeno tenere conto
della volontà del legislatore di rendere più restrittive le condizioni per
ottenere un sequestro motivato dalla sola circostanza che il debitore non
dimora in Svizzera (cosiddetto “Ausländerarrest”), volontà che si è espressa
appunto anche con l’introduzione dell’esigenza di un legame sufficiente con la
Svizzera del credito del sequestro: l’interpretazione troppo estensiva della
nozione di legame sufficiente con la Svizzera invocata dall’appellante, secondo
cui di fatto basterebbe la circostanza della sede in Svizzera della società terza
debitrice (la __________) - non risultando esservi invece alcuna relazione diretta
tra la terza debitrice e la creditrice sequestrante - priverebbe di ogni
portata pratica la nuova condizione, e non può quindi essere ammessa siccome contra
legem. A ragione pertanto la Segretaria assessore ha negato il sequestro
per assenza di legame sufficiente del credito del sequestro con la Svizzera e
l’appello di __________. va respinto.

 

                                4.      Tassa
di giustizia e indennità seguono il grado di soccombenza (art. 48, 61 cpv. 1 e
62 cpv.1 OTLEF).

 

 

Richiamati gli art.
271 ss. LEF e, per le spese, la vigente OTLEF,

 

 

pronuncia:             I.      L’appello
del 7 gennaio 1998 __________è respinto.

 

                                 II.      La
tassa di giustizia della presente decisione di fr. 350.--, già anticipata
dall’appellante, resta a suo carico.

 

                                III.      Intimazione
alla sola parte appellante.

 

                                          Comunicazione
alla __________,

 

Per la Camera
di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                   
                       La segretaria