# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 723d0e10-1c83-56ca-bd25-c7eb094e2967
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.07.2003 32.2002.94
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-94_2003-07-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.94

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  7 luglio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 29 luglio 2002 di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
nato nel 1949, dopo aver lavorato fino al 1980 in qualità di muratore (impiego
che ha dovuto abbandonare a causa dell'insorgenza di un'allergia al cemento),
ha lavorato presso il mobilificio __________, in qualità di operaio-magazziniere,
dal 1981 fino al 15 aprile 1997, data nella quale l'assicurato è caduto
procurandosi uno strappo muscolare lombare, con conseguente inabilità
lavorativa al 100% a partire dal 16 aprile 1997 (cfr. rapporto medico stilato
in data 20 marzo 1998 dal Dr. Med. __________; cfr. doc. AI _).

 

                                         Per
decisione 22 febbraio 1999 l’assicurato è stato posto al beneficio di un quarto
di rendita di invalidità, per un grado d'invalidità del 40%, a partire dal 1°
aprile 1998, in quanto affetto da lombosciatalgia su ernia discale.

 

                               1.2.   Adito
dall’assicurato, rappresentato dall'Avv. __________, con decisione 16 maggio
2000 il TCA, nella composizione a giudice unico, ha accolto il ricorso 16 marzo
1999 di __________ contro la decisione 22 febbraio 1999 dell'UAI di __________,
annullando la decisione contestata e rinviato gli atti all’amministrazione per
ulteriori accertamenti (cfr. STCA del 16 maggio 2000 nella causa D., inc. 32.1999.31;
doc. AI _).

 

                                         In
particolare questa Corte aveva rilevato:

 

" 
(…)

La fattispecie palesa mancanze istruttorie e
merita quindi ulteriori approfondimenti di natura medica, ed eventualmente
economica, da parte dell'amministrazione. Essa dovrà pertanto procedere ai
necessari accertamenti atti a stabilire in che misura l'insieme delle affezioni
di cui soffre l'assicurato incida sulla sua capacità lavorativa, precisando il
grado di capacità al lavoro di __________ in attività adeguate." (cfr.
inc. 32.1999.31)

 

                               1.3.   Dando
seguito a quanto ordinato dal TCA, l’amministrazione ha sottoposto l’assicurato
ad una perizia pluridisciplinare da parte del Servizio accertamento medico AI
(SAM) di Bellinzona (cfr. doc. AI _).

 

 

La consulente in integrazione professionale
(CIP), tenuto conto della perizia del SAM, ha posto la seguente valutazione
finale:

 

" 
Elementi medico teorici

 

Non mi dilungo ad elencare in dettaglio i dati
medici e socio professionali riguardanti l'assicurato, per i quali rimando al
dossier.

In sintesi: il signor __________ presenta un
danno alla salute che ha comportato l'interruzione della sua attività di operaio-magazziniere
in un mobilificio.

L'assicurato è già al beneficio di una rendita
parziale d'invalidità - per un grado del 40% - a decorrere dal 1° aprile 1998;
stando alle indicazioni scaturite dalla perizia del SAM, il medico del SMR
propone che l'assicurato sia ritenuto inabile nella misura di almeno il 70%
nell'attività di magazziniere precedentemente esercitata e abile nella misura
del 50% in attività adatte e leggere che tengano conto delle patologie locomotorie;
nella perizia del SAM si precisa che non è indicata qualsiasi attività pesante
che implichi situazioni non ergonomiche per la schiena, in cui debba assumere
posizioni statiche molto prolungate, movimenti forzati con la colonna, lavori
sopra l'orizzontale degli arti superiori.

 

 

Elementi economici

 

L'assicurato prima del danno alla salute era
impiegato in qualità di operaio-magazziniere in un mobilificio (Ditta
__________), se non fosse sopraggiunto il danno alla salute e avesse continuato
il lavoro presso la stessa ditta, nel 2001 lo stipendio - che fino al 1997
ammontava a fr. 3'900.- mensili per 13 mensilità - sarebbe stato nel 2001 di
fr. 4'066.- (calcolando un rincaro dello 0.7% dal 1997 al 1998, dello 0.3% dal
1998 al 1999, del 1.6% dal 1999 al 2000, del 1.6% dal 2000 al 2001) ovvero fr.
52'860.- annui.

 

 

Calcolo

 

R2

  · 2001 = fr.
19'913.-   Inchiesta svizzera sulla struttura dei salari indicizzata al
2001, attività semplici e leggere da svolgere al 50%

 

R1

      · 2001 = fr. 52'860.- c/o ____________

 

                     capacità di guadagno
residua: 37,67%

 

Da questo l'indicazione per l'attribuzione di una
mezza rendita di invalidità." (Doc. AI _)

 

 

                               1.4.   Con progetto
di decisione 18 gennaio 2002, l’UAI ha stabilito che l'assicurato ha diritto ad
una mezza rendita d'invalidità a partire dal 1° aprile 1998, precisando:

 

" 
(…)

All'occorrenza, si tratta di una malattia di
lunga durata.

 

Per la valutazione dell'invalidità, il reddito
del lavoro che l'invalido potrebbe ottenere esercitando l'attività che si può
ragionevolmente attendere da lui, dopo l'esecuzione d'eventuali provvedimenti
d'integrazione e tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del
lavoro, è comparato al reddito che avrebbe potuto ottenere se non fosse stato
invalido.

 

La perdita di guadagno che ne deriva determina il
grado d'invalidità in per cento.

 

Dalla perizia allestita dal Servizio accertamento
medico AI si evince l'inabilità lavorativa del 70% nella professione svolta
prima dell'insorgenza del danno alla salute mentre, attività generiche che non
richiedono qualifiche professionali specifiche e rispecchiano le indicazioni
mediche, sono esigibili nella misura del 50%.

 

Di seguito si riporta il confronto dei redditi
effettuato per fissare il grado d'invalidità.

 

Reddito annuo ragionevolmente esigibile

proveniente da un'attività lucrativa                        franchi

 

senza invalidità                                                      52'860.00

con invalidità                                                          19'913.00

perdita di guadagno/grado d'invalidità                   32'947.00
= 62.00 %

                                                                                                             =======

 

A partire dal 01.04.1998 l'assicurato ha diritto
ad una mezza rendita d'invalidità.

 

La presente annulla e sostituisce la decisione
del 01.03.1999."

(Doc. AI _)

 

                                         Con
scritto del 1° febbraio 2002 l'assicurato, per il tramite del proprio legale,
ha osservato che nel frattempo la sua situazione medica è notevolmente
peggiorata, in particolare per quanto concerne i problemi alla schiena e alle
mani, chiedendo l'assegnazione di una rendita intera di invalidità:

 

" 
Ho ricevuto il progetto di decisione AI del 18
gennaio scorso che ho discusso tanto con il cliente, quanto con il suo medico
curante, dottore __________.

 

Di primo acchito il progetto di decisione
dovrebbe soddisfare, ritenuto che ricalca quanto postulato dall'assicurato
proprio con il ricorso del 16 marzo 1999.

Se non che la situazione medica è nel frattempo
considerevolmente peggiorata, in particolare alla schiena e alle mani.

Il problema alle mani rende purtroppo
difficoltosa l'esecuzione delle mansioni più semplici e leggere, per cui appare
realmente impensabile che l'assicurato possa svolgere un'attività regolare,
anche se a tempo parziale, in attività manuali.

Escluse le attività pesanti e le attività leggere
manuali non restano molte alternative, per cui il reddito teorico computato di
CHF 19'913.- appare invero eccessivo.

 

In siffatte circostanze - ed il mio cliente non
declina certo eventuali ulteriori accertamenti che vorrete predisporre - non
resta che postulare fermamente la concessione di una rendita intera."
(Doc. _)

 

In data 12 febbraio 2002 l'UAI ha quindi chiesto
all'assicurato di fornire la certificazione medica attestante l'avvenuto
peggioramento, precisando in quale misura ciò influisca sullo svolgimento di
attività leggere (cfr. doc. _).

 

Con scritto datato 15 febbraio 2002 l'Avv.
__________ ha comunicato all'amministrazione che, proprio a causa
dell'aggravarsi dell'artrosi alle mani, il suo assistito ha deciso di
sottoporsi ad una visita specialistica presso il Dr. __________, specialista in
chirurgia della mano (cfr. doc. _); questa visita è stata effettuata in data 21
marzo 2002 (cfr. doc. _).

L'assicurato si è inoltre sottoposto in data 15
maggio 2002 ad una visita di controllo presso il Dr. __________i, specialista
in neurologia (cfr. doc. _).

 

                                         Sulla
base di questi ulteriori accertamenti medici - in particolare basandosi sul
referto del Dr. __________, che indica un netto peggioramento della situazione
dell'assicurato rispetto alla precedente visita del 19 maggio 1998 -
l'assicurato, con scritto del 17 maggio 2002, ha chiesto all'UAI di essere posto
al beneficio di una rendita intera d'invalidità (cfr. doc. _).

 

Con decisione formale 19 giugno 2002
l’amministrazione ha confermato la concessione di una mezza rendita
d’invalidità, a decorrere dal 1° aprile 1998 (cfr. doc. _).

 

                               1.5.   Contro la
decisione amministrativa, __________, patrocinato dall'Avv. __________, è
nuovamente insorto dinanzi al TCA, postulando la concessione di una rendita
intera di invalidità a partire dal 1° aprile 1998.

A motivazione del gravame egli ha sostenuto:

 

"  (…)

Con la decisione impugnata, l'Ufficio AI dichiara che "la
prestazione di cui è al beneficio l'assicurato attualmente corrisponde già
all'importo della mezza rendita di invalidità" (doc. _).

 

Avantutto va osservato che la decisione impugnata non adempie ai
necessari requisiti formali di motivazione.

Infatti non indica né il reddito senza l'invalidità né quello con
l'invalidità.

Nella decisione impugnata non troviamo neppure le motivazioni per
il calcolo di tali redditi.

Anzi, si fa stato di un caso di rigore per la concessione di una
mezza rendita in presenza di un'invalidità del 40% (al ricorrente non è mai
stata concessa una rendita di invalidità):

 

"                                                                             Essendo
lei, precedentemente invalida nella misura del 40%, avevamo esaminato la
possibilità di accordarle la mezza rendita quale caso di rigore."

 

Francamente sembra di leggere le
motivazioni di una decisione che riguarda un altro assicurato.

Di conseguenza, per la carenza
di motivazione, la decisione va annullata. Ricordiamo infatti che la decisione
precedente del 16 dicembre 1998 è stata a suo tempo annullata da codesto
Tribunale e non sostituita fino al 19 giugno 2002.

 

Ad ogni modo, la decisione
impugnata non tiene conto del reale stato di salute del ricorrente, il quale
soffre di gravi disturbi alle articolazioni, in progressiva fase di
peggioramento.

Lo stesso Servizio di
accertamento medico AI ha rilevato come il ricorrente soffra di
"un'inabilità lavorativa del 70% nella professione svolta prima
dell'insorgenza del danno alla salute". In non meglio precisate "attività
generiche", il SAM faceva stato invece di un'inabilità nell'ordine del
50%.

 

II ricorrente non è
assolutamente in grado di esercitare alcuna attività lavorativa per i
lancinanti dolori che lo colpiscono sia nell'esercizio di attività pesanti che
leggere, contrariamente a quanto rilevato dal SAM.

II dottor __________, ancora
il 31 gennaio 2002, attestava come il ricorrente non fosse più in grado di
svolgere attività a tempo pieno, "anche per i dolori alle mani che egli
denuncia da tempo".

II ricorrente è quindi stato
visitato da uno specialista in neurologia, dottor __________, il quale non ha
avuto dubbi nel concludere quanto segue:

 

"                                                                             ...
rallentamento della conduzione segmentale sensitivo-motoria per entrambi i nn.
mediani al canale carpale, a sinistra ai limiti della norma, a destra già
leggermente patologico: netto peggioramento rispetto all'esame
precedente del 1998"

(doc. _).

 

II ricorrente - con il massimo
impegno che si può esigere da lui - non è assolutamente in grado di conseguire
un reddito, in attività accessorie o leggere, nell'ordine di ben Fr. 19'913.-,
considerato che non è pressoché più in grado di fare un normale uso delle mani,
come attestato dal neurologo.

E naturalmente ciò vale anche per le attività
leggere.

 

Di fatto il ricorrente non è in
grado di svolgere, con le patologie di cui soffre, alcuna attività lavorativa,
se non per attività irrisorie.

Sicuramente la fattispecie
doveva - e deve - essere sottoposta ad uno specialista che possa completare ed
approfondire quanto già rilevato dal dottor __________.

 

Non siamo di certo in presenza
di un'inabilità al 40% o ad un caso di rigore, bensì ad una fattispecie dove
l'assicurato non è assolutamente più in grado di lavorare, per cui gli va
concessa una rendita intera, ritenuto che la sua perdita di guadagno supera di
gran lunga il 70%. (…)" (Doc. _)

 

                               1.6.   Mediante
risposta 2 agosto 2002 l’UAI ha chiesto la reiezione del gravame, poiché:

 

"  Nel
febbraio del 1998 l'assicurato, precedentemente attivo quale magazziniere, ha
inoltrato una richiesta volta all'ottenimento d'una rendita di invalidità.

Con decisione 22 febbraio 1999 (doc. n. _ inc. AI),
l'amministrazione ha posto l'interessato a beneficio di un quarto di rendita,
avendo stabilito sussistere un grado di invalidità compreso fra il 40,8% ed il
44,8%.

II pronto ricorso interposto dall'assicurato è sfociato nella
sentenza 16 maggio 2000 (doc. n. _ inc. AI). Il Giudice di prime cure,
ritenendo che dal punto di vista medico gli accertamenti fossero insufficienti,
ha rinviato l'incarto all'amministrazione per complemento istruttorio.

Conformemente a quanto imposto dal Tribunale cantonale, l'UAI ha
predisposto l'allestimento di una perizia pluridisciplinare presso il Servizio
di accertamento medico di Bellinzona (SAM). Con rapporto
13 luglio 2001 (doc. n. _ inc. AI), i periti hanno reso noto sussistere una
totale inabilità lavorativa, riferita alle attività di muratore ed operaio.

In lavori maggiormente consoni al proprio stato valetudinario,
l'assicurato presenterebbe per contro una residua abilità lavorativa pari al
50%.

 

La trasposizione dei dati medico-teorici a livello economico ha
infine permesso di stabilire un grado di invalidità pari al 62,22%.

L'assicurato è quindi stato posto a beneficio di una mezza
rendita.

 

Nuovamente insorto, l'interessato postula ora l'assegnazione di
una rendita intera, sostenendo che nel frattempo il proprio stato di salute
avrebbe subito un ulteriore aggravamento. A comprova sono stati presentati due
rapporti medici, l'uno stilato dal dottor __________ (doc. n. _ inc. AI),
l'altro dal dottor __________ (doc. n. _ inc. AI). Entrambi analizzano la
funzionalità delle mani.

Contestato risulta in pratica essere il grado di abilità
lavorativa riferito ad attività adeguate che secondo il ricorrente, e
contrariamente a quanto stabilito in sede peritale, risulterebbe essere
sostanzialmente nullo.

Entrambi i pareri medici presentati sono stati sottoposti ad esame
da parte del Servizio medico regionale (SMR).

Il dottor __________ non ha oggettivato la presenza d'alcun deficit:
"per quel che riguarda la diagnosi rimango anche io alquanto nel dubbio
poiché non vi è un substrato patologico organico ... ".

Il dottor __________ dal canto suo non evidenzia un quadro clinico
diverso da quello attestato in sede peritale: "... gli esami recentemente
eseguiti dal dott. __________ confermano la presenza di una moderata neuropatia
del n. mediano destro, senza influsso sulla CL, già considerata nella
valutazione del SAM e non modificata da allora ..."
(nota dott. __________, doc. n. _ inc. AI).

 

In definitiva le valutazioni mediche eseguite in sede peritale, in
base alle quali l'assicurato permane abile al 50% in attività adeguate, sono
tuttora valide, i pareri medici recentemente acquisiti agli atti non avendo
evidenziato un mutamento del quadro clinico.

 

La decisione impugnata risulta pertanto corretta, meritando di
conseguenza piena conferma." (Doc. _)

 

                               1.7.   Con decreto
datato 21 agosto 2002 il TCA ha accolto la richiesta 29 luglio 2002 del
ricorrente tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria (cfr. doc. _).

 

                               1.8.   Con scritto
datato 28 febbraio 2003 il rappresentante dell'assicurato ha comunicato quanto
segue:

 

" 
Con riferimento al ricorso 29 luglio 2002, vi
trasmetto l'attestazione del Dottor __________ del 26 febbraio scorso che
conforta la tesi ricorsuale di un peggioramento dello stato di salute del
signor __________.

 

Vogliate pertanto, in virtù della massima
inquisitoria, richiamare gli incarti medici dal Dottor __________,
rispettivamente ordinare la perizia richiesta." (Doc. _)

 

                               1.9.   Con scritto
datato 6 marzo 2003 l'UAI ha osservato:

 

" 
Il certificato presentato dal Dottor __________
è redatto in termini troppo vaghi per poter essere considerato quale valido
mezzo probatorio, atto a sovvertire il parere espresso dall'amministrazione.

A ciò si aggiunga il fatto che l'asserito
peggioramento si situerebbe comunque in epoca posteriore all'emissione della
decisione contestata e come tale non potrebbe comunque essere preso in
considerazione." (Doc. _)

 

                             1.10.   Con scritto
dell'11 marzo 2003 il TCA ha richiesto a __________, per il tramite del suo
rappresentante, una dichiarazione di svincolo dal segreto professionale
concernente il Dr. Med. __________ (cfr. doc. _).

 

In data 15 marzo 2003 il ricorrente ha provveduto
a svincolare dal segreto professionale il Dr. Med. __________ (cfr. doc. _).

 

                             1.11.   Visto lo
svincolo dal segreto professionale (cfr. doc. _), il 20 marzo 2003, il TCA ha
richiamato dal Dr. __________ l'incarto medico concernente __________ (cfr.
doc. _).

 

                             1.12.   Con scritto
del 24 marzo 2003 il TCA ha inoltre chiesto al Dr. __________ di produrre il
rapporto medico inviatogli dal Dr. __________, che attesterebbe un
peggioramento delle condizioni del signor __________ (cfr. doc. _).

 

In data 1° aprile 2003 il Dr. __________ ha
risposto:

 

" 
Le invio copia della lettera che il Dr.
__________ ha indirizzato al neurologo Dr. __________, mandandone copia a me
come risposta al mio invio.

 

Allego anche fotocopia della risposta del Dr.
__________ e della lettera da me indirizzata all'assicurazione
invalidità." (Doc. _)

 

                             1.13.   Con scritto 9
aprile 2003 il TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per poter
visionare l'incarto medico dell'assicurato richiamato dal Dr. __________ e per
formulare delle osservazioni scritte (cfr. doc. _).

 

In data 10 aprile 2003 il rappresentante
dell'assicurato ha osservato:

 

" 
Ho preso atto degli accertamenti medici dei
dottori __________ e __________ e non ho nessuna osservazione particolare da
formulare.

Prendo piuttosto atto che i referti medici stanno
semplicemente ad attestare quanto rivendicato dal signor __________ nell'ambito
del ricorso che siete chiamati ad evadere e di cui si chiede quindi con vigore
l'accoglimento." (Doc. _)

 

In data 24 aprile 2003 l'UAI ha rilevato:

 

" 
La documentazione prodotta non oggettiva alcun
peggioramento.

 

In particolare il dottor __________ si limita a
riportare quanto riferito dallo stesso paziente; il dottor __________, dal
canto suo, dichiara espressamente di ritenere realistico il grado di incapacità
stabilito dall'amministrazione.

 

Per il resto rinviamo alle osservazioni espresse
dal nostro Servizio medico, in annesso." (Doc. _)

 

 

                             1.14.   Con scritto
13 maggio 2003 il rappresentante dell'assicurato ha ancora osservato:

 

" 
Ho ricevuto in esame gli atti trasmessi dal
dottor __________. Ho in particolare preso nota del rapporto medico del dottor
__________ del 31 gennaio 2003, il quale conferma che "l'incapacità
confermata al Paziente sia realistica".

Tuttavia - se è ben vero che si susseguono i
referti che lasciano intendere un peggioramento della situazione del ricorrente
- è altrettanto vero che per una serena decisione, volta all'accoglimento del
gravame, debba essere preceduta da un esame peritale, di cui ho chiesto
e confermo la necessità.

 

In alternativa l'incarto potrà essere retrocesso
all'Ufficio AI per gli approfondimenti del caso ed una nuova decisione."
(Doc. _)

 

 

                             1.15.   Il doc. _ è
stato trasmesso all'UAI con la possibilità di presentare osservazioni scritte
(cfr. doc. _).

 

Con scritto 19 maggio 2003 l'UAI ha comunicato:

 

" 
La documentazione medica presentataci è già
stata oggetto di esame da parte dello scrivente Ufficio. Le nostre osservazioni
vi sono state inoltrate in data 24 aprile u.s..

 

In merito alla nota 10 aprile u.s. presentata
dall'Avv. __________ non abbiamo per contro alcuna osservazione da
formulare." (Doc. _)

 

                                         Con
scritto datato 22 maggio 2003 l'UAI ha ancora osservato:

 

" 
Con riferimento alla richiesta avanzata dal
ricorrente, riteniamo che ulteriori accertamenti medici siano superflui, non
essendovi a mente dello scrivente Ufficio ragione alcuna per scostarsi dalla
valutazione a suo tempo espressa dai periti SAM." (Doc. _)

 

                             1.16.   In data 15
maggio 2003 il rappresentante dell'assicurato ha ancora aggiunto:

 

" 
Non posso che ribadire la necessità di
accogliere il gravame, laddove lo stesso medico dell'AI rileva che
"secondo il dottor __________ esisteva dunque un peggioramento rispetto a
quanto misurato da lui stesso in precedenza.".

Il medico dell'AI prosegue poi - con uno stupendo
volo pindarico - affermando che tale peggioramento "non è di tipo
assoluto". Sarebbe interessante sapere cosa significhi una tale ermetica e
curiosa definizione.

 

Da parte mia - nella mia veste di semplice
giurista - non posso che prendere atto che controparte ammette l'esistenza di
un oggettivo peggioramento.

 

In caso di dubbio, codesto Tribunale potrà
ordinare una verifica peritale o rinviare l'incarto all'Ufficio AI (cfr. mia
lettera 13.05.2003)." (Doc. _)

 

                             1.17.   In data 13
giugno 2003 l'UAI ha trasmesso al TCA le osservazioni stilate dal SMR (cfr.
doc. _).

 

Il doc. _ è stato trasmesso all'assicurato, con
la possibilità di presentare osservazioni scritte (cfr. doc. _).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H
335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è sapere se __________ ha diritto ad una mezza rendita d'invalidità
(come deciso dall'amministrazione) oppure ad una rendita intera d'invalidità
(come postulato con il ricorso).

 

                               2.3.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

                                         Tale
legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché, secondo la
giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto
di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante
della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non pubblicata del
9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid.
1b). 

Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 19 giugno
2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al
tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.4.   L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione,
sono quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%.Tuttavia, secondo l'art. 28 cpv. 1ter LAI, le rendite per un
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che sono
domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera.

                               2.5.   Secondo l'art.
28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito
del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e
dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations, pagg. 200 e ss.).

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età
dell'assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini,
Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag.
232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage,
pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità
di applicazione di misure reintegrative.

La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. 

                                         Se ciò
non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata
sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid.
3a).

 

                               2.6.   Nell’evenienza
concreta, a seguito della STCA del 16 maggio 2000 di rinvio (cfr. doc. AI _),
l’assicurato è stato sottoposto ad una perizia pluridisciplinare eseguita dal
SAM di Bellinzona.

 

                                         Nel
referto 13 luglio 2001 redatto dal Dr. Med. __________ e dal Dr. Med.
__________, posta la diagnosi di lombosciatalgia, cervicobrachialgia su cervicartrosi
del segmento inferiore, tendomiosi cervicoscapolare destra, conflitto femoropatellare
bilaterale e episodio depressivo lieve attualmente in remissione (patologie
queste, a mente dei periti, che hanno tutte un influsso sulla capacità
lavorativa dell'assicurato), i periti hanno rilevato quanto segue:

 

" 
(…)

Il peritando nel febbraio 1998 porge richiesta di prestazioni AI
per adulti. Nel gennaio 1999 l'UAI del Canton
Ticino assegna all'A. un'invalidità del 40% con nascita del diritto a
1/4 di rendita dall'1.4.1998. Segue ricorso dell'A. nel marzo 1999. Nel maggio
2000 il TCA, statuendo sul ricorso dell'A. contro la decisione dell'1.3.1999
emanata dall'UAI, accoglie il ricorso. Mancano istruttorie ed ulteriori
approfondimenti di natura medica si rendono necessari. Bisognerà procedere a
necessari accertamenti atti a stabilire in che misura l'insieme delle affezioni
di cui soffre l'A. incidono sulla sua capacità lavorativa, precisando il grado
di capacità lavorativa in attività adeguate. Infine, il 25.10.2000, l'UAI
incarica il SAM di una perizia, senza particolari quesiti ai medici.

 

Il peritando, cittadino italiano del centro Italia, di 51 anni, è
arrivato fino alla seconda media che però non ha terminato. E' muratore in
Italia ed entra in Svizzera una prima volta nel 1968 a __________, ed è
muratore. Svolge quest'attività fino al 1980. In seguito, a causa di un eczema
da cemento alle mani, passa a fare l'operaio in un mobilificio, addetto al
montaggio ed alla consegna di mobili. Lavora poi regolarmente in quest'attività
sino al 15.4.1997. E' stato sotto __________ solo per tre mesi, in seguito il
caso è stato chiuso. Dal 16.04.1997 non lavora più per malattia.

 

L'A. presenta una polipatologia illustrata in A.2, A.3 e B. Passo
dunque in rassegna queste varie patologie come da richiesta del TCA
("L'insieme delle affezioni di cui soffre l'A.").

 

 

Patologia allergologica

 

L'A. ha presentato allergia al cemento nel 1980. La cosa è stata
diagnosticata dal dr. __________. 

Quest'allergia ha obbligato l'A. a cambiare lavoro, tant'è che è
passato a fare l'operaio in un mobilificio, lasciando la sua professione di
muratore.

Dal punto di vista cutaneo, allo status SAM, la situazione è del
tutto normale. Per questa allergia l'A. ha dunque una controindicazione
lavorativa in tutti i lavori in relazione al cemento, ma non presenta
incapacità lavorativa alcuna in tutte le altre attività non a contatto con
l'allergene cemento.

 

 

Patologia cardiologica

 

L'A. viene ricoverato nell'ottobre 1982 all'Ospedale Regionale di
__________. Presenta un episodio di dolore toracico prolungato con sopraslivellamento
del segmento ST all'ECG. La coronarografia successiva risulta normale, come
pure la ventricolografia. Si conclude dunque per una perimiocardite. L'A. è
stato in seguito bene. Dopo il controllo del prof. __________ nel 1983, non
risulta che sia ritornato in cura cardiologica.

In ogni caso, fa il punto sulla situazione cardiologica il dr.
__________, caposervizio di cardiologia all'Ospedale Regionale di __________.
Al SAM sono stati eseguiti un ECG a riposo con tracciato normale, ed un ecocardiogramma
evidenziante un cuore strutturalmente normale.

Il dr. __________, così conclude il suo consulto cardiologico:
" Non ci sono quindi sanzioni specifiche per il cuore. Non vi sono
restrizioni per qualsiasi genere d'attività per quanto riguarda il cuore".

 

 

Patologia neurologica

 

Essa riguarda essenzialmente una moderata neuropatia del nervo
mediano ds. al tunnel carpale. Abbiamo provveduto ad un esame ENG del nervo
mediano bilaterale, del nervo ulnare bilaterale. Le conclusioni del dr.
__________, neurologo, parlano dunque di una moderata neuropatia del nervo
mediano ds. al tunnel carpale. La cura è conservativa. I disturbi alle mani
potrebbero risultare anche da altre anomalie (tendinopatia; tendomiosi...). Il
dr. __________ sottolinea pure che l'A. localizza a ds. le sue lombalgie,
mentre che l'ernia discale visualizzata è situata a sin. Egli segnala dunque
questa almeno apparente incongruenza clinico-neuroradiologica.

 

 

Patologia psichiatrica

 

Il peritando è stato controllato nel giugno 2000 dal dr.
__________ che parlò di sindrome ansiosodepressiva per la quale non erano
necessarie né una presa a carico psichiatrica, né una terapia antidepressiva.
La sindrome ansiosodepressiva è soprattutto reattiva all'attuale situazione
famigliare e sociale.

Fa il punto sulla situazione psichiatrica il dr. __________, nel
suo consulto del 02.06.2001. Egli pone la diagnosi di episodio depressivo lieve
attualmente in remissione, implicante un'incapacità lavorativa dal 10 al 15%
con una prognosi a medio e lungo termine favorevole.

Questa valutazione è condivisa dai medici del SAM. La situazione
valetudinaria è dunque da fissare in questo modo per la psiche.

 

Patologia ortopedica

 

Per valutare il caso in questo ambito, abbiamo avuto a
disposizione diverse radiografie.

Fa il punto sulla situazione ortopedica il dr. __________, nel suo
consulto SAM. Egli pone le diagnosi di lombosciatalgia, di anomalia di transizione
lombosacrale, di discopatia L5-S1, di cervicobrachialgia su cervicartrosi del
segmento inferiore, tendomiosi cervicoscapolare ds. e conflitto femoropatellare
bilaterale.

Sono dunque interessati sia le articolazioni con discopatie, sia i
muscoli con tendomiosi cervicoscapolare ds. Nel maggio 1997 la MRI lombare
concludeva per un'ernia discale L5-S1 mediana - paramediana sin., in paziente
con anomalia di transizione ed emilombalizzazione ds. di S1. Ovviamente la
valutazione ortopedica SAM tiene conto anche di questa situazione. Il dr.
__________ conclude per una non idoneità dell'A. per i lavori pesanti fin qui
svolti (muratore, operaio in una fabbrica di mobili). L'incapacità lavorativa
ortopedica supera il 70%. In un lavoro adatto, leggero, in cui non debba
lavorare sopra l'altezza delle spalle ed effettuare regolari sforzi a livello
degli arti superiori, la capacità lavorativa dovrebbe raggiungere il 50%.

D'altra parte anche il medico di famiglia è convinto che l'A.
possa ancora svolgere una serie di lavori adatti a metà tempo.

 

 

H                                                                            VALUTAZIONE
MEDICO-TEORICA GLOBALE DELL'ATTUALE CAPACITA' LAVORATIVA

 

Dopo discussione collegiale al SAM, siamo giunti a concludere per
un'incapacità lavorativa del 100% nei lavori svolti di muratore e di operaio.
L'A. presenta per altro una capacità lavorativa globale ancora del 50% in
lavori adatti (vedi sopra).

 

Alle domande posteci nell'incarico peritale così possiamo
rispondere:

 

1.  Anamnesi:

      Vedasi capitoli A.1 e A.2.

 

2.   Dati soggettivi dell'A.:

      Vedasi capitolo A.3.

 

3.   Constatazioni obiettive:

      Vedasi capitoli C, D ed E.

 

4.   Diagnosi.

      Vedasi capitolo F.

 

5.                                                                            Grado
di capacità di lavoro, in percentuale, nell'esercizio dell'attività lucrativa o
dell'attività abituale (p. es. casalinga) svolta prima
dell'insorgenza del danno alla salute:

 

      -        Quando
la capacità di lavoro ha subito una riduzione pari almeno al 25 percento?

      -    Quali sviluppi ha subìto da allora la capacità di
lavoro?

      -    Quali ulteriori sviluppi ci si deve probabilmente
attendere?

 

L'A. presenta una non idoneità al
lavoro di muratore dal 1980 (allergia al cemento).

 

Egli per altro ha continuato a
lavorare come operaio in un mobilificio. In quest'attività egli ha lavorato
fino al 15.4.1997. Fino a questa data è dunque abile al 100%.

 

Dal 16.04.1997 fino ad ora e
continua, egli non è più adatto a questa professione, come pure a qualsiasi
altra attività pesante, che implichi situazioni non ergonomiche per la schiena,
in cui debba assumere posizioni statiche molto prolungate, movimenti forzati
con la colonna, lavori sopra l'orizzontale degli arti superiori.

 

Sempre dal 16.4.1997 fino ad ora e
continua, egli presenta per altro ancora una capacità lavorativa del 50% in
lavori adatti e leggeri, anche alle condizioni di cui sopra.

 

La situazione valetudinaria dal 1997
ad oggi è risultata praticamente costante.

 

Da un punto di vista psichiatrico,
patologia assai modesta, la prognosi a medio - lungo termine risulta
favorevole. E' invece parzialmente riservata per le affezioni degenerative
ortopediche che potrebbero in futuro anche peggiorare.

 

6.   Possibilità di migliorare la capacità di lavoro:

 

La presente capacità lavorativa
globale del 50%, in attività adatte, non è ulteriormente migliorabile. Ciò per
le affezioni degenerative sovraesposte.

 

Fisioterapia a scopo antalgico e di
rinforzo muscolare sono indicate. Una riformazione professionale in quest'A.
con sicura patologia ortopedica, di 51 anni, con appena la seconda media, non è
più proponibile. (…)" (Doc. AI _)

 

 

                               2.7.   Nel ricorso 29 luglio 2002
__________ ha contestato il grado di abilità lavorativa ritenuto dall'UAI nella
decisione 11 giugno 2002 (abilità lavorativa del 50% in attività leggere),
rilevando che egli non è in grado di svolgere nessun tipo di attività, neanche
leggera, dato che egli non può quasi più fare un uso normale delle mani (cfr.
doc. _).

                                         L’assicurato, rilevato che
la propria situazione medica è considerevolmente peggiorata, si è sottoposto
alla visita del Dr. __________, specialista FMH in chirurgia della mano e a
quella del Dr. __________, specialista FMH in neurologia.

 

                                         In data 28 marzo 2002 il
Dr. __________, rivolgendosi al medico curante dell'assicurato, Dr. __________,
ha osservato:

 

"  Ho
rivisto il suddetto nel mio studio.

 

La scintigrafia ossea trifasica del 21.03.02 ha evidenziato minimi
segni artrosici al polso sinistro e in maniera meno marcata al polso a destra
senza segni infiammatori e senza lesioni alle articolazioni delle dita (segni
degenerativi all'articolazione omero scapolare e alle ginocchia invariati) vedi
allegato.

 

In questa situazione l'unica certezza è che non vi è una
indicazione chirurgica.

 

Per quel che riguarda la diagnosi rimango anche io alquanto nel
dubbio poiché non vi è un substrato patologico organico che riesca a spiegare i
dolori del paziente.

 

Quale altra possibilità si potrebbe discutere un esame del tipo reumatologico
per escludere qualcosa anche in questa direzione.

 

Non avendo una patologia visibile mi capisce che non posso nemmeno
consigliare una terapia adeguata." (Doc. AI _)

Il Dr. __________, rivolgendosi al Dr. __________, specialista FMH
in reumatologia, con scritto del 15 maggio 2002 ha rilevato:

 

"  MOTIVAZIONE:
Controllo (cfr. esame precedente del 1998). Dolori diffusi in parte spondilogeni
a più livelli. Brachialgie parestetiche bilat., soprattutto notturne e dopo
attività con i MS, predominanti a destra. CLINICAMENTE nessun deficit
motorio (opposizione del pollice migliore a sinistra), vaga ipestesia palmare
I-IV solo a destra, Phalen e Tinel pos. più a destra che sinistra ROT s.p. ai
MS, nessun segno piramidale, trofismo e forza prossimale s.p., non fascicolazioni
muscolari, mot. cervicale libera, dolente localmente, senza irradiazioni disestetiche
né segno di Lhermitte.

 

ESAME ELETTRONEUROGRAFICO
(...)

 

CONCLUSIONI: incipiente rallentamento della
conduzione segmentale sensitivo-motoria per entrambi i nn. mediani al canale carpale,
a sinistra ai limiti della norma, a destra già leggermente patologico: netto
peggioramento rispetto all'esame precedente del 1998 (allora con valori
perfettamente normali) d'ambo i lati. Nessun segno di anastomosi medio-ulnare
né di polineuropatia.

Dal punto di vista clinico e EN-grafico non esiste per il momento
l'indicazione per un intervento chirurgico, piuttosto per terapia
conservativa." (Doc. AI _)

 

                                         Questi ulteriori
accertamenti medici sono stati sottoposti dall'UAI alla Dr.ssa __________ del
SMR, che al riguardo si è così espressa:

 

"  Dopo
la perizia SAM ci sono giunti 2 nuovi rapporti medici. ll rapporto del Dr.
__________ non evidenzia lesioni suscettibili di spiegare i sintomi accusati dall'A.
né di invalidare la CL.

II rapporto del Dr. __________ cita: clinicamente l'assenza di
deficit motorio, una vaga ipoestesia palmare solo a destra un test di Phalen e
di Tunnel positivo più a destra che a sinistra. L'ENG mostra un incipiente
rallentamento della conduzione sensitivo-motoria, leggermente patologico a
destra, ciò che fa concludere ad un peggioramento della situazione rispetto
all'esame precedente del 1998. Tuttavia non si pone comunque l'indicazione ad
un intervento chirurgico.

Se si compara l'esame clinico ed EN-grafico eseguito nel maggio
2002 dal Dr. __________ a quello eseguito dal Dr. __________ il 1.06.2001 nel
quadro degli accertamenti SAM non si notano di fatto consistenti differenze: il
Dr. __________ parlava già di moderata neuropatia del n. mediano destro al
tunnel carpale e caratterizzata da un'alterazione modesta di alcuni parametri
essenzialmente sensitivi. Tale diagnosi fu considerata senza influsso sulla CL.
In conclusione gli esami recentemente eseguiti dal Dr. __________ confermano la
presenza di una moderata neuropatia del n. mediano destro, senza influsso sulla
CL, già considerata nella valutazione del SAM nel 2001 e non modificata da
allora." (Doc. AI _)

 

                                         Sulla base di tale
rapporto e della perizia del SAM, l’amministrazione è giunta alla conclusione
che l’assicurato presenta un grado d’invalidità del 100% nelle precedenti
professioni di muratore, operaio di mobilificio e in tutte le altre attività
pesanti, mentre invece egli presenta una capacità lavorativa del 50% in
attività leggere adatte, confacenti al suo stato di salute ed ha quindi
confermato che __________ è posto al beneficio di una mezza rendita
d'invalidità a partire dal 1° aprile 1998.

 

                                         Ora, a mente del TCA, la
certificazione 15 maggio 2002 del Dr. __________ non è idonea a mettere in
dubbio la valutazione approfondita e completa dei periti del SAM del 13 luglio
2001 (cfr. doc. AI _), alla quale - come meglio si vedrà ai consid. 2.8. e 2.9.
- deve essere attribuita forza probatoria piena. 

Infatti, il Dr. __________ si riferisce ad un netto peggioramento
della situazione dell'assicurato rispetto alla visita effettuata dallo stesso
specialista in data 19 maggio 1998, quando il Dr. __________ era giunto alle
seguenti conclusioni:

 

"  Parametri
elettroneurografici sensitivo-motori tutti normali e praticamente simmetrici,
in particolare per i due nervi mediani al canale carpale.

Nessun segno di anastomosi medio-ulnare né di polineuropatia.

Anche clinicamente presenta tuttalpiù d'una sindrome vagamente irritativa
ai polsi. Nessuna sindrome cervico-vertebrale né segni radicolari irritativi né
tantomeno deficitari ai membri superiori."

(Doc. _)

 

In seguito, tuttavia, già il Dr. __________, specialista FMH in
medicina interna, nel suo scritto del 6 aprile 2001 al SAM, poneva, tra le
varie diagnosi, anche una "probabile sindrome del tunnel del carpo"
(cfr. doc. _).

Nella propria perizia il SAM ha conseguentemente tenuto conto di
questa diagnosi, affidando al Dr. __________ il compito di effettuare degli
accertamenti neuroradiologici, il cui esito è stato il seguente:

 

"  ENG
del nervo ulnare e mediano bilaterale: esame clinico ed ENG indicativo di
una moderata neuropatia del nervo mediano destro al tunnel carpale e
caratterizzata da un'alterazione modesta di alcuni parametri essenzialmente
sensitivi. A sinistra i risultati dell'esame sono più soddisfacenti.

"Mi sembra che la situazione richieda misure di tipo
essenzialmente conservativo. I disturbi alle mani potrebbero risultare anche da
altre anomalie (tendinopatia, tendomiosi). Il paziente sembra peraltro
disturbato dalle lombalgie e sciatalgie che localizza però a destra (mentre che
l'ernia discale visualizzata sita a sinistra). Non mi sono occupato
direttamente di questo problema oggi (visto il tipo d'esami richiestomi), ma mi
permetto di segnalare quest'incongruenza clinico-neuroradiologica"."
(Doc. AI _)

 

                                         Sulla base degli
accertamenti effettuati, i periti del SAM hanno ritenuto di porre le seguenti
diagnosi:

 

"  ·  Diagnosi con influsso sulla capacità
lavorativa

 

 

  - lombosciatalgia con:

                                        - anomalia di transizione
lombosacrale

               - discopatia L5-S1

 

                      - cervicobrachialgia su cervicartrosi del
segmento inferiore

 

                      - tendomiosi cervicoscapolare destra

 

                      - conflitto femoropatellare bilaterale

 

                      - episodio depressivo lieve attualmente in
remissione

 

 

 

·  Diagnosi senza
influsso sulla capacità lavorativa

 

    - status post perimiocardite nel 1982

 

    - FRCV (importante tabagismo, obesità e dislipidemia)

 

    - moderata neuropatia del nervo mediano destro al tunnel carpale

 

    - allergia al cemento." (Doc. AI _)

 

 

Visto il tenore del referto del Dr. __________ del 15 maggio 2002
(cfr. doc. AI _), tuttavia, la Dr.ssa __________ del SMR, prima che l'UAI
emanasse la decisione oggetto del presente gravame, ha comparato l'esame
clinico ed EN-grafico eseguito dal Dr. __________ il 15 maggio 2002 con quello
eseguito dal Dr. __________ il 1° giugno 2001 nel quadro degli accertamenti
SAM, giungendo alla conclusione che non esistono consistenti differenze tra i
due. Essa ha infatti osservato, nella "Proposta medico" redatta in
data 6 giugno 2002, che il Dr. __________ aveva già notato "una moderata
neuropatia del nervo mediano destro al tunnel carpale, caratterizzata da
un'alterazione modesta di alcuni parametri essenzialmente sensitivi",
senza che questa diagnosi influisse, a mente dei periti del SAM, sulla capacità
lavorativa dell'assicurato; la Dr.ssa __________ ha poi evidenziato che gli
esami eseguiti dal Dr. __________ confermano la presenza di una moderata neuropatia
del nervo mediano destro al tunnel carpale, senza influsso sulla capacità
lavorativa, già considerata nella valutazione del SAM del 2001 e non modificata
da allora (cfr. doc. _).

 

                               2.8.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso
valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli
esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta
l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)
e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento
della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere
motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung,
BJM 1989 pag. 31; DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti; Pratique VSI 2001 pag
108 consid. 3a; Pratique VSI 3/1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002 nella
causa M, I 162/01, consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono
a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14
aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita,
STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329
e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale
ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

 

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a)cc), cfr. U. Meyer‑Blaser,
op. cit., pag. 230).

 

 

                               2.9.   Nell'evenienza concreta
questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di fare proprie le
conclusioni cui è pervenuto nella propria perizia pluridisciplinare il SAM,
dopo aver provveduto ad analizzare approfonditamente la situazione medica
dell'assicurato tramite reperti radiologici, esami di laboratorio, accertamenti
neuroradiologici a cura del Dr. __________ (1.6.2001), sottoponendo inoltre
__________ al consulto cardiologico del 29.5.2001 del Dr. __________ (cfr. doc.
AI _), al consulto ortopedico del 30.5.2001 del Dr. __________ (cfr. doc. AI _)
e al consulto psichiatrico del 21.5.2001 del Dr. __________ (cfr. doc. AI _),
medici specialisti delle affezioni invalidanti di cui il ricorrente è
portatore. 

                                         Infatti, i periti hanno
compiutamente valutato il danno alla salute lamentato dall'assicurato sulla
base di accertamenti approfonditi e completi, giungendo a conclusioni logiche e
motivate in merito alla capacità di lavoro. Dopo una discussione collegiale, i
periti del SAM sono giunti alla conclusione che il ricorrente presenti
un'incapacità lavorativa del 100% nelle precedenti professioni di muratore e
operaio, mentre invece hanno valutato che in attività leggere la sua incapacità
lavorativa si riduca al 50%, escludendo l’esecuzione di provvedimenti
integrativi volti ad aumentare la capacità lavorativa di __________ (cfr. doc.
AI _).

 

                                         Ora, come rettamente rilevato
dall’amministrazione (cfr. doc. _), il certificato medico stilato dal Dr.
__________ in data 15 maggio 2002 non permette di modificare la valutazione
operata al momento dell'emanazione della decisione e che si basa sulla perizia pluridisciplinare
compiuta dal SAM in data 13 luglio 2001 (cfr. doc. _) e sulla valutazione dei
nuovi accertamenti medici operata dal SMR in data 6 giugno 2002 (cfr. doc. _).

                                         Nessun elemento agli atti
permette di ipotizzare che i peggioramenti riscontrati ai nervi mediani al canale
carpale evidenziati dal Dr. __________ rispetto alla precedente visita del 19
maggio 1998 (cfr. doc. AI _) abbiano un influsso sulla capacità lavorativa
dell'assicurato, come appurato dalla Dr.ssa __________ del SMR, la quale ha
rilevato che la moderata neuropatia del nervo mediano destro di cui soffre
l'assicurato - e di cui i periti del SAM hanno tenuto conto al momento di
effettuare la perizia pluridisciplinare del 13 luglio 2001 - non ha influsso
sulla sua capacità lavorativa giudicata del 50% in attività leggere (cfr. doc.
AI _).

 

                             2.10.   Pendente
causa l’insorgente ha trasmesso al TCA il rapporto medico datato 26 febbraio
2003 redatto dal Dr. Med. __________, spec. FMH in medicina interna, del
seguente tenore:

 

" 
Il signor __________ mi ha consultato lamentando
un peggioramento delle sue condizioni.

 

L'ho indirizzato perciò al collega Dr.
__________, reumatologo FMH, che mi ha confermato un peggioramento delle
condizioni, specialmente in sede lombare e degli arti inferiori.

 

Per questo motivo sarebbe da rivedere il suo
grado d'invalidità." (Doc. _)

 

L'attestazione medica del Dr. __________ è stata
trasmessa all'UAI (cfr. doc. _); l'amministrazione, rilevando che il
certificato medico citato è redatto in termini troppo vaghi per poter essere
considerato quale valido mezzo probatorio, ha constatato che l'asserito
peggioramento delle condizioni di salute dell'assicurato si situerebbe comunque
in epoca posteriore all'emissione della decisione contestata e non può quindi
essere preso in considerazione (cfr. doc. _).

 

                                         Occorre
rilevare che, secondo costante giurisprudenza del TFA, l'autorità giudicante
deve limitare l'esame del caso alla situazione effettiva che si presenta
all'epoca in cui è stata resa la decisione impugnata - in casu il 19 giugno
2002 - ritenuto che fatti verificatisi
ulteriormente possono influire quali elementi di accertamento retrospettivo
della situazione anteriore alla decisione stessa. I fatti accaduti
posteriormente e che hanno modificato questa situazione devono di regola
formare oggetto di un nuovo provvedimento (fra le tante cfr. DTF 121 V 366 consid.
1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102).

Eccezionalmente il giudice può anche tener conto, per motivi d'economia
procedurale, dei fatti intervenuti posteriormente alla decisione impugnata, a
condizione che questi ultimi siano stabiliti in modo sufficientemente preciso
(RCC 1980 pag. 263) e siano suscettibili di influenzare il giudizio (RCC 1989
pag. 123 consid. 3b, RCC 1974 pag. 192 consid. 4, RCC 1970 pag. 582 consid. 3).

 

In casu, come indicato nel certificato medico 26
febbraio 2003 (cfr. doc. _), il Dr. __________, dopo essere stato consultato
dall'assicurato che lamentava un peggioramento delle proprie condizioni,
specialmente in sede lombare e degli arti inferiori, ha chiesto un consulto al
Dr. __________, specialista FMH in reumatologia.

Il Dr. __________, infatti, con scritto 8 gennaio
2003 indirizzato al Dr. __________ ha osservato:

 

" 
Ti invio di nuovo il signor __________ che ben
conosci e che continua ad accusare dolori alla schiena, ai polpacci, alle mani
e alla spalla destra.

 

Come sai era già stato visto dal collega
__________ senza rilievi particolari.

 

Vi è anche un problema lavorativo e di invalidità
che gli è stata concessa al 60% ma egli ritiene di non potere svolgere altra
attività nell'ambito delle sue capacità.

 

Ti sarei grato di verificare se vi è un
peggioramento o meno delle sue condizioni reumatologiche." (Doc. _ incarto
medico Dr. __________)

 

Il Dr. __________, a sua volta, in data 30
gennaio 2003 ha invitato il Dr. __________, specialista FMH in neurologia, ad
esprimersi in merito alle condizioni di salute dell'assicurato, presisando:

 

" 
Ti ringrazio di riesaminare il paziente a
margine (31.1.2003 - 08.30) per rivalutazione di una lombo-sciatalgia sx.

Come risulta dalla TAC del 17.1.2003 c'è una
stenosi sec. Sia su ernia discale che spondilartrosi a livello L4/5 e L5/S1 con
conferma dell'anomalia di transizione lombo-sacrale.

L'avevi ultimamente (visitato, n.d.r.) il
15.5.2002 per la sindrome del canale carpale dx.

Al paziente è stato riconosciuto un grado di
invalidità AI del 62% (vedi allegati); il paziente fa valere però un
peggioramento dei disturbi lombo-sciatalgici che gli impedisce di svolgere
attività lavorative." (Doc. _)

 

 

Il rapporto medico 31 gennaio 2003 del Dr.
__________ ha il seguente tenore:

 

"  MOTIVAZIONE:
Paziente già esaminato (1998, 2002) per una problematica di tipo sindrome del
canale carpale. Paziente al beneficio di una rendita AI del 62% per una
problematica lombo-sciatalgica sinistra, apparsa dal 1997 dopo un falso
movimento scivolando portando un armadio. Presenza alla MRI lombo-sacrale del
1997 di un'ernia discale medio-laterale sinistra L5-S1 associata ad un'anomalia
di transizione con emilombalizzazione di S1. Il Paziente accusa persistenti lombalgie
e dolori irradianti nel polpaccio sinistro con vaghe parestesie pretibiali.

CLINICAMENTE DDS 29 cm, Schober lombare 10-14,5 cm, Lasègue 90° ddp,
dolente nella regione gluteale a sinistra. Sta seduto a 90° con le ginocchia
tese. Punti di Valleix non dolenti. Marcia normale senza segno di Trendelenburg,
cammina sulle punte, sui talloni, si accovaccia senza difficoltà. Minimo
deficit del 10% per i mm peronei sinistri rispetto a destra. Rn patellari ed achillei
normali e simmetrici, nessun segno piramidale, nessuna fascicolazione
muscolare.

 

ESAME ELETTRONEUROGRAFICO
(...)

 

 

CONCLUSIONI: risposte H normali d'ambo i lati come
latenze, migliore la sinistra sia come latenza che come ampiezza, fatto che
parla contro una sofferenza radicolare S1, sinistra in particolare. Non segni
di denervazione in atto, né evidenti di rimaneggiamento neurogeno cronico nel
m. lungo peroneo sinistro, clinicamente eventualmente leggermente deficitario
rispetto al destro. Clinicamente nessuna sindrome lombo-vertebrale maggiore,
non segni sicuri di irritazione radicolare al MIS. Dolori piuttosto di origine statico-degenerativi
in presenza di un'ernia discale L5-S1 piuttosto sinistra (ev. irritazione
intermittente della radice L5?) con un canale osseo relativamente stretto allo
stesso livello.

Ritengo quindi che l'incapacità confermata al Paziente sia
realistica. Evitare attività eccessivamente pesanti, un sovraccarico del
rachide lombo-sacrale (non portare per es. pesi superiori ai 15 Kg.).
Eventualmente indicate terapie intense in ambiente stazionario. Rimango a
disposizione per discutere il problema o rivedere se necessario il Paziente in
caso di aggravamento dei disturbi." (Doc. _)

 

L'incarto medico del Dr. __________ concernente
l'assicurato e richiamato dal TCA, come da richiesta del patrocinatore del
ricorrente (cfr. doc. _), è stato messo a disposizione delle parti, con la
facoltà di presentare osservazioni scritte (cfr. doc. _).

Il Dr. __________, medico del SMR, presa visione
della documetazione medica citata, con scritto 23 aprile 2003 ha osservato:

 

" 
Ho riletto il dossier dell'assicurato e ho
potuto prendere visione della cartella clinica del Dr. __________, depositata
al TCA (solo la corrispondenza con gli altri colleghi, poiché la cartella
manoscritta era "sigillata" e da quel poco che si poteva vedere era
illeggibile).

 

Dalla cartella clinica si possono trarre
documenti in parte noti all'AI e in parte no; si tratta di documenti con
richieste d'informazione cliniche e risposte ai quesiti, pure clinici, ma che
non affrontano il tema della CL se non con le annotazioni che "il
paziente" non è d'accordo con quanto attestato dall'AI oppure che "è
in lite" con l'AI. Unico documento di rilievo clinico "nuovo" è
il rapporto d'esame neurologico effettuato dal Dr. __________ nel 1995 (doc.
_). In tale documento figurano i dati clinici, il risultato dell'esame elettroneurografico
(ENG) e le proposte terapeutiche.

In base a questo documento e agli esami elettroneurografici
che si sono succeduti si può affermare che dal 1995 non vi è stata evoluzione
significativa dei disturbi lamentati dal paziente, non vi è stata modifica
della valutazione diagnostica e non vi è stato cambiamento nell'indirizzo
terapeutico.

Si può aggiungere che l'esame ENG dovrebbe venir
effettuato in condizioni standard (lunghezza delle fasi misurate, temperatura
della mano) e che, specie nel maschio possono subentrare variazioni nel
risultato a seconda di altre caratteristiche d'esame (dopo riposo o dopo
sforzo, dopo terapie sistemiche o locali - es. antinfiammatori - ghiaccio),
oppure se non si tiene conto della temperatura della mano. Si possono così
riscontrare valori differenti nel corso del tempo.

I valori misurati dal Dr. __________ nel 95 erano
patologici, mentre quelli del Dr. __________ dapprima e del Dr. __________ poi
erano normali. L'ultimo esame ENG del Dr. __________ era patologico, ma in
misura inferiore a quello del Dr. __________.

Secondo il Dr. __________ esisteva dunque un
peggioramento rispetto a quanto misurato da lui stesso in precedenza, ma questo
peggioramento non è di tipo assoluto.

 

 

Per quanto riguarda le altre patologie non si
trovano documenti che possano far ritenere inadeguata la CL del soggetto; anzi,
in un documento (di cui purtroppo non ho notato il numero TCA) il Dr. __________
fa riferimento alla valutazione SAM, dicendosi concorde con la stessa."
(Doc. _)

 

 

Nello scritto 15 maggio 2003 il rappresentante
dell'assicurato, constatando che lo stesso medico dell'UAI ha ammesso
l'esistenza di un oggettivo peggioramento (anche se, in maniera incomprensibile
secondo il rappresentante dell'assicurato, definito "non di tipo
assoluto"), ha ribadito la richiesta di accordare a __________ una rendita
intera d'invalidità (cfr. doc. _).

 

Lo scritto dell'Avv. __________ è stato sottoposto
al Dr. __________ del SMR, il quale ha rilevato:

 

" 
Comprendo la perplessità dell'Avv. __________
per la citazione descritta nel suo testo.

 

Nei paragrafi precedenti l'affermazione
incriminata avevo cercato di spiegare come le misurazioni di funzionalità
effettuate tramite esame elettroneurografico (ENG) non possano essere valutate
indipendentemente dagli altri esami, soprattutto clinici e non di laboratorio.

Troppe sono le variabili che possono influire sul
risultato di un esame di laboratorio.

La dimostrazione della variabilità può essere
indicata, a titolo d'esempio, dalla misurazione effettuata dal Dr. __________
nel 1995 che era almeno dello stesso valore numerico che per alcuni esami che
si sono poi succeduti.

Valutando lo stato clinico e i valori di
laboratorio i curanti, anche specialisti che si sono succeduti, non hanno
proposto elementi terapeutici diversi uno dall'altro. Questo suggerisce che le
conseguenze del danno, che nessuno ha negato, non sono state considerate in
modo diverso dai vari curanti.

Si conferma una regola della medicina: gli esami
di laboratorio, di qualsiasi tipo, servono a:

    1.    confermare o negare sospetti
diagnostici

    2.    valutare l'evoluzione quando ci sono conseguenze
terapeutiche (per esempio operare o meno)

 

Per contro non servono mai, da soli, perché non
sarebbe un uso giudizioso degli stessi, per porre diagnosi e proporre terapie
slegate dalla clinica.

 

Se il patrocinatore dell'assicurato ritenesse le
spiegazioni incongruenti o insufficienti sarò ben volentieri a disposizione per
cercare di essere più chiaro." (Doc. _)

 

                                         Viste le
chiare conclusioni espresse nel rapporto medico 31 gennaio 2003 dello
specialista, Dr. __________, che ha avuto modo di visitare l'assicurato a più
riprese (cfr. referto medico 19 maggio 1998, doc. AI _; referto medico 15
maggio 2002, doc. AI _; infine, referto medico 31 gennaio 2003, doc. _),
giungendo alla conclusione che il grado di invalidità del 62% riconosciuto
all'assicurato dall'AI sia realistico (cfr. doc. _), questo Tribunale non può che confermare la valutazione operata al
momento dell'emanazione della decisione dall'amministrazione e che si basa
sugli approfonditi accertamenti medici effettuati dal SAM in sede di perizia pluridisciplinare.

 

                                         Sulla
scorta di quanto precede, la decisione contestata deve essere confermata e il
ricorso respinto.

 

 

                             2.11.   L'assicurato,
per il tramite del suo rappresentante, ha chiesto al TCA di essere sottoposto
ad un esame specialistico per completare e approfondire quanto già rilevato dal
Dr. __________ (cfr. doc. _).

 

Al proposito si osserva che se
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, p. 47 n.
63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., p. 274, si veda pure DTF 122
II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid.
3; 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).Un tale modo di procedere non lede il
diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94
consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

In concreto, alla luce delle
risultanze degli atti di causa, questo Tribunale ritiene la fattispecie
sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario procedere ad una
perizia giudiziaria.

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso è respinto.

 

                                 2.-   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione agli interessati
i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto
amministrativo al Tribunale federale delle
assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti