# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 63c1e598-161c-55b7-b22b-612a526c5658
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-01-16
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 16.01.2014 BG.2013.26
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BG-2013-26_2014-01-16.pdf

## Full Text

Decisione del 16 gennaio 2014  
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, presidente, 

Tito Ponti e Roy Garré,  

Cancelliera Clara Poglia  

   
 

Parti 

  

CANTONE TICINO, MINISTERO PUBBLICO, 

Richiedente 

 

 contro 

   

CANTONE DI ZURIGO, OBERSTAATSANWALT-

SCHAFT, 

Controparte 

 

Oggetto  Conflitti in materia di foro (art. 40 cpv. 2 CPP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t   

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

 

 

Numero dell ’ incarto: BG.2013.26 

 

 

 

- 2 - 

 

 

 

Fatti: 

 

A. In data 13 dicembre 2012, la Staatsanwaltschaft Basel-Stadt (in seguito: 

MP/BS) ha trasmesso al Ministero pubblico del Cantone Ticino (in seguito: 

MP/TI) una richiesta di assunzione del procedimento penale S121005 021 

a carico della società A. GmbH per i reati di truffa e infrazione alla legge fe-

derale del 19 dicembre 1986 contro la concorrenza sleale (LCSI; RS 241; 

act. 1.1, dossier MP/TI). Risulta dall'incarto che alla predetta ditta è conte-

stato di aver contattato telefonicamente una persona anziana domiciliata 

nel Canton Basilea al fine di convincerla a disdire i propri contratti di telefo-

nia per concluderne di nuovi con la stessa. Malgrado il rifiuto della vittima, 

la società imputata avrebbe proceduto a tale modifica richiedendo in segui-

to il pagamento di elevati costi di annullamento (v. act. 1.1, denuncia del 

26 settembre 2012). La suddetta richiesta di assunzione del procedimento 

faceva seguito ad una precedente domanda indirizzata, in data 15 ottobre 

2012 e per la stessa fattispecie, dal MP/BS alla Staatsanwaltschaft Winter-

thur/Unterland (di seguito: MP/ZH), tuttavia respinta da quest'ultima autorità 

(act. 1.1). 

 

 

B. Con scritto del 29 luglio 2013 indirizzato al MP/ZH, il MP/TI ha a sua volta 

richiesto che il procedimento in parola venisse assunto dalle autorità di 

perseguimento penale zurighesi data l'ubicazione in questo Cantone della 

sede della suddetta società e dovendo lo stesso essere quindi considerato 

come luogo di commissione del reato ai sensi dell'art. 31 CPP (act. 1.1, 

dossier MP/TI). Il 23 settembre 2013, indicando di non aver ricevuto alcun 

riscontro, il MP/TI ha sollecitato una presa di posizione da parte del MP/ZH 

in riguardo alla predetta richiesta (act. 1.1, dossier MP/TI). 

 

 

C. Mediante raccomandata del 26 settembre 2013, il MP/ZH ha indicato al 

MP/TI di aver già evaso in senso negativo la richiesta di quest'ultima autori-

tà, con scritto del 3 settembre 2013 (act. 3.2). A mente del MP/ZH, le auto-

rità ticinesi – già incaricate dal 2012 del perseguimento penale di fatti simili 

commessi da A. GmbH ai danni di una persona domiciliata in Ticino – a-

vrebbero infatti già compiuto i primi atti di perseguimento di modo che sa-

rebbe data la competenza giusta l'art. 31 cpv. 2 CPP (act. 3.1). In entrambi 

i suoi scritti, il MP/ZH ha invitato le autorità ticinesi, in caso di disaccordo, a 

trasmettere la propria richiesta all'Oberstaatsanwaltschaft del Canton Zuri-

go (in seguito: Oberstaatsanwaltschaft ZH), autorità competente in quest'ul-

timo Cantone in materia di conflitti di foro. 

 

- 3 - 

 

 

D. Con istanza di determinazione del foro competente del 7 ottobre 2013, il 

MP/TI, per il tramite del Procuratore pubblico titolare del procedimento, si è 

rivolto a questa Corte postulando (act. 1): 

 

«1. In via principale: 

 1.1 L'istanza di determinazione del foro competente è accolta. 

1.2 Di conseguenza, le autorità di perseguimento penale del Canton Zurigo 

sono designate quali autorità cui spetta il diritto e dovere di perseguire e 

giudicare i reati di cui al procedimento penale INC.2013.6792 del Ministero 

pubblico del Canton Ticino. 

 2. In via subordinata: 

  2.1 L'istanza di determinazione del foro competente è accolta. 

2.2 Di conseguenza, le autorità di perseguimento penale del Canton Zurigo 

sono designate quali autorità principali cui spetta il diritto e dovere di per-

seguire e giudicare i reati di cui al procedimento penale INC.2013.6792 

del Ministero pubblico del Canton Ticino. 

2.3 Le autorità di perseguimento penale del Canton Ticino sono designate 

quali autorità subordinate, chiamate a intervenire nell'ambito del procedi-

mento penale INC.2013.6792 qualora si rendesse necessario procedere 

ad atti istruttori sul territorio del Canton Ticino.» 

 

 

E. L'Oberstaatsanwaltschaft ZH ha presentato la propria risposta tramite scrit-

to del 17 ottobre 2013 postulando, in via principale, la reiezione dell'istanza 

e, in via subordinata, l'irricevibilità della stessa (act. 3).  

 

 

F. Delle ulteriori e specifiche argomentazioni sollevate dalle due autorità coin-

volte si dirà, per quanto necessario all'emanazione del presente giudizio, 

nei successivi considerandi in diritto.  

 

 

 

- 4 - 

 

 

Diritto: 

 

1.  

1.1  Le autorità penali esaminano d'ufficio la loro competenza e, se necessario, 

rimettono il caso all'autorità competente (art. 39 cpv. 1 CPP). Se più autori-

tà penali risultano competenti per territorio, i pubblici ministeri interessati si 

comunicano senza indugio gli elementi essenziali del caso e si adoperano 

per raggiungere un'intesa il più rapidamente possibile (art. 39 cpv. 2 CPP). 

Se le autorità di perseguimento penale di più Cantoni non riescono ad ac-

cordarsi sul foro competente, il pubblico ministero del Cantone che per pri-

mo si è occupato della causa sottopone senza indugio, in ogni caso prima 

della promozione dell'accusa, la questione al Tribunale penale federale af-

finché decida (art. 40 cpv. 2 CPP combinato con l'art. 37 cpv. 1 della legge 

federale del 19 marzo 2010 sull'organizzazione delle autorità penali della 

Confederazione [LOAP; RS 173.71] e l'art. 19 del regolamento del 31 ago-

sto 2010 sull'organizzazione del Tribunale penale federale [ROTPF; RS 

173.713.161]). Condizione per adire la presente Corte è quindi che le parti 

coinvolte abbiano proceduto a prendere posizione in merito mediante uno 

scambio di scritti (art. 40 cpv. 2 CPP). Riguardo al termine per sottoporre la 

vertenza alla scrivente autorità, quest'ultima considera applicabile il termine 

di 10 giorni previsto dall'art. 396 cpv. 1 CPP, dal quale l'autorità richiedente 

può scostarsi unicamente in circostanze eccezionali che essa è tenuta a 

specificare (v. segnatamente TPF 2011 94 consid. 2.2). La determinazione 

dell'autorità legittimata a rappresentare il proprio Cantone nell'ambito dello 

scambio di vedute o durante la procedura dinnanzi alla Corte dei reclami 

penali è retta dalle legislazioni cantonali (art. 14 cpv. 4 CPP; KUHN, Basler 

Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung [di seguito: Basler 

Kommentar], Basilea 2011, n° 9 ad art. 39 et n° 10 ad art. 40; SCHMID, 

Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, 2° ed., Zurigo/San Gal-

lo 2013, n° 488; GALLIANI/MARCELLINI, Codice svizzero di procedura penale 

[CPP] – Commentario, Zurigo/San Gallo 2010, n° 5 ad art. 40 CPP). 

 

1.2 Riguardo alla competenza in ambito di conflitti di foro in seno alle autorità di 

perseguimento penale ticinesi, questa Corte ha già avuto modo di constata-

re che, giusta l'art. 67 cpv. 6 della legge cantonale del 10 maggio 2006 

sull'organizzazione giudiziaria (LOG; RL TI 3.1.1.1), la stessa spetta al pro-

curatore incaricato del procedimento (v. decisione del Tribunale penale fe-

derale BG.2013.16 del 18 luglio 2013, consid. 1.2). Per quanto attiene 

all'autorità competente zurighese, va rilevato che lo scambio di vedute non 

ha avuto luogo con l'autorità competente in materia, ossia l'Oberstaatsan-

waltschatf ZH (art. 107 cpv. 1 let. b della Gesetzes über die Gerichts- und 

Behördenorganisation im Zivil- und Strafprozess des Kantons Zürich del 

- 5 - 

 

 

10 maggio 2010; GOG ZH; LS 211.1), bensì con il ministero pubblico del 

distretto di Winterthur/Unterland e ciò malgrado l'indicazione data in modo 

esplicito al riguardo dal MP/ZH (act. 1.1).  

 

 Orbene, fintanto che le autorità designate come competenti dalle leggi can-

tonali non sono state consultate e non si sono espresse, non sussiste un 

conflitto di foro e non è pertanto possibile adire la Corte dei reclami penali 

(SCHWERI/BÄNZIGER, Interkantonale Gerichtsstandsbestimmung in Strafsa-

chen, 2a ed., Berna 2004, n° 564; decisioni del Tribunale penale federale 

BG.2012.33 del 28 novembre 2012, consid. 1.3-1.5; BG.2010.16 del 

14 settembre 2010 e BG.2008.13 del 2 luglio 2008, consid. 1.2). In applica-

zione di questi principi, va quindi considerato che, nella fattispecie, lo 

scambio di vedute non era terminato al momento della presentazione dell'i-

stanza in parola. Essa risulta pertanto irricevibile.  

 

 

2. Per economia processuale e data la presa di posizione in merito dell'Ober-

staatsanwaltschaft ZH, va comunque precisato che la domanda di determi-

nazione del foro si sarebbe in ogni modo conclusa, per le ragioni che se-

guono, con l'attribuzione del procedimento al MP/TI. 

 

2.1 Il MP/TI postula in sostanza l'assunzione dell'incarto INC.2013.6792 da 

parte del MP/ZH poiché il procedimento aperto nel 2012 in relazione ad 

una denuncia presentata da una persona domiciliata a Rivera (TI) a carico 

della società A. GmbH – procedimento all'origine della domanda di assun-

zione formulata dal MP/BS – si sarebbe concluso in seguito alla desistenza 

da parte della denunciante (act. 1). Trattandosi di fattispecie riconducibile 

alla società A. GmbH, i fatti da indagare si sarebbero svolti nel Cantone di 

Zurigo ciò che richiamerebbe l'applicazione dell'art. 31 CPP. La proporzio-

nalità e l'economia processuale giustificherebbero inoltre la competenza del 

MP/ZH posto come la collocazione geografica della ditta indagata impor-

rebbe comunque all'insieme delle procure svizzere, eventualmente chiama-

te ad indagare sulla fattispecie, di rivolgersi ad esso affinché si proceda agli 

atti istruttori necessari. L'autorità richiedente indica altresì di non aver espe-

rito alcun atto istruttorio nell'ambito del procedimento di cui il MP/BS ha ri-

chiesto l'assunzione, stante la necessità di chiarire la competenza territoria-

le.  

 

 Dal canto loro, le autorità zurighesi sottolineano che il comportamento del 

MP/TI andrebbe considerato come un'accettazione per atti concludenti del-

la propria competenza. Esso avrebbe in effetti atteso sette mesi dalla ri-

chiesta di assunzione del procedimento a lui indirizzata dal MP/BS prima di 

- 6 - 

 

 

interpellare il MP/ZH e, invece di rifiutare tale richiesta, avrebbe sottoposto 

a sua volta una domanda di assunzione del procedimento alle autorità zuri-

ghesi (act. 3). Non sussisterebbero altresì nuovi motivi gravi ai sensi 

dell'art. 42 cpv. 3 CPP per derogare al foro fissato in applicazione degli 

art. 38-41 CPP. L'Oberstaatsanwaltschaft ZH rileva infine che il luogo di 

commissione del reato non sarebbe ad oggi determinato, lo stesso non cor-

rispondendo necessariamente alla sede della società indagata. 

 

2.2 Giusta l'art. 34 cpv. 1 CPP, se l'imputato ha commesso più reati in luoghi 

diversi, il perseguimento e il giudizio di tutti i reati competono alle autorità 

del luogo in cui è stato commesso il reato punibile con la pena più grave. 

Se per i diversi reati è comminata la stessa pena, sono competenti le auto-

rità del luogo in cui sono stati compiuti i primi atti di perseguimento. È posta 

come condizione che l'autore sia perseguito simultaneamente nei Cantoni 

implicati (MOSER, Basler Kommentar, n° 6 ad art. 34 CPP e riferimenti citati; 

PIQUEREZ/MACALUSO, Procédure pénale suisse, Ginevra/Zurigo/Basilea 

2011, n° 376). Questo presupposto non è dato qualora un procedimento 

avviato in un Cantone si concluda (tramite sentenza, archiviazione, ecc.) 

prima dell'apertura del procedimento nell'altro Cantone coinvolto (MOSER, 

op. cit., n° 7 ad art. 34). Vi è da considerarsi che ci sia perseguimento, indi-

pendentemente dalle disposizioni cantonali, non solo di fronte all'apertura 

formale di un'inchiesta ma anche in caso di indagine di polizia (ibidem). 

 

2.3 Nella fattispecie va ritenuto che i reati imputati alla società A. GmbH sareb-

bero stati commessi in più luoghi, ossia in Ticino e nel Cantone di Basilea 

Città, località in cui le supposte vittime sarebbero state "adescate" telefoni-

camente, e nel Cantone di Zurigo, Cantone da dove risulta – almeno per 

quanto concerne la denuncia basilese – essere stata spedita la corrispon-

denza relativa al contratto telefonico nonché i relativi solleciti di pagamento 

(v. act. 1.1). Trattandosi di più reati punibili con la stessa pena, va quindi 

esaminato quale sia il Cantone che ha esperito i primi atti istruttori ai sensi 

dell'art. 34 cpv. 1 CPP (cdt. forum praeventionis). Non vi sono dubbi, e l'au-

torità richiedente non lo nega, che gli stessi siano stati effettuati dal MP/TI 

nell'ambito del procedimento aperto nel corso del 2012, ossia anteriormen-

te a quello di cui alla presente procedura (la suddetta autorità avendo pure 

proceduto all'emissione di una domanda d'assistenza all'indirizzo del 

MP/ZH). Il MP/TI sottolinea che tale procedimento si sarebbe concluso con 

la rinuncia delle pretese vantate da A. GmbH a cui avrebbe fatto seguito la 

relativa desistenza da parte della denunciante. Malgrado l'importanza 

dell'informazione, lo stesso omette tuttavia di precisare la data in cui si sa-

rebbe proceduto a siffatta archiviazione. Risulta nondimeno da una nota 

redatta dal MP/ZH il 17 ottobre 2012, nel quadro dell'esame della richiesta 

- 7 - 

 

 

di assunzione del procedimento da parte del MP/BS, che a tale data il pro-

cedimento ticinese per il reato di truffa (art. 146 CP) era ancora pendente. 

Ne consegue che lo stesso era quindi ancora aperto al momento della de-

nuncia sporta nel Cantone di Basilea Città il 26 settembre 2012 e che, per 

questo motivo, i due procedimenti andavano considerati come simultanei ai 

sensi della dottrina esposta supra (consid. 2.2). Il MP/TI era quindi compe-

tente e avrebbe dovuto in linea di massima assumere il procedimento tra-

smesso dalle autorità basilesi. Ciò tanto più che il reato ipotizzato di truffa, 

riservato l'art. 172
ter

 CP qui difficilmente applicabile dato l'insieme delle 

somme in gioco, è perseguibile d'ufficio per cui non si vede come la sola 

desistenza da parte della denunciante abbia potuto portare all'archiviazione 

del procedimento. Del resto, dopo la ricezione della richiesta del MP/BS, il 

MP/TI ha lasciato trascorrere più di mezzo anno prima di contestare il foro, 

per di più non avverso le autorità basilesi ma contro quelle zurighesi, mani-

festando quindi una perlomeno tacita accettazione di foro. Il principio della 

celerità (art. 5 CPP) e della buona fede (art. 3 cpv. 2 lett. a CPP) impongo-

no infatti alle autorità di perseguimento penale una pronta reazione anche 

sotto questo profilo (v. anche TPF 2011 178 consid. 3). Non si vede pertan-

to perché il procuratore pubblico ticinese, invece di contestare subito la ri-

chiesta basilese, abbia lasciato trascorrere tutto questo tempo, avviando 

poi una procedura di contestazione di foro contro le autorità zurighesi, le 

quali non hanno mai adottato provvedimenti istruttori indipendenti in questo 

ambito ma sono state unicamente chiamate a fornire assistenza intercan-

tonale alle stesse autorità ticinesi. 

 

 

3. Alla luce di quanto precede, l'istanza di assunzione del procedimento pre-

sentata dal MP/TI sarebbe comunque da respingere nel merito nella dene-

gata ipotesi di una sua ricevibilità. 

 

 

4. Per la presente decisione non vengono prelevate spese (art. 423 cpv. 1 

CPP). 

   

 

- 8 - 

 

 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

 

1. L'istanza è irricevibile. 

 

2. Non si prelevano spese giudiziarie. 

 

 

Bellinzona, il 16 gennaio 2014 

 

In nome della Corte dei reclami penali 

del Tribunale penale federale 

 

Il Presidente: La Cancelliera:  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunicazione a 

 

- Cantone Ticino, Ministero pubblico 

- Cantone di Zurigo, Oberstaatsanwaltschaft 

 

 

 

 

Informazione sui rimedi giuridici: 

Contro questa sentenza non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.