# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 35179dbc-a786-538b-a574-5ae162311723
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-11-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.11.2025 D-5343/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5343-2024_2025-11-06.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5343/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  6  n o v e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio),  

Giulia Marelli, Contessina Theis,  

cancelliera Ambra Antognoli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Guinea,   

patrocinato dall'avv. Michela Gentile,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Esecuzione dell’allontanamento (procedura celere);  

decisione della SEM del 16 agosto 2024. 

 

 

 

D-5343/2024 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, cittadino guineano dichiaratosi minorenne nato il (…), ha 

depositato una domanda d’asilo in Svizzera il 20 marzo 2024. Il 15 aprile 

successivo, ha sostenuto dinanzi alla Segreteria di Stato della migrazione 

(di seguito: SEM) una prima audizione per minorenni non accompagnati, a 

seguito della quale – otto giorni dopo – è stato sottoposto ad una perizia 

medico-legale per l’accertamento dell’età. Il 7 maggio 2024, il richiedente 

si è espresso per iscritto sulle conclusioni della perizia succitata nonché 

sull’intenzione della SEM di considerarlo maggiorenne. Il 17 maggio 2024, 

l’autorità inferiore ha registrato quale data di nascita dell’interessato il (…) 

(cfr. atti SEM 28/2). 

 

Il 9 agosto 2024, conclusa la preliminare procedura Dublino, la SEM ha 

svolto un’audizione approfondita sui motivi d’asilo. A sostegno della sua 

domanda, l’interessato ha sostanzialmente addotto di essere espatriato a 

causa delle difficoltà economiche vissute nel suo Paese d’origine che, in 

particolare, gli avrebbero impedito di proseguire con gli studi. Nel 2015 

avrebbe lasciato l’abitazione familiare a B._______ – distrutta durante 

scontri etnici tra i Peul e i Malenke – per trasferirsi a C._______ presso un 

amico del padre, il cui figlio sarebbe espatriato con lui. Un secondo incen-

dio, avvenuto tra il 2019 e il 2020 per le medesime ragioni, avrebbe poi 

distrutto anche l’abitazione dell’amico paterno. Dopo tale evento, la fami-

glia si sarebbe trasferita a D._______, ma l’interessato sarebbe rimasto a 

C._______ presso alcuni vicini. Il richiedente ha poi dichiarato di essere 

alla ricerca di un futuro migliore, praticando ad esempio il calcio come pro-

fessione, con l’intento di aiutare la propria famiglia. In caso di rimpatrio, 

teme di essere imprigionato dall’amico del padre, il quale lo riterrebbe re-

sponsabile della presunta morte del figlio, espatriato dalla Guinea insieme 

a lui (cfr. atti SEM n. […]-16/10 e 42/11). L’interessato ha versato agli atti 

(in copia) un certificato di nascita e una decisione giudiziaria di accerta-

mento della sua data di nascita (cfr. mezzi di prova SEM [di seguito: mdp 

SEM] n. 1-2). 

 

A.b  In data 12 agosto 2024, la SEM ha modificato nel giorno (…) la data 

di nascita dell’interessato, considerandolo dunque – nuovamente – mino-

renne (cfr. atti SEM 43/2). 

 

A.c Con scritto del 14 agosto 2024, la rappresentante legale si è infine 

espressa in merito al progetto di decisione negativa della SEM del 13 ago-

sto 2024 (cfr. atto SEM n. 46/3). 

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B.  

Con decisione del 16 agosto 2024, notificata lo stesso giorno, la SEM non 

ha riconosciuto all’interessato la qualità di rifugiato, ha respinto la domanda 

d’asilo e pronunciato il suo allontanamento dalla Svizzera, incaricando il 

Cantone di E._______ dell’esecuzione di quest’ultima misura e revocando 

l’effetto sospensivo a un eventuale ricorso.  

 

C.  

C.a Con ricorso del 27 agosto 2024, l’interessato insorge dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale o TAF) concludendo 

principalmente all’annullamento della decisione succitata, alla modifica 

della sua data di nascita al (…), alla concessione dell’ammissione provvi-

soria in Svizzera e, in subordine, alla restituzione degli atti alla SEM per 

nuova istruzione. Sul piano procedurale, egli postula la restituzione dell’ef-

fetto sospensivo al ricorso nonché la concessione dell’assistenza giudizia-

ria, nel senso dell’esenzione dal pagamento delle spese processuali e dal 

relativo anticipo, protestando tasse e spese. Al gravame non sono stati ac-

clusi nuovi mezzi di prova.  

 

C.b Con decisione incidentale del 31 ottobre 2024, il giudice istruttore ha 

restituito l’effetto sospensivo al ricorso, concesso l’assistenza giudiziaria e 

invitato la SEM a presentare una risposta al ricorso, giunta al Tribunale il 

13 novembre 2024. Il 4 dicembre successivo, l’insorgente ha formulato una 

replica, informando il Tribunale del decesso del padre. Il 12 dicembre 2024, 

la SEM ha presentato una duplica che è stata trasmessa all’insorgente per 

conoscenza il 18 dicembre successivo.  
 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi (RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

 

1.2 Il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 1 LAsi) e ricevibile sotto il profilo 

degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52 cpv. 1 PA, eccetto per il punto che 

segue.  

 

1.3 Qualora la conclusione ricorsuale di riconoscimento della data di na-

scita in conformità alle allegazioni dell'insorgente, sia intesa come rettifica 

(o modifica) della data di nascita registrata nel sistema d'informazione 

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centrale sulla migrazione SIMIC (pt. 2 delle conclusioni), la stessa è irrice-

vibile in quanto esula dall’oggetto della presente impugnativa. Può infatti 

essere tema della procedura ricorsuale unicamente quanto già trattato di-

nanzi all'autorità inferiore (cfr. DTF 136 II 457 consid. 4.2, sentenza del TAF 

A-1231/2012 del 18 dicembre 2013 consid. 1.3). In specie, nel dispositivo 

della decisione avversata non vi è alcun riferimento al punto posto in que-

stione. Pertanto, il Tribunale non è funzionalmente competente per diri-

merlo in assenza di una decisione in merito da parte dell'istanza inferiore 

(cfr. THOMAS FLÜCKIGER, in: Waldmann/Krauskopf (ed.), Praxiskommentar 

VwVG, 3a ed. 2023, n. 14 segg. ad art. 7 PA; sentenze del TAF D-

4197/2022 del 19 gennaio 2023 consid 2.3; D-6765/2019 del 17 gennaio 

2020 consid. 1.3). 

 

1.4 Il Tribunale rileva inoltre che, secondo il senso e i motivi del ricorso, 

l'insorgente contesta unicamente l'esecuzione del suo allontanamento 

dalla Svizzera (punti 4 e 5 del dispositivo), nonostante richieda l’annulla-

mento integrale della decisione avversata (cfr. ricorso, pagg. 5-10). L’og-

getto del contendere si limita pertanto a tale questione giuridica.  

 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto 

federale, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'ina-

deguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5).  

 

3.  

Nella decisione impugnata, la SEM ritiene sostanzialmente che il ricorrente 

non abbia reso verosimile la sua data di nascita (dichiarata al […]). 

Quest’ultima non sarebbe anzitutto compatibile con i risultati della perizia 

medico-legale che concluderebbe, in particolare, per un’età minima di (…) 

anni – ovvero tre mesi in più rispetto a quella addotta. Inoltre, le allegazioni 

relative alla sua biografia, al suo contesto familiare e al percorso scolastico 

risulterebbero vaghe, inconsistenti e parzialmente contraddittorie, raffor-

zando così i dubbi sull’età dichiarata. Il richiedente non avrebbe poi pre-

sentato alcun documento d’identità. Pertanto, considerandolo comunque 

minorenne, la SEM ha stabilito la sua data di nascita al (…) (età minima 

accertata dai periti). Infine, l’esecuzione dell’allontanamento risulterebbe 

possibile, ammissibile e ragionevolmente esigibile, posto segnatamente 

che l’interessato non sarebbe esposto a concreti rischi di persecuzione o 

trattamenti inumani o degradanti, godrebbe di buona salute e disporrebbe 

di un sufficiente appoggio sociale in patria.  

 

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4.  

4.1 Il ricorrente censura anzitutto un accertamento inesatto e incompleto 

della propria data di nascita, sostenendo che la SEM l’abbia arbitraria-

mente modificata senza una base probatoria sufficiente. A tale riguardo, la 

perizia medico-legale dell’aprile 2024 non costituirebbe una prova determi-

nante poiché non stabilirebbe un’età precisa, ma individuerebbe soltanto 

un intervallo di età media e stimerebbe la probabilità della minore età. Le 

dichiarazioni coerenti rese durante le audizioni, i mezzi di prova versati agli 

atti – il particolare il certificato di nascita – e la perizia medico-legale (che 

confermerebbe la sua minore età) corroborerebbero quindi l’età da lui indi-

cata. In questo senso, la decisione impugnata sarebbe frutto di una viola-

zione del principio inquisitorio, ciò che giustificherebbe il ripristino della 

data di nascita originariamente dichiarata oppure la restituzione degli atti 

alla SEM per una nuova valutazione (cfr. ricorso, pagg. 5-7).  

 

4.2  

4.2.1 In sede di risposta, l’autorità inferiore afferma di aver considerato de-

terminante la perizia medico-legale per l’accertamento della data di na-

scita, ritenendo che la sua importanza fosse accentuata dall’assenza di un 

documento d’identità e dall’inverosimiglianza delle dichiarazioni rese 

dall’interessato. La SEM critica inoltre l’atteggiamento del ricorrente che, 

pur ritenendo attendibile la perizia in alcuni aspetti, ne contesta le conclu-

sioni laddove smentisce l’età da lui indicata. L’attribuzione della data di na-

scita non sarebbe quindi avvenuta in maniera arbitraria o immotivata.  

 

4.2.2 Con la replica, il ricorrente conferma integralmente le proprie richie-

ste di giudizio, sostenendo invece che la perizia offrirebbe solo una stima 

statistica dell’età, senza determinare una data di nascita conclusiva. Egli 

ribadisce poi l’importanza di considerare tutti gli elementi agli atti per ga-

rantire una maggiore certezza giuridica, in particolare le allegazioni rese 

durante le audizioni, i mezzi di prova e il suo vissuto personale. In duplica, 

la SEM riafferma infine l’affidabilità della perizia in parola, sottolineando 

nuovamente che le allegazioni e i documenti presentati non apportereb-

bero indizi significativi a sostegno dell’età dichiarata.  

 

4.3  

4.3.1 Tale censura di natura formale va analizzata preliminarmente poiché 

suscettibile di condurre all’annullamento della decisione avversata (cfr. 

DTF 144 I 11 consid. 5.3; DTAF 2019 VI/6 consid. 4.1; 2016/2 consid. 4.2). 

 

4.3.2 Nella procedura d'asilo si applica il principio inquisitorio. Ciò significa 

che l'autorità competente accerta i fatti d'ufficio (artt. 6 LAsi e 12 PA). Essa 

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deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, 

chiarire le circostanze giuridiche e amministrare a tal fine le opportune 

prove. Tuttavia, il principio inquisitorio non dispensa le parti dal dovere di 

collaborare all'accertamento dei fatti e, in modo particolare, dall'onere di 

provare quanto sia in loro facoltà, rispettivamente quanto l'amministra-

zione, o il giudice, non siano in grado di delucidare con mezzi propri (cfr. 

artt. 13 PA e 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). In questo senso, la giuri-

sprudenza ha stabilito che la persona richiedente l'asilo ha l'onere della 

prova riguardo alla sua minore età (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e relativi 

riferimenti; Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di 

ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 30 consid. 5.3.4). L’accertamento 

dei fatti è incompleto quando tutte le circostanze fattuali e i mezzi di prova 

determinanti per la decisione non sono stati presi in considerazione dall'au-

torità inferiore. L’accertamento è invece inesatto allorquando quest’ultima 

ha segnatamente omesso di amministrare la prova di un fatto rilevante, ha 

apprezzato in maniera erronea il risultato dell'amministrazione di un mezzo 

di prova, oppure ha fondato la propria decisione su fatti erronei, in contrad-

dizione con gli atti dell'incarto (cfr. DTAF 2014/2 consid. 5.1; 2012/21 con-

sid. 5.1; 2007/37 consid. 2.3).  

 

4.3.3 La SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pregiudiziale sulla que-

stione dell’età di una persona richiedente d’asilo. Per giungere ad una de-

terminazione al riguardo, essa deve basarsi sui documenti d’identità auten-

tici depositati agli atti nonché sui risultati delle audizioni in relazione al qua-

dro personale dell’interessato nel Paese d’origine, alla sua cerchia fami-

liare e alla sua formazione scolastica. Se necessario, può ordinare una pe-

rizia medica volta alla determinazione dell’età (artt. 17 cpv. 3bis e 26 cpv. 2 

LAsi; art. 7 cpv. 1 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali 

dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]). Una volta esperita l’istruttoria, 

la SEM procede ad un apprezzamento globale degli elementi (cfr. DTAF 

2021 VI/3 consid. 5.2; 2019 I/6 consid. 5.5).  

4.4  

4.4.1 Nel caso concreto, si osserva preliminarmente che la determinazione 

della data di nascita dell’insorgente non riveste un ruolo dirimente per il 

giudizio. Da un lato, la SEM lo ha infatti considerato minorenne, nonostante 

la modifica della sua data di nascita, rispettando tutte le disposizioni pro-

cedurali a favore delle persone richiedenti d’asilo minorenni, segnatamente 

quella che impone un’adeguata rappresentanza legale (cfr. art. 17 cpv. 3 

LAsi; atti SEM n. 16/10, 26/4 e 42/11). D’altro lato, l’interessato è nel frat-

tempo divenuto maggiorenne, sia in base alla data da lui dichiarata, sia a 

quella stabilita dall’autorità inferiore, escludendo così la necessità di 

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considerare le tutele giuridiche a favore dei fanciulli nella valutazione 

sull’esecuzione dell’allontanamento (cfr. consid. 5.5 infra).  

 

4.4.2  

4.4.2.1 Ad ogni buon conto, l’accertamento svolto dalla SEM non presenta 

profili di criticità. 

 

4.4.2.2 In primo luogo, l’insorgente non ha fornito alcun documento d’iden-

tità – neppure in copia – suscettibile di comprovare, o quantomeno rendere 

verosimile, la sua effettiva data di nascita. Infatti, egli ha prodotto soltanto 

una copia del presunto certificato di nascita guineano (mdp SEM n. 1). Tut-

tavia, per invalsa giurisprudenza, questo tipo di attestato non rientra nella 

nozione di documento d’identità di cui all’art. 1a lett. c OAsi 1 e, pertanto, 

assume un esiguo valore probatorio riguardo alla data di nascita (cfr. DTAF 

2007/7 consid. 6). Inoltre, l’autenticità degli elementi di sicurezza di tale 

documento è generalmente impossibile da verificare (cfr. sentenza del TF 

1C_236/2023 del 1° settembre 2023 consid. 3.1.2.4; sentenze del TAF 

D-5337/2024 del 28 ottobre 2024 consid. 4.3.1; D-4815/2024 del 13 agosto 

2024 consid. 6.4; D-1779/2024 del 28 maggio 2024 consid. 5.2). Anche la 

sentenza di accertamento della data di nascita del Tribunale di F._______ 

datata (…) 2024 (mdp SEM n. 2) non può ragionevolmente comprovare la 

data di nascita del richiedente, poiché non costituisce un documento uffi-

ciale d’identità. Inoltre, essa è stata prodotta soltanto in copia, senza valide 

ragioni per la mancata presentazione degli originali (cfr. atto SEM n. 42/11 

D75; ricorso, pagg. 5-7), circostanza che preclude una valutazione ade-

guata dell’autenticità. Peraltro, la lettura digitale del codice QR indicato 

nella decisione in parola rimanda a una ricerca generale su Google intito-

lata (…) dalla quale non è possibile ottenere alcuna informazione riguardo 

all’atto giudiziario in oggetto.  

 

4.4.2.3 In secondo luogo, le vaghe dichiarazioni fornite dall’insorgente ri-

guardo alla sua biografia non offrono elementi credibili a sostegno della 

data di nascita addotta. A titolo d’esempio, egli ha fornito delle informazioni 

discordanti sul proprio luogo di residenza: nel corso della seconda audi-

zione ha affermato di non ricordare quando avrebbe lasciato B._______ 

per raggiungere C._______, mentre nella prima audizione aveva indicato 

il 2015 come anno del trasferimento (cfr. atto SEM n. 42/11 D11-12). Inter-

rogato inoltre sulle persone che gli avrebbero offerto ospitalità a 

C._______, ha inizialmente parlato di un amico di suo padre, per poi riferirsi 

ad “amici” dello stesso (cfr. atti SEM n. 16/10 punti 2.01 e 7.02; n. 42/11 

D16-21). Riguardo al suo percorso scolastico e professionale, l’insorgente 

ha poi dichiarato di non aver mai lavorato né frequentato la scuola a causa 

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delle difficoltà economiche della famiglia – ad accezione della formazione 

coranica (cfr. atti SEM n. 16/10 punto 1.17.04; n. 42/11 D47, D60 e D69). 

Tuttavia, egli ha riferito che i suoi fratellastri frequentano attualmente la 

scuola pubblica (cfr. atto SEM n. 42/11 D57), contraddicendo così l’affer-

mazione secondo cui la scolarizzazione gli fosse preclusa per motivi finan-

ziari. Queste incongruenze narrative, non adeguatamente giustificate nel 

ricorso, contribuiscono quindi a rafforzare l’inverosimiglianza della data di 

nascita indicata dal ricorrente. 

 

4.4.2.4 In terzo luogo, si osserva che la perizia medica ordinata dalla SEM 

– benché indichi la possibilità che il ricorrente fosse minorenne al momento 

degli accertamenti – stabilisce un’età minima di tre mesi superiore a quella 

dichiarata (cfr. atti SEM n. 3/2 e 23/17). Anche tale circostanza avvalora 

l’inverosimiglianza della data di nascita fornita dall’insorgente, come rile-

vato peraltro dai periti stessi (cfr. atto SEM n. 23/17, pag. 5).  

 

4.4.2.5 Considerando l’assenza di documenti d’identità, le incongruenze 

logiche su punti fondamentali del racconto nonché la sensibile discrepanza 

tra l’età minima stimata dai periti e quella dichiarata dal ricorrente, va quindi 

riconosciuto che, nello specifico, la perizia ordinata dalla SEM – fondata su 

esami medici multidisciplinari (ortopantomografia, radiografia della mano, 

tomografia computerizzata delle articolazioni sterno-clavicolari) – rappre-

senta il criterio più autorevole e attendibile per determinare con verosimi-

glianza preponderante la data di nascita dell’interessato. Pertanto, a fronte 

di un esame globale delle circostanze relative ad un fatto su cui incombe 

al ricorrente l’onere della prova (cfr. consid. 4.3.2 supra), si può ragione-

volmente concludere ch’egli non abbia reso verosimile di essere nato il 

(…).  

 

4.4.3 Ciò posto, il Tribunale giudica che la SEM ha considerato tutte le cir-

costanze fattuali per la valutazione dell’età dell’interessato, senza omettere 

l’amministrazione di un mezzo di prova rilevante o apprezzare in maniera 

erronea il risultato dell'amministrazione di un mezzo di prova oppure fon-

dare la propria decisione su fatti erronei, in contraddizione con gli atti di 

causa. Su questo punto, la richiesta di giudizio tendente all’annullamento 

della decisione impugnata al fine di disporre una nuova istruttoria risulta 

quindi infondata. 

 

5.  

5.1 Nel merito, il ricorrente afferma sostanzialmente che l’esecuzione del 

suo allontanamento non sia ammissibile e neppure ragionevolmente esigi-

bile. In particolare, la SEM si sarebbe limitata a constatare la sua buona 

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condizione di salute e la possibilità di un reinserimento economico, senza 

tuttavia approfondire le effettive prospettive di reintegrazione in Guinea, né 

considerare adeguatamente il principio dell’interesse superiore del minore 

che imporrebbe un esame dettagliato del contesto familiare e delle condi-

zioni di vita prima di disporre l’allontanamento. L’insorgente evidenzia inol-

tre che il padre sarebbe impossibilitato a sostenerlo poiché invalido, mentre 

la matrigna avrebbe già dichiarato di non potersi più occupare di lui. Inoltre, 

i rapporti con l’amico di famiglia che in passato lo avrebbe ospitato si sa-

rebbero deteriorati, poiché lo riterrebbe responsabile della morte del pro-

prio figlio, escludendo così la possibilità di ricevere un suo supporto con-

creto (cfr. ricorso, pagg. 8-10).  

 

5.2  

5.2.1 Nella sua risposta, la SEM sostiene segnatamente che non vi siano 

elementi concreti per ritenere che, in caso di rientro in Guinea, l’insorgente 

si troverebbe in una situazione di particolare vulnerabilità. A tal proposito, 

evidenzia ch’egli è ormai maggiorenne e ha sempre beneficiato del sup-

porto economico della sua famiglia, con la quale risulterebbe tuttora in con-

tatto. Inoltre, i parenti che in passato lo hanno ospitato a C._______ avreb-

bero già manifestato la volontà di continuare a prendersi cura di lui. La SEM 

contesta poi l’affermazione secondo cui la matrigna avrebbe dichiarato di 

non volersi più occupare di lui, sottolineando che il ricorrente ha semplice-

mente ipotizzato che, essendo ormai adulto, gli venga richiesto un mag-

giore contributo al sostentamento familiare. Avendo affrontato autonoma-

mente un lungo viaggio, l’insorgente avrebbe infine dimostrato indipen-

denza e capacità di adattamento, qualità che gli permetterebbero di reinte-

grarsi senza difficoltà eccessive nella società guineana.  

 

5.2.2 Con la replica, il ricorrente ribadisce di non disporre di una rete fami-

liare o sociale effettiva in Guinea, circostanza che lo esporrebbe a una 

grave precarietà economica e sociale, senza un alloggio stabile né mezzi 

di sostentamento. Tale situazione sarebbe ulteriormente aggravata dalla 

mancanza di un'istruzione adeguata, che gli precluderebbe l’accesso al 

mercato del lavoro. Inoltre, la SEM avrebbe erroneamente considerato la 

matrigna come un punto di riferimento, nonostante i rapporti tra loro siano 

sempre stati distanti e la donna abbia dimostrato scarso interesse nei suoi 

confronti, specialmente dopo la morte del padre avvenuta in corso di pro-

cedura. Infine, non potrebbe più contare sul supporto della famiglia che lo 

aveva ospitato a C._______, avendo perso ogni contatto con loro dopo la 

partenza. In duplica, la SEM riafferma invece l’esistenza di una rete di sup-

porto in patria, posto comunque che, essendo in buona salute e ormai 

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maggiorenne, l’insorgente potrebbe comunque adoperarsi autonoma-

mente per il proprio sostentamento.  

 

5.3 L’art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 

2005 (LStrI, RS 142.20), applicabile per rinvio dell'art. 44 LAsi, dispone che 

l'esecuzione dell'allontanamento dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), 

ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 

LStrI). Quando non è adempiuta una di queste condizioni, la SEM dispone 

l'ammissione provvisoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 LStrI).  

 

5.4 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non è 

ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera. A tale proposito, l’insorgente non 

può prevalersi del principio del divieto di respingimento in quanto non di-

spone della qualità di rifugiato (art. 5 cpv. 1 LAsi) – aspetto non contestato 

nel ricorso (cfr. C. b. supra). A fronte degli atti di causa, non v’è inoltre mo-

tivo di considerare l’esistenza di un rischio personale, concreto e serio di 

essere esposto ad un trattamento inumano e degradante ai sensi dell'art. 

3 CEDU o dell'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105; cfr. sentenza della CorteEDU, Grande Camera, Saadi con-

tro Italia del 28 febbraio 2008, 37201/66, §§125 e 129). Pure la situazione 

generale dei diritti dell’uomo in Guinea non risulta ostativa all’ammissibilità 

dell’esecuzione del suo allontanamento (cfr. ex pluris sentenza del TAF 

D-4148/2024 del 13 dicembre 2024 consid. 7.2.2). Quest’ultima risulta per-

tanto ammissibile.  

5.5  

5.5.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione non può essere ragionevol-

mente esigibile qualora, nello stato di origine o di provenienza, lo straniero 

venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali 

guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. 

 

5.5.2  

5.5.2.1 Nello specifico, va anzitutto osservato che in Guinea non vige at-

tualmente un contesto di guerra, guerra civile o violenza generalizzata ri-

guardante l’integralità del territorio che presume a priori l’esistenza di una 

messa in pericolo concreta di tutti i cittadini (cfr. sentenze del TAF 

D-7541/2024 del 23 gennaio 2025 consid. 8.3.1; D-4148/2024 consid. 

7.4.1; D-4369/2024 del 28 ottobre 2024 consid. 9.4.1).  

 

D-5343/2024 

Pagina 11 

5.5.2.2 Inoltre, il ricorrente non presenta motivi individuali ostativi che ren-

dono inesigibile il suo allontanamento. Il Tribunale rileva infatti ch’egli è or-

mai divenuto maggiorenne, escludendo così la necessità di una dettagliata 

valutazione delle tutele giuridiche previste dall’art. 3 della Convenzione sui 

diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 (RS 0.107, di seguito: CDF). Con-

trariamente a quanto asserito nel gravame, non occorre quindi sincerarsi 

preventivamente ch’egli possa essere restituito al proprio contesto fami-

liare oppure alloggiato altrove (cfr. DTAF 2021 VI/3 consid. 11.5.2; 2015/30 

consid. 7.3). Va poi osservato che l’interessato è giovane, in buona salute 

(cfr. atto SEM n. 42/11 D5), senza figli a carico e dispone di una rete sociale 

in patria, in particolare la matrigna (con la quale ha sempre vissuto), i fra-

tellastri residenti a D._______, nonché i benestanti amici di famiglia che lo 

hanno già mantenuto e accolto a C._______ (idem D18, D43-46, D54; atto 

SEM n. 16/10 punto 3.01). Su quest’ultimo punto, il Tribunale non ravvisa 

alcun elemento concreto per ammettere che, come sostenuto nel ricorso, 

la matrigna avrebbe già dichiarato di non potersi più occupare di lui e che 

i rapporti con gli amici di famiglia si sarebbero deteriorati. Del resto, i fra-

tellastri dell’insorgente, con i quali l’interessato intrattiene un buon rapporto 

(cfr. atto SEM n. 16/10 punto 3.01), si trovano attualmente con la matrigna 

del ricorrente e frequentano la scuola pubblica che, eventualmente, po-

trebbe accogliere anche lui (cfr. atto SEM n. 42/11 D57). Infine, il timore di 

essere imprigionato su segnalazione dell’amico del padre, che lo riterrebbe 

responsabile della morte del figlio durante il tragitto in mare (idem D62), 

non trova alcun riscontro concreto e risulta inverosimile poiché si basa 

esclusivamente su un'informazione appresa indirettamente dal padre 

(idem D64-66). 

 

5.5.2.3 Nonostante l’assenza di una pregressa esperienza professionale, 

il richiedente non riscontrerà quindi difficoltà eccessive nell’ambito della 

sua reintegrazione lavorativa, scolastica e sociale nel suo Paese d’origine, 

posta in particolare la capacità di adattamento già dimostrata attraverso il 

suo percorso d’espatrio. Nel complesso, non v’è quindi motivo di ritenere 

ch’egli si troverà in una situazione che metterebbe concretamente a rischio 

la sua esistenza in caso di ritorno in Guinea (in questo senso, cfr. sentenze 

del TAF E-844/2025 del 17 marzo 2025 consid. 8.4; E-7703/2024 del 27 

gennaio 2025 consid. 10.3; E-7783/2024 del 18 dicembre 2024 pag. 6; 

E-6504/2024 del 4 novembre 2024 pag. 7).  

 

5.5.3 Su tali presupposti, l'esecuzione dell'allontanamento è da ritenersi ra-

gionevolmente esigibile.  

 

D-5343/2024 

Pagina 12 

5.6 Infine, non risultano impedimenti sotto il profilo della possibilità dell’ese-

cuzione dell’allontanamento ai sensi dell’art. 83 cpv. 2 LStrI, in quanto l’in-

sorgente, usando la necessaria diligenza, potrà procurarsi i documenti in-

dispensabili al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi; cfr. DTAF 2008/34 consid. 12). 

5.7 Visto quanto precede, l’esecuzione dell’allontanamento va quindi con-

fermata.  

6.  

In esito, la SEM non ha violato il diritto federale e neppure accertato in 

modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 

LAsi). Essa non è poi incorsa in un abuso del suo potere d’apprezzamento 

in relazione alla misura dell’allontanamento. Il ricorso va pertanto respinto.  

 

7.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-

rico del ricorrente soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; art. 3 lett. b del re-

golamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

Tuttavia, avendo il Tribunale accolto la domanda di assistenza giudiziaria, 

le stesse non vengono prelevate.  

 

8.  

Questa sentenza è definitiva e non può essere impugnata mediante ricorso 

in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (cfr. art. 83 lett. d 

cifra 1 LTF). 

  

D-5343/2024 

Pagina 13 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Per quanto ricevibile, il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Ambra Antognoli 

 

 

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