# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 38e6e1a5-d7ba-525b-b656-f51ed3e1bc40
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 22.12.2004 16.2004.104
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2004-104_2004-12-22.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2004.104

  	
  Lugano

  22 dicembre
  2004/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 23
ottobre 2004 presentato da

 

	
   

  	
    RI 2  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

la sentenza 11 ottobre 2004 del Giudice di pace del
circolo di Carona, nella procedura di rigetto dell'opposizione (inc. n. S04-255)
promossa con istanza 27 maggio 2004 da

 

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  

 

 

 

con la
quale l'istante ha chiesto il rigetto in via definitiva dell'opposizione
interposta dalla convenuta al PE n. __________ dell'UE di Lugano, domanda
accolta dal giudice,

 

 

 

letti ed esaminati gli atti

 

 

 

 

considerato

 

in fatto e in diritto:

 

                                         che con
istanza 27 maggio 2004 il CO 1 ha chiesto il rigetto in via definitiva dell'opposizione
interposta da __________ RI 2 al PE. n. __________ dell'UE di Lugano
notificatole per l'incasso di fr. 296.85 rivendicati a saldo dell'imposta
comunale 1999 e di fr. 310.30 a titolo di interessi di mora;

 

                                         che a
valere quale titolo esecutivo l'autorità ha prodotto la notifica di tassazione
del 18 dicembre 2000 riguardante l'imposta cantonale 1999-2000, la notifica del
conguaglio dell'imposta comunale 1999 del 31 dicembre 2000, il richiamo di
pagamento 31 marzo 2001 e la relativa diffida 31 maggio 2001 muniti dell'attestazione
del loro passaggio in giudicato, così come il calcolo degli interessi di
ritardo maturati sull'imposta comunale 1999 sino al 21 aprile 2004;

 

                                         che con
sentenza 11 ottobre 2004 il Giudice di pace, respinta preliminarmente una
domanda di rinvio del contraddittorio presentata il 4 luglio 2004 dalla
convenuta in quanto intempestiva e non suffragata da alcun valido motivo ai
sensi dell’art. 136 CPC, ha accolto l'istanza pronunciando il rigetto
definitivo dell'opposizione interposta al precetto esecutivo summenzionato,
individuando nella documentazione prodotta dall'istante un valido titolo
esecutivo per l'importo posto in esecuzione;

 

                                         che
con il presente tempestivo gravame __________ RI 2 è insorta contro il predetto
giudizio postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui
all'art. 327 lett. e) CPC; la ricorrente si duole innanzi tutto della lesione
del suo diritto di essere sentita per il fatto che il giudice di pace non ha
dato seguito alla sua domanda di rinvio dell’udienza, mentre nel merito osserva
di aver liquidato l'imposta comunale 1999 rivendicata dall'istante;

 

                                          che per quanto attiene all’asserita violazione del diritto di essere
sentito della ricorrente per il mancato accoglimento della sua domanda di
rinvio dell'udienza fissata per l'8 luglio 2004, rispettivamente della mancata
tempestiva comunicazione di questa decisione evasa solo con la sentenza,
nonostante la richiesta sia stata formulata con invio raccomandato 5 luglio
2004, la censura ricorsuale è infondata;

 

                                          che
qualora la parte (o il suo rappresentante) sia impossibilitata per motivi gravi
- quali malattia, infortunio, servizio militare, un impegno parlamentare o la
comparsa davanti a un tribunale - di partecipare all’udienza, essa può
chiederne il rinvio (art. 136 cpv. 1 CPC);

 

                                          che
la richiesta di rinvio, oltre a dover essere motivata, deve essere presentata
tempestivamente così da permettere al giudice di determinarsi sulla fondatezza
dei motivi addotti e, in caso di accoglimento della domanda, notificare in
tempo utile alla controparte il rinvio dell’udienza (Cocchi/Trezzini, CPC-TI,
ad art. 136, m. 7);

 

                                          che
il giudice respinge la domanda processuale di rinvio se la ritiene non
giustificata, intempestiva o incompatibile con le necessità del proseguimento
del processo (art. 136 cpv. 2 CPC);

 

                                          che
sulle modalità di notifica di tale decisione, se l'art. 136 cpv. 3 CPC impone
al giudice di pronunciarsi formalmente, ovvero con ordinanza, scopo della norma
è anche quello di permettere alla parte che ha chiesto il rinvio di essere
tempestivamente informata sull'esito della sua domanda (Cocchi/Trezzini, op.
cit., ad art. 136, m. 8);

 

                                          che
nella fattispecie la domanda di rinvio è stata spedita dalla ricorrente solo
tre giorni prima dell’udienza, ciò che ha verosimilmente impedito al giudice di
informare in tempo utile la convenuta sull'esito negativo della sua domanda;

 

                                          che
in simili circostanze spettava semmai alla convenuta, che ha formulato la sua
domanda di rinvio all'ultimo momento, farsi diligente e preoccuparsi dell'esito
della sua istanza, non avendo ottenuto in tempo una risposta alla sua domanda (Cocchi/Trezzini,
op. cit., ad art. 136, m. 9; CCC 5.6.2001 in re S.SA/G.SA) per cui, non
avendolo fatto, ella non può ora lamentarsi in questa sede di non aver potuto
presenziare al contraddittorio, anche perché dinanzi al giudice di pace è
riconosciuta la facoltà di rappresentanza processuale a ogni persona in grado
di proporre e discutere con la necessaria chiarezza la causa (art. 64bis
cpv. 3 CPC);

 

                                          che
lo scritto dichiarazione 7 luglio 2004 e la documentazione allegata, non
è stato a giusta ragione considerato dal primo giudice ritenuto che è al contraddittorio,
e solo in quella sede, che le parti hanno la facoltà di far valere le loro
argomentazioni e contestazioni (cfr. art. 20 cpv. 2 LALEF; Cocchi /Trezzini,
op. cit., ad art. 20 LALEF, m. 5 e 6);

 

                                         che
neppure lo scritto 26 ottobre 2004 prodotto dalla ricorrente in questa sede, a
prescindere dalla sua irrilevanza ai fini del giudizio, può essere considerato
poiché l’art. 321 cpv. 1 lett. b CPC vieta alle parti la facoltà di addurre in
questa sede nuovi fatti, prove o eccezioni;

                                    

                                          che
nella procedura di rigetto definitivo dell’opposizione il giudice accerta
d’ufficio ed in ogni stadio di causa se il titolo prodotto dall’istante
possiede tutti i requisiti indispensabili perché possa essergli riconosciuto
carattere esecutivo ai sensi dell’art. 80 LEF (Staehelin D., Kommentar zum
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 1998, n. 115 ad art. 80);

 

                                          che
questo esame tende ad accertare l’identità tra il titolo indicato nel precetto
e la documentazione prodotta, il suo carattere esecutivo e il benfondato di
eventuali obiezioni opposte dall'escusso nei limiti di quelle proponibili in
base all’art. 81 LEF;

 

                                          che
l’art. 244 cpv. 3 LT sancisce il principio secondo cui le decisioni di
tassazione passate in giudicato sono parificate a sentenze esecutive ai sensi
dell’art. 80 LEF;

 

                                          che
in concreto è indubbio che la documentazione prodotta dall'istante costituisce
valido titolo esecutivo per il saldo residuo dovuto dalla convenuta sull'imposta
comunale 1999;

 

                                         che anche
per quanto attiene agli interessi di mora, siccome previsti dalla LT (art. 243
per il rinvio di cui all’art. 275 in materia di imposta comunale), gli stessi
devono essere riconosciuti all’istante nella misura richiesta e rimasta
incontestata dalla convenuta;

 

                                         che
pertanto la documentazione allegata all’istanza, alla quale l’escussa, assente
al contraddittorio, non ha opposto nessuna valida eccezione, tantomeno quella
di estinzione del credito fiscale, costituisce valido titolo esecutivo per
l’importo posto in esecuzione;

 

                                         che
di conseguenza il ricorso, che non ha evidenziato nessun titolo di cassazione,
deve essere respinto;

 

                                         che le
spese seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si giustifica di
assegnare ripetibili alla parte istante alla quale il ricorso non è nemmeno
stato notificato.

 

 

 

Per i quali motivi, 

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese
l’art. 148 cpv. 1 CPC e la OTLEF

 

 

 

pronuncia:

                                   1.   Il
ricorso per cassazione 23 ottobre 2004 di __________ RI 2 è respinto.

 

                                   2.   Tasse
e spese del presente giudizio, per complessivi fr. 50.-, già anticipati dalla ricorrente,
rimangono a suo carico. Non si assegnano ripetibili.  

 

3.Intimazione:

-   ;

 

 

 

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo di Carona.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

La presidente                                                             
La segretaria