# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f8ba4c16-1b19-5c90-be5e-69428fef37ea
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.03.2010 C-1048/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1048-2008_2010-03-05.pdf

## Full Text

Corte II I
C-1048/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  5  m a r z o  2 0 1 0

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Johannes Frölicher e Elena Avenati-Carpani, 
Cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Massimo Di Marco,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
26 febbraio 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-1048/2008

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano,  nato  il  (...),  coniugato,  ha  lavorato  in 
Svizzera in qualità di  falegname dal novembre del 1983 al luglio del 
2002, solvendo contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i 
superstiti e l'invalidità durante tale periodo (doc. 10). Rientrato in Italia, 
ha svolto attività lucrativa, da ultimo (gennaio 2003) ha lavorato alle 
dipendenze della ditta B._______ dapprima come operaio edile ed in 
seguito  quale  addetto  alla  consegna  e  al  montaggio  di  mobili.  Il  12 
settembre 2003, ha interrotto il lavoro a seguito di dimissioni (doc. 12). 
L'assicurato  percepisce,  a  far  tempo  dal  1°  gennaio  2004,  una 
pensione di vecchiaia italiana. Il 27 dicembre 2005, ha formulato una 
richiesta volta all'ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera 
per l'invalidità (doc. 2).

B.
Nel corso dell'istruttoria, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per 
gli assicurati  residenti all'estero (UAIE) ha in particolare assunto agli 
atti la seguente documentazione:

• le  cartelle  cliniche  concernenti  il  ricovero  dal  29  agosto  al 
7 settembre  2005  segnatamente  per  ematoma  subdurale 
cranico della  convessità  cerebrale bilaterale  con conseguente 
intervento di drenaggio delle raccolte ematiche, diabete mellito, 
epatopatia cronica, ipertensione arteriosa (doc. 16, 21 a 30, 31 
a 40 e 41 a 44);

• le ricette mediche del 29 settembre e 13 ottobre 2005 (doc. 17 
e 19);

• i certificati medici del 7 ottobre 2005 e del 26 aprile 2006, nei 
quali  è  indicato che il  paziente  è  stato  operato  per  ematoma 
subdurale  cranico  e  prescritta  la  continuazione  della  terapia 
farmacologica (doc. 15 e 18);

• un certificato medico del  1° dicembre 2005 (mal leggibile),  in 
cui  è  posta  la  diagnosi  segnatamente  di  diabete  mellito, 
ipertensione  arteriosa,  ematoma  subdurale  della  convessità 
cerebrale  trattato  chirurgicamente,  con  esiti  di  deficit  della 
sensibilità e deficit motorio arto superiore ed inferiore di destra, 

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broncopatia cronica, lombosciatalgia,  discopatie, vasculopatia, 
artrosi diffusa, epatopatia steatosica (doc. 20);

• la  perizia  medica  dettagliata  E  213  della  previdenza  sociale 
italiana  del  6  marzo  2006,  attestante  esiti  sfumati  di  recente 
intervento  neurochirurgico  per  ematoma  subdurale  della 
convessità  cerebrale bilaterale  (agosto  2005),  diabete mellito, 
spondiloartrosi cervico lombare a modesta incidenza funzionale 
in ex falegname 58 enne; le condizioni di salute dell'interessato 
sono  state  definite  come  stazionarie.  È  stato  segnalato  che 
l'assicurato è considerato invalido al 50%, conformemente alle 
disposizioni  di  legge  del  Paese  di  residenza,  sia  nella 
precedente attività sia in un'attività adeguata alle sue condizioni 
(doc. 45);

• un referto di elettroencefalografia del 31 agosto 2006 (doc. 46);

• il questionario per il datore di lavoro del 19 ottobre 2006 (ultimo 
datore di lavoro in Svizzera) (doc. 10);

• il questionario per l'assicurato del 6 novembre 2006 (doc. 11);

• il  questionario  per  il  datore  di  lavoro  dell'11  novembre  2006 
(ultimo datore di lavoro in Italia) (doc. 12).

C.
Nel suo rapporto del 23 marzo 2007, il dott. C._______, del Servizio 
medico regionale  (SMR) “Rhône”,  ha esposto la  diagnosi  principale, 
con  ripercussione  sulla  capacità  lavorativa,  di  cervico-lombalgie  ed 
esiti  moderati  di  un'emisindrome destra  per  ematoma subdurale. Ha 
pure  evidenziato  la  diagnosi  secondaria,  senza  ripercussioni  sulla 
capacità  lavorativa,  di  diabete  mellito  non  insulino  dipendente.  Il 
medico ha osservato che l'assicurato (di 59 anni) è stato attivo quale 
falegname e magazziniere addetto al montaggio di mobili. Ha rilevato 
che  il  medesimo  ha  subito  un  intervento  per  ematoma  subdurale 
nell'agosto  del  2005,  che  l'esame  clinico  è  nella  norma  e  che 
l'interessato  soffre  di  discreta  ipostenia  all'emisoma destro,  dolori  ai 
movimenti e parestesie al cuoio capelluto nella sede dell'intervento. Il 
medico  ha  altresì  ritenuto  che  l'assicurato,  a  causa  degli  esiti  della 
patologia cerebrale, non può più svolgere attività pesanti; per contro, 
l'esercizio di un'attività adeguta è esigibile. Il dott. C._______ ha quindi 
fissato  un'incapacità  al  lavoro  dell'interessato  del  100%  nella 

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precedente  attività,  a  far  tempo  dall'agosto  del  2005  (data 
dell'apparizione dei  sintomi  prima del  ricovero  ospedaliero),  ma l'ha 
considerato  abile  al  100%  in  un'attività  confacente  al  suo  stato  di 
salute – lavoro a tempo pieno, con sollevamento di pesi non superiore 
ai  10  kg,  ad  esclusione  di  un  lavoro  pesante,  quale  sorvegliante  di 
posteggio/museo,  magazziniere,  addetto  a  piccole  consegne  con 
veicolo, addetto alla vendita per corrispondenza/al telefono/su internet, 
venditore  presso  un  negozio/centro  commerciale/chiosco/stazione  di 
servizio,  riparatore  di  piccoli  apparecchi/articoli  domestici,  cassiere, 
bigliettaio,  addetto  alla  registrazione  di  dati/classificazione/archivia-
zione/ricezione/centralino/scansione ottica  di  documenti,  addetto  alla 
distribuzione della posta interna/fattorino – a decorrere dal 1° dicem-
bre 2005 (doc. 48 e 48.1).

D.
Il  7  maggio  2007,  l'UAIE  ha  effettuato  una  valutazione  del  grado 
d'invalidità dell'interessato sulla base di un salario mensile da valido di 
Euro 1'367.07, conseguibile come operaio addetto alla consegna e al 
montaggio  di  mobili  nel  2005  (tenuto  conto  di  un  salario  mensile  di 
Euro  1'293.60  nel  2003  secondo  le  indicazioni  del  datore  di  lavoro 
[doc.  12]  nonché  della  circostanza  che  in  Italia  l'indice  dei  salari  è 
passato  da  107.4  nel  2003  a  113.5  nel  2005  [cfr.  Principaux 
indicateurs  économiques,  Organisation  de  coopération  et  de 
développement économiques OCDE, volume 2007/3, pag. 158]) e l'ha 
contrapposto  ad  un  salario  da  invalido  nel  2005  per  le  attività  di 
sostituzione  proposte  dal  dott.  C._______  di  Euro  1'254.50  (cfr. 
statistiche  edite  dall'Ufficio  internazionale  del  lavoro,  Ginevra  2006). 
Quest'ultimo  importo  è  stato  ridotto  del  20%  (1'254.50  –  250.90  = 
1'003.60)  per  tenere  conto  del  fatto  che  l'interessato  può esercitare 
solo  delle  attività  leggere  e  adeguate  alle  sue  condizioni.  Perciò, 
l'UAIE ha confrontato  un reddito  da valido  di  Euro  1'367.07 ad uno 
teorico  da  invalido  di  Euro  1'003.60.  Il  calcolo  della  perdita  di 
guadagno è stato indicato come segue: [(1'367.07 – 1'003.60) x 100] : 
1'367.07 = 26,59%, arrotondato al 27% (doc. 49).

E.
Il  9 maggio 2007, l'autorità inferiore, mediante progetto di decisione, 
ha comunicato  all'assicurato che la  domanda di  prestazioni  sarebbe 
stata  respinta,  ritenuto  in  particolare  che  l'esercizio  di  un'attività 
lucrativa  più  leggera è da considerare  esigibile  in  misura sufficiente 
per  escludere  il  diritto  ad  una  rendita. L'autorità  inferiore  ha  altresì 

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concesso all'interessato la facoltà di formulare, nel termine di 30 giorni 
dalla ricezione del progetto di decisione, delle obiezioni per iscritto.

F.
L'11  giugno  2007,  l'interessato  ha  presentato  –  per  il  tramite  di  un 
rappresentante autorizzato (doc. 59) – le sue osservazioni al progetto 
di  decisione  del  9  maggio  2007,  mediante  le  quali  ha  postulato  il 
riconoscimento  del  suo  diritto  ad  una  prestazione  dell'assicurazione 
svizzera per l'invalidità. Ha segnalato che le sue condizioni  di  salute 
non gli consentono di svolgere alcuna attività lucrativa. Ha fatto valere 
d'essere  invalido  almeno nella  misura del  60% (doc. 53). Ha esibito 
una relazione medica (non datata) della dott.ssa D._______ (doc. 52).

G.
Nel suo rapporto  del  9  luglio  2007,  il  dott. C._______ ha rilevato in 
particolare che la relazione medica della dott.ssa D._______ riferisce 
che l'interessato è affetto da una sindrome psicorganica con disturbi 
della  memoria  e  depressione  da  circa  un  anno.  Tale  valutazione 
medica non è però corroborata da riscontri medici oggettivi. Ha quindi 
chiesto  un  complemento  d'istruttoria  nella  forma  di  un  esame 
psichiatrico (doc. 56).

H.

H.a Il  13  luglio  2007,  l'autorità  inferiore  ha  chiesto  all'INPS  di 
E._______ di  sottoporre  l'assicurato a nuove visite  mediche e di  far 
pervenire la seguente documentazione: un esame sullo stato di salute 
generale  (rapporto  dattiloscritto  su  modulo  E  213)  ed  un  esame 
psichiatrico  (rapporto  dattiloscritto  comprendente  l'anamnesi, 
l'evoluzione della malattia, lo stato di salute, la diagnosi, la prognosi, la 
durata del trattamento, la frequenza delle sedute, la terapia, i farmaci 
con dosaggio e denominazione chimica nonché l'incapacità lavorativa 
in  percentuale),  informazioni  sullo  stato  psichico  (aspetto,  atteggia-
mento, stato di coscienza quantitativamente e qualitativamente, orien-
tamento  spazio  temporale,  funzioni  della  memoria,  concentrazione, 
facoltà  di  comprensione,  d'interpretazione  e  di  percezione), 
informazioni sul  pensiero, dal  punto di  vista formale e del contenuto 
(spersonalizzazione,  condizione  e  contati  affettivi,  labilità  affettiva, 
tendenza  al  suicidio,  disordini  del  ritmo  circadiano,  psicomotricità  e 
linguaggio) (doc. 57).

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H.b Dalle  carte  processuali  risultano  poi  essere  stati  prodotti  i 
seguenti documenti:

• una  relazione  di  visita  psichiatrica  del  3  ottobre  2007,  nella 
quale  il  dott.  F._______  ha  posto  la  diagnosi  di  disturbo 
cognitivo lieve secondario a pregresso ematoma subdurale con 
epilessia  parziale  semplice  in  trattamento  farmacologico;  è 
altresì indicato che l'andamento della patologia è cronico ed è 
stata postulata un'invalidità del 45% circa (doc. 60);

• la  perizia  medica  dettagliata  E  213  della  previdenza  sociale 
italiana del 3 ottobre 2007, attestante esiti sfumati di intervento 
neurochirurgico  per  ematoma  subdurale  della  convessità 
cerebrale  bilaterale  (agosto  2005),  diabete  mellito  in 
trattamento con ipoglicemizzanti  orali,  spondiloartrosi  cervico-
lombare  a  modesta  incidenza  funzionale  in  ex falegname  59 
enne; le condizioni di salute dell'interessato sono state definite 
come  stazionarie.  È  stato  segnalato  che  l'assicurato  è 
considerato invalido al 50%, conformemente alle disposizioni di 
legge del Paese di residenza, sia nella precedente attività sia in 
un'attività adeguata alle sue condizioni (doc. 62).

H.c Nel  suo  rapporto  del  14  dicembre  2007,  il  dott.  C._______  ha 
rilevato  che  la  perizia  E  213  conferma  la  nota  diagnosi  somatica 
(cervico-lombalgie  comuni).  Il  rapporto  psichiatrico  complementare 
avrebbe evidenziato leggeri  disturbi  della  memoria,  ma non affezioni 
psichiche invalidanti.  Il  dott. C._______ ha quindi  confermato le  sue 
precedenti prese di posizione (doc. 65).

I.
Il  20  dicembre  2007,  l'autorità  inferiore  ha  respinto  la  domanda  di 
prestazioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Tale decisione è 
stata notificata direttamente al ricorrente.

J.
Il  18  febbraio  2008,  l'interessato  ha  interposto,  per  il  tramite  di  un 
nuovo  rappresentante,  ricorso  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale contro la decisione dell'UAIE del 20 dicembre 2007 mediante 
il  quale ha chiesto, sostanzialmente, il  riconoscimento del suo diritto 
ad  una  prestazione  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  Ha 
segnalato  che  le  patologie  di  cui  è  affetto,  segnatamente  sindrome 
psico organica con deficit dell'attenzione e della memoria, depressione 

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del tono dell'umore di grado medio con disturbi del sonno quale esito 
di  ematoma  subdurale  della  convessità  cerebrale  bilaterale  trattato 
chirurgicamente con drenaggio, ipertensione arteriosa, diabete mellito 
tipo  II,  dislipidemia  mista,  broncopatia  cronica,  artrosi  diffusa, 
lombosciatalgia, epatopatia steatosica, non gli consentono di svolgere 
alcuna attività lucrativa, neppure una confacente al suo stato di salute. 
Ha  osservato  che  –  conto  tenuto  della  sua  età  (60  anni)  e  delle 
affezioni  di  cui  soffre  –  non  si  può  esigere  da  lui  l'esercizio  delle 
attività  di  sostituzione  indicate  dall'autorità  inferiore.  Ha  infine 
precisato di presentare un'incapacità al lavoro almeno nella misura del 
60%. Ha esibito documentazione medica già agli atti (doc. TAF 2).

K.
Il  26  febbraio  2008,  l'UAIE  ha  notificato  una  nuova  decisione  al 
precedente  rappresentante  dell'assicurato  (costituito  anteriormente 
all'inoltro della presa di posizione dell'11 giugno 2007; un esemplare 
della  nuova  decisione  risulta  essere  stato  trasmesso  anche 
all'assicurato stesso), in sostituzione ed in annullamento di quella del 
20  dicembre  2007,  notificata  a  torto  all'assicurato  direttamente, 
nonostante  che  fosse  rappresentato.  L'autorità  inferiore  ha 
nuovamente  respinto  la  domanda  di  prestazioni  dell'assicurazione 
svizzera per l'invalidità peraltro, e nella sostanza, per gli stessi motivi 
già  indicati  nella  decisione  del  20  dicembre 2007. Ha  in  particolare 
osservato  che  dagli  atti  risulta  che  a  causa  del  danno  alla  salute 
l'assicurato  ha  un'incapacità  al  lavoro  del  100%  nell'ultima  attività 
lucrativa  esercitata.  Tuttavia,  l'UAIE  ha  ritenuto  che  l'esercizio  di 
un'attività  lucrativa  più  leggera  confacente  allo  stato  di  salute 
dell'assicurato  medesimo  –  quale  ad  esempio  sorvegliante  di 
parcheggi/musei,  magazziniere,  addetto  a  piccole  consegne  con 
veicolo  rispettivamente  alla  vendita  per  corrispondenza,  venditore, 
riparatore  di  piccoli  elettrodomestici,  cassiere,  impiegato  dell'ufficio 
ricevimento,  telefonista,  addetto  alla  distribuzione  della  posta 
interna/registrazione dati e scansione – è da considerare esigibile in 
misura  sufficiente  per  escludere  il  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. L'autorità inferiore ha altresì 
rilevato che l'interessato, nell'ambito di attività di sostituzione, presenta 
un  grado  d'invalidità  del  27%.  Infine,  ha  segnalato  che  la  nuova 
documentazione  richiesta  presso  la  sede  INPS  di  E._______  dal 
proprio  servizio  medico  e  quella  prodotta  dall'assicurato  con  atto 
dell'11 giugno 2007 non comporta nuovi elementi clinici suscettibili di 
giustificare un diverso apprezzamento (doc. 71).

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L.

L.a Chiamato  ad  esprimersi  sul  ricorso  dell'insorgente,  l'UAIE  ha 
sottoposto l'incarto al proprio servizio medico (doc. 73).

L.b Nel suo rapporto del 22 aprile 2008, il  dott. G._______, medico 
dell'UAIE,  ha rilevato che il  rapporto psichiatrico del  dott. F._______ 
evidenzia esclusivamente un leggero disturbo cognitivo, già noto, ed 
un'epilessia  parziale  semplice,  non  meglio  precisata,  in  trattamento 
farmacologico. Questi riscontri non giustificano in alcun modo l'indicata 
incapacità  lavorativa  del  45%  circa,  i  lievi  disturbi  menzionati  non 
potendo  incidere  in  maniera  percettibile  sull'esercizio  delle  attività 
leggere  ed  adattate  indicate  nella  decisione  impugnata.  Pertanto, 
secondo detto  medico  non  vi  è  motivo di  scostarsi  dalle  precedenti 
prese di posizione del servizio medico dell'UAIE (doc. 74).

L.c Nella risposta al ricorso del 25 aprile 2008, l'autorità inferiore ha 
proposto  la  reiezione  del  ricorso.  Essa  ha  rilevato  che  i  documenti 
esibiti dal ricorrente con il gravame (fotocopie delle cartelle cliniche del 
ricovero  per  l'intervento  neurochirurgico  [29.08-31.08.2005]  e 
successivo  ricovero  post-operatorio  [31.08-07.09.2005]  nonché  la 
fotocopia  della  relazione  tecnica  medico-legale  rilasciata  dalla 
dott.ssa. D._______) si trovavano già agli atti di causa ed erano stati 
oggetto d'analisi da parte del proprio servizio medico nei rapporti del 
23  marzo  e  del  9  luglio  2007.  Quest'ultimo  aveva  ritenuto  che 
l'assicurato  non  avrebbe  più  potuto  svolgere  il  precedente  lavoro  di 
operaio  addetto  alla  consegna  e  al  montaggio  di  mobili  a  partire 
dall'agosto del 2005, ma ha pure considerato che lo stesso poteva, a 
decorrere  dal  1°  dicembre  2005,  esercitare  al  100%  un'attività 
sostitutiva  confacente  al  suo  stato  di  salute.  L'autorità  inferiore  ha 
altresì  rilevato  che  l'assicurato,  nell'ambito  di  attività  di  sostituzione, 
presenta un grado d'invalidità del 27%, che esclude il riconoscimento 
del diritto ad una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Ha 
inoltre precisato che ogni  assicurato deve intraprendere tutto quanto 
sia  esigibile  per  ovviare  alle  conseguenze  della  sua  invalidità, 
segnatamente mettendo a frutto la sua residua capacità lavorativa se 
necessario in un nuova professione. L'UAIE ha pure sottolineato che 
l'assenza  di  un'occupazione  lucrativa  in  ragione  dell'età  o  di  una 
formazione insufficiente, non giustifica il riconoscimento di una rendita. 
Infine,  l'autorità  inferiore  ha  osservato  che  l'insorgente  non  ha  né 
presentato  un  fatto  nuovo  né  esibito  un  nuovo  mezzo  di  prova 

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suscettibili  di  giustificare  un diverso apprezzamento  della  fattispecie 
(doc. TAF 4).

M.
Nella replica del 6 giugno 2008, il ricorrente ha ribadito la sua richiesta 
d'erogazione di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. 
Ha  segnalato  di  essere  stato  ricoverato  dal  26  aprile  al  1°  maggio 
2008 e di essere stato sottoposto ad intervento di angioplastica con 
applicazione di stent medicato. Queste circostanze, benché posteriori 
alla data dell'inoltro del  ricorso, non potrebbero non essere prese in 
considerazione.  Ha  fatto  valere  che  le  affezioni  cui  soffre  (fra  cui, 
cardiopatia  ischemica,  diabete  mellito  NID,  deficit  della  memoria, 
disturbi del sonno e depressione), i medicamenti che assume nonché 
l'età (60 anni) giustificano l'erogazione di una rendita. Chiede peraltro 
che  nel  suo  caso  sia  comunque  tenuto  conto  di  una  riduzione 
massima del  25%, secondo la  pertinente  giurisprudenza in  materia. 
Ha  esibito  un  referto  di  esame  cardiaco  del  29  aprile  2008,  un 
rapporto  di  angioplastica  del  29  aprile  2008  nonché  un  rapporto 
cardiaco ed un piano terapeutico del 1° maggio 2008 (doc. TAF 9).

N.

N.a Chiamato  ad  esprimersi  sulla  replica  dell'insorgente,  l'UAIE  ha 
sottoposto l'incarto al proprio servizio medico (doc. 75).

N.b Nel  suo  rapporto  del  24  giugno  2008,  il  dott.  G._______  ha 
rilevato  in  particolare  che  il  rapporto  cardiaco  del  1°  maggio  2008 
riferisce di un ricovero dell'interessato dal 26 aprile al 1° maggio 2008, 
del subito intervento di angioplastica con applicazione di uno stent e 
della riuscita dell'intervento (i referti degli esami sono nella norma). Il 
medico ha ritenuto che, a prescindere dal fatto che l'affezione cardiaca 
è comparsa posteriormente al 26 febbraio 2008 (data della decisione 
impugnata),  l'esercizio  di  un'attività  lucrativa  più  leggera  confacente 
allo  stato  di  salute  del  ricorrente  è  esigibile  anche  dopo  l'ultimo 
ricovero  ospedaliero  menzionato.  Pertanto,  ha  confermato  le 
precedenti prese di posizione e una capacità lavorativa del 100% per il 
ricorrente  in  un'attività  sostituiva  leggera  ed  adeguata  alle  sue 
condizioni di salute (doc. 76).

N.c Nella duplica del 14 luglio 2008, l'autorità inferiore ha constatato, 
in virtù del rapporto medico del 24 giugno 2008 del servizio medico 
dell'UAIE,  che  la  documentazione  medica  prodotta  non  comporta 

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elementi tali da giustificare una modifica della valutazione riguardo alla 
capacità  lavorativa  dell'insorgente.  L'autorità  inferiore  ha  quindi 
nuovamente proposto la reiezione del ricorso (doc. TAF 10).

O.
Con  decisione  incidentale  del  17  luglio  2008  (notificata  il  21  luglio 
2008 [cfr. avviso di ricevimento agli atti; doc. TAF 12]), questo Tribunale 
ha trasmesso al ricorrente per conoscenza la duplica e l'ha invitato a 
versare,  nel  termine  di  30  giorni  dalla  notificazione  della  decisione 
incidentale  medesima,  un  anticipo  di  fr.  300.--  a  copertura  delle 
presumibili  spese processuali. L'anticipo è stato versato il  13 agosto 
2008 (doc. TAF 11 a 13).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 
(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  le  persone  residenti 
all'estero.

1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

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1.4

1.4.1 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e 
avente un interesse degno di  protezione al  suo annullamento o alla 
sua modifica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e 
rispettoso dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 
PA) – è pertanto ammissibile.

1.4.2 In merito all'ammissibilità  del  gravame, occorre altresì  rilevare, 
per  completezza,  che  nel  caso  di  specie  l'UAIE  ha  annullato  la 
decisione  del  20  dicembre  2007,  notificata  a  torto  al  ricorrente 
piuttosto che al suo rappresentante d'allora, sostituendola con quella 
del  26  febbraio  2008,  dal  tenore  sostanzialmente  identico. Il  ricorso 
inoltrato  dall'insorgente  il  18  febbraio  2008  lo  è  pertanto  stato 
prematuramente. Tuttavia, la giurisprudenza ha già ammesso che un 
ricorso prematuro non è inammissibile (DTF 108 Ia 126 consid. 1a). 
Peraltro,  la  notificazione  della  decisione  del  26  febbraio  2008  al 
precedente mandatario  del  ricorrente,  l'avvocato H._______, benché 
non fosse più il mandatario dell'insorgente stesso dal 13 febbraio 2008 
(cfr.  procura  di  medesima  data  all'avvocato  Massimo  Di  Marco 
contenente  una  "revoca  di  qualsivoglia  legale  precedentemente 
nominato”),  non ha incidenza alcuna sulla validità della  notificazione 
medesima, dal momento che la fine del precedente mandato non era 
ancora  stata  portata  alla  conoscenza  dell'autorità  inferiore  (cfr.,  su 
questa  problematica,  la  sentenza  del  Tribunale  federale  nel  caso 
4P.273/1999 del  20  giugno 2000 consid. 5c). Ad ogni  buon conto,  il 
ricorrente ha potuto difendere i suoi interessi senza subire pregiudizi 
dinanzi  ad  un'autorità  di  ricorso,  ossia  il  Tribunale  amministrativo 
federale, che gode di piena cognizione.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 

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a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del 
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 Dal profilo  temporale sono applicabili  le disposizioni  in vigore al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  che  deve  essere 

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valutato giuridicamente  o che produce conseguenze giuridiche (DTF 
130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF 129 V 1 consid. 
1.2). Ne discende che se di principio si applicano, da un lato, le norme 
materiali  in vigore fino al  31 dicembre 2007,  per quanto attiene allo 
stato di fatto realizzatosi fino a tale data, mentre dall'altro lato, e per il 
periodo successivo, le nuove norme della  5a revisione della  LAI (cf. 
DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto concerne le disposizioni formali 
della LPGA, immediatamente applicabili con la loro entrata in vigore), 
nel  caso  concreto,  e  dal  momento  che  è  stabilito  che  la  domanda 
dell'insorgente  avente  per  oggetto  l'ottenimento  di  una  rendita 
dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  è  stata  presentata  il 
27 dicembre  2005,  il  diritto  eventuale  a  una  rendita  deve  essere 
esaminato  alla  luce  delle  disposizioni  della  LAI  in  vigore  fino  al 
31 dicembre 2007 (cfr. sentenza del Tribunale federale 8C_48/2009 del 
29 aprile 2009 consid. 4).

3.3 Il ricorrente, come già rilevato, ha presentato la richiesta di rendita 
il  27 dicembre 2005. In  deroga all'art. 24 LPGA,  l'art. 48 cpv. 2 LAI 
precisa che, se l'assicurato si annuncia più di dodici mesi dopo l'inizio 
del  diritto,  le  prestazioni  sono  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi 
precedenti  la richiesta. In concreto, questo Tribunale può limitarsi  ad 
esaminare se il ricorrente avesse diritto ad una rendita il 27 dicembre 
2004  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data e il 26 febbraio 
2008,  data  della  decisione  impugnata.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali esamina la decisione impugnata sulla base della situazione di 
fatto esistente al  momento in cui  essa è stata resa. Tiene conto dei 
fatti  verificatisi  dopo  tale  data  quando  essi  possano  imporsi  quali 
elementi  d'accertamento  retrospettivo  della  situazione  anteriore  alla 
decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid. 
1b).

4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI);

• aver pagato i  contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 
LAI).

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Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai 
sensi di legge.

5.

5.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

5.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI,  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004, 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il 
40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 
quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  60% e  ad  una  rendita 
intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore 
dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 
50%,  ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino 
dell'UE o svizzero e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e 
sentenza del Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 
e relativi riferimenti).

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  il  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  al  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace 
al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata 
norma  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato  ed  è  essenzialmente  irreversibile  e  suscettibile  di 
pregiudicare  la  capacità  di  guadagno  probabilmente  in  modo 

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permanente,  in  una  misura  giustificante  il  riconoscimento  di  una 
rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). 
La  lettera  b se  lo  stato  di  salute è labile,  vale a dire  suscettibile  di 
evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 
consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato 
relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal 
punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile 
di  subire  modifiche  di  rilievo  in  un  futuro  presagibile  (sentenza  del 
Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 98 consid. 
4a).

5.4 Un'incapacità  al  lavoro  del  20%  deve  essere  presa  in 
considerazione  per  il  calcolo  dell'incapacità  al  lavoro  media  giusta 
l'art. 29  cpv.  1  lett.  b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare 
sull'invalidità  e la  grande invalidità  nel  suo tenore applicabile  fino al 
31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des 
autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI  [Pratique  VSI]  1998  p. 126 
consid. 3c).

6.

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 
110 V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito 
che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido;  metodo  generale  del 
raffronto dei redditi).

6.2 L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di 
principio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla 
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa.

6.3 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 

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ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c).

7.

7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di 
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 282 consid. 4a).

7.2 Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione 
o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle 
prove,  di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero  modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).

7.3 In  virtù  degli  art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con 
l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 
(PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 
fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove 
necessarie e le valuta liberamente.

8.

8.1 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria 
(anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure 
sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, 
logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un  rapporto 

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medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la 
sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo 
contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3a).

8.2 In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la 
giurisprudenza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi 
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a 
disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, 
da  un  punto  di  vista  medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del 
Tribunale  federale  U  505/06  del  17  dicembre  2007).  Ragioni  che 
possono indurre il giudice a non fondarsi su un tale referto sono ad 
esempio  affermazioni  contraddittorie,  il  contenuto  di  una 
superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi per farlo e, 
meglio, se l'opinione di altri  esperti  appare sufficientemente fondata 
da  mettere  in  discussione  le  conclusioni  peritali  (sentenza  del 
Tribunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

8.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha 
precisato  che  esse  contengono  considerazioni  specialistiche  che 
possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. 
Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia 
giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a 
mettere  in  discussione la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata 
dall'amministrazione  (DTF  125  V  351).  Giova  altresì  rilevare  come 
debba  essere  considerato  con  la  necessaria  prudenza  l'avviso  dei 
medici  curanti,  i  quali  possono tendere a pronunciarsi  in favore del 
proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno 
con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).

8.4 Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici 
contraddittori  il  giudice non può evadere la vertenza senza valutare 
l'intero  materiale  e  indicare  i  motivi  per  cui  egli  si  fonda  su  un 
rapporto  piuttosto che su un altro. Al  riguardo va tuttavia  precisato 
che  non si  può  pretendere  dal  giudice  che raffronti  i  diversi  pareri 
medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista 
medico,  come farebbe un  perito,  i  punti  in  cui  si  evidenziano delle 
carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale 
federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

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9.

9.1 Dalla  documentazione  medica  agli  atti  emerge  che  il  ricorrente 
soffre segnatamente di  esiti sfumati di intervento neurochirurgico per 
ematoma  subdurale  della  convessità  cerebrale  bilaterale,  diabete 
mellito  in  trattamento  con  ipoglicemizzanti  orali,  spondiloartrosi 
cervico-lombare a  modesta  incidenza funzionale  (cfr. perizia  medica 
particolareggiata E 213 del 3 ottobre 2007; doc. 62) nonché disturbo 
cognitivo  lieve  secondario  a  pregresso  ematoma  subdurale  con 
epilessia parziale semplice in trattamento farmacologico (cfr. rapporto 
psichiatrico del 3 ottobre 2007; doc. 60).

9.2 Si  tratta  di  affezioni  di  carattere  labile,  ossia  suscettibili  di 
migliorare o peggiorare. Ne discende che, in mancanza di uno stato di 
salute  sufficientemente  stabilizzato,  è  inapplicabile  la  prima  lettera 
dell'art. 29 cpv. 1 LAI,  per cui  può entrare in  considerazione solo la 
seconda lettera della citata norma legale, la quale prevede un termine 
di  attesa di  un anno. Pertanto, il  ricorrente potrebbe pretendere una 
rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  solo  a  partire  dal 
momento in cui  ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità 
lavorativa di almeno il 40% durante un anno.

10.

10.1 Nella fattispecie in esame, occorre determinare se il ricorrente ha 
subito nel periodo determinante (cfr. consid. 3.3 del presente giudizio), 
e  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa  media  di 
almeno il 40% durante un anno giusta l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI.

10.2 Dalle  carte  processuali  emerge  che,  dopo  il  rimpatrio,  il 
ricorrente ha ancora esercitato un'attività  lucrativa. In  particolare, da 
gennaio  del  2003  è  stato  alle  dipendenze  della  ditta  B._______, 
dapprima dal 22 gennaio al 22 maggio 2003 come operaio edile ed in 
seguito dal 9 aprile al 12 settembre 2003 quale addetto alla consegna 
e  al  montaggio  di  mobili,  in  ragione  di  40  ore  alla  settimana.  Ha 
interrotto  il  lavoro il  12 settembre 2003 a seguito di  dimissioni  (doc. 
12).

10.3

10.3.1 Nei suoi rapporti del 23 marzo, del 9 luglio e del 14 dicembre 
2007  (doc.  48,  56  e  65),  il  dott.  C._______,  del  SMR  Rhône,  ha 

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constatato,  sulla  base  della  documentazione  medica  agli  atti,  che  il 
ricorrente  ha  subito  un  intervento  per  ematoma  subdurale  (agosto 
2005), che l'esame clinico è nella norma, che il medesimo è guarito da 
tale  patologia  e  che,  dopo  l'intervento  dell'agosto  2005,  lo  stesso 
presenta solo esiti  moderati  di  un'emisindrome destra (quali  discreta 
ipostenia all'emisoma destro e parestesie al cuoio capelluto nella sede 
dell'intervento).  L'insorgente  è  altresì  affetto  da  lievi  disturbi  della 
memoria, cervico-lombalgie a modesta incidenza funzionale con dolori 
ai  movimenti  e  diabete  non  insulinodipendente.  Ha  in  particolare 
ritenuto  che  l'affezione  cerebrale  di  cui  soffre  il  ricorrente  –  esiti 
moderati d'ematoma subdurale – ha impedito al medesimo l'esercizio 
della precedente attività di addetto al montaggio di mobili dall'agosto 
2005, ma che tale patologia, come pure i lievi disturbi della memoria 
nonché  il  diabete  mellito,  non  comportano  alcuna  limitazione 
funzionale  determinante  in  un'attività  sostitutiva,  la  quale  avrebbe 
potenzialmente potuto essere esercitata dal 1° dicembre 2005.

10.3.2 Peraltro,  anche  il  dott.  G._______,  del  servizio  medico 
dell'UAIE, nei suoi rapporti del 22 aprile e del 24 giugno 2008, rileva 
che in sede ricorsuale non è stata esibita dall'insorgente della nuova 
documentazione,  di  data  anteriore  al  giudizio  impugnato  del 
26 febbraio  2008,  che  possa  giustificare  un'apprezzamento  diverso 
della fattispecie – sia esso dal profilo somatico o neuropsichiatrico – 
da quello effettuato dal dott. C._______.

10.3.3 Certo,  nella  perizia  medica  particolareggiata  E  213  del 
3 ottobre  2007  (doc.  62),  è  stata  postulata,  per  ciò  che  qui 
maggiormente interessa, un'incapacità al lavoro del 50% in un'attività 
sostitutiva  adeguata.  Sennonché,  detta  valutazione  medica  non  è 
condivisibile,  risultando  difficilmente  compatibile  con  la  diagnosi 
nonché le limitazioni funzionali  accertate, segnatamente esiti  sfumati 
di  intervento  neurochirurgico,  diabete  mellito  in  trattamento  con 
ipoglicemizzanti  orali,  spondiloartrosi  cervico-lombare  a  modesta 
incidenza  funzionale  con movimenti  di  flesso-estensione del  rachide 
riferiti  dolorosi  e  limitati  ai  gradi  estremi  e  sfumato  deficit  di  forza 
all'arto superiore ed inferiore destro, ma con andatura autonoma (cfr. 
perizia particolareggiata E 213 dell'ottobre 2007, doc. 62 pag. 3 e 4). 
La stessa non è altresì corroborata da riscontri oggettivi né nella citata 
perizia  né  in  altri  documenti  medici  agli  atti  (di  data  anteriore  alla 
decisione  impugnata  del  26  febbraio  2008),  segnatamente  da 
indicazioni precise, affidabili e oggettivabili sull'esistenza di problemi di 

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salute  maggiori  di  quelli  ritenuti  dal  medico  dell'UAIE  e  suscettibili 
d'incidere significativamente sulla capacità lavorativa dell'insorgente in 
attività  sostitutive  adeguate. Dalla  documentazione medica risulta  in 
particolare che il ricorrente ha sofferto di un'ematoma subdurale della 
convessità cerebrale bilaterale (agosto 2005), che è stato sottoposto 
ad  intervento  chirurgico  di  drenaggio  delle  raccolte  ematiche 
(29 agosto 2005), che, dopo tale intervento, ha presentato delle crisi 
comiziali  in  ragione  delle  quali  è  stato  sottoposto  a  terapia,  che  il 
decorso  post-operatorio  è  stato  regolare  e  che  vi  è  stato  un 
miglioramento  della  sintomatologia  (cfr.,  segnatamente,  doc. 16).  Le 
cartelle  cliniche,  in  particolare  i  rapporti  neurochirurgici,  non 
comportano  altresì  alcuna  indicazione  in  merito  ad  una  specifica 
incapacità lavorativa e neppure al relativo grado in attività sostitutive 
leggere ed adeguate. Dal rapporto psichiatrico del dott. F._______, del 
3  ottobre  2007  (doc.  60),  emerge  che  l'insorgente  è  affetto  da  un 
disturbo cognitivo lieve con epilessia parziale semplice in trattamento 
e che il paziente ha riferito di "episodi vertiginosi della durata di pochi 
minuti,  senza perdita  di  conoscenza",  dall'epoca delle  dimissioni  dal 
ricovero (con successivo intervento) nell'estate del 2005. Lo psichiatra 
ha peraltro, ed in particolare, segnalato che il ricorrente ha un aspetto 
discretamente  curato,  un  atteggiamento  collaborante,  pensiero 
lievemente  rallentato  con  idee  saltuarie  di  bassa  autostima, 
percezione  e  linguaggio  normali,  sensorio  integro,  capacità  critica 
discreta,  livello  di  consapevolezza  discreto  nonché  deficit  della 
memoria  e  dell'attenzione.  Ha  pure  ritenuto,  dal  profilo  psichiatrico, 
che l'attività lavorativa abituale, o altra confacente, non è dannosa al 
ricorrente, ma neppure utile come complemento terapeutico. Ha altresì 
postulato  un'incapacità  lavorativa  del  45%  circa.  Tuttavia,  e  come 
rettamente  rilevato  in  particolare  dal  dott. G._______  nella  presa  di 
posizione del 22 aprile 2008, tale valutazione dell'incapacità lavorativa 
non  è  giustificata  neppure  da  riscontri  oggettivi  nel  rapporto 
medesimo.

10.3.4 L'insorgente  ha  certo  affermato  –  nello  scritto  dell'11  giugno 
2007, successivo al progetto di decisione del 9 maggio 2007, ma pure 
in sede di  ricorso e di  replica – che le affezioni di cui  soffre non gli 
consentono di esercitare una qualsiasi attività lucrativa e giustificano 
un'invalidità  almeno nella  misura del  60%. Tuttavia,  non ha prodotto 
nuova  documentazione  medica  suscettibile  di  dimostrare  la 
sussistenza della pretesa invalidità. Il ricorrente appare fondare la sua 
diversa opinione sulla base della relazione medica (non datata) della 

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dott.ssa D._______, specialista in neurologia (doc. 52 nonché doc. TAF 
1). Occorre precisare che nella misura in cui tale rapporto medico, che 
è  peraltro  stato  oggetto  d'esame  da  parte  del  servizio  medico 
dell'UAIE ancor prima dell'emanazione della  decisione impugnata,  si 
riferisce alle note diagnosi di esiti di intervento chirurgico per ematoma 
subdurale  della  convessità  cerebrale,  disturbi  della  memoria  nonché 
diabete mellito non apporta alcun (nuovo) elemento medico oggettivo 
con riferimento ad eventuali  limitazioni  funzionali  aventi  un'incidenza 
determinante  sulla  capacità  lavorativa  dell'insorgente  in  attività 
sostitutive leggere. Laddove il certificato medico fa stato di una nuova 
patologia – la sindrome psico-organica – questa non è corroborata da 
riscontri medici oggettivi nella relazione medesima (peraltro da alcuno 
degli  altri  documenti  agli  atti  appare  che  il  ricorrente  soffre  di  un 
disturbo  psichico  suscettibile  d'incidere  in  modo  determinante  sulla 
sua capacità lavorativa). Ne discende che la valutazione medico-legale 
della dott.ssa D._______ non comporta una motivazione convincente 
con  riferimento  alle  ragioni  che  stanno  alla  base  della  conclusione 
d'inabilità lavorativa del 60% in qualsiasi attività.

10.3.5 Quanto ai documenti più recenti esibiti, quelli di aprile e maggio 
2008 (doc. TAF 9), ossia di data posteriore alla decisione impugnata, 
fanno stato di cardiopatia ischemica e d'intervento di angioplastica con 
applicazione di stent medicato il  29 aprile 2008, essi  si riferiscono a 
fatti  posteriori  alla  decisione  impugnata  che  andranno  esaminati 
nell'ambito di un'eventuale nuova domanda di rendita che l'insorgente 
potrà  deporre,  benché  allo  stato  attuale  degli  atti  di  causa  non  sia 
comunque  dimostrata  un'incapacità  lavorativa  derivante  da  queste 
nuove  problematiche,  come  già  ritenuto  anche  dal  dott.  G._______ 
nella sua presa di posizione del 24 giugno 2008. 

10.3.6 Infine,  e  nella  misura  in  cui  il  ricorrente  si  riferisce  ad  altre 
affezioni  di  cui  soffrirebbe  –  segnatamente  ipertensione  arteriosa, 
broncopatia  cronica,  dislipidemia  mista,  artrosi  diffusa,  epatopatia 
steatosica, depressione – giova rilevare che la semplice enumerazione 
di affezioni non è di principio sufficiente per ammettere una specifica 
incapacità lavorativa, fermo restando che i documenti medici agli atti 
non  contengono  elementi  di  giudizio  oggettivi  e  probanti  in  merito 
all'incidenza di tali  affezioni sulla capacità lavorativa del ricorrente in 
attività sostitutive leggere ed adeguate al suo stato di salute.

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10.3.7 In siffatte circostanze, ben poteva l'autorità inferiore decidere il 
caso sulla base della documentazione medica agli  atti  senza dovere 
procedere  d'ufficio  ad  ulteriori  accertamenti,  non  risultando  dalla 
documentazione sufficienti  indizi  che potessero giustificare dubbi  od 
incertezze riguardo all'esito della causa.

10.3.8 Va  ancora  ricordato  che,  per  costante  giurisprudenza,  ogni 
assicurato  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  ragionevolmente 
esigibile  per  ovviare  nel  modo  migliore  possibile  alle  conseguenze 
della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua 
capacità lavorativa se necessario in una nuova professione (sentenza 
del  Tribunale  federale  I  543/03  del  27  agosto  2004;  DTF  130  V  97 
consid. 3.2 e DTF 113 V 22 consid. 4a).

10.4 Sulla scorta della documentazione medica e delle considerazioni 
che precedono, questo  Tribunale  ritiene che il  ricorrente,  dall'agosto 
2005,  non  avrebbe  più  potuto  svolgere  il  lavoro  di  addetto  al 
montaggio  di  mobili  in  quanto  controindicato  rispetto  alle  patologie 
descritte  (v. rapporto  del  23 marzo 2007 del  dott. C._______). A lui 
sarebbero  comunque  state  proponibili  al  100%,  a  partire  dal 
1° dicembre  2005,  attività  sostitutive,  quali  quelle  di  sorvegliante  di 
posteggio  o  museo,  magazziniere,  addetto  a  piccole  consegne  con 
veicolo, addetto alla vendita per corrispondenza, venditore, cassiere, 
venditore di biglietti, impiegato d'ufficio (addetto alla distribuzione della 
posta interna, telefonista, scansione ottica di documenti).

11.
Occorre  pertanto  determinare  se  le  attività  di  sostituzione  proposte 
dall'autorità  inferiore  siano  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato 
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro (art. 
16 LPGA).

11.1 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, il  concetto di 
mercato  del  lavoro  equilibrato  è  una  nozione  teorica  ed  astratta 
implicante, da una parte, un certo equilibrio tra offerta e domanda di 
manodopera  e,  dall'altra,  un  mercato  del  lavoro  strutturato  in  modo 
tale  da  offrire  una  gamma  di  posti  di  lavoro  diversificati.  Secondo 
questi  criteri  si  dovrà  di  caso  in  caso  stabilire  se  l'invalido  possa 
mettere a profitto le sue residue capacità di guadagno e conseguire un 
reddito  tale  da  escludere  il  diritto  ad  una  rendita  (v.  sentenza  del 
Tribunale federale I 871/02 del 20 aprile 2004; DTF 110 V 273 consid. 
4b).

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11.2 Alfine di esaminare in quale misura un assicurato possa ancora 
sfruttare la sua residua capacità di guadagno sul mercato del lavoro 
entrante  in  considerazione,  non  vanno  poste  esigenze  eccessive 
riguardo  alla  concretizzazione  delle  possibilità  di  lavoro  e  delle 
prospettive  di  guadagno  (v.  sentenze  del  Tribunale  federale 
9C_236/2008  del  4  agosto  2008  consid.  4.2  e  9C_446/2008  del 
18 settembre 2008 consid. 4.2). Pertanto, ai fini della determinazione 
dell'invalidità,  non  si  deve  esaminare  se  un  invalido  possa  essere 
collocato rispetto alle circostanze concrete del mercato del lavoro, ma 
valutare  unicamente  se  quest'ultimo  possa  sfruttare  la  sua  residua 
capacità  lavorativa  allorquando  le  attività  disponibili  corrispondono 
all'offerta di manodopera. Tuttavia, al riguardo non ci si deve fondare 
su  possibilità  di  impiego  irrealistiche  oppure  prendere  in 
considerazione un  tipo  di  attività  quasi  sconosciuto  dal  mercato  del 
lavoro. In particolare, l'esistenza di un'attività ragionevolmente esigibile 
(art. 28 cpv. 2 LAI) deve essere negata qualora l'attività sia esigibile in 
una forma talmente ristretta da non rientrare più nell'offerta lavorativa 
generale oppure a condizione di concessioni irrealistiche da parte di 
un  datore  di  lavoro  (v.  sentenza  del  Tribunale  federale  I  61/05  del 
27 luglio 2005 consid. 4.3 e relativi riferimenti).

11.3 Fattori  quali  l'età,  l'insufficiente  formazione  o  le  difficoltà 
linguistiche  non  possono  venir  ignorati  nella  determinazione,  in  un 
caso  concreto,  delle  attività  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato; 
gli  stessi  non  costituiscono  altresì  delle  circostanze  supplementari 
suscettibili  di  influenzare  il  grado  di  invalidità,  anche  se  talvolta 
rendono difficile, perfino impossibile, la ricerca di un impiego e quindi 
la  messa  a  profitto  della  residua  capacità  lavorativa.  Tuttavia, 
allorquando  si  tratta  di  determinare  l'invalidità  di  un  assicurato 
prossimo  all'età  di  pensionamento,  si  deve  effettuare  un  esame 
complessivo della fattispecie e verificare se quest'ultimo è (o era) in 
grado, in modo realistico, di reperire un'occupazione su un mercato del 
lavoro  equilibrato  (v.  sentenze  del  Tribunale  federale  I  61/05  del 
27 luglio 2005 consid. 4.4 e relativi riferimenti, I 819/04 del 27 maggio 
2005 consid. 2.2). Indipendentemente dall'obbligo di ogni assicurato di 
diminuire il danno (v. DTF 123 V 230 consid. 3c e relativi riferimenti), 
l'amministrazione rispettivamente  il  giudice  deve accertare,  nel  caso 
concreto,  se  un  potenziale  datore  di  lavoro  sarebbe  disposto  ad 
assumere l'assicurato tenuto conto segnatamente delle attività esigibili 
da quest'ultimo rispetto alle affezioni fisiche e psichiche, dell'eventuale 
adattamento  del  suo  posto  di  lavoro  al  suo  handicap,  della  sua 

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esperienza  professionale  e  della  sua  situazione  sociale,  delle  sue 
capacità  di  adattamento  ad  un  nuovo  impiego,  del  salario  e  delle 
contribuzioni  sociali,  nonché  della  prevedibile  durata  del  rapporto  di 
lavoro (v. sentenze del  Tribunale federale I  61/05 del  27 luglio  2005 
consid. 4.4,  I  891/04  del  27  maggio  2005  consid. 2.2,  I  462/02  del 
26 maggio 2003 consid. 2, I 401/01 del 4 aprile 2002 consid. 4).

11.4 Quanto  all'esigibilità  e  alla  possibilità  per  l'insorgente  di 
esercitare  una  nuova  attività  in  un  mercato  equilibrato  del  lavoro, 
questo Tribunale osserva che il medesimo, nato il (...), aveva 58 anni e 
7  mesi  al  momento  in  cui  avrebbe  potuto  al  più  presto  nascere  – 
nell'agosto  del  2006  –  il  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione 
svizzera  per  l'invalidità,  momento  in  cui  è  opportuno  piazzarsi  per 
determinare,  in  questo  contesto,  l'esigibilità  di  un  cambiamento 
d'attività (v. sentenze del Tribunale federale 9C_612/2007 del 14 luglio 
2008 consid. 5.2, I 761/04 del 17 agosto 2004 consid. 3.3.1 e I 462/02 
del  26  maggio  2003  consid.  3.2).  In  considerazione  dell'età  del 
ricorrente al  momento della potenziale nascita del diritto alla rendita 
non era necessario un esame globale ed approfondito della fattispecie 
secondo  la  menzionata  giurisprudenza.  Qualora  si  volesse,  per 
denegata  ipotesi,  considerare  quale  momento  determinante  per 
l'effettuazione  di  un  tale  esame  globale  la  data  della  decisione 
impugnata (l'insorgente aveva allora compiuto i 60 anni), giova rilevare 
che  egli,  nonostante  le  patologie  di  cui  soffre  secondo  la  diagnosi 
riportata  al  considerando  9.1  del  presente  giudizio,  può  svolgere  – 
secondo  l'opinione  dei  medici  dell'UAIE  interpellati  e  che  si  sono 
fondati  su documentazione sufficiente per potere fondare un giudizio 
convincente in merito – un'attività sostitutiva al  100% (v. in dettaglio 
sulle  attività  sostitutive  adeguate  alle  condizioni  del  ricorrente  il 
considerando  10.4  del  presente  giudizio).  Ritenuto  segnatamente  il 
genere d'attività sostitutive in esame e la natura delle sue affezioni, un 
adattamento del posto di lavoro alle condizioni di salute del ricorrente 
non  risulta  altresì  necessario  rispettivamente  è  di  semplice 
realizzazione. Questo Tribunale osserva che all'insorgente si presenta 
un  ventaglio  relativamente  ampio  di  professioni  possibili  (e 
sufficientemente specificate) nei settori dell'industria e dei servizi, con 
mansioni semplici e ripetitive, che non richiedono necessariamente la 
messa  in  atto  di  particolari  misure  di  reintegrazione  professionale. 
Peraltro,  l'interessato  non  ha  fornito  elementi  precisi  ed  oggettivi 
suscettibili di giustificare l'inesigibilità delle attività sostitutive proposte 
dall'autorità inferiore. Infine, va rilevato che un eventuale rapporto di 

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lavoro  avrebbe  potuto  proseguire  per  quasi  5  anni  (fino  all'età  di 
pensionamento  secondo  il  diritto  svizzero).  Da  quanto  esposto, 
discende che si può ragionevolmente esigere dal ricorrente che abbia 
a mettere a profitto la sua residua capacità lavorativa in attività leggere 
adattate su un mercato del lavoro equilibrato.

12.
Infine, occorre esaminare la conformità del tasso d'invalidità calcolato 
dall'autorità inferiore.

12.1 Questo  Tribunale  osserva,  con  riferimento  al  calcolo  effettuato 
dall'autorità inferiore secondo le indicazioni del datore di lavoro e sulla 
base dei menzionati dati statistici del 2005 per la determinazione del 
tasso  d'invalidità,  che  l'UAIE ha considerato  quale  reddito  da valido 
quello  conseguibile  dal  ricorrente  nel  2005  in  Italia  come  operaio 
addetto alla consegna e al  montaggio di  mobili,  ossia Euro 1'367.07 
mensili,  ed  ha  ritenuto  quale  reddito  da invalido,  quello  ottenibile  in 
attività di tipo leggero, ossia Euro 1'254.50 mensili, secondo le basi di 
calcolo  di  cui  al  documento  n. 49,  peraltro  trasmesso  all'insorgente 
mediante l'ordinanza di questo Tribunale del 6 maggio 2008 (doc. TAF 
5), basi di calcolo rimaste incontestate e che questo Tribunale non ha 
motivo di modificare d'ufficio. Peraltro, il reddito da invalido può essere 
ulteriormente ridotto, al massimo del 25%, per tenere conto dei fattori 
professionali e personali del caso (DTF 126 V 75). L'UAIE ha operato 
una  riduzione  del  20%,  la  quale  appare  ammissibile.  Ne  risulta  un 
reddito dopo l'insorgenza dell'invalidità di Euro 1'003.60. Dal confronto 
fra il  reddito da valido di  Euro 1'367.07 e quello da invalido di Euro 
1'003.60 consegue la determinazione di un grado d'invalidità del 27% 
che  esclude  il  riconoscimento  del  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  Il  calcolo  della  perdita  di 
guadagno è stato indicato come segue: (1'367.07 – 1'003.60) x 100] : 
1'367.07 = 26.59% (doc. 49). Peraltro, anche applicando la riduzione 
massima consentita del  25%, la differenza tra i  redditi  di  riferimento 
non permette in alcun modo di raggiungere la percentuale minima del 
40% necessaria per maturare il diritto ad una rendita.

12.2 Per conseguenza, il ricorso, destituito di fondamento, non merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

Pagina 25

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13.

13.1 Visto l'esito della  procedura,  le  spese processuali,  di  fr. 300.--, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché 
art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili  nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio 
2008  [TS-TAF, RS  173.320.2]).  Esse  sono  computate  con  l'anticipo 
spese,  di  identico  ammontare,  versato  dal  ricorrente  stesso  il 
13 agosto 2008.

13.2 Al  ricorrente,  soccombente,  non spetta  altresì  alcuna indennità 
per spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con 
l'art.  7  cpv. 1  e  2  TS-TAF a  contrario).  Peraltro,  le  autorità  federali, 
quand'anche vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a 
titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili 
nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 26

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 300.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo spese di fr. 300.--, versato il 13 agosto 2008, è computato 
con le spese processuali.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante  del  ricorrente  (Raccomandata con  avviso  di 
ricevimento)

- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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