# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 67473cbf-2a04-5cf7-aa81-48c7bb64898b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-10-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 26.10.2004 15.2004.172
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2004-172_2004-10-26.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2004.172

  	
  Lugano

  26 ottobre
  2004

  PF/sc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Piccirilli

  

 

 

statuendo sul ricorso 15 settembre 2004 di

 

	
   

  	
   RI1  

  rappr. da RA1  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’

 

	
   

  	
  CO1  

   

  

nell’esecuzione n.
__________ promossa dal ricorrente nei confronti di

 

	
   

  	
   PI1   

   

  

viste le
osservazioni 8 ottobre 2004 dell’CO1

 

esaminati atti e documenti

 

ritenuto 

 

in fatto:                       

 

                                  A.    RI1
procede nei confronti di  PI1 per l’incasso del proprio credito. 

 

                                  B.   In
data 8 settembre 2004  l’CO1 emetteva un attestato di carenza beni
nell’esecuzione n. __________ promossa da  RI1 nei confronti di  PI1, sulla
base del seguente calcolo del minimo di esistenza:

                                         

                                         Minimo di
esistenza

                                         Introito
debitore                                             fr.    3’913.45 

                                         

                                         minimo
base                                                  fr.   1'550.--

                                         locazione                                                        fr.  
1’430.--

                                         riscaldamento
                                               fr.        80.--

                                         alimenti                                                           fr.     
564.55

                                         trasferte                                                          fr.     
150.--

                                         pasti
fuori domicilio                                      fr.      220.--

                                         lavori
faticosi                                                 fr.      140.--

                                         supplemento
per pulizia vestiti                    fr.        60.--

                                         Totale                                                             fr.  
4'194.--        

                                         

                                         Nessuna
eccedenza pignorabile.

                                         

                                  C.   Con
ricorso 15 settembre 2004  RI1 si aggrava contro tale calcolo contestando
l’importo riconosciuto dall’CO1 a titolo di canone di locazione e
riscaldamento, ritenendolo elevato per un appartamento situato ad 

                                  D.   Con
osservazioni 8 ottobre 2004 l’CO1 conferma la correttezza del proprio operato e
chiede la reiezione del ricorso

 

Considerando 

 

in diritto:                     

 

                                   1.   Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le
autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze
determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia
il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112
III 21; 108 III 12; 106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della
situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento
(DTF 108 III 13).

                                                                                

                                   2.   Nel determinare il minimo vitale va considerato il canone locatizio
conforme all’uso locale per un alloggio del quale si possa pretendere che
l’escusso si accontenti nelle circostanze concrete, ritenuto l’imperativo
categorico di ridurre al minimo le spese per un’abitazione adeguata alle sue
necessità e possibilità (DTF 104 III 38-41, 87 III 102 e 57 III 207; Guidicelli/Piccirilli, Il
pignoramento di redditi ex art. 93 LEF nella pratica ticinese, Lugano 2002, p.
40, n. 126). L’importo del canone va messo in relazione con il reddito
dell’escusso (CEF 16 febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b).

                                         Il
debitore non può essere costretto dalle autorità di esecuzione ad occupare un
alloggio corrispondente ai suoi mezzi finanziari: tuttavia il canone deve
essere ridotto ad una misura normale se l’escusso utilizza un’abitazione
costosa solo per sua eccessiva comodità (DTF 114 III 12-18 cons. 2 e 4;
CEF 16 febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b). La decurtazione del quantum può
però, di regola, essere operante solo nel rispetto dei termini contrattuali (DTF
119 III 73; Guidicelli/Piccirilli,
op. cit., p. 41, n.130). Se il debitore vive in casa propria in luogo del
canone di locazione si terrà conto degli interessi ipotecari (cfr. Tabella dei
minimi di esistenza, punto 2.1.2).

 

                                   3.   Nel
caso in esame il ricorrente ha preteso e ottenuto che nel calcolo del minimo di
esistenza venissero considerati a titolo di locazione fr. 1’430.--, nonché
fr.80.-- per spese di riscaldamento, per un appartamento di 4 locali che
l’escusso occupa ad  unitamente alla moglie. Orbene, l’alloggio occupato
dall’escusso risulta sproporzionato alle sue effettive esigenze e possibilità,
pur tenendo conto che egli ospita saltuariamente il figlio durante l’esercizio
del proprio diritto di visita. L’importo riconosciuto dall’CO1 andrebbe quindi
ridotto. Una decurtazione in tal senso non viene tuttavia attuata, essendo il
contratto di locazione stato stipulato il 10 aprile 2001 per una durata
determinata di 5 anni (scadenza il 31 marzo 2006), ma potrà, se del caso,
trovare applicazione nel corso di ulteriori pignoramenti a carico dell’escusso.

                                         

                                   4.   Il ricorso di  RI1 va pertanto respinto.

                                         Non si
preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2
lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).     

 

 

Richiamati gli art. 17 e 93 LEF

 

pronuncia:

                                      

                                   1.   Il ricorso 15 settembre 2004 di  RI1, , è respinto. 

                                   2.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione a:      -   RA1, ;

                                                                      -   
PI1, 

 

                                         Comunicazione
all’CO1

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                             Il
segretario