# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ac781cad-28d7-5e74-b1c7-e712c9ce7acc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-06-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.06.2020 C-948/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-948-2019_2020-06-11.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-948/2019 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l l ’ 11  g i u g n o  2 0 2 0  

Composizione 

 
Giudici Michela Bürki Moreni (presidente del collegio),  

Caroline Bissegger, Michael Peterli,  

cancelliere Luca Rossi. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, (Francia) 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero UAIE,  

autorità inferiore.  

 

e 

 

Città di (...), Divisione risorse umane, 

 

Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI),  

 

B._______, (Svizzera) 

 

chiamate in causa, 

 
 

 
 

Oggetto 

 
assicurazione invalidità, entità della suddivisione e del versa-

mento degli arretrati relativi alle decisioni del 13 giugno 2018  

(decisione del 24 gennaio 2019). 

 

C-948/2019 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a Il 17 ottobre 2016, A._______, cittadino svizzero, nato il (…) 1966, re-

sidente all’estero (dal 16 aprile 2015 in Italia [doc. 12], in Francia attual-

mente), ha formulato, all’attenzione dell’Ufficio AI del Canton C._______, 

una domanda volta al conseguimento di prestazioni dell’assicurazione 

svizzera per l’invalidità (doc. 4 dell’incarto dell’Ufficio dell’assicurazione per 

l’invalidità per gli assicurati residenti all’estero [in seguito UAIE]). 

A.b Con scritto del 17 gennaio 2018, indirizzato all’Istituto delle assicura-

zioni sociali di (…), l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento di (…) 

(in seguito USSI) – che dal 1° agosto 2014 aveva anticipato il contributo 

alimentare dovuto dal ricorrente in favore dei figli, secondo la sentenza di 

divorzio del 15 aprile 2010 – ha rivendicato il versamento delle rendite com-

pletive per figlio eventualmente riconosciute a quest’ultimo, fino a concor-

renza della propria pretesa (doc. 1 p. 3, doc. 30). 

A.c Tramite scritto del 17 aprile 2018 B._______, ex coniuge del richie-

dente – alla quale la suddetta sentenza di divorzio aveva attribuito l’autorità 

parentale e la custodia dei figli comuni – ha chiesto all’UAIE che la rendita 

completiva per i figli le fosse versata direttamente (doc. 19, 26, 27). 

A.d  

A.d.a Con decisione del 13 giugno 2018 (doc. 35), anticipata dal progetto 

del 26 febbraio 2018 (doc. 5), l’UAIE ha riconosciuto all’istante il diritto a ¾ 

di rendita con grado AI del 60% a decorrere dal 1° aprile 2017, corrispon-

dente ad un importo di fr. 1'306.- al mese (doc. 32, 35). 

A.d.b Con ulteriori tre decisioni del 13 giugno 2018 (doc. 36, 37, 38) l’au-

torità inferiore ha altresì attribuito al richiedente, sempre dal 1° aprile 2017, 

il diritto a una rendita completiva per i figli D._______ ([…] 1995), 

E._______ ([…] 1998), F.______ ([…] 2000), G._______ ([…] 2001), 

H._______ ([…] 2004) e I._______ ([…] 2006), disponendo tuttavia il ver-

samento in favore della madre B._______. L’importo di ogni rendita com-

pletiva per figlio, inizialmente fissato a fr. 231.- al mese (dal 1° aprile 2017, 

doc. 36), è stato adeguato a fr. 249.- al mese dal 1° giugno 2018 (doc. 37) 

e a fr. 279.- al mese dal 1° luglio 2018 (doc. 38), essendo nel frattempo 

cessato il diritto alla percezione di tale prestazione da parte di due dei figli 

del ricorrente (cfr. doc. 32).  

C-948/2019 

Pagina 3 

A.d.c Il pagamento delle rendite arretrate, maturate tra il 1° aprile 2017 e il 

30 giugno 2018 (doc. 40, 41), pari a fr. 40'239.- (importo comprensivo di 

rendita principale e completive), è stato sospeso in attesa del conteggio 

definitivo delle pretese dell’USSI e del Comune di (…) (doc. 35-38). 

B.  

B.a Il 21 giugno 2018 l’USSI ha quantificato la propria pretesa per il periodo 

compreso fra il 1° aprile 2017 e il 30 giugno 2018 in fr. 13'683.- (doc. 43). 

Il 4 luglio 2018 il Comune di (…), ex datore di lavoro dell’assicurato, ha 

quantificato a sua volta la propria pretesa, per stipendi versati nel periodo 

compreso fra il 1° aprile 2017 e il 21 novembre 2017, in fr. 38'179.50 (doc. 

45).  

B.b Con decisione del 24 gennaio 2019 (doc. 74) l’UAIE ha disposto la 

ripartizione delle prestazioni arretrate (fr. 40'239.-), secondo il conteggio 

del 18 settembre 2018 (cfr. art. 57 e 73), e meglio:  

 fr. 17'168.- in favore del Comune di (…) (per il periodo da aprile 

2017 a novembre 2017). 

 fr. 10'677.- in favore dell’USSI (fr. 4'292.- per il periodo da aprile 

2017 a novembre 2017 + fr. 6'385.- per il periodo da dicembre 2017 

a giugno 2018). 

 fr. 12'394.- in favore di B._______ (per il periodo da aprile 2017 a 

giugno 2018). 

 fr. 0.- in favore di A._______. 

C.  

C.a Con ricorso del 18 febbraio 2019 A._______ è insorto contro la deci-

sione del 24 gennaio 2019 dinnanzi al Tribunale amministrativo federale 

(TAF) chiedendone l’annullamento. In concreto l’assicurato contesta che il 

Comune di (…), come pure B._______ possano vantare diritti sulle rendite 

arretrate. Egli ritiene che all’USSI, pur legittimato a chiedere un rimborso, 

spetti un importo inferiore rispetto a quello preteso in compensazione (ben-

ché superiore a quello riconosciuto dall’amministrazione), corrispondente 

a fr. 11'025.-. Egli chiede quindi l’attribuzione del saldo delle rendite arre-

C-948/2019 

Pagina 4 

trate, corrispondente a fr. 29’214.- (40'239.- – 11'025.-), nonché delle ren-

dite completive future. Delle motivazioni addotte si dirà, per quanto neces-

sario, nei considerandi in diritto (doc. TAF 1). 

C.b Con decisione incidentale del 21 marzo 2019 il ricorrente è stato invi-

tato a versare un anticipo di Fr. 800.-, corrispondente alle presunte spese 

processuali (doc. TAF 6), saldato il 29 marzo 2019 (doc. TAF 8, 9). 

C.c Con risposta del 4 giugno 2019 l’UAIE ha proposto il parziale accogli-

mento del ricorso e la modifica della decisione impugnata nel senso indi-

cato nel nuovo calcolo eseguito dalla Cassa svizzera di compensazione 

(CSC), sul quale si tornerà nel dettaglio nella parte in diritto (doc. TAF 11). 

Secondo tale calcolo la ripartizione delle rendite arretrate deve essere ope-

rato nel modo che segue: 

 fr. 18'080.- in favore del Comune di (...) (per il periodo da aprile 2017 

a novembre 2017). 

 fr. 9'841.- in favore dell’USSI (fr. 3'456.- per il periodo da aprile 2017 

a novembre 2017 + fr. 6'385.- per il periodo da dicembre 2017 a 

giugno 2018). 

 fr. 3'176.- in favore di B._______ (per il periodo da dicembre 2017 

a giugno 2018). 

 fr. 9'148.- in favore di A._______ (per il periodo da dicembre 2017 

a giugno 2018). 

C.d Con replica del 9 agosto 2019 (doc. TAF 15), completata il 15 agosto 

2019 (doc. TAF 17), il ricorrente si è opposto anzitutto alla proposta dell’am-

ministrazione, ritenendola arbitraria e priva di fondamento. In maniera ol-

tremodo prolissa, ha contestato in toto la pretesa del Comune di (...), di 

B._______ e – contrariamente a quanto fatto in precedenza – anche 

dell’USSI, ritenendo di essere lui stesso creditore nei confronti dei due enti 

pubblici e della ex moglie. Ha quindi rettificato la propria richiesta postu-

lando per l’assegnazione integrale delle rendite arretrate, oltre che l’attri-

buzione delle rendite future. Delle argomentazioni, in buona parte già espo-

ste in sede di ricorso, si dirà per quanto necessario e nella misura in cui 

risultano rilevanti ai fini della presente vertenza, nei considerandi in diritto. 

C-948/2019 

Pagina 5 

C.e Nel frattempo, con ordinanza del 19 giugno 2019 la giudice dell’istru-

zione ha chiamato in causa l’USSI, il Comune di (...), e B._______ invitan-

doli a prendere posizione riguardo alla proposta dell’autorità inferiore e alla 

possibile modifica della ripartizione delle prestazioni arretrate (doc. TAF 

12). 

C.e.a Con osservazioni del 1° luglio 2019 l’USSI, ammettendo un errore 

nel calcolo delle prestazioni erogate, ha riconosciuto che i contributi ali-

mentari per figli anticipati nel periodo compreso fra il 1° aprile e il 31 dicem-

bre 2017 fossero stati già integralmente rimborsati mediante la trattenuta 

salariale. Ha quindi ridotto la propria pretesa al periodo compreso fra il 1° 

gennaio e il 30 giugno 2018, per un importo complessivo di fr. 5'367.- (doc. 

TAF 13 e allegato D). Per quanto concerne le rendite completive per figli a 

decorrere dal 1° luglio 2018 ha ritenuto corretta l’assegnazione delle stesse 

alla madre a parziale rimborso del contributo alimentare dovuto, preci-

sando che la parte scoperta è a tutt’ora anticipata dall’USSI (doc. TAF 13 

e allegato D). 

C.e.b Con osservazioni del 13 agosto 2019 il Comune di (...) ha aderito alla 

nuova proposta di ripartizione esposta dall’autorità inferiore e respinto le 

critiche del ricorrente, senza tuttavia entrare nel merito delle stesse, rite-

nendo che il riconoscimento da parte dell’UAIE quale creditore fosse suffi-

ciente a giustificare la propria pretesa. Ha pertanto chiesto il respingimento 

del ricorso e postulato che l’importo riconosciutogli da questo Tribunale 

fosse almeno pari a quello stabilito in suo favore nella decisione impugnata 

(doc. TAF 16). 

C.e.c B._______ non si è espressa.  

C.f Le osservazioni delle parti chiamate in causa sono state trasmesse al 

ricorrente con l’invito a prendere posizione (doc. TAF 22). Le stesse, unita-

mente alla replica del 9 agosto 2019 e al complemento alla replica del 15 

agosto 2019, sono state inoltre trasmesse all’autorità inferiore con l’invito 

alla duplica (doc. TAF 21). Gli stessi memoriali sono stati infine trasmessi 

alle parti chiamate in causa per esporre eventuali ulteriori osservazioni 

(doc. TAF 18-20)  

C.f.a Con osservazioni del 21 settembre 2019 il ricorrente ha respinto ogni 

possibile pretesa proveniente delle parti chiamate in causa sugli importi 

arretrati e sulle rendite completive future per figli, ribadendo sostanzial-

mente le argomentazioni già esposte in sede di ricorso e replica (doc. TAF 

23). 

C-948/2019 

Pagina 6 

C.f.b Con osservazioni del 24 settembre 2019 il Comune di (...) si è ricon-

fermato nella propria posizione, pur non prendendo posizione rispetto alla 

critica del ricorrente di non aver comprovato la propria pretesa (doc. TAF 

24).  

L’USSI e B._______ non hanno ulteriormente preso posizione. 

C.g Con duplica dell’8 ottobre 2019 l’autorità inferiore ha ribadito la legitti-

mità delle richieste delle parti chiamate in causa e prendendo atto dell’ade-

guamento dell’importo della pretesa da parte dell’USSI, ha proposto un 

nuovo calcolo, sul quale si tornerà nel dettaglio nei considerandi in diritto 

(doc. TAF 26): 

 fr. 10'448.- in favore del Comune di (...) (per il periodo da aprile a 

novembre 2017). 

 fr. 5'367.- in favore dell’USSI (per il periodo da gennaio a giugno 

2018). 

 fr. 6'966.- in favore di B._______ (fr. 3'696.- per il periodo da aprile 

a novembre 2017; fr. 462.- per dicembre 2017; fr. 2'808.- per il pe-

riodo da gennaio a giugno 2018). 

 fr. 17'458.- in favore di A._______ (fr. 7'392.- per il periodo da aprile 

a novembre 2017; fr. 2'230.- per dicembre 2017; fr. 7'836.- per il 

periodo da gennaio a giugno 2018). 

C.h Con triplica del 6 novembre 2019 il ricorrente ha respinto la nuova ri-

partizione proposta dall’UAIE e, reiterando le argomentazioni già esposte 

in precedenza, secondo le quali le parti chiamate in causa non vantano 

alcuna pretesa, ha chiesto nuovamente l’attribuzione dell’intera somma 

delle rendite arretrate (doc. TAF 29).  

D.  

D.a Con scritto del 2 aprile 2020 A._______ ha trasmesso la decisione 

dell’11 marzo 2020 con cui l’UAIE ha confermato l’attribuzione della rendita 

completiva in favore del figlio F._______a far tempo dal 1° settembre 2019, 

accordando il versamento diretto della stessa e degli arretrati alla madre 

(doc. TAF 30). In tale contesto egli ha chiesto l’integrazione della nuova 

fattispecie alla presente vertenza, contestando sostanzialmente il versa-

mento della rendita completiva a B._______. 

C-948/2019 

Pagina 7 

D.b Interpretato quale ricorso contro la menzionata decisione, il 30 aprile 

2020 la giudice dell’istruzione lo ha trasmesso all’UAIE per la risposta di 

causa ed ha chiamato in causa B._______ e F._______ Pompeo, con l’in-

vito ad eventualmente prendere posizione (cfr. doc. TAF 3, 4, 5 inc. C-

1895/2020).  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica, 

in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA 

emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. In particolare, le deci-

sioni rese dall'UAIE concernenti l'assicurazione per l’invalidità – in partico-

lare l’art. 85bis OAI che disciplina il versamento dell’arretrato di una rendita 

a terzi che hanno effettuato anticipi – possono essere impugnate innanzi a 

questo Tribunale conformemente all'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20). 

Di conseguenza questo Tribunale è competente a giudicare il presente ri-

corso. 

1.2 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, a cui rinvia l'art. 37 LTAF, la procedura in 

materia di assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in 

cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). In conformità con l’art. 2 LPGA, le 

disposizioni della presente legge sono applicabili alle assicurazioni sociali 

disciplinate dalla legislazione federale, se e per quanto le singole leggi sulle 

assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni 

della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 

28-70), sempre che la LAI non preveda espressamente una deroga.  

1.3 In concreto il ricorso è ammissibile nella misura in cui è stato presentato 

tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge (art. 59 e 60 

LPGA, nonché art. 52 cpv. 1 PA) ed altresì l’anticipo relativo alle spese 

processuali è stato versato nel termine impartito.  

2.  

Nell’ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio in-

quisitorio (art. 43 cpv. 1 LPGA). Il Tribunale amministrativo federale applica 

il diritto d'ufficio, senza essere vincolato dai motivi del ricorso (art. 62 cpv. 

4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata. In altri termini, il ricorso 

potrebbe essere accolto per ragioni diverse da quelle addotte dal ricorrente 

o respinto in virtù d'argomenti che la decisione impugnata non ha preso in 

C-948/2019 

Pagina 8 

considerazione (DTF 134 III 102 consid. 1.1; 133 V 515 consid. 1.3; DTAF 

2013/46 consid. 3.2). Il Tribunale accerta i fatti determinanti per la solu-

zione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libera-

mente (art. 12 PA; DTF 136 V 376 consid. 4.1.1). Sempre che la legge non 

disponga diversamente, il Tribunale statuisce secondo il grado di prova 

della verosimiglianza preponderante. Deve ritenere un fatto provato, sol-

tanto quando è convinto della sua esistenza (DTF 138 V 218 consid. 6). Le 

parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13 PA) e a mo-

tivare il ricorso (art. 52 PA). Ne consegue che l'autorità di ricorso adita si 

limita di principio ad esaminare le censure sollevate, mentre le questioni di 

diritto non invocate dalle parti solo nella misura in cui gli argomenti delle 

parti o l'esame dell'incarto ne diano sufficiente motivo (sentenza del TAF 

C-3146/2015 dell’11 maggio 2018 consid. 4 con rinvii).  

3.  

3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-

mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-

ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 

4.3 e 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché 129 V 1 consid. 

1.2). Se le disposizioni legali si sono modificate nel corso del periodo sot-

toposto ad esame giudiziario, il diritto alle prestazioni si determina secondo 

le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a partire 

della loro entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445). 

In concreto si applicano quindi le disposizioni in vigore fra aprile 2017 e 

giugno 2018, periodo nel quale viene chiesto il versamento delle rendite 

arretrate a terzi secondo l’art. 85bis OAI. 

3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-

mitato dalla data della decisione impugnata, in concreto il 24 gennaio 2019. 

Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata 

sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata 

resa (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1; 130 V 445 consid. 1.2). Tiene tuttavia 

conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali 

elementi d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla deci-

sione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362 consid. 1b), in altri termini 

se gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono su-

scettibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta 

decisione litigiosa è stata resa (sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 

2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; 

DTF 118 V 200 consid. 3a in fine). 

C-948/2019 

Pagina 9 

4.  

4.1 In via preliminare va rilevato che nelle controversie riguardanti il versa-

mento di rendite AI arretrate a terzi che hanno effettuato anticipi ai sensi 

dell’art. 85bis dell'ordinanza del 17 gennaio 1961 sull'assicurazione per l'in-

validità (OAI, RS 831.201), conformemente alla sentenza del TF I 935/06 

del 21 febbraio 2008 (consid. 6), il terzo dev’essere chiamato in causa al 

fine di poter salvaguardare i propri interessi. 

4.2 In tal senso il Comune di (...) e l’USSI hanno ribadito in questa sede il 

diritto a compensare le proprie pretese con parte delle rendite arretrate ri-

conosciute al ricorrente (doc. TAF 13, 16, 24).  

Dal canto suo, B._______, pur avendone avuto la possibilità (doc. TAF 12, 

18) non ha preso posizione in merito alle allegazioni del ricorrente, di quelle 

degli enti chiamati in causa e dell’autorità inferiore.  

5.  

5.1 L'oggetto impugnato è rappresentato, dal profilo formale, da una deci-

sione, mentre, da quello sostanziale, dai rapporti giuridici in essa regolati. 

L'oggetto litigioso configura per contro il rapporto giuridico che, sulla base 

delle conclusioni ricorsuali, viene effettivamente impugnato e portato, quale 

tema processuale, dinanzi al giudice (di prima o seconda istanza). Stando 

a tale definizione, l'oggetto impugnato come pure quello litigioso si riferi-

scono ad uno o più rapporti giuridici. Se pertanto il ricorso è diretto solo 

contro alcuni dei rapporti giuridici disciplinati dalla decisione querelata, gli 

altri fanno sì parte dell'oggetto impugnato, ma non di quello litigioso. L'og-

getto della lite viene quindi definito alla luce delle censure sollevate con il 

ricorso, le quali vengono considerate validamente presentate se dal tenore 

o perlomeno dal senso di quest'ultimo risultano con sufficiente chiarezza 

(sentenza del TF 8C_16/2010 del 3 maggio 2010 consid. 1.2 con rinvii).  

Se non vi è una decisione quindi, vi è carenza dell'oggetto impugnato e 

pertanto di un presupposto per procedere all'esame materiale (DTF 131 V 

164 consid. 2.1). È tuttavia possibile estendere, a determinate condizioni 

(DTF 130 V 138 consid. 2.1), l'esame all'oggetto impugnato quando vi è un 

legame intrinseco tra i punti non contestati e l'oggetto della lite (DTF 122 V 

36 consid. 2a). 

C-948/2019 

Pagina 10 

5.2 Oggetto del contendere è sia la liceità che la modalità di ripartizione, 

fra l’assicurato e le parti chiamate in causa, dell’importo di fr. 40'239.-, cor-

rispondente alle rate arretrate della rendita intera AI, attribuita al ricorrente, 

per il periodo compreso fra aprile 2017 e giugno 2018.  

5.2.1 Il ricorrente chiede l’attribuzione per intero dell’importo, si oppone alla 

chiave di ripartizione dello stesso e contesta la legittimità della pretesa di 

rimborso avanzata dal Comune di (...) e dall’USSI, così come la possibilità 

di compensare la stessa con le rendite arretrate a lui spettanti. Egli conte-

sta inoltre la pretesa avanzata dalla ex moglie tendente al versamento di-

retto delle rendite completive per i figli (si confronti a quest’ultimo proposito 

consid. 6).  

5.2.2 Dal canto suo l’autorità inferiore, pur avendo modificato in corso di 

causa il calcolo di ripartizione dell’importo conteso, proponendo la parziale 

ammissione del ricorso, ribadisce la correttezza della compensazione delle 

rendite arretrate attribuite al ricorrente con le pretese avanzate dalle parti 

chiamate in causa. 

5.3 A titolo preliminare si osserva che nella misura in cui il ricorrente fa 

valere dei crediti di natura privata nei confronti delle parti chiamate in 

causa, o una compensazione degli stessi con le pretese da queste avan-

zate, il ricorso non è ammissibile, non essendo questa la sede adeguata 

per accertare e far valere tali crediti privati né esistendo decisione impu-

gnata su questo punto. 

5.4  

5.4.1 Nella misura in cui il ricorrente si oppone al versamento diretto a 

B._______ delle rendite completive per figli a lui attribuite in relazione alla 

rendita principale, il ricorso è pure inammissibile, ritenuto che il pagamento 

alla madre è stato deciso dall’autorità inferiore con le decisioni del 13 giu-

gno 2018 (doc. 36-38), passate in giudicato.  

5.4.2 Giova rammentare che secondo costante prassi, una decisione am-

ministrativa anche se viziata è, di regola, unicamente annullabile. Se, 

quindi, non viene tempestivamente impugnata, essa diviene definitiva e 

non può più venire contestata (cfr. sulla questione la sentenza del TF 

8C_383/2007 del 15 luglio 2008 consid. 6.3 e relativi riferimenti [l'insor-

gente non ha peraltro neppure invocato un'eventuale nullità della summen-

zionata decisione dell'UAIE]; si confronti DTF 143 V 66 consid. 4.2 e 4.3). 

C-948/2019 

Pagina 11 

Ad ogni buon conto, in via del tutto abbondanziale, questo Tribunale rileva 

che un ricorso contro le suddette decisioni non avrebbe comunque con-

sentito al ricorrente di mutare alcunché, dal momento che le condizioni per 

procedere al versamento della rendita per figli alla madre B._______, in-

vece che all’avente diritto, risultano in concreto adempiute.  

Tali condizioni, vengono qui di seguito esposte alfine di agevolare, nel se-

guito, l’analisi delle ulteriori pretese delle parti chiamate in causa e delle 

contestazioni mosse dal ricorrente, non da ultimo quelle esposte contro la 

più recente decisione dell’11 marzo 2020 (cfr. doc. TAF 30), che verranno 

trattate quale ricorso a sé stante contro un atto amministrativo indipen-

dente, sebbene connesso alla presente vertenza (consid. D.a). 

6.  

6.1 Secondo l'art. 35 cpv. 1 LAI le persone legittimate alla rendita d'invali-

dità hanno diritto a una rendita completiva per ogni figlio che, qualora esse 

fossero morte, avrebbe diritto a una rendita per orfani dell'assicurazione 

per la vecchiaia e i superstiti. La prestazione permette in particolare al ge-

nitore che percepisce una rendita d’invalidità di far fronte al suo obbligo di 

mantenimento (DTF 134 V 15 consid. 2.3.3). 

L’art. 35 cpv. 4 LAI prevede che la rendita completiva è versata come la 

rendita cui è connessa. Sono salve le disposizioni per un impiego appro-

priato della rendita (art. 20 LPGA) e le disposizioni contrarie del giudice 

civile. In deroga all'art. 20 LPGA, il Consiglio federale può disciplinare il 

pagamento in casi speciali, segnatamente per i figli di coppie separate o 

divorziate. 

6.2 L'art. 71ter cpv. 1 dell'ordinanza del 31 ottobre 1947 sull'assicurazione 

per la vecchiaia e per i superstiti (OAVS, RS 831.101, versione in vigore 

dal 1° gennaio 2011), applicabile per il rinvio dell'art. 82 OAI, prevede in 

particolare che se i genitori non sono o non sono più sposati o se vivono 

separati la rendita per i figli è versata su domanda al genitore che non ha 

diritto alla rendita principale, sempre che sia titolare dell'autorità parentale 

sul figlio e viva con quest'ultimo. Sono salve disposizioni diverse imposte 

dal giudice civile o all'autorità tutoria. 

Ai sensi dell’art. 71ter cpv. 2 OAVS il capoverso 1 è pure applicabile per il 

pagamento arretrato delle rendite per i figli. Se il genitore che ha diritto alla 

rendita ha adempiuto l'obbligo di mantenimento verso il figlio, ha diritto al 

pagamento arretrato delle rendite fino a concorrenza dei contributi mensili 

forniti. Scopo della rendita completiva per figli è infatti quello di facilitare 

C-948/2019 

Pagina 12 

l’obbligo di mantenimento del debitore divenuto invalido e compensare la 

riduzione del reddito di un’attività lucrativa, non quello di arricchire il bene-

ficiario del mantenimento (DTF 128 III 305 consid. 3; cfr. anche M. VALTE-

RIO, Droit de l’assurance-vieillesse et survivants [AVS] et de l’assurance-

invalidité [AI], 2011, n. 794 p. 238). 

Per l’art. 71ter cpv. 3 OAVS il raggiungimento della maggiore età del figlio 

non modifica le modalità di versamento applicate fino a quel momento, a 

meno che il figlio maggiorenne non chieda che la rendita per i figli sia ver-

sata a lui personalmente. Sono salve disposizioni diverse imposte dal giu-

dice civile o dall’autorità tutoria. 

6.3 Va ancora ricordato l'art. 285 del Codice civile svizzero del 10 dicembre 

1907 (CC, RS 210, nel nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2017), se-

condo il quale il contributo per il mantenimento deve essere commisurato 

ai bisogni del figlio, alla situazione sociale e alle possibilità dei genitori, e 

tener conto inoltre della sostanza e dei redditi del figlio (cpv. 1). L’art. 285a 

CC (che riprende i principi che figuravano nel precedente testo dell’art. 285 

cpv. 2 e 2bis vCC) prevede che, salvo diversa disposizione del giudice, le 

rendite delle assicurazioni sociali e analoghe prestazioni destinate al man-

tenimento del figlio, spettanti al genitore tenuto al mantenimento, sono pa-

gate in aggiunta al contributo (cpv. 2). Per legge l’obbligo di mantenimento 

e quello di versare la rendita completiva al figlio sono pertanto cumulativi 

(DTF 134 V 15 consid. 2.3.5). Tuttavia, il genitore tenuto al mantenimento 

che, per motivi d’età o d’invalidità, riceva successivamente rendite delle 

assicurazioni sociali o analoghe prestazioni destinate al mantenimento del 

figlio, che sostituiscono il reddito di un’attività lucrativa, deve pagare tali 

importi al figlio; il precedente contributo di mantenimento va diminuito per 

legge dell’importo di tali nuove prestazioni (cpv. 3). 

Per il Tribunale federale secondo l’art. 285 CC compete al giudice civile in 

base a una valutazione globale della situazione finanziaria stabilire i con-

tributi di mantenimento e, in tale contesto, tener conto delle pretese deri-

vanti dal diritto delle assicurazioni sociali. Nell’ambito di una procedura in 

materia di assicurazioni sociali non può pertanto essere statuito sull’obbligo 

di mantenimento di diritto civile (DTF 134 V 15 consid. 2.3.5). 

6.4 Se le prestazioni di mantenimento sono state versate da un terzo (p. 

es. anticipi), quest’ultimo può domandarne la restituzione (Direttive sulle 

rendite (DR) dell’assicurazione federale per la vecchiaia, i superstiti e l’in-

validità N. 10014). Gli art. 22 cpv. 2 let. a LPGA e 85bis OAI sono applicabili 

per analogia. Inoltre, nel caso in cui le rendite arretrate per figli eccedono 

C-948/2019 

Pagina 13 

l’importo del contributo versato dal genitore al quale incombe l’obbligo di 

mantenimento o dall’ente che ha prestato gli anticipi, il genitore non bene-

ficiario di una rendita (o il figlio maggiorenne) può pretendere solo l’ecce-

denza (N. 10015 DR; cfr. inoltre VALTERIO, op cit., n.795 p. 238). 

7.  

7.1 Nell’evenienza concreta dagli atti emerge che il matrimonio fra 

A._______ e B._______ è stato sciolto con sentenza di divorzio del 15 

aprile 2010 (doc. 10, 18).  

7.2 In tale contesto i coniugi hanno convenuto che i figli L._______, 

D._______, E._______, F._______, G._______, H._______ e I._______ 

fossero affidati, per custodia, cura ed educazione alla madre, che da sola 

avrebbe esercitato l’autorità parentale (si cfr. pt. 4 della Convenzione rego-

lante le conseguenze accessorie del divorzio del 23 marzo 2010 [in se-

guito: convenzione], omologata dal giudice del divorzio [doc. 10 pp. 6-10]). 

Dagli atti non emerge alcun elemento che permetta di dubitare che da al-

lora la madre abbia effettivamente convissuto con i figli, continuando ad 

esercitare – su quelli ancora minorenni – l’autorità parentale. Tale circo-

stanza, d’altro canto, neppure è contestata dal ricorrente, che anzi sostiene 

di non vedere i figli da anni, né di avere con loro alcun rapporto (doc. TAF 

1 e 15). 

7.3 Riguardo al contributo alimentare per i figli, al pt. 8 della convenzione 

le parti hanno stabilito l’obbligo di mantenimento da parte di A._______ 

come segue: 

 versamento di fr. 225.-/mese per ciascun figlio; 

 i contributi non comprendono gli assegni famigliari, che vanno ver-

sati in aggiunta; 

 i contributi sono dovuti fino alla maggiore età, rispettivamente an-

che oltre fino al termine della prima formazione appropriata, nei li-

miti dell’art. 277 CC; 

 man mano che i figli raggiungeranno la maggiore età, il contributo 

in loro favore andrà ripartito in parti uguali sui figli minorenni; 

7.4 Non essendone ancora date le condizioni, al momento del divorzio le 

parti non si sono ovviamente espresse in merito versamento delle rendite 

completive per figlio legate alla prestazione d'invalidità del padre. 

 

C-948/2019 

Pagina 14 

7.5  

7.5.1 Il versamento diretto di tali rendite presuppone una domanda formale 

da parte del genitore non beneficiario della rendita (cfr. sentenza del TF 

9C_935/2009 del 18 maggio 2010 consid. 2.3 con il rinvio). B._______ ha 

concretizzato la richiesta al più tardi con la mail del 17 aprile 2018, riman-

dando a una precedente comunicazione tendente all’anticipazione delle 

rendite completive (di cui non vi è tuttavia traccia agli atti [doc. 19]). La 

richiedente ha poi completato la domanda in data 8 maggio 2018, fornendo 

le ulteriori informazioni richieste dall’amministrazione (doc. 27-29). 

7.5.2 Alla luce delle considerazioni che precedono, ritenuto che al mo-

mento della nascita del diritto alla rendita completiva per i figli (D._______, 

E._______, F._______, G._______, H._______ e I._______), il 1° aprile 

2017, questi erano già da tempo affidati alle cure della madre, titolare 

dell’autorità parentale, è dunque a giusto titolo che l’UAIE ha concesso a 

quest’ultima il versamento diretto di tali prestazioni (cfr. anche sentenza del 

TF delle assicurazioni I 364/05 del 19 giugno 2006 consid. 4). 

7.5.3 Ne consegue che va per quanto concerne le rendite completive per 

figli future, ossia a partire dal 1° luglio 2018, nulla osta al versamento diretto 

delle stesse nelle mani di B._______. Tale provvedimento, come detto, 

neppure necessita di conferma in questa sede, essendo stato adottato 

dall’autorità inferiore con decisione del 13 giugno 2019, da tempo cresciuta 

in giudicato. A nulla valgono quindi le contestazioni del ricorrente, che pro-

pone per lo più argomentazioni e pretese legate alla liquidazione del re-

gime matrimoniale, sostanzialmente irrilevanti ai fini del presente giudizio. 

7.6 Parimenti non vi sono di principio dubbi riguardo alla legittimità del ver-

samento diretto delle rendite completive per figli arretrate, ossia quelle ma-

turate fra il 1° aprile 2017 e il 30 giugno 2018, in favore di B._______. Per 

quantificare l’importo spettante a quest’ultima, occorre tuttavia ancora de-

terminare se e in che misura, nel suddetto periodo, il ricorrente ha fatto 

fronte ai propri obblighi alimentari (art. 71ter cpv. 2 seconda frase OAVS), o 

in sua vece un terzo ha provveduto a versare le prestazioni di manteni-

mento (art. 20 e 22 LPGA; cfr. anche consid. 6.4).  

 

 

8.  

C-948/2019 

Pagina 15 

8.1 Per l’art. 20 cpv. 1 LPGA le prestazioni pecuniarie possono essere ver-

sate, interamente o in parte, a un terzo o a un’autorità che abbiano un ob-

bligo legale o morale di assistenza nei riguardi del beneficiario o che lo 

assistano permanentemente se (lett. a) il beneficiario non utilizza le pre-

stazioni pecuniarie per il proprio mantenimento o per quello delle persone 

per cui deve provvedere oppure se è provato che non è in grado di utiliz-

zarle a questo scopo e se (lett. b) egli stesso o le persone per cui deve 

provvedere dipendono dall’assistenza pubblica o privata per un motivo di 

cui alla lettera a.  

Secondo l’art. 20 cpv. 2 LPGA tali terzi o autorità non possono compensare 

le prestazioni versate loro con crediti nei confronti dell’avente diritto. È ec-

cettuata la compensazione in caso di versamento retroattivo di prestazioni 

ai sensi dell’articolo 22 cpv. 2. 

8.2 L'art. 22 cpv. 1 LPGA prevede che il diritto alle prestazioni non può es-

sere ceduto e che qualsiasi cessione o costituzione in pegno è nulla. L’art. 

22 cpv. 2 prevede delle eccezioni e istituisce la possibilità di cedere i ver-

samenti retroattivi di prestazioni dell'assicuratore sociale al datore di lavoro 

o all'assistenza pubblica o privata, se questi versano anticipi (lett. a) come 

pure a un'assicurazione che fornisce prestazioni anticipate (lett. b). 

8.3  

8.3.1 Giusta l'art. 85bis cpv. 1 OAI («Versamento dell'arretrato di una rendita 

a terzi che hanno effettuato anticipi»), i datori di lavoro, gli istituti di previ-

denza professionale, le assicurazioni contro le malattie, gli organismi d'as-

sistenza pubblici o privati o le assicurazioni di responsabilità civile con sede 

in Svizzera che, in vista della concessione di una rendita dell'assicurazione 

invalidità, hanno effettuato anticipi possono esigere che si versi loro l'arre-

trato di questa rendita come compensazione e fino a concorrenza dei loro 

anticipi. È fatta salva la compensazione prevista dall'art. 20 LAVS (riguardo 

al significato di tale riserva si cfr. M. VALTERIO, Commentaire de la loi fédé-

rale sur l’assurance-invalidité (LAI), Genève/Zurich, Schulthess ed. 2018, 

ad art. 50 LAI N 17). Gli organismi che hanno consentito anticipi devono 

far valere i loro diritti per mezzo di un formulario speciale al più presto 

all'atto della domanda di rendita e, al più tardi, al momento della decisione 

dell'ufficio AI.  

8.3.2 Secondo l'art. 85bis cpv. 2 OAI sono considerati anticipi, da un lato, le 

prestazioni liberamente consentite, nella misura in cui l'assicurato si sia 

impegnato a rimborsarle e abbia acconsentito per scritto al pagamento 

C-948/2019 

Pagina 16 

dell'arretrato al terzo che gli ha concesso l'anticipo (lett. a), e, dall'altro, le 

prestazioni versate contrattualmente o legalmente, nella misura in cui il di-

ritto al rimborso, in caso di pagamento di una rendita, possa essere dedotto 

senza equivoco dal contratto o dalla legge (lett. b). Gli arretrati di rendita 

possono essere versati all'organismo che ha effettuato anticipi fino a con-

correnza di questi ultimi e per il periodo nel quale sono stati forniti (cpv. 3). 

Questo regime non ha subito modifiche a seguito dell'entrata in vigore 

dell'art. 22 cpv. 2 LPGA (sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni 

I 518/05 del 14 agosto 2006 consid. 2.1, in SVR 2007 IV n. 14 pag. 52). 

8.3.3 Gli anticipi liberamente consentiti secondo l'art. 85bis cpv. 2 lett. a OAI 

presuppongono il consenso scritto della persona interessata affinché il cre-

ditore possa esigerne il rimborso. Nell'eventualità dell'art. 85bis cpv. 2 lett. 

b OAI il consenso non è per contro necessario; quest'ultimo è rimpiazzato 

dall'esigenza di un diritto al rimborso "senza equivoco". Per poter parlare 

di un diritto inequivocabile al rimborso nei confronti dell'AI, il diritto al rim-

borso diretto dev'essere dedotto espressamente da una norma legale o 

contrattuale (DTF 133 V 14 consid. 8.3 pag. 21 con riferimenti). Sottoli-

neando la differenza esistente tra l'obbligo di restituzione degli anticipi di 

prestazioni e il consenso al pagamento in mano di terzi, il Tribunale fede-

rale (delle assicurazioni) ha infatti già avuto modo di rilevare che la do-

manda di pagamento di prestazioni retroattive in mano di terzi ai sensi 

dell'art. 85bis OAI va oltre una semplice domanda di restituzione di presta-

zioni indebite o di sovrindennizzo indirizzata all'assicurato (cfr. ad esempio 

sentenza del TF I 256/06 consid. 3.3 con riferimenti).  

8.3.4 Nel caso della prestazione di un terzo, si può valutare se si tratti di 

un anticipo solo nel momento in cui si hanno a disposizione tutte le richieste 

di versamento a terzi. Se si constata che il terzo in questione avrebbe do-

vuto effettuare un pagamento del medesimo importo anche nel caso in cui 

la rendita fosse stata versata dall’inizio del diritto, non si tratta di un anticipo 

(N. 10068.1 DR). 

8.3.5 L'art. 85bis OAI non si prefigge semplicemente di tutelare gli interessi 

pubblici in generale. Benché si proponga ovviamente di facilitare il buon 

coordinamento tra le assicurazioni sociali, allo scopo di prevenire segnata-

mente situazioni di sovrindennizzo per un periodo durante il quale l'assicu-

rato riceve retroattivamente una rendita, esso mira pure a salvaguardare 

gli interessi di terzi che hanno versato degli anticipi all'assicurato in attesa 

di decisione sui suoi diritti (DTF 133 V 14 consid. 8.4 pag. 21; sentenza del 

TF 9C_938/2008 del 26 novembre 2009 consid. 6). 

C-948/2019 

Pagina 17 

9.  

9.1 Nel caso in esame, il Comune di (...), ex datore di lavoro dell’assicurato, 

ha trasmesso con scritto del 3 luglio 2018 il formulario “Compensazione di 

pagamenti retroattivi dell’AVS/AI” (doc. 45), rivendicando l’importo di fr. 

38'179.- per gli anticipi erogati in favore dell’insorgente nel periodo com-

preso fra il 1° aprile e il 21 novembre 2017. 

A fondamento della propria pretesta l’ex datore di lavoro si prevale delle 

disposizioni del Regolamento organico dei dipendenti del Comune di (...) 

(ROD) relative alle eventualità malattia e infortunio riguardanti i propri di-

pendenti, con riferimento agli art. 72 e 73 ROD. 

L’art. 72 cpv. 1 ROD dispone in particolare che in caso di assenza per ma-

lattia non professionale, infortunio professionale e non professionale, ma-

lattia o evento coperto in base alla legge federale sull’assicurazione mili-

tare, il dipendente ha diritto allo stipendio intero per un periodo di 720 

giorni. 

L’art. 73 cpv. 1 ROD prevede che “le indennità versate dall’assicurazione 

spettano al Comune sino a copertura dello stipendio corrisposto. Se esse 

sono superiori spettano al dipendente”. 

9.2 Orbene, è indubbio e neppure contestato dal ricorrente che durante il 

periodo di malattia iniziato il 15 marzo 2016 e quantomeno fino al 21 no-

vembre 2017 il Comune di (...) ha continuato a versare il salario completo 

(doc. 45). Non è dato sapere, non essendovi alcuna indicazione agli atti, 

né avendo l’ex datore di lavoro preso posizione in merito, il motivo per cui 

il versamento dello stipendio è stato interrotto prima dello scadere del 

720esimo giorno. Tale circostanza, come pure le pretese di natura pretta-

mente civilistica e legate al rapporto di lavoro di cui si avvale il ricorrente, 

possono tuttavia restare indecise in questa sede non avendo alcuna rile-

vanza ai fini della risoluzione della presente vertenza, che concerne unica-

mente la compensazione delle prestazioni erogate dal datore di lavoro per 

il periodo compreso fra il 1° aprile e il 21 novembre 2017. 

Si tratta quindi in concreto di esaminare se sono dati i presupposti per pro-

cedere al versamento delle rendite arretrate direttamente al Comune di 

(...), a compensazione degli anticipi versati ai sensi dell'art. 85bis cpv. 2 lett. 

b OAI. L’eventualità prevista dalla lettera a non entra infatti in linea di conto 

nel caso concreto dal momento che le prestazioni non sono state libera-

mente fornite dal datore di lavoro – derivando tale obbligo dal rapporto di 

C-948/2019 

Pagina 18 

lavoro e meglio dalle disposizioni del regolamento comunale – e non emer-

gendo dagli atti alcun impegno da parte del ricorrente a restituire tali pre-

stazioni, né tantomeno un consenso scritto alla compensazione delle 

stesse con le rendite arretrate.  

9.3  

9.3.1 Siccome il ricorrente ha percepito dal 1° aprile 2017 (decorrenza del 

diritto alla rendita AI) al 21 novembre 2017 (cessazione del versamento del 

salario) una retribuzione senza controprestazione lavorativa e di importo 

maggiore della rendita intera di diritto per il medesimo periodo, le presta-

zioni fornite dal datore di lavoro assumono il connotato di “anticipi” ai sensi 

dell’art. 85bis OAI (cfr. al riguardo sentenza del TF delle assicurazioni I 

369/03 del 22 settembre 2003, consid. 4.1, SVR 2002 IV nr. 37 pp. 118 s. 

consid. 5.c). 

9.3.2 Per determinare se il diritto al rimborso delle prestazioni fornite dall’ex 

datore di lavoro ai sensi dell’art. 85bis cpv. 2 lett. b OAI possa dedursi senza 

equivoco dall’art. 73 ROD, occorre procedere ad un esame più approfon-

dito della suddetta norma.  

9.3.2.1 L’art. 73 cpv. 1 ROD prevede la possibilità di compensare lo stipen-

dio corrisposto al dipendente con le “le indennità versate dall’assicura-

zione”. Pur riconoscendo che la definizione delle prestazioni sulle quali il 

Comune può far valere la compensazione delle proprie pretese è alquanto 

estesa e generica, questo Tribunale non ritiene corretto interpretare la 

stessa nel senso suggerito dal ricorrente. L’art. 71 ROD riguarda infatti l’as-

sicurazione dei dipendenti contro i rischi degli infortuni professionali, non 

professionali e delle malattie professionali (cpv. 1), prevedendo la suddivi-

sione dei premi dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni fra datore 

di lavoro e dipendente (cpv. 2) e l’eventuale presa a carico da parte del 

datore di lavoro della parte di salario non coperta dalle prestazioni LAINF 

(cpv. 3). Tale disposizione non tiene tuttavia conto dell’eventualità malattia 

non professionale, rilevante nel caso di specie. L’art. 72 ROD dal canto suo 

prevede il versamento dello stipendio in caso di assenza dal lavoro sia per 

malattia che per infortunio. Dello stesso tenore risulta essere l’art. 73 ROD. 

Non vi è infatti motivo per credere che la compensazione riguardi unica-

mente lo stipendio corrisposto nei casi di infortunio, né tantomeno che con 

il termine “assicurazione” il legislatore comunale intendesse riferirsi unica-

mente all’assicurazione privata contratta in caso d’infortunio ai sensi 

dell’art. 71 ROD. 

C-948/2019 

Pagina 19 

9.3.2.2 Al fine di interpretare il senso che il legislatore comunale aveva in-

tenzione di dare alla disposizione in parola è utile riferirsi al Messaggio 

Municipale n. 9747 del 14 settembre 2017, relativo alla recente revisione 

del ROD (il nuovo testo, adottato dal Consiglio Comunale nella seduta del 

12 novembre 2018 con il nuovo nome di “Regolamento organico delle col-

laboratrici e dei collaboratori della città di (...)”, ed approvato dal Diparti-

mento delle Istituzioni, Sezione degli enti locali, con risoluzione no. 137 RE 

14954 del 13 maggio 2019, entrerà in vigore a tappe fra il 2019 e il 2021). 

Sebbene la nuova regolamentazione comunale non sia applicabile alla pre-

sente vertenza, giova comunque rilevare la precisazione esposta nel Mes-

saggio riguardo all’art. 73, che sia nella vecchia che nella nuova versione 

del ROD fa riferimento all’art. 24 cpv. 1 della vecchia Legge sugli stipendi 

degli impiegati dello Stato e dei docenti in vigore fino al 31 dicembre 2017, 

rispettivamente all’art. 37 cpv. 1 del nuovo testo di legge del 23 gennaio 

2017 (LStip; RL-TI 173.300; in vigore dal 1° gennaio 2018), il cui tenore è 

il seguente: 

“Le indennità giornaliere o le rendite dell’assicurazione federale per l’inva-

lidità spettano allo Stato rispettivamente al Comune o all’Amministrazione 

della Casa dei bambini ritenuto che lo stipendio previsto dall’art. 23 cpv. 1 

sia pagato integralmente” (art. 24 cpv. 1 vLStip); 

“Le indennità giornaliere o le rendite dell’assicurazione federale per l’inva-

lidità, le rendite (indennità uniche) versate dall’assicurazione obbligatoria 

contro gli infortuni o dall’assicurazione militare federale spettano al datore 

di lavoro ritenuto che lo stipendio previsto dagli art. 30 o 31 sia pagato 

integralmente” (art. 37 cpv. 1 LStip).  

Il Tribunale delle assicurazioni del Canton C._______ ha chiarito che dalle 

suddette disposizioni di diritto cantonale il diritto al rimborso delle presta-

zioni fornite dal datore di lavoro può essere dedotto senza equivoco ai 

sensi dell’art. 85bis cpv. 2 lett. b OAI (cfr. sentenza TCA 32.2007.313 del 23 

ottobre 2008 consid. 2.3). 

9.3.3 Come l’istanza cantonale, anche questo Tribunale ritiene che il te-

nore delle suddette disposizioni, alle quali si riferisce l’art. 73 ROD, è chiaro 

e inequivocabile.   

Si può quindi concludere che il diritto al rimborso da parte dell’AI delle pre-

stazioni fornite dall’ex datore di lavoro ai sensi dell’art. 85bis cpv. 2 lett. b 

OAI può essere “dedotto senza equivoco” dall’art. 73 cpv. 1 ROD, avendo 

l’assicurato percepito integralmente il salario conformemente all’art. 72 cpv. 

1 ROD e in tal caso “le indennità versate dall’assicurazione spettano al 

C-948/2019 

Pagina 20 

Comune sino a copertura dello stipendio corrisposto”. In tali circostanze 

per altro, il consenso dell’assicurato al rimborso non risulta necessario 

(DTF 133 V 21 consid. 8.3 in fine con riferimenti di giurisprudenza). 

9.3.4 Del resto le ulteriori condizioni richieste per la compensazione delle 

rendite arretrate con anticipi concessi da terzi risultano in concreto adem-

piute: il Comune di (...) ha infatti avanzato la propria pretesa mediante l’ap-

posito formulario prima dell'emanazione del provvedimento con cui l’Ufficio 

AI ha assegnato ¾ di rendita AI (cfr. M. VALTERIO, Droit de l’assurance-

vieillesse et survivants [AVS] et de l’assurance-invalidité [AI], 2011, n. 3325 

p. 895) e gli stipendi erogati nel periodo fra il 1° aprile e il 21 novembre 

2017 si riferiscono al medesimo periodo della rendita arretrata trattenuta 

con le decisioni del 13 giugno 2018 (doc. 35).  

9.4 A fronte delle contestazioni del ricorrente, giova infine rammentare che, 

secondo giurisprudenza, le obbiezioni dell’assicurato riguardo 

all’ammontare del credito posto in compensazione sulla base della 

disposizione citata, non possono essere sollevate nell’ambito della 

procedura AI. Tali contestazioni devono essere rivolte direttamente al terzo 

(in concreto il Comune di (...)) che ha fatto valere la compensazione 

(sentenza del TF 9C_225/2014 del 10 luglio 2014 consid. 3.3.1; 

8C_115/2013 del 30 settembre 2013 consid. 5.2; Sentenza del TF delle 

assicurazioni I 141/05 del 20 settembre 2006 consid. 4; cfr. anche 

VALTERIO, op cit., n. 3347 p. 900). Questa giurisprudenza è conforme 

all’istituto della cessione prevista dal diritto privato; la nozione di cessione 

utilizzata dall’art. 22 cpv. 2 LPGA corrisponde infatti a quella dell’art. 164 

CO (DTF 135 V 2 consid. 6.1; 136 V 381 consid. 5.1.1; VALTERIO, op cit., 

n. 3317 p. 893). Ne consegue che per far valere il diritto alla cessione, 

incombe al datore di lavoro provare l’esistenza del proprio credito. Se tale 

condizione è realizzata, l’ufficio AI e validamente liberato dal suo debito 

pagando direttamente il datore di lavoro. Non compete per contro all’ufficio 

AI, in qualità di debitore ceduto, l’onere di verificare l’importo del credito da 

compensare (sentenza del TF 9C_225/2014 del 10 luglio 2014 consid. 

3.3.1). Nell’evenienza concreta, il fatto che il datore di lavoro avesse 

corrisposto fino al 21 novembre 2017 il salario al ricorrente, non soltanto è 

incontestato, ma è una circostanza espressamente addotta dall’interessato 

(doc. TAF 1, p. 4 ricorso). Non vi è dunque alcun dubbio riguardo 

all’esistenza di un credito del datore di lavoro per il periodo 

summenzionato. D’altro canto l’adempimento, come in concreto, delle 

condizioni poste dall’art. 85bis OAI rende superflua l’esigenza di una 

cessione formale giusta l’art. 164 segg. CO (DTF 135 V 2 consid. 2 e 5.2; 

cfr. inoltre CR LPGA-SYLVIE PÉTREMAND, art. 22 LPGA N 27). 

C-948/2019 

Pagina 21 

10.  

10.1 Con richiesta del 17 gennaio 2018 (doc. 1), completata il 21 giugno 

2018 con la trasmissione del formulario “Compensazione di pagamenti re-

troattivi dell’AVS/AI” l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) 

ha chiesto la compensazione della somma di fr. 13'683.- per gli alimenti 

versati a B._______ in favore dei figli minorenni dell’assicurato dal 1° aprile 

2017 al 30 giugno 2018 (doc. 43). 

In corso di causa l’USSI ha constatato che gli anticipi effettuati nel periodo 

compreso fra il 1° aprile e il 31 dicembre 2017 erano già stati integralmente 

rimborsati da parte dell’ex datore di lavoro, mediante trattenuta dallo sti-

pendio (disposta con diffida ai debitori conformemente all’ art. 291 CC). La 

rivendicazione per gli accrediti effettuati in favore dei figli, è stata quindi 

adeguata a fr. 5'367.- da porre in compensazione con le rendite completive 

per figli maturate dal 1° gennaio al 30 giugno 2018 (doc. TAF 13).  

A fondamento della propria richiesta l’USSI si prevale dell’art. 32 della 

legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps; 

RL-TI 870.100) e dell’art. 33 della legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 

1971 (LAS; RL-TI 871.100).  

10.2 Alla luce delle disposizioni di legge e della giurisprudenza citata ai 

considerandi precedenti (cfr. consid. 8) va quindi anzitutto esaminato se, 

come per l’ex datore di lavoro, sono dati i presupposti per procedere al 

versamento delle rendite AI arretrate direttamente all'USSI a compensa-

zione degli anticipi versati ai sensi dell'art. 85bis cpv. 2 lett. b OAI. La lettera 

a dell'art. 85bis cpv. 2 OAI non entra infatti in linea di conto, ritenuto che nel 

caso di specie gli anticipi forniti dall'USSI si fondano sulla legge cantonale 

sull'assistenza e non si tratta quindi di prestazioni versate liberamente ai 

sensi della lettera a (cfr. DTF 123 V 31 consid. 5; Sentenza del TF delle 

assicurazioni I 282/99 del 10 maggio 2000 consid. 4b). 

 

10.3  

10.3.1 Al capitolo II, la LAS tratta i provvedimenti assistenziali, fra i quali 

figurano i provvedimenti preventivi (art. 12 LAS), le prestazioni assistenziali 

propriamente dette (art. 17 ss. LAS) e l’anticipo alimenti (art. 27 LAS). 

L’art. 27 LAS prevede che lo Stato garantisce, nei limiti delle disposizioni 

stabilite dal regolamento d’applicazione, l’anticipo e l’incasso degli alimenti 

C-948/2019 

Pagina 22 

per figli minorenni, quando l’obbligato non provveda al pagamento (cpv. 1). 

L’anticipo non costituisce una prestazione assistenziale propriamente detta 

e il relativo importo non è soggetto all’obbligo di rimborso da parte del be-

neficiario; lo Stato è surrogato nei diritti del beneficiario nei confronti 

dell’obbligato al pagamento (cpv. 2). 

10.3.2 Giusta l’art. 1 del Regolamento concernente l’anticipo e l’incasso 

degli alimenti per i figli minorenni del 18 maggio 1988 (RAIA; RL 874.350), 

l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) è competente per 

l’applicazione degli art. 289 cpv. 2, 293 cpv. 2 del CCS e dell’art. 27 LAS 

(cpv. 1). In particolare l’USSI anticipa al genitore richiedente gli alimenti 

dovuti dall’altro genitore per i figli minorenni in virtù delle decisioni del 

Giudice o di una convenzione, approvata dall’Autorità competente, quando 

l’obbligato non provvede al regolare versamento (cpv. 2). 

L'anticipo può essere concesso soltanto a decorrere dal mese in cui è stato 

richiesto e viene versato mensilmente (art. 3 RAIA) al genitore richiedente 

a cui è attribuita la custodia del o dei figli minorenni (art. 5 RAIA). Esso 

corrisponde all'importo fissato dalla sentenza o dalla convenzione, ritenuto 

un massimo mensile di CHF 700.- per ogni figlio (art. 4 RAIA).  

Secondo l’art. 10 RAIA la prestazione di anticipo alimentare può essere 

erogata per un periodo massimo di 60 mesi cumulativi (cpv. 1). Il diritto si 

estende oltre i 60 mesi qualora il tasso di ricupero, inteso quale percentuale 

di recupero effettivo (incasso dall’obbligato) rispetto a quanto anticipato, 

sia superiore al 50% (cpv. 2). La verifica del tasso di recupero di cui al cpv. 

2 avviene da parte dell’Ufficio dopo 54 mesi di percezione della presta-

zione, e viene data comunicazione dell’esito al beneficiario (cpv. 3). L'anti-

cipo spettante al minorenne può essere riconosciuto indipendentemente 

dalla situazione economica del genitore richiedente. La domanda di esten-

sione del limite temporale deve essere inoltrata alla competente autorità 

entro il mese successivo la scadenza dei 60 mesi di erogazione (cpv. 4). 

La decisione di anticipo, così come la decisione di estensione, hanno, di 

regola, validità un anno e sono rinnovabili alla scadenza su istanza di parte 

da inoltrare entro il mese successivo la fine del diritto alla prestazione (cpv. 

5).  

La domanda dell’anticipo implica la concessione del diritto agli alimenti allo 

Stato il quale è surrogato nel diritto ad ottenere gli alimenti per i figli mino-

renni (art. 7 RAIA). 

C-948/2019 

Pagina 23 

Infine, secondo l’art. 8 RAIA, l’USSI può querelare l’obbligato agli alimenti 

per il reato di trascuranza dei doveri di assistenza famigliare (art. 217 CPS). 

10.3.3 Le note marginali N. 10051-52 DR dispongono che i provvedimenti 

del giudice civile relativi al versamento delle rendite del coniuge che non 

adempie il suo obbligo di mantenimento nei confronti della sua famiglia nel 

periodo della misura a tutela dell’unione coniugale (art. 177 CC) sono vin-

colanti per la cassa di compensazione. Altrettanto vale per il versamento 

delle rendite dei genitori che trascurano i propri doveri nei confronti del figlio 

(art. 291 CC). 

10.4  

10.4.1 Orbene, nel caso concreto, pur non avendo usufruito in prima per-

sona delle prestazioni assistenziali versate dall’USSI, dal momento che i 

beneficiari delle stesse sono i figli (per il tramite del versamento alla ma-

dre), il ricorrente ha comunque beneficiato della pubblica assistenza, nella 

misura in cui quest’ultima si è fatta carico in sua vece del versamento dei 

contributi alimentari, obbligo al quale egli era tenuto, ma al quale si è sot-

tratto per ragioni che non richiedono ulteriori approfondimenti, non essendo 

rilevanti ai fini del presente giudizio (art. 27 cpv. 1 LAS). Dal momento che 

a partire dal 1° aprile 2017 al ricorrente è stato riconosciuto il diritto al ver-

samento di una rendita completiva per figli, l’anticipo alimenti versato nel 

corso di tale periodo assume indubbiamente il connotato di “anticipi” ai 

sensi dell’art. 85bis OAI.  

10.4.2 Posto che la domanda di compensazione è stata presentata tempe-

stivamente e nella giusta forma (cfr. consid. 2.5; cfr. DTF 123 V 31 consid. 

5), va quindi verificato se, in virtù della LAS, della Laps, nonché di altre 

norme di diritto cantonale, l’USSI dispone di un diritto inequivocabile al rim-

borso degli anticipi nei confronti dell’UAI conformemente dall’art. 85bis cpv. 

2 lett. b OAI. 

10.4.2.1 L’art. 33 LAS prevede che le prestazioni assistenziali corrisposte 

a maggiorenni vanno rimborsate:  

a) quando vengono effettuati dei versamenti a titolo di anticipo su pre-

stazioni assicurative non ancora corrisposte, al momento in cui tali 

prestazioni saranno esigibili. L’autorità può parimenti esigere che le 

si versino direttamente gli arretrati (art. 32 Laps);  

b) in caso di acquisizione di una sostanza rilevante;  

c) in caso di eredità lasciata dal beneficiario deceduto. 

C-948/2019 

Pagina 24 

Secondo l’art. 32 Laps, a cui rinvia la let. a dell’art. 33 LAS, l’organismo 

pubblico che, in vista della concessione di un’altra prestazione sociale ai 

sensi della presente legge, di un sussidio per la riduzione dei premi per 

l’assicurazione di base contro le malattie o di una prestazione delle assicu-

razioni sociali, ha effettuato anticipi di prestazioni sociali ai sensi della pre-

sente legge, può esigere che gli si versi direttamente l’arretrato, fino a con-

correnza dei suoi anticipi e per il periodo nel quale essi sono stati concessi 

(cpv. 1). Alla procedura sono applicabili le disposizioni emanate dall’Ufficio 

federale delle assicurazioni sociali in materia di prestazioni AVS e AI (cpv. 

2). 

10.4.2.2 La più recente giurisprudenza cantonale relativa alle due sum-

menzionate disposizioni considera che dal tenore delle stesse il diritto al 

versamento a favore dell'USSI delle prestazioni arretrate dell'AI possa es-

sere dedotto in modo inequivocabile (a tal proposito si cfr. in particolare la 

STCA del 29 marzo 2017 nella causa 32.2016.92 [consid. 8]; nonché le 

STCA del 19 febbraio 2018 nella causa 32.2017.127 [consid. 2.5]; del 25 

gennaio 2019 nella causa 32.2018.38 [consid. 2.4]; del 10 agosto 2011 

nelle cause 32.2011.55 [consid. 6] e 33.2011.7 [consid. 5]). In relazione 

all’art. 32 Laps, la giurisprudenza menzionata, cita inoltre l’art. 10c del Re-

golamento sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali 

(Reg. Laps; RL 870.110), relativo al versamento a terzi che hanno effet-

tuato anticipi, stante il quale l'organismo pubblico che ha beneficiato degli 

anticipi prende contatto con l'organismo pubblico che ha versato gli anticipi 

(cpv. 1) che comunica l'importo dell'anticipo effettuato e il periodo per il 

quale ha effettuato l'anticipo (cpv. 2). Sulla scorta dei dati ottenuti, l'organi-

smo pubblico che ha beneficiato degli anticipi procede al necessario rim-

borso (cpv. 3). 

10.4.2.3 A fronte delle disposizioni elencate e conto tenuto dello scopo per 

il quale viene erogata la prestazione assistenziale in parola, nonché della 

surrogazione dell’ente pubblico erogante nei diritti dei beneficiari al 

contributo alimentare che il debitore ha omesso di pagare (si cfr. art. 27 

cpv. 2 LAS e art. 7 RAIA), non si vede alcun valido motivo per discostarsi 

dalla consolidata prassi del Tribunale cantonale delle assicurazioni 

riportata sopra. A maggior ragione alla luce di quanto disposto dall’art. 2 

cpv. 1 LAS – secondo il quale le prestazioni assistenziali secondo questa 

legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle 

assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da 

altre leggi cantonali – disposizione che la giurisdizione cantonale interpreta 

nel senso che le prestazioni assistenziali e quelle delle assicurazioni sociali 

C-948/2019 

Pagina 25 

non si cumulano (STCA del 18 giugno 2003 nella causa 32.2002.140 

[consid. 2.7.5 e riferimenti ivi citati]). 

10.5 Alla luce di quanto esposto sopra, occorre quindi concludere che 

l’USSI, in quanto organismo d'assistenza pubblico che in vista della con-

cessione di una rendita dell'assicurazione invalidità, ha effettuato anticipi, 

adempie senz’altro le condizioni per poter esigere dall’AI il versamento 

dell'arretrato delle rendite per figli in parola, come compensazione, fino a 

concorrenza degli anticipi prestati (art. 85bis cpv. 1 OAI). La contestazione 

del ricorrente, secondo il quale l’USSI non è legittimato ad avanzare pre-

tese sulle rendite arretrate, non avendo erogato in suo favore prestazioni 

assistenziali, non merita pertanto tutela. 

10.6 Per quanto concerne le ulteriori critiche relative all’ammontare della 

pretesa avanzata dall’USSI, si osserva infine quanto segue.  

10.6.1 Dall’incarto risulta che l’USSI dall’1° agosto 2014 dietro richiesta di 

B._______ ha iniziato ad anticipare i contributi di mantenimento dovuti dal 

ricorrente a favore dei figli minorenni. In tale momento, dei sette figli del 

ricorrente, soltanto L._______ e D._______ (ancora agli studi) erano già 

maggiorenni. Come emerge dal conteggio dell’USSI il contributo anticipato 

in favore dei cinque figli ancora minori corrispondeva a fr. 1'575.- mensili 

(doc. B allegato al doc. TAF 13). Orbene, contrariamente all’opinione del 

ricorrente, la convenzione che disciplina le conseguenze accessorie al 

divorzio è chiara in punto all’ammontare complessivo del contributo 

alimentare spettante ai figli e non necessita di alcuna particolare 

interpretazione. Da subito infatti le parti avevano stabilito un contributo 

mensile complessivo di fr. 1'575.- (225 X 7), da mantenersi invariato anche 

a seguito del progressivo raggiungimento della maggiore età dei vari figli 

(cfr. consid. 7.3). È quindi corretto che il contributo mensile inizialmente 

quantificato in fr. 225.- per figlio, sia stato ricalcolato, suddividendo fra gli 

aventi diritto l’importo mensile di fr. 1'575.-, man mano che la maggiore età 

veniva raggiunta. In tal senso l’USSI non ha modificato alcunché rispetto 

alla sentenza di divorzio. 

Giova tuttavia sottolineare che, dal punto di vista della convenzione, il figlio 

maggiorenne ancora agli studi, va considerato come un minorenne, e 

continua pertanto a beneficiare del contributo alimentare a lui spettante. 

Dal punto di vista dell’USSI, per contro, indipendentemente da quanto 

pattuito fra gli ex coniugi, l’anticipo alimentare può essere prestato 

unicamente ai figli minorenni in senso stretto, ad esclusione dei 

maggiorenni agli studi. Da qui la suddivisione dell’importo di fr. 1'575.- 

C-948/2019 

Pagina 26 

(quale contributo mensile complessivo fisso) sui soli figli minorenni. Fermo 

restando che il versamento per intero di tale importo a B._______ – 

prelevandolo per la durata della diffida ai debitori (art. 291 CC) dallo 

stipendio del ricorrente o anticipandolo – adempiva il senso e lo spirito della 

convenzione di divorzio (corrispondendo di fatto il contributo a tutti i figli 

aventi diritto e non creando distinzioni), è pur vero che l’USSI avrebbe 

dovuto limitarsi a versare il contributo effettivamente spettante ai minori, 

deducendo quindi dall’importo complessivo la quota dovuta ai maggiorenni 

agli studi. Sia quel che sia, a questo Tribunale non compete la 

determinazione dell’entità del credito vantato dal terzo che ha prestato gli 

anticipi (si cfr. consid. 9.4), che andrà se del caso valutato in sede civile fra 

le parti interessate. Rilevante è unicamente il fatto che a giusto titolo l’USSI 

ha mensilmente anticipato il contributo alimentare a B._______, prestando 

un anticipo ai sensi dell’art. 85bis cpv. 1 OAI. 

10.6.2 Riguardo all’operato dell’USSI, si osserva inoltre che non è rilevante 

ai fini del presente giudizio determinare se la richiesta di prestazioni 

all’USSI è stata rinnovata o meno da B._______ allo scadere del primo 

anno dalla decisione di anticipo, né tantomeno se gli accrediti per figli si 

sono protratti oltre i 60 mesi previsti dall’art. 10 RAIA. La prima contesta-

zione va, se del caso, rivolta direttamente all’USSI, come pure la seconda, 

che a in ogni caso, oltrepassa la competenza temporale di questo Tribunale 

(essendo richiesta la compensazione per il solo periodo compreso fra il 1° 

gennaio e il 30 giugno 2018). 

11.  

Avendo appurato che tutte e tre le parti chiamate in causa sono legittimate 

ad avanzare pretese sulle rendite arretrate riconosciute al ricorrente nel 

periodo compreso fra aprile 2017 e giugno 2018, occorre quindi determi-

nare in che modo l’importo di fr. 40'239.-, debba essere ripartito.  

12.  

Per procedere alla ripartizione degli importi retroattivi vale la pena attenersi 

alla suddivisione dei periodi determinanti proposto dall’amministrazione.  

12.1 Periodo compreso fra il 1° aprile e il 30 novembre 2017. 

12.1.1 Nel corso di questo periodo sono maturate le seguenti prestazioni:  

 Rendita ordinaria di invalidità 8 x 1'306.- = fr. 10'448.- 

 Rendite completive per figli 8 x 231.- x 6 = fr. 11'088.- 

Totale:       fr. 21'536.- 

C-948/2019 

Pagina 27 

12.1.2 Secondo quanto dichiarato dal Comune di (...), lo stipendio, non 

comprensivo degli assegni famigliari, versato nel corso del suddetto pe-

riodo corrisponde a fr. 38'179.50. 

È assodato che, mediante diffida ai debitori (art. 291 CC), dallo stipendio è 

stato mensilmente trattenuto l’importo di fr. 1'575.-, a titolo di contributo 

alimentare per i figli previsto dalla sentenza di divorzio (cfr. consid. 7.3). 

Altrettanto pacifico è il fatto che per il tramite dell’USSI tale somma corri-

spondente a fr. 12'600.- (= 8 x 1'575.-), è stata interamente versata a 

B._______ (cfr. allegati a doc. TAF 13).   

12.1.3 Ne consegue che per il periodo in parola l’USSI non ha concreta-

mente effettuato alcun anticipo e non può pertanto vantare alcuna pretesa 

sulle rendite arretrate. Tale fatto non è del resto contestato dall’USSI (con-

sid. 10.1). 

Allo stesso modo, neppure B._______, avendo ricevuto per intero il contri-

buto alimentare dovuto dal ricorrente non può pretendere il versamento 

delle rendite per figli maturate retroattivamente da aprile a novembre 2017. 

Tali prestazioni, di principio, spetterebbero al ricorrente, che suo malgrado 

e per il tramite della trattenuta dal salario ha effettivamente adempiuto 

all’obbligo di mantenimento. Al riguardo si rammenta infatti che giusta l’art. 

285 cpv. 3 CC la rendita completiva non è cumulabile al contributo alimen-

tare, ma deve essere dedotta, ex lege, da quest’ultimo (cfr. consid. 6.3), 

onde evitare un arricchimento indebito del beneficiario del mantenimento 

(cfr. consid. 6.2). L’importo di tutte le rendite per figli (6 x fr. 231.-) risulta 

inoltre inferiore rispetto a quello del contributo di mantenimento stabilito 

dalla sentenza di divorzio e versato dall’USSI, ragione per cui non vi è al-

cuna eccedenza che possa essere ancora pretesa dal genitore non bene-

ficiario di una rendita o dal figlio maggiorenne (cfr. consid. 6.4). Si rileva 

infine che l’importo degli accrediti versati dall’USSI – mediante trattenuta 

dal salario – per i soli figli minorenni (F._______, G._______, H._______ e 

I._______), per le ragioni già esposte sopra (cfr. consid. 12.6.1), corri-

sponde esattamente a quello che l’assicurato avrebbe dovuto versare te-

nendo anche conto dei figli maggiorenni in formazione, secondo la sen-

tenza di divorzio, ossia fr. 1'575.-/mese. Ne consegue che, contrariamente 

a quanto fatto dall’autorità inferiore (calcolo allegato al doc. TAF 26), non 

occorre considerare a parte la rendita completiva riconosciuta alle figlie 

D._______ e E._______, maggiorenni ma ancora in formazione, dal mo-

mento che se il ricorrente avesse pagato di propria tasca i contributi ali-

mentari per tutti i figli ancora a suo carico, avrebbe dovuto saldare esatta-

mente lo stesso importo versato dall’USSI per i soli figli minorenni, ossia 

C-948/2019 

Pagina 28 

sempre fr. 1'575.- al mese. Con il versamento del suddetto importo l’USSI 

ha di fatto adempiuto per intero all’obbligo alimentare incombente all’assi-

curato, il quale, di conseguenza, giusta l’art. 71ter cpv. 2 OAVS può preten-

dere il versamento (per intero) delle rendite arretrate per il periodo in parola 

(consid. 7.2).  

La nota marginale 10074 DR, prevede tuttavia che è possibile compensare 

con l’anticipo anche il pagamento retroattivo di rendite completive dell’AVS 

o rendite per figli in caso di versamento ad un terzo che ha concesso anti-

cipi. Ciò nella misura in cui non sono adempiute le condizioni per il versa-

mento separato delle rendite per figli al genitore affidatario. 

Così stando le cose, ritenuto che per le ragioni suesposte la ex moglie non 

può pretendere il versamento delle rendite per figli maturate nel periodo in 

parola e che gli anticipi concessi da un datore di lavoro possono essere 

restituiti direttamente fino all’importo delle rendite che devono essere ver-

sate retroattivamente per lo stesso periodo (N. 10063 DR), occorre conclu-

dere che al Comune di (...), spetta non soltanto la rendita ordinaria d’inva-

lidità riconosciuta al ricorrente, ma pure le rendite completive per figli, per 

un importo complessivo di fr. 21'536.-. 

Il versamento della rendita completiva per figli, d’altro canto, metterebbe il 

ricorrente in una situazione migliore di quella in cui sarebbe stato in as-

senza del danno alla salute (dato che di fatto si vedrebbe “stornare” parte 

del contributo alimentare). 

12.1.4 Giova rilevare che la compensazione delle prestazioni in parola, con 

la pretesa dell’ex datore di lavoro, contrariamente a quanto ritiene il ricor-

rente, non va a ledere il suo minimo vitale. Nel periodo cui si riferisce il 

versamento delle prestazioni arretrate (dal 1° aprile al 30 novembre 2017), 

infatti, quest’ultimo aveva comunque beneficiato del versamento dell’intero 

stipendio che già copriva adeguatamente il suo minimo esistenziale e ciò 

nonostante la trattenuta relativa al contributo alimentare, al quale avrebbe 

comunque dovuto fare fronte.  

12.2  Periodo compreso fra il 1° dicembre e il 31 dicembre 2017. 

12.2.1 Nel corso di questo periodo sono maturate le seguenti prestazioni:  

 Rendita ordinaria di invalidità 1 x 1'306.- = fr. 1'306.- 

 Rendite completive per figli 1 x 231.- x 6 = fr. 1'386.- 

Totale:       fr. 2'692.- 

C-948/2019 

Pagina 29 

12.2.2 Come nel periodo precedente, a B._______ è stato corrisposto per 

intero, il contributo alimentare previsto dalla sentenza di divorzio e corri-

spondente a fr. 1'575.-. Tale importo le è stato versato come in precedenza 

dall’USSI sulla base dell’ultima trattenuta salariale (dal salario del mese di 

novembre 2017). 

12.2.3 Di conseguenza, per le stesse ragioni evocate in precedenza, sia 

l’USSI che B._______ non possono attendersi alcun versamento delle ren-

dite maturate nel corso del mese di dicembre 2017. Neppure il Comune di 

(...), avendo interrotto il versamento dello stipendio in novembre 2017, può 

pretendere la compensazione del saldo residuo della propria pretesa. 

12.2.4 Le prestazioni arretrate afferenti al mese di dicembre 2017, periodo 

in cui il ricorrente non ha percepito alcuno stipendio, vanno pertanto ver-

sate interamente a quest’ultimo. 

12.3 Periodo compreso fra il 1° gennaio e il 30 giugno 2018. 

12.3.1 Nel corso di questo periodo sono maturate le seguenti prestazioni:  

 Rendita ordinaria di invalidità 6 x 1'306.- = fr. 7'836.- 

 Rendite completive per figli 5 x 231.- x 6 = fr. 6'930.- 

1 x 249.- x 5 = fr. 1'245.- 

Totale:       fr. 16'011.- 

12.3.2 Come in precedenza l’USSI ha continuato ad anticipare a 

B._______ il contributo mensile di mantenimento corrispondente a fr. 

1'575.- ripartito sui quattro figli minorenni (poi divenuti tre nel corso del 

mese di giugno 2018; il figlio F._______ avendo raggiunto la maggiore età), 

per complessivi fr. 9'450.- (6 x 1'575.- [cfr. allegato D, doc. TAF 13];).  

Tale circostanza, per le ragioni già evocate nei considerandi che prece-

dono, permette di escludere la ex moglie dalla ripartizione delle rendite ar-

retrate per i figli minorenni e maggiorenni agli studi. 

12.3.3 Contrariamente ai mesi precedenti, da gennaio 2018 l’USSI non ha 

ottenuto alcun rimborso degli anticipi versati, ragione per cui ne chiede – a 

giusto titolo – la compensazione con le rendite per figli arretrate. Si ram-

menta che, essendo l’USSI autorizzato ad anticipare il contributo alimen-

tare dovuto unicamente ai figli minorenni, soltanto le rendite completive de-

stinate a quest’ultimi e versate retroattivamente per lo stesso periodo (N. 

10063 DR; consid. 10.5) potranno essere compensate. Tali prestazioni, 

C-948/2019 

Pagina 30 

come risulta dai conteggi prodotti dall’USSI (allegato D, doc. TAF 13; cfr. 

anche doc. 32), ammontano a fr. 5'367.- ([5 x 231.- x 4] + [1 x 249 x 3]). Ne 

consegue che, pur avendo anticipato fr. 9'450.- e pur ammontando le ren-

dite arretrate per tutti i figli del ricorrente a fr. 8'175.-, è limitatamente alla 

somma di fr. 5'367.- che l’USSI potrà chiedere la restituzione degli anticipi 

concessi. Tale importo gli dev’essere senz’altro riconosciuto. 

A ben vedere, come già rilevato in precedenza (consid. 10.6.1) l’USSI 

avrebbe dovuto anticipare unicamente la parte di contributo alimentare 

spettante ai figli minorenni, sottraendo dall’importo complessivo del contri-

buto alimentare (fr. 1'575.-), la quota spettante ai figli maggiorenni ancora 

agli studi. Ciò non è stato fatto e di conseguenza l’USSI ha erogato più 

prestazioni di quante è in misura di compensarne in questa sede. Sebbene, 

a rigor di logica, anche le rendite spettanti ai figli maggiorenni agli studi pari 

a fr. 2'808.- ([5 x 231 x 2] + [1 x 249 x 2]) e corrispondente alla differenza 

fra le rendite completive per tutti i figli (fr. 8'175.-) e la somma posta in 

compensazione (fr. 5'367.-), andrebbe riconosciuta all’USSI, ciò non può 

essere fatto in questa sede, non avendone questo Tribunale la compe-

tenza. Tali prestazioni vanno infatti versate al ricorrente, dal momento che, 

per evitare un arricchimento del beneficiario del contributo (cfr. consid. 

12.1.3), le stesse neppure può essere attribuita alla madre o ai figli mag-

giorenni.  

Per il versamento eseguito senza causa, per il quale non ha ottenuto rim-

borso mediante compensazione, l’USSI dovrà pertanto rivolgersi, se del 

caso, presso le opportune sedi civili. 

 

12.3.4  

12.3.5 Ne consegue che al ricorrente spetta la rendita ordinaria a lui 

intestata, corrispondente a fr. 7'836.- e le rendite per figli maggiorenni agli 

studi corrispondenti a fr. 2'808.-.  

12.4 Visto quanto sopra, l’importo retroattivo della rendita AI maturata dal 

1° aprile 2017 al 30 giugno 2018, per un importo complessivo di  

fr. 40'239.-, va pertanto ripartito nella maniera seguente: 

 Comune di (...)   fr. 21'536.- 

 USSI   fr. 5’367.- 

 A._______  fr. 13'336.- 

B._______  fr. 0 

C-948/2019 

Pagina 31 

13.  

Da quanto esposto discende che il ricorso deve essere parzialmente ac-

colto e la decisione impugnata riformata nel senso che le rendite arretrate 

maturate fra il 1° aprile 2017 e il 30 giugno 2018 sono ripartite ai sensi del 

considerando che precede. Gli atti di causa vengono quindi trasmessi 

all'amministrazione, con l’invito a stabilire l’importo degli interessi ex art. 26 

cpv. 2 LPGA e procedere alla ripartizione dell’importo retroattivo. 

14.  

14.1 Visto l'esito della procedura – al ricorrente viene riconosciuta 

all’incirca la metà delle prestazioni richieste – le spese processuali di CHF 

800.-, sono poste a carico del ricorrente nella misura di ½, per un importo 

di CHF 400.- (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento 

del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]), che viene 

compensato con l’anticipo spese di CHF 800. L’importo residuo di CHF 

400.- verrà restituito al ricorrente successivamente alla crescita in giudicato 

della presente sentenza. 

14.2 Giusta l’art. 64 cpv. 1 PA, l’autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 

tutto o in parte, può assegnare al ricorrente delle indennità per le spese 

indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato (spese ripetibili). 

In concreto poiché il ricorrente non ha dimostrato di aver sostenuto delle 

spese importanti in ragione della presente causa, non viene riconosciuta 

alcuna indennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA e art. 7 segg. 

del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinnanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]).  

Lo stesso vale per le parti chiamate in causa.  

14.3 Peraltro, le autorità federali, quand'anche vincenti, non hanno di prin-

cipio diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo 

eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205). 

 

 

 

C-948/2019 

Pagina 32 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Nella misura in cui è ricevibile il ricorso è parzialmente accolto, nel senso 

che la decisione impugnata del 24 gennaio 2019 è riformata come segue:  

Gli arretrati della rendita di invalidità attribuita a A._______ relativi al pe-

riodo da aprile 2017 a giugno 2018 a disposizione dell’autorità inferiore, 

pari a fr. 40'239.-, verranno versati come segue:  

 Comune di (...)   fr. 21'536.- 

 USSI   fr. 5’367.- 

 A._______  fr. 13'336.- 

 B._______  fr. 0.- adeguare 

2.  

Le spese processuali di CHF 400.- sono poste a carico del ricorrente e 

vengono compensate con l’anticipo spese di CHF 800.-. L’importo residuo 

di CHF 400.- verrà restituito al ricorrente al momento della crescita in giu-

dicato della presente sentenza. 

3.  

Non si riconoscono indennità per spese ripetibili.  

 

 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (raccomandata con avviso di ricevimento)  

– autorità inferiore (n. di rif. […]; raccomandata; allegato: copia delle 

osservazioni del 6 novembre 2019, nonché dei documenti annessi 

[doc. TAF 29]) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (raccomandata; allegato: 

copia delle osservazioni del 6 novembre 2019, nonché dei documenti 

annessi [doc. TAF 29]). 

– Comune di (...) (raccomandata; allegato: copia delle osservazioni del 6 

novembre 2019, nonché dei documenti annessi [doc. TAF 29]) 

C-948/2019 

Pagina 33 

– Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (raccomandata; allegato: 

copia delle osservazioni del 6 novembre 2019, nonché dei documenti 

annessi [doc. TAF 29]) 

– B._______ (raccomandata; allegato: copia delle osservazioni del 6 

novembre 2019, nonché dei documenti annessi [doc. TAF 29]) 

 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Michela Bürki Moreni Luca Rossi 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C-948/2019 

Pagina 34 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Il 

termine è reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale 

federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una 

rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno 

del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: