# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 79cb9c3f-41c2-5804-b458-db1bbbf5cf98
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-05-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.05.2002 35.2002.12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2002-12_2002-05-21.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2002.00012

   

  mm

  	
  Lugano

  21 maggio 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  presidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 19 febbraio 2002
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 5 dicembre 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 7
settembre 1998, __________ - all'epoca alle dipendenze della ditta __________
in qualità di praticante e, perciò, assicurata contro gli infortuni presso la
__________ - stava lavorando nella vigna, quando il polso sinistro è stato
colpito da una carrucola.

                                         A causa
del suddetto sinistro, l'assicurata ha riportato una contusione del polso
sinistro e del nervo ulnare distale, danno alla salute che ha originato
un'inabilità lavorativa sino al 20 settembre 1998 (cfr. doc. _). 

 

                                         La
__________ ha riconosciuto la propria responsabilità ed ha regolarmente
corrisposto le prestazioni di legge (cfr. doc. _).

 

                               1.2.   Verso la
fine del mese di novembre 1999, il dottor __________, spec. FMH in chirurgia
della mano, ha trasmesso all'assicuratore LAINF un certificato, mediante il
quale ha attestato una totale inabilità lavorativa a far tempo dall'11 novembre
1999 e per una durata di 6 settimane (cfr. doc. _). 

 

                                         In data
13 gennaio 2000, lo stesso medico curante ha invitato la __________ a
predisporre una visita fiduciaria di controllo (doc. _), ciò che ha
effettivamente avuto luogo il 3 aprile 2000 da parte del dottor __________,
spec. FMH in medicina interna (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   Con
decisione formale dell'8 agosto 2000 (tradotta in lingua italiana il 12
dicembre 2000), la __________ ha negato il proprio obbligo contributivo a
decorrere dal 1° gennaio 1999, facendo difetto, a partire da tale data, una
relazione di causalità naturale con l'evento traumatico assicurato (cfr. doc.
_).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurata
(cfr. doc. _), l'assicuratore LAINF, in data 5 dicembre 2001, ha
sostanzialmente ribadito il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _). 

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso del 19 febbraio 2002, __________, sempre patrocinata
dall'avv. __________, ha chiesto che la __________ venga condannata a versarle
le prestazioni di legge a dipendenza dell'infortunio del settembre 1998 (cfr.
I, p. 8).

 

                                         Questi,
in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno della
propria pretesa ricorsuale:

 

" 
(…)

… A norma dell'art. 57 OAINF, l'assicuratore
LAINF può chiedere che medici, paramedici od altre persone del ramo eseguano
per suo conto delle perizie mediche, nell'ambito dell'accertamento della
fattispecie e della capacità lavorativa dell'assicurato.

 

Orbene, è un dato certo che la ricorrente prima
dell'infortunio del settembre 1998, non aveva alcun problema al polso sinistro;
in considerazione della di lei giovane età appare pacifico che tali dolori sono
insorti e si sono esacerbati esclusivamente a causa dell'infortunio del 7
settembre 1998.

 

Il dott. __________, cui la ricorrente si era
rivolta per il tramite del proprio medico curante che le aveva diagnosticato
una tendinite dell'estensore ulnare del carpo a sinistra, mano dominante,
aveva concluso che:

 

"È da presupporre che il colpo ricevuto sul polso sinistro ulnarmente in
settembre 1998 abbia provocato una lesione parziale della guaina tendinea e
attualmente la superficie di scorrimento sia leggermente ruvida: in questa
situazione sotto sforzo subentrano dei dolori quale espressione di
un'infiammazione cronica" (doc. _).

 

… È chiaro che nella misura in cui non fosse
provato alcun nesso causale naturale tra l'evento infortunistico ed i dolori
lamentati dall'assicurata, si potrebbe anche condividere la tesi che
l'assicuratore LAINF non sia tenuto ad erogare le prestazioni di legge.

 

Ritenuto però che l'accertamento del nesso
causale naturale è una questione soprattutto medica, l'assicuratore LAINF deve
porre in atto tutti gli accertamenti possibili per stabilire se effettivamente
esista, oppure no, una correlazione tra l'infortunio ed il pregiudizio subito.

 

Orbene, la "__________" si è basata
principalmente sul rapporto del proprio medico fiduciario, dott. __________
(doc. _), che è peraltro uno specialista di medicina interna, e non sembra
dunque particolarmente formato per valutare patologie riscontrabili
nell'articolazione del polso (con tutta una serie di ossicini, nervi, tendini e
vasi sanguigni che si trovano, risp. che vi transitano); a maggiore ragione
quindi le indicazioni del dott. __________, specialista in chirurgia della
mano, devono essere ritenute affidabili e vanno giustamente verificate.

Il citato medico infatti su richiesta del
sottoscritto legale aveva avuto modo di precisare la particolarità del caso e
la difficile valutazione dal profilo medico dei dolori lamentati dalla
ricorrente, lasciando chiaramente intendere che un esame più approfondito
presso un centro universitario sarebbe stato indicato per poter giungere ad una
diagnosi più chiara.

 

Egli ha precisato cioè che:

 

"                                                                             Al 17.1.2001 ho fatto effettuare una scintigrafia
ossea trifasica per valutare il polso della suddetta … omissis … . Purtroppo
non riesco ad avere la diagnosi adeguata per poter pianificare una conseguente
terapia.

Come vede anche la medicina ha i suoi limiti e per non essere in torto
con la paziente proporrei una visita in un centro universitario eventualmente
anche stazionaria, per poter ripetere dalla A alla Z tutti gli esami possibili
ed immaginabili per arrivare ad un'eventuale diagnosi più chiara e per
stabilire una eventuale terapia più promettente"

  (cfr. scritto dott. __________ del 9.3.2001,
doc. _). 

 

… L'aspetto più preoccupante di questa vicenda è
che l'assicuratore LAINF avrebbe accettato di effettuare una simile valutazione
unicamente alla condizione che fosse sussistita la garanzia che i costi
dell'accertamento sarebbero andati a carico della ricorrente qualora dall'esame
fosse emersa la conferma della tesi dell'assicuratore LAINF dell'inesistenza di
un nesso causale naturale (doc. _) (!?!?). 

 

Dello stesso avviso (!?!?) era pure la Cassa
Malati __________ della ricorrente, la quale, sebbene inizialmente avesse
inoltrato a titolo prudenziale un'opposizione alla decisione formale, a seguito
degli accertamenti medici posti in atto dalla __________, ha inspiegabilmente
ritirato la propria opposizione, accettando suo malgrado di farsi carico delle
spese di cura dal 1.gennaio 1999 e rifiutandosi sorprendentemente di farsi
garante per le spese della richiesta ulteriore verifica medica (doc. _),
qualora questa avesse dato un esito diverso da quello che auspica la
ricorrente.

 

È chiaro che una simile condizione non poteva
naturalmente essere accettata dalla ricorrente, la quale si è pertanto trovata
nella condizione di dover inoltrare il presente ricorso a tutela dei propri
diritti.

 

… A questo punto non si può prescindere da un
approfondito accertamento medico peritale ordinato da codesto Tribunale, così
come suggerito dal dott. __________, affinché si possa fare chiarezza e
stabilire una volta per tutte, se i dolori attualmente patiti dalla ricorrente
al polso sinistro siano da ricondurre all'infortunio del 7 settembre 1998, così
come previsto dall'art. 57 OAINF." (I) 

 

                               1.5.   La
__________, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr.
III).

 

                               1.6.   In replica,
l'assicurata si è essenzialmente riconfermata nelle proprie allegazioni e
conclusioni (cfr. V).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre
1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   La lite è
circoscritta alla questione a sapere se i disturbi di cui l'assicurata soffre
all'estremità superiore sinistra - oggetto dell'annuncio di ricaduta del 1°
febbraio 2000 (cfr. doc. _) - si trovano in una relazione di causalità,
naturale ed adeguata, con l'infortunio del 7 settembre 1998.

 

                               2.3.   Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è, in effetti, l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra
l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È questione
di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista
un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e
giudice si determinano secondo il principio della probabilità preponderante -
insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile
generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di
assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle
attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la
disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134;
DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a
e sentenze ivi citate).

 

                               2.4.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi
summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361
consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare
di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità
adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni
vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992, p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale
fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli
infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un
ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio,
dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più
singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica
(cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr.,
pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts,
in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire,
in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                               2.5.   In virtù
dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF é tenuto a riprendere l’erogazione
delle prestazioni assicurative in caso di ricadute o conseguenze
tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 277).

                                         Né la
LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la
pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze
tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio
assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento,
l’interessato sia o meno ancora assicurato. Rilevante é soltanto l’esistenza di
un nesso di causalità (cfr. STFA del 31 luglio 2001 nella causa H., U 122/00).

 

                               2.6.   In concreto,
dalle tavole processuali emerge che, nel settembre del 1998, __________ è stata
colpita al polso sinistro da una carrucola (doc. _).

                                         Il giorno
successivo, essa ha consultato il proprio medico curante, il dottor __________,
il quale ha diagnosticato una contusione del polso sinistro e del nervo ulnare
distale. L'inabilità lavorativa è durata fino al 20 settembre 1998 (cfr. doc.
_).

                                         Nella
primavera del 1999, allorquando stava svolgendo un corso pratico di potatura,
l'assicurata ha accusato una recrudescenza dei disturbi al polso sinistro. 

                                         Nel corso
del mese di maggio 1999, __________ è stata visitata dal dottor __________,
spec. FMH in chirurgia della mano. 

                                         Il
succitato specialista, diagnosticata una tendinite dell'estensore ulnare del
carpo a sinistra al carico, ha dichiarato che è da presupporre che "… il
colpo ricevuto sul polso sinistro ulnarmente in settembre 1998 abbia provocato
una lesione parziale della guaina tendinea e attualmente la superficie di
scorrimento sia leggermente ruvida: in questa situazione, sotto sforzo,
subentrano dei dolori quale espressione di un'infiammazione cronica" (doc.
_).

                                         In data 3
novembre 1999, la ricorrente è stata sottoposta ad una artro-RM del polso
sinistro ed ecografia degli estensori: il radiologo, dottor __________, ha
accennato alla presenza di un quadro riferibile ad una tendinopatia degli
estensori ulnari (cfr. doc. _).

                                         Persistendo
la sintomatologia dolorosa, __________, il 21 marzo 2000, ha privatamente
consultato il dottor __________, vice-Primario presso il Dipartimento di
chirurgia della mano dell'Ospedale __________, il quale ha confermato, da parte
sua, il sospetto ("Verdachtsdiagnose") di una tendinite
dell'estensore ulnare del carpo (doc. _).

                                         In data 3
aprile 2000 ha avuto luogo una visita fiduciaria di controllo da parte del
dottor __________, spec. FMH in medicina interna. 

                                         Qui di
seguito le considerazioni contenute nel suo referto del 4 aprile 2000:

 

" 
(…).

Conclusione:

 

·  sospetta
tendinite dell'estensore ulnare del carpo a sinistra (mano dominante)

·                                                                            stato
dopo contusione diretta al polso sinistro il 07.09.1998.

 

Gli accertamenti medici eseguiti, comprensivi di
visite specialistiche da parte del dottor __________ e del dottor __________,
di esami radiologici convenzionali, artro-RM ed ecografia, non hanno permesso
di documentare lesioni che possano essere messe in relazione sicura o almeno
probabile con l'evento traumatico del 07.09.1998.

 

Dopo questo trauma, la paziente è stata curata
presso il PS dell'Ospedale Distrettuale di __________ e dal dottor __________
di __________, restando inabile al lavoro sino al 20.09.1998.

 

I successivi disturbi accusati a partire dalla
primavera 1999, quando il dottor _________ poneva la diagnosi di probabile
tendinite, non possono essere messi in relazione sicura ma neppure probabile
con l'evento del 07.09.1998 e non sono quindi di competenza dell'assicuratore
LAINF." (doc. _)

 

                                         Facendo
proprie le conclusioni del dottor __________, la __________ ha negato il
proprio obbligo prestativo relativamente ai disturbi insorti nella primavera
del 1999, difettando un nesso di causalità naturale con l'evento infortunistico
del 7 settembre 1998 (cfr. doc. _).

 

                                         Nel
gennaio del 2001 - su richiesta del dottor __________ - è ancora stata
effettuata una scintigrafia ossea trifasica mirata alle mani presso il Servizio
di medicina nucleare dello __________. Queste le risultanze dell'accertamento:

 

" 
L'esame scintigrafico non evidenzia nessuna ipercaptazione
significativa per osteoma/osteoide alla testa dell'ulna sinistra.

Sospetto per una lesione traumatica dell'os triquetrum
con reazione del tessuto molle che rimane sospetta all'os scaphoideum e
processo stiloideo del radio sinistro (ev. fissure-radiografie non a
disposizione)." (doc. _)

 

                                         Agli atti
figurano pure due rapporti del dottor __________, datati entrambi 9 marzo 2001,
il primo indirizzato alla __________, il secondo al patrocinatore
dell'insorgente:

 

" 
(…)

In data odierna ho rivisto la suddetta.

 

L'esame scintigrafico non mi ha aiutato nella
diagnosi e tantomeno nelle proposte terapeutiche.

 

Si vede comunque una iperemia nella parte
laterale della regione del carpo a sinistra, iperemia di minima entità, che
parla per un processo forse più infiammatorio che non contusivo: il collega
__________, Capo-servizio dell'Istituto __________, interpreta questo come una
probabile lesione traumatica dell'osso triquetro con reazione del tessuto
molle: questa interpretazione è possibile ma è difficile da relazionare con
l'incidente del 1998 in settembre, poiché nello spazio di 2 anni la frattura o fissura
o chicchessia avrebbe dovuto essere guarita.

 

Rimane comunque il referto di minima iperemia.

Visto che fin'ora gli esami diagnostici non hanno
potuto portare ad una diagnosi convincente necessaria per effettuare le terapie
del caso, rispettivamente per prendere delle conseguenze assicurative, con
questa mia vi chiedo di inviare la paziente in un centro universitario, fors'anche
stazionariamente, per arrivare ad una conclusione definitiva sulla possibile
causa di questi disturbi e sulla possibile interdipendenza con l'incidente del
settembre 1998.

 

Come già accennato sopra, dal mio punto di vista,
con gli esami fin'ora fatti, una relazione diretta e importante non riesco a eruirla."

                                         (doc. _)

 

"  (…)

Al 17.01.2001 ho fatto effettuare una
scintigrafia ossea trifasica per valutare il polso della suddetta. Come tutti
gli esami antecedenti anche questo esame rimane relativamente poco specifico ed
evidenzia una minima iperemia alla parte laterale della regione del carpo a
sinistra.

L'interpretazione di questa iperemia è comunque
alquanto difficoltosa: dal punto di vista scintigrafico si parla di un sospetto
di lesione traumatica all'osso triquetro con reazione del tessuto molle, cosa
che comunque è difficile da relazionare con l'incidente del settembre 1998. A
rigore di logica nello spazio di 2 anni e alcuni mesi, una qualsiasi fissura
dovrebbe già essere guarita.

Propendo quindi a valutare il tutto come un
infetto infiammatorio e forse una iperinterpretazione della sintomatica.

 

Purtroppo non riesco ad avere la diagnosi
adeguata per poter pianificare una conseguente terapia.

Come vede anche la medicina ha dei limiti e per
non essere in torto con la paziente proporrei una visita in un centro
universitario eventualmente anche stazionaria, per poter ripetere dalla A alla
Z tutti gli esami possibili ed immaginabili per arrivare ad un'eventuale
diagnosi più chiara e per stabilire una eventuale terapia più
promettente." (doc. _)

 

                                         Prima di
procedere all'emanazione dell'impugnata decisione su opposizione,
l'assicuratore LAINF convenuto ha nuovamente interpellato il proprio medico
fiduciario, il quale ha osservato quanto segue:

 

" 
(…)

come da sua richiesta ho rivalutato il caso sopra
indicato, prendendo atto in modo particolare del recente scritto del Dr.
__________, datato 09.03.01.

Dal punto di vista medico, non vi sono nuovi
elementi. Come anche scrive il Dr. __________, neppure gli ulteriori
accertamenti eseguiti dopo la mia valutazione del 03.04.00 hanno permesso di
mettere in evidenza patologia in relazione causale anche solo probabile con
l'evento del 07.09.98. Per questo motivo penso che la nostra precedente
decisione può essere senz'altro mantenuta.

Resta evidentemente ancora aperta la diagnosi
differenziale ma francamente non penso che ulteriori accertamenti, eventualmente
in ambito universitario, potranno documentare lesioni in relazione di causalità
con l'evento che ci interessa. La proposta del Dr. __________ è sicuramente
adeguata e può essere condivisa: non penso però che sia compito
dell'Assicuratore LAINF assumersi in questo caso i costi degli ulteriori
accertamenti. (…)" (doc.
_)

 

                                         La
__________ Assicurazione - assicuratore malattie di __________ - che, in un
primo tempo, si era cautelativamente opposta alla decisione formale della
__________ (cfr. doc. _) - è ritornata sui suoi passi, dichiarandosi disposta
ad assumere il caso a contare dal 1° gennaio 1999 (cfr. doc. _). 

                                         Di un
certo interesse è il contenuto dello scritto 11 luglio 2001 indirizzato dalla
__________ all'avv. __________:

 

" 
… vi segnaliamo che il Servizio giuridico della
__________ Assicurazione ha attentamente rivalutato con il proprio Medico di
fiducia, e alla luce degli atti gentilmente messi a disposizione dalla
__________ e delle analisi fin qui già eseguite, la situazione della vostra
patrocinata, e nostra assicurata, Signora __________.

 

Tutti gli elementi risultanti dagli accertamenti
medici già sin qui eseguiti, nonché gli autorevoli pareri degli specialisti che
si sono interessati al caso, giungono alla conclusione che non sussistono
lesioni riconducibili all'evento traumatico in cui è rimasta coinvolta la
vostra cliente il 7 settembre 1998. 

 

Stesso discorso per i disturbi di cui si lamenta
ancor'oggi l'assicurata e che, dovuti probabilmente ad una tendinite o ad
un'infiammazione del polso sinistro in condizioni di sforzo, non possono venir
messi in relazione sicura o perlomeno probabile con l'infortunio summenzionato.

 

L'insieme di questi fattori non può che spingere
la __________ Assicurazione a constatare l'insorgere di un problema alla salute
della Signora __________. Questo ci obbliga ad intervenire in qualità di
assicuratore malattia e, ritirando, l'opposizione precauzionale formulata
avverso la spettabile __________ a prendere a nostro carico la quasi totalità
delle fatture emesse nei confronti della vostra patrocinata a partire dal 1°
gennaio 1999. 

 

Concordando con le conclusioni cui giunge
l'assicuratore infortuni, nessuna ulteriore garanzia verrà quindi da noi
rilasciata per una nuova visita di controllo in un centro universitario, stazionaria
o ambulatoriale, tendente allo sterile prosieguo della presente diatriba
opponente la Signora __________ alla spettabile __________."

                                         (doc. _)

 

                               2.7.   Dottrina e
giurisprudenza insegnano che "… ist mittels medizinisch-wissenschaftlicher
Beweisführung zumindest als überwiegend wahrscheinlich gemacht, dass eine
bestimmte unfallmässige Schädigung einen organischen Befund (mit)verursacht hat
und dass dieser die geklagten Beschwerden auslöst, ist der natürliche kausalzusammenhang
erstellt. (…). Lässt sich der medizinisch-wissenschaftliche Beweis für das
Vorliegen organischer Befunde, ihrer Verantwortlichkeit für die
vorhandenen Beschwerden und die Ursächlichkeit der unfallmässigen Einwirkung
zum Eintritt des organischen Befunden, nach derzeitigem Wissenstand, in einem
konkreten Fall, trotz sorgfältigen Abklärungen, nicht mit überwiegender
Wahrscheinlichkeit beweisen, entfällt insofern die Leistungspflicht der
Unfallversicherer ohne weiteres" (cfr. U. Meyer-Blaser, op. cit., p. 105).

 

                                         Nel caso
di specie, questa Corte constata come gli specialisti che hanno avuto modo di
interessarsi al caso di __________ non siano riusciti a sufficientemente
oggettivare un reperto organico - in ogni caso, di natura traumatica - suscettibile di correlare con i disturbi da lei
soggettivamente lamentati (cfr., in particolare, la certificazione del 22 marzo
2000 del dottor __________, il quale ha indicato di semplicemente sospettare
la presenza di una tendinite dell'estensore ulnare del carpo [cfr. doc. _]
nonché quella datata 9 marzo 2001 del dottor __________, il quale - dopo aver
preso conoscenza delle risultanze dell'esame scintigrafico del 17 gennaio 2001
- ha esplicitamente dichiarato di non riuscire ad avere la diagnosi adeguata
[doc. _]). 

 

                                         In casi
del genere, la decisione non potrà che essere sfavorevole all'insorgente, nella
misura in cui, non essendo stato possibile oggettivare, da un profilo medico-scientifico,
l'origine dei disturbi, il giudice delle assicurazioni sociali - a maggior
ragione - non può ammettere l'esistenza di una relazione di causalità naturale
con l'evento traumatico assicurato (cfr., in questo senso, la STCA del 19
febbraio 1999 nella causa A., inc. n. 35.1998.10, del 22 febbraio 1999 nella
causa D., 35.1998.61 e del 21 settembre 2000 nella causa P., inc. n.
35.1998.57, confermata dal TFA con sentenza del 13 marzo 2001, U 429/00). 

                                         Deve qui
valere, insomma, il principio secondo cui: "Wo die Medizin nicht mehr Weiteres
weiss, kann sich nicht das Recht an ihre Stelle setzen" (cfr. U. Meyer-Blaser,
op. cit., p. 106).

 

                                         Va da sé
che, facendo difetto un nesso di causalità naturale con l'infortunio del
settembre 1998, diviene superfluo procedere ad un esame dell'adeguatezza (cfr.
U. Meyer-Blaser, op. cit., p. 105 in fine).

 

                                         Con il
proprio ricorso, __________ rimprovera alla __________, in particolare, di non
avere posto in atto tutto quanto fosse possibile per delucidare compiutamente
la fattispecie, ma di avere basato la propria decisione di rifiuto sulla
valutazione del proprio medico di fiducia, peraltro ritenuto non
particolarmente qualificato a pronunciarsi sulla tematica, siccome specialista
in medicina interna. 

 

                                         Questa
Corte constata, in primo luogo, che non corrisponde al vero che l'impugnata
decisione della __________ si fonda principalmente sulle certificazioni del
dottor __________. 

                                         In
effetti, la conclusione secondo cui, in casu, non è possibile accertare,
perlomeno secondo il grado della verosimiglianza preponderante, l'esistenza di
una relazione di causalità naturale con l'infortunio del settembre 1998, si
impone alla luce, non tanto dei referti stilati dal dottor __________, ma
piuttosto di una valutazione globale della documentazione medica
presente all'inserto (comprendente anche le certificazioni di specialisti in
chirurgia della mano, uno dei quali addirittura attivo presso un ospedale
universitario). 

                                         In
secondo luogo, il TCA non può condividere la censura ricorsuale secondo la
quale l'assicuratore infortuni avrebbe violato l'art. 47 cpv. 1 LAINF,
rifiutandosi di prendere a proprio carico i costi di (ulteriori) accertamenti
da eseguire a livello universitario. 

                                         A questo
proposito, si osserva che i disturbi di cui __________ soffre, sono già stati
approfonditamente investigati dal dottor __________, spec. FMH in chirurgia della
mano, il quale ha ordinato, da parte sua, tutta una serie di esami paraclinici
(radiografie convenzionali, artro-RM, ecografia e scintigrafia ossea trifasica),
nonché dal dottor __________, vice-Primario presso il Dipartimento di chirurgia
della mano dell'Ospedale __________. 

                                         Nonostante
tutto ciò, non è stato possibile mettere in luce un reperto organico (in ogni
caso di natura traumatica) che possa giustificare la sintomatologia al polso
sinistro. 

                                         Questa
Corte non ignora il fatto che il dottor __________, nel suo rapporto datato 9
marzo 2001, ha consigliato una (ulteriore) consultazione presso un centro
universitario, eventualmente in degenza, "… per poter ripetere dalla A
alla Z tutti gli esami possibili ed immaginabili per arrivare ad una eventuale
diagnosi più chiara e per stabilire una eventuale terapia più promettente"
(cfr. doc. _).

                                         Ponendo
mente alla quantità ed alla qualità degli esami clinici e paraclinici ai quali
l'assicurata è già stata sottoposta in questi ultimi anni, la proposta formulata
dal medico curante costituirebbe un vero e proprio "accanimento
diagnostico", per il quale l'assicuratore LAINF non può certo essere
chiamato a prestare. Esso deve sì accertare d'ufficio le circostanze
dell'infortunio, ma è pure tenuto al rispetto del principio di
un'amministrazione razionale (cfr. A. Maurer, op. cit., p. 247s.). 

                                         Del
resto, va ancora rammentato che, con riferimento al principio inquisitorio
ancorato nell'art. 47 cpv. 1 LAINF, all'assicuratore contro gli infortuni va
riconosciuto un ampio potere discrezionale nel decidere se e quali prove
assumere per delucidare una determinata fattispecie (A. Maurer, op. cit., p.
248). Quindi, trattandosi di misure probatorie, l'intervento del giudice si
giustifica soltanto qualora l'autorità amministrativa abbia manifestamente
superato il proprio potere discrezionale (cfr. STFA del 3 luglio 1992 nella
causa K., U 18/92, consid. 5b).

                                         È infine
opportuno tenere ben presente la ragione per cui il dottor __________ ha
suggerito questo ulteriore passo e cioè: "… per non essere in torto con
la paziente proporrei …" (doc. _ - la sottolineatura è del redattore).

 

                                         Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, lo scrivente TCA ritiene di potere
fondare il proprio giudizio sulla documentazione medica versata agli atti,
senza che si riveli necessario procedere a degli ulteriori atti istruttori
(perizia giudiziaria).

                                         Al
riguardo, va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA
dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella
causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA
del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella
causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p.
202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio
1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre
1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274;
U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p.
212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes,
2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

 

                                         A
proposito dell'affermazione secondo la quale i disturbi al polso sinistro
sarebbero apparsi soltanto posteriormente all'evento del 7 settembre 1998 (cfr.
V, p. 3), occorre ricordare che il semplice fatto d'essere insorto dopo un
infortunio, non significa ancora che un determinato disturbo sia stato pure causato
da questo medesimo infortunio (cfr. DTF 119 V 341s. consid. 2b/bb con
riferimenti; cfr., pure, Th. Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und
25 des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1998, p. 30,
nota 96).

 

                               2.8.   In esito ai
considerandi che precedono, è dunque a ragione che la ___________ ha negato il
proprio obbligo prestativo relativamente ai disturbi al polso sinistro, oggetto
dell'annuncio di ricaduta del 1° febbraio 2000.

 

                               2.9.   Con il
proprio gravame, l'assicurata ha domandato di essere posta al beneficio
dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio (cfr. I, p. 7s.).

                                         Secondo
la giurisprudenza, i presupposti per la concessione dell'assistenza giudiziaria
sono di massima adempiuti se il richiedente si trova nel bisogno, se
l'assistenza di un avvocato è necessaria o perlomeno indicata e se le sue
conclusioni non sembrano avere esito sfavorevole (cfr. DTF 125 V 202 consid. 4a
e 372 consid. 5b, ambedue con riferimenti).

 

                                         Nel caso
di specie, a prescindere dal quesito di sapere se la ricorrente si trovi
effettivamente nel bisogno, l'ultimo presupposto non è dato; l'inammissibilità
del gravame del 19 febbraio 2002 risultava in effetti evidente. 

 

                                         È
pertanto da respingere la domanda intesa ad ottenere la concessione
dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   La domanda
di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio è respinta.

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti