# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 53ed4d9c-6941-5816-9d5f-2876a00194fe
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-12-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 01.12.1995 11.1995.267
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1995-267_1995-12-01.html

## Full Text

Incarto n.

  11.95.00267

  	
  Lugano,

  1.dicembre 1995

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

   

  
	
  segretaria:

  	
  Galfetti,
  vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nella causa __________.__________.__________ (protezione dell’unione coniugale) della Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con istanza dell’8 marzo 1995 da

 

	
   

  	
  __________
  __________, nata __________, __________

  (patrocinata
  dall’avv. dott. __________ __________ -__________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________

  (patrocinato
  dall’avv. __________ __________, __________),

   

  

e
ora sul decreto del 12 ottobre 1995
con cui il Segretario assessore ha negato all’ istante, in luogo e vece del
Pretore, il beneficio dell’assistenza giudiziaria;

 

esaminati
gli atti;

 

posti
i seguenti

 

punti
di questione:

 

1.   Se dev’essere accolto l’appello del
20 ottobre 1995 presentato da __________ __________ contro il decreto del 12
ottobre 1995 emesso dal Segretario assessore;

 

2.   Se dev’essere accolta la richiesta
di assistenza giudiziaria contestuale all’appello;

 

3.   Il giudizio sulle spese e le
ripetibili.

Ritenuto

 

in
fatto:

A.  __________ __________ ha presentato l’8 marzo 1995 un’istanza nei
confronti del marito __________ __________ per ottenere che il Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 6, ordinasse la separazione dei beni, previa
liquidazione del regime matrimoniale ordinario, e che il marito fosse tenuto a
versarle – come misura a protezione dell’unione coniugale – un contributo
alimentare (non quantificato) per sé e i figli. Essa ha chiesto inoltre che il
marito fosse condannato a erogarle una provvigione ad litem di fr.
2500.–, con obbligo di anticipare le spese di procedura, o subordinatamente che
fosse concessa a lei medesima l’assistenza giudiziaria con il beneficio del
gratuito patrocinio.

 

B.  Al contraddittorio del 25 aprile 1995, indetto per la discussione
dell’istanza, il marito si è impegnato a erogare alla moglie un contributo
alimentare di fr. 3000.– mensili per lei e i figli, a pagare le spese
telefoniche e la propria cassa malati, così come ad accantonare quanto
possibile per far fronte alle imposte e all’ AVS. L’istruttoria destinata allo
scioglimento del regime matrimoniale è stata sospesa per dar modo alle parti di
liquidare direttamente la partecipazione agli acquisti, d’intesa con i creditori.
La moglie ha confermato la propria richiesta di assistenza giudiziaria. Il marito
ha avanzato una richiesta analoga.

 

C.  __________ __________ ha instato il 24 luglio 1995 per la riassunzione
della procedura volta alla separazione dei beni. In sede di udienza davanti al
Segretario assessore, il 21 settembre 1995, le parti si sono date atto di aver
liquidato il regime ordinario, convenendo la separazione dei beni a decorrere
dal 24 luglio precedente. Il marito si è assunto tutti i debiti comuni fino
alla data dell’udienza e ha accettato che la moglie rimanesse con i figli nella
casa di __________ (a lui assegnata), dalla quale egli sarebbe partito a fine
ottobre. Il Segretario assessore ha omologato l’accordo in luogo e vece del
Pretore e ha ordinato la separazione dei beni fra i coniugi a valere dal 24 luglio
1995.

 

D.  La richiesta di assistenza giudiziaria presentata dalla moglie è
stata respinta dal Segretario assessore, in luogo e vece del Pretore, con
decreto del 12 ottobre 1995. Il diniego è stato motivato con l’argomento che,
sommando il proprio guadagno al contributo alimentare riscosso dal marito,
__________ __________ è non solo in grado di mantenere sé stessa e i figli, ma
anche di rimunerare la propria rappresentante legale.

 

E.  Contro il decreto appena citato l’istante è insorta il 20 ottobre 1995
con un appello in cui propone che, annullato il giudizio del Segretario
assessore, le sia conferita l’assistenza giudiziaria e che identico beneficio
le sia accordato anche in appello. __________ __________ non ha formulato
osservazioni.

 

Considerando

 

in
diritto:

1.   Il giudice che rifiuta l’assistenza giudiziaria decide mediante decreto;
l’appello – rispettivamente il ricorso per cassazione – ha effetto sospensivo (art.
158 cpv. 2 CPC). Interposto nei dieci giorni successivi alla notifica del
decreto impugnato, il gravame dell’istante è quindi ricevibile (art. 4 n. 5 e
6, art. 5 LAC, art. 370 cpv. 2 CPC).

 

2.   Il coniuge che non è in grado di sopperire alle spese di una cau-sa
di separazione o divorzio – e quindi, a maggior ragione, anche di una procedura
a tutela dell’unione coniugale (art. 171 segg. CC) o di un’istanza fondata sul
diritto matrimoniale (art. 185 CC) – ha il diritto di ottenere l’assistenza
giudiziaria se non può ragionevolmente pretendere dall’altro coniuge lo stanziamento
di una provvigione ad litem (poco importa se giusta l’art. 159 o 163 CC:
cfr. Bräm in: Zürcher Kommentar,
Zurigo 1993, note 135 seg. ad art. 159 CC con rinvii, rispettivamente Bühler/ Spühler in: Berner Kommentar, Ergänzungsband
1991, nota 260 ad art. 145 CC con riferimenti). I costi di simili procedimenti
sono infatti a carico dell’unione coniugale; l’assistenza dello Stato ha
carattere meramente sussidiario. Nella fattispecie il primo giudice non ha
esaminato se al convenuto potesse essere imposto il versamento di una provvigione
ad litem (per altro chiesta dall’istante), partendo verosimilmente
dall’idea che ciò non fosse possibile. Dato che tale ragionamento torna a
favore dell’interessata (la quale, fosse stata esigibile una provvigione dal
marito, si vedrebbe respingere l’assistenza giudiziaria già per questo motivo),
non occorre vagliare oltre il problema.

 

3.   Il Segretario assessore ha accertato anzitutto che
l’appellante riscuote dal marito un contributo alimentare di fr. 3000.–
mensili, con il quale può pagare gli oneri dell’abitazione (interessi ipotecari
per fr. 1200.– mensili) e mantenere i figli minorenni __________ (nato il 22
gennaio 1978) e Aron (nato il 19 agosto 1979). Ciò premesso, egli ha rilevato
che con il suo guadagno (fr. 2771.80 netti mensili) l’appellante può coprire il
proprio fabbisogno personale (fr. 1401.35 mensili) con un’eccedenza di fr.
1370.55 mensili che le consente di onorare la nota professionale della sua
rappresentante legale. In tali condizioni la richiesta di assistenza giudiziaria
non può essere accolta.

 

4.   Dopo una lunga esposizione di fatto, per vero superflua, l’appel-lante
sostiene che il Segretario assessore avrebbe dovuto vagliare la sua situazione
finanziaria al momento in cui è stata presentata la richiesta di assistenza
giudiziaria e non al momento in cui la richiesta è stata decisa. Se non che, il
primo giudice ha spiegato chiaramente che per prassi invalsa la Camera civile
di appello si fonda sui dati patrimoniali del richiedente al momento della
decisione, non della richiesta (Cocchi/Trezzini,
CPC annotato, Lugano 1993, n. 2 e 15 ad art. 155). L’appellante non spende una
parola per rimettere in discussione tale giurisprudenza, né pretende che questa
sia contraria al diritto cantonale o federale. Del resto l’appellante medesima
ricorda che all’ udienza del 21 settembre 1995 il Segretario assessore le aveva
fissato un termine supplementare per produrre la documentazione necessaria ad
apprezzare il suo stato patrimoniale, non essendovi “per quel che concerne
l’esposizione degli oneri ricorrenti alcuna chiarezza” (appello, pag. 3 in
fondo). L’istante non risulta – e nemmeno asserisce – di avere fornito alcun conteggio
su quelle che erano le sue spese mensili l’8 marzo 1995. Che ciò andasse
richiesto al marito e non a lei medesima (appello, pag. 4 a metà) è una tesi ai
limiti della temerarietà.

 

5.   Secondo l’appellante il Segretario assessore avrebbe trascurato di
considerare, nel computo del suo fabbisogno mensile, “quello dei tre figli
ancora apprendisti e che non percepiscono un vero e proprio reddito”, come pure
i premi della cassa malati, gli interessi ipotecari e l’ammontare delle spese
professionali. Quanto agli interessi ipotecari, l’appellante nega l’evidenza,
il primo giu-dice avendoli esplicitamente conteggiati nel contributo alimentare
di fr. 3000.– mensili erogato dal marito. Certo, è possibile che il marito
abbia accumulato ritardi nel versamento di tale contributo (appello, pag. 4 in
fondo), tuttavia l’appellante non pretende che tali somme siano ormai di
impossibile o di difficile incasso. Anche il premio della cassa malati (fr.
193.90 e non fr. 303.– mensili, la quota dei figli rientrando nel fabbisogno di
costoro) è compreso nella somma di fr. 1401.35 (il decreto ne ha omesso
l’indicazione per inavvertenza, ma la posta risulta inclusa nel totale). In
merito al fabbisogno dei figli, l’appellante non motiva in alcun modo il
proprio assunto: non indica quale sia il tale fab-bisogno (valutato dal primo
giudice in fr. 1800.– mensili, coperti anch’essi dal contributo alimentare del
marito), non adduce quanto i figli guadagnino né in che misura essi possano
partecipare al proprio sostentamento. Circa le spese professionali, poi, si
cercherebbe invano un’allegazione qualsiasi nei dati che l’ap-pellante ha
fornito alla Pretura (doc. Q). Se consistono in quelle per l’uso
dell’automobile, esse sono inserite ad ogni modo nel fabbisogno mensile di fr.
1401.35 (fr. 47.60 mensili per l’assicu-razione e fr. 34.75 mensili per
l’imposta di circolazione).

 

6.   È vero che in materia di assistenza giudiziaria si applica il principio
inquisitorio, sicché il giudice collabora di propria iniziativa alla raccolta
dei dati necessari e non può rifiutare il beneficio richiesto solo perché
reputa insufficiente la documentazione prodotta (Cocchi/Trezzini, op. cit., nota 1 ad art. 156 CC). Ma il
principio inquisitorio non esonera la parte richiedente dall’illu-strare le
proprie condizioni finanziarie e dal fornire ogni elemento utile di cui riesca
a disporre, ancor meno quando essa è patrocinata da un  legale (I CCA, sentenza
del 3 agosto 1993 nella causa B. contro B., consid. 2 e 5). Nella fattispecie
inoltre il Segretario assessore ha indagato correttamente, tant’è che il 21
settembre 1995 ha invitato l’istante a indicare i propri oneri periodici. Quanto
gli si rimprovera nell’appello è, per concludere, di avere ignorato dati che in
realtà o figurano nel calcolo del fabbisogno o non potevano – né possono –
figurare in tale calcolo perché non sono mai stati fatti valere. Il gravame si
rivela quindi, come che sia, infondato.

 

7.   Manifestamente sprovvisto di buon diritto, il ricorso osta alla
concessione dell’assistenza giudiziaria in appello (art. 157 CPC). Le spese
processuali seguono perciò la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Non è il caso
invece di attribuire ripetibili al convenuto, che non ha introdotto
osservazioni.

 

Per
questi motivi

 

vista
sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

pronuncia:

 

1.   L’appello è respinto e il decreto
impugnato è confermato.

 

2.   La richiesta di assistenza
giudiziaria in appello è respinta.

 

3.   Gli oneri processuali, consistenti
in:

      a) tassa di giustizia      fr.
100.–

      b) spese                         fr.  
50.–

                                              fr.
150.–

 

      sono posti a carico
dell’appellante. Non si assegnano ripetibili.

 

4.   Intimazione:

      – avv. dott. __________ __________
-__________, __________;

      – avv. __________ __________,
__________.

       Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La Segretaria