# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e1ca4301-57db-55f0-a12c-3bce7f7ae2b9
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-01
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 01.11.2010 C-5969/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5969-2009_2010-11-01.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5969/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 °  n o v e m b r e  2 0 1 0  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Stefan Mesmer, Johannes Frölicher, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
patrocinato dagli avvocati Rodolfo Barsi e 
Franco Papadia, viale O. Quarta 16, IT-73100 Lecce,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità, decisione del 18 agosto 2009.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5969/2009

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano nato il (...), coniugato e padre di due figli,  
ha lavorato in Svizzera, come operaio saldatore, nel 1967 e 1968 e dal  
1969 al 1987, versando i contributi obbligatori all'assicurazione per la 
vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI; doc. 5). 

Dopo avere subito un infarto miocardico nel marzo 2004, l'assicurato, 
per  il  tramite  dell'Istituto  nazionale  italiano  della  previdenza  sociale 
(INPS), ha formulato all'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli  
assicurati residenti all'estero (UAIE), il 25 agosto 2004, una domanda 
di  rendita  d'invalidità  svizzera  (doc.  1  a  3).  Una  volta  esperite  le 
delucidazioni  mediche  necessarie,  tra  le  quali  una  valutazione  del 
proprio servizio medico (doc. 12 a 19), e constatato che l'assicurato 
aveva ripreso la sua attività di saldatore in Italia senza diminuzione del  
tempo di  lavoro, ma con una perdita di  guadagno del  25% (doc. 8), 
l'UAIE  ha  emanato  una  decisione,  il  6  settembre  2005  (doc.  20), 
mediante la quale ha respinto la domanda di rendita. Questa decisione 
è cresciuta in giudicato senza essere stata impugnata. 

B.
Il  19  febbraio  2008 l'assicurato  ha presentato  all'UAIE una  seconda 
domanda  di  rendita  d'invalidità  svizzera  (doc.  21  a  24).  Nell'ambito 
dell'istruzione della stessa, l'UAIE ha acquisito, tra gli altri, i documenti  
seguenti: 

- il questionario per il datore di lavoro, dell'8 agosto 2008 (doc. 27), dal  
quale traspare che l'assicurato ha lavorato in Italia come operaio con 
mansioni di fabbro serramentista (attività medio-pesante), dal 5 giugno 
1995, eseguendo quaranta ore alla settimana e percependo da ultimo 
un salario di EUR 11.57 all'ora, 2'001.55 al mese e 24'018.54 all'anno. 
Dal  questionario  risulta  pure  che  l'assicurato  ha  dovuto  assumere 
lavori  più  leggeri,  in  seguito  all'infarto  incorso  nel  marzo  2004,  a 
partire dal 15 novembre 2004, senza subire comunque alcuna perdita 
di  guadagno,  e  che  egli  ha  dovuto  nuovamente  interrompere  il  suo 
lavoro, sempre per ragioni di salute, l'11 aprile 2008, 

-  il  questionario per l'assicurato, del 2 settembre 2008 (doc. 28),  dal 
quale si evince che egli ha lavorato in Italia come operaio dal 5 giugno 
1995,  quaranta  ore  alla  settimana,  e  che  è  stato  impossibilitato  a  

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lavorare, per motivi di salute, dall'11 aprile 2008, 

-  un  rapporto  medico  manoscritto  del  30  aprile  2004  (doc.  29),  di  
difficile lettura, facente stato di una cardiopatia ischemica recidivante 
sottoposta  a  duplice  intervento  d'angioplastica  coronarica 
transuminale  percutanea  (Percutaneous  Transluminal  Coronary 
Angioplasty/PTCA),  e  nel  quale  è  riportata  la  cura  farmaceutica 
prescritta,

-  un referto radiografico della spalla destra, del 17 aprile 2008 (doc. 
30), 

- un certificato medico del 5 agosto 2004 (doc. 32), diagnosticante, in 
particolare, una coronaropatia ostruttiva bivasale rivascolarizzata con 
terapia interventistica ed una sindrome coronarica acuta, e nel quale è 
dichiarato che l'assicurato è invalido civile  con totale riduzione della 
capacità lavorativa,

- diversa documentazione medica, in parte di  difficile lettura, relativa 
agli anni 2004 - 2007 (doc. 33 a 42),

- un referto di visita cardiologica con ECG e Ecocolordoppler del 210 
marzo 2008 (doc. 43), 

- un referto di visita psichiatrica del 14 marzo 2008 (doc. 44), nel quale 
è  riferita  la  diagnosi  di  sindrome  ansioso-depressiva  in  trattamento 
psicofarmacologico, ad incidenza funzionale moderata, 

-  un  referto  radiografico  del  rachide  lombo-sacrale  e  del  ginocchio 
sinistro, del 21 marzo 2008 (doc. 45), 

- un referto di visita ortopedica del 23 aprile 2008 (doc. 47), riferente la 
diagnosi  di  spondilodiscoartrosi  del  tratto  lombare  senza  deficit 
neurologici  e  di  segni  clinici  strumentali  di  lesione  del  tendine 
sovraspinoso della spalla destra,

-  una  perizia  medica  particolareggiata  E  213  del  dott.  B._______, 
medico  dell'INPS,  del  24  aprile  2008  (doc.  48),  nella  quale  sono 
diagnosticate  una  cardiopatia  ischemica  rivascolarizzata,  una 
sindrome  depressivo-ansiosa  e  una  spondiloartrosi,  e  dalla  quale 
risulta  che  l'assicurato  è  in  grado  di  svolgere  regolarmente  lavori 

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leggeri,  senza controindicazioni,  ma non più la  sua ultima attività,  il  
grado d'invalidità essendo valutato, secondo il diritto italiano, al 60%, 

- un referto di esami cardiologici del 22 giugno 2008 (doc. 50), facente  
stato di una cardiopatia ischemica rivascolarizzata con l'atrio sinistro 
ingrandito,  le  dimensioni  interne  del  ventricolo  sinistro  ai  limiti  alti,  
un'ipocinesia della parete inferiore, un'insufficienza mitralica lieve, una 
ridotta  compliance  del  ventricolo  sinistro  ed  una  funzione  sistolica 
conservata.

C.
L'UAIE ha trasmesso per  valutazione la  documentazione raccolta  al 
proprio servizio medico,  nella  persona del  dott. C._______,  il  quale, 
mediante rapporto dell'8 ottobre 2008 (doc. 52), dopo avere posto la 
diagnosi di periartrite scapolo-omerale destra, di disturbi degenerativi  
lombari, di gonartrosi sinistra, di disturbi ansioso-depressivi e di esiti 
di infarto miocardico trattato con angioplatica e stent, ha considerato 
che  l'ultima  attività  svolta  dall'assicurato  non  è  più  esigibile  dall'11 
aprile 2008, e, relativamente alla capacità di lavoro residuale in attività  
confacenti,  ha  chiesto  di  eseguire  degli  esami  medici  portanti 
sull'evoluzione della periartrite scapolo-omerale. 

L'UAIE ha quindi raccolto i documenti medici seguenti: 

-  un  rapporto  di  pronto  soccorso,  dell'11  aprile  2008  (doc.  57),  nel 
quale è riferito che l'assicurato è caduto accidentalmente per strada, 
procurandosi delle contusioni multiple con escoriazioni e una ferita da 
taglio nella regione sottoascellare sinistra, come pure una lussazione 
interfalangea prossimale  (IFP)  del  5°  dito  della  mano sinistra ed un 
trauma distorsivo scapolo-omerale destro,

- un referto ecografico della spalla destra, del 14 aprile 2008 (doc. 58),  
riferente la presenza di un'alterazione ecostrutturale degenerativa con 
lesioni di continuo a carattere traumatico a carico del sovraspinato e 
del capo lungo del bicipite, 

-  un referto  radiologico della  spalla  destra,  del  18 aprile  2008 (doc.  
59),  nel  quale  è  riportata,  tra  l'altro,  la  presenza  di  una  tenopatia  
degenerativa del tratto inserzionale del tendine del sovraspinato e di 
un'artropia degenerativa dell'articolazione acromion-claveare,

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-  un  referto  ecocardiografico  del  22  giugno  2008  (doc.  60), 
diagnosticante  una  cardiopatia  ischemica  rivascolarizzata  con  atrio 
sinistro ingrandito, ventricolo sinistro dalle dimensioni interne ai limiti  
alti,  ipocinesia  della  parete  inferiore,  insufficienza  mitralica  lieve, 
ridotta  compliance  del  ventricolo  sinistro  e  funzione  sistolica 
conservata,

-  un  referto  radiografico  del  torace,  del  29  luglio  2008  (doc.  61), 
concludente  all'assenza  di  lesioni  pleuroparenchimali,  a  seni 
costofrenici liberi da versamenti e ad un'accentuazione del 3° arco di 
sinistra del cuore con calcificazione dell'arco aortico, 

-  diverse attestazioni  di  controlli  ortopedici  successivi  in ambulatorio 
(doc. 62),

-  un certificato ortopedico manoscritto ambulatoriale, del 21 gennaio 
2009 (doc. 63), di difficile lettura, nel quale sono rilevati dei postumi di 
ricostruzione della cuffia dei rotatori della spalla destra ed è osservato 
che il decorso postoperatorio è molto buono, con recupero completo, 

-  una  perizia  medica  particolareggiata  E  213  del  dott.  D._______, 
medico  dell'INPS,  del  6  febbraio  2009  (doc.  64),  nella  quale  sono 
diagnosticate,  nel  quadro  di  un  lieve  stato  ansiosoreattivo,  una 
cardiopatia  ischemica  rivascolarizzata  in  buon  compenso  e  una 
spondiloartrosi  con  discopatia  in  esiti  di  intervento  artroscopico  alla 
spalla destra con impegno funzionale di modesta entità, e dalla quale 
risulta  che  l'assicurato  è  in  grado  di  svolgere  regolarmente  lavori 
leggeri, senza controindicazioni, che può continuare a praticare la sua 
ultima attività solamente a ragione di cinque o sei ore al giorno, e che 
può  eseguire  lavori  confacenti  sedentari,  come operaio  generico,  al 
massimo per  due  o  tre  ore  giornaliere,  il  grado  d'invalidità  essendo 
valutato, secondo il diritto italiano, al 60%. 

D.
Pronunciandosi  sulla  nuova  documentazione  medica,  il  dott. 
C._______ ha considerato, nel suo rapporto del 30 marzo 2009 (doc. 
68),  che  l'assicurato  soffre  di  esiti  da  operazione  della  cuffia  dei 
rotatori  destra,  di  disturbi  degenerativi  del  rachide  lombare,  di 
gonartrosi  sinistra, d'umore depressivo, come pure di esiti  da infarto 
miocardico sopravvenuto nel marzo 2004 e trattato con angioplastica e 
posa di uno stent. Il medico dell'UAIE ha inoltre stabilito un'incapacità  

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lavorativa totale, dall'11 aprile 2008, per l'ultima attività esercitata, e 
una  capacità  lavorativa  completa,  dal  6  febbraio  2009,  data  della 
perizia  E  213  del  dott.  D._______,  in  attività  adeguate,  che  non 
implichino  il  trasporto  di  pesi  superiori  a  5  kg  a  carico  del  braccio 
destro e, in generale, lavori pesanti. 

Il  15 aprile  2009 l'UAIE  ha effettuato  il  calcolo del  grado d'invalidità 
secondo  il  metodo  di  raffronto  dei  redditi  (doc.  69).  Come  reddito 
ipotetico da valido per il  2008, visti  i  dati  forniti  dal datore di  lavoro, 
l'amministrazione  ha  ritenuto  un  valore  di  EUR  2'001.55,  e,  come 
reddito da invalido, secondo i  dati  statistici  dell'Ufficio  internazionale 
del lavoro (ILO) per il 2007, indicizzati al 2008, in attività quali cassiere 
o venditore, ha considerato un valore medio di EUR 1'354.57, ridotto 
del 25% in funzione delle circostanze personali  dell'assicurato, ossia 
EUR  1'042.90.  Procedendo  al  raffronto  dei  due  redditi,  l'UAIE  ha 
ottenuto una perdita di  guadagno del  47.90%, corrispondente ad un 
grado d'invalidità del 48%. 

Dopo  essere  stato  reso  attento  al  fatto  dall'UAIE  che  l'assicurato 
continuava apparentemente a lavorare in Italia come saldatore senza 
perdita di  guadagno, malgrado il  fatto  che eseguisse delle  mansioni 
più leggere (doc. 70), il dott. C._______ si è nuovamente pronunciato 
sull'esigibilità,  tramite  rapporto  del  5  giugno  2009  (doc.  71), 
specificando  che  non  sussiste  incapacità  di  lavoro  per  l'attività 
esercitata abitualmente. 

E.
Il 12 giugno 2009 l'UAIE ha quindi approntato un progetto di decisione 
(doc. 72),  con il  quale ha preannunciato all'assicurato il  rigetto della 
sua  domanda  d'invalidità,  invitandolo  nel  contempo  a  formulare 
eventuali osservazioni entro un termine di trenta giorni. 

Scaduto il termine senza che l'assicurato si sia manifestato, l'UAIE ha 
emanato una decisione, il 18 agosto 2009 (doc. 73), mediante la quale 
ha  negato  all'interessato  il  diritto  all'ottenimento  di  una  rendita 
d'invalidità svizzera. 

F.
Contro  questa  decisione,  rappresentato  dagli  avvocati  Barsi  e 
Papadia,  l'assicurato  ha  inoltrato  ricorso  al  Tribunale  amministrativo 
federale  il  17  settembre  2009,  chiedendo,  in  sostanza,  previo 

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complemento  d'istruttoria  medica,  che  gli  sia  accordata  una  rendita 
intera d'invalidità oppure, in via subordinata, tre quarti di rendita, una 
mezza rendita  o ancora un quarto  di  rendita. Il  ricorrente  ha inoltre 
esibito della documentazione medica già agli atti. 

Il dott. E._______, medico dell'UAIE, si è pronunciato a sua volta sul 
caso mediante rapporto del 18 novembre 2009 (doc. 75), affermando 
che il ricorrente dispone di una capacità lavorativa completa in attività  
di sostituzione confacenti. 

L'UAIE ha risposto al ricorso il 23 novembre 2009, proponendo che sia 
respinto con la conseguente conferma della decisione impugnata. 

G.
Tramite decisione incidentale del  12 gennaio  2010,  questo Tribunale 
ha invitato il ricorrente a versare un anticipo equivalente alle presunte 
spese processuali di Fr. 300.-. Il relativo pagamento è stato effettuato il 
27 gennaio 2010. 

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla  
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20). 

Di  conseguenza,  questo  Tribunale  è  competente  a  giudicare  il 
presente ricorso. 

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 

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del diritto delle assicurazioni sociali  (LPGA, RS 830.1). In conformità 
con l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono applicabili  
alle assicurazioni sociali  disciplinate dalla legislazione federale, se e 
per  quanto  le  singole  leggi  sulle  assicurazioni  sociali  lo  prevedano. 
Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili  
all'assicurazione per  l'invalidità  (art.  1a-26bis e  28-70),  sempreché la 
LAI non deroghi alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,  
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti  
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.  
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge  (art.  59  e  60  LPGA,  nonché  l'art.  52  cpv. 1  PA),  e  visto  che 
l'anticipo di  Fr. 300.-,  relativo alle spese processuali,  è stato versato 
nel termine impartito.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di trattamento tra i cittadini di uno Stato membro della Comunità 

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europea,  ivi  risiedenti,  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  2  e  3  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  italiano  che  risiede 
nell'Unione europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del 
Consiglio del 14 giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 
marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e,  a partire  dal  1°  gennaio 2008,  in  conformità con le  nuove 
disposizioni. 

4.
Il ricorrente  contesta  la  validità  materiale  della  decisione  dell'UAIE, 

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chiedendo  che  gli  sia  riconosciuto  il  diritto  ad  una  rendita  intera 
d'invalidità o, a titolo sussidiario, di grado inferiore. 

5.
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  per  l'invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 
adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  avere  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  per  almeno  un  anno 
intero  (art.  36  cpv. 1  LAI,  nel  tenore  in  vigore  fino  al  31  dicembre 
2007).  A  partire  dal  1°  gennaio  2008,  è  tuttavia  necessario  avere 
versato  contributi  durante  almeno  3  anni  (art.  36  LAI  nel  tenore 
modificato  il  6  ottobre  2006  ).  A  tale  fine  è  possibile  prendere  in 
considerazione anche i  contributi  versati  ad un'assicurazione sociale 
assimilata  di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o 
dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a condizione che 
almeno  un  anno  di  contributi  sia  registrato  all'AVS/AI  svizzera  (FF 
2005 p. 4065; art. 45 del Regolamento CEE n° 1408/71).

In  concreto,  è  pacifico  che il  ricorrente  adempie  la  condizione della 
durata  minima  di  contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina 
l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai 
sensi di legge.

6.

6.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità 
al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga 
durata.  L'art.  4  cpv.  1  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

6.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno il  40% (art.  28  cpv. 2  LAI).   In 
seguito all'entrata in vigore dell'ALC, la limitazione prevista dall'art. 29 
cpv. 4 LAI, secondo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore  
al 50% sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano 

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abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando 
l'assicurato è cittadino svizzero o dell'UE e vi risiede.

6.3  L'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto  ad una 
rendita alle seguenti condizioni: (a) la sua capacità di guadagno o la 
sua  capacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete  non  può  essere 
ristabilita,  mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti 
d'integrazione ragionevolmente esigibili; (b) ha avuto un'incapacità di 
lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza 
notevole interruzione; e (c) al termine di questo anno è invalido almeno 
al 40%. Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi 
dalla  data  in  cui  l'assicurato  ha  rivendicato  il  diritto  alle  prestazioni  
conformemente all'articolo 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire 
dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI). 

6.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno  è  definita  all'art.  7  cpv. 1  LPGA e  consiste  nella  perdita, 
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA, nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

6.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è  
di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 
1b). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1 
LAI,  per  valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato 
potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da 
lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato 
del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere 
se non fosse diventato invalido. In altri termini, l'assicurazione svizzera 

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per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da 
un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia  o infortunio, 
non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità  lavorativa  (metodo 
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30; Pratique VSI 2000 p. 
84). La documentazione medica costituisce un importante elemento di 
giudizio  per  determinare  quali  lavori  siano  ancora  ragionevolmente 
esigibili  dall'assicurato, ma non spetta al  medico graduare l'invalidità 
dell'assicurato (DTF 114 V 314).

7.

7.1 Qualora una prima richiesta di  rendita sia stata negata perché il 
grado  d'invalidità  era  insufficiente  o  perché  l'invalido  poteva 
provvedere a se stesso, una nuova domanda è riesaminata soltanto se 
l'assicurato rende verosimile che il grado d'invalidità si è modificato in 
misura  rilevante  per  il  diritto  alle  prestazioni  (art.  87  cpv.  2  e  3 
dell'Ordinanza  federale  sull'assicurazione  per  l'invalidità  del  17 
gennaio 1961/OAI, RS 831.201). Se non è il  caso, l'amministrazione 
non entra nel merito della  richiesta (DTF 109 V 114 consid. 2a). Se 
l'amministrazione  entra  nel  merito  della  nuova  domanda  deve 
esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e, in particolare,  
verificare  se  la  modifica  del  grado  d'invalidità  resa  verosimile 
dall'assicurato  si  è  effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In  tal 
caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite 
in  corso  (art.  17  cpv. 1  LPGA,  art.  87  segg.  OAI,  Jurisprudence  et  
pratique administrative [Pratique VSI] 1999 pag. 8, DTF 117 V 198). 

7.2 La condizione di verosimiglianza posta dall'art. 87 cpv. 3 OAI deve 
permettere all'amministrazione, che ha precedentemente rifiutato una 
prestazione  o  già  effettuato  una  sua  revisione  con  provvedimento 
cresciuto  in  giudicato,  di  scartare  senza  ulteriori  esami  nuove 
domande  con  le  quali  l'assicurato  si  limita  a  ripetere  gli  stessi 
argomenti, senza allegare una modifica di fatti determinanti (DTF 125 
V 410 consid. 2b). Adita con una nuova domanda, l'amministrazione 
deve così cominciare con l'esaminare se le allegazioni dell'assicurato 
sono, in maniera generale, plausibili, in altri termini se l'assicurato ha 
reso  plausibile  una  modifica  importante  dello  stato  di  salute, 
suscettibile d'incidere sulla sua capacità lavorativa rispettivamente sul  
grado d'invalidità,  rispetto a quella  precedentemente ritenuta. Se ciò 
non è il caso, l'amministrazione può liquidare l'istanza senza ulteriori  
indagini  con un rifiuto  di  entrata  in  materia. A tal  proposito,  occorre 

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precisare  che  quanto  più  breve  è  il  lasso  di  tempo  trascorso  dalla  
decisione  precedente,  tanto  più  rigorosamente  l'amministrazione 
apprezzerà  la  plausibilità  delle  allegazioni  dell'assicurato. Su questo 
aspetto,  essa dispone  di  un  certo  margine  di  apprezzamento  che il  
giudice  è  di  principio  tenuto  a  rispettare  (v. sentenze  del  Tribunale 
federale  9C_708/2007  dell'11  settembre  2008  consid.  2.3  e  relativi 
riferimenti, 9C_860/2007 del 10 dicembre 2008 consid. 5 e I 52/03 del 
16 gennaio 2004 consid. 3).

7.3 In  concreto,  la  prima  decisione  che  ha  rifiutato  di  accordare  al  
ricorrente una rendita d'invalidità, cresciuta in giudicato, è stata resa il  
6  settembre  2005  (doc.  20).  Il  ricorrente  ha  poi  presentato  una 
seconda domanda di  rendita il  19 febbraio 2008 (doc. 21 a 24), che 
l'UAIE ha respinto mediante decisione del 18 agosto  2009 (doc. 73), 
qui impugnata. 

Ne  consegue  che  il  periodo  di  riferimento  per  giudicare  se  è 
intervenuta  una  modifica  rilevante  del  grado  d'invalidità,  può  essere 
limitato dal 6 settembre 2005 al 18 agosto 2009. 

8.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti  
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti  
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 

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fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di  
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

9.
In  concreto, dall'insieme della  documentazione medica agli  atti  e,  in 
particolare, dalla perizia E 213 del dott. D._______, medico dell'INPS, 
del  6  febbraio  2009  (doc.  64),  e  dal  rapporto  del  dott.  C._______, 
medico dell'UAIE, del 30 marzo 2009 (doc. 68), risulta la diagnosi di  
esiti  da  operazione  della  cuffia  dei  rotatori  destra,  di  disturbi 
degenerativi  del  rachide  lombare,  di  gonartrosi  sinistra,  d'umore 
depresso e di esiti da infarto miocardico. 

Visto il carattere univoco di questa diagnosi, del resto non contestata  
dal ricorrente, il collegio giudicante non può che aderirvi. 

10.

10.1 A  proposito  dell'incapacità  lavorativa,  il  dott.  D._______  ha 
osservato, nella sua perizia E 213 del 6 febbraio 2009, che il ricorrente 
presenta  un  rachide  lombare  spinalgico  non  contratturato  e  con 
motilità  limitata  ai  gradi  estremi,  degli  arti  superiori  dolenti  e  con 
movimenti  limitati  della  scapola  omerale  destra  per  circa  un quarto, 
come pure una gonalgia sinistra con motilità limitata ai gradi estremi, 
concludendo  che  egli  è  in  grado  di  svolgere  regolarmente  lavori 
leggeri, senza controindicazioni, che può continuare a praticare la sua 
ultima attività solamente a ragione di cinque o sei ore al giorno, e che 
può  eseguire  lavori  confacenti  sedentari,  come operaio  generico,  al 
massimo per  due  o  tre  ore  giornaliere,  il  grado  d'invalidità  essendo 
valutato, secondo il diritto italiano, al 60%. 

Dal canto suo, il dott. C._______ ha evidenziato in un primo tempo, nel  
suo rapporto del 30 marzo 2009, dopo avere esplicitamente richiamato 
le  osservazioni  del  dott.  D._______  relative  all'esame  obiettivo  del  
ricorrente, un'incapacità lavorativa totale per l'ultima attività esercitata, 
e  ciò  a  decorrere  dall'11  aprile  2008,  come  pure  una  capacità 
lavorativa completa,  dal  6 febbraio 2009,  data  della  perizia del  dott. 
D._______,  in  attività  adeguate,  non  implicanti  il  trasporto  di  pesi 
superiori  a  5  kg  a  carico  del  braccio  destro  e,  in  generale,  lavori  
pesanti.  Dopo  avere  ricevuto  dall'UAIE l'informazione  secondo  cui  il 
ricorrente  lavorerebbe  tuttora  come  saldatore  senza  perdita  di 
guadagno,  il  dott.  C._______  ha  dichiarato,  nel  suo  rapporto  del  5 

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giugno  2009  (doc.  71),  che  non  sussiste  incapacità  lavorativa  per 
questa attività. 

10.2 Ora,  all'incarto  figura  unicamente  un  questionario  compilato 
dall'ultimo  datore  di  lavoro  del  ricorrente  l'8  agosto  2008,  dal  quale 
risulta  chiaramente che,  a seguito dell'infortunio avvenuto l'11 aprile 
2008,  egli  aveva  dovuto  interrompere  il  lavoro  e  che,  alla  data  di 
stesura del questionario, si trovava ancora in malattia. Si evince pure 
da tale documento che già in seguito all'infarto subito nel marzo 2004,  
il  ricorrente  aveva  dovuto  assumere  mansioni  più  leggere  senza 
tuttavia alcuna perdita di guadagno. D'altronde, anche dalla perizia E 
213 del  9 febbraio 2009 si  evince che il  ricorrente,  a tale data,  non 
svolgeva alcuna attività lucrativa. 

10.3 Alle  luce  di  tali  considerazioni,  il  collegio  giudicante  non  può 
pertanto aderire  alle  conclusioni  dell'UAIE. Contrariamente  a  quanto 
sostenuto  dall'amministrazione (doc. 70),  non risulta  infatti  accertato 
se  il  ricorrente  abbia  o  non  abbia  potuto  riprendere  la  sua  attività 
abituale  presso  l'ultimo  datore  di  lavoro,  per  cui  non  è  possibile 
giudicare se il suo stato di salute sia peggiorato in misura rilevante per  
il  riconoscimento del  diritto  ad una rendita d'invalidità nel  periodo in 
esame (cfr. consid. 7). La questione della capacità lavorativa residua 
del ricorrente abbisogna perciò di essere ulteriormente istruita, anche 
tenuto  conto  del  fatto  che,  in  un  primo  tempo,  lo  stesso  dott. 
C._______  aveva  reputato  ragionevolmente  esigibili  solo  attività 
sostitutive. 

11.
Di conseguenza, conformemente alle considerazioni sopraesposte,  è 
necessario  accogliere  parzialmente  il  ricorso,  annullare  la  decisione 
impugnata e rinviare l'incarto all'UAIE per complemento d'istruzione.

11.1 Secondo l'art. 61 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso decide la causa o 
eccezionalmente  la  rinvia,  con  istruzioni  vincolanti,  all'autorità 
inferiore. Benché questa disposizione permetta solo eccezionalmente 
di  ricorrere  ad  una  tale  procedura,  l'applicazione  dell'eccezione 
prevista  è  tuttavia  giustificata  in  concreto,  se  si  considerano  le 
contraddizioni che palesa l'incarto riguardo alla capacità lavorativa del  
ricorrente. 

11.2 L'UAIE dovrà quindi completare l'istruttoria per determinare se il  
ricorrente ha continuato ad esercitare l'attività di serramentista presso 

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il  suo ultimo datore  di  lavoro  in  Italia,  fino  alla  data  della  decisione 
impugnata,  e,  nell'affermativa,  a  quali  condizioni  (orario  di  lavoro, 
salario,  genere di  mansioni). L'UAIE sottoporrà poi  l'intero incarto  al 
proprio  servizio  medico,  il  quale  quantificherà  la  capacità  lavorativa 
dettagliando  e  giustificando  le  proprie  conclusioni.  Una  volta  che  il 
servizio medico si sarà pronunciato in questo senso, l'UAIE effettuerà, 
se  del  caso,  un  adeguato  e  circostanziato  raffronto  dei  redditi,  ed 
emanerà quindi una nuova decisione impugnabile. 

12.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a  carico  della  parte  soccombente.  In  concreto,  visto  l'esito  della 
procedura,  non  sono  prelevate  spese  processuali  e  l'anticipo  di  Fr. 
300.-, versato il 27 gennaio 2010, è restituito al ricorrente. 

Conformemente all'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese ripetibili). In concreto, considerato che il ricorrente ha agito per 
il  tramite di un rappresentante professionale, è giustificato assegnarli 
un'indennità  per  spese  ripetibili  di  Fr.  800.-  (art.  7  e  segg.  del 
Regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale,  del  21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 
173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto e la decisione dell'UAIE del 18 agosto 
2009 è annullata. 

2.
L'incarto  è  trasmesso  all'UAIE,  affinché  proceda  conformemente  a 
quanto esposto al considerando 11.2.

3.
Non si prelevano spese processuali e l'anticipo di Fr. 300.-, versato il  
27 gennaio 2010, è restituito al ricorrente.

4.
Al ricorrente è assegnata un'indennità per spese ripetibili di Fr. 800.- a 
carico dell'UAIE. 

5.
Comunicazione: 

- ai rappresentanti del ricorrente (Raccomandata/AR);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...; Raccomandata);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata). 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30 giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 
90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS 173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i  
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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