# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8c6e6a60-872d-5162-a066-5c8af3b4c35b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-06-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.06.2018 34.2017.35
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2017-35_2018-06-27.html

## Full Text

__________Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  34.2017.35

   

  rg/sc

  	
  Lugano

  27 giugno 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
    

  
	
  segretaria:

  	
  Stefania Cagni

  	 

							

 

 

 

statuendo sulla petizione del 16 settembre 2017 di

 

	
   

  	
  AT 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  CV 1   

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di previdenza professionale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

considerato                    in
fatto e in diritto

 

che                              -   con la petizione
in oggetto AT 1, rappresentato dall’avv. RA 1, conviene in giudizio la CV 1 (in
seguito: CV 1) postulando la condanna di quest’ultima – da parte dello
scrivente Tribunale (TCA) competente, a mente dell’attore, “in ragione dei
combinati disposti degli art. 82 cpv. 1 e 73 cpv. 1 lett. LPP” (cfr.
petizione p. 2) –  al versamento/ripristino delle “rendite riferite alle
polizze d’assi-curazione n. __________, n. __________ [contratto n. __________,
ndr] e n. __________ [contratto n. __________, ndr] con effetto dal
1° febbraio 2017 (…)” (cfr. petitum) relative ai “contratti
d’assicurazione previdenziale (pilastro 3a) (…) ossia di “polizze
d’assicurazione … nell'ambito della previdenza vincolata (pilatro 3a)”
(cfr. petizione pp. 2  e 3), prestazioni che l’ente assicurativo avrebbe
sospeso, dopo disdetta dei singoli contratti assicurativi, invocando un caso di
reticenza ai sensi dell’art. 6 cpv. 1 LCA;

 

                                     -   con la
risposta di causa la CV 1, rappresentata dallo studio legale RA 2, contesta preliminarmente
sia la competenza del TCA a giudicare le richieste attoree relative alla
polizza n. __________ trattandosi di previdenza non vincolata (pilastro 3B)
sottoposta alla giurisdizione civile, sia la sua legittimazione passiva per
quanto attiene alle pretese derivanti dai contratti assicurativi n. __________
e __________ trattandosi di contratti (d’adesione) stipulati non con la CV 1
bensì con la __________ (aventi ad oggetto la previdenza obbligatoria e
sovraobbligatoria) rispettivamente con __________ per il promovimento della
previdenza in favore del personale (concernenti invece unicamente la previdenza
sovraobbligatoria). Nel merito si oppone in ogni caso integralmente alle pretese
attoree contestandone la fondatezza e ribandendo come l’attore sia incorso in
una reticenza per aver dichiarato fatti non veri al momento della stipula delle
polizze assicurative. In subordine e in via riconvenzionale chiede, con
riferimento alla polizza n. __________, la condanna di AT 1 alla restituzione
delle pre-stazioni indebitamente versate in ragione di fr. 197'500, riservandosi,
per quanto riguarda i contratti n. __________ e n. __________, di richiedere il
rimborso delle prestazioni (indennità) indebitamente pagate in ragione di fr.
276'430; 

 

                                     -   in replica (e
risposta riconvenzionale) parte attrice chiede la rettifica della denominazione
delle parti convenute sostenendo come la necessità di tale modifica sia emersa
solo dalle indicazioni e dalla documentazione prodotta con la risposta di
causa. Osserva inoltre come CV 1 agisca “integralmente anche per __________
e per __________ per il promovimento della previdenza in favore del personale”
e come è di conseguenza dato di ritenere che “anche a queste ultime l’atto
di causa petizione è stato effettivamente consegnato e ne sono perfettamente e
tempestivamente a conoscenza”. Rileva pure come CV 1 sia sempre intervenuta
nell’ambito di tutti i contratti di assicurazione su incarico delle due
fondazioni di previdenza e ciò anche per la notifica delle asserite reticenze.
In merito alla polizza n. __________ l’attore assevera che dai documenti
versati a-gli atti dalla convenuta effettivamente emerge che trattasi di previdenza
individuale libera (pilatro 3B) e che di conseguenza la relativa pretesa verrà
fatta valere dinanzi al competente giudice civile. Nel merito si riconferma
nelle richieste di petizione respingendo la domanda riconvenzionale; 

 

                                     -   in duplica parte
convenuta si è riconfermata nelle proprie domande di giudizio; 

 

                                     -   la
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’i-struttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque de-cidere nella composizione
monocratica ai sensi dell’art. 49 cpv. 2 LOG (cfr. pro multis STF 9C_699/2014
del 31 agosto 2015, 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011, 9C_792/2007 del 7 novembre
2008);

 

                                     -   giusta l’art. 73 cpv. 1
prima frase LPP ogni Cantone designa un tribunale che, in ultima istanza
cantonale, decide sulle controver-sie tra istituti di previdenza, datori di
lavoro e aventi diritto;

 

                                     -   l'art. 73 LPP
si applica, da un lato, agli istituti di previdenza registrati di diritto
privato o di diritto pubblico, sia per quel che concerne le prestazioni minime
obbligatorie che per quel che attiene alle prestazioni più estese e, d'altro
lato, alle fondazioni di previdenza a favore del personale non registrate nel
campo delle prestazioni che eccedono il minimo obbligatorio (art. 49 cpv. 2 
LPP, art. 89bis cpv. 6 CCS; SZS 1994 p. 65; DTF 119 V 443, 116 V 220, 115 V
247, 114 V 104 consid. 1a; Brühwiler,
Obligatorische berufliche Vorsorge, in Meyer (Hrsg); Soziale Sichereit, 2007, p. 2072s; Viret, La jurisprudence du TFA en matière de prévoyance professionnelle:
Questions de procédure, in RSA 1989, p. 84; Schwarzenbach/Hanhart, Die Rechtspflege nach BVG, in SZS 1983 p. 174);

 

                                     -   nella
versione dell’art. 73 LPP in vigore sino al 31 dicembre 2004 l'istituto
assicurativo non era indicato quale possibile parte, per cui la giurisprudenza
aveva costantemente concluso che l’art. 73 LPP non tornava applicabile per gli
istituti assicurativi e per le fondazioni bancarie, non essendo essi istituti
di previdenza ai sensi dell’art. 48 LPP né fondazioni di previdenza in favore
del personale non registrate ai sensi dell’art. 89bis cpv. 6 LPP (SZS 1998 pp.
122ss; DTF 122 V 320, 326);

                                         

                                     -   con la 1a revisione della LPP, entrata in vigore il
1. gennaio 2005, l’art. 73 ha subito una modifica: la competenza del Tribunale
di ultima istanza cantonale è stata estesa anche a controversie previdenziali –
ciò che la giurisprudenza federale sinora non ammetteva (DTF 122 V 320) – con
istituti (segnatamente fondazioni bancarie o  istituti d’assicurazione)
che garantiscono il mantenimento della previdenza ai sensi degli artt. 4 cpv. 1
e 26 cpv. 1 LFLP (art. 73 cpv. 1 lett. a LPP) e a controversie con istituti
(segnatamente quelli che offrono forme di previdenza riconosciute ai sensi
dell’OPP3), risultanti dall’applicazione dell’art. 82 cpv. 2 LPP (art. 73 cpv.
1 lett. b LPP; è stata quindi riconosciuta la competenza dei tribunali delle
assicurazioni anche per le liti concernenti assicurazioni del terzo pilastro A)
(Messaggio sulla 1a Revisione
della LPP, BBl 2000, pp. 2386ss; Stauffer, Berufliche Vorsorge, 2005, n. 1655). Anche nel nuovo art. 73 LPP
l’isti-tuto assicurativo (eccezion fatta per gli istituti d’assicurazione che
giusta il citato cpv. 1 lett. a e b garantiscono il mantenimento della
previdenza o offrono forme di previdenza vincolata del terzo pilastro) non è
quindi indicato quale possibile parte (notasi al riguardo che tra gli
istituti d’assicurazione che (ri)assicurano le prestazioni dovute dagli enti di
previdenza e gli assicurati non sussiste alcun rapporto giuridico
(contrattuale) diretto, non essendovi né obbligo contributivo da parte
dell’assicurato né pretesa di versamento di prestazioni nei confronti
dell’istituto assicurativo; DTF 115 V 98; 101 Ib 238; SZS 1982 p. 76 dove é
precisato che i rapporti tra istituto di previdenza e assicurato devono essere
distinti da quelli tra istituto di previdenza e assicurazione); 

 

                                     -   nel
caso in esame CV 1 risulta essere assicuratore sia della __________ che della __________
per il promovimento della previdenza in favore del personale, avendo la prima
concluso con entrambi gli istituti previdenza, a garanzia delle prestazioni
previdenziali da essa dovute ai propri assicurati, un contratto d’assicurazione
collettiva (cfr. l’art. 3.1 di entrambi i contratti d’adesione sub doc. 4 e 5; cfr.
anche gli estratti RC in doc. 15 da cui emerge che lo scopo sociale della __________
consiste nella “Durchführung der Personalvorsorge
für die Arbeitnehmer der ihr angeschlossenen Arbeitgeber im Rahmen des
Bundesgesetzes über die berufliche Alters-, Hinterlassenen- und
Invalidenvorsorge (BVG) durch Kollektiv-Versicherungsvertrage mit der
zur Gruppe der Stifterin gehörenden CO 1” e
che lo scopo sociale della __________ per il promovimento della
previdenza in favore del personale consiste nella “Durch-führung
der Personalvorsorge für die ihr angeschlossenen Firmen und verbandlichen
Organisationen als nicht registrirte Stiftung (…) Zur Erreichung ihres Stiftungszwecks schliesst
di Stiftung mit der zur Gruppe der Stifterin gehörenden CV 1 einen Kollektiv-Versicherungsvertrag
ab”; sottolineature del
redattore]). Non trattasi quindi nel caso di
specie di istituto di previdenza ai sensi dell’art. 48 cpv. 1 LPP o di
fondazione di previdenza ai sensi dell’art. 89bis cpv. 6 CC, né di istituto
assicurativo giusta i combinati artt. 73 cpv. 1 lett. a LPP e 10 cpv. 2 OLP (istituto
assicurativo presso cui è stata stipulata una polizza di libero passaggio per
il mantenimento della previdenza) bensì di una società (anonima)
d’assicurazione cui è affidata la copertura dei rischi dei suddetti istituti di
previdenza (artt. 67ss LPP; in argomento cfr. Riemer, Das Recht der beruflichen
Vorsorge in der Schweiz, 2006, § 2 n. 21, § 4 n. 22; Helbling, Personalvorsorge
und BVG, 2006 p. 105) ai quali non può di essere di conseguenza riconosciuta
veste di parte ai sensi dell’art. 73 cpv. 1 LPP (e ciò anche nell’ipotesi in
cui l’assicurazione dovesse fungere da riassicuratore ai sensi dell’art. 101
cpv. 1 cifra 1 LCA, ciò che non risulta essere qui il caso) (Meyer, Die
Rechtswege nach dem BVG, in ZSR 1987, p. 611; Stauffer, op. cit., p. 623 n.
1641; Riemer, op. cit., § 8 n. 4 e § 4 n 4; SZS 1998 p. 373; SVR 1997 BVG Nr.
81; DTF 126 V 470); 

 

                                     -   con riferimento alle pretese
fatte valere in petizione in relazione alla polizza n. __________
emessa nel febbraio 1994 (cfr. doc 16), la petizione (e
consequenzialmente pure la domanda riconvenzionale volta alla restituzione di
fr. 197'500 presentata in via subordinata dalla CV 1) risulta irricevibile
sotto il profilo della competenza rationae materiae dello scrivente Tribunale.
In virtù dei combinati artt. 73 cpv. 1 lett. b LPP e art.
1 cpv. 1 lett. a e cpv. 2 OPP3 rientrano nella competenza del tribunale
cantonale delle assicurazioni quale istanza cantonale unica le controversie
relative a contratti di previdenza individuale vincolata (pilastro 3A) conclusi
con istituti d’assicurazione. Nel caso concreto la suddetta polizza
– come rettamente evidenziato nella risposta di causa e come risulta d’altronde
dagli atti (segnatamente dalla documentazione [sub. doc. 16] concernente le
numerose attesta-zioni annuali trasmesse dall’assicuratore all’attore ai fini
fiscali riguardanti il valore della polizza e l’ammontare delle rendite versate
– ha per oggetto non la previdenza individuale vincolata (pilastro 3A) bensì la
previdenza individuale libera (pilastro 3B), ambito, questo, che, come del
resto ammesso da parte attrice in sede di replica, non rientra nel campo d’applicazione
materiale dell’art. 73 LPP ma è sottoposta alla giurisdizione civile (cfr. pro
multis STCA 34.2006.46 del 18 giugno 2007);

 

                                     -   pur ammettendo in sé la
qualità di parte quale ente assicurativo in forza del citato art. 73 cpv. 1
lett. b LPP, in concreto alla CV 1 difetta in ogni caso la legittimazione
passiva.

 

                                         La questione, esaminabile
d'ufficio (DTF 118 Ia 129 consid. 1 p. 130; STF 9C-904/2012 del 6 maggio 2013),
di sapere se una parte è legittimata ad agire in giudizio in qualità di attrice
(legittimazione attiva) e quale altra parte debba essere convenuta in giudizio
(legittimazione passiva) si determina – anche nelle procedure su azione di
diritto pubblico – secondo il diritto materiale (DTF 116 II 257 consid. 3). Di
principio la legittimazione attiva spetta al detentore del diritto in
discussione, mentre quella passi-va alla persona obbligata materialmente.
L’attore ha legittimazio-ne attiva quando egli, e non un altro, è titolare
della pretesa che fa valere; il convenuto possiede la legittimazione passiva
quando è contro il suo presunto diritto che l’azione è stata inoltrata e me-glio
è il titolare dell’obbligo che gli si contesta (in argomento Zünd/Pfiffner
Rauber (Hrsg.), Gesetz über das Sozialversicherungsgerichts des Kantons Zürich,
2009, § 13 n. 60, p. 119). La legittimazione (attiva o passiva) si distingue
dalla capacità di essere parte. Nel primo caso infatti le parti possono essere
tali e nel processo lo sono veramente, tuttavia non sono la parte giusta. La
legittimazione non è pertanto una condizione dell’ammis-sibilità processuale
dell’azione (cosiddetto presupposto processuale), ma è la motivazione
sostanziale di un diritto che si afferma. In caso di carenza di legittimazione
(attiva o passiva) è pertanto necessario un giudizio di merito, non è
sufficiente un giudizio in ordine (Kölz/Bosshard/Röhl, Kommentar zum Verwaltungs-rechtspflegegesetz
des Kantons Zürich, § 83 n. 3);

 

                                     -   oggetto della petizione, per
quanto concerne le polizze di cui ai contratti n. __________ e n.
__________, sono prestazioni previdenziali del pilastro 2A (previdenza
obbligatoria) e 2B (previdenza sovraobbligatoria). Eventuali debitori di tali
prestazioni possono unicamente essere la __________ rispettivamente la __________
in favore del personale quali istituti di previdenza con cui la __________
quale datore di lavoro ha sottoscritto (nuovamente) nel marzo 2000 i rispettivi
contratti d’adesione n. __________ (con la __________ per il promovimento della
previdenza in favore del personale, doc. 5 e doc. I; contratto sostitutivo del
precedente contratto stipulato nel gennaio 1997, doc. I) e n. __________ (con
la __________, doc. 4 e doc. H; contratto sostitutivo del precedente contratto
stipulato nel settembre 1992, doc. H). Alla CV 1, non titolare dell’eventuale
obbligo prestati-vo nei confronti dell’attore, difetta pertanto la legittimazione
pas-siva. La petizione presentata contro quest’ultima, anche se per i-potesi
ricevibile, è in ogni caso da respingere nel merito per carenza di legittimazione
passiva; 

 

                                     -   in sede di replica, come
accennato, parte attrice ha chiesto la rettifica della denominazione della
parte convenuta proponendo le medesime richieste di giudizio (ad eccezione di quella
riguardante la polizza n. __________ concernente il pilastro 3B che l’atto-re,
come visto, ha dichiarato di voler sottoporre al giudice civile) non più nei
confronti della CV 1 bensì della __________ rispettivamente della __________ in
favore del personale; 

 

                                     -   nel caso di specie non si
tratta semplicemente di un’errata indicazione della parte convenuta la cui
corretta identità appariva sin dall’inizio evidente, ciò che in sé
consentirebbe di procedere ad una rettifica (sul punto cfr. DTF 110 V 349
consid. 2, STFA B 12/03 del 12 novembre 2003 consid. 1; vedi anche
Ackermann, Verfahrensrechtliche Aspekte des präkären Leistungsverhältnisses,
in: Schaffauser/Kieser, Das prekäre Leistungsverhältnis im
Sozialversicherungsrecht, p. 43). Con la petizione parte attrice – e per
essa il suo patrocinatore – ha  invece qualificato la vertenza in oggetto come
vertenza giuridicamente attinente al pilastro 3A (cfr. petizione p. 2) ed ha
consequenzialmente rivolto le proprie pretese nei confronti della CV 1 (quale istituto
d’assicu-razione con cui è in sé possibile concludere contratti di previdenza
vincolata; cfr. art. 1 OPP3) chiedendo la condanna di que-st’ultima al
versamento/ripristino delle rendite riferite alle singole polizze assicurative,
che ancora a pagina 3 della petizione ha qualificato come polizze di previdenza
vincolata. Si è quindi in presenza, a non aver dubbi, non di una errata
indicazione del nome di una parte, bensì di una errata qualificazione giuridica
della fattispecie – difficilmente scusabile se si considera che (contrariamente
all’assunto attoreo secondo cui la necessità di considerare i due istituti di
previdenza quali parti convenute è e-mersa solo con la risposta di causa) nei
due scritti del 16 marzo 2017 indirizzati all’assicurato e concernenti il
recesso dai contratti n. __________ e n. __________ per reticenza, la CV 1
aveva preci-sato di agire su incarico __________ rispettivamente della __________
in favore del personale (cfr. doc. H, I; la medesima indicazione figura pure su
diverse altre comunicazioni scritte contenute nel doc. 15) – con
conseguente indicazione dell’ente assicurativo (e non degli enti previdenziali)
quale parte convenuta. Giova per il resto ricordare che in procedura civile –
ai cui principi (applicabili al procedimento in rassegna se mai solo per
analogia) parte attrice sembra voler far riferimento – la correzione
(rettifica) dell’erronea designazione di una parte, da distinguersi dalla sostituzione delle parti (cfr. infra), è ipotesi, non realizzata nella
fattispecie, che concerne il caso di un semplice errore redazionale e che è
unicamente possibile se qualsiasi rischio di confusione può essere escluso (sul
punto cfr. DTF 131 I 57); 

 

                                     -   stante quanto sopra, resta
da valutare l’eventualità di una sostituzione di parte ai sensi dell’art. 44
LPAmm, applicabile in virtù del rinvio di cui all’art. 31 Lptca. Nel caso
concreto tale eventualità deve essere negata: la sostituzione a titolo
particolare (a differenza della successione a titolo universale) necessita
infatti del consenso della controparte (cfr. anche, ancorchè non applicabile in
casu, l’art. 83 cpv. 4 CPC e l’art. 17 cpv. 1 PC; cfr. Ackermann, op. cit., pp.
43s; cfr. anche STFA B 61/02 del 17 agosto 2005 consid. 4.1, STF B 93/05 del 21
marzo 2007 consid. 1), ciò che non corrisponde al caso in esame parte convenuta
essendovisi opposta con la duplica; 

 

                                     -   in conclusione, nella misura
in cui ricevibile la petizione deve essere respinta per carenza di
legittimazione passiva di parte convenuta (stante l’accoglimento delle
richieste di giudizio formulate in via principale dalla CV 1, non occorre
statuire sulla domanda riconvenzionale presentata in via subordinata);

 

                                     -   la
procedura è gratuita (art. 73 cpv. 2 LPP, art. 29 cpv. 1 Lptca); 

 

                                     -   non fungendo nel caso
concreto la CV 1 quale organismo con compiti di diritto pubblico (in relazione
ai pilastri 2A, 2B e 3A) ma unicamente quale assicuratore privato nell’ambito
del pilastro 3B non sottoposto, come visto, alla competenza di questo Tribunale,
ad essa, visto l’esito della procedura, vanno riconosciute congrue ripetibili.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                 1.-   Nella misura in cui ricevibile
la petizione è respinta per carenza di legittimazione passiva.

 

                                  2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
AT 1 verserà alla CV 1 fr. 1'500 per ripetibili (IVA inclusa se dovuta).

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   La
segretaria

 

giudice Raffaele Guffi                                         Stefania
Cagni