# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** af685fc0-aa07-52bd-b657-55b8a8e312e2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-02-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.02.2012 D-6625/2011
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6625-2011_2012-02-29.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-6625/2011 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  2 9  f e b b r a i o  2 0 1 2  

Composizione 

 
Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Regula Schenker Senn;  

cancelliere Andrea Pedrazzini. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (…), 

Nigeria,    

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM),  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Allontanamento ed esecuzione dell'allontanamento;  

decisione dell'UFM del 17 novembre 2011 / N […]. 

 

 

D-6625/2011 

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Visto 

la domanda di asilo che il ricorrente ha inoltrato il (…), 

i verbali di audizione del 3 marzo 2011 (di seguito: verbale 1) e del 

2 maggio 2011 (di seguito: verbale 2), 

la decisione dell'UFM del 17 novembre 2011, notificata all'insorgente il 

22 novembre 2011 (cfr. avviso di ricevimento agli atti),  

il ricorso presentato in data 7 dicembre 2011 in cui viene segnatamente 

chiesto l'accordo dell'assistenza giudiziaria,  

la decisione incidentale del 20 gennaio 2012, con cui il Tribunale ammini-

strativo federale (di seguito: il Tribunale) ha respinto la domanda di assi-

stenza giudiziaria e ha invitato il ricorrente a versare, entro il 

6 febbraio 2012, un anticipo di CHF 600.- con comminatoria di inammis-

sibilità del ricorso, in caso di mancato versamento di detto anticipo, 

il versamento del medesimo in data 6 febbraio 2012, 

i fatti del caso di specie che, se necessario, saranno ripresi nei conside-

randi che seguono, 

e considerato 

che il Tribunale giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni 

dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di 

estradizione da parte dello Stato abbandonato dal richiedente l'asilo in 

cerca di protezione (art. 31 e 33 lett. d della legge del 17 giugno 2005 sul 

Tribunale amministrativo federale [LTAF, RS 173.32], art. 105 della legge 

del 26 giugno 1998 sull'asilo [LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d cifra 1 della 

legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale Federale [LTF, RS 173.110]), 

che vi è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 

di ammissibilità di cui agli art. 48 cpv. 1, come pure 52 della Legge fede-

rale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa 

(PA, RS 172.021) e all'art. 108 cpv. 1 LAsi, 

che, avendo l'insorgente espressamente indicato di accettare che l'UFM 

non gli riconosca la qualità di rifugiato e non gli conceda l'asilo, il ricorso 

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del 7 dicembre 2011 verte solo sulla questione relativa all'allontanamento 

ed all'esecuzione dell'allontanamento, 

che ne discende che la decisione impugnata del 17 novembre 2011 è 

cresciuta in giudicato in materia di riconoscimento della qualità di rifugiato 

e di concessione dell'asilo,  

che giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 37 LTAF, 

nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua della decisione im-

pugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il procedimento può svol-

gersi in tale lingua, 

che nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano ed il 

ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente senten-

za va redatta in italiano, 

che il Tribunale esamina liberamente l'applicazione del diritto federale, 

l'accertamento dei fatti e l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai mo-

tivi invocati dalle parti (art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi della decisio-

ne impugnata (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2, pag. 798; PIERRE MOOR, 

Droit administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5), 

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che non sussiste-

rebbero indizi per ritenere che, in caso di ritorno nel proprio Paese, l'inte-

ressato rischierebbe di essere esposto concretamente ad una pena o un 

trattamento vietati dall'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per 

la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, 

RS 0.101); che, peraltro, i problemi di salute non costituirebbero un osta-

colo all'esecuzione dell'allontanamento, poiché il richiedente sarebbe 

tutt'ora in grado di continuare la sua precedente attività lavorativa e le in-

frastrutture mediche o le cure necessarie per il trattamento delle sue pa-

tologie sarebbero disponibili in Nigeria; che, inoltre, la situazione politica 

vigente Nigeria non osterebbe al suo ritorno nel Paese di origine; che, in-

fine, detta autorità ha ritenuto l'esecuzione dell'allontanamento possibile 

sia sul piano tecnico che pratico, 

che, nel gravame, l'insorgente, richiamati il certificato medico ed il foglio 

di trasmissione di informazioni mediche prodotti, ritiene non ragionevol-

mente esigibile l'esecuzione dell'allontanamento, in quanto la Nigeria non 

offrirebbe cure mediche adeguate per il trattamento della (…) e della (…), 

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che, in conclusione, l'insorgente ha chiesto l'annullamento della decisione 

impugnata limitatamente al punto di questione dell'esecuzione dell'allon-

tanamento e la concessione dell'ammissione provvisoria, 

che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM a-

vrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento (art. 14 cpv. 1 e 

cpv. 2 ed art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo rela-

tiva a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2009/50 consid. 9, pag. 733), 

che l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile 

(art. 83 cpv. 2 LStr della legge federale sugli stranieri del 

16 dicembre 2005 [LStr, RS 142.20]), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 

ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che, in caso di non adem-

pimento di una di queste condizioni, l'Ufficio federale dispone l'ammissio-

ne provvisoria (art. 44 cpv. 2 LAsi in combinazione con l'art. 83 cpv. 1 

LStr), 

che, ritenuto segnatamente il diniego dell'asilo e della qualità di rifugiato 

nei confronti del ricorrente nella decisione di prima istanza, regolarmente 

cresciuta in giudicato, non emergono dalle carte processuali elementi da 

cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente in 

Nigeria possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 

Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 

della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 

(Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento), nonché l'art. 

83 cpv. 3 LStr,  

che la portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr non si esaurisce, altresì, nella 

massima del divieto di respingimento; che anche altri impegni di diritto 

internazionale della Svizzera possono essere ostativi all'esecuzione del 

rimpatrio, in particolare gli art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione del 

10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, 

inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che l'applicazione di tali 

disposizioni presuppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragioni 

per ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel Paese verso il 

quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli; che spetta 

al ricorrente di rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e concrete 

ragioni, 

che, in relazione allo stato di salute del ricorrente, secondo la 

giurisprudenza del Tribunale, in linea peraltro con la giurisprudenza della 

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Corte europea dei diritti dell'uomo (di seguito: CorteEDU), la situazione 

generale che regna in un Paese non comporta, ad essa sola, l'illiceità del 

rimpatrio secondo le disposizioni della CEDU (cfr. GICRA 1995 n. 12, 

consid. 10a, pag. 110 e segg. nonché relativi riferimenti); che, d'altronde, 

le scarse infrastrutture e conoscenze mediche nel Paese di origine o di 

provenienza non costituiscono incondizionatamente un ostacolo 

all'esecuzione dell'allontanamento; che, conformemente all'applicazione 

dell'art. 3 CEDU da parte della CorteEDU, nemmeno l'eventuale riduzione 

anche in maniera significativa dell'aspettativa di vita di uno straniero, in 

caso di allontanamento dal nostro Paese, non costituisce di per sé una 

violazione dell'art. 3 CEDU; che soltanto in circostanze straordinarie e in 

ragione di gravi motivi medici un siffatto diritto può essere riconosciuto 

(cfr. sentenza della CorteEDU del 27 maggio 2008 nel caso N. c./ Regno 

Unito, ricorso [n° 26565/05], n. 42; GICRA 1993 n. 38, pag. 274 segg.), 

che, nel caso concreto, non è dato rilevare alcun serio indizio secondo cui 

l'insorgente potrebbe essere esposto in caso di rimpatrio al rischio reale 

ed immediato di un trattamento contrario a siffatte disposizioni; che, in 

altri termini, il ricorrente non ha saputo fornire un insieme di indizi, oppure 

presunzioni non contraddette, sufficientemente gravi, precise e 

concordanti quo ad un pericolo di esposizione personale ad atti o fatti che 

si ritengono contrari all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tortura,  

che, pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione 

dell'allontanamento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e 

art. 83 cpv. 3 LStr), 

che, giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, l'esecuzione non può essere 

ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato di origine o di provenienza, 

lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a 

situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica (cfr. DTAF 2007/10 consid. 5.1, pag. 111 e relativi riferimenti), 

che, nel caso di persone in trattamento medico in Svizzera, l'esecuzione 

dell'allontanamento è ritenuta non ragionevolmente esigibile se, in caso di 

ritorno nel loro Paese di origine, esse non potrebbero più ricevere le cure 

mediche essenziali, ossia le cure mediche di base, nonché quelle 

assolutamente necessarie in caso di urgenza che garantiscano il rispetto 

della dignità umana (cfr. GABRIELLE STEFFEN, Droit aux soins et rationnement, 

Berna 2002, pag. 81 segg. e 87); che, tuttavia, lo straniero non può 

prevalersi della suddetta disposizione tendente all'inesigibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento per dedurne un diritto incondizionato 

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di soggiorno in uno stato firmatario della CEDU, segnatamente in 

Svizzera ed un diritto di accesso generale in questo Paese alle forme di 

sostegno mediche, sociali ed altre suscettibili di ripristinare o mantenere il 

suo stato di salute, per il semplice motivo che le infrastrutture e le 

conoscenze mediche nel Paese di origine o di destinazione non 

raggiungono il grado di quelle elvetiche; che non è quindi sufficiente che  

un trattamento medico prescritto sulla base delle norme svizzere non 

possa essere seguito nel Paese di origine o di provenienza 

dell'interessato, poiché, se le cure essenziali possono essere assicurate 

nel Paese di origine o di provenienza dello straniero, l'esecuzione 

dell'allontanamento in tale Paese è ragionevolmente esigibile; che sono 

considerate come essenziali le cure di medicina generale e acuta 

assolutamente necessarie ad un'esistenza conforme alla dignità umana 

(cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2, pag. 21 e relativi riferimenti), 

che la situazione vigente in Nigeria non è caratterizzata da guerra, guerra 

civile, violenza generalizzata o emergenza sanitaria che coinvolga 

l'insieme della popolazione nell'integrità del territorio nazionale, 

che, in relazione alla situazione medica, secondo il rapporto del 

Dott. Med. B._______ del (…) 2011 e il foglio di trasmissione di informa-

zioni mediche del (…) 2011 presentati in sede di ricorso, il ricorrente ac-

cusa una (…) e una forte diminuzione del (…) con una limitazione con-

centrica del campo (…); che le infermità in questione non sono comprese 

nelle suesposte cure mediche essenziali, poiché il ricorrente non soffre di 

problemi ostativi all'allontanamento; che necessiterebbe tutt'al più di una 

(…), o eventualmente di una (…), oppure di uno (…) per contenere (…),  

che, in relazione alla (...) genericamente menzionata in sede di ricorso, 

dagli atti di causa non risulta alcun elemento probatorio in merito; che, 

pertanto, si tratta di una mera affermazione di parte che non può essere 

ritenuta in questa sede, 

che, in relazione ai mezzi finanziari necessari per accedere ai trattamenti 

medici, in particolare a una (…) o eventualmente a una (…), oppure a 

uno (…) per contenere (…), qualora tale trattamento non fosse intrapreso 

in Svizzera prima della partenza, l'interessato ha la facoltà di richiedere 

un adeguato aiuto al ritorno ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi, 

che, d'altronde, secondo il rapporto medico precitato, la capacità 

lavorativa quale (…) dell'interessato non è compromessa a causa del suo 

stato di salute, dato che quest'ultimo non ha nessun problema a guidare 

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un veicolo con cambio automatico o meccanico; che, di conseguenza, 

egli è in grado di riprendere la sua attività professionale, come del resto 

ha già fatto in passato, ossia dopo l'attentato in cui è rimasto ferito (…) 

avvenuto il (…) (cfr. verbale 2, F26, pag. 5); che egli gode di una buona 

formazione scolastica e universitaria (cfr. verbale 1, pag. 2), 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ragionevolmente 

esigibile nel caso di specie (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr), 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e 

art. 83 cpv. 2 LStr); che, difatti, l'insorgente, usando la dovuta diligenza, 

potrà procurarsi ogni documento necessario al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LA-

si; cfr. DTAF 2008/34 consid. 12, pagg. 513-515),  

che, in virtù di quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la deci-

sione dell'autorità inferiore va confermata, 

che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplifi-

cata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un secondo 

giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente 

(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse 

e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono 

computate con l'anticipo di CHF 600.–, versato il 6 febbraio 2012. 

 

 (dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 

Esse sono computate con l'anticipo di CHF 600.-, versato il 

6 febbraio 2012. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Pietro Angeli-Busi Andrea Pedrazzini 

 

 

Data di spedizione: