# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 356d04e9-e52f-59a5-9da4-309aff275383
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-03-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.03.2025 D-1983/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1983-2024_2025-03-18.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1983/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 8  m a r z o  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio),  

William Waeber, Susanne Bolz-Reimann,  

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Turchia,   

patrocinato dal MLaw Gianluca Schlaginhaufen, 

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 27 febbraio 2024 / N (…). 

 

 

 

D-1983/2024 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, di etnia curda e originario di B._______, ha depositato 

una domanda d’asilo in Svizzera il 23 luglio 2023. Il 18 dicembre seguente, 

ha sostenuto dinanzi alla Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: 

SEM) un’audizione approfondita sui motivi d’asilo. Egli ha sostanzialmente 

addotto di essere perseguitato a causa della sua attiva di collaborazione 

con il Partito Democratico dei Popoli (in turco Halkların Demokratik Partisi 

[HDP]), iniziata all’età di 14 anni. In particolare, ha riferito di essere stato 

coinvolto nella campagna elettorale occupandosi della gestione dei veicoli 

e della sicurezza. Il suo quartiere sarebbe stato costantemente sorvegliato 

dalla polizia che lo avrebbe ripetutamente minacciato affinché si distan-

ziasse dal partito. Durante le manifestazioni nel periodo elettorale, gli 

agenti lo avrebbero inoltre fermato, imponendogli di abbassare la musica; 

nonostante la sua collaborazione, sarebbe comunque stato vittima di per-

cosse al petto e altre violenze. Inoltre, in due occasioni, sarebbe stato pre-

levato dalla polizia a bordo di un’auto bianca, minacciato con una pistola e 

picchiato mentre gli veniva intimato di prendere le distanze dall’HDP. Suc-

cessivamente, durante un’operazione all’alba, sarebbe stato prelevato 

dalla sua abitazione condotto in commissariato, rinchiuso in cella e tortu-

rato per ore con un manganello, nel tentativo di costringerlo a collaborare 

con le autorità fornendo informazioni sui finanziamenti e sulle dinamiche 

interne al partito. Solo l’intervento del suo avvocato ne avrebbe permesso 

la liberazione; questi gli avrebbe poi consigliato di fuggire all’estero. Il ri-

chiedente sarebbe dunque espatriato il 20 luglio 2023 e, cinque giorni 

dopo, sarebbe stato emesso un mandato di accompagnamento coattivo 

nei suoi confronti nell’ambito di un’inchiesta penale per il reato di propa-

ganda terroristica. Egli teme quindi che, in caso di rimpatrio, le autorità lo 

incarcererebbero, lo torturerebbero e lo ucciderebbero, considerandolo in-

fatti un terrorista (cfr. atto SEM n. […]-30/18).  

 

A.b L’interessato ha versato agli atti i seguenti mezzi di prova: 

 
– Rapporto di trasmissione all’Ufficio di preparazione della procura generale allestito dal 

Comando centrale della Gendarmeria della sottoprefettura di C._______ nella 

provincia di D._______ per i reati di insulto al presidente e di propaganda a favore di 

un’organizzazione terroristica (mezzo di prova SEM [di seguito: mdp SEM] n. 1); 

– Rapporto di trasmissione al Ministero pubblico (n. 2); 

– Richiesta di mandato di accompagnamento coattivo (finalizzato all’interrogatorio) 

allestito dal Ministero pubblico di D._______ e indirizzato al Giudice dei provvedimenti 

coercitivi di E._______ per il reato di propaganda terroristica, datata il (…) 2023 (n. 3); 

– Decisione del Giudice dei provvedimenti coercitivi di D._______ del (…) 2023 (n. 4);  

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– Altra decisione di ammissione del (…) 2023 emesso dalla Prima Corte delle Assise 

criminali di D._______ (n. 5);  

– Mandato di accompagnamento coattivo del (…) 2023 emesso dal Giudice dei 

provvedimenti coercitivi di D._______ per il reato di propaganda terroristica (n. 6); 

– Atto di accusa del (…) 2023 emesso dal Ministero pubblico di F._______ per il reato di 

insulto al presidente (n. 7). 

 

A.c Il 23 gennaio 2024, la SEM ha infine assegnato la domanda d’asilo alla 

procedura ampliata.   

 

B.  

Con decisione del 27 febbraio 2024, notificata il giorno successivo, la SEM 

non ha riconosciuto all’interessato la qualità di rifugiato, ha respinto la do-

manda d’asilo e pronunciato il suo allontanamento dalla Svizzera, incari-

cando il Cantone di G._______ dell’esecuzione di quest’ultima misura e 

ritirando l’effetto sospensivo a un eventuale ricorso.  

 

C.  

C.a Con ricorso del 2 aprile 2024, l’insorgente – per il tramite del suo av-

vocato – avversa la decisione succitata dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale (di seguito: il Tribunale o TAF) concludendo principalmente all’an-

nullamento della stessa, al riconoscimento della qualità di rifugiato, alla 

concessione dell’asilo e, in subordine, all’ammissione provvisoria in Sviz-

zera oppure alla restituzione degli atti alla SEM per nuova istruzione. Sul 

piano procedurale, egli presenta un’istanza di assistenza giudiziaria, nel 

senso dell’esenzione dal pagamento delle spese di giudizio e del relativo 

anticipo, nonché di gratuito patrocinio, con protesta di tasse e spese. Al 

gravame sono stati acclusi – in copia e senza traduzione – i seguenti do-

cumenti giudiziari turchi:  

– Rapporto d’indagine della polizia turca del (…) 2023 in relazione al reato di propaganda 

terroristica (cfr. allegato n. 3); 

– Verbale di scambio tra il procuratore e la polizia del (…) 2023 (n. 4); 

– Verbale dell’indagine del (…) 2023 (n. 5); 

– Lettera della polizia del (…) 2023 (n. 6); 

– Lettera della polizia relativa alla perquisizione domiciliare del (…) 2023 (n. 7); 

– Richiesta del procuratore per l’emissione di un mandato di accompagnamento coattivo 

del (…) 2023 (n. 8); 

– Mandato di accompagnamento coattivo (Yakalama emri) del (…) 2023 in relazione 

all’inchiesta penale per propaganda terroristica (n. 9); 

– Lettere del Ministero pubblico (Yakalama Bürosu) del (…) 2023 e (…) 2024 (n. 10-11). 

 

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C.b Con scritto del 31 luglio 2024, il patrocinatore del ricorrente ha comu-

nicato al Tribunale della cessazione del suo rapporto di lavoro con il ZBA, 

proponendo contestualmente la nomina quale patrocinatore d’ufficio del si-

gnor MLaw Gianluca Schlaginhaufen, anch’egli impiegato presso lo stesso 

studio legale (atto TAF n. 3). 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi (RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

 

1.2 Il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 2 LAsi) e ricevibile sotto il profilo 

degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52 cpv. 1 PA.  

1.3 Il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti in virtù dell'art. 111a 

cpv. 1 LAsi. 

2.  

Con il ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'ina-

deguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale 

non è inoltre vincolato né dai motivi e dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5), né dalle argomenta-

zioni delle parti (art. 62 cpv. 4 PA; cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).  

 

3.  

3.1 Su domanda, la Svizzera accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi. L’asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a 

persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso include il 

diritto di risiedere in Svizzera (art. 2 LAsi). 

 

3.2 Sono rifugiate le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 2 LAsi). Sono pregiudizi seri segnatamente l’esposizione a pe-

ricolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che 

comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). La 

nozione di fondato timore di esposizione a seri pregiudizi comprende nella 

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sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto con la situazione reale, 

e un elemento soggettivo. Sarà quindi riconosciuto come rifugiato colui che 

ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi (elemento oggettivo) di 

temere (elemento soggettivo) di essere esposto, in tutta verosimiglianza e 

in un futuro prossimo, a una persecuzione (cfr. DTAF 2011/51 consid. 6.2; 

2010/57 consid. 2.5). Giusta l'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo 

deve inoltre provare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifu-

giato. La qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con 

una probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). In particolare, sono in-

verosimili le allegazioni che, su punti importanti, sono troppo poco fondate 

o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determi-

nante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). La dottrina e la 

giurisprudenza riconoscono determinati elementi per riconoscere la vero-

simiglianza delle allegazioni: quest’ultime devono essere sufficientemente 

fondate, concludenti e plausibili (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1).  

 

3.3  

3.3.1 Nella sua recente sentenza di riferimento E-4103/2024 dell’8 novem-

bre 2024, il Tribunale ha trattato la rilevanza delle procedure penali turche 

avviate per i reati di insulto al presidente (art. 299 del codice penale turco 

[Türk Ceza Kanunu, di seguito: TCK]) e di propaganda a favore di un’orga-

nizzazione terroristica secondo l’art. 7 cpv. 2 della legge antiterrorismo 

turca (legge n. 3713, di seguito: Legge antiterrorismo). 

 

3.3.2 Anzitutto, esso ha stabilito che il semplice fatto che siano pendenti 

delle inchieste penali presso il ministero pubblico turco per i reati succitati 

– anche in combinazione tra loro – non costituisce un fondato timore di 

subire, con probabilità preponderante, delle persecuzioni in un prossimo 

futuro ai sensi dell’art. 3 LAsi (sentenza del TAF E-4103/2024 dell’8 no-

vembre 2024 consid. 8.8 [sentenza di riferimento]).  

3.3.3 Il Tribunale ha poi ritenuto che tali procedure penali assumono una 

rilevanza per l’asilo soltanto se ricorrono cumulativamente le seguenti con-

dizioni: il tribunale turco competente apre una procedura giudiziaria repu-

tando fondato l’atto d’accusa pronunciato dal ministero pubblico, vi è una 

preponderante probabilità di una condanna in un futuro prossimo, la con-

danna si fonda su un motivo di persecuzione ai sensi dell’art. 3 cpv. 1 LAsi 

e la pena inflitta ha un’intensità rilevante per la qualità di rifugiato sotto il 

profilo dell’art. 3 cpv. 2 LAsi (cfr. sentenza E-4103/2024 consid. 8.2). A tale 

riguardo, è stato segnatamente rilevato che, negli ultimi anni, soltanto il 

10% delle inchieste penali per il reato di insulto al presidente hanno portato 

ad una condanna e che, per quanto attiene al reato di propaganda per 

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organizzazione terroristica, tale percentuale è leggermente inferiore (cfr. 

consid. 8.4). Per determinare se le azioni o le dichiarazioni della persona 

richiedente d’asilo (in particolare sui social media) sono suscettibili di com-

portare una persecuzione illegittima per uno Stato di diritto e, nel con-

tempo, rilevante per la qualità di rifugiato, occorre procedere a un esame 

individuale tenendo conto di tutte le specifiche circostanze del caso con-

creto (cfr. consid. 8.5). Infine, non sussistono valide ragioni per ammettere 

che, in maniera generale, le persone oggetto di tali procedure penali deb-

bano temere un politmalus in senso assoluto o relativo, nel senso di una 

pena sproporzionatamente severa oppure comportante la tortura o tratta-

menti disumani e degradanti (per la rilevanza di un procedimento penale ai 

fini del riconoscimento della qualità di rifugiato, cfr. DTAF 2020 VI/4 consid. 

6.2; 2014/28 consid. 8.3.1; 2013/25 consid. 5.1; Giurisprudenza ed infor-

mazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 

1996 n. 34 consid. 3 e 4). Per definire l’esistenza di un politmalus o di motivi 

comprovanti il rischio di una pena detentiva più lunga, occorre invece pro-

cedere ad un esame del caso concreto considerando, in particolare, la pre-

senza di fattori di rischio come i precedenti penali della persona interessata 

e il suo eventuale profilo politico di rilievo. Nel caso di reati commessi sui 

social media, anche le circostanze in cui vengono effettuate le corrispon-

denti pubblicazioni possono fornire indicazioni rilevanti in questo senso (cfr. 

sentenza E-4103/2024 consid. 8.7). 

 

4.  

4.1 Nella decisione impugnata, la SEM ritiene anzitutto che le dichiarazioni 

relative ai maltrattamenti subiti dal ricorrente da parte della polizia non 

siano verosimili sotto il profilo dell’art. 7 LAsi, in quanto caratterizzate da 

elementi stereotipati, poco dettagliati e inconcludenti (cfr. decisione avver-

sata, pagg. 3-5). La procedura penale per il reato di offesa al presidente 

non giustificherebbe inoltre il riconoscimento della qualità di rifugiato poi-

ché, in primo luogo, non sussisterebbe un rischio significativo di incorrere 

in una pena sproporzionata e, in secondo luogo, le pubblicazioni a sfondo 

politico effettuate su Facebook sarebbero, sotto il profilo temporale, stret-

tamente legate alla richiesta d’asilo in Svizzera. In questo senso, l’interes-

sato avrebbe avviato consapevolmente la procedura penale turca al fine di 

creare motivi soggettivi e ottenere così protezione in Svizzera. Le attività 

svolte all’interno dell’HDP non rifletterebbero inoltre un profilo politico di 

rilievo tale da giustificare il timore oggettivo di persecuzioni rilevanti per 

l’asilo. Infine, la procedura penale a suo carico sarebbe comunque legittima 

in base allo Stato di diritto (idem pagg. 5-8).  

 

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4.2 Il ricorrente rimprovera tuttavia alla SEM di non aver adeguatamente 

considerato, sotto il profilo della verosimiglianza, il suo basso livello d’istru-

zione nonché le conseguenti difficoltà di comprensione ed espressione. In 

particolare, egli afferma di aver riscontrato notevoli difficoltà nel compren-

dere le domande dell’interrogante, tanto da renderne spesso necessaria la 

ripetizione o la riformulazione. Anziché riconoscere questa circostanza 

come un fattore rilevante nella valutazione della sua credibilità, la SEM 

avrebbe tuttavia messo in dubbio, senza fondati motivi, la veridicità del suo 

basso grado di alfabetismo e, di riflesso, del suo racconto. L’autorità infe-

riore avrebbe inoltre interpretato erroneamente le dichiarazioni sul sup-

porto fornito all’HDP, attribuendogli un ruolo di responsabilità nella gestione 

delle autovetture ch’egli non avrebbe mai rivendicato. Analogamente, la 

valutazione giuridica dei maltrattamenti subiti dalla polizia sarebbe lacu-

nosa, in quanto non terrebbe conto della coerenza delle allegazioni, dei 

dettagli forniti e dell’uso della narrazione in discorso diretto, tutti elementi 

che ne rafforzerebbero la verosimiglianza (cfr. ricorso, pagg. 7-11). Sulla 

rilevanza dei motivi d’asilo, la SEM non avrebbe poi considerato la gravità 

della sua situazione personale, trascurando in particolare l’esistenza di 

un’inchiesta penale per il reato di propaganda terroristica, oltre al procedi-

mento per il reato di offesa al presidente. Egli sottolinea inoltre il rischio 

concreto di essere posto in carcerazione preventiva, nonché la probabilità 

che un’eventuale condanna per propaganda terroristica comporti una pena 

detentiva senza condizionale. Infine, le pubblicazioni effettuate su Fa-

cebook rientrerebbero nel suo diritto fondamentale alla libertà di espres-

sione (idem pagg. 12-16).  

 

4.3  

4.3.1 A fronte di un’attenta valutazione degli atti di causa, il Tribunale giu-

dica anzitutto che non sussistono valide ragioni per discostarsi dalla valu-

tazione della SEM in merito all’inverosimiglianza delle asserite violenze di 

polizia (art. 7 LAsi). 

 

4.3.2 In primo luogo, il ricorrente non ha fornito delle dichiarazioni sufficien-

temente fondate e comprovate, nella misura in cui non ha presentato alcun 

mezzo di prova o documento a sostegno degli episodi di violenza narrati, 

rispettivamente delle lesioni subite.  

 

4.3.3 In secondo luogo, la veridicità del racconto può essere messa in dub-

bio anche sulla base di una valutazione della plausibilità e della conclu-

denza logica. In particolare, il richiedente ha affermato di essere stato in-

terrogato e maltrattato dalla polizia in tre occasioni a causa della sua attività 

politica con l’HDP – nonostante non fosse ufficialmente un membro del 

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partito (cfr. atto SEM n. 30/18 D32) – senza essere tuttavia in grado di for-

nire i documenti a comprova di tali interrogatori (idem D33). Un’ulteriore 

incongruenza emerge poi dal racconto sui presunti sequestri. Egli ha infatti 

addotto di essere stato catturato due volte a bordo di un’auto bianca della 

polizia dove sarebbe stato picchiato e minacciato di morte, aggiungendo 

però che, in occasione del terzo arresto, il suo avvocato sarebbe riuscito 

ad ottenerne il rilascio (idem D69 e D80). Non è quindi ragionevole ammet-

tere che, se effettivamente soggetto a un livello così elevato di persecu-

zione (finalizzata alla raccolta di cardinali informazioni sull’HDP), le autorità 

lo abbiano rilasciato senza prendere ulteriori provvedimenti per impedirne 

la fuga. Del resto, il mandato di accompagnamento coattivo successiva-

mente pronunciato era finalizzato unicamente all’interrogatorio dell’interes-

sato. Contrariamente a quanto sostenuto nel gravame (cfr. ricorso, pag. 

14), la possibilità di procedere a un arresto secondo l’art. 98 del Codice di 

procedura penale turco (Ceza Muhakemesi Kanunu, di seguito: CMK) – 

diposizione indicata sul mandato succitato – riguarda principalmente il caso 

in cui l’imputato non si presenti spontaneamente all’interrogatorio, senza 

quindi implicare necessariamente una carcerazione preventiva ai sensi 

dell’art. 100 CMK (cfr. mdp SEM n. 6). Infine, risulta alquanto singolare che 

l’insorgente non ricordi le date dei primi due episodi di maltrattamenti, men-

tre è in grado di indicare con precisione il (…) 2023 come data dell’ultimo 

arresto (cfr. atto SEM n. 30/18 D59 e D68). Anche le presunte minacce 

ricevute dai sostenitori del Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Adalet 

ve Kalkınma Partisi, AKP) sono state descritte in maniera stereotipata e 

senza elementi di dettaglio che possano comprovare la loro effettiva gra-

vità; lo stesso vale per i presunti ruoli ricoperti all’interno dell’HDP, che sono 

stati descritti in modo vago e differente in base alle domande formulate 

dall’interrogante (idem D37, D42-45, D57, D62 e D78). Visto quanto pre-

cede, la mera indicazione di alcuni dettagli spazio-temporali e la parziale 

narrazione in discorso diretto non possono ragionevolmente avvalorare la 

verosimiglianza delle allegazioni (cfr. ricorso, pagg. 7-11). Nel complesso, 

la narrazione proposta risulta quindi frammentaria, priva di riscontri ogget-

tivi e caratterizzata da elementi incongruenti che ne compromettono la cre-

dibilità.  

 

4.3.4 Per questi motivi, risulta quindi inverosimile che l’insorgente sia stato 

vittima di persecuzioni mirate da parte della polizia. 

 

4.4  

4.4.1 Il Tribunale giudica inoltre che le procedure penali turche a carico 

dell’interessato non siano rilevanti per l’asilo (art. 3 LAsi).  

 

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Pagina 9 

4.4.2  

4.4.2.1 Occorre anzitutto rilevare che, in virtù della giurisprudenza succi-

tata (cfr. consid. 3.4 supra), il semplice fatto che sia pendente un’inchiesta 

penale presso il ministero pubblico turco per il reato di propaganda a favore 

di un’organizzazione terroristica – come nel caso concreto (cfr. mdp SEM 

n. 1-6; allegati al ricorso n. 3-11) – non costituisce un fondato timore di 

subire, con probabilità preponderante, delle persecuzioni in un prossimo 

futuro ai sensi dell’art. 3 LAsi (cfr. sentenza E-4103/2024 consid. 8.8). Tale 

procedura penale non costituisce pertanto un valido motivo d’asilo. 

 

4.4.2.2 La circostanza per cui la SEM non abbia sviluppato delle conside-

razioni in merito a tale inchiesta penale (cfr. ricorso, pagg. 19-20) non è 

sufficiente per ammettere un grave vizio procedurale – segnatamente la 

violazione del suo obbligo di motivazione (sulla portata di quest’ultimo, cfr. 

DTF 148 III 30 consid. 3.1; 139 V 496 consid. 5.1; DTAF 2013/34 consid. 

4.1; 2012/23 consid. 6.1.2) – tale da imporre l’annullamento della decisione 

avversata e il rinvio della causa per nuova istruzione. Infatti, l’autorità infe-

riore ha debitamente esposto il tenore dell’art. 3 LAsi nonché le relative 

definizioni giurisprudenziali, mettendole in relazione con il procedimento 

penale per il reato di insulto al presidente, già sfociato in un atto d’accusa. 

Inoltre, l’insorgente ha dimostrato di comprendere pienamente la portata 

della decisione, formulando puntuali e dettagliate censure nel ricorso. Po-

sta la recente giurisprudenza di riferimento sulla rilevanza delle inchieste 

penali turche per propaganda terroristica (cfr. consid. 3.4.2 supra), un rinvio 

degli atti alla SEM per nuova istruzione si rivela pertanto inopportuna, in 

quanto costituirebbe una mera formalità che provocherebbe un ulteriore 

ritardo nella procedura, incompatibile con l’interesse del ricorrente a otte-

nere quanto prima un giudizio definitivo sull’asilo.  

 

4.4.3  

4.4.3.1 Con riferimento al procedimento penale per il reato di offesa al pre-

sidente (art. 299 TCK), il Tribunale constata inoltre che l’insorgente ha la-

sciato la Turchia in un momento in cui l’inchiesta non era ancora stata av-

viata (cfr. mdp SEM n. 1-3; atto SEM n. 30/18 D37 e D69). Posta l’invero-

simiglianza delle violenze di polizia (cfr. consid. 4.3 supra), va quindi ragio-

nevolmente concluso ch’egli non poteva avere un concreto timore di per-

secuzione in relazione al procedimento penale succitato, a fronte del quale 

non restava altra soluzione che la fuga dal Paese.  

 

4.4.3.2 Ad ogni buon conto, il procedimento in parola non può costituire un 

fondato timore di persecuzioni future. Infatti, la giurisprudenza ha chiara-

mente stabilito che non sussistono valide ragioni per ammettere che, in 

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Pagina 10 

generale, le persone sottoposte a una procedura giudiziaria per il reato di 

offesa al presidente debbano temere un politmalus in senso assoluto o re-

lativo, imponendosi piuttosto un esame specifico delle circostanze del caso 

concreto (cfr. sentenza E-4103/2024 consid. 8.7.3). 

 

4.4.3.3 Nel contesto di tale analisi, non si può ragionevolmente presumere 

che l’interessato sarà esposto al rischio di trattamenti contrari ai diritti fon-

damentali dell’uomo sebbene, in caso di rimpatrio, possa essere arrestato 

ai fini dell’interrogatorio. Infatti, essendo incensurato, non si può ritenere a 

priori ch’egli verrà condannato ad una pena detentiva pluriennale senza 

condizionale in quanto, secondo la prassi dei tribunali turchi in relazione al 

reato di offesa al presidente, verrebbe piuttosto pronunciata una pena con-

dizionale (cfr. art. 51 TCK), rispettivamente il rinvio della procedura penale 

in virtù dell’art. 231 cpv. 5 del Codice di procedura penale turco (cfr. sen-

tenza E-4103/2024 consid. 8.7.1); il rischio di essere posto in carcerazione 

preventiva è altresì improbabile (cfr. ex pluris sentenza del TAF 

D-1524/2024 del 7 febbraio 2025 consid. 6.5.4.3). di un profilo politico di 

rilievo sulla base del quale le autorità potrebbero pronunciare una pena 

sproporzionatamente severa. L’interessato ha infatti dichiarato di non es-

sere membro dell’HDP (partito legale in Turchia) – ma unicamente simpa-

tizzante – e di essersi essenzialmente occupato della sicurezza delle per-

sone, del trasporto quale autista durante le campagne elettorali, nonché 

della preparazione di manifesti e volantini (atto SEM n. 30/18 D37 e 

D42-45). La sua attività politica non si è quindi tradotta in incarichi di re-

sponsabilità. 

 

4.4.3.4 Quanto alle circostanze in cui sono state effettuate le pubblicazioni 

oggetto del procedimento penale (cfr. sentenza E-4103/2024 consid. 

8.7.4), il Tribunale osserva che l’atto d’accusa del (…) 2023 poggia unica-

mente su quattro post su Facebook, sicché la presunta attività di critica 

politica si conferma estremamente modesta (mdp SEM n. 6). Inoltre, il ri-

corrente si è limitato a condividere delle fotografie senza formulare partico-

lari commenti, ciò che rafforza l’assenza di un profilo politico di rilievo nei 

confronti del quale le autorità turche potrebbero adottare delle pene spro-

porzionatamente severe ed inumane (cfr. sentenza E-4103/2024 consid. 

9.4). In ogni caso, va riconosciuto che la natura delle pubblicazioni è tale 

da giustificare l’apertura di un’indagine penale legittima in Turchia, rispetti-

vamente un rinvio a giudizio, per determinare la sussistenza del reato se-

condo il diritto penale interno (cfr. ex pluris sentenze D-1524/2024 consid. 

6.5.4.3; E-4103/2024 consid. 9.3). Infatti, l’insorgente ha paragonato il pre-

sidente turco a un militante dell’ISIS, commentando inoltre “Fermate lo 

Stato terroristico turco. Lo Stato barbaro turco continua il genocidio lasciato 

D-1983/2024 

Pagina 11 

in sospeso dai terroristi dell'lSlS. Lo permetterete?” (cfr. mdp SEM n. 6 [atto 

d’accusa]). Non si può quindi escludere che tali affermazioni costituiscano 

un legittimo motivo di persecuzione penale in base alle regole di uno Stato 

di diritto. Del resto, le dichiarazioni potenzialmente ingiuriose nei confronti 

di figure politiche potrebbero essere perseguite anche in Svizzera (cfr. artt. 

173, 174 e 177 del Codice penale svizzero [CP, RS 311.0]; cfr. sentenza 

E-4103/2024 consid. 8.6.2). Qualora la procedura penale in parola do-

vesse sfociare in un giudizio di colpevolezza, non è pertanto ravvisabile un 

perseguimento penale illegittimo o un politmalus.  

 

4.4.4 Neppure le pretese discriminazioni in ragione dell’etnia curda risul-

tano dirimenti per il giudizio (cfr. ricorso, pag. 15). Per invalsa giurispru-

denza, infatti, la mera appartenenza a tale etnia non giustifica il riconosci-

mento di fondati timori di esposizione a persecuzioni rilevanti per l’asilo (cfr. 

sentenze del TAF E-4103/2024 consid. 7.1). Del resto, il ricorrente si limita 

ad affermare genericamente, senza apportare esempi concreti, di aver pa-

tito attacchi razzisti e che i curdi sono un popolo oppresso in Turchia poiché 

spesso accusati di propaganda terroristica (cfr. atto SEM n. 30/28 D54, D61 

e D83). Posta l’inverosimiglianza dei maltrattamenti da parte della polizia 

(cfr. consid. 4.3 supra), tali argomentazioni non sono sufficienti a dimo-

strare l’esistenza di un rischio concreto di persecuzione. 

 

4.5 In queste circostanze, i timori espressi dal ricorrente si rivelano infon-

dati sotto il profilo dell’art. 3 LAsi. Per quanto concerne il riconoscimento 

della qualità di rifugiato e la concessione dell’asilo, la decisione impugnata 

va pertanto confermata. 

 

5.  

Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione (art. 44 

LAsi). Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento (art. 14 cpv. 1 

e 2 e 44 LAsi nonché art. 32 OAsi 1; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 

consid. 10.1). Il Tribunale è quindi tenuto a confermarla.  

 

6.   

6.1 L’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI, 

RS 142.20), applicabile per rinvio dell’art. 44 LAsi, dispone che l’esecu-

zione dell’allontanamento dev'essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), am-

missibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 

LStrI). Qualora non sia adempiuta una di queste condizioni, la SEM di-

spone l'ammissione provvisoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 LStrI). 

D-1983/2024 

Pagina 12 

 

6.2 A tale proposito, il ricorrente censura segnatamente che il suo rinvio in 

Turchia non sarebbe ammissibile e ragionevolmente esigibile poiché si ri-

troverebbe in una situazione di grave precarietà economica, privo di allog-

gio e sostegno familiare. I procedimenti penali a suo carico renderebbero 

inoltre impossibile la sua reintegrazione sociale e lavorativa (cfr. ricorso, 

pagg. 17-19).  

 

6.3 Giusta l'art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non è am-

missibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera. A tale proposito, l’insorgente non può 

– per i motivi già enucleati – prevalersi del principio del divieto di respingi-

mento in quanto non dispone della qualità di rifugiato (art. 5 cpv. 1 LAsi). 

Non v’è inoltre motivo di considerare l’esistenza di un rischio personale, 

concreto e serio di essere esposti ad un trattamento proibito, in relazione 

all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene 

o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. 

tortura, RS 0.105). Anche l’attuale situazione dei diritti umani nel Paese 

d’origine non risulta ostativa al suo rimpatrio (cfr. sentenza E-4103/2024 

consid. 12.4). L’esecuzione dell'allontanamento è pertanto ammissibile.  

 

6.4  

6.4.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione non può essere ragionevol-

mente esigibile qualora, nello stato di origine o di provenienza, lo straniero 

venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali 

guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. 

 

6.4.2 Per invalsa giurisprudenza, nonostante la ripresa del conflitto curdo-

turco e degli scontri armati tra il PKK e le forze di sicurezza statali nel sud-

est del Paese dal luglio 2015, nonché gli sviluppi successivi al tentativo di 

colpo di Stato del luglio 2016, in Turchia non vige attualmente un contesto 

di guerra, guerra civile o violenza generalizzata riguardante l'integralità del 

territorio (cfr. sentenza E-4103/2024 consid. 13.2 e 13.4.8). Posta l’attuale 

situazione nelle provincie colpite dai terremoti avvenuti nel 2023, tra le quali 

figura quella di B._______ (luogo d’origine dell’insorgente), l’esigibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento dev’essere esaminata caso per caso 

qualora la persona interessata sia originaria di queste zone (cfr. sentenza 

del TAF E-1308/2023 del 19 marzo 2024 consid. 11.2.7 e 11.3.1 [sentenza 

di riferimento]). 

 

D-1983/2024 

Pagina 13 

6.4.3 Nel caso concreto, l’insorgente è celibe, giovane e non soffre di pro-

blemi di salute particolarmente gravi (cfr. atti SEM n. 21/2, 22/2, 23/2, 24/2, 

27/2 e 28/2), come dichiarato da lui stesso (cfr. atto SEM n. 30/18 D7). Egli 

dispone inoltre di una valida esperienza professionale – che lo ha condotto 

a lavorare anche ad Istanbul e in Russia (idem D107-110) – nonché di una 

solida rete familiare in patria, in particolare la madre e i fratelli tutt’ora pre-

senti a G._______, con i quali è in buoni rapporti (idem D116-121). Indi-

pendentemente dalla possibilità – incontestata nel ricorso – di ritornare 

nella regione d’origine, non è quindi verosimile che l’interessato riscontrerà 

difficoltà eccessive nell’ambito della sua reintegrazione lavorativa e so-

ciale. Per questi motivi, l'esecuzione dell'allontanamento si rivela ragione-

volmente esigibile.  

 

6.5 Infine, non risultano impedimenti dal profilo della possibilità dell'esecu-

zione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI). 

 

6.6 Pertanto, la decisione avversata va confermata anche in materia di 

esecuzione dell’allontanamento.  

 

7.  

In esito, la SEM non ha violato il diritto federale e neppure accertato in 

modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 

LAsi). La stessa non è inoltre incorsa in un abuso del suo potere d’apprez-

zamento in relazione alla misura dell’allontanamento. Il ricorso va quindi 

respinto. 

 

8.  

Avendo statuito nel merito del ricorso, la richiesta di esenzione dal versa-

mento di un anticipo relativo alle presumibili spese processuali, è divenuta 

senza oggetto.  

 

9.  

Poiché le richieste di giudizio non erano sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, va accolta la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della 

dispensa dal versamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA). 

Quest’ultime non vengono quindi prelevate. 

 

10.  

10.1 Di riflesso, occorre porre il ricorrente al beneficio del gratuito patroci-

nio ai sensi dell’art. 102m LAsi. Il Tribunale nomina quindi il signor MLaw 

Gianluca Schlaginhaufen quale patrocinatore d’ufficio. 

 

D-1983/2024 

Pagina 14 

10.2 Nei casi di nomina di un patrocinatore d’ufficio, la tariffa oraria per gli 

avvocati oscilla tra un minimo di 200 e un massimo di 400 franchi (art. 12 

TS-TAF in combinato disposto con l'art. 10 cpv. 2 TS-TAF) – in materia 

d’asilo, il Tribunale applica una tariffa oraria tra i 200 e 220 franchi. Sulla 

base della nota d’onorario del 2 aprile 2024, relativa alle prestazioni pro-

fessionali svolte da un avvocato (cfr. allegato al ricorso n. 12), il Tribunale 

giudica che il dispendio orario e la tariffa indicati siano troppo elevati. Ap-

portando un’adeguata riduzione, viene quindi accordato il versamento di 

un’indennità di CHF 1’040.–, corrispondente a cinque ore lavorative a una 

tariffa oraria di CHF 200.– unitamente a CHF 40.– di spese.  

 

11.  

Questa sentenza è definitiva e non può essere impugnata mediante ricorso 

in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (cfr. art. 83 lett. d 

cifra 1 LTF). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-1983/2024 

Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è accolta.  

 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

La domanda di gratuito patrocinio è accolta. Il signor MLaw Gianluca Schla-

ginhaufen, Zürcher Beratungsstelle für Asylsuchende (ZBA), è nominato 

quale patrocinatore d’ufficio.  

5.  

Al patrocinatore d’ufficio, MLaw Gianluca Schlaginhaufen, è accordato un 

onorario complessivo di CHF 1’040.– a carico della cassa del Tribunale. 

Il ricorrente sarà tenuto a rimborsare tale importo al Tribunale amministra-

tivo federale qualora, in futuro, venisse meno il suo stato di bisogno. 

6.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Matteo Piatti 

 

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