# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f152223d-9f24-574d-8a39-8c609177ce3b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.03.2010 D-1392/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1392-2010_2010-03-12.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1392/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 2  m a r z o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Hans Schürch;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Georgia,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 4 marzo 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1392/2010

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo,

i verbali d'audizione del 22 febbraio 2010 (di seguito: verbale 1) e del 
4 marzo 2010 (di seguito: verbale 2),

la  decisione  dell'UFM  del  4  marzo  2010,  notificata  all'interessato  il 
medesimo giorno (cfr. risultanze processuali),

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 5 marzo 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

l'incarto  dell'UFM  pervenuto  via  fax  a  codesto  Tribunale  in  data 
8 marzo 2010,

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi-
derandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 
lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF),

Pagina 2

D-1392/2010

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo è inammissibile,

che,  nei  citati  limiti, v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e 
all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione  impugnata;  che  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza può essere redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  d'etnia  georgiana,  originario  di 
B._______  (Georgia),  dove  ha  vissuto  dalla  nascita  sino  al  suo 
espatrio,

che  l'interessato  sarebbe  espatriato  dal  suo  Paese  d'origine  per  il 
timore di essere ucciso, dopo che (...) persone ignote, la notte del (...), 
avrebbero  tentato  di  rapinare  lui  e  la  sua  famiglia;  che,  in  tale 
occasione,  essi  avrebbero  ferito  con  un'arma  da  fuoco  la  madre 
dell'interessato e avrebbero ucciso suo padre; che, uno dei rapinatori 
sarebbe  stato  ucciso  con  una  coltellata  da  parte  del  padre 
dell'interessato, prima che quest'ultimo fosse ferito a morte; che, nel 
frattempo,  l'interessato  avrebbe  continuato  a  dormire  senza  sentire 
nulla  poiché ascoltava la  musica  nelle  orecchie  ed era  ubriaco; che 
egli  sarebbe  stato  svegliato  dai  vicini,  i  quali  avrebbero  chiamato  i 
soccorsi,  i  quali  avrebbero  portato  all'ospedale  la  madre ferita; che, 
dopo il  funerale  del  padre,  pressoché dopo due settimane, i  parenti 
dell'aggressore, che sarebbe rimasto ucciso, avrebbero minacciato di 
morte l'interessato e la madre, avrebbero sparato contro la loro casa, 
nonché contro la lapide del padre e imbrattato con scritte i bordi della 

Pagina 3

D-1392/2010

tomba; che, il (...),  mentre l'interessato e la madre erano in visita da 
parenti  a  C._______  (Georgia)  la  loro  casa  sarebbe  stata  bruciata; 
che, la madre dell'interessato avrebbe denunciato tali fatti alla Polizia; 
che essi sarebbero andati a vedere la casa bruciata a B._______ e poi 
sarebbero  tornati  a  C._______;  che,  temendo  di  essere  ucciso  dai 
parenti  dell'aggressore  assassinato  e  dagli  altri  delinquenti, 
l'interessato  sarebbe  allora  espatriato  il  (...),  mentre  che  la  madre 
sarebbe rimasta in patria perché voleva festeggiare l'anno della morte 
del padre dell'interessato a B._______, 

che,  da  B._______,  l'interessato  avrebbe  raggiunto  in  autobus 
D._______ (Grecia), da dove – dopo quattro giorni – la cugina di sua 
madre l'avrebbe accompagnato in auto a E._______ (Grecia); che, gli 
avrebbero preso un biglietto e il giorno stesso si sarebbe imbarcato sul 
traghetto per F._______ (Italia); che, da questa città italiana, avrebbe 
continuato  il  viaggio  in  treno  fino  a  G._______  (Italia)  e  poi  – 
cambiando treno e passando per H._______ (Italia) – sarebbe arrivato 
a I._______ (Svizzera), 

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità, 

che, nella decisione del 4 marzo 2010,  l'UFM  ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia  d'asilo  nessun documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai 
sensi dell'art. 1 lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
pregiudiziali  dell'11 agosto 1999 [OAsi  1,  RS 142.311]; che,  dall'altro 
lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste 
all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Georgia  siccome  lecita, 
esigibile e possibile,

che,  nel  ricorso, l'insorgente  contesta  la  decisione  dell'UFM, 
sostenendo che vi sarebbero nel suo caso dei motivi che giustificano 
la mancata presentazione dei documenti d'identità, nonché sarebbero 
necessari  ulteriori  approfondimenti  in  relazione  al  suo  statuto  di 
rifugiato  e  all'esecuzione  del  suo  allontanamento,  ragione  per  cui, 
l'autorità  inferiore  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della  sua 

Pagina 4

D-1392/2010

domanda  d'asilo;  che,  innanzitutto,  egli  ribadisce  di  non  aver  mai 
posseduto un passaporto e che, essendo dovuto fuggire per i  motivi 
d'asilo indicati, egli non avrebbe potuto farsi rilasciare una nuova carta 
d'identità,  la quale era andata bruciata con la sua casa; che, inoltre, 
l'insorgente fa valere che i suoi motivi d'asilo sarebbero validi e che le 
contraddizioni ipotizzate dall'UFM non sarebbero tali da giustificare la 
decisione di non entrata nel merito della sua domanda d'asilo; che egli 
sottolinea  di  essere  stato  costretto  a  fuggire  a  causa  delle 
conseguenze della rapina che lui  e la sua famiglia avrebbero subito, 
sostenendo che anche lui avrebbe potuto essere ucciso dai rapinatori 
e dai loro parenti, 

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti 
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda d'asilo, nonché la concessione dell'asilo e, in via sussidiaria, 
dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permet-
tono un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della 
sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di 
particolari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non  sono  docu-
menti  validi  giusta  l'art.  32  cpv. 2  lett. a  LAsi  quelli  emessi  per  altri 
scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato 
di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi (Decisioni 

Pagina 5

D-1392/2010

del  Tribunale  amministrativo  federale  svizzero  [DTAF]  2007/7 
consid. 6),

che, nel  caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che,  in  relazione  a  quanto  già  rettamente  rilevato  dall'UFM  nella 
decisione impugnata circa la carta d'identità del ricorrente che egli non 
è stato in grado di  procurarsi in duplicato, non soccorre al ricorrente 
l'asserita  giustificazione addotta  in  sede di  procedura  (cfr. verbale 1 
pag. 4) e ribadita in sede di  ricorso (cfr. ricorso pag. 2) secondo cui 
egli  non  avrebbe  potuto  procurarsi  tale  documento  a  causa  dei 
problemi  avuti  rispettivamente  perché lo  cercavano,  allorquando egli 
ha  fatto  valere  di  essere  ricercato  da  terzi,  ovvero  dai  parenti 
dell'aggressore ucciso (cfr. verbale 1 pag. 4) e non ha avuto nessun 
problema con le autorità del suo Paese (cfr. ibidem pag. 7),  le quali 
dunque, non avrebbero avuto alcun motivo per negargli il rilascio di un 
siffatto  documento  se  ne  avesse  fatto  richiesta,  nonché  se  avesse 
denunciato  l'asserita  distruzione  della  carta  d'identità  durante 
l'incendio della sua casa, se tale fosse stato effettivamente il caso,  

che,  inoltre,  circa  il  suo  passaporto,  il  ricorrente  si  è  limitato  ad 
affermare  in  maniera  del  tutto  stereotipata  di  non  averlo  mai 
posseduto,  senza  dare  tuttavia  una  motivazione  plausibile  a  tale 
circostanza (cfr. verbale 1 pag. 3 e verbale 2 D5 pag. 2), di modo che 
risulta inverosimile che egli non abbia posseduto un tale documento, 

che, in siffatte circostanze, egli non ha quindi effettuato seri e concreti 
sforzi che avrebbero potuto avere esito favorevole per l'invio dei suoi 
documenti,  ciò  che  costituisce  un'ulteriore  conferma  della 
dissimulazione dei documenti, considerato che, di regola, chi è già in 
possesso  di  un  documento  d'identità  e  si  limita  a  dissimularlo,  non 
intraprende alcunché per procurarsene di nuovi o di complementari, 

che,  d'altronde,  non  può  corrispondere  alla  realtà  dei  fatti  che 
l'interessato  abbia  viaggiato  dapprima in  autobus,  poi  in  traghetto  e 
infine in treno, senza documenti e senza subire controlli alle frontiere 
dei  diversi  Paesi  attraversati  o  all'entrata  dello  spazio  Schengen, 
nascondendosi  in  particolare  dietro  gli  ultimi  sedili  dell'autobus, 
nonché  al  momento  dell'imbarco,  poiché  accompagnato  da  un 
passatore che avrebbe pagato USD (...).- e che avrebbe fatto tutto per 
lui (cfr. verbale 1 pagg. 3 e 8-9, nonché verbale 2 D18-21 pag. 2); che, 

Pagina 6

D-1392/2010

infatti,  è  assolutamente  impossibile  che  il  ricorrente  abbia  potuto 
attraversare  il  confine  Schengen  in  tali  circostanze,  come  pure  che 
abbia  potuto  affrontare  i  severi  controlli  al  momento  dell'imbarco  in 
Grecia,  senza un documento,  allorquando tali  controlli  sono eseguiti 
singolarmente per ogni persona sul relativo documento d'identità, 

che,  in  aggiunta,  egli  ha  reso  dichiarazioni  contraddittorie  e  vaghe 
sulle circostanze in cui si sarebbe svolto tale viaggio d'espatrio, a titolo 
d'esempio,  sul  luogo di  partenza (cfr. verbale  1  pag. 8),  sui  contatti 
intrattenuti  dalla  madre  con  la  (...)  in  Grecia,  rispettivamente  sui 
contatti tra quest'ultima e il passatore o l'autista (cfr. verbale 1 pag. 9 e 
verbale 2 D13-16 pag. 2); che, infine, tra gli altri, il  ricorrente non ha 
saputo  indicare  alcun  dettaglio  circa  il  luogo  in  cui  avrebbe 
soggiornato  ad  D._______  dalla  (...)  di  sua  madre 
(cfr. verbale 1 pag. 9), 

che,  pertanto,  l'insorgente  non  può  aver  viaggiato  nelle  circostanze 
descritte, 

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di 
concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i 
bisogni della causa,

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla-
tore ha pure introdotto una procedura d'esame materiale, accelerata e 
sommaria,  delle  domande  che  si  fondano  su  allegazioni  manifesta-
mente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la  manifesta 

Pagina 7

D-1392/2010

irrilevanza  può  risultare,  fra  l'altro,  dalla  palese  assenza  di  una 
sufficiente intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi  nonché 
dall'evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla  Georgia  per  il  timore  di  essere  ucciso  dagli  agressori  da  cui 
avrebbe  subito  una  rapina,  nonché  dai  parenti  di  uno  dei  suddetti 
aggressori che sarebbe stato ucciso da suo padre in occasione della 
rapina subita, 

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che,  in  particolare,  il  ricorrente  ha reso dichiarazioni  contraddittorie, 
vaghe e illogiche su punti essenziali del suo racconto, che conducono 
manifestamente  all'inverosimiglianza  dei  motivi  asilo  addotti  dal 
ricorrente; che, a titolo d'esempio, è assolutamente contrario ad ogni 
logica dell'agire  e al  corso ordinario  delle  cose che l'insorgente non 
abbia udito nulla nel momento dell'evento alla base della sua domanda 
d'asilo,  ovvero  la  rapina  dove  suo  padre  sarebbe  stato  ucciso,  sua 
madre  ferita  e  a  partire  dal  quale  sarebbero  cominciate  le  asserite 
minaccie nei suoi confronti (cfr. verbale 1 pagg. 5-6 e verbale 2 D26 
pag.  3-4,  D79  pag. 8);  che,  la  giustificazione  secondo  cui  dormiva 
rispettivamente ascoltava della musica ed era ubriaco, non può certo 
essere ritenuta da codesto Tribunale (cfr. ibidem), allorquando egli  si 
trovava in casa sullo stesso piano dove sarebbero avvenuti i fatti (cfr. 
verbale 2 D79 pag. 8) e considerato il rumore che provocano ben sei 
spari  (cfr. verbale  2  D42  pag. 5);  che,  peraltro,  egli  ha  affermato  di 
essere stato semplicemente scosso un pochino per essere svegliato 
dai vicini (cfr. verbale 2 D81 pag. 8),  

che,  inoltre,  l'insorgente  in  sede  di  ricorso  non  ha  contestato  o 
apportato alcun chiarimento a tutte quelle dichiarazioni contradditorie, 

Pagina 8

D-1392/2010

vaghe e illogiche che lui ha reso in merito ai suoi motivi d'asilo e che 
sono state rettamente rilevate dall'UFM nella decisione impugnata; che 
il  ricorrente,  infatti,  si  è  limitato  a  ribadire  i  fatti  resi  in  corso  di 
procedura,  sostenendo  che  suo  padre  sarebbe  stato  ucciso  "[...] 
verosimilmente per  vendetta  per la morte  di  quel  rapinatore". [...]"  e 
anche lui  sarebbe potuto essere ucciso da quei rapinatori  e dai loro 
parenti [...]" (cfr. ricorso pag. 2); che, da un lato, il ricorrente si limita a 
mere  ipotesi  circa  il  motivo  per  il  quale  suo  padre  sarebbe  stato 
ucciso;  che,  d'altronde,  tale  motivo  è  in  netta  contraddizione  con 
quanto  reso  in  precedenza  secondo  cui  suo  padre  sarebbe  stato 
ucciso  durante  la  rapina  subita,  senza  dunque  alcun  legame  circa 
un'eventuale  vendetta  da  parte  dei  parenti  di  quel  rapinatore 
(cfr. verbale 1 pagg. 5-7 e verbale 2 D26 e segg.); che, dall'altro lato, 
l'insorgente  si  limita  a  mere  congetture  circa  il  fatto  che  lui  stesso 
possa essere ucciso da quei rapinatori o dai loro parenti (cfr. ricorso 
pag. 2), 

che,  pertanto,  alla  luce  delle  suesposte  considerazioni  che  toccano 
proprio  i  punti  essenziali  del  racconto  del  ricorrente,  v'è  ragione  di 
concludere all'assoluta inverosimiglianza dei motivi d'asilo addotti dal 
medesimo,  senza  che  sia  necessario  evocare  ulteriori  elementi 
inattendili e contraddittori del racconto reso, 

che, in tale contesto, non v'è motivo di ritenere che il  ricorrente non 
possa ottenere dalle competenti autorità in Patria, se opportunamente 
sollecitate,  un'appropriata  protezione  contro  l'eventuale  futuro  agire 
illegittimo da parte di terzi nei suoi confronti,

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come, 
inverosimili,  con  riferimento  all'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi,  le 
dichiarazioni rese dal ricorrente,

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  Sentenza  del  Tribunale 
amministrativo  federale  E-423-2009  dell'8  dicembre  2009  consid.  8, 
destinata alla pubblicazione), 

Pagina 9

D-1392/2010

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente in  Georgia possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20)  o esporre il  ricorrente  in  Patria  al  rischio reale  ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  CEDU  o  all'art.  3  della 
Convenzione  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli, 
inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 
32 cpv. 2 lett. a LAsi,

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che, nella fattispecie, il ricorrente non ha contestato né la pronuncia né 
l'esecuzione dell'allontanamento ritenuta lecita, esigibile e possibile da 
parte  dell'UFM  nella  decisione  impugnata;  che,  ciò  nonostante,  il 
principio della massima d'ufficio vigente in procedura amministrativa e 
in  materia  d'asilo,  impone  a  codesto  Tribunale  di  esaminare  la 
questione  dell'allontanamento  e  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
nei confronti dell'autore del gravame, 

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1;  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2001 n.21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

Pagina 10

D-1392/2010

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr),

che,  inoltre,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili  all’art.  44  cpv.  2  LAsi  e  all'art.  83  cpv.  4  LStr,  dopo 
l'armistizio  del  12 agosto 2008,  negoziato,  tramite  l'Unione  Europea 
(UE), da Russia e Georgia, in quest'ultimo Paese non vige attualmente 
una  situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale, 

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
ha  una  formazione  scolastica  di  oltre  dieci  anni,  nonché  vanta 
un'esperienza lavorativa nel commercio di  cui  si  occupava la madre; 
che, inoltre, egli dispone in patria – dove ha vissuto sin dalla nascita – 
di  un'importante  rete  familiare  e  sociale,  dato  che  vivono  ancora  in 
loco sua madre, parenti materni e paterni (cfr. verbale 1 pagg. 3 e 7; 
verbale 2 D16 pag. 2), nonché amici e vicini (cfr. verbale 2 D73 pag 7); 
che, inoltre, l'insorgente è in buona salute; che, infatti, non ha preteso 
nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano 
giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr. GICRA 2003  n. 24), 
senza  che  ad  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la 
necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non risultano impedimenti  neppure  dal  profilo  della  pos-
sibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

Pagina 11

D-1392/2010

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che,  visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente) 

Pagina 12

D-1392/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presenta sentenza. 

3.
Comunicazione a:

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
I._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di I._______ (via fax, 
per  l'incarto  N  [...],  con  preghiera  di  notificare  la  sentenza  al 
ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale 
amministrativo federale)

- J._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

Pagina 13