# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 58134734-f00a-541e-8b7f-ab80a2740970
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-10-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.10.2010 D-7300/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7300-2010_2010-10-19.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7300/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 9  o t t o b r e  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice 
Jenny de Coulon Scuntaro;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
B._______, nata il (...),
C._______, nata il (...),
Afganistan,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito); 
decisione dell'UFM del 1°ottobre 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7300/2010

Visto:

la prima domanda d'asilo che gli interessati – cittadini afgani, di etnia 
Hazara,  originari  di  D._______  –  hanno  presentato  in  data  (...)  in  
Svizzera,

la  decisione  del  2 marzo 2009  dell'UFM,  cresciuta  in  giudicato  il 
l'8 aprile 2009, mediante la quale detto Ufficio ha respinto la succitata 
domanda d'asilo ed ha ordinato l'allontanamento degli interessati dalla 
Svizzera, come pure l'esecuzione dell'allontanamento medesimo, 

la  domanda  di  riesame  della  decisione  dell'UFM del  2  marzo  2009 
inoltrata dagli  interessati  il  13 maggio 2009 (recte: 12 maggio 2009;  
cfr. timbro del plico raccomandato), sulla base della presentazione in 
data 15 maggio 2009 di tre documenti in lingua straniera quali nuovi 
mezzi di prova, ovvero la segnalazione del sequestro del padre e del 
fratello  dell'interessato,  redatta  dal  suocero  di  quest'ultimo  e 
indirizzata  al  responsabile  della  Gendarmeria  della  provincia  di 
D._______, la denuncia del fratello dell'interessato inviata alla stessa 
Gendarmeria,  nonché  la  conferma  del  Consiglio  comunale  della 
regione circa il rapimento del padre e del fratello dell'interessato, 

la  decisione  dell'UFM  del  21  agosto  2009,  dove  ha  respinto  la 
suddetta  domanda  di  riesame,  confermando  la  decisione  del 
2 maggio 2009 (recte: 2 marzo 2009), 

la scomparsa degli interessati dal E._______ di F._______ in data (...), 

il ritorno in Svizzera degli interessati a partire dal (...) ad opera delle 
autorità (...) in applicazione del Regolamento  Dublino, 

la seconda domanda d'asilo che gli  interessati  hanno depositato per 
iscritto, tramite il  loro rappresentante legale, in data 5 luglio 2010 in 
Svizzera, 

l'inoltro  in  data  6  agosto  2010  da  parte  degli  interessati  della 
documentazione probatoria, già agli atti del dossier dell'UFM, tradotta 
in lingua italiana,  

i  verbali  d'audizione  ai  sensi  dell'art.  29  cpv.  1  e  41  cpv.  1  LAsi 
dell'11 agosto  2010  di  A._______ (di  seguito:  verbale  1)  e  di 
B._______ (di seguito: verbale 2), 

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la richiesta all'UFM in data 16 agosto 2010 da parte degli interessati di  
voler attendere la nascita del figlio di cui è incinta la ricorrente al sesto 
mese, nonché la documentazione relativa al padre dell'interessato che 
il  loro patrocinatore ha richiesto alla  G._______ a H._______, come 
da lettera annessa, per emettere la decisione finale o eventualmente 
procedere ad una seconda audizione della signora B._______, 

la  decisione  dell'UFM  del  1 ottobre 2010,  notificata  al  patrocinatore 
degli interessati il 4 ottobre 2010 (cfr. atto B23/1, avviso di notifica e di 
ricevuta), mediante la quale detto Ufficio non è entrato nel merito della 
suddetta domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e della legge 
sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi,  RS  142.31)  ed  ha,  tuttavia, 
concesso agli interessati l'ammissione provvisoria in Svizzera, ritenuta 
l'inesigibilità  dell'esecuzione  del  loro  allontanamento  verso 
l'Afghanistan, 

il  ricorso inoltrato dagli  insorgenti,  non rappresentati  in questa sede, 
limitatamente all'entrata nel  merito  della  loro domanda d'asilo  e alla 
pronuncia  del  loro allontanamento dalla  Svizzera (punto  1 e  2 della 
decisione  impugnata)  in  data  11 ottobre 2010  (cfr.  timbro  del  plico 
raccomandato),

l'incarto  dell'UFM,  pervenuto  al  Tribunale  amministrativo  federale 
(di seguito: il Tribunale) in originale il 13 ottobre 2010, 

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei  
considerandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del  
20 dicembre 1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS 172.021), 
dalla  legge del  17 giugno 2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  del  17 giugno 2005  sul  Tribunale 
federale (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti 
(art. 6 LAsi),

che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni 
dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art. 33 lett.  d  LTAF,  nonché 
art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF),

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che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, in sede d'audizione, gli interessati si sono espressi sui loro motivi  
alla base della loro seconda domanda d'asilo, rifacendosi alla vicenda 
resa durante il primo procedimento d'asilo, in particolare ai fatti legati  
all'uccisione  di  uno  dei  fratelli  dell'interessato,  al  sequestro  di  suo 
padre e di un altro fratello, nonché alle attività politiche dei medesimi, 

che essi fanno valere la produzione in questa sede della traduzione 
dei documenti, i quali – a loro dire – all'epoca della prima procedura 
d'asilo non sarebbero stati utilizzati, in quanto non ve ne sarebbe stata 
la  traduzione,  nonché  hanno  preannunciato  l'esistenza  di  altri 
documenti  che  riguarderebbero  il  padre  dell'interessato  e  che  si 
troverebbero alla G._______ a H._______, 

che  gli  interessati  hanno  indicato  di  non  essere  rientrati  in 
Afghanistan, bensì di essersi recati in Germania, 

che, nella decisione del 1°settembre 2010, l'UFM ha constatato che i 
richiedenti  –  che  non  sarebbero  rientrati  nel  loro  Paese  d'origine  – 
avrebbero  depositato  la  traduzione  dei  documenti  già  presentati  nel 
corso  della  prima  procedura,  i  quali  non  apporterebbero  nessun 
elemento  nuovo, nonché  avrebbero ripreso  i  motivi  d'asilo,  sui  quali 
l'autorità inferiore avrebbe già statuito; che, infatti, la prima procedura 
d'asilo, introdotta il  (...),  si  sarebbe conclusa  definitivamente con la  
crescita in giudicato della decisione dell'UFM del 2 marzo 2009; che,  
peraltro, i fatti allegati dai richiedenti, che si sarebbero prodotti dopo la 
conclusione  della  citata  procedura,  non  sono  propri  a  motivare  la 
qualità di rifugiato o determinante per la concessione della protezione 
provvisoria; che, di conseguenza, non sarebbe applicabile il principio 
del  divieto  di  respingimento  all'allontanamento  dei  richiedenti,  la  cui 
esecuzione, dagli atti del dossier, non li esporrebbe al rischio di essere 
sottoposti  a  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  convenzione  del 
4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà 
fondamentali (CEDU, RS 0.101); che, inoltre, considerata la situazione 
familiare dei richiedenti con un figlio nascituro, detto Ufficio ha ritenuto  
l'esecuzione  dell'allontanamento  dei  medesimi  inesigibile  ed  ha 
concesso loro l'ammissione provvisoria a soggiornare in Svizzera, 

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che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda  ai  sensi  dell'art.  32 cpv. 2 lett. e LAsi;  che,  tuttavia,  detto 
Ufficio ha pronunciato l'allontanamento degli interessati dalla Svizzera, 
concedendo loro tuttavia l'ammissione provvisoria in Svizzera,  

che, nel gravame, richiamati  i  fatti  esposti,  i  ricorrenti  sostengono di  
aver prodotto la traduzione dei documenti probatori, precedentemente 
presentati ma che non sarebbero stati presi in considerazione, i quali 
attesterebbero l'uccisione del fratello del ricorrente a causa di rivalità 
politiche, nonché il rapimento per i medesimi motivi di suo padre e di  
un  suo  altro  fratello;  che,  inoltre,  gli  insorgenti  fanno  valere  che 
intendono produrre un altro documento, ovvero il rapporto della polizia 
di Herat, richiesto ma non ancora pervenuto, come dimostrerebbe la 
lettera del 16 agosto 2010 dei ricorrenti alla G._______ a H._______ 
(cfr. agli atti), il quale descriverebbe il citato rapimento del fratello e del  
padre  del  ricorrente  e  comproverebbe  che  essi  sarebbero  in  grave 
rischio in caso di rientro in Afghanistan, 

che,  in  conclusione,  gli  insorgenti  hanno  chiesto  l'annullamento  del 
provvedimento  impugnato  limitatamente  al  punto  1  e  2,  nonché 
l'entrata  nel  merito  della  loro  domanda  d'asilo,  come  pure  la 
concessione dell'ammissione provvisoria; che hanno altresì presentato 
una domanda d'esenzione dal pagamento di  un anticipo a copertura 
delle presumibili spese processuali, 

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi,  non si  entra nel  merito di  una 
domanda d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una 
procedura d'asilo  terminata con decisione negativa o se, mentre era 
pendente  la  procedura  d'asilo,  è  rientrato  nel  Paese  d'origine  o  di 
provenienza, a meno che dall'audizione non vi siano indizi che siano 
intervenuti nel frattempo fatti propri a motivare la qualità di rifugiato o 
determinanti per la concessione della protezione provvisoria,

che i ricorrenti non hanno presentato, all'infuori di generiche censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi),

che, infatti, le allegazioni decisive in materia d'asilo, s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché minima consistenza,

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che le allegazioni addotte dai ricorrenti a sostegno della loro seconda 
domanda  d'asilo  sono  direttamente  legate,  ovvero  si  riferiscono  a 
quelle fatte valere nella prima procedura d'asilo (cfr. verbale 1 e 2 a 
confronto con incarto relativo al primo procedimento d'asilo), 

che la precedente procedura d'asilo si è definitivamente conclusa con 
la crescita in giudicato della decisione dell'UFM del 2 marzo 2009, in 
cui i suddetti motivi d'asilo sono stati già considerati inverosimili,

che,  in  questa seconda procedura d'asilo, i  ricorrenti  pretendono far 
valere, quale fatti nuovi, la traduzione in italiano dei documenti di cui 
agli atti A, B e C (cfr. ricorso pag. 2 e verbale 1 D15-16 pag. 3), che i 
medesimi avevano già presentato in originale e in lingua afgana con 
scritto del 15 maggio 2009 a sostegno della loro domanda di riesame 
inoltrata il 12 maggio 2009, 

che,  contrariamente  a  quanto  pretendono in  sede di  ricorso,  ovvero 
che i suddetti  documenti non sarebbero stati  presi  in considerazione 
nella prima procedura d'asilo, in quanto trasmessi in lingua straniera 
(cfr.  ricorso  pag.  2),  l'UFM  nella  decisione  su  riesame  del 
21 agosto 2009, regolarmente cresciuta in giudicato, si è pronunciato 
sui  medesimi,  ritenendoli  privi  di  ogni  valore  probatorio  (cfr. incarto 
relativo alla procedura di riesame),  

che, peraltro, non soccorre gli insorgenti la mera intenzione di produrre 
un nuovo documento a sostegno dei loro motivi d'asilo che avrebbero 
richiesto alla G._______ a H._______ (cfr. ricorso pag. 2) , 

che, infine, i ricorrenti non sono ritornati nel loro Paese d'origine dopo 
la  prima procedura  d'asilo  e  dopo  la  procedura di  riesame inoltrata  
contro  la  medesima,  bensì  hanno  soggiornato  in  Germania,  come 
emerge in particolare dalle dichiarazioni di A._______ (cfr. verbale 1 
D78 pag. 10),

che,  alla  luce  di  quanto  sopra  evocato,  v'è,  dunque,  ragione  di  
concludere  all'assenza  di  indizi  di nuovi  fatti  propri  a  giustificare  la 
qualità  di  rifugiato  ai  sensi  dell'art.  3 LAsi,  o  determinanti  per  la 
concessione della protezione provvisoria, 

che,  da quanto esposto, discende che in  materia  di  non entrata  nel 
merito il ricorso, destituito di ogni e benché minimo fondamento, non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata,

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che, inoltre, i ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali  
l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla 
Svizzera  (art. 14 cpv. 1  e  2  LAsi  e  art. 44 cpv. 1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]),

che,  di  conseguenza,  la  pronuncia  dell'allontanamento  nei  confronti 
dei  ricorrenti  va  confermata,  contrariamente  alla  contestazione 
infondata  avanzata  dagli  insorgenti  in  sede  di  ricorso,  tendente 
all'annullamento  del  punto  2  della  decisione  impugnata  (cfr.  ricorso 
pag. 1), 

che,  avendo l'autorità  inferiore  concesso l'ammissione provvisoria  ai 
ricorrenti, la loro conclusione ricorsuale tendente alla concessione di 
tale misura è priva d'oggetto nel presente ricorso, 

che, da quanto esposto, discende che anche in materia di pronuncia 
dell'allontanamento,  il  ricorso,  destituito  di  ogni  e  benché  minimo 
fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione  impugnata  va 
confermata, 

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  spese 
processuali è divenuta senza oggetto,

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dei  ricorrenti 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti.  
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presenta sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrenti (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N (...) e copia del 

ricorso dell'11 ottobre 2010 (per corriere interno; in copia)
- I._______ (in copia) 

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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