# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4b66d32f-6aa6-5287-8d3e-5c48a8611574
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-12-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.12.2008 C-2675/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2675-2007_2008-12-08.pdf

## Full Text

Corte II I
C-2675/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 8  d i c e m b r e  2 0 0 8

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Franziska Schneider, Michael Peterli; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______,
patrocinato dall'avvocato Sandro Potenza, Via F.lli Longo, 
IT-73026 Melendugno,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

assicurazione invalidità (decisione del 22 febbraio 2007)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-2675/2007

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano, nato il , ha lavorato in Svizzera dal 1972 
al 1990, solvendo regolari contributi all'assicurazione per la vecchiaia, 
i superstiti e l'invalidità (AVS/AI), durante tale periodo (doc. 73). Dopo il 
rimpatrio, ha continuato a svolgere un'attività lucrativa (doc. 10). Dal 
dicembre 2002 è alle dipendenze della ditta B. di Galatina in qualità di 
elettricista; risulta dal questionario per il datore di lavoro sottoscritto il 
18 maggio 2006 che il  dipendente è rimasto assente dal  lavoro per 
ragioni  di  salute  dal  15  settembre  al  5  dicembre  2003,  dal  7  al  30 
settembre e dal 6 al 31 dicembre 2004, dal 17 gennaio al 5 febbraio e 
dal 21 febbraio al 30 marzo, dal 18 luglio al 6 agosto 2005; lavora a 
metà tempo dal 1° febbraio 2006 (doc. 11).

B.
In data 12 luglio 2005, A._______ ha formulato una domanda volta al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità (doc. 1, 6).

Il richiedente è stato visitato il 27 ottobre 2005 presso i servizi medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di Lecce, ove il 
sanitario incaricato ha evidenziato la diagnosi di intervento chirurgico 
per  ernia  discale  L4-L5  in  soggetto  con  spondilodiscoartrosi, 
ipertensione  artriosa  con  retinopatia  in  diabetico  in  buon  controllo 
metabolico  ed  ha  posto  un  tasso  d'invalidità  del  70%  (doc.  48).  Il 
nominato era stato visitato presso gli stessi servizi il 15 ottobre 2004, 
ove  era  stata  ritenuta  la  diagnosi  di  spondilodiscoartrosi  cervico-
lombare  con  documentate  ernie  discali  C5-C6,  C6-C7 e  C7-D1 con 
discreto deficit funzionale e segni di irritazione radicolare cervicale e 
lombare,  ipertensione  arteriosa  con  retinopatia  ipertensiva  II  stadio, 
diabete mellito  II  in buon compenso metabolico ed è stato posto un 
tasso  d'invalidità  del  70%  (doc.  38).  Sono  stati  esibiti  documenti 
oggettivi, quali (fra i più recenti):

- i risultati di un elettrocardiogramma del 5 marzo 2003 inserito in un 
verbale  di  accettazione  al  pronto  soccorso  di  stessa  data  per 
ipertensione ed aritmia (doc. 19, 20);

-  un breve rapporto d'esame neurologico del 16 settembre 2003, un 
referto  di  risonanza magnetica  (RM) della  colonna lombosacrale del 

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18 settembre 2003 ed un referto radiologico del rachide lombare del 
18 settembre 2003 (doc. 21-23);

- un referto di RM cervicale del 6 dicembre 2003 (doc. 25);

-  un  rapporto  d'esame  neurologico  del  5  aprile  2004,  due  referti  di 
visita cardiologica del 14 aprile ed 8 luglio 2004 con ecocardiogramma 
del 6 luglio 2004 (doc. 27, 28, 30, 31);

- una relazione d'esame oftalmologico del 18 giugno 2004, (doc. 29);

- un referto TAC del rachide lombosacrale del 24 settembre 2004 ed 
un  rapporto  di  visita  ortopedica  (scarsamente  leggibile)  del  30 
settembre successivo (doc. 37);

- la cartella clinica relativa al ricovero dal 21 al 24 febbraio 2005 per 
asportazione di ernia discale L4-L5 (doc. 39);

- la cartella clinica concernente il ricovero dal 31 maggio al 30 giugno 
2005  in  regime  di  day-hospital  per  diabete  mellito  e  cardiopatia 
ipertensiva (doc. 40, 42, 43);

-  un  verbale  di  cure  di  pronto  soccorso  del  7  luglio  2005  per 
cardiopalmo (doc. 45);

-  un  rapporto  d'esame neurofisiologico  e  della  conduzione  sensitiva 
dell'ottobre 2005 (doc. 46, 47);

- i  risultati  di  esami ematochimici del  12 gennaio 2006, un referto di 
visita cardiologica del 19 gennaio successivo (doc. 52, 53);

-  un  rapporto  d'esame  ecografico  dell'addome  del  9  febbraio  2006 
(doc. 54);

- un referto di visita specialistica in ortopedia del 27 marzo 2006 ed un 
referto d'esame elettromiografico femorale-tibiale sinistro e delle dita 
del 20 luglio 2006 (doc. 56);

-  un  breve rapporto  in  parte  illeggibile  di  esame  ortopedico  del  28 
luglio (?) 2006 (doc. 57).

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C.
Nella  sua presa di  posizione del  7  novembre 2006,  il  Dott. Ribordy, 
medico  dell'Ufficio  dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati 
residenti all'estero (UAIE), dopo aver ripreso la diagnosi sopra riferita 
ed analizzato il caso sotto il profilo delle malattie di lunga durata, ha 
affermato che il  richiedente non avrebbe mai  subito  un'incapacità  al 
lavoro  di  livello  pensionabile,  potendo  lo  stesso  continuare  l'attuale 
attività in misura di almeno il 70% (doc. 59).

L'amministrazione  ha  aderito  al  parere  del  proprio  medico  ed  un 
progetto di decisione comportante il diniego di prestazioni assicurative 
è stato inviato il 14 novembre 2006 a A._______ (doc. 60). Con scritto 
del'11  gennaio  2007,  l'assicurato  ha  contestato  tale  progetto 
dichiarandosi  disposto  a  sottoporsi  ad  una  visita  specialistica.  A 
suffragio delle sue conclusioni ha esibito, segnatamente:

- una relazione sanitaria stilata il 22 dicembre 2006 dal Dott. Di Gesù, 
specialista  in  medicina  legale  e  delle  assicurazioni,  Nardò,  il  quale 
evidenzia  una  spondilodiscoartrosi  cervico-dorso-lombosacrale  in 
soggetto  operato  di  ernia  discale  L4-L5  e  poliradicolopatie,  diabete 
mellito  e  cardiopatia  ipertensiva;  l'esperto  di  parte  indica  che  il 
paziente presenta un'invalidità pari all'80% (doc. 66);

- un certificato medico del Dott. Bianco dell'11 gennaio 2007 (doc. 67);

-  un  attestato  di  riconoscimento  dell'invalidità  civile  del  20  maggio 
2004 (doc. 63);

- una cartella clinica relativa al ricovero dal 22 al 25 novembre 2006 
per cardiopatia ipertensiva (doc. 64);

- un breve rapporto d'esame neurologico del 19 dicembre 2006 (doc. 
65).

Ricevute  le  osservazioni  del  richiedente,  l'amministrazione  ha 
risottoposto gli atti al Dott. Ribordy, il quale, nella sua relazione del 21 
gennaio  2007,  si  è  riconfermato nelle  sue precedenti  considerazioni 
(doc. 69).

Mediante decisione del 22 febbraio 2007, l'UAIE ha pertanto respinto 
la domanda di rendita (doc. 70).

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D.
Con il  ricorso  depositato  il  3  aprile  2007,  A._______,  regolarmente 
rappresentato  dall'avv.  Sandro  Potenza,  chiede,  sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza,  il  riconoscimento  del  suo  diritto  a  prestazioni 
assicurative.  A  suffragio  delle  sue  conclusioni  produce,  oltre  ad 
abbondante documentazione già ad atti, alcuni referti non acquisiti in 
istruttoria, quali: un referto TAC del ginocchio e della gamba destra del 
21  aprile  2006;  diversi  rapporti  del  servizio  di  diabetologia 
dell'ospedale di Galatina; un elettrocardiogramma “Holter” (24 ore) del 
10 agosto 2006 ed il rapporto di analisi di questo esame.

E.
Ricevuto il ricorso, l'UAIE ha sottoposto gli atti al Dott. Lehmann, del 
proprio servizio medico, il  quale, nella sua relazione del 5 settembre 
2007, ha confermato il parere del Dott. Ribordy (doc. 72).

Nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  del  25  settembre  2007,  l'UAIE 
propone la reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui, per quanto 
occorra, si riferirà nei considerandi di diritto del presente giudizio.

F.
Con ordinanza dell'8 ottobre 2007, il Tribunale amministrativo federale 
(TAF) ha invitato la parte ricorrente a volersi pronunciare in merito alle 
osservazioni dell'amministrazione, ed altra documentazione di rilievo, 
entro il 9 novembre 2007. L'interpellato non ha tuttavia esercitato il suo 
diritto di replica.

Con decisione incidentale del 21 novembre 2007, la parte ricorrente è 
stata inviata a voler versare la somma di Fr. 300.-, corrispondente alle 
presunte  spese  processuali.  Il  27  dicembre,  l'insorgente  ha  versato 
alla cassa del TAF la somma di Fr. 292.-.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 

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dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  agli  art.  33  e  34  LTAF.  In 
particolare,  le  decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti 
l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi al  TAF 
conformemente  all'art.  69  cpv. 1  lett.  b  della  legge  federale  del  19 
giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 

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del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

3.

3.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

3.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

3.3 Il ricorso è tempestivo ed ossequioso dei requisiti minimi prescritti 
dalla  legge (art. 60  LPGA e 52 PA). Il  gravame è dunque ricevibile, 
nulla ostando all'esame del merito dello stesso.

4.
Ai fini del presente giudizio occorre altresì preliminarmente precisare, 
con  particolare  riferimento  al  diritto  materiale,  che,  dal  profilo 
temporale,  non  trovano  applicazione  le  modifiche  della  LAI  del  6 
ottobre 2006 entrate in vigore dal 1° gennaio 2008 (5a revisione della 
LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della 
LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.

5.
Il  ricorrente ha presentato la richiesta di  rendita  il  12 luglio 2005. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato 
si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 
richiesta.  In  concreto,  lo  scrivente  Tribunale  amministrativo  federale 
può quindi limitarsi ad esaminare se il ricorrente avesse diritto ad una 
rendita  il  12 luglio  2004 (ossia 12 mesi  precedenti  la  presentazione 
della domanda), oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data 
ed il 22 febbraio 2007, data della decisione impugnata. Il giudice delle 
assicurazioni  sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione 
impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente al momento 

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in cui  la decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 
1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
un  cittadino  italiano  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:  essere  invalido  ai  sensi  della  legge  svizzera  ed  aver 
versato contributi  all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di 
una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. 28 cpv. 1ter  LAI,  secondo il  quale le rendite per un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'UE  e  vi 
risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 

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suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

8.

8.1 A._______  lavorava  dal  dicembre  2002  presso  la  ditta  B.  di 
Galatina in qualità di elettricista ed in ragione di 40 ore la settimana. Il 
dipendente,  per  ragioni  di  salute,  ha  fatto  registrare  assenze  da 
imputare  a  malattia,  segnatamente,  dal  15  settembre al  5  dicembre 
2003,  dal  7  al  30  settembre  e  dal  6  al  31  dicembre  2004,  dal  17 
gennaio al 5 febbraio, dal 21 febbraio al 30 marzo e dal 18 luglio al 6 
agosto 2005. A partire dal 1° febbraio 2006 egli lavora a metà tempo 
20  ore  la  settimana,  sempre  come  elettricista,  dovendo  evitare 
ambienti di lavoro rumorosi e il freddo intenso.

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 

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raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). 

In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio  per determinare quali 
lavori  siano  ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato,  ma non 
spetta al medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 
V 314, 105 V 158). Infatti, per costante giurisprudenza le certificazioni 
mediche possono costituire importanti  elementi  d'apprezzamento del 
danno  invalidante,  allorché  permettono  di  valutare  l'incapacità 
lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in  un'attività  da  lui 
ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 
3c).

Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti  ed esamini in maniera completa i  punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

9.

9.1 Nel  caso  di  specie  risulta  che  l'interessato  è  sostanzialmente 
affetto  da  ernia  discale  residua  di  L4-L5  (operazione  del  febbraio 
2005),  spondilodiscoartrosi,  ipertensione arteriosa con retinopatia  in 
diabetico in buon controllo metabolico (cfr. E 213 del 27 ottobre 2005, 
doc. 48). L'esame ortopedico del 27 marzo 2006 pone in evidenza una 
cervicodiscoartrosi con ernie discali multiple C5-C-6, C6-C7 e C7-D1, 
nonché  D1-D2,  D2-D3  e  D3-D4  e  discopatie  multiple  lombari  e 
poliradicolopatia. Il Dott. Di Gesù, autore della relazione esibita in sede 
di audizione, non evidenzia ulteriori patologie.

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico,  essere  esaminate  alla  luce  dell'art.  29  cpv. 1  lett.  b  LAI. 
Trattasi, infatti,  di malattie che, per costante giurisprudenza, sono da 
configurare  non  già  di  carattere  permanente  (cioè  di  natura 
consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di 
migliorare o peggiorare. 

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Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, i sanitari dell'INPS pongono un tasso d'invalidità 
superiore ai due terzi. Dal canto loro, i medici dell'UAIE, Dott.ri Ribordy 
e  Lehmann,  constatato  che  l'interessato  lavora  a  metà  tempo, 
ritengono che lo  stesso,  dando prova di  maggior  impegno, potrebbe 
svolgere il suo attuale lavoro in misura superiore al 60%, di modo da 
escludere un'invalidità di rilievo.

A questo proposito va rilevato che secondo un principio generale del 
diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l'obbligo di ridurre 
il  danno conseguente la  sua invalidità  (VSI  2001 p. 274 consid. 5a; 
DTF  123  V  233  consid.  3c;  117  V  278  consid.  2b).  In  virtù  di  tale 
obbligo,  l'assicurato  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia 
ragionevolmente esigibile per ovviare nel modo migliore possibile alle 
conseguenze della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la 
sua residua capacità al lavoro, se necessario in una nuova professione 
o, in quella precedente ma con compiti meno gravosi (DTF 113 V 28 
consid. 4a).

10.2 Dall'istruttoria  si  evince  che  l'interessato  ha  lavorato  come 
elettricista al cento per cento fino, formalmente, al 31 gennaio 2006. 
Le sue assenze dal lavoro per ragioni di salute sono, tutto  sommato, 
relativamente  modeste  e,  in  ogni  caso,  non  giustificano  il 
riconoscimento  di  un'invalidità  di  rilievo.  Egli  ha  fatto  registrare  65 
giorni  di  assenza in tutto  nel  2003,  48 giorni  in tutto nel  2004 e 75 
giorni nel  2005. A partire dal 1° febbraio 2006 lavora a metà tempo. 
Non  è  stato  riferito,  in  sede  ricorsuale  o  di  replica,  che  egli  abbia 
definitivamente smesso di lavorare.

10.3 Ora, i dati di carattere medico, attentamente valutati dai sanitari 
dell'UAIE,  non  pemettono  di  giustificare  un  lavoro  limitato  a  metà 

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tempo.  Certo  è  che  l'assicurato  soffre  di  una  polipatologia 
spondiloartrosica e che per questa affezione è già stato operato nel 
febbraio 2005. Diversi esami oggettivi neurologici/ortopedici attestano, 
anche  per  il  2003/2005,  una  diffusa  spondiloartrosi,  diverse  ernie 
discali ed altri fenomeni degenerativi, ma non per questo l'interessato 
ha rinunciato al suo lavoro. Anche dopo l'operazione del febbraio 2005, 
si  riconfermano  fenomeni  degenerativi  e  la  persistenza  di  segni 
compatibili  con  una  sofferenza  poliradicolare  cronica  cervicale.  Nel 
complesso,  tuttavia,  l'apparato  locomotorio/articolare  appare 
clinicamente  povero  di  limitazioni  funzionali  importanti  e  debilitanti. 
Nemmeno il referto d'esame ortopedico del 28 luglio 2006 attesta un 
quadro di debilitazione di rilievo. I movimenti sono limitati, soprattutto 
la  flesso-estensione  a  ½  e  la  manovra  di  Lasègue  è  positiva 
bilateralmente  ai  gradi  estremi;  buona  è  la  funzionalità  degli  arti 
superiori ed inferiori. Dal punto di vista neurologico, movimenti, forza e 
tono  muscolari  sono  nella  norma,  i  riflessi  sono  presenti  e  validi. 
L'andatura è normale ed il portamento eretto. Per il resto, l'interessato 
soffre di patologie comuni e non invalidanti. L'ipertensione arteriosa è 
tenuta  sotto  controllo  farmacologico  come  pure  il  diabete  che  non 
desta particolari preoccupazioni. Non è stata documentata, malgrado 
diversi  esami,  alcuna  insufficienza  cardiaca.  Il  visus  è  nella  norma 
nonostante una appena accennata retinopatia di origine diabetica. 

In  queste  condizioni,  lo  scrivente  tribunale  ritiene  che  l'interessato, 
nonostante le affezioni di cui  è portatore, potrebbe svolgere l'attuale 
lavoro in misura superiore al 60%, in modo da escludere un'invalidità 
di rilievo ai fini della rendita.

Vero è che il Dott. Di Gesù, autore della perizia medica esibita in sede 
di audizione (22 dicembre 2006), pur non apportando novità dal punto 
di  vista  diagnostico,  stima  all'80%  il  tasso  d'invalidità  affliggente 
l'assicurato.  Questa  valutazione  è  tuttavia  smentita  dal  fatto  che 
l'interessato continua a lavorare al 50%. Inoltre, deve essere ricordato 
che nel  valutare  le  certificazioni  redatte  da medici  stranieri,  occorre 
usare una certa prudenza soprattutto per quanto riguarda la fissazione 
del grado d'inabilità lavorativa. Infatti, le condizioni cui il diritto italiano 
subordina il  riconoscimento  di  prestazioni  assicurative sono dissimili 
da  quelle  previste  dalla  LAI,  applicabili  nella  specie  (cfr.  anche 
P. OMLIN,  Die  Invalidität  in  der  obligatorischen  Unfallversicherung, 
Friborgo 1995, p. 296 e seg.). 

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11.

11.1 In  queste  circostanze  il  ricorso  deve  essere  respinto  e 
l'impugnata decisione confermata.

11.2 Le spese processuali,  ammontanti a Fr. 292.-, vengono poste a 
carico del ricorrente e sono compensate con l'anticipo di Fr. 292.- da 
lui versato il 27 dicembre 2007.

11.3 Visto  l'esito  del  ricorso,  non  vengono  assegnate  indennità  per 
spese ripetibili.

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di Fr. 292.-, sono poste a carico del ricorrente e 
sono compensate con l'anticipo spese di Fr. 292.- da lui versato il 27 
dicembre 2007.

3.
Non vengono riconosciute indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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