# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9c2b4fa2-eb6e-5666-bf02-e43e85fab6e2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-31
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 31.03.2010 D-1913/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1913-2010_2010-03-31.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1913/2010/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3 1  m a r z o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione della Giudice Gabriela Freihofer, 
cancelliere Federico Pestoni;

A._______, nato il (...)
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 17 marzo 2010 / N [...]

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1913/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità o di  viaggio, con la comminatoria  che,  in caso di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 3 marzo 2010 e del 17 marzo 2010;

la  decisione  dell'UFM  del  17 marzo 2010,  notificata  all'interessato  il 
17 marzo 2010 (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del 24 marzo 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 25 marzo 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF) in 
data 25 marzo 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni  previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in-
feriore,  è  particolarmente toccato dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato  ha  dichiarato  di  essere  cittadino  nigeriano  di  etnia  Haussa, 
nato a B._______ (Rep. democratica del Congo), ove avrebbe vissuto 
fino  al  (...),  e  di  aver  avuto  l'ultima  residenza  a  C._______,  nel 
D._______  State,  Nigeria,  fino  al  (...)  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
3 marzo 2010, pagg. 1 e 2); che esso avrebbe lasciato la Nigeria il (...) 
per il timore di essere ucciso dai mussulmani che hanno dato vita agli 
scontri  religiosi  avvenuti  nella  regione  nel  mese  di  gennaio; che,  in 
occasione di detti  disordini, il  ricorrente avrebbe perso la madre e la 
sorella e sarebbe stato, a sua volta, preso in ostaggio e picchiato; che 
dopo  tali  fatti,  si  sarebbe  nascosto  presso  un  amico  che  lo  ha  in 
seguito aiutato ad espatriare; che si sarebbe recato ad E._______ con 
il  pullman,  da  dove  avrebbe  poi  preso  un  aereo  per  la  Francia, 
atterrando in un luogo ignoto, e continuando in bus fino a giungere in 
Svizzera (cfr. verbale d'audizione del 26 gennaio 2010, pagg. 8 e 9);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi-
tà;

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-

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lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità,  riconfermato quanto già affermato nei 
verbali di audizione, e meglio di non aver mai né posseduto né avuto 
bisogno di documenti di identità, ribadendo inoltre, riguardo ai propri 
motivi d'asilo, che essi sarebbero da ritenersi verosimili, visto che se 
fosse rimasto in Nigeria la sua vita sarebbe stata in grave pericolo;

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua  domanda d'asilo,  la  concessione  dell'asilo  e,  in  via  sussidiaria, 
l'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda di 
dispensa dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese 
processuali;

che nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere impu-
gnato non può essere esteso alla questione della concessione dell'asi-
lo, che presuppone una decisione nel merito della domanda stessa;

che  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie le citate condizioni d'ammissibilità;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al-
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono necess-
ari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza 
di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi-
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 

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un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti-
colari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non sono documenti 
validi  giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. a LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi, 
come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di na-
scita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi 
(cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di un mese dalla pre-
sentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento che 
adempia i citati criteri;

che,  per  di  più,  egli  si  è  semplicemente limitato  a  dichiarare di  non 
aver mai  posseduto un passaporto  o una carta  d'identità,  allegando 
poi di non avere mai necessitato di possedere dei documenti di identi-
tà poiché si sarebbe sempre identificato verbalmente (cfr. verbale d'au-
dizione del 3 marzo 2010, pag. 5);

che, oltre a ciò, interrogato sul suo viaggio, il ricorrente non è riuscito 
a corroborare della benché minima verosimiglianza il proprio racconto, 
risultando infatti  impossibile  che egli  partendo  da  C._______ il  (...), 
nello  stesso giorno,  sia  andato  ad E._______  con  il  pullman,  abbia 
preso un aereo per la Francia, in un luogo sconosciuto, per giungere 
infine  a  F._______  con  il  bus  (cfr.  verbale  d'audizione  del  3 mar-
zo 2010, pagg. 8 e 9); che il ricorrente non è stato in grado di specifi-
care null'altro o fornire dettagli che possano donare credibilità al pro-
prio racconto, che appare quindi vago ed impreciso; non è inoltre vero-
simile che egli sia giunto in Svizzera in seguito ad una successione di 
percorsi che egli ignora, durante i quali, oltretutto, non avrebbe mai su-
bito alcun tipo di controllo; che, a prescindere dalle allegazioni palese-
mente inverosimili di cui sopra, vale sottolineare che varcare il confine 
Schengen senza subire alcun controllo, come il ricorrente ha dichiara-
to di aver fatto, costituisce al momento attuale, un'impresa pressoché 
impossibile;

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

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che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla-
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5);

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risul-
tare  sia dalla  manifesta  inconsistenza sia  dalla  manifesta  irrilevanza 
dei motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria per il timore di essere ucciso dai mussulmani;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri-
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, in particolare, l'insorgente ha dichiarato di essere stato picchiato 
e preso in ostaggio dai mussulmani per tre giorni; che, in seguito agli 
scontri avvenuti a C._______ tra Cristiani e Mussulmani egli avrebbe 
perso la madre e la sorella e la sua casa sarebbe stata bruciata; che 
egli sarebbe riuscito a scappare colpendo a morte la persona che lo 
controllava  (cfr.  verbale  d'audizione  del  3 marzo 2010,  pagg. 6  e  7, 

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verbale d'audizione del  17 marzo 2010,  pagg. 4 e 6); che egli  non è 
però stato in grado di dettagliare praticamente nulla né degli scontri né 
a proposito della sua prigionia e dei suoi sequestratori; che egli ha rife-
rito  di  abitare in  G._______, a C._______, proprio  nella  zona che è 
stata teatro degli scontri e dove diverse case, tra cui la sua, sono state 
bruciate; che nel corso della stessa audizione, il  ricorrente ha poi di-
chiarato di  aver trovato rifugio per molto tempo fino all'espatrio,  una 
volta scappato dai mussulmani, presso un amico, H._______, anch'e-
gli cristiano, che viveva in una zona tranquilla; che H._______ vive a 
G._______, nello stesso luogo in cui viveva il ricorrente e che posto di 
fronte alla sua contraddizione egli non ha saputo replicare limitandosi 
a dire che anche H._______ era stato attaccato (cfr. verbale d'audizio-
ne del 3 marzo 2010, pag. 7);

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati rettamente rite-
nuti come inverosimili dall'autorità inferiore, giusta l'art. 32 cpv. 3 lett. b 
LAsi;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte-
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista 
dell'ammissibilità  (cfr. Sentenza  del  TAF E-423/2009  dell'8  dicembre 
2009, consid. 8, destinata alla pubblicazione);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio-
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti 
del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

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che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en-
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi-
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 
 LStr);

che, pur tenendo in considerazione i disordini occorsi nella regione di 
C._______  ed  allegati  dal  ricorrete,  la  situazione  vigente  in  Nigeria 
non appare caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generaliz-
zata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del terri-
torio nazionale; che, sia come sia, nel frattempo le autorità nigeriane 
hanno ripreso il  controllo nella regione teatro dei citati  disordini; che 
dunque, tali allegazioni non giustificano la concessione dello statuto di 
rifugiato, né tanto meno dell'ammissione provvisoria;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, ha 
ricevuto un'istruzione di base avendo frequentato le scuole serali fino 
al  sesto  corso,  ed  ha  esperienza  quale  venditore  al  mercato  (cfr. 
verbale  d'audizione  del  3 marzo 2010,  pag. 3);  che  inoltre,  stando  a 
quanto riferito, avrebbe trascorso gli ultimi 15 anni della propria vita a 
C._______, ove si  può partire quindi dal  presupposto che abbia una 
rete sociale; che l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di 
gravi  problemi  di  salute che possano giustificare la  sua ammissione 

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provvisoria  (cfr.  sulla  problematica  Giurisprudenza  ed  informazioni 
della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo 
[GICRA] 2003 n. 24),  senza  che  da  un  esame  d'ufficio  degli  atti 
emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria  diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese pro-
cessuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in 
materia  di  diritto  pubblico dinanzi  al  Tribunale federale (art. 83 litt. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva;

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
F._______ (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento);

- all'UFM, Centro di registrazione e di procedura di Chiasso (via fax, 
per l'incarto N [...], con ordine di notificare la sentenza al ricorrente 
e di  ritornare l'avviso di  ricevimento allegato al  Tribunale ammini-
strativo federale; con allegata copia del ricorso del 24 marzo 2010);

- I._______(in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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