# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1a3f7992-d698-55bd-98c2-8a21127d8140
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-09-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.09.2008 C-3/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-3-2008_2008-09-19.pdf

## Full Text

Corte II I
C-3/2008
{T 0/2}

Sentenza del 19 settembre 2008

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Ruth Beutler, Blaise Vuille,
cancelliere Graziano Mordasini.

A._______, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-3/2008

Ritenuto in fatto e considerato in diritto:

che in data 26 giugno 1998, B._______, cittadino dominicano nato il..., 
ha presentato al Consolato generale di Svizzera a Santo Domingo una 
domanda di visto turistico per la Svizzera, al fine di soggiornare per un 
periodo  di  tre  mesi  presso  la  madre  residente  in  Ticino,  richiesta 
respinta  dall'Ufficio  federale  degli  stranieri  (UFS; attualmente  Ufficio 
federale della migrazione: UFM) con decisione del 24 luglio 1998; 

che  con  decisione  del  9 novembre  1998,  il  Dipartimento  federale  di 
giustizia e polizia (DFGP) ha dichiarato irricevibile il ricorso interposto 
il  24 agosto  precedente  dall'interessato,  per  il  tramite  del  suo 
patrocinatore, in ragione del mancato versamento dell'anticipo spese 
richiestogli;

che il 21 novembre 2001, B._______ ha presentato presso la suddetta 
rappresentanza  elvetica  una  seconda  domanda  di  visto  per  la 
Svizzera, al fine di soggiornare per un periodo di un mese presso un 
amico di famiglia residente in Ticino e seguire nel contempo un corso 
di musica, richiesta respinta dall'UFS con decisione del 4 marzo 2002 
non impugnata;

che  con  lettera  del  5 settembre  2007,  A._______,  cittadino svizzero 
residente a C._______, ha invitato B._______ a venire in Svizzera per 
una  visita,  garantendo  nel  contempo  l'assunzione  di  tutte  le  spese 
relative al soggiorno di quest'ultimo;

che in data 13 settembre 2007, B._______ ha presentato al Consolato 
generale  di  Svizzera  a  Santo  Domingo  una  terza  domanda  di  visto 
turistico per la Svizzera, al fine di soggiornare, a far data dal 1° ottobre 
2007,  per  un  periodo  di  un  mese  presso  l'amico  A._______, 
precisando nel contempo di essere celibe e amministratore;

che  a  sostegno  della  succitata  domanda  di  visto,  il  richiedente  ha 
inoltre  prodotto  agli  atti  una  dichiarazione  del  suo  datore  di  lavoro 
attestante la sua attività di amministratore, un estratto del suo conto 
bancario,  nonché  una  missiva  del  2 ottobre  2007  all'intenzione  del 
Consolato  generale  con  la  quale  egli  ribadiva  di  beneficiare  delle 
necessarie  garanzie  finanziarie  per  ottenere  il  rilascio  del  visto 
postulato;

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che  in  data  15 novembre  2007,  l'UFM ha  emesso  una  decisione  di 
rifiuto  dell'autorizzazione  d'entrata  in  Svizzera  nei  confronti  di 
B._______,  considerando  in  sostanza  che,  tenuto  conto  della 
situazione  socioeconomica  prevalente  nella  Repubblica  Dominicana, 
ed in particolare delle disparità economiche esistenti tra questo paese 
e  la  Svizzera,  la  sua  uscita  dal  territorio  della  Confederazione  alla 
scadenza del soggiorno previsto non poteva essere considerata come 
sufficientemente assicurata;

che l'autorità intimata ha inoltre sottolineato che l'interessato non può 
avvalersi  di  legami  stretti  con  il  suo  paese  d'origine,  rilevando  nel 
contempo come il fatto che egli insista nel voler ottenere il rilascio di 
un  visto  malgrado  le  parecchie  decisioni  negative  emesse  nei  suoi 
confronti fa sorgere dei seri dubbi sulle sue reali intenzioni;

che  con  scritto  del  30 dicembre  2007,  agendo  per  il  tramite  di 
A._______,  B._______  ha  interposto  ricorso  avverso  la  precitata 
decisione,  affermando di  intrattenere  una relazione sentimentale  nel 
suo  paese  d'origine  da  cui  è  nata  una  bambina  (cfr.  certificato  di 
nascita)  di  cui  egli  si  fa  carico  grazie  alla  sua  attività  lucrativa, 
precisando che tali legami non possono essere valutati unicamente in 
base a mere considerazioni di carattere economico;

che  il  ricorrente  ha  inoltre  rilevato  di  avere  domandato 
un'autorizzazione  d'entrata  in  Svizzera  per  visitare  la  madre  e  la 
sorella  ivi  residenti,  ciò  che  rende  comprensibili  le  sue  reiterate 
richieste,  precisando  che  questi  legami  familiari  costituiscono  degli 
elementi a garanzia di un suo rientro nella Repubblica Dominicana;

che chiamato ad esprimersi sul ricorso, con preavviso del 19 febbraio 
2008, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame, ritenendo come il 
rientro in patria di  B._______ non fosse sufficientemente garantito  e 
sottolineando che la presenza in Svizzera della madre e della sorella 
potrebbe costituire un ulteriore motivo per risiedervi durevolmente;

che l'autorità di prime cure ha inoltre affermato che le argomentazioni 
del ricorrente in merito alla sua situazione personale e professionale 
andavano relativizzate in ragione delle disparità economiche esistenti 
tra la Repubblica Domenicana e la Svizzera;

che, invitato a prendere posizione in merito al  preavviso dell'autorità 
intimata,  con replica del 20 marzo 2008,  il  ricorrente ha rilevato che 

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essa  si  fonda  su  pregiudizi  e  semplici  supposizioni,  precisando  in 
particolare che il criterio relativo alle disparità economiche esistenti tra 
la Repubblica Dominicana e la Svizzera adottato dall'autorità inferiore 
è  tale  da  creare  una  discriminazione  inammissibile  sulla  base 
dell'agiatezza economica o del paese di provenienza dei richiedenti;

che con duplica del 2 maggio 2008, l'UFM si è riconfermato nelle sue 
argomentazioni  sviluppate  nella  decisione  impugnata  e  nel  suo 
preavviso del 19 febbraio precedente;

che, riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il 
Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della 
legge  federale  del  20 dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa 
(PA,  RS 172.021)  prese  dalle  autorità  menzionate  agli  art.  33  e  34 
LTAF;

che in particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione 
d'entrata  in  Svizzera  rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce  un'unità 
dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF - 
possono  essere  impugnate  dinanzi  al  TAF, il  quale  statuisce  in  via 
definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 
della  legge  del  17 giugno  2005  sul  Tribunale  federale  [LTF,  RS 
173.110]);

che l'entrata in  vigore,  il  1° gennaio 2008,  della  legge federale sugli 
stranieri  del  16 dicembre  2005  (LStr,  RS  142.20)  ha  comportato 
l'abrogazione della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la 
dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS, CS 1 117), conformemente 
all'art. 125 LStr (in relazione con la cifra I del suo allegato), e di alcune 
ordinanze d'esecuzione, quali in particolare l'ordinanza del 14 gennaio 
1998 concernente l'entrata e la notificazione degli stranieri (OEnS, RU 
1998  194),  in  virtù  dell'art.  39  dell'ordinanza  del  24 ottobre  2007 
concernente la procedura d'entrata e di  rilascio del visto (OPEV, RS 
142.204), e dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli 
stranieri  (OLS,  RU  1986  1791),  conformemente  all'art.  91 
dell'ordinanza  del  24 ottobre  2007  sull'ammissione,  il  soggiorno  e 
l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201);

che la  domanda oggetto della  presente procedura di  ricorso è stata 
presentata  prima  dell'entrata  in  vigore  della  LStr,  il  vecchio  diritto 

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(materiale) è quindi applicabile alla presente fattispecie, in conformità 
alla regolamentazione transitoria di cui all'art. 126 cpv. 1 LStr;

che,  di  contro,  conformemente  all'art.  126  cpv. 2  LStr,  la  procedura 
inerente  le  domande  presentate  prima  dell'entrata  in  vigore,  il 
1° gennaio 2008, della LStr è retta dal nuovo diritto;

che, salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta  dalla  PA (art. 37 
LTAF);

che B._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 PA) e che il suo ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(cfr. art. 50 e 52 PA);

che per l'entrata in Svizzera gli  stranieri  devono disporre di  un visto 
(cfr. art. 1 cpv. 1 in fine e art. 3 OEnS);

che, salvo disposizioni contrarie, il rilascio del visto compete all'UFM 
(art. 18 OEnS in relazione con l'art. 25 cpv. 1 lett. a LDDS);

che nelle loro decisioni, le autorità competenti a concedere i permessi 
terranno conto degli  interessi  morali  ed economici  del paese nonché 
dell'eccesso della  popolazione straniera (cfr. art. 16  cpv. 1 LDDS) e 
saranno tenute ad assicurare un rapporto equilibrato tra l'effettivo della 
popolazione  svizzera  e  quello  della  popolazione  straniera  residente 
(cfr. art. 1 lett. a OLS);

che la  Svizzera non può accogliere tutti  gli  stranieri  che desiderano 
venire in  questo paese,  sia  che si  tratti  di  soggiorni  di  breve che di 
lunga  durata,  quindi  è  legittimo  applicare  una  politica  restrittiva  in 
materia di ammissione (cfr. DTF 122 II 1 consid. 3a p. 6 segg.;  ALAIN 
WURZBURGER,  La jurisprudence récente du Tribunal fédéral  en matière 
de police des étrangers, Revue de Droit administratif et de Droit fiscal 
[RDAF] 1997, p. 287);

che  esse  devono  quindi  assicurarsi  che  gli  stranieri  ammessi  in 
Svizzera dispongano sia della possibilità che della volontà di rientrare 
nel  loro  paese  d'origine,  in  caso  di  bisogno  o  al  termine  del  loro 
soggiorno (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c e 14 cpv. 1 OEnS);

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che a questo proposito giova sottolineare che l'ordinamento giuridico 
svizzero  non  garantisce  alcun  diritto  all'entrata  in  Svizzera,  né  alla 
concessione di un visto (cfr. art. 4 LDDS, in relazione con l'art. 9 cpv. 1 
OEnS; cfr. inoltre PHILIP GRANT, La protection de la vie familiale et de la 
vie privée en droit des étrangers, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, p. 24; 
PETER UEBERSAX,  Einreise  und  Anwesenheit  in:  Uebersax/Münch/ 
Geiser/Arnold, Ausländerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 5.28 
ss);

che  il  visto  è  rifiutato  se  lo  straniero  non  adempie  alle  condizioni 
d'entrata  di  cui  all'art. 1  OEnS (cfr. 14  cpv. 1  OEnS),  vale  a  dire  in 
particolare se non fornisce garanzie necessarie che la sua partenza 
dalla  Svizzera  avverrà  nei  termini  prescritti  (cfr.  art.  1  cpv. 2  lett.  c 
OEnS);

che un visto è inoltre rifiutato qualora sussistono fondati  dubbi  sullo 
scopo del soggiorno (art. 14 cpv. 2 let. c OEnS);

che un permesso d'entrata in Svizzera non può quindi essere rilasciato 
allorquando  il  rientro  nel  paese  d'origine  non  è  assicurato,  sia  in 
ragione della situazione politica o economica difficile prevalente, sia in 
funzione della situazione personale del richiedente;

che  nella  fattispecie,  tenuto  conto  dell'insieme  delle  risultanze 
dell'incarto, il TAF ritiene che l'uscita dalla Svizzera di B._______ alla 
scadenza  del  soggiorno  previsto  non  può  essere  considerata  come 
sufficientemente assicurata;

che  in  effetti,  in  ragione  della  situazione  socio-economica  difficile 
regnante  nella  Repubblica  Dominicana,  e  viste  le  considerevoli 
disparità economiche esistenti tra questo paese e la Svizzera, il  TAF 
non  può  escludere  il  rischio  che  l'interessato  non  faccia  ritorno  in 
patria alla scadenza del visto richiesto;

che  l'esperienza  insegna  inoltre  che  sovente  i  beneficiari  di  un 
permesso d'entrata,  dal  momento  in  cui  si  trovano in  Svizzera,  non 
prendono più  in  considerazione  il  ritorno nel  loro  paese d'origine,  e 
che,  nonostante  le  promesse  di  lasciare  il  territorio  della 
Confederazione al termine del periodo di visita concesso, non esitano 
ad utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione, mettendo a profitto il loro 
soggiorno in questo paese per risiedervi ad un titolo qualsiasi;

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che, in ragione della situazione personale di B._______, questa ipotesi 
non può essere esclusa nella fattispecie;

che  dalle  informazioni  fornite  alle  autorità  elvetiche  nel  corso  della 
procedura si evince che l'interessato vive con la compagna e sua figlia 
nella Repubblica Dominicana (cfr. ricorso del 30 dicembre 2007);

che, sebbene si debba riconoscere che tali legami siano propri, in una 
certa misura, da incitare una persona a rientrare in patria al termine 
del  soggiorno  auspicato,  essi  non  sono  comunque  sufficienti  ad 
assicurarne in ritorno nel paese d'origine;

che, in caso di arrivo in Svizzera, nulla impedirebbe infatti a B._______ 
di intraprendere i passi necessari al fine di farsi in seguito raggiungere 
dalla sua convivente e da sua figlia;

che, tenuto conto della suddetta situazione personale, e nella misura 
in cui B._______ ritrova in Svizzera sua madre e sua sorella, non si 
può escludere che, una volta giunto sul territorio della Confederazione, 
egli tenti con ogni mezzo di restarvici;

che nel quadro della sua domanda di visto l'interessato ha affermato di 
lavorare in qualità di amministratore, come peraltro comprovato dalla 
documentazione agli atti;

che questi documenti (attestazione di lavoro ed estratto bancario) non 
permettono comunque di  considerare che il  richiedente beneficia nel 
suo  paese  di  una  situazione,  sia  sul  piano  professionale  che 
finanziario,  sufficientemente  stabile  da  garantirne  il  ritorno  nella 
Repubblica Dominicana;

che nella sua domanda di visto del 13 settembre 2007 B._______ ha 
richiesto il rilascio di un visto turistico al fine di rendere visita per un 
mese all'amico A._______, salvo poi  dichiarare nel suo gravame del 
30 dicembre successivo che la sua richiesta aveva quale scopo quello 
di rendere visita alla madre ed alla sorella residenti in Svizzera;

che  la  suddetta  incongruenza  quo  alla  finalità  dell'autorizzazione 
d'entrata  postulata  dall'interessato,  nonché  il  fatto  che  egli  abbia 
reiterato nel corso degli anni la sua richiesta indicando ogni volta delle 
persone  diverse  a  cui  rendere  visita,  sono  tali  da  fare  sorgere  seri 
dubbi in merito alle sue reali intenzioni (cfr. art. 14 cpv. 2 let. c OEnS), 

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come  peraltro  rilevato  a  giusto  titolo  dall'autorità  intimata  nella  sua 
decisione del 15 novembre 2007;

che, di transenna, il rifiuto di cui è stato oggetto B._______ non è tale 
da  costituire  un  ostacolo  al  mantenimento  delle  relazioni  con 
l'invitante,  la  madre  e  la  sorella  residenti  in  Svizzera,  potendo 
quest'ultimi  rendergli  a  loro  volta  visita,  e  questo  nonostante  gli 
inconvenienti  di  ordine  pratico  o  economico  che  ne  potrebbero 
derivare;

che le garanzie fornite da A._______ in relazione alla presa a carico 
delle  spese  cagionate  dal  soggiorno  auspicato  non  sono  tali  da 
impedire ad un cittadino straniero, una volta sul  territorio elvetico, di 
intraprendere  i  passi  necessari  per  stabilirvisi  durevolmente  (cfr. 
sentenza del Tribunale federale 6S.281/2005 del 30 settembre 2005);

che  l'esperienza  ha  a  più  riprese  dimostrato  come  le  dichiarazioni 
d'intenzione formulate in merito all'uscita puntuale dalla Svizzera allo 
scadere  del  visto,  così  come  le  garanzie  finanziarie  fornite 
dall'ospitante,  costituiscono  delle  semplici  dichiarazioni  d'intenzione, 
prive di effetti giuridici e non sono pertanto sufficienti ad assicurare la 
partenza  di  un  cittadino  straniero  nei  termini  stabiliti  (cfr. 
Giurisprudenza  delle  autorità  amministrative  della  Confederazione 
[GAAC] 57.24);

che  a  questo  proposito  occorre  precisare  che  il  rifiuto 
dell'autorizzazione  d'entrata  in  oggetto  non  è  tale  da  mettere  in 
discussione la buona fede di  una persona residente regolarmente in 
Svizzera,  la  quale  ha  invitato  un  terzo  domiciliato  all'estero  per  un 
soggiorno turistico;

che, alla luce di quanto esposto, il TAF ritiene che il ritorno in patria del 
richiedente  non  può  essere  considerato  come  sufficientemente 
garantito (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c OEnS), e che sussistono dei fondati 
dubbi in merito allo scopo del soggiorno (art. 14 cpv. 2 let. c OEnS), di 
modo che le condizioni per il rilascio di un'autorizzazione d'entrata non 
sono adempiute;

che la decisione impugnata si rileva essere conforme al diritto (cfr. art. 
49 PA);

che il ricorso è respinto;

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che le spese di procedura sono pertanto poste a carico del ricorrente 
(cfr. art. 63 cpv. 1 prima frase PA in relazione con gli  art. 1  a 3 del 
Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]); 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le  spese  processuali,  pari  a  Fr. 600.-,  sono  poste  a  carico  del 
ricorrente e sono computate con l'anticipo dello stesso importo versato 
in data 25 gennaio 2008.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto 2682478.7 di ritorno)
- Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione (incarto cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini

Data di spedizione: 

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