# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4b5c00c0-6352-55fc-913e-b59367eacc4c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-01-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 15.01.2019 52.2017.446
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2017-446_2019-01-15.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2017.446

   

  	
  Lugano

  15 gennaio 2019

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Matteo
  Cassina, vicepresidente,

  Matea Pessina, Sarah Socchi

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Thierry
  Romanzini

  

 

 

statuendo
sul ricorso del 4 settembre 2017 di

 

 

	
   

  	
   RI
  1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione del 27 giugno 2017 (n. 2981) del Consiglio di Stato, che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la decisione del 2
  giugno 2015 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione della
  popolazione, in materia di revoca/decadenza
  di un permesso di dimora UE/AELS;

  

 

 

ritenuto,                          in
fatto

 

A.Il 3 marzo 2015 il cittadino italiano RI 1 - residente a C__________ ed al beneficio
di un permesso di lavoro per confinanti dal 1973 - ha ottenuto un permesso di
dimora UE/AELS, con effetto retroattivo dal 26 gennaio 2015 e valido fino al 25
gennaio 2020, per svolgere un'attività lucrativa dipendente nel nostro Paese
dopo avere indicato, tra le altre cose, che avrebbe alloggiato in un monolocale
in via __________ a __________.

 

 

                                  B.   Preso atto che l'alloggio corrispondeva
a un locale commerciale, l'8 maggio 2015 la Sezione della popolazione del
Dipartimento delle istituzioni ha comunicato ad RI 1 di voler rivalutare la sua posizione dal profilo della sua autorizzazione
di soggiorno e, dopo avergli dato la possibilità di esprimersi al riguardo,
il 2 giugno 2015 gli ha revocato il permesso
di dimora UE/AELS fissandogli
un termine fino al 3 agosto successivo per lasciare il territorio svizzero.

In sostanza l'autorità ha rilevato che il locale situato in
via __________ a __________ non era conforme all'uso abitativo, di modo che non
era adempiuta una delle condizioni per le quali era stata rilasciata
l'autorizzazione di soggiorno, concludendo che l'interessato non intendeva
risiedere effettivamente nel nostro Paese. Il provvedimento è stato reso sulla base dell'art. 6 dell'Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea, nonché i suoi Stati membri,
sulla libera circolazione delle persone del
21 giugno 1999 (ALC; RS 0.142.
112.681) e degli art. 2, 6 e 24 del relativo
Allegato I, 23 dell'ordinanza
sull'introduzione della libera circolazione delle persone del 22 maggio 2002 (OLCP; RS 142.203), come pure dell'ordinanza
sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa del 24 ottobre 2007 (OASA; RS 142.201).

 

 

                                  C.   Con
giudizio del 27 giugno 2017 il Consiglio di Stato ha confermato la
suddetta risoluzione, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da RI
1.

Preso atto che l'interessato
aveva indicato di essersi trasferito in un appartamento di un locale e mezzo in
via __________ sempre a __________ a decorrere dal 15 luglio 2015, il Governo
ha esperito un'istruttoria tramite la Polizia cantonale volta a verificare la
sua presenza sul nostro territorio, giungendo alla conclusione che il centro di
vita e degli interessi del ricorrente non si trovasse in Svizzera bensì a C__________,
dove egli dispone di un'abitazione ed ha ammesso di rientrare ogni sera dopo il
lavoro.

 

 

                                  D.   Contro la predetta pronunzia
governativa il soccombente si aggrava ora
davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento
previa concessione dell'effetto sospensivo all'impugnativa.

Sostiene che il centro dei
suoi interessi si trova in Svizzera, avendovi lavorato per oltre 40 anni, e che
le sue dichiarazioni rilasciate alla Polizia e poste a fondamento del
giudizio governativo non corrispondono alla realtà.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
dell'impugnativa si oppongono sia il
Dipartimento sia il Consiglio di Stato senza formulare particolari osservazioni
al riguardo.

 

 

                                  F.   In fase di replica
l'insorgente riconferma i propri argomenti ricorsuali, nella duplica l'autorità
dipartimentale ribadisce quanto espresso nella risposta, mentre il Governo è
rimasto silente.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire nel
merito della presente vertenza è data dall'art. 9 cpv. 2 della legge di
applicazione alla legislazione federale in materia di persone straniere dell'8 giugno 1998 (LALPS; RL 143.100). Il gravame in oggetto, tempestivo giusta l'art.
68 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013
(LPAmm; RL 165.100) e
presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 65 cpv. 1 LPAmm), è
pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti,
senza istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm).

 

 

                                   2.   2.1. L'ALC, applicabile
nella presente fattispecie in forza della cittadinanza italiana del ricorrente
che dispone di un passaporto valido, si rivolge ai cittadini elvetici e a
quelli degli Stati facenti parte della Comunità (ora: Unione) europea e
disciplina il loro diritto di entrare, soggiornare, accedere ad attività economiche e offrire la prestazione di servizi
negli Stati contraenti (art. 1 ALC), stabilendo norme che, in linea di
principio, derogano alle disposizioni di diritto interno. Giusta l'art.
6 paragrafo 1 Allegato I ALC, il lavoratore dipendente cittadino di una parte
contraente che occupa un impiego di durata uguale o superiore a un anno al servizio
di un datore di lavoro dello Stato ospitante riceve una carta di soggiorno
della durata di almeno 5 anni a decorrere dalla data del rilascio,
automaticamente rinnovabile per almeno 5 anni.

 

2.2. In relazione alla
decadenza del permesso di dimora UE/AELS, l'ALC prevede espressamente che le
interruzioni del soggiorno che non superino sei mesi consecutivi e le
assenze motivate dall'assolvimento di obblighi militari non infirmano la validità
della carta di soggiorno (cfr. art. 6 paragrafo 5, nonché 12 paragrafo
5 e 24 paragrafo 6 Allegato I ALC).

Quanto previsto dal menzionato Accordo è
equivalente a ciò che prescrive l'art. 61 cpv. 2 della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (dal 1°
gennaio 2019 legge federale sugli stranieri e la loro integrazione; LStrI; RS 142.20), che riprende il tenore dell'art. 9 cpv. 3 lett. c dell'abrogata legge
federale sul domicilio e la dimora degli stranieri (LDDS) del 26 marzo 1931 (Messaggio relativo alla legge federale
sugli stranieri, FF 2002 3327 segg. n. 2.9.2).

In modo analogo al menzionato disposto
dell'ALC, anche la norma citata prevede infatti che in mancanza di un annuncio
esplicito o di una richiesta di mantenimento, un permesso di domicilio o di
dimora decade dopo sei mesi dalla partenza dalla Svizzera. In questo caso
non vi è spazio per una ponderazione di interessi: determinante è soltanto la questione di sapere se lo straniero abbia
effettivamente dimorato all'estero per più di sei mesi oppure oltre il periodo
accordatogli con il permesso di assenza.

Secondo la
giurisprudenza del Tribunale federale, sviluppata quando
ancora era in vigore la LDDS e oggi almeno in parte codificata nell'art. 79
cpv. 1 OASA, tale fattispecie è però realizzata anche se lo straniero si
assenta regolarmente dalla Svizzera durante un lasso di tempo lungo,
ritornandovi ogni volta prima del trascorrere dei sei mesi previsti dalla legge
per motivi di visita, turismo o affari. Al pari di un'assenza continuata, questi
rientri non interrompono infatti le assenze all'estero, neppure quando lo
straniero dispone di un alloggio in Svizzera ed è animato dal desiderio di
mantenere intensi rapporti con il nostro Paese (DTF 120 Ib 369 consid. 2c; STF 2C_147/2010
del 22 giugno 2010 consid. 5.1 e 2C_581/2008
del 6 novembre 2008 consid. 4.1). In tali circostanze (ripetuti
soggiorni nel Paese d'origine durante un lasso di tempo di svariati anni,
interrotti da più o meno lunghi periodi di presenza in Svizzera), la questione
del decadimento di un permesso dipende allora da un altro aspetto, ovvero dalla
determinazione del luogo che costituisce per lo straniero il centro dei propri interessi (da ultima STF 2C_
924/2017 del 2 novembre 2017, consid. 4.1. concernente un caso ticinese; Andreas Zünd/Ladina Arquint Hill, Beendigung der Anwesenheit, Entfernung
und Fernhaltung, in Ausländerrecht, 2a ed. Basilea 2009, n. 8.8 segg.).

 

2.3. Giusta l'art.
23 OLCP, i permessi di soggiorno di breve durata UE/AELS, i permessi di
dimora UE/AELS e i permessi per frontalieri UE/AELS possono essere revocati o
non essere prorogati se non sono più adempite le condizioni per il loro
rilascio.

 

 

                                   3.   3.1. Come accennato in
narrativa, l'autorità dipartimentale ha constatato che l'alloggio in via __________
a __________ non era conforme all'uso abitativo, di modo che uno dei requisiti per
cui il 3 marzo 2015 era stato rilasciato un permesso di dimora UE/AELS ad RI 1
non era stato rispettato, concludendo che l'interessato non intendeva risiedere
effettivamente nel nostro Paese.

 

3.2. Dinnanzi al Consiglio di Stato l'insorgente ha segnalato
di avere traslocato il 15 luglio 2015 in un appartamento di un locale e mezzo
in via __________, sempre a __________, ritenendo pertanto di adempiere le
condizioni per poter conservare l'autorizzazione di soggiorno.

Esperiti i necessari accertamenti volti a verificare la
presenza effettiva del ricorrente sul nostro territorio, il Governo ha confermato
il provvedimento dipartimentale impugnato ritenendo con ragione che il centro
di vita e degli interessi di RI 1 non si trovasse in Svizzera, bensì in Italia a
C__________.

Lo dimostra l'interrogatorio di polizia del 26 maggio 2017,
nel corso del quale l'insorgente ha dichiarato di rientrare regolarmente ogni
sera a C__________ dopo il lavoro, dove è comproprietario con la cognata di una
villa all'interno della quale dispone di un appartamento di 6 locali. Sollecitato
dall'agente interrogante sui motivi per cui aveva deciso di richiedere un
permesso di dimora in Svizzera, egli ha finanche affermato di voler beneficiare
di un miglior trattamento fiscale e che senza tale beneficio avrebbe continuato
a far capo al permesso per confinanti, ammettendo che lo scopo del suo
soggiorno nel nostro Paese era unicamente quello di proseguire la sua attività
professionale (verbale d'interrogatorio, pagg. 2 e 3).

Invano egli tenta ora di confutare le proprie dichiarazioni
rilasciate alla Polizia, adducendo che le medesime non corrisponderebbero a
realtà siccome era la prima volta in vita sua che si sottoponeva ad un interrogatorio.
L'insorgente è persona adulta, che ha un'esperienza professionale di oltre 40
anni. Non è quindi uno sprovveduto. In occasione della sua audizione ha letto
il verbale, ha rinunciato ad apportarne delle aggiunte, l'ha approvato e l'ha
firmato senza minimamente eccepire la correttezza dell'interrogatorio al quale è
stato sottoposto. Non gli si può pertanto credere quando pretende ora di avere
dichiarato dei fatti non corrispondenti alla realtà. Tanto più che la sua
versione dei fatti collima con il sopralluogo nell'appartamento in via __________
effettuato in sua presenza il 30 marzo 2017 e supportato dalle numerose
fotografie agli atti, dal quale è emerso che nel monolocale sono presenti
pochissimi indumenti con gli armadi, la dispensa ed il frigorifero che
risultano vuoti. Pure lo scarso consumo di energia elettrica rilevato ne conferma
l'assenza.

 

3.3. Alla luce di quanto precede si può senz'altro ritenere
che, malgrado i rientri in Svizzera per lavorare, il centro degli interessi di RI
1 non si trova nel nostro Paese bensì in Italia, dove rientra regolarmente ogni
sera a C__________ dopo il lavoro e dispone di un appartamento di 6 locali all'interno
di una villa di cui è comproprietario con la cognata.

In sostanza l'insorgente continua a fare il frontaliere sul
nostro territorio, come ha fatto durante oltre 40 anni a partire dal 1973.

 

 

                                   4.   In esito alle considerazioni
che precedono, la decisione impugnata va pertanto confermata in quanto immune
da violazione del diritto.

Essa è pure rispettosa del principio di proporzionalità. In
effetti, l'insorgente ha sempre la possibilità di richiedere il rilascio di un
permesso di lavoro per confinanti G UE/AELS per continuare a svolgere la
propria attività nel nostro Paese (cfr. art. 7 par. 1° e 28 Allegato I ALC) oppure
di presentare una nuova domanda di rilascio di un permesso di dimora B UE/AELS, in quest'ultima ipotesi
dimostrando però di soggiornare effettivamente e stabilmente in Svizzera.

 

 

                                   5.   Ne discende che il ricorso
dev'essere integralmente respinto. Con l'emanazione del presente giudizio, la
domanda di conferimento dell'effetto sospensivo all'impugnativa diviene priva
di oggetto.

La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza e
sono quindi poste a carico del ricorrente, conformemente all'art. 47 cpv. 1 LPAmm.

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   Spese e tassa di giustizia
per complessivi fr. 1'500.–, già anticipate dal ricorrente, rimangono a suo
carico.

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
vicepresidente                                                     Il vicecancelliere