# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 15969902-f2b0-5b7f-87a1-84af8c7f5bf9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-10-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.10.2001 32.2000.111
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2000-111_2001-10-03.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2000.00111

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  3 ottobre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 10 novembre 2000
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 12 ottobre 2000 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 26 aprile 2000 l'Ufficio assicurazione AI (UAI) ha riconosciuto a
__________, nato il __________, provvedimenti sanitari necessari alla cura
dell'infermità congenita di cui alla cifra 495 dell'Ordinanza sulle infermità
congenite del 9 dicembre 1985 (OIC), per il periodo dal 30 gennaio al 15
febbraio 2000.

 

                                         Successivamente,
in data 4 maggio 2000, __________, padre di __________, ha presentato istanza
all'UAI tendente al rimborso delle spese relative alle visite mediche ed ad
ogni ulteriore trattamento necessario alla cura delle affezioni cutanee
manifestatesi nelle rispettive date 1. aprile e 26 aprile 2000. 

 

                               1.2.   Con proposta
di decisione 21 settembre 2000 l'UAI ha respinto la richiesta di assunzione dei
costi per i seguenti motivi:

 

" 
(…)

Giusta l'art. 13 della legge federale per
l'assicurazione invalidità (LAI), gli assicurati di età inferiore ai 20 anni
hanno diritto ai provvedimenti sanitari necessari al trattamento delle
infermità congenite riconosciute.

Queste affezioni sono menzionate in modo
esaustivo nella lista figurante nell'ordinanza e concernente le infermità
congenite che dà diritto ai provvedimenti sanitari.

 

Il dossier medico non permette di determinare
un'infermità congenita riconosciuta dall'assicurazione invalidità, e le
condizioni per il diritto secondo l'art. 12 LAI non sono adempiute.

 

Infatti le macchie cutanee sono scomparse
spontaneamente dopo pochi giorni, pertanto una diagnosi precisa no è stata
posta.

 

Pertanto, la sua domanda di prestazioni è
respinta. (…)" (Doc. AI _)

 

                               1.3.   Per
decisione 12 ottobre 2000 l'UAI ha confermato integralmente la proposta di
decisione 21 settembre 2000.

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso 10 novembre 2000 il padre dell'assicurato ha impugnato la
decisione amministrativa postulandone l'annullamento e chiedendo che il caso
venga sospeso sino a quando verrà posta una diagnosi precisa dell'affezione di
cui __________ è portatore.

                                         Queste le
motivazioni del gravame:

 

" 
(…)

In data __________ 2000 è nato mio figlio __________. In data 29
gennaio 2000 venivano riscontrati diversi ematomi su tutto il palmo della mano
sinistra e destra fino ai polsi, con conseguente aumento degli ematomi il
giorno seguente, con accentuato gonfiore presso le mani e caviglia.
Immediatamente veniva ordinato il ricovero d'urgenza presso il reparto cure
intense del  Kinderspital __________. Il capo‑clinica Dr. Med. __________
prescriveva l'immediata somministrazione di cura antibiotica per via endovenosa
per la durata di 15 giorni. Gli esami di laboratorio c/o il Kantonsspital di
__________ diagnostificavano "Darm‑ und Hautbakterien". In data
15 febbraio 2000 il piccolo __________ veniva dimesso dal __________. Per più
ampie informazioni potranno essere richiesti tutti i documenti depositati
verosimilmente c/o il __________.

 

In data 1° aprile e 27 aprile 2000 venivano riscontrate eruzioni
cutanee tipo ematoma sulla guancia destra, sulla pianta e sopra il piede destro
nonché sulla caviglia sinistra, parte interna. In tali circostanze venivano
esperite visite pediatriche dal primario Dr. Med. __________ c/o l'Ospedale
__________.

 

In data 7 novembre 2000 venivano riscontrate macchie (tipo
ematoma) sulla gamba sinistra e destra, sulle braccia, sul viso, come pure
sull'orecchio sinistro. __________ veniva visitato ambulatoriamente dal Dr.
Med. __________ c/o __________.

 

 

In data 8 novembre 2000 subentrava un forte peggioramento e
accentuamento delle macchie, con conseguente importante gonfiore dell'orecchio
sinistro, delle guance e delle mani. La D.ssa __________, c/o __________,
disponeva l'immediata ospedalizzazione stazionaria.

 

In data 10 novembre 2000 le macchie/ematomi sono ancora presenti;
il relativo colore sembra mutare dal rosso al viola.

 

Prove: incarto fotografico depositato c/o il ricorrente,
documentazione medica e fotografica depositata c/o __________, interrogatorio
Dr. Med. __________, Dr. Med. Ped. __________ e D.ssa __________, c/o
l'Ospedale __________).

 

 

Motivi:

 

L'AI ha riconosciuto prestazioni per provvedimenti sanitari per il
periodo 30.01.‑15.02.2000. In seguito una chiara diagnosi del prodursi
delle macchie non è stata stabilita.

 

Alla luce delle importanti e preoccupanti macchie/ematomi, di cui
è stato vittima mio figlio __________ ‑ in particolar modo a partire dal
7 novembre 2000, non essendo finora stata posta una chiara diagnosi, si ritiene
opportuno esperire ulteriori e più approfonditi accertamenti sulle vere cause
del  manifestarsi delle macchie/ematomi in oggetto.

 

Al momento della redazione della decisione del 12 ottobre 2000,
gli ultimi eventi (vedi situazione a partire dal 7 novembre 2000) non si erano
ancora manifestati.

 

Verosimilmente solo in seguito sarà possibile definire e fare
chiarezza sulla causa e quindi dare una diagnosi plausibile, a sapere se i
provvedimenti sanitari nel frattempo intrapresi risultano essere di competenza
dell'assicurazione invalidità." (Doc. _)

 

                               1.5.   Con risposta
di causa 27 febbraio 2001 l'UAI ha proposto di respingere il ricorso,
producendo un certificato del dott. __________ datato 16 febbraio 2001, e ha
osservato quanto segue:

 

"  il
piccolo __________ presentava alla nascita un'importante forma infettiva. I
medici del  Kinderspital di __________ hanno quindi attestato la presenza
dell'infermità congenita di cui alla cifra 495 OIC.

L'UAI ha rimborsato i costi legati alle cure mediche intraprese.

 

In data 2 maggio 2000 il padre dell'assicurato rendeva noto allo
scrivente Ufficio che il piccolo __________ aveva dovuto essere sottoposto a
nuovi controlli, in quanto su varie parti del corpo erano comparse delle
macchie che ricordavano quelle presentate alla nascita. Veniva di conseguenza
chiesta nuovamente la copertura delle spese di cura. Interrogato in proposito
il dottor __________, primario del reparto di pediatria presso l'Ospedale
__________, ha escluso che i disturbi accusati dal bambino fossero
riconducibili all'infezione neonatale.

La richiesta di prestazioni assicurative è pertanto stata
respinta.

 

Contro la succitata decisione è tempestivamente ricorso il padre
dell'assicurato. Questi, sottolineando che il figlio, a causa dei predetti
disturbi nuovamente ripresentatisi, ha dovuto essere addirittura ospedalizzato,
ha chiesto che la decisione impugnata venga annullata, e che il caso resti in
sospeso sino a che queste manifestazioni non possano essere diagnosticate con
precisione.

 

Tale modo di procedere non può essere seguito.

Innanzitutto il dottor __________, oltre ad escludere un
collegamento dei disturbi con l'infezione neonatale, ha espressamente affermato
che gli stessi non sono riconducibili ad alcun'altra infermità congenita:
"questa affezione non può venir ricondotta a nessuna delle infermità
congenite previste nel catalogo dell'Al e non è sicuramente in relazione
diretta con la setticemia neonatale" (missiva 16.2.2000, in annesso).

 

D'altro lato, come già evidenziato nell'impugnata decisione, una
copertura delle spese non entra in linea di conto nemmeno dal punto di vista
dell'art. 12 LAI.

Tale norma prevede infatti il diritto a provvedimenti sanitari
destinati non alla cura vera e propria del male, bensì direttamente
all'integrazione professionale, e atti a migliorare in modo sostanziale e
duraturo la capacità al guadagno.

In linea di principio l'Al non prende a carico che gli stati stabili,
in quanto la cura della malattia vera e propria spetta in primo luogo
all'assicurazione malattie (DTF 104 V 81).

Per quanto attiene agli assicurati minorenni, l'Al può
eccezionalmente farsi carico di misure mediche di reintegrazione ai sensi
dell'art. 12 LAI anche se lo stato non è ancora stabilizzato, quando però ci si
possa attendere con un sufficiente grado di certezza che le misure in causa
permettono d'evitare la minaccia ulteriore di gravi conseguenze difficilmente
correggibili, e suscettibili di influenzare in maniera rilevante la capacità di
guadagno o la formazione professionale (Circolare sulle misure mediche
reintegrative, marg. 39 segg.).

Nella fattispecie non è stato accertato che l'affezione del
piccolo __________ sia di gravità tale da esercitare una qualsivoglia influenza
negativa in tal senso. Al contrario, il dottor __________ ha specificato che
"l'affezione sembra avere un decorso benigno" (idem)." (Doc. _)

 

                               1.6.   Con
osservazioni 18 giugno 2001 il padre di __________ ha sostanzialmente ribadito
gli argomenti sviluppati nel gravame ed ha prodotto ulteriore documentazione
medica.

 

                               1.7.   Con
osservazioni 2 luglio 2001 allo scritto 18 giugno 2001 dell'assicurato, l'UAI
ha insistito nel chiedere la reiezione del gravame.

 

                               1.8.   In data 6
luglio 2001 il TCA ha posto ai medici dell'Universitäts-Kinderspital di
__________ alcuni quesiti inerenti l'affezione per la quale è stata chiesta la
copertura assicurativa da parte dell'AI. 

 

 

                               1.9.   Nelle date 9
luglio e 23 luglio 2001 il rappresentante dell'assicurato ha presentato
ulteriori osservazioni in cui ha sostanzialmente ribadito le argomentazioni e
le richieste risorsuali.

 

                             1.10.   Con rapporto
18 agosto 2001 i medici dell'Universitäts-Kinderspital di __________ hanno
risposto ai quesiti posti loro dal TCA. Tale rapporto è stato trasmesso alle
parti per osservazioni. Con osservazioni 28 agosto 2001 l'UAI si é riconfermato
nella loro domanda di giudizio, mentre l'assicurato è rimasto silente.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Gli
assicurati minorenni hanno diritto ai provvedimenti sanitari necessari per la
cura delle infermità congenite (art. 13 cpv. 1 LAI).

 

                                         Il
diritto a questi provvedimenti è dato indipendentemente dalla possibilità di
integrazione (art. 8 cpv. 2 LAI).

                                         

                                         Il
Consiglio federale designa mediante ordinanza quali sono le infermità congenite
per le quali tali provvedimenti sono concessi. Esso ha la facoltà di escludere
le prestazioni se le infermità sono di poca importanza (art. 13 cpv. 2 LAI).

                                         In altre
parole non tutte le infermità congenite secondo l'accezione comune del termine
lo sono ai sensi della legge e della relativa ordinanza, in quanto il termine
legale di "infermità congenita" è più ristretto di quello medico.

                                         Il termine
legale pretende infatti, da una parte, una sicura relazione fra la malattia e
il parto o gli agenti durante la vita intrauterina o con riferimento a cause
ereditarie, mentre, dall'altra, tiene conto sia della gravità dell'in­fermità,
sia delle possibilità di influire con terapie adeguate sulla futura capacità di
guadagno.

                                         Ne
consegue che l'AI può erogare le prestazioni secondo l'articolo 13 della LAI,
solamente se si tratta di infermità congenite figuranti nell'allegato all'OIC,
oppure se sono dati i presupposti perché l'infermità sia qualificata di
congenita ai sensi dell'art. 1 cpv. 2 ultima frase OIC.

                                         Il
presupposto della relazione congenita dell'infermità è dato quando quest'ultima
risulta esistere a nascita compiu­ta. Il momento della diagnosi non è rilevante
(art. 1 cpv. 1 OIC).

                                         Non
sempre tuttavia è possibile stabilire se un'infermità sia realmente congenita o
non sia invece insorta in epoca successiva alla nascita.

                                         Secondo
la costante giurisprudenza federale è sufficiente, dal profilo probatorio, che
secondo il parere del medico specialista sussista un'infermità figurante
nell'OIC (RCC 1963, pag. 354; Valterio, Droit et pratique de l'AI, pag. 121).

                                         Ovviamente
l'infermità sarà assunta dall'AI soltanto nella misura in cui adempie le
condizioni precisate nell'elenco allegato all'OIC, sempreché evidentemente tali
condizioni non appaiano contrarie alla legge (STCA 11 novembre 1991 in re
S.R.).

                                         Il TFA ha
tuttavia ancora precisato che il termine per la manifestazione, la diagnosi o
la cura conte­nuto in alcune cifre dell'OIC, costituisce soltanto una
presunzione per il riconoscimento dell'infermità congenita.

                                         Presunzione
che può essere rovesciata quando l'assicurato riesca a dimostrare che in
concreto si era trattato della manifestazione tardiva della sindrome congenita
(STFA inedita 5 marzo 1990 nella causa B.B., consid. 4a; STFA inedita 16 luglio
1992 in causa S.R., consid. 2).

 

                               2.3.   L'art. 12
LAI conferisce agli assicurati un diritto ai provvedimenti sanitari destinati
non alla cura vera e propria del male, ma direttamente all'integrazione
professionale e atti a migliorare in modo duraturo e sostanziale la capacità di
guadagno o a evitare una diminuzione sostanziale di tale capacità (SVR 1995 IV
Nr. 47 p. 132; Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung; Serie
Rechtsprechung des Bundesgerichts, Zurigo 1997, p. 79).

 

                                         La norma
persegue lo scopo di circoscrivere il campo d'applicazione dell'AI, da quello
delle assicurazioni sociali contro le malattie e gli infortuni. Questa distinzione
si fonda sul principio secondo cui la cura di una malattia o degli esiti
infortunistici appartiene principalmente alla LAMal, senza tener conto della
durata dell'affezione (Rapporto della Commissione degli esperti per la
revisione dell'AI del 1° luglio 1966, pag. 31; Valterio, Droit et pratique de
l'assurance-invalidité, pag. 93; DTF 104 V 81s. consid. 1).

 

                                         La legge
definisce provvedimenti sanitari, che non sono assunti dall'AI, quelli tesi
alla "cura vera e propria del male". Fintanto che sussiste uno stato
patologico labile, che può essere trattato con provvedimenti sanitari volti
alla cura causale o sintomatica dell'affezione di base o delle sue conseguenze,
essi sono considerati, dal profilo del diritto delle assicurazioni sociali,
come cura vera e propria del male (T. Locher, Bundessozialversiche- rungsrecht,
Basilea Francoforte 1994, p. 189). La giurisprudenza ha sempre parificato lo
stato patologico labile a un danno alla salute, avente carattere di malattia,
non ancora stabilizzato (Greber, Droit suisse de la sécurité sociale, pag.
217). 

                                         Pertanto
tutti i provvedimenti che tendono alla cura, rispettivamente alla guarigione di
malattie evolutive non rientrano nella sfera di competenza dell'AI (SVR 1995 IV
Nr. 34 p. 90 consid. 1a).

 

                                         Di regola
l'AI assume unicamente provvedimenti tendenti direttamente all'eliminazione o
correzione di un difetto stabile oppure di un deficit funzionale, nella misura
in cui, dalla prognosi, si possa presumere un notevole successo reintegrativo.
Quest'ultimo, preso a sé, non costituisce un criterio determinante nel quadro
dell'art. 12 LAI, poiché, praticamente, ogni provvedimento sanitario che abbia
esito positivo influenza favorevolmente la capacità lucrativa (SVR 1995 IV Nr.
34 p. 90; DTF 112 V 349; DTF 105 V 19; DTF 100 V 101 consid. 1a, 98 V 208
consid. 2).

                                         Se quindi
un provvedimento serve a curare una malattia, non può essere assunto dall’AI
neppure se  migliora la capacità di guadagno (SVR 1995 IV Nr. 34 p. 90).

 

                                         Se vi è,
inoltre, possibilità di miglioramento duraturo e sostanziale della capacità al
guadagno va esaminato da un punto di vista del caso concreto (DTF 115 V 199
consid. 5a; Maurer, op. cit., p. 152). Sostanziale è l’effetto del
provvedimento se, in un determinato lasso di tempo, raggiunge un grado
rilevante (DTF 115 V 199 consid. 5a; DTF 98 V 211).

                                         Entro un
certo lasso di tempo il risultato ottenuto, da un punto di vista della capacità
di guadagno, deve raggiungere una certa importanza minima (DTF 115 V 199
consid. 5a).

                                         La
rilevanza dipende anche dalla gravità dell’affezione e dal tipo di attività
esercitata o che potrà esserlo dopo l’avvenuta integrazione (DTF 115 V 199
consid. 5a)

                                         Miglioramenti
esigui non vengono invece presi in considerazione (DTF 115 V 199 consid. 5a;
Locher, op. cit. P.190).                             

                                         Di
conseguenza l’AI non si assume provvedimenti sanitari se la capacità lavorativa
viene migliorata solo in misura minima. In questo ambito la legge non prevede
infatti dei provvedimenti che perseguono lo scopo di mantenere un piccolo e
insicuro residuo di capacità lavorativa (DTF 115 V 200 consid. 5c; DTF 101 V 52
consid. 3c). Ciò è spesso il caso per coloro i quali percepiscono una rendita
intera con un grado di invalidità di almeno 2/3.

 

                               2.4.   Inoltre,
l'art. 5 cpv. 2 LAI prevede che le persone d'età inferiore a 20 anni, menomate
nella salute fisica o psichica, che non esercitano un'attività lucrativa, sono
considerate invalide se il danno alla salute cagionerà probabilmente
un'incapacità di guadagno.

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, in questa ipotesi i provvedimenti sanitari possono essere
particolarmente utili per favorire l'integrazione professionale e quindi essere
assunti dall'AI, malgrado l'affezione abbia ancora carattere labile. Ciò è in
particolare il caso se, senza questi provvedimenti la cura risulterebbe
difettosa o subentrerebbe uno stato stabilizzato, in seguito al quale la
capacità lavorativa o la formazione professionale risulterebbero danneggiate
(Meyer-Blaser, op. cit. p. 84 e giurisprudenza citata). Vengono quindi ad
esempio posti a carico dell'AI i trattamenti psichiatrici relativi ad una
malattia psichica che evolverà con grande verosimiglianza  in uno stato
patologico stabile difficilmente correggibile, che danneggerà in maniera
rilevante la formazione e la capacità lavorativa dell'assicurato (DTF 105 V 19;
100 V 41).

 

                               2.5.   Dalle tavole
processuali emerge che, a seguito della richiesta di prestazioni presentata in
data 4 maggio 2000, con rapporto 25 agosto 2000 il dott. __________, pediatra
presso l'Ospedale __________, ha attestato:

 

"  4.1
A quanto pare il bambino è stato annunciato dal papà all'AI. Sua madre era
pure, a quanto mi consta, annunciata all'AI (non so sotto quale cifra) per
un'affezione re­cidivante dall'infanzia di difficile interpretazione e che era
stata interpretata da vari specialisti di allora come sindrome di Schönlein‑Henoch
(diagnosi a mio mo­desto parere perlomeno dubbia). __________ ha presentato ad
alcune riprese delle macchie cutanee scomparse spontaneamente dopo pochi
giorni, che ricordano vagamente l'affezione della mamma. In famiglia ci
sarebbero altre persone con manifestazioni simili. Al momento a mio parere è
impossibile porre una diagnosi precisa che spie­ghi questo quadro. D'altra
parte il bambino si sta sviluppando bene senza nessun problema di rilievo.

Al momento non saprei veramente sotto che cifra potrei annunciare
il bambino all'AI.

Sono naturalmente a disposizione per ulteriori informazioni se
necessarie." (Doc. AI _)

 

                                         Con
successivo certificato 16 febbraio 2001 prodotto nelle more della presente
procedura, lo stesso sanitario ha rilevato:

 

"  il
bambino è stato annunciato all'Al per una infezione neonatale congenita
(Kinderspital di __________), affezione da cui è sicuramente definitivamente
guarito. Attualmente, presenta delle manifestazioni vascolitiche recidivanti,
probabilmente in relazione con infetti virali intercorrenti, di difficile
interpretazione eziologica. L'affezione sembra avere un decorso benigno. La
madre soffre dall'infanzia di disturbi analoghi.

Anche se una diagnosi precisa al momento è difficile da porre,
questa affezione non può venir ricondotta a nessuna delle infermità congenite
prevista nel catalogo dell'AI e non è sicuramente in relazione diretta con la
setticemia neonatale." (Doc. _)

 

                                         In
risposta ai quesiti posti dal TCA pendente lite, i medici
dell'Universitäts-Kinderspital di __________, dove il piccolo __________ era
stato ricoverato a seguito dell'infezione congenita (cifra 495 OIC), con
rapporto 18 agosto 2001 hanno osservato:

 

" 
(…)

·                                                                             __________
era stato ricoverato presso il servizio di cure intense di neonatologia del
Kinderspital di __________ a seguito di una infezione congenita.

                                                                         La
definizione di infezione congenita è: infezione batterica che si manifesta
nelle prime 72 ore dopo la nascita. In questo caso si trattava di una
setticemia ad E. Coli. L'infezione venne trattata adeguatamente con antibiotici
di conseguenza definitivamente guarita.

                                                                         Per
quanto concerne l'affezione cutanea che il paziente presenta non può venir
effettuato nessun correlato con la precedente infezione batterica poiché
guarita.

 

·                                                                             L'infezione
ad E. Coli essendo stata , come prima definito, un'infezione congenita fa parte
delle infermità previste dal catalogo Al.

 

·                                                                             Per
quanto concerne l'affezione cutanea presentata dal paziente , non é ancora
chiaramente definito di che tipo di patologia possa trattarsi. Durante la
degenza in neonatologia era a questo riguardo stato interpellato il Prof. Dr.
med. __________ (dermatologia) che pure non aveva saputo meglio definire la
patologia cutanea.

 

 

                                                                         Di
conseguenza non sapendo chiaramente a che tipo di patologia siamo confrontati
non é possibile dichiarare se si tratti di un infermità Al o di infermità di
competenza della cassa malati.

 

                                                                         Restiamo
a sua completa disposizione qualora necessitasse ulteriori chiarimenti a
riguardo di quanto sopra esposto."

 

(Doc. _)

 

 

                               2.6.   In casu
dagli atti medici acquisiti all'incarto AI come pure dagli ulteriori
accertamenti medici esperititi pendente causa emerge che il piccolo __________,
al momento della nascita, presentava un'infermità congenita enumerata alla
cifra 495 OIC, la quale a seguito dei trattamenti, riconosciuti dall'AI, è
definitivamente guarita.

                                         Per
quanto riguarda l'ulteriore affezione cutanea manifestatasi successivamente e
per la quale è qui chiesta la copertura assicurativa da parte dell'AI, la
stessa è stata giudicata non essere in relazione con la precedente affezione.

                                         Inoltre
sia il dott. __________, con rapporti 25 agosto 2000 e 16 febbraio 2001, che i
medici di __________, con raporto 18 agosto 2001 hanno confermato che allo
stadio attuale, non potendo essere chiaramente definito il tipo di patologia,
non è possibile stabilire se l'affezione cutanea di cui soffre il piccolo
__________ costituisce un'infermità congenita ai sensi dell'art. 13 LAI (cfr.
consid. 2.4).

 

                                         Sulla
base degli atti medici all'inserto è pertanto dato di ritenere siccome
dimostrato con la certezza richiesta nelle assicurazioni sociali (cfr. STFA del
22 agosto 2000 in re K.B., C 116/00, consid. 2b, pag. 5; STFA del 23 dicembre
1999 in re A.F., C 341/98, consid. 3, pag. 6; STFA 6 aprile 1994 in re E.P.;
SZS 1993 pag. 106 consid. 3a; RCC 1986 pag. 202 consid. 2c, RCC 1984 pag. 468
consid. 3b, RCC 1983 pag. 250 consid. 2b; DTF 125 V 195 consid. 2 e i
riferimenti ivi citati; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF
112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, "Die Rechtspflege in
der Sozialversicherung", in Basler Juristische Metteilungen (BJM) 1989
pag. 31-32; Scartazzini, "Les rapports de causalité dans le droit suisse
de la sécurité sociale", Basilea 1991, pag. 63) che al momento
dell'emanazione dell'atto impugnato (novembre 2000) le condizioni per il
riconoscimento di un'infermità congenita non era adempiute.

 

                                         

                                         Giova al
riguardo ricordare che secondo costante giurisprudenza del TFA, l'autorità
giudi­cante deve limitare l'esame del caso alla situazione effet­tiva che si
presenta all'epoca in cui è stata resa la decisione impugnata (fra le tante:
STFA del 6 dicembre 1991 in re R.C., pag. 5, non pubblicata; RCC 1989 pag. 123
consid. 3b; DTF 116 V 248 consid. 1a; DTF 112 V 93 consid. 3; DTF 109 V 179
consid. 1; DTF 107 V 5 consid. 4a; DTF 105 V 141 consid. 1b), ritenuto che
fatti verificatisi ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (STFA 17
febbraio 1994 in re F.P., non pubblicata, STFA 5 gennaio 1993 in re W. Schw.,
non pubblicata; STFA 1° marzo 1993 in re V.F., non pubblicata).

                                      

                                         Nel caso
in esame, come visto, gli atti medici all'inserto hanno permesso di stabilire
che nel novembre 2000 - e anche successivamente a tale momento (cfr.
certificato dott. __________ 16 febbraio 2001) - la patologia di cui il piccolo
__________ è portatore non è riconducibile ad alcuna affezione congenita
figurante nell'allegato OIC, né appaiono d'altronde dati i presupposti perché
l'infermità in rassegna possa essere qualificata come congenita ai sensi
dell'art. 1 cpv. 2 ultima frase OIC (cfr. consid. 2.2).

 

 

                               2.7.   Parimenti
non adempiute appaiono inoltre le premesse giustificanti il riconoscimento di
provvedimenti sanitari giusta l'art. 12 LAI, sulla base della certificazione
medica agli atti essendo infatti da ritenere che la patologia di cui
l'assicurato è portatore non sia tale da pregiudicare la sua futura capacità al
guadagno o la sua formazione professionale. Come attestato dal dott.
__________, infatti, "il bambino si sta sviluppando bene senza nessun
problema di rilievo" e "l'affezione sembra aver un decorso
benigno" (cfr. consid. 2.3). 

 

                                         Qualora,
a dipendenza dell'evoluzione della patologia, fosse in futuro possibile
stabilire l'esistenza di un'infermità congenita ai sensi dell'art. 13 LAI,
l'assicurato avrà evidentemente la facoltà di presentare all'ufficio AI una
nuova richiesta di provvedimenti sanitari.

 

                                         Stante
quanto sopra, il ricorso deve essere respinto e la decisione impugnata
confermata.

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti