# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7c49df87-e069-53da-84eb-6c99d0d2aacf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-11-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.11.2014 43.2014.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_43-2014-1_2014-11-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  43.2014.1+2

   

  cs

  	
  Lugano

  3 novembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen,
  vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 settembre 2014 di

 

	
   

  	
  1. RI
  1 

  2. RI
  2 

  tutti rappr. da: RA 1 

  __________ 

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 24 luglio 2014 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

   

   

  in materia di aiuto alle vittime di reati

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Il __________ __________, ha
riconosciuto __________ __________ e __________ __________, colpevoli, tra
l’altro, di atti sessuali __________ __________) con persone incapaci di
discernimento o inette a resistere, per essersi congiunti carnalmente __________
__________, __________ __________ __________, con RI 1 RI 1 __________,
approfittando scientemente della di lei inettitudine a resistere, __________ ______________________________
__________ __________ e colpevoli di rapimento di persona inetta a resistere, __________
__________, __________ __________ __________ __________, agendo in correità tra
loro, __________ RI 1 __________, __________ __________ __________ __________ __________.

                                         __________ è inoltre stato
riconosciuto colpevole di ripetuta violazione della sfera segreta o privata
mediante apparecchi di presa d’immagini, __________, __________ __________, __________
__________, __________ RI 1, __________.

 

                                         Per tali ed altri reati,
qui non rilevanti poiché non commessi ai danni dei ricorrenti, __________, __________,
è stato condannato __________ __________. __________ è invece stato condannato __________
__________.

                                         Entrambi sono stati
condannati a versare in solido a RI 1 l’importo di fr. 20'000.-- a titolo di
indennità per torto morale, oltre a fr. 591.-- per le spese mediche da lei
sostenute. 

 

                               1.2.   Il 12 dicembre 2013 RI 1 e __________
__________ RI 2, entrambi rappresentati dall’avv. RA 1 __________ __________ ______________________________,
hanno inoltrato un’istanza al CO 1, chiedendo una riparazione per torto morale
di almeno fr. 50'000.--, rispettivamente di almeno fr. 20'000.--.

 

                               1.3.   Con decisione del 24 luglio
2014 il CO 1 ha respinto la richiesta del RI 2, mentre ha parzialmente accolto
la domanda di RI 1, riconoscendole una riparazione per torto morale di 

                                         fr. 10'000.--(doc. A).

 

                               1.4.   RI 1 e suo padre, RI 2,
sempre rappresentati dall’avv. RA 1, sono insorti al TCA contro la predetta
decisione, chiedendo il riconoscimento di almeno fr. 20'000.--, rispettivamente
di almeno fr. 5'000.-- (doc. I).

                                         I ricorrenti sostengono
che la decisione sia incoerente sotto due determinati e non opinabili profili.
Da una parte il CO 1 insisterebbe sulla nozione di valore puramente simbolico
della riparazione morale riconosciuta dallo Stato, mentre semmai l’intervento
statale è sussidiario. In secondo luogo nella decisione impugnata figura che la
lesione subita da RI 1 è grave, e non già molto grave, ciò in contrasto con la
ricostruzione dei crimini commessi dagli imputati e descritti __________, dove
si parla di colpa di gravità inaudita, di conseguenze psicologiche devastanti,
di normalità strappata a RI 1. I ricorrenti affermano che “si parla, cioè,
di una inimmaginabile violenza e violazione della integrità fisica, psichica E
sessuale di una giovane donna, __________, aggravata dal suo rapimento,
dall’impossibilità a resistere __________ __________ __________, da “modalità
brutali e meschine”, dal “più totale disprezzo della donna” __________, da
reiterate violenze __________”. I ricorrenti rammentano che l’autorità di
prima istanza non ha facoltà di scostarsi dai fatti come accertati e definiti
in sede penale e ribadiscono che siamo in presenza di una lesione all’integrità
sessuale che deve essere obiettivamente ritenuta “molto grave”, anzi di estrema
gravità. In conclusione gli insorgenti chiedono per RI 1 “una riparazione
per torto morale pari quantomeno a fr. 20.000” e al RI 2 “quale
vittima indiretta, una riparazione per torto morale nella misura (questa sì,
simbolica) quantomeno di fr. 5.000”.

 

                               1.5.   Con risposta del 30 settembre
2014 il CO 1__________ ha proposto la reiezione del ricorso con argomentazioni
che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).

 

                               1.6.   Pendente causa, interpellato
dal TCA, l’avv. RA 1 ha __________ __________ __________ __________ __________
(doc. IX), mentre con osservazioni del 20 ottobre 2014 __________ preso
posizione in merito alla risposta dell’amministrazione, sottolineando
nuovamente come la riparazione morale non può avere un valore solo simbolico e
come il reato di cui è stata vittima RI 1 è di una gravità inaudita, tale da
doverlo qualificare di “molto grave” e non “solo” di “grave” (doc. XII/1).

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Il 1° gennaio 2009 è entrata
in vigore la nuova Legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del
23 marzo 2007, che ha abrogato la legge del 4 ottobre 1991 (art. 46 nuova LAV).

L’art. 48 lett. a prima
frase (disposizioni transitorie) della nuova LAV prevede che sono retti dal
diritto previgente il diritto all’indennizzo o alla riparazione morale per
reati commessi prima dell’entrata in vigore della nuova legge.

 

Nel caso concreto il reato è stato commesso __________. Al caso di
specie trovano pertanto applicazione le norme della nuova legge in vigore dal
1° gennaio 2009.

 

                               2.2.   Oggetto del contendere è
l’ammontare del risarcimento per torto morale che l’amministrazione ha fissato
in fr. 10'000.-- per RI 1, mentre i ricorrenti rivendicano almeno fr. 20'000.--
per RI 1 e almeno fr. 5'000.-- per il padre, RI 2.

 

                               2.3.   A norma dell’art. 1 cpv. 1
LAV ogni persona la cui integrità fisica, psichica o sessuale è
stata direttamente lesa a causa di un reato (vittima) ha diritto all'aiuto
conformemente alla presente legge (aiuto alle vittime).

                                         Per l’art. 1
cpv. 2 LAV hanno diritto all’aiuto alle vittime anche il coniuge, i figli e i
genitori della vittima, nonché le altre persone unite alla vittima da legami analoghi
(congiunti).

                                         L’art. 1
cpv. 3 LAV prevede che il diritto sussiste indipendentemente dal fatto che
l’autore sia stato rintracciato (lett. a), si sia comportato in modo colpevole
(lett. b), abbia agito intenzionalmente o per negligenza (lett. c).

 

                                         Secondo l’art. 2 LAV
l’aiuto comprende:

 

a.    la consulenza e
l’aiuto immediato;

b.    l’aiuto a più
lungo termine fornito dai consultori;

c.    il contributo
alle spese per l’aiuto a più lungo termine fornito da terzi;

d.    l’indennizzo;

e.    la riparazione
morale;

f.     l’esenzione
dalle spese processuali.

 

                                         L’art. 3 cpv. 1 LAV
prevede che l’aiuto alle vittime è concesso se il reato è stato commesso in
Svizzera. Per l’art. 3 cpv. 2 LAV se il reato è stato commesso all’estero, le
prestazioni dei consultori sono accordate alle condizioni di cui all’articolo
17; non vengono concessi indennizzi né riparazioni morali.

 

                                         Ai sensi dell’art. 4 cpv.
1 LAV le prestazioni dell’aiuto alle vittime sono accordate definitivamente
solo se l’autore del reato o un’altra persona o istituzione debitrice non versa
prestazioni o versa prestazioni insufficienti.

                                         Per l’art. 4 cpv. 2 LAV chi
chiede un contributo alle spese per l'aiuto a più lungo termine fornito da
terzi, un indennizzo o una riparazione morale deve rendere attendibile che sono
soddisfatte le condizioni di cui al capoverso 1, eccetto che, in considerazione
di circostanze particolari, non si possa pretendere che egli si adoperi per
ottenere prestazioni da terzi.

 

                               2.4.   Per quanto concerne la
riparazione per torto morale, l’art. 22 cpv. 1 LAV prevede che la vittima e i
suoi congiunti hanno diritto a una somma a titolo di riparazione morale se la
gravità della lesione lo giustifica; gli articoli 47 e 49 del Codice delle
obbligazioni si applicano per analogia. Secondo l’art. 22 cpv. 2 LAV il diritto
alla riparazione morale non è trasmissibile per successione.

 

                                         Per l’art. 23 cpv. 1 LAV
la riparazione morale è calcolata in base alla gravità della lesione. Secondo
l’art. 23 cpv. 2 LAV la riparazione morale ammonta al massimo a 70'000 franchi per
la vittima (lett. a), 35'000 franchi per i congiunti (lett. b). Ai sensi
dell’art. 23 cpv. 3 LAV le prestazioni ricevute da terzi a titolo di
riparazione morale sono dedotte.

 

                                         L’art. 24 LAV prevede che
chiunque intenda far valere il suo diritto a un indennizzo o a
una riparazione morale o ottenere un acconto su un indennizzo deve presentare
una domanda all'autorità cantonale competente.

 

                                         Secondo l’art. 25 cpv. 1
LAV la vittima e i suoi congiunti devono presentare la domanda di
indennizzo e di riparazione morale entro cinque anni dal reato o dalla
conoscenza del reato; in caso contrario cadono in perenzione.

                                         Per l’art.
25 cpv. 2 LAV la vittima può presentare la domanda fino al compimento dei 25
anni di età:

 

                                         a. per i
reati di cui all'articolo 97 capoverso 2 del Codice penale e
all'articolo 55 capoverso 2 del Codice penale militare del 13 giugno 1927;

                                         b. per
omicidio tentato ai danni di giovani di età inferiore ai 16 anni.

 

                                         Ai sensi
dell’art. 25 cpv. 3 LAV se hanno fatto valere pretese civili in un procedimento
penale prima dello scadere dei termini di cui ai capoversi 1 o 2, la vittima o
i suoi congiunti possono ancora presentare una domanda d'indennizzo o
riparazione morale entro un anno dalla decisione definitiva concernente le
pretese civili o l'abbandono del procedimento penale.

 

                                         Secondo l’art. 26 cpv. 1
LAV è competente il Cantone sul cui territorio è stato commesso
il reato.

 

                                         Per l’art.
27 LAV l'indennizzo e la riparazione morale destinati alla vittima possono
essere ridotti o esclusi se la vittima ha contribuito a causare o ad aggravare
la lesione (cpv. 1). L'indennizzo e la riparazione morale destinati ai
congiunti possono essere ridotti o esclusi se i congiunti o la vittima hanno
contribuito a causare o ad aggravare la lesione (cpv. 2). La riparazione morale
può essere ridotta se l'avente diritto è domiciliato all'estero e, in base al
costo della vita nel luogo di domicilio, risultasse sproporzionata (cpv. 3).

 

                                         L’art. 28
LAV prevede che non sono dovuti interessi per l'indennizzo e la riparazione
morale.

 

                                         Per l’art. 29 LAV i Cantoni prevedono una procedura semplice e rapida. La decisione
concernente l'acconto è presa dopo un esame sommario della domanda di
indennizzo (cpv. 1). L’autorità cantonale competente accerta d'ufficio i fatti
(cpv. 2). I Cantoni designano un'autorità di ricorso unica, indipendente
dall'amministrazione; tale autorità ha pieno potere cognitorio (cpv. 3).

 

                                         Secondo
l’art. 30 LAV per i loro procedimenti concernenti la concessione di consulenza,
aiuto immediato, aiuto a più lungo termine, indennizzo o riparazione morale le
autorità amministrative e giudiziarie non riscuotono spese dalla vittima e dai
suoi congiunti (cpv. 1). È fatto salvo l'addossamento delle spese in caso di
procedimenti temerari (cpv. 2). La vittima e i suoi congiunti non devono
rimborsare le spese derivanti da gratuito patrocinio (cpv. 3).

 

                                         Ai sensi
dell’art. 2 cpv. 1 della legge di applicazione e complemento della legge
federale concernente l’aiuto alle vittime di reati (LACLAV; 3.3.3.5) il
Consiglio di Stato è l’autorità competente per l’applicazione della LAV e emana
le norme necessarie per l’applicazione diretta.

                                         Per l’art. 1
del regolamento della Legge di applicazione e complemento della Legge
federale concernente l’aiuto alle vittime di reati (RLACLAV; 3.3.3.5.1), il Dipartimento della sanità e della socialità applica la Legge federale
concernente l’aiuto alle vittime di reati e la Legge cantonale di applicazione
e complemento (cpv. 1). Il Dipartimento è in particolare competente a decidere
sulle richieste d’indennizzo e riparazione morale presentate ai sensi dell’art.
5 LACLAV (art. 1 cpv. 2 lett. b RLACLAV).

 

                                         Per l’art.
5b cpv. 1 LACLAV, la decisione sulla richiesta di aiuto immediato, di aiuto a
più lungo termine e la decisione sulla domanda d’indennizzo e/o riparazione
morale sono impugnabili tramite ricorso al Tribunale cantonale delle
assicurazioni (cpv. 1). Sono applicabili per analogia le norme previste dalla
legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle
assicurazioni del 23 giugno 2008 (cpv. 2).

 

                               2.5.   In concreto RI 1 contesta
l’entità della riparazione morale fissata in fr. 10'000.-- e chiede un importo
maggiore.

 

                                         Nell’ambito del diritto
previgente con sentenza pubblicata in DTF 129 II 312 consid. 2.3 e seguenti il
TF ha precisato che l’autorità LAV non è legata ai considerandi di diritto del
Giudice penale in merito alle pretese civili. Il legislatore, come figura anche
nella sentenza 1C_296/2012 del novembre 2012 emessa in applicazione del nuovo
diritto (fatti avvenuti il 29 ottobre 2009), non ha voluto garantire alla
vittima una riparazione piena, intera ed incondizionata del danno subito (cfr.
consid. 3.1). In particolare nell’ambito del riconoscimento del torto morale,
la prestazione si avvicina piuttosto ad un indennizzo ex aequo et bono ove
l’ampio potere di apprezzamento dell’autorità ha come limiti il rispetto della
parità di trattamento ed il divieto dell’arbitrio (cfr. sentenza 1C_296/2012
del novembre 2012, consid. 3.1). La natura sussidiaria del risarcimento dovuto
ad un dovere di assistenza e non ad una responsabilità propria da parte dello
Stato, può quindi condurre l’amministrazione a fissare una riparazione morale
meno ampia di quella attribuita in ambito penale (cfr. DTF 132 II 117, consid.
2.2.4; DTF 129 II 321 consid. 2.5 e sentenza 1A.208/2002 del 12 giugno 2003).

 

                                         L’amministrazione poteva
pertanto, come ha fatto, scostarsi dall’importo per riparazione morale
stabilito dalla __________. Questo aspetto non è del resto contestato.

 

                               2.6.   Circa l’ammontare della
riparazione morale, l’art. 22 LAV prevede che gli art. 47 e 49 CO si applicano
per analogia. L’art. 23 LAV ha da parte sua fissato gli ammontari massimi che
possono essere riconosciuti, precisando che la riparazione morale è calcolata
in base alla gravità della lesione.

 

                                         La nuova LAV del 23 marzo 2007, in vigore dal 1° gennaio 2009, restringe, anziché estendere, l’ammontare della riparazione
morale, prevedendo dei limiti di indennizzo che prima non esistevano. Lo stesso
Consiglio federale nel Messaggio sulla revisione totale della legge federale
concernente l’aiuto alle vittime di reati del 9 novembre 2005 (FF 2005 pag.
6351 e seguenti), ha affermato, a pag. 6368, che “anche la riparazione
morale in quanto forma speciale di indennizzo per il danno subito deve essere
mantenuta. Deve però essere limitata” e a pag. 6373 che “Proponiamo
un valore massimo di 70 000 franchi per la vittima e di 35 000 franchi per i
congiunti. In questo modo la riparazione morale secondo il diritto sull’aiuto
alle vittime risulta inferiore rispetto a quella secondo il diritto civile,
come richiesto dal postulato Leuthard”.

                                         Il Consiglio
federale ha inoltre affermato, a pag. 6408, che “dal momento che la LAV non
deve allontanarsi troppo dal diritto civile (il sistema attuale ha in effetti
dato buoni risultati) e considerato che la riparazione morale accordata dallo
Stato non deve essere identica, nel suo importo, a quella che verserebbe
l’autore del reato, la soluzione scelta è quella di una riparazione morale
secondo gli articoli 47 e 49 CO, ma limitata a un importo massimo. Considerate
le particolarità della riparazione morale secondo la LAV, diverse disposizioni
della sezione 2 (riparazione morale) e della sezione 3 (disposizioni comuni)
contengono soluzioni che si discostano per certi aspetti da quelle del diritto
civile.”

 

                                         Circa gli art. 22 e 23
LAV, l’Esecutivo federale ha affermato (pag. 6408 e seguenti):

 

“L’articolo 22 capoverso 1 disciplina le condizioni
per la concessione della riparazione morale alla vittima e ai suoi congiunti
con un rinvio agli articoli 47 e 49 CO; ricorda inoltre l’importante
limitazione secondo la quale solo le lesioni gravi danno diritto a una
riparazione morale. Il diritto della vittima alla riparazione morale è quindi
enunciato in modo chiaro. I congiunti della vittima hanno diritto a una
riparazione morale nella misura in (ndr: cui) adempiono le condizioni fissate
negli articoli 47 e 49 CO. L’articolo 1 capoverso 2 designa quali persone
devono essere considerate come congiunti.

 

(…) 

 

Affinché venga versata una riparazione morale deve
esserci una lesione all’integrità fisica, psichica o sessuale della vittima
(art. 1 cpv. 1). Successivamente intervengono condizioni inerenti al diritto
della responsabilità civile. A titolo di esempio ne menzioniamo alcune. La
riparazione morale versata alla vittima di una lesione corporale

dipende dalla gravità della sofferenza risultante
dalla lesione e dalla possibilità di lenire in modo sensibile, mediante
versamento di una somma in denaro, il dolore fisico o morale177; sono per esempio
considerate l’invalidità, la durata dell’ospedalizzazione, la gravità delle
operazioni, lo sconvolgimento della vita professionale o della vita privata. Se
la vittima non è deceduta, i congiunti possono aver diritto a una riparazione
morale nella misura in cui siano colpiti allo stesso modo o più fortemente che
in caso di decesso178; la loro sofferenza deve quindi avere un carattere eccezionale179.

 

Attualmente si pensa ai casi di invalidità
permanente che necessitano di cure e di un’attenzione costante.

In occasione della procedura di consultazione, la
nozione di conseguenze di lunga durata, tratta dalla nozione di invalidità che
figura nell’articolo 8 LPGA180 (in passato negli art. 18 LAINF e 4 LAI), è stata criticata da diversi
partecipanti, in particolare per quanto concerne le lesioni all’integrità
sessuale. Questa nozione non è quindi

stata conservata. Ciò nonostante, la nozione di
durata rimane presente. Se una ferita non lascia conseguenze e può essere
curata senza grandi complicazioni non sarà in generale versata alcuna
riparazione morale; lo stesso vale per un’incapacità lavorativa

di qualche settimana181. È peraltro possibile chiedere
una riparazione morale anche se il trauma non si manifesta immediatamente; questo
è particolarmente importante per le lesioni all’integrità sessuale. Il termine
è inoltre stato esteso a cinque anni182.

 

Per il rimanente non svolgono alcun ruolo né la
natura del reato né la colpevolezza dell’autore.

 

(…)

 

Art.
23 Calcolo della riparazione morale

Il capoverso
1 sancisce il principio secondo il quale la
riparazione morale è calcolata in base alla gravità della lesione.

Con il capoverso 2, proponiamo
di prevedere un
importo massimo disciplinato direttamente nella legge. L’importo massimo proposto per i congiunti è inferiore a quello per la
vittima.

 

(…)

 

Come nel diritto di responsabilità civile, l’importo
della riparazione morale è stabilito in base alla gravità della lesione (art.
22 cpv. 1). Bisognerà tuttavia tener conto dei limiti stabiliti nel capoverso
1. Dal momento che gli importi massimi devono essere riservati alle sofferenze
più gravi, l’importo della riparazione morale si scosta dalla

prassi sviluppata nel settore della responsabilità
civile per poter tener conto dei nuovi limiti.

I redditi non sono presi in considerazione (cfr.
art. 6 cpv. 4). La riparazione morale compensa un danno immateriale e non ha di
conseguenza alcun rapporto con i redditi.

 

(…)

 

Determinazione
dell’importo: gli importi versati sono calcolati
secondo una scala decrescente indipendentemente dagli importi accordati
abitualmente nel diritto civile, anche se gli importi attribuiti generalmente
da quest’ultimo potranno servire per determinare quali tipi di lesione possono
comportare la concessione degli importi

più elevati. Bisogna inoltre tener conto del fatto
che il margine degli importi a disposizione è più limitato. Per questo motivo,
le autorità cantonali dovranno riservare gli importi vicini al limite ai casi
più gravi. Altrimenti non sarà più possibile trattare in modo differenziato
situazioni diverse, ciò che sarebbe contrario al principio della parità di
trattamento. Intendiamo lasciare alla prassi e il compito di allestire

una tariffazione. Se i risultati non dovessero
essere soddisfacenti o comportassero differenze troppo grandi tra i Cantoni,
potremmo istituire forfait o tariffe (art. 45 cpv. 3). Potremmo per esempio
fissare importi sotto forma di margini che lascino sufficiente spazio di
manovra per considerare le particolarità di ogni singolo caso.

Occorre partire dall’idea che l’importo delle
riparazioni morali versate sarà nettamente più basso degli importi versati nel
diritto civile. Le autorità potranno ispirarsi alle tariffe esistenti, per
esempio a quelle stabilite per le lesioni all’integrità194.

 

Occorre inoltre indicare che nel 2004 il valore
medio della riparazione secondo la LAV era di 9700 franchi, mentre il valore
mediano era di 5000 franchi195. Nel 2001, i contributi variavano da 200 a quasi 120 000 franchi196.
Proporzionalmente ai nuovi valori massimi, il valore mediano dovrebbe ammontare
a circa 3000 franchi.

 

Per quanto concerne la vittima:

Gli importi vicini al limite sono riservati ai casi
più gravi che coincidono in generale con un’invalidità al 100 per cento.
Partendo da questa constatazione, gli importi attribuiti per lesioni
all’integrità fisica potrebbero situarsi negli ordini di grandezza seguenti:

 

– da 55 000 a 70 000 franchi: mobilità e/o funzioni intellettuali e sociali molto fortemente ridotti (p. es. tetraplegia);

– da 40 000 a 55 000 franchi: mobilità e/o funzioni intellettuali e sociali fortemente ridotti (p. es. paraplegia, cecità o
sordità totale ecc.);

– da 20 000 a 40 000 franchi: mobilità ridotta, perdita di una funzione o di un organo importante (p. es. emiplegia, perdita di
un braccio o di una gamba, lesione molto grave e dolorosa alla colonna
vertebrale, perdita degli organi genitali o della capacità riproduttiva, grave
sfigurazione ecc.);

– meno di 20 000: lesioni di minore gravità (p. es.
perdita del naso, di un dito, dell’odorato o del gusto ecc.).

Per le lesioni all’integrità psichica o sessuale
sono possibili indicazioni analoghe.

Per quanto concerne il congiunto:

Gli importi più elevati sono riservati ai congiunti
di una persona gravemente invalida.

A questo proposito occorre considerare che il
margine non è esteso e di conseguenza lo spazio di manovra per considerare le
particolarità di ogni singolo caso e ridotto. Si può partire dai valori
indicativi seguenti: 

– da 25 000 a 35 000 franchi197: per il congiunto che ha
dovuto riorganizzare considerevolmente la sua vita per occuparsi della vittima
o che deve occuparsi di cure o di assistenza molto importanti nei confronti
della vittima;

– da 20 000 a 30 000 franchi: per la perdita del coniuge o del partner;

– da 10 000 a 20 000 franchi per la perdita di un figlio (tenendo conto delle circostanze concrete come l’età o l’esistenza di
una comunione domestica);

– da 8000 a 18 000 franchi: per la perdita del padre
o della madre (tenendo conto dell’esistenza di una comunione domestica e
dell’intensità della relazione);

– da 0 a 8000 franchi: per la perdita di un fratello
o di una sorella (tenendo conto dell’esistenza di una comunione domestica e
dell’intensità della relazione)

Per la perdita di altri parenti di principio non
deve essere versata alcuna riparazione morale.”

  

                               2.7.   Secondo la “Guida per
stabilire l’importo della riparazione morale a titolo di aiuto alle vittime di
reati all’attenzione delle autorità cantonali incaricate della riparazione
morale secondo la LAV” emanata dall’Ufficio federale di giustizia (UFG,
Dipartimento federale di giustizia e polizia) nel mese di ottobre 2008, nell’ambito
della riparazione morale in caso di lesioni all’integrità sessuale, secondo la
dottrina e la giurisprudenza, il diritto sulla responsabilità civile prevede,
in caso di stupro, un indennizzo tra 10'000 a 20'000 franchi (pag. 9). L’UFG elenca poi i margini entro i quali può essere riconosciuta la riparazione morale
in caso di applicazione della LAV. L’UFG tien conto di due gradi di lesioni per
fissare l’importo ridotto che può essere concesso in questo ambito e rammenta
che il margine di manovra è limitato poiché gli importi sono contenuti in
limiti stretti (pag. 9).

                                         In caso di lesione grave
la riparazione morale ammonta a 0 -10'000 franchi, in caso di lesione molto
grave a 10'000 – 15'000 franchi. I casi di lieve gravità non danno diritto alla
riparazione morale secondo la LAV, mentre in situazioni di estrema gravità
potrebbe essere concesso un importo superiore a quelli proposti (cfr. anche www.ufg.admin.ch).

                                         

                                         Va ancora evidenziato che
nella decisione impugnata l’amministrazione elenca una serie di sentenze emesse
da autorità LAV di altri Cantoni dove, applicando il vecchio diritto, sono
stati concessi indennizzi inferiori rispetto a quello riconosciuto nel caso
concreto. 

                                         Ad esempio è stato versato
un importo di fr. 6'000 a una vittima che in uno stato di semi incoscienza
dovuto a un tasso alcolemico elevato, ha subito ripetuti atti sessuali da parte
di uno sconosciuto e non ha ricordato nulla al momento del risveglio. Nel
Canton __________ sono stati riconosciuti fr. 7'000 ad una ragazza di 21 anni
vittima di sequestro, minacce e abusi sessuali commessi da uno sconosciuto, la
sera del suo compleanno. Da parte sua l’autorità __________ ha accordato fr. 2'000 a due ragazzine di 15 anni, che sotto l’influsso di sostanze stupefacenti e in uno stato di
alterata coscienza hanno avuto rapporti sessuali con due giovani ragazzi, non
ricordandosi più nulla il giorno dopo. Nel Canton ____________________ sono
stati riconosciuti, secondo la vecchia LAV, fr. 15'000 a una vittima di abusi da parte di un minorenne, poi arrestato, mentre sono stati accordati
fr. 5'000 a una vittima che, sotto l’influenza dell’alcool e di medicamenti, è
stata aggredita sessualmente ma dove la procedura penale è stata abbandonata
per mancanza di prove.

                                      

                                         Va ancora evidenziato che,
con sentenza 6S.334/2003 del 10 ottobre 2003 al consid. 5.2, il TF ha
rammentato, in ambito di pretese civili in un processo penale, che in caso di
stupro, negli anni dal 1990 al 1995, sono stati riconosciuti importi per torto
morale tra i fr. 10'000 e i fr. 15'000, che eccezionalmente potevano raggiungere
i fr. 20'000. Dal 1998, a livello cantonale, sono stati riconosciuti importi
tra i fr. 15'000 e i fr. 20'000, ed in alcuni casi anche più elevati. Queste cifre
sono state ricordate anche nella sentenza 6P.1/2007 del 30 marzo 2007 al
consid. 8.1, sempre nell’ambito di un processo penale. In questo secondo
caso l’imputato è stato condannato a due anni di carcere ed al pagamento di fr.
15'000 di torto morale per avere violentato ed avere avuto atti di carattere
sessuale, nel 2004, con una ragazza nata nel 1989. I giudici federali hanno
affermato che la ragazza, in seguito agli abusi sessuali subiti, è stata
ricoverata ed ha dovuto seguire numerose consultazioni presso il policlinico ad
opera di una pedopsichiatra. La terapeuta che l’ha seguita ha descritto la
presenza di effetti postraumatici con angosce sempre più frequenti ogni volta
che nel corso dell’inchiesta venivano scoperti nuovi elementi. La vittima era
triste, abbattuta ed aveva difficoltà a gestire le sue pulsioni aggressive e per
un corto periodo ha dovuto assumere medicamenti antidepressivi. L’ansia non è
diminuita, ma è rimasta globalmente contenuta, con periodi di peggioramento.

 

                                         Va pure
segnalata un’altra sentenza, sempre in ambito di pretese civili in un
procedimento penale, dove il TF ha riconosciuto una riparazione per torto
morale di fr. 20'000 ad una ragazza vittima di numerosi abusi sessuali ad opera
del proprio padre (sentenza 6B_642/2012 del 22 gennaio 2013; cfr. anche
sentenza 1B_621/2011 del 12 aprile 2012).

 

                                         Con sentenza
1C_418/2012 del 7 gennaio 2013 il TF si è invece pronunciato, in un caso LAV,
applicando il vecchio diritto, relativo al riconoscimento di un torto morale di
fr. 18'000 ad una ragazza, nata nel 1989 che dal 28 giugno 2004 al 19 giugno
2004 è stata più volte aggredita sessualmente (“sexuelle Nötigung bzw.
mehrfachen Gehilfenschaft zur sexuellen Nötigung”) da tre ragazzi
all’interno di un ostello.

                                         Il TF ha
accolto il ricorso della ragazza ed ha rinviato l’incarto all’amministrazione
per ulteriori accertamenti. L’Alta Corte, evidenziando che l’interessata, che
ha sempre domandato un risarcimento di fr. 20'000, non poteva, con il ricorso,
per la prima volta chiedere un importo maggiore (in concreto: fr. 30’000), ha
rinviato la causa all’autorità inferiore per esaminare in che misura oltre alla
coazione sessuale (art. 189 CP), nel caso di specie occorreva considerare anche
la violenza carnale (art. 190 CP) e in che misura questo aspetto poteva avere
un’influenza sull’ammontare del risarcimento.

                                      

                                         In una
sentenza 6B_1171/2013 del 28 aprile 2014, nell’ambito di una causa
penale, il TF ha respinto il ricorso di un uomo, condannato a 4 anni di
prigione dal Tribunale penale del Canton Basilea Città per coazione sessuale,
tentata messa in pericolo della vita altrui, lesioni semplici e minacce (“mehrfacher
sexueller Nötigung, versuchter Gefährdung des Lebens, einfacher
Körperverletzung und Drohung”) ed al pagamento di una riparazione per torto
morale di fr. 12'000, per avere, nel mese di febbraio 2011 e due volte nel
corso del mese settembre 2011, obbligato sua moglie, contro la sua volontà e
con violenza ad aver rapporti sessuali anali, mettendole un sacco di plastica
sulla testa, tenuto chiuso con una mano all’altezza del collo, causandole
problemi respiratori e un attacco di panico. Il 19 ottobre 2011 il marito ha poi,
tra l’altro, spinto e picchiato la moglie e quando si è messa a piangere le ha
imposto di stare zitta, minacciandola di ucciderla se i vicini l’avessero
denunciato alla Polizia (“Die Staatsanwaltschaft Basel-Stadt wirft
X.________ vor, er habe im Februar 2011 und zweimal im September 2011 an seiner
Ehefrau gegen ihren Willen sowie unter Anwendung von Gewalt den Analverkehr
vollzogen. Um ihre Schreie zu ersticken, habe er bei einem Vorfall im September
2011 der bäuchlings auf dem Boden liegenden Ehefrau eine Plastiktüte über den
Kopf gezogen und diese mit einer Hand an ihrem Genick zusammengehalten. Der
schreienden Ehefrau, die Atemprobleme bekommen habe und in Panik geraten sei,
sei es nach einigen Momenten gelungen, die Plastiktüte zu zerreissen und von
ihrem Kopf zu entfernen. Am 19. Oktober 2011 habe X.________ seine Ehefrau
gestossen sowie geschlagen, habe sie gegen das Bein getreten und sei ihr auf
die Hände gestanden. Als seine Ehefrau geweint habe,
habe er sie angewiesen still zu sein und gedroht, sie umzubringen, falls die
Nachbarn die Polizei riefen”).

 

                               2.8.   Nel caso di specie occorre stabilire l’ammontare della
riparazione morale alla luce della volontà del legislatore di ridurre gli
importi riconosciuti prima dell’entrata in vigore, il 1° gennaio 2009, della
nuova LAV. L’esame deve essere effettuato anche sulla base della “guida per
stabilire l’importo della riparazione morale a titolo di aiuto alle vittime di
reati” dell’ottobre 2008 dell’UFG, che prevede, di regola, il
riconoscimento di un importo fino a fr. 10'000 in caso di lesione grave e fino a fr. 15'000 in caso di lesione molto grave nell’ambito della
lesione all’integrità sessuale, indicando un limite massimo del risarcimento di
fr. 20’000.

                                         L’amministrazione
ha deciso di riconoscere un importo di fr. 10'000, affermando che nel caso di
specie si è in presenza di una lesione grave, la ricorrente sostiene che la
lesione sia molto grave.

 

                                         Dagli atti
emerge, per quanto qui d’interesse e per quanto concerne gli atti compiuti
contro RI 1 __________, che sia __________ __________ che __________ __________
sono stati condannati per ripetuti atti sessuali con persone incapaci di
discernimento o inette a resistere (art. 191 CP) e rapimento di persona inetta
a resistere (art. 183 cpv. 2 CP) e __________ anche per ripetuta violazione
della sfera segreta o privata mediante apparecchi di presa di immagini (art.
179quater CP). 

 

                                         Dalla
sentenza della __________ emerge che __________ RI 1 si è diretta a __________
con __________, __________. __________ __________ __________ __________. 

 

                                         La __________
ha costatato, senza ombra di dubbio, che __________ e __________ hanno avuto un
rapporto sessuale completo con la vittima, contro la sua volontà, __________ __________
__________.  

                                         I giudici
hanno evidenziato che __________ ha scattato numerose fotografie ed effettuato
dei filmati __________”. In seguito la ragazza è stata vittima di un rapimento,
__________ __________, dove __________ ha compiuto con la stessa ulteriori atti
sessuali. Quest’ultimo è stato condannato, tra l’altro, per essersi congiunto
carnalmente con RI 1 almeno una volta e per avere compiuto con la stessa
ulteriori atti sessuali in almeno altre 2 distinte occasioni, __________.

                                         Circa la
commisurazione della pena la Corte ha stabilito che “la gravità oggettiva
della colpa di __________ è inaudita__________

                                         La __________,
quale unica attenuante per i reati commessi, ha preso in considerazione una
leggerissima scemata imputabilità __________. __________ hanno poi evidenziato
che “gettando uno sguardo alla prassi dei nostri tribunali in casi analoghi,
la gravità dei fatti giustifica __________ __________” e tenuto conto della
scemata imputabilità, hanno ritenuto “equa una pena __________ a valersi
quale pena unica (…)”.

 

                                         Circa __________
la Corte ha stabilito che la sua colpa “è grave poiché anch’egli ha
dimostrato grande egoismo e totale disprezzo della persona: __________ di RI 1 __________”.
Per tutti i reati commessi, compresi quelli esulanti dagli atti commessi contro
RI 1, è stato condannato a __________. Egli è stato condannato, tra l’altro,
per essersi congiunto carnalmente con RI 1 __________ __________ __________ “__________”,
approfittando scientemente della di lei inettitudine a resistere dovuto allo
stato di palese ebrietà, di spossatezza e di incoscienza in cui la stessa si
trovava e per avere rapito RI 1 nei tempi e modi indicati in precedenza.

 

                                         Dalla
sentenza emerge ancora che RI 1 ha dichiarato di non ricordare praticamente
nulla di quanto avvenuto __________ e del rapporto avuto con __________ e che
il dr. med. __________, che ha eseguito la visita ginecologica a RI 1 il __________,
ha affermato che “la paziente, all’atto della valutazione da parte del
sottoscritto, non riportava lesioni corporee importanti, pertanto posso
escludere che, eccettuato il trauma psicologico per l’avvenuto, di cui la
paziente presentava un’amnesia completa al momento della mia valutazione, non
avrà conseguenze fisiche a lungo termine di questo accaduto”.

                                         Dagli atti risulta
inoltre che la ricorrente ha ripreso __________ una settimana dopo i fatti e
che, a nove mesi dall’accaduto, non si era rivolta né ad uno psicologo né ad
uno psichiatra. Né l’interessata sostiene il contrario in sede di ricorso.

 

                                         Alla luce di
quanto sopra esposto questo Tribunale deve confermare la decisione
dell’amministrazione. 

 

                                         La lesione
subita dalla ricorrente, alla luce di casi analoghi decisi nell’ambito della
LAV in vigore fino al 31 dicembre 2008, che era meno restrittiva nel
riconoscere importi più elevati (cfr. consid. 2.7), va considerata grave, senza
con ciò voler sminuire quanto accaduto alla vittima.

 

                                         L’interessata,
__________, ha subito violenze sessuali ad opera di due persone che hanno
approfittato della sua inettitudine e spossatezza, è poi stata rapita e __________,
__________ ha subito ulteriori violenze a sfondo sessuale. A ciò si sono
aggiunte le foto ed i filmati, effettuati da __________ __________ e che hanno
ancor maggiormente umiliato la vittima.

                                         D’altra
parte occorre tener conto della circostanza che l’interessata ricorda poco o
nulla di quanto accaduto (cfr. testimonianza del dr. med. __________ e quanto
affermato dalla medesima ricorrente in più occasioni), che le lesioni fisiche
subite non hanno comportato cure importanti (cfr. __________ __________; cfr.
anche la condanna per gli autori dei reati al pagamento delle spese mediche per
fr. 591), che la vittima non si è rivolta ad uno psicologo o ad uno psichiatra
e che una settimana dopo i fatti ha ripreso __________. 

 

                                         Trattandosi
di una lesione grave, tenuto conto delle riparazioni riconosciute dai Tribunali
in casi analoghi al presente in applicazione della LAV in vigore fino al 31
dicembre 2008 e tenuta in considerazione la “Guida per stabilire
l’importo della riparazione morale a titolo di aiuto alle vittime di reati
all’attenzione delle autorità cantonali incaricate della riparazione morale
secondo la LAV” emanata dall’Ufficio federale di giustizia (UFG,
Dipartimento federale di giustizia e polizia) nel mese di ottobre 2008, la riparazione morale, fissata complessivamente in fr. 10'000.-- (fr.
8'000.-- di importo base, cui sono stati aggiunti fr. 2'000.-- per la gravità
dell’accaduto, dell’età della vittima, delle conseguenze subite e delle
circostanze in cui i reati sono stati commessi) va confermata. Si tratta di un
indennizzo che si trova nel limite massimo superiore in casi simili e non è
lesivo del principio della parità di trattamento, della proporzionalità e del
divieto dell’arbitrio. 

 

                                         Questo Tribunale rileva
invece che la diatriba sorta tra i ricorrenti e l’amministrazione in relazione alla
nozione di “valore simbolico” della riparazione morale utilizzata dal CO
1 (il TF in DTF 128 II 49 consid. 4.1 parla invero di prestazione
“d’assistenza”: « […] que le système d'indemnisation du dommage
et du tort moral prévu par la loi fédérale répond à l'idée d'une prestation
d'assistance et non pas à celle d'une responsabilité de l'Etat […]”),
non è rilevante nel caso di specie, nella misura in cui l’importo riconosciuto dalla
convenuta rientra comunque nei parametri sviluppati dalla dottrina, dalla
giurisprudenza e dalla prassi dell’UFG. Del resto, l’amministrazione voleva in
realtà sottolineare che la riparazione morale riconosciuta ai sensi della LAV
non deriva da una responsabilità dello Stato. Quest’ultimo interviene infatti a
titolo sussidiario e l’ammontare della pretesa versata non corrisponde a quella
che sarebbe riconosciuta alla vittima se potesse ottenere la riparazione
direttamente presso l’autore del reato, ma corrisponde ad un valore inferiore
(cfr. anche il Messaggio sulla revisione totale della legge federale
concernente l’aiuto alle vittime di reati del 9 novembre 2005; FF 2005 pag.
6351 e seguenti).

 

                               2.9.   Gli insorgenti
chiedono che venga riconosciuta una riparazione morale, di almeno fr. 5'000,
anche al padre della vittima.

                                         L’art.
22 cpv. 1 LAV prevede che la vittima e i suoi congiunti hanno diritto a una
somma a titolo di riparazione morale se la gravità della lesione lo giustifica;
gli articoli 47 e 49 del Codice delle obbligazioni si applicano per analogia. 

 

                                         Di regola, i congiunti
possono far valere un diritto alla riparazione morale se in virtù degli art. 47
e 49 CO possono far valere pretese civili contro l’autore del reato (sentenza
1A.196/2000, consid. 2b, pubblicata in ZBl 2001, pag. 492 e
seguenti: “Entsprechend dem Zweck der Opferhilfe können demnach dem direkten
Opfer nahestehende Personen Entschädigungen und Genugtuungen gemäss Art. 11 ff.
OHG nur geltend machen, soweit ihnen ein entsprechender Zivilanspruch zusteht.  Das bedeutet,
dass bei der Geltendmachung von opferhilferechtlichen Genugtuungsansprüchen nur
indirektes Opfer sein kann, wer nach Art. 47 oder allenfalls nach Art. 49 OR
(vgl. BGE 112 II 220 E. 2 S. 223) Anspruch auf eine Genugtuung hat“). 

                                         Per l’art. 47 CO nel caso di morte di un uomo o di lesione corporale,
il giudice, tenuto conto delle particolari circostanze, potrà attribuire al
danneggiato o ai congiunti dell’ucciso un’equa indennità pecuniaria a titolo di
riparazione. Secondo l’art. 49 cpv. 1 CO chi è illecitamente leso nella sua
personalità può chiedere, quando la gravità dell’offesa lo giustifichi e questa
non sia stata riparata in altro modo, il pagamento di una somma a titolo di
riparazione morale.

                                         Di principio
i congiunti della vittima hanno diritto ad una riparazione morale in caso di
lesioni corporali solo se sono toccate nella stessa maniera od in maniera più
forte che in caso di morte (sentenza 1A.155/2005 del 23 settembre 2005, consid.
2.2; DTF 125 III 412 consid. 2a). La
loro sofferenza deve avere un carattere eccezionale (sentenza 1A.155/2005 del
23 settembre 2005, consid. 2.2; DTF 117 II 50). I criteri d’apprezzamento sono
il genere e la gravità della lesione, l’intensità e la durata dei suoi effetti
sulle persone toccate, così come la colpa dell’autore (sentenza 1A.155/2005 del
23 settembre 2005, consid. 2.2, DTF 125 III 412 consid.
2a). Un indennizzo è stato accordato alla figlia la cui
madre è stata infettata dal virus dell’AIDS a causa dell’incertezza che pesava su
entrambe (DTF 125 III 412), così come ad una bambina di 6 mesi, il cui padre è
diventato gravemente invalido in seguito ad un’intossicazione da monossido di
carbonio (DTF 117 II 50). Per contro un’indennità per torto morale è stata
rifiutata alla madre e ai fratelli e sorelle di un bambino vittima di abusi
sessuali commessi dal proprio padre (sentenza 1A.2008/2002 del 12 giugno 2003),
così come ai genitori di una bambina di 9 anni aggredita e poi violentata
nell’ascensore del proprio palazzo da un ragazzo di 15 anni (sentenza
1A.69/2005 dell’8 giugno 2005).

                                         In un caso
giudicato dal TF con la sentenza 1A.155/2005 del 23 settembre 2005 la vittima,
di due anni all’epoca dei fatti, aveva subito maltrattamenti ad opera di un
conoscente della madre, tali da necessitare un ricovero urgente. Gli esami
medici hanno rilevato la presenza di fratture multiple interne che hanno
condotto ad un’emorragia. Il bambino è arrivato in stato d’incoscienza
all’ospedale, ha avuto un arresto cardiaco ed ha dovuto essere rianimato. E’
rimasto quindici giorni in cure intense e nutrito artificialmente. In seguito è
stato trasferito nel reparto di pediatria dove è rimasto ancora per circa un
mese. La guarigione del bambino è stata completa senza che si siano dovute
temere conseguenze fisiche e niente lasciava presagire che potessero esserci
conseguenze psichiche. Il TF ha affermato che la mamma si è trovata
nell’incertezza durante i 15 giorni in cui il bambino era in cure intense e che
le sofferenze sono state tanto più intense se si pensa che inizialmente la
madre era stata in detenzione preventiva poiché era stata ritenuta colpevole di
aver violato i doveri di assistenza e di educazione. In quel periodo non ha
potuto visitare il bambino in ospedale. Il suo medico le ha diagnosticato una
depressione reattiva a quanto accaduto che le ha comportato due incapacità
lavorative la prima di un mese la seconda di poco meno di un mese e mezzo. La
madre ha inoltre affermato di non essere riuscita a liberarsi delle angosce relative
allo sviluppo del proprio bambino e di eventuali rischi di future complicazioni.
Al momento del giudizio in ambito penale non era tuttavia più in cura
psichiatrica e non ha preteso che le relazioni personali con il proprio figlio
o il suo modo di vita siano state durevolmente intaccate e profondamente
modificate dai maltrattamenti subiti dal bambino. Il TF, pur non volendo
minimizzare le sofferenze della madre nel corso dei primi mesi che hanno
seguito il ricovero del proprio figlio, ha affermato che esse non sono
comparabili, per la loro durata e intensità, a quelle dei congiunti di una
vittima deceduta o diventata gravemente invalida, o a quelli dei genitori della
vittima di un rapimento aventi fatto l’oggetto di minacce di morte e che erano
ancora in cura più di due anni dopo i fatti. L’Alta Corte ha di conseguenza
ritenuto corretto negare qualsiasi riparazione morale alla madre.

 

                                         Nella
sentenza (sopra citata) 1A.69/2005 dell’8 giugno 2005, il TF ha giudicato il
caso di una ragazzina di 9 anni aggredita e violentata da un ragazzo di 15 anni
nell’ascensore del palazzo in cui viveva, nell’ambito di un ricorso inoltrato
dal Dipartimento federale di giustizia e polizia che aveva contestato il
riconoscimento di un importo di fr. 5'000 ai genitori della bambina. 

                                         L’Alta Corte
ha ammesso il ricorso del Dipartimento federale di giustizia e polizia
ritenendo non essere dati gli estremi per una riparazione morale ai genitori.

                                         Le lesioni
descritte dai genitori concernevano infatti essenzialmente la vittima diretta dell’orribile
crimine. La bambina è stata intaccata durevolmente nel suo sviluppo: non vuole
più vedere gli amici, non osa più prendere l’ascensore del palazzo e ha sempre
bisogno di essere accompagnata, avendo perso la fiducia in sé stessa. I
genitori devono continuamente occuparsi di lei. Tuttavia, per il TF, dagli atti
non emerge una loro sofferenza che sarebbe superiore a quella di qualsiasi
altro genitore in una situazione simile e la loro sofferenza non è in ogni caso
paragonabile a quella che avrebbero avuto in caso di morte o invalidità
permanente. 

 

                                         Nel caso di
specie, alla luce della citata giurisprudenza, al padre della vittima non può
essere riconosciuto alcun indennizzo per torto morale. Pur non volendo sminuire
le sue sofferenze, la situazione non è infatti peggiore di quelle descritte
nelle due sentenze appena citate (1A.69/2005 dell’8 giugno 2005 e sentenza
1A.155/2005 del 23 settembre 2005) e nelle quali il TF non ha riconosciuto
alcuna riparazione morale. Dagli atti non emerge del resto che il suo dolore
sia stato, per durata ed intensità, comparabile o superiore a quello che
l’interessato avrebbe risentito in caso di morte della vittima (DTF 125 III
412) e neppure sostiene di aver avuto necessità di cure mediche o di aver
subito un’incapacità lavorativa di lunga durata a causa di quanto accaduto. 

                                          

                                         Ne segue che
anche su questo punto la decisione impugnata merita conferma.

 

                             2.10.   Alla luce di
tutto quanto sopra esposto il ricorso deve essere respinto, mentre la decisione
impugnata va confermata.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce
tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

                                   4.   Qualora non sia ammissibile
il ricorso in materia di diritto pubblico, contro la presente decisione è
ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale
entro il termine di trenta giorni dalla
notificazione.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti