# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2320398c-37b7-5d73-a4ea-a8833eb9c788
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-02-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 03.02.2000 INC.1999.72204
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-72204_2000-02-03.html

## Full Text

N. 722.99.4 R                                                                      Lugano,
3 febbraio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria formulata in data 21 gennaio 2000 da:

 

 

__________, c/o Celle
pretoriali di __________

(patr. dall'avv. __________)

 

 

letto il preavviso negativo del
PP avv. __________ e concesso alla difesa di formulare delle contro
osservazioni, visto lo scritto 2 febbraio 2000 dell'avv. __________;

 

letti gli atti considerato

 

 

 

in fatto ed in
diritto

 

1.

 

I fatti posti alla base del
presente giudizio possono essere ripresi, nella loro sostanza, dal rapporto
preliminare di polizia giudiziaria redatto il 23 gennaio 2000 del Commissariato
di Lugano cui si rimanda per completezza. Si può qui ritenere come, il 29
ottobre 1999, tramite l'avv. __________, __________, cittadina portoghese
domiciliata a __________, ha segnalato di essere stata vittima di violenza
carnale, minaccia e vie di fatto da parte di __________. A sostegno del suo
esposto la vittima ha prodotto certificati medici attestanti escoriazioni (2x2
cm) al collo sulla parte destra ed ematomi, uno di cm. 2x4 sempre al collo
sulla parte sinistra ed altri tre piccoli alle gambe (all'altezza delle
ginocchia). L'esame ginecologico eseguito dal dott. __________ non ha invece
evidenziato escoriazioni o lesioni a livello degli organi genitali.

 

La vittima ha inizialmente
indicato, in maniera imprecisa, le date delle violenze subite. I fatti sono
stati poi acclarati in corso di indagine ed è emerso che __________ avrebbe
subito violenza in data 11/12 ottobre 1999. Nel suo verbale 28 ottobre 1999 la
vittima (all. _ al Rapporto preliminare di polizia giudiziaria) ha indicato di
avere conosciuto l'accusato nel febbraio 1997, di avere allacciato con lui una
relazione sentimentale e di avere convissuto con lo stesso dall'aprile 1997
sino all'ottobre 1999, prima a __________ e quindi a __________. Unica fonte
d'entrata per la coppia era costituita dal salario della vittima, tranne un breve
periodo di tempo in cui __________ avrebbe guadagnato appena CHF 400.--
(secondo l'accusato si tratterebbe invece di CHF 1'000.-- mensili per un
periodo di un anno) neppure sufficienti per coprire le spese. All'inizio del
1999 sorgevano i primi problemi tra i conviventi siccome, a detta della
vittima, la stessa non era più disposta a concedere danaro all'accusato che
gliene faceva frequente richiesta, d'altro canto (sempre secondo il dire della
vittima) l'accusato si era fatto più aggressivo e percuoteva la convivente.
Dopo un breve periodo di cessazione della vita comune 

 

 

 

nel settembre 1999, durante il
quale __________ si era allontanato dall'appartamento (per una ventina di
giorni), l'accusato rientrava a casa nell'ottobre 1999 chiedendo alla vittima di
sposarlo. Ne nasceva una lite con minacce profferite nei confronti di
__________ da parte di __________, persona comunque prestante fisicamente. In
quella circostanza (era il 9 ottobre 1999) l'accusato imponeva alla vittima la
congiunzione carnale non voluta da __________ ma tollerata passivamente dalla
stessa per timore. Il successivo 11 ottobre 1999 al rientro a casa dopo il
lavoro e le commissioni __________ veniva raggiunta dall'accusato, tra i due
nasceva un'ulteriore discussione con percosse. L'accusato, in questa
circostanza, avrebbe preso la vittima di peso sbattendola sul letto, chiudendo
quindi a chiave la porta della camera (la chiave nella toppa), e - dopo essersi
spogliato - avrebbe ulteriormente percosso la vittima (per un insulto ricevuto),
le avrebbe strappato i pantaloni e le mutande, avrebbe quindi legato la vittima
con i pantaloni alle caviglie e, dopo averle trattenuto le mani, l'avrebbe più
volte penetrata. Durante quella notte l'accusato avrebbe inoltre ripetuto più
volte la congiunzione carnale con la vittima ormai sfinita ed incapace di
reagire e senza il consenso della stessa. Dopo un breve sonno la vittima
sarebbe stata svegliata il mattino del 12 ottobre 1999 dalle mani dell'accusato
che la stavano toccando, __________ sarebbe quindi stata violentata una quarta
volta.

 

Quel giorno la vittima si è
quindi recata al lavoro dove i colleghi l'avrebbero vista scossa e con
difficoltà di deambulazione. Al rientro a casa __________ le avrebbe chiesto
scusa.

 

Il successivo 17 ottobre 1999 __________,
pur non desiderando avere rapporti sessuali con l'accusato e pur manifestando
tale suo desiderio, sarebbe stata ulteriormente obbligata all'atto sessuale,
non portato a termine da __________, senza reagire. Il 20 ottobre 1999 la
vittima ha versato CHF 1'500.-- all'accusato invitandolo comunque ad andarsene.
Il denaro è stato praticamente tutto recuperato in corso d'istruttoria.
__________ ha effettivamente lasciato l'appartamento e __________ ne ha
approfittato per cambiare la serratura. Nei giorni successivi l'accusato ha
ulteriormente avuto contatto con la vittima che avrebbe percosso e gravemente
minacciato.

 

I fatti sono emersi a seguito
dello sfogo della vittima con una vicina di casa e, soprattutto, a seguito
delle confidenze fatte da __________ alla datrice di lavoro che ha chiesto
l'intervento del legale.

 

Dopo le verbalizzazioni del 28 e
29 ottobre 1999 della vittima il magistrato d'accusa ha disposto il sequestro
di un paio di pantaloni strappati, della segreteria telefonica della vittima e
della chiave dell'appartamento della stessa rinvenuta nella buca delle lettere,
ed ha ordinato l'arresto dell'accusato avvenuto lo stesso 29 ottobre 1999.

 

__________ è stato interrogato
dalla polizia, ed anche dinanzi a questo giudice, ha negato ogni addebito.
Contro il provvedimento restrittivo di libertà egli si è aggravato alla Camera
dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello che ha respinto il gravame
ammettendo l'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza, necessità
istruttorie e pericolo di fuga (sentenza 26 novembre 1999). Anche nel prosieguo
dell'inchiesta l'accusato ha sempre negato gli addebiti mossi giungendo a dire
che la vittima si sarebbe procurata da sola i lividi riscontrati (anche
fotograficamente) sul collo. Le indagini hanno permesso di raccogliere numerose
deposizioni tra le quali quelle dei vicini di casa della coppia, con
significative dichiarazioni in particolare di __________, __________ e della
signora __________ che attesta di avere sentito il 9 ottobre 1999 un trambusto
dall'appartamento della vittima e la signora __________ (da tutti chiamata
__________) che chiedeva di essere lasciata stare. Pure acquisita agli atti la
deposizione della signora __________ che da sostanziale riscontro della
versione della vittima, in particolare se letta in 

 

 

 

uno con il dire del teste
__________, circa il cambiamento di cilindro nonché la situazione e lo stato
d'animo di __________.

 

Di particolare rilievo anche il
verbale reso dalla signora __________ che ha raccolto le confidenze di
__________ ed il comportamento della stessa vittima che avrebbe anche omesso
una denuncia (come l'eliminazione delle mutande strappate lascia intendere) e
ciò per un profondo senso di vergogna per quanto avvenuto. Le funzionarie della
PS di __________ hanno inoltre interrogato dei colleghi di lavoro della vittima
che ne hanno confermato lo stato fisico il giorno successivo alle violenze
subite con riferimento ai dolori alle gambe ed alla necessità di procedere a
visita medica.

 

Come detto __________ è stato
interrogato in dettaglio dagli inquirenti negando tutta una serie di fatti in
maniera decisa, in particolare di avere violentato e percosso __________, di
averle procurato dei livi al collo e di averla in generale picchiata
(contrariamente agli elementi scaturenti dall'incarto), di avere avuto con lei
dei rapporti subito dopo un intervento da parte del ginecologo e contro il
parere dei medici, di avere sottaciuto alla vittima di essere padre di tre
figli in patria, di avere avuto con __________ una normale vita sociale
concedendole libertà (mentre agli atti vi sono riscontri in senso contrario) ed
ancora su altri particolari apparentemente privi di significato (quali le
modalità del suo possesso della fotografia della madre della vittima).

 

Il magistrato inquirente ha
ordinato una perizia psichiatrica al dott. __________, perizia che non ha
potuto essere eseguita siccome l'accusato ha rifiutato l'incontro con il perito
professandosi innocente. Le parti sono state poste a confronto il 30 dicembre
1999 dinanzi al PP, esse hanno mantenuto le loro rispettive versioni, la
vittima ammettendo che dopo gli episodi di violenza dell'11 e 12 ottobre 1999
essa ha continuato ad avere contatto e parziale convivenza con l'accusato,
circostanza questa che già emergeva dalle precedenti deposizioni.

 

L'istruttoria è sostanzialmente
alla fine, il PP dovrebbe poter procedere, nei prossimi giorni, al deposito
degli atti e quindi - fatta salva la presentazione di eventuali richieste di
complemento istruttorio - dovrebbe essere possibile chiudere l'istruttoria in
tempi decisamente contenuti (ancora nel corso del presente mese di febbraio
2000). Dopo tale chiusura il magistrato d'accusa dovrebbe potere emanare la
decisione di sua competenza (come indicato nel preavviso negativo un atto
d'accusa con deferimento alla Corte delle Assise Criminali) in tempi brevissimi
stante la natura delle imputazioni.

 

 

2.

 

Con istanza del 21 gennaio 2000
la difesa di __________ postula la concessione della libertà personale
all'accusato stante l'insufficienza degli indizi a carico dello stesso per
tutte le ipotesi di reato formulate dal pubblico accusatore e stante l'assenza
di un concreto rischio di collusione. In particolare, secondo __________, le
testimonianze raccolte in corso d'istruttoria non avrebbero potuto accertare e
dimostrare i fatti come descritti dalla vittima. L'accusato avrebbe poi
riconsegnato la chiave dell'appartamento della vittima (dopo la sostituzione
del cilindro, ossia la nuova chiave sottratta a __________) spontaneamente dimostrando
così il suo intento di interrompere il rapporto con la stessa, vi sarebbe poi
contrasto circa le ferite alla gamba che sarebbero comunque avvenute in epoca
precedente alle presunte violenze sessuali e non vi sarebbero oggettivi
riscontri delle violenze stesse come accertato dal ginecologo che ha visitato
la vittima (comunque 16 giorni dopo i fatti). Neppure sarebbe di rilievo il
reperimento dei pantaloni con l'asola allargata e la cerniera rotta, ciò poiché
la vittima avrebbe l'abitudine di 

 

 

 

cambiarsi al suo arrivo a casa
mettendosi in training, con il rilievo che ciò avviene quando (cfr. verbale a
confronto) ciò è possibile alla vittima.

 

In sostanza la difesa postula la
liberazione dell'accusato, eventualmente mediante l'adozione di misure che neppure
vengono offerte formalmente e discusse.

 

All'istanza si oppone il PP che
evidenzia l'esistenza di elementi sufficientemente indizianti i reati
ipotizzati, già per le osservazioni oggettive (lividi, pantaloni, chiave
dell'appartamento) e per le deposizioni sia della vittima che dei vicini e
colleghi di lavoro. Il magistrato d'accusa ritiene di potere disporre il
deposito degli atti in questi giorni e di chiudere quindi l'istruttoria con
deferimento alla Corte delle Assise competente territorialmente in tempi brevi.
Il PP evidenzia sia un rischio di collusione (le versioni con la vittima sono
diamentralmente opposte, come pure incisive appaiono le deposizioni dei testi
su cui l'accusato potrebbe esercitare pressione) ed un concreto rischio di
fuga.

 

In sede di contro osservazioni
l'accusato ribadisce la sua istanza.

 

 

3.

 

In diritto la materia è retta
dall'art. 95 CPP - corrispondente all'art. 33 scaturito dalla revisione
parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del
principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al
cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali i bisogni
dell'istruzione, il pericolo di fuga e quello di recidiva (senza dimenticare
che l'arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai
bisogni dell'istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell'accusato al
processo e a garantire l'eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid
c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H.,
1P 477/1993, consid. 3). L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della  libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss). Ed anche questo giudice,
come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione
all'arbitrio (REP 1980 pag. 128).

 

 

4.

 

Nel caso di specie sono dati
manifestamente tutti gli elementi per mantenere in detenzione preventiva
l'accusato come precisato nei considerandi che seguono:

 

 

 

 

 

 

 

 

4.1. Gravi e concreti indizi
di colpevolezza

 

Secondo dottrina e giurisprudenza sussistono gravi indizi
di colpevolezza quando dagli elementi raccolti durante l'istruttoria emerge con
molta verosimiglianza che il prevenuto é colpevole delle infrazioni per le
quali é sospettato, quando cioè l'autorità dispone di elementi idonei a
giustificare delle serie presunzioni di colpabilità. Il giudice non opera in
questo ambito una valutazione definitiva delle prove raccolte durante
l'inchiesta penale. Tale rimane, infatti, il compito della corte chiamata a
giudicare il merito della vertenza, la quale é tenuta ad esprimersi sulla
rilevanza delle prove. Occorre pertanto in questa sede verificare unicamente se
esistono sufficienti indizi per ammettere che l'accusato abbia commesso o potuto
commettere i reati imputatigli e pertanto se l'autorità poteva a ragione
concludere per l'esistenza di gravi indizi di colpevolezza (DTF 9.07.1996 in re
G.M. e riferimenti ivi citati). 

 

Nel caso in esame va evidenziato,
ritenuti comunque i limiti sopra esposti, come a carico dell'accusato vi siano
elementi di tutto rilievo quali la ripetuta e costante deposizione della
vittima non certo inficiata nella sua validità dall'imprecisione circa le date
inizialmente indicate al legale, così come evidenziato nello stesso Rapporto
della PS di __________. La vittima ha sostenuto il suo dire ripetutamente, ed
il fatto che essa sia stata vittima di lesioni inferte dal marito in anni
precedenti (senza abusi di natura sessuale) non giova certo alle tesi della
difesa. __________ ha inoltre sorretto il verbale a confronto con l'accusato.
Non solo. Il fatto che __________ abbia, dopo le violenze dichiarate dell'11 e
12 ottobre 1999, continuato la vita con l'accusato e che abbia telefonato allo
stesso dall'ospedale per informarlo dell'incidente, non depone per una non
credibilità della stessa. Questi fatti dimostrano, semmai, il timore e,
soprattutto, la vergogna provata dalla vittima come dalla stessa sempre
sostenuto. La deposizione della vittima trova riscontri nel sequestro, da parte
degli inquirenti, dei pantaloni strappati a livello della cerniera e con
l'asola rilasciata (si vedano le fotografie agli atti). Il fatto che la signora
__________ si cambi quando rientra a casa dal lavoro non inficia, fatta salva
diversa valutazione delle prova da parte della Corte del merito, la validità
dell'indizio. Ulteriori indizi sono costituiti dagli accertamenti medici in
atti comprovanti lesioni subite dalla vittima, quelle lesioni che l'accusato è
giunto a sostenere come auto procurate da parte della signora __________ (in
questo senso il verbale PS 5 novembre 1999 all. _ pag. 3). Oltre questi
elementi, di per sé sufficienti a ritenere gravi e concreti indizi di
colpevolezza stanti i limiti dell'esame che incombe al Giar, vanno rammentate
le deposizioni dei testi sentiti in corso d'istruttoria.

 

La signora __________ ha raccolto
le prime confidenze della vittima. Con riferimento ai rapporti intercorsi tra
le parti vi sono poi tutta una serie di testimonianze, evocate in parte sub.
1., che corroborano il dire della vittima rendendola credibile.

 

A non averne dubbio si tratta di
indizi sufficienti, come d'altra parte già ritenuto dalla CRP nella sentenza 26
novembre 1999 che annovera tra gli indizi le parziali ammissioni dell'accusato
stesso contenute nel primo verbale di interrogatorio (con ammissione di una
costrizione della vittima in camera "chiudendo la porta a chiave" e
quindi di una coazione), indizi tali da giustificare il mantenimento della
detenzione preventiva stanti un concreto rischio di collusione ed inquinamento
probatorio ed un rischio di fuga.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4.2. Rischio di collusione e
di inquinamento probatorio

 

Pur essendo al termine
l'istruttoria nel caso di specie appare manifesto un rischio di collusione e di
inquinamento probatorio. L'accusato ha avuto sulla vittima un forte ascendente
per un periodo di tre anni e la vittima ha trovato la forza di troncare la
relazione solo dopo i fatti oggetto d'indagine. La vittima, nelle sue
deposizioni, più volte asserisce di essere spaventata dall'accusato possente
fisicamente e che sarebbe passato a vie di fatto nei suoi confronti in più di
una circostanza. D'altro canto un rischio concreto di pressione per ottenere
remissione od ammorbidimento delle deposizioni non va ritenuto unicamente nei
confronti di __________ ma anche nei confronti dei testi sentiti, in
particolare dei vicini di casa che hanno che hanno deposto. Va poi riservata la
possibilità per l'accusato di chiedere l'acquisizione di elementi a scarico che
debbono potere essere raccolti, stante l'atteggiamento sostanzialmente
negatorio dell'accusato, senza possibilità alcuna di interferenza ed
inquinamento.

 

La condizione legale appare
quindi realizzata.

 

 

4.3. Rischio di fuga

 

Il pericolo
di fuga, per giustificare la carcerazione preventiva, deve essere concreto e
rivestire il carattere di una certa probabilità: in altri termini si ammette
siffatto pericolo quando l’accusato, fosse posto in libertà, si sottrarrebbe
con una certa verosimiglianza al perseguimento penale e all’esecuzione della
pena. La gravità della presumibile pena, di per sé, non basta a motivare la
carcerazione preventiva; piuttosto, l’insieme delle circostanze, quali il
carattere dell’interessato, la sua morale, i suoi legami familiari, l’assenza
di un domicilio fisso, la sua professione, la sua situazione finanziaria e le
sue risorse economiche, deve essere valutato e vanno accertati motivi concreti
che rendano la fuga non solo possibile, ma probabile (così verbatim DTF
19 gennaio 1999 in re G.S., consid. 5a p. 7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69
consid. 4 e ad altra sentenza di imminente pubblicazione).

Anche se l'accusato si trova in
Ticino dal 1995, senza comunque svolgere regolare attività lavorativa (poiché
impedito dal suo statuto), egli non può certo essere considerato come integrato
ed esente da rischio di fuga. Pur essendo qui presente il fratello non può
essere dimenticato come __________ ha moglie e tre figli in patria, dei quali
nulla avrebbe detto alla vittima, ed ha stretti legami con il suo territorio
nazionale tanto da raggiungerlo senza apparente difficoltà (come le deposizioni
in atti hanno permesso di stabilire) al fine di portare danaro e vestiti a
terzi. La presenza dei famigliari in patria, la possibilità per l'accusato di
raggiungere senza difficoltà la sua nazione, gli indizi che l'accusato abbia
raggiunto la sua nazione anche nel corso della ventina di giorni durante il
mese di settembre scorso quando ha troncato i suoi contatti con la vittima
(come attestano i tabulati telefonici e viste le giustificazioni iniziali sul
possesso di piccoli gioielli), permettono di ritenere facile e concreta
possibilità per __________ di riparare all'estero e di sottrarsi al
procedimento penale di cui si tratta. In effetti, se giudicato colpevole,
l'accusato rischia pena particolarmente pesante anche per il comportamento
processuale adottato di completa negazione dei fatti. Si tratta di
comportamento di per sé legittimo ma che potrebbe comportare aggravamento di
pena, se giudicato colpevole __________, per la totale assenza di ravvedimento
e di resipiscenza.

 

I legami con la propria patria, i
legami con la famiglia (moglie e figli), la facilità con cui l'accusato ha
raggiunto il suo paese (nonostante la situazione esistente fino a qualche tempo
fa in Kosovo e nonostante il suo statuto di asilante), l'assenza di un lavoro
(per motivi comunque indipendenti dalla volontà dell'accusato ma derivanti dal
suo statuto), e l'acquisizione di prestiti dalla vittima 

 

 

 

(come indiziato nell'istruttoria)
- ciò che permetterebbe a __________ di avere di che vivere -, sono elementi
tali da far ritenere serio e concreto il rischio che l'accusato preferirebbe
riparare all'estero piuttosto che attendere il processo ed espiare l'eventuale
condanna che gli venisse inflitta.

 

La condizione legale appare data
senza che si giustifichi l'esame di misure sostitutive comunque improponibili
ed inadeguate a trattenere __________ dal collidere e sottrarsi al
procedimento.

 

 

5.

 

Resta da esaminare la
proporzionalità della detenzione preventiva sin qui subita e quella ancora
prevedibile per terminare l'istruttoria e giungere al processo. Si può allora
fare ampio riferimento alla decisione Giar 25 maggio 1999 in re R. (991.98.10)
secondo cui

 

 

 

 

"Giusta l’art. 102
cpv. 2 CPP la durata del carcere preventivo durante l’istruzione formale può
essere di sei mesi; tale termine può essere convenientemente prorogato (art.
103 CPP).

La prassi del Tribunale
federale ha comunque stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni
carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena
privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal
giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2
e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; Rep. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del
carcere preventivo deve comunque obbedire al principio della proporzionalità,
stando al quale la durata dipende anche dalle circostanze concrete, in
particolare, dalla vastità e complessità dell’inchiesta e dal comportamento
dell’arrestato (DTF 107 Ia 259 consid. 3b, 105 Ia 33 consid. 4b)."

 

Nel concreto caso la fattispecie
oggetto d'istruttoria appare oggettivamente grave e, nella sostanza,
l'istruttoria appare completa. Appare prevedibile che il magistrato d'accusa,
dopo il deposito degli atti (cui la difesa e la parte civile possono comunque
rinunciare), potrà chiudere l'istruttoria ed emanare l'atto di rinvio a
giudizio (come anticipato dal PP) in tempi del tutto contenuti (ossia ancora
prima della fine del corrente mese di febbraio 2000). L'accusato si trova
privato della sua libertà da poco più di tre mesi. Si tratta di un tempo ancora
del tutto contenuto rispetto alla possibile pena in caso di giudizio di
condanna per tutte o parte delle ipotesi di reato formulate dal PP. Anche i tempi
ancora necessari per giungere alla celebrazione del processo, in uno con la
detenzione preventiva sin qui subita, appaiono rispettosi del principio di
proporzionalità (ossia sono decisamente inferiori alla possibile pena in caso
di giudizio di colpevolezza). Non solo è rispettato il principio di
proporzionalità ma anche quello di celerità. Le indagini sono state condotte
con speditezza ed efficacemente in tempi limitati.

 

Il principio di proporzionalità
cui deve sottostare la detenzione preventiva è quindi rispettato.

 

 

 

 

 

 

 

6.

 

Visto quanto precede l’istanza di
libertà provvisoria va respinta con la presente decisione esente da tassa e
spese di giudizio (art. 39 litt. f TG e contrario) e suscettibile di
impugnazione alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello nel
termine di 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

 

 

 

Pqm, visti le norme procedurali
citate e gli artt. 284 e segg. CPP;

 

 

 

decide:

 

 

1.     
L'istanza di libertà provvisoria formulata da __________ in data 21
gennaio 2000 è respinta.

 

2.     
Non si percepiscono tasse e spese.

 

3.     
Avverso la presente decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei
Ricorsi penali del Tribunale di Appello nel termine di 10 (dieci) giorni
dall'intimazione.

 

4.     
Intimazione all'accusato, per il tramite del difensore d'ufficio avv.
__________, all'avv. __________ personalmente ed al PP avv. __________ con gli
atti di ritorno e copia delle contro osservazioni formulate dalla difesa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                  giudice
__________