# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 709926b1-7237-5a11-9229-39cf5307c2e7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-06-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.06.2008 35.2008.7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2008-7_2008-06-09.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2008.7

   

  rs

  	
  Lugano

  9 giugno 2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 31 gennaio 2008
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 12
  dicembre 2007 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 28 giugno
2006 RI 1 (__________), alle dipendenze della __________ di __________ quale
affilatore e assicurato contro gli infortuni presso la CO 1, mentre stava
affilando una mola ha subito un infortunio. Più precisamente la mola citata si
è staccata, nonché rotta e alcuni pezzi si sono conficcati nell’avambraccio
dell’assicurato (cfr. doc. 1).

                                         Quest’ultimo
ha riportato una “ferita lacero-contusa terzo distale-ulnare avambraccio
destro con lesioni tendini flessori dito 5 e tendine flessore ulnare del carpo;
molteplici piccoli corpi estranei” (cfr. doc. 3).

                                         Il 28
giugno 2006 stesso l’insorgente è stato sottoposto a un intervento di
revisione, débridement, sutura dei tendini e asportazione dei piccoli corpi
estranei presso l’Ospedale __________ di __________ (cfr. doc. 3).

 

                                         L’Istituto
assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di
legge. 

 

                               1.2.   RI 1 ha
ripreso la propria attività lavorativa al 50% a fare tempo dal 21 agosto 2006 e
al 100% dal 4 settembre 2006 (cfr. doc. 9, 10, 11, 12).

 

                               1.3.   Il 14 luglio
2007 l’assicurato è stato operato di cataratta all’oc-chio sinistro in day
hospital dal Dott. __________ di __________ (cfr. doc. 21)

 

                                         L’insorgente
ha presentato un’incapacità al lavoro del 100% fino al 23 agosto 2007 e del 50%
fino dal 24 al 31 agosto 2007. Egli ha ricominciato a lavorare il 3 settembre
2007 (cfr. doc. 21, 22, 23).

 

                               1.4.   La CO 1,
fondandosi sulla valutazione 1° ottobre 2007 del Dr. med. __________, spec. FMH
malattie degli occhi, con decisione formale del 24 ottobre 2007, ha negato la
propria responsabilità relativamente ai disturbi all’occhio sinistro, ritenuti
non trovarsi in una relazione di causalità naturale, almeno probabile, con il
sinistro del giugno 2006 (cfr. doc. 27).

 

                                         A seguito
dell’opposizione interposta personalmente dall’assicurato (cfr. doc. 28),
l’Istituto assicuratore, il 12 dicembre 2007, ha confermato il contenuto del
suo primo provvedimento (cfr. doc. C). 

 

                               1.5.   Con
tempestivo ricorso del 31 gennaio 2008 (cfr. doc. D), RI 1, rappresentato dall’RA
1, ha chiesto che gli vengano riconosciute le prestazioni LAINF del caso.

                                         A
sostegno della propria pretesa ricorsuale l’assicurato ha addotto, in
particolare, dapprima che, nonostante si fosse accorto della ferita all’occhio,
ha dato più importanza al danno all’avambraccio destro essendo più grave. Poi è
stato, comunque, precisato che “solo in seguito si è accorto anche su
segnalazione di medici curanti del danno all’occhio”.

                                         L’insorgente
ha affermato che la citata lesione è da mettere in relazione all’infortunio del
giugno 2006, come è stato attestato dai medici che l’hanno avuto in cura,
segnatamente dai medici della Clinica __________ di __________. Al riguardo
l’assicurato ha allegato dei documenti rilasciati da questo nosocomio, come
pure un certificato medico del 24 gennaio 2008 del Dr. med. __________ di __________
(cfr. doc. I).

 

                               1.6.   La CO 1, in
risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa, con argomenti
di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc.
III).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;
STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata
in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98
del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   L'accordo
del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità
europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle
persone (ALC), entrato in vigore il 1° giugno 2002 e regolante, in particolare
nel suo Allegato II, il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (art. 8
ALC), si applica alla presente fattispecie.

 

                                         In
effetti l’evento infortunistico è avvenuto il 28 giugno2006 (cfr. DTF 128 V 317
consid. 1b/bb nonché STFA del 12 marzo 2004 nella causa E., H 14/03, consid.
5).

                                         I
presupposti materiali per stabilire l’eventuale diritto a prestazioni in
relazione ai disturbi all’occhio sinistro si determinano in ogni caso secondo
il diritto svizzero.

                                         Anche a
seguito dell'entrata in vigore dell'ALC, il Regolamento (CEE) n. 1408/71 del
Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi di
sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi ed ai loro
famigliari che si spostano all'interno della Comunità, cui rinvia l'art. 1 cpv.
1 Allegato II ALC, rimanda a tale normativa (cfr. STFA dell’11 gennaio 2005
nella causa D., U 271/03, consid. 1.3.). Così, in virtù dell'art. 53 del
Regolamento, le prestazioni che il lavoratore frontaliero, vittima di un
infortunio sul lavoro, può anche richiedere nel territorio dello Stato
competente - vale a dire dello Stato membro sul cui territorio si trova
l'istituzione competente (art. 1 lett. q del Regolamento) - sono erogate
dall'istituzione competente secondo le disposizioni della legislazione di tale
Stato come se l'interessato risiedesse in quest'ultimo. 

                                         Orbene,
l'istituzione competente, alla quale, conformemente all'art. 1 lett. o punto i
del Regolamento, il ricorrente era assicurato al momento della domanda di
prestazioni, è la CO 1, l'assicurato in questione trovandosi, nel momento
determinante, ad esercitare esclusivamente un'attività subordinata in territorio
elvetico ed essendo, di conseguenza, assoggettata alla legislazione di tale
Stato (art. 13 n. 2 lett. a Regolamento; cfr., pure, STFA del 15 aprile 2004
nella causa F., U 76/03, consid. 1.3. e riferimenti dottrinali ivi menzionati;
nonché STCA del 12 aprile 2006 nella causa C., inc. n. 35.2005.57).

                                         Donde
l'applicabilità dell'ordinamento svizzero.

 

                               2.3.   Il TCA è
chiamato a stabilire se l’Istituto assicuratore resistente era legittimato o
meno a negare il proprio obbligo a prestazioni in relazione ai disturbi
all’occhio sinistro di RI 1 i quali hanno determinato un intervento di
cataratta effettuato il 21 luglio 2007.

 

                               2.4.   Giusta
l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi
d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione
dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare
(cfr. art. 6 LPGA) a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità
giornaliera.

                                         Il
diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello
dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità
lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.

                                         Parimenti,
il diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi
un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato: nemmeno persistenti dolori
bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento se da questo
non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di salute (cfr.
Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA),
Losanna 1992, p. 41ss.).

                                         Se, al
momento dell'estinzione del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità
lucrativa, viene corrisposta una rendita d'invalidità o un'indennità unica in capitale:
l'erogazione di indennità giornaliere cessa con il diritto alle prestazioni
sanitarie.

                                         D'altro
canto, nella misura in cui l'assicurato è portatore di una menomazione
importante e durevole all'integrità fisica o mentale, egli ha diritto ad un'indennità
per menomazione all'integrità giusta gli artt. 24s. LAINF.

 

                               2.5.   Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra
l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p.
145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella
causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121
V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000
nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98,
consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid.
3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid.
3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid.
2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b;
Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler Juristische
Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche,
quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF
119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V
164; DTF 113 V 46).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid.
3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore
contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che
le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione
delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi: 

 

-  quando
lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva
immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);

 

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine) 

                                         (cfr.
RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die
Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in
Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

 

                                         Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con
l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza,
l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se
l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla
salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che
fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale
dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della
verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non
giochi più un effetto causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione
del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già
all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e
riferimenti ivi citati). 

 

                               2.6.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi
summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181
consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e
382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni
vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che
l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che
solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102
consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine;
cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des
Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard,
L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht
[SBVR], n. 39).

 

                               2.7.   In virtù dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF è tenuto a
riprendere l’erogazione delle prestazioni assicurative in caso di ricadute o
conseguenze tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 277).

                                         Né la
LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la
pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze
tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio
assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento,
l’interessato sia o meno ancora assicurato. Rilevante é soltanto l’esistenza di
un nesso di causalità (cfr. STFA U 122/00 del 31 luglio 2001).

 

 

                                         Nella
sentenza pubblicata in RAMI 1994 U 206, p. 326ss., il TFA ha precisato che,
trattandosi di una ricaduta, la responsabilità dell’assicuratore infortuni non
può essere ammessa soltanto sulla base del nesso di causalità naturale
riconosciuto in occasione del caso iniziale. Spetta piuttosto a colui che
rivendica le prestazioni dimostrare l’esistenza di una relazione di causalità
naturale fra i “nuovi disturbi” e l’infortunio assicurato. Soltanto qualora il
nesso di causalità é provato secondo il criterio della verosimiglianza
preponderante, può essere riconosciuto un ulteriore obbligo prestativo a carico
dell’assicuratore-infortuni. In assenza di prove, la decisione sarà sfavorevole
all’assicurato, il quale intendeva derivare diritti da un nesso di causalità naturale
rimasto indimostrato.

 

 

                               2.8.   Dalla
documentazione agli atti si evince che il 4 luglio 2006 alla CO 1 è stato
annunciato un infortunio occorso a RI 1 il 27 giugno 2006.

                                         Più
specificatamente è stato indicato che, mentre l’assicurato stava affilando una
mola, la stessa si è staccata e si è rotta, con la conseguenza che alcuni pezzi
si sono conficcati nel suo avambraccio (cfr. doc. 1).

                                         Egli ha
riportato una “ferita lacero-contusa terzo distale-ulnare avambraccio destro
con lesioni tendini flessori dito 5 e tendine flessore ulnare del carpo;
molteplici piccoli corpi estranei” (cfr. doc. 3).

 

                                         Il giorno
stesso del sinistro l’insorgente è stato sottoposto a un intervento di
revisione, débridement, sutura dei tendini e asportazione dei piccoli corpi estranei
presso l’Ospedale __________ di __________ (cfr. doc. 3, 5). 

                                         L’assicurato
è rimasto ospedalizzato dal 28 al 29 giugno2006 (cfr. doc. 3, 5, 8).

 

                                         Egli ha
ripreso la propria attività lavorativa al 50% a fare tempo dal 21 agosto 2006 e
al 100% dal 4 settembre 2006 (cfr. doc. 9, 10, 11, 12).

 

                                         Nel mese
di giugno 2007 è stato inviato all’istituto assicuratore resistente un
Certificato medico LAINF in cui il Dott. __________ ha indicato che
l’assicurato presentava una cataratta cortico-nucleare all’occhio sinistro in
evoluzione favorita da un trauma a tale occhio a seguito della rottura di una
mola, che era probabile che si trattasse unicamente di conseguenze d’infortunio
e che il nel mese di luglio 2007 sarebbe stato eseguito un intervento di
cataratta in day hospital a __________ (cfr. doc. 21).

 

                                         Il 19
luglio 2007 ha avuto luogo, sul posto di lavoro del ricorrente, una visita di
cortesia da parte di un ispettore della CO 1.

                                         In questa
occasione l’assicurato ha indicato che, quando la mola è andata in frantumi, vi
è stata come un’esplosione e le schegge hanno colpito in particolare il suo avambraccio
destro.

                                         Egli ha
riferito di aver pure riportato delle piccolissime abrasioni al labbro
superiore, lato sinistro e all’arcata sopracciliare dell’occhio sinistro,
rilevando di non essere in grado di precisare se sono state le schegge della
mola a “ferirlo” al volto oppure l’aspiratore posizionato sopra la macchina. Al
riguardo l’assicurato ha osservato, da un lato, che, allorché la mola si è
rotta, ha avuto uno scatto repentino e non è escluso che possa avere urtato con
il volto contro l’aspiratore che permette di aspirare fumi e residui di
fresatura. Dall’altro, che comunque ricorda di avere subito un urto al capo
tanto è vero che ha rotto gli occhiali da vista che portava.

                                         E’stato
poi specificato che le abrasioni al volto non hanno lasciato alcun segno
(cicatrice) e che erano ferite molto superficiali tanto è vero che sono state curate
al Pronto Soccorso dell’Ospedale __________ di __________ con una goccia di
disinfettante.

                                         L’insorgente
ha, poi, evidenziato che nel periodo ottobre/novembre 2006, guidando l’auto, si
è accorto di avere difficoltà nel leggere le targhe dei veicoli che lo
precedevano e che non riusciva più a mettere a fuoco con l’occhio sinistro.
Egli ha riferito di non essersi preoccupato più di quel tanto inizialmente,
pensando trattarsi di un colpo d’aria, stress, fatica o semplicemente del
sopraggiungere della brutta stagione. L’assicurato ha, altresì, indicato che
fino a ottobre/novembre non aveva problemi di vista o perlomeno non se ne
ricordava e che persistendo il problema, nel febbraio 2007, ha consultato il
proprio oculista di fiducia, Dott. __________. Il ricorrente ha segnalato che
nel 2001/2002 si è sottoposto a laserterapia a entrambi gli occhi e che
l’intervento, eseguito dal Dott. __________, ha avuto successo. Dopo
l’operazione ha eseguito soltanto una visita di controllo a distanza di un anno
circa. Egli ha specificato che comunque, anche dopo la laserterapia, non ha
potuto fare a meno degli occhiali (per lettura, visione TV, lavoro) e che
quando eseguiva lavori di precisione, come il giorno del sinistro, portava
semplici occhiali da vista, mentre quando eseguiva lavori più grossolani alle
diverse macchine, comportanti elevati rischi di infortunio, portava occhiali
protettivi SUVA a cui ha fatto applicare lenti correttive.

                                         L’assicurato
ha, inoltre, rilevato che inizialmente ha avuto il dubbio che il disturbo fosse
una conseguenza tardiva dell’intervento laser, ma che il Dott. __________ l’ha
escluso categoricamente, asserendo che la cataratta era postraumatica.

                                         Infine è
stato indicato che si è giunti alla conclusione che si trattava di una
conseguenza del sinistro di giugno 2006 per esclusione, poiché l’insorgente non
ricordava assolutamente di avere subito altri colpi o traumi (cfr. doc. 16).

 

                                         La CO 1
ha, conseguentemente, predisposto un consulto specialistico presso il Dr. med. __________,
spec. FMH in malattie degli occhi.

                                         Dal
referto del 1° ottobre 2007 relativo alla visita del 27 settembre 2007 emerge
quanto segue:

 

" 
(…)

ANAMNESI: il 28 giugno
2006 la persona in questione ebbe incidente sul lavoro mentre usava una mola: recatosi
al pronto soccorso fu medicato per ferite lacerocontuse all’avambraccio destro
con molteplici corpi estranei asportati. Nessun accenno nei rapporti medici a
problemi oculari; neppure il paziente tutt’ora cita gli stessi (solo qualche
escoriazione al naso e al sopracciglio sinistro). Dopo un giorno di degenza fu
dimesso.

Dal punto di vista oculare
egli si era sottoposto a intervento di chirurgia refrattiva in entrambi gli
occhi nel 2001 (probabilmente PRK). Circa sei mesi dopo l’incidente su indicato
egli cominciò a notare vista nebbiosa a sinistra: visitato da uno specialista
(lo stesso che eseguì l’intervento refrattivo) fu diagnosticata cataratta in
seguito operata il 21.7.2007.

 

QUALI SONO I DISTURBI DI
CUI ATTUALMENTE L’ASSICURATO SI LAMENTA (CONSTATAZIONI SOGGETTIVE): il paziente
lamenta che dopo l’intervento di cataratta a sinistra egli è tornato a vedere
male per lontano (dopo intervento rifrattivo dichiara autonomia da occhiali per
lontano).

 

ATTUALE
STATO DI SALUTE (CONSTATAZIONI OGGETTIVE): il paziente presenta attualmente
status dopo operazione di cataratta a sinistra con pupilla rotonda e ben
reagente impianto probabilmente nel sulcus (nel rapporto operatorio si dichiara
nel sacco) assenza di capsula posteriore visus naturale <0.1; 1.0 con
sf-1.50/cil-1.25/150. Tono oculare e fundus normali. A destra esito di
intervento refrattivo con visus naturale di 0.8 correggibile a1.0
sf+1.50/cil-1.00/30.

 

DIAGNOSI
ESATTA: status dopo operazione di cataratta a sinistra e dopo operazione di
chirurgia rifrattiva in entrambi gli occhi in precedenza. Anisometropia.
Presbiopia.

 

LE
LAMENTELE DELL’ASSICURATO E I DISTURBI CONSTATATI SONO DOVUTI IN MODO

-CERTO

-PROBABILE

-SOLAMENTE
POSSIBILI

-ESCLUSI

ALL’INFORTUNIO
DEL 28.06.2006: solamente possibili in quanto nessun certificato medico afferma
infortunio diretto all’occhio sinistro, mentre il rapporto operatorio dichiara
lussazione del cristallino da ore 5 a ore 8 spiegando ciò con un rapporto
diretto con il trauma precedente.

 

VI SONO
DEI FATTORI EXTRA-INFORTUNISTICI CHE INFLUENZANO IL CORSO DELLA GUARIGIONE? SE
SI QUALI E IN CHE MISURA?: il paziente in questo momento presenta una
anisometropia dovuta alla correzione rifrattiva a destra che sposta
l’equilibrio degli occhi (circa 3 diottrie di differenza): questo sembra essere
l’attuale problema più importante.

 

L’ATTUALE
STATO DI SALUTE PUÒ ESSERE CONSIDERATO DEFINITIVO? SE NO, QUANDO LO SARA’?

SE SÌ,
L’INFORTUNIO ASSICURATO COMPORTA UN DANNO PERMANENTE SOTTO FORMA DI UNA
MENOMAZIONE IMPORTANTE O DURATURA DELL’INTEGRITA’ FISICA AI SENSI DELL’ARTICOLO
24 LAINF? IN CASO AFFERMATIVO,QUALE E IN CHE MISURA CONSIDERANDO QUANTO
PREVISTO DALL’ALLEGATO 3 OAINF RISPETTIVAMENTE DALLE TAVOLE SPECIALI DELLA
DIVISIONE MEDICA DELLA SUVA?

CI SI
PUÒ ASPETTARE IN UN FUTURO PIÙ O MENO PROSSIMO UN AUMENTO SIGNIFICATIVO
DELL’IMPORTANZA DI QUESTA MENOMAZIONE E, IN TAL CASO, A QUANTO SI PUÒ STIMARE
LA DIFFERENZA?

IL
TASSO ATTUALE DI QUESTA MENOMAZIONE E’ INFLUENZATO DALLE SEQUELE DI UN
INFORTUNIO O DI UNA AFFEZIONE PREESISTENTE O INTERCORRENTE E, SE SÌ, IN QUALE
MISURA ESPRESSA PERCENTUALMENTE?: l’attuale stato di salute può essere considerato
definitivo. Non esiste alcun danno permanente sotto forma di una menomazione
importante o duratura dell’integrità fisica ai sensi della LAINF. Non ci si
deve attendere alcun cambiamento significativo della situazione.

 

OSSERVAZIONI
EVENTUALI: l’attuale lamentela del paziente (cioè l’anisometropia) è frutto
delle conseguenze sia dell’intervento refrattivo che di quello di cataratta:
anche l’occhio destro presenta una situazione visiva instabile per cui il
signor RI 1 sarà probabilmente costretto fra non molto all’uso di un occhiale
nel controlaterale (occhio destro).” (Doc. 26)

 

 

                               2.9.   La CO 1 non ha riconosciuto
la propria responsabilità relativamente alla problematica all’occhio sinistro,
poiché, fondandosi sulla valutazione del medico fiduciario, Dr. med. __________,
ha ritenuto che non vi siano lesioni in relazione di causalità naturale, almeno
probabile, con l’infortunio del giugno 2006 (cfr. doc. 27, C).

 

                                         Il ricorrente, dal canto
suo, sostiene che i disturbi all’occhio sinistro che hanno condotto
all’intervento di cataratta debbano essere assunti dall’assicuratore
resistente, in quanto, sulla base in particolare delle attestazioni del Dott. __________,
gli stessi devono essere considerati di origine traumatica (cfr. doc. I, 28).

 

                                         In tale contesto
va ricordato che, per costante giurisprudenza, in un procedimento
assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della
controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa
è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. STF U 349/06 dell’11 luglio 2007 consid. 6; RAMI 1997 U 281, p.
282; DTF 104 V 209; STFA dell'8 luglio 2003 nella causa B., U 259/02, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in
BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                         Il TFA ha stabilito che quando, nell'ambito della procedura
amministrativa, una perizia ordinata ad un medico indipendente è eseguita da
uno specialista riconosciuto, sulla base di investigazioni approfondite e
complete, nonché in piena conoscenza dell'incarto, e che l'esperto perviene a
delle conclusioni convincenti, il Tribunale non deve scostarsene se non vi è
alcun indizio concreto che consenta di dubitare della loro fondatezza (cfr.,
pure, STFA del 10 luglio 2003 nella causa C., U 168/02, consid. 3.2.2 e del 19
aprile 2000 nella causa S., U 264/99, consid. 3b). 

 

                                         D'altra
parte, in una sentenza dell'8 luglio 2003 nella causa B., U 259/02, l'Alta
Corte ha deciso che il fatto che un medico venga interpellato con regolarità da
un istituto assicuratore per esprimere valutazioni specialistiche non è di per
sé sufficiente per dubitare della sua obiettività e imparzialità.

                                         Il TFA ha
infine deciso che la circostanza che il medico di fiducia si sia pronunciato
dopo che l'affare è divenuto contenzioso, non è, di per sé, sufficiente a
suscitare dei dubbi circa la sua imparzialità (cfr. STFA dell'8 settembre 2000
nella causa C., U 291/99). 

 

                                         Per
quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante
è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata,
che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella
presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano
motivate (cfr. STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008 consid. 5.3.; SVR 2002
IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311
consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento
rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo
di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008 consid.
5.3.; DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         E’ infine utile osservare
che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia,
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è l’opinione
più adeguata (cfr. STFA del 31 gennaio 2005 nella causa M., I 811/03, consid. 5
in fine; STFA dell’8 ottobre 2002 nella causa C., I 673/00; SVR 2000 UV n. 10
pag. 35 consid. 4b).

 

                             2.10.   In concreto, attentamente
esaminati gli atti di causa e tutto ben considerato, questa Corte ritiene che
la valutazione del Dr. med. __________ - secondo cui è solamente possibile che
i disturbi all’occhio sinistro siano in nesso causale con il sinistro del
giugno 2006, in quanto nessun certificato medico attesta un trauma diretto a
tale occhio (cfr. doc. 26) - può essere posta a fondamento del presente
giudizio senza che risulti necessario procedere a ulteriori provvedimenti
probatori.

 

                                         Al
riguardo giova osservare che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STF U
349/06 dell’11 luglio 2007 consid. 6; STFA dell'11 dicembre 2003 nella causa
R., U 239/02; STFA del 31 gennaio 2003 nella causa V., H 5/02; STFA del 5 marzo
2003 nella causa G., H 411/01; SVR 2003 IV Nr. 1 pag. 1; STFA dell'11 gennaio
2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H
103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA del 26 novembre
2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella causa P., U
82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p. 202 consid.
2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re
O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella
causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser,
Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). 

 

                                         In
effetti l’apprezzamento medico menzionato non contiene contraddizioni e risponde
a tutte le esigenze richieste dalla giurisprudenza perché a un rapporto medico
venga attribuita piena forza probante: in particolare, il sanitario ha espresso
la sua valutazione in modo chiaro, motivato e convincente, dopo aver proceduto
allo studio approfondito del dossier dell’assicurato e a un esame del paziente.

 

                                         La
motivazione fornita dal Dr. med. __________ riguardo alla sua asserzione
secondo cui il nesso causale con il sinistro è solo possibile, ossia che non
risulta un “infortunio diretto all’occhio sinistro”, trova peraltro
riscontro nei primi atti medici allestiti dall’Ospedale __________ di __________,
dove l’assicurato è stato ricoverato il giorno stesso del sinistro, nonché nel
modulo “Annuncio d’infortunio”.

                                         Dai
medesimi risulta che non è mai stata indicata alcuna ferita né in zona orbitale,
né al volto o alla testa più in generale, bensì unicamente a livello dell’arto
superiore destro (cfr. doc. 1, 3, 5, 8).

                                         Soltanto durante il colloquio
del luglio 2007 con l’ispettore della CO 1 l’insorgente ha affermato di avere
riportato, oltre alle ferite all’avambraccio destro, delle piccole abrasioni anche
al labbro superiore, lato sinistro, e all’arcata sopracciliare dell’occhio
sinistro, nonché un urto al capo tanto è vero che ha rotto gli occhiali da
vista. 

                                         Egli ha, però, pure
precisato che in ogni caso tali lesioni non hanno lasciato alcun segno e che
sono state curate al Pronto soccorso con una goccia di disinfettante (cfr. doc.
16).

                                         

                                         La rottura degli occhiali
non è, poi, decisiva, in quanto essa non implica giocoforza un colpo all’occhio
o alla testa.

 

                                         Per il resto è la dottrina
medica stessa che prevede che la cataratta è traumatica se causata da una
ferita perforante della capsula o indirettamente per contusione del globo
oculare oppure calore intenso o traumi chimici (cfr. www.tuttovista.net; www.oculistica.info), ovvero da un trauma
implicante effetti diretti sull’occhio.

 

                                         In proposito va osservato
che dalla giurisprudenza federale risulta che i casi in cui il TF ha
riconosciuto che la cataratta era conseguenza di un infortunio concernevano proprio
traumi diretti perlomeno alla testa, come la fattispecie in cui un assicurato,
uscendo di casa, ha battuto la testa contro un lampione della luce (cfr. STFA U
509/00 del 21 luglio 2003) e il caso di un assicurato che è stato colpito
all’occhio sinistro da una scheggia in plastica (cfr. STFA U 107/03 del 6
gennaio 2004).

 

                                         E’ utile,
altresì, ribadire che la semplice possibilità indicata dal Dr. med. __________
non è sufficiente per ritenere dimostrata l'esistenza di un nesso di causalità
tra l’infortunio e il danno alla salute (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         Le attestazioni del Dott. __________
non sono, inoltre, tali da inficiare la valutazione del Dr. med. __________.

                                         Il Dott. __________, in
primo luogo, ha indicato che si trattava di una cataratta traumatica senza
minimamente motivare tale suo giudizio (cfr. doc. 21, 28, B). Il riferimento
alla lussazione del cristallino dalle ore 5 alle ore 8 (cfr. doc. 28, B)
corrisponde semplicemente a quanto constatato dal medico con la sua visita
oculistica.

                                         In secondo luogo, si rivela un principio ripetutamente riconosciuto dalla nostra
Massima Istanza quello secondo il quale le certificazioni del medico curante -
anche se specialista (cfr. STFA U 202/01 del 7 dicembre 2001, consid. 2b/bb) -
hanno un valore di prova ridotto, ciò in ragione del rapporto di fiducia che lo
lega al suo paziente (cfr.
RAMI 2001 U 422, p. 113ss. (= AJP 1/2002, p. 83); DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; DTF
124 I 175 consid. 4; DTF 122 V 161; RCC 1988 p. 504; R. Spira, La preuve en droit des
assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert Schüpbach,
Basilea 2000, p. 269s.).

 

                                         Un’origine
traumatica della problematica lamentata dall’assicurato non
può, poi, essere ritenuta per esclusione, come, invece, indicato nel verbale di
colloquio tra il ricorrente e l’ispettore della CO 1 (cfr. doc. 16)

                                         In proposito va sottolineato
che anche escludendo un’eziologia legata alla laserterapia,
come sembra aver escluso il Dott. __________ (cfr. doc. 16), quale diagnosi
differenziale, non rimane solamente l’alternativa traumatica. Le cause della
cataratta possono essere, infatti, molteplici. Una molto comune è quella
connessa all’invecchiamento (cfr. www.oculistica.info;
www.dica33.it; www.allaboutvision.com).

 

                                         Giova,
d’altronde, segnalare che, in una sentenza del 18 settembre 2002 nella
causa H., U 60/02, consid. 2.1., lo stesso TFA ha precisato che l’assicuratore
infortuni non è tenuto a dimostrare l’esistenza di una causa
extra-infortunistica che spieghi i disturbi ancora accusati dall’interessato.
Decisivo è unicamente sapere se le cause traumatiche abbiano perso il loro
significato causale, ovvero se esse siano estinte (cfr. pure STF U 241/06 del
26 luglio 2007 consid. 2.2.2).

 

                                         Per quanto attiene,
infine, al certificato del 24 gennaio 2008 del Dr. med. __________, presidente
della società svizzera di oftalmologia, va osservato che lo specialista si è limitato
a indicare che “secondo il dire del Dr. __________, apparizione di cataratta
traumatica”. Egli, al contrario, non esprime un suo parere riguardo
all’eziologia della cataratta (cfr.doc. A).

                                         Pertanto il suo referto
risulta ininfluente ai fini della presente causa.

 

                             2.11.   In esito alle
considerazioni che precedono, il TCA non ritiene dimostrato, secondo il grado
della verosimiglianza preponderante caratteristico del settore della sicurezza
sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p.
320 e A. Rumo-Jungo,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz
über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343), un legame causale tra i problemi
all’occhio sinistro che hanno condotto all’intervento di cataratta del luglio
2007 e l’infortunio del giugno 2006 assunto dall’assicuratore LAINF.

 

                                         A
ragione, pertanto, la CO 1 non ha assunto i disturbi all’occhio sinistro del
ricorrente.

 

                                         Ne
discende che la decisione su opposizione impugnata deve essere confermata.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti