# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fe5043e2-bdd0-5b9e-bb00-bedf178b1b4c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-04-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 15.04.2015 14.2015.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2015-5_2015-04-15.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2015.5

  	
  Lugano

  15 aprile 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Chiesi

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG)
nella causa SO.2014.215 (rigetto provvisorio dell’opposizione) della
Giudicatura di pace del Circolo di Balerna promossa con istanza 10 novembre
2014 da

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinata dall’avv. PA 1)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 9 gennaio 2015
presentato dalla RE 1 contro la decisione emessa il 16 dicembre 2014 dal
Giudice di pace;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Con precetto esecutivo n. __________ emesso il 3 novembre 2014 dall’Ufficio
di esecuzione e fallimenti di Mendrisio, la CO 1 ha escusso la RE 1 per l’incasso
di fr. 4'950.– oltre agli interessi del 5% dal 1° luglio 2014, indicando
quale titolo di credito: “Locazione e parcheggio terzo trimestre 2014”.

 

                            B.  Avendo
la RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 10 novembre
2014 la CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di pace del
Circolo di Balerna. Nel termine impartito per determinarsi sull’istanza, la parte convenuta non ha presentato osservazioni scritte.

 

                            C.  Statuendo con decisione del 16 dicembre 2014, il
Giudice di pace ha parzialmente accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria
l’op­posizione interposta dalla parte convenuta limitatamente a fr. 4'500.–
(anziché fr. 4'950.–) più interessi del 5% dal 1°
luglio 2014, oltre a fr. 73.30 per spese esecutive e fr. 24.75 quale
tassa d’incasso, ponendo a carico della convenuta le spese processuali di fr. 250.–
e un’indennità di fr. 100.– a favore dell’istante.

 

                            D.  Contro
la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa
Camera con un reclamo del 9 gennaio 2015 per ottenerne l’annullamento e la reiezione dell’i­stanza. Visto l’esito
dell’odierno giudizio, il reclamo non è stato intimato alla controparte per
osservazioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                           1.1  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Essendo
in concreto la notifica avvenuta alla RE 1 il 20 dicembre 2014 (secondo il
tracciamento postale dell’invio raccomandato n. __________), ossia durante le
ferie natalizie (art. 56 n. 2 LEF), il termine di dieci giorni, iniziato a
decorrere il primo giorno feriale dopo le ferie, il 2 gennaio 2015, è scaduto lunedì
12 gennaio. Presentato il 9 gennaio, il reclamo è quindi tempestivo.

 

                           1.2  La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate
in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv.
1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di
designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia
i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione
della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero
pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale
5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di
principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327
cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati
sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato
dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di
fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                           1.3  Nel caso specifico, non avendo la RE 1 presentato osservazioni all’istanza
in prima sede, malgrado il termine impartitole al riguardo dal Giudice di pace,
tutte le sue allegazioni e i suoi documenti contenuti nel reclamo sono nuovi e
di conseguenza irricevibili.

 

                             2.  Nella
decisione impugnata, il Giudice di pace ha ritenuto che il contratto d’affitto
firmato dalle parti il 1° settembre 2013 costituisce, per il mancato pagamento
delle pigioni (di fr. 1'500.– mensili) relative al terzo trimestre del
2014, un valido titolo per l’ottenimento del rigetto provvisorio dell’opposizione.
Per quanto riguarda invece il
preteso incasso delle pigioni per l’uso del parcheggio, il giudice ha rilevato
che l’istante non ha prodotto alcun riconoscimento di debito (come ad esempio
un contratto d’affitto). Onde l’accoglimento parziale dell’istanza,
limitatamente alle tre mensilità da luglio a settembre del 2014, di complessivi
fr. 4'500.–.

 

                             3.  Nel
reclamo la RE 1 asserisce che le parti avevano verbalmente concordato che la
stessa, in qualità di conduttrice, avrebbe corrisposto la pigione in natura, in
particolare fornendo gioielli e pietre preziose (da essa tra l’altro commerciati).
A mente della reclamante, è per tale motivo che il contratto di locazione non
prevedeva alcun deposito di garanzia e che la locatrice non avrebbe mai
diffidato la conduttrice riguardo alle pigioni scoperte. In conclusione,
quindi, l’escussa sostiene l’esistenza di una “reciproca compensazione dei rispettivi
crediti (le pigioni, d’un lato, la fornitura di gioielli, dall’altro)” e
chiede pertanto la riforma della sentenza impugnata nel senso della reiezione
dell’istanza.

 

                             4.  In
virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito
constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso
sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il
riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess), il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito
posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice
verifica solo la forza probante del titolo prodotto dal creditore – la sua
natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda
immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142 consid. 4.1.1).
La decisione di rigetto provvisorio spiega solo effetti di diritto esecutivo,
senza regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 136 III 587 consid.
2.3). Il pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di sottoporre
nuovamente il litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 136
III 530 consid. 3.2).

 

                             5.  In
ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio,
a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la documentazione prodotta
costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione e se vi è identità tra l’escutente
indicato sul precetto esecutivo (e nell’istanza) e il creditore designato nel
titolo, tra l’escusso e il debitore menzionato nel titolo e tra la pretesa
posta in esecuzione e il debito accertato o riconosciuto (DTF 139 III 447
consid. 4.1.1).

 

                           5.1  Il
contratto di locazione firmato dal conduttore costituisce un riconoscimento di
debito per il canone scaduto. Se il contratto è di durata indeterminata, vale
titolo di rigetto fintanto che il conduttore non renda verosimile che il
contratto sia stato disdetto (sentenza della CEF 14.2001.114 dell’8 febbraio
2002, consid. 3.1; Staehelin in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 116 ad art. 82 LEF).

 

                           5.2  Nella
fattispecie il contratto di locazione concluso tra la CO 1 e la RE 1 il 1° settembre
2013, debitamente sottoscritto dall’escussa con effetto dal 1° gennaio 2014 per
una durata indeterminata e per una pigione mensile di fr. 1'500.– (doc.
E), costituisce di per sé – come rettamente accertato dal Giudice di pace – un
valido titolo di rigetto dell’opposizione per le tre mensilità dal luglio al settembre
del 2014 (di complessivi fr. 4'500.–) richieste dalla procedente. Per
quanto riguarda invece gli interessi di mora del 5% richiesti dall’istante a
partire dal 1° luglio 2014, in realtà gli stessi decorrono, per ogni singola
pigione, anticipatamente dal primo giorno del relativo mese di computo (v. art.
10.1 del contratto __________, doc. E). Per le pigioni scadute dei mesi di
agosto e di settembre, quindi, i relativi interessi non decorrono dal 1° luglio
2014 così come richiesto dalla procedente – e confermato dal giudice – bensì
rispettivamente dal 1° agosto e dal 1° settembre 2014, ciò che impone una modifica
parziale della sentenza impugnata, nel senso che gli interessi sono da computare
dal 1° agosto 2014 (data media). E giacché il dispositivo dev’essere
rettificato, occorre anche escluderne le spese esecutive e la tassa d’incasso,
sulle quali spetta all’ufficio d’esecuzione – non al giudice del rigetto – di
decidere con competenza esclusiva (cfr. art. 68 LEF; DTF 85 III 128;
sentenze della CEF 14.2002.77 del 27 gennaio 2003 consid. 3.5 e 15.2012.16 del
28 febbraio 2012).

 

                             6.  All’escusso incombe l’onere di rendere verosimili le eccezioni che
deduce in giudizio (DTF 132 III 142 consid. 4.1.1 con rinvii). Secondo la
giurisprudenza le eccezioni non solo devono essere esposte in modo convincente
ma devono anche essere sostanziate in modo perlomeno verosimile nel senso che a
conforto delle allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (Staehelin, op. cit., n. 87 seg. ad art. 82).

 

                                  Nel
caso in rassegna, l’allegazione della reclamante secondo cui essa si sarebbe
accordata con la CO 1 per il pagamento in natura della pigione (segnatamente
con l’apporto di gioielli e diamanti) non può essere considerata perché, come visto
(sopra consid. 1.3), è irricevibile. In ogni caso fosse stata anche
ammissibile, la censura sarebbe comunque dovuta essere respinta, siccome la
reclamante non ha reso verosimili le forniture da lei effettuate, l’elenco dei
gioielli a suo dire forniti all’istante (doc. C) costituendo al riguardo una
semplice allegazione di parte senz’alcun valore probante. In definitiva, il
reclamo è infondato e come tale da respingere.

 

                             7.  Visto
la pressoché totale soccombenza della reclamante, le spese processuali del presente giudizio,
stabilite in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), vengono poste a suo carico (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece
problema di ripetibili, il reclamo non essendo stato intimato alla controparte.
Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112
cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 4'500.–, non raggiunge la
soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:            1.   Il reclamo è parzialmente
accolto e di conseguenza il dispositivo n. 1 della decisione impugnata è così riformato:

                                  1.   L’istanza è parzialmente accolta e di conseguenza l’opposizione
interposta al precetto esecutivo n. __________ dell’Ufficio esecuzione e
fallimenti di Mendrisio è rigettata in via provvisoria limitatamente a fr. 4'500.–
più interessi del 5% dal 1° agosto
2014.

 

                             2.  Le spese processuali di complessivi fr. 250.–
relative al presente giudizio, già anticipate dalla reclamante, sono poste a
suo carico.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  –

      ;

  –.

   

  

                                  Comunicazione
alla Giudicatura di pace di Balerna.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza fondamentale”
(art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto è dato, entro
lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al
Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).