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**Case Identifier:** 63519a63-4d06-50a1-8e7e-dfc721b170a4
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-03-03
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 03.03.2015 U 2014 59
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2014-59_2015-03-03.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 14 59

1a Camera

Giudice unico Racioppi e attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 3 marzo 2015

nella vertenza di diritto amministrativo 

Comune politico di X._____,

e

Comune patriziale di X._____, 

rappresentati dall'Avvocato lic. iur. Andrea Toschini, 

attori

contro 

A._____ SA, 

rappresentata dall'Avvocato lic. iur. Roberto A. Keller, 

convenuta

concernente concessione (rescissione anticipata)

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1. Il 14 maggio 2004 i Comuni patriziale e politico di X._____ cedevano alla 

A._____ SA il diritto esclusivo di captare le sorgenti di acqua minerale Z1 

e Z6/Z7 sulla frazione di Y._____, per un canone annuo minimo di fr. 

75'000.--. Il 14 ottobre 2013 detti comuni mettevano in mora la 

concessionaria per un importo di fr. 119'524.35 con la comminatoria di 

una rescissione anticipata del contratto in caso di inottemperanza del 

pagamento entro tre mesi. 

2. Il 22 gennaio 2014 i Comuni patriziale e politico di X._____ notificavano 

alla A._____ SA la rescissione anticipata con effetto immediato della 

concessione di sfruttamento delle fonti di acqua minerale Z1 e Z6/Z7 a 

Y._____. Il 29 gennaio 2014 il legale della ditta contestava la disdetta 

anticipata, riservandosi di adire le vie legali qualora l'autorità comunale 

non avesse revocato il provvedimento. L'11 febbraio 2014 i due comuni 

confermavano di considerare adempiuti i presupposti per la rescissione 

anticipata della concessione. 

3. Il 1. aprile 2014, la A._____ SA adiva il conciliatore formulando per 

l'eventualità in cui non fosse stato possibile trovare un accordo, il 

seguente petito: "La disdetta 22 gennaio 2014 dei Comuni patriziale e 

politico di X._____ è annullata ex tunc. Per conseguenza, è 

giudizialmente accertato che la concessione di cui al contratto 14 maggio 

2014 (recte: 2004) inerente la captazione e lo sfruttamento delle sorgenti 

di acqua minerale Z1 e Z6/Z7 tra la A._____ SA e i Comuni politico e 

patriziale di X._____ è valida e operante." 

4. Il 22 agosto 2014 i Comuni patriziale e politico di X._____ adivano il 

Tribunale amministrativo con un'azione tramite la quale chiedevano 

l'accertamento giudiziario che la concessione fosse anticipatamente 

rescissa per la fine di gennaio 2014 o eventualmente la fine di marzo 

2014. A sostegno del loro petito, i due attori adducevano i termini della 

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convenzione, la realizzazione delle condizioni per la rescissione 

immediata e quindi la palese liceità del loro operato. L'azione di 

accertamento si sarebbe resa necessaria dopo che la convenuta non 

avrebbe dato seguito all'ingiunzione di cessare lo sfruttamento. 

5. Nella risposta di causa del 6 ottobre 2014 la A._____ SA chiedeva la 

sospensione della procedura davanti al Tribunale amministrativo in attesa 

della pronuncia della giudicatura di pace e comunque la reiezione 

dell'azione giudiziaria per quanto la stessa potesse essere considerata 

ricevibile. 

6. Nell'ambito dell'ulteriore scambio di scritti processuali, le parti si 

riconfermavano essenzialmente nelle loro precedenti allegazioni e 

proposte. Il 2 marzo 2015 i comuni sollecitavano una pronta evasione 

della vertenza, continuando la convenuta a captare acqua senza la 

corresponsione di alcuna prestazione.

Considerando in diritto:

1. Qualora un rimedio giuridico sia evidentemente inammissibile o 

evidentemente fondato o infondato, il presidente della camera 

competente decide, in virtù dell’art. 18 cpv. 3 della legge 

sull’organizzazione giudiziaria (LOG; CS 173.000), in qualità di giudice 

unico. 

2. a) Giusta l'art. 83 cpv. 2 della Costituzione del Cantone dei Grigioni (CostC; 

CS 110.100), entrata in vigore il 1. gennaio 2004, la sovranità sulle acque 

pubbliche spetta ai comuni. L'art. 119 della legge d'introduzione al Codice 

civile svizzero del 1994 (LICC), stabilisce che le acque (fiumi, laghi, 

ruscelli), le strade e le piazze che comprovatamente non sono di proprietà 

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privata, sono cose destinate all'uso pubblico. Esse si considerano 

proprietà del comune politico sul cui territorio si trovano. Fintanto che 

queste cose servono all'uso pubblico, non si possono acquistare su di 

esse diritti particolari di godimento di fronte all'ente pubblico, se non in 

virtù di concessioni (art. 120 cpv. 2 LICC). Anche per la dottrina, se 

l'utilizzo del demanio pubblico trascende i limiti dell'uso comune, se non è 

più conforme alla destinazione specifica del bene demaniale oppure se 

impedisce o intralcia notevolmente la partecipazione simultanea di terzi 

nell'uso della cosa, l'autorità competente deve disciplinarne l'utenza 

stabilendo delle priorità (IMBODEN/RHINOW, Schweizerische 

Verwaltungsrechtsprechung, vol. II, pag. 827; HÄFELIN/MÜLLERUHLMANN, 

Allgemeines Verwaltungsrecht, 6a ed., nota 2591 ss. e 

TSCHANNEN/ZIMMERLI/MÜLLER, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed., nota 

2 ss. al § 50). 

b) Nell'evenienza, trattandosi della cessione della facoltà di utilizzare acque 

pubbliche, la concessione in oggetto sottostà al diritto pubblico (DTF 109 

II 76 cons. 3 e riferimenti). La natura giuridica di simili concessioni è 

mista. In particolare le concessioni riguardanti dei diritti sulle acque 

presentano caratteri contrattuali e elementi che sottostanno al potere 

d'imperio dell'autorità concedente (DTF 130 II 18 cons.  3.1,  126 II 171 

cons. 4c/bb e 127 II 69 cons. 5). Tra gli elementi che si prestano ad 

essere evasi in via decisionale vanno annoverate le disposizioni che sono 

regolate nella legge e che determinano i doveri della concessionaria alla 

cui esecuzione persiste un interesse pubblico (vedi sul tema 

HÄFELIN/MÜLLERUHLMANN, op.cit., pag. nota 2593 e riferimenti). Giusta la 

prassi di questo giudice (PTA 2002 no. 44 e la sentenza del Tribunale 

amministrativo U 02 53 del 6 marzo 2007), la rescissione del rapporto di 

concessione è da qualificare quale decisione impugnabile al Tribunale 

amministrativo mediante ricorso (vedi per un analogia l'art. 39 cpv. 1 lett. 

d della legge sui diritti d'acqua del Cantone dei Grigioni [LGDA; CS 

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810.100] che norma espressamente la possibilità di dichiarare decaduta 

una concessione qualora la concessionaria viola gravemente importanti 

doveri nonostante ammonimento). 

3. a) L'azione di accertamento è volta a far constatare l'esistenza o 

l'inesistenza di un diritto o di un rapporto giuridico e, in quanto sussidiaria 

alle altre, presuppone un interesse giuridico o di mero fatto 

all'accertamento purché lo stesso sia rilevante, concreto e attuale (DTF 

110 II 357 cons. 2 e riferimenti). L'interesse pratico all'accertamento viene 

infatti meno se la persona titolare del diritto dispone di un'azione di 

condanna o formatrice immediatamente esperibile che gli permetta di 

ottenere il rispetto del proprio diritto o l'adempimento dell'obbligazione 

(DTF 135 III 380 cons. 2.2 e riferimenti). Di regola un litigio va sottoposto 

al giudice nella sua interezza seguendo la via preposta (DTF 135 III 381 

cons. 2.2). L'azione di accertamento ha poi lo scopo di chiarire una 

situazione giuridica incerta, senza che il relativo giudizio sia suscettibile di 

modificarla (DTF 120 II 21 cons. 2a). In PTA 2002 no. 13, il Tribunale 

amministrativo aveva riconosciuto un interesse dei comuni a conoscere, 

mediante azione di accertamento, il momento per esercitare il diritto di 

riscatto di una concessione sullo sfruttamento delle forze idriche, non 

concordando le parti sull'interpretazione da dare al contratto su tale 

questione. 

b) Nella presente azione d'accertamento intentata ai sensi dell'art. 63 cpv. 1 

lett. b della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CS 370.100), i 

comuni attori chiedono in sostanza la conferma della validità di una 

rescissione da loro stessi pronunciata in base al contratto di concessione 

e dopo che la concessionaria avrebbe gravemente violato i propri obblighi 

contrattuali. Per quanto esposto in precedenza la rescissione anticipata 

del contratto di concessione è una decisione deferibile al Tribunale 

amministrativo mediante ricorso. E' allora escluso che i comuni che hanno 

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emanato il provvedimento possano chiedere la conferma della validità di 

quanto da essi stessi deciso, in quanto detto provvedimento non è stato 

formalmente impugnato mediante l'ordinario rimedio legale. 

Concretamente poi anche se il Tribunale amministrativo dovesse 

accogliere il petito degli attori e accertare il ben fondato dalla rescissione 

pronunciata il 22 gennaio 2015 per i due comuni non cambierebbe nulla 

per quanto riguarda lo sfruttamento delle fonti da parte della convenuta.

4. a) È' vero che la rescissione anticipata pronunciata è oggetto di un'azione 

civile e che la stessa non era munita di una indicazione sui rimedi legali. 

La mancata segnalazione dei mezzi di impugnazione non comporta però 

la nullità della decisione. Secondo la giurisprudenza decisioni viziate sono 

nulle se il vizio che le inficia è particolarmente grave, se è manifesto o 

almeno facilmente riconoscibile e se la sicurezza del diritto non viene 

seriamente messa in pericolo (DTF 129 I 361 cons. 2.1 e 104 Ia 176 

cons. 2c con i rispettivi rinvii e per la prassi cantonale PTA 1993 no. 84, 

1990 ni. 1 e 35 nonché la sentenza del Tribunale amministrativo U 12 

116). Per quanto riguarda la mancata indicazione dei rimedi legali l'art. 22 

cpv. 2 LGA prevede espressamente che in questi casi sia ammessa 

l'impugnazione entro due mesi dalla comunicazione della decisione. Alla 

luce di tale disposizione è pertanto chiaro che la decisione di rescissione 

anticipata fosse viziata, ma comunque impugnabile entro due mesi, e non 

nulla.  

b) La rescissione anticipata della concessione è datata 22 gennaio 2014. 

L'intimazione della stessa è avvenuta al più tardi il 29 gennaio 2014, in 

quanto in tale data la convenuta contestava il contenuto della decisione di 

fronte all'autorità comunale. Il termine di ricorso di due mesi iniziava a 

decorrere, nell'ipotesi più favorevole alla convenuta, il 30 gennaio 2014 

(dies a quo) e veniva a scadenza lunedì 31 marzo 2014. La posteriore 

comunicazione dell'11 febbraio 2015 non era in nessun caso atta a 

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ripristinare i termini di ricorso, confermando questa il ben fondato del 

provvedimento precedente. Ne consegue che l'istanza di conciliazione 

presentata il 1. aprile 2014 era, nell'ottica della salvaguardia dei termini di 

ricorso, in ogni caso tardiva, indipendentemente dalla questione di sapere 

se al giudice civile, eventualmente adito a torto, spettasse un dovere di 

trasmissione all'autorità competente, analogamente a quanto previsto 

all'art. 4 cpv. 3 LGA. Anche l'eventuale dovere di trasmissione della 

pratica in caso di autorità adite a torto non avrebbe pertanto mutato le 

sorti del giudizio. La decisione del 22 gennaio 2014 era il 1. aprile 2015 

cresciuta incontestata in giudicato. 

5. In conclusione, per proporre l'azione di accertamento ai due comuni attori 

manca la legittimazione, non avendo alcun interesse rilevante a veder 

confermata la validità di un provvedimento che non è stato 

tempestivamente impugnato in questa sede e non potendo trarre da 

quanto richiedono alcun vantaggio per lo scopo che perseguono. Ne 

consegue che l'azione è manifestamente inammissibile e che i costi 

occasionati dal presente procedimento seguono la soccombenza (art. 73 

cpv. 1 LGA). Alla società convenuta, rappresentata da un legale, spetta 

un'indennità (art. 78 cpv. 1 LGA) forfettaria a titolo di ripetibili, non avendo 

gli scritti processuali di controparte contribuito validamente alla soluzione 

della controversia. 

Il giudice unico decide:

1. L'azione è inammissibile. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 200.--

- e le spese di cancelleria di fr. 176.--

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totale fr. 376.--

il cui importo sarà versato dai Comuni patriziale e politico di X._____ in 

ragione della metà ciascuno e responsabili solidalmente, entro trenta giorni 

dalla notifica della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del 

Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. I Comuni patriziale e politico di X._____ versano, in ragione della metà 

cadauno (fr. 250.--) e responsabili solidalmente, alla A._____ SA l'importo 

complessivo di fr. 500.-- (IVA compresa) a titolo di ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]