# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5e8d00eb-3c1b-5b2f-9eae-c202cedc89f5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-11-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.11.2014 32.2014.32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2014-32_2014-11-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2014.32

   

  LG/sc

  	
  Lugano

  6 novembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 marzo 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 12 marzo 2014 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato nel 1974, da
ultimo attivo quale boscaiolo indipendente, in data 27 febbraio 2012 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti (rendita) a seguito di un infortunio avvenuto
il 3 settembre 2011 e la conseguente amputazione di quattro dita della mano
sinistra (doc. AI 9-1/7).

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medici ed economici del caso, in particolare un’inchiesta economica per
l’attività professionale indipendente (doc. AI 42-1), l’Ufficio AI con la
decisione del 12 marzo 2014 (doc. AI 56-1), preavvisata con progetto del 21
gennaio 2014 (doc. AI 46-1), ha respinto la richiesta di prestazioni
dell’assicurato non risultando alcuna perdita di guadagno.

                               1.3.   Contro questa decisione
l’assicurato, patrocinato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al
TCA postulando l’annullamento della decisione impugnata e il rinvio degli atti all’Ufficio
AI per ulteriori accertamenti, in particolare presso l’assicuratore infortuni
con riferimento al diritto all’indennità per la menomazione dell’integrità
fisica (doc. I).

 

                                         Il ricorrente ha, in primo
luogo, censurato il rifiuto dell’Ufficio AI di concedergli una proroga del
termine per presentare le osservazioni al progetto di decisione del 21 gennaio 2014, in violazione del diritto di essere sentito (doc. I, pag. 4/5). 

 

                                         In secondo luogo, l’avv. RA
1 ha criticato l’agire dell’amministrazione che ha emesso la decisione
contestata “seppur a conoscenza del fatto che nel proprio incarto non vi
erano sufficienti informazioni in merito all’assicuratore infortuni (__________,
n.d.r.) ed in particolare in merito alle posizioni ed alle decisioni su un
indennità per la menomazione dell’integrità fisica”. A suo dire, l’incarto
AI si rivela perciò incompleto e insufficiente per emettere una decisione sul
diritto dell’assicurato, ciò che giustifica il rinvio degli atti (doc. I, pag.
4/5/6/7).

 

                                        A titolo abbondanziale, nel
merito l’insorgente ha contestato la decisione dell’Ufficio AI che ha ritenuto
esigibile un cambiamento di professione, prendendo in considerazione altre
attività adeguate, e calcolato un grado d’invalidità nullo (doc. I, pag. 7/8).

 

                               1.4.   In risposta l’UAI ha
preliminarmente osservato di non aver violato il diritto di essere sentito
dell’assicurato, avendo l’amministrazione emesso la decisione impugnata 16
giorni dopo la scadenza del termine di 30 giorni impartito all’assicurato per
presentare le proprie osservazioni. L’amministrazione ha poi evidenziato che RI
1 si è recato presso l’UAI per esprimersi in merito al progetto in data 14
febbraio 2014. Le censure dell’assicurato, inerenti il metodo di calcolo
dell’invalidità, sono inoltre state prese in considerazione dall’UAI (doc. IV).

 

                                         Nel merito l’UAI si è
riconfermato sia per quanto riguarda l’aspetto medico (valutazione Dr. __________)
che quello economico. 

                                         In particolare, l’UAI non
ritiene giustificato l’esperimento di ulteriori indagini mediche presso
l’assicuratore infortuni. 

                                         In risposta
l’amministrazione ha altresì confermato l’esigibilità del cambio di professione
da indipendente a dipendente (doc. IV+1).

 

                               1.5.   In data 18 aprile 2014 il
ricorrente si è sostanzialmente riconfermato nelle proprie argomentazioni di
causa, in particolare riguardo alla mancata concessione della proroga per
inoltrare le osservazioni al progetto di decisione e l’incompletezza
dell’incarto riguardante l’assicuratore infortuni (doc. VI).

 

                                         Il doc. VII è stato
inviato all’UAI per conoscenza (doc. VII).

 

                               1.6.   Il 23 giugno 2014 ha trasmesso al TCA la lettera del 20 giugno 2014 della __________ che attesta la copertura LCA
e non LAINF di RI 1 (doc. VIII+R).

 

                                         Il doc. VIII e l’allegato
sono stati inviati all’UAI per conoscenza (doc. IX).

 

                               1.7.   L’avv. RA 1, in data 21
luglio 2014, ha trasmesso una copia della comunicazione via posta elettronica
del 18 luglio 2014 dell’assicuratore infortuni __________ e la notifica
d’infortunio del 2011 (doc. X+S1-S2).

 

                                         I doc. X, S1-2 sono
stati inviati all’UAI per conoscenza (doc. XI).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                               2.2.   Nel proprio ricorso
l’insorgente ha lamentato una violazione del diritto di essere sentito da parte
dell’Ufficio AI che ha negato all’avv. RA 1 la
proroga del termine per inoltrare le osservazioni al progetto di decisione del
21 gennaio 2014 (doc. I).

 

                                         L'art. 29
cpv. 2 Cost. e l'art. 42 LPGA garantiscono alle parti il diritto d’essere
sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto d’essere sentito deve in
particolare essere dedotto il diritto dell'interessato di esprimersi prima
della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire
prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter
prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle
prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 129 II 497 consid. 2.2
con riferimenti; 126 V 130 consid. 2b
con riferimenti).

 

                                         Al
più tardi durante la procedura di opposizione l'amministrazione deve dare la
possibilità alla parte interessata di pronunciarsi sulle prove e sulla
procedura in forma sufficiente (DTF 132 V 374 consid. 6). L’Alta Corte federale
ha stabilito che una parte è tenuta a formulare una domanda per ottenere il
diritto di consultare gli atti. Ciò presuppone che gli interessati vengano
informati se nuovi atti decisivi, che essi non conoscono e nemmeno possono
conoscere, sono versati agli atti (DTF 132 V 391 consid. 6.2). 

 

                                         Il diritto
di essere sentito é una garanzia costituzionale di carattere formale, la cui
violazione comporta l’annullamento della decisione impugnata, a prescindere
delle possibilità di successo del ricorso nel merito (DTF 127 V 437 consid. 3d/aa,
126 V 132 consid. 2b e i riferimenti ivi citati).

                                         Secondo la
giurisprudenza, la violazione del diritto di essere sentito - a condizione che
non sia di una particolare gravità - é sanata se la parte lesa ha la
possibilità di esprimersi dinanzi a un’autorità di ricorso che gode di un pieno
potere cognitivo. La riparazione di un eventuale vizio
deve comunque avvenire solo in via eccezionale (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa). 

 

                               2.3.   Nella fattispecie concreta, l’Ufficio
AI ha emesso il progetto di decisione tramite lettera raccomandata in data 21
gennaio 2014. La notifica del progetto è avvenuta il 25 gennaio 2014 (cfr. doc.
IV1) e indicava la possibilità di presentare entro 30 giorni, non prorogabili, le
eventuali osservazioni (doc. AI 46-1). 

                                         

                                         Il termine per presentare le
osservazioni veniva dunque a scadere il 24 febbraio 2014.

 

                                         Dall’annotazione del 10
marzo 2014 emerge che l’assicurato, il 14 febbraio 2014, si è presentato allo
sportello AI per discutere del caso con il funzionario __________ (doc. AI
52-1).

                                         Con scritto raccomandato
del 20 febbraio 2014 RI 1 ha poi contestato il progetto di decisione indicando
che “seguiranno” le osservazioni (doc. AI 47-1).

 

                                         L’UAI, con scritto del 25
febbraio 2014, ha preso atto della contestazione dell’insorgente comunicandogli
“la facoltà di venire presso i nostri uffici a discutere del caso negli
orari di sportello: 09.00 – 11.45 / 14.00 – 16.00, oppure telefonicamente”
(doc. AI 48-1).

 

                                         Con lettera del 27
febbraio 2014 il legale di RI 1, l’avv. RA 1 ha, a sua volta, contestato i
contenuti del progetto di decisione riservandosi di motivare meglio le proprie
censure “dopo aver potuto consultare l’intera documentazione”, di cui ha
chiesto l’invio. Egli ha quindi postulato una proroga del termine per
presentare le osservazioni (doc. AI 49-1).

 

                                         L’incarto AI, su formato
CD, è stato trasmesso dall’amministrazione all’avv. Mazzoleni in data 3 marzo
2014 (doc. AI 51-1).

 

                                         Con lettera raccomandata
del 10 marzo 2014 l’UAI ha preso posizione sulla richiesta di proroga dell’avv.
RA 1:

 

" in
risposta alla sua richiesta del 27 febbraio 2014 (da noi ricevuta il 03 marzo
2014), le comunichiamo che conformemente alla cifra marginale 3013.3 della
circolare sulla procedura (CPAI) che cita: “Il termine di 30 giorni è
prorogabile soltanto in casi sufficientemente motivati. Per il resto sono
applicabili gli articoli 38-41 LPGA. Se dopo la scadenza del termine di 30
giorni, ma prima che sia emessa la decisione formale, l’assicurato presenta
nuovi elementi in grado di influire sulla decisione, questi devono essere presi
in considerazione”, il termine per l’inoltro delle osservazioni non è
prorogabile.” (doc. AI 53-1).

 

                                         La decisione impugnata è
stata quindi emanata il 12 marzo 2014 (doc. AI 56-1).

 

                                         Alla luce di quanto sopra,
il TCA rileva, da un lato, che quando  l’avv. RA 1 ha richiesto l’incarto AI e
postulato la proroga del termine (era il 27 febbraio 2014), quest'ultimo era
già scaduto (doc. AI 49-1). 

                                         Tuttavia, il 14 febbraio
2014 l’insorgente aveva comunque già  discusso il caso presso l’UAI e il 20
febbraio 2014 egli ha contestato per iscritto il progetto di decisione (doc. AI
47-1).

 

                                         D’altro lato è anche vero
che il ricorrente nello scritto del 20 febbraio 2014 aveva preannunciato
l’invio di ulteriori osservazioni (doc. AI 47-1) e che l’UAI il 25 febbraio 2014 ha comunicato all’assicurato la possibilità di recarsi presso i suoi uffici “a discutere del
caso” (doc. AI 48-1). In data 3 marzo 2014 l’amministrazione ha poi
trasmesso l’incarto AI all’avv. RA 1 (doc. AI 51-1).

 

                                         Questa circostanza
lasciava presupporre la possibilità di presentare ulteriori osservazioni oltre
la data del termine oramai scaduto.

 

                                         La decisione impugnata è
stata comunque emessa 16 giorni dopo la scadenza del termine di 30 giorni (cfr.
risposta del 9 aprile 2014, doc. IV+1). Dunque il patrocinatore del ricorrente
avrebbe ancora potuto presentare le proprie osservazioni all’UAI dopo avere
ricevuto l'incarto.

 

                                         Comunque, secondo questa
Corte, la questione di sapere se l’UAI avrebbe dovuto o meno prorogare il
termine per presentare le osservazioni può rimanere aperta, in quanto l’insorgente
ha, in ogni modo, avuto la possibilità di prendere visione dell’intero incarto
dell’assicuratore invalidità e di esprimersi in merito innanzi al TCA, autorità
giudiziaria che gode del pieno potere cognitivo.

 

                                         L’eventuale violazione del
diritto di essere sentito è dunque stata sanata in ogni caso in questa sede
(sulla sanatoria della violazione del diritto di essere sentito da parte
dell’istanza di ricorso avente pieno potere cognitivo cfr., ad esempio, DTF 132
V 387, consid. 5, pag. 390; STF 9C_961/2009 del 17 gennaio 2011; STF
2C_471/2009 del 23 luglio 2010; STF 9C_617/2008 del 6 agosto 2009 consid. 3.2.3
e STF 9C_127/2007 del 12 febbraio 2008).

 

                                         Nel merito

 

                               2.4.   Il TCA è chiamato ora a
stabilire se l’amministrazione era legittimata a negare all’assicurato il
diritto a prestazioni dell’assicurazione invalidità oppure no.

 

                                         Secondo l’art. 4 cpv. 1
LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. 

                                         Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         L’art. 28 cpv. 2 LAI, in
vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una
rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono
invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a
un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. 

                                         

                                         Ai sensi dell'art. 16 LPGA
il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività
lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del
lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto
conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito
ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che
avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC
1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR
1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313). 

                                         

                                         Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la giurisprudenza del
TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al
momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido
e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la
valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone
intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA,
decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita
(DTF 129 V 222, cfr. anche cfr.
STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio
2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002
nella causa L consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto
2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno
2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.5.   Va poi ricordato che, secondo
la giurisprudenza del TFA, nei casi in cui il calcolo dei
redditi risulti particolarmente difficile, occorre che la graduazione
dell’invalidità avvenga, ispirandosi al metodo specifico applicabile alla
persone non esercitanti un’attività lucrativa (art. 27 OAI), eccezionalmente
secondo il metodo straordinario.

                                         Capita
in particolare nel caso di indipendenti, dove un calcolo sufficientemente
preciso dei redditi da porre a confronto sia escluso (Pratique VSI 1998 p. 121;
pag. 255; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss. consid. 2b; RAMI 1996 p. 36 consid. 3b e
3c; DTF 104 V 137 consid. 2c; DTF 97 V 57; DTF 104 V 139;
DTF 105 V 154ss consid. 2a; Duc, Les assurances sociales en Suisse, Losanna
1995, p. 456).

 

                                         L’invalidità è allora stabilita secondo la riduzione del rendimento
nella situazione concreta in cui si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 pag.
121s; Valterio, op. cit., p. 199). Perciò l’invalidità
sarà valutata considerando le ripercussioni economiche dovute alla riduzione
del rendimento sulla situazione concreta dove si svolge l’attività
dell’assicurato divenuto invalido (DTF 105 V 151). 

                                         In
tal caso si procede a paragonare le attività svolte prima e dopo la
sopravvenienza del danno alla salute, riferendosi al metodo specifico applicato
a coloro i quali non svolgono attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI
1998 p. 122 consid. 1a). La differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo
metodo consiste nel fatto che il grado di invalidità non viene stabilito
direttamente sulla base del raffronto tra le attività. Dapprima, infatti, sulla
base di tale raffronto, si constata l’impedimento dovuto al danno, poi si
valutano gli effetti di tale impedimento sull’incapacità di guadagno (metodo
straordinario; Pratique VSI 1998 pag. 123 consid. 1a; SVR 1996
IV Nr. 74 p. 213ss consid. 2b; DTF 105 V 151, 104 V 138). Una
determinata limitazione della capacità produttiva funzionale può, non deve tuttavia
forzatamente, produrre una perdita di guadagno della medesima entità (Pratique
VSI 1998 pag. 123 consid. 1a).

 

                                         Se si volesse, nel caso di
persone attive, fondarsi esclusivamente sul risultato ottenuto dal confronto
delle attività, si violerebbe il principio legale secondo cui per questa
categoria di assicurati l'invalidità deve essere stabilita in base
all'incapacità di guadagno (DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2; VSI
1998 pag. 122 consid. 1a e pag. 257 consid. 2b; cfr. in particolare STFA
inedite del 27 agosto 2004 in re I, I 543/03 e del 12 maggio 2004 nella causa
T., I 540/02).

 

                                         Secondo giurisprudenza
infine, il metodo straordinario è spesso applicato alle persone con attività
lucrativa indipendente o comunque nei casi in cui anche solo uno dei redditi
determinanti per il raffronto non può essere accertato o stimato in maniera
affidabile (STFA I 543/03 del 27 agosto 2004 in re I, consid. 4.3 e STFA I 224/01 del 22 ottobre 2001, consid. 2b; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 205).

 

                                         Nel caso di un indipendente, il TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale
federale) ha precisato che il solo raffronto tra l’utile realizzato prima e
quello conseguito dopo l’incidente, non conduce a conclusioni affidabili per
quel che riguarda la perdita di guadagno che dipende dall’invalidità. In
effetti, troppi fattori influenzano gli utili di un’azienda, come ad esempio la
situazione congiunturale e la situazione concorrenziale, di conseguenza le
oscillazioni sono dovute anche ad aspetti estranei all’invalidità.

                                         Di
conseguenza il TFA ha stabilito che i soli documenti contabili non sono dei
mezzi idonei a stabilire in maniera affidabile i redditi ipotetici (RAMI 1996
p. 34, p. 36 consid. 3b; DTF 104 V 137 consid. 2c).

 

                               2.6.   Per quanto attiene l’esame
delle conseguenze del danno alla salute dal profilo economico e, quindi, la
determinazione del grado di inabilità, richiamato l’art. 16 LPGA e quanto già
esposto ai consid. 2.4. e 2.5. che precedono, va ricordato che l'invalidità nell'ambito delle
assicurazioni sociali svizzere è un concetto di carattere economico‑giuridico
e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b, 110 V 275 consid. 4a). 

                                         I
dati economici risultano pertanto determinanti. 

                                         Al
medico compete la valutazione dello stato di salute del peritando, della misura
e del tipo di attività in cui l’interessato è incapace al lavoro. Il medico
stabilisce, quindi, in che misura il danno alla salute limita l’interessato
nelle sue funzioni corporali e psichiche. Egli si limita in particolare alle
funzioni importanti nelle attività lavorative che secondo la sua esperienza di
vita entrano in linea di conto nel caso concreto (Meyer-Blaser, op. cit., p.
227, cfr. anche DTF 125 V 261 consid. 4, 115 V 143 consid. 2, 114 V 314 consid.
3c).

                                         D’altro canto compito
dell’orientatore professionale è quello di stabilire, in base alle informazioni
del medico riguardo alle mansioni ancora possibili, le attività lavorative
ancora concretamente ammissibili per l’invalido (Meyer-Blaser, op. cit., p.
228, Omlin, Die Invalidità in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo
1995, p. 201).

                                         In particolare, al fine di
determinare l'incapacità al guadagno mediante il metodo ordinario di cui
all’art. 16 LPGA, occorre porre in confronto il reddito che l'assicurato
avrebbe conseguito senza il danno (reddito da valido) con quello risultante
dalle attività esigibili nonostante il danno alla salute (reddito da invalido).
Determinante per il raffronto dei redditi ipotetici è il momento dell'inizio
dell’eventuale diritto alla rendita, tenuto conto che l'amministrazione deve considerare
inoltre eventuali rilevanti modifiche dei redditi di riferimento intervenute
sino all'emanazione della decisione contestata (cfr. consid. 2.2.).

                                         In ogni modo, ai fini dell'accertamento dell'invalidità ci si
deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e quindi fittizio; ci
dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta di posti di lavoro e
un'offerta di posti diversificati in relazione con le capacità professionali,
intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto teorico e astratto
(DTF 110 V 276; Meyer‑Blaser, op cit. p. 212). Un assicurato non può pertanto
avvalersi dell'impossibilità congiunturale di trovare un posto di lavoro per pretendere
una rendita (ZAK 1984 p. 347). 

                                      

                                         Va
ancora la pena di rilevare che, secondo la giurisprudenza federale, per
accertare il reddito conseguibile dall'assicurato senza l'invalidità (reddito
da valido) è decisivo stabilire, secondo il principio della verosimiglianza
preponderante, quanto l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del
diritto alla rendita, se fosse sano (STFA I 782/03 del 24 maggio
2006; STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio
2000 nella causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con
riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere
fissato il più concretamente possibile. Determinante è dunque il reddito che
l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto delle competenze
professionali come pure delle circostanze personali per un prospettato
avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi, l’inizio di studi ecc.),
nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in merito (cfr. DTF 96 V 29,
ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid.
3b). Considerato come di regola bisogna presumere che senza il danno alla
salute l’assicurato avrebbe continuato la precedente attività, decisivo risulta
di regola l’ultimo guadagno conseguito, adeguato al rincaro ed eventualmente
all’usuale crescita dei salari (RKUV 2000 n. U 400 p. 381 e riferimenti). 

                                         Per quel che concerne la
determinazione del reddito di un indipendente, si deve tener conto in
particolare delle attitudini professionali e personali e del genere di attività
della persona assicurata, come pure della situazione economica e dell'andamento
della sua azienda (RCC 1961 pag. 338) prima dell'insorgere dell'invalidità. In
mancanza di dati affidabili, il reddito medio o il risultato d'esercizio di
aziende simili possono fungere da base per valutare il reddito ipotetico (RCC
1962 pag. 125). Il reddito di tali aziende non può tuttavia essere equiparato
direttamente al reddito ipotetico senza invalidità (RCC 1981 pag. 40). In tutti
i casi deve essere fatta astrazione del reddito che non proviene dall'attività
personale dell'assicurato, come il good-will, l'interesse derivante dal
capitale investito o la parte di reddito attribuibile alla collaborazione di famigliari
(RCC 1971 pag. 432; cfr. Valterio op. cit., pag. 206; Peter, Die Koordination
von Invalidenrenten, Zurigo 1997 pag. 65 e il marginale 3030 della Circolare
sull'invalidità e la grande invalidità nell'assicurazione per l'invalidità
(CIGI) edita dall’UFAS, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2000; cfr. al
riguardo anche STCA del 29 ottobre 2003, inc. 32.2002.154, STCA del 27 ottobre
2003, inc. 32.2003.15).

 

                                         Per quel che concerne
invece il reddito da invalido, lo stesso deve essere determinato sulla base della situazione professionale
concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in
maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito
derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale ("Soziallohn") (cfr. DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e
riferimenti).

                                         Se invece non esiste un siffatto
guadagno, in particolare perché come nel caso in esame l'assicurato non ha
intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da
contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità,
può essere ricavato dai rilevamenti di statistici ufficiali, editi dall'Ufficio
federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali
regioni e categorie di lavoro  (Pratique VSI 2002 pag. 68 consid. 3b; DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle circostanze,
può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc,
recentemente confermato in Pratique VSI 2002 pag. 64).

 

                               2.7.   Il
TFA ha già avuto modo di affermare l’ammissibilità di principio di un raffronto
tra redditi da attività indipendente con redditi da dipendente (STFA I 543/03
del 27 agosto 2004). 

 

                                         Tale
modo di operare è segnatamente stato avallato nei casi in cui sono disponibili
dati fiscali attendibili (cfr. sentenza citata). 

 

                                         Inoltre
alla luce del principio generale applicabile anche nel diritto
delle assicurazioni sociali, per il quale all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre
il danno (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e
riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung,
Friborgo 1999, pag. 57, 551 e 572) e, quindi, anche l’obbligo di
intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior
modo possibile alle conseguenze della sua "invalidità", segnatamente
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una
nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi
citate; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht,
tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg).

                                         In talune circostanze si può dunque richiedere ad un assicurato
indipendente di intraprendere un’attività dipendente.  

                                         Questo avviene allorché
egli può mettere a miglior frutto la sua residua capacità lavorativa e quando
tale cambiamento di professione - tenuto conto dell’età, della durata
dell’attività svolta, della formazione, della tipologia dell’attività sin qui
esercitata e della situazione professionale - sia ragionevolmente esigibile. Se
ciò si avvera, l'esigibilità di un cambiamento di professione va ammessa e il
libero professionista può essere trattato, ai fini della valutazione del suo
reddito da invalido, come se avesse rinunciato alla propria attività indipendente
(cfr. STFA inedite 27 agosto 2004 in re I, I 543/03, consid. 4.3 e del 22
ottobre 2001 in re W., I 224/01, consid. 3b/bb). In tal caso per stabilire
l'invalidità vengono computate quelle entrate che egli potrebbe percepire
tramite un'attività lavorativa dipendente adeguata al danno alla salute.

 

                                         Ad esempio l’Alta Corte
aveva ritenuto esigibile un cambiamento di professione da agricoltore indipendente
in un’attività dipendente adeguata (ZAK 1983 pag. 256; STFA I 38/06 del 7
giugno 2006, consid. 3.2 con riferimenti di giurisprudenza). Vedi anche STFA I
761/04 del 14 giugno 2005, dove il TFA ha confermato l’esigibilità di un
cambiamento professionale da custode indipendente di diversi immobili. 

                                         Nella STFA I 782/03 del 24
maggio 2006, pubblicata in RtiD II-2006, pag. 214, il reddito ipotetico senza
il danno alla salute conseguibile da un’assicurata di professione parrucchiera
con attività lucrativa indipendente, che quando è rimasta vittima di due
incidenti della circolazione aveva avviato da poco il proprio esercizio,
non poteva essere determinato fondandosi sull’evoluzione che l’azienda avrebbe
avuto se non fosse subentrata l’invalidità, in quanto i dati contabili a
disposizione erano pochi e inattendibili. Pertanto, esso è stato correttamente
accertato sulla base di un esame comparativo dei redditi conseguiti da aziende
simili nella regione. Il reddito da invalida è poi stato ottenuto facendo capo
alla situazione salariale concreta dell’assicurata quale assistente di cura.
Siccome i due redditi di riferimento sono stati determinati in maniera
attendibile secondo il metodo ordinario, l’invalidità dell’assicurata non
doveva essere stabilita secondo il metodo straordinario.

 

                                         Per altri
casi in cui, invece del metodo straordinario, è stato applicato il normale
confronto dei redditi utilizzando i dati statistici ed esigendo dall'assicurato
il passaggio ad un'attività dipendente cfr. STF 9C_335/2007 e STF 9C_13/2007.

 

                               2.8.   Per poter graduare l'invalidità, l'amministrazione
(o il giudice in caso di ricorso) deve disporre di documenti che devono essere
rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti.

                                         Il
compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute,
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare
quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (STF
9C_13/2007 del 31 marzo 2008; DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale,
avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività
professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).

                                                              

                                         Quanto alla valenza
probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti
siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su
esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che
sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito
siano ben motivate. 

                                         Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo
di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF
8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01
e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid.
1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF
122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998
IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

 

In una sentenza
pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto
conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire delle
direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In
particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito
che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli
esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le
loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa
fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono
ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una
superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI
2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA I 462/05 del 25
aprile 2007; STFA U 329/01
ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

                                      

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         In una sentenza di
principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il Tribunale
federale ha preso posizione sulle critiche della giurisprudenza federale
relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico
(SAM; Art. 72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla
Costituzione, formulate soprattutto nel parere del Prof. Dr. iur. Jörg Paul
Müller e del Dr. iur Johannes Reich dell’11 febbraio 2010.

                                         L’Alta Corte è arrivata
alla conclusione che l’acquisizione delle basi mediche per poter emettere una
decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM
nell’assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle
procedure giudiziarie é di per sé conforme alla Costituzione e alla Convenzione
(consid. 2.1-2.3). D’altra parte il Tribunale federale ha riconosciuto che
attraverso tali perizie vengono messe in pericolo in modo latente le garanzie
procedurali, visto il potenziale di ricavi dell’attività dei SAM nei confronti
dell’assicurazione invalidità e con ciò anche della loro dipendenza economica
(consid. 2.4). La nostra Massima Istanza ha perciò ritenuto necessario adottare
dei correttivi:

                                         (a livello amministrativo)

                                         - assegnazione a caso dei
mandati di perizia ai SAM (consid. 3.1),

                                         - differenze minime delle
tariffe della perizia (consid. 3.2),

                                         - miglioramento e
uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo (consid. 3.3),

                                         - rafforzamento dei
diritti di partecipazione:

                                         -- in caso di divergenze
l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una decisione incidentale
impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni o al Tribunale
federale amministrativo (consid. 3.4.2.6; cambiamento della giurisprudenza
secondo DTF 132 V 93);

                                         -- alla persona assicurata
spettano precedentemente i diritti di partecipazione alla procedura (ad
esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid. 3.4.2.9;
cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446); 

                                         (a livello dell’autorità
giudiziaria di prima istanza)

                                         In caso di accertata
necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale
federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia
medica (consid. 4.4.1.3 e 4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza secondo DLA
1997 

                                         Nr. 18 p. 85, C 85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H 355/99 del 11 aprile 2000 consid. 3b), i cui costi
sono posti a carico dell’assicurazione invalidità (consid. 4.4.2).

 

                                         Infine, il Tribunale
federale ha concluso che le perizie raccolte secondo il vecchio standard
processuale non perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto si dovrà
decidere nel contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue
specifiche caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto
di fondarsi esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la
decisione impugnata è o no conforme al diritto federale (consid. 6). (Sul tema
cfr. STF 9C_120/2011 del 25 luglio 2011).

 

Per quel che riguarda
i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il
giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia
esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in
favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid.
3a)cc); Pratique VSI 2001
pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag. 230).

 

                                         Al riguardo la giurisprudenza federale sottolinea costantemente che
occorre tenere conto della differenza, a livello probatorio, tra mandato di
cura e mandato peritale (cfr. STF 9C_457/2012 del 28 agosto 2012, consid. 6.2).

 

                                         Infine,
va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non
può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi
per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007
del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                               2.9.   Dal punto di vista medico
l’assicurato è stata sottoposto ad una valutazione medica da parte del Dr. __________,
spec. FMH in medicina interna, del Servizio Medico Regionale dell’AI (SMR), il
quale nel rapporto del 26 novembre 2012 ha posto la diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di “Stato dopo reimpianto D2-D3-D4 mano sinistra non
dominante. Stato dopo amputazione F2 D5 mano sinistra (trauma del 03.09.2011)”
(doc. AI 35-1). 

 

                                         A mente del Dr. __________
l’attività di boscaiolo è limitata nella misura del 50% (rendimento ridotto),
mentre in un’attività adeguata, ovvero quelle attività che escludono la forza
di presa e l’utilizzo della mobilità fine della mano sinistra, l’abilità al
lavoro è totale (100%), dal 1° febbraio 2012 (doc. AI 35-5).

                                      

                                         Il TCA non ha ragioni per
scostarsi dalle conclusioni cui è giunto il medico del SMR.

 

                                         In sede di risposta
l’Ufficio AI ha anche fatto riferimento al rapporto medico del 20 settembre
2011, svolto per conto della __________ dal Dr. __________, capo servizio di
chirurgia della mano dell’Ospedale Regionale di __________, che ha fissato
un’inabilità al 50% nell’attività finora svolta e una piena abilità da subito
per lavori di ufficio (doc. AI 7-1).

 

                                         Da parte sua il ricorrente
non ha prodotto attestazioni mediche di senso contrario, limitandosi a
postulare il rinvio degli atti all’amministrazione per ulteriori accertamenti
da effettuarsi presso l’assicuratore infortuni __________, relativi
all’indennità per menomazione dell’integrità (IMI). 

 

                                         Questa richiesta
non merita tutela da parte del TCA.

 

                                         L'art. 36
cpv. 1 OAINF definisce i presupposti per la concessione dell'indennità giusta
l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se
verosimilmente sussisterà tutta la vita almeno con identica gravità ed
importante se l'integrità fisica o mentale è alterata in modo evidente o grave. In questa valutazione dovrà essere fatta
astrazione dalla capacità di guadagno ed anche dalle circostanze personali
dell'assicurato: secondo la giurisprudenza, infatti, la gravità della
menomazione si stima soltanto in funzione di accertamenti medici senza
ritenere, all'opposto delle indennità per torto morale secondo il diritto
privato, le eventuali particolarità dell'assicurato (cfr. RAMI 2000 U 362, p.
42-43; DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 U 31, p. 438).

 

                                         Visto quanto sopra,
l’eventuale attribuzione o meno di un’IMI all’assicurato non ha influenza sulla
valutazione della capacità lavorativa residua determinata dal medico del SMR.

 

                                         Del resto, la valutazione
dell’esigibilità lavorativa del Dr. __________ è corretta alla luce dei
precedenti giurisprudenziali riportati qui di seguito, riguardanti assicurati
che accusavano limitazioni nell’utilizzo degli arti superiori. 

 

                                         Ad esempio, in una
sentenza inedita del 12 novembre 1996 nella causa I., il TFA ha ritenuto
realistica la possibilità di mettere a frutto la restante capacità lavorativa
in attività alternative, trattandosi di un assicurato cinquantacinquenne che -
a causa dei postumi infortunistici interessanti, in particolare, la spalla
destra - era impedito nel sollevare pesi superiori ai 10 kg lungo tutto l'asse corporeo. La mobilità era ridotta di 2/3, certi movimenti non erano più
possibili, come ad esempio, il sollevamento del braccio oltre i 60°, di modo
che il braccio destro poteva unicamente servire come aiuto per il braccio adominante. 

 

                                         In una sentenza 35.1997.23
dell'11 settembre 2000 - integralmente confermata dal TFA con sentenza U 449/00
dell'8 maggio 2002 -, questo Tribunale ha dichiarato totalmente abile in
attività sostitutive confacenti, specificatamente in
professioni nell'esercizio delle quali la mano sinistra, adominante, avesse
funzione ausiliaria, un'operaia che, secondo l'avviso dei medici, presentava
una mano sinistra infortunata praticamente inutilizzabile, fatta eccezione per
delle prese a tre dita senza forza.

 

                                         Il TFA è pervenuto alla
medesima conclusione in una sentenza U 240/99 del 7 agosto 2001, parzialmente
pubblicata in RAMI 2001 U 439, p. 347ss., concernente un assicurato di
professione autista che, a causa dei disturbi e dei deficit funzionali
all'estremità superiore destra, è stato dichiarato in grado di svolgere a tempo
pieno lavori manuali molto leggeri, che non richiedono l'impiego di forza con
la mano destra, e il sollevamento di pesi superiori ai 2 kg (e pertanto ritenuto praticamente monco di una mano). 

 

                                         In una sentenza 35.2002.88
del 14 aprile 2003, questa Corte ha giudicato completamente abile in attività
leggere dal profilo dell'impegno fisico, comportanti in prevalenza dei compiti
di sorveglianza, un assicurato che, a causa di un, citiamo: "importante
deficit funzionale e ipotrofia muscolare all'emicinto scapolare destro.
Flessione attiva 100°, abduzione 90° solo con il gomito flesso, rotazione
interna solo fino all'altezza del trocantere. Ipersensibilità nella regione del
deltoide in corrispondenza del territorio di innervazione del nervo
ascellare", il medico di fiducia dell'assicuratore aveva ritenuto,
citiamo: "… limitato nelle attività lavorative che richiedono l'ingaggio
dell'arto superiore destro al di sopra della vita, scostato dal tronco, così
come nei movimenti di rotazione. Limitato l'uso di utensili, rispettivamente,
macchinari vibranti e contundenti. Trasporto di pesi possibile solo con il
braccio pendente, sollevamento di pesi solo al massimo fino al di sotto della vita,
tenendo l'arto superiore destro accostato al tronco." (cfr. STCA succitata
consid. 2.6.).

 

                                         In un giudizio I 27/06 e U
18/06 del 24 agosto 2006 consid. 5.2.3, il TFA ha considerato in grado di
svolgere a tempo pieno semplici mansioni di sorveglianza, rispettivamente, di
controllo, così come lavori in un chiosco nonchè attività ausiliarie nel campo
della gastronomia o in un magazzino, un assicurato, nato nel 1948, che soffriva
di dolori cronici alla spalla destra con irradiazione al braccio destro, di un’importante
rottura della cuffia dei rotatori a destra (con rottura completa del tendine
dei muscoli sovra- e infraspinato, rottura parziale del tendine sottoscapolare
e lussazione del tendine del bicipite), di un’artrosi dell’articolazione
acromio-claveare e di una persistente pseudoparalisi del braccio destro
(diagnosi differenziale: spalla congelata post-traumatica).

                                         Anche nella STFA U 200/02
del 20 maggio 2003 consid. 2.2, citata a pagina 7 del ricorso, riguardante
un’assicurata, la quale, a causa di un infortunio professionale alla mano
sinistra adominante, aveva subito l’amputazione del pollice, dell’indice e del
medio, come pure una frattura pluriframmentaria della falange basale con
istabilità a livello delle articolazioni interfalangee dell’anulare, divenendo
praticamente monca di una mano, l’Alta Corte ha ammesso una piena capacità
lavorativa dal profilo ortopedico. 

 

                                         In una sentenza
8C_260/2011 del 25 luglio 2011, il TF ha dichiarato in grado di svolgere a
tempo pieno attività lavorative leggere non bimanuali, un assicurato che
presentava una paralisi, da parziale a completa, della muscolatura della spalla
e del braccio destro dominante. 

 

                                         Vedi anche la sentenza di
questa Corte 35.2013.74 dell’8 settembre 2014 nel caso di un falegname che ha
subìto l’amputazione dell’avambraccio destro nell’utilizzare una sega circolare
e ritenuto totalmente abile in attività leggere dal profilo del sollevamento/
trasporto di pesi e della manipolazione di attrezzi, che non richiedono
l’utilizzo di entrambi gli arti superiori.

 

                                         In conclusione,
rispecchiando la valutazione del SMR i criteri di affidabilità e completezza
richiesti dalla giurisprudenza (cfr. consid. 2.8.), alla stessa può essere
fatto riferimento. 

                                         Inoltre, richiamato
l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per
ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla
salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b,
400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF
113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è da
ritenere dimostrato, secondo il grado della
verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle
assicurazioni sociali, che l’assicurato è abile al lavoro al 50% nella
precedente attività di boscaiolo, mentre in attività adeguate l’abilità è piena
dal 1° febbraio 2012. 

 

                             2.10.   In applicazione
del metodo straordinario, l’UAI ha ordinato all’ispettorato AI di esperire
un’inchiesta economica per indipendenti eseguita il 23 aprile 2013 (doc. AI 42-1).

                                         Nel relativo
rapporto, riguardo all’attività svolta dall’assicurato prima e dopo
l’insorgenza del danno alla salute, l’incaricato ha rilevato quanto segue:

 

" (…)

6. CONFRONTO TRA CAMPI DI ATTIVITÀ – vedi
allegato 1 

 

Descrizione del processo lavorativo dell'attività di
"abbattimento/potatura" e "taglio legna" (vedasi punto 4.1)

 

Contattato dal cliente, l'assicurato fa un sopralluogo e verifica
le condizioni della pianta da abbattere/potare. Studiato il caso, egli
stabilisce se potare la pianta "pezzo per pezzo", salendo con le
corde sulla stessa, oppure se richiedere l'intervento di una gru o di un
elicottero. La scelta è fatta in base alla condizione specifica dell'intervento
e alla pericolosità dello stesso (sia per le persone che per gli immobili
vicini).

Una volta tagliata completamente la pianta a pezzi di circa 4 metri, la stessa è caricata tramite il braccio motorizzato del trattore sul camioncino __________
e trasportata sullo spiazzo di lavoro nei boschi sopra __________.

 

Prima dell'acquisto del trattore (effettuato agli inizi del
2013, proprio per via del danno alla salute), l'assicurato tagliava e spaccava
già presso il cliente la legna a pezzi di circa 1 metro per poi caricarla sul vecchio furgone, sprovvisto di ponte idraulico.

 

Una volta portato sullo spiazzo di lavoro nei boschi, il tronco
viene ora lavorato e sezionato in pezzi più piccoli, di circa 40 cm e riposto in cassette di plastica (ogni cassa pesa circa 40 kg).

 

Le casse sono quindi accatastate e ricoperte da un telone, per
ripararle dalle intemperie. Il legname è "stagionato" e, in seguito,
pronto per essere consegnato al nuovo cliente che domanda legna da ardere.

Prima dell'infortunio, l'assicurato dice di aver tagliato circa
100 piante all'anno.

 

L'assicurato indica che il 90% delle persone che lo chiamano per
tagliare un albero, non tengono la legna, non possedendo un camino o stufa.

 

Ricevuta la comanda di legna dal cliente, il signor RI 1 carica le
cassette sul proprio furgoncino __________. Arrivato presso il cliente, egli
scarica le casse e lascia al cliente solamente la legna (un tempo lasciava pure
le cassette, ma queste non venivano rese).

 

Oltre alle attività appena descritte, che sono influenzate dal
clima (in una giornata troppo piovosa è impossibile lavorare), per sbarcare il
lunario l'assicurato si impegna in tutte le altre attività descritte al punto 4.1.
Cerca di fare il possibile e di lasciare quelle attività che non riesce più a
svolgere a terzi, quando gli danno una mano. In merito a ciò l'assicurato riferisce
che, soprattutto nel carico e nello scarico delle casse di legna dal furgone __________,
egli riceve aiuto dallo zio. Ciò avviene unicamente il sabato mattina, visto
che lo zio, durante la settimana, lavora come dipendente.

 

Nel 2011 e nel 2012 l'assicurato non ha domandato l'intervento di
elicotteri (di solito chiede alla __________ di __________).

Sta ora valutando se "specializzarsi" unicamente nel
commercio del legname da ardere, facendo capo a fornitori di tronchi
("bore") di oltralpe. Non ha ancora definito nulla. In ogni caso avrà
bisogno di un operaio cui delegare le mansioni che non può più fare.

 

I prezzi domandati dal signor RI 1 ai propri clienti sono:

 

CHF 45 orari per la sua personale attività (manodopera)

CHF 35 orari per l'attività dell'operaio (manodopera)

CHF 250 per stero di legname, senza distinzione di specie/qualità

 

L'assicurato non tiene alcuna contabilità; ai clienti non rilascia
fatture, a parte al Municipio di __________ per il quale ha fatto qualche
"lavoretto". Della compilazione della dichiarazione delle imposte se
ne occupa una sua amica.

 

Durante il colloquio abbiamo comunque elencato i
propri costi d'esercizio mensili, ovvero:

 

• leasing trattore                                     circa
CHF 1’000

 

• leasing __________                            CHF
328

 

• costo spiazzo di lavoro                        1/12
di 2 steri di legna

 

• operaio - (quando è presente)
            CHF 3'000 + contributi AVS e                                                assicurazioni

 

• Costi di assicurazione                          non
quantificati

 

• Costi carburante                                  non
quantificati

 

• Costi manutenzione attrezzi                non
quantificati

 

7. Evoluzione dei redditi dell’impresa 

 

	
  anno

   

  	
  reddito
  

  secondo
  CL

  	
  reddito
  netto fiscale

  	
  aliquota

  [A] 

  	
  reddito
  lordo fiscale

  
	
  2005

  	
  40’900

  	
  40'000.00

  	
  7.186%

  	
  42'874

   

  
	
  2006

   

  	
  36’900

  	
  35'500.00

  	
  6.699%

  	
  37’878

  
	
  2007

   

  	
  38’400

  	
  37'000.00

  	
  6.699%

  	
  39’479

  
	
  2008

  	
  37’700

  	
  36'000.00

  	
  6.699%

  	
  38’412

   

  
	
  2009

   

  	
  46'800

  	
  45'000.00

  	
  7.551%

  	
  48’398

  
	
  2010

   

  	
  49’800

  	
  48'000.00

  	
  8.283%

  	
  51’976

  
	
  2011

  	
  36’300

  	
  34'000.00

  	
  6.342%

  	
  36’156

   

  
	
  2012

   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  

 

[A: UFAS, tavole scalari dei contributi]                 

Osservazioni:

 

•   Nel colonna reddito
secondo CI si sono indicati i redditi incamerati     dall'assicurato
unicamente grazie all'attività di indipendente,          tralasciando eventuali
entrate come "dipendente".

 

•   Si noti che il reddito
realizzato nel 2005 si riferisce a 9 mesi di       attività, in quanto il
signor RI 1 ha iniziato la propria professione    di boscaiolo indipendente
durante il mese di aprile del 2005.

 

•   Il reddito del 2011 è stato incamerato in 8
mesi, visto che dal        03.09.2011 al 31.01.2012 l'assicurato è stato
inabile al lavoro al       100%.

 

 

8. PROVVEDIMENTI DI INTEGRAZIONE 

 (tramite adattamento
dell'azienda, dell'attività professionale, con la consegna di mezzi ausiliari)

 

    L'assicurato ha già ottimizzato ed adeguato
personalmente i propri     mezzi/strumenti di lavoro al suo handicap fisico ed
è riuscito a      comperare un trattore munito di braccio meccanico, in modo da
      sgravarsi dall'attività più pesante di carico e scarico del legname;                               egli,
subito dopo alcuni mesi dall'infortunio, ha pensato ad attività                     alternative
come il trasporto di scarti vegetali/piante,

    vendendo il vecchio furgone sprovvisto di ponte
idraulico ed         acquistando l'attuale __________; non si
intravvedono altri provvedimenti  che potrebbero incrementare la capacità
lavorativa del signor

    RI 1 nell'attuale attività di boscaiolo
indipendente.

 

8.1 Ritiene necessaria una perizia?

 

No.

                                                                                                  

9. VALUTAZIONE DELL'INVALIDITÀ

 

    L'assicurato, sino al 2012, ha sempre dichiarato dei redditi inerenti            all'attività indipendente che,
sistematicamente, il fisco ha adeguato      e rincarato (si veda la tabella
riportata qui sotto).

 

         

	
   

  anno

  	
   

  reddito dichiarato

  	
  reddito imposto
  fiscalmente

  
	
   

  2011

  	
                           

  14’000

  	
   

  34’000

  
	
   

  2010

  	
                                   21’000

  	
   

  48’000

  
	
   

  2009

  	
                             21’000

  	
   

  45’000

  
	
   

  2008

  	
                             21’000

  	
   

  36’000

  
	
   

  2007

  	
                             21’000

  	
   

  37’000

  

                                                                               

 

    Il signor RI 1 non tiene alcuna contabilità e le
dichiarazioni             fiscali sono compilate da una conoscente.

    In assenza di una contabilità dettagliata, in
presenza di decisioni    fiscali svolte tramite apprezzamento (il fisco ha
calcolato i redditi da   attività indipendente sulla base del dispendio) ed in
considerazione                            del fatto che nel 2012 l'assicurato ha fatto capo al saltuario aiuto di                                diversi operai,
arrivando però a dichiarare un reddito di CHF 34'000                     (ben
superiore a quanto dichiarato sino all'insorgenza del danno                                        alla
salute), si ritiene che unicamente con il metodo straordinario

    della valutazione dell'invalidità si possa
quantificare il grado di       invalidità più verosimile alla situazione
economico-lavorativa del    signor RI 1.

 

    Nella tabella qui sotto è riportato
schematicamente il calcolo svolto.

 

 

	
  Metodo
  straordinario di valutazione

  
	
                                                                                           
  Numero dei salari versati 12

  
	
  Campi di
  attività senza danno alla salute

   

  	
  Ponderazione
  senza danno

  	
  Incapacità
  al lavoro nei campi di attività

  	
  Base
  salariale mensile

  	
  Reddito
  annuale senza danno

  	
  Diminuzione
  del reddito dell'attività professiona-le dovuta al danno 

  
	
  attività
  operativa

  	
              
  85%

  	
       50%

  	
  1) Sfr. 4’453

  	
  Sfr. 45’421

  	
  Sfr. 22’710

  
	
  Manut./pulizia

  	
              
  15%

  	
         0%

  	
  2) Sfr. 5’707

  	
  Sfr. 10’273

  	
          
  Sfr.  0

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
  3) 

  	
         
  Sfr.  0

  	
          
  Sfr.  0

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
  4) 

  	
         
  Sfr.  0

  	
          
  Sfr.  0

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
  5) 

  	
         
  Sfr.  0

  	
          
  Sfr.  0

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
  6) 

  	
         
  Sfr.  0

  	
          
  Sfr.  0

  
	
  Totale

  	
            
  100%

  	
      43%

  	
   

  	
  Sfr. 55’693

  	
  Sfr.  22'710

  
	
  Secondo
  richiesta svizzera sulla struttura dei salari 2011 (TA1_Svizzera)

  	 

	
  1)

  	
  CA 02,
  livello di qualificazione 4, uomini

  	 

	
  2)

  	
  CA 33,
  livello di qualificazione 4, uomini

  	 

	
   

  	
   

  	 

	
  CA:
  codice attività

  	 

	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  	 

	
  Reddito
  ipotetico senza invalidità

  	
  Sfr. 55’693

  	 

	
  Reddito
  da invalido

  	
  Sfr. 32’983

  	 

	
   

  Diminuzione
  del reddito dell'attività prof. imputabile al danno

  	
   

   

  Sfr. 22’710

  	 

	
   

  Tasso
  di diminuzione del reddito dell'attività professionale

  	
   

         
  41%

  	 

									

 

      Il grado Al attribuibile, con il metodo di
valutazione straordinario,             all'assicurato nella propria professione
di indipendente è dunque     pari al 41%.

 

 

10  REDDITO DA SANO - EDIGIBILITÀ: SVOLGIMENTO DI ALTRE       PROFESSIONI

 

      Il signor RI 1 presenta una piena capacità
lavorativa medico-      teorica in attività idonee; è quindi necessario
valutare il suo grado         di invalidità tenendo in considerazione altre
attività adeguate ed i            guadagni da egli incamerabili svolgendo le
stesse.

      A tale scopo si suggerisce, come reddito da
sano da utilizzare nel          rispettivo calcolo, l'importo di CHF 52'470,
ovvero i CHF 51'976           attribuiti all'assicurato dal fisco per l'anno
2010, aggiornati al                        2011.

 

 

11 OSSERVAZIONI CONCLUSIVE

 

      L'assicurato vuole continuare con la sua
professione di boscaiolo           indipendente; non nega però di aver pensato
ad un cambio di   professione. Avrebbe voluto ottenere la patente del camion, ma,
                                       ragionando e riflettendo, è arrivato
alla conclusione che per lui,                                         vivere
tutto il giorno in mezzo al traffico, sarebbe troppo              stressante.”
(doc. AI 42-6+7+8+9).

 

                                         L’amministrazione
ha pure proceduto ad un raffronto dei redditi anche per quanto riguarda le
attività adeguate. 

                                         L’Ufficio AI, sulla base
delle risultanze mediche e della piena capacità lavorativa in attività adonee
di RI 1, ha infatti ritenuto esigibile un cambiamento di professione (doc. AI 44-1).

                                         

                                         Il legale
del ricorrente ha contestato il provvedimento dell’amministrazione, ritenendo
che un cambiamento d’attività è sproporzionato, se non addirittura contrario
alla buona fede rispetto al riconoscimento di un quarto di rendita di
invalidità. 

                                         Il legale ha
asserito che RI 1 “risulta essere già riuscito a riorganizzare la sua
attività facendo capo ad aiuti esterni e meglio senza dover quindi più subire
una perdita considerevole di guadagno” (doc. I, pag. 8).

 

                                         Secondo il
TCA l’operato dell’amministrazione è invece corretto e conforme alla costante
giurisprudenza federale.

 

                                         Il Tribunale
federale nella sentenza 9C_924/2011 del 3 luglio 2012, a proposito di un garagista indipendente dall’inizio degli anni ‘90, capace al lavoro al 50%
sia nella precedente attività che in attività confacenti al suo stato di salute
(poi aumentata al 70%), ha rammentato che nell’ambito dell’assicurazione
invalidità vige il principio generale secondo il quale una persona invalida
deve, prima di domandare prestazioni, intraprendere tutto quanto gli è
possibile per attenuare le conseguenze della sua invalidità. Per questo motivo
un assicurato non ha diritto ad una rendita quando è capace, cambiando
professione, di ottenere un reddito escludente un’invalidità che gli darebbe il
diritto ad una rendita. Ciò va esaminato alla luce delle circostanze oggettive
e soggettive del caso di specie. 

                                         Tra le
circostanze soggettive vi sono la capacità lavorativa residua o i fattori
personali come l’età e la situazione professionale concreta. Fra le circostanze
oggettive vi sono l’esistenza del mercato equilibrato del lavoro e la durata
prevedibile del rapporto di lavoro.

 

                                         Vedi anche
la sentenza di questa Corte 32.2012.165 del 29 novembre 2012, nel caso di un
gerente di ristorante nato nel 1953, inabile completamente nell’attività di
cuoco, ma abile al 70% per mansioni di tipo intellettuale-amministrativo e la
sentenza 35.2013.9 del 24 luglio 2013 relativa ad un’assicurata di 55 anni che
ha svolto un’attività indipendente di gerente sino al 2002, inabile al 50%
nella sua attività, ma completamente abile in attività adeguate.

                                         In entrambi
i casi questa Corte aveva ritenuto ragionevolmente esigibile il passaggio da
un’attività indipendente a una dipendente.

 

                                         Nella
sentenza del TCA 32.2010.266 del 28 ottobre 2011, confermata dall’Alta Corte
nella decisione 9C_903/2011 del 25 gennaio 2013, da un titolare di salone di
coiffeur di 60 anni, che durante l’ultimo trentennio almeno ha lavorato in
qualità di indipendente, non è invece stato ritenuto esigibile un cambiamento
di professione.

 

                                         Vedi anche
la STF 9C_612/2007 del 14 luglio 2008, riguardante un assicurato sessantenne
che, nel corso degli ultimi quarant’anni, aveva svolto, dapprima, la
professione di falegname e, successivamente, di agricoltore, sempre a titolo
indipendente, dove non si poteva pretendere che abbandonasse l’attività
indipendente. 

 

                                         Nella
sentenza 9C_695/2010 del 15 marzo 2011, nel caso di un assicurato nato nel
1948, che ha lavorato quale rappresentante/autista dal 1988 come dipendente
della medesima società ha evidenziato che l’insorgente, pur se al servizio del
medesimo datore di lavoro da 20 anni, era comunque già stato confrontato almeno
una volta ad un cambiamento professionale e il suo caso non poteva essere
assimilato a quello di un indipendente che ha sempre svolto la medesima
attività (“En l'occurrence, avant d'être au service du même employeur
pendant 20 ans, il a exercé le métier de serveur pour plusieurs employeurs. Il a donc déjà été confronté au moins une fois au cours de son parcours
professionnel à un changement d'activité. Au demeurant, il ne ressort du
dossier aucun élément mettant en évidence d'éventuelles difficultés
d'adaptation que présenterait l'intéressé - lequel n'a, par ailleurs, apporté
aucun indice qui permettrait d'en douter. De surcroît, on ne saurait assimiler
le cas d'espèce à la situation de la personne qui a toujours travaillé en
qualité d'indépendant et doit, malgré un âge avancé, réintégrer le marché de
l'emploi en tant que salarié.»).

                                         Pur riconoscendo che l’UAI avrebbe potuto indicare in maniera più
precisa le attività che l’insorgente avrebbe potuto esercitare, il TF ha
comunque rammentato che vi è un ampio ventaglio di attività semplici e
ripetitive che non necessitano di alcuna formazione specifica e che
l’interessato avrebbe potuto svolgere (“6.3 Finalement, on soulignera
que compte tenu des limitations fonctionnelles décrites par les médecins, le
nouveau poste de travail n'impliquerait pas nécessairement d'adaptations
particulières. A ce sujet, comme le soulève le recourant,
on peut regretter que l'office AI n'ait mentionné
aucune activité exigible au cours de l'instruction. Cette omission ne permet
toutefois pas de retenir que les premiers juges auraient apprécié les faits de
façon arbitraire ou violé le droit fédéral. Vu le large éventail d'activités
simples et répétitives (qui correspondent à un emploi léger respectant les
limitations fonctionnelles observées) que recouvre le marché du travail en
général - et le marché du travail équilibré en particulier - (arrêt I 383/06 du
5 avril 2007 consid. 4.4), on constate qu'un nombre significatif d'entre elles,
ne nécessitant aucune formation spécifique, sont adaptées aux problèmes
physiques du recourant. Au demeurant, elles sont, en règle générale,
disponibles indépendamment de l'âge de l'intéressé sur le marché équilibré du
travail (arrêts 9C_646/2010 du 23 février 2011 consid. 4 et 8C_657/2010
du 19 novembre 2010 consid. 5.2.3). A titre d'exemples, on peut citer les
activités de surveillant de machines, gardien de parking ou ouvrier
d'usine. »).

 

                                         L’Alta
Corte in una sentenza 9C_560/2008 del 12 dicembre 2008, pubblicata in DTF 135 V
 58, ha ammesso l’abituale raffronto dei redditi nel caso di un’assicurata,
nata nel 1945, di formazione sarta, che aveva lavorato sino alla fine del 1994
quale infermiera, in seguito quale ristoratrice indipendente e che il 30
dicembre 2005, essendo completamente inabile al lavoro nella sua precedente
attività ed abile al 50% in attività adatte al suo stato di salute, ha
domandato di essere messa al beneficio di una rendita AI.

 

                                         Nella
sentenza 9C_683/2010 del 10 dicembre 2010 invece si trattava di un’assicurata,
nata nel 1963, attiva quale ristoratrice indipendente dal luglio 1997, il cui
fallimento è stato aperto nel corso del 2004 e che nel mese di aprile 2006 si è
annunciata presso le autorità cantonali competenti, chiedendo di poter essere
messa al beneficio di una rendita AI, poiché completamente inabile nella
precedente attività di ristoratrice ed abile al 50% in attività leggere e
confacenti al suo stato valetudinario.

                                         

                                         Nel caso
concreto l’assicurato è nato nel 1974, per cui, da un punto di vista oggettivo
nulla osta ad un cambiamento dell’attività lavorativa giacché egli non ha assolutamente
raggiunto l’età a partire dalla quale la giurisprudenza considera generalmente
che non esistono possibilità per valorizzare la capacità lavorativa residua in
un mercato del lavoro ritenuto equilibrato (cfr. sentenza 9C_578/2009 del 29
dicembre 2009, pubblicata in SVR 6/2010 IV n. 37, consid. 4.3.2).

 

                                         Terminate le scuole dell’obbligo l’assicurato ha conseguito nel 1992
l’attestato federale di capacità di macellaio-salumiere. Dopo la formazione
quale macellaio ha lavorato in questo settore dal 1997 sino al 2003, quale
indipendente ma anche come salariato (per alcuni mesi) della __________ di __________.
Dal 2005 si è quindi messo in proprio quale boscaiolo indipendente (lavori di
taglio alberi e giardinaggio). A volte esegue pure lavori di trasloco e
sgombero case (cfr. valutazione consulente IP, doc. AI 44-1 e inchiesta
economica, doc. AI 42-1).

 

                                         L’interessato è quindi già stato già confrontato ad un cambiamento
professionale, avendo svolto una formazione di macellaio, sia dipendente che
indipendente, e avendo lavorato poi come boscaiolo. Di conseguenza il passaggio
da un’attività indipendente ad un’attività dipendente non costituisce un ostacolo
per l’insorgente, di soli 40 anni di età. 

 

                                         Alla luce di
tutto quanto sopra esposto è a giusta ragione che l’UAI ha stabilito che
l’insorgente deve cambiare professione per ridurre il danno ed ha applicato la
procedura ordinaria.

 

                                         La consulente in
integrazione nel rapporto del 17 gennaio 2014 ha concluso che l’assicurato è direttamente integrabile nel ciclo produttivo tramite i normali
canali di collocamento essendo presenti sul mercato del lavoro attività
accessibili e confacenti al danno alla salute (doc. AI 44-3).

 

                             2.11.   Preliminarmente va ricordato che, secondo la giurisprudenza,
per il raffronto dei redditi fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale
diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222; cfr., pure, STFA del 26 giugno 2003
nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R., I
670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002
nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003
nella causa G. consid. 4.2, I 475/01), per cui nel caso concreto sono
determinanti i dati del 2012. 

 

                          2.11.1.   Per
quel che concerne il reddito da valido, l’UAI ha quantificato il
reddito che egli avrebbe potuto percepire da sano in fr. 52’910.-- nel 2012,
aggiornando il reddito lordo fiscale del 2010 (doc. AI 42-7).

 

                                         Il TCA può ammettere
questo importo che non è stato contestato, nello specifico, dal ricorrente
(doc. I).

 

                          2.11.2.   Per quanto riguarda il reddito
da invalido, va ricordato che
lo stesso è determinato sulla base della situazione professionale concreta
dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa
e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante
dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario
sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).

                                         Se invece non esiste un siffatto
guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso una attività
lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da
valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai
rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica,
che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di
lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485
consid. 3b).

 

                                         Inoltre, va rilevato che,
secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della
particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non
possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in
lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello
medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul
salario teorico statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una
deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener
conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede
da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non
può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

 

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di
indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla
tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita
dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella
TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV
nr. 17, STFA I 222/04 del 5 settembre 2006). 

                                         

                                         In
una sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario
da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al
salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da
invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti,
art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.

 

                                         In un’altra sentenza
8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta la
questione a sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il valore
fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è di
regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45
consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007).

 

                                         La questione è stata
definitivamente risolta dalla nostra Massima Istanza, la quale nella sentenza
8C_44/2009 del 3 giugno 2009, pubblicata in DTF 135 V 297, ha ricordato che:

 

" 3.3 In una recente sentenza 8C_652/2008 dell'8 maggio 2009 (ndr: cfr. DTF 135 V 297), il
Tribunale federale, precisando la propria giurisprudenza, ha stabilito che
quando il reddito effettivamente conseguito differisce di almeno il 5% rispetto
al salario statistico riconosciuto nel corrispondente settore economico, esso
deve essere considerato considerevolmente inferiore alla media nel senso della
DTF 134 V 322 e può - in caso di adempimento degli altri presupposti -
giustificare un parallelismo dei redditi di raffronto (consid. 6.1.2). A questo
parallelismo si procederà però soltanto limitatamente alla parte percentuale
eccedente la soglia determinante del 5% (consid. 6.1.3). Questa Corte ha nella stessa
sentenza confermato che i fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già
aver tenuto conto con il parallelismo non possono essere presi in
considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione per circostanze
personali e professionali." 

                                         Utilizzando
i dati forniti da questa tabella, l’assicurato, svolgendo nel 2010 una
professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a
proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr.
RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto
realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a fr. 4’901.

                                         Riportando questo dato su
41.6 ore (cfr. tabella pubblicata sul sito web dell’Ufficio
federale di statistica), esso ammonta a fr. 5'097.04 mensili oppure a fr.
61'164.48 per l'intero anno (fr. 5'097.04 x 12).

 

                                         Dopo
adeguamento all'indice dei salari nominali ("Nominallohnindex"
- cfr. DTF 126 V 81 consid. 7a e STCA del 20 febbraio 2001 nella causa R.), si
ottiene, per il 2012 (cfr. tab. B 10.3, pubblicata in La Vie économique,
6-2014, p. 85), un reddito mensile di fr. 5'197.85 oppure di fr. 62'374.-- per
l'intero anno (fr. 5'197.85 x 12).

                                         

                                         In ossequio alla
giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le circostanze specifiche
del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di
servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupazione, cfr.
DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere ad una riduzione
percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima consentita
ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto delle varie
particolarità che possono influire sul reddito del lavoro" (cfr. DTF 126 V
80 consid. 5b/cc).

 

                                         In una sentenza del 25
luglio 2005 nella causa J., I 147/05, consid. 2, il TFA ha proceduto ad una
riduzione del 15% sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un
assicurato straniero, nato nel 1953 e al beneficio di un permesso di domicilio,
che, a causa del danno alla salute, era stato giudicato in grado di svolgere
un’attività adeguata in misura del 60%.

 

                                         La nostra Corte federale ha ritenuto suscettibili di incidere sul livello di reddito ancora
conseguibile dall’assicurato, gli impedimenti funzionali derivanti dal danno
alla salute (10%), così come il fatto di poter lavorare soltanto a tempo
parziale (5%).

 

                                         In
un’altra pronunzia del 25 luglio 2005 nella causa Y., U 420/04, consid. 2 -
riguardante un assicurato straniero, nato nel 1961 e al beneficio di un
permesso di domicilio, totalmente abile in attività lavorative leggere da un
profilo dell’impegno fisico - lo stesso TFA ha nuovamente applicato una
decurtazione del 15%.

 

                                         In
una sentenza del 25 aprile 2005 nella causa R., inc. 35.2004.104, il TCA ha
fornito alcune indicazioni circa le modalità secondo le quali deve essere
applicata la riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido,
argomentando:

 

" Su
quest’ultimo punto, il TCA ha attentamente esaminato alcune recenti sentenze
federali e ne ha ricavato l’impressione di una prassi non sempre coerente.

A titolo di esempio, in una sentenza del 14 febbraio 2005 nella
causa T., I 594/04, consid. 2.3, il TFA ha indicato che l’età dell’assicurato
(47 anni al momento del rilascio della decisione impugnata) non rappresentava
un fattore di riduzione, stabilendo inoltre che i lavoratori ausiliari, su un
mercato equilibrato del lavoro, vengono richiesti a prescindere dalla loro età
e quindi che, in queste attività, l’età di per sé non influisce sul livello
retributivo. 

Per conto, in una pronunzia del 20 gennaio 2005 nella causa R., I
138/04, consid. 4.3., la stessa Alta Corte federale ha applicato una riduzione
sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un assicurato di 35 anni,
dichiarato completamente abile in attività semplici e ripetitive nel settore
dei servizi, “en regard de l’âge de l’assuré et des limitations
résultant de l’atteinte à sa santé” (la sottolineatura è del redattore). 

 

In un’altra sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., B 67/04,
consid. 3.3.2 - concernente un assicurato di 54 anni al beneficio di un
permesso di domicilio - l’Alta Corte non ha ritenuto che l’età costituisse un
fattore di riduzione. 

Del resto, con riferimento all’art. 28 cpv. 4 OAINF (cfr. consid.
2.4.), la giurisprudenza federale ha stabilito che questa disposizione torna
applicabile agli assicurati che, alla data di inizio della rendita di
invalidità, hanno un’età attorno ai 60 anni (cfr. DTF 123 V 419 consid. 1b; SVR
1995 UV 35, p. 105 consid. 2b). 

 

Al fine di garantire l’uguaglianza di trattamento fra assicurati
(circa la necessità di introdurre dei criteri obiettivi allo scopo di evitare
disparità di trattamento, cfr. DTF 123 V 104 consid. 3e, DTF 115 V 138ss.
consid. 6-7, 405ss., consid. 4-6; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa S., U
80/04, consid. 4.2.1), questo Tribunale – chiamato peraltro, in talune
circostanze, a direttamente quantificare la riduzione percentuale (cfr., ad
esempio, la STFA del 25 febbraio 2003 nella causa P., U 329 + 330/01) – e visto
che il problema si pone in modo analogo in alcuni importanti settori delle
assicurazioni sociali (assicurazione per l’invalidità, previdenza
professionale, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le
malattie), ritiene di dover fornire le seguenti indicazioni.

 

Ad ognuno dei fattori di rilievo indicati dalla giurisprudenza
federale corrisponde una decurtazione del 5%. 

Per quanto riguarda specificatamente la riduzione percentuale
legata alla limitazione addebitabile al danno alla salute, l’esistenza, in un caso
concreto, di impedimenti di una particolare gravità, che in genere limitano
l’assicurato anche nell’esercizio di un’attività sostitutiva, può comunque
giustificare l’applicazione di una riduzione più elevata (cfr., in questo
senso, la STFA del 16 febbraio 2005 nella causa C., I 559/04, consid. 2.2, in
cui la Corte federale ha avallato la riduzione decisa dall’amministrazione
(15%), trattandosi di un assicurato abile soltanto parzialmente in attività
leggere, la STFA del 17 febbraio 2005 nella causa B., I 1/04, consid. 4.3.4, in
cui è stata applicata una decurtazione del 10% per tenere conto delle
difficoltà legate al danno alla salute e la STFA del 23 febbraio 2005 nella causa B., I 632/04, consid. 4.2.2, in cui è stata confermata una riduzione del
15% per ragioni di salute). 

La presenza cumulativa di più fattori legittima l’applicazione
della riduzione massima del 25% (cfr., in questo senso, la STFA del 4 febbraio 2003 nella causa S., U 311/02, consid. 4.3). 

 

Nella già citata sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., il
TFA ha applicato una deduzione globale del 15% motivata dagli impedimenti
legati al danno alla salute, ritenendo assenti gli altri fattori di riduzione
(anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione)."
(STCA succitata, consid. 2.11.)

 

Questa indicazione, posta sulla base dello studio della
giurisprudenza federale, di accordare ad ognuno dei fattori di rilievo una
decurtazione del 5%, è stata poi ribadita da questo Tribunale nella STCA
32.2012.36 del 31 gennaio 2013, nella quale il TCA - distanziandosi dalla
prassi adottata autonomamente dall’Ufficio AI del Canton Ticino sulla base di
una direttiva interna che prevede, tra l’altro, delle deduzioni percentuali
varianti dall’1% al 10% in funzione delle limitazioni nel portare i pesi - ha
evidenziato che l’applicazione della riduzione percentuale deve avvenire
utilizzando esclusivamente dei multipli di 5. 

 

Con sentenza
9C_179/2013 del 26 agosto 2013, il Tribunale federale ha confermato quanto
stabilito da questo Tribunale, sviluppando le seguenti considerazioni:

 

" (…)

5.5. La decisione del Tribunale cantonale di
distanziarsi dalla deduzione operata dall'UAI a titolo di circostanze
particolari non viola il diritto federale né configura altrimenti un abuso o un
eccesso nell'esercizio del potere di apprezzamento poiché poggia su un valido
motivo. Come fanno giustamente notare i giudici di prime cure, nella sua prassi
il Tribunale federale applica infatti abitualmente a questo genere di deduzioni
dei multipli di 5 quando non si limita semplicemente ad avallare - a causa
dell'ininfluenza del calcolo per l'esito della valutazione - il giudizio
dell'istanza precedente. L'applicazione di tassi più frazionati si rivelerebbe
invece problematica poiché siffatte riduzioni sarebbero difficilmente
concretizzabili e quindi anche difficilmente verificabili in sede giudiziaria
(cfr. Ulrich Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung [IVG], in:
Murer/Stauffer [ed.], Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
2a ed. 2010, pag. 314). In tali condizioni, rappresentando questo argomento già
valido motivo per scostarsi dalla valutazione dell'amministrazione, non occorre
verificare oltre l'altro motivo posto a fondamento della pronuncia impugnata e
contestato in sede federale, ovvero quello dell' (in) applicabilità di una
direttiva amministrativa interna che regoli autonomamente per il proprio
Cantone le riduzioni sul reddito statistico da invalido. 

 

5.6. L'UAI si
richiama del resto a torto alle sentenze 9C_390/2011 del 2 marzo 2012 e
9C_299/2011 del 21 novembre 2011 per invocare l'esistenza di prassi parallele
in altri cantoni. In realtà dalle citate sentenze non emerge nulla di tutto
ciò. La "feuille de calcul" menzionata in dette sentenze null'altro è
se non il calcolo interno dell'invalidità che precede l'emanazione della
decisione amministrativa. Per il resto, è sufficiente il rilievo che anche in
quelle vertenze, laddove applicata, la riduzione effettuata dall'ufficio AI
interessato corrispondeva a un multiplo di 5.” 

 

                          2.11.4.   In concreto, l’amministrazione ha
applicato una riduzione del 3% per attività leggere e del 5% per altri fattori
di riduzione, per un totale dell’8% (doc. AI 45-3).

 

                                         In una sentenza pubblicata
in DTF 137 V 71, il Tribunale federale ha esaminato la questione del potere d'esame
del Tribunale federale e dei tribunali cantonali delle assicurazioni qualora si
tratti di verificare, in materia di assicurazione per l'invalidità,
l'estensione della riduzione operata sul reddito da invalido accertato sulla
base dei dati statistici conformemente alla DTF 126 V 75.

 

                                         L'Alta Corte al consid.
5.2 si è così espressa:

 

" Contrairement au pouvoir d'examen du Tribunal fédéral, celui de
l'autorité judiciaire de première instance n'est en revanche pas limité dans ce
contexte à la violation du droit (y compris l'excès ou l'abus du pouvoir
d'appréciation), mais s'étend également à l'opportunité de la décision
administrative ("Angemessenheitskontrolle"). En ce qui concerne
l'opportunité de la décision en cause, l'examen porte sur le point de savoir si
une autre solution que celle que l'autorité, dans un cas concret, a adoptée
dans le cadre de son pouvoir d'appréciation et en respectant les principes
généraux du droit, n'aurait pas été plus judicieuse quant à son résultat. A cet
égard, le juge des assurances sociales ne peut, sans motif pertinent,
substituer sa propre appréciation à celle de l'administration; il doit
s'appuyer sur des circonstances de nature à faire apparaître sa propre
appréciation comme la mieux appropriée (ATF 126 V 75 consid. 6 p. 81).”

 

                                         Nel caso di specie, alla
luce di quanto stabilito dal Tribunale federale nella sentenza del 26 agosto 2013
(cfr. consid. 2.11.3.), il TCA non può quindi condividere la scelta
dell’Ufficio AI di applicare una riduzione del 3% per attività leggera, ma
ritiene corretta una riduzione del 5% che sommata al 5% per altri fattori di
riduzione conduce ad una riduzione complessiva del 10%.

 

                                         Procedendo quindi al
raffronto dei redditi, partendo da un salario da invalido di fr. 62'374.--, ammettendo la riduzione del
10%, il reddito ipotetico dell’insorgente ammonta, quindi, a fr. 56'136.60
confrontando ora questo dato con l’ammontare del reddito da valido nel medesimo
anno di fr. 52’910.-- (consid. 2.11.1) non emerge alcun grado d’invalidità.

 

                                         La decisione del 12 marzo
2014 va dunque confermata e il ricorso respinto.

 

                             2.12.   L’assicurato nel proprio atto ricorsuale ha chiesto
l’esecuzione di ulteriori accertamenti medici (doc. I).

 

                                         Va qui
ricordato che, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c con riferimenti).

                                         In concreto, alla luce
delle risultanze di cui sopra, questo Tribunale ritiene la fattispecie
sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario procedere ad altri
accertamenti.

 

                             2.13.   Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca
e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative
all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale
delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra
200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo
al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF
8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

                                         Visto l'esito della
vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
dell'assicurato.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese per complessivi
fr. 500.-- sono poste a carico dell’assicurato ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione agli interessati
i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti