# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 89abc0ab-18b0-5631-9e4f-2708a028871e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-06-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 17.06.1997 14.1996.58
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1996-58_1997-06-17.html

## Full Text

Incarto n.

  14.96.00058

  	
  Lugano

  17 giugno 1997/B/fp/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Pellegrini, vicepresidente

  Zali e Giani (quest’ultimo in sostituzione del giudice Cometta, assente)

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sulla causa a procedura sommaria appellabile promossa con istanza 18 marzo 1996
da

 

	
   

  	
  __________ 

  patr.
  da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ patr. da: __________ 

   

  

 

tendente
ad ottenere il rigetto definitivo dell’opposizione interposta al PE n.
__________ del 24 aprile/16 maggio 1995 dell’UEF di Locarno;

 

sulla
quale istanza il Pretore della giurisdizione di Locarno-Città con sentenza 26
giugno 1996 ha così pronunciato:

 

    “1. L’istanza è
accolta.

           Di conseguenza è rigettata in via definitiva
l’opposizione interposta dal convenuto al PE __________ dell’UEF di Locarno per
l’importo di fr. 31’250.-- oltre interessi al 5%  dal 1. marzo 1995 e fr.
108.-- di spese esecutive.

 

     2.   Le spese e la tassa di giustizia per complessivi
fr. 230.--, da anticipare dall’istante, sono poste a carico del convenuto, il
quale rifonderà a controparte fr. 300.-- di indennità.”.

 

Sentenza
dedotta tempestivamente in appello dall’escusso che con atto 8 luglio 1996 ha
chiesto la sospensione della procedura sino alla decisione in merito
all’eccezione di non ritorno a miglior fortuna ed in ogni caso il mantenimento
dell’opposizione, protestate spese e ripetibili;

 

con
osservazioni 22 luglio 1996 la parte appellata si è opposta al gravame, con
protesta di spese e ripetibili;

 

preso atto che
l’appellante ha chiesto l’assistenza giudiziaria;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto

 

 

                                  A.   Con
PE n. __________ del 24 aprile/16 maggio 1995 dell‘UEF di Locarno __________ ha
escusso __________ per l’incasso di fr. 33’0000.-- oltre interessi al 5% dal 1°
marzo 1995, indicando quale titolo di credito: “Transazione giudiziale davanti
alla Pretura di Locarno-Città.”

                                         Interposta
tempestiva opposizione dall’escusso, il procedente ne ha chiesto il rigetto
definitivo al Pretore.

 

 

                                  B.   L'istante
fonda la sua pretesa su una transazione giudiziale 3 ottobre 1994 sottoscritta
dalle parti dinanzi al Pretore di Locarno-Città (doc. A), nella quale l’escusso
si è riconosciuto debitore nei confronti del precettante dell’importo di fr.
33’000.-- , obbligandosi a versare fr. 100.-- al mese, con decorrenza dal 1°
novembre 1994. Il procedente dal canto suo si è impegnato a procedere in via
esecutiva contro l’escusso, per l’intero importo, solo nel caso di mancato
pagamento di almeno due mensilità.

 

 

                                  C.   All’udienza
di contraddittorio l’escusso non è comparso.

                                         Il
procedente dal canto suo ha ridotto la pretesa a fr. 31’250.-- oltre interessi
al 5% dal 1. marzo 1995.

 

 

                                  D.   Con
sentenza 26 giugno 1996 il Pretore della giurisdizione di Locarno-Città ha
accolto l’istanza argomentando che la documentazione prodotta costituisce
valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione. Secondo il primo giudice,
quanto indicato dal patrocinatore dell’escusso nel suo scritto, pervenuto alla
Pretura  dopo l’udienza di contraddittorio è inconferente, ritenuto che
l’opposizione formulata dall’escusso al PE non indicava l’eccezione di non
ritorno a miglior fortuna. Tale opposizione potrebbe d’altro canto essere
formulata nel caso in cui l’esecuzione si fonda su un attestato di carenza di
beni successivo al fallimento.

 

 

                                  E.   Contro
la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravato l’escusso sostenendo che
quando è stata sollevata l’eccezione di non ritorno a miglior fortuna con
lettera 24 giugno 1996, la procedura avrebbe dovuto essere sospesa d’ufficio,
con la fissazione di un termine alle parti per esprimersi in merito.
L’appellante ha poi argomentato che nella causa precedente, nella quale era
stato raggiunto l’accordo 3 ottobre 1994, aveva già sollevato l’eccezione di
non ritorno a miglior fortuna e che il Pretore non aveva deciso in merito a
questa eccezione. Accogliendo l’istanza in esame il primo giudice ha
riconosciuto, contrariamente ai fatti, il ritorno a miglior fortuna, ossia
l’acquisizione di nuovi beni, circostanze non dimostrate, né avvenute. 

 

 

                                  F.   Con
osservazioni 22 luglio 199 la parte appellata si è opposta al gravame con
allegazioni di cui, se del caso, si dirà in seguito.

 

 

Considerato

 

 

in diritto

 

 

                                   1.

                                  a)   Secondo
l’art. 80 cpv. 2 LEF le transazioni e le ricognizioni giudiziali sono
parificate a sentenze esecutive e giustificano pertanto il rigetto definitivo
dell’opposizione. La ricognizione giudiziale è definita da dottrina e
giurisprudenza quale dichiarazione resa dal debitore dinanzi ad un tribunale e
contenente il riconoscimento incondizionato totale o parziale della pretesa
formulata in giudizio tendente a porre termine alla lite ed evitare così un giudizio
sul merito (cfr. Jäger, Comm. à la LP, ad art. 80 n. 10; Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung,
Zurigo 1980, § 104 p. 251; SJZ 1956 p. 62; BJM 1955 p. 86, 1956 p. 164; CCC
ottobre 1989 in re G./S.). 

 

                                  b)   L’eccezione
di non ritorno a miglior fortuna ex art. 265 cpv. 3 vLEF va formulata nel
termine previsto per interporre opposizione, ossia entro dieci giorni dalla
notificazione del precetto  (cfr. DTF 108 III 8 cons.1, 99 Ia 19; CEF 12 marzo
1987 in re B. R. AG/S.). 

 

 

                                  c)   La
transazione giudiziale  sottoscritta dalle parti il 3 ottobre 1994 davanti al
Pretore di Locarno-Città (doc. A) costituisce valido titolo di rigetto
definitivo dell’opposizione (art. 80 cpv. 2 LEF). Come correttamente rilevato
dal primo giudice l’eccezione di non ritorno a miglior fortuna, formulata dal
patrocinatore dell’escusso con scritto 24 giugno 1996 alla Pretura, non può
essere accolta, non essendo stata sollevata entro il termine di dieci giorni
dalla notificazione del PE. Il fatto che tale eccezione sia stata fatta valere
in una precedente procedura esecutiva e che il Pretore non abbia deciso in
merito, avendo le parti concluso una transazione giudiziale, è ininfluente,
trattandosi nel caso di specie di una nuova esecuzione, nella quale l’eccezione
va nuovamente sollevata.

                                         La
sentenza pretorile va quindi confermata e di conseguenza l’appello 8 luglio
1996 di __________ va respinto.

 

 

                                   2.   La
domanda di concessione dell’assistenza giudiziaria presentata dall’appellante
va pure respinta non essendone adempiuti i requisiti. Infatti l’appello era sin
dall'inizio sprovvisto di probabilità di esito favorevole. Inoltre il
richiedente poteva far valere da solo le proprie ragioni, senza che occorresse
l’ausilio di un patrocinatore. Se egli ha ritenuto di dover far capo a un
patrocinatore, lo ha fatto per sua comodità e non per necessità oggettiva.
Infine non può essere ritenuto che il debitore viva in stato d’indigenza,
considerato che egli percepisce un salario mensile netto di fr. 3’715.-- e che,
come risulta dalla documentazione prodotta, non ha né moglie, né figli a
carico.

 

 

Per i quali motivi,

richiamato l’art. 80 cpv. 2 LEF

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L’appello
8 luglio 1996 __________, è respinto.

                                   2.   La
tassa di giustizia di fr. 345.-- è posta a carico di ____________________che
rifonderà a __________ fr. 300.-- a titolo di indennità.

 

                                   3.   Intimazione:    -    __________

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città

 

 

 

Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il vicepresidente                                                    La
segretaria