# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ad1d8710-e715-5149-8bb4-49aaabad31e5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.07.2010 D-5228/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5228-2010_2010-07-26.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5228/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 6  l u g l i o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Kurt Gysi;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Georgia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 16 luglio 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5228/2010

Visto: 

la prima domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in 
Svizzera,

la decisione dell'UFM del 24 settembre 2009, mediante la quale detto 
Ufficio non è entrato nel merito della menzionata domanda d'asilo ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. c della legge del  26 giugno 1998 (LAsi, 
RS 142.31),  ritenuto che il  richiedente si  era reso irreperibile,  ed ha 
nello stesso tempo pronunciato l'allontanamento del richiedente dalla 
Svizzera, nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo, 

la  seconda  domanda d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data 
(...), 

la  comunicazione  del  servizio  sicurezza  del  (...),  secondo  cui  il  
richiedente è scomparso, rendendosi irreperibile, 

la conseguente decisione dell'UFM del 1° febbraio 2010 di stralcio dai 
ruoli  della  suddetta  domanda  d'asilo  del  richiedente,  senza  lo 
svolgimento di un'audizione sui motivi d'asilo, 

l'ulteriore domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera 
in data (...), 

la decisione incidentale dell'UFM del 17 giugno 2010 (cfr. notificata al  
richiedente il medesimo giorno; cfr. risultanze processuali) mediante la 
quale  detto  Ufficio  ha  ripreso  la  procedura  d'asilo  precedente 
conformemente all'art. 35a cpv. 1 LAsi, 

i  verbali d'audizione del 17 giugno 2010 (di seguito: verbale 1) e del  
12 luglio 2010 (di seguito: verbale 2),

la decisione dell'UFM del 16 luglio 2010 di  non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  35a  cpv. 2  LAsi,  notificata  all'interessato  il  medesimo 
giorno (cfr. risultanze processuali),

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 19 luglio 2010 (cfr. timbro del plico  
raccomandato),

l'incarto  dell'UFM  pervenuto  via  fax  al  Tribunale  amministrativo 
federale (TAF) in data 21 luglio 2010,

Pagina 2

D-5228/2010

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei  
considerandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del  
20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa (PA, RS 172.021), 
dalla legge del 17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  del  17 giugno 2005  sul  Tribunale 
federale (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti 
(art. 6 LAsi),

che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d cpv. 1 LTF),

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi dell'art. 35a cpv. 2 LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere impugnato 
non può essere esteso alla questione della concessione dell'asilo, che 
presuppone una decisione nel merito della domanda stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo è inammissibile,

che,  nei  citati  limiti, v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e 
all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione  impugnata;  che  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza può essere redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  d'etnia  georgiana,  originario  di  
B._______ (Georgia) con ultimo domicilio a C._______ (Georgia), 

Pagina 3

D-5228/2010

che ha affermato  di  essere  espatriato  nel  (...)  2006  poiché sarebbe 
stato minacciato da parte della D._______, affinché cambiasse la sua 
testimonianza  contro  alti  funzionari,  rispettivamente  poiché  teme  di 
venir  condannato  a  scontare  quattro  anni  per  falsità  dichiarazioni  e 
calunnia,  se  cambiasse  la  sua  testimonianza;  che,  secondo  le  sue 
dichiarazioni,  egli  avrebbe  fornito  la  sua  testimonianza  presso  la 
D._______ in merito al pestaggio di E._______, avvenuto durante una 
manifestazione  indetta  contro  l'uccisione  di  F._______,  a  cui  egli 
avrebbe partecipato e in occasione della quale anch'egli sarebbe stato 
picchiato; che, a fronte della sua testimonianza, l'interessato avrebbe 
ricevuto  delle  minacce,  delle  telefonate  minatorie  da  parte  della 
D._______,  nonché  una  convocazione  scritta;  che  l'interessato  si 
sarebbe  allora  nascosto,  fino  a  quando  avrebbe  deciso  di  lasciare 
definitivamente il suo Paese d'origine, 

che l'interessato si sarebbe recato dapprima in Austria, dove sarebbe 
rimasto  sino al  2008; che,  successivamente,  passando attraverso la 
Turchia, la Grecia e l'Italia, l'interessato avrebbe raggiunto la Svizzera, 
dove  ha  chiesto  asilo  la  prima  volta;  che,  dopo  essersi  reso 
irreperibile, alla fine dell'(...) 2009, egli avrebbe lasciato la Svizzera e  
si sarebbe recato in Svezia per a suo dire recuperare i suoi documenti;  
che, dopo qualche mese, l'interessato sarebbe ritornato nuovamente 
in Svizzera, dove ha depositato la sua seconda domanda d'asilo e, a 
distanza  di  (...)  mesi,  un'ulteriore  domanda d'asilo,  senza lasciare  il 
territorio elvetico, 

che, nella decisione del 16 luglio 2010, l'UFM ha considerato, da un 
lato,  che  le  allegazioni  in  materia  d'asilo  presentate  dal  richiedente 
sono  inverosimili,  di  modo  che  non  vi  sarebbero  indizi  propri  a 
motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della 
protezione  provvisoria  e,  dall'altro,  ha  ritenuto  che  né  la  situazione 
politica o economica della Georgia, né altri motivi relativi alla persona 
del richiedente o dal punto di vista tecnico e pratico, si opporrebbero 
all'esecuzione del suo allontanamento in detto Paese, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai  sensi dell'art. 35a cpv. 2 LAsi; che l'autorità inferiore ha 
pure  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Georgia  siccome  lecita, 
esigibile e possibile,

Pagina 4

D-5228/2010

che  nel  ricorso  –  richiamati  i  fatti  esposti  in  corso  di  procedura  – 
l'insorgente  contesta  la  decisione  dell'UFM,  sostenendo  che  vi 
sarebbero  nel  suo  caso  indizi  propri  a  motivare  la  sua  qualità  di 
rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione  della  protezione 
provvisoria, in ragione dei quali – secondo un indice di prova basso –
l'autorità  inferiore  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e  la  decisione  qui  impugnata  dovrebbe  essere 
annullata; che, in particolare, egli sostiene che la decisione dell'UFM 
sarebbe stata emanata in modo frettoloso e superficiale, malgrado egli  
abbia collaborato con le autorità, nonché ritiene che le sue allegazioni 
sarebbero state ricche di  dettagli  circa nomi, circostanze e fatti; che, 
inoltre, egli fa valere che la sua vita in Georgia per il momento sarebbe 
in pericolo, avendo tuttavia ragione di sperare che, a partire da metà 
settembre  dell'anno  in  corso,  la  sua  situazione  potrebbe  migliorare 
definitivamente, 

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti  
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'asilo  o 
dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali,

che,  giusta  l'art.  35a  LAsi,  la  procedura  d'asilo  è  ripresa  se  una 
persona, la cui domanda d'asilo è stata stralciata, presenta una nuova 
domanda  d'asilo  (cpv. 1);  che  l'UFM  non  entra  nel  merito  di  una 
domanda d'asilo,  di  cui  al  capoverso 1,  a  meno che esistano indizi  
propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la 
concessione della protezione provvisoria (cpv. 2), 

che  l'applicazione  della  suddetta  norma  presuppone  un  esame 
materiale, prima facie, della credibilità del richiedente, ovvero di tutti i 
fatti  addotti  dal  medesimo  suscettibili  di  costituire  indizi  propri  a 
motivare la qualità di rifugiato, compresi quelli fatti valere in occasione 
della domanda d'asilo iniziale, prima dello stralcio della stessa, 

che, peraltro, secondo l'art. 36 cpv. 1 LAsi, l'UFM è tenuto a procedere 
ad un'audizione sui motivi d'asilo ai sensi degli art. 29 e 30 LAsi, se 
non ve ne è stata alcuna prima dello stralcio della domanda d'asilo,  

Pagina 5

D-5228/2010

che,  nell'ambito  della  valutazione  dell'esistenza  di  indizi  propri  a 
motivare la qualità di rifugiato, il grado di prova è posto ad un livello 
relativamente basso, equivalente a quello stabilito dalla giurisprudenza 
relativa  all'art.  32  cpv.  2  lett.  e  LAsi  (Decisioni  del  Tribunale 
amministrativo  federale  svizzero  [DTAF]  2008/57  consid. 3  –  3.4 
pag. 779 e segg. e relativi riferimenti; Sentenza del TAF D-1750/2008 
del 25 marzo 2008 pagg. 2-3),

che, preliminarmente, da un lato, la prima procedura d'asilo risalente 
al 2008 – nel corso della quale il ricorrente è stato audizionato sui suoi 
motivi  d'asilo  –  si  è  definitivamente  conclusa  con  la  crescita  in 
giudicato della decisione dell'UFM del 24 settembre 2008, 

che,  in  occasione della  seconda domanda d'asilo  presentata  l'(...)  e 
successivamente stralciata dall'UFM, il ricorrente non ha potuto essere 
stato sottoposto ad un'audizione sui motivi d'asilo, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  provveduto  ad  eseguire 
l'audizione del ricorrente in merito ai suoi motivi d'asilo secondo l'art.  
29 e 30 LAsi, oltre ad una prima audizione sommaria, 

che,  in  siffatte  circostanze,  gli  unici  fatti  addotti  dal  ricorrente 
suscettibili di essere oggetto dell'esame dell'esistenza di indizi propri a  
motivare la qualità di rifugiato, sono quelli presentati dal ricorrente in 
questa procedura, 

che, pertanto, il  riferimento fatto dall'UFM nella decisione impugnata 
(cfr.  pag.  2)  alle  allegazioni  del  ricorrente  nel  corso  della  prima 
procedura d'asilo è irrilevante nella presente procedura, 

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel  
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 35a cpv. 2 LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che, segnatamente, l'insorgente non è stato in grado di collocare nel 
tempo,  in  maniera  precisa,  i  fatti  addotti  all'origine  delle  asserite 

Pagina 6

D-5228/2010

persecuzioni,  in  particolare  fra  i  tanti  il  momento  in  cui  F._______ 
sarebbe stato ucciso, come pure il  giorno in cui si  sarebbe svolta la 
manifestazione a cui avrebbe partecipato e in occasione della quale il  
ricorrente  e  E._______  sarebbero  stati  picchiati;  che,  a  proposito 
dell'uccisione  di  F._______,  a  prescindere  da  quanto  avrebbe 
affermato nel primo procedimento d'asilo che come detto poc'anzi non 
è oggetto della presente procedura, il ricorrente ha riferito in maniera 
contraddittoria  e  approssimativa che si  sarebbe trattato del  mese di 
(...)  2006  (cfr. verbale  1  pag.  6),  rispettivamente  dell'(...)  2005,  o 
ancora  dell'(...) 2006  (cfr.  ibidem  pag.  6);  che,  in  merito  all'evocata 
manifestazione e pestaggio, che sarebbero avvenuti lo stesso giorno in 
base alle sue dichiarazioni (cfr. ibidem pag. 7), egli ha dichiarato che la 
prima si sarebbe svolta tra (...) 2006 (cfr. ibidem pag. 6), mentre che 
non avrebbe fornito alcuna data riguardo al pestaggio (cfr. ibidem pag. 
7), 

che, d'altronde, il ricorrente in sede di ricorso non ha apportato alcun 
chiarimento alle suesposte dichiarazioni incongruenti e vaghe, vertenti 
proprio  su  due  punti  essenziali  a  fondamento  della  sua  domanda 
d'asilo, le  quali  erano già  state evidenziate dall'UFM nella  decisione 
impugnata, 

che,  l'inverosimiglianza  dei  motivi  d'asilo  del  ricorrente  nonché 
l'assenza di  quasivoglia  credibilità  nei  suoi  confronti,  trova conferma 
anche  nel  fatto  che  egli  stesso  ha  affermato  che  i  suoi  problemi 
sarebbero  stati  risolti  e  avrebbe  voluto  ritirare  la  domanda  d'asilo 
relativa  alla  presente  procedura  (cfr.  verbale  2  D6  e  segg.,  D23 
pagg. 3-4);  che,  pertanto,  non  soccorrono  nemmeno  il  ricorrente  le 
allegazioni  già  esposte  in  sede  di  procedura  e  riprese  con  ricorso, 
secondo  cui  solo  a  partire  da  metà  (...)  dell'anno  in  corso  la  sua 
situazione migliorerà (cfr. verbale 2 D10 pag. 3 e ricorso pag. 2); che, 
in  tale  contesto,  il  comportamento  del  ricorrente  che  ha  depositato 
un'ennesima domanda d'asilo, dopo essersi reso irreperibile due volte 
e che ha interposto ricorso nella presente procedura, è da considerarsi  
temerario e rasenta l'abuso processuale, 

che,  visto  tutto  quanto  sopra,  v'è  ragione  di  ritenere  che  l'intero 
racconto  del  ricorrente  a  sostengo  della  sua  domanda  d'asilo  è 
manifestamente  inverosimile,  così  come  è  incredibile  che  egli  abbia 
realmente  e  personalmente  vissuto  i  fatti  addotti,  senza  che  sia 

Pagina 7

D-5228/2010

necessario  evocare  ulteriori  elementi  inconsistenti  e  incoerenti  del 
racconto reso,  

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  che  i  fatti 
addotti dal ricorrente sono inverosimili e non contengono indizi propri a  
motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della 
protezione provvisoria, 

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1;  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2001 n. 21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente in  Georgia possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione 
del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o 
esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti  contrari  all'art.  3  della  convenzione  del  4 novembre 1950 
per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell’uomo  e  delle  libertà  fondamentali 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del 10 dicembre 1984 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  è 
ammissibile, 

che,  inoltre,  dopo  l'armistizio  del  12 agosto 2008,  negoziato,  tramite 
l'Unione Europea (UE),  da Russia  e  Georgia,  in  quest'ultimo Paese 

Pagina 8

D-5228/2010

non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza 
generalizzata che coinvolga l'insieme della  popolazione nella  totalità 
del territorio nazionale, 

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
ha una formazione scolastica superiore,  nonché ha lavorato per (...)  
(cfr. verbale  1  pag.  3  e  verbale  2  D80-81  pag.  9);  che,  inoltre,  egli 
dispone in Georgia di un'importante rete sociale, tra cui sua moglie e i 
suoi figli, i suoi genitori, nonché i suoi fratelli e altri parenti (cfr.  verbale 
1 pag. 4), 

che infine, l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio 
degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per motivi medici, 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv. 2  LAsi  e 
art. 83 cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4 LAsi;  DTAF 2008/34 consid. 513-515); che l'esecuzione 
dell'allontanamento è dunque pure possibile,

che,  visto  quanto  sopra,  ne  discende  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e 
possibile; che, per conseguenza, anche in materia d'allontanamento e 
relativa esecuzione, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

Pagina 9

D-5228/2010

che, visto l'esito della procedura e ritenuta la temerarietà della stessa, 
le  spese processuali  di  CHF 1'200.-,  che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché 
art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili  nelle 
cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 
[TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 10

D-5228/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le  spese  processuali,  di  CHF  1'200.-,  sono  poste  a  carico  del 
ricorrente.  Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del 
Tribunale amministrativo federale entro un termine di  30 giorni  dalla 
spedizione della presenta sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
G._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di G._______ (via fax,  
per  l'incarto  N  [...],  con  preghiera  di  notificare  la  sentenza  al 
ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale 
amministrativo federale)

- H._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

Pagina 11