# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d59387bd-cb69-5018-a204-9cc200cf8ac1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-03-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.03.1998 43.1997.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_43-1997-1_1998-03-18.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  43.97.00001

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  18
  marzo 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Silvia Torricelli

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

statuendo sul ricorso del 17 settembre 1997 di

 

	
   

  	
  __________,  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 12 settembre 1997 emanata da

  
	
   

  	
  Dipartimento opere sociali Segreteria generale, 

  6500 Bellinzona,  

   

  in materia di aiuto alle vittime di reati

  

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                               1.1.   __________, nata nel 1915, in
data 22 ottobre 1995 è stata vittima di una rapina aggravata ad opera di
__________. Essa è stata spinta alle spalle e fatta cadere a terra.

                                         L'autore della rapina si è
gettato sopra di lei e le ha sottratto con la forza la borsetta ed un sacchetto
di plastica che teneva con sè, procurandole le seguenti lesioni:

 

                                         -
 frattura dislocata dell'omero sinistro con lesione dell'arteria succlavia;

                                         -  ematoma periorbitale
dell'occhio sinistro;

                                         -  emorragia sottocongiuntivale
a sinistra;

                                         -  contusioni alle
ginocchia.

                                         In occasione
dell'aggressione __________ ha provocato alla vittima, per negligenza, una
lesione grave, in particolare producendole la perdita d'uso permanente del
braccio sinistro.

                                         Per questi e per altri
reati __________ è stato condannato il 14 maggio 1996 dal Presidente della
Corte di Assise correzionali di Lugano alla pena di 2 anni e 9 mesi di
detenzione.

                                         Il giudice ha pure
condannato __________ a versare alla parte civile __________ d l'importo di fr.
202'076.35, così composto:

 

                                         - fr.          676.35
danni materiali;

                                         - fr.   134'900.--  spese
di ricovero e degenza;

                                         - fr.     50'000.--  torto
morale;

                                         - fr.     16'500.--  spese
e ripetibili (cfr. Doc. _).

 

                               1.2.   Il 13 giugno 1996 il
patrocinatore di __________ ha inoltrato una richiesta di risarcimento sulla
base della LAV per complessivi fr. 202'076.35 (cfr. Doc. _).

 

                               1.3.   Con decisione del 12
settembre 1997 il Dipartimento delle opere sociali (in seguito: DOS) ha
parzialmente accolto l'istanza di __________, accordandole un'indennità di
riparazione morale di fr. 10'000.--, rilevando:

 

"  1. i reati menzionati sono
stati commessi il 22 ottobre 1995 e pertanto         l'istanza è tempestiva;

 

2.   l'autore dei
reati sopraccitati è tuttora in carcere, nullatenente e    privo di ogni
reddito;

 

3.   a dipendenza
della violenza subita l'istante soffre di una    menomazione permanente, non è
più autosufficiente e ha dovuto                    essere collocata
nell'Istituto per anziani "__________";

 

4.   l'istante ha
un reddito imponibile (1995-1996) di fr. 65'531.--, e      quindi supera il
limite di reddito, di fr. 49'800.-- stabilito in base              all'art. 12
cpv. 1 LAV, per l'ottenimento di un indennizzo;

 

5.   la gravità
dell'offesa, le menomazioni subite dalla vittima e le         ripercussioni
sulla qualità di vita giustificano la concessione di una  riparazione morale
che, per il carattere sussidiario di questa     prestazione e l'età della
vittima, deve essere fissata,     indipendentemente dalla decisione non
motivata della corte          d'assise, in fr. 10'000.-- (art. 12 cpv. 2 LAV);"

  (Doc. _)

 

                               1.4.   Contro questa decisione il
patrocinatore di __________ ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale
chiede la concessione di un'indennità di riparazione del torto morale di fr.
50'000.--.

                                         Egli ha innanzitutto così
descritto le attuali condizioni della sua assistita:

 

"  __________ veniva ricoverata
all'Ospedale __________ con varie emorragie ed ematomi, ed in particolare una
frattura sottocapitale dell'omero sinistro con lesione dell'arteria succlavia e
grave trauma del plesso brachiale. Essa da allora è rimasta degente dapprima in
Ospedale, poi in più cliniche e infine alla Casa per Anziani
"__________" di __________. A causa delle lesioni riportate,
purtroppo permanenti (il braccio sinistro è completamente paralizzato), essa
non è infatti più in grado di condurre quella vita autosufficiente che invece
prima tranquillamente aveva.

Tale fatto le ha
pure causato un (comprensibile) stato depressivo, attestato medicalmente.

 

                                         L'avv. __________ ha poi
sottolineato quanto segue:

 

"  __________ non contesta il
fatto che il DOS le abbia negato sia il risarcimento dei danni materiali, che quello
per danni corporali e perfino quello per le spese e le ripetibili. Essa
comprende i limiti di legge vigenti relativamente al reddito. La materia del
contendere è quindi limitata al torto morale.

 

Secondo l'art. 12
cpv. 2 LAV una riparazione morale può essere accordata alla vittima,
indipendentemente dal suo reddito, quando la gravità dell'offesa e circostanze
particolari lo giustificano.

Per quanto attiene
al torto morale il reddito della vittima è quindi del tutto ininfluente.

 

Nella fattispecie
l'autorità adita si trova quindi a dovere unicamente applicare il dispositivo
di una sentenza cresciuta in giudicato, per quanto attiene al torto morale. Il
Giudice penale ha in effetti già stabilito l'ammontare del risarcimento e le
sue ragioni: non v'è quindi più spazio per una valutazione dell'autorità
amministrativa; d'altronde la LAV esplicitamente non concede tale spazio,
escludendo la dipendenza dal reddito per il risarcimento per torto morale.

Altrettanto
esplicitamente la LAV si riserva invece di diminuire un risarcimento (già
decretato giudizialmente) per le altre poste di danno, ciò che rafforza - e
contrario - quanto sopra esposto.

 

D'altronde il
Messaggio accompagnante il testo di legge sottoposto alle Camere Federali, a
pagina 16-17, esplicitamente prevede che gli elementi di danno sono appurati
nella sentenza penale e, solo ove essa manchi, dall'autorità amministrativa
(con sue apposite indagini).

Ciò indirettamente
contribuisce a rafforzare la tesi per la quale l'autorità amministrativa
applica le risultanze delle decisioni del potere giudiziario, con l'unico
limite (che non concerne però la fattispecie, che attiene al torto morale) del
reddito massimo per il risarcimento dei danni corporali e materiali.

 

Ma vi è di più. Se
anche si volesse riconoscere all'autorità amministrativa il potere di
contraddire una sentenza cresciuta in giudicato (ciò che si contesta), la
decisione impugnata sarebbe comunque illegale. Il citato messaggio, in effetti,
al commento all'art. 12 cpv. 2 (pag. 30), spiega che la riparazione morale deve
permettere d'attenuare certi rigori risultanti dall'applicazione delle
disposizioni relative all'indennizzo, in particolare per quanto concerne il
limite superiore del reddito.

E proprio nella
fattispecie la vittima, raggiungendo i limiti superiori di reddito, si ritrova
con un indennizzo di fr. 152'076.35 che non può esserle risarcito.

A maggior ragione
l'importo riconosciutole per torto morale deve quindi essere integralmente
versato.

 

Si aggiunga a
quanto sopra esposto che il citato passaggio (pagina 30) addirittura afferma
che l'ammontare della somma concessa a titolo di riparazione morale (art. 4
cpv. 1 OAVI: fr. 100'000.--), non è limitato, pur se l'indicato importo può
essere comunque indicativo. Ciò significa che indennizzi per torto morale
possono superare fr. 100'000.-- e (come visto in precedenza) non sono limitati
dal reddito della vittima.

 

In ogni caso, e
comunque, nella fattispecie non può non essere riconosciuta la grave sofferenza
psicofisica patita da ___________. La sua vita è cambiata dopo la rapina
subita. Essa non ha più potuto fare ritorno alla propria casa, si è vista
costretta a farsi ricoverare in un istituto nel quale si deprime giornalmente,
stroncata da tutte quelle amicizie che una cittadina luganese da sempre vissuta
in città abbisogna (e in precedenza coltivava regolarmente).

Lo stato depressivo
è stato, tra l'altro, medicalmente attestato dal dottor __________, medico
legale.

Pure lo stato
fisico è toccante: la vittima vive dal giorno del crimine con il braccio
sinistro laconicamente inerme e immobile, piegato ad angolo retto e sostenuto
da una benda (come se fosse rotto).

 

Ben si giustifica
dunque un risarcimento per torto morale di fr. 50'000.--, considerando che
tutti gli altri requisiti non sono in discussione, perchè sono stati accertati
nella decisione impugnata.

A scanso di
equivoci, si fa presente in conclusione che se è vero che la decisione della
Corte d'Assise non è motivata (come rileva la decisione del DOS), è unicamente perchè
le pretese di parte civile sono apparse talmente ben fondate da essere
integralmente accolte dal giudice senza contestazione, così che le parti hanno
liberato il Giudice dall'obbligo di motivare.

Appare ora poco
corretto che ciò sia menzionato nella decisione del DOS, quasi come se da ciò
potesse esservi conseguenza alcuna per chichessia.

Altrimenti si
dovrebbe dedurre che è  opportuno obbligare il Giudice a motivare sempre le
proprie sentenze, vanificando così la recente modifica del CPPT intesa proprio
a sgravare il Giudice penale dall'onere di motivare circostanzialmente."

 

                               1.5.   Nella sua risposta del 28
ottobre 1997 il DOS propone di respingere il ricorso e rileva in particolare:

 

"  Non corrisponde alla realtà
l'affermazione secondo la quale il Dipartimento avrebbe dovuto limitarsi ad
applicare il dispositivo di una sentenza cresciuta in giudicato per quanto
attiene al torto morale e che non vi sia spazio per una valutazione da parte
dell'autorità.

 

La LAV,
contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, non esclude in nessun modo
la possibilità di una valutazione indipendente della situazione e non esclude
neppure che si possa giungere a conclusioni differenti da quelle del giudice
penale.

 

Il fatto di non
legare la concessione del torto morale al reddito, contrariamene a quanto
previsto per l'indennizzo dei danni, non ha altro significato oltre a quello di
permettere la concessione di un'indennità per torto morale pure a coloro che
non possono ricevere un'indennità per i danni subiti.

Il tentativo di
dedurre dalla norma in questione ulteriori interpretazioni, in particolare
quello proposta dalla ricorrente, non poggia su alcun elemento oggettivo.

Da nessuna parte
risulta infatti l'obbligo di riconoscere un torto morale qualora non si possa
concedere un'indennità! Il margine d'apprezzamento dell'autorità preposta è
stato lasciato volutamente ampio.

 

Contrariamente a
quanto preteso dalla ricorrente, il Messaggio non dice affatto che gli elementi
del danno sono appurati dalla sentenza penale. Il Messaggio si limita ad affermare
che, affinché esista la condizione di vittima, devono essere "dati gli
elementi obiettivi costitutivi di un reato. La loro esistenza dovrà essere
appurata da una sentenza penale o, ove questa manchi, dall'autorità incaricata
di giudicare sulle domande d'indennizzo o di riparazione morale, autorità che
in questo caso dovrà essa stessa procedere alle indagini necessarie".

 

Gli "elementi
obiettivi costitutivi del reato" non sono evidentemente "gli elementi
del danno".

 

La tesi della
ricorrente non ha quindi alcun fondamento.

 

Non bisogna infatti
dimenticare che la LAVI è una legge federale e che i risarcimenti sono pagati
dallo Stato. In quest'ottica bisognerà quindi essere piuttosto prudenti
nell'assegnare le indennità; tenendo pure presente l'art. 4 Cost. fed.: si
dovrà fare in modo che l'applicazione della LAV sull'intero territorio
nazionale sia il più possibile uniforme.

 

In Ticino siamo
alle prime decisioni, ma in altri Cantoni l'istanza competente per la
concessione di un'indennità è già attiva da qualche anno. A Ginevra, ad
esempio, è stata concessa un'indennità per torto morale di 50'000 fr. ad una
signora che è stata violentata ed ha assistito all'assassinio della madre. A Friborgo
sono stati accordati fr. 40'000.-- ad una persona vittima di un tentato
assassinio, stuprata, sequestrata e che ha subito lesioni corporali.

Sempre a
__________, nel corso di quest'anno, sono invece stati assegnati:

- fr. 3'000.-- per
un tentativo di omicidio con lesioni gravi;

- fr. 3'500.-- per
un altro tentativo di omicidio con lesioni gravi;

- fr. 3'000.-- per
un caso di rapina con lesioni gravi.

 

Del resto, come
ricordato nel ricorso, il giudice penale ha accordato l'indennità di fr.
50'000.-- senza motivare la propria decisione.

 

Tutto ciò è
chiaramente comprensibile poiché l'imputato era nullatenente, senza prospettive
a corto termine e di conseguenza non vi è stata da parte sua nessuna resistenza
alla richiesta della ricorrente.

Conclusione

Evidentemente
l'applicazione della LAVI muove i suoi primi passi per cui dottrina e
giurisprudenza non permettono ancora di formarsi in quadro completo ed
applicabile all'intero paese.

A livello federale
sono state elaborate ed inviate per consultazione una serie di direttive che
hanno quale scopo proprio l'armonizzazione della pratica, e questo in ragione
di quanto precedentemente sottolineato rispetto all'art. 4 Cost. fed..

In queste
direttive, che non sono vincolanti e per la verità nemmeno ancora in vigore, vi
sono un paio di punti che possono però aiutarci a chiarire il problema che ci
interessa.

In particolare il
punto 4.2.1.2.1 prevede:

" En présence
d'un jugement où le versement d'une indemnisation /   réparation morale a déjà été
prononcé, l'autorité competente              examine une fois encore de manière
indépendente si les conditions                              pour l'octroi d'une
indeminisation/réparation morale sont biens        remplies, elle ne s'écarte cependant
pas sans nécessité de la                                      somme d'indemnisation
ou de réparation morale attribuée par le                         tribunal".

 

Ad ancora il punto
4.2.1.2.2:

 

" Dans les cas
où le tribunal octroie l'indeminisation / réparation tort   moral en se fondant
sur la seule reconnaissance par l'auteur de         l'infraction des revendications
ainsi formulées et ne donne pas                                   d'autres motifs
pour le montant ainsi fixé, l'autorité compétente est                               tenue
de fixer 13/réparation morale indépendamment du     jugement".

 

Si può quindi
dedurre che non esista un obbligo automatico all'applicazione della decisione
del tribunale penale, soprattutto, come nel caso che ci impegna, qualora il
Giudice non abbia fornito alcuna motivazione."

(Doc. _)

 

                               1.6.   Il 3 novembre 1997 il
patrocinatore di __________ ha formulato le seguenti osservazioni:

 

"  Ribadisco, come già scritto
nel ricorso (punto 14) che la sentenza non è motivata unicamente perchè i
patrocinatori delle parti, nello spirito di collaborazione con la giustizia che
li deve animare, hanno rinunciato a chiedere dette motivazioni, conformemente
al nuovo Codice di Procedura penale, per non caricare inutilmente il Tribunale.
Se (ma è assurdo!) ciò pesasse nella presente procedura, la conseguenza sarebbe
che in sede penale ci si troverebbe confrontati con l'obbligo di fare redigere
ai Giudici delle sentenze motivate a solo scopo cautelativo di fronte al TCA,
nell'ottica dell'applicazione della LAV.

Con buona pace
della recente riforma del CPPT e della collaborazione tra i vari
Tribunali." (Doc. _).

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   La legge federale concernente
l'aiuto alle vittime di reati (LAV) del 4 ottobre 1991 in vigore dal 1° gennaio
1993, ha "lo scopo di fornire un aiuto efficace alle vittime di reati e a
rafforzarne i diritti" (cfr. art. 1 cpv. 1 LAV).

                                         L'aiuto consiste in:

                                         a.   consulenza;

                                         b.   protezione della
vittima e tutela dei suoi diritti nel          procedimento penale;

                                         c.   indennizzo o
riparazione morale.

                                         (cfr. art. 1 cpv. 2 LAV).

 

                                         L'art. 2 LAV (campo di
applicazione) stabilisce al cpv. 1 che beneficia di aiuto "ogni persona
che a causa di un reato è stata direttamente lesa nell'integrità fisica,
sessuale o psichica (vittima), indipendentemente dal fatto che l'autore del
reato sia stato rintracciato e che il suo comportamento sia stato
colpevole".

 

                                         L'art. 2 cpv. 2 LAV
precisa che "il coniuge, i figli e i genitori della vittima nonché altre
persone unite alla vittima da legami analoghi sono parificati alla vittima per
quanto concerne:

                                         a.   la consulenza (art. 4
e 4);

                                         b.   l'esercizio dei
diritti processuali e delle pretese civili (art. 8 e  9) nella misura in cui
dette persone possono far valere                  pretese civili contro
l'autore del reato;

                                         c.   l'indennizzo e la riparazione
morale (art. 11-17) nella misura   in cui dette persone possono far valere
pretese civili contro              l'autore del reato".

 

                                         La Sezione 3 della LAV
("Protezione e diritti della vittima nel procedimento penale")
prevede all'art. 8 che la vittima può intervenire come parte nel procedimento
penale. In particolare essa può fare valere le sue pretese civili (cfr. art. 8
cpv. 1 lett. a LAV).

                                         L'art. 9 LAV
("Pretese civili") stabilisce al cpv. 1 che "per quanto
l'imputato non sia prosciolto o il procedimento non sia abbandonato, il
tribunale penale decide anche in merito alle pretese civili della
vittima".

                                         Il Tribunale può dapprima
giudicare la fattispecie penale e trattare in seguito le pretese civili (art. 9
cpv. 2 LAV).

                                         In virtù dell'art. 9 cpv.
3 LAV "se il giudizio completo delle pretese civili esigesse un dispendio
sproporzionato, il tribunale penale può limitarsi a prendere una decisione di
principio sull'azione civile e per il rimanente rinviare la vittima ai
tribunali civili. Per quanto possibile, deve però giudicare integralmente le
pretese di lieve entità".

                                         Infine, secondo l'art. 9
cpv. 4 LAV per quanto concerne le pretese civili, i Cantoni possono emanare
disposizioni diverse per la procedura del decreto di accusa e per i
procedimenti contro fanciulli e adolescenti.

 

                               2.2.   La Sezione 4 della LAV è
dedicata all'indennizzo e alla riparazione morale.

                                         Secondo l'art. 11 cpv. 1 LAV
"la vittima di reato commesso in Svizzera può chiedere un indennizzo o una
riparazione morale nel Cantone in cui è stato commesso il reato. L'articolo 346
del Codice penale svizzero si applica per analogia".

 

                                         Le condizioni per
l'indennizzo e per la riparazione morale sono fissate all'art. 12 LAV.

                                         Il cpv. 1 prevede che
"la vittima ha diritto a un indennizzo per il danno subito se il suo
reddito non supera il triplo dell'importo limite fissato negli articoli da 2 a
4 della legge federale del 19 marzo 1965 su prestazioni complementari
all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC). È
determinante il reddito presumibile dopo il reato".

                                         Il cpv. 2 dell'art. 12 LAV
precisa invece che "una riparazione morale può essere accordata alla
vittima, indipendentemente dal suo reddito, quando la gravità dell'offesa e
circostanze particolari lo giustifichino".

                                         La giurisprudenza ha
stabilito che quando le condizioni legali sono adempiute, esiste un vero e
proprio diritto per la vittima ad ottenere la riparazione morale (cfr. DTF 121
II 369 consid 3c,  pag. 373; DTF 122 II 211 consid. 1b, pag. 213).

 

                                         Le modalità di calcolo
dell'indennità sono invece regolate all'art. 13 LAV.

                                         Secondo l'art. 13 cpv. 1 LAV
"l'indennità è fissata in funzione dell'entità del danno e del reddito
della vittima.

                                         Se il reddito non supera
l'importo limite secondo la LPC, l'indennità copre integralmente il danno; se è
superiore a questo importo, l'indennità è ridotta".

                                         L'indennità può essere
ridotta se la vittima, con comportamento colpevole ha contribuito in modo
preponderante a creare o ad aggravare il danno (art. 13 cpv. 2 LAV).

                                         L'art. 13 cpv. 3 LAV
delega al Consiglio federale il compito di stabilire "l'ammontare minimo e
massimo delle indennità" ed attribuisce all'esecutivo la competenza di
"emanare altre prescrizioni relative al calcolo dell'indennità".

 

                                         L'Ordinanza concernente
l'aiuto alle vittime di reati (OAVI) del 18 novembre 1992, dopo aver precisato all'art.
1 che "la vittima deve rendere attendibile di non poter ottenere nulla o
soltanto prestazioni insufficienti da terzi (autore del reato, assicurazioni,
ecc.)", stabilisce all'art. 2 che:

 

"  il reddito determinante (art.
12 cpv. 1 LAV) è calcolato giusta gli articoli 3, 3a e 4 capoverso 1 lettere a-c
ed e della legge federale del 19 marzo 1965 sulle prestazioni complementari
all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC), giusta
le pertinenti disposizioni federali emanate a livello d'ordinanza nonché le
rispettive disposizioni speciali dei Cantoni."

 

                                         L'art. 3 OAVI
("calcolo dell'indennizzo") precisa al cpv. 1 che "se il reddito
della vittima non supera il limite superiore semplice giusta la LPC (in
seguito: limite superiore LPC), l'indennizzo copre integralmente il
danno".

                                         Secondo l'art. 3 cpv. 2
OAVI "se il reddito della vittima supera il triplo del limite superiore
LPC (in seguito: limite massimo LAV), non è versato nessun indennizzo".

                                         Infine, in virtù dell'art.
3 cpv. 3 OAVI, "se il reddito della vittima è compreso tra il limite
superiore LPC e il limite massimo LAV, l'indennizzo è calcolato come segue:

 

                                                                                  (reddito
- valore limite LPC) x danno

                                         indennizzo
= danno  -     ––––––––––––––––––––––––––––––––

                                                                                  (limite
massimo LAV - valore limite LPC) "

                                         

                                         L'art. 4 OAVI prevede che
l'indennizzo ammonta al massimo a 100'000 franchi (cpv. 1) e che non sono
versati indennizzi inferiori a 500 franchi (cpv. 2).

 

                                         L'art. 14 LAV
("sussidiarietà delle prestazioni statali") precisa al cpv. 1 che
"le prestazioni che la vittima ha ricevuto a titolo di risarcimento del
danno materiale o di riparazione morale sono dedotte dall'indennità,
rispettivamente dalla somma assegnata a titolo di riparazione morale. Fanno
eccezione le prestazioni d'indennizzo (in particolare rendite e liquidazioni in
capitale) delle quali è già stato tenuto conto nel calcolo del reddito
determinante (art. 12 cpv. 1)".

                                         L'art. 14 cpv. 2 LAV
stabilisce che "se l'autorità ha assegnato un'indennità o una somma a
titolo di riparazione morale, le pretese spettanti alla vittima in ragione del
reato passano al Cantone, fino a concorrenza dell'ammontare versato. Queste
pretese hanno priorità rispetto a quelle che la vittima può ancora far valere
nonché ai diritti di regresso di terzi".

                                         Infine, secondo l'art. 14
cpv. 3 LAV, il Cantone rinuncia a far valere le proprie pretese nei confronti
dell'autore del reato se necessario per il suo reinserimento sociale.

 

                               2.3.   L'art. 16 LAV
("Procedura e perenzione") impone ai Cantoni di prevedere una
procedura semplice, rapida e gratuita (cpv. 1; cfr. al proposito DTF 123 II 1,
sulle condizioni alle quali è possibile sospendere la procedura di indennizzo,
e DTF 123 II 429-430 sulle norme procedurali introdotte nel Canton Vaud).

                                         L'autorità accerta i fatti
d'ufficio (art. 16 cpv. 2 LAV).

                                         La vittima deve presentare
all'autorità le domande d'indennizzo e di riparazione morale entro due anni a
contare dalla data del reato; altrimenti le sue pretese decadono (art. 16 cpv.
3 LAV).

 

                                         Secondo l'art. 17 LAV i
Cantoni designano un'autorità di ricorso unica, indipendente
dall'amministrazione, che ha pieno potere cognitivo.

                                         Nel Canton Ticino, la
legge di applicazione e complemento della legge federale concernente l'aiuto
alle vittime di reati (LAV) dell'8 marzo 1995 stabilisce all'art. 2 cpv. 1 che
"il Consiglio di Stato è  l'autorità competente per l'applicazione della LAV
e emana le norme necessarie per l'applicazione diretta".

                                         Secondo l'art. 5 cpv. 1
della legge cantonale, "la domanda di indennizzo per danni materiali o a
riparazione del torto morale, va presentata dalla vittima al Dipartimento
competente nei termini e alle condizioni previste dagli art. 11 e seguenti LAV".

                                         La relativa decisione è
impugnabile con ricorso al Tribunale cantonale delle Assicurazioni (art. 5 cpv.
2).

                                         Sono applicabili per
analogia le norme previste dalla legge di procedura per i ricorsi al Tribunale
cantonale delle Assicurazioni (sezione del Tribunale di Appello) in materia di
assicurazioni sociali, del 6 aprile 1961 (art. 5 cpv. 3).

 

                                         Il Regolamento di
esecuzione della legge cantonale di applicazione e complemento della LAV dal 26
giugno 1996 prevede all'art. 6 che il Dipartimento delle opere sociali decide
sulle domande di indennizzo e riparazione morale ai sensi della LAV (cpv. 1) e
che per il calcolo esso fa capo all'Istituto delle assicurazioni sociali (cpv.
2).

                                         L'art. 7
("Procedura") stabilisce al cpv. 1 che "la domanda di indennizzo
o di riparazione morale deve essere inoltrata dalla vittima, o dal suo
rappresentante, per il tramite del Delegato che la trasmette con il suo
preavviso, al Dipartimento delle opere sociali".

                                         Quest'ultimo può acquisire
liberamente tutte le informazioni che ritiene necessarie (art. 7 cpv. 2).

 

                               2.4.   Nella presente fattispecie
unico oggetto del contendere è l'ammontare della riparazione morale da
accordare a _____________ sulla base dell'art. 12 cpv. 2 LAV (cfr. consid.
2.2).

                                         Il DOS ritiene che la gravità
dell'offesa, le menomazioni subite dalla vittima e le ripercussioni sulla
qualità di vita giustifichino un indennizzo di 10'000 franchi.

                                         __________ chiede invece
un indennizzo di 50'000 franchi, pari all'indennizzo per torto morale
riconosciuto dal giudice penale alla parte civile (cfr. Doc. _, pag. 7).

 

                                         In una sentenza del 20
dicembre 1995 pubblicata in DTF 121 II 369 il Tribunale federale ha avuto
occasione di stabilire, a proposito dell'art. 12 cpv. 2 LAV (cfr. consid. 2.1),
che poiché la pretesa si riferisce a nozioni giuridiche indeterminate (n.d.r.:
"quando la gravità dell'offesa e circostanze particolari lo
giustifichino") essa dipende in larga misura - riguardo al principio e
all'entità - dal potere di apprezzamento dell'autorità (cfr. DTF 121 II 373).

                                         Il TF ha ricordato che la
definizione dell'art. 12 cpv. 2 LAV corrisponde in larga misura ai criteri
previsti agli articoli 47 e 49 CO, i quali precisano a quali condizioni
l'autore di un atto illecito è tenuto a versare alla vittima una somma a titolo
di riparazione morale. Questo corrisponde anche a uno degli scopi della legge
che è quello di accordare un aiuto efficace quando l'autore dell'infrazione non
vi provvede (cfr. art. 1 LAV).

                                         Per determinare le
condizioni alle quali attribuire una riparazione morale, occorre dunque
ispirarsi, per analogia, alla giurisprudenza civile relativa agli art. 47 e 49
CO (cfr. DTF 121 II 373; vedi pure DTF 123 II 214).

                                         Nel giudizio pubblicato in
DTF 121 II 369, la nostra Massima istanza ha pure avuto occasione di ricordare
che l'attribuzione di una riparazione morale a seguito di lesioni corporali
esige che esse abbiano una certa importanza. Ciò è il caso dei danni che
provocano la perdita definitiva della funzione di un organo, come ad esempio un
occhio (cfr. DTF 121 II 374 con riferimento a DTF 110 II 163 consid. 2c).

                                         Il Tribunale federale ha
aggiunto che, vista la sua natura, la riparazione morale non può essere fissata
secondo dei criteri matematici, ma soltanto stimata tenendo conto della natura e
della gravità della lesione, della sua durata e della sua incidenza sulla
personalità della vittima (cfr. DTF 121 II 377 con riferimenti a DTF 117 II 50 consid.
4a, DTF 112 II 133 consid. 3).

                                         Il Tribunale federale ha
inoltre precisato che se i limiti per l'indennizzo fissati all'art. 4 OAVI
(cfr. consid. 2.1) si applicano per principio soltanto alle indennità per il
danno materiale, il massimo (di franchi 100'000) stabilito dal Consiglio
federale deve servire da linea direttrice anche per quel che riguarda la somma
da attribuire a titolo di riparazione morale (cfr. DTF 121 V 377).

 

                                         Infine il Tribunale
federale ha riassunto alcuni casi giudicati in passato. Nel 1978 è stata
accordata una riparazione morale di fr. 8000.-- ad una vittima che aveva perso
un occhio, tenuto conto delle colpe rispettive (attenuato a causa della giovane
età) dell'autore del danno e della vittima (cfr. DTF 104 II 184 consid. 5). La
stessa somma ridotta della metà a seguito di una colpa concomitante era stata
accordata nel 1967 (cfr. DTF 102 II 18 consid. 2). Nel 1984 l'indennità di
torto morale consecutivo alla perdita dell'udito da una parte è stata stimata
in fr. 5000.-- (cfr. DTF 110 II 163 consid. 2c). Nel 1986 una cecità dell'80 %
di lunga durata con un'invalidità fisica del 90 % e economica del 100 % ha
condotto all'assegnazione di una indennità di fr. 50'000.-- (cfr. DTF 112 II
138 consid. 5b).

                                         Il TF ha poi aggiunto che
l'importo deve tenere conto della speranza di vita ridotta del ricorrente,
consecutiva al danno alla salute dal quale è colpito (cfr. DTF 121 V 377; DTF
110 II 163 consid. 2c, DTF 104 II 184 consid. 5).

 

                                         Nel caso che era chiamato
a giudicare, trattandosi di una vittima (nata nel 1966) che aveva perso un
occhio ed aveva una colpa concorrente per il danno alla salute (ciò che
giustificava soltanto una riduzione e non il rifiuto della riparazione morale,
cfr. DTF 121 II 373-375; vedi pure, a proposito della riduzione, la
precisazione della giurisprudenza in DTF 123 II 213-217), il Tribunale federale
ha ritenuto equo accordare al ricorrente un'indennità di fr. 8000.-- (cfr. DTF
121 II 377).

 

                                         In una sentenza del 22
febbraio 1997 nella causa D., pubblicata in DTF 123 II 210 il Tribunale
federale ha avuto occasione di ricordare che l'autorità cantonale di ricorso
istituita sulla base dell'art. 17 LAV ha pieno potere cognitivo. Ciò significa
che essa può controllare non solo le constatazioni di fatto e l'applicazione
del diritto da parte dell'autorità amministrativa, ma anche l'opportunità della
decisione impugnata; essa può, se del caso, sostituire il suo apprezzamento a
quello dell'amministrazione (cfr. Gomm/Stein/Zehnter, Kommentar zum Opferhilfegesetz,
Berna 1995, art. 17 N° 5). Il potere di libero esame non impedisce tuttavia
all'autorità di ricorso di rispettare, per delle questioni di apprezzamento, un
certo margine di manovra dell'amministrazione.

                                         La riparazione morale
indennizza un danno immateriale, in sè non misurabile in denaro. La sua
ampiezza dipende dalla valutazione dei criteri che entrano in considerazione ed
è una decisione di apprezzamento. Non vi è una sola decisione corretta, ma,
entro certi limiti, una pluralità di adeguate soluzioni corrispondenti
all'equità. L'autorità di ricorso può dunque accontentarsi di controllare il
carattere appropriato della somma attribuita dall'amministrazione e - nella
misura in cui essa è conforme all'equità - astenersi dal modificare la
decisione impugnata anche se essa, se avesse dovuto decidere come prima
istanza, non sarebbe forse arrivata alla stessa somma (...). Comunque il
riserbo nel controllo non deve andare così lontano da fare in modo che
l'autorità di ricorso intervenga solo in caso di un'illegale violazione del
potere di apprezzamento (cfr.  DTF 123 II 212-213).

                                         Nel caso che era chiamato
a giudicare il Tribunale federale ha confermato la somma di fr. 2000.-- a
titolo di riparazione morale attribuita ad una persona che aveva partecipato ad
una manifestazione non autorizzata di 300 curdi davanti all'ambasciata turca di
Berna e che era stato colpito da dei colpi sparati da membri dell'ambasciata
turca. La vittima si era procurata una frattura aperta del femore inferiore che
ha dovuto essere curata in ospedale dal 24 giugno al 14 luglio 1993 e che ha
provocato un'inabilità lavorativa fino al 31 gennaio 1994. La frattura è nel
frattempo guarita; sono tuttavia rimasti dei dolori in caso di caricamento.

                                         Il TFA ha quindi concluso
che "angesichts der Art der Verletzung (Unterschenkelfraktur), des relativ
kurzen Spitalaufenthalts (von weniger als einem Monat) und der komplikationslosen
Verheilung von Fraktur und Hautabdeckung, auch unter Berücksichtigung der verbleibenden
Belastungsschmerzen und der sichtbaren (jedoch nicht entstellenden) Narben am Bein,
bewegt sich die zugesprochene Genugtuungssumme von fr. 2000.-- innerhalb des Ermessensspielraumes,
in welcher das Bundesgericht nicht eingreifen kann" (STFA del 22 febbraio
1997 nella causa D., consid. 4a, non pubblicato della sentenza DTF 123 II 210).

                                         In occasione di quella
manifestazione, vi furono in particolare altri due feriti: C. al quale è stata
versata una riparazione morale di fr. 2000.-- e un funzionario di polizia al
quale è stata attribuita una riparazione morale di fr. 5000.--.

 

                                         Rispondendo alle critiche
del ricorrente, che si riteneva vittima di una disuguaglianza di trattamento,
il TF ha in particolare rilevato:

 

"  Entgegen der Auffasung des Beschwerdeführers
liegt auch kein Verstoss gegen das Gleichbehandlungsgebot gemäss Art. 4 BV vor. 
C. erlitt nach den vom Beschwerdeführer nicht bestrittenen Festellungen der Justizdirektion
eine Schussverletzung am linken Unterschenkel und leidet noch heute an belastungsabhängigen
Beschwerden; seine Verletzung ist damit derjenigen des Beschwerdeführers durchaus
vergleichbar.

Dagegen wurde der
bei der Schiesserei getroffen Polizist am Kniegelenk schwer verletz. Schon aus diesem
Grund ist es nicht rechtsungleich, ihm eine höhere Genugtuungsumme zuzusprechen".

(sentenza citata, consid.
4b, non pubblicato).

 

                                         In una sentenza del 24
giugno 1997 nella causa Etat de Vaud contro T. pubblicata in DTF 123 II 425 il
Tribunale federale ha stabilito che il Cantone non è legittimato a proporre un
ricorso di diritto amministrativo contro una decisione cantonale fondata sulla LAV
che lo obbliga a pagare un'indennità alla vittima di un reato (cfr. DTF 123 II
429-432).

                                         Il Tribunale cantonale vodese
aveva attribuito una riparazione morale di fr. 8000.-- ad un assicurato che si
era procurato gravi ustioni cercando di soccorrere un suo inquilino che aveva
provocato un incendio per negligenza (cfr. DTF 123 II 426:

 

"  Il est brûlé sur environ 30%
de la surface corporelle. Hospitalisé une dizaine de jours, il souffre durant plusieurs
mois des séquelles physiques de se blessures; il doit en outre suivre quelques séances
de psychothérapie, se montre anxieux et prend aujourd'hui encore des tranquillisants.
(...)

Par arrêt du 26 juin
1996, la Chambre des recours du Tribunal cantonal vaudois a réformé le jugement;
elle a admis partiellement l'action de T., déclarant l'Etat de Vaud débiteur de
la somme de 8000 fr. T. avait rendu vraisemblable qu'il ne pouvait rien recevoir
de tiers, notamment en raison de la situation financière de l'auteur de l'infraction.
Les lésions dont il avait été victime constituaient une atteinte grave au sens
de l'art. 12 al. 2 LAVI (RS 312.5), et il convenait d'admettre que ces lésions étaient
en relation de causalité adéquate avec l'infraction commise par M. Le Tribunal cantonal
a également estimé que le comportement exemplaire de T. était une circostance particulière,
au sens de l'art. 12 al. 2 LAVI, qui justifiait l'allocation d'une réparation
morale qu'il a fixée, ex aequo et bono, à 8'000 fr.").

 

                                         In questa sentenza il
Tribunale federale ha segnatamente ricordato che:

 

"  s'agissant plus particulièrement
des conditions d'octroi d'une somme à la victime a titre de réparation morale, l'art.
12 al. 2 LAVI pose un principe essentiel: une telle somme peut être versée à la
victime indépendamment de son revenu «lorsque celle-ci a subi une atteinte
grave et que des circostances particulières le justifient».

Après avoir écarté les
systèmes de financement par des prélèvements obligatoires (primes et cotisations
d'assurance), le Conseil fédéral a préféré une procédure d'indemnisation distincte
fondée sur le droit public et financée par le budget de l'Etat. Il a voulu montrer
par là que l'indemnisation par l'Etat doit constituer une exception et qu'elle
est subsidiaire par rapport aux autres possibilités d'obtenir réparation que la
victime possède déjà (FF 1990 II 923). Le système d'indemnisation proposé prévoit
que la victime dont les ressources ne dépassent pas un certain seuil a droit à
une indemnité (ATF 121 II 116 consid. Ib/bb). Jusqu'à un certain niveau de ressources
considéré comme le minimum vital, il est prévu que l'indemnité couvre l'intégralité
du dommage alors qu'au-delà de ce point, le degré de couverture diminue. Enfin,
la faculté donnée à l'autorité - et, sur recours, au juge - d'allouer aux victimes
une somme d'argent à titre de réparation morale, a été envisagée «pour atténuer
les rigueurs de ce système», et «lorsque l'équité le commande» (FF 1990 II p.
924; DTF 123 II 430-431)."

 

                               2.4.   Nell'evenienza la gravità
dell'offesa (in particolare la lesione con conseguente perdita d'uso permanente
del baccio sinistro) e le circostanze particolari (la necessità per __________
di essere ricoverata, dal momento dell'aggressione, all'ospedale per un mese,
in clinica per due mesi e poi, in modo definitivo, in una Casa per anziani non
essendo più autosufficiente - cfr. Doc. _; il successivo sentimento di
frustrazione per aver dovuto lasciare la sua abitazione; l'assenza di qualsiasi
colpa da parte sua e infine l'età della vittima, ottantenne al momento della
rapina), giustificano indubbiamente l'assegnazione di una riparazione morale di
una certa entità (cfr. Gomm/Stein/Zehnter, op. cit., pag. 183 nos 17-20).

                                         Tenuto conto degli importi
assegnati o confermati dal Tribunale federale, nei casi qui sopra esposti (cfr.
consid. 2.4), in particolare gli 8'000 franchi attribuiti rencentemente ad una
giovane vittima che aveva perso un occhio, e da Tribunali o altre autorità
cantonali (cfr. consid. 1.5, 2.4 e Gomm/Stein/Zehnter, op. cit., pag. 185-186
no. 20)  il TCA ritiene, tutto ben considerato, che la riparazione morale di
10'000 franchi assegnata dal DOS sia equa.

                                         A ciò va aggiunto che
l'importo di fr. 50'000.-- per torto morale assegnato alla vittima dal giudice
penale (cfr. art. 9 LAV e DTF 122 V 37) non può invece, almeno in questo caso,
essere vincolante per il giudice amministrativo. In sede penale, l'attribuzione
della somma appena citata, a titolo di torto morale, non è stata infatti
motivata, visto che la sentenza è stata emessa sulla base dell'art. 260 cpv. 4
CPP.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

visti in particolare gli articoli 1, 2, 12 e 13 LAV, l'art.
5 della legge di applicazione e complemento della legge federale concernente
l'aiuto alle vittime di reati e la legge di procedura per i ricorsi al TCA del
6 aprile 1961

 

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso é respinto.

 

                                 2.-   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Intimazione agli
interessati.                                  

                                         Contro la presente
decisione, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale di
Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti