# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1b0d955e-6708-5eb7-b11c-082358b30880
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-10-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.10.2009 D-3742/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3742-2006_2009-10-12.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3742/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 2  o t t o b r e  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Gérard Scherrer;
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Niger,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 30 agosto 2004 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3742/2006

Fatti:

A.
Il  10  dicembre  2003,  l'interessato  –  cittadino  nigerino,  originario  di 
B._______  –  ha  inoltrato  una  domanda  d'asilo  in  Svizzera.  Ha 
dichiarato,  in  sostanza  e  per  quanto  è  qui  di  rilievo  (cfr.  verbali 
d'audizione del  16 dicembre 2003 e del  23 gennaio 2004) di  essere 
espatriato a causa del suo ruolo in seno alla “C._______”, per la quale 
avrebbe  organizzato  tre  scioperi.  Nel  corso  del  terzo  sciopero, 
avvenuto il (...), sarebbe intervenuta la polizia, arrestando quattro dei 
suoi compagni. L'interessato sarebbe riuscito a fuggire e nascondersi 
per un'ora. In seguito, sarebbe rientrato a casa, dove avrebbe appreso 
dai suoi cugini che la polizia lo avrebbe cercato. Per paura di essere 
arrestato,  avrebbe  lasciato  B._______  e  si  sarebbe  condotto  a 
D._______ dai suoi genitori,  recandosi dopo un giorno a E._______, 
dove avrebbe trascorso due settimane. Dopodiché avrebbe proseguito 
il  proprio  viaggio passando per il  Benin ed il  Togo, dove si  sarebbe 
imbarcato  su  un  aereo  per  Ginevra,  facendo  scalo  a  F._______ 
(Francia).

B.
Il  30  agosto  2004,  l'allora  Ufficio  federale  dei  rifugiati  (UFR, 
attualmente  e  di  seguito  UFM)  ha  respinto  la  domanda  d'asilo 
dell'interessato. Nello  stesso tempo, ha pronunciato l'allontanamento 
di  quest'ultimo  dalla  Svizzera  e  ritenuto  lecita,  esigibile  e  possibile 
l'esecuzione dell'allontanamento verso il Niger. 

C.
Il  17  settembre  2004,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  alla 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA)  contro  la 
citata  decisione  dell'UFM,  presentando  un  documento  attestante 
l'allegata appartenenza alla C._______. Ha chiesto l'annullamento del 
provvedimento litigioso ed il  riconoscimento della qualità di  rifugiato. 
Inoltre, ha presentato una domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso 
dell'esenzione dal  pagamento a copertura delle  spese processuali  e 
del relativo anticipo. 

D.
Con decisione incidentale del 18 ottobre 2004, la CRA ha respinto, per 
i  motivi  ivi  indicati,  la surriferita domanda d'assistenza giudiziaria ed 
ha invitato il ricorrente a versare, entro il 2 novembre 2004, un anticipo 

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di  CHF  600.-  (art. 63 cpv.  4  della  legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa  del  20 dicembre  1968  [PA,  RS  172.021]),  con 
comminatoria  d'inammissibilità  del  ricorso  in  caso  di  decorso 
infruttuoso del termine. 

E.
Il  25  ottobre  2004,  l'interessato  ha  tempestivamente  effettuato  il 
richiesto versamento. 

F.
Con scritto del 14 giugno 2006, l'autore del gravame ha versato agli 
atti  come mezzi di prova, oltre a due tessere di membro per gli anni 
2000 e  2001 dell'G._______,  due scritti  del  (...)  rispettivamente  (...) 
dell'H._______ attestanti, in sostanza, la partecipazione del ricorrente 
all'unione  studentesca  indicata  ed  alle  manifestazioni  sindacali, 
nonché il suo impegno politico nelle varie organizzazioni.

Diritto:

1.

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica definitivamente i ricorsi 
contro le decisioni dell'UFM in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d 
della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
[LTAF, RS 173.32],  art. 105 della  legge sull'asilo  del  26 giugno 1998 
[LAsi,  RS  142.31]  e  art.  83  lett.  d  cpv. 1  della  legge  sul  Tribunale 
federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

1.2 Questo Tribunale osserva altresì che dal 1° gennaio 2007 giudica, 
in  quanto  sia  competente,  i  ricorsi  pendenti  al  31  dicembre  2006 
presso le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi 
dei ricorsi dei dipartimenti. Il giudizio si svolge secondo il nuovo diritto 
processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3 Giusta  il  capoverso  1  delle  disposizioni  transitorie  della  LAsi 
riguardanti la modifica del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti 
al momento dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il 
nuovo diritto.

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1.4 Secondo l'art. 6 LAsi,  le  procedure in  materia  d'asilo  sono rette 
dalla  PA,  dalla  LTAF  e  dalla  LTF,  in  quanto  la  LAsi  non  preveda 
altrimenti.

2.
V'è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
di ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1, all'art. 50 e all'art. 52 PA.

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano. 

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti 
(art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi del provvedimento litigioso.

5.
Nella  decisione  impugnata,  l'autorità  inferiore  ha  sottolineato  la 
mancanza  di  dettagli  nel  racconto  del  ricorrente,  nonché  la  natura 
sbrigativa,  stringata  e  generica  delle  sue  affermazioni,  ritenendo,  di 
conseguenza,  i  motivi  d'asilo  presentati  dall'insorgente  come 
inverosimili.  Egli  non  sarebbe,  infatti,  stato  in  grado  di  descrivere 
dettagliatamente il proprio ruolo in seno alla C._______, affermando, 
da  un  lato,  di  essere  membro  attivo  e  di  organizzare  delle 
manifestazioni,  dall'altro  lato,  di  occuparsi  del  reclutamento  delle 
persone  che  potrebbero  difendere  la  causa  della  summenzionata 
organizzazione.  Inoltre,  il  racconto  dei  fatti  accaduti  il  (...)  sarebbe 
generico  ed  inconsistente  e  privo  di  dettagli  sul  proprio 
comportamento. Per di  più, l'UFM ha rilevato l'incomprensibilità delle 
allegazioni presentate solo in corso di seconda audizione in merito ad 
una seconda visita della polizia a casa del ricorrente il giorno dopo la 
manifestazione. Infine, l'autorità inferiore ha ritenuto che, in caso di un 
rientro  in  Patria,  il  ricorrente  non  rischierebbe  di  essere  esposto 
concretamente  ad  una  pena  o  ad  un  trattamento  contrario  all'art. 

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3 della  Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo e  delle 
libertà fondamentali  del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101). Infine, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  sarebbe  ammissibile,  esigibile  e 
possibile. 

6.

6.1 Nel gravame, l'insorgente ha rilevato di essere stato membro della 
C._______ e di avere assistito, durante la manifestazione del (...),  a 
degli scontri tra la polizia ed i suoi compagni, fermati in seguito dalle 
forze armate. Egli sarebbe riuscito a nascondersi e rientrando a casa, 
avrebbe appreso di  essere stato ricercato dalla  polizia. Per paura di 
subire la stessa sorte dei suoi compagni, avrebbe deciso di lasciare la 
città. L'insorgente ha, altresì, ritenuto le proprie affermazioni tutt'altro 
che infondate, presentando, come mezzo di  prova dell'autenticità del 
suo racconto, l'originale di un certificato di servizio sindacale rilasciato 
il  (...)  dalla  C._______,  il  quale  testimonierebbe  la  propria  attività 
presso  tale  organizzazione.  Di  conseguenza,  tornando  in  Niger,  si 
esporrebbe al rischio di essere arrestato dalla polizia, senza possibilità 
di un equo processo, rischiando così di essere imprigionato per tanti 
anni. 

6.2 Nello  scritto  del  14  giugno  2006,  l'insorgente  ha  ritenuto  che  i 
documenti presentati attesterebbero, in maniera inequivocabile, la sua 
partecipazione  effettiva  e  costante  all'Unione  studentesca  nonché  a 
manifestazioni  sindacali  ed  il  suo  impegno  politico  nelle  varie 
organizzazioni.  Inoltre,  egli  ha  ribadito  il  pericolo  attuale  serio  e 
concreto per la sua incolumità in caso di rientro in patria.

7.

7.1 Sono  rifugiate  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima 
residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza, 
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale 
o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere 
esposte  a  tali  pregiudizi.  Sono  pregiudizi  seri  segnatamente 
l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà, 
nonché  le  misure  che  comportano  una  pressione  psichica 
insopportabile. Occorre altresì tenere conto dei motivi di fuga specifici 
della condizione femminile (art. 3 LAsi).

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7.2 Chiunque  domanda  asilo  deve  provare  o  per  lo  meno  rendere 
verosimile  la  sua  qualità  di  rifugiato.  Per  poter  ammettere  la 
verosimiglianza,  ai  sensi  dell'art.  7  LAsi,  delle  dichiarazioni 
determinanti  rese  da  un  richiedente  l'asilo,  occorre  che  le  stesse 
abbiano  insito  un  grado  di  convinzione  logica  tale  da  prevalere  in 
modo  preponderante  sulla  possibilità  del  contrario,  così  che 
quest'ultima risulti secondaria (v. Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
1993 n. 21). In altri  termini, le dichiarazioni devono essere attendibili, 
cioè  resistenti  alle  obiezioni,  precise,  ovvero  non  generiche  e  non 
suscettibili  di  diversa interpretazione (altrettanto  o  più  verosimile),  e 
concordanti,  o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri 
dati  o  elementi  certi.  Peraltro,  il  giudizio  sulla  verosimiglianza 
dev'essere  il  frutto  di  una  valutazione  complessiva,  e  non 
esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo 
da  consentire  di  limitare  al  minimo  il  rischio  dell'approssimazione, 
ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili 
postulati  di  civiltà  giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità 
giudicante (v. GICRA 1995 n. 23).

8.
Questo  Tribunale osserva che,  come rettamente rilevato dall'autorità 
inferiore  nella  decisione  impugnata,  le  dichiarazioni  determinanti  in 
materia d'asilo rese dalla ricorrente s'esauriscono in mere, generiche 
ed imprecise affermazioni di parte, non corroborate dal benché minimo 
elemento di seria consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel 
provvedimento litigioso. 

In particolare, codesto Tribunale tiene a sottolineare che l'insorgente 
non ha saputo fornire indicazioni precise sui  fatti  addotti  a sostegno 
dei  motivi  presentati  a  fondamento  della  sua  domanda  d'asilo, 
esprimendosi in modo palesemente vago, generico e lacunoso, ragion 
per  cui  v'è  motivo  di  concludere  alla  loro  inverosimiglianza.  A  tal 
proposito, basti  rilevare - quale esempio esaustivo - che il  ricorrente 
non  ha  saputo  indicare  con  precisione  gli  avvenimenti  del  (...),  in 
particolare il proprio comportamento prima, durante e dopo l'asserita 
manifestazione. Egli ha, infatti, dichiarato, in modo sbrigativo, di avere 
incitato, all'arrivo delle forze dell'ordine, i propri compagni a rimanere 
nel giardino e di essere fuggito quando le autorità avrebbero intimato i 
partecipanti a salire sulle vetture di polizia (cfr. verbale d'audizione del 
23 gennaio 2004 pag. 8). Inoltre, l'insorgente ha affermato che quattro 

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suoi colleghi sarebbero stati fermati dalla polizia, ma è stato in grado 
di indicare il nome di un solo detenuto (I._______; cfr. ibidem). Per di 
più,  non  ha  reso  credibile  la  ragione  per  cui  la  polizia  lo  avrebbe 
cercato nella propria abitazione solo poche ore dopo la sua fuga dalla 
manifestazione,  supponendo  che  I._______  lo  avrebbe  tradito  (cfr. 
verbale  d'audizione  del  23 gennaio  2004  pag.  9).  A  fronte  di  tale 
circostanza, v'è ragione di concludere che tutti gli avvenimenti correlati 
all'asserito arresto dei quattro complici sono altrettanto inverosimili  e 
inconsistenti.  A  conferma  dell'inverosimiglianza  di  tali  avvenimenti, 
aggiungasi  che  i  documenti  presentati  dall'insorgente  nulla 
comprovano o apportano a sostegno di quanto asserito dal medesimo. 
Infatti,  per quanto attiene ai due certificati,  codesto Tribunale tiene a 
sottolineare  che essi  contengono delle  semplici  allegazioni  di  parte, 
delle  quali  il  ricorrente  -  come sopraevocato  -  non ha dimostrato  in 
alcun modo la loro verosimiglianza, ciò che è già sufficiente a ritenere 
che non meritano alcuna considerazione. Dall'altro lato, le due tessere 
relative all'G._______ riportano un timbro che non continua sulle foto 
del ricorrente, peraltro chiaro segno di apposizione posteriore di una 
foto sulle tessere. Le foto sono, inoltre, presumibilmente riciclate da un 
altro documento, in quanto vi figura un timbro diverso da quello della 
tessera stessa. Inoltre, il certificato del 10 febbraio 2004 come pure i 
documenti del (...) nonché del (...) e del (...) non hanno alcun valore 
probadorio, giacché non redatti su carta ufficiale e privi di intestazioni, 
come pure riferimento agli organi preposti all'emanazione degli stessi. 
In siffatte circostanze, non soccorre pertanto il ricorrente l'allegazione 
secondo cui  i  documenti  presentati  sarebbero prova del  suo grande 
coraggio  e  lo  spirito  di  abnegazione  nella  lotta  per  le  libertà 
fondamentali  politiche  e  della  persona  in  Niger  (cfr.  scritto  del  13 
giugno  2006  pag.  2).  Per  di  più,  l'insorgente  ha  dichiarato  che 
appartenenti  al  suddetto  movimento,  con  ruoli  importanti  all'interno 
della  G._______,  arrestati  durante  la  manifestazione  dell'(...), 
sarebbero stati rilasciati dopo una settimana di detenzione (cfr. verbale 
d'audizione del 23 gennaio 2004 pag. 9). Non si  comprende, perciò, 
perché il  ricorrente rischierebbe,  secondo le proprie  dichiarazioni,  di 
essere imprigionato senza equo processo, in caso di rientro in patria 
(cfr. verbale d'audizione 23 gennaio 2004 pag. 10 e gravame pag. 2). 
Alla  luce  dell'inverosimiglianza  dei  fatti  addotti  e  dell'impertinenza, 
nonché  della  nullità  dal  punto  di  vista  probatorio  dei  documenti 
presentati,  non  v'è  motivo  di  ritenere  che  il  ricorrente  non  possa 
beneficiare  in  patria  di  un  equo  processo  in  relazione  ad  eventuali 

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accuse mosse nei suoi confronti per ragioni che non appaiono di per 
sé avere alcuna relazione con uno dei motivi enumerati all'art. 3 LAsi.

9.
Da quanto esposto, consegue che sul punto di questione dell'asilo il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

10.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento 
(art. 14 cpv. 1  e  cpv.  2  LAsi,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32 
dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

11.

11.1 Per gli stessi motivi citati al considerando 8 del presente giudizio, 
non  emergono  dalle  carte  processuali  neppure  elementi  da  cui 
desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Niger 
possa  violare  l'art.  25  cpv.  2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della Convenzione sullo statuto die rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi (divieto di  respingimento) nonché l'art. 83 
cpv. 3 della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr., 
RS 142.20).

11.2 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr. non si esaurisce, altresì, nella 
massima  del  "non-refoulement".  Anche  altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione 
del rimpatrio, in particolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti  del  10  dicembre  1984  (Conv.  tortura,  RS  0.105). 
L'applicazione di  tali  disposizioni  presuppone, peraltro,  l'esistenza di 
serie  e  concrete  ragioni  per  ritenere  che  lo  straniero  possa  essere 
esposto, nel  Paese verso il  quale sarà allontanato, a dei trattamenti 
contrari  a  detti  articoli;  spetta  all'interessato  di  rendere  plausibile 
l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni.

11.3 Nel  caso  concreto  non  è  dato  rilevare  -  nella  sostanza  per  le 
ragioni  già  indicate  al considerando  8  del  presente  giudizio  -  alcun 
serio indizio secondo cui l'insorgente potrebbe essere esposto in caso 

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di rimpatrio al rischio reale ed immediato di un trattamento contrario a 
siffatte disposizioni. In altri termini, il  ricorrente non ha saputo fornire 
un insieme d'indizi, oppure presunzioni, sufficientemente gravi, precisi 
e concordanti quo ad un pericolo d'esposizione personale ad atti o fatti 
che  si  ritengono  contrari  alle  norme legali  precitate. Infine,  ai  sensi 
della  giurisprudenza  della  Corte  europea  dei  diritti  dell'uomo,  la 
situazione generale  che  regna  in  un Paese non comporta,  ad  essa 
sola, l'illiceità del rimpatrio secondo le disposizioni della Convenzione 
(GICRA  1995  n.  12  consid.  10a  pag.  110  e  segg.  nonché  relativi 
riferimenti).

11.4 Pertanto,  come  rettamente  ritenuto  nel  giudizio  litigioso, 
l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme di 
diritto pubblico internazionale nonché della LAsi. 

12.
Occorre quindi esaminare se per il ricorrente vi siano pericoli concreti 
in caso d'esecuzione dell'allontanamento verso il suo Paese d'origine 
(art. 83 cpv. 4 LStr.).

13.

13.1 Come  noto,  in  Niger  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra,  guerra  civile  o  di  violenza  generalizzata  che  coinvolga 
l'insieme della popolazione sull'integralità del  territorio  nazionale. Da 
questo  profilo,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  pertanto 
ragionevolmente esigibile.

13.2 Quanto alla situazione personale del ricorrente, il  TAF constata 
che lo stesso è giovane e ha una buona formazione scolastica (cinque 
anni di scuola elementare, quattro anni di scuola media e tre anni di 
liceo; cfr. verbale d'audizione del 23 gennaio 2004 pag. 4 D2c). Non 
emerge  altresì dalle  carte  processuali  che  soffra  di  seri  problemi 
medici  ostativi  alla  pronuncia  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
(v. sulla  problematica  GICRA  2003  n.  24).  Inoltre,  il  ricorrente  ha 
dichiarato che i suoi genitori ed i suoi fratelli risiederebbero ancora in 
Patria,  a  D._______  (cfr.  verbali  d'audizione  del  23  gennaio  2004 
pag. 4 D/2b e del 16 dicembre 2003 pag. 2 D12). Vi è dunque motivo 
di  formulare  una  prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive 
possibilità di un suo adeguato reinserimento sociale in Niger.

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13.3 Inoltre,  nonostante  l'autore del  gravame risieda in  Svizzera dal 
2003  ed  abbia  presentato  una  domanda  d'asilo  sei  anni  fa,  non  si 
giustifica di esaminare se il medesimo si trovi in una grave situazione 
personale ai sensi dell'art. 14a cpv. 4bis della, nel frattempo abrogata, 
legge federale concernente la dimora e il  domicilio degli  stranieri del 
26  marzo 1931 (LDDS)  e  degli  abrogati  art. 44  cpv. 3-5  LAsi  come 
pure 33  OAsi 1, ritenuto che un tale esame non è di competenza di 
questo  Tribunale.  Infatti,  secondo  l'art.  14  cpv.  2  LAsi,  spetta  al 
Cantone rilasciare un eventuale permesso di dimora ad una persona 
soggiornante in Svizzera da almeno cinque anni dalla presentazione 
della domanda d'asilo, di cui è sempre stato noto alle autorità il luogo 
di  soggiorno e che ha dimostrato un certo grado d'integrazione. Per 
conseguenza, l'eventuale concessione di tale permesso all'insorgente 
esula  dall'ambito  procedurale  della  domanda  d'asilo  del  caso  di 
specie.

13.4 In  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è esigibile nella fattispecie. 

14.
Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  83  cpv.  2  LStr).  Infatti, 
l'insorgente,  usando  della  dovuta  diligenza  potrà  procurarsi  ogni 
documento necessario al rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è 
dunque pure possibile.

15.
Il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura a giudice 
unico con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

16.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 
cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale  del  21 febbraio  2008  [TS-TAF, RS  173.320.2]).  Esse  sono 
computate  con  l'anticipo  spese  versato  da  quest'ultimo  il 
25 ottobre 2004.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo, di CHF 600.-, versato il 25 ottobre 2004, è computato con le 
spese processuali. 

3.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato: incarto 

UFM)
- J._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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