# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b6b67430-3ca2-515d-8cec-16e452283590
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.08.2009 C-7377/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7377-2007_2009-08-25.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7377/2007

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 5  a g o s t o  2 0 0 9

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Francesco Parrino, Madeleine Hirsig, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
rappresentato dal Patronato INAS, via della Posta, 
6600 Locarno,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

assicurazione invalidità, decisione del 1° ottobre 2007.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7377/2007

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano nato il (...), celibe e padre di due figli, ha 
lavorato  in  Svizzera  come  operaio-saldatore  dal  1971  al  2004, 
versando  i  contributi  obbligatori  all'assicurazione  per  la  vecchiaia,  i 
superstiti  e  l'invalidità  (AVS/AI).  Il  28  febbraio  2004  l'assicurato  ha 
annunciato all'assicurazione malattia collettiva del suo datore di lavoro, 
l'ÖKK, un'incapacità lavorativa completa a seguito di lombosciatalgie, 
e, il 2 agosto 2004, ha formulato all'Ufficio dell'assicurazione invalidità 
del canton Ticino (UAI) una domanda per l'ottenimento di una rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (incarto ÖKK, doc. 1; incarto 
AI, doc. 4). 

Dagli  atti  si evince pure che l'assicurato era già stato, in particolare, 
vittima di  un infortunio al  dorso nel  1973,  preso a carico dall'Istituto 
nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (Suva), e che, il 
9  febbraio  2003,  aveva  accusato  forti  dolori  dorsali,  per  i  quali  era 
stato inabile  al  lavoro fino  al  mese di  luglio  successivo. Oltre a ciò, 
l'assicurato aveva annunciato alla Suva, nel 2000, dei disturbi  uditivi 
d'origine professionale (incarti Suva e ÖKK). 

B.
Nell'ambito dell'istruzione della domanda di rendita, l'UAI ha acquisito, 
tra gli altri, i documenti seguenti: 

- l'incarto ÖKK, ed in particolare:

-- due certificati medici del Prof. Ga._______, del 28 marzo e del 28 
maggio  2003,  nei  quali  si  diagnosticano  delle  dorsolombalgie  e  si 
consigliano delle cure termali (incarto ÖKK, doc. 2/6 e 11), 

--  un referto di  risonanza magnetica lombosacrale dell'8 luglio 2003, 
che evidenzia delle note degenerative agli ultimi livelli dorsali con esiti 
di moderata deformazione di D12 e sovrapposte note spondilosiche in 
esiti di noto fatto traumatico (incarto ÖKK, doc. 2/10), 

-- il primo rapporto del dott. D._______, del 5 aprile 2004, nel quale si 
rilevano  dolori  al  rachide  lombosacrale  associati  a  modiche  lesioni 
degenerative, ma con funzionalità dello stesso accettabile, e l'assoluta 
assenza  di  sospetta  sindrome  radicolare  o  pseudoradicolare,  e  nel 

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quale  è stabilita  una capacità  lavorativa completa  a  decorrere  dal  5 
aprile 2004 (incarto ÖKK, doc. 1/11 a 14),

-- il secondo rapporto medico del dott. D._______, del 1° luglio 2004, 
facente  stato  di  un  quadro  clinico  sostanzialmente  sovrapponibile  a 
quello  evidenziato  in  precedenza,  con un'incapacità  lavorativa totale 
fino al 19 giugno 2004 e una capacità lavorativa completa a partire dal 
giorno seguente (incarto ÖKK, doc. 1/5 a 7),

--  un  certificato  del  dott. B._______,  medico  curante  dell'assicurato, 
del  14  luglio  2004,  nel  quale  sono  diagnosticati,  in  sostanza,  delle 
algie  alla  colonna  lombosacrale  e  degli  episodi  recidivanti  di 
lombosciatalgie,  per  i  quali  sussiste  attualmente  un'incapacità 
lavorativa completa (incarto ÖKK, doc. 1/3);

- l'incarto Suva, ed in particolare: 

-- la decisione del 24 agosto 2000, con la quale è stato riconosciuto 
all'assicurato il  diritto  ad un'indennità per menomazione dell'integrità 
del  10%,  ossia  Fr.  10'680.-,  a  seguito  di  disturbi  uditivi  d'origine 
professionale (incarto Suva, doc. 1/39),

-- la decisione del 23 giugno 2004, con la quale è stato constatato un 
peggioramento della capacità uditiva dell'assicurato, al  quale è stata 
versata un'ulteriore indennità per menomazione dell'integrità del 10%, 
ossia Fr. 10'680.- (incarto Suva, doc. 1/8);

- il questionario per il datore di lavoro, del 20 agosto 2004, dal quale si 
evince che l'assicurato ha lavorato quale operaio-saldatore, dal 2000, 
per  la  ditta  "...  S.A.",  eseguendo,  nel  2004,  quarantuno  ore  e 
venticinque  minuti  al  giorno,  cinque  giorni  alla  settimana,  e 
percependo  da  ultimo  un  salario  mensile  di  Fr. 3'950.-,  tredici  volte 
all'anno (incarto AI, doc. 14; incarto ÖKK, doc. 1/9),

- un rapporto del dott. B._______, medico curante dell'assicurato, del 
25 agosto 2004, dal quale risulta che l'assicurato soffre, in sostanza, 
di  una  iperlordosi  particolarmente  accentuata  al  passaggio 
toracolombare,  di  una  cifosi  toracica  e  di  una  scoliosi  del  tratto 
lombare  sinistro-convessa,  ciò  che  gli  impedisce  di  continuare  ad 
esercitare  la  sua  ultima  attività  professionale,  ma  non  un'attività 
confacente al suo stato di salute da ottobre 2004, con un rendimento 

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del 60% (incarto AI, doc. 18/1 a 3),

-  due  perizie  mediche  particolareggiate  E  213:  una  del  dott. 
Ri._______,  del  28  settembre  2004,  nella  quale  sono  diagnosticate 
una  cervicolombalgia  in  discopatia  C5/6  ed  un'ernia  discale  L5-S1, 
un'ipoacusia bilaterale ben corretta con protesi bilaterale, degli esiti da 
frattura  somatica D12 e  un pregresso episodio  di  FA, con un grado 
d'invalidità del 40% per l'ultima attività svolta (doc. 23/2 a 7); un'altra 
del  dott.  B._______,  del  29  settembre  2004,  nella  quale  è  posta  la 
diagnosi  di  lombosciatalgie  recidivanti  in  portatore  di  discopatia,  di 
ipoacusia  bilaterale,  di  esiti  da  erniotomia  destra,  d'induratio  penis 
plastica e di esiti da duplice intervento al setto nasale, con un grado 
d'invalidità generale del 90% (incarto AI, doc. 19/1 a 10),

- il rapporto del dott. F._______, medico dell'UAI, dell'11 febbraio 2005, 
nel quale si riferisce, sulla base delle diverse prese di  posizione del 
Prof.  Ga._______  e  dei  dottori  D._______  e  B._______,  che 
l'assicurato dispone di una capacità lavorativa completa, dal 20 giugno 
2004, in attività confacenti, rispettose delle regole dell'ergonomia della 
colonna  lombare  e  che  non  implichino  la  necessità  di  portare  pesi 
superiori  ai  15  kg  e  di  dover  eseguire  ripetutamente  movimenti  di 
flesso-estensione della colonna, mantenere a lungo posizioni statiche 
sedute o erette, lavorare a lungo piegato in avanti ed effettuare lunghi 
tragitti (incarto AI, doc .26),

- il rapporto del dott. W._______, specialista in chirurgia ortopedica e 
in fisiatria e riabilitazione, del 7 aprile 2005, nel quale quest'ultimo ha 
posto  la  diagnosi  di  lombalgie  croniche  recidivanti  su  instabilità 
segmentale L5-S1, senza interessamento radicolare, e di dorsalgie al 
carico dopo vecchia frattura di T12, ed ha considerato che l'assicurato 
è incapace di esercitare la sua ultima attività dal 3 marzo 2004, mentre 
sarebbe invece capace di svolgere un'attività confacente, dove abbia 
la possibilità di cambiare relativamente spesso la posizione del corpo, 
eseguendo lavori senza portare pesi in modo ripetitivo o alzare oggetti 
pesanti (incarto AI, doc. 35/6 a 10), 

-  una  lettera  del  datore  di  lavoro,  del  13  aprile  2005,  in  cui  è 
specificato  che  l'assicurato  lavorava  in  qualità  di  saldatore 
(assemblaggio  di  finestre,  porte,  rifugi  e  lettini),  effettuando 
spostamenti  di  dieci  metri  al  massimo  e  sollevando  pesi,  tramite 
apparecchiature  apposite,  fino  a  50  kg,  e  che  si  potrebbe  subito 

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organizzare  un trasferimento dell'assicurato in  un altro  reparto  della 
ditta (incarto AI, doc. 31),

- la presa di posizione del dott. F._______, del 28 aprile 2005, da cui 
risulta  che  l'attività  di  saldatore  è  confacente  allo  stato  di  salute 
dell'assicurato, per cui la capacità lavorativa è completa dal 20 giugno 
2004 (incarto AI, doc. 33). 

C.
Fondandosi  su  un progetto  di  decisione approntato  dall'UAI  in  base 
alla  documentazione  medica  raccolta,  l'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE), competente per 
notificare  le  decisioni  agli  assicurati  residenti  all'estero,  ha  quindi 
emanato una decisione il 13 giugno 2005, con la quale ha respinto la 
richiesta di prestazioni assicurative del 19 luglio 2004, nella misura in 
cui  l'assicurato  non  è  stato  incapace  di  lavorare  per  un  periodo 
sufficiente  ed  è  ora  in  grado  di  continuare  ad  esercitare  la  sua 
professione  di  saldatore  senza  nessuna  diminuzione  di  rendimento. 
Ciò  nondimeno,  a  titolo  abbondanziale,  l'UAIE  ha  esposto  nella 
decisione il risultato di un confronto dei redditi per il 2004, dal quale 
risulta  che  se  l'assicurato  avesse  svolto  un'altra  attività  a  lui 
confacente, e non quella di  saldatore, avrebbe potuto conseguire un 
salario  da  invalido  di  almeno  Fr. 39'689.-  rispetto  ad  un  salario  da 
valido di Fr. 51'530.-, per cui avrebbe subito una perdita di guadagno 
del 22.71%, corrispondente ad un grado d'invalidità del 23%, inferiore 
al  minimo  legale  per  il  riconoscimento  del  diritto  ad  una  rendita 
(incarto AI, doc. 27, 34 e 38). 

Contro questa decisione, per il tramite dell'Istituto nazionale italiano di 
assistenza  sociale  (INAS),  l'assicurato  ha  formulato  opposizione  l'8 
luglio 2005, sostenendo di essere completamente inabile al lavoro per 
ragioni  di  salute.  Il  14  settembre  2005  l'assicurato  ha  completato 
l'opposizione,  producendo  nuova  documentazione  medica,  e 
segnatamente: la cartella clinica del suo ricovero nella clinica (...), dal 
29  agosto  al  1  °  settembre  2005,  che  attesta  l'esecuzione  di  un 
intervento chirurgico d'ernia lombare L5-S1, e il certificato medico del 
Prof.  Ba.________,  del  1°  settembre  2005,  di  difficile  lettura,  che 
prescrive la terapia post-operatoria (incarto AI, doc. 40/1 a 5 e 48/1 a 
27). 

Dopo  aver  preso  conoscenza  della  nuova  documentazione  prodotta 

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dall'assicurato,  come pure  del  rapporto  del  dott.  W._______,  il  dott. 
F._______  ha  concluso,  il  30  settembre  2005,  ad  un'incapacità 
lavorativa totale in qualsiasi attività, a partire dal 3 marzo 2005 e per 
almeno la durata del recupero postoperatorio in seguito al ricovero, dal 
29  agosto  al  1°  settembre  2005,  per  laminectomia  L5-S1  a  destra, 
liberazione di  aderenze delle  fibre nervose e posizionamento di  una 
placca metallica (incarto AI, doc. 50). 

Invitato a precisare dall'UAI l'inizio dell'incapacità lavorativa e la durata 
presumibile  del  recupero  postoperatorio,  il  dott.  F._______  ha 
dichiarato  che  l'incapacità  lavorativa  è  cominciata  il  3  marzo  2004, 
conformemente  a  quanto  indicato  dal  dott.  W._______,  e  non  il  3 
marzo 2005, come erroneamente indicato in precedenza, e che la fase 
di  recupero  postoperatorio  è  valutabile,  teoricamente,  in  sei  mesi 
(incarto AI, doc. 55 e 56). 

L'UAIE ha quindi  emanato una decisione il  28 febbraio 2006, con la 
quale  ha  accolto  l'opposizione  e  riformato  la  decisione  impugnata, 
riconoscendo all'assicurato  il  diritto  ad una rendita  intera  d'invalidità 
dal  1°  marzo  2005,  ed  ha  previsto  nel  contempo  una  revisione 
immediata della stessa dopo questa data (incarto AI, doc. 63). 

D.
Il mese di marzo 2006 l'UAI ha dato inizio alla procedura di revisione 
della rendita, raccogliendo, in particolare, i documenti seguenti:

- il questionario per la revisione della rendita, del 17 marzo 2006, dal 
quale  si  evince  che  l'assicurato  è  sempre  completamente  inabile  al 
lavoro (incarto AI, doc .64),

- un rapporto del dott. B._______, del 26 aprile 2006, in cui è posta la 
diagnosi,  con  ripercussione  sulla  capacità  lavorativa,  di 
lombosciatalgie  recidivanti  in  portatore  di  discopatia  (1976),  esiti  di 
microdiscectomia  L5-S1  e  neurolisi  del  plesso  lombosacrale  (2005), 
vertebroplastica  D12  con  iniezione  di  cemento  viscoso  (2006)  e 
lesione del menisco mediale del ginocchio destro (2006), come pure la 
diagnosi,  senza  ripercussione  sulla  capacità  lavorativa,  di  ipoacusia 
bilaterale, esiti di erniotomia destra, induratio penis plastica e esiti di 
duplice  intervento  al  setto  nasale.  Nel  rapporto  è  confermata 
l'incapacità  lavorativa  completa  dell'assicurato,  per  l'ultima  attività 
esercitata, fino ad oggi (incarto AI, doc. 69/1 e 2),

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- un certificato del dott. B._______, del 28 ottobre 2006, nel quale si 
conferma  che  l'assicurato  è  stato  sottoposto  ad  un  intervento  di 
vertebroplastica  per  frattura  somatica  D12,  che  al  livello  del  corno 
posteriore  del  menisco  mediale  del  ginocchio  destro  si  evidenziano 
alterazioni  degenerative,  con  caratteri  di  una  lesione  di  terzo  tipo 
incompleta,  per  le  quali  è  prevista  un'artroscopia,  che  l'assicurato 
soffre di un'aritmia cardiaca e che la sua incapacità lavorativa è tuttora 
completa (incarto AI, doc. 73),

- la presa di posizione del dott. F._______, dell'8 novembre 2006, nel 
quale sono richieste l'esecuzione di  una perizia ortopedica da parte 
del  dott.  C.________  e  una  valutazione  cardiologica  dell'aritmia 
dell'assicurato da parte del dott. B._______ (incarto AI, doc. 74),

-  il  certificato  medico  del  dott.  Ro.________,  cardiologo,  del  2 
dicembre 2006, fatto pervenire all'UAI dal dott. B._______, dal quale si 
evince che l'assicurato deve eseguire un ecocardiogramma dinamico 
(incarto AI, doc. 77), 

-  la  perizia  del  dott. C.________,  specialista in  chirurgia ortopedica, 
redatta il  5 febbraio 2007 in seguito alla visita dell'assicurato del 13 
dicembre  2006,  dalla  quale  risulta  la  diagnosi  di  sindrome  toraco-
lombo-vertebrale,  rispettivamente  spondilogena,  in  presenza  di  uno 
stato  dopo  discectomia  lombo-sacrale  (2005),  stato  dopo 
vertebroplastica a livello di Th12 (2006), in seguito a frattura (1967), 
insufficienza muscolare,  sindrome vertebrale  cervicale,  meniscopatia 
mediale degenerativa del ginocchio destro, attrito sotto-acromiale delle 
spalle e stato dopo frattura del polso sinistro (1964), senza limitazione 
funzionale.  Nella  perizia  si  rileva  pure  una  ridotta  caricabilità  del 
rachide  nel  suo  insieme,  più  in  particolare  toraco-lombare, 
rispettivamente  lombare,  ed  è  stabilita  una  capacità  lavorativa  di 
almeno il 50% in attività confacenti leggere, con cambiamento regolare 
della posizione di lavoro ed uso limitato delle braccia sotto sforzo al di 
sopra  dell'orizzontale,  senza  mantenimento  prolungato  di  una 
posizione accovacciata e di posizioni o movimenti inergonomici per il 
tronco o di flessione completa delle ginocchia (incarto AI, doc. 78/1 a 
8),

-  la presa di  posizione del dott. F._______, del 26 aprile 2007, nella 
quale si rispecchiano la diagnosi e le conclusioni della perizia del dott. 

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C.________ (incarto AI, doc. 81),

- una lettera del datore di lavoro dell'assicurato, dell'8 maggio 2007, da 
cui  risulta  che quest'ultimo avrebbe potuto  guadagnare  nel  2007 un 
salario lordo annuo di Fr. 47'450.- (incarto AI, doc. 85),

- il  rapporto finale della consulente in integrazione professionale, del 
13 giugno 2007, dal quale si evince che, nel 2005, l'assicurato avrebbe 
potuto guadagnare, visti i dati forniti dal datore di lavoro, un salario da 
valido  annuo  di  Fr.  51'863.-  e,  secondo  i  dati  dell'Ufficio  federale 
svizzero di statistica (UFS) relativi ad attività leggere e non qualificate 
(tabelle  RSS,  categoria  4,  quartile  2),  un  salario  da  invalido  di  Fr. 
57'830.-  (autista,  fattorino,  venditore,  operaio  addetto  alla  cernita, 
all'assemblaggio, al  controllo  di  qualità,  all'imballaggio,...),  ridotto del 
50% per tenere conto del grado di capacità lavorativa residua e ancora 
del 15% in considerazione delle circostanze personali dell'assicurato, 
ossia  Fr.  24'578.-,  per  cui  si  ottiene  una  perdita  di  guadagno  del 
52.61%, corrispondente ad una grado d'invalidità pari al 50% (incarto 
AI, doc. 86/1 a 5 e 87).

E.
Fondandosi  sulla  documentazione  raccolta,  l'UAI  ha  comunicato 
all'assicurato,  il  18  giugno  2007,  un  progetto  di  decisione  di 
sostituzione  della  rendita  intera  d'invalidità  versata  finora  con  una 
mezza rendita, e ciò a decorrere dal primo giorno del secondo mese 
che  seguirà  la  notifica  della  decisione,  invitandolo  nel  contempo  a 
presentare sue eventuali osservazioni entre un termine di trenta giorni 
(incarto AI, doc. 88). 

Il  24 agosto 2007 l'assicurato si  è  opposto al  progetto di  decisione, 
allegando  un  rapporto  del  dott.  B._______,  non  datato,  ed  un 
certificato del dott. Ba.________, del 9 luglio 2007, i quali attestano, in 
sostanza, un'incapacità lavorativa completa (incarto AI, doc. 91/1 a 4).

Dopo  avere  preso  conoscenza  della  nuova documentazione  medica 
prodotta  dall'assicurato,  il  dott.  F._______  ha  considerato,  il  3 
settembre 2007,  che essa non apporta  nuovi  elementi  diagnostici  a 
favore di un peggioramento dello stato di salute rispetto alla situazione 
descritta nella perizia del dott. C.________, per cui la valutazione del 
caso rimane invariata (incarto AI, doc. 93). 

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Sulla  base della  delibera  dell'UAI  del  13  settembre 2007,  l'UAIE ha 
quindi  emanato  una  decisione  il  1°  ottobre  successivo,  mediante  la 
quale ha sostituito  la rendita  intera d'invalidità,  versata all'assicurato 
dal 1° marzo 2005, con una mezza rendita, e ciò a decorrere dal 1° 
dicembre 2007 (incarto AI, doc. 96 e 97). 

F.
Contro  questa  decisione,  per  il  tramite  dell'INAS,  l'assicurato  ha 
inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo federale il 31 ottobre 2007, 
chiedendo,  in  primo  luogo,  di  poter  visionare  gli  atti  e,  in  secondo 
luogo,  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  il  riconoscimento 
del diritto ad una rendita intera d'invalidità anche dopo il 1° dicembre 
2007, come pure l'esonero dal pagamento delle spese processuali e 
l'assegnazione di un'adeguata indennità per ripetibili. 

Dopo  aver  preso  visione  degli  atti,  il  ricorrente  ha  prodotto  diversa 
documentazione  medica  il  6  novembre  2007,  in  particolare  delle 
ecocardiografie  e  il  rapporto  del  Prof.  Su.________,  del  21  agosto 
2007, in seguito ad un ricovero del ricorrente all'Ospedale di (...), dal 
16  agosto  al  21  agosto  2007,  facente  stato  della  diagnosi  di 
epigastralgia  aspecifica  e  non  documentata  ischemia  miocardica, 
fibrillazione atriale parossistica in anamnesi e ipertensione arteriosa. 

L'UAI  ha  chiesto,  il  19  novembre  2007,  la  conferma della  decisione 
impugnata e il conseguente rigetto del ricorso. 

Chiamato  nel  frattempo  a  pronunciarsi  sulla  nuova  documentazione 
prodotta  dal  ricorrente,  il  dott.  E.________,  medico  dell'UAI,  ha 
considerato, il 3 dicembre 2007, che essa, escludendo la presenza di 
problemi  cardiaci,  non  rivela  nuove  patologie  suscettibili  di 
ripercuotersi sulla sua capacità lavorativa residua. 

Il  4,  rispettivamente  il  6  dicembre  2007,  basandosi  sulla  presa  di 
posizione  del  dott.  E.________,  l'UAI  e  l'UAIE  hanno  riproposto  di 
confermare  la  decisione  impugnata  e,  conseguentemente,  di 
respingere il ricorso. 

Il  ricorrente  ha  replicato  l'11  gennaio  2008,  riconfermandosi  nelle 
proprie  conclusioni,  ed  ha  prodotto  un  certificato  manoscritto  della 
dott.ssa Si.________, del 10 gennaio 2008, facente stato, in sostanza, 
di dolori al rachide. 

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Il 4 febbraio 2008 il dott. E.________ si è nuovamente pronunciato sul 
caso  nel  suo  complesso,  riassumendo  la  nota  diagnosi  e  la  nota 
esigibilità,  ed  ha specificato  che l'incapacità  lavorativa  completa  per 
qualsiasi  attività  era  stata  determinata  a  seguito  dell'intervento 
chirurgico  d'ernia  discale  di  fine  agosto  2005  e  del  periodo  di 
convalescenza  susseguente,  concludendo  che  anche  l'ultimo 
certificato  prodotto  dal  ricorrente  non  apporta  nessuna  novità 
diagnostica, per cui la valutazione del caso rimane invariata. 

L'UAI  e  l'UAIE  hanno  duplicato  il  5  febbraio,  rispettivamente  il  14 
febbraio 2008, ribadendo la loro richiesta di  confermare la decisione 
impugnata e respingere, di conseguenza, il ricorso. 

Dopo la duplica non sono più stati disposti ulteriori scambi di allegati.

G.
L'11 marzo 2008 il  ricorrente ha inoltrato al  Tribunale amministrativo 
federale, come richiestogli il  20 febbraio 2008, il formulario compilato 
per la domanda di esonero dal pagamento delle spese processuali.  

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 

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per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi, 
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti 
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art. 
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso è  ammissibile,  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge (art. 59 e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA). 

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 del Regolamento 
CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 

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il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni  della  5a  revisione  della  LAI  e  della  LPGA,  in  vigore  dal 
1° gennaio 2008, non sono pertanto applicabili nel caso concreto e di 
seguito  è  fatto  riferimento  alle  disposizioni  in  vigore  fino  al  31 
dicembre 2007.

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4.

4.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

4.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista  dall'art.  28  cpv. 1ter LAI,  secondo  il  quale  le  rendite  per  un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non è più  applicabile  quando l'assicurato  è  cittadino della  Comunità 
europea e vi risiede.

4.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

4.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

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4.5 Giova  ancora  ricordare  che,  secondo  un  principio  generale  del 
diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l'obbligo di ridurre 
il danno conseguente la sua invalidità (sentenza del Tribunale federale 
I 147/01 del 9 maggio 2001; DTF 123 V 230 consid. 3c e DTF 117 V 
275 consid. 2b). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere 
tutto  quanto  sia  ragionevolmente  esigibile  per  ovviare  nel  modo 
migliore possibile alle conseguenze della sua invalidità, segnatamente 
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in 
una nuova professione (sentenza del Tribunale federale I  543/03 del 
27 agosto 2004; DTF 113 V 22 consid. 4a). 

5.

5.1 Secondo  l'art.  17  cpv.  1  LPGA,  se  il  grado  d'invalidità  del 
beneficiario  della  rendita  subisce  una  notevole  modificazione,  per  il 
futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, 
d'ufficio o su richiesta. 

5.2 Conformemente  all'art.  87  cpv.  2  dell'Ordinanza  federale 
sull'assicurazione invalidità del 17 gennaio 1961 (OAI, RS 831.201), la 
revisione  avviene  d'ufficio  quando,  in  previsione  di  una  possibile 
modifica importante del grado d'invalidità, è stato stabilito un termine 
nel momento dell'erogazione della rendita o allorché si conoscono fatti 
o  si  ordinano  provvedimenti  che  possono  provocare  una  notevole 
modifica del grado d'invalidità. 

Se  la  capacità  al  guadagno  dell'assicurato  migliora,  v'è  motivo  di 
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, 
tutto  o  parte  del  diritto  a  prestazioni  dal  momento  in  cui  si  può 
supporre che il  miglioramento constatato perduri. Lo si  deve in  ogni 
caso  tenere  in  considerazione  allorché  è  durato  tre  mesi,  senza 
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 
88a cpv. 1 OAI). La costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite 
d'invalidità  sono  soggette  a  revisione  non  solo  in  caso  di  modifica 
rilevante dello stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, 
ma  anche  quando  lo  stato  di  salute  è  rimasto  invariato,  se  le  sue 
conseguenze  sulla  capacità  di  guadagno  hanno  subito  un 
cambiamento  importante  (DTF  113  V  275,  consid.  1a,  109  V  116 
consid. 3 b, 105 V 30; RCC 1989 p. 323, consid. 2a).

Al  fine  di  giudicare  se  sussistono  indizi  sufficienti  per  ritenere 

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verosimile  una  modifica  rilevante  del  grado  d'invalidità,  si  deve 
considerare il periodo tra la decisione iniziale e quella che pronuncia 
la revisione. Decisioni intercalari  sono pertinenti unicamente se sono 
state emesse sulla base di una nuova valutazione materiale del grado 
d'invalidità,  ossia  dopo  delucidazione  dei  fatti,  apprezzamento  delle 
prove e esecuzione del raffronto dei redditi (DTF 133 V 108, 130 V 71, 
125 V 369 consid. 2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30). 

La  riduzione o  la  soppressione  della  rendita  è  messa  in  atto,  il  più 
presto, il  primo giorno del secondo mese che segue la notifica della 
decisione (art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI).

5.3 In  concreto,  la  decisione  iniziale  è  stata  emanata  il  28  febbraio 
2006  (incarto  AI,  doc.  63),  mentre  la  decisione  di  revisione,  qui 
impugnata, è stata emessa il 1° ottobre 2007 (incarto AI, doc. 97). 

Ne  consegue  che  il  periodo  di  riferimento  per  giudicare  se, 
verosimilmente,  è  intervenuta  una  modifica  rilevante  del  grado 
d'invalidità, è quello tra il 28 febbraio 2006 e il 1° ottobre 2007.

A  questo  proposito,  giova  rilevare  che  il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in  generale, 
secondo lo stato di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa 
(DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1). 

6.
Il ricorrente contesta la fondatezza della decisione del 1° ottobre 2007, 
con la quale l'UAIE ha sostituito la rendita intera d'invalidità con una 
mezza rendita, sostanzialmente per il motivo che il suo stato di salute 
non sarebbe migliorato. 

7.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti 
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 

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114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti 
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di 
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

8.
In  concreto,  il  diritto  ad  una  rendita  intera  d'invalidità  dal  1°  marzo 
2005  è  stato  riconosciuto  al  ricorrente  sulla  base,  essenzialmente, 
delle risultanze del rapporto medico del dott. W._______, del 7 aprile 
2005  (incarto  AI,  doc.  35),  facenti  stato  di  lombalgie  croniche 
recidivanti  e di dorsalgie, e del rapporto del dott. F._______, medico 
dell'UAI, del 20 settembre 2005 (incarto AI, doc. 50), il quale ha inoltre 
preso atto dell'intervento di laminectomia L5-S1, effettuato il 29 agosto 
2005 (incarto AI, doc. 48/1 a 27). 

Occorre ora verificare se,  durante il  periodo in  esame, ossia dal  28 
febbraio 2006 al 1° ottobre 2007, l'incidenza delle dette affezioni sulla 
capacità  lavorativa  del  ricorrente  è  diminuita  in  modo  tale  da 
giustificare  la  sostituzione  della  rendita  intera  d'invalidità  con  una 
mezza rendita dal 1° dicembre 2007, come stabilito dall'UAIE (art. 88bis 

cpv. 2 lett. a OAI). 

9.

9.1 Durante la procedura di revisione, iniziata il mese di marzo 2006, 
l'UAI ha raccolto un rapporto del dott. B._______, medico curante del 
ricorrente, del  26 aprile 2006 (incarto AI,  doc. 69),  in cui  è posta la 
diagnosi,  con  ripercussione  sulla  capacità  lavorativa,  di 
lombosciatalgie  recidivanti  in  portatore  di  discopatia  (1976),  esiti  di 
microdiscectomia  L5-S1  e  neurolisi  del  plesso  lombosacrale  (2005), 
vertebroplastica  D12  con  iniezione  di  cemento  viscoso  (2006)  e 
lesione del  menisco mediale del  ginocchio destro (2006),  e  in  cui  è 
asserita un'incapacità lavorativa completa per l'ultima attività svolta dal 
ricorrente. 

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Quest'ultimo è poi stato sottoposto ad una perizia ortopedica del dott. 
C.________, del 5 febbraio 2007 (incarto AI,  doc. 78), dalla quale si 
evince  la  diagnosi  di  sindrome  toraco-lombo-vertebrale, 
rispettivamente  spondilogena,  in  presenza  di  uno  stato  dopo 
discectomia lombo-sacrale (2005), stato dopo vertebroplastica a livello 
di  Th12 (2006),  in seguito a frattura (1967),  insufficienza muscolare, 
sindrome vertebrale cervicale, meniscopatia mediale degenerativa del 
ginocchio  destro,  attrito  sotto-acromiale  delle  spalle  e  stato  dopo 
frattura del polso sinistro (1964). Nella perizia si rileva pure una ridotta 
caricabilità  del  rachide  nel  suo  insieme,  più  in  particolare  toraco-
lombare,  rispettivamente  lombare,  ed  è  stabilita  una  capacità 
lavorativa  di  almeno  il  50%  in  attività  confacenti  leggere,  con 
cambiamento regolare della posizione di  lavoro ed uso limitato delle 
braccia sotto sforzo al  di sopra dell'orizzontale, senza mantenimento 
prolungato di  una posizione accovacciata e di  posizioni  o movimenti 
inergonomici per il tronco o di flessione completa delle ginocchia.

Dal canto suo, nella sua ultima presa di posizione del 26 aprile 2007 
(incarto AI, doc. 81), il dott. F._______ ha riconosciuto integralmente la 
diagnosi  formulata  dal  dott.  C.________,  tenendo  inoltre  conto 
dell'aritmia  cardiaca  menzionata  nel  certificato  medico  del  dott. 
B._______, del 28 ottobre 2006 (incarto AI, doc. 73). Il dott. F._______ 
ha quindi concluso che il ricorrente dispone di una capacità lavorativa 
di almeno il 50% in attività confacenti leggere, conformemente ai limiti 
funzionali  descritti  dal dott. C.________, escludendo inoltre le attività 
che richiedono una buona acuità uditiva. 

Nel quadro della presente procedura, si è pure pronunciato sul caso il 
dott. E.________, medico dell'UAI, il 3 dicembre 2007 e il  4 febbraio 
2008,  in  occasione  dell'apprezzamento  della  nuova documentazione 
medica prodotta dal ricorrente, riconfermando le conclusioni dei dottori 
C.________ e F._______. Egli ha escluso, in particolare, la presenza 
di una patologia cardiaca invalidante, e ciò sulla base del rapporto del 
Prof. Su.________, del 21 agosto 2007. 

9.2 Visto  quanto  precede,  il  collegio  giudicante  non  può  che 
concludere  che  l'influsso  delle  affezioni  diagnosticate  sulla  capacità 
lavorativa del ricorrente si  è modificato in modo rilevante al più tardi 
dalla visita peritale effettuata presso il dott. C.________ il 13 dicembre 
2006, perdurando almeno fino al 13 settembre 2007, e che pertanto il 

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ricorrente deve essere considerato abile al lavoro, in attività confacenti 
al suo stato di salute e rispettose dei limiti funzionali stabiliti dal dott. 
C.________ e dai medici dell'UAI, nella misura del 50%. 

10.

10.1 Secondo  l'art.  16  LPGA,  per  valutare  il  grado  d'invalidità,  il 
reddito  che  l'assicurato  invalido  potrebbe  conseguire  esercitando 
l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e 
l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di 
una situazione equilibrata del mercato del lavoro (reddito da invalido), 
è confrontato con il  reddito che egli  avrebbe potuto ottenere se non 
fosse diventato invalido (reddito da valido).

In concreto, l'UAI ha tenuto conto, per il 2005, di un reddito da valido di 
Fr. 51'863.-, sulla base dei dati forniti dal datore di lavoro, indicizzati, e 
di un reddito da invalido di Fr. 57'830.-, sulla base dei dati dell'UFS. Il 
salario da valido risulta pertanto essere inferiore al salario da invalido. 

10.2 A  questo  proposito,  il  Tribunale  federale  ha  osservato  che, 
quando  il  reddito  da  valido  è  inferiore  alla  media  dei  salari  per 
un'attività  equivalente,  si  deve  ammettere  che  gli  stessi  fattori  che 
hanno inciso  negativamente  sul  reddito  da valido,  potrebbero  anche 
influenzare  il  reddito  da  invalido.  In  pratica,  se  si  è  accertato  che 
l'assicurato  ha  realizzato  un  guadagno  inferiore  alla  media  per  dei 
motivi  estranei  all'invalidità,  anche  il  reddito  medio  realizzabile  sul 
mercato  equilibrato  del  lavoro  (reddito  da  invalido)  va  ridotto  in 
proporzione (cfr. VSI 1999 p. 246 consid. 1; RCC 1992 p. 94, 1989 p. 
483  consid.  3b,  le  sentenze  del  Tribunale  federale  del  5  dicembre 
2004, nella causa S., I 630/02, consid. 2.2.2, e del 2 dicembre 2002, 
nella causa R., I 53/02, consid. 3.3). 

Il Tribunale federale ha inoltre stabilito, in una sentenza del 12 giugno 
2008,  che  se  una  persona  assicurata,  per  motivi  estranei  alla  sua 
invalidità,  ha  realizzato  un  reddito  considerevolmente  inferiore  alla 
media  senza  spontaneamente  accontentarsi  di  ciò,  si  procede,  in 
primo luogo, ad un parallelismo dei due redditi di paragone (da valido 
e da invalido). In pratica, questo parallelismo può avvenire a livello di 
reddito  da  valido,  aumentando  in  maniera  adeguata  il  reddito 
effettivamente  conseguito  o  facendo  capo  ai  valori  statistici,  oppure 
ancora  a  livello  di  reddito  da  invalido,  mediante  una  riduzione 

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adeguata del valore statistico. In una seconda fase, occorre esaminare 
la questione della deduzione per circostanze personali e professionali, 
che si opera dal reddito da invalido ottenuto secondo i valori statistici 
medi.  A  questo  riguardo,  bisogna  rilevare  che  i  fattori  estranei 
all'invalidità di cui si dovesse aver tenuto conto con il parallelismo dei 
redditi  di  raffronto,  non possono essere  presi  in  considerazione una 
seconda volta nell'ambito della deduzione per circostanze personali e 
professionali (DTF 134 V 322 consid. 4.1, 5.2 e 6.2). 

Ciò  nondimeno,  in  una sentenza del  12  dicembre 2008,  il  Tribunale 
federale ha precisato che, se un salario da invalido medio può essere 
effettivamente  o,  comunque,  ragionevolmente  conseguito 
dall'assicurato,  non  sussiste  alcun  motivo,  quando  si  procede  al 
calcolo  del  grado  d'invalidità  secondo  il  metodo  del  raffronto  dei 
redditi,  di  procedere al  parallelismo di  quest'ultimi,  ossia all'aumento 
del  salario  da valido o alla  diminuzione del  salario  da invalido (DTF 
135 V 58).

10.3 In concreto, siccome il salario da valido è inferiore al salario da 
invalido,  è  necessario  innanzitutto  stabilire  il  salario  medio  di  un 
saldatore in Svizzera nel 2005. Secondo i dati dell'UFS per il 2004, nel 
settore  dell'industria  e  dell'artigianato,  categoria  comprensiva  della 
professione  del  ricorrente,  il  salario  medio  mensile  equivaleva a  Fr. 
4'854.-,  per  una  settimana  lavorativa  di  quaranta  ore.  Indicizzando 
questo valore al 2005, sulla base di una variazione dell'1.3% rispetto 
al  2004 (tabella  B 10.2,  La Vie économique,  12-2008),  si  ottiene un 
salario  mensile  di  Fr. 4'917.-,  ossia un salario  annuo di  Fr. 59'004.-. 
Prendendo  in  considerazione  una  settimana  lavorativa  di  41.6  ore, 
risulta un salario annuo pari a Fr. 61'364.-. 

Ciò detto, si deve constatare che la differenza tra il salario da valido 
che il ricorrente avrebbe percepito dal suo ex datore di lavoro nel 2005 
(Fr. 51'863.-) e il  salario medio svizzero nel suo settore d'attività (Fr. 
61'364.-)  corrisponde  approssimativamente  al  15%. Ora,  sulla  base 
degli  atti  all'incarto, il  fatto che il ricorrente abbia realizzato nel 2005 
un salario da valido inferiore del 15% circa alla media nazionale, non è 
dovuto  a  ragioni  personali  estranee  alla  sua  invalidità,  quali  una 
debole  scolarizzazione  o  l'insufficienza  delle  sue  conoscenze 
linguistiche. Questa differenza ha invece una causa economica,  che 
risulta dalle disparità salariali  constatabili  a livello dei diversi cantoni 
svizzeri.  Ciò  significa  che  il  ricorrente  potrebbe  effettivamente  o, 

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comunque,  ragionevolmente  realizzare  un  salario  da  invalido 
corrispondente  alla  media  nazionale,  per  cui  non  vi  sono  motivi  di 
procedere  al  parallelismo  dei  redditi.  Infatti,  nel  caso  contrario,  si 
terrebbe conto di una perdita di guadagno non causata dallo stato di 
salute del  ricorrente, e ciò in violazione della legge (DTF 135 V 58, 
consid. 3.4.3).  

Pertanto, tenuto conto dei dati riferiti al consid. 10.1 e di una capacità 
lavorativa  residuale  del  50%,  alla  quale  deve  essere  applicata 
un'ulteriore  riduzione  del  15%,  viste  le  circostanze  personali  del 
ricorrente, il reddito da invalido ammonta a Fr. 24'578.-. Effettuando poi 
il  raffronto dei redditi,  secondo la formula [(51'863 – 24'578) x 100 : 
51'863],  risulta  che  la  perdita  di  guadagno  subita  dal  ricorrente  è 
approssimativamente uguale al  52.61%, corrispondente quindi ad un 
grado  d'invalidità  del  53%,  il  quale  dà  diritto  ad  una  mezza  rendita 
d'invalidità, così come stabilito dall'UAIE. 

11.
In  conclusione,  considerato  che  il  miglioramento  della  capacità  di 
guadagno  del  ricorrente  deve  essere  fatto  risalire  al  più  tardi  a 
dicembre  2006,  e  che  esso  è  durato  più  di  tre  mesi  e  che 
presumibilmente  continuerà  a  perdurare  (art.  88a cpv.  1  OAI),  la 
sostituzione della  rendita  intera d'invalidità con una mezza rendita  a 
decorrere dal 1° dicembre 2007 deve essere tutelata in questa sede 
(art. 88biscpv. 2 lett. a OAI).

Di  conseguenza,  la  decisione  dell'UAIE  del  1°  ottobre  2007  deve 
essere confermata ed il ricorso respinto.

12.

12.1 Il  ricorrente  ha  chiesto  di  essere  posto  al  beneficio 
dell'assistenza giudiziaria per quanto attiene alle spese di procedura.

Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a carico della parte soccombente. Conformemente all'art. 65 cpv. 1 PA, 
se una parte non dispone dei mezzi necessari e le sue conclusioni non 
sembrano prive di  probabilità di  successo, l'autorità di ricorso, il  suo 
presidente o il giudice dell'istruzione la dispensa, a domanda, dopo il 
deposito del ricorso, dal pagamento delle spese processuali. Secondo 
la  giurisprudenza  consolidata,  i  presupposti  per  la  concessione 

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dell'assistenza giudiziaria sono di massima adempiuti se il richiedente 
si trova nel bisogno e se le sue conclusioni non sembrano dover avere 
esito  sfavorevole  (DTF  125  V  202  consid.  4a,  372  consid.  5b  e 
riferimenti,  sentenza  della  II  Corte  di  diritto  pubblico  del  Tribunale 
federale I 134/06 del 7 maggio 2007). A tal proposito si osserva che 
per valutare la probabilità di esito favorevole non si deve adottare un 
criterio  particolarmente  severo:  è  infatti  sufficiente  che,  di  primo 
acchito,  il  gravame  non  presenti  notevolmente  meno  possibilità  di 
essere  accolto  che  di  essere  respinto,  ovvero  che  non  si  debba 
ammettere che un ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con 
i  propri  mezzi (DTF 125 II  275 e DTF 124 I 304 consid. 2c). Inoltre, 
quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si 
eguagliano o le  prime sono soltanto leggermente inferiori  rispetto ai 
secondi,  le  domande  non  possono  essere  considerate  senza  esito 
favorevole (DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 
consid. 2b). 

In  concreto, il  Tribunale  amministrativo federale considera che,  dalla 
documentazione agli atti, risulta comprovata la situazione d'indigenza 
del ricorrente e che il ricorso non appariva di primo acchito sprovvisto 
di  possibilità  di  esito  favorevole  (DTF  125  V  202  consid.  4a;  372 
consid. 5b). 

Ne consegue che il ricorrente è ammesso al beneficio dell'assistenza 
giudiziaria parziale e, pertanto, non si prelevano spese processuali. 

12.2 In  conformità  con  l'art.  64  cpv.  1  PA,  l'autorità  di  ricorso,  se 
ammette  il  ricorso  in  tutto  o  in  parte,  può  assegnare  al  ricorrente 
un'indennità per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha 
sopportato.

Visto l'esito della procedura, non si assegnano al ricorrente indennità 
per spese ripetibili. 

Per quanto concerne l'UAIE, le autorità federali  non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto. 

2.
La  richiesta  di  esonero  dal  pagamento  delle  spese  processuali  è 
accolta e, pertanto, non si prelevano spese processuali. 

3.
Non si attribuiscono indennità per spese ripetibili. 

4.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (atto giudiziario);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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