# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ee57dd5a-7e18-5788-ab55-291cc8412a5c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-05-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.05.2021 D-114/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-114-2021_2021-05-11.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-114/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l l ’ 11  m a g g i o  2 0 2 1  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Daniela Brüschweiler, Simon Thurnheer,  

cancelliere Lorenzo Rapelli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Senza nazionalità,  

patrocinato dall’avv. Michael Adamczyk,  

Rechtsschutz der Region Tessin-Zentralschweiz  

Caritas Schweiz und SOS Ticino, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito / paese terzo sicuro Grecia) ed 

allontanamento;  

decisione della SEM del 30 dicembre 2020 / N (…). 

 

 

 

D-114/2021 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

L’interessato, di origine palestinese, ha depositato una domanda d’asilo in 

Svizzera il 26 giugno 2020.  

B.  

Dalle investigazioni della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: 

SEM) in particolare dalla consultazione del sistema EURODAC, è risultato 

che il richiedente aveva depositato una domanda d’asilo in Grecia il 1° 

marzo 2019 (cfr. atto SEM 9/1). L’8 luglio 2020 la SEM ha quindi svolto un 

colloquio Dublino con l’interessato il quale ha affermato di aver effettiva-

mente avuto contatti non volontari con le autorità greche, pur senza otte-

nere riscontri da esse (cfr. atto SEM 16/2). 

C.  

Il medesimo giorno la SEM ha presentato alle competenti autorità elleniche 

una richiesta di riammissione del richiedente (cfr. atto SEM 19/2) in appli-

cazione della Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 16 dicembre 2008 recante norme e procedure comuni applicabili 

negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è 

irregolare (GU L 348/98 del 24.12.2008; di seguito: direttiva ritorno) e 

dell’Accordo bilaterale di riammissione tra la Grecia e la Svizzera per le 

persone a beneficio di una protezione internazionale (Accordo tra il Consi-

glio federale svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concernente 

la riammissione di persone in situazione irregolare [RS 0.142.113.729]). Il 

13 luglio 2020 la Grecia ha così accettato la riammissione precisando che 

l’interessato è titolare di un permesso di soggiorno valido dal 2 dicembre 

2019 al 1° dicembre 2022 a seguito dell’ottenimento della protezione sus-

sidiaria (cfr. atto SEM 26/1). 

D.  

Il 9 luglio 2020 la SEM ha quindi concesso al richiedente il diritto di essere 

sentito in merito ad un’eventuale non entrata nel merito della domanda 

d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull’asilo (LAsi, RS 

142.31) con allontanamento verso la Grecia (cfr. atto SEM 23/1).  

E.  

Con scritto del 14 luglio 2020 (cfr. atto 28/17) l’interessato, per il tramite del 

suo rappresentante legale, ha innanzitutto censurato le difficili condizioni 

di accoglienza cui avrebbe dovuto far fronte nel Paese ellenico. Ha inoltre 

avanzato alcune problematiche di natura medica ed il timore che le stesse 

D-114/2021 

Pagina 3 

potessero aggravarsi in assenza di un’adeguata presa a carico. La prote-

zione giuridica, sulla scorta di alcune prese di posizione di terze parti, ha 

quindi ampiamente disquisito sulle criticità in essere nel contesto greco da 

un punto di vista generale ponendo l’accento sull’impossibilità, per i bene-

ficiari di protezione internazionale, di ottenere sostegno a causa di alcune 

limitazioni burocratiche aggravate dalla situazione pandemica. Altresì ne-

gative risulterebbero le prospettive di alloggio. 

F.  

Il 13 agosto 2020 e dopo diverse visite mediche (cfr. atti SEM 14/4, 31/2, 

33/4, 34/2, 35/2) l’autorità inferiore ha richiesto ed ottenuto, il 19 agosto 

seguente, un rapporto medico dettagliato (cfr. atto SEM 38/3) sullo stato di 

salute psico fisico del richiedente asilo che ha evidenziato dolori muscolo-

scheletrici somatoformi in riscontro ad uno sviluppo reattivo depressivo.  

G.  

Il 30 settembre 2020 la protezione giuridica ha avuto modo di prendere 

posizione in merito al precitato referto. 

H.  

A far data dal rapporto medico di cui sopra, il richiedente l’asilo si è sotto-

posto ad ulteriori accertamenti medici sempre relazionati ai precitati disturbi 

(cfr. atti SEM 40/2, 41/2, 44/2, 46/2, 49/2, 51/2, 53/2, 54/2, 56/2). In sunto, 

non sono state evidenziate ulteriori patologie rilevanti oltre alla colonizza-

zione dello stomaco da parte dell’helicobacter e ad una nefrolitiasi. L’ultima 

terapia farmacologia impostata per i problemi psichici prevedeva la som-

ministrazione di Trittico 100mg. 

I.  

Il 29 dicembre 2020 il richiedente ha inoltrato il parere circa la bozza di 

decisione della SEM del 23 dicembre 2020 (cfr. atto 66/2). Egli ha nuova-

mente sottolineato di non poter tornare in Grecia riferendo anche dell’in-

sorgere di alcune problematiche mediche, oltre a quelle già accertate e ad 

esse sole ostative al trasferimento. 

J.  

Con decisione del 30 dicembre 2020, notificata il 4 gennaio 2021 (cfr. 

atto 68/1), la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo ai sensi 

dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi ed ha pronunciato l’allontanamento del ri-

chiedente verso la Grecia ordinandone contestualmente l’esecuzione. 

D-114/2021 

Pagina 4 

Dopo essersi confrontata con il summenzionato parere, l’autorità inferiore 

ha rilevato come le difficili situazioni di sussistenza nel paese ellenico non 

costituirebbero un motivo d’inesigibilità del rinvio, atteso in particolare che 

la Grecia sarebbe legata dal diritto comunitario e che il ricorrente potrebbe 

far valere i propri diritti presso le autorità di tale Paese. Quo allo stato di 

salute dell’interessato, accertato in modo completo, vi sarebbe da partire 

dall’assunto che l’infrastruttura ivi presente sia sufficiente per la presa in 

carico di tutti i tipi di affezioni, fisiche e psichiche. Il Paese di destinazione 

sarebbe peraltro tenuto a fornire tale tipologia di prestazioni. In ogni caso, 

i problemi medici non sarebbero tali da poter configurare una violazione 

dell’art. 3 CEDU.  

K.  

Con ricorso dell’11 gennaio 2021 (timbro postale), l’interessato è insorto 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro 

la summenzionata decisione della SEM ed ha concluso in via principale 

all’annullamento della decisione impugnata ed alla trattazione della do-

manda d’asilo in Svizzera; in subordine alla restituzione degli atti all’auto-

rità inferiore per un nuovo esame; contestualmente alla concessione 

dell’effetto sospensivo previa pronuncia di misure conservative in via su-

percautelare. Egli ha altresì richiesto l’assistenza giudiziaria nel senso 

dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti-

cipo, con protestate tasse e spese.  

Nel suo memoriale ricorsuale il ricorrente, dopo aver esposto e precisato 

l’istoriato procedurale, si duole di una possibile violazione dell’art. 3 CEDU 

in caso di trasferimento. Rispetto ai richiedenti l’asilo, la giurisprudenza ri-

conoscerebbe invero l’esistenza di carenze sistemiche nel contesto greco. 

Per i beneficiari di protezione internazionale la situazione sarebbe altret-

tanto precaria. L’accesso all’alloggio risulterebbe difficile e i trattamenti me-

dici non disponibili, cosa confermata da diversi rapporti indipendenti. Sulla 

base della documentazione agli atti, si evincerebbe che l’insorgente sa-

rebbe affetto da importanti problemi psichici palesatisi a seguito della per-

manenza in Grecia. Il rapporto medico completo evidenzierebbe che il ri-

corrente rischierebbe di togliersi la vita laddove «rinviato in Afghanistan 

(sic!)». Anche i successivi certificati medici avrebbero indicato la necessità 

di predisporre una terapia e confermato il disturbo da adattamento con de-

pressione reattiva. Da non dimenticare poi le diverse affermazioni del ricor-

rente, che avrebbe dichiarato di preferire la morte ad un rinvio nel Paese 

ellenico. Il patrocinatore non si limita però a censurare l’apprezzamento 

della SEM quanto all’esistenza di ostacoli all’esecuzione dell’allontana-

mento ma rimprovera altresì a detta autorità una violazione del principio 

D-114/2021 

Pagina 5 

inquisitorio. Egli ritiene infatti che quest’ultima autorità avrebbe dovuto 

chiarire, prima di prendere una decisione, se, in questo caso particolare di 

grave stress psicologico, esistevano le necessarie precauzioni e possibilità 

di trattamento per l’interessato in Grecia. Non avendolo fatto, si giustifiche-

rebbe la ritrasmissione degli atti onde concedere tali «garanzie». D’altro 

canto, la protezione giuridica avrebbe informato l’istanza inferiore, conte-

stualmente al parere citato sub lett. F, quanto allo svolgimento di un ulte-

riore consulto medico previsto per il 29 dicembre 2020. Ciò non di meno, 

la SEM avrebbe emesso la propria decisione senza attenderne le risul-

tanze. 

L.  

Il 16 gennaio 2021, il patrocinatore del ricorrente ha informato il Tribunale 

del fatto che il suo assistito avrebbe necessitato un consulto psichiatrico. 

Egli ha precisato che il medico generalista avrebbe poi proceduto ad an-

nunciare il suo mandante presso un ambulatorio, dovendosi però preve-

dere lunghi tempi di attesa a causa della situazione pandemica. 

M.  

Con decisione incidentale del 19 gennaio 2021 questo Tribunale ha così 

concesso un termine sino al 29 gennaio 2021 per produrre eventuale ulte-

riore documentazione medica precisando che in difetto si sarebbe deciso 

in base agli atti. 

N.  

In medesima data, la protezione giuridica ha trasmesso al Tribunale un 

memoriale integrativo. Essa ha rammentato i principi giurisprudenziale già 

richiamati nel ricorso e citato alcuni ulteriori rapporti di organismi indipen-

denti (segnatamente Pro Asyl e Rsa) sulle condizioni di accoglienza in Gre-

cia e l’impossibilità di ricorrere avverso un’eventuale violazione dell’art. 3 

CEDU. Ha altresì disquisito di alcune modifiche legislative che influirebbero 

sulla situazione dei migranti. Su questi presupposti, è stato nuovamente 

sottolineato come alla luce della depressione reattiva di cui soffrirebbe l’in-

teressato, il suo trasferimento e la preventivabile assenza di presa a carico 

per un lungo periodo di tempo rischierebbe di configurare un trattamento 

inumano ai sensi dell’art. 3 CEDU. 

O.  

Con scritto del 29 gennaio 2021, il ricorrente ha dato seguito alla precitata 

richiesta ed ha inoltrato diversi certificati medici da cui risultava segnata-

mente un suo ricovero volontario presso la clinica psichiatrica di Lucerna a 

D-114/2021 

Pagina 6 

far data dal 26 gennaio 2021. L’ultima terapia farmacologia conosciuta pre-

vedeva la somministrazione di Trittico e Escitalopram. Contestualmente ha 

addotto ulteriori considerazioni sul rinvio in Grecia. 

P.  

Il 2 marzo 2021 il patrocinatore ha comunicato di aver appresso dalla cli-

nica della dimissione dell’insorgente. 

Q.  

Il 10 marzo 2021, quest’ultimo ha dipoi fatto presente di aver avuto un con-

tatto telefonico con lo psichiatra che aveva in cura il suo mandante. Il me-

dico gli avrebbe comunicato che durante la degenza il ricorrente sarebbe 

stato stabile, pur non essendo possibile determinare se tale situazione si 

sarebbe potuta garantire anche nell’ambito di una presa a carico ambula-

toriale. 

R.  

Il 17 marzo 2021 la protezione giuridica ha riassunto le risultanze del col-

loquio svolto con il suo assistito il 15 marzo 2021, occasione nella quale 

quest’ultimo gli avrebbe fatto presente che i secondo i medici i suoi pro-

blemi somatici sarebbero integralmente da ricondurre alla sua situazione 

psichica. Ha altresì prodotto uno scritto in lingua straniera redatto dal ricor-

rente medesimo. 

S.  

Con decisione incidentale del 19 marzo 2021, il Tribunale ha respinto la 

domanda d’assistenza giudiziaria, invitando nel contempo il ricorrente a 

versare, entro il 6 aprile 2021 un anticipo di CHF 750.– a copertura delle 

presunte spese processuali, somma poi tempestivamente corrisposta da 

quest’ultimo. 

T.  

Con ulteriore comunicazione risalente al 6 aprile 2021, il patrocinatore ha 

nuovamente ventilato un colloquio col ricorrente e richiesto a questo Tribu-

nale di attendere ch’egli tornasse dalle vacanze prima di procedere. 

U.  

Il 19 aprile 2021 l’insorgente ha ragguagliato il Tribunale circa l’esito del 

colloquio da lui avuto con il richiedente. Questi soffrirebbe di dolori addo-

minali e disturbi del sonno. Al ricorrente sarebbe stato detto di presentarsi 

all’ospedale se non si fosse sentito bene. Avrebbe però preferito non an-

D-114/2021 

Pagina 7 

nunciarsi poiché in questo ospedale non avrebbero potuto aiutarlo. Sa-

rebbe stato ospedalizzato per più di un mese, ma il medico sarebbe venuto 

a vederlo solo una volta alla settimana. In ospedale egli sarebbe stato trat-

tato come una persona normale e non come un malato. L’interessato 

avrebbe nuovamente avanzato l’ipotesi di compiere atti anticonservativi nel 

caso di un trasferimento in Grecia. Non di meno, egli non prenderebbe più 

in considerazione un trattamento stazionario ma desidererebbe sottoporsi 

ad appuntamenti ambulatoriali regolari. Nell’ideale vorrebbe parlare dei 

suoi problemi con un psichiatra che comprenda l’arabo. Ha fatto quindi pre-

sente che il suo mandante starebbe cercando di trovare uno psichiatra tra-

mite l’istituto per i sans papier di Lucerna. In questo senso, il patrocinatore 

chiede di attendere gli esiti della sua presa di contatto con la clinica psi-

chiatrica per la definizione della presa a carico ambulatoriale. Egli allega 

dipoi un nuovo rapporto attualizzato emesso da un’organizzazione no profit 

circa la situazione in Grecia. 

V.  

Il 29 aprile 2021, la protezione giuridica ha informato il Tribunale quanto al 

fatto che l’insorgente si sarebbe annunciato per una terapia ambulatoriale. 

W.  

Con missiva del 7 maggio 2021 l’insorgente ha poi precisato che il primo 

consulto sarebbe previsto per il 12 maggio 2021. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.  

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF 

in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 

6 LAsi). Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribu-

nale, in virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell’art. 5 PA rese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra 

tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi) e l’atto impugnato costituisce una deci-

sione ai sensi dell’art. 5 PA. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi l’autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 

48 cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa.  

D-114/2021 

Pagina 8 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. 

Occorre dunque entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Nulla osta all’evasione del gravame, non avendo in particolare l’insorgente 

addotto motivi validi giustificanti un’ulteriore sospensione della procedura 

(cfr. art. 6 della legge di procedura civile federale del 4 dicembre 1947 [PC, 

RS 273] applicabile su rinvio dell’art. 4 PA; DTAF 2009/42 consid. 2.29) ed 

essendo la fattispecie sufficientemente acclarata alla luce del diritto in con-

creto applicabile (cfr. sentenza del Tribunale D-291/2021 del 9 marzo 2021 

consid. 7.2 e 7.6 e infra consid. 4). 

3.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 

PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2 e relativi riferimenti). 

4.  

4.1. Nelle procedure d’asilo ‒ così come nelle altre procedure di natura 

amministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa 

deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, 

chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune 

prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti 

dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo particolare 

dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l’amministrazione 

o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed 

art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). Quando in sede ricorsuale vengono 

identificate delle carenze nell’accertamento dei fatti il caso va di principio 

retrocesso all’autorità di prima istanza, di modo che questa possa proce-

dere ad un nuovo e completo accertamento dei fatti (cfr. MOSER/BEU-

SCH/KNEUBÜHLER, op.cit., 2° ed. 2013, n. 2.191, sentenze del Tribunale D-

3567/2019 del 29 novembre 2019 consid. 5.2 e D-1443/2016 del 22 feb-

braio 2017 consid. 4.2). Una violazione del principio inquisitorio non implica 

in ogni caso l’automatica retrocessione degli atti all’autorità inferiore, dal 

D-114/2021 

Pagina 9 

momento che il Tribunale resta libero di raccogliere gli elementi necessari 

al giudizio se una tale soluzione appare giudiziosa per ragioni di economia 

procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2; 2012/21 consid. 5.1). 

4.2. La determinazione dei fatti e l’applicazione della legge non sono 

aspetti disgiunti; senza considerare il diritto applicabile non vi è modo di 

delimitare quali fatti siano giuridicamente rilevanti (cfr. ISABELLE HÄNER, in: 

Häner/Waldmann, Das erstinstanzliche Verwaltungsverfahren, 2008, n. 

34). Significativo è innanzitutto il substrato fattuale per le condizioni di ap-

plicazione della norma giuridica (cfr. KRAUSKOPF/EMMENEGGER/BABEY in: 

Waldmann/Weissenberger (ed.), Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, n. 

17 ad art. 12 PA). Fatti che non sono rilevanti per la decisione; che l’autorità 

è convinta siano già stati provati o che si presumono veri a favore delle 

parti interessate non impongono lo svolgimento di indagini supplementari 

(cfr. KRAUSKOPF/EMMENEGGER/BABEY in: op. cit., n. 29 ad art. 12 PA). Onde 

circoscrivere l’ampiezza dell’accertamento d’ufficio nel corso del procedi-

mento occorre effettuare una ripetuta valutazione delle risultanze probato-

rie raccolte (cfr. DTF 140 I 285 consid. 6.3.1; DTAF 2008/24 consid. 7.2). 

Allorquando l’autorità reputa chiare le circostanze di fatto e che le prove 

assunte le abbiano permesso di formarsi una propria convinzione, essa 

emana la propria decisione (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo fe-

derale D-291/2021 consid. 7.2.2; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 

3.144).  

4.3. Così, sebbene nel diritto amministrativo la parte abbia di principio il 

diritto di richiedere l’assunzione di prove all’autorità (art. 33 cpv. 1 PA), una 

tale richiesta deve vertere su fatti suscettibili d’influenzare l’esito della pro-

cedura e che non si evincono già dall’incarto (cfr. DTF 131 I 153, consid. 

3; sentenza D-291/2021 del 9 marzo 2021 consid. 7.2.3, A-3056/2015 del 

22 dicembre 2016 consid. 3.1.3). Nemmeno detta massima impedisce d’al-

tro canto all’autorità di procedere ad un apprezzamento anticipato delle 

prove offerte (« antizipierte Beweiswürdigung »), e di negarne l’assunzione 

ove le stesse appaiano chiaramente ininfluenti ai fini del giudizio, non po-

tendo in altri termini condurla a modificare la propria opinione (cfr. DTF 134 

I 140 consid. 5.3; sentenza del Tribunale federale 1C_179/2014 del 2 set-

tembre 2014 consid. 3.2; sentenze del Tribunale amministrativo federale 

A-6515/2010 del 19 maggio 2011 consid. 4.3; TANQUEREL, Manuel de droit 

administratif, 2011, n. 1552 con rinvii). Procedendo in tal senso in modo 

non arbitrario, l’autorità può porre un termine all’istruzione (cfr. DTF 133 II 

384 consid. 4.2.3 con rinvii; sentenza del Tribunale federale 2C_720/2010 

del 21 gennaio 2011 consid. 3.2.1; sentenze del Tribunale D-6763/2018 

D-114/2021 

Pagina 10 

dell’11 giugno 2020 consid. 9 e A-7392/2014 dell’8 agosto 2016 consid. 

3.4.2.2).  

4.4. I principi esposti delimitano sia l’attività istruttoria dell’amministrazione 

che quella del Tribunale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5; sentenza del Tribu-

nale F-5065/2019 del 21 gennaio 2021 consid. 5.3; MOSER/BEU-

SCH/KNEUBÜHLER, op. cit., pag. 19 n. marg. 1.49; 3.117 e seg., in partico-

lare 3.144) e tornano applicabili anche nel contesto del chiarimento delle 

questioni di natura medica (sentenza del Tribunale sentenza D-291/2021 

7.2.4 e D-1665/2018 del 27 gennaio 2021 consid. 8.3.5).  

4.5. Nel suo messaggio relativo al riassetto del settore, il Consiglio federale 

sottolineava come l’assistenza sanitaria per i richiedenti l’asilo dovesse es-

sere garantita mediante consultazioni mediche in loco, possibilità di tratta-

mento ambulatoriale in ospedale o una visita medica in caso di necessità 

(cfr. Messaggio concernente la modifica della legge sull’asilo del 3 settem-

bre 2014, FF 2014 6917, 6940). Nella prassi, nel caso in cui il personale 

curante / servizio di assistenza reindirizzi il richiedente l’asilo presso un 

medico esterno, quest’ultimo allestisce, di norma, un breve referto nella 

forma di un « formulario F2 ». Qualora la documentazione agli atti non per-

metta di determinare in modo completo i fatti giuridicamente rilevanti, la 

SEM ordina di principio un rapporto più dettagliato, e meglio, la compila-

zione di un « formulario F4 » da parte del curante. Nulla vieta inoltre al 

ricorrente di presentare ulteriori mezzi di prova al soggetto rispettivamente 

di rivolgersi autonomamente ad un medico (cfr. sentenza D-291/2021 del 

consid. 7.2.5). Di principio, le autorità svizzere non sono dal canto loro te-

nute a prendere in considerazione il potenziale insorgere di ulteriori affe-

zioni non ancora diagnosticate o sospettate, essendo determinante lo stato 

di fatto presente al momento della decisione (cfr. DTAF 2012/21 consid. 

5.1; 2010/44 consid. 3.6).  

4.6. Nel caso in rassegna, al momento dell’emissione della decisione im-

pugnata l’incarto della Segreteria di Stato conteneva già diversi mezzi di 

prova riguardanti la situazione valetudinaria del ricorrente. L’autorità infe-

riore non si è peraltro limitata a raccogliere dei brevi referti medici, bensì 

ha ordinato l’allestimento di un rapporto dettagliato (cfr. atto SEM 38/3). 

Anche in esito a quest’ultimo e sulla base delle successive visite mediche 

è indubbio che nel caso in narrativa il substrato fattuale non contenesse 

indicatori quanto all’esistenza, finanche potenziale, di affezioni terminali ai 

sensi della giurisprudenza convenzionale. Allo stesso modo, non vi erano 

elementi per sospettare che le patologie diagnosticate potessero raggiun-

D-114/2021 

Pagina 11 

gere un tale livello di gravità da configurare un rischio reale di peggiora-

mento rapido ed irreversibile dello stato valetudinario comportante delle in-

tense sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita in caso 

di trasferimento (cfr. infra consid. 7.4 - 7.7). Nei certificati medici in parola 

non vi erano dipoi indicazioni quanto a sospetti di patologie gravi da iden-

tificare ulteriormente. Neppure si poteva partire dall’assunto che le proble-

matiche potessero risultare decisive in termini di esigibilità (cfr. infra consid. 

8.4) né tantomeno che fosse necessario richiedere garanzie individuali alle 

autorità elleniche (cfr. sentenza del Tribunale D-893/2020 del 24 febbraio 

2020 consid. 9.2 con ulteriori riferimenti citati). Del resto, non è certo ba-

stevole limitarsi a ventilare future visite mediche per imporre ulteriori misure 

istruttorie, dovendosi perlomeno desumere che le stesse vertano su situa-

zioni valetudinarie rilevanti per l’esito del procedimento onde giustificare 

degli accertamenti supplementari (cfr. sentenza D-291/2021 del consid. 

7.6.2).  

L’autorità inferiore non è dunque venuta meno al suo obbligo di procedere 

d’ufficio all’accertamento esatto e completo dei fatti giuridicamente rile-

vanti.  

5.  

5.1. Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel merito 

della domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo 

sicuro secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato pre-

cedentemente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi sia 

un effettivo rispetto del principio di «non-refoulement» ai sensi 

dell’art. 5 cpv. 1 LAsi. Si presuppone inoltre, che tale Stato abbia garantito 

la riammissione del richiedente nei confronti delle autorità svizzere prepo-

ste all’asilo. Senza tale garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo non 

può infatti essere eseguito e dunque è inutile (cfr. FF 2002 6087, 6125). 

Il Consiglio federale ha effettivamente inserito, il 14 dicembre 2007, la Gre-

cia, come altri Paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associazione europea 

di libero scambio (AELS), nel novero degli Stati terzi sicuri ai sensi 

dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, per i quali esiste una presunzione di rispetto 

del principio di non respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi). 

5.2. Nella fattispecie, dagli atti risulta che al ricorrente è stata riconosciuta 

la protezione sussidiaria in Grecia il 29 novembre 2019 e che egli è bene-

ficiario di un permesso di soggiorno valido sino al 1° dicembre 2022 (cfr. 

atto 26/1). Altresì, la Grecia, il 13 luglio 2020, ha dichiarato di accettare la 

riammissione dell’interessato sul proprio territorio. L’insorgente non ha per 

D-114/2021 

Pagina 12 

altro apportato indizi individuali che permetterebbero di ritenere che la Gre-

cia non rispetti il principio di «non-refoulement» e lo rinvierebbe nel suo 

Paese d’origine.  

5.3. Di conseguenza, le condizioni dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano 

incontestabilmente soddisfatte ed è a giusto titolo che la SEM non è entrata 

nel merito della domanda d’asilo.  

6.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene 

però conto del principio dell’unità della famiglia. 

L’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe 

dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera (art. 14 

cpv. 1 e 2 ed art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa 

a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; DTAF 

2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9). 

Pertanto, lo scrivente Tribunale è tenuto a confermare la pronuncia dell’al-

lontanamento. 

7.  

L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio dell’art. 44 

LAsi, all’art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI, RS 

142.20, nuovo titolo dal 1° gennaio 2019, medesimo tenore per quanto ri-

guarda l’art. 83). Giusta suddetta norma, l’esecuzione dell’allontanamento 

deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 

LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non 

adempimento d’una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammissione 

provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI).  

Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli osta-

coli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova consa-

crato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un ostacolo all’al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2). 

8.  

8.1. A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI l’esecuzione dell’allontanamento non 

è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk

D-114/2021 

Pagina 13 

massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto interna-

zionale possono risultare ostativi all’esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell’uomo (CorteEDU) ha più 

volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una 

situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell’art. 3 CEDU. 

Spetta infatti all’interessato provare o rendere verosimile l’esistenza di seri 

motivi che permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio ("real 

risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trat-

tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-

rimenti).   

8.2. Giusta l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, il ricorrente è rinviato in uno Stato 

terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia uno 

Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respingimento 

ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto della tor-

tura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 della Convenzione contro la tor-

tura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicem-

bre 1984 (di seguito: Conv. tortura, RS 0.105; cfr. FANNY MATTHEY, in: Ce-

sla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de droit des migrations, LAsi, 

2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene dunque all’interessato sovvertire 

tale presunzione. A tal fine, egli deve presentare seri indizi che le autorità 

dello Stato in questione violino il diritto internazionale nel caso specifico, 

non gli concedano la necessaria protezione o lo espongano a condizioni di 

vita disumane, o che si trovi in una situazione di emergenza esistenziale 

nello Stato in questione a causa di circostanze individuali di natura sociale, 

economica o sanitaria (cfr. tra le tante D-6742/2019 del 7 gennaio 2020 

consid. 8.4). 

8.3. Con particolare riferimento alla situazione generale della Grecia, il Tri-

bunale ha a più riprese ribadito che per quanto riguarda l’ammissibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento vengono riconosciuti degli ostacoli uni-

camente a condizioni molto severe. Essendo la Grecia firmataria della 

CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, essa rispetta di principio i 

suoi obblighi di diritto internazionale (cfr. sentenza del Tribunale D-

559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 8.2, pubblicata come sentenza di 

riferimento). Così, nonostante permanga effettivamente un rischio, per i 

beneficiari di protezione internazionale, di incorrere in condizioni di acco-

glienza precarie, non risulta da fonti affidabili e concordi che sussista una 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/eddc4ea5-1065-4aad-aa7b-5ff005425730/fc6cfec2-3fa0-431b-8b5f-c337b1753da9?source=document-link&SP=5|zpixhk

D-114/2021 

Pagina 14 

pratica di discriminazione sistematica nell’accesso all’occupazione, all’as-

sistenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’istruzione e all’alloggio. D’altro 

canto, tale categoria di persone può pure contare sulle garanzie derivanti 

dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicem-

bre 2011 recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, 

della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status 

uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della pro-

tezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta [ri-

fusione; GU L 337/9 del 20.12.2011; di seguito: direttiva qualificazione]). 

Gli obblighi della Grecia, derivanti dal diritto europeo implicano proprio la 

non discriminazione nei contesti citati (cfr. capo VII [contenuto della prote-

zione internazionale] della direttiva qualificazione; cfr. sentenza sopraci-

tata). Il Tribunale ha inoltre specificato che malgrado la cessazione delle 

prestazioni di assistenza finanziaria nonché in materia d’alloggio introdotte 

con la riforma legislativa dell’11 marzo 2020, non vi sono sufficienti motivi 

per ritenere che la Grecia in futuro verrà meno ai suoi obblighi di diritto 

internazionale (cfr. sentenza del Tribunale D-2160/2020 del 6 maggio 2020 

consid. 7.2). Infine, in caso di violazione di diritti sanciti dalla CEDU, l’inte-

ressato potrà adire i tribunali greci, ed in ultima istanza la Corte EDU 

(art. 34 CEDU).  

8.4. Nella presente fattispecie, il ricorrente, quale beneficiario di protezione 

sussidiaria, può così rivolgersi alle competenti autorità greche per far va-

lere i diritti che gli spettano. Per il resto, dagli atti non si evincono elementi 

che permettano di ritenere che in caso di rinvio le sue prospettive future, 

considerate dal punto di vista materiale, fisico o psicologico, denotino un 

rischio sufficientemente reale e imminente di incontrare privazioni di una 

gravità tale da rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 3 CEDU. In 

primo luogo, nonostante il ricorrente pretenda essere stato esposto a con-

dizioni di vita terribili, non risulta dagli atti che egli abbia sollecitato qualsi-

voglia presa a carico da parte delle autorità elleniche. D’altro canto, egli ha 

affermato di aver risieduto per buona parte del tempo trascorso in Grecia 

presso un’amica (cfr. atti 16/2 e 28/17) e nulla vieta di presumere che, in 

caso di necessità, possa farlo anche in futuro. In Grecia vi sono inoltre or-

ganismi di natura caritativa che possono provvedere un qualche tipo di as-

sistenza (cfr. sentenza del Tribunale D-2404/2020 del 18 maggio 2020 con-

sid. 8.3).  

8.5. Quanto alle patologie riferite dall’insorgente, va rilevato che il respin-

gimento forzato di persone che soffrono di problemi medici non è suscetti-

bile di costituire una violazione dell’art. 3 CEDU, a meno che la malattia 

dell’interessato si trovi ad uno stadio avanzato e terminale, al punto che la 

D-114/2021 

Pagina 15 

sua morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza della Cor-

teEDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 

consid. 7.1). Una violazione dell’art. 3 CEDU può però anche sussistere 

qualora vi siano dei seri motivi per ritenere che la persona, in assenza di 

trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad 

un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle 

condizioni di salute comportante delle intense sofferenze o una significativa 

riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili 

contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.).  

8.6. Sempre in quest’ambito, si deve ricordare che l’aggravamento dello 

stato psichico di un richiedente l’asilo a seguito di una decisione negativa 

è casistica osservabile di frequente (cfr. tra le tante sentenza del Tribunale 

D-5256/2020 del 9 febbraio 2021 consid. 10.4.1) e non preclude di principio 

un trasferimento, anche in concomitanza con tentativi di suicidio o ten-

denze anticonservative (cfr. sentenze del Tribunale E-4218/2020 del 3 set-

tembre 2020 consid. 5.2.3; E-5384/2017 del 4 settembre 2018 consid. 

4.3.3; E-1302/2011 del 2 aprile 2012 consdi. 6.3.2; secondo il senso anche 

la recente sentenza del Tribunale federale 2C_221/2020 del 19 giugno 

2020 consid. 2). Tuttavia, le autorità competenti per l’esecuzione sono te-

nute ad adottare tutte le misure ragionevoli nel quadro del rimpatrio per 

garantire che la vita e la salute dell’interessato non siano compromesse 

(cfr. sentenze del Tribunale federale 2D_14/2018 del 13 agosto 2018 con-

sid. 7.3, 2C_98/2018 del 7 novembre 2018 consid. 5.5.3, DTAF 2017 VI/7 

consid. 6.4; sentenza della CorteEdu Sanda Dragan e altri contro Germa-

nia del 7 ottobre 2004, 33743/03, § 1.2.a). 

8.7. Ora, sulla base della documentazione medica agli atti si deve effetti-

vamente partire dall’assunto che il ricorrente soffra di problemi psichici a 

carattere depressivo che si ripercuoto anche a livello somatico. Secondo 

gli ultimi aggiornamenti proposti nella presente procedura ricorsuale, il di-

sturbo dell’adattamento/depressione attiva hanno entità grave e sono at-

tualmente trattati farmacologicamente. In questo contesto, il ricorrente è 

stato volontariamente ricoverato presso la clinica psichiatrica di Lucerna in 

condizioni stabili, venendo dimesso. Ciò non di meno, tali affezioni, 

quand’anche non siano in alcun modo da sminuire, non rientrano nelle ca-

sistiche testé enucleate. Inoltre, malgrado vi siano effettivamente dei pro-

blemi dovuti alla crisi economica si può partire dal presupposto che la Gre-

cia disponga di infrastrutture mediche sufficienti e che dunque in tale Paese 

l’insorgente possa ottenere i trattamenti e le terapie necessari (cfr. sen-

tenze del Tribunale D-1189/2020 del 17 marzo 2020 consid. 8.5.3.2 con 

ulteriore riferimento ivi citato).  

D-114/2021 

Pagina 16 

8.8. In conclusione, l’esecuzione dell’allontanamento in Grecia è ammissi-

bile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

9.  

9.1. Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. Ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento 

verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e che tale pre-

sunzione legale può essere sovvertita solo se l’interessato rende verosi-

mile che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto 

ragionevolmente esigibile (cfr. D-559/2020 consid. 9). 

9.2. Nella misura in cui il ricorrente fa riferimento alle precarie condizioni di 

vita dei migranti in Grecia, va effettivamente rilevato che il sistema di assi-

stenza sociale greco presenta delle criticità non soltanto per i richiedenti 

asilo, ma anche per le persone con beneficiarie di protezione internazio-

nale (cfr. sentenze della CorteEDU, Saidoun contro Grecia, 40083/07 e 

Fawsie contro Grecia, 40080/07, entrambe del 28 ottobre 2010). Le irrego-

larità nell’accesso ad alloggi a basso costo o al mercato del lavoro nel con-

testo della crisi economica in corso, le limitate prestazioni assistenziali for-

nite dallo Stato o la discriminazione contro i cittadini greci nell’accesso ai 

servizi di sostegno statale, anche nel settore dell’assistenza sanitaria, sono 

peraltro menzionate anche nei rapporti Pro Asyl e RSA ripresi nel ricorso. 

Nonostante queste problematiche, va notato che la Grecia è vincolata dalla 

direttiva qualificazione. È quindi responsabilità dell’insorgente rivendicare i 

diritti che gli spettano direttamente presso le autorità di detto Paese (cfr. 

consid. 8.2). Anche se le condizioni di vita in Grecia non sono facili a causa 

della situazione economica prevalente, non ci sono indicazioni che l’inte-

ressato verrebbe esposto a un’emergenza esistenziale in caso di rinvio. 

9.3. Le problematiche di natura medica risultano inoltre decisive in termini 

di esigibilità solo laddove le cure, reputate essenziali, non sarebbero otte-

nibili nel paese d’origine (cfr. GICRA 2003 n. 24 consid. 5b). Sono consi-

derate come essenziali le cure di medicina generale ed acuta assoluta-

mente necessarie ad un’esistenza conforme alla dignità umana. Lo stra-

niero non può tuttavia prevalersi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI, per dedurre un 

diritto incondizionato al soggiorno in Svizzera e un accesso generale alle 

misure mediche suscettibili di ripristinare o mantenere il suo stato di salute, 

per il semplice motivo che l’infrastruttura ospedaliera o le regole dell’arte 

D-114/2021 

Pagina 17 

medica nel paese d’origine o di destinazione dell’interessato, non raggiun-

gono lo standard elvetico. In tal senso, se le cure necessarie possono es-

sere assicurate nel paese d’origine del richiedente, all’occorrenza con altre 

tipologie di presa a carico rispetto a quelle prescritte in Svizzera, l’esecu-

zione dell’allontanamento in tale Paese sarà ragionevolmente esigibile. In-

vece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in ragione 

dell’assenza di possibilità di ottenere un trattamento adeguato, lo stato di 

salute dell’interessato si degraderebbe così rapidamente al punto da con-

durlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o ad 

un pregiudizio serio, durevole e notevolmente grave della sua integrità fi-

sica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 e relativi riferimenti; inter alia le sen-

tenze del Tribunale D-5064/2018 del 27 settembre 2018 e D-3407/2006 

dell’8 luglio 2008 consid. 3.1). Anche sotto questo punto di vista ed alla luce 

di quanto già esposto in limine, le patologie in presenza non sono pertanto 

tali da risultare ostative all’esecuzione dell’allontanamento.  

9.4. Di conseguenza, l’esecuzione dell’allontanamento risulta pure ragio-

nevolmente esigibile. Non vi è infatti modo di ritenere che lo stato di salute 

dell’interessato si degraderebbe così rapidamente da risultare una minac-

cia grave e concreta per la sua integrità fisica. Ciò anche in considerazione 

della possibilità di far capo al sistema sanitario in essere nel Paese di de-

stinazione. 

10.  

Altresì, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr) ri-

tenuto che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammis-

sione del ricorrente. Le restrizioni temporanee da relazionare alla situa-

zione pandemica sono ininfluenti. 

11.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 

106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è inade-

guata (art. 49 PA), per il che il ricorso va respinto. 

12.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che se-

guono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

D-114/2021 

Pagina 18 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]) e prelevate sull’anticipo spese versato il 1° 

aprile 2021. 

13.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF).  

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

D-114/2021 

Pagina 19 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-

cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente e 

prelevate sull’anticipo spese versato il 1° aprile 2021. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Lorenzo Rapelli 

 

 

Data di spedizione: