# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b11c40ce-2d8b-5c25-9dc5-88ee032c4443
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.03.2010 C-7307/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7307-2007_2010-03-24.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7307/2007

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 4  m a r z o  2 0 1 0

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Blaise Vuille, Bernard Vaudan, 
cancelliera Mara Vassella.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'approvazione della proroga del permesso di 
dimora e rinvio.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7307/2007

Fatti:

A.
Il  5  ottobre  1998  A._______,  cittadino  costaricano  nato  il  ...  e 
B._______, cittadina svizzera nata il ... sono convolati a nozze a San 
José in Costa Rica. Giunto in Svizzera il 7 giugno 2000, l'interessato è 
stato posto a beneficio di un permesso annuale di dimora nel Canton 
Ticino  in  applicazione  dell'art.  7  cpv. 1  della  legge  federale  del  26 
marzo 1931 concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS, 
CS 1 117), rinnovato a scadenze annuali, l'ultima volta fino al 6 giugno 
2007. Da questa unione sono nate C._______, il ... e D._______, il ... . 

B.
L'8 aprile 2002 il Procuratore pubblico della Repubblica e Cantone Ti-
cino ha emesso un decreto d'accusa, cresciuto in giudicato, nei con-
fronti dell'interessato per circolazione in stato di ebrietà, infliggendogli 
una pena di 30 giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un 
periodo di prova di tre anni e una multa di fr. 1200.-. Di conseguenza la 
Sezione dei  permessi e dell'immigrazione (SPI)  ha pronunciato il  23 
maggio 2002 una decisione di ammonimento nei suoi confronti,  ren-
dendolo attento che in caso di recidiva o di comportamento scorretto 
sarebbe stata decretata una misura amministrativa.

C.
Con udienza del 10 dicembre 2002, il Pretore della Pretura di Locarno-
Campagna ha autorizzato mediante transazione giudiziale i coniugi a 
vivere  separati  ed  ha  conferito  l'autorità  parentale  sulle  figlie  a 
B._______ e fissato il contributo per il mantenimento delle figlie e della 
moglie a carico di A._______.

D.
Con  decreto  d'accusa  del  9  febbraio  2004,  cresciuto  in  giudicato, 
A._______  è  stato  condannato  per  circolazione  in  stato  di  ebrietà, 
infrazioni alle norme della circolazione nonché inosservanza dei doveri 
in  caso  di  infortunio  alla  pena  di  90  giorni  di  detenzione  sospesi 
condizionalmente per un periodo di prova di quattro anni, alla multa di 
fr. 1000.-  e  alla  revoca del  beneficio  della  sospensione condizionale 
concessa alla precedente pena.

E.
Il 9 settembre 2004 B._______ ha introdotto un'azione di divorzio per 

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motivi  gravi  ai  sensi  dell'art.  115  del  Codice  civile  svizzero  del  10 
dicembre 1907 (CC, RS 210) trasformata in seguito in divorzio su ri-
chiesta comune con accordo parziale. Con sentenza del 28 novembre 
2006  il  Pretore  della  Giurisdizione  di  Locarno-Campagna  ha  sciolto 
per  divorzio  il  suddetto  matrimonio,  attribuendo  l'esercizio  esclusivo 
dell'autorità parentale alla madre. Nei confronti dell'interessato è stato 
sancito un diritto di visita sorvegliato e l'obbligo di versare i contributi 
di mantenimento. 

F.
L'8 febbraio 2007 la SPI ha trasmesso la causa all'Ufficio federale del-
la migrazione (UFM) al fine di approvare la proroga del permesso di di-
mora nei confronti dell'interessato. 

Con scritto del 2 marzo 2007 l'UFM ha comunicato al ricorrente la sua 
intenzione di rifiutare la suddetta proroga, conferendogli al contempo 
la possibilità di esprimersi in merito. 

G.
Con sentenza del 7 marzo 2007, la Corte delle assise correzionali di 
Locarno ha condannato l'interessato per aver commesso nei confronti 
delle figlie atti sessuali ripetuti con fanciulli e atti sessuali ripetuti con 
persone incapaci di discernimento, per pornografia e ripetuta violazio-
ne del dovere d'assistenza e educazione ad una pena detentiva di tre 
anni, al versamento di fr. 5000.- rispettivamente di fr. 1000.- alle figlie 
quale torto morale e alla revoca della sospensione condizionale della 
pena di 90 giorni di detenzione inflittagli il 9 febbraio 2004. Le suddette 
pene sono state sospese in applicazione dell'art. 63 del Codice penale 
svizzero del  21 dicembre 1937 (CP, RS 311.0)  per  dar  luogo ad un 
trattamento ambulatoriale. 

Con scritto del 2 maggio 2007, agendo per il tramite del suo patrocina-
tore, l'interessato ha informato l'UFM che il rapporto con le figlie era 
molto buono e che soltanto mediante la sua presenza in Svizzera gli 
sarebbe stato possibile terminare la misura ambulatoriale ordinata dal 
Tribunale penale. Egli ha infine osservato che la petizione di divorzio è 
stata introdotta nel 2004 e la rispettiva sentenza è cresciuta in giudica-
to nel 2006, non trattandosi pertanto di un matrimonio di breve durata.

H.
Con decisione  del  2  ottobre  2007,  l'UFM ha  rifiutato  l'approvazione 

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della proroga del permesso di dimora nei confronti dell'interessato, im-
partendogli  un  termine  per  lasciare  la  Svizzera  al  7  gennaio  2008. 
L'autorità inferiore ha rilevato in primo luogo che la procedura di divor-
zio era stata introdotta dall'ex-moglie per motivi gravi ai sensi dell'art. 
115 CC a seguito dei reati che hanno portato alla condanna del 7 mar-
zo 2007. Essendo inoltre la separazione tra i  coniugi avvenuta dopo 
circa quatto anni di vita coniugale, l'art. 7 cpv. 1 LDDS non può essere 
applicato. L'autorità di prime cure ha osservato che tenuto conto della 
gravità degli  atti  commessi nei confronti delle figlie, la buona volontà 
dell'interessato a ricostituire un rapporto con loro non risulta determi-
nante. L'UFM ha constatato che l'interessato era stato condannato al-
tre volte per aver infranto le norme sulla circolazione stradale e che 
dopo una ponderazione degli  interessi  in causa esso era giunto alla 
conclusione che i presupposti per la proroga del permesso di dimora 
non sono adempiuti. Per quanto attiene al diritto di visita, l'autorità in-
feriore ha osservato che quest'ultimo può essere esercitato anche dal-
l'estero. Infine, ai sensi all'art. 14a cpv. 1 LDDS, un rinvio risulterebbe 
conforme agli accordi in materia di diritto internazionale della Svizzera.

I.
Il 24 ottobre 2007 A._______ è insorto contro la suddetta decisione, 
postulandone l'annullamento. In sostanza il ricorrente ha contestato la 
competenza dell'UFM ad approvare o rifiutare il rilascio del permesso 
di  soggiorno,  trattandosi  in  concreto  di  un  rinnovo  e  non  di  una 
proroga.  Il  ricorrente  ha  fatto  inoltre  valere  una  violazione  della 
Convenzione del 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo (RS 0.107), 
sostenendo che il diritto di visita non può essere esercitato dall'estero 
poiché  la  tecnologia  nel  suo  Paese  d'origine  non  è  all'avanguardia 
come in Svizzera e sostenendo che tale decisione è arbitraria e spro-
porzionata. Egli ha infine affermato di aver sempre lavorato presso lo 
stesso  datore  di  lavoro,  ciò  che  attesta  un'unità  di  carattere  e  di 
pagare regolarmente i contributi di mantenimento, prestazioni queste, 
che non potrebbe più fornire qualora fosse costretto a fare rientro in 
Costa  Rica,  dove  un  salario  ammonta  all'incirca  a  150.00  -  200.00 
dollari USA. 

J.
In  data  3  dicembre  2007,  l'interessato  è  convolato  a  nozze  con 
E._______, cittadina svizzera nata il ... . 

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K.
Chiamato ad esprimersi in merito al suddetto gravame, con preavviso 
del 20 dicembre 2007, l'autorità di prime cure ne ha postulato la reie-
zione. In primo luogo essa ha affermato di essere competente per de-
cidere in merito a tale causa. Per quanto attiene al primo matrimonio, 
l'UFM ha osservato di trattarsi di un abuso di diritto contratto al fine di 
risiedere in Svizzera. L'UFM ha asserito che secondo la giurispruden-
za del Tribunale federale, il diritto di un cittadino straniero si estingue 
in presenza di una condanna ad una pena privativa di libertà di due o 
più anni ed ha considerato il rapporto con le figlie non particolarmente 
stretto data la gravità dei fatti commessi nei loro confronti e la frequen-
za ridotta dei loro incontri. Una volta tornato in Patria,  egli  potrà co-
munque organizzarsi in modo da rimanere in contatto con le figlie. Infi-
ne l'UFM ha affermato che il versamento dei contributi di mantenimen-
to in favore delle figlie non può giustificare la proroga del permesso di 
dimora.

L.
Invitato ad esprimersi in merito al suddetto preavviso, con replica del 
29 gennaio 2008, il ricorrente ha contestato quanto affermato dall'UFM 
in merito alla sua unione matrimoniale con E._______, sostenendo di 
intrattenere una relazione sentimentale con essa dal 2006 e di essere 
convolato a nozze con la stessa nel dicembre 2007. Al fine di attestare 
l'autenticità del loro matrimonio, il ricorrente ha prodotto una dichiara-
zione dell'11 gennaio 2008 controfirmata da alcuni amici e conoscenti. 

M.
Chiamato ad esprimersi in merito alla suddetta replica, con duplica del 
4 marzo 2008 rispettivamente del 19 marzo 2008, l'UFM ha osservato 
che l'attuale matrimonio non può giustificare una proroga del permes-
so di dimora, richiamandosi infine alle sue precedenti considerazioni.

N.
Con decreto d'accusa dell'11 agosto 2008,  l'interessato è stato con-
dannato per danneggiamento alla pena pecuniaria di 20 aliquote gior-
naliere da fr. 70.- ciascuna corrispondenti  a complessivi  fr. 1'400.-  e 
alla  multa  di  fr. 200.-  senza  revocare  il  beneficio  della  sospensione 
condizionale  concesso  alla  pena  detentiva  di  tre  anni  inflittagli  con 
sentenza del 7 marzo 2007 ma ammonendo formalmente ai sensi del-
l'art. 46 cpv. 2 del Codice penale svizzero del 21 dicembre 1937 (CP, 
RS 311.0). 

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O.
Con decreto d'accusa del 24 novembre 2008, il ricorrente è stato nuo-
vamente condannato per guida in stato di inattitudine e infrazione alle 
norme della circolazione alla pena pecuniaria di 90 aliquote giornaliere 
da fr. 120.-  ciascuna corrispondenti  a  complessivi  fr. 10'800.-  e  alla 
multa di fr. 1'200.- senza revocare il beneficio della sospensione condi-
zionale concesso alla pena detentiva di tre anni inflittagli con sentenza 
del 7 marzo 2007 ma ammonendolo formalmente ai sensi dell'art. 46 
cpv. 2 CP. 

P.
Invitato a fornire delle delucidazioni in merito alla sua situazione per-
sonale,  famigliare  nonché professionale,  l'interessato  ha inoltrato  un 
documento del suo datore di lavoro del 28 ottobre 2009, uno scritto del 
9 novembre 2009 della Commissione tutoria regionale di F._______ e 
l'estratto  del  casellario  giudiziale  del  21  ottobre  2009. Con  ulteriore 
scritto del 29 gennaio 2010 la commissione tutoria regionale ha fornito 
un quadro generale circa lo svolgimento attuale del diritto di visita e di 
eventuali modifiche future.

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribuna-
le o il  TAF) giudica i  ricorsi  contro le decisioni prese in applicazione 
dell'art. 5 PA dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. In particolare, 
le  decisioni  in  materia  di  rifiuto  dell'approvazione alla  proroga di  un 
permesso di dimora e di rinvio dalla Svizzera rese dall'UFM - il quale 
costituisce un'unità dell'amministrazione federale come definita all'art. 
33 let. d LTAF - possono essere impugnate dinanzi al TAF. 

1.2 Di  principio  le  sentenze  del  TAF  in  materia  di  permessi  o 
autorizzazioni sono definitive (cfr. art. 83 let. c cifra 2 e 4 della legge 
sul  Tribunale  federale  del  17  giugno  2005  [LTF,  RS  173.110]  in 
relazione  con  l'art.  1  cpv. 2  LTAF). Sono  salvi  i  casi  in  cui  il  diritto 
federale o internazionale conferiscono un diritto all'ottenimento di un 
permesso di soggiorno (DTF 135 I 143 consid. 1.1).

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1.3 Eccetto i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura 
davanti al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).

1.4 A._______ ha il  diritto di ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA) e il  suo ri-
corso, presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è rice-
vibile (cfr. art. 50 e 52 PA).

2.
Ai sensi dell'art. 49 PA, il ricorrente può invocare la violazione del dirit-
to federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamen-
to, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti 
nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non 
abbia giudicato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il 
diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato in nessun 
caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevanti sono in pri-
mo luogo la situazione di fatto e di diritto al momento del giudizio (cfr. 
consid. 1.2 della sentenza 2A.451/2002 del 28 marzo 2003 pubblicata 
parzialmente in DTF 129 II 215).

3.

3.1 L'entrata in vigore, il  1° gennaio 2008, della  legge federale sugli 
stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) ha comportato l'abro-
gazione della LDDS conformemente all'art. 125 LStr  in relazione con 
l'allegato 2, cifra I. Ai sensi dell'art. 126 cpv. 1 LStr, alle procedure in-
trodotte prima del 1° gennaio 2008 permane applicabile il diritto previ-
gente  (cfr. DTAF 2008/1  consid. 2).  La  decisione  impugnata  è  stata 
emessa anteriormente all'entrata in vigore della LStr, per la valutazio-
ne materiale del presente ricorso ci si deve dunque riferire alla norma-
tiva  previgente,  segnatamente  alla  LDDS e  alle  corrispondenti  ordi-
nanze di applicazione, anch'esse abrogate il 1° gennaio 2008 (cfr. art. 
91 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 sull'ammissione, il soggiorno e 
l'attività lucrativa (OASA; RS 142.201).

3.2 Conformemente all'art. 126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente alle 
domande presentate prima dell'entrata in vigore della LStr è retta dal 
nuovo diritto.

3.2.1 Ai sensi dell'art. 99 LStr, il Consiglio federale determina i casi in 
cui i permessi di soggiorno di breve durata, di dimora, di domicilio e le 
decisioni preliminari delle autorità cantonali preposte al mercato di la-
voro, sono soggetti  all'approvazione dell'Ufficio federale. Quest'ultimo 

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può rifiutare l'approvazione o limitare la portata della decisione canto-
nale (art. 40 cpv. 1 LStr). 

3.2.2 Ai sensi dell'art. 85 cpv. 1 lett. a e b OASA, l'UFM è competente 
per l'approvazione del rilascio dei permessi di soggiorno di breve dura-
ta, di dimora o domicilio e della proroga dei permessi di dimora se ri-
tiene necessaria una procedura d'approvazione per determinate cate-
gorie di stranieri e domande o qualora una tale procedura si rilevi indi-
spensabile  per  un  singolo  caso.  Conformemente  all'art.  85  cpv.  3 
OASA l'autorità  cantonale  competente  in  materia  degli  stranieri  può 
sottoporre all'UFM per approvazione una decisione cantonale sull'esa-
me delle condizioni secondo il diritto federale.

3.2.3 Le norme procedurali succitate corrispondono nella loro portata 
alle disposizioni abrogate (cfr. art. 51 dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 
che limita l'effettivo degli  stranieri  [OLS; RU 1986 I  1791],  art. 4,  15 
cpv. 3, 18 cpv. 1 a 4 LDDS e art. 1 cpv. 1 let. c dell'ordinanza del 20 
aprile 1983 sulla procedura di  approvazione nel diritto degli  stranieri 
[OPADS, RU 1983 535]).

Nell'esercizio  della  sua  competenza,  l'UFM  non  è  vincolato  dall'ap-
prezzamento formulato dalle autorità cantonali e può quindi discostarsi 
da un eventuale preavviso favorevole in ragione della libertà di apprez-
zamento di cui esso gode (cfr. art. 4 LDDS; DTF 127 II 49 consid. 3; 
sentenze del Tribunale amministrativo federale C-670/2007 del 19 gen-
naio  2010,  consid. 3.4  e  giurisprudenza ivi  citata).  Ciò  è  il  caso ad 
esempio per la proroga del permesso di soggiorno dopo lo scioglimen-
to della comunione matrimoniale contratta con una persona svizzera o 
nel caso di subentrato decesso di quest'ultima qualora la persona stra-
niera non è cittadina di uno Stato membro dell'EU o di uno Stato mem-
bro dell'AELS (cfr. sentenza del  Tribunale amministrativo federale C-
1872/2007 del 20 settembre 2007 consid. 3.2). Di conseguenza né il 
Tribunale  né l'UFM sono legati  dal  preavviso  favorevole  della  SPI  e 
possono dunque distanziarsi dall'apprezzamento formulato da questa 
autorità.

La censura del ricorrente in ordine alla non competenza dell'UFM per 
approvare il rilascio o la proroga di un permesso di dimora non è per-
tanto fondata. 

4.
Secondo l'art. 1a LDDS ha diritto di risiedere in Svizzera ogni straniero 

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che sia al beneficio di un permesso di dimora o domicilio, ovvero che, 
secondo la presente legge, non abbia bisogno di un siffatto permesso. 
L'autorità decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e 
dei trattati con l'estero, circa la concessione del permesso di dimora o 
di domicilio (art. 4 LDDS). Essa non può essere pregiudicata da alcun 
atto dello straniero (cfr. art. 8 cpv. 2 dell'ordinanza d'esecuzione della 
legge concernente la  dimora e il  domicilio  degli  stranieri  [ODDS del 
1949,  RU 1949 I  233]). Nelle  loro decisioni,  le autorità competenti  a 
concedere i permessi terranno conto degli interessi morali ed econo-
mici del Paese, nonché dell'eccesso della popolazione straniera (art. 
16 cpv. 1 LDDS). A questo proposito occorre osservare che la Svizzera 
conduce una politica restrittiva in materia di soggiorno degli stranieri e 
d'immigrazione, segnatamente con lo scopo di  garantire un rapporto 
equilibrato tra la popolazione svizzera e quella straniera, di migliorare 
la situazione del mercato del lavoro e di garantire un equilibrio ottimale 
nell'ambito degli impieghi. 

Lo straniero è tenuto a lasciare il territorio elvetico quando gli sia rifiu-
tata la concessione o la proroga di un permesso ovvero quando il per-
messo gli sia revocato o ritirato in applicazione dell'art. 9 cpv. 2 LDDS 
ovvero quando lo straniero lo abbia ottenuto dando indicazioni false o 
tacendo scientemente dei fatti d'importanza essenziale (let. a), quando 
non venga adempiuta una condizione imposta all'atto della concessio-
ne del permesso o quando la condotta dello straniero dia motivo a gra-
vi lagnanze (let. b) e infine quando il permesso sia stato accordato sol-
tanto con riserva di revoca (let. c). In questi casi l'autorità gli assegna 
un  termine  di  partenza.  Se  l'autorità  è  cantonale,  l'ordine  di  partire 
vale solo per il territorio del Cantone; se l'autorità è federale, lo stra-
niero deve lasciare la Svizzera. L'autorità federale competente può tra-
sformare  l'ordine  di  lasciare  un  Cantone  in  un  ordine  di  lasciare  la 
Svizzera (art. 12 cpv. 3 LDDS).

5.

5.1 Lo straniero non gode di principio di un diritto al rilascio di un per-
messo di dimora (rispettivamente alla proroga o al rinnovo dello stes-
so)  o di  domicilio,  a  meno che possa prevalersi  di  una disposizione 
particolare di diritto federale o di un trattato che gli attribuisce tale pre-
rogativa (cfr. DTF 135 II 1 consid. 1.1 e giurisprudenza ivi citata).

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5.2 Giusta l'art. 7 cpv. 1 1a frase LDDS, il coniuge straniero di un citta-
dino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimo-
ra. Dopo una dimora regolare e ininterrotta di cinque anni, ha diritto al 
permesso di domicilio (art. 7 cpv. 1 2a frase LDDS). Questi diritti non 
sussistono se il matrimonio è stato contratto per eludere le prescrizioni 
in  materia di  dimora e domicilio  degli  stranieri,  segnatamente quelle 
sulla  limitazione  dell'effettivo  degli  stranieri  (art.  7  cpv.  2  LDDS). 
Secondo la giurisprudenza, il fatto di invocare l'art. 7 cpv. 1 LDDS può 
essere  costitutivo  di  un  abuso  di  diritto  anche  in  assenza  di  un 
matrimonio contratto  al  fine di  eludere le  disposizioni  concernenti  la 
dimora e il domicilio degli stranieri ai sensi dell'art. 7 cpv. 2 LDDS. Se il 
coniuge straniero, allo scopo di ottenere il rinnovo del suo premesso di 
soggiorno,  invoca  un  matrimonio  esistente  ormai  solo  dal  profilo 
formale, ovvero un legame in cui è intervenuta una rottura definitiva, 
senza  alcuna  possibilità  di  riconciliazione.  Le  cause  e  i  motivi 
all'origine di questa rottura non sono determinanti (cfr. DTF 130 II 113 
consid. 4.2,  127 II  49 consid. 5a e riferimenti  ivi  citati;  sentenza del 
Tribunale  federale  2C_31/2009  del  9  aprile  2009,  consid.  5.2  e 
riferimenti ivi citati).

5.3 In concreto, per quanto concerne il primo matrimonio, con decisio-
ne del 10 dicembre 2002 il  Pretore ha autorizzato i  coniugi A e B a 
vivere  separatamente.  Il  9  settembre  2004  B._______  ha  introdotto 
un'azione di divorzio per motivi gravi giusta l'art. 115 CC trasformata 
successivamente  in  divorzio  con  accordo  parziale.  La  sentenza  di 
divorzio è stata pronunciata il 28 novembre 2006. Dagli atti di causa si 
evince  come  durante  i  diversi  anni  di  separazione  i  coniugi  non 
abbiano mai ripreso delle relazioni di carattere matrimoniale. Pertanto, 
sebbene  il  matrimonio  sia  durato  formalmente  più  di  cinque  anni, 
quanto esposto permette di concludere che la vita coniugale in comu-
ne aveva definitivamente preso fine già a decorrere dal 10 dicembre 
2002, ossia prima dello spirare del suddetto termine di cinque anni di 
cui all'art. 7 cpv. 1 2a frase LDDS. Da quel momento  il ricorrente non 
poteva più prevalersi del diritto al rilascio, rispettivamente alla proroga, 
di un permesso di dimora in ragione del suo statuto di coniuge di una 
cittadina elvetica. 

Per quanto  concerne  il  secondo  matrimonio  celebrato  il  3  dicembre 
2007 con una cittadina svizzera, quest'ultima ha dichiarato mediante 
scritto del 15 gennaio 2008 (verosimilmente del 15 gennaio 2009) che 
da diversi mesi lei e il marito avevano preso di comune accordo la de-

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cisione di separarsi e che al momento non si sentiva pronta a ripren-
dere la convivenza. In effetti, già a partire dal 1° agosto 2008 l'interes-
sato aveva cambiato domicilio (cfr. contratto di locazione del 30 luglio 
2008 e rapporto di contravvenzione del 22 gennaio 2009). Dalle risul-
tanze agli atti non emerge che i coniugi abbiano ripreso nuovamente a 
vivere in comune. Il Tribunale ritiene dunque che l'attuale matrimonio 
sussista solamente formalmente e l'interessato non può dunque preva-
lersi dell'art. 7 cpv. 1 1a frase LDDS. Anche tenendo conto dell'art. 42 
cpv. 1 LStr peraltro più restrittivo, il quale prevede la coabitazione del 
coniuge straniero  con  il  coniuge svizzero,  il  ricorrente  non potrebbe 
prevalersi  di  questo  matrimonio. Egli  commette  dunque un abuso di 
diritto invocando il secondo matrimonio per ottenere la proroga del suo 
permesso  di  soggiorno  ai  sensi  della  precitata  giurisprudenza  (cfr. 
consid. 5.2). 

6.
Nell'atto ricorsuale il ricorrente ha affermato di intrattenere delle rela-
zioni  con  le  figlie  C._______  e  D._______,  prevalendosi  quindi  del 
diritto al rispetto della vita privata e familiare garantito dall'art. 8 della 
Convenzione  del  4 novembre  1950  per  la  salvaguardia  dei  diritti 
dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  (CEDU,  RS  0.101).  Egli  si  è 
inoltre prevalso di una violazione della Convenzione del 20 novembre 
1989 sui diritti del fanciullo (di seguito: Convenzione ONU, RS 0.107).

6.1 Per quanto concerne la Convenzione ONU, in parte di natura pro-
grammatica, essa non conferisce un diritto al rilascio di un permesso 
di soggiorno. Ad ogni modo in riferimento alla giurisprudenza del Tribu-
nale federale, se ne terrà conto nell'ambito della ponderazione degli 
interessi in applicazione dell'art. 8 CEDU (cfr. DTF 135 I 153 consid. 
2.2.2). 

6.2 Uno straniero può, secondo le circostanze, prevalersi del diritto al 
rispetto della sua vita familiare garantito dall'art. 8 CEDU per impedire 
la divisione della sua famiglia ed opporsi ad un'ingerenza delle autorità 
nel diritto garantitogli. Tuttavia, affinché possa prevalersi di tale norma, 
egli deve intrattenere una relazione stretta, effettiva ed intatta con una 
persona  della  sua  famiglia  a  beneficio  di  un  diritto  di  presenza 
duraturo in Svizzera ("ein  gefestigtes  Anwesenheitsrecht"),  quindi  di  un 
diritto sicuro all'ottenimento od al  rinnovo di  un permesso di  dimora, 
vale a dire possedere in principio la nazionalità svizzera o disporre di 
un  permesso di  domicilio  (cfr. in  particolare  DTF 129 II  193 consid. 

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5.3.1; 127 II 60 consid. 1d/aa; 126 II 335 consid. 2a; cfr, inoltre  ALAIN 
WURZBURGER,  La jurisprudence récente du Tribunal fédéral  en matière 
de police des étrangers, Revue de Droit Administratif et de Droit Fiscal 
[RDAF] 1997, p. 285). Si osserva inoltre che l'art. 13 della Costituzione 
federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cst,  RS 
101),  anch'esso  garante  del  diritto  al  rispetto  della  vita  privata  e 
familiare, corrisponde, quanto al suo contenuto, all'art. 8 cpv. 1 CEDU. 
Tale disposizione non conferisce in materia degli stranieri alcun diritto 
o protezione particolare (DTF 129 II  215 consid. 4.2 e riferimenti  ivi 
citati).

6.2.1 Secondo  la  giurisprudenza,  le  relazioni  familiari  che  possono 
fondare, in virtù dell'art. 8 cpv. 1 CEDU, un diritto ad un'autorizzazione 
di polizia degli stranieri sono innanzitutto i rapporti tra i coniugi, non-
ché quelli tra genitori e figli minorenni che vivono in comunione (DTF 
129 II 193 consid. 5.3.1; 127 II 60 consid. 1d/aa; 122 II 289 consid. 1c). 
Le persone che non fanno parte dei rapporti familiari precitati possono 
prevalersi dell'art. 8 CEDU solamente allorquando essi, in ragione del-
la loro invalidità fisica o psichica o di una malattia grave, le quali ne-
cessitano una presa a carico permanente, dipendono dal titolare di un 
diritto di soggiorno in Svizzera (DTF 120 Ib 257 consid. 1d). Salvo cir-
costanze speciali, la relazione familiare tra il figlio minore ed il genitore 
che non gode dell'autorità parentale non necessita la presenza di que-
st'ultimo in Svizzera. In effetti, a differenza di quanto avviene in casi di 
vita in comunione, il diritto di visita può in principio essere esercitato 
dall'estero, regolando le modalità dello stesso per quanto attiene alla 
sua frequenza e alla sua durata, sebbene il suo esercizio risulti essere 
più complicato (cfr. in particolare DTF 120 Ib 22 consid. 4a; confronta 
inoltre le decisioni del Tribunale federale 2A.614/2005 del 20 gennaio 
2006, consid. 4.2.1 e 2A.116/2001 del 28 giugno 2001, consid. 3). A 
questo proposito, si  deve prendere in considerazione l'intensità della 
relazione tra il genitore ed il figlio, nonché la distanza che separerebbe 
lo straniero dalla Svizzera (DTF 120 Ib 1 consid. 1 e 3; 120 Ib 22 preci-
tato e riferimenti ivi citati; cfr. inoltre le sentenze del Tribunale federale 
2A.617/2004  dell'11 febbraio  2005,  2A.119/2004  del  5 marzo  2004 
consid. 3.1; WURZBURGER, op. cit., p. 285). Un diritto all'ottenimento di un 
permesso  di  dimora  può  semmai  sussistere  se  i  rapporti  con  i  figli 
sono particolarmente intensi dal profilo economico ed affettivo, se que-
sti rapporti non potrebbero venir mantenuti a causa della distanza del 
paese d'origine del genitore e se il comportamento di quest'ultimo in 
Svizzera  è  stato  irreprensibile  (sentenze  del  Tribunale  federale 

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2C_618/2009  del  27  gennaio  2010  consid.  4.2.1  e  2C_371/2009 
dell'8 settembre 2009 consid. 3.2 e riferimenti ivi citati). Un comporta-
mento è irreprensibile se non esiste alcun motivo secondo il diritto de-
gli stranieri di allontanare questo genitore o di mantenerlo all'estero, in 
altre parole, se egli  non si è reso colpevole di alcun comportamento 
represso dal diritto degli stranieri o dal diritto penale (sentenza del Tri-
bunale federale 2C_621/2008 del 9 settembre 2008 consid. 6.1 e riferi-
menti ivi menzionati). Bisogna inoltre considerare che un legame affet-
tivo particolarmente forte esiste allorquando il diritto di visita è accor-
dato largamente, è esercitato in maniera regolare, spontanea e senza 
difficoltà (sentenza del Tribunale federale 2C_436/2009 del 1° dicem-
bre 2009 consid. 6.1 e riferimenti ivi  citati). Solo a queste condizioni 
l'interesse pubblico ad una politica restrittiva in materia di  soggiorno 
degli  stranieri  e  d'immigrazione non  risulta  prevalente  (sentenza del 
Tribunale federale 2C_657/2007 del 26 maggio 2008 consid. 2.3).

6.2.2 La  protezione  conferita  della  norma  convenzionale  in  oggetto 
non è assoluta. Un'ingerenza nella vita familiare protetta dall'art. 8 cpv. 
1 CEDU è ammissibile se questa è prevista dalla legge e se costitui-
sce una misura che, in una società democratica, è necessaria per la 
sicurezza  nazionale,  l’ordine  pubblico,  il  benessere  economico  del 
paese, la prevenzione dei reati, la protezione della salute o della mora-
le,  o  la  protezione  dei  diritti  e  delle  libertà  altrui  (cfr.  art.  8  cpv. 2 
CEDU). Il rifiuto della proroga del permesso di soggiorno si deve fon-
dare  su  una  ponderazione  di  tutti  gli  interessi  pubblici  e  privati  del 
caso specifico di modo che risulti proporzionale. A tale scopo l'autorità 
competente tiene conto della gravità del reato commesso, del lasso di 
tempo trascorso  dall'epoca  dei  fatti  nonché  del  suo  comportamento 
durante questo periodo, delle conseguenze per la persona principal-
mente interessata e per i membri della sua famiglia e di ulteriori pecu-
liarità del caso in esame (cfr. DTF 135 II 377 consid. 4.3). Al riguardo, 
il Tribunale federale ha deciso che, in quest'ambito è ammesso conti-
nuare a riferirsi ad una costante giurisprudenza secondo la quale ad 
uno straniero condannato ad una pena detentiva di due anni o più e il 
cui  soggiorno  in  Svizzera  è  stato  di  breve  durata  non  può  più,  di 
regola,  essere  concessa  un'autorizzazione  di  soggiorno  nemmeno 
quando la partenza della moglie svizzera non è - o solo difficilmente – 
esigibile  (cfr. cosiddetta  prassi  "Reneja"  in:  DTF  135  II  377  consid. 
4.4). Questa prassi non può tuttavia essere applicata senza riserve se 
la permanenza della persona interessata in Svizzera è di lunga durata 

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(DTF 134 II 10 consid. 4.3, DTF 131 II 329 consid. 4.3 e sentenza del 
Tribunale federale 2C_858/2008 del 24 aprile 2009 consid. 4.2). 

6.2.3 Nella  specie,  il  ricorrente  soggiorna  in  Svizzera  dal  7  giugno 
2000. Nel  corso della sua permanenza in  questo Paese egli  è  stato 
condannato  cinque  volte.  In  particolare,  con  sentenza  del  7  marzo 
2007 è emerso che il ricorrente è stato condannato per atti sessuali ri-
petuti  con fanciulli  e atti  sessuali  ripetuti  con persone incapaci di di-
scernimento per avere compiuto atti sessuali con le figli nate rispetti-
vamente nel 1999 e nel 2001 in un numero imprecisato di circostanze 
tra l'inizio ed il dicembre 2002 e tra gennaio e giugno 2004, indotto le 
stesse a commettere atti sessuali su di lui e tra loro nonché coinvolto 
le stesse in atti sessuali, per pornografia e ripetuta violazione del do-
vere di assistenza ed educazione ad una pena detentiva di tre anni, 
sospesa unicamente per dar luogo ad un trattamento ambulatoriale ai 
sensi dell'art. 63 CP. I giudici in sede penale hanno pronunciato il mas-
simo della condanna possibile che una Corte delle assise correzionali 
possa emettere (cfr. sentenza del 7 marzo 2007, pag. 6). La colpa del 
ricorrente  è  dunque  da  ritenersi  estremamente  grave,  tenuto  inoltre 
conto che tali  reati sono stati  perpetrati  nei confronti delle proprie fi-
glie, mettendone in pericolo la loro integrità fisica e psichica. Conside-
rata la gravità di tali atti, le condizioni disciplinate all'art. 8 cpv. 2 CEDU 
sono manifestamente adempiute.

6.2.4 L'autorità parentale sulle figlie C._______ e D._______ che han-
no attualmente quasi 11 rispettivamente 9 anni è stata conferita esclu-
sivamente alla madre. Il ricorrente esercita un diritto di visita in manie-
ra sorvegliata per quattro ore due volte al mese (cfr. sentenza di divor-
zio  del  28  novembre  2006  pag.  5).  Nella  citata  sentenza,  è  stato 
espressamente rilevato che era "doveroso predisporre che il diritto di 
visita avvenga sotto la sorveglianza di persone che, per le proprie co-
noscenze e la propria esperienza, possano chiarire con la loro presen-
za durante i contatti tra padre e figlie se, nel loro interesse, sia oppor-
tuno concedere al genitore di vederle in maniera libera". A tutt'oggi l'e-
sercizio del diritto di visita si svolge in maniera sorvegliata con una fre-
quenza quindicinale nel giorno di domenica per una durata di due ore, 
solo in un prossimo futuro verrà valutata l'eventualità di una modifica 
dell'esercizio  del  diritto  di  visita  proponendo se del  caso  una forma 
parzialmente libera (un momento all'inizio ed alle fine degli  incontri), 
ma  sempre  presso  la  struttura  pubblica  prevista  per  l'incontro.  La 
madre delle bambine non apporterebbe attualmente alcuna modifica al 

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diritto di visita (cfr. rapporto del 29 gennaio 2010 della Commissione 
tutoria regionale). Sebbene le figlie vedano volentieri il padre, una tale 
relazione  non  può  essere  considerata  stretta,  effettiva  ed  intatta  ai 
sensi della succitata prassi. 

Anche se la partenza del ricorrente dalla Svizzera costituirà indubbia-
mente un ostacolo importante nella gestione delle relazioni con le fi-
glie, essa non li rende comunque impossibili ed è pertanto sostenibile: 
la relazione familiare potrà essere mantenuta mediante contatti telefo-
nici  e  scritti  ed  eventualmente,  più  tardi,  secondo  le  decisioni  della 
Commissione tutoria nell'ambito di soggiorni turistici.

6.2.5 Il ricorrente ha inoltre interessato altre volte le autorità giudizia-
rie, in particolare egli è stato condannato l'8 aprile 2002 per circolazio-
ne in stato di ebrietà a 30 giorni  di  detenzione. Il  9 febbraio 2004 è 
nuovamente stato condannato per circolazione in stato di ebrietà e per 
infrazioni  alle  norme della  circolazione  e  inosservanza dei  doveri  in 
caso di infortunio alla pena di 90 giorni, commettendo questi reati nel 
periodo di prova della precedente pena. L'11 agosto 2008 egli è stato 
condannato per danneggiamento alla  pena pecuniaria  di  20 aliquote 
giornaliere da fr. 70.- ciascuna corrispondenti a complessivi fr. 1'400.- 
e infine il 24 novembre 2008 è stato condannato per guida in stato di 
inattitudine e infrazione alle norme della circolazione alla pena pecu-
niaria di 90 aliquote giornaliere da fr. 120.- ciascuna corrispondenti a 
10'800.-. Entrambe le pene sono state emesse senza revocare il bene-
ficio della sospensione condizionale concessa alla pena di tre anni di 
detenzione ma con ammonimento formale ai  sensi dell'art. 46 cpv. 2 
CP. 

Tale comportamento lascia presupporre che l'interessato non è in gra-
do o non vuole attenersi all'ordine pubblico vigente. Quest'impressione 
è inoltre ancor più confortata dalla circostanza che dopo la grave con-
danna del 7 marzo 2007 egli non ha saputo adottare un comportamen-
to rispettoso delle leggi vigenti nonostante fosse già stato ammonito 
più volte in precedenza.

6.2.6 Tenuto conto di  tutti  gli  elementi  del  caso concreto, l'interesse 
pubblico  alla  protezione  dell'ordine  e  sicurezza  pubblici,  dei  diritti  e 
delle  libertà  altrui  risulta  preponderante  rispetto  all'interesse  privato 
del ricorrente all'annullamento della decisione impugnata. 

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7.

7.1 Nella misura in cui il ricorrente non ottiene il rinnovo del suo per-
messo di dimora, è a giusta ragione che l'autorità di prime cure ha pro-
nunciato il suo rinvio dalla Svizzera in applicazione dell'art. 12 LDDS. 
Occorre tuttavia analizzare se l'esecuzione dell'allontanamento è pos-
sibile,  ammissibile  e  ragionevolmente  esigibile  ai  sensi  dell'art.  14a 
cpv. 2 a 4 LDDS. 

7.2 Il ricorrente non ha dimostrato di non essere in possesso dei do-
cumenti necessari per ritornare in Costa Rica e di non poter intrapren-
dere i passi necessari presso la Rappresentanza del suo Paese al fine 
di ottenere i detti documenti di viaggio. Ne consegue che l'esecuzione 
del suo rinvio non comporta ostacoli insormontabili d'ordine tecnico ed 
è pertanto lecita (art. 14 a cpv. 2 LDDS). 

7.3 Per quanto concerne le legittimità dell'esecuzione di rinvio il ricor-
rente non ha dimostrato in alcuna maniera che è contraria agli impegni 
di diritti internazionale della Svizzera. Infatti egli non ha comprovato di 
essere sottomesso a trattamenti inumanti o degradanti ai sensi dell'art. 
3  CEDU. Inoltre  secondo  l'art.  8  CEDU  è  possibile  sospendere  l'e-
secuzione del rinvio se ritenuta illecita. In concreto come si è visto nei 
considerandi precedenti i criteri d'applicazione della suddetta disposi-
zione non sono adempiuti. Ne discende che ai sensi dell'art. 14a cpv. 3 
LDDS il rinvio dalla Svizzera è ammissibile.

7.4 Ai sensi dell'art. 14a cpv. 4 LDDS l'esecuzione del rinvio non è ra-
gionevolmente esigibile se implica per lo straniero l'esposizione con-
creta a pericolo. Questa disposizione si applica in primo luogo ai "rifu-
giati"  o agli  stranieri  che non hanno ottenuto questo statuto ma che 
fuggono situazioni di guerra o di violenza. Infine beneficiano di tale di-
sposizione le persone che sarebbero esposte concretamente a perico-
lo rinviandole siccome non potrebbero più ottenere le cure di cui ne-
cessitano. Al  contrario  le  difficoltà  socioeconomiche  non  sono  suffi-
cienti per beneficiare dell'ammissione provvisoria. L'autorità competen-
te deve dunque confrontare gli aspetti umanitari legati alla situazione 
nella quale si troverebbe lo straniero nel suo Paese dopo l'esecuzione 
del  rinvio e l'interesse pubblico al  suo allontanamento (cfr. sentenza 
del Tribunale amministrativo federale C-528/2006 del 27 agosto 2009 
consid. 15.4.1 e riferimenti ivi citati). 

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In applicazione dell'art. 14a cpv. 6 LDDS (cfr. DTAF 2007/32 consid. 
3.2 pag. 386) la questione dell'esigibilità dell'esecuzione di rinvio dalla 
Svizzera del ricorrente non deve essere esaminata in ragione del suo 
comportamento delittuoso. 

7.5 È quindi a giusto titolo che l'UFM ha pronunciato il suo rinvio dalla 
Svizzera conformemente all'art. 12 cpv. 3 LDDS, il quale prevede che 
lo straniero è tenuto a partire quando gli sia rifiutata la concessione o 
la proroga di un permesso.

8.
Ne discende che l'UFM con decisione del 2 ottobre 2007 non ha viola-
to il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'au-
torità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i 
fatti  giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso deve essere respinto.

9.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali vengono poste a ca-
rico della parte ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 a 
3 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripeti-
bili  nelle  cause dinanzi  al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, 
RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 800.-, sono poste a carico del ricorrente e 
sono computate con l'anticipo spese dello stesso importo versato alla 
cassa del Tribunale il 14 novembre 2007.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona, per informa-

zione (incarto cantonale di ritorno)

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto pubblico al Tribunale federale, entro un termine di  30 giorni 
dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 della legge 
sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]. Gli  atti 
scritti  devono  essere  redatti  in  una  lingua  ufficiale,  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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