# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1ad9f245-49c8-595c-83de-5351ffd1e4e4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-04-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 22.04.2024 60.2023.182
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2023-182_2024-04-22.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2023.182

   

  	
  Lugano

  22 aprile 2024/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Nicola
  Respini, presidente,

  Ivano Ranzanici, Giovan Maria Tattarletti

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Daniela
  Fossati

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 10/12.07.2023 presentato
da

 

 

	
   

  	
   RE
  1  

  patr.
  da:   PR 1  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  il decreto 27.06.2023 del presidente della Pretura
  penale Elettra Orsetta Bernasconi Matti (inc. __________) che ha dichiarato
  irricevibile la sua opposizione del 26.05.2023 al decreto di accusa (DA __________)
  del procuratore pubblico supplente Luca Guastalla;

  

 

 

richiamate le osservazioni 25/26.07.2023
e 07/08.08.2023 (duplica) del presidente della Pretura penale che si rimette al
giudizio di questa Corte, nonché le osservazioni 14/17.07.2023 del procuratore
pubblico supplente, concludenti per la reiezione del gravame;

 

richiamata inoltre la replica
02/04.08.2023 di RE 1, con la quale afferma che la prova dell’avvenuto invio il
25.05.2023 sarebbe confermata dal fatto che la segretaria dell’avv. PR 1
sarebbe sicura di aver spedito qualsivoglia lettera lo stesso giorno in cui era
stata approntata, che avrebbe sicuramente raccolto un’ulteriore prova
dell’avvenuto inserimento quel giorno dell’opposizione se avesse saputo che la
tempestività sarebbe stata problematica, adducendo che negli ultimi tempi la
vuotatura delle cassette postali sarebbe cambiata abbastanza di sovente;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   Il
15.03.2023 RE 1 è stato interrogato dalla polizia come imputato per titolo di
infrazione alla LStr in relazione al fatto di avere, su mandato e in qualità di
rappresentante del datore di lavoro __________, tra il 07.10.2022 e il
15.02.2023, asseritamente impiegato due __________ di __________ __________, __________,
cittadina __________, e __________, cittadina __________, senza che fossero in
possesso del richiesto permesso di lavoro, e anche al fatto di avere asseritamente
favorito il soggiorno di quest’ultima sul territorio elvetico benché sprovvista
del visto da lei richiesto.

 

 

                                 b.   Con decreto 12.05.2023 il procuratore pubblico supplente ha posto RE 1 in stato di accusa dinanzi alla Pretura
penale siccome ritenuto colpevole di incitazione all’entrata, alla partenza o
al soggiorno illegale giusta l’art. 116 cpv. 1 lit. a LStr [“per avere,
dal 4.10.2022 sino al 7.10.2022 a __________, quale presidente della società
sportiva “__________” responsabile del disbrigo delle pratiche amministrative
relative all’ingresso in Svizzera della cittadina __________ __________ e della
cittadina __________ __________, __________ professioniste di __________,
omesso di segnalare a costoro l’obbligo di recarsi alla rispettiva
rappresentanza di Svizzera (__________ __________ e __________) per ritirare il
visto d’entrata e consentire il regolare ingresso in territorio elvetico di
quest’ultime (ingresso irregolare avvenuto per entrambe il 7.10.2022)”] e impiego di
stranieri sprovvisti di permesso giusta i combinati art. 117 cpv. 1 LStr, 11
LStr e 12 cpv. 2 OASA [“per avere, dall’8.10.2022 sino al 13.02.2023 a __________,
in qualità di datore di lavoro, impiegato intenzionalmente stranieri non
autorizzati ad esercitare un’attività lucrativa in Svizzera, e meglio per avere
impiegato, in veste di presidente responsabile della società __________ “__________”
di __________, la cittadina __________ __________ e la cittadina __________ __________
in qualità di __________”]. Ha proposto la sua condanna alla pena pecuniaria di
complessivi CHF 2’500.-- (cinquanta aliquote a CHF 50.--/aliquota), pena
sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, alla multa di CHF
500.-- e al pagamento della tassa di giustizia e delle spese (DA __________).

 

Il decreto è stato intimato all’imputato
a mezzo raccomandata il medesimo giorno.

 

 

                                   c.   Con
scritto datato 25.05.2023 – anticipato per telefax il medesimo giorno, spedito
in originale il giorno successivo (cfr. timbro postale sulla busta) e pervenuto
al Ministero pubblico il 30.05.2023 – RE 1, per il tramite del suo
patrocinatore avv. PR 1, si è opposto al decreto. 

 

 

                                  d.   Il
1°.06.2023 il procuratore pubblico supplente ha confermato il decreto di accusa
e ha trasmesso gli atti alla Pretura penale per il dibattimento.

 

 

                                   e.   Il
14.06.2023 il presidente della Pretura penale, visto che l’opposizione sarebbe
sembrata essere tardiva, ha assegnato al difensore di RE 1 un termine di dieci
giorni per pronunciarsi sulla tempestività e per eventualmente produrre la
necessaria documentazione.

 

 

                                  f.   RE
1, per il tramite del suo legale, ha preso posizione il 20/22.06.2023,
producendo l’estratto track & trace dell’invio del decreto di accusa, copia
del rapporto di conferma del messaggio telefax del 25.05.2023 e copia dello
scritto di medesima data trasmesso al Ministero pubblico. Ha addotto che la
lettera sarebbe stata inviata per posta semplice e che non vi sarebbero dubbi
che fosse stata imbucata il giorno 25.05.2023.

 

 

                                  g.   Con
decreto 27.06.2023 (richiamato l’art. 356 cpv. 2 CPP) il presidente della
Pretura penale ha dichiarato irricevibile l’opposizione inoltrata il
26.05.2023, poiché tardiva (inc. __________). 

                                         Ha
dapprima stabilito che il decreto di accusa era stato regolarmente notificato
il 15.05.2023, il termine di dieci giorni per inoltrare opposizione era scaduto
il 25.05.2023 e pertanto l’opposizione presentata tramite il suo difensore con
scritto datato 25.05.2023, anticipato per telefax quel giorno alle ore 12:38,
ma inoltrato il 26.05.2023 (cfr. timbro postale), era tardiva. Ha poi reputato,
con riferimento alla consolidata giurisprudenza del Tribunale federale, che la
firma dell’opponente dev’essere apposta di persona sull’atto scritto, motivo
per cui l’invio tramite telefax non era sufficiente per rispettare il termine
di opposizione, che richiede la forma scritta (DTF 142 IV 299 consid. 1.1.) e
che l’avvocato doveva conoscere questa giurisprudenza (DTF 134 II 534 cons.
3.2.3.3.). La data di invio sulla busta dell’opposizione risultava essere il
26.05.2023 (cfr. timbro postale), e non il giorno precedente come asserito
dall’avv. PR 1, il quale – nonostante esplicita richiesta – non aveva prodotto
alcuna prova in merito a quanto da lui asserito. Di conseguenza nel caso in
disamina non si trattava nemmeno di una svista o di un impedimento non
colpevole.

 

 

                                  h.   Con
gravame 10/10.07.2023 RE 1 chiede che il reclamo sia accolto e che sia
accertata la tempestività dell’opposizione 25.05.2023.

 

Il reclamante non contesta il fatto che
il termine per presentare opposizione scadeva il 25.05.2023 e che sulla
relativa busta risulti il timbro postale del 26.05.2023. Sostiene tuttavia che
la segretaria del suo legale avrebbe verosimilmente imbucato la lettera nella
cassetta postale ubicata in Via __________ dove la vuotatura avveniva alle ore
08:00 oppure in via __________ dove la vuotatura avveniva alle ore 17:00. La
vuotatura sarebbe avvenuta dopo che la segretaria avesse terminato la sua
attività lavorativa rispettivamente la mattina seguente. La posta A partirebbe
sempre il giorno successivo. A comprova ha prodotto copia della relativa busta
e una dichiarazione della segretaria datata 10.07.2023 con la quale conferma di
avere spedito la corrispondenza dello Studio legale il giorno stesso e di
essere sicura di non aver mai inviato il giorno successivo scritti regolarmente
approntati e firmati. La lettera con l’opposizione al DA __________ di RE 1 era
stata sicuramente spedita la sera del 25.05.2023, intorno alle ore 18:15, nella
cassetta della posta di Via __________, la cui vuotatura avverrebbe alle ore
08:00 del giorno seguente. 

A titolo abbondanziale il reclamante
rileva come nella DTF 142 IV 299 l’opposizione era stata trasmessa solo tramite
telefax e non anche per lettera.

 

 

                                    i.   Con
le proprie osservazioni 14/17.07.2023 il procuratore pubblico supplente evidenzia
che, essendo stata spedita l’opposizione per lettera semplice, il difensore
avrebbe dovuto documentare l’avvenuto inserimento della missiva contenente
l’opposizione nella cassetta postale il 25.05.2023. In mancanza di qualsivoglia
prova in merito, la Pretura penale ha rettamente tenuto conto del timbro
postale. 

 

Il presidente della Pretura penale, dal
canto suo, rileva come nei due incarti in attesa di dibattimento in cui il
difensore è l’avv. PR 1, le opposizioni (prodotte in forma anonimizzata) siano
state spedite per raccomandata dalla posta centrale di __________ il 05.07.2022
alle ore 08:13 e il 28.04.2023 alle ore 17:57, rimettendosi ad ogni modo al
giudizio di questa Corte. 

 

 

                                    j.   Con
replica il reclamante sostiene che la segretaria del suo legale sarebbe sicura di aver spedito qualsivoglia lettera lo
stesso giorno in cui era stata approntata, che avrebbe raccolto un’ulteriore
prova dell’avvenuto inserimento quel giorno dell’opposizione se avesse saputo
che la tempestività sarebbe stata problematica, adducendo che negli ultimi
tempi la vuotatura delle cassette postali sarebbe cambiata abbastanza di
sovente.

 

 

in diritto

 

 

                                 1.   1.1. 

                                         Giusta
l’art. 393 cpv. 1 lit. b CPP il reclamo può essere interposto – entro il
termine di dieci giorni – contro i decreti e le ordinanze, nonché gli atti
procedurali dei tribunali di primo grado; sono eccettuati le decisioni
ordinatorie e i casi in cui è espressamente escluso dal CPP o quando è prevista
un’altra impugnativa.

 

                                         Con
il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1
lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2
LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e
l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto oppure incompleto dei fatti
(art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e, ancora, l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c
CPP).

 

                                         Il
reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (secondo l’art. 396 cpv.
1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed
all’art. 385 CPP per la motivazione.

 

                                         Esso
deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,
i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati
(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

                                         1.2.

                                         Il gravame, inoltrato il 10/12.07.2023 alla Corte dei
reclami penali contro il decreto 27.06.2023 del presidente della Pretura
penale, è tempestivo (poiché introdotto nel termine di dieci giorni in
applicazione dell’art. 396 cpv. 1 CPP) ed è anche proponibile: la decisione del
tribunale di primo grado, competente a pronunciarsi sulla tardività dell’opposizione, è impugnabile alla
giurisdizione di reclamo in applicazione degli art. 393 ss. CPP (BSK StPO – M.
DAPHINOFF, 3. ed., art. 356 CPP n. 17; PK StPO – D. JOSITSCH / N. SCHMID, 4.
ed., art. 356 CPP n. 3).

 

                                         Le esigenze di forma e di motivazione sono rispettate.

 

                                         RE
1, imputato e destinatario del giudizio impugnato, è pacificamente legittimato
a reclamare giusta l’art. 382 cpv. 1 CPP avendo un interesse giuridicamente
protetto all’annullamento o alla modifica del decreto 27.06.2023 con cui il
giudice della Pretura penale ha ritenuto la sua opposizione irricevibile (in
quanto tardiva).

 

                                         Il
reclamo è, di conseguenza, ricevibile in ordine.

 

 

                                 2.   2.1.

                                         Giusta
l’art. 354 cpv. 1 lit. a CPP l’imputato può impugnare il decreto d’accusa entro
dieci giorni al pubblico ministero con opposizione scritta. Ad eccezione di
quella dell’imputato, l’opposizione deve essere motivata; in assenza di valida
opposizione, il decreto d’accusa diviene sentenza passata in giudicato (art.
354 cpv. 2/3 CPP).

 

Se la validità dell’opposizione al
decreto di accusa è contestata, non è il pubblico ministero bensì il tribunale
di primo grado a decidere in merito (art. 356 cpv. 2 CPP; decisione TF
6B_1329/2020 del 20.05.2021 consid. 1.3.2.; DTF 142 IV 201 consid. 2.2.; 140 IV
192 consid. 1.3.). Il tribunale di primo grado è tenuto a verificare d’ufficio
la validità dell’opposizione (decisione TF 6B_613/2021 del 03.03.2022 consid.
2.2.; BSK StPO – M. DAPHINOFF, op. cit., art. 354 CPP n. 41). La stessa non è
in particolare valida, se viene introdotta tardivamente, ovverossia oltre il
termine di dieci giorni (decisione TF 6B_1329/2020 del 20.05.2021 consid.
1.3.2.; DTF 142 IV 201 consid. 2.2.). In tal caso il tribunale di primo grado non
entra nel merito dell’opposizione (decisione TF 6B_883/2020 del 15.04.2021
consid. 2.1.2.; BSK StPO – M. DAPHINOFF, op. cit., art. 354 CPP n. 42).

 

                                       2.2.

                                         Salvo
disposizione contraria, le comunicazioni delle autorità penali – tra cui il
decreto di accusa (art. 353 cpv. 3 CPP) – rivestono la forma scritta (art. 85
cpv. 1 CPP; decisione TF 6B_474/2021 del 18.08.2022 consid. 2.2.).

 

                                         La
notificazione è fatta mediante invio postale raccomandato oppure in altro modo
contro ricevuta, segnatamente per il tramite della polizia (art. 85 cpv. 2
CPP). La notificazione è considerata avvenuta quando l’invio è preso in
consegna dal destinatario oppure da un suo impiegato o da una persona che vive
nella stessa economia domestica aventi almeno sedici anni; sono fatti salvi i
casi in cui le autorità penali dispongono che una comunicazione sia notificata
personalmente al destinatario (art. 85 cpv. 3 CPP).

 

Nel caso in cui la legge prevede la forma
scritta – tra cui l’art. 354 cpv. 1 CPP secondo cui l’opposizione al decreto
d’accusa deve rivestire la forma scritta – l’atto procedurale deve essere
datato e firmato. Un telefax che non contiene la firma originale, ma solo una
sua copia, non soddisfa questo requisito (DTF 142 IV 299 consid. 1.1. e consid.
1.3.3.; 122 Ia 173 consid. 1.; decisione TF 6B_51/2015 del 28.10.2015 consid.
2.2.; ciascuna con riferimenti; PK StPO – D. JOSITSCH / N. SCHMID, op. cit.,
art. 91 CPP n. 4; CR CPP – D. STOLL, 2. ed., art. 91 CPP n. 10).

 

 

                                         2.3.

                                         Giusta
l’art. 384 lit. b CPP il termine di ricorso decorre dalla notificazione della
decisione per le decisioni che non sono sentenze.

 

                                         Ai
sensi dell’art. 90 cpv. 1 CPP i termini la cui decorrenza dipende da una
notificazione oppure dal verificarsi di un evento decorrono dal giorno
successivo. Se l’ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un
giorno riconosciuto festivo dal diritto federale o cantonale, il termine scade,
secondo l’art. 90 cpv. 2 CPP, il primo giorno feriale seguente; è determinante
il diritto del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte oppure il suo
patrocinatore.

 

                                         Il
termine è osservato se l’atto procedurale è compiuto presso l’autorità
competente al più tardi l’ultimo giorno (art. 91 cpv. 1 CPP). In applicazione
dell’art. 91 cpv. 2 CPP le istanze oppure le memorie devono essere consegnate
al più tardi l’ultimo giorno del termine presso l’autorità penale oppure,
all’indirizzo di questa, presso la posta svizzera, una rappresentanza
diplomatica o consolare svizzera oppure, per finire, qualora provengano da
persone in stato di carcerazione, alla direzione dello stabilimento.

 

                                         2.4.

In linea di principio, l’impostazione
tempestiva di uno scritto in una cassetta delle lettere della posta rispetta il
termine. Tuttavia, questa procedura è associata ad alcune incertezze per quanto
riguarda l’onere probatorio: in primo luogo solo un invio per raccomandata
fornisce al mittente una prova diretta della tempestività del suo inoltro. In
caso di invii per posta semplice non vi è invece alcuna garanzia che il timbro
venga apposto lo stesso giorno, per cui è necessario assicurarsi perlomeno che
siano disponibili delle persone che possano testimoniare il momento in cui la
busta è stata imbucata (BSK StPO – C. RIEDO, op. cit., art. 91 CPP n. 24; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER
/ C. GRÜNIG, 3. ed., art. 91 CPP n. 3/5; CR CPP – D. STOLL, op. cit., art. 91
CPP n. 7).

 

Il termine è rispettato se l’atto viene
consegnato a mezzanotte dell’ultimo giorno del termine (decisione TF
6B_255/2023 del 31.08.2023 consid. 1.2.; DTF 147 IV 526 consid. 3.1.; 142 V 389 consid.
2.2.; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER / C. GRÜNIG, op. cit., art. 91 CPP n. 1; CR CPP
– D. STOLL, op. cit., art. 91 CPP n. 5). L’onere
probatorio che un atto processuale sia stato spedito in tempo utile spetta alla
parte o al suo avvocato (decisione TF 6B_255/2023 del 31.08.2023 consid. 1.2.; DTF 147 IV 526 consid.
3.1.). Si presume che la data di deposito
di un atto coincida con quella del timbro postale. Tuttavia, la parte che
sostiene di aver depositato il proprio atto il giorno prima della data
certificata dal timbro postale ha il diritto di invalidare tale presunzione con
qualsiasi mezzo di prova appropriato (decisione TF 6B_255/2023 del 31.08.2023
consid. 1.2.; DTF
147 IV 526 consid. 3.1.; 142 V 389 consid. 2.2.; 124 V 372 consid. 3b). 

 

La prova dell’invio in tempo utile può
risultare, oltre che dal timbro postale, anche dalla ricevuta dell’invio per
raccomandata, dall’avviso di ricezione ottenuto allo sportello postale, dalla ricevuta
stampata dallo sportello automatico “My Post 24” o da qualsiasi altro mezzo
idoneo, come la testimonianza di una o più persone (i cui nomi e indirizzi
saranno scritti sulla busta contenente il ricorso/l’atto), o anche una sequenza
audiovisiva che riprenda l’immissione della busta nella cassetta postale in una
determinata data (con un possibile impatto sulle spese giudiziarie, DTF 147 IV
526 consid. 4) [decisioni TF 6B_255/2023
del 31.08.2023 consid. 1.2.; 6B_569/2023
del 31.07.2023 consid. 1.1.; 4A_466/2022 del 10.02.2023 consid. 2.; DTF 147 IV 526 consid. 3.4. e consid. 3.5.
con rif.; BSK StPO – C. RIEDO, op.
cit., art. 91 CPP n. 25; PK StPO – D. JOSITSCH / N. SCHMID, op. cit., art. 91
CPP n. 4]. 

D’altro canto, la data indicata da una
macchina affrancatrice privata (o, nel caso di mezzi più moderni, il codice a
barre con il giustificativo di distribuzione) non comprova la consegna dell’invio
alla posta (decisioni TF 6B_255/2023 del
31.08.2023 consid. 1.2.; 6B_569/2023 del
31.07.2023 consid. 1.1.; 4A_466/2022 del 10.02.2023 consid. 2.; BSK StPO – C. RIEDO, op. cit., art. 91 CPP n. 25; CR CPP – D. STOLL, op.
cit., art. 91 CPP n. 7). Non è nemmeno
sufficiente un’annotazione manoscritta della presunta ora di spedizione sul
retro della busta (BSK StPO – C. RIEDO, op. cit., art. 91 CPP n. 25).

 

L’avvocato che imbuca semplicemente la
sua busta in una cassetta postale è ben consapevole del rischio che la busta non
venga registrata il giorno stesso della sua immissione, ma in una data
successiva. Se vuole confutare la presunzione derivante dal timbro postale
apposto sulla busta contenente un atto processuale, è lecito aspettarsi che
indichi spontaneamente – e prima della scadenza del termine di impugnazione –
all’autorità competente di aver rispettato il termine, presentando i mezzi
probatori che attestano l’impostazione dell’atto in tempo utile (decisione TF 6B_255/2023 del 31.08.2023 consid.
1.2.1.; DTF
147 IV 526 consid. 3.1.; decisioni TF
6B_154/2020 del 16.11.2020 consid. 3.1.1.; 6B_157/2020 del 07.02.2020 consid.
2.3.; BSK StPO – C. RIEDO, op. cit., art.
91 CPP n. 25; PK StPO – D. JOSITSCH / N. SCHMID, op. cit., art. 91 CPP n. 4; CR CPP – D. STOLL, op. cit.,
art. 91 CPP n. 7).

 

Secondo il Tribunale federale è dunque
inammissibile indicare all’autorità giudiziaria, per la prima volta dopo la
scadenza del termine per l’impugnazione, che la busta controversa è stata
depositata in presenza di testimoni, o ancora affermare che è stata depositata
entro il termine facendo riferimento a una registrazione video a disposizione
del Tribunale. Questo modo di agire non confuta la presunzione derivante dal
timbro postale e tantomeno quella derivante dalla tardività del ricorso (decisione TF 6B_255/2023 del 31.08.2023 consid.
1.2.1.; DTF 147 IV 526 consid. 3.1.; decisioni TF 6B_157/2020 del 07.02.2020 consid. 2.4.; 8C_696/2018 del 07.11.2018 consid. 3.4.).
Le parti devono pertanto produrre la prova del deposito in tempo utile prima
della scadenza del termine d’impugnazione, o perlomeno indicarla nell’atto
d’impugnazione, nei suoi allegati o sulla busta (decisione TF 6B_255/2023 del 31.08.2023 consid. 1.2.1.; DTF 147 IV 526
consid. 3.1.; decisioni TF 2C_274/2022
dell’11.04.2022 consid. 2.1.; 6B_154/2020
del 16.11.2020 consid. 3.1.2.;
8C_696/2018 del 07.11.2018 consid. 3.4.).

 

                                          2.5.

                                         Per
l’art. 93 CPP vi è inosservanza di un termine quando una parte non compie
tempestivamente un atto procedurale oppure non compare a un’udienza. Il motivo
dell’inosservanza del termine o della non comparsa è irrilevante (BSK StPO – C.
RIEDO, op. cit., art. 93 CPP n. 5; PK StPO – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit.,
art. 93 CPP n. 2).

 

                                       2.6.

Secondo la giurisprudenza del Tribunale
federale un formalismo eccessivo, costitutivo di un diniego di giustizia prescritto
dall’art. 29 cpv. 1 Cost., si realizza unicamente quando la severa applicazione
di norme procedurali non sia legittimata da alcun interesse degno di protezione
e divenga in tal modo fine a se stessa, complichi in maniera insostenibile la
realizzazione del diritto materiale e impedisca in modo inammissibile l’accesso
ai tribunali (DTF 149 IV 9 consid. 7.2.;145 I 201 consid. 4.2.1.; 142 IV 299
consid. 1.3.2.). Nel diritto processuale penale il divieto del formalismo
eccessivo deriva inoltre dall’art. 3 cpv. 2 lit. a / lit. b CPP, che impone
alle autorità penali di attenersi al principio della buona fede e al divieto
dell’abuso di diritto (decisione TF 6B_1389/2021 del 17.01.2022 consid. 4.2.2.;
DTF 142 IV 299 consid. 1.3.2.; 142 I 10 consid. 2.4.2.).

 

                                         

                                 3.   3.1.

                                       Si
è detto che l’opposizione deve essere presentata entro dieci giorni
dall’intimazione del decreto d’accusa in applicazione dell’art. 354 cpv. 1 CPP.

 

                                       Nel
caso in disamina il decreto di accusa 12.05.2023 (DA __________) è stato intimato
all’imputato, tramite invio raccomandato, lo stesso giorno. La busta gli è
stata recapitata il 15.05.2023 (cfr. tracciamento degli invii Track & Trace
agli atti). 

 

                                       Si
ha dunque che il termine di dieci giorni secondo l’art. 354 cpv. 1 CPP per
interporre opposizione ha iniziato a decorrere il 16.05.2023 ed è giunto a
scadenza il 25.05.2023, termine ultimo entro cui l’opposizione dell’imputato
avrebbe dovuto essere presentata (art. 91 cpv. 1 CPP). 

 

                                         3.2.

Dagli atti risulta che con
scritto datato 25.05.2023, trasmesso per telefax al Ministero pubblico lo
stesso giorno alle ore 12:38, l’imputato, tramite il suo patrocinatore, ha
interposto opposizione al decreto d’accusa DA __________. Lo scritto in
originale è stato spedito, con invio semplice (posta A), il 26.05.2023 (cfr.
timbro postale sulla busta) ed è giunto al Ministero pubblico il 30.05.2023. 

 

Ne consegue che unicamente il telefax
del 25.05.2023 è stato presentato entro il termine di dieci giorni giusta l’art.
354 cpv. 1 CPP. Tuttavia, trattandosi di una procedura che prevede
esplicitamente la forma scritta, l’atto deve essere sottoscritto in originale.
Un telefax che non contiene la firma originale non adempie a questo requisito,
come esatto dalla costante giurisprudenza dell’Alta Corte (consid. 2.2.). 

 

Non va del resto dimenticato che
colui che trasmette un atto giudiziario per telefax ad un’autorità – nel caso
concreto un avvocato accorto e di lunga esperienza – è sin dall’inizio
consapevole che questo modo di agire non rispetta i requisiti formali. Non si
tratta dunque di una semplice dimenticanza (come ad esempio un’omissione
involontaria della firma per la quale l’autorità deve fissare all’interessato
un termine per ripresentare l’atto debitamente sottoscritto in ossequio al
divieto di eccesso di formalismo).

In queste circostanze lo scritto
25.05.2023 a valere quale opposizione al decreto di accusa DA __________ trasmesso, tramite telefax al Ministero pubblico, non può essere
considerato valido. 

 

Lo scritto in originale è stato invece
spedito, tramite posta A, soltanto il 26.05.2023 (cfr. timbro postale),
ovverossia un giorno dopo la scadenza del termine. Il legale del reclamante con
l’invio per posta semplice della busta (che conteneva l’originale dell’opposizione
al decreto d’accusa) era dunque consapevole del rischio che la lettera avrebbe
potuto essere registrata anche il giorno successivo. Egli, in applicazione
della giurisprudenza del Tribunale federale, avrebbe pertanto dovuto indicare
spontaneamente ed entro la scadenza del termine (il 25.05.2023 con la busta) di
aver rispettato detto termine, presentando le relative prove attestanti
l’impostazione dell’atto in tempo utile. 

 

Soltanto
dopo che il 14.06.2023 il presidente della Pretura penale ha assegnato al
legale un termine di dieci
giorni per prendere posizione in merito alla tempestività dell’atto di
opposizione e per eventualmente produrre la necessaria documentazione, egli ha indicato che la busta contenente l’opposizione è
stata spedita per posta semplice e che non vi sarebbero dubbi sul fatto che sia
stata imbucata il 25.05.2023 il giorno in cui è stata redatta l’opposizione.
Con il reclamo ha altresì addotto che la sua segretaria avrebbe imbucato la
busta il giorno 25.05.2023 dopo aver terminato di lavorare (ore 18:00 circa)
nella cassetta postale in Via __________ (con la vuotatura alle ore 08:00)
oppure in quella di Via __________ (con la vuotatura alle ore 17:00). A tal
proposito ha prodotto una dichiarazione datata 10.07.2023 in cui la sua
segretaria conferma che “La lettera contenente l’opposizione al DA __________
del signor RE 1 è stata sicuramente spedita la sera del 25 maggio
2023, intorno alle ore 18:15, nella buca lettera di via __________ davanti alla
Pretura dove la vuotatura avviene alle ore 08:00 del giorno seguente” (cfr.
doc. 3 allegato al reclamo, doc. CRP 1). 

La suddetta dichiarazione –
prodotta peraltro dopo la scadenza del termine per inoltrare opposizione al decreto di
accusa DA __________ – non può essere ad ogni modo considerata come una prova
appropriata per invalidare la presunzione secondo la quale la data di deposito
di un atto coincida con quella del timbro postale: la segretaria, ben sapendo che la vuotatura sarebbe avvenuta la mattina
del giorno dopo, avrebbe potuto e
dovuto perlomeno far capo a un testimone (indicando il suo nominativo e il suo
recapito sulla busta imbucata) o registrare un video per confermare di aver imbucato
la busta in questione la sera del 25.05.2023 nella bucalettere della posta in
Via __________ (cfr., al riguardo, consid. 2.4.) o ancora meglio spedire
la busta con invio raccomandato.

 

L’opposizione inoltrata il 26.05.2023
(cfr. timbro postale) – in assenza di prove tempestive e appropriate attestanti
che l’impostazione dell’atto sia avvenuto
in tempo
utile – è dunque tardiva.

 

                                         3.3.

Occorre infine ricordare che la
sola applicazione rigorosa dei requisiti formali di cui all’art. 354 cpv. 1 CPP,
secondo cui l’opposizione al decreto di accusa deve rivestire la forma scritta (con
data e firma in originale e non solo copia della firma contenuta in un telefax;
DTF 142 IV 299 consid. 1.3.3.) da presentare entro il termine di dieci giorni (nel
caso concreto, in assenza di prove appropriate per inficiare tale presunzione, fa
stato il timbro postale sulla busta che conteneva l’atto di opposizione in
applicazione della giurisprudenza del Tribunale federale), non costituisce un
formalismo eccessivo. 

 

                                       A
ragione il presidente della Pretura penale ha reputato l’opposizione irricevibile
poiché tardiva. Il decreto impugnato non presta dunque il fianco a critiche.

 

 

                                 4.   Il
gravame è respinto. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico del
reclamante, soccombente (art. 428 cpv. 1 CPP).

Per questi motivi,

richiamati gli art. 379 ss. e 393 ss.
CPP, 1 ss. e 25 LTG ed ogni altra disposizione applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                 1.   Il
reclamo è respinto.

 

 

                                 2.   La
tassa di giustizia di CHF 750.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
800.-- (ottocento) sono poste a carico di RE
1,_______.

 

 

                                 3.   Rimedio
di diritto:

                                       Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95
 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art.
81 LTF.

 

 

                                 4.   Intimazione:

 

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                         La
cancelliera