# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bc801df7-705e-5087-9b19-0c6da0dfd406
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-03-05
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Sonstige Kammern 05.03.2025 VR3 2024 57
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_999_VR3-2024-57_2025-03-05.pdf

## Full Text

Obergericht des Kantons Graubünden
Dretgira superiura dal chantun Grischun
Tribunale d'appello del Cantone dei Grigioni

Sentenza del 5 marzo 2025
comunicata il 12 marzo 2025

N. d'incarto VR3 24 57

Istanza Terza Camera di diritto amministrativo

Composizione Righetti, presidente
Brun e Audétat, giudici
Paganini, attuario

Parti A._____ SA c/o B._____, 
ricorrente
patrocinata dall'avv. lic. iur. Fabrizio Keller,

contro

Comune di C._____
convenuto
patrocinato dall'avv. MLaw Davide Nollo,

Oggetto richiesta proroga licenza edilizia

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Ritenuto in fatto:

A. L'A._____ SA è proprietaria del fondo n. 1038, C._____, edificato con il 
complesso dell'ex Collegio D._____ (un edificio amministrativo [stabile n. 26], un'ex 
scuola [stabile n. 26-B] e una cappella [stabile n. 26-C]).  

B. Con decisione 14 marzo / 9 giugno 2022, il Comune di C._____ (in seguito: 
Comune) ha rilasciato alla A._____ SA la licenza edilizia per la demolizione dello 
stabile n. 26-B, in particolare alla seguente condizione:

"L'inizo dei lavori di demolizione dello stabile n. 26-B è vincolato all'ottenimento di una 
licenza edilizia cresciuta in giudicato relativa al progetto di una nuova edificazione in 
sostituzione dello stabile oggetto di demolizione."

Al contempo, con decisione separata, il Comune ha statuito l'irricevibilità 
dell'opposizione presentata dall'avv. F._____, dall'avv. E._____ e da G._____. 

Questa decisione di licenza edilizia e su opposizione non è stata impugnata. 

C. I succitati opponenti il 13 luglio 2022 hanno presentato al Governo del 
Cantone dei Grigioni un ricorso di vigilanza contro il Comune di C._____, chiedendo, 
previo conferimento dell'effetto sospensivo, nel senso della sospensione (fino 
all'evasione del ricorso) della licenza edilizia del 14 marzo / 9 giugno 2022 per la 
demolizione dell'edifico 26-B nonché l'ordine di provvedimenti cautelari a protezione 
del complesso dell'ex Collegio D._____, l'annullamento della suddetta licenza 
edilizia e l'avvio di una procedura di messa sotto protezione cantonale del 
complesso dell'ex Collegio D._____. 

D. Il 19 aprile 2024 la A._____ SA ha inoltrato al Comune una domanda di 
costruzione per la riattazione-edificazione e la manutenzione degli stabili n. 26, 26-
B e 26-C sul fondo n. 1038. Essa ha inoltre chiesto la ricusa del Sindaco avv. 
E._____ e la proroga a norma di legge della licenza edilizia del 14 marzo / 9 giugno 
2022 per la demolizione dello stabile n. 26-B di un anno. 

E. Il 7 maggio 2024 il Comune ha comunicato alla A._____ SA che la proroga 
della relativa licenza edilizia non può venir concessa fintanto che il ricorso di 
vigilanza del 13 luglio 2022 non verrà evaso dal rispettivo Dipartimento.

F. Avverso questa decisione il 27 maggio 2024 la A._____ SA (in seguito: 
ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo (oggi: Tribunale d'appello) 
del Cantone dei Grigioni, chiedendo, in via principale, in riforma della decisione 
impugnata, il prolungamento della licenza edilizia del 14 marzo / 9 giugno 2022 per 
un anno a partire dalla crescita in giudicato della presente sentenza; in via 

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subordinata, in cassazione della descisione impugnata, il rinvio degli atti al Comune 
per nuova decisione. In via superprovvisionale e provvisionale, essa ha postulato la 
sospensione del decorso del termine di due anni per la relativa licenza edilizia.

G. Con scritto del 12 giugno 2024, il Comune (in seguito: convenuto) ha 
rinunciato a una presa di posizione in merito al conferimento dell'effetto sospensivo 
al ricorso. 

H. Con decreto del 1° luglio 2024, il giudice istruttore ha confermato la misura 
provvisionale – decretata in via supercautelare il 31 maggio 2024 – di 
prolungamento risp. sospensione del termine di due anni per l'inizio dei lavori di 
demolizione dello stabile n. 26-B sul mappale n. 1038 fino al termine della presente 
procedura.

I. Nella presa di posizione del 12 luglio 2024, il convenuto ha concluso alla 
reiezione del ricorso per quanto ricevibile.

L. Nel secondo scambio di scritti (replica del 26 agosto 2024 e duplica del 30 
settembre 2024), le parti si sono riconfermate nei loro petiti. 

Considerando in diritto:

1.1. La competenza del Tribunale per giudicare la decisione comunale impugnata 
è data dall'art. 49 cpv. 1 lett. a LGA (CSC 370.100). I procedimenti pendenti dinnanzi 
al Tribunale amministrativo sono stati trasferiti al subentrante Tribunale d'appello 
del Cantone dei Grigioni al momento dell'entrata in vigore della Legge 
sull'organizzazione giudiziaria (LOG; CSC 173.000) il 1° gennaio 2025 (art. 122 
cpv. 5 LOG). 

1.2. Contestato è, innanzitutto, se la decisione impugnata rappresenta una 
decisione intermedia o una finale. 

1.2.1. Secondo il convenuto, in base alla giurisprudenza si tratta di una decisione 
intermedia, dacché esso avrebbe deciso di sospendere l'evasione della domanda 
di proroga della ricorrente fintanto che il Governo (risp. il rispettivo Dipartimento) 
non avrà deciso in merito al ricorso di vigilanza del 13 luglio 2022 (doc. C.3). La 
ricorrente, invece, è dell'avviso che si tratta di una decisione di rifiuto, in quanto 
questa avrebbe di fatto comportato la scadenza della licenza edilizia del 14 marzo / 
9 giugno 2022 (doc. C.1), non avendo il convenuto sospeso il termine di decorrenza 
di due anni per l'inizio dei lavori stabilito nella licenza edilizia.  

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1.2.2. Una decisione che non conclude il procedimento, ma rappresenta solo un 
passo verso la decisione finale, è una decisione intermedia (cfr. ad es. sentenza del 
Tribunale federale 2C_612/2023 del 24 luglio 2024 consid. 1.3 con rinvii). Nella 
verifica del carattere di una decisione impugnabile ai sensi della LTF (RS 173.110), 
il Tribunale federale ha osservato che, indipendentemente dalla questione se un 
procedimento edilizio successivo sia ammissibile alla luce dell'art. 25a LPT e del 
diritto cantonale, qualora sussista un margine di manovra nell'attuazione di 
disposizioni accessorie e, nonostante il rilascio nominale di una "licenza edilizia", 
non si possa ancora costruire, si è in presenza di una decisione incidentale (cfr. 
DTF 149 II 170 consid. 1; sentenza del Tribunale amministrativo del Cantone dei 
Grigioni R 21 108 del 3 ottobre 2023 consid. 9). Un'autorizzazione alla demolizione 
(di un edificio inventariato) emessa a sé stante in una prima fase – cioè prima di 
decidere, in una seconda fase, in merito all'autorizzazione della nuova costruzione 
– ha effetto giuridico solo se è disponibile il permesso di costruzione per il nuovo 
edificio. Pertanto, questa autorizzazione alla demolizione costituisce solo un passo 
intermedio verso il permesso di costruzione per un nuovo edificio, e una tale 
decisione non costituisce una decisione finale (o parziale), ma una decisione 
intermedia (cfr. sentenza del Tribunale federale 1C_498/2020 del 3 novembre 2021 
consid. 1.3).

1.2.3. Secondo la pertinente giurisprudenza succitata, già il relativo permesso di 
demolizione (vincolato all'ottenimento di un permesso di costruzione) è una deci-
sione incidentale. Di conseguenza, anche una rispettiva decisione di proroga (ma-
teriale) andrebbe ritenuta una decisione incidentale risp. intermedia. Inoltre, la de-
cisione impugnata, secondo il suo testo, sembra già essere di per sé una decisione 
intermedia, siccome posticipa – nel senso di una condizione sospensiva – la con-
cessione di una proroga della licenza edilizia fino all'evasione del ricorso di vigilanza 
del 13 luglio 2022 (cfr. sopra, fatti C). In base al testo e alla giurisprudenza, si po-
trebbe dunque partire dal presupposto che si è in presenza di una decisione inter-
media / incidentale (di sospensione della decisione sulla richiesta di proroga). 

1.2.4. Tuttavia, nella procedura R 24 99 dinanzi a questa Corte – i cui atti, ossia lo 
scritto del 16 ottobre 2024 del Municipio di C._____ al Governo e l'e-mail del re-
sponsabile dell'Ufficio tecnico del Comune del 24 luglio 2024 sono notori sia a que-
sto Tribunale che al convenuto stesso e vengono dunque ripresi in questo dossier 
– il convenuto parla inequivocabilmente di una decisione di diniego (e non di so-
spensione): infatti, in detto scritto del 16 ottobre 2024 il Municipio si riferisce alla sua 
decisione qui impugnata come decisione "di non concedere la proroga della licenza 
edilizia". In tale contesto, esso fa riferimento all'e-mail del responsabile dell'Ufficio 

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tecnico del Comune del 24 luglio 2024, in cui si comunica che "l'attuale esecutivo 
non condivide il fatto che il Municipio precedente abbia rilasciato la licenza edilizia 
per la demolizione dell'edificio n. 26-B, ed ha quindi deciso di non concedere la 
proroga della licenza edilizia nel frattempo scaduta." Da un lato, dunque, in base al 
testo e in linea con l'argomentazione del convenuto nella presente controversia, la 
decisione impugnata sembra essere una decisione di sospensione (relativa alla ri-
chiesta di proroga). Dall'altro lato, tuttavia, in un secondo momento e in altro conte-
sto, il convenuto ha chiaramente definito la decisione in oggetto una decisione di 
diniego (della richiesta di proroga), con l'evidente intenzione di far scadare la rispet-
tiva licenza edilizia del 14 marzo / 9 giugno 2022 rilasciata dal vecchio Municipio e 
ritenuta errata. 

1.2.5. Ora, visto il vincolo a un permesso di costruzione nel relativo permesso di 
demolizione, in base alla summenzionata giurisprudenza, la decisione impugnata 
andrebbe ritenuta, in ogni caso (sia qualificandola come decisione di sospensione 
della decisione sulla richiesta di proroga, sia qualificandola come decisione di di-
niego della richiesta di proroga), una decisione intermedia. Tuttavia, se l'intenzione 
del Municipio era di far scadere e di fatto di annullare il relativo permesso di demo-
lizione, nella decisione impugnata si può intravedere una decisione finale. Questo 
Tribunale non ritiene di doversi chinare ulteriormente su questo quesito, in quanto, 
come si vedrà di seguito, il ricorso va in ogni caso accolto e il caso rinviato al con-
venuto per nuova decisione (nel merito della richiesta di proroga). 

2. Qualificazione della decisione impugnata quale decisione finale (di diniego 
della richiesta di proroga): 

2.1. Innanzitutto, occorre esaminare la decisione impugnata sotto il profilo for-
male.

2.1.1. La ricorrente fa valere, fra le altre, una violazione del principio d'imparzialità 
(art. 8 cpv. 1 e 29 cpv. 1 Cost.; art. 33 LCom [CSC 175.050]). A suo dire, il Sindaco, 
di cui si sarebbe chiesto la ricusa, unico giurista nell'esecutivo e (co)opponente nella 
procedura di rilascio della licenza edilizia per la demolizione nonché (co)istante del 
ricorso di vigilanza dinanzi al Governo, avrebbe influenzato la decisione impugnata. 

Al proposito, si rileva che, dall'argomentazione del convenuto nella decisione impu-
gnata, non è riscontrabile un intervento del Sindaco risp. che questi non si sia ricu-
sato come richiesto dalla ricorrente. Il fatto che egli, nelle veci di Sindaco, abbia 
risposto a una domanda sul tema nella seduta del Consiglio comunale del 22 giugno 
2023 (cfr. doc. B.6, pag. 14), sebbene di primo acchito ciò non sembri essere del 

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tutto appropriato, non significa che la richiesta di ricusa non sia stata rispettata e la 
decisione impugnata sia formalmente viziata. La decisione impugnata è stata invero 
sottoscritta dal Vice Sindaco. Che questi – come ipotizzato dalla ricorrente – abbia 
"ripreso l'opinione probabilmente suggerita dal Sindaco" e che il resto del Municipio 
abbia "avvallato questa decisione" resta una mera speculazione della ricorrente.

2.1.2. La ricorrente fa inoltre valere una violazione del diritto di essere sentiti (art. 
29 cpv. 1 Cost.): anzitutto, le motivazioni esposte dalla convenuta nella procedura 
di ricorso sarebbero nuove e senza relazione con la motivazione nella decisione 
impugnata; oltre a ciò, il Municipio non si sarebbe confrontato in nessun punto con 
gli argomenti invocati nella sua domanda di proroga. 

La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) l'ob-
bligo per le autorità di motivare le proprie decisioni, affinché gli amministrati possano 
comprendere ed esercitare i diritti di ricorso in maniera effettiva. L'autorità ammini-
strativa deve pertanto menzionare, per lo meno brevemente, i motivi che l'hanno 
condotta ad adottare un determinato provvedimento, in modo tale che l'interessato 
possa rendersi conto della portata della decisione e impugnarla con cognizione di 
causa. Essa non ha l'obbligo di esporre e discutere tutti i fatti, i mezzi di prova e le 
censure invocati dalle parti, ma può, al contrario, limitarsi all'esame delle questioni 
topiche per l'esito della controversia (DTF 146 II 335 consid. 5.1; 143 III 65 consid. 
5.2; 142 II 154 consid. 4.2; 141 IV 249 consid. 1.3.1; 139 IV 179 consid. 2.2). Il 
diritto di essere sentito è leso soltanto se l'autorità omette di pronunciarsi su que-
stioni che presentano una certa pertinenza o di prendere in considerazione dei fatti 
e degli argomenti importanti per la decisione da adottare (DTF 143 III 65 consid. 
5.2; 142 II 154 consid. 4.2; 141 V 557 consid. 3.2.1). Per il resto, la motivazione può 
essere implicita e risultare anche dalle differenti parti della decisione (DTF 141 V 
557 consid. 3.2.1; sentenza del Tribunale federale 8D_3/2021 del 13 luglio 2022 
consid. 4.3). Il diritto di essere sentiti è una garanzia di natura formale, la cui viola-
zione comporta, in linea di principio, l'annullamento della decisione impugnata. Una 
violazione può essere considerata eccezionalmente sanata se la persona interes-
sata ha la possibilità di esprimersi dinanzi a un'istanza di ricorso che dispone dello 
stesso potere di esame dell'autorità precedente. A tale condizione, anche una grave 
violazione del diritto di essere sentiti può essere sanata, qualora un rinvio si riduca 
a una vana formalità, prolungando inutilmente la procedura e, quindi, ritardi ingiu-
stificati, incompatibili con l'interesse della parte interessata a una rapida valutazione 
della causa (cfr. DTF 147 IV 340 consid. 4.11.3, 142 II 218 consid. 2.8.1, 137 I 195 
consid. 2.3.2).

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Nella decisione impugnata, il convenuto poggia la sua motivazione su un reclamo 
di vigilanza presentato il 13 luglio 2022 dinanzi al Governo e sull'effetto sospensivo 
ivi richiesto in relazione alla licenza edilizia del 9 giugno 2022, affermando di non 
poter valutare la richiesta di proroga fintanto che non sarà stato deciso in merito al 
reclamo di vigilanza. La motivazione del convenuto appare già prima facie essere 
lacunosa e non si confronta con i motivi addotti dalla ricorrente nella richiesta di 
proroga. In che misura non si sarebbe potuto decidere nel merito, non è chiaro nel 
caso in questione. Ciò posto, in concreto, siamo dunque in presenza di una viola-
zione del diritto di essere sentiti risp. dell'obbligo di motivazione. Tale lesione, ben 
ponderato, appare grave e non può essere sanata in questa sede da questo Tribu-
nale, che, in questo ambito, non dispone dello stesso potere d'esame del convenuto 
(cfr. al proposito ad es. sentenza del Tribunale amministrativo del Cantone dei Gri-
gioni R 23 09 del 1° ottobre 2024 consid. 2). 

2.1.3. Inoltre, la ricorrente lamenta una violazione del principio della buona fede 
(art. 5 cpv. 3 Cost., 9 Cost.). Ella fa notare che la licenza edilizia di demolizione del 
14 marzo / 9 giugno 2022 sarebbe cresciuta in giudicato. Il convenuto le chiede-
rebbe di rinunciare a una decisione cresciuta in giudicato, anticipando che la stessa 
sarà di fatto revocata rispettivamente sarà fatta scadere. Il Municipio avrebbe sa-
puto che una decisione del Governo (sul ricorso di vigilanza) non sarebbe avvenuta 
prima della scadenza della licenza edilizia e avrebbe avuto l'intenzione di far deca-
dere, per decorrenza del termine, la licenza edilizia di demolizione del 14 marzo / 9 
giugno 2022 rilascita dal precedente Municipio, allo scopo di annullarla risp. revo-
carla.

L'art. 9 Cost. (RS 101) istituisce un diritto fondamentale del cittadino ad essere trat-
tato secondo il principio della buona fede da parte degli organi dello Stato e, in que-
sto contesto, tutela anche da un loro comportamento contraddittorio (DTF 137 I 69 
consid. 2.5.1).

In questa procedura il convenuto sostiene che la decisione impugnata sarebbe una 
decisione di sospensione (intermedia), mentre in un altro contesto, come già rilevato 
in precedenza, la definisce una decisione di merito (di rifiuto), ritenendo scaduta la 
rispettiva licenza edilizia del 14 marzo / 9 giugno 2022. La motivazione materiale 
fornita dal convenuto nell'ambito del presente procedimento di ricorso è nuova. Così 
facendo, il rappresentante del comune, nell'ambito del procedimento di ricorso, si è 
sostituito completamente al Municipio, presentando una motivazione materiale che 
– a quanto pare – non è stata oggetto di alcuna riunione del Municipio. Si rileva 
pertanto una violazione della buona fede risp. del divieto del comportamento con-
traddittorio; motivo, anche questo, per il quale è giustificato accogliere il ricorso. 

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La circostanza – come allega il convenuto – che il Tribunale possa basare la sua 
decisione su considerandi di diritto che non sono stati riportati nella decisione impu-
gnata, non è qui di rilevanza. De lege si tratta infatti di una possibilità potestativa 
che rientra nello spazio discrezionale del tribunale adito e che non può stare in con-
trasto al principio della buona fede.

2.2. Sebbene il ricorso vada accolto già sulla scorta di violazioni formali, a titolo 
abbondaziale, dal profilo materiale, si rileva quanto segue:

2.2.1. A mente della ricorrente, la decisione del convenuto di respingere (di fatto) la 
sua richiesta di proroga della suddetta licenza edilizia, pretendendo che sia pen-
dente un gravame di sorveglianza con richiesta di effetto sospensivo, che non po-
trebbe essere decretato, sarebbe manifestamente infondata risp. arbitraria e inso-
stenibile. 

Per contro, il convenuto osserva, in particolare, che l'edificio n. 26-B (oggetto della 
licenza edilizia di demolizione) sarebbe protetto e non potrebbe venir demolito. Per-
tanto, la licenza edilizia di demolizione sarebbe viziata. Prolungare la validità di una 
licenza edilizia viziata striderebbe con lo scopo del disposto relativo alla possibilità 
di proroga di una licenza edilizia (art. 91 cpv. 2  seconda frase LPTC [CSC 801.100]) 
e con il principio della legalità. Inoltre, l'interesse pubblico alla corretta applicazione 
del diritto materiale e alla preservazione dell'edificio protetto prevarrebbero su 
quello (meramente economico) della ricorrente al prolungamento di una licenza edi-
lizia viziata. Inoltre, nel ricorso di vigilanza sel 13 luglio 2022 gli istanti avrebbero 
chiesto di annullare la licenza edilizia del 14 marzo / 9 giugno 2022. L'Autorità di 
vigilanza avrebbe infatti la facoltà di annullare una decisione illecita. Per questo mo-
tivo il Municipio avrebbe deciso di sospendere l'evasione della richiesta di proroga 
fino all'evasione del ricorso di vigilanza da parte del Governo. Non sarebbe vero che 
l'intento del Municipio sia quello di far scadere la succitata licenza edilizia. In fase 
di duplica il convenuto aggiunge che una proroga non sarebbe possibile, poiché nel 
frattempo esso starebbe elaborando un rafforzamento della protezione dei nuclei e 
degli oggetti protetti. Oltretutto, ai sensi della giurisprudenza, la licenza edilizia del 
14 marzo / 9 giugno 2022 non sarebbe una licenza edilizia, perché essendo rimasta 
aperta la decisione relativa alla condizione sospensiva e avendo l'autorità edilizia 
un margine di manovra nel valutare l'adempimento della condizione, la procedura 
per il rilascio della licenza edilizia per la demolizione dello stabile n. 26-B non sa-
rebbe ancora conclusa e sarà completata solo dopo l'approvazione del progetto per 
la sostituzione di detto stabile. Di conseguenza, l'art. 91 cpv. 2 seconda frase LPTC 
non troverebbe applicazione e non vi sarebbe un diritto alla proroga di tale deci-
sione, la cui validità sarebbe stata fissata perentoriamente a due anni.

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2.2.2. Ai sensi dell'art. 91 cpv. 2 LPTC, le licenze edilizie si estinguono, qualora i 
lavori di costruzione non siano stati avviati entro due anni a decorrere dal passaggio 
in giudicato della licenza edilizia. L'autorità competente per l'autorizzazione può, su 
richiesta motivata, prolungare questo termine in maniera adeguata. Se la richiesta 
di proroga viene presentata in tempo utile, la scadenza del termine è prolungata fino 
alla decisione dell'autorità edilizia (cfr. BERNER, in: Walder [ed.], Luzerner Planungs- 
und Baurecht, Berna 2012, n. 97 seg.; cfr. anche sentenza del Tribunale ammini-
strativo del Cantone dei Grigioni R 18 27 del 22 gennaio 2019 consid. 5.2 relativa-
mente al termine di ultimazione dei lavori). Se un committente richiede una proroga 
del termine biennale per il completamento della costruzione, l'autorità edilizia deve 
verificare, in primo luogo, se sussistono effettivamente circostanze straordinarie che 
giustificano una deroga al termine legale per il completamento della costruzione. 
Per sua natura, ciò può avvenire solo in casi veramente eccezionali. Sono prese in 
considerazione le particolarità oggettive (posizione della parcella, situazione tec-
nica), ma anche le circostanze particolari legate alla persona del richiedente (ad es. 
le esigenze di una persona disabile). Al contrario, i motivi economici non sono, di 
regola, sufficienti per ottenere una proroga del termine di completamento della co-
struzione, poiché tali motivi possono essere addotti praticamente sempre. Se un'au-
torità edilizia, valutando le circostanze determinanti del caso specifico, giunge alla 
conclusione che si tratta di una situazione eccezionale, può prorogare adeguata-
mente il termine di completamento della costruzione se il rispetto del termine di due 
anni per il completamento della costruzione comporta un onere sproporzionato per 
il committente interessato e se ciò non viola interessi pubblici e privati preponde-
ranti. A tal fine, l'autorità edilizia deve individuare, valutare e soppesare attenta-
mente tutti gli interessi pertinenti e rilevanti. Il Tribunale esamina questa decisione 
discrezionale con cautela. Interviene solo se l'autorità edilizia si è discostata senza 
motivo dai principi riconosciuti dalla dottrina e dalla giurisprudenza, ha preso in con-
siderazione fatti che non avrebbero dovuto avere alcun ruolo o, al contrario, ha igno-
rato circostanze che avrebbero dovuto essere prese in considerazione. Non vi è 
alcuna inesattezza rilevante se è possibile prendere in considerazione anche un'al-
tra soluzione, anche se questa sembra più appropriata di quella scelta dall'autorità 
edilizia (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni R 18 27 
del 22 gennaio 2019 5.2.1 seg.). 

2.2.3. Nella motivazione della decisione impugnata, il convenuto si basa, come 
detto sopra, su un reclamo di vigilanza presentato il 13 luglio 2022 e sull'effetto 
sospensivo ivi richiesto in relazione alla licenza edilizia del 9 giugno 2022, affer-
mando di non poter valutare la richiesta. In questo contesto, va osservato che il 
reclamo di vigilanza non ha alcun effetto sospensivo su una licenza edilizia passata 

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in giudicato (v. artt. 75 segg. LCom). La decisione ignora, inoltre, le circostanze 
(presumibilmente eccezionali) avanzate nella richiesta di proroga (ritardi dovuti al 
decesso di uno dei progettisti). Il fatto, obiettato dal convenuto con rinvio alla firma 
di cui all'allegato B.13B, che il progetto di massima non sarebbe stato realizzato 
dall'architetto deceduto, è stato esposto solo in questa procedura, parimenti al fatto 
del rafforzamento degli oggetti protetti attualmente in elaborazione nonché al fatto 
che gli istanti del ricorso di vigilanza del 13 luglio 2022 – di cui, a quanto pare, la 
ricorrente non aveva conoscenza – avrebbero chiesto l'annullamento della licenza 
edilizia del 14 marzo / 9 giugno 2022 e che l'Autorità di vigilanza avrebbe la facoltà 
di annullare una decisione illecita ai sensi dell'art. 79 cpv. 1 lett. b LCom. Alla luce 
poi dell'intento del convenuto di non prorogare la licenza edilizia e, presumibilmente, 
di farla scadere (cfr. sopra consid. 1.2.4), la motivazione addotta nella decisione 
impugnata appare insostenibile. Oltretutto, in questo senso, da quanto si ravvisa 
dalla procedura R 24 99, sembrerebbe che il Governo abbia già rilasciato una deci-
sione (negativa) in merito al ricorso di vigilanza oggetto della decisione qui impu-
gnata. Infine, riguardo alla tesi del convenuto, secondo cui la licenza edilizia del 14 
marzo / 9 giugno 2022 sarebbe valida solo per due anni e non sarebbe una licenza 
edilizia, per cui non vi sarebbe un diritto alla proroga, va osservato quanto segue: 
la decisione del 14 marzo / 9 giugno 2022 è intitolata "licenza edilizia". Questa è 
cresciuta in giudicato. In essa si sono fissati dei termini di "validità della licenza: 2 
anni dalla data odierna per l'inizio dei lavori; 3 anni per la completazione", ciò che 
non toglie la possibilità di una loro proroga ai sensi dell'art. 91 cpv. 2 seconda frase 
LPTC. Questo indipendentemente dal fatto che la licenza edilizia di demolizione sia 
subordinata all'ottenimento di una licenza edilizia di edificazione risp. a prescindere 
dalla relativa giurisprudenza (v. sopra consid. 1.2.2). Affermando dunque la possi-
bilità di richiedere una proroga per la rispettiva licenza edilizia, il termine per l'inizio 
dei lavori va ritenuto prorogato per mezzo della richiesta di proroga nella lettera di 
accompagnamento alla domanda edilizia del 19 aprile 2024 (doc. C.6), presentata 
a tempo debito – ovvero prima della scadenza, l'8 giugno 2024, secondo la licenza 
edilizia del 14 marzo / 9 giugno 2022, del termine per l'inizio dei lavori di due anni 
dalla data della licenza edilizia (e non dal passaggio in giudicato della licenza edilizia 
secondo l'art. 91 cpv. 1 LPTC) –, fintanto che non vi sarà una nuova decisione da 
parte del convenuto.

2.3. Stante quanto sopra, qualificando la decisione impugnata quale decisione di 
diniego (e finale), il ricorso va accolto e la decisione annullata a seguito delle viola-
zioni formali e materiali riscontrate. 

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3. Alla stessa conclusione si giunge altresì, sempre ritenendo la decisione im-
pugnata una decisione di diniego, ma trattandola come decisione intermedia (cfr. 
sopra consid. 1.2.5), applicando per analogia quanto considerato nei considerandi 
successivi. 

4. Qualificazione della decisione impugnata quale decisione intermedia (di so-
spensione della decisione sulla richiesta di proroga):

4.1. Giusta l'art. 49 cpv. 4 LGA, le disposizioni determinanti il corso della proce-
dura e le misure provvisionali, nonché altre decisioni intermedie sono impugnabili 
solo se causano alla parte interessata uno svantaggio probabilmente irreparabile 
(lett. a) oppure se vengono espressamente emanate quali decisioni impugnabili sin-
golarmente, se in tal modo è probabilmente possibile semplificare la procedura (lett. 
b). Il termine per il ricorso di disposizioni determinanti il corso della procedura e 
misure provvisionali è di dieci giorni (art. 52 cpv. 2 LGA). 

4.2. La presente decisione intermedia, non espressamente emanta quale deci-
sione impugnabile, non contiene l'indicazione del rimedio giuridico, per cui si applica 
il termine di due mesi giusta l'art. 22 cpv. 2 LGA (valevole anche per le parti rappre-
sentante da un legale [cfr. sentenza del Tribunale amministrativo del Cantone dei 
Grigioni U 14 52 del 27 ottobre 2015 consid. 5]). Contrariamente all'obiezione di 
tardività del convenuto, la tempestività del ricorso va dunque affermata. 

4.3. Non essendo la decisione intermedia in oggetto tuttavia stata espressamente 
emanata quale decisione impugnabile, occorre valutare se la ricorrente vanta uno 
svantaggio probabilmente irreparabile. Come visto sopra, nel caso di specie il ter-
mine di due anni per l'avvio dei lavori è prolungato con l'inoltro della relativa do-
manda, finché il convenuto emanerà una decisione (di merito) su di essa. Ne di-
scende che l'impugnata decisione intermedia di sospensione della decisione sulla 
richiesta di proroga non sembra comportare uno svantaggio probabilmente irrepa-
rabile per la ricorrente. Anzi, il prolungamento del relativo termine in seguito all'inol-
tro della richiesta di proroga, finché in atto, accondiscende alla richiesta di proroga 
della ricorrente. Di conseguenza, non sembrano adempiti i presupposti per ammet-
tere un ricorso contro la decisione intermedia impugnata. 

4.4. Ma nel merito di questo quesito non deve essere statuito ulteriormente, in 
quanto, pur volendo ammettere un difetto di legittimazione, nell'ambito della cosid-
detta "Star-Praxis" si giustificherebbe accogliere il ricorso. 

4.4.1. Nonostante la mancanza di legittimazione (nel merito), l'interessata può 
lamentare la violazione di diritti di parte, il cui mancato rispetto equivale a un diniego 

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di giustizia formale ("Star-Praxis"). Sono tuttavia inammissibili le argomentazioni 
che mirano a loro volta a un esame materiale della decisione impugnata, come 
l'affermazione che la motivazione è incompleta o non sufficientemente differenziata 
o che l'istanza inferiore non ha affrontato o ha affrontato in modo arbitrario gli 
argomenti della parte e ha respinto le offerte di prova in una valutazione anticipata 
della prova manifestamente insostenibile (cfr. ad es. DTF 137 II 305 consid. 2 con 
riferimenti; sentenza del Tribunale federale 2C_34/2022 del 13 gennaio 2022 
consid. 2.1).

4.4.2. Anzitutto, nella misura in cui la ricorrente lamenta una carenza di 
motivazione, in particolare di confrontazione con le sue motivazioni per la richiesta 
di proroga, va evidenziato che queste argomentazioni sono inammissibili nell'ambito 
della "Star-Praxis", perché tendenti a un esame materiale della decisione 
impugnata. Tuttavia, le censure della ricorrente inerenti a una violazione della buona 
fede si rivelano fondate, laddove sostiene che il Municipio abbia avuto l'intenzione 
di far decadere, per decorrenza del termine, la licenza edilizia del 14 marzo / 9 
giugno 2022 (riguardo alla violazione del divieto del comportamento contraddittorio 
si rinvia alle considerazioni di cui sopra, consid. 2.1.3). Tale violazione della buona 
fede, ad avviso di questo Tribunale, va qualificata quale diniego di giustizia formale. 

4.4.3. Pertanto, anche qualificando la decisione impugnata quale decisione 
intermedia, il ricorso va accolto e la decisione annullata a seguito di una violazione 
della buona fede risp. del comportamento contraddittorio da parte del convenuto. 

5. In conclusione, in accoglimento del ricorso la decisione impugnata va annul-
lata. La causa è rinviata al convenuto per nuova decisione nel merito della richiesta 
di proroga. Fatta astrazione di quanto precede, a titolo informativo, va ricordato che 
in ambito edilizio, di regola, è previsto il rispetto del principio di coordinazione giusta 
l'art. 25a LPT (cfr. anche art. 88 LPTC e artt. 55 segg. OPTC [CSC 801.110]) – il 
quale esige che un progetto di costruzione sia esaminato in una procedura unitaria 
di autorizzazione – e che procedimenti successivi sono ammessi soltanto su aspetti 
secondari del progetto (cfr. sentenza del Tribunale federale 1C_287/2021 del 25 
luglio 2022 consid. 5.1, 1C_4/2018 del 31 gennaio 2019 consid. 4.5.2; cfr. anche tra 
le tante sentenza del Tribunale amministrativo R 23 116 del 20 agosto 2024 consid. 
1.1 con rimandi). Ciò dovrebbe avere altresì valenza in casi come quello in oggetto, 
considerato il nesso tra la licenza edilizia relativa alla demolizione e quella di rico-
struzione. 

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6. Le spese procedurali seguono la soccombenza (art. 73 cpv. 1 LGA). Visto 
l'esito del ricorso, le spese procedurali – composte da una tassa di Stato fissata a 
CHF 3'000.00 e spese di cancelleria – sono poste a carico del convenuto. 

7. Inoltre, il convenuto soccombente in causa è tenuto a risarcire alla ricorrente 
le spese necessarie causate dalla procedura (art. 78 cpv. 1 LGA). La nota d'onorario 
inoltrata dal rappresentate legale della ricorrente per l'ammontare totale di 
CHF 6'440.20, composta da un onorario di CHF 5'760.00 (21 ore e 20 minuti à 
CHF 270.00/ora), spese di cancelleria e telefoni pari al 3 % dell'onorario, nonché 
spese postali di CHF 24.80 e su tutto l'IVA dell'8.1 %, va decurtata dell'importo di 
CHF 24.80 per le "spese postali" risp. "porti e telefoni" secondo la nota dettagliata, 
perché ritenute comprese nell'importo forfettario del 3 % per "spese di cancelleria e 
telefoni". La ricorrente ha dunque diritto al rimborso di un importo complessivo di 
CHF 6'413.35 (IVA inclusa) a titolo di ripetibili a carico del convenuto. 

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Il Tribunale d'appello pronuncia:

1. Il ricorso è accolto e la decisione del 7 maggio 2024 è annullata. La causa è 
rinviata al Comune di C._____ per nuova decisione ai sensi dei considerandi. 

2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

– una tassa di Stato di CHF 3'000.00

– e le spese di cancelleria di CHF 336.00

totale CHF 3'336.00

Tali spese sono poste a carico del Comune di C._____. 

3. Il Comune di C._____ versa alla A._____ SA un'indennità a titolo di ripetibili 
pari a CHF 6'413.35 (IVA inclusa). 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazione a]