# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5f6d0236-cf40-5a85-b643-8c0e8575556d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-01-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.01.2023 35.2022.87
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2022-87_2023-01-30.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  35.2022.87

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  30 gennaio 2023              

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10 novembre 2022 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 12 ottobre 2022 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  Il 4 aprile 2016 l’CO 1 ha riconosciuto
a titolo di malattia professionale la “sindrome del tunnel carpale alla mano
destra di grado grave” di cui è affetto RI 1 (nato il __________ 1981,
dipendente dal 1° maggio 2012 a tempo pieno della __________ in qualità di
operaio di produzione, inabile al lavoro al 100% dal 23 novembre 2015 e
licenziato con effetto al 30 novembre 2016, trascorso il periodo di protezione
previsto dall’art. 336c del Codice delle Obbligazioni) e ha assunto il caso e
corrisposto regolarmente le prestazioni di legge (doc. 2, 3, 5, 14, 21 e cfr.
72).

A causa della malattia professionale, l’assicurato si è sottoposto il 13
gennaio 2016 ad un intervento di “Decompressione anteriore del polso destro
con neurolisi completa distale del nervo mediano e tenolisi dei tendini
flessori” (doc. 27) e il 9 febbraio 2017 ad un intervento di “Neurolisi
del nervo mediano, lembo ipotenare e correzione cicatrice chirurgica” (doc.
119 e 653).

Nel frattempo, in data 10 maggio 2016 l’assicurato ha inoltrato una richiesta
di prestazioni AI per adulti giustificata dai postumi della malattia
professionale (doc. 28 e 511).

Alla chiusura del caso, con decisione del 27 luglio 2021, confermata su
opposizione il 6 settembre 2021 (doc. 566), l’CO 1 ha rifiutato di concedere
all’assicurato una rendita d’invalidit (in quanto, dal raffronto dei redditi,
risultava un discapito economico nullo nel 2021) e gli ha assegnato
un’indennità per menomazione dell’integrità (IMI) del 10% (doc. 554).  

(cfr. STCA 35.2021.75 del 31 gennaio 2022, consid. 1.1-1.8).

                                

                          1.2.  Con sentenza STCA 35.2021.75 del 31
gennaio 2022 il TCA ha confermato la stabilizzazione dello stato di salute al 1°
giugno 2021 e ha rinviato gli atti all’amministrazione affinché disponesse un
complemento istruttorio con riferimento alla capacità lavorativa residua e
all’IMI (doc. 585).  

                                 

                          1.3.  Dopo avere acquisito agli atti il
complemento istruttorio, l’CO 1, con decisione del 7 settembre 2022 -
confermata su opposizione il 12 ottobre 2022 (doc. 636) - ha rifiutato di
concedere all’assicurato una rendita d’invalidità (in quanto, dal raffronto dei
redditi, risultava un discapito economico del 5%) e gli ha assegnato
un’indennità per menomazione dell’integrità (IMI) del 40% (doc. 627).

                          1.4.  Con tempestivo ricorso del 10
novembre 2022 RI 1, patrocinato dall’avv. RA 1, ha chiesto l’annullamento della
decisione impugnata e che l’CO 1 sia tenuta a riconoscergli, in via principale,
“le prestazioni LAINF e dunque una rendita intera dal 1° giugno 2021 in poi”
rispettivamente, in via subordinata, “le prestazioni LAINF e dunque una
rendita intera dal 1° giugno 2021 e a scalare durante il periodo di
riqualificazione professionale” (cfr. doc. I, pag. 16).

La patrocinatrice dell’insorgente contesta la stabilizzazione del suo stato di
salute come pure la valutazione medica operata dall’amministrazione, in particolare
con riferimento alla capacità lavorativa residua rispettivamente alla
valutazione economica, nella misura in cui il reddito da invalido andrebbe
determinato al termine di un percorso di riqualifica professionale e in
relazione ad un’occupazione effettiva, come precisato dai periti dell’CO 1.

La rappresentante del ricorrente lamenta pure una “violazione fragrante
(recte: flagrante) dell’obbligo di motivazione e una lesione manifesta del
diritto di essere sentito” del suo assistito con argomenti di cui si dirà,
per quanto necessario, nei considerandi in diritto.

Da ultimo, la rappresentante dell’assicurato produce, tra l’altro, il
curriculum vitae del suo cliente (doc. C) e i referti del 2 novembre 2021 (doc.
G2) e del 14 gennaio 2022 (doc. G1) della   PD. Dr. med. __________ della __________
rispettivamente chiede “l'allestimento di una perizia sullo stato di
salute del ricorrente e le relative conseguenze invalidanti, rispettivamente
sulle sue eventuali competenze residue in attività alternative confacenti, in
particolare volta a definire se la sua condizione si sia effettivamente
stabilizzata, come sostiene la CO 1, approfondire la sua effettiva capacità di
lavoro con l'uso di un solo arto, in casu quello non dominante e la necessità
di una riqualifica professionale onde conteggiare il reddito da invalido, come
raccomandato dai periti già interpellati.” (n.d.r.: la sottolineatura non è
della redattrice; doc. I, pag. 17).

                                 

                          1.5.  Nella risposta del 22 novembre 2022
l'CO 1, patrocinato dall’avv. RA 2, dopo aver versato agli atti l'incarto LAINF
completo, ha chiesto la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. III). 

                                

                          1.6.   Il 29 novembre 2022 la
patrocinatrice dell’insorgente si è riconfermata nelle proprie tesi e domande, con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc.
V).  

                                 

                          1.7.  In data 3 gennaio 2023 (doc. VIII)
l'CO 1 si è riconfermato nelle proprie conclusioni. 

In medesima data il doc. VIII è stato trasmesso alla patrocinatrice
dell’insorgente per conoscenza (doc. IX).

considerato                in diritto

 

                                  in ordine

 

                          2.1.  Preliminarmente, richiamata la STF
8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2. (si veda anche la STF 8C_14/2018 del
25 aprile 2018), questa Corte rileva che decide questa vertenza nella sua
composizione ordinaria (pubblicata su FUCT N. 102 del 27 maggio 2022). Con
scritto del 18 ottobre 2018 l’CO 1 ha infatti comunicato al TCA che, a partire
da quella data, gli incarti affidati dall’assicuratore a un legale esterno
all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria non vengono gestiti, in
seno alla Direzione, dalla giurista di lingua italiana figlia del Giudice Ivano
Ranzanici (cfr. STF 8C_668/2021 del 18 febbraio 2022 consid. 2.1).

                                  

                          2.2.  La patrocinatrice dell’insorgente
lamenta una violazione del diritto di essere sentito del suo assistito, in
quanto l’CO 1 non avrebbe motivato la decisione impugnata e non avrebbe effettuato
l’accertamento peritale richiesto, sulla base delle seguenti argomentazioni:

 

" (…) Il
signor RI 1 pertanto torna a richiedere ancora in questa sede, come già fatto
un anno or sono, una perizia volta a definire se la sua condizione si sia
effettivamente stabilizzata alla luce di quanto espresso dai Dr. Med. __________
e dalla Prof. Dr. Med. __________ sul terzo intervento quale unica di possibile
di miglioramento come pure una valutazione della sua effettiva capacità di
lavoro con l'uso di un solo arto, in casu quello non dominante, e alla
necessità di una riqualifica professionale onde conteggiare correttamente il
suo reddito da invalido tornando a lamentare il suo diritto di essere sentito
per aver già richiesto alla CO 1 di intervenire in tal senso in passato. Tale
tema infatti non era stato affrontato da Cod. Lod. Tribunale in ragione
dell'esito dell'impugnativa e dell'annullamento della decisione precedente con
sentenza del gennaio 2021.

(…).

(…) la CO 1 (…) non ha preso in esame l'eventualità di
provvedimenti integrativi. Anzi, li ha esclusi in maniera apodittica, senza
valida motivazione. Non ha saputo motivare l'asserita contestata capacità
lavorativa residua e/o le attività adeguate e esigibili tenendo in debito conto
la situazione personale dell'assicurato.

La decisione impugnata è silente a tal proposito, ciò che
configura una violazione fragrante dell'obbligo di motivazione e una lesione
manifesta del diritto di essere sentito, tanto più che la CO 1 ha fondato il
suo giudizio proprio su questo aspetto” (cfr. doc. I).

 

                                  Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2
Cost. le parti hanno diritto di essere sentite. Per costante giurisprudenza
(STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008 consid. 4.2), dal diritto di essere sentito
deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi
prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di
fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello
di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione
delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 132 V
387, 127 V 219, 127 V 431, 127 I 56, 126 V 130). Il diritto di essere sentito
comprende l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale
obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle
condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento e di poterlo impugnare
con cognizione di causa, e dall’altro, di permettere all’autorità di ricorso di
esaminare la fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa che
l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le
argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per
il giudizio, atte ad influire sulla decisione (STF U 397/05 del 24 gennaio 2007
consid. 3.2 con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2 pag. 236; STCA 32.2018.3
del 30 gennaio 2019, consid. 2.1; STCA 35.2019.12 del 5 febbraio 2020, consid.
2.1; STCA 35.2020.53 del 1° marzo 2021, consid. 2.3).

 

Secondo il TCA, la decisione
impugnata non è solo sufficiente-mente motivata ma è pure chiaramente
comprensibile. In effetti, nella stessa, l'amministrazione ha chiaramente
indicato i motivi per cui ha ritenuto che non fossero adempiute le condizioni per
riconoscere una rendita di invalidità (in particolare, capacità lavorativa al
100%, con pieno rendimento, in attività adeguate per un assicurato
mono-manuale, come stabilito dai periti amministrativi; esistenza di
sufficienti possibilità di lavoro - in particolare, lavori di controllo e di
sorveglianza - in un mercato generale di lavoro equilibrato anche per gli
assicurati “Einarmige”, come stabilito dalla giurisprudenza consolidata
del Tribunale federale; applicazione di una riduzione del 18.78% nell’ambito
del “parallelismo dei redditi” e di una deduzione sociale del 20% con
grado di invalidità finale del 5%), puntualizzando pure che “Non incombe
agli assicuratori infortuni disporre delle misure di riqualifica professionale
ma all’AI, la quale peraltro, con progetto di decisione del 22.6.2022, ha
ritenuto che il diritto a provvedimenti quali una riqualifica non è dato”
(doc. 636, pag. 4 e 5).

Nella risposta di causa del 22 novembre 2022 (doc. III) l'Istituto resistente
ha nuovamente spiegato i motivi per cui ha ritenuto che non fossero adempiute
le condizioni per riconoscere una rendita di invalidità (segnatamente riprendendo
sostanzialmente brevemente gli argomenti già esposti in sede di decisione
impugnata, dopo avere puntualizzato le motivazioni per cui ha confermato la
stabilizzazione dello stato di salute al 1° giugno 2021; cfr., in particolare,
pag. 5 e 6 doc. III).

Del resto l’assicurato ha dimostrato di aver compreso la portata del
provvedimento contestato ed i motivi per cui l'amministrazione ha ritenuto che
non fossero adempiute le condizioni per riconoscere una rendita di invalidità,
con il ricorso in disamina. Inoltre, invitato dal TCA a presentare delle
osservazioni in merito alla risposta dell’amministrazione (doc. IV), ha potuto
riconfermarsi nelle proprie tesi e domande con osservazioni del 29 novembre
2022 (doc. V). Ne consegue che, per questo aspetto, non è ravvisabile una
violazione del diritto di essere sentito di RI 1 e la censura sollevata al
riguardo dalla sua patrocinatore va pertanto disattesa

Parimenti dicasi per la censura relativa alla mancata esecuzione di una nuova
perizia. Va difatti ricordato che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio
conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre
prove (valutazione anticipata delle prove; cfr. Kölz/Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63,
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure STF
9C_632/2012 del 10 gennaio 2013; STF 9C_231/2012 del 24 agosto 2012). Un tale
modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art.
29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi
citata; STCA 32.2018.189 del 14 ottobre 2019, consid. 2.12; STCA 35.2019.12 del
5 febbraio 2020, consid. 2.1). La violazione del diritto di essere sentito nel
senso invocato dall’assicurato é difatti una questione che non ha una portata
propria per rapporto alla censura inerente a un errato apprezzamento delle
prove (cfr. DTF 130 II 425 consid. 2.1). Il diritto di essere sentito non
impedisce all’autorità di porre fine all’istruttoria se le prove raccolte le
consentono di raggiungere un convincimento e se, in virtù di un apprezzamento
anticipato delle prove, le é chiaro che gli ulteriori mezzi di prova offerti
non potrebbero più modificare la propria opinione (cfr. DTF 136 I 229 consid.
5.3, 134 I 140 consid. 5.3; STCA 35.2014.71 del 15 aprile 2025, consid. 2.1).
La censura di violazione del diritto di essere sentito va dunque disattesa,
anche per questo aspetto.

Del resto, giova qui pure ricordare che l’amministrazione ha acquisito agli
atti, conformemente a quanto stabilito con la STCA 35.2021.75 del 31 gennaio
2022, cresciuta incontestata in giudicato, il complemento peritale del 20
luglio 2022 del PD. Dr. __________ (doc. 615) e che, con scritto del 29 agosto
2022, la patrocinatrice dell’assicurato ha comunicato all’CO 1 “di non avere
particolari osservazioni da formulare” al riguardo (doc. 617).   

Il TCA può pertanto entrare nel merito del ricorso.

nel merito

 

                          2.3.   Oggetto del contendere è la
questione di sapere se l’CO 1 era legittimato, oppure no, a negare una rendita
di invalidità. 

In particolare, la patrocinatrice dell’assicurato contesta la stabilizzazione
dello stato di salute al 1° giugno 2021, la valutazione medica operata
dall’amministrazione (capacità lavorativa residua del 100% con pieno rendimento
in attività adeguate mono-manuali) e il grado di invalidità del 5%
dell’assicurato.

Non è invece oggetto di contestazione, ed esula quindi dalla presente vertenza,
l’IMI assegnata.

 

                          2.4.   Stato di salute
infortunistico stabilizzato dal 1° giugno 2021?

 

                       2.4.1.  Giusta l'art. 10 LAINF, l'assicurato
ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43
consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF, l'assicurato
totalmente o parzialmente incapace di lavorare (art. 6 LPGA) a seguito
d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                  Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

 

                                  Il diritto alle cure cessa
qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato (art. 19 cpv. 1 seconda frase
LAINF), un miglioramento insignificante non basta. Non vi è un sensibile
miglioramento delle condizioni di salute, se la misura terapeutica in questione
è in grado soltanto di alleviare momentaneamente dei dolori causati da uno
stato altrimenti stazionario. Se un miglioramento non è più possibile, la cura
termina e l’assicurato può pretendere una rendita d’invalidità (sempre che
presenti un’incapacità di guadagno del 10% almeno).

                                  Una volta terminata la cura
medica, delle misure terapeutiche possono essere assunte soltanto alle
condizioni di cui all’art. 21 LAINF e soltanto se l’assicurato è stato posto al
beneficio di una rendita. Se ciò non è il caso, spetta all’assicurazione contro
le malattie prendere a proprio carico il trattamento (cfr. STF 8C_50/2018 del
20 luglio 2018 e riferimenti ivi menzionati).

 

                                  È utile precisare che, secondo la
giurisprudenza federale, occorre procedere a una valutazione prospettica
della questione della stabilizzazione, ponendosi al momento in cui le
prestazioni sono state interrotte (cfr. RAMI 2005 U 557 pag. 388; STF
8C_289/2018 del 15 marzo 2019 consid. 3.6.; STF 8C_651/2016 del 15 dicembre
2016 consid. 4.1, 8C_184/2017 del 13 luglio 2017 consid. 2.2, 8C_303/2017 del 5
settembre 2017 consid. 6.3.1; cfr., tra le tante, la STCA 35.2021.75 del 31
gennaio 2022, consid. 2.3.1 e rinvii giurisprudenziali ivi citati). 

                                

                       2.4.2.  La patrocinatrice del ricorrente
contesta la stabilizzazione dello stato di salute al 1° giugno 2021, in
particolare osservando quanto segue:

" (…) il
signor RI 1 è attualmente senza occupazione e la CO 1 ha sospeso le prestazioni
di breve durata con il 1° giugno 2021 in quanto il suo stato di salute, secondo
la resistente, sarebbe ormai stabilizzato, cosa che il ricorrente contesta,
alla luce della possibilità esternata dai Prof. Dr. Med. __________ e poi __________
di un terzo intervento chirurgico quale sola ed unica via di miglioramento, pur
rifiutata infine dal ricorrente per evitare il rischio di un peggioramento.
(…)” (cfr. doc. I, pag. 5 e 6). 

 

In sede di risposta,
l’CO 1 ha precisato quanto segue:

 

“(…) Per quanto concerne la stabilizzazione dello stato di salute
dell'assicurato, essa non può essere messa in discussione perché codesto
Tribunale nella sua sentenza del 31 gennaio 2022 (pag. 13) ha chiaramente
indicato di allinearsi alla Parte convenuta sostenendo che lo stato di salute
dell'assicurato è stabilizzato. Nessun intervento non potrà dunque portare ad
alcun miglioramento.” (cfr. doc. III, pag. 5).

                                      

                                  Chiamato ora a pronunciarsi il
TCA rileva preliminarmente che, nella STF 8C_819/2017 del 25 settembre 2018,
pubblicata in DTF 144 V 354 l’Alta Corte, al consid. 4.2, ha confermato la
propria giurisprudenza (cfr., a tal proposito, tra le tante la STF 8C_43/2017
del 1° giugno 2017, consid. 2.3.2: “Ist folglich - wie vorliegend - der
Rentenanspruch streitig, so kann die Frage, ob der Fallabschluss korrekt
erfolgt ist, nicht gesondert in Rechtskraft erwachsen, weil das Entstehen des
Anspruchs auf eine Rente der Unfallversicherung unter anderem auch vom
Zeitpunkt des Eintritts des medizinisch-therapeutischen Endzustandes abhängig
ist”), stabilendo che la sospensione di prestazioni temporanee e la
chiusura del caso con l'esame del diritto alla rendita non sono due oggetti
della lite distinti, bensì costituiscono un unico oggetto della lite, tenuto
conto della loro stretta interconnessione; l'art. 19 cpv. 1 LAINF infatti fa
coincidere la sospensione delle prestazioni temporanee e l'esame del diritto -
e se del caso attribuzione - della rendita.

Questa giurisprudenza è stata successivamente confermata dall’Alta Corte anche
nella STF 8C_243/2021 dell’11 ottobre 2021 ai consid. 1.4.2 e 1.4.3.

 

Le censure ricorsuali volte a contestare la stabilizzazione dello stato di
salute dell’insorgente al 1° giugno 2021 sono, pertanto, ricevibili in questa
sede.

Il TCA può quindi entrare nel merito delle stesse.

 

                       2.4.3.  Per costante giurisprudenza, in un
procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02
dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                  Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR
2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. 

                                  Devono piuttosto esistere delle
particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati
i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                  Nella DTF 135 V 465, l’Alta Corte
ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria
sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno
il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in
tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle
armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1
CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio
l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei
mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in
particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.

                                  Trattandosi invece di perizie
affidate dagli assicuratori sociali, durante la procedura amministrativa, a
medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati indipendenti, esse
godono di piena forza probatoria, a condizione che non esistano indizi
concreti che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF 8C_862/2014 del
2 aprile 2015 consid. 3.2 e riferimenti ivi citati; STCA 35.2020.47 del 1°
febbraio 2021, consid. 2.2.4, STCA 35.2021.57 del 20 settembre 2021, consid.
2.8 e STCA 35.2021.75 del 31 gennaio 2022, consid. 2.4.6). 

 

                                  Per quel che concerne il valore
probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui temi
sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure
sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza
dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le
conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125
V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160
ss., consid. 1c e riferimenti). 

                                  L'elemento rilevante per decidere
circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la sua
designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                  È infine utile osservare che se
vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia,
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è l’opinione
più adeguata (cfr. STF I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in fine; STF I
673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p. 35 consid. 4b).

                       2.4.4.  Dalle carte processuali si evince,
in particolare, che l’assicurato, a causa della malattia professionale, si è
sottoposto il 13 gennaio 2016 ad un intervento di “Decompressione anteriore
del polso destro con neurolisi completa distale del nervo mediano e tenolisi
dei tendini flessori” ad opera del dr. med. __________, specialista FMH in
ortopedia e chirurgia ortopedica (doc. 27) e il 9 febbraio 2017 ad un
intervento di “Neurolisi del nervo mediano, lembo ipotenare e correzione
cicatrice chirurgica”, ad opera dal Prof. Dr. med. __________, primario del
servizio di chirurgia della mano della Clinica __________ di __________ (doc.
119 e 653). Nel frattempo, RI 1 - che ha sviluppato pure una sindrome dolorosa
neuropatica persistente e cronica del nervo mediano del polso destro (doc. 366
e 653) - a causa della persistenza dei dolori come pure delle difficoltà
funzionali e di forza della mano destra, si è sottoposto a svariate indagini,
che sono state effettuate per mezzo di apparecchiature diagnostiche e di
immagine radiologica come pure a diverse visite mediche specialistiche (anche
in Svizzera interna). Egli si è sottoposto anche a svariate sedute di
ergoterapia e ad elettroterapia con stimolazione vibro-tattile (Vibradol) e
elettrostimolazione con il Compex. 

 

                                  In particolare, per quanto qui di
maggior interesse, il PD __________ ha attestato quanto segue: “Es werden
weiterhin Lyrica 300 mg/Tag eingenommen und eine TENS-Therapie durchgeführt.
Die neurologische Untersuchung gab eine leichte Verschlechterung im Vergleich
zum Vorbefund vom Dezember, allerdings wurden ähnliche Werte bereits vor
einem Jahr gemessen. (…). Insgesamt besteht
klinisch und neurologisch eine relativ konstante Situation nach o.g.
Operation. (…) Operativ können wir dem Patienten nichts mehr anbieten,
da eine Revision durch Vernarbungen die Situation womöglich eher verschlechtern
würde. Als einzige momentane Option, können wir eine Infiltration in den
Karpaltunnel anbieten und führen diese am heutigen Tage direkt in der
Sprechstunde ultraschallgesteuert durch.” il 15 maggio 2019 (doc. 339), quanto
segue: “Es zeigt sich insgesamt bei dem Patienten klinisch und neurologisch
eine konstante Situation. (…). Aus handchirurgischer Sicht, können wir
aktuell kein aktives Vorgehen vorschlagen. (…). Er soll weiterhin die
Ergotherapie, insbesondere die Desensibilisierung und die TENS-Therapie fortführen.” il 19 settembre 2019 (doc. 357), quanto segue “In der heutigen
klinischen Untersuchung und neurophysiologischen Zusatzdiagnostik zeigt sich
unverändert eine leichte chronische Medianusneuropathie rechts.” il 9
dicembre 2019, quanto segue “In der heutigen Untersuchung zeigt sich insgesamt
eine konstante Situation mit persistierenden Hyposensibilität des Dig.
II/III und Kribbelparästhesien Tag und Nacht. Der Patient trägt hier die
Ellbogenschiene. Insgesamt auch kein Ansprechen auf die Infiltration. Weiterhin
Therapie mit Lyrica. Auch nach Rücksprache mit den Kollegen der Neurologie
kann keine eindeutige Ursache für die Hyposensibilität und die
Kribbelparästhesien gefunden werden bei insgesamt leicht verbesserten
neurologischen Werten. Wir besprechen mit dem Patienten weiterhin ein
abwartendes Verhalten und sehen den Patienten zu einer Verlaufskontrolle in 6
Monaten mit neurologischer Untersuchung erneut wieder. Von
einer erneuten operativen Therapie zeigen wir uns zunächst zurückhaltend”
il 20 dicembre 2019 (doc. 372; n.d.r. le sottolineature sono della redattrice).

 

                                  Per chiarire la situazione
clinica dell’insorgente, l'Istituto assicuratore ha disposto un approfondimento
peritale esterno (art. 44 LPGA; doc. 417), affidandone l’incarico al PD. Dr.
med. __________, chirurgo della mano e al dr. med. __________, neurologo,
ambedue dell’__________. Nel referto peritale del 10 novembre 2020 (doc. 445) i
periti amministrativi, al termine di una discussione multidi-sciplinare, hanno
attestato, quanto segue:  

 

" (…). 

7.5. Ulteriori cure sono atte, secondo
il criterio della probabilità preponderante, a comportare un notevole
miglioramento delle conseguenze della malattia professionale?

No. Non consigliamo ulteriori trattamenti chirurgici.

 

7.5.1 Se si, di che cure si tratta?

Si consiglia di proseguire con il trattamento medico, in
collaborazione con Centro __________. Un supporto psichiatrico per lo sviluppo
di strategie di adattamento (coping strategies) potrebbe anche essere di aiuto.

 

7.5.2 Tali cure, secondo il criterio della probabilità
preponderante, sono atte ad incrementare rispettivamente a portare ad un
recupero della capacità lavorativa?

Probabilmente sono in grado di migliorare la partecipazione e la
durata del lavoro giornaliero. Purtroppo non pensiamo che possa migliorare la
funzione della mano.” (doc. 445, pag. 4). 

 

                                  Successivamente, per quanto qui
di maggior interesse, il PD __________ ha attestato quanto segue “Wir sehen
eine zunehmende Latenz der Leitungsgeschwindigkeit des Nervus medianus. Somit
muss von einem erneuten Rezidiv ausgegangen werden. Da beim letzten Mal bereits
eine Dekompression durchgeführt wurde würde bei diesem Mal nur noch eine
Lappenplastik in Frage kommen. Wir besprechen dies
mit dem Patienten, welcher sich weiter Gedanken über diese Operation machen
wird. Wir sehen den Patienten im Januar 2021
erneut zu einer Operationsbesprechung, dann auch unter dem Vorliegen der
externen Berichte vom __________” il 28 dicembre
2020 (doc. 458) e quanto segue “Bei dem Patienten steht aktuell im
Vordergrund die Allodynie bzw. Hyperalgesie im Versorgungsgebiet des Ramus
palmaris Nervus medianus. Weniger im Vordergrund stehen die störende
Hyposensibilitäten. Da diese zwar gemäss Neurologen eine Befundverschlechterung
zeigen, jedoch nicht ausgeprägt sind und ein mögliches CRPS Il im Raum steht,
bitten wir als ersten Schritt die Kollegen der Rheumatologie den Patienten
aufzubieten und eine Schmerztherapie einzuleiten. Eine klinische und
elektroneurographische Verlaufskontrolle ist in 6 Monaten vorgesehen. Bei
zunehmender Befundverschlechterung würden wir dann eine offene
Karpaldachspaltung mit erneuter Fettlappenplastik sowie Applikation von
TissuGel durchführen” il 19 gennaio 2021 (doc. 467; n.d.r.: le
sottolineature sono della redattrice). 

 

                                  Il 21
giugno 2021 il dr. med. __________, Primario del servizio de reumatologia della
Clinica __________ di __________, dopo avere attestato l’assenza di una CRPS
(neppure di una CRPS in parziale remissione), ha indicato quanto segue: 

 

" Aus
rheumatologischer Sicht Kann ich keine ergänzende Therapie anbieten. Eine
Vorlaufskontrolle ist vorerst nicht geplant. (…). Sollte in Zukunft eine
ernuete Operation geplant sein, empfehle ich auf eine gute Analgesie zu achten
und täglich eine Tablette Vitamin C (à 1000 mg) und falls erhältlich, 2 Wchen
vor bis 2 Wochen nach dem Eingriff, Miacalcic 200 Einheiten morgens einzunehmen.
Desweiteren sollte eine unnötige Ruhigstellung vermieden werden.” (doc. 527;
n.d.r.: le sottolineature sono della redattrice)

 

                                  Successivamente, per quanto qui
di maggior interesse, il PD __________ ha attestato, il 2 luglio 2021, quanto
segue:

                                  

" Elektrophysiologisch
zeigen sich weitgehend unveränderte Befünde im Vergleich zur
Voruntersuchung vor einem halben Jahr. Die Indicationsfindung für eine
erneute Revisionoperation fällt uns schwer, da einerseits doch ein grosser
Leidensdruck des Patienten besteht, andererseits wir die aktuelle
Beschwerdesituation durch eine nochmalige Intervention nicht verschlectern
möchten. Entsprechend bitten wir Frau Prof. __________
um ihre Beurteilung im Sinne einer 3. Meinung.” (doc. 539; n.d.r.:
le sottolineature sono della redattrice)

 

                                  In questa sede la patrocinatrice
dell’insorgente ha versato agli atti il referto del 2 novembre 2021 (doc. G2)
della PD. Dr. med. __________, giusta il quale:

 

" (…)

Beurteilung und Procedere:

(…). Die Beschwerden des Patienten passen nicht
nur zu einem deutlichen Karpaltunnelsyndrom. Die Unterarmschmerzen, welche von
Beginn der Symptomatik her vorhanden sind, sind dadurch nicht erklärt. Daher
werden wir die im 2017 durchgeführten MR-Untersuchung vom ________ einbestellen
und ansehen. Zum Ausschluss einer weiter proximalen Nervenkompression wäre
sicherlich auch, falls noch nicht stattgefunden, eine Plexus-MR-Untersuchung
nötig, welche der Hausarzt im Tessin durchführen könnte. Zur Reduktion der
proximalen Beschwerden wird die Ergotherapeutin Fr. __________ informiert, dass
sie Nervengleitübungen, TOS-Gymnastik wie auch TENS-Therapie einsetzt. Gemäss
Angeben des Patienten erfolgte dies noch nie. Anschliessend ist eine
Verlaufskontrolle mit Besprechung der MR-Untersuchung mit dem Patienten im
Januar am 11.01.2022 geplant. Unserer Ansicht nach wäre eine erneute
chirurgische Intervention möglich, dies im Wissen, dass persistierende
Beschwerden vorhanden sind, aber durchaus auch eine Chance für eine
Beschwerdereduktion möglich wäre. Geplant wäre ein erweiterter
Karpaltunnelrelease mit langstreckiger Neurolyse und Dekompression,
wahrscheinlich in Kombination mit einer endoskopischen Neurolyse und
Dekompression des N. medianus im Bereich des Vorderarmes und
Synoviallappenplastik nach Wulle mit AlloWrap-Applikation im Bereich des
Karpalkanals. (…)” (n.d.r.: le sottolineature sono della redattrice)

 

                                  Davanti al TCA la rappresentante
del ricorrente ha versato agli atti il referto del 14 gennaio 2022 (doc. G1)
della PD. Dr. med. __________, giusta il quale:

 

" (…)

Beurteilung und Procedere:

Ausführlich haben wir nochmalig die Situation mit
dem Patienten besprochen. Aus handchirurgisch, peripher neurochirurgischer
Sicht besteht keine Indikation für eine Revision im proximalen Bereich. Einzig
im Bereich des Karpalkanals können wir dem Patienten aufgrund der
persistierenden Beschwerden nochmalig eine Neurolyse über einen aber grösseren
Zugang anbieten. Gleichzeitig wäre die Revision des Ramus palmaris mit
allfälliger Neurorrhaphie oder Rekonstruktion eines Nervenastes, falls ein
distales Nervenende vorhanden wäre, oder dann eine End-zu-Seit Neurorrhaphie
durchzuführen. Als Gleitlager wäre eine Synoviallappenplastik nach Wulle
geplant.

Eine Zeichnung der geplanten Operation wird
dem Patienten mitgegeben. Der Patient wird sich die Situation überlegen und
sich bei Wunsch nach Planung der besprochenen Operation melden. Präoperativ
wäre eine definitive Operationsaufklärung nötig.

Sollte die CO 1 die Kosten nicht übernehmen,
so wäre sicherzustellen, dass die Kosten der ausserkantonalen Hospitalisation
durch die Krankenkasse übernommen werden. (…)”
(n.d.r.: le sottolineature sono della redattrice)

 

                                  Alla luce di quanto emerge dalla
documentazione medica a disposizione anzidetta (in particolare, da quanto
attestato dal PD __________, specialista curante dell’insorgente, a far tempo
dal 15 maggio 2019), ribadito che, secondo la giurisprudenza federale, la
questione della stabilizzazione va valutata in maniera prospettica, ponendosi
al momento in cui le prestazioni sono state interrotte (dunque, in casu,
nel mese di maggio 2021) e considerato pure che, a quel momento, non era in
corso alcun provvedimento di integrazione da parte dell’Ufficio AI (cfr.
progetto di decisione del 10 maggio 2021: “La pratica è stata sottoposta al
nostro Servizio di integrazione professionale. La consulente ha proposto
all’assicurato di attuare un accertamento per valutare possibili ambiti
professionali ed eventualmente, in seguito, intraprendere una formazione breve.
Il Signor RI 1 attualmente non desidera sottoporsi all'accertamento ma
preferisce aspettare di ottenere tutte le informazioni mediche a lui necessarie
al fine di decidere quale strada professionale intraprendere.”: cfr. doc.
511, pag. 3 e STCA 35.2021.75 del 31 gennaio 2022, consid. 1.5), occorre
ritenere dimostrato che al più tardi al momento in cui l’amministrazione
ha posto termine alle prestazioni di corta durata, non vi erano più misure
terapeutiche atte, con verosimiglianza preponderante, a migliorare notevolmente
le condizioni di salute infortunistiche dell’insorgente.

 

                                  Questa Corte condivide la
conclusione dell’Istituto assicuratore secondo cui, in data 1° giugno 2021, lo
stato di salute infortuni-stico era stabilizzato ai sensi dell’art. 19 cpv. 1
LAINF e della relativa giurisprudenza.

A quel momento, infatti, l’assicurato era definitivamente inabile all’esercizio
della sua abituale professione operaio di produ-zione, mentre presentava una
piena capacità lavorativa in attività sostitutive adeguate mono-manuali
(aspetto quest’ultimo che verrà meglio definito nei considerandi che seguono).
La circostanza che l’insorgente denunciasse ancora dei disturbi all’arto
superiore destro rispettivamente necessitasse - se del caso - di misure
conservative (fisioterapia e/o ergoterapia e/o infiltrazioni e/o terapia del
dolore) volte a evitare un loro aggravamento è irrilevante (cfr., tra le tante,
la STCA 35.2019.44 del 12 giugno 2019, consid. 2.3.2, la STCA 35.2021.75 del 31
gennaio 2022, consid. 2.3.2; la STCA 35.2021.81 del 7 febbraio 2022, consid.
2.3.3 e la STCA 35.2021.97 del 21 marzo 2022, consid. 2.3.5). Decisivo ai fini
del giudizio è soltanto che, secondo il parere unanime dei medici curanti
specialisti e di quello dei periti amministrativi, a quel momento lo stato
dell’arto superiore destro non poteva più essere sensibilmente
migliorato grazie ad ulteriori terapie. Del resto dalle tavole processuali
anzidette emerge chiaramente che l’assicurato non era propenso a sottoporsi ad
eventuali nuove procedure invasive all’arto superiore destro (cfr., in
particolare, doc. 467, 539, doc. G1 e G2). Del resto, la stessa patrocinatrice
dell’insorgente, nel ricorso, ha puntualizzato quanto segue: “alla luce
della possibilità esternata dai Prof. Dr. Med. __________ e poi __________ di
un terzo intervento chirurgico quale sola ed unica via di miglioramento, pur
rifiutata infine dal ricorrente per evitare il rischio di un peggioramento.”
(cfr. doc. I, pag. 6).” In ogni caso, non permette-rebbe di giungere ad una
diversa conclusione neppure il fatto che l’assicurato potrebbe, in futuro,
essere sottoposto ad un ulteriore intervento chirurgico. Difatti, in tale
evenienza, potrà annunciare una ricaduta del sinistro, con ripristino del
diritto alle prestazioni di corta durata (cfr. art. 11 OAINF; cfr. pure, la
STCA 35.2021.97 del 21 marzo 2022, consid. 2.3.5).

In conclusione il TCA non ritiene dunque dimostrato, con il grado di verosimiglianza
richiesto dalla giurisprudenza federale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e
riferimenti), che al più tardi al momento in cui l’amministrazione ha
posto termine alle prestazioni di corta durata, vi fossero ancora delle misure
terapeutiche suscettibili di migliorare sensibilmente le condizioni di
salute infortunistiche dell’insorgente.

 

Alla luce delle considerazioni
che precedono, le censure ricorsuali volte a criticare l’operato
dell’amministrazione per avere chiuso il caso al 1° giugno 2021 vengono
respinte.  

La decisione su opposizione
impugnata nella misura in cui sancisce che al 1° giugno 2021, lo stato di
salute infortunistico era stabilizzato ai sensi dell’art. 19 cpv. 1 LAINF va,
dunque, confermata.

 

Pertanto, data la stabilizzazione
delle condizioni di salute infortunistiche, l’assicuratore LAINF convenuto era
dunque legittimato a porre fine alle prestazioni di corta durata (cura medica e
indennità giornaliera) e a valutare il diritto alle prestazioni di lunga
durata.

                                   

                          2.5.  Diritto a una rendita
d’invalidità?

 

                       2.5.1.  Giusta l'art. 18 cpv. 1 LAINF,
l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito
d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

 

                                  Secondo l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è
considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

                                  Il TF, in una sentenza U 192/03
del 22 giugno 2004, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572ss., ha rilevato che
l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a
sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo
per il quale occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti di rilievo in
seguito all'introduzione della LPGA.

                                  Da parte sua, l'art. 16 LPGA
prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurato
invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile
da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti
d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del
lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non
fosse diventato invalido.

                                  L'Alta Corte, nella sentenza U
192/03 del 22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che anche l'art.
16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di invalidità
dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2
seconda frase LAINF.

                                  Nella stessa pronuncia la nostra
Massima Istanza ha quindi concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza
relativa ai concetti di inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e
invalidità continua a mantenere la sua validità anche in seguito
all'introduzione della LPGA.

                                  Su questi aspetti si veda pure la
DTF 130 V 343.

                                  Due sono, dunque, di norma gli
elementi costitutivi dell'invalidità:

 

                                  1. il danno alla salute fisica o
psichica (fattore medico)

                                  2. la diminuzione della capacità
di guadagno (fattore economico).

 

                                  Tra il danno alla salute e
l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato
(fattore causale). 

                                  Nell'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale, naturale ed
adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio.

 

                       2.5.2.  L'invalidità, concetto
essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di
guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute.

 

                                  D'altro canto, poiché
l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un
danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente
adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.

 

                                  Spetta al medico fornire una
precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un
esatto quadro degli impedimenti che egli incontra nell'esplicare determinate
funzioni.

                                  Il medico indicherà per prima
cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando quali
sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe.

                                  Egli valuterà finalmente il grado
dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti provocano sia nella professione
attuale sia nelle altre relativamente confacenti (cfr., su questi aspetti, STF
I 871/02 del 20 aprile 2004 e STF I 162/01 del 18 marzo 2002). 

                                  L'invalidità, proprio perché
concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il reddito che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello che egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili, in
un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

                                  I due redditi da porre a
raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve però poggiare su
solide basi, avere un fondamento oggettivo.

 

                                  La giurisprudenza federale ha,
più volte, confermato il principio che, nella determinazione dell'invalidità,
non c'è la possibilità di fondarsi su una valutazione medico-teorica del danno
alla salute dovuto all'infortunio e che occorre, sempre, basarsi sulle
conseguenze economiche di tale danno. 

 

                                  Il TF ha avuto modo di confermare
che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto di lavoro stabile si può
far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire pienamente presso
la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua capacità lavorativa
(STF U 25/94 del 30 giugno 1994).

                                  La perdita di guadagno effettiva
può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se - le
condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in
generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si
avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività
ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al
massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una
prestazione di lavoro e non a un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss.
consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                  Le ragioni, inerenti l'azienda,
che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente capacità di
produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del lavoro
generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile dall'assicurato, che
gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua capacità di lavoro
(RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                  I. Termine: reddito da
invalido

 

                                  La misura dell'attività che si
può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in funzione del danno
alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'età, le
attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                  Secondo la giurisprudenza, per la
fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate circostanze che non
riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali formazione
professionale o conoscenza linguistiche carenti hanno, in quest'ambito,
rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In tal caso, esse
vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da porre a confronto o
non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5a, b).

                                  Nel valutare la possibilità di
sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità di guadagno non
si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del lavoro ma ci si
collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella situazione, cioè, in
cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino (cfr. RAMI 1994 U 187,
p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA del 30 giugno 1994 succitata).

 

                                  Specifica dell'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni è la norma di cui all'art. 28 cpv. 4 OAINF:

 

" Se a causa
della sua età l'assicurato non riprende più un'attività lucrativa dopo
l'infortunio o se la diminuzione della capacità di guadagno è essenzialmente
dovuta alla sua età avanzata, sono determinanti per valutare il grado
d'invalidità i redditi che potrebbe eseguire un assicurato di mezza età vittima
di un danno alla salute della stessa gravità."

 

                                  II. Termine: reddito
conseguibile senza invalidità

 

                                  Nel determinare il reddito
conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto possibile sulla situazione
antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà l'evoluzione futura partendo
dall'assunto che senza di esso la situazione si sarebbe mantenuta
sostanzialmente stabile (cfr. STF del 15 dicembre 1992 nella causa G.I.M.). Ci
si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per modifiche di qualche
rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se particolari circostanze
ne rendono il verificarsi altamente probabile (cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss.,
consid. 5b; 4a, b).

                                  Il grado di invalidità corrisponde
alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico conseguibile
senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da invalido.

 

                       2.5.3.  Da ultimo, giova qui ricordare che,
per costante giurisprudenza, l’assicurazione per l’invalidità non è vincolata
alla valutazione dell’invalidità dell’assicurazione contro gli infortuni e
viceversa (cfr., tra le tante, la STCA 32.2019.63 del 27 aprile 2020, consid.
2.9 e la STCA 35.2021.75 del 31 gennaio 2022, consid. 2.4.3 e i numerosi rinvii
giurisprudenziali, federali e cantonali, ivi citati).

                       2.5.4.   Per quanto qui maggiormente, per
quanto concerne la questione riguardante l'esigibilità lavorativa, nel referto
peritale del 16 novembre 2020 (doc. 442) il perito neurologo ha evidenziato
quanto segue:

 

" (…)

Diagnose:

Neuropathisches Schmerzsyndrom N. medianus rechts
(dominant)

- neuropathische Schmerzen, Dys- und Parästhesien
mit dynamischer Komponente

- hochgradiger Verdacht auf intraoperative Läsion
des Ramus.palmaris Nn. mediani rechts 2016

- keine Hinweise für Mitbeteiligung änderer
Nerven

- elektrodiagnostisch mässig bis schwere fokale
demyelinisierende Schädigung am Handgelenk - Nervenultraschall mit
persistierender; mässiger Kalibervergrässerung N. medianus im Karpaltunnel,
leichtes Scar Tethering

- St.n. Karpaltunnelspaltung am 13.01.2016 (Dr. __________,
__________)

- Rezidiv Karpaltunnelsyndrom, Narbenadhäsion,
Re-Karpaltunnelspaltung, Dekompression Hypothenar, Fettlappenplastik,
Narbenkorrektur rechts vom 09.02 2017 (fecit Prof: Dr. __________).

(…).

 

Aktuelle Medikation: Lyrica 100-:0-200 mg.

(…).

 

Beurteilung:

(…).

Die Beschwerden im Alltag und vor allem auch Konsequenzen für die
Arbeitsfähigkeit sind erheblich. Körperliche Tätigkeiten könne diesem
39-jährigen-Patienten, auch leichte, nicht mehr zugemutet werden.

Aus meiner neurologischen Sicht besteht für
sämtliche körperliche Arbeiten eine Arbeitsunfähigkeit von 100%. Ich
empfehle eine Umschulung für eine nicht körperliche Arbeit. (…)” (doc. 442,
pag. 1 e 2; n.d.r.: le sottolineature sono della redattrice)

 

                                  Nel referto peritale del 10
novembre 2020 (doc. 445) il perito chirurgo della mano ha evidenziato quanto
segue:

 

" (…).

4.1 Diagnosi

Dolore neuropatico nervo mediano destro.

• in esiti di recidiva della sindrome del. tunnel carpale trattato
chirurgicamente con lembo ipotenare e correzione cicatriziale il 9.2.2017 (Prof
__________, __________)

• in esiti di aperture del tunnel carpale il 13.1.2016 (Dr. __________,
__________)

 

4.2 Diagnosi precedenti

• Sindrome del tunnel carpale recidiva trattata chirurgicamente
con lembo ipotenare e correzione cicatriziale il 9.2.2017 (Prof. __________, __________)

• In esiti di apertura del tunnel carpale 11 13.1.2016 (Dr. __________,
__________)

 

5. Valutazione

La valutazione clinica è avvenuta dopo l'esame eseguito dal Dr.
__________ e con discussione multidisciplinare. Il Sig. RI 1 presenta una
sindrome dolorosa neuropatica persistente e cronica del nervo mediano del polso
destro a seguito della liberazione del tunnel carpale nel 2016 con una lesione
intraoperatoria del ramo palmare del nervo mediano, guarita con esiti dolorosi
e un'adesione cicatriziale che ha determinato un nuovo intervento nel 2017 col
Prof. __________.

L'esame clinico mostra un dolore neuropatico persistente,
provocabile da un lato dall'ipersensibilità del nervo mediano (segno di Tinel
positivo al polso), ma anche dalla flessione/estensione passive delle dita
lunghe. Nell'elettroneuromiografia viene dimostrata una demielinizzazione
focale da moderata a grave del N. mediano al polso destro e nell'ecografia una
distensione focale da moderata a grave del N. mediano al polso e nel tunnel
carpale prossimale oltre all'evidenza di una discreta cicatrizzazione con
aderenze nei movimenti passivi delle dita.

Da un punto di vista neurologico, è presente inoltre una lesione
del nervo mediano con lesione del ramo cutaneo palmare. L'anamnesi, i risultati
clinici, l'elettrodiagnosi e i risultati dell'ecografia dei nervi sono
sovrapponibili.

 

6. Attuale inabilità lavorativa

Inabilità lavorativa del 100% nella precedente attività di operaio
di fabbrica, capo linea.

(…).

7.4. Il danno alla salute attualmente presente è, secondo il criterio della
probabilità preponderante, ancora attribuibile alle conseguenze della malattia
professionale?

La demielinizzazione focale al polso del nervo mediano
all'elettromiografia e la sua ipoecogenicità all'ecografia possono essere in
relazione con un traumatismo cronico del nervo per sovraccarico funzionale. Gli
esiti degli interventi chirurgici sono responsabili delle aderenze e della
lesione del rampo palmare.

(…)

7.6. In che misura sussiste dal suo punto di vista
specialistico una diminuzione di rendimento nella professione originaria di
capo linea (descrizione dell'attività, vedasi rapporto ispettivo del
04.02.2016/atto 14)?

La diminuzione del rendimento nella professione originaria di
capolinea risulta totale. A causa dei dolori neuropatici, i disturbi nella vita
di tutti i giorni e soprattutto le conseguenze per la capacità di lavorare sono
notevoli.

Dal punto di vista di chirurgia della mano, è presente
un'incapacità al 100% di lavorare per attività manuali pesanti. Il paziente
può svolgere solo lavori mono-manuali che non richiedano l'uso della mano
destra. Raccomandiamo una riqualificazione per un lavoro non manuale.

 

7.6.1 È presente in aggiunta anche una limitazione dell'orario
di lavoro?

Non è possibile rispondere con sicurezza. Probabilmente, in un
lavoro non manuale, non ci saranno limitazioni di orario. Tuttavia, è possibile
che siano necessarie pause più lunghe.

 

7.7. Tenuto conto dei postumi oggettivabili in relazione alla
malattia professionale quali posizioni e funzioni (ad es. posizione seduta, in
piedi, in movimento, alternata, accovacciata, inginocchiata, sollevamento/porto
di pesi, salire/scendere le scale a gradini/a pioli, maneggiare degli attrezzi,
attività oltre l'orizzontale ecc.) non sono più esigibili, secondo il suo punto
di vista specialistico?

Durante una attività confacente di ufficio, la posizione seduta
ed in piedi possono essere adottate. Il paziente non può eseguire lavori in
ambienti troppo freddi e/o umidi, non può eseguire lavori su scale, ponteggi o
tetti. Similmente, non può eseguire lavori ripetitivi con vibrazioni e/o colpi
(p.e. martello).

 

7.7.1 In che misura (orario di lavoro, necessità di pause
aggiuntive e rendimento)?

Per un lavoro di ufficio non manuale è possibile che il
paziente abbia bisogno di pause prolungate (vedere anche 7.6.1). Una
valutazione definitiva può essere solo fatta in relazione all'occupazione
effettiva” (doc. 445, pag. 1-5; n.d.r.: il grassetto non è della redattrice
mentre il corsivo è della redattrice).

 

                                  Nel complemento peritale del 20
luglio 2022 (doc. 615) il perito chirurgo della mano ha evidenziato quanto
segue:

 

" (…) Wie ich und Herr Dr. __________ in unserem Gutachten bereits
geschrieben haben, sind die Schmerzen durch die Fingerbewegungen stark
beeinflusst und ausgelöst. Die Aussage von Frau Dr. __________, dass nur
der Ramus palmaris nervi mediani betroffen ist, und kein motorischer Nerv, ist
nicht zutreffend. Denn auch, wenn der motorische Anteil des Nervs nicht
beschädigt ist, sind die Verklebungen zwischen Beugesehne und Nerv so stark,
dass jede kleinste Bewegung des Handgelenkes und der Sehne die Schmerzen
auslöst und verstärkt. Bei dieser Situation handelt es sich um das sog.
Scar-Tethering des Nervs, auf Deutsch: Nerven-Verklebung in der Narbe. Eine
fokale Demyelinisierung wurde auch Elektromyographisch bestätigt.

Damit kann ich nur nochmals darauf bestehen, dass die Hand nur als Hilfshand
genutzt werden kann und dem Patienten praktisch nur einhändige Tätigkeiten
zugemutet werden können. Eine Handamputation ist mit 40% bewertet, dazu
muss man auch die Schmerzen berücksichtigen, die den Patienten zusätzlich
belasten. Damit bleibe ich bei der Evaluation, die ich damals gemacht habe,
dass nämlich die Integritätsschädigung sich nahe an einer funktionellen
Handamputation bewegt und die Restzumutbarkeit grundsätzlich nur im Rahmen
einer Einhändigkeit besteht. (…)” n.d.r.: il corsivo è della
redattrice).

Sulla base di tali considerazioni l’CO 1 ha concluso che l’assicurato è abile
al 100% (presenza e rendimento) in attività mono-manuali, segnatamente in lavori
di controllo e di sorveglianza nel mercato generale di lavoro equilibrato.  

                       2.5.5.  Chiamato ora a pronunciarsi,
attentamente vagliata la documentazione medica riportata al considerando 2.5.4
(in particolare, la valutazione dei periti amministrativi di cui ai doc. 442,
445 e 615), questo Tribunale ritiene corretta l'esigibilità posta alla base
della decisione avversata. 

Il TCA non ignora i referti del 2 novembre 2021 e del 14 gennaio 2022 (cfr.
doc. G1 e G2 di cui si è già ampiamente detto al consid. 2.4.4) della PD. Dr.
med. __________. Tuttavia essi non sono atti a sollevare dubbi - nemmeno lievi
- circa la fondatezza degli approfonditi pareri (incluso il complemento
peritale) espressi dai periti amministrativi interpellati dall’istituto
assicuratore resistente, con considerazioni puntuali e convincenti, con
esplicito riferimento alla situazione clinica dell’assicurato, che è stata
attentamente e dettagliatamente vagliata dagli specialisti in questione come
pure dell’esigibilità lavorativa posta dai medesimi medici specialisti e della
capacità lavorativa residua in attività adeguate. Tanto più che i citati
rapporti del medico consultato privatamente dall’assicurato non si esprimono in
merito all’esigibilità lavorativa rispettivamente alla capacità lavorativa
residua in attività adeguate dell’assicurato e hanno, in ogni caso, un valore
probatorio minore rispetto a quello attribuibile di principio a una perizia
amministrativa esterna. Le perizie (rispettivamente i complementi peritali)
affidate (/i) dagli assicuratori sociali, come nel caso di specie - secondo la
procedura dell’art. 44 LPGA - a medici esterni all’ammini-strazione o a servizi
specializzati indipendenti, godono di piena forza probatoria, a condizione che non
esistano indizi concreti che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF
8C_862/2014 del 2 aprile 2015 consid. 3.2 e riferimenti ivi citati; STCA
35.2020.47 del 1° febbraio 2021, consid. 2.2.4 STCA 35.2021.57 del 20 settembre
2021, consid. 2.8 e STCA 35.2021.75 del 31 gennaio 2022, consid. 2.4.6). Ciò
che non si avvera nel caso di specie.

Il TCA non ignora nemmeno la documentazione medica prodotta dalle parti
nell’ambito della procedura sfociata nella STCA 35.2021.75 del 31 gennaio 2022,
che tuttavia non è parimenti atta a sollevare dubbi - nemmeno lievi - circa la
fondatezza degli approfonditi pareri espressi dai periti amministrativi. Del
resto, tale documentazione è antecedente alla perizia amministrativa e nota ai
periti amministrativi. Infine, essa ha in ogni caso un valore probatorio minore
rispetto a quello attribuibile, di principio, a una perizia amministrativa
esterna, per i motivi già evidenziati.

Va comunque rilevato che, quand’anche tra la valutazione dell’esigibilità
lavorativa eseguita dai periti amministrativi e quella effettuata dagli
specialisti di fiducia dell’assicurato vi fossero alcune differenze riguardanti
la natura e l’importanza dei limiti funzionali, esse sarebbero in ogni caso
irrilevanti (cfr. pure la STCA 35.2021.59 dell’8 novembre 2021, consid. 2.4.3 e
la STCA 35.2021.83 del 7 marzo 2022, consid. 2.7.2).

In effetti, il concetto d’invalidità è riferito a un mercato del lavoro
equilibrato e, quindi, ad un mercato del lavoro strutturato in modo tale da
offrire una gamma di posti di lavoro diversificati. Inoltre gli impedimenti
ritenuti dai periti amministrativi non sono tali da poter sostenere che ci si
troverebbe confrontati a una costellazione particolarmente sfavorevole ai fini
reintegrativi. Difatti, la giurisprudenza federale ha, in maniera costante, già
avuto modo di stabilire che nel mercato occupazionale aperto a personale non
qualificato o semi qualificato, vi è una sufficiente offerta di occupazioni, in
particolare nell'industria, in cui possono venir eseguite mansioni di
sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi fisici, che consentono il
cambiamento frequente di posizione e che non richiedono necessariamente la
messa in atto di particolari misure di reintegrazione professionale (cfr., tra
le altre, STF 8C_563/2012 del 23 agosto 2012 consid. 3.3, che ha interamente
confermato la STCA 35.2012.17 del 18 giugno 2012; 9C_635/2007 del 21 agosto
2008 consid. 3.3 e 9C_10/2007 del 26 marzo 2008 consid. 4.6.3).

                                  Secondo la giurisprudenza, se è
vero che vanno indicate possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione
rispettivamente al giudice non vanno poste esigenze esagerate. È infatti
sufficiente che gli accertamenti esperiti permettano di fissare in maniera
attendibile il grado di invalidità. In proposito, va rilevato che il TF ha in
particolare ritenuto corretto il rinvio ad attività nel settore industriale e
commerciale, composto di lavori leggeri di montaggio, compiti di controllo e
sorveglianza che non comportano aggravi fisici, che consentono il cambiamento
frequente di posizione e che non richiedono necessariamente la messa in atto di
particolari misure di reintegrazione professionale (per es. attività d’incasso,
d’assemblaggio, di confezione prodotti, di controllo ecc.; cfr. la già citata
STF 8C_563/2012 del 23 agosto 2012, consid. 3.3 con riferimenti). Si può,
quindi, senz'altro ipotizzare - senza far riferimento alla difficoltà concreta
di reperimento di posti di lavoro dovuta all’eccedenza della domanda,
difficoltà che viene assicurata dall’assicurazione contro la disoccupazione e
non dall’assicurazione contro l’invalidità (DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991
pag. 332 consid. 3b; OMLIN, Die Invalidität in der obligatorischen
Unfallversicherung, Friborgo 1995, pag. 83) - che il ricorrente sia in grado di
mettere a frutto la sua residua capacità lavorativa in attività professionali
idonee (vedi, tra le altre, la STCA 35.2020.90 del 3 maggio 2021, consid. 2.7 e
riferimenti, la STCA 35.2021.59 dell’8 novembre 2021, consid. 2.4.3 e la STCA
35.2021.83 del 7 marzo 2022, consid. 2.7.2).

 

                                  In concreto questo Tribunale
ritiene che, anche nel caso di specie, nel mercato generale del lavoro esistano
delle occupazioni, essenzialmente di controllo e di sorveglianza (che non
richiedano l’utilizzo della mano destra, dominante), che il ricorrente,
nonostante i disturbi che lo interessano, sarebbe in grado di esercitare tempo
pieno (presenza e rendimento al 100%), tenuto conto dei suoi limiti funzionali.

Giova qui infine rilevare che, in una STF 9C_532/2020 del 13 ottobre 2021, al
consid. 4.1, l’Alta Corte ha ribadito che:

 

" Di
principio, l’avviso dei medici curanti deve essere trattato con la necessaria
prudenza a causa dei particolari legami che esse hanno con il paziente, per
cui, secondo, esperienza comune, il medio curante propende generalmente, in
caso di dubbio, a favore del paziente (DTF 125 V 351 consid. 3b/aa e 3b/cc)”.

 

                       2.5.6.  L'esigibilità indicata nella
decisione avversata risulta peraltro pure plausibile alla luce dei precedenti
giurisprudenziali, riguardanti assicurati che accusavano limitazioni nell'utilizzo
degli arti superiori (cfr., tra le tante, STCA 35.2016.89 del 13 febbraio 2017
consid. 2.9 e i numerosi rinvii giurisprudenziali ivi citati; STCA 35.2020.72
dell’8 marzo 2021 consid. 2.4.4 e i numerosi rinvii giurisprudenziali ivi
citati; STCA 35.2021.5 del 18 maggio 2021 consid. 2.3.4; STCA 35.2021.83 del 7
marzo 2022 consid. 2.7.3 e STCA 35.2022.38 del 18 luglio 2022 consid. 2.4.5).

 

                                  Sempre in merito ai precedenti
giurisprudenziali, riguardanti assicurati che devono esseri considerato alla stregua
di individui di fatto in grado di utilizzare un’unica mano/un unico braccio [faktische
Einhändigkeit/Einarmigkeit] cfr. pure la STCA 35.2017.37 del 23 novembre
2017 (che è stata confermata dall’Alta Corte con STF 8C_32/2018 del 7 gennaio
2019), in particolare il consid. 2.6 e i numerosi rinvii giurisprudenzilai,
federali e cantonali, ivi citati (vedi pure, fra le tante, la STCA 35.2021.83
del 7 marzo 2022 consid. 2.7.3 e la STCA 35.2022.38 del 18 luglio 2022 consid.
2.4.5). 

Il TCA segnala inoltre la STF 8C_55/2022 del 19 maggio 2022, in particolare il
consid. 4.4.1 nel quale l’Alta Corte ha rilevato quanto segue:

 

" (…) Nach
den zutreffenden Erwägungen der Vorinstanz bestehen auf dem ausgeglichenen
Arbeitsmarkt rechtsprechungsgemäss genügend realistische
Betätigungsmöglichkeiten auch für Personen, die funktionell als Einarmige zu
betrachten sind und überdies nur noch leichte Arbeit verrichten können
(Urteile 8C_134/2020 vom 29. April 2020 E. 4.5, 8C_227/2018 vom 14. Juni 2018
E. 4.2.1 und 8C_37/2016 vom 8. Juli 2016 E. 5.1.2). Es entspricht der Praxis,
selbst bei faktischer Einhändigkeit zwar eine erheblich erschwerte Verwertbarkeit
der Arbeitsfähigkeit anzunehmen, gleichwohl aber sogar bei Versicherten, die
ihre dominante Hand - was hier zutrifft (vgl. E. 3.1 hiervor) -
gesundheitlich bedingt nur sehr eingeschränkt (z.B. als unbelastete
Zudienhand) einsetzen können, einen hinreichend grossen Arbeitsmarkt mit
realistischen Betätigungsmöglichkeiten zu unterstellen (Urteile 8C_811/2018 vom
10. April 2019 E. 4.4.2 und 8C_622/2016 vom 21. Dezember 2016 E. 5.2.2). Längst
nicht alle im Arbeitsprozess im weitesten Sinne notwendigen Aufgaben und
Funktionen im Rahmen der Überwachung und Prüfung werden durch Computer und
automatisierte Maschinen ausgeführt. Abgesehen davon müssen solche Geräte
auch bedient und ihr Einsatz ebenfalls überwacht und kontrolliert werden. Zu
denken ist etwa an einfache Überwachungs-, Prüf- und Kontrolltätigkeiten sowie
an die Bedienung und Überwachung von (halb-) automatischen Maschinen oder
Produktionseinheiten, die keinen Einsatz der rechten Hand voraussetzen. Unter
Berücksichtigung des gutachterlich definierten Zumutbarkeitsprofils des
Beschwerdeführers und mit Blick auf die Rechtsprechung verletzte die Vorinstanz
somit kein Bundesrecht, wenn sie von der vollständigen Verwertbarkeit seiner
Restarbeitsfähigkeit auf dem hier einzig massgeblichen ausgeglichenen
Arbeitsmarkt (Art. 16 ATSG) ausging (vgl. Urteile 8C_462/2020 vom 27.
August 2020 E. 5.1 und 8C_622/2016 vom 21. Dezember 2016 E. 5.2.2).” (n.d.r.:
il corsivo è della redattrice). 

 

Da ultimo, questa Corte non ignora che, secondo i periti amministrativi “Per
un lavoro di ufficio non manuale è possibile che il paziente abbia bisogno di
pause prolungate (vedere anche 7.6.1). Una valutazione definitiva può essere
solo fatta in relazione all'occupazione effettiva” (doc. 445, pag. 5).
Tuttavia tale considerazione riguarda i lavori mono-manuali di ufficio
(e non di di controllo e di sorveglianza). Il TCA non ignora nemmeno che
i periti amministrativi raccomandano “una riqualificazione per un lavoro non
manuale.” (doc. 445, pag. 4). Tuttavia i lavori di controllo e di
sorveglianza non richiedono necessariamente la messa in atto di particolari
misure di reintegrazione professionale (cfr. consid. 2.5.5). Infine, giova qui
ricordare che, in ogni caso, la LAINF non prevede l’erogazione di provvedimenti
d’integrazione (cfr., fra le tante, STF 8C_380/2022 del 27 dicembre 2022
consid. 3; STCA 35.2020.9 del 7 ottobre 2020 consid. 2.9. e i rinvii
giurisprudenziali ivi citati e la STCA 35.2021.94 del 31 marzo 2022 consid.
2.12.).

                       2.5.7.   Alla luce di quanto appena esposto,
richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278
consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; RIEMER-KAFKA, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; LANDOLT, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995,
pag. 61; 

                                  DTF 113 V 28 consid. 4a e
sentenze ivi citate; cfr. anche MEYER BLASER, Rechtsprechung des Bundesgerichts
zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è da ritenere dimostrato, secondo il grado
della verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle
assicurazioni sociali (DTF 138 V 218 consid. 6 pag. 221 con riferimenti), che RI
1 è in grado di svolgere un’attività lavorativa adeguata, essenzialmente di
controllo e di sorveglianza (che non richieda l’utilizzo della mano dominante),
rispettosa dei limiti indicati dai periti amministrativi [“Il paziente non
può eseguire lavori in ambienti troppo freddi e/o umidi, non può eseguire
lavori su scale, ponteggi o tetti. Similmente, non può eseguire lavori
ripetitivi con vibrazioni e/o colpi (p.e. martello).” cfr. consid. 2.5.4] a
tempo pieno e con un rendimento completo, compatibile con le limitazioni
derivanti dal danno alla salute infortunistico.

                                 

                       2.5.8.  Alla luce di quanto appena esposto,
le censure ricorsuali volte a contestare l’operato dell’CO 1 come pure
l'esigibilità in attività adeguate dell'assicurato vanno dunque respinte.

                                 

                          2.6.  Si tratta ora di valutare le
conseguenze economiche del danno alla salute infortunistico.

 

                                  Preliminarmente va ricordato che,
secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa stato il momento
dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222; cfr.,
pure, STF I 600/01 del 26 giugno 2003 consid. 3.1; STF I 670/01 del 3 febbraio
2003, pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, STF I 761/01 del 18 ottobre 2002
consid. 3.1, pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e STF I 26/02 del 9 agosto 2002
consid. 3.1; cfr. inoltre STF I 475/01 del 13 giugno 2003 consid. 4.2,).

 

                                  Nel caso di specie sono quindi
determinanti, come correttamente ritenuto dallamministrazione, i dati del 2021,
essendo stato ritenuto lo stato di salute stabilizzato a partire dal 1° giugno
2021 (cfr. consid. 2.4).

                          2.7.   Per quanto concerne il reddito
da valido, secondo l’istituto assicuratore, l’insorgente avrebbe guadagnato
nel 2021, qualora non fosse rimasto vittima dell'infortunio assicurato,
un importo annuo pari a fr. 44'629.00 (doc. 618). 

                                  Il 20 aprile 2021 l’ultimo datore
di lavoro ha comunicato all’CO 1 che il salario annuale lordo dell’assicurato
per il 2021 sarebbe stato di fr. 44'629.00 (pari a CHF 3'433 x 13 mesi: cfr.
doc. 501).

                                  

Il dato di fr. 44'629.00 - desunto dalle indicazioni fornite direttamente
dall’ex datore di lavoro e non contestato dal ricorrente - può essere fatto
proprio da questa Corte.

Il "reddito da valido" per il 2021 ammonta, quindi, a fr.
44'629.-.

 

                          2.8.

                       2.8.1.  Per quanto riguarda il reddito da
invalido, la giurisprudenza federale si fonda sui criteri fissati nelle
sentenze pubblicate in DTF 126 V 75 seg. e in DTF 129 V 472 seg.

 

                                  Nella prima sentenza di principio
la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido
fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale concreta
dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera
completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito
derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e
riferimenti). Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono,
conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle
statistiche salariali. La questione a sapere se, e in quale misura al caso, i
salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti, dipende dall'insieme
delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione
addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di
permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione
è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una
deduzione massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto
delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il
Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima
sentenza, che, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il
giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello
degli organi dell'assicurazione.

 

                                  Nella seconda sentenza di
principio il TF ha fissato i criteri da adempiere affinché il reddito da
invalido possa essere validamente determinato sulla base dei salari DPL
(“Descrizione dei posti di lavoro”).

                                  In quella sede, la nostra Corte
federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno cinque DPL, l’assicuratore
infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero totale dei posti di lavoro
entranti in linea di considerazione a dipendenza dell’impedimento concreto,
come pure sul salario più elevato, su quello più basso, nonché su quello medio
del gruppo cui è fatto riferimento.

 

                                  L’Alta Corte, relativamente ai
dati statistici, ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto
di indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla
tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita
dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella
TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV
Nr. 17; STF I 222/04 del 5 settembre 2006).

 

                                  In una sentenza 32.2007.165 del 7
aprile 2008 questa Corte, fondandosi sulla sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008,
ha stabilito che “(…) quando il salario da valido conseguito in Ticino in
una determinata professione è inferiore al salario medio nazionale in quella
stessa professione, anche il reddito da invalido va ridotto nella medesima
percentuale (al riguardo cfr. GRISANTI, Nuove regole per la valutazione
dell’invalidità, in: RtiD II-2006, p. 311 seg., in particolare p. 326-327) (…)”.

                                  Con sentenza 8C_399/2007 del 23
aprile 2008 al consid. 6.2, il Tribunale federale ha lasciato aperta la
questione a sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il valore
fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è di
regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV Nr. 12 consid. 6.2;
dell’8% nella STF U 463/06 del 20 novembre 2007; nella sentenza pubblicata in
SVR 2008 IV Nr. 49 consid. 2.3. l’Alta Corte non ha ritenuto rilevante un gap
salariale del 4%).

 

                                  La questione è stata
definitivamente risolta con la DTF 135 V 297, sentenza in cui la nostra Massima
Istanza ha stabilito che se il guadagno effettivamente conseguito diverge di
almeno il 5% dal salario statistico usuale nel settore, esso è
considerevolmen-te inferiore alla media ai sensi della DTF 134 V 322 consid. 4
p. 325 e può giustificare - soddisfatte le ulteriori condizioni -, un
parallelismo dei redditi da raffrontare. Questo parallelismo si effettua però
soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia del 5%. Inoltre, le
condizioni per una deduzione a titolo di parallelismo e per circostanze
personali e professionali sono interdipendenti, nel senso che i medesimi
fattori che incidono sul reddito non possono giustificare contemporaneamente
una deduzione a titolo di parallelismo e una deduzione per circostanze personali
e professionali.

                                  Nella DTF 134 V 322 l'Alta Corte
aveva stabilito al considerando 4.1 che se una persona assicurata, per motivi
estranei all'invalidità, ha realizzato un reddito considerevolmente inferiore
alla media senza che vi si sia spontaneamente accontentata, si procede
in primo luogo a un parallelismo dei due redditi di paragone. In pratica,
questo parallelismo può avvenire a livello di reddito da valido aumentando in
maniera adeguata il reddito effettivamente conseguito oppure facendo capo ai
valori statistici oppure ancora a livello di reddito da invalido mediante una
riduzione adeguata del valore statistico.

 

                                  Questa giurisprudenza è stata
confermata dal TF, segnatamente nella DTF 141 V 1 consid. 5.

                       2.8.2.  Da notare che, con comunicazione del
19 ottobre 2018, l’CO 1 ha informato il Tribunale federale e tutti i Tribunali
cantonali delle assicurazioni che, a partire dal 1° gennaio 2019, avrebbe
cessato di utilizzare le DPL, ritenuto che “nel corso degli ultimi anni, il
mantenimento della banca DPL è infatti divenuto sempre più dispendioso in
termini di tempo e costi ed avrebbe richiesto investimenti considerevoli negli
anni a venire. Inoltre, la collaborazione richiesta da parte della CO 1 per il
mantenimento del sistema è stata percepita dalle imprese come sempre più
gravosa. Per tutte queste ragioni, la CO 1 ha quindi deciso che in futuro
utilizzerà soltanto i dati statistici RSS nel quadro della fissazione delle
rendite di invalidità, e ciò a partire dal 1° gennaio 2019”.

Stante quanto precede - ribadito che il concetto d’invalidità è riferito a un
mercato del lavoro equilibrato e che, secondo la giurisprudenza, se è vero che
vanno indicate possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione
rispettivamente al giudice non vanno poste esigenze esagerate ed TF ha in
particolare ritenuto corretto il rinvio ad attività nel settore industriale e
commerciale, composto anche di compiti di controllo e sorveglianza (cfr.
consid. 2.9) - le censure ricorsuali/le richieste probatorie di cui al doc. V (“Si
chiede pertanto che l'CO 1 fornisca delle indicazioni economiche concrete circa
il "lavoro di controllo o di sorveglianza che non è un lavoro
manuale" che a sua mente potrebbe svolgere il ricorrente nella sua attuale
condizione, fornendo in particolare una descrizione più precisa di tale
attività di controllo o di sorveglianza non intesa come lavoro non manuale e in
quale ambito professionale intenda classificarla onde dar modo anche al
ricorrente di ricercare e fornire eventualmente dei dati economici concreti da
presentare a sua volta a Cod. Lod. Tribunale delle Assicurazioni. Si chiede che
l'CO 1 fornisca inoltre un elenco dei datori di lavoro (ditte, società etc.)
che dispongono o possano disporre di posizioni aperte e disponibili ad assumere
il ricorrente in Ticino in tale tipo di attività complete di percentuale di
impiego e ammontare dello stipendio annuo, dato che potrà semmai venir
utilizzato nel raffronto dei redditi valido - invalido riservate le
contestazioni già esposte nel ricorso in base alle quali si ritiene che il
ricorrente debba prima riqualificato e poi si potrà quantificare un reddito da
invalido.”: cfr. doc. V, pag. 2) vanno dunque respinte (per le richieste
probatorie cfr. valutazione anticipata delle prove al consid. 2.2).

 

                       2.8.3.  Giova qui infine segnalare che in
una sentenza 8C_256/2021 del 9 marzo 2022 relativa all’assicurazione per
l’invalidità, pubblicata in DTF 148 V 174, il Tribunale federale ha negato che
fossero adempiuti i presupposti per un cambiamento della propria giurisprudenza
in materia di determinazione del grado d’invalidità in applicazione dei dati
salariali statistici pubblicati dall’UFS (Rilevazione svizzera della struttura
dei salari [RSS]). 

                                  Nel comunicato stampa del 9 marzo
2022 figurano in particolare le seguenti indicazioni:

 

" (…) La
determinazione del grado d'invalidità è in linea di principio disciplinata
dalla legge. Con il concetto di un mercato del lavoro equilibrato (secondo
l'articolo 16 della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni
sociali, LPGA), il legislatore presuppone fondamentalmente che un lavoro
corrispondente alle loro capacità sia disponibile anche per le persone con
problemi di salute. Questo concetto giuridico non può essere derogato
utilizzando invece opportunità di lavoro concretamente esistenti o condizioni
concrete del mercato del lavoro. Il computo del valore del reddito da valido e
da invalido non era stato fino ad ora disciplinato in dettaglio dalla legge.
Principalmente, in conformità della giurisprudenza finora in vigore, vengono
prese in considerazione le circostanze concrete, ovvero il salario
effettivamente ottenuto prima o dopo l'inizio dell'invalidità. Solo se questo
non è possibile si usano i dati statistici salariali, di solito quelli risultanti
dalle tabelle RSS. L'uso delle RSS per determinare l'invalidità è quindi
"ultima ratio". Le RSS si basano su un sondaggio condotto ogni due
anni tra le aziende in Svizzera. Si fonda quindi su dati completi e concreti
del mercato del lavoro reale. Il salario mediano dei salari lordi
standardizzati della RSS, che deve essere preso come base secondo la prassi
finora in vigore del Tribunale federale, è in linea di principio adatto come
valore di partenza per determinare il reddito da invalido. Per tener conto del
fatto che una persona invalida può essere in grado di utilizzare la sua
capacità lavorativa residua solo con un successo inferiore alla media, anche in
un mercato del lavoro equilibrato, la giurisprudenza vigente prevede la
possibilità di una decurtazione ("deduzione per circostanze personali e
professionali") fino al 25 % dal salario tabellare.

Questa deduzione è di fondamentale importanza come strumento di
correzione per determinare un reddito da invalido che sia il più concreto
possibile. Tenuto conto della possibilità della deduzione per circostanze
personali e professionali, il Tribunale federale ha finora espressamente
rifiutato di prendere come base il quartile più basso del valore della tabella.
Un altro strumento di correzione è il parallelismo dei redditi. Questo serve
anche a prendere in considerazione i casi individuali quando si confrontano i
redditi. Non è chiaro fino a che punto la determinazione del reddito da
invalido sulla base del valore mediano della RSS, eventualmente corretto per mezzo
degli strumenti menzionati, debba essere considerato discriminatorio.

Dalla circostanza che i presupposti per un cambiamento di prassi
non siano oggi adempiuti non si può dedurre che la giurisprudenza -
segnatamente in considerazione della modifica dal 1° gennaio 2022 della legge
federale e dell'ordinanza sull'assicurazione per l'invalidità - non possa
svilupparsi ulteriormente. Un cambiamento della giurisprudenza in questo
momento non sarebbe tuttavia opportuno, anche in considerazione della revisione
ormai entrata in vigore. Questo concerne l'uso dei dati statistici salariali
per il confronto dei redditi e gli strumenti di correzione. Su tale questione
il Tribunale federale non deve esprimersi nel caso in rassegna. (…)”(cfr.
Comunicato stampa del Tribunale federale: https://www.bger.ch/files/live/sites/bger/files/pdf/it/8c_0256_2021_yyyy_mm_dd_T_i_13_37_00.pdf)

 

(cfr. anche STCA 35.2022.38 del
18 luglio 2022, consid. 2.7.2 e la STCA 35.2022.55 del 28 novembre 2022,
consid. 2.3.9).

 

                       2.8.4.  Per quanto concerne il reddito da
invalido, secondo l’assicuratore infortuni resistente, con il danno alla
salute infortunistico, l’insorgente, nel 2021, avrebbe realizzato un
guadagno annuo lordo di fr. 65'354.40, calcolato sulla base dei dati statistici
risultanti dall'ISS (doc. 619).

 

                                  L’importo di fr. 65'354.40 è
stato desunto dalla tabella TA1 2020, attività semplici e ripetitive, livello
di qualifica 1, uomini, aggiornato al 2021, tenuto conto di una capacità
lavorativa residua del 100% in attività adeguate (doc. 619).

                                  La rappresentante dell’assicurato
non ha contestato il reddito da invalido di fr. 65'354.-, determinato
dall’amministrazione, quanto piuttosto che il suo assistito presenti una
capacità lavorativa residua del 100% in attività adeguata rispettivamente che
il reddito da invalido andrebbe determinato al termine di un percorso di
riqualifica professionale e in relazione ad un’occupazione effettiva, come
precisato dai periti dell’CO 1.

                                  Il TCA ha già confermato nei
considerandi precedenti la capacità lavorativa residua del 100% (presenza e
rendimento) in attività adeguata essenzialmente di controllo e di sorveglianza
(che non richieda l’utilizzo della mano dominante), che non richieda
necessariamente la messa in atto di particolari misure di reintegrazione
professionale, rispettosa dei limiti indicati dai periti amministrativi e che
la considerazione dei periti ammnistrativi, giusta la quale l’eventuale
necessità di pause prolungate andrebbe effettuata in relazione all'occupazione
effettiva, riguarda i lavori mono-manuali di ufficio, e quelli di controllo e
di sorveglianza (cfr., in particolare, consid. 2.5.7). 

                                  Inoltre, si ribadisce che la
LAINF non prevede l’erogazione di provvedimenti d’integrazione (cfr., fra le
tante, STCA 35.2020.9 del 7 ottobre 2020, consid. 2.9 e i rinvii
giurisprudenziali ivi citati e la STCA 35.2021.94 del 31 marzo 2022, consid.
2.12). 

                                  Infine il TCA ricorda pure che al
momento in cui è stato dichiarato stabilizzato lo stato di salute
dell’insorgente (1° giugno 2021) rispettivamente al momento in cui è stata
adottata la decisione impugnata (12 ottobre 2022) non era in corso alcun
provvedimento di integrazione da parte dell’Ufficio AI (cfr. progetto di
decisione del 10 maggio 2021, già riportato al consid. 2.4.4, rispettivamente
progetto di decisione del 22 giugno 2022, che ha annullato e sostituito quello
del 10 maggio 2021: “La pratica è stata sottoposta per competenza al nostro
Servizio di integrazione professionale: il diritto a provvedimenti quali una
riqualifica non è assolto. Il nostro ufficio resta a disposizione, previa
richiesta scritta, per valutare un eventuale aiuto al collocamento”; cfr.
doc. 604, pag. 4). Stante quanto precede, le censure ricorsuali volte a
contestare l’operato dell’CO 1 vanno dunque respinte.

In quanto desunto dalla tabella TA1 2020, attività semplici e ripetitive,
livello di qualifica 1, uomini, aggiornato al 2021 l’importo di fr. 65'354.00,
- a ragione, rimasto incontestato dalla rappresentante dell’assicurato - può
essere fatto proprio da questa Corte.

Per quanto concerne i correttivi (parallelismo dei redditi e deduzione sociale)
confermati dalla giurisprudenza federale riprodotta al consid. 2.15.3, il TCA
rileva quanto segue.

 

                       2.8.5.  Per quanto riguarda il primo
correttivo (parallelismo dei redditi: cfr. consid. 2.15.2, STCA
35.2021.86 del 23 maggio 2022, consid. 2.6.9; STCA 35.2022.22 dell’11 luglio
2022, consid. 2.10.4 e STCA 35.2022.38 del 18 luglio 2022, consid. 2.7.4) esso
è uno strumento di correzione per prendere in considera-zione i casi
individuali quando si confrontano i redditi (cfr. comunicato del 9 marzo 2022
già riportato al consid. 2.8.3).

Dalle tavole processuali emerge che l’assicurato, di professione

operaio di produzione, dal 2014 al 2018 ha/avrebbe percepito un reddito annuale
di fr. 43'329.- (pari a fr. 3'330.- x 13 mesi) lordi e dal 2019 al 2021 fr. 44'629.-
(pari a fr. 3'433.- x 13 mesi) lordi, in tale qualità a tempo pieno presso la
ditta Sandro Vanini SA (cfr. doc. 492 e 501).

 

                                  Ora, nel caso di specie, in
assenza di un CCL e di un CNL (cfr. doc. 618), ci si potrebbe invero chiedere
se il ricorrente si sia accontentato o meno di un reddito modesto (in
particolare, fr. 43'329.- dal 2014 al 2016: cfr. doc. 492) e, quindi, se al
caso di specie, sia applicabile o meno il principio del parallelismo dei
redditi da raffrontare per la parte percentuale eccedente la soglia del 5%
(cfr. la già citata DTF 135 V 297 consid. 6.1.2). Tutto ben considerato il TCA
ritiene che tale aspetto non debba essere approfondito oltre poiché, anche
volendo applicare una riduzione per gap salariale (ipotesi maggiormente
favorevole all’insorgente quale correttivo per i salari più bassi in Ticino;
cfr. consid. 2.15.2), l’esito non sarebbe comunque quello che auspica la
patrocinatrice del ricorrente, così come verrà qui di seguito meglio
dimostrato.     

 

                                  Secondo la tabella
TA1_skill_levels 2020, settore economico 10-11 (“Industrie alimentari;
produzione bevande”), livello di competenze 1, il reddito mediamente
conseguito in Svizzera da un uomo, è di fr. 4’672/mese.

                                  Questo reddito deve essere
riportato su 42.2 ore/settimana, dato che corrisponde alla durata normale del
lavoro nel settore 10-12 in base alla relativa tabella pubblicata sul sito web
dell’UFS (“Durée normale du travail dans les entreprises selon la division
économique [NOGA 2008]”), per cui esso si attesta a fr. 4'928.96/mese oppure a
fr. 59'147.52/anno.

                                  Dopo adeguamento all’indice dei
salari nominali riferito al settore 10-33 (cfr. tabella T.1.1.10: 2021: - 1%),
si ottiene, per il 2021, un reddito annuo di fr. 58'566.04. Posto che
continuando a lavorare alle dipendenze della ditta Sandro Vanini SA,
l’assicurato avrebbe realizzato nel 2021 un reddito pari a fr. 44'629.- (cfr.
supra, consid. 2.14.1), il gap salariale ammonta al 19% {già dedotto il 5%; ([58'566.04
- 44'629.-] x 100 : 58'566.04 = 23.79% arrotondato al 24% secondo la
giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121)}.

 

                                  Applicando una deduzione per gap
salariale del 19%, si ottiene per il 2021 un reddito da invalido pari a fr. 52'936.74
(ovvero fr. 65'354.00 - fr. 12'417.26).

 

                       2.8.6.   Per quanto riguarda il secondo
correttivo (deduzione sociale: cfr. consid. 2.15.3), va rilevato
quanto segue.

                                  L’CO 1 ha applicato una deduzione
sociale del 20% al reddito da invalido perché l’assicurato è monomanuale (doc.
619).

Tale decurtazione - non contestata dal ricorrente e tenuto conto del riserbo di
cui deve dare prova il giudice delle assicurazioni sociali nel sostituire il
proprio apprezzamento a quello dell’am-ministrazione (cfr. DTF 137 V 71, 132 V
393 consid. 3.3), - può essere fatto proprio da questa Corte (per un caso
analogo, in cui il TF ha confermato la deduzione sociale del 10% - riconosciuta
a un assicurato che, nonostante il danno alla salute infortunistico, era ancora
in grado di svolgere, senza limiti di tempo o di rendimento, un’attività
adeguata, essenzialmente di controllo e di sorveglianza, che non richiedesse
l’utilizzo della mano dominante -  rimasta incontestata dall’avvocato del
ricorrente: cfr. la già citata STF 8C_55/2022 del 19 maggio 2022, consid. 6.4).

                                  Il reddito “da invalido” di fr. 52'936.74,
tenuto conto di una decurtazione sociale del 20%, ammonta, quindi, per il 2021
a fr. 42'349.40 (ovvero fr. 52'936.74 - fr. 10'587.34).

 

                          2.9.   Confrontando ora il reddito
"da invalido" di fr. 42'349.40 con il relativo reddito "da
valido" di fr. 44'629, si ottiene un grado d’invalidità del 5.1% ([44'629
- 42'349.40] x 100 : 44’629) arrotondato al 5% secondo la giurisprudenza di cui
alla DTF 130 V 121, insufficiente per fondare il diritto ad una rendita.

 

                                  La decisione su opposizione,
mediante la quale è stata negata l’assegnazione di una rendita, deve quindi
essere confermata.

 

                        2.10.  A fronte di una situazione ritenuta
sufficientemente chiarita ai fini del presente giudizio, il TCA rinuncia (valutazione
anticipata delle prove: cfr. consid. 2.2) all'assunzione di ulteriori prove
(in particolare, alla “perizia” di cui al doc. I, pag. 17).

 

                                  L’incarto LAINF è stato versato
con la risposta di causa (cfr. allegato a doc. III). 

 

                        2.11.  L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore
fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice,
rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio
e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato.

                                  In data 1° gennaio 2021 è entrata
in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA prevede ora
unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.

                                  Dalla medesima data è entrato in
vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie
relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge
interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può
imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o
sconsiderato.

 

                                  Trattandosi di una controversia
relativa a prestazioni LAINF, il legislatore non ha previsto di prelevare le
spese (cfr. STCA 35.2021.9 del 20 settembre 2021 consid. 2.12; STCA 35.2021.58
del 18 ottobre 2021 consid. 2.12).

                                  Sul tema, cfr. anche STF
9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022
KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio
2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi,
Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les
tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin
2019, in SZS/RSAS 2/2022 pag. 107).

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                             1.  Nella misura in cui è ricevibile,
il ricorso è respinto.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta
invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma
del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti