# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c68eabfc-ce95-5e3c-80df-b616b2a3e215
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-07-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.07.2009 D-4214/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4214-2009_2009-07-10.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4214/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  l u g l i o  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Maurice Brodard;
cancelliere Carlo Monti.

A._______, alias 
B._______, Pakistan, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento, 
decisione dell'UFM del 26 giugno 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4214/2009

Visto:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data 
2 maggio 2009 in Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo,

i verbali d'audizione del 12 maggio 2009 e del 4 giugno 2009,

la decisione dell'UFM del  26 giugno 2009,  notificata all'interessato il 
medesimo giorno (cfr. avviso di notifica e di ricevuta agli atti),

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 30 giugno 2009 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

l'originale del dossier dell'UFM inoltrato al TAF l'8 luglio 2009,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d LTF),

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che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione  impugnata;  che  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato ha dichiarato di essere cittadino pakistano di etnia gujjar, 
nato e con ultimo domicilio a C._______ fino al 10 giugno 2008,

che  il  richiedente,  avrebbe  lasciato  il  suo  Paese  d'origine  il 
15 giugno 2008, per il  timore d'essere ucciso per vendetta in seguito 
dell'esito  della  causa penale  dei  suoi  fratelli  che  avrebbe provocato 
l'estensione  dei  loro  problemi  a  lui;  che  i  suoi  fratelli  D._______  e 
E._______ sarebbero stati giudicati innocenti dall'accusa d'aver ucciso 
due membri della famiglia F._______ durante una sparatoria scoppiata 
a causa di una lite tra quest'ultima e la famiglia G._______, alla quale 
sarebbe stato vietato l'accesso alla moschea per pregare,

che  l'interessato,  in  data  15  o  16  giugno  2008,  avrebbe  raggiunto 
Mosca (Russia) in aereo, dove avrebbe soggiornato da 15 a 18 giorni; 
che  avrebbe  poi  proseguito,  sia  a  piedi  che  in  un  furgoncino, 
attraversando  dei  Paesi  a  lui  ignoti,  giungendo  così il  25  o  il 
26 settembre  2008  in  Italia;  che  vi  sarebbe  rimasto  per  sei  mesi, 
oppure sei mesi e mezzo, fino al 1° maggio 2009; che, infine, sarebbe 
entrato in Svizzera il 2 maggio 2009 a bordo di un'auto di un passatore 
che l'avrebbe lasciato alla stazione di Chiasso,

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità,

che, nella decisione del 26 giugno 2009, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia  d'asilo  nessun documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai 
sensi dell'art. 1 lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 

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pregiudiziali  dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; dall'altro lato, 
detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste 
all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  il  Pakistan  siccome  lecita, 
esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha allegato, in sostanza e per quanto è 
qui di rilievo, di aver tentato di farsi spedire l'originale della sua carta 
d'identità, ma che i suoi familiari avrebbero soltanto trovato una copia; 
che, inoltre, contesta l'asserzione dell'UFM secondo cui egli si sarebbe 
contraddetto in merito al luogo nel quale il passatore gli avrebbe tolto 
definitivamente il passaporto; che non avrebbe modo di recuperare il 
suo  passaporto,  in  quanto  gli  sarebbe  stato  ritirato  dal  passatore  a 
Mosca; che, inoltre, i suoi tentativi di ottenere protezione dalle autorità 
statali sarebbero stati vani, siccome gli F._______, oppure i H._______ 
sarebbero dei gruppi potenti ed influenti,

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua  domanda  d'asilo;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  equivalente  alle  spese 
processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

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che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale 
[DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel  caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che il ricorrente, nonostante sia stato reso attento che una copia della 
carta  d'identità  non  sarebbe  bastata,  ne  ha  presentata  una  ed  ha 
allegato  che  i  suoi  genitori  non  potrebbero  ottenere  un'altra  carta 
d'identità;  che,  inoltre,  il  medesimo  non  ha  intrapreso  alcunché  per 
rifarsela; che,  peraltro,  risulta  incomprensibile  il  fatto  che abbia  una 
copia di questo documento a casa dei suoi genitori,

che  l'insorgente  ha  dichiarato  nella  seconda  audizione,  in  un  primo 
momento,  di  aver  consegnato  il  suo  passaporto  al  passatore  a 
C._______ e che avrebbe preso il volo per Mosca senza quest'ultimo, 
per  poi  allegare  di  aver  viaggiato  munito  del  suo  passaporto 
(cfr. audizione del 4  giugno 2009 pagg. 3 e 4); che, confrontato con 
tale  discrepanza,  l'autore  del  gravame  ha  sostenuto  di  aver 
consegnato al passatore il suo passaporto con lo scopo che lo stesso 
gli avrebbe procurato un visto,

che tale allegazione non può essere ritenuta verosimile, in  quanto il 
ricorrente  avrebbe  potuto  richiedere  personalmente  un  visto  per  la 
Russia, se avesse effettivamente avuto l'intenzione di viaggiare con il 
proprio passaporto,

che,  peraltro,  varcare  un  confine,  soprattutto  in  un  aeroporto,  non 
costituisce  un'impresa  facile  ed  è  inverosimile  il  fatto  di  potere 
superare  i  controlli  delle  autorità  di  immigrazione  senza  essere  in 
possesso di un documento d'identità valido, che non riporti le proprie 
generalità,

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che  il  ricorrente  è  stato  impreciso  segnatamente  sulle  date  d'arrivo 
nonché sul suo soggiorno in Italia ed in Russia,

che  l'insorgente  non  ha  saputo  indicare  i  Paesi  che  avrebbe 
attraversato andando in Italia dalla Russia,

che,  inoltre,  è  rimasto  vago  per  quanto  riguarda  il  viaggio  tra  la 
Slovacchia è la Svizzera, dichiarando di esservi arrivato in auto ma di 
non sapere da quale valico,

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che il  ricorrente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte,

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del  ricorrente  circa  il  possesso  dei  documenti  d'identità,  il  TAF  ha 
ragione  di  concludere  che  l'insorgente  dissimuli  i  suoi  documenti 
d'identità per i bisogni della causa,

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente di essere espatriato dal 
Pakistan per il timore d'essere ucciso per vendetta a seguito dell'esito 

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della  causa penale  che avrebbe provocato l'estensione dei  problemi 
dei suoi fratelli a lui,

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che,  innanzitutto,  i  mezzi  di  prova  a  disposizione  dell'autorità 
giudicante si riducono ad una copia di un verbale di una denuncia e ad 
un certificato medico,

che la prima non si riferisce neanche esplicitamente all'origine del suo 
racconto; che, inoltre, in tale denuncia si  parla di  una ferita grave al 
gomito  destro,  alla  quale  l'insorgente  non si  è  mai  riferito  nel  corso 
della procedura di prima istanza; che, infatti, ha soltanto menzionato la 
ferita inflittagli alla testa; che, per di più, lo stesso documento riporta 
un numero notevole d'errori ortografici,  ciò che non dovrebbe essere 
normale, se si trattasse davvero di un verbale autentico di un autorità 
statale,

che, inoltre, pure il certificato medico non è stato inoltrato in originale 
e, oltre ad essere di dubbia autenticità a causa dei differenti caratteri 
figuranti  nel  testo, non si  esprime del  tutto  sulle  ferite  al  gomito del 
braccio destro del ricorrente,

che,  di  conseguenza,  i  mezzi  di  prova sopraccitati  sono da ritenere 
come non idonei a provare alcunché, siccome l'autenticità è dubbia e 
poiché  sono  facilmente  falsificabili;  che,  infine,  il  ricorrente  non  ha 
tuttora presentato gli  originali  dei  suddetti  documenti,  nonostante ne 
abbia avuto l'opportunità,

che, peraltro, l'insorgente non ha ripresentato in sede di ricorso (dopo 
che gli erano stati restituiti dall'UFM, siccome non ritenuti rilevanti per 
la  sua  procedura  d'asilo  [cfr.  A/11])  i  mezzi  di  prova  relativi  alle 
procedure  penali  dei  suoi  fratelli  che  sarebbero  alla  base  del  suo 

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racconto; che,  un  tale  comportamento  non è  comprensibile,  ritenuta 
l'importanza allegata agli stessi dal ricorrente,

che, per di più, pare incredibile che gli allegati problemi dei fratelli del 
ricorrente si siano soltanto estesi su di lui e non su tutta la sua famiglia 
e che i suoi fratelli non siano tuttora espatriati,

che, peraltro, nella prima audizione, il  ricorrente ha asserito di avere 
subito un'aggressione il 3 o il 4 aprile 2008, mentre sulla denuncia è 
riportato il 3 aprile 2008 (cfr. audizione del 12 maggio 2008 pag. 6),

che, per di più, è pure stato impreciso nel datare la prima aggressione, 
dichiarando  in  modo  generico  che  sarebbe  avvenuta  in  luglio  2007 
(cfr. ibidem),

che, in aggiunta, la seconda aggressione si sarebbe svolta nei pressi 
della stazione di polizia e quindi sembra poco probabile che la polizia 
non  sia  intervenuta  sul  posto,  se  quanto  asserito  fosse  realmente 
accaduto,

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come, 
inverosimili,  con  riferimento  all'art.  32  cpv. 3  lett.  b  LAsi,  le  dichia-
razioni rese dal ricorrente,

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente 
(art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi),

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  è  rettamente  non 
entrato  nel  merito  della  domanda d'asilo  ai  sensi  dell'art.  32  cpv. 2 
lett. a LAsi,

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

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che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2,  art. 44 cpv. 1 LAsi  nonché art. 32 
OAsi 1),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Pakistan possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20)  o esporre il  ricorrente  in  Patria  al  rischio reale  ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  è 
ammissibile,

che,  inoltre,  la  situazione  vigente  in  Pakistan  non  appare, 
notoriamente,  caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza 
generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità 
del territorio nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
ha una certa formazione scolastica ed ha un'esperienza professionale 
quale  venditore  di  carte  telefoniche  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
12 maggio  2009  pag.  2);  che,  inoltre,  v'è  ragione  di  ritenere  che  il 
ricorrente dispone in Patria di un'importante rete sociale, ritenuto che 
la sua famiglia vive ancora in loco (cfr. ibidem pag. 3); che l'insorgente 
non  ha,  altresì,  preteso  nel  gravame di  soffrire  di  gravi  problemi  di 
salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria 
(cfr. sulla  problematica  Giurisprudenza  ed  informazioni  della 

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Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA]  2003 
n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la 
necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontana-
mento è dunque pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto,

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato: incarto 

UFM)
- I._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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