# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dfc93774-3ebd-5862-8457-e23cef468bb6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-07-02
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 02.07.1997 12.1997.59
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1997-59_1997-07-02.html

## Full Text

Incarto n.

  12.97.00059

  	
  Lugano

  2 luglio 1997/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente
per giudicare nella causa appellabile OA.94.958 della Pretura del distretto di Lugano, sezione 3,
promossa con petizione 27 novembre 1993 da

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  dall'avv. __________

   

  

 

 

con cui l’attore
ha chiesto il disconoscimento di un debito di fr. 500’000.-- oltre interessi;

 

Domanda
avversata dalla convenuta, che ha postulato la reiezione della petizione, che
il Pretore con sentenza 12 febbraio 1997 ha respinto;

 

Appellante
l’attore, che con atto di appello del 6 marzo 1997 chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di ammettere la petizione;

 

Mentre
la convenuta con osservazioni 28 aprile 1997 postula la reiezione del gravame,
protestando spese e ripetibili.

 

Letti ed esaminati
gli atti e i documenti prodotti,

posti a giudizio i
seguenti punti di questione

 

1.  - se
deve essere accolto l’appello

2.   -
tassa di giustizia e ripetibili

Ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                   A.   La
convenuta ha escusso l’attore in base a due sue lettere, entrambe datate 16
giugno 1992 (doc. A e B annessi al doc. 2).

                                          In
una di esse (doc. A) l’attore prometteva il rimborso di fr. 300’000.-- entro la
fine del 1992 e nell’altra di fr. 200’000.-- entro il 31 gennaio 1993 (doc. B),
così che il segretario assessore con sentenza 11 novembre 1993 ha pronunciato
il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta dall’attore al precetto
esecutivo a suo tempo intimatogli.

 

 

                                   B.   Con
la petizione l’attore ha chiesto il disconoscimento del proprio debito
sostenendo che gli scritti in questione sarebbero in relazione alle trattative
per l’acquisto da parte sua del pacchetto azionario di una società.

                                          La
__________, ora __________, non avrebbe tuttavia mai accettato l’offerta
contrattuale dell’attore, così che le lettere in questione non costituirebbero
riconoscimento di debito, non esistendone alcuno a carico dell’attore.

 

                                          La
convenuta si è opposta alla petizione rilevando che lo stesso attore avrebbe
ammesso di avere ricevuto delle somme di denaro in vista di un’operazione poi
non concretizzatasi.

                                          Stante
il suo debito, egli avrebbe firmato i noti riconoscimenti di debito, che non
potrebbero perciò più essere messi in discussione.

 

 

                                   C.   Il
Pretore nel giudizio impugnato ha rilevato come la convenuta abbia dimostrato
l’avvenuto pagamento di fr. 300’000.-- alla __________ e di fr. 200’000.-- al
convenuto, che li avrebbe riversati a detta società.

                                          A
fronte di una situazione piuttosto confusa, lo stesso attore con la petizione
avrebbe dichiarato di essersi assunto gli impegni della società anonima, e in
definitiva nulla di quanto emerso in atti permetterebbe di ritenere inefficaci
i riconoscimenti di debito da lui sottoscritti, con il che la petizione
dovrebbe essere respinta.

 

 

                                   D.   Con
l’appello in rassegna l’attore chiede la riforma del giudizio impugnato nel senso
di ammettere la petizione.

                                          La
convenuta avrebbe versato alla __________ fr. 500’000.-- ricevendone in cambio
due pacchetti azionari, mentre egli nel 1992 avrebbe proposto alla convenuta di
assumersi in proprio il debito della __________ contro consegna delle note
azioni.

                                          Tale
proposta risulterebbe nella terza pagina dei fax inviati dall’attore il 16
settembre 1992, mentre l’attore per errore avrebbe versato in atti due volte un
suo successivo scritto del 18 settembre 1992 in cui sollecitava l’accettazione
delle sue condizioni, ovvero la riduzione del prezzo a fr. 450’000.-- e la
consegna delle azioni.

                                          Il
consenso della convenuta a queste proposte non sarebbe mai giunto, così che non
sarebbe sorto alcun debito a carico dell’attore. Non si potrebbe del resto
ammettere che la procedente giustifichi il proprio credito con l’inadempienza a
contratti non versati in atti.

 

 

                                   E.   Delle
osservazioni 28 aprile 1997 della resistente, che conclude per la reiezione del
gravame, si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto:

 

 

                                    1.   L’azione
di disconoscimento del debito si basa sul diritto materiale (Gilliéron,
Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 3. edizione, pag. 155; Ammon,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrecht, 5. edizione, pag. 145).

                                          In
essa il creditore che vi è convenuto è obbligato a dimostrare il fondamento del
proprio credito.

                                          L’inversione
dei ruoli processuali non comporta in altri termini anche il capovolgimento
dell’onere della prova a danno del debitore e attore (II CCA 5 settembre
1994 in re P. SA/M., 15 giugno 1992 in re M./C.S.; Ammon, opera citata,
pag. 147).

 

 

                                    2.   La
convenuta a questo proposito ha dimostrato che __________, soggetto dal quale
essa incontestatamente trae diritto, ha versato complessivi fr. 500’000.-- a
__________ .

                                          Questa
dazione non è di per sé costitutiva di debito per la società beneficiaria, e
perciò, a maggior ragione, nemmeno per l’attore.

 

 

                                    3.   Il
complesso degli atti permette tuttavia di ammettere che __________ era
debitrice nei confronti dell’attrice di quell’importo.

                                          Il
pagamento risulta in effetti essere avvenuto nell’ottica di un futuro aumento
di capitale di questa società, al quale però la convenuta non partecipò
(petizione, punto 2, pag. 2; teste __________), e non invece per l’acquisto di
azioni già emesse, che __________ A non avrebbe del resto potuto stipulare, non
potendo la società, all’epoca, possedere le sue stesse azioni (art. 659 vCO).

                                          A
tal proposito si deve ammettere che se vi fu consegna di azioni alla convenuta,
ciò avvenne da parte dell’attore medesimo, allo scopo presumibile -secondo una
comune nozione del senso commerciale delle cose- di garantire in qualche modo
detto credito di fr. 500’000.--.

                                          Significativo
è comunque il fatto che, non avendo la convenuta partecipato all’aumento di
capitale, __________ rimase debitrice nei suoi confronti di fr. 500’000.--,
come dimostra il fatto che la stessa società iscrisse l’importo nella propria
contabilità come debito nei confronti di correntista (deposizione __________).

 

 

                                    4.   Stante
tale debito di __________, occorre esaminare se lo stesso -non importa se in
forma esclusiva o cumulativa- sia in seguito divenuto un debito dell’attore.

 

                                          La
risposta non può che essere affermativa.

 

                                          Tale
soluzione è del resto indicata dallo stesso attore, che nella petizione (punto
2, pag. 2) ha affermato che “l’attrice ritenne nel giugno 1992 di assumersi in
proprio gli impegni della SA contro accettazione richiesta al convenuto”.

                                          Alle
due lettere 16 giugno 1992 dell’attore non può in effetti essere attribuito
altro senso che non quello ammesso dal giudice del rigetto, ovvero quello
dell’esistenza di precedenti accordi, richiamati e confermati in entrambi gli
scritti, in virtù dei quali l’attore si è impegnato al rimborso all’attrice di
complessivi fr. 500’000.--.

                                          Per
contro, del fatto che tali lettere, come asserito dall’attore, richiedessero
ancora per essere impegnative l’assenso della convenuta, non vi è riscontro
alcuno nelle lettere medesime, né una simile soluzione è da presumere in
presenza di pregressi accordi che con quelle lettere venivano confermati e non
modificati.

                                          Il
fatto che la successiva lettera 18 settembre 1992 dell’attore (doc. C) sia
rimasta senza risposta è pertanto irrilevante, ritenuto comunque che non vi è
prova alcuna, a parte la parola del debitore, del fatto che la “precedente
proposta” ivi menzionata fosse in relazione al contenuto delle lettere del 16
giugno 1992, che in effetti non contenevano proposte, ma la conferma di accordi
esistenti.

                                          Pure
ininfluente è evidentemente anche il riferimento ad un presunto foglio
aggiuntivo alle due pagine del 16 giugno 1992, che per errore non sarebbe stato
versato in atti (appello, pag. 3), dovendosi ammettere per tale inverosimile caso
che l’attore soccombe in conseguenza della sua stessa negligenza processuale.

 

                                          Ne
deve conseguire la reiezione del gravame, di evidente natura dilatoria.

 

                                          Tassa
di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

 

Per i quali motivi,
richiamati l’art.148 CPC e la TG

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                     I.   L’appello
6 marzo 1997 di __________ è respinto.

 

                                    II.   Le
spese della procedura d’appello, consistenti in:

 

                                          a)
tassa di giustizia                                    fr.   3’450.--

                                          b)
spese                                                      fr.        50.--

                                          T
o t a l e                                                      fr.   3’500.--

 

                                          già
anticipati dall’attore, restano a suo carico.

                                          L’attore
rifonderà alla convenuta fr. 5’000.-- per ripetibili di appello. 

                                   III.   Intimazione:       -    __________;

 

                                          Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, sezione 3.

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                         
Il segretario