# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bf3861da-bb1c-50d2-98f0-fbfe1b89204b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-08-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.08.2006 38.2006.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2006-1_2006-08-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2006.1

   

  rs/DC

  	
  Lugano

  21 agosto
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 gennaio 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 6
  dicembre 2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio delle misure attive, 6501 Bellinzona

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 19 settembre 2005 l’Ufficio delle misure attive (UMA) ha accolto
la domanda di RI 1 tendente all’ottenimento di assegni di formazione a seguito
dell’inizio dell’apprendistato in qualità di impiegato di commercio. L’UMA ha
così concesso all’assicurato un assegno mensile di fr. 1'658.-- dal 1°
settembre 2005 al 31 agosto 2006 (cfr. doc. 8).

 

                               1.2.   Il 6
dicembre 2005 l’UMA ha emesso una decisione su opposizione con cui ha accolto
parzialmente l’opposizione interposta da RI 1, rappresentato dal RA 1, contro
il precedente provvedimento (cfr. doc. 9). 

                                         L’importo
dell’assegno di formazione accordato dal mese di settembre 2005 al mese di
agosto 2006 è infatti stato aumentato a fr. 2’450.-- (cfr. doc. A).

 

                               1.3.   Contro
la decisione su opposizione l’assicurato, sempre assistito dal RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, esprimendosi
come segue:

 

" 
(…)

2.   Nell’opposizione
del 17.10.2005 viene chiesto che l’importo del sussidio sia di fr. 4'500.-- tenendo
conto non solo della situazione individuale ma pure dell’importo che avrebbe
ricevuto a formazione terminata. Importo che d’altronde è stato confermato
dalla __________ di __________.

3.   L’importo
assicurato secondo i parametri stabiliti dalla LADI e finora versato in sede
d’indennità perdita di guadagno per disoccupazione corrisponde proprio a questo
importo.

4.   In
virtù degli articoli 23 e 24 della LADI l’importo di fr. 4'500.-- fa stato per
ogni eventuale conteggio e l’interpretazione dell’UMA di Bellinzona è da
ritenere errata." (Doc. I)

 

                               1.4.   L’UMA, in risposta, ha
postulato un’integrale reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

 

                                         in
diritto

                                      

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio
2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H
212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10
ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999
nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   La decisione
su opposizione impugnata del 6 dicembre 2005 è stata emanata dall’UMA.

                                         L’UMA, in
virtù dell’art. 85 cpv. 1 lett. b LADI e sulla base degli art. 1 e 2b lett. c
del Regolamento della legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai
disoccupati (R-rilocc), è, tra l’altro, competente per decidere in merito
all’attribuzione di provvedimenti speciali.

                                         Gli
“Assegni di formazione”, regolati agli artt. 66a - 66c LADI e 90a OADI,
configurano uno dei provvedimenti speciali trattati nel Capitolo 6 Sezione 4
della LADI.

                                         Poiché la
decisione su opposizione impugnata è stata presa dall’autorità competente (cfr.
STCA del 1 marzo 2005 nella causa P., 38.2004.34, consid. 2.1.), il TCA entra
nel merito del ricorso.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Il TCA è
chiamato a stabilire se l’importo dell’assegno di formazione riconosciuto a RI
1 dall’Ufficio delle misure attive per il periodo dal 1° settembre 2005 al 31
agosto 2006 è corretto oppure no.

 

                               2.4.   Il 1° luglio
2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI del 22 marzo 2002,
accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag.
2502 segg.; RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

 

                                         Questa
revisione della LADI non ha sostanzialmente modificato i provvedimenti inerenti
al mercato del lavoro, che peraltro erano già stati estesi con la seconda
revisione della legge del 1995.

                                         Questi
provvedimenti si sono rivelati un valido strumento di prevenzione e di lotta
contro la disoccupazione e pertanto sono stati mantenuti (cfr. Consiglio
federale, Messaggio concernente la revisione della legge sull'assicurazione
contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, p.to 1.1.2., in FF 2001 N. 23 del
12 giugno 2001, pag. 1972):

 

" 
(…)

In linea di massima, la presente revisione non
concerne gli URC recentemente istituiti né il rafforzamento dei PML conseguito
sino ad oggi con la revisione del 1995.

Entrambi gli strumenti si sono dimostrati validi
e vanno pertanto mantenuti nella forma attuale, anche se leggermente
migliorata. (…)"

 

                                         Pertanto,
a mente del TCA, la giurisprudenza concernente il vecchio Capitolo 6 della
LADI, che agli art. 59-75 LADI regolava le "Prestazioni per provvedimenti
destinati a prevenire e a combattere la disoccupazione" (provvedimenti
inerenti al mercato del lavoro), mantiene pienamente la sua validità anche dopo
l'entrata in vigore della terza revisione della LADI.

                                         In questo
senso si è pronunciato anche il TFA, nella decisione del 10 dicembre 2004 nella
causa F. (C 209/04), (cfr. pure la STFA del 10 gennaio 2005 nella causa F., C
56/04 e la STFA del 24 dicembre 2004 nella causa B., C 77/04).

                                      

                               2.5.   Fra gli
scopi principali dell'assicurazione contro la disoccupazione vi è quello di
"prevenire la disoccupazione incombente, di combattere quella esistente e
di favorire la reintegrazione rapida e duratura sul mercato del lavoro"
(cfr. art. 1a cpv. 2 LADI).

                                         Per
realizzare questo obiettivo il legislatore, agli articoli 59 - 71d LADI (Capitolo
6), ha previsto una serie di provvedimenti inerenti al mercato del lavoro. 

                                         Si tratta
di provvedimenti di formazione (art. 60-62: corsi individuali o collettivi di
riqualificazione, di perfezionamento o di reintegrazione; aziende di
esercitazione; pratiche di formazione), di provvedimenti di occupazione (art.
64a - 64b: programmi di occupazione temporanea, pratiche professionali,
semestri di motivazione) e di provvedimenti speciali (art. 65 – 71d: assegni
per il periodo di introduzione, assegni di formazione, sussidi per gli
assicurati pendolari o soggiornanti settimanali, sostegno ai fini del
promovimento dell'attività lucrativa indipendente).

 

                                         Il nuovo
art. 59 LADI fissa i principi alla base di tutti i provvedimenti inerenti al
mercato del lavoro e prevede che:

 

" 
1
L’assicurazione fornisce prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti al
mercato del lavoro a favore di assicurati e di persone minacciate dalla
disoccupazione.

 

2 I
provvedimenti inerenti al mercato del lavoro sono volti a promuovere la
reintegrazione di assicurati il cui collocamento è reso difficile da motivi
inerenti al mercato del lavoro. Tali provvedimenti devono in particolare:

 

    a.  migliorare
l’idoneità al collocamento degli assicurati in modo da permettere loro una rapida
e durevole reintegrazione;

    b.  promuovere
le qualifiche professionali secondo i bisogni del mercato del lavoro;

    c.  diminuire il rischio di una
disoccupazione di lunga durata; o

    d.  offrire la possibilità di acquisire
esperienze professionali.

 

3 Possono
partecipare ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro secondo gli
articoli 60–71d gli assicurati che adempiono:

 

    a.  i
presupposti del diritto secondo l’articolo 8 per quanto la legge non disponga
altrimenti; e

    b.  le condizioni specifiche per il provvedimento
in questione.

 

4 I servizi
competenti collaborano con gli organi dell’assicurazione invalidità nella
reintegrazione dei disoccupati invalidi."

 

                                         All'art.
59 cpv. 2 viene dunque ribadito il principio fondamentale secondo cui il
diritto a prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti
al mercato del lavoro è connesso alla situazione del mercato del lavoro:
provvedimenti possono essere messi in atto solo se sono direttamente imposti
dallo stato del mercato. Si tratta di un presupposto che permette di evitare
l'erogazione di prestazioni che non siano in rapporto con l'assicurazione
disoccupazione (cfr. STFA del 10 gennaio 2005 nella causa F.,
C 56/04, consid. 2; STFA del 10 dicembre 2004 nella causa F., C 209/04,
consid. 2; le STFA del 5 agosto 2003 nelle cause A., C 200/02 e A., C 201/02,
consid. 1, la giurisprudenza ivi citata e il Messaggio del Consiglio federale
concernente una nuova legge federale sull'assicurazione obbligatoria contro la
disoccupazione e l'indennità per insolvenza del 2 luglio 1980; FF 1980 III 469
segg.).

 

                               2.6.   In particolare, quale
provvedimento speciale, agli art. 66a e 66c LADI sono
regolamentati gli assegni di formazione, l’ammontare e la durata degli stessi.

                                         Questa
misura, che tende a favorire la reintegrazione professionale dei disoccupati
che hanno almeno 30 anni e che non dispongono di una formazione professionale
completa o hanno notevoli difficoltà nel trovare un impiego nell’ambito della
loro professione, consiste nel concedere assegni per una formazione di una
durata massima di tre anni.

 

                                         L’art.
66a LADI ha il seguente tenore:

 

"  1L’assicurazione
può concedere assegni per una formazione di una durata massima di tre anni ai
disoccupati che:

 

   a.   …

   b.   hanno almeno 30 anni e

   c.                                non
dispongono di una formazione professionale completa o hanno notevoli difficoltà
nel trovare un impiego nell’ambito della loro professione.

 

2L’ufficio di compensazione può, in casi giustificati,
autorizzare una deroga alla durata della formazione e al limite di età di cui
al capoverso 1.

 

3Gli assicurati che hanno conseguito un diploma
universitario o di una scuola professionale superiore o che, pur senza ottenere
un diploma hanno seguito una formazione di almeno tre anni in uno di questi
centri di formazione non ricevono assegni di formazione.

 

4Gli assegni di formazione sono accordati unicamente
qualora vi sia un contratto di formazione che prevede un programma di
formazione e un corrispondente attestato al termine della formazione."

 

                                         Nel
tenore in vigore fino al 30 giugno 2003 l’art. 66a lett. a LADI prevedeva,
quale ulteriore presupposto, che: “adempiono una delle condizioni di cui
all’articolo 60 capoverso 1 lettera b;”.

                                         L’art.
66b LADI, abrogato con effetto dal 1° luglio 2003, poneva invece quali
condizioni materiali che: “Gli assegni sono concessi unicamente qualora
vi sia un contratto di formazione che prevede un programma di formazione e un
corrispondente attestato al termine della formazione.” (cpv. 1) e che: “La
formazione deve corrispondere alle capacità dell’assicurato e migliorarne
l’idoneità al collocamento.” (cpv. 2).

 

                                         A
proposito di queste modifiche, nel Messaggio concernente la revisione della
legge sull'assicurazione contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, il
Consiglio federale ha precisato che:

 

"  Art.
66a     Assegni di formazione

 

La lettera a è contemplata nella clausola generale prevista
dall’articolo 59 capoverso 3, motivo per cui non deve più essere menzionata nel
capoverso 1.

 

Al fine di garantire una prassi uniforme a livello svizzero, il
capoverso 2 statuisce che le domande concernenti gli assicurati di età
inferiore a 30 anni e le domande per una durata di formazione più lunga in casi
fondati possono essere autorizzate dall’ufficio di compensazione e non più dai
Cantoni.

 

Il capoverso 4 è stato ripreso dall’articolo 66b al fine di
riunire in un unico articolo tutti i presupposti del diritto.

 

Art. 66b     Condizioni materiali (abrogato)

 

Il capoverso 1 diventa l’articolo 66a capoverso 4. Il
capoverso 2 è già contemplato negli obiettivi dei provvedimenti inerenti al
mercato del lavoro dell’articolo 59 capoverso 2 e può quindi essere
stralciato."

(cfr. FF 2001 N. 23 del 12 giugno 2001, pag.
2013, pto 2.1)

 

                                         L’art.
66c LADI stabilisce che:

 

" 
1Il datore di
lavoro paga al lavoratore un salario pari almeno al corrispondente salario
d’apprendista e che tenga adeguatamente conto della sua esperienza
professionale. Versa gli usuali contributi dell’assicurazione sociale sul
salario e deduce al lavoratore la quota a suo carico.

 

2Gli assegni
di formazione corrispondono alla differenza fra il salario effettivo ed un
importo massimo stabilito dal Consiglio federale.

 

3La cassa paga
gli assegni di formazione direttamente al lavoratore, versa gli usuali
contributi dell’assicurazione sociale e deduce al lavoratore la quota a suo
carico.

 

4Il termine
quadro è prolungato sino alla conclusione della formazione autorizzata."

 

                                         Secondo
l’art. 90a OADI:

 

" 
1Sono scuole
professionali superiori le scuole tecniche superiori (STS), le scuole superiori
per i quadri dell’economia e dell’amministrazione (SSQEA), le scuole superiori
delle arti applicate, le scuole superiori di economia domestica, altri centri
di formazione riconosciuti come scuole professionali superiori svizzere o
estere nonché le scuole aventi una durata di formazione equivalente e
subordinate alla sovranità cantonale.

 

2Se per la
formazione auspicata è rilasciato un attestato federale di capacità (AFC), il
contratto di formazione è concluso, conformemente alla legge federale del 19
aprile 1978 sulla formazione professionale,
in forma di contratto di tirocinio. In caso di rilascio di un attestato
cantonale, il contratto di formazione è concluso nella forma prevista dal
diritto cantonale applicabile in materia.

 

3Il salario
d’apprendista corrispondente è calcolato in base al salario dell’ultimo anno di
tirocinio secondo l’uso locale nel ramo economico di cui si tratta.

 

4L’importo
massimo conformemente all’articolo 66c capoverso 2 LADI ammonta a 3500
franchi mensili. Le borse di studio assegnate sono computate nell’importo degli
assegni per la formazione, per quanto non servano a coprire le spese familiari
di mantenimento.

 

5Per gli assicurati vale il termine quadro conformemente all’articolo
9 capoversi 1 e 2 LADI. Con l’inizio della formazione, detto termine è prolungato
fino alla conclusione della formazione per la quale è stato accordato
l’assegno. Se la formazione è interrotta o conclusa, il termine quadro
prolungato è soppresso alla fine del periodo di controllo seguente.

 

6...

 

7Le domande di
assegni per la formazione devono essere presentate al servizio cantonale otto
settimane prima dell’inizio della misura.

 

8Il servizio cantonale comunica la sua decisione all’assicurato di
regola quattro settimane dopo la consegna della domanda."

 

                               2.7.   Il Tribunale
federale delle assicurazioni in una sentenza del 19 gennaio 2001 nella causa
T., pubblicata in DTF 127 V 57, ha stabilito che il metodo di calcolo degli
assegni di formazione predisposto dalla cifra F 34 (a decorrere dal 1° gennaio
2000 dalla cifra F 33; cfr. consid. 2.8.) della Circolare sui provvedimenti
inerenti al mercato del lavoro (PML) - la quale fa dipendere l'importo delle
prestazioni dalla situazione economica rispettivamente dell'assicurato e del
suo coniuge - è in contrasto con gli art. 66c cpv. 2 LADI e 90a cpv. 4
OADI, in quanto introduce nuovi criteri estranei al testo di legge.

                                         In
particolare l’Alta Corte ha rilevato:

 

"  (…)

2.- a) Le montant et la durée des allocations de formation
sont définis à l'art. 66c LACI. Selon l'al. 2 de cette disposition, les allocations
correspondent à la différence entre le salaire effectif et un montant maximum fixé
par le Conseil fédéral. L'al. 1 précise que le salaire effectif est celui que verse
l'employeur au travailleur; il doit équivaloir au moins au salaire d'apprenti correspondant
et tenir compte de façon appropriée de l'expérience professionnelle de ce dernier.

  Faisant usage de la délégation de compétence
qui lui a été accordée par le législateur, le Conseil fédéral a édicté l'al. 4
de l'art. 90a OACI, aux termes duquel le montant maximum visé à l'art. 66c, 2e al.
LACI, s'élève à 3'500 francs par mois.

  b) Le 1er juin 1997, l'OFIAMT (aujourd'hui seco) a édité une Circulaire
relative aux mesures de marché du travail (MMT) dont font notamment partie les allocations
de formation (chap. 6 de la LACI). La partie F de cette circulaire (chiffres
F01 à F98) codifie la pratique administrative en la matière; elle est complétée
par une annexe où figure un modèle de calcul sous forme de tableau ("Modèle
pour le calcul des allocations de formation [AFO]").

  aa) Le chiffre F34 (depuis le 1er janvier 2000, le chiffre F33),
qui traite plus particulièrement de la manière de procéder au calcul des allocations,
disposait - dans sa teneur en vigueur jusqu'au 31 décembre 1999- ce qui suit:

    "Dans sa décision d'octroi des AFO, l'autorité compétente
prend comme somme de départ le montant nécessaire à l'assuré, resp. à sa famille,
pour subvenir à ses besoins essentiels mais au maximum 3'500 francs. Pour déterminer
plus exactement la somme de départ l'autorité compétente examine la situation personnelle
et familiale de l'assuré et peut requérir de ce dernier toute information et justificatif
nécessaire. La situation financière de l'assuré, resp. de sa famille, avant d'être
au chômage ainsi que sa situation financière au moment où il présente sa demande
d'AFO, sont examinées afin de déterminer les besoins essentiels à prendre en considération.
Au besoin l'autorité compétente se base sur les normes  relatives au minimum vital
valables en matière de poursuites pour dettes et faillites." (F34)

  bb) D'après le modèle pour le calcul des allocations,

l'administration établit d'abord, en pour-cent, la contribution respective
de l'assuré et de son conjoint à l'entretien de la famille, en se fondant sur les
derniers salaires réalisés par chacun d'entre eux avant le chômage. Elle évalue
ensuite les charges mensuelles du ménage (minimum vital, loyer etc.) au moment
de la demande d'allocation et impute à l'assuré le montant de chaque charge
dans une mesure proportionnelle à sa contribution à l'entretien de la famille.
La somme des dépenses ainsi imputées à l'assuré représente le montant qui lui
est nécessaire pour subvenir aux besoins essentiels de sa famille, c'est-à-dire
le "montant maximum" visé par l'art. 66c al. 2 LACI.

Selon les circonstances du cas, ce montant peut être inférieur ou supérieur
à 3'500 francs; s'il dépasse cette limite, il est ramené à 3'500 francs. Le chiffre
obtenu moins le salaire d'apprenti versé par l'employeur donnera le montant effectif
de l'allocation de formation revenant à l'assuré.

  cc) Selon ces directives, le montant de l'allocation
de formation varie essentiellement en fonction de deux facteurs, à savoir,
d'une part, l'importance de la contribution de l'assuré (réciproquement de son conjoint)
aux ressources de la famille et, d'autre part, l'ampleur des charges du ménage.
Ainsi, l'allocation sera généralement d'autant plus élevée que le conjoint de
l'assuré participe modestement à l'entretien de la famille et que les charges familiales
sont importantes. A titre d'exemple, un assuré sans enfants recevra
une allocation plus faible qu'un assuré ayant deux enfants à sa charge, toutes choses
égales par ailleurs.

  3.- a) La circulaire MMT a été édictée en vertu
de l'art. 110 LACI qui autorise le seco, en tant qu'autorité de surveillance chargée
d'assurer l'application uniforme du droit, à donner des instructions aux organes
d'exécution. Destinée à servir de guide aux caisses de chômage dans la manière dont
elles vont mettre en oeuvre les mesures relatives au marché du travail, cette circulaire
fait partie des ordonnances administratives dites interprétatives.

  Bien que de telles ordonnances exercent, de par
leur fonction, une influence indirecte sur les droits et les obligations des administrés,
elles n'en ont pas pour autant force de loi. En particulier, elles ne lient
ni les administrés, ni le juge, ni même l'administration dans la mesure où elles
ne dispensent pas cette dernière de l'examen de chaque situation individuelle.

Par ailleurs, elles ne peuvent créer de nouvelles
règles de droit, ni contraindre les administrés à adopter un certain comportement,
actif ou passif. En substance, elles ne peuvent sortir du cadre de l'application
de la loi et prévoir autre chose que ce qui découle de la législation ou de la jurisprudence
(ATF 125 V 379 consid. 1c et les références; PIERRE MOOR, Droit
administratif, vol. I: Les fondements généraux, 2e édition, Berne 1994, p. 266
ss; BLAISE KNAPP, Précis de droit administratif, 4e édition, Bâle/Francfort-sur-le-Main
1991, n. 365 ss; ANDRÉ GRISEL, Traité de droit administratif, vol. I, Neuchâtel
1984, p. 90; RAYMOND SPIRA, Le contrôle juridictionnel des ordonnances administratives
en droit fédéral des assurances sociales, in: Mélanges André Grisel, Neuchâtel
1983, p. 803 ss).

  b) Dans ses observations, le seco soutient que
le montant prévu par l'art. 90a al. 4 OACI en relation avec l'art. 66c al.
2 LACI est un "montant général maximum (qui) ne constitue qu'une limite fixée
vers le haut". En ce sens, le législateur aurait réservé une certaine latitude
à l'administration quant aux critères à fixer pour déterminer concrètement le montant
des allocations de formation. A cet égard, la prise en compte,
dans le calcul des prestations, de la situation familiare et personnelle des assurés,
constituerait - toujours selon le seco – la seule manière de garantir l'égalité
de traitement entre ceux-ci.

  Pour sa part, la recourante considère qu'il est arbitraire de faire
dépendre le montant de l'allocation des revenus et des charges de son ménage. En
particulier, il n'appartiendrait pas à l'administration de fixer les besoins essentiels
de sa famille.

  4.- L'art. 66c al. 2 LACI reprend de manière inchangée
le texte figurant à l'art. 66b al. 2 du projet de loi du Conseil fédéral relatif
à la deuxième révision partielle de la LACI. Ce texte n'a donné lieu à aucune discussion
lors des débats parlementaires, ni fait l'objet de commentaires particuliers en
doctrine (cf. notamment THOMAS NUSSBAUMER, Arbeitslosenversicherung, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, ch. 617 sv.;
DANIELE CATTANEO, I provvedimenti inerenti al mercato del

lavoro nella legge sull'assicurazione contro la disoccupazione
[LADI], in: Il Ticino e il diritto, Lugano 1997, p. 243).

  D'après le message du Conseil fédéral du 29 novembre 1993 à l'appui
de la révision, les allocations de formation ont pour but d'inciter les chômeurs
de plus de trente ans sans qualification professionnelle d'entreprendre une formation,
en compensant le sacrifice économique que ces derniers doivent consentir durant
cette période - équivalant à la différence entre le salaire d'un apprenti et celui
d'un travailleur non qualifié - par un soutien financier correspondant de l'assurance-chômage
(FF 1994 I 363). La ratio legis de l'art. 66c al. 2 LACI est donc de procurer
aux chômeurs qui souhaitent acquérir une formation un revenu comparable à celui
qu'ils réaliseraient sans qualifications sur le marché du travail. C'est ce revenu
que vise l'expression "montant maximum" au sens de la disposition précitée
et que le Conseil fédéral a été chargé de déterminer. Ce dernier l'a fixé à
3'500 francs, soit une somme correspondant à la rémunération moyenne versée à un
assuré dans le cadre des programmes d'occupation [cf. Commentaires de l'OFIAMT
ad art. 90a concernant les modifications de l'OACI, révision pour le 1er janvier
1996].

  Bien que suivi du terme "maximum", on ne voit pas que
ce montant puisse varier - comme le voudrait le seco - en fonction de la situation
personnelle des assurés avant et après leur chômage. En effet, si l'on devait appliquer
un tel critère, certains assurés seraient amenés, selon les circonstances, à réaliser
durant leur formation un revenu inférieur à celui qu'ils obtiendraient
s'ils se contentaient d'accepter des emplois non qualifiés. Cela les découragerait
d'entreprendre un apprentissage au lieu de les inciter à combler leurs lacunes
en matière de formation professionnelle.

  En réalité, le modèle de calcul proposé par le seco introduit
de nouveaux critères qui non seulement ont un effet direct sur l'étendue du
droit aux prestations des assurés mais sont étrangers au texte légal. Cela revient,
de la part de l'administration, à subordonner l'octroi de prestations d'assurance
à d'autres conditions que celles figurant dans la loi et l'ordonnance d'exécution,
ce qu'elle n'est pas en droit de faire (ATF 126 V 282 consid. 4b, 124 V 261 consid. 6b, 109 V 169 consid. 3b).

  5.- Il s'ensuit que le système de calcul des allocations
de formation contenu dans la circulaire MMT, lequel fait dépendre le montant
des prestations de la situation économique respectivement de l'assuré et de son
conjoint, est contraire à l'art. 66c al. 2 LACI. La recourante a dès lors droit
durant toute sa période de formation à un montant de 2'400 francs (3'500 francs
- 1'100 francs), de sorte qu'il convient de renvoyer la cause au service pour qu'il
rende une nouvelle décision dans ce sens. Le recours est bien fondé.” (DTF 127
V 57 consid. 2-5; le sottolineature sono del redattore)

 

                               2.8.   La circolare
del SECO relativa ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (PML), in
vigore dal 1° gennaio 2000, prevedeva, in effetti, che il servizio competente
nella sua decisione d'assegnazione degli assegni di formazione come somma di
partenza, che non poteva superare i fr. 3'500.-- e dalla quale venivano poi
dedotto il salario lordo effettivo versato dal datore di lavoro, considerava
l'importo necessario al fabbisogno vitale dell'assicurato. Per determinare più
esattamente la somma di partenza, il servizio esaminava la situazione personale
e familiare dell'assicurato e poteva chiedere a quest'ultimo tutte le
informazioni e i giustificativi necessari. La situazione finanziaria
dell'assicurato (o della sua famiglia) era esaminata al fine di determinare il
fabbisogno vitale da prendere in considerazione. In questo contesto si teneva
conto anche del salario del coniuge o del convivente. Se il coniuge o il
convivente esercitava un'attività indipendente, si faceva riferimento al rapporto
di gestione dell'ultimo anno o all'ultimo estratto dal registro delle imposte.
Se necessario, l'autorità si basava sulle norme relative al minimo vitale
applicabili in materia di esecuzioni e fallimenti (cfr. Circolare PML pag.
94-95, n° F32-F33).

 

                                         La
Circolare del gennaio 2000, a seguito della DTF 127 V 57 con cui è stata
ritenuta contraria alla LADI e all’OADI (cfr. consid. 2.7.), è stata modificata
con effetto dal 1° gennaio 2002.

                                         Il tenore
dei p.ti F32 e F33 è il seguente:

 

" 
F32

Les allocations de formation couvrent la différence entre un montant
mensuel à déterminer d'au maximum 3’500 francs et le salaire brut effectif fixé dans le contrat d'apprentissage. D’éventuelles bourses
de formation payées par le canton ou un organisme privé sont déduites du montant
des AFO pour autant qu’elles ne servent pas à couvrir les frais d’entretien
de la famille. En cas d’activité à temps partiel, le montant à déterminer susmentionné
est réduit proportionnellement au taux d’activité.

 

F33

Pour calculer le montant mensuel à déterminer d'au maximum 3'500 francs,
l'autorité compétente se base sur le salaire auquel peut s'attendre l'assuré immédiatement
après sa formation. Si ce montant est supérieur à la limite susmentionnée, on
ne prendra en compte le montant que jusqu'à concurrence de cette limite. Ni
le gain assuré de la persone concernée ni le minimum vital ne sont à cet égard pertinents.
Au moment de rendre une nouvelle décision AFO au début de chaque nouvelle année
de formation, l'autorité compétente tiendra compte de l'éventuelle évolution du
niveau du salaire auquel peut s'attendre l'assuré immédiatement après sa formation;
on ne tiendra en revanche pas compte des éventuelles baisses de celui-ci.

 

Exemple 1:

Gain assuré:                                                           Fr.
5'500.--

Salaire objectif directement après la formation:    Fr.
3'250.-- bruts par mois

Salaire d'apprenti de dernière année:                   Fr.
1'200.-- bruts par mois

 

 

Le montant retenu comme base de calcul de l'AFO sera donc de Fr. 3'250.--
et le montant de l'AFO s'élèvera par conséquent à Fr. 2'050.-- par mois (Fr.
3'250.-- - Fr. 1'200.--), ceci indépendamment de la situation personnelle et familiale
de l'assuré.

 

 

Exemple 2:

Gain assuré:                                                          Fr.
1'700.--

Salaire objectif directement après la formation:   Fr.
4'500.-- bruts par mois

Salaire d'apprenti de dernière année:                   Fr.
1'100.-- bruts par mois

Le montant retenu comme base de calcul de l'AFO sera
donc de Fr. 3'500.-- et le montant de l'AFO s'élèvera par conséquent à Fr.
2'400.-- par mois (Fr. 3'500.-- - Fr. 1'100.--), ceci indépendamment de la situation
personnelle et familiale de l'assuré." (La sottolineatura è del
redattore)

 

                                         Il
contenuto dei p.ti F32 e F33 della Circolare dell’ottobre 2004 è identico a
quello appena citato.

 

                                         Per
inciso è utile rilevare che la Circolare concernente i provvedimenti inerenti
al mercato del lavoro emanata dal SECO e valida a decorrere dal 1° gennaio 2006,
in relazione all’ammontare dell’assegno di formazione, prevede peraltro che:

 

" 
Pour calculer le montant mensuel à déterminer,
l'autorité compétente se base uniquement sur le salaire auquel peut
s'attendre l'assuré immédiatement après sa formation." (La sottolineatura
è del redattore)

 

                                         Gli
esempi proposti sono i medesimi di quelli menzionati nelle Circolari del 2002 e
del 2004.

 

                                         In proposito giova
ribadire che, benché le direttive amministrative non
costituiscano norme giuridiche e non siano vincolanti per il giudice delle
assicurazioni sociali, quest’ultimo deve tenerne conto per prendere la sua
decisione nella misura in cui queste ultime permettono un’interpretazione delle
disposizioni legali applicabili giustificata nel caso di specie (cfr. DTF 131 V
286 consid. 5.1.; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; STFA del
22 agosto 2000 nella causa C.-G., I 102/00, DTF 125 V 377, consid. 1c, pag. 379
e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c,
pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c,
pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

                                         Il giudice deve, però,
scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr.
DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STFA dell'8 maggio 2001 nella causa Z., H 183/00;
DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR
1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag.
267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid.
4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V 65 consid. 5a;
RCC 1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b,
pag. 91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16
consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V
4 consid. 3a; vedi inoltre Bois, "Procédures applicables aux
requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber: "La portée de
l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in
RDS 1992 II pag. 527; Cattaneo, "Les mesures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn,
Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).

                                         Secondo la giurisprudenza,
infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una
pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze
(DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).

 

                               2.9.   Nell’evenienza
concreta l’assicurato, nato nel 1957, ha iniziato il 1° settembre 2005 un
apprendistato in qualità di impiegato di commercio presso il __________ di __________.

 

                                         L’UMA,
ritenendo adempiute le condizioni contemplate dalla LADI per poter usufruire di
assegni di formazione, ha riconosciuto al ricorrente il diritto a un assegno di
fr. 2'450.--.

                                         L’ammontare
dell’assegno è stato determinato considerando che egli, come indicato dalla __________
di __________, tenuto conto della sua età e della precedente esperienza
professionale quale impiegato postale, alla conclusione della formazione
potrebbe percepire un salario di fr. 4'500.--. Quale importo di base è stata,
pertanto, ritenuta la somma massima di fr. 3'500.-- ai sensi dell’art. 90a cpv.
4 OADI, dalla quale è stato decurtato lo stipendio effettivamente percepito di
fr. 1'050.-- mensili (cfr. doc. A).

                                         

                                         L’assicurato
contesta l’entità dell’assegno di formazione accordatogli, sostenendo di avere
diritto a un importo di fr. 4'500.--, sia in considerazione delle spese di
viaggio e per i pasti, nonché dei costi per il mantenimento della propria
famiglia che vive in Italia a cui deve far fronte, che del guadagno che
potrebbe conseguire a formazione ultimata (cfr. doc. 9; I).

 

                             2.10.   Questa Corte,
chiamata ora a pronunciarsi, ritiene che l’operato dell’UMA sia conforme alla
legge e alla giurisprudenza.

 

                                         In
effetti l’importo di partenza per calcolare l’assegno di formazione, alla luce
della giurisprudenza del TFA menzionata al consid. 2.7. e delle seguenti
direttive del SECO, autorità di sorveglianza che deve adoperarsi per garantire
un’applicazione uniforme del diritto e impartire le istruzioni generali (cfr.
art. 110 LADI; DTF 127 V 57 consid. 3), deve essere determinato facendo
riferimento soltanto al reddito mensile che un assicurato potrebbe conseguire
una volta conclusa la formazione, senza però superare la somma massima di fr.
3'500.-- contemplata all’art. 90a cpv. 4 OADI.

                                         Altri
elementi, come ad esempio la situazione economica dell’assicurato,
rispettivamente del coniuge, il guadagno assicurato o i costi per i viaggi e
per i pasti fuori casa sono irrilevanti (cfr. consid. 2.7.; 2.8.).

                                         In caso
contrario, infatti, alcuni assicurati, come sottolineato dall’Alta Corte (cfr.
DTF 127 V 57 consid. 4), rischierebbero di ottenere un reddito inferiore -
nell’ipotesi in cui la loro situazione finanziaria sia buona, segnatamente non
abbiano oneri familiari importanti da sostenere - rispetto a quello che essi
potrebbero realizzare se si accontentassero di accettare degli impieghi non
qualificati invece di seguire una formazione.

 

                                         In
concreto, pertanto, a giusta ragione l’UMA ha contattato la __________ di __________,
la quale ha indicato che RI 1 potrebbe conseguire attualmente quale impiegato
di commercio non qualificato, vista l’età e l’esperienza professionale, uno
stipendio di fr. 3'800.-- e dopo avere concluso il relativo apprendistato un
salario di fr. 4'500.-- (cfr. doc. 14). Siccome i due redditi appena citati
sono più elevati dell’importo massimo di fr. 3'500.-- previsto all’art. 90a
cpv. 4 OADI, l’Ufficio resistente, quale importo di partenza, ha rettamente
tenuto conto dell’ammontare di fr. 3'500.--. 

                                         L’UMA ha
così accordato all’assicurato, dopo aver dedotto, come previsto dall’art. 66c
cpv. 2 LADI, lo stipendio effettivo percepito dal medesimo di fr. 1'050.-- al
mese (cfr. doc. 4), un assegno di formazione, per l’anno scolastico 2005/2006,
di fr. 2'450.-- (fr. 3'500.-- - fr. 1'050.--).

 

                                         L’importo
massimo di fr. 3'500.-- dal quale va dedotto il salario effettivo per calcolare
l’assegno di formazione di spettanza di un assicurato ai sensi dell’art 66c
cpv. 2 LADI, come già ampiamente evidenziato, è fissato dall’OADI ed è stato
riconosciuto corretto dal TFA (cfr. consid. 2.7.).

                                         Di
conseguenza, anche volendo prescindere dal fatto che nel calcolo dell’assegno
di formazione non vanno considerate le condizioni economiche di un assicurato,
né il suo guadagno assicurato, né le spese a cui lo stesso deve in particolare
fare fronte, come i costi di viaggio o per i pasti fuori casa, quale importo di
partenza non è comunque in nessun caso possibile tenere conto di un ammontare
più elevato rispetto alla somma di fr. 3'500.--.

 

                                         In
ossequio al principio della legalità, secondo cui in virtù di un principio
fondamentale del diritto, ogni attività amministrativa deve essere
riconducibile a una norma legale che ne delinei ampiezza e limiti delle
funzioni (principio della legalità: cfr. Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht,
4a ed., cifra marg. 368 segg.; STFA del 20 agosto 2003 nella
causa X., H 231/02, consid. 5), nel caso in cui l’entità di un assegno di
formazione risulti da un conteggio effettuato secondo i parametri indicati
dalla legge e dall’ordinanza, l’UMA non può del resto aumentarne l’importo a
seconda delle richieste di un assicurato.

 

                             2.11.   A titolo
abbondanziale, per quanto concerne le spese a cui l’assicurato deve far fronte
per recarsi dal proprio domicilio al luogo dell’apprendistato, va osservato che
la questione dei sussidi di pendolare esula dalla presente vertenza, per cui
tale tema non può essere affrontato dal TCA.

 

                                         In
effetti non è stata emessa alcuna decisione in merito (cfr. DTF 130 V 388; STFA
del 25 novembre 2004 nella causa M., G., E. H 53/04, pubblicata in SVR 2005 AHV
Nr. 9), in quanto l’assicurato non ha presentato una domanda specifica
attinente a questo provvedimento inerente al mercato del lavoro (cfr. art. 59c
cpv. 1 LADI). In proposito è utile ricordare che ogni prestazione deve essere postulata
con una richiesta autonoma e distinta.

 

                                         Al
riguardo questa Corte rileva soltanto che se è vero che le direttive del SECO
escludono il cumulo tra i contributi per le spese di pendolare e per le spese
di soggiornante settimanale e gli assegni di formazione (cfr. Circolare
relativa ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, ottobre 2004, p.to
L40; Circolare relativa ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro,
gennaio 2006, p.to L 31), che, come indicato dall’UMA nella decisione su
opposizione, quelle contemplate agli art. 66a segg. LADI sono delle prestazioni
che implicano da parte degli assicurati lo svolgimento di una formazione di
lunga durata e che il TCA in una sentenza del 29 gennaio 2001 nella causa P.
(38.2000.225) ha rilevato abbondanzialmente che non era possibile il cumulo tra
le spese di pendolare e gli assegni di formazione (in quella fattispecie l’importo
dell’assegno di formazione era stato in ogni caso calcolato tenendo conto del
fabbisogno dell’assicurata e dunque in parte delle spese effettive, come
appunto i costi di viaggio), è altrettanto vero che, a differenza degli altri
casi in cui le direttive del SECO negano il cumulo, durante la formazione che
dà diritto agli assegni di cui agli art. 66a LADI l’assicurato non percepisce
indennità giornaliere, bensì un salario (cfr. art. 66c LADI).

                                         A tale
proposito giova rilevare che in dottrina Agnes Leu (cfr. A. Leu, Die arbeitsmarktlichen
Massnahmen, 2006, pag. 154, p.to 7.5.6.2.) sottolinea:

 

" 
Eine Kumulation der Beschäftigungsmassnahmen (PvB,
Berufspraktika und Motivationssemester) mit PuWB ist nicht möglich, weil
in diesen Massnahmen Taggelder ausgerichtet werden. Damit ist die Ermittlung
einer finanziellen Einbusse mangels eines Lohnes nicht möglich. Aus demselben
Grund entfällt auch die Möglichkeit einer Kumulation von PuWB mit
Eignungsabklärungen.“

 

                                         In
questo senso si potrebbe, quindi, ipotizzare di paragonare la situazione degli
assicurati aventi diritto ad assegni di formazione con quella afferente ad
assicurati beneficiari di assegni per il periodo di introduzione ai sensi degli
art. 65 segg. LADI dove il SECO ammette il cumulo con i sussidi di pendolare
(cfr. Circolare relativa ai provvedimenti inerenti al mercato
del lavoro, ottobre 2004, p.to L38; Circolare relativa ai provvedimenti
inerenti al mercato del lavoro, gennaio 2006, p.to L29).

                                         Nel caso di specie, per le
ragioni illustrate qui sopra, la questione può comunque restare indecisa.

 

                             2.12.   In
conclusione alla luce di tutto quanto esposto, questa Corte non può che
confermare la decisione su opposizione del 6 dicembre 2005 emessa dall’Ufficio
misure attive.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti