# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9fd12840-2cfd-5f5a-8be9-5c41ddc25862
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.10.2008 D-6968/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6968-2007_2008-10-21.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6968/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 1  o t t o b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice François Badoud,
cancelliera Chiara Piras.

A._______, dichiaratosi nato il [...], Mongolia, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 
3003 Berna
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 4 ottobre 2007 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6968/2007

Fatti:

A.
Il 26 ottobre 2006, l'interessato ha presentato una domanda d’asilo in 
Svizzera. Ha dichiarato,  nella  sostanza e per  quanto  è  qui  di  rilievo 
(cfr.  verbali  d'audizione  del  9  e  del  21  novembre  2006),  d'essere 
espatriato  con  la  madre  nel  [...]  all'età  di  dieci  anni  per  recarsi  in 
Russia, dove quest'ultima voleva dedicarsi ad un'attività di commercio. 
Giunti in Russia, la madre l'avrebbe affidato ad una persona di fiducia, 
designata  dall'interessato  come  lo  zio,  per  poter  proseguire  per  la 
Cina. L'interessato avrebbe vissuto e lavorato con lo zio dal [...] al [...] 
sul  treno  da  B._______  a  C._______.  I  due  avrebbero  lasciato  la 
Russia nell'[...] per recarsi in Svizzera, dove si sarebbero però persi di 
vista.  L'interessato  ha  sostenuto  di  essere  minorenne  al  momento 
dell'inoltro della domanda d'asilo. 

B.
Il  4  ottobre  2007,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  succitata 
domanda ai sensi dell’art. 34 cpv. 1 della legge sull'asilo del 26 giugno 
1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  pure  pronunciato 
l’allontanamento  dell’interessato  dalla  Svizzera  e  l’esecuzione 
dell’allontanamento  verso  la  Mongolia  siccome  lecita,  esigibile  e 
possibile. 

C.
Il 12 ottobre 2007, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo federale (TAF) contro la citata decisione dell'UFM. Ha 
chiesto  l’annullamento  della  decisione  impugnata  e  la  conseguente 
entrata  nel  merito  della  domanda  d’asilo  nonché,  l'ammissione 
provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal 
versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali. 

D.
Il 25 gennaio 2008, con decisione incidentale, il TAF ha respinto, per i 
motivi  ivi  indicati  (ricorso  privo  di  probabilità  d'esito  favorevole),  la 
domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle 
presumibili spese processuali ed ha invitato il ricorrente a versare un 
siffatto anticipo, di fr. 600.--, entro il 4 febbraio 2008, con comminatoria 
d'inammissibilità  del  gravame  in  caso  di  decorso  infruttuoso  del 
termine. 

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E.
Il 4 febbraio 2008, il  ricorrente ha tempestivamente versato l'anticipo 
richiesto. 

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS 
172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi. 

3.

3.1 Giusta  l'art.  33A  cpv. 2  PA, applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano. 

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  ritenuto  non  veritiera 
l'indicazione  dell'interessato  circa  la  sua  minore  età.  L'esame 
radiologico  effettuato, avrebbe stabilito  un'età  ossea superiore  ai  18 
anni.  Inoltre,  la  fotocopia  di  un  certificato  di  nascita  consegnata 
durante l'audizione del 9 novembre 2006, in assenza di un documento 
di  identità,  non  confermerebbe  la  data  di  nascita  del  ricorrente, 
facendo sorgere, per di  più, seri  dubbi sull'autenticità del documento 
stesso.  Il  ricorrente  avrebbe  peraltro  reso  dichiarazioni  incoerenti  e 
lacunose sulla sua biografia e su quella dei membri della sua famiglia. 
L'autorità inferiore ha pure qualificato come inattendibili, poiché vaghe 

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e  discordanti,  le  dichiarazioni  decisive  in  materia  d'asilo, 
segnatamente  sul  racconto  degli  anni  passati  in  patria  e  di  quelli 
passati in Russia accompagnando lo zio. Inoltre, l'UFM ha rilevato, da 
un lato,  che il  Consiglio  federale ha inserito  la  Mongolia  nel  novero 
delle safe countries. Dall'altro lato, non ha ritenuto che emergessero 
dalle  carte  processuali  degli  indizi  d'esposizione  dell'interessato  a 
persecuzioni in caso di rientro in patria. 

5.
Nel  ricorso, il  ricorrente  sostiene d'essere  minorenne e,  pertanto,  di 
avere diritto alla nomina di una persona di fiducia. Fa valere, inoltre, 
che  nel  caso  di  specie  sono  necessari  degli  ulteriori  chiarimenti  in 
relazione allo statuto di rifugiato o all'esecuzione dell'allontanamento, 
ragione per  cui  l'autorità  inferiore avrebbe dovuto entrare nel  merito 
della sua domanda d'asilo. Infine, l'insorgente allega che il fatto che la 
Mongolia sia stata dichiarata come Paese sicuro dal Consiglio federale 
non esclude che possano nondimeno esservi delle persecuzioni. 

6.
Preliminarmente, il TAF osserva che la designazione di una persona di 
fiducia  presuppone la  dimostrazione da parte  del  richiedente  l'asilo, 
perlomeno  nel  senso  della  probabilità  preponderante,  dell'allegata 
minorità  (v.,  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA]  2001  n. 22  e  relativo 
riferimento). Tuttavia, l'insorgente non è stato in grado di corroborare 
tale  allegazione.  Da  un  lato,  dall'esame  radiologico  effettuato  il  9 
novembre 2006 risulta un'età ossea del ricorrente superiore ai 18 anni 
contro la dichiarata età cronologica di  16. Dall'altro  lato, l'insorgente 
non  ha  saputo  fornire  indicazioni  suscettibili  di  rendere  altrimenti 
plausibile la dichiarata minore età. In particolare, non ha fornito valide 
giustificazioni per la mancata produzione di documenti d'identità o di 
viaggio,  è  stato  impreciso  sulla  sua  biografia,  sulla  frequentazione 
scolastica  e  sulla  situazione  familiare.  Pertanto,  conto  tenuto 
dell'insieme delle circostanze del caso di specie, segnatamente della 
genericità  ed  imprecisione  delle  argomentazioni  ricorsuali,  non  v'è 
ragione  di  censurare  la  mancata  designazione  al  ricorrente  di  una 
persona di fiducia ai sensi dell'art. 17 cpv. 3 LAsi.

7.
Giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi,  non si  entra nel merito di  una domanda 
d’asilo se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale 

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ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi a meno 
che non risultino indizi di persecuzione.

7.1 Da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha 
inserito un Paese nel novero delle safe countries, sussiste di massima 
una presunzione d’assenza di persecuzioni in detto Paese. Incombe al 
richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene 
alla sua situazione personale.

7.2 Dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi 
dell’art. 34 cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto 
i  seri  pregiudizi  previsti  dall’art.  3  LAsi,  ma  pure  gli  ostacoli 
all’esecuzione  dell’allontanamento,  di  cui  all’art.  44  cpv.  2  LAsi, 
imputabili all'agire umano (GICRA 2003 n. 18).

8.

8.1 Questo  Tribunale  osserva  che  siccome  il  Consiglio  federale  ha 
effettivamente inserito, in data 28 giugno 2000, la Mongolia nel novero 
dei  Paesi  esenti  da  persecuzioni,  sussiste  di  massima  una 
presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese.

8.2 Nella fattispecie, il ricorrente non è riuscito, per quanto attiene alla 
sua situazione  personale,  ad  invalidare  la  presunzione d'assenza di 
persecuzione,  ritenuto  segnatamente  che  dagli  atti  di  causa  non 
emergono  indizi  di  persecuzione. In  particolare,  l'insorgente  non  ha 
presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove 
suscettibili  di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di 
cui  all'impugnata  decisione.  Quest'ultime  s'esauriscono  in  mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF 
in  relazione  all'art. 6 LAsi,  all'art. 37 LTAF  ed  all'art. 4 PA).  Basti 
ancora rilevare che il ricorrente stesso ha affermato di non avere mai 
avuto  dei  problemi  in  patria,  né  con  le  autorità,  né  con  terzi  (cfr. 
verbale d'audizione del 9 novembre 2006 pag. 6). Le condizioni di vita 
ritrovate nelle Federazione russa – tra cui anche i due presunti episodi 
di violenza accaduti nel [...] e [...]  – dove il ricorrente avrebbe vissuto 
tra il [...] ed il [...], appaiono irrilevanti, considerando che la protezione 
internazionale derivante dal diritto d'asilo è da considerarsi sussidiaria 
rispetto a quella nazionale. Inoltre, il motivo fatto valere dal ricorrente 
nell'ambito della procedura in esame è, come facilmente riconoscibile, 

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palesemente  irrilevante,  ritenuto  che  il  fatto  di  non  sapere  dove 
andare,  di  avere  problemi  a trovare  lavoro  e  di  non avere  un posto 
dove stare nel paese d'origine (ibidem, pag. 6) non costituisce, in tutta 
evidenza, un indizio proprio a giustificare la qualità di rifugiato ai sensi 
dell'art. 3 LAsi, tanto meno determinante per invalidare la presunzione 
d'assenza  di  persecuzioni  nel  proprio  paese.   Infine,  non  appare 
soccorrere  il  ricorrente  la  generica  allegazione  da  parte  della 
rappresentante  dell'istituzione  di  soccorso  presente  all'audizione  sui 
motivi  d'asilo  del  21  novembre  2006,  secondo  la  quale  il  ricorrente 
avrebbe manifestato  uno stato  di  “disagio”. Per conseguenza,  l'UFM 
rettamente non è entrato nel merito della domanda d'asilo, considerato 
che non sussistono indizi di persecuzione. 

9.

9.1 In considerazione di quanto suesposto, non emergono dalle carte 
processuali  neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Mongolia  possa  violare 
l'art. 25 cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o  esporre il  ricorrente in patria al  rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

9.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno che  in  Mongolia  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

9.3 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli 
all'esecuzione  dell'allontanamento  non  imputabili  all'agire  umano.  Il 
ricorrente  è  giovane  ed  ha  una  certa  esperienza  professionale  (cfr. 
verbale  d'audizione  del  9  novembre  2006  pag.  3).  Pur  avendo 
affermato di  essere cieco da un occhio e di  avere male alla  gamba 
destra (fatto che lo costringerebbe a zoppicare; cfr. verbale d'audizione 

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del 9 novembre 2006 pag. 6), l'insorgente non ha fin'ora prodotto un 
certificato medico in grado di  attestargli  gravi  problemi di  salute che 
possano giustificare un'ammissione provvisoria  (v. sulla problematica 
GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa 
emerga  la  necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in  Svizzera 
per  motivi  medici.  In  siffatte  circostanze,  risultano  adempiti  i 
presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferimento alle 
effettive  possibilità  per  il  ricorrente  di  un  adeguato  reinserimento 
sociale nel suo Paese d'origine.

9.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83 cpv. 2 LStr).  Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

9.5 L'insorgente non adempie le condizioni in virtù  delle quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

10.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

11.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per  le  ragioni  indicate  al  considerando  9 del  presente  giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

12.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

13.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1  e 

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cpv. 5 PA  nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del  21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono computate 
con  l'anticipo  spese,  di  fr.  600.--,  versato  dall'insorgente  il 
4 febbraio 2008.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo spese di fr. 600.--, versato il  4 febbraio 2008, è computato 
con le spese processuali. 

3.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (plico raccomandato)
- autorità inferiore (in copia; n. di rif. N ; allegato: incarto UFM)
- D._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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