# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e60821d8-7d6a-56b7-b4de-31ec063490f3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-11-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 12.11.2015 9.2015.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2015-15_2015-11-12.html

## Full Text

Incarto n.

  9.2015.15

  	
  Lugano

  12 novembre 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice supplente della Camera di protezione del
  Tribunale d’appello

  
	
  Alessia
  Paglia

  
	
  giudice
  unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 LOG

  
						

 

	
  assistito
  dalla

  segretaria

  	
   

  Scheurich

  

 

 

sedente
per statuire nella causa che oppone

 

	
   

  	
  RE
  1 

  RE
  2 

  tutti
  patr. da: PR 1 

  

 

	
   

  	
  all’

  

 

	
   

  	
  Autorità
  regionale di protezione __________, 

   

  e
  a

   

  CO
  3 

  patr.
  da: PR 2 

   

  e
  a

   

  CO
  2 

  

 

	
   

  	
  per
  quanto riguarda l’istituzione di una curatela educativa e la scelta del
  curatore

  

 

 

giudicando
sul reclamo del 27 gennaio 2015 presentato da RE 1 e RE 2 contro la decisione
intimata il 19 dicembre 2014 dall'Autorità regionale di protezione __________;

 

letti ed esaminati gli atti,

ritenuto

in fatto

                                  A.   Dall’unione coniugale
fra CO 3 e CO 2 sono nati RE 1 (1999) e RE 2 (2003). I genitori sono da tempo
separati. I figli sono stati affidati, per cura e educazione, alla madre. Al
padre è stato riservato il più ampio diritto di visita con un assetto minimo in
caso di disaccordo (verbale di udienza del 25 luglio 2012 della Pretura di __________,
Sezione __________, inc. SO.2012.2487).

 

                                  B.   Nell’ambito della
procedura di divorzio promossa da CO 2, il Pretore del Distretto di __________
ha decretato, nelle more istruttorie e con effetto immediato, la nomina di un
curatore ex art. 308 CC a favore dei minori con il compito di: organizzare il
calendario delle visite; proporre eventuali misure per migliorare l’assetto
relazionale; incontrare regolarmente i minori; riferire alla Pretura. Ha
inoltre invitato l’Autorità di protezione __________ a procedere indilatamente
alla nomina del curatore (verbale di udienza del 31 marzo 2014 della Pretura di
__________, Sezione __________, inc. SO.2012.2487, DM.2014.17, CA.2014.41). 

                                         L’Autorità di
protezione ha quindi sentito, l’8 maggio 2014, i genitori e, successivamente,
il 5 giugno 2014, i figli. In data 2 dicembre 2014 l’Autorità di protezione ha
poi presentato a tutti loro il candidato alla funzione di curatore.

 

                                  C.   Con decisione
124/2014 intimata il 19 dicembre 2014 l’Autorità di protezione ha quindi deciso
di istituire, in favore di RE 1 e RE 2, una curatela educativa ex art. 308
(punto 1 dispositivo). Quale curatore è stato nominato il signor __________ con
i compiti come da decreto pretorile del 31.03.2014 ossia: organizzare il
calendario delle visite tra padre e figli; proporre eventuali misure per
migliorare l’assetto relazionale; incontrare regolarmente i minori; riferire
con regolari rapporti alla scrivente ARP e alla Pretura (punto 2 del
dispositivo). 

 

                                  D.   Con scritto del 19
dicembre 2014 indirizzato all’Autorità di protezione la madre, per il tramite
del suo patrocinatore, stante il rifiuto di RE 1 di firmare il verbale
dell’incontro del 2 dicembre 2014, ha sostenuto che non si addiceva più la
nomina di un curatore, anche se ordinata tempo prima dal Pretore. Inoltre,
rilevato come la misura di cui all’art. 308 CC incomberebbe all’Autorità di
protezione, ha chiesto alla stessa di procedere all’archiviazione e alla
chiusura della procedura di nomina del curatore.

 

                                  E.   L’Autorità di
protezione ha trasmesso il predetto scritto alla Camera di protezione
trattandosi, a suo dire, di un ricorso. Con decisione del 28 gennaio 2015
questa Camera ha invece retrocesso lo scritto 19 dicembre 2014 siccome, da una
parte, non adempiva ai requisiti di un reclamo ricevibile e, d’altro canto, era
semmai compito dell’Autorità di protezione accertarsi se la procedura di
divorzio fosse o meno ancora pendente e, nell’affermativa, di rinviare
l’istante al Pretore o, nella negativa, di pronunciarsi sull’istanza.

 

                                  F.   Avverso la
risoluzione 124/2014 del 19 dicembre 2014 dell’Autorità di protezione RE 1 e RE
2 hanno poi presentato, il 27 gennaio 2015, formale reclamo. In ordine chiedono
la nomina di un rappresentante ex art. 314a bis CC e 299 CPC atto a
rappresentarli nella procedura di reclamo e che al curatore venga nominato l’PR
1. Nel merito i reclamanti ritengono non dati i presupposti per l’istituzione
di una curatela; in subordine contestano la persona designata siccome ha
dimostrato di non aver capito le funzioni a lui richieste. Essi postulano
infine l’ammissione al beneficio del gratuito patrocinio con l’assistenza dell’PR
1.

 

                                  G.   Con osservazioni del
18 febbraio 2015 la madre CO 3 ha aderito alle domande di giudizio poste dai
figli. Al loro reclamo né l’Autorità di protezione né il padre hanno invece
presentato osservazioni.

 

                                  H.   RE 1 e RE 2, con
allegato sempre del 27 gennaio 2015, hanno inoltrato al Pretore del Distretto
di __________ e nell’ambito della separazione dei genitori analoga domanda
ossia la nomina di un rappresentante e la revoca della curatela educativa con
domanda di gratuito patrocinio.

 

                                    I.   Avverso la
risoluzione 124/2014 del 19 dicembre 2014 dell’Autorità di protezione anche CO
3 ha inoltrato, il 27 gennaio 2015, formale reclamo, respinto con decisione di
data odierna (inc. 9.2015.17).

 

 

Considerato

 

 

in diritto

                                   1.   Con l'entrata in
vigore della modifica del 19 dicembre 2008 del Codice civile (in materia di
protezione degli adulti, diritto delle persone e diritto di filiazione),
l’autorità giudiziaria competente per giudicare i reclami contro le decisioni
delle Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni e minorenni è la
Camera di protezione del Tribunale di appello, che giudica nella composizione
di un giudice unico (art. 450 CC in relazione con gli art. 314 cpv. 1 e 440
cpv. 3 CC; art. 48 lett. f n. 7 LOG; art. 2 cpv. 2 LPMA).

                                         Riguardo alla procedura
applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC occorre
riferirsi in via sussidiaria alle norme sulla procedura di ricorso davanti al
Tribunale cantonale amministrativo (cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n.
6611, del 7 marzo 2012, concernente la modifica della LTut, pag. 8). Per le
procedure di reclamo presentate contro le decisioni emanate dalle Autorità di
protezione dopo il 1° marzo 2014 trovano applicazione le disposizioni della
nuova Legge sulla procedura amministrativa (art. 113 cpv. 2 LPAmm), in
particolare l’art. 99 LPAmm.

 

                                   2.   Giusti l’art. 450
cpv. 2 CC sono legittimati a presentare reclamo contro le decisioni
dell’autorità di protezione le persone che partecipano al procedimento (cifra
1); nell’ambito delle procedure a protezione del minore la qualità per
ricorrere appartiene, innanzi tutto, ai minori coinvolti, tanto a quelli capaci
di discernimento quanto a quelli incapaci, tuttavia solo i primi hanno la
qualità per ricorrere in modo autonomo (CommFam Protection de l’adulte, Cottier, art. 314 N. 7 e 23). Il
Tribunale federale ha avuto modo di riconoscere la capacità di discernimento a
partire già dai 10 anni (CommFam Protection de l’adulte, Cottier, art. 314 N. 6).

                                         Qualora un minore
capace di discernimento ha bisogno di un curatore per la difesa dei suoi
interessi, gli va riconosciuto il diritto a essere rappresentato in maniera
indipendente nella procedura (art. 314abis CC). L’ordinare una rappresentanza
rileva innanzitutto dal potere di apprezzamento dell’Autorità di protezione che
procederà a questo esame, in particolare, quando le persone coinvolte hanno
posizioni divergenti in merito a questioni importanti quali, ad esempio,
l’istituzione di una curatela di vigilanza sulle relazioni personali ex art.
308 cpv. 2 CC (CommFam Protection de l’adulte, Cottier,
art. 314abis N. 4). La rappresentanza può anche essere chiesta dal minore
stesso. L’Autorità non ha tuttavia un obbligo di procedere (CommFam Protection
de l’adulte, Cottier, art. 314abis
N. 6). Ad ogni modo, l’art. 19c cpv. 1 CC prevede che i minori capaci di
discernimento possono scegliersi loro stessi un rappresentante quando si tratta
di salvaguardare dei diritti strettamente personali.

 

                                         Nel caso che ci occupa RE
1 è nata nel 1999 mentre RE 2 nel 2003. Ad entrambi più essere riconosciuta la
capacità di discernimento, nessuno l’ha peraltro messa in discussione. Essi
hanno quindi una capacità ricorsuale propria. Per questo, e considerato che
hanno fatto uso della facoltà di rivolgersi ad un legale di propria scelta e
fiducia che, di fatto, già li sta rappresentando e che in loro nome e conto ha
inoltrato il reclamo, risulta tardiva e priva di pertinenza la loro domanda di
istituzione di una rappresentanza ex art. 314abis CC in questa sede.
Tanto più che la posizione dei reclamanti non è in contrapposizione con quella
di nessuna delle altre parti coinvolte nel procedimento, la madre ha aderito
alle richieste mentre il padre ha rinunciato a pronunciarsi.

                                         L’istanza va pertanto
respinta.

 

                                   3.   I reclamanti
contestano in primo luogo l’istituzione della curatela ex art. 308 CC. 

                                         La competenza per
l’adozione di misure di protezione del figlio è disciplinata dagli art. 315 e
segg. CC.

                                         Ai sensi dell’art. 315
cpv. 1 CC, le misure per la protezione del figlio sono ordinate dall’autorità
di protezione dei minori del domicilio del figlio. Giusta l’art. 315a CC, se è
chiamato a decidere sulle relazioni personali dei genitori con i figli, il
giudice competente per il divorzio o la tutela dell’unione coniugale prende
anche le misure necessarie per proteggere il figlio e ne affida l’esecuzione
all’autorità di protezione dei minori (cpv. 1).

                                         In concreto, fra i
genitori dei reclamanti sono pendenti presso il giudice civile più procedure ed
è proprio nell’ambito di queste che il Pretore della Sezione __________ ha
fatto uso della sua competenza istituendo, nelle more istruttorie e con effetto
immediato, una curatela ex art. 308 CC con l’invito all’Autorità di protezione __________
a procedere indilatamente alla nomina (verbale di udienza del 31 marzo 2014
della Pretura di __________, Sezione __________, inc. SO.2012.2487, DM.2014.17,
CA.2014.41).

                                         In pratica l’Autorità di
protezione è stata investita del mero compito esecutivo di nominare un curatore
(art. 315a cpv. 1 CC; CR CC I, Meier,
art. 315a CC n. 17). Il punto 1 del dispositivo della decisione impugnata che
istituisce la misura non ha, in definitiva, nessuna portata, essendo a quel
momento già in essere.

 

                                         Non vi è quindi dubbio che
l’istituzione della misura andava semmai contestata in sede civile. La Camera
di protezione non è competente per pronunciarsi sulle misure istituite dal
Pretore (art. 48 lett. a n.1 LOG) così come, di principio, l’Autorità di
protezione non ha competenza, fino a conclusione della procedura di divorzio,
per pronunciarsi su una richiesta di revoca della misura.

                                         La contestazione in merito
all’istituzione della curatela ex art. 308 CC risulta pertanto, in questa sede,
irricevibile.

 

                                   4.   In subordine i
reclamanti chiedono l’annullamento della nomina a curatore del signor __________.
A loro detta, sin dai contatti antecedenti la nomina, i rapporti con questo
signore si sarebbero rilevati impossibili, il suo curriculum, inoltre, non
sarebbe confacente alla loro situazione personale.

                                         Giusta l'art. 400 CC,
applicabile in virtù dell’art. 314 cpv. 1 CC, l'autorità di protezione nomina
quale curatore una persona fisica che sia idonea, dal profilo personale e delle
competenze, ad adempiere i compiti previsti, disponga del tempo necessario e
svolga personalmente i suoi compiti, con possibilità in circostanze particolari
di nominare più curatori (cpv. 1); la persona nominata deve investirsi della
curatela, salvo che motivi gravi vi si oppongano (cpv. 2).

                                         Secondo
l'art. 401 CC, quando l'interessato propone quale curatore una persona di sua
fiducia, l'autorità di protezione vi acconsente se la persona proposta è idonea
e disposta a investirsi della curatela (cpv. 1); per quanto possibile,
l'autorità tiene conto dei desideri dei congiunti o di altre persone vicine
all'interessato (cpv. 2).

 

                                         Dall’incarto risulta che
la persona del curatore è stata presentata, in data 2 dicembre 2014, a figli e
genitori; egli si è fatto conoscere, esponendo il suo curriculum. Nessuno ha
espresso contrarietà o proposto altri nominativi. Vero è che RE 1 non ha
firmato il verbale, il motivo però è del tutto oscuro, dal verbale non risulta.
Rispetto a RE 2 quello che emerge è semmai la contrarietà per la misura in
quanto tale, non tanto per la persona in questione.

                                         I reclamanti sostengono
che il curatore, durante l’incontro, ha parlato di “rieducare”, termine che
tanto infastidisce i reclamanti. A prescindere dal fatto che nemmeno questo
risulta dal verbale, estrapolare una singola parola dal contesto e dalla frase
in cui è stata detta non permette certo di chiarire il vero significato inteso.
Infine, il fatto che egli abbia particolare esperienza di lavoro con ragazzi
problematici ancora non vuol dire che non possa o non sia in grado di occuparsi
di ragazzi sensibili e normali con i reclamanti. 

                                         In definitiva, non si
intravvedono motivi per annullare la nomina di __________. 

 

                                   5.   I reclamanti hanno
chiesto di essere ammessi al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del
gratuito patrocinio.

                                         Ai
sensi dell’art. 117 CPC, applicabile su rinvio dell’art. 13 LAG, ha diritto al
gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi necessari (lett. a), la
cui domanda non appaia priva di probabilità di successo (lett. b).

                                         Ora,
i reclamanti sono minorenni e di regola i costi per la difesa in giudizio di propri
diritti fanno parte degli obblighi di mantenimento dei genitori. L’intervento
dello Stato passa in secondo piano (BSK ZGB I-Breitschmid, art. 276 N 22 e
riferimenti). Inoltre, gli insorgenti non hanno minimante documentato
l’indigenza né loro né, semmai, di quella dei genitori. Ciò non bastasse, nel
caso concreto, il reclamo era parzialmente irricevibile e, per il resto,
appariva di primo acchito votato all’insuccesso. L’istanza tendente alla
concessione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio deve pertanto
essere respinta.

 

                                         Dell’asserita
indigenza ma, soprattutto, tenuto conto della loro minor età si prescinde, a
titolo eccezionale, dal prelievo di tasse e spese di giustizia.

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   L’istanza
per la designazione di un curatore di rappresentanza ex art. 314abis
CC è respinta. 

 

                                   2.   Il
reclamo, nella misura in cui ricevibile, è respinto e la decisione impugnata
confermata. 

 

                                   3.   L’istanza
di ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito
patrocinio è respinta.

 

                                   4.   Non
si prelevano tasse e spese di giustizia. 

 

                                   5.   Notificazione:

	
   

  	
  -
  

  

 

                                        Comunicazione:

                                         -

                                         - 

                                         - 

                                         - 

 

 

Il
giudice supplente                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95
a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg.
LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è
ammissibile solo se il valore litigioso
ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge
tale importo, il ricorso in materia
civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.