# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8df70303-24ac-5dd3-9365-3200517b9d6d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.03.2007 32.2006.30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-30_2007-03-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.30

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  7 marzo 2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 31 gennaio 2006
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 30
  dicembre 2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________, precedentemente attiva quale operaia in una ditta
specializzata nella fabbricazione di pezzi per aerei, nel mese di marzo 2002 ha presentato una domanda di
prestazioni AI per adulti in quanto affetta da una malattia ai polmoni (doc. AI
2). Le conseguenze di tale malattia professionale sono state assunte dalla __________.

 

                                         Con
scritto 4 novembre 2003 l’assicuratore LAINF ha comunicato all’assicurata di
riconoscerle un’indennità giornaliera completa dal 1° dicembre 2001 fino al 24
agosto 2003. A partire dal 25
agosto 2003 l’assicurata è invece da considerare nuovamente abile al lavoro al
100% (doc. 3-1 inc. LAINF).

                                         Acquisiti
all’incarto gli atti __________, con decisione 12 agosto 2004 (doc. AI
20-21-22) l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assi-curata il diritto ad una
rendita intera di invalidità limitatamente al periodo compreso fra il 1°
dicembre 2001 (dopo un anno di carenza ex art. 29 LAI) e il 30 novembre 2003 (ossia
tre mesi dopo il miglioramento della capacità lavorativa ex art. 88 OAI).
Successivamente, essendo nuovamente abile al lavoro al 100% a partire dal 25
agosto 2003, l’amministrazione ha ritenuto che ella non ha diritto ad ulteriori
prestazioni.

 

                               1.2.   A
seguito dell’opposizione dell’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1 - con la
quale ha chiesto all’amministrazione di rivedere la propria decisione e di attribuirle
una mezza rendita a partire dal 1° dicembre 2003, sostenendo che le entrate
conseguite nell’ultimo anno sono largamente inferiori a quelle percepite prima
dell’insorgere del danno alla salute (doc. AI 23-1) - con decisione su opposizione
30 dicembre 2005 l'Ufficio AI,
tenuto conto dei periodi di incapacità al lavoro riconosciuti dalla __________
(vale a dire dal 17 gennaio 2001 al 24 agosto 2003 e poi nuovamente, a causa di
una ricaduta riconosciuta dall’assicuratore LAINF dovuta sempre alla malattia
professionale, dal 6 dicembre 2004 al 31 gennaio 2005), ha parzialmente accolto
l’opposizione, attribuendo all’assicurata una rendita intera d’invalidità anche
per il periodo compreso fra il 1° dicembre 2004 e il 31 gennaio 2005 (doc. AI 34).

 

                               1.3.   Avverso
la succitata decisione amministrativa l’assicurata, sempre patrocinata dall’avv.
RA 1, ha presentato ricorso al TCA, postulando il riconoscimento di una mezza rendita
d’invalidità a partire dal 1° dicembre 2003, ferma restando la non
contestazione della rendita intera attribuitale limitatamente al periodo compreso
fra il 1° dicembre 2004 e il 31 gennaio 2005.

                                         Sostanzialmente
ella rileva di essere fortemente limitata nella ricerca di un posto di lavoro a
causa delle sue patologie, che le impongono di evitare sforzi e di lavorare in
ambienti particolarmente puliti e non a contatto con allergeni: pertanto, ritiene
adeguato il lavoro reperito presso la ditta __________. Ella ha in particolare
rilevato:

 

" 
(...)

Nella fattispecie in esame l'Ufficio Al si è limitato a
considerare le indennità giornaliere riconosciute dalla __________. Analogo
modo di procedere non può evidentemente essere accettato, a maggior ragione se
si considera il fatto che la __________ non ha ancora defini­to la propria
posizione mediante decisione cresciuta in giudicato.

 

Per di più dall'intera documentazione medica Al e __________
emerge in modo inequivoca­bile come la signora RI 1 sia fortemente limitata
nella ricerca di lavori in quanto, oltre a non poter compiere sforzi, deve pure
operare in ambienti particolarmente puliti. Dando prova di particolare buona
volontà la signora RI 1, venuta meno la possibi­lità di rimanere presso il
precedente datore di lavoro, si è attivata in modo esemplare sul mercato del
lavoro. Falliti i tentativi per riuscire a trovare direttamente una nuova
occupazione, si è rivolta ad un'agenzia di collocamento che, considerata la
peculiarità della fattispecie, le ha permesso di giungere sino alla spett. __________,
__________.

 

L'agire dell'assicurata è risultato nel caso in esame
sicuramente adeguato alle sue condizioni di salute. Trovato un posto di lavoro
confacente la ricorrente ha cercato di mantenerlo, anche a costo di grossi
sacrifici. E di sacrifici bisogna proprio parlare se si pon mente al fatto che
la signora RI 1 dal 2002 si sobbarca la trasferta __________ nell'ambito di un
lavoro che possiamo definire su chiamata, e dunque senza garanzia di
continuità.

 

Non vi è chi non veda la necessità di valutare con la
massima attenzione l'agire della signora RI 1 che con costanza ha saputo
guadagnarsi la fiducia presso la spett. __________ onde riuscire ad ottimizzare
le sue capacità di guadagno residue. Altro agi­re l'avrebbe sicuramente portata
ad ingrossare le fila degli abbonati alla disoccupazione, oppure l'avrebbe
costretta a subire gravi frustrazioni per il fatto di dover accettare
occupazioni inidonee, per successivamente doverle abbandonare con possibili
peggio­ramenti delle sue condizioni di salute.

 

In questo contesto non può neppure essere trascurata la
nuova politica promossa dalle autorità federali in materia di assicurazioni
sociali, politica del resto propagandata an­che di recente attraverso i mass
media, che consiste proprio nel rivalutare le possibilità di reinserimento
professionale.

 

In considerazione di quanto precede non si possono
assolutamente accettare le affer­mazioni contenute nella decisione impugnata
laddove si sostiene che la signora RI 1 non abbia sfruttato appieno la propria
capacità di guadagno. Se è vero che nel corso del 2005 la signora RI 1 ha
potuto incrementare i propri guadagni, è altret­tanto vero che questo deve
essere valutato in modo dinamico, in particolare alla luce dei primi due anni
di sacrifici. Per questo motivo si chiede che la ricorrente venga posta al
beneficio di una mezza rendita d'invalidità, e questo sino a quando non ha
potuto raggiungere un'occupazione tale da garantirle almeno il 60% del reddito
conseguito pri­ma dell'insorgere della malattia professionale. Evidentemente
dovrà essere mantenuto il periodo d'inabilità totale riconosciuto per il
tramite della decisione qui impugnata a ca­vallo tra il 2004 e il 2005."
(Doc. I, pag. 3-4)

 

                               1.4.   In
data 6 febbraio 2006 il patrocinatore della ricorrente ha trasmesso al TCA
l’attestazione 2 febbraio 2006 del datore di lavoro dell’assicurata unitamente
al riassunto delle ore di lavoro svolte dal 18 agosto 2003 al 17 ottobre 2004
(III).

 

                               1.5.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha invece
postulato la reiezione del ricorso (V). 

 

                               1.6.   Pendente
causa il TCA ha chiesto all’Ufficio AI di produrre alcuni documenti mancanti, citati
negli atti all’incarto (doc. VII).

 

                                         In
data 15 febbraio 2007 l’Ufficio AI ha trasmesso al TCA quanto richiesto (doc.
VIII).

 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21
luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H.,
H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’assicurata ha diritto ad una mezza rendita d’invalidità
a partire dal 1° dicembre 2003, fermo restando che non è
contestata ed esula quindi dal presente giudizio l’attribuzione di una rendita
intera a seguito del periodo di incapacità lavorativa del 100% dal 1° dicembre
2004 al 31 gennaio 2005.

 

                               2.3.   Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione di decisioni amministrative (DTF 125 V 417; SVR 2006 IV
Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I 597/04; STFA del 27 dicembre
2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre 2005 nella causa F., I
38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04; STFA del 24 febbraio 2005
nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004 nella causa T., I 299/03). 

 

                               2.4.   L’art.
17 cpv. 1 LPGA stabilisce che:

 

" 
Se il grado d’invalidità del
beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la
rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su
richiesta.”

 

I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%. 

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.6.   La nozione di invalidità in ambito AI coincide di massima con quella
vigente in materia LAINF (e di assicurazione militare), motivo per cui la
determinazione della stessa, anche se viene apprezzata indipendentemente dal
singolo assicuratore sociale, addebitabile ad un medesimo danno alla salute,
conduce in via generale ad un uguale tasso (DTF 127 V 135, 126 V 291, 119 V 470
consid. 2b con riferimenti). Il TFA ha quindi ribadito la funzione
coordinatrice del concetto unitario dell’invalidità nei diversi settori delle
assicurazioni sociali. Questo per evitare che, in presenza della medesima fattispecie,
diversi assicuratori apprezzino in modo differente il grado d’incapacità la
guadagno (DTF 131 V 120). Ciononostante, il singolo assicuratore non è tenuto
ad assumere automaticamente il grado d’invalidità fissato da un altro assicuratore
senza predisporre i propri accertamenti, dall’altra parte esso non può
determinare il tasso dell’incapacità al guadagno totalmente indipendentemente
da quanto già deciso da un altro assicuratore sociale, non essendo tuttavia
escluse delle differenti valutazioni (DTF 127 V 135; 126 V 292, 119 V 471). In tal senso, in una sentenza del 26 luglio 2000,
pubblicata in DTF 126 V 128ss (cfr. anche Pratique VSI 2001 pp. 79ss), l’Alta
Corte ha avuto modo di precisare che quando un infortunio è l'unica causa dell'invalidità,
l'AI deve in linea di principio attenersi alla valutazione dell'invalidità
cresciuta in giudicato in ambito LAINF. Solo in casi eccezionali, in presenza
di motivi pertinenti, può essere determinato un diverso grado d'invalidità,
ritenuto che una valutazione diversa non basterebbe, neppure se fosse
sostenibile o persino equivalente (DTF 131 V 123). In
una decisione non pubblicata dell'8 luglio 1999 nella causa A.F. (U183/98), il
TFA ha stabilito che l'assicuratore infortuni non deve scostarsi dalla
valutazione dell'assicuratore AI, fintanto che quest'ultimo si fonda su un'istruzione
approfondita, sia dal profilo medico che dal punto di vista professionale. Infine,
gli organi dell'assicurazione invalidità non sono vincolati e devono
scostarsi dalla valutazione dall’assicuratore infortuni, allorquando, ad
esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi (AHI-Praxis
1998 p. 170).

 

                               2.7.   Nel
caso di specie con decisione 11 giugno 2003 l’assicurato-re LAINF ha riconosciuto
all’assicurata il diritto ad indennità giornaliere complete dal 1° dicembre
2001 fino al 1° maggio 2003 (doc. 37), ritenuto che a partire da tale data ella
è da considerare abile al lavoro al 100% in attività leggere adeguate così come
stabilito nel rapporto 26 agosto 2003 della dr.ssa __________, specialista FMH
in medicina interna e del lavoro, medico di fiducia della __________ (doc. 5-7
inc. __________). A seguito dell’opposizione dell’assicurata, con scritto 4 novembre
2003 la __________ le ha comunicato di riconoscerle delle indennità giornaliere
complete fino al 24 agosto 2003, precisando che a partire dal 25 agosto 2003
viene considerata nuovamente abile al lavoro al 100% (doc. 3-1 inc. LAINF).
L’assicurata stessa ha infatti comunicato di avere reperito un’attività grazie
all’agenzia di lavoro __________ a partire dal mese di agosto 2003 (doc. 5-5 inc.
LAINF).

 

                               2.8.   Con
rapporto medico 25 luglio 2003 indirizzato al patrocinatore dell’assicurata, il
dr. __________, FMH in psichiatria e psicoterapia, ha diagnosticato un’importante
sindrome ansioso-depressiva, osservando:

 

" 
(...)

Non rivengo sull'evoluzione della patologia polmonare,
la paziente è stata regolarmente seguita ed indagata da vari specialisti (Dr. __________,
__________ e vari ricoveri presso vari centri).

Per quel che riguarda la sua patologia puramente
psichiatrica si tratta di un’importante sindrome ansioso-depressiva che la
paziente ha sviluppato gradualmente, accompagnata anche da una serie di
attacchi di panico, importanti stati d'ansia, disturbi del sonno e varie preoccupazioni.

Per quel che riguarda l'evoluzione della sua patologia
psichiatrica, malgrado una cura antidepressiva ed ansiolitici, essa a volte
presenta un lieve miglioramento dell'umore ma spesso soffre oltre che a causa
della sua patologia polmonare anche per un importante stato depressivo e spesso
si sente non compresa e non riuscendo a svolgere le semplici attività
quotidiane (semplici compiti domestici, fare le scale) con ovviamente
un'influenza negativa sul suo umore.

 

Essendo una persona giovane ne soffre ancora di più
trovandosi incapace di fare tutto, con sentimenti di rabbia ed a volte di
aggressività e disperazione.

Tutto questo porta la paziente ad un ritiro sociale e ad
un ulteriore sentimento di autosvalutazione e diminuzione della sua autostima.

Per quel che riguarda la sua patologia puramente
psichiatrica si tratta di una sindrome da disadattamento con reazione mista
ansioso-depressiva (ICD-10 F43.22) ed un'incapacità lavorativa attuale
almeno nella misura del 50% con una prognosi a medio-lungo termine sfavorevole.

Essa è seguita regolarmente presso il mio studio medico
e, come già accennato, è al beneficio di un'importante psicofarmacoterapia che
va sicuramente continuata per evitare ulteriori problemi e disagi." (Doc.
AI 38)

 

Nel
rapporto medico 26 agosto 2003 per conto dell’assicura-tore infortuni la dr.ssa
__________ ha rilevato:

 

" 
(...)

Aufgrund der Untersuchungsergebnisse ist der
Verlauf des von der __________ übernommenen Asthmas über die letzten zwei Jahre als stabil zu bezeichnen.
Der Verlauf dieses Asthmas ist
jedoch aussergewöhnlich. Ein Epoxidharzasthma kommt im Gegensatz zur
epoxydharzbedingten, allergischen Kontaktdermatitis sehr viel seltener vor. Noch seltener ist es mit einer allergischen
epoxydharzbe-dingten Kontaktdermatitis assoziiert. Während die Kontaktdermatosen in der Regel durch eine
Sensibilisierung auf das Harzmonomer (bis Phenol A) zustande kommen, ist das Epoxydharzasthma
zumeist durch andere Allergene, sogenannte Phthalsäureanhydride, die in diesen
Epoxydharzsystemen vorhanden sind, verursacht (1. David J. Hendrick, P. Sherwood Burge, Willian S.
Beckett, Andrew Churg: Occupational disorders of the lung, Asthma, Epoxy
resins, Seite 43.W.B.Saunders Verlag 2002. 2. Kanerva L., Estlander T, Kess Kienen H., Jolanki R.:
Occupational allergic airborn contactderrnatitis and delayed bronchial asthma
from epoxy resins and bronchial provocation test. European Journal of
Dermatology 2000; 10: 475 bis 477). Der Verlauf dieses Asthmas ist insofern
aussergewöhnlich, als sich trotz intensivster und korrekter Therapie, die auch
zwei Hospitalisationen mit Einsatz von peroralen Steroiden umfasst, weder subjektiv
noch objektiv keine Besserung der Atembeschwerden erzielen liess. Ge-mäss zur Verfügung stehender Literatur
ist ein Fortbestehen eines epoxidbeding-ten Asthmas bronchiale nach über einem
Jahr Expositionsfreiheit äusserst sel-ten. Bei dieser Patientin überblicken wir
bereits zwei Jahre unter adäquater The-rapie, ohne dass sich subjektiv
bezüglich der Schwere der Atembeschwerden, noch bezüglich der objektiv
festgestellten bronchialen Hyperreagibilität irgend eine Veränderung hätte
feststellen lassen. 

Die von der Patientin geklagten Atembeschwerden,
namentlich die anfallsweise auftretende Atemnot sind daher, wie bereits durch
Herrn Dr. __________ vermutet und im Rahmen der Hospitalisation in der __________
bestätigt, als chroni-sche Hyperventilation zu beurteilen und nicht als
eigentliche Asthmaanfälle zu werten. Es versteht sich von selbst, dass die
antiasthmatische Therapie gegen die chronische Hyperventilation in der Regel
nichts ausrichten kann. Es sei
denn, es handle sich um ein instabiles Asthma bronchiale. Gegen diese These spricht aber der stabile
Peak-flow-Verlauf zwischen dem 17.7. und dem 21.8.2001, wie auch die Beurteilung
durch die __________ vom 20.12.2002. Die chronische Hyperventilation liefert
auch eine mögliche Erklärung für die Persistenz der bronchialen
Hyperreagibilität. An dieser Stelle ist festzuhalten, dass die unspezifische
bronchiale Hyperreagibilität zwar typischerweise bei einem Asthma bronchiale zu
finden ist, doch kann diese gemäss epidemiologischen Untersuchungen auch bei
Personen ohne Lungen-/Atemprobleme oder bei Rauchern nachgewiesen werden.

 

Aufgrund der bisherigen Untersuchungsergebnisse war von
einem leichten und stabilen Asthma bronchiale auszugehen. Dieses ist, aus
meiner Sicht als Internistin und Arbeitsmedizinerin gut vereinbar mit einer 100%-ige
Arbeitsfä-higkeit unter Beachtung der Nichteignungsverfügung und ohne
Exposition zu atemwegsreizenden Substanzen wie Stäuben, Räuchen, Aerosolen und
Dämpfen für leichte bis mittelschwere Arbeiten.

 

Die psychische Komponente, gemäss Herrn Dr. __________
handelt es sich um ein "sindrome da disadattamento con reazione mista
ansioso-depressiva" ist aus meiner Sicht die Hauptursache für die
chronische Hyperventilation. Ein
stabiles, leichtes Asthma bronchiale, wie diese führt üblicherweise nicht zu
einer derartigen Chronifizierung der Hyperventilation.

 

Antrag:

Zur Klärung der Arbeitsfähigkeit soll die Patientin
pneumologisch begutachtet werden. Die Pneumologie des __________ (Prof. __________) ist um eine
Begutachtung zu bitten." (Doc. 5-8+9+10, inc. LAINF)

 

 

Nelle
sue annotazioni 2 marzo 2004 il dr. __________ del SMR ha osservato:

 

" 
La valutazione della __________
permette di stabilire che l'A. è completamente abile dall’8.03. Elementi extra
infortunistici che incidono in maniera preponderante sulla CL non sono
presenti. Un lieve stato depressivo è descritto ma sembra che non abbia
influenza sulla capacità lavorativa.

 

Possiamo concedere la rendita come proposto."
(Doc. AI 19-1)

 

 

Sulla
base di tali valutazioni, l’amministrazione, ritenuto che a partire dal 25 agosto
2003 l’assicurata è totalmente abile al lavoro, così come stabilito
dall’assicuratore infortuni con decisione 4 novembre 2003, le ha quindi riconosciuto
una rendita intera dal 1° dicembre 2001 (dopo un anno di carenza ex art. 29
LAI) fino al 30 novembre 2003 (ossia, conformemente a quanto previsto dall’art.
88 OAI, tre mesi dopo il miglioramento della capacità lavorativa, avvenuta alla
fine di agosto 2003). A partire dal 1° dicembre 2003 l’interessata non ha invece
più diritto ad una rendita, non presentando nessuna diminuzione della capacità
lavorativa (doc. AI 20).

 

Con
comunicazione 23 dicembre 2005 il funzionario incaricato ha osservato:

 

" 
In data odierna contatto
la __________ per avere informazioni a riguardo del caso in oggetto.

Il signor __________ comunica che non è stato dato
seguito alla richiesta della Dr.ssa __________ del 26.8.2003 di procedere con
una perizia pneumologica in quanto la CL del 100% in attività adeguate è stata
confermata.

 

L'avvocato RA 1 non ha pure dato seguito al loro
scritto del 12 agosto 2004 per cui la __________ ha ritenuto il caso chiuso.

 

E' stata riconosciuta unicamente un'incapacità del 100%
per una ricaduta dal 6.12.2004 al 31.1.2005." (Doc. AI 32-1)

 

Egli
ha poi aggiunto:

 

" 
In data odierna contatto
il signor __________ della __________:

Lo stesso comunica che il periodo riconosciuto al 100%
dal 6.12.2004 al 31.1.2005 era in relazione alla malattia professionale già
presa a carico in precedenza." (Doc. AI 33-1)

 

Dagli
atti dell’assicuratore LAINF emerge che in data 7 dicembre 2004 il datore di
lavoro dell’assicurata ha annunciato una ricaduta del caso (doc. VIII 39/178).
Con certificato medico 6 dicembre 2004 il dr. __________, FMH in medicina generale,
ha attestato una totale inabilità al lavoro a partire dal 6 dicembre 2004 fino
al 17 dicembre 2004 (doc. VIII 39/180); con ulteriore attestazione medica 16 dicembre
2004 ha certificato la
continuazione della totale inabilità lavorativa dell’inte-ressata (doc. VIII
39/181). In data 8 febbraio 2005 il dr. __________ ha attestato la piena
capacità lavorativa a partire dal 1° febbraio 2005 (doc. VIII 39/183). Infine,
con certificato medico 12 gennaio 2006 il curante ha attestato che
l’interessata, che presenta “un’asma bronchiale dovuta all’attività
lavorativa svolta”, è stata inabile al lavoro al 100% dal 6 dicembre 2004
al 31 gennaio 2005 (doc. VIII 39).

 

Ritenuto
il nuovo periodo di incapacità lavorativa riconosciuto dall’assicuratore LAINF,
l’Ufficio AI, nella decisione su opposizione 30 dicembre 2005, ha quindi da una parte ribadito la
totale abilità lavorativa dell’assicurata a partire dal 25 agosto 2003, così
come stabilito in ambito __________ e confermato dal SMR, il quale, dopo aver
analizzato tutta la documentazione medica all’incarto, non ha potuto fare altro
che rilevare che le patologie estranee alla malattia professionale non hanno nessun
influsso sulla capacità lavorativa. D’altra parte, l’Ufficio AI, ritenuto che
l’assicuratore infortuni ha riconosciuto all’assicurata delle indennità
giornaliere per un’incapacità lavorativa del 100% dal 6 dicembre 2004 al 31
gennaio 2005, a seguito di una
ricaduta, ha deciso di attribuirle il diritto ad una rendita d’invalidità,
limitata nel tempo, dal 1° dicembre 2004 al 31 gennaio 2005, a norma dell’art. 29 bis LAI (doc. AI
34).

 

                               2.9.   Affinché
un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi,
prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in
piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione
delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni
dell'esperto devono inoltre essere motivate (STFA del 26 agosto 2004 nella
causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U
329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF
122 V 160 consid. 1c; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002 nella causa M [I 162/01],
consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998
nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24
dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e
332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In
un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio
non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo
per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli
interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio
1995 in re A. C; cfr. anche DTF
123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), l’Alta Corte ha ribadito che
ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine,
non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità
(DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in
un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in
dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle
particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati
i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26 agosto 2004 nella causa
G.C., I 355/03, consid. 5).

                                         Per
quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; MEYER-BLASER,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997,
pag. 230).

                                         Infine,
va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non
può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi
per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 e S., U 330/01).

 

                             2.10.   Nell’evenienza concreta, vista l’assenza di un qualsivoglia
accertamento medico di natura psichiatrica e pneumologica, questo TCA, per le
ragioni che seguono, ritiene necessario che l’Ufficio AI, previo complemento
istruttorio, si pronunci nuovamente sul grado d’invalidità dell’assicurata.

 

                                         Il
Tribunale rileva innanzitutto che, da una parte, la dr.ssa __________, nelle sue
valutazioni 26 agosto 2003 per conto dell’assicuratore infortuni, dopo aver
affermato che dal suo punto di vista (internistico) l’assicurata è abile al
lavoro al 100% in attività leggere adeguate, che non implichino il contatto con
allergeni, ha espressamente indicato che al fine di appurare e chiarire quale
sia la capacità lavorativa dell’interessata, occorre sottoporla ad una
valutazione peritale pneumologica (“zur
Klärung der Arbeitsfähigkeit soll die Patientin pneumologisch begutachtet
werden”, doc. 5-10 inc. LAINF).

                                         Ora, vista la chiara ed esplicita richiesta da parte del medico di
fiducia dell’assicuratore infortuni di sottoporre l’assicurata ad una perizia
pneumologica proprio al fine di poter valutare la sua capacità lavorativa
residua, l’amministrazione avrebbe dovuto predisporre tale tipo di accertamento
prima di esprimersi in merito all’eventuale invalidità dell’assicurata.

 

                                         D’altra
parte, il dr. __________, nel suo rapporto medico 25 luglio 2003 indirizzato al
patrocinatore, ha indicato che l’assicurata presenta un’importante sindrome ansioso-depressiva, che ha sviluppato gradualmente, accompagnata anche da una serie di
attacchi di panico, importanti stati d'ansia, disturbi del sonno e varie
preoccupazioni, che a suo modo di vedere la rendono inabile al lavoro almeno al
50%, con una prognosi sfavorevole (doc. AI 38, le sottolineature sono
della redattrice).

 

Inoltre,
la dr.ssa __________, nelle sue valutazioni 26 agosto 2003 per conto
dell’assicuratore infortuni, ha indicato che la componente psichica, che lo
specialista dr. __________ definisce come sindrome da disadattamento con
reazione mista ansioso-depressiva, costituisce la causa principale
dell’iperventilazione cronica, precisando che un’asma bronchiale stabile,
come quella dell’assicurata, non conduce generalmente ad una
cronicizzazione dell’iperventilazione. Proprio al fine di chiarire tale
problematica, la dr.ssa __________ ha rilevato di ritenere necessario
sottoporre l’interessata ad una perizia pneumologica (doc. 5/9-10 inc. LAINF,
la sottolineatura è della redattrice).

Ora,
visto come il dr. __________ ponga in evidenza l’esistenza di un importante
problema depressivo, il TCA ritiene che anche questo aspetto avrebbe dovuto
essere indagato da parte dell’Ufficio AI. Non è decisivo al riguardo quanto
osservato dal dr. __________ nelle sue annotazioni 2 marzo 2004 in merito all’inesistenza di elementi
extra-infortunistici che possano incidere in maniera preponderante sulla capacità
lavorativa dell’assicurata, aggiungendo che “un lieve
stato depressivo è descritto ma sembra che non abbia influenza sulla capacità
lavorativa” (doc. AI 19, la sottolineatura è della
redattrice). L’amministrazione e per essa il SMR, a fronte di un certificato
medico da parte di uno specialista in psichiatria che ha in cura l’interessata
e che la ritiene, a causa delle sue patologie, inabile al lavoro al 50%, invece
di ipotizzare (“sembra”) una mancata influenza della patologia psichiatrica sulla capacità
lavorativa dell’interessata, senza apportare al riguardo la benché minima motivazione,
avrebbe quantomeno dovuto procedere ad un accertamento in tal senso. Come visto,
infatti, la presenza di una sindrome ansioso-depressiva, che a mente dello
specialista curante rende l’assicurata inabile al lavoro al 50%, con una
prognosi sfavorevole, avrebbe dovuto essere ulteriormente indagata a mezzo di
esame peritale, prima di esprimere un parere definitivo in merito alla capacità
lavorativa residua. Inoltre, essendo la problematica psichiatrica fortemente
legata a quella pneumologica, l’amministrazio-ne avrebbe parimenti dovuto
valutare tale aspetto, sottoponendo l’assicurata anche ad una perizia
pneumologica, così come espressamente indicato dalla dr.ssa __________. Non può
al riguardo essere condiviso il parere dell’assicurato-re infortuni, riportato
dal funzionario dell’Ufficio AI, secondo il quale “non
è stato dato seguito alla richiesta della Dr.ssa __________ del 26.8.2003 di procedere
con una perizia pneumologica in quanto la CL del 100% in attività adeguate è
stata confermata” (doc. AI
32-1): come esposto in precedenza, infatti, la dr.ssa __________ ha espresso il suo parere di medico internista ritenendo
l’assicurata abile al 100% in attività adeguate, evidenziando tuttavia la necessità
di sottoporre l’interessata ad una perizia pneumologica al fine di chiarire
quale fosse la sua effettiva capacità lavorativa (doc.
5-10 inc. LAINF). Pertanto, non si può concludere che l’assicurata sia in ogni
caso abile al 100% in attività adeguate per giustificare l’omissione di approfonditi
accertamenti dal punto di vista pneumologico.

 

                                         Per
questi motivi la decisione impugnata va annullata e gli atti rinviati
all’Ufficio AI perché, previo complemento peritale volto ad appurare
l’esistenza di eventuali problemi di natura psichiatrica e di natura
pneumologica e le loro ripercussioni sulla capacità lavorativa dell’assicurata,
renda un nuovo giudizio.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

                                         §    La
decisione 30 dicembre 2005 è annullata.

                                          §§ Gli atti sono rinviati
all’Ufficio AI affinché proceda agli accertamenti di cui al consid. 2.10..

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. 

                                         L’Ufficio
AI verserà all’assicurata fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti