# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9ba0f8bb-45ab-5883-ae59-8e0f56751c29
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-05-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 02.05.2000 INC.1993.49903
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1993-49903_2000-05-02.html

## Full Text

N. 499.93.3 L                                                              Lugano,
2 maggio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato il 6 dicembre 1999 da

 

 

__________

(patrocinato dall'avv.
__________)

 

 

contro la decisione 23 novembre
1999 del Procuratore pubblico __________, che ha respinto complementi di
prova chiesti dal reclamante nel procedimento penale pendente a suo carico per
titolo di ricettazione;

 

 

viste le osservazioni 9 dicembre
1999 del magistrato inquirente e del __________ (parte civile patrocinata
dall'avv. __________), entrambi concludenti per la reiezione del reclamo;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

A.

 

 

__________ venne arrestato il 15
giugno 1993 (beneficiando poi della libertà provvisoria su cauzione il
successivo 14 luglio), con contestuale promozione dell'accusa per titolo di
ricettazione per aver ricevuto un milione di franchi che avrebbe saputo
illecitamente distratti da __________, 

funzionario dell'allora __________, in danno di questo istituto. Con atto del
21 maggio 1999 (doc. _ bis dell'inc. MP 4373/1993), il Procuratore pubblico ha
esteso l'accusa per i titoli di reato di complicità in truffa e ripetuta
falsità in documenti in relazione con altre ipotesi di malversazioni consumate
in combutta con lo stesso __________.

 

 

 

B.

 

 

Il 28 ottobre 1999 il Procuratore
pubblico ha disposto il deposito degli atti, a norma dell'art. 196 CPP (doc.
_). Entro il termine a tale scopo prorogato (sino al 22 novembre 1999: v. doc.
_), __________ ha chiesto:

 

-         
il 18 novembre 1999 (doc. _) la correzione del suo verbale del 16
settembre 1999 dinnanzi al magistrato inquirente ("Glieli ho dati a
contanti senza ricevuta nel 1993" e non "… dietro
ricevuta", come confermato dalla successiva affermazione di aver
"… fatto il prestito senza contratto scritto e senza garanzia");

-         
il 19 novembre 1999 (doc. _), quale formale complemento istruttorio, il
confronto tra l'accusato reclamante e __________, senza altra motivazione della
lapidaria affermazione secondo la quale "Questo atto processuale è
necessario in quanto sino ad oggi i precitati non sono MAI stati uditi insieme;

-         
analogamente ed ancora il 19 novembre 1999 (doc. _), una perizia
contabile "atta a dimostrare la movimentazione sui vari conti bancari,
oggetto dell'inchiesta", sia per insufficienza come tale della
documentazione annessa al rapporto di polizia, sia per dubbio sulla sua
neutralità per i contatti tra __________, agenti inquirenti e dirigenti del
__________.

 

Con decisione 23 novembre 1999
(doc. _), il Procuratore pubblico ha respinto tutte le richieste: la correzione
del verbale oltre che tradiva, non è ammissibile per le numerose contraddizioni
dell'accusato, essendo peraltro incomprensibile trarre parallelo tra "senza
ricevuta" e "senza garanzia"; la perizia, mai chiesta
in lunghi anni, è indifferente all'agire di __________ non direttamente
interessato dalle specifiche malversazioni di __________, peraltro tutti i
singoli episodi essendo specificati e sufficientemente documentati (e "Transeat
sugli ingenerosi commenti all'indirizzo dell'ispettore di Polizia e sulla
collaborazione fornita dai dirigenti della parte civile"); il
confronto tra __________ e __________ è già avvenuto il 16 settembre 1999, tra
altri presente il patrocinatore del reclamante.

 

 

 

 

 

 

 

C.

 

 

Il reclamo in discussione prende
avvio con la pedissequa ripetizione delle pregresse menzionate istanze e con la
riproduzione del memoriale prodotto da __________ all'udienza del 16 settembre
1999, non preso sufficientemente in considerazione dall'autorità inquirente.
Tenuto conto che il trascorrere del tempo non può essere imputato al
reclamante, vanno sanate le carenze degli accertamenti contabili al fine di
compiutamente dimostrare il danno e la perdita patrimoniale. Per finire non
appare corretto negare a __________ la precisazione di una sua deposizione ed
il confronto con __________ "una volta allestita la perizia cantabile [si
pensa, recte: contabile]". Vengono così riproposti tutti i mezzi di
prova respinti dal magistrato inquirente.

 

Le osservazioni del Procuratore
pubblico si limitano alla conferma delle considerazioni della decisione
impugnata, con implicita domanda di reiezione del reclamo.

 

La parte civile, postulando la
reiezione del reclamo, osservando che la richiesta di perizia non è motivata,
che il confronto già è avvenuto il 16 settembre 1999 (e "… in quella
sede tuttavia non è stata questione di perizia, di incomprensione su dati
contabili") e che non è data correzione di verbali, libero l'accusato
di poi ritrattare e così rettificare.

 

 

 

e considerando

 

 

 

in diritto:

 

 

 

1.

 

 

__________ - in quanto
formalmente accusato - è indubitabilmente legittimato ad impugnare il rifiuto
del Procuratore pubblico di assumere complementi di prova, non solo per la
disposizione di massima dell’art. 280 CPP, ma specificamente per quella
relativa alla completazione dell’istruttoria di cui all’art. 196 cpv. 5 CPP.

Il reclamo, tempestivo a norma di
legge (art. 281 cpv. 1 CPP), è allora ricevibile in ordine.

 

 

 

 

 

2.

 

 

Il citato art. 196 CPP consente
alle parti, una volta conclusa l'istruttoria a giudizio del Procuratore
pubblico nella sua attività di magistrato inquirente, di formulare istanza di
complemento di inchiesta, indicando i mezzi di prova da assumere (si veda anche
REP 1997 n. 107; 1998 n. 122).

 

La norma non fa che riprendere -
e nei successivi capoversi meglio precisare - quanto disposto dall'art. 58 cpv.
3 CPP/1941 e poi dall’art. 157 CPP/1993 (v. Messaggio aggiuntivo concernente la
revisione totale del CPP del 20 marzo 1991, pag. 163; Rapporto della
Commissione speciale del Gran Consiglio del 22 luglio 1992, pag. 67), per cui
mantiene validità la pregressa giurisprudenza in materia della Camera dei
ricorsi penali e di questa istanza di reclamo, che sottopone l'ammissibilità
delle prove così proposte a questo stadio del procedimento a tre concorrenti
ordini di considerazioni e presupposti: i complementi di prove devono essere
motivati per quanto attiene al loro oggetto ed al loro scopo in diretta
connessione con la fattispecie inquisita; tali mezzi di prova devono avere i
requisiti della novità, della rilevanza e della pertinenza alle successive
conclusioni del Procuratore pubblico, dopo la definitiva chiusura
dell'istruttoria dibattimentale, e poi - se ne sarà il caso - del giudice del
merito; le stesse prove devono essere di difficile produzione all'eventuale
dibattimento, avute presenti le finalità dell'art. 189 CPP (corrispondente agli
art. 147 CPP/1941 e 148 CPP/1993), inteso appunto tra altro ad assicurarne in
tale sede la non interrotta assunzione (v. sentenza 24 gennaio 1990 in re L.P.,
CRP 337/89; decisioni 17 febbraio 1993 in re L.P., GIAR 135.93.1, 21 agosto
1996 in re G.C., GIAR 512.96.1).

Si aggiunge e si ribadisce che i
mezzi di prova indicati devono essere convenientemente motivati (sentenze 24
gennaio 1990 in re F.P., CRP 339/89; 29 gennaio 1991 in re G.G., CRP 284/91;
decisione 9 maggio 1994 in re R.A., GIAR 336.94.1), non spettando al magistrato
inquirente di chiedere completamento della corrispondente istanza (ad esempio
per le domande da porre ai testimoni indicati: sentenza 15 maggio 1991 in re
A.Z., CRP 103/91), e che saranno respinte prove generiche o irrilevanti o
costituenti un doppione di quelle già assunte (REP 1980 pag. 381).

 

 

 

3.

 

 

A rigore la richiesta di
rettifica di un verbale non costituisce mezzo di prova, semmai lo sarebbe
quella di un nuovo interrogatorio per fornire una nuova versione, come
pertinentemente osservato dalla parte civile. Comunque quanto postulato in
proposito è privo di fondamento e per più ragioni:

 

 

 

 

 

-         
all'audizione di __________ da parte del Procuratore pubblico del 16
settembre 1999 era presente, con altri, il patrocinatore del reclamante ed
entrambi hanno sottoscritto il verbale, come alla conclusiva formula non solo
di rito ("Letto, approvato e firmato in due copie originali");

-         
anche in corso di audizione vi è stata rilettura di quanto verbalizzato,
dopo la contestata frase (pag. 8 cpv. 2: "Viene riletta la
verbalizzazione con spiegazioni accessorie dell'avv. __________ al suo cliente
il quale conferma di aver ben compreso quanto verbalizzato e che ciò
corrisponde a quanto successo";

-         
come giustamente ha fatto presente il Procuratore pubblico non vi è
contraddizione tra le due frasi citate dal reclamante, in quanto "ricevuta"
e "garanzia" hanno significati diversi e possono coesistere o
no;

-         
non è stato fornito nessun riferimento tale da far apparire la
contestata messa a verbale quale manifesto errore.

 

 

 

4.

 

 

Gli altri mezzi di prova ancora
in discussione sono di certo in relazione con la fattispecie inquisita, ma sono
privi degli altri requisiti posti dalla giurisprudenza per la loro ammissione e
segnatamente sufficiente motivazione in uno con pertinenza.

 

 

4.1

 

Meraviglia che l'istanza del 19
novembre 1999 abbia assunto la necessità del confronto tra __________ e
__________, in quanto prova mai assunta, quando ciò era avvenuto poco più di
due mesi prima - il 16 settembre 1999 - dinnanzi al Procuratore pubblico ed
alla presenza dei rispettivi patrocinatori. Non essendo stata fornita altra
motivazione, la richiesta era d'entrata irricevibile.

Ora, con nuova parvenza di
motivazione, il confronto è chiesto siccome da esperire dopo la produzione
della pure postulata perizia, senza migliore concreta giustificazione. Ciò è
poco, sicuramente tardivo e semmai - di principio - prematuro: infatti solo
dopo l'eventuale acquisizione della perizia (e non è comunque qui il caso, per
quanto si vedrà in appresso), nel contesto del nuovo deposito degli atti a
norma dell'art. 196 cpv. 4 CPP, avrebbe senso una simile richiesta, ovviamente
motivata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4.2

 

Anche la primitiva richiesta di
allestimento di perizia contabile non è assistita da apprezzabile motivazione,
senza rimedio in questa direzione nel reclamo ora in discussione.

A parte inutile e gratuita
denigrazione dell'attività degli agenti inquirenti e della collaborazione della
parte civile e la riproduzione - nel gravame - di un memoriale dell'accusato,
dagli allegati di quest'ultimo non emergono quali siano oggettivamente le
carenze della documentazione e della sua correlazione con la fattispecie
inquisita, i quesiti da sottoporre al perito e le loro proprie finalità. Di
contro e per quanto imputato a __________, e cioè circoscritte malversazioni da
accertare segnatamente in punto a consapevolezza ed intenzione, una perizia
contabile non è di alcuna utilità, come a ragione fatto presente dal
Procuratore pubblico.

 

 

 

5.

 

 

Il reclamo, in quanto ricevibile,
è di conseguenza integralmente respinto con la presente decisione definitiva
(art. 284 cpv. 1 lett. a CPP, e contrario), tassa e spese giudiziarie andando a
carico del reclamante soccombente.

 

Sempre a ragione della sua
soccombenza, __________ è tenuto al versamento alla parte civile opponente di
congrue ripetibili, conformemente a quanto stabilito dall’art. 9 cpv. 6 CPP. In
concordanza con la giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali (v. tra altre
la sentenza 19 febbraio 1998 in re A.L., CRP 60.96.407), si supplisce alla
lacuna di questa norma, che non indica nessun criterio per la sua attuazione in
concreto, applicando per analogia le norme del CPC, segnatamente l’art. 150,
per cui si attribuisce un’indennità per gli onorari di patrocinio
corrispondente al presumibile impegno professionale, in casu ridotto.

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
In quanto ricevibile, il reclamo è respinto.

 

 

2.     
La tassa di giustizia di fr. 450.- e le spese giudiziarie di fr. 50.-
sono a carico di __________.

 

 

3.     
__________ verserà alla parte civile __________ l’importo di fr. 150.- a
titolo di ripetibili.

 

 

4.     
La presente decisione è definitiva.

 

 

5.     
Intimazione:

-        
avv. __________, per sé e per il reclamante (con copia delle
osservazioni del Procuratore pubblico e della parte civile);

-        
avv. __________, per sé e per la parte civile (con copia delle
osservazioni del Procuratore pubblico);

-        
Procuratore pubblico avv. __________, sede (con copia delle
osservazioni della parte civile).

 

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________