# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2fc9d7d0-981f-50f4-8764-d0e9a65850ee
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.10.2008 32.2007.366
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2007-366_2008-10-23.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2007.366

   

  LG/DC/sc

  	
  Lugano

  23 ottobre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 novembre 2007
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 17 ottobre 2007 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità,   

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato
il __________, in data 4 agosto 2006 ha inoltrato, per il tramite della madre, una richiesta di prestazioni
AI (provvedimenti sanitari) per assicurati che non hanno ancora compiuto i 20
anni, in quanto affetto da “ritardo psicomotorio; sospetta sindrome
dismorfologica non classificabile; strabismo convergente; cifosi toracale”
(doc. AI 60-1/ 61-4). 

 

                               1.2.   Con
decisione del 17 ottobre 2007 (doc. AI 80-1), preavvisata con progetto del 22
dicembre 2006 (doc. AI 69-1) l’Ufficio AI ha respinto la richiesta
dell’assicurato non essendo presente un’infermità congenita riconosciuta e
mancando le condizioni per la copertura dei costi ai sensi dell’art. 12 LAI (doc.
AI 21-1).

                               1.3.   Contro
questa decisione RA 1, per conto del figlio RI 1, ha inoltrato al TCA un
ricorso di data 16 novembre 2007 (doc. I), poi completato il 28 novembre 2007
(doc. III) conformemente all’art. 2 della Legge di procedura per i ricorsi al
Tribunale cantonale delle assicurazioni, postulando l’annullamento della
decisione dell’Ufficio AI e il riconoscimento dei provvedimenti sanitari per
l’infermità congenita 403. Il ricorrente ha allegato al proprio atto ricorsuale
un certificato medico del Dr. __________ (doc. A4).

 

                               1.4.   Con la
risposta di causa del 10 dicembre 2007 l’UAI ha rilevato che non è il
riconoscimento dell’oligofrenia congenita nell’ambito di una sindrome
dismorfologica il punto litigioso della vertenza, bensì l’assunzione o meno dei
costi relativi al trattamento ergoterapico, fisioterapico e psicoterapeutico, necessari
alla cura dell’infermità congenita. A mente dell’UAI, la patologia
dell’assicurato non presenta un carattere eretistico o apatico che gli
permetterebbe di beneficiare di tali trattamenti. Alla luce di queste
conclusioni l’UAI ha postulato la conferma del provvedimento adottato e la
reiezione del ricorso (doc. VI + bis).

 

                               1.5.   In data 25
gennaio 2008 il ricorrente ha trasmesso a questa Corte la dichiarazione del 21
gennaio 2008 della psicoterapeuta __________ (doc. B1) e lo scritto del 24
gennaio 2008 del Dr. Med. __________ (doc. B2)

 

                               1.6.   Con
osservazioni del 4 febbraio 2008 l’UAI ha ribadito l’assenza di un
comportamento apatico o eretistico nella patologia del ricorrente e confermato
la correttezza della propria valutazione (doc. XII + bis).

 

 

                                         in
diritto

 

In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e
non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF  H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA       H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29
gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT  I-2002
pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre
1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).

Occorre qui rilevare che per quanto riguarda le
norme di diritto sostanziale, in assenza di disposizioni transitorie, nel
diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore
al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (DTF
129 V 4 consid. 1.2; 127 V 466 consid. 1).

Dal momento che nel caso in esame lo stato di
fatto giuridicamente determinante (momento dell’eventuale diritto alla rendita)
è realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a
revisione della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della
LAI citati in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre
2007.

                                      

                               2.3.   L'art. 13
cpv. 1 LAI stabilisce che gli assicurati minorenni hanno diritto ai
provvedimenti sanitari necessari per la cura delle infermità congenite (art. 13
cpv. 1 LAI). Sono considerate infermità congenite le malattie presenti a nascita
avvenuta (art. 3 cpv. 2 LPGA). 

                                         Il
diritto a tali provvedimenti esiste indipendentemente dalla possibilità
d’integrazione nell’attività produttiva (art. 8 cpv. 2 LAI).

 

                                         Il
Consiglio federale designa mediante ordinanza quali sono le infermità congenite
per le quali tali provvedimenti sono concessi. Esso ha la facoltà di escludere
le prestazioni se le infermità sono di poca importanza (art. 13 cpv. 2 LAI).

 

                                         Facendo
uso della delega di competenze di cui sopra, l'Esecutivo federale ha emanato
l'ordinanza sulle infermità congenite (OIC; RS 831.232.21). 

                                         Questa
autorità dispone di un largo potere di apprezzamento che le permette di optare
per una regola generale (art. 1 OIC) o, nel caso di talune infermità, per dei
criteri particolari, prendendo eventualmente in considerazione anche degli
aspetti di ordine pratico (RDAT II-1999, n. 65; Pratique VSI 1999 p. 173
consid. 2b con riferimenti).

                                         Giusta
l'art. 1 cpv. 2 OIC, le infermità congenite sono enumerate nell'elenco in
allegato. Il Dipartimento federale dell'interno può qualificare delle infermità
congenite evidenti, che non figurano nell'elenco in allegato, come infermità
congenite giusta l'articolo 13 LAI.

 

                                         L’art. 2
cpv. 1 OIC dispone che il diritto nasce con l’inizio dei provvedimenti
sanitari, ma al più presto a nascita avvenuta.

                                                      Se la cura di un’infermità congenita viene assunta perché è
necessaria una terapia precisata nell’allegato, il diritto nasce con l’inizio
del provvedimento; esso si estende in seguito a tutti i provvedimenti sanitari
necessari alla cura dell’infermità congenita (cpv. 2).

                                         Sono
reputati provvedimenti sanitari necessari alla cura di un'infermità congenita
tutti i provvedimenti ritenuti validi dalla scienza medica e intesi a
conseguire nel modo più semplice e funzionale lo scopo terapeutico (art. 2 cpv.
3 OIC). 

 

                               2.4.   I
provvedimenti necessari volti alla cura delle infermità congenite riguardano in
particolare la cura delle conseguenze e delle manifestazioni che, da un punto
di vista medico, fanno parte dell'insieme dei sintomi che riguardano
l'infermità congenita interessata (U. Meyer-Blaser, "Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung", Ed. Schulthess Polygraphisches Verlag,
Zurigo 1997, p. 103).

 

                                         Il
diritto a provvedimenti sanitari si estende, eccezionalmente, anche al
trattamento di danni alla salute secondari, che non fanno più parte
dell'insieme di sintomi dell'infermità congenita, ma che, secondo l'esperienza
medica, sono spesso la conseguenza di questa infermità (Pra 1991 Nr. 214 p. 904
consid. 1a; DTF 100 V 41 consid. 1a; RCC 1971 p. 560;
Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, Ginevra 1991, p. 235 segg., 241).

                                         Secondo la giurisprudenza tra l'infermità congenita e il disturbo
manifestatosi deve esserci pertanto un nesso causale adeguato qualificato (DTF
129 V 210 consid. 3.3; Pra 1991 Nr. 214 p. 903). Ciò è il caso se i sintomi
sono una conseguenza frequente dell'infermità congenita in esame. Il criterio è
puramente quantitativo (cfr. giurisprudenza citata in Scartazzini, op. cit. p.
240, 241). Solo se vi è un nesso causale adeguato qualificato il diritto
all'assunzione dei costi per la cura dell'infermità congenita è dato
(Meyer-Blaser, op. cit., p. 104 e giurisprudenza federale citata). Non è invece
necessario che l’affezione secondaria sia una conseguenza diretta
dell'infermità congenita. Anche conseguenze indirette possono esserlo (Pra 1991
Nr. 214 p. 903 consid. 3b).  

                                         In tal
senso, il marginale no. 11 della CPSI (Circolare sui provvedimenti sanitari
d’integrazione per l’invalidità) dispone che la cura di un danno alla salute
conseguente all’infermità congenita è a carico dell’AI se le manifestazioni
patologiche sono in stretto rapporto con i sintomi dell’infermità congenita.

 

                                         A tal
proposito va ricordato che in una sentenza 32.2004.24 del 21 ottobre 2004
questo Tribunale, accogliendo il ricorso di un assicurato minorenne
beneficiario di provvedimenti sanitari per la cura di un vizio cardiaco
cianotico congenito (OIC 313), ha obbligato l’Ufficio AI ad assumere il trattamento
di una encefalopatia ipossico-ischemica, scatenata in parte da un infetto delle
vie respiratorie, messo in relazione diretta con l’affezione congenita
assicurata (inc. 32.2004.24).

 

                               2.5.   Secondo il
marg. 14 CPSI gli assicurati hanno diritto ai provvedimenti sanitari dal
momento in cui l’infermità congenita richiede una cura e questa ha buone
possibilità di successo. Il trattamento medico dev’essere accordato finché è
indicato il rapporto tra possibile successo e costi della cura che deve essere
sostenibile. A intervalli ragionevoli occorre esaminare se tali esigenze
sono rispettate. Se l’infermità o il provvedimento terapeutico lo giustificano,
si deve limitare la durata della prestazione.

 

                                         I controlli medici
nell’ambito di un’infermità congenita riconosciuta, in particolare nel caso di
un vizio cardiaco, che non necessita ancora di un trattamento o non può essere
ancora curata, rientrano nella cura di un’infermità congenita (marg. 16 CPSI).
In tale contesto, il marg. 313 CPSI specifica che gli assicurati che soffrono
di una malformazione al cuore che non necessita (ancora) di una cura e vera
proprio hanno diritto alla presa a carico delle spese dei controlli medici
necessari.       

 

                                         In
una sentenza pubblicata in Pratique VSI 1999 pag. 43, il TFA ha stabilito che i
procedimenti diagnostici (in casu: esame cromosomico) non contano come
provvedimenti sanitari ai sensi dell'art. 12 seg. LAI poiché non hanno
carattere terapeutico.

 

                                         Per quel che concerne le
vaccinazioni, il testo in italiano del marg. no. 1023 CPSI
recita (le successive sottolineature sono del redattore): “Di regola,
l’AI non prende a carico le vaccinazioni, anche se sono a carattere
“terapeutico”. Lo stesso tenore ha anche la versione in tedesco della
citata direttiva (“Impfungen werden von der IV grundsätzlich nicht
übernommen, auch wenn diese einen “therapeutischen “Charakter haben),
quella francese esclude invece categoricamente una presa a carico di
vaccinazioni ( “ Les vaccinations ne sont pas prises en charge par
l’AI, même lorsqu’elles ont le caractère thérapeutique”). 

 

                               2.6.   Le direttive
amministrative non costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il
giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STFA C 124/06 del 25 gennaio 2007).

                                         Quest’ultimo deve tenerne
conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime
permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili giustificata
nel caso di specie (cfr. DTF 132 V125 consid.4.4; DTF 132 V 203 consid. 5.1.2;DTF 131 V 286 consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130
V 229 consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; STFA del 22 agosto 2000
nella causa C.-G., I 102/00, DTF 125 V 377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti;
SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV
Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV
Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

                                         Il giudice deve invece
scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr.
DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STFA dell'8 maggio 2001 nella causa Z., H 183/00;
DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR
1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag.
267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid.
4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V 65 consid.
5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b,
pag. 91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16
consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4
consid. 3a; vedi inoltre Bois, "Procédures
applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber:
"La portée de l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité
sociale" in RDS 1992 II pag. 527; Cattaneo, "Les mesures préventives
et de réadaptation de l'assurance-chômage", Ed. Helbing &
Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).

                                         Secondo la giurisprudenza,
infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una
pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze
(DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).

 

                               2.7.   L’Ufficio AI
ha fondato la decisione del 17 ottobre 2007 sulla base delle indicazioni del
Dr. Med. __________ che nel rapporto medico del 9 agosto 2006 (doc. AI 65-1)
dopo aver posto la diagnosi di “Ritardo psicomotorio. Sospetta sindrome
disformologica non classificabile. Strabismo convergente. Cifosi toracale” ha
indicato la presenza di un’infermità congenita n° 403 ai sensi dell’OIC
(oligofrenia congenita).

 

                                         Il medico
del SMR, Dr.ssa __________ nelle proprie annotazioni del 14 novembre 2006 ha rilevato quanto segue:

 

" 
Il ragazzo presenta effettivamente una
oligofrenia congenita (OIC-Nr. 403 come annunciato dal Dr. __________) per la
quale però l'AI assume le spese solo per trattamenti di stati eretistici o
apatici (e qui non sembra essere il caso).

 

Altrimenti la situazione è invariata rispetto a
prima:

presenta una sindrome dismorfologica non oltre
classificabile, con ritardo psicomotorio per il quale gode già di trattamenti
psicoeducativi (frequenta la scuola speciale).

 

La fisioterapia, la psicoterapia e la ergoterapia
non possono essere assegnati secondo l'articolo 12 della LAI, perchè tutt'al
più servono da sostegno alle sue disarmonie neuromotorie.

 

Unica cosa che potrebbe andare a carico dell'AI è
la cifoscoliosi toracale, ma solo se necessiterà di un corsetto correttore! È
prevista valutazione da parte del Dr. __________." (Doc. AI 68-1)

 

                                         Da parte
sua il ricorrente ha prodotto il rapporto del 7 novembre 2007 del Dr. Med. __________,
FMH Pediatra e spec. Neuropediatria, nel quale, questo specialista dopo aver
posto la diagnosi di “encefalopatia non progredente di tipo congeniale con
deficit mentale”, illustrato l’anamnesi e i risultati dell’esame neurologico,
ha espresso la seguente valutazione (doc. A2):

                                         

" 
(…)

RI 1 è un ragazzo di 16 anni e 2 mesi che
presenta un ritardo globale nel suo sviluppo causato da un encefalopatia non
progrediente di tipo congeniale i cui accertamenti fin ora non hanno potuto
determinare la causa precisa. In primo luogo si pensa ad una problematica di
tipo genetico.

 

Per questo motivo ritengo che RI 1 abbia diritto
all’OIC 403.”

 

                                         Successivamente
il rappresentante legale del ricorrente ha prodotto la seguente dichiarazione
del 21 gennaio 2008 della psicoterapeuta __________: 

 

" 
__________ ha iniziato una psicoterapia con me
nel mese di maggio del 1997. È stato l'istituto __________ di __________ che,
viste le difficoltà dell'allora bambino ha ritenuto che una psicoterapia
potesse aiutarlo nella sua evoluzione. Dal mese di novembre 1997 ho visto RI 1
per due volte alla settimana, fino al mese di settembre 2006. A quel punto la psicoterapia è stata
interrotta dai genitori per difficoltà organizzative e a causa del maggiore
carico finanziario.

In tutti questi anni RI 1 ha sempre reagito molto
bene al trattamento psicoterapico, si è instaurato con lui un rapporto di
fiducia. Con i genitori è pure stato possibile un rapporto di grande collaborazione.
Ciò ha permesso uno scambio di vedute regolare, dandoci la possibilità di
valutare man mano l'evoluzione del ragazzo e anche le sue difficoltà, cercando
strategie comuni per aiutarlo a superarle.

Anche con la docente delle scuole speciali è
stato possibile una proficua collaborazione.

Durante tutti questi anni ho potuto vedere in RI
1 passi molto importanti nella sua evoluzione.

Da bambino spaventato, senza linguaggio, chiuso
nel suo mondo, difficilmente comprensibile nei suoi bisogni, è diventato sempre
più strutturato nell'espressione e, pur con le sue difficoltà, riesce ora ad
esprimere suoi pensieri, bisogni, paure e gioie. Il suo rapporto con le persone
è diventato più facile; qualche anno fa qualunque cambiamento lo spaventava
moltissimo minacciando ogni volta una regressione, ora è in grado di affrontare
cambiamenti e imprevisti più tranquillamente.

La sua vita quotidiana ha sicuramente molto
beneficiato di tutti gli apporti che man mano si sono affiancati alla scuola
speciale e alla psicoterapia: la fisioterapia, l'ergoterapia, oltre al grande e
costante lavoro dei genitori per sviluppare in lui capacità di autonomia e di
adattamento alla realtà quotidiana.

Ritengo che per RI 1 ci sia ancora spazio per
molti miglioramenti sia per la conquista di una sempre maggiore autonomia, sia
nella capacità di relazionarsi con gli altri. È comunque sempre presente il
rischio di una regressione ad un atteggiamento di apatia, ciò che finora è si è
potuto contrastare, grazie ai numerosi e continui stimoli da lui ricevuti dalle
terapie e dai genitori.

La continuazione della psicoterapia gli
permetterebbe di avere ancora uno spazio nel quale esprimere paure, di poter
pensare a ciò che gli succede, al suo futuro, alle sue relazioni con gli altri,
con una persona che, proprio perchè non della famiglia e quindi non coinvolta
direttamente nel processo educativo, può aiutarlo a capirsi maggiormente. Ciò
appare particolarmente importante in questo delicato periodo della sua vita,
l'adolescenza, che lo mette di fronte a nuove problematiche e cambiamenti
psico-fisici, che possono compromettere le conquiste fatte finora." (Doc.
B1)

 

                                         Il medico
curante dell’assicurato, Dr. __________, il 24 gennaio 2008 aggiunge poi quanto
segue:

 

" 
Gli accertamenti eseguiti alla fondazione __________
e le valutazioni eseguiti dalla signora __________, psicoterapeuta che ha
seguito RI 1 in questi ultimi anni dimostrano che RI 1 come caratteristica
mostra uno stato apatico che deve essere continuamente stimolato.

Per questo motivo ritengo giustificato il
riconoscimento dell’OIC 403 e della relativa terapia” (doc. B2).

 

                               2.8.   Affinché un
rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami
approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia
stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della
situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag.
31; DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti; Pratique VSI 2001 pag. 108 consid.
3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002 nella causa M [I 162/01], consid.
2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA
del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa
G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb). 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

 

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (cfr. DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts, op. cit., pag. 111).

 

                                         Il TFA, in una sentenza I 938/05 del 24 agosto 2006 si è espresso
sul valore probatorio delle opinioni espresse dai medici SMR nell’ambito
dell’assicurazione per l’invalidità, sottolineando che in caso di divergenza
tra il medico curante e il medico SMR non è per principio necessario procedere
ad una nuova perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente
considerazione:

 

" 
(…)

3.2 L'on ne saurait certes
mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant d'un Centre
d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a admis que
l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de l'OFAS
sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le SMR;
toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion entre
médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale, nécessaire
de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports
médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des
critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y
a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui
préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service
médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen
clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne
relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un
doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien
valoir de tel. (…)" (consid. 3.2)

 

                               2.9.   Nel caso
concreto questa Corte, conformemente alla giurisprudenza in materia di valore probatorio
di rapporto medici suenunciata, ritiene che sulla base degli atti di causa
l’Ufficio AI non poteva negare i provvedimenti sanitari all’insorgente. È
invece necessario che l'amministrazione effettui ulteriori accertamenti.

 

                                         Va
premesso innanzitutto che la presenza dell’oligofrenia congenita OIC 403 non è
di per sé oggetto della presente vertenza, in quanto sia l’amministrazione che
i medici curanti di RI 1 ne confermano la presenza.

                                         Il
Dr. Med. __________, spec. FMH in pediatria, lo ha       già indicato nel
rapporto medico del 9 agosto 2006 all’indirizzo               dell’UAI (doc. AI
65-1). La Dr.ssa __________ del SMR lo ha                                          confermato
nelle proprie annotazioni datate 14 novembre 2006:              “Il ragazzo
presenta effettivamente una oligofrenia congenita                                    (OIC-Nr.
403 come annunciato dal Dr. __________)” (doc. AI 68-1).

                                         Il medico
del SMR, Dr. __________, nelle proprie annotazioni del 1° febbraio 2008 ha confermato che “nel presente caso
siamo confrontati senza dubbi con una patologia che adempie i criteri per il
riconoscimento di una OIC 403”
(doc. XII bis). Il Dr. __________ nel certificato del 24 gennaio 2008 ha ribadito che la patologia di cui
soffre il ricorrente è riconducibile all’oligofrenia congenita OIC 403 (doc.
B2).

 

                                         Appurato
che il ricorrente soffre dell’infermità congenita nr. 403 OIC (oligofrenia
congenita), va stabilito ora se l’UAI è tenuto ad assumere i provvedimenti
sanitari necessari alla cura di tale patologia, in particolate il trattamento
ergoterapico, fisioterapico e psicoterapeutico.

                                         La cifra
403.4 della Circolare sui provvedimenti sanitari d’integrazione
dell’assicurazione per l’invalidità (CPSI), stato 1° gennaio 2008, prevede che sono
a carico dell’AI le cure mediche riconosciute come semplici e adeguate per il
trattamento specifico ed esclusivo del comportamento apatico e eretistico. 

 

                                         Nelle
proprie annotazioni del 14 novembre 2006 la Dr. ssa __________, medico SMR, ha
precisato che per l’infermità congenita dell’assicurato l’AI assume le spese
solo per trattamenti di stati eretistici o apatici e ha aggiunto: “…e qui non
sembra il caso” (doc. AI 68-1). 

                                         Il 5
dicembre 2007 il Dr. __________ ha confermato tale valutazione indicando: “Per
quanto concerne l’ergoterapia ecc. naturalmente valgono i criteri elencati
(stati eretistici e/o apatici), criteri non presenti nel caso in questione”
(doc. AI IV bis). 

                                         La
valutazione del dr. __________ non trova tuttavia riscontro in quanto indicato
dalla psicoterapeuta __________ la quale con dichiarazione del 21 gennaio 2008 ha rilevato che la vita quotidiana del
paziente “ha sicuramente molto beneficiato di tutti gli apporti che man mano si
sono affiancati alla scuola speciale e alla psicoterapia: la fisioterapia,
l'ergoterapia, oltre al grande e costante lavoro dei genitori per sviluppare in
lui capacità di autonomia e di adattamento alla realtà quotidiana”. Per
l’assicurato vi è ancora spazio per molti miglioramenti sia per la conquista di
una sempre maggiore autonomia, sia nella capacità di relazionarsi con gli
altri. La psicoterapeuta ha precisato poi che “È comunque sempre presente il
rischio di una regressione ad un atteggiamento di apatia, ciò che finora è si è
potuto contrastare, grazie ai numerosi e continui stimoli da lui ricevuti dalle
terapie e dai genitori.” (la sottolineatura è del redattore).

 

                                         Anche il Dr.
__________ nello scritto del 24 gennaio 2008 ha succintamente indicato che dagli
accertamenti della Fondazione __________ e dalle valutazioni della psicoterapeuta
__________ emerge uno stato apatico del paziente, "che deve essere
continuamente stimolato" (cfr. Doc. B2)

 

                                         Alla luce
di tali divergenze, questo Tribunale ritiene che non è possibile, senza
procedere ad ulteriori accertamenti, concludere con sufficiente tranquillità
che RI 1 non può beneficiare dei provvedimenti sanitari richiesti in quanto non
 manifesta un comportamento eretistico / apatico.

                                         

                             2.10.   Secondo la
giurisprudenza federale, il giudice cantonale che considera che i fatti non
sono stati sufficientemente chiariti ha, di principio, la scelta fra due
soluzioni: o rinviare la causa all'assicuratore per un complemento istruttorio
o procedere personalmente a tale complemento.

                                         Un rinvio
all'assicuratore non viola né il principio della semplicità e della rapidità
della procedura né il principio inquisitorio.

 

                                         In una
sentenza pubblicata in RAMI 1993 U 170, p. 136ss., il TFA ha comunque stabilito
che un simile rinvio può costituire un diniego di giustizia, in particolare
quando una semplice perizia giudiziaria o una misura di istruzione puntuale
basterebbe a chiarire un fatto.

 

                                         Tale
giurisprudenza è stata criticata dalla dottrina.

                                         In
particolare, da G. Aubert, nella nota pubblicata in SJ 1993,

                                         p. 560. 

                                         L'autore
ha centrato la sua critica sull’art. 47 LAINF che pone il principio secondo cui
è compito dell'assicuratore accertare d'ufficio i fatti, se necessario
disponendo delle perizie mediche (Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 176).

                                         Il
risultato della giurisprudenza citata è - secondo l'autore - quello di
ribaltare tale onere sui tribunali e, visto il principio della gratuità della
procedura, di porre a carico dello Stato - a meno che una parte abbia agito
temerariamente o per leggerezza - costi che, invece, incombono agli assicuratori.

                                         Nemmeno
l'argomento fondato sulla rapidità della procedura convince G. Aubert: da una
parte, non occorre più tempo all'assicuratore che al giudice per ordinare una
perizia e, d'altra parte, la stessa giurisprudenza federale rischia di
diventare fonte di ritardi poiché, grazie ad essa, l'assicuratore può essere
tentato di rifiutare di ordinare delle perizie lasciando tale onere ai
Tribunali (e, quindi, allo Stato).

                                         Lo
scrivente TCA non può che condividere tali critiche.

 

                                         In una
sentenza del 17 novembre 2000 nella causa C., C 206/00, pubblicata in DLA 2001,
p. 196s., la nostra Corte
federale ha ricordato - facendo riferimento ad una sua pronunzia apparsa in
RAMI 1986 K 665, p. 87 - che il rinvio all'amministrazione appare generalmente
giustificato se essa ha constatato i fatti in maniera sommaria, ritenendo che,
in caso di ricorso, il tribunale li avrebbe comunque puntualmente accertati. 

 

                                         Nella
concreta evenienza, ci troviamo di fronte a un accertamento dei fatti che, come
detto, si rivela lacunoso. 

                                         La
decisione impugnata va quindi annullata e l'incarto retrocesso all'Ufficio AI,
affinché metta in atto un ulteriore approfondimento a livello neuropediatrico
inteso a delucidare le conseguenze sul suo comportamento dell’infermità congenita
di cui soffre l’assicurato.

 

                                         Quindi,
in esito a tale complemento istruttorio, l’amministrazione si determinerà
nuovamente sul diritto ai provvedimenti sanitari previsti dall’assicurazione
invalidità.

 

                             2.11.   Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la
procedura di ricorso in caso di controversie relative all’assegnazione o al
rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è
soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.--
franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore
litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto ai sensi dei considerandi.

                                          § 
 La decisione del 17 ottobre 2007 è annullata.

                                         §§ Gli
atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda come indicato al
considerando 2.10..

 

                                   2.   Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti