# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b55b6517-efc6-5bcb-b1ca-a98c86502887
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-02-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.02.2001 34.2000.48
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2000-48_2001-02-06.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2000.00048

   

  MB

  	
  Lugano

  6 febbraio 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Michela Bürki
  Moreni

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 24 ottobre
2000 di

 

	
   

  	
  Fondaz. Istituto Collettore LPP, 6900 Lugano,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  in materia di previdenza professionale

  	 

 

 

ritenuto in fatto,

 

                                     -   che, ai
fini di attuare la previdenza professionale dei suoi dipendenti ai sensi della
relativa legge federale (LPP), con convenzione di adesione 6 marzo 2000, la
__________ ha aderito, in qualità di datore di lavoro, alla Fondazione Istituto
Collettore LPP (in seguito Istituto collettore) con effetto dal 1 settembre
1999 (Doc. _);

                                         

                                     -   che,
sulla base del salario notificato dal datore di lavoro per l'anno 1999 versato
al dipendente __________ (doc. _), l'Istituto collettore ha stabilito i
contributi dovuti a favore del lavoratore ed ha trasmesso alla ditta il
conteggio per il periodo dal 1 settembre 1999 al 31 marzo 2000 (doc. _);

 

                                      

                                     -   che, in
data 1 agosto 2000, l'Istituto collettore ha sollecitato il pagamento, da parte
del datore di lavoro, del saldo al 31 maggio 2000 e delle spese di diffida per
fr. 100, per un importo di fr. 6'531 (Doc. _);

 

                                     -   che,
accertato il mancato pagamento dei contributi (estratto conto, doc. _),
l'Istituto di previdenza ha fatto spiccare, dall'Ufficio esecuzioni di
__________, in data 25 settembre 2000, il precetto esecutivo no. __________,
per un importo di fr. 6'531, oltre a interessi di mora del 5% dal 21 settembre
2000 e spese per fr. 150;

 

                                     -   che
l'interessata ha interposto opposizione (doc. _);

 

                                     -   che, con
petizione 24 ottobre 2000, l'Istituto collettore chiede la condanna della
__________ al pagamento di fr. 6'681 oltre a interessi e spese, come pure il
rigetto dell'opposizione interposta al precetto esecutivo no. __________,
spiccato dall'Ufficio esecuzione di __________;                     

                                         

                                         

                                     -   che
malgrado i due termini fissati dal Presidente del TCA per la presentazione
della risposta di causa la ditta non è intervenuta in causa;

 

considerato in diritto,

 

                                     -   che, in
ordine, la presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è
di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999
nella causa D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H
304/99).

 

                                     -   che
nel merito, con la petizione l’Istituto collettore ha chiesto il versamento, da
parte del datore di lavoro, dei contributi previdenziali dovuti dal 1 settembre
1999 al 31 marzo 2000, oltre a interessi e spese, per fr. 6'681;

 

                                     -   che la
convenuta ha aderito volontariamente all'Istituto collettore e non ha
contestato le richieste dell’attrice, né precedentemente né posteriormente alla
presentazione della petizione;

 

                                     -   che
l'art. 11 cpv. 1 e 3 LPP impone al datore di lavoro che occupa lavoratori da
assicurare obbligatoriamente di affiliarsi a un istituto di previdenza
regolarmente registrato. Tale affiliazione ha effetto retroattivo;

                                         

                                     -   che i
datori di lavoro possono affiliarsi all’Istituto di previdenza per l'attuazione
della previdenza professionale secondo la LPP, in quanto trattasi di un vero e
proprio istituto di previdenza (G. Gehrhards, Grundriss Zweite Säule, Berna e
Stoccarda 1990, p. 123; Riemer, Das Recht der beruflichen Vorsorge, Berna 1985,
N 21 p. 94; Brühwiler, Die betriebliche Personalvorsorge in der Schweiz, Bern
1989, p. 428);

 

                                     -   che
l'affiliazione comporta, per il datore di lavoro, l'obbligo del pagamento dei
contributi (art. 12 cpv. 2 LPP; art. 3 cpv. 1 dell'Ordinanza);

 

                                     -   che
questo obbligo è ribadito anche all'art. 4 cpv. 3 della convenzione di adesione
(doc. _), conclusa fra il datore di lavoro e l'attrice.

 

                                     -   che,
poiché, l'obbligo di versare i contributi previdenziali da parte della
convenuta è previsto dalla legge, stabilito dal contratto di adesione e
incontestato dalla ditta stessa, dev'essere riconosciuto;

                                      

                                     -   che per
quel che riguarda l'ammontare dei contributi, l'art. 66 LPP prevede che
l'istituto di previdenza stabilisce nelle disposizioni regolamentari l'importo
dei contributi del datore di lavoro e dei lavoratori. Il datore di lavoro deve
all'istituto gli interi contributi e deduce dal salario la quota del lavoratore
stabilita nelle disposizioni regolamentari. Egli è l'unico debitore dei
contributi (T. Lüthy, Das Rechtsverhältnis zwischen Arbeitgeber und
Personalvorsorgestiftung, Zurigo 1989, p. 32).

                                         Secondo
l'art. 49 cpv. 1 LPP inoltre gli istituti di previdenza possono strutturare
liberamente le prestazioni, il finanziamento di queste e l'organizzazione. Di
conseguenza i contributi non devono necessariamente corrispondere agli accrediti
di vecchiaia di cui all'art. 16 LPP (Messaggio del Consiglio federale sulla LPP
p. 98). I primi servono per il finanziamento del fondo di previdenza, i secondi
a stabilire le prestazioni minime previste dalla legge;

 

                                     -   che in
concreto le modalità di calcolo dei contributi previdenziali dovuti dal datore
di lavoro sono previste all'art. 7 del regolamento (parte: disposizioni
generali) dell'Istituto collettore (doc. _; cfr. art. 2 della convenzione di
adesione) e in dettaglio all'art. VI.A del piano di previdenza (percentuali del
salario assicurato applicabile alle varie fasce d'età e al sesso; doc. _);

 

                                     -   che la
cifra 7.1.2 precisa inoltre che

 

" 
La Fondazione finanzia inoltre i suoi oneri e i
suoi obblighi:

-         
con il suo patrimonio e il reddito dello stesso;

-         
con le prestazioni di libero passaggio e i
versamenti unici;

-         
con le prestazioni assicurative provenienti dal
contratto d'assicurazione;

-         
con le quote di eccedenze provenienti dal
contratto d'assicurazione;

-         
dalle sovvenzioni del fondo di garanzia in caso
di sfavorevole struttura d'età ai sensi dell'art. 58 LPP;

-         
con gli indennizzi del fondo di garanzia ai
sensi dell'art. 56 LPP;

-         
con eventuali capitali di fondazione trasferiti
(fondi per le misure speciali, fondi liberi della fondazione ecc.) dalle nuove
aziende affiliate;

-         
con elargizioni e donazioni."

 

                                     -   che dai
documenti agli atti risulta che il calcolo dei contributi previdenziali dovuti
dalla __________ a favore di __________ dal 1 settembre 1999 al 31 marzo 2000 è
stato effettuato sulla base delle disposizioni suesposte (Doc. _), tenuto conto
del salario coordinato LPP, stabilito sulla base dei dati indicati dal datore
di lavoro e delle percentuali previste nel regolamento;

 

                                     -   che la
persona assicurata e i salari erogati  risultano dai documenti di causa (Doc.
_); 

 

                                     -   che il
calcolo dei contributi dovuti, rimasti insoluti e incontestati, si fonda su
questi elementi e su quelli esposti ai punti precedenti; 

                                      

                                     -   che,
pertanto la petizione dev’essere accolta e la convenuta condannata al pagamento
dei contributi chiesti dall’attrice, pari a fr. 6'681;

 

                                     -   che la
Fondazione chiede pure il versamento di interessi di mora, quantificati nel
precetto esecutivo nel 5% dal 21 settembre 2000;

                                     -   che,
poiché la convenuta è palesemente in mora (art. 102 CO; art. 103 CO) con il
pagamento dei contributi e il tasso richiesto corrisponde a quello legale, la
pretesa dev’essere accolta;      

                                         

                                     -   che
l’attrice chiede infine la pronuncia del rigetto definitivo dell'opposizione
interposta dalla convenuta al precetto esecutivo agli atti;

 

                                     -   che
secondo la giurisprudenza federale il creditore che "in seguito
d'opposizione ha fatto riconoscere i propri diritti conformemente all'art. 79
LEF, può chiedere direttamente la continuazione dell'esecuzione senza dover
esperire la procedura speciale di rigetto dell'opposizione prevista dall'art.
80 LEF; lo stesso vale laddove la decisione pronunciata ai sensi dell'art. 79
LEF sia emanata da un'autorità o da un Tribunale amministrativo della
Confederazione o del cantone del foro dell'esecuzione (conferma della
giurisprudenza). Occorre tuttavia che il dispositivo del giudizio civile o
della decisione amministrativa si riferisca con precisione all'esecuzione in
corso e rigetti formalmente l'opposizione integralmente o fino a concorrenza di
un determinato importo (modifica della giurisprudenza)." Così la massima
del DTF 107 III 60ss (cfr. SZS 1997 p. 318ss.; DTF 121 V 109ss e DTF 119 V
329ss.).

                                         Il
principio è che qualora il creditore segua la procedura dell'art. 79 e quindi
intenti un'azione in riconoscimento del credito no debba, vistosi riconoscere
definitivamente il credito, adire successivamente la procedura dell'art. 80 LEF
(cfr. T. Adler, "La mainlevée de l'opposition par une caisse-maladie dans
une poursuite pour dettes", in Droit privé et assurances sociales,
Friborgo 1990, p. 241ss (251 e 252).

                                         La
condizione aggiuntiva introdotta dalla citata sentenza federale, é che il
giudice dell'azione ordinaria (che può essere a seconda della natura del
credito il giudice civile o il giudice amministrativo e per la precisione, in
casu, il tribunale cantonale delle assicurazioni sociali) faccia preciso
riferimento, nel dispositivo che accoglie in tutto o in parte il petitum,
all'esecuzione in corso e rigetti formalmente l'opposizione per la parte del
credito riconosciuto.

 

                                     -   che
pertanto la presente sentenza varrà quale titolo per la prosecuzione
dell'esecuzione, senza che il creditore debba previamente chiedere il rigetto
definitivo dell'opposizione al giudice dell'esecuzione per l'importo di  fr.
6'681, oltre a interessi del 5% dal 21 settembre 2000;

 

                                     -   che la
petizione dev'essere pertanto integralmente accolta;

 

                                     -   che
secondo la legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale delle assicurazioni
in materia di assicurazioni sociali (art. 20 capoverso 1), applicabile in virtù
dell'art. 8 cpv. 2 della legge di applicazione alla LPP (LALPP approvata dal
Gran Consiglio il 4 ottobre 1999) la procedura è di principio gratuita;

 

                                     -   che,
infine, il TFA ha stabilito un’eccezione alla gratuità della procedura in caso
di introduzione di procedimenti temerari o per leggerezza (DTF 124 V 285-287;
SZS 1998 pag. 64; DTF 118 V 319ss; STFA del 17 luglio 1998 in re T);

 

                                     -   che
secondo la giurisprudenza un processo è temerario o sconsiderato se la parte fonda
la  propria richiesta su fatti di cui conosce o dovrebbe conoscere
l'inesattezza. La temerarietà è tra l'altro data nel caso in cui una parte si
attiene ad un opinione palesemente illegale.

                                         Al
contrario non si può ritenere temerario colui che sottopone al giudice un
parere non arbitrario. Ciò vale anche quando pendente causa il giudice intende
convincere la parte dell'infondatezza della richiesta per indurlo a ritirare il
ricorso (DTF 112 V 334). La presentazione di un ricorso privo di esito favorevole
non significa che il gravame è temerario. Per ammettere la temerarietà la
carenza di esito favorevole dev'essere accompagnata da un fattore soggettivo:
la parte ha riconosciuto o poteva a riconoscere l'impossibilità di successo e
malgrado ciò ha introdotto il gravame (DTF 124 V 287/288; AHI Praxis 1998 p.
189; STFA del 13 luglio 1998 in re T).

                                         La
temerarietà è inoltre data nel caso in cui una parte viola un obbligo che le
compete (ad esempio l'obbligo di collaborare o di astenersi dal compiere un
determinato atto; DTF 124 V 288, 289; DTF 112 V 335).

                                         Nell'ambito
dell'azione in materia di contributi LPP il solo fatto di non intervenire in
causa non è sufficiente per ritenere temerario il comportamento della
convenuta. Tuttavia, in tale contesto il comportamento della controparte
dev'essere valutato tenendo conto anche dell'agire che l'interessato ha tenuto
precedentemente al processo. Se, quindi, il datore di lavoro o l'assicurato non
rispetta fatture e solleciti, provoca l'avvio di procedure esecutive e obbliga
l'Istituto di previdenza, malgrado una situazione palesemente infondata, a
inoltrare un'azione, tramite la presentazione dell'opposizione al precetto
esecutivo, e non interviene in causa, agisce in modo temerario. In simili
condizioni si può infatti ritenere che egli abbia messo in atto manovre
dilatorie passibili d’essere sanzionate tramite il pagamento di spese di
giustizia (DTF 124 V 288, 290; STCA del 28 gennaio 1998 in re FICLPP contro P
Sagl).

 

                                     -   che nel
caso in esame la convenuta non ha dato seguito alle richieste di pagamento
inviatele dall’attrice, ha interposto opposizione al  precetto esecutivo, non è
intervenuta in causa, né ha ritirato gli invi raccomandati notificati da questa
Corte;

 

                                     -   che alla
luce della suesposta giurisprudenza il comportamento della convenuta va
considerato temerario. Di conseguenza vanno poste a suo carico tasse e spese di
procedura per fr. 500 (cfr. STCA del 28 gennaio 1999 nella causa FICLPP contro
P. Sagl).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   La petizione
è accolta.                                                

                                         §)     Di
conseguenza la __________ è condannata a versare alla Fondazione Istituto
Collettore LPP, a titolo di contributi della previdenza professionale fr. 6'681
oltre a interessi del 5% dal 21 settembre 1999.

 

                                         §§)  E'
rigettata in via definitiva l'opposizione interposta al precetto esecutivo no.
__________ del 25 settembre 2000 dell'Ufficio esecuzione di __________ per fr.
6'681 oltre a interessi del 5% dal 21 settembre 2000.

 

                                 2.-   La tassa di
giustizia e le spese per globali fr. 500 sono poste a carico della convenuta.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

                                         Al 
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti