# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5520df76-0b54-50eb-9b2c-8834e9388aeb
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-03-04
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Sonstige Kammern 04.03.2025 SBK 2024 68
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_999_SBK-2024-68_2025-03-04.pdf

## Full Text

Obergericht des Kantons Graubünden
Dretgira superiura dal chantun Grischun
Tribunale d'appello del Cantone dei Grigioni

Decisione del 04 marzo 2025

[Con sentenza 5A_250/2025 del 3 luglio 2025 il Tribunale federale ha dichiarato 
inammissibile il ricorso interposto contro questa decisione.]

N. d'incarto SBK 24 68

Istanza Camera delle esecuzioni e dei fallimenti

Composizione Moses, presidente
Bergamin e Cavegn
Bensbih, attuaria

Parti A._____
reclamante
patrocinata dall'avv. Giovanni Molo
Studio legale e notarile, via G. B. Pioda 5, 6901 Lugano

contro

B._____
resistente

Oggetto dichiarazione di fallimento

Atto impugnato decisione Tribunale regionale Moesa, giudice unico, del 7 agosto 
2024, comunicata la medesima data (n. d'incarto 335-2024-188)

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Ritenuto in fatto:

A. Nell'ambito dell'esecuzione n. Z.1._____ dell'Ufficio esecuzioni e fallimenti 
Moesa (in seguito: UEF), il 6 giugno 2024 la B._____ ha chiesto al Tribunale 
regionale Moesa di decretare il fallimento della società A._____ per il mancato 
pagamento di CHF 10'089.95 – da cui ha dedotto l'importo versato dalla debitrice il 
10 marzo 2023 – oltre a interessi e spese. 

B. All'udienza di dibattimento del 7 agosto 2024 nessuno è comparso. 

C. Con decisione del 7 agosto 2024, il presidente del Tribunale regionale ha 
dunque dichiarato il fallimento della A._____ dal 7 agosto 2024 alle ore 09:15, 
ponendo a carico della massa fallimentare la tassa di giustizia di CHF 200.00. 

D. Avverso tale decisione, in data 19 agosto 2024 (data del timbro postale) la 
A._____ (in seguito: reclamante) ha presentato reclamo al Tribunale cantonale, per 
ottenere in via principale, previo conferimento dell'effetto sospensivo, l'annulla-
mento del fallimento e lo stralcio dai ruoli della procedura di cui all'incarto n. 335-
2024-188. In via subordinata, la reclamante ha postulato l'annullamento del falli-
mento e il rinvio degli atti al Tribunale regionale, affinché istruisca nuovamente la 
causa e citi le parti all'udienza di dibattimento. Il tutto con protesta di tasse, spese e 
ripetibili. 

E. Con decreto del 21 agosto 2024, il presidente della Camera delle esecuzioni 
e dei fallimenti ha parzialmente concesso l'effetto sospensivo in applicazione 
dell'art. 174 cpv. 3 LEF. 

F. In data 9 settembre 2024 (data del timbro postale), la B._____ (in seguito: 
resistente) ha inoltrato la risposta al reclamo. 

Considerando in diritto:

1. Nella decisione impugnata, il presidente del Tribunale regionale – dopo aver 
constatato che nessuna delle parti era comparsa all'udienza di dibattimento – ha 
dichiarato il fallimento della reclamante a far tempo dal 7 agosto 2024 (act. B.C). 

2. Con la presente impugnativa, la reclamante censura anzitutto la violazione 
del diritto di essere sentita in relazione alle forme di notificazione ex art. 72 LEF. 
Nello specifico, essa censura un'errata notificazione del precetto esecutivo 
n. Z.1._____ del 29 dicembre 2022, della comminatoria di fallimento del 24 maggio 
2023, nonché della citazione all'udienza del 7 agosto 2024. Secondo la reclamante 
la procedura di fallimento non sarebbe dunque valida in virtù dei vizi di notificazione, 

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sicché pure la decisione impugnata sarebbe inefficace (cfr. per tutto quanto precede 
act. A.1, II.B.I.6 segg.). Nello specifico, il precetto esecutivo n. Z.1._____ non 
sarebbe mai stato ritirato dalla società reclamante, né sarebbe mai stato 
consegnato a qualcuno che fosse autorizzato e/o competente a riceverlo, ciò 
varrebbe altresì per quanto riguarda la comminatoria di fallimento (act. A.1, II.A.2 
seg.). Quanto alla citazione all'udienza di fallimento, neppure tale documento 
sarebbe stato ritirato da una persona autorizzata, sicché la società reclamante non 
sarebbe venuta a conoscenza di tale citazione (act. A.1, II.A.4). La reclamante 
osserva inoltre che tali notificazioni sarebbero avvenute all'indirizzo della sua sede 
legale, nella quale tuttavia non vi lavorerebbe alcun suo dipendente, sicché nessun 
impiegato avrebbe potuto ritirare tali atti esecutivi e giudiziari (act. A.1, II.B.I.14). In 
merito alla notificazione della citazione all'udienza del 7 agosto 2024, la reclamante 
specifica inoltre che tale citazione sarebbe verosimilmente stata ritirata dalla società 
C._____, la quale non sarebbe tuttavia in possesso di alcuna procura per agire in 
tal senso (act. A.1, II.B.I.22). 

2.1. L'art. 65 cpv. 1 n. 2 LEF prevede che nel caso in cui l'esecuzione è diretta 
contro una persona giuridica o contro una società, gli atti esecutivi – tra i quali il 
precetto esecutivo e la comminatoria di fallimento (DTF 120 III 57 consid. 2a; sen-
tenza del Tribunale federale 5A_843/2016 del 31.01.2017 consid. 4.1) – devono es-
sere notificati al rappresentante delle medesime, e cioè, per una società anonima, 
a qualunque membro dell'amministrazione o della direzione, come pure a qualun-
que direttore o procuratore. Ove non si trovi alcuna delle nominate persone in ufficio, 
la notificazione si potrà fare ad altro funzionario od impiegato (art. 65 cpv. 2 LEF). 
Nel caso in cui, per un vizio di notifica, il precetto esecutivo o la comminatoria di 
fallimento non sono pervenuti al debitore, l'esecuzione è assolutamente nulla e tale 
nullità dev'essere rilevata d'ufficio in qualsiasi momento (DTF 110 III 9 consid. 2). 
L'ufficio di esecuzione o di fallimento sopporta infine l'onere della prova dell'avve-
nuta valida notifica (DTF 120 III 117 consid. 2). Occorre inoltre rilevare che con do-
micilio legale s'intende l'indirizzo presso il quale l'ente giuridico è raggiungibile alla 
sua sede (art. 2 lett. b Ordinanza sul registro di commercio [ORC; RS 221.411]). 
Può trattarsi dell'indirizzo dell'ente giuridico o dell'indirizzo di un domiciliatario (indi-
rizzo c/o). Un'offerta di servizi amministrativi deve essere garantita sia all'indirizzo 
stesso dell'ente giuridico, sia all'indirizzo di un domiciliatario. Ciò comprende in par-
ticolare il fatto di garantire la ricezione fisica di atti e avvisi da parte di una persona 
fisica. Una semplice cassetta delle lettere o una casella postale non soddisfano tali 
requisiti (cfr. per tutto quanto precede sentenza del Tribunale cantonale dei Grigioni 
ZK2 23 20 del 6 maggio 2024 consid. 3.2). Secondo la giurisprudenza del Tribunale 
federale la notifica di atti di esecuzione al domiciliatario di una società che non ha 

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uffici d'attività nel proprio luogo della sede è regolare (DTF 120 III 64 consid. 3). In 
tal caso, la società è tenuta a far iscrivere a registro di commercio il suo domicilio 
legale (ANGST/RODRIGUEZ, in: Staehelin/Bauer/Lorandi [edit.], Basler Kommentar, 
SchKG I, 3a ed., Basilea 2021, n. 4 ad art. 65 LEF). L'art. 117 cpv. 1 ORC prescrive 
che a registro di commercio venga iscritta come sede il nome del Comune politico. 
Come domicilio legale è iscritto l'indirizzo del luogo presso il quale l'ente giuridico è 
raggiungibile alla sua sede, con le indicazioni seguenti: via, numero civico, codice 
di avviamento postale e luogo. Può trattarsi dell'indirizzo dell'ente giuridico oppure 
di quello di un terzo (art. 117 cpv. 2 ORC). Oltre all'indicazione della sede e del 
domicilio legale, ogni ente giuridico ha la facoltà di far iscrivere nel registro di com-
mercio della sua sede altri indirizzi situati in Svizzera, in particolare un indirizzo di 
liquidazione o una casella postale (art. 117 cpv. 5 ORC). 

2.2. Giusta l'art. 138 cpv. 1 CPC, la notificazione di citazioni, ordinanze e deci-
sioni è fatta mediante invio postale raccomandato o in altro modo contro ricevuta. 
La notificazione è considerata avvenuta quando l'invio è preso in consegna dal de-
stinatario oppure da un suo impiegato o da una persona che vive nella stessa eco-
nomia domestica aventi almeno 16 anni (art. 138 cpv. 2 CPC). Lo scopo della norma 
è che gli atti giudiziari – analogamente alla norma relativa agli atti esecutivi citata al 
considerando precedente – giungano nelle mani di una persona fisica che può agire 
per la società (sentenza del Tribunale federale 5A_268/2012 del 12 luglio 2012 con-
sid. 3.4). A prescindere dalle condizioni generali della posta, non ogni persona pre-
sente alla sede o negli uffici della società destinataria può validamente ritirare gli 
atti giudiziari o esecutivi per conto della medesima, ma solo le persone iscritte nel 
registro di commercio o altre persone abilitate a rappresentarle, e sussidiariamente 
i suoi dipendenti, perlomeno quelli specificatamente incaricati di lavori di ufficio, se-
gretariato o portineria (GSCHWEND, in: Spühler/Tenchio/Infanger [edit.], Basler Kom-
mentar, ZPO, 4a ed., Basilea 2024, n. 12 ad art. 138 CPC). 

2.3. Ora, la censura in merito alla violazione del diritto di essere sentito in rela-
zione alla notificazione del precetto esecutivo, della comminatoria di fallimento e 
della citazione all'udienza di dibattimento del 7 agosto 2024 è infondata per le ra-
gioni che seguono. 

Occorre anzitutto rilevare che dall'estratto del registro di commercio emerge che la 
sede della società reclamante si trovava in un primo momento a D._____, con re-
capito in E._____, e successivamente – a partire dal 9 ottobre 2023 – è stata tra-
sferita a F._____, con recapito a G._____ (act. B.I). Nell'estratto del registro di com-
mercio non figura nessun'altro recapito, in particolare la società reclamante non ha 
eletto domicilio presso un terzo (act. B.I). Ciò premesso, si osserva che con precetto 

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esecutivo n. Z.1._____, la resistente ha posto in esecuzione un credito nei confronti 
della reclamante di complessivi CHF 11'126.87 (act. TR 1.1). Stando a quanto indi-
cato in tale atto esecutivo, in un primo momento non è stato possibile procedere alla 
notificazione all'indirizzo E._____, D._____. Come risulta da quanto riportato nella 
conferma di ricezione, in occasione del secondo tentativo di notificazione – avve-
nuto tramite la Polizia cantonale il 23 marzo 2023 – il precetto esecutivo è stato 
consegnato "Al destinatario", più precisamente a H._____, unico membro del con-
siglio d'amministrazione della società reclamante (act. TR 1.1). In siffatte circo-
stanze, il precetto esecutivo è stato correttamente notificato alla reclamante. Ora, 
non avendo sollevato opposizione contro tale precetto esecutivo, la società 
reclamante doveva attendersi che l'esecuzione avrebbe seguito il suo corso e che 
la resistente avrebbe chiesto la continuazione dell'esecuzione, con la contestuale 
emanazione della comminatoria di fallimento e della citazione all'udienza di 
fallimento. Ciò posto, per quanto riguarda la notificazione della comminatoria di 
fallimento del 24 maggio 2023, stando alla relativa conferma di ricezione risulta che 
dopo un primo tentativo di notificazione all'indirizzo E._____ a D._____, senza 
successo, la comminatoria è poi stata consegnata "Al destinatario" in data 
23 agosto 2023 (act. TR 1.2). Ora, come visto in precedenza, le società anonime 
sono tenute a iscrivere a registro di commercio un recapito in cui esse siano attive 
e reperibili (cfr. supra consid. 2.1). Quanto sostenuto dalla reclamante, secondo cui 
nella sua sede legale non vi lavorerebbe alcun suo dipendente, sicché nessun 
impiegato avrebbe potuto ritirare la comminatoria di fallimento – senza peraltro 
neppure indicare dove verrebbe effettivamente svolta l'attività della società – non 
risulta verosimile e neppure conforme agli obblighi esposti al consid. 2.1. Infatti, lo 
si ribadisce, nell'estratto del registro di commercio non figurava nessun'altro reca-
pito se non quello a D._____, all'indirizzo di E._____. In particolare la società recla-
mante non ha eletto domicilio presso un terzo. Pertanto essa risultava essere repe-
ribile a tale recapito. Lo stesso discorso vale peraltro pure per la sede legale suc-
cessivamente spostata a F._____. A conferma di quanto precede, dalle relative con-
ferme di ricezione, emerge che le notificazioni del precetto esecutivo e della com-
minatoria di fallimento sono avvenute con successo al recapito di D._____. In sif-
fatte circostanze, anche la comminatoria di fallimento è stata correttamente notifi-
cata alla società reclamante. Infine, per quanto riguarda la citazione all'udienza del 
7 agosto 2024, dalla documentazione agli atti risulta che essa sia stata trasmessa 
tramite invio postale raccomandato all'indirizzo G._____ a F._____, in cui la società 
ha nel frattempo trasferito la propria sede legale (act. TR 2). Ora, l'invio postale 
raccomandato è stato ritirato e notificato con successo in data 10 giugno 2024 
(act. TR 2). Quanto alla censura della reclamante, secondo cui verosimilmente tale 
invio sarebbe stato ritirato dalla società C._____, la quale non sarebbe tuttavia in 

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possesso di alcuna procura per agire in tal senso, si osserva quanto segue. Dallo 
scambio di scritti WhatsApp prodotto dalla reclamante – avvenuto tra quest'ultima e 
I._____ – risulta che, se da un lato, egli conferma di non aver mai ricevuto una 
procura formale per ritirare le raccomandate indirizzate alla reclamante, dall'altro, 
nega tuttavia di aver mai agito in tal senso considerata per l'appunto l'assenza di 
procura (act. B.J). In siffatte circostanze, contrariamente a quanto sostenuto dalla 
reclamante, la notificazione della citazione all'udienza di fallimento – peraltro 
avvenuta nelle stesse forme della notifica della decisione qui impugnata – rispetta i 
disposti di legge in materia di notificazione. Infine, si osserva che lo scritto del 
16 agosto 2024 indirizzato alla Posta CH Rete SA, con cui il patrocinatore legale 
della reclamante ha chiesto informazioni riguardo al nominativo della persona che 
avrebbe ritirato la raccomandata della citazione all'udienza di dibattimento 
(act. B.G), nulla muta a tale conclusione. 

2.4. Alla luce di ciò è da ritenere che il precetto esecutivo n. Z.1._____ del 
29 dicembre 2022 e la comminatoria di fallimento del 24 maggio 2023 sono stati 
notificati conformemente a quanto sancito dall'art. 65 cpv. 1 n. 2 LEF. Pure la 
citazione all'udienza del 7 agosto 2024 è stata notificata conformemente all'art. 138 
CPC. Di conseguenza, tutti gli atti esecutivi e giudiziari sono stati notificati 
correttamente ai rappresentanti della società reclamante, sicché la censura di 
violazione del diritto di essere sentita da essa sollevata va respinta. 

3. La reclamante sostiene inoltre di avere nel frattempo estinto l'intero credito 
che ha condotto alla dichiarazione di fallimento ex art. 174 cpv. 2 LEF e afferma di 
essere attualmente solvibile (act. A.1, II.B.II.32 segg.). Per quanto riguarda la 
condizione della solvibilità, la reclamante ritiene in sostanza che le esecuzioni 
indicate negli estratti del registro delle esecuzioni del Cantone dei Grigioni e Canton 
Zugo sarebbero in parte già state saldate, rispettivamente adeguatamente garantite 
con idonee garanzie o valevolmente contestate, e che la società reclamante 
disporrebbe di un'eccedenza di attivi. In particolare, la reclamante sostiene di aver 
saldato le tre comminatorie di fallimento e i quattro attestati di carenza beni emanati 
nei suoi confronti e figuranti nell'estratto del registro delle esecuzioni del Cantone 
dei Grigioni (cfr. per tutto quanto precede act. A.1, II.B.II.36 segg.). 

Dal canto suo, con risposta del 9 settembre 2024, la resistente si è limitata a con-
fermare l'avvenuto pagamento integrale del credito in data 16 agosto 2024, rimet-
tendosi al giudizio della Camera delle esecuzioni e dei fallimenti (act. A.2). 

3.1. In virtù dell'art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare 
la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende 

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verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il 
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l'importo dovuto 
è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del creditore 
(n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento (n. 3). 
L'enumerazione è esaustiva. Per quanto concerne la prima condizione cumulativa, 
spetta al debitore rendere verosimile la propria solvibilità, ovverosia il fatto di 
disporre di mezzi liquidi sufficienti a estinguere i suoi debiti esigibili (sentenza del 
Tribunale federale 5A_885/2019 dell'11.12.2019 consid. 2.2). Per farlo, egli deve 
fornire prove concrete quali, segnatamente, ricevute di pagamento, giustificativi 
bancari (averi bancari, crediti bancari), un elenco dei debitori, un estratto del registro 
delle esecuzioni, conti annuali recenti, bilanci intermedi, ecc. (sentenza del 
Tribunale federale 5A_251/2018 del 31.5.2018 consid. 3.1). Possono essere 
considerati quali mezzi liquidi solamente attivi immediatamente e concretamente 
disponibili (sentenza del Tribunale federale 5A_944/2013 del 19.3.2014 
consid. 3.1). Il debitore non può pertanto rendere verosimile la sua solvibilità fon-
dandosi esclusivamente su potenziali ricavi futuri (sentenza del Tribunale federale 
5A_944/2013 del 19.3.2014 consid. 3.1 e 4.2). Non spetta, in ogni caso, all'autorità 
di ricorso ricercare d'ufficio eventuali mezzi di prova che non sono stati addotti dal 
debitore al quale incombe l'onere della prova (sentenza del Tribunale federale 
5A_181/2018 del 30.4.2018 consid. 3.1). 

Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione 
che esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte 
(DTF 120 II 393 consid. 4c). Concretamente è pertanto sufficiente per l'annulla-
mento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile 
della sua insolvibilità (sentenza del Tribunale federale 5A_642/2010 del 7.12.2010 
consid. 2.3). A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe, in 
modo particolare allorquando la possibilità che l'azienda sopravviva economica-
mente non può essere negata a priori e la mancanza di liquidità sufficiente appare 
passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell'11.8.2011 con-
sid. 2). 

L'illiquidità dev'essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi 
creditori alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d'insolvibilità può emergere dal 
numero e dall'importo delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove 
istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento impugnato. 
Anche il fatto di accumulare delle comminatorie di fallimento, di non essere in grado 
di pagare modesti importi e di interporre sistematicamente opposizione contro le 
esecuzioni indica insolvibilità (KREN KOSTKIEWICZ, Kommentar Schuldbetreibungs- 

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und Konkursgesetz mit weiteren Erlassen, 20a ed., Zurigo 2020, n. 23 ad art. 174 
LEF; GIROUD/THEUS SIMONI, in: Staehelin/Bauer/Lorandi [edit.], Basler Kommentar, 
SchKG II, 3a ed., Basilea 2021, n. 26b ad art. 174 LEF). 

3.2. Nel caso di specie, la reclamante allega, a sostegno del proprio reclamo, un 
ordine di pagamento eseguito in data 14 agosto 2024 in favore dell'UEF relativo al 
versamento di CHF 10'020.50 a saldo dell'esecuzione promossa dalla resistente 
(act. B.K1). L'estinzione del credito è stata confermata dalla resistente in sede di 
risposta, per cui il presupposto di cui all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF risulta adempiuto. 

3.3. Per quanto riguarda invece il requisito della solvibilità, si osserva quanto 
segue. 

La reclamante ha anzitutto prodotto l'estratto del registro delle esecuzioni del Can-
tone dei Grigioni emesso dall'UEF il 7 agosto 2024, e quello del Canton Zugo 
emesso dall'Ufficio esecuzioni e fallimenti F._____ il 12 agosto 2024 (act. B.M seg.). 
Dall'estratto dell'UEF si evince che essa è confrontata con 31 procedure attive per 
l'importo complessivo di CHF 399'793.15 (dedotte le 35 procedure per cui gli importi 
posti in esecuzione sono stati pagati dalla reclamante, le 4 procedure per cui sono 
stati emanati degli attestati di carenza di beni per un totale di CHF 28'644.25 e la 
procedura esecutiva oggetto della presente vertenza; cfr. act. B.M). Di tali proce-
dure esecutive, 10 sono allo stadio del precetto esecutivo, 19 a quello della proce-
dura d'opposizione e 3 della comminatoria di fallimento. Dall'estratto delle esecu-
zioni del Canton Zugo si evince inoltre che la reclamante è confrontata con 39 pro-
cedure esecutive attive per l'importo totale di CHF 1'057'199.42 (dedotte le 9 pro-
cedure per cui gli importi posti in esecuzione sono stati pagati dalla reclamante, cfr. 
act. B.N). Per quanto riguarda le procedure esecutive figuranti nell'estratto esecu-
tivo del Canton Zugo, si osserva che 9 di queste sono giunte allo stadio del pigno-
ramento e 30 sono allo stadio della procedura d'opposizione. Si rileva pure che con-
tro la reclamante sono state avviate nel Cantone dei Grigioni procedure esecutive 
anche per piccoli importi quali: CHF 72.12 (procedura esecutiva n. Z.2._____), 
CHF 50.00 (procedura esecutiva n. Z.3._____), CHF 200.00 (procedura esecutiva 
n. Z.4._____), CHF 50.00 (procedura esecutiva n. Z.5._____), CHF 50.00 (proce-
dura esecutiva n. Z.6._____) e CHF 250.00 (procedura esecutiva n. Z.7._____). Lo 
stesso dicasi per le procedure esecutive registrate nel Canton Zugo, ove sono stati 
posti in esecuzione piccoli importi quali: CHF 250.00 (procedura esecutiva 
n. Z.8._____), CHF 50.00 (procedura esecutiva n. Z.9._____), CHF 277.15 (proce-
dura esecutiva n. Z.10._____) e CHF 200.00 (procedura esecutiva n. Z.11._____). 
Tali indizi lasciano desumere l'insolvibilità della società reclamante. A ciò nulla muta 
la tesi di quest'ultima, secondo cui essa avrebbe saldato i crediti delle tre commina-

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torie di fallimento emanate nei suoi confronti, così come quelli oggetto dei quattro 
attestati di carenza beni a suo carico. Non è di alcun ausilio per l'insorgente neppure 
il fatto di aver saldato parte delle procedure esecutive avviate nei suoi confronti. 
Quanto al fatto di interporre sistematicamente opposizione contro le esecuzioni, ciò 
costituisce un indizio di insolvibilità. In merito alla tesi della reclamante, secondo cui 
alcune delle esecuzioni figuranti nell'estratto esecutivo del Canton Zugo sarebbero 
garantite dalle partecipazioni detenute nel fondo J._____, si osserva quanto segue. 
Anzitutto si rileva che la reclamante ha prodotto: una lettera datata 28 giugno 2024 
– ricevuta e firmata dal direttore della J._____ – con cui quest'ultimo informava la 
reclamante di detenere 20'690.06 azioni della citata società, pari al 17.24% del 
capitale azionario totale, un documento intitolato "CONTRACT NOTE SHARE 
CERTIFICATE 013/2024" del 30 giugno 2024, uno scritto e-mail del 31 luglio 2024 
– che riporta in calce unicamente l'indicazione "Sincerely Monos J._____" – con cui 
il direttore della società reclamante viene informato di detenere 20'690.06 azioni 
della citata società per un valore di EUR 5'275'965.30, nonché il relativo "Fact 
Sheet" (cfr. act. B.S e B.V). A tal proposito, si osserva che la reclamante non ha 
prodotto alcun estratto del registro di commercio della J._____, sicché non è 
possibile verificare se la lettera del 28 giugno 2024, relativa alle azioni della J._____ 
detenute dalla società reclamante, sia stata firmata da una persona abilitata a 
rappresentare tale società. Occorre inoltre rilevare che quanto dichiarato nel citato 
scritto e-mail del 31 luglio 2024 costituisce una mera allegazione di parte, non 
sufficiente a dimostrare l'effettiva detenzione della reclamante di tali azioni per un 
valore di EUR 5'275'965.30, né la liquidità di tali attivi. Sussistono dubbi in relazione 
a quanto indicato nel citato scritto e-mail anche in ragione dell'indirizzo e-mail del 
mittente, K._____, membro della J._____, il quale riporta il nominativo della società 
appellante ("L._____", act. B.V), lasciando così intendere che si tratti di una società 
appartenente all'appellante o quantomeno al suo stesso gruppo. Inoltre, si osserva 
che le asserite azioni della J._____ detenute dalla reclamante non vengono neppure 
menzionate nell'unica dichiarazione d'imposta del 2022 da lei prodotta, nella quale 
sono invece stati indicati unicamente dei valori corrispondenti a quote di fondi 
investimento e a un prestito ("J._____, AF" e "J._____, Gl, Darl", cfr. act. B.S, pag. 6 
seg., modulo 13). Tuttavia, quandanche tali valori si riferissero ad azioni della 
J._____, l'importo complessivo indicato nella dichiarazione d'imposta 2022 pari a 
CHF 240'932.00 (CHF 145'010.00 + CHF 95'922.00) sarebbe in ogni caso inferiore 
rispetto all'importo di EUR 5'275'965.30 (cfr. act. B.S, pag. 6, modulo 13). Peraltro 
neppure quanto indicato nella lettera del 28 giugno 2024 in merito al numero di 
azioni della J._____ detenute dalla società reclamante corrisponderebbe a quanto 
riportato nella citata dichiarazione d'imposta del 2022. Nello specifico, dalla lettera 
del 28 giugno 2024 emerge che il numero di azioni detenute dalla reclamante 

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sarebbe pari a 20'690.06 (act. B.V), mentre stando alla dichiarazione delle imposte 
prodotta risulterebbe invece un numero di azioni superiore, pari a 243'140.76 
(147'219 + 95'921.76, cfr. act. B.S, pag. 6, modulo 13). In siffatte circostanze, 
quanto asserito dalla reclamante in merito al fatto che le partecipazioni detenute nel 
fondo J._____ costituirebbero una garanzia per i propri debiti non risulta verosimile. 
Inoltre, si rileva infine che la reclamante neppure ha indicato in che modo avrebbe 
potuto vendere e con ciò rendere immediatamente e concretamente disponibili le 
asserite azioni societarie. La liquidità di eventuali azioni societarie appare in ogni 
caso dubbia poiché al momento dell'inoltro del reclamo la società J._____, con sede 
a M._____, non era quotata in borsa ("The company is going to list until December 
2024 first months of 2025 […]", cfr. act. B.V). Si osserva che tuttora il codice ISIN 
Z.12._____ indicato nel "Fact Sheet" (act.  B.V) non corrisponde ad alcuno 
strumento finanziario quotato in borsa, ciò che neppure sostiene la reclamante in 
sede di reclamo. Visto quanto precede, non si ritiene verosimile che la reclamante 
detenga effettivamente azioni della società J._____ per un valore di 
EUR 5'275'965.30. 

La reclamante ha inoltre prodotto 7 avvisi di accredito della banca UBS Switzerland 
AG, versati in suo favore tra i mesi di gennaio e aprile 2024. Nello specifico, trattasi 
di un versamento di EUR 20'500.00, quattro di EUR 20'000.00 e due per l'importo 
di CHF 12'480.00. Ora, tali avvisi – nonché l'ulteriore documentazione prodotta – 
non forniscono al tribunale un quadro sufficiente della situazione finanziaria della 
reclamante. Essi non permettono in ogni caso né di accertare tutti i mezzi liquidi – 
ovverosia gli attivi immediatamente e concretamente disponibili – a disposizione 
della reclamante, né di stabilire l'ammontare complessivo dei debiti esigibili. Lo 
stesso dicasi per quanto riguarda il bilancio economico per l'anno contabile 2022, 
prodotto dalla reclamante. Anzitutto si osserva che tale documentazione, così come 
la dichiarazione d'imposta, non è attuale, riferendosi alla situazione economica della 
società reclamante nel 2022. Quanto al bilancio intermedio relativo al primo seme-
stre dell'anno contabile 2024 prodotto dalla società reclamante, si osserva che gli 
attivi liquidi ivi riportati non sono stati resi verosimili, essendo la loro esistenza e il 
loro ammontare suffragato esclusivamente dal bilancio stesso e mancando segna-
tamente agli atti estratti conto attuali o altri giustificativi che permettano riscontri 
oggettivi in merito alle relative posizioni. Ciò vale altresì per gli attivi indicati a bilan-
cio 2022 (cfr. per tutto quanto precede act. B.S). 

In siffatte circostanze, sussistono dunque motivi seri per dubitare che la reclamante 
disponga di mezzi liquidi sufficienti a estinguere i suoi debiti a medio termine. Non 
è pertanto possibile concludere sulla base degli atti che la reclamante sia solvibile. 

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Portando essa le conseguenze della mancanza di prove, si conclude che la recla-
mante non ha saputo rendere verosimile la sua solvibilità e che in concreto difetta il 
primo requisito cumulativo dell'art. 174 cpv. 2 LEF. 

4. Visto tutto quanto precede, il reclamo dev'essere dunque respinto e la dichia-
razione di fallimento del presidente del Tribunale regionale del 7 agosto 2024 con-
fermata. 

5. La tassa di giustizia per la procedura di reclamo, fissata in virtù degli artt. 52 
lett. b e 61 cpv. 1 OTLEF in CHF 500.00, è posta a carico della reclamante, soc-
combente, ai sensi dell'art. 106 cpv. 1 CPC, e compensata con l'anticipo di 
CHF 500.00 da lei versato (act. D.1). Mentre non si pone problema di un'indennità 
d'inconvenienza, giacché la resistente non ha formulato alcuna conclusione in tal 
senso nella risposta (act. A.2). 

12 / 12

Il Tribunale d'appello pronuncia:

1. Il reclamo è respinto.

2. La tassa di giustizia per la procedura di reclamo, di CHF 500.00, è posta a 
carico della A._____ e compensata con l'anticipo delle spese dello stesso 
importo da lei versato.

3. Non si assegnano indennità di inconvenienza.

4. [Rimedi giuridici]

5. [Comunicazione a:]