# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fd5aaf7d-1fab-5cc5-ac73-b43ea98644f8
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-03-30
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 30.03.2021 S 2019 96
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2019-96_2021-03-30.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 19 96

3a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

Presidenza Racioppi

Giudici von Salis e Audétat

Attuario Paganini

SENTENZA

del 30 marzo 2021

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali

A._____, 

patrocinato dall'avv. Leandro Noi, Lüthi & Partner,

ricorrente

contro

B._____ SA,

convenuta

concernente prestazioni assicurative LAMal

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I. Ritenuto in fatto:

1. Con decisione del 5 dicembre 2018 (in lingua tedesca) B._____ SA (qui di 

seguito: B._____) ha confermato ad A._____ il rifiuto di rimborso dei 

trattamenti medici avvenuti all'estero dal 30 marzo al 2 aprile 2015 presso 

la Casa di Cura "C._____", D._____ (IT), per l'importo complessivo di CHF 

20'981.20 conformemente ai conteggi del 24 e 26 agosto 2018. Secondo 

B._____ si tratterebbe di trattamenti volontari senza carattere d'urgenza 

dimostrato. 

2. In sede di opposizione alla decisione del 5 dicembre 2018, A._____ ha 

presentato le proprie osservazioni in data 7 gennaio 2019 e 11 febbraio 

2019. 

3. Il 30 gennaio 2019 B._____ ha inviato ad A._____ una traduzione, datata 

30 gennaio 2019, della decisone formale del 5 dicembre 2019.

4. Il ricorso di A._____ del 28 febbraio 2019 contro la decisione del 30 

gennaio 2019 è stato dichiarato inammissibile da questo Tribunale con 

sentenza S 19 20 del 4 novembre 2019, il quale ha ritenuto che la 

decisione del 30 gennaio 2019 in lingua italiana è una decisione formale 

(e non una su opposizione) praticamente identica a quella del 5 dicembre 

2018 in lingua tedesca.

5. Il 14 agosto 2019 B._____ ha emesso la decisione su opposizione, in cui 

ha respinto le opposizioni del 7 gennaio e 11 febbraio 2019 e confermato 

la decisione del 5 dicembre 2018 risp. 30 gennaio 2019. Nella motivazione 

B._____ ha negato il carattere d'urgenza e ritenuto che, secondo il suo 

medico di fiducia, al momento del ricovero A._____ sarebbe stato in buone 

condizioni generali, non avrebbe presentato sintomi specifici e nessun 

sanguinamento; inoltre, tutti i valori di laboratorio e la radiografia del torace 

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sarebbero stati nella norma. Il certificato medico del Dr. med. E._____ del 

12 dicembre 2018 menzionerebbe semplicemente che A._____ soffriva di 

un'intensa sintomatologia dolorosa, cosa che tuttavia non cambierebbe le 

sue buone condizioni cliniche. Di conseguenza, un rientro in Svizzera 

sarebbe stato ragionevole. Infine, la Casa di Cura "C._____" sarebbe un 

ente privato le cui prestazioni non sarebbero a carico dell'assicurazione 

obbligatoria delle cure medico-sanitarie.  

6. Avverso questa decisione su opposizione A._____ (qui di seguito: 

ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo il 28 risp. 29 

agosto 2019, chiedendo che la decisione del 14 agosto 2019 sia da 

ritenersi non vincolante, in via subordinata, che la decisione del 14 agosto 

2019 sia annullata e che i costi per i trattamenti del 30 marzo sino al 2 

aprile 2015 in Italia siano ripresi in via integrale dall'Assicuratore.

7. Nella presa di posizione del 21 ottobre 2019 B._____ (qui di seguito: 

convenuta) ha chiesto, per quanto pertinente nella presente causa S 19 

96, la conferma della decisione impugnata. 

II. Considerando in diritto: 

1.1. Il ricorrente è domiciliato nel Cantone dei Grigioni. Di conseguenza, è data 

la competenza territoriale di questo Tribunale delle assicurazioni per 

giudicare il ricorso contro la decisione su opposizione del 14 agosto 2019 

(cfr. art. 1 cpv. 1 della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; 

RS 832.10) in combinato disposto con l'art. 56 cpv. 1 e l'art. 58 cpv. 1 della 

Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali 

[LPGA; RS 830.1]). La competenza materiale di questo Tribunale 

discende dall'art. 57 LPGA in combinato disposto con l'art. 49 cpv. 2 lett. 

a della Legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). La 

legittimazione del ricorrente è pacifica (cfr. art. 59 LPGA). Il ricorso 

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risponde ai requisiti formali e temporali (cfr. 1 cpv. 1 LAMal in combinato 

disposto con l'art. 61 lett. b LPGA e l'art. 60 LPGA), per cui esso è 

ricevibile. 

1.2. Impugnata è la decisione su opposizione del 14 agosto 2019. Con 

decisione S 19 20 del 4 novembre 2019 di questo Tribunale (passata in 

giudicato) il ricorso contro la decisione del 30 gennaio 2019 – ritenuta 

solamente una traduzione della decisione formale in tedesco del 5 

dicembre 2018 – è stato dichiarato inammissibile. Di conseguenza, la 

decisione su opposizione del 14 agosto 2019 è a tutti gli effetti unico 

oggetto d'esame. Il petito principale del ricorrente di non ritenere 

vincolante tale decisione del 14 agosto 2019 è pertanto divenuto obsoleto 

e va respinto. Cionondimeno, in osservanza della massima inquisitoria 

(art. 61 lett. c LPGA), per il presente giudizio il Tribunale tiene conto anche 

degli scritti prodotti dalle parti nella procedura S 19 20, alle cui 

argomentazioni le parti hanno rinviato nei propri scritti di questa procedura.

1.3. Contrariamente alle allegazioni (non sufficientemente sostanziate e perciò 

ad ogni modo irricevibili) del ricorrente, non è ravvisabile un 

comportamento fazioso della convenuta nella procedura davanti ad essa 

nonché una lesione del diritto di essere sentiti da parte della stessa.

2. Controversa è la questione se la convenuta si è giustamente rifiutata di 

prendersi carico dei costi di CHF 20'981.20 (EUR 14'937.33) per il 

trattamento medico avvenuto dal 30 marzo al 2 aprile 2015 in Italia in 

favore del ricorrente, cittadino italiano residente in Svizzera in età 

lavorativa (imprenditore). Il trattamento è stato pagato alla relativa clinica 

dal ricorrente, che ha poi chiesto il rimborso qui in discussione alla 

convenuta. 

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3. Siccome la fattispecie presenta una dimensione internazionale, occorre 

considerare le relative norme di coordinamento. Il ricorrente non si è 

opposto all'applicazione del diritto svizzero da parte della convenuta 

nell'esame del diritto al rimborso dei costi per il relativo trattamento 

all'estero, anzi, egli stesso argomenta principalmente poggiando sulle 

rispettive disposizioni svizzere. Per ragioni argomentative, dapprima si 

esaminerà un diritto al rimborso secondo il diritto svizzero. 

4. Giusta l'art. 25 LAMal l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-

sanitarie assume i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare 

una malattia e i relativi postumi (cpv. 1). Queste prestazioni comprendono, 

fra le altre, gli esami e le terapie ambulatoriali, in ospedale o in una casa 

di cura, nonché le cure in ospedale dispensate dal medico, dal 

chiropratico, o da persone che effettuano prestazioni previa prescrizione 

o indicazione di un medico o di un chiropratico (cpv. 2 lett. a). La LAMal è 

retta dal principio di territorialità. Tuttavia, a norma dell'art. 34 cpv. 2 lett. a 

LAMal il Consiglio federale può prevedere che l’assicurazione obbligatoria 

delle cure medico-sanitarie assuma i costi delle prestazioni di cui all'art. 

25 cpv. 2 fornite all'estero per motivi d’ordine medico o nell’ambito della 

cooperazione transfrontaliera ad assicurati residenti in Svizzera. Sulla 

base di questa delega di competenza, l'autorità esecutiva ha previsto 

eccezioni disciplinate all'art. 36 dell'Ordinanza sull’assicurazione malattie 

(OAMal; RS 832.102). Giusta l'art. 36 cpv. 2 OAMal l'assicurazione 

obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi dei trattamenti 

effettuati all'estero in caso d'urgenza. Esiste urgenza se l'assicurato che 

soggiorna temporaneamente all'estero necessita di un trattamento medico 

e se il rientro in Svizzera è inappropriato. Non esiste urgenza se 

l'assicurato si reca all'estero allo scopo di seguire questo trattamento. 

Decisiva è la circostanza che l'assicurato necessita, subito e in maniera 

imprevista, di un trattamento all'estero (cfr. DTF 146 V 152 consid. 10.3; 

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STF 9C_202/2015 consid. 3.2). L'esame del carattere urgente di un 

intervento spetta in primo luogo al medico che sulla base delle sue 

conoscenze specialistiche può giudicare meglio la situazione di 

emergenza sanitaria. Il giudice deve poi esaminare la correttezza 

dell'operato del medico alla luce delle esigenze poste dall'art. 36 cpv. 2 

OAMal. A tal fine, egli deve in particolare esaminare la situazione sulla 

base delle conoscenze esistenti al momento topico (per analogia DTF 138 

V 510 consid. 5.8; STF 9C_137/2020 consid. 5). Non vi è un caso 

d'emergenza se può essere preteso un viaggio di ritorno. L'esigibilità del 

viaggio di ritorno va analizzata in base a tutte le circostanze del singolo 

caso, quali l'esigibilità di un rientro dal punto di vista medico, i costi per il 

viaggio di ritorno in rapporto ai costi di trattamento, la possibilità di un 

trattamento in Svizzera e le conseguenze di un rientro (peggioramento 

dello stato di salute a causa del rinvio del trattamento) (cfr. STA 

9C_1009/2010 consid. 2.2 seg.).  

5. Nel caso di specie non è contestata dalle parti la necessità di procedere al 

relativo intervento. Da affrontare nel seguito è piuttosto la questione 

principale del litigio, ovvero il presupposto dell'urgenza. 

6. Fondandosi sulla valutazione del suo medico di fiducia Dr. med. F._____, 

la convenuta ritiene che il criterio dell'urgenza non sia dato, siccome 

stando ai rapporti medici un viaggio di ritorno in Svizzera sarebbe stato 

ragionevole. A mente del medico di fiducia, stando agli atti l'intervento 

sarebbe stato pianificato e non d'emergenza. Secondo il medico di fiducia, 

i forti dolori dichiarati dal ricorrente non sarebbero stati confermati da un 

medico. All'ingresso in clinica il ricorrente sarebbe stato in buone 

condizioni generali, asintomatico e non vi sarebbero state complicazioni 

(nessun sanguinamento). Tutti i valori di laboratorio e la radiografia del 

torace sarebbero stati nella norma (cfr. 10 convenuta risp. doc. 12 

ricorrente). Nella presa di posizione complementare del 27 marzo 2019, in 

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risposta alle osservazioni di opposizione del ricorrente, il medico di fiducia 

ha aggiunto che il certificato del chirurgo operante (Dr. med. E._____) del 

12 dicembre 2018 menzionerebbe soltanto che il ricorrente aveva forti 

dolori. Ciò, sempre stando al medico di fiducia, non cambierebbe nulla alle 

riscontrate buone condizioni cliniche generali del ricorrente. Di 

conseguenza, il medico di fiducia ha ribadito che un rientro in Svizzera 

sarebbe stato accettabile secondi i rapporti (cfr. doc. 30 convenuta risp. 

doc. 12 ricorrente). 

7. Il ricorrente obietta, innanzitutto, che l'unica indicazione di sanguinamento 

concerne il periodo postoperatorio. Senza nessuna prova la convenuta 

riterrebbe che non vi fosse stato un sanguinamento preoperatorio. Il 

ricorrente afferma di essere stato oggettivamente e clinicamente colpito 

da insostenibili, dolorose e impreviste problematiche, tant'è che il medico 

curante avrebbe ordinato l'immediato ricovero e intervento chirurgico. A 

causa della situazione di dolore dovuta alla particolare patologia rilevata 

dai medici sarebbe stato impossibilitato a muoversi, stare seduto e, in 

specie, a essere trasportato; un trasferimento in tali condizioni sarebbe 

stato da ritenersi più che inappropriato e (umanamente) non esigibile. Ciò 

a prescindere dal suo stato generale di salute. Come indicato dal Dr. med. 

E._____ nel certificato medico del 18 settembre 2018, il ricorrente al 

momento del ricovero sarebbe risultato "affetto da marcata sintomatologia 

dolorosa con indicazione a sollecito a intervento chirurgico". Stando al 

ricorrente, la convenuta avrebbe interpretato erroneamente il foglio 2 del 

Diario clinico, in cui si parla di "buone condizioni generali". Questa 

dichiarazione sarebbe soltanto un accertamento sull'idoneità del ricorrente 

a sottoporsi alla relativa operazione. Inoltre, nel formulario "Trattamento 

medico all'estero" del 12 luglio 2016 il ricorrente stesso avrebbe indicato 

"forte acutizzazione del dolore". Il ricorrente sostiene poi di aver dovuto 

rinunciare a un viaggio di famiglia previsto per il giorno successivo. Il 

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soggiorno a D._____ sarebbe stato dovuto a legittimi motivi di lavoro e di 

imminente partenza per le vacanze dall'aeroporto di D._____, pienamente 

in linea con le sue regolari attività. 

8. Stando agli atti, il ricorrente è stato sottoposto a un intervento presso la 

Casa di Cura "C._____", D._____, di emorroidectomia secondo Milligan-

Morgan, sfinterotomia parziale interna bassa e escissione del polipo a 

causa di emorroidi essenziali di 3. grado, ragade della commissura 

posteriore e polipo fibroso del canale anale. Il ricorrente è stato ricoverato 

lunedì 30 marzo (giorno dell'operazione) e dimesso mercoledì 1. aprile 

2015 (cfr. doc. 3 convenuta). In primo luogo, si osserva che, sebbene sia 

domiciliato a G._____, il ricorrente possiede un appartamento a D._____ 

e per sua stessa ammissione anche il suo medico di fiducia – non 

espressamente nominato agli atti – si trova a D._____ (cfr. doc. 5 

ricorrente; cfr. anche doc. 4 ricorrente). Egli ha inoltre dichiarato di trovarsi 

in Italia per lavoro e vacanza. Il ricorrente è un imprenditore la (le) cui 

società si trova (trovano) (anche) in Italia. Sebbene secondo la dottrina 

dominante anche un lungo soggiorno per lavoro vada ancora ritenuto 

temporaneo ai sensi dell'art. 36 OAMal (cfr. EUGSTER, in: Meyer (ed.), So-

ziale Sicherheit, Band XIV, 3. ed. 2016, n. marg. 544 pag. 575), esistono 

perlomeno dei dubbi che il ricorrente si trovava solo temporaneamente a 

D._____, per cui sembra già mancare il requisito del soggiorno 

temporaneo all'estero. Ma soprattutto, non appare adempito con il grado 

di verosimiglianza preponderante (usuale nelle assicurazioni sociali) il 

presupposto dell'urgenza, come verrà esposto qui di seguito. Il medico di 

fiducia della convenuta ha rilevato che, al momento dell'entrata in 

ospedale, il ricorrente era in buone condizioni generali e che non vi erano 

complicazioni. In effetti, stando al diario clinico (per quanto leggibile [doc. 

3 convenuta]) il ricorrente è entrato in clinica in buone condizioni generali 

e non vi era una controindicazione all'intervento. Inoltre, anche nel diario 

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infermieristico (per quanto leggibile [doc. 3 convenuta]) non sono stati 

segnalati problemi urgenti al momento dell'ingresso in clinica. Si noti tra 

parentesi che nella cartella infermieristica (doc. 3 convenuta) figura un 

timbro di un altro paziente sulla pagina 2 e 3, ma nonostante questo errore, 

si tratta evidentemente della cartella del ricorrente (che peraltro porta la 

sua firma). In più, pure la diagnostica per immagini (radiografia del torace) 

di lunedì 30 marzo 2015 non ha evidenziato complicazioni importanti 

all'ingresso in clinica (cfr. doc. 3 convenuta). Il ricorrente osserva, a 

ragione, che da queste descrizioni non è dato concludere che non vi fosse 

l'esigenza di procedere all'operazione in discussione. Come anticipato, la 

necessità dell'intervento in oggetto è indiscussa. Tuttavia, il ricorrente non 

solo non è in grado di comprovare la necessità impellente, ossia l'urgenza 

di tale intervento, ma – come meglio si vedrà qui di seguito – non riesce 

nemmeno a inficiare con probabilità preponderante la conclusione della 

convenuta (risp. del suo medico di fiducia) secondo cui il relativo intervento 

è stato persino programmato. Dal diario clinico (v. anche anamnesi 

patologica prossima) si evince che il ricorrente è un paziente noto alla 

Casa di Cura "C._____" per precedenti ricoveri e visite. Già nel 2014 egli 

si era sottoposto presso detta clinica a divulsione anale su riscontro di 

ragade anale (cfr. doc. 5 convenuta). Nel certificato del 18 settembre 2018 

(doc. 17 convenuta) il Dr. med. E._____, il quale ha eseguito la succitata 

operazione, ha attestato che a causa della ragade anale al momento del 

ricovero il ricorrente sarebbe risultato affetto da marcata sintomatologia 

dolorosa con indicazione a sollecito a intervento chirurgico, come sarebbe 

ampiamente descritto nella cartella clinica. Nella precisazione del 12 

dicembre 2018 (doc. 17 convenuta) il Dr. med. E._____ ha confermato che 

"l'intensa sintomatologia dolorosa, a carattere rapidamente ingravescente, 

poneva indicazione a sollecito intervento chirurgico sconsigliando il 

trasferimento del paziente in altra sede". Queste affermazioni del medico 

curante confermano tuttalpiù la necessità dell'intervento, ma non sono in 

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grado di avvalorarne l'urgenza. Il trasferimento del ricorrente in altra sede 

è stato (soltanto) sconsigliato e in più si tratta di una dichiarazione 

retrospettiva rilasciata più di tre anni dopo l'intervento. Quantunque il 

ricorrente nel formulario assicurativo datato 12 luglio 2016 (doc. 5 

convenuta) alla domanda n. 6 ("è stato vittima di una malattia improvvisa 

o di un infortunio?") abbia inoltre dichiarato che il dolore si è fortemente 

acuito, non dimostra l'urgenza dell'intervento. L'urgenza dell'intervento 

non è nemmeno dimostrata per mezzo delle attestazioni infermieristiche 

della relativa clinica secondo cui il ricorrente è stato valutato a rischio 

cadute (cfr. doc. 13 ricorrente). Oltretutto, la ricostruzione dei fatti del 

ricorrente è lacunosa. Stando alla sua dichiarazione e a quella della moglie 

del 13 dicembre 2018 (cfr. doc. 4 e 5 ricorrente), dopo essere stato visitato 

dal suo medico egli sarebbe stato immediatamente ricoverato presso la 

clinica "C._____", dove sarebbe stato operato il giorno successivo. La 

moglie del ricorrente conferma che la crisi causata dalla ragade anale 

accusata domenica 29 marzo 2015 è stata improvvisa e con dolori molto 

forti. Secondo le dichiarazioni del ricorrente, il suo medico di fiducia lo 

avrebbe visitato domenica 29 marzo 2015 e immediatamente indirizzato 

dalla rispettiva clinica. Riguardo a questa ricostruzione dei fatti, va detto, 

in primo luogo, che manca un rapporto del medico di fiducia del ricorrente 

da cui figuri che questi abbia immediatamente mandato il ricorrente dallo 

specialista per l'operazione. In secondo luogo, si rileva che stando agli atti 

clinici il ricorrente è entrato in clinica lunedì 30 marzo 2015, quindi soltanto 

il giorno dopo la presunta visita presso il suo medico di fiducia. Stando al 

rispettivo rapporto (doc. 3 convenuta), l'intervento è avvenuto tra le 15:50 

e le 16:10 di lunedì 30 marzo 2015. Stando alle summenzionate 

dichiarazioni del ricorrente e della moglie, nel periodo cruciale il ricorrente 

si trovava a D._____ in procinto di partire in vacanza per l'Oman con tutta 

la famiglia. Egli sarebbe dovuto partire apparentemente il 30 marzo 2015 

(o nei giorni successivi). A mente della moglie, ella e il resto della famiglia 

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sarebbero partiti comunque, in seguito alla notizia che l'intervento era 

andato a buon fine. Se il ricorrente fosse in grado di dimostrare la 

prenotazione del viaggio in Oman e il fatto che non abbia intrapreso questo 

viaggio a causa della crisi dolorosa e/o se egli potesse produrre un 

attestato del medico di fiducia in cui si confermi il trasferimento d'urgenza 

in clinica, riuscirebbe probabilmente a fugare i dubbi sul fatto che 

l'intervento sia avvenuto d'urgenza risp. non sia stato programmato. Ma in 

assenza di tali prove – che, se possibili, il ricorrente avrebbe dovuto 

esibire, conformemente all'obbligo di collaborare al rilevamento della 

fattispecie (art. 61 lett. c LPGA) – gli elementi agli atti militano con il grado 

di probabilità preponderante in favore di un intervento programmato. Posto 

ciò, nulla cambia il fatto che, come affermato dal ricorrente, con la 

patologia in questione sarebbe stato fortemente sconsigliato qualsiasi 

spostamento, sia in auto sia in treno o in aereo, perché avrebbe 

comportato un'acutizzazione del dolore. Dal momento infatti che la 

programmazione dell'intervento per la data menzionata appare altamente 

probabile, in questo caso è ininfluente il fatto che, prima dell'intervento, i 

dolori potevano effettivamente essere avanzati a tal punto da impedire 

spostamenti su lunghe distanze. Riepilogando, l'urgenza dell'intervento 

non è corroborata da documenti in tempo reale e dagli atti risulta più 

altamente probabile che il ricorrente si trovasse a D._____ (anche) per 

eseguire l'intervento in discussione e che questo sia stato dunque 

programmato piuttosto che dovuto a un'emergenza. 

9. Vista questa propria conclusione del Tribunale fondata sugli atti, non sono 

(più) pertinenti le critiche sulle carenze linguistiche sollevate dal ricorrente 

nei confronti della convenuta e del suo medico di fiducia. Inoltre, non è 

data l'asserita lesione del principio inquisitorio spettante alla convenuta 

secondo l'art. 43 cpv. 1 LPGA, siccome non si comprende a quali ulteriori 

analisi o richieste complementari essa avrebbe dovuto procedere. Dal 

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momento poi che non è data l'urgenza del trattamento, non occorre 

procedere all'esame dei presupposti di efficacia, appropriatezza ed 

economicità delle relative prestazioni giusta l'art. 32 cpv. 1 LAMal. 

10. Ne consegue che il presupposto dell'urgenza giusta l'art. 36 cpv. 2 OAMal 

con altra probabilità non appare adempito. Di conseguenza, il rifiuto del 

rimborso in base al diritto svizzero appare corretto. 

11. Resta ancora da chiarire se è dato procedere all'esame del rimborso in 

base al diritto di coordinamento. 

Giusta l'art. 19 cpv. 1 del Regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento 

europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo al coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale (Regolamento (CE) n. 883/2004; RS 

0.831.109.268.1) [Regolamento di base], fatte salve disposizioni contrarie 

del cpv. 2, la persona assicurata e i suoi familiari che dimorano in uno 

Stato membro diverso dallo Stato membro competente hanno diritto alle 

prestazioni in natura che si rendono necessarie sotto il profilo medico nel 

corso della dimora, tenuto conto della natura delle prestazioni e della 

durata prevista della dimora. Tali prestazioni sono erogate per conto 

dell’istituzione competente dall’istituzione del luogo di dimora, ai sensi 

delle disposizioni della legislazione che essa applica, come se gli 

interessati fossero assicurati in virtù di tale legislazione. Secondo l'art. 25 

del Regolamento (CE) n. 987/2009 nella versione dell'Allegato II 

all'Accordo tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità 

europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle 

persone (RS 0.831.109.268.11) [Regolamento d'applicazione] le 

prestazioni in natura di cui all’art. 19 cpv. 1 del Regolamento di base si 

riferiscono alle prestazioni in natura erogate nello Stato membro di dimora, 

conformemente alla legislazione di quest’ultimo, che si rendono 

necessarie sotto il profilo medico affinché la persona assicurata non sia 

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costretta a ritornare nello Stato membro competente per ricevere le cure 

necessarie prima della conclusione prevista del suo soggiorno (cpv. 3). Se 

la persona assicurata ha effettivamente sostenuto totalmente o in parte le 

spese delle prestazioni in natura erogate nel quadro dell’art. 19 del 

Regolamento di base e se la legislazione applicata dall'istituzione del 

luogo di dimora consente il rimborso di tali spese alla persona assicurata, 

quest'ultima può inoltrare domanda di rimborso all'istituzione del luogo di 

dimora. In tal caso, questa le rimborsa direttamente l'importo delle spese 

che corrispondono a tali prestazioni nei limiti e alle condizioni tariffarie di 

rimborso della sua legislazione (cpv. 4). Se il rimborso di tali spese non è 

stato richiesto direttamente presso l'istituzione del luogo di dimora, le 

spese sostenute sono rimborsate alla persona interessata dall'istituzione 

competente secondo le tariffe di rimborso applicate dall'istituzione del 

luogo di dimora, oppure gli importi che sarebbero stati oggetto di rimborso 

all'istituzione del luogo di dimora, qualora fosse applicato l’art. 62 del 

Regolamento d'applicazione nel caso in questione. L'istituzione del luogo 

di dimora fornisce all'istituzione competente che ne fa richiesta le 

informazioni necessarie su dette tariffe o importi (cpv. 5). In deroga al cpv. 

5, l'istituzione competente può procedere al rimborso dei costi sostenuti 

nei limiti e alle condizioni tariffarie di rimborso previste dalla sua 

legislazione, a condizione che la persona assicurata acconsenta 

all'applicazione di questa disposizione (cpv. 6). Giusta la cifra 5.3 della 

Guida sull'assicurazione malattia in relazione all'UE/AELS e 

sull'assistenza in materia di prestazioni a persone assicurate 

obbligatoriamente in svizzera per le cure medico-sanitarie (edita 

dall'Istituzione comune LAMal, stato al 21 dicembre 2020 [disponibile solo 

in tedesco], in seguito: Guida LAMal) i tre presupposti (cumulativi) per il 

rimborso dei costi in caso di soggiorno temporaneo in uno stato UE/AELS 

sono dunque la necessità medica (1) in considerazione della durata del 

soggiorno (2) e del tipo di prestazioni (3). Il criterio più importante è quello 

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della necessità medica e in tale contesto l'apprezzamento medico svolge 

un ruolo fondamentale. Secondo la Guida LAMal, di norma vengono 

assunti costi per trattamenti che non possono essere rinviati al momento 

previsto per il rientro nel paese di residenza. Il trattamento medico deve 

consentire l'imminente rientro nel paese di residenza, affinché ivi possa 

essere effettuato il vero e proprio trattamento o continuato il trattamento 

(per quanto necessario). La dottrina precisa, in particolare, che il 

trattamento non può essere lo scopo del soggiorno all'estero. La necessità 

medica è data, se dovendo attendere fino al viaggio di rientro c'è da 

aspettarsi il rischio di un peggioramento della malattia, o addirittura di un 

danno irreversibile alla salute (cfr. EUGSTER, op. cit., n. marg. 578 seg.).

12. L'art. 19 Regolamento di base non prevede esplicitamente il requisito 

dell'urgenza. Ma siccome nei considerandi precedenti è stata negata 

l'urgenza del trattamento poiché questo è stato molto probabilmente 

programmato, non sono nemmeno adempiti i presupposti dell'art. 19 cpv. 

1 Regolamento di base. Ciò anche perché il soggiorno del ricorrente a 

D._____ è da ritenersi non tanto temporaneo quanto piuttosto abituale, 

visto quanto già considerato sopra (cfr. EUGSTER, op. cit., n. marg. 577 

pag. 585). Essendo la fattispecie fuori del quadro dell’art. 19 cpv. 1 del 

Regolamento di base, non occorre quindi valutare un diritto al rimborso 

secondo le tariffe italiane o svizzere giusta l'art. 25 cpv. 5 risp. 6 

Regolamento d'applicazione. Accertato che non è dato un rimborso né in 

base al diritto di coordinamento risp. all'assistenza reciproca 

internazionale in materia di prestazioni (art. 19 Regolamento di base e art. 

25 Regolamento d'applicazione) né secondo quello svizzero (art. 36 

OAMal), non bisogna esaminare la questione se la Casa di Cura 

"C._____" sia un ente privato o meno (se detta clinica non fosse un 

prestatore riconosciuto dal sistema sociale italiano di copertura sanitaria, 

un rimborso sarebbe possibile soltanto nei limiti dell'art. 36 OAMal; se per 

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contro detta struttura ha fornito le proprie prestazioni nell'ambito di tale 

sistema, la domanda di rimborso soggiace alle disposizioni sull'assistenza 

reciproca internazionale in materia di prestazioni [cfr. EUGSTER, op. cit., n. 

marg. 583 pag. 586; STF 9C_562/2010 consid. 5.3 sulla base del diritto di 

coordinamento anteriore]). Non è pertanto necessario un rinvio dell'incarto 

alla convenuta perché verifichi tale aspetto. 

13. La convenuta ha dunque giustamente rifiutato l'assunzione dei costi del 

trattamento effettuato all'estero. Il ricorso va pertanto respinto e 

l'impugnata decisione su opposizione confermata. 

14. Giusta l'art. 61 lett. fbis LPGA in caso di controversie relative a prestazioni, 

la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; 

se la singola legge non lo prevede, il tribunale può imporre spese 

processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato. 

In questo caso, non si ravvisa un comportamento temerario o sconsiderato 

da parte del ricorrente, per cui per la presenta procedura non vengono 

prelevate spese. Inoltre, alla convenuta, che non ha chiesto un indennizzo 

a titolo di ripetibili, non vengono assegnate ripetibili. 

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Non si prelevano spese.

3. Non sono assegnate ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]