# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f58eccb1-dc08-5b5c-b6ab-6b73db79cd77
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-10-20
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 20.10.2023 14.2023.63
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2023-63_2023-10-20.html

## Full Text

CO 1RE 1

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  14.2023.63

  	
  Lugano

  20 ottobre 2023 

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Bertoni

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa SO.2022.5604 (rigetto provvisorio dell’opposizione) della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 24 novembre
2022 dall’

 

	
   

  	
   

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 5 giugno 2023 presentato da RE 1 contro la
decisione emessa il 16 maggio 2023 dal Pretore;

 

 

ritenuto in fatto e in
diritto:

 

                                         che
con precetto esecutivo n. __________ emesso il 13 ottobre 2022 dalla sede di
Lugano dell’Ufficio d’esecuzione, l’CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 26'726.15
oltre agli interessi del 5% dal 17 agosto 2020, indicando quale causa del
credito il “Mancato pagamento
nota professionale/riconoscimento di debito”;

 

                                         che avendo RE 1 interposto opposizione al
precetto esecutivo, con istanza del 24 novembre 2022 l’CO 1 ne ha chiesto il
rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5;

                                         che
nel termine impartito, la convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni
scritte del 27 dicembre 2022;

 

                                         che
con replica spontanea del 10 gennaio 2023 l’CO 1 ha ribadito il suo punto di
vista;

 

                                         che
statuendo con decisione del 16 maggio 2023, il Pretore ha parzialmente
accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’oppo­­sizione interposta
dalla convenuta per fr. 26'726.15 oltre agli interessi del 5% dal 1°
ottobre 2022 (anziché per fr. 26'725.15 oltre agli interessi del 5% dal 17
agosto 2020), ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 200.– e un’indennità
di fr. 500.– a favore dell’istante;

 

                                         che
contro la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa
Camera con un reclamo del 5 giugno 2023 chiedendo di giudicare “la
richiesta di danaro dell’CO 1 in base alle sue prestazioni”, “l’equivoco di fondo
del contratto per la causa di divorzio, ovvero la vera natura della causa” e “la possibilità di “stralciare”
il precetto esecutivo escluse le spese che sono pronta ad assumermi”;

 

                                         che la sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett.
e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso;

 

                                         che
pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è
impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC);

                                         che
nel caso specifico l’avviso di ritiro della raccomandata con-tenente la sentenza
impugnata è stato depositato nella casella postale di RE 1 il 19 maggio 2023
(v. tracciamento della raccomandata n. __________);

                                         che
la destinataria l’ha ritirata soltanto il 2 giugno 2023;

                                         che, tuttavia, in caso d’invio postale
raccomandato non ritirato, la notificazione si considera
avvenuta il settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso, sempre che il
destinatario dovesse aspettarsi una notificazione (art. 138 cpv. 3 lett. a CPC;
tra tante: sentenza della CEF 14.2023.4 del 21 giugno 2023);

                                         che
in concreto RE 1 doveva aspettarsi la notificazione della decisione, siccome
aveva presentato osservazioni l’istanza (nello stesso senso: sentenza della CEF
14.2022.22 del 27 febbraio 2022);

                                         che il termine di ricorso ha quindi iniziato
a decorrere il giorno successivo alla scadenza del termine di giacenza postale,
il 27 maggio 2023, ed è scaduto lunedì 5 giugno (art. 142 cpv. 1 CPC per il
rinvio dell’art. 31 LEF);

                                         che
consegnato alla posta solo il 10 giugno (come risulta dall’ade­sivo sulla busta
d’invio), il reclamo è tardivo (art. 143 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF) e
pertanto inammissibile, ciò che va accertato d’ufficio (art. 60 CPC);

                                         che
non è d’altronde possibile considerare la data del 1° giugno 2023 come data di
notifica, come lo pretende implicitamente la reclamante (“il presente reclamo è effettuato entro i 10gg dal
timbro postale del 1.6.2023”);

                                         che infatti la finzione dell’art. 138 cpv. 3 lett. a CPC di notifica
del­l’atto raccomandato il settimo giorno di giacenza postale vale anche quando
la posta, di sua iniziativa, accordi un termine di ritiro più lungo e l’invio
venga ritirato solo l’ultimo giorno di questo termine, come pure quando il
destinatario abbia ordinato la trattenuta delle raccomandate presso l’ufficio
postale (DTF 127 I 31, consid. 2/b; 123 III 492 consid. 1, pag.
493; già citata sentenza della CEF
14.2023.4 pag. 3 con rinvii), poiché né la posta né il destinatario possono
disporre a loro piacimento dei termini fissati dalla legge;

ch’essendo
il reclamo tardivo, non è possibile entrare nel merito delle richieste di RE 1,
le quali, per quanto è dato di capire, esulano comunque sia dalla competenza
della Camera quale autorità giudiziaria superiore, chiamata solo a statuire
sulle censure del reclamante – in concreto inesistenti – in merito alla
questione del rigetto dell’opposizione oggetto della decisione impugnata;

                                         che la tassa del
presente giudizio, stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF
(RS 281.35), segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC);

                                         che
non si pone invece problema d’indennità, il reclamo non essendo stato
notificato alla controparte per osservazioni;

                                         che circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 26'726.15, non raggiunge la
soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1
lett. b LTF.

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è irricevibile.

 

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 100.– relative al presente giudizio,
già anticipate dalla reclamante, sono poste a suo carico. 

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   ;

  –    .

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                            La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF
(art. 113 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie
(art. 46 cpv. 1 LTF).