# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e2297e42-0ad8-5ee2-9df0-4bb25bab7044
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-12-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.12.2014 35.2014.95
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-95_2014-12-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2014.95

   

  LG/sc

  	
  Lugano

  17 dicembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 ottobre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 15 settembre 2014 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 4 agosto 2011 RI 1uso,
dipendente della __________, in qualità di consulente automobilistico, e, perciò
assicurato d’obbligo contro gli infortuni, mentre stava rilevando, su un
cantiere, alcune misure riguardanti i serramenti è scivolato picchiando, sullo
spigolo del muro, la mano sinistra (doc. 3).

 

                                         A causa di questo evento
il Dr. __________, nello scritto dell’11 novembre 2011, ha diagnosticato una “paresi del nervo ulnare a sinistra” (doc. 6).

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 26 giugno 2014,
l’amministrazione ha negato la propria responsabilità relativamente ai disturbi
della mano sinistra (doc. 70).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposa dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato (cfr. doc. 73), in data 15
settembre 2014 l’CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione
(doc. 75).

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 16
ottobre 2014 RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1 ha chiesto
l’annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento a favore
dell’assicurato del diritto al versamento di prestazioni (doc. I).

 

                                         Il ricorrente ha lamentato
un accertamento lacunoso della fattispecie. A suo dire l’amministrazione non ha
eseguito “tutti gli accertamenti del caso atti a permettere la formulazione
di una chiara diagnosi in merito all’origine (infortunistica o meno) dei
disturbi lamentati dal signor __________ al dito mignolo della mano sinistra”
(doc. I, pag, 9).

                                                                                                                         

                                         Secondo l’avv. RA 1, alla
luce della documentazione medica agli atti, l’infortunio del 4 agosto 2011 è,
con probabilità preponderante, la causa dei disturbi dell’assicurato “che
prima di allora non aveva mai sofferto di alcun disturbo/problema al dito
mignolo della mano sinistra” (doc. I, pag. 9/10).

 

                               1.4.   L’avv. RA 2, a nome e per
conto dell’CO 1, in risposta, ha chiesto che l’impugnativa venga respinta con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr.
doc. III). 

 

                               1.5.   Con lo scritto del 24
novembre 2014 l’avv. RA 1 ha comunicato di non avere altri mezzi di prova e di
riconfermarsi nelle proprie conclusioni ricorsuali (doc. V).

 

                                         Il doc. V è stato
inviato per conoscenza all’avv. __________ (doc. VI).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto del contendere è la questione a sapere se l’CO 1
era legittimata a negare l’esistenza di un nesso causale naturale tra i
disturbi alla mano sinistra e l’evento infortunistico del 2011, oppure
no. 

 

                               2.3.   Secondo l’art. 6 cpv. 1
LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni
assicurative sono effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non
professionali e di malattie professionali.

 

                                         Il diritto alle
prestazioni risultante da un infortunio assicurato presuppone l’esistenza di un
nesso di causalità naturale tra l’evento dannoso e il danno alla salute.
Questa condizione é adempiuta qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una conditio sine qua non del danno. È questione di
fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un
nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (DTF 129 V
177 consid. 3. p. 181, 402 consid. 4.3 p. 406). 

 

                               2.4.   Se un infortunio ha
semplicemente scatenato un processo che sarebbe comunque insorto anche senza
questo evento, il nesso di causalità naturale tra i disturbi accusati
dall’assicurato e l’infortunio deve essere negato se lo stato morboso
preesistente é ritornato ad essere quello che era prima dell’infortunio (status
quo ante) oppure se ha raggiunto lo stadio che sarebbe prima o poi
subentrato anche senza l'infortunio (status quo sine) (RAMI 1992 U 142
p. 75 consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von
Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici
svizzeri 71/1990, p. 1093). 

                                         Il solo fatto che la sintomatologia sia apparsa soltanto dopo un
infortunio, non basta per stabilire un rapporto di causalità naturale con
questo medesimo infortunio (ragionamento “post hoc, ergo propter hoc”;
cfr. DTF 119 V 335 consid. 2b/bb p. 341s.; RAMI 1999 U 341 p. 408s. consid.
3b). Occorre di principio ricercarne l’eziologia e verificare, su questa base,
l’esistenza del nesso di causalità con l’evento assicurato. Pertanto, in
materia d’infortunio del tipo “colpo di frusta” alla colonna cervicale, di
trauma equivalente oppure di trauma cranio-cerebrale,
senza dimostrazione di un sostrato organico oggettivabile, l’esistenza di un
legame causale naturale tra l’infortunio e l’incapacità lavorativa o di
guadagno, deve di principio essere ammessa in presenza di un quadro clinico
tipico caratterizzato da disturbi multipli, quali diffusi mal di testa, vomito,
vertigini, disturbi della concentrazione e della memoria, facile
stanchevolezza, disturbi visivi, irritabilità, labilità affettiva, depressione,
cambiamento della personalità, ecc.. L’esistenza di un infortunio di questo
tipo così come delle sue conseguenze, presuppone delle attendibili
certificazioni medico-specialistiche (cfr. DTF 119 V 335 consid. 1, 117 V 359
consid. 4b; in merito alle misure istruttorie necessarie, si veda la DTF 134 V
109 consid. 9 p. 122s.). 

 

                               2.5.   Il diritto alle prestazioni assicurative
presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra
l’evento dannoso e il danno alla salute. In caso di danno alla salute fisica,
il nesso di causalità adeguata é generalmente ammesso, dal momento in cui é
accertata la causalità naturale (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5b/bb p. 103). Per
contro, la giurisprudenza ha elaborato più criteri per valutare l’adeguatezza
del nesso di causalità tra un infortunio e dei disturbi psichici sviluppati
successivamente dalla vittima. Essa ha dapprima classificato gli infortuni in
tre categorie, a seconda della dinamica: gli infortuni insignificanti o leggeri
(per esempio, una caduta o scivolata banale), gli infortuni di media gravità e
gli infortuni gravi. Per procedere a tale classificazione, non si deve
considerare il modo in cui l’infortunio é stato vissuto dall’interessato ma
piuttosto l’evento traumatico in quanto tale da un punto di vista oggettivo. In
presenza di un infortunio di media gravità, occorre prendere in considerazione
un certo numero di criteri, di cui i più importanti sono: 

 

                                         -  le
circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o la particolare
spettacolarità dell'infortunio;

                                         -  la
gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate, segnatamente la
loro idoneità, secondo l'esperienza, a determinare disturbi psichici;

                                         -  la durata
eccezionalmente lunga della cura medica;

                                         -  i disturbi somatici
persistenti;

                                         -  la
cura medica errata che aggrava notevolmente gli esiti dell'infortunio;

                                         -  il
decorso sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute;

                                         -  il
grado e la durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche.

 

                                         Non in ogni caso è
necessario che tutti i criteri appena menzionati siano presenti. La presenza di
un unico criterio può bastare per ammettere l'adeguatezza del nesso di
causalità quando l'infortunio va classificato fra quelli al limite della
categoria degli eventi gravi. Per contro, in presenza di un infortunio che si
situa al limite di quelli insignificanti o leggeri, le circostanze da
considerare devono cumularsi oppure rivestire un'importanza particolare
affinché si possa ammettere il carattere adeguato del nesso di causalità (DTF
115 V 140s., consid. 6c/aa e bb e 409s., consid. 5c/aa e bb, 117 V 384, consid.
4c; RAMI 2002 U 449, p. 53ss. consid. 4a). 

 

                               2.6.   In presenza di un infortunio
del tipo “colpo di frusta” alla colonna cervicale, di un trauma equivalente
oppure di un trauma cranio-cerebrale, senza prova di deficit funzionale
organico, i criteri della causalità adeguata devono essere esaminati senza
differenziare le componenti psichiche da quelle somatiche, e ciò contrariamente
a quanto avviene trattandosi di disturbi psichici insorti a seguito di un
infortunio, per i quali vanno considerati unicamente gli aspetti organici (cfr.
DTF 127 V 102 consid. 5b/bb p. 103 e SVR 2007 UV 8 p. 27, consid. 2ss.). 

 

                               2.7.   Nella DTF 134 V 109, già
citata in precedenza, il Tribunale federale ha precisato, da più punti di
vista, la propria giurisprudenza riguardante la valutazione della causalità in
caso di disturbi organici non oggettivabili e, specificatamente, quella
elaborata in materia di traumi d’accelerazione al rachide cervicale, di traumi
equivalenti oppure di traumi cranio-cerebrali. 

                                         In quel giudizio, l’Alta
Corte ha innanzitutto confermato la necessità di procedere a un esame
particolare dell’adeguatezza in presenza di infortuni che hanno comportato tali
lesioni (consid. 7-9). Il Tribunale federale ha inoltre stabilito che non vi è
ragione di modificare i principi relativi alla classificazione degli infortuni
a seconda del loro grado di gravità e all’eventuale presa in considerazione di
ulteriori criteri nell’esame dell’adeguatezza a dipendenza della gravità
dell’infortunio (consid. 10.1). La Corte federale ha invece accresciuto le
esigenze relativamente alla prova dell’esistenza di una lesione in relazione di
causalità naturale con l’infortunio (consid. 9) e ha modificato in parte i
criteri di rilievo per l’adeguatezza (consid. 10). 

                                         Per quanto riguarda il
nesso di causalità naturale, il TF ha segnatamente ricordato che,
accanto ai casi in cui un chiaro miglioramento dello stato di salute subentra
già dopo breve tempo e che perciò pongono raramente dei problemi
nell’applicazione del diritto, vi sono i casi in cui i disturbi perdurano più a
lungo, sino alla loro cronicizzazione. Per questi ultimi, è indicato disporre
rapidamente - di regola dopo circa sei mesi di persistenza dei disturbi -, una
perizia pluri-/interdisciplinare (di tipo neurologico/ortopedico, psichiatrico
e, eventualmente, neuropsicologico; in caso di questioni specifiche e per
escludere diagnosi differenziali sono pure indicati accertamenti
otoneurologici, oftalmologici, ecc.), allestita da medici specialisti che
godono di un’esperienza specifica con questo genere di lesioni. Relativamente
alla causalità adeguata, l’Alta Corte ha rielaborato i criteri di rilievo,
principalmente quelli che contengono una componente temporale e, in secondo
luogo, quelli che nella pratica si sono dimostrati troppo poco chiari. Il
relativo nuovo elenco si presenta quindi nel modo seguente:

 

-  le circostanze concomitanti particolarmente
drammatiche o la          particolare spettacolarità dell'infortunio;

-  la gravità o particolare caratteristica delle
lesioni lamentate;

-  la specifica cura medica protratta e gravosa;

-  i notevoli disturbi;

-  la cura medica errata che aggrava notevolmente gli
esiti dell'infortunio;

-  il decorso sfavorevole della cura e le
complicazioni rilevanti             intervenute;

-  la rilevante incapacità lavorativa malgrado la
dimostrazione              degli sforzi compiuti. 

 

Nonostante ciò che precede, la giurisprudenza citata
al considerando 2.5. (DTF 115 V 133 e 403) si applica anche in caso di traumi
d’accelerazione al rachide cervicale, di traumi equivalenti oppure di traumi
cranio-cerebrali, se i disturbi psichici insorti dopo l’infortunio appaiono
chiaramente come un danno alla salute distinto e indipendente dal quadro
clinico tipico consecutivo a un trauma d’accelerazione al rachide cervicale, a
un trauma equivalente oppure a un trauma cranio-cerebrale (cfr. RAMI 2001 U 421
p. 79 consid. 2b). 

 

                               2.8.   La più recente giurisprudenza
federale applica la prassi relativa all’evoluzione psichica abnorme conseguente
a infortunio nei casi in cui l’esistenza dei disturbi denunciati
dalla persona assicurata é sì stata attestata da medici specialisti, ma non
oggettivata mediante accertamenti strumentali e radiologici scientificamente
riconosciuti. Secondo l’Alta Corte, in quei casi, l’assenza di postumi organici
oggettivabili non esclude a priori l’esistenza di un nesso di causalità
naturale con l’evento traumatico in questione (cfr. SVR 2012 UV n. 5 p. 17ss.
consid. 5.1 e riferimenti ivi menzionati). L’esame della causalità naturale
viene però momentaneamente sospeso, per procedere a un esame particolare
dell’adeguatezza del nesso causale. Se da tale esame emerge non essere dato il
necessario nesso di causalità adeguata, si può rinunciare a esperire ulteriori
indagini sulla questione della causalità naturale tra l’infortunio e i disturbi
lamentati (DTF 135 V 465 consid. 5.1). 

 

                                         Ad esempio,
questo principio é stato applicato dall’Alta Corte in una sentenza 8C_267/2009
del 26 gennaio 2010 consid. 4.3, riguardante dei disturbi visivi denunciati da
un assicurato che era stato spinto contro un muro da una terza persona. Ammessa
l’esistenza del nesso di causalità naturale in quanto attestata da due neuro-oftalmologi
attivi a livello universitario e constatata la mancata oggettivazione di un
danno alla salute organico, il TF ha esaminato il caso dal profilo della
causalità adeguata in applicazione della “psico-prassi” (e non di quella
relativa ai traumi cranio-cerebrali siccome l’assicurato aveva lamentato una
semplice contusione cranica), per giungere alla conclusione che l’adeguatezza
non era data. 

 

                                         In una
sentenza 8C_291/2012 dell’11 giugno 2012, la Massima Istanza ha deciso in
questo stesso modo, a proposito di una fattispecie in cui i disturbi lamentati
dall’assicurato all’arto inferiore sinistro, riferibili secondo gli
specialisti a un dolore neuropatico provocato dall’infortunio, non avevano potuto
essere oggettivati né neurologicamente né mediante esami strumentali per
immagini. 

                                         Infine, nella DTF 138 V
248, il Tribunale federale, modificando la propria giurisprudenza, ha stabilito
che in presenza di acufeni non attribuibili a un’affezione organica
oggettivabile, il nesso di causalità adeguata con l’infortunio non può essere
ammessa senza aver fatto l’oggetto di un esame particolare, al pari di quanto
avviene per altri quadri clinici senza prova di deficit organico.

 

                               2.9.   Nella presente fattispecie,
con la decisione su opposizione impugnata, l’Istituto assicuratore resistente
sostiene che i disturbi denunciati da RI 1 non correlerebbero con un danno alla
salute oggettivabile: “Dagli atti risulta che gli accertamenti radiologici e
clinici specialisti eseguiti anche a livello universitario non hanno permesso
di trovare una causa dei disturbi lamentati dall’assicurato” (cfr. doc. 75,
pag. 5).

                                         Di conseguenza, l’CO 1 ha
proceduto a un esame particolare dell’adeguatezza del nesso causale, giungendo
alla conclusione che essa non è data “essendo l’assicurato stato vittima di
un infortunio banale” (cfr. doc. 75).

 

                                         Da parte sua, il
ricorrente ha lamentato un accertamento lacunoso della fattispecie che non ha
permesso la formulazione di una chiara diagnosi in merito all’origine dei
disturbi dell’assicurato (doc. I, pag. 9).

 

                             2.10.   Dalle carte processuali emerge
che l’11 novembre 2011 il medico curante Dr. __________, dopo aver
diagnosticato una paresi del nervo ulnare a sinistra, ha inviato il paziente
dal neurologo Dr. __________ per una valutazione del nervo ulnare tramite
elettroneuromiografia (doc. 6).

 

                                         Il Dr. __________, spec.
FMH in neurologia, con lo scritto del 25 gennaio 2012 ha indicato che l’indagine elettroneurografica è normale “senza alcuna componente neuropatica
lungo il solco cubitale o ancora al polso o nella loggia di Guyon, né a
carattere motoria né sensitivo”. Anche la TAC del polso non ha rilevato
lesioni lungo il canale di Guyon o al polso. Sempre secondo il Dr. __________
non sembra esserci un’evidente componente radicolare o plessuale aggravante. 

                                         A suo parere si dovrebbe
pensare ad un’origine più prossimale sia a livello plessuale o cervicale (doc.
8). 

                                         

                                         Il 6 marzo 2012 il Dr. __________,
dopo aver sottoposto l’assicurato ad una TAC (doc. 13) ha escluso una patologia
legata alla struttura ossea del polso e al canale di Guyon (doc. 10).

                                         L’assicurato è stato
quindi sottoposto ad ulteriori indagini. L’amministrazione nella decisione
impugnata ha fatto riferimento al referto della RM al polso sinistro effettuata
l’11 giugno 2012 che non ha evidenziato alterazioni morfologiche del nervo
ulnare o delle strutture ossee adiacenti, né una compressione del nervo (doc.
15) e alla valutazione del 24 luglio 2012 dell’Ospedale Universitario di __________,
in cui il Dr. __________ non è giunto a una valutazione conclusiva ipotizzando
una patologia di origine centrale o della colonna cervicale: “Zum Ausschluss
einer – wenig wahrscheinlichen – zentralen oder HWS Pathologie werde ich die
Abklärung durch eine Bildgebung des ZNS und der HWS ergänzen” (doc. 26).

 

                                         Il Dr. __________, in data
2 ottobre 2012, ha escluso una patologia legata ai tendini estensori del
mignolo e ha proposto anch’egli – come il Dr. __________ – una risonanza
magnetica della testa e della colonna cervicale (doc. 29).

 

                                         Con lo scritto del 20
novembre 2012 l’CO 1 ha invitato l’assicurato a sottoporsi agli accertamenti
disposti dal Dr. __________ per comprendere l’origine dei disturbi e valutare
la necessità di una cura medica. All’insorgente sono poi stati rammentati i disposti
dell’art. 43 LPGA (doc. 38).

 

                                         Tuttavia, dalla
documentazione agli atti emerge che l’assicurato non si è presentato alle
visite predisposte dalla Clinica universitaria di __________, in quanto assente
all’estero. Egli inoltre ha ritenuto poco utile sottoporsi ad una risonanza
magnetica cerebrale e cervicale essendo i suoi disturbi – come riferisce il Dr.
__________ – al mignolo della mano sinistra (doc. 57).

 

                                         L’CO 1 ha quindi predisposto
una valutazione ad opera del proprio medico __________. 

 

                                         Il Dr. __________, spec.
FMH in chirurgia ortopedica, nella valutazione del 6 agosto 2013 si è espresso
in questi termini:

 

" 3.
Apprezzamento

 

Dagli accertamenti effettuati, TAC della mano, 3 risonanze
magnetiche di cui una con mezzo di contrasto. Visita neurologica da parte del
dott. __________ e visita specialistica neurologica da parte del dott. __________
a __________ non si è riusciti ad arrivare ad una diagnosi conclusiva. Si
sospetta una provenienza cerebrale o cervicale degli attuali disturbi e gli specialisti
avrebbero proposto ulteriori accertamenti ai quali l’assicurato sino ad ora non
si è sottoposto. 

Accertamenti che se dimostrassero l’origine cervicale o centrale della
patologia potrebbero escludere con certezza l’origine dei disturbi accusati
dall’assicurato con relazione all’infortunio del 04.10.2011.

La particolarità è che dal 4.10.2011 questa problematica sembra
non essersi assolutamente modificata ciò che contrasta con un’eventuale banale
contusione muscolare o neurologica del nervo ulnare per altro senza alcun
correlato elettroneurografico oggettivabile.

Per questi motivi ritengo che gli attuali disturbi siano in
relazione soltanto possibile con l’infortunio del 04.08.2011 e propongo alla CO
1 una estinzione del rapporto di causalità." (doc. 67)

 

                                         Nel rapporto del 10 giugno
2014, stilato a margine della visita medica di chiusura del 3 giugno 2014, il
Dr. __________ ha posto la diagnosi di “contusione spalla destra e gomiti
del 26.11.2004. Esiti di artroscopia con sinoviectomia parziale e riparazione SLAP
con ancore Mitek spalla destra. Stato dopo artroscopia e débridement, SLAP e
tenodesi capo lungo bicipite brachiale, AMO delle ancore Mitek e infiltrazione
gomito destro e sinistro con corticosteroidi in presenza di 2 corpi liberi
intrarticolari ossificati nel solco” (doc. 69).

 

                                         Il medico __________ ha
ribadito, per quanto riguarda la problematica della mano sinistra, il proprio
apprezzamento del mese di agosto 2013 confermando che “nonostante i numerosi
accertamenti medici anche in ambiente universitario non si è potuto evidenziare
o documentare oggettivamente un fattore di origine post-traumatico
riconducibile all’evento del 04.08.2011. Questi disturbi sono in relazione
soltanto possibile con l’evento in questione” (doc. 69).

 

                             2.11.   Nella concreta evenienza, alla
luce di quanto emerge dalla documentazione che è stata riassunta al precedente
considerando, occorre ritenere dimostrato, perlomeno con
il grado di verosimiglianza richiesto dalla giurisprudenza, che i disturbi
lamentati da RI 1 alla mano sinistra, non correlano a sufficienza con un danno
infortunistico oggettivabile.

 

                                         Il ricorrente, da parte
sua, ha anch’egli confermato che l’origine dei disturbi non è stata, ad oggi,
determinata. Tuttavia, a suo dire l’amministrazione ha accertato i fatti in
maniera lacunosa (cfr. doc. I, pag. 9).

 

                                         Tali critiche non possono
essere condivise da questa Corte dopo gli accertamenti approfonditi svolti dal
medico curante Dr. __________, dal Dr. __________, dal Dr. __________r della
Clinica Universitaria di __________ e infine dal medico __________, Dr. __________.

 

                                         Tale conclusione si impone
a maggior ragione se si considera poi che l’assicurato ha rifiutato di
sottoporsi agli accertamenti cerebrali e cervicali proposti dal Dr. __________ e
dal Dr. __________ (doc. 57). Sebbene fosse – secondo l’CO 1 – “di meridiana
evidenza che un’affezione a livello centrale (colonna cervicale o testa) non
concerne la CO 1 (doc. 75). 

 

                                         In effetti, come
evidenziato dall’CO 1 nella decisione impugnata (doc. 75), l’esito degli
accertamenti in questione è ininfluente ritenuto che la causalità adeguata
dev’essere comunque negata (cfr. consid. 2.12).

 

                                         Il
rappresentante dell’assicurato ha infine sottolineato che RI 1uso prima
dell’infortunio del 4 agosto 2011 “non aveva mai sofferto di alcun
disturbo/problema al dito mignolo della mano sinistra” (doc. I, pag. 10).

 

                                         Ora,
secondo una costante giurisprudenza, la regola “post hoc, ergo propter hoc”
(dopo questo, dunque a causa di questo) non ha valenza scientifica. Il Tribunale
federale ha, infatti, stabilito, al riguardo, che per il solo fatto d’essere
insorto dopo l’infortunio, un disturbo alla salute non può già essere ritenuto
una sua conseguenza (cfr. SVR 2010 UV Nr. 10 p. 40 consid. 3.2; DTF 119 V 341s.
consid. 2b/bb con riferimenti; Th. Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art.
24 und 25 des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung,
Friborgo 1998, p. 30, nota 96; A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts
zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo
1995, p. 41).

 

                             2.12.   In assenza di un
sufficiente sostrato organico oggettivabile, come è il caso nella presente
fattispecie (si veda il consid. 2.11.), occorre effettuare un esame specifico
dell’adeguatezza. 

 

                                         La dinamica dell’evento
del 4 agosto 2011 non è mai stata oggetto di discussione tra le parti. L’assicurato
si trovava sul cantiere per effettuare dei rilievi quando è scivolato
appoggiando la mano sullo spigolo del muro (doc. 3).

 

                                         Nella decisione impugnata,
l’CO 1 ha negato l’adeguatezza, evidenziando che la stessa può essere negata a
priori dato che l’assicurato è rimasto vittima di un infortunio banale (doc. 75).

 

                                         Il TCA condivide queste
considerazioni dell’assicuratore infortuni.

                                         Vista la dinamica
dell’incidente - ritenuto che secondo la giurisprudenza, comuni cadute e scivolate vanno considerate infortuni leggeri
(DTF 115 V 139 consid. 6a; cfr. anche RAMI
1992 no. U 154 pag. 246, riguardante una caduta durante una partita di calcio)
- l’infortunio occorso all’assicurato va classificato fra gli infortuni
leggeri o insignificanti, di modo che l’adeguatezza del nesso di causalità può
essere negata a priori (cfr. RAMI 1992 U 154, p. 248s.). 

 

                                         Alla luce di quanto sopra
esposto, l’assicuratore resistente era quindi legittimato a rifiutare il
proprio obbligo a prestazioni per quanto concerne i disturbi alla mano sinistra
lamentati dall’assicurato.

                                        

                                         La decisione su opposizione
del 15 settembre 2014 impugnata deve, pertanto, essere confermata.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti