# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** aa9367ef-d5ef-5bd0-9710-97b8048152c9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-01-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.01.2015 35.2014.94
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-94_2015-01-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2014.94

   

  cr

  	
  Lugano

  28 gennaio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa Somaini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 8 ottobre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 5 settembre 2014 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 22 novembre 2012 RI 1,
nato nel 1970, manovale, mentre stava sollevando una termopompa è scivolato e
ha riportato una distorsione al ginocchio destro.

 

                                         Dalla MRI del 5 dicembre
2012 è emerso un edema del legamento collaterale mediale; uno stiramento alla
giunzione del menisco capsulare mediale; delle alterazioni di segnale da
possibile fissura orizzontale del corno anteriore del menisco mediale; delle
cisti di Baker e un possibile danno parziale del legamento crociato anteriore
(doc. 24).

 

                                         In data 13 giugno 2013,
l’assicurato è stato sottoposto ad artroscopia con meniscectomia mediale
parziale, abrasione delle zone condropatiche e resezione di una grossa plica
(doc. 61).

 

                                         L’Istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione del 12 maggio 2014,
l’amministrazione ha sospeso il versamento delle prestazioni di breve durata a
contare dal 31 maggio 2014 e rifiutato la corresponsione di prestazioni di
lunga durata, in quanto i disturbi presentati dall’assicurato non sono più in
relazione di causalità almeno probabile con l’infortunio del 22 novembre 2012, ma
sono da attribuire esclusivamente a malattia (doc. 125).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1 dello studio legale __________ per conto
dell’assicurato (doc. 129), in data 5 settembre 2014 l’assicuratore LAINF ha
confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 134).

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso dell’8
ottobre 2014, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1 dello studio
legale __________, ha chiesto che gli vengano riconosciute le prestazioni
assicurative anche dopo il 31 maggio 2014, fino al termine delle cure.

 

                                         Il ricorrente ha
contestato, dal profilo medico, le valutazioni svolte dall’amministrazione,
criticando in particolare la tesi dell’assicuratore infortuni secondo la quale i
disturbi accusati dall’interessato sarebbero ora da ricondurre a malattia.

                                         La patrocinatrice del
ricorrente ha infatti rilevato che, nel caso di specie, l’assicurato continua
ad accusare importanti dolori al ginocchio destro, dei quali non aveva invece
mai sofferto prima dell’infortunio del 22 novembre 2012.

                                         La patrocinatrice del
ricorrente ha poi aggiunto che, “anche nella più denegata e remota ipotesi in
cui si dovesse ammettere che i disturbi al ginocchio destro non sono più dovuti
all’infortunio ma esclusivamente di natura morbosa, è evidente che lo stesso ha
sensibilmente aggravato le condizioni del signor RI 1”, con conseguente diritto
alla corresponsione delle prestazioni a norma dell’art. 36 cpv. 1 LAINF.

                                         Infine, la patrocinatrice
del ricorrente ha sottolineato che la copertura della CO 1 permetterebbe di
porre in essere delle misure fondamentali ai fini di migliorare la situazione
clinica dell’assicurato, posto che la patologia al ginocchio destro impedisce
allo stesso di poter svolgere qualsiasi tipo di attività lavorativa, rendendo
verosimilmente necessari ulteriori interventi medici (doc. I).

 

                               1.4.   L’CO 1, in risposta, ha
chiesto che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. V).

 

                                      

                                         in diritto

                                         

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06
del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto del contendere è la
questione di sapere se l’CO 1 era legittimato, oppure no, a sospendere a
partire dal 31 maggio 2014 il proprio obbligo a prestazioni in relazione all’infortunio
del 22 novembre 2012. 

 

                               2.3.   Giusta l'art. 10 LAINF,
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr.
DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF,
l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (cfr. art. 6 LPGA)
a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

                                         Parimenti, il diritto alle
cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF): nemmeno
persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento
se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di
salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).

 

                                         L’Alta Corte ha inoltre
precisato che la questione del “sensibile miglioramento” di cui all’art. 19
cpv. 1 LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto aumento oppure
del ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui quest’ultima è
pregiudicata dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109 consid. 4.3 e riferimenti).

 

                               2.4.   Presupposto essenziale per
l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è
però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue
conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo presupposto è da
considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È questione di fatto lo
stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di
causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT
II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF
125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio
2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella
causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00;
STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6
aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC
1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b;
DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c,
DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p.
31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono,
di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a
giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53;
DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne discende che ove
l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non
possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato
dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406
consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore contro gli
infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele
dell'infortunio giocano 

                                         un ruolo causale.
Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in
due casi: 

 

-  quando lo stato
di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima
dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine) 

                                         (cfr. RAMI 1992 U 142, p.
75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von
Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici
svizzeri 71/1990, p. 1093).

                                         Secondo
la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia
dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è
liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non
costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute.
Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il
diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio
deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza
preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto
causale non è sufficiente. 

                                         Trattandosi della
soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già
all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e
riferimenti ivi citati). 

 

                               2.5.   Occorre inoltre rilevare che
il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso
di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento è da ritenere
causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario
delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare
un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in
linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e
405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid.
4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque, qualora sia
carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare
le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata
(cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure:
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La giurisprudenza ha
inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della
responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un
rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi
fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde
anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano
secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5
b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser,
Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS
2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39). 

 

                               2.6.   Dalle carte processuali emerge che l’amministrazione ha
fondato la decisione di negare il proprio obbligo a prestazioni in relazione al
danno al ginocchio destro, sulla base del rapporto medico del 22 aprile 2014
concernente la visita medica __________ del 16 aprile 2014 eseguita dalla
dr.ssa __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica. 

                                         

                                         La specialista in
chirurgia ortopedica nonché medico __________ dell’amministrazione, dopo aver
riassunto gli atti, le dichiarazioni del paziente e i reperti, ha posto le
diagnosi di “stato distorsivo al ginocchio destro del 22 novembre 2012.
Stato dopo artroscopia del ginocchio destro del 13 giugno 2013 con lesione
orizzontale periferica e inferiore del corno posteriore menisco mediale,
condropatia di II grado condilo femorale mediale e piatto tibiale mediale come
pure grossa e infiammata plica medio-patellare. Eseguita la meniscectomia
mediale parziale del corno posteriore, l’abrasione condilo femorale e piatto
tibiale mediale, la resezione della plica. Attualmente re-lesione meniscale su
base degenerativa” (doc. 123).

 

                                         La dr.ssa __________ ha quindi
rilevato quanto segue:

 

" Aspetti
medico assicurativi:

il trauma distorsivo del 22 novembre 2012 ha al massimo portato alla lesione meniscale inferiore, trattata in data 13 giugno 2013. L’edema
osseo sottocondrale post-intervento è pure stato trattato ed in data odierna
l’assicurato è asintomatico in tal senso, confermato con la risonanza magnetica
del 12 marzo 2014. Vi è un sospetto di una relesione del menisco mediale corno
posteriore su degenerazione apprezzabile nell’ultima risonanza magnetica,
motivo per il quale ritengo giustificata l’estinzione del nesso causale in data
odierna. A mio modo di vedere l’assicurato non può riprendere il suo lavoro
prima della risoluzione della nuova problematica. Chiedo gentilmente che il
caso venga annunciato alla Cassa malati.” 

(Doc. 123)

 

                                         La patrocinatrice
dell’assicurato ha contestato questa valutazione del medico __________,
trasmettendo un referto, datato 18 giugno 2014, del dr. __________, spec. FMH
in ortopedia e traumatologia, del seguente tenore:

 

" È stato
oggi visitato il paziente RI 1, nato il __________1970, affetto da esiti di infortunio
del ginocchio destro avvenuto il 22.11.2012 trasportando una termopompa con
rottura del menisco mediale, stiramento del legamento collaterale mediale,
condropatia del condilo femorale mediale ed edema osseo del compartimento
mediale, trattato con riposo, ginocchiera elastica e antiinfiammatori e operato
di meniscectomia mediale e abrasione del condilo femorale mediale e del piatto
tibiale mediale. In seguito è stato trattato con fisioterapia e Miacalcic spray
nasale.

Dopo l’operazione ha continuato a lamentare dolore all’emirima
articolare mediale e al comparto mediale, con limitazione della flessione
attiva.

 

L’ultima RM del ginocchio è stata eseguita il 12.3.2014 con esito
“scomparsa dell’edema osseo, lesione degenerativa del residuo meniscale mediale,
condropatia del condilo femorale mediale e del piatto tibiale mediale”.

 

Obiettivamente il ginocchio presenta scarso versamento articolare,
è mobile, con minima lassità in valgismo da esiti di stiramento del collaterale
mediale, dolente alla pressione sul condilo femorale mediale e sulla emirima
articolare mediale.

 

Dolente l’accovacciamento.

Il trofismo muscolare è conservato.

 

Non necessita di nuovo intervento artroscopico. Utile l’uso della
bicicletta allo scopo di mantenere il trofismo muscolare.

 

A scopo antalgico è indicato ciclo di 3 infiltrazioni
endoarticolari di Sinovial, previo appuntamento.”

(Doc. 131)

 

                                         A fronte di tale referto medico
la dr.ssa __________, con apprezzamento medico del 30 luglio 2014, ha confermato la sua precedente valutazione, rilevando che:

 

" Lo scritto
del dott. __________ conferma la mia presa di posizione e descrive un ginocchio
con sintomatologia degenerativa. Le lesioni gonartrosiche vengono trattate con
infiltrazioni. Confermo quindi la mia presa di posizione del 16 aprile 2014.”

(Doc. 133)   

 

                                         In sede ricorsuale, la
patrocinatrice del ricorrente ha ancora una volta contestato la valutazione dell’amministrazione,
producendo nuovamente, a sostegno della sua tesi relativa alla persistenza del
rapporto causale fra i disturbi al ginocchio destro e l’infortunio, il referto
del 18 giugno 2014 del dr. __________ già prodotto in sede di opposizione. 

 

                               2.7.   L’CO 1 ha
dichiarato estinto il proprio obbligo a prestazioni, poiché, fondandosi sulle conclusioni della dr.ssa __________,
ha ritenuto raggiunto lo status quo ante vel sine.

                                         

                                         Il ricorrente, dal canto
suo, sostiene invece che tra i problemi al ginocchio destro e l’infortunio del 22 novembre 2012 continui a sussistere un nesso causale, visto
che prima dell’evento infortunistico egli non ha mai risentito di dolori a
livello del ginocchio destro, mentre ne ha iniziato a soffrire dopo
l’infortunio oggetto della presente vertenza (doc. I).

 

                                         In tale contesto va
ricordato che, per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo
sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia
giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo
amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U
281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA dell'8 luglio 2003 nella causa B., U 259/02,
consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung,
in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         In
una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il
Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può
fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle
dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno,
nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle
conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal
principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha
dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a
mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni
all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di
prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei
medici curanti.

 

                                         Per quel che
concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante è che
esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi,
che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato
redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione
del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311
consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento rilevante per
decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la
sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         E’ infine
utile osservare che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice
non può evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i
motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al
riguardo va, tuttavia, precisato che non si può pretendere dal giudice che
raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da un punto
di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle
carenze e qual è l’opinione più adeguata (cfr. STFA I 811/03 del 31 gennaio
2005, consid. 5 in fine; STFA I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV n. 10
pag. 35 consid. 4b).

                               2.8.   Nella
fattispecie in esame, questo Tribunale, chiamato a pronunciarsi su una
questione di carattere medico, attentamente vagliata la documentazione medica
presente all'inserto - vista anche l’assenza di pareri specialistici divergenti
- non ha valide ragioni per scostarsi dall'apprezzamento del 16 aprile 2014 della
dr.ssa __________ (cfr. doc. 123) - poi confermato con apprezzamento del 30
luglio 2014 (doc. 133) - secondo cui i disturbi denunciati dall’assicurato non
costituiscono più, dopo il 31 maggio 2014, una conseguenza naturale dell’evento
traumatico occorso il 22 novembre 2012.

 

                                         La specialista, dopo avere
personalmente visitato l’assicurato, ha chiaramente indicato che il trauma
distorsivo del 22 novembre 2012 ha al massimo portato alla lesione meniscale
inferiore, trattata in data 13 giugno 2013 e che l’edema osseo sottocondrale
post-intervento è pure stato trattato ed è significativamente regredito,
lasciando l’interessato asintomatico in tal senso, come confermato dalla
risonanza magnetica del 12 marzo 2014. Ella ha rilevato solo la presenza di una
sospetta patologia degenerativa al ginocchio destro.

                                         Tale parere, del resto, è
stato pure condiviso dal dr. __________, il quale, nel certificato medico del 18
giugno 2014, dopo avere confermato l’esistenza di una lesione degenerativa del
residuo meniscale mediale, ha attestato che l’interessato non necessita di un
nuovo trattamento artroscopico, ritenendo solo utile l’uso della bicicletta per
riattivare il trofismo muscolare.

 

                                         Quanto alla pretesa
ricorsuale di riconoscere, anche dopo il 31 maggio 2014, il nesso causale tra i
disturbi al ginocchio destro e l’infortunio del 22 novembre 2012, visto che
prima dell’infortunio citato l’interessato non ha mai presentato dei dolori a
livello del ginocchio destro, disturbi che sono invece insorti successivamente
all’evento traumatico citato, questo Tribunale ribadisce che, come
correttamente indicato dall’assicuratore infortuni, la regola “post hoc,
ergo propter hoc” (dopo questo, dunque a causa di questo) non ha valenza
scientifica. La giurisprudenza federale ha stabilito che per il solo fatto
d’essere insorto dopo l’infortunio, un disturbo alla salute non può già essere
ritenuto una sua conseguenza. Tale argomento è insostenibile dal profilo della
medicina infortunistica e inammissibile da quello probatorio (cfr. STF
8C_725/2012 del 27 marzo 2013 consid. 7.2.2: “Der Versicherte argumentiert weiter, "woher sonst, wenn nicht vom
Unfall aus dem Jahre 1993, kommen die erwähnten Beschwerden an der linken
oberen Extremität?" Die mit dieser rhetorischen Frage angerufene
Beweisregel "post hoc ergo propter hoc" (vgl. BGE 119 V 335 E. 2b/bb
S. 341 f.) ist jedoch praxisgemäss unfallmedizinisch nicht haltbar und
beweisrechtlich nicht zulässig, …”; sul tema vedi pure
Th. Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes
über die Unfallversicherung, Friborgo 1998, p. 30, nota 96; A. Rumo-Jungo,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz
über die Unfallversicherung, Zurigo 1995, p. 41). 

 

                                         Pertanto,
in esito alle considerazioni che precedono, questo Tribunale reputa dimostrato,
secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, caratteristico del
settore della sicurezza sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op.
cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz
über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343), che l’infortunio occorso a RI
1 il 22 novembre 2012 ha cessato di giocare
un ruolo causale in relazione ai disturbi da esso lamentati al ginocchio destro
a far tempo dal 31 maggio 2014.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti