# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dc8e3a30-a8f6-54ff-9d20-10d14b2fa661
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-01-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.01.2023 D-4848/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4848-2022_2023-01-12.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4848/2022 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 2  g e n n a i o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Thomas Segessenmann, Susanne Bolz-Reimann,  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias 

C._______, nato il (…), 

Iraq,   

rappresentato dalla MLaw Elena Formisano,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 17 ottobre 2022 / N (…). 

 

 

D-4848/2022 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, il (…) agosto 2022, ha presentato una domanda d’asilo 

in Svizzera. Dalle investigazioni intraprese dall’autorità inferiore nell’unità 

centrale del sistema europeo “Eurodac”, il (…) agosto 2022, è risultato che 

il richiedente avesse depositato una pregressa domanda d’asilo in  

Lituania il (…).  

A.b Il 18 agosto 2022 l’autorità elvetica preposta ha presentato alla sua 

omologa lituana, una domanda di ripresa in carico dell’interessato, fondata 

sull’art. 18 par. 1 lett. b del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento 

europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i mec-

canismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di 

una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati 

membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gaz-

zetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di se-

guito: RD III). In medesima data, il richiedente ha sottoscritto una procura 

di rappresentanza con la Protezione giuridica della Regione “Ticino e  

Svizzera centrale”. 

A.c Il (…) agosto 2022 si è tenuto con il richiedente l’asilo il verbale sul 

rilevamento dei suoi dati personali, allorché invece il (…) agosto 2022 egli 

è stato sentito nell’ambito del cosiddetto colloquio Dublino ex art. 5 RD III, 

dove in particolare gli è stata data la possibilità di esprimersi riguardo al 

suo stato di salute nonché ai motivi che si opporrebbero ad un suo ritorno 

in Lituania. Nel corso del medesimo, egli ha presentato una copia della 

decisione negativa della Lituania in relazione alla sua domanda d’asilo 

(cfr. atto SEM n. […]-24/8). 

A.d Con scritto del 30 agosto 2022, l’interessato ha trasmesso alla SEM 

quali nuovi mezzi di prova, copia del suo passaporto iracheno e dodici pa-

gine raffiguranti il medesimo numero di fotografie, di cui undici attestereb-

bero delle condizioni del Centro dove avrebbe soggiornato in Lituania ed 

una invece sarebbe stata da lui scattata nel campeggio dove avrebbe vis-

suto in primo luogo nel medesimo Paese e ritrarrebbe (…) (cfr. n. 27/2 e 

28/12). 

A.e Il (…) settembre 2022, con l’interessato si è tenuta un’audizione riguar-

dante dei quesiti in merito ai crimini contro il diritto internazionale e osser-

vazioni rilevanti per la protezione dello Stato. Alla conclusione di tale audi-

zione, il richiedente non ha dato il suo consenso per comunicare il verbale 

d’audizione alle autorità svizzere di procedimento penale competenti. 

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Pagina 3 

A.f Per il tramite del messaggio elettronico del 14 settembre 2022, l’auto-

rità svizzera competente ha informato la corrispettiva autorità lituana che 

non avendo quest’ultima risposto entro il termine legalmente previsto, la 

Svizzera ritenga che la Lituania sia diventata responsabile per l’esame 

della domanda d’asilo dell’interessato a partire dal 2 settembre 2022. 

A.g Con scritto del 14 settembre 2022, il richiedente ha trasmesso alla 

SEM una pennetta USB contenente tre video (che è stata copiata, deposi-

tata agli atti della SEM cfr. pennetta USB nella busta dei mezzi di prova 

nell’incarto N-Box […]; ed infine restituita all’insorgente), che sarebbero 

stati filmati da lui stesso in Lituania. 

A.h Per mezzo della missiva del 19 settembre 2022, il richiedente ha pre-

sentato alla SEM quale ulteriore mezzo di prova una ulteriore pennetta 

USB contenente sette video (pennetta USB non presente nella busta dei 

mezzi di prova nell’incarto N-Box […] ricevuto dal Tribunale in data 31 ot-

tobre 2022, cfr. anche infra lett. E), che sarebbero stati filmati dal richie-

dente stesso in Lituania. 

A.i Tramite lo scritto del 22 settembre 2022, la rappresentante legale 

dell’interessato ha chiesto segnatamente alla SEM di procedere con l’alle-

stimento di un rapporto medico dettagliato (cosiddetto F4), nonché ha po-

stulato l’applicazione della clausola di sovranità e quindi di rinunciare ad 

un suo trasferimento in Lituania. Ciò in considerazione della sua vulnera-

bilità, del rischio di rivittimizzazione e delle enormi difficoltà con cui tale 

Paese sarebbe confrontato visto l’afflusso di rifugiati ucraini ed i problemi 

sistemici evidenti che vi sarebbero nella procedura d’asilo. Un suo trasferi-

mento in tale Paese, violerebbe infatti l’art. 3 CEDU (RS 0.101) ed il prin-

cipio di non-respingimento, vista la decisione negativa pronunciata nei suoi 

confronti. 

A.j Agli atti sono presenti diversi Fogli di trasmissione di informazioni me-

diche (F2), relativi allo stato di salute dell’interessato, di cui l’ultimo è stato 

stilato in data 2 novembre 2022. Degli stessi si dirà in seguito, per quanto 

necessario. 

B.  

Con decisione del 17 ottobre 2022 – notificata il 18 ottobre 2022 (cfr. 

n. 50/1) – l’autorità inferiore non è entrata nel merito della summenzionata 

domanda d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull’asilo 

(LAsi, RS 142.31), pronunciando nel contempo il trasferimento dell’interes-

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Pagina 4 

sato dalla Svizzera verso la Lituania e l’esecuzione del medesimo provve-

dimento, nonché osservando che un eventuale ricorso contro la decisione 

non ha effetto sospensivo. 

C.  

Il 25 ottobre 2022 (cfr. risultanze processuali), il richiedente è insorto con 

ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) 

contro la succitata decisione dell’autorità inferiore, chiedendo, in limine, la 

sospensione dell’esecuzione della decisione in via supercautelare e la con-

cessione dell’effetto sospensivo al ricorso. Nel merito, egli ha concluso, in 

via principale all’annullamento della decisione impugnata ed alla restitu-

zione degli atti di causa alla SEM perché effettui l’esame nazionale della 

sua domanda d’asilo; ed in via subordinata invece la restituzione degli atti 

all’autorità inferiore per completamento dell’istruttoria. Contestualmente, 

ha inoltre presentato istanza di concessione dell’assistenza giudiziaria, nel 

senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo 

anticipo. 

Al ricorso, egli ha allegato quali nuovi mezzi di prova, copie di due fotogra-

fie di manoscritti in inglese, che egli avrebbe inoltrato alle autorità lituane 

per richiedere il contatto con il suo rappresentante legale. 

D.  

Il 26 ottobre 2022 il Tribunale ha provvisoriamente sospeso l’esecuzione 

dell’allontanamento dell’insorgente quale misura supercautelare. 

E.  

In data 31 ottobre 2022, il Tribunale ha ricevuto dalla SEM – su sua richie-

sta del 26 ottobre 2022 – l’incarto N-Box (…), contenente in particolare una 

pennetta USB con i filmati presentati quali mezzi di prova dall’insorgente il 

14 settembre 2022. Agli atti trasmessi al Tribunale, non è invece presente 

la pennetta USB con i video citati supra alla lett. A.h. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

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Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi), contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 

art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 

cpv. 1 LTAF). In applicazione dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi 

il Tribunale può rinunciare allo scambio degli scritti, come nella fattispecie. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci-

sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami-

nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 

2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

4.  

4.1 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa 

deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, 

chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune 

prove a riguardo (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1; 2012/21 consid. 5). L’au-

torità incorre in un accertamento inesatto quando fonda la propria deci-

sione su fatti scorretti e non conformi agli atti. Un accertamento incompleto 

è invece da constatare quando non è tenuto conto di tutti gli elementi fat-

tuali giuridicamente rilevanti (cfr. DTAF 2015/10 consid. 3.2). Il principio in-

quisitorio non è illimitato, in particolare visto il nesso con l’obbligo di colla-

borare delle parti (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). Il 

Tribunale è tenuto ad effettuare d’ufficio un esteso controllo delle circo-

stanze di fatto ritenute nella decisione avversata (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi 

e 49 lett. b PA). Quando in sede ricorsuale vengono identificate delle ca-

renze in tal senso, pur considerando il tenore dell’art. 61 cpv. 1 PA, spesso 

non ci si può esimere dal retrocedere gli atti all’autorità di prima istanza, di 

modo che questa possa procedere ad un nuovo e completo accertamento 

dei fatti (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem 

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Pagina 6 

Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.191). Il Tribunale resta difatti 

libero di raccogliere gli elementi essenziali al giudizio se una tale soluzione 

appare giudiziosa per ragioni di economia procedurale; non è però tenuto 

a farlo (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2; 2012/21 consid. 5.1). 

4.2 Dal canto suo l’obbligo di motivazione è corollario fondamentale del 

diritto di essere sentito (disciplinato dall’art. 29 cpv. 2 Cost.). Detta prero-

gativa è finalizzata a permettere ai destinatari e a tutte le persone interes-

sate, di comprenderla, eventualmente di impugnarla, in modo da rendere 

possibile all’autorità di ricorso, se adita, di esercitare convenientemente il 

suo controllo (cfr. DTF 139 V 496 consid. 5.1, 136 I 184 consid. 2.2). Ciò 

non significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed 

esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole 

circostanze rilevanti per il giudizio (cfr. DTF 133 III 439 consid. 3.3). Per 

adempiere a queste esigenze è necessario che essa menzioni, almeno 

brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in modo da con-

sentire agli interessati di apprezzarne la portata (cfr. DTF 136 I 229 con-

sid. 5.2, 136 V 351, 129 I 232 consid. 3.2; DTAF 2013/34 consid. 4.1, 

2012/23 consid. 6.1.2; sentenza del Tribunale federale 2C_1020/2019 del 

31 marzo 2020 consid. 3.4.2). 

4.3 Nel suo gravame, l’insorgente si prevale di un accertamento inesatto 

ed incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti da parte dell’autorità infe-

riore con riferimento alle condizioni di accoglienza in Lituania, anche da lui 

allegate, nonché in relazione all’art. 3 CEDU ed all’art. 17 RD III. Inoltre il 

ricorrente lamenta il fatto che l’autorità inferiore avrebbe emesso una deci-

sione standardizzata delle condizioni presenti per i richiedenti l’asilo in  

Lituania e non sembrerebbe aver tenuto conto delle allegazioni specifiche 

da lui proposte e dei numerosi mezzi di prova da lui trasmessi a sostegno 

delle stesse, che attesterebbero delle condizioni di degrado in cui egli 

avrebbe vissuto nel predetto Stato membro (cfr. p.to 23, pag. 4 del ricorso) 

Quest’ultima censura, è riferibile piuttosto all’obbligo di motivazione. Tali 

censure verranno analizzate d’ingresso, in quanto sono suscettibili di con-

durre all’annullamento della decisione avversata, ma poiché esse riguar-

dano in realtà anche aspetti materiali, il Tribunale tratterà dappresso anche 

in tal senso le medesime. 

4.4  

4.4.1 Ciò posto, giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra 

nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di 

uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecu-

zione della procedura di asilo e allontanamento. 

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4.4.2 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal RD III. Se in base a questo esame è individuato un altro Stato 

quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia 

la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa 

in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. 

DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2). 

4.4.3 Ai sensi dell’art. 3 par. 1 RD III, la domanda di protezione internazio-

nale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base 

ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15). Altresì, la determinazione dello 

Stato membro competente avviene sulla base della situazione esistente al 

momento in cui il richiedente ha presentato domanda di protezione inter-

nazionale (art. 7 par. 2 RD III). Nel caso di una domanda di ripresa in carico 

(inglese: take back) – come nella fattispecie – di principio non viene effet-

tuato un nuovo esame di determinazione dello Stato membro competente 

secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1). 

4.4.4 Lo Stato membro competente in forza del RD III è tenuto a riprendere 

in carico – alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 – il richiedente la 

cui domanda è in corso d’esame e che ha presentato domanda in un altro 

Stato membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza 

un titolo di soggiorno (art. 18 par. 1 lett. b RD III). Altresì, alle medesime 

condizioni di cui sopra, lo Stato membro competente è tenuto a riprendere 

in carico un cittadino di un paese terzo o un apolide del quale è stata re-

spinta la domanda e che ha presentato domanda in un altro Stato membro 

oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza un titolo di 

soggiorno (art. 18 par. 1 lett. d RD III). 

4.5 Nel caso in rassegna, le investigazioni effettuate dalla SEM, hanno po-

tuto appurare che l’insorgente aveva già presentato una domanda d’asilo 

pregressa in Lituania il (…) (cfr. n. 8/1 e 9/1). Su tali presupposti, il 18 ago-

sto 2022, l’autorità inferiore ha presentato all’autorità competente lituana – 

entro i termini fissati all’art. 23 par. 2 RD III – una richiesta di ripresa in 

carico basata sull’art. 18 par. 1 lett. b RD III (cfr. n. 10/5). Non avendo le 

autorità lituane risposto entro il termine di cui all’art. 25 par. 1 RD III (cfr. 

anche n. 31/1), la Lituania è, di conseguenza, divenuta lo Stato membro 

responsabile per il prosieguo della procedura d’asilo dell’insorgente ex 

art. 25 par. 2 RD III. In tale contesto, la circostanza di aver ricevuto una 

decisione negativa riguardo alla sua domanda d’asilo in Lituania (cfr. 

n. 22/3 e 24/8), risulta essere ininfluente per la determinazione dello Stato 

membro competente. Peraltro non si segue il ricorrente laddove nel suo 

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ricorso ravvisa una violazione del principio di cooperazione tra Stati mem-

bri da parte della SEM che non avrebbe riportato alle autorità lituane che 

egli avrebbe già ricevuto una decisione riguardo alla sua domanda d’asilo. 

Difatti, al momento della domanda di ripresa in carico dell’insorgente alla 

Lituania, l’autorità inferiore non aveva ancora effettuato né il verbale di ri-

levamento dei dati personali (cfr. n. 14/10), né il colloquio Dublino (cfr. 

n. 22/3), e non era quindi ancora a conoscenza della decisione negativa 

emessa dalle autorità lituane e prodotta dall’insorgente in quest’ultimo con-

testo (cfr. n. 22/3 e 24/8). Tale informazione, non risultava peraltro, viste le 

risultanze dell’estratto Eurodac, per nulla determinante riguardo alla ri-

presa in carico dell’insorgente da parte lituana. Autorità lituane, che dal 

canto loro, avevano del resto tutte le informazioni necessarie ed i mezzi 

per intraprendere le dovute verifiche del caso. 

Alla luce di quanto precede, la Lituania è quindi tenuta, in principio, a ri-

prendere in carico l’insorgente per la continuazione della sua domanda 

d’asilo e d’allontanamento. 

4.6  

4.6.1 Giusta l’art. 3 par. 2 RD III, qualora sia impossibile trasferire un richie-

dente verso lo Stato membro inizialmente designato come competente in 

quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussistano delle carenze si-

stemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei ri-

chiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante 

ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea 

(GU C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE), lo Stato membro com-

petente prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un 

altro Stato membro possa essere designato come competente. 

4.6.2 Il Tribunale ricorda in primo luogo che la Lituania è legata alla Car-

taUE e firmataria della CEDU, della Conv. tortura, della Convenzione del 

28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), oltre 

che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gennaio 1967 (RS 0.142.301) 

e, a tale titolo, è tenuta ad applicarne le disposizioni. Di conseguenza, il 

rispetto della sicurezza dei richiedenti l’asilo, in particolare il diritto alla trat-

tazione della propria domanda secondo una procedura giusta ed equa ed 

una protezione conforme al diritto internazionale ed europeo, è presunto 

da parte dello Stato in questione (cfr. direttiva accoglienza e direttiva 

2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello 

status di protezione internazionale [di seguito: direttiva procedura]).  

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Pagina 9 

4.7  

4.7.1 La succitata presunzione non è tuttavia assoluta e può essere confu-

tata in presenza di violazioni sistemiche delle garanzie minime previste 

dall’Unione europea o dal diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 consid. 6; 

sentenza della CorteEDU M.S.S. contro Belgio e Grecia del 21 gen-

naio 2011, 30696/09) oppure in presenza di indizi seri che, nel caso con-

creto, le autorità di tale Stato non rispetterebbero il diritto internazionale 

(cfr. DTAF 2010/45 consid. 7.4 e 7.5). 

4.7.2 Per quanto attiene alle asserzioni rese dall’insorgente in merito alle 

condizioni in cui avrebbe vissuto in Lituania per quasi (…) (cfr. n. 22/3), al 

contrario di quanto ritenuto dalla SEM nella decisione avversata (cfr. p.to 

II, pag. 7 seg.), il Tribunale è d’avviso che egli abbia reso plausibili le 

stesse, anche documentandole con diversi mezzi di prova, già descritti suf-

ficientemente e correttamente dalla SEM nella decisione impugnata (per i 

video presentati con lo scritto del 19 settembre 2022, il Tribunale si riferisce 

alla descrizione data dalla SEM nella decisione impugnata, cfr. p.to II, 

pag. 7, non avendo potuto visionare i video prodotti per il motivo già ad-

dotto supra lett. E), e a cui può quindi senz’altro essere rinviato onde evi-

tare inutili ripetizioni (cfr. p.to II, pag. 7 della decisione avversata). A tal pro-

posito, la motivazione dell’autorità inferiore che ritiene che, non potendo 

risalire al contesto né delle fotografie né dei video presentati quali mezzi di 

prova dal ricorrente, non si potrebbe affermare con certezza che queste 

ultime siano state scattate rispettivamente girati in Lituania, risulta essere 

insufficiente. Difatti, alla luce delle allegazioni rese dall’insorgente circa la 

sua permanenza in un carcere, ex centro psichiatrico, per quasi (…) – di 

cui la SEM non ne ha esplicitamente negato la verosimiglianza – che risul-

tano essere coerenti anche in riferimento ad alcune fonti note al Tribunale, 

e pure citate dal ricorrente nel suo gravame, che denotano diverse carenze 

nel sistema di accoglienza e di procedura lituano e segnalano diversi abusi 

da parte delle autorità di polizia lituane (cfr. in particolare il rapporto di Am-

nesty International [di seguito: AI], Lithuania: forced out or locked up, giu-

gno 2022, consultabile al sito internet < https://www.amnesty.org/en/docu-

ments/eur53/5735/2022/en/ >; Médecins Sans Frontières, People detained 

in Lithuania are experiencing abuse, violence and mental health distress, 

6 maggio 2022, < https://www.msf. org/prolonged-detention-over-2500-mi-

grants-lithuania-must-end-now >, consultati da ultimo il 17 novem-

bre 2022), l’argomentazione dell’autorità inferiore sul punto in questione ri-

sulta essere troppo sbrigativa e non sufficientemente approfondita. Nel suo 

caso specifico, appaiono infatti essere per lo meno dubbie le concrete con-

dizioni d’accoglienza che lo attenderanno in Lituania, in ragione dei suoi 

trascorsi plausibili in esso, nonché del suo stato di salute che secondo gli 

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Pagina 10 

ultimi atti medici a disposizione soffre di reazione mista ansioso-depres-

siva, con impostati dei colloqui psichiatrici e per la farmacoterapia nonché 

psicologici di supporto (l’ultimo appuntamento era previsto per il 21 novem-

bre 2022), ed una terapia farmacologica a base di Cipralex 20 mg, Trittico 

50 mg e Stilnox 10 mg, ed in riserva Sequase 25 mg se tensione/insonnia 

(cfr. n. 47/3 e 58/2). A ciò si aggiunge che risulta essere notorio come in 

Lituania il sistema di accoglienza d’asilo sia attualmente sottoposto a 

grande pressione, dopo lo scoppio del conflitto in D._______, come alle-

gato anche nel ricorso dall’insorgente (cfr. p.to 37 segg., pag. 8). Anche a 

tal proposito, la valutazione della SEM contenuta nella decisione avver-

sata, la quale riconduce tale circostanza unicamente alla situazione bellica 

in essere (cfr. p.to II, pag. 8 della decisione impugnata), non risulta essere 

sufficientemente sostanziata, in rapporto all’effettiva situazione presente in 

Lituania circa le condizioni di accoglienza. Da ultimo, l’insorgente in fase 

ricorsuale, con la produzione di copie di due manoscritti in inglese a sup-

porto, ha allegato di aver riscontrato delle difficoltà d’accesso alla sua rap-

presentanza legale in Lituania. Tali elementi supplementari, fanno sorgere 

agli occhi del Tribunale, dei dubbi concreti circa l’effettivo accesso del ri-

corrente ad un’istanza ricorsuale che abbia esaminato la decisione di rifiuto 

della sua domanda d’asilo nel pieno rispetto dei suoi diritti processuali, se-

gnatamente del suo diritto di essere sentito. 

4.7.3 Ne discende che il Tribunale non può seguire, per lo meno allo stato 

attuale degli atti, le argomentazioni troppo generiche esposte nella deci-

sione avversata in relazione alle condizioni di accoglienza in Lituania nel 

caso specifico dell’interessato, senza che sul punto in questione vengano 

intrapresi ulteriori accertamenti dalla SEM. Lo stesso, risulta essere un ele-

mento essenziale per la valutazione dell’ammissibilità del trasferimento del 

ricorrente nel succitato Paese, in particolare sotto l’aspetto dell’art. 3 CEDU 

e dell’art. 4 della CartaUE. Mancando però da parte dell’autorità inferiore 

un sufficiente approfondimento degli asseriti maltrattamenti che l’insor-

gente avrebbe subito in Lituania durante il suo precedente soggiorno, non-

ché delle condizioni di accoglienza che lo attenderebbero in concreto nel 

caso di un suo ritorno nel suddetto Paese, tale esame non può essere ef-

fettuato in modo completo. La lacunosità degli accertamenti in tal senso da 

parte dall’autorità inferiore, rende inoltre impossibile per il Tribunale esami-

nare se l’apprezzamento della SEM riguardo la non entrata nel merito della 

domanda d’asilo del ricorrente, non ritenendo quindi di conseguenza appli-

cabili le clausole discrezionali di cui all’art. 17 par. 1 RD III e art. 29a cpv. 3 

dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 ago-

sto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), rispetti i criteri legalmente previsti per l’ap-

plicazione di tali disposizioni. 

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Pagina 11 

4.7.4 In definitiva, i presupposti sulla cui base è stata negata la non entrata 

nel merito della domanda d’asilo del ricorrente da parte dell’autorità infe-

riore, si fondano d’un canto su di un accertamento inesatto ed incompleto 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi), rispetto alle 

circostanze in cui ha vissuto il ricorrente durante la sua permanenza in  

Lituania – ivi comprese le sue effettive possibilità di impugnazione della 

decisione negativa lituana nel pieno rispetto dei suoi diritti procedurali – e 

quelle che lo attenderebbero nell’evenienza di un suo trasferimento nel 

predetto Stato membro. D’altro canto, sempre con riferimento all’acco-

glienza in Lituania – anche alla luce della recente crisi dovuta allo scoppio 

bellico in D._______ – si ravvisa una violazione da parte della SEM del suo 

obbligo di motivare sufficientemente la decisione derivante dal diritto di es-

sere sentito dell’insorgente (art. 106 cpv. 1 lett. a LAsi). Considerati i già 

sopra esposti principi (cfr. consid. 4.1 e 4.2), nella presente disamina, si 

impone l’annullamento della decisione avversata ed il rinvio degli atti all’au-

torità inferiore. Ciò poiché la SEM possa – dopo il complemento dell’istru-

zione – esercitare il suo pieno potere d’esame per l’eventuale applicazione 

della clausola di sovranità ex art. 17 par. 1 RD III e concretizzata in diritto 

interno svizzero all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, questione sulla quale il Tribunale, 

invece, dispone di un potere di apprezzamento ridotto (cfr. DTAF 2015/9 

consid. 7 seg.). Su tali presupposti, il Tribunale può esimersi dall’esami-

nare le ulteriori e residuali censure. 

5.  

Per le sopra delimitate ragioni, il ricorso è quindi accolto e la decisione della 

SEM del 17 ottobre 2022 è annullata. Gli atti di causa sono trasmessi 

all’autorità inferiore affinché proceda, in termini ragionevoli (art. 29 cpv. 1 

Cost.), a completare l’istruttoria ed a pronunciare una nuova decisione ri-

spettosa dei considerandi della presente sentenza. L’autorità intimata è se-

gnatamente invitata ad accertare, con la debita esaustività, quali condizioni 

di accoglienza avrebbe trovato l’insorgente in Lituania e quali sarebbero le 

stesse nel caso di un suo trasferimento nel predetto Paese, ad esempio 

chiedendo informazioni alla Lituania in proposito ed effettuando un’audi-

zione complementare con il ricorrente. Tali elementi, saranno determinanti 

soprattutto per l’esame successivo dell’ammissibilità di un trasferimento 

del ricorrente nel succitato Paese ai sensi dell’art. 3 CEDU. Se la SEM, 

dopo tali approfondimenti ed esame, giungesse alla conclusione che un 

trasferimento dell’insorgente violerebbe delle norme internazionali, sarà te-

nuta ad applicare la clausola di sovranità ex art. 17 par. 1 RD III e ad en-

trare quindi nel merito della sua domanda d’asilo in Svizzera. Se al contra-

rio, la SEM dovesse ritenere di dover confermare la sua decisione di non 

entrata nel merito della domanda d’asilo del ricorrente, l’autorità precitata 

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avrà premura di emanare una decisione negativa sufficientemente moti-

vata confrontandosi sia con l’insieme delle risultanze deducibili dagli atti, 

sia spiegando in modo particolare gli elementi che supporterebbero nel 

caso di specie una mancata applicazione della clausola di sovranità. 

6.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, sia la domanda tendente 

alla restituzione dell’effetto sospensivo al ricorso, sia quella relativa 

all’esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 

spese processuali, risultano essere senza oggetto. 

7.  

Visto l’esito della procedura, non sono riscosse delle spese processuali 

(art. 63 cpv. 1 PA). Pertanto l’istanza di assistenza giudiziaria, nel senso 

dell’esenzione dal versamento delle spese di giustizia, è divenuta senza 

oggetto.  

8.  

Inoltre, ai sensi dell’art. 111ater LAsi non sono attribuite indennità ripetibili, 

in quanto il ricorrente è assistito dalla rappresentante legale designata dalla 

SEM a norma dell’art. 102h LAsi, che viene indennizzata dalla Confedera-

zione per le sue prestazioni ai sensi dell’art. 102k LAsi. 

9.  

Le misure supercautelari ordinate dal Tribunale il 26 ottobre 2022 deca-

dono con la presente decisione finale (cfr. HANSJÖRG SEILER, in:  

Waldmann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, 

n. 54 ad art. 56 PA). 

10.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF). La pronuncia è quindi definitiva.  

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Pagina 13 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto.  

2.  

La decisione della SEM del 17 ottobre 2022 è annullata e gli atti di causa 

le sono ritrasmessi per il completamento dell’istruttoria e la pronuncia di 

una nuova decisione ai sensi dei considerandi. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Non si assegnano indennità ripetibili. 

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari