# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 08f6cb83-b09a-56de-bd60-b99d8b5cddf4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-01-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.01.2012 35.2011.42
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2011-42_2012-01-25.html

## Full Text

RI 1ccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2011.42

   

  mm

  	
  Lugano

  25 gennaio
  2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 26 agosto 2011 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

   

  	
  contro 

  	 

	
   

  	
  la decisione formale del 27 luglio 2011
  emanata da

  	 

	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  	 

	
   

  	
   

  	 

					

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 23
ottobre 2008, RI 1 - dipendente dell’Impresa di costruzioni __________ e,
perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’INSAI -, é caduto da
una scala a pioli e ha battuto a terra l’emicorpo destro e la gamba sinistra.
Una volta a terra é stato colpito al capo da un travetto di legno.

                                         A causa
di questo sinistro, egli ha riportato, secondo il rapporto di uscita 27 ottobre
2008 dell’Ospedale regionale di __________, una commotio cerebri e una
policontusione (doc. 6). 

 

                                         L’Istituto
assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di
legge. 

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 18
ottobre 2010, l’amministrazione ha dichiarato estinto il diritto a prestazioni
a far tempo dal 1° novembre 2010, vista l’assenza di disturbi oggettivabili
riconducibili al sinistro dell’ottobre 2008 (doc. 77).

 

                                         L’assicurato,
patrocinato dall’avv. RA 1, ha interposto opposizione (doc. 80 e 83). 

 

                               1.2.   Nel corso
del mese di agosto 2009, l’assicurato é rimasto vittima di un secondo evento
traumatico: dopo aver perso conoscenza, egli ha battuto il volto contro lo
spigolo del tavolino del salotto di casa e ha riportato la frattura della
mandibola (doc. 1 e allegato al doc. 11 - inc. 35.2011.43). 

 

                                         Anche per
questo secondo infortunio l’CO 1 ha riconosciuto la propria responsabilità. 

 

                                         Con decisione
formale del 27 luglio 2011, l’assicuratore LAINF ha ribadito la chiusura del
caso a contare dal 1° novembre 2010, precisando che “… non siamo più in
presenza di disturbi di natura post-traumatica conseguenti all’evento
infortunistico del 13 agosto 2009.” (doc. 67 - inc. 35.2011.43). 

 

                               1.3.   Con ricorso
del 26 agosto 2011, RI 1, rappresentato dall’avv. , ha chiesto l’annullamento
della decisione formale del 27 luglio 2011 e che all’CO 1I venga fatto ordine, in
via principale, “… di emanare una nuova decisione con cui prende pure
posizione sul diritto dell’assicurato a prestazioni di breve durata ed in
particolare sul diritto ad indennità giornaliere nel periodo che va perlomeno
dal 1. novembre 2010 sino al 27 luglio 2011.”, in via subordinata, “… di emanare una decisione su opposizione che tenga debitamente da conto le
richieste formulate dall’assicurato con l’opposizione del 22 dicembre 2010 ed
in particolare la domanda di voler ripristinare il proprio diritto alle
prestazioni di breve durata nel periodo che va perlomeno dal 1. novembre 2010
al 27 luglio 2011.” e, in via ancor più subordinata, “… di voler
emanare, dopo aver anche eseguito gli ulteriori accertamenti psichiatrici, una
nuova decisione nella quale si vorrà pure determinare sul diritto
dell’assicurato a prestazioni di breve durata nel periodo a far tempo dal 1°
novembre 2010.” (doc. I, p. 11s.).

                                         Per
quanto riguarda la procedura afferente all’infortunio del 23 ottobre 2008,
l’insorgente ha espresso in particolare le considerazioni seguenti:

 

" 
(…).

Nel caso in rassegna, con la decisione del 18
ottobre 2010 la CO 1 ha deciso di “… sospendere il versamento delle prestazioni
assicurative (indennità giornaliera e spese di cura) …” (cfr. doc. 3) e ciò con
effetto a far tempo dal 1. novembre 2010. Rispettivamente, nel caso in rassegna
per contestare quest’ultima decisione il 22 dicembre 2010 l’assicurato ha
inoltrato un’opposizione nella quale ha chiesto, tra le altre cose, che siano
eseguiti ulteriori “… accertamenti specialistici …” e che gli sia “…
ripristinato al più presto il suo diritto ad indennità giornaliere ed al
rimborso delle spese di cura …” (cfr. doc. 4). 

 

Seppur concordi anche i medici
dell’amministrazione nel ritenere indispensabili ulteriori accertamenti, i
quali sono poi anche stati eseguiti (cfr. doc. 6: “… per completezza
d’informazioni … [il servizio medico ha] … richiesto ulteriore documentazione …
per esaminare se siamo o meno ancora in presenza di conseguenze dell’infortunio
del 2009 …”, doc. 7: “… La decisione di causalità estinta si riferisce però
all’infortunio del 2008 e non a quello del 2009 … Dopo che sarà giunto il
rapporto da parte del medico ORL la CO 1 potrà valutare il rapporto di
causalità tra il fischio all’orecchio e l’infortunio del 13.8.2009. Ciò non
pregiudica però la decisione d’estinzione del nesso causale riguardante l’infortunio
del 23.10. 2008 …”, 11 e 12), sino ad oggi la CO 1 non ha ancora dato riscontro
all’opposizione presentata dall’assicurato il 22 dicembre 2010.

 

Tale modo di procedere costituisce diniego di
giustizia ed in particolare considerato come la CO 1 risultava in grado di
prendere posizione sulla domanda di rinvio atti e sulla domanda di procedere
con ulteriori accertamenti medici sin da quando era in possesso del parere dei
propri medici fiduciari il 17 febbraio 2011. Procrastinare l’emissione di una
decisione su opposizione per non prendere posizione sulla domanda
dell’assicurato di ripristinare in particolare il suo diritto a prestazioni di
breve durata potrebbe addirittura costituire una violazione del principio della
buona fede.” 

                                         (doc. I,
p. 10 - il corsivo é del redattore)

 

                               1.4.   L’Istituto
assicuratore resistente, in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga
respinta. 

                                         Questi,
in particolare, gli argomenti che sono stati sviluppati dalla convenuta:

 

" 
(…).

Si rileva come tale é stato anche il caso da
parte del ricorrente che, nell’ambito della propria motivazione
dell’opposizione del 22 dicembre 2010 - concernente l’infortunio del 23 ottobre
2008 - ha parimenti sollevato obiezioni quo alle affezioni concernenti il
secondo infortunio (doc. 83 del dossier I), come pure in termini ambigui -
ossia senza menzionare in relazione a quale infortunio - egli ha enunciato un
fischio all’orecchio sinistro (pag. 4 della motivazione dell’opposizione, doc.
83 del dossier I).

Grazie al dettagliato apprezzamento medico del 17
febbraio 2011 ad opera del Dr. __________ (doc. 84 del dossier 2011), si é
potuta fare chiarezza, e meglio che:

 

-   “Per quanto attiene l’assenza di postumi somatici, neurologici e
organici il legale non contesta le conclusioni di __________;

-   Per quanto attiene i residui psichiatrici non é di mia
competenza valutare né la causalità naturale, …”;

-   Per quanto attiene agli schiarimenti cardiologici, gli esperti
di __________ ipotizzano che la sincope potrebbe essere anche di origine
cardiologica. Non bisogna essere specialista in cardiologia per poter
concludere che l’infortunio dell’assicurato sicuramente non ha provocato un
disturbo cardiaco, schiarimenti cardiologici non vanno quindi a carico della CO
1 perché in ogni caso anche se dovesse essere evidenziata una patologia come
per esempio un disturbo del ritmo, una coronaropatia e una cardiopatia, queste
non sarebbero comunque di origine post-traumatica;

-   Da ultimo per quanto attiene al fischio all’orecchio,
l’assicurato ha subito un infortunio con caduta il 23.10.2008, vi é stata una
prima visita medico-circondariale in __________ il 29.4.2009 quindi 6 mesi dopo
l’accaduto e in quella occasione l’assicurato non lamentava assolutamente
nessun sintomo alle orecchie, il fischio non può quindi essere assolutamente
messo in relazione all’infortunio del 2008”.

 

In data 8 aprile 2011, la convenuta si é
determinata, trasmettendo nel contempo al ricorrente l’apprezzamento del Dr. __________
e chiedendo esplicitamente se “intendeva ritirare la pendente opposizione al
fine di rivalutare il tutto una volta completata la documentazione medica
disponibile” (doc. 91 del dossier I).

 

(…).

 

Il ricorrente, o meglio il rappresentante legale
del ricorrente, non si é però mai determinato con chiarezza in relazione a
quanto sopra evidenziato.

 

Nel frattempo, la convenuta si é sempre impegnata
per gli accertamenti ulteriori necessari all’evasione della pratica. Si rinvia
anche al rapporto medico del 1 luglio 2011 in cui il Dr. __________, specialista FMH per malattie concernenti orecchie-naso e gola, si é determinato sulle
affezioni all’orecchio lamentate dal ricorrente, e questo anche in relazione al
primo infortunio (cfr. doc. 65 del dossier II). Si evidenzia come il fatto che
il ricorrente non si sia mai determinato su quanto menzionato dal Dr. __________
quo all’estraneità di tali disturbi con l’infortunio del 2008, la convenuta per
completezza abbia chiesto al suo specialista di determinarsi parimenti in
relazione al primo infortunio.”

                                         (doc.
III, p. 4s.)

 

                               1.5.   Con
l’allegato di replica dell’ottobre 2011, l’assicurato ha ribadito, per quanto
qui di interesse, “… quanto già indicato nel proprio ricorso e meglio che
agendo in questo modo la __________ ha commesso un diniego di giustizia.
Rispettivamente, per non commettere un diniego di giustizia, tenuto conto delle
richieste formulate dall’assicurato nell’opposizione e non da ultimo
considerata pure l’opinione del proprio medico fiduciario, prima di procedere
con gli accertamenti necessari la CO 1 avrebbe dovuto ripristinare i diritti
dell’assicurato alle prestazioni di breve durata. Solamente infine, e meglio
solo quando a conoscenza di tutte le informazioni necessarie, la CO 1 avrebbe
poi potuto emanare una nuova decisione.” (doc. V, p. 3).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio
2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Questa Corte
rileva che il ricorsoRI 1 é diretto contro la decisione formale del 27 luglio
2011, mediante la quale l’assicuratore ha dichiarato chiuso il caso afferente
all’infortunio del 13 agosto 2009 a far tempo dal 1° novembre 2010 (cfr. doc. I, p.
11s.). Con sentenza 35.2011.43 del 6 ottobre 2011, nel frattempo cresciuta in
giudicato, il TCA ha dichiarato irricevibile l’impugnativa (data l’assenza
di una decisione su opposizione ex art. 52 cpv. 2 LPGA).

 

                                         Nel
motivare il proprio ricorso, l’assicurato ha tuttavia pure sostenuto che
l’amministrazione si sarebbe resa colpevole di una denegata giustizia per non
aver evaso tempestivamente l’opposizione da lui interposta contro la decisione
formale del 18 ottobre 2010, relativa all’evento infortunistico dell’ottobre
2008 (cfr. il consid. 1.3. del presente giudizio). 

 

                                         In queste
condizioni, nella misura in cui si riferisce alla procedura dipendente
dall’infortunio del 23 ottobre 2008, l’impugnativa di RI 1 va trattata quale
ricorso per denegata giustizia secondo l’art. 56 cpv. 2 LPGA.

 

                               2.3.   Giusta
l'art. 56 cpv. 2 LPGA, il ricorso può essere interposto anche se
l'assicuratore, nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una decisione
o una decisione su opposizione. 

 

                               2.4.   Secondo il
TFA, vi è diniego di giustizia qualora un'autorità giudiziaria o amministrativa
non si occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa é competente (cfr.
DTF 114 V 147 consid. 3a e riferimenti ivi menzionati). 

                                         Sempre
secondo la giurisprudenza, l'art. 29 Cost. fed. è pure violato nel caso in cui
l'autorità competente si dimostri certo pronta ad emanare una decisione, ma ciò
non avviene entro un termine che appare adeguato, tenuto conto della natura
dell'affare nonché dell'insieme delle altre circostanze (cfr. DTF 107 Ib 164
consid. 3b e riferimenti ivi citati). Irrilevanti sono le ragioni che hanno
determinato il diniego di giustizia. Decisivo per l'interessato è unicamente il
fatto che l'autorità non abbia agito, rispettivamente non abbia agito in
maniera tempestiva (cfr. DTF 108 V 20 consid. 4c; DTF 103 V 195 consid. 3c).

 

                                         Nel
giudicare l'esistenza di una ritardata giustizia, si deve procedere a una
valutazione delle circostanze oggettive. Vi è, quindi, ritardata giustizia
quando le circostanze che hanno condotto a un prolungamento della procedura,
non appaiono oggettivamente giustificate (DTF 103 V 195 consid. 3c in fine).
Criteri rilevanti sono, segnatamente, la natura della procedura, la difficoltà
della materia ed il comportamento dell'interessato (cfr. DTF 125 V 188; VPB
1983 n. 150 p. 527 e EuGRZ 1983 p. 483).

 

                                         Il
principio secondo cui la procedura davanti al Tribunale cantonale delle
assicurazioni deve essere semplice e spedita (cfr. art. 61 cpv. 1 lett. a
LPGA), è espressione di un principio generale del diritto delle assicurazioni
sociali e vale, perciò, anche nell'ambito della procedura amministrativa (DTF
110 V 61 consid. 4; cfr., pure, U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 243 n. 509).

 

                                         Dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata
giustizia può essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità
protrae più del dovuto la trattazione di un affare.
Ciò non è il caso se essa prende dei provvedimenti positivi, ad esempio dei
provvedimenti probatori supplementari. Qualora l'autorità si sia occupata di
una vertenza senza notevole ritardo, una violazione della Costituzione può
essere ammessa soltanto se determinati provvedimenti sono stati presi
abusivamente (cfr. L. Meyer, Das Rechtsverzögerungsverbot nach Art. 4 BV, Tesi
Berna 1985, p. 78 e riferimenti alla giurisprudenza federale).

 

                                         Nell’ambito
di una procedura ricorsuale per denegata giustizia, non si deve procedere a una
valutazione approfondita della situazione fattuale e giuridica. L’intervento
del giudice in relazione all’ordine di misure istruttorie, si giustifica
soltanto qualora l’amministrazione abbia manifestamente oltrepassato il
proprio potere discrezionale. 

                                         In una
tale procedura, ci si deve accontentare di un esame sommario dell’incarto, con
l’obbiettivo di stabilire se l’aver ordinato un determinato provvedimento
probatorio era manifestamente superfluo (cfr. STFA U 18/92 del 3 luglio
1992 consid. 5b, parzialmente pubblicata in RAMI 1992 U 151, p. 194s., e U
268/01 dell’8 maggio 2003 consid. 4.1).

 

                                         Nella
citata sentenza U 18/92, l’Alta Corte federale non ha censurato il fatto che
l’assicuratore LAINF aveva deciso di sottoporre una perizia medica di parte al
proprio medico fiduciario e, in base alle sue raccomandazioni, aveva disposto
degli ulteriori accertamenti (consid. 5b).

 

                               2.5.   Chiamata a
pronunciarsi nella concreta evenienza, questa Corte osserva innanzitutto che é
stato l’assicurato stesso, in sede di opposizione interposta contro la
decisione formale del 18 ottobre 2010, a pretendere che l’CO 1 disponesse un complemento istruttorio in merito sia all’aspetto cardiologico che a quello
otologico (cfr. doc. 83, p. 4). 

 

                                         Dando
seguito alla richiesta di RI 1, l’istituto assicuratore ha trasmesso l’intero
incarto al proprio servizio medico fiduciario, specificatamente al dott. __________,
spec. FMH in chirurgia ortopedica. Con rapporto del 17 febbraio 2011, il medico
di circondario appena citato ha segnatamente negato l’eziologia infortunistica
alle problematiche cardiologica e otologica (cfr. doc. 84).

 

                                         Con
scritto del 5 aprile 2011 - tenuto conto di quanto l’assicurato aveva riferito a
margine della sua audizione del 14 ottobre 2010 (cfr. doc. 76: “Sono insorti
disturbi all’orecchio sinistro e il dr. __________ ha disposto una visita da
uno specialista ORL a __________ (l’assicurato non sa precisare il suo nome e
non sa dire in relazione a cosa siano i disturbi uditivi.”) -,
l’amministrazione ha chiesto al suo medico curante di essere aggiornata “… in
merito ai previsti schiarimenti ORL del caso.” (cfr. doc. 89). 

 

                                         Verso la
fine del mese di maggio 2011, l’avv. RA 1 ha informato l’ICO 1 che il proprio
patrocinato era “… già stato visitato da un ulteriore medico. Non ricordando il
nome di quest’ultimo medico non posso essere certo della valutazione in ambito
ORL.” (doc. 94). 

 

                                         In
occasione di un colloquio intercorso il 7 giugno 2011 tra un funzionario dell’CO
1 e la figlia dell’assicurato, quest’ultima ha segnalato che suo padre era
stato “… visto alcune settimane orsono (non ricorda la data, forse il 25.5.11)
presso l’Ospedale regionale di __________; purtroppo non si ricordano presso
quale reparto e da quale specialista.” (doc. 57 - inc. 35.2011.43). 

 

                                         Nel corso
del mese di giugno 2011, il funzionario in questione é finalmente riuscito a scoprire
che RI 1 era stato visitato il 25 maggio 2011 dal dott. __________, Primario di
otorinolaringoiatria presso l’Ospedale regionale di __________ (cfr. doc. 61 -
inc. 35.2011.43). 

 

                                         Il 14
giugno 2011 all’amministrazione é pervenuto il rapporto relativo alla
consultazione specialistica del 25 maggio 2011 (cfr. doc. 63 - inc.
35.2011.43). 

 

                                         Con
referto datato 1° luglio 2011, l’otorinolaringoiatra di fiducia dell’CO 1,
dott. __________, ha definito inverosimile l’esistenza di un nesso di causalità
naturale tra il tinnito e gli infortuni assicurati (cfr. doc. 65 - inc.
35.2011.43). 

 

                                         Tutto ben
considerato, questo Tribunale non ravvede nel fatto di avere raccolto la
valutazione del dott. __________ e in quello di aver voluto interpellare il
proprio otorinolaringoiatra di fiducia (rapporto del 1° luglio 2011), un
atteggiamento defatigatorio da parte dell’CO 1. Il TCA ritiene anzi che non
sarebbe stato corretto da parte dell'Istituto assicuratore ignorare che “in
circolazione” vi era un referto specialistico (quello del dott. __________),
tanto più che a quel momento la sua posizione risultava fondata sul solo parere
di un chirurgo ortopedico (il dott. __________), quindi di un medico non
particolarmente qualificato a pronunciarsi in materia ORL. D’altro canto,
qualora l’assicurato avesse fornito indicazioni più precise circa l’identità
dello specialista da lui privatamente consultato, anche la procedura avrebbe
potuto assumere un ritmo più spedito. 

 

                                         Ora, fra il
momento in cui l’amministrazione é entrata in possesso del rapporto del dott. __________
e la presentazione del ricorso, sono intercorsi meno di due mesi. In queste
condizioni, non si può affermare che essa abbia inadeguatamente prolungato la
procedura.

 

                                         Tenuto
conto dei principi giurisprudenziali menzionati al precedente considerando,
questa Corte non ritiene dunque che ricorrano qui gli estremi per riconoscere
una denegata/ritardata giustizia. 

 

                                         L’Istituto
assicuratore resistente é comunque invitato a esaminare l’opposizione 22
dicembre 2010 e ad emanare al più presto la  relativa decisione ex art. 52 cpv.
2 LPGA. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti