# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 76747233-52f1-5849-95c0-89095555d088
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-06-28
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 28.06.2021 R 2020 117
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2020-117_2021-06-28.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 20 117

5a Camera 

Presidenza Racioppi

Giudici Meisser e Audétat

Attuario Paganini

SENTENZA 

del 28 giugno 2021

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____, 

patrocinati dall'avv. Michel Castelli,

ricorrenti

contro

Comune di B._____, 

patrocinato dall'avv. Andrea Toschini,

convenuto

e

C._____

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rappresentati dall'avv. Fabrizio Keller,

convocati

concernente domanda di costruzione

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I. Ritenuto in fatto:

1. Il 1. giugno 2019 A._____ hanno inoltrato una domanda di costruzione a 

posteriori per l'installazione della pompa di calore aria-acqua nel loro 

edificio sul fondo n. D._____ in zona nucleo di B._____. La termopompa 

era stata messa in funzione nell'estate del 2016, inizialmente senza 

obiezioni da parte dei vicini. 

2. Contro detta domanda di costruzione i vicini C._____ proprietari del fondo 

confinante n. E._____ ugualmente in zona nucleo, hanno inoltrato 

opposizione il 9 luglio 2019 chiedendo il rigetto della domanda e la 

rimozione dell'impianto. 

3. Nella presa di posizione del 5 settembre 2019 A._____ hanno chiesto il 

rigetto dell'opposizione. 

4. Nella replica del 27 novembre 2019 e nella duplica del 12 febbraio 2020 

le parti hanno confermato i loro petiti. A._____ hanno richiesto 

l'espletamento di un sopralluogo in presenza dell'opponente. 

5. Consultato dal Comune di B._____, nell'e-mail del 10 gennaio 2020 il Dr. 

F._____ dell'Ufficio cantonale per la natura e l'ambiente (UNA) si è 

espresso in merito alle emissioni prodotte dalla rispettiva termopompa.  

6. Il 27 maggio 2020 è stato effettuato un sopralluogo in presenza 

dell'opponente e dei tecnici comunali.

7. Con decreto 15/16 dicembre 2020 il Consiglio comunale di B._____ ha 

assegnato a A._____ un termine di 60 giorni per inoltrare una perizia 

fonica della pompa di calore aria-acqua allestita da uno studio di 

ingegneria qualificato ai sensi del consid. 4 del decreto, ovvero che 

comprenda la misurazione dei valori di emissione effettivi della pompa di 

calore e la valutazione nell'ottica del principio della limitazione preventiva 

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(accurata analisi sulle possibili misure di insonorizzazione / scelta di 

un'altra ubicazione idonea per ridurre l'inquinamento acustico con 

valutazione della fattibilità e della sopportabilità economica) (cifra 1 

dispositivo). Il Consiglio comunale ha disposto inoltre che, in caso di 

mancato inoltro entro il termine assegnato, la perizia fonica verrà 

commissionata dal Consiglio comunale a spese dei richiedenti. Alla cifra 2 

del dispositivo, il Consiglio comunale ha ordinato il divieto ai richiedenti di 

utilizzare la relativa pompa di calore sino alla decisione di merito o modifica 

del presente decreto. 

8. Avverso questo decreto A._____ (qui di seguito: ricorrenti) hanno inoltrato 

ricorso al Tribunale amministrativo il 28 dicembre 2020 chiedendone 

l'annullamento parziale, ossia della cifra 1 del dispositivo. In via cautelare, 

essi hanno chiesto il conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso. 

9. Nella presa di posizione sull'effetto sospensivo dell'11 gennaio 2021 

C._____ (qui di seguito: convocati) hanno sottolineato di non opporsi al 

conferimento dell'effetto sospensivo relativamente alla cifra 1 del 

dispositivo della decisione impugnata, mentre hanno chiesto il rigetto della 

richiesta di conferimento dell'effetto sospensivo riguardo alla cifra 2 del 

dispositivo della decisione impugnata. 

10. Nella presa di posizione del 12 gennaio 2021 il Comune di B._____ (qui di 

seguito: convenuto) ha chiesto il rigetto del ricorso. In via procedurale, 

esso ha segnalato di non opporsi alla richiesta di conferimento dell'effetto 

sospensivo limitatamente alla cifra 1 del dispositivo. 

11. Nella presa di posizione (di merito) del 19 gennaio 2021 i convocati hanno 

postulato il rigetto del ricorso. 

12. Con scritto del 1. febbraio 2021 i ricorrenti hanno rinunciato all'inoltro di 

una replica. 

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II. Considerando in diritto:

1. Impugnato è il decreto del 15 dicembre 2020 (comunicato il 16 dicembre 

2020) del convenuto. Si tratta di un decreto ordinatorio impugnabile 

dinanzi a questo Tribunale giusta l'art. 49 cpv. 4 lett. b della Legge sulla 

giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). La tempestività (cfr. art. 52 

cpv. 2 LGA) nonché la forma (cfr. art. 38 LGA) del ricorso sono rispettate 

e la legittimazione (cfr. art. 50 LGA) è data, per cui si entra nel merito dello 

stesso. 

2. La misura provvisionale di divieto di utilizzo della pompa di calore sino alla 

decisione di merito (o modifica del decreto impugnato) ordinato alla cifra 2 

del dispositivo del decreto impugnato viene accettata dai ricorrenti e non 

è quindi oggetto di litigio. Controverso è soltanto l'ordine di cui alla cifra 1 

del dispositivo, secondo cui i ricorrenti devono inoltrare una perizia fonica 

della pompa di calore. Si tratta di una disposizione determinante il corso 

della procedura, ossia di una decisione incidentale con cui viene fissato 

un termine per la produzione di un documento. 

3. I ricorrenti sostengono che gli interessi del vicinato sono già 

sufficientemente tutelati per mezzo del divieto di utilizzare la pompa di 

calore sino alla decisione di merito (o modifica del decreto impugnato), per 

cui non sarebbe necessaria la misurazione dei valori di emissione effettivi 

della pompa già installata. Il convenuto abuserebbe del proprio potere 

discrezionale e avrebbe accertato in modo inesatto e incompleto i fatti, 

basando la sua decisione unicamente su di una frase della relazione 

tecnica del 10 gennaio 2020 del Dr. F._____ e non sul documento 

completo risp. sulla conclusione finale. Questi avrebbe infatti confermato 

che l'impianto rispetterebbe i valori di pianificazione, ossia il limite delle 

immissioni foniche di 50 dB (A), e al contempo il grado di sensibilità III 

applicabile al fondo in questione. Non sarebbe comprensibile perché il 

convenuto ritenga che in casu l'impianto probabilmente non rispetti i valori 

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di pianificazione. Inoltre, il convenuto misconoscerebbe che una domanda 

a posteriori andrebbe trattata come una corretta domanda di costruzione. 

Un'eventuale accurata analisi sulle possibili misure di insonorizzazione e 

sulla scelta di un'altra ubicazione idonea per ridurre l'inquinamento 

acustico con valutazione della fattibilità e della sopportabilità economica 

andrebbe valutata secondo la domanda di costruzione e non sulla base 

dell'impianto già realizzato. Stando ai ricorrenti non può dunque essere 

imposta una misurazione dei valori di emissione effettivi della pompa di 

calore prima dell'evasione della domanda di costruzione; soltanto dopo 

l'approvazione formale della domanda di costruzione e la successiva, se 

del caso, messa in funzione definitiva del relativo impianto, la misurazione 

delle emissioni concrete potrebbe essere indicata, se sussistono elementi 

concreti che permettono di pensare che l'impianto non rispetti le normative 

applicabili in materia di protezione dell'ambiente. Se dopo l'evasione 

definitiva della presente pratica edilizia i vicini dovessero ancora 

lamentarsi dei rumori eccessivi, le spese per il rilevamento dei valori di 

emissione effettivi andrebbero a carico dei vicini.

4. Da esaminare è se la documentazione agli atti riguardo alle emissioni risp. 

immissioni foniche della termopompa è incompleta e/o inesatta a tal punto 

da giustificare la richiesta di produzione di una perizia fonica ai sensi del 

decreto impugnato. 

4.1. La costruzione di impianti fissi è autorizzata solo se le immissioni foniche 

da essi prodotte non superano da sole i valori di pianificazione nelle 

vicinanze; l'autorità che rilascia i permessi può esigere una valutazione 

preventiva del rumore (art. 25 cpv. 1 della Legge federale sulla protezione 

dell’ambiente [Legge sulla protezione dell’ambiente, LPAmb; RS 814.01]). 

L'autorità esecutiva determina o fa determinare le immissioni foniche 

esterne degli impianti fissi, se ha motivo di ritenere che i valori limite 

d'esposizione determinanti di detti impianti siano o potrebbero essere 

superati (art. 36 cpv. 1 dell'Ordinanza contro l'inquinamento fonico [OIF; 

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RS 814.41]). Per gli edifici, le immissioni foniche devono essere 

determinate al centro delle finestre aperte dei locali sensibili al rumore (art. 

39 cpv. 1 prima frase OIF; per la misurazione si veda Cercle Bruit, Aiuto 

all'esecuzione 6.21, 2019, Allegato 3). 

4.2. Agli atti vi è un attestato di protezione fonica per pompe di calore aria-

acqua, allegato allo scritto del 5 aprile 2019 dei ricorrenti (doc. 2 

convenuto) e sottoscritto dall'architetto dei ricorrenti, indicante un livello di 

potenza sonora esterno (LwA) di 59 dBA, una distanza (s) fonte-ricettore di 

9.5 m e un livello di valutazione (Lr) pari a 44 dBA. Nel relativo attestato 

allegato alla domanda di costruzione del 1. giugno 2019 (doc. 4 

convenuto) figurano un'invariata distanza fonte-ricettore di 9.5 m ma un 

livello di potenza sonora esterno di 45 dBA e un livello di valutazione di 30 

dBA. Nel rispettivo attestato del 18 luglio 2019 accluso alla relazione 

dell'installatore del 22 luglio 2019 (allegato 4 alla presa di posizione del 5 

settembre 2019 dei ricorrenti [doc. 6 convenuto]) risulta invece un livello di 

potenza sonora esterno di 53 dBA, una distanza di misurazione fonte-

ricettore di 4 m e un livello di valutazione di 43.2 dBA. Nell'e-mail del 10 

gennaio 2020 (doc. 9 convenuto) il Dr. F._____ dell'UNA afferma che la 

valutazione fonica dell'installatore è contradditoria ed errata in diversi 

punti. Infatti, nell'attestato di protezione fonica del 18 luglio 2019 verrebbe 

indicata un'emissione di 45 dB (A) a 1 m di distanza, ciò che 

corrisponderebbe a un livello di potenza sonora Lw di 53 dBA. In base ai 

dati tecnici dell'impianto il livello di potenza sonora esterno sarebbe però 

indicato con 57 dB (A). Inoltre, nell'attestato verrebbe indicata una 

distanza di misurazione di 4 m dall'edificio vicino basata sul grado di 

sensibilità (GS) II. In base al piano delle zone sarebbe invece applicabile 

il GS III e la distanza dall'edificio vicino ammonterebbe a ca. 9 m. A causa 

del posizionamento in un cortile interno, sarebbe applicabile una 

correzione di direttività di +9 dB e non di +6 dB. Sulla facciata dell'edificio 

confinante verrebbe così esercitato un livello di pressione sonora di ca. 36 

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dB (A). Con i dati corretti e in applicazione delle correzioni del livello 

risulterebbe un livello di valutazione Lr di 47.9 dB (A) per un funzionamento 

continuo e di 43.1 dB (A) per un funzionamento limitato a 4 ore notturne. 

Il valore di pianificazione GS III di 50 dB (A) sarebbe dunque rispettato in 

entrambi i casi. Secondo l'esperto poi, dai piani di costruzione non 

figurerebbero dei speciali provvedimenti preventivi. L'esperto ritiene 

inopportuna la collocazione delle aperture d'immissione ed espulsione 

dell'aria in un cortile interno, siccome il rumore di fondo in questo luogo 

può essere molto basso a causa dell'isolamento da parte degli edifici 

circostanti, cosicché anche fonti sonore relativamente basse possono 

creare fastidi. Inoltre, attraverso il riverbero delle facciate il suono verrebbe 

ulteriormente incrementato, fatto che non potrebbe essere debitamente 

considerato con il metodo di calcolo alla base dell'attestato sulla 

protezione fonica. L'esperto consiglia pertanto di intraprendere ulteriori 

misure nel senso della prevenzione fonica, quali l'installazione di 

appropriati isolanti acustici nelle aperture dell'aria o la limitazione 

dell'orario di funzionamento nelle ore notturne sensibili. L'esperto ritiene 

infine che, stando alle informazioni sull'edificio, per motivi strutturali (volta 

della cantina) uno spostamento delle aperture d'espulsione non sarebbe 

realizzabile o non sarebbe possibile senza costi ingenti e sarebbe perciò 

sproporzionato.  

4.3. Da quanto esposto si evince che il primo attestato di protezione fonica 

inoltrato dall'architetto (allegato allo scritto del 5 aprile 2019 [doc. 2 

convenuto]), si discosta essenzialmente soltanto nel valore di correzione 

di direttività (Dc = 6 dB) da quello applicato dall'esperto (Dc = 9 dB). Per il 

resto, rispetto all'esperto l'architetto ha addirittura considerato un livello di 

potenza sonora più alto (59 dB (A) invece di 57 dB (A)) e una distanza dal 

luogo di ricezione solo leggermente superiore (9.5 m invece di 9 m). In tale 

attestato l'architetto considera inoltre un valore di pianificazione più basso 

risp. più severo, ovvero di 45 dB (A) secondo il GS II invece di 50 dB (A) 

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secondo il GS III (sull'applicabilità del GS III si veda l'art. 33 cpv. 2 cifra 2 

della Legge edilizia [LE] in combinato disposto con lo schema delle zone 

[art. 53 LE] e la cifra 1 cpv. 1 lett. e e cpv. 2 nonché la cifra 2 allegato 6 

OIF). Per ragioni poco comprensibili (viste le invariate circostanze di fatto), 

lo stesso architetto nell'attestato di protezione fonica qui determinante, 

cioè quello allegato alla domanda di costruzione del 1. giugno 2019, ha 

indicato un livello di potenza sonora significativamente più basso di 45 dB 

(A), giungendo infine a un livello di valutazione di 30 dB (A). Viste poi le 

critiche avanzate dall'esperto sull'attestato di protezione fonica più recente 

del 18 luglio 2019 allestito dall'installatore (con livello di valutazione di 43.2 

dB (A)), è evidente che i dati forniti dai ricorrenti sono incongruenti e in 

parte verosimilmente errati, per cui non possono fungere (da soli) da base 

per l'esame di un'autorizzazione. Va poi considerato che il metodo di 

calcolo alla base dell'attestato di protezione fonica, secondo quanto riferito 

dall'esperto, non tiene sufficientemente conto della particolare ubicazione 

dell'impianto (in un cortile interno racchiuso dagli edifici che creano una 

cassa di risonanza). Inoltre, bisogna tener conto che, stando agli attendibili 

rilevamenti del sopralluogo del 27 maggio 2020 esperito dal convenuto 

d'intesa con le parti, il punto di ricezione – vale a dire la finestra più vicina 

sensibile al rumore (cfr. Cercle Bruit, Aiuto all’esecuzione 6.21, 2019, 

Allegato 1, p. 8), in questo caso situata a un piano sopraelevato rispetto 

alla fonte d'emissione – dista 6.2 m dal foro d'aspirazione (distanza 

misurata partendo dal foro d'aspirazione al centro della finestra ad 

un'altezza di 1 m, v. protocollo del sopralluogo [doc. 10 convenuto]). Per 

la determinazione della distanza fonte-ricettore, l'esperto nella sua stima 

si è evidentemente basato sulla distanza tra i rispettivi immobili secondo 

la mappa catastale, indicando così una distanza di 9 m. Tenendo conto 

della distanza effettiva fonte-ricettore rilevata durante il sopralluogo, il 

livello di valutazione corretto in base all'attestato dell'esperto è pari a 51.15 

dB (A) (Lpa = 57 -11 + 9 - 20 *log(6.2) = 39.15 + 12). In base alla stima 

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sulle immissioni foniche bisogna dunque ritenere che l'impianto non rispetti 

il determinante valore di pianificazione GS III (notte) di 50 dB (A). 

4.4. Oltretutto, è indubbio che i ricorrenti devono produrre una valutazione 

dell'impianto nell'ottica del principio della limitazione preventiva, siccome 

manca un'analisi sulle possibili e esigibili misure di insonorizzazione per 

limitare le emissioni della termopompa. Il principio di prevenzione va infatti 

osservato a prescindere dal rispetto dei valori di pianificazione nella 

misura massima consentita dal progresso tecnico, dalle condizioni 

d’esercizio e dalle possibilità economiche (cfr. art. 7 cpv. 1 OIF e art. 11 

cpv. 2 LPAmb; DTF 141 II 476 consid. 3.2).  

5. In conclusione, non solo vi sono dei dubbi che l'impianto non rispetti il 

valore soglia di 50 dB (A), ma in base all'attestato dell'esperto con la 

correzione descritta in precedenza va piuttosto ritenuto che detto valore 

venga leggermente superato. Nella documentazione agli atti manca inoltre 

un'accurata analisi sul rispetto del principio di prevenzione. Sebbene 

l'esperto abbia negato uno spostamento delle aperture dell'aria per ragioni 

di statica e di costi, spetta ancora ai ricorrenti dimostrare nel dettaglio – 

oltre alle ulteriori misure di riduzione delle emissioni – l'inesigibilità di 

un'altra ubicazione dell'impianto.

6. Visto quanto considerato, non occorre esprimersi sulla critica sollevata dai 

ricorrenti circa la disparità di trattamento nella presente procedura di 

licenza edilizia in sanatoria rispetto a progetti in procedura ordinaria. 

Infatti, stando alla documentazione della domanda di costruzione e ai 

rilevamenti del sopralluogo bisogna concludere che il rispettivo valore di 

pianificazione è leggermente superato. Dato che la termopompa è già 

stata installata, non c'è nulla da eccepire all'ordine impartito dal convenuto 

di misurazione effettiva delle immissioni e di analisi delle misure 

preventive. Il decreto impugnato va pertanto confermato e il ricorso va 

respinto. 

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7. Si noti per inciso che, visto che né il convenuto né i convocati si sono 

opposti al conferimento dell'effetto sospensivo all'ordine di inoltrare una 

perizia fonica, il termine di 60 giorni assegnato per l'inoltro della perizia 

fonica inizia a decorrere soltanto dalla crescita in giudicato di questa 

sentenza.  

8. Visto l'esito della controversia, le spese processuali, composte da una 

tassa di Stato fissata a CHF 2'500.00 e spese di cancelleria, vanno 

accollate ai ricorrenti (cfr. art. 73 cpv. 1 LGA). Inoltre, essi devono rifondere 

le spese ripetibili ai convocati (cfr. art. 78 cpv. 1 LGA). Al convenuto non 

vengono invece assegnate ripetibili (cfr. art. 78 cpv. 2 LGA). Dal conteggio 

inoltrato dal patrocinatore dei ricorrenti con prestazioni complessive per 

l'importo di CHF 2'129.50 vanno dedotte le "spese vive" pari a CHF 20.60, 

siccome i disborsi postali e telefonici, che costituiscono tali spese, vanno 

ritenute comprese nella tariffa oraria e/o nelle spese di cancelleria 

riconosciute del 3 % dell'onorario. Ne discende un diritto a ripetibili per i 

convocati di CHF 2'108.90. A questo importo va ancora aggiunta l'IVA del 

7.7 %, per cui risultano delle ripetibili complessive di CHF 2'293.45.

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto.  

2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

- una tassa di Stato di CHF 2'500.00

- e le spese di cancelleria di CHF 276.00

totale CHF 2'776.00

Tali spese sono poste a carico di A._____.  

3. A._____ versano a C._____ CHF 2'293.45 (IVA inclusa) a titolo di ripetibili. 

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4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]