# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e21f2ee9-e2c9-5fd8-a47b-a48ea4238102
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-06-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 18.06.2010 60.2009.457
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2009-457_2010-06-18.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2009.457

   

  	
  Lugano

  18 giugno
  2010/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza 20.11/7.12.2009
– completata il 28.2/2.3.2010 – presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1 

  patr. da: PR 1 

  
	
   

  	
   

  tendente ad ottenere, in
  relazione all’esito del procedimento penale sfociato nel decreto di abbandono
  28.10.2008 emanato dal procuratore pubblico Andrea Maria Balerna (ABB __________)
  e nel giudizio 9.6.2009 del giudice della Pretura penale Giovanni Celio (inc.
  __________), un’indennità per ingiusto procedimento a’ sensi degli art. 317
  ss. CPP;

  	 

 

	
   

  	
   

  

richiamati gli scritti 8/9.3.2010 della
Divisione della giustizia – che ha rinviato alle osservazioni che avrebbe
presentato il Ministero pubblico –, 15/17.3.2010 del giudice Giovanni Celio –
che si è rimesso al giudizio di questa Camera – e 2/6.4.2010 del magistrato
inquirente – che ha postulato il solo parziale accoglimento della domanda –;

 

preso atto che, su richiesta 2.3.2010 di
questa Camera, il 16/17.3.2010 IS 1 ha comunicato che le spese di patrocinio e
le altre poste del danno non erano state coperte, anticipate o garantite da
assicurazioni o da terzi;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

in fatto ed in diritto

 

                                         che
l’8.8.2008 IS 1 è stato arrestato con l’accusa di furto giusta l’art. 139 CP “per
avere, a __________, il 18/19 luglio 2008, agendo in correità con __________,
per procacciarsi un indebito profitto ed al fine di appropriarsene, sottratto a
danno del __________ CHF 5'200.-- e Euro 200.--” (AI 2/3, inc. MP __________);

 

 

                                         che
il provvedimento è stato confermato il giorno successivo dal giudice
dell’istruzione e dell’arresto Ursula Züblin per l’esistenza di gravi e
concreti indizi di colpevolezza e di preminenti motivi di interesse pubblico
(bisogni dell’istruzione) [AI 11, inc. MP __________];

 

 

                                         che
l’accusato è stato scarcerato il 13.8.2008 (AI 20, inc. MP __________);

 

 

                                         che
con decisione 28.10.2008 il procuratore pubblico ha abbandonato il procedimento
penale in capo al reato di furto in considerazione della mutata versione dei
fatti resa da __________ (che lo aveva indicato quale suo complice) ed in
difetto di indizi a suo carico (ABB __________) (inc. MP __________);

 

 

                                         che
lo stesso giorno, per altri fatti emersi nel corso del medesimo procedimento penale,
il magistrato inquirente ha posto IS 1 in stato di accusa davanti alla Pretura
penale siccome ritenuto colpevole di appropriazione semplice (art. 137 cifra 1
CP) “per essersi appropriato, per procacciarsi un indebito profitto, di due
consolle di gioco (Game Boy Advance SP e PSP2) e dei relativi giochi trovati su
di un sedile di un treno delle FFS, all’interno di una borsa apparentemente
dimenticata dal legittimo proprietario” (fatti avvenuti sulla tratta ferroviaria
__________ in una data imprecisata tra la fine del mese di luglio 2008 ed i
primi giorni del mese di agosto 2008) [inc. MP __________] e di contravvenzione
alla LF sugli stupefacenti (art. 19a LStup) “per avere, senza esserne
autorizzato, consumato un’imprecisata quantità di marijuana (sostanza coltivata
illecitamente presso il suo domicilio) e di eroina (consumo saltuario)” [fatti
avvenuti ad __________ nel corso del 2008] (inc. MP __________);

 

 

                                         che
ha proposto la sua condanna alla pena pecuniaria di CHF 300.-- (dieci aliquote
da CHF 30.--/aliquota), da dedursi il carcere preventivo sofferto di cinque
giorni, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni, alla
multa di CHF 100.-- ed al pagamento di tassa di giustizia e spese;

 

 

                                         che
non ha revocato il beneficio della condizionale concesso alla pena pecuniaria
di 20 (recte: 10) aliquote giornaliere da CHF 30.--/aliquota, decretata nei
suoi confronti dal Ministero pubblico (recte: Pretura penale) il 22.8.2007, ma
l’ha ammonito formalmente;

 

 

                                         che,
infine, ha ordinato il dissequestro, nelle mani della polizia cantonale, delle
consolle e dei relativi giochi (decreto di accusa 28.10.2008, DA __________);

 

 

                                         che
con scritto 13/14.11.2008 IS 1 ha interposto opposizione al decreto di accusa;

 

 

                                         che
con sentenza 9.6.2009 il giudice della Pretura penale ha dichiarato l’accusato
autore colpevole di contravvenzione alla LF sugli stupefacenti “(…) per
avere, ad __________ e in altri luoghi imprecisati, nel corso del 2008, senza
esserne autorizzato, consumato una quantità minima di marijuana (art. 19a cifra
2 LStup)”, mandandolo esente da pena in applicazione dell’art. art. 19a
cifra 2 LStup;

 

 

                                         che
l’ha prosciolto dall’imputazione di appropriazione semplice per difetto di querela;

 

 

                                         che,
inoltre, ha ordinato il dissequestro nelle mani della polizia cantonale degli oggetti
sequestrati (inc. __________);

 

 

                                         che
con l’istanza in esame IS 1, protestando le ripetibili, chiede che lo Stato
della Repubblica e del Cantone Ticino sia condannato a versargli, quale
risarcimento del danno sofferto in seguito al procedimento penale, l’importo di
CHF 10'067.75, di cui CHF 2'217.75 per spese legali, CHF 1'350.-- [CHF 1'900.--
(recte: 1'100.--) per mancato guadagno e CHF 250.-- per “disturbo per
procedura, spese stimate”] per danno materiale, CHF 5’000.-- per torto
morale e CHF 1'500.-- per l’istanza di indennità;

 

 

                                         che
giusta l’art. 317 CPP l’accusato prosciolto – assolto al processo dalla
Corte delle assise correzionali o criminali o dal giudice della Pretura penale
o liberato da ogni accusa con decreto di abbandono o, se del caso, di non luogo
a procedere – ha diritto ad un’indennità nella forma della rifusione delle
spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione
del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale
suisse, 2. ed., Ginevra / Zurigo / Basilea 2006, n. 1556 ss.; R. HAUSER / E.
SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005,
§ 109 n. 1 ss.);

 

 

                                         che,
in applicazione dell’art. 320 cpv. 1 CPP, la domanda di indennità deve essere
presentata entro un anno dall’abbandono del procedimento, rispettivamente dalla
sentenza di assoluzione;

 

 

                                         che
l’istante chiede la rifusione dei danni in merito al decreto di abbandono
28.10.2008 (ABB __________) – inerente il procedimento penale inc. MP __________
– ed al giudizio 9.6.2009 del giudice della Pretura penale (inc. __________) –
inerente i procedimenti penali inc. MP __________ (appropriazione semplice) ed
inc. MP __________ (contravvenzione alla LF sugli stupefacenti);

 

 

                                         che
la domanda di indennità, presentata il 20.11/7.12.2009, ovvero nel termine di
un anno di cui all’art. 320 cpv. 1 CPP, è pacificamente tempestiva per quanto
riguardante il giudizio 9.6.2009 (inc. __________);

 

 

                                         che,
con riferimento al decreto di abbandono 28.10.2008 (ABB __________), si pone
invece la questione a sapere se la richiesta di indennità possa essere reputata
presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320 cpv. 1 CPP;

 

 

                                         che
questa Camera – chiamata a pronunciarsi sulla tempestività di un’istanza di indennità
concernente decisioni di assoluzione prolate in tempi diversi e quindi parzialmente
non ossequiante il termine di un anno – ha ritenuto che detta istanza poteva
considerarsi tempestiva in applicazione dell’art. 320 cpv. 1 CPP qualora le decisioni
alle quali si riferiva riguardavano il medesimo complesso di fatti
(decisione 9.9.2008 in re B.E.B., inc. 60.2007.341), criterio dedotto dai
principi applicati all’esame del presupposto di accusato prosciolto
giusta l’art. 317 CPP [cfr., per esempio, decisione 5.2.2008 in re C.F.Z. (inc.
60.2002.106); decisione 7.12.2005 in re M.S. (inc. 60.2004.305), confermata dal
Tribunale federale con sentenza 1P.35/2006 del 7.3.2006];

 

 

                                         che
l’accusa di furto, oggetto del decreto di abbandono 28.10.2008 (ABB __________),
è manifestamente differente dalle accuse di appropriazione semplice e di
contravvenzione alla LF sugli stupefacenti, oggetto del decreto di accusa 28.10.2008
(DA __________) e, di seguito, della sentenza 9.6.2009 del giudice della
Pretura penale (inc. __________): le imputazioni riguardavano infatti fattispecie
del tutto diverse, che nulla avevano a che vedere l’una con l’altra, come ben
si evince – per esempio – dal verbale di interrogatorio 11.8.2008 di __________
/ IS 1 (AI 16, inc. MP __________);

 

 

                                         che,
nella citata situazione, chiaramente definita, il fatto che il procedimento
penale concernente le imputazioni di furto e di appropriazione semplice fosse,
in effetti, soltanto uno (inc. MP __________), non può evidentemente mutare la
predetta conclusione;

 

 

                                         che,
in queste circostanze, non costituendo il contenuto del decreto di abbandono 28.10.2008
(ABB __________) ed il contenuto della sentenza 9.6.2009 del giudice della
Pretura penale (inc. __________) un medesimo complesso di fatti, ma
fatti ben distinti ed indipendenti l’uno dall’altro, le pretese giusta l’art.
317 CPP derivanti dal citato decreto di abbandono dovevano essere fatte valere
entro il termine di un anno (art. 320 cpv. 1 CPP) a decorrere dal menzionato
decreto di abbandono 28.10.2008;

 

 

                                         che
il decreto di abbandono 28.10.2008 (ABB __________), intimato lo stesso giorno,
è stato ricevuto dall’avv. PR 1 – al quale era stato inviato per sé e per IS 1
– il giorno successivo, come si evince dal timbro apposto sulla decisione,
allegata quale doc. C all’istanza di indennità 28.2/2.3.2010;

 

                                         che,
anche tenendo conto del termine di dieci giorni di cui all’art. 216 cpv. 1 CPP
entro il quale la parte civile può presentare una proposta di atto di accusa
contro il decreto di abbandono (termine che in concreto veniva a scadere il
10.11.2008), la domanda doveva essere inoltrata, al più tardi, l’11.11.2009 (art.
20 CPP);

 

 

                                         che
l’istanza di indennità – non datata, presentata personalmente da IS 1 – è stata
inviata in data non conosciuta (non essendoci agli atti la busta inerente la
domanda) al penitenziario “La Farera”, che – secondo il timbro apposto
sull’istanza medesima – l’ha ricevuta il 20.11.2009 (istanza di indennità poi
trasmessa alla Divisione della giustizia e di seguito a questa Camera);

 

 

                                         che
il 29.4.2010 il presidente di questa Camera ha chiesto all’istante, per il
tramite del suo legale, di comunicare – documentando – quando l’istanza era
stata consegnata all’ufficio postale e di esprimersi sulla tempestività della
domanda stessa;

 

 

                                         che
con scritto 2/4.6.2010 l’avv. PR 1 ha fatto sapere che “(…) il mio
patrocinato non mi ha potuto fornire alcun documento comprovante l’esatta data
d’invio della lettera. Egli mi ha solo riferito che dovrebbe trattarsi del mese
di luglio / inizio agosto 2009. In quel periodo avevo avuto un contatto con lui
per l’allestimento della mia nota spese inoltrata il 27/29 luglio al GIAR per
tassazione. Egli mi ha riferito di averne pure preparata un’altra che ora mi ha
fatto pervenire e che le allego prevista da inviare direttamente al MP.
Ribadisco in ogni caso che la tempestività ex art. 320 ss. CPPT in concreto è
data, essendosi risolta la vertenza penale con la sentenza della Pretura penale
del 9 giugno 2009 e relativa crescita in giudicato. A quel momento il prevenuto
/ accusato / imputato ha avuto il sentimento globale sulla sua vicenda
giudiziaria, valutandolo quindi come soddisfacente o meno. Per il caso
negativo, da tale fatto deriva quindi la ragione della norma, che in concreto
si riferisce a tutte le cifre dell’articolo, che l’ha in fine prosciolto dai
pesanti capi d’accusa iniziali”;

 

 

                                         che
la semplice asserzione secondo cui l’istanza di indennità sarebbe stata inviata
da IS 1 nel mese di luglio / inizio agosto 2009 non ha evidentemente, in
difetto di qualsiasi prova concreta al riguardo, alcuna portata ai fini del
presente giudizio;

                                         che
appare del resto (molto) poco verosimile che uno scritto inviato nel mese di luglio
/ inizio agosto 2009 sia pervenuto al penitenziario “La Farera” soltanto
il 20.11.2009, ovvero quattro mesi dopo la sua consegna all’ufficio postale;

 

 

                                         che
il fatto che in luglio / inizio agosto 2009 il suo legale avrebbe avuto un
contatto con il qui istante per l’allestimento della nota professionale inoltrata
a fine luglio al giudice dell’istruzione e dell’arresto per tassazione non
implica necessariamente che IS 1 abbia effettivamente presentato la sua istanza
in quel periodo;

 

 

                                         che
anche la circostanza secondo cui l’istante avrebbe redatto lo scritto allegato
alla comunicazione 2/4.6.2010 dell’avv. PR 1 a questa Camera con l’intenzione
di presentarlo al Ministero pubblico [lettera non datata, con indicazione del
mittente e del destinatario, del seguente tenore: “Egregi Signori, Con la
presente chiedo indennità per incarcerazione indebita in riferimento
all’incarto in oggetto. Distinti saluti. IS 1] è manifestamente ininfluente:
a prescindere dal fatto che non si sa quando è stato steso, determinante è
chiaramente solo l’effettivo invio (non le intenzioni restate tali, ovvero non
concretizzatesi);

 

 

                                         che,
sebbene – come detto – non ci sia agli atti la busta nella quale è stata
inviata la domanda di indennità, dopo avere dato ampia possibilità all’istante
di esprimersi sulla questione, in ossequio al diritto di essere sentito (DTF
135 I 279), si può ritenere – senza incorrere in arbitrio – che essa, giunta al
penitenziario il 20.11.2009, sia stata spedita dopo l’11.11.2009, termine ultimo
per inoltrare l’istanza;

 

 

                                         che,
di conseguenza, l’istanza di indennità per ingiusto procedimento, per quanto
intesa alla rifusione del danno di cui alle accuse esposte nel decreto di
abbandono 28.10.2008 (ABB __________), è manifestamente tardiva e quindi
irricevibile;

 

 

                                         che
– con riferimento alla
sentenza 9.6.2009 del giudice della Pretura penale (inc. __________) –
quest’ultimo, pur mandandolo esente da pena, ha dichiarato IS 1 autore
colpevole di contravvenzione alla LF sugli stupefacenti “(…) per avere, ad __________
e in altri luoghi imprecisati, nel corso del 2008, senza esserne autorizzato,
consumato una quantità minima di marijuana (art. 19a cifra 2 LStup)”: il
qui istante è quindi stato condannato per detto reato e di conseguenza non può
essere reputato accusato prosciolto (p. 4, inc. __________);

 

 

                                         che
– in merito al reato di appropriazione semplice, pure oggetto del predetto giudizio
9.6.2009 – l’istante è stato prosciolto per difetto di querela (p. 4, inc. __________);

 

 

                                         che
l’indennità può nondimeno essere negata o ridotta nel caso di colpa grave esclusiva
o concolpa dell’accusato prosciolto (art. 319a cpv. 1 CPP);

 

 

                                         che
questa norma formalizza la giurisprudenza di questa Camera in applicazione
dell’art. 44 cpv. 1 CO, che permette al giudice di escludere o ridurre il
risarcimento se il danneggiato ha consentito nell’atto dannoso o se le
circostanze, per le quali egli è responsabile, hanno contribuito a cagionare od
aggravare il danno od a peggiorare altrimenti la posizione dell’obbligato, segnatamente
se l’accusato ha
determinato per sua colpa l’apertura dell’inchiesta o la sua incarcerazione
oppure ancora ha intralciato lo svolgimento della procedura (G. PIQUEREZ, op. cit., n. 1559; R. HAUSER / E. SCHWERI /
K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 10);

 

 

                                         che
lo scopo è quello di evitare che lo Stato, e di riflesso i contribuenti,
debbano sopportare i costi di una procedura penale aperta in seguito al
comportamento riprovevole di un accusato (decisioni di questa Camera 14.3.2006
in re V.P., inc. 60.2004.395; 13.1.2006 in re E.P., inc. 60.2005.76; 14.3.2006
in re C.G., inc. 60.2003.421; 10.7.2006 in re M.B., inc. 60.2005.344; 28.6.2006
in re A.B., inc. 60.2005.240; 24.7.2006 in re F.F., inc. 60.2005.424);

 

 

                                         che
il diritto civile non scritto vieta infatti di creare una situazione tale da
causare un danno ad altri senza prendere le necessarie precauzioni (DTF 126 III
113): i costi diretti ed indiretti di una procedura penale, compresa
l’indennità che deve eventualmente essere rifusa all’accusato prosciolto,
costituiscono certamente un danno per la collettività (decisione TF 1P.301/2002
del 22.7.2002);

                                         che
il rifiuto o la riduzione dell’indennità
sono compatibili con la Costituzione (art. 32 cpv. 1 Cost.) e la Convenzione
europea dei diritti dell’uomo (art. 6 cifra 2 CEDU) quando l’interessato ha provocato
l’apertura del procedimento penale o ne ha complicato lo svolgimento con un
comportamento colpevole sotto il profilo del diritto civile, lesivo di una
regola giuridica, e che è in rapporto di causalità con l’importo imputatogli
(decisione TF 1P.212/2006 del 10.4.2007);

 

 

                                         che
il giudice deve riferirsi ai principi generali della responsabilità per atti
illeciti, fondare il suo giudizio su fatti incontestati o chiaramente stabiliti
e prendere in considerazione ogni norma giuridica, appartenente al diritto
federale o cantonale, pubblico, privato o penale, scritto o non scritto, per
determinare se il comportamento in questione giustifichi la riduzione
dell'indennità (decisione TF 1P.212/2006 del 10.4.2007);

 

 

                                         che
anche il Codice di diritto processuale
penale federale prevede, all’art. 430, la possibilità di non accordare un
indennizzo o la riparazione del torto morale se l’imputato ha ad esempio provocato
in modo illecito o colpevole l’apertura del procedimento penale o ne ha
ostacolato lo svolgimento [il messaggio 21.12.2005 (FF 2006 p. 989 ss., p.
1232) indica che: “Siffatto comportamento esclude in generale qualsiasi
obbligo di indennizzo o di riparazione del torto morale da parte dello Stato”];

 

 

                                         che
deve esservi un nesso causale fra la violazione di norme giuridiche, da una parte,
e l’apertura dell’indagine o l’intralcio a quest’ultima, dall’altra parte;

 

 

                                         che
la condotta in questione deve avere fatto sorgere, secondo il corso ordinario
delle cose e l’esperienza della vita, il sospetto di un comportamento punibile
tale da giustificare l’apertura di un procedimento penale;

 

 

                                         che,
per contro, il rinvio manifestamente ingiustificato davanti ad un tribunale comporta
l’interruzione del nesso causale fra la condotta dell’accusato e le ulteriori
fasi del processo [P. CORBOZ / F. BAUMANN, L’indemnisation des personnes poursuivies
à tort (art. 242 ss. CPP), in RFJ 2007, p. 400 e giurisprudenza citata];

                                         che,
interrogato in capo alla fattispecie sfociata nell’accusa di appropriazione semplice
(DA __________), IS 1 ha dichiarato che “(…) confermo di avere trovato 2
giochi elettronici su di un treno. Andavo da __________ a __________ in treno.
Ho trovato abbandonata su di un sedile una borsetta che conteneva un game boy
advance e una psp2. Non c’era il caricatore. La mia intenzione era usarli un
po’ e restituirli” (verbale di interrogatorio 11.8.2008 di __________ / IS
1, p. 5, AI 16, inc. MP __________);

 

 

                                         che
giusta l’art. 720 CC “chi trova una cosa smarrita è tenuto a darne avviso al
proprietario e, non conoscendolo, a darne avviso alla polizia od a fare egli
stesso le indagini e le pubblicazioni indicate dalle circostanze; l’avviso alla
polizia è obbligatorio se il valore della cosa è manifestamente superiore ai
dieci franchi; chi ritrova una cosa in una casa abitata o in uno stabilimento
destinato al servizio od al trasporto pubblico, deve consegnarla al padrone di
casa, al locatario od alle persone incaricate della sorveglianza”;

 

 

                                         che
il qui istante, come da lui stesso riferito, non ha dato seguito agli obblighi
previsti dalla predetta disposizione, ma ha tenuto con sé gli oggetti trovati,
che ha – di fatto – consegnato alla polizia soltanto dopo il di lei intervento
nei suoi confronti per altri fatti;

 

 

                                         che,
in queste circostanze, l’apertura del procedimento penale è stata direttamente
cagionata dalla condotta di IS 1;

 

 

                                         che
l’istanza, per quanto ricevibile, deve di conseguenza essere respinta;

 

 

                                         che
giusta l’art. 39 cpv. 2 LTG la tassa di giustizia per le azioni concernenti
l’indennità dell’accusato prosciolto e l’indennità per la detenzione illegale è
fissata nei limiti stabiliti nell’art. 14 LTG e nell’art. 17 LTG;

 

 

                                         che
la tassa di giustizia di CHF 650.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi
CHF 700.--, sono poste a carico dell’istante, soccombente.

Per questi motivi,

richiamati gli art. 317 ss. CPP ed ogni
altra norma applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L’istanza,
per quanto ricevibile, è respinta.

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 650.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
700.-- (settecento), sono poste a carico di IS 1, __________, __________.

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) sono dati, a dipendenza
dell’oggetto e del valore, entro trenta giorni dalla notificazione della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), i ricorsi in materia penale, di diritto
pubblico rispettivamente sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78, 82, 85, 113 ss.
LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dagli art. 81, 89 e 115 LTF.

 

                                   4.   Intimazione:

                                      

 

                                         per
conoscenza:

                                      

 

 

 

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                           La
segretaria