# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 512135b4-524e-57f2-86ce-b7d327064125
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-09-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di espropriazione 29.09.2008 20.2004.22-1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TE_001_20-2004-22-1_2008-09-29.html

## Full Text

Incarto n.

  20.2004.22-1

  52/03

   

  	
  Lugano

  29 settembre 2008

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale di espropriazione

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  Composto

  dalla Presidente

  	
  Margherita De Morpurgo

  
	
  e
  dai membri

  	
  ing.
  Eraldo Pianetti

  arch. Giancarlo Fumasoli 

  
	
  Segretario
  giudiziario

  	
  Enzo
  Barenco

  

 

 

statuendo
nella procedura di approvazione dei progetti definitivi e di espropriazione promossa
da

 

	
   

  	
  ISEP
  1

  rappr.
  dal RA 1

   

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  COES
  1  

  rappr.
  dall’  RA 2  

   

  

 

	
   

  	
  nell'ambito
  dei lavori per la realizzazione delle strade di servizio al __________

  relativamente
  al mapp. no. 2088 RFD __________,

  

 

 

letti
ed esaminati gli atti, udite le parti ed assunte le necessarie prove,

 

 

 

considerato,                    in
fatto ed in diritto

 

1.1.1.
Il Comune di __________ intende costruire una serie di nuove opere di
urbanizzazione nella zona del __________. Il progetto, che implica
espropriazioni varie, prevede, in particolare, la costruzione della nuova __________,
parallela a Via __________, e la sistemazione con ampliamento di Via __________,
Via __________, Via __________ e Via __________ compresi i relativi raccordi a
Via __________. Le opere includono il completamento della rete idrica e la posa
dell’illuminazione pubblica.

Il Consiglio Comunale ha approvato le opere, stanziato il credito di
costruzione ed avallato il prelievo di contributi di miglioria nell’ordine del
70% della spesa con risoluzione del 10.6.2003.

I progetti definitivi e gli atti di espropriazione sono stati pubblicati dal
2.10 al 3.11.2003.

1.2. Il progetto coinvolge, tra gli altri, anche il mapp. no. 2088 di proprietà
della COES 1. Stando alle tabelle pubblicate il fondo è espropriato per mq 443 ed
occupato temporaneamente per mq 45, superfici per le quali il Comune ha offerto
un’indennità di fr. 200.- il mq rispettivamente di fr. 6.- il mq. 

Con memoria 3.11.2003 l’espropriata ha notificato le seguenti pretese di
indennizzo:

- fr. 280.-/330.- il mq per la superificie espropriata

- fr. 30/40'000.- per inconvenienti dovuti al carico ambientale

- fr. 300'000.- per titolo di svalutazione

- fr. 30'000.- per la demolizione di manufatti a confine (muro e rete
metallica)

- fr. 25'000.- per una siepe di lauro

- fr. 3'000.- per lo spostamento di un cancello

- fr. 66'450.- per la pavimentazione esistente della superficie espropriata

- fr. 60'000.- per interventi di adeguamento dell’immobile

- fr. 120'000.- per la perdita di 4 posteggi

All’udienza di conciliazione del 17.2.2004 il procedimento è stato sospeso per
consentire alle parti di avviare una trattativa privata; quest’ultima si è
tuttavia risolta negativamente.

I progetti definitivi sono stati approvati con sentenza del 15.3.2004.

Costituito il nuovo collegio giudicante, in data 20.2.2008 è stato esperito un
sopralluogo in esito al quale il Comune ha presentato un progetto per la
completa sistemazione del fondo a dipendenza delle opere stradali che prevede,
in particolare, lo spostamento del cancello scorrevole, il ripristino delle
opere di recinzione, l’adattamento di un pozzo luce, la formazione di un pozzo
luce e la formazione di una rampa di accesso; l’espropriata ha comunicato la
sua adesione agli interventi con scritto del 25.6.2008.

Le parti sono quindi comparse al dibattimento finale del 24.9.2008 in occasione
del quale il Comune ha dichiarato di assumersi tutti costi delle opere di sistemazione.
Ciò considerato la proprietaria ha confermato le seguenti richieste di indennizzo:

- fr. 280.-/330.- il mq per la superificie espropriata

- fr. 30/40'000.- per inconvenienti dovuti al carico ambientale

- fr. 300'000.- per titolo di svalutazione

- fr. 66'450.- per la pavimentazione esistente della superficie espropriata

Le altre pretese inizialmente notificate sono invece state abbandonate mentre è
stata accettata l’indennità di 14'991.- per l’estirpazione di piante varie come
da perizia giudiziaria.

2.Il
mapp. no. 2088, ubicato in località __________, è così censito a RF:

sub. c) piazzale                       mq     813

sub. A) stabile industriale         mq     180

sub. B) deposito                       mq       18

sub. D) tettotia                         mq       35

sub. E) tettoia                           mq       41

sub. F) tettoia                           mq     113

totale                                        mq   1200

Si tratta di un terreno pianeggiante di conformazione regolare posto all’angolo
tra Via __________ e la nuova __________; esso è parzialmente occupato da uno
stabile destinato ad officina meccanica ed abitazione.

Stando al vigente Piano particolareggiato del __________ (PRP-PF), approvato
dal Consiglio di Stato con risoluzione del 19.9.1995, la particella è assegnata
alla zona industriale-terziaria innovativa A3 (art. 11 NAPR).

3.L’espropriazione
è subordinata al versamento di una piena indennità (art. 9 Lespr.) che, a
compensazione del danno indotto dall’intervento espropriativo, è finalizzata a
restituire al soggetto colpito le condizioni economiche di cui avrebbe goduto
se l’evento non avesse avuto luogo, senza pregiudicarlo né arricchirlo (Hess/Weibel,
Das Enteignungsrecht des Bundes, 1986, ad art. 16 no. 4).

L’indennità consta, in particolare, dell’intero valore venale del diritto
espropriato (art. 11 let. a Lespr.) trovando riscontro nel prezzo commerciale
oggettivo che un qualsiasi privato o agente immobiliare avveduto stipulerebbe
nell’ambito di una libera transazione immobiliare (Hess/Weibel, op.
cit., ad art. 19 no. 50 ss; Wiederkehr, Die Expropriationsentschädigung,
1966, p. 25 e 33; Grisel, Traité de droit administratif, 1984, vol. II,
p. 734).

Strumento di valutazione è il cosiddetto metodo statistico-comparativo che,
previa incursione nei prezzi di vendita ufficialmente registrati,
preferibilmente durante l’anno precedente il dies aestimandi e riferibili a
fondi analoghi, analizza i dati accertati estrapolando quelli pertinenti per
adeguarli all'oggetto da stimare. Il tutto attraverso un confronto oggettivo e
soppesando le singole caratteristiche, le potenzialità di sfruttamento come
anche tutti i fattori che intervengono più o meno sensibilmente nel settore
delle transazioni immobiliari riflettendosi sui prezzi (Hess/Weibel, op.
cit., ad art. 19 no. 52, 80 ss; DTF 115 Ib 408, 122 I 168 c. 3a, 122 II
337 c. 5; RDAT II-1998 no. 27). Tra questi si annoverano pure le
eventuali possibilità di miglior uso del fondo (art. 12 cpv. 1 Lespr.), purché
siano concrete, nonché i diritti e gli oneri iscritti o annotati a RF (art. 14
Lespr.).

L’applicazione del metodo statistico-comparativo presuppone la disponibilità di
un adeguato campione di raffronto, non invece l’identità con l’oggetto
paragonato. E’ tuttavia indispensabile che i valori accertati siano
analizzabili e cioè che costituiscano una testimonianza valida quanto
ragionevole delle tendenze e dell’evoluzione del mercato immobiliare (RDAT
1985 no. 92, II-1998 no. 27). In quest’ottica le punte estreme – ossia i prezzi
di gran lunga al di sotto o al di sopra della media stipulati in un contratto
isolato – ed i prezzi pertinenti a terreni già edificati non hanno valenza
decisiva ai fini dell’estimo (Hess/Weibel, op. cit., ad art. 19 no. 87 e
89).

4.La
zona industriale-terziaria innovativa prevista dal PRP-PF è situata a sud di
Via __________ ed è suddivisa in due fasce che includono, l’una (A1) i terreni
ubicati tra Via __________ e la nuova __________, e l’altra (A3) i terreni a
valle della dorsale fino al confine con la zona agricola la quale, a sua volta,
si estende fino a Via __________ (cfr. PRP-PF piano delle zone).

Il Piano particolareggiato attribuisce alle singole proprietà specifiche quantità
edificatorie (art. 11 NAPRP-PF). Queste sono state stabilite tenendo conto
dello stato originale dei fondi secondo il PR approvato il 10.3.1987 (cfr.
piano delle zone e AP-EP 1987) cosicché il calcolo delle quantità edificatorie
è rapportato alla superficie totale dei terreni senza deduzione delle aree a
destinazione stradale ed agricola: in pratica gli indici di tali aree sono
stati ricaricati sulle aree A1 e A3. Ciò con lo scopo dichiarato “di
mantenere la potenzialità insediativa del comprensorio del __________,
segnatamente per funzioni di interesse sovracomunale, salvaguardando la qualità
dell’ambiente e garantendo l’approvvigionamento idrico del basso __________”
(cfr. ris. 19.9.1995 p. 7, p. 30 ad e1).

L’art. 30 NAPRP-PF dispone invero che, a compensazione dell’attribuzione delle
predette quantità edificatorie, le superfici destinate alle opere di
urbanizzazione siano cedute al Comune a titolo gratuito (cpv. 1 e 2); qualora
invece il proprietario esigesse un’indennità le quantità edificatorie saranno
diminuite e calcolate solo sulla parte edificabile del fondo (cpv. 4; cfr. ris.
19.9.1995 p. 13 e 15). 

Di fatto, tuttavia, tale normativa appare priva di effetti concreti. Prova ne
sia che il Comune, oltre a mantenere (ed ammettere concretamente) le
potenzialità edificatorie sancite dal PRP-PF, in questa sede procede
all’espropriazione del futuro sedime stradale contro versamento di un’indennità
anziché pretenderne da cessione gratuita. Prova ulteriore ne siano le licenze
edilizie accordate per il mapp. no. 2517 e per il mapp. no. 2125, quest’ultimo
pure oggetto della presente procedura espropriativa. Un’agire, questo, che si
rivela manifestamente vantaggioso per i proprietari e che dimostra
inequivocabilmente come l’ente pubblico non persegua una politica di divieti
bensì tenda piuttosto a favorire gli insediamenti e l’espansione industriale
nel comprensorio.

5.5.1.
In mancanza di anticipata immissione in possesso, l’indennità è stimata con
valuta attuale (art. 19 Lespr.). Per completezza l’indagine sui prezzi
ufficiali effettuata come d’uso a RF è stata estesa a tutte le transazioni
stipulate nella zona del __________ dopo l’approvazione del PRP-PF con l’esito
seguente:

nel 2007

- fr. 215.- il mq per i mapp. no. 2075 e 2511 di complessivi mq 5770, loc. __________,
zona industriale A1 (iscr. a RF l’8.1.2007 al d.g. 148);

- fr. 215.52 il mq per il mapp. no. 2510 di mq 464, loc. __________, zona
industriale A1 (iscr. a RF il 22.1.2007 al d.g. 814);

nel 2006

- fr. 220.- il mq per il mapp. no. 2086 di mq 20866, loc. __________, zona
industriale A1 (iscr. a RF il 6.7.2006 al d.g. 4924);

- fr. 308.17 il mq per il mapp. no. 2517 di mq 2729, loc. __________, zona
industriale A1 (iscr. a RF il 21.3.2006 al d.g. 2048). Il trapasso è avvenuto
in seguito ad esercizio di un diritto di compera annotato il 20.12.2005;

- fr. 220.- il mq per il mapp. no. 2085 di mq 4499, loc. __________, zona
industriale A1 (iscr. a RF il 18.8.2006 al d.g. 6290);

nel 2000

- fr. 137.19 il mq per il mapp. no. 2090 di mq 8747, loc. __________, zona
industriale A3 (iscr. a RF il 3.4.2000 al d.g. 2719);

- fr. 210.- il mq per il mapp. no. 2087 di mq 1632, loc. __________, zona
industriale A1 (iscr. a RF il 22.12.2000 al d.g. 10004);

nel 1999

- fr. 60.69 il mq per una quota di comproprietà di 1/3 sui mapp. no. 2085, 2402
e 2420 di complessivi mq 4499, loc. __________, zona industriale A1 (iscr. a RF
il 15.6.1999 al d.g. 4621). Il trapasso è avvenuto in seguito ad
aggiudicazione;

nel 1998

- fr. 169.90 il mq per il mapp. no. 2126 di mq 4797, loc. __________, zona
industriale A3 (iscr. a RF il 17.11.1998 al d.g. 8340);

- fr. 220.89 il mq per i mapp. no. 2127 e 2133 di complessivi mq 6338, loc. __________,
zona industriale A1 (iscr. a RF il 25.11.1998 al d.g. 8550);

- fr. 169.70 il mq per il mapp. no. 2128 di mq 3241, loc. __________, zona
industriale A3 (iscr. a RF il 30.11.1998 al d.g. 9996);

nel 1996

- fr. 166.77 il mq per il mapp. no. 2126 di mq 4797, loc. __________, zona
industriale A3 (iscr. a RF l’11.7.1996 al d.g. 5763).

Alla luce di tali risultanze l’indennità rivendicata dall’espropriata appare
d’acchito eccessiva essendo palesemente smentita dalle transazioni ufficiali
reperite. Prescindendo dal prezzo massimo (mapp. no. 2517) e da quello minimo (mapp. no. 2085,
2402 e 2420) che, come già rilevato, non sono decisivi ai fini dell’estimo,
risulta che le due fasce costituenti la zona industriale si distinguono per il
valore, la zona A1 ravvisando un valore medio di fr. 215.-/220.- il mq e la
zona A3 di fr. 166.-/170.- il mq. Questa differenza si riconduce al fatto che
la zona A3 appare meno attrattiva dal profilo commerciale, da un canto per le
diverse quantità edificatorie predefinite – ritenuto un i.s. 0.7 nel settore A3
ed un i.s. 0.9 nel settore A1 (cfr. ris. 19.9.1995 p. 13) – e d’altro canto per
la necessità inevitabile di concentrare la costruzione su di un’area limitata
rispetto alla zona A1 e per la minore disponibilità di superficie per servizi
esterni.

Complessivamente il Tribunale non ha motivo di scostarsi dalle quotazioni ufficiali
tanto più che dall’approvazione del PRP-PF ad oggi sono rimaste mediamente
costanti e senza oscillazioni degne di nota. Si può quindi ragionevolmente
ritenere che i valori medi attuali nel comprensorio del __________ siano di fr.
220.- il mq per la fascia A1 e di fr. 170.- il mq per la fascia A3.

5.2. Il mapp. no. 2088 è un terreno piano di conformazione regolare non
particolarmente ampio ma che si presta allo sfruttamento ammesso dal PRP-PF con
una SUL massima consentita di mq 900 (art. 11 NAPR) che può essere
effettivamente sfruttata. Essendo assegnato alla fascia A3, sulla base delle
osservazioni di cui sopra, di principio è meno pregiato rispetto ai terreni
appartenenti alla zona A1 con la conseguenza che l’indennità offerta dal Comune
di fr. 200.- il mq si rivela senz’altro favorevole. Per questo motivo può
essere confermata.

6.L’occupazione
temporanea si annovera tra i provvedimenti che, in ambito espropriativo, concorrono all’attuazione dell’opera. Per
definizione essa comporta l’invasione transitoria di un terreno per depositarvi
materiale o installazioni di cantiere oppure, più semplicemente, per permettere
la costruzione dell’opera stessa senza intralci. La relativa indennità copre il
danno effettivo derivante dalla limitazione dell’uso attuale del bene salvo che
il proprietario renda attendibile un miglior uso ai sensi dell’art. 12 cpv. 1
Lespr. (Hess/Weibel,
op. cit., ad art. 19 no. 39; RDAT 1989 no. 76, I-1992 no. 45; DTF
109 Ib 273). Normalmente l’indennità
metrica annua riconosciuta per terreni edificabili è di fr. 0.50 (TE sott.
26.6.1996 in re Comune di V./C., 2.3.1999 in re S./G.).

In concreto l’indennità offerta nella tabella (fr. 6.- il mq), sulla quale
l’espropriata non si è pronunciata, supera di gran lunga i canoni
giurisprudenziali rivelandosi assai generosa. Perciò può essere confermata.

7.L’espropriata
sostiene che l’espropriazione priva la proprietà della sua parte più pregiata
determinandone il deprezzamento; per questo motivo sollecita un’indennità di
fr. 300'000.-. Inoltre essa rivendica un’indennità di fr. 30/40'000.- per il peggioramento
delle qualità di vita riconducibile al notevole carico ambientale derivante dal
traffico stradale.

7.1. Le suddette pretese ricadono sotto l’art. 11 let. b Lespr. in base al
quale, nell’ipotesi di espropriazione parziale, l’indennità deve comprendere il
pregiudizio derivante dal deprezzamento della frazione residua purché sia una
conseguenza dell’espropriazione (Hess/Weibel, op. cit., ad art. 19 no.
183-185).

Stando alla giurisprudenza un deprezzamento della porzione residua potrebbe
essere dato qualora il terreno fosse ridotto o deformato al punto da non poter
più essere sfruttato razionalmente oppure qualora fosse privato di vantaggi
influenti sul valore della proprietà, vale a dire di un’importante area di
sfogo o di uno schermo protettivo (DTF 129 II 420 c. 3.1.2; RDAT
II-1994 no. 63, II-1998 no. 27 c. 3.1; TRAM 18.10.2004 N. 50.2003.14 in
re CE L.).

7.2. La garanzia della proprietà non assicura al proprietario la facoltà di
edificare secondo criteri ottimali per trarne in massimo vantaggio. Pertanto, a
fronte di un’espropriazione parziale, per determinare il potenziale edilizio
residuo, occorre attenersi al concetto di sfruttamento razionale vale a dire a
quelle che, secondo il buon senso ed in base a contingenze oggettive, sono le
prospettive d’uso ragionevoli del terreno, prescindendo da teorici propositi
affaristici o addirittura speculativi (cfr.
Kommentar zum RPG, 1999, Riva, ad art. 5 no. 165-166; Knapp,
Précis de droit administratif, 4e ed., no. 2251).

Il progetto coinvolge il mapp. no. 2088 soprattutto
sul fronte N/E ritenuto che l’area espropriata verso Via __________ è già oggi
adibita a sedime stradale. In particolare la costruzione della nuova __________
sottrae al mapp. no. 2088 tutta la fascia di terreno che si estende tra lo
stabile esistente ed il confine con il mapp. no. 2378 per una lunghezza di ca. ml
40 ed una profondità di ca. ml 9; lungo il lato verso Via __________ l’allargamento
priva inoltre il terreno di una striscia di ca. ml 3 x ml 30. Con ciò la superficie
complessiva passa da mq 1200 a mq 757, una riduzione del 37% ca. certamente non
esigua.

Ora, nell’ambito di una valutazione
d’insieme ed anche considerando che dagli atti non si evince alcuna concreta prospettiva
di miglior uso del terreno, la diminuzione della superficie non è una
circostanza trascurabile. 

Infatti la proprietà è privata di un’area di servizio che è necessaria
all’attività svolta e che non potrà essere ricostituita; perciò, sotto questo
profilo, il pregiudizio non può dirsi completamente compensato con il
versamento dell’indennità per il terreno.

D’altra parte, a differenza delle zone artigianali – dove i terreni possono
essere occupati con piccoli depositi o laboratori e sono quindi sfruttabili razionalmente
anche se di dimensioni contenute – nelle zone industriali normalmente sono
richieste aree di ampio respiro. Il mapp. no. 2088 risulta dunque penalizzato
dall’espropriazione poiché se la SUL
ammessa resta quella assegnata dall’art. 11 NAPRP-PF ossia mq 900, viceversa la
superficie sfruttabile a fini edilizi (di per sé stessa già contenuta in
origine) si è ridotta a tal punto da essere ben poco attrattiva per un
potenziale acquirente interessato ad un terreno industriale; in sostanza essa
potrebbe richiamare solo l’attenzione di un artigiano con bisogni di spazio
limitati ed è quindi svilita dal profilo commerciale.

Premesso che la demolizione dello stabile esistente non è ipotizzabile né
prevedibile, anche perché si tratta di un edificio in uso ed in ottimo stato, l’espropriazione
si riflette sulle possibilità di ristrutturazione e/o ampliamento. In
particolare, considerata la SUL già sfruttata di mq 339 (cfr. registro degli
indici), un ampliamento, secondo criteri ragionevoli, occuperebbe una SUL massima
di mq 250; con ciò potrebbe essere raggiunta una SUL totale di ca. mq 590 che
equivale ad uno sfruttamento del 65% soltanto rispetto al massimo
concesso di mq 900.

Tutto ciò considerato il deprezzamento della frazione residua in ragione delle
ridotte possibilità d’uso può essere stimato nel 40% del valore edilizio pieno
riconosciuto sopra. Pertanto l’indennità è fissata in fr. 80.- il mq per
complessivi fr. 60'560.- (fr. 80.- x mq 757).

7.3. L’espropriata ascrive il
deprezzamento della proprietà anche all’aumento del carico ambientale dovuto al
traffico stradale.

Di fatto, tuttavia, l’area espropriata, in parte destinata ad ospitare un
marciapiede, non ha funzione di schermo protettivo già solo perché il concetto
di schermatura verso i vicini è tipico delle zone residenziali non invece di
quelle industriali dove, notoriamente, i fondi non necessitano di particolari
barriere difensive (al di là delle normali recinzioni a confine) ed il carico
fonico ed ambientale non è un elemento che incide in modo determinante sul
valore dei terreni. Tanto è vero che il grado di sensibilità III ai rumori
(art. 9 NAPR), che vale nella zona, corrisponde a quello usualmente
riconosciuto nei comprensori industriali o artigianali. 

Ciò detto bisogna anche considerare che, vista la destinazione industriale del
comprensorio e ritenuto che le sue capacità insediative sono ben lungi
dall’essere esaurite, l’eventuale aumento dell’aggravio fonico ed atmosferico
non è riconducibile o imputabile all’evento espropriativo; la causa principale
va ricercata, semmai, nello sviluppo dell’intera zona del __________ e
nell’adeguamento conseguente della rete viaria voluti e pianificati dalle
autorità. In altre parole il cambiamento delle condizioni ambientali si
produrrebbe anche se il fondo non fosse colpito da espropriazione, motivo per
cui manca l’indispensabile nesso causale tra il pregiudizio e l’espropriazione.

A ciò si aggiunge che la nuova __________ e l’ampliamento di Via __________
sono previste dal PRP-PF approvato il 19.9.1995 cosicché l’aumento dei volumi
di traffico era ampiamente prevedibile e l’espropriata poteva e doveva
aspettarsi da tempo un incremento delle immissioni foniche, appunto perché
correlato all’espansione edilizia della zona ed al rinnovamento del sistema
viario. Non vi è poi alcun elemento a comprova che le immissioni siano
destinate a superare i limiti di legge. Non avendo in alcun modo adattato le
sue infrastrutture all’evolversi delle circostanze, segnatamente con l’adozione
di provvedimenti atti a limitare l’impatto delle immissioni, l’espropriata non
può ora imputare all’ente pubblico un minor valore della proprietà poiché così
facendo essa disattende il principio secondo cui ogni espropriato è tenuto ad
evitare o limitare il danno.

Ne consegue che, difettando perlomeno i requisiti dell’imprevedibilità e della
gravità del danno, il risarcimento rivendicato di fr. 30/40'000.- non può
essere accordato.

8.L’espropriata
chiede la rifusione di fr. 66'450.- per la pavimentazione esistente sulla
superficie espropriata appositamente trattata contro l’umidità della falda.

L’indennità espropriativa comprende, oltre al valore venale del diritto
espropriato ed all’eventuale svalutazione della frazione residua, anche il
corrispettivo di tutti gli altri pregiudizi subiti dall’espropriato purché
siano una conseguenza dell’espropriazione (art. 11 let. c Lespr.). Il
pregiudizio, che dev’essere oggettivo e che presuppone un nesso di causalità
con l’evento espropriativo, è risarcibile sono nella misura in cui il diritto
ad una piena indennità non sia già soddisfatto con la rifusione dell’intero
valore venale (Hess/Weibel, op. cit., ad art. 19 no. 196-197, 200).

Normalmente i costi che il proprietario ha sopportato in passato per la
pavimentazione della superficie esproprianda non sono rimborsati perché si
ritiene che siano già compensati con il versamento del valore venale della
superficie stessa. In concreto, tuttavia, trattandosi di una pavimentazione
particolare eseguita prima dell’approvazione del PRP-PF, ossia quando il proprietario
non poteva sapere che l’investimento finanziario sarebbe stato vanificato
dall’espropriazione, un risarcimento pare giustificato.

La superficie in questione misura ca. 300 mq ed è rivestita con una pavimentazione
in calcestruzzo frattazzato il cui valore a nuovo può essere quantificato in
fr. 150.- il mq (scarifica, sottofondo, calcestruzzo, additivi, armatura e
finiture superficiali). Considerato un deprezzamento per vetustà del 50%
l’indennità è fissata in fr. 75.- il mq per complessivi fr. 22'500.-.

9.L’anticipata
immissione in possesso non è stata chiesta né esercitata e di conseguenza non
possono essere riconosciuti interessi al saggio usuale a norma dell’art. 52
cpv. 3 Lespr..

Semmai, decorsi 20 giorni dalla fissazione definitiva dell’indennità, saranno
dovuti gli interessi di mora (art. 54 cpv. 1 Lespr.) al tasso del 5% (art. 73
cpv. 1 CO).

10.      
La tassa di giustizia e le spese
sono a carico dell’ente espropriante (art. 73 cpv. 1 Lespr.). L’espropriata,
che si è avvalsa della consulenza di un legale, ha diritto alla rifusione delle
ripetibili commisurate alla consulenza offerta ed alle difficoltà poste dalla
vertenza.

 

 

Per
i quali motivi

richiamata                       la
Legge di espropriazione dell’8 marzo 1971,

 

 

dichiara

e pronuncia           1.     L’ente espropriante verserà all’espropriata le
seguenti indennità:

1.1. fr. 200.- il mq per l’espropriazione formale di mq 443

1.2. fr. 6.- il mq per l’occupazione temporanea di mq 45

1.3. fr. 60'560.- per titolo di svalutazione della porzione residua

1.7. fr. 22’500.- per la pavimentazione

                                3.     La tassa di giustizia in fr. 1’000.- e le spese
di perizia in fr. 555.40 sono a carico dell’ente espropriante con l’obbligo di
rifondere all’espropriata fr. 2'000.- per ripetibili.

                                        

                                4.     Contro la presente decisione è data facoltà di
ricorso al Tribunale cantonale amministrativo, Lugano, nel termine di trenta
giorni dall’intimazione.

                                        

                                5.     Intimazione a:

	
   

  	
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per il Tribunale di
espropriazione

la
Presidente                                                                        Il
segretario giudiziario

 

 

Margherita
De Morpurgo                                                       Enzo Barenco