# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a90dfc40-f0e3-57da-9cd9-0296e86e3b83
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-12-05
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 05.12.2022 15.2022.89
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2022-89_2022-12-05.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2022.89

  	
  Lugano

  5 dicembre 2022

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 3 luglio 2022 di 

 

	
   

  	
   RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione, sede di
Lugano, nell’esecuzione n. __________ promossa dal ricorrente nei confronti
di

 

	
   

  	
  PI 1, 

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Nell’esecuzione
n. __________ promossa da RI 1 nei confronti di PI 1 per l’incasso di fr. 2'270.–
oltre agli accessori, il 25 maggio 2022 la sede di Lugano dell’Ufficio d’ese­­cuzione
(UE) ha emesso a favore dell’escutente un attestato di carenza di beni (ACB)
per l’importo rimasto integralmente scoperto di fr. 2'774.45. Mediante
conteggio del 27 maggio 2022 l’UE ha posto a suo carico le spese esecutive di fr. 111.45.

 

                                  B.   Con
ricorso del 3 luglio 2022 RI 1 si aggrava contro il conteggio, chiedendone l’annullamento.
Egli domanda inoltre che l’UE svolga un’inchiesta approfondita sulla situazione
patrimoniale di PI 1, che informi i servizi sociali per esaminare se ella è in
grado di occuparsi della propria figlia minorenne, che comunichi ai creditori
un promemoria in relazione alle varie vie civili e penali che rimarrebbero
aperte dopo aver esaurito la via esecutiva e che venga fatta un’analisi interna
approfondita dell’UE per identificare altri debitori seriali.

 

                                  C.   Nelle
sue osservazioni del 7 luglio 2022 l’UE si è rimesso alla decisione di questa
Camera.

 

                                  D.   Tramite
scritto del 29 agosto 2022 il ricorrente ha fornito nuovi elementi fattuali, postulando
la continuazione dell’esecuzione e ribadendo la richiesta di annullamento delle
spese a suo carico.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Dagli atti non è dato di sapere quando RI 1 ha ricevuto il conteggio
delle spese d’esecuzione, dal momento che l’invio è avvenuto per posta
semplice. Nemmeno il ricorrente fornisce indicazioni utili al riguardo,
limitandosi a sostenere di aver intrattenuto due conversazioni telefoniche il
28 giugno 2022 con la funzionaria dell’Ufficio __________. Non essendo quindi l’UE
in grado di provare quando è stata recapitata la decisione impugnata, datata 27
maggio 2022, il ricorso inoltrato il 4 luglio 2022 per posta raccomandata (v. tracciamento dell’invio n. __________)
va con­siderato tempestivo e quindi in linea di principio ricevibile
sotto questo profilo (art. 17 cpv. 2 LEF).

 

                                1.1   Il
gravame s’avvera invece inammissibile, siccome tardivo, laddove il ricorrente
si duole di mancanze negli accertamenti svolti dall’UE in fase di pignoramento,
pretendendo solo ora ulteriori indagini e atti, tra cui l’ispezione del
domicilio dell’escussa e il pignoramento del salario ch’essa avrebbe percepito
in passato. A tal fine egli avrebbe dovuto infatti impugnare l’ACB entro dieci
giorni da quando ne ebbe conoscenza (art. 17 cpv. 2 LEF), ovvero entro l’11
giugno 2022, avendo ricevuto l’atto il 30 maggio 2022 (art. 142 cpv. 3 CPC per
il rinvio dell’art. 31 LEF; v. tracciamento della raccomandata n. __________).

 

                                1.2   Altrettanto
irricevibile si rivela la richiesta volta a informare i servizi sociali su
eventuali carenze della capacità genitoriale dell’escus­­sa, né l’organo
esecutivo né questa Camera essendo competenti in tale materia. Spetta semmai
all’insorgente, se lo ritiene opportuno, procedere a una segnalazione alla
competente autorità regionale di protezione dei minori.

 

                                1.3   Non
trovano sorte migliore le domande intese a comunicare ai creditori un
promemoria in relazione alle varie vie civili e penali che rimangono aperte
dopo aver esaurito la via esecutiva e a procedere a un’analisi interna
approfondita dell’Ufficio per identificare eventuali altri debitori seriali. Da
una parte il ricorrente può far valere con un ricorso nel senso dell’art.
17 LEF soltanto un interesse personale (oltreché attuale, concreto e degno di protezione)
e non l’interesse di terzi, segnatamente di altri creditori (sentenza della CEF
15.2019.7 del 3 giugno 2019, consid. 3.1/a e riferimento citato). Dall’altra, il ricorso all’autorità di vigilanza deve servire al conseguimento di
un fine pratico di procedura esecutiva – non ottenibile in altro modo – e non
alla semplice constatazione di un eventuale errato comportamento dell’organo di
esecuzione forza­ta in vista di una successiva azione di responsabilità giusta
l’art. 5 LEF (Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, 1999, n. 65 ad
art. 17 LEF, con rif.). Ora, quanto RI 1 si prefigge di ottenere non è una
misura esecutiva in un procedimento determinato in cui egli è parte.

 

                                         Su
questo punto il ricorso andrà nondimeno trattato come una segnalazione e
verranno effettuate le necessarie verifiche, ma nella procedura di vigilanza
(giusta l’art. 13 LEF) il segnalante non ha qualità di parte e non è
legittimato a esigere l’emanazione di una decisione (sentenza del Tribunale
federale 5A_974/2013 del 26 marzo 2014 consid. 2; Emmel in: Basler Kommentar, SchKG I, 3a
ed. 2021, n. 13a ad art. 13 LEF).

 

                                1.4   È infine pure irricevibile la richiesta tesa a depennare le spese
esecutive a carico di un altro creditore, il Comune di __________, che
partecipa allo stesso pignoramento, giacché il ricorrente non fa valere un
interesse personale (v. sopra consid. 1.3).

 

                                   2.   Il
ricorrente chiede di annullare le spese esecutive di fr. 111.45 poiché
ritiene insufficienti gli accertamenti svolti
dall’UE. Si tratta però di una censura che, come esposto sopra (consid. 1),
egli avrebbe dovuto invocare mediante tempestivo ricorso contro l’ACB. Non vi è
dunque alcun motivo giustificato di annullare le spese connesse a una decisione
dell’UE ormai definitiva. Il ricorrente non contesta d’altronde l’importo di
tali spese, che risultano del resto conformi all’Ordinanza
sulle tasse riscosse in applicazione della
legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (OTLEF, RS 281.35): fr. 9.10
per la redazione (art. 9 cpv. 1 lett. a OTLEF) e l’invio
(fr. 13 cpv. 1) dell’avviso di pignoramento, fr. 32.50 per l’esecuzione
infruttuosa del pignoramento a favore di un credito di fr. 2'270.– (art.
20 cpv. 1 e 2) e fr. 69.85 per la redazione (art. 9 cpv. 1 lett. a OTLEF)
e l’invio (art. 13 cpv. 1) dell’ACB (4 pagine) a lui e alla debitrice.

 

                                         Va
inoltre ricordato che, nonostante le spese d’esecuzione siano a carico del
debitore, il creditore è tenuto ad anticiparle (art. 68 cpv. 1 LEF primo
periodo). Qualora però, come nella fattispecie, l’ufficio d’esecuzione compie
un’operazione senz’aver preventivamente preteso la prestazione di un anticipo,
le spese devono essere recuperate presso l’escutente, se del caso per via
esecutiva, ove non possano essere prelevate su pagamenti fatti dal debitore all’ufficio
o sul ricavo della realizzazione (sentenza del Tribunale federale 5A_616/2012
del 2 ottobre 2012, consid. 7.1.1 e riferimenti citati). Orbene, l’Ufficio ha
agito conformemente alla legge, laddove ha invitato RI 1 a pagare le spese
esecutive in questione, siccome la debitrice non ha effettuato alcun pagamen­to
all’ufficio (art. 12 LEF) e il pignoramento è risultato infruttuoso.

 

                                   3.   Stante
l’esito del giudizio odierno, non è necessario notificare alla controparte né
il ricorso né la sentenza (cfr. art. 9 cpv. 2 LPR).

 

                                   4.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a RI 1,  .

	
   

  	
   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.