# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a0d0a2d9-f0d0-5d0f-9fb3-9b75cbdee158
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.04.2010 D-2851/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2851-2010_2010-04-29.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2851/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 9  a p r i l e  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Bendicht Tellenbach;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...), alias
A._______, dichiaratosi nato il (...), Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 22 aprile 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2851/2010

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo,

l'esame  radiologico  della  mano  al  quale  il  richiedente  è  stato 
sottoposto in data (...) e il relativo rapporto,

i  verbali  d'audizione del 18 marzo 2010 (di  seguito: verbale 1) e del 
2 aprile 2010 (di seguito: verbale 2),

la  decisione  dell'UFM del  22  aprile  2010,  notificata  all'interessato  il 
medesimo giorno (cfr. risultanze processuali),

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 23 aprile 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

l'incarto  in  copia  dell'UFM,  pervenuto  via  fax  al  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) in data 26 aprile 2010,

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi-
derandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

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che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d LTF),

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo è inammissibile,

che, nei citati limiti, che v'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e 
all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione  impugnata;  che  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza può essere redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  nato  il  (...),  rispettivamente  di 
avere  (...)  anni,  e  di  essere  originario  di  B._______,  nell'C._______ 
(Nigeria), dove ha vissuto dalla nascita sino al mese di dicembre 2009, 

che, nel corso del (...), vi sarebbe stato un contenzioso tra la comunità 
del suo villaggio e quella di D._______ per la proprietà di un terreno; 
che,  gli  abitanti  del  suo  villaggio,  avrebbero  nominato  il  padre 
dell'interessato per rappresentarli; che, visto il rifiuto di quest'ultimo, gli 
stessi  avrebbero  chiamato  lo  zio  dell'interessato  –  un  poliziotto  di 
C._______  –  affinché  convincesse  il  padre  a  rappresentare  la  loro 
comunità;  che,  una  settimana  prima  dell'udienza,  il  padre 
dell'interessato avrebbe accusato dolori allo stomaco e sarebbe subito 
deceduto; che, prima di morire, egli avrebbe comunicato all'interessato 
di  chiedere  spiegazioni  di  quanto  stava  accadendo  allo  zio;  che, 
all'interpellazione  dell'interessato,  lo  zio  si  sarebbe  arrabbiato  e 

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avrebbe  minacciato  l'interessato  di  stare  zitto;  che,  la  notte  del 
funerale  del  padre,  l'interessato  avrebbe  sognato  suo  padre  che  gli 
diceva  di  chiedere  a  suo  zio  cosa  fosse  successo,  che,  allora, 
l'interessato  si  sarebbe  alzato,  avrebbe  preso  un'arma  da  fuoco  e 
sarebbe andato a casa dello  zio  e l'avrebbe ucciso; che, allora,  egli 
sarebbe scappato e si sarebbe rifugiato a E._______ (Nigeria), dove 
avrebbe vissuto per due mesi; che, mentre lavorava alla (...), avrebbe 
incontrato  una  persona  che  l'avrebbe  informato  della  morte  di  sua 
madre e che, dopo due giorni,  sarebbe ritornato a cercarlo con due 
abitanti del suo villaggio e due poliziotti; che, egli si sarebbe nascosto 
e, quella notte, temendo di essere ricercato, nonché di venire ucciso 
dagli abitanti del suo villaggio e dalle autorità per l'omicidio di suo zio, 
l'interessato si  sarebbe recato in auto a F._______, dove vi  sarebbe 
rimasto  un  mese,  fino  al  (...),  quando  sarebbe  espatriato 
definitivamente, 

che,  da F._______,  l'interessato  avrebbe viaggiato  in  aereo –  con il 
suo accompagnatore, nonché munito di un passaporto falso di cui non 
conosce le generalità – fino ad atterrare in Europa, in un luogo a lui 
sconosciuto; che, dall'aeroporto, avrebbe continuato il viaggio in treno, 
cambiando una volta il treno, fino a giungere a G._______ (Svizzera), 
senza mai subire controlli durante il viaggio, 

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità,

che,  nella  decisione  del  22  aprile  2010,  l'UFM ha in  primis  ritenuto 
che,  in  forza  dell'obbligo  di  collaborare  all'accertamento  dei  fatti 
sancito dall'art. 8 LAsi, il richiedente non sarebbe riuscito a convincere 
l'autorità della sua allegata minore età, non avendo presentato alcuna 
prova  o  documento  d'identità  valido  a  sostegno  della  stessa,  non 
avendo  fornito  dichiarazioni  dettagliate  sull'età  dei  suoi  genitori  o 
sull'esistenza  di  una  rete  familiare,  nonché  avendo  reso  versioni 
contraddittorie sull'età del padre ed erronee sulla sua stessa biografia, 
oltre  ad essere  risultato  maggiorenne dall'esame osseo ed  apparire 
tale  dalla  sua  foto  come  pure,  infine,  ritenute  le  circostanze  del 
viaggio,  l'assenza  di  un  motivo  giustificativo  per  la  mancata 
presentazione di documenti e l'inverosimiglianza dei suoi motivi d'asilo; 
che, di conseguenza, esso sarebbe stato considerato maggiorenne e 
l'audizione sui fatti si sarebbe svolta senza una persona di fiducia; che, 
inoltre, l'autorità inferiore ha considerato, da un lato, che il richiedente 

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non ha consegnato alle autorità competenti in materia d'asilo nessun 
documento d'identità o di viaggio valevole ai sensi dell'art. 1 (recte: 1a) 
lett. b  e c  dell'ordinanza 1 sull'asilo  relativa a questioni  pregiudiziali 
dell'11 agosto 1999  [OAsi  1,  RS  142.311];  che,  dall'altro  lato,  detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste 
all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Nigeria  siccome  lecita, 
esigibile e possibile,

che, nel ricorso, in primis l'insorgente ritiene che sarebbe arbitraria la 
decisione  dell'UFM  di  ritenerlo  maggiorenne;  che,  in  particolare, 
ribadisce di essere nato nel (...),  nonché di avere (...) anni, sebbene 
risulterebbe che ne avrebbe (...), in quanto si riferisce all'anno di vita 
che starebbe vivendo, come è abitudine fare in Nigeria; che, peraltro, 
sostiene  che  l'esame  osseo  non  sarebbe  scientificamente  valido  e 
sarebbe, altresì, viziato dalla durezza della vita che avrebbe vissuto in 
Nigeria,  ciò  che  forse  lo  farebbe  apparire  più  adulto;  che  le 
contraddizioni  rilevate  dall'UFM  sarebbero  solo  dovute  a  semplici 
equivoci;  che,  in  secondo  luogo,  l'insorgente  contesta la  decisione 
dell'UFM,  sostenendo  che  vi  sarebbero  nel  suo  caso  dei  motivi 
scusabili  che  giustificano  la  mancata  presentazione  dei  documenti 
d'identità, come pure sarebbero necessari ulteriori approfondimenti in 
relazione  al  suo  statuto  di  rifugiato  o  all'esecuzione  del  suo 
allontanamento,  ragione  per  cui,  l'autorità  inferiore  avrebbe  dovuto 
entrare  nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo  e  la  decisione  qui 
impugnata dovrebbe essere annullata; che, innanzitutto, egli ribadisce 
di  non aver mai posseduto né il  passaporto né la carta d'identità,  in 
quanto  sarebbe  stato  troppo  giovane  per  poterli  ottenere;  che,  solo 
disporrebbe del certificato di nascita, per cui gli occorrebbe più tempo 
per farlo pervenire, a causa della drammatica situazione; che, inoltre, 
egli  fa  valere  che  i  suoi  motivi  d'asilo  sono  veri  e  verosimili  come 
esposto  in  sede d'audizione,  rimproverando all'UFM di  aver  valutato 
arbitrariamente  solo  gli  elementi  a  suo  sfavore,  senza  invece  dare 
rilievo agli  altri  numerosi  elementi; che, infine,  il  suo allontanamento 
non sarebbe ragionevolmente esigibile, 

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che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito e, in via 
sussidiaria la concessione dell'asilo o dell'ammissione provvisoria; che 
ha, altresì, presentato una domanda d'esenzione dal versamento di un 
anticipo a copertura delle presumibili spese processuali, 

che,  giusta l'art. 7 cpv. 2 OAsi 1, per il  richiedente l'asilo minorenne, 
che non è accompagnato, viene nominata una persona di fiducia per la 
durata della procedura d'asilo o d'allontanamento, ma al massimo fino 
alla  nomina  di  un  curatore  o  di  un  tutore,  oppure  fino  al 
raggiungimento  della  maggiore  età;  che la  designazione  di  una 
persona di  fiducia presuppone tuttavia la dimostrazione da parte del 
richiedente  l'asilo,  perlomeno  nel  senso  della  probabilità 
preponderante,  dell'allegata  minorità  (v. Giurisprudenza  ed 
informazioni della Commissione svizzera di  ricorso in materia d'asilo 
[GICRA]  2001  n.  22  e  relativo  riferimento);  che,  nell'ambito 
dell'accertamento  dei  fatti,  è  altresì possibile  ricorrere  all'ausilio  di 
metodi scientifici (art. 7 cpv. 1 OAsi 1),

che,  nella  fattispecie, l'insorgente  non  ha  saputo  fornire  indicazioni 
suscettibili  di rendere altrimenti plausibile la dichiarata minore età ed 
egli non ha fornito valide giustificazioni per la mancata produzione di 
documenti d'identità o di viaggio; che, infatti, la data di nascita allegata 
dal  ricorrente,  ovvero il  (...),  come rettamente  rilevato dall'UFM, non 
corrisponde all'età  dichiarata  di  (...)  anni  (cfr. verbale 1 pag. 1); che 
egli, infatti, avrebbe (...) anni e (...) mesi; che, non soccorre d'altronde 
l'allegazione secondo cui egli avrebbe indicato l'anno di nascita in cui 
sta vivendo,  ossia (...)  anni,  come sarebbe abitudine nel  suo Paese 
(cfr. verbale  1 pag. 1 e ricorso pag. 2),  allorquando il  medesimo ha 
indicato erroneamente che,  al  momento della  fine  dei  suoi  studi  nel 
(...), egli avrebbe avuto l'età di (...) anni e non di (...) anni come risulta 
invece da un semplice calcolo (cfr. verbale 1 pag. 3); che, in aggiunta, 
il  ricorrente  non  è  stato  effettivamente  in  grado  né  di  fornire 
qualsivoglia informazione sulla sua rete familiare, né di indicare la data 
di  nascita  dei  suoi  genitori  (cfr.  verbale  1  pag.  4);  che,  tuttavia,  in 
contrapposizione  alla  sua  dichiarata  misconoscenza  della  data  di 
nascita  dei  suoi  genitori,  egli  ha  affermato  che  suo  padre  avrebbe 
avuto  (...)  anni  al  momento  dei  fatti  addotti  a  sostegno  della  sua 
domanda d'asilo (cfr. verbale 2 D35-37 pagg. 5-6); che, alla luce di tali 
dichiarazioni lacunose e contraddittori – su punti essenziali della vita 

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del ricorrente – risulta assolutamente impossibile credere che l'unica 
data, di cui conosce giorno e mese, è proprio la sua e che, pertanto, 
quest'ultima  sia  verosimile; che,  d'altronde,  egli  ha  affermato  che la 
sua data di nascita gli  sarebbe stata detta, senza tuttavia accennare 
minimamente alle circostanze in cui la stessa gli sarebbe stata riferita 
(cfr.  verbale  1  pag.  8);  che,  alla  luce  di  queste  considerazioni,  v'è 
ragione di concludere che l'età dichiarata dal ricorrente è inverosimile; 
che, peraltro, il ricorrente non ha apportato alcun documento d'identità 
a  comprova  della  sua  minor  età,  limitandosi  a  mere  affermazioni 
stereotipate,  non  corroborate  da  alcun  indizio  circa  la  mancata 
presentazione dei suoi documenti d'identità, come pure ad allegazioni 
incredibili circa le circostanze del suo viaggio d'espatrio; che, in siffatte 
condizioni, l'esameo osseo, a cui è stato sottoposto il ricorrente, e le 
risultanze dello stesso sono superflue e irrilevanti nella fattispecie, in 
particolare  essendo  già  appurata  la  palese  inverosimiglianza  delle 
dichiarazioni del ricorrente circa la sua minor età, 

che, pertanto, conto tenuto dell'evocate circostanze del caso di specie, 
unitamente  all'inconsistenza  delle  argomentazioni  ricorsuali 
(cfr. ricorso pag. 2),  nonché alla  mancata  produzione di  qualsivoglia 
mezzo di prova, non v'è ragione di censurare la mancata designazione 
al ricorrente di una persona di fiducia ai sensi dell'art. 17 cpv. 3 LAsi, 

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 

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non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale 
svizzero [DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel  caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che,  in  relazione  a  quanto  già  rettamente  rilevato  dall'UFM  nella 
decisione  impugnata  circa  la  mancata  presentazione  dei  documenti 
d'identità  da  parte  del  ricorrente,  non  soccorre  il  ricorrente 
l'allegazione ricorsuale secondo cui  egli  non avrebbe mai  posseduto 
un documento d'identità,  in quanto sarebbe stato troppo giovane per 
poterli ottenere (cfr. verbale 1 pagg. 4-5 e ricorso pag. 3); che, infatti, 
durante tutti gli anni precedenti al suo espatrio, egli ha avuto modo in 
ogni  caso  di  far  capo  ai  suoi  genitori  per  richiedere  ed  entrare  in 
possesso dei siffatti documenti; che, inoltre, non soccorre l'insorgente 
l'allegazione secondo cui gli occorrerebbe più tempo per far pervenire 
il suo certificato di nascita dalla Nigeria (cfr. ricorso pag. 2); che, infatti, 
vi  è  alcun indizio  che  egli  abbia effettuato  seri  e  concreti  sforzi  che 
avrebbero potuto avere esito favorevole per l'invio dei suoi documenti 
(cfr. verbale 1 pag. 6), ciò che costituisce un'ulteriore conferma della 
dissimulazione dei documenti, considerato che, di regola, chi è già in 
possesso  di  un  documento  d'identità  e  si  limita  a  dissimularlo,  non 
intraprende alcunché per procurarsene di nuovi o di complementari,

che,  peraltro,  il  ricorrente  non  può  aver  viaggiato  nelle  circostanze 
descritte, se non in possesso dei suoi documenti d'identità; che, da un 
lato, infatti, non può corrispondere alla realtà dei fatti che il ricorrente 
non abbia subito alcun controllo (cfr. verbale 1 pag. 9), in particolare 
non sia stato sottoposto, sia in partenza da F._______ che in arrivo in 
Europa,  ai  severi  controlli  aeroportuali,  a  cui  bisogna  forzatamente 
attenersi ; che, dall'altro lato, se egli fosse stato realmente in possesso 
di  un  passaporto  falso,  messogli  a  disposizione  dal  suo  passatore 
(cfr. ibidem pag. 5), egli l'avrebbe sicuramente aperto e sarebbe stato 
in  grado  di  indicare  le  generalità  che  vi  sarebbero  state  indicate 
(cfr. ibidem pag. 9), al fine di potersi presentare al controllo passaporti, 
il  quale  è  eseguito  singolarmente  per  ogni  persona  sul  relativo 
documento d'identità, 

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che,  infine,  l'interessato  non  è  stato  in  grado  di  fornire  alcuna 
informazione  sulle  circostanze  del  suo  viaggio  d'espatrio, 
segnatamente  circa  l'orario  e  la  durata  del  volo,  l'aeroporto  o  la 
nazione  in  cui  sarebbe  atterrato,  la  compagnia  aerea,  la  durata  del 
tragitto  rispettivamente  il  luogo  di  partenza  e  di  arrivo  del 
proseguimento del viaggio in auto e in treno (cfr. ibidem pag. 10), 

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di 
concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i 
bisogni della causa, 

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria per il timore di essere ricercato e ucciso dagli abitanti del 
suo villaggio, nonché dalle autorità, dopo che egli avrebbe ucciso suo 
zio,

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che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che, in primis, l'insorgente non ha contestato o apportato chiarimenti a 
tutti  gli  elementi  vaghi,  illogici  e  contraddittori  del  suo  racconto 
rettamente  rilevati  dall'UFM,  limitandosi  a  rimproverare  l'autorità 
inferiore di aver fondato la sua decisione esclusivamente su elementi a 
suo sfavore,  senza dare rilievo agli  altri  (cfr. ricorso pag. 3);  che,  in 
secondo luogo,  contrariamente  a quanto sostenuto  dal  ricorrente,  le 
argomentazioni  dell'UFM  vertono  proprio  su  punti  essenziali  del 
racconto del ricorrente a fondamento della sua domanda d'asilo, tra i 
quali  ad  esempio  le  date  in  cui  i  fatti  invocati  sarebbero  avvenuti 
(cfr. verbale  1  pagg. 6-8  a  confronto  con  verbale  2  D17,  D26,  D30, 
D39, D42, D45), la causa della morte del padre (cfr. verbale 1 pag. 7 a 
confronto  con verbale  2 D64-69)  o ancora  le  modalità  dell'uccisione 
dello  zio  e  l'arma utilizzata  a  tale  scopo (cfr. verbale  1  pagg. 7-8  a 
confronto  con  verbale  2  D21,  D77  e  D80  e  segg.);  che,  tra  questi 
elementi,  basti  sottolineare  che il  ricorrente  nella  maggior  parte  dei 
casi  non è stato in grado di  collocare nel tempo gli  avvenimenti  resi 
(cfr. verbale  1  pagg. 6-8  a  confronto  con  verbale  2  D17,  D26,  D30, 
D39, D42, D45) dando qua e là delle indicazioni di tempo in maniera 
parziale per esempio in riferimento alla data della morte del padre (cfr. 
verbale 1 pag. 7); che,  orbene,  essendo i  fatti  risalenti  all'anno (...), 
non si  può ritenere che il  ricorrente non sia in grado di attribuire ad 
ogni  episodio  una data precisa (cfr. verbale 2  D26,  D30,  D39,  D42, 
D45), 

che,  di  conseguenza,  alla  luce  delle  dichiarazioni  lacunose  del 
ricorrente  quanto  alla  collocazione  temporale  dei  fatti  e  in 
considerazioni  di  tutti  gli  altri  elementi  contraddittori,  illogici  e  vaghi, 
sopramenzionati,  che toccano proprio  i  punti  essenziali  del  racconto 
del ricorrente, v'è ragion di concludere alla manifesta inverosimiglianza 
dei motivi d'asilo addotti,  

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che,  in tale contesto non v'è motivo di  ritenere che il  ricorrente non 
possa  ottenere  dalle  autorità  in  Nigeria,  se  opportunamente 
sollecitata, un'appropriata protezione statale contro l'eventuale futuro 
agire illegittimo di terzi nei suoi confronti, o  non possa beneficiare, in 
patria,  di  un equo processo in relazione ad eventuali  accuse mosse 
nei suoi confronti, tanto più che l'insorgente ha dichiarato di non aver 
mai avuto problemi con le autorità del suo Paese (cfr. verbale 2 D119 
pagg. 12), 

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come, 
inverosimili,  con  riferimento  all'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi,  le 
dichiarazioni rese dal ricorrente,

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  Sentenza  del  Tribunale 
amministrativo  federale  E-423/2009  dell'8  dicembre  2009  consid.  8, 
destinata alla pubblicazione), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20)  o esporre il  ricorrente  in  Patria  al  rischio reale  ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti  del  10  dicembre  1984  (Conv.  tortura,  RS  0.105);  che, 
peraltro, il ricorrente non ha fatto valere alcunché in tal senso, 

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,

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che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1; GICRA 2001 n.21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e  art.  83 
cpv. 3 LStr),

che, inoltre, la situazione vigente in Nigeria non appare, notoriamente, 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
gode di una certa formazione scolastica, avendo frequentato la scuola 
primaria  e  secondaria  (cfr.  verbale  1  pag.  3),  nonché  vanta 
un'esperienza  professionale,  avendo  –  secondo  le  sue  stesse 
dichiarazioni – lavorato alla (...) e in un (...) (cfr. verbale 2 D21 pag. 4); 
che, inoltre, si presuppone che egli disponga in patria di un'importante 
rete  familiare  e  sociale,  vista  l'inverosimiglianza  del  suo  intero 
racconto e ritenuto che ha vissuto in questo Paese sin dalla nascita; 
che, infine, l'insorgente è in buona salute; che, infatti, non ha preteso 
nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano 
giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr. GICRA 2003  n. 24), 
senza  che  ad  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la 
necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

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che,  infine,  non risultano impedimenti  neppure  dal  profilo  della  pos-
sibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che,  visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presenta sentenza. 

3.
Comunicazione a:

- ricorrente  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
G._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di G._______ (via fax, 
per  l'incarto  N  (...),  con  preghiera  di  notificare  la  sentenza  al 
ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale 
amministrativo federale)

- H._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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