# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7174e7ef-0e57-521a-8d44-27cfa06fc610
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-07-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 13.07.2015 80.2014.255
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2014-255_2015-07-13.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2014.255

  80.2014.256

  	
  Lugano

  13 luglio 2015

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Antonio
  Saredo-Parodi

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

  ,
  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 12 ottobre 2014 contro la decisione del 25 settembre 2014 in materia di imposta sugli utili immobiliari.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   Con atto pubblico del
29 giugno 2013, iscritto a Registro fondiario il 10 ottobre 2013, __________ e
la RI 1, composta dallo stesso __________ e da __________, hanno venduto ai
coniugi __________ e __________ la part. n. __________ RFD di __________, al
prezzo di fr. 680'000.–.

 

 

                                  B.   Con decisione del 28
luglio 2014, l’RS 1 ha notificato alle parti venditrici la tassazione
dell’imposta sugli utili immobiliari, allestita d’ufficio per mancato inoltro
della dichiarazione. Dal valore di alienazione aveva dedotto il valore di
acquisto (fr. 480'000.–), commisurando in tal modo l’utile imponibile in fr.
200'000.–. 

 

 

                                  C.   I contribuenti hanno interposto
reclamo contro la decisione in questione, in data 8 agosto 2014, chiedendo la
deduzione dei costi di miglioria sostenuti, che ammontavano a più di 200'000
franchi, con la conseguenza che l’utile imponibile si azzerava.

                                         In seguito ad una
richiesta di documentazione dell’11 agosto 2014, i reclamanti hanno inviato
all’autorità fiscale delle fatture a comprova delle spese sostenute, precisando
tuttavia che non per tutti gli investimenti erano in grado di produrre i
giustificativi. 

 

 

                                  D.   L’Ufficio di
tassazione ha accolto parzialmente il reclamo dei contribuenti e, con decisione
del 25 settembre 2015, ha ammesso costi di miglioria per fr. 44'883.–,
riducendo in tal modo l’utile imponibile a fr. 155'117.–. Una parte delle spese
elencate nel reclamo, secondo la motivazione, erano state considerate costi di
manutenzione, come tali non deducibili.

 

 

                                  E.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 e __________ postulano
nuovamente la deduzione di tutti i costi a loro avviso sostenuti, per un ammontare
che, sommato al prezzo di acquisto dell’immobile, eccede il ricavo della
vendita. Sottolineato che, a causa della morte nel 2009 dell’acquirente, che
era rispettivamente marito e padre dei ricorrenti, è divenuto impossibile
reperire tutti i giustificativi degli interventi risalenti agli anni fra il
1991 e il 2009, gli insorgenti fanno notare che nel 1994 la casa è stata
ampliata con l’edificazione di un soggiorno, per un investimento di fr.
116'000.–, come documentato da fotografie allegate.

 

 

                                  F.   La Camera di diritto
tributario, con lettera del 28 gennaio 2015, si è rivolta ai ricorrenti,
attribuendo loro un termine di trenta giorni per documentare i costi d’investimento
sostenuti, rivolgendosi al Comune di __________, per ottenere copia delle
domande di costruzione, o eventualmente alle imprese che si sono occupate dei
lavori. 

                                         I ricorrenti hanno
risposto, con lettera del 17 febbraio 2015, ribadendo le difficoltà incontrate
nel reperimento dei giustificativi e chiedendo una proroga del termine fino
alla fine di marzo del 2015. Hanno tuttavia prodotto la ricevuta di pagamento
dell’ing. __________, per l’allestimento della domanda di costruzione, e copia
della licenza edilizia rilasciata il 13 gennaio 2014 dal Comune di ____________________
per l’ampliamento dello stabile.

                                         Nel termine concesso ai
ricorrenti con la proroga del 2 marzo 2015, nessuna ulteriore documentazione è
stata prodotta.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1. 

                                         Lo Stato
preleva un’imposta sugli utili immobiliari, il cui oggetto è rappresentato dai
guadagni realizzati con il trasferimento della proprietà di immobili o di parti
di esso (art. 123 LT).

                                         Il tributo
sugli utili immobiliari rientra pertanto nella categoria delle imposte sul
reddito; non si tratta tuttavia di un’imposta generale sul reddito bensì di una
speciale, poiché colpisce solo una parte del reddito della persona
assoggettata. Per il fatto che l’imposta grava sull’immobile
trasferito, senza che entri in considerazione la complessiva capacità
contributiva del soggetto dell’imposta, il tributo in
esame si configura come imposta reale (Soldini/Pedroli,
L’imposizione degli utili immobiliari – Commentario degli articoli da 123 a 140 LT con un’appendice sulle norme di procedura e transitorie, Lugano 1996, p. 59).

 

                                         1.2.

                                         L’utile
imponibile corrisponde alla differenza tra il valore di alienazione e il valore di investimento. Quest’ultimo si compone a sua volta del valore di acquisto e
dei costi di investimento (art. 128 cpv. 1 LT).

                                         Tuttavia, se
l’alienante è stato proprietario dell’immobile per più di venti anni, può
chiedere che il valore di stima vigente venti anni prima del trasferimento di
proprietà valga quale valore di investimento fino a tale data (art. 129 cpv. 2
LT).

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Per l’art. 134 cpv. 1 LT,
sono considerati costi di investimento:

·        
i costi di acquisto e di vendita, quali le spese notarili, di
iscrizione, di bollo e le provvigioni usuali debitamente comprovate versate a
un mediatore;

·        
i costi che hanno aumentato il valore del fondo alienato, quali i
costi di costruzione e di miglioria, come pure i contributi di miglioria e le tasse di allacciamento;

·        
le indennità versate per la costituzione di servitù o di oneri
fondiari a favore del fondo alienato, rispettivamente quelle versate per
liberarlo da servitù e oneri fondiari che lo gravavano al momento del
precedente acquisto.

 

                                         2.2.

                                         Per quanto attiene, in
particolar modo, ai costi di costruzione e di miglioria, la loro computabilità
presuppone che essi abbiano aumentato il valore del fondo alienato, cioè che abbiano apportato all’immobile un miglioramento duraturo, di fatto o di diritto.

                                         È peraltro irrilevante che
la spesa sostenuta abbia condotto di fatto ad un incremento di valore
corrispondente: dato il suo carattere di costo finalizzato all’aumento del
valore, esso deve essere computato in misura corrispondente all’importo
effettivamente pagato (Soldini/Pedroli,
op. cit., p. 258 e dottrina ivi citata).

                                         Computabili sono in primo
luogo tutti i costi di costruzione, ivi comprese le spese per misurazioni, prestazioni d’opera, canalizzazione, recinzione, realizzazione di un giardino, ecc. Il
caso più importante è quello della costruzione su di un fondo non edificato;
vengono tuttavia considerati anche tutti i costi per costruzioni realizzate in relazione ad un edificio già esistente (Soldini/Pedroli,
op. cit., p. 258 e dottrina e giurisprudenza ivi citate).

 

                                         2.3.

                                         Non possono invece essere
fatte valere le spese che sono state dedotte nella determinazione del reddito o dell’utile nell’ambito della tassazione ordinaria (art. 134 cpv. 2 LT).

                                         La legge tributaria
prevede la deduzione dai proventi della sostanza immobiliare privata delle
spese di manutenzione, dei premi di assicurazione e delle spese di amministrazione da parte di terzi (art. 31 cpv. 2 LT). Per costante giurisprudenza sono considerate spese
di manutenzione quelle che, senza aumentare il valore dell’immobile, ne
preservano lo stato, ne conservano l’uso e ne mantengono la redditività (p. es.
RDAT II-1992 p. 207; RDAT II-1993 p. 390). Ai fini della determinazione del reddito imponibile non sono invece deducibili le “spese di acquisto, di fabbricazione o di miglioria di beni patrimoniali” (art. 33 lett. d LT).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Nel caso in esame, è
litigiosa la commisurazione dei costi d’investimento, in particolar modo quelli
relativi all’ampliamento che lo stabile ceduto avrebbe subìto nel 1994.

                                         Secondo i ricorrenti,
l’intervento in discussione sarebbe costato 116'000 franchi, ma i giustficativi
sarebbero andati persi, in seguito alla scomparsa del proprietario che aveva
commissionato i lavori. Al ricorso sono state allegate delle fotografie dalle
quali risulta essere stato intrapreso un ampliamento della casa. In seguito
alla richiesta di documentazione indirizzata ai ricorrenti da questa Camera,
sono stati prodotti una ricevuta di pagamento dell’ing. Fritz Gysin, che ha
allestito la domanda di costruzione, e la copia della licenza edilizia
rilasciata dalle autorità comunali. 

                                         L’autorità fiscale ha per
contro negato la deduzione di tali spese, in quanto non provate. 

 

                                         3.2.

                                         Giusta l'art. 200 LT,
applicabile per analogia alla procedura di tassazione in materia di imposizione degli utili immobiliari (art. 213 LT), il contribuente deve fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta: deve segnatamente fornire, a domanda
dell'autorità di tassazione, informazioni orali e scritte e presentare libri
contabili, giustificativi e altri attestati.

                                         Secondo il Tribunale
federale, il ricorrente che vuole ottenere una deduzione non può accontentarsi
di affermare genericamente che ha avuto altre spese, ma deve comprovare tale
affermazione: se la legge impone al contribuente di documentare in determinati
modi le sue allegazioni, egli non può sottrarsi a questo obbligo.

                                         In simili casi l'autorità
di tassazione deve invece partire dal principio che i fatti addotti dal
contribuente, ma non documentati, non sono presi in considerazione: prescindere da questa esigenza significherebbe infatti non già correggere una presunta
inesattezza ma sostituire l'obbligo posto a carico del contribuente di documentare
e provare determinati fatti con l'apprezzamento dell'autorità (sentenza del
Tribunale federale del 3 dicembre 1990 n. 2A. 344/89, in RDAT II-1991; DTF 107
Ib 218).

                                         Va
ricordato, a questo proposito, che, secondo un consolidato
principio, è il contribuente ad avere l'onere della prova per i fatti che
concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l'erario (sentenza del Tribunale federale del 14 dicembre 2006 n. 2A.438/2006 consid. 3.2; DTF 121 II 257 consid. 4c/aa; sentenza 2A.209/2005 del 3 novembre 2005,
in: RtiD I-2006 n. 11t, consid. 4.1; Blumenstein/Locher, System des
schweizerischen Steuerrechts, 6a ed., Zurigo 2002, p. 416, con rinvii).                                      

                                         La
prova dei costi di investimento spetta pertanto sempre all'alienante. La mancata
presentazione della relativa documentazione comporta il rifiuto della deduzione
dei costi d'investimento. L'autorità fiscale deve unicamente limitarsi ad
avvertire il contribuente che, in tal caso, le circostanze che diminuiscono
l'onere, segnatamente i costi d'investimento, non verranno prese in considerazione
(Soldini/Pedroli, op. cit., p. 361
e giurisprudenza e dottrina citate).

 

                                         3.3.

                                         Venendo alla
fattispecie in esame, alla luce della documentazione pervenuta con il ricorso e
durante la successiva fase istruttoria, non è più in discussione il fatto in sé
che il defunto proprietario dell’immobile venduto abbia sostenuto delle spese
per l’ampliamento della casa. È per contro litigiosa la loro quantificazione. 

                                         La decisione
impugnata, che ha completamente ignorato i costi per l’ampliamento
dell’edificio, appare di conseguenza eccessivamente penalizzante per i
contribuenti.

 

                                         3.4.

                                         Secondo l’art. 204 cpv. 2
LT, l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio in base a una
valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida non soddisfa i
suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere
accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di
coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita
del contribuente. 

                                         Secondo la
giurisprudenza del Tribunale federale, una tassazione d’ufficio può essere
intrapresa non solo se gli elementi imponibili non possono essere determinati
in modo preciso per mancanza di documentazione attendibile, ma anche quando la
situazione di fatto determinante ai fini della tassazione non può essere
accertata sebbene il contribuente non abbia violato alcun obbligo procedurale,
cioè quando l’incertezza in merito ai fatti ha altre cause (cfr. la sentenza
del 13 agosto 2003 n. 2A.53/2003, in RF 59/2004 p. 310 = RDAF 2003 II 581,
consid. 4.1). 

                                         La
tassazione d’ufficio per mancanza di documentazione affidabile interviene in
particolare in caso di danni dell’acqua e del fuoco, di furto o di distruzione
o perdita di mezzi di prova dovuti ad altre cause, come pure per violazione
degli obblighi di collaborazione da parte di terzi (cfr. Fenners/Looser, Besonderheiten bei der Anfechtung der
Ermessensveranlagung, in AJP 2013 p. 33 ss., in particolare p. 34). 

 

                                         3.5.

                                         Tornando al caso in esame,
va dato atto all’autorità di tassazione che i ricorrenti non hanno prestato una
collaborazione esemplare, in particolare nella fase iniziale della procedura,
non inoltrando alcuna dichiarazione d’imposta. Praticamente, solo con il reclamo
hanno fatto valere i costi d’investimento, con la riserva che in parte non
erano peraltro in grado di produrre i giustificativi. 

                                         Vista la documentazione
prodotta nella procedura di ricorso, si giustifica dunque una stima dei costi
sostenuti in tale occasione.

                                         Tenuto conto del fatto
che, per le ragioni esposte, l’Ufficio di tassazione non ha praticamente avuto
modo di esprimersi sulla questione dei costi legati all’ampliamento, appare
opportuno annullare la decisione impugnata e rinviargli gli atti, perché
proceda ad una stima degli stessi, sulla base della propria esperienza.
Indicazioni utili potrebbero certamente scaturire dalla documentazione annessa
alla domanda di costruzione, se l’autorità comunale ne fosse ancora in
possesso. Il Tribunale federale ha infatti già avuto modo di affermare che si
può considerare una “valutazione coscienziosa” dei costi di costruzione la
stima basata sulle indicazioni che figurano su una domanda di costruzione
(sentenza del 13 febbraio 2014 n. 2C_683/2013 e 2C_684/2013, consid. 6.5). 

 

 

                                   4.   La decisione
impugnata è pertanto annullata e gli atti sono rinviati all’autorità di
tassazione per una nuova decisione.

                                         Nonostante l’esito del
ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono poste a carico dei
ricorrenti, per il fatto che conformandosi agli obblighi che gli incombevano,
avrebbero potuto ottenere soddisfazione già nella procedura di tassazione o di
reclamo (art. 231 cpv. 3 LT).

 

 

Per questi motivi,

visto per le spese l’art. 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   La decisione su reclamo del
25 settembre 2014 è annullata e gli atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione
per una nuova decisione.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    500.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    580.–

                                         sono a carico dei
ricorrenti.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

               __________

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         Il
segretario: