# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4d28b287-6012-5f86-9d4f-7b40c136b1ae
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-02-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.02.2005 35.2005.7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2005-7_2005-02-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2005.7

   

  MM/sc

  	
  Lugano

  17 febbraio 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 31 gennaio 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 21
  gennaio 2005 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da: RA 2 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 29
settembre 2002, RI 1 – dipendente del Comune di __________ in qualità di
operaio dell’Ufficio tecnico comunale e, perciò, assicurato d’obbligo contro
gli infortuni presso l’CO 1 – è rimasto coinvolto, in sella alla propria
motocicletta, in un incidente della circolazione stradale, avvenuto all’interno
della rotonda di __________.

                                         A seguito
di questo sinistro, egli ha riportato – stando al certificato 29 settembre 2002
del Servizio di PS dell’Ospedale regionale di __________ – una distorsione Tossy
I alla spalla sinistra (cfr. doc. 2).

 

                                         Il caso è
stato assunto dall’assicuratore LAINF, il quale ha regolarmente corrisposto le
prestazioni di legge. 

 

                               1.2.   Nel prosieguo,
l’assicurato ha presentato disturbi anche alla spalla destra. 

                                         L’artro-risonanza
magnetica del 30 settembre 2003 ha evidenziato la presenza di una sindrome da
attrito sottoacromiale con rottura trasmurale della cuffia dei rotatori a
livello del tendine del muscolo sovraspinato (cfr. doc. 23). 

 

                                         In data 2
marzo 2004, RI 1 è stato sottoposto ad un intervento di riparazione della
cuffia rotatoria e acromioplastica a destra, da parte del dott. __________,
spec. FMH in chirurgia ortopedica (cfr. doc. 40). 

 

                                         Nel corso
dell’estate del 2004, vi è stata una recrudescenza dei disturbi a livello della
spalla sinistra (doc. 49), disturbi imputabili, alla luce delle risultanze di
un’artro-RM eseguita il 28 settembre 2004, ad una sindrome di attrito sottoacromiale
con tendinite ed estesa rottura parziale del sovraspinato (doc. 50).

 

                               1.3.   Esperiti i
necessari accertamenti medico-amministrativi, l’assicuratore infortuni, con
decisione formale del 15 ottobre 2004, ha negato la propria responsabilità
relativamente ai disturbi alla spalla sinistra e, d’altra parte, ha dichiarato
estinto il diritto alle indennità giornaliere a decorrere dal 2 novembre 2004
(doc. 64). 

 

                                         Contro
questo provvedimento, RI 1 ha personalmente interposto opposizione. 

                                         In questo
ambito, egli ha chiesto la concessione dell’effetto sospensivo, “… per
garantirmi il sostentamento, visto che, trattandosi di postumi di infortunio,
la Cassa malati sicuramente non assumerà le spese ed indennità” (doc. 67). 

 

                               1.4.   In data 21
gennaio 2005, l’CO 1 ha emanato una decisione incidentale, mediante la quale ha
respinto la domanda tendente al ripristino dell’effetto sospensivo (doc. 76).

 

                               1.5.   Con
tempestivo ricorso del 31 gennaio 2005, l’assicurato, patrocinato dall’avv. RA
1, ha chiesto che venga ripristinato l’effetto sospensivo all’opposizione del 2
novembre 2004, argomentando:

 

" 
(...).

4.                                                                            L'esclusione
della causa infortunistica é del tutto arbitraria perché in questa fattispecie esistono tre
elementi certi ed incontestabili:

 

      -    che i disturbi
sono nati solo al momento dell'incidente;

 

      -    che nessun approfondimento
diagnostico é stato fatto dalla CO 1 per le cause dei disturbi alla spalla
sinistra;

 

      -    che i disturbi alla spalla destra
non sono affatto scomparsi e che anzi la CO 1 medesima ha autorizzato il medico
del ricorrente, dr. __________, __________, ad organizzare (a spese della CO 1
medesima), una sonografia con liquido di contrasto alla spalla destra, per
chiarire le cause del perdurare di forti dolori malgrado l'operazione
chirurgica; la convocazione da parte dell'ospedale non é ancora giunta, per cui
ci si riserva di inoltrare, qualora necessario perché non risultante dagli atti
richiamati dalla CO 1, un documento di comprova appena sarà possibile; da detta
visita sonografica ci si aspetta un chiarimento delle cause e la possibilità di
stabilire la terapia (cure ambulatoriali e/o operazione chirurgica).

 

Da tutto questo
derivano quattro conseguenze pure certe ed incontestabili:

 

      -    i problemi fisici del ricorrente
non si risolveranno a breve termine;

 

      -    prima di poter stabilire le cause
di tutti i disturbi saranno necessari approfondimenti medici e l'ispezione
interna dell'apparato motorio che potrà essere effettuata solo dal chirurgo
operante;

 

      -    anche se, per denegata ed
accademica ipotesi, dovessero risultare degli elementi degenerativi, nessuno
può dire ora in quale percentuale essi determinano i disturbi palesati ed ancor
meno qualcuno può dire oggi se tali elementi (per ora solo presupposti
teoricamente) siano atti ad interrompere il nesso causale fra incidente e
sintomi.

 

Il ricorrente dovrà
probabilmente essere sottoposto ad un intervento chirurgico (non si sa ancora
quando), del quale non si può prevedere ora l'esito e la durata dell'eventuale
convalescenza in caso di prognosi positiva oppure i successivi interventi in
caso di esito negativo.

 

Ne consegue che la
decisione di soppressione delle prestazioni CO 1 allo stadio attuale é
del tutto prematura e non supportata da sufficienti rilevamenti medici.

      Essa é dunque arbitraria.

 

(...).

 

5.   Tenuto
conto di tutto quanto sopra, esposto, in diritto non
tornano assolutamente applicabili le norme invocate dalla CO 1 per la
soppressione dell'effetto sospensivo.

 

La fattispecie qui in
esame non é per niente analoga a quella trattata con la DTF 123 V 39, dove
all'assicurato sin dall'inizio era stata garantita una prestazione limitata nel
tempo, ciò che non è il nostro
caso.

Le prestazioni CO
1 per il ricorrente non erano infatti limitate sin dall'inizio ad un preciso
periodo.

 

La CO 1 non corre
alcun rischio per il recupero delle prestazioni che
deve effettuare a favore del ricorrente, se esse dovessero per ipotesi
risultare successivamente non dovute.

 

Ciò innanzitutto per
l'onestà del ricorrente che non si è mai sottratto ai propri obblighi
finanziari .

Inoltre, dopo la
ricezione di copia della decisione della CO 1 (doc. E), il Comune di __________
ha annunciato il caso alla Cassa malati (doc. G), la quale a sua volta si é
opposta alla decisione della CO 1 (doc. H).

Visto I'annuncio
alla Cassa malati, ne consegue che, qualora dovessero risultare esatte le
valutazioni mediche della CO 1, quest'ultima avrebbe il diritto di farsi
rimborsare le prestazioni effettuate direttamente dalla Cassa malati.

 

     La CO 1 non
corre quindi alcun rischio di perdita economica.

 

Differente é la
situazione del ricorrente, che non gode di un patrimonio che gli possa
permettere di sopperire ai suoi fabbisogni finanziari mensili in attesa di una
decisione definitiva sulla sua situazione fisica e quindi su chi debba intervenire
dal punto di vista assicurativo.

 

In caso di cessazione
delle prestazioni CO 1, fino a tale epilogo la sua esistenza economica é
senz'altro concretamente minacciata e precarizzata, non potendo egli nemmeno
far capo a terze persone per un sostegno.

 

Comunque sia, il
paragone degli interessi in gioco, cioè quello della CO 1 da una parte (di interrompere le prestazioni) e
quelli del ricorrente dall'altra (di percepire dette prestazioni senza cesure
temporali), porta decisamente a ritenere preponderanti quelli del ricorrente" 

                                         (I).

 

                               1.6.   L’CO 1, in
risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’istanza presentata da RI 1,
facendo valere in particolare quanto segue:

 

" 
(...).

2.

Giusta l'art. 11 cpv. 2 let. b OPGA l'opposizione
ha effetto sospensivo salvo nei casi in cui l'assicuratore ha tolto l'effetto
sospensivo nella sua decisione.

 

Per costante giurisprudenza, l'effetto sospensivo
non può essere attribuito a ricorsi contro decisioni negative (DTF 123 V 39,
consid. 3 e rinvii giurisprudenziali citati). Con decisioni negative
s'intendono quei provvedimenti mediante i quali un'istanza diretta
all'accertamento, alla costituzione, alla modificazione o all'annullamento di
diritti o obblighi viene disattesa. Tali decisioni si contrappongono a quelle positive,
ossia quelle che impongono un obbligo o che accolgono una richiesta, per le
quali l'effetto sospensivo è dato (cf. art. 55 cpv. 2 PA a cui l'art. 55 cpv. 1
LPGA rinvia).

 

Nel caso in rassegna con la propria decisione del
15 ottobre 2004 la convenuta ha messo fine alle proprie prestazioni legali:
siamo quindi confrontati in tutta evidenza con una decisione negativa, cui non
viene attribuito effetto sospensivo come evidenziato in precedenza.

 

 

3.

In merito alla censura che, paragonando gli
interessi in gioco, quelli dell'istante di percepire le prestazioni
prevarrebbero su quelli della convenuta di sospendere le prestazioni, la
convenuta evidenzia quanto segue.

 

È compito dell'autorità esaminare se a favore di
un'esecuzione immediata di una decisione prevalgano su quelli per una soluzione
contraria. L'autorità dispone di una certa libertà d'apprezzamento.

Procedendo al confronto degli interessi
contrapposti, le previsioni concernenti l'esito nel merito della disputa
possono ugualmente essere prese in considerazione (in casu con decisione del 1
febbraio 2005 la convenuta ha confermato la decisione negativa del 15 ottobre
2004).

In linea di principio, il confronto oggettivo
degli interessi in gioco permette di concludere che prevalgono quelli della
convenuta di non versare le prestazioni, rispetto a quelli dell'istante di
poter beneficiare delle prestazioni fino al momento in cui potrà essere risolta
la vertenza nel merito (Pratique VSI 2000 p. 187, cons. 5).

 

All'istante non giova sostenere che la convenuta
non correrebbe alcun rischio di
perdita economica, atteso che potrebbe farsi rimborsare dalla cassa malati dell'istante. L'istante dimentica
che le prestazioni che la cassa malati è tenuta a versare per legge non
coincidono di certo con quelle che dovrebbe, se del caso, versare la convenuta.
A titolo d'esempio si fa riferimento alle indennità giornaliere, ad
un'eventuale rendita o a una parte dei costi di cura che di tutta evidenza non
sono di competenza della cassa malati. (...)" 

                                         (III).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000. 

                                         Con la
stessa sono state modificate numerose disposizioni contenute nella LAINF.

                                         Al
riguardo va segnalato che le norme di procedura, in via di principio, entrano
immediatamente in vigore (cfr. SVR 2003 IV Nr. 25, consid. 1.2., p. 76; DTF 117
V 93 consid. 6b, DTF112 V 360 consid. 4a, RAMI 1998 KV no 37 p. 316 consid.
3b). 

                                         Tali
disposizioni pertanto si applicano a tutte le decisioni emesse dopo il 1°
gennaio 2003. 

 

                               2.3.   Ai sensi
dell’art. 52 cpv. 1 LPGA, le decisioni amministrative possono essere impugnate
entro trenta giorni mediante opposizione all’autorità che le ha notificate;
fanno eccezione le decisioni processuali e pregiudiziali. Quest’ultime sono
quindi direttamente impugnabili mediante ricorso alla competente autorità
giudiziaria cantonale. Tra le decisioni incidentali (o pregiudiziali) figurano
quelle relative alle istanze sul ripristino dell’effetto sospensivo
dell’opposizione (cfr. U. Kieser, ATSG-Kommentar, Ed. Schulthess, Zurigo 2003,
ad art. 52, n. 17 in fine, p. 524).

 

                                         Un
ricorso contro una decisione incidentale è ammesso se la stessa può causare un
pregiudizio irreparabile. Secondo il TFA, è sufficiente che il ricorrente abbia
un interesse degno di protezione affinché la decisione incidentale impugnata
venga immediatamente annullata o modificata. Non è chiesto un interesse
giuridico; un semplice interesse economico può anche essere degno di protezione
(cfr. DTF 128 V 36 consid. 1a con riferimenti; cfr. U. Kieser, op. cit., ad
art. 56, n. 9, p. 559).

                                         In
particolare, la giurisprudenza riconosce l’esistenza di un pregiudizio
irreparabile quando l’improvvisa sospensione di un aiuto finanziario intacca
l’equilibrio economico di una persona e la costringe ad adottare misure
dispendiose o altrimenti irragionevoli (cfr. DTF 119 V 487 consid. 2b). 

 

                                         Nella
concreta evenienza, l’assicuratore LAINF ha sospeso il versamento
dell’indennità giornaliera. Può pertanto essere ammessa l’esistenza di un
pregiudizio imminente, motivo per cui il ricorso in esame va dichiarato
ricevibile. 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.4.   Si è già
detto che, giusta l’art. 52 cpv. 1 LPGA, le decisioni amministrative possono
essere impugnate entro trenta giorni facendo opposizione presso il servizio che
le ha notificate; fanno eccezione le decisioni processuali e pregiudiziali.

   L’art.
52 LPGA non prevede tuttavia una regolamentazione in                  merito
all’effetto sospensivo dell’opposizione (cfr. U. Kieser, op.   cit., ad art.
52, n. 17, p. 523).

                                         Tuttavia,
occorre osservare che l’art. 54 cpv. 1 lett. b LPGA, secondo il quale le
decisioni e le decisioni su opposizione sono esecutive se possono ancora essere
impugnate, ma l’opposizione o il ricorso non ha effetto sospensivo, parte dal
principio che l’opposizione ha effetto sospensivo (U. Kieser, op. cit., ad art.
52, n. 17, p. 524).

 

                                         L’art. 11
cpv. 1 OPGA prevede, d’altra parte, che l’opposizione ha effetto sospensivo,
salvo i casi in cui:

                                         a. il
ricorso contro una decisione su opposizione non ha effetto 

                                            
sospensivo in virtù della legge;

                                         b.
l’assicuratore ha tolto l’effetto sospensivo nella sua decisione;

                                         c. la decisione
ha una conseguenza giuridica il cui effetto non 

                                             può
essere sospeso.

 

                                         L’assicuratore
può su domanda o di moto proprio togliere l’effetto sospensivo oppure
ristabilirlo se l’aveva tolto con la decisione. Tale domanda deve essere
trattata immediatamente (cpv. 2 dell’art. 11 OPGA).

 

                               2.5.   In una
sentenza del 24 febbraio 2004 nella causa S., I 46/04, pubblicata in HAVE 2004,
p. 127, la nostra Corte federale ha stabilito che l’entrata in vigore, a far
tempo dal 1° gennaio 2003, della LPGA e della OPGA non ha modificato la
precedente giurisprudenza in materia di ritiro dell’effetto sospensivo di
opposizioni e ricorsi (cfr., pure, RAMI 2004 U 521, p. 447ss., consid. 2). 

                                         A quest’ultima
si può quindi continuare a fare riferimento. 

 

                                         Con
effetto sospensivo s’intende che gli effetti giuridici regolati dal dispositivo
di una decisione impugnata non entrano provvisoriamente in vigore, ma rimangono
sospesi.

                                         Va ancora
segnalato che, se la decisione impugnata è di natura positiva, entra in linea
di conto l’istituto dell’effetto sospensivo. Secondo la giurisprudenza, oggetto
di un atto amministrativo con effetto sospensivo possono essere, per
definizione, solo decisioni che impongono un obbligo o che danno seguito ad una
richiesta (cfr. RAMI 2003 U 479, p. 188ss., consid. 5.1;
DTF 126 V 409 consid. 3b, DTF 124 V 84 consid. 1, DTF 123 V 41 consid. 3 = RAMI 1997 K 985, p. 157).

                                         Se,
invece, il provvedimento è di natura negativa, ossia se viene respinta una
richiesta di constatazione, costituzione, modifica oppure annullamento di
diritti o di obblighi, si applicano i provvedimenti cautelari (cfr. RAMI 2003 U
479, p. 188ss., consid. 5.1; DTF 126 V 409 consid. 3b,
DTF 124 V 84 consid. 1a, DTF123 V 41 consid. 3 = RAMI 1997 K 985, p. 159
consid. 4, DTF 117 V 186, 188, DTF 116 Ib 350; RCC 1991 p. 521; RJAM 1983 n.
528 p. 91; RCC 1982 p. 481).

 

                                         In casu, con la decisione formale del 15
ottobre 2004, l'CO 1 ha negato all'assicurato il diritto di percepire ulteriori
indennità giornaliere posteriormente al 1° novembre 2004, ritenendo che, a
partire da tale data, tenuto conto dei soli postumi infortunistici, egli
presenta una completa capacità lavorativa. 

 

                                         Nella
sentenza pubblicata in RAMI 2003 U 479, p. 188ss. (cfr, pure, RAMI 2004 U 521,
p. 447ss. consid. 2), riguardante un caso in cui un assicuratore LAINF aveva
sospeso il versamento delle indennità giornaliere al proprio assicurato, il TFA
ha esplicitamente lasciato irrisolta la questione a sapere se tale
provvedimento costituisca una decisione positiva o negativa, precisando che
comunque la ponderazione degli interessi é la medesima sia in caso di ritiro
dell’effetto sospensivo (art. 55 PA) che in caso di pronuncia di misure
provvisionali (art. 56 PA) (cfr., tuttavia, la DTF 123 V 39ss, consid. 3b, in
cui la stessa Corte federale ha considerato negativa la decisione mediante la
quale un assicuratore malattie, da un canto, aveva assegnato all'assicurato un
periodo di 4 mesi per trovare un'occupazione adeguata al suo stato di salute e,
d'altro canto, aveva rifiutato di corrispondere ulteriori indennità giornaliere
trascorso il suddetto periodo d'adattamento). 

 

                                         Analogamente
a quanto statuito dal TFA nella RAMI 2003 appena menzionata, anche nel caso di
specie, può rimanere aperta la questione a sapere se il provvedimento in
discussione costituisce una decisione negativa oppure positiva. 

 

                               2.6.   Come già
visto al precedente considerando, circa i presupposti per l’assegnazione di
misure provvisionali positive va rilevato che, secondo il TFA, i principi
giurisprudenziali enunciati riguardo all’art. 55 PA (cfr. DTF 110 V 45, DTF 105
V 268, DTF 98 V 222), sono applicabili, per analogia, nell’ambito dell’art. 56
PA, considerata la stretta connessione esistente fra effetto sospensivo ed
altri provvedimenti cautelari (cfr. RAMI 2004 U 521, p. 447ss. consid. 2; DTF
117 V 191 consid. 2b).

 

                                         L'autorità
chiamata a decidere in merito al ritiro dell’effetto sospensivo ex art. 55 PA
oppure ad ordinare delle misure cautelari giusta l'art. 56 PA, deve in ogni
caso esaminare se i motivi a favore di un'immediata esecutorietà della
decisione appaiano più importanti rispetto a quelli che possono condurre ad una soluzione contraria. A questo
proposito, l'autorità interessata gode di un certo margine d'apprezzamento. 

                                         Di
regola, essa fonderà la propria decisione sui fatti che emergono dalla
documentazione a sua disposizione, senza procedere a degli ulteriori
accertamenti, onde evitare dispendio di tempo. Trattandosi della ponderazione
degli interessi a favore oppure contrari ad una immediata esecutorietà, possono
avere una certa importanza le prospettive chiare circa l'esito finale della
vertenza principale (cfr. RAMI 2004 U 521, p. 447ss. consid. 3, RAMI 2003 U
479, p. 188ss., consid. 7.2 e giurisprudenza ivi menzionata).

 

                                         Nella
sentenza dell'11 febbraio 1997 nella causa N., K 8/96, parzialmente pubblicata
in DTF 123 V 39ss., il TFA, constatato che la decisione impugnata era di natura
negativa, ha verificato se la ponderazione degli interessi in gioco
giustificava la pronuncia di misure provvisionali positive, considerando
finalmente preponderante l'interesse dell'autorità amministrativa:

 

" 
(…).

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha
avuto modo di giudicare che evidente appare l'interesse dell'amministrazione a
evitare misure di restituzione di prestazioni laddove potrebbe rivelarsi che
esse sono state versate indebitamente. In questo contesto è stato in
particolare accennato alle difficoltà d'ordine amministrativo collegate al
recupero delle prestazioni versate a torto (DTF 119 V 507 consid. 4 e i
riferimenti ivi citati). Per quanto attiene al pregiudizio che il rifiuto di
misure provvisionali positive potrebbe causare all'assicurato, occorre
stabilire se, in via di massima, un'improvvisa cessazione dell'erogazione di
indennità giornaliere comporta conseguenze tali da compromettere la sua
situazione finanziaria e da costringerlo a prendere provvedimenti onerosi o
altre disposizioni da lui non esigibili ragionevolmente. A questo proposito, il
Tribunale federale delle assicurazioni ha avuto modo di statuire che
l'interesse dell'assicurato a non dover far capo, durante la procedura
giudiziaria, all'autorità assistenziale non è preponderante rispetto a quello
dell'amministrazione a non dover anticipare il versamento delle prestazioni (DTF
119 V 507 consid. 4 e riferimenti).

I principi di giurisprudenza suesposti devono
trovare applicazione anche nel presente caso. Considerato l'insieme degli
elementi in esame, bisogna ammettere che l'interesse della Cassa malati H. è
preponderante rispetto a quello dell'assicurato. Ne deriva che, per quanto
riguarda il periodo posteriore al 31 dicembre 1995, in favore dell'assicurato
neppure possono essere pronunciate misure provvisionali positive." 

                                         (STFA
11.2.1997 succitata, consid. 4 non pubblicato). 

 

                                         La
priorità di principio dell’interesse dell’amministrazione rispetto a quello
degli assicurati è ancora stata riconosciuta dall’Alta Corte federale in alcune
altre recenti sentenze (cfr., ad esempio, RAMI 2004 U 521, p. 447ss. consid.
4.2, RAMI 2003 U 479, p. 188ss., consid. 8.3; STFA del 20 gennaio 2005 nella
causa K., I 4/05, consid. 4.2). 

 

                               2.7.   Ritenuto che
la presente fattispecie non si differenzia, nella sostanza, da quelle trattate
nelle pronunzie federali citate al considerando precedente - in cui l’interesse
dell’amministrazione a non dover anticipare il versamento delle prestazioni è
stato giudicato preponderante rispetto a quello dell’assicurato a non dover far
capo, durante la procedura giudiziaria, all'autorità assistenziale - non può
essere ripristinato l’effetto sospensivo dell’opposizione, rispettivamente,
qualora si considerasse il provvedimento del 15 ottobre 2004 come una decisione
negativa, non possono essere pronunciate misure provvisionali positive a favore
di RI 1.

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 10 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti