# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b9eb10cc-357c-551d-bdba-834a958a6ebc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-12-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.12.2006 34.2006.54
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2006-54_2006-12-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2006.54

   

  rg/sc

  	
  Lugano

  6 dicembre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

statuendo sulla petizione del 10 ottobre
2006 di

 

	
   

  	
  AT 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  CV 1 

   

   

  in materia di previdenza professionale

  

 

 

 

considerato                    in fatto
e in diritto

 

che                              -   con
contratto 22 novembre 2001 la CV 1, quale datore di lavoro, ha aderito con
effetto dal 1. novembre 2001 alla AT 1 (in seguito: Fondazione), allo scopo di
attuare la previdenza professionale obbligatoria dei suoi dipendenti;

 

                                     -
  costatato il mancato versamento da parte del datore di lavoro del saldo
contributivo di fr. 11'124.-- dovuto al 19 febbraio 2004, dopo invio di diffida
e concessa nel frattempo la facoltà di un pagamento rateale solo parzialmente
rispettato, stante uno scoperto residuo di fr. 1’815.85 fatto oggetto di nuova
diffidata il 20 maggio 2005, dopo aver adito le vie esecutive da ultimo tramite
precetto n. __________ del 3 maggio 2006 dell’UEF di __________, con petizione
10 ottobre 2006 la Fondazione ha chiesto la condanna della CV 1 al pagamento di
fr. 2'085.85 oltre interessi di mora al 5 % dal 1. giugno 2005, nonché di fr.
400.-- per spese di mora, fr. 70.-- per spese di precetto e fr. 12.40 per tassa
d’incasso, postulando pure il rigetto definitivo dell’opposizione interposta al
succitato precetto;

 

                                     -   la
convenuta non è intervenuta in causa malgrado la fissazione di due termini per
la presentazione della risposta;

 

                                     - 
 la presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA;

 

                                     -
  l'art. 11 LPP impone al datore di lavoro che occupa lavoratori da assicurare
obbligatoriamente di affiliarsi a un istituto di previ­denza regolarmente
registrato. Tale affiliazione ha effetto retro­attivo e comporta, per il datore
di lavoro, l'obbligo del paga­mento dei contributi (art. 66 LPP). Per quel che
riguarda l'ammontare dei contributi l'art. 66 LPP prevede che l'istituto di
previdenza stabilisce nelle disposizioni regolamentari l'importo dei contributi
del datore di lavoro e dei lavoratori. Il contributo del datore di lavoro
dev'essere almeno uguale a quello complessivo dei suoi lavoratori. Il datore di
lavoro deve all'istituto gli interi contributi e deduce dal salario la quota
del lavoratore stabilita nelle disposizioni regolamentari. Egli è l'unico debitore dei contributi (Brühwiler,
Obligatorische berufliche Vorsorge, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht,
1998 p. 46; Lüthy, Das Rechtsverhältnis zwischen Arbeitsgeber und Personalvorsorgestiftung,
1989, p. 32). Sui contributi non pagati alla scadenza
l'istituto può pre­tendere interessi di mora (art. 66 cpv. 2 LPP). Secondo
l'art. 49 cpv. 1 LPP inoltre gli istituti di previdenza possono strutturare
liberamente le prestazioni, il finanziamento di queste e l'organizzazione. Di
conseguenza i contributi non devono necessariamente corrispondere agli accrediti
di vecchiaia di cui all'art. 16 LPP (Messaggio del Consiglio federale
sulla LPP pag. 98). I primi servono per il finanziamento del fondo di
previdenza, i secondi a stabilire le prestazioni minime previste dalla legge;

 

                                     -   nel
caso di specie secondo l'art. 3.3 del contratto d'adesione, il datore di lavoro
si impegna a versare direttamente i contributi alla Fondazione (doc. A). L’obbligo
contributivo - non contestato e previsto dalla legge e dalle disposizioni
contrattuali - dev’essere quindi  riconosciuto;

 

                                     -   le
modalità di calcolo e versamento dei contributi sono previste nel contratto d'adesione
e nel relativo regolamento di previdenza (doc. A, C). Tenuto conto di questi
elementi e di quelli in precedenza ricordati, considerati i versamenti effettuati
dal datore di lavoro e delle mutazioni intervenute (doc. E-L), l’ammontare dei
contributi previdenziali (e spese) rimasti insoluti deve nella specie essere stabilito
in fr. 1'815.85, importo corrispondente al saldo fatto oggetto di diffida in
data 20 maggio 2005 (doc. S);

 

                                     -
  sui contributi non soluti l’attrice chiede anche il versamento di interessi
di mora al 5 % dal 1. giugno 2006.

 

                                         Giusta
l'art. 66 cpv. 2 LPP, sui contributi non pagati alla scadenza, l'istituto di previdenza
può pretendere interessi di mora (Brühwiler, op. cit., p. 46; SZS
1990 p. 89; art. 3.3 contratto d'adesione). In concreto, poiché la convenuta è
palesemente in mora con il pagamento dei contributi e il tasso del 5% richiesto
corrisponde a quello legale (art. 104 CO), la domanda dev'essere accolta;

 

                                     -   la
Fondazione postula pure il versamento delle spese di mora per complessivi fr.
600.--, di cui 200.-- risultano compresi (unitamente alla somma di fr. 70.--
per spese di precetto) nell’importo di fr. 2'085.85 indicato in petizione
(1'815.85 + 200 + 70). Ora, secondo l’art. 106 CO il debitore è tenuto a risarcire
anche il danno patito dal creditore eccedente gli interessi moratori, in quanto
non provi che non gli incombe alcuna colpa. Tali spese affinché possano essere
riconosciute - come lo scrivente Tribunale ha più volte avuto modo di ricordare
alla Fondazione qui attrice (STCA 30 giugno 2006 nella causa N. LCC, 30
giugno 2006 nella causa T.G.I. SA,  7 giugno 2006 nella causa L. D.;  11 aprile
2006  nella causa F.G.I.C. SA, 3 aprile 2006 nella causa T.B. SA) - devono
essere dimostrate (DTF 117 II 258). In concreto l’attrice non ha
prodotto i giustificativi atti a sostanziare e quantificare i costi addebitati,
che di conseguenza non possono essere riconosciuti;

 

                                     -   per
quel che concerne i due anticipi di fr. 70.-- ognuno versati all'UEF di __________
(cfr. PE n. __________ e n. __________ agli atti) - e che la Fondazione chiede
vengano posti a carico della ditta convenuta - va precisato che tali spese,
come lo scrivente Tribunale ha più volte avuto modo di ricordare alla Fondazione
qui attrice (cfr. STCA 30 giugno 2006 nella causa N.LCC, 30 giugno 2006
nella causa T.G.I. SA,  7 giugno 2006 nella causa L. D;  11 aprile 2006  nella
causa F.G.I.C. SA, 3 aprile 2006 nella causa T.B. SA), seguono le sorti
dell’esecuzione in quanto costituiscono un accessorio del credito che deve essere
sopportato dal debitore se non riesce ad opporsi con successo all’esecuzione,
in caso contrario dal creditore. Esse sono aggiunte alla somma oggetto di esecuzione
per la quale è stato concesso il rigetto (DTF 71 III 144; Panchaud
/Caprez, La mainlevée d’opposition, § 164, p. 414; Ammon, Grundriss
des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, 1983, p. 106), senza che sia
necessaria un’esplicita pronuncia nel merito (STCA 21 settembre 1993
nella causa R.B.);

 

                                     -
  con la petizione l’attrice chiede la pronuncia del rigetto definitivo
dell’opposizione interposta al precetto esecutivo n. __________ dell’UEF di __________.
Secondo la giurisprudenza federale il creditore che a seguito dell'opposizione
ha fatto riconoscere i propri diritti conformemente all'art. 79 LEF, può
chiedere direttamente la continuazione dell'esecuzione senza dover esperire la
procedura speciale di rigetto dell'opposizione prevista dall'art. 80 LEF; lo
stesso vale laddove la decisione pronunciata ai sensi dell'art. 79 LEF sia emanata
da un'autorità o da un Tribunale amministrativo della Confederazione o del
cantone del foro dell'esecuzione (DTF 107 III 60ss). Il principio é che
qualora il creditore segua la procedura dell'art. 79 e quindi intenti un'azione
in riconoscimento del credito non debba, vistosi riconoscere definitivamente il
credito, adire successivamente la procedura dell'art. 80
LEF (Adler, in: Droit privé et assurances sociales, 1990, pp. 241ss, 251s).
La condizione aggiuntiva introdotta dalla citata
giurisprudenza é che il giudice dell'azione ordinaria (che può essere a seconda
della natura del credito il giudice civile o il giudice amministrativo e per la
precisione, in casu, il tribunale cantonale delle assicurazioni) faccia preciso
riferimento, nel dispositivo che accoglie in tutto o in parte il petito,
all'esecuzione in corso e rigetti formalmente l'opposizione per la parte del
credito ricono­sciuto. La presente sentenza varrà pertanto quale titolo per la
prosecuzione dell'esecuzione, senza che il creditore debba previamente chiedere
il rigetto definitivo dell'opposizione al giudice dell'ese­cuzione;

 

                                     -   la
richiesta attorea tendente al rimborso della tassa d'incasso (art. 19 OTLEF) di
cui al PE in rassegna (fr. 12.40), deve essere disattesa atteso che la stessa,
oltre che a non dover essere anticipata dal creditore (art. 4 Rform), in
nessuna ipotesi - e quindi nemmeno in caso di esito negativo (per il creditore)
della procedura esecutiva - è suscettibile di essere posta a suo carico;

 

                                     -
  per quel che riguarda l’addebito di tasse e spese relative alla presente
procedura, si osserva che secondo la LPTCA (art. 20 cpv. 1), applicabile in
virtù dell’articolo 8 LALPP, la procedura è di principio gratuita. Per il TFA
vi è un’eccezione alla gratuità della procedura in caso di temerarietà o di
procedimenti introdotti per leggerezza (DTF 124 V 285-287, 118 V 319;
SZS 1998 p. 64; STFA 17 luglio 1998 nella causa T.), ciò che è anche
previsto dall’art. 20 cpv. 2 LPTCA. I concetti di temerarietà e leggerezza sono
di pertinenza del diritto federale (DTF 128 V 324 con riferimenti).
Secondo la giurisprudenza un processo è temerario o sconsiderato se la parte
fonda la propria richiesta su fatti di cui conosce o dovrebbe conoscere
l'inesattezza. La temerarietà è tra l'altro data nel caso in cui una parte si
attiene ad un opinione palesemente illegale. Al contrario non si può ritenere
temerario colui che sottopone al giudice un parere non arbitrario. Ciò vale
anche quando pendente causa il giudice intende convincere la parte dell'infondatezza
della richiesta per indurlo a ritirare il ricorso (DTF 112 V 334). La presentazione
di un ricorso privo di esito favorevole non significa che il gravame è
temerario. Per ammettere la temerarietà la carenza di esito favorevole dev'essere
accompagnata da un fattore soggettivo: la parte ha riconosciuto o poteva a riconoscere
l'impossibilità di successo e malgrado ciò ha introdotto il gravame (DTF
124 V 287; AHI Praxis 1998 p. 189; STFA 13 luglio 1998 nella
causa T.). La temerarietà è inoltre data nel caso in cui una parte viola un
obbligo che le compete (ad esempio l'obbligo di collaborare o di astenersi dal
compiere un determinato atto; DTF 124 V 288, 112 V 335). Nell'ambito di
un'azione in materia di contributi LPP il solo fatto di non intervenire in causa
non è sufficiente per ritenere temerario il comportamento del convenuto.
Tuttavia, in tale contesto il comportamento della controparte dev'essere
valutato tenendo conto anche dell'agire che l'interessato ha tenuto
precedentemente al processo. Se, quindi, il datore di lavoro o l'assicurato non
rispetta fatture e solleciti, provoca l'avvio di procedure esecutive e obbliga
l'istituto di previdenza, malgrado una situazione palesemente infondata, a
inoltrare un'azione, tramite la presentazione dell'opposizione al precetto
esecutivo, e non interviene in causa, agisce in modo temerario. In simili
condizioni si può infatti ritenere che egli abbia messo in atto manovre
dilatorie passibili d’essere sanzionate tramite il pagamento di spese di
giustizia (DTF 124 V 288, 290; STCA 28 gennaio 1998 nella causa
FICLPP contro P. Sagl).

 

                                         Nel
caso in esame la convenuta non ha dato seguito alla richiesta di pagamento, ha
interposto opposizione al precetto esecutivo e non è intervenuta in causa. Alla
luce della suesposta giurisprudenza tale comportamento va considerato temerario.
Di conseguenza vanno poste a carico della convenuta tasse e spese di procedura
per fr. 100.--;

 

                                     -
  il tema della rifusione delle ripetibili non è regolato dalla LPP. L’art. 22
cpv. 1 LPTCA dispone che il ricorrente che vince la causa ha diritto nella
misura stabilita dal giudice al rimborso delle spese processuali, dei disborsi
e delle spese di patrocinio. Il diritto è riservato, analogamente all’art. 61
cpv. 1 lett. g LPGA, al solo ricorrente. Il motivo di questo privilegio è esposto
dal TFA nella sentenza 7 dicembre 1989 nella causa D.W. (pubblicata in RAMI
1990 U 98 p. 195) a proposito dell'art. 108 LAINF, precisando che scopo della
norma è di consentire all'assicurato, spesso socialmente debole, di far valere
in giustizia le sue pretese a prestazioni assicurative senza esserne trattenuto
dal timore di dover sborsare, in caso di soccombenza, un'indennità alla
controparte. Motivi analoghi presiedono all'esclusione del diritto a ripetibili
a favore di organismi adempienti funzioni di diritto pubblico, sancito
dall'art. 159 cpv. 2 OG in fine (DTF 112 V 49). In materia di LPP il
diritto a ripetibili dev'essere esclusivamente riservato all'assicurato vittorioso
in causa: le ripetibili sono in tale ipotesi accollate all'assicuratore che ha
introdotto la causa e l'ha persa (DTF 126 V 150). Per contro,
l'assicuratore che vince la causa, ancorché rappresentato da un legale, non ha,
di regola, diritto a ripetibili (DTF 128 V 133, 126 V 150, 112 V 361; SZS
2001 p. 174; STCA 9 marzo 1992 nella causa F.P. c. S. SA). Se però il
comportamento processuale della controparte si dimostra temerario o
quest’ultima abbia agito con leggerezza, gli assicuratori sociali, vincenti in
causa e patrocinati da un avvocato o da una persona qualificata hanno diritto
alle ripetibili. In assenza di una tale rappresentanza, devono, in aggiunta
alla temerarietà e alla leggerezza, essere realizzate le ulteriori condizioni
(cumulative) richieste per l’assegnazione di ripetibili ad una parte non
patrocinata (la causa deve cioè essere complessa, avere valore litigioso
elevato e richiedere un notevole impiego di tempo, e gli sforzi profusi devono
essere ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti (DTF
128 V 133, 323, 127 V 207, 126 V 150, 110 V 135; AHI Praxis 2000
p. 337; RCC 1984 p. 278).

 

                                         Nel
caso concreto, stante la non complessità della causa, non si giustifica l'assegnazione
di ripetibili.

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   La
petizione è parzialmente accolta.

 

      §   La CV 1 è condannata a versare alla AT 1 fr. 1'815.85
oltre interessi al 5% dal 1. giugno 2005.

 

     §§ E’ rigettata in via definitiva l’opposizione al PE  n. __________
dell’UEF di __________ limitatamente all’importo di fr. 1'815.85 oltre interessi
al 5% dal 1. giugno 2005.

 

                                 2.-   La
tassa di giustizia e le spese per globali fr. 100.-- sono poste a carico della CV
1.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti