# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 809d7987-b12c-55e6-adcc-77db20dce8ae
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-04-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 16.04.2002 52.2001.435
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-435_2002-04-16.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00435

   

  	
  Lugano

  16 aprile
  2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso  5/6 dicembre 2001 di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 20 novembre 2001 (n. 5436) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso 1. giugno 2001 dell'insorgente
  avverso la risoluzione 25/30 maggio 2001 con cui l'ufficio patriziale di
  __________ gli ha ordinato l'immediato scarico del bestiame dall'alpe
  __________;

  

 

viste le risposte:

-    18 dicembre 2001 del
Consiglio di Stato;

-    21 dicembre 2001 del
Dipartimento delle finanze e dell'economia, Sezione dell'agri-

  coltura;

-    9 gennaio 2002
dell'ufficio patriziale di __________;

 

 

vista la replica 28 gennaio 2002 e le dupliche:

-   19 febbraio 2002 dell'ufficio patriziale di
__________;

-   20 febbraio 2002 del Consiglio di Stato;

-   28 febbraio 2002 del
Dipartimento delle finanze e dell'economia, Sezione dell'agri-

coltura;

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

che, dopo vicissitudini che non occorre
riassumere, ma comunque conosciute dagli interessati, con decisione 2/4 marzo
2000 l'ufficio patriziale di __________ ha deliberato l'affitto dell'alpe
__________ per il periodo 2000/2005 a __________;

 

che tale decisione è stata confermata,
dietro ricorso del qui insorgente, dal Consiglio di Stato, con decisione 5
dicembre 2000, e da questo Tribunale, con sentenza 30 marzo 2001; il gravame
inoltrato da __________ il 30 aprile 2001 contro questa pronuncia dinanzi alla
commissione di ricorso DFE è stato dichiarato irricevibile con decisione 2
agosto 2001 della stessa commissione;

 

che il 24 maggio 2001 __________ ha caricato
l'alpe __________ con i suoi ovini;

 

che, presone atto, con decisione 25/30
maggio 2001 l'ufficio patriziale di __________ gli ha ordinato di procedere
all'immediato scarico del bestiame dall'alpe e di non accedere ed occupare beni
immobili di proprietà del patriziato;

 

che con ricorso 1. giugno 2001 __________ ha
impugnato la menzionata decisione dinanzi al Consiglio di Stato, al quale ha
domandato di annullarla;

 

che, in sostanza, l'insorgente ha sostenuto
di poter caricare l'alpe, in quanto già co-affittuario della stessa, sintanto
che non fosse stata definitivamente decisa la contestazione circa l'aggiudicazione
del nuovo affitto, a quel momento ancora pendente dinanzi alla commissione di
ricorso DFE;

 

che, con risoluzione 20 novembre 2001, il
Consiglio di Stato ha respinto il ricorso;

 

 

che, con gravame 5/6 dicembre 2001,
assistito da una replica, __________ è insorto dinanzi a questo Tribunale
contro la decisione suddetta, postulandone l'annullamento; l'insorgente ha ribadito
ed ampliato gli argomenti sottoposti all'istanza inferiore;

 

che il Governo e l'ufficio patriziale hanno
sollecitato la reiezione dell'impugnativa, mentre che la sezione
dell'agricoltura ha espresso delle considerazioni circa l'estivazione degli
ovini;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale è data (146 cpv. 1 LOP), il ricorso è tempestivo (art.
46 cpv. 1 PAmm);

 

                                         che
all'insorgente fa tuttavia difetto la legittimazione a ricorrere (art. 147 LOP,
43 PAmm);

 

che in effetti, al momento dell'inoltro del
gravame, egli aveva già proceduto - ancorché a fine stagione - allo scarico dell'alpe;

 

che il ricorrente non aveva pertanto più un
interesse pratico ed attuale a contestare l'ordine impartitogli dall'ufficio
patriziale (cfr. Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese,
ad art. 43 n. 2);

 

che il gravame va pertanto dichiarato
irricevibile;

 

che, se ricevibile, esso avrebbe ad ogni
buon conto dovuto essere respinto nel merito;

 

che - come questo Tribunale aveva già
considerato nel giudizio 28 settembre 2001, relativo all'effetto sospensivo del
gravame inoltrato dinanzi al Consiglio di Stato contro l'ordine dell'ufficio
patriziale - l'insorgente aveva caricato l'alpe senza alcun titolo
autorizzativo;

 

 

 

                                         che la
tassa di giudizio dev'essere posta a carico del ricorrente, soccombente (art.
28 PAmm), il quale deve altresì essere tenuto a rifondere al patriziato,
assistito da un legale, delle adeguate ripetibili (art. 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 5, 6, 7, 12 segg., 81, 92, 93, 146
LOP, 1 segg. LAAgr, 1, 6 segg. LCAA, 13, 18, 28, 31, 43, 46 PAmm;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è irricevibile.

 

 

                                   2.   La tassa di
giudizio e le spese, per complessivi fr. 500.--, sono poste a carico dell'insorgente,
il quale è inoltre condannato a versare al patriziato di __________ identico
importo per ripetibili.

	
   

   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario