# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 149e4628-34d0-5a70-9b54-54c08d889a59
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-10-29
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 29.10.2004 S 2004 97
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2004-97_2004-10-29.pdf

## Full Text

S 04 97
2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

SENTENZA
del 29 ottobre 2004

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente prestazioni assicurative LAINF

1. … lavora presso la … SA come broker ed è obbligatoriamente assicurato 

contro le conseguenze di infortuni e malattie professionali presso la … (di 

seguito detta semplicemente assicuratore infortuni). Il 23 marzo 2001, 

l’assicurato annunciava un infortunio bagattella, occorsogli tre mesi prima e 

nell’ambito del quale si sarebbe procurata la lacerazione del tendine della 

spalla destra in seguito al sollevamento di un peso di 30 kg. Giusta il verbale 

del 24 aprile 2001, la fattispecie veniva così descritta: “Il mio cane ha subito 

un infortunio in città. Ho dovuto soccorrerlo. Quella sera (11 dicembre 2000) 

ho dovuto sollevare il cane dal peso di circa 35 kg per 6 o 7 volte. Dopo questi 

sforzi non riuscivo più a sollevare il braccio destro.” Gli esami radiologici 

eseguiti in seguito permettevano di evidenziare un’estesa lesione transmurale 

della cuffia dei rotatori che interessava soprattutto il sopraspinato e anche il 

subscapolare. Il 14 novembre 2002, su richiesta dell’assicuratore infortuni, 

veniva eseguito un esame radiologico anche alla spalla sinistra. Sulla base 

delle indagini mediche condotte e in considerazione della dinamica 

dell’accaduto descritta dall’interessato, con decisione 10 dicembre 2003, 

l’assicuratore infortuni declinava la propria responsabilità. Quanto avvenuto 

l’11 dicembre 2000 non avrebbe rivestito i connotati dell’infortunio ai sensi di 

legge e il danno alla salute riportato dall’assicurato sarebbe da ascrivere a dei 

fenomeni degenerativi a carico della cassa malati e non dell’assicuratore 

infortuni. L’interposta opposizione veniva respinta con decisione 6 maggio 

2004. 

2. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 20 luglio 

2004, l’assicurato postulava l’annullamento della decisione impugnata, il 

riconoscimento della responsabilità dell’assicuratore infortuni per l’evento 

occorsogli l’11 dicembre 2000 e di una rendita d’invalidità sulla base della 

valutazione medica del danno alla salute. Per l’istante, la rottura della cuffia 

dei rotatori cadrebbe sotto la nozione di lesione corporale parificabile ai 

postumi d’infortunio. In sede di ricorso veniva poi addotta una diversa 

dinamica dell’accaduto. Il giorno dell’infortunio, alla stazione di Milano, 

l’assicurato avrebbe compiuto un brusco movimento per evitare la caduta di 

una delle valige e immediatamente accusato dolori alla spalla destra. Il caso 

sarebbe poi stato annunciato anche all’assicurazione infortuni italiana, il cui 

medico legale avrebbe constatato una invalidità permanente del 6% o 7%.

3. Nella propria presa di posizione, l’assicuratore infortuni chiedeva la reiezione 

integrale del ricorso. Quanto occorso al ricorrente non potrebbe venir 

considerato come un infortunio ai sensi di legge, mancando l’intervento di un 

fattore esterno e non essendo intervenuta alcuna azione lesiva di tipo 

repentino. A questo riguardo le nuove dichiarazioni fatte dall’interessato in 

sede di ricorso non potrebbero venir prese in considerazione, trattandosi di 

una versione dell’accaduto modificata a giudizio conosciuto sul motivo di 

rifiuto.

Considerando in diritto:

1. E’ controversa la responsabilità dell’assicuratore infortuni per quanto 

successo l’11 dicembre 2000. Il 1. gennaio 2003 è entrata in vigore la legge 

federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicurazioni 

sociali (LPGA), la quale contiene diverse disposizioni applicabili anche 

nell’ambito della legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF). 

Nell’evenienza, la decisione è stata emanata sotto l’egida del nuovo diritto, 

anche se il fatto è avvenuto già nel dicembre del 2000. Poiché materialmente, 

per quanto riguarda la definizione di infortunio, le nuove disposizioni della 

LPGA non hanno fatto altro che riprendere il concetto precedentemente già 

sancito all’art. 9 dell’ordinanza alla legge federale sull’assicurazione contro gli 

infortuni (OAINF), la questione del diritto applicabile si palesa comunque priva 

di portata pratica (vedi per il diritto applicabile DTF 129 V 4 cons. 1.2, 169 

cons. 1, 356 cons. 1, 127 V 467 cons. 1 e 121 V 366 cons. 1b).

2. a) È considerato infortunio l'azione repentina, involontaria e lesiva che colpisce 

il corpo umano, dovuta a fattore esterno straordinario (art. 9 cpv. 1 OAINF che 

non faceva altro che concretizzare i principi giurisprudenziali posti dal TFA, 

vedi al riguardo DTF 116 V 138 cons. 3a e 147 cons. 2a). L’art. 4 LPGA 

considera infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso, e involontario, 

apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che 

comprometta la salute fisica o psichica o che provochi la morte. Dalla 

definizione dell'infortunio emerge che il carattere straordinario del fattore 

esterno concerne soltanto il fattore medesimo e non gli effetti dello stesso. 

Irrilevante ai fini d'esaminare il requisito dell'esistenza di un fattore esterno 

straordinario è quindi la circostanza che esso abbia se del caso determinato 

conseguenze gravi o inaspettate. Il fattore è da reputare straordinario quando, 

nel caso concreto, eccede l'ambito degli eventi e delle situazioni che, 

oggettivamente, possono essere ritenuti quotidiani o abituali (DTF 116 V 138 

cons. 3b, 147 cons. 2a e sentenze ivi citate). La questione di sapere se si tratti 

di una situazione che possa essere considerata quotidiana o abituale oppure 

straordinaria va valutata, nel caso di sforzi compiuti per spingere o sollevare 

un peso, caso per caso. Non esiste infortunio quando lo sforzo in questione 

provoca una lesione a causa di fattori patologici preesistenti, poiché in tal caso 

è una causa interna a essere determinante. La causa esterna, spesso 

insignificante, agisce quale mero fattore che scatena una manifestazione 

patologica (DTF 116 V 139 cons. 3b). Come gli sforzi eccessivi, anche dei 

movimenti scoordinati possono essere considerati infortuni. Questi movimenti 

devono però essere capitati in circostanze esterne manifestamente insolite ed 

impreviste.

b) La dinamica dell'accaduto descritta dall'assicurato sull’annuncio d’infortunio e 

in seguito esposta all’ispettore assicurativo esclude che nell’evenienza possa 

trattarsi di un infortunio nell’accezione sopra richiamata, non essendo 

intervenuto alcun fattore esterno straordinario. Il ricorrente non è scivolato, 

non ha subito una botta, non è caduto, non ha urtato qualcosa, ma egli ha 

semplicemente sollevato sei o sette volte il proprio cane dal peso di circa 35 

kg. Resta pertanto da stabilire se l’evento infortunistico possa essere stato 

causato da uno sforzo eccessivo. Come è stato esposto in precedenza, la 

questione di sapere se la situazione possa essere considerata abituale o 

straordinaria dev'essere valutata di volta in volta. Nell’evenienza è però palese 

che per un uomo di costituzione normale il fatto di sollevare per sei o sette 

volte un peso di 35 kg non può certo costituire uno sforzo eccessivo (cfr. DTF 

116 V 136, concernente il caso di un infermiere che ha spostato, ma non 

alzato, dal tavolo operatorio un paziente dal peso di kg 100-120 e dove 

l'esistenza di uno sforzo manifestamente eccessivo è stata dal Tribunale 

federale delle assicurazioni negata; RAMI 1994 pag. 37ss., dove il Tribunale 

federale delle assicurazioni ha reputato straordinario il sollevare 150 kg anche 

per un lavoratore abituato a svolgere lavori pesanti, mentre non ha ritenuto 

straordinario il sollevare pesi tra i 60 ed i 100 kg). 

c) La nuova versione dell’accaduto fornita nel ricorso non può in questa sede 

essere presa in considerazione. In generale, le prime dichiarazioni sono più 

imparziali ed attendibili delle esposizioni fatte in seguito. Nell’ambito 

assicurativo si considera che la prima versione dei fatti sia solitamente più 

attendibile delle versioni fornite nel corso del procedimento e che possono 

essere consciamente o inconsciamente influenzate da considerazioni fatte in 

un secondo tempo, magari a giudizio conosciuto sulla valutazione alla quale 

tali affermazioni hanno dato adito. Per questo, il valore probatorio della prima 

versione è solitamente più elevato di quelle successive (DTF 121 V 47, 115 V 

143 cons. 8c; STA S 00 166). Gia sull’annuncio d’infortunio, la fattispecie 

veniva descritta con il sollevamento di un peso di 30 kg. Il ricorrente ha poi 

personalmente fornito la propria versione dei fatti in data 24 aprile 2001, senza 

citare altro che il ripetuto sollevamento del cane. La stessa dinamica veniva 

riferita anche nel rapporto del 17 settembre 2003 del PD dott. med. …, che 

nell’anamnesi del paziente ricorda l’insorgere di dolori alla spalla destra dopo 

l’impiego prolungato del braccio per sollevare il cane infortunato. Se poi si 

considera che l’istante è già stato sentito sull’assenza di un fattore esterno 

straordinario prima dell’emanazione della decisione e che ha già avuto modo 

di interporre opposizione, il fatto di aver sottaciuto per dimenticanza un 

elemento come quello addotto per la prima volta in sede di ricorso non è 

plausibile. Del resto anche la presenza di un movimento scoordinato capitato 

in circostanze manifestamente insolite non può essere ammessa (RAMI 1993 

pag. 55ss., dove l'esistenza di un fattore esterno straordinario è stata 

ammessa per una scivolata in circostanze particolari), giacché può già essere 

ritenuto dubbio che il fatto di fermare bruscamente una valigia che stia per 

cadere possa essere considerato come un movimento scoordinato nel senso 

della giurisprudenza citata. Il fatto poi che l’assicurazione italiana abbia 

riconosciuto all’accaduto il carattere di infortunio non lega l’assicuratore 

convenuto. In ogni caso, giusta la LAINF solo un grado d’invalidità di almeno 

il 10% dà diritto a prestazioni sotto forma di rendita (art. 18 cpv. 1 LAINF).

3. a) Dopo aver negato all'evento il carattere d’infortunio, occorre esaminare se 

eventualmente è data una lesione corporale parificabile a infortunio. Ai sensi 

dell'art. 6 cpv. 2 LAINF, il Consiglio federale può includere nell'assicurazione 

le lesioni corporali parificabili ai postumi d'infortunio. Giusta l'art. 9 cpv. 2 lett. 

f OAINF, la lacerazione dei tendini se non attribuibile indubbiamente a una 

malattia o a fenomeni degenerativi è equiparata all’infortunio, anche se non 

dovuta a un fattore esterno straordinario. L'elenco delle lesioni corporali 

contenuto nell'art. 9 cpv. 2 OAINF è esaustivo (DTF 116 V 140 cons. 4a, 147 

cons. 2b e sentenze ivi citate). Lo scopo di questa disposizione è quello di 

superare nell'interesse stesso degli assicurati i delicati problemi giuridici 

connessi con il fattore esterno straordinario che ha scatenato l'evento e di 

permettere la distinzione non sempre agevole tra infortunio e malattia (DTF 

129 V 467 cons. 2.1). 

b) Nel caso che ci occupa, per quanto riguarda il tipo di lesione, la lacerazione 

di tendini in oggetto è una lesione corporale parificabile ai postumi d’infortunio. 

Come giustamente addotto dall’assicuratore però, il danno alla salute va 

ricondotto a fattori di tipo degenerativo e non ad un infortunio. L’esame 

radiologico eseguito alla spalla sinistra (quella non dolorante) in data 14 

novembre 2002 ha permesso di evidenziare le stesse patologie di carattere 

degenerativo, come quelle riscontrate alla spalla destra. Infatti, alla spalla 

sinistra veniva evidenziata una rottura inveterata della cuffia dei rotatori con 

atrofia completa del sopraspinato e formazione di una neo-artrosi omero-

acromiale combinata ad una rottura del tendine lungo del bicipite. Queste 

lesioni dei tendini sono le stesse che il paziente presenta alla spalla destra. 

Con questo è però anche dimostrato che tali patologie non sono riconducibili 

a infortunio, ma sono da imputare a delle alterazioni di tipo degenerativo.

c) Come giustamente ricordato dall’assicuratore convenuto, anche per una 

lesione corporale parificabile ai postumi d’infortunio gli altri elementi che 

caratterizzano l’infortunio devono essere presenti (DTF 129 V 467 cons. 2.2; 

decisione U 221/02 del TFA del 23 settembre 2003, cons. 2), cosa che 

nell’evenienza non è data sia per il fattore esterno che per l’influsso improvviso 

o l’azione repentina. Infatti, il fattore esterno (inteso come fatto 

oggettivamente accertabile e percepibile) presuppone l’esistenza di un evento 

presentante un certo potenziale di pericolo accresciuto (DTF 129 V 468 cons. 

4). Secondo l’iniziale versione dei fatti, dopo aver sollevato sei o sette volte il 

cane, l’assicurato adduceva “dopo questi sforzi non riuscivo più a sollevare il 

braccio destro.” In altri termini, non era successo assolutamente niente di 

anormale. Il fatto di sollevare sei o sette volte il cane dal peso di 30/35 kg non 

può come tale essere già considerato come un fattore rilevante in una 

dinamica infortunistica. La deposizione fatta dall’interessato non contempla 

poi alcun dolore improvviso, fitta, ferita o comunque qualcosa che si sia 

manifestato improvvisamente, ma si riferisce propriamente ad una situazione 

che si è venuta a creare nel corso della serata fino a comportare la completa 

inattività dell’arto. L’annuncio d’infortunio che indica “accertamenti effettuati 

successivamente all’incidente a causa di trauma indolore e tentativo fallito di 

rieducazione” non fa che confermare questa versione. Anche la redazione 

dello stesso, che risale a tre mesi più tardi, non fa che attestare indirettamente 

come l’11 dicembre 2000 non sia intervenuto alcunché di particolare, ma quel 

giorno siano iniziati dei dolori alla spalla dopo uno sforzo come tale 

trascurabile. 

4. In conclusione, quanto avvenuto l’11 dicembre 2000 non può essere 

considerato un infortunio. La lesione di cui l’assicurato è portatore è da 

ascrivere a fattori degenerativi, spesso presenti nelle articolazioni delle spalle 

di tennisti di lunga data. Per questo motivo il rifiuto di corrispondere prestazioni 

assicurative sfugge alle censure di ricorso e merita in questa sede protezione. 

Anche se la LPGA prevede la possibilità di accollare delle spese di procedura 

per ricorsi temerari o sconsiderati (art. 61 lett. a LPGA), il Tribunale rinuncia 

all’accollamento di spese di giustizia, malgrado che con la nuova versione dei 

fatti fornita in sede di ricorso, l’istante sfiori effettivamente la temerarietà. 

L’assicuratore non ha diritto alle ripetibili (art. 61 lett. g LPGA). 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. La procedura è gratuita.