# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1ff3667a-47a2-5cbc-ab7e-255ef747e100
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-02-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.02.2023 D-556/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-556-2023_2023-02-07.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-556/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  7  f e b b r a i o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Chiara Piras, giudice unica,  

con l'approvazione della giudice Gabriela Freihofer;  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias 

C._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), 

Somalia,  

rappresentato da Roberta Condemi,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Esecuzione dell'allontanamento (paese terzo sicuro - art. 31a 

cpv. 1 lett. a LAsi); decisione della SEM del 23 gennaio 2023 

/ N (…). 

D-556/2023 

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Fatti: 

A.  

A.a A._______, cittadino somalo, il 22 settembre 2022 ha depositato una 

domanda d'asilo in Svizzera, pretendendosi minorenne. 

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sistema europeo "EU-

RODAC" è risultato che l'interessato aveva già depositato una domanda 

d'asilo in Italia il 23 maggio 2018, in Francia il 2 settembre 2019 ed in Ger-

mania il 20 settembre 2019. 

A.c Il 29 settembre 2022 egli ha conferito procura alla rappresentanza le-

gale assegnatagli. 

A.d Il giorno seguente, così come il 25 ottobre 2022 l'interessato è stato 

sottoposto ad una visita medica. 

A.e In data 22 novembre 2022 la Segreteria di Stato per la migrazione (di 

seguito: SEM) ha presentato alle competenti autorità italiane una richiesta 

di ripresa in carico dell'interessato in applicazione dell'art. 18 par. 1 lett. b 

del Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio 

del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; GU L 180/31 del 29 giugno 2013; di 

seguito: Regolamento Dublino III). Contemporaneamente, la SEM ha pre-

sentato la medesima richiesta anche alle competenti autorità tedesche e 

francesi.  

A.f Il 23 novembre 2022 il richiedente è stato sentito quale minore non ac-

compagnato nell'ambito di una prima audizione (PA-RMNA). Nel corso 

della stessa gli è stato pure concesso il diritto di essere sentito in merito ad 

un'eventuale competenza dell'Italia, della Francia o della Germania per il 

trattamento della sua domanda d'asilo. Nel contempo gli è stato concesso 

il diritto di essere sentito in merito al suo stato di salute e ai dubbi della 

SEM circa l'identità addotta, come pure al fatto che per il resto della proce-

dura d'asilo egli verrà considerato maggiorenne.  

A.g In data 24 novembre 2022 le autorità tedesche hanno respinto la ri-

chiesta di ripresa in carico dell'interessato in quanto egli avrebbe ottenuto 

la protezione sussidiaria in Italia. 

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A.h Il giorno seguente, le autorità italiane hanno anch'esse respinto la ri-

chiesta di ripresa in carico avendo egli ricevuto la protezione sussidiaria ed 

il conseguente permesso di soggiorno valido fino al (…) settembre 2023. 

A.i Il 29 novembre 2022 la SEM ha concesso al richiedente il diritto di es-

sere sentito in merito ad un eventuale allontanamento verso l'Italia in ap-

plicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno 

1998 (LAsi, RS 142.31). La rappresentante legale dell'interessato ha inol-

trato le proprie osservazioni con scritto del 2 dicembre 2022.    

A.j Il 29 novembre 2022 la SEM ha presentato alle competenti autorità ita-

liane una richiesta di riammissione del richiedente conformemente alla Di-

rettiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le 

norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cit-

tadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicem-

bre 2008; di seguito: direttiva ritorno) ed all'Accordo bilaterale tra la Confe-

derazione Svizzera e la Repubblica italiana sulla riammissione delle per-

sone in situazione irregolare (RS 0.142.114.549 ).  

A.k In data 5 dicembre 2022 la Francia ha accettato la richiesta di ripresa 

in carico dell'interessato in applicazione dell'art. 18 par. 1 lett. d Regola-

mento Dublino III.  

A.l L'Italia, con scritto del 22 dicembre 2022, ha accettato la riammissione 

del richiedente l'asilo indicando che gli è stata riconosciuta dalle autorità 

italiane la protezione internazionale, con il rilascio di un permesso di sog-

giorno per protezione sussidiaria, con le generalità di D._______, nato il 

(…) in Somalia. 

A.m A seguito di tale conferma di riammissione, il 27 dicembre 2022 le au-

torità elvetiche hanno informato le autorità francesi dello stralcio della pro-

cedura Dublino. 

A.n Il 19 gennaio 2023 la SEM ha trasmesso la bozza di decisione al ri-

chiedente. Il giorno seguente, per il tramite della sua rappresentante legale, 

egli ha inoltrato il proprio parere in merito.  

B.  

Con decisione del 23 gennaio 2023, notificata il medesimo giorno, la SEM 

non è entrata nel merito della domanda d'asilo di A._______, ha pronun-

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ciato il suo allontanamento dalla Svizzera, intimandogli di lasciare la Sviz-

zera al più tardi il giorno seguente la scadenza del termine di ricorso ed 

incaricando il cantone E._______ dell'esecuzione dell'allontanamento.   

C.  

Con ricorso del 30 gennaio 2023 (cfr. timbro del plico raccomandato), l'in-

teressato è insorto dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: 

il Tribunale) contro la summenzionata decisione della SEM, concludendo 

al suo annullamento, alla concessione dell'ammissione provvisoria in Sviz-

zera; in subordine, alla restituzione degli atti all'autorità inferiore per com-

plemento istruttorio, con contestuale richiesta di concessione dell'assi-

stenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal pagamento delle spese di 

giudizio e del relativo anticipo con protestate tasse e spese.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

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federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).  

4.  

4.1 I ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei considerandi che se-

guono, sono decisi dalla giudice unica (art. 111a LAsi), con l'approvazione 

di una seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata sol-

tanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). 

4.2 Ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti. 

5.  

Preliminarmente, il Tribunale osserva che nell'atto ricorsuale l'insorgente 

non ha contestato la decisione dell'autorità inferiore circa la non entrata nel 

merito della sua domanda d'asilo fondata sull'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi. 

Oggetto del litigio in questa sede risulta dunque essere esclusivamente 

l'esecuzione dell'allontanamento dalla Svizzera. 

6.  

6.1 In sede di diritto di essere sentito l'interessato ha riferito che in Italia 

avrebbe trascorso dapprima alcuni mesi in un centro per richiedenti asilo 

pero poi essere stato intimato di lasciare il centro una volta ottenuti i docu-

menti. Egli si sarebbe dunque ritrovato a vivere per strada su un letto di 

cartoni nei pressi della stazione F._______ a G._______. Avrebbe man-

giato due volte al giorno soltanto grazie alla mensa della Caritas e non 

sarebbe riuscito a trovare alcun lavoro. Inoltre non avrebbe parlato la lingua 

e non avrebbe avuto alcun tipo di assistenza sanitaria. Esasperato dai mesi 

trascorsi in strada, egli si sarebbe recato in Francia ed in Germania, dove 

da ultimo sarebbe stato costretto a ritornare in Italia nel 2020. Di nuovo in 

tale Paese, egli avrebbe ricominciato a dormire per strada e a mangiare 

alla mensa della Caritas. In caso di ritorno in Italia, egli rischierebbe dunque 

di tornare a vivere per strada senza alcuna assistenza medica, economica 

o materiale. Non sarebbe chiaro su che basi la SEM potrebbe affermare 

che egli possiede la protezione sussidiaria, dal momento che ciò non risul-

terebbe dall'estratto EURODAC e che nel corso dell'audizione PA-RMNA 

egli non sarebbe stato confrontato in merito. Sarebbe del resto noto che il 

sistema di accoglienza italiano sarebbe al collasso da molti anni. Oltracciò, 

l'istruttoria effettuata dalla SEM non sarebbe nel caso di specie completa 

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poiché l'interessato sarebbe stato considerato maggiorenne senza lo svol-

gimento di una perizia medica. Di conseguenza, all'interessato andrebbe 

concessa l'ammissione provvisoria in Svizzera. 

6.2 In sede di parere l'interessato contesta anzitutto le considerazioni della 

SEM in merito alla minore età ed all'assenza di perizia medica. In seguito, 

il permesso di soggiorno di cui godrebbe in Italia verrebbe a scadenza il 

(…) settembre 2023, dopo quella data non ci sarebbe la certezza che lo 

stesso verrà rinnovato. Egli reitera dunque la richiesta di concessione 

dell'ammissione provvisoria in Svizzera. 

6.3 Nella decisione avversata l'autorità inferiore ha preliminarmente trattato 

la questione della minore età ed ha ritenuto che il richiedente non sia stato 

in grado di renderla verosimile. Le sue allegazioni sarebbero state vaghe 

ed incoerenti ed egli non avrebbe fornito alcun documento d'identità uffi-

ciale. A ciò si aggiungerebbe il fatto che egli sarebbe stato considerato 

maggiorenne in Italia, in Francia ed in Germania. Di conseguenza, da una 

ponderazione globale di tutti gli elementi in possesso, l'autorità inferiore 

non avrebbe ritenuto necessario procedere ad ulteriori atti istruttori, segna-

tamente ad una perizia medica per accertare la sua età. In seguito, la SEM 

non è entrata nel merito della domanda d'asilo dell'interessato ed ha pro-

nunciato il suo allontanamento dalla Svizzera poiché potrebbe fare ritorno 

in Italia, paese terzo sicuro, in cui avrebbe ottenuto la protezione sussidia-

ria e le cui autorità avrebbero dato il loro consenso alla sua riammissione. 

Per quanto concerne la scadenza del permesso di soggiorno, non vi sa-

rebbe nessun motivo di ritenere che la protezione sussidiaria sarebbe stata 

ritirata o che una procedura in tal senso sarebbe stata aperta. Pertanto, 

spetterà al richiedente adoperarsi presso gli uffici competenti per richiedere 

un duplicato del suo permesso di soggiorno. Proseguendo nell'analisi, l'au-

torità inferiore ha ritenuto ammissibile, ragionevolmente esigibile e possi-

bile l'esecuzione dell'allontanamento. Gli obblighi dell'Italia derivanti dal di-

ritto europeo, in particolare dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del 

Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull'attribuzione, a cittadini 

di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione interna-

zionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo 

a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della pro-

tezione riconosciuta [rifusione; GU L 337/9 del 20 dicembre 2011; di se-

guito: direttiva qualificazione]), sarebbero costituiti dalla non discrimina-

zione nell'accesso all'occupazione, all'istruzione, all'assistenza sociale, 

all'assistenza sanitaria, all'accesso all'alloggio e agli strumenti di integra-

zione. Inoltre, in quanto Paese firmatario della Convenzione del 4 novem-

bre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali 

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(CEDU, RS 0.101), della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105) e della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 

1951 (Conv. rifugiati, RS 0.142.30) si potrebbe partire dal presupposto che 

rispetti di principio i propri obblighi di diritto internazionale. Al suo rientro su 

suolo italiano, spetterebbe dunque all'interessato far valere i propri diritti 

dinnanzi alle competenti autorità e qualora necessario, potrà far capo al 

sostegno di organizzazioni caritatevoli. Dagli atti non esisterebbero indizi 

che permetterebbero di ritenere, in caso di rinvio in Italia, una violazione 

dell'art. 3 CEDU. Infine, per quanto riguarda lo stato di salute, la SEM ha 

ritenuto che le affezioni di cui soffrirebbe l'interessato non sarebbero su-

scettibili, dal profilo della loro gravità, di porre concretamente e seriamente 

in pericolo la sua vita o la sua salute in caso di ritorno in Italia.  

6.4 In sede di ricorso, l'insorgente contesta anzitutto le considerazioni sulla 

sua età richiamando la giurisprudenza del Tribunale. La SEM avrebbe in-

fatti effettuato un'istruttoria incompleta, non avendo eseguito una perizia 

medica. Il ricorrente avrebbe frequentato soltanto 4 anni di scuola e pro-

verrebbe da un contesto socio-culturale svantaggiato. Il giudizio sulla mi-

nore età non potrebbe essere dunque basato soltanto sulle sue allegazioni. 

Sussistendo numerosi dubbi sulla reale età del ricorrente, egli ritiene ne-

cessario lo svolgimento di una perizia volta alla determinazione della sua 

età al fine di completare l'istruttoria e poter successivamente giudicare in 

modo corretto l'ammissibilità e l'esigibilità dell'esecuzione dell'allontana-

mento. Per quanto concerne l'ammissibilità, l'insorgente ritiene di essere 

stato sottoposto a gravi privazioni durante il suo soggiorno in Italia, non 

avendo ricevuto un alloggio ed essendo stato costretto a dormire per 

strada. Egli si sarebbe rivolto un paio di volte alla questura per avere aiuto, 

ma gli avrebbero detto di arrangiarsi. Le condizioni di deperimento fisico 

rilevate dal medico poco dopo il suo arrivo in Svizzera sarebbero da ricon-

durre all'assoluta indigenza del ricorrente. Prima di procedere ad un rinvio, 

la SEM avrebbe dunque dovuto analizzare le condizioni di accoglienza del 

sistema italiano. Come segnalato da diversi articoli di giornale, il sistema 

di accoglienza italiano sarebbe al collasso da molti anni e già nel 2020 

centinaia di richiedenti l'asilo sarebbero stati costretti a dormire per strada 

alla stazione F._______ come il ricorrente. Altresì, il suo permesso di sog-

giorno verrebbe a scadere il (…) settembre 2023, dopodiché non vi sareb-

bero certezze che verrebbe rinnovato. Di conseguenza, vi sarebbe un alto 

rischio che il ricorrente si ritrovi nelle medesime condizioni di degrado e 

assoluta indigenza come si sarebbe già trovato in precedenza, in viola-

zione dell'art. 3 CEDU. Il suo rinvio in Italia non sarebbe dunque ammissi-

bile. Quanto all'esigibilità dell'allontanamento, l'insorgente ritiene che dai 

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rapporti medici agli atti apparirebbe evidente che le sue condizioni psico-

fisiche appena arrivato dall'Italia fossero molto precarie e ciò non potrebbe 

che essere ricondotto alla situazione di degrado in cui egli sarebbe stato 

costretto a vivere. Sarebbe pertanto verosimile ritenere che in caso di rien-

tro in Italia, egli andrebbe nuovamente incontro ad un decadimento psico-

fisico poiché si ritroverebbe inevitabilmente a vivere nella stessa situazione 

di degrado. Il suo allontanamento non sarebbe dunque ragionevolmente 

esigibile.  

7.  

7.1 Qualora la questione della minore età dell'interessato sia oggetto di di-

sputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, essendo il me-

desimo determinante a livello procedurale, in quanto la qualità di minore 

non accompagnato impone all'autorità inferiore il rispetto di alcune esi-

genze procedurali nell'ambito della trattazione della domanda d'asilo, in 

particolare al momento dello svolgimento dell'audizione sui motivi (cfr. 

art. 17 cpv. 3 LAsi). La valutazione operata dalla SEM in sede di prima 

istanza può essere contestata dal richiedente nell'ambito del ricorso contro 

la decisione di non entrata nel merito. Allorquando la stessa si riveli errata, 

occorrerà retrocedere gli atti all'autorità inferiore e riprendere la procedura 

in circostanze idonee all'età del richiedente l'asilo (cfr. DTAF 2019 I/6 con-

sid. 3.3 e relativi riferimenti). 

7.2 Nelle procedure d'asilo ‒ così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità 

competente accerta d'ufficio i fatti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa 

deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, 

chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune 

prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti 

dal dovere di collaborare all'accertamento dei fatti ed in modo particolare 

dall'onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l'amministrazione 

o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed 

art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). Quando in sede ricorsuale vengono 

identificate delle carenze nell'accertamento dei fatti il caso va di principio 

retrocesso all'autorità di prima istanza, di modo che questa possa proce-

dere ad un nuovo e completo accertamento dei fatti (cfr. André MOSER/MI-

CHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER/MARTIN KAYSER, Prozessieren vor 

dem Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.191,). Una violazione del 

principio inquisitorio non implica in ogni caso l'automatica retrocessione 

degli atti all'autorità inferiore, dal momento che il Tribunale resta libero di 

raccogliere gli elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare 

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giudiziosa per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 con-

sid. 5.2; 2012/21 consid. 5.1). 

7.3 Per quanto concerne la minore età, è al richiedente l'asilo che incombe 

l'onere della prova al riguardo. In presenza di un accertamento dei fatti 

esaustivo e corretto, se la valutazione globale degli atti di causa non per-

mette di ritenere che l'interessato la abbia resa verosimile, questi sarà te-

nuto ad assumersene le conseguenze, venendo conseguentemente con-

siderato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e relativi riferimenti). 

7.4 Salvo casi particolari, la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pregiu-

diziale sulla questione. Per giungere ad una determinazione al riguardo, 

l'autorità si basa sui documenti d'identità autentici depositati agli atti così 

come sui risultati delle audizioni relativamente al quadro personale dell'in-

teressato nel paese d'origine, alla sua cerchia famigliare ed al suo curricu-

lum scolastico. Se necessario, ordina una perizia medica volta alla deter-

minazione dell'età (cfr. art. 17 cpv. 3bis in relazione all'art. 26 cpv. 2 LAsi; 

DTAF 2019 I/6 consid. 5.6; 2018 VI/3 consid. 4.2 e rif. cit.). Una volta espe-

rita l'istruttoria, la SEM procede ad un apprezzamento globale degli ele-

menti in presenza in ossequio ai principi sopra citati (cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 5.4 e rif. cit.). 

8.  

8.1 Ora, nella presente fattispecie, in primo luogo, è necessario rilevare 

che l'insorgente non ha fornito alcun documento d'identità originale e au-

tentico atto a comprovare o quantomeno a rendere verosimile l'asserita mi-

nore età. 

8.2 In secondo luogo, le affermazioni in merito alla sua data di nascita, alla 

sua biografia ed alla sua famiglia non apportano indizi credibili in favore 

della minore età. Le sue dichiarazioni risultano infatti vaghe, stereotipate 

ed incongruenti. Egli ha riferito di avere richiesto tempo fa alla madre la 

sua data di nascita quando ancora era molto piccolo. La madre gli avrebbe 

comunicato la data del (…), ritenendola corretta. In seguito, l'insorgente ha 

riferito di aver frequentato 4 anni di scuola e di aver terminato nel 2016 

all'età di 12 anni, ciò che tuttavia non corrisponderebbe all'età di nascita 

riferita. In seguito, egli ha indicato di essere espatriato circa un anno dopo 

aver smesso di andare a scuola e di aver avuto 11 anni. Il ricorrente ha poi 

dichiarato di essere arrivato in Italia nel 2018 all'età di 13 anni e di aver 

soggiornato in tale Paese per circa due anni. Salvo poco dopo riferire di 

avere ancora 13 anni al momento in cui avrebbe lasciato l'Italia nel 2019. 

Nel 2020, all'età di 15 anni, egli sarebbe stato rinviato in Italia dalle autorità 

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tedesche. Confrontato in merito alle numerose incongruenze, il ricorrente 

non è riuscito a fornire una giustificazione credibile. Invero, egli si è limitato 

ad asserire di non essere sicuro delle date dichiarate e di aver vissuto per-

sonalmente molti problemi, per questo motivo spesso si dimenticherebbe 

le date (cfr. atto SEM 23/12, pag. 3 segg.).  

8.3 Altresì, si constata che il ricorrente è stato registrato quale maggio-

renne in ben altri tre paesi europei nei quali ha depositato una domanda 

d'asilo (Italia, Francia e Germania). Nonostante egli abbia asserito di aver 

dichiarato la medesima data di nascita alle autorità italiane, in tale Paese 

egli è stato registrato con la data (…) 2000, la sua affermazione non risulta 

dunque credibile. In Germania egli sarebbe invece stato registrato con la 

data (…) 1999 mentre in Francia con la data (…) 1999.  Anche in questo 

caso le date risultano essere ben lontane dalla data dichiarata alle autorità 

svizzere. Inoltre, egli non ha mai neppure riferito di essersi presentato 

quale minore in Francia ed in Germania.  

8.4 È basandosi sulle informazioni raccolte, ed a seguito di una pondera-

zione globale degli elementi in suo possesso, che l’autorità inferiore ha 

quindi concluso circa la maggiore età dell’insorgente. A fronte degli ele-

menti testé considerati, anche il Tribunale ritiene pertanto che sia a giusto 

titolo che l’autorità inferiore non ha proceduto ad ulteriori atti istruttori, se-

gnatamente ad una perizia medica, per accertare l’età del ricorrente, come 

preteso nel ricorso, in quanto l’istruzione svolta risulta sufficientemente 

completa e corretta (cfr. anche in tal senso la sentenza del Tribunale  

D-1924/2022 del 9 settembre 2022 consid. 5.5).  

8.5 In tali circostanze, l’insorgente – al quale si ribadisce incombeva l’onere 

della prova in merito (cfr. supra consid. 7.3) – non è stato in grado di ren-

dere verosimile la sua asserita minore età al momento dell’inoltro della sua 

domanda d’asilo in Svizzera. Ciò comporta che lui debba assumerne le 

conseguenze; ovvero che egli sia considerato maggiorenne in conformità 

con la giurisprudenza summenzionata (cfr. supra consid. 7.3), che le dispo-

sizioni normative relative i minorenni non gli siano applicabili ed egli non 

possa a ragione avvalersene, come considerato rettamente anche nella 

decisione impugnata dalla SEM. 

9.  

9.1 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata 

norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 

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cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d'una di queste condi-

zioni, la SEM dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 

9.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento degli 

ostacoli all'allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con-

sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un ostacolo all'al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

10.  

10.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella 

massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto interna-

zionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più 

volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una 

situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. 

Spetta infatti all'interessato provare o rendere verosimile l'esistenza di seri 

motivi che permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio ("real 

risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trat-

tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-

rimenti).  

10.2 Inoltre, giusta l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, il ricorrente è rinviato in uno 

Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia 

uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diritto 

internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respingimento 

ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto della tor-

tura sancito dall'art. 3 CEDU e dall'art. 3 della Conv. tortura (cfr. FANNY MAT-

THEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de droit des mi-

grations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene quindi all'interessato 

sovvertire tale presunzione. A tal fine, egli deve presentare seri indizi che 

le autorità dello Stato in questione violino il diritto internazionale nel caso 

specifico, non gli concedano la necessaria protezione o lo espongano a 

condizioni di vita disumane, o che si trovi in una situazione di emergenza 

esistenziale nello Stato in questione a causa di circostanze individuali di 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk

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Pagina 12 

natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le tante le sentenze del Tri-

bunale E-4040/2021 del 7 ottobre 2021 consid. 9.3 e D-114/2021 dell'11 

maggio 2021 consid. 8.2). 

10.3 Nella fattispecie, al ricorrente è stata riconosciuta la protezione inter-

nazionale in Italia, con il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione 

sussidiaria valido fino al (…) settembre 2023 (cfr. atti SEM 29/1 e 36/1). 

L'Italia è firmataria della CEDU e della Conv. tortura e non vi sono indizi 

che permettano di ritenere che tale Paese non rispetterà gli obblighi di di-

ritto internazionale derivante da queste convenzioni. Oltracciò, l'Italia è vin-

colata dalla direttiva qualificazione. Gli obblighi dell'Italia derivanti dal diritto 

europeo, nei confronti dei beneficiari di protezione costituiscono la non di-

scriminazione nell'accesso all'occupazione, all'istruzione, all'assistenza so-

ciale, all'assistenza sanitaria, all'accesso all'alloggio e agli strumenti di in-

tegrazione (cfr. capo VII [contenuto della protezione internazionale] della 

direttiva qualificazione). Infine, in caso di violazione di diritti sanciti dalla 

CEDU, l'interessato potrà adire i tribunali italiani, ed in ultima istanza, la 

Corte EDU (art. 34 CEDU). Non esiste un "rischio reale" nel senso di un 

rifiuto concreto da parte dell'Italia di concedere al ricorrente le garanzie 

minime ai sensi della suddetta direttiva UE. Pur lasciando aperta, nel caso 

in disamina, la questione della credibilità delle condizioni di vita invocate 

dal ricorrente, vi è modo di rilevare che egli non ha dimostrato di essersi 

mai rivolto direttamente alle autorità al fine di chiedere aiuto per ottenere 

un alloggio, un lavoro ed altre prestazioni essenziali oppure abbia adito le 

vie legali al fine di far valere i propri diritti oppure un'eventuale violazione 

degli stessi. Soltanto in sede ricorsuale egli ha riferito in maniera vaga di 

essersi rivolto un paio di volte alla questura per avere aiuto. Di conse-

guenza, in caso di necessità, appartiene al ricorrente rivolgersi alle autorità 

competenti per far valere i propri diritti che gli spettano. Egli potrà altresì 

rivolgersi ad enti caritatevoli presenti sul territorio italiano (cfr. nel mede-

simo senso la sentenza del Tribunale E-4041/2022 del 22 settembre 2022 

consid. 7.1.2).  

10.4 In conclusione, l'esecuzione dell'allontanamento in Italia è ammissi-

bile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

11.  

11.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

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Pagina 13 

medica. Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento 

verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e che tale pre-

sunzione legale può essere sovvertita solo se l'interessato rende verosi-

mile che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto 

ragionevolmente esigibile. 

11.2 L'autorità inferiore ha correttamente ritenuto esigibile l'esecuzione 

dell'allontanamento. Per evitare ulteriori ripetizioni, il Tribunale rinvia ai 

considerandi della decisione impugnata che conferma pienamente. Ad ogni 

modo si rileva pure che per quanto riguarda invece le condizioni di vita, 

alloggio e lavoro, l'Italia è vincolata alla direttiva qualificazione. È quindi 

responsabilità dell'insorgente rivolgersi alle autorità italiane per fare valere 

i diritti che gli spettano. Per quanto riguarda in particolare il rinnovo del 

permesso di soggiorno, tuttora in corso di validità, nel caso in disamina non 

vi sono elementi che permettano di ritenere che le autorità italiane neghe-

ranno il rinnovo dello stesso in violazione dell'art. 24 par. 1 direttiva qualifi-

cazione.   

11.3 Infine, il ricorrente non soffre di gravi problemi di salute che possano 

giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2 

e relativi riferimenti). Dopo la consultazione presso un medico generalista 

del 30 settembre 2022 per (…) ed (…) – trattate con due farmaci (cfr. atto 

SEM 11/2) – e la consultazione (…) del 26 ottobre 2022 per (…) e (…) in 

trattamento farmacologico (cfr. atto SEM 12/2), non si sono resi necessari 

ulteriori controlli medici. Ad ogni modo si rileva che l'Italia dispone di strut-

ture mediche sufficienti anche in campo psichiatrico, che possono dispen-

sare le cure ed i trattamenti necessitanti al suo stato di salute, essendo 

ancora una volta rammentato che l'interessato ha in principio accesso alle 

cure di salute alle stesse condizioni che i cittadini italiani (art. 2 lett. b e g e 

art. 30 par. 1 della direttiva qualificazione). 

11.4 Di conseguenza, l'esecuzione dell'allontanamento risulta pure ragio-

nevolmente esigibile. 

12.  

Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-

secuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr) ritenuto 

che le autorità italiane hanno dato il loro benestare alla riammissione del 

ricorrente. 

D-556/2023 

Pagina 14 

13.  

Di conseguenza, in materia di allontanamento e relativa esecuzione, il gra-

vame va disatteso e la querelata decisione confermata. 

14.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA), per il che il ricorso va respinto. 

15.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

16.  

16.1 Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta.  

16.2 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che 

seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

16.3  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che hanno 

abbandonato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata 

con ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 

cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-556/2023 

Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta.  

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

La giudice unica: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Sebastiana Bosshardt 

 

 

Data di spedizione: