# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fcae2be1-8555-5b0c-ad9c-3aa3825f74ed
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 09.03.2010 (publiziert) 80.2004.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2004-15_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2004.15

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro Soldini, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario:

  	
  Andrea Pedroli, vicecancelliere

  

 

statuendo sul ricorso del 13 febbraio 2004

 

in materia di:                 imposta transitoria
2003A - IC/IFD 01/02

 

	
  presentato da:

  	
  __________ __________,
  __________ __________ 

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto 

 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   Nella dichiarazione d'imposta transitoria 2003A, inoltrata il 4 luglio
2003, __________ __________ chiedeva la deduzione, a titolo di spese
straordinarie, di un importo di fr. 9'564.– per spese per malattia, infortunio
o invalidità. Ella aveva infatti versato, nel 2002, un importo di fr. 2'000 al
mese alla figlia __________, che la assiste nelle faccende domestiche.

                                         Con
decisione del 10 dicembre 2003, l'Ufficio di tassazione di Locarno respingeva
la sua richiesta, argomentando che il contratto di lavoro stipulato con la
figlia non rientrava nella casistica delle spese deducibili per malattia,
infortunio o invalidità.

 

 

                                   2.   La contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo del
7 gennaio 2004, lamentando una doppia tassazione dello stesso reddito,
regolarmente dichiarato dalla figlia.

                                         L'autorità
fiscale respingeva il reclamo, con decisione del 13 gennaio 2004. A suo avviso,
le spese per cure a domicilio sarebbero deducibili solo se ordinate dal medico,
aventi carattere infermieristico ed effettuate da personale specializzato. Non
vi rientrerebbe pertanto il caso di cure prestate da una persona di servizio
che si occupa dell'economia domestica della contribuente.

 

 

                                   3.   Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, __________ __________
ripropone la richiesta di deduzione del salario versato alla figlia __________,
osservando di essere stata costretta ad assumerla per motivi di salute, essendo
stata ricoverata in ospedale nel maggio del 2003.

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Secondo
l'art. 52 LT, applicabile a tutte le tassazioni cantonali fino alla fine del
2002, il reddito imponibile è calcolato in base al reddito medio del periodo di
computo (cpv. 1). Il periodo di computo comprende i due anni civili precedenti
il periodo fiscale (cpv. 2). 

                                         Dal 1°
gennaio 2003, con il passaggio dalla tassazione sul passato a quella sul presente,
secondo l'art. 50 LT,  le imposte sul reddito e sulla sostanza sono fissate e riscosse
per ogni periodo fiscale (cpv. 1). Il periodo fiscale corrisponde all' anno
civile (cpv. 2).

 

                                         4.2.

                                         Per
ovviare agli inevitabili inconvenienti provocati dal passaggio da un sistema di
tassazione (praenumerando) ad un altro (postnumerando) e al
relativo vuoto di tassazione che si viene a creare, il Legislatore ticinese ha
previsto apposite norme transitorie.

                                         Tra queste
l'art. 321f LT, che prevede:

                                         1Dal
reddito imponibile tassato nel periodo fiscale 2001/2002 di contribuenti
assoggettati nel Cantone il 1° gennaio 2003 possono essere dedotte le spese
straordinarie sostenute mediamente negli anni 2001 e 2002. 

                                         2Sono
considerate spese straordinarie unicamente: 

                                         a)   le
spese di manutenzione per immobili (art. 31 cpv. 2 e 3), nella misura in cui
superano annualmente la deduzione complessiva prevista dall'articolo 31
capoverso 4; 

                                         b)   i
contributi dell'assicurato a istituzioni della previdenza professionale per il
riscatto di anni contributivi (art. 32 cpv. 1 lett. e); 

                                         c)   le
spese per malattia, infortunio o invalidità (art. 32 cpv. 1 lett. i),
per perfezionamento e riqualificazione professionale (art. 25 cpv. 1 lett. d)
nella misura di cui superano mediamente le spese già considerate. 

                                         3Le
tassazioni già cresciute in giudicato sono modificate a favore del contribuente.
La procedura applicabile è quella dell'articolo 234. La presentazione della
dichiarazione d'imposta di cui all'articolo 321h è considerata quale domanda di
revisione.

 

                                         L'art.
321h cpv. 1 LT dispone pertanto che i contribuenti devono presentare, nell'anno
2003, una dichiarazione di imposta completa compilata conformemente alle disposizioni
concernenti la tassazione biennale praenumerando. Essa serve a determinare i
redditi e le spese straordinarie, a chiedere il rimborso dell' imposta preventiva,
a procedere alle comunicazioni all' AVS per gli indipendenti e le persone senza
attività lucrativa e a verificare i casi di tassazione intermedia (cpv. 1). La
dichiarazione di imposta deve essere comprensiva dei redditi straordinari (art.
321d) e delle spese straordinarie di cui si chiede la deduzione (art. 321f)
(cfr. art. 321h cpv. 2 LT).

 

                                         4.3.

                                         Non diversamente
dalla normativa cantonale, l'art. 218 cpv. 4 LIFD prevede che le spese
straordinarie sostenute mediamente negli anni n-1 e n-2 (vale a dire, nel nostro
caso, negli anni 2001-2002) sono deducibili. Vi rientrano, secondo l'art. 218
cpv. 5 LIFD:

                                         a.   le
spese di manutenzione per immobili, sempre che queste superino annualmente la
deduzione forfettaria;

                                         b.   i
contributi dell’assicurato a istituzioni della previdenza professionale per il
riscatto di anni contributivi;

                                         c.   le
spese per malattia, infortunio, invalidità, perfezionamento e riqualificazione
professionale, sempre che queste superino le spese già considerate.

 

 

                                   5.   5.1.

                                         Secondo
l'art. 33 cpv. 1 lett. h LIFD, sono deducibili le spese per malattia,
infortunio o invalidità del contribuente o delle persone al cui sostentamento
egli provvede, quando tali spese sono sopportate dal contribuente medesimo e
superano il 5 per cento dei proventi imponibili, dopo le deduzioni di cui agli
articoli 26 -33 (LIFD).

                                         Analogamente,
l'art. 32 cpv. 1 lett. i LT prevede, a sua volta che sono deducibili le
spese per malattia, infortunio o invalidità del contribuente o delle persone al
cui sostentamento egli provvede, quando tali spese sono sopportate dal
contribuente medesimo e superano il 5 per cento del reddito imponibile, dopo le
deduzioni di cui agli articoli 25 a 33 LT.

                                         Dopo la
scadenza del termine per l'armonizzazione intercantonale, un'interpretazione
della nozione di spese di malattia diversa per l'imposta cantonale e per quella
federale non si giustifica più e sarebbe anzi costitutiva di una lesione del
diritto federale (CDT n. __________.__________.__________ del 21 gennaio 2004
in re R.M.).

 

                                         5.2.

                                         Per
quanto dal Messaggio del Consiglio federale, che accompagna il progetto di
legge federale sull'imposta diretta, non sia possibile evincere quali siano i
criteri che permettono di delimitare i costi deducibili (cfr. Messaggio del
Consiglio federale a sostegno delle leggi federali sull'armonizzazione delle
imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni e sull'imposta federale diretta, in FF
1983, vol. III, p. 110), tuttavia l'Amministrazione federale delle contribuzioni
(AFC) ha emanato delle direttive che permettono di concludere che il concetto
di "malattia", in particolare, è più esteso di quello contenuto nella
LAMal. 

                                         Ebbene,
secondo l'AFC "sono considerate spese per malattia le spese per le cure
sanitarie volte al mantenimento e al ristabilimento della salute fisica e
psichica, in particolare le spese per le cure mediche, le spese d'ospedale, le
spese per farmaci e rimedi, apparecchi medici, occhiali ecc. Le spese
supplementari che superano il limite delle norme usuali e necessarie (ad es.
occhiali di lusso ecc.), non rientrano nella nozione di spese per malattia..."
(Circolare n. 16 del 14 dicembre 1994 dell'Amministrazione federale diretta,
par. 2.1).

 

                                         5.3.

                                         In
realtà, anche le direttive dell'autorità fiscale federale paiono ispirate alle
stesse considerazioni che ispirano la legislazione sull'assicurazione contro le
malattie: la Circolare esclude in particolare la deducibilità delle spese per
cure di ringiovanimento e di bellezza, per cure dimagranti, per il fitness
(Circolare cit., par. 2.3); quanto alle "particolari misure terapeutiche
prescritte dal medico come massaggi, raggi, bagni termali sono deducibili
sempre che tali prestazioni siano riconosciute dalla cassa malati", mentre
le spese per "soggiorni di cura o di convalescenza in uno stabilimento
appropriato prescritti dal medico sono considerate spese per malattia qualora
superino le indennità della cassa malati o di altre assicurazioni ed i risparmi
conseguiti nell'economia domestica" (Circolare cit., parr. 2.4 e 2.5).
Come si vede, la prassi in materia di imposta federale diretta tende così ad
allinearsi a quella in materia di assicurazione contro le malattie. Al punto
che, in dottrina, si può affermare che, in generale, per trattamenti che non
sono stati assunti dalla cassa malati, si può escludere che siano stati
necessari dal punto di vista medico. La sola eccezione sarebbe rappresentata
dai costi per cure dentarie, che non sono riconosciuti dalle casse malati (Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz
über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 140).

 

                                         5.4.                                 

                                         La
giurisprudenza degli altri cantoni ammette che non siano deducibili esclusivamente
le spese riconosciute dalle casse malati, ma tende piuttosto a verificare l'esistenza
di una malattia ai sensi del diritto delle assicurazioni sociali ed a
considerare spese di malattia quelle che sono ad essa legate (cfr. p. es. le
sentenze del Tribunale fiscale del Canton Soletta dell'8 maggio 2000, in StE
2000 B 27.5 n. 3 e del Tribunale amministrativo del Canton Zurigo, in StE 2003
B 27.5 n. 5). È vero che vi sono poi limiti diversi nella prassi dei cantoni:
mentre vi è chi, come Soletta, si attiene rigorosamente alla nozione di
mantenimento e ristabilimento della salute fisica e psichica, cui si riferisce
anche la Circolare dell'AFC, la giurisprudenza di altri cantoni si spinge anche
oltre, ammettendo che le spese di malattia deducibili non siano solo quelle per
gli interventi medici indirizzati alla cura dei disturbi della salute, ma anche
le misure sostitutive che consentono di combattere una malattia. Ciò che ha permesso
per esempio al Tribunale amministrativo del Canton Zurigo di riconoscere la deducibilità
dei costi per la fecondazione in vitro, se il trattamento è prescritto dal
medico. Secondo i giudici zurighesi, le esigenze della LAMal sono diverse da
quelle della legislazione tributaria: ai fini dell'assunzione dei costi da
parte delle casse malati, si richiede che le prestazioni siano efficaci,
appropriate ed economiche e che, in particolare, l'efficacia sia comprovata
secondo metodi scientifici (art. 32 cpv. 1 LAMal); per la deducibilità fiscale
è sufficiente per contro che un trattamento medico legittimo sia prescritto dal
medico e che consenta di eliminare, di lenire o di superare lo stato morboso.
In presenza di una comprovata sterilità, dunque, la fecondazione in vitro
prescritta dal medico consente di ottenere la deduzione dei relativi costi dal
reddito imponibile (StE 2003 B 27.5 n. 5). I giudici solettesi, per contro,
sono giunti alla conclusione che esami medici per chiarire perché una coppia
non possa avere figli sono costi di malattia così come il trattamento di
malattie diagnosticate; la fecondazione in vitro invece non è un trattamento
medico per il mantenimento o il ristabilimento della salute fisica o psichica e
neppure una spesa medica, sicché non dà diritto alla deduzione dal reddito
(Tribunale fiscale del Canton Soletta, 22 ottobre 2001, in StE 2002 B 27.5 n.
4).

 

                                         5.5.

                                         Questa
Camera, in una sentenza del 1996 (CDT n. __________.__________.__________ del
22 agosto 1996, in RDAT I-1997 n. 10t), ha esaminato la questione delle cure a
domicilio, rilevando la diversità dell'ordinamento previsto dall'abrogata LAMI
rispetto a quello della LAMal, entrata in vigore il 1° gennaio 1996.

 

                                         5.5.1.

                                         Vigente
la LAMI, le cure a domicilio rientravano tra le prestazioni obbligatorie a carico
dell'assicurazione malattia solo qualora il personale sanitario che ne era
incaricato operasse in nome e per conto proprio (art. 12 cpv. 2 cifra 1 lett. b
LAMI; art. 1 Ordinanza VI sull'assicurazione contro le malattie concernente
l'autorizzazione data al personale sanitario ausiliario di esercitare a carico
dell'assicurazione contro le malattie; Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 178, p. 182; Maurer, Bundessozialversicherungsrecht,
Basilea/Francoforte 1993, p. 304). Di conseguenza, infermieri che esercitavano
la cura e il trattamento a domicilio, alle dipendenze di un Comune o di un ente
di pubblica utilità, non erano autorizzati ad esercitare per le casse malati,
anche se le loro prestazioni permettono di ridurre i costi della sanità (DTF
111 V 324 ss. consid. 2a). Le casse malati avevano pertanto previsto perlopiù
negli statuti determinate prestazioni anche per le cure a domicilio (Maurer, op. cit., p. 304 nota 257). 

 

                                         5.5.2.

                                         Con
l'entrata in vigore della LAMal, le cure a domicilio sono state inserite nel
catalogo delle prestazioni obbligatorie ex art. 25 cpv. 2 (cfr. Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht,
Basilea/Francoforte 1996, pp. 46, 60-61 e 66-67).

                                         La
ragione per cui fino al 1995 le spese per cure domiciliari non erano
riconosciute dalle casse malati deve ricercarsi pertanto nella persona stessa
di chi presta queste cure.

                                         Le spese
per cure a domicilio devono pertanto essere considerate spese per malattia,
purché siano ordinate dal medico, abbiano carattere infermieristico e siano
quindi effettuate da personale specializzato, così da rientrare nella casistica
riconosciuta dalle casse malati (cfr. Circolare n. __________/__________, del
1° settembre 1997, valida a partire dal periodo fiscale 1997-98, concernente la
deduzione delle spese per malattia, infortunio o invalidità).

 

 

                                         5.6.

                                         Riprendendo
le stesse argomentazioni, questa Camera ha poi escluso che siano deducibili dal
reddito imponibile, quali spese per malattia, infortunio o invalidità, i costi
per una domestica che assiste una persona anziana al suo domicilio. Le prestazioni
di cui aveva beneficiato la ricorrente, ancorché considerate se non indispensabili
quanto meno opportune dal medico curante, in base al certificato medico
allegato al ricorso, non potevano essere qualificate come cure infermieristiche.
In effetti tali cure erano state prestate da una persona di servizio che si
occupava prevalentemente dell'economia domestica della ricorrente, offrendole
nel contempo sorveglianza e conveniente assistenza nell'applicazione della
terapia medicamentosa e dietetica (CDT n. __________.__________.__________ del
26 marzo 1998).

 

                                         5.7.

                                         Le
considerazioni che precedono possono senz'altro essere estese alla fattispecie
alla base del ricorso in esame. 

                                         Neanche
la ricorrente si è avvalsa infatti delle prestazioni di personale specializzato
per le cure a domicilio; ella ha invece stipulato un contratto di lavoro con la
propria figlia, la quale si è impegnata a prestarle assistenza "nelle
varie faccende domestiche". Il contratto non accenna minimamente alla
prestazione di cure particolari, né la figlia della ricorrente ha delle
conoscenze professionali che potrebbero far pensare ad una sua attività anche
solo lontanamente assimilabile a quella di un'infermiera.  

                                         Il
contratto di lavoro in questione fa verosimilmente riferimento ad un aiuto
domestico nella tenuta della casa, nella cura personale e nella cucina, a
favore di una persona anziana anche se bisognosa di assistenza accresciuta.

                                         È vero
che nel ricorso, per la prima volta, si accenna ad un ricovero ospedaliero, avvenuto
nel maggio 2003. Ma la data stessa dell'ospedalizzazione induce ad escludere un
qualsiasi nesso causale con l'inizio del rapporto di lavoro con la figlia
(1.1.2002).

                                         In simili
circostanze, si può prescindere dalla consultazione del medico curante, per
approfondire la situazione di salute della ricorrente, come proposto nel
ricorso.

 

 

                                   6.   Il
ricorso è pertanto respinto sia per l'IC sia per l'IFD.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 231 LT e 144 LIFD 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.  200.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.    80.–

                                         per un totale
di                                                       fr.  280.–

                                         sono a
carico della ricorrente.

 

 

                                   3.   Intimazione
alle parti.

 

 

                                   4.   Il
presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).

                                         Per l'IFD
è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146
LIFD).

                                      

 

 

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  1. Divisione
  delle Contribuzioni Ufficio Giuridico, Viale S. Franscini 16, 6501
  Bellinzona 

  2. Amm.
  federale delle contribuzioni Divisione principale, Eigerstrasse 65, 3003
  Berna 

   

  

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: