# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 564b274a-9aea-50c5-b939-8fd42755a62e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-09-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.09.2008 B-3393/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-3393-2008_2008-09-24.pdf

## Full Text

Corte II
B-3393/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 4  s e t t e m b r e  2 0 0 8

Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio), 
Hans-Jacob Heitz, Ronald Flury, 
cancelliere Corrado Bergomi.

A._______,
ricorrente,

contro

Autorità federale di sorveglianza dei revisori ASR,
casella postale 6023, 3001 Berna,
autorità inferiore.

domanda di abilitazione a esercitare la funzione di perito 
revisore.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

B-3393/2008

Fatti:

A.
Il  25  marzo  1982  A._______  (di  seguito:  ricorrente)  ha  superato 
l'esame di laurea in scienze politiche presso l'Università X._______ di 
Milano e conseguito il titolo accademico di dottore in scienze politiche.
Con scritto del 28 gennaio 1994 l'allora Ufficio federale dell'industria, 
delle arti  e mestieri e del lavoro (UFIAML, oggi: Ufficio federale della 
formazione professionale e della tecnologia; UFFT) ha confermato che 
la formazione del ricorrente in considerazione del conseguimento della 
maturità  tecnica  commerciale  nel  1973,  della  laurea  in  scienze 
politiche  nel  1982,  nonché  della  pratica  professionale  qualificata  è 
perlomeno comparabile al diploma di una scuola superiore per i quadri 
dell'economia  e  dell'amministrazione  riconosciuta  dalla 
Confederazione.

B.
In  data  3  dicembre  2007  il  ricorrente  ha  presentato  all'Autorità  di 
sorveglianza  dei  revisori  (di  seguito:  ASR,  autorità  inferiore)  una 
domanda di abilitazione ad esercitare la funzione di perito revisore. 

Con E-Mail del  28 dicembre 2007 l'ASR ha comunicato al ricorrente 
che da un esame sommario  della  domanda emergeva che egli  non 
adempie  i  requisiti  posti  alla  formazione  giusta  l'art.  4  cpv. 2  della 
legge sui revisori (LSR, RS 221.302). A mente dell'autorità inferiore il 
diploma universitario in scienze politiche, equiparato in Svizzera ad un 
diploma  di  scuola  superiore  per  i  quadri  dell'economia  e 
dell'amministrazione (SSQEA), non soddisfa le condizioni in materia di 
formazione  di  cui  all'art.  4  cpv. 2  lett.  c  LSR.  A  questo  riguardo 
l'autorità  inferiore  ha  indicato  che  secondo  l'UFFT  i  titolari  di  un 
diploma SSQEA svizzero possono richiedere retroattivamente il  titolo 
che  si  ottiene  con  un  diploma  di  scuola  universitaria  professionale 
(SUP), ma che questa possibilità è esclusa per i titolari di un diploma 
straniero. In  secondo luogo l'ASR ha segnalato che secondo l'art. 4 
cpv. 2 lett. d LSR adempiono i requisiti in materia di formazione anche 
le  persone  che  hanno  conseguito  un  titolo  di  studio  estero 
paragonabile a quelli di cui alla lett. a, b o c LSR. Tuttavia in relazione 
ai diplomi rilasciati da un'università, la LSR riconosce esclusivamente 
gli  indirizzi  economia  aziendale,  scienze  economiche  e  diritto.  Un 
diploma in “scienze politiche” non è contemplato. L'autorità inferiore ha 
infine  concesso  al  ricorrente  la  possibilità  di  presentare  un  altro 

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diploma  nonché  di  prendere  posizione  sull'accertamento  provvisorio 
dei fatti e della qualificazione giuridica. 

Con  scritto  del  15  gennaio  2008  il  ricorrente,  allora  rappresentato 
dall'avv.  Roberto  Corsenca,  ha  chiesto  all'ASR  di  riconsiderare  ed 
accogliere la sua domanda sulla scorta della clausola dei casi di rigore 
giusta l'art. 43 cpv. 6 LSR.

Con  scritto  del  25  gennaio  2008  l'autorità  inferiore  ha  indicato  al 
ricorrente per quali motivi non sono date le premesse per accogliere la 
sua  domanda  sulla  base  di  un  caso  di  rigore,  precisando  che  la 
relativa clausola è limitata alle situazioni in cui una persona dispone di 
una  formazione  ai  sensi  dell'art.  4  cpv.  2  LSR  ma  non  adempie  i 
requisiti  previsti  dalla legge in materia di  esperienza professionale o 
non è in grado di dimostrare l'esperienza professionale acquisita.

Con lettera dell'8 febbraio 2008 il ricorrente ha proposto nuovamente 
di  riconsiderare  la  sua  domanda,  segnalando  di  essere  iscritto  dal 
1999  nel  registro  di  commercio  di  M._______  (TI)  quale  revisore 
particolarmente qualificato e chiesto infine che vengano salvaguardati 
i diritti acquisiti. 

Con  decisione  del  28  aprile  2008  l'ASR ha  respinto  la  domanda di 
abilitazione per esercitare la funzione di perito revisore del 3 dicembre 
2007, “per quanto si sia entrati nel merito”. L'autorità inferiore adduce 
in primo luogo che il ricorrente non adempie manifestamente i requisiti 
in materia di formazione di cui all'art. 4 cpv. 2 LSR per un'abilitazione a 
svolgere la funzione di revisore. In riferimento al diploma universitario 
in  scienze  politiche  essa  sottolinea  che  la  qualificazione  effettuata 
dall'UFIAML  con  lettera  del  28  gennaio  1994  è  manifestamente 
inesatta. L'ASR segnala che con presa di posizione del 18 dicembre 
2007  l'oggi  competente  UFFT  ha  confermato  che  il  diploma  del 
richiedente costituisce chiaramente un diploma universitario e non un 
diploma  di  una  scuola  superiore  per  i  quadri  dell'economia  e 
dell'amministrazione (SSQEA). A mente dell'ASR anche se si trattasse 
di  un diploma SSQEA, esso non corrisponderebbe ai  requisiti  di  cui 
all'art. 4 cpv. 2 lett. c LSR. I titolari di un diploma SSQEA svizzero non 
figurano nell'elenco di cui all'art. 4 cpv. 2 lett. c LSR, ma per principio 
possono richiedere all'UFFT il rilascio retroattivo di un titolo di scuola 
universitaria  professionale.  Come  illustrato  nel  parere  dell'UFFT  del 
18 dicembre 2007 i diplomi stranieri sono esclusi da questa possibilità. 

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L'autorità inferiore rileva che il  diploma in scienze politiche rilasciato 
dall'Università  Cattolica  di  Milano  corrisponde  in  Svizzera  ad  un 
diploma  universitario  in  scienze  politiche.  Ai  sensi  dell'art.  4  cpv. 2 
lett. c LSR, nell'ambito dei diplomi universitari sono riconosciuti solo gli 
indirizzi economia aziendale, scienze economiche e diritto. Un diploma 
universitario in scienze politiche non soddisfa quindi i  requisiti  di  cui 
all'art. 4 cpv. 2 lett. c LSR. 

In  secondo luogo,  per  quanto attiene all'abilitazione ad esercitare la 
funzione  di  perito  revisore  ai  sensi  dell'art.  43  cpv. 6  LSR  (casi  di 
rigore),  l'autorità  inferiore  ritiene  che  in  base  al  Messaggio  del 
Consiglio federale, la regolamentazione derogatoria dell'art. 43 cpv. 6 
LSR  è  limitata  alle  situazioni  in  cui  una  persona  dispone  di  una 
formazione ai sensi dell'art. 4 cpv. 2 LSR, ma non adempie i requisiti di 
legge  in  materia  di  esperienza  professionale  o  non  è  in  grado  di 
dimostrare  l'esperienza  professionale  acquisita.  Di  conseguenza  le 
persone che non dispongono di un diploma ai sensi ai sensi dell'art. 4 
cpv. 2 LSR non possono beneficiare di questa deroga. 

In  riferimento  alla  richiesta  del  ricorrente  di  salvaguardare  i  diritti 
acquisiti,  l'autorità  inferiore  premette  che  nell'ambito  dell'abilitazione 
prevale  l'aspetto  della  buona  fede  ed  esamina  la  richiesta  in 
quest'ottica.  Essa  adduce  che  in  primo luogo  l'ASR non  ha  istituito 
nessuna relazione di  fiducia con il  ricorrente attraverso informazioni, 
pubblicazioni e simili e che di conseguenza il richiedente non può far 
valere  nessuna  violazione  della  protezione  della  buona  fede  nei 
confronti  dell'ASR. Dal Messaggio di  legge emerge che il  legislatore 
non ha voluto statuire una regolamentazione transitoria per le persone 
che operano nel settore delle verifiche con una formazione diversa da 
quelle menzionate nella LSR. A detta dell'autorità inferiore il diritto in 
vigore  è  soggetto  a  continue revisioni  di  modo che  non si  può fare 
affidamento  sull'immutabilità  delle  disposizioni  attuali.  Per  l'autorità 
inferiore  il  nuovo  diritto  è  stato  adottato  dalle  camere  federali  il  16 
dicembre 2005; vi è quindi stato tempo a sufficienza pre prepararvisi 
adottando le misure opportune. Infine l'autorità inferiore segnala che il 
legislatore non ha statuito una salvaguardia dei diritti  acquisiti  per le 
persone  che  hanno  depositato  i  loro  documenti  presso  l'ufficio  di 
registro  di  commercio,  bensì  istruito  l'ASR  di  verificare  se  sono 
effettivamente adempiute le condizioni di abilitazione.

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C.
Con ricorso del 26 maggio 2008 il ricorrente ha impugnato la decisione 
dell'autorità  inferiore  del  28  aprile  2008  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale. Egli chiede in via principale l'accoglimento del 
ricorso e l'abilitazione ad esercitare la funzione di  perito revisore,  in 
via subordinata l'accoglimento del ricorso e l'abilitazione ad esercitare 
la  funzione  di  revisore,  protestate  spese  e  ripetibili.  Dapprima  il 
ricorrente  critica  sotto  l'aspetto  formale  la  circostanza  che  l'autorità 
inferiore  non  gli  abbia  messo  a  disposizione  la  presa  di  posizione 
dell'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia 
del 18 dicembre 2007, citata nella decisione impugnata.
Il ricorrente sostiene di svolgere l'attività di revisione ininterrottamente 
dal  1984,  prima  dell'entrata  in  vigore  della  nuova  legge,  dapprima 
quale dirigente-dipendente e poi quale titolare di una propria azienda 
sotto forma di persona giuridica. Dal 1999 egli risulta inoltre iscritto nel 
Registro  di  Commercio  di  M.______  quale  revisore  particolarmente 
qualificato.  Secondo  il  ricorrente  questi  elementi  devono  essere 
rilevanti nel presente contesto. Il  ricorrente ritiene contraddittorio che 
l'autorità inferiore da una parte conclude che egli non dispone di una 
formazione riconosciuta dalla legge, ma dall'altra cita un passaggio del 
messaggio  di  legge  secondo  cui  “al  fine  di  far  fronte  a  eventuali 
lacune, per le formazioni che non sono specificatamente orientate alla 
revisione è richiesta un'esperienza professionale più lunga nel settore 
della  contabilità  e  della  revisione.”  Il  ricorrente  conclude  di  dover 
essere posto al beneficio dell'abilitazione perché titolare di una laurea 
in  scienze  politiche,  che  in  ogni  caso  nel  corso  formativo  egli  ha 
predisposto corsi di economia e commercio nel ciclo di studi, come lo 
è  il  caso  anche  per  altre  formazioni  universitarie  come  il  diritto, 
prettamente  non  orientato  alla  contabilità  e  revisione.  Negare 
un'equivalenza tra le due formazioni potrebbe creare una  disparità di 
trattamento tra  due  formazioni  universitarie  non  orientate 
principalmente all'economia aziendale o alle scienze economiche.
Inoltre il  ricorrente non condivide l'interpretazione fornita dall'autorità 
inferiore  relativa  alla  clausola  di  rigore,  in  quanto  le  domande  di 
abilitazione dovrebbero venir esaminate caso per caso, chiedendo di 
ammettere i casi di rigore alternativamente o se è data la formazione o 
se è data l'esperienza professionale. 
Il  ricorrente  considera  non  coerente  l'aver  tralasciato  una  precisa 
regolamentazione transitoria,  perché in questo modo si  privilegiano i 
grossi operatori, mentre quelli piccoli sarebbero destinati a scomparire. 

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D.
Con  osservazioni  del  14  luglio  2008  l'autorità  inferiore  propone  di 
respingere integralmente il  ricorso nella misura in cui si è entrati  nel 
merito.  L'ASR  rimanda  in  sostanza  alle  allegazioni  nella  decisione 
impugnata. 
A  titolo  completivo  l'ASR  segnala  che  il  nuovo  diritto  in  materia  di 
revisione si prefigge lo scopo di garantire il regolare adempimento e la 
qualità dei servizi di revisione. Perciò il legislatore ha stilato un elenco 
esaustivo dei cicli di formazione. Nel determinare i cicli di formazione 
riconosciuti ai sensi dell'art. 4 cpv. 2 LSR il legislatore ha tenuto conto 
soprattutto  della  specializzazione  nell'ambito  della  revisione  e  della 
contabilità, per cui un percorso di studi interdisciplinare come quello in 
scienze politiche non presenta un grado di specializzazione adeguato.
L'autorità  inferiore  precisa  che  la  parte  del  messaggio  citata  nel 
ricorso  deve  essere  interpretata,  nella  misura  in  cui  la  durata 
dell'esperienza  professionale  richiesta  è  calibrata  in  base  alla 
specificità  della  formazione  completata.  Le  persone  con  una 
formazione diversa da quelle indicate all'art. 4 cpv. 2 LSR non possono 
ottenere  alcun  tipo  di  abilitazione,  anche  qualora  dimostrino 
un'esperienza pluriennale nel settore della contabilità e della revisione 
dei conti. 
A mente dell'autorità inferiore la condizione obbligatoria per applicare 
la  clausola  dei  casi  di  rigore  giusta  l'art.  43  cpv.  6  LSR  è  il 
completamento  di  una  formazione  ai  sensi  dell'art.  4  cpv.  2  LSR, 
condizione non adempiuta nel presente caso.
Infine l'autorità inferiore ritiene che il rifiuto dell'abilitazione non viola il 
principio della proporzionalità. Tale misura è idonea a garantire che le 
persone  prive  di  diploma  ai  sensi  dell'art.  4  cpv.  2  LSR  non 
conseguono più  alcuna abilitazione e non possono fornire  servizi  di 
revisione  previsti  dalla  legge.  Tale  misura  è  inoltre  necessaria  per 
raggiungere  gli  obiettivi  previsti  dalla  legge  e  ragionevole  nel  senso 
che si trova in rapporto equilibrato con le possibili limitazioni imposte 
al  ricorrente. L'interesse pubblico verso servizi  di  revisione di  qualità 
elevata  erogati  da  persone  sufficientemente  qualificate,  è  prioritario 
rispetto alle possibili conseguenze economiche per il ricorrente. 

E.
Ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  verranno 
ripresi  nei  considerandi  qualora  risultino  decisivi  per  l'esito  della 
vertenza.

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Diritto:

1.
Conformemente  all'art.  31  della  legge  sul  Tribunale  amministrativo 
federale  del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi 
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa (PA, RS 173.021), sempre che non vi siano eccezioni 
giusta l'art. 32 LTAF. Nel presente caso non sono date simili eccezioni.

L'Autorità  federale  di  sorveglianza  dei  revisori  (ASR)  è  un'autorità 
inferiore ai sensi dell'art. 33 lett. e LTAF i. r. c. art. 28 cpv. 2 della legge 
federale sull'abilitazione e la sorveglianza dei revisori del 16 dicembre 
2005 (Legge sui revisori, LSR, RS 221.302).

La decisione dell'ASR del 28 aprile 2008 costituisce una decisione ai 
sensi  dell'art.  5  cpv.  1  PA  ed  è  impugnabile  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo  federale  nell'ambito  delle  disposizioni  generali  della 
procedura federale (art. 44 PA i. r. c. art. 31 ss. LTAF).

Il  ricorrente  è  il  destinatario  diretto  dell'atto  impugnato.  Egli  è 
particolarmente toccato dalla decisione impugnata ed ha un interesse 
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa, 
per cui è data la sua legittimazione a ricorrere contro di essa (art. 48 
cpv. 1 PA). 

Le  disposizioni  sul  termine,  la  forma  e  il  contenuto  di  ricorso  sono 
osservate  (art.  50  e  52  cpv. 1  PA),  l'anticipo  spese  è  stato  versato 
entro il termine stabilito (art. 63 cpv. 4 PA) e sono parimenti adempiuti i 
rimanenti presupposti processuali (art. 44 seg. PA). 

Occore quindi entrare nel merito del ricorso.

2.
Sotto  l'aspetto  formale  il  ricorrente  critica  che  benché  l'autorità 
inferiore  nella  decisione  impugnata  si  sia  basata  sulla  presa  di 
posizione  dell'UFFT  del  18  dicembre  2007  per  esaminare  la 
comparabilità  della  sua  formazione  universitaria  conseguita  in  Italia 
essa abbia omesso di fargli pervenire tale documento nel quadro della 
procedura di richiesta dell'abilitazione.

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La  presente  censura  verte  su  una  presunta  violazione  del  diritto  di 
essere sentito. 

Il  diritto  di  essere  sentito  è  una  garanzia  costituzionale  di  carattere 
formale (cfr. art. 29 della Costituzione federale, Cost, RS 101). La sua 
violazione  comporta  l'annullamento  della  decisione  impugnata, 
indipendentemente  dalle  probabilità  di  successo  nelle  questioni  di 
merito  (DTF  132  V  387 consid.  5  con  rinvii).  Eccezionalmente  una 
violazione  del  diritto  di  essere  sentito  occorsa  nella  procedura 
precedente può reputarsi sanata se il ricorrente può esporre la propria 
causa davanti ad un'autorità ricorsuale che esamina con pieno potere 
cognitivo  tutte  le  questioni  che  avrebbero  potuto  porsi  dinanzi 
all'autorità  inferiore  se  quest'ultima  avesse  sentito  regolarmente  il 
ricorrente (DTF 132 V 387 consid. 5 con rinvii). 
Il  diritto di  essere sentito include il  diritto di  esaminare gli  atti. Esso 
comprende  anche  il  diritto  di  essere  informato  dall'autorità  e  a 
pronunciarsi (prima del rilascio di una decisione) sulle memorie delle 
parti,  sulle  osservazioni  delle  autorità,  nonché  sugli  atti  usati  come 
mezzo di prova, quali  scritture, perizie, pareri e preavvisi di organi e 
uffici interessati, deposizioni testimoniali, verbali e decisioni notificate 
(ADELIO SCOLARI,  Diritto  Amministrativo,  Parte  Generale,  2002,  N. 483 
segg.). 

Nella  decisione impugnata  l'autorità  inferiore  menziona per  la  prima 
volta la presa di posizione dell'oggi competente Ufficio federale della 
formazione  professionale  e  della  tecnologia  (UFFT)  datata  del 
18 dicembre  2007  e  con  la  quale  esso  stabiliva  che  il  diploma 
universitario  del  ricorrente  in  scienze  politiche  conseguito  in  Italia 
rappresenta  in  sostanza  un  diploma  universitario  e,  contrariamente 
alla  presa  di  posizione  dell'UFLAM  del  28  gennaio  1994,  non  può 
essere equiparato ad un diploma della vecchia scuola superiore per i 
quadri  dell'economia  e  dell'amministrazione.  La  presa  di  posizione 
dell'UFFT, la  quale  si  trova negli  atti  preliminari  prodotti  dall'autorità 
inferiore  (pag.  31)  è  stata  rilevante  per  la  questione  a  sapere  se  il 
ricorrente adempie le esigenze di legge in materia di formazione, per 
cui  avrebbe in principio dovuto essere trasmessa al  ricorrente prima 
del  rilascio della  decisione. Si  tratta  più precisamente di  una E-Mail 
redatta in tedesco. Da un esame sommario della presa di posizione in 
questione risulta  che il  contenuto della  medesima è stato  tradotto  e 
ripreso perlopiù integralmente nella  decisione impugnata. Da questa 
circostanza non si  può quindi  desumere che il  mancato inoltro  della 

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presa  di  posizione  dell'UFFT  al  ricorrente  prima  della  resa  della 
decisione  impugnata  rappresenti  una violazione del  diritto  di  essere 
sentito  tanto grave da non poter più essere sanata (DTF 132 V 387 
consid. 5.2). Nell'ambito del presente procedimento, il  ricorrente si  è 
potuto esprimere su questo punto e, sempre nel quadro del presente 
procedimento, al  ricorrente è stata portata a conoscenza la presa di 
posizione del 18 dicembre 2007 nella sua forma originale. Nella misura 
in cui si volesse ammettere una violazione del diritto di essere sentito, 
essa deve essere considerata sanata nel presente procedimento. 

3.

3.1 La  legge  federale  sull'abilitazione  e  la  sorveglianza  dei  revisori 
(LSR) è  entrata  in  vigore il  1°  settembre 1997.  Giusta il  compendio 
menzionato  nel  relativo  messaggio  di  legge  (cfr.  Messaggio 
concernente  la  modifica  del  Codice  delle  obbligazioni  –  obbligo  di 
revisione nel diritto societario - e la legge federale sulll'abilitazione e la 
sorveglianza dei  revisori  del  23 giugno 2004,  FF 2004 3545 segg.), 
con il  disegno di  modifica del  Codice delle  obbligazioni,  il  Consiglio 
federale  ha  inteso  migliorare  il  quadro  legislativo  in  materia  di 
revisione, colmare diverse lacune e mettere a punto una concezione 
moderna ed equilibrata della revisione, applicandola a tutti i soggetti di 
diritto privato, al fine di assicurare la qualità della revisione dei conti e 
di restaurare la fiducia nell’istituzione dell’ufficio di revisione. Il disegno 
fornisce  una  nuova  definizione  dell’obbligo  di  revisione  per  tutte  le 
forme  giuridiche  e  precisa  le  attribuzioni  dell’ufficio  di  revisione. 
Ridefinisce  pure  i  requisiti  professionali  che  devono  soddisfare  i 
revisori (cfr. consid. 3.4.1). 

La  LSR disciplina  l'abilitazione  e  la  sorveglianza  delle  persone  che 
forniscono  servizi  di  revisione  ed  ha  lo  scopo  di  assicurare  che  i 
servizi  di  revisione siano forniti  conformemente alle  prescrizioni  e  ai 
requisiti di qualità (art. 1 cpv. 1 e 2 LSR). 

Le persone fisiche e le imprese di revisione che forniscono servizi di 
revisione  necessitano  di  un'abilitazione  da  parte  dell'autorità  di 
sorveglianza  (cfr.  art.  3  LSR).  Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LSR  la 
sorveglianza compete all'Autorità federale di sorveglianza dei revisori 
(ASR).  La  medesima  decide  sulla  base  dell'art.  15  cpv.  1  LSR  su 
domanda in merito all'abilitazione di revisori, periti revisori ed imprese 
di revisione sotto sorveglianza statale. 

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All'art.  43  cpv.  3  LSR  rispettivamente  all'art.  47  dell'ordinanza 
sull'abilitazione  e  la  sorveglianza  dei  revisori  del  22  agosto  2007 
(Ordinanza  sui  revisori,  OSRev,  RS  221.302.3)  il  legislatore  ha 
previsto facilitazioni  in riferimento alla procedura di  abilitazione nella 
fase  del  passaggio  al  nuovo  diritto.  Conformemente  ai  disposti 
menzionati,  le  persone  fisiche  e  le  imprese  di  revisione  che  entro 
quattro mesi dall'entrata in vigore della LSR presentano all'autorità di 
sorveglianza una domanda di abilitazione ad esercitare la funzione di 
revisore,  perito  revisore  o  impresa  di  revisione  sotto  sorveglianza 
statale possono fornire servizi di revisione ai sensi dell'art. 2 lett. a fino 
a  quando  è  pronunciata  la  decisione  sull'abilitazione.  L'inoltro  della 
domanda  di  abilitazione  entro  il  termine  stabilito  consente  quindi  di 
principio  l'abilitazione  provvisoria.  Tuttavia,  se  le  condizioni  di 
abilitazione  non  sono  manifestamente  soddisfatte,  l'abilitazione 
provvisoria  è  negata  (art.  47  cpv.  2  OSRev).  Ne  è  il  caso, 
segnatamente  quando  la  domanda  è  manifestamente  incompleta  o 
infondata (cfr. Messaggio citato precedentemente, FF 2004 3545 segg, 
in particolare 3663 seg.). Nella sua domanda il richiedente deve fornire 
tutte  le  informazioni  e  indicare  tutti  i  documenti  che  permettono  di 
dimostrare che le condizioni di abilitazione sono soddisfatte (art. 3 cpv. 
1 OSRev). 

3.2 Il  ricorrente  ha  inoltrato  all'autorità  inferiore  la  sua  domanda  di 
abilitazione  per  esercitare  la  funzione  di  perito  revisore  in  data 
3 dicembre  2007  e  di  conseguenza  entro  il  termine  di  quattro  mesi 
previsto dalla legge.

3.3 Prima dell'entrata in vigore della LSR e dell'OSRev il 1° settembre 
2007  era  determinante  l'ordinanza  del  15  giugno  1992  sui  requisiti 
professionali  dei  revisori  particolarmente  qualificati  (RU 1992  1219, 
vecchia ordinanza; questa si  basava sull'art. 727b cpv. 2 del Codice 
delle obbligazioni). All'art. 1 della vecchia ordinanza erano disciplinati i 
requisiti  professionali  (formazione ed esperienza pratica).  Per quanto 
riguarda  i  requisiti  relativi  alla  formazione  erano  considerati  revisori 
particolarmente  qualificati  segnatamente  le  persone  che  hanno 
concluso studi universitari in economia aziendale, scienze economiche 
o in diritto come pure le persone titolari di un diploma rilasciato da una 
scuola  superiore  per  quadri  di  economia  e  amministrazione 
riconosciuta  dalla  Confederazione  e  con  un'esperienza  pratica  di 
dodici anni (art. 1 cpv. 1 lett. c della vecchia ordinanza). 

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3.4 In conformità agli art. 4 LSR e 50 OSRev i. r. c. l'art. 43 cpv. 6 LSR 
una persona fisica è abilitata in qualità di perito revisore se adempie le 
condizioni  di  abilitazione.  Sono  definiti  quali  periti  revisori  quelle 
persone che sono autorizzate ad esaminare imprese economicamente 
importanti  nel  quadro  di  una  revisione  ordinaria  (cfr.  art.  727b  del 
Codice  delle  Obbligazioni  del  30  marzo  1911,  CO,  RS  220).  Dette 
persone devono disporre della stessa formazione che hanno acquisito 
i  revisori  abilitati,  in  generale  devono  comprovare  un'esperienza 
professionale chiaramente più lunga e qualificata. 

3.5 Giusta  l'art.  4  cpv. 1  e  2  LSR una persona  fisica  è  abilitata  ad 
esercitare  la  funzione  di  perito  revisore  se  adempie  i  requisiti  in 
materia di formazione e di esperienza professionale ed è incensurata; 
adempiono detti  requisiti  gli  esperti  contabili  diplomati federali  (art. 4 
cpv. 2  lett. a  LSR);  gli  esperti  fiduciari  e  gli  esperti  fiscali  diplomati 
federali  e  gli  esperti  diplomati  in  finanza  e  controlling  con 
un'esperienza professionale di almeno cinque anni (art. 4 cpv. 2 lett. b 
LSR);  le  persone  titolari  di  un  diploma  in  economia  aziendale,  in 
scienze economiche  o  in  diritto  rilasciato  da  un'università  o  da  una 
scuola professionale svizzera, gli specialisti in finanza e contabilità con 
attestato  professionale  federale  nonché  i  fiduciari  con  attestato 
professionale federale con un'esperienza professionale di  almeno 12 
anni (art. 4 cpv. 2 lett. c LSR); lo stesso vale per quelle persone che 
hanno conseguito un titolo di studio estero paragonabile a quelli di cui 
all'art. 4 cpv. 2 lett. a – c che dispongono dell'esperienza professionale 
corrispondente e dimostrano di  possedere le necessarie conoscenze 
del  diritto  svizzero,  a  condizione  che  lo  preveda  un  trattato 
internazionale concluso con lo Stato di provenienza o che quest'ultimo 
accordi  la  reciprocità  (art.  4  cpv.  2  lett.  d  LSR).  L'esperienza 
professionale deve essere stata acquisita prevalentemente nel campo 
della contabilità e della revisione dei conti, almeno per due terzi sotto 
la sorveglianza di un perito revisore abilitato o di un esperto straniero 
con  qualifica  paragonabile.  L'esperienza  professionale  maturata 
durante  la  formazione  è  tenuta  in  considerazione  se  tali  condizioni 
sono soddisfatte (art. 4 cpv. 4 LSR). 

Con i requisiti in materia di formazione e di esperienza professionale 
precisati  all'art.  4  cpv. 2 LSR il  legislatore ha voluto perseguire una 
concezione  liberale  che  permette  ai  titolari  di  diversi  diplomi  di 
accedere  alla  funzione  di  perito  revisore.  Al  fine  di  far  fronte  a 
eventuali lacune di formazioni che non sono specificamente orientate 

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alla  revisione,  il  disegno di  legge  esige  un'esperienza professionale 
più lunga nel settore della contabilità e della revisione (FF 2004 3634).
Prima  del  1991,  per  la  revisione  del  conto  annuale  la  legge  non 
esigeva  né  determinate  conoscenze  né  particolare  esperienza 
(cosiddetta «revisione profana»). Dalla  riforma del  1991,  i  revisori  di 
società anonime devono soddisfare i necessari requisiti (art. 727a CO). 
Con  il  nuovo disciplinamento  giuridico  dei  servizi  di  revisione  si  ha 
voluto  prefiggere  come  scopo  che  i  servizi  di  revisione  vengono 
effettuati soltanto da persone sufficientemente qualificate, in grado di 
soddisfare  le  aspettative  in  termini  di  qualità  (FF  2004  3554). 
Adottando  un  sistema  di  abilitazione  si  garantisce  che  i  servizi  di 
revisione  siano  forniti  unicamente  da  specialisti  sufficientemente 
qualificati (FF 2004 3546). Per le esigenze in termini di formazione e di 
esperienza  professionale,  il  disegno  si  ispira  alle  corrispondenti 
disposizioni  dell’Unione europea (cfr. n. 5)  e dei  nostri  Stati  limitrofi. 
Tuttavia,  tenuto  conto  della  molteplicità  delle  formazioni  presenti  in 
Svizzera, esso si limita a un minimo dei requisiti vigenti nelle diverse 
legislazioni. Rispetto  ai  requisiti  in  termini  di  formazione dei  revisori 
particolarmente  qualificati  attualmente  vigenti,  la  gamma  delle 
formazioni ammesse è leggermente più ampia (FF 2004 3573).

Il  legislatore  ha  quindi  determinato  un  numero  limitato  di  cicli  di 
formazione e l'ha ripreso nella lista di cui all'art. 4 cpv. 2 LSR, la quale 
assieme  alla  relativa  esperienza  professionale  assicura  servizi  di 
revisione  qualitativamente  elevati.  Dall'art.  4  cpv.  2  LSR  emerge  e 
contrario che i  cicli  di  formazione che non sono contenuti  nella lista 
sono  qualificati  come  insufficienti,  su  riserva  di  un  riconoscimento 
posteriore di cicli di formazione da parte del Consiglio federale giusta 
l'art. 4 cpv. 3 LSR.

Nell'ambito della fissazione di cicli di formazione è stato tenuto conto – 
oltre che del tipo rispettivamente del grado di formazione – soprattutto 
degli  orientamenti  specifici  quali  la  revisione  e  la  contabilità.  Il 
legislatore ha tuttavia rinunciato alla regolamentazione di deroghe per 
quelle  persone  che  non  hanno  concluso  nessuno  dei  cicli  di 
formazione ai  sensi  dell'art.  4  cpv. 2  LSR. Così  facendo  egli  ritiene 
quei cicli di formazione che non sono esplicitamente menzionati nella 
legge insufficienti per un'abilitazione. In altre parole, chi non dispone 
dei  cicli  di  formazione  nominati  concretamente  nella  legge  non  può 
essere  abilitato  (cfr. anche  RAPHÄEL CAMP,  Die  Revisorengilden  unter 
dem  neuen  Revisionsrecht  in  TREX  2007  pag.  86  segg.,  pag.  88; 

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decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale  del  10  giugno  2008, 
B-1940/2008,  consid.  2.2  i.f.).  In  quest'ottica  l'elenco  dei  cicli  di 
formazioni di cui all'art. 4 cpv. 2 LSR è da considerare come esaustivo 
(cfr.  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  del  10  giugno 
2008, B-1940/2008, consid. 2.6, 3.2).

4.
Il ricorrente è il titolare dal 25 marzo 1982 di un diploma universitario 
in  scienze  politiche,  conseguito  presso  l'Università  X._______  di 
Milano. 

4.1 Giusta l'art. 4 cpv. 2 lett. d LSR adempiono i requisiti in materia di 
formazione  ed  esperienza  professionale  le  persone  che  hanno 
conseguito un titolo di  studio estero paragonabile a quelli  di  cui  alla 
lettera  a,  b  o  c,  che  dispongono  dell'esperienza  professionale 
corrispondente e dimostrano di  possedere le necessarie conoscenze 
del  diritto  svizzero,  a  condizione  che  lo  preveda  un  trattato 
internazionale concluso con lo Stato di provenienza o che quest'ultimo 
accordi  la  reciprocità.  Poiché  sussiste  una  moltitudine  di  cicli  di 
formazione stranieri,  nella  legge non possono essere  elencati  tutti  i 
cicli di formazioni comparabili. Si rivela quindi adeguato basarsi sulla 
comparabilità  di  cicli  di  formazione ottenuti  all'estero. L'esame se un 
ciclo  di  formazione estero è confrontabile  con uno svizzero ai  sensi 
dell'art.  4  cpv.  2  LSR  rientra  nel  regolare  potere  d'apprezzamento 
dell'ASR, che per la sua decisione consulta altre autorità.  

4.2 Sulla base della consultazione dell'UFTT e della relativa presa di 
posizione  del  18  dicembre  2007  l'autorità  inferiore  ha  paragonato  il 
diploma universitario  italiano in  scienze politiche del  ricorrente a  un 
diploma universitario  svizzero  in  scienze politiche. In  considerazione 
dell'elenco esaustivo dei cicli formativi ai sensi dell'art. 4 cpv. 2 lett. c 
LSR  (cfr.  consid.  3.5)  risulta  evidente  che  in  esso  non  sono 
contemplati  diplomi  universitari  in  scienze  politiche, 
indipendentemente dal fatto che essi siano stati rilasciati in Svizzera o 
all'estero. 

Il ricorrente rileva in maniera generale che nel suo corso formativo egli 
ha predisposto corsi di economia e commercio nel ciclo di studi. In una 
procedura  concernente  la  domanda  di  abilitazione  quale  perito 
revisore  rispettivamente  nella  successiva  procedura  di  ricorso  è  il 
richiedente  rispettivamente  il  ricorrente  che  deve  accollarsi  l'onere 

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della  prova  in  riferimento  alla  formazione  e  all'esperienza 
professionale  acquisita.  In  casu  è  quindi  il  ricorrente  che  deve 
comprovare che il suo diploma in scienze politiche conseguito in Italia, 
a  differenza  di  un  diploma  svizzero,  è  equivalente  ad  un  diploma 
ripreso nell'elenco esaustivo dei cicli di formazione di cui all'art. 4 cpv. 
2 lett. c LSR. Dalla documentazione e dagli  argomenti  del  ricorrente 
non risultano indizi concreti che lascino concludere che il suo diploma 
universitario sia comparabile ad un ciclo di formazione indicato all'art. 
4 cpv. 2 lett. c LSR. La conclusione dell'autorità inferiore secondo cui il 
diploma universitario del ricorrente in scienze politiche emesso in Italia 
può  essere  equiparato  ad  un  diploma  universitario  svizzero  nella 
medesima categoria appare dunque a giusto titolo sostenibile.

Di  conseguenza  la  formazione  del  ricorrente  non  è  sufficiente  per 
accogliere la sua domanda di abilitazione quale perito revisore. 

4.3 Nel suo scritto del 28 gennaio 1994 l'UFIAML aveva riconosciuto il 
diploma universitario in scienze politiche del ricorrente con un diploma 
di  una  scuola  superiore  per  i  quadri  dell'economia  e 
dell'amministrazione  (SSQEA).  Come  rilevato  a  giusto  titolo  nella 
decisione impugnata, che anche in questo punto si basa sulla presa di 
posizione  dell'UFFT  (E-Mail  del  18  dicembre  20007),  rispetto  alla 
vecchia  ordinanza  sui  requisiti  professionali  dei  revisori 
particolarmente  qualificati  (cfr.  consid.  3.3),  i  diplomi  SSQEA  non 
figurano  più  nell'elenco  esaustivo  dei  cicli  di  formazione  secondo 
l'art. 4 cpv. 2 LSR, per cui, anche in questo caso, in principio non sono 
adempiuti i criteri richiesti per la formazione. 

4.4 Nella presa di posizione su cui poggia la decisione impugnata (E-
Mail  del  18  dicembre  2007)  l'UFFT  indica  che  i  titolari  di  diplomi 
SSQEA possono richiedere presso di esso il rilascio retroattivo di un 
titolo di scuola universitaria professionale, ma che questa regola non 
vale  per  i  diplomi  stranieri.  Benché  l'UFFT  e  con  esso  l'autorità 
inferiore  abbiano  omesso  di  indicare  per  quali  motivi  ai  titolari  di 
diplomi stranieri equivalenti ai diplomi SSQEA è preclusa la possibilità 
conferita ai cittadini svizzeri, va comunque sottolineato che nel caso in 
esame,  in  principio,  è  decisiva  la  conclusione  che  la  formazione 
universitaria  di  cui  dispone  il  ricorrente  non  è  incentrata  sui  rami 
specifici dell'economia aziendale, scienze economiche o diritto.

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4.5 Tuttavia,  a  titolo  abbondanziale,  se  si  considera  che  l'UFIAML 
aveva equiparato la formazione estera del ricorrente con un diploma 
SSQEA svizzero e che l'UFFT nella sua consultazione (E-Mail del 18 
dicembre 2007) conclude che i titolari di un diploma SSQEA possono 
presentare  la  richiesta  del  rilascio  retroattivo  di  un  titolo  di  scuola 
universitaria,  ne  si  deduce  che  la  decisione  se  anche  in  casu  è 
possibile inoltrare una simile richiesta spetta al livello di prima istanza 
unicamente  all'UFFT e non  all'ASR. Per questo  motivo la  questione 
appena sollevata non può essere oggetto del presente procedimento 
dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale.  Sta  al  ricorrente  di 
decidere se presentare all'UFFT la domanda di  rilascio retroattivo di 
un titolo di scuola universitaria professionale e in caso di accoglimento 
della sua richiesta di  rivolgersi  nuovamente all'ASR. Unicamente nel 
quadro della procedura di richiesta di commutazione del titolo si dovrà 
eventualmente  esaminare  se  e  in  che  misura  il  ricorrente  può 
appellarsi al principio dell'affidamento.

4.6 All'art.  4  cpv.  3  LSR  è  regolato  che  il  Consiglio  federale  può 
ammettere altri cicli di formazione equivalenti e determinare la durata 
dell'esperienza professionale necessaria. Questa disposizione è stata 
collocata nella legge poiché nel corso dei dibattiti parlamentari si era 
avvertito  il  timore  che  l'elenco  dei  cicli  di  formazione  giusta  l'art.  4 
cpv. 2 LSR già presto non fosse più attuale nel caso si abrogassero i 
cicli  di  formazione  esistenti  e  se  ne  instaurassero  dei  nuovi.  La 
competenza del Consiglio federale di cui all'art. 4 cpv. 2 LSR è stata 
creata  per  soddisfare  gli  sviluppi  degli  ambiti  professionali 
corrispondenti  anche in futuro (Bollettino Ufficiale del Consiglio degli 
Stati  2005  pag.  989,  voto  Inderkum,  relatore  della  Commissione 
preparatoria). 
Fino ad oggi il Consiglio federale non ha ampliato in un'ordinanza o in 
un  simile  decreto  l'elenco  dei  cicli  formativi  in  favore  di  diplomi 
universitari in scienze politiche rispettivamente in diplomi SSQEA. 

4.7 Quale  risultato  intermedio  si  conclude che il  ricorrente  non può 
essere  abilitato  come  perito  revisore  giusta  l'art.  4  LSR,  in  quanto, 
secondo ai  diplomi  presentati  fino  ad oggi,  egli  non dispone di  una 
formazione conforme all'art. 4 cpv. 2 LSR. 

In relazione al riconoscimento di cicli di formazione l'autorità inferiore 
non  dispone  di  un  potere  di  apprezzamento  ed  è  vincolata  dalle 
disposizioni legali.

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5.
A mente  del  ricorrente  l'autorità  inferiore  ha  interpretato  in  maniera 
troppo  restrittiva  la  clausola  di  rigore,  non  tenendo  conto  delle  sue 
competenze e della sua lunga esperienza pratica. A tale riguardo egli 
fa osservare di svolgere attività di revisione ininterrottamente dal 1984, 
dapprima quale dirigente-dipendente e poi quale titolare di una propria 
azienda sotto forma di persona giuridica. 

La  clausola  dei  casi  di  rigore  è  prevista  all'art.  43  cpv.  6  LSR. 
Conformemente a questa disposizione, nei casi di rigore, l'autorità di 
sorveglianza può riconoscere anche un'esperienza professionale non 
conforme alle condizioni legali, se è provato che i servizi di revisione 
sono  forniti  in  maniera  ineccepibile  sulla  scorta  di  un'esperienza 
pratica pluriennale. 

La  clausola  dei  casi  di  rigore  di  cui  all'art.  43  cpv.  6  LSR  è 
particolarmente  intesa  a  evitare  che  i  praticanti  che  non  hanno 
concluso  una  formazione  ai  sensi  dell’art.  4  cpv. 2  LSR o  che  non 
hanno  un’esperienza  professionale  qualificata  siano  abilitati  a 
esercitare  la  funzione di  perito  revisore  o  revisore. L’applicazione  di 
tale norma deve essere limitata alle persone che hanno un diploma e 
un’esperienza  pratica  pluriennale  (ciò  vale  anche  per  i  revisori  da 
abilitare),  altrimenti  l’imposizione  del  nuovo  diritto  non  sarebbe 
garantita  (FF  2004  3664  seg.).  Dal  testo  e  dal  messaggio  di  legge 
risulta  che  l'art.  43  cpv.  6  LSR  si  riferisce  espressamente  al 
riconoscimento  di  un'esperienza  pratica  professionale  che  non 
soddisfa  le  esigenze  legali.  Pertanto  tale  norma  non  riguarda  in 
nessun  modo  le  esigenze  legali  relative  alla  formazione.  Dal 
messaggio di legge deriva in modo chiaro che il disposto in questione 
ha lo scopo di eliminare le difficoltà che potrebbero incontrare alcuni 
richiedenti nel fornire la prova di aver acquisito un'esperienza pratica 
professionale  ai  sensi  dell'art.  4  cpv. 4  LSR. In  effetti  il  messaggio 
indica segnatamente il caso di chi ha acquisito un'esperienza pratica 
presso una persona che nel frattempo è deceduta e i  cui attestati  di 
formazione non possono più essere presentati (FF 2004 3664). 

Da  quanto  precede  è  evidente  che  l'art.  46  cpv.  6  LSR  tende  ad 
agevolare  le  condizioni  per  l'ottenimento  dell'abilitazione unicamente 
in relazione all'esperienza pratica professionale e non alla formazione. 
In  altre  parole,  chi  non  dispone  di  una  formazione  ai  sensi 
dell'art. 4 LSR, come ne è il  caso per il  ricorrente, non può colmare 

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questa lacuna dimostrando un'esperienza pluriennale nel settore della 
contabilità e della revisione. Il Tribunale amministrativo federale ha del 
resto  già  avuto  occasione  di  precisare  che  le  persone  che  non 
dispongono  di  una  formazione  ai  sensi  dell'art.  4  cpv.  2  LSR  non 
possono beneficiare della clausola di rigore giusta l'art. 43 cpv. 6 LSR 
(cfr. decisioni del TAF B-1940/2008 del 10 giugno 2008 consid. 2.3 e 
B-2807/2008 del 19 agosto 2008 consid. 4.2).

6.
Il  ricorrente  è  dell'avviso  che  l'abilitazione  dei  periti  revisori  deve 
essere  accettata  alternativamente  o  sulla  base  della  formazione  o 
sulla  base  dell'esperienza  pratica  pluriennale.  Con  ciò  egli  postula 
secondo  il  senso  una  modifica  della  legge,  in  particolare 
dell'art. 4 LSR. 

6.1 La censura concernente la violazione di diritti  costituzionali  quali 
l'uguaglianza  giuridica  è  ammissibile  nei  procedimenti  dinanzi  al 
Tribunale amministrativo federale. In questo ambito e sulla base delle 
modifiche  di  legge  proposte  dal  ricorrente  deve  tuttavia  essere 
osservato  l'obbligo  di  applicazione  all'art.  190  Cost,  secondo  cui  le 
leggi  federali  e  il  diritto  internazionale  sono  determinanti  per  il 
Tribunale federale e per le altre autorità incaricate dell'applicazione del 
diritto  (DTF  129  II  249  E.  5.4),  anche  se  esse  si  trovano  in 
contraddizione  con la  costituzione  federale  (DTF 131  II  562  consid. 
3.2,  131 V 256 consid. 5.3,  129 II  249  consid. 5.4). L'art.  190  Cost 
statuisce un obbligo di applicare e non un divieto di esaminare le leggi 
(DTF 129 II 249 consid. 5.4). 

6.2 Come  già  accennato,  nella  legge  sui  revisori  (LSR)  sono 
esplicitamente  disciplinati  l'elenco  esaustivo  dei  cicli  di  formazione 
(art. 4 cpv. 2 LSR), l'esperienza pratica professionale a dipendenza del 
tipo di formazione conclusa (art. 4 cpv. 2 lett. b, c e art. 4 cpv. 4 LSR), 
la possibilità di completare l'elenco dei cicli di formazione unicamente 
tramite  ordinanza  del  Consiglio  federale  (art.  4  cpv.  3  LSR)  e 
l'applicazione  della  regola  sui  casi  di  rigore  solo  in  riferimento 
all'esperienza  pratica  professionale  (art.  43  cpv.  6  LSR).  Questa 
regolamentazione esplicita a livello di legge federale è vincolante per i 
tribunali  (art.  190  Cost;  DTF  129  II  249  consid.  5.4).  Il  Tribunale 
amministrativo  federale  deve quindi  applicare  l'art.  4  cpv. 2  LSR. Di 
conseguenza possono essere abilitate come periti revisori solo quelle 
persone  che  hanno  concluso  un  ciclo  di  formazione  come  previsto 

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all'art.  4  cpv.  2  LSR.  Non  rientra  nella  competenza  dei  tribunali  di 
ampliare  la  lista  esaustiva  dei  cicli  formativi,  riconoscendone  altri 
equivalenti. 

7.
Dalle  allegazioni  suesposte  risulta  che  il  ricorrente  non  adempie  i 
requisiti in materia di formazione di cui all'art. 4 cpv. 2 LSR, poiché il 
diploma  universitario  in  scienze  politiche  non  è  elencato  nella  lista 
esaustiva dei cicli di formazione di tale disposto. Per questo motivo egli 
non può  essere  abilitato  ad  esercitare  l'attività  di  perito  revisore  né 
sulla  scorta  dell'art. 4  LSR,  né sulla  base della  clausola  dei  casi  di 
rigore dell'art. 43 cpv. 6 LSR. 

8.
Il  ricorrente  postula  in  via  subordinata  di  accogliere  il  ricorso  e  di 
conseguenza  di  abilitarlo  ad esercitare  la  professione di  revisore. A 
questo  riguardo  si  constata  che  per  essere  abilitati  a  esercitare  la 
funzione di  revisore  sono richiesti  i  medesimi  requisiti  in  materia  di 
formazione come lo è il caso per l'abilitazione dei periti revisori (l'art. 5 
cpv. 1 lett. b LSR rimanda esplicitamente all'art. 4 cpv. 2 LSR) e che le 
condizioni  di  abilitazione  dei  periti  revisori  e  dei  revisori  presentano 
unicamente  differenze  per  quanto  attiene  ai  requisiti  in  materia  di 
esperienza professionale (art. 5 cpv. 1 lett. c, art. 5 cpv. 2 e art. 4 cpv. 2 
e cpv. 4 LSR). Come già accertato, il ricorrente non dispone di un ciclo 
di formazione conformemente all'art. 4 cpv. 2 LSR, per cui egli non può 
essere abilitato ad esercitare né la professione di esperto revisore né 
quella di revisore.

9.
Per i motivi succitati il ricorso va respinto.

10.
Visto  l'esito  della  procedura  il  ricorrente  che  soccombe  deve 
sopportare le spese procedurali (art. 63 cpv. 1 PA). Esse sono fissate a 
2000.- fr. e sono compensate con l'anticipo spese dello stesso importo. 
In  qualità  di  parte  soccombente  al  ricorrente  non  può  essere 
assegnata alcuna indennità (art. 64 cpv. 1 PA, e contrario).

L'ASR in qualità di  autorità federale non ha diritto ad un'indennità a 
titolo  di  ripetibili  (art.  7  cpv. 3  del  Regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

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del 21 febbraio 2008, TS-TAF, RS 173.320.2).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 2000.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Esse  sono  computate  con  l'anticipo  spese  di  fr. 2000.-,  entro  un 
termine  di  30  giorni  dalla  crescita  in  giudicato  della  presente 
decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. N. domanda 104'403; Atto giudiziario)
- al Dipartimento federale di giustizia e polizia (Atto giudiziario)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Brentani Corrado Bergomi

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  1000  Losanna  14,  entro  un 
termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. 
e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 
173.110]. Gli  atti  scritti  devono essere redatti  in  una lingua ufficiale, 

Pagina 19

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contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed 
essere  firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 26 settembre 2008

Pagina 20