# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ed66ad79-dc44-519b-baf0-f1b795ebb48f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-03-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 14.03.2002 15.2002.8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2002-8_2002-03-14.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2002.00008

  	
  Lugano

  14 marzo 2002

  EC/fc/dp

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 19 dicembre 2001 di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
   

  Contro

  	 

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano e
meglio contro il calcolo del minimo d’esistenza del 7 novembre 2001 nell’ambito
di diverse procedure esecutive promosse contro il reclamante da:

 

	
   

  	
  __________

   

  

 

 

viste le
osservazioni 10 gennaio 2002 dell’UE di Lugano;

 

 

esaminati atti e
documenti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

 

                                           A  Lo Stato del Cantone Ticino e la Cassa Cantonale di __________ procedono
nei confronti di __________ per l’incasso dei loro crediti. Il 7 novembre 2001
l’UE di Lugano ha proceduto al pignoramento del reddito nei confronti del
debitore, stabilendo l’eccedenza pignorabile in fr. 1'185.-- mensili, in base
al calcolo seguente:

 

                                  Introiti:                 

                                  Debitore                                  fr.     4'000.--     56%

                                  Contr.
moglie                          fr.     3'191.--

                                  Totale
mensile                        fr.     7'191.--                 fr.     4'000.--

                                  Minimo di esistenza:

                                  Minimo
di base                       fr.     1’550.--

                                  locazione                                 fr.     1’610.--

                                  C.M.
Ass., inf. (…)                  fr.        529.–

                                  pfd.                                           fr.        242.--

                                  leasing
auto                             fr.        892.--

                                  ass.
div.                                   fr.        200.--

                                  totale
deduzioni                      fr.   5'023.00     56%    fr.   2'812.80

                                  Eccedenza
mensile pignorabile                                 fr.     1'185.--

 

 

                                           B. Con tempestivo ricorso 19 dicembre 2001 __________ è insorto contro
il conteggio allestito dall’UE di Lugano postulando la determinazione
dell’eccedenza pignorabile in franchi zero, atteso che:

 

                                               -    “lavora quale
tassametrista indipendente, regolato tuttavia da una centrale operativa alla
quale fanno capo diversi altri tassametristi”;

 

                                               -    “i viaggi che
egli effettua avvengono su chiamata della centrale, che registra ogni
spostamento”;

 

                                               -    “l’orologio-tassametro
installato sul proprio veicolo da ogni tassametrista deve quindi combaciare con
le risultanze della centrale operativa”;

 

                                               -    “dispone quindi
di una contabilizzazione propria forzatamente precisa non solo delle spese che
sopporta, ma pure di tutti i viaggi effettuati: questi risultano dalle strisce
di stampa relative a detti viaggi, che si producono con i riassunti dettagliati
(per ogni mese dell’anno 2001) dei ricavi e delle spese di __________. Da detti
riassunti risulta un reddito mensile di poco più di fr.   2'100.--“;

 

                                               -    “convive
con __________, attualmente in malattia al 50% e quindi senza diritto alla
percezione dell’assicurazione disoccupazione; essa purtroppo non è stata
assicurata dal suo ultimo datore di lavoro (__________) in materia di
malattia”.

 

 

                                           C. Delle
osservazioni 10 gennaio 2002 dell’UE di Lugano, postulanti la reiezione del
gravame, si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

 

in
diritto:                              

 

 

                                           1.  Nell'ambito del pignoramento l'escusso
deve informare esaurientemente l'ufficio circa la sua sostanza e il suo
reddito, fintanto che questi non siano sufficienti a coprire tutte le
esecuzioni che partecipano al pignoramento (cfr. art 91 cpv. 1 n. 2 LEF; DTF
117 III 61 ss.; André E. Lebrecht
in: Basler Kommentar zum SchKG, Vol. II, 1998, n. 9 ad art. 91 LEF).
Gli uffici sono tenuti, di regola, a verbalizzare le dichiarazioni
dell'escusso, che le deve sottoscrivere.

 

 

                                           2.  Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito del
debitore le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le
circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del
pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua
famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III 13; Georges Vonder Mühll, Basler Kommentar zum SchKG,
Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 17 ad art. 93), ritenuto che delle successive
modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame
del pignoramento (DTF 108 III 13).

 

 

                        3.  Per l’art. 93 cpv.1 LEF i redditi dell’escusso, tra cui rientrano
anche le prestazioni di qualsiasi tipo destinate a risarcire una perdita di
guadagno, possono essere pignorati se, a giudizio dell’ufficiale, non siano
assolutamente necessari al sostentamento del debitore e della sua famiglia;
tuttavia a favore del medesimo creditore o del medesimo gruppo di creditori il
reddito dell’escusso può essere pignorato - nella stessa esecuzione - per la
durata massima di un anno a partire dall’esecuzione del pignoramento
rispettivamente a partire dall’esecuzione del primo pignoramento (art. 93 cpv.2
LEF). Per provento da lavoro nel senso dell’art. 93 LEF si intende ogni
introito pervenuto all’escusso quale retribuzione per una sua attività
lavorativa, sia essa dipendente o indipendente (DTF 85 III 39, 86 III
16). In caso di reddito da attività indipendente, ai fini del pignoramento si
potrà tenere conto tuttavia soltanto del reddito netto, dopo deduzione
dal reddito lordo delle spese connesse all’esercizio dell’attività (DTF 112
III 20; Vonder Mühll, op.
cit., n.5 ad art. 93 LEF).

 

 

                        4.  Il
ricorrente contesta che i suoi attuali introiti siano pignorabili, ritenuto
egli ha un reddito mensile da attività indipendente di poco più di fr. 2'100.--
e che la convivente __________ è attualmente in malattia al 50% e non
percepisce alcuna indennità.

 

 

 

                                           5.  L’escusso
svolge l’attività di tassametrista in proprio. L’UE di Lugano ha determinato il
reddito mensile netto del debitore in fr. 4'000.--. La recente giurisprudenza
del Tribunale federale prevede che se il debitore esercita un’attività
lucrativa indipendente, l’Ufficio d’esecuzione deve:

 

                                               -    interrogarlo sul
genere d’attività svolta;

                                               -    interrogarlo
sulla natura e sul volume dei suoi affari;

                                               -    stimare
l’ammontare del reddito;

                                               -    provvedere
d’ufficio alle necessarie inchieste;

                                               -    raccogliere le
informazioni ritenute utili;

                                               -    farsi consegnare
la contabilità e tutti gli altri documenti concernenti l’attività lucrativa.

 

                                               Se
l’inchiesta condotta dall’Ufficio non porta ad alcun elemento certo, esso terrà
conto degli indizi a disposizione. Se il debitore non tiene una contabilità
regolare, il risultato della sua attività indipendente deve essere valutato
paragonandola ad altre simili e se necessario va stimata per apprezzamento (DTF
126 III 91 cons.3a con rinvii).

 

 

                                      6.a)   La
quota pignorabile di un lavoratore indipendente si calcola, di principio,
sottraendo al reddito mensile medio il minimo esistenziale della sua famiglia.
Il reddito mensile medio si determina diminuendo il reddito annuale lordo
dell’importo relativo a tutte le spese necessarie al conseguimento del reddito,
il risultato va diviso per dodici (DTF 112 III 20 s. e riferimenti ivi).
Si deve lasciare la possibilità all’escusso di tacitare tutti i creditori che
gli forniscono prestazioni indispensabili per lo svolgimento dell’attività
professionale. Questi creditori godono quindi di un – legittimo (cfr DTF 112
III 17 ss.) – privilegio. L’ufficio di esecuzione deve determinare il reddito
netto sulla base della contabilità o di altre registrazioni. Se l’escusso non
tiene una contabilità, occorre stimare il reddito tramite comparazione con
attività analoghe a quella del debitore (DTF 112 III 21).

 

                                           b) In
concreto __________ ha prodotto, con il ricorso, la contabilità relativa alla
sua attività per i mesi da gennaio a novembre 2001. Agli atti vi sono la
distinta delle entrate e delle uscite per quei mesi nonché tutte le pezze
giustificative nel dettaglio.

 

                                           c) Dalle
distinte stampate dal tassametro installato sull’autovettura del ricorrente si
evince che l’introito lordo del debitore per il periodo dal 1. gennaio al 30
novembre 2001 è stato di fr. 55'105.40.

 

                                           d) Dall’esame
puntuale delle  pezze giustificative relative alle spese di __________
attinenti alla sua attività professionale risulta che egli ha sostenuto, nel
periodo dal 1. gennaio al 30 novembre 2001, più o meno le spese da lui indicate
nel sunto delle entrate e uscite per il 2001 di complessivi fr. 22'710.85, così
composte:

 

                                               - fr.     5'642.--  per
l’acquisto di carburante;

                                               - fr.        302.--  per
il lavaggio dell’autovettura;

                                               - fr.      242.85  per
l’acquisto di olio;

                                               - fr.   1'472.55  per
riparazioni;

                                               - fr.     1'645.--  per
accessori;

                                               - fr.      406.60  per
pasti fuori domicilio presi durante il servizio;

                                               - fr.   1'159.10  per
le gomme;

                                               - fr.   3'463.30  per
l’utilizzo del natel;

                                               - fr.   4'188.45  per
spese extra, tra cui rientrano le spese assicurative e le tasse di circolazione
dell’autovettura.

 

                                               Per
quanto riguarda le spese per tasse telefoniche relative all’utilizzo
dell’apparecchio natel, per le riparazioni dell’autoveicolo e per la
sostituzione delle gomme, va rilevato che, sebbene le stesse in parte non siano
state debitamente documentate, appaiono, nella misura sopra menzionata, commisurate
all’attività dell’escusso.

                                               Non
possono invece essere considerati gli importi mensili di fr. 892.-- per le rate
del leasing dell’autovettura di servizio, ritenuto che detto importo è già
stato conteggiato dall’UE di Lugano nel calcolo del minimo di esistenza.

 

                                           e) Ritenuto
che il reddito dell’escusso va rilevato sulla base di una media mensile
riferita ad un lasso di tempo attendibile, lo stesso va calcolato sulla base
degli introiti percepiti e delle spese dal 1. gennaio al 30 novembre 2001. A
fronte di un introito lordo di fr. 55'105.40 il ricorrente ha avuto spese per
fr. 22'710.85, conseguendo così un reddito netto di fr. 32'394.55, che
suddiviso per gli undici mesi del periodo di computo, da un reddito netto medio
di fr. 2945.-- mensili.

 

 

                                      7.a)   Il ricorrente ha ancora sostenuto che la convivente __________ è
attualmente in malattia al 50% e non percepisce alcuna indennità.

 

 

                                           b) Per
l’art. 21 cpv. 4 LPR la sentenza che ammette il ricorso può riformare il
provvedimento impugnato o annullarlo con rinvio all’organo di esecuzione e
fallimento per un nuovo giudizio. Se il provvedimento impugnato contiene
accertamenti di fatto sufficienti, l’Autorità di vigilanza riforma il pregresso
giudizio; in caso contrario la vertenza è rinviata all’organo di esecuzione
affinché completi gli accertamenti ed emani un nuovo provvedimento. La
decisione sulla specie d’effetto rientra nel potere discrezionale dell’Autorità
di vigilanza (Flavio Cometta,
Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2 ad art. 21, p.260).

 

                                           c) Dalla documentazione agli atti risulta che la convivente ha
percepito sino al mese di ottobre 2001 un’indennità di malattia di fr. 3’191.--
mensili dalla __________. Siffatto importo è stato indicato dall’UE di Lugano
quale reddito di __________ nel verbale di pignoramento del 7 novembre 2001.
Dallo scritto trasmesso all’UE il 17 novembre 2001 dalla stessa __________ si
evince comunque che dal 1. novembre 2001 la convivente non aveva più diritto ad
alcuna prestazione assicurativa. L’UE di Lugano, venuto a conoscenza della
mutata condizione finanziaria di __________ avrebbe dovuto effettuare gli
accertamenti necessari tendenti ad appurare le sue nuove fonti di reddito. Non
avendo proceduto in questo senso l’UE ha quindi omesso di compiere, rendendoli
controllabili, i necessari accertamenti atti a determinare il reddito di
__________ dopo il 30 ottobre 2001. Di conseguenza per sanare tale omissione
s’impone l’annullamento dell’atto di pignoramento impugnato e la retrocessione
degli atti all’UE di Lugano affinché proceda ad un nuovo pignoramento dei
redditi dell’escusso sulla base delle considerazioni sin qui espresse.

 

 

                                           8.  Ne
consegue il parziale accoglimento del gravame.

                                               Sulle
tasse occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria
al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l’art.
17 LEF (cfr. Jean–François Poudret/Suzette
Sandoz–Monod, Commentaire de la loi fédérale d’organisation
judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 all’art. 81, p. 804) – siffatto principio
è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo
periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons. 2a). Per lo
stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

 

richiamati
gli art. 17 e 93 LEF

 

 

 

pronuncia:

 

                                           1.  Il ricorso 19 dicembre 2001 di __________, è parzialmente accolto.

 

                                      1.1    Di
conseguenza gli atti sono retrocessi all’UE di Lugano affinché abbia a
determinarsi come ai considerandi 6d) e 6e) e 7c) di questa sentenza.

 

                                           2.  Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                           3.  Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                               4.Intimazione
a:  -     _____________

 

 

 

Per la Camera
di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di
vigilanza

Il presidente                                                                              
Il segretario