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**Case Identifier:** 3473e29f-e02a-5c15-905c-5836c7562e99
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2016-10-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.10.2016 A-646/2016
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-646-2016_2016-10-19.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-646/2016 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 9  o t t o b r e  2 0 1 6  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot, (presidente del colle-

gio), Marianne Ryter, Christoph Bandli, 

cancelliere Manuel Borla 

 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

…, 

patrocinato dall'avv. …, 

… Studio legale e notarile, 

…,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Comando Regione guardie di confine IV, 

Via Calprino 8, 6900 Paradiso, 

autorità inferiore. 

 
 

 
 

Oggetto 

 
Scioglimento immediato del rapporto di lavoro. 

 

 

 

A-646/2016 

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Fatti: 

A.  

A._______, classe 1962 ha iniziato la propria attività presso l’Amministra-

zione federale delle dogane (AFD), Corpo delle guardie di confine (Cgcf), 

il …, con la funzione di aspirante guardia di confine con un grado di occu-

pazione del 100%. L’interessato ha quindi ricoperto la funzione di guardia 

di confine presso varie unità organizzative sino ad occupare la funzione di 

capo impiego, a far tempo dal …, presso il posto guardie di confine Lugano. 

B.  

B.a In data 20 settembre 2015 l’interessato, coadiuvato dal sergente 

B._______ e dal caporale C._______, effettuava, in zona lungo il fiume 

Tresa, un fermo e un controllo di un autoveicolo Mazda 323 immatricolato 

TI 263 544, alla cui guida sedeva D._______, cittadina ucraìna a beneficio 

di un permesso “B” nr. …, accompagnata dal signor E._______, cittadino 

russo. Dal controllo effettuato tramite “l’apparecchio etanografico” emer-

geva che la conducente versava in uno stato di ebrietà con un tasso alco-

lico del 1,35 per mille. 

Conseguentemente, la stessa veniva condotta negli uffici doganali del va-

lico di Ponte Tresa, per consegna agli agenti della polizia cantonale, dove, 

dopo un primo tentativo di fuga, rivolgeva pesanti insulti e “sputi” all’indi-

rizzo delle forze dell’ordine. Essa veniva quindi ammanettata, fatta salire 

nell’auto di servizio della polizia cantonale, e allacciata alla “cintura di sicu-

rezza”. 

B.b Contestualmente alle pratiche amministrative in evasione relative alla 

consegna della signora D._______ da parte del Cgcf e la Polizia cantonale, 

A._______ si dirigeva verso l’autovettura della polizia aprendone la por-

tiera; egli entrava quindi in contatto fisico con la persona fermata ed am-

manettata. 

B.c D._______ veniva in seguito accompagnata al pronto soccorso, in se-

guito ad una ferita alla testa con perdite di sangue sugli indumenti indos-

sati, dove le veniva riscontrato un tasso alcolico variante dal 1,21 al 1,84 

per mille e veniva diagnosticato un trauma cranico lieve con ferita lacero 

contusa. 

 

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C.  

C.a Il 25 settembre 2015 D._______ (in seguito anche denunciante) ha 

sporto denuncia per lesioni semplici nei confronti di una guardia di confine 

in servizio presso il valico di …, il cui nome era ad essa sconosciuto. 

C.b Il 2 ottobre seguente il procedimento è stato assunto dalla giustizia 

militare, ed il 23 ottobre 2015 il Giudice istruttore ha ordinato l’apertura 

dell’inchiesta d’assunzione preliminare delle prove e l’assunzione delle 

prime misure istruttorie. 

D.  

Con decisione del 26 ottobre 2015, l'Amministrazione federale delle do-

gane, Comando Regione guardie di confine IV (Cgcf), ha deciso di sospen-

dere dal servizio A._______, con effetto dal 23 ottobre 2015, senza conse-

guenza alcuna su stipendio, indennità di residenza e rapporti assicurativi. 

E.  

Il 18 novembre 2015 il Giudice istruttore ha proposto all’Uditore in capo di 

ordinare l’apertura di un’inchiesta ordinaria nei confronti di A._______ per 

i fatti accaduti il 20 settembre 2015, e meglio per aver “colpito al capo la 

signora D._______ quando essa si trovava seduta e ammanettata all’in-

terno di una volante della PolCaTI”. 

F.  

Con scritto del 25 novembre 2015, A._______ (in seguito: ricorrente) ha 

inoltrato ricorso contro la decisione di sospensione dal servizio del 26 otto-

bre 2015, chiedendo in via principale la revoca della sospensione, con con-

seguente riammissione al servizio. Il ricorrente ha inoltre chiesto, in via su-

per provvisionale, il ripristino dell'effetto sospensivo. 

G.  

G.a Con decisione incidentale del 26 novembre 2015, il Tribunale ammini-

strativo federale (in seguito: TAF o il Tribunale) ha respinto, in via super-

cautelare, la richiesta di ripristino dell'effetto sospensivo. Contestualmente, 

la presente autorità giudiziaria ha chiesto all'autorità inferiore di inoltrare 

risposta al ricorso, come pure di pronunciarsi in merito alla domanda di 

ripristino dell'effetto sospensivo. 

G.b Con risposta del 9 dicembre 2015, limitatamente alla domanda provvi-

sionale, l'autorità di prima istanza ha chiesto di respingere la richiesta di 

ripristino dell'effetto sospensivo al ricorso, evidenziando come la giurispru-

denza abbia fissato criteri restrittivi, che in casu non sono adempiuti. In 

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particolare, a dire del Cgcf, sussisterebbe un interesse pubblico a mante-

nere la sospensione dal servizio, a tutela dell’immagine del Corpo delle 

guardie di confine. 

H.  

L’11 dicembre 2015 l’Uditore in capo, dando seguito al rapporto finale del 

giudice istruttore del 18 novembre 2015, ha quindi ordinato un’istruzione 

preparatoria nei confronti di A._______. 

I.  

I.a Il 16 dicembre 2015 il TAF ha confermato la decisione in via supercau-

telare, respingendo la richiesta di rispristino dell’effetto sospensivo, invi-

tando il Cgcf ad esaminare in che misura sarebbe stato possibile occupare 

il ricorrente, sino al 15 marzo 2016, con una diversa attività lavorativa. 

I.b Il medesimo giorno, il Cgcf ha trasmesso al patrocinatore di A._______, 

il progetto di decisione amministrativa relativa allo scioglimento del rap-

porto di lavoro per “motivi gravi”, concedendo allo stesso il diritto di presen-

tare le proprie osservazioni in merito nel termine di 2 giorni dal ricevimento 

dello stesso. 

I.c Con osservazioni del 21 dicembre 2015, in ossequio al diritto di essere 

sentito, il ricorrente ha contestato integralmente il progetto di decisione del 

16 dicembre precedente, chiedendo al datore di lavoro di essere reinte-

grato al servizio con effetto immediato. 

J.  

Con certificato medico del 22 dicembre 2015 A._______ è stato ritenuto 

inabile al lavoro in ragione del 100% a far tempo dal giorno stesso sino al 

31 gennaio 2016 “a causa di un forte esaurimento”. 

K.  

Dopo aver concesso a A._______ un termine di due giorni per presentare 

le proprie osservazioni in merito e considerati sufficienti gli elementi raccolti 

dalla giustizia militare per l’adozione di una decisione di merito, il 23 dicem-

bre 2015 il Cgcf ha disdetto in modo immediato il contratto di lavoro con 

l’interessato, a causa di motivi gravi, a far tempo dal 24 dicembre 2015. 

L’autorità inferiore, evidenziando le gravi circostanze che sono emerse 

dall’inchiesta della giustizia militare, ha ritenuto irrimediabilmente leso il 

rapporto di fiducia tra le parti. 

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L.  

Con ricorso del 1° febbraio 2016 A._______ (in seguito il ricorrente o l’in-

sorgente) ha impugnato la decisione del Cgcf dinnanzi al Tribunale ammi-

nistrativo federale, chiedendo in via cautelare il ripristino dell’effetto so-

spensivo protestate spese e ripetibili, e in via principale e nel merito l’an-

nullamento della stessa con il reintegro nelle proprie funzioni. A sostegno 

delle proprie pretese il ricorrente ha censurato dapprima la violazione del 

diritto di essere sentito, nel corollario del diritto ad una decisione motivata, 

nonché la violazione del diritto federale, nello specifico l’eccesso e l’abuso 

del potere di apprezzamento, come pure l’accertamento inesatto e incom-

pleto dei fatti giuridicamente rilevanti. Egli ha altresì evidenziato che la de-

cisione impugnata vìoli i principi costituzionali di proporzionalità, buona 

fede ed uguaglianza di trattamento, nonché il principio di presunzione di 

innocenza. Il ricorrente ha postulato in particolare l’audizione di diversi te-

ste, l’espletamento di una perizia medica di D._______ come pure il ri-

chiamo dell’incarto di giustizia militare. Con scritto del 2 febbraio 2016 il 

ricorrente ha indicato al Tribunale di mantenere il ricorso contro la sospen-

sione dal servizio. Il 15 febbraio seguente il ricorrente ha trasmesso nuovi 

documenti quali mezzi di prova. 

M.  

Con decisione incidentale del 25 maggio 2016 il Tribunale ha congiunto il 

procedimento ricorsuale contro la decisione di sospensione dal servizio del 

26 ottobre 2015 (numero di ruolo A-7595/2014), con il ricorso contro la de-

cisione di scioglimento del rapporto di lavoro del 23 dicembre 2015, chie-

dendo all’autorità inferiore di trasmettere le proprie osservazioni ricorsuali 

in merito alla volontà dell’insorgente di mantenere il ricorso contro la pre-

cedente decisione di sospensione dal servizio. 

N.  

Con osservazioni del 4 luglio 2016, l’autorità inferiore ha chiesto di respin-

gere il ricorso nonché le richieste di rispristino dell’effetto sospensivo e di 

mantenimento del ricorso contro la decisione della sospensione dal servi-

zio del 26 ottobre 2016. 

O.  

Con osservazioni finali del 26/27 luglio 2016, il ricorrente si è riconfermato 

nelle proprie conclusioni di causa. 

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P.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi di seguito, qualora risultino giuridicamente determinanti per l'esito 

della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla proce-

dura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità menzionate 

all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale ammini-

strativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di cui all'art. 32 

LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è retta dalla PA, in 

quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). 

1.2 Nella presente fattispecie, l'atto impugnato costituisce una decisione ai 

sensi dell'art. 5 PA, emessa dal Cgcf in materia di rapporto di lavoro, che 

conformemente all’art. 36 cpv. 1 LPers, nonché all’art. 33 lett. d LTAF, è 

impugnabile con ricorso davanti al Tribunale amministrativo federale. 

1.3 Pacifica è la legittimazione ricorsuale del ricorrente, essendo lo stesso 

destinatario della decisione appellata e avendo un interesse a che la stessa 

venga qui annullata (art. 48 PA). Il ricorso è poi stato interposto tempesti-

vamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma e 

di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA). 

1.4 Il ricorso è ricevibile in ordine e deve essere esaminato nel merito. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-

cati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del po-

tere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o incom-

pleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) nonché l'inadegua-

tezza (art. 49 lett. c PA; ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ 

KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, Basilea 

2013, pag. 88 n. 2.149 segg; ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHL-

MANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 7a ed. 2016, pag. 247 n. 1146 segg.). 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9208c720-7ed2-4a2f-bca0-c8efef97c0cb?source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/2dc1cb16-a63f-4d9b-8b3f-39a8bfe8831a?source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/8a5dd572-7de5-4501-9bc3-2950bbd021ab?source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady

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2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 

cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, 

né dalle argomentazioni delle parti (DTAF 2007/41 consid. 2 [pag. 529 e 

seg.]; PIERRE MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 

2011, pag. 300 n. 2.2.6.5). I principi della massima inquisitoria e dell'appli-

cazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l'autorità competente pro-

cede difatti spontaneamente a constatazioni complementari o esamina altri 

punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in 

tal senso (DTF 135 I 190 consid. 2.1; DTAF 2014/24 consid. 2.2 [pag. 348 

e seg].). 

2.3 Nell'ambito dell'ampio potere d'apprezzamento di cui dispone lo scri-

vente Tribunale, si deve comunque considerare ch'egli lo eserciterà con 

prudenza qualora si debba giudicare di questioni per le quali l'autorità di 

prima istanza, a sua volta, dispone pure di siffatto ampio potere d'apprez-

zamento. Tale è il caso, per quanto concerne l'esame del criterio dell'ade-

guatezza in rapporto alla valutazione delle prestazioni di un impiegato, del 

rapporto di fiducia tra datore di lavoro e impiegato, della responsabilità di 

assicurare una corretta esecuzione dei compiti di un'unità amministrativa, 

nonché della classificazione delle funzioni ("Stelleneinreihung"). In caso di 

dubbio, esso non si scosta dalla posizione assunta dall'autorità inferiore 

rispettivamente non sostituisce il proprio apprezzamento a quello di  

quest'ultima ([tra le tante] sentenze del TAF A-4813/2014 del 9 febbraio 

2015 consid. 2.1 con rinvii e A-2878/2013 del 21 novembre 2013 consid. 

2.1 con rinvii). 

3.  

Con la presente impugnativa il ricorrente ha postulato, in via cautelare il 

ripristino dell’effetto sospensivo protestate spese e ripetibili, e in via princi-

pale l’annullamento della stessa con il reintegro nelle proprie funzioni. L’in-

sorgente ha in particolare censurato la violazione del diritto di essere sen-

tito, la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del po-

tere di apprezzamento, nonché l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti, come pure la violazione dei principi costituzionali 

di proporzionalità, della buona fede, della presunzione di innocenza, 

dell’uguaglianza di trattamento. 

4.  

4.1 Prima di addentrarsi nel merito delle singole censure sollevate nel gra-

vame, occorre rilevare che il ricorrente ha chiesto, tra i vari mezzi di prova 

offerti, il richiamo integrale dell’incarto della giustizia militare, una perizia 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/f2a267d6-8dc6-4d54-ae40-b1350ff5c759?source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/f2a267d6-8dc6-4d54-ae40-b1350ff5c759?source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/6adbc4e9-1738-4cfd-b694-92fb0d34b26c?citationId=9253bf58-da65-48cd-9026-15a8bebbb9f6&source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/94710918-49eb-4003-abb7-ca1b0d084266?citationId=8c6f56fd-bab1-4a4f-ab0e-dd4e9d10c383&source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/47432863-3248-4409-8c9d-8d00bab83279?citationId=ea744b12-d88e-4bb0-b86c-f0d15f2a46c7&source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/d59835c0-a7d0-4488-ab68-4f777f4e0fdc?citationId=5e450188-d59f-4e62-96f1-a1f82f320d6d&source=document-link&SP=3|a4tady

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medica della signora D._______ come pure l'audizione testimoniale del 

medico assistente attivo presso l’ente ospedaliero cantonale, che ha me-

dicato la denunciante, delle guardie di confine intervenute con il ricorrente, 

nonché degli agenti della polizia cantonale intervenuti per ricevere in con-

segna la signora D._______. 

4.2 Per costante giurisprudenza, il diritto di essere sentito sancito all’art. 29 

cpv. 2 Cost. comprende anche – pur valendo nella procedura amministra-

tiva, di regola, il principio inquisitorio – la facoltà per l’interessato di offrire 

mezzi di prova su punti rilevanti e di partecipare alla loro assunzione, o 

perlomeno di potersi esprimere sui risultati, in quanto possano influire sul 

giudizio (DTF 136 I 265 consid. 3.2; 135 II 286 consid. 5.1; 129 II 497 con-

sid. 2.2 e riferimenti). Tale garanzia non impedisce tuttavia all’autorità in 

causa di procedere ad un apprezzamento anticipato delle prove richieste, 

se è convinta che esse non potrebbero condurla a modificare la sua opi-

nione (cfr. art. 33 PA; DTF 136 I 229 consid. 5.3; 130 II 425 consid. 2.1; 

125 I 127 consid. 6c/cc in fine; 124 I 208 consid. 4a e le sentenze citate). 

4.3 Nella fattispecie, l'offerta dei mezzi di prova sopra elencati deve essere 

respinta, siccome le richieste di richiamo dell’incarto di Giustizia militare, 

dell’audizioni dei testi elencati e dell’esperimento di una perizia psichiatrica 

non apporterebbero alcun elemento utile per il presente giudizio, lo stesso 

potendo venir emanato sulla scorta del materiale già agli atti, come si vedrà 

nei considerandi qui di seguito. 

5.  

5.1 Con riferimento alle censure allegate, il ricorrente ha lamentato innan-

zitutto la violazione del diritto di essere sentito, poiché l’autorità di prima 

istanza ha concesso un termine troppo breve – 2 giorni – per presentare le 

proprie osservazioni al progetto di decisione relativa al licenziamento im-

mediato; pure la proroga postulata per presentare “le proprie obbiezioni” 

non è stata concessa. In proposito, in sede di scambio degli allegati, il da-

tore di lavoro non ha ritenuto di entrare nel merito della censura ricorsuale. 

5.2  

5.2.1 Il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui viola-

zione implica, di principio, l'annullamento della decisione resa dall'autorità, 

indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso nel merito (AN-

DREAS AUER/GIORGIO MALINVERNI/MICHEL HOTTELIER, Droit constitutionnel 

suisse, volume II, Les droits fondamentaux, 3a ed. 2013, pag. 619 n. 1358; 

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cfr. pure DTF 134 V 97). Tale doglianza deve quindi essere esaminata prio-

ritariamente dall'autorità di ricorso (DTF 137 I 195 cons. 2.2). 

5.2.2 Detto diritto, sancito dall'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale 

della Confederazione Svizzera (Cost.; RS 101), è concretizzato in proce-

dura amministrativa federale dagli art. 18, 26 – 33 e 35 cpv. 1 PA. Lo stesso 

garantisce all'interessato il diritto di esprimersi prima che sia resa una de-

cisione sfavorevole nei suoi confronti, il diritto di prendere visione dell'in-

carto, la facoltà di offrire mezzi di prova su fatti suscettibili di influire sul 

giudizio, di esigerne l'assunzione, di partecipare alla loro assunzione e di 

potersi esprimere sulle relative risultanze, nella misura in cui esse possano 

influire sulla decisione (DTF 135 II 286 consid. 5.1 con rinvii; sentenze del 

TF 4A_35/2010 del 19 maggio 2010 consid. 6; 8C_321/2009 del 9 settem-

bre 2009 consid. 2.3; sentenza del TAF A-7094/2010 del 21 gennaio 2011 

consid. 3.2 con rinvii). 

In particolare, la garanzia del diritto di esprimersi prima dell'adozione di una 

decisione nei propri confronti, non serve solo a chiarire i fatti, bensì rappre-

senta anche un diritto individuale di partecipare alla pronuncia di una deci-

sione mirata sulla persona in quanto tale. Il diritto di essere sentito è quindi 

da un lato, il mezzo d'istruzione della causa, dall'altro un diritto della parte 

di partecipare all'emanazione della decisione che concerne la sua situa-

zione giuridica. Garantisce in altre parole l'equità del procedimento (ADELIO 

SCOLARI, Diritto amministrativo, Parte generale, 2002, pag. 161 n. 483 seg. 

con rinvii; ULRICH HÄFELIN/WALTER HALLER/HELEN KELLER, Schweizeri-

sches Bundesstaatsrecht, 9a ed. 2016, pag. 247 n. 835). Per quanto attiene 

ai termini di audizione preliminare in procedura amministrativa federale, la 

dottrina recente si esprime in maniera critica nei confronti di termini inferiori 

a 20 giorni (PATRICK SUTTER, in Kommentar zum Bundesgesetz über das 

Verwaltungsverfahren (VwVG), AUER et al. (ed.), 2008, ad art. 30a cpv. 2 

PA, pag. 447 e seg. n° 9; DTF 135 II 78, consid. 2.3.2) 

A titolo eccezionale, la violazione del diritto di essere sentito può essere 

sanata nella procedura di ricorso, se i motivi determinanti sono stati addotti 

in risposta dall'autorità, se il ricorrente ha potuto commentarli in un succes-

sivo memoriale e, soprattutto, se il potere d'esame della giurisdizione com-

petente non è più ristretto di quello dell'istanza inferiore (sentenza del TF 

1C_104/2010 del 29 aprile 2010 consid. 2.1; DTF 133 I 201 consid. 2.2; 

[tra le molte] sentenza del TAF A-1876/2013 del 6 gennaio 2015 consid. 3.5 

con rinvii). 

  

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5.3  

5.3.1 Dalla documentazione agli atti emerge che il progetto di decisione di 

disdetta immediata sia stato preannunciato il 16 dicembre 2015 e notificato 

per corriere raccomandato il giorno successivo 17 dicembre 2015 (cfr. 

email del 17 dicembre 2015 del patrocinatore del ricorrente l’estratto del 

tracciato postale). Il termine per una presa di posizione in ossequio del 

diritto di essere sentito è stato fissato a soli 2 giorni lavorativi dalla notifica 

dello scritto. Alla richiesta di proroga del ricorrente, il consulente delle ri-

sorse umane dell’AFD, ha risposto con email del 17 dicembre 2015, indi-

cando che “il termine concesso di 2 giorni è adeguato”, come pure che “un 

termine di 10-15 giorni entrerebbe in considerazione qualora si procedesse 

per una disdetta ordinaria”. 

5.3.2 Nello specifico, il Tribunale ritiene che determinare se il termine di 2 

giorni dalla notifica del progetto decisionale, per prendere posizione sullo 

stesso, sia conforme al disposto di legge che prescrive “un congruo ter-

mine”, può rimanere inevasa. Infatti, va qui rilevato che il ricorrente, in os-

sequio del proprio diritto di essere sentito, ha trasmesso le proprie osser-

vazioni il 21 dicembre 2015, le quali, giunte il giorno seguente 22 dicembre, 

sono state considerate dall’autorità inferiore nel quadro della decisione del 

23 dicembre 2015 qui impugnata. A titolo abbondanziale la presente auto-

rità giudiziaria sottolinea come l’insorgente ha potuto prendere posizione, 

presentare i propri mezzi di prova e in generale partecipare all’istruttoria, 

in ossequio del diritto citato, pure dinnanzi a codesto Tribunale, il quale è 

tenuto, secondo l’art. 49 PA, ad esaminare tutti i gravami ricorsuali. Di con-

seguenza ogni eventuale violazione del diritto di essere sentito del ricor-

rente potrebbe essere considerata come sanata. 

6.  

6.1  

Nel merito, il ricorrente censura anzitutto la violazione del diritto federale, 

in particolare l’assenza di motivi gravi, quale presupposto a fondamento di 

una disdetta straordinaria del rapporto di lavoro. A suo dire infatti “ad oggi 

non è dato sapere cosa sia effettivamente successo in data 20.09.2015, 

né in che modo la signora D._______ si sia procurata la ferita”. 

L'autorità di prima istanza ha invece considerato assodato, ritenendolo 

“motivo grave” a fondamento della disdetta immediata, il comportamento 

mantenuto dall’insorgente in occasione del fermo della denunciante, in par-

A-646/2016 

Pagina 11 

ticolare, risulta grave l’aver colpito, con la base dello spray irritante, la si-

gnora D._______ al capo, la quale si “trovava ammanettata, allacciata alla 

cintura di sicurezza nell’autovettura della Polizia cantonale, incapace di di-

fendersi da un attacco fisico”. Altrettanto grave sarebbe la mancata ed im-

mediata informazione dell’accaduto ai diretti superiori. 

6.2  

6.2.1 Giusta l’art. 10 cpv. 4 LPers le parti possono disdire immediatamente 

i rapporti di lavoro di durata determinata e indeterminata per motivi gravi. 

Con la revisione della LPers entrata in vigore il 1° luglio 2013, contraria-

mente a quanto prescritto dall'art. 12 vLPers (RU 2001 894), il legislatore 

ha rinunciato ad indicare quale motivo "ogni circostanza che non permetta 

per ragioni di buona fede di esigere da chi dà la disdetta che continui ad 

onorare il contratto”. Tuttavia il contenuto e il senso della disposizione le-

gale non mutano rispetto alla precedente normativa, con la conseguenza 

che quale presupposto per la disdetta straordinaria è necessario, come in 

precedenza, una causa grave ai sensi dell'art. 337 Legge federale di com-

plemento del Codice civile svizzero (CO; RS 220). Conseguentemente 

pure la prassi e la giurisprudenza sin'ora sviluppate, restano valide, tenuto 

conto delle eccezioni del diritto pubblico (sentenza del TAF A-4586/2014 

del 24 marzo 2015 consid. 3.1). Secondo tale prassi, il licenziamento im-

mediato è giustificato unicamente in presenza di un atteggiamento che ha 

compromesso la relazione di fiducia fra le parti – presupposto essenziale 

di un rapporto di lavoro – o che l'ha pregiudicata a tal punto che la prose-

cuzione del contratto sino al termine di disdetta ordinario non è più soste-

nibile (sentenza del TAF sopracitata, consid. 3.1, "besonders schweres 

Fehlverhalten"). Mancanze meno gravi possono assurgere a motivo di li-

cenziamento immediato solo se vengono reiterate nonostante un avverti-

mento circa le conseguenze estreme del ripetersi del medesimo compor-

tamento. Con riferimento all'onere della prova circa l'esistenza di un "grave 

motivo" a fondamento della disdetta immediata, esso resta al datore di la-

voro, il quale gode di un considerevole potere di apprezzamento (sentenza 

del TAF sopracitata, consid. 3.1 con rinvii; DTF 130 III 28 consid. 4.1 pag. 

31, con rinvii). 

6.2.2 In particolare va rilevato che la gravità dell’atto può essere conside-

rata assoluta o relativa. È assoluta allorquando è la conseguenza di un atto 

isolato; mentre è relativa, allorquando discende da ripetute violazioni con-

trattuali, di modo che la gravità non consista nell’atto stesso, ma dalla rei-

terazione di più manchevolezze (DTF 130 III 28 consid. 4.1; 130 II 213 

consid 3.2; più recenti sentenze del TF 4A_397/2014 del 17 dicembre 2014 

A-646/2016 

Pagina 12 

consid. 3.1; 4A_60/2014 del 22 luglio 2014 consid. 3.1; sentenze del TAF 

A-2689/2015 del 10 novembre 2015 consid. 3.2.1; A-73/2014 del 14 luglio 

2014 consid. 4.1.1 e A-4465/2013 del 31 ottobre 2013 consid. 4.1 ; RÉMY 

WYLER/BORIS HEINZER, Droit du travail, 3a ed. 2014, pag. 572). 

6.2.3 Di regola la violazione di un dovere contrattuale e/o legale in capo 

alla parte oggetto di disdetta contrattuale può essere presupposto di un 

grave motivo. È il caso ad esempio di gravi violazioni del dovere di diligenza 

e di fedeltà contemplati all'art. 20 LPers, il cui contenuto va letto anche in 

relazione all'art. 321a CO (sentenza del TAF A-1452/2011 del 20 settembre 

2011 consid. 3.2.1). Sulla base di questi disposti legali, il lavoratore è te-

nuto ad espletare con cura e diligenza l’attività lavorativa affidatagli come 

pure a tutelare gli interessi legittimi della Confederazione e del suo datore 

di lavoro. In particolare, viene meno agli obblighi citati colui che assume 

comportamenti che configurano atti illeciti o che configurano il reato penale 

come pure che vìolano, in generale, i disposti legali di diritto, gli accordi 

contrattuali, nonché le direttive o le istruzioni indicategli (PETER HELBLING, 

in : Portmann/Uhlmann [éd.], Stämpfli Handkommentar zum Bundesper-

sonnalgesetz [BPG], 2013, art. 20 LPers, n. 22 e seg. e n. 41 e seg. pag. 

355 e pag. 357). Va ricordato che il contenuto del dovere di fedeltà dipende 

in maniera importante dalla funzione esercitata e dal rango organico rico-

perto dal lavoratore (sentenza del TF 4A_298/2011 del 6 ottobre 2011 con-

sid. 2 e riferimenti). L'obbligo di seguire le istruzioni del datore di lavoro, 

alla base del legame di subordinazione esistente tra le parti contrattuali, 

costituisce uno degli aspetti fondamentali del dovere di fedeltà del dipen-

dente; conseguentemente, il lavoratore che non rispetta le direttive ed istru-

zioni del datore di lavoro vìola il proprio dovere contrattuale (HARRY NÖTZLI, 

Die Beendigung von Arbeitsverhältnissen im Bundespersonalrecht, 2005, 

pag. 101 n° 154 segg. e pag. 111 n. 174; sentenze TAF A-6453/2014 del 9 

dicembre 2015 consid. 8.2.2; A-1352/2011 del 20 settembre 2011 consid. 

3.2.1; A-7762/2009 del 9 luglio 2010 consid. 6.1; A-5455/2009 del 21 gen-

naio 2010 consid. 5.3; A-3551/2009 del 22 aprile 2010 consid. 12.7 e A-

641/2009 del 20 agosto 2009 consid. 3.5.1). 

Va ancora osservato che a differenza dell’art. 321a cpv. 1 CO, il dovere di 

fedeltà contemplato dalla LPers comporta un "doppio obbligo di fedeltà" 

(doppelte Loyalitäts-verpflichtung), nella misura in cui il lavoratore sottopo-

sto alla LPers, oltre alla salvaguardia degli interessi pubblici del proprio 

datore di lavoro (obbligo di fedeltà particolare), ha parimenti l’obbligo di 

fedaltà – nella veste di cittadino – nei confronti dello Stato (obbligo di fe-

deltà generale; HELBLING, op. cit., art. 20 LPers n°50 seg.). Tale dovere 

garantisce il buon funzionamento dell’amministrazione pubblica, alfine di 

A-646/2016 

Pagina 13 

preservare da ogni lesione la fiducia dei cittadini (DTF 136 I 322 consid. 

3.2; sentenza del TAF A-969/2014 dell’11 novembre 2014 consid. 5.2.2 e 

riferimenti). 

Va infine evidenziato che la giurisprudenza ha già rilevato come i rappre-

sentanti delle forze dell’ordine, chiamati a svolgere compiti di ordine pub-

blico e di sicurezza, abbiano l’obbligo accresciuto, rispetto agli altri funzio-

nari dell’amministrazione, di mantenere, sia durante il servizio sia nel 

tempo libero, un comportamento impeccabile (sentenza del TF 

8C_146/2014 del 26 giugno 2014 consid. 5.5 ; sentenze del TAF  

A-4464/2015 del 23 novembre 2015 consid. 3.4.2 e A-4586/2014 del 26 

marzo 2015 consid. 3.4.3). 

6.3  

6.3.1 Contrariamente a quanto asserito dal ricorrente, dall’istruttoria, 

emerge che egli ha colpito in maniera volontaria, con la base della bombo-

letta spray in dotazione, il capo della denunciante, mentre la stessa si tro-

vava nell’autovettura della polizia cantonale ammanettata e in uno stato 

tale da non potere porre alcuna resistenza. Tale costatazione si fonda an-

zitutto sul rapporto del 23 ottobre 2015 a firma dell’insorgente. Sebbene 

quest’ultimo contesti il valore probatorio dello stesso poiché “nessuna delle 

affermazioni […] [sarebbe] frutto di una dichiarazione spontanea” essen-

dosi trovato in uno stato di “fortissimo stato confusionale e di shock” dovuto 

alla contestuale sospensione dal servizio, ed essendo lo stesso “redatto 

dal sgt magg E._______” a causa dei motivi sopra citati, dagli atti di causa 

non emerge che lo stesso sia stato contestato in precedenza, se non con-

testualmente alla decisione di licenziamento immediato. Inoltre se la depo-

sizione della denunciante, la quale presentava al momento dell’arresto 

un’alcolemia del 1.35 per mille, abbia una valenza probatoria limitata, non 

si può dire altrettanto della deposizione dell’appuntato F._______ della po-

lizia cantonale, intervenuto con un collega, al fine di prendere in consegna 

la denunciate presso gli uffici delle guardie di confine (cfr. rapporto di se-

gnalazione del 23 settembre 2015): in particolare secondo quest’ultimo, il 

ricorrente “ad un tratto, […] si avvicinava alla vettura, apriva la porta poste-

riore destra dell’auto di servizio, dove sedeva la donna, le diceva qualcosa 

avvicinandosi a lei con il busto e richiudeva la porta”. Del resto pure il Rap-

porto di chiusura della giustizia militare del 18 novembre 2015, evidenzia 

che le “risultanze dell’inchiesta hanno dimostrato come il sgt A._______ 

abbia effettivamente colpito la denunciante al capo quando la stessa si tro-

vava ammanettata all’interno della volante della PolCaTi”. 

A-646/2016 

Pagina 14 

6.3.2 Pacifico quindi ritenere che il ricorrente ha colpito volontariamente, 

con la base della bomboletta spray il capo della denunciante. Tale compor-

tamento, che costituisce perlomeno il reato di “via di fatto” contemplato 

all'art. 126 Codice penale svizzero (CP, RS 311.0), ha avuto quale vittima 

un individuo inerme che non rappresentava – in quel frangente – un peri-

colo per l’ordine pubblico e nemmeno per l’integrità fisica delle guardie di 

confine. In un contesto simile l'aggressione, improvvisa, è stata particolar-

mente grave: non è quindi sorprendente considerare ch'essa abbia com-

promesso la relazione di fiducia con il datore di lavoro e che giustificasse 

di conseguenza la disdetta del rapporto di lavoro con effetto immediato. Va 

in proposito evidenziato, come da una guardia di confine avente in dota-

zione un’arma da fuoco, non è ammissibile alcuna “perdita di controllo” 

quand’anche provocato ripetutamente in maniera verbale. 

6.4 A fronte di quanto sopra rilevato, l’istruttoria esperita ha permesso di 

costatare l’esistenza di una causa grave a fondamento della disdetta con 

effetto immediato, riconosciuto nell’atto di percuotere una persona inerme 

e priva della capacità di difendersi nel quadro delle proprie funzioni. 

7.  

7.1 Il ricorrente ha censurato inoltre la violazione del principio di proporzio-

nalità, rilevando che lo scioglimento immediato del rapporto di lavoro è con-

trario al principio citato poiché “esso doveva essere preceduto da un pre-

ventivo avvertimento”. Inoltre, la decisione impugnata a dire dell’insorgente 

non ha considerato l’importante e puntuale servizio prestato per oltre … 

anni senza avere mai mostrato “atteggiamenti violenti o “scatti d’ira” e nem-

meno le “gravissime e pesanti ingiurie e minacce proferite dalla signora 

D._______ nei confronti del [ricorrente] e della sua famiglia”.  

Il datore di lavoro ha per contro evidenziato che la decisione impugnata ha 

considerato da una parte i numerosi anni di servizio prestati dal ricorrente 

e dall’altra l’importanza di tutelare la buona reputazione e l’immagine della 

Confederazione e dell’AFD. 

7.2 Il rispetto del principio della proporzionalità richiede che la misura adot-

tata sia atta e necessaria al conseguimento dell'interesse pubblico perse-

guito. Inoltre allorquando la misura scelta è la disdetta del rapporto contrat-

tuale occorre che la stessa rappresenti l'ultima ratio (sentenze del TAF A-

4586/2014 del 24 marzo 2015 consid. 3.5 e A-6141/2007 del 14 dicembre 

2007). Il principio in parola è leso allorquando il datore di lavoro aveva a 

A-646/2016 

Pagina 15 

disposizione altrettante misure pertinenti, per far fronte in maniera ragione-

vole ai turbamenti creati al rapporto di lavoro (sentenze del TAF  

A-4586/2014 del 24 marzo 2015 consid. 3.5; A-4792/2010 del 15 novembre 

2010 consid. 3.5; e A-7826/2009 del 23 agosto 2010 consid. 5.5.4). Nello 

specifico la decisione del datore di lavoro deve considerare tutte le circo-

stanze del caso di specie, in particolare la relazione con il posto di lavoro, 

la responsabilità del dipendente come pure tutte le altre circostanze quali 

la natura e la durata del rapporto di lavoro. La giurisprudenza ha già avuto 

modo di rilevare che il licenziamento immediato è giustificato, allorquando 

il comportamento del dipendente in relazione alla propria funzione o alle 

proprie attività lavorative non rende più possibile la continuazione del rap-

porto di lavoro (sentenza TAF del 24 marzo 2015, A-4586/2014, consid. 

3.2). 

In particolare, il legislatore aveva adottato gli articoli 25 e 26 vLPers in cui 

si definivano le misure a disposizione dei datori di lavoro per garantire un 

corretto adempimento dei compiti lavorativi. L'art. 25 vLpers si riferiva prin-

cipalmente a misure da adottare nel caso in cui un impiegato violava i suoi 

obblighi (diritto disciplinare), mentre l'art. 26 vLPers contemplava le misure 

preventive volte ad assicurare un adempimento futuro dei compiti (Mes-

saggio LPers, pag. 5975). Con la revisione della LPers del 2011, si è deciso 

di riunire le due disposizioni sotto l'art. 25 LPers, con l'abrogazione dell'art. 

26 vLPers. Rispetto al diritto previgente, il nuovo disposto legale non pre-

vede unicamente misure repressive adottate in risposta a una mancanza 

(misure disciplinari), ma comprende anche misure di sviluppo mirate come 

il coaching, la formazione continua o misure organizzative (cfr. Messaggio 

LPers, pag. 5975). Va detto però che le misure disciplinari, come sopra 

visto, possono essere menzionate solo al termine di un'inchiesta ammini-

strativa (cfr. art. 99 dell’Ordinanza sul personale federale [OPers; RS 

172.220.111.3). Nello specifico, secondo il tenore dell'art. 25 cpv. 2 LPers 

il datore di lavoro può ricorrere pure a misure quali: misure di sostegno e 

di sviluppo (let. a), avvertimento, riduzione dello stipendio, multa o sospen-

sione (let. b), modifica dei compiti, del tempo di lavoro o del luogo di lavoro 

(let. c). 

7.3 Nel caso in esame l’intenzionalità del ricorrente nel colpire al capo la 

denunciante, la quale come visto non poteva opporre alcuna resistenza, 

configura un atto grave e lesivo dell’immagine del corpo delle guardie di 

confine. Pacifico, quindi la rottura del rapporto di fiducia a fondamento del 

rapporto contrattuale. In siffatte circostanze, misure quali un formale avver-

timento, la multa o la sospensione come pure il trasferimento ad altro im-

piego all’interno del Cgcf, non sono pertinenti ed appropriate, considerata 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/d31a797b-acad-422a-85ad-73f6d22f3ee9/00000000-0000-0000-0000-000000000000?source=document-link&SP=9|mv1t23
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/d31a797b-acad-422a-85ad-73f6d22f3ee9/00000000-0000-0000-0000-000000000000?source=document-link&SP=9|mv1t23
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/d31a797b-acad-422a-85ad-73f6d22f3ee9/477d5d26-dd31-431d-a5a5-5846a0610059?source=document-link&SP=9|mv1t23
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/d31a797b-acad-422a-85ad-73f6d22f3ee9/00000000-0000-0000-0000-000000000000?source=document-link&SP=9|mv1t23
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/f4f9e4a0-5ead-4fae-9c90-ace86ccd1e72/701da679-08fc-4232-b098-9d3aa3e1a6db?source=document-link&SP=9|mv1t23
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/d31a797b-acad-422a-85ad-73f6d22f3ee9/477d5d26-dd31-431d-a5a5-5846a0610059?source=document-link&SP=9|mv1t23

A-646/2016 

Pagina 16 

la gravità dell’aggressione avvenuta nei confronti di una persona amma-

nettata e seduta nell’autovettura della polizia con l’apposita cintura di sicu-

rezza, la quale non presentava più alcun pericolo per l’ordine pubblico e 

per gli agenti intervenuti. In particolare, la continuazione del rapporto di 

lavoro e dell’attività in seno al Corpo delle Guardie di confine, comporte-

rebbe inevitabili danni reputazionali insostenibili dal datore di lavoro (cfr. in 

merito al dovere di salvaguardia della reputazione del datore di lavoro, sen-

tenze TAF A-6453/2014 del 9 dicembre 2015 consid. 9.3 e A-4464/2015 

del 23 novembre 2015 consid. 3.4.2). In nessun caso inoltre, una misura 

meno incisiva avrebbe permesso di mantenere o rinstaurare il rapporto di 

fiducia compromesso. Ne discende dunque che la disdetta immediata rap-

presenta l'unica misura conseguentemente alla violazione contrattuale del 

ricorrente, atta a raggiungere l'interesse pubblico di tutela della reputazione 

del datore di lavoro, e della fiducia in esso riposta dagli utenti che vi fanno 

capo. Le buone prestazioni lavorative offerte in … anni di attività lavorativa, 

come pure le minacce e insulti verbali proferiti dalla denunciante in occa-

sione del fermo all’indirizzo dell’insorgente, non soccorrono il ricorrente 

nella propria tesi. In questo contesto, giova infine rilevare che la presente 

autorità giudiziaria esercita con prudenza il proprio potere d'apprezza-

mento, qualora debba giudicare di questioni per le quali l'autorità di prima 

istanza, a sua volta, dispone pure di siffatto ampio potere d'apprezza-

mento, segnatamente nel quadro di contestazioni relative al rapporto con-

trattuale tra datore di lavoro e impiagato. A titolo abbondanziale il Tribunale 

rileva che, contrariamente a quanto indicato dall’insorgente, egli è stato 

oggetto perlomeno di due decisioni disciplinari per grave negligenza 

nell’esercizio di scarica dell’arma nel 2009 e nel 2014. 

7.4 Stante quanto sopra indicato la decisione impugnata non lede il princi-

pio costituzionale della proporzionalità, ma nelle circostanze fattuali del 

caso si è rilevata essere la sola misura adeguata alle circostanze. 

8.  

8.1 A mente del ricorrente il datore di lavoro avrebbe inoltre violato il prin-

cipio di presunzione di innocenza menzionato all'art. 32 cpv. 1 della Costi-

tuzione federale (Cost., RS 101), nella misura in cui l’inchiesta condotta 

dalla giustizia militare non risulta, allo stato attuale dei fatti, ancora con-

clusa. In proposito, l’insorgente ha evidenziato che il datore di lavoro stesso 

aveva ritenuto opportuno adottare unicamente la misura cautelare di so-

spensione dal servizio, rimandando ogni decisione del merito al termine 

dell’istruttoria da parte della giustizia militare; e ciò solo 7 giorni prima 

A-646/2016 

Pagina 17 

dell’adozione della decisione di scioglimento immediato del rapporto di la-

voro qui impugnata. Il Cgcf ha invece evidenziato che “la presunzione di 

innocenza per i reati penali non preclude ogni considerazione di fattispecie 

e di constatazioni fatte durante la procedura […] in corso”. 

8.2 In proposito, il Tribunale rileva che la giurisprudenza ha più volte rico-

nosciuto che il principio di innocenza garantito dall'art. 32 cpv. 1 Cost., non-

ché dall'art. 6 cifra 2 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salva-

guardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU; RS 0.101), 

trova applicazione unicamente in diritto penale (sentenze del TAF  

A-344/2008 del 30 marzo 2010 consid. 6.1; A-1337/2007 del 21 settembre 

2009 consid. 3.1; C-777/2007 del 9 gennaio 2009 consid. 7).  

8.3 Ciò detto, considerato che la decisione del Cgcf del 23 dicembre 2015 

qui impugnata è chiaramente di natura amministrativa e non penale, la cen-

sura sollevata dal ricorrente relativa alla violazione del principio di presun-

zione di innocenza non può essere ammessa. 

9.  

9.1 Il ricorrente ritiene inoltre che l'avversato licenziamento con effetto im-

mediato sia lesivo del diritto all'uguaglianza di trattamento (art. 8 Cost.). A 

suo dire infatti la decisione amministrativa del Cgcf “si discosta da quelle 

adottate da altri Dipartimenti in casi analoghi”; in particolare con riferimento 

a vicende “riguardanti dipendenti occupanti funzioni di responsabilità og-

getto di procedimenti penali, segnatamente un sergente della polizia can-

tonale ed un agente della polizia cantonale”. L’autorità di prima istanza ha 

per contro evidenziato che i riferimenti ai casi e fattispecie menzionati 

dall’insorgente – che hanno visto coinvolti funzionari pubblici di ammini-

strazioni cantonali indagati per reati penali e per i quali non si è provveduto 

con lo scioglimento del rapporto contrattuale – non possono essere acco-

stati e paragonati alla fattispecie in esame. 

9.2 Il principio di uguaglianza impone di trattare fattispecie giuridicamente 

uguali in modo uguale e fattispecie giuridicamente diverse in modo diverso, 

a meno che non vi siano ragioni serie ed obbiettive che giustifichino un 

trattamento differenziato (DTF 125 I 1 consid. 2b/aa; 122 I 61 consid. 3a, 

con riferimenti citati; AUER/MALINVERNI/HOTTELIER, op. cit., pag. 483 n. 

1040). Non vi è invece disparità di trattamento se ai fini della decisione, la 

situazione è sostanzialmente diversa (DTF 123 II 9 cons. 3; 117 Ia 97  

cons. 3; 106 Ia 275). In particolare la parità di trattamento è violata solo se 

A-646/2016 

Pagina 18 

in due situazioni di fatto analoghe la medesima Autorità adotta, senza va-

lide ragioni, decisioni diverse (DTF 117 Ia 257 consid. 3; 111 Ib 213). 

9.3 Nella fattispecie in esame, il ricorrente censura in maniera generica la 

violazione del principio costituzionale citato, senza preoccuparsi, sebbene 

rappresentato da un patrocinatore professionale, di comprovare le proprie 

allegazioni. Dalla documentazione versata agli atti emergono unicamente 

alcuni articoli di “siti web online” e ritagli di giornale che richiamano a pro-

cedimenti penali amministrativi nei confronti di agenti della polizia canto-

nale. Maggiore diligenza avrebbe suggerito al ricorrente l’improprio acco-

stamento, già solo in ragione della diversità del datore di lavoro e degli 

agenti coinvolti nei procedimenti richiamati, rispetto alla fattispecie in 

esame. 

9.4 In siffatte circostanze, ritenuto l’inconferente paragone tra la fattispecie 

in esame e i procedimenti citati, il presente Tribunale reputa assenti le con-

dizioni poste a fondamento della presunta violazione del principio di ugua-

glianza. Non esaminerà oltre questa censura. 

10.  

10.1 Il ricorrente ha altresì censurato genericamente la violazione del prin-

cipio del divieto di arbitrio (art. 9 Cost. e art. 5 cpv. 3 Cost.). 

10.2 Il divieto dell'arbitrio è ancorato all'art. 9 Cost. Secondo la giurispru-

denza, una decisione è arbitraria quando contraddice in modo palese la 

situazione di fatto, quando vìola gravemente una norma o un principio giu-

ridico chiaro e incontestato, non sia sorretta da ragioni serie e obiettive, 

non abbia né senso né scopo o contrasti in modo intollerabile il sentimento 

di giustizia e di equità. Non vi è arbitrio per il solo fatto che un'altra solu-

zione potrebbe pure essere immaginabile, e sembrare persino migliore. 

L'annullamento di un giudizio si giustifica tuttavia solo quando esso è arbi-

trario nel suo risultato e non unicamente nella motivazione (DTF 134 I 140 

consid. 5.4; DTF 132 I 17 consid. 5.1; DTF 131 I 217 consid. 2.1 e DTF 

131 I 467 consid. 3.1; SCOLARI, op. cit., pagg. 153 n. 455 segg. con rinvii). 

10.3 Come già ricordato, l’atto penalmente reprensibile imputato all’insor-

gente configura un “motivo grave” a fondamento della decisione di disdetta 

immediata del rapporto di lavoro. Inoltre i disposti legali invocati non sono 

vìolati. In questo contesto l’insorgente, ad eccezione di un richiamo gene-

rico alla violazione del principio del divieto di arbitrio, non sostanzia le pro-

prie allegazioni. Pretendere quindi che la decisione impugnata abbia leso 

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Pagina 19 

gravemente una norma o un principio giuridico chiaro e incontestato, non 

sia sorretta da ragioni serie e obbiettive, non abbia né senso né scopo o 

contrasti in modo intollerabile il sentimento di giustizia e di equità, non me-

rita tutela da parte di questo Tribunale. Le emergenze istruttorie, come pre-

cedentemente illustrato, hanno invece evidenziato il contrario. 

10.4 Ne discende pertanto che la decisione impugnata non vìola nemmeno 

il principio di divieto dell’arbitrio. 

11.  

11.1 Con atto ricorsuale l’insorgente ha infine evidenziato la violazione del 

principio della buona fede “avendo l’autorità in data 19 dicembre 2015 as-

sunto una determinata e chiarissima posizione nettamente in contrasto con 

quella qui impugnata di data 23.12.2015”. 

11.2 Il principio della buona fede è ancorato all'art. 2 del Codice civile sviz-

zero del 10 dicembre 1907 (CC, RS 210) nonché all'art. 9 Cost. Valido per 

l'insieme dell'attività dello Stato, esso conferisce all'amministrato, a certe 

condizioni, il diritto di esigere dalle autorità che si conformino alle promesse 

o alle assicurazioni fattegli e che non tradiscano la fiducia posta in esse 

(DTF 131 II 627 consid. 6.1; 130 I 126 consid. 8.1; 129 I 161 consid. 4; [tra 

le tante] sentenze del TAF A-7148/2010 del 19 dicembre 2012 consid. 7.1 

con rinvii e A-1661/2011 del 26 marzo 2012 consid. 6.1 con rinvii). Tale 

principio si suddivide in tre corollari: il divieto di comportamento contraddit-

torio, il divieto dell'abuso di diritto e la protezione della fiducia (sentenza 

del TAF A-5453/2009 del 6 aprile 2010 consid. 7.1). Secondo la giurispru-

denza, un'indicazione o una decisione dell'amministrazione possono obbli-

gare quest'ultima ad acconsentire ad un amministrato di appellarvisi, 

quand'anche esse risultassero errate, a condizione che (a) l'autorità sia 

intervenuta in una situazione concreta nei confronti di una persona deter-

minata, (b) che abbia agito nei limiti delle sue competenze o presunte tali, 

(c) che l'amministrato non abbia potuto rendersi conto immediatamente 

dell'erroneità dell'indicazione ricevuta, (d) che in base a tale indicazione 

quest'ultimo abbia preso disposizioni concrete alle quali egli non potrebbe 

rinunciare senza subire un pregiudizio, infine (e) che la regolamentazione 

in materia non sia cambiata posteriormente al momento in cui l'autorità ha 

formulato il suo avviso ([tra le tante] DTF 131 II 627 consid. 6.1 con rinvii; 

[tra le tante] sentenze del TAF A-7148/2010 del 19 dicembre 2012 consid. 

7.1 con rinvii e A-1661/2011 del 26 marzo 2012 consid. 6.1 con rinvii; WE-

BER-DÜRLER, Neuere Entwicklungen des Vertrauensschutzes, Schweizeri-

sches Zentralblatt für Staats- und Verwaltungsrecht [ZBl] 103/2002, pagg. 

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Pagina 20 

281 segg., con ulteriori rinvii a dottrina e giurisprudenza; SCOLARI, op. cit., 

pag. 208 n. 639 con rinvii). 

11.3 Nel caso in esame, l’insorgente non ha minimamente comprovato 

l’adempimento delle condizioni poste dalla giurisprudenza. In particolare, il 

Tribunale evidenzia che egli non si è preoccupato di allegare e dimostrare 

come l’indicazione fornita dal Cgcf lo abbia convinto ad adottare disposi-

zioni concrete alle quali egli non potrebbe rinunciare senza subire un pre-

giudizio. Inoltre, a mente dello scrivente Tribunale, da una decisione di so-

spensione immediata dall’attività lavorativa, è più che lecito attendersi, con-

trariamente a quanto preteso dal ricorrente, misure più incisive tra cui si 

annovera pure il licenziamento con effetto immediato. Conseguentemente 

il Tribunale ritiene di non dilungarsi oltre sulla censura invocata. 

11.4 Ciò detto, la decisione impugnata non viola nemmeno il principio co-

stituzionale della buona fede. 

12.  

12.1 Va ancora osservato che sebbene l’insorgente sia stato riconosciuto 

inabile al lavoro – in ragione del 100% – dal 22 dicembre 2015 al 31 gen-

naio 2016, a causa di un “forte esaurimento psico-fisico”, il 23 dicembre 

2015 il datore di lavoro ha adottato la decisione di scioglimento immediato 

del rapporto di lavoro, qui impugnata. 

12.2 In proposito va detto che secondo costante giurisprudenza del Tribu-

nale amministrativo federale, il rapporto di lavoro può essere disdetto im-

mediatamente, se adempiuti i requisiti di legge – segnatamente la pre-

senza di gravi motivi giusta l’art. 10 cpv. 4 LPers – in ogni momento. In altre 

parole se il licenziamento immediato è giustificato, il lavoratore non bene-

ficia di alcun periodo di protezione (“Sperrfrist”) sia esso di diritto pubblico 

federale giusta l’art. 31a cpv. 1 LPers o di diritto privato giusta l’art. 336c 

cpv. 1 CO (Sentenza del TAF A-7515/2014 del 29 giugno 2016 consid. 

6.3.2; DTAF 2015/21 consid 5.3). 

12.3 Come esposto in narrativa, il 16 dicembre 2015 il datore di lavoro ha 

trasmesso il progetto di decisione di scioglimento immediato del rapporto 

di lavoro indicandone i gravi motivi a fondamento dello stesso; esso è stato 

quindi notificato il 17 dicembre 2015. Contestualmente, alla presa di posi-

zione del 21 dicembre 2016, in ossequio del proprio diritto di essere sentito, 

il ricorrente presentava un certificato medico di inabilità all’esercizio dell’at-

tività lavorativa, in ragione del 100% dal 22 dicembre 2015 al 31 gennaio 

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Pagina 21 

2016, “a causa di un forte esaurimento psico-fisico” (cfr. certificato medico 

del 22 dicembre 2016). 

12.4 In queste circostanze, a fronte della consolidata giurisprudenza sopra 

descritta, la disdetta immediata del rapporto di lavoro – notificata con deci-

sione del 23 dicembre 2015 durante un periodo di inabilità a prestare l’atti-

vità lavorativa pattuita – non vìola alcuna norma di legge, in particolare non 

vìola i disposti di legge in materia di periodo di protezione, nella misura in 

cui essi trovano applicazione. 

13.  

Stante quanto precede la decisione adottata nei confronti del ricorrente non 

è contraria la diritto applicabile, non si fonda su un accertamento incom-

pleto o incorretto dei fatti, non può essere considerata né frutto di un abuso 

del potere di apprezzamento dell'autorità inferiore e nemmeno inadeguata. 

È dunque a giusto titolo che il Cgcf ha pronunciato lo scioglimento imme-

diato del rapporto di lavoro per gravi motivi, in particolare per la rottura del 

rapporto di fiducia conseguentemente all’atto penalmente reprensibile 

commesso dall’insorgente. Sicché la decisione dell'autorità inferiore del 23 

dicembre 2015 va confermata. 

14.  

Stante quanto sopra, il ricorso del 1° febbraio 2015, registrato con il numero 

di ruolo A-7597/2015 avverso la decisione di sospensione dall’attività lavo-

rativa e congiunto alla presente causa con ordinanza del 25 maggio 2016, 

risulta essere privo di oggetto. 

15.  

In base all'art. 34 cpv. 2 LPers, rispettivamente dell'art. 7 cpv. 3 del regola-

mento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle ripetibili nelle cause dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF; RS 173.320.2), non vengono 

prelevate spese, né assegnate ripetibili. 

(il dispositivo si trova sulla pagina seguente) 

  

A-646/2016 

Pagina 22 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Il ricorso inoltrato dall’insorgente, registrato con il numero di ruolo  

A-7597/2015, contro la decisione di sospensione dal servizio e congiunto 

al presente ricorso, è privo di oggetto. 

3.  

Non vengono prelevate spese, né vengono assegnate ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (n. di rif. …; atto giudiziario) 

 

 

(i rimedi giuridici sono sulla pagina seguente) 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Manuel Borla 

 

 

 

 

 

 

 

 

A-646/2016 

Pagina 23 

 

Rimedi giuridici: 

Le decisioni del Tribunale amministrativo federale in ambito di rapporti di 

lavoro di diritto pubblico possono essere impugnate davanti al Tribunale 

federale a condizione che concernano controversie di carattere 

patrimoniale il cui valore litigioso sia pari almeno a fr. 15'000.– 

rispettivamente – se ciò non è il caso – nelle quali si ponga una questione 

di diritto di importanza fondamentale (art. 85 cpv. 1 lett. b e cpv. 2 LTF). Se 

non si tratta di una contestazione a carattere pecuniario, il ricorso è 

ricevibile soltanto nella misura in cui concerna la parità dei sessi (art. 83 

lett. g LTF). Se il ricorso in materia di diritto pubblico è ammissibile, esso 

deve essere inter-posto, nel termine di 30 giorni dalla notificazione della 

decisione contestata, presso il Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 

6004 Lucerna (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli atti scritti devono 

essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e 

l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 

e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi 

di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

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