# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 79487ace-f144-55ec-b2bf-5feecc64430f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-11-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 10.11.2021 52.2021.202
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2021-202_2021-11-10.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2021.202

   

  	
  Lugano

  10
  novembre 2021 

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Matteo Cassina, vicepresidente,

  Matea Pessina, Sarah Socchi

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Barbara Maspoli

  

 

 

statuendo sul ricorso del 11 maggio
2021 di

 

 

	
   

  	
   RI 1  
  

  patrocinato
  da:   PA 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 24 marzo 2021 (n. 1451) del
  Consiglio di Stato che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la risoluzione del 14 giugno 2019 con cui la Sezione della
  circolazione gli ha fatto divieto di condurre a titolo preventivo e
  cautelativo e gli ha ordinato di sottoporsi a una perizia specialistica;

  

 

 

ritenuto,                         in
fatto

 

che con rapporto d'inchiesta
di polizia giudiziaria del 14 maggio 2019, la Polizia cantonale ha segnalato
alla Sezione della circolazione che RI 1, cittadino russo residente a Mosca,
proprietario del veicolo BMW targato __________, si sarebbe reso responsabile
dei seguenti eccessi di velocità, rilevati mediante apparecchi radar (dedotti i
margini di tolleranza): 

(1)   26.11.2017           a Gentilino, sull'autostrada
A2 (direzione sud), rilevamento di una velocità punibile di 140 km/h, superiore
al limite prescritto (100 km/h; + 40 km/h); 

(2)   8.12.2017             a Balerna, sull'autostrada
A2 (direzione sud), rilevamento di una velocità punibile di 123 km/h, superiore
al limite prescritto (100 km/h; + 23 km/h);

(3)   26.12.2017           a Balerna, autostrada A2
(direzione sud), rilevamento di una velocità punibile di 116 km/h, superiore al
limite prescritto (100 km/h; + 16 km/h);

(4)   19.3.2018             a Pollegio, autostrada A2
(direzione nord), in zona delimitata da un cantiere dove il limite della
velocità era stato fissato a 80 km/h, rilevamento di una velocità punibile di
139 km/h (+ 59 km/h);

(5)   26.4.2018             a Balerna, autostrada A2
(direzione sud), rilevamento di una velocità punibile di 109 km/h, superiore al
limite prescritto (100 km/h; + 9 km/h);

(6)   1.5.2018               a Balerna, autostrada A2
(direzione sud), rilevamento di una velocità punibile di 126 km/h, superiore al
limite prescritto (100 km/h; + 26 km/h);

(7)   14.11.2018           a Giornico, autostrada A2
(direzione sud), in zona delimitata da un cantiere dove il limite della
velocità era stato fissato a 80 km/h, rilevamento di una velocità punibile di
155 km/h (+ 75 km/h);

(8)   13.3.2019             a Gentilino, sull'autostrada
A2 (direzione sud), rilevamento di una velocità punibile di 123 km/h, superiore
al limite prescritto (100 km/h; + 23 km/h);

che il rapporto indicava che le infrazioni erano state rilevate senza alcun
posto di blocco; precisava che, tramite l'ambasciata russa, era stato possibile
risalire al proprietario della vettura, ma che non era stato possibile
contattarlo formalmente al fine di identificare il conducente; aggiungeva
infine come dalla documentazione fotografica apparisse che alla guida vi fosse
sempre la medesima persona; 

che preso atto di questo rapporto, la Sezione della circolazione, sospettando
seriamente una sua inidoneità caratteriale alla guida, ha impartito a RI 1 un
divieto di condurre veicoli a motore a titolo preventivo e cautelativo a tempo
indeterminato con effetto immediato, ordinandogli nel contempo di sottoporsi a
perizia specialistica presso uno psicologo del traffico; la risoluzione è stata
resa sulla base degli art. 15d cpv. 1 lett. c della legge federale sulla
circolazione stradale del 

19 dicembre 1958 (LCStr; RS 741.01) e 30 e 45 cpv. 1 dell'ordinanza
sull'ammissione alla circolazione del 27 ottobre 1976 (OAC; RS 741.51);

che con giudizio del 24 marzo 2021, il Consiglio di Stato ha respinto il
ricorso presentato da RI 1 avverso tale risoluzione, che ha confermato, levando
a un eventuale ricorso l'effetto sospensivo; 

che dopo aver ammesso una violazione del diritto di essere sentito, che ha
tuttavia ritenuto sanata, il Governo ha rilevato come le predette infrazioni fossero
tali da far dubitare seriamente dell'idoneità alla guida del conducente e
giustificare quindi il divieto cautelativo di condurre, abbinato all'ordine di
sottoporsi a perizia. Data per acquisita la sua proprietà del veicolo, ha in
particolare considerato plausibile che fosse il ricorrente ad aver commesso
tutte le infrazioni, rimproverandogli di essersi limitato a invocare la mancata
identificazione del conducente, senza illustrare una tesi alternativa; ha
infine considerato infondate le sue diverse obiezioni inerenti alle modalità di
accertamento degli eccessi di velocità; 

che contro quest'ultimo giudizio RI 1si aggrava davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendo che sia annullato e che sia revocato il controverso
divieto d'uso della patente; in via subordinata, postula che sia limitato a due
anni dal 14 giugno 2019, senza obbligo di sottoporsi a perizia; 

che l'insorgente contesta anzitutto la sanatoria da parte del Governo della
lesione del diritto di essere sentito in cui è incorsa l'autorità
dipartimentale; rimprovera inoltre alla precedente istanza di avergli
addebitato tutte le infrazioni per il solo fatto di essere detentore della BMW,
nonostante l'assenza di prove e benché dalle foto annesse al rapporto di
polizia emergerebbe la presenza di diversi conducenti (come fatto valere anche
in sede penale). In tal senso produce una sua dichiarazione resa davanti a un
notaio russo (in cui si assume la responsabilità per quattro eccessi di
velocità) e quella di un terzo (__________) che ammette altre tre infrazioni.
Contesta quindi che siano dati gli estremi per confermare il controverso
provvedimento che sarebbe in ogni caso sproporzionato;

che all'accoglimento dell'impugnativa si oppone il Consiglio di Stato, senza
formulare particolari osservazioni; la Sezione della circolazione è invece
rimasta silente; 

che con complemento al ricorso del 16 settembre 2021, l'insorgente
ha prodotto il decreto d'accusa del 16 agosto 2021 con cui il competente
Procuratore pubblico l'ha ritenuto colpevole delle infrazioni commesse il 26
novembre 2017, il 26 aprile e il 1° maggio 2018 e il 13 marzo 2019,
proponendone la condanna a una pena pecuniaria di 75 aliquote giornaliere da
fr. 100.- cadauna, sospesa condizionalmente, e a una multa di fr. 700.-. Alla
luce di tale decreto, e posto come le altre quattro infrazioni non potrebbero
invece essergli ascritte, è tornato a chiedere quanto postulato con il gravame;

che preso atto di quanto sopra, il 1° ottobre 2021 la Sezione della
circolazione ha a sua volta prodotto il citato decreto d'accusa, cresciuto in
giudicato; 

che con atto del 20 ottobre 2021, trasmesso in copia al Tribunale, ha poi
annullato con effetto immediato il divieto cautelativo di condurre veicoli a
motore su territorio svizzero disposto con la risoluzione del 14 giugno 2019,
riammettendo l'insorgente alla guida e precisando che emanerà nei suoi
confronti una nuova decisione, alla luce delle infrazioni accertate in sede
penale;

 

considerato,                 in
diritto

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art.
10 cpv. 2 della legge di applicazione alla legislazione federale sulla
circolazione stradale e la tassa sul traffico pesante del 24 settembre 1985
(LALCStr; RL 760.100);

che dal profilo della legittimazione attiva va invece considerato che, con la
predetta risoluzione del 20 ottobre 2021 della Sezione della circolazione, l'oggetto
del provvedimento rispettivamente l'interesse attuale dell'insorgente a un
giudizio di merito appare essere venuto meno (cfr. DTF 137 II 40 consid. 2.1),
per modo che resterebbe unicamente da statuire sugli oneri processuali,
pronunciandosi con motivazione sommaria sull'esito verosimile dell'impugnativa
(cfr. in senso analogo STF 1C_249/2018 del 21 settembre 2018); 

che in concreto l'impugnativa va nondimeno dichiarata irricevibile, in quanto
intempestiva, per i motivi che seguono; 

che giusta l'art. 68 cpv. 1 della
legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm; RL 165.100), il ricorso
dev'essere presentato per iscritto all'autorità di ricorso entro 30 giorni
dall'intimazione e, in assenza di questa, dalla conoscenza della decisione
impugnata; il termine per l'impugnazione delle misure provvisionali è invece di
15 giorni (cpv. 2);

che tale termine si applica anche ai ricorsi contro le decisioni del Consiglio
di Stato che statuiscono su impugnative proposte contro provvedimenti cautelari
(cfr. ad es. STA 52.2019.235 del 4 ottobre 2019 e rimandi);

che per
giurisprudenza la revoca cautelativa è una misura provvisionale, che va quindi
impugnata nel termine di 15 giorni previsto dall'art. 68 cpv. 2 LPAmm,
applicabile per rimando dell'art. 10 cpv. 3 LALCStr (cfr. DTF 125 II 396
consid. 3; STF 1C_41/2019 del 4 aprile 2019 consid. 1; STA 52.2020.7 del
9 giugno 2020 consid. 2); 

che secondo la più recente giurisprudenza del Tribunale federale, cui questa
Corte si allinea, anche l'ordine di un accertamento dell'idoneità alla guida
configura, al pari della revoca preventiva, una misura cautelare (cfr. STF
1C_151/2021 del 20 agosto 2021 consid. 1.2, 1C_319/2020 del 18 febbraio 2021
consid. 1.2); per la procedura cantonale, anch'esso soggiace di riflesso al
termine d'impugnazione previsto dall'art. 68 cpv. 2 LPAmm; 

che in queste circostanze, forza è constatare come il ricorso interposto contro
la risoluzione governativa del 24 marzo 2021 si rivela irrimediabilmente
tardivo, siccome non presentato nel termine di 15 giorni dalla notifica
dell'atto impugnato avvenuta il 31 marzo 2021 (cfr. tracciamento agli atti), ma
solo 41 giorni dopo (l'11 maggio 2021);

che contrariamente a quanto assunto dal ricorrente (cfr. ricorso pag. 1),
trattandosi di una procedura provvisionale, tale termine non era nemmeno
sospeso dalle ferie pasquali (cfr. art. 16 cpv. 3 LPAmm); 

che il termine di ricorso di 30 giorni, erroneamente indicato dalla precedente
istanza in calce a tale giudizio, non permette invece di giungere a conclusioni
più favorevoli all'insorgente: v'è infatti da ritenere che la sua
patrocinatrice, cognita della materia, avrebbe potuto rilevare l'errore: non
doveva in effetti nemmeno consultare i testi di legge o la giurisprudenza,
poiché l'insorgente era già insorto davanti al Governo nel termine di ricorso
di 15 giorni, correttamente indicato nella decisione della Sezione della
circolazione (cfr. DTF 135 III 374 consid. 1.2.2.1, 134 I 199 consid. 1.3.1;
STF 1C_248/2015 del 2 luglio 2015 consid. 2.3);

che sulla scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso è irricevibile;

che dato l'esito, la tassa di giustizia, ridotta, è posta a carico dell'insorgente
(art. 47 cpv. 1 LPAmm).

 

decide:

 

1.   Il ricorso è
irricevibile.

 

 

2.   La tassa di
giustizia di fr. 600.- è posta a carico del ricorrente, al quale va restituito
l'importo versato in eccesso a titolo di anticipo.

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
  .

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
vicepresidente                                                     La
vicecancelliera