# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f98bb99a-4989-5239-8091-d3820ca566c7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-02-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 25.02.2015 80.2014.278
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2014-278_2015-02-25.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2014.278

  80.2014.279

  	
  Lugano

  25 febbraio 2015

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Gianola, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

  rappr.
  da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 28 ottobre 2014 contro la decisione dell’8 ottobre 2014 in materia di IC e di IFD 2013.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   Con decisione IC /IFD
del 13.8.2014 per il periodo fiscale 2013, l’Ufficio di tassazione di __________
(di seguito UT) commisurava in CHF 22'381.10 il totale dell’imposta cantonale
[suddivisa in CHF 15'842.10 di imposta sul reddito, e CHF 6'539.-- di imposta
sulla sostanza], mentre in CHF 8'237.60 l’ammontare dell’imposta federale
diretta dovute da RI 1 all’erario.

                                         L’Autorità fiscale
quantificava in CHF 80'000.-- il “numerario, biglietti banca, oro e metalli
preziosi” e modificava pertanto il totale della sostanza imponibile complessiva
pari a 2'332'000.-- anziché i dichiarati CHF 2'249'264.--. A sostegno di tale
modifica l’UT motivava: “Imposizione valore dei capitali precedentemente tassati
(o dei capitali ricavati da alienazioni avvenute nel corrente periodo fiscale)
non essendo stato provato il consumo o il reinvestimento”.

 

 

                                  B.   Con reclamo
19.8.2014, RI 1, si aggravava avverso la decisione di tassazione ed in
particolare la “ripresa” di CHF 80'000.-- quo alla sostanza.
L’insorgente specificava che tale “ripresa” era stata fatta anche per
quanto atteneva al periodo fiscale precedente, ma che egli non aveva potuto
presentare reclamo per motivi di salute.

                                         Allegato al reclamo,
compiegava un resoconto del suo dispendio annuo allestito per i periodi fiscali
2010 – 2013. Lo stesso affermava che il dispendio annuo, per poter mantere il
suo tenore di vita si aggirasse attorno ai CHF 270'000.-- / 300'000.--. Nel
2012 egli avrebbe speso di meno a causa di motivi di salute. In merito
osservava anche: “Faccio rilevare che sono una persona sola senza figli e
che spendo, oltre che per vacanze, per cene e pranzi con amici, anche per auto
costose che cambio spesso e per le quali nutro una certa passione”.

                                         Il contribuente postulava
la modifica della decisione di tassazione, con richiesta di voler stralciare la
ripresa menzionata.

 

 

                                  C.   L’8.9.2014, l’UT richiedeva
al contribuente la produzione di una serie di documenti, in particolare a
comprova del consumo dei capitali avvenuto negli anni 2012 – 2013 (con invio di
giustificativi relativi a disborsi elevati) e la diminuzione dei titoli di CHF
72'000.-- nel 2012 e di CHF 120'000.-- nel 2013. Inoltre postulava l’invio da
parte dell’insorgente degli estratti mensili completi (anno 2013) del Conto di
risparmio presso la Banca __________ di __________. Il contribuente trasmetteva
alcune informazioni, mediante missiva 25.9.2014.

 

 

                                  D.   L’8.10.2014 l’UT
emetteva la decisione di tassazione dopo reclamo. In merito alla sostanza
imponibile complessiva, l’Autorità riteneva che nella risposta del 25.9.2014
egli non avesse comprovato mediante giustificativi la diminuzione dei titoli.

                                         L’unica fattura allegata
sarebbe quella relativa all’acquisto dell’autovettura nel 2013: la stessa
avrebbe avuto un costo di CHF 45'000.-- poiché CHF 106’9000.-- corrispondevano
al veicolo precedentemente posseduto.

                                        L’esame del conto bancario
permetteva di attestare unicamente la presenza di due prelievi per l’anno 2013
per un totale di CHF 140'000.--.

                                         Secondo l’UT, la
situazione patrimoniale del contribuente poteva essere così riassunta: al
31.12.2011, i titoli dichiarati ammontavano a CHF 1'216'587.--. Al 31.12.2012 i
titoli dichiarati erano di CHF 1'144'567.--. La diminuzione era pari a CHF
72'000.-- e la prestazione in capitale incassata ammontava a CHF 33'000.-- con
una differenza effettiva di CHF 105'000.-- (veniva esposto un numerario di CHF
80'000.--). 

                                         Al 31.12.2013 i titoli
dichiarati erano di CHF 968'484.-- (in ragione della diminuzione dei crediti,
come da lettera 25.9.2014). La diminuzione effettiva era pari a CHF 176'000.--.
Il consumo comprovato corrispondeva a CHF 45'000.-- (acquisto dell’automobile).
La differenza era di CHF 131'000.--.

                                         Alla luce di queste
considerazioni, l’UT decideva di diminuire i titoli ed i capitali a CHF
968'484.-- ed il numerario veniva aumentato a CHF 130'000.--, in ragione del
consumo non comprovato negli anni 2012 e 2013. 

                                         L’UT concludeva con le
seguenti considerazioni: “(...) si precisa che su una differenza effettiva
di Fr. 236'000 l’autorità fiscale ha abbondanzialmente accettato un consumo
(non comprovato) di circa 106'000 in due anni (2012 e 2013)”.

 

 

                                  E.   Con tempestivo
ricorso 28.10.2014 RI 1 insorgeva avverso la decisione di tassazione su reclamo
emanata l’8.10.2014.

                                         L’insorgente contestava
l’operato dell’UT laddove commisurava il numerario in CHF 130'000.--: al
ricorrente l’Autorità fiscale non avrebbe infatti richiesto altre fatture oltre
a quelle di importo elevato, relative a cene, pranzi, vestiti, escursioni da
lui effettuate [delle quali il ricorrente sostiene comunque di non aver obbligo
di conservazione]. 

                                         Il fisco non avrebbe
neppure richiesto la produzione di altri giustificativi bancari oltre a quello
relativo al conto __________. Quo al periodo fiscale 2013, RI 1 avrebbe infatti
prelevato altre cospicue somme (come documentato dai relativi giustificativi):
CHF 140'000.-- presso la Banca __________ di __________, CHF 10'000.-- presso
la Banca __________ di __________, CHF 11'000.-- presso la Banca __________ di __________
ed ulteriori CHF 136'400.-- dal conto corrente postale. Il totale degli utilizzi
a contanti ammonterebbe quindi a CHF 297'400.-- per il periodo fiscale 2013. Il
ricorrente riteneva quindi di aver – già in sede di reclamo all’UT – ampiamente
documentato la diminuzione della sostanza e ciò in relazione al suo tenore di
vita.

                                         Secondo RI 1, l’UT non poteva
– senza validi motivi – scostarsi dalle allegazioni del contribuente. Questi
postulava lo stralcio di CHF 130'000.-- a livello di numerario nella decisione
di tassazione per il periodo fiscale 2013.

 

 

                                  F.   Con osservazioni
4.11.2014 al ricorso in disamina, l’UT sulla base della documentazione prodotta
in sede di ricorso richiedeva che l’incarto venisse retrocesso per procedere a
nuovi accertamenti.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   Con il ricorso, il
contribuente impugna la decisione su reclamo dell’8 ottobre 2014 sia per
l’imposta cantonale sia per l’imposta federale (cfr. prima pagina del ricorso).

                                         La motivazione del gravame
ed il petitum si riferiscono tuttavia solo alla definizione degli
elementi imponibili per l’imposta sulla sostanza. 

                                         Ne consegue che il ricorso
in materia di imposta federale diretta è irricevibile, poiché la sostanza è
soggetta solo all’imposta cantonale.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         L’imposta sulla sostanza
ha per oggetto la sostanza netta totale (art. 40 cpv. 1 LT). 

                                         La sostanza imponibile è
determinata in base al suo stato alla fine del periodo fiscale o
dell’assoggettamento (art. 52 cpv. 1 LT).

                                         Nel caso in esame, è
controversa la commisurazione della sostanza imponibile.

 

                                         2.2.

                                         Nella procedura fiscale
vige la massima ufficiale e il principio inquisitorio. L’autorità di
tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti fiscalmente
rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte le indagini
necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere in
particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai
contribuenti (decisione TF n. 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; v. anche Berger,
Voraussetzungen und Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p.
190).

                                         La procedura di tassazione
è però retta anche dal principio di collaborazione. Sia secondo l’art. 196 LT
sia secondo l’art. 123 cpv. 1 LIFD, le autorità di tassazione determinano con
il contribuente le condizioni di fatto o di diritto decisive per un’imposizione
completa ed esatta. Al contribuente è in particolare imposto l’obbligo di fare
tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta (art. 200
cpv. 1 LT; art. 126 cpv. 1 LIFD). Egli deve fornire, a domanda dell’autorità di
tassazione, informazioni orali e scritte e presentare libri contabili, giustificativi
e altri attestati, come anche documenti concernenti le relazioni d’affari (art.
200 cpv. 2 LT; art. 126 cpv. 2 LIFD). Può inoltre essere obbligato a indicare
il nome delle persone con le quali ha concluso affari o alle quali ha fornito
prestazioni valutabili in denaro, come pure a fornire informazioni sui rapporti
contrattuali con tali persone, nonché sulle prestazioni e le pretese reciproche
che ne derivano. Il contribuente deve, in altri termini, esporre la sua
situazione in maniera esaustiva e trasparente, in modo che l’autorità fiscale
possa prendere conoscenza di tutti gli elementi determinanti ai fini della
tassazione (decisione TF 2C_986/2013 del 15.9.2014 consid. 5.1.1; decisione TF
n. 2A.502/2005 del 2 febbraio 2006, in: RF 61 p. 442).

 

                                         2.3.

                                         Di
principio, in applicazione analogica della regola generale prevista
dall’art. 8 CC, l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità
fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano
il carico fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti
che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 140 II
248 consid. 3.5.; DTF 133 II 153 e 121 II 257; sentenze TF 2C_1081/2013 del
2.6.2014 consid. 5.5., 2C_239/2013 del 27.5.2014 consid. 5; ASA 64 p. 493; StE
1990 B 13.1 n. 8).

                                         Tale regola non è però
assoluta, in quanto non lascia alcuno spazio a considerazioni inerenti le
effettive possibilità probatorie o comportamenti ostruzionistici (Schär, Normentheorie und mitwirkungsorientierte
Beweislastverteilung, in: ASA 67 p. 435). Una prima eccezione è data quando il
contribuente tralascia, in maniera colpevole e in violazione dei propri
obblighi, la collaborazione, possibile ed esigibile, nel chiarimento degli
elementi che fondano l’obbligo fiscale. Una seconda eccezione si verifica invece
quando il contribuente, per motivi a lui estranei, non può apportare la prova
di un fatto che diminuisce il suo debito d’imposta oppure può farlo solo
prestando una collaborazione che non può essere pretesa (Zweifel, in: Zweifel/Athanas
[a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol. I/2b, 2ª ediz.,
Basilea 2008, n. 29 ad art. 130 LIFD, p. 342 e riferimenti).

                                         In definitiva, la massima
ufficiale e il principio inquisitorio trovano i loro limiti nel dovere di
collaborazione del contribuente, indipendentemente dalla ripartizione oggettiva
dell’onere probatorio (Zweifel,
op. cit., n. 3 ad art. 123 LIFD, p. 263; Althaus-Houriet,
in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur
l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 4 ad art. 123 LIFD, p. 1196).

 

                                         2.4.

                                         Ad ogni modo, se le prove
raccolte dall’autorità fiscale apportano indizi sufficienti quo all’esistenza di
elementi imponibili, appartiene nuovamente al contribuente stabilire
l’esattezza delle sue allegazioni e incombe a lui l’onere probatorio del fatto
che può giustificare l’esenzione fiscale (cfr. sentenze TF 2C_986/2013 del
15.9.2014 consid. 5.1.4, 2C_937/2013 del 6.6.2014 consid. 2.1., 2C_1081/2013
del 2.6.2014 consid. 5.5.). Tali regole si applicano parimenti per quanto
attiene alla procedura dinanzi alle autorità di ricorso in ambito fiscale
(sentenza TF 2A.105/2007 del 3.9.2007 consid. 4.4.)

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Nel caso in disamina l’UT,
mediante decisione di tassazione 13.8.2014, ha effettuato una ripresa di
sostanza quantificata in CHF 80'000.-- “numerario, biglietti di banca, oro e
metalli preziosi”, ritenendo che, per rapporto alle precedenti decisioni di
tassazione, il contribuente non avesse comprovato il consumo oppure il
reinvestimento della sostanza.

                                         A seguito del reclamo
interposto avverso tale decisione, e dopo presentazione di alcuni documenti da
parte del contribuente (dietro richiesta dell’UT), con decisione 8.10.2014,
l’UT ha accertato un “numerario, biglietti di banca, oro e metalli preziosi”
di CHF 130'000.--. L’Autorità è giunta alla conclusione che la diminuzione
della sostanza del contribuente ammontasse a CHF 176'000.-- dei quali unicamente
la cifra di CHF 45'000.-- (relativa all’acquisto dell’automobile) fosse
comprovata come effettivo disborso, per un totale di CHF 131'000.-- a valere quale
ripresa sulla sostanza.

                                         In sede di ricorso, il
contribuente ha fatto valere prelievi di importi parimenti da altri conti
rispetto a quello della Banca __________ di __________ per il periodo fiscale
oggetto di contenzioso. Secondo il ricorrente egli avrebbe effettuato un
utilizzo a contanti, nel 2013, pari a CHF 297'400.--.

                                         L’UT di __________, preso
visione del ricorso, ha chiesto che l’incarto venisse retrocesso, poiché non
erano state effettuate tutte le necessarie richieste per chiarire i vari aspetti
inerenti il consumo della sostanza.

 

                                         3.2.

                                         Secondo l’art. 188 LT le
prove offerte dal contribuente devono essere ammesse nella misura in cui siano
idonee ad accertare i fatti rilevanti per la tassazione.

                                         Secondo l’art. 228 LT,
nell’esame del ricorso la Camera di diritto tributario ha le medesime
attribuzioni dell’autorità di tassazione nella procedura di tassazione (cpv.
1). 

                                         Secondo il capoverso 2
della medesima norma, i ricorsi sono trasmessi all’autorità fiscale che invia
gli atti; essa ha la facoltà di chiedere, entro il termine di trenta giorni, di
poter presentare osservazioni scritte. Resta riservata la facoltà della Camera
di diritto tributario di chiedere all’autorità fiscale un supplemento di inchiesta.

 

                                         3.3.

                                         Il ricorrente ha
presentato in sede di ricorso, come riepilogato ai considerandi precedenti,
tutta una serie di documenti che secondo lui sarebbe atta a comprovare il
dispendio della sostanza per il periodo fiscale 2013. 

                                         Come già accennato,
secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, le regole generali
concernenti l’onere probatorio impongono al ricorrente di chiarire l’asserito
consumo di capitali, posto come quest’ultimo configura un elemento suscettibile
di ridurre il suo debito d’imposta (decisione TF n. 2C_416/2013 e 2C_417/2013
del 5 novembre 2013, consid. 10.2.2, in: StR 69/2014 p. 152).

 

                                         3.4.

                                         Appare quindi opportuno, come
suggerito dallo stesso Ufficio di tassazione nelle sue osservazioni al ricorso,
retrocedere il dossier del contribuente all’Ufficio di tassazione, affinché quest’ultimo
proceda ad un supplemento d’inchiesta teso ad accertare più nel dettaglio il
consumo di sostanza relativo al 2013, basandosi parimenti sulla documentazione
prodotta in sede di ricorso da RI 1 e richiedendo, laddove opportuno, ulteriori
giustificativi [relativi ad esempio alle asserite numerevoli escursioni/viaggi]
al ricorrente, a cui incombe l’onere probatorio.

 

                                         3.5

                                         A titolo abbondanziale si
deve comunque rilevare come il Tribunale federale in una recente sentenza (2C_986/2013
del 15.9.2014), ha considerato che un contribuente [ricorrente], che aveva
prelevato nel maggio del 2005 una somma di CHF 436'053.90 [da un conto non
dichiarato] non aveva dimostrato di aver disposto di tale somma oppure di
averla spesa [in detto caso non aveva apportato alcun giustificativo di
eventuali disborsi]. In surriferita fattispecie, l’Autorità fiscale aveva
raccolto sufficienti elementi tali da ritenere come il contribuente disponesse ancora
dell’importo di CHF 436'053.90 e continuasse a percepirne dei ricavi (sentenza
TF 2C_986/2013 del 15.9.2014, consid. 5.1.5.).

 

                                         3.6.

                                         L’UT dovrà quindi stabilire,
sulla base della documentazione già agli atti o ancora da richiedere al
contribuente, la sostanza imponibile alla fine del periodo fiscale 2013.

 

 

                                   4.   Visto l’esito del
gravame, non si prelevano tassa di giustizia e spese processuali.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   1.1.  La
decisione su reclamo del 8 ottobre 2014 è annullata e gli atti rinviati
all’Ufficio di tassazione di __________ perché emetta una nuova decisione.

                                         1.2.  Il
ricorso in materia di imposta federale diretta è irricevibile.

 

                                   2.   Non
si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.

 

                                   3.   Contro
il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).

 

	
              __________

  	
   

  

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         Il
segretario: