# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b272cef4-d298-5f50-a3e3-c2b0b5d18127
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-09-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 06.09.2004 60.2004.301
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2004-301_2004-09-06.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2004.301

   

  	
  Lugano

  6 settembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per
statuire sull’istanza 25/26.8.2004 presentata dal

 

 

	
   

  	
  presidente
  della Corte delle assise correzionali di Lugano, giudice IS 1, ,

   

  
	
   

  	
  tendente ad
  ottenere la proroga del carcere preventivo cui é astretto __________ PI 2,
  __________ (patr. da: avv. __________ PA 1, __________), in vista del
  pubblico dibattimento;

  	 

 

	
   

  	
   

  

visto il
preavviso favorevole 30.8.2004 del procuratore pubblico
Moreno Capella;

 

preso atto che
l'interessato non ha presentato osservazioni;

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto ed
in diritto

 

                                   1.   Nei
confronti di __________ PI 2, in detenzione preventiva
dal 7.4.2004, il magistrato inquirente ha emanato il
6.8.2004 l’atto d’accusa (ACC __________), per l’imputazione di infrazione aggravata alla LStup. 

 

                                         Il
pubblico dibattimento é stato aggiornato al 26.10.2004, e la durata prevedibile non dovrebbe superare una giornata.

 

 

                                   2.   Con
la presente istanza, il presidente della competente Corte delle assise correzionali
di Lugano chiede la proroga del termine della carcerazione preventiva cui è
astretto l'imputato fino al 26.10.2004, data della
presumibile conclusione del pubblico dibattimento.

 

 

                                   3.   L'art.
230 CPP dispone che il dibattimento deve di regola aver luogo entro quaranta
giorni dalla trasmissione dell'atto o del decreto di accusa al presidente della
Corte. Se al dibattimento intervengono gli assessori giurati, il termine è
prolungato sino a sessanta giorni.

                                         Entro
questo lasso di tempo l’eventuale detenzione preventiva dell’accusato é
prorogata ope legis in vista del pubblico dibattimento (art. 102 CPP). Qualora,
eccezionalmente, il dibattimento non potesse prendere inizio entro i termini di
legge, di per sé d’ordine, la carcerazione preventiva può essere prolungata
dalla Camera dei ricorsi penali (CRP) su istanza motivata del presidente della
Corte d’assise (art. 103 cpv. 1 lett. b CPP).

 

                                         Le
istanze di proroga del carcere preventivo devono essere motivate (art. 103 cpv.
2 CPP): per autorizzare il superamento del termine, scandito dall’atto
d’accusa, il giudice del merito deve infatti giustificare difficoltà oggettive
che impediscono di aggiornare celermente il dibattimento in aula. Ulteriore
requisito é che la durata della proroga, cumulata alla detenzione preventiva
già sofferta, non conduca a superare la durata della pena detentiva che
verosimilmente verrà irrogata: ogni proroga della carcerazione preventiva
implica infatti una nuova verifica quanto al rispetto del principio di
proporzionalità, effettuabile solo in concreto, alla luce della durata della
proroga.

 

                                         Queste
due prime condizioni presuppongono naturalmente che siano anche dati i presupposti
di legge per la detenzione preventiva (in particolare il pericolo di fuga, di
recidiva o di collusione), visto che la carcerazione é già in atto al momento
dell’istanza di proroga. Questi presupposti sono generalmente pacifici, poiché
quando vi é contestazione su specifici motivi di detenzione essa insorge di
regola ben prima dell’atto d’accusa ed é di conseguenza già stata risolta dal
giudice dell'istruzione e dell'arresto o dalla CRP. Per prassi, autorizzando
una proroga, la CRP si limita dunque ad esaminare la necessità di rinvio e la
proporzionalità della sua durata. Per contro, il sussistere di specifici motivi
di detenzione viene tutt’al più esaminato rispetto a quanto é eventualmente
avvenuto dopo una decisione antecedente: spesso si tratterà semplicemente del
nuovo periodo trascorso in detenzione, ciò che ripone la questione nell’ambito
della proporzionalità.

 

 

                                   4.   Il primo presupposto per la proroga del carcere
preventivo - ossia l'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza in
relazione all'ipotesi accusatoria di cui all'art. 19 cifra 2 LStup - non è
contestato nella fattispecie; __________ PI 2 ha peraltro ammesso il suo
coinvolgimento nei fatti di cui all'inchiesta penale (cfr. verbale di
interrogatorio PP del 21.5.2004, AI 12, anche se successivamente ha ritrattato,
verbale del 23.6.2004, all. 7 all’AI 31), considerato altresì che in presenza
di un atto di accusa, salvo errori manifesti, gli indizi di reato vanno
ritenuti presenti (cfr. decisione 14.10.2003 del giudice dell'istruzione e
dell'arresto in re Fondazione S., p. 5, inc. 1997.26802; cfr. anche M. RUSCA /
E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano
1997, n. 13 ad art. 103 CPP).

 

 

                                   5.   Il
mantenimento della carcerazione preventiva presuppone inoltre il sussistere di
preminenti motivi di interesse pubblico, e segnatamente di un pericolo di fuga
(cfr., al proposito, decisione TF 1P.389/2004 del 3.8.2004; cfr. anche M. RUSCA
/ E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 11 ss. ad art. 95 CPP; R. HAUSER / E.
SCHWERI, Schweizerisches Strafprozessrecht, 5. ed., Basilea 2002, § 68 n. 12;
G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 2334 ss.; M. LUVINI, I presupposti
materiali del carcere preventivo nel processo penale ticinese, in REP. 1989, p.
287 ss.), ritenuto che uno dei suoi scopi principali è quello di assicurare la
presenza dell'imputato per impedirgli di sottrarsi al procedimento o all'esecuzione
della pena che potrà essergli inflitta. 

 

                                         Ora,
__________ PI 2 - richiedente l'asilo - è cittadino del __________, senza
particolari legami con la Svizzera, se non per delinquervi. Per il che e considerati
la gravità del reato (e quindi la prospettiva - in caso di condanna - di una
pesante sanzione penale, cfr. art. 19 cifra 2 LStup), l'imminenza del giudizio
di merito (cfr. M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 13 ad art. 95
CPP) e la sua situazione finanziaria (ammesso al beneficio del gratuito
patrocinio, AI 7), egli non ha evidentemente alcun interesse a rimanere a
disposizione delle autorità. La tentazione di darsi alla latitanza per
sottrarsi al procedimento penale o all'esecuzione della sentenza è quindi
sorretta da sufficiente verosimiglianza ed il rischio di fuga - che non esiste
solo astrattamente, bensì appare probabile in modo del tutto concreto - non può
neppure essere evitato - alla luce delle precedenti considerazioni - con misure
meno incisive giusta l'art. 107 cpv. 2 CPP, che __________ PI 2 peraltro non
propone. 

 

 

                                   6.   La
proroga della carcerazione preventiva si giustifica anche con riferimento alle
difficoltà oggettive che hanno imposto di aggiornare il dibattimento solo per
il 26.10.2004: il presidente istante e gli altri giudici del Tribunale penale
cantonale sono e saranno infatti occupati in altri dibattimenti davanti a Corti
delle assise criminali (con conseguente imperativo onere di motivazione del
giudizio) e correzionali.

 

 

                                   7.   Ciò
posto, la postulata proroga - che, alla luce delle ipotesi accusatorie e della
conseguente pena in caso di condanna, rispetta il principio di proporzionalità
(cfr., al proposito, decisione TF 1P.280/2004 dell'1.6.2004) - va accolta,
sussistendo gravi e concreti indizi di colpevolezza, un pericolo di fuga (che
quindi rende superfluo confrontarsi con l'esistenza di un pericolo di
collusione e di recidiva, cfr. M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n.
22 in fine e 28 ss. ad art. 95 CPP) e necessità oggettive inerenti
l'aggiornamento del processo.

 

 

                                   8.   L'istanza
è accolta; non si prelevano tassa di giustizia e spese.

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati i citati
articoli di legge,

 

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L'istanza
è accolta.

                                         §  Di conseguenza il
carcere preventivo cui è astretto __________ PI 2 è
prorogato fino al 26.10.2004, rispettivamente fino
alla conclusione del processo.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese.

 

 

 

 

 

 

 

                                   3.   Intimazione:

                                      

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  1. PI 1 

  2. PI 2 

  patrocinato da: PA 1 

   

  

Per la Camera
dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             La
segretaria