# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9768e345-a52b-5f56-bbe5-b70415745fa3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-03-11
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 11.03.2016 14.2015.211
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2015-211_2016-03-11.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2015.211

  	
  Lugano

  11 marzo 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cassina

  

 

 

statuendo nella causa n. 273/2014 (rigetto definitivo
dell’opposizione) della Giudicatura di pace del Circolo di Lugano Est promossa
con istanza 21 agosto 2014 da

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinata dall’avv. PA 1, __________)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 16 novembre 2015 presentato da RE 1 contro
la decisione emessa il 26 ottobre 2015 dal Giudice di pace;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Sulla scorta del
precetto esecutivo n. __________ emesso il 3 giugno 2014 dall’Ufficio
d’esecuzione di Lugano, il Comune CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di 1)
fr. 3'204.50 oltre agli interessi del 2.5% dal 28
maggio 2014, di 2) fr. 50.– e di 3) fr. 71.90, indicando quali titoli
di credito: “1. imposta liq[uidazio­ne]
previdenza professionale 2008, 2) tassa diffida, 3) interessi fino al
27.05.2014”.

 

                                  B.   Avendo
RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 21 agosto
2014 il Comune CO 1 ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Giudicatura di
pace del Circolo di Lugano Est. Nel termine impartito, la
parte convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni
scritte del 31 luglio 2015.

 

                                  C.   Statuendo con decisione 26 ottobre 2015, il Giudice di pace ha accolto
l’istanza e ha rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dalla parte
convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 230.– e
un’indennità di fr. 35.– a favore dell’i­stante.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 16 novembre 2015 per ottenerne
l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Visto l’esito del giudizio odierno
non sono state richieste osservazioni al Comune CO 1.

 

                                  E.   Invitata
il 15 dicembre 2015 per la seconda (e ultima) volta ad anticipare le spese
processuali presumibili entro dieci giorni, il 1° gennaio 2016 RE 1 ha chiesto
l’assistenza giudiziaria limitatamente a tali spese (senza gratuito
patrocinio), facendo valere di essere invalida e pensionata “con esigue entrate e molti conti da saldare”.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                                1.1   Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato il 16 novembre 2015 contro la sentenza notificata alla
patrocinatrice di RE 1 il 6 novembre 2015, in concreto il reclamo è tempestivo.

 

                                1.2   La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate
in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv.
1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di
designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia
i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione
della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero
pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale
5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base
agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia
l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei
fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti
e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC). 

 

                                   2.   In
virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo
dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una
decisione giudiziaria esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso
provi con documenti che dopo l’emanazione della decisione il debito è stato
estinto, il termine per il pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la
prescrizione. La procedura di rigetto è una procedura documentale (Aktenprozess),
il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione
bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza
probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi
conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili
eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142, consid. 4.1.1).

 

                                   3.   Nella
decisione impugnata, il Giudice di pace ha anzitutto respinto le eccezioni di
difetto di capacità di stare in lite dell’istante e di difetto di
legittimazione del suo rappresentante sollevate dal­l’escussa, rilevando che il
Comune CO 1 è una corporazione di diritto pubblico avente la personalità
giuridica (art. 1 LOC), che il Municipio ne esercita le funzioni esecutive (art.
80 LOC) e che nel caso di specie il Municipio di __________, con risoluzione
del 25 ottobre 2013, ha conferito la facoltà di rappresentarlo in giudizio al
caposervizio e a due funzionari dell’Ufficio delle contribuzioni.

 

                                         Per
quanto attiene all’eccezione di prescrizione della pretesa fiscale posta in
esecuzione, il primo giudice ha ricordato che il diritto di tassare si
prescrive in 5 anni dalla fine del periodo fiscale e quello di riscossione in 5
anni dal passaggio in giudicato della tassazione. Nella fattispecie, egli ha
constatato, essendo la prestazione previdenziale imponibile sorta nel 2008, il
termine di prescrizione scadeva il 31 dicembre 2013, sicché il diritto di tassare
non era ancora prescritto quando, il 24 maggio 2013, la decisione di tassazione
è stata intimata alla convenuta. E non era neppure spirato il termine per
procedere all’incasso del credito fiscale, venendo lo stesso a scadenza nel
2018, ossia 5 anni dopo la notifica della decisione di tassazione. Il Giudice
di pace ha infine respinto l’eccezione di pagamento sollevata dall’escussa in
quanto sprovvista di supporto probatorio.

 

                                   4.   Nel
reclamo RE 1 sostiene di avere maturato il diritto al pensionamento il 10
dicembre 2007. L’__________ ha poi chiuso il conteggio delle prestazioni della
previdenza professionale il 1° gennaio 2008 e ha provveduto al versamento degli
averi nel corso del mese di gennaio 2008. A detta della reclamante il periodo
fiscale determinante nel caso di specie si estende dalla data d’inizio di
contribuzione LPP (1985) fino al 1° gennaio 2008. Ne consegue, secondo lei, che
il termine di prescrizione quinquennale del diritto di tassare inizia dal 1°
gennaio 2008, o nella peggiore delle ipotesi, ove si consideri che il
versamento è avvenuto nel corso del mese di gennaio del 2008, dal 31 gennaio
2008. Ne deduce che il periodo di 5 anni è giunto a scadenza il 31 dicembre
2012, ma in ogni caso al più tardi il 31 gennaio 2013. Il diritto di tassare
era quindi oramai prescritto quando, il 24 giugno 2013, la decisione di tassazione
(datata 24 maggio 2013) è passata in giudicato.

 

                                         La
reclamante, d’altronde, ribadisce che l’Ufficio esazione e condoni (UEC) (recte:
l’Ufficio delle contribuzioni) non risulta essere stato validamente delegato in
questa specifica causa, poiché non ha prodotto alcuna procura né la prova della
sua delega da parte dello Stato del Cantone Ticino (recte: del Comune CO
1). L’escussa lamenta che la controparte non si sia premurata di allegare e
provare che lo Stato del Cantone Ticino ha personalità giuridica e quindi
processuale – ciò che poi però ammette – né chi per esso sia abilitato a
conferire regolare procura al­l’UEC. D’altronde, si verificherebbe un doppio
difetto di legittimazione a rappresentare nella misura in cui l’istante non ha
dimostrato che il delegato ha effettivamente poteri di rappresentanza, ciò che
non sarebbe il caso dal momento che le unità amministrative come l’UEC o il
Municipio di __________ sono sprovviste di personalità giuridica.

 

                                   5.   Occorre
anzitutto esaminare se, come sostiene la reclamante, la decisione impugnata è
nulla a causa della pretesa incapacità di stare in lite dell’istante e del
difetto di legittimazione del suo rappresentante, lesivi a suo dire degli art.
59 cpv. 2 lett. c, 60, 67 e 68 CPC.

 

                                5.1   Il
giudice entra nel merito di un’azione o di un’istanza se sono dati i
presupposti processuali, e fra questi la capacità di essere parte e la capacità
processuale (art. 59 cpv. 1 e cpv. 2 lett. c CPC), questioni ch’egli esamina
d’ufficio (art. 60 CPC) in ogni stadio di causa (Domej in: Oberhammer/Domej/Haas, Kurzkommentar, ZPO, 2a
ed. 2014, n. 2 ad art. 60 CPC).

 

                                  a)   Ora,
il diritto civile federale non limita le competenze di diritto pubblico dei
Cantoni (art. 6 cpv. 1 CC), e per le corporazioni di diritto pubblico riserva
espressamente le disposizioni di diritto pubblico della Confederazione e dei
Cantoni (art. 59 cpv. 1 CC). Rientrano fra queste quegli organi amministrativi
caratterizzati da unioni di persone costituite e riconosciute dal diritto
pubblico e che, investite di un potere sovrano (“hoheitlicher Gewalt”),
sono chiamate ad assolvere autonomamente a compiti pubblici (“Erfüllung
öffentlicher Aufgaben”): e in tal senso, quali unità corporative
territoriali (“Gebietskörperschaft”), si annoverano anche i comuni (Huguenin/Reitze in: Basler Kommentar,
ZGB I, 5a ed. 2014, n. 4 ad art. 59 CC). La loro capacità di essere
parte e la loro capacità processuale (art. 67 e 66 CPC) è quindi determinata
dal diritto pubblico (Tenchio in:
Basler Kommentar, ZPO, 2a ed. 2013, n. 15 ad art. 66 e n. 5 ad art.
67 CPC).

 

                                  b)   Il comune è una corporazione di diritto
pubblico, con personalità giuridica e territorio proprio (art. 1 cpv. 1 della legge organica comunale [LOC, RL 2.1.1.2]). Il
Municipio è l’organo che amministra il Comune (art. 17 cpv. 3 Cost. ticinese)
ed esplica le funzioni esecutive (art. 80 cpv. 1 LOC). Il
Municipio provvede pure all’esazione delle imposte, procedendo in via esecutiva
contro i morosi (art. 110 cpv. 1 lett. b LOC). Il sindaco in unione al segretario
comunale hanno diritto di firma per gli atti del comune (art. 119 lett. d e 138
cpv. 1 lett. a LOC).

 

                                5.2   In
quanto corporazione territoriale di diritto pubblico, al Comune CO 1 va
senz’altro riconosciuta la capacità di stare in lite nel procedimento in esame
(sopra, consid. 5.1). Trattandosi poi della facoltà di procedere in via
esecutiva per l’incasso forzato di un credito stabilito in una decisione di
tassazione definitiva – e quindi anche di presentare la relativa istanza di
rigetto definitivo dell’opposizione (art. 80 LEF) – il Comune è, per legge (art. 110 cpv. 1 lett. b e l LOC), rappresentato dal proprio Municipio, pur essendo
quest’ultimo sprovvisto di personalità giuridica (alla stessa stregua del
consiglio d’amministrazione di una società anonima, che purtuttavia anch’esso
per legge rappresenta giuridicamente la società).

 

                                5.3   In
concreto il procedente ha prodotto agli atti una procura del 25 ottobre 2013
(doc. E accluso all’istanza) con la quale il Municipio di __________,
rappresentato dal proprio sindaco e dal proprio segretario, ha conferito al
caposervizio presso l’Ufficio contribuzioni (come ad altri due funzionari) la
facoltà di rappresentarlo nel­l’ambito delle procedure di riscossione delle
imposte comunali, compreso davanti alle autorità giudiziarie. E nel caso
specifico l’istanza di rigetto dell’opposizione è firmata proprio dal caposervizio
dell’Ufficio contribuzioni, ovvero da un legittimo rappresentante del Comune.
Non verificandosi le carenze di presupposti processuali allegate dalla reclamante,
la decisione impugnata non può dirsi né nulla né annullabile. Del tutto
inconsistente la critica non può ch’essere respinta.

 

                                   6.   In
ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina
d’ufficio (DTF 103 Ia 52 consid. 2/e), a prescindere dalle allegazioni delle
parti, se la documentazione prodotta costituisce valido titolo di rigetto
dell’opposizione (DTF 139 III 447 consid. 4.1.1).

 

                                6.1   Giusta l’art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF sono parificate alle
sentenze giudiziarie, e valgono quindi quale titolo di rigetto definitivo, le
decisioni di autorità amministrative svizzere, purché siano esecutive. Di
norma, come per le sentenze civili non è necessario il passaggio in giudicato (Staehelin in: Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 110 ad art.
80 LEF). Per le imposte dirette, tuttavia, la legge parifica a sentenze
giudiziarie esecutive le decisioni di tassazione “cresciute in giudicato” (art.
165 cpv. 3 LIFD e 244 cpv. 3 LT).

 

                                6.2   Nella
fattispecie la parte istante fonda la propria pretesa nei confronti della
convenuta sulla decisione di tassazione del
5 giugno 2013 mediante la quale l’Ufficio contribuzioni CO 1 ha stabilito in
fr. 3'204.50 l’imposta comunale 2008 dovuta dall’escussa per la
prestazione in capitale, di fr. 221'050.–, proveniente dalla previdenza
professionale da lei ricevuta in quel­l’anno (doc. C e B annessi all’istanza).
Come accertato dal primo giudice, la menzionata decisione, passata in
giudicato, costituisce in principio titolo di rigetto definitivo
dell’opposizione per l’importo capitale richiesto con il precetto esecutivo,
mentre la diffida del 26 febbraio 2014 (doc. C, pag. 2) giustifica il rigetto
per la tassa di fr. 50.– e la tabella del 21 agosto 2014 (doc. D) per gli
interessi capitalizzati.

 

                                        7.   In
virtù dell’art. 81 cpv. 1 LEF l’escusso può opporsi al rigetto definitivo ove
provi con documenti che dopo la sentenza il debito è stato estinto o il termine
per il pagamento è stato prorogato ovvero dimostri che è prescritto. Motivi di
estinzione verificatisi prima e che sarebbero potuti essere sollevati già nella
procedura che ha portato alla sentenza non possono più essere fatti valere in
sede di rigetto (DTF 138 III 586 consid. 6.1.2; 135 III 320 consid. 2.5;
sentenza della CEF 14.2015.14 del 23 marzo 2015 consid. 5.2).

 

                                         Come
emerge dal conteggio delle prestazioni della previdenza professionale emesso il
1° gennaio 2008 dalla __________ la prestazione di vecchiaia spettante a RE 1 è
giunta a scadenza il 1° gennaio 2008. Per l’art. 193 cpv.
1 LT il diritto di tassare si prescrive in cinque anni dalla fine del
periodo fiscale, corrispondente all’anno civile (art. 50 cpv. 2 LT). Nella fattispecie, dunque, il termine di prescrizione ha iniziato a
decorrere dalla fine del 2008 per scadere il 31 dicembre
2013. Il diritto di tassare non era quindi ancora spirato quando, il 24 maggio
2013, la decisione di tassazione è stata emessa. Anche su questo punto il reclamo
si rivela dunque infondato.

 

                                   8.   Gli
oneri processuali del presente giudizio seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1
CPC). Va d’altronde respinta la richiesta di assistenza giudiziaria presentata
tardivamente (sopra ad E) dalla reclamante malgrado avesse in precedenza, il 4
dicembre 2015, chiesto una proroga del termine per versare l’anticipo di
fr. 200.– senza alludere a difficoltà economiche. E ciò perché il reclamo,
su cui questa Camera si è comunque dilungata in virtù dell'esame d'ufficio che
le incombe, ma che nella sostanza si è rivelato pretestuoso e dilatorio, non
presentava d’acchito probabilità di esito favorevole. Difetta quindi uno dei
presupposti stabiliti all’art. 117 CPC (lett. b). A scanso di equivoco va
ricordato che tale presupposto non è contrario all’art. 6 CEDU (v. Meyer-Ladewig, Handkommentar EMRK, 3a
ed. 2011, n. 45 ad art. 6 CEDU con rinvii; sentenza della CEF 15.2015.37 dell’8
giugno 2015 consid. 6), a prescindere dalla questione di sapere se tale norma
sia applicabile in materia di rigetto dell’opposizione sebbene, come visto
(sopra consid. 2), il giudice non abbia a statuire sul merito del credito posto
in esecuzione (cfr. DTF 141 I 247 consid. 4.2.1 e 141 I 100 consid. 5.1). Ad
ogni buon conto, la reclamante non ha esposto la propria situazione reddituale
e patrimoniale (art. 119 cpv. 2 CPC) e non ha quindi reso verosimile il secondo
presupposto per l’accoglimento della sua domanda, ovvero di essere sprovvista
dei mezzi necessari a pagare le spese processuali (art. 117 lett. a CPC). Non
si pone invece problema di ripetibili, il reclamo non essendo stato notificato
alla controparte.

 

                                   9.   Circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di
fr. 3'204.50, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è respinto e la sentenza
impugnata è confermata.

 

                                   2.   La
domanda di assistenza giudiziaria è respinta.

 

                                   3.   Le
spese processuali di complessivi fr. 200.– relative al presente giudizio
sono poste a carico della reclamante.

 

                                   4.   Notificazione a:

	
   

  	
  –  ;

  –  .

   

  

                                         Comunicazione alla Giudicatura di pace del
Circolo di Lugano Est.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).