# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 19528a1a-b679-5b26-8372-7a96f0d367b0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-07-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 08.07.2010 16.2010.56
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2010-56_2010-07-08.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2010.56

  	
  Lugano

  8 luglio 2010/rs

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani, presidente,

  Epiney-Colombo e Pellegrini

  

 

	
  segretaria:

  	
   Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione 14
giugno 2010 presentato da

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro il decreto di stralcio emesso il 9 giugno
  2010 dal Giudice di pace supplente del circolo di Bellinzona nella causa n. 181-2010-s
  (accertamento non ritorno a miglior fortuna) promossa con istanza 1° giugno
  2010 da

  	 

 

	
   

  	
  CO 1;

  (rappresentata dall'amministratore unico)

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                          che il 27 maggio 2010 CO 1 ha fatto notificare a RI 1 il PE n. __________ dell'UEF di Bellinzona per l'incasso di fr. 1388.65
oltre accessori, al quale questi ha interposto opposizione motivandola con il
mancato ritorno a miglior fortuna;

 

                                         che
chiamato a pronunciarsi su questa opposizione, il giudice di pace supplente del
circolo di Bellinzona ha convocato le parti all'udienza del 9 giugno 2010 per
la discussione;

 

                                         che
in tale sede il convenuto ha dichiarato di essere in attesa di una decisione dell'assicurazione
invalidità e di non essere in grado di pagare alcunché, soggiungendo però che “appena in possesso della decisione citata mi impegno a pagare la fattura
ratealmente con importi mensili di fr. 100.– fino ad estinzione del debito …”;

 

                                         che
l'istante si è dichiarato d'accordo sulla transazione e “al termine del pagamento la parte attrice procede alla
cancellazione del PE __________”;

 

                                         che
il giudice di pace supplente ha chiuso il verbale nel seguente modo:

 

                                         L'istruttoria è dichiarata chiusa. Le parti
non possono produrre nuovi documenti o chiedere l'assunzione di altre prove. Le
parti rinunciano al dibattimento finale. Letto alla costante presenza delle
parti, approvato e firmato all'originale oggi mercoledì 9 giugno 2010 ore
10.45;

 

                                         che con
ricorso del 14 giugno 2010 RI 1 è insorto contro la decisione appena citata
ribadendo di non essere in grado di pagare la fattura citata e di avere
accettato le condizioni menzionate sul verbale per paura e confusione; 

 

                                          che l'atto non è stato oggetto
di intimazione;

 

e considerando

 

in diritto:                        che, nella fattispecie, all'udienza del 9 giugno 2010 le parti hanno
indubbiamente raggiunto una transazione giudiziaria;

 

                                         che in
casi del genere il giudice ne da atto alle parti e stralcia la lite dal ruolo
(art. 352 cpv. 2 CPC);

 

                                         che
quindi l'atto impugnato, pur difettando di qualsiasi dispositivo, deve essere
considerato un decreto di stralcio;

 

                                         che nel Cantone Ticino un decreto di stralcio ha portata meramente
dichiarativa e può quindi essere impugnato solo ove sia litigiosa l'esistenza
stessa del motivo che ha posto ter­mine alla lite (RtiD I-2004 pag. 486 consid.
1 con rinvio), ma non il merito di una transazione (che
può essere rimesso in discussione solo con azione ordinaria: Rep. 1982 pag. 203
consid. 2);

 

                                         che nella
misura in cui il ricorrente afferma di non essere in grado di pagare la fattura
citata e di avere accettato le condizioni menzionate sul verbale per paura e
confusione, il ricorrente tenta di rimettere in discussione il merito della
transazione;

 

                                         che in
tali circostanze il ricorso sfugge ad ogni esame e  si rivela dunque
irricevibile;

                                      

                                         che gli
oneri processuali seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), ma le
circostanze del caso specifico inducono a rinunciare – eccezionalmente – a ogni
prelievo;

 

                                         che non
si pone problema di ripetibili, il ricorso non essendo stato oggetto di intimazione;

 

                                                                                 

per questi motivi

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è irricevibile.

 

                                   2.   Non si
prelevano tasse di giustizia né spese e non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  ; 

   

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo di Bellinzona.

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle
cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno
30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di
diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art.
 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione
di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi
previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.