# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b418b46e-d531-5534-a850-e971128fa2a0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-10-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 18.10.2016 52.2015.426
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2015-426_2016-10-18.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2015.426

   

  	
  Lugano

  18 ottobre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Marco
  Lucchini, giudice presidente,

  Matea Pessina, Sarah Socchi

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Paola
  Passucci

  

 

 

statuendo
sul ricorso 23 settembre 2015 di

 

 

	
   

  	
  RI
  1  

  patrocinato
  da: PA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 19 agosto 2015 (n. 3368) del Consiglio di
  Stato, che ha respinto le impugnative 7 maggio e 28 maggio 2015 presentate
  dall'insorgente avverso le risoluzioni 16 marzo e 12 maggio 2015 con cui la Sezione della
  circolazione gli ha fatto divieto di fare uso su territorio svizzero delle
  patenti di guida brasiliana (n. __________) e italiana (n. __________) di cui è
  titolare, per un periodo indeterminato e con effetto immediato;

  

 

 

ritenuto,                          in
fatto

 

A.   RI 1, cittadino
italiano qui ricorrente, a far tempo dal febbraio 2014 risiede nel Canton
Ticino. Egli è titolare di due patenti di guida estere (brasiliana e italiana).

 

 

B.   Il 19 gennaio 2015 RI
1 ha postulato la conversione della propria licenza di condurre brasiliana n. __________.
Il 27 gennaio seguente l'ufficio amministrativo della Sezione della
circolazione (Servizio conducenti), rilevando che la patente di guida estera in
oggetto era stata conseguita in un Paese che non corrisponde a quello della
sua nazionalità, si è rivolto all'interessato comunicandogli che la stessa
avrebbe potuto essere considerata unicamente
se ottenuta durante un soggiorno in tale paese di almeno 12 mesi consecutivi (cfr. lettera 27 gennaio 2015 del Servizio
conducenti a RI 1). Ottenute telefonicamente le chieste delucidazioni in
merito, il 3 febbraio 2015 il medesimo ufficio, nel frattempo venuto a conoscenza
del fatto che RI 1 era titolare anche di una patente italiana, gli ha chiesto
di indicare una data nel mese di marzo nella quale fissare la data della
corsa di controllo informandolo tuttavia che, essendo cittadino italiano "se
ci presenta una patente italiana rinnovata non c'è esame. Se invece consideriamo
la patente brasiliana dobbiamo fissare la corsa di controllo. Se le autorità
italiane le rinnovano la patente io posso ritornarle la sua documentazione
senza fissare esami e lei appena la riceverà mi ritorna il formulario di richiesta
e la patente italiana". RI 1 ha fatto sapere di non avere né tempo né
motivo per richiedere il rinnovo della patente italiana, di cui in quel momento neppure disponeva, ritenuto che la
stessa gli era stata rubata 5 anni prima in Spagna. Ha quindi preferito fissare
la data della corsa di controllo, precisando di non voler cambiare il tipo di domanda inoltrata alla Sezione della
circolazione (cfr. scambio e-mail del 3 febbraio 2015 tra __________ e RI
1, agli atti). 

Il 4 febbraio 2015 il Servizio conducenti ha quindi informato RI 1 che se
non dovesse superare tale esame (non v'è possibilità di ripetizione) o non
presentarsi all'appuntamento (vedi convocazione annessa) senza giustificati
motivi, verrà emesso un divieto di fare uso della patente straniera in Svizzera
che avrà effetto immediato […].

L'esame di guida è stato affrontato il 10 marzo 2015.

C.   Preso atto dell'esito
negativo della corsa di controllo, il 16 marzo 2015 la Sezione della circolazione ha fatto divieto a RI 1 di usare su
territorio svizzero la patente di guida brasiliana n. __________ di cui
è titolare, a tempo indeterminato e con effetto immediato. La risoluzione è
stata resa sulla base degli art. 25 cpv. 2 lett. b e 3 della legge federale
sulla circolazione stradale del 19 dicembre 1958 (LCStr; RS 741.01), nonché 29
cpv. 2 lett. a, 42, 44 cpv. 1, 45 cpv. 1 e 4 dell'ordinanza sull'ammissione
alla circolazione del 27 ottobre 1976 (OAC; RS 741.51).

D.   Con istanza 16 aprile
2015 RI 1 ha postulato l'ottenimento della licenza di condurre veicoli a motore
svizzera esibendo, questa volta, la patente di guida italiana n. __________ che
aveva nel frattempo rinnovato. Preso atto che già in precedenza l'interessato aveva inoltrato analoga richiesta producendo
la sua patente di guida brasiliana e che l'istanza era stata respinta a seguito
dell'esito negativo della corsa di controllo del 10 marzo 2015, l'autorità
dipartimentale ha ritenuto che la successiva presentazione della patente
italiana non avesse alcun influsso sull'esito dell'esame al quale RI 1
si era sottoposto, che peraltro non può essere ripetuto. Il 12 maggio 2015 la
Sezione della circolazione ha quindi risolto di interdire (anche) l'uso della
patente di guida italiana dell'interessato su territorio elvetico per un periodo
indeterminato e con effetto immediato.

 

 

E.   Con giudizio 19 agosto
2015 il Consiglio di Stato ha confermato entrambi i provvedimenti, respingendo le
impugnative contro di essi presentate da RI 1.

Ricordate le norme che disciplinano il
controllo dell'idoneità a condurre ed evocate le risultanze dell'esame di guida
affrontato il 10 marzo 2015, l'autorità di ricorso di prime cure ha ritenuto in
sostanza che il ricorrente non fosse in grado di pilotare veicoli a motore con
la necessaria affidabilità a causa delle mancanze riscontrate dall'esperto nei
suoi confronti. L'insorgente, ha soggiunto il Governo, ha deciso
consapevolmente di sottoporsi alla corsa di controllo per la conversione della
sua patente di guida brasiliana, ben sapendo che avrebbe potuto ottenere la
conversione di quella italiana senza sottoporsi ad alcuna prova. A giusta
ragione la Sezione della circolazione ha quindi respinto anche la sua seconda
istanza di conversione, atteso che egli non aveva comunque superato la corsa di
controllo ordinata dall'autorità. Donde la legittimità delle querelate decisioni
adottate dalla Sezione della circolazione, adeguate alle circostanze e
giustificate dalla necessità di salvaguardare la sicurezza del traffico.

 

 

F.    Contro la
predetta decisione governativa, dichiarata immediatamente
esecutiva, il soccombente è insorto davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, postulandone l'annullamento e domandando che le licenze
di condurre estere di cui è titolare siano convertite in patenti svizzere.

Il ricorrente ha riproposto
sostanzialmente le tesi sollevate davanti
all'istanza inferiore, sottolineando di esser sempre stato un ottimo conducente
e di essere stato a torto bocciato, per ragioni che non gli sono nemmeno note. Il
rapporto d'esame non è infatti sufficientemente motivato e dallo stesso non
emergono le ragioni per cui la corsa di controllo non è stata superata, né a
quali episodi faccia riferimento l'esaminatore. Il divieto d'uso delle patenti
di guida estere di cui è titolare, frutto di una prova censurabile sotto vari
aspetti, va quindi annullato. 

Altre argomentazioni ricorsuali saranno riprese, ove occorresse, nei
considerandi seguenti.

 

 

G.   All'accoglimento del
ricorso si è opposto il Consiglio di Stato riconfermandosi nella propria
decisione e nelle motivazioni ivi contenute.

La Sezione della circolazione ha rinunciato a presentare osservazioni.

 

 

H.   Su richiesta di questo
Tribunale, il 26 settembre 2016 la Sezione della circolazione ha prodotto
l'istanza di conversione della licenza di condurre brasiliana e la successiva
corrispondenza scambiata con l'ufficio amministrativo della Sezione della
circolazione (Servizio conducenti). Copia di tali documenti, noti alle parti, è
stata trasmessa al ricorrente per informarlo dell'avvenuta acquisizione agli atti
dei medesimi. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.    La competenza
del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 10 cpv. 2 della legge
di applicazione alla legislazione federale sulla circolazione stradale e la
tassa sul traffico pesante del 24 settembre 1985 (LALCStr; RL 7.4.2.1).

La legittimazione attiva del ricorrente, destinatario del provvedimento
impugnato, è certa (art. 65 cpv.1 legge sulla procedura amministrativa del 24
settembre 2013; LPAmm, RL 3.3.1.1).

Il gravame, tempestivo (art. 10 cpv. 3 LALCStr e art. 68 cpv. 1 LPAmm), è
pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, integrati
dai documenti citati in narrativa pervenuti
dalla Sezione della circolazione (art. 25 cpv. 1 LPAmm).

 

 

2.    2.1. Gli art. 42 e segg. OAC regolano il
riconoscimento delle licenze di condurre di conducenti di veicoli a motore provenienti
dall'estero. In particolare, secondo l'art. 42 cpv. 3bis lett. a OAC
i conducenti di veicoli a motore provenienti dall'estero, residenti in Svizzera
da 12 mesi e che durante questo periodo non hanno soggiornato per più di tre
mesi consecutivi all'estero, hanno bisogno di una licenza di condurre svizzera.
L'art. 44 cpv. 1, prima frase OAC precisa che al titolare di una licenza di
condurre nazionale estera valevole è rilasciata la licenza di condurre svizzera
della rispettiva categoria se, durante una corsa di controllo, dimostra di
conoscere le norme della circolazione ed è in grado di condurre in modo sicuro
veicoli delle categorie per le quali la licenza dovrebbe essere valevole. Tale
misura consente all'autorità competente di accertare in maniera efficace, tramite
l'intervento di esperti, l'idoneità pratica alla guida di determinati conducenti, segnatamente di quelli che
provengono dall'estero (cfr. STF 2A.735/2004 del 1° aprile
2004 consid. 3.1; René
Schaffhauser, Grundriss des schweizerischen Strassenverkehrsrechts,
Berna 1995, vol. III, n. 2665). L'art.
150 cpv. 5 lett. e OAC prescrive che l'Ufficio federale delle strade (USTRA)
può rinunciare alla corsa di controllo giusta l'art. 44 cpv. 1 OAC nei
confronti di conducenti di Stati che, in materia di formazione ed esame,
pongono esigenze analoghe a quelle che vigono in Svizzera. Sono in particolare
esentati dall'obbligo di effettuare corse di controllo i titolari di licenze di
condurre estere provenienti dall'Italia (cfr. allegato 2 alla circolare 1°
ottobre 2013 dell'USTRA).

2.2. In occasione di una corsa di
controllo il conducente deve provare di essere in grado, anche in una
situazione difficile di traffico, di condurre secondo le norme della
circolazione stradale, nonché in modo sicuro e adatto alle circostanze, un
veicolo della categoria corrispondente alla licenza. Sotto questo aspetto, un
siffatto esame assomiglia all'esame pratico di guida, ma il suo scopo - contrariamente a quest'ultimo - non è quello di
stabilire con lo stesso grado di certezza esatto per il rilascio della patente
che tutte le relative condizioni siano adempiute cumulativamente, ma
unicamente di verificare, di primo acchito, se il conducente possiede le
conoscenze, le capacità e l'abilità necessarie alla condotta sicura di un
veicolo a motore, levando o confermando un dubbio al riguardo (cfr. STF
6A.44/2006 del 4 settembre 2006 consid. 2.3.2; 2A.735/2004 citata consid. 3.1; Schaffhauser, op. cit., n.
2665; André Bussy/Baptiste Rusconi,
Code suisse de la circulation routière commenté, n. 2 ad art. 29 OAC). Essa può
dunque essere più corta dell'esame pratico di guida e non comporta
necessariamente tutte le prove esatte dalla legge (cfr. allegato 12 OAC,
disciplinante i contenuti dell'esame pratico di guida). Le modalità di svolgimento
di una corsa di controllo sono concretizzate nelle Direttive n. 19 dell'Associazione
dei servizi della circolazione (ASA) del 26 novembre 2010. Queste ultime non
costituiscono delle norme giuridiche e di conseguenza non vincolano i Tribunali.
Esse permettono tuttavia di sviluppare una prassi amministrativa uniforme,
stabilendo criteri comuni ed adeguati sull'esecuzione, l'estensione e la
valutazione di un siffatto esame (cfr. SOG 2013 n. 27 consid. 4.2; GVP-SG 2011
n. 14, consid. 4). La corsa di controllo è considerata superata se l'interessato
prova di conoscere le regole della circolazione e di essere in grado di
condurre in modo sicuro un veicolo della categoria corrispondente alla licenza
della quale chiede la conversione. La constatazione di uno dei criteri elencati
alla cifra 72 delle citate direttive conduce,
di regola, alla bocciatura della corsa di controllo (anticipo insufficiente,
messa in pericolo concreta o astratta accresciuta in ragione di un'osservazione
inadatta, osservazione inefficace nell'ambito di un cambio di direzione,
velocità non adatta alle condizioni della strada, del traffico e della visibilità,
gravi errori nell'utilizzo della strada, applicazione insufficiente delle regole di precedenza, gravi errori nell'utilizzo
del veicolo, altre inosservanze di regole della circolazione analoghe che,
secondo l'esperienza, possono condurre a degli incidenti). Per principio, la
corsa di controllo non può essere ripetuta (art. 29 cpv. 3 OAC; cfr. STF
2A.735/2004 citata consid. 3.1, GPV-SG 2011 n. 14, consid. 5; Bussy/Rusconi, op. cit., n. 2 ad art. 29
OAC; Schaffauser, op. cit., n.
2666).

2.3. Affinché il destinatario di una decisione attestante l'esito negativo di un siffatto esame possa comprenderne la
portata e, se del caso, impugnarlo, occorre che il provvedimento adottato
dall'esperto sia debitamente motivato. Tale obbligo discende dal diritto di
essere sentito ancorato all'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost.; RS 101). Giusta l'art. 12a
OAC - riferito agli esami teorici e all'esame pratico di conducente, ma applicabile
per analogia anche al risultato di una corsa di controllo (cfr. STF 6A.121/2001
consid. 2a) - il risultato dell'esame deve essere comunicato al candidato. Il
non superamento dell'esame deve essere motivato, su richiesta, in forma scritta.
Tuttavia, il diritto a una motivazione non è leso per il solo fatto che l'autorità
esaminatrice si limita in un primo tempo a comunicare unicamente l'esito dell'esame.
È sufficiente infatti che essa fornisca le chieste delucidazioni nella (successiva)
procedura di ricorso e che all'interessato sia data la possibilità di prendere
posizione in merito, nell'ambito di un ulteriore scambio di allegati (vedi SOG
2013 n. 27, consid. 4.3 e la STF 2P.23/2004 del 13 agosto 2004 consid. 2.2 ivi
citata). 

2.4. Nella valutazione dell'attitudine alla guida di un conducente, gli esperti
ufficiali della circolazione fruiscono di un ampio margine discrezionale, il
cui esercizio può essere censurato da parte dell'autorità di ricorso unicamente
nella misura in cui integra gli estremi della violazione del diritto,
segnatamente sotto il profilo dell'abuso di potere (art. 69 LPAmm; Marco Borghi/Guido
Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 2d ad art. 61). Il controllo dell'apprezzamento da
parte del Tribunale cantonale amministrativo non è quindi illimitato, ma circoscritto
alla verifica che il perito non abbia travalicato i limiti del potere
discrezionale riservatogli dalla legge o l'abbia esercitato in spregio dei
principi generali del diritto. L'autorità di ricorso deve in particolare
evitare di sostituire il proprio apprezzamento a quello del perito, limitandosi
a censurare quelle decisioni che integrano gli estremi di una violazione del
diritto sotto il profilo dell'eccesso o dell'abuso di potere. Ipotesi,
quest'ultima, che si verifica unicamente nei casi in cui la decisione appare
insostenibile, siccome priva di giustificazioni oggettive, fondata su considerazioni
estranee o altrimenti lesiva dei principi fondamentali del diritto,
segnatamente di quelli riferiti alla parità di trattamento o all'adeguatezza (cfr. Ulrich Häfelin/Georg Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 6.
ed., Zurigo 2010, n. 463; Borghi/Corti,
op. cit., n. 2d ad art. 61; Adelio
Scolari, Diritto amministrativo, parte generale, 2. ed., Cadenazzo 2002,
n. 407 e segg.). Il Tribunale cantonale amministrativo deve insomma
limitarsi a verificare che l'apprezzamento
sia contenuto nei termini prestabiliti e si fondi su considerazioni serie e
pertinenti. Particolare riserbo s'impone anche perché la valutazione di un
esame di guida o una corsa di controllo presuppone conoscenze tecniche
particolari (cfr. STF 1C_225/2009 del 4 novembre 2009, consid. 1.1.1; GVP-SG 2011
citata, consid. 4; STA 52.2010.4 dell'11 febbraio 2010 consid. 2.3).

 

 

3.    Nel caso di
specie, il divieto d'uso della licenza di condurre brasiliana n. __________ di
cui RI 1 è titolare è la diretta quanto ineluttabile conseguenza dell'esito
negativo della corsa di controllo alla quale egli si è dovuto sottoporre. Ai
fini del giudizio sulla legittimità della misura oggetto d'impugnazione occorre
quindi analizzare, alla luce del limitato
potere di cognizione di cui dispone questo Tribunale (vedi consid. 2.3), se il
risultato dell'esame regge alle critiche ricorsuali.

Intanto mette conto di sottolineare che RI 1 è stato sottoposto ad una corsa di
controllo a seguito della richiesta da questi formulata onde ottenere la conversione
della sua licenza di condurre brasiliana in patente svizzera. La sua idoneit a
condurre è stata pertanto subordinata all'esperimento di una prova attitudinale
di guida, atteso che il Brasile non figura tra la lista degli Stati esentati
dall'obbligo di effettuare corse di controllo (cfr. allegato 2 alla circolare
1° ottobre 2013 dell'USTRA e scambio e-mail del 3 febbraio 2015, agli atti).

Quanto alla corsa di controllo vera e propria svoltasi
il 10 marzo 2015, ciò che dagli atti - segnatamente dalla scheda d'esame
riempita, datata e firmata di proprio pugno dall'esperto - emerge con assoluta chiarezza, è l'esito della corsa
stessa (cfr. indicazione del numero 2 nella colonna "Esito esame",
che corrisponde ad esame "non superato"; doc. C, pag. 1). Contrariamente
a quanto afferma il Consiglio di Stato, il rapporto in questione non specifica
tuttavia, nel dettaglio, quali mancanze sarebbero state riscontrate nei
confronti dell'insorgente. Neppure lui lo spiega, limitandosi invero a riportare
testualmente le parole chiave crociate dallo specialista sub Osservazione
della circolazione (cfr. i punti 10, 11 e 13), Tattica di guida,
procedure di circolazione (punti 45, 46 e 49) e Manovre (punto
93), non ravvedendosi del fatto che da termini quali "Ordine
d'osservazione: scorretta, troppo rapida, irregolare" (punto 10), "Filtro
visivo/fissaggio dello sguardo: partner, strada, cond. meteo, spostamento nel
traffico" (punto 11), "Osservazione: davanti, dietro, sui
lati, doppio controllo, retrovisori" (punto 13), "Rispetto
della segnaletica e delle demarcazioni" (punto 45), "Cambio di
direzione/aree a percorso rotatorio: dinamica, utilizzo degli spazi liberi"
(punto 46), "Utilizzo della carreggiata: restare sulla propria
traiettoria, svoltare" (punto 49), "Retromarcia: osservare,
precedenza, velocità, lato della carreggiata errato"(punto
93), non è comunque possibile comprendere che cosa, durante
il giro in auto, l'insorgente ha sbagliato ed in quale contesto (cfr. in tal
senso la SOG 2013 n. 27, consid. 4.4). 

Le tavole processuali non permettono insomma di capire
da cosa dipenda concretamente l'esito negativo della prova affrontata
dall'insorgente. Certamente, non può essergli imputato di aver tenuto un
comportamento nel complesso gravemente insicuro e inadeguato durante lo
svolgimento della corsa di controllo. Comportamento di cui il ricorrente non
sembra neppure essere stato informato, quand'anche si consideri che il giorno
stesso dell'esame egli ha sottoscritto una dichiarazione nella quale afferma di
aver preso atto dell'esito negativo della prova di guida, da un lato, e del
divieto di fare uso della patente di guida estera su territorio svizzero,
dall'altro. Il fatto che tale documento sia stato firmato non consente ancora di
ritenere che RI 1 sia stato debitamente messo al corrente degli errori commessi
che hanno determinato il mancato superamento della verifica pratica esperita, a
maggior ragione se si pon mente al fatto che gli stessi non sono neppure stati
puntualmente riportati nel rapporto di esame sub "Osservazioni".
L'unica annotazione manoscritta che si riscontra nell'apposito spazio
predisposto a tale scopo è quella effettuata con riferimento al punto 45 (Rispetto
della segnaletica e delle demarcazioni); l'esperto si è però limitato a
trascrivere la parola "Divieto", senza specificare a quale episodio
faccia riferimento. Per il resto, egli non ha fatto altro che apporre una crocetta
su determinati termini (segnatamente quelli di cui ai punti 10, 45, 46, 49 e 93, già citati in precedenza),
senza nulla aggiungere. Dal rapporto di cui al doc. C non è in
definitiva possibile desumere quali critiche vengono concretamente mosse nei confronti
di RI 1, né se egli ha commesso (e, in caso affermativo, quali) le negligenze
specificatamente elencate alla cifra 72 delle direttive n. 19 ASA. 

A giusta ragione l'insorgente lamenta quindi una violazione del diritto di
essere sentito ravvisata nella mancata motivazione del provvedimento adottato
nei suoi confronti. A tale lesione non è stato
posto rimedio davanti a questo Tribunale, atteso che neppure in sede di
risposta la Sezione della circolazione ha fornito le necessarie delucidazioni
in merito. Limitandosi ad annotare che la corsa di controllo non era stata
superata in seguito a delle mancanze riscontrate nei confronti
dell'interessato, non solo il Governo non ha sanato la violazione del
diritto di essere udito operata dal Dipartimento, ma ha a sua volta disatteso
questa garanzia.

 

4.     Sulla scorta della considerazioni che precedono il
ricorso deve dunque essere parzialmente accolto, con il conseguente annullamento
della decisione impugnata. Gli atti sono retrocessi al Consiglio di Stato affinché, dopo aver interpellato
la Sezione della circolazione e per
il suo tramite l'esperto, renda un nuovo giudizio motivato. L'esito del ricorso
inerente al divieto di fare uso della licenza italiana appare
strettamente correlato a quello relativo alla patente brasiliana, nella misura
in cui - stando al giudizio impugnato - il divieto è stato pronunciato proprio
tenendo conto che il ricorrente non aveva superato la corsa di controllo. A dipendenza
dell'esito del primo ricorso (7 maggio 2015), il Consiglio di Stato dovrà
quindi pronunciarsi nuovamente anche sul secondo ricorso (28 maggio 2015).

5.     Dato
l'esito del gravame si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia (art. 47
cpv. 1 LPAmm). All'insorgente, assistito da un avvocato iscritto nell'apposito
registro, vanno riconosciute congrue ripetibili (art. 49 cpv. 1 LPAmm). 

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

1.   Il ricorso è
parzialmente accolto.

§.   Di conseguenza:

1.1.   la decisione 19 agosto 2015 (n. 3368) del Consiglio di Stato è
annullata;

1.2.   l'incarto è rinviato al Consiglio
di Stato affinché proceda così come indicato al consid. 4.

 

 

2.   Non si
preleva tassa di giudizio. A RI 1 va restituita la somma di fr. 1'500.- versata
a titolo di anticipo delle presunte spese processuali.

 

 

3.   Lo Stato
verserà al ricorrente fr. 1'000.- di ripetibili, a valere per entrambe le sedi.

 

 

4.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

 

	
  5.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
giudice presidente                                              La vicecancelliera