# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 20572edd-a06c-5048-8e74-95f7a789d39b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-07-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 16.07.2014 80.2012.169
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2012-169_2014-07-16.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2012.169

  80.2012.170

  	
  Lugano

  16 luglio
  2014

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Rocco Filippini, vicecancelliere

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso del 16 agosto 2012 contro la decisione del 18
  luglio 2012 in materia di IC/IFD 2007 e 2008.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI
1, divorziata, vive a __________ con il figlio maggiorenne __________. Proprietaria
della lussuosa residenza __________ di __________, ricevuta in eredità alla
fine degli anni Sessanta, essa svolge un’attività indipendente quale
albergatrice, mettendo a disposizione di turisti gli appartamenti che
compongono la villa.

 

 

                                  B.   Nelle dichiarazioni
fiscali 2007 e 2008, la contribuente esponeva un reddito aziendale di,
rispettivamente, fr. 100'260.– (nel 2007) e fr. 126'967.– (nel 2008). Per
quanto ancora qui di interesse, chiedeva inoltre di essere ammessa alla
deduzione di fr. 5'600.–per persona bisognosa a carico, da valere nei confronti
del figlio __________, nato con handicap nel 1975.

 

 

                                  C.   Notificandole
le tassazioni IC/IFD 2007 e 2008, con decisioni del 29 giugno 2011, l’Ufficio
di tassazione di Lugano Città commisurava il reddito aziendale in, rispettivamente,
fr. 137'200.– (nel 2007) e fr. 127'000.– (nel 2008). Nella motivazione allegata
alla tassazione 2007, l’autorità spiegava di avere rettificato il valore dichiarato
“sulla base degli elementi noti (…), delle indicazioni fornite dal contribuente
o dei coefficienti d’utile medio validi per aziende del ramo e facenti parte
della realtà locale”.

                                         Negava
infine la postulata deduzione sociale per persona bisognosa a carico, ritenendo
che non ne fossero adempiuti i presupposti.

 

 

                                  D.   La
contribuente, rappresentata dalla RA 1, impugnava le suddette decisioni, con reclami
del 1° luglio 2011.

                                         La
reclamante ribadiva in primo luogo la deduzione di fr. 5'600.– per persona bisognosa
a carico. In relazione alla sola tassazione 2007, contestava inoltre la rivalutazione
del reddito aziendale, sostenendo che la sua attività alberghiera era “appena
sufficiente alla copertura degli interessi ipotecari gravanti l’intera proprietà”.

 

 

                                  E.   Con
scritti del 2 maggio e dell’8 giugno 2012, l’autorità di tassazione si
rivolgeva direttamente alla rappresentante della contribuente, sottoponendole
un calcolo delle entrate e delle uscite dell’anno 2007 (dal quale emergeva un
ammanco finanziario di oltre 37'000 franchi) e invitandola a prendere posizione.

                                         In
assenza di risposta, con raccomandata del 14 giugno 2012, l’autorità rinnovava
l’invito a presentare osservazioni, con l’avvertenza che in caso contrario
avrebbe deciso il reclamo d’ufficio, sulla base dei soli atti a sua
disposizione. Anche quest’ultimo scritto rimaneva inevaso.

 

 

                                  F.   Il
successivo 18 luglio 2012, l’autorità di tassazione respingeva i reclami, con
la seguente motivazione:

                                         Constato che
a fronte delle richieste di documenti e informazioni del 2 maggio 2012, dell’8
giugno 2012 (richieste fatte per e-mail) e del 14 giugno 2012 (richiesta fatta
per lettera raccomandata – Diffida) oltre alle varie telefonate fatte, il tutto
per il tramite della rappresentante della contribuente – RA 1, nulla è stato
fatto; richiamate le comminatorie indicate nella corrispondenza e le disposizioni
in materia di obblighi procedurali previsti dalla legge, si conclude nel
pronunciare che il reclamo non è ammesso.

 

 

                                  G.   Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 postula nuovamente la
concessione della deduzione sociale per persona bisognosa a carico, negatale dall’Ufficio
di tassazione. Essa afferma che il figlio __________ percepisce unicamente un
reddito lordo di circa 3'000 franchi dalla Fondazione __________ di __________,
che non gli permette di provvedere al proprio fabbisogno.

                                         In
relazione alla sola tassazione 2007, la ricorrente chiede inoltre che il
reddito aziendale tassato nel 2007 venga riportato al valore dichiarato di fr. 100'260.–,
sottolineando in particolar modo di condurre una vita
“estremamente spartana” e di aver fatto fronte ai propri bisogni di liquidità
grazie all’eredità della madre __________ e alla vendita di mobilio domestico.

 

 

Diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Come
esposto in narrativa, una prima contestazione riguarda la mancata concessione
della deduzione per persona bisognosa a carico, che la ricorrente ha richiesto nei
confronti del figlio __________ (nato nel 1972), con il quale vive.

 

                                         1.2.

                                         Per
l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per
sostentamento di un importo da 5'600 franchi a 10'900 franchi (10'800 franchi
nel 2007) al massimo, dal reddito netto, per ogni persona residente in
Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa,
al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo
di almeno 5'600 franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i
figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.

                                         Analogamente,
per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la
deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'100 franchi per ogni persona
totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui
sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo
della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli
per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.

                                         1.3.

                                         Secondo la
lettera sia della norma cantonale che di quella federale, non basta che la
persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare un’attività lucrativa (erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige
Person). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla
definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni
sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta
sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere
limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita,
malattia, infortunio (cfr. per esempio l’art. 4 LAI) o comunque, più in
generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico.

                                         La
dottrina e la giurisprudenza più recente è invero più generosa al riguardo. Una
capacità di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente
fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera
età (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge
und Steuertarife im schweizerischen Steurrecht, Zurigo 2000,
p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona
adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in
quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve essere
dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per altri
motivi oggettivi e duraturi (cfr. per esempio la sentenza CDT n. 80.97.8 del 20
febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).

 

                                         1.4.

                                         Oltre al
requisito della parziale o totale incapacità di esercitare un’attività
lucrativa, la legge subordina, in sintonia con la precedente prassi, la
concessione della deduzione all’ulteriore condizione che la persona assistita
non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere al
proprio mantenimento e che abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga
almeno l’entità della deduzione (Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149;
inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n.
11t).

                                         Per
stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di
mantenersi, occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa
Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera di esecuzione
e fallimenti del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15
settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491). In altre
parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e
non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si domanda nondimeno
se all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che richiede
calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più schematici,
come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o di sostanza
imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato. Il Canton Berna
pone questo limite a 16'000 franchi di reddito netto o a 50'000 franchi di sostanza
netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a 13'000 franchi di reddito netto e a
46'000 franchi di sostanza imponibile per le persone sole e a 19'000 franchi di
reddito netto e a 92'000 franchi di sostanza imponibile per le persone
coniugate (Locher, Kommentar zum
DBG, Therwil/Basel 2001, p. 883).

 

                                         1.5.

                                         Nel caso
in esame, l’Ufficio di tassazione ha negato alla contribuente la postulata
deduzione per persona bisognosa a carico, in difetto del secondo requisito
dello stato di bisogno. Nel primo scritto del 2 maggio 2012, trasmesso per posta
elettronica all’indirizzo della RA 1, l’autorità affermava chiaramente che la
deduzione non era stata concessa “considerato che il figlio ha conseguito
redditi sufficienti per far fronte al proprio fabbisogno, come risulta dalle
tassazioni 2007 e 2008 dello stesso”.

                                         In
effetti, in entrambi i periodi fiscali in discussione, il figlio della
ricorrente ha potuto beneficiare di una rendita AI di fr. 17'676.–, cui va
ancora aggiunto un reddito di, rispettivamente, fr. 2'888.– (nel 2007) e fr.
3'165.– (nel 2008) dalla Fondazione __________ di __________, presso la
quale svolge attività diurna. Aldilà del singolo caso e pur rispettando
l’attività di supporto morale e materiale che la ricorrente presterà quotidianamente
a favore del figlio disabile, ciò basta a confermare la decisione
dell’autorità di tassazione. Proprio perché il giovane rientra nel campo
di applicazione della LAI, spetta primariamente all’assicurazione contro
l’invalidità far sì che non cada nell’indigenza, se del caso con l’aiuto di
prestazioni complementari.

                                         Come questa Camera ha già
avuto modo di concludere in una recente sentenza del 23 maggio 2011 (inc. CDT 80.2011.45),
si deve ritenere che un figlio maggiorenne che beneficia di una rendita di
invalidità intorno ai 18'000 franchi non sia più bisognoso, secondo i minimi di
esistenza calcolati con le tabelle della Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello, almeno fintantoché vive nella stessa comunione domestica
dei genitori. Alla stessa conclusione si giungerebbe anche
volendo optare per un criterio maggiormente schematico. Sull’esempio di quanto
fatto nel Canton Berna e Zurigo, che stabiliscono il limite minimo di reddito
al di sopra del quale il bisogno deve essere negato in, rispettivamente, fr.
16'000.– e addirittura fr. 13'000.–, il figlio della ricorrente non andrebbe
comunque giudicato indigente, potendo usufruire di una rendita AI e di un
reddito da attività lucrativa dipendente ben superiori.

 

                                         1.6.

                                         Su questo
punto, il ricorso va conseguentemente respinto.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Una
seconda censura concerne il reddito aziendale tassato nel 2007. L’autorità fiscale,
come visto, lo ha stimato in fr. 137'200.–, mentre la ricorrente chiede che venga
riportato al valore dichiarato di fr. 100'260.–. In particolare, essa
contesta il calcolo delle entrate e delle uscite allestito dall’autorità, sottolineando
di condurre una vita “estremamente spartana” e di aver fatto
fronte ai propri bisogni di liquidità grazie all’eredità della madre __________
e alla vendita di mobilio domestico.

 

                                         2.2.

                                         Nella
procedura fiscale vige la massima ufficiale e il principio inquisitorio.
L’autorità di tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti
fiscalmente rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte
le indagini necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere
in particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai
contribuenti (decisione TF n. 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; v. anche Berger, Voraussetzungen
und Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 190). In applicazione analogica del principio previsto dall’art. 8 CC,
l’onere probatorio è ripartito nel senso che all’autorità fiscale compete la
prova dei fatti che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del
contribuente la prova di quei fatti che estinguono o diminuiscono il debito fiscale
(ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).

                                         All’interno
della collaborazione che il contribuente deve prestare per consentire una
tassazione esatta e completa (art. 200 LT; art. 126
cpv. 1 LIFD), dai semplici diritti procedurali occorre tuttavia
distinguere quelli che sono dei veri e propri obblighi procedurali (Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura
di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, 2a ediz., Basilea/Ginevra/ Monaco 2002, Vol. I/1, n. 2 ad art. 42
LAID, p. 726). L’onere probatorio deve allora essere posto a carico del contribuente
anche quando egli tralascia, in maniera colpevole ed in violazione dei propri obblighi, la collaborazione, possibile ed esigibile, nel chiarimento della
fattispecie fiscalmente rilevante (Schär,
Normentheorie und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung, in: ASA 67 p.
435).

 

                                         2.3.

                                         Secondo
l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD, l’autorità di
tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione
coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi
obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere
accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di
coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita
del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata soltanto con il
motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato e
indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT; 132 cpv. 3 LIFD), per
cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare
la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la
stessa è manifestamente inesatta.

 

                                         2.4.

                                         Tornando
al caso in esame, l’Ufficio di tassazione di Lugano Città ha commisurato per
apprezzamento il reddito aziendale della ricorrente in fr. 137'200.–, aggiungendo
all’utile dichiarato l’ammanco finanziario risultante dal calcolo delle entrate
e delle uscite dell’anno 2007.

                                         Sin dal
principio, l’autorità fiscale ha però rinunciato ad intraprendere una tassazione
d’ufficio, perlomeno nel ristretto senso contemplato dagli articoli 204 cpv. 2
LT e 130 cpv. 2 LIFD, omettendo di indicare nei rimedi giuridici l’esistenza
dei requisiti posti dagli articoli 206 cpv. 3 LT e 132 cpv. 3 LIFD e le
conseguenze in caso di inottemperanza. Questa Camera non può quindi sottrarsi
da un esame della legittimità dell’apprezzamento operato dall’autorità
di tassazione, cui spettava l’onere di provare la plausibilità dei fatti che
l’autorizzavano ad aumentare l’onere fiscale dei ricorrenti (Oberson, Droit fiscal suisse, 3a
ediz., Basilea/Ginevra/Monaco 2007, § 22 n. 9 p. 443).

 

                                         2.5.

                                         Come
anticipato sopra, l’autorità di tassazione ha basato la propria valutazione sul
calcolo delle entrate e delle uscite del periodo fiscale litigioso, giungendo
alla conclusione che la ricorrente dovesse avere conseguito ulteriori redditi,
ed in particolare che l’utile della sua attività alberghiera ammontasse a fr.
137'200.– in luogo del valore dichiarato di fr. 100'260.–. Il calcolo stabilito dall’autorità è il seguente:

 

	
   

  	
  Entrate

  	
  Uscite

  
	
  Attivi

  	
   

  	
   

  
	
  ET                                 7'483               64'582

  	
   

  	
  57'099

  
	
  AA                             200'000             200'000

  	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Passivi

  	
   

  	
   

  
	
  ED                          3'050'000          3'025'000

  	
   

  	
  25'000

  
	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Redditi

  	
   

  	
   

  
	
  RA

  	
  100'260

  	
   

  
	
  Rendite

  	
  27'914

  	
   

  
	
  Reddito e pensioni figlio

  	
  20'000

  	
   

  
	
  Eredità

  	
  45'000

  	
   

  
	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Oneri:

  	
   

  	
   

  
	
  CM

  	
   

  	
  5'000

  
	
  CM figlio

  	
   

  	
  366

  
	
  INT

  	
   

  	
  100'741

  
	
  Spese mediche

  	
   

  	
  4'502

  
	
  Spese professionali figlio

  	
   

  	
  1'500

  
	
  Minimo vitale

  	
   

  	
  15'000

  
	
  Fabbisogno figlio

  	
   

  	
  15'000

  
	
  Imposte

  	
   

  	
  100

  
	
  Spese immobile

  	
   

  	
  1'500

  
	
  Spese ET

  	
   

  	
  29

  
	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Totale entrate/uscite

  	
  188'674

  	
  225'837

  
	
  Disponibilità annua

  	
  -37'163

  	
   

  

 

                                         2.6.

                                         Per
costante giurisprudenza, questa Camera ha sempre considerato legittimo integrare
i redditi dichiarati dal contribuente con un reddito che corrisponda al suo tenore
di vita, perlomeno nel caso in cui gli introiti dichiarati da quest’ultimo
apparissero manifestamente insufficienti al suo mantenimento. In linea con il medesimo
principio non può che essere considerato legittimo integrare i redditi
dichiarati dai contribuenti quando gli stessi non coprano manifestamente le
spese necessarie al suo sostentamento ed al suo tenore di vita. 

                                         Un raffronto delle entrate e delle uscite rappresenta un ausilio
senz’altro importante, se non addirittura decisivo, per determinare il tenore
di vita di un contribuente, così come l’evoluzione del suo patrimonio. Nel caso di specie non può passare
inosservato l’importante aumento dell’elenco titoli, che
nel giro di un solo anno si sono ottuplicati, fino a raggiungere l’importo di
fr. 64'582.–. In particolare, il conto corrente di __________ ha registrato un incremento
di quasi 44'000 franchi (saldo iniziale: fr. 6'469.–; saldo finale: fr.
50'457.–), di poco superiore alla somma ricevuta in eredità dalla madre. Tale
circostanza andava senz’altro approfondita, invitando la contribuente a
produrre non soltanto i saldi delle relazioni bancarie intrattenute con __________
e __________, ma anche tutte le movimentazioni dell’anno. Se l’eredità fosse
realmente confluita sui conti bancari dichiarati, non si giustificherebbe
infatti un suo computo fra le uscite del periodo fiscale e non risulterebbe
conseguentemente alcun ammanco finanziario tale da giustificare una ripresa del
reddito aziendale. Se, per contro, non dovesse esserci alcuna traccia
dell’asserita eredità, la stessa andrebbe ulteriormente verificata
dall’autorità di tassazione. Trattandosi di un capitale proveniente dall’estero
(la defunta madre era domiciliata in __________), che per sua natura impone un
maggiore rigore d’indagine e, soprattutto, elevate esigenze
probatorie, l’autorità dovrebbe in questo caso invitare la ricorrente a produrre
la necessaria documentazione atta a comprovare l’apertura della successione in __________
e il suo reale conseguimento, avvertendola che diversamente l’intero importo di
fr. 40'500.– andrebbe esposto alla stregua di un elemento
di reddito imponibile. A tale riguardo, si aggiunga infine che la ventilata
possibilità di giustificare l’eventuale ammanco finanziario con la vendita di
mobilio domestico si palesa già a prima vista priva di ogni fondamento, in assenza
della benché minima prova.

 

                                         2.7.

                                         Alla luce
delle considerazioni che precedono, a questa Camera non resta quindi che
annullare la decisione impugnata in materia di IC/IFD 2007 e rinviare gli atti
all’autorità di tassazione per una nuova decisione motivata, dopo avere
esperito i necessari accertamenti.

 

 

                                   3.   In
conclusione, l’esito del ricorso è differenziato. Il gravame è respinto per
quanto attiene alla mancata concessione della deduzione sociale per persona
bisognosa. Limitatamente alla definizione del reddito aziendale della
contribuente, la decisione su reclamo del 18 luglio 2012 in materia di IC/IFD 2007 è annullata e gli atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione per ulteriori accertamenti e per nuova decisione.

                                         Ciò si
riflette anche sull’attribuzione delle spese processuali, poste a carico della ricorrente
nella misura di un mezzo.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   1.1.  Il
ricorso è respinto per quanto attiene alla mancata concessione della deduzione
sociale per persona bisognosa.

 

                                         1.2.  La
decisione su reclamo del 18 luglio 2012 in materia di IC/IFD 2007 è annullata e gli atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione per ulteriori accertamenti e per nuova decisione in relazione alla definizione del reddito aziendale
della contribuente.

 

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.    600.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un
totale di                                                       fr.    680.–

                                         sono a
carico della ricorrente in ragione di un mezzo (fr. 340.–).

 

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).

 

 

                                   4.   Intimazione
a: 

	
   

  	
  -;

  -;

  -;

  -.

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per
conoscenza:

                                         - municipio
di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: