# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 631ca577-40e9-51cf-97b2-d0c89bd7aa24
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-11-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 08.11.2001 52.2001.315
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-315_2001-11-08.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00315

   

  	
  Lugano

  8 novembre
  2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Tamara Merlo, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso  10 settembre 2001 di

 

 

	
   

  	
  __________ patr. da: studio legale __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 22 agosto 2001, n. 3787, del Consiglio
  di Stato che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
  risoluzione 7 giugno 2001 con cui la Sezione della circolazione del Dipartimento
  delle istituzioni gli ha revocato la licenza di condurre per tre mesi;

  

 

 

vista la risposta 25
settembre 2001 del Consiglio di Stato;     

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 3
dicembre 1971 __________ 1953, ha ottenuto la licenza di condurre per la categoria
B; possiede inoltre la licenza per le categorie C e C1.

Il suo comportamento alla guida è stato
sanzionato in cinque occasioni con provvedimenti amministrativi, e
segnatamente:

 

22 novembre 1974             ammonimento
per aver superato il limite di velocità di 60 km/h (82/77 km/h);

 

18 aprile 1975                     ammonimento
per aver superato il limite di velocità di 60 km/h (86/81 km/h);

 

29 agosto 1985                   ammonimento
per aver superato il limite di velocità di 80 km/h in autostrada (106/100
km/h);

 

16 ottobre 1992                  ammonimento
perché, dopo essersi fermato ad un segnale di "stop", si è inoltrato
in un'intersezione ed ha colliso con un autoveicolo sopraggiungente;

 

5 ottobre 2000                    revoca
della licenza di condurre a titolo di ammonimento della durata di due mesi, per
aver circolato in stato d'ebrietà (0.85-1.40) con autovettura; il periodo di
revoca è stato scontato dal 27 agosto al 26 ottobre 2000.

 

 

                                  B.   a. Il 22
novembre 2000, ad un'intersezione regolata da semafori in territorio di
__________, si è verificata una collisione tra l'autovettura guidata da
__________ ed un motoveicolo sopraggiungente da sinistra, il cui conducente ha
subito un ferimento leggero.

A seguito di tale evento, il 23 marzo 2001
la Sezione della circolazione, sulla base dell'intimazione di contravvenzione
del 14 febbraio 2001, rimasta incontestata, ha inflitto al ricorrente una multa
di fr. 700.--, motivandola con la mancata osservanza di una segnalazione semaforica
rossa indicante "fermata", l'immissione nell'intersezione e la
conseguente collisione con il motoveicolo.

 

b. Esaminati gli atti, con risoluzione 7
giugno 2001, n. 1672, la Sezione della circolazione ha revocato a __________
uri la licenza di condurre veicoli a motore per la durata di tre mesi, per la
grave infrazione commessa, in correlazione con i precedenti.

Tale risoluzione è stata resa sulla base
degli art. 3, 16 cpv. 2, 27 cpv. 1, 36 cpv. 2 LCStr, 14 cpv. 1 ONC, 68 cpv. 1
OSStr.

 

 

                                  C.   Con giudizio
22 agosto 2001, no. 3787, il Consiglio di Stato ha respinto il gravame
inoltrato da __________ avverso la predetta risoluzione dipartimentale di
revoca della licenza. L'Esecutivo cantonale ha ritenuto di non avere motivi per
scostarsi dalle constatazioni di fatto contenute nel giudizio penale cresciuto
in giudicato. Alla luce dei precedenti del ricorrente e considerato che la sua
professione non giustificherebbe un'assoluta necessità della licenza, il
Governo ha altresì reputato proporzionata la durata del periodo di revoca,
negando infine che il conducente abbia un diritto formale di scontare detta
revoca nel periodo a lui più confacente.

 

 

                                  D.   __________
insorge ora al Tribunale cantonale amministrativo, riconfermandosi sostanzialmente
negli argomenti già addotti dinnanzi all'autorità di prime cure. Contesta
l'accertamento dei fatti operato dalle autorità penali poiché, a suo dire, le
versioni del coprotagonista e della testimone sarebbero contrastanti. Lamenta
la violazione del diritto di essere sentito, asserendo di non aver mai ricevuto
l'invito 2 maggio 2001 a trasmettere eventuali osservazioni alla Sezione della
circolazione. Evidenzia la propria necessità di beneficiare della licenza di
condurre per motivi professionali; subordinatamente, chiede di poter concordare
il periodo di revoca.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del gravame si oppone il Consiglio di Stato, riconfermandosi nella decisione
impugnata.

 

                                  F.   Su
richiesta di questo Tribunale, con lettera 22 ottobre 2001 il ricorrente ha
affermato che dispone di un carro attrezzi e di un autofurgone adibito a
veicolo di soccorso, che il fatturato derivante dal recupero e riparazione di
mezzi incidentati ammonta a circa fr. 30'000.-- annui e che, presso l'officina
meccanica di cui è titolare, lavorano 2 verniciatori, nessuno dei quali
possiede la licenza di condurre per le categorie C-C1, ed una segretaria.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire contro le decisioni
amministrative del Consiglio di Stato in materia di circolazione stradale discende
dall'art. 10 LALCStr.

Il gravame, tempestivo (art. 46 PAmm) e
presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm), è
ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti (art. 18 cpv. 1
PAmm).

 

1.2. Il provvedimento di revoca della
licenza di condurre a scopo di ammonimento riveste il carattere di una
decisione sulla fondatezza di un'accusa penale ai sensi dell'art. 6 cifra 1
CEDU (DTF 121 II 26 consid. 2b). Il Tribunale cantonale amministrativo
statuisce perciò sul gravame in rassegna con pieno potere di cognizione.

 

 

                                   2.   __________
sostiene che nel corso della procedura non gli sarebbe stata data la
possibilità di prendere posizione in merito. In sostanza egli invoca una violazione
del suo diritto di essere sentito.

La natura ed i limiti del diritto di essere
sentito sono determinati innanzi tutto dalla normativa procedurale cantonale.
Se questa risulta insufficiente, valgono le garanzie minime dedotte dagli art.
29 Cost. e 6 CEDU, norme che assicurano all'interessato il diritto di
esprimersi su tutti i punti essenziali di un procedimento prima che sia emanata
una decisione (DTF 120 Ib 379, 118 Ia 17; STF 7 giugno 1996 in re Moretti). 

                                         Il
ricorrente ha avuto modo di esporre le sue ragioni per iscritto dinanzi al
Consiglio di Stato, nonché dinanzi a questo Tribunale. Ne consegue che in
concreto non vi è stata alcuna violazione del suo diritto di essere sentito.

 

 

                                   3.   La licenza
di condurre può essere revocata al conducente che, violando le norme della
circolazione, ha compromesso la sicurezza del traffico o disturbato terzi. Nei
casi di lieve entità, può essere pronunciato un ammonimento (art. 16 cpv. 2
LCStr). La licenza di condurre va invece obbligatoriamente revocata se il conducente
ha gravemente compromesso la sicurezza della circolazione (art. 16 cpv. 3
LCStr). La revoca della licenza a titolo d'ammonimento ha per scopo di
sanzionare il conducente resosi colpevole di un'infrazione alle regole della
circolazione e di impedire casi di recidiva (art. 30 cpv. 2 OAC).

L'autorità tenuta ad ordinare la revoca
della licenza di condurre deve fissare la durata di tale provvedimento, tenendo
conto delle circostanze del caso. In particolare essa deve tenere conto della
colpa, della reputazione dell'interessato in quanto conducente di veicoli a
motore e della sua necessità professionale a fare uso del veicolo (art. 17 cpv.
1 LCStr; 33 cpv. 2 OAC).

 

 

                                   4.   4.1.
Secondo costante giurisprudenza del Tribunale federale, laddove è in corso un procedimento
penale a carico dell'interessato, l'autorità amministrativa è tenuta, in linea
di principio, a soprassedere alla propria decisione sino a che sia intervenuta
una decisione penale passata in giudicato, nella misura in cui l'accertamento
dei fatti del comportamento litigioso sia rilevante nel quadro del procedimento
amministrativo (DTF 119 Ib 158 cons. 2). L'alta Corte federale ha altresì
sottolineato, in DTF 121 II 217 cons. 3a, che l'autorità amministrativa
competente ad ordinare la revoca della licenza di condurre non può di principio
scostarsi dagli accertamenti contenuti in una decisione penale cresciuta in
giudicato. In particolare, tale autorità deve attenersi alle risultanze del
giudizio penale anche nel caso in cui quest'ultimo sia stato emanato
nell'ambito di una procedura sommaria, segnatamente ove la decisione penale si
basi essenzialmente sul rapporto di contravvenzione allestito da un agente di
polizia. Ciò è il caso, in particolare, laddove l'interessato sapeva o, vista
la gravità dell'infrazione rimproveratagli, doveva prevedere che nei suoi confronti
si sarebbe fatto luogo anche ad un procedimento di revoca della licenza di
condurre e ciononostante ha omesso di far valere nell'ambito del procedimento
penale i diritti garantiti alla difesa o vi ha rinunciato. In simili
circostanze quest'ultimo non può più attendere il procedimento amministrativo
per presentare eventuali mezzi di prova, dato che era tenuto, secondo il
principio della buona fede, a proporli già in sede penale, nonché ad esaurire,
se del caso, i rimedi di diritto disponibili contro il giudizio emanato in tale
procedura.

 

4.2. Nel caso di specie, il ricorrente non
ha impugnato la decisione di multa inflittagli in sede penale. 

Per giustificare la sua inazione egli si è
limitato ad affermare nella memoria di ricorso al Consiglio di Stato nonché, da
ultimo, in questa sede, che era "convinto che una volta pagata la multa
in oggetto la vicenda si sarebbe conclusa" (pto. 3).

Ad ogni modo, egli non eccepisce
l'irregolarità della notifica del rapporto di contravvenzione e della relativa
decisione di multa, che, in effetti, hanno esplicato tutti gli effetti di
legge, segnatamente quelli prodotti dalla decorrenza dei termini d'impugnazione.
Pertanto, alla luce della citata giurisprudenza, in questa sede all'insorgente
è preclusa la possibilità di contestare sia i fatti in oggetto, sia
l'apprezzamento degli stessi da parte dell'autorità dipartimentale. Considerati
i precedenti a suo carico - e, in particolare, il fatto che gli era stata da
poco restituita la licenza di condurre dopo una revoca di due mesi per
circolazione in stato di ebrietà - non poteva ignorare che l'infrazione
commessa avrebbe comportato l'adozione di una misura amministrativa nei suoi
confronti. Tuttavia, non ha impugnato presso le istanze superiori la decisione
di multa. Per evidenti ragioni di unità di giudizio questo tribunale è dunque
vincolato alla condanna pronunciata dalla Sezione della circolazione. 

 

 

                                   5.   5.1. Gli estremi per la revoca della licenza di condurre a
scopo di sanzione secondo l’art. 16 cpv. 2 LCStr sono dati quando il conducente
di un veicolo a motore si rende colpevole di una violazione delle regole della
circolazione tale da creare un accresciuto pericolo (anche solo astratto) per
la sicurezza del traffico o di terzi (R. Schaffhauser, Grundriss des
schweizerischen Strassenverkehrsrechts, vol. III, pag. 159 ss.).

Dalla documentazione agli atti risulta che
il ricorrente non ha osservato una segnalazione semaforica rossa indicante
"fermata", inoltrandosi nell'intersezione e collidendo con un
motoveicolo che sopraggiungeva da sinistra. Non vi è quindi dubbio che egli ha
concretamente messo in pericolo la sicurezza della circolazione. La colpa
dell'insorgente non può venir qualificata come lieve, tanto più che
l'infrazione in esame è stata commessa meno di quattro settimane dopo la fine
di un precedente periodo di revoca della licenza. In siffatte circostanze ben
si giustifica l'applicazione nei suoi confronti di un provvedimento retto
dall'art. 16 cpv. 2 LCStr. Vista l'infrazione commessa e la colpa imputabile a                              , quello in esame
non può essere considerato come un semplice caso di lieve entità ai sensi
dell'ultimo periodo dell'art. 16 cpv. 2 LCStr. Il provvedimento di revoca della
licenza di condurre deve quindi essere confermato.

 

                                         5.2. È
altresì opportuno rilevare che un'eventuale necessità di disporre della licenza
di condurre per motivi professionali deve essere tenuta in considerazione
unicamente nell'apprezzamento della durata di un'eventuale revoca della
licenza, mentre che è irrilevante ai fini della determinazione della misura
amministrativa da adottare, revoca o ammonimento.

 

                                      

                                   6.   6.1. Il ricorrente, titolare di una carrozzeria, sostiene di
avere imperiosa necessità professionale di condurre un veicolo a motore, e
segnatamente il carro attrezzi, dal momento che la sua attività comporta il
recupero di veicoli incidentati, che vengono poi riparati nell'officina.

 

                                         6.2. La
giurisprudenza riconosce la necessità professionale con estrema riserva e
soltanto quando il mezzo meccanico costituisce, per così dire, il posto di
lavoro per l'amministrato (DTF 122 II 24 ss e
123 II 574) o quando il fatto di non poter guidare gli comporterebbe perdite di
guadagno consistenti e costi rilevanti (R. Schauffauser, Grundriss des
schweizerischen Strassenverkersrecht, vol. III, p. 283 e ss., ad 2441 e ss.).
Allorché si tratta di valutare se sussista un bisogno professionale di condurre
veicoli a motore, deve essere rispettato il principio di proporzionalità.
Occorre quindi tenere in considerazione in che misura il conducente è, rispetto
ad altri utenti, maggiormente toccato dalla revoca della licenza a seguito
delle sue necessità professionali. La questione se il bisogno professionale
giustifichi una riduzione della durata minima deve essere esaminata nell'ambito
di una valutazione globale di tutti gli elementi importanti per determinare la
durata della misura. Spetta all'autorità cantonale stabilire se ed in quale
misura al ricorrente è concretamente necessaria la licenza di condurre per
l'espletamento della propria attività professionale (DTF 123 II 572 e ss.,
cons. 2c).

 

6.3. Per l'insorgente la necessità della
licenza di condurre per motivi professionali è ben lungi dall'essere assoluta ai
sensi della giurisprudenza invalsa in materia. In particolare, la sua situazione
non è certamente paragonabile a quella di chi perderebbe altrimenti la
possibilità di conseguire l'intero reddito, o una parte essenziale dello
stesso, come potrebbe essere ad esempio il caso di un autista professionista.

Il ricorrente ha indicato che il fatturato
annuo derivante direttamente dal recupero di auto è pari circa a fr. 30'000.--.
Seppure non ha specificato - come richiesto da questo Tribunale - a quale
percentuale del suo intero fatturato ciò corrisponda, è possibile dedurre che
si tratti di una parte limitata dello stesso, sia a causa dell'importo
medesimo, sia per il semplice fatto che i veicoli incidentati che devono essere
forzatamente caricati sul carro attrezzi onde raggiungere l'officina sono un
numero ridotto.

Va peraltro rilevato che il ricorrente non
ha nemmeno provato di essere detentore di un carro attrezzi per la guida del
quale sia necessaria la licenza per le categorie C-C1. In effetti, egli si è limitato
a produrre la fotocopia di una licenza di circolazione su cui è apposto il
timbro "annullato". Nulla di diverso risulta al servizio
immatricolazioni della Sezione della circolazione, interpellato da questo
Tribunale.

Per quanto attiene all'autofurgone Iveco
immatricolato quale veicolo di soccorso, il suo peso totale non è superiore a
3'500 kg. Pertanto potrebbe essere guidato dai dipendenti dell'officina con
licenza di condurre per la categoria B.

In quanto esposto dal ricorrente, si possono
quindi ravvisare unicamente gli inconvenienti, talvolta gravi, che suole
comportare la revoca della licenza di condurre e che fanno parte della funzione
anche afflittiva di questa misura, voluta dal legislatore come mezzo per
dissuadere da ulteriori infrazioni alle norme della circolazione stradale. Tali
inconvenienti, anche se ciò dovesse essere oneroso per l'interessato, possono
comunque essere mitigati mediante gli accorgimenti a cui si è accennato in
precedenza.

 

 

                                   7.   Tenuto
conto della gravità dell'infrazione commessa dal ricorrente e della colpa che
gli è imputabile, sulle quali ci si è già soffermati, nonché dei suoi
precedenti, e del fatto che non può invocare una necessità professionale in
senso stretto di guidare veicoli a motore (art. 33 cpv. 2 OAC), la durata di
tre mesi del provvedimento di revoca appare del tutto conforme al diritto e rispettosa
del principio di proporzionalità.

 

 

                                   8.   Deve
essere parimenti disattesa la richiesta del ricorrente di stabilire il periodo
di revoca compatibilmente con i propri impegni di lavoro. In effetti,
all'amministrato non compete alcun diritto in tal senso. Ammettere il contrario
significherebbe porsi in contrasto con la natura afflittiva del provvedimento
di revoca.

 

 

                                   9.   In esito a
quanto precede, il ricorso deve pertanto essere respinto. La tassa di giustizia
e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 6 CEDU; 29 cpv. 2 Cost.; 3, 16 cpv. 2,
17 cpv. 1, 36 cpv. 2 LCStr; 30 cpv. 2, 33 cpv. 2 OAC; 14 cpv. 1 ONC; 68 cpv. 1
OSStr; 1
ss. PAmm;

 

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese per complessivi fr. 1'000.-- sono poste a carico del
ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
di Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria