# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 992b5009-1dea-58fd-9592-b04d8db480ec
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-08-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.08.2013 32.2012.253
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2012-253_2013-08-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2012.253

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  7 agosto 2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 16 ottobre 2012
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 1° ottobre 2012 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

                                                                                

                               1.1.   RI
1 classe 1962, a seguito della poliomielite contratta da bambino, ha beneficiato
e tuttora beneficia di diverse prestazioni AI e di provvedimenti professionali.
 Attualmente svolge un’attività lucrativa e si sposta con una carrozzina.

,

                                         Nel
luglio 2012 egli ha chiesto all’Ufficio AI la garanzia per la copertura delle
spese per l’installazione di un montascale presso la casa coniugale
unifamiliare ad __________.  

 

                               1.2.   Dopo
aver ordinato un accertamento eseguito dalla __________ con decisione 1 ottobre
2012, preavvisata l’8 agosto 2012, l'Ufficio AI respinto la chiesta garanzia.
Ritenendo l’attuale abitazione di __________ ben strutturata anche per una
persona con problemi di deambulazione (comoda rampa d’accesso dal garage al
pianterreno con spazi abitativi adatti ad una persona con carrozzella),
l’amministrazione ha sostenuto che al momento attuale “non vi è pertanto
alcuna necessità di usufruire dei piani superiori della casa, visto che può
avvalersi, per eventuali lavori particolari o eccezionali, della collaborazione
della moglie “ (doc. AI 139). Facendo riferimento all’obbligo di ridurre il
danno, l’amministrazione ha poi evidenziato di non poter dar seguito alle
richieste dell’assicurato, non avendo quest’ultimo in occasione del trasloco valutato
se la nuova abitazione fosse funzionale alle sue esigenze dovute all’ handicap
presente da anni. Infine, per ovviare al problema della pendenza della rampa, l’Ufficio
AI ha fatto presente di poter riconoscere, quale mezzo ausiliario, un
propulsore da attaccare alla carrozzella che permette di facilitare la spinta
necessaria per affrontare la salita dalla rampa che conduce all’accesso
dell’abitazione, rendendo pertanto non necessaria l’installazione di un lift o di
altro mezzo. L’assicurato è stato pertanto invitato a contattare il deposito di
mezzi ausiliari per verificare la disponibilità del propulsore o eventualmente
di inviare un preventivo per esame.

 

                               1.3.   Contro
la succitata decisione l'assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, interpone il
presente ricorso postulando in via principale il riconoscimento, a titolo di
mezzi ausiliari, delle spese per l’installazione di due sezioni di un montascale
con sedile per consentire un’autonomia completa in tutta la casa. In via
subordinata chiede che l’amministrazione assuma i costi di un montascale che
dal garage conduce al piano terra.

                                         Contestando
in primo luogo che il pianterreno possa essere comodamente raggiunto dal garage
sottostane tramite una rampa, così come sostenuto dall’Ufficio AI, il
ricorrente ribadisce il concetto di poter utilizzare entrambi i piani della
casa unifamiliare di proprietà della di lui moglie, ricevuta in donazione dai di
lei genitori. Delle singole motivazioni verrà detto, per quanto necessario, nel
prosieguo. 

 

                               1.4.   Mediante
la risposta di causa, l’amministrazione ribadisce quanto esposto nella
decisione impugnata. Quanto alla richiesta formulata in via subordinata, essa ricorda
di aver già proposto all’assicurato un propulsore elettrico per carrozzine onde
facilitare l’accesso al piano terra dal garage tramite una rampa, proposta in
merito alla quale l’interessato non si è ancora determinato. 

 

                               1.5.   Il
TCA ha acquisito d’ufficio agli atti l’estratto in forma elettronica della
particella in cui è situata l’abitazione coniugale (fondo no. __________,
ubicazione __________, ad __________, Comune di __________; doc. VI), nonché
l’elenco degli ultimi luoghi di domicilio della coppia (cfr. estratto movpop
doc. VII).

 

 

considerato                    in
diritto

 

                               2.1.
  Oggetto del contendere è sapere se l’Ufficio AI deve assumere, a titolo di consegna
di mezzi ausiliari, i costi relativi all’installazione di un montascale (lift)
presso l’abitazione dell’assicurato. In via principale
l’assicurato ha chiesto il riconoscimento delle spese per l’installazione di
due sezioni di un montascale dal garage al piano terra e dal pianterreno al primo
piano; in via subordinata solo i costi di un montascale dal garage al piano
terra.

 

                               2.2.   L'art.
8 cpv. 1 LAI prevede che gli assicurati invalidi o direttamente
minacciati d'invalidità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione, tra cui
i provvedimenti professionali necessari e idonei a ripristinare, conservare o
migliorare la loro capacità di guadagno.

                                         Conformemente
la giurisprudenza (DTF 119 V 421 consid. 1 ) di regola l'assicurato ha
diritto solo ai provvedimenti idonei a raggiungere il fine di integrazione
prefisso e non ai migliori provvedimenti possibili nel caso di specie (DTF 110
V 102). La legge infatti riconosce la reintegrazione solo nella misura in cui
essa sia necessaria e sufficiente (DTF 115 V 198 consid. 4e cc e 206 consid. 4e
cc, nonché sentenze ivi citate). Inoltre, deve esistere una proporzione ragionevole
tra il successo prevedibile del provvedimento e il costo dello stesso (DTF 110
V 102 consid. 2, 103 V 16, consid. 1b e riferimenti; cfr. anche DTF 107 V 88 consid.
2).

 

                               2.3.   Fra
i provvedimenti di integrazione concessi in virtù della LAI sono pure previsti
i mezzi ausiliari (art. 8 cpv. 3 lett. d LAI).

                                         Questi
provvedimenti sono molto importanti in quanto eliminano rispettivamente
riducono le conseguenze del danno alla salute e sostituiscono, nell'ambito
dell'attività svolta o dell'integrazione sociale, la perdita di alcune parti o
funzioni del corpo (Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2003, § 36
n.1, pag. 241; cfr. anche DTF 137 V 13 consid. 2.2, 131 V 9 consid. 3.3,
115 V 191 consid. 2c con riferimenti). 

 

                                         Secondo
l'art. 21 cpv. 1 LAI l'assicurato ha diritto ai mezzi ausiliari,
compresi in un elenco allestito dal Consiglio federale, dei quali ha bisogno
per esercitare un'attività lucrativa o adempiere le sue mansioni consuete, per
conservare o migliorare la sua capacità al guadagno, per studiare, per imparare
una professione o perfezionarsi oppure a scopo di assuefazione funzionale.
L'assicurazione sopperisce alle spese per protesi dentarie, occhiali e sostegni
plantari solo per quanto costituiscono un complemento essenziale ai provvedimenti
sanitari d'integrazione. Il cpv. 2 della medesima disposizione precisa che
l'assicurato, il quale a causa della sua invalidità ha bisogno di apparecchi
costosi per spostarsi, stabilire contatti nel proprio ambiente o attendere alla
propria persona, ha diritto, indipendentemente dalla sua capacità al guadagno,
a tali mezzi ausiliari compresi in un elenco allestito dal Consiglio federale. L’assicurazione AI fornisce i mezzi ausiliari in
proprietà o a prestito in un tipo semplice e adeguato. Se un mezzo ausiliario
sostituisce oggetti che l’assicurato dovrebbe acquistare anche senza
l’invalidità, l’assicurato è tenuto a partecipare alla spesa (cpv. 3). Infine, Il Consiglio federale può prevedere che l’assicurato possa
continuare a utilizzare il mezzo ausiliario fornito a prestito anche quando non
sono più adempiute le condizioni poste all’assegnazione (cpv. 4). 

 

                                         In
virtù di tale delega il Consiglio federale ha emanato l'art. 14 OAI secondo cui
l'elenco dei mezzi ausiliari da consegnare nei limiti dell'art. 21 LAI é
oggetto di un'ordinanza del Dipartimento federale dell'Interno (Ordinanza sulla
consegna di mezzi ausiliari da parte dell'assicurazione per l'invalidità, OMAI,
RS 831.232.51) che, tra l'altro, regolamenta Ia consegna o il rimborso dei
mezzi ausiliari (lett. a).

 

                                         Giusta
l'art. 2 cpv. 1 OMAI il diritto alla consegna di mezzi ausiliari è subordinato,
nei limiti tracciati dall'elenco allegato all'ordinanza, alla necessità per
l'assicurato di farne uso per spostarsi, stabilire contatti o ampliare la
propria autonomia. L'assicurato ha invece diritto ai mezzi ausiliari designati
nel citato elenco da un asterisco (*) solo se gli sono indispensabili per
esercitare un'attività lucrativa o adempiere le mansioni consuete, per
studiare, per imparare una professione, a scopo di assuefazione funzionale o
per svolgere l'attività esplicitamente citata nel numero corrispondente
dell'allegato (art. 2 cpv. 2 OMAI; RCC 1992 pag. 224 consid. 1a, 1990 pag. 211
consid. 2a, 1989 pag. 44 consid. 2a, 1985 pag. 171 consid. 2a; STCA 6 novembre 1992 in re I.DI S., STFA 26 luglio 1993 in re M.V.).

 

                                         La
lista contenuta nell'allegato all'OMAI è esaustiva nella misura in cui enumera
le categorie dei mezzi che entrano in linea di conto. Al contrario, si deve
esaminare per ogni categoria se l'enumerazione dei diversi mezzi ausiliari è
esaustiva o semplicemente indicativa (DTF 121 V 260 consid. 2b, 117 V 181
consid. 3b con riferimenti, 115 V 193 consid. 2b; STFA 26 luglio 1993 in re M.V.). Se il mezzo richiesto non adempie ai requisiti dell'art. 21 LAI, occorre esaminare
se esso deve essere assunto dall'AI nell'ambito di provvedimenti sanitari ex
art. 12 o 13 LAI (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundegerichts zum IVG,
Zurigo 1997, pag. 158).

 

                               2.4.   L'obbligo
di prestazione dell'assicurazione per l'invalidità è subordinato alla condizione
che il mezzo ausiliario invocato è semplice e adeguato ai sensi dell'art. 21
cpv. 3 LAI e dell'art. 2 cpv. 4 OMAI. Conformemente alla giurisprudenza riassunta
in STFA I 340/05 del 12 maggio 2006, il criterio di
adeguatezza richiede in particolare che il mezzo ausiliario sia atto ad aiutare
in maniera essenziale l'assicurato bisognoso al conseguimento di uno degli
scopi riconosciuti per legge (DTF 122 V 214 consid. 2c con riferimento). Nel
limitare l'obbligo di prestazione dell'AI alla consegna di mezzo ausiliario
semplice, il legislatore ha tenuto conto del principio di proporzionalità. In
virtù di tale principio, l'integrazione dev'essere garantita solo nella misura
in cui è necessaria ma anche sufficiente nel singolo caso. Di conseguenza, la
persona assicurata ha per principio diritto unicamente ai provvedimenti idonei
e necessari al raggiungimento del singolo scopo integrativo prefisso, ma non ai
migliori provvedimenti nel caso di specie. Inoltre, deve esserci un rapporto
ragionevole tra il successo prevedibile di un provvedimento d'integrazione e i
suoi costi (DTF 124 V 100 consid. 2a, 122 V 214 consid. 2c e i riferimenti ivi
citati). Una limitazione del contributo per le spese di un mezzo ausiliario
entrerebbe tuttavia, in mancanza di una espressa disposizione contraria,
soltanto in discussione in presenza di una sproporzione talmente grossolana tra
il provvedimento e lo scopo integrativo da non potere assolutamente giustificare
la consegna del mezzo ausiliario (DTF 115 V 198 consid. 4e/cc; cfr. pure la
sentenza del 21 settembre 2004 in re H., I 195/04, consid. 3; cfr. S).                   

                                         Anche
in ambito abitativo non vengono rimborsati tutti i costi supplementari dovuti
all’invalidità, ma solo alcuni provvedimenti esaustivamente elencati, ciò che è
conforme alla legge ed alla Costituzione (DTF 134 I 105 consid. 3 pag. 108 con
riferimenti).

 

                               2.5.   Alla
cifra 13 dell'allegato OMAI sono indicati i mezzi ausiliari destinati alla sistemazione
del posto di lavoro, ad eseguire le mansioni consuete o a facilitare la
formazione scolastica e professionale; misure architettoniche quale ausilio per
recarsi al lavoro.

 

                                La cifra 13.05* prevede:

 

" 
Piattaforme elevatrici
ed elevatori per scale, rimozione o modifica di elementi architettonici
all’interno dell’abitazione e attorno ad essa e sul luogo di lavoro o di
formazione scolastica o professionale se consentono all’assicurato di compiere
il tragitto per recarsi sul luogo di lavoro o di formazione scolastica o
professionale oppure di svolgere le mansioni consuete. Consegna in
prestito."

                                         

                               2.6.   Nel
caso in esame, il ricorrente, affetto da poliomielite contratta da bambino, ha
chiesto la fornitura di un montascale con sedile da installare presso la casa coniugale
da parte dell’AI. Come risulta dalla perizia tecnica 31 luglio 2012 della __________,
si tratta di una casa unifamiliare di tre piani così ripartiti: cantina, garage
e locali tecnici e hobby; piano terra con entrata principale, accessibile
tramite una lunga rampa all’esterno, cucina, sala, piccolo WC e una camera con bagno
annesso; primo piano con quattro camere e un bagno con doccia. Attualmente i
coniugi RI 1 occupano solo il pianterreno. L’abitazione si trova su un lieve
pendio in modo che il garage possa essere raggiunto direttamente con l’auto; 
per raggiungere l’entrata al piano terra l’assicurato deve salire una rampa
esterna lunga 18 m, con una pendenza di ca. 6-8%. Per risolvere il problema
d’accesso tra i piani, la __________ ha proposto tre varianti. Scartata la più
costosa (ascensore verticale in casa) e quella esclusa dall’assicurato stesso
(montascale per carrozzelle lungo la scala), il citato servizio di consulenza
ha proposto la variante di due sezioni di montascale (garage – piano terra; pianterreno
– primo piano). 

                                         

                                         L’Ufficio
AI ha sostanzialmente ritenuto che l’assicurato, violando il principio della
riduzione del danno, si è trasferito in una casa non totalmente idonea alla sue
condizioni di salute, motivo per cui la chiesta installazione del montascale
non risulta essere giustificata, ritenuto come la problematica della pendenza
della rampa possa essere risolta con la consegna di un propulsore della
carrozzella. 

 

                                         L’insorgente
contesta l’esistenza di una comoda rampa di accesso dal garage all’entrata principale
al pianterreno; evidenzia che la casa dove abita è di proprietà della moglie,
ricevuta in donazione dai suoceri e rivendica il diritto di poter organizzare
la propria vita quotidiana in tutto l’immobile, primo piano incluso. 

 

                               2.7.   Nell’ambito dell’assicurazione per l’invalidità vige il principio
generale che prima di richiedere prestazioni l’invalido deve intraprendere
tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile
alle conseguenze della sua invalidità (DTF 113 V 28 consid. 4a; cfr. art. 7
cpv. 1 LAI). Questo principio, detto dell’autointegrazione (Selbsteingliederung)
è espressione del principio più generale della riduzione del danno valido
nell’assicurazioni sociali (DTF 120 V 373 consid. 6b). Dalla persona assicurata
possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti esigibili che tengano
conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso concreto (DTF 113 V 28
consid. 4a con riferimenti dottrinali e di giurisprudenza). 

 

                                         Secondo
la giurisprudenza l’amministrazione, allorché esamina quali misure deve
adottare il richiedente di prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità per
rispettare l'obbligo di ridurre il danno, non può lasciarsi guidare unicamente
dall’interesse generale di una gestione economica e razionale dell’assicura-zione,
ma deve parimenti tenere conto in maniera adeguata del diritti fondamentali di
ogni singolo assicurato. La questione di sapere qual è l’interesse che deve
prevalere non può essere decisa in generale. Vale quale principio che più la prestazione
all’assicurato è importante, più l’esigenza posta all’obbligo di ridurre il
danno deve essere severa. Questo è il caso, ad esempio, quando la rinuncia da
parte dell’interessato a prendere delle misure destinate a ridurre il danno
conduce all’erogazione di una rendita o il riconoscimento di una riqualifica
professionale. Sotto questo aspetto il trasferimento o il mantenimento del
domicilio o del luogo di lavoro può, tenuto conto dei diritti costituzionali,
costituire una misura ragionevole dell’obbligo di riduzione del danno. 

                                         Qualora
invece si tratti di riconoscere o adeguare singole prestazioni d’ordine
integrativo, le quali sono riconducibili a mansioni costituzionalmente protette
dell’assicurato, deve essere fatta prova di prudenza nell’invocare l’obbligo di
ridurre il danno. Rimangono riservati i casi o le disposizioni prese
dall’assicurato vanno ritenute, alla luce delle circostanze concrete, non
ragionevoli o abusive (DTF 113 V 22 consid. 4d pag. 32 citata, fra le altre, in
STF 9C_916/2010 del 20 giugno 2011 consid. 3.3. e 8C_48/2010 consid. 4). In
generale, richiamando il principio della riduzione del danno, ad un assicurato
non può essere chiesto di cercare un altro domicilio (DTF 119 V 259 consid. 2).
                   

                                         Quindi,
a dipendenza del genere di prestazione (di lunga o di breve durata), l’obbligo
di ridurre il danno deve essere interpretato alla luce dei diritti costituzionali
con più o meno rigore.  

 

                                         Infine,
va fatto presente che la Circolare sulla consegna di mezzi ausiliari
nell’assicurazione invalidità (CMAI), nella versione valida dal 1° aprile 2010, in merito ai mezzi ausiliari della categoria 13 prevede: 

 

" 
13.05.7* 

Nell’ambito dell’obbligo di ridurre il danno è necessario
accertare se, per lo svolgimento di determinate attività, non sarebbe esigibile
l’aiuto di familiari o colleghi non invalidi oppure se in caso di cambiamento
di abitazione non ci sia un alloggio disponibile che permetta di evitare
adeguamenti dovuti all’invalidità. 

In caso di trasloco in una nuova abitazione
(acquistata o presa in affitto) è molto importante verificare il rispetto
dell’obbligo di ridurre il danno. Questo significa che la persona assicurata
deve trovare un alloggio adatto."

 

                               2.8.   Nella
fattispecie, dopo attento esame della documentazione di cui all’inserto, questa
Corte non può che confermare la fondatezza della decisione contestata.

 

                                         Rettamente
in sede di risposta l’Ufficio AI ha rilevato che l’assicurato e sua moglie __________,
coniugati dal 30 settembre 2005, si sono trasferiti nell’attuale __________ il
18 ottobre 2010. Precedentemente, dal 1° aprile 2004 al 17 ottobre 2010 essi
abitavano a __________ (cfr. estratto movpop doc. VII). Nell’estratto
elettronico del Registro Fondiario (doc. VI) figura che l’attuale fondo con casa
unifamiliare è stato acquistato il 4 ottobre 2010 dalla moglie dell’assicurato
da terze persone e non è stato, contrariamente a quanto sostenuto
dall’insorgente, oggetto di donazione da parte dei suoceri alla loro figlia.

                                         Considerato
che, come sostiene l’amministrazione e non smentito dall’interessato, per la
precedente abitazione coniugale a __________ l’insorgente non ha mai inoltrato
a carico dell’AI una modifica architettonica a seguito della sua invalidità,
giustamente tale abitazione era da ritenersi conforme al suo andicap. 

                                         Occorre
dapprima evidenziare che solo dopo quasi due anni dal trasferimento ad __________,
l’assicurato ha presentato la richiesta di un montascale senza che nel
frattempo sia intervenuta una modifica delle circostanze personali. Ammesso e non
concesso che l’attuale abitazione coniugale non sia da ritenere idonea, in
applicazione del succitato principio della riduzione del danno (cfr. consid.
2.7), presa la decisione di trasferimento da __________ l’assicurato, rispettivamente
sua moglie, avrebbero potuto e dovuto cercare una casa più adeguata all’
handicap senza dover far capo ora ad un montascale. Tant’è che, come detto
sopra, l’abitazione non è stata oggetto di donazione, ma di compravendita. Né
del resto è stato fatto valere – e non vi sono indizi in questo senso – che i
coniugi RI 1 non avrebbero trovato una valida alternativa abitativa a quella
attuale. In questo contesto va segnalata una recente
sentenza in cui il TF aveva confermato la reiezione della richiesta di modifica
architettoniche ai sensi della cifra 13.04 OMAI, non avendo l’assicurato espletato
alcuna ricerca di una abitazione adeguata al suo handicap prima del trasloco
nell’attuale dimora, di proprietà della di lui moglie, oggetto della richiesta
di prestazioni in esame (STF 9C_439/2012 del 1° ottobre 2012). A tal riguardo
l’Alta Corte aveva precisato:

 

" 
L'assicurato non può pretendere che la collettività si faccia carico
delle conseguenze finanziarie di questa libera scelta personale (cfr. per
analogia anche la sentenza 9C_916/2010 del 20 giugno 2011 nonché la sentenza
del Tribunale federale delle assicurazioni I 55/02 del 15 luglio 2002). Nulla
impediva infatti - in assenza di indizi di senso contrario - ai coniugi di
trovare una soluzione abitativa (di paragonabile valore) confacente alla loro
particolare situazione personale che non rendesse necessario l'intervento
finanziario dell'AI e che ugualmente permettesse all'insorgente di ridurre
l'onere per il suo precedente appartamento. In tali circostanze, egli non può
validamente prevalersi di una violazione del suo diritto al rispetto della vita
familiare e/o del diritto alla libera scelta dell'abitazione (consid. 5.2).

 

                                         Certo che, come
risulta dalla perizia della __________,

 

" 
(…)

La moglie segue una formazione professionale di
psicologia, lavora già come assistente pedagogica e vuole poi proseguire un
lavoro almeno a tempo parziale. Assieme vogliono almeno avere un bambino ed è
per questo che prevedono di creare un accesso ai diversi piani per l'A. senza
dover sforzarsi a dismisura. Dato che la futura mamma si troverà fuori di casa
a tempo parziale, è previsto che il papà riduca il suo tempo di lavoro dal 100%
di oggi per occuparsi pure del bambino." (…)" (doc. AI 133/2)

 

                                         Tuttavia, come evidenziato nel succitata
STF 9C_439/2012, va ricordato che la richiesta di mezzi ausiliari deve soddisfare
i requisiti generali di idoneità, necessità ed efficacia integrativa previsti
dall'art. 8 LAI. Necessità e
idoneità che in particolare devono realizzarsi anche sotto l'aspetto temporale
(cfr. Bucher, Eingliederungsrecht der Invalidenversicherung, pag. 76 segg.). In
questo contesto, le future legittime aspettative, rispettivamente richieste, non
possono pertanto essere prese in considerazione, tenuto del resto conto che per
giurisprudenza  la decisione delimita dal punto di vista temporale il potere
cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1
pag. 220 con riferimenti). Ciò non esclude la possibilità da parte
dell’assicurato di inoltrare in futuro una nuova richiesta per le eventuali
mutate circostanze di fatto. 

 

                                         Infine, in merito
al problema della pendenza della pedana di accesso dal garage al pianterreno,
va fatto riferimento alla disponibilità da parte dell’amministrazione di
riconoscere un propulsore da applicare all’attuale carrozzella (cfr. in merito:
STF  9C_940/2010 del 24 marzo 2011 consid. 3), tenuto del resto conto che nel
luglio 2010 all’assicurato è stato già consegnato un propulsore elettrico ATEC/Swiss-trac
SWT1 (cfr. comunicazione 3 agosto 2010; doc. AI 125).

                                      

                                         In
conclusione, rettamente l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni oggetto
del contendere. Ne consegue la conferma della decisione
impugnata e la reiezione del ricorso. 

 

                               2.9.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza le spese per fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.                              

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 500.--, sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                           Fabio
Zocchetti