# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4f2d1e65-a78f-5219-b188-06eba47dc9d6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-07-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 12.07.2019 12.2019.114
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2019-114_2019-07-12.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2019.114

  	
  Lugano

  12 luglio 2019

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente della seconda Camera civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
  quale giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2
  LOG)

  
						

sedente
per statuire nella causa inc. n. SO.2019.2699
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4 promossa con istanza 28 maggio
2019 da

 

	
   

  	
   AO
  1  

    PA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP
  1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

chiedente l’espulsione immediata della
convenuta, domanda alla quale questa si è opposta, e che il Pretore ha accolto
con decisione 28 giugno 2019;

 

appellante la convenuta con appello 5 luglio 2019, con il quale
contesta il giudizio pretorile;

 

ritenuto

 

in fatto e in diritto:

                                         che AO 1 ha
concesso in locazione a AP 1 dal 1° aprile 2014 il monolocale al secondo piano
dell’immobile sito in via P, per una pigione mensile di fr. 700.-, oltre spese
accessorie (doc. D);

   

                                         che
la conduttrice, dopo aver disdetto il contratto di locazione, con istanza 23
marzo 2019 ha adito il competente ufficio di conciliazione postulando la
protrazione a tempo indeterminato della locazione (inc. UC 023/2019);

che, in occasione dell’udienza di conciliazione del 17 aprile 2019, le parti si
sono accordate per una protrazione unica e definitiva della locazione fino al
15 maggio 2019 (doc. B);

che, non avendo la convenuta provveduto alla regolare riconsegna dell’ente
locato entro tale scadenza, con istanza 28 maggio 2019
nella procedura sommaria a tutela giurisdizionale nei casi manifesti, la
locatrice ha chiesto alla Pretura di ordinare l’immediata espulsione della
conduttrice, con le comminatorie di rito;

che, in occasione dell’udienza del 25 giugno 2019, l’istante si è riconfermata
nella domanda, mentre la convenuta vi si è opposta chiedendo di procrastinare
la riconsegna al 31 agosto 2019, confermando peraltro di non aver pagato da
alcuni mesi la pigione a seguito di difficoltà economiche;

che con giudizio 28 giugno 2019 il Pretore, respinte le contestazioni relative
alla regolarità della citazione della convenuta all’udienza, ha accolto
l’istanza ritenendo la richiesta di espulsione fondata sulla base dell’accordo
di riconsegna stipulato in occasione dell’udienza di conciliazione, respingendo
altresì le ulteriori contestazioni fondate su asserzioni rimaste prive di
riscontro probatorio;

che, tenuto conto delle particolari circostanze, per questioni umanitarie e per
esigenze di praticità, il Pretore ha fatto ordine alla convenuta di
riconsegnare l’ente locato entro il 31 luglio 2019, con le comminatorie di
rito; 

 

                                         che con
appello 5 luglio 2019 la convenuta ha impugnato la decisione pretorile: senza
formulare un’esplicita richiesta di annullamento o di riforma, l’appellante ha
esposto una serie di circostanze personali che le impedirebbero di procedere
alla riconsegna dei locali;

che l’atto di appello non è stato intimato alla controparte per la risposta
(art. 312 cpv. 1 CPC); 

 

                                         che
terminando con una non entrata nel merito di un’impugnazione manifestamente
inammissibile, rispettivamente con il diniego di una richiesta
palesemente infondata, la procedura può essere decisa
dalla Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2
e lett. b cfr. 3 LOG);

 

                                         che contro
una decisione emanata in procedura sommaria a tutela nei casi manifesti il cui
valore è di fr. 25’200.-, come accertato dal Pretore, è dato il rimedio
dell’appello, da presentare entro 10 giorni (art. 314 CPC);

 

                                         che, tenuto
conto della data di intimazione della decisione pretorile, l’appello 5 luglio
2019 è tempestivo;

 

                                         che
dal 1° gennaio 2011 l’espulsione di un conduttore dai locali
occupati dopo la fine del contratto per disdetta, ordinaria o straordinaria,
avviene o in procedura semplificata (art. 243 e segg. CPC) previa conciliazione
o in procedura sommaria di tutela giurisdizionale nei casi manifesti (art. 257
CPC) che non richiede la previa conciliazione (Hohl, Procédure civile, Tome II, 2a
ed., n. 1429, pag. 260);

 

                                         che l’appello deve essere
motivato (art. 311 CPC), vale a dire che deve esporre, anche in modo semplice,
per quali motivi sarebbe errata la decisione del Pretore (Bohnet, Le droit du bail en procédure
civile suisse, 16e Séminaire sur le droit du bail, 2010, Neuchâtel,
n. 207 pag. 56);

 

                                         che AP 1 ha presentato un
breve testo di appello con il quale non contesta la circostanza posta alla base
della conclusione pretorile, ovvero che il contratto di locazione è stato da
lei stessa disdetto, che la data di riconsegna è stata concordata tra le parti
in occasione dell’udienza di conciliazione e che, entro il termine pattuito, i
locali non sono stati riconsegnati;

che l’atto d’appello a ben vedere neppure muove critiche all’indirizzo della
decisione e si limita a invocare genericamente motivi che renderebbero
necessario procrastinare lo sfratto al fine di poter trovare un’adeguata
soluzione sostitutiva e risolvere una serie di problemi personali contingenti;

che tale modo di procedere è inammissibile e comporta l’irricevibilità
dell’appello per carente motivazione, non essendo adempiuti i presupposti
dell’art. 311 CPC: l’appellante non si confronta infatti minimamente con il
giudizio impugnato, né per quel che concerne l’accertamento dei fatti esposti, né
per quel che concerne l’applicazione del diritto;

che gli accertamenti e le conclusioni del primo giudice non risultano quindi
validamente criticati, ciò che comporta la conferma della sentenza impugnata;

che le spese processuali seguono la soccombenza (art. 106 CPC) e
sono fissate in conformità all’art. 9 cpv. 3 LTG; il valore litigioso della
procedura di appello, determinante anche ai fini di un eventuale ricorso al
Tribunale federale, ammonta a 

fr. 25’200.-, come indicato dal Pretore; non si assegnano ripetibili
alla controparte alla quale l'appello non è stato notificato.

 

 

 

Per questi motivi, 

 

decide:                     1.   L'appello 5 luglio 2019 di AP 1 è irricevibile.

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 100.- sono poste a carico dell’appellante.
Non si assegnano ripetibili.    

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -     

  -       

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 4

 

 

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
vicepresidente

 

(giudice
D. Bozzini)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario in materia di locazione con un valore litigioso
superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF).