# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8a0d60d6-07f1-5a59-9465-fe04e6ce079a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-09-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 13.09.2021 80.2020.261
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2020-261_2021-09-13.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2020.261

  80.2020.262

  	
  Lugano

  13 settembre 2021    

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Raffaele
  Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria

  	
  Mara
  Regazzoni

  

 

 

	
  parti

  	
   RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 23 novembre 2020 contro la decisione del 4 novembre 2020 in materia di IC
  e IFD 2018.

  

 

 

	
   

  Fatti

  	
   

  

 

 

                                  A.   Non avendo RI 1
inoltrato la dichiarazione d’imposta, nonostante la diffida del 14 febbraio
2020 e la multa per violazione degli obblighi procedurali del 13 marzo 2020,
con decisione del 22 luglio 2020 l’RS 1 gli ha notificato la tassazione
d’ufficio, nella quale ha stabilito per apprezzamento il reddito imponibile in
fr. 42'900.– (fr. 324'200.– reddito determinante per l’aliquota) per l’IC e in
fr 43'300.– (fr. 327'700.– reddito determinante per l’aliquota) per l’IFD e la
sostanza imponibile di fr. 196'000.– (fr. 1'309'000.– sostanza determinante per
l’aliquota).

 

                                  B.   In data 17/19 agosto
2020 il contribuente, per il tramite del suo rappresentante, contestava la
tassazione d’ufficio, chiedendone la rettifica in base alla dichiarazione
d’imposta 2018 allegata. 

                                         Con scritto del 10
settembre 2020, l’Ufficio di tassazione rivolgeva al reclamante una richiesta
di documentazione, in quanto quella allegata alla dichiarazione era carente dal
punto di vista formale e non erano adempiute le condizioni di ricevibilità del
reclamo. In particolare, richiedeva l’indicazione del reddito immobiliare per
la proprietà nel comune di __________ o la comprova della messa sul mercato per
la locazione e/o vendita nel periodo fiscale in esame e la documentazione
fiscale estera indicante i redditi e la sostanza posseduti all’estero dal
contribuente e dal coniuge se coniugato. Specificava inoltre che la
documentazione richiesta doveva essere trasmessa entro il 12 ottobre 2020 e
rendeva attento il contribuente che in caso di inosservanza del termine il
reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile, non comprovando lo stesso la
manifesta infondatezza della tassazione operata d’ufficio e in mancanza della
ripresa della collaborazione con l’autorità fiscale. 

                                         La lettera in questione
rimaneva inevasa.

 

 

                                 C.   Con decisione del 4
novembre 2020, l’Ufficio circondariale di tassazione prendeva atto che nel
termine assegnato con scritto 10 settembre 2020 nulla era pervenuto da parte
del contribuente e dichiarava irricevibile il reclamo 17/19 agosto 2020, non
essendo stata comprovata la manifesta infondatezza della tassazione d’ufficio
ed in mancanza della ripresa della collaborazione con l’autorità fiscale. 

 

 

                                  D.   Con scritto del 23/24
novembre 2020, indirizzato all’Ufficio di tassazione e da quest’ultimo
trasmesso alla Camera di diritto tributario quale ricorso, RI 1 contesta
nuovamente la tassazione d’ufficio. Allo stesso sono allegati la dichiarazione
d’imposta norvegese e un contratto di mediazione del 16 dicembre 2015 per la vendita
dell’appartamento. 

                                         Tramite scritto
raccomandato del 21 dicembre 2020 la Camera di diritto tributario ha attribuito
all’insorgente un termine di dieci giorni per confermare la volontà di
interporre ricorso contro la decisione su reclamo e in tal caso per presentare
un ricorso motivato.

                                         In data 30/31 dicembre
2020 il contribuente ha chiesto lo stralcio del reddito di fr. 42'900.– e della
sostanza di fr. 300’000.–. L’imposizione del valore locativo sarebbe esclusa
per il fatto che l’immobile è in vendita. Inoltre, egli vivrebbe e lavorerebbe fuori
dalla Svizzera e non avrebbe alcun reddito in Svizzera. 

 

 

                                  E.   Nelle sue
osservazioni del 27 gennaio 2021 l’Ufficio di tassazione attraverso le proprie
osservazioni sostiene che la decisione di tassazione contestata è stata
allestita d’ufficio a seguito della multa 13 marzo 2020 e che in sede di
reclamo è stata presentata una dichiarazione d’imposta non sufficiente a
dimostrarne la manifesta inesattezza, motivo per cui sono stati richiesti
ulteriori documenti da presentare entro il 12 ottobre 2020. Alla richiesta di
cui sopra non è stato dato alcun seguito pertanto il reclamo è stato dichiarato
irricevibile con notifica del 4 novembre 2020. In ogni caso, rileva che quanto
presentato con il ricorso non è sufficiente ad azzerare il valore locativo
siccome nessuna prova è stata allegata in relazione al mancato utilizzo
dell’appartamento. Stesso discorso può essere fatto valere in relazione ai
valori determinanti per la definizione dell’aliquota, essendo la dichiarazione norvegese
basata su un diritto fiscale differente.

 

 

Diritto

 

 

1.    1.1.

                                         La Camera di diritto
tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli
uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a
condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto
esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo,
sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una
persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione,
che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia
fondata. Infatti, se l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto,
gli atti verranno retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di
merito, mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la decisione di
irricevibilità.

 

                                         1.2.

                                         Con la decisione impugnata,
l’Ufficio di tassazione ha dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente,
per il fatto che non aveva comprovato la manifesta inesattezza della tassazione
d’ufficio e, in particolar modo, non aveva dato seguito a una richiesta di
documentazione, sottopostagli dalla stessa autorità. 

                                         Ne consegue che la Camera
di diritto deve limitarsi a verificare la legittimità della decisione
dell’autorità di tassazione di dichiarare irricevibile il reclamo, mentre le è
precluso l’esame del merito della tassazione contestata. 

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Gli articoli 204 cpv. 2 LT
e 130 cpv. 2 LIFD consentono all’autorità di tassazione di procedere ad una
tassazione d’ufficio in base ad una valutazione coscienziosa, se, nonostante
diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli
elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di
documenti attendibili. In tale sede può tener conto di coefficienti
sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente.

 

                                         2.2.

                                         Contro la decisione di
tassazione il contribuente può reclamare per scritto all’autorità di
tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206 cpv. 1 LT; art.
132 cpv. 1 LIFD). Tuttavia, il contribuente può impugnare la tassazione operata
d’ufficio soltanto con il motivo che essa è “manifestamente inesatta”. Il
reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv.
3 LT; art. 132 cpv. 3 LIFD).

                                         Le norme appena citate
esigono che il contribuente apporti la prova della “manifesta inesattezza”
della tassazione d’ufficio e richiede espressamente che il reclamo sia motivato
e indichi eventuali mezzi di prova. Tali requisiti del reclamo rappresentano
non meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassazione per
apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in mancanza dei
quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (sentenza del Tribunale
federale del 21 novembre 1997, in DTF 123 II 552).

                                         Secondo il Tribunale
federale, il requisito della motivazione del reclamo, contenuto nella
disposizione in esame, deve essere considerato quale requisito di validità,
sebbene la legge non lo designi esplicitamente come tale (DTF 81 I 98 consid.
3, 121 I 117 consid. 3a, 122 I 70 consid. 1c).

 

                                         2.3.

                                         Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, la prova della manifesta inesattezza può essere portata
in due modi:

·        
in primo luogo, il contribuente può produrre i mezzi di prova
necessari a sovvertire l’incertezza in merito alla situazione effettiva,
consentendo in tal modo il corretto accertamento degli elementi imponibili. In
questo caso, la tassazione d’ufficio contestata viene rimpiazzata da una
tassazione ordinaria. A tal fine, si richiede tuttavia l’adempimento corretto
degli obblighi procedurali precedentemente trascurati ed una completa
esposizione dei fatti con il reclamo. Se ciò non si verifica, non si può rimediarvi
nel seguito della procedura né mediante un’audizione personale del
contribuente. D’altronde, la prova dell’inesattezza deve essere completa e non
può limitarsi a singole posizioni della tassazione d’ufficio;

·        
in secondo luogo, il contribuente può anche provare che la
tassazione impugnata è palesemente eccessiva (cfr. la sentenza del 16 maggio
2011 n. 2C_6/2011, consid. 3.1 e giurisprudenza citata).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Nel caso in disamina,
nella motivazione della decisione di tassazione operata d’ufficio e notificata
il 22 luglio 2020, l’UT aveva espressamente indicato come la stessa fosse
censurabile unicamente se manifestamente inesatta e mediante un reclamo
motivato, che indicasse eventuali mezzi di prova.

                                         Tuttavia il contribuente, con
il suo reclamo, ha prodotto una dichiarazione d’imposta manifestamente
incompleta, in quanto non conteneva alcuna menzione dei redditi imponibili, ma
indicava unicamente le spese deducibili. Anche la documentazione allegata era
palesemente carente, limitandosi a due estratti bancari, indirizzati alla __________
SA di __________ e relativi a un mutuo ipotecario e ai relativi interessi passivi,
e a una scheda contabile della __________ SA di __________. 

 

                                         3.2.

                                         Come già ricordato, una
tassazione d’ufficio può essere impugnata solo in caso di manifesta
inesattezza. La prova dell’inesattezza, che compete al contribuente, deve
essere completa. Il reclamo deve essere presentato in modo tale da consentire
all’autorità fiscale di riconoscere senz’altro, in base alla motivazione e ai
mezzi di prova, se la tassazione d’ufficio è manifestamente inesatta (cfr. p.
es. la sentenza del TF 2C_30/2017 del 10.5.2017 consid. 2.2.2 e giurisprudenza
citata).

                                         Nella fattispecie, la
dichiarazione presentata con il reclamo era evidentemente inidonea a
giustificare il passaggio dalla tassazione d’ufficio a quella ordinaria. Prova
ne sia che l’Ufficio di tassazione ha dovuto rivolgere al reclamante una nuova
richiesta di collaborazione.  

                                         Nelle circostanze
descritte, l’autorità di tassazione avrebbe semplicemente dovuto dichiarare
irricevibile il reclamo, ritenuto che la motivazione dello stesso costituisce,
come pure già ricordato, un requisito di validità dello stesso. Secondo la
giurisprudenza del Tribunale federale, infatti, se il contribuente interpone un
reclamo che non adempie i requisiti previsti dalla legge per impugnare una
tassazione per apprezzamento, l’autorità fiscale lo dichiara irricevibile senza
attribuire al reclamante un termine di grazia per rimediarvi (Fenners/Looser, Besonderheiten bei der
Anfechtung der Ermessensveranlagung, in AJP 2013 p. 33, in particolare p. 42 e
giurisprudenza citata; cfr. anche la sentenza CDT n. 80.2013.230 del 30 ottobre
2013 consid. 2.4).

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Tuttavia con scritto 10
settembre 2020 l’UT ha dato ancora modo al contribuente di adempiere ai suoi
obblighi fiscali, richiedendo alcuni documenti. In calce a tale missiva,
l’autorità indicava un termine scadente il 12 ottobre 2020 per la presentazione
della documentazione e anche che: “In caso di inosservanza del presente invito,
il reclamo sarà dichiarato irricevibile in assenza del rispetto delle
condizioni procedurali di reclamo contro tassazione d’ufficio non essendo stata
comprovata la manifesta infondatezza della operata tassazione e in mancanza della
ripresa della collaborazione con l’autorità fiscale come da normativa sopra
indicata”. 

 

                                         4.2.

                                         In sé, l’Ufficio di
tassazione non era tenuto ad attribuire un nuovo termine al contribuente per
presentare documentazione. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, infatti,
in caso di reclamo contro una tassazione d’ufficio, l’obbligo dell’autorità
fiscale di procedere a indagini rinasce solo se l’incertezza sui fatti, da cui
è scaturita la tassazione d’ufficio, è stata superata per effetto dell’intervento
del contribuente (sentenza 2C_579/2008 del 29.4.2009 consid. 2.4 e
giurisprudenza citata). 

                                         Ora, il semplice fatto che
l’autorità di tassazione, confrontata con un reclamo interposto contro una
tassazione d’ufficio, intraprenda degli atti istruttori, non implica comunque
in ogni caso che la tassazione d’ufficio debba essere sostituita con una
tassazione ordinaria. Se infatti l’autorità di tassazione ritiene che il
contribuente abbia presentato un reclamo conforme ai requisiti di validità
previsti dalla legge, allora riprenderà le sue indagini e assumerà le prove
offerte dal reclamante. Nel caso in cui queste indagini permettano di
raccogliere prove che consentono all’autorità di stabilire gli elementi
imponibili in modo ineccepibile, allora la tassazione d’ufficio sarà sostituita
con una tassazione ordinaria. Se invece, anche al termine dell’istruttoria, la
fattispecie rimane del tutto o in parte incerta, la tassazione d’ufficio è
mantenuta e può esserne verificata unicamente la misura (cfr. Zweifel/Casanova/Beusch/Hunziker, Schweizerisches Steuerverfahrensrecht –
Direkte Steuern, 2a ediz., Zurigo 2018, § 20, n. 28, p. 312; Zweifel/Hunziker, in:
Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum DBG, 3a ediz.,
Basilea 2017, n. 50 ad art. 132 LIFD, p. 2276).

 

                                         4.3.

                                         In queste circostanze, la
decisione impugnata con cui l’UT ha dichiarato irricevibile il reclamo – che,
come visto, avrebbe potuto dichiarare immediatamente irricevibile poiché
viziato nella forma – si rileva legittima, non avendo lo stesso ottenuto
risposta alla sua richiesta di collaborazione nonostante dal tracciamento
dell’invio postale risulti che la missiva 10 settembre 2020 sia stata
recapitata al ricorrente l’11 settembre 2020.

 

 

                                   5.   Di conseguenza, il
ricorso è respinto. Le tasse di giustizia e le spese processuali sono poste a
carico del ricorrente, soccombente.

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.  1’500.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.    500.–

                                         per un totale di                                                      fr. 2’000.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presen           Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di .

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: