# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 746c2db9-441a-5c6b-8646-3c3f0b11faf3
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-01-05
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 05.01.2021 R 2019 67
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2019-67_2021-01-05.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 19 67

5a Camera  

Presidenza Racioppi
Giudici Meisser, Audétat 
Attuario Paganini

SENTENZA 
del 5 gennaio 2021

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____,

rappresentato dall'avv. dr. Marco Lucchini,

ricorrente

contro 

Comune di B._____, 

rappresentato dall'avv. Giorgio Battaglioni,

convenuto

e

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E._____,

rappresentata dall'avv. Nicola Delmuè,

convocata

concernente opposizione edilizia

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Fattispecie:

1. Il 12 aprile 2018 la E._____, (qui di seguito: committente) ha presentato al 

Comune di B._____ una domanda di costruzione per la realizzazione di un 

complesso residenziale sulla particella n. 1995, in zona nucleo, 

comprendente la costruzione di tre nuovi edifici e il riattamento dei due 

edifici esistenti. Il progetto è stato esposto dal 24 maggio 2018 al 13 giugno 

2018.

2. Contro di esso sono pervenute tre opposizioni che hanno portato alla 

modifica del progetto e a una conseguente nuova pubblicazione tra il 7 e il 

27 novembre 2018. Contro la modifica del progetto sono state inoltrate due 

opposizioni, fra cui quella datata 19 novembre 2018 di A._____, 

proprietario della particella confinante n. 1996. A seguito delle opposizioni, 

la committente ha inoltrato una nuova modifica di progetto, di cui A._____ 

è stato informato dal Municipio con lettera del 16 aprile 2019. I piani 

modificati sono stati messi a disposizione per visione fino al 29 aprile 2019. 

3. In data 26 aprile 2019 A._____ ha presentato una nuova opposizione, 

confermando quanto già affermato nell'opposizione del 19 novembre 2018. 

4. Con decisione 4/29 luglio 2019 il Municipio ha respinto l'opposizione di 

A._____ e rilasciato la licenza edilizia ai sensi dei considerandi. 

5. Avverso questa decisione (e la licenza edilizia), il 26 agosto 2019 A._____ 

(qui di seguito: ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo 

del Cantone dei Grigioni chiedendone l'annullamento. 

6. Nella presa di posizione del 30 settembre 2019 il Comune di B._____ (qui 

di seguito: convenuto) ha chiesto il rigetto del ricorso. In stessa data anche 

la committente (qui di seguito: convocata) ha chiesto il rigetto del ricorso. 

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7. Nel secondo scambio di scritti le parti hanno confermato i loro petiti. 

Considerando in diritto:

1.1. La competenza del Tribunale amministrativo per giudicare il ricorso contro 

la decisione su opposizione di rilascio della licenza edilizia (e contro la 

licenza edilizia stessa) del 4/29 luglio 2019 del convenuto è data dall'art. 49 

cpv. 1 lett. a della Legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). 

La legittimazione al ricorso del ricorrente, legittimo opponente in qualità di 

vicino nella procedura di opposizione, è pacifica (cfr. art. 50 LGA). Essendo 

inoltre tempestivo e rispondendo alle condizioni di forma (cfr. art. 52 cpv. 1 

e art. 38 LGA) il ricorso è dunque ricevibile.

1.2. La richiesta di conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso diventa priva 

d'oggetto con la presente decisione.

2. Innanzitutto, vanno esaminate le censure formali risp. le asserite lesioni 

delle norme procedurali.  

2.1. In primo luogo, il ricorrente lamenta una lesione del diritto di essere sentiti. 

2.1.1. Stando al ricorrente, l'ingegnere comunale, responsabile dell'Ufficio tecnico 

comunale, gli avrebbe negato la messa a disposizione di parte dei 

documenti dell'incarto. La convocata e il convenuto ribattono che il 

ricorrente avrebbe sempre potuto consultare l'intera documentazione. La 

convocata specifica che l'unico limite sarebbe stato quello di non poterli 

portare con sé a domicilio. 

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2.1.2. Il diritto di essere sentiti ancorato nell'art. 29 cpv. 2 della Costituzione 

federale della Confederazione Svizzera (Cost.; RS 101) concerne tutte 

quelle facoltà che vanno riconosciute al cittadino affinché possa far valere 

la sua posizione nella procedura (DTF 135 I 279 consid. 2.3 e 134 I 140 

consid. 5.3). Il diritto di essere sentiti ha natura formale, e la sua violazione 

implica, di principio, l'annullamento della decisione impugnata. Per 

giurisprudenza, una lesione del diritto di essere sentiti può essere tuttavia 

sanata qualora l'autorità di ricorso disponga dello stesso potere d'esame 

dell'istanza inferiore e l'interessato non subisca pregiudizio dalla 

concessione successiva del diritto negatogli (DTF 138 II 77 consid. 4; 137 

I 195 consid. 2.2 seg. e 2.3.2; 135 I 279 consid. 2.6.1). 

2.1.3. Dinanzi al Tribunale amministrativo il ricorrente ha potuto prendere visione 

dell'intero incarto. Stando agli atti sembra, tuttavia, che in procedura 

d'opposizione il convenuto abbia ingiustamente negato al ricorrente il diritto 

di fare delle fotocopie degli atti (cfr. per il diritto al riguardo 

STF 5A_557/2019 del 31 ottobre 2019 consid. 2.1 con rinvii; PTA 2003 n. 

38) nonché l'edizione segnatamente del rapporto del consulente in materia 

di strutturazione del 6 luglio 2018 (cfr. doc. A e 7 ricorrente; doc. 4-7, 11 

convenuto). Tali lesioni del diritto di essere sentiti sono però sanate in 

questa sede, siccome il ricorrente ha potuto visionare e esprimersi sui 

documenti verosimilmente non editigli e siccome il Tribunale dispone 

fondamentalmente di un pieno potere d'esame (cfr. art. 33 cpv. 3 lett. b 

della Legge federale sulla pianificazione del territorio [LPT; RS 700], 

sebbene nell'ambito del diritto edilizio e pianificatorio comunale esso debba 

rispettare l'ampia autonomia dei comuni). Questa lesione va d'altra parte 

considerata nell'ambito della ripartizione dei costi, nel caso che il ricorrente 

soccomba in causa. Per contro, a differenza di quanto sostenuto dal 

ricorrente, non si riscontra che il convenuto abbia violato il suo obbligo di 

motivazione evitando di prendere posizione in merito alle censure del 

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ricorrente. Una lesione del diritto di essere sentiti in questo senso non è 

data. 

2.2. Laddove il ricorrente censura una violazione dell'art. 46 cpv. 3 

dell'Ordinanza sulla pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni 

(OPTC; CSC 801.110), asserendo che non sarebbe stato rispettato il 

termine di evasione della decisione su opposizione di tre mesi dalla 

chiusura dell'esposizione pubblica, non può trovare assenso. 

2.2.1. Giusta questa norma, per progetti di costruzione con opposizioni il termine 

per l'evasione delle decisioni edilizie è al massimo di tre mesi dalla chiusura 

dell'esposizione pubblica.

2.2.2. I piani definitivi, modificati (per la seconda volta) in seguito all'opposizione 

del 19 novembre 2018 del ricorrente, sono stati messi a disposizione per 

visione fino al 29 aprile 2019 (doc. 10 convenuto). L'ultima opposizione del 

ricorrente è avvenuta il 26 aprile 2019. La decisione impugnata è stata 

emanata il 29 luglio 2019. Sebbene il termine di esposizione del progetto 

modificato (per la prima volta) sia scaduto il 27 novembre 2018, in questo 

caso non è dato ritenere che vi sia una violazione dell'art. 46 cpv. 3 OPTC. 

Va infatti presunto che le ultime modifiche del progetto abbiano riguardato 

soltanto ancora gli opponenti al progetto con la prima modifica, per cui, al 

posto di una nuova esposizione pubblica, in analogia alle disposizioni sulla 

procedura del piano di quartiere (cfr. art. 18 cpv. 4 OPTC), in questo caso 

è dato ritenere che bastava concedere a questi la possibilità di visionare 

(l'ultima) modifica del progetto e di presentare nuovamente opposizione, 

cosa che qui è stata garantita. La decisione è poi stata presa entro tre mesi 

dall'ultima opposizione del ricorrente del 26 aprile 2019. Ad ogni modo, se 

anche si fosse infranto l'art. 46 cpv. 3 OPTC, ciò non comporta 

l'annullamento della procedura. L'appello all'art. 46 cpv. 3 OPTC da parte 

del ricorrente difetta dunque di un interesse degno di protezione. 

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2.3. Inoltre, nemmeno l'argomentazione circa la violazione dell'art. 43 cpv. 3 

OPTC può essere condivisa. 

2.3.1. Giusta questa norma, le modine possono essere tolte prima del passaggio 

in giudicato dell'evasione della domanda di costruzione solo con il 

consenso dell'autorità edilizia comunale. In ogni caso esse devono essere 

lasciate sul posto per tutta la durata dell'esposizione pubblica. Una volta 

passata in giudicato la decisione edilizia, le modine devono essere 

allontanate senza indugio.

2.3.2. Per mezzo della fattura del 9 agosto 2019 dello studio di geomatica (doc. 

6 convocata) la convocata ha dimostrato che le modine sono state 

smontate il 6 agosto 2019, quindi dopo l'emanazione della decisione 

impugnata. Posto un consenso tacito dell'Autorità edilizia (Municipio) alla 

loro rimozione, non è intravedibile una violazione dell'art. 43 cpv. 3 OPTC. 

Ma pur ammettendo che, come sostenuto dal ricorrente, le modine siano 

state allontanate senza attendere il consenso del Municipio, e di 

conseguenza che l'art. 43 cpv. 3 OPTC sia stato disatteso, ciò non ha 

impedito al ricorrente di farsi un'idea delle dimensioni del progetto e di 

sollevare le rispettive censure, anche perché l'ampiezza del progetto è ben 

visibile dai piani agli atti includenti pure delle visualizzazioni di un modello. 

Questa critica difetta dunque di un interesse degno di protezione. 

3. Dal punto di vista materiale, il ricorrente lamenta diverse violazioni delle 

norme edilizie, in particolare dell'art. 22 cpv. 2 della Legge edilizia 

comunale (LE).

3.1. Giusta l'art. 22 cpv. 2 LE in zona nucleo (NV) la struttura dell'insediamento 

e i tipi di costruzione devono essere conservati e completati. Sono 

concesse riattazioni, trasformazioni, ricostruzioni e ampliamenti, purché 

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l'inserimento tenga conto della struttura del nucleo, in particolare per 

quanto riguarda le volumetrie, l'aspetto architettonico come il tetto a falde, 

le facciate con intonaco tradizionale, le finestre verticali, ecc. l'orientamento 

e l'organizzazione degli spazi esterni. Laddove non esistono linee di 

allineamento per la strutturazione edilizia sono gli allineamenti esistenti che 

fissano l'ubicazione delle costruzioni. Secondo il cpv. 3, per quanto 

concerne eventuali nuove costruzioni vale quanto prescritto al cpv. 2. 

3.2. Dapprima, il ricorrente eccepisce la realizzazione delle finestre, a suo modo 

di vedere prevalentemente ampie e quadrate, quindi non tradizionali e in 

contrasto con quanto sancito dall'art. 22 cpv. 2 LE. Questa opinione non 

trova conferma nei piani agli atti (doc. 2 convenuto), in cui tra le diverse 

finestre figuranti, in parte in effetti di forma quadrata, spiccano comunque 

le finestre verticali, in sintonia dunque con la struttura del nucleo. 

3.3. Il ricorrente sostiene poi che le volumetrie sarebbero del tutto avulse dal 

substrato edilizio esistente e da una struttura di nucleo vecchio. In 

particolare, esse cozzerebbero con la tipologia edificatoria della 

costruzione del ricorrente, dell'edificio accanto e degli altri stabili presenti. 

Anche questa critica è infondata. Gli edifici progettati non sono più grandi 

del già esistente edificio 01. Nella zona nucleo in questione, tra l'altro, vi si 

trovano già alcuni edifici di considerevoli dimensioni. Anche il ricorrente 

sembra riconoscerlo, dove afferma che la documentazione fotografica 

(doc. 2F convenuto) denoterebbe un'edificazione (nel quartiere) 

caratterizzata pure (quindi non soltanto) da edifici di piccole dimensioni. 

Non è comprovato che le costruzioni previste, come sostenuto dal 

ricorrente, contrasterebbero con lo stile elegante e leggero che 

contraddistinguerebbe gli edifici originari. Come già concluso dal 

convenuto, gli edifici progettati appaiono in linea per struttura e per volume 

con quanto già esistente in zona. Si osserva poi che il Tribunale analizza 

con riserbo le conclusioni del Comune relative all'inserimento di un'opera 

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nel paesaggio. Nel caso di specie, queste conclusioni appaiono sostenibili 

e sono suffragate da una consulenza architettonica positiva (cfr. doc. 16 

convenuto). Esse vanno pertanto confermate.  

3.4. Per quanto concerne la materializzazione delle facciate (intonaco) e dei 

tetti, nella licenza edilizia è stata prevista quale condizione la campionatura 

sul posto in fase di esecuzione con il consulente per la strutturazione, come 

da questi richiesto (cfr. condizione n. 3. della licenza edilizia 4/29 luglio 

2019 [doc. 5 ricorrente]; valutazione di strutturazione del 6 luglio 2018 [doc. 

16 convenuto]). Per mezzo di questa condizione appare sufficientemente 

garantito che l'intonaco andrà scelto in rispetto delle caratteristiche locali. 

La richiesta del ricorrente di apporre un intonaco tradizionale è in tal senso 

soddisfatta. 

3.5. Contrariamente all'affermazione del ricorrente, le altezze degli stabili sono 

verificabili per mezzo dei piani (cfr. doc. 2M convenuto). L'asserito 

innalzamento di 2 metri del colmo dell'edificio esistente non è riscontrabile 

nei piani. Il ricorrente misconosce che la conclusione del consulente 

comunale in materia di strutturazione (art. 9 cpv. 3 LE), interpellato 

obbligatoriamente giusta l'art. 22 cpv. 6 LE, del 6 luglio 2018 (doc. 16 

convenuto), secondo cui vi sarebbe un aumento di 2 m dell'altezza 

dell'edificio 01 (risp. n. ass. 215), è stata superata dalla modifica dei piani 

datati 22 ottobre 2018 (giusta i quali il consulente ha ancora constatato una 

differenza di 0.48 m sul colmo rispetto alla situazione esistente [cfr. 

rapporto del 12 dicembre 2018 {doc. 5 convocata}]) e in seguito da quella 

del 1. aprile 2019 con cui l'altezza è stata adeguata a quella esistente (cfr. 

doc. 2O convenuto) e con cui, tra l'altro, è stata aggiunta un'area di svago, 

sono stati adeguati i posti auto nel garage ed è stata adattata la posizione 

dell'edificio 02. 

Riassumendo, non si intravede un abuso o un eccesso di apprezzamento 

da parte del convenuto, quando nella decisione impugnata afferma che le 

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nuove costruzioni previste rispecchiano gli edifici circostanti non solo per 

volume ma anche per tipologia.

3.6. Il ricorrente fa poi valere una violazione delle distanze. Innanzitutto, dove 

egli eccepisce il rispetto delle distanze dal fabbricato esistente e dal 

confine, non può essere seguito. L'edificio 01 in linea di principio non verrà 

demolito e, se del caso, la convocata potrà appellarsi al diritto di 

ricostruzione (art. 14 cpv. 2 LE), per cui non deve attenersi alle prescrizioni 

vigenti, giacché non vi si oppongono interessi pubblici o di vicini 

preponderanti. Per contro, il nuovo edificio 02 non mantiene la distanza 

dalla strada pubblica "C._____" giusta l'art. 20 cpv. 7 LE. Tuttavia, come 

evidenziato dal consulente in materia di strutturazione (cfr. rapporto del 6 

luglio 2018 pag. 3 seg. [doc. 16 convenuto]), il nuovo edificio riprende 

l'allineamento degli edifici esistenti (n. ass. 215 e 215-B). Esso rispecchia 

dunque quanto prescritto dall'art. 22 cpv. 2 LE: in assenza di linee di 

allineamento, gli allineamenti esistenti fissano l'ubicazione delle 

costruzioni. Questa prescrizione sulla posizione della costruzione sembra 

prevalere su quella sulla distanza dalla strada (cfr. art. 77 cpv. 2 LPTC 

secondo cui, se l'ordinamento base o un piano di quartiere prescrivono una 

determinata posizione di una costruzione o di un impianto, le distanze 

indicate nella presente legge e nelle leggi edilizie dei comuni non valgono, 

nella misura in cui esse si contrappongano alla pianificazione). Inoltre, il 

convenuto, proprietario della strada pubblica, può autorizzare la 

costruzione a confine, visto che non sono intravedibili interessi pubblici 

preponderanti che vi si contrappongono (cfr. art. 22 cpv. 5 LE e art. 77 cpv. 

1 LPTC in unione con l'art. 107 cpv. 2 n. 5 LPTC; cfr. anche valutazione di 

strutturazione del 6 luglio 2018 pag. 4 [doc. 16 convenuto]). Questa 

eccezione sulla distanza andrebbe tuttavia menzionata nel registro 

fondiario (cfr. art. 77 cpv. 2 in unione con l'art. 107 cpv. 2 n. 5 LPTC).

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3.7. Priva di fondamento appare la critica sulle canalizzazioni, giusta la quale la 

canalizzazione privata del ricorrente verrebbe semplicemente 

"cortocircuitata" risp. ignorata, come risulterebbe dal piano di smaltimento 

delle acque 1:200. Mal si comprende come le condotte progettate, che si 

raccordano alla rete comunale nella "C._____", possano recare pregiudizi 

alla canalizzazione privata del ricorrente. 

3.8. Le censure sui pericoli derivanti dal traffico indotto dal progetto per anziani 

e bambini sulla "C._____" nonché quelle relative alle normative antincendio 

sono generiche e non sufficientemente sostanziate. Esse non possono 

quindi essere ricevute.  

3.9. Dall'inventario federale e dalle osservazioni del Servizio monumenti 

cantonale il ricorrente deduce che si imporrebbe una conservazione 

integrale dell'edificio 01 (e quindi il divieto di demolizione/ricostruzione dello 

stesso), come pure dei muri di cinta che delimitano la proprietà, definendo 

la qualità del nucleo. A mente del ricorrente, le indicazioni del Servizio 

monumenti non costituirebbero un mero parere, bensì una presa di 

posizione vincolante. 

3.9.1. In accordo con le argomentazioni del convenuto e della convocata e 

contrariamente a quelle del ricorrente, va anzitutto constatato che l'ISOS 

(doc. 4 convocata) non protegge esplicitamente l'edificio 01 (risp. n. ass. 

215). Al n. IX, zona in cui si trova la particella di costruzione, l'ISOS mette 

sotto protezione soltanto la "fascia di pendio vignato gradinato" (cfr. anche 

le foto 16, 18 ISOS), imponendone la preservazione della destinazione. 

Questa protezione non è stata integrata nel Piano Generale delle strutture 

(PGS), da cui non risulta né una protezione di detto edificio 01 (cfr. anche 

l'elenco dei monumenti culturali protetti all'art. 37 cpv. 2 LE) né tantomeno 

della vigna. Gli obiettivi dell'ISOS sono tuttavia essenzialmente 

salvaguardati attraverso l'art. 22 cpv. 2 LE, che prescrive la conservazione 

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della struttura dell'insediamento in zona nucleo. Non si è dunque in 

presenza di una situazione in cui gli scopi di protezione dell'ISOS vengono 

pressoché ignorati dalla pianificazione locale, cosa che comporterebbe 

l'applicazione diretta dell'ISOS in procedura di rilascio della licenza edilizia. 

L'ISOS, nel caso di specie, trova dunque soltanto un'applicazione indiretta 

attraverso le disposizioni di conservazione del nucleo giusta la LE. Tuttavia, 

l'ISOS va osservato laddove sussistono margini discrezionali che 

impongono una ponderazione degli interessi privati e pubblici (cfr. sentenza 

del Tribunale federale 1C_488/2015 del 24 agosto 2016 consid. 4.3 e 

4.5.5).

3.9.2. L'edificio 01 (risp. n. ass. 215) nonché l'edificio 05 (risp. n. ass. 215-B) il 

giardino, la vigna e i muri di cinta sulla particella di costruzione sono stati 

inseriti nel Catalogo dell'Inventario cantonale (cfr. rispettiva scheda 

d'inventario del Servizio monumenti cantonale del 16 novembre 2017 [doc. 

1 convocata]). Tuttavia, secondo le disposizioni generali, fintanto che non 

si è deciso in modo giuridicamente vincolante in merito all'inserimento di un 

oggetto nell'ordinamento base, gli inventari cantonali corrispondenti non 

hanno alcun effetto nella procedura per il rilascio della licenza edilizia (cfr. 

art. 6 cpv. 2 della Legge sulla protezione della natura e del paesaggio del 

Cantone dei Grigioni [LCNP; CSC 496.000]). La protezione giuridicamente 

vincolante degli oggetti inventariati, la ponderazione degli interessi 

contrapposti e la protezione giuridica individuale dei proprietari fondiari 

interessati avvengono nell'ambito della procedura di pianificazione (art. 6 

cpv. 3 LCNP). L'inventario cantonale si compone delle liste di inventario e 

degli inventari degli edifici. La lista di inventario contiene essenzialmente la 

panoramica degli oggetti potenzialmente degni di protezione. Per quanto 

concerne il comune convenuto, la lista apparentemente non è ancora stata 

ufficialmente conclusa. La lista d'inventario non è vincolante finché non 

attuata nella pianificazione locale. L'inventario degli edifici, d'altro canto, è 

innescato da un evento concreto (in questo caso, dalla domanda di 

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costruzione) e contiene degli oggetti da proteggere (art. 25 cpv. 2 LCNP). 

Anch'esso non è vincolante in procedura di licenza edilizia finché non 

attuato nella legislazione comunale. Un oggetto degno di protezione, 

dunque, non è vincolante se non attuato nella legislazione comunale, a 

meno che vi sia una messa sotto protezione cantonale giusta l'art. 26 LCNP 

segg., cosa che qui non è riscontrabile. Ciononostante, va comunque 

notato che con il progetto in questione la convocata non ha calpestato lo 

scopo di protezione della relativa scheda di inventario. Infatti, secondo lo 

scopo ivi descritto, l'edificio 01 (n. ass. 215) andrebbe conservato 

nell'aspetto esterno, almeno nella sua volumetria, nella buona integrazione 

nel paesaggio e nell'utilizzo di materiali e colori conformi al contesto, cosa 

che qui appare rispettata. Come visto sopra, circa l'intonaco e il tetto la 

conservazione verrà concretizzata in fase di esecuzione del progetto. 

Come inoltre esige detto Inventario, l'edificio agricolo (n. ass. 215-B) non 

verrà demolito, ma anch'esso ristrutturato; le distanze tra gli edifici e le zone 

verdi sono pure salvaguardate; per quanto intravedibile, anche i muri di 

cinta restano conservati. L'unica eccezione riguarda la modesta modifica al 

pendio vignato, su cui peraltro, stando alla convocata, se necessario si 

interverrà alla riparazione dei muri a secco. In conclusione, si ottempera 

ottimamente agli scopi di conservazione menzionati nell'Inventario. 

3.9.3. Inesatta è l'affermazione del ricorrente secondo cui sarebbero previste 

delle demolizioni pressoché totali degli edifici 01 e 05. Questi edifici non 

verranno demoliti, ma nel limite del possibile soltanto ristrutturati. 

Soprattutto per quanto riguarda l'edificio 01, la struttura (perimetrale) e 

l'altezza verranno mantenute, come si evince dal piano con raffronto della 

situazione esistente (cfr. doc. 2O convenuto). Eventuali demolizioni 

saranno possibili per garantire la stabilità dell'edificio unicamente con il 

consenso dell'Autorità edilizia. Questa condizione è più che sufficiente al 

fine della conservazione dell'insediamento. Non occorre, come richiesto dal 

ricorrente, che per gli interventi sull'edificio 01 si interpelli anche il Servizio 

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monumenti se lo scopo di protezione è rispettato. Per quanto, previo 

consenso dell'Autorità edilizia, si dovrà procedere a demolizione e 

ricostruzione, la convocata potrà avvalersi del diritto di ricostruzione di cui 

all'art. 14 LE. Il ricorrente rinvia alla perizia fatta allestire dalla convocata 

dell'ing. D._____ del 5 maggio 2017 (doc. 2B1 convenuto), da cui deduce 

che il mantenimento sarebbe fattibile soltanto a costi sproporzionati e 

insostenibili, a conferma che la convocata in realtà mirerebbe alla 

demolizione e ricostruzione di detto edificio piuttosto che alla sua 

salvaguardia. Contrariamente a questo esposto del ricorrente, la convocata 

ha dimostrato l'intenzione di mantenere, nel limite del possibile, gli edifici 

esistenti. Per quanto ciò non sarà possibile o non esigibile, essa ha il diritto 

di demolire quanto necessario e ricostruire di conseguenza. 

3.10. La proposta del Servizio monumenti, evidenziata dal ricorrente, di 

organizzare un concorso in vista di una grande edificazione del mappale 

(come in questo caso), onde garantire la conservazione delle qualità 

urbanistiche della zona (cfr. scheda d'inventario [doc. 1 convocata]), 

costituisce solamente un consiglio non vincolante per il convenuto. Benché 

il Servizio monumenti abbia rimarcato che la particella di costruzione 

costituirebbe la fascia di terreno meglio conservata del quartiere di 

F._____, il Tribunale non può intervenire nel margine discrezionale di cui 

gode il convenuto nella scelta di non eseguire un simile concorso. 

4. Riassumendo, il ricorso va respinto e la decisione impugnata risp. la licenza 

edilizia rilasciata alla convocata confermata. 

5. I costi di procedura vanno principalmente accollati al ricorrente quale parte 

soccombente (cfr. art. 73 cpv. 1 LGA). Tuttavia si giustifica l'assunzione di 

una parte dei costi da parte del convenuto in seguito alla lesione del diritto 

di essere sentiti (v. sopra consid. 2.1.3). Considerate le numerose censure 

ricorsuali, si giustifica una ripartizione dei costi di procedura – composti da 

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una tassa di Stato fissata a CHF 3'500.-- e spese di cancelleria – in ragione 

del 15 % (3/20) a carico del convenuto e dell'85 % (17/20) a carico del 

ricorrente. Mentre il convenuto, giusta la regola di cui all'art. 78 cpv. 2 LGA, 

non ha diritto a ripetibili, alla convocata spetta invece un indennizzo per le 

spese di patrocinio (cfr. art. 78 cpv. 1 LGA). La nota d'onorario inoltrata dal 

patrocinatore della convocata del 17 dicembre 2019 per l'importo di CHF 

4'650.-- va decurtata alla posizione "spese", siccome secondo prassi 

questo Tribunale per le spese non dettagliatamente comprovate riconosce 

un importato forfettario pari al massimo al 3 % dell'onorario (cfr. sentenza 

del Tribunale amministrativo [STA] R 17 64 del 21 agosto 2018 consid. 3.1). 

Va poi corretta la tariffa oraria di CHF 260.-- visto che, in mancanza 

dell'accordo sull'onorario, questo Tribunale secondo prassi riconosce una 

tariffa oraria pari a CHF 240.-- (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo 

[STA] R 17 64 del 21 agosto 2018 consid. 3.1). Infine, secondo prassi non 

può essere riconosciuta l'IVA del 7.7 %, poiché la convocata ha diritto alla 

deduzione dell'imposta precedente (cfr. STA U 16 91 del 22 novembre 

2016 consid. 4a). Il ricorrente viene perciò obbligato a rimborsare alla 

convocata CHF 3'831.60 (15.5 h x CHF 240.-- x 1.03).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di CHF 3'500.--

- e spese di cancelleria di CHF 371.--

in totale CHF 3'871.--

il cui importo va versato in ragione di 3/20 dal Comune di B._____ e di 17/20 

da A._____.

- 16 -

3. A._____ deve rimborsare alla E._____ CHF 3'831.60 a titolo di ripetibili.  

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]