# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cce76af9-0ef8-520d-b8ea-6bb78f8a7157
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.11.2005 38.2004.68
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2004-68_2005-11-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto N.

  38.2004.68

   

  FS/DC/sc

  	
  Lugano

  17 novembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10 settembre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 10 agosto
  2004 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1 

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 13 luglio 2004 la Cassa __________ (oggi CO 1 e di seguito la
Cassa) ha negato a RI 1 il diritto alle indennità di disoccupazione,
argomentando:

 

" 
(…)

Secondo istruzioni del Segretariato di Stato
dell’Economia (seco), un assicurato, che lavora per la propria SA o Sagl oppure
per quella del coniuge, non ha diritto all’indennità giornaliera di
disoccupazione, se non può provare di aver effettivamente esercitato
un’attività soggetta a contribuzione. La mancanza di prove del versamento di un
salario regolare sul conto privato bancario o postale del dipendente,
rispettivamente il fatto che la società non disponga di organi sociali,
indicano che l’assicurato non era vincolato alla società da un contratto di
lavoro, ma utilizzava la relativa infrastruttura per condurre determinate
attività per proprio conto.

 

La signora RI 1 non può comprovare di aver
effettivamente riscosso il salario attestato, in quanto non in grado di
produrre estratti conto bancari o postali o altra documentazione contabile
attestante il versamento del salario.

Il conteggio stipendio o l’estratto conto della
cassa di compensazione AVS non costituiscono in questi casi dei mezzi di prova
sufficienti.

(…).” (cfr. doc. 16)

 

                                         In merito
alle modalità del versamento del salario, con lettera alla Cassa del 21 giugno
2004 (firmata dall’assicurata quale socia gerente con diritto di firma
individuale), la __________ (sua ex datrice di lavoro) ha dichiarato che:

 

" 
(…) con la presente dichiariamo che all’interno
della nostra Sagl gli stipendi ai dipendenti, così come le forniture di merci
venivano pagate contanti, alla consegna per le forniture ed entro il cinque del
mese entrante per gli stipendi del personale.

 

Questa decisione era stata presa di comune
accordo tra le parti per i seguenti motivi:

 

1. inutili stoccaggi di merce

2. possibilità di approfittare di eventuali
azioni o promozioni

3. maggiore controllo delle uscite

4. risparmio sui costi bancari

5. lavoro contabile interno alleggerito omettendo le verifiche a
fine mese dei bolettini di consegna (controllo fatture)

6. meno materiale da verificare e di conseguenza risparmio non
indifferente sui costi della fiduciaria

7. pagamenti mensili tramite posta divisi nell’arco del mese

(…).” (cfr. doc. 13)

 

                                         Invitata
dalla Cassa a fornire le prove del versamento del suo salario (cfr. doc. 14),
l’assicurata, con lettera del 12 luglio 2004, ha risposto quanto segue:

 

" 
(…)

Con riferimento alla vostra lettera del 8 luglio
2004, dichiaro di avervi già fornito tutta la documentazione in mio possesso,
pertanto ritengo valide le buste paga a voi trasmesse, così come sono ritenute
legalmente valide dall’ufficio contabile e da tutti gli altri uffici
amministrativi, inoltre le motivazioni sul fatto che la società non eseguiva
pagamenti con ordini di bonifico bancari è ampiamente giustificata nella mia
dichiarazione a voi fornita del 21 giugno scorso.

 

Tengo inoltre a precisare che come cassa
disoccupazione non siete legalmente autorizzati a richiedere eventuali bilanci
finanziari o libri contabili riguardanti la società, documentazione questa a
disposizione per eventuali verifiche agli enti amministrativi federali.

(…).” (cfr. doc. 15)

 

                               1.2.   A seguito
dell’opposizione interposta dall’assicurata (cfr. doc. 17), il 10 agosto 2004,
la Cassa ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha confermato la
sua decisione del 13 luglio 2004 e, in particolare, ha rilevato che “(…) Con l’atto
d’opposizione l’assicurata non produce alcun elemento a comprova del versamento
dello stipendio su un conto privato bancario o postale oppure altra
documentazione contabile. (…).” (cfr. doc. A).

 

                               1.3.   Contro
questa decisione l’assicurata ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA
nel quale il suo rappresentante così si è espresso:

 

" 
(…)

Con la presente solleviamo ricorso contro le
decisioni della Cassa CO 1 del 10 agosto 2004.

 

Dalle motivazioni risulta che non riceviamo
alcuna indennità, perché mancherebbero le prove del versamento di salario
regolare.

 

Contestiamo questa conclusione, in quanto da
tutti gli atti contabili prodotti, risulta che il salario è sempre stato
regolarmente versato, dapprima su conti bancari e successivamente tramite buste
paga.

 

Abbiamo inoltre sempre pagato i contributi a tale
scopo, per cui dobbiamo contestare che ora non riceviamo alcuna indennità.

 

Chiediamo pertanto che le decisioni su
opposizione dell’assicurazione contro la disoccupazione, siano annullate e che
ci siano riconosciute le indennità di disoccupazione.

(…).” (cfr. doc. I)

 

                               1.4.   Nella sua
risposta del 16 settembre 2004 la Cassa ha chiesto di respingere il ricorso e
ha osservato che:

 

" 
(…)

L’assicurata rivendica l’indennità giornaliera di
disoccupazione dal 14 giugno 2004 (allegati 1 e 2). Entro il termine quadro per
il periodo di contribuzione l’assicurata attesta un’occupazione a carattere
dipendente superiore a 12 mesi presso la società __________ (allegato 3), di
cui è socia e gerente, con il coniuge, con diritto di firma individuale
(allegato 7). La società si occupa della gestione del __________ in __________.
Il rapporto di lavoro termina il 7 giugno 2004, per la vendita della Sagl
(allegato 3). Il 22 giugno 2004 la cassa di compensazione __________ avvisa
dello stralcio dai contributi paritetici con effetto dal 30 giugno 2004
(allegato 6).

 

L’8 luglio 2004 la cassa sottopone il caso per
decisione alla Sezione del lavoro (SdL) in Bellinzona, segnatamente a sapere se
l’assicurata è idonea al collocamento (allegato 10). Con decisione del 23
luglio 2004, la SdL decide che l’assicurata è idonea al collocamento (allegato
13).

 

Il 21 giugno 2004 l’assicurata dichiara alla
cassa che lo stipendio veniva versato brevi manu (allegato 13) e a comprova del
versamento dello stipendio produce alla cassa copia dei conteggi di stipendio
da gennaio 2002 a maggio 2004 (allegato 4). L’8 luglio 2004 la cassa informa
l’assicurata che, nel caso di persone che occupavano una posizione equivalente
a quella di un datore di lavoro, i conteggi non sono sufficienti per comprovare
il versamento del salario e chiede di attestare questo versamento per mezzo di
altra documentazione contabile della società (allegato 14). Il 12 luglio 2004
l’assicurata si riconferma nella sua dichiarazione del 21 giugno 2004 e
rammenta alla cassa che non è legalmente autorizzata a richiedere eventuali
bilanci finanziari o libri contabili (allegato 15). Nel frattempo, la cassa
entra in possesso di estratti bancari attestanti il versamento dello stipendio
all’assicurata e al coniuge, risalenti tuttavia agli anni 1999-2001,
palesemente al di fuori del termine quadro per il periodo di contribuzione
(allegato 5).

 

Con decisione del 13 luglio 2004, la cassa nega
il diritto all’indennità giornaliera di disoccupazione dal 14 giugno 2004,
poiché l’assicurata non è in grado di comprovare il versamento dello stipendio
(allegato 16).

 

L’assicurata interpone opposizione contro la
decisione di cassa il 2 agosto 2004 (allegato 17).

 

Con decisione su opposizione del 10 agosto 2004,
la cassa respinge l’opposizione e riconferma la decisione del 2 agosto 2004 (ndr.
recte: del 13 luglio 2004) (allegato 18).

 

Secondo l’articolo 8 capoverso 1 lettera e della
legge federale sull’assicurazione contro la disoccupazione (LADI), l’assicurato
ha diritto alle indennità di disoccupazione, fra le altre condizioni, se ha
compiuto il periodo di contribuzione. Giusta l’articolo 13 capoverso 1 LADI, ha
adempiuto il periodo di contribuzione colui che, entro il biennio precedente il
primo di disoccupazione annunciata, ha svolto durante almeno 12 mesi
un’occupazione soggetta a contribuzione.

 

Secondo istruzioni del Segretariato di Stato
dell’Economia (seco) - quale autorità di sorveglianza, che deve adoperarsi per
garantire un’applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni
generali - l’attività soggetta a contribuzione deve essere attestata
validamente dal datore di lavoro. In particolare, un assicurato che lavora per
la propria SA o Sagl, non ha diritto all’indennità giornaliera di disoccupazione,
se non può provare di aver effettivamente esercitato un’attività soggetta a
contribuzione. Indizi, quali la riscossione di anticipazioni invece di un
salario, la mancanza di prove del versamento di un salario regolare sul proprio
conto privato bancario o postale, il fatto che la società non disponga di
organi sociali, ecc., indicano che l’assicurato non era vincolato alla società
da un contratto di lavoro, bensì utilizzava la relativa infrastruttura per
condurre determinate attività per proprio conto.

 

L’assicurata non è in grado di comprovare,
nemmeno attraverso documentazione contabile, il versamento dello stipendio.

(…).” (cfr. doc. III)

 

                               1.5.   Il 23
settembre 2003 il rappresentante dell’assicurata ha scritto al TCA una lettera
nella quale ha osservato ancora che:

 

" 
(…)

In relazione alla vostra lettera del 20 settembre
2004, dobbiamo confermare di aver sempre “effettivamente esercitato un’attività
soggetta a contribuzione”, anche se negli ultimi due anni, i versamenti dei
salari venivano effettuati con buste paga.

 

Questo modo di procedere si è reso necessario
perché non abbiamo più potuto permetterci il contabile sig. __________, __________,
che citiamo come teste se ciò fosse necessario.

 

Tale modo di procedere è stato messo in atto
anche per i dipendenti, ed è stato accettato dalla Cassa disoccupazione, che ha
regolarmente elargito le prestazioni di disoccupazione. Chiediamo quindi di
essere trattati allo stesso modo.

 

Per la conferma dei pagamenti dei salari tramite
buste paga, chiediamo l’audizione delle nostre ex dipendenti, signora __________,
da citare presso il nostro indirizzo visto che attualmente la stessa è
rientrata in __________, __________, __________ e __________.

(…).” (cfr. doc. V)

 

                               1.6.   Il 14
gennaio 2005 le parti sono state sentite dal vicecancelliere Francesco Storni.
In quell’occasione è stato steso e firmato un verbale del seguente tenore:

 

" 
(…)

compaiono:                   

 

- RI 1, ricorrente

- __________ per la cassa

 

e si procede agli incombenti di causa:

 

Preliminarmente il vicecancelliere sottopone
all’assicurata il doc. I (trattasi del ricorso 10 settembre 2004).

L’assicurata afferma che la firma posta sul
medesimo scritto non è sua e neppure di suo marito.

All’assicurata viene sottoposto il doc. V
(trattasi della lettera 23 settembre 2004 al TCA).

L’assicurata afferma che la firma posta su questo
documento non è sua e neppure di suo marito.

L’assicurata presume che si tratti della firma
dell’avv. RA 1 di __________. L’assicurata afferma di possedere pure lei copia
di questi scritti che le sono stati trasmessi dall’avv. RA 1 il quale ha anche
tutti i documenti del mio incarto.

 

All’assicurata viene sottoposto il doc. 12
(trattasi della decisione di inidoneità al collocamento). 

L’assicurata afferma che le sembra di aver
sollevato opposizione contro la stessa. 

All’assicurata viene assegnato un termine di 10
giorni per trasmettere al Tribunale tutta la documentazione concernente
la decisione di inidoneità al collocamento emanata dalla Sezione del Lavoro il
23 luglio 2004 (cfr. doc. 12). Nello stesso termine l’assicurata trasmetterà al
TCA anche tutta la documentazione concernente la decisione di inidoneità al
collocamento emanata dalla Sezione del Lavoro il 23 luglio 2004 concernente suo
marito (cfr. doc. 13 inc. 38.04.67).

 

Il vicecancelliere ricorda all’assicurata che i
presupposti del diritto all’indennità di disoccupazione regolati all’art. 8
LADI devono essere adempiuti cumulativamente.

 

 

Rispondendo alle domande postele afferma che:

 

Mi sono iscritta al collocamento l’11 giugno
2004. Presso il Comune mi sono annunciata solo il 14 giugno 2004.

 

Il mio ultimo datore di lavoro è stato il __________
(di seguito: la ditta) presso il quale ho lavorato quasi 5 anni.

Il mio salario ammontava a fr. 4500.-- lordi. I
primi anni (luglio 1999 fino a buona parte del 2000) il salario mi veniva
versato con accredito bancario. La ditta aveva un conto presso il __________ e
il mio salario veniva addebitato sullo stesso in virtù di un ordine di bonifico
permanente (questo avveniva anche per il salario del marito, per il personale,
per l’affitto e per l’allarme). La relazione bancaria con il __________ è stata
interrotta circa a metà 2001, per risparmiare sui costi del fiduciario a fine
anno. Infatti ero io che compilavo il libro cassa che consegnavo al contabile
che tirava i bilanci a fine anno.

Con questo arrivavo a risparmiare fr. 3000.--
all’anno.

Dopo la chiusura delle relazioni bancarie il
salario veniva versato a mano. 

Concretamente in ditta io prelevavo il mio
salario dalla cassa e controfirmavo per ricevuta la busta paga per il relativo
mese, come pure ponevo la mia sigla sul medesimo documento a nome e per conto
della __________.

Questo avveniva perlopiù da sola oppure in
qualche occasione alla presenza di mio marito.

 

All’assicurata viene sottoposto il doc. 4
(trattasi delle buste paga per il mese da gennaio 2002 a maggio 2004). 

L’assicurata afferma che le stesse sono state
firmate tutte da lei per ricevuta così pure con la sua sigla per la ditta, alla
presenza di lei sola e alcune volte di suo marito. 

 

Il vicecancelliere chiede all’assicurata su cosa
dovrebbero riferire i testi indicati nella lettera del 23 settembre 2004 al TCA
(cfr. doc. V).

 

L’assicurata afferma che il contabile potrebbe
dire circa la contabilizzazione dei salari dei dipendenti avvenuti sulla base
delle buste paga che io ho redatto.

Le ex dipendenti potrebbero a loro volta
confermare che anch’esse hanno ricevuto il salario tramite versamento in busta
paga.

Inoltre tengo a precisare che __________ e __________
a termine del rapporto di lavoro con la ditta sono andate in disoccupazione e
hanno avuto diritto all’indennità sulla base delle buste paga consegnate.

(…).” (cfr. doc. VI)

 

                               1.7.   Con lettera
del 24 gennaio 2005 l’assicurata ha trasmesso al TCA copia della documentazione
concernente le decisioni del 23 luglio 2004 con le quali la Sezione del lavoro
ha ritenuto lei e suo marito inidonei al collocamento (cfr. doc. doc
VII/3-VII/12).

 

                                         Inoltre,
l’assicurata ha trasmesso al TCA una lettera, datata 17 gennaio 2005 e a lei
indirizzata, nella quale l’avv. RA 1 così si è espresso:

 

" 
(…) 

in merito alla sua richiesta, le confermo di aver
redatto il suo ricorso sulla base delle sue indicazioni, e di averlo
sottoscritto come da incarico, data la scadenza dei termini.

 

Le confermo pure che il ricorso non era stato
redatto su mia carta intestata, in quanto non avevo avuto il tempo materiale
per esaminare la fattispecie.

(…).” (cfr. doc. X allegato doc. VII/1)

 

                               1.8.   Il 28
gennaio 2005 il TCA ha scritto all’avv. RA 1 una lettera del seguente tenore:

 

" 
Egregio Avvocato,

 

il nostro Tribunale è chiamato a decidere nelle
cause di cui a margine.

 

Ai fini del giudizio, visti i documenti I, V e
VII/1 (qui allegati in copia), voglia, per cortesia e entro il termine di 5
giorni, rispondere alle seguenti domande:

 

1. Conferma che la firma apposta sui Doc. I e V, vicino ai nomi di RI
1 e __________, è la sua?

 

2. Lei è il rappresentante legale della signora RI 1 e del signor __________?

    Se sì, voglia trasmetterci le rispettive
procure debitamente firmate.

(…).” (cfr. doc. VIII)

 

                                         Con
lettera dell’8 febbraio 2005 l’avv. RA 1 ha così risposto al TCA:

 

" 
(…)

in relazione alla sua richiesta 28 gennaio 2005,
le confermo che la firma apposta sui doc. I, V e VII/1 è la mia e che sono il
rappresentante legale dei coniugi __________, come risulta dalla procura che le
accludo.

(…).” (cfr. doc. IX)

 

                               1.9.   I doc. VIII
e IX con i rispettivi allegati sono stati trasmessi all’assicurata per
conoscenza (cfr. doc. X).

 

                                         I doc.
VII, VIII e IX con i rispettivi allegati sono stati notificati alla Cassa che
ha comunicato al TCA di non avere osservazioni da formulare (cfr. doc. XI e
XII).

 

                             1.10.   Con lettera
del 5 aprile 2005 il presidente del TCA ha citato le parti ad un’udienza il
giorno 28 aprile 2004 onde procedere all’esame dei testi richiesti e citati dal
TCA (cfr. doc. XIII e XIV-XVII).

 

                                         Con
lettera dell’8 aprile 2005 il rappresentante dell’assicurata ha confermato la
sua presenza all’udienza prevista per il 28 aprile 2005 e ha chiesto per la sua
assistita il beneficio dell’assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio
indicando che provvederà al più presto ad introdurre il certificato municipale
con i rispettivi documenti (cfr. doc. XVIII).

 

                             1.11.   Con lettera
del 13 aprile 2005, trasmessa in copia al legale dell’assicurata, il teste __________
ha comunicato al TCA quanto segue:

 

" 
(…)

in merito alla citazione quale testimone per il
28 aprile 2005, devo comunicarle quanto segue:

 

●  Il responsabile dell’incarto non
ero io, ma il mio collega __________;

●  Il mio collega ha seguito la
pratica fino al 25 aprile 2003, gli ultimi atti ufficiali si riferiscono
al rendiconto IVA del I semestre 2002;

●  Da quel momento non abbiamo più
contatti con i clienti e non sappiamo chi ha gestito le pratiche amministrative
dopo di noi.

 

Per quanto risulta dalla contabilità 2001 gli
stipendi versati a contanti ai signori __________ sono stati i seguenti:

●  __________ –
Lordo 48'000 netto 44'022.00

●  RI 1 – Lordo
20'000 netto 17427.50

 

Ritenuto conto di quanto sopra, le chiedo
cortesemente di esonerarmi dalla comparsa, visto che oltretutto, ho un impegno
inderogabile per detto giorno.

(…).” (cfr. doc. XIX)

 

                                         Con
lettera del 15 aprile 2005 il rappresentante dell’assicurata ha scritto al TCA
quanto segue:

 

" 
(…)

in relazione alla comunicazione ricevuta dal
teste __________ del 13 aprile 2005, prendo atto che la fiduciaria non ha più
curato gli interessi dei signori __________, nell’ultima fase della loro attività
lavorativa.

 

Per questi motivi, ritengo opportuno rinunciare
al teste __________, rispettivamente anche alla sostituzione con il collega __________.

(…).” (cfr. doc. XX)

 

                                         Con
lettera del 19 aprile 2005 il TCA ha comunicato alle parti che l’udienza prevista
per il 28 aprile 2005 avrà inizio alle ore 14.30 e ha notificato loro i doc.
XIX e XX (cfr. doc. XXI).

 

                             1.12.   Il 28 aprile
2005 il presidente del TCA ha proceduto all’audizione dei testi e alla
discussione di causa con le parti.

                                         In quell’occasione
è stato steso un verbale del seguente tenore:

 

" 
(…)

compaiono:                   

 

- RI 1 e __________, assistiti da avv. RA 1

- __________ per la Cassa

 

 

e si procede, all'esame della teste:

 

-                                     __________,
nata il __________, divorziata, domiciliata a __________, attinente di __________,
di professione __________. 

 

la quale, invitata a rispondere secondo verità ed
ammonita delle conseguenze di una falsa testimonianza, interrogata risponde: lo
giuro.

 

Ho lavorato presso la Società __________ come
cameriera dal 1° settembre 2003 al 31 ottobre 2003. Ero l'unica cameriera oltre
ai signori __________.

Ho ricevuto regolarmente il salario. Sono stata
licenziata verbalmente il 22 ottobre 2003 e poi il 24 ottobre 2003 per
iscritto. Non andavo bene per il lavoro per il quale ero stata assunta.

Ho ricevuto il salario in una busta. Conservo a
casa le buste paga. Le farò pervenire al TCA entro il termine di 5 giorni.

Il salario mi veniva consegnato a mano. Non mi
veniva consegnato in una busta. 

Mi veniva consegnato il foglio paga, con un
conteggio dettagliato dell'importo del salario e delle relative deduzioni
sociali. Poi controllavo se era giusto. In caso di esame positivo firmavo, pure
la sig.ra RI 1 firmava.

Oltre a questo firmavo una ricevuta, attestante
che avevo ricevuto i soldi con la relativa data. Non ho una copia di questa
ricevuta, ho solo il foglio paga. 

 

Sul conteggio figurava indicato il mese.

 

Il Presidente del TCA chiede alla teste se alla
fine del conteggio oltre alle firme figurava pure la data, la teste risponde
che non ricorda.

 

Rispondendo al Presidente del TCA la teste
risponde che i titolari della ditta non le hanno mai parlato delle modalità con
le quali a loro stessi veniva versato il salario.

 

Il TCA acquisisce copia del contratto e della
lettera di disdetta che viene consegnato immediatamente alle parti.

 

La Cassa di disoccupazione non ha nessuna
domanda.

 

Pure le parti non hanno nessuna domanda da
rivolgere alla testimone.

 

Il Presidente del TCA ringrazia la teste per la
sua collaborazione e la congeda alle ore 14:50.

 

(…)

 

e si procede, ora, all'esame della teste:

 

-                                     __________,
nata il __________, domiciliata a __________, __________, di professione __________.

 

la quale, invitata a rispondere secondo verità ed
ammonita delle conseguenze di una falsa testimonianza, interrogata risponde: lo
giuro

 

Ho lavorato presso la __________ come cameriera
dal novembre 2003 a maggio 2004.

Ero l'unica cameriera oltre ai sig.ri __________.

È stato stipulato un contratto di lavoro scritto.
Non l'ho portato con me. 

Il rapporto di lavoro si è concluso nel maggio
del 2004, in quanto mi sono licenziata avendo trovato un nuovo posto di lavoro.

Nel periodo in cui ho lavorato ho ricevuto
regolarmente il salario.

Il salario mi veniva versato a mano. Il salario
mi veniva versato in contanti. Mi veniva pure consegnato un conteggio nel quale
figurava il salario e i contributi sociali. Non l'ho con me. Mi impegno a
trasmetterli al TCA entro il termine di 5 giorni.

 

Credo che in alto al conteggio figurasse il mese
per il quale mi veniva versato il salario. Il foglio veniva firmato da me e dal
sig. __________. Non ricordo se vi era indicata la data precisa.

Non ricordo se accanto al conteggio firmavo anche
una ricevuta. 

 

Rispondendo al Presidente del TCA la teste
risponde che i titolari della ditta non le hanno mai parlato delle modalità con
le quali a loro stessi veniva versato il salario.

 

Al riguardo preciso che i sig.ri __________ non
mi hanno mai detto dove loro ricevevano il salario (ad esempio se su un conto
corrente postale o bancario).

 

Rispondendo ad una domanda del sig. __________
volta a sapere se è capitato che hanno ricevuto assieme il salario la teste
risponde di sì.

Ho visto alcune volte il sig. __________ ricevere
il salario.

 

Rispondendo al Presidente del TCA riconfermo che
il salario mi veniva versato tutti i mesi dal sig. __________. Il salario mi
veniva consegnato nel retro del Ristorante. Quando il sig. __________ mi
chiamava per ricevere i soldi, erano già lì pronti sia i soldi che il
conteggio. Vedevo pure il sig. __________ con i suoi soldi. Non ricordo se
c'era la signora RI 1.

 

Rispondendo alla domanda della sig.ra RI 1 la
teste precisa che almeno nell'ultima occasione il salario le è stato versato
dalla sig.ra RI 1.

 

La Cassa di disoccupazione non ha nessuna domanda.

 

 

Il Presidente del TCA ringrazia la teste per la
sua collaborazione e la congeda alle ore 15:40.

 

(…)

 

Il Presidente del TCA invita l'avv. RA 1 a
trasmettere al più presto i documenti per l'assistenza giudiziaria (cfr. doc.
XVIII, inc. 38.2004.68).

 

L'avv. RA 1 comunica che gli è stato impossibile
a raggiungere la sig.ra __________ per cui si procede direttamente alla
discussione di causa.

 

Il Presidente del TCA mostra alla sig.ra RI 1 il
doc. 4 dell'incarto 38.2004.68. L'assicurata precisa al riguardo che la firma
in esteso è la sua e pure sua è la sigla apposta sopra il nome della Società.

 

Il Presidente del TCA mostra al sig. __________
il doc. 5 dell'incarto 38.2004.67. L'assicurato precisa che la firma in esteso
è la sua e la moglie firma con la propria sigla sopra il nome della Società.

 

Il Presidente del TCA chiede ai sig.ri __________
se è vero che ai dipendenti veniva consegnata ogni mese una ricevuta. Essi
rispondono positivamente. 

Il Presidente del TCA chiede ai sig.ri __________
se questa ricevuta mensile esiste anche per loro. La risposta è positiva. 

 

Il Presidente del TCA assegna ai ricorrenti un
termine di 10 giorni per produrre le fatture mensili che li riguardano
personalmente.

 

Il Presidente del TCA segnala ai ricorrenti che
nei conteggi salariali prodotti figura in alto l'indicazione dei rispettivi
mesi ma non figura minimamente la data dell'incasso del salario, per questo
motivo essi non possono essere ritenuti sufficientemente validi come prova.

 

Riguardo a quanto dichiarato il 14 gennaio 2005
il sig. __________ precisa che le buste paga venivano effettivamente
controfirmate alla presenza solo di sua moglie ma che il versamento dello
stipendio stesso è avvenuto a volte anche in presenza di una dipendente.

 

Il Presidente del TCA chiede al sig. __________
se era al corrente che accanto alle buste paga vi erano pure delle ricevute.
Egli risponde di averlo scoperto oggi.

 

La sig.ra RI 1 rispondendo al Presidente del TCA
precisa che dal 1999 e nei primi anni di attività i salari venivano versati
tramite ordine di bonifico permanente (per noi e per la cameriera, che è sempre
stata una sola persona). Per ragioni di risparmio dovevamo pagare in contanti. 

 

Il sig. __________ chiede ai sig.ri __________
come mai sui conteggi allegati figuravano delle deduzioni per contributi
sociali che se erano valide per gli anni precedenti, non erano più attuali
negli anni 2003-2004. La sig.ra RI 1 risponde che sono stati semplicemente
ripresi i dati degli anni precedenti.

 

Con riferimento al doc. XIX il sig. __________
chiede se, vista la riduzione di salario, la sig.ra RI 1 è stata assente dal
lavoro. L'assicurata risponde di sì. Riguardo al fatto che successivamente il
salario sia stato di nuovo più elevato gli assicurati precisano che la
cameriera dal quel momento ha lavorato soltanto a metà tempo e non più a tempo
pieno.

 

In conclusione il Presidente del TCA assegna ai
ricorrenti un termine di 10 giorni per produrre le ricevute e un estratto del
libro cassa per il periodo determinante (14 giugno 2002 al 13 giugno 2004). 

 

Alle ore 16:25 il Presidente del TCA dichiara
chiusa l'udienza.

(…).” (cfr. doc. XXII)

 

                             1.13.   Il 3 maggio
2005 la teste __________ ha trasmesso al TCA la documentazione richiestale in
sede di udienza (cfr. doc XXIII e allegati XXIII/1-XXIII/8).

 

                                         Dopo la
chiesta proroga del termine e a diverse riprese il legale dell’assicurata ha
trasmesso al TCA la documentazione chiesta in sede di udienza (cfr. doc. XXIV,
XXV e allegati B1-57, XXVI e allegati C1-21 e XXX e allegato D1-6).

 

                             1.14.   Il doc. XXIII
e allegati XXIII/1-XXIII/8 sono stati notificati al legale dell’assicurata per
osservazioni (cfr. doc. XXVII).

 

                                         La nota
concernente la documentazione prodotta dalla teste, le lettere concernenti la
proroga del termine e quelle che hanno accompagnato tutta la documentazione
prodotta dal legale dell’assicurata sono state notificate alla Cassa e alla
stessa è stato assegnato un termine per la visione degli originali presso la
cancelleria del TCA e per presentare osservazioni scritte (cfr. doc. XXVIII).

 

                             1.15.   Con lettera
del 3 giugno 2005 la Cassa ha osservato quanto segue:

 

" 
(…)

Ci riferiamo alla vostra comunicazione del 2
giugno 2005 e vi informiamo che, dopo aver esaminato gli allegati XX/1-8; B
1-57 e C 1-21, la cassa non può che constatare che durante il periodo che corre
dal mese di maggio 2002 al mese di novembre 2003, gli importi che figurano
sulle ricevute dello stipendio trovano un corrispondente nel registro del libro
cassa, alla voce uscite.

 

Alla luce di questa documentazione, la cassa
ritiene di poter considerare tale periodo di attività quale periodo di
contribuzione ai sensi della LADI.

 

Restano senza risposte, per la cassa, le ragioni
per le quali l’assicurato non ha prodotto per tempo, quando richiesto dalla
cassa, questa documentazione, che avrebbe consentito certamente di disporre fin
dall’inizio di tutti gli elementi necessari per stabilire il diritto alle
prestazioni assicurative.

 

Lo stesso vale per l’incarto del coniuge
dell’assicurato, la signora RI 1.

(…).” (cfr. doc. XXIX)

 

                             1.16.   Con lettera
del 6 giugno 2005 il legale dell’assicurata ha trasmesso al TCA ulteriore
documentazione (cfr. doc. XXX e allegati doc. D/1-D/6).

 

                                         Questo
documento unitamente agli allegati è stato notificato alla Cassa che con
lettera del 10 giugno 2005 ha comunicato al TCA di non avere altre osservazioni
da formulare (cfr. doc. XXXI e XXXIV).

 

                             1.17.   I doc. XXVII,
XXIX, XXXI e XXXIV sono stati trasmessi al legale dell’assicurata per
conoscenza (cfr. doc. XXXV).

 

                                         Con
lettera del 15 giugno 2005 il rappresentante dell’assicurata ha comunicato al
TCA quanto segue:

 

" 
(…)

in relazione alle osservazioni presentate dalla CO
1 Cassa __________, ed in particolare in merito alla lettera del 3 giugno 2005,
laddove la cassa si chiede perché l’assicurato non ha prodotto precedentemente
la documentazione, devo precisare che la vertenza si era immediatamente
irrigidita, ciò che in combinazione con la critica situazione personale e
professionale dei coniugi __________, ha conseguentemente condotto ad un blocco
delle comunicazioni tra le parti.

(…).” (cfr. doc. XXXVI)

 

                             1.18.   In data 16
giugno 2005 è pervenuto al TCA il “Certificato per l’ammissione all’assistenza
giudiziaria” concernente i coniugi __________ (cfr. doc. XXXVII).

 

                             1.19.   Previa
citazione scritta (cfr. doc. XXXVIII) le parti sono state sentite ancora il 22
settembre 2005 dal Presidente del TCA. In quell’occasione è stato steso un
“verbale di udienza” del seguente tenore:

 

" 
(…)

compaiono:                   

 

- __________, ricorrente;

- avv. RA 1, rappr. dei ricorrenti;

- __________ della Cassa CO 1;

 

e si procede alla discussione di causa:

 

Il presidente del TCA chiede all'avv. RA 1 come
mai è stata chiesta una proroga per produrre la documentazione. Egli risponde
che in prima battuta pensava che figurasse fra gli atti del fallimento e si è
così attivato per procurarsela in quella sede. 

Lì però non c'era. Era in possesso dei sig.ri __________.

 

Il presidente del TCA chiede al sig. __________
di precisare perché questa documentazione non è stata prodotta subito. Egli
risponde che era sua moglie che si occupava di queste cose e ha avuto anche
problemi di salute, per cui ho dovuto insistere molto per procurare tale
documentazione.

 

Per un certo periodo c'era un fiduciario che
operava la contabilità e verificava le registrazioni, poi era lei a fare tutto.

 

Il presidente del TCA mostra a __________ le
ricevute dei salari e l'assicurato conferma di averle firmate lui stesso.

 

La Cassa ribadisce quanto già scritto, che visto
che gli importi combaciano ritiene sufficientemente provato il periodo di
contribuzione.

 

Il sig. __________, rispondendo al presidente del
TCA, precisa che la maggior parte delle ricevute che lui firmava venivano
allestite dalla moglie. Era ancora sua moglie che si occupava di preparare il
"conto cassa".

 

Il Presidente del TCA stigmatizza il fatto che la
sig.ra RI 1, pur essendo stata convocata con largo anticipo, non si sia
presentata (per motivi familiari: bambino da accudire) senza darne
comunicazione in anticipo al Tribunale. 

 

In simili condizioni questo Tribunale assegna
all'assicurato per il tramite del suo avvocato un termine di 5 giorni
per:

 

indicare quando si
procedeva alla registrazione nel conto cassa, e cioè se prima o dopo il
versamento del salario, in particolare per quali motivi il versamento del
salario veniva registrato a volte alcuni giorni dopo rispetto alla ricevuta.

A tale proposito il sig. __________ e l'avv. RA 1
(che riferisce quanto gli ha detto la sig.ra RI 1) precisano che le ricevute
venivano firmate da tutti i dipendenti lo stesso giorno. In realtà il salario
veniva da loro ricevuto solo quando vi erano soldi a sufficienza dopo avere
pagato ad esempio i fornitori.

 

Il presidente del TCA ricorda che il termine
quadro va dal 14.6.2002 al 13.6.2004.

 

Il presidente del TCA assegna un termine di 5
giorni per produrre le dichiarazioni fiscali 2003A, 2003B con la
relativa notifica e 2004 con la relativa notifica (se già ricevuta).

 

Alle ore 15:00 il presidente del TCA dichiara
chiusa l'udienza.

(…).” (cfr. doc. XXXIX)

 

                             1.20.   Il 27
settembre 2005 il legale dell’assicurato ha prodotto i doc. da E/1 a E/5 e ha
scritto al TCA quanto segue:

 

" 
(…)

in relazione al verbale del 22 settembre 2005, vi
accludo la dichiarazione d’imposta 2003A (senza notifica), nonché la notifica
2003B.

 

A proposito di quest’ultima, devo osservare che
si tratta di una tassazione d’ufficio.

Interpellata a proposito della mancata
dichiarazione, la moglie ha nuovamente giustificato il fatto, con i motivi già
indicati nella mia lettera del 15 giugno 2005 al TCA, ossia la crisi di rigetto
amministrativo, nel periodo pre e post fallimento aprile – ottobre 2004.

(…).” (cfr. doc. XL)

 

                             1.21.   Il doc. XL (=
doc. XXXVIII inc. 38.04.67) con i rispettivi allegati sono stati notificati
alla Cassa (cfr. doc. XLI) che, con lettera del 30 settembre 2005 al TCA, ha
osservato che:

 

" 
(…)

▪   sulla dichiarazione fiscale 2003A
i contribuenti annunciano per l’anno 2002 un reddito annuo per la signora RI 1
di Fr. 6'900.--, a fronte di un salario mensile lordo per il medesimo anno,
riportato sulla busta paga sottoscritte dalla signora, di Fr. 4'500.--. Al
contrario il reddito annuo annunciato per il signor __________ corrisponde al
salario lordo riportato sulle buste paga;

 

▪   in base alla notifica 2003B
(tassazione d’ufficio) ritroviamo la medesima discrepanza tra il salario
mensile lordo riportato sulle buste paga della signora RI 1 e il reddito
considerato ai fini fiscali;

 

▪   se per il signor __________ si trovano riscontri della
riscossione dello stipendio nella documentazione fiscale, certamente lo stesso
non si può dire per la signora RI 1, e ci si chiede in quale misura
riconducibili ad una confusione amministrativa.

(…).” (cfr. doc. XLII)

 

                             1.22.   Il doc. XLII
(= doc. XL inc. 38.04.67) è stato notificato al rappresentante dell’assicurato
(cfr. doc. XLIII) che, con lettera dell’11 ottobre 2005 al TCA ha ribadito che:

 

" 
(…)

in merito alle osservazioni della Cassa CO 1,
devo ribadire che per l’anno 2002, non vi è stata alcuna dichiarazione fiscale
da parte della signora RI 1, per i motivi già esposti nella mia lettera del 27
settembre 2005.

 

La tassazione 2003B, è una tassazione d’ufficio.

(…).” (cfr. doc. XLIV)

 

                                         Il doc.
XLIV (= doc. XLII inc. 38.04.67) è stato trasmesso alla Cassa per conoscenza (cfr.
doc. XLV).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Il 1° luglio
2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il
24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del
24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

                                         Poiché
nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento
legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie
giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C
154/03; DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3;
DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70, consid.
2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36 con
riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 20 gennaio 2003
nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H
114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a una questione
(l’adempimento del periodo di contribuzione) che si è posta successivamente (e
cioè l’11 giugno 2004, data a partire dalla quale l’assicurata rivendica il
diritto alle indennità di disoccupazione; cfr. doc. 1) all’entrata in vigore
delle nuove disposizioni, si applicano le norme valide dal 1° luglio 2003.

 

                               2.2.   L'assicurato
ha diritto all'indennità di disoccupazione, tra l’altro, se ha compiuto o è
liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (cfr. art. 8 cpv.
1 lett. e LADI).

                                         Secondo
l'art. 13 cpv. 1 LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che,
entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), ha svolto durante almeno 12 mesi
un'occupazione soggetta a contribuzione.

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 2 cpv. 1 lett. a LADI é tenuto a pagare i contributi all'assicurazione
contro la disoccupazione (assicurazione) il salariato (art. 10 LPGA) che è
assicurato obbligatoriamente ed è tenuto a pagare contributi per il reddito di
un'attività dipendente giusta la legge federale del 20 dicembre 1946
sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS).

 

                                         L'obbligo
di adempiere al periodo di contribuzione é dunque ossequiato quando l'assicurato,
quale dipendente, prova di aver svolto, nel pertinente termine quadro,
un'occupazione soggetta a contribuzione e di aver percepito durante almeno
dodici mesi un salario determinate ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS (cfr. DTF
122 V 249, consid. 2b, pag. 250-251 e la giurisprudenza ivi citata).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA), per quanto
concerne l’adempimento del periodo di contribuzione, l’art. 13 cpv. 1 LADI
presuppone che l’assicurato abbia effettivamente esercitato un’attività
soggetta a contribuzione. Non è necessario, ai fini dell’applicazione di tale
articolo, che il datore di lavoro, quale organo nella procedura di percezione,
abbia effettivamente trasferito alla cassa di compensazione i contributi del
salariato (cfr. DTF 113 V 352; DLA 1988 N. 88, consid. 3a,
pag. 88-89; vedi inoltre Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, cifra
marginale 67, pag. 27-28 e 161, pag. 64-65 e Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz, (AVIG), Berna 1987, Vol. 1, Ad. art. 13, N.
29, pag. 174).

 

                                         In una sentenza pubblicata in DLA 2001 N. 27, pag. 225 = SVR 2001
ALV Nr. 14, pag. 41 l'Alta Corte ha tuttavia sottolineato che non adempie la condizione
dell'esistenza di un'occupazione soggetta a contribuzione secondo l'art. 13
cpv. 1 LADI l'assicurato che non ha realmente percepito il salario dalla
propria società, ma i cui importi sono stati semplicemente contabilizzati come
crediti nei confronti della società. Il fatto che i contributi alle
assicurazioni sociali siano stati conteggiati correttamente e versati alla
cassa di compensazione non cambia nulla. La giurisprudenza pubblicata nella DLA
1988 N. 1, pag. 19 segg. = DTF 113 V 352, che esige l'esercizio effettivo di
un'attività salariata per soddisfare le condizioni relative al periodo di
contribuzione, implica dunque inoltre che un salario sia stato realmente
versato al lavoratore. Di conseguenza non vi è occupazione soggetta a
contribuzione in assenza di una retribuzione versata all'assicurato.

                                         L'esigenza
di un salario effettivo - per ammettere che le condizioni relative al periodo
di contribuzione sono tutte soddisfatte - permette di prevenire gli abusi che
potrebbero risultare da accordi fittizi tra datore di lavoro e lavoratore in
merito al salario che il primo si impegna contrattualmente a versare al secondo
(soprattutto quando il datore di lavoro e il lavoratore sono in realtà un'unica
persona).

 

                                         L’Alta
Corte si è confermata nella propria giurisprudenza in una sentenza del 19
ottobre 2004 nella causa G. (C 78/04) e in una sentenza del 7 marzo 2005 nella
causa K. (C 273/03), nelle quali ha, tra l’altro, ribadito che:

 

" 
 (…)

Par activité soumise à cotisation, il faut entendre
toute activité de l'assuré, destinée à l'obtention d'un revenu soumis à
cotisations pendant la durée d'un rapport de travail (Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz
[AVIG], tome I, note 8 ad art. 13 LACI, p.170). Ainsi que l'a précisé la Cour
de céans dans un arrêt Z. du 9 mai 2001 (DTA 2001 n° 27 p. 225), l'exercice
effectif d'une activité salariée suffisamment contrôlable, comme exigence qui
doit être satisfaite pour admettre que les conditions relatives à la période de
cotisation sont remplies (ATF 113 V 352; DTA 1999 n° 18  p. 101 consid. 2a et
la référence; Nussbaumer, in : Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Arbeitslosenversicherung,
p. 64, ch. m. 161 et les notes n° 325 et 326), implique également qu'un salaire
soit réellement versé au travailleur (DTA 1988 n° 1 p. 19 sv. consid. 3b/c non
publié aux ATF 113 V 352).

Outre qu'elle découle de l'interprétation de la loi,
l'exigence d'un salaire effectif - pour admettre que les conditions relatives à
la période de cotisation sont réunies (art. 8 al. 1 let. e et 13 LACI) -
présente également l'avantage de prévenir les abus qui pourraient résulter en
cas d'accord fictif entre un employeur et un travailleur au sujet du salaire
que le premier s'engage contractuellement à verser au second (surtout lorsque
l'employeur et le travailleur ne font en réalité qu'une seule et même
personne). A cet égard, les principes jurisprudentiels développés à propos de
l'art. 23 al. 1 LACI peuvent être transposés mutatis mutandis: un salaire
contractuellement prévu ne sera dès lors pris en considération, sous l'angle de
l'art. 13 al. 1 LACI, que s'il a réellement été perçu par le travailleur durant
une période prolongée et qu'il n'a jamais fait l'objet d'une contestation (DTA
1995 n° 15 p. 79 ss; voir aussi DTA 1999 n° 7 p. 28 consid. 1; arrêt A. du 31 août 2001, C 354/00, consid. 2c).

(…).” (cfr. STFA del 19 ottobre 2004 nella causa G., C 78/04)

 

                               2.4.   In una
decisione pubblicata in DLA 1996/1997 N. 17, pag. 79 il TFA ha stabilito che
l'esistenza di un'occupazione effettivamente esercitata soggetta a
contribuzione non è provata né verosimile in misura preponderante come
richiesto dalla giurisprudenza, se il titolare unico di un ufficio fiduciario
gestito a titolo individuale, di cui è amministratore unico, presenta esclusivamente
documenti firmati personalmente o da altre persone non identificate
(certificati di salario, contratto di lavoro, verbali dell'assemblea generale,
lettera di conferma della disdetta, ecc.). Questi documenti, presentati
dall'assicurato, sono semplici allegazioni di parte, il cui contenuto può
essere verificato unicamente mediante le spiegazioni dell'assicurato stesso.

 

                                         L'Alta
Corte si è successivamente confermata nella propria giurisprudenza. In una
decisione pubblicata in DLA 2001 N. 12, pag. 143, ha stabilito che se il
coniuge afferma di aver effettuato per la moglie, che svolge un'attività
indipendente, lavori nell'ambito dell'amministrazione e della fornitura per un
salario complessivo di fr. 1'000.--, compresi vitto e alloggio, egli ne deve
addurre la prova. In virtù dell'obbligo di collaborare che prevale nelle
procedure in materia di assicurazioni sociali, egli deve provare almeno la data
e l'importo dei pagamenti in questione. L'attestato del datore di lavoro
stilato dalla moglie non costituisce una prova sufficiente.

 

                                         La nostra
Massima Istanza, in una decisione pubblicata in DLA 2002 N 16 pag. 116, ha
inoltre rilevato che se l'assicurato e il suo coniuge sono impiegati di una Sagl
in qualità di associati e vi occupano una posizione dirigente, occorre
considerare con tutta la prudenza necessaria le dichiarazioni dell'assicurato
in merito al versamento del salario.

                                         L’Alta
Corte ha in particolare sottolineato che:

 

" 
(…)

(…) das kantonale Gericht im angefochtenen
Entscheid in einlässlicher Weise zutreffend dargelegt hat, dass die von der
Beschwerdeführerin eingereichten Unterlagen (namentlich die Lohnabrechnungen
für die Monate Mai bis Oktober 1997 mit den zugehörigen Quittungen über
erfolgten Barbezug) den Nachweis entsprechender Lohnzahlungen nicht zu erbringen
vermögen, zumal die Beschwerdeführerin und ihr Ehemann (dieser war laut
Handelsregisterauszug im fraglichen Zeitraum ebenfalls Gesellschafter und
Geschäftsführer) in der Firma X.________ GmbH eine massgebliche Stellung
innehatten, weshalb deren Angaben mit besonderer Vorsicht zu würdigen sind,

(…).“ (cfr. DLA 2002 N. 16 pag. 117)

 

                                         In una decisione
pubblicata in DLA 2004 N. 10 pag. 115 l'Alta Corte ha ribadito che l'articolo
13 LADI implica che l'assicurato abbia svolto un'occupazione
soggetta a contribuzione e che il datore di lavoro gli abbia effettivamente
versato un salario. La dichiarazione d'imposta e il modulo per il salario
firmato dall'assicurato destinato all'AVS non costituiscono una prova
sufficiente del versamento del salario. In mancanza di giustificativi del
versamento del salario (estratti del conto corrente postale o bancario o
ricevute del pagamento del salario), il versamento del salario non può essere
provato con un grado di verosimiglianza sufficiente.

                                         In quell'occasione,
chiamato a statuire nel caso di un assicurato che, prima di essere licenziato,
aveva lavorato quale dipendente della moglie, titolare di una ditta
individuale, il TFA ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" 
(…)

2.

2.1 Wie das kantonale Gericht zutreffend
festgehalten hat, sind die AHV-Lohnblätter, die vom Beschwerdegegner selbst
unterzeichnet wurden, nicht geeignet, einen auf die Rahmenfrist für die
Beitragszeit (28. Mai 1997 bis 27. Mai 1999) entfallenden, tatsächlichen
Lohnbezug nachzuweisen. Einen Beweis für die erfolgte Lohnzahlung erblickt die
Vorinstanz hingegen in der Steuererklärung 1999/2000, in welcher der
Beschwerdegegner für das Jahr 1997 ein Einkommen aus unselbstständiger
Erwerbstätigkeit von Fr. 37'037.- und 1998 ein solches von Fr. 48'407.-
deklariert hatte.

 

2.2 Der Beschwerdegegner hat die Steuererklärung
1999/2000, in welcher die erwähnten Einkommen aus den Jahren 1997/1998
deklariert sind, erst am 30. November 2001 unterschrieben und von der Treuhand
Y.________ dem Steueramt Z.________ einreichen lassen. Gemäss
Veranlagungsprotokoll wurden die deklarierten Einkommen von der Steuerbehörde
übernommen, und am 17. Januar 2002 erging die definitive Veranlagungsverfügung
der kantonalen Steuerverwaltung. In die Steuererklärung wurden die vom
Beschwerdegegner auf den AHV-Lohnblättern zuhanden der Ausgleichskasse
bestätigten Lohnsummen übernommen. Da diesen Lohnblättern nach den richtigen
Ausführungen der Vorinstanz hinsichtlich eines tatsächlich erfolgten
Lohnbezuges in der vorliegend interessierenden Periode kein Beweiswert zukommt,
ist nicht ersichtlich, inwiefern die Steuererklärung, in welche die nämlichen
Lohnsummen übertragen wurden, beweistauglich sein soll. Da sowohl die
Buchhaltung der Treuhand Y.________ als auch die Steuererklärung auf den nicht
beweiskräftigen, vom Beschwerdegegner selbst unterzeichneten AHV-Lohnblättern
beruhen, und Belege für eine Lohnüberweisung, wie z.B. Post- oder
Bankkontoauszüge oder Quittungen für Lohnzahlungen in bar, fehlen, ist eine
tatsächlich erfolgte Lohnentrichtung im Sinne der Rechtsprechung (Erw. 1
hievor) nicht mit der erforderlichen Wahrscheinlichkeit erstellt. Eine Urkunde,
welcher die Beweiskraft abgeht, wird nicht dadurch zum tauglichen Beweismittel,
dass in anderen Aktenstücken wiederum von deren Inhalt ausgegangen wird.

 

Wie die Arbeitslosenkasse sodann richtig bemerkt,
wurde die Steuererklärung 1999/2000 erst am 30. November 2001 und somit zu
einem Zeitpunkt eingereicht, als dem Beschwerdeführer aufgrund des
Einspracheentscheides der Kasse vom 12. Dezember 2000 die Anforderungen an den
Nachweis der behaupteten Lohnzahlungen bekannt waren. Dass darin die Lohnsummen
gemäss AHV-Lohnblättern und Buchhaltung übernommen wurden, ist folgerichtig und
kann unter den gegebenen Umständen nicht als Hinweis auf eine tatsächlich
erfolgte Lohnzahlung aufgefasst werden. Ferner ist auch der vom
Beschwerdegegner selbst unterzeichnete Lohnausweis für die Jahre 1997 und 1998,
der das Datum vom 31. Dezember 1998 trägt, indessen erst mit der
Steuererklärung 1999/2000 am 30. November 2001 eingereicht wurde, nicht
geeignet, die geltend gemachten Lohnzahlungen zu belegen. Soweit das kantonale
Gericht des Weiteren aus dem Umstand, dass der Beschwerdegegner auch für die
Jahre 1995 und 1996 ein Einkommen aus unselbstständiger Erwerbstätigkeit
versteuert habe, auf die Richtigkeit des behaupteten Sachverhalts in den Jahren
1997 und 1998 schliessen will, kann ihm nicht gefolgt werden. Das steuerbare
Einkommen des Beschwerdegegners und seiner Ehefrau in den Bemessungsjahren
1995/1996 wurde von der Steuerbehörde am 3. Februar 2000 zunächst ermessensweise
auf Fr. 82'800.- festgelegt. Auf Einsprache gegen diese Ermessenstaxation hin
setzte die Staatssteuerkommission für Gewerbebetriebe und freie Berufe, Kreis
II, des Kantons Luzern, das steuerbare Einkommen in der Steuerperiode 1997/1998
rechtskräftig auf Fr. 25'400.- fest (Einspracheentscheid vom 12. April 2001). Abgesehen
davon, dass dieses Einkommen aus den Jahren 1995 und 1996 wesentlich tiefer ist
als das steuerbare Einkommen in den hier interessierenden Jahren 1997/1998 (Fr.
34'300.-), ist den Steuerakten nicht zu entnehmen, welcher Anteil dieser
Einkommen auf den Beschwerdegegner selbst und welcher auf seine Ehefrau als
Geschäftsinhaberin entfallen ist. Immerhin ist festzustellen, dass in der
später korrigierten Ermessenseinschätzung der weit überwiegende Teil der
Einkünfte nicht dem Beschwerdegegner, sondern seiner Ehefrau zugeschrieben
wurde. Aufgrund der Steuerakten kann somit entgegen den Erwägungen im
angefochtenen Entscheid nicht von einem gleichen fortgesetzten Sachverhalt
während eines Zeitraumes von vier Jahren gesprochen werden. Schliesslich kann
der Beschwerdegegner auch aus dem Umstand, dass er nach der Kündigung des
Anstellungsverhältnisses teilzeitlich weiter für das Planungsbüro seiner
Ehegattin tätig war und der Arbeitslosenkasse entsprechende Bescheinigungen
über Zwischenverdienst einreichte, nichts zu seinen Gunsten ableiten. Denn in
den Formularen wird nicht die effektive Lohnzahlung bescheinigt (…)."

(cfr. DLA 2004 N. 10, consid. 1 e 2, pag. 117-118)

 

                                         Chiamata
a decidere se a un assicurato (al quale, vista la sua posizione analoga a
quella di un datore di lavoro - in quanto socio gerente della Sagl sua datrice
di lavoro - è stato riconosciuto l’eventuale diritto alle indennità dal 2
febbraio 2003, data della domanda di fallimento della Sagl) era stato
effettivamente versato un salario, nella già citata sentenza del 19 ottobre
2004 nella causa G. (C 78/04), l’Alta Corte ha rilevato che:

 

" 
(…)

Cela étant, c'est à juste titre que les premiers
juges ont estimé que les éléments recueillis en cours de procédure ne
permettaient pas d'établir le versement effectif des salaires déclarés. Les
divers documents produits par le recourant en cours de procédure (décomptes de
salaire, quittances de salaire, contrat de travail, lettre de résiliation,
attestation de l'employeur, compte d'exploitation) ont tous été établis et
signés par le recourant lui-même. Ce ne sont toutefois que de simples allégués
de partie dans la mesure où ils ne peuvent être vérifiés que par les
explications du recourant. A eux seuls, ces documents ne sont pas suffisants
pour prouver, ni même pour établir avec un degré de vraisemblance prépondérante
exigé par la jurisprudence susmentionnée que le recourant a réellement perçu un
salaire (voir DTA 1996/1997 n° 17 p. 79 ss). En effet, afin d'éviter les abus
mentionnés au considérant 2.2, la jurisprudence exige un élément probatoire
supplémentaire et qui ne puisse être influencé par le demandeur. Or en l'espèce,
le recourant n'a pas été en mesure de produire cet élément, qu'il s'agisse d'un
extrait bancaire ou postal (personnel ou commercial), ou d'un document signé
par une tierce personne (une fiduciaire, comme l'a par exemple suggéré le DEP).
Quant aux déclarations du recourant relatives à l'inexistence d'un compte
personnel, elles sont pour le moins sujettes à caution. Le compte bancaire
indiqué dans la demande d'indemnités de chômage et dont le recourant a fourni
une copie de la carte, porte la mention suivante: « compte salaire-privé ______
». On peut en déduire que le recourant disposait au moment des faits d'un
compte bancaire, privé de surcroît. Dans ce contexte, ses explications sont peu
convaincantes. Elles ne sont en tout cas pas susceptibles d'apporter la preuve
du versement effectif des salaires.

(…).”(cfr. STFA del 19 ottobre 2004 nella causa G., C 78/04)

 

                                         Nell’altra
sentenza già citata del 7 marzo 2005 nella causa K. (C 273/03) il TFA si è così
espresso:

 

" 
(…)

Comme preuve de l'exercice d'une activité salariée,
le recourant a produit une attestation de l'employeur remplie le 22 décembre
1998 par la société C.________ SA, ainsi que des fiches de salaire allant des
mois de juillet à décembre 1998 et une lettre de résiliation du 30 novembre
1998 rédigées sur papier à en-tête de ladite société. Or, il ressort du rapport
d'enquêtes de l'Office de la main d'oeuvre étrangère, qu'à partir du 18 mai
1998, K.________ était en fait l'administrateur unique de C.________ SA avec
signature individuelle et que cette société a changé de raison sociale le 1er
septembre 1998 pour devenir M.________ SA - société à son tour dissoute à la
suite d'un prononcé de faillite le 26 janvier 1999 (voir aussi l'extrait du
registre du commerce). L'attestation du 22 décembre 1998 a donc été établie par
un employeur qui n'avait plus d'existence juridique à l'époque déterminante, la
signature apposée sur ledit document étant de surcroît le fait d'une personne
non autorisée. Cela ôte toute crédibilité aux indications qui y figurent. La
même conclusion s'impose en ce qui concerne les fiches de paie et la lettre de
résiliation. Par conséquent, ces pièces ne constituent pas des preuves idoines
pour établir l'exercice effectif par le recourant d'une activité salariée
soumise à cotisation durant la période à considérer. L'inscription, au compte
individuel auprès de la Caisse cantonale genevoise de compensation, d'un revenu
de 18'195 fr. versé par M.________ SA pour l'année 1998 ne lui est d'aucun
secours. Ce revenu ne correspond en tout cas pas au versement d'un salaire de
7'480 fr. par mois durant une année entière. Les conditions du droit aux
indemnités de chômage n'étaient dès lors pas réunies.

 

4.

Il reste à examiner le droit du recourant à
l'ouverture d'un nouveau délai-cadre dès le 2 janvier 2001.

 

4.1 Toujours selon le rapport d'enquêtes de l'Office
de la main d'oeuvre étrangère, durant la période s'étendant du 1er janvier 1999
au 2 janvier 2002, K.________ a exercé l'activité d'administrateur (dans la
plupart des cas avec signature individuelle) ou d'associé-gérant dans diverses
sociétés - on notera en passant que le prénommé est actif dans ce domaine
depuis au moins 1993. Pour ces activités, il aurait perçu des honoraires. Or,
les honoraires des administrateurs font partie du salaire déterminant du point
de vue de l'AVS, en d'autres termes, du revenu d'une activité dépendante (art.
7 h RAVS). En principe, les montants que le recourant prétend avoir touché à ce
titre pourraient donc être pris en considération pour la période de cotisation
ici en cause. Il n'est toutefois pas possible de se faire une idée précise de
la situation: les indications fournies par K.________ sur les montants perçus
dans l'exercice de ses fonctions, de même que sur les périodes d'activité
auxquels ces montants sont censés se rapporter sont par trop vagues et
imprécises pour être retenues. Selon toute probabilité, celui-ci ne serait pas
en mesure de prouver l'existence et l'importance de ces honoraires si ce n'est
au moyen de documents établis et signés par lui-même (dans son recourant de
droit administratif, le recourant se définit d'ailleurs comme «homme de paille»
de sociétés «coquilles vides»). Or, il n'est pas possible de tenir compte de
simples allégués qui ne peuvent être vérifiés que par les explications du
recourant. En effet, afin d'éviter les abus, la jurisprudence (voir consid. 3.2
supra) exige un élément probatoire supplémentaire et qui ne puisse être
influencé par le demandeur. Aussi bien, ne peut-on admettre que le recourant
satisfait aux conditions relatives à la période de cotisation au sens de l'art.
13 al. 1 LACI. (…).”

(cfr. STFA del 7 marzo 2005 nella causa K.; C
273/03)

 

                                         In un
altro caso nel quale, per il calcolo dell’indennità giornaliera
l’amministrazione si è fondata sulla dichiarazione d’imposta dell’assicurata e
non sul salario mensile attestato dal datore di lavoro, l’Alta Corte ha, in
particolare, sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" 
(…)

3.2 Selon la recourante, la différence entre le
salaire convenu et celui figurant dans sa déclaration fiscale correspond à sa
contribution à l'entretien de la famille, directement prélevée dans la caisse
de l'exploitation. S'il est vrai que la part du salaire que l'assuré apporte à
l'entretien de sa famille (art 163 CC) ne saurait être déduite du revenu
déterminant le gain assuré de l'art. 23 LACI, encore faut-il que cette part de
salaire ait été effectivement perçue par l'assuré ou soit suffisamment établie.

En l'espèce, compte tenu de l'exploitation commune
de l'établissement par la recourante et son époux, l'absence de versement de
tout salaire sur un compte bancaire ou postal, ainsi que la rémunération
déclarée au fisc et retenue par celui-ci au titre du revenu de la recourante,
la part de salaire invoquée par celle-ci au titre de sa contribution à
l'entretien de la famille n'est pas suffisamment établie. La possibilité d'abus
résultant d'un accord fictif ne pouvant pratiquement pas être écartée, il y a
lieu d'en rester à la solution retenue par l'administration et les premiers
juges, malgré le versement de contributions aux assurances sociales sur un
montant plus élevé.

(…).” (cfr. STFA del 2 febbraio 2005 nella causa
C., C 182/04)

 

                                         Chiamata a pronunciarsi
circa la prova del versamento del salario nel caso di un assicurato occupato
quale direttore generale e amministratore unico della SA sua ex datrice di
lavoro l’Alta Corte ha, tra l’altro, sviluppato le seguenti considerazioni:

 

"  (…)

3.

3.1Le recourant a expliqué en cours de procédure
qu'il a régulièrement perçu son salaire pour sa fonction de directeur de
X.________ SA jusqu'en 2000, période à partir de laquelle la société n'a plus
eu les ressources suffisantes pour assurer le paiement régulier des salaires du
personnel. Pour cette raison, le recourant a choisi de renoncer en partie à sa
propre rémunération. Lorsque les liquidités de la société s'avéraient
suffisantes, il prélevait son salaire par tranches, principalement par le biais
du compte postal de la société. Cette situation a perduré jusqu'au jour de la
faillite de la société. De septembre 2001 à septembre 2003, il a ainsi déclaré
à la caisse de compensation AVS et à la caisse de pension avoir perçu
l'équivalent de dix salaires mensuels. Il a également produit dans le cadre de
la faillite une créance correspondant à six mois de salaire, lesquels ont
également été déclarés.

 

3.2 Or, comme l'ont à juste titre exposé les
premiers juges, les nombreuses pièces versées au dossier par le recourant ne
permettent pas de prouver, ni même d'établir avec le degré de vraisemblance
prépondérante exigée par la jurisprudence (ATF 126 V 360 consid. 5b, 125 V 195 consid.
2 et les références), que le recourant a réellement et régulièrement perçu un
salaire durant le délai-cadre courant du 29 septembre 2001 au 28 septembre
2003. Hormis un unique extrait bancaire (relevé de la Banque Z.________ du 30
août 2002), le recourant n'a produit aucun autre document bancaire ou postal
personnel attestant que la société lui a régulièrement versé un salaire. Les
extraits du compte postal de la société qui font état d'opérations au guichet
postal ou de retraits d'espèces ne précisent pas le nom du destinataire et
l'affectation de ces montants. Certes, le livre de poste tenu pour la
comptabilité fait état d'un certain nombre de versements destinés au recourant,
sans que l'on sache toutefois si les sommes mentionnées ont été effectivement
versées. Il n'est à cet égard pas possible de mettre en parallèle les extraits
du compte postal et du livre de poste produits par le recourant, ces documents
se rapportant à des périodes différentes. Les montants qui ont été déclarés au
fisc (déclaration d'impôt 2001-2002bis) ainsi que les décomptes de salaire ou
de cotisations aux assurances sociales ne sont pas des preuves suffisantes du
versement d'un salaire (consid. 2.2). Il en va de même de la créance
correspondant à six mois de salaire produite dans la faillite de la société.

(…).” (cfr. STFA del 15 aprile 2005 nella causa
U., C 199/04)

 

                                         In un’altra decisione del
15 aprile 2005 nella causa O. (C 140/04) l’Alta Corte ha invece confermato il
giudizio cantonale che, viste le informazioni rese dal contabile e la
documentazione prodotta (bilancio, conto perdita e profitti, conti salario e
conti correnti), ha stabilito che l’assicurato ha adempiuto il periodo di
contribuzione avendo provato il versamento del suo salario per un periodo di
almeno sei mesi.

                                         Il TFA ha infatti
osservato che:

 

"  (…)

2.1 Das kantonale Gericht hat gestützt auf die
Angaben des Buchhalters B.________ vom 4. August 2002 und die von ihm
aufgelegten Buchhaltungsakten sowie auf Grund der Steuerunterlagen und der von
der Ausgleichskasse bestätigten Lohnangaben des Beschwerdeführers in
einlässlicher Weise zutreffend dargelegt, dass der tatsächliche Lohnbezug des
Versicherten für mindestens sechs Monate rechtsgenüglich erstellt ist. Das
Eidgenössische Versicherungsgericht hat den vorinstanzlichen Erwägungen, auf
die verwiesen wird, nichts beizufügen.

(…).“ (cfr. STFA del 15 aprile 2005 nella causa O.,C 140/04)

 

                                         Dal canto
suo questo Tribunale ha confermato le decisioni con le quali a un assicurato,
socio gerente della ditta sua datrice di lavoro, è stato negato il diritto alle
indennità di disoccupazione perché non dato il presupposto dell'adempimento del
periodo di contribuzione vista la mancata prova del versamento effettivo di un
salario (cfr. STCA del 19 gennaio 2005 nella causa C., 38.2004.40; STCA del 7
maggio 2004 nella causa G. 38.2003.102 e STCA del 15 dicembre 2003 nella causa
G., 38.2003.36).

 

                                         Per un’esposizione e una critica della prassi dell’amministrazione e
dei tribunali vedi il contributo di Barbara Kupfer Bucher dal titolo: “Der
Nachweis del Lohnflusses als Voraussetzung für del Anspruch auf
Arbeitslosenentschädigung: eine zusammen-fassende Darstellung del Grundlagen
und der Praxis mit einer kritischen Würdigung.” pubblicato in SZS 2005, pag.
125-140.

 

                               2.5.   In
una sentenza del 9 giugno 2005 nella causa C. (C 107/04), il TFA ha confermato
il precedente giudizio con il quale questo Tribunale ha negato a un assicurato, socio gerente della ditta sua datrice di lavoro, il diritto alle
indennità di disoccupazione perché non dato il presupposto dell'adempimento del
periodo di contribuzione vista la mancata prova del versamento effettivo di un
salario.

                                         In quell’occasione l’Alta
Corte ha avuto occasione di riassumere la sua giurisprudenza ed ha rilevato:

 

"  (...)

2.2  Nella sentenza pubblicata in DTF 113 V 352,
il Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito che l'art. 13 cpv. 1
LADI presuppone l'effettivo esercizio, da parte dell'assicurato, di un'attività
soggetta a contributo, ma non l'effettivo trasferimento, da parte del datore di
lavoro, quale organo nella procedura di percezione, dei contributi del
salariato alla cassa di compensazione.

 

Questa giurisprudenza è in seguito stata
precisata nel senso che per l'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 LADI non basta
l'esercizio effettivo di un'occupazione soggetta a contribuzione, il datore di
lavoro dovendo, oltre a ciò, per questa attività effettivamente avere versato
un salario alla persona assicurata (DTF 128 V 190 consid. 3a/aa in fine con
riferimenti; DLA 2002 no. 16 pag. 116, 2001 no. 27 pag. 228, consid. 4c). Allo
stesso modo, è stato rilevato, non adempie la condizione dell'esistenza di
un'occupazione soggetta a contribuzione secondo l'articolo 13 cpv. 1 LADI
l'assicurato che non ha realmente percepito il salario dalla propria società,
ma i cui importi sono stati semplicemente contabilizzati come crediti nei
confronti della stessa (DLA 2001 no. 27 pag. 225). II fatto di esigere il
versamento di un salario effettivo - per ammettere che le condizioni relative
al periodo di contribuzione siano tutte soddisfatte - si spiega con la volontà
di prevenire gli abusi che potrebbero risultare da accordi fittizi tra datore
di lavoro e lavoratore in merito al salario che il primo si impegna
contrattualmente a versare al secondo (soprattutto quando il datore di lavoro e
il lavoratore sono in realtà un'unica persona [DLA 2001 no. 27 pag. 225]).

 

Secondo questa Corte,
l'esistenza di un'occupazione effettivamente esercitata soggetta a contribuzione
non è provata né resa verosimile in misura preponderante, come richiesto dalla
giurisprudenza (DTF 124 V 402 consid. 2b), se il titolare unico di un ufficio
fiduciario gestito a titolo individuale, di cui è amministratore unico,
presenta esclusivamente documenti firmati personalmente o da altre persone non
identificate (certificati di salario, contratto di lavoro, verbali dell'assemblea
generale, lettera di conferma della disdetta, ecc.). Questi documenti,
presentati dall'interessato, sono semplici allegazioni di parte, il cui
contenuto può essere verificato unicamente mediante le spiegazioni
dell'assicurato stesso (DLA 1997 no. 17 pag. 79).

 

Per il resto, le dichiarazioni d'imposta come
pure i certificati di salario firmati dall'assicurato (oppure dal coniuge: DLA
2001 no. 12 pag. 145) e destinati all'AVS o all'autorità fiscale non
costituiscono una prova sufficiente del versamento del salario. In mancanza di
giustificativi (estratti del conto corrente postale o bancario o ricevute
dell'avvenuto pagamento), il versamento del salario non può essere provato con
un grado di verosimiglianza sufficiente (DLA 2004 no. 10 pag. 115). Sempre a
proposito di questa prova, in DLA 2002 no. 16 pag. 117 questa Corte ha avuto
modo di relativizzare il valore probatorio attribuibile alla documentazione
prodotta da una ricorrente (segnatamente: un conteggio salari con le relative
ricevute attestanti l'avvenuto versamento in contanti) per il fatto che
l'interessata e suo marito (entrambi soci e gerenti di una SagI) occupavano una
posizione dirigenziale. In quell'occasione, il Tribunale federale delle
assicurazioni ha sottolineato che in simili circostanze le dichiarazioni
dell'assicurato in merito al versamento e all'ammontare del salario devono
essere valutate con particolare prudenza (sentenza citata, ibidem). Tale
concetto è stato infine recentemente confermato dalla già citata (v. consid. 1)
sentenza del 20 settembre 2004
in re L., nel cui ambito si è chiaramente detto che il solo fatto di disporre,
in questi casi, di un attestato del datore di lavoro e dei conteggi di salario,
ancorché accompagnati dalla conferma scritta dell'assicurato dell'effettiva
ricezione dell'importo, non permette ancora, alla luce della prassi sviluppata
in materia, di concludere che gli importi convenuti siano stati effettivamente
versati alla persona interessata, il giudice dovendo tenere conto per la
valutazione di questi mezzi di prova della circostanza che la stessa persona
agiva, nel periodo determinante, in qualità di socia con diritto di firma
individuale (sentenza citata, consid. 4.2).

 

2.3  In questo ordine di idee si inserisce anche
la Circolare del seco del gennaio 2003 concernente l'indennità di
disoccupazione (ID), la quale, pur non vincolando ovviamente questo Tribunale
(DTF 130 V 172 consid. 4.3.1, 232 consid. 2.1, 129 V 204 consid. 3.2, 127 V 61 consid.
3a, 126 V 68 consid. 4b, 427 consid. 5a e sentenze ivi citate), si orienta
nella stessa direzione e precisa che indizi quali la mancanza di prove del
versamento di un salario regolare sul proprio conto privato o postale, il fatto
che la società non disponga di organi sociali, ecc. indicano che l'assicurato che, prima di cadere in
disoccupazione, occupava una posizione paragonabile a quella di un datore di
lavoro, non era in realtà vincolato alla SA (le stesse considerazioni essendo
ovviamente valide, mutatis mutandis, anche nel caso di una Sagl) da un
contratto di lavoro, ma utilizzava la relativa infrastruttura per condurre
determinate attività per proprio conto (cifre marg. B79 e C2a).

(…).” (cfr. STFA del 9 giugno 2005 nella causa
C., C 107/04)

 

                                         Nel caso
concreto il TFA ha confermato il giudizio cantonale sulla base delle seguenti
argomentazioni:

 

" 
(…)

3.1  Stante quanto precede, a ragione il primo
giudice ha ritenuto che i documenti prodotti da C._____ - che nella sua posizione di gerente con diritto di firma
individuale poteva determinare da solo sia la sua assunzione sia il suo
licenziamento e che effettivamente ha personalmente firmato tutti gli attestati
della X._____ Sagl all'inserto,
compresi la lettera di licenziamento come pure, "Per accettazione", i
conteggi salariali settembre 2002/agosto 2003 - non erano atti, da soli, a
dimostrare, con il necessario grado di verosimiglianza (un giudizio di mera
possibilità non essendo per contro sufficiente [DTF 115 V 142 consid. 8b; cfr.
pure DTF 126 V 360 consid. 5b con riferimenti]), l'effettivo pagamento degli
importi indicati.

 

Per il resto,
all'inserto non sono ravvisabili elementi che potrebbero giustificare -
nell'ambito dell'obbligo, per l'amministrazione o, in caso di ricorso, per
l'autorità giudiziaria, di accertare d'ufficio i fatti rilevanti e nei limiti
dettati dal dovere delle parti di collaborare (DTF 125 V 195 consid. 2 con
riferimenti) -, un eventuale complemento istruttorio, ritenuto che non vi è
(sufficiente) traccia - né il ricorrente vi ha mai fatto allusione - di
testimoni o di documentazione (bancaria o postale) appartenente alla X._____ Sagl in grado di suffragare (ad es.
mediante la presenza di periodici movimenti di cassa o di conti di entità pari
a quella degli importi salariali fatti valere) le allegazioni di parte (a tal
proposito cfr. la sentenza del
28 luglio 2004 in re L., C 250/03, consid. 2.5). Tanto meno è suscettibile di
modificare l'esito della presente valutazione l'accenno ricorsuale ai rapporti
contrattuali intercorsi tra X._____ Sagl e Y._____ Sagl,
l'insorgente non potendo, da questa sola circostanza, dedurre nulla in favore
della sua posizione che possa dirsi di rilievo ai fini del giudizio in esame.
Medesimo discorso deve infine valere anche per la nuova documentazione prodotta
relativa al verbale di audizione 25 novembre 2004 sottoscritto - peraltro solo parzialmente - dinanzi
all'autorità fiscale, trattandosi anche in questo caso di una mera
dichiarazione dell'interessato che, in quanto tale, non configura una prova
sufficiente dell'avvenuto versamento del salario (v. consid. 2.2).

 

3.2  In tali condizioni, dev'essere giustamente
negato il diritto all'indennità di disoccupazione del ricorrente, il quale, in
questo modo, sopporta le conseguenze dell'insufficienza di prove per quanto
concerne l'effettivo pagamento dei salari e, più in generale, l'adempimento del
periodo di contribuzione (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).

(…)." (cfr. STFA del
giugno 2005 nella causa C., C 107/04)

 

                                         In una
sentenza del 20 settembre 2004 nella causa L., C 34/04, il TFA ha in
particolare rilevato:

 

" 
(...)

3.

3.1 Gemäss der Ansicht der Vorinstanz ist mit der
von B.________  unterzeichneten Arbeitgeberbescheinigung vom 15. Januar 2003
und den Lohnabrechnungen für die Monate August 2002 bis Januar 2003, worin der 
Beschwerdegegner unterschriftlich bestätigt hat, den jeweils angegebenen
Geldbetrag bar erhalten zu haben, rechtsgenüglich dargetan, dass der vertraglich
vereinbarte Lohn von Fr. 8250.- zuzüglich 13. Monatslohn effektiv bezahlt
worden ist.

 

3.2  Die Arbeitslosenkasse bringt dagegen vor, es
sei auffallend, dass das Arbeitsverhältnis des Beschwerdegegners als
einzelzeichnungsberechtigter Geschäftsführer mit der M.________ GmbH für genau
sechs Monate und mit einem auf die Höhe des maximal versicherten Verdienstes
festgelegten Lohn begründet  worden sei. Den vom Versicherten ins Recht
gelegten Schriftstücken  (Lohnbescheinigungen, nicht unterzeichnete Steuererklärung
für das Jahr 2002, rudimentäre Buchhaltungsunterlagen der Gesellschaft,
Jahresrechnung der Ausgleichskasse für das Jahr 2002) komme kein Beweiswert zu.
Post- oder Bankkontoauszüge, welche geeignet wären, einen regelmässigen
Lohnfluss nachzuweisen, würden gänzlich fehlen, Lohnzahlungen in der
entsprechenden Höhe seien nirgends beweistauglich verbucht und würden in keiner
Relation zur  finanziellen Realität der M.________ GmbH stehen. Unter diesen
Umständen könne von einem nachgewiesenen Lohnfluss nicht gesprochen werden.

 

3.3  Der Beschwerdegegner wendet ein, bereits
nach drei Monaten - mit einer Umsatzeinbusse von minus 35 % - habe sich
abgezeichnet, dass sich die Prognose auf Grund der schlechten Wirtschaftslage
nicht erfüllen würde. Dank der sozialen Einstellung der Arbeitgeberin sei er
noch für weitere drei Monate beschäftigt worden. Die Gesellschafterin
B.________ habe zu diesem Zweck ein privates Darlehen von Fr. 6200.-
eingeschossen. Sein für einen allein verantwortlichen Geschäftsführer marktübliches
Jahresgehalt von Fr.  107'250.- liege ferner über dem maximal versicherten
Verdienst von Fr. 106'800.-.  Die Barauszahlung des Lohnes sei auf seinen
ausdrücklichen Wunsch hin erfolgt, weil er über kein Bank- oder Postscheckkonto
verfüge und seine Rechnungen bar bezahle. Seine Unterschrift auf den
Lohnabrechnungen würden den Erhalt des jeweiligen Geldbetrages in bar
bestätigen. Die Lohnzahlungen

 seien im Kontenplan der Gesellschaft korrekt
verbucht und seine auf den 27. Oktober 2003 datierte Steuererklärung 2002 sei
"rechtsgültig" unterzeichnet.  

Im Geschäftsmonat August 2002 habe die M.________
GmbH einen Gewinn vor Steuern von Fr. 1115.- erwirtschaftet. Bei einem
prognostizierten Umsatzzuwachs von 10 % pro Jahr wären seine Lohnkosten somit
"durchaus intakt geblieben".

 

4.

4.1 Der Sozialversicherungsprozess ist vom
Untersuchungsgrundsatz beherrscht. 

Danach hat das Gericht von Amtes wegen für die
richtige und vollständige Abklärung des rechtserheblichen Sachverhaltes zu
sorgen. Dieser Grundsatz gilt indessen nicht uneingeschränkt; er findet sein
Korrelat in den Mitwirkungspflichten der Parteien (BGE 125 V 195 Erw. 2, 122 V
158 Erw. 1a, je mit Hinweisen).

Der Untersuchungsgrundsatz schliesst die
Beweislast im Sinne einer  Beweisführungslast begriffsnotwendig aus. Im
Sozialversicherungsprozess tragen mithin die Parteien in der Regel eine
Beweislast nur insofern, als im Falle der Beweislosigkeit der Entscheid zu
Ungunsten jener Partei ausfällt, die aus dem unbewiesen gebliebenen Sachverhalt
Rechte ableiten wollte. Diese  Beweisregel greift allerdings erst Platz, wenn
es sich als unmöglich erweist, im Rahmen des Untersuchungsgrundsatzes auf Grund
einer Beweiswürdigung einen Sachverhalt zu ermitteln, der zumindest die
Wahrscheinlichkeit für sich hat, der Wirklichkeit zu entsprechen (BGE 117 V 264
Erw. 3b mit Hinweisen).

 

4.2  Allein gestützt auf die von B.________
unterzeichnete Arbeitgeberbescheinigung vom 15. Januar 2003 und die
Lohnabrechnungen der Monate August 2002 bis Januar 2003, jeweils mit unterschriftlicher
Bestätigung des Versicherten, dass er den Betrag erhalten habe, lässt sich mit
Blick auf die Rechtsprechung (ARV 2004 S. 115, 2002 S. 116) entgegen der Auffassung
des kantonalen Gerichtes nicht darauf schliessen, dass die vereinbarten Lohnsummen
dem Beschwerdegegner tatsächlich ausbezahlt wurden.

Bei der Würdigung dieser Beweismittel ist der
Tatsache Rechnung zu tragen, dass der Versicherte vom 1. August 2002 bis 31. Januar
2003 für die Gesellschaft die Funktion eines Geschäftsführers mit  Einzelzeichnungsberechtigung
innehatte. Demgegenüber hatten die zwei Gesellschafterinnen anfänglich keine
Zeichnungsberechtigung. Erst im Laufe der Zeit wurde B.________ die Kollektivzeichnungsberechtigung
eingeräumt, während G.________ als Gesellschafterin gelöscht wurde
(Handelsregister,  Tagebucheintrag vom ... Januar 2003). Bis zum 31. Januar
2003 hatte der Versicherte somit eine beherrschende Stellung in der Firma,
weshalb seine Bestätigungen auf den Lohnabrechnungen und die Angaben von
B.________ in der Arbeitgeberbescheinigung vom 15. Januar 2003 mit besonderer
Vorsicht zu würdigen sind. Es ist der Arbeitslosenkasse zuzustimmen, dass die
Steuererklärung 2002 des Versicherten, das an die "M.________ GmbH c/o L.________"
adressierte AHV-Jahresabrechnungsformular für das Jahr 2002 und  die für die
Beantwortung der vorliegenden Streitfrage zu rudimentären Buchhaltungsunterlagen
der M.________ GmbH nicht als Beweis für den Lohnfluss geeignet sind (Erw. 1.3
hiervor). Mit den vereinzelten ins Recht gelegten privaten Quittungsabschnitten
für Posteinzahlungen, welche der Beschwerdegegner mit dem Barlohn beglichen
haben will, verhält es sich nicht anders.

 

4.3  Gemäss Geschäftsabschluss 2002 der
M.________ GmbH betrugen die "Erlöse Gastro" gesamthaft Fr. 44'067.-
(August 2002: Fr. 12'500.-; September 2002: Fr. 9500.-; Oktober 2002: Fr.
9500.-; November 2002: Fr. 9000.-; Dezember 2002: Fr. 3567.-) und die
"Erlöse Dienstleistungen" total Fr. 30'000.- (August 2002: Fr.
5000.-; September 2002: Fr. 5500.-; Oktober 2002: Fr. 6500. -; November 2002:
Fr. 5500.-; Dezember 2002: Fr. 7500.-). 

Die Vorinstanz wird von der Gesellschaft die
Edition aller Akten zu verlangen haben, welche diese Einnahmen im Einzelnen
sowie den jeweiligen Abfluss der Lohnbeträge aus der Kasse oder vom allfälligen
Geschäftskonto an den Beschwerdegegner belegen. Sollte die M.________ GmbH die
Mitwirkung verweigern oder sollten sich aus den edierten Unterlagen keine
klaren Rückschlüsse auf in der  fraglichen Zeit effektiv ausbezahlte Löhne
ergeben, liegt Beweislosigkeit vor und ein Anspruch auf
Arbeitslosenentschädigung entfällt (Erw. 4.1 hiervor).

Gelangt das kantonale Gericht nach Durchführung
der ergänzenden Abklärung zur Auffassung, das Erfordernis des effektiven
Lohnflusses für die sechsmonatige Beschäftigung bei der M.________ GmbH sei
erfüllt, so wird die Verwaltung die weiteren gesetzlichen
Anspruchsvoraussetzungen zu prüfen und dabei zu berücksichtigen haben, dass die
arbeitgeberähnliche Stellung des Beschwerdegegners für die Zeit ab 1. Februar 2003 bereits rechtskräftig verneint worden ist."

 

 

                                         In
un’altra decisione del 23 giugno 2005 il TFA ha annullato la decisione con la
quale il Tribunale cantonale aveva concluso per la mancata prova del versamento
di uno stipendio e ha rinviato gli atti all’amministrazione per ulteriori
accertamenti sulla base delle seguenti considerazioni:

 

" 
(…)

4.

4.1

4.1.1 Allein gestützt auf die vom
Beschwerdeführer ausgefüllte Arbeitgeberbescheinigung vom 16. Oktober 2003 und
die von ihm selbst unterzeichneten Lohnquittungen für die Monate Juni 2002 bis
Mai 2003 lässt sich mit Blick auf die Rechtsprechung (ARV 2004 S. 115, 2002 S.
116) nach den zutreffenden Erwägungen des kantonalen Gerichtes nicht darauf
schliessen, dass die vereinbarten Lohnsummen tatsächlich ausbezahlt wurden.
Dies gilt umso mehr, als bei der Würdigung dieser Beweismittel der Tatsache
Rechnung zu tragen ist, dass der Beschwerdeführer für die Gesellschaft die
Funktion eines Geschäftsführers mit Einzelzeichnungsberechtigung und damit eine
beherrschende Stellung innehatte, weshalb seine Bestätigungen auf den
Lohnabrechnungen und die Angaben in der Arbeitgeberbescheinigung mit besonderer
Vorsicht zu würdigen sind (vgl. Urteil L. vom 20. September 2004, C 34/04).
Nichts abgeleitet werden kann sodann aus der am 25. November 2002 erfolgten
Einzahlung von Sozialversicherungsbeiträgen (BGE 113 V 352). Auch die sich bei
den Akten befindlichen Buchhaltungsunterlagen der Firma "X.________"
vermögen - worauf bereits das kantonale Gericht zutreffend hingewiesen hatte -
die behaupteten Lohnzahlungen nicht zu belegen.

 

4.1.2 Nach Darstellung des Beschwerdeführers
verfügte die Firma "X.________" über kein Post- oder Bankkonto,
weshalb keine (als Beweismittel besonders geeigneten) Kontoauszüge zur
Verfügung stehen. Wie das kantonale Gericht zutreffend erwägt, sind
Bestätigungen über den Lohnfluss, welche Personen mit arbeitgeberähnlicher
Stellung selbst unterzeichnet haben, als Beweismittel ebenso wenig geeignet,
wie darauf basierende weitere Unterlagen (beispielsweise Steuererklärungen oder
die Buchhaltung; Urteil L. vom 20. September 2004, C 34/04, Erw. 4.2; Erw.
4.1.1 hievor). Indessen kann aus dem in ARV 2004 S. 115 publizierten Urteil
nicht abgeleitet werden, dass der Beweis erfolgter Lohnzahlungen
ausschliesslich durch Kontoauszüge zu erbringen ist, worauf im Übrigen auch die
Vorinstanz zutreffend hinweist. Nach der Rechtsprechung sind beispielsweise
Aktenstücke, welche den Abfluss von Lohnbeträgen aus der Kasse dokumentieren,
grundsätzlich als Beweismittel geeignet. Ebenso können Zeugenaussagen
ehemaliger Mitarbeiter allenfalls Rückschlüsse über Art und Höhe der
betriebsüblichen Lohnauszahlung und damit auf die in der fraglichen Zeit
effektiv ausbezahlten Löhne ermöglichen (vgl. das bereits zitierte Urteil L.
vom 20. September 2004, C 34/04, Erw. 4.3). Solche Abklärungen wurden bisher
nicht getätigt. Die Sache ist daher an die Verwaltung zurückzuweisen, damit sie
weitere Abklärungen vornimmt, indem sie allfällige weitere Geschäftsakten sowie
die Konkursakten beizieht oder eine Befragung der ehemaligen Mitarbeiter
F.________ und S.________ durchführt.

 

4.2 Sollte der Beschwerdeführer die Mitwirkung
verweigern oder sollten sich aus den Konkursakten und den Zeugenaussagen keine
klaren Rückschlüsse auf die in der fraglichen Zeit effektiv ausbezahlten Löhne
ergeben, liegt Beweislosigkeit vor und ein Anspruch auf
Arbeitslosenentschädigung entfällt (Erw. 1.2 hievor).

 

Gelangt die Verwaltung nach Durchführung der
ergänzenden Beweisabnahmen zur Auffassung, das Erfordernis der ausreichenden
Ausübung einer beitragspflichtigen Beschäftigung sei erfüllt, wird sie
gegebenenfalls vor der Ausrichtung von Arbeitslosenversicherungs-leistungen
noch die weiteren gesetzlichen Anspruchs-voraussetzungen zu prüfen haben.

(…)." (cfr. STFA del 23 giugno 2005 nella causa B., C 55/05)

 

 

                                         Infine in un’altra
decisione del 10 agosto 2005 nella causa D. (C 62/05) la nostra Massima Istanza
ha concluso che sulla base dei soli atti di causa non era possibile escludere
che il guadagno assicurato del ricorrente ammontasse a fr. 7'500.-- e non ai fr.
4'000.-- come stabilito dalla precedente istanza.

 

                                         Il TFA ha quindi annullato
la decisione impugnata e rinviato gli atti all’amministrazione per ulteriori
accertamenti sulla base delle seguenti considerazioni:

 

"  (…)

4.

4.1Die Arbeitgeberbescheinigung vom 11. Februar
2003 weist für den Zeitraum vom 1. August 2002 bis 31. Januar 2003 einen
monatlichen Bruttoverdienst des Beschwerdeführers von Fr. 7500.- aus. Diese
Angabe entspricht sowohl den eingereichten Lohnblättern für das Jahr 2002 wie
auch den einzelnen Lohnabrechnungen der Monate Dezember 2002 und Januar 2003.
Ferner ist dem IK-Auszug vom 6. Februar 2004 ebenfalls ein AHV-pflichtiges
Einkommen für das Jahr 2002 von Fr. 90'000.- (= 12 x Fr. 7500.-) sowie für den Monat
Januar 2003 von Fr. 7500.- zu entnehmen und auch das BVG-Altersguthaben wurde
auf einem entsprechenden Bruttolohn abgerechnet (vgl. Kontoauszug der BAV Gastrosuisse
Aarau vom 16. Februar 2004). Sodann deklarierte der Beschwerdeführer in der
(freilich erst am 28. November 2003 eingereichten) Steuererklärung 2002 ein
steuerpflichtiges Einkommen aus unselbstständiger Tätigkeit in Höhe von Fr.
78'603.-, was wiederum übereinstimmt mit den Nettolohnbezügen gemäss Lohnblatt
2002, und gab als Lohnforderung im Konkurs seiner Ehefrau einen monatlichen
Bruttoverdienst von Fr. 7500.- an.

 

4.2 Entgegen der vorinstanzlichen
Betrachtungsweise kann vor diesem Hintergrund ein tatsächlich erfolgter
Lohnfluss im vorliegend massgeblichen Bemessungszeitraum (vgl. Erw. 1.2 in fine
hievor) von Fr. 7500.- nicht ohne weiteres verneint werden. Auch wenn die vom
Beschwerdeführer angerufenen Unterlagen je für sich im Lichte der
Rechtsprechung (vgl. Erw. 2.2 in fine hievor), wonach sich namentlich selbstunterzeichnete
AHV-Lohnblätter sowie die Steuererklärung in der Regel nicht als Beweis für den
Lohnfluss eignen, nicht als uneingeschränkt beweistauglich zu betrachten sind -
so wurden das Lohnblatt für das Jahr 2002 sowie die Lohnabrechnungen der Monate
Dezember 2002 und Januar 2003 von der damaligen Ehefrau des Versicherten selber
ohne Datumsangabe ausgefüllt bzw. unterzeichnet (Lohnblatt) und vom
Beschwerdeführer, ebenfalls undatiert, jeweils gegengezeichnet (einzelne
Lohnbezüge auf Lohnblatt) und konnten die Lohnsummen des Jahres 2002 infolge
fehlender Buchhaltung durch den Revisor der AHV-Ausgleichskasse nicht
kontrolliert werden (vgl. Mitteilung der AHV-Ausgleichskasse der Gastrosuisse
Aarau vom 19. Mai 2003) -, ist die Kongruenz der entsprechenden Angaben doch
auffällig. Zu beachten ist in diesem Zusammenhang im Übrigen, dass die
Ausgleichskasse zwar eine abschliessende Kontrolle der in den Jahren 2002 und
2003 ausbezahlten Löhne nicht hatte vornehmen können, als beitragspflichtig
gemäss IK-Auszug vom 6. Februar 2004 letztlich offenbar aber dennoch ein
Einkommen im Betrag von Fr. 90'000.- (2002) bzw. Fr. 7500.- (Januar 2003)
anerkannte. Ferner belegen die vom Beschwerdeführer vorinstanzlich replikweise
vorgelegten Lohnblätter anderer Arbeitnehmer des konkursiten Unternehmens zum einen,
dass die Löhne der Angestellten offenbar, wie geltend gemacht, tatsächlich bar
ausbezahlt worden sind. Zum anderen geht daraus hervor, dass der monatliche
Bruttoverdienst eines Officeburschen im Jahr 2002 Fr. 4008.35 und derjenige des
Küchenchefs Fr. 5416.67 betrug, gegenüber welchen sich das von Vorinstanz und
Verwaltung angenommene Entgelt von brutto Fr. 4000.- für den als
Geschäftsführer bzw. Chef de Service fungierenden Beschwerdeführer doch sehr
gering ausnimmt, zumal auch der Verdienst eines Kellners ohne erkennbare
weitere Spezialaufgaben bereits auf der Basis eines Festlohns (ohne Trinkgelder
etc.) von Fr. 5000.- erfolgte. In Anbetracht dieser Situation sind zwar - mit
dem kantonalen Gericht und der Beschwerdegegnerin - gewisse Zweifel an der Beweiskraft
der aufgelegten Unterlagen angebracht. Anderseits lässt sich, wie bereits
ausgeführt, aus der Widerspruchsfreiheit der Aktenstücke sowie dem Umstand,
dass auf dem vom Beschwerdeführer behaupteten Einkommen auch sämtliche
sozialversicherungsrechtlichen Beiträge erhoben worden sind, deren Tauglichkeit
als Beweismittel für die Auffassung des Versicherten auch nicht einfach
ausschliessen. Da sich gewisse Angaben wie beispielsweise die im Rahmen der
Steuererklärung für das Jahr 2002 deklarierte Lohnsumme durch zusätzliche
Erhebungen, so etwa die Einholung der definitiven Steuerveranlagung für den
betreffenden Zeitraum, ohne weiteres erhärten lassen, ist die Sache zur
weiteren Abklärung an die Arbeitslosenkasse zurückzuweisen. Eine
Steuererklärung ist nur dann - im Sinne der Rechtsprechung (vgl. u.a. ARV 2004
Nr. 10 S. 115) - als Beweismittel für den tatsächlich erfolgten Lohnfluss
ungeeignet, wenn die darin enthaltenen Einkommensangaben nicht die effektiven
Lohnverhältnisse widerspiegeln, was sich, da sich kaum jemand widerspruchslos
ein höheres steuerpflichtiges Einkommen anrechnen lassen wird, als er
tatsächlich bezogen hat, erst im anschliessenden steuerbehördlichen
Veranlagungsverfahren herausstellt. Die Beschwerdegegnerin wird ferner nochmals
Auskünfte bei der AHV-Ausgleichskasse Gastrosuisse bezüglich einer
möglicherweise doch noch erfolgten Arbeitgeberkontrolle sowie einen aktuellen IK-Auszug
einzuholen haben, auf welchem allfällige - nachträgliche - Änderungen
hinsichtlich der gemäss Auszug vom 6. Februar 2004 ausgewiesenen
beitragspflichtigen Einkommen für das Jahr 2002 sowie den Monat Januar 2003
nunmehr enthalten sein sollten. Im Anschluss daran wird die Verwaltung erneut
über die Höhe des versicherten Verdienstes zu befinden haben.

(…)." (cfr. STFA del 10 agosto 2005 nella causa D., C 62/05)

 

                                         In una sentenza del 12
settembre 2005 nella causa A. (C 247/04) la Prima Camera del Tribunale federale
delle assicurazioni ha riesaminato la sua giurisprudenza e si è così espressa:

 

"  (...)

Zusammenfassend ist festzustellen, dass
Voraussetzung für den Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung unter dem
Gesichtspunkt der erfüllten Beitragszeit nach Art. 8 Abs. 1 lit. e in
Verbindung mit Art. 13 Abs. 1 AVIG grundsätzlich einzig die Ausübung einer
beitragspflichtigen Beschäftigung während der geforderten Dauer von mindestens
sechs, ab 1. Juli 2003 zwölf Beitragsmonaten ist (BGE 113 V 352). Diese
Tätigkeit muss genügend überprüfbar sein. Dem  Nachweis tatsächlicher
Lohnzahlung kann nach dem Gesagten nicht der Sinn einer selbstständigen
Anspruchsvoraussetzung zukommen, wohl aber jener eines bedeutsamen und in
kritischen Fällen unter Umständen ausschlaggebenden Indizes für die Ausübung
einer beitragspflichtigen Beschäftigung. In diesem Sinne ist die Gerichtspraxis
gemäss ARV 2001 Nr. 27 S. 225 und seitherige  Urteile (Erw. 1.2) zu
präzisieren.

 

3.4 Im vorliegenden Fall wurden offenbar keine
Abklärungen getroffen, ob die Beschwerdeführerin tatsächlich in den Monaten
Januar bis Juni 2002 eine beitragspflichtige Beschäftigung ausgeübt hatte. In
den Arbeitgeberbescheinigungen vom 15. März 2003 wurden als Tätigkeiten
«Hilfspersonal/Bürohilfe/Telefonistin» und «Hilfspersonal + Reinigung»
angegeben. Unter Beachtung des Vorstehenden wird die Arbeitslosenkasse
ergänzende Abklärungen vorzunehmen haben, insbesondere ob die Versicherte im Zeitraum
November 2001 und Januar bis Juni 2002 effektiv eine  beitragspflichtige
Beschäftigung ausgeübt hatte und bejahendenfalls, ob ein Art. 164 ZGB
vergleichbarer Sachverhalt gegeben ist. Danach wird die Verwaltung über den
Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung neu verfügen. (...)"

 

                               2.6.   Nella
Circolare relativa alle indennità di disoccupazione (ID) (nella versione in
francese del gennaio 2003: Circulaire IC, Janvier 2003), il Segretariato di
Stato dell'economia (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi
per garantire un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni
generali (cfr. art. 110 LADI; STFA dell’8 aprile 2004 nella causa H., C 340/00,
consid. 4; STFA del 10 marzo 2003 nella causa C. C 176/00, consid. 3; STFA
dell'8 agosto 2001 nella causa K., C 260/99, consid. 6b e DTF 127 V 57, consid.
3a pag. 61), in merito alle tematiche relative al periodo di contribuzione e al
guadagno assicurato ha, tra l'altro, rilevato che:

 

" 
(…)

B79 Le délai-cadre de cotisation est de 2
ans. Les activités exercées dans ce laps de temps doivent être soumises à
cotisation et l'assuré doit avoir touché un salaire au sens de l'art. 5 al. 2
LAVS. Il n'est pas déterminant en l'occurrence que l'employeur ait
effectivement versé les cotisations à la caisse de compensation AVS. L'activité
soumise à cotisation doit être valablement attestée par l'employeur.

 

ð Un assuré travaillant pour sa propre SA n'a pas
droit à l'IC s'il ne peut pas prouver qu'il a effectivement exercé une activité
soumise à cotisation. Des indices tels que la perception d'avances au lieu d'un
salaire, l'absence de preuves du versement d'un salaire régulier sur son compte
privé bancaire ou postal, le fait que la société ne comporte pas d'organes,
etc., indiquent que l'assuré n'était pas lié à la SA par un contrat de travail
mais utilisait son infrastructure pour mener certaines activités pour son
propre compte.

 

Une bourse ne peut
être considérée comme le revenu d'une activité dépendante puisque l'activité
qu'elle couvre n'est pas une activité soumise à cotisation. Or, en vertu de
l'art. 2 al. 1 let. a LACI, seules doivent payer des cotisations à l'AC les
personnes qui touchent un revenu d'une activité dépendante et qui sont soumises
à l'AVS

comme salariés.

 

(…)

 

C2a Lorsque l’assuré occupait une position
semblable à celle d’un employeur avant de tomber au chômage, la caisse
examinera avec une attention toute particulière s’il a effectivement touché le
salaire attesté (voir ch. marg. B79). En d’autres termes, l’assuré devra
prouver qu’il a effectivement touché son salaire en produisant un relevé
bancaire ou postal. Le décompte de salaire ou des cotisations aux assurances
sociales ne constitue pas un moyen de preuve suffisant. (…)"

(cfr. Circulaire IC, Janvier
2003, ch. marg. B79 e C2a)

 

                                         In
un’altra Direttiva concernente la “Verifica del rapporto di lavoro attestato
dal datore di lavoro”, pubblicata in 013-Prassi LADI 2005/28, il SECO ha
stabilito che:

 

" 
Se la cassa ha dubbi in merito all’esattezza
dell’attestazione del datore di lavoro concernente il rapporto di lavoro, essa
deve verificare, come per le persone che prima di essere disoccupate occupavano
una posizione analoga a quella di un datore di lavoro, se il salario indicato è
stato effettivamente percepito.

 

In tali casi l’assicurato deve essere in grado di
provare che ha ricevuto il salario esibendo le ricevute del versamento
effettuato sul suo conto bancario o postale. I conteggi dello stipendio o i
conteggi dei contributi alle assicurazioni sociali non costituiscono mezzi di
prova sufficienti. Se il salario gli è stato versato in contanti, l’assicurato
deve almeno poter presentare una decisione di tassazione dell’autorità fiscale
e il certificato di salario che attesta l’avvenuta riscossione dello stipendio.

 

Se l’assicurato non è in grado di addurre la
prova che ha effettivamente percepito un salario, la cassa non può
riconoscergli alcun periodo di contribuzione per il rapporto di lavoro in
questione (cfr. Circolare ID, edizione gennaio 2003, n. marg. B79)."

(cfr. 013-Prassi LADI 2005/28)

 

                               2.7.   Nell’evenienza
concreta dagli atti di causa risulta che l’assicurata (tuttora iscritta quale
socia gerente con una quota di fr. 10'000.--su un capitale sociale di fr.
20'000.-- e diritto di firma individuale della __________ dal __________; cfr.
estratto RC della __________ facilmente reperibile su internet all’indirizzo www.zefix.ch del 6 giugno 2005) si è
iscritta al collocamento l’11 giugno 2004 rivendicando da quella data il
diritto alle indennità di disoccupazione (cfr. doc. 1 e 2).

                                         Per
questa società anche il marito dell’assicurata figura iscritto a Registro di
commercio (RC) quale socio gerente con una quota di fr. 10'000.-- e diritto di
firma individuale.

 

                                         Nella
“Domanda d’indennità di disoccupazione” l’assicurata ha indicato quale ultimo
datore di lavoro la __________, esercizio pubblico presso il quale ha iniziato
a lavorare il 1° agosto 1999 (cfr. doc. 1 punto 17).

                                         Ella ha
pure dichiarato che il suo ultimo giorno di lavoro è stato il 7 giugno 2004 e
che in quel giorno ha ricevuto la disdetta con effetto immediato a motivo della
“(…) chiusura e vendita dell’attività (…)” (cfr. doc. 1 punti 19, 20 e 21).

 

                                         Dall’”Attestato
del datore di lavoro” si evince che l’assicurata è stata occupata presso la __________,
__________ dal 1° agosto 1999 al 7 giugno 2004, che il salario, l’ultimo pari a
fr. 4'500.--, è stato corrisposto fino al 30 maggio 2004 e che il rapporto di
lavoro è stato disdetto con effetto immediato al 7 giugno 2004 (cfr. doc. 3).

 

                                         Dalla
documentazione bancaria prodotta si evince che, in virtù di due ordini
permanenti del 20 marzo 2000 e