# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d76f8f8c-0c2d-598a-91f0-8800bdd724ed
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-03
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Sonstige Kammern 03.10.2003 PZ 2003 115
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_999_PZ-2003-115_2003-10-03.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Tribunale cantonale dei Grigioni
Dretgira chantunala dal Grischun

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Rif.: Coira, 3 ottobre 2003 Comunicata per iscritto il: 
PZ 03 115

Ordinanza
Presidenza del Tribunale cantonale

Presidente Brunner, attuario Crameri.

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Visto il ricorso 

di A., ricorrente, rappresentato dall’avv. lic. iur. Roberto A. Keller, Casa la Grida, 
6535 Roveredo, 

contro

la decisione del Presidente del Circolo di Roveredo del 25 luglio 2003, comunicata 
il 25 luglio 2003, nella causa di B., opponente al ricorso, rappresentato dalla lic. iur. 
Ursula Imberti, studio legale avv. lic. iur. Fabrizio Keller, Palazzo Polti, 6537 Grono, 
contro il ricorrente, 

concernente esecuzione di sentenza,

è risultato:

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A. Con sentenza del 24 ottobre 2002, comunicata il 18 novembre 2002 e 
cresciuta in giudicato il 9 dicembre 2002, il Vicepresidente del Tribunale del Distretto 
Moesa ha accolto l’azione di B. e condannato A. a ripristinare la ringhiera di prote-
zione della scala che dal pianterreno scende al garage e a lasciar libero il passag-
gio che collega direttamente alle scale che portano in cantina della casa d’abita-
zione sita sulla particella no. C. del registro fondiario di D.. 

B. A questi ordini impartitigli A. non ha dato seguito. Istante B., il 23 gennaio 
2003 ha chiesto al Presidente del Circolo di Roveredo l’esecuzione della sentenza. 
Questi con decisione del 25 luglio 2003, comunicata lo stesso giorno, ha accertato 
e ordinato:

“1. Per quanto concerne la posa della ringhiera, l’istanza del 23/24 
gennaio 2003 è stralciata dai ruoli, essendo divenuta priva di og-
getto per esecuzione volontaria della sentenza del 24 ottobre/18 
novembre 2002 da parte del convenuto.

2. Per quanto concerne il ripristino del passaggio, l’istanza del 23/24 
gennaio 2003 è accolta, con la fissazione precisa della larghezza 
minima del passaggio.

§ In esecuzione della sentenza 24 ottobre/18 novembre 
2002 del Tribunale del Distretto Moesa è pertanto fatto 
ordine al convenuto A., entro lunedì 4 agosto 2003, di 
lasciare libero il passaggio che scende dalle scale sul 
piano del garage (esistente nella casa bifamiliare sita 
sulla particella no. C. RF di D.) e che collega questo 
piano alle scale che conducono alla cantina. Il passag-
gio deve essere lasciato libero, nella sua estensione 
minore, per una larghezza di almeno cm 40.

3. L’ordine indicato alla cifra 1 (recte 2) che precede viene impartito 
con la comminatoria di cui all’art. 292 del Codice penale svizzero 
(art. 151 cifra 4 CPC), che così recita:

Chiunque non ottempera ad una decisione a lui intimata 
da una autorità competente o da un funzionario compe-
tente sotto comminatoria della pena prevista nel pre-
sente articolo, è punito con l’arresto o con la multa.

4. Il presente ordine viene inoltre impartito colla comminatoria della 
immediata esecuzione d’ufficio, per cui in difetto d’esecuzione en-
tro il termine fissato verrà immediatamente ordinato lo sgombero 
d’ufficio (ovvero l’allontanamento alla distanza minima fissata di 
eventuali ostacoli al passaggio), all’occorrenza per mano di terzi 
(art. 258 cifra 2 CPC), con conseguente carico delle spese alla 
parte negligente.

5. (Costi).

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6. (Rimedio legale).

7. (Comunicazione).”

C. Contro questa decisione A. s’è aggravato al Presidente del Tribunale can-
tonale dei Grigioni con ricorso del 7 agosto 2003. Ha chiesto, con protesta di spese 
e ripetibili, che essa sia annullata. 

Il Presidente di circolo ed B. hanno proposto la reiezione del ricorso.

Dei motivi si dirà nei considerandi.

La Presidenza del Tribunale cantonale considera :

1. Ai sensi dell’art. 263 CPC contro decisioni concernenti l’esecuzione di una 
sentenza può essere inoltrato ricorso al Presidente del Tribunale cantonale entro 
10 giorni dalla comunicazione. Il ricorso inoltrato il 7 agosto 2003 contro la decisione 
di esecuzione della sentenza del Vicepresidente del Tribunale del Distretto Moesa 
del 24 ottobre 2002, emanata il 25 luglio 2003 dal Presidente del Circolo di Rove-
redo e ricevuta il 28 luglio 2003, è tempestivo e di conseguenza ricevibile in ordine.

2. a) A. fa valere che coll’impugnata decisione il Presidente del Circolo di 
Roveredo era andato ultra petita. Infatti coll’istanza del 23 gennaio B. aveva espres-
samente ed unicamente chiesto l’esecuzione della sentenza del 24 ottobre 2002 
ossia di “lasciar libero il passaggio che collega direttamente alle scale che portano 
in cantina”. Con essa non era stato richiesto in alcun modo di fissare materialmente 
la larghezza del passaggio. Ciò era però avvenuto. L’istanza precedente aveva 
quindi statuito su di una questione nemmeno posta, andando così oltre il petito 
dell’istante, il che violava manifestamente la massima del dispositivo nonchè il prin-
cipio in base a cui il giudice dell’esecuzione deve attenersi strettamente al tenore 
del dispositivo del giudizio posto in esecuzione.

b) Una pretesa giudicata in una procedura giudiziaria ordinaria spesso non è 
chiaramente circoscritta nel dispositivo della sentenza in modo che sia escluso ogni 
dubbio relativo alla portata della pronuncia. In simili situazioni, in quanto necessario, 
il giudice dell’esecuzione può e deve far capo ai considerandi del giudizio da ese-
guire per eruire la portata del dispositivo (PTC 1999 no. 16 con riferimenti).

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Di massima la determinazione del giusto mezzo d’esecuzione compete al 
giudice dell’esecuzione. Colla scelta del mezzo esecutivo è unicamente stabilito in 
che modo è imposto al convenuto il provvedimento ordinato dal giudice di merito, 
per esempio esercitando pressione oppure ricorrendo all’assunzione di terzi a spese 
dell’obbligato. Non è per contro compito del giudice dell’esecuzione di stabilire quale 
sia il giusto provvedimento per imporre la rivendicata pretesa; ciò compete esclusi-
vamente al giudice di merito. Segnatamente non è ammissibile che il giudice di me-
rito stabilisca solo generalmente un obbligo (per esempio quello di eliminare un de-
terminato difetto) e lasci al giudice dell’esecuzione di decidere in che modo è da 
eliminarlo. Diversa è invece la situazione in quei casi in cui il giudice di merito ha 
accertato che esiste una servitù ed in seguito la parte da questa gravata si oppone 
all’eliminazione di ostacoli, che contrastano o impediscono l’esercizio della stessa. 
In simili casi il giudice dell’esecuzione gode di un più ampio potere discrezionale 
che in quelli in cui il giudice di merito ha stabilito concreti obblighi. In queste situa-
zioni il giudice di merito non può predisporre nella sentenza i concreti provvedimenti 
d’esecuzione, poichè per il convenuto vi sono diverse possibilità di difesa contro 
l’ordinato obbligo di tollerare la servitù. Per questo motivo il giudice dell’esecuzione 
deve eruire, interpretando la sentenza del giudice di merito, se e in che modo debba 
essere eliminato un ostacolo. In questi casi la sentenza è esecutiva. Non esecutiva 
è essa solo nei casi in cui l’obbligo è impreciso ed indeterminato e di conseguenza 
un’interpretazione dello stesso non è possibile (PTC 1998 no. 13, 1988 no. 33). 

c) Il dispositivo della sentenza del Vicepresidente del Tribunale distrettuale 
Moesa del 24 ottobre 2002 è del seguente tenore:

“Di conseguenza il convenuto è condannato a ripristinare la ringhiera 
di protezione della scala che dal pianterreno scende al garage della 
casa d’abitazione sita sulla part. No. C. RF D. e a lasciar libero il pas-
saggio che collega direttamente alle scale che portano in cantina.”

Il 3 marzo 2003 A. ha ripristinato la ringhiera a protezione del bordo della 
scala, sicchè su questo punto l’istanza d’esecuzione della sentenza a ragione è 
stata stralciata dai ruoli. Resta perciò da vagliare se il giudice dell’esecuzione po-
teva stabilire la larghezza minima del passaggio da lasciare libero.

Il provvedimento, vale a dire l’obbligo di lasciare libero il passaggio, è stato 
ordinato dal giudice di merito. Questi ha considerato (cfr. la sentenza a pag. 5 lett. 
b) che il convenuto violava manifestamente l’obbligo di usare e godere della cosa 
in comproprietà nella misura compatibile coi diritti dell’altro comproprietario, poichè 
parcheggiava la propria vettura in maniera da ostacolare completamente il passag-

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gio che dal pianterreno conduce alla cantina, impedendo così all’attore di accedervi 
dall’interno della casa. Se quindi, come si evince dalla motivazione della sentenza, 
il provvedimento imposto dal giudice di merito al convenuto è giustificato dal fatto 
che questi impedisce all’attore l’accesso alla cantina dall’interno della casa, a ra-
gione il giudice dell’esecuzione ha ritenuto che trattasi di un passo pedonale che, 
dovendo permettere il passaggio di una persona di normale corporatura, deve avere 
una larghezza minima di 40 cm. La determinazione della larghezza minima del pas-
saggio non è il provvedimento, ma il mezzo esecutivo, la cui determinazione, come 
è stato esposto, compete al giudice dell’esecuzione. In simili circostanze, contraria-
mente all’assunto del ricorrente, il giudice dell’esecu-zione non ha violato il suo po-
tere discrezionale. Dato che il convenuto è stato obbligato dal giudice di merito a 
lasciare libero il passaggio onde permettere all’attore di accedere alla cantina, la 
larghezza di 40 cm, determinata dal giudice dell’esecuzione, non va oltre a quanto 
imposto dal giudice di merito, ma è il minimo assoluto che necessita una persona di 
normale corporatura per passare.

Che la questione della larghezza del passaggio sia d’importanza per il ricor-
rente, poichè “per una questione di centimetri” egli sarebbe in grado di chiudere la 
porta del garage o meno, è un aspetto che non può essere vagliato dal giudice 
dell’esecuzione. Una larghezza inferiore non può da questi essere fissata, poichè 
all’attore sarebbe impedito l’accesso alla cantina. Il ricorrente è quindi manifesta-
mente malvenuto a sottoporre a questo giudice una questione, che per sua stessa 
asserzione è di competenza del giudice di merito e che egli poteva e doveva a lui 
sottoporre.

Ne viene che il giudice precedente ha a ragione accolto l’istanza d’esecu-
zione della sentenza del Vicepresidente del Tribunale distrettuale Moesa del 24 ot-
tobre 2002. Fissando a 40 cm la larghezza del passaggio da lasciar libero ha agito 
nell’ambito del suo potere d’apprezzamento. Il ricorso si rivela perciò infondato e va 
respinto.

3. L’esito della procedura di ricorso comporta l’addossamento dei costi di 
questo procedimento al ricorrente, che inoltre rifonde all’opponente al ricorso 
un’equa indennità a titolo di ripetibili.

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La Presidenza del Tribunale cantonale ordina :

1. Il ricorso è respinto.

2. I costi della procedura di ricorso di fr. 2'000.-- vanno a carico del ricorrente, 
che paga all’opponente al ricorso un’indennità a titolo di ripetibili di fr. 1’000.--.

3. Comunicazione a:

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Per la Presidenza del Tribunale cantonale dei Grigioni 
Il Presidente L'Attuario