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**Case Identifier:** b7f1ea5d-700e-5d6a-8b22-7116be66039c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-06-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.06.2014 A-1581/2013
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-1581-2013_2014-06-02.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte I 

A-1581/2013 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  2  g i u g n o  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Kathrin Dietrich, Marianne Ryter,  

cancelliera Sara Friedli. 

 

 
 

Parti 

 
A._______,  

patrocinata dall'avv. Gabriele Padlina,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ferrovie Federali Svizzere FFS,  

società anonima di diritto speciale,  

Hochschulstrasse 6, 3000 Bern 65 SBB,   

rappresentata da Ferrovie federali svizzere FFS, Immobili, 

Acquisizione e Vendite, Froburgstrasse 10, casella postale 

1726, 4600 Olten  

e patrocinata da Bersani Studio legale,  

controparte,  

 

Commissione federale di stima del 13° Circondario 

(Ticino-Grigioni),  

casella postale 1018, 6501 Bellinzona,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Nuova rete ferroviaria celere Mendrisio – Stabio – Confine 

(FMV), particelle n. ***
1 

 e n. ***
2 

 RFD del Comune di 

X._______. 

A-1581/2013 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il 17 agosto 2007 la società anonima di diritto speciale FFS SA (di 

seguito: FFS SA) ha presentato all'Ufficio federale dei trasporti (UFT) la 

domanda di approvazione dei piani concernenti il progetto ferroviario 

Mendrisio – Stabio – Confine (la cosiddetta ferrovia Mendrisio – Varese 

[FMV]) interessante i Comuni di Mendrisio, Rancate, Ligornetto, 

Genestrerio e Stabio. Con decisione 19 settembre 2008, l'UFT ha poi 

approvato i relativi piani del predetto progetto.  

B.  

La realizzazione del progetto comporta l'espropriazione in via definitiva o 

temporanea di vari fondi, tra cui le particelle n. ***
1 

 e n. ***
2 

 del Registro 

fondiario definitivo (RFD) del Comune di X._______ di proprietà della 

società anonima A._______, in Y._______, nella misura seguente: 

(i) 

 

 

particella n. ***
1
:  

(di 40'000 m
2
) 

 

 espropriazione parziale definitiva di 
2'477 m

2
; 

 

(ii) 

 

 

particella n. ***
2
: 

(di 1'349 m
2
) 

 

 espropriazione parziale definitiva di 
472 m

2
; 

 occupazione temporanea di 865 m
2
. 

C.  

Per dette espropriazioni, il 12/28 agosto 2008 la A._______ – oppostosi 

durante il periodo di pubblicazione dei piani al progetto e avanzato le 

proprie pretese di indennizzo – e la FFS SA hanno sottoscritto un accordo 

che prevede, oltre al ritiro dell'opposizione e alla definizione dell'esatta 

portata dell'intervento ablativo (così come illustrata sub lett. b), anche il 

versamento di un'indennità omnicomprensiva di 260'000 franchi per 

l'acquisizione definitiva, l'occupazione temporanea ed in genere per gli 

inconvenienti derivanti dal progetto per le particelle n. ***
1 

 e n. ***
2 

 RFD 

del Comune di X._______. 

D.  

Successivamente alla conclusione del predetto accordo, nell'ambito dello 

spostamento dell'elettrodotto delle Aziende Municipalizzate di X._______ 

(…), esso è stato erroneamente posato lungo la superficie non oggetto di 

espropriazione totale della particella n. ***
2 

 RFD del Comune di 

X._______. 

E.  

Non trovando un accordo per tale ulteriore espropriazione, con istanza 

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Pagina 3 

10 ottobre 2011, la A._______ – per il tramite del suo patrocinatore – ha 

postulato dinanzi alla Commissione federale di stima del 13° Circondario 

(di seguito: CFS) l'ampliamento dell'espropriazione della particella n. ***
2 
 

RFD del Comune di X._______ ai restanti 877 m
2
, nonché un'indennità di 

450 franchi/m
2
. Dal canto suo, la FFS SA, non opponendosi all'am-

pliamento dell'espropriazione e ammettendo che la parte restante da 

espropriare ha una superficie pari a 877 m
2
, ha proposto un indennizzo 

pari a 130 franchi/m
2
, sottolineando tuttavia che la stessa in ragione del 

fatto che il comparto di terreno che interessa la A._______ è oggetto di 

occupazione temporanea e che la somma omnicomprensiva di 

260'000 franchi copre anche il minor valore derivante da detta occupa-

zione, sarebbe stata versata a far tempo dal momento in cui il cantiere 

sarà terminato e l'occupazione temporanea revocata. 

F.  

Nell'ambito della procedura di stima, la CFS ha esperito vari atti 

d'istruzione, tra cui un sopralluogo, l'udienza di discussione e l'udienza di 

conciliazione. In particolare, durante l'udienza di conciliazione tenutasi il 

25 gennaio 2012 la FFS SA ha dato il proprio accordo a che la particella 

n. ***
2
 RFD del Comune di X._______ venisse totalmente espropriata, per 

contro senza giungere ad un accordo con la A._______ per l'indennizzo. 

G.  

Nel memoriale conclusivo del 13 dicembre 2012 la A._______ – sempre 

per il tramite del suo patrocinatore – ha ribadito la sua richiesta di 

indennizzo pari a 450 franchi/m
2
 per i restanti 877 m

2
 della particella 

n. ***
2
 RFD del Comune di X._______. 

H.  

Dal canto suo, nel memoriale conclusivo del 13 dicembre 2012, la 

FFS SA ha invece sostenuto che nell'ambito dell'accordo del 12/28 ago-

sto 2008 sottoscritto con la A._______, le parti avrebbero concordato un 

indennizzo totale di 260'000 franchi suddiviso come segue: (i) per la 

particella n. ***
1
 RFD del Comune di X._______, esproprio di 2'477 m

2 

(fuori zona) a 20 franchi/m2 per un totale di 49'540 franchi; (ii) per la 

particella n. ***
2
 RFD del Comune di X._______, esproprio di 472 m

2
 

(zona industriale) a 260 franchi/m
2
 per un totale di 122'720 franchi; (iii) 

per l'occupazione temporanea, gli inconvenienti, la perdita di guadagno, il 

minor valore derivanti dal progetto l'indennità omnicomprensiva di 

87'740 franchi. Ribadendo la proposta d'indennizzo di 130 franchi/m
2
 per i 

restanti 865 m
2
 – e non 877 m

2
 – per un totale di 112'450 franchi, essa 

sostiene che, acquisita la volontà delle parti di espropriare tutta la 

A-1581/2013 

Pagina 4 

particella n. ***
2
 RFD del Comune di X._______, l'indennità di 

87'740 franchi per occupazione temporanea verrebbe a cadere. 

I.  

Con decisione 22 febbraio 2013, la CFS (di seguito: autorità inferiore) ha 

considerato le parti come concordi nel ritenere che con l'accordo 

12/28 agosto 2008 sarebbero state definite le indennità per 

l'espropriazione parziale delle particelle n. ***
1
 (49'540 franchi) e n. ***

2
 

(112'450 franchi) RFD del Comune di X._______. A suo avviso, di contro, 

vista l'espropriazione totale, decadrebbe l'indennità di 87'740 franchi per 

occupazione temporanea e inconvenienti. Essa ha dunque riconosciuto 

alla A._______ (i) un'indennità pari a 242'200 franchi (= 280 fr./m
2
 x 

865 m
2
), oltre accessori, per l'espropriazione parziale definitiva della 

particella n. ***
2
 RFD del Comune di X._______ e (ii) 14'384.50 franchi a 

titolo di indennità di ripetibili. 

J.  

Contro la predetta decisione, la A._______ (di seguito: ricorrente) – per il 

tramite del suo patrocinatore – ha presentato ricorso il 26 marzo 2013 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale. Protestando tasse, spese e 

ripetibili, essa postula l'accoglimento del proprio gravame e in particolare 

che venga confermata la domanda di ampliamento di espropriazione di 

877 m
2 
– e non di soli 865 m

2
 – della particella n. ***

2
 RFD del Comune di 

X._______ per la quale chiede un'indennità espropriativa pari a 

400 franchi/m
2
 (in via principale), rispettivamente di 305 franchi/m

2
 (in via 

subordinata). Essa postula inoltre che venga confermata la validità 

integrale dell'accordo del 18/28 agosto 2008 che sarebbe stato ratificato 

dall'UFT con la decisione di approvazione dei piani del 19 settembre 2008 

e nel quale sarebbe stata concordata un'indennità omnicomprensiva di 

260'000 franchi, senza ripartizione alcuna tra le due particelle n. ***
1
 e 

n. ***
2
 RFD del Comune di X._______. Essa chiede altresì l'annullamento 

della decisione impugnata, censurando in sostanza la sussistenza di una 

motivazione insufficiente e del diniego formale di giustizia, nonché 

l'accertamento manifestamente errato della fattispecie determinante, 

come pure la violazione del principio della buona fede. 

K.  

Con osservazioni 6 maggio 2013, la FFS SA (di seguito: controparte), 

protestando tasse e spese giudiziarie, ha in sostanza postulato il rigetto 

del gravame, ribadendo quanto detto in precedenza, ma precisando che 

l'ampliamento della superficie espropriata della particella n. ***
2
 RFD del 

Comune di X._______ ammonterebbe di fatto a 877 m
2
. Dal canto suo, 

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Pagina 5 

con scritto 15 aprile 2013, l'autorità inferiore ha rinunciato a presentare le 

proprie osservazioni, fornendo qualche precisazione in merito al calcolo 

dell'indennità d'espropriazione.  

L.  

Con scritto 14 ottobre 2013, la ricorrente ha segnalato l'avvio da parte del 

Comune di X._______ di una procedura d'imposizione ai contributi di 

miglioria, per la realizzazione della strada Z._______, a carico della 

particella n. ***
2
 RFD del Comune di X._______ per un totale di 

3'800 franchi. In tale contesto, essa ha postulato che detto contributo di 

miglioria – contro il quale ha presentato reclamo – venga posto a carico 

della controparte, acquirente del fondo, e quindi aggiunto all'indennità 

d'espropriazione. 

M.  

Con ordinanza 8 aprile 2014, lo scrivente Tribunale ha impartito alle parti 

un termine scadente il 9 maggio 2014 per presentare le proprie 

osservazioni finali, invitando nel contempo l'autorità inferiore a produrre le 

tabelle dell'USTAT (contrattazioni immobiliari) inviate a suo tempo alle 

parti, nonché una copia della decisione d'approvazione dei piani dell'UFT 

del 19 settembre 2008. 

N.  

Il 28 aprile 2014 lo scrivente Tribunale, dopo aver ricevuto i predetti 

documenti dalla CFS e aver invitato con ordinanza 16 aprile 2014 le parti 

a comunicare se desideravano una copia degli stessi, ha trasmesso alla 

controparte – a seguito della sua richiesta – le tabelle dell'USTAT. 

O.  

Con osservazioni finali 5 maggio 2014, la ricorrente – per il tramite del 

suo patrocinatore – ha ribadito in sostanza quanto da lei indicato in 

precedenza. Con osservazioni finali 7 maggio 2014, la controparte ha 

anch'essa in sostanza ribadito le proprie argomentazioni. 

P.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, 

nei considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

 

 

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Pagina 6 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale è competente per decidere il 

presente gravame giusta gli art. 1 e 31 segg. LTAF in relazione con 

l'art. 77 cpv. 1 della legge federale del 20 giugno 1930 sull'espropriazione 

(LEspr, RS 711).  

1.2 Per l'art. 77 cpv. 2 LEspr, fatte salve disposizioni contrarie contenute 

nella LEspr stessa, alla procedura di ricorso davanti al Tribunale 

amministrativo federale si applica la LTAF e quindi, in base al rinvio di cui 

all'art. 37 LTAF, la PA. 

1.3 La legittimazione a ricorrere è retta dall'art. 78 cpv. 1 LEspr e 

dall'art. 48 cpv. 1 PA. Secondo questi disposti, nella misura in cui alla 

ricorrente, destinataria della decisione 22 febbraio 2013 dell'autorità 

inferiore qui impugnata, è stato concesso un indennizzo inferiore a 

quanto da lei richiesto, essa risulta direttamente toccata e ha pertanto un 

interesse a che la predetta decisione venga annullata. 

1.4 La decisione della Commissione federale di stima è poi stata 

impugnata con atto tempestivo (cfr. art. 22 segg. PA, art. 50 PA), nel 

rispetto delle esigenze di forma e di contenuto previste dalla legge 

(cfr. art. 52 PA). Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-

cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incompleto 

di fatti giuridicamente rilevanti nonché l'inadeguatezza (cfr. art. 49 PA; 

cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren 

vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2
a
 ed. 2013, op. cit., n. 2.149). 

Ai sensi dell'art. 49 lett. b PA, l'accertamento dei fatti è incompleto 

allorquando tutte le circostanze di fatto e i mezzi di prova determinanti per 

la decisione non sono stati presi in considerazione dall'autorità inferiore. 

L'accertamento è invece inesatto allorquando l'autorità ha omesso 

d'amministrare la prova di un fatto rilevante, ha apprezzato in maniera 

erronea il risultato dell'amministrazione di un mezzo di prova, o ha 

fondato la propria decisione su dei fatti erronei, in contraddizione con gli 

atti dell'incarto, ecc. (cfr. BENOÎT BOVAY, Procédure administrative, 2000 

pag. 395; OLIVIER ZIBUNG/ELIAS HOFSTETTER in: Waldmann/Weissen-

berger (ed.), Praxiskommentar VwVG, 2009, n. 37 seg. ad art. 49 PA). 

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Pagina 7 

2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 

cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, 

né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; PIERRE 

MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3
a
 ed. 2011, 

no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell'appli-

cazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l'autorità competente 

procede difatti spontaneamente a constatazioni complementari o esamina 

altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino 

indizi in tal senso (cfr. DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; 

DTAF 2007/27 consid. 3.3).  

2.3 Nella giurisprudenza e nella dottrina è ammesso che l'autorità 

giudiziaria di ricorso – anche se dispone di un potere di cognizione 

completo – eserciti il suo potere d'apprezzamento con riserbo qualora si 

tratti di questioni legate strettamente a delle circostanze di fatto o a 

questioni tecniche (cfr. DTAF 2008/23 consid. 3.3). Quando si devono 

giudicare questioni tecniche speciali per le quali l'autorità di prima istanza 

dispone di conoscenze specifiche, l'autorità di ricorso non si discosterà 

senza validi motivi dall'apprezzamento di chi l'ha preceduta (cfr. DTF 133 

II 5 consid. 3; 131 II 680 consid. 2.3.2; sentenza del TAF A-7836/2008 del 

21 dicembre 2011 consid. 3; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., 

n. 2.154 segg.). 

3.  

La ricorrente ritiene innanzitutto che la motivazione della decisione, 

concentrata in 7 righe per quanto attiene agli elementi di valutazione per 

la determinazione del valore di indennizzo, sarebbe insufficiente, ermetica 

per non dire assolutamente incomprensibile. A suo avviso, oltre ad essere 

incomprensibile il motivo per cui l'autorità inferiore avrebbe preso come 

orizzonte temporale di esame dei prezzi dei terreni industriali pagati nella 

regione gli anni 2006-2011, non verrebbero poi indicate le contrattazioni 

da essa considerate ed estrapolate dalle tabelle inviate alle parti. Essa di 

fatto, invoca dunque una violazione del suo diritto di essere sentita. 

3.1 Il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui 

violazione implica, di principio, l'annullamento della decisione resa 

dall'autorità, indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso 

nel merito (cfr. DTF 132 V 387 consid. 5.1 con rinvii; DTAF 2009/36 

consid. 7). Tale doglianza deve quindi essere esaminata prioritariamente 

dall'autorità di ricorso (cfr. DTF 127 V 431 consid. 3d/aa; 124 I 49 

consid. 1). Detto diritto, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., è concretizzato in 

procedura amministrativa federale dagli artt. 18, 26 – 33 e 35 cpv. 1 PA. 

http://links.weblaw.ch/BVGE-2008/23
http://links.weblaw.ch/DTF-133-II-35
http://links.weblaw.ch/DTF-131-II-680

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Pagina 8 

Lo stesso garantisce all'interessato il diritto di esprimersi prima che sia 

resa una decisione sfavorevole nei suoi confronti, il diritto di prendere 

visione dell'incarto, la facoltà di offrire mezzi di prova su fatti suscettibili di 

influire sul giudizio, di esigerne l'assunzione, di partecipare alla loro 

assunzione e di potersi esprimere sulle relative risultanze, nella misura in 

cui esse possano influire sulla decisione (cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1 

con rinvii; sentenze del TF 4A_35/2010 del 19 maggio 2010 consid. 6; 

8C_321/2009 del 9 settembre 2009 consid. 2.3; sentenza del TAF A-

7094/2010 del 21 gennaio 2011 consid. 3.2 con rinvii).  

3.2 La giurisprudenza ha dedotto il dovere per l'autorità di motivare la sua 

decisione dal diritto di essere sentito. A livello procedurale, tale garanzia è 

ancorata all'art. 35 PA. Scopo di ottenere una decisione motivata è che il 

destinatario possa comprendere le ragioni della medesima e, se del caso, 

impugnarla in piena coscienza di causa e che l'autorità di ricorso possa 

esercitare il suo controllo (cfr. DTF 134 I 83 consid. 4.1; 129 I 232 

consid. 3.2 con rinvii; 126 I 97 consid. 2b). È quindi sufficiente che 

l'autorità si esprima sulle circostanze significative atte ad influire in un 

modo o nell'altro sul giudizio di merito. L'autorità non è tuttavia tenuta a 

prendere posizione su tutti i fatti, le censure e i mezzi di prova invocati dal 

ricorrente, ma può limitarsi ad esporre le sole circostanze rilevanti per la 

decisione (cfr. DTF 130 II 530 consid. 4.3; 129 II 232 consid. 3.2; 126 I 97 

consid. 2b; sentenza del TAF A-6258/2010 del 14 febbraio 2011 

consid. 5.2.2 con rinvii; DTAF 2009/35 consid. 6.4.1; RENÉ RHINOW/HEIN-

RICH KOLLER/CHRISTINA KISS/DANIELA THURNHERR/DENISE BRÜHL-MOSER, 

Öffentliches Prozessrecht, 2
a
 ed. 2010, n. 437; LORENZ KNEUBÜHLER, Die 

Begründungspflicht, 1998, pag. 29 segg.). Peraltro, la motivazione non 

deve necessariamente trovarsi nella decisione stessa; essa può anche 

trovarsi in un documento separato che sia stato portato a conoscenza 

dell'interessato o può discendere dal rinvio a una presa di posizione di 

un'altra autorità sempre portata a conoscenza dell'interessato (cfr. DTF 

123 I 31 consid. 2c; 113 II 204 consid. 2; LORENZ KNEUBÜHLER, in: 

Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das 

Verwaltungsverfahren [VwVG], 2008, n. 8 ad art. 35 PA; BLAISE KNAPP, 

Précis de droit administratif, 4
a
 ed. 1991, pag. 150 seg.), basta che il 

destinatario sia in grado di procurarsi i documenti ai quali la decisione 

rimanda (cfr. ADELIO SCOLARI, Diritto amministrativo, Parte generale, 

2002, n. 535 con rinvii). L'ampiezza della motivazione non può tuttavia 

essere stabilita in modo uniforme. Essa va determinata tenendo conto 

dell'insieme delle circostanze della fattispecie e degli interessi della 

persona toccata nonché applicando i principi sviluppati dalla giurispruden-

za del Tribunale federale. La motivazione può anche essere sommaria, 

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Pagina 9 

ma vi si devono perlomeno dedurre gli elementi essenziali sui quali 

l'autorità si è fondata per rendere il proprio giudizio (cfr. SCOLARI, op. cit., 

n. 531 con rinvii).  

A titolo eccezionale, la violazione dell'obbligo di motivazione può essere 

sanata nella procedura di ricorso, se i motivi determinanti sono stati 

addotti in risposta dall'autorità, se il ricorrente ha potuto commentarli in un 

successivo memoriale e, soprattutto, se il potere d'esame della 

giurisdizione competente non è più ristretto di quello dell'istanza inferiore 

(cfr. DTF 126 I 72 consid. 2 con rinvii; 116 V 28 consid. 3; [tra le molte] 

sentenza del TAF A-3925/2009 del 27 febbraio 2012 consid. 4.2.1; KNAPP, 

op. cit., pag. 150 seg.). 

3.3 Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore dopo aver esposto il 

metodo comparativo-statitistico da lei applicato, ha indicato di aver 

accertato i prezzi dei terreni pagati nella regione e risultanti dai pubblici 

registri, puntualizzando di aver già comunicato alle parti i predetti dati. 

Essa ha poi ritenuto che da questi accertamenti risulterebbe per il terreno 

industriale un prezzo medio per gli anni 2006-2011 di 250 franchi/m
2
. 

Tenuto conto del dies aestimandi a fine 2011, essa ha dunque sancito che 

l'indennità di espropriazione ammonterebbe a 280 franchi/m
2 
(= 250 fr./m

2
 

x 1.05 x 1.05 [indicizzazione teorica 5% al 2008]).  

Con scritto 15 aprile 2013, in sede ricorsuale l'autorità inferiore ha poi 

precisato di aver preso come riferimento unicamente le tabelle delle 

contrattazioni del Comune di X._______, poiché più rappresentative, il 

che, visto l'incremento di valore degli ultimi anni, andrebbe a favore degli 

espropriati. Essa ha altresì indicato che per la transazione n. […] 

(particella n. ***
3
 RFD del Comune di X._______) il valore reale al m

2
 

ammonterebbe a 370 franchi/m
2 

anziché 142 franchi/m2, così come 

indicato nelle tabelle. Per quanto attiene invece alla rivendita delle 

particelle n. ***
3
 e n. ***

4 
RFD del Comune di X._______ – sui quali 

sarebbero ubicati alcuni stabili qualificabili di "Abbruchobjekt" – l'autorità 

inferiore ha precisato che il valore di vendita di 583 franchi/m
2 

non 

figurerebbe nelle tabelle, in quanto le stesse riportano soltanto i dati 

concernenti i fondi non edificati. Al riguardo, essa ha precisato che, 

trattandosi di una punta, non va considerato nel calcolo dell'indennizzo. 

La stessa, ha comunque trasmesso i calcoli aggiornati dell'indennità, 

tenuto conto del valore di 370 franchi/m
2 
e

 
di 583 franchi/m

2
, come pure le 

tabelle del Comune di X._______. 

A-1581/2013 

Pagina 10 

3.4 In concreto, sebbene la motivazione della decisione appaia effettiva-

mente piuttosto succinta e a tratti anche insufficiente per la comprensione 

del calcolo delle indennità espropriative – essendo sì esposto il 

ragionamento seguito per il predetto calcolo, ma difettando di fatto un 

riferimento preciso alle tabelle e alle transazioni su cui l'autorità inferiore 

si sarebbe fondata, come pure una spiegazione al riguardo, così come 

giustamente rilevato dalla ricorrente – è qui doveroso constatare che in 

sede ricorsuale quest'ultima ha nondimeno precisato i dati mancanti e 

prodotto la documentazione alla base del calcolo, su cui le parti hanno 

avuto modo di esprimersi ampiamente dinanzi allo scrivente Tribunale. 

Orbene, dal momento che il Tribunale statuente – salvo per quanto 

attiene alle questioni più tecniche di competenza dell'autorità inferiore, 

quale autorità specializzata (cfr. consid. 2.3 del presente giudizio) – 

dispone di un ampio potere di apprezzamento e può, per quanto 

necessario, tenere conto di tutti gli elementi invocati dalla ricorrente, delle 

eventuali lacune presenti nella motivazione della decisione impugnata 

sono chiaramente sanabili in sede ricorsuale. Quand'anche si dovesse 

constatare la violazione del diritto di essere sentito della ricorrente dinanzi 

all'autorità inferiore, la stessa andrebbe pertanto considerata come qui 

sanata. Di conseguenza, la censura della ricorrente è respinta e la 

decisione impugnata non va annullata per questo motivo formale. 

4.  

Nel caso concreto, la ricorrente contesta in sostanza l'indennità di 

espropriazione a lei concessa dall'autorità inferiore, nonché il metodo e le 

basi di calcolo adottati da quest'ultima, censurando altresì l'accertamento 

inesatto delle circostanze di fatto su cui essa si è basata. 

In casu, si tratta dunque di accertare se – tenuto conto delle circostanze 

concrete, nonché dei principi qui applicabili (cfr. consid. 5 del presente 

giudizio) – gli importi concessi dall'autorità inferiore a titolo d'indennità 

espropriativa appaiono adeguati e proporzionali rispetto ai diritti 

espropriati e ai danni subiti dalla ricorrente, ciò che implica altresì di 

verificare se quest'ultima ha accertato correttamente la fattispecie alla 

base della propria decisione (cfr. consid. 6 del presente giudizio). 

5.  

5.1 Giusta l'art. 16 LEspr, l'espropriazione non può aver luogo che verso 

piena indennità. Ciò indicato, nell'esame del patrimonio dell'espropriato, 

l'indennità non deve condurre né ad un impoverimento né ad un arricchi-

mento. Essa deve collocare l'espropriato in una situazione economica-

mente equivalente a quella di cui avrebbe beneficiato senza l'espropria-

A-1581/2013 

Pagina 11 

zione (cfr. DTF 95 I 453 consid. 2; 93 I 554 consid. 3; sentenza del TAF A-

3440/2012 del 21 gennaio 2014 consid. 5.1.1; HEINZ HESS/HEINRICH 

WEIBEL, Das Enteignungsrecht des Bundes, vol. I, 1986, n. 4 ad art. 16 

LEspr; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. III, 1992, pag. 413).  

5.2 Giusta l'art. 19 LEspr, nel fissare l'indennità devono essere tenuti in 

conto tutti i pregiudizi subiti dall'espropriato per effetto dell'estinzione o 

della limitazione dei suoi diritti. L'indennità comprende quindi (lett. a) 

l'intero valore venale del diritto espropriato; (lett. b) inoltre, nel caso di 

espropriazione parziale di un fondo o di più fondi economicamente 

connessi, l'importo di cui il valore venale della frazione residua viene ad 

essere diminuito; (lett. c) l'ammontare di tutti gli altri pregiudizi subiti 

dall'espropriato, in quanto essi possano essere previsti, nel corso 

ordinario delle cose, come una conseguenza dell'espropriazione. 

5.3 Il diritto all'indennizzo presuppone tuttavia che in corrispondenza del 

pregiudizio avanzato dall'espropriato – indipendentemente dalla sua 

natura – sussista un nesso di causalità naturale e adeguata con la 

soppressione, la modifica, il trasferimento del diritto espropriato 

(cfr. MOOR, op. cit., pag. 415; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN/CHRISTINE GUY-

ECABERT, Aménagement du territoire, construction, expropriation, 2001, 

n. 1137; RAPHAËL EGGS, Les « autres préjudices » de l'expropriation, 

2013, n. 649 e segg.). Secondo il corso ordinario delle cose e 

dell'esperienza generale della vita, l'espropriazione deve essere propria a 

produrre un effetto del genere di quello che si è realizzato. Il mancato 

reddito è indennizzato soltanto nella misura in cui, senza l'espropriazione, 

lo stesso si sarebbe realizzato con certezza, o almeno con alta 

verosimiglianza. Una semplice probabilità o aspettativa, fondata su delle 

considerazioni congiunturali o economiche, o su delle previsioni future 

senza fondamenti precisi, non basta (ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. 

cit., n. 1138). In assenza di detto nesso di causalità, per l'espropriato non 

sussiste pertanto alcun diritto all'indennizzo (cfr. sentenza del TAF A-

8333/2010 del 29 aprile 2013 consid. 3.4, confermata dal TF con 

sentenza 1C_572/2013 del 30 settembre 2013).  

5.4 Ai fini del calcolo dell'indennità espropriativa, giusta l'art. 19
bis

 cpv. 1 

LEspr, la data determinante (dies aestimandi) è quella dell'udienza di 

conciliazione. Detta data fissa le circostanze di fatto e di diritto sulla base 

delle quali la stima deve fondarsi. Essa concerne i tre elementi del 

pregiudizio elencati all'art. 19 lett. a, b e c LEspr (cfr. DTF 121 II 350 

consid. 5d; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1167). 

A-1581/2013 

Pagina 12 

5.5  

5.5.1 Per costante giurisprudenza, per stabilire il valore venale di un 

terreno deve prevalere il metodo statistico-comparativo. Esso si fonda sul 

confronto dei prezzi pagati per beni simili e in analoga situazione poco 

prima del dies aestimandi (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3a; sentenze del TF 

1E.14/2006 del 6 agosto 2007 consid. 4.1; 1A.159/2001 del 16 aprile 

2002 consid. 3.1). In base a questo metodo, all'espropriato viene 

riconosciuto l'importo che avrebbe oggettivamente potuto conseguire 

vendendo la particella espropriata sul libero mercato a un qualsiasi 

potenziale acquirente (cfr. DTF 122 II 246 consid. 4; 122 II 337 

consid. 5a; 115 Ib 408 consid. 2c; 114 Ib 286 consid. 7; sentenza del TF 

1A.28/2005 del 29 luglio 2005 consid. 2.2, in: RtiD 2006 I; sentenza del 

TAF A-7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.1).  

5.5.2 L'applicazione del metodo statistico-comparativo non presuppone 

che i fondi considerati siano identici riguardo a situazione, dimensione, 

qualità, grado di urbanizzazione e possibilità di sfruttamento. Occorre 

solo che essi siano paragonabili. Di eventuali differenze (caratteristiche 

positive o negative) delle particelle può essere infatti tenuto conto anche 

mediante adeguamenti dei prezzi. Nella misura in cui presentino 

caratteristiche simili, nemmeno occorre che le particelle siano ubicate 

nello stesso quartiere (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3a; 122 II 246 consid. 4; 

sentenza del TF 1A.28/2005 del 29 luglio 2005 consid. 2.2 seg.; sentenza 

del TAF A-7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.2 con rinvii; ZEN-

RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1170 segg.). Dal profilo temporale è 

quindi di per sé possibile considerare anche negozi giuridici precedenti 

l'anno della data determinante (dies aestimandi) o che concernono fondi 

in situazioni e dalle caratteristiche paragonabili ma ubicati in comparti 

territoriali più distanti o eventualmente in Comuni vicini (cfr. sentenza del 

TF 1E.14/2006 del 6 agosto 2007 consid. 4.2 con rinvii). Anche la 

disponibilità limitata di contrattazioni quale termine di paragone non basta 

infine a giustificarne una mancata applicazione. A condizione che siano 

esaminati accuratamente e non risulti che circostanze insolite abbiano 

influito sulla conclusione di un contratto, anche singoli confronti possono 

permettere conclusioni sul livello generale dei prezzi ed essere quindi 

presi in considerazione per fissare l'indennità (cfr. DTF 122 I 168 

consid. 3a; sentenza del TF 1A.28/2005 del 29 luglio 2005 consid. 2.3; 

sentenza del TAF A-7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.2 con rinvii; 

ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1170 segg.).  

5.5.3 Nella stima del valore venale devesi tenere equo conto altresì della 

possibilità di un miglior uso del fondo (art. 20 cpv. 1 LEspr), sempre che 

A-1581/2013 

Pagina 13 

siano, alla data determinante, realmente attuabili o perlomeno imminenti 

(cfr. DTF 134 II 49 consid. 13.3; 129 II 470 consid. 6.1). Per contro, 

semplici offerte, prezzi discussi durante le trattative o stabiliti da persone 

toccate dall'espropriazione e che per essa reclamano un'indennità non 

costituiscono un valido termine di paragone ai fini della fissazione del 

risarcimento (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3c; sentenza del TAF A-

7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 5.2). Lo stesso vale altresì per i 

valori estremi opposti, che si trovano ben al di sopra o al di sotto della 

media, gli stessi potendo potenzialmente falsare il calcolo del valore 

medio applicabile ad un determinato fondo. Detti valori, pur non potendo 

essere del tutto esclusi a priori, vanno apprezzati con particolare riguardo 

(cfr. HESS/WEIBEL, op. cit. n. 87 ad art. 19 LEspr).  

5.6 Le parti hanno altresì la facoltà di concludere accordi su tutte le 

questioni inerenti l'espropriazione. Gli accordi stipulati in forma scritta 

dopo il deposito degli atti e l'apertura della procedura di espropriazione 

sono contratti espropriativi di diritto amministrativo retti dal diritto 

pubblico. Quelli stipulati prima dell'attivazione della procedura di 

espropriazione sono invece contratti di diritto privato retti dal diritto civile e 

dunque soggetti alla relativa giurisdizione (cfr. MARGHERITA DE 

MORPURGO, Uno sguardo sull'espropriazione formale, in: Commissione 

ticinese per la formazione permeante dei giuristi, Temi scelti di diritto 

espropriativo, n. 44, 2009, pag. 10 con rinvii; NICOLAS MICHEL, Droit de la 

construction, 2
a
 ed. 1997, n. 1700 segg.; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, 

op. cit., n. 1325 segg.; MOOR, op. cit., pag. 427; ANDRÉ GRISEL, Traité de 

droit administratif, vol. II, 1984, pag. 762 segg.). Per quanto concerne 

l'indennizzo, l'art. 54 cpv. 1 LEspr sancisce che un accordo sull'indennità 

intervenuto dopo l'inizio della procedura d'espropriazione, ma fuori 

dell'udienza di conciliazione, vincola le parti solo quando sia stato 

conchiuso in forma scritta. Ciò precisato, incombe alla CFS, o all'autorità 

davanti alla quale la causa era pendente prima del termine della 

procedura, di decidere in prima istanza sul carattere vincolante di una 

transazione conclusa dopo l'apertura della procedura espropriativa 

(cfr. DTF 114 Ib 142 consid. 3b/dd; 108 Ib 374 consid. 2; ZEN-

RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1327). Sebbene il contratto d'espro-

priazione non costituisca una transazione giudiziaria, lo stesso esplica i 

medesimi effetti di una decisione della CFS (cfr. ZEN-RUFFINEN/GUY-

ECABERT, op. cit., n. 1330 con rinvii; GRISEL, op. cit., pag. 764). 

 

 

A-1581/2013 

Pagina 14 

6.  

6.1 Stabiliti i principi applicabili, per avere un quadro generale della 

situazione, qui di seguito vengono riassunte in dettaglio le circostanze 

ritenute dall'autorità inferiore, nonché le censure sollevate dalle parti. 

6.1.1 Nella decisione impugnata, partendo dal presupposto che con 

l'accordo 12/28 agosto 2008 le parti avrebbero definito le indennità per 

l'espropriazione parziale delle particelle n. ***
1
 (fr. 49'540) e n. ***

2
 

(fr. 112'450) RFD del Comune di X._______, l'autorità inferiore ha ritenuto 

che – vista l'espropriazione totale del fondo n. ***
2
 – l'indennità di 

87'740 franchi per occupazione temporanea e inconvenienti veniva a 

decadere. Ciò posto, essa ha indicato di dover ancora stabilire 

l'ammontare dell'indennità per l'estensione dell'espropriazione agli 865 m
2
 

della particella n. ***
2
. Per il calcolo di detto indennizzo, richiamati i 

principi relativi al metodo comparativo-statitistico, l'autorità inferiore ha 

indicato di aver accertato i prezzi dei terreni pagati nella regione e 

risultanti dai pubblici registri dei quali sarebbe stata data comunicazione 

alle parti. La stessa indica che dagli accertamenti per il terreno industriale 

risulterebbe un prezzo medio per gli anni 2006-2011 di 250 franchi/m
2
. 

Tenuto conto del dies aestimandi a fine 2011 si avrebbe un valore 

indicizzato pari a 280 franchi/m
2
 (= 250 fr./m

2
 x 1.05 x 1.05). L'indennità 

per l'espropriazione totale dei rimanenti 865 m
2
 della particella n. ***

2
 

ammonterebbe pertanto a 242'200 franchi (= 865 m
2
 x 280 fr./m

2
). 

6.1.2 In completo disaccordo con quanto precede, la ricorrente indica 

innanzitutto che la superficie espropriata della particella n. ***
2
 RFD del 

Comune di X._______ sarebbe di 877 m
2
 e non di soli 865 m

2
. Ciò 

precisato, essa sostiene che nell'accordo 12/28 agosto 2008 ratificato 

dall'UFT con decisione 19 settembre 2008 sarebbe stato concordato il 

versamento di una indennità omnicomprensiva di 260'000 franchi per tutti 

i pregiudizi da indennizzare ex art. 19 LEspr, senza alcuna precisazione 

in merito alla ripartizione di tale importo tra le particelle n. ***
2
 e n. ***

1
 

RFD del Comune di X._______. Non avendo mai accettato la ripartizione 

proposta dalla controparte, l'autorità inferiore sarebbe caduta in un 

manifesto errore e in una violazione del principio della buona fede nel 

considerare il contrario. Contrariamente a quanto ritenuto dall'autorità 

inferiore, l'importo di 87'740 franchi proposto dalla controparte non si 

riferirebbe alla sola occupazione temporanea della particella n. ***
2
, bensì 

anche del fondo n. ***
1
. La decisione di far decadere dal predetto accordo 

detto importo per occupazione temporanea e inconvenienti della particella 

n. ***
2
 sarebbe pertanto errata, arbitraria, contraria al diritto ed 

insostenibile. In ogni caso, essa non avrebbe mai accettato un indennizzo 

A-1581/2013 

Pagina 15 

di soli 20 franchi/m
2
 così come risultante dalla ripartizione proposta dalla 

controparte, la stessa avendo sempre fatto valere un importo di 

400 franchi/m
2
. 

Essa ritiene poi che dalle contrattazioni citate al punto 10.5 del suo 

ricorso, ma non considerate dall'autorità inferiore, risulterebbe che 

l'indennizzo da lei richiesto di 400 franchi/m
2
 sarebbe del tutto giustificato: 

parecchi terreni, con analoghe caratteristiche a quello espropriato, 

sarebbero infatti stati venduti dopo il 2000 a dei prezzi superiori ai 

400 franchi/m
2
. A suo avviso, tenendo conto delle tabelle riguardanti i 

terreni venduti nel Comune di X._______ (doc. EE), di U._______ 

(doc. GG) e di V._______ (doc. FF), tutti riferiti al periodo 2006-2011 e a 

terreni posti in zona industriale, nonché del valore metrico medio 

risultante per detti tre Comuni, in applicazione dello stesso fattore di 

indicizzazione usato dall'autorità inferiore (e meglio, X._______: fr. 290.69 

[= fr. 263.67 x 1.05 x 1.05]; V._______: fr. 304.03 [= fr. 275.77 x 1.05 x 

1.05]; U._______: fr. 320.33 [= fr. 290.69 x 1.05 x 1.05]) risulterebbe 

invero un valore metrico medio di almeno 305 franchi (= [fr. 290.69 + 

fr. 304.03 + fr. 320.33] : 3) e non di soli 280 franchi come preteso a torto 

dall'autorità inferiore. Essa postula pertanto un indennizzo di almeno 

400 franchi/m
2
 e, a titolo sussidiario, di almeno 305 franchi/m

2
. 

6.1.3 Al riguardo, la controparte indica che la superficie espropriata della 

particella n. ***
2
 RFD del Comune di X._______ ammonta effettivamente 

a 877 m
2
. Ciò precisato, essa rileva che se è vero che la stessa avrebbe 

proceduto a suddividere l'importo pattuito in modo da definire i prezzi per 

le singole transazioni, tuttavia è altrettanto vero che le parti avrebbero 

sempre discusso dei prezzi riferiti al m
2
 per l'indennizzo espropriativo. In 

ogni caso, l'importo di 87'740 franchi non si riferirebbe anche alla 

particella n. ***
1
, bensì unicamente alla particella n. ***

2
, lei sola oggetto di 

occupazione temporanea. Poiché la particella n. ***
2
 non sarebbe più 

oggetto di occupazione temporanea, bensì di espropriazione definitiva, ci 

si troverebbe dinanzi ad una modifica sostanziale dell'accordo che 

andrebbe adattato di conseguenza, definendo una ripartizione dell'inden-

nità sulla base di elementi oggettivi. La sua proposta di suddivisione, 

considerato un prezzo di 260 franchi/m
2
, ricalcherebbe la volontà delle 

parti al momento della conclusione dell'accordo e terrebbe conto dell'im-

porto di cui il valore venale della frazione residua verrebbe ad essere 

diminuito. Del resto, la proposta dell'avvocato della ricorrente contenuta 

nel messaggio di posta elettronica del 24 marzo 2010 ammonterebbe a 

soli 180 franchi/m
2
. Ciò indicato, essa ritiene che il calcolo dell'autorità 

inferiore sia corretto e che sarebbe a torto che la ricorrente invocherebbe 

A-1581/2013 

Pagina 16 

le contrattazioni più vantaggiose per se stessa, dimenticando quelle 

meno costose per giustificare la sua richiesta di 400 franchi/m
2
. 

6.1.4 Dal canto suo, l'autorità inferiore ha rinunciato a prendere posizione, 

precisando soltanto che per il calcolo dell'indennità essa si sarebbe 

basata sulle sole tabelle del Comune di X._______. Essa ha altresì 

rilevato un errore nelle predette tabelle, indicando che la particella n. ***
3
 

RFD del Comune di X._______, oggetto della transazione n. […], 

avrebbe invero una superficie di soli 2831 m
2
 cosicché il prezzo di vendita 

ammonterebbe a 370 franchi/m
2
 e non a 142 franchi/m

2
. Per quanto 

attiene alla rivendita in data 21 dicembre 2011 della particella n. ***
3
 

unitamente alla particella n. ***
4
 RFD del Comune di X._______, il cui 

valore di 583 franchi/m
2 

non è riportato nelle tabelle, poiché le stesse 

riportano solo i dati dei fondi non edificati (su detto fondo sarebbero 

presenti alcuni stabili qualificabili di "Abbruchobjekt", l'autorità inferiore ha 

precisato che, trattandosi di una punta, non andrebbe considerato nel 

calcolo dell'indennizzo. Essa ha poi prodotto i calcoli aggiornati 

dell'indennità, tenuto conto del valore di 370 franchi/m
2 

e
 

di 

583 franchi/m
2
. 

6.2 Da quanto precede, risulta chiaramente che litigiosa è non solo 

l'indennità attribuita alla ricorrente dall'autorità inferiore per l'espropria-

zione parziale definitiva della particella n. ***
2
 RFD del Comune di 

X._______, in rapporto all'ampliamento dell'espropriazione legata allo 

spostamento dell'elettrodotto, ma anche l'accordo espropriativo stipulato 

tra le parti in data 12/28 agosto 2008 dinanzi all'UFT, segnatamente per 

quanto attiene all'indennità per occupazione temporanea della predetta 

particella n. ***
2
, che l'autorità inferiore ha ritenuto come superata.  

In tali circostanze, per pronunciarsi sull'indennità concessa alla ricorrente 

dall'autorità inferiore (cfr. considd. 6.4 e 6.5 che seguono), occorre 

preliminarmente esaminare il predetto accordo espropriativo (cfr. con-

sid. 6.3 che segue), al fine di stabilirne con precisione il contenuto e la 

portata, e meglio (i) quanto pattuito dalle parti e la validità dell'accordo, (ii) 

se le stesse hanno previsto una ripartizione dell'indennizzo tra le 

particelle n. ***
1
 e n. ***

2
 RFD del Comune di X._______ e (iii) se è a 

giusta ragione che l'autorità inferiore ha ritenuto come superata 

l'indennità per occupazione temporanea della predetta particella n. ***
2
. 

6.3  

6.3.1 Ciò premesso, da un esame dell'accordo espropriativo in questione 

(cfr. doc. B allegato all'atto n. 1 dell'inc. CFS), emerge chiaramente che le 

A-1581/2013 

Pagina 17 

parti si sono accordate non solo sull'estensione dell'espropriazione delle 

particelle n. ***
1
 e n. ***

2
 RFD del Comune di X._______, ma anche su un 

indennizzo omnicomprensivo, contro ritiro da parte della ricorrente della 

propria opposizione al progetto, nei termini seguenti: 

"[…] Per l'acquisizione definitiva, l'occupazione temporanea ed in 

genere per gli inconvenienti derivanti dal progetto, le FFS verseranno 

ad inizio lavori sulle superfici indicate al punto 2 un'indennità 

omnicomprensiva di CHF 260'000.00. Nella misura in cui, a seguito di 

ritardi nell'inizio dei lavori, l'indennità non fosse versata entro il 

1 giugno 2010, le FFS verseranno a A._______ gli interessi a fare 

tempo da tale data (gli interessi saranno calcolati secondo il saggio 

corrente a quel momento e sull'importo di CHF 260'000). Le parti si 

impegnano sin d'ora a sottoscrivere la documentazione e gli accordi 

necessari al trapasso di proprietà […]". 

Di tale accordo concluso posteriormente all'avvio della procedura d'espro-

priazione – ma prima di addire la CFS – l'UFT ne ha preso atto nella 

propria decisione d'approvazione dei piani del 19 settembre 2008, in 

particolar modo constatando il ritiro dell'opposizione al progetto ferroviario 

e, nel contempo, la sussistenza di un problema d'estensione dell'espro-

priazione, senza tuttavia pronunciarsi né sulla necessità di un tale 

ampliamento, né sull'indennizzo espropriativo pattuito dalle parti 

(cfr. citata decisione, pag. 146 seg.), così come glie lo permette il diritto in 

vigore. Orbene, un tale accordo espropriativo espressamente previsto 

dalla legge (art. 54 cpv. 1 LEspr) ed esplicante i medesimi effetti di una 

decisione, è stato concluso validamente dalle parti (cfr. consid. 5.6 del 

presente giudizio).  

Per quanto attiene all'indennità ivi pattuita, lo scrivente Tribunale non può 

che constatare come il predetto accordo non definisca per niente la 

ripartizione dell'importo 260'000 franchi tra le particelle n. ***
1
 e n. ***

2
 

RFD del Comune di X._______. Se infatti è vero che agli atti figurano gli 

scritti della controparte proponente una siffatta ripartizione (cfr. doc. G 

allegato all'atto n. 1 dell'inc. CFS), è anche vero che nulla indica che la 

ricorrente fosse d'accordo con quest'ultima. La nozione di "indennità 

omnicomprensiva" è chiara: di fatto, si tratta di un indennizzo totale per 

ogni pretesa derivante dall'esproprio delle particelle n. ***
1
 e n. ***

2
, così 

come definito al punto 2 del predetto accordo (superfici indicate nei piani 

allegati). È dunque a torto che l'autorità inferiore ha dato per acquisito che 

la ricorrente fosse d'accordo con la ripartizione proposta dalla 

controparte, concludendo con l'annullamento dell'indennizzo pari a 

87'740 franchi per l'occupazione temporanea della particella n. ***
2
 RFD 

A-1581/2013 

Pagina 18 

del Comune di X._______. La stessa avrebbe dovuto invero esaminarne 

la validità e constatare l'assenza di ripartizione dell'indennizzo pattuito.  

Ora, le conclusioni della controparte tendenti a sollevare una modifica 

sostanziale del predetto accordo appaiono piuttosto tardive, giacché 

vengono sollevate per la prima volta soltanto in sede ricorsuale. 

Un'eventuale contestazione dell'accordo pattuito a suo tempo avrebbe 

dovuto avere luogo, se non direttamente dinanzi all'UFT (cfr. consid. 5.6 

del presente giudizio), perlomeno dinanzi all'autorità inferiore e non 

dinanzi allo scrivente Tribunale. Ad ogni modo, non si vede alcun motivo 

di seguire la tesi asserita dalla controparte e attardarsi ulteriormente sul 

predetto accordo. Su questo punto, il ricorso va pertanto accolto. 

6.3.2 In merito alla censura della violazione del principio della buona fede 

in rapporto alla valutazione del predetto accordo espropriativo da parte 

dell'autorità inferiore, si rileva quanto segue. 

Il principio della buona fede ancorato all'art. 2 CC nonché all'art. 9 Cost. e 

valido per l'insieme dell'attività dello Stato, conferisce all'amministrato, a 

certe condizioni, il diritto di esigere dalle autorità che si conformino alle 

promesse o alle assicurazioni fattegli e che non tradiscano la fiducia 

posta in esse (cfr. DTF 131 II 627 consid. 6.1; 130 I 26 consid. 8.1; 129 I 

161 consid. 4; [tra le tante] sentenza TAF A-2878/2013 del 21 novembre 

2013 consid. 5.3 con i numerosi rinvii). Tale principio si suddivide in tre 

corollari: il divieto di comportamento contraddittorio, il divieto dell'abuso di 

diritto e la protezione della fiducia (cfr. sentenza del TAF A-5453/2009 del 

6 aprile 2010 consid. 7.1). Secondo la giurisprudenza, un'indicazione o 

una decisione dell'amministrazione possono obbligare quest'ultima ad 

acconsentire ad un amministrato di appellarvisi, quand'anche esse 

risultassero errate, a condizione che (a) l'autorità sia intervenuta in una 

situazione concreta nei confronti di una persona determinata, (b) che 

abbia agito nei limiti delle sue competenze o presunte tali, (c) che l'ammi-

nistrato non abbia potuto rendersi conto immediatamente dell'erroneità 

dell'indicazione ricevuta, (d) che in base a tale indicazione quest'ultimo 

abbia preso disposizioni concrete alle quali egli non potrebbe rinunciare 

senza subire un pregiudizio, infine (e) che la regolamentazione in materia 

non sia cambiata posteriormente al momento in cui l'autorità ha formulato 

il suo avviso (cfr. [tra le tante] DTF 131 II 627 consid. 6.1 con rinvii; [tra le 

tante] sentenza del TAF A-2878/2013 del 21 novembre 2013 consid. 5.3 

con i numerosi rinvii). 

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Pagina 19 

In concreto, in assenza di rassicurazioni concrete dell'autorità inferiore in 

rapporto all'indennità o all'accordo espropriativo ai sensi della summen-

zionata giurisprudenza, la censura sollevata dalla ricorrente appare priva 

di pertinenza e per nulla fondata. Come visto poc'anzi (cfr. consid. 6.3.1 

del presente giudizio), invero si è in presenza di un apprezzamento errato 

del citato accordo da parte dell'autorità inferiore e non già di una viola-

zione del principio della buona fede. Tale censura va pertanto respinta. 

6.4 Ciò sancito, rimane da esaminare l'indennità attribuita dall'autorità 

inferiore per l'ampliamento dell'espropriazione della particella n. ***
2
 RFD 

del Comune di X._______, in nesso allo spostamento dell'elettrodotto.  

6.4.1 In proposito, va qui dapprima rilevato come dagli atti dell'incarto 

risulti effettivamente che la superficie espropriata della particella n. ***
2
 

RFD del Comune di X._______ è di 877 m
2
, così come sottolineato sia 

dalla ricorrente, che dalla controparte. Le parti concordando 

sull'estensione dell'espropriazione, rimane litigioso soltanto il valore 

medio d'indennizzo al m
2
. Ad ogni modo, dal momento che al punto 4 del 

dispositivo della decisione impugnata è stato chiaramente indicato che 

l'indennizzo avrebbe potuto essere corretto – verso l'alto o verso il basso 

– in funzione della superficie effettivamente espropriata, a misurazione 

ultimata (superiore o inferiore di 877 m
2
), tale dato non è comunque qui 

decisivo per il calcolo dell'indennizzo.  

6.4.2 Per quanto attiene al calcolo dell'indennizzo, si osserva come l'auto-

rità inferiore si sia fondata soltanto sulle tabelle dell'USTAT concernenti il 

Comune di X._______ e le transazioni concernenti i fondi a connotazione 

industriale e artigianale ivi indicate, che si avvicinano di più alla particella 

n. ***
2
 RFD del Comune di X._______. Poiché il fondo in oggetto è 

ubicato nel Comune di X._______, tale modo di procedere appare 

corretto e del tutto giustificato (cfr. consid. 5.5.2 del presente giudizio). Le 

censure sollevate dalla ricorrente, non indicando per quale motivo 

l'autorità inferiore avrebbe dovuto tenere conto di altre tabelle, non sono 

idonee ad inficiare il ragionamento della CFS, di modo che vanno 

respinte. 

6.4.3 Altra è invece la questione del periodo temporale preso in 

considerazione dall'autorità inferiore. Se è vero che per l'applicazione del 

metodo statistico-comparativo è possibile tener conto non solo delle 

transazioni intervenute poco prima del dies aestimandi, ma anche di 

quelle intervenute negli anni antecedenti (cfr. consid. 5.5.2 del presente 

giudizio), d'altro canto il periodo preso in considerazione deve essere 

A-1581/2013 

Pagina 20 

ragionevolmente limitato. Generalmente la giurisprudenza ha ammesso la 

presa in considerazione di un periodo di 3-4 anni precedente il dies 

aestimandi (cfr. DTF 122 II 337 consid. 5; sentenza del TF 1A.28/2005 del 

29 luglio 2005 consid. 2.3; sentenza del TAF A-7495/2007 del 19 maggio 

2007 consid. 6). Nel caso che qui ci occupa, l'autorità inferiore ha tuttavia 

tenuto conto delle transazioni intervenute tra il 2006 e il 2011, ovvero in 

un periodo di ben 6 anni e non di soli 4 anni come da lei erroneamente 

indicato nella decisione impugnata. Il periodo da lei ritenuto non tiene 

dunque conto dei principi richiamati poc'anzi. In casu, converrebbe piutto-

sto tenere conto di un periodo massimo di 4 anni, e meglio, delle 

contrattazioni intervenute tra il 2008 e il 2011 (ovvero delle 9 transazioni 

registrate nelle tabelle dell'USTAT per la zona industriale e artigianale). 

Un periodo di 4 anni appare qui appropriato, se si considera inoltre che 

nelle tabelle riguardanti il Comune di X._______, per gli anni 2009 e 2011 

non figura alcun dato per i terreni a connotazione industriale e/o 

artigianale. 

6.4.4 In merito alla correttezza dei dati riportati nelle tabelle dell'USTAT 

del Comune di X._______ va poi precisato quanto segue. 

6.4.4.1 Come giustamente sollevato dall'autorità inferiore, nelle predette 

tabelle risulta un errore in rapporto alla transazione n. […] concernente la 

particella n. ***
3
 RFD del Comune di X._______. Tenuto conto della 

corretta superficie venduta di soli 2'831 m
2
, il prezzo di vendita ammonta 

di fatto a 370 franchi/m
2
 e non a 142 franchi/m

2
.  

6.4.4.2 Per il dato relativo alla particella n. ***
5
 RFD del Comune di 

X._______ venduta ad un prezzo di 391.13 franchi/m
2
, che secondo la 

ricorrente varrebbe invero 500 franchi/m
2
 – tenuto conto che, oltre a 

pagare il prezzo citato, l'acquirente si sarebbe pure assunto l'onere del 

pagamento dei contributi di miglioria pretesi dal Comune di X._______ – 

lo scrivente Tribunale non può invece che rilevare come tale dato di fatto 

non risulti dalle tabelle ufficiali e neppure sia stato comprovato dalla 

ricorrente, tant'è che agli atti difetta la copia del contratto di 

compravendita a cui essa fa riferimento nel proprio gravame.  

Ora, il contributo di miglioria (in tedesco "Vorzugslast" o "Mehrwertab-

gabe", in francese "contribution de plus-value" o "charge de préférence") 

può essere definito come compenso obbligatorio pagato all'ente pubblico 

in occasione dell'esecuzione di un'opera o di un'attività di interesse 

pubblico che genera vantaggi economici particolari a favore di una deter-

minata cerchia di persone (cfr. ADELIO SCOLARI, Tasse e contributi di 

A-1581/2013 

Pagina 21 

miglioria [di seguito: Contributi di miglioria], 2005, n. 159 segg. con rinvii; 

MOOR, op. cit., pag. 311 seg.; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit.; 

n. 172; PETER HÄNNI, Planungs-, Bau- und besonderes Umweltschutz-

recht, 5
a
 ed., 2008, pag. 281 seg.). Si tratta di regola di un contributo 

unico, calcolato secondo la spesa da coprire e messo a carico di coloro 

che ne traggono vantaggio in una proporzione corrispondente all'impor-

tanza economica risentita (cfr. SCOLARI, Contributi di miglioria, n. 159). Un 

tale vantaggio particolare sussiste ad esempio nel caso di opere di 

urbanizzazione generanti le premesse per l'edificazione dei fondi 

(cfr. SCOLARI, Contributi di miglioria, n. 203). Ne discende, che di fatto il 

contributo di miglioria non ha nulla a che vedere con il prezzo di vendita 

di un fondo, lui dipendente dalla volontà dell'acquirente e del venditore. 

Per questo motivo, quand'anche il venditore proponga un prezzo più bas-

so in previsione dei contributi di miglioria che l'acquirente dovrà versare, 

tale circostanza è ininfluente, essendo determinante il prezzo di vendita 

effettivo registrato e non un valore ipotetico o le speculazioni delle parti.  

Tenuto conto delle presenti precisazioni, lo scrivente Tribunale non rileva 

alcun elemento atto ad inficiare la validità delle predette tabelle. 

6.4.5 In merito alle transazioni invocate dalla ricorrente al punto 10.5 del 

suo gravame, va qui rilevato – come giustamente sollevato dalla 

controparte – che non basta invocare soltanto i dati più convenienti, 

facendo astrazione delle altre transazioni avvenute nel medesimo periodo 

e per giunta senza indicare la fonte da cui sono stati estrapolati i dati e i 

motivi precisi per cui dovrebbero applicarsi per analogia al suo fondo. 

Non si vede inoltre per quale motivo per il fondo in oggetto si dovrebbero 

prendere in considerazione i dati dei Comuni di V._______, W._______, 

U._______ o T._______, la ricorrente non avendo minimamente 

sostanziato in che i fondi venduti in detti Comuni sarebbero simili al suo. 

Un riferimento alle sole tabelle del Comune di X._______ – come già 

indicato (cfr. consid. 6.4.2 del presente giudizio) – appare qui appropriato. 

Poiché solo i dati concernenti gli ultimi 4 anni precedenti il dies 

aestimandi sono qui pertinenti, i dati più vecchi non entrano in ogni caso 

in linea di conto.  

6.4.6 Riguardo poi alla richiesta di mettere a carico della controparte gli 

eventuali contributi di miglioria in rapporto alla realizzazione della strada 

Z._______, a carico della particella n. ***
2
 RFD del Comune di 

X._______, segnalato dalla ricorrente con scritto 14 ottobre 2013, lo 

scrivente Tribunale non può che constatare come tale richiesta esuli 

dall'oggetto del presente gravame e sia qui irricevibile, dal momento che 

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Pagina 22 

detti contributi concernono una procedura di imposizione ai contributi di 

miglioria posteriore al dies aestimandi (cfr. doc. HH prodotto dalla 

ricorrente), ovvero la data determinante per il calcolo dell'indennità 

d'espropriazione (cfr. consid. 5.4 del presente giudizio). Per questo 

motivo, lo scrivente Tribunale non entra nel merito al riguardo. 

6.5 In definitiva – visto quanto constatato poc'anzi – il calcolo dell'inden-

nizzo va chiaramente rivisto e corretto tenendo conto delle tabelle 

dell'USTAT del Comune di X._______, con i dati qui corretti concernenti i 

terreni industriali e artigianali che si riferiscono agli anni 2008-2011. 

Inoltre, sarebbe altresì opportuno tenere conto dei correttivi verso il basso 

e verso l'alto del prezzo considerato, elementi che in apparenza non 

risultano essere stati sviluppati o perlomeno spiegati dall'autorità inferiore, 

mancando nella decisione impugnata ogni riferimento alla situazione 

concreta dei fondi espropriati. Ciò precisato, dal momento che l'autorità 

inferiore dispone delle necessarie competenze tecniche per approfondire 

i calcoli e – nella misura in cui essa lo reputi necessario – per accertare 

ulteriormente la natura dei fondi espropriati e le loro particolarità, appare 

qui opportuno lasciare a quest'ultima il calcolo dell'indennizzo (cfr. art. 61 

cpv. 1 PA). Per questi motivi – per quanto ricevibile – il ricorso va accolto 

e la causa rinviata all'autorità inferiore affinché ricalcoli l'indennità di 

espropriazione parziale definitiva della particella n. ***
2
 RFD del Comune 

di X._______, senza riduzione alcuna dell'indennità pattuita dalle parti 

con accordo 12/28 agosto 2008. 

7.  

Non da ultimo, lo scrivente Tribunale rileva che la fattispecie in esame 

appare chiara e gli atti dell'incarto risultano completi. Le parti hanno poi 

già avuto ampiamente modo di esprimersi, presentando esaustivamente 

le loro pretese e argomentazioni. In tali circostanze, tenuto altresì conto 

che la causa deve essere rinviata all'autorità inferiore per nuovo calcolo 

dell'indennizzo, il Tribunale statuente ritiene che l'assunzione degli 

ulteriori mezzi di prova postulati dalla ricorrente – e meglio, la richiesta di 

sopralluogo, di perizie, nonché d'audizione testimoniale – sia ininfluente 

ai fini del giudizio, motivo per cui non vi è alcuna ragione di dar loro 

seguito (art. 12 PA a contrario). 

8.  

Nel contesto della presente vertenza, la questione delle spese e delle 

ripetibili è regolata dagli art. 114 segg. LEspr (cfr. sentenze del TAF A-

8433/2007 del 3 novembre 2009 consid. 10; A-4676/2007 dell'11 dicem-

bre 2007 consid. 8; A-996/2007 del 9 agosto 2007 consid. 7 con rinvii). 

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Pagina 23 

Giusta l'art. 116 cpv. 1 LEspr, le spese e le ripetibili sono di regola poste a 

carico dell'espropriante. Se le conclusioni dell'espropriato vengono 

respinte totalmente, si può procedere ad una diversa ripartizione. In ogni 

caso, le spese provocate inutilmente sono addossate a chi le ha cagiona-

te. Le parti che chiedono la rifusione di ripetibili e gli avvocati devono 

presentare al Tribunale, prima della pronuncia della decisione, una nota 

particolareggiata delle spese. Il Tribunale fissa l'indennità dovuta alla 

parte e quella dovuta agli avvocati d'ufficio sulla base della nota partico-

lareggiata delle spese. Se quest'ultima non è stata inoltrata, il Tribunale 

fissa l'indennità sulla base degli atti di causa (cfr. art. 14 del Regolamento 

del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

Nella fattispecie, le spese processuali pari a 5'000 franchi sono poste a 

carico della controparte.  

In concreto, si giustifica altresì la concessione di un'indennità di ripetibili 

alla ricorrente, qui assistita da un legale iscritto nel registro degli avvocati 

del Cantone Ticino, il quale ha presentato la propria nota particolareggia-

ta in data 5 maggio 2014, facendo valere un dispendio di tempo pari a 

40 ore e una tariffa oraria di 350 franchi, per un onorario complessivo pari 

a 15'407 franchi (IVA compresa), nonché un esborso delle spese pari a 

834 franchi. Nella fattispecie, tale richiesta appare tuttavia inadeguata e 

non può essere condivisa dallo scrivente Tribunale. Dovendo considerare 

le circostanze nel loro insieme, non si può infatti prescindere dal rilevare 

che il patrocinatore della ricorrente si occupa in parallelo dell'inc. A-

1586/2013 con delle analogie alla procedura in oggetto (segnatamente 

per quanto concerne la contestazione del calcolo dell'indennizzo e le 

censure ivi sollevate), tant'è che gli allegati principali presentano delle 

forti similitudini. Peraltro, nel ricorso, il patrocinatore riprende varie 

argomentazioni già addotte dinanzi all'autorità inferiore e le osservazioni 

finali ricalcano di gran lunga il predetto ricorso. Per questi motivi, lo 

scrivente Tribunale ritiene più appropriato l'assegnazione di un'indennità 

pari a 4'500 franchi (IVA inclusa). A tale importo va aggiunto l'esborso 

delle spese di 834 franchi. L'importo complessivo pari a 5'334 franchi 

riconosciuto alla ricorrente, giusta l'art. 116 cpv. 1 LEspr, deve essere 

posto a carico della controparte, ovvero l'espropriante. 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

A-1581/2013 

Pagina 24 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Per quanto ricevibile, il ricorso è accolto e la causa rinviata all'autorità 

inferiore affinché ricalcoli l'indennità di espropriazione parziale definitiva 

della particella n. ***
2
 RFD del Comune di X._______ ai sensi dei 

considerandi.  

2.  

Le spese processuali pari a 5'000 franchi sono poste a carico della 

controparte. Tale importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, 

entro un termine di 30 giorni dalla crescita in giudicato della presente 

sentenza. Il bollettino di versamento sarà inviato per corrispondenza 

separata. 

3.  

La controparte corrisponderà alla ricorrente l'importo di 5'334 franchi a 

titolo di indennità di ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– controparte (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. ***; atto giudiziario) 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Sara Friedli 

 

  

A-1581/2013 

Pagina 25 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine 

di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg., 90 segg. LTF). Gli atti 

scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. 

La decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i docu-

menti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: