# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5c215ee3-0545-54fc-93dc-dfb3e0a23e9f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-09-23
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 23.09.2015 15.2015.72
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2015-72_2015-09-23.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2015.72

  	
  Lugano

  23 settembre 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG) sul
ricorso 21 settembre 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di
esecuzione di Lugano, o meglio contro l’esecuzione n. __________ promossa il 9 settembre 2015 nei confronti
del ricorrente da

 

	
   

  	
  PI 1, __________ 

  (c/o __________, __________)

  

ritenuto
in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che a richiesta della PI 1, il 9 settembre 2015 l’Ufficio di esecuzione
(UE) di Lugano ha emesso nei confronti di RI 1 il precetto esecutivo n. __________
per l’incasso di fr. 5'366.50 risultante dall’atto di carenza di beni n.
4459/07 rilasciato il 14 gennaio 2008 a favore della __________ di Lucerna;

 

                                         che
il 15 settembre 2015 RI 1 ha interposto opposizione a tale atto e il 18 settembre
l’ha impugnato con ricorso a questa Camera e chiestone l’annullamento, allegando
che il credito sarebbe già stata “precedentemente intimata” da un altro
creditore;

 

                                         che
interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera
esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’ap­pello (art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla notifica dell’atto impugnato, il
ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF);

 

                                         che
secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, l’avvio di una seconda
esecuzione per il medesimo credito è inammissibile solamente se, nel quadro
della prima procedura, il creditore ha già domandato la continuazione dell’esecuzione
o ha il diritto di farlo (DTF 139 III 447 consid. 4.1.2; 128 III
384 consid. 1 e 2, con rinvii);

 

                                         che
il debitore che intende impedire che costui aggredisca il suo patrimonio
più volte per lo stesso credito può interporre opposizione o, se l’identità dei
crediti è manifesta, chiedere con un ricorso all’autorità di vigilanza (art. 17
LEF) l’annullamento della o delle esecuzioni superflue (sentenza della CEF
15.2014.105 del 5 novembre 2014, consid. 3);

 

                                         che
nel caso concreto non solo il ricorrente non ha citato l’altra esecuzione che a
suo dire verterebbe sullo stesso credito fatto valere dalla PI 1, ma neppure ha
preteso che l’altro procedente abbia già domandato la continuazione dell’esecuzione
o abbia il diritto di farlo;

 

                                         che
sapere chi sia il vero creditore della pretesa posta in esecuzione è questione
di merito, sottratta al potere di cognizione sia dell’UE sia dell’autorità di
vigilanza (sentenze 5A.476/2008 precitata, consid. 4.1 e 7B.182/2005 del 1°
dicembre 2005 consid. 2.4; sentenza della CEF 15.2015.25 del 19 maggio 2015,
consid. 3.1);

 

                                         che
ad ogni buon conto la questione verrà se del caso esaminata dal giudice in un’eventuale
procedura di rigetto dell’opposizio­ne;

 

                                         che
pacificamente infondato, il ricorso va così respinto;

 

                                         che
visto l’esito del giudizio odierno il ricorso non è stato intimato né alla procedente
né all’Ufficio d’esecuzione;

 

                                         che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                     Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro
cinque giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è
stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.