# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0a14ea66-80fb-57de-bddd-306c077162de
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-08-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.08.2023 D-4086/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4086-2023_2023-08-02.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4086/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2  a g o s t o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Thomas Segessenmann;  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Camerun,   

patrocinato dalla sig.ra Lucrezia Butti, (…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); 

decisione della SEM del 14 luglio 2023. 

 

 

 

D-4086/2023 

Pagina 2 

 

Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il (…) mag-

gio 2023, 

l’estratto della banca dati europea “Eurodac” del (…) maggio 2023, da cui 

si evince che il richiedente ha presentato una domanda d’asilo in Francia il 

(…) luglio 2022,  

il verbale del colloquio Dublino del (…) giugno 2023 (cfr. atto SEM n. [{…}] 

– 16/2) e la documentazione medica relativa alla procedura d’asilo fran-

cese versata agli atti, 

la richiesta di ripresa in carico del richiedente del (…) giugno 2023 da parte 

della SEM all’autorità francese preposta, fondata sull’art. 18 par. 1 lett. b 

del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio 

del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III) (cfr. atto SEM n. 18/5), 

l’accettazione del (…) giugno 2023 da parte francese, sulla base 

dell’art. 18 par. 1 lett. b RD III, della ripresa in carico dell’interessato (cfr. 

atto SEM n. 23/2), 

la documentazione medica all’incarto, 

la decisione della SEM del (…) luglio 2023, notificata il (…) luglio 2023 (cfr. 

atto SEM n. 29/1), di non entrata nel merito giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b 

LAsi (RS 142.31), con conseguente trasferimento dell’interessato verso la 

Francia ed esecuzione della predetta misura, 

il ricorso inoltrato il (…) luglio 2023 dinanzi al Tribunale amministrativo fe-

derale (di seguito: il Tribunale), contro la summenzionata decisione, con 

richieste procedurali tendenti alla sospensione dell’esecuzione dell’allonta-

namento in via supercautelare e alla concessione dell’effetto sospensivo al 

ricorso, oltre che all’accoglimento dell’istanza d’assistenza giudiziaria, nel 

senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo 

anticipo; mentre nel merito viene richiesto l’ accoglimento del ricorso e 

D-4086/2023 

Pagina 3 

l’annullamento della decisione impugnata e la conseguente restituzione 

degli atti alla SEM per un nuovo esame, 

le misure supercautelari del (…) luglio 2023 con cui il Tribunale ha sospeso 

provvisoriamente l’esecuzione dell’allontanamento, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 3 LAsi) ed è ammissibile sotto il 

profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52 cpv. 1 PA, 

che il ricorso, manifestamente infondato per i motivi che seguono, è deciso 

dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e 

LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 

LAsi); che giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di 

scritti, 

che nel suo memoriale ricorsuale l’insorgente sembrerebbe rimproverare 

alla SEM di aver accertato in modo insufficiente il suo stato di salute e il 

suo stato di vulnerabilità, oltre che le attuali condizioni del sistema d’acco-

glienza francese, violando in tal modo il principio inquisitorio, 

che in tal senso, egli si prevale di censure formali, che occorre esaminare 

preliminarmente, in quanto sono suscettibili di condurre all’annullamento 

della decisione avversata (cfr. DTF 144 I 11 consid. 5.3 e rif. ivi citati,  

142 II 218 consid. 2.8.1 e rif. cit., 138 I 232 consid. 5; DTAF 2019 VI/6 con-

sid. 4.1, 2013/34 consid. 4.2, 2013/23 consid. 6.1.3), 

che nelle procedure d’asilo si applica il principio inquisitorio; che ciò signi-

fica che l’autorità competente accerta d’ufficio i fatti (art. 6 LAsi in relazione 

all’art. 12 PA); che in concreto, essa deve procurarsi la documentazione 

necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed 

amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo; che il principio inqui-

sitorio non dispensa comunque le parti dal dovere di collaborare all’accer-

tamento dei fatti ed in modo particolare dall’onere di provare quanto sia in 

D-4086/2023 

Pagina 4 

loro facoltà e quanto l’amministrazione o il giudice non siano in grado di 

delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 5.1), 

che invero, le argomentazioni proposte dall’insorgente nel suo ricorso, in 

quanto si riferiscono principalmente ad aspetti materiali, quale l’accerta-

mento incompleto del suo stato di salute, sono in realtà tese a rimettere in 

causa l’apprezzamento di merito compiuto dall’autorità inferiore e che per-

tanto verranno trattate più avanti, 

che visto quanto precede, le censure formali sollevate dall’insorgente nel 

senso sopra ritenuto, risultano malfondate e sono pertanto respinte, 

che venendo ora al merito, occorre chiedersi se la SEM poteva applicare 

l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, disposizione che prevede che di norma non si 

entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può partire alla 

volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, 

l’esecuzione della procedura di asilo e allontanamento, 

che nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), di 

principio non viene effettuato un nuovo esame di determinazione dello 

Stato membro competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 con-

sid. 6.2 e 8.2.1), 

che la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base 

della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato 

domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 RD III), 

che lo Stato membro competente in forza del presente regolamento è te-

nuto a riprendere in carico – in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 

24, 25 e 29 – un cittadino di un paese terzo o un apolide del quale è stata 

respinta la domanda in un altro Stato membro oppure si trova nel territorio 

di un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno (art. 18 par. 1 lett. d 

RD III), 

che nella presente disamina, le investigazioni intraprese dalla SEM hanno 

rivelato, che il ricorrente aveva depositato una domanda d’asilo in Francia 

il 4 luglio 2022 (cfr. atto SEM n. 10/1), 

che sulla scorta delle predette circostanze, il (…) giugno 2023, la SEM ha 

quindi chiesto alle autorità francesi, nel termine fissato all’art. 23 par. 2 RD 

III, la ripresa in carico dell’insorgente sulla base dell’art. 18 par. 1 lett. b RD 

III (cfr. n. 18/5); che il (…) giugno 2023, la Francia, nel termine previsto 

D-4086/2023 

Pagina 5 

all’art. 25 par. 1 RD III, ha espressamente ammesso la sua competenza 

per la ripresa in carico dell’insorgente fondandosi sull’art. 18 par. 1 lett. b 

RD III (cfr. atto SEM n. 23/2), 

che di conseguenza, la competenza della Francia è di principio data, ciò 

che non viene del resto censurato dal ricorrente nel suo gravame, 

che il ricorrente si oppone tuttavia al suo trasferimento verso il suddetto 

Paese, rimarcando la presenza di carenze sistemiche in Francia ai sensi 

dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III e richiedendo l’applicazione dell’art. 29a 

cpv. 3 Oasi 1 rispettivamente dell’art. 17 par. 1 RD III,  

che in proposito, egli sostiene che in Francia sarebbe stato maltrattato e 

picchiato, inoltre egli non avrebbe avuto accesso ad un alloggio e alle ne-

cessarie cure mediche; che le forze di polizia lo avrebbero ricercato e gli 

avrebbero intimato di lasciare il Paese in quanto sprovvisto dei necessari 

documenti; che nel suo ricorso, egli allega che il suo trasferimento in Fran-

cia comporterebbe una violazione, tra gli altri, degli artt. 3, 5 e 14 CEDU, 

che, giusta l’art. 3 par. 2 2a frase RD III, qualora sia impossibile trasferire 

un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato come com-

petente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussistono carenze 

sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei 

richiedenti in tale Stato membro, che implichino il rischio di un trattamento 

inumano o degradante ai sensi dell’art. 4 CartaUE, lo Stato membro che 

ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro competente 

prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro Stato 

membro possa essere designato come competente, 

che, il Paese in questione è legato alla CartaUE e firmatario della CEDU, 

della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), della 

Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 

0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gennaio 1967 

(RS 0.142.301) e ne applica le disposizioni, 

che la presunzione del rispetto della sicurezza dei richiedenti l’asilo da 

parte dello Stato in questione, in particolare il diritto alla trattazione della 

propria domanda secondo una procedura giusta ed equa ed una prote-

zione conforme al diritto internazionale ed europeo (cfr. direttiva 

2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello 

D-4086/2023 

Pagina 6 

status di protezione internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva 

2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazio-

nale [di seguito: direttiva accoglienza]), può essere confutata in presenza 

di indizi seri ed avverati che, nel caso concreto, le autorità dello Stato mem-

bro ritenuto come quello responsabile non rispetterebbe il diritto internazio-

nale (cfr. DTAF 2010/45 consid. 7.4 e 7.5), 

che stupisce come il ricorrente, oltre che la rappresentante legale, si op-

pongano al trasferimento sostenendo che in Francia egli non avrebbe 

avuto né un alloggio, né accesso alle cure mediche, quando in realtà lo 

stesso ha versato agli atti durante il colloquio Dublino un documento dal 

quale si evince che un medico dell’ufficio francese della migrazione e 

dell’integrazione (OFII) abbia richiesto ad un collega una valutazione per 

dar seguito ad una richiesta di adeguamento dell’alloggio del ricorrente per 

ragioni mediche; che pertanto emerge che il ricorrente disponesse in Fran-

cia di un alloggio e che egli sia stato seguito per le sue problematiche psi-

cologiche e che le autorità hanno dato un seguito concreto alla sua richie-

sta di adeguamento di alloggio; che dallo stesso documento emerge che 

gli sia stata impostata una terapia farmacologica per la diagnosi di stato di 

stress post traumatico; che inoltre egli abbia partecipato ad un processo di 

integrazione basato sul gioco del calcio (cfr. atto SEM n. 17/3); che pertanto 

le allegazioni addotte durante il colloquio Dublino e nell’allegato ricorsuale 

sono confutate dalla documentazione versata agli atti dallo stesso ricor-

rente, 

che conseguentemente, le allegazioni ricorsuali non permettono di sovver-

tire la suesposta presunzione, 

che ne discende che l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase Regolamento 

Dublino III non si giustifica nel caso di specie, 

che ai sensi dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza in 

diritto interno svizzero la clausola di sovranità (art. 17 par. 1 Regolamento 

Dublino III), se «motivi umanitari» lo giustificano la SEM può entrare nel 

merito della domanda anche qualora giusta il Regolamento Dublino III un 

altro Stato sarebbe competente per il trattamento della domanda, 

che la SEM, nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, dispone di potere 

di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.); che tuttavia, se il tra-

sferimento del richiedente nel paese di destinazione contravviene ad una 

norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, 

D-4086/2023 

Pagina 7 

l'autorità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di sovranità e ad en-

trare nel merito della domanda d'asilo ed il Tribunale dispone di potere di 

controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1), 

che il ricorrente non ha dimostrato, né invero ha eccepito, che lo Stato di 

destinazione non sia intenzionato a riprenderlo in carico e a portare a ter-

mine la procedura relativa alla sua domanda di protezione in violazione 

della direttiva procedura, 

che l'insorgente neppure ha apportato indizi seri e concreti suscettibili di 

dimostrare che lo Stato di destinazione non rispetterebbe il principio del 

divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno ai suoi obblighi interna-

zionali rinviandolo in un Paese dove la sua vita, integrità corporale o libertà 

sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di essere respinto 

in un tale Paese, 

che agli atti, contrariamente a quanto sollevato dal ricorrente, non figurano 

elementi tali da indurre a concludere che un trasferimento nello Stato in 

questione esporrebbe l’interessato al rischio di essere privato del sosten-

tamento minimo e di subire delle condizioni di vita indegna in violazione 

della direttiva accoglienza, 

che gli asseriti timori che l’interessato nutrirebbe nei confronti delle forze di 

polizia non risultano poi ostativi ad un suo trasferimento in Francia; che 

quest’ultima è infatti uno Stato di diritto, con un'autorità di polizia funzio-

nante disposta ed in grado di offrire la protezione adeguata, 

che il ricorrente non ha fornito elementi che permettano di ritenere il con-

trario; che anzi ha versato agli atti un documento atto a dimostrare che egli 

avesse a disposizione un alloggio e fosse seguito per i propri problemi di 

salute (cfr. atto SEM n. 17/3), 

che ad ogni modo, appartiene al ricorrente sollevare l’eventuale violazione 

dei suoi diritti fondamentali, utilizzando le adeguate vie di diritto dinanzi alle 

autorità dello Stato in questione, ciò che egli non pare aver fatto in passato 

per quanto attiene alla sua situazione abitativa, finanziaria, medica e nem-

meno in relazione alle asserite violenze subite dalle forze di polizia, 

che anche dal punto di vista medico, non vi sono problemi di una gravità 

tale da impedirne il rinvio, non essendo le affezioni del ricorrente (cfr. atti 

SEM n.14/2, 21/3, 24/2, 25/2 e 26/2) classificabili quali gravi ai sensi della 

giurisprudenza convenzionale in materia (cfr. sentenze della CorteEDU 

D-4086/2023 

Pagina 8 

N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, [GC], n. 26565/06; Paposhvili 

contro Belgio succitata, §181 segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1); che nello 

specifico il ricorrente ha lamentato disturbo d’ansia e depressione oltre che 

problemi dentari, diagnosi modificata in seguito in disturbo post-traumatico 

da stress (F43.1); quest’ultima è rimasta invariata nel corso delle diverse 

visite effettuate; che l’ultima terapia farmacologica impostata prevede Se-

resta 15 mg, Trittico 100 mg, Zyprexa Velotab 10 mg, Escitalopram 

Axapharm 10 mg, Seresta 15 mg in riserva e Zyprexa Velotab 5 mg in ri-

serva; che di conseguenza appare chiaro che la diagnosi è stata posta ed 

è rimasta immutata nel tempo, come pure la cura farmacologica; che non 

vi sono ulteriori aggiornamenti agli atti e non risulta pertanto necessario 

attendere l’esito delle ulteriori visite programmate; che di conseguenza alla 

conclusione dell’autorità inferiore può per il resto essere rinviato essendo 

la stessa in merito corretta e completa; che a titolo abbondanziale si os-

serva che il ricorrente fosse curato in Francia per la stessa patologia (cfr. 

atto SEM n. 17/3), 

che visto quanto sopra la SEM non ha quindi violato gli obblighi internazio-

nali della Svizzera, pronunciando il trasferimento dell’interessato verso la 

Francia, in particolare dal profilo delle disposizioni pertinenti della CEDU; 

che in siffatte evenienze, neppure andavano richieste alla Francia delle ga-

ranzie individuali e concrete, così come richiesto dall’insorgente nel ricorso, 

che, pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui 

all’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di sovranità”), 

che infine, alla luce di quanto sopra, non traspaiono neppure elementi che 

permettano di ritenere che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il 

potere di apprezzamento di cui dispone in rapporto all’art. 29a cpv. 3 

dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 ago-

sto 1999 (RS 142.311, OAsi 1; cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.), 

che di conseguenza, in mancanza dell’applicazione delle clausole discre-

zionali da parte della Svizzera, la Francia rimane competente per il seguito 

della domanda d’asilo e d’allontanamento del ricorrente ai sensi del RD III 

ed è tenuta a riprenderlo in carico in ossequio alle condizioni poste agli 

art. 23, 24, 25 e 29 RD III, 

che considerato quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la deci-

sione della SEM confermata, 

D-4086/2023 

Pagina 9 

che le misure supercautelari e cautelari statuite dal Tribunale in data (…) 

luglio 2023 decadono con la presente decisione finale (cfr. SEILER, in: 

Waldmann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, 

n. 54 ad art. 56 PA), 

che avendo statuito nel merito del ricorso, la richiesta di restituzione dell’ef-

fetto sospensivo, oltre che di esenzione dal versamento di un anticipo sulle 

presumibili spese processuali, sono divenute senza oggetto, 

che inoltre, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta, 

che visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-

tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF), 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-4086/2023 

Pagina 10 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di fr. 750, sono poste a carico del ricorrente. Il 

succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 

termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Adriano Alari 

 

 

Data di spedizione: