# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2b31a49e-ad65-5c6a-b4c2-0e1bcb044f2d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-04-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.04.2024 D-4500/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4500-2021_2024-04-16.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4500/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 6  a p r i l e  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Yanick Felley, Manuel Borla,  

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Armenia,   

patrocinato dal lic. iur. Mario Amato,  

SOS Ticino Consultorio Giuridico,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 10 settembre 2021 / N (…). 

 

 

 

D-4500/2021 

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Fatti: 

A.  

Il 6 febbraio 2020 A._______ cittadino armeno originario di B._______ ha 

presentato una domanda d’asilo in Svizzera (cfr. atto della Segreteria di 

Stato della migrazione [di seguito: SEM] n. [{…}] – 4/2). 

B.  

B.a  

La SEM ha tenuto con il richiedente asilo una prima audizione sulle gene-

ralità il 14 febbraio 2020 (cfr. atto della SEM n. 13/8 [di seguito: verbale 1]), 

mentre il 19 febbraio 2020 si è tenuto con il medesimo un colloquio perso-

nale Dublino (cfr. atto della SEM n. 15/2). L’11 marzo 2020 (cfr. atto della 

SEM n. 26/11 [di seguito: verbale 2]) con completamento il 14 agosto 2020 

(cfr. atto della SEM n. 39/25 [di seguito: verbale 3]), rispettivamente il 

14 aprile 2021 (cfr. atto della SEM n 43/23 [di seguito: verbale 4]), si sono 

svolte con il medesimo le audizioni relative ai suoi motivi d’asilo.  

Nel corso dei medesimi il richiedente asilo ha dichiarato, in sostanza e per 

quanto qui di rilievo, di essere originario di B._______ dove avrebbe vis-

suto sino al 2013 per poi, successivamente, trasferirsi a C._______, 

D._______ (dal 2013 al 2018) e E._______ sino al suo espatrio che sa-

rebbe avvenuto a suo dire il 30 gennaio 2020 oppure, stando a differenti 

affermazioni rilasciate in corso di procedura, a F._______, dove avrebbe 

lavorato come agricoltore per sei/otto mesi per successivamente recarsi da 

suo cugino a E._______ prima di espatriare. Nel 2015 si sarebbe convertito 

al culto dei Testimoni di Geova e a causa di questa conversione avrebbe 

subito tre aggressioni da parte di sconosciuti a partire dal 2019. L’interes-

sato ha affermato di non aver denunciato tali episodi alla polizia, anche se 

a seguito della prima aggressione degli agenti avrebbero raccolto le sue 

generalità e proceduto alla stesura di un verbale non dando tuttavia alcun 

seguito alla procedura, in quanto non sarebbero stati forniti sufficienti ele-

menti per identificare agli autori delle aggressioni. Successivamente all’ul-

timo episodio l’interessato sarebbe quindi vissuto altri nove mesi in Arme-

nia prima di espatriare.  

A supporto della propria domanda d’asilo l’insorgente ha presentato una 

copia del proprio passaporto (cfr. atto della SEM n. 1/2) e la propria licenza 

di condurre in originale (cfr. atto della SEM n. 2/2). 

 

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C.  

Con certificato medico del 27 febbraio 2020 il Dr. med. G._______ ha in-

formato la SEM che l’interessato soffriva di un’insufficienza renale cronica 

severamente ridotta e di lombosciatalgia deficitaria (cfr. atto della SEM 

n. 23/11). 

D.  

Con decisione incidentale del 13 marzo 2020, la SEM ha assegnato il caso 

alla procedura ampliata (cfr. atto della SEM n. 32/1). 

E.  

Per il tramite della decisione del 10 settembre 2021, notificata in data 

13 settembre 2021 (cfr. atto della SEM n. 47/1), la SEM non ha ricono-

sciuto la qualità di rifugiato all’interessato ed ha respinto la sua domanda 

d’asilo, pronunciando altresì il suo allontanamento dalla Svizzera e l’ese-

cuzione della predetta misura, siccome ammissibile, ragionevolmente esi-

gibile e possibile.  

F.  

Con plico raccomandato del 12 ottobre 2021 (cfr. timbro del plico racco-

mandato; data di entrata: 14 ottobre 2021), l’interessato è insorto con ri-

corso al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) avverso 

la summenzionata decisione chiedendo, a titolo principale, l’annullamento 

della decisione impugnata e il riconoscimento della qualità di rifugiato e la 

concessione dell’asilo, in subordine la restituzione all’autorità di prime cure 

per completamento istruttorio, in subordine ancora più in subordine la con-

cessione dell’ammissione provvisoria. Contestualmente ha formulato 

istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento 

delle spese processuali e del relativo anticipo. 

G.  

Con scritto del 2 febbraio 2022 (cfr. timbro del plico raccomandato; data di 

entrata: 3 febbraio 2022) il ricorrente ha trasmesso un certificato medico 

del 2 febbraio 2022 del Dr. med. G._______ dal quale si evince che a par-

tire dal 1°febbraio 2022 l’interessato effettuerà la terapia emodialitica inter-

mittente trisettimanale a causa di un ulteriore peggioramento della funzione 

renale che lo ha portato allo stadio terminale, specificando che la terapia 

sarà a lungo termine visto che la funzione renale è irrimediabilmente com-

promessa (cfr. atto della SEM n. 50/37) 

H.  

Mediante la decisione incidentale del 3 giugno 2022, il Tribunale ha 

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esentato l’insorgente dal versamento dell’anticipo spese, invitando pari-

menti la SEM a inoltrare una risposta al ricorso esprimendosi segnata-

mente sullo stato di salute del ricorrente e sulle possibilità di trattamento 

nel paese d’origine.  

I.  

Invitata a determinarsi sul ricorso il 18 luglio 2022, l’autorità ha presentato 

la sua risposta al ricorso del 12 ottobre 2021, trasmettendo al Tribunale un 

“Medizinisches Consulting” del 18 luglio 2022 e confermandosi con le pro-

prie conclusioni.  

J.  

Tramite scritto del 31 agosto 2022, il ricorrente ha replicato alle osserva-

zioni dell’autorità inferiore.  

K.  

Con decisione incidentale del 26 maggio 2023 il Tribunale ha chiesto, visto 

il tempo trascorso, un aggiornamento completo del quadro clinico del ricor-

rente che comprendesse anamnesi, diagnosi, prognosi, bisogni terapeutici 

e capacità psicofisica in vista di un rimpatrio, rispettivamente ogni altra in-

formazione atta a chiarire il quadro clinico dell’interessato.  

L.  

In data 23 giugno 2023 il ricorrente ha inoltrato documentazione medica 

stesa dal Dr. med. G._______ in merito al quadro clinico dell’interessato e 

dal quale si evince, oltre alle problematiche di salute già esistenti, che lo 

stesso stava svolgendo degli accertamenti circa il sospetto di un tumore 

neuroendocrino.  

M.  

La SEM ha inoltrato le proprie osservazioni con scritto del 4 agosto 2023. 

Le stesse sono state trasmesse all’insorgente con ordinanza del 10 ago-

sto 2023.  

N.  

Il 25 agosto 2023 l’insorgente ha presentato la propria presa di posizione 

alle osservazioni della SEM del 4 agosto 2023. 

O.  

L’autorità inferiore, con osservazioni del 12 dicembre 2023, ha trasmesso 

al tribunale un “Consulting” del 13 novembre 2023 nel quale vengono at-

tualizzate le ricerche già effettuate in precedenza alla luce delle 

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dichiarazioni trasmesse dal ricorrente in data 25 agosto 2023 e specifi-

cando di essere ancora in attesa da parte del rappresentante legale della 

documentazione medica relativa all’evoluzione della patologia ai reni e 

concernente in particolare il sospetto tumore neuroendocrino a cui il me-

dico curante aveva fatto riferimento nel certificato del 16 giugno 2023.  

P.  

Con scritto del 21 dicembre 2023 l’autorità di prime cure ha trasmesso il 

certificato medico del 30 ottobre 2023 dal quale si evince che gli accerta-

menti relativi al sospetto tumore neuroendocrino hanno permesso di esclu-

dere tale ipotesi.  

Q.  

Con osservazioni del 22 gennaio 2024 il ricorrente ha confermato che il 

sospetto di tumore neuroendocrino e l’esistenza di patologie cardiologiche 

sia stato escluso, tuttavia si è riconfermato relativamente alle problemati-

che di salute del richiedente chiedendo l’accoglimento del ricorso.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA.  

2.  

2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa.  

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2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso.  

3.  

3.1 Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del di-

ritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'i-

nadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tri-

bunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle 

considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomenta-

zioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).  

4.  

Il Tribunale tiene conto della situazione nel paese d’origine dell’insorgente 

e degli elementi che si presentano al momento della sentenza, prendendo 

quindi in considerazione l’evoluzione della situazione avvenuta dopo il de-

posito della domanda d’asilo (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.6 con ulteriori 

riferimenti citati; DTAF 2010/44 consid. 3.6). 

5.  

5.1 Nella decisione impugnata, la SEM ha ritenuto inverosimile il racconto 

dell’interessato. Innanzitutto l’autorità inferiore ha ritenuto non fossero suf-

ficientemente motivate le allegazioni del richiedente relativamente alla sua 

appartenenza ai testimoni di Geova e le seguenti persecuzioni che avrebbe 

subito da parte di terzi a causa del suo credo. Secondariamente, l’autorità 

inferiore ha valutato che le allegazioni fornite dall’interessato in merito ai 

tre episodi di persecuzione che avrebbe subito da parte di terzi in Armenia, 

sarebbero asciutte e piatte, fermandosi ad una breve e superficiale descri-

zione degli episodi che gli sarebbero occorsi. Inoltre, le sue dichiarazioni 

nel corso delle audizioni sarebbero contraddittorie, poiché divergerebbero 

su punti essenziali e in parte sarebbero apparsi tardivamente nel corso del 

procedimento senza validi motivi.  

5.2 Nel gravame l’insorgente contesta le valutazioni dell’autorità di prima 

istanza. Dapprima, in merito alla conversione quale Testimone di Geova, 

egli ritiene che le dichiarazioni espresse in corso di procedura debbano 

essere contestualizzate e confrontarsi con il contesto culturale nel quale è 

cresciuto il ricorrente. A suo dire, egli avrebbe svolto esclusivamente le 

scuole dell’obbligo, ciò che comporterebbe delle conoscenze base a livello 

culturale che non gli permetterebbero di collocare la sua conversione e la 

conoscenza della nuova fede religiosa in un contesto storico e filosofico 

che abbracci l’origine e lo sviluppo del fenomeno religioso nel suo 

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complesso. Inoltre, l’interessato sottolinea d’avere anche delle conoscenze 

limitate del cristianesimo, che rappresenterebbe la sua fede religiosa origi-

naria. Pertanto, il ricorrente sostiene che le dichiarazioni rese in tal senso 

siano verosimili, in quanto egli, seppur in maniera succinta, sarebbe riu-

scito a fornire all’autorità inferiore diverse informazioni in merito al culto dei 

Testimoni di Geova. Inoltre, per quanto attiene le contraddizioni rilevate 

dalla SEM, queste non riguarderebbero punti essenziali delle allegazioni, 

ma sarebbero frutto di confusione e non di un racconto inventato. Aggiunge 

che bisogna considerare anche gli aspetti legati al suo stato di salute che 

possono condurre ad allegazioni poco precise e dettagliate. Quo alle ag-

gressioni subite, le stesse andrebbero contestualizzate nel contesto storico 

definito rivoluzionario che ha apportato a diverse manifestazioni di piazza. 

A mente dell’insorgente appare dunque verosimile che tale contesto i ma-

nifestati pro rivoluzione aggredissero i sostenitori del precedente regime, 

tra i quali anche i testimoni di Geova. A ciò ha aggiunto che la decisione 

oggetto dell’impugnativa si fonderebbe su un accertamento incompleto e 

inesatto dei fatti rilevanti.  

6.  

6.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. 

Esso include il diritto di risiedere in Svizzera.  

6.2 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o d'ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). Nei pregiudizi seri rientrano segnatamente l’esposi-

zione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le mi-

sure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 

LAsi).  

6.3 La definizione dello statuto di rifugiato, così come stabilita all'art. 3 cpv. 

1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscettibili di 

condurre una persona a lasciare il proprio paese di origine o di residenza. 

Inoltre, gli atti pregiudizievoli, per essere pertinenti, devono essere diretta-

mente indirizzati nei confronti della persona del richiedente l'asilo.  

6.4 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità 

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preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). È pertanto necessario che i fatti 

allegati dal richiedente l'asilo siano sufficientemente sostanziati, plausibili 

e coerenti fra loro; in questo senso dichiarazioni vaghe, quindi suscettibili 

di molteplici interpretazioni, contraddittorie in punti essenziali, sprovviste di 

una logica interna, incongrue ai fatti o all'esperienza generale di vita, non 

possono essere considerate verosimili ai sensi dell'art. 7 LAsi.  

6.5 È altresì necessario che il richiedente stesso appaia come una persona 

attendibile, ossia degna di essere creduta. Questa qualità non è data, in 

particolare, quando egli fonda le sue allegazioni su mezzi di prova falsi o 

falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti o li espone consapevol-

mente in maniera falsata, in corso di procedura ritratta dichiarazioni rila-

sciate in precedenza o, senza motivo, ne introduce tardivamente di nuove, 

dimostra scarso interesse nella procedura oppure nega la necessaria col-

laborazione. Infine, non è indispensabile che le allegazioni del richiedente 

l'asilo siano sostenute da prove rigorose; al contrario, è sufficiente che l'au-

torità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi circa alcune afferma-

zioni, sia persuasa che, complessivamente, tale versione dei fatti sia in 

preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimiglianza non deve, infatti, 

ridursi a una mera verifica della plausibilità del contenuto di ogni singola 

allegazione, bensì dev'essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi 

essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo sarà dunque determinare, 

da un punto di vista oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella 

fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e relativi riferimenti).  

7.  

7.1 Nel caso in narrativa, il Tribunale considera che le tesi ricorsuali del 

ricorrente non possano essere seguite in quanto le sue allegazioni conten-

gono effettivamente, come rettamente esposto dall’autorità inferiore, nu-

merosi indicatori d’inverosimiglianza su dei punti essenziali. Tali incon-

gruenze e contraddizioni rendono l’intera narrazione dei motivi che l’avreb-

bero indotto all’espatrio, inverosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi.  

7.2 Dapprima, le dichiarazioni relative alla propria appartenenza ai Testi-

moni di Geova, come a giusto titolo rilevato dall’autorità inferiore nella de-

cisione impugnata, nel complesso risultano superficiali, stereotipate e non 

sufficientemente dettagliate. In presenza di una conversione avvenuta a 

suo dire nel 2015 (cfr. verbale 2, D156, pag. 16), il ricorrente ha esposto 

conoscenze basilari e per nulla approfondite della propria religione a fronte 

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di un’asserita attività di proselitismo nelle case e per strada (cfr. verbale 2, 

D160 -161, pag. 16; D165 -168, pag. 17; D234, pag. 23) e di incontri setti-

manali con altri fedeli di Geova (cfr. verbale 2, D7, pag. 3; D160, pag. 16). 

A titolo d’esempio, riferendosi ai numerosi obblighi a cui il culto di Geova 

impone di sottostare, egli ha elencato alcuni concetti facilmente esponibili, 

senza riuscire ad illustrare i numerosi obblighi e divieti che ci si può atten-

dere da un testimone di Geova praticante dal 2015 (cfr. verbale 2, D162-

168, pag. 17). Tenuto conto delle ulteriori numerose contraddizioni in cui 

l’interessato è incorso, elencate dettagliatamente nella decisione avver-

sata, anche il Tribunale ritiene inverosimile l’effettiva conversione religiosa 

del ricorrente.  

7.3 Proseguendo nell’analisi, non meglio sostanziate e non meno contrad-

ditorie risultano essere le allegazioni relative ai tre episodi di persecuzione 

che l’interessato avrebbe vissuto in Armenia da parte di terzi, come retta-

mente riportato nella decisione dell’autorità inferiore e della quale analisi il 

Tribunale ritiene non vi sia motivo di scostarsi (pag. 6 e seg. della decisione 

avversata). In effetti, le contraddizioni e l’incapacità dell’interessato di ren-

dere verosimili tali episodi appaiono significative e di indubbia pertinenza 

per la valutazione della verosimiglianza di tali asserti. Altresì, neppure le 

contestazioni sollevate nel gravame sono atte a rovesciare tale giudizio, 

tanto più che l’interessato sostiene, laconicamente, che quanto da lui di-

chiarato sia verosimile visti i moti rivoluzionari che hanno interessato l’Ar-

menia nel 2018, senza soffermarsi sulle incongruenze elencate nella deci-

sione avversata dall’autorità inferiore circa le brevi e superficiali descrizioni 

degli episodi di violenza che l’avrebbero motivato all’espatrio.  

7.4 Anche relativamente alle contraddizioni che hanno caratterizzato il rac-

conto dell’interessato (cfr. in particolare pag. 7 e segg. della decisione im-

pugnata), il Tribunale non può che concordare con l’autorità inferiore 

quando enuncia in maniera puntuale e precisa le numerose incongruenze 

apparse lungo tutto l’arco dell’esposizione del ricorrente. Infatti, le stesse 

non possono essere, come sostenuto nel ricorso, frutto di confusione a 

causa del proprio stato di salute (cfr. ricorso del 12 ottobre 2021, p. to. I., 

paragrafo 5), ma bensì caratterizzano ed evidenziano l’inverosimiglianza 

delle asserzioni del ricorrente, minando ulteriormente la credibilità dei mo-

tivi d’asilo da lui fatti valere.  

8.  

Alla luce delle suesposte considerazioni e come giustamente rilevato 

dall’autorità inferiore, le allegazioni in materia d’asilo dell’insorgente non 

possono essere ritenute nel loro complesso verosimili. Di conseguenza, 

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non è necessario, nella fattispecie, verificarne la rilevanza in materia d’asilo 

ai sensi dell’art. 3 LAsi.  

9.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione 

(art. 44 LAsi).  

Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe 

dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera (art. 14 

cpv. 1 e 2 nonché art. 44 LAsi come pure art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo 

relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

DTAF 2013/37 consid. 4.4). 

Pertanto, anche la pronuncia dell’allontanamento va confermata.  

10.  

10.1 Per quanto concerne l’esecuzione dell’allontanamento, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, l’art. 83 LStrI (RS 142.20) prevede che la stessa sia am-

missibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non 

adempimento di una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammissione 

provvisoria (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 1 LStrI). 

10.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli 

ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento 

della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il 

ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un 

ostacolo all’esecuzione dell’allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 con-

sid. 10.2). Inoltre, lo stato di fatto determinante in materia di esecuzione 

dell’allontanamento è quello che esiste al momento in cui si statuisce (cfr. 

DTAF 2009/51 consid. 5.4). 

10.3 Le condizioni prescritte dall’art. 83 LStrI sono di natura alternativa. È 

sufficiente la mancata realizzazione di una di esse perché l’allontanamento 

risulti ineseguibile (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2). 

11.  

11.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrl l’esecuzione dell’allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera.  

11.2 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di 

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provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in 

seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica. Entrano altresì in linea di conto i motivi personali, se-

gnatamente medici, che possono esporre a pericolo concreto il richiedente 

l’asilo (cfr. DTAF 2014/26 consid. 7). 

11.3 Tale disposizione si applica principalmente ai "réfugiés de la violence", 

ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni della qualità di rifu-

giato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che fuggono da si-

tuazioni di guerra, di guerra civile o di violenza generalizzata. Essa vale 

anche nei confronti delle persone per le quali l’allontanamento comporte-

rebbe un pericolo concreto, in particolare perché esse non potrebbero più 

ricevere le cure delle quali esse hanno bisogno o che sarebbero, con ogni 

probabilità, condannate a dover vivere durevolmente e irrimediabilmente in 

stato di totale indigenza e pertanto esposte alla fame, ad una degradazione 

grave del loro stato di salute, all’invalidità o persino alla morte. Per contro, 

le difficoltà socio-economiche che costituiscono l’ordinaria quotidianità 

d’una regione, in particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di 

mezzi di formazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale 

esposizione al pericolo. L’autorità alla quale incombe la decisione deve 

dunque, in ogni singolo caso, stabilire se gli aspetti umanitari legati alla 

situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo Paese 

sono tali da esporlo ad un pericolo concreto (cfr. DTAF 2014/26 consid. 7.6-

7.7 con rinvii). 

11.4 Per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, in 

caso di ritorno nel paese d’origine, l’esecuzione dell’allontanamento di-

viene inesigibile se queste ultime potrebbero essere private delle cure me-

diche essenziali. Sono considerate come essenziali le cure di medicina ge-

nerale ed acuta assolutamente necessarie ad un’esistenza conforme alla 

dignità umana. Lo straniero non può tuttavia prevalersi dell’art. 83 cpv. 4 

LStrl, per dedurre un diritto incondizionato al soggiorno in Svizzera e un 

accesso generale alle misure mediche suscettibili di ripristinare o mante-

nere il suo stato di salute, per il semplice motivo che l’infrastruttura ospe-

daliera o le regole dell’arte medica nel paese d’origine o di destinazione 

non raggiungono lo standard elvetico. In tal senso, se le cure necessarie 

possono essere assicurate nel paese d’origine del richiedente, all’occor-

renza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in Svizzera, l’esecu-

zione dell’allontanamento sarà ragionevolmente esigibile. Invece non lo 

sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in ragione dell’assenza di 

possibilità di trattamento adeguato, lo stato di salute dell’interessato si de-

graderebbe così rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla 

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Pagina 12 

messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, dure-

vole e notevolmente grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 con-

sid. 8.3 e relativi riferimenti). 

La gravità dello stato di salute, da una parte, e l’accesso alle cure essen-

ziali, dall’altra parte, sono dunque determinanti. Pertanto, l’esecuzione 

dell’allontanamento permane ragionevolmente esigibile se i disturbi fisici o 

psichici non possono essere qualificati come gravi, vale a dire se non sono 

tali che, in mancanza di possibilità terapeutiche adeguate, lo stato di salute 

dell’interessato si degraderebbe molto rapidamente al punto da condurre 

in maniera certa all’esposizione a pericolo della propria vita o ad un danno 

serio, duraturo e grave della propria integrità fisica. Parimenti, l’esecuzione 

dell’allontanamento è ragionevolmente esigibile se l’accesso alle cure es-

senziali, come precedentemente definito, è assicurato nel paese d’origine 

o di provenienza. Può trattarsi, all’occorrenza, di cure alternative a quelle 

prestate in Svizzera che – pur corrispondendo agli standard del paese 

d’origine o di provenienza – sono adeguate allo stato di salute dell’interes-

sato, anche se di livello qualitativo, di efficienza sul campo (o clinica) e di 

utilità (per la qualità di vita) inferiori a quelle disponibili in Svizzera. Le te-

rapie farmacologiche (ad esempio i farmaci generici) di vecchia genera-

zione e meno efficaci possono, a seconda delle circostanze, essere consi-

derati come adeguati (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3; sentenza del Tribu-

nale E-5791/2020 consid. 4.2).  

11.5 Dapprima il Tribunale rileva che al momento, non si può ritenere che 

in Armenia vi sia una situazione di guerra, guerra civile o violenza genera-

lizzata che coinvolga l’insieme del territorio nazionale. Permane certa-

mente tensione per quanto attiene la regione del Nagorno-Karabakh, tut-

tavia la congiuntura attuale non è tale da rendere generalmente inesigibile 

l’esecuzione dell’allontanamento.  

11.6  

11.6.1 Proseguendo con l’analisi, dalla documentazione medica presente 

all’incarto e prodotta in corso di causa, risulta che l’insorgente soffriva 

prima dell’emanazione della decisione avversata di dolore lombo sacrale 

di origine non chiara e di una malattia renale cronica stadio G3A3 su so-

spetta glomerulonefrite (cfr. atto della SEM n. 45/11). Successivamente 

all’emanazione della decisione, in data 2 febbraio 2022, il rappresentante 

legale del ricorrente ha trasmesso al Tribunale un nuovo certificato medico 

del dr. med. G._______ dal quale si evinceva che: “il ricorrente avrebbe 

effettuato la terapia emodialitica intermittente trisettimanale a causa di un 

ulteriore peggioramento della funzione renale che lo ha portato allo stadio 

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Pagina 13 

terminale. Questa terapia sarà a lungo termine visto che la funzione renale 

è irrimediabilmente compromessa” (cfr. atto TAF n. 3), ciò che ha compor-

tato per l’interessato di doversi recare presso il centro del dr. med. 

G._______ tre giorni a settimana per una durata di 4 ore di trattamento, 

nonché l’inizio delle pratiche per metterlo in lista di trapianto renale presso 

la Clinica (…), come riportato nel certificato medico del 22 agosto 2022 (cfr. 

atto TAF n. 11). Inoltre, nel corso della procedura l’interessato è stato sot-

toposto ad ulteriori controlli per un sospetto tumore neuroendocrino, non-

ché degli accertamenti cardiologici a causa di sintomatologie come man-

camento e debolezza improvvisa. Entrambe le problematiche sono state 

escluse dal medico curante come riportato nella sua lettera del 30 otto-

bre 2023 (cfr. atto TAF n. 27).  

11.6.2 Le problematiche di salute di cui l’interessato soffre derivano da un 

quadro clinico molto grave e non possono in alcun modo essere minimiz-

zate. Ciò premesso, il Tribunale ritiene che tali affezioni non costituiscano, 

nella fattispecie, un ostacolo all’esecuzione dell’allontanamento del richie-

dente.  

11.6.3 Dapprima, anche il Tribunale, come a ragione sostenuto dalla SEM 

nel corso della procedura, è dell’avviso che per le problematiche mediche 

dell’insorgente egli potrà proseguire i relativi trattamenti anche nel suo 

Paese d’origine. Invero, dalle fonti citate adeguatamente dall’autorità infe-

riore in corso d’istruttoria, in particolare dal consulting medico del 18 lu-

glio 2022 “Armenien: (…)” (cfr. atto TAF n. 7) e quello del 13 novem-

bre 2023 “Armenien: (…)” (cfr. atto TAF n. 25), se ne desume che egli potrà 

beneficiare, in Armenia, di un trattamento medico idoneo per quanto attiene 

le sue problematiche di salute e anche la possibilità di procedere ad un 

trapianto di reni, compresa la somministrazione di farmaci immunosop-

pressivi dopo l’eventuale trapianto e il trattamento di un potenziale rigetto 

dell’organo, con i costi principalmente coperti dallo Stato armeno e da un 

fondo privato (cfr. atto TAF n. 7) . Le allegazioni e le fonti citate dall’insor-

gente nel gravame e nei successivi scritti trasmessi nel corso dell’istrutto-

ria, non sono atte a mutare tale valutazione. Del resto, onde permettergli 

di finanziare per un certo periodo i trattamenti di cui necessita, il ricorrente 

potrà, in caso di bisogno, sollecitare dalla SEM – come del resto già evi-

denziato da quest’ultima autorità nella decisione avversata (cfr. p.to III/2, 

pag. 11) – un aiuto al ritorno per motivi medici (art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi e 

art. 75 dell’Ordinanza 2 sull’asilo relativa alle questioni finanziarie 

dell’11 agosto 1999 [OAsi 2, RS 142.312]). Ne discende quindi che nep-

pure dal profilo medico vi sono degli ostacoli all’esecuzione dell’allontana-

mento dell’insorgente. 

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Pagina 14 

11.6.4 Ciononostante, il Tribunale ritiene che nel concreto la fragilità dello 

stato di salute fisico del ricorrente dovrà essere debitamente preso in con-

siderazione e dovrà essere premura delle autorità svizzere incaricate 

dell’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente, di tenere conto del suo 

stato di salute fisico e psichico al momento dell’effettivo allontanamento e 

di adottare allora ogni misura necessaria ed indispensabile, informandone 

precedentemente se del caso le autorità del paese d’origine e la rappre-

sentanza svizzera in Armenia, con tutta la precisione che la situazione im-

pone, al fine di garantire immediatamente la continuità delle cure e dei trat-

tamenti seguiti dall’insorgente. In particolare prima del trasferimento, le au-

torità competenti per l’esecuzione dell’allontanamento informeranno in ma-

niera precisa e completa le autorità armene dell’arrivo e dei problemi di 

salute del ricorrente, oltre a procedere alla verifica dell’immediata presa a 

carico al suo arrivo nel Paese d’origine.  

11.7 Per il resto, come indicato rettamente dalla SEM nella decisione im-

pugnata, alla quale si rimanda per il resto (cfr. p.to III/2, pag. 10), oltre ad 

una buona formazione e a delle esperienze lavorative, l’insorgente dispone 

in patria di una rete famigliare sulla quale potrà senz’altro contare per sod-

disfare i bisogni primari in caso necessità, come già in passato. 

11.8 In definitiva, e visto l’insieme delle circostanze della fattispecie, una 

ponderazione globale degli elementi della presente causa non permette di 

considerare che in caso di un ritorno dell’insorgente nel proprio Paese d’ori-

gine, esso possa essere esposto ad un rischio di pericolo concreto ai sensi 

dell’art. 83 cpv. 4 LStrI. L’esecuzione dell’insorgente risulta quindi pure es-

sere ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione con l’art. 44 

LAsi).  

12. Nemmeno risultano esserci impedimenti sotto il profilo della possibilità 

dell’esecuzione del provvedimento, in quanto il ricorrente, usando della ne-

cessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rim-

patrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12). 

13.  

Ne consegue che, anche in materia d’esecuzione dell’allontanamento, la 

decisione dell’autorità inferiore va confermata. 

14.  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccom-

benza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA non-

ché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

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Pagina 15 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Ciononostante, avendo il Tribunale, con deci-

sione incidentale del 3 giugno 2022, accolto l'istanza di assistenza giudi-

ziaria giusta l'art. 65 cpv. 1 PA, non sono riscosse le spese processuali.  

15.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF) 

La pronuncia è quindi definitiva.  

  

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Pagina 16 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

Le autorità incaricate dell’esecuzione del trasferimento, sono invitate ad 

adottare ogni misura utile e necessaria prima del trasferimento dell’insor-

gente in Armenia, al fine di garantire la presa in carico medica continuativa 

di A._______. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

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