# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b94aacbd-e410-5649-a94c-1d4fecd12b68
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 17.10.2003 INC.2003.14402
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-14402_2003-10-17.html

## Full Text

Incarto n.

  2003.14402

  	
  Lugano

  25 maggio 2005

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza presentata il 22/25
  settembre 2003 da

  
						

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  intesa ad ottenere il dissequestro dei conti bancari a lui
  intestati presso la Banca __________, come pure di Computer, di dischetti e
  dell’importo di FRS. 35'000.-- sequestrati nell’ambito del procedimento
  penale a carico di sua moglie __________ di cui all’ACC __________/2003 del
  Procuratore pubblico __________;

  
	
   

  	
   

  

 

viste le osservazioni 30
settembre 2003 presentate dall’avv. __________ patrocinatore degli accusati
__________ e __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti
dell’inc. ACC __________/2003,

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

che:

 

 

-         
nell’ambito del procedimento a carico di __________ e __________, per
titolo di infrazione aggravata alla LFStup (art. 19 cifra 1 e 2 lett. c
LFStup), il Procuratore pubblico __________ ha ordinato il sequestro, tra le
altre cose, dei conti n. __________ (intestato a __________) e n. __________
(intestato alla __________ SAGL – __________), entrambi presso la Banca
__________ (v. AI 5/11), come pure di due Computer, di 20 CD e un dischetto per
Computer e di FRS. 35'000.-- reperiti presso l’abitazione dei coniugi
__________ a __________ (v. AI 2/3, verbale di perquisizione e sequestro 13
marzo 2003 delle ore 8.30/11.00);

 

-         
con istanza 7 maggio 2003 (v. AI 9/24), indirizzata al magistrato inquirente
e rimasta inevasa, __________ chiedeva il dissequestro di Computer e dischetti,
come pure dei 

FRS. 35'000.--
suddetti;

 

 

-         
con nuova istanza 22/25 settembre 2003 (v. doc. _ inc. GIAR __________),
__________ chiede il dissequestro degli oggetti già indicati nell’istanza 7
maggio 2003 e dei suoi conti bancari; questa istanza, giunta dopo l’emanazione
dell’ACC __________/2003, è stata trasmessa per competenza a questo giudice dal
Tribunale penale cantonale;

 

 

-         
con osservazioni 30 settembre 2003, gli accusati __________ e __________
si dichiarano consenzienti con il dissequestro postulato da __________;

 

 

-         
il Procuratore pubblico non ha presentato osservazioni;

 

 

-         
l’art. 161 cpv. 1 CPP impone al magistrato penale di ordinare il
sequestro di tutti gli oggetti che possono avere importanza per l’istruzione
del processo, alternativamente o cumulativamente come mezzi di prova o in
quanto passibili di confisca o devoluzione allo Stato. Il sequestro, per la sua
qualità di provvedimento eminentemente cautelare, ha lo scopo di acquisire e
conservare gli oggetti di cui sopra al seguito della procedura e quindi per le
necessità dell’istruzione preliminare, per decisioni del magistrato requirente
e quelle del giudice del merito, come evidenziato nella duplice prospettiva -
alternativa o cumulativa - della produzione e valutazione delle prove
(sequestro probatorio) e delle decisioni di confisca, restituzione o
devoluzione (sequestro confiscatorio) (v. decisione 8 maggio 1998, inc. GIAR 516.97.3, in: Rep. 131 [1998] nr. 117, consid. 1a p.
359);

 

 

-         
un ordine di perquisizione e sequestro bancario rappresenta un attentato
ai diritti personali: come ogni misura d’inchiesta, pertanto, deve poggiare
sull’esistenza di gravi indizi di colpevolezza, deve apparire necessario per il
giudizio di merito (nel senso che deve essere connesso con l’oggetto che
occorre salvaguardare agli incombenti processuali e di giudizio, v. decisione
17 agosto 1998 in re E.F., inc. GIAR 501.98.2 consid. 2), infine deve essere
rispettoso del principio di proporzionalità (v. Gérard Piquerez, Précis de
procédure pénale suisse, 2. éd. Lausanne 1994, margin. 1441, 1454 e 1469, con
rinvii; Rep. 131 [1998] nr. 117, consid. 1a p. 360; decisione 31 marzo 2000 in
re banche X e Y, inc. GIAR 386/387.99.15, consid. 2b p. 6);

 

 

-         
in materia di sequestro, nel lasso di tempo che intercorre tra
l’emanazione dell’atto di accusa e l’apertura del dibattimento, la CRP
(30.7.2002 in re B, inc. __________) ha constatato un “vuoto legislativo” e
l’ha colmato assegnando tale competenza al GIAR. Non v’è ragione perché quanto
detto dalla CRP nella sentenza citata non valga anche in tema di dissequestro.
Di conseguenza questo giudice ha riconosciuto la sua competenza per decidere
(comunque e sempre in via incidentale) istanze di dissequestro presentate dopo
l’emanazione dell’atto d’accusa e prima dell’apertura del dibattimento (un
chiarimento tra le varie autorità coinvolte ha confermato questa conclusione;
cfr. decisione 14 ottobre 2003, doc. 12, inc. GIAR __________);

 

 

-         
va qui rilevato che, di principio, le istanze di dissequestro presentate
al magistrato inquirente prima della chiusura dell’istruttoria, devono essere
evase dal medesimo magistrato, pena il possibile accoglimento di ricorsi per
denegata giustizia, con conseguente obbligo per il Procuratore pubblico di
pronunciarsi sull’istanza inevasa e annullamento della chiusura
dell’istruttoria e di tutti gli atti successivi (v. decisione 1 marzo 2003,
inc. GIAR __________);

 

 

-         
per quanto qui concerne, questo giudice è comunque competente ad
esaminare l’istanza 22/25 settembre 2003, trattandosi di nuova istanza (per
rapporto a quella già presentata in data 7 maggio 2003 e rimasta inevasa)
giunta dopo l’emanazione dell’atto d’accusa;

 

-         
per quanto attiene i conti n. __________ (intestato a __________) e n.
__________ (intestato alla __________ SAGL – __________), entrambi presso la
Banca __________ (v. AI _), come pure i due Computer, i 20 CD e il dischetto
per Computer reperiti presso l’abitazione dei coniugi __________ (v. AI 2/3,
verbale di perquisizione e sequestro 13 marzo 2003 delle ore 8.30/11.00), va
detto che dagli atti trasmessi a questo giudice non emerge alcuna loro
connessione con il procedimento a carico di __________ e __________;
segnatamente non emerge che i fondi depositati sui conti bancari o utilizzati
per acquistare gli oggetti di cui si chiede il dissequestro siano provento di
reato o che i conti e/o gli oggetti siano in qualche modo serviti a
perfezionare il reato. Del resto neppure il magistrato inquirente, che ha rinunciato
a presentare osservazioni, ha evidenziato eventuali connessioni con i reati
imputati a __________ e a __________ a; in relazione a detti conti/oggetti,
l’istanza di dissequestro merita dunque di essere accolta;

 

 

-         
per quanto attiene l’importo di FRS. 35'000.-- reperito presso
l’abitazione dei coniugi __________ (v. AI _, verbale di perquisizione e
sequestro 13 marzo 2003 delle ore 8.30/11.00), va per contro detto che, dagli
atti trasmessi a questo giudice, emerge che le dichiarazioni dell’istante attestanti
il suo esclusivo diritto di proprietà sono smentite da quanto deposto in sede
istruttoria da __________. Durante l’interrogatorio di polizia del 13 marzo
2003 delle ore 9.30 quest’ultima ha infatti affermato che l’importo di FRS.
35'000.-- reperito “al primo piano locale studio” le era stato affidato in
custodia da suo padre __________ (v. AI _ p. 13). Ritenuto che __________
(persona a beneficio di una rendita AI di circa FRS. 45'000.-- annui) ha
ammesso che durante la sua attività con la canapa, la cui cifra d’affari
complessiva poteva situarsi “attorno ai FRS. 2'160'000.--“, “ha vissuto
economicamente bene” (v. AI _p. 6 e 8), appare verosimile che l’importo di    
FRS. 35'000.- sia provento della vendita illecita della canapa. In relazione a
detto importo l’istanza di dissequestro deve dunque essere respinta;

 

 

-         
l’istanza è conseguentemente solo parzialmente accolta, con la presente
decisione suscettibile di gravame alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv.
1 lett. a CPP), senza carico di tassa e di spese giudiziarie;

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

 

 

visti i citati articoli di legge,

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
Per quanto concerne il dissequestro dei conti n. __________ (intestato a
__________) e n. __________ (intestato alla __________ SAGL – __________),
entrambi presso la Banca __________ (v. AI _, come pure di due Computer, di 20
CD e di un dischetto per Computer reperiti presso l’abitazione dei coniugi
__________, l’istanza è accolta.

 

2.     
Per quanto concerne il dissequestro dell’importo di FRS. 35'000.--
reperito presso l’abitazione dei coniugi __________, l’istanza è respinta.

 

 

3.      Non
si prelevano nè tassa nè spese di giustizia.

 

4.      Contro
la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci
giorni dall’intimazione.

 

5.      Intimazione:

- __________ (con copia delle osservazioni 

  dell’avv. __________);

- avv. __________, per sè e per
gli accusati 

  __________ e __________;

- Presidente della Corte delle
assise Criminali, 6900 Lugano (con copia delle osservazioni 

  dell’avv. __________ e l’inc. __________di
ritorno);

- Procuratore pubblico __________
(con copia delle osservazioni 

  dell’avv. __________).

 

 

 

 

 

                                                                giudice
____________