# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a5bcafe5-f744-5afc-b0d4-c3a416969d64
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 09.03.2010 A 2009 33
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2009-33_2010-03-09.pdf

## Full Text

A 09 33
4a Camera  

SENTENZA
del 9 marzo 2010

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente decisione di comprensorio "area industriale - tappa 1"

1. Il 3/4 settembre 2001 il Municipio di … decretava l’inizio della procedura di 

comprensorio per l’urbanizzazione della zona industriale. Venivano al 

proposito emanati cinque decreti d’inizio concernenti i comprensori della rete 

stradale e marciapiedi (no. 1), delle canalizzazioni acque chiare e nere (no. 

2), dell’acquedotto industriale (no. 3), della rete acqua potabile (no. 4) e della 

rete elettricità e illuminazione pubblica (no. 5). Contro i decreti d’inizio furono 

interposti diversi ricorsi al Tribunale amministrativo. Con sentenze del 22 

gennaio 2002 (A 01 78, A 01 81 e 85, A 01 87) il Tribunale ampliava il 

perimetro dei singoli comprensori a tutte le particelle site nella zona industriale 

II, 1. tappa di urbanizzazione, e toglieva dal comprensorio no. 2 la parte 

inerente al canale a cielo aperto, dato che tale impianto sarebbe andato a 

beneficio anche di un'altra cerchia di proprietari. Il Tribunale confermava però 

la correttezza della procedura contributiva adottata e la chiave di ripartizione 

dei costi fra enti pubblici e privati. I piani dei cinque perimetri vennero 

modificati a seguito delle citate sentenze. A fine 2007 i lavori risultavano 

praticamente ultimati. Dopo aver consultato anche la Commissione comunale 

di perimetro, il 23 giugno 2008 il Municipio del Comune di … emanava le 

decisioni di ripartizione dei costi per i cinque perimetri ad ogni singolo 

proprietario. La … SA è tra l’altro proprietaria delle particelle ni. 177, 178 e 

1284. Per il proprio fondo no. 177 con una superficie complessiva di 17232 

m2 essa veniva obbligata a versare per il comprensorio rete stradale e 

marciapiedi (no. 1) complessivamente fr. 42'711.10, per quello delle acque 

chiare e nere (no. 2) fr. 66'493.45 e per quello della rete elettrica e 

illuminazione (no. 5) fr. 13'064.30. Relativamente alle particelle ni. 178 e 1284 

la stessa veniva obbligata a versare per il comprensorio delle acque chiare e 

nere (no. 2) fr. 25'952.90 rispettivamente fr. 1'351.05.

2. L’11 luglio 2008 la … SA, proprietaria tra l’altro delle particelle no. 177, 178 e 

1284 interponeva opposizione contro il progetto di ripartizione dei costi di 

comprensorio inerente l’urbanizzazione dell’area industriale. La stessa 

postulava l’esclusione dal comprensorio della rete stradale (no. 1) della 

particella no. 177 nella misura di 16185 m2. Per questa superficie sarebbe 

previsto un coefficiente ridotto del 33 1/3% per un ammontare di fr. 34'762.95. 

La … SA richiedeva inoltre l’esonero di contributi perimetrali relativamente al 

perimetro dalle canalizzazioni acque chiare e nere (no. 2) per le particelle ni. 

177, 178 e 1284. Infine la stessa pretendeva pure l’esonero da quello per la 

rete elettricità ed illuminazione pubblica (no. 5) per le particelle ni. 177 per una 

superficie di 16185 m2, 178 e 1284. Allo stesso tempo prendeva atto di non 

dover alcun contributo perimetrale per l’acquedotto industriale (no. 3) e per la 

rete dell’acqua potabile (no. 4). Con decisione del 4 giugno 2009 del Municipio 

di … l’opposizione veniva integralmente respinta.

3. Con decisione dell’assemblea comunale del 13 ottobre 2008 l’attribuzione 

pianificatoria dei fondi, i quali erano stati inseriti solo nella 2.a tappa di 

utilizzazione della zona industriale II, veniva sottoposta ad una revisione 

parziale. Alla base della stessa vi era la richiesta di acquisto di un terreno 

industriale da parte di una ditta estera, la quale intendeva realizzare nella 

zona un nuovo importante insediamento industriale. Con decisione del 13 

gennaio 2009 il Governo del Cantone dei Grigioni approvava gli azzonamenti 

richiesti. Nel frattempo la ditta estera comunicava però la propria rinuncia al 

progetto a causa della grave crisi economica. Per questi motivi nella zona 

interessata non veniva eseguito alcun lavoro di urbanizzazione.

4. Nel proprio ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 6 luglio 2009, 

la … SA chiedeva in via principale il ritorno degli atti al comune convenuto per 

un nuovo calcolo dei contributi perimetrali inserendo nei comprensori 

perimetrali anche le particelle oggetto dell’ultima revisione parziale della 

pianificazione della zona industriale, ossia le particelle ni. 202, 203, 204, 210 

e parte della 208. In via eventuale, l’istante postulava l’esonero della particella 

no. 177 dai comprensori ni 1, 2 e 5 così come pure l’esonero dal contributo 

perimetrale delle particelle ni. 178, 1284 e 1295 per il comprensorio no. 2 

(canalizzazioni acque chiare e nere). La particella no. 177 avrebbe dovuto 

venir divisa a breve nella nuova particella no. 177 con una superficie 

complessiva di ancora soli 11079 m2 e nella particella no. 1295 di 6153 m2. 

La ricorrente si sarebbe impegnata ad informare il Tribunale in merito alla 

relativa mutazione. Le motivazioni del ricorso sarebbero comunque state le 

stesse per le corrispettive superfici. L’istante ritiene innanzitutto che il comune 

avrebbe dovuto riconsiderare la nuova situazione venutasi a creare in seguito 

all’azzonamento formale di diversi fondi alla zona industriale II. La procedura 

contributiva non sarebbe ancora conclusa ed inoltre un decreto d’inizio non 

sarebbe immutabile, soprattutto quando le circostanze avrebbero subito un 

cambiamento sostanziale in corso di procedura. L’obbligo perimetrale 

scatterebbe inoltre già nel momento in cui un proprietario fondiario potrebbe 

trarre un vantaggio economico da un’infrastruttura pubblica, 

indipendentemente se quest’ultimo ne faccia concretamente uso o meno.

In merito ai singoli comprensori l’istante adduceva la seguente motivazione: 

La nuova particella no. 177 non avrebbe alcun fronte e accesso alla strada 

oggetto della procedura contributiva. La stessa disporrebbe di un accesso 

proprio ed indipendente direttamente sulla strada cantonale. 

Per quel che concerne il comprensorio per le canalizzazioni acque chiare e 

nere, il comune non avrebbe tenuto conto che i fondi ni. 177, 178 e 1284 della 

ricorrente si troverebbero ad una quota inferiore rispetto all’unico punto di 

allacciamento alle condotte comunali. Sarebbe pertanto tecnicamente 

impossibile invertire il naturale scorrimento delle acque. Le acque chiare dei 

suoi fondi come pure di altre particelle andrebbero già a confluire nel canale 

a cielo aperto situato a nord-ovest del fondo in questione. Le condutture 

pubbliche non sarebbero pertanto in grado di smaltire le acque in modo 

autonomo. Per le acque nere la ricorrente e i proprietari dei fondi vicini 

avrebbero invece predisposto un piano d’evacuazione che porterebbe 

direttamente verso il collettore CIDA. Le autorità cantonali avrebbero 

approvato il piano di smaltimento privato stipulato dai proprietari interessati. 

La ricorrente non trarrebbe pertanto alcun vantaggio dal comprensorio no. 2.

Infine anche per il comprensorio rete elettricità e illuminazione pubblica no. 5 

sarebbe ingiustificabile conteggiare alla ricorrente dei costi. Per quanto 

atterrebbe all’illuminazione pubblica la nuova particella no. 177 non sarebbe 

affatto servita dall’infrastruttura comunale di cui in parola ed una sua futura 

connessione dovrebbe attraversare i fondi no. 1295 e/o 1284 per poi 

allacciarsi alla stazione ubicata sulla particella no. 1284. 

5. Nella propria presa di posizione il comune proponeva di respingere il ricorso. 

La richiesta di ampliamento dei perimetri anche alle particelle della 2. tappa 

della zona industriale andrebbe respinta per più motivi: La delimitazione dei 

comprensori sarebbe stata effettuata già con il rilascio del decreto d’inizio 

della procedura. I proprietari fondiari interessati avrebbero già a suo tempo 

disposto di un rimedio giuridico contro il citato decreto. Durante il decorso della 

procedura non sarebbe più possibile sollevare critiche contro la delimitazione 

dei comprensori. Nel caso concreto la delimitazione sarebbe poi avvenuta 

giudizialmente. Il Tribunale amministrativo con sentenze del 22 gennaio / 14 

febbraio 2002 avrebbe fissato su ricorso i perimetri, ampliando quelli 

inizialmente definiti dall’autorità comunale. Le citate sentenze sarebbero 

cresciute in giudicato già da tempo. La revisione della pianificazione 

concernente la 2.a tappa di utilizzazione della zona industriale II sarebbe poi 

stata approvata dal Governo solamente il 13 gennaio 2009. Di conseguenza 

il 23 giugno 2008, al momento del rilascio delle decisioni di ripartizione dei 

costi, la citata modifica pianificatoria non avrebbe nemmeno potuto essere 

considerata. Inoltre le particelle interessate non sarebbero ancora 

urbanizzate. La realizzazione delle strutture necessarie implicherebbe 

forzatamente un’ulteriore tappa di urbanizzazione. Senza gli impianti di 

urbanizzazione previsti dal relativo piano generale non sarebbe neppure 

possibile rilasciare un’autorizzazione edilizia per l’edificazione dei fondi in 

questione. Determinante non sarebbe la questione dell’azzonamento, ma 

quella se le opere di urbanizzazione realizzate servano o meno i fondi. La 

presente problematica sarebbe inoltre già regolata dall’art. 27 OPTC. Se si 

dovesse procedere alla realizzazione della 2.a tappa di urbanizzazione e il 

modo di sfruttamento delle opere già eseguite dovesse cambiare, tornando 

utile anche ad ulteriori proprietari, dovrà essere avviata una nuova procedura 

contributiva, nella quale i contributi già versati dovranno venir computati ed 

eventualmente suddivisi di nuovo. 

In merito ai singoli perimetri il comune adduceva le seguenti argomentazioni 

alle diverse critiche della ricorrente: Le particelle ni. 177 e 178 della ricorrente 

confinerebbero direttamente con la strada industriale realizzata nell’ambito del 

perimetro no. 1. La particella no. 1284 di soli 43 m2 godrebbe della possibilità 

di accesso attraverso la particella no. 1283. Il comune preciserebbe 

innanzitutto che al momento della pubblicazione del progetto e dell’apertura 

della procedura perimetrale le particelle no. 1284 e 1283 di una terza ditta 

nemmeno esistevano. Esse sarebbero state frutto di un frazionamento della 

particella no. 177. Per la ripartizione dei costi si sarebbe tenuto conto del citato 

frazionamento. La no. 177 con ancora una superficie complessiva di 17232 

m2 disporrebbe di una seconda possibilità di accesso direttamente sulla 

strada cantonale. Per questo motivo si sarebbe considerato per una superficie 

di 16185 m2 un coefficiente ridotto del 33.3% mentre solo per i restanti 1047 

m2 si sarebbe imposto un coefficiente del 100%. La particella no. 178 non 

avendo altri accessi sarebbe stata considerata con un coefficiente del 100%. 

La ricorrente fonderebbe la propria motivazione per la richiesta di esenzione 

sul fatto che la stessa sarebbe in procinto di essere frazionata e in seguito la 

stessa non godrebbe più di un accesso diretto. Questa motivazione si 

baserebbe però su di una mera ipotesi e sarebbe inoltre posteriore alla 

decisione del 23 giugno 2008. Al comune non sarebbe inoltre dato di sapere 

se e come un proprietario intende frazionare il proprio terreno. Se si dovesse 

dar seguito alla tesi della ricorrente, per la nuova particella no. 1295 con una 

superficie di 6153 m2 si dovrebbe inoltre inserire un coefficiente del 100%. 

Relativamente al perimetro canalizzazioni acque chiare e nere no. 2 il comune 

convenuto effettuerebbe la propria valutazione in base alla configurazione 

originale della particella no. 177 e non in base ai suoi possibili molteplici 

frazionamenti. Il Comune fa notare che l’inclusione delle particelle della 

ricorrente nel citato perimetro sarebbe già cresciuta in giudicato. Inoltre da un 

profilo tecnico e pratico i fondi sarebbero perfettamente allacciabili tramite per 

esempio delle pompe, dei pozzi pompa o delle condotte in pressione. Queste 

soluzioni verrebbero adottate per motivi di ordine pratico ed economico nelle 

situazioni in cui non si sarebbe disposta una rete fittissima di canalizzazioni. 

La ricorrente ometterebbe inoltre di considerare che oltre alla canalizzazione 

nella strada collettrice di cui al perimetro no. 1 sarebbe stata posata anche 

una canalizzazione lungo il margine sud delle particelle ni. 1257, 1091 e 1089. 

Con la realizzazione di detta canalizzazione sarebbero stati costruiti due 

pozzetti (P1 e P2) per l’attraversamento della strada, del sedime ferroviario e 

del canale a cielo aperto per poi raccordarsi con il collettore consortile CIDA. 

La ricorrente affermerebbe di allacciarsi direttamente al collettore CIDA. In 

realtà quest’ultima si allaccerebbe nel pozzetto P2 della canalizzazione 

comunale realizzata nella 1.a tappa di urbanizzazione. In considerazione che 

per la particella no. 177 vi sarebbe una possibilità di allacciamento solo in 

modo indiretto, per quest’ultima si sarebbe previsto un coefficiente del 100% 

limitatamente ad una superficie di 1047 m2, mentre per i restanti 16185 m2 

sarebbe stato inserito un coefficiente del 50%. Proprio in considerazione della 

possibilità di allacciamento meno confacente rispetto alle altre soluzioni anche 

per la particella no. 178 si sarebbe inserito un coefficiente ridotto del 50% e 

per la particella no. 1284 del 66.7%. 

Infine il perimetro elettrico non riguarderebbe la parte delle installazioni 

elettriche di distribuzione, ma unicamente le opere di genio civile inerenti 

l’intervento di messa a terra del cavo. I proprietari delle linee elettriche di 

distribuzione si sarebbero assunti i costi delle installazioni e anche una parte 

essenziale dei costi per le opere di genio civile. Il contributo residuo suddiviso 

nell’ambito del perimetro coinciderebbe con la somma spesa per le opere di 

illuminazione della strada. La particella no. 177 della ricorrente confinerebbe 

direttamente con la nuova strada e beneficerebbe quindi della relativa 

illuminazione, la quale prima era inesistente. Lungo la rete stradale si 

sarebbero posate le condotte elettriche, alle quali anche la ricorrente si 

potrebbe allacciare. Il comune farebbe infine osservare che pure per questo 

perimetro per la particella no. 177 si sarebbe inserito un coefficiente del 100% 

solo per una superficie di 1047 m2, per la superficie restante invece solo un 

coefficiente del 50%. 

6. In sede di replica la ricorrente contestava il fatto che le particelle ni. 202, 203, 

204, 210 e parte della 208 non incluse nella procedura di perimetro non 

sarebbero urbanizzate. Le stesse godrebbero infatti di un concreto e rilevante 

vantaggio delle opere di urbanizzazione già esistenti. Sarebbe inoltre 

irrilevante per l’inclusione nel perimetro il fatto che i fondi in rassegna non 

potrebbero essere edificati, poiché non urbanizzati. Non sarebbe neppure 

l’azzonamento a determinare l’inclusione nel comprensorio, ma solo il 

vantaggio che deriverebbe da determinate opere. Per questioni di equità e di 

parità di trattamento il comune sarebbe obbligato a riconsiderare la chiave di 

riparto. 

In merito ai singoli perimetri la ricorrente replicava quanto segue: La particella 

no. 177 di nuova formazione non godrebbe più di un secondo accesso sulla 

strada di quartiere. In merito al perimetro no. 2, canalizzazioni acque chiare e 

nere, la ricorrente sosteneva che l’inclusione della particella nel relativo 

perimetro al momento del rilascio del decreto d’inizio non avrebbe ancora 

alcuna influenza sulla questione della ripartizione dei costi. Inoltre se la 

ricorrente dovesse ricorrere all’ausilio di pompe, il comune dovrebbe 

riconoscere e quantificare questo aspetto come svantaggio. La ricorrente 

ribadiva inoltre che la particella no. 177 avrebbe talmente tante difficoltà ad 

essere allacciata alla rete in oggetto, per cui andrebbe esonerata dai costi. 

7. Il comune convenuto nella propria duplica confermava essenzialmente le tesi 

esposte nella propria presa di posizione e ribadiva che la posizione delle 

particelle ni. 192, 193, 200, 201, 207 e parte della 208 sarebbe ben diversa 

da quella in cui si troverebbero ora le particelle ni. 202, 203, 204, 210 e parte 

est della particella no. 208. Per quest’ultime sarebbe necessaria un’ulteriore 

tappa di urbanizzazione. Bisognerebbe inoltre escludere che questa avvenga 

entro breve tempo. Per le particelle ni. 192, 193, 200, 201, 207 e parte della 

208, il Tribunale amministrativo aveva ritenuto che le stesse, visto anche 

l’esiguità della superficie ancora da urbanizzare dei citati fondi già inclusi nella 

zona industriale, avrebbero dovuto essere inseriti nella prima tappa di 

urbanizzazione, dato che la realizzazione entro breve della seconda tappa 

sarebbe stata poco probabile. Le particelle non ancora inserite nei perimetri, 

ossia ni. 202, 203, 204, 210 e parte est della particella no. 208, sarebbero 

situate talmente lontane dalle opere di urbanizzazione da doverle considerare 

come non urbanizzate. La tesi della ricorrente sarebbe infine inconsistente: 

Da un canto la stessa riterrebbe che il tipo di zona fosse ininfluente per 

determinare l’inserimento o meno nei comprensori. Allo stesso tempo 

quest’ultima richiederebbe l’ampliamento dei perimetri proprio in 

considerazione delle modifiche pianificatorie. 

In merito ai singoli perimetri il comune duplicava come segue: La rete stradale 

prevista dal comune sarebbe stata perfettamente adeguata alla situazione 

particellare e alla proprietà esistente al momento dell’introduzione del 

perimetro. Anche se si dovesse realizzare un frazionamento, entrambe le 

particelle godrebbero di un accesso diretto. Al momento della presentazione 

dell’opera la ricorrente non avrebbe inoltre richiesto alcun ampliamento 

dell’opera. Il comune infine ribadiva che la valutazione dovrebbe essere 

compiuta per rapporto allo stato originale della particella no. 177 e non per 

rapporto ai suoi molteplici ipotetici frazionamenti. 

8. In data 16 dicembre 2009, il Tribunale amministrativo esperiva un sopralluogo 

a … Presenti erano i rappresentanti della ricorrente e quelli del comune 

convenuto con i propri legali, così come il Presidente della commissione di 

perimetro e l’ingegnere del progetto. Dopo aver visionato le opere realizzate 

e le particolarità delle particelle in questione alle parti interessate veniva data 

la possibilità di esprimersi sulla vertenza. Su quanto visto e sentito in detta 

sede si tornerà, per quanto utile ai fini decisionali, nelle considerazioni di 

merito che seguono. 

9. a) Il 18 dicembre 2009 il comune convenuto inoltrava un’istanza di assunzione 

di nuovi mezzi di prova. Nell’ambito della discussione inerente il perimetro no. 

1, strada e marciapiedi, i rappresentanti della ricorrente avrebbero in sede di 

sopralluogo sostenuto di non utilizzare la strada ed il marciapiedi 

recentemente realizzati, ma di utilizzare esclusivamente l’accesso diretto sulla 

strada comunale di cui disporrebbe la particella no. 177. Per il relativo diritto 

di transito la ricorrente avrebbe concluso un accordo con il proprietario della 

citata particella. Lo stesso giorno del sopralluogo però, …, avrebbe contattato 

il sindaco dato che in mattinata sarebbe stato costretto a liberare il 

sottopassaggio degli uffici della particella no. 177, attraverso il quale si 

accederebbe alla strada cantonale. Lo stesso avrebbe utilizzato da circa un 

anno e mezzo il citato sottopassaggio quale deposito per i propri mezzi 

agricoli. Il comune convento avrebbe ottenuto dall’Ufficio tecnico del Cantone 

dei Grigioni, Circondario 2 …, tre fotografie risalenti alla primavera del 2009, 

dalle quali si evincerebbe che l’intero accesso carrozzabile sarebbe stato 

integralmente ostruito dal citato deposito di macchinari. Il comune richiedeva 

pertanto che le citate fotografie venissero allegate agli atti e che il Sindaco 

così come pure … venissero escussi quali testi, al fine di dimostrare che le 

affermazioni della ricorrente, secondo le quali per accedere al fondo verrebbe 

utilizzato esclusivamente l’accesso attraverso la particella no. 177, e non la 

nuova strada realizzata nella zona industriale, sarebbero false. 

b) La ricorrente inoltrava il 18 gennaio 2010 le proprie osservazioni in merito. 

L’accesso diretto sulla strada cantonale sarebbe stato impedito unicamente 

durante i lunghi lavori di sistemazione della citata strada. La documentazione 

fotografica del comune convenuto non sarebbe quindi in grado di comprovare 

nulla. La ricorrente produceva agli atti una dichiarazione scritta di …, nella 

quale egli attestava di aver potuto usufruire del sottopassaggio sulla particella 

no. 177 solamente durante i lavori di rifacimento della strada cantonale. In 

seguito egli non avrebbe depositato che alcuni macchinari. Il passaggio 

sarebbe comunque stato garantito. 

c) Con scritto del 5 febbraio 2010 il comune convenuto richiedeva che la 

dichiarazione scritta di … venisse dichiarata nulla. L’inoltro della citata 

dichiarazione rappresenterebbe un tentativo della controparte di eludere la 

prova testimoniale. Infine il 10 febbraio 2010 la ricorrente comunicava di 

ritenere l’escussione del teste … del tutto superflua. Su proposta del Giudice 

istruttore le parti rinunciavano all’escussione dei testi proposti, ritenuta non 

determinante ai fini del giudizio.

10. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà per quanto utile ai fini del 

giudizio nelle considerazioni di merito che seguono.

Considerando in diritto:

1. Il Comune di … in data 6 settembre 2001 pubblicava sul Foglio ufficiale del 

Cantone dei Grigioni i cinque decreti d’inizio per l’urbanizzazione della zona 

industriale. Il 1. novembre 2005 è entrata in vigore la nuova Legge cantonale 

sulla pianificazione territoriale (LPTC). Giusta l’art. 108 cpv. 1 cifra 1 LPTC le 

procedure di pianificazione pendenti al momento dell’entrata in vigore della 

citata legge vengono portate avanti a livello comunale secondo le prescrizioni 

sulle competenze e procedurali già vigenti fino alla loro conclusione. Per i 

rimedi giuridici fa invece stato il nuovo diritto. Già con l’entrata in vigore il 1. 

gennaio 1988 della riveduta LPTC, la legislazione in materia di pianificazione 

restringeva il campo d’applicazione della Legge cantonale sui comprensori 

(LCompr), prevedendo all’art. 1 cpv. 4 Lcompr (cfr. art. 106 cpv. 2 cifra 3 

LPTC) una esplicita riserva a favore delle norme sull’esecuzione e sul 

finanziamento dell’urbanizzazione giusta il diritto sulla pianificazione 

territoriale, lasciando però ai comuni la possibilità di emanare norme 

procedurali proprie (art. 29 vOPTC). Il comune convenuto, il quale non 

dispone di norme procedurali proprie in materia, ha quindi a ragione effettuato 

la ripartizione dei costi in base alle norme procedurali e sulle competenze degli 

art. 24 e ss. della vOPTC. In merito al diritto applicabile anche la ricorrente 

non ha sollevato critiche. 

2. Oggetto della presente controversia sono le seguenti tematiche sollevate dalla 

ricorrente: il perimetro dei comprensori (cons. 3), il calcolo e l’ammontare del 

contributo a carico della particella no. 177 della ricorrente per il comprensorio 

no. 1 riguardante la rete stradale e marciapiede (cons. 4), così come pure 

quello per il contributo a carico delle particelle ni. 177, 178, 1284 e 1295 per 

il comprensorio no. 2 riguardante la canalizzazione acque chiare e nere (cons. 

5) ed infine quello a carico della particella no. 177 per il comprensorio no. 5 

inerente la rete elettrica e illuminazione (cons. 6). Per quel che riguarda i 

contributi per il comprensorio acqua industriale (no. 3) e quello per l’acqua 

potabile (no. 4) le particelle della ricorrente ni. 177 e 1284 venivano invece già 

esonerate dal versamento di contributi con sentenza del 22 gennaio 2002. 

Questo Tribunale constata inoltre che la ricorrente non ha sollevato critiche in 

merito agli ulteriori contributi impostile per le sue particelle.

3. a) Con il decreto d’inizio viene definito il perimetro del comprensorio, il quale 

deve includere tutti quei proprietari immobiliari che traggono un beneficio 

economico particolare dall’esecuzione dell’opera, trovandosi in una specifica 

situazione di proprietà immobiliare. Per l’inclusione di un fondo nel perimetro 

di un determinato comprensorio non è indispensabile che il proprietario faccia 

pure concretamente uso del vantaggio economico che gli deriva 

dall’infrastruttura pubblica, ma basta la possibilità di usufruire di un simile 

vantaggio (PTA 1991 no. 44). È infatti la semplice possibilità di usufruire degli 

impianti d’urbanizzazione che accresce il valore della proprietà immobiliare e 

non l’esistenza effettiva di un allacciamento (DTA 504/90). In principio 

pertanto, con l’inclusione di un fondo nel perimetro del comprensorio, l’autorità 

comunale afferma l’esistenza di un vantaggio particolare per una determinata 

particella dalla realizzazione dell’infrastruttura. Praticamente nel decreto 

d’inizio non è possibile motivare oltre la situazione concreta di qualsiasi fondo 

incluso e non incluso nel perimetro scelto. Materialmente la ricorrente 

contesta innanzitutto la non inclusione delle particelle della zona industriale II, 

2. tappa di utilizzazione, ossia le particelle ni. 202, 203, 204, 208 

(parzialmente) e 210, le quali a suo avviso trarrebbero pure degli indubbi 

vantaggi dall’urbanizzazione già presente e da quella prevista. La ricorrente 

argomenta la propria richiesta con il fatto che il 13 ottobre 2008 il comune 

convenuto avrebbe approvato una revisione parziale della pianificazione 

locale, nella quale anche la 2. tappa di utilizzazione veniva assegnata 

formalmente alla zona industriale II. Questa revisione della pianificazione 

locale sarebbe inoltre stata approvata dal Governo cantonale con decreto del 

13./14. gennaio 2009. Per questi motivi le citate particelle dovrebbero venir 

incluse nella zona di perimetro. Questa richiesta, come si preciserà qui di 

seguito, non merita protezione. 

b) Con sentenze STA A 01 78, 81, 82, 85 e 87 del 22 gennaio 2002 il Tribunale 

aveva ritenuto necessaria l’inclusione delle particelle ni. 192, 193, 200, 201, 

207 e 208 (parzialmente) nei relativi comprensori, come avevano postulato i 

relativi ricorrenti. Le stesse erano infatti già state assegnate legalmente alla 

1. tappa di utilizzazione della zona industriale II. La parte della zona industriale 

II che secondo il piano delle zone era stata assegnata alla 2. tappa di 

utilizzazione non era a quel tempo ancora stata approvata. Poiché 

l’approvazione da parte del Governo cantonale ha effetto costitutivo, la non 

approvazione della 2. tappa di utilizzazione comportò la mancata inclusione 

delle relative particelle nella zona industriale. Anche il Tribunale aveva ritenuto 

corretta la non inclusione delle particelle in oggetto. Anche se con decreto del 

13/14 gennaio 2009 del Governo la 2. tappa di utilizzazione è stata assegnata 

alla zona industriale II, la decisione del comune deve essere confermata. 

Innanzitutto come precisa lo stesso, anche se questo fatto non è decisivo, le 

decisioni di ripartizione dei costi erano state emanate già il 23 giugno 2008 e 

quindi prima della decisione di revisione parziale della pianificazione e della 

relativa approvazione da parte del Governo. Già per questo motivo il comune 

al momento della delibera delle decisioni impugnate non poteva ancora tenere 

conto di dette particelle. Nel caso concreto vi sono però anche altri motivi a 

sostegno della decisione di non ampliamento dei perimetri. Già dall’inizio era 

stato previsto che l’urbanizzazione della zona industriale II sarebbe avvenuta 

in diverse tappe, in modo di poter adeguare il procedere dell’urbanizzazione 

alla relativa richiesta nella zona industriale. Come si evince dai piani delle 

opere eseguite e come si è potuto constatare anche in sede di sopralluogo, le 

particelle non inserite nei perimetri non sono ancora affatto urbanizzate. Per 

l’urbanizzazione delle particelle interessate si renderà necessaria la creazione 

di ulteriori infrastrutture. La realizzazione vera e propria non è però prevista 

nel prossimo futuro come ha dichiarato il comune convenuto, dato che la ditta 

estera che intendeva insediarsi, ha in seguito all’attuale crisi economica 

rinunciato al proprio progetto. La problematica di un eventuale cambiamento 

dello sfruttamento dell’opera già eseguita è inoltre esplicitamente regolata 

dall’art. 27 OPTC. Detta norma prevede che se entro dieci anni dal passaggio 

in giudicato della ripartizione dei costi, il modo di sfruttamento delle opere già 

eseguite dovesse cambiare sostanzialmente, tornando utile anche ad ulteriori 

proprietari, su richiesta di persone con obbligo contributivo o d'ufficio potrà 

essere avviata una nuova procedura contributiva (STA A 07 49 cons. 3b; DTF 

del 03.03.2009, 2C_434/2008, cons. 3). Anche alla luce di questa possibilità, 

la decisione del comune convenuto non da adito a critiche. Ne risulta che la 

non inclusione nel perimetro in oggetto delle particelle assegnate alla citata 2. 

tappa di utilizzazione è corretta. Su questo punto il ricorso deve pertanto 

essere respinto.

4. In merito al contributo perimetrale per il comprensorio no. 1 riguardante la rete 

stradale e marciapiede, la ricorrente ritiene che la propria particella no. 177 di 

nuova formazione, quindi con una superficie di ancora soli 11079 m2 invece 

di 17232 m2, debba venir esonerata dal relativo versamento. Il comune ha 

richiesto invece per una superficie di 16185 m2 un contributo nella misura del 

33.3% e per la parte restante di 1047 m2 uno nella misura del 100%. A ragione 

il comune sostiene che la motivazione di esenzione della ricorrente si fonda 

su di un possibile frazionamento deciso dalla ricorrente stessa solo dopo la 

decisione del 23 giugno 2008. Il comune nelle proprie decisioni di ripartizione 

dei costi perimetrali non può prevedere i potenziali futuri frazionamenti. 

Indipendentemente dal fatto di sapere se nel frattempo la mutazione è 

avvenuta o meno, al Tribunale non è mai giunta una comunicazione in merito, 

la censura della ricorrente non merita protezione. La particella no. 177 della 

ricorrente gode di un accesso diretto sulla strada cantonale. La stessa confina 

però anche direttamente con la strada di quartiere, oggetto del controverso 

contributo. La strada di quartiere rappresenta per quest’ultima pertanto 

un’alternativa che permette di accedere a tutta l’area con ogni tipo di veicoli e 

in modo più razionale. Anche se i proprietari non facessero uso quotidiano 

della strada di quartiere, la presenza della stessa rappresenta un indubbio 

vantaggio, per il quale la ricorrente deve partecipare ai relativi costi di 

perimetro. Se si dovesse tenere conto del frazionamento come auspicato da 

parte della ricorrente, alla nuova particella no. 1295 con una superficie 

complessiva di 6153 m2 dovrebbe venir imputato un coefficiente del 100%. 

Per questi motivi il Tribunale ritiene adeguata la decisione del comune, il quale 

prevede l’imposizione di un coefficiente ridotto del 33 1/3% per una superficie 

di 16185 m2 e per la parte restante di soli 1047 m2 uno nella misura del 100%. 

Su questo punto il ricorso è pertanto respinto.

5. Per quanto riguarda il comprensorio no. 2 per le canalizzazioni acque chiare 

e nere alla particella no. 177 della ricorrente è stato imputato un vantaggio del 

100% per 1047 m2 e uno del 50% per i restanti 16185 m2. Alla particella no. 

178 è stato imposto un coefficiente del 50%, mentre alla no. 1284 uno del 

66.7%. La ricorrente con la propria istanza chiede di essere esonerata da 

qualsiasi contributo per tutte le sue particelle, dato che le stesse si 

troverebbero ad una quota inferiore per rispetto all’unico punto esistente 

possibile di allacciamento alle condotte comunali. La ricorrente, così come 

pure i proprietari delle particelle confinanti, avrebbero quindi predisposto a 

proprie spese un piano d’evacuazione delle acque nere che porterebbe 

direttamente verso il collettore CIDA. Mentre le acque chiare verranno 

evacuate come sinora in un canale a cielo aperto già esistente situato a ovest 

del fondo no. 1283. Come si evince infatti anche dalla perizia smaltimento 

acque dello studio d’Ingegneria … SA (act. 12 della ricorrente) un eventuale 

allacciamento alle infrastrutture comunali verso est porrebbe seri problemi di 

pendenze longitudinali, troppo lievi per un corretto deflusso delle acque. Il 

comune sostiene innanzitutto che dal profilo tecnico e pratico, per esempio 

con l’ausilio di pompe, pozzi pompa o delle condotte a pressione, la particella 

della ricorrente sarebbe perfettamente allacciabile alle condotte comunali. 

Inoltre, da come si evince dalla perizia smaltimento acque prodotta dalla 

ricorrente, delle stazioni di pompaggio non si giustificherebbero per la vastità 

delle particelle interessate e avrebbero un impatto ambientale elevato. Pur 

tenendo conto di queste concrete circostanze il Tribunale ritiene la 

commisurazione del vantaggio imposta dal comune per le singole particelle 

quale corretta, in quanto per le particelle di cui in parola è stato imposto un 

coefficiente ridotto proprio in considerazione della possibilità di allacciamento 

meno confacente rispetto ad altre situazioni. Un esonero dei relativi costi di 

perimetro, come pretende la ricorrente, non è pertanto giustificato. Infatti dal 

progetto definitivo delle canalizzazioni acque chiare e nere (doc. 47 del 

comune) si evince che la canalizzazione privata della ricorrente non si allaccia 

direttamente al collettore CIDA, ma al pozzetto P2 della canalizzazione 

comunale. Per l’attraversamento dell’asse ferroviario, della strada agricola 

comunale e del canale a cielo aperto (canalizzazione no. 7) è stata infatti 

necessaria la costruzione di due pozzetti (P1 e P2). Per questa tratta la 

ricorrente usufruisce dell’opera perimetrale e deve quindi contribuire ai relativi 

costi. La canalizzazione pubblica per lo smaltimento delle acque chiare non 

apporta invece alcun vantaggio, dato che la ricorrente ha già predisposto un 

concetto di smaltimento funzionale e conveniente sia dal punto di vista 
finanziario che da quello ambientale. Essa si allaccerà tramite pozzetti e 

tubazioni in parte nuovi e in parte già esistenti al relativo impianto della 

particella no. 1283 (doc. 13 della ricorrente), il quale scarica nel canale a cielo 

aperto no. 972. Un allacciamento diretto renderebbe necessaria una 

soluzione tecnica e quindi costi eccessivi. In merito all’evacuazione delle 

acque chiare il ricorso deve pertanto essere accolto e alle particelle della 

ricorrente deve venir imputato solamente il contributo perimetrale per 

l’allacciamento alla canalizzazione acque nere. In questo punto il ricorso deve 

pertanto essere parzialmente accolto. Il comune dovrà ricalcolare i vari 

contributi per i fondi della ricorrente tenendo conto solamente dei costi per la 

canalizzazione acque nere e imputandole, come già nella decisione 

impugnata, per la particella no. 177 un vantaggio del 100% per 1047 m2 e 

uno del 50% per i restanti 16185 m2, alla no. 178 uno del 50%, mentre alla 

no. 1284 uno del 66.7%. In questo punto il ricorso è quindi parzialmente 

accolto. 

6. Infine la ricorrente richiede l’esonero dal contributo per il comprensorio no. 5 

inerente elettricità e illuminazione pubblica per la propria particella no. 177 

nuova formazione. Va innanzitutto precisato che le argomentazioni addotte 

dalla ricorrente inerente alla possibile nuova configurazione della particella 

no. 177, come già esposto in precedenza (cfr. cons. 4), non possono essere 

ascoltate. Le critiche della ricorrente non riguardano i contributi stabiliti per le 

sue particelle ni. 178 e 1284, ma solamente per la no. 177. Il comune ha 

imposto alla particella no. 177 della ricorrente un coefficiente del 100% 

limitatamente a 1047 m2, mentre per la parte restante di 16185 m2 uno del 

50%. In merito al contributo il comune specifica che i proprietari delle linee di 

distribuzione si sarebbero assunti i costi complessivi delle installazioni 

elettriche di distribuzione e pure parte dei costi per le opere di genio civile 

inerenti l’intervento di messa in cavo. Il contributo residuo suddiviso 

nell’ambito del perimetro di cui in parola di fr. 193'400.00 coinciderebbe quindi 

praticamente con i soli costi per le opere di illuminazione della strada. La 

ricorrente gode, attraverso la nuova strada di quartiere, di un secondo 

accesso alternativo alla propria particella ed approfitta pertanto della relativa 

illuminazione stradale. Per ponderare questo vantaggio bisogna quindi tenere 

conto dell’illuminazione di tutta la zona industriale e non solo della piccola 

parte confinante con la propria particella. Infine va aggiunto che lungo la rete 

stradale che confina direttamente con la particella della ricorrente sono state 

posate le condotte elettriche (cfr. doc. 23 del comune), alle quali la ricorrente 

può comodamente allacciarsi. Per questi motivi l’imposizione di un 

coefficiente nella misura del 100% limitatamente alla zona della particella di 

1047 m2 che gode di un accesso diretto sulla nuova strada di quartiere, 

mentre per la parte restante di 16185 m2 uno ridotto del 50%, dato che 

dispone pure di un ulteriore accesso privato, non da adito a critiche e il ricorso 

in questo punto viene respinto. 

7. In conclusione, le censure addotte dalla ricorrente sono in parte fondate e il 

ricorso deve essere parzialmente accolto nel senso dei considerandi. Per la 

ripartizione dei costi il Tribunale ha innanzitutto tenuto conto del fatto che la 

ricorrente soccombe con il proprio petito principale, giusta il quale i contributi 

perimetrali avrebbero dovuto essere ricalcolati inserendo nei comprensori 

perimetrali anche le particelle ni. 202, 203, 204, 210 e parte della 208, inserite 

nella 2. tappa di urbanizzazione della zona industriale II. In via eventuale 

l’istante ha richiesto l’esonero dal versamento di contributi per la propria 

particella no. 177 per i comprensori ni. 1, 2 e 5 così come pure quello per le 

proprie particelle ni. 178 e 1284 per il comprensorio no. 2. Il Tribunale ha 

respinto le richieste della ricorrente di esonero di contributi per la particella no. 

177 per i comprensori ni. 1 e 5. I contributi dovuti dalla ricorrente per le proprie 

particelle ni. 177, 178 e 1284 per il comprensorio no. 2 sono stati invece ridotti 

della parte concernente le acque chiare. Dato che solamente tre delle critiche 

sollevate in via subordinata sono state parzialmente accolte si giustifica di 

accollare tre quarti dei costi alla parte attrice ed un quarto al comune 

convenuto. Alla ricorrente viene assegnata un’indennità ridotta a titolo di 

ripetibili (art. 78 cpv. 1 LGA), mentre al comune convenuto che ha agito 

nell’esercizio delle proprie attribuzioni ufficiali, non spettano ripetibili (art. 78 

cpv. 2 LGA).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è parzialmente accolto nel senso dei considerandi. In merito al 

calcolo e l’ammontare dei contributi dovuti dalla ricorrente per le sue particelle 

ni. 177, 178 e 1284 per il comprensorio no. 2 gli atti vengono ritornati al 

comune convenuto per rispettiva nuova decisione nel senso dei considerandi. 

Per quanto attiene la richiesta d’ampliamento dei perimetri alle particelle 

inserite nella 2. tappa di urbanizzazione della zona industriale II e l’ammontare 

del contributo della ricorrente per la particella no. 177 per i comprensori ni. 1 

e 5 il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 3'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 410.--

totale fr. 3'410.--

il cui importo sarà versato nella misura di tre quarti dalla … SA e nella misura 

di un quarto dal Comune di … entro trenta giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. Il Comune di … versa alla … SA un’indennità di fr. 1'125.00 (IVA inclusa) a 

titolo di ripetibili.