# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 57012cf3-7746-5003-a2ac-2f72278b596e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-06-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 01.06.1999 52.1999.61
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1999-61_1999-06-01.html

## Full Text

140

   

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  52.99.00061

   

  	
  Lugano

  1º giugno 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  16 febbraio 1999 della

 

 

	
   

  	
  __________ patrocinata dallo studio legale __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 26 gennaio 1999, no. 333, del Consiglio di Stato che respinge
  l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 26 febbraio
  1998 con cui il municipio di __________ le ha ordinato di presentare un
  attestato di conformità alle prescrizioni antincendio;

  

 

 

viste le risposte:

-    26 febbraio 1999 del municipio di
__________;

-    3 marzo 1999 del Consiglio di
Stato, Bellinzona;

-    16 marzo 1999 del Dipartimento del
territorio, Bellinzona;

 

 

esperita
una visita in luogo;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che la ricorrente è
proprietaria di un complesso residenziale/commerciale con oltre un centinaio di
appartamenti, uffici e negozi, costruito all'inizio degli anni '80 nel centro
di __________ (part. no. __________ RFD);

 

 

che negli scorsi anni nello stabile si sono verificati alcuni
principi d'incendio;

 

 

che, ritenendo insufficienti le misure di sicurezza, il 26
febbraio 1998 il municipio di __________ ha ingiunto alla ricorrente di
presentare un attestato di conformità alle prescrizioni antincendio;

 

 

che contro questa decisione l'obbligata è insorta davanti al
Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento;

 

 

che con giudizio 26 gennaio 1996 il Governo ha respinto l'impugnativa;

 

 

che, dopo aver accertato mediante perizia che l'immobile presenta
significative lacune in materia di sicurezza contro gli incendi, il Consiglio
di Stato ha ingiunto alla ricorrente di presentare un rapporto che provi,
mediante attive misure d'intervento, che il rischio residuo d'incendio è
mantenuto entro un limite accettabile;

 

 

che contro questo giudizio la soccombente è insorta davanti
al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendogli di annullarlo assieme
all’ordine censurato;

 

 

che in sostanza l'insorgente nega che l'art. 44 g RLE
costituisca una base legale sufficiente per ordinare la presentazione dell'attestato
richiesto; contesta inoltre che l'immobile presenti un elevato grado di rischio
secondo la previgente legge sulla polizia del fuoco;

 

 

che il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato, dal
municipio di __________ e dal Dipartimento del territorio, che con succinte
osservazioni sottolinea la legittimità della richiesta avanzata dal municipio;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che il ricorso,
tempestivo, è ricevibile in ordine giusta l'art. 21 LE e può essere deciso
sulla base degli atti, integrati dalle risultanze della visita in luogo
esperita da una delegazione di questo Tribunale;

 

 

che giusta l'art. 41d cpv. 3 LE, alle domande per la
costruzione, la ricostruzione e la riattazione di edifici di uso collettivo,
quali istituiti di cura, scuole, alberghi, fabbriche, empori, sale di svago,
come pure quelli concernenti edifici di grande mole, costruzioni sotterranee e
impianti per il deposito di carburanti e gas, deve essere allegato un
attestato, rilasciato da un tecnico riconosciuto nel campo specifico della
polizia del fuoco, che certifichi che il progetto è allestito conformemente
alle norme tecniche in materia emanate dal Consiglio di Stato;

 

 

che per l'art. 41g cpv. 1LE, gli edifici esistenti prima
dell'entrata in vigore della norma succitata (1.1.97: cfr. BU 96,735) sono
soggetti al diritto precedente;

 

 

che questi edifici devono essere adeguati alle nuove
disposizioni solo in caso di riattazione, di trasformazione o di ricostruzioni
ed ampliamenti (art. 41g cpv. 2 LE);

 

 

che l'art. 13 dell'abrogata legge sulla polizia del fuoco del
13.10.1949 (LPF; BU 1949, 135) abilitava il municipio ad intervenire d’ufficio
nei confronti di proprietari di stabili per obbligarli a prendere le misure
necessarie per eliminare evidenti rischi d'incendio o di esplosione;

 

 

che riallacciandosi a quest'ultima disposizione l'art. 44g
cpv. 1 RLE impone al "proprietario degli edifici e degli impianti di cui all'art.
44d (rectius: 41d) LE, realizzati prima del 1.1.97, che costituiscono un reale
pericolo per le cose e le persone secondo il diritto precedente", di
"adattare i medesimi secondo un concetto di protezione che renda
accettabile il rischio residuo";

 

 

che l’art. 44g cpv. 2 RLE permette al municipio di
"concedere esenzioni all'adeguamento unicamente sulla base di una perizia
che certifichi che il rischio presente è accettabile";

 

 

che quest’ultima disposizione in realtà non è altro che una
conseguenza del capoverso precedente: è in effetti evidente che l’obbligo di
risanamento non sussiste se il proprietario dimostra mediante perizia che il
rischio è accettabile;

 

 

che dall'insieme delle norme summenzionate emerge chiaramente
che il municipio può esigere la presentazione di un attestato di conformità
alle prescrizioni di sicurezza antincendio soltanto in caso di costruzione,
ricostruzione e riattazione degli edifici elencati all'art. 44d LE;

 

 

che per gli edifici esistenti prima dell'entrata in vigore
degli art. 41a - 41g LE, che non formano oggetto di interventi di natura
edilizia, il municipio non può pertanto esigere la presentazione di un
attestato di conformità;

 

 

che per questi edifici l'autorità comunale può soltanto
imporre le opere necessarie per eliminare "evidenti rischi
d'incendio" (art. 13 LPF), ovvero “un reale pericolo per le cose e per le
persone” (art. 44g RLE);

 

 

che l'accertamento dell'esistenza di questi presupposti
incombe al municipio; spetta all’autorità comunale dimostrare che sussiste un
evidente rischio d’incendio, ovvero che la costruzione rappresenta un reale
pericolo per le persone e le cose;

 

 

che il municipio non può sovvertire l'onere della prova
imponendo al proprietario di presentare un attestato di conformità che
certifichi l'ossequio delle disposizioni antincendio;

 

 

che nell’evenienza concreta il complesso immobiliare della
ricorrente è sicuramente un edificio di grande mole ai sensi dell’art. 44d LE; 

 

 

che questa sua caratteristica non permette tuttavia al
municipio di esigere dalla ricorrente la produzione di un attestato di conformità,
poiché l’immobile non è oggetto di interventi edilizi e la sua edificazione
risale a ben prima che entrassero in vigore gli art. 41a - 41g LE;

 

 

che da questo profilo l’ordine impugnato non può quindi
essere confermato;

 

 

che la fattispecie è esclusivamente retta dagli art. 13 LPF e
44g RLE, che permettono al municipio di imporre l’adozione di adeguati provvedimenti
di risanamento ai proprietari di stabili che presentano “evidenti rischi
d’incendio”, rispettivamente che “costituiscono un reale pericolo per persone e
cose”;

 

 

che tali disposizioni non consentono al municipio di imporre
al proprietario di stabili versanti in quella situazione di produrre un
attestato di conformità; spetta all’autorità comunale di dimostrare che sono
date le premesse per esigere l’adozione di provvedimenti di risanamento;

 

 

che anche da questo profilo l’ordine impartito dal municipio
alla ricorrente non può pertanto essere confermato;

 

 

che del tutto inammissibile è lo stravolgimento della
decisione impugnata posto in essere dal Consiglio di Stato mediante richiamo dell’art.
44g RLE;

 

 

che la norma succitata si limita a permettere all’autorità di
imporre l’adozione delle misure di sicurezza necessarie per eliminare evidenti
rischi d’incendio (art. 13 LPF), ovvero situazioni di reale pericolo; non le
permette affatto di esigere la presentazione di un rapporto che provi, mediante
misure attive di intervento che il rischio residuo di incendio è contenuto
entro limiti accettabili;

 

 

che l’ordine municipale impugnato non può quindi essere confermato
nei termini in cui è stato reimpostato dal Consiglio di Stato; 

 

 

che la decisione municipale impugnata non può nemmeno fondarsi
sull’art. 44g cpv. 2 RLE; questa norma permette soltanto al proprietario
gravato da un ordine di adeguamento di sottrarsi al provvedimento dimostrando,
mediante perizia, che il reale pericolo addotto dal municipio non sussiste,
perché il rischio residuo è accettabile;

 

 

che, stando così le cose, il ricorso va accolto, annullando
la decisione municipale impugnata e quella governativa che la conferma, siccome
lesive del diritto;

 

 

che, dato l’esito, il Tribunale cantonale amministrativo si
limita ad addebitare al comune resistente le spese di perizia e le ripetibili,
prescindendo dal prelievo di una tassa di giustizia;

 

 

 

visti
gli art. 21, 41d, 41g LE; 44g RLE; 3, 18, 28, 60, 61, 65 PAmm;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

§.  di conseguenza, sono annullate:

1.1.   la decisione 26 febbraio 1998 del
municipio di __________, che ordina alla ricorrente di presentare un attestato
di conformità alle prescrizioni antincendio;

1.2.   la decisione 26 gennaio 1999, n. 333,
del Consiglio di Stato.

 

 

                                   2.   Non si preleva tassa di
giustizia.

 

 

                                   3.   Le spese della perizia
ordinata dal Consiglio di Stato sono a carico del comune di __________, che
rifonderà alla ricorrente fr. 1’200.- a titolo di ripetibili.

 

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario