# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** be6e7feb-3022-5961-9c9b-417b64817353
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-04-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.04.2024 D-5046/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5046-2022_2024-04-10.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5046/2022 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 0  a p r i l e  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Roswitha Petry, Walter Lang,  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 1. A._______, nato il (…), 

2. B._______, nato il (…), 

Tunisia,   

entrambi rappresentati dalla MLaw Roberta Condemi,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo e allontanamento (procedura celere);  

decisione della SEM del 10 ottobre 2022 / N (…). 

 

 

 

D-5046/2022 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato 1, e per suo tramite il figlio B._______, allora ancora mi-

norenne, hanno presentato una domanda d’asilo in Svizzera l’(…) lu-

glio 2022. 

A.b Il (…) luglio 2022, si è tenuto con il richiedente 1, il verbale del rileva-

mento dei dati personali, mentre che il (…) luglio 2022, sempre con il me-

desimo si è svolto il colloquio Dublino. Successivamente, il (…) ago-

sto 2022 rispettivamente il (…) settembre 2022, egli è stato sentito ri-

guardo ai suoi motivi d’asilo ed a quelli del figlio.  

Nell’ambito di tali audizioni, egli ha in sunto dichiarato di essere originario 

di C._______, nel governatorato di D._______, dove avrebbe vissuto da 

ultimo e fino al suo espatrio assieme al figlio B._______, alla moglie e ad 

un altro figlio. In Tunisia, l’interessato 1, avrebbe svolto delle attività di (…) 

a favore di (…), tra cui il (…). Circa (…) anni prima, lui si sarebbe rivolto al 

(…) di D._______, per ottenere il servizio di scuolabus per il figlio 

B._______, disabile (affetto da sindrome di Down e sordità), perché egli 

potesse recarsi a scuola in autonomia, e lui – il richiedente 1 – potesse 

andare a lavorare senza doversi occupare di accompagnare e andare a 

riprendere il figlio. Tuttavia, per tale servizio, gli sarebbe stato richiesto di 

versare l’importo di (…). A causa della sua opposizione a tale richiesta, il 

(…) avrebbe fatto in modo che il figlio non potesse più andare a scuola. 

Inoltre, anche l’indennità di (…) che riceveva per il figlio mensilmente, gli 

sarebbe stata tolta, come pure l’indennità di (…) che veniva data per lo 

stesso motivo dall’(…) assieme ad un cartone di latte ed uno di yoghurt 

mensili, che gli sarebbero pure stati levati. Il richiedente 1, si sarebbe rivolto 

senza però successo, al (…), che lo avrebbe invitato a trasmettere nuova-

mente una richiesta al (…). (…) anni prima, il figlio B._______ sarebbe 

stato picchiato pesantemente da alcuni ragazzi più grandi, che a seguito 

della denuncia del genitore, avrebbero scontato una pena in carcere di (…). 

Circa (…) o (…) anni prima, l’interessato 1 sarebbe stato convocato dalla 

(…) di D._______ per essere interrogato. Al termine dell’interrogatorio, 

l’agente gli avrebbe riferito che egli non poteva avere nulla a che vedere 

con il (…) e lo avrebbe quindi rilasciato. In seguito, la polizia si sarebbe 

recata presso il loro domicilio, per verificare che l’interessato 1 fosse an-

cora lì. Desideroso di offrire al figlio delle possibilità di aiuto e d’istruzione, 

che in Tunisia non avrebbe potuto ricevere, e pensando che se fosse ivi 

rimasto avrebbe avuto invece una vita difficile, nonché a causa della situa-

zione d’insicurezza politica nel suo Paese, l’interessato 1 avrebbe deciso 

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di espatriare con il figlio, e qui richiedente 2. Il (…) (o il […]), questi ultimi, 

sarebbero quindi partiti via aerea, legalmente con il loro passaporto, verso 

la E._______. Da qui, tramite la rotta balcanica, avrebbero raggiunto  

l’F._______, in seguito spostandosi in G._______, H._______ ed 

I._______, giungendo infine in Svizzera l’(…) luglio 2022. Nel caso di un 

suo ritorno in patria, il richiedente 1, ha dichiarato di temere di essere in-

carcerato, mentre che il figlio non potrebbe andare a scuola, non verrebbe 

considerato e non avrebbe alcun diritto, nonché si troverebbe per strada, 

con ragazzi che fumano e si ubriacano e che potrebbero sfruttarlo a causa 

della sua disabilità. 

A supporto della loro domanda d’asilo, gli interessati hanno depositato agli 

atti della SEM: copie dei loro passaporti; copie delle carte d’identità del 

richiedente 1 e della moglie; l’originale degli atti di nascita di questi ultimi, 

del richiedente 2 e del fratello; copia del certificato di matrimonio del richie-

dente 1; copia dell’attestazione d’indicazione di un caso sociale per l’inte-

ressato 1; e fotocopia della conferma dell’invio postale della predetta do-

cumentazione. 

A.c Nel frattempo, la rappresentante legale dei richiedenti, ha fatto perve-

nire alla SEM delle osservazioni, datate 27 settembre 2022, sia riguardo 

allo stato di salute dell’interessato 2, sia circa l’allontanamento del nucleo 

famigliare, in particolare ritenendolo incompatibile con l’interesse superiore 

del minore nonché chiedendo lo stabilimento di un rapporto medico detta-

gliato (cosiddetto “F4”) per il richiedente minorenne. Ha segnatamente inol-

tre osservato come: “[…] Da un lato, il ragazzo comunica solo con la lingua 

dei segni – neppure è stato possibile effettuare l’usuale rilevamento delle 

generalità (RDG) – e ad oggi non appare possibile sentirlo personalmente 

in un’audizione sui motivi d’asilo e poterne così acquisire le ragioni. La sua 

condizione richiede inoltre la costante vicinanza del padre, figura di riferi-

mento dalla quale è inseparabile […]” (cfr. [atto della SEM] n. [{…}]-40/2, 

pag. 1).  

A.d Gli interessati, il 7 ottobre 2022, hanno avuto la possibilità di presen-

tare il loro parere al progetto di decisione negativa della SEM del 6 otto-

bre 2022. In particolare, hanno segnalato come il giovane richiedente sia 

stato messo in contatto con l’(…), dalla quale sarebbe stato coinvolto in 

alcune loro attività, che gli avrebbero giovato, producendo a supporto dei 

medesimi asserti una lettera della (…) dell’(…) del 7 ottobre 2022, nonché 

copie di cinque fotografie di un evento (…) al quale il richiedente minorenne 

avrebbe partecipato. Nelle sue conclusioni, la rappresentante legale degli 

interessati, ha nuovamente proposto l’allestimento di un rapporto medico 

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Pagina 4 

completo per il giovane. Inoltre, osservando come il nucleo famigliare pre-

senterebbe un profilo di particolare vulnerabilità, dove il richiedente mino-

renne, se fosse rinviato in patria, rischierebbe di essere discriminato e di 

non ricevere l’adeguato sostegno e l’assistenza necessaria, atti a garantir-

gli un’esistenza dignitosa, ella ha proposto alla SEM di concedere loro al-

meno l’ammissione provvisoria in Svizzera. A titolo eventuale, gli interes-

sati hanno chiesto che la loro domanda d’asilo venga trattata in procedura 

ampliata, perché siano effettuati degli accertamenti supplementari, in par-

ticolare inerenti all’esecuzione dell’allontanamento nonché garantendo il 

diritto di essere sentito al richiedente minorenne. 

A.e Agli atti è presente diversa documentazione medica circa lo stato di 

salute degli interessati, di cui si dirà nei considerandi in diritto, per quanto 

necessario. 

B.  

Con decisione del 10 ottobre 2022, notificata lo stesso giorno (cfr. n. 45/1), 

la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato agli interessati, ha respinto 

la loro domanda d’asilo, nonché ha pronunciato il loro allontanamento dalla 

Svizzera e l’esecuzione della predetta misura. 

Nel suo provvedimento, l’autorità inferiore, ha innanzitutto ritenuto come gli 

allegati controlli al domicilio famigliare degli interessati da parte delle auto-

rità tunisine, non siano stati resi verosimili, in quanto gli asserti resi in me-

rito dal richiedente 1, sarebbero tra loro contraddittori. Proseguendo, la 

SEM ha considerato che le dichiarazioni inerenti al fatto che egli sarebbe 

espatriato per garantire al figlio un futuro migliore, a seguito delle vicende 

che avrebbero provocato la sua interruzione della scuola, nonché la circo-

stanza di essere stato interrogato alla (…) di D._______ in un’occasione, 

non risulterebbero rilevanti ai sensi dell’asilo. In particolare, non sussiste-

rebbero agli atti elementi che indicherebbero come le autorità tunisine ab-

biano adottato tali misure a causa delle opinioni politiche dell’interessato 1. 

Anche il parere inoltrato dai richiedenti non presenterebbe a mente della 

SEM degli indizi che giustificherebbero una conclusione differente. In par-

ticolare, nella sua decisione, l’autorità inferiore ha osservato che non 

avrebbe compiuto alcuna violazione del diritto di essere sentito del richie-

dente 2, data la sua minore età ed il fatto che tramite il padre avrebbe po-

tuto essere debitamente ed estensivamente interrogato in merito ai suoi 

motivi d’asilo e ad eventuali ostacoli al suo allontanamento. Inoltre, poiché 

essi avrebbero potuto vivere in Tunisia senza alcun problema e che il loro 

espatrio non sarebbe motivato da quanto vissuto, bensì piuttosto determi-

nato dalle difficili condizioni socio-economiche in cui si trovavano, una 

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pressione psichica insopportabile, a causa di quanto descritto dall’interes-

sato 1 nelle audizioni, potrebbe essere esclusa. Peraltro, la richiesta espo-

sta nel parere dell’allestimento di un rapporto medico dettagliato per l’inte-

ressato minorenne, sarebbe paradossale, posto che tale misura istruttoria 

sarebbe già stata effettuata dalla SEM. In seguito, l’allontanamento del ri-

chiedente 2, né per il suo stato di salute né per la sua durata limitata del 

soggiorno in Svizzera, violerebbe il principio dell’interesse superiore del 

minore. Infine, l’autorità inferiore ha ritenuto il loro allontanamento ammis-

sibile, esigibile – sia dal profilo della situazione nel loro Paese d’origine, sia 

dal profilo personale – nonché possibile. 

C.  

Tramite plico raccomandato, datato 4 novembre 2022 (cfr. risultanze pro-

cessuali), i richiedenti sono insorti con ricorso al Tribunale amministrativo 

federale (di seguito: il Tribunale), chiedendo l’annullamento della succitata 

decisione dell’autorità inferiore, ed in via principale il riconoscimento della 

qualità di rifugiato e la concessione dell’asilo. In primo subordine, hanno 

postulato la concessione dell’ammissione provvisoria in Svizzera, mentre 

che in secondo subordine, hanno chiesto la restituzione degli atti alla SEM 

per il completamento dell’istruzione ed un nuovo esame delle allegazioni. 

Hanno altresì presentato istanza d’assistenza giudiziaria, nel senso 

dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti-

cipo. 

In primo luogo, essi hanno sollevato nel memoriale ricorsuale, che l’autorità 

sindacata sarebbe incorsa in una violazione del diritto di essere sentito del 

ricorrente minorenne, in quanto non lo avrebbe ascoltato in un’audizione 

sui motivi d’asilo, che sarebbe stata importante soprattutto per la valuta-

zione dell’esigibilità di un suo rinvio in Tunisia. A mente loro, la SEM non 

avrebbe dato alcuna spiegazione rispetto alla scelta di non ascoltare il mi-

norenne personalmente, se non in sede di decisione, e prevalendosi della 

sua minore età, e non invece sulla sua capacità di comprensione e di co-

municazione. Pertanto, non si comprenderebbe perché l’autorità inferiore 

non abbia ascoltato il minorenne, con modalità adattate alla sua condizione 

(in particolare con l’ausilio di un interprete esperto nella comunicazione dei 

segni e con utenti affetti da sindrome di Down), come richiesto già in sede 

di parere, essendo prassi della SEM sentire i minorenni accompagnati dai 

genitori dai 14 anni in su. In secondo luogo, i ricorrenti hanno contestato la 

conclusione d’inverosimiglianza a cui è giunta l’autorità sindacata, in ordine 

alle dichiarazioni rilasciate dall’insorgente 1. Essi hanno ritenuto come le 

imprecisioni nel suo racconto sarebbero dovute allo stato d’animo di 

quest’ultimo, alla sua stanchezza fisica e mentale ed alla preoccupazione 

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costante per il figlio. Nell’esame della verosimiglianza dei suoi asserti, an-

drebbe difatti tenuto conto del particolare contesto nel quale egli ha vissuto 

e della sua attuale situazione personale. Inoltre, a differenza di quanto con-

statato dalla SEM, il ricorrente 1, a causa della sua partecipazione attiva a 

vari partiti politici, correrebbe un rischio concreto di subire delle persecu-

zioni future da parte delle autorità statali tunisine. Il suo profilo, sia per aver 

discusso in termini irrispettosi a persone al potere, sia per aver postato 

contenuti social contro di loro e per aver aderito a numerosi partiti, sarebbe 

particolarmente a rischio di sorveglianza in caso di un eventuale rimpatrio, 

come sarebbe già accaduto in passato, ma pure correrebbe il rischio di 

essere ricercato dalle autorità tunisine. In un passo successivo, gli insor-

genti hanno inoltre ritenuto che le loro dichiarazioni siano pure pertinenti ai 

sensi dell’asilo. Difatti, sarebbe verosimile considerare che le circostanze 

che hanno condotto all’interruzione della scuola da parte di B._______, 

come pure i sussidi e gli aiuti finanziari e materiali che gli sarebbero stati 

tolti, abbiano avuto un influsso negativo sulla vita dell’intero nucleo fami-

gliare, comportando una notevole pressione psichica, che avrebbe reso 

per loro insopportabile ed insostenibile il proseguimento della vita in  

Tunisia. Occorrerebbe altresì tenere conto del fatto che il ricorrente 2 è 

stato vittima di discriminazione in Tunisia a causa della sua disabilità, non-

ché che l’insorgente 1, in quanto era attivo nel partito (...), abbia ragione di 

ritenere di essere ancora sotto sorveglianza in Tunisia. Quest’ultimo nutri-

rebbe quindi un fondato timore di essere fermato in aeroporto in caso di 

rientro nel suo Paese, e tale persecuzione si ripercuoterebbe sul figlio, che 

resterebbe senza la figura genitoriale per lui di riferimento. 

Dal profilo dell’esecuzione dell’allontanamento, essi hanno concluso come 

la stessa misura risulti essere inammissibile ed inesigibile nel loro caso. 

L’autorità inferiore non avrebbe innanzitutto tenuto conto dei disposti della 

Convenzione sui diritti delle persone con disabilità del 13 dicembre 2006 

(RS 0.109, di seguito: Conv. disabilità), che verrebbero violati nel caso di 

un rinvio del ricorrente minorenne in Tunisia. Difatti egli, a causa della per-

dita dell’ottenimento dei sussidi statali e privati, così come per non aver 

potuto usufruire di uno scuolabus, avrebbe dovuto abbandonare la scuola 

e non avrebbe quindi potuto esercitare il suo diritto all’istruzione. In tale 

contesto, le autorità tunisine si sarebbero rivelate inefficaci nel fornire as-

sistenza e sostegno al ricorrente 2 ed alla sua famiglia, lasciandoli di fatto 

soli nella gestione di un figlio disabile. Occorrerebbe poi considerare che 

la disabilità risulta essere ancora oggi uno stigma in Tunisia. L’insorgente 

2 avrebbe sperimentato su di lui il medesimo. Essi hanno altresì rimarcato 

come il profilo d’istruzione e professionale del ricorrente 1 sia poco spen-

dibile nel mondo del lavoro e quindi, difficilmente, al contrario di quanto 

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ritenuto dalla SEM nella sua decisione, egli potrebbe trovare un lavoro qua-

lora rientrasse in Tunisia. Altresì, la loro famiglia, non potrebbe essere con-

siderata come un valido supporto. Peraltro, il ricorrente 2 non potrebbe ri-

cevere l’assistenza ed il sostentamento che starebbe ricevendo in  

Svizzera, malgrado ne necessiterebbe per il suo sviluppo fisico ed intellet-

tivo. In ultimo, essi hanno osservato che, alla luce dei diversi elementi pre-

cedentemente sollevati, ricoprirebbero un particolare profilo di vulnerabi-

lità, di cui andrebbe tenuto conto, in particolare concedendo loro almeno 

l’ammissione provvisoria su suolo elvetico. 

D.  

D.a Con decisione incidentale del 2 maggio 2023, il giudice istruttore della 

causa, ha constatato come i ricorrenti possano soggiornare in Svizzera fino 

a conclusione della procedura, nonché ha respinto la loro domanda d’assi-

stenza giudiziaria, invitandoli parimenti a versare, entro il 17 maggio 2023, 

un anticipo di CHF 750.– a copertura delle presumibili spese processuali.  

D.b Per mezzo della missiva del 17 maggio 2023, gli insorgenti hanno 

chiesto, secondo il senso, la riconsiderazione della decisione incidentale 

del Tribunale succitata circa il rifiuto della loro istanza d’assistenza giudi-

ziaria, in particolare prevalendosi dello stato di salute del ricorrente 1 al 

quale sarebbe stata posta, nelle recenti visite mediche effettuate, la dia-

gnosi di carcinoma polmonare metastatico, ancora in corso d’approfondi-

mento. A supporto hanno annesso, in copia, la documentazione medica 

seguente inerente allo stato valetudinario del ricorrente 1: i certificati medici 

del 2 maggio 2023 rispettivamente del 12 maggio 2023 dell’(…); il certifi-

cato medico dell’8 maggio 2023 (parzialmente illeggibile a sinistra del fo-

glio) della Dr.ssa med. J._______; e lo scritto del 12 maggio 2023 per l’ap-

puntamento medico dell’insorgente 1 per una broncoscopia in data 

16 maggio 2023. 

D.c Sulla scorta delle motivazioni addotte dagli insorgenti, il giudice istrut-

tore della causa, con nuova decisione incidentale del 23 maggio 2023, ha 

accolto l’istanza dei ricorrenti del 17 maggio 2023, annullando di conse-

guenza le cifre 2-4 della decisione incidentale del 2 maggio 2023 ed acco-

gliendo la domanda di assistenza giudiziaria da loro formulata nel ricorso. 

Ha altresì impartito agli insorgenti un termine fino al 7 giugno 2023, per 

produrre un rapporto medico circostanziato, relativo allo stato di salute at-

tuale di A._______. 

E.  

Gli insorgenti, con scritto del 7 giugno 2023, hanno prodotto il rapporto 

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medico dettagliato richiesto, datato 5 giugno 2023, nonché ulteriore docu-

mentazione medica a supporto dello stato valetudinario del ricorrente 1. La 

rappresentante legale degli insorgenti, ha segnalato come dai referti medici 

annessi, si evincerebbe che la diagnosi di tumore metastatico richieda l’at-

tivarsi di cure tempestive. Anche se la terapia non sarebbe ancora stata 

definita, la stessa sarebbe necessaria per la futura sopravvivenza del ricor-

rente 1, e dovrebbe essere somministrata il prima possibile. Non sarebbe 

inoltre noto se le cure necessarie siano disponibili ed accessibili nel suo 

Paese d’origine ed in ogni caso, i tempi necessari al trasferimento, al viag-

gio e al suo reinserimento, ritarderebbero l’inizio delle cure o le interrom-

perebbero, con conseguenze fatali. In tal senso, l’art. 3 CEDU e gli art. 10 

cpv. 3 e 25 cpv. 3 Cost. imporrebbero non soltanto obblighi sostanziali, ma 

anche procedurali. In conclusione, essi hanno quindi ritenuto come un loro 

rinvio in Tunisia, sia da considerarsi inammissibile ed inesigibile. 

F.  

Tramite ordinanza del 9 giugno 2023, il Tribunale ha chiesto alla SEM di 

presentare una risposta al ricorso entro il 26 giugno 2023, termine proro-

gato su richieste della SEM del 22 giugno 2023 e del 28 agosto 2023, fino 

al 22 agosto 2023 rispettivamente fino al 25 settembre 2023. Poiché con 

scritto del 6 luglio 2023, i ricorrenti hanno aggiornato la situazione medica 

dell’insorgente 1, annettendo quale nuova documentazione, in copia: il rap-

porto medico del 27 giugno 2023 dell’(…); l’appuntamento medico per il 

30 giugno 2023 e la conferma di presa in carico del trattamento palliativo 

prescritto da parte della (…) del 28 giugno 2023; i medesimi sono stati in-

viati dal Tribunale alla SEM in data 12 luglio 2023, perché ne tenesse conto 

nella sua risposta al ricorso. 

G.  

Con missiva del 7 agosto 2023, i ricorrenti hanno trasmesso al Tribunale, 

copia del rapporto medico dettagliato dell’11 luglio 2023, inviato alla SEM 

su sua richiesta. Essi hanno in particolare osservato come dai referti medici 

inoltrati al Tribunale, sia stata confermata la diagnosi per l’insorgente 1 di 

un carcinoma a cellule squamose del polmone e di una metastasi ossea, 

con la prescrizione di una terapia sistemica palliativa (immunoterapia a 

base di Pembrolizumab 200) e, se necessaria, la radioterapia. Hanno 

quindi ribadito come la situazione medica del ricorrente 1 sia molto grave, 

senza alcuna prospettiva di esito fausto, seppure con speranza di miglio-

ramento in termini di dolore e di stabilizzazione del tumore, che necessite-

rebbe però di cure adeguate ed assistenza in modo duraturo. Ciò che in-

vece non sarebbe assicurato in caso di rinvio in patria, comportando un’in-

terruzione della terapia, che lo esporrebbe a grandi sofferenze ed infine 

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alla morte. Invero, in Tunisia non si avrebbe certezza circa l’accesso del 

ricorrente 1 alle medesime cure, di cui egli beneficerebbe invece su suolo 

elvetico.  

H.  

L’autorità inferiore ha presentato la sua risposta al ricorso il 4 ottobre 2023 

(intempestiva), proponendo il respingimento del ricorso e confermando pie-

namente la decisione avversata. Nella medesima, essa ha osservato dap-

prima come a mente sua non vi sarebbe stata alcuna violazione del diritto 

di essere sentito del ricorrente 2, il quale avrebbe potuto esprimere i suoi 

motivi d’asilo individuali tramite il padre. Neppure le argomentazioni ricor-

suali, in punto alla verosimiglianza ed alla rilevanza dei motivi d’asilo fatti 

valere, sarebbero atti a modificare la conclusione a cui l’autorità inferiore è 

giunta. Nel prosieguo, quest’ultima ha analizzato la situazione di salute 

dell’insorgente 1, ritenendo come dagli accertamenti da essa effettuati ri-

sultino che le cure di cui egli necessita siano disponibili ed accessibili in 

Tunisia, in particolare a K._______, come pure il medicamento prescritto-

gli. Inoltre, le persone incapaci di lavorare o che hanno perso il lavoro, così 

come le famiglie bisognose, potrebbero richiedere l’assistenza statale e ri-

cevere cure mediche gratuite o a tariffe ridotte. Peraltro, il cancro, l’iperten-

sione grave e la BPCO, sarebbero malattie per le quali i costi di trattamento 

verrebbero interamente coperti secondo la “Caisse Nationale d’Assurance 

Maladie (CNAM)”. La SEM ha inoltre sottolineato come nel caso di persone 

che devono lasciare la Svizzera e che soffrono di malattie per cui non è 

possibile interrompere il trattamento, adotta, in collaborazione con le auto-

rità cantonali competenti ed eventualmente con l’Organizzazione interna-

zionale per le Migrazioni (IOM), le autorità del paese di origine o di prove-

nienza e la rappresentanza svizzera nel paese di origine o di provenienza, 

le misure necessarie per garantire la continuità di trattamento. Altresì, ha 

rammentato la possibilità di richiedere un sostegno finanziario alla Svizzera 

per assicurare l’assistenza medica e l’eventuale proseguimento di tratta-

menti necessari per un periodo limitato nel Paese d’origine. Ha quindi con-

cluso circa l’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento anche per il ri-

corrente 1. 

I.  

Il 9 novembre 2023, gli insorgenti hanno avuto modo di presentare le loro 

osservazioni di replica, ribadendo per lo più quanto già concluso nel ricorso 

e nei precedenti scritti. Essi hanno tuttavia aggiunto che, seppure la SEM 

abbia indicato nella sua risposta alcune strutture mediche che sommini-

strerebbero delle cure per le patologie oncologiche, non sarebbe indicato 

se in tali strutture vi sarebbe la possibilità concreta di ottenere in particolare 

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l’immunoterapia, alla quale il ricorrente 1 si sta sottoponendo in Svizzera. 

Inoltre, hanno segnalato come il ricorrente 2 vivrebbe al momento in un 

istituto separato dal padre, il quale a causa dei suoi problemi di salute non 

riuscirebbe ad occuparsene. Un allontanamento dell’insorgente 2 in Tuni-

sia, vanificherebbe quindi anche i passi in avanti che egli avrebbe fatto su 

suolo elvetico. Nel predetto Stato, egli non potrebbe essere seguito dalla 

madre, che dovrebbe occuparsi già di un altro figlio e con una situazione 

economica precaria, in quanto attualmente provvederebbe al suo sosten-

tamento e a quello del figlio con un lavoro stagionale nella (…), e non po-

trebbe quindi affrontare anche le cure e l’assistenza necessarie al marito 

ed al figlio B._______.  

J.  

Il 30 novembre 2023, la SEM si è espressa in duplica, ribadendo essen-

zialmente come le cure necessarie per il ricorrente 1 siano di principio di-

sponibili ed accessibili in Tunisia e come riguardo all’esecuzione dell’allon-

tanamento dell’insorgente 2 si sia già espressa compiutamente nella deci-

sione avversata. Ha per il resto riconfermato le sue precedenti motivazioni 

e conclusioni. 

K.  

Con scritto del 21 dicembre 2023, i ricorrenti hanno trasmesso la loro tri-

plica, osservando in particolare che vi sarebbe stato un ulteriore aggrava-

mento dello stato di salute del ricorrente 1, con l’impostazione di una ra-

dioterapia e di chemioterapia palliative unite al sostegno psicologico quali 

trattamenti. A supporto, essi hanno annesso il certificato medico dell’(…) 

del 29 novembre 2023 ed il referito medico del 3 novembre 2023 rilasciato 

dal medesimo nosocomio. Essi hanno osservato come la patologia del ri-

corrente 1 sia in continua evoluzione negativa, e pertanto sarebbe neces-

sario adeguare in modo continuativo e regolare le terapie mediche propo-

ste. Non risulterebbe dunque secondo loro possibile pronunciarsi in modo 

definitivo e completo circa la possibilità per il predetto di accedere alle cure 

mediche necessarie in Tunisia. Al momento, il suo rinvio nel Paese d’ori-

gine, risulterebbe inammissibile ed inesigibile, in quanto egli rischierebbe 

di essere esposto ad un deterioramento repentino e grave del suo stato di 

salute e a trattamenti contrari all’art. 3 CEDU. In subordine, essi hanno 

proposto la restituzione degli atti alla SEM per il completamento dell’istrut-

toria, in particolare per la richiesta di garanzie specifiche per la complessa 

presa a carico del ricorrente nel caso di un suo ritorno in patria. 

L.  

La SEM, nelle sue osservazioni di quadruplica del 18 gennaio 2024, si è 

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Pagina 11 

essenzialmente riconfermata nelle precedenti considerazioni e conclusioni, 

proponendo nuovamente il respingimento del ricorso. Le stesse sono state 

trasmesse per conoscenza agli insorgenti dal Tribunale con ordinanza del 

24 gennaio 2024, nella quale si è pure statuita la chiusura dello scambio di 

scritti. 

M.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 

LAsi). 

2.  

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi in relazione 

all’art. 10 dell’ordinanza sui provvedimenti nel settore dell’asilo in relazione 

al coronavirus del 1° aprile 2020 [Ordinanza Covid-19 asilo, RS 142.318, 

abrogata con effetto dal 15 dicembre 2023] e disposizione transitoria 

dell’abrogazione del 22 novembre 2023 [RU 2023 694] a contrario; 

DTAF 2020 I/1 consid. 7), contro una decisione in materia di asilo della 

SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), è di principio ammissibile sotto il 

profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto 

entrare nel merito del gravame. 

3.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato 

né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche 

della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. 

DTAF 2014/1 consid. 2). 

4.  

4.1 Dapprima, i ricorrenti sollevano nel loro gravame, quale censura for-

male, che l’autorità inferiore avrebbe violato il diritto di essere sentito 

dell’insorgente 2, in quanto non lo avrebbe ascoltato personalmente in 

un’audizione apposita in merito ai suoi motivi d’asilo. Tale censura va 

D-5046/2022 

Pagina 12 

analizzata d’ingresso, in quanto potrebbe condurre alla cassazione della 

decisione impugnata (cfr. DTF 144 I 11 consid. 5.3 e rif. ivi citati; 

DTAF 2013/34 consid. 4.2, 2013/23 consid. 6.1.3; e per il contenuto del di-

ritto di essere sentito cfr. tra le tante le sentenze del Tribunale E-122/2024 

del 26 gennaio 2024, D-1636/2019 del 5 ottobre 2022 consid. 3.1).  

Si denota in merito come l’autorità inferiore, al contrario di quanto lamen-

tato nel ricorso, abbia esposto le ragioni per le quali non avrebbe sentito il 

ricorrente 2, ovvero a causa della sua disabilità, già durante la prima audi-

zione sui motivi del padre (cfr. n. 30/13, D64, pag. 9), ciò che è stato peral-

tro riportato anche nella decisione avversata (cfr. p.to I/5, pag. 4). Inoltre, 

in tali ambiti, né il ricorrente 1, né la rappresentante legale degli insorgenti 

– sempre presente nel corso delle audizioni del ricorrente 1 – hanno solle-

vato alcunché circa il fatto che andasse sentito anche il ricorrente 2, nel 

frattempo divenuto maggiorenne. Anzi, la stessa rappresentante legale de-

gli interessati, ha osservato nel suo scritto del 27 settembre 2022, come 

non apparirebbe possibile sentire personalmente l’insorgente 1 a causa 

della sua condizione invalidante e poiché comunica con la lingua dei segni 

(cfr. n. 40/2). Le censure mosse al provvedimento avversato in tal senso, 

risultano pertanto piuttosto pretestuose. Tuttavia, per buona pace dei ricor-

renti, anche se fosse ritenuta una violazione del diritto di essere sentito 

dell’insorgente 2 da parte della SEM, non si evince dagli atti di causa, né 

dal ricorso, quali ulteriori elementi decisivi – che non siano quindi già con-

tenuti nella documentazione all’inserto, avendo l’autorità inferiore data am-

pia possibilità all’insorgente 1 di esprimersi anche in merito ai motivi d’asilo 

dell’insorgente 2 ed agli ostacoli che si opporrebbero al suo rimpatrio (cfr. 

n. 23/2, n. 30/13, D64 segg., pag. 9 segg.; n. 41/11, D3 segg., pag. 2 

segg.) – avrebbero potuto essere rivelati dall’allora ancora minorenne in 

un’audizione. Peraltro essi, sia nel corso della procedura dinnanzi all’auto-

rità inferiore, sia con il ricorso, hanno potuto presentare le loro ragioni e 

motivazioni. A tali condizioni, anche se il diritto di essere sentito del ricor-

rente 2 fosse stato violato, sarebbe stato nel frattempo pienamente sanato. 

L’ampia documentazione all’incarto, ha inoltre permesso e permette rispet-

tivamente all’autorità inferiore ed al Tribunale, di esaminare e valutare la 

situazione dell’insorgente 2, anche ed in particolare rispetto ai quesiti rile-

vanti che si pongono in materia di esecuzione di allontanamento. In tal 

senso, un rinvio della causa all’autorità inferiore rappresenterebbe agli oc-

chi del Tribunale una vana formalità e condurrebbe a dei ritardi inutili che 

non sarebbero conciliabili con l’interesse (equivalente a quello di essere 

sentito) degli insorgenti ad un esame diligente del loro caso (cfr. 

DTAF 2013/23 consid. 6.1.3). 

D-5046/2022 

Pagina 13 

4.2 A supporto della loro conclusione in cassazione, in secondo subordine, 

gli insorgenti si prevalgono di un accertamento incompleto, rispettivamente 

inesatto, dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi; cfr. 

DTAF 2019 I/6 consid. 5.1), sia dal profilo del riconoscimento della loro 

qualità di rifugiato, sia da quello dell’esecuzione dell’allontanamento. Tut-

tavia, dalle argomentazioni esposte nel ricorso, si evince chiaramente 

come le medesime siano in realtà rivolte verso l’apprezzamento svolto 

dall’autorità inferiore nel loro caso specifico, e riguardanti quindi delle que-

stioni di merito, che verranno dunque esaminate più avanti. Malgrado ciò, 

a questo stadio, il Tribunale non può che constatare che l’autorità sindacata 

ha tenuto conto dell’insieme dei motivi dichiarati dagli insorgenti, nonché in 

particolare del loro stato di salute al momento dell’emissione della deci-

sione avversata e della loro situazione, anche per quanto attiene alle pos-

sibilità di sostegno sociale, finanziario e scolastico per i portatori di handi-

cap in Tunisia, e proceduto in tal senso ad un esame completo in perfetta 

conoscenza di causa. Sullo stato di salute dell’insorgente 1, evoluto dopo 

l’emanazione della decisione avversata, e sugli effetti che ciò ha avuto an-

che sul figlio di questi, i ricorrenti hanno avuto ampia possibilità di espri-

mersi nell’arco della procedura ricorsuale, ed anche in merito, l’autorità in-

feriore ha potuto prendere posizione. Per questi motivi, e per quanto verrà 

considerato dappresso, il Tribunale ritiene che l’istruzione della causa 

possa dirsi completa, e l’ampia documentazione all’inserto abbia permesso 

sia all’autorità inferiore, sia ora permetta all’autorità giudicante, di pronun-

ciarsi con piena conoscenza di causa sugli elementi determinanti per la 

vertenza.  

4.3 Alla luce di quanto sopra, le censure formali mosse contro il provvedi-

mento avversato ed il procedere dell’autorità inferiore, devono essere re-

spinte. Una restituzione degli atti alla SEM, quindi, non si impone in specie. 

5.  

5.1 Venendo ora al merito, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifu-

giati secondo le disposizioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la 

protezione e lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della loro 

qualità di rifugiato. Esso include il diritto di risiedere in Svizzera.  

5.2 Giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi. Nei pregiudizi seri rientrano segnatamente 

l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché 

D-5046/2022 

Pagina 14 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 

cpv. 2 LAsi). 

5.3 Il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come stabilito all’art. 3 

LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto 

con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà quindi riconosciuto 

come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi 

(elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) d’essere esposto, in 

tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, ad una persecuzione (cfr. 

DTAF 2014/27 consid. 6.1; 2011/51 consid. 6.2; 2010/57 consid. 2.5). Sul 

piano soggettivo, deve essere tenuto conto degli antecedenti dell’interes-

sato, segnatamente dell’esistenza di persecuzioni anteriori nonché della 

sua appartenenza ad una razza, ad un gruppo religioso, sociale o politico, 

che lo espongono maggiormente ad un fondato timore di future persecu-

zioni. Infatti, colui che è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi og-

gettivi di avere un timore (soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di 

colui che ne è l’oggetto per la prima volta (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 e 

relativi riferimenti). Sul piano oggettivo, tale timore deve essere fondato su 

indizi concreti e sufficienti che facciano apparire, in un futuro prossimo e 

secondo un’alta probabilità, l’avvento di seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 

LAsi. Non sono sufficienti, quindi, indizi che indicano minacce di persecu-

zioni ipotetiche che potrebbero prodursi in un futuro più o meno lontano. 

Devono invece sussistere prove sufficienti di una minaccia concreta possi-

bile di indurre chiunque si trovi nella stessa situazione a temere la perse-

cuzione (cfr. DTAF 2014/27 consid. 6.1; 2010/57 consid. 2.5). Perché sia 

pertinente nella nozione di rifugiato, è tuttavia necessario che la situazione 

di persecuzione sia ancora attuale (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1; 2011/50 

consid. 3.1.2.2 e riferimenti citati; DTAF 2010/57 consid. 4.1; WALTER  

KÄLIN, Grundriss des Asylverfahrens, 1990, pag. 125 seg.). Inoltre, se-

condo la giurisprudenza in materia, la persona che attende, dopo l’ultima 

persecuzione allegata, più di un periodo da sei a dodici mesi prima di la-

sciare il paese d’origine, non può più in principio – a parte se dei motivi 

oggettivi o delle ragioni personali possono spiegare una partenza differita – 

pretendere validamente al riconoscimento della qualità di rifugiato (cfr. 

DTAF 2011/50 consid. 3.1.2.1 e giurisprudenza ivi citata). 

5.4 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

D-5046/2022 

Pagina 15 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). Per il resto, essendo la giurispru-

denza in materia invalsa, si rinvia alla stessa per ulteriori dettagli (cfr. 

DTAF 2015/3 consid. 6.5.1; 2013/11 consid. 5.1 e giurisprudenza ivi citata). 

6.  

In primo luogo, anche agli occhi del Tribunale vi sono, nelle dichiarazioni 

rilasciate dall’insorgente 1, diverse incoerenze importanti, che rendono le 

stesse inverosimili.  

6.1 Invero, per quanto attiene agli ultimi contatti che egli avrebbe avuto con 

le autorità tunisine, nel corso della prima audizione sui motivi egli ha nar-

rato come, dopo l’interrogatorio presso la (…) a D._______ successa (…) 

anni prima (cfr. n. 30/13, D71 seg., pag. 10), egli avrebbe avuto ancora (…) 

contatti diretti con le autorità, che si sarebbero recate al suo domicilio per 

vedere se egli vi si trovasse, e ciò sarebbe avvenuto nell’(…) del (…) (cfr. 

n. 30/13, D83 segg., pag. 11 seg.). Da quando egli sarebbe espatriato, le 

autorità si sarebbero ancora presentate a casa sua per (…) volte (cfr. 

n. 30/13, D84, pag. 11). Nell’ambito della sua seconda audizione, il ricor-

rente 1 ha invece riferito che soltanto in un’occasione, mentre egli si sa-

rebbe ancora trovato nel Paese d’origine, (…) agenti di polizia si sarebbero 

presentati al suo domicilio, e ciò sarebbe avvenuto (…) mesi dopo l’inter-

rogatorio presso la (…) a D._______ (cfr. n. 41/11, D41 seg., pag. 7). Ha 

altresì riportato soltanto un episodio in cui egli sarebbe stato ricercato dalla 

polizia, allorché egli si trovava in L._______ (cfr. n. 41/11, D43 segg., 

pag. 7). Posto dinnanzi a tali contraddizioni, egli ha tentato di spiegare le 

stesse, annettendo all’occasione successa (…) mesi dopo l’interrogatorio, 

le (…) volte che le autorità si sarebbero presentate nell’(…) del (…) (cfr. 

n. 41/11, D61, pag. 9), aggiungendo di fatto ulteriore discrepanza ai suoi 

asserti, in quanto gli episodi di contatto diretto con le autorità non sareb-

bero soltanto (…) o (…), come affermato spontaneamente durante le due 

audizioni, bensì (…), secondo queste sue ultime allegazioni. Anche il ten-

tativo di spiegare le volte che le autorità si sarebbero recate presso il suo 

domicilio famigliare dopo il suo espatrio, non risulta convincente, in quanto 

egli ha ricondotto in realtà a (…) volte, peraltro di cui non ne sarebbe certo, 

le incursioni delle autorità al suo domicilio (cfr. n. 41/11, D61 seg., pag. 9). 

Anche considerate le argomentazioni esposte nel ricorso (cfr. pag. 6), le 

stesse non possono in alcun modo convincere il Tribunale che esse ab-

biano comportato ad una discrepanza così palese nei suoi asserti, peraltro 

con maldestri tentativi di far combaciare gli stessi da parte del ricorrente 1, 

allorché il funzionario interrogante della SEM lo ha posto dinnanzi alle sue 

contraddizioni.  

D-5046/2022 

Pagina 16 

6.2 A ragione poi l’autorità inferiore ha denotato anche delle incongruenze 

rispetto alla data d’espatrio in concomitanza con le predette circostanze. 

Difatti, se l’insorgente 1 aveva riferito in prima battuta, senza alcun tenten-

namento, di essere espatriato dalla Tunisia il (…) (cfr. n. 18/10, p.to 5.01, 

pag. 6); nell’ambito della prima audizione sui motivi, ha invece asserito di 

non essere sicuro si trattasse del (…) oppure del (…) (cfr. n. 30/13, D42 

seg., pag. 5 seg.), mentre che nell’arco della seconda audizione, ha nar-

rato che nell’(…) dell’anno (…) si sarebbe trovato ancora al suo domicilio 

(cfr. n. 41/11, D61 seg., pag. 9). Nel suo ricorso, egli ha invece asserito che 

il suo espatrio daterebbe al (…) o al (…) (cfr. ricorso, pag. 6). Ora, richie-

stogli anche per queste sue affermazioni una spiegazione alle sue contrad-

dizioni, in audizione egli ha unicamente allegato che forse si sarebbe sba-

gliato sulla sua data d’espatrio, senza aggiungere nulla più (cfr. n. 41/11, 

D63, pag. 9). Quantunque si ritenga credibile che un richiedente possa non 

ricordarsi esattamente la sua data d’espatrio, in particolare dopo diversi 

mesi dallo stesso; ciononostante nel caso dell’insorgente 1, non trovano 

spiegazione le differenze nelle sue dichiarazioni. Difatti, se realmente egli 

nell’(…) del (…), fosse stato presente alle visite delle autorità, come da lui 

dichiarato limpidamente nella seconda audizione (cfr. n. 41/11, D62, 

pag. 9), di certo il suo espatrio non sarebbe potuto avvenire prima dell’(…) 

del medesimo anno, e quindi non si comprende perché anche nel ricorso, 

si insista con la data del (…).  

6.3 Ai predetti elementi incongrui, se ne aggiungono pure altri. Difatti, se 

nell’ambito della narrazione spontanea dei suoi motivi d’asilo, ha ricondotto 

l’interruzione della scuola del figlio, alla volontà del (…) di D._______, dopo 

la discussione accesa che egli avrebbe avuto con quest’ultimo per via della 

sua richiesta d’ottenere il servizio di scuolabus gratuito per il figlio 

B._______ (cfr. n. 30/13, D61, pag. 7 seg.). Durante la seconda audizione, 

l’insorgente 1, ha invece attribuito l’interruzione scolastica del ricorrente 2, 

al fatto che lui (l’insorgente 1), abbia cambiato varie volte il partito politico 

ed alla sua appartenenza al partito (…) (cfr. n. 41/11, D14 seg., pag. 3; 

D18, pag. 4). Anche per quanto attiene all’indennità di (…), che sarebbe 

stata percepita fino a (…) o (…) anni prima, in quest’ultimo contesto ha 

ricondotto la perdita di tale somma alla sua adesione al partito (…) nonché 

al fatto di aver pubblicato su (…) dei messaggi contro il governo tunisino 

(cfr. n. 41/11, D23 segg., pag. 4). Circostanze che non erano invece state 

messe minimamente in connessione con la perdita dell’indennità al figlio 

nel corso della prima audizione (cfr. n. 30/13, D61 segg., pag. 7 segg.). 

Posto dinnanzi anche a tali contraddizioni, il ricorrente 1 non è riuscito a 

dare alcuna spiegazione plausibile (cfr. n. 41/11, D26, pag. 4).  

D-5046/2022 

Pagina 17 

6.4 Alla luce di quanto sopra, i ricorrenti non hanno quindi reso in alcun 

modo verosimile come l’insorgente 1 fosse ricercato dalle autorità tunisine 

nel suo Paese d’origine, in particolare successivamente all’interrogatorio 

avuto presso la (…), né che l’interruzione dell’attività scolastica del ricor-

rente 2 sia dovuta ad un qualsivoglia intervento delle autorità tunisine, se-

gnatamente quale ritorsione perché il padre avrebbe aderito al partito poli-

tico (…). Tale conclusione non viene inficiata neppure dai mezzi di prova 

presentati dagli insorgenti, che non sostengono in alcun modo gli asserti 

del ricorrente 1, anzi piuttosto, al contrario, provano come essi fossero stati 

riconosciuti dallo Stato tunisino quale famiglia come caso sociale necessi-

tante di aiuti (cfr. atti della SEM, mezzo di prova [di seguito: MdP] n. 11). 

7.  

7.1 Proseguendo nell’analisi, anche il Tribunale, in accordo con la conclu-

sione esposta nella decisione avversata ed al contrario invece di quanto 

sostenuto nel ricorso, ritiene che gli inconvenienti subiti in passato in  

Tunisia dagli insorgenti, anche considerandoli verosimili – ovvero l’interro-

gatorio del ricorrente 1 presso la (…) a D._______, nonché le problemati-

che che il ricorrente 2 avrebbe vissuto nel suo Paese d’origine a causa del 

suo handicap, in particolare il fatto di non aver ottenuto il servizio di scuo-

labus gratuito nonché che non avrebbe più percepito le indennità in ragione 

della sua situazione – non risultano essere in connessione materiale e tem-

porale con il loro espatrio, rispettivamente non raggiungono un grado d’in-

tensità sufficiente, suscettibile di costituire una persecuzione pertinente per 

il riconoscimento della qualità di rifugiato. Invero, le predette circostanze, 

si sarebbero svolte ben (…) o (…) anni prima la seconda audizione sui 

motivi d’asilo (per quanto attiene alla questione delle indennità levate, cfr. 

n. 41/11, D23 seg., pag. 4), nonché circa (…) anni prima la problematica 

del servizio di scuolabus (cfr. n. 41/11, D8 segg., pag. 2 seg.), rispettiva-

mente (…) o (…) anni prima per quanto concernente alla convocazione 

presso la (…) (cfr. n. 41/11, D29, pag. 5). Essi avrebbero quindi continuato 

a vivere in Tunisia, espatriando diversi anni dopo tali eventi, peraltro anche 

parzialmente dovuto a dei motivi d’insicurezza politica nella quale l’insor-

gente 1 si sentiva (cfr. n. 41/11, D43, pag. 7), che non sono fondati su alcun 

indizio di qualsivoglia concretezza e sostanza. Difatti, il ricorrente 1, a parte 

l’interrogatorio che ha narrato presso la (…) a D._______, che sarebbe 

durato (…) o (…) ore, durante il quale non avrebbe subito nessun atto di 

una certa intensità in relazione all’art. 3 LAsi, e sarebbe invece stato rila-

sciato dicendogli che non avesse nulla a che vedere con il (…) (cfr. 

n. 30/13, D61, pag. 8; n. 41/11, D29 segg., pag. 5 seg.), non ha più ricevuto 

alcuna convocazione o subito pregiudizio da parte delle autorità tunisine in 

ragione della sua appartenenza politica e delle sue attività per i vari partiti, 

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Pagina 18 

visto anche quanto già ritenuto inverosimile in proposito (cfr. supra con-

sid. 6). Peraltro, il fatto che lui, in passato, durante la campagna elettorale, 

quale membro del partito (…), abbia spiegato a persone del villaggio il pro-

gramma del suo partito, come pure che fosse nell’organizzazione per assi-

curare il necessario allorché si teneva un comizio del predetto partito nel 

suo villaggio, o ancora che fosse un (…) nel suo villaggio, non possono 

essere all’evidenza ritenute quali attività di spicco all’interno del suddetto 

partito o l’esercizio di una funzione politica elevata all’interno del mede-

simo, tanto da ricadere tra le personalità che l’attuale regime tunisino per-

seguirebbe o arresterebbe in alcuni casi. Inoltre egli non ha reso credibile 

– con degli elementi concreti e sostanziati – di aver esternato pubblica-

mente delle critiche contro il governo (cfr. n. 41/11, D23 segg., pag. 4), che 

potrebbero averlo fatto cadere o che in futuro lo potrebbero far ricadere, 

nel mirino delle autorità tunisine (cfr. Human Rights Watch, World Report 

2024: Tunisia, 11 gennaio 2024, < https://www.hrw.org/world-re-

port/2024/country-chapters/tunisia >; U.S. Department of State, 2022 

Country Reports on Human Rights Practices: Tunisia, 20 marzo 2023, < 

https://www.state.gov/reports/2022-country-reports-on-human-rights-prac-

tices/tunisia >, tutti consultati da ultimo il 25 marzo 2024; cfr. anche in me-

rito la sentenza del Tribunale E-4771/2023 del 15 settembre 2023 con-

sid. 7.2). Peraltro, sono eventi che sarebbero successi diversi anni prima il 

suo espatrio, senza che egli incorresse in alcuna persecuzione rilevante ai 

sensi dell’asilo prima del medesimo (cfr. anche supra al consid. 6 le alle-

gazioni già ritenute inverosimili in relazione alle incursioni delle autorità al 

suo domicilio).  

7.2 Anche per quanto concerne le problematiche che il ricorrente 2 avrebbe 

riscontrato in patria, in particolare di non poter andare a scuola a causa del 

fatto che non gli fosse stato concesso il servizio di scuolabus gratuito, o 

ancora il fatto di subire delle discriminazioni a causa del suo handicap in 

ambito sportivo, o ancora di essere stato picchiato in un’occasione da parte 

di ragazzi più grandi per un motivo non meglio precisato (forse per invidia 

verso il medesimo; cfr. n. 30/13, D67, pag. 10), le stesse non raggiungono 

manifestamente un grado d’intensità sufficiente suscettibile di costituire 

una persecuzione rilevante per il riconoscimento della qualità di rifugiato, 

rispettivamente che possano essere messe in relazione con uno dei motivi 

esaustivamente descritti all’art. 3 LAsi o ancora in connessione temporale 

con l’espatrio. Difatti, malgrado tali svantaggi e discriminazioni, che il Tri-

bunale ritiene disdicevoli e deplorevoli, ciò non ha impedito tuttavia di fatto 

il ricorrente 2 dall’esercitare un’attività sportiva ed addirittura dal parteci-

pare a delle gare di (…), dove avrebbe pure vinto (cfr. n. 30/13, D61, 

pag. 7). Altresì, per quanto attiene all’unico episodio narrato in cui sarebbe 

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Pagina 19 

successo qualcosa di concreto al figlio, ovvero allorché il ricorrente 2 sa-

rebbe stato picchiato, i colpevoli sarebbero stati condannati ed avrebbero 

subito una pena di (…) di carcere (cfr. n. 30/13, D65 segg., pag. 10). Per-

tanto, in tal caso, le autorità tunisine hanno dato un seguito concreto alla 

denuncia sporta dal ricorrente 1, dimostrando con il loro comportamento di 

essere capaci e volenterose nel perseguire atti persecutori commessi da 

terzi nei confronti del ricorrente 2. Peraltro, i ricorrenti, anche dopo tale 

evento, hanno continuato a vivere in patria per più di (…) anni, senza che 

succedesse all’insorgente 2 altro di rilevante (cfr. ibidem, D69 seg., 

pag. 10), ciò che comporterebbe anche una rottura del legame di causalità 

temporale tra questo episodio e l’espatrio (cfr. supra consid. 5.3). Inoltre, 

malgrado non abbia potuto ottenere il servizio di scuolabus, che dalle alle-

gazioni del padre, parrebbe legato piuttosto ad un’impossibilità finanziaria 

e non ad altre motivazioni (cfr. n. 30/13, D61, pag. 8), ciò che lo avrebbe 

costretto a lasciare la scuola, egli avrebbe in realtà potuto frequentare un 

altro istituto (cfr. n. 41/11, D19, pag. 4). Ma tale progetto non si sarebbe 

potuto realizzare, in quanto anche in tal caso, per motivi finanziari e orga-

nizzativi, il padre non avrebbe potuto accompagnarlo presso tale struttura 

(cfr. n. 41/11, D19, pag. 4). Pertanto, non si individuano in tali asserti, visto 

anche quanto già ritenuto inverosimile sopra, dei motivi pertinenti ai sensi 

dell’asilo che avrebbero comportato che il ricorrente 2 non potesse fre-

quentare un istituto scolastico.  

Giova ricordare, a questo punto, che secondo il principio della sussidiarietà 

della protezione internazionale in rapporto alla protezione nazionale, di cui 

all’art. 1 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 

(RS 0.142.30), si può esigere da un richiedente l’asilo che egli abbia dap-

prima esaurito nel suo paese d’origine, le possibilità di protezione contro 

delle eventuali persecuzioni non statali, prima di sollecitare la protezione 

da parte di uno Stato terzo (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 con riferimenti 

citati; DTAF 2011/51 consid. 6.1). Ora, il Tribunale ha confermato per la Tu-

nisia, nella sua sentenza D-2035/2023 del 20 aprile 2023, che le autorità 

tunisine, in principio, sono tuttora disposte e capaci di accordare adeguata 

protezione contro persecuzioni provenienti da terzi (cfr. sentenza del Tribu-

nale D-2035/2023 del 20 aprile 2023 consid. 6.3). Ciò vale anche per il pe-

riodo successivo al cambiamento di potere in Tunisia (cfr. sentenza del Tri-

bunale E-4771/2023 del 15 settembre 2023 consid. 7.2 con ulteriori rif. 

cit.). I ricorrenti, malgrado si prevalgano di aver subito in Tunisia dei tratta-

menti discriminatori da parte di alcune persone e (…), in particolare che 

avrebbero tolto loro le indennità che l’insorgente 2 percepiva, anche nella 

denegata ipotesi che si ritenesse tali circostanze verosimili (cfr. in senso 

contrario supra consid. 6.3 seg.), non hanno mai cercato attivamente 

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protezione statale per tali atti – a parte nel caso isolato dove avrebbero 

denunciato gli autori del pestaggio del ricorrente 2 – denunciando even-

tualmente gli stessi od esigendo il rispetto dei loro diritti anche per via giu-

diziaria. Si rammenta in tal senso che anche la Tunisia, del pari della Sviz-

zera, ha ratificato la Conv. disabilità, nonché – a differenza della  

Svizzera – ha pure ratificato il suo protocollo facoltativo del 13 dicem-

bre 2006. Dagli asserti resi dall’insorgente 1, non si può desumere che le 

autorità tunisine, se i ricorrenti avessero richiesto attivamente tale prote-

zione o il rispetto dei loro diritti, non li avrebbero ottenuti da parte loro. Anzi, 

sia dalla risposta ottenuta dal ricorrente 1 da parte del (…) (cfr. n. 30/13, 

D61, pag. 8), sia dall’intervento delle autorità tunisine allorché essi hanno 

denunciato l’episodio occorso all’insorgente 2, sia ancora dal mezzo di 

prova presentato che attesta del riconoscimento da parte dello Stato tuni-

sino dell’indigenza della famiglia degli insorgenti (cfr. MdP n. 11), si deno-

tano indizi che vanno nel senso opposto e che sono in grado di confermare 

la presunzione di protezione succitata da parte della Tunisia. Spetta quindi 

agli insorgenti cercare attivamente tale protezione statale se ne dovessero 

vedere la necessità anche in futuro.  

7.3 Le ulteriori allegazioni espresse dai ricorrenti a supporto del loro espa-

trio, anche nel ricorso, ovvero le difficoltà economiche che avrebbero ri-

scontrato in patria, in particolare la mancanza di aiuto finanziario da parte 

dello Stato tunisino per i servizi scolastici e per le cure del ricorrente 2, o la 

situazione d’indigenza della loro famiglia dovuta ad una situazione lavora-

tiva precaria del ricorrente 1 e ad assenza di aiuti statali (cfr. n. 30/13, D32 

segg., pag. 4 seg.; D61, pag. 9; D68, pag. 10; n. 41/11, D7 seg., pag. 2; 

D54 segg., pag. 8), non risultano all’evidenza dei motivi rilevanti ai sensi 

dell’art. 3 LAsi, ma esclusivamente derivanti da motivazioni economiche, e 

quindi dalla situazione personale dei ricorrenti, in totale assenza di agenti 

esterni di persecuzione – vista l’inverosimiglianza e l’irrilevanza degli as-

serti contrari esposti dagli insorgenti – e quindi non rientranti nella nozione 

di persecuzione esposta nella summenzionata norma. Per il resto, si può 

senz’altro rinviare alle motivazioni chiare e complete esposte nella deci-

sione impugnata dall’autorità inferiore (cfr. p.to II/2, pag. 6 seg.), in quanto 

neppure con il ricorso, gli insorgenti hanno apportato degli elementi nuovi, 

concreti e sostanziati, che possano comportare un giudizio differente dei 

loro asserti da parte del Tribunale. 

7.4 Alla luce dell’insieme degli elementi succitati, il Tribunale, non può che 

concludere che gli insorgenti non soltanto non hanno subito delle persecu-

zioni verosimili e pertinenti per il riconoscimento della qualità di rifugiato 

prima dell’espatrio, quindi anche che le problematiche nelle quali essi sono 

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incorsi non abbiano raggiunto, al contrario di quanto motivato nel ricorso, il 

grado di pressione psichica insopportabile ed insostenibile (cfr. ricorso, 

pag. 8); ma anche che i ricorrenti non hanno reso verosimile che in Tunisia 

essi subiranno, in un futuro prossimo e secondo un’alta probabilità, nel 

caso di un loro rientro in patria, delle persecuzioni rilevanti ai sensi 

dell’asilo. In tal senso, i timori di essere incarcerato o arrestato, espressi 

dal ricorrente 1 sia durante le audizioni (cfr. n. 30/13, D63, pag. 9; n. 41/11, 

D64 seg., pag. 9) sia in ambito ricorsuale (cfr. ricorso, pag. 8), e che ciò si 

ripercuoterebbe sul ricorrente 2, il quale rimarrebbe senza la figura genito-

riale per lui di riferimento (cfr. ricorso, pag. 8), risultano essere delle mere 

asserzioni di parte. Ciò in quanto tali timori appaiono del tutto ipotetici e 

non sono supportati dal benché minimo elemento di qualsivoglia concre-

tezza e sostanza, riguardo a delle persecuzioni future che incorrerebbero 

nel loro Paese d’origine in caso di ritorno. 

8.  

Ne discende quindi che in relazione al riconoscimento della qualità di rifu-

giato ed alla concessione dell’asilo, v’è da confermare il giudizio negativo 

esposto nella decisione impugnata.  

9.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene 

però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). 

Gli insorgenti, i quali potranno essere allontanati congiuntamente verso la 

Tunisia, non adempiono le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe 

dovuto astenersi dal pronunciare il loro allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 LAsi, nonché art. 32 dell’ordinanza 1 

sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, 

RS 142.311]; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; DTAF 2011/24 consid. 10.1). 

Il Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell’allontana-

mento. 

10.  

10.1 Quo all’esecuzione dell’allontanamento, per rinvio dell’art. 44 LAsi, 

l’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione del 16 di-

cembre 2005 (LStrI, RS 142.20), prevede che la stessa sia ammissibile 

(cpv. 3), ragionevolmente esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di 

non adempimento di una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammis-

sione provvisoria (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 1 LStrI). 

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Pagina 22 

10.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli 

ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento 

della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il 

ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un 

ostacolo all’esecuzione dell’allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 con-

sid. 10.2). Inoltre, lo stato di fatto determinante in materia di esecuzione 

dell’allontanamento è quello che esiste al momento in cui si statuisce (cfr. 

DTAF 2009/51 consid. 5.4). 

11.  

11.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI l’esecuzione dell’allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera. La portata di detta norma non si 

esaurisce nella massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni 

di diritto internazionale della Svizzera possono essere ostativi all’esecu-

zione del rimpatrio in particolare l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione 

contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 

del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti 

dell’uomo (di seguito: CorteEDU) ha più volte ribadito che la sola possibilità 

di subire dei maltrattamenti dovuti a una situazione d’insicurezza generale 

o di violenza generalizzata nel paese di destinazione non è sufficiente per 

ritenere una violazione dell’art. 3 CEDU. Spetta infatti all’interessato pro-

vare o rendere verosimile l’esistenza di seri motivi che permettano di rite-

nere che egli correrà un reale rischio («real risk») di essere sottoposto, nel 

paese verso il quale sarà allontanato, a trattamenti contrari a detti articoli 

(cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti). 

11.2 Anzitutto, per i motivi già sopra enucleati, gli insorgenti non possono 

prevalersi del principio del divieto di respingimento ex art. 5 LAsi, poiché è 

una disposizione che protegge unicamente le persone alle quali è stata 

riconosciuta la qualità di rifugiato. Inoltre, per le ragioni già sopra evinte, i 

ricorrenti non dimostrano né rendono per lo meno verosimile che esiste-

rebbe per loro un rischio reale, fondato su dei seri motivi, di essere vittime 

di tortura o di trattamenti inumani o degradanti ai sensi dell’art. 3 CEDU o 

dell’art. 3 Conv. tortura in caso di esecuzione dell’allontanamento nel loro 

Paese d’origine. Per le ragioni poi già sopra menzionate (cfr. consid. 7.2), 

e per quanto verrà motivato dappresso (cfr. infra consid. 12.6 segg.), non 

vi sono nemmeno elementi atti a ritenere che l’esecuzione dell’allontana-

mento del ricorrente 2 violerebbe le disposizioni della Conv. disabilità. An-

che la situazione vigente dei diritti umani in Tunisia, non rende attualmente 

inammissibile l’esecuzione dell’allontanamento degli insorgenti (cfr. 

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Pagina 23 

sentenze del Tribunale D-5458/2023 del 18 ottobre 2023 consid. 8.3,  

D-4217/2023 del 25 settembre 2023 consid. 9.3). 

11.3  

11.3.1 Per quanto concerne una persona con problemi di salute, secondo 

la giurisprudenza della CorteEDU, il ritorno forzato della stessa non è su-

scettibile di costituire una violazione dell’art. 3 CEDU che se la medesima 

si trovi in uno stadio a tal punto avanzato e terminale da lasciar presupporre 

che, a seguito del suo trasferimento, la sua morte appaia come una pro-

spettiva prossima (cfr. sentenza della CorteEDU N. contro Regno Unito del 

27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1). Si tratta di casi ec-

cezionali, nel senso che la persona in questione deve riportare uno stato 

di salute a tal punto alterato che l’ipotesi del suo rapido decesso dopo il 

ritorno deve confinare con una certezza (cfr. sentenza del Tribunale  

D-2151/2019 del 24 febbraio 2021 consid. 4.6). Tale giurisprudenza è stata 

ulteriormente precisata, nel senso che il ritorno dell’interessato può pure 

risultare contrario all’art. 3 CEDU se nello Stato di destinazione non vi sono 

i trattamenti medici adeguati, e la persona in questione sarà quindi con-

frontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggiora-

mento delle sue condizioni di salute comportante delle intense sofferenze 

o una significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza della  

CorteEDU [Grande Camera] Paposhvili contro Belgio del 13 dicem-

bre 2016, 41738/10, §181 segg.; cfr. anche DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2). 

11.3.2 Dal profilo medico, per quanto il Tribunale non intenda minimizzare 

i problemi di salute degli insorgenti – in particolare più recentemente del 

ricorrente 1 – le affezioni degli interessati (cfr. infra consid. 12.7 seg.), non 

appaiono essere, visti gli atti all’inserto, di una gravità tale che l’esecuzione 

dell’allontanamento dei ricorrenti sarebbe da ritenere inammissibile ai 

sensi della giurisprudenza sopra citata. Occorre rammentare in proposito 

che le questioni di natura medica possono avere influssi sull’ammissibilità 

dell’allontanamento solo in casi straordinari e di estrema gravità (cfr. tra le 

altre DTAF 2009/2 consid. 9.1.2-9.1.6), ciò che però, come si vedrà dap-

presso (cfr. infra consid. 12.7 seg.) e per quanto la situazione di salute 

dell’insorgente 1 sia di un’indubbia serietà, non rientra nella restrittiva giu-

risprudenza Paposhvili testé referenziata.  

11.4 Pertanto, l’esecuzione dell’allontanamento dei ricorrenti non risulta 

trasgredire ad alcun obbligo della Svizzera derivante dal diritto internazio-

nale, ed è quindi da ritenere ammissibile (art. 83 cpv. 3 LAsi in relazione 

con l’art. 44 LAsi). 

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Pagina 24 

12.  

12.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non è ra-

gionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, lo 

straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situa-

zioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza me-

dica. 

12.2 La suddetta norma si applica principalmente ai «réfugiés de la vio-

lence», ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni della qualità 

di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che fuggono da 

situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza generalizzata. Essa vale 

anche nei confronti delle persone per le quali l’allontanamento comporte-

rebbe un pericolo concreto, in particolare perché esse non potrebbero più 

ricevere le cure delle quali hanno bisogno o che sarebbero, con ogni pro-

babilità, condannate a dover vivere durevolmente e irrimediabilmente in 

stato di totale indigenza e pertanto esposte alla fame, ad una degradazione 

grave del loro stato di salute, all’invalidità o persino alla morte. Per contro, 

le difficoltà socio-economiche che costituiscono l’ordinaria quotidianità 

d’una regione, in particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di 

mezzi di formazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale 

esposizione al pericolo. L’autorità alla quale incombe la decisione deve 

dunque, in ogni singolo caso, stabilire se gli aspetti umanitari legati alla 

situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo Paese 

siano tali da esporlo ad un pericolo concreto (cfr. DTAF 2014/26 con-

sid. 7.6-7.7 con rinvii).  

12.3 Per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura in cui, nel 

caso di rientro nel loro paese d’origine o di provenienza, potrebbero non 

ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni minime 

d’esistenza. Per cure essenziali, si intende le cure di medicina generale e 

d’urgenza assolutamente necessarie alla garanzia della dignità umana. 

L’art. 83 cpv. 4 LStrI, non può invece essere interpretato quale norma che 

comprenderebbe un diritto di soggiorno lui stesso indotto da un diritto ge-

nerale di accesso in Svizzera a delle misure mediche tendenti al recupero 

della salute o a mantenerla, per il semplice motivo che l’infrastruttura ospe-

daliera o le regole dell’arte medica nel paese d’origine o di destinazione 

dell’interessato, non raggiungono lo standard elevato elvetico. In tal senso, 

se le cure necessarie possono essere assicurate nel paese d’origine del 

richiedente, all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in 

Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento in tale Paese sarà ragionevol-

mente esigibile. Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata 

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Pagina 25 

se, in ragione dell’assenza di possibilità di trattamento adeguato, lo stato 

di salute dell’interessato si degraderebbe così rapidamente al punto da 

condurlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o 

ad un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più grave della sua inte-

grità fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con rif. cit.). All’occorrenza, potrà 

trattarsi di cure alternative a quelle prodigate in Svizzera che, pur corri-

spondendo agli standard del paese d’origine o di provenienza, sono ade-

guate allo stato di salute dell’interessato, anche fossero di un livello di qua-

lità, d’efficacia e d’utilità (per la qualità di vita) inferiori a quelle disponibili 

in Svizzera. Dei trattamenti farmacologici (per esempio costituiti da farmaci 

generici) di una generazione più vecchia o meno efficaci, possono, se-

condo le circostanze, essere considerati adeguati (cfr. DTAF 2011/50 con-

sid. 8.3). 

12.4 Si tratta quindi di esaminare dappresso, con riferimento ai criteri sue-

sposti, se gli insorgenti concludono a giusta ragione o meno al carattere 

inesigibile dell’esecuzione dell’allontanamento, tenuto conto della situa-

zione generale vigente attualmente in Tunisia (cfr. consid. 12.5), da un lato, 

e della loro situazione personale (cfr. consid. 12.6 segg.), dall’altro. Circa 

quest’ultimo punto, il Tribunale, dopo qualche osservazione introduttiva 

concernente il sistema di salute ed assistenziale tunisino (cfr. consid. 12.6), 

esaminerà la situazione del ricorrente 2 (cfr. consid. 12.7), poi quella del 

ricorrente 1 (cfr. consid. 12.8), ed infine analizzerà la loro situazione perso-

nale comune e la questione del loro rimpatrio (cfr. consid. 12.9). 

12.5 Da giurisprudenza costante di questo Tribunale – ed anche conside-

rando l’attuale situazione politica – in Tunisia, non vige attualmente una 

situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga 

l’insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale che per-

metta di presumere, a priori e indipendentemente dalle circostanze della 

fattispecie – a proposito di tutti i cittadini di tale paese – l’esistenza di una 

messa in pericolo concreta ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI. Inoltre, v’è da 

rimarcare come l’esecuzione dell’allontanamento in Tunisia non sia condi-

zionata, in principio, dalla presenza di fattori particolarmente favorevoli (cfr. 

sentenze del Tribunale E-4223/2023 del 23 agosto 2023 consid. 6.3,  

D-5856/2022 del 5 gennaio 2023 consid. 8.5).  

12.6  

12.6.1 In Tunisia, l’offerta pubblica della salute (strutture sanitarie pubbli-

che, SSP), dipende dal Ministero della salute, e si scompone in tre livelli 

differenti. Il livello primario delle cure, che esercita la politica preventiva di 

salute ed assicura le cure di base in ambito ambulatoriale ed ospedaliero 

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Pagina 26 

per le nascite e le malattie correnti dell’adulto e del bambino. Esso prende 

anche in carico le attività sanitarie per gli allievi e gli studenti di tutti i gradi 

scolastici. Vi è in seguito il livello secondario delle cure, che è garantito 

dagli ospedali regionali, i quali prendono in carico anche le cure del livello 

primario per la popolazione che si trova in prossimità. Hanno in principio 

accesso a tali ospedali, che sono generalmente situati nei capoluoghi dei 

governatorati, i malati che sono inviati dai centri di salute di base (CSB) e 

dagli ospedali di circoscrizione (OC) che hanno necessità di una presa in 

carico specializzata. L’ultimo, il livello terziario delle cure, è composto da 

una rete di ospedali e istituti universitari (nel 2016 erano in numero di com-

plessivi 34), che possono essere generalisti o specializzati, che hanno lo 

statuto di stabilimenti pubblici di salute e che sono situati negli agglomerati 

dove hanno sede anche le facoltà di medicina. Questi assicurano delle cure 

altamente specializzate, oltreché le cure di primo e di secondo livello per 

la popolazione che vive in prossimità. L’offerta pubblica delle cure sanitarie 

sopra descritta, è completata da un’offerta privata che è in rapida espan-

sione in questi ultimi anni, in particolare nelle cure ambulatoriali. Le cliniche 

private sono essenzialmente concentrate in Tunisia nelle grandi zone ur-

bane e nelle regioni costiere (cfr. DOROTHEE CHEN, Assistance technique 

de la Banque Mondiale sur le financement de la santé en Tunisie: étude 

sur l’assistance médicale gratuite, 1° aprile 2016, < https://documents. 

worldbank.org/en/publication/documents-reports/documentdetail/687831 

472236995453/assistance-technique-de-la-banque-mondiale-sur-le-finan-

cement-de-la-sante-en-tunisie-etude-sur-l-medical-free-help >, consultato 

il 25 marzo 2024; MONCEF BELHAJ YAHIA, Le système de santé en Tunisie: 

une crise qui perdure, in: Confluences méditerranée 2023/2 [n. 125], estate 

2023, pag. 139 seg., consultabile sul sito: < https://www.cairn.info/revue-

confluences-mediterranee-2023-2-page-137.htm?ref=doi >, consultato il 

25 marzo 2024). 

12.6.2 L’assicurazione malattia in Tunisia, obbligatoria per i lavoratori nel 

settore pubblico e privato, si è sviluppata a partire dal 1951. Dal 2004, la 

gestione dei tre regimi di copertura dei costi di salute per i lavoratori (ovvero 

i cosiddetti: “filiera pubblica delle cure”, “filiera privata delle cure”, e “si-

stema di rimborso dei costi”), è stata assunta dalla Cassa nazionale d’as-

sicurazione malattia (CNAM). In Tunisia vi sono due modalità diverse di 

finanziamento dei costi di salute: quelli relativi all’assicurazione malattia 

obbligatoria, che comprende i lavoratori ed i pensionati nonché i loro aventi 

diritto; e l’assistenza medica gratuita (AMG) per la popolazione povera e 

vulnerabile (cfr. DOROTHEE CHEN, ibidem; République française, Centre 

des Liaisons Européennes et Internationales de Sécurité Sociale 

[CLEISS], Le régime tunisien de sécurité sociale [salariés], 2023 < 

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Pagina 27 

https://www.cleiss.fr/docs/regimes/regime_tunisie_salaries.html >; Mini-

stère des Affaires Sociales de la République Tunisienne, Caisse Nationale 

d’Assistance Maladie, Espace Assuré social, ultimo aggiornamento il 

19.01.2024, < https://www.cnam.nat.tn/espace_assure.jsp >; tutti consul-

tati da ultimo il 25 marzo 2024). Per quanto attiene alla prima categoria 

assicurata, in particolare sono coperti secondo delle tariffe forfettarie di ri-

ferimento e senza limite massimo: le cure ambulatoriali, le operazioni me-

diche, i farmaci, le ospedalizzazioni, i costi di trasporto sanitario necessari 

allo stato di salute dell’assicurato, così come gli scanner e le risonanze 

magnetiche. Inoltre, i costi di salute che riguardano delle affezioni impor-

tanti o croniche, iscritte in una lista apposita (APCI, tra i quali vengono an-

che citati le cardiopatie congenite ed i tumori maligni; cfr. la lista consulta-

bile al sito internet: < https://www.cnam.nat.tn/doc/upload/listeapci.pdf >, 

consultata il 25 marzo 2024), sono integralmente coperti dalla CNAM. Al-

tresì, a titolo di prestazioni famigliari, la Cassa Nazionale di Sicurezza So-

ciale (CNSS), versa ai lavoratori che adempiono a determinate condizioni, 

per i primi tre bambini nati, adottati o a carico, che hanno segnatamente 

meno di 16 anni, e senza limite d’età in caso d’invalidità o di handicap, delle 

allocazioni famigliari il cui importo dipende dal posto e dal numero dei figli 

(cfr. CLEISS, ibidem). A fianco a tale sistema, un programma d’assistenza 

medica (AMG) è stato implementato al fine di garantire l’accesso alle cure 

della popolazione indigente. In tal senso, a partire dal 1958, sono rilasciate 

dai servizi decentralizzati e dalle collettività locali delle “carte d’indigenza” 

famigliare annuali che danno diritto alla gratuità totale dei costi di salute e 

di ospedalizzazione per le persone più povere, ed al versamento unica-

mente di cosiddetti “ticket moderatori” ridotti per persone che vivono giusto 

al di sotto della soglia d’indigenza. Le prestazioni dell’AMG includono le 

consultazioni esterne, le ospedalizzazioni e le cure d’urgenza nel quadro 

delle SSP, nonché nei limiti della disponibilità di queste ultime, la distribu-

zione di medicamenti usuali. Nel caso in cui questi ultimi non siano dispo-

nibili, i beneficiari dell’AMG dovranno acquistarli privatamente a loro carico. 

Difatti, malgrado una presa in carico in principio gratuita o a tariffa ridotta 

delle cure e dei trattamenti medici, i beneficiari dell’AMG, tenuto conto del 

razionamento eccessivo dell’offerta e dell’approvvigionamento di medica-

menti limitato, in alcuni casi, devono rivolgersi a dei prestatori di salute del 

settore privato, per ricevere i farmaci e le cure cercati, che dovranno però 

in tal caso finanziare loro direttamente. In alcune circostanze, per ragioni 

finanziarie, dei nuclei famigliari più sfavoriti saranno quindi obbligati a ri-

nunciare a delle cure o a dei trattamenti (cfr. DOROTHEE CHEN, ibidem, 

pag. 11 segg.). Secondo alcune informazioni, per quanto l’offerta pubblica 

delle cure sia relativamente ben distribuita sull’insieme del Paese, tuttavia 

il settore privato della salute resterebbe praticamente accessibile – a parte 

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Pagina 28 

una lista limitata d’interventi presi in carico dalla CNAM – soltanto alle fasce 

di popolazione più abbienti, e negli ultimi anni la penuria di medicamenti e 

di materiale medico sarebbe diventato quotidiano, e le condizioni di lavoro 

del personale si sarebbero nettamente deteriorate. Ciò avrebbe compor-

tato anche un esodo importante di medici verso l’estero, lo sviluppo della 

corruzione nel settore della salute tunisino nonché di una salute a due ve-

locità, l’una per le persone più abbienti e l’altra per il resto della popola-

zione, la quale beneficerebbe di prestazioni di qualità inferiore, e dovrebbe 

far fronte a lunghe attese come pure a diverse penurie (cfr. MONCEF 

BELHAJ YAHIA, ibidem, pag. 140 segg.). 

12.6.3 A fianco al sistema assicurativo delle cure, un programma di svi-

luppo sociale, denominato “AMEN Social”, è stato implementato da parte 

del Ministero degli Affari sociali. Quest’ultimo propone degli aiuti sociali alle 

famiglie indigenti o con basso reddito, alle persone con disabilità, ai gruppi 

vulnerabili o a rischio ed ai senzatetto, come: l’attribuzione di carte che 

danno accesso alla gratuità delle cure o a tariffe ridotte; degli aiuti finanziari 

per le famiglie indigenti o con bambini (che si elevano a 200 dinari tunisini 

versati ogni mese; ad un’allocazione mensile di 30 dinari tunisini per fami-

glie bisognose che hanno bambini di meno di sei anni d’età; aiuti che vanno 

da 30 a 100 dinari tunisini per supportare i bisogni scolastici di bambini di 

famiglie indigenti; delle borse di studio di 50 dinari tunisini per gli studenti 

dal livello primario fino alla formazione professionale e 120 dinari tunisini 

per gli studenti che proseguono gli studi superiori); o ancora il collocamento 

di persone con handicap senza sostegno famigliare in famiglie d’acco-

glienza. Inoltre, vi è la possibilità di richiedere, fino a quattro volte l’anno, 

un aiuto occasionale da parte di famiglie beneficiarie del programma 

“AMEN”, che si trovano in condizioni finanziarie e sanitarie critiche. Tale 

aiuto, che varia da 30 a 100 dinari tunisini, è pensato principalmente per 

l’acquisto di medicinali, di pannolini, di alimenti per neonati, di coperte, di 

attrezzature domestiche semplici, per la realizzazione di esami, per la 

presa in carico dei costi di trasporto e delle cure sanitarie (cfr. CLEISS, 

ibidem). 

12.6.4 Per quanto concerne infine le persone con handicap, in Tunisia le 

stesse avrebbero in principio accesso all’educazione, ai servizi sanitari ed 

ai trasporti. Purtroppo però, secondo alcune informazioni, ciò non avver-

rebbe sempre equamente rispetto alle persone senza disabilità, circo-

stanza che sarebbe dovuta a barriere architettoniche – in particolare anche 

di edifici pubblici costruiti prima del 1991 – a limitazioni di servizi o a man-

canza d’informazioni pubbliche. Il Ministro degli Affari Sociali è incaricato 

della protezione dei diritti delle persone con disabilità ed il governo 

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Pagina 29 

metterebbe a loro disposizione delle tessere che possano garantire loro dei 

diritti supplementari quali: il parcheggio illimitato, i servizi medici prioritari e 

gratuiti, l’accesso gratuito nei trasporti pubblici e preferenziale per quanto 

concerne i posti a sedere, nonché degli sconti su beni al consumo. Tuttavia, 

in generale, bus e treni pubblici sono mal situati e non sono facilmente 

accessibili a persone con disabilità. Per sopperire, almeno parzialmente a 

ciò, il governo tunisino prevedrebbe degli incentivi sulle tasse alle società 

che incoraggiano il trasporto di persone con disabilità fisiche. Il Ministero 

degli Affari Sociali gestirebbe inoltre dei centri che garantirebbero alloggio 

temporaneo o permanente e servizi medici ai portatori di handicap che non 

beneficerebbero di altra possibilità di sostegno, nonché sarebbero presenti 

circa 320 centri d’educazione speciale nel Paese per portatori di handicap, 

che sarebbero principalmente amministrati da associazioni. Tali centri, as-

sicurerebbero assistenza multidisciplinare, incluso il supporto medico, psi-

cologico, educativo, professionale e culturale a persone portatrici di handi-

cap dai sei ai trent’anni. Tuttavia, vi sarebbero delle possibilità educative o 

di alloggio molto limitate per persone con disabilità uditive o visive (cfr. U.S.  

Department of State, 2022 Country Reports on Human Rights Practices: 

Tunisia, pag. 32 seg., < https://www.state.gov/reports/2022-country-re-

ports-on-human-rights-practices/tunisia >, consultato il 25 marzo 2024). 

12.7  

12.7.1 Dalla documentazione medica agli atti, risulta che il ricorrente 2 è 

affetto da sindrome di Down e soffre di una cardiopatia congenita con esito 

da correzione atrioventicolare completo, nonché d’ipertensione arteriosa 

polmonare, DIV e DIA all’età di (…). Tuttavia, si segnala un buon decorso 

ed un adeguato sviluppo fisico dell’insorgente 2 nel contesto di trisomia 21, 

senza alcun trattamento in corso né necessario da intraprendere in futuro 

(cfr. n. 31/2 e 33/7). Egli ha inoltre ricevuto in Svizzera delle cure odontoia-

triche (cfr. n. 21/2, 34/2, 36/2 e 37/2), nonché in un’occasione ha avuto un 

episodio di malessere su verosimile reazione allergica di grado II ad aller-

gene non noto, per il quale gli è stata prescritta una terapia farmacologica 

antistaminica al bisogno ed in riserva del Dafalgan, se vi fossero dei dolori 

(cfr. n. 38/8); ed in un’altra una sincope di verosimile origine vaso-vagale 

post-prandiale, per la quale gli è stata prescritta una terapia antalgica da 

scalare secondo dolore (cfr. n. 48/2). L’ecocardiogramma eseguito in tale 

contesto, sarebbe sovrapponibile ai precedenti effettuati, senza acuzie in 

atto. All’attenzione del medico curante, i medici che hanno controllato il ri-

corrente 2, hanno consigliato l’esecuzione di una visita ambulatoriale car-

diologica ed un eventuale esame con Holter (cfr. n. 48/2). Ulteriore docu-

mentazione medica non è presente agli atti, né è stata prodotta in ambito 

ricorsuale dagli insorgenti, ciò che fa concludere che la situazione medica 

D-5046/2022 

Pagina 30 

dell’insorgente 2 non abbia subito alcuna evoluzione, per lo meno peggio-

rativa, rispetto a quanto constatato dall’autorità inferiore nella decisione av-

versata, e che ulteriori esami medici non sono stati ritenuti necessari da 

parte del personale medico ed infermieristico preposto. Nei loro scritti, i 

ricorrenti hanno segnalato come egli soffrirebbe anche di sordità e comu-

nicherebbe soltanto con la lingua dei segni, nonché che dopo il suo arrivo 

in Svizzera sarebbe stato messo in contatto con l’(…), con la quale avrebbe 

effettuato alcune attività (cfr. n. 43/14), ed attualmente risiederebbe in un 

istituto separato dal padre, il quale a causa dei suoi gravi problemi di salute 

non potrebbe occuparsene (cfr. replica del 9 novembre 2023, pag. 3).  

12.7.2 Alla luce di quanto sopra, in assenza di ogni qualsivoglia compli-

canza successiva dal profilo dello stato di salute dell’insorgente 2, rispetto 

alle diagnosi di cui era affetto già al suo arrivo in Svizzera, e per le quali 

non è possibile alcun trattamento risolutivo (per la trisomia 21), né sono 

stati impostati o previsti delle cure rispettivamente controlli medici o farma-

cologici particolari (cfr. n. 33/7), a parte la prescrizione di un analgesico e 

di un antistaminico nei due episodi di malessere succitati, il Tribunale ri-

tiene di poter concludere, allo stato degli atti, che la situazione valetudinaria 

dell’interessato non costituisce, in quanto tale, un ostacolo all’esecuzione 

del suo allontanamento ai sensi della giurisprudenza topica in materia (cfr. 

supra consid. 12.3). Difatti, essa non risulta di una gravità tale che mette-

rebbe la sua vita o la sua integrità fisica o psichica in pericolo imminente, 

nel caso dovesse fare rientro in patria. Ciò detto, come sopra evinto, mal-

grado alcune disfunzioni e problematiche di accesso alle cure mediche, 

egli potrà di principio avere accesso anche in Tunisia ai trattamenti medici 

di cui dovrebbe necessitare in futuro. Concernente poi più precisamente i 

costi delle cure e dei medicamenti, questi potranno essere coperti, per lo 

meno in buona parte, dal sistema assicurativo tunisino, che prevede la co-

pertura dei costi medici e dei farmaci in modo integrale anche per persone 

indigenti tramite l’AMG. Inoltre, egli potrà sollecitare – con l’aiuto anche dei 

genitori e/o di associazioni che difendono i diritti delle persone con disabi-

lità presenti anche su suolo tunisino (cfr. ad esempio: l’Organisation Tuni-

sienne de Défense des Droits des Personnes Handicapées [OTDDPH], < 

https://jamaity.org/association/lorganisation-tunisienne-de-defense-des-

droits-des-personnes-handicapees/ >; l’Association tunisienne pour l’Ac-

cessibilité aux Personnes Handicapées, < https://arab.org/fr/directory/as-

sociation-tunisienne-daccessibilite-aux-personnes-handicapees/ >; Handi-

cap International, < https://www.handicap-international.ch/fr/pays/tuni-

sie?utm_source=google&utm_source=google&utm_medium=grants&utm 

_campaign=FR&gad_source=1&gclid=EAlalQobChMlpLeW2cuvhAMVbm 

xBAh06TAaXEAAYASAAEgLA3_D_BwE >; tutti consultati da ultimo il 

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Pagina 31 

25 marzo 2024) – nel caso di necessità, l’aiuto sociale AMEN, al quale egli 

dovrebbe avere diritto, nonché (nuovamente) richiedere la tessera rila-

sciata dal Ministero degli Affari Sociali per i portatori di handicap, che gli 

garantirà dei diritti supplementari. Altresì, come sopra visto, ed al contrario 

di quanto evinto dagli insorgenti, in Tunisia esistono – seppure con un’of-

ferta limitata per persone con problematiche uditive – delle possibilità di 

seguire un percorso educativo e culturale, anche con offerte di alloggio 

temporaneo o permanente, per persone con disabilità come il ricorrente 2. 

Le circostanze che egli in Svizzera, a mente degli insorgenti, nell’istituto in 

cui vivrebbe starebbe traendo giovamento dalla scuola e dall’inserimento 

con i coetanei, e che un suo rinvio vanificherebbe i passi da lui qui effettuati, 

non trovano alcun riscontro oggettivo agli atti di causa. In tal senso, tenuto 

conto che nel frattempo l’insorgente 2 è diventato maggiorenne – e quindi 

la questione dell’interesse superiore del fanciullo non si pone più, rispetti-

vamente le argomentazioni proposte nel gravame dai ricorrenti in propo-

sito, risultano superate – le circostanze che lui possa trovarsi meglio su 

suolo elvetico e che vi siano delle strutture e dei servizi migliori quivi che 

non in Tunisia, non risultano essere considerazioni pertinenti che ostereb-

bero all’esecuzione dell’allontanamento.  

12.8  

12.8.1 Dal canto suo, a A._______ è stato diagnosticato in  

Svizzera un cancro osseo metastatico polmonare e necessita, per una re-

cente progressione del tumore, di un trattamento palliativo radioterapico e 

chemioterapico (quest’ultimo con inizio delle cure previsto a partire 

dall’11 dicembre 2023) a base di Carboplatin e Paclitaxel (cfr. rapporto me-

dico del 29 novembre 2023). La terapia chemioterapica sarebbe effettuata 

ogni tre settimane. Durante il primo ciclo di chemioterapia, sono previsti 

con il ricorrente dei controlli di decorso settimanali, mentre invece, se il 

trattamento fosse ben sopportato da lui, dal secondo ciclo, viene richiesto 

dai medici un controllo ematico all’ottavo ed al quindicesimo giorno dopo il 

trattamento presso il suo medico di famiglia (cfr. certificato medico del 3 no-

vembre 2023 dell’[…]). In aggiunta, gli è stata anche prescritta una terapia 

a base di Xgeva (Denosumab), previo controllo odontoiatrico, per ridurre al 

minimo il rischio di osteonecrosi della mascella. Inoltre, vista la seria dia-

gnosi e poiché mancherebbe una rete di sostegno in Svizzera, egli sarebbe 

stato annunciato per un seguito psico-oncologico (cfr. rapporto medico del 

3 novembre 2023 succitato). Nell’anamnesi si osserva che egli a partire dal 

giugno del 2023 e sino al 24 ottobre 2023, ha ricevuto su suolo elvetico 

un’immunoterapia palliativa, sempre per la diagnosi di carcinoma polmo-

nare metastatico, che a causa del progredire del tumore è stata interrotta 

con l’impostazione del nuovo trattamento palliativo radiologico e 

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Pagina 32 

chemioterapico sopra descritto. In tal senso, le osservazioni dei ricorrenti 

presentate in fase ricorsuale riguardanti la possibilità concreta per l’interes-

sato 1 di ottenere in Tunisia l’immunoterapia, risultano essere del tutto su-

perate e non verranno quindi trattate oltre. Come si desume dal rapporto 

medico dettagliato dell’11 luglio 2023 del medico curante dell’insorgente, 

purtroppo per la diagnosi tumorale descritta, non v’è alcuna possibilità di 

guarigione, ma con il trattamento prescritto, la prognosi è di una stabilizza-

zione del tumore ed un miglioramento, mentre che in sua assenza vi sa-

rebbe l’acuirsi dei dolori ed il peggioramento del quadro clinico dell’interes-

sato fino al decesso (cfr. certificato medico dell’11 luglio 2023). 

12.8.2 Ora, i problemi di salute del ricorrente sopra descritti, rilevano di una 

situazione clinica molto seria e non possono in alcun caso essere minimiz-

zati. Ciò posto, il Tribunale ritiene tuttavia che le sue affezioni non costitui-

scano, in casu, un ostacolo all’esecuzione del suo allontanamento. 

12.8.3 Invero, così come è stato osservato a ragione dalla SEM nella sua 

risposta al ricorso e nei suoi scritti ricorsuali successivi, anche il Tribunale 

considera che i trattamenti palliativi – attualmente radioterapici e chemio-

terapici – che segue in Svizzera, potranno essere proseguiti anche in pa-

tria, in quanto in Tunisia, come già sopra edotto, egli potrà beneficiare dei 

trattamenti e delle cure necessarie per la diagnosi tumorale di cui è affetto, 

costi di trattamento che vengono interamente coperti dalla CNAM. Inoltre, 

se egli ne necessitasse, potrà sollecitare la copertura finanziaria dei costi 

di malattia da parte del sistema AMG e per le altre spese essenziali, o non 

coperte da quest’ultimo, gli aiuti sociali previsti tramite il programma AMEN. 

Invero, a parte il (…) ([…]) di (…), a K._______, segnalato dall’autorità in-

feriore nella sua risposta al ricorso, le cure a lui necessarie attualmente – 

ovvero la radioterapia e la chemioterapia – sono disponibili in altri ospedali 

e cliniche, segnatamente nell’ospedale pubblico “(…)” a K._______; e le 

cliniche “(…)” e “(…)” a M._______, “(…)” e la “(…)” a N._______ (cfr. la 

lista degli stabilimenti nei siti Internet pubblicati dal Ministero della Salute 

tunisino: < https://tunisiecapitalesante.tn/expertise-medicale/soins-medi-

caux/oncologie/chimioterapie/ > e < https://tunisiecapitalesante.tn/exper-

tise-medicale/soins-medicaux/oncologie/radiotherapie-de-derniere-gene-

ration-imrt/ >, consultati da ultimo il 25 marzo 2024). Inoltre i medicamenti 

Carboplatine e Paclitaxel sono reperibili in Tunisia (cfr. la lista dei medica-

menti pubblicata dal Ministero della salute tunisino sul sito Internet: < 

www.dpm.tn/index.php/medicaments-a-usage-humain/liste-des-dci >; cfr. 

anche < https://www.j360.info/en/tenders/16360990-specialites-pharma-

ceutiques-hospitalieres-2020-aoi-ni2020/ >, consultati il 25 marzo 2024). 

Non vi sono inoltre elementi che sostengano la tesi degli insorgenti che il 

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Pagina 33 

ricorrente non potrebbe accedere, nel caso ne necessitasse in futuro, an-

che ad un sostegno psicologico pure in Tunisia, la quale dispone in princi-

pio anche di sufficienti cure in ambito psichiatrico (cfr. a tal proposito le 

sentenze del Tribunale D-5458/2023 del 18 ottobre 2023 consid. 8.4,  

D-73/2023 del 29 marzo 2023 consid. 8.4.2). Alla luce di quanto precede, 

non si possono quindi seguire i ricorrenti laddove nei loro scritti ricorsuali 

hanno argomentato come il ricorrente 1 potrebbe essere esposto al rischio 

di non ricevere più le cure a lui necessarie, a causa di un rinvio in Tunisia. 

Il fatto poi che in futuro la patologia del ricorrente, nella sua evoluzione 

negativa, potrà dover avere necessità di un adeguamento delle terapie me-

diche assunte (cfr. triplica dei ricorrenti, pag. 3), non risulta essere deter-

minante in specie, in quanto si tratta di una circostanza futura incerta. 

12.9 Alla luce della serietà della situazione clinica del ricorrente 1 e della 

situazione particolare e delicata dal profilo medico e di bisogno assisten-

ziale nella quale si trova il ricorrente 2, si pone ancora il quesito essenziale 

della reinstallazione dei ricorrenti nel loro Paese d’origine. 

In merito, il Tribunale riconosce dapprima che il loro ritorno in Tunisia non 

sarà cosa facile ed esigerà da parte loro degli sforzi importanti. Tuttavia, 

nulla permette di ritenere l’esistenza di difficoltà insormontabili alla loro 

reinstallazione. Invero, entrambi dispongono di una rete famigliare in pa-

tria, composta in particolare dalla moglie rispettivamente madre dei ricor-

renti nonché dal figlio rispettivamente fratello degli stessi, nonché due co-

gnati e dei cugini del ricorrente 1 (cfr. n. 30/13, D10 segg., pag. 3). Certo, 

seguendo le dichiarazioni degli insorgenti, la situazione economica del loro 

nucleo famigliare, non sarebbe buona, visto che la moglie dell’insorgente 

1 effettuerebbe un lavoro stagionale nella (…) per provvedere al proprio 

sostentamento e a quello del figlio vivente con lei, e quindi non avrebbe la 

possibilità di andare incontro anche alle esigenze del marito e dell’altro fi-

glio (cfr. replica dei ricorrenti, pag. 3). Tuttavia, ciò non risulta determinante, 

in quanto non soltanto essi potranno contare per lo meno su di un sostegno 

morale da parte dei famigliari più prossimi – che sarà senz’altro importante 

sia per il ricorrente 2, che si trova ora in Svizzera senza alcuna figura ge-

nitoriale di supporto, sia per il ricorrente 1 per affrontare la sua malattia 

incurabile – che faciliterà senz’altro il loro rientro, ma pure contare dal pro-

filo finanziario sul supporto della loro rete famigliare allargata ed amici, 

come sarebbe già occorso in passato (cfr. n. 30/13, D21, pag. 3; D51 seg., 

pag. 6). A ciò si aggiunge che essi potranno sollecitare dallo Stato tunisino 

tutti gli aiuti in ambito di copertura dei costi medici e finanziari ivi presenti, 

nonché per il ricorrente 2, pure gli aiuti ed i sostegni – anche per la sua 

integrazione in un istituto educativo e medico – a lui dovuti in ragione della 

D-5046/2022 

Pagina 34 

sua disabilità. Per di più, come a ragione segnalato anche dalla SEM nella 

sua risposta al ricorso, in caso di bisogno, l’insorgente 1 potrà costituirsi 

una riserva di medicamenti in Svizzera prima della sua partenza e, se ciò 

si avverasse necessario, i ricorrenti potranno presentare alla SEM, in esito 

alla presente procedura ricorsuale, una domanda di aiuto al ritorno ai sensi 

dell’art. 93 LAsi, ed in particolare, un aiuto individuale al ritorno come pre-

visto al cpv. 1 lett. d della predetta disposizione e agli art. 73 segg. dell’or-

dinanza 2 sull’asilo relativa alle questioni finanziarie dell’11 agosto 1999 

(OAsi 2, RS 142.312), in vista di ottenere una presa a carico delle cure 

mediche indispensabili per un periodo di tempo adeguato. 

Al riguardo poi più precisamente della questione del rimpatrio dei ricorrenti, 

il Tribunale ritiene che le modalità concrete che verranno predisposte dalla 

SEM, in collaborazione con l’autorità cantonale preposta, ed esplicitate 

dall’autorità inferiore nella sua risposta al ricorso, sembrino adeguate e 

conformi alle esigenze definite dalla giurisprudenza in merito, per assicu-

rare senza discontinuità la presa in carico degli insorgenti, in particolare 

immediata per il proseguimento delle cure palliative, per il ricorrente 1, dal 

momento del suo arrivo sul territorio tunisino (cfr. sentenze del Tribunale 

E-5791/2020 del 16 marzo 2021 consid. 4.9, E-2367/2019 del 

14 aprile 2020, pag. 8). Tuttavia, il Tribunale ritiene opportuno rammentare 

in tale contesto, indicandolo anche nel suo dispositivo, che apparterrà alle 

autorità svizzere incaricate dell’esecuzione dell’allontanamento degli insor-

genti, di tenere conto del loro stato di salute fisico e psichico al momento 

dell’effettivo allontanamento e di adottare allora ogni misura necessaria ed 

indispensabile, informandone precedentemente se del caso le autorità del 

paese d’origine e la rappresentanza svizzera in Tunisia, con tutta la preci-

sione che la situazione impone, al fine di garantire la continuità delle cure 

e dei trattamenti seguiti dall’insorgente 1 nonché educativi ed assistenziali 

per l’insorgente 2.  

12.10 In definitiva, e visto l’insieme delle circostanze della fattispecie, una 

ponderazione globale degli elementi della presente causa non permette di 

considerare che in caso di un ritorno degli insorgenti nel loro Paese d’ori-

gine, essi possano essere esposti ad un rischio di pericolo concreto ai 

sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI. L’esecuzione degli insorgenti risulta quindi 

pure essere ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione con 

l’art. 44 LAsi). A fronte poi di quanto sopra considerato, la richiesta di ga-

ranzie da parte della Svizzera alla Tunisia di presa in carico del ricorrente 

1, così come postulato dagli insorgenti nel gravame, non risulta essere ne-

cessaria.  

D-5046/2022 

Pagina 35 

13.  

Nemmeno risultano esserci impedimenti sotto il profilo della possibilità 

dell’esecuzione del provvedimento, in quanto i ricorrenti, usando della ne-

cessaria diligenza, potranno procurarsi ogni documento indispensabile al 

rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12). 

14.  

Ne consegue che, anche in materia d’esecuzione dell’allontanamento, la 

decisione dell’autorità inferiore va confermata. 

15.  

Alla luce di tutto quanto sopra, con la decisione impugnata, la SEM non ha 

violato il diritto federale, né abusato del suo potere d’apprezzamento, ed 

inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censurabile, la decisione 

non è inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguentemente respinto e 

la decisione impugnata confermata. 

16.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-

rico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, 

avendo il giudice dell’istruzione accolto l’istanza di concessione dell’assi-

stenza gi