# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c39b94a3-66b6-587e-8d0c-3bedb103e137
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-10-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.10.2004 32.2004.38
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2004-38_2004-10-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2004.38

   

  BS/td

  	
  Lugano

  15 ottobre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 25 maggio 2004 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 27 aprile 2004 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato
il 5 luglio 1994, in data 10 settembre 2003 ha inoltrato, per il tramite del
padre, una richiesta di prestazioni AI per assicurati che non hanno ancora
compiuto i 20 anni (doc. AI 1).

Con rapporto 24 ottobre 2003 il pediatra curante del bambino, dr. __________,
ha diagnosticato “gravi difficoltà di apprendimento; ragazzo di intelligenza
normale con disturbi anche psichici secondari”, classificandole come
inferimità congenita di cui alla cifra 404 dell’allegato OIC (doc. AI 5).

Allegato a tale rapporto è stato prodotto lo scritto non datato del Servizio di
sostegno pedagogico in cui la signora __________ ha evidenziato la necessità di
un trattamento d’ergoterapia (sub. doc. AI 5).

 

                                         Dopo aver
chiesto delle delucidazioni al pediatra curante e raccolto il parere del
proprio servizio medico (SMR), con decisione 18 novembre 2003 l’Ufficio
assicurazione invalidità (UAI) ha respinto la domanda di prestazioni in quanto:

 

" 
Nel caso di intelligenza normale, possiamo
riconoscere la psicosindrome anamnestica come essendo un'infermità congenita ai
sensi dell'assicurazione invalidità se è stata trattata sulla base di una
diagnosi posta prima del compimento del nono anno di età.

 

•   In questo caso risulta che il trattamento ha avuto inizio dopo
il compimento del nono anno di età.

 

    Decidiamo pertanto:

 

•   La richiesta di prestazioni è respinta.

 

    Per quanto riguarda l'ergoterapia le comunichiamo che secondo la
cifra marg. 1016 della circolare sui provvedimenti sanitari il trattamento in
questione non è un provvedimento sanitario d'integrazione dell'AI." (Doc.
AI 12)

                               1.2.   Con
tempestiva opposizione i genitori dell’assicurato hanno chiesto il riesame
della decisione, facendo riferimento allo scritto 2 dicembre 2003 del dr. __________
in cui egli ha precisato che già nel maggio 2003 era stata indicata la
necessità di un trattamento e che solo con l’inizio del successivo anno
scolastico, quindi dopo il compimento del nono anno di età del paziente, si è
potuto trovare un ergoterapista libero (doc. AI 14 e 16).

 

                               1.3.   Esposte le
norme di legge e le direttive applicabili, con decisione datata 27 aprile 2004
l’UAI ha respinto l’opposizione succitata, evidenziando in particolare:

 

" 
5. Nel presente caso, l'atto d'opposizione e la
documentazione medica acquisita successivamente alla notifica della decisione
formale, sono stati sottoposti per competenza di giudizio al Servizio medico
regionale dell'AI (SMR). Procedendo ad attento esame, il SMR ha constatato
essenzialmente quanto segue:

-   la diagnosi medica è stata posta nel mese di
giugno 2003, dopo 

una valutazione
eseguita nel corso del mese precedente, ossia poco prima che l'assicurato
compisse i nove anni d'età;

-   la cura, in quanto reputata urgente, di fatto
ha però avuto inizio 

    soltanto nel corso del mese d'ottobre 2003,
dunque dopo il 

    compimento del nono anno di età
dell'assicurato;

-   i disturbi comportamentali sono considerati secondari ai
disturbi prassici;

-   i problemi di concentrazione sono secondari
alle difficoltà 

    scolastiche.

 

In esito a questi aspetti evidenziati
oggettivamente, dal profilo assicurativo occorre sottolineare che, malgrado la
diagnosi sia stata posta entro i limiti del compimento del nono anno d'età, la
terapia è iniziata tardivamente, oltre i nove anni, motivo per cui i criteri
per ammettere la presenza di una sindrome psico organica, ai sensi della cifra
marginale 404 OIC, non sono adempiuti.

D'altro canto, vista la fattispecie, il caso non assolve
neppure le condizioni regolate dall'art. 12 LAI e dalla Circolare sui
provvedimenti sanitari d'integrazione sopra menzionati." (Doc. AI 26)

    

                               1.4.   Avverso la
decisione amministrativa, RA 1, in rappresentanza del figlio, ha inoltrato al
TCA un tempestivo atto di ricorso del seguente tenore:

 

"  I.    La
decisione è stata presa senza che nessuno degli organi 

      preposti si sia dato il disturbo di
visitare il paziente

II.    Il
paziente, in data 11.08.2004, verrà visitato da uno specialista di neurologia
infantile per analizzare approfonditamente la problematica

III.   Abbiamo
la netta sensazione che si è presa una decisione valutando principalmente il
lato amministrativo che quello medico

IV.  Nella
decisione si asserisce che il caso è stato annunciato per tempo ma la cura è
iniziata troppo tardi e quindi non può essere coperta. A tale riguardo abbiamo
già reso attenti gli uffici preposti che la cura non ha potuto iniziare prima
poiché non vi erano specialisti liberi

 

Non è nostra intenzione voler approfittare dell'AI
ma ci sembra che in questo caso, come scritto sopra, si è voluto e dare più
importanza al lato amministrativo che alla vera volontà di aiutare un bambino
al quale, se verrà confermata la sentenza, non sarà facile poter far proseguire
la terapia che tra l'altro, ha già scaturito molti risultati positivi."
(Doc. I)

                               1.5.   Con risposta
di causa 15 giugno 2004 l’amministrazione ha postulato la reiezione del ricorso
e confermato la correttezza della decisione impugnata.

                               1.6.   Pendente
causa il padre dell’assicurato ha prodotto il rapporto 16 agosto 2004 del dr. __________,
Capo servizio di pediatria all’Ospedale __________ di __________, chiedendo in
sostanza il riesame della fattispecie (VIII). 

Dopo aver sottoposto la nuova documentazione medica al vaglio del SMR, con
osservazioni 7 settembre 2004 l’Ufficio AI ha fatto presente che quanto
prodotto non giustifica il riconoscimento di un’infermità congenita, motivo per
cui la decisione contestata deve essere confermata (IX).

 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Va
innanzitutto rilevato che il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge
federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS
830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito
dell’assicurazione per l’invalidità.

 

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni dell’AI in vigore a partire dal
1° gennaio 2003.

Per quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione
in vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è sapere se __________ RI 1 ha diritto da parte dell’AI ai chiesti
trattamenti medici per l’affezione di cui è portatore.

Occorre pertanto esaminare se l’assicurato presenta un’infermità congenita ex
art. 13 LAI e se, in caso negativo, egli possa beneficiare di provvedimenti
sanitari ai sensi dell’art. 12 LAI.

                                        

                               2.4.   Gli
assicurati minorenni hanno inoltre diritto ai provvedimenti sanitari necessari
per la cura delle infermità congenite (art. 13 cpv. 1 LAI). Sono
considerate infermità congenite le malattie presenti a nascita avvenuta (art. 3
cpv. 2 LPGA). 

Il diritto a tali provvedimenti esiste indipendentemente dalla possibilità
d’integrazione nell’attività produttiva (art. 8 cpv. 2 LAI).

                                         Il
Consiglio federale designa mediante ordinanza quali sono le infermità congenite
per le quali tali provvedimenti sono concessi. Esso ha la facoltà di escludere
le prestazioni se le infermità sono di poca importanza (art. 13 cpv. 2 LAI).

                                         Facendo
uso della delega di competenze di cui sopra, l'Esecutivo federale ha emanato
l'ordinanza sulle infermità congenite (OIC; RS 831.232.21).

                                         Questa
autorità dispone di un largo potere di apprezzamento che le permette di optare
per una regola generale (art. 1 OIC) o, nel caso di talune infermità, per dei
criteri particolari, prendendo eventualmente in considerazione anche degli
aspetti di ordine pratico (cfr. RDAT II-1999, n. 65; Pratique VSI 1999 p. 173
consid. 2b con riferimenti).

                                         Giusta
l'art. 1 cpv. 2 OIC, le infermità congenite sono enumerate nell'elenco in
allegato. Il Dipartimento federale dell'interno può qualificare delle infermità
congenite evidenti, che non figurano nell'elenco in allegato, come infermità
congenite giusta l'articolo 13 LAI.

                                         Sono
reputati provvedimenti sanitari necessari alla cura di un'infermità congenita
tutti i provvedimenti ritenuti validi dalla scienza medica e intesi a
conseguire nel modo più semplice e funzionale lo scopo terapeutico (art. 2 cpv.
3 OIC). 

Per quanto qui interessa, secondo la cifra 404 OIC sono considerate infermità
congenite le

 

" 
Turbe cerebrali congenite con conseguenza
preponderante di sintomi psichici e conoscitivi nei soggetti d'intelligenza
normale, per quanto esse siano state diagnosticate e curate come tali prima del
compimento del nono anno di età (sindrome psico-organica, sindrome psichica
dovuta a una lesione diffusa o localizzata del cervello e sindrome
psico-organica congenita infantile); l'oligofrenia congenita è classificata
esclusivamente al N. 403." 

 

                                         Giusta la
cifra marginale 404.5 della Circolare UFAS sui provvedimenti sanitari
d'integrazione dell'assicurazione per l'invalidità (CPSI) valida dal 1. gennaio
1986

 

" 
Le condizioni del N. 404 OIC possono essere
considerate soddisfatte se, prima del compimento dei 9 anni, si riscontrano
almeno i seguenti disturbi:

-   del comportamento nel senso di un danno patologico dell'affettività
o della comunicativa

-   delle pulsioni

-   della percezione (disturbi percettivi
e cognitivi) 

-   della concentrazione

-   della facoltà di prestare attenzione.

Questi sintomi devono essere provati
cumulativamente; non devono necessariamente esistere simultaneamente, ma
possono, secondo le circostanze, sorgere uno dopo l'altro.

Se, al momento in cui il bambino raggiunge i 9
anni, solo alcuni di questi sintomi sono attestati dal punto di vista medico,
le condizioni del N. 404 OIC non sono soddisfatte."

 

                                         Con
sentenza 13 giugno 1996 in re C.O, pubblicata in DTF 122 V 113 e in Pratique
VSI 1997 pag. 126 e segg., il TFA ha confermato sia la legalità della cifra
marginale 404 dell'allegato OIC che della cifra. 404.5 CPSI.

 

                               2.5.   Quale misura
integrativa, a norma dell'art. 12 cpv. 1 LAI, l'assicurato ha diritto ai provvedimenti
sanitari destinati non alla cura vera e propria del male ma direttamente
all'integrazione professionale e atti a migliorare in modo duraturo e
sostanziale la capacità al guadagno o a evitare una diminuzione sostanziale di
tale capacità. Di regola, per cura vera e propria dell'affezione si intende la
guarigione o il miglioramento di un fenomeno patologico labile. L'assicurazione
per l'invalidità, di principio, prende a proprio carico unicamente le misure
terapeutiche atte a eliminare o a correggere degli stati patologici stabili, o
perlomeno relativamente stabili, oppure delle perdite di funzione, a condizione
che tali misure permettano di prevedere un successo durevole e importante ai
sensi dell'art. 12 cpv. 1 LAI (cfr. DTF 120 V 279 consid. 3a e riferimenti ivi
citati; Pratique VSI 2000, p. 301 consid. 2a). 

                                         La
succitata disposizione legale persegue lo scopo di delimitare il campo di
applicazione dell'assicurazione per l'invalidità da quello dell'assicurazione
contro le malattie e gli infortuni. Tale delimitazione si fonda sul principio
secondo il quale la cura di una malattia o di una lesione, a prescindere dalla
durata dell'affezione, appartiene, in primo luogo, al campo dell'assicurazione
contro le malattie e gli infortuni (DTF 104 V 81, consid. 1, 102 V 41 consid.
1; RCC 1981 p. 159 consid. 3a). 

                               2.6.   Inoltre,
l'art. 5 cpv. 2 LAI prevede che le persone d'età inferiore a 20 anni, menomate
nella salute fisica o psichica, che non esercitano un'attività lucrativa, sono
considerate invalide se il danno alla salute cagionerà probabilmente
un'incapacità di guadagno ai sensi dell’art. 8 cpv. 2 LPGA.

                                         Secondo
la giurisprudenza, in questa ipotesi i provvedimenti sanitari possono essere
particolarmente utili per favorire l'integrazione professionale e quindi essere
assunti dall'AI, malgrado l'affezione abbia ancora carattere labile. Ciò è in
particolare il caso se, senza questi provvedimenti la cura risulterebbe
difettosa o subentrerebbe uno stato stabilizzato, in seguito al quale la
capacità lavorativa o la formazione professionale risulterebbero danneggiate
(Meyer-Blaser, op. cit. p. 84 e giurisprudenza citata). Occorre comunque
rilevare che questi provvedimenti non esonerano di primo acchito
l’assicurazione malattia, la quale prende a carico dei provvedimenti sanitari
di durata illimitata che servono per la cura dell’affezione e che non hanno un
carattere preponderantemente integrativo ai sensi della LAI (Pratique VSI 2000
consid. 4b pag. 69).

Vengono quindi ad esempio posti a carico dell'AI i trattamenti psichiatrici
relativi ad una malattia psichica che evolverà con grande verosimiglianza in
uno stato patologico stabile difficilmente correggibile, che danneggerà in
maniera rilevante la formazione e la capacità lavorativa dell'assicurato (DTF
105 V 19; 100 V 41). L’assicurazione invalidità non si fa invece carico della
psicoterapia per malattie e anomalie la cui prognosi è incerta ed il
trattamento costituisce un provvedimento sanitario di durata illimitata, anche
se si tratta di minorenni (ad esempio: anoressia: Pratique VSI 2000 pag. 65,
disturbo ipercinetico: Pratique VSI 2003 pag. 104).

 

                               2.7.   Nella
fattispecie in esame, nel rapporto 20 ottobre 2003  il dr. __________ ha
diagnosticato un’infermità congenita prevista alla cifra 404 OIC, indicando gli
elementi costitutivi della citata infermità.

                                         Nell’ambito
degli accertamenti medici, l’Ufficio AI ha posto al pediatra delle domande
supplementari.

Con scritto 4 novembre 2003 egli ha così risposto:

 

"  1.   Data
esatta della diagnosi: 11.06.2003 dopo che la valutazione 

      era stata fatta nel maggio '03

2.   Data
inizio trattamento: il trattamento di ergoterapia è iniziato in ottobre su mia
indicazione in quanto ho ritenuto urgente iniziare la terapia

3.   I disturbi comportamentali sono secondari ai
disturbi prassici

4.   I
problemi di concentrazione sono secondari alle difficoltà scolastiche

5.   Programma terapeutico previsto ergoterapia."
(Doc. AI 10)

Il 2 dicembre 2003 il dr. __________ ha tuttavia precisato quanto segue:

 

" 
Ho ricevuto in data 24.11.2003 la copia della
vostra decisione riguardante. Penso che devo chiarire quello che secondo me è
un malinteso. In effetti l'indicazione per il trattamento è stata data a maggio
2003 quando è stata fatta la diagnosi. Purtroppo l'ergoterapia non era
fattibile in quel momento perché non si riusciva a trovare un ergoterapista
disponibile ad iniziare il trattamento a fine anno scolastico. Con l'inizio
dell'anno scolastico si è subito cercato un ergoterapista così da poter
iniziare la terapia nell'autunno." (Doc. AI 14)

 

Accertato che il trattamento è iniziato dopo il compimento del nono anno
di età dell’assicurato, l’amministrazione non ha riconosciuto un’infermità
congenita 404 OIC.

Con il ricorso il padre dell’assicurato ha ribadito come l’ergoterapia non
abbia potuto essere iniziata prima del nono anno di età di suo figlio in quanto
non vi era un ergoterapista disponibile per iniziare tale trattamento, facendo
inoltre presente che l’11 agosto 2004 RI 1 verrà sottoposto ad una visita
specialistica.

Pendente causa RA 1 ha prodotto il rapporto 16 agosto 2004 del dr. __________,
Capo servizio di pediatria dell’Ospedale __________ di __________:

 

"  DIAGNOSI

1. Disturbo della coordinazione centrale di tipo misto (G 80).

 

MOTIVO DEL CONSULTO 

Valutazione motoria (MC, genitori).

 

ANNOTAZIONI

La valutazione a seguire emerge dai dati raccolti nel contesto di
una visita di crescita, sviluppo e comportamento parziale comprendente la
raccolta dell'anamnesi personale, famigliare e psicosociale, una visita clinica
ed antropometrica, una valutazione neurolo­gica e neurortopedica, una
valutazione motoria (Zürcher Neuromotorik) ed un colloquio.

 

VALUTAZIONE

Nel corso della visita RI 1 si presenta quale ragazzo piacevole e
cooperante, sorri­dente e motivato, adeguato. L'analisi dello sviluppo motorio
sfocia in un quadro che soddisfa i criteri per un disturbo delle coordinazione
centrale di tipo misto ancorato nell'emicorpo dx. Da un punto di vista
quantitativo (tempo) RI 1 si trova più a proprio agio nel contesto di movimenti
complessi e adattivi, l'equilibrio dinamico è abbastanza efficace, quello
statico al di sotto dei limiti inferiori della norma per l'età. Per quel che
concerne la qualità della coordinazione vengono soddisfatti complessivamente i
criteri dei limiti inferiori della norma per l'età, appare evidente che con
l'aumento della com­plessità del movimento diminuisca anche la qualità. La
coordinazione dell'emicorpo dx sembra globalmente più affannosa, spigolosa e
dismetrica rispetto a quello dell'emicorpo sin. Vengono preferite le estremità
inferiori rispetto a quelle superiori. A li­vello delle escursioni articolari
vi è una diffusa compressione particolarmente manifesta nell'emicorpo dx, a
livello della flessione dorsale dei piede in particolare, mentre è meno toccato
il cingolo pelvico e quello scapolare. I riflessi muscolari sono abbastanza
spic­cati e più pronunciati nell'emicorpo dx, il tono muscolare passivo risulta
abbassato in generale e a livello del tronco in modo particolare, quello attivo
è abbastanza alto. La vi­sita neurortopedica si conclude con la constatazione
di una doppia scoliosi toracica con lieve scoliosi cervicale convessa a sin, una
discreta platipodia redressabile a sin.

Ho riassunto in questo senso i dati alla madre cercando di
descrive le implicazioni prati­che dell'impaccio motorio documentato a RI 1. Da
un lato infatti appare evidente che RI 1 sia un autentico dx dato che una e
predilige l'emicorpo dx pur disponendo quello sin di una coordinazione più
fluida e competente. A livello della motricità fine l'impaccio motorio a
livello della mano dx è tale per cui appare ragionevole e conveniente pensare a
mezzi ausiliari di sostegno per la scuola (PC o simili). Ovviamente vi sono
anche degli strascichi a livello della qualità di vita e del tempo libero dato
che è molto difficile per RI 1 realizzare dei progetti motori in grado di dare
soddisfazione. In questo senso raccomando o un sostegno motorio mirato
(psicomotricità o ergoterapia) o un'attività lu­dico sportiva in grado di dare
soddisfazioni equivalenti.

Mi sono messo a disposizione per la madre qualora vi fosse la
necessita di stilare una richiesta per un sostegno motorio (AI).

 

PROCEDERE

Sostegno motorio o attività ludico sportiva in grado di dare
soddisfazioni equivalenti. Evt. richiesta per finanziamento di un sostegno
motorio.

Evt. colloquio al bisogno." (Doc. VIIbis)

 

In merito a questo rapporto, con nota 6 settembre 2004 il dr. __________,
responsabile del SMR, ha formulato le seguenti osservazioni:

 

" 
Per tornare la caso presente i disturbo, di cui
nessuno dubita, di cui è portatore RI 1, è diagnosticato come

- disturbo della coordinazione centrale di tipo
misto (G 80).

 

Da rapporto del dr. __________ non appare
evidente alcun elemento che faccia supporre la presenta dell'infermità
congenita sec. cifra 404 OIC.

 

Per quanto riguarda altre infermità congenite,
alla descrizione clinica permette di ammettere una certa asimmetria di
riflessi, senza che questi siano descritti come patologici e una difficoltà
articolare all'emicorpo dx., alterazioni della curvatura della colonna e
platipodia sin. (piede piatto) "redressabile".

Non si trovano elementi sicuri per catalogare
tali disturbi sotto cifra 390 OIC e tali disturbi non erano per nulla descritti
in precedenza.

 

La platipodia sin. non adempie i criteri per un
riconoscimento sec. cifra 193 OIC.

 

La scoliosi è un fenomeno relativamente frequente
se idiomatico e piuttosto raro congenito.

Non sono descritti neppure in questo caso
elementi perché si possa valutare sec. Art. 13 LAI (nessuna descrizione di
malformazione dei corpi vertebrali) e neppure art. 12 LAI (nessuna indicazione
per busto o intervento correttivo)." (Doc. Ixbis)

                                      

                               2.8.   Pur volendo
ammettere in casu la presenza di una sindrome psico-organica, sebbene nel
recente rapporto 16 agosto 2004 dell’Ospedale __________ sia stato
diagnosticato “unicamente” un disturbo della coordinazione centrale di tipo
misto (VII), a mente del TCA non sono tuttavia dati i presupposti per
riconoscere un’infermità congenita cifra 404 OIC ai sensi della giurisprudenza
citata al consid. 2.4.

Se da una parte, dal rapporto 20 ottobre 2003 del pediatra curante risulta che
l’infermità congenita è stata diagnostica nel mese di maggio 2003, quindi
antecedentemente al nono anno di età dell’assicurato (nato nel luglio 2003),
dall’altra, seppur per motivi di reperibilità di un ergoterapista, il
trattamento specialistico è iniziato ad ottobre 2003, quindi successivamente al
compimento dei nove anni dell’interessato.

Occorre ricordare che nella sentenza 13 giugno 1996 pubblicata in DTF 122 V 113
il TFA, confermando la propria giurisprudenza, ha spiegato che il limite di età
a nove anni per considerare la sindrome psico-organica (sindrome POS) come
infermità congenita si basa su delle considerazioni mediche ed empiriche e
aggiunto che una diagnosi dopo tale età risulta essere poco affidabile.

                                         Nella
medesima sentenza il TFA ha poi chiaramente statuito che l’assenza di diagnosi
e di trattamento prima del nono anno costituisce l’inconfutabile presunzione di
diritto che non si tratti di una sindrome congenita. Infatti, l’Alto tribunale
ha precisato che:

" 
Insbesondere hat es das Eidg.
Versicherungsgericht klar abgelehnt, diese Bestimmung dahingehend umzusetzen,
dass bei fehlender Diagnose und Behandlung vor dem 9. Altersjahr bloss die
widerlegbare Vermutung begründet würde, es liege kein Geburtsgebrechen im
Rechtssinne vor. Vielmehr ist daran festzuhalten, dass fehlende Diagnose und
Behandlung vor vollendetem 9. Altersjahr die unwiderlegbare Rechtsvermutung
begründen, dass es sich nicht um ein angeborenes POS handelt. Damit
entfällt auch der nachträgliche Beweis, dass die Möglichkeit der
Diagnosenstellung und Behandlung vor Vollendung des 9. Altersjahres bestanden
habe, und zwar unabhängig davon, dass laut Auffassung der Vorinstanz beim
Befundtypus des POS "eine Verzögerung von Diagnose und spezifischer
Behandlung gewissermassen in der Natur der Sache liegt". (sottolineatura
del redattore) [cfr. DTF 122 V 123 consid. 3c)bb)].

 

                                         Con sentenza non pubblicata del 31 agosto 2001 in re S            (I
558/00) il TFA ha confermato la succitata giurisprudenza, sottolineando che per
motivi legati alla sicurezza del diritto non ci deve scostare dalla precisa
terminologia concernente la tempestiva diagnosi ed il tempestivo trattamento
della citata sindrome congenita.

Tale concetto è stato ribadito nella sentenza del TFA 28 agosto 2001 in re L. ,
pubblicata in Pratique VSI 2002 pag. 61, in cui  non è stata riconosciuta
un’infermità congenita 404 OIC essendo il trattamento ergoterapeutico iniziato,
per motivi di reperibilità di un’ergoterapista, due mesi dopo il compimento, al
10 dicembre 1998, del nono anno di età dell’assicurato, nonostante che
l’affezione fosse stata diagnosticata già nell’ottobre 1998. L’Alto Tribunale
ha poi precisato che determinante è l’inizio effettivo della cura
dell’infermità, non la necessità della stessa (cfr. anche STFA inedita 7
settembre 2001 nella causa F, I 37/01 dove la cura non è iniziata per tempo a
seguito delle vacanze scolastiche estive e la sovraoccupazione delle preposte
istituzioni. In quella fattispecie tra la diagnosi e l’inizio tardivo del
trattamento erano trascorsi 3 mesi e mezzo). 

Al proposito, nella sentenza inedita del 12 dicembre 2003 in re K (I 27/03) il
TFA ha lasciato aperta la questione a sapere quando un simile ritardo dovuto ai
lunghi periodi di attesa per iniziare una cura comporti degli effetti non
sostenibili. In quell’occasione erano trascorsi quattro mesi e mezzo tra
la diagnosi e l’inizio terapeutico, un periodo inferiore all’anno, motivo per
cui l’Alta Corte non ha ritenuto che vi fosse un motivo per discostarsi dalla
sua costante giurisprudenza in materia [“Das Problem langer Wartezeiten hat
das Eidgenössische Versicherungsgericht schon beschäftigt. Bisher hat es an seiner Rechtsprechung festgehalten und trotz nicht
sogleich verfügbarer Behandlungsplätze auf dem rechtzeitigen Behandlungsbeginn
als Anspruchsvoraussetzung für Invalidenversicherungs-leistungen unter Ziff.
404 GgV Anhang bestanden. Ob allzu lange Wartezeiten derart störende Ergebnisse
verursachen, dass diese Rechtsprechung zu ändern wäre, kann im vorliegenden
Fall offen bleiben. Denn hier betrug die Wartezeit von der Diagnosestellung
(20. Juni 2000) bis zum Beginn der Behandlung am 2./9. November
2000 rund 4½ Monate. Damit stellt sich die von
der Vorinstanz aufgeworfene Problematik von mehr als einjährigen Wartezeiten
vorliegend gar nicht. Mit 4½ Monaten war die Zeitspanne von der
Diagnosestellung bis zum Behandlungsbeginn nicht wesentlich länger als in
vergleichbaren Fällen, in welchen das Gericht am Behandlungsbeginn und nicht an
der Anmeldung zur Behandlung als Anspruchsvoraussetzung festgehalten hat (AHI 2002
S. 62 Erw. 2a: "einige Monate"; erwähntes Urteil F.: mindestens 3½
Monate). Der vorliegende Fall bietet daher keinen Anlass, die geltende
Rechtsprechung in Frage zu stellen. Demnach hat die Behandlung zu spät
begonnen, weshalb die Invalidenversicherung unter Ziff. 404 GgV Anhang nicht
leistungspflichtig wird”, sentenza citata, consid. 2.6].

Nella fattispecie in esame, pur consapevole degli effetti negativi di simili
ritardi dovuti alla scarsa reperibilità di ergoterapisti, questo TCA non può
che allinearsi alla succitata giurisprudenza dell’Alto Tribunale e quindi
negare in casu il riconoscimento di un’infermità congenita di cui alla cifra
404 dell’allegato OIC, essendo in concreto trascorsi al massimo cinque mesi
tra la diagnosi (maggio 2003) e l’inizio dell’ergoterapia (ottobre 2003).

 

                               2.9.   Riguardo al
circostanziato rapporto 16 agosto 2004 steso dal dr. __________, pediatra
all’Ospedale __________, occorre precisare quanto segue.

Per costante giurisprudenza il
giudice delle assicurazioni sociali valuta la legalità delle decisioni
impugnate in base alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento in
cui esse sono state rese, quando si ritenga che fatti  verificatisi
ulteriormente possono influire quali elementi di accertamento retrospettivo della
situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 127 V 251 consid. 4d, 121 V 366
consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102).

                                         Eccezionalmente
il giudice può anche tener conto, per motivi d'economia procedurale, dei fatti
intervenuti posteriormente alla decisione impugnata, a condizione che questi
ultimi siano stabiliti in modo sufficientemente preciso (RCC 1980 pag. 263) e
siano suscettibili di influenzare il giudizio (RCC 1989 pag. 123 consid. 3b,
RCC 1974 pag. 192 consid. 4, RCC 1970 pag. 582 consid. 3). Inoltre deve essere
rispettato il diritto di essere sentito (DTF 130 V ).

Nell’evenienza concreta il succitato rapporto è stato
reso dopo l’emanazione della decisione contestata (27 aprile 2004), lo stesso
attesta comunque una (nuova) diagnosi presente comunque sin dalla nascita
dell’assicurato ed è suscettibile d’influenzare la presente vertenza.

Orbene, se da una parte, così come sostenuto dal dr. __________ nella citata
nota 6 settembre 2004, da quanto attestato dal dr. __________ non risultano gli
estremi per riconoscere altre infermità congenite, quali la platipodia (cifra
193 OIC) né provvedimenti sanitari per la scoliosi, dall’altra non può sfuggire
che il succitato pediatra, diagnosticato un disturbo della coordinazione centrale
di tipo misto, ha evidenziato la necessità di un sostegno motorio mirato, di
tipo psicomotorio o ergoterapeutico. 

Non va poi dimenticato che la necessità di un’ergoterapia è stata evidenziata
anche dal Sostegno pedagogico (cfr. consid. 1.1).

La fattispecie merita comunque ulteriori accertamenti, in quanto gli atti non
sono sufficientemente precisi per poter ritenere dati i presupposti per
riconoscere eventualmente le chieste terapie ai sensi dell’art. 12 LAI (cfr.
consid. 2.5) e dell’art. 5 cpv. 2 LAI (consid. 2.6) sulla base del rapporto 16
agosto 2004 del dr. _____________.

Gli atti sono quindi trasmessi all’amministrazione affinché provveda agli
accertamenti di cui sopra.

 

Per questi motivi,

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto ai sensi dei considerandi.

§)     La decisione su opposizione 27 aprile 2004 è annullata.

                                         §§)
 Gli atti sono trasmessi all’Ufficio AI per l’espletamento degli accertamenti
di cui al consid. 2.9.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
  Ronn

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti