# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7cb13cf4-894c-5692-97b7-2a099f4a3b63
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-02-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 08.02.2002 INC.2001.203
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-203_2002-02-08.html

## Full Text

N. 2.2001.3 M                                                             Lugano,
8 febbraio 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per
statuire sul reclamo inoltrato in data 10/11 aprile 2001 da

____________,       

(difeso di fiducia
dall’avv. dott. __________)

contro la
decisione 2 aprile 2001 del Procuratore Pubblico avv. __________,
Lugano, tramite la quale è stata respinta la richiesta di dissequestro
dell’agenda del reclamante, il tutto nell’ambito del procedimento penale contro
il medesimo e terze persone per titolo di truffa, ricettazione e riciclaggio di
denaro (inc. MP 6501/2000/CS);

lette le
osservazioni 23 aprile 2001 delle parti lese __________ e __________ (studio
legale __________) e del magistrato inquirente, che propongono la reiezione del
reclamo;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP 6501/2000/CS/CS;

ritenuto e considerato

in fatto e in
diritto:

che:

-       
la presente fattispecie si inserisce nel caso giornalisticamente
noto come la vicenda dei due falsi medici, ovvero la truffa posta in atto da
due cittadini di origine germanica ai danni di una coppia di anziani
connazionali: sin dal suo primo verbale, l’accusato principale ____________ ha
ammesso di aver accettato che la coaccusata ____________ lo introducesse
falsamente quale medico presso le vittime __________ (perfettamente consapevole
che lui medico non era) allo scopo di far loro credere che lui poteva curare il
marito apparentemente sofferente del morbo di Alzheimer, ed in tal modo
procurarsi ingenti somme di denaro (v. verbale di conferma dell’arresto di
____________, inc. Giar 643.2000.1 doc. 4 p. 2). Per scrupolo di completezza,
sia detto che ____________ si proclama innocente (v., ad es., decisione 18
ottobre 2001 di proroga del carcere preventivo, inc. Giar 664.2000.3 consid. B
p. 2, con rinvii);

-       
____________, coinvolto nella vicenda in quanto consulente
giuridico dell’accusata ____________, è stato tratto in arresto in data 4
gennaio 2001. Il giorno successivo, previa intimazione della promozione
dell’accusa come in ingresso, è stato rilasciato dallo scrivente giudice (v.
decisione 5 gennaio 2001, inc. Giar 2.2001.1 doc. 8). L’inchiesta nei suoi
confronti, assistita sin dall’inizio dagli usuali sequestri documentali, è
nondimeno proseguita con vari interrogatori, in occasione dei quali gli è stato
prospettato, fra l’altro, il contenuto di una sua agenda;

-       
con scritto 29 marzo / 2 aprile 2001, l’accusato reclamante ha
chiesto il dissequestro dell’agenda. Il Procuratore Pubblico ha respinto la
richiesta, essendo l’agenda “un importante mezzo di prova” (decisione
impugnata, inc. Giar 2.2001.3 doc. 2A p. 1). Ha rifiutato persino il rilascio
di fotocopie (ibid.);

-       
il reclamo qui discusso (inc. Giar 2.2001.3 doc. 1) si fonda
essenzialmente sulla necessità, per l’accusato, di consultare l’agenda per
“ricostruire le circostanze temporali (date precise) di ogni incontro del dr.
____________ con ____________ e ____________ e vedere con precisione il tipo di
circostanza fornita” (loc. cit., p. 4). Inoltre, l’agenda essendo stata nelle
mani del magistrato inquirente per più di tre mesi, quest’ultimo avrebbe avuto
tutto il tempo necessario per esaminarla. Infine, essa conterrebbe annotazioni
di carattere privato, che devono essere precluse all’autorità penale (ibid.);

-       
nelle proprie osservazioni, il Procuratore Pubblico ribadisce
l’importanza dell’agenda quale mezzo di prova, che – se a disposizione
dell’accusato –permetterebbe a quest’ultimo di anticipare le domande che gli
inquirenti vorranno porgli (v. osservazioni PP, inc. Giar 2.2001.3 doc. 5 p.
2). Si dice comunque disposto a rilasciare all’accusato reclamante fotocopia di
quelle parti dell’agenda già discusse (loc. cit., p. 1);

-       
le parti civili ____________, dal canto loro (osservazioni, inc.
Giar 2.2001.3 doc. 4), si oppongono alla liberazione dell’agenda, non potendosi
escludere che dalla medesima emergano nuovi fatti di rilievo (loc. cit., pto. 2
p. 2), ma soprattutto stigmatizzando il tentativo dell’accusato di vestire a
posteriori le ingenti dazioni ricevute da ____________ e ____________ quale
retribuzione per le prestazioni professionali loro fornite (loc. cit., p. 2).
Esse rilevano inoltre come ____________ non possa prevalersi del segreto
professionale, sia poiché non avvocato, sia poiché direttamente oggetto
d’inchiesta (ibid.);

-       
così invitato da questo giudice, il Procuratore Pubblico ha
confermato, verso metà ottobre 2001, di aver regolarmente consegnato
all’accusato reclamante le fotocopie delle parti già discusse dell’agenda (v.
scritto 4 ottobre 2001, inc. Giar 2.2001.3 doc. 8). Anzi, con scritto 10
ottobre 2001 (inc. Giar 2.2001.3 doc. 9) il magistrato inquirente ha
sottolineato come in occasione dell’ultimo verbale, ____________ avesse
dichiarato di non aver letto le fotocopie consegnategli nel frattempo, e di non
aver neppure iniziato ad allestire le note d’onorario;

-       
sentito telefonicamente in data 26 ottobre 2001, il difensore
aveva informato che il successivo 29 ottobre 2001 ci sarebbe stata un’ulteriore
audizione dell’accusato reclamante, con verosimile restituzione dell’agenda,
riservandosi semmai di ritirare il reclamo in appendice;

-       
nulla del genere essendo nel frattempo avvenuto, questo giudice
ha interpellato telefonicamente il magistrato inquirente in data 7 febbraio
2002, apprendendo che le fotocopie dell’agenda in oggetto erano state da tempo
consegnate all’accusato istante (v. anche la conferma scritta 8 febbraio 2002
del Procuratore Pubblico, inc. Giar 2.2001.3 doc. 10);

-       
ciò premesso, va rilevato come il reclamo – proprio a seguito
dell’avvenuta consegna delle fotocopie dell’agenda all’accusato reclamante –
sia divenuto privo d’oggetto almeno nella misura del suo petitum
eventuale;

-       
abbondanzialmente, richiamati i noti principi che reggono il
sequestro probatorio (Rep. 130 [1997] n. 102 consid. 4), va constatato che il
rifiuto di dissequestrare l’agenda di ____________ prima che l’intero suo
contenuto gli fosse contestato era ed è perfettamente legittimo: da un lato,
essa rappresenta documento autografo di lui, e come tale va conservato in
originale fino alla decisione di merito, per garantirne l’integrità (anche a
beneficio dell’accusato, beninteso) e la possibilità di consultazione da parte
della Corte. D’altro canto, era opportuno precludere all’accusato la
possibilità di consultare l’agenda prima degli interrogatori che gli inquirenti
vogliono svolgere sugli spunti che la medesima offre: decidere diversamente
priverebbe le audizioni di ____________ di quella componente di immediatezza
indispensabile affinché il Procuratore Pubblico possa farsi un quadro globale dei
fatti (Rep. 130 [1997] n. 99, consid. 8 p. 295 s.). Il diritto dell’accusato di
accesso agli atti è stato sufficientemente salvaguardato con la consegna delle
fotocopie relative alle parti dell’agenda già discusse;

-       
in conclusione, il reclamo va considerato come divenuto privo
d’oggetto (per quanto attiene alla consegna di fotocopie dell’agenda
sequestrata, v. petitum eventuale), mentre deve essere respinto in punto
alla riconsegna dell’agenda in originale;

-       
la presente decisione, esente da tassa e spese di giustizia in
considerazione del fatto che l’esito del reclamo è dipeso in buona parte
dall’evoluzione dell’incarto, può essere impugnata con ricorso alla Camera dei
ricorsi penali del Tribunale di appello entro dieci giorni dall’intimazione
(art. 284 cpv. 1 lit. a CPP);

per i quali motivi

in
applicazione degli artt. 57 ss., 161 ss., 280 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

decide:

1.      Il
reclamo è respinto, nella misura in cui non è divenuto privo d’oggetto.

2.      Non
si prelevano tassa né spese di giustizia, e non vengono attribuite ripetibili.

3.      Contro
la presente decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi
penali del Tribunale di appello entro dieci giorni dall’intimazione.

4.      Intimazione:

-        
avv. dott. __________, per sé e per l’accusato reclamante, con
copia delle osservazioni del magistrato inquirente e delle parti civili;

-        
lic. iur. __________, per sé e per le parti civili __________ e
____________, con copia delle osservazioni del magistrato inquirente;

-    Procuratore
Pubblico avv. __________, con l’inc. MP 6501/2000/CS/CS di ritorno.

giudice __________