# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e902762c-7d22-5f23-8445-bcd05fa2e20a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-10-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.10.2010 38.2010.62
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2010-62_2010-10-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2010.62

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  27 ottobre 2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
						

statuendo sul ricorso del 24 settembre 2010
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 26 agosto
  2010 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento,
  ___________

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione del 26 agosto 2010 l'Ufficio regionale di collocamento di __________ (in seguito: URC) ha ridotto da 8 a 7 giorni di sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione la sanzione inflitta a RI 1
il 20 luglio 2010 (cfr. Doc. 4).

                                         Secondo
l'amministrazione l'assicurato non ha compiuto ricerche di lavoro durante il
mese di aprile (4 giorni di penalità) e ne ha effettuate troppo poche nel mese
di maggio (3 giorni di penalità).

 

                               1.2.   Contro
questa decisione l'assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA. Egli
sottolinea che nella decisione iniziale era stato sospeso per 4 giorni per
mancate ricerche nel mese di marzo e 4 giorni per mancate ricerche nel mese di
aprile 2010, mentre invece per il mese di maggio le ricerche erano state
ritenute sufficienti dall'amministrazione.

                                         RI 1 ha
quindi elencato gli sforzi per reperire un'occupazione effettati nel mese di
maggio, ritenendoli sufficienti. Chiede quindi al Tribunale di ridurre la
sanzione da 7 a 4 giorni (cfr. Doc. I).

                               1.3.   Nella sua risposta
del 7 ottobre 2010 l'URC propone di respingere il ricorso e osserva:

 

" 
L'assicurato è a beneficio delle indennità di
disoccupazione dal 1.7.10.

In precedenza egli aveva lavorato presso la __________
di __________ dal 26.10.06.

Come si può rilevare nel verbale del 1.6.10 (cfr.
allegato 1) egli aveva dichiarato alla propria consulente di riferimento sig.ra
__________ di aver saputo del proprio licenziamento il 26.2.10 (cfr. allegato
2). Veniva osservato dal nostro ufficio che non si era attivato adeguatamente
in relazione alle ricerche di lavoro per il periodo precedente alla sua
iscrizione.

L'assicurato aveva quindi ricevuto lo stesso
1.6.10 una richiesta di giustificazione, nel rispetto del diritto del
disoccupato di essere sentito prima di procedere con qualsiasi sanzione.

 

Il signor RI 1 aveva risposto con uno scritto il
7.6.10 (cfr. allegato 3), nel quale indicava che "la motivazione
all'insufficienza di ricerche di lavoro dipende dal fatto che avevo una
ricollocazione all'interno della __________ promessa verbalmente dal CEO della
banca stessa".

 

Egli veniva sanzionato il 20.7.10 dalla
consulente di riferimento con una sospensione di 8 indennità giornaliere (cfr.
allegato 4), in considerazione del fatto che sia a marzo che ad aprile non
aveva dimostrato alcuna ricerca di lavoro; erano invece accettate le ricerche
di maggio.

 

In seguito all'opposizione (portata
dall'assicurato il 20.8.10, cfr. allegato 5) veniva per contro valutato dal
nostro ufficio il periodo dei mesi di aprile, maggio e giugno. Infatti questo
era il periodo da considerare, in quanto l'assicurato era stato alle dipendenze
della __________ fino al 30.6.10 e la cassa aveva così proceduto con l'apertura
di un termine quadro dal 1.7.10.

 

Il signor RI 1 non si è attivato nel cercare un
lavoro nel mese di aprile, a maggio ha contattato soltanto due datori di lavoro
(il suo ormai prossimo ex-datore di lavoro __________ e il __________, cfr.
allegato 6), mentre per giugno ha dimostrato una buona attivazione (cfr.
allegato 7).

 

Pertanto, in osservazione delle disposizioni
emesse dalla Seco in merito, è stata ritenuta adeguata in fase di decisione su
opposizione (cfr. allegato 8) una sospensione complessiva di 7 indennità
giornaliere (4 per aprile dove non vi era alcuna ricerca, 3 per maggio, mese in
cui le ricerche sono state ritenute quantitativamente insufficienti, non
essendo state conteggiate le ricerche relative alla __________).

 

La giurisprudenza cantonale stabilisce quale
linea di riferimento (e non come regola di carattere assoluto) che per ogni
mese vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide.

 

Nel presente caso è stato valutato che
l'attivazione del mese di maggio è insufficiente.

Infatti è vero che l'assicurato ha indicato di
aver svolto 4 ricerche, ma queste sono state indirizzate a due datori di lavoro
soltanto.

Inoltre da notare che uno di questi, la __________,
risulta essere il datore di lavoro che ha appena proceduto al licenziamento.
Pertanto, un ricollocamento dell'assicurato in una filiale estera della stessa
struttura anche tramite il sostegno del titolare della sede di __________ (sig.
__________, vedasi e-mail del 26.4.10, ore 11.31, cfr. allegato 9) non può
essere considerato, a nostro modo di vedere, una vera e propria attivazione del
disoccupato.

I colloqui effettuati a maggio sono inoltre il
risultato di una lunghissima serie di contatti e-mail avvenuti nei mesi
precedenti (già da novembre 2009, cfr. allegati 10-24), atti a verificare se vi
era la possibilità di un inserimento per un'esperienza in una filiale estera
della stessa __________. Per questo motivo questi non possono essere
considerati vere e proprie nuove attivazioni svolte a maggio, ma semplicemente
il seguito di tutta la lunga serie di contatti avvenuti via e-mail nelle
settimane e mesi precedenti.

 

E' stata riconosciuta e ritenuta meritevole la
disponibilità del signor RI 1 di viaggiare e spostarsi fino in __________ per
dei colloqui di lavoro.

 

Non di meno si ritiene che un ragazzo di giovane
età nel pieno della sue risorse psicofisiche, se davvero desidera far tutto il
possibile per evitare di far capo alla disoccupazione, considerata l'ampiezza
del mercato del lavoro, possa e debba indirizzare le proprie ricerche verso più
e diversi referenti. Con la moltitudine di potenziali datori di lavoro a cui
rivolgere la propria candidatura sarebbe sicuramente stata possibile una più
intensa attivazione del ricercatore di impiego anche durante il mese di maggio.

 

Per questo motivo si ritiene l'attivazione del
mese di maggio quantitativamente insufficiente e pertanto sanzionabile con 3
giorni di sospensione, che sommati ai 4 per il mese di aprile determinano una
sanzione di 7 indennità giornaliere complessive. (…)" (Doc. III)

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   L'assicurato
non contesta la penalità di 4 giorni inflittagli dall'URC per mancate ricerche
durante il mese di aprile 2010. Egli chiede invece che sia annullata la
sanzione di 3 giorni inflittagli per insufficienti ricerche di lavoro nel mese
successivo (maggio 2010).

 

                                         Tra
gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente
un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario anche fuori
della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche fuori del
proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà, dunque, presenta-re al servizio competente le prove
documentali relative alle ricer-che di lavoro intraprese (cfr. STFA C 77/91 del
29 gennaio 1992 nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1
OADI:

 

" 
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di
regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI
prevede che:

 

" 
Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve
provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare
lavoro."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2bis OADI
precisa che

 

"  Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di
controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo
giorno lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il servizio
competente gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo
informa per scritto che, se lascia scadere il termine senza una giustificazione
valida, le ricerche di lavoro non potranno essere prese in considerazione."

 

L'art. 26 cpv. 3 OADI stabilisce che:

 

" 
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell'assicurato."

 

                                         La LADI ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue possibilità per
evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

 

                                         L'obbligo di ridurre il
danno, valido anche nell'assicurazione contro la disoccupazione (cfr. DTF 125 V
197 consid. 6b pag. 199; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2° ed., Zurigo 1998, pag.
48), è violato, fra l'altro, quando l'assicurato compie sforzi insufficienti
per trovare lavoro.

 

                                         Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr. STF
8C_180/2010 del 4 agosto 2010; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010; STFA C
221/02 del 3 agosto 2003).

 

                                         L’art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI è stato ritenuto dal TFA conforme alle disposizioni della Convenzione OIL
Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V 228-230;
D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation
de l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e
Francoforte sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).

 

                                         La
giurisprudenza ha stabilito che deve essere sospeso dal diritto all'indennità
l'assicurato che non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo
che precede l'adempimento dell'obbligo di controllo (cfr. STF 8C_589/2009 del
28 giugno 2010).

 

                                         Per
costante giurisprudenza, chiunque si accinge ad iscriversi in disoccupazione
deve attivarsi per cercare un nuovo impiego.

                                         In una
sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006, la nostra Massima Istanza ha così
sottolineato che l'obbligo di cercare un'occupazione adeguata nel periodo
precedente la disoccupazione vige anche con l'entrata in vigore della LPGA.
Tale dovere è ancorato nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché
gli assicurati non possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere
tenuti a intraprendere dei validi sforzi anche antecedentemente all'iscrizione
in disoccupazione.

 

                                         L'assicurato deve così, ad
esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal
momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova
occupazione (cfr. STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010, consid. 3.1; STF
8C_800/2008 dell'8 aprile 2009, consid. 2.1; STFA C 208/03 del 26 marzo 2004,
consid. 3.1 in DLA 2005 n. 4 pag. 56; STFA 

                                         C 77/91 del 29 gennaio
1992; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali,
fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure art. 45
cpv. 1 lett. a OADI).

 

                               2.3.   Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA C 49/00 del 15 gennaio 2001).

 

                                         Per quel
che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non prevede un
numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.

                                         La
giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di riferimento (e
non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo di controllo
vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide (cfr. per
tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., AD 247/86). 

                                         L'Alta Corte, pur
confermando tale principio (cfr. STFA nella causa M.Z., C 33/87; STFA C 286/02
del 3 luglio 2003), ha precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto
quante ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che
la prassi amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego
al mese (cfr. consid. 2.4.; STFA C 106/04 del 12 luglio 2005 consid. 2.1.; STFA
C 199/05 del 29 settembre 2005; STFA C 6/05 del 6 marzo 2006 consid. 3.2.).

 

                                         In una sentenza
8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha confermato la propria
giurisprudenza e ha rilevato:

 

"  (…)

3.2 Pour trancher le point de savoir si l'assuré
a fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir
compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches entreprises (ATF 124 V 225 consid.
4a p. 231). Sur le plan quantitatif, la jurisprudence considère que dix à douze
recherches d'emploi par mois sont en principe suffisantes (cf. ATF 124 V 225 consid.
6 p. 234; arrêt C 258/06 du 6 février 2007 consid. 2.2). On ne peut cependant
pas s'en tenir de manière schématique à une limite purement quantitative et il
faut examiner la qualité des démarches de l'assuré au regard des circonstances
concrètes, des recherches ciblées et bien présentées valant parfois mieux que
des recherches nombreuses (arrêt C 176/05 du 28 août 2006 consid. 2.2; RUBIN,
op. cit. p. 392). (…)"

 

                                         Sulle modalità con le
quali bisogna effettuare le ricerche di lavoro il TCA ricorda innanzitutto che
secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il
suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio
competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26
cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003 ; DLA 1988 p.
95; DTF 120 V 74).

 

                                         La legge non prevede
nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire
effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi
datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla
fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

                                         Concretamente ciò
significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di ricerca
personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei
datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del
28.1.1987 nella causa S. P., AD 5/87).

                                         Inoltre
deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si
è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella
causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

 

                                         L'assicurato potrà
servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dal SECO (dal 1° luglio
1999 il Segretariato di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio federale
dello sviluppo economico e del lavoro).

                                         In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95). 

                                         In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

pag. 156 segg., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno
l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

 

                               2.4.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI
la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione dal diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

                                         La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv.
2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità
entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della
sospensione è prolungata in modo adeguato.

                                         Nella già
citata sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha
ricordato che " La gravité de la faute dépend de l'ensemble des
circonstances du cas, en particulier des recherches d'emploi qui peuvent être
mises au crédit de l'assuré malgré le caractère globalement insuffisant de ses
démarches, ou encore d'éventuelles instructions de l'ORP qu'il n'aurait pas
suivies en dépit de leur pertinence".

 

                                         Per quel che attiene alla sospensione dal diritto all'indennità di
disoccupazione fondata sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi
amministrativa prevede una sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel
periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali
aumenti per i periodi successivi, visto l'art. 45

cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à l'indemnité de chômage (IC) del
SECO in vigore dal 1° gennaio 2007, D72 punto 1; Lista delle sospensioni
URC/UCL - attualmente Sezione del lavoro - aggiornate dal SECO al 25.01.1999).

 

                                         Queste
direttive sono conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo, "Alcuni
compiti degli Uffici regionali di collocamento alla luce della
giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona
2000, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione su queste basi
vengono regolarmente confermate dal TCA.

                                         Anche il TFA ha approvato
il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA del 25 aprile 2005 nella
causa E., C 10/05; STFA del 10 dicembre 2004 nella causa M., C 210/04; STFA del
2 maggio 2003 nella causa X., C 275/02; STFA del 3 luglio 2003 nella causa AWA
c/ E., C 286/02; STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01; STFA del 6
agosto 2002 nella causa Z., C 338/01).

 

                               2.5.   Nell'evenienza
concreta risulta dagli atti dell'incarto che l'assicurato il 26 febbraio 2010 è
stato licenziato dalla __________ di __________, presso la quale lavorava dal
26 ottobre 2006, a causa della chiusura della filiale (cfr. Doc. 2; Doc. 42).
Il rapporto di lavoro si è concluso il 31 maggio 2010 (cfr. Doc. 1a).

 

                                         L'URC ha esaminato
le ricerche di lavoro compiute da RI 1 negli ultimi 3 mesi prima dell'apertura
del termine quadro (il 1° luglio 2010) ed ha concluso che gli sforzi sono stati
sufficienti nel mese di giugno 2010 e del tutto mancanti nel mese di aprile
2010 (circostanza non contestata dal ricorrente), ciò che ha portato ad una
sospensione di 4 giorni per quel mese.

 

                                         Secondo
l'amministrazione l'assicurato ha compiuti insufficienti ricerche di lavoro nel
mese di maggio 2010 e gli ha inflitto tre ulteriori giorni di sospensione.
L'assicurato ritiene invece sufficiente gli sforzi da lui effettuati in quel
mese.

                                         Sul
formulario consegnato all'amministrazione per il mese di maggio 2010 figurano
quattro ricerche di lavoro: una del 6 maggio presso __________, una del 7
maggio presso __________, una del 12 maggio presso __________ e una del 20
maggio 2010 presso __________ (cfr. Doc. 6)

 

                                         Chiamato
ora a pronunciarsi questo Tribunale ritiene che, a ragione l'URC ha ritenuto
insufficienti dal profilo quantitativo e qualitativo le ricerche effettuate
dall'assicurato durante il mese di maggio 2010 (cfr. la giurisprudenza esposta
al consid. 2.3). Le ricerche comprovate sono infatti solo quattro, presso due
soli datori di lavoro, uno dei quali è proprio quello che l'ha licenziato.

                                         È vero
che dopo avere saputo il 27 aprile 2010 che non era più possibile attuare un
progetto di formazione iniziato il 2009, il ricorrente si è recato in __________
per valutare un'eventuale offerta da parte degli uffici di __________ per
lavorare presso la __________" (cfr. Doc. I).

 

                                         Questa
circostanza non esentava comunque RI 1 dal compiere sufficienti ricerche di
lavoro nel corso del mese di maggio.

                                         Al
riguardo, il TCA sottolinea che l'Alta Corte ha stabilito che
non deve essere sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione
l'assicurato che, pur non compiendo un numero di ricerche di lavoro
sufficientemente valide dal profilo qualitativo e quantitativo in un
determinato periodo di controllo, riesce comunque, grazie alle stesse, a porre
termine - o a non ricorrere - alla disoccupazione (cfr. DLA 1990 pag. 132; STCA
del 13 febbraio 1997 nella causa M. C.; D. Cattaneo, op. cit., pag. 32).

                                         Secondo
la giurisprudenza federale si può tuttavia parlare di lavoro garantito soltanto
allorché un contratto di lavoro è stato concluso espressamente o tacitamente
attraverso la volontà concordata delle parti, non bastando invece che le
trattative facciano sorgere la speranza o l'aspettativa di concludere il
contratto (cfr. DLA 1992 pag. 153; SVR 1999 ALV N° 22; STFA del 3 febbraio 2004
nella causa S., C 275/03, consid. 4.2.4.; STCA del 23 maggio 1995 nella causa
M.V.; C. Cattaneo, op. cit., pag. 32).

 

                                         In
particolare nella sentenza pubblicata in DLA 1992 pag. 151 seg. l'Alta Corte ha
fornito al riguardo le seguenti precisazioni:

 

" 
Die Zusicherung einer anderen Stelle nach Art.
44 lit. b AVIV setzt für den Arbeitnehmer nicht bloss Hoffnungen und
Erwartungen erweckende Vertragsverhandlungen voraus. Vielmehr gilt eine Stelle
erst dann als zugesichert, wenn durch ausdrückliche oder stillschweigende
übereinstimmende gegenseitige Willensäusserung von Arbeitgeber und Arbeitnehmer
(Art. 1 OR) ein Arbeitsvertrag im Sinne von Art. 319 ff. OR tatsächlich
zustande gekommen ist (unveröffentlichtes Urteil S. vom 12. März 1987, C 110/86). (...)"

 

                                         Decisivo
è dunque il fatto che venga stipulato un contratto di lavoro, non
necessariamente nella forma scritta (cfr. al riguardo STFA C 197/03 dell11
ottobre 2004). 

 

                                         Secondo
questo Tribunale l'assicurato avrebbe soprattutto  dovuto intensificare le
ricerche di lavoro dopo essere rientrato in Svizzera il 12 maggio 2010 e
contattare altri potenziali datori di lavoro oltre al __________, ciò che egli
ha peraltro fatto nel mese di giugno 2010 (cfr. Doc. 7).

                                         La
decisione su opposizione del 26 agosto 2010 deve pertanto essere confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella
impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o
del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti