# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0fd64443-cb18-55a1-bf46-cad5edad56e7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-06-11
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 11.06.2003 14.2003.41
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2003-41_2003-06-11.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2003.41

  14.2003.42

  	
  Lugano

  11 giugno
  2003

  CJ/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente,

  Pellegrini e Chiesa

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques,
  vicecancelliere

  

 

 

statuendo sulle cause a procedura sommaria appellabili
di cui agli incarti __________ della Pretura del distretto di Lugano, Sezione
5, a dipendenza dell'istanza di sequestro 23 aprile 2002 di

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________

   

  rispettivamente

   

  __________

   

  

 

e delle opposizioni formulate il 13
giugno/28 agosto 2002 da

 

                                         __________

                                          

ai
decreti di sequestro 23 aprile 2002 n. __________, risp. __________ emanati
dalla Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5;

 

opposizioni
respinte dalla stessa Pretore con due decisioni 20 marzo 2003;

 

decisioni impugnate sia da __________ che
da __________, i quali, con appelli 10 aprile 2003, hanno chiesto l’ammissione
delle loro opposizioni e contestualmente presentato istanza di restituzione del
termine di appello ai sensi dell’art. 33 cpv. 4 LEF;

 

viste le osservazioni 16 maggio 2003 di
__________;

 

ritenuto in fatto e considerando in diritto:

 

                                          che
gli appelli di __________ e __________, quand’anche riferiti a due sentenze (e
procedure di sequestro) diverse, riguardano decisioni di analogo contenuto
fattuale e giuridico e contengono le stesse conclusioni e motivazioni;

 

                                          che
le cause inc. __________ e __________ vanno quindi considerate come connesse ai
sensi dell'art. 320 CPC (per rinvio dell’art. 25 LALEF) e possono essere
congiunte ed evase con una sola sentenza, pur mantenendo la loro autonomia nel
senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche
singolarmente;

 

                                          che,
come ammesso dagli stessi appellanti, l’appello, spedito l’11 aprile 2003, è
tardivo, siccome il termine per inoltrarlo è scaduto il 31 marzo 2003;

 

                                          che
essi chiedono tuttavia la restituzione di siffatto termine ai sensi dell’art.
33 cpv. 4 LEF, adducendo che il loro patrocinatore è stato inabile al lavoro al
100% dal 20 marzo 2003 (ossia un giorno prima dell’intimazione della sentenza
impugnata) al 3 aprile 2003 in seguito ad una forte influenza con febbre molto
alta, sinusite e successiva bronchite;

 

                                          che
la parte appellata si oppone alla restituzione, facendo valere che secondo la
giurisprudenza relativa all’art. 137 CPC, applicabile per analogia al caso in
esame, la malattia costituisce grave impedimento giustificante la restituzione
in intero contro il lasso dei termini solo qualora il quadro clinico sia tale
da inverare gli estremi dell’incoscienza o dell’immobilizzazione continuate,
così da impedire di agire o di dare disposizioni per agire;

 

                                          che
a mente del creditore detti presupposti non sono stati dimostrati in concreto
con la produzione del certificato medico allestito dal dott. __________ (doc.
A), siccome esso non descrive le conseguenze concrete della malattia;

 

                                         che
secondo l’art. 33 cpv. 4, 1° periodo LEF, chi è stato impedito ad agire entro il termine stabilito da un ostacolo
non imputabile a sua colpa può chiedere all'autorità di vigilanza o
all'autorità giudiziaria competente la restituzione del termine;

 

                                         che
detta norma si applica anche ai termini fissati dal diritto federale – e meglio
dalla LEF – per promuovere un’azione giudiziaria o inoltrare un ricorso (cfr.
Pierre-Robert Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 35 ad art. 33 e il rinvio in
particolare al n. 11), in particolare al termine di 10 giorni dell’art. 278
cpv. 3 LEF (cfr. Yvonne Artho von Gunten,
Die Arresteinsprache, tesi Zurigo 2001, p. 149 ad 1.4, con rif.);

 

                                          che
anche il rappresentante della parte può chiedere la restituzione di un termine
(cfr. FF 1991 III 34 ad n. 201.21; Francis Nordmann,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 13 ad art. 33);

 

                                          che
l’art. 33 cpv. 4 LEF ricalca gli art. 35 cpv. 1 OG e 24 cpv. 1 PA (cfr. FF 1991
III 34 ad n. 201.21), di modo che per la sua interpretazione si giustifica
riferirsi alla giurisprudenza federale relativa a queste due ultime
disposizioni piuttosto che alla giurisprudenza cantonale riferita all’art. 137
CPC, anche se per la questione concretamente da risolvere si giungerebbe
comunque allo stesso risultato in entrambe le ipotesi;

 

                                          che
in DTF 119 II 86 ss, il Tribunale federale ha stabilito che l’impedimento non
colpevole consecutivo a malattia cessa – e viceversa inizia il termine di 10
giorni ex art. 35 OG – non appena l’avvocato è – fisicalmente e
intellettualmente – in grado di procedere personalmente all’atto di procedura
omesso o di affidarne l’esecuzione a un idoneo sostituto oppure di attirare
l’attenzione del cliente sulla necessità di rispettare il termine;

 

                                          che
spetta a chi chiede la restituzione del termine dimostrare l’impedimento, non
bastando un certificato medico che attesta solo un’incapacità lavorativa senza
indicare se il paziente era o no in grado di nominarsi un sostituto o di
avvertire il cliente (cfr. DTF 119 II 88, cons. 2b);

 

                                          che
nella fattispecie sottoposta al Tribunale federale, esso ha ritenuto che
l’impedimento avesse cessato già durante la degenza dell’avvocato in ospedale;

 

                                          che
a fortiori nel caso in esame l’impedimento allegato dagli appellanti è da
considerare non dimostrato;

 

                                          che
del resto l’avv. __________ ammette, seppur implicitamente, di essere stato in
grado, all’inizio della malattia, di dare ordini alla sua cancelleria ma di non
averlo fatto confidando in una rapida guarigione;

 

                                          che
il fatto che egli sia l’unico titolare dello studio legale non gli giova,
siccome secondo il Tribunale federale l’avvocato deve (preventivamente)
organizzarsi in tal modo che i termini possano essere rispettati nonostante il
proprio impedimento (cfr. DTF 119 II 87, cons. 2a; Nordmann, op. cit., loc. cit.);

 

                                          che
il problema pratico legato alla brevità del termine di ricorso dell’art. 278
cpv. 3 LEF può essere risolto così che il sostituto, diligentemente designato
dall’avvocato malato appena possibile, richieda esso stesso indilatamente la
restituzione del termine in modo di poter disporre effettivamente di 10 giorni
pieni;

 

                                          che
le istanze di restituzione del termine d’appello vanno pertanto respinte;

 

                                          che gli appelli sono di conseguenza irricevibili
per tardività;

 

                                          che
le spese e le indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62
cpv. 1 OTLEF);

 

 

Per
questi motivi

richiamati gli art. 33 cpv. 4, 278 cpv. 3 LEF; 48, 19, 61 e 62 OTLEF;

 

 

pronuncia:               

                                1.      Le
procedure dipendenti dagli appelli 10 aprile 2003 ______________,
rispettivamente di ________, sono congiunte.

 

                                2.      L’istanza
10 aprile 2003 di restituzione del termine d’appello presentata da ________ è
respinta.

 

                                3.      L’appello
10 aprile 2003 ___________ è irricevibile per tardività.

 

                                4.      La
tassa di giustizia di fr. 350.--, già anticipata da ___________, rimane a suo
carico. Essa rifonderà a __________, fr. 300.-- a titolo di indennità.

 

                                5.      L’istanza
10 aprile 2003 di restituzione del termine d’appello presentata da __________ è
respinta.

 

                                6.      L’appello
10 aprile 2003 di _________ è irricevibile per tardività.

 

                                7.      La
tassa di giustizia di fr. 350.--, già anticipata da ___________, rimane a suo
carico. Egli rifonderà a ___________, fr. 300.-- a titolo di indennità.

 

                                8.      Intimazione
a:___________

                                      

 

Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                                Il
segretario