# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0b665c98-6000-5b43-9a0b-29d59ea2faae
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-04-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.04.2024 D-5120/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5120-2022_2024-04-12.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5120/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 2  a p r i l e  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Chiara Piras (presidente del collegio),  

Daniele Cattaneo, Simon Thurnheer,  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Iran,   

patrocinato dall'avv. MLaw Eliane Schmid,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 10 ottobre 2022 / N (…). 

 

 

 

D-5120/2022 

Pagina 2 

Fatti: 

      

 I. 

A.  

A._______ ha presentato una prima domanda d'asilo in Svizzera in data 

3 settembre 2014. 

B.  

La SEM in data 13 ottobre 2014 non è entrata nel merito della domanda 

d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull'asilo del 26 giugno 

1998 (LAsi, RS 142.31) ed ha pronunciato il trasferimento dell'interessato 

verso la Germania. 

 II. 

C.  

In data 8 settembre 2015 l'interessato ha sposato una cittadina iraniana al 

beneficio del permesso B in Svizzera ed ha ottenuto un permesso di sog-

giorno valido sino al (…) agosto 2016. Con sentenza del (…) aprile 2016 è 

stato statuito lo scioglimento del comune tetto coniugale e la custodia della 

loro figlia (nata il […] 2014) è stata affidata alla madre. Con decisione can-

tonale del (…) agosto 2016, confermata su ricorso il (…) febbraio 2017, è 

stata respinta la sua richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno e sta-

tuito il suo allontanamento. ln data 4 aprile 2017 egli ha dichiarato alle au-

torità cantonali di essersi riappacificato con la moglie e di aver ripristinato 

il tetto coniugale. Il suo ricorso dinanzi al Tribunale cantonale di B._______ 

è dunque stato accolto il (…) ottobre 2017 ed il suo permesso di soggiorno 

è stato prorogato sino al (…) novembre 2018. A seguito di una nuova pro-

cedura amministrativa, il (…) gennaio 2019, le autorità cantonali della mi-

grazione del Canton B._______ hanno statuito il suo allontanamento entro 

il (…) marzo 2019; decisione confermata dall'autorità cantonale compe-

tente in data (…) giugno 2019. Il (…) maggio 2019 l'unione matrimoniale 

dell'interessato è stata sciolta.  

 III. 

D.  

Il 15 novembre 2019 l'interessato ha presentato una domanda d'asilo per 

iscritto per il tramite dell'avv. Christian Wyss. In allegato, egli ha trasmesso, 

in copia, quattro convocazioni giudiziarie datate (…) aprile 2012, (…) mag-

gio 2013, (…) febbraio 2016 e (…) agosto 2019 e un certificato medico del 

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5 luglio 2019 attestante la sua incapacità ad essere tenuto in arresto e la 

conseguente decisione di scarcerazione.  

E.  

In data 15 gennaio 2020 il richiedente ha conferito procura alla Protezione 

giuridica della Regione (…).  

F.  

Il 16 gennaio 2020 egli è stato sentito nell'ambito di un verbale di rileva-

mento dei dati personali.  

G.  

Il 20 gennaio 2020 il richiedente ha sottoscritto la cessazione del mandato 

di rappresentanza da parte dell'avv. Christian Wyss.  

H.  

Con scritto del 10 febbraio 2020 l'ufficio distrettuale ("Landratsamt") di 

C._______ (Germania) ha trasmesso alla SEM il passaporto iraniano del 

richiedente.  

I.  

Tramite scritto del 27 marzo 2020 l'interessato ha trasmesso alla SEM, in 

copia, un ordine di comparizione emesso nei suoi confronti il (…) gen-

naio 2014 (doc. 14), un documento riguardante la detenzione del padre 

(doc. 15), un documento medico concernente le problematiche di salute 

del richiedente durante il periodo di detenzione (doc. 16) e le quattro con-

vocazioni già annesse all'istanza del 15 novembre 2019 (doc. 17-20), 

come richiesto dall'autorità. Gli originali dei documenti 14 e 16 sarebbero 

inoltre stati spediti per posta all'indirizzo della Protezione giuridica.   

J.  

Con scritto del 23 aprile 2020 egli ha presentato una richiesta di autorizza-

zione d'alloggio esterno presso la compagna durante lo svolgimento della 

procedura. La SEM ha respinto tale richiesta in data 27 aprile 2020. 

K.  

Tramite scritto del 5 maggio 2020 il richiedente ha informato la SEM di sog-

giornare già da giugno 2019 presso il domicilio della compagna, 

C._______, titolare di un permesso di soggiorno, con la quale il (…) ago-

sto 2019 avrebbe celebrato matrimonio conformemente alla Sharia. In al-

legato, egli ha trasmesso le copie del certificato, in farsi con traduzione in 

tedesco, attestante la sussistenza di un matrimonio conforme alla Sharia 

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(doc. 21), del permesso di soggiorno (doc. 22) e del passaporto della com-

pagna (doc. 23) nonché del certificato dell'8 agosto 2019 attestante la pro-

nuncia del divorzio nella precedente unione della compagna conforme-

mente alla Sharia, in farsi con traduzione in tedesco (doc. 24). 

L.  

Con scritto dell'11 maggio 2020 il richiedente ha trasmesso la ricevuta 

dell'invio postale spedito dalla madre in data 30 marzo 2020, attualmente 

in Iran, la traduzione parziale di tale documento in tedesco ed il traccia-

mento dell'invio del 30 marzo 2020.  

M.  

Il 14 maggio 2020 la SEM ha effettuato con il richiedente un'audizione se-

condo l'art. 29 LAsi.  

N.  

Tramite scritto del 13 maggio 2020 il richiedente ha trasmesso alla SEM un 

rapporto medico del 18 ottobre 2018 per mal di denti, un rapporto del 

pronto soccorso dell'ospedale di D._______ del 5 settembre 2018 per 

un'infezione virale ed il risultato degli esami di laboratorio del 5 mag-

gio 2020.   

O.  

Con decisione del 22 maggio 2020 la SEM ha assegnato la domanda d'a-

silo alla procedura ampliata.  

P.  

In data 25 maggio 2020 la Protezione giuridica ha sottoscritto la dichiara-

zione di rinuncia al mandato di rappresentanza, mentre l'interessato in me-

desima data ha autorizzato la suddetta rappresentanza legale a trasmet-

tere al consultorio giuridico del cantone di attribuzione le informazioni sullo 

stato della sua procedura d'asilo. 

Q.  

Con decisione del 15 giugno 2020 la SEM ha attribuito il richiedente al can-

tone B._______. 

R.  

Con scritto del 29 luglio 2020 la nuova rappresentante legale del richie-

dente si è legittimata con procura della medesima data ed ha chiesto la 

visione degli atti e mezzi di prova fino ad ora trasmessi alla SEM. 

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S.  

In data 16 novembre 2020 la SEM ha svolto un'audizione integrativa. In 

questa sede l'interessato ha prodotto una schermata di due messaggi rice-

vuti dalla madre, dai quali emergerebbe che l'invio postale dall'Iran alla 

Svizzera sarebbe stato bloccato dalle autorità aeroportuali, e una scher-

mata di due pagine Instagram.  

T.  

Tramite scritto del 19 novembre 2020 il richiedente ha inviato alla SEM due 

schermate di messaggi ricevuti dalla madre in data 2 settembre 2020, 

12 settembre 2020 e 22 settembre 2020, con la relativa traduzione. 

U.  

Con scritto del 31 maggio 2021 l'interessato ha informato la SEM in merito 

al suo stato di salute, allegando inoltre il certificato medico del 14 mag-

gio 2021, ed ha chiesto all'autorità di procedere all'allestimento di una pe-

rizia psichiatrica completa.  

V.  

Il 15 febbraio 2022 la SEM ha richiesto un rapporto medico psichiatrico 

completo. Tale rapporto è stato redatto il 17 febbraio 2022.  

W.  

Con decisione del 10 ottobre 2022, notificata il giorno seguente, la SEM 

non ha riconosciuto la qualità di rifugiato all'interessato, ha respinto la sua 

domanda d'asilo ed ha pronunciato il suo allontanamento dalla Svizzera 

incaricando il cantone B._______ dell'esecuzione.  

X.  

Con ricorso del 9 novembre 2022 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d'entrata: 10 novembre 2022) egli è insorto dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale (di seguito: il Tribunale) chiedendo l'annullamento della 

decisione impugnata, il riconoscimento della qualità di rifugiato e la con-

cessione dell'asilo. In via subordinata, ha chiesto la concessione dell'am-

missione provvisoria per inammissibilità e/o inesigibilità dell'esecuzione 

dell'allontanamento, in via ancor più subordinata la restituzione degli atti 

all'autorità inferiore per il completamento dell'istruttoria, con contestuale ri-

chiesta di concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese di giustizia e del relativo anticipo, e con prote-

state tasse e spese. 

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Y.  

Con decisione incidentale del 13 dicembre 2022 il Tribunale ha autorizzato 

il ricorrente a soggiornare in Svizzera fino a conclusione della procedura, 

ha accolto l'istanza di concessione dell'assistenza giudiziaria ed ha invitato 

la SEM a presentare una risposta al ricorso. 

Z.  

In data 15 febbraio 2023 la SEM ha presentato le proprie osservazioni. Le 

stesse sono state trasmesse al ricorrente con possibilità di esprimersi.  

AA.  

Con scritto del 9 marzo 2023 l'insorgente ha inoltrato la propria replica ed 

ha allegato la copia del contratto di affitto del 27 agosto 2020, uno scritto 

della sua assistente sociale del 7 marzo 2023 e la conferma di una proce-

dura preparatoria al matrimonio del 30 gennaio 2023. Le osservazioni sono 

state trasmesse alla SEM con invito ad esprimersi. 

BB.  

Con scritto del 22 marzo 2023 il ricorrente ha trasmesso un certificato me-

dico del 9 marzo 2023. 

CC.  

La SEM ha inoltrato la propria duplica in data 8 maggio 2023. La stessa è 

stata trasmessa al ricorrente con invito ad esprimersi. 

DD.  

Con scritto del 15 maggio 2023 il ricorrente ha informato il Tribunale di aver 

sposato in data 28 aprile 2023 C._______, cittadina afghana al beneficio 

di un permesso B (permesso di dimora), e di aver inoltrato una richiesta di 

ricongiungimento familiare alle autorità cantonali in data 2 maggio 2023. In 

allegato egli ha trasmesso copia del libretto di famiglia, del nuovo contratto 

di affitto a partire dal 1° giugno 2023 e della richiesta di ricongiungimento 

famigliare. Tale scritto è stato trasmesso alla SEM per conoscenza. 

EE.  

In data 31 maggio 2023 l'insorgente ha trasmesso la propria triplica con 

allegata la copia della convocazione all'esame pratico di guida per la cate-

goria B. La triplica ed il relativo allegato sono stati trasmessi all'autorità 

inferiore per informazione. 

FF.  

Con scritto del 1° agosto 2023 il ricorrente ha informato il Tribunale in 

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merito alla sua situazione ed ha allegato nuovamente una copia del libretto 

di famiglia, della convocazione all'esame pratico di guida e del contratto di 

lavoro della moglie. Lo stesso è stato inoltrato alla SEM per conoscenza. 

GG.  

Con scritto del 15 dicembre 2023 il ricorrente ha chiesto informazioni sullo 

stato della procedura ed ha informato il Tribunale in merito allo stato della 

richiesta di ricongiungimento famigliare, la quale sarebbe tuttora pendente. 

In allegato egli ha trasmesso la copia dello scritto inoltrato alle autorità can-

tonali. Alla richiesta di informazioni il Tribunale ha risposto con lettera del 

21 dicembre 2023. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di 

essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. Occorre 

pertanto entrare nel merito del gravame. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

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federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'ina-

deguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribu-

nale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle con-

siderazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni 

delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

4.  

4.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. 

Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. 

4.2 Sono rifugiati le persone che, nel paese d'origine o d'ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pe-

ricolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che 

comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi).  

Il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come stabilito all'art. 3 

LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto 

con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà riconosciuto come 

rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi (ele-

mento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) di essere esposto, in 

tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, a una persecuzione (cfr. 

DTAF 2011/51 consid. 6.2 e 2010/57 consid. 2.5). Sul piano soggettivo, 

deve essere tenuto conto degli antecedenti dell'interessato, segnatamente 

dell'esistenza di persecuzioni anteriori, nonché della sua appartenenza a 

una razza, a un gruppo religioso, sociale o politico, che lo espongono mag-

giormente a un fondato timore di future persecuzioni. Infatti, colui che è già 

stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di avere un timore (sog-

gettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che ne è l'oggetto per la 

prima volta (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi riferimenti). Sul piano 

oggettivo, tale timore dev'essere fondato su indizi concreti e sufficienti che 

facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo un'alta probabilità, l'av-

vento di seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi. Non sono sufficienti, quindi, 

indizi che indicano minacce di persecuzioni ipotetiche che potrebbero pro-

dursi in un futuro più o meno lontano (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 e re-

lativi riferimenti). 

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Pagina 9 

4.3 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi chiunque domanda asilo deve provare o 

per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di rifu-

giato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità pre-

ponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le allega-

zioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). 

È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l'asilo siano suffi-

cientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso di-

chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all'esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi-

mili ai sensi dell'art. 7 LAsi. È altresì necessario che il richiedente stesso 

appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere creduta. Que-

sta qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue allegazioni 

su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti 

o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di procedura ri-

tratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne introduce 

tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella procedura oppure 

nega la necessaria collaborazione. Infine, non è indispensabile che le alle-

gazioni del richiedente l'asilo siano sostenute da prove rigorose; al contra-

rio, è sufficiente che l'autorità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi 

circa alcune affermazioni, sia persuasa che, complessivamente, tale ver-

sione dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimi-

glianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica della plausibilità del 

contenuto di ogni singola allegazione, bensì dev'essere il frutto di una pon-

derazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo 

sarà dunque determinare, da un punto di vista oggettivo, quali fra questi 

risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e re-

lativi riferimenti). 

5.  

5.1 Sentito sui suoi motivi d'asilo, l'interessato ha dichiarato di avere pro-

blemi con le autorità iraniane a causa di attività politiche che avrebbe svolto 

in Patria. Nel 2010 sarebbe stato arrestato e trattenuto subendo maltratta-

menti e torture per due settimane. Le autorità avrebbero voluto obbligarlo 

a firmare dei documenti attestanti le sue attività politiche e la sua parteci-

pazione a manifestazioni contro il regime. Dopo questi maltrattamenti egli 

sarebbe stato trasferito nel carcere di E._______, dove sarebbe rimasto 

per un anno e sei mesi, dal 2010 al 2011. A metà 2011 sarebbe stato rila-

sciato su garanzia fornita dalla madre al fine di ottenere cure mediche. In 

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seguito, in occasione di una festa prima del capodanno iraniano, si sarebbe 

incontrato con degli amici in un parco per festeggiare bevendo degli alco-

lici. Degli agenti in civile li avrebbero fermati ed egli sarebbe stato arrestato, 

trattenuto e picchiato per tre giorni senza sosta. Anche in questo caso 

avrebbero tentato di fargli sottoscrivere una dichiarazione. Avendo un ap-

puntamento in Tribunale di lì a un mese, l'interessato sarebbe stato rila-

sciato con l'indicazione di presentarsi in Tribunale. Tuttavia, appena cin-

que giorni dopo la liberazione, egli avrebbe deciso di espatriare. Dopo la 

sua partenza le autorità avrebbero mandato diverse convocazioni alla sua 

famiglia, mettendola inoltre sotto pressione. Altresì, egli avrebbe pure 

avuto problemi con l'Ettelaat (polizia segreta). Infine, nel 2013 il padre sa-

rebbe stato arrestato e sarebbe tuttora trattenuto.  

5.2 Nella decisione impugnata, la SEM ha ritenuto anzitutto inverosimili i 

suoi motivi d'asilo. Da una parte, le dichiarazioni del richiedente avrebbero 

evidenziato non solo una marcata assenza di criteri di contenuto, ma sa-

rebbero altresì fortemente stereotipate ed impersonali. Nell'ambito dell'au-

dizione integrativa gli sarebbe stata concessa la possibilità di approfondire 

le sue vicende, ma egli avrebbe mancato di fornire le indicazioni richieste. 

Altresì, egli non sarebbe stato in grado di rispondere alla domanda in me-

rito ai fatti che sarebbero stati oggetto della documentazione giudiziaria, 

nonostante la stessa fosse conosciuta dall'interessato. Le dichiarazioni sa-

rebbero altresì tardive e contraddittorie. Invero, nel corso della prima pro-

cedura d'asilo nel 2014 egli non avrebbe riportato di aver avuto problemi 

con le autorità, né di essere stato attivo politicamente, bensì avrebbe rife-

rito di essere espatriato per raggiungere una donna in Svizzera conosciuta 

precedentemente telefonicamente. Questo gli avrebbe causato problemi 

con i genitori, i quali non avrebbero accettato la loro unione. Allo stesso 

modo, egli non avrebbe menzionato di essere stato incarcerato e di avere 

avuto problemi con l'Ettelaat. Nel 2020 avrebbe inoltre dichiarato di aver 

avuto un bellissimo rapporto con i genitori e di non avere avuto alcun pro-

blema con loro, dichiarando addirittura di aver ripreso le attività politiche 

del padre. Quanto esposto nell'audizione del 2020 non avrebbe avuto nulla 

a che vedere con quanto riportato dal richiedente nel 2014 dopo l'espatrio, 

di conseguenza le sue dichiarazioni risulterebbero fortemente inattendibili. 

Altresì, egli avrebbe riferito con fermezza di non aver più fatto ritorno in Iran 

dopo essere espatriato nel 2012, tuttavia, tale allegazione contraddirebbe 

le timbrature presenti sul suo passaporto dalle quali sarebbero deducibili 

due entrate ed uscite dall'Iran a ottobre 2015 e a marzo 2016. Confrontato 

a questo proposito egli avrebbe negato di aver fatto ritorno in Iran. La SEM 

ha inoltre rilevato che il richiedente si sarebbe rivolto con certezza in al-

meno due occasioni alle autorità iraniane distaccate in Svizzera ed in 

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Germania per ottenere il rilascio dei due passaporti, emanati nel 2014 e 

nel 2019. Tenuto conto anche dei viaggi effettuati da e per l'Iran, egli si 

sarebbe sottoposto ad almeno quattro controlli di sicurezza da parte delle 

autorità iraniane. La leggerezza con la quale egli si sarebbe sottoposto ai 

controlli sarebbe fortemente contraria alla logica dell'agire. Le allegazioni 

risulterebbero dunque inverosimili. Per quanto riguarda i problemi di salute, 

la SEM rileva che una diagnosi di disturbo post-traumatico da stress 

(DPTS), come nella fattispecie, non costituirebbe di per sé la prova di un 

presunto evento traumatico. I rapporti medici andrebbero tuttavia presi in 

considerazione nella valutazione della credibilità dei motivi di persecu-

zione. Durante le audizioni al richiedente sarebbe stata concessa la possi-

bilità di esprimersi liberamente spiegando i motivi d'asilo ed anche nel 

corso dell'audizione complementare gli sarebbero state poste molte do-

mande aperte per approfondire i fatti spiegati precedentemente. Egli non 

avrebbe avuto difficoltà a richiamare i fatti oggetto delle sue allegazioni e 

non avrebbe mai mostrato esitazioni di rilievo nel rispondere alle domande. 

Quand'anche il rapporto medico confermerebbe dei problemi di salute che 

potrebbero essere attinenti alle esperienze esposte, lo stesso non permet-

terebbe di considerare credibili le sue allegazioni. Infine, per quanto ri-

guarda i documenti consegnati in corso di procedura, la SEM ha anzitutto 

rilevato che si tratterebbe di copie. In seguito, egli avrebbe dimostrato di 

non conoscerne esattamente il contenuto, non sapendo spiegare né a 

quando risalisse l'ultima citazione ricevuta, né a cosa sia correlata l'unica 

decisione consegnata o a chi si riferisse. A fronte dell'inverosimiglianza 

delle sue allegazioni e della notoria facilità con la quale sarebbe possibile 

acquistare e falsificare documenti, gli stessi non potrebbero essere consi-

derati.  

5.3  

5.3.1 In sede ricorsuale, l'insorgente rileva anzitutto che sembrerebbe che 

l'autorità inferiore fosse venuta a conoscenza dei viaggi in Iran del ricor-

rente prima dell'audizione e che si sarebbe dunque formata un'opinione 

ancor prima di interrogarlo. Egli ritiene poi che le domande che gli sareb-

bero state poste dopo il racconto spontaneo avrebbero segnalato una non 

presa in conto di quanto raccontato e gli sarebbe dunque risultato difficile 

avere fiducia nell'autorità. A ciò si aggiungerebbe poi il fatto che alla rap-

presentante legale sarebbe stato impedito di porre delle domande. In se-

guito, egli rileva che a causa delle torture subite oltre 10 anni fa, avrebbe 

problemi di salute ed avrebbe difficoltà a sopportare i ricordi degli eventi 

subiti. L'insorgente ritiene poi di essersi espresso in maniera concreta in 

merito al suo persecutore, alle torture subite ed alla prigionia. Sarebbe al-

tresì sorprendente che nel corso della seconda audizione le domande 

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Pagina 12 

poste sarebbero state in relazione alle autorità iraniane ed alle accuse, 

senza però fare riferimento agli episodi vissuti. Sarebbe stato compito 

dell'autorità inferiore porre ulteriori domande qualora avesse ritenuto poco 

dettagliate le dichiarazioni del ricorrente. La SEM avrebbe poi omesso di 

valutare il fatto che egli sarebbe stato in grado di descrivere in maniera 

molto precisa le attività politiche effettuate, le modalità degli incontri ed il 

luogo degli stessi. Sarebbe poi sorprendente il fatto che la SEM avrebbe 

posto delle domande in merito alle attività politiche del padre, senza inda-

gare ulteriormente le convinzioni del ricorrente. Le sue risposte poco det-

tagliate in merito all'incarcerazione del padre sarebbero riconducibili al fatto 

che egli non disporrebbe di informazioni in merito. L'insorgente ritiene che 

la SEM avrebbe omesso di valutare le sue dichiarazioni credibili circa l'ar-

resto e la prigionia. 

5.3.2 Proseguendo, per quanto riguarda la presunta tardività delle allega-

zioni, il ricorrente rileva che l'audizione del 2014 sarebbe stata un'audizione 

sui dati personali nell'ambito di una procedura Dublino e data la sua som-

marietà non potrebbe essere comparata ad un'audizione sui motivi d'asilo. 

Ad ogni modo in quell'occasione egli avrebbe dichiarato di aver conosciuto 

la sua fidanzata quando si trovava in Germania, per poi aggiungere di 

averla conosciuta già in Iran. Egli avrebbe inoltre riferito di aver cercato di 

rimuovere i ricordi degli eventi una volta in Svizzera con la compagna e la 

figlia. Il ricorrente aggiunge poi che nel 2012 sarebbe stato malato e sa-

rebbe stato operato tre volte. Anche dagli atti medici presenti all'incarto 

emergerebbero i gravi problemi di salute di cui soffrirebbe. 

5.3.3 Per quanto concerne la contraddittorietà delle dichiarazioni, il ricor-

rente ribadisce di aver cercato di dimenticare nel 2014 quanto accadutogli 

in Iran. In merito alla relazione con i genitori egli rileva che la stessa si 

sarebbe deteriorata dopo il suo espatrio nel 2012, poiché il ricorrente 

avrebbe iniziato una relazione con una donna di fede cristiana conosciuta 

in Germania. Essendosi ora separato, la famiglia eserciterebbe meno pres-

sione nei suoi confronti. 

5.3.4 In merito al contatto con le autorità iraniane, il ricorrente contesta in-

nanzitutto il fatto di essere stato interrogato in merito al rilascio del passa-

porto. A tal proposito osserva che l'avrebbe rinnovato in vista del matrimo-

nio, tramite un formulario online. Per ciò che è dei viaggi in Iran, l'insorgente 

si rammarica di non essersi espresso in merito e si giustifica allegando di 

aver avuto paura di non essere creduto di essere perseguitato. Egli sa-

rebbe effettivamente rientrato a due riprese in Iran per poter discutere con 

il proprio avvocato e per cercare di aiutare il padre. Avrebbe partecipato a 

D-5120/2022 

Pagina 13 

due appuntamenti, ma la sua presenza sarebbe stata infruttuosa. Ad ogni 

modo, ciò non cambierebbe il fatto che egli sarebbe perseguitato e che 

rischierebbe di essere arrestato. Egli avrebbe deciso di correre degli 

enormi rischi al fine di tornare in Patria per cercare di aiutare il padre tuttora 

detenuto. 

5.3.5 In seguito, quand'anche non ci si potrebbe basare sulle diagnosi ef-

fettuate dai medici per considerare verosimili le allegazioni, sarebbe ad 

ogni modo necessario tenerne conto in un'analisi complessiva e come in-

dizio di verosimiglianza. 

5.3.6 Infine, il ricorrente ritiene di aver fatto il possibile per fornire dei docu-

menti a comprova delle sue allegazioni. Egli avrebbe pure cercato di fornire 

gli originali, come dimostrato dal numero d'invio della posta iraniana e dalle 

relative schermate, ma le autorità iraniane avrebbero fermato l'invio ed in-

terrogato la madre. Di conseguenza, gli sarebbe impossibile fornire i docu-

menti originali. 

5.3.7 I suoi motivi d'asilo sarebbero dunque verosimili e rilevanti. Al ricor-

rente potrebbe invero essere concesso l'asilo anche qualora fossero ces-

sate le circostanze che hanno originato la persecuzione, in ragione di "gravi 

motivi" ai sensi dell'art. 1 C n. 5 cpv. 2 della convenzione sullo statuto dei 

rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), come il rischio di 

ritraumatizzazione o "lunga traumatizzazione" dovuta alle torture subite.  

5.4 Con risposta al ricorso, l'autorità inferiore constata innanzitutto come il 

ricorrente, confrontato con l'evidenza dei suoi viaggi in Iran, per la prima 

volta in sede ricorsuale ne abbia fornito conferma, dopo averli più volte 

negati in sede d'audizione. In seguito, la SEM ritiene i fatti sufficientemente 

approfonditi e considera dunque superfluo organizzare ulteriori audizioni. 

Per quanto concerne l'inverosimiglianza dei motivi d'asilo, la decisione im-

pugnata illustrerebbe chiaramente i motivi per cui l'autorità sarebbe giunta 

a tale conclusione.  

5.5 In sede di duplica, il ricorrente osserva come la SEM non avrebbe 

preso posizione in merito alle spiegazioni circa i viaggi in Iran. Risulterebbe 

infatti manifesto che l'autorità inferiore non sarebbe riuscita a svolgere l'au-

dizione in un clima nel quale il ricorrente si sarebbe sentito a proprio agio. 

Egli ritiene dipoi sorprendente che l'autorità abbia considerato stereotipate 

le dichiarazioni, ma non abbia voluto fissare un'ulteriore audizione.  

D-5120/2022 

Pagina 14 

5.6 Con osservazioni dell'8 maggio 2023 la SEM ritiene di aver proceduto 

ad un esame approfondito delle allegazioni del richiedente constatando 

una totale mancanza di fondatezza e di qualsiasi credibilità. Le allegazioni 

ricorsuali secondo cui il ricorrente non si sarebbe potuto esprimere suffi-

cientemente in quanto non si sarebbe sentito a proprio agio non coincide-

rebbero con le dichiarazioni dello stesso in audizione. Come già dimostrato 

nella decisione, l'insorgente nel complesso si sarebbe rivelato una persona 

inattendibile e pure violenta. La sicurezza al Centro sarebbe infatti dovuta 

intervenire più volte per sedare liti nelle quali egli era coinvolto.  

5.7 Con osservazioni del 31 maggio 2023 il ricorrente contesta di essersi 

comportato in maniera contraddittoria. Dal verbale delle audizioni emerge-

rebbe che a tratti non sarebbe stato bene. Sarebbe compito dell'autorità 

creare un clima ed un'atmosfera positivi nel corso dell'audizione, ciò non 

sarebbe stato il caso nella fattispecie. Il ricorrente si sarebbe sentito deriso 

dai presenti. Altresì, egli contesta di essere una persona violenta, al con-

trario, dagli atti medici emergerebbe chiaramente che egli sarebbe in trat-

tamento in quanto vittima di violenze.  

6.  

6.1 In primo luogo, è necessario valutare se le dichiarazioni del ricorrente 

possono essere considerate, nel loro complesso, verosimili.  

6.2 Innanzitutto, il Tribunale rileva che dal verbale delle audizioni non ri-

sulta in alcun modo che il clima non sia stato positivo. Né il ricorrente né la 

sua rappresentante legale hanno sollevato problemi in questo in sede d'au-

dizione. Al contrario, nel corso della prima audizione, il funzionario si è a 

più riprese preoccupato dello stato di salute dell'interessato, chiedendogli 

se stesse meglio (cfr. atto SEM 65/21, D100, D147, D154). Il fatto che a 

posteriori l'insorgente dichiari di non essersi sentito a proprio agio e, ad 

esempio, di non avere avuto il coraggio di ammettere di avere fatto ritorno 

in Iran, risulta essere una censura pretestuosa. 

6.3 In seguito, il Tribunale ritiene che per quanto il ricorrente abbia cercato 

di sostenere il contrario in sede ricorsuale, egli ha fornito due versioni com-

pletamente diverse nel 2014 e nel 2020 in merito ai suoi motivi d'asilo, tra 

le quali non risultano esservi punti d'incontro. Quand'anche l'audizione 

sulle generalità del 2014 sia da considerare un'audizione sommaria, egli 

ha comunque avuto modo di esprimersi in maniera chiara e precisa sui 

motivi d'asilo, dichiarando a tal proposito di essere espatriato per raggiun-

gere in Svizzera la compagna conosciuta telefonicamente due o tre mesi 

prima dell'espatrio (cfr. audizione del 17 agosto 2014; atto SEM 122/22 pto. 

D-5120/2022 

Pagina 15 

2.06 e 7.01). Egli ha per altro risposto in maniera inconfutabile di non aver 

avuto problemi con le autorità, di non essere mai stato politicamente attivo, 

di aver potuto menzionare tutti i motivi d'asilo e di stare bene di salute (cfr. 

atto SEM 122/22 pto. 7.01, pto. 8.02). La giustificazione fornita in sede ri-

corsuale, secondo la quale egli avrebbe cercato di dimenticare gli episodi 

vissuti in Iran e per questo non ne avrebbe fatta menzione appare poco 

credibile, anche ritenuto il fatto che egli non ha neppure menzionato il fatto 

che il padre sia stato incarcerato nel 2013 (cfr. atto SEM 65/21, D113 e 

D115). Già solo per questo motivo, le allegazioni del ricorrente fornite nel 

2020 appaiono decisamente poco credibili.  

6.4  

6.4.1 Proseguendo nell'analisi, anche concentrandosi soltanto sulle dichia-

razioni del 2020, il Tribunale ritiene che le stesse non possano essere rite-

nute verosimili. 

6.4.2 Le dichiarazioni in merito all'organizzazione dei raduni quando il pa-

dre si sarebbe trovato in carcere nel 2009 risultano essere assolutamente 

stereotipate e prive di qualsiasi dettaglio rilevante. Il ricorrente ha infatti 

semplicemente dichiarato che tramite gli amici del padre avrebbero trovato 

dei luoghi sicuri in cui radunarsi. Nonostante l'autorità inferiore gli abbia 

ripetuto la domanda diverse volte, egli non è stato in grado di descrivere 

concretamente le modalità di organizzazione ed ha pure fornito risposte 

contraddittorie. Segnatamente, il ricorrente ha inizialmente dichiarato di 

avere organizzato gli incontri insieme alla figlia di un amico del padre, per 

poi dichiarare che in realtà ella organizzava tutto, essendo il suo telefonino 

sotto sorveglianza, per poi tornare a dire di aver organizzato i raduni dopo 

l'arresto del padre (cfr. atto SEM 111/19, D23-D24, D44-D45). In seguito, 

l'insorgente si è pure contraddetto su un punto molto importante, in un 

primo tempo egli ha infatti dichiarato di aver organizzato via WhatsApp i 

ritrovi poiché i messaggi sarebbero stati criptati (cfr. atto SEM 65/21, 

D152), mentre in un secondo momento ha dichiarato di averli organizzati 

tramite Viber (cfr. atto SEM 111/19, D44). Questa contraddizione non può 

neppure essere ricondotta ad un errore dal momento che poco prima ha 

affermato che avrebbero usato Viber poiché WhatsApp non sarebbe stato 

così attivo (cfr. atto SEM 111/19, D18). 

6.4.3 In merito alle convocazioni consegnate, le sue allegazioni non risul-

tano più dettagliate. Nonostante le numerose domande, le risposte sono 

rimaste vaghe (cfr. atto SEM 65/21, D113-D125). Egli non ha saputo spie-

gare in maniera convincente il motivo per il quale la madre l'avrebbe infor-

mato soltanto nel 2013 di una convocazione già arrivata ad aprile 2012. 

D-5120/2022 

Pagina 16 

Egli ha dipoi, da una parte, affermato che la madre gli avrebbe comunicato 

di essere ricercato, per poi dichiarare che ella non gli avrebbe raccontato 

niente e che la sorella gli avrebbe detto la verità (cfr. atto SEM 65/21, D113 

e D115), giustificando il fatto che non gli raccontasse niente con la racco-

mandazione della madre di vivere la sua vita dimenticando l'Iran. Alla do-

manda, tuttavia, in merito a che cosa esattamente la sorella gli avrebbe 

raccontato, il ricorrente ha ripetuto la stessa frase che avrebbe detto la 

madre, ovvero di vivere la sua vita e di dimenticare l'Iran (cfr. atto SEM 

65/21, D128-D130), per poi invece affermare poco dopo che la sorella gli 

avrebbe detto tutto il tempo "ti stanno cercando" (cfr. atto SEM 65/21, 

D131). 

6.4.4 In seguito, il Tribunale rileva che contrariamente a quanto sostenuto 

in sede ricorsuale, il fatto che le dichiarazioni del ricorrente siano stereoti-

pate non può essere imputato alla SEM ed alla mancata convocazione di 

una terza audizione. L'autorità inferiore ha infatti svolto due audizioni lun-

ghe e complete, al termine della seconda è stata data la possibilità alla 

rappresentante legale di porre ulteriori domande, possibilità a cui ha rinun-

ciato (cfr. atto SEM 111/19, D113).  

6.4.5 Altresì, il Tribunale ritiene quantomeno sorprendente che il ricorrente, 

dopo un preteso arresto di oltre un anno e mezzo in condizioni terribili dal 

quale sarebbe stato rilasciato su garanzia, abbia comunque deciso di cor-

rere un grande rischio ritrovandosi con gli amici per festeggiare una festa 

che sarebbe stata proibita dalle autorità, per di più con delle bevande alco-

liche. Non meno sorprendente risulta il fatto che una volta arrestato egli sia 

stato rilasciato dopo soltanto qualche giorno, contrariamente alla deten-

zione precedente di un anno e mezzo, con l'indicazione di presentarsi in 

Tribunale di lì ad un mese.  

6.5 In seguito, per quanto riguarda i problemi di salute, come a giusto titolo 

ritenuto dalla SEM nella decisione impugnata, la diagnosi di DPTS non 

permette di stabilire che i fatti raccontati siano verosimili. Per altro, il ricor-

rente risiede in Svizzera in maniera fissa già dal 2015, ma non ha fornito 

alcun documento medico a sostegno del fatto che i suoi problemi siano 

stati precedenti alla sua prima domanda d'asilo. Ad esempio, egli ha dichia-

rato di essere stato operato in Germania, ma non ha fornito alcun docu-

mento a sostegno di tale allegazione. Oltre ad un certificato del 5 lu-

glio 2019 attestante la sua incapacità ad essere tenuto in arresto, gli unici 

atti precedenti alla sua seconda domanda d'asilo sono gli atti inerenti a 

delle visite per mal di denti e per un'infezione virale (cfr. atto SEM 128/9). 

A questo proposito appare difficilmente credibile, come allegato in sede 

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Pagina 17 

ricorsuale, che egli nel 2014 abbia cercato di dimenticare tutti gli eventi 

subiti in Iran e di non aver necessitato alcuna cura medica.  

6.6 Infine, per quanto riguarda i mezzi di prova, il ricorrente non conosce 

neppure il contenuto dei documenti consegnati (cfr. atto SEM 65/21, D119-

D121). Quando gli è stato chiesto se grazie al documento medico che 

avrebbe attestato i suoi problemi di salute sarebbe stato rilasciato, ha ri-

sposto che quando avrebbe presentato questo certificato il giudice non 

avrebbe assolutamente accettato la decisione dello psichiatra. Soltanto ne-

gli ultimi sei mesi di carcerazione avrebbe avuto un avvocato, il quale sa-

rebbe riuscito ad ottenere la sua liberazione, presentando "questi certifi-

cati". Tuttavia non appare chiaro a quali certificati si riferirebbe, avendone 

consegnato soltanto uno, il quale non sarebbe stato accettato dal giudice 

(cfr. atto SEM 111/19, D59). In seguito, egli non ha saputo neppure indicare 

chi concernerebbe la decisione consegnata e non ha neppure risposto se 

nei suoi confronti sia stata emessa una decisione. Altresì, il fatto che i do-

cumenti siano stati forniti soltanto in copia non aumenta la credibilità degli 

stessi. La circostanza che la madre abbia spedito un pacco non dimostra 

in nessun modo che al suo interno vi fossero gli originali. Per di più, il con-

tenuto dei documenti contrasta con il comportamento delle autorità nei suoi 

confronti quando si è recato in Iran nel 2015 e nel 2016 (cfr. infra con-

sid. 7.1 e 7.2). Infine, appare anche oltremodo sorprendente il fatto che 

dall'espatrio ad oggi non sia stata pronunciata alcuna decisione, rispettiva-

mente condanna nei confronti del ricorrente, nonostante sui documenti sia 

proprio stato indicato che se non si fosse presentato, avrebbe fatto seguito 

una condanna in contumacia (cfr. documento del (…) maggio 2013 

[DT/{…}/{…}], presentato quale allegato [2] alla domanda d'asilo del 15 no-

vembre 2019).  

6.7 Da un'analisi globale dei suoi motivi d'asilo, essi risultano inverosimili 

in quanto le dichiarazioni sono contraddittorie, stereotipate e tardive. Su 

questo punto, la decisione della SEM va, dunque, confermata.  

7.  

7.1 Quand'anche le condizioni per il riconoscimento della qualità di rifugiato 

sono cumulative e dunque facendo difetto la verosimiglianza delle allega-

zioni, il Tribunale ritiene comunque necessario esprimersi in merito alla ri-

levanza delle allegazioni.  

7.2 Per quanto riguarda i viaggi in Iran, nel corso della prima audizione sui 

motivi d'asilo (cfr. atto SEM 65/21) egli ha veementemente negato di aver 

fatto ritorno in Patria (cfr. atto SEM 65/21, D18-D20), nel corso 

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Pagina 18 

dell'audizione integrativa gli è stata nuovamente posta la domanda a due 

riprese ed egli ha nuovamente negato (cfr. atto SEM 111/19, D117-D118). 

Ora, confrontato con le evidenze probatorie, in sede ricorsuale egli modi-

fica la sua versione ammettendo di esservi tornato, ma di aver avuto paura 

di dirlo e di averlo fatto per partecipare a dei (non meglio precisati) appun-

tamenti per aiutare il padre (cfr. ricorso pto. 4.26). Orbene, il Tribunale ri-

tiene che l'agire del ricorrente a questo proposito risulta essere decisa-

mente scorretto. Non può infatti essere incolpata l'autorità inferiore e non 

può essere dato seguito all'assenza di un clima di fiducia all'audizione che 

avrebbe facilitato tale confessione. Oltre al fatto che la prima audizione era 

appena cominciata quando egli è stato interrogato su questo punto – non 

potendosi dunque ancora parlare di un clima poco favorevole – tale rispo-

sta sembra essere già stata a lungo premeditata dal momento che egli ha 

riferito alle autorità cantonali di non voler consegnare il proprio passaporto 

alle autorità di asilo (cfr. atto SEM 15/2). Al termine dell'audizione, il ricor-

rente è poi stato informato che la SEM sarebbe venuta a conoscenza dei 

suoi viaggi in Iran e che tale informazione era contenuta pure nella deci-

sione in merito al rinnovo del suo permesso di soggiorno, egli ha di nuovo 

negato (cfr. atto SEM 65/21 D159-D160).  

7.3 Dal momento che il ricorrente ha fatto ritorno legalmente in Patria in 

due occasioni sottoponendosi a controlli di sicurezza all'entrata e all'uscita 

e che ha preso contatto con le autorità del suo pase d'origine a due riprese 

per il rilascio di un passaporto, senza che gli sia successo nulla, egli non 

ha reso verosimile di avere un timore fondato di subire delle persecuzioni 

future. Tale timore dev'essere fondato su indizi concreti e sufficienti che 

facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo un'alta probabilità, l'av-

vento di seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi (cfr. DTAF 2010/57 con-

sid. 2.5 e relativi riferimenti), tali elementi non sono nella fattispecie ricono-

scibili. 

7.4 Infine, per quanto riguarda l'allegazione ricorsuale secondo cui l'insor-

gente potrebbe fare valere dei motivi gravi relativi a persecuzioni anteriori 

ai sensi dell'art. 1C par. 5 cpv. 2 conv. rifugiati, si rileva che si tratta di un'ec-

cezione ad un motivo di cessazione della qualità di rifugiato. Un motivo di 

cessazione non può tuttavia essere applicato quale "motivo d'inclusione" 

negativo, ciò significa che per poter applicare un motivo di cessazione, 

prima il richiedente deve aver adempiuto alle condizioni di riconoscimento 

della qualità di rifugiato (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commis-

sione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2000 n. 2 consid. 8b). 

Nel caso in disamina, per i motivi di cui estesamente ritenuto sopra, il 

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Pagina 19 

ricorrente non adempie alle condizioni di riconoscimento della qualità di 

rifugiato.  

7.5 Pertanto, ad oggi, non vi sono sufficientemente elementi che permet-

tano di ritenere, con una probabilità preponderante, un timore fondato di 

subire delle persecuzioni rilevanti ai sensi dell'art. 3 LAsi.  

7.6 Per quanto concerne dunque il riconoscimento della qualità di rifugiato 

ed il respingimento della sua domanda d'asilo la decisione impugnata va 

pertanto confermata. 

8.  

8.1 Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; 

essa tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi). In 

particolare, l'allontanamento non viene deciso qualora il richiedente l'asilo 

disponga di un permesso di soggiorno o di dimora valido (art. 32 lett. a 

dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 

1999 [OAsi 1, RS 142.311]), oppure abbia un diritto al rilascio di tale per-

messo. 

8.2 Se il richiedente l'asilo non dispone di un permesso di soggiorno o di 

dimora valido, l'autorità inferiore o il Tribunale è tenuta ad esaminare a ti-

tolo pregiudiziale l'esistenza, di massima, di un diritto del richiedente (ai 

sensi dell'art. 14 cpv. 1 LAsi) al rilascio di un tale permesso derivante dal 

diritto al rispetto della vita privata e famigliare. Se la legislazione sugli stra-

nieri o gli accordi di libero scambio non prevedono un diritto, esso potrebbe 

comunque essere dedotto dall'art. 8 della Convenzione per la salvaguardia 

dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 

(CEDU, RS 0.101). Per l'analisi di tale disposizione è determinante la giu-

risprudenza del Tribunale federale (cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4). 

8.3 Se in seguito all'esame pregiudiziale del caso da parte delle autorità in 

materia d'asilo, queste abbiano ritenuto sussistere, di massima, un diritto 

al rilascio di un permesso di dimora, non compete più ad esse, bensì alle 

autorità di polizia degli stranieri, di determinarsi sul vantato diritto e conse-

guentemente pure sull'allontanamento dello straniero (cfr. GICRA 2001 

n. 21 consid. 8d). Altresì, se il richiedente l'asilo ha presentato dinanzi 

all'autorità di polizia degli stranieri un'istanza volta al rilascio di un per-

messo di dimora successivamente al respingimento della domanda d'asilo 

– o della non entrata nel merito della stessa – la SEM non deve più pro-

nunciare l'allontanamento, rispettivamente il Tribunale deve annullare una 

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Pagina 20 

siffatta pronuncia (cfr. GICRA 2001 n. 21 consid. 9°, DTAF 2013/37 con-

sid. 4.4.2.2). Allorquando la competente autorità di polizia degli stranieri si 

è già pronunciata, in senso negativo, sull'esistenza di un diritto al rilascio 

di un permesso di dimora, le autorità in materia d'asilo non devono più esa-

minare l'art. 8 CEDU nell'ambito della liceità dell'esecuzione dell'allontana-

mento (cfr. GICRA 2001 n. 21 consid. 12b e c nonché 14a).  

8.4 Nel caso in disamina, il ricorrente ha depositato una richiesta volta 

all'ottenimento del permesso di dimora presso l'autorità cantonale compe-

tente (cfr. risultanze processuali). Pertanto, visto le circostanze e quanto 

previsto dalla giurisprudenza testé enucleata, l'eventuale pronuncia dell'al-

lontanamento dell'interessato è divenuta di competenza dell'autorità can-

tonale preposta. Di conseguenza il Tribunale annulla i punti 3, 4 e 5 della 

decisione della SEM del 10 ottobre 2022 ed il gravame, limitatamente alla 

questione della pronuncia e dell'esecuzione dell'allontanamento, va ac-

colto.  

9.  

9.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali ridotte sarebbero da 

porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1-3 del rego-

lamento sulle tasse e sulle spese ripetibili dinanzi al Tribunale amministra-

tivo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, 

avendo il Tribunale accolto la domanda di assistenza giudiziaria con deci-

sione incidentale del 13 dicembre 2022, non sono riscosse spese proces-

suali. 

9.2 Giusta l'art. 64 PA, l'autorità di ricorso se ammette il ricorso in tutto o in 

parte, può, d'ufficio o a domanda, assegnare al ricorrente un'indennità per 

le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. La parte 

vincente ha diritto alle ripetibili per le spese necessarie derivanti dalla 

causa (art. 7 cpv. 1 TS-TAF), se la parte vince solo parzialmente, le spese 

ripetibili sono ridotte in proporzione (art. 7 cpv. 2 TS-TAF). Le parti che 

chiedono la rifusione di ripetibili devono presentare al Tribunale, prima della 

pronuncia della decisione, una nota particolareggiata delle spese ed il Tri-

bunale fissa l'indennità dovuta alla parte sulla base di tale nota (art. 14 

cpv. 1 TS-TAF). In difetto di tale nota il Tribunale fissa l'indennità sulla base 

degli atti di causa (art. 14 cpv. 2 TS-TAF). 

9.3 Nella fattispecie, in difetto di una nota particolareggiata, l'indennità per 

spese ripetibili è fissata d'ufficio dal Tribunale sulla base degli atti di causa 

in CHF 800.– (le spese ripetibili non comprendono l'imposta sul valore ag-

giunto ai sensi dell'art. 9 cpv. 1 lett. c TS-TAF).  

D-5120/2022 

Pagina 21 

10.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione per il che non può essere impugnata con ricorso 

in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-5120/2022 

Pagina 22 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto limitatamente alla pronuncia e all'esecuzione dell'allon-

tanamento. I punti 3, 4 e 5 del dispositivo di cui alla decisione della SEM 

del 10 ottobre 2022 sono annullati.  

Per il resto il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

La SEM rifonderà al ricorrente complessivamente CHF 800.– a titolo di in-

dennità ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Sebastiana Bosshardt 

 

 

Data di spedizione: