# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 60e79390-b5ce-52bf-bc1d-f56da9b8f011
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.10.2008 D-4147/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4147-2008_2008-10-16.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4147/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  o t t o b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice 
Jenny de Coulon Scuntaro;
cancelliere Carlo Monti.

A._______, alias 
B._______, alias 
C._______, Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 20 giugno 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4147/2008

Fatti:

A.
Il  28 aprile 2008, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera.  Ha  dichiarato  d'essere  espatriato  in  aprile  del  2008  dalla 
Nigeria, per il timore d'essere ucciso dai membri della famiglia del suo 
patrigno,  da  lui  ucciso.  Sarebbe  arrivato  in  Europa  con  una  nave 
ignorando  il  luogo  dove  sarebbe  sbarcato.  In  seguito  avrebbe 
raggiunto la Svizzera in auto il 27 aprile 2008.

B.
Il 20 giugno 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 32  cpv.  2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi,  RS 142.31). Detto Ufficio  ha pure pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  il  suo  Paese  d'origine,  siccome  lecita, 
esigibile e possibile.

C.
Il 20 giugno 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
una  nuova  decisione  nel  merito  e,  in  via  sussidiaria,  l'accordo 
dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali.

D.
L'11  luglio  2008,  il  TAF ha  considerato  il  gravame siccome privo  di 
probabilità  d'esito  favorevole  ed  ha  respinto  la  summenzionata 
domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle 
presumibili spese processuali. Ha quindi invitato il ricorrente a versare 
un anticipo di fr. 600.-- a copertura delle presumibili spese processuali, 
con  comminatoria  d'inammissibilità  del  ricorso  in  caso  di  mancato 
versamento  di  detto  anticipo  (v.  decisione  incidentale  del  TAF 
dell'11 luglio 2008).

E.
Il  18  luglio  2008,  il  ricorrente  ha  tempestivamente  versato  l'anticipo 
richiesto.

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D-4147/2008

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 LAsi  e  art.  83  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, 
RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, 
il procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Nel provvedimento litigioso, l'UFM ha considerato, da un lato,  che il 
ricorrente non ha addotto motivi che possano giustificare la mancata 
tempestiva  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità.  Dall'altro 
lato, ha ritenuto siccome inconsistenti  e contraddittorie le allegazioni 
decisive  in  materia  d'asilo  presentate  dall'insorgente.  Il  ricorrente 
avrebbe  dichiarato  nell'audizione  sulle  generalità d'essere  arrivato  a 
casa  e  di  aver  visto  un  litigio  in  corso  tra  sua  madre  e  il  patrigno, 
durante il quale si sarebbero presi a pugni, finché sua madre sarebbe 
caduta  rimanendo per  terra senza  respiro. Invece,  nell'audizione  sui 
fatti,  l'insorgente  avrebbe allegato che,  al  momento del  suo arrivo a 
casa,  avrebbe  sentito  soltanto  degli  urli  del  suo  patrigno  e  di  aver 
visto,  come  prima cosa  dentro  la  casa,  sua  madre  per  terra  senza 
segni di vita. Non avrebbe quindi più menzionato né la lotta, né il litigio 
tra  i  due.  Inoltre,  avrebbe  dichiarato,  nell'audizione  sulle  generalità, 
che sua madre sarebbe viva ed abiterebbe all'indirizzo da lui indicato. 

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Peraltro, non si sarebbe mai informato tramite i suoi amici in relazione 
alla  conferma  del  decesso  delle  due  persone  nonché  al  fatto  che 
sarebbe ricercato dai famigliari  del  patrigno. Per di più, non sarebbe 
affatto  logico  che  una  persona,  nella  situazione  descritta 
dall'insorgente, non prenda contatto in qualche modo con il suo Paese 
d'origine,  per  ottenere informazioni  sull'avanzamento  della  faccenda, 
nella  quale  si  troverebbe  coinvolto.  L'autorità  inferiore  ha  infine 
considerato non necessari ulteriori chiarimenti ai fini dell'accertamento 
della  qualità  di  rifugiato  o  dell'esistenza  di  un  impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente.

5.
Nel ricorso, l'insorgente ha allegato, in sostanza e per quanto è qui di 
rilievo, di non avere consegnato alcun documento d'identità, in quanto 
non  ne  avrebbe  mai  posseduti  e  di  non  averne  mai  avuto  bisogno. 
Inoltre,  il  ricorrente  ha  asserito  di  avere  trovato  sua  madre  senza 
respiro a terra tornando a casa. Peraltro, sarebbe stato suo patrigno 
ad  uccidere  sua  madre  ed  il  ricorrente  l'avrebbe  ucciso,  dopo  aver 
capito tutto. Infine, ha confermato di avere detto alle autorità solo la 
verità.

6.
Giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c).

6.1 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 

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per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

6.2 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

7.
Questo Tribunale osserva, che il ricorrente, senza valide ragioni, non 
ha  tempestivamente  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai 
sensi  di  legge,  benché  l'UFM l'abbia  invitato  ad esibirli  al  momento 
dell'inoltro  della  sua  domanda  d'asilo.  Non  v'è,  dunque,  ragione  di 
ritenere che se l'insorgente avesse effettuato dei seri e concreti sforzi 
per procurarsi tempestivamente un documento di viaggio o d'identità, 
detti sforzi non avrebbero potuto avere esito favorevole. Infine, se un 
richiedente  non  aveva  ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata 
esibizione di documenti ai sensi di legge in procedura di prima istanza, 
non  v'è  motivo  d'annullare  la  decisione  di  non  entrata  nel  merito 
quand'anche  avesse  a  presentare  un  siffatto  documento  in  sede  di 
ricorso  (v.,  fra  le  tante,  la  sentenza  del  Tribunale  amministrativo 
federale  D-8199/2007  del  18  dicembre  2007  consid.  8  e  relativo 
riferimento).

8.
Il  TAF rileva, inoltre, che il  ricorrente non ha presentato, all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le 
allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  s'esauriscono,  infatti,  in  mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF 
in  relazione  all'art. 6  LAsi,  all'art.  37  LTAF  ed  all'art. 4  PA).  Basti 
rilevare  che  l'insorgente  in  sede  di  ricorso  non  s'è  espresso  in 
relazione alle contraddizioni rilevate nella succitata decisione dell'UFM 

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per  quanto  riguarda  il  racconto,  da  lui  esposto  nel  corso  della 
procedura  di  prima  istanza.  Ciò non  può che  comprovare  la 
conclusione  dell'UFM  circa  l'inverosimiglianza  delle  allegazioni  del 
ricorrente. Per conseguenza,  l'UFM ha rettamente considerato come 
non  convincenti,  con  riferimento  all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  le 
dichiarazioni rese dall'insorgente.

9.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate dal ricorrente (v. considerando 8 del presente giudizio), non 
risultano elementi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti 
ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  dell'insorgente 
medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

10.

10.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa  violare 
l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) od esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101)  od all'art. 3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

10.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere 
se  per  impedimenti  all'esecuzione  dell'allontanamento  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto 
nazionale  (riguardanti  l'esigibilità  e  la  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento) oltre a quelli  di diritto internazionale pubblico. In 
effetti,  anche  in  materia  d'esigibilità  e  di  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento  non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun 
elemento suscettibile d'imporre degli ulteriori chiarimenti.

10.3 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 

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nondimeno  che  in  Nigeria  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

10.4 Inoltre, il ricorrente è giovane, celibe ed ha una certa esperienza 
professionale. Egli  non  ha  altresì  preteso  nel  gravame di  soffrire  di 
gravi problemi di salute tali da giustificare un'ammissione provvisoria 
(v. sulla  problematica  GICRA 2003  n. 24),  senza  che  ad  un  esame 
d'ufficio  degli  atti  di  causa emerga la  necessità  di  una permanenza 
dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi  medici.  In  siffatte  circostanze, 
l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome  adempiti  i 
presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferimento alle 
effettive  possibilità  per  l'insorgente  di  un  adeguato  reinserimento 
sociale nel suo Paese d'origine.

10.5 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

11.
Pertanto, in materia di non entrata nel merito il ricorso, destituito d'ogni 
e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata va confermata.

12.
L'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14  cpv. 1  e  cpv. 2 LAsi  e  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché 
art. 32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

13.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 10 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

14.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 

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semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

15.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art.  63  cpv.  1  e 
cpv. 5  PA nonché  art.  3  lett.  a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono computate 
con  l'anticipo  spese,  di  fr.  600.--,  versato  dall'insorgente  il 
18 luglio 2008.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo spese di fr. 600.--, versato il 18 luglio 2008, è computato con 
le spese processuali.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM,  Divisione  Dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia,  n. di  rif. N  ; 

allegato: incarto UFM)
- D._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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