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**Case Identifier:** c5169309-7a43-5833-952c-0e41743b07a6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.06.2010 D-4240/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4240-2010_2010-06-17.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4240/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 7  g i u g n o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione di Muriel Beck Kadima, giudice;
cancelliere Jean-Marie Meraldi.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Esecuzione dell'allontanamento;
decisione dell'UFM dell'8 giugno 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4240/2010

Visto: 

la prima domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in 
Svizzera,

la  decisione  dell'UFM del 17 febbraio 2009 di  non entrata nel  merito 
della  menzionata  domanda  in  cui  ha  ordinato  l'allontanamento 
dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento, 

la  sentenza del  12 marzo 2009 del Tribunale  amministrativo federale 
(TAF) che  ha dichiarato  inammissibile  il ricorso  inoltrato 
dall'interessato contro la suddetta decisione, 

la  seconda  domanda  d'asilo  in  Svizzera  che  l'interessato  ha 
presentato in data (...),

i verbali d'audizione del (...) relativi all'audizione sommaria (di seguito: 
verbale  1)  e  al  diritto  di  essere  sentito  in  merito  all'applicazione 
dell'art. 32 cpv. 2 lett. e della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 
RS 142.31) (di seguito: verbale 2),

la  decisione  dell'UFM  dell'8 giugno 2010  notificata  il  giorno  stesso 
all'interessato (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 10 giugno 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato), 

l'incarto  dell'UFM, pervenuto  a  codesto  Tribunale  in  copia  via  fax in 
data 11 giugno 2010 e in originale in data 14 giugno 2010,

il  certificato  medico  del  (...)  presentato  dal  ricorrente,  in  data 
11 giugno 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

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e considerato :

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF,  RS  173.110),  in  quanto  la  LAsi  non  preveda 
altrimenti (art. 6 LAsi),

che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d LTF), 

che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art.  52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza va redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni,  l'interessato  ha dichiarato  di  essere 
cittadino algerino nato a B._______, dove ha vissuto dalla sua nascita  
fino al (...),

che egli ha affermato di non essere rientrato nel suo Paese d'origine 
dopo la  conclusione infruttuosa,  nel  mese di  marzo 2009,  della  sua 
prima procedura d'asilo in Svizzera (cfr. verbale 1 pag. 1 e verbale 2 
pag. 1); che egli  ha dichiarato di  non avere nuovi  motivi  d'asilo  (cfr.  
verbale 1 pag. 5 e verbale 2 pag. 1),

che,  nella  decisione  dell'8 giugno 2010,  l'UFM ha  constatato  che  la 
prima procedura d'asilo è definitivamente conclusa e che i fatti addotti  
dal ricorrente nella presente procedura, essendo di natura meramente 
economica  o  legati  alla  sua  volontà  di  sposarsi,  non  sono  propri  a 
motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della 
protezione provvisoria, 

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che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai  sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; che detto Ufficio ha 
anche  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  l'Algeria  siccome  lecita, 
esigibile e possibile, 

che,  nel  ricorso,  l'insorgente,  affermando  di  non  contestare  la  non 
entrata nel merito dei propri  motivi  d'asilo, ha fatto valere che il  suo 
allontanamento  verso  l'Algeria  non  apparirebbe  ragionevolmente 
esigibile, poiché la sua condizione economica non gli permetterebbe di  
di  condurvi  un'esistenza  dignitosa  e  rispettosa  dei  diritti  dell'uomo; 
che, inoltre, egli ha affermato di aver subito in Patria numerosi abusi 
sessuali, già a partire dall'età di cinque anni, affermando di non avere 
addotto tale motivo in precedenza per pudore,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto  l'annullamento  della 
decisione impugnata, limitatamente al punto riguardante l'esecuzione 
dell'allontanamento, e la concessione dell'ammissione provvisoria; che 
ha,  altresì,  presentato  una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel 
senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali  e  del 
relativo anticipo,

che nel medesimo invio del gravame il ricorrente ha prodotto sei fogli 
costituiti  da  fotocopie  di  testi  scritti  in  una  lingua  straniera,  senza 
tuttavia farvi alcun riferimento nel ricorso,

che,  in  data  14 giugno 2010,  il  ricorrente  ha  prodotto  un  certificato 
medico volto a dimostrare gli  abusi  che avrebbe subito; che,  inoltre, 
presentando tale certificato, egli ha affermato che un rientro in Algeria 
lo esporrebbe al rischio di finire in carcere e di subirvi maltrattamenti a 
causa della sua uscita illegale dal Paese,

che la decisione dell'UFM, in quanto non impugnata in materia di non 
entrata  nel  merito  e  pronuncia  dell'allontanamento,  è  cresciuta  in 
giudicato  ad  eccezione  della  questione  dell'esecuzione 
dell'allontanamento,

che,  a  titolo  preliminare,  i  testi  in  lingua  straniera  sopraccitati  non 
possono  venire  presi  in  considerazione  nell'esame  della  presente 
procedura, ritenuto, da un lato, che si tratta di fotocopie di testi redatti  
in un idioma diverso da una lingua ufficiale elvetica e, dall'altro lato, 
che il ricorrente non ne accenna minimante né la loro esistenza, né il  

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loro contenuto nell'ambito del gravame, ciò che induce a supporre che 
gli  stessi  non erano indirizzati  a  codesto  Tribunale,  bensì sono finiti 
nella busta del ricorso per errore,

che, inoltre, a titolo abbondanziale, le allegate violenze sessuali, oltre 
a  costituire  delle  semplici  allegazioni  di  parte  e  a  non  essere 
minimamente  provate  dal  certificato  medico  presentato,  sono 
pretestuose,  giacché  invocate  solo  dopo  la  decisione  negativa 
dell'UFM e in contraddizione con la sua decisione di non contestare la 
non entrata nel merito,

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che, giusta l'art. 83 cpv. 1 LStr, l'esecuzione dell'allontanamento deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e  
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Algeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre il ricorrente in Patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che, in particolare, l'asserito rischio di pena privativa di libertà, legato 
al suo presunto espatrio illegale, non soccorre il ricorrente; che, infatti,  
giusta le informazioni a disposizione del presente Tribunale, i cittadini 
algerini rischiano una sanzione solo in caso di espatrio volto a sottrarsi 
alla giustizia; che il ricorrente non ha fatto valere di avere problemi con 
la giustizia; che, in considerazione di quanto precede, non v'è ragione 
di ritenere che l'espatrio del ricorrente possa condurlo a subire nel suo 
Paese d'origine dei trattamenti contrari alle sopraccitate disposizioni,

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile,

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che,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili  all’art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 4 LStr, va rilevato 
che la situazione vigente in Algeria non è, notoriamente, caratterizzata 
da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga 
l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
celibe,  ha  frequentato  nove  anni  di  scuola  dell'obbligo e  gode  di 
esperienza professionale quale (...) (cfr. verbale 1 pag. 2); che, inoltre,  
dispone in Patria di una rete famigliare, ovvero sua madre, due fratelli  
ed una sorella (cfr. verbale 1 pag. 3),

che l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi  
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 24); che, infatti, dall'attestato medico presentato si evince che 
il ricorrente non ha attualmente problemi di salute,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontana-
mento è dunque pure possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente  esigibile  e  possibile;  che  per  conseguenza,  il 
gravame va  disatteso  e  la  querelata  decisione  dell'autorità  inferiore 
confermata, 

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

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che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA), 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2])

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Il succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro 
un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
C._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di C._______, (via fax, 
per  l'incarto  N  (...),  con  preghiera  di  notificare  la  sentenza  al 
ricorrente  e  di  ritornare  l'avviso  di  ricevimento  al  Tribunale 
amministrativo federale)

- D._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Jean-Marie Meraldi

Data di spedizione:

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