# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 93b4b2d2-5cfb-5cfd-b574-721e21953901
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-12-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.12.2021 A-989/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-989-2020_2021-12-20.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-989/2020 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 0  d i c e m b r e  2 0 2 1  

Composizione 

 
Giudice Claudia Pasqualetto Péquignot, presidente del 

collegio, Christine Ackermann, Jérôme Candrian; 

Manuel Borla, cancelliere. 

 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

…,   

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Pronovo AG, 

Dammstrasse 3, 5070 Frick,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Energia; rimunerazione per l'immissione di elettricità nella 

rete. 

 

 

 

A-989/2020 

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Fatti: 

A.  

A.a Nel mese di aprile 2011 la A._______ (di seguito A._______) e la 

B._______(di seguito B._______) hanno sottoscritto un contratto avente 

per oggetto la progettazione, la realizzazione e lo sfruttamento di un 

impianto fotovoltaico sugli stabili dei locali commerciali di A._______ 

presso …. 

A.b L’impianto, a suo tempo di proprietà di B._______, è stato messo in 

servizio il 18 giugno 2012 e presentava allora come oggi una potenza 

istallata di 379 kWp e una produzione annua di circa 416'000 kWh/a. La 

convenzione stipulata tra le parti prevedeva che A._______ acquistasse 

l’equivalente del 25% dell’energia prodotta con il relativo certificato a 

determinate condizioni tariffarie. 

B.  

In ragione di nuove normative, entrate in vigore il 1° dicembre 2015, a 

A._______ non è più stato possibile acquistare l’energia prodotta alle 

condizioni previste dal contratto. Essa ha pertanto deciso di procedere con 

l’acquisto dell’impianto di proprietà di B._______, a condizione che esso 

fosse notificato e ammesso ai fini della rimunerazione a copertura dei costi 

per l’immissione in rete di energia elettrica (di seguito anche sistema RIC). 

Il 26 e 31 marzo 2015 (timbro postale del 1° aprile 2015) l’impianto è così 

stato notificato a Swissgrid, con debito formulario, al fine di potere 

accedere al citato sistema. 

C.  

Con decisione del 4 maggio 2015 Swissgrid ha comunicato all’interessata 

che il tetto di somma massima destinata al sistema RIC era stato raggiunto, 

ragione per cui l’Ufficio federale dell’energia (di seguito UFE) aveva 

disposto la sospensione delle decisioni in materia, e di conseguenza ha 

disposto formalmente che, “qualora l’impianto realizzato dovesse 

adempiere i requisiti per la RIC […], il progetto verrebbe messo nella lista 

d’attesa conformemente alla data della notifica”. 

D.  

Nel mese di ottobre 2015 B._______ e A._______ hanno sottoscritto il 

contratto per la cessione dell’impianto a quest’ultima. 

E.  

Con scritto dell’8 dicembre 2017 Swissgrid ha informato l’interessata che 

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l’impianto in discussione sarebbe stato escluso dall’incentivo della 

rimunerazione per l’immissione di energia, nella misura in cui con l’entrata 

in vigore dei nuovi disposti legali, il 1° gennaio 2018, potevano beneficiare 

dell’incentivo “solo i nuovi impianti inclusi nel sistema di rimunerazione per 

l’immissione in rete di energia che [erano] stati messi in servizio dopo il 1° 

gennaio 2013”. Nello specifico l’impianto in oggetto era stato messo in 

servizio prima del 1° gennaio 2013 e notificato dopo il 31 luglio 2013. 

L’autorità inferiore ha informato A._______ che in caso non avesse 

condiviso la presa di posizione avrebbe potuto trasmettere nuovamente 

dell’ulteriore documentazione. 

F.  

Con scritto del 30 gennaio 2018 A._______ ha chiesto la revoca della 

decisione dell’8 dicembre 2017 e l’adozione di una nuova decisione, che 

avrebbe dovuto decretare l’impianto in oggetto quale idoneo all’incentivo, 

rispettivamente avrebbe dovuto concedere a A._______ la facoltà di 

passare alla “rimunerazione unica”. In caso contrario l’interessato 

postulava “l’emanazione di una decisione formale”, debitamente motivata 

e corredata dai rimedi di diritto. 

G.  

Con scritto del 26 marzo 2018 la Pronovo AG (a cui Swissgrid, con effetto 

al 3 gennaio 2018 ha trasferito la parte operativa tramite trasferimento di 

patrimonio; di seguito Pronovo) ha comunicato all’interessata che in base 

alle norme transitorie della LEne, il nuovo diritto si sarebbe applicato ai 

gestori di impianti e ai promotori di progetto, postulanti l’accesso al sistema 

RIC, che non avevano ricevuto una decisione positiva in merito, prima 

dell’entrata in vigore della legge. In particolare, ha evidenziato l’autorità 

federale, la LEne si sarebbe applicata a coloro ai quali era stato 

“comunicato che il loro impianto si trova[va] sulla lista d’attesa (conferma 

di inclusione nella lista d’attesa), anche se all’entrata in vigore della [legge] 

il loro impianto [era] già in esercizio”. 

H.  

Con decisione del 9 novembre 2018 Pronovo, confermando gli scritti 

precedenti, ha comunicato a A._______ che la domanda di partecipazione 

al sistema RIC relativa all’impianto PV A._______ S. Antonino, era 

respinta. 

I.  

Con istanza del 5 dicembre 2018 A._______ (di seguito anche opponente) 

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Pagina 4 

ha interposto opposizione avverso tale decisione chiedendo, in via 

principale, di accogliere la domanda di accesso al sistema RIC 

rispettivamente di lasciare l’impianto in discussione (n° …) nella lista di 

attesa sopracitata; in via subordinata essa ha chiesto di annullare la 

decisione impugnata, di concedere il diritto di “passare” alla rimunerazione 

unica, rispettivamente di lasciare l’impianto in lista di attesa. Protestate 

tasse e spese. 

A sostegno delle proprie pretese l’opponente ha censurato la violazione 

della LEne, indicando come diversi disposti legali su cui poggia la decisione 

impugnata non sarebbero applicabili alla presente fattispecie. Inoltre essa 

ha ritenuto “giustificata una deroga, anche se non espressamente prevista 

dalla legge”. 

J.  

Con decisione su opposizione del 16 gennaio 2020, Pronovo ha respinto 

le richieste dell’opponente. Essa ha rilevato che la nuova legislazione, 

applicabile in base alle norme transitorie, prevede l’accesso al sistema RIC 

unicamente per gli impianti definiti “nuovi” messi in esercizio dopo il  

1° gennaio 2013. Nemmeno l’eccezione a tale principio, porterebbe ad altra 

conclusione, nella misura in cui potrebbero beneficarvi gli impianti che 

hanno ottenuto una decisione di messa in lista di attesa, prima del 31 luglio 

2013. In entrambi i casi l’impianto in oggetto non ottemperava alle 

condizioni poste. 

K.  

Con ricorso del 17 febbraio 2020, indirizzato al Tribunale amministrativo 

federale (qui di seguito TAF o Tribunale), A._______ (di seguito anche 

ricorrente o insorgente) ha chiesto di annullare la decisione impugnata e di 

accogliere la domanda di partecipazione al sistema RIC per l’impianto PV 

… A._______ …; in via subordinata essa ha chiesto di potere passare alla 

rimunerazione unica e in ogni caso di mantenere l’impianto in discussione 

nella lista d’attesa. A sostegno delle proprie pretese, l’insorgente ha 

censurato la violazione del principio di non retroattività delle leggi. La 

decisione impugnata sarebbe pure lesiva del principio della buona fede e 

dell’affidamento, che imporrerebbe il mantenimento dell’iscrizione 

dell’impianto nella lista d’attesa, ai fini dell’effettiva erogazione 

dell’incentivo, così come riconosciuto dall’autorità competente con 

decisione del 4 maggio 2015. A suo dire, l’autorità inferiore sarebbe infine 

venuta meno al rispetto del principio di proporzionalità, poiché l’impianto 

litigioso sarebbe “l’unico, di queste dimensioni, a non beneficiare della 

RIC”. 

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Pagina 5 

L.  

Con osservazioni del 18 maggio 2020 Pronovo ha ribadito che in base alla 

LEne, entrata in vigore il 1° gennaio 2018, l’impianto sarebbe escluso dalla 

RIC, siccome messo in esercizio prima del 1° gennaio 2013 e notificato 

dopo il 31 luglio 2013. E ciò sebbene esso fosse stato messo in lista di 

attesa, la quale non configura una base legale sufficiente, come indicato 

dalle norme transitorie LEne e dalla giurisprudenza in materia. 

M.  

Con presa di posizione dell’8 ottobre 2021, la ricorrente ha mantenuto le 

conclusioni senza ulteriori sviluppi. 

 

Diritto: 

1.  

Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni ai 

sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 

amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità menzionate 

all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale 

amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di cui 

all'art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è retta 

dalla PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). 

2. La ricorrente ha diritto di ricorrere avendo partecipato al procedimento 

dinanzi all'autorità inferiore, essendo particolarmente toccata dalla 

decisione impugnata ed avendo un interesse degno di protezione 

all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). I 

requisiti relativi al contenuto ed alla forma del ricorso sono soddisfatti 

(art. 52 PA). Tutti gli altri presupposti processuali sono altrettanto 

adempiuti, in particolare il ricorso è tempestivo (art. 50 cpv. 1 PA) e 

l'anticipo spese è stato versato entro il termine impartito (art. 63 cpv. 4 PA). 

Occorre quindi entrare nel merito del ricorso. 

3.  

Oggetto del presente, risulta essere l’applicazione dei disposti della Legge 

federale del 30 settembre2016 sull’energia (LEne, RS 730.0) all’impianto 

in discussione. 

Con l’entrata in vigore, il 1° gennaio 2018, della revisione totale della LEne, 

adottata dal Parlamento il 30 settembre 2016, il legislatore ha stabilito, tra 

le diverse misure adottate, di abolire il sistema di rimunerazione per 

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l’immissione di elettricità (RIC) e di sostituirlo in un sistema di 

rimunerazione per l’immissione di elettricità con commercializzazione 

diretta (cfr. Messaggio concernente il primo pacchetto di misure della 

Strategia energetica 2050 [Revisione del diritto in materia di energia] e 

l'iniziativa popolare “Per un abbandono pianificato dell'energia nucleare” 

[Iniziativa per l'abbandono del nucleare], FF 2013 655).  

Da una parte la ricorrente che chiede partecipazione al sistema RIC per 

l’impianto PV … A._______ ..., eventualmente di potere passare alla 

rimunerazione unica, ma in ogni caso di mantenere l’impianto nella lista 

d’attesa. Dall’altra, l’autorità di prima istanza che, in base alle nuove 

normative introdotte dalla LEne, ritiene non essere adempiute le condizioni 

per accedere al sistema RIC rispettivamente di ritenere corretta la 

cancellazione dalla lista di attesa. 

4.  

4.1 Con l’impugnativa in esame l’insorgente ha censurato in primo luogo, 

la violazione del principio di non retroattività della legge e quindi 

l’inapplicabilità della LEne in particolare dell’art. 19 cpv. 1 e 3 LEne e delle 

disposizioni transitorie relative al sistema di rimunerazione segnatamente 

l’art. 72 cpv. 4 LEne. A suo dire tali disposti, entrati in vigore il 1° gennaio 

2018, non sarebbero applicabili agli impianti già in esercizio e che risultano 

essere in lista di attesa in base ad una decisione pregressa. In altre parole 

essa ritiene che esista un diritto acquisito, in base pure al principio della 

buona fede, al mantenimento in tale lista, in attesa che la Confederazione 

disponga di maggiori risorse finanziarie. 

4.1.1 L’autorità di prima istanza ne contesta le conclusioni nella misura in 

cui dalle norme transitorie, chiare e inequivocabili, segnatamente l’art. 72 

LEne, emergerebbe quali sono gli impianti da considerare nuovi e quindi 

incentivabili di principio. Una diversa interpretazione, a favore della qui 

ricorrente creerebbe una disparità di trattamento tra gli impianti in lista di 

attesa, portando ad una situazione di arbitrio. 

4.1.2 Per costante giurisprudenza, il diritto applicabile ratione temporis ad 

una fattispecie determinata è di principio quello in vigore al momento 

dell’accadimento dei fatti pertinenti, riservate le normative transitorie 

speciali (DTF 146 V 364 consid. 7.1; 140 V 136 consid. 4.2.1; 139 V 335 

consid. 6.2; sentenza del TF 2C_340/2020 del 16 settembre 2020 consid. 

3.3; sentenza del TAF A-6543/2018 del 24 marzo 2020 consid. 5.5).  

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4.1.3 Allorquando esiste un margine di apprezzamento, il Tribunale deve 

applicare le leggi federali e interpretarle conformemente alla Costituzione. 

Tale interpretazione ha i suoi limiti di fronte ad un testo chiaro e preciso; 

ciò anche quando il testo è in qualche modo contrario alla costituzione (cfr. 

DTF 141 II 338 consid. 3.1; 133 II 305 consid. 5.2 ; sentenza del TAF  

A-4189/2020 del 9 giugno 2021 consid. 3.3.3). 

Nello specifico la LEne, entrata in vigore il 1° gennaio 2018, prevede all’art. 

72 una regolamentazione transitoria specifica in materia (“disposizioni 

transitorie relative al sistema di rimunerazione per l’immissione di elettricità 

e al supplemento rete”). In particolare, questa normativa suddivide in 3 

categorie i richiedenti:  

1) da una parte, i gestori di impianti che all’entrata in vigore della LEne 

ricevevano già una rimunerazione conformemente al diritto anteriore 

(art. 7a della legge del 26 giugno 1998 sull’energia) e che 

continueranno di conseguenza ad avervi diritto (cpv. 1); 

2) dall’altra coloro ai quali la rimunerazione è stata garantita prima 

dell’entrata in vigore della LEne (decisione positiva); 

3) ed infine coloro il cui impianto “si trova sulla lista d’attesa (conferma di 

inclusione nella lista d’attesa), anche se all’entrata in vigore della 

presente legge [esso] è già in esercizio”; per essi il diritto transitorio ha 

indicato in modo chiaro che “non possono partecipare al sistema di 

rimunerazione per l’immissione di elettricità se ne sono esclusi secondo 

l’articolo 19”; detto disposto legale prevede che possono aderire al 

sistema RIC, gli impianti “nuovi”, dove per nuovi si intendono quelli 

messi in esercizio dopo il 1° gennaio 2013 (art. 19 cpv. 3 LEne). 

A queste tre categorie se ne aggiunge una quarta: ossia coloro il cui 

impianto è stato messo in lista di attesa prima del 31 luglio 2013 e messo 

esercizio prima del 1° gennaio 2013 (cpv. 4). Essi possono beneficiare del 

RIC. 

4.2 Nella fattispecie l’impianto è stato messo in esercizio già il 18 giugno 

2012, ma è solo il 4 maggio 2015, facendo seguito alla richiesta del 26/31 

marzo 2015 (timbro postale 1° aprile 2015), che Swissgrid ha comunicato 

come il progetto fosse stato messo “in lista di attesa”. Ne discende 

pertanto, in base all’art. 72 cpv. 3 LEne, che alla fattispecie si applica il 

nuovo diritto materiale (LEne). 

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Ora, in applicazione della LEne le conseguenze per la ricorrente sono le 

seguenti; egli non può beneficare di principio al sistema RIC, in quanto ad 

esso possono partecipare unicamente gli impianti “nuovi”, dove per nuovi 

si intendono quelli messi in esercizio dopo il 1° gennaio 2013 (art. 19 cpv. 

1 e 3). Ma egli non può nemmeno beneficare dell’eccezione di cui all’art. 

72 cpv. 4 LEn, in base al quale coloro che hanno ricevuto una conferma di 

inclusione nella lista di attesa prima del 31 luglio 2013 possono partecipare 

al RIC anche se il loro impianto è stato messo in esercizio prima del 1° 

gennaio 2013. Infatti l’impianto di ... è entrato in lista di attesa solo il 4 

maggio 2015. 

È incontestabile che le disposizioni transitorie creino un’ineguaglianza di 

trattamento tra le istallazioni che a differenza della loro oggettiva 

condizione vengono classificate in categorie distinte, con la conseguenza 

dell’accesso o meno al RIC. Ciò è del resto la volontà chiara del legislatore, 

avverso la quale il presente Tribunale non può opporsi. Infatti, 

conformemente all’art. 190 della Costituzione federale della 

Confederazione Svizzera (Cost., RS 101) il Tribunale federale e le altre 

autorità giudiziarie sono tenute all’applicazione delle leggi federali. Ora 

laddove esiste un certo margine di apprezzamento tali autorità sono tenute 

ad un’interpretazione conformemente alla Costituzione; esercizio che trova 

i suoi limiti allorquando il testo e il senso della disposizione legale è chiaro, 

anche se esso fosse contrario alla costituzione (cfr. supra consid. 4.1.3). 

Ferme queste premesse la censura invocata dal ricorrente non merita 

tutela. 

5.  

5.1 La ricorrente ha inoltre censurato la violazione del principio della buona 

fede e dell’affidamento, poiché essa beneficerebbe del diritto acquisito al 

mantenimento dell’iscrizione dell’impianto nella lista d’attesa, ai fini della 

effettiva erogazione dell’incentivo. A suo dire la violazione del principio 

dell’affidamento risulterebbe “ancora più grave se si considera che la 

decisione di iscrizione nella lista d’attesa è stata emanata dalla competente 

autorità, il 4.5.2015, allorquando [..] il progetto di nuova LEne era già stato 

presentato dal Consiglio federale con il messaggio del 2013 da oltre 1 anno 

e mezzo”. Peraltro, l’insorgente ha evidenziato di avere acquistato 

l’impianto in discussione, assumendosi un investimento importante, in 

ragione delle citate rassicurazioni avvenute sotta la precedente 

legislazione. 

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L’autorità federale ha per contro avversato la tesi ricorsuale precisando che 

“una decisione di messa in lista d’attesa in vista di un incentivo non crea 

una base di fiducia degna di protezione”; ciò che sarebbe confermato dalla 

recente giurisprudenza DTF 2C_821/2019 consid. 4.1 e segg.. In questo 

senso, il principio della protezione della buona fede fonderebbe 

unicamente il diritto a disposizioni transitorie “adeguate”, a cui l’art. 72 

LEne fa fronte. 

5.2 Il principio della buona fede (artt. 9 e 5 cpv. 3 Cost), che copre l’insieme 

dell’attività dello Stato, conferisce all’interessato, a certe condizioni, il diritto 

di esigere dalle autorità che si conformino alle promesse o alle 

assicurazioni fattegli e che non tradiscano la fiducia posta in esse (cfr. DTF 

131 II 627 consid. 6.1; 130 I 26 consid. 8.1; 129 I 161 consid. 4). Una delle 

premesse perché vi ci si possa appellare è che la persona toccata non 

abbia potuto rendersi immediatamente conto dell’erroneità dell’indicazione 

ricevuta (cfr. tra le tante sentenza del TAF A-3698/2015 del 12 luglio 2016, 

consid. 5). 

5.2.1 Invocando la protezione della buona fede, sancita dagli artt. 5 cpv.  

3 e 9 Cost., la ricorrente dimentica che detto principio, di regola, non 

protegge i cittadini dai mutamenti legislativi, a meno che sia violato il divieto 

della non-retroattività (DTF 130 I 26 consid. 8.1 pag. 60 e riferimenti), che 

come visto in precedenza non è il caso (cfr. consid. 4).  

A titolo eccezionale, la giurisprudenza ha ammesso la facoltà di prevalersi 

della tutela del principio della buona fede, a condizione che il ricorrente 

abbia adottato delle disposizioni, sulla base del diritto in vigore sino a quel 

momento, aventi conseguenze gravose con l’entrata in vigore della nuova 

legislazione, che la modifica legislativa fosse “impensabile” a quel tempo e 

che l’adattamento alla nuova situazione giuridica non è oggettivamente 

concretizzabile/possibile. Ma anche in tali circostanze, non esiste il diritto 

ad essere trattato in ragione dei disposti di legge precedenti, tutt’al più 

esiste la possibilità che per ragioni legate ai principi di legalità, 

proporzionalità, divieto dell’arbitrio, e di buona fede, si possa imporre di 

creare una regolamentazione specifica transitoria (cfr. DTF 145 II 140 

consid. 4; 134 I 23 consid. 7.6.1; 130 I 26 consid. 8.1; sentenza del TAF  

A-4189/2020 del 9 giugno 2021 consid. 5.3.2 con riferimenti). 

5.2.2 Ora, con decisione del 4 maggio 2015, l’autorità federale ha dapprima 

stabilito che “in base ai dati forniti […] sarebbero date le condizioni per una 

rimunerazione a copertura dei costi per l’immissione in rete di energia 

elettrica giusta l’art. 7a LEne” (primo paragrafo del dispositivo). Essa ha 

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quindi precisato che “[q]ualora l’impianto realizzato dovesse adempiere i 

requisiti per la rimunerazione a copertura dei costi per l’immissione in rete 

di energia elettrica (RIC), rispettivamente in caso di esercizio del diritto di 

scelta in favore di tale rimunerazioni, il progetto verrebbe messo nella lista 

d’attesa conformemente alla data della notifica” (secondo paragrafo del 

dispositivo). Risulta pertanto evidente che la decisione in punto all’accesso 

al sistema RIC, era tutt’altro che definitiva; anzi l’autorità di prima istanza 

ha indicato chiaramente come tale principio avrebbe dovuto essere 

stabilito in un secondo tempo. A titolo abbondanziale, il Tribunale non può 

fare a meno di rilevare che nemmeno l’iscrizione nella lista di attesa fosse 

stata determinata in modo definitivo (cfr. “qualora l’impianto […] dovesse 

adempiere i requisiti della RIC, [..] il progetto verrebbe messo in lista 

d’attesa” (secondo paragrafo del dispositivo). 

Peraltro, sino a ricezione di una decisione formale positiva, la ricorrente 

poteva attendersi delle modifiche legislative relative all’accesso al 

programma RIC (cfr. sentenze del TAF A-4189/2020 del 9 giugno 2021 

consid. 5.4 e riferimenti). 

In altre parole, la decisione del 4 maggio 2015 relativa all’eventuale 

inserimento nella lista di attesa (“il progetto verrebbe messo in lista 

d’attesa”), non configura una base legale sufficiente che permetta la tutela 

di una situazione acquisita e quindi il richiamo e il rispetto dei principi della 

buona fede e dell’affidamento ai sensi dell’artt. 5 cpv. 3 e 9 Cost. (cfr. 

sentenze del TF 2C_340/2020 del 16 settembre 2020 consid. 3.3; 

2C_821/2019 dell’11 febbraio 2020 consid. 7; sentenza del TAF 

A-4189/2020 del 9 giugno 2021 consid. 5.4 in fine). Ma anche volendo 

considerare che l’autorità inferiore abbia inserito la ricorrente nella lista di 

attesa del sistema RIC, non si giungerebbe ad una diversa conclusione, 

nella misura in cui giurisprudenza e dottrina hanno già ritenuto che 

“l’integration dans la liste d’attente n’octroie aucun droit de participation au 

SRI” (cfr. sentenza del TAF A-4189/2020 del 9 giugno 2021 consid. 5.4; 

STÖCKLI/MARXER, in : Kratz/Merker/Tami/Rechsteiner [édit.], Kommentar 

zum Energierecht, Tome III, 2020, art. 19 LEne n. 67). 

A fronte di quanto sopra esposto la decisione non è quindi lesiva del 

principio della buona fede e del principio dell’affidamento. 

6.  

Quanto ad una presunta violazione del principio di proporzionalità, essa 

non è in alcun modo sostanziata, nemmeno e da considerarsi come riferita 

giuridicamente al summenzionato principio. La ricorrente si è infatti limitata 

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Pagina 11 

ad affermare come la decisione impugnata sia lesiva dello stesso poiché 

“l’impianto in esame è l’unico, di queste importanti dimensioni, a non 

beneficiare della RIC”. In proposito il Tribunale richiama il consid. 4.3.2 

relativo all’applicazione chiara del testo di legge voluto dal legislatore a cui 

il Tribunale deve conformarsi. 

7.  

Quanto alla richiesta, in via subordinata, di beneficiare della rimunerazione 

unica si rinvia al consid. 4, rilevando in particolare che, giusta l’art. 24 cpv. 

3 e 4 LEne, i gestori di impianti fotovoltaici possono beneficiare di un 

contributo d’investimento, sotto forma di versamento unico (rimunerazione 

unica), esclusivamente se il nuovo impianto o l’impianto ampliato o 

rinnovato in maniera considerevole sia stato messo in esercizio dopo il 1° 

gennaio 2013. Ciò che come visto non è il caso, nella misura in cui 

l’impianto qui litigioso è stato messo in esercizio il 18 giugno 2012 (cfr. 

consid. 4.3). 

8.  

Ferme queste premesse, il ricorso e le domande in via principale e 

subordinata vanno pertanto respinte e la decisione impugnata confermata. 

9.  

In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese 

processuali vanno poste a carico della ricorrente soccombente (art. 1 segg. 

del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF; RS 

173.320.2]). Nella fattispecie, esse sono stabilite in 2'000 franchi svizzeri 

(art. 4 TS-TAF), importo che viene integralmente compensato con l’anticipo 

da lei versato. Con riferimento all’art. 7 TS-TAF non viene riconosciuta 

nessuna indennità per ripetibili. 

  

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Pagina 12 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali pari a 2’000 franchi svizzeri, compensate con 

l’anticipo di spese versato, sono poste a carico della ricorrente 

soccombente.  

3.  

Non vengono assegnate ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. …; atto giudiziario) 

 

 

Il presidente del collegio : Il cancelliere: 

Claudia Pasqualetto Péquignot Manuel Borla 

 
  

A-989/2020 

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Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Il 

termine è reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale 

federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una 

rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno 

del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

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