# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5577e696-d78c-5083-9dd6-8bdf57a63c1a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-10-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 26.10.2015 60.2015.270
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2015-270_2015-10-26.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2015.270

   

  	
  Lugano

  26 ottobre 2015/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro
  Mini, presidente,

  Raffaele
  Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Valentina
  Item, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo 16/21.7.2015 presentato da

 

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  il decreto 3.7.2015 del presidente della Pretura
  penale, giudice Marco Kraushaar, mediante il quale ha dichiarato irricevibile
  l’opposizione al decreto di accusa BIL – __________ emesso nei suoi confronti
  l’11.12.2014 dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro (inc. __________);

  

 

 

richiamato lo scritto 31.7/3.8.2015 con il quale il
presidente della Pretura penale comunica di non avere osservazioni in merito
rimettendosi al giudizio di questa Corte e rilevando alcuni aspetti di cui si
dirà – se necessario – in seguito;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   Con
decreto 11.12.2014 l’PI 1 ha posto in stato d’accusa dinanzi alla Pretura penale
RE 1 siccome ritenuto “presunto autore colpevole di contravvenzione alla
Legge federale sui lavoratori distaccati in Svizzera (LDist)” e l’ha
condannato al pagamento di una multa di CHF 2'500.-- (inc. BIL – __________, AI
4).

 

 

                                  b.   Con
scritto 15/23.1.2015 RE 1 ha inoltrato formale opposizione al suddetto decreto
di accusa (inc. BIL – __________, AI 6).

 

 

                                   c.   Con
decisione 29.1.2015, a seguito di tale opposizione, l’PI 1 ha confermato il
decreto di accusa 11.12.2014, trasmettendo gli atti del procedimento alla
Pretura penale (doc. 1, inc. Pretura penale __________).

 

 

                                  d.   Con
scritto 2.3.2015 il presidente della Pretura penale ha assegnato alle parti (RE
1 e l’PI 1) un termine di 10 giorni “per presentare e motivare eventuali
istanze probatorie” (doc. 3, inc. __________). 

 

 

                                   e.   Con scritto di medesima data il presidente della
Pretura penale ha citato l’autorità inquirente e l’imputato a comparire il
giorno 7.5.2015, alle ore 14:00, per procedere al dibattimento, avvertendo nel
contempo che “se l’opponente ingiustificatamente non compare né si fa
rappresentare (art. 127 cpv. 5 CPP), l’opposizione è considerata ritirata (art.
356 cpv. 4 CPP)” [doc. 4, inc. __________).

 

 

                                    f.   In sede di verbale di dibattimento 7.5.2015 il
giudice Marco Kraushaar ha preso atto “dell’assenza dell’imputato e visto
che la citazione è stata inviata al suo domicilio estero (...) procederà a una
nuova citazione in applicazione dell’art. 366 cpv. 1 CPP” (doc. 6, inc. __________).

 

 

                                  g.   Con
scritto 11.5.2015, indirizzato a RE 1 presso il suo domicilio __________, il
presidente della Pretura penale ha comunicato all’imputato che l’opposizione interposta
contro il suddetto decreto di accusa “è stata trasmessa alla scrivente autorità
per il proseguo della procedura e in particolare per la celebrazione del pubblico
dibattimento, previsto il 7 maggio 2015 alle ore 14.00 e al quale non si è
presentato; tuttavia è emerso che con ogni verosimiglianza la firma
sull’opposizione datata 15 gennaio 2015, che le alleghiamo in copia, non sia la
sua. Se così fosse con la presente, in applicazione dell’art. 110 CPP le viene
assegnato un termine perentorio di 10 giorni per inoltrarci l’opposizione con
apposta la sua firma in originale oppure per controfirmare e ritornarci la
copia della lettera allegata, con la comminatoria che, trascorso
infruttuosamente tale termine, l’opposizione sarà dichiarata irricevibile e il
decreto di accusa definitivo. Se invece la firma autografa in calce
all’opposizione fosse la sua, entro lo stesso termine e pena le medesime
conseguenze giuridiche sopra riportate, dovrà darcene comunicazione scritta”
(doc. 8, inc. __________).

 

A tale comunicazione il presidente della
Pretura penale ha allegato una nuova citazione delle parti a comparire il giorno
10.7.2015 alle ore 14:00 per procedere al dibattimento, “con l’avvertenza
che se l’imputato non si presenta neppure questa volta si procederà in sua
assenza (art. 366 cpv. 2 CPP)” [doc. 7, inc. __________

 

 

                                  h.   Lo
scritto di cui al doc. 8, unitamente alla nuova citazione (doc. 7), sono stati
spediti all’imputato in data 11.5.2015 (cfr. timbro apposto sul retro di
entrambi i documenti), e sono stati notificati allo stesso RE 1, presso il suo
domicilio in __________, in data 19.5.2015 (cfr. verifica postale agli atti,
doc. 8, inc. __________).

 

 

                                    i.   Con
decreto 3.7.2015 il presidente della Pretura penale ha dichiarato irricevibile
l’opposizione 15/23.1.2015, in quanto “l’imputato, al quale è stata
notificata la raccomandata con la richiesta di cui sopra il 19 maggio 2015
(cfr. verifica postale agli atti), non ha provveduto a sanare il vizio entro il
termine impartitogli” [doc. 9, inc. __________].

 

 

                                    l.   Con
gravame 16/21.7.2015 RE 1 afferma di essersi erroneamente presentato il giorno
della prima convocazione, segnatamente il 7.5.2015, alle ore 15:00, convinto
che il pubblico dibattimento fosse fissato per quell’ora, mentre che era previsto
per le ore 14:00; non sarebbe dunque stato accolto e sarebbe invece stato
rimandato indietro.

In merito alla seconda raccomandata
ricevuta (di data 11.5.2015) il reclamante ha affermato che “per (...)
negligenza non ho letto con attenzione, in quanto la mia concentrazione si è
focalizzata sulla nuova data 10 luglio 2015 per poter effettuare un nuovo
dibattito, di conseguenza non ho risposto entro i termini da Voi indicati, dove
mi si chiedeva se la firma apposta sull’opposizione formale fosse realmente mia”
(reclamo 16/21.7.2015).

 

Precisa che la firma apposta sull’opposizione
15.1.2015 è stata apposta dal suo commercialista, al fine di accelerare l’iter
e risolvere la questione in tempi brevi.

Afferma di essersi presentato il
10.7.2015 “alla convocazione fissata, dove nuovamente non sono stato accolto
in quanto non avendo risposto alla precedente raccomandata non mi è stata data
neanche la possibilità di controbattere e farvi capire come fossero andate
realmente le cose” (reclamo 16/21.7.2015).

 

Conclude ribadendo che la colpa sarebbe
unicamente la sua, per aver letto in modo superficiale le comunicazioni
ricevute, precisando altresì che l’autorità sarebbe stata eccessivamente
fiscale, considerato che la sua volontà di risolvere la questione l’avrebbe
sempre dimostrata presentandosi alle convocazioni.

 

                                         Delle
ulteriori motivazioni del reclamante, si dirà, se necessario, nei considerandi in
diritto.

 

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Giusta l’art. 393 cpv. 1 lit. b CPP il reclamo può
essere interposto, entro dieci giorni (art. 396 cpv. 1 CPP), contro i decreti e
le ordinanze, nonché gli atti procedurali dei tribunali di primo grado; sono
eccettuate le decisioni ordinatorie.

 

                                         Con
il gravame si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l'eccesso e
l'abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393 cpv. 2 lit. a CPP), l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 393
cpv. 2 lit. b CPP) e l'inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).

 

                                         Il reclamo deve essere presentato per iscritto e
motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP
per la forma scritta e all’art. 385 CPP per la motivazione.

 

                                         In particolare il reclamo deve indicare i punti della
decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione
ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

                                         La
prevalenza dei principi della verità materiale e della legalità impone alla
giurisdizione di reclamo, investita di un gravame, di decidere
indipendentemente dalle conclusioni o dalle motivazioni addotte dalle parti,
applicando il diritto penale, che deve imporsi d’ufficio (Commentario CPP – M.
MINI, art. 391 CPP n. 2; cfr., anche, sentenze TF 1B_460/2013 del 22.1.2014
consid. 3.1. e 1B_40/2013 del 26.2.2013 consid. 3.2.).

 

                                         1.2.

                                         Il gravame, inoltrato il 16/21.7.2015 alla Corte dei
reclami penali, competente ex art. 62 cpv. 2 LOG, contro il decreto 3.7.2015 del presidente della Pretura penale (inc. __________), è tempestivo. Le esigenze di
forma e di motivazione sono rispettate.

 

                                         RE
1, imputato e destinatario del decreto qui impugnato, è pacificamente legittimato
a reclamare ex art. 382 cpv. 1 CPP avendo un interesse giuridicamente protetto
all’annullamento o alla modifica del giudizio.

 

                                         Il reclamo è – di conseguenza – ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Ai
sensi dell’art. 354 cpv. 1 lit. a CPP (applicabile alla fattispecie giusta
l’art. 357 cpv. 2 CPP), il decreto d’accusa può essere impugnato dall’imputato
entro dieci giorni con opposizione scritta.

 

                                         Giusta
l’art. 90 cpv. 1 CPP, i termini la cui decorrenza dipende da una notificazione
o dal verificarsi di un evento decorrono dal giorno successivo. Ai sensi dell’art. 91 cpv. 2 CPP le istanze o memorie
devono inoltre essere consegnate al più tardi l’ultimo giorno del termine
presso l’autorità penale oppure, all’indirizzo di questa, presso la posta
svizzera, una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera oppure, per
finire, qualora provengano da persone in stato di carcerazione, alla direzione
dello stabilimento medesimo (decisione TF 1B_139/2012 del 29.3.2012 consid.
3.). Se l’ultimo giorno del
termine è un sabato, una domenica o un giorno riconosciuto festivo dal diritto
federale o cantonale, il termine scade il primo giorno feriale seguente. 

 

                                         2.2.

                                         La nozione di termine di cui all’art. 90 cpv. 1 CPP
comprende sia i termini legali, improrogabili giusta l’art. 89 cpv. 1 CPP (come
ad esempio il termine di opposizione al decreto d’accusa), sia i termini
impartiti dall’autorità competente: ad esempio il termine di 10 giorni
impartito dal presidente della Pretura penale a RE 1 con scritto 11.5.2015, per
provvedere a sanare il vizio di forma riscontrato nell’opposizione (ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER, 2.
ed., art. 89 CPP n. 1; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, 2. ed., vor art. 89-94
CPP n. 2-3).

 

                                         Pertanto,
una volta notificato lo scritto con il quale l’autorità competente impartisce
al destinatario un termine, esso decorre dal giorno successivo alla notifica.

 

                                         2.3.

                                         Giusta l’art. 91 cpv. 1 CPP il termine è osservato se l'atto
procedurale è compiuto presso l'autorità competente al più tardi l'ultimo
giorno. Per il cpv. 4 il termine è reputato osservato anche quando la memoria o
l’istanza perviene al più tardi l’ultimo giorno del termine a un'autorità
svizzera non competente. Questa la inoltra senza indugio all'autorità penale competente.

 

                                         Ai
sensi dell’art. 93 CPP, vi è inosservanza di un termine quando una parte non
compie tempestivamente un atto procedurale o non compare a un’udienza. Il motivo
dell’inosservanza è irrilevante (CR CPP – D. STOLL, art. 93 CPP n. 2; BSK StPO
.C. RIEDO, 2. ed., art. 93 CPP n. 5).

 

 

                                   3.   3.1.

Come sopra esposto, dopo aver
constatato che la firma apposta sull’opposizione 15.1.2015 al decreto d’accusa 11.12.2014
dell’PI 1 (BIL – __________) non apparteneva (con ogni verosimiglianza) all’imputato
stesso, con scritto 11.5.2015 [pervenuto a RE 1 il 19.5.2015 (cfr. consid. h)],
il presidente della Pretura penale, ha assegnato a quest’ultimo, un termine di
dieci giorni per sanare tale vizio di forma. 

 

Il reclamante non ha provveduto
a sanare tale vizio entro il termine impartitogli e si è (semplicemente)
presentato il 10.7.2015 per il dibattimento previsto per le ore 14:00. 

                                         

                                         3.2.

Nel gravame che qui ci occupa, RE
1 si limita ad affermare di non aver rispettato il termine di cui sopra per sua
“negligenza” e “colpa”, in quanto si sarebbe concentrato unicamente
sulla data della nuova citazione, senza preoccuparsi di rispondere alla domanda
dell’autorità che gli chiedeva se la firma apposta sull’opposizione 15.1.2015
fosse realmente la sua. Lo stesso conferma poi che la citata firma è stata
apposta dal suo commercialista, il quale si sarebbe occupato lui di tutto al
fine di accelerare i tempi di conclusione della pratica.

 

Nella fattispecie concreta non è
dunque contestato il ricevimento o meno della raccomandata 11.5.2015, così come
neppure è contestato il mancato rispetto del termine assegnato dal presidente
della Pretura penale per sanare il vizio di forma riscontrato nell’opposizione.
RE 1 si limita a rilevare un certo formalismo da parte dell’autorità, che non
riconoscerebbe la sua volontà di risolvere la questione.

 

3.3.

                                         In
siffatte circostanze questa Corte non può che confermare il decreto 3.7.2015
del presidente della Pretura penale. L’opposizione 15.1.2015 interposta avverso
il decreto di accusa 11.12.2014 dell’PI 1 è dunque da considerarsi irricevibile
in quanto il vizio di forma non è stato sanato nei termini prescritti, ciò che
il reclamante nemmeno pretende.

 

 

                                   4.   Il
gravame è respinto. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico
dell’insorgente, soccombente.

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 85, 90, 94, 354, 379 ss. e 393 ss.
CPP, 1 ss. e 25 LTG ed ogni altra disposizione applicabile,

 

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
reclamo è respinto.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 100.--
e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 150.-- (centocinquanta), sono
poste a carico di RE 1, __________.

 

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali
e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

                                         Gli
atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale oppure,
all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza
diplomatica o consolare svizzera al più tardi
l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF).

 

 

                                   4.   Intimazione:

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                          La
cancelliera