# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6a021710-08ca-5f5c-8c49-d858ef8a558a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-04-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 14.04.2021 80.2020.65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2020-65_2021-04-14.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2020.65

  	
  Lugano

  14 aprile 2021 

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele
  Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Cristiana
  Balestra Gamboni, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 9 maggio 2020 contro la decisione del 27 aprile 2020 in materia di restituzione
  dell’eccedenza dell’imposta comunale 2012 e 2013.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   a.

                                         Dal 5 settembre 2011 fino
al 6 febbraio 2017, RI 1, cittadino italiano, coniugato con __________, era
domiciliato in Ticino, dapprima a __________ e poi, dal 1° marzo 2012, a __________.
Era al beneficio di un permesso di dimora con accordo UE/AELE (B) con scadenza
al 04.09.2016 (cfr. sito dell’Ufficio dello Stato Civile, Movpop ‑ Movimento
della popolazione; ultima consultazione: 26.02.2021). 

                                         Dal 6 dicembre 2012 al 13
gennaio 2015, RI 1 era iscritto presso l’Ufficio del registro di commercio del
Cantone Ticino in qualità di amministratore unico con firma individuale della __________
SA con sede a __________ e attiva nel “trading, [nel]la distribuzione
e [nel]la vendita al dettaglio di prodotti energetici, in particolare
gas e derivati dal petrolio” (estratto Registro di Commercio; ultima
consultazione: 24.02.2021).

 

                                         b.

                                         Il 21 febbraio 2017, l’__________
sporgeva denuncia penale contro il contribuente a titolo di appropriazione indebita
d’imposta alla fonte in relazione all’anno 2014 e al I. trimestre dell’anno
2015. Il procedimento si è concluso con un decreto di abbandono, datato 9
ottobre 2020 (inc. n. __________) che la PI 1, ha impugnato davanti alla Corte
dei reclami penali del Tribunale d’appello (v. lettera dell’PI 1 datata
28.10.2020).

 

 

                                  B.   a.

                                         Il 19 giugno 2019RS 1 si
rivolgeva al contribuente specificando che

                                         “[…] le avevamo inviato un
conguaglio di fr. 165'041.75 per l’anno 2012 e di fr. 167'825.65 per
l’anno 2013.

                                         Abbiamo ora registrato il
riversamento dell’imposta alla fonte e le inviamo quindi l’estratto conto
aggiornato.

                                         Per quanto concerne
l’eccedenza di fr. 43'488.25 per l’anno 2012 e di fr. 40'704.35 per
il 2013 la stessa è stata registrata quale acconto sull’imposta comunale 2015.

                                         Voglia controllare e se
l’eccedenza non va considerata quale acconto, ci segnali un riferimento postale
o bancario per la restituzione”.

 

                                         b.

                                         Il 13/14 giugno 2019, per
raccomandata con avviso di ricevimento, il contribuente rispondeva chiedendo
che l’eccedenza di fr. 84'192.60 “non ven[isse] registrata in
acconto per l’imposta comunale per l’anno 2015, ma ven[isse] versata sul
seguente conto corrente bancario […]”.

 

                                         c.

                                         Il 5 luglio 2019,
l’Ufficio Contribuzioni del Comune di RS 1 ‑ sempre per posta
elettronica e con copia al signor RI 1 – informava l’allora
rappresentante del contribuente, avv. __________, che

                                         “con riferimento a quanto in
oggetto, allo scambio di corrispondenza, al reclamo, all’incontro e agli e-mail
[…] i preposti Uffici Cantonali ci comunicano di non avere altre quote
di Imposte alla Fonte da riversarci, con particolare riferimento all’anno
d’imposta 2014, in quanto non versate dal datore di lavoro e contro i
quali/allora amministratori vi è in corso una vertenza giudiziaria.

                                         Ne risulta pertanto che
l’intera Imposta Comunale 2014 risulta scoperta […].

                                         Visto quan[t]o precede,
ai sensi dell’art. 7 dell’Ordinanza Municipale Concernente la Riscossione delle
Imposte Comunali […] e legislazione applicabile, procediamo alla
compensazione / trapasso delle eccedenze ICOM 2012 e 2013, provvisoriamente
appoggiate sul 2015, per complessivi CHF 84'192.60, in deduzione/acconto
del dovuto ICOM 2014.

                                         A seguito di questa operazione
il residuo scoperto 2014 ammonta a CHF 214'510.75, per il quale
provvediamo ad inviare al contribuente una polizza di versamento con l’invito a
provvedere.

                                         Qualora in seguito ricevessimo
altri fondi in eccedenza, sarà nostra premura restituirli sul conto
comunicatoci.

                                         Concludendo ci permettiamo
rammentare i disposti LIFD/LT in tema, (https://www4.ti.ch/dfe/dc/basi-legali/) in particolare l’art. 243 LT”.

 

                                         d.

                                         Il 9 luglio 2019, per
lettera raccomandata con avviso di ricevimento, RI 1 informava l’Ufficio Contribuzioni
del RS 1 che “per l’anno 2014 [aveva] inoltrato formale ricorso sui
conteggi, in quanto gli stessi non [avevano] tenuto conto della imposta
alla fonte trattenuta[gli]. Per tanto [era] formalmente a presentare
regolare ricorso anche sui [loro] conteggi, relativi all’anno fiscale
2014, i quali non ten[evano] conto della trattenuta dell’imposta alla
fonte applicata[gli], di cui per pronto riferimento [..] alleg[ava]
l’attestato salari, che [gli] fu rilasciato dall’all[…]ora datore
di lavoro”, ovvero la __________ SA con sede a __________ e datato 25.02.2015.
Alla lettera accludeva anche il certificato di salario 01.01.2014-31.12.2014, redatto
il 10.02.2015, da cui si evinceva la trattenuta d’imposta alla fonte 2014 per
l’importo di fr. 919'379.45.

 

 

                                  C.   Il 29 luglio 2019, l’__________
(di seguito: __________) emetteva i conguagli relativi all’imposta federale
diretta per i periodi fiscali 2012 e 2013 i cui scoperti ammontavano a
fr. 38'353.95 per il 2012 e a fr. 43'065.35 per il 2013. L’__________
ne richiedeva il pagamento fissando il termine del 31.08.2019 per il primo e
del 30.09.2019 per il secondo.

 

 

                                   D.   a.

                                         Il
22 agosto 2019, il ricorrente faceva spiccare nei confronti del RS 1 un
precetto esecutivo per un importo totale pari a fr. 84'192.60.

 

                                         b.

                                         Il 19 ottobre 2019, RI 1
presentava all’attenzione del RS 1 una “istanza di richiesta credito fiscale”
chiedendo “il riversamento a [suo] favore delle somme a credito delle
tassazioni relative agli anni 2012 e 2013 per la somma totale di CHF 84'192.60”.
In particolare, sosteneva che nonostante la procedura di riversamento al RS 1 da
parte dell’__________ fosse stata sospesa “in attesa del merito di un
procedimento presso il MP del Cantone Ticino”, non vi fossero delle difficoltà
all’incasso delle imposte 2014, essendo dirigente di una società svizzera e proprietario
nel Comune di __________ e nel Comune di __________ di sostanza immobiliare.
Sottolineava di non essersi trasferito in un altro Stato e affermava di aver
impugnato i conteggi dell’imposta comunale 2014. Il 29 ottobre 2019,
sollecitava una presa di posizione da parte del RS 1.

 

 

                                  E.   Il 25 febbraio 2020, il
contribuente informava per scritto l’__________, con copia all’RS 1, che ‑ “non
essendo[gli stata] ancora riversata dal Comune della RS 1, [la] somma
[di fr. 84'192.60 …], benché [avesse] promosso azione legale
contro il Comune” ‑ gli avrebbe ceduto il “credito
vantato nei confronti del RS 1 […] fino a compensazione dell’imposte
Federali, relative agli anni 2012 e 2013”. Ribadiva nuovamente questa sua
intenzione il 29 febbraio 2020, dopo che l’__________ aveva sollecitato il
pagamento dell’IFD 2012 e 2013 ancora scoperta.

 

 

                                  F.   In data 27 aprile
2020, il RS 1 decideva di considerare gli scritti del contribuente datati 9
luglio 2019, 19 ottobre 2019 e 25 febbraio 2020 quali “istanza di
restituzione dell’eccedenza d’imposta”. Constatando l’eccedenza d’imposta
per gli anni 2012 e 2013 pari a fr. 84'192.60, il Municipio rilevava che
da un lato, l’“__________ in __________ e le istanze preposte non [avevano]
ancora determinato e versato la quota di imposta alla fonte 2014 dell’istante
spettante al RS 1” e, dall’altro, che “[s]econdo la decisione di
tassazione 3 aprile 2019, oramai cresciuta in giudicato, relativa all’anno
2014, l’ammontare delle imposte dell’istante [era] di 298'703.55 fr.”.
Il RS 1 aveva quindi “fatto uso della facoltà concessagli dall’art. 7”
dell’Ordinanza Municipale concernente la riscossione delle imposte comunali
valevole per il 2014 per cui “le restituzioni per imposte ed interessi
possono essere accreditate su altri periodi della partita fiscale del contribuente
oppure compensate secondo le regole del diritto civile. Nella fattispecie, la
somma di 84'192.60 [era] stata dedotta dal dovuto complessivo 2014 di
CHF 298'703.35 [… c]ome già comunicato dall’Ufficio Contribuzioni
per e-mail del 5 luglio 2019 all’istante e successivamente ribadito”.
Aggiungeva che “non appena il competente __________ in __________ e le
istanze preposte, determineranno e verseranno al Comune la quota di imposta
alla fonte afferente all’anno 2014, la scrivente autorità provvederà ad allestire
il relativo conteggio. Se si dovesse registrare un’eccedenza in favore
dell’istante, la stessa, fatti salvi nuovi sviluppi, gli sarà corrisposta”.
Concludeva respingendo l’istanza di restituzione dell’eccedenza d’imposta pari
a fr. 84'192.60. Quale autorità di ricorso, da adire entro 30 giorni, la decisione
del RS 1 indicava il Consiglio di Stato ex art. 80 lit. a LPAmm.

 

 

                                  G.   a.

                                         Con invio datato 9 maggio
2020, il contribuente presentava all’attenzione del Consiglio di Stato del
Cantone Ticino “un’istanza per ricorso amministrativo” contro la
decisione della RS 1 del 27 aprile 2020 chiedendone l’annullamento e postulando
la restituzione dell’eccedenza dell’imposta comunale 2012 e 2013. Subordinatamente,
chiedeva che il credito da lui vantato nei confronti del Comune di RS 1 potesse
essere compensato con il debito IFD per gli anni 2012 e 2013, fatto valere
dall’__________ di Bellinzona.

 

                                         b.

                                         Con decisione datata 13
maggio 2020 (inc. n. __________), il Consiglio di Stato dichiarava il ricorso
irricevibile e trasmetteva gli atti alla Camera di diritto tributario “per i
relativi incombenti”. A motivo, il Consiglio di Stato adduceva:

-      
che sia secondo l’art. 206 LT,
relativo all’imposta cantonale, sia secondo l’art. 299 LT attinente all’imposta
comunale, contro la decisione di tassazione è dato il reclamo all’autorità di[…]
tassazione; contro la decisione su reclamo è poi dato il ricorso alla Camera di
diritto tributario;

-      
che la constatazione di cui sopra
ha come conseguenza l’irricevibilità in questa sede del gravame interposto dal
signor RI 1 per difetto di competenza di questo Consiglio e questo
indipendentemente dall’errata indicazione dei mezzi di ricorso contenuti
nell’impugnato atto emanato dal RS 1;

-      
che in applicazione dell’art. 6
LPAmm, gli atti devono essere trasmessi d’ufficio all’autorità competente;

-      
che a ben vedere gli atti
dovrebbero essere trasmessi al RS 1 quale autorità di reclamo;

-      
che tuttavia il RS 1, con la
decisione impugnata, si è già compiutamente espresso riguardo alla richiesta
del signor RI 1, e oggetto del ricorso qui in esame; una trasmissione degli
atti all’autorità comunale costituirebbe pertanto un semplice esercizio
formale, che comporterebbe unicamente un ritardo nell’evasione della vertenza;

-      
che di conseguenza lo scrivente
Consiglio reputa opportuno trasmettere gli atti direttamente alla Camera di
diritto tributario”.

 

 

                                  H.   Il 19 maggio 2020, la
Camera di diritto tributario invitava il RS 1 e la PI 1, ad esprimersi in
merito al ricorso del 9 maggio 2020.

 

 

                                    I.   a.

                                         L’11 agosto 2020, il RS 1 presentava
le proprie osservazioni. L’autorità comunale spiegava che, facendo valere
quanto sancito dall’art. 7 dell’Ordinanza Municipale concernente la riscossione
delle imposte comunali, aveva ritenuto opportuno accreditare sulla partita
fiscale 2014 del contribuente l’eccedenza di fr. 84'192.60 che scaturiva
dagli anni fiscali 2012 e 2013. Anche perché “per l’anno 2014 il competente __________
in __________ e le istanze preposte non [avevano] ancora determinato e
versato la quota di imposta alla fonte 2014 dell’istante spettante al Comune di
RS 1. In altri termini vi [era] il dubbio che la stessa risult[asse]
trattenuta dallo stipendio del dipendente ma non versata al Cantone. Su questi
fatti un’inchiesta penale è in corso”. Poiché la decisione di tassazione
comunale relativa al periodo fiscale 2014 era già cresciuta in giudicato e
presentava un scoperto di fr. 298'703.55, il Comune di RS 1 riteneva “la
compensazione effettuata dal Comune […] legittima ed [era] quindi
a ragione che il Municipio [aveva] rifiutato il rimborso dell’eccedente
d’imposta per gli anni 2012 e 2013”.

                                         L’autorità comunale considerava
inoltre che la conclusione subordinata proposta dal contribuente di compensare l’eccedenza
dell’imposta comunale per i periodi fiscali 2012 e 2013 con lo scoperto
dell’imposta federale diretta per i medesimi anni “non [disponesse] di
alcuna base legale e di conseguenza [… dovesse] essere respinta”.

 

                                         b.

                                         Il
24 agosto 2020, il contribuente replicava, precisando che nel procedimento
penale aperto nei suoi confronti sarebbe stato emesso un decreto d’abbandono e
“per tanto le motivazioni assunte dal Comune della RS 1, sono ingiustificate
ed immotivate”. A comprova, allegava il Verbale di interrogatorio stilato
il 30 giugno 2020 relativo al procedimento penale per titolo di appropriazione
indebita di imposte alla fonte in relazione all’anno 2014 e al I. trimestre
dell’anno 2015 (inc. n. __________).

 

 

                                  L.   Il 28 ottobre 2020,
l’PI 1 presentava le sue osservazioni al ricorso, sottolineando che il decreto
d’abbandono emesso nell’ottobre 2020 non era ancora cresciuto in giudicato
poiché l’autorità fiscale aveva “interposto ricorso alla Corte dei reclami
penali del Tribunale d’Appello” (inc. n. __________).

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         In primo luogo si pone la
questione della ricevibilità del ricorso. Il Municipio del Comune di RS 1 ha
adottato una decisione formale unicamente il 27 aprile 2020, dopo aver
confermato per posta elettronica al contribuente che non avrebbe proceduto alla
restituzione dell’imposta comunale 2012 e 2013 rivelatasi in eccesso dopo il
riversamento dell’imposta alla fonte da parte del Cantone. 

                                         Esaminati gli atti a
disposizione dell’autorità giudicante, si evince che la decisione del 27 aprile
2020 è una decisione di prima istanza, adottata
dall’autorità competente per la riscossione dell’imposta comunale (art. 296 ss
LT). Conformemente ai rimedi giuridici ivi menzionati, il debitore dell’imposta
ha impugnato tale decisione davanti al Consiglio di Stato. Quest’ultimo,
ritenendo di non essere competente, ha dichiarato irricevibile l’istanza del
contribuente, trasmettendola alla Camera di diritto tributario, pur
riconoscendo che gli atti avrebbero dovuto essere “trasmessi al Comune di __________
quale autorità di reclamo”. Ciò nonostante, secondo il Consiglio di Stato,
“il Municipio di __________, con la decisione impugnata, si è già
compiutamente espresso riguardo alla richiesta del signor __________” e
ritornargli nuovamente gli atti “[avrebbe costituito] pertanto un semplice
esercizio formale, che [avrebbe comportato] unicamente un ritardo
nell’evasione della vertenza”.

 

                                         1.2.

                                         L’art. 276 LT stabilisce
che l'imposta comunale è prelevata in base alle classificazioni per l'imposta
cantonale del medesimo anno (cpv. 2) e che è calcolata applicando il
moltiplicatore comunale all'imposta cantonale base (cpv. 2, prima frase). La
definizione di moltiplicatore comunale e le modalità di calcolo del medesimo
sono stabilite dall'articolo 162 della legge organica comunale (cpv. 3).

                                         Contro la decisione di
assoggettamento e il calcolo dell’imposta comunale è dato reclamo al Municipio
entro trenta giorni dalla notifica (art. 299 cpv. 1 LT) e contro la decisione
su reclamo il contribuente può ricorrere alla Camera di diritto tributario,
entro trenta giorni dalla notifica (art. 299 cpv. 2 LT).

 

                                         1.3.

                                         Nell’ambito dell’esazione
dell’imposta comunale, la legge tributaria non indica che contro il calcolo del
conguaglio da pagare o dell’eccedenza da rimborsare sia dato reclamo o ricorso.

                                         Tuttavia, questa Corte ha
già avuto modo di stabilire che, così come le decisioni dell’Ufficio esazione e
condoni che concernono le domande di restituzione e di condono, anche quelle
che si riferiscono al calcolo del conguaglio d’imposta possono essere
contestate dinanzi ad un’autorità giudiziaria. La decisione si è fondata
sull’art. 29a Cost., in vigore dal 1° gennaio 2007, secondo cui nelle
controversie giuridiche ognuno ha diritto al giudizio da parte di un'autorità
giudiziaria. In casi eccezionali, la Confederazione e i Cantoni possono
escludere per legge la via giudiziaria. L’articolo 191b Cost. riprende
questo principio e prescrive che i Cantoni devono istituire autorità giudiziarie
per giudicare le controversie di diritto pubblico.

                                         Anche nell’ambito della
riscossione dell’imposta comunale, le decisioni del Municipio che concernono il
calcolo del conguaglio d’imposta devono pertanto poter essere contestate
dinanzi alla Camera di diritto tributario (sentenza CDT n. 80.2014.187 del
13.11.2014 consid. 1).

 

                                         1.4.

                                         1.4.1.

                                         Il Consiglio di Stato,
nella decisione impugnata, ha ritenuto che in sé gli atti avrebbero dovuto
essere rinviati allo stesso Municipio di __________, quale autorità di reclamo.

 

                                         1.4.2.

                                         In
effetti, in seguito ad una sentenza della Camera di diritto tributario, secondo
cui il diritto alla via giudiziaria (art. 29a Cost.) impone di ammettere
la possibilità di sottoporre al giudizio di un tribunale le contestazioni che
concernono le richieste di conguaglio dell’imposta cantonale e comunale
(sentenza CDT n. 80.2013.166 del 4 giugno 2014, in RtiD II-2014 n. 12t), il
legislatore cantonale ha disciplinato il diritto di contestare, mediante
reclamo all’autorità fiscale e ricorso alla Camera di diritto tributario, i
fattori fiscali correlati con la decisione di tassazione quali i conteggi
definitivi, segnatamente il conguaglio d’imposta e il conteggio degli interessi
(cfr. Messaggio 7042 del 4 febbraio 2015, Proposte di modifiche della Legge
tributaria cantonale del 21 giugno 1994, p. 6). 

                                         I rimedi giuridici contro
le decisioni in materia di riscossione dell’imposta sono stati introdotti con
la legge cantonale del 23 marzo 2015, in vigore dal 1° gennaio 2015. 

                                         Secondo l’art. 241 cpv. 5
LT, contro i conteggi definitivi è pertanto data facoltà di reclamo
all’autorità di riscossione e di ricorso alla Camera di diritto tributario
entro i termini stabiliti dagli articoli 206 e 227 LT. 

                                         Per quanto attiene, in
particolare, alla procedura di reclamo contro i conteggi definitivi
dell’Ufficio esazione e condoni, l’art. 241 cpv. 5 LT rinvia alla procedura di
reclamo contro le decisioni di tassazione. 

 

                                         1.4.3.

                                         In occasione
dell’introduzione dell’art. 241 cpv. 5 LT, il legislatore cantonale non è
intervenuto sull’art. 299 LT né su altre disposizioni che concernono la
riscossione delle imposte comunali. In sé, l’art. 241 LT trova applicazione
infatti solo nell’ambito della procedura di riscossione delle imposte
cantonali. 

                                         È vero, d’altra parte, che
l’art. 275 LT, a proposito delle imposte comunali, prevede che in mancanza di
norme particolari siano applicabili per analogia le disposizioni della stessa
legge in materia di imposte cantonali. Si potrebbe allora ritenere che
l’adozione dell’art. 241 cpv. 5 LT abbia implicato l’introduzione del diritto
di reclamo, prima del ricorso, nell’ambito della procedura di riscossione delle
imposte comunali.

                                         La questione non necessita
tuttavia di essere risolta, per le ragioni che seguono.

 

                                         1.5.

                                         Se
fosse previsto il reclamo anche contro le decisioni in materia di riscossione
dell’imposta comunale, troverebbe allora applicazione l’art. 206 cpv. 2 LT,
secondo cui il reclamo presentato contro una decisione di tassazione già
esaustivamente motivata può essere trasmesso come ricorso, con il consenso del
reclamante e degli altri proponenti, alla Camera di diritto tributario.

                                         È vero che, nella
fattispecie, nessuna delle parti ha invocato la disposizione in questione.
Tuttavia, nella decisione con cui ha dichiarato irricevibile il ricorso e ha
rinviato gli atti alla Camera di diritto tributario, il Consiglio di Stato ha
affermato che “il RS 1, con la decisione impugnata, si è già compiutamente
espresso riguardo alla richiesta del signor __________, e oggetto del ricorso
qui in esame”. Notificatogli il ricorso da parte di questa Corte, né il RS
1 né il contribuente e neppure la PI 1 hanno auspicato un rinvio degli atti
all’autorità comunale, per una decisione su reclamo. Perlomeno implicitamente,
hanno in tal modo dato il loro consenso alla trasmissione del reclamo alla
Camera di diritto tributario quale ricorso. 

 

                                         1.6.

                                         Sia che si ritenga
applicabile l’art. 241 cpv. 5 LT anche nella procedura che concerne la
riscossione delle imposte comunali sia che lo si escluda, il ricorso deve
essere ritenuto ricevibile.

                                         Escludendo l’applicazione
di tale disposizione, il ricorso sarebbe ammesso direttamente in base all’art.
29a Cost. Ammettendone invece l’applicazione, il gravame sarebbe
ricevibile quale ricorso omisso medio secondo l’art. 206 cpv. 2 LT.

 

 

                                   2.   Nel merito, il
ricorrente censura la decisione del RS 1 di negargli il rimborso dell’eccedenza
d’imposta comunale, per gli anni 2012 e 2013. L’autorità comunale non nega
l’esistenza del credito del contribuente, ma lo ha posto in compensazione con
il debito d’imposta relativo al periodo fiscale 2014.

                                         Nel seguito, ci si
confronta dapprima con l’origine del credito fiscale dell’insorgente. Poi, si
verificherà l’esistenza delle basi legali che consentono la compensazione con
il debito relativo al periodo fiscale 2014.

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Come visto, nei periodi
fiscali 2012, 2013 e 2014 il ricorrente, cittadino italiano, beneficiava di un
permesso di dimora ed era domiciliato a Lugano. Era alle dipendenze della __________
SA, la cui sede era a __________ e di cui era anche amministratore unico con
firma individuale.

 

                                         3.2.

                                         I lavoratori
stranieri che, senza permesso di domicilio della polizia degli stranieri, hanno
domicilio o dimora fiscali nel Cantone, sono assoggettati ad una trattenuta
d’imposta alla fonte per il loro reddito da attività lucrativa dipendente.
L’imposta alla fonte sostituisce le imposte riscosse secondo la procedura
ordinaria. È riservata la tassazione ordinaria giusta gli art. 112 e 113 (art.
104 cpv. 1 LT). 

                                         Quando i proventi lordi
assoggettati all’imposta alla fonte del contribuente o del suo coniuge vivente
in comunione domestica con lui superano, nel corso di un anno civile, un
determinato importo stabilito dal Consiglio di Stato, è eseguita una tassazione
ordinaria sostitutiva che è mantenuta negli anni successivi anche quando il
reddito non raggiunge più temporaneamente o durevolmente tale importo (art. 113
cpv. 1 LT). Tale importo è fissato a fr. 120'000.‑ (art. 15 Decreto
esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche valido per i periodi
fiscali 2012, 2013 e 2014 [RL 640.210]). 

                                        Nel caso di una tassazione
ordinaria sostitutiva, l’imposta continua ad essere prelevata alla fonte ed è
computata, senza interessi, sull’imposta ordinaria sostitutiva (art. 113 cpv.
2, prima frase LT). I contribuenti assoggettati a tassazione ordinaria sostitutiva
possono doversi trovare a pagare la differenza se l’importo trattenuto alla
fonte e poi riversato è insufficiente rispetto al dovuto d’imposta calcolato
secondo la tassazione ordinaria oppure possono beneficiare di un’eccedenza
d’imposta che, per legge, deve essere rimborsata d’ufficio, comprensiva di
interessi (Curchod in: Noël/Aubry
Girardin [a cura di], Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2a
ediz., Basilea 2017, n. 37 ss ad art. 162 LIFD, p. 1885 s.).

 

                                         3.3.

                                         3.3.1.

                                         Per gli anni fiscali qui
litigiosi, RI 1 è stato imposto con tassazione ordinaria sostitutiva IC/IFD in
quanto dimorante e con un reddito che superava l’importo di fr. 120'000.‑
annui (v. decisione di tassazione IC 2012, IC 2013 e IC 2014, notificate dall’Ufficio
circondariale di tassazione di __________ il 3 aprile 2019, cresciute in
giudicato). In seguito al riversamento da parte dell’autorità cantonale al
Comune di RS 1 dell’imposta alla fonte trattenuta dallo stipendio del
ricorrente negli anni 2012 e 2013 è risultata, rispetto ai conguagli emessi,
un’eccedenza d’imposta comunale pari a fr. 43'488.25 per il 2012 e
fr. 40'704.35 per il 2013. Importi che l’Ufficio Contribuzioni del Comune
di RS 1 aveva temporaneamente “appoggiato” sul dovuto d’imposta dell’anno
2015 (scrittura contabile datata 07.06.2019), avvisando il ricorrente di aver “registrato
il riversamento dell’imposta alla fonte”, invitandolo a voler controllare
l’estratto conto aggiornato e, “se l’eccedenza non [andava]
considerata quale acconto”, a voler segnalare “un riferimento postale o
bancario per la restituzione” (v. lettera datata e spedita l’11.06.2019
dall’Ufficio contribuzioni del Comune di RS 1 e conteggi annessi; allegato
ricorsuale A). La lettera non menzionava alcuna base legale né alcun rimedio
giuridico al quale appellarsi in caso di disaccordo. A stretto giro di posta,
il ricorrente chiedeva all’Ufficio Contribuzioni del Comune di RS 1 che
l’eccedenza d’imposta che ne derivava gli fosse restituita sul conto bancario
di cui forniva le coordinate (v. allegato ricorsuale B).

 

                                         3.3.2.

                                         Con un messaggio di posta
elettronica datato 5 luglio 2019, l’Ufficio Contribuzioni del Comune di RS 1
informava l’allora rappresentante del contribuente che avrebbe proceduto alla “compensazione/trapasso
delle eccedenze ICOM 2012 e 2013, provvisoriamente appoggiate sul 2015, per
complessivi CHF 84'192.60, in deduzione/acconto del dovuto ICOM 2014”.
Detto altrimenti, l’Ufficio Contribuzioni non avrebbe restituito l’eccedenza
d’imposta comunale 2012 e 2013 ma l’avrebbe considerata quale acconto sul
dovuto d’imposta comunale 2014, applicando quanto disposto dall’art. 7
dell’Ordinanza Municipale concernente la riscossione delle imposte comunali,
secondo cui “le restituzioni per imposte pagate ed interessi (nonché le
eccedenze d’acconto; nella versione valida a partire dal periodo fiscale
2021) possono essere accreditate su altri periodi della partita fiscale del
contribuente oppure compensati secondo le regole del diritto civile”. A motivo,
l’Ufficio contribuzioni sosteneva che “i preposti Uffici Cantonali […
non avevano] altre quote di Imposte alla Fonte da riversarci, con
particolare riferimento all’anno d’imposta 2014, in quanto non versate dal
datore di lavoro e contro i quali/allora amministratori vi è in corso una
vertenza giudiziaria”. L’autorità di riscossione comunale aggiungeva che
l’ICom 2014 ‑ la cui decisione di tassazione (art. 295 LT) non
è agli atti ‑ risultava totalmente scoperta. Il messaggio di
posta elettronica si concludeva rimandando genericamente ai “disposti
LIFD/LT in tema […] in particolare l’art. 243 LT”. 

 

                                         3.3.3.

                                         Con due istanze,
rispettivamente del 9 luglio 2019 e del 19 ottobre 2019, il ricorrente chiedeva
nuovamente al Comune di RS 1 la restituzione delle eccedenze d’imposta comunale
2012 e 2013 pari a fr. 84'192.60.

                                         Da qui la decisione
negativa del RS 1, impugnata con il ricorso in esame.

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Le
norme relative alle imposte comunali presenti nella Legge tributaria (art. 274
ss LT) sono silenti riguardo alla procedura di riscossione dell’imposta ed in
particolare ai conteggi definitivi d’imposta. Anche a livello comunale,
l’Ordinanza Municipale del Comune di RS 1 concernente la riscossione delle
imposte comunali valevole per il 2021 (la versione più recente reperibile in
rete, analoga a quella in vigore per i periodi fiscali precedenti) – che
rinvia espressamente al Decreto esecutivo concernente la riscossione e i tassi
d’interesse delle imposte cantonali (RL 640.310) – non accenna ai
conteggi d’imposta ma si limita a rimandare all’art. 241 LT (v. marginale art.
2 Ordinanza municipale). Come previsto dall’art. 275 LT sono dunque applicabili
per analogia le disposizioni della Legge tributaria in materia di imposte
cantonali.

 

                                         4.2.

                                         Giusta l’art. 241 cpv. 1
LT, l’imposta è riscossa conformemente alla tassazione. Le imposte riscosse in
rate sono conteggiate in quelle dovute conformemente alla tassazione definitiva
(art. 241 cpv. 3 LT). Se l’importo riscosso è insufficiente, è chiesta la
differenza; l’eccedenza è rimborsata d’ufficio con un interesse rimunerativo
fissato dal Consiglio di Stato (art. 241 cpv. 4 LT).

                                         Introdotti con la già
ricordata modifica della Legge tributaria del 23.03.2015, in vigore dal 1°
gennaio 2015, l’ultima frase del capoverso 4 e il capoverso 5 dell’art. 241 LT stabiliscono,
rispettivamente, che l’autorità di riscossione emette i relativi conteggi
definitivi e che contro di essi è data facoltà di reclamo all’autorità di
riscossione e di ricorso alla Camera di diritto tributario entro i termini
stabiliti dagli articoli 206 e 227 LT. 

                                         La medesima
regolamentazione vale anche per i conteggi definitivi in materia di imposta
federale diretta di competenza dell’autorità cantonale di riscossione (cfr.
art. 5a del Regolamento di applicazione della Legge federale
sull’imposta federale diretta del 18 ottobre 1994, modificato il 6 maggio 2015,
in vigore dal 1° gennaio 2015 [RL 642.150]). 

                                         Applicando per analogia l’art.
241 LT anche nell’ambito della riscossione dell’imposta comunale, se l’importo riscosso
è insufficiente sarà chiesta al contribuente la differenza mentre l’eccedenza
d’imposta sarà rimborsata d’ufficio con un interesse rimunerativo fissato ‑ mutatis
mutandis ‑ dal Municipio (cfr. art. 241 cpv. 4 LT in
relazione all’art. 2 Ordinanza Municipale concernente la riscossione delle
imposte comunali valevole per il 2021 [versione più recente, di tenore analogo
quella per il periodo fiscale 2014] e relativo rimando all’art. 241 LT).

 

                                         4.3.

                                         Nella fattispecie, il
ricorrente è stato sottoposto a tassazione ordinaria sostitutiva,
successivamente alla trattenuta d’imposta alla fonte. Dai conteggi definitivi
allestiti dall’Ufficio Contribuzioni dopo il riversamento da parte del Cantone della
quota di imposta alla fonte spettante al Comune di RS 1 (art. 296 cpv. 5 LT),
per i periodi fiscali 2012 e 2013 risultava a favore dei contribuenti un’eccedenza
d’imposta comunale rispetto al dovuto d’imposta calcolato in base alla
tassazione ordinaria sostitutiva. Come visto, l’art. 241 cpv. 4 LT stabilisce che
l’eccedenza debba essere rimborsata d’ufficio, comprensiva degli interessi
rimunerativi fissati dal Consiglio di Stato (di tenore analogo l’art. 162 cpv.
3 LIFD; v. anche Curchod in:
Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand, Impôt fédéral direct, 2a
ediz., Basilea 2017, n. 37 ss ad art. 162 LIFD, p. 1885 s.; Locher, Kommentar zum Bundesgesetz über
die direkte Bundessteuer, vol. III, Basilea 2015, n. 13 ss ad art. 162 LIFD, p.
903 s.; v. anche n. 7 ad art. 168 LIFD, p. 990; n. 6 ss ad art. 160 LIFD, p.
889; Frey in: Zweifel/Beusch [a
cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, DBG, 3a ediz., Basilea
2017, n. 14 ad art. 162 LIFD, p. 2612; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 11 s. ad art. 162 LIFD, p.
1644).

                                         Nel caso in disamina,
l’Ufficio contribuzioni del Comune di RS 1 non ha rimborsato l’eccedenza
d’imposta al contribuente, ma l’ha compensata con il debito d’imposta comunale
2014.

                                         Ci si chiede, pertanto, se
l’agire dell’Ufficio contribuzioni, fondato sui dettami dell’art. 7 Ordinanza
Municipale, sia conforme alla legge e in particolare a quanto prevede l’art. 241
cpv. 4 LT.

 

 

                                   5.   5.1.

                                         La compensazione può essere
fondata sugli articoli 120 ss CO. L’art. 120 cpv. 1 CO prevede che, quando due
persone sono debitrici l’una verso l’altra di somme di denaro o di altre
prestazioni della stessa specie, ciascuna di esse, purché i due crediti siano
scaduti, può compensare il proprio debito col proprio credito. Per l’art. 120
cpv. 3 CO, un credito prescritto può essere opposto in compensazione, se non
era ancora prescritto al momento in cui poteva essere compensato coll’altro
credito.

 

                                         5.2.

                                         Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, la compensazione secondo gli articoli 120 e seguenti CO
è applicabile anche nell’ambito del diritto pubblico sempre che ciò non sia
espressamente escluso o che non vi sia incompatibilità e ciò vale in particolar
modo nell’ambito fiscale (sentenza TF 2C_451/2018 e 2C_452/2018 del 27.09.2019
consid. 6.4 e giurisprudenza citata).

                                         Per
il Tribunale federale i motivi che giustificano la compensazione nel diritto
privato valgono anche in altri ambiti del diritto; in ogni settore, la
compensazione semplifica il regolamento dei conti e protegge il creditore, che
è in grado di adempiere, contro il rischio di non ricevere quanto gli è dovuto (sentenza
TF 2C_432/2010 del 9 novembre 2010 consid. 4.2). 

 

                                         5.3.

                                         L’art. 125 cifra 3 CO
esclude che possano estinguersi mediante compensazione contro la volontà del
creditore le obbligazioni derivanti dal diritto pubblico verso gli enti
pubblici.

                                         Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale questa disposizione esprime un principio generale e vale
anche quando le due pretese si fondano sul diritto pubblico (sentenza TF
2C_432/2010 del 09.11.2010 consid. 4.2 e giurisprudenza citata). La possibilità
per il contribuente, debitore dell’imposta, di compensare è quindi fortemente
limitata; al contrario l’autorità è molto più libera di compensare, se le
condizioni degli articoli 120 e seguenti CO sono adempiute (sentenza TF
2C_451/2018 e 2C_452/2018 del 27 settembre 2019 consid. 7.5 e giurisprudenza
citata; inoltre: Béguin/Stoyanov,
La créance fiscale, in: OREF, Les procédures en droit fiscal, 3a
ediz., Berna 2015, § 6.B.b.6, p. 907; Beusch,
Der Untergang der Steuerforderung, Zurigo/Basilea/Ginevra 2012, § 9, p. 172; Oberson, Droit fiscal suisse, 5a
ediz., Basilea 2021, cap. 7, § 25, n. 33, p. 692; Blumenstein/Locher, System des schweizerischen Steuerrecht,
7a ediz., Zurigo 2016, p. 381; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, 3a ediz., Berna 2013, introduzione
ai §§ 172-180, n. 6, p. 1658;
Zweifel/Beusch/Casanova/Hunziker, Schweizerisches Steuerverfahrensrecht,
Direkte Steuer, 2a ediz., Zurigo/Basilea/Ginevra 2018, n. 27, p. 468).
In altri termini, se le condizioni poste dagli articoli 120 e seguenti CO sono
soddisfatte, per compensare i suoi crediti con un debito d’imposta nuovo o non
ancora pagato, l’autorità preposta alla riscossione non necessita dell’accordo
del contribuente.

 

 

                                         5.4.

                                         Come risulta dal tenore
dell’art. 120 cpv. 1 CO, la compensazione presuppone l’identità e la
reciprocità dei crediti: ogni parte deve essere nel contempo creditrice e debitrice
dell’altra di prestazioni della stessa specie. Nell’ambito del diritto
pubblico, occorre pertanto che la stessa collettività pubblica sia nel contempo
debitrice e creditrice nei confronti dello stesso contribuente; poco importa
per contro che si tratti di unità organizzative differenti (sentenza TF
2C_451/2018 e 2C_452/2018 del 27.09.2019 consid. 7.2 e giurisprudenza citata). 

                                         Su questi presupposti, il
Tribunale federale ha ammesso che il Cantone possa compensare un proprio
credito d’imposta federale diretta con il credito del contribuente, relativo al
rimborso dell’imposta preventiva. Il Cantone è infatti competente per la
riscossione dell’imposta federale diretta, della quale è quindi creditore, ed è
debitore del rimborso dell’imposta preventiva alle persone fisiche (sentenza TF
2C_451/2018 e 2C_452/2018 del 27.09.2019 consid. 7.2).

 

                                         5.5.

                                         Con la dichiarazione
unilaterale di compensazione (art. 124 cpv. 1 CO) – che non è
soggetta ad alcuna esigenza di forma e può risultare da atti concludenti
(sentenza TF 2C_451/2018 e 2C_452/2018 del 27.09.2019 consid. 7.3) ‑ il
debitore esercita un diritto potestativo risolutivo che estingue
definitivamente e irrevocabilmente i crediti rispettivi (Beusch, op. cit., § 9 p. 167; Béguin/Stoyanov, op. cit., § 6.B.b.5.,
p. 906). 

                                         Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, la dichiarazione di compensazione da parte di
un’autorità amministrativa non è una decisione ai sensi dell’art. 5 LPAmm (DTF
107 III 139; Beusch, op. cit., § 9
III., p. 172) e non è quindi impugnabile. 

 

                                         5.6.

                                         Tornando al caso in
disamina, le condizioni per poter procedere alla compensazione del debito
d’imposta comunale per il periodo fiscale 2014 (credito compensato) con le
eccedenze d’imposta comunale derivanti dai periodi fiscali anteriori (2012 e
2013; credito compensante) sono riunite. 

                                         Nonostante la LT non
disponga di una norma legislativa espressa, la compensazione può fondarsi sugli
articoli 120 e seguenti CO. Infatti, i soggetti sono identici: da una parte il
Comune di RS 1, quale autorità di riscossione, e dall’altra, i contribuenti. Vi
è pure identità dell’oggetto, trattandosi di imposte comunali relative a
diversi periodi fiscali. Il debito da compensare (ovvero il debito dell’imposta
comunale 2014, secondo quanto si evince dall’estratto conto 05.08.2020 fornito
dal Comune di RS 1) come pure il rimborso delle eccedenze 2012 e 2013
(conteggio emesso l’11.06.2019) sono entrambi scaduti. La dichiarazione di
compensazione è avvenuta verosimilmente per atti concludenti tramite l’invio da
parte dell’Ufficio Contribuzioni del conteggio 2014 (non agli atti), impugnato
con reclamo del 09.07.2019 dai contribuenti (agli atti). Inoltre, a norma dell’art.
125 cifra 3 CO, l’autorità comunale poteva senz’altro compensare il credito
d’imposta scaduto con la pretesa di rimborso vantata dal contribuente, senza
necessitare del suo consenso. 

                                         Di conseguenza, la
decisione dell’Ufficio Contribuzioni del Comune di RS 1 di non rimborsare l’eccedenza
di ICom 2012 e 2013 al contribuente ma di contabilizzarla quale acconto
sull’imposta comunale dovuta per il periodo fiscale 2014 non presta il fianco a
critiche e merita pertanto di essere tutelata. 

                                         Su questo punto, il
ricorso deve essere respinto.

 

 

                                   6.   6.1.

                                         In via subordinata, il ricorrente
vorrebbe compensare il credito che vanta nei confronti del Comune di RS 1 per i
periodi fiscali 2012 e 2013 (e che non vuole sia conteggiato quale acconto per
il 2014) con il debito d’imposta federale diretta che l’__________, quale
autorità preposta alla riscossione dell’IFD, vanta nei suoi confronti (periodi
fiscali 2012 e 2013).

 

                                         6.2.

                                         Come visto, una delle
condizioni cumulative per poter procedere ad una eventuale compensazione
risiede nell’identità dei soggetti. Tale identità si definisce in base alla
competenza dell’autorità di percepire l’imposta (Béguin/Stoyanov, op. cit., p. 903). Nella fattispecie,
l’autorità di riscossione comunale ha un debito nei confronti del contribuente
e questi vorrebbe che lo compensasse con il debito che lui stesso ha nei
confronti dell’autorità cantonale preposta alla riscossione dell’IFD. 

                                         È pacifico che tra le
autorità di riscossione, benché entrambe collettività pubbliche, non vi sia
identità (l’__________ è preposto alla riscossione dell’IFD [art. 104 LIFD;
art. 4 cpv. 5 Regolamento di applicazione della legge federale sull’imposta
federale diretta; RL 642.150]; il Comune di RS 1 è l’autorità competente per la
riscossione dell’imposta comunale [art. 296 ss LT]). 

                                         Non essendo soddisfatta
una delle condizioni cumulative necessarie alla compensazione, questa non può
essere invocata.

 

 

 

                                         6.3.

                                         In ogni caso, spetterebbe
all’autorità fiscale comunale eventualmente acconsentire alla compensazione del
credito ICom 2012 e 2013 con il debito IFD del contribuente per i medesimi
periodi fiscali. Il Comune di RS 1 non avrebbe alcun interesse ad acconsentire
ad una tale compensazione. 

                                         Anche su questo punto, il
ricorso deve essere respinto.

 

 

                                   7.   Di
conseguenza, il ricorso contro la decisione del Municipio di RS 1 del 27 aprile
2020, che nega ai contribuenti il rimborso dell’eccedenza derivante dal conteggio
definitivo delle imposte comunali 2012 e 2013, deve essere respinto.

                                         Visto l’esito del ricorso,
la tassa di giustizia e le spese processuali sono poste a carico del
ricorrente, soccombente.

 

 

 

Per questi motivi,

visto per le spese l’art. 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.  3’000.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr. 3’100.–

                                         sono a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 gior

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: