# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1b41cd5e-124e-5cbf-ae95-9f70b54a0405
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-07-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.07.2009 D-3404/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3404-2009_2009-07-14.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3404/2009/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 4  l u g l i o  2 0 0 9  

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Bendict Tellenbach,
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Nigeria,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 15 maggio 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3404/2009

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera,

i verbali d'audizione del 26 novembre 2008 e del 26 marzo 2009, 

la decisione dell'UFM del 15 maggio 2009, notificata all'interessato il 
19 maggio 2009 (cfr. risultanze processuali), 

il  ricorso  inoltrato  dall'insorgente  il  26  maggio  2009  (cfr.  timbro  del 
plico  raccomandato)  e,  contestualmente,  la  domanda  d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese 
processuali e del relativo anticipo,

la decisione incidentale del 12 giugno 2009, con la quale il Tribunale 
amministrativo federale (TAF) ha concesso l'esenzione dal pagamento 
dell'anticipo a copertura delle presumibili spese processuali, 

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato :

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d LTF), 

che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

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che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha 
dichiarato sostanzialmente di essere cittadino nigeriano, di etnia Igbo, 
nato ad B._______ (C._______ in  Nigeria)  nonché di  aver vissuto a 
D._______ (Nigeria)  fino  all'età  di  5 anni  e,  successivamente,  ad 
B._______ fino  al  2001,  quando sarebbe espatriato  a  E._______ in 
Marocco, 

che,  in  seguito  alla  morte  del  padre  dell'interessato  -  che  sarebbe 
avvenuta  nel  1995  -  la  sua  famiglia  avrebbe  avuto  gravi  difficoltà 
economiche,  ritenuto  che,  nel  suo  Paese  d'origine,  sarebbe 
praticamente  impossibile  trovare  lavoro;  che,  oltre  a  ciò,  una  delle 
sorelle minori dell'interessato si sarebbe ammalata e questo avrebbe 
costretto la madre a mendicare; che, alla luce di questa situazione, nel 
2000  rispettivamente  nel  2001,  l'interessato  avrebbe  deciso  di 
espatriare con l'obiettivo di  migliorare la situazione economica sua e 
della sua famiglia,

che l'interessato, dopo aver lasciato il suo Paese d'origine, si sarebbe 
stabilito a E._______ (Marocco), dove avrebbe vissuto per molti anni; 
che  nell'agosto  2008,  egli  avrebbe  lasciato  il  suo  domicilio  di 
E._______  (Marocco);  che  egli  ha  affermato  di  aver  attraversato 
l'Algeria in auto e di essere entrato a piedi in Libia, da dove si sarebbe 
imbarcato per l'Italia e, di  aver poi continuato il  suo viaggio in treno 
fino a F._______, dove sarebbe arrivato nel mese di (...) 2008,  

che, nella decisione del 15 maggio 2009, l'UFM ha considerato che il 
richiedente non ha inoltrato domanda d'asilo ai sensi dell'art. 18 LAsi, 
in  quanto  egli  non ha espresso la  volontà  di  cercare  dalla  Svizzera 
una protezione contro le persecuzioni,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 1  LAsi;  che  l'autorità  inferiore  ha 
pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera, entro 

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il  15 giugno 2009, e l'esecuzione dell'allontanamento siccome lecita, 
esigibile e possibile, 

che, nel gravame, l'insorgente fa valere che non fugge da persecuzioni 
messe in  atto dalle autorità del  suo Paese, bensì da una situazione 
che deve essere considerata come una sorta di persecuzione in senso 
ampio, in considerazione della quale, in caso di rinvio in Nigeria, esso 
sarebbe esposto a trattamenti inumani e degradanti,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  l'annullamento  della 
decisione impugnata e la  trasmissione degli  atti  di  causa all'autorità 
inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda 
d'asilo;  che  egli  ha  altresì  presentato  una  domanda  d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese 
processuali e del relativo anticipo,

che, giusta l'art. 32 cpv. 1 LAsi,  non si  entra nel merito di  domande 
d'asilo che non soddisfano le condizioni fissate dall'art. 18 LAsi,

che, ai sensi dell'articolo 18 LAsi, è considerata come domanda d'asilo 
ogni  dichiarazione  con  cui  una  persona  manifesta  di  voler  ottenere 
dalla Svizzera una protezione contro le persecuzioni; che la nozione di 
persecuzione presuppone un pregiudizio  ad  opera di  terze persone; 
che,  pertanto,  non  rientrano  in  questa  definizione  i  pregiudizi 
indipendenti  dall'agire  umano;  che,  di  conseguenza,  le  domande  di 
protezione  fondate  unicamente  sulla  situazione  personale  del 
richiedente l'asilo,  in  assenza di  agenti  esterni  di  persecuzione, non 
soddisfano  tali  condizioni;  che,  per  contro,  sono  compresi  nella 
nozione di persecuzione, ai sensi dell'art. 18 LAsi, in senso lato, non 
soltanto i seri pregiudizi previsti all'art. 3 LAsi (qualità di rifugiato), ma 
pure  gli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontanamento  fissati  dall'art. 83 
cpv. 3 e 4 della  legge federale del  16 dicembre 2005 sugli  stranieri 
(LStr,  RS  142.20),  imputabili  all'agire  umano,  quali  i  trattamenti 
contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti 
dell'uomo e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950  (CEDU, 
RS 0.101) e all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene 
o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10  dicembre  1984 
(Conv. tortura, RS 0.105), nonché le situazioni di guerra, guerra civile 
o  violenza  generalizzata  (Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 18 
consid. 5b pag. 114), 

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che  sono  rifugiate  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima 
residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza, 
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale 
o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere 
esposte a tali pregiudizi (art. 3 LAsi); che tale  definizione di rifugiato, 
così  come stabilita all'art. 3  cpv. 1 LAsi,  è  esaustiva,  nel  senso che 
esclude  tutti  gli  altri  motivi,  suscettibili  di  condurre  una  persona  a 
lasciare il proprio Paese d'origine o di residenza, quali per esempio le 
difficoltà derivanti da una situazione di crisi socio-economica (povertà, 
condizioni di vita precarie, difficoltà a trovare un impiego o un alloggio, 
redditi  insufficienti)  o  dalla  disorganizzazione,  o  dalla  mancanza  di 
infrastrutture o da problemi analoghi, ai quali ogni persona, nel Paese 
in questione, può essere confrontata, 

che,  nella  fattispecie,  il  ricorrente  non  ha  chiesto  alla  Svizzera 
protezione  contro  delle  persecuzioni,  non  avendo  egli  allegato  di 
essere  esposto  personalmente  e  concretamente  o  di  avere fondato 
timore di essere esposto in un futuro previsibile, in caso di rientro nel 
suo  Paese  d'origine,  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  sua  razza, 
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale 
o per le sue opinioni politiche (art. 3 LAsi), 

che, infatti, la motivazione addotta dal ricorrente per giustificare il suo 
espatrio  -  prima  dalla  Nigeria  e  poi  dal  Marocco  -  è  legata 
esclusivamente a delle ragioni d'ordine economico, ovvero alla povertà 
della  sua  famiglia  e  al  susseguente  intento  di  migliorare  questa 
situazione per lui e la sua famiglia, deterioratasi a seguito della morte 
del  padre  e  della  malattia  della  sorella  (cfr.  verbali  d'audizione  del 
26 novembre 2008 pag. 4 e del  26 marzo 2009 pagg. 4 e 6,  ricorso 
pag.  2);  che  tali  motivi,  come  manifestamente  riconoscibile,  non 
rientrano, in tutta evidenza, nella definizione di persecuzione in senso 
lato giusta l'art. 18 cpv. 1 LAsi,

che, inoltre, il ricorrente si è limitato ad asserire che, in caso di rientro 
in Patria, egli sarebbe esposto a trattamenti inumani e degradanti (cfr. 
ricorso  pag.  2),  senza  tuttavia  corroborare  in  maniera  concreta 
l'esposizione  per  lui,  in  Patria,  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti contrari all'art. 3 CEDU e all'art. 3 Conv. tortura, 

che,  da  quanto  esposto,  l'UFM rettamente  non  è  entrato  nel  merito 
della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 LAsi, 

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che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che, per i motivi sopraesposti, nella misura in cui codesto Tribunale ha 
confermato la decisione di non entrata nel merito dell'UFM relativa alla 
domanda  d'asilo  del  ricorrente,  quest'ultimo  non  può  prevalersi  del 
principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente 
riconosciuto  nell'ambito  del  diritto  internazionale  pubblico  ed 
espressamente  enunciato  all'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto 
dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv., RS 0.142.30),  nonché  degli 
impegni di diritto internazionale assunti dalla Svizzera (v. GICRA 1996 
n. 18 consid. 14b lett. e pag. 186 e ivi riferimenti), 

che pertanto l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 

che,  premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento  riconducibili  all'art.  83  cpv. 4  LStr,  la  situazione 
vigente  in  Nigeria  non  è,  notoriamente,  caratterizzata  da  guerra, 
guerra  civile,  violenza  generalizzata  o  emergenza  sanitaria  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
possiede una formazione scolastica minima e dispone in Patria della 
presenza di una fitta rete sociale, ritenuto che la madre, cinque sorelle 
e  due  rispettivamente  tre  fratelli  vivono  ancora  in  loco  (cfr.  verbali 
d'audizione del 26 novembre 2008 pag. 2 e del 26 marzo 2009 pag. 3),

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che l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli 
atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per 
motivi medici,

che,  per  le  ragioni  sopraindicate,  l'esecuzione  dell'allontanamento 
dell'insorgente nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed 
art. 83 cpv. 2 LStr); che il  ricorrente,  usando la  necessaria  diligenza, 
potrà  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito  favorevole,  la  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso 
dell'esenzione dal pagamento delle spese processuali, è respinta (art. 
65 cpv. 1 PA), 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 
63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto. 

2.
La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal 
pagamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM (in copia, n. di rif. N [...])
- G._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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