# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 19fa1a57-2641-5d6a-8856-1aec85e6474d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-06-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 02.06.2014 38.2013.54
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2013-54_2014-06-02.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto
  n.

  38.2013.54

   

  rs

  	
  Lugano

  2 giugno 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
					

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 settembre 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 2 settembre 2013 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su opposizione
del 2 settembre 2013 la Cassa Disoccupazione CO 1 ha modificato la decisione
con la quale aveva sospeso RI 1 per 31 giorni dal diritto all'indennità di
disoccupazione (cfr. doc. 63), riducendo la sanzione a 16 giorni per avere
fornito al proprio datore di lavoro un motivo di disdetta del rapporto di
impiego. 

                                         Al riguardo la Cassa ha
rilevato:

 

" (…)

La Cassa, dopo aver attentamente esaminato tutta la
documentazione, evidenzia che in effetti siamo di fronte a un licenziamento,
operato dal datore di lavoro, in quanto il lavoratore aveva comunicato il
desiderio di partire definitivamente dalla Svizzera, procedura che poi non si è
verificata.

Questa motivazione sostanzialmente è stata confermata
dall’assicurato anche se ha precisato che verso la fine della disdetta si sono
verificati episodi incresciosi che hanno comportato reciproche contestazioni.

Tuttavia, in considerazione delle argomentazioni evidenziate
dall’assicurato nelle lettere allestite e nell’opposizione, si ritiene che una
sospensione di 16 giorni sia maggiormente commisurata al grado di colpa
dell’assicurato in quanto le motivazioni addotte possono essere maggiormente
considerate nella valutazione del caso.

Si decide pertanto di ridurre il numero di giorni di sospensione
da 31 a 16 giorni controllati che, con il calcolo proporzionale effettuato in
caso di perdita di attività da guadagno intermedio, produce una riduzione a
soli 9,6 giorni di sospensione." (Doc. A1)

 

                               1.2.   Contro questa decisione
l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale ha addotto che
era l’ex datore di lavoro, che inizialmente era un suo amico, che voleva
licenziarlo per far venire la sorella dall’__________ a lavorare e di aver
chiesto lui la prima lettera di licenziamento del 27 marzo 2013 poiché aveva cominciato
a trattarlo male. 

                                         Il ricorrente, al
riguardo, ha precisato che in seguito l’ex datore di lavoro forse si è reso
conto che stava sbagliando, in quanto gli ha detto che per lui la lettera non
valeva.

                                         L’insorgente ha però asserito
che l’ex datore di lavoro trovava sempre qualcosa nel suo lavoro che non andava
e che, benché il contratto di lavoro concernesse l’attività di pizzaiolo e
aiuto cucina, è stato costretto ad accettare anche di fare il cuoco,
occupazione che ha cercato sempre di farsi piacere.

                                        L’assicurato ha affermato
di aver chiamato più volte la segretaria del suo medico per ottenere un
certificato di inabilità lavorativa, ma che l’ex datore di lavoro non ne sapeva
alcunché e che successivamente richiamava e disdiceva l’appuntamento, pensando
che avrebbero smesso di trattarlo male. Egli ha indicato, da un lato, che,
visto che non è stato così, non ha più resistito e si è recato all’Ufficio
stranieri, annunciando la sua partenza definitiva dalla Svizzera.

                                         Dall’altro, che il giorno
seguente ha comunicato tale circostanza all’ex datore di lavoro.

                                         Il ricorrente ha aggiunto
che nelle notti successive non riusciva a dormire, poiché pensava se stava
facendo la cosa giusta, arrivando alla conclusione che poteva trovare altre
soluzioni, che prima voleva saldare i suoi debiti e poi avrebbe potuto decidere
di andarsene.

                                         Egli ha dichiarato di aver
atteso fino al 19/22 maggio 2013 prima di dire all’ex datore di lavoro di aver
bloccato la partenza, in quanto quest’ultimo, contrariamente a quanto
richiestogli, non voleva tenerlo a lavorare fino all’estate.

                                         L’insorgente ha
specificato che all’ex datore di lavoro non è piaciuta tale notizia.

                                         A mente dell’assicurato,
avendo annullato la partenza, avrebbe dovuto avere tutti i diritti come se non
l’avesse mai notificata.

                                         L’assicurato ha indicato
di essere stato in possesso di certificati medici, il primo che lo autorizzava
a recarsi in __________ dalla sua famiglia per motivi familiari e il secondo
dell’11 luglio 2013 secondo cui a causa di ragioni mediche doveva interrompere
quella attività lavorativa.

                                         Il ricorrente ha, inoltre,
asserito che la gerente che lavorava soltanto al mattino può attestare in
merito ai rapporti tesi che esistevano sul posto di lavoro, in particolare tra
i soci, oltre al fatto che lui veniva trattato male e che dovevano sempre stare
zitti.

                                         Per quanto attiene al
giorno del 28 maggio quando ha fatto il trasloco dalla cameretta che aveva
presso l’esercizio pubblico dove lavorava e la Polizia è stata chiamata dall’ex
datore di lavoro, l’insorgente ha precisato di essere stato arrabbiato con quest’ultimo
perché il giorno prima gli aveva dato del coniglio (cfr. doc. I).

 

                               1.3.   Nella sua risposta del 7
ottobre 2013 la Cassa propone di respingere il ricorso con argomentazioni di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Secondo
l'art. 30 cpv. 1 lett. a LADI l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità
se è disoccupato per propria colpa.

                                         In questa evenienza
competenti ad emettere una decisione di sospensione sono le casse di
disoccupazione (cfr. art. 30 cpv. 2 LADI).

 

                                         La disoccupazione è ad
esempio imputabile all'assicurato che, con il suo comportamento, in particolare
violando gli obblighi contrattuali di lavoro, ha fornito al proprio datore di
lavoro un motivo di disdetta del rapporto di lavoro (cfr. art. 44 cpv. 1 lett.
a OADI).

 

                                         Secondo giurisprudenza, un
assicurato è da considerarsi disoccupato per colpa propria ai sensi dell'art.
30 cpv. 1 lett. a LADI se l'insorgenza della disoccupazione non è ascrivibile a
fattori oggettivi bensì trova origine in un comportamento evitabile dell'interessato,
per il quale l'assicurazione contro la disoccupazione non si assume la
responsabilità (DLA 1998 no. 9 pag. 44 consid. 2b; sentenza del Tribunale
federale delle assicurazioni C 221/02 del 4 agosto 2003, consid. 2.3).

 

                                         La sospensione del diritto
alle indennità di disoccupazione per colpa propria dell'assicurato non
presuppone uno scioglimento del rapporto di lavoro per cause gravi ai sensi
dell'art. 337 e 346 cpv. 2 CO, essendo sufficiente che il comportamento
generale o il carattere dell'interessato abbia dato luogo alla disdetta
(sentenza del Tribunale federale C 143/06 del 3 ottobre 2007, sentenze del
Tribunale federale C 254/06 del 26 novembre 2007).

 

                                         Neppure è necessario che
vi siano delle inadempienze a livello professionale (DTF 112 V 242 consid. 1
pag. 245). Una sospensione può tuttavia essere pronunciata unicamente se il
comportamento in questione è chiaramente comprovato (v. ancora DTF 112 V 242
consid. 1 pag. 245) e, secondo l'art. 20 lett. b e c della Convenzione n. 168
dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) concernente la promozione
dell'impiego e la protezione contro la disoccupazione del 21 giugno 1988, se vi
è dolo perlomeno eventuale (DTF 124 V 234 consid. 3b p. 236;
STFA C 53/00 del 17 ottobre 2000; Th. Nussbaumer, "Arbeitslosenversicherung",
in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV,
Soziale Sicherheit, 2ed., Basilea 2007, p. 2426-2427 cifre marg. 830-831).

 

                                         La terza revisione della
LADI, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 ed entrata in vigore il 1°
luglio 2003, non ha modificato il principio secondo cui devono essere
sanzionati gli assicurati che sono disoccupati per loro colpa, avendo dato al
datore di lavoro motivo di disdire il rapporto di impiego di cui agli art. 30
cpv. 1 lett. a LADI e art. 44 cpv. 1 lett. a OADI (cfr. Messaggio concernente
la revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione del 28
febbraio 2001, FF N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 2007).

 

                               2.2.   La costante giurisprudenza
del TFA ha stabilito che, ove occorre esaminare se il lavoratore ha con il suo
comportamento, segnatamente mediante violazione dei suoi obblighi contrattuali,
fornito al datore di lavoro un motivo di licenziamento, la sospensione del diritto
alle indennità potrà essere decisa solo se sarà nettamente stabilita una colpa
del lavoratore.

 

                                         Tale è il caso soltanto
quando le accuse del datore di lavoro sono chiaramente credibili.

 

                                         Ciò significa
concretamente che quando una controversia oppone l'assicurato al suo datore di
lavoro, le sole affermazioni di quest'ultimo non bastano per ammettere una
colpa contestata dell'assicurato e non confermata da altre prove (ad es.
deposizioni testimoniali) o indizi in grado di convincere l'amministrazione o
il giudice (cfr. sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni C 120/03
del 13 novembre 2003, consid. 2.2; sentenza del Tribunale federale delle
assicurazioni C 281/02 del 24 settembre 2003 consid. 1.2; DLA 1999 N. 8,
consid. 7b, pag. 39; DLA 1995 N. 18, consid. 1, pag. 108; DTF 112 V 242,
consid. 1, pag. 245 e i rinvii ivi menzionati).

 

                               2.3.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI
la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

 

                                         La sospensione del diritto
a indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave (cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

                                         La sua
durata é determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI e
DLA 2000 N. 9, consid. 1, pag. 47-48), soggiace in altre parole al principio
della proporzionalità (cfr. DTF 125 V 193, consid. 4b, pag. 197; DTF 123 V 150;
sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni C 278/01 del 17 marzo 2003,
consid. 1.3).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv.
2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità
entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della
sospensione è prolungata in modo adeguato.

                                         L'art. 45 cpv. 3 OADI
stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato senza
valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha rifiutato un
lavoro idoneo.

 

                               2.4.   Nella presente fattispecie RI
1 (1976), di nazionalità __________ e in possesso di un permesso C (cfr. doc.
1; 2; 58), dopo aver lavorato dal 7 gennaio al 15 giugno 2010 presso l’osteria __________,
dal 16 giugno al 5 agosto 2010 presso il bar __________, dal 7 ottobre 2010 al
28 febbraio 2011 presso la pizzeria __________, dal 18 aprile al 11 maggio 2011
presso il Ristorante __________, dal 8 luglio al 19 dicembre 2011 presso il __________
e dal 1° maggio al 15 giugno 2012 presso il __________ (cfr. doc. 3), il 9
luglio 2012 si è annunciato per il collocamento con effetto da quella data,
dichiarando una disponibilità lavorativa del 100% (cfr. doc. 1).

 

                                         Il ricorrente, nel
novembre 2012, ha iniziato a svolgere l’attività di pizzaiolo/aiuto cucina
presso il Ristorante __________ da cui otteneva un guadagno intermedio (cfr.
doc. 32). Nel mese di novembre 2012 ha svolto 24 ore (8 ore settimanali dal 15
novembre 2012; cfr. doc. 32). Nei mesi di dicembre 2012, gennaio e febbraio 2013 ha svolto 21 ore settimanali (cfr. doc. 36; 39).

                                         Con effetto dal 7 marzo
2013 l’assicurato ha concluso con __________ del Ristorante __________ un
contratto di lavoro a tempo indeterminato in qualità di pizzaiolo/aiuto cucina
al 50% (22,5 ore alla settimana; cfr. doc. 46; 45).

                                         

                                         Il 27 marzo 2013 __________
ha consegnato una raccomandata a mano all’assicurato, che viene sottoscritta da
quest’ultimo, del seguente tenore:

 

" A
malincuore mi vedo costretto a dimissionarla dal suo incarico di
aiuto-cucina/pizzaiolo causa mancanza di lavoro, il suo contratto avrà termine
il 30 marzo 2013 come da CCNL.

 

Le faccio i miei migliori auguri per
trovare un’altra occupazione presso un’altra ditta.” (Doc. A2).

 

                                         L’insorgente ha precisato
che tale disdetta è poi stata considerata come non data (cfr. doc. 70 pag. 3).

 

                                         Il 17 aprile 2013 il datore
di lavoro ha nuovamente disdetto il contratto di lavoro per la fine di maggio 2013 a causa della partenza definitiva dell’insorgente dalla Svizzera per l’__________ (cfr. doc.
57).

 

                                         Il 15 aprile 2013
l’assicurato ha, in effetti, notificato al Servizio regionale degli stranieri
di __________ la propria partenza dalla Svizzera per __________ (cfr. doc. 58).

 

                                         Agli atti risulta uno
scritto di __________ senza data, ma risalente verosimilmente alla fine di
maggio 2013 ritenuto che è stato fatto riferimento all’intervento - su sua
richiesta - della 

 

                                         Polizia avvenuto il 27 o
28 maggio 2013 (cfr. doc. 68; 70), da cui si evince:

 

" (…) assunto
il 07/03/2013 con regolare contratto e accordi verbali che avrebbero impegnato
il signor __________ minimo fino al 30-09-2013 in qualità di aiuto-cucina pizzaiolo.

 

Il 15 di aprile ha fatto la partenza
definitiva dalla Svizzera per l’__________, quando la sera prima avevo
accordato di mettere alcune pietanze sulla carta nuova di suo gusto, mi sono
trovato costretto davanti alla sua scelta.

 

Improvvisai (ci tengo a precisare) di fare
al suddetto la disdetta (vedere allegati) per fine maggio corrente anno
rispettando oltre modo le sue scelte, anche se discutibili, ho fatto tutto il
necessario per terminare il rapporto di lavoro in buone circostanze…

 

Sotto pressione del signor RI 1 è stato
versato l’ultimo salario in anticipo perché doveva partire per l’__________, mi
è stata richiesta tutta la sua documentazione (buste paga, attestato del
guadagno intermedio, copie del contratto di lavoro e disdetta).

 

Fatto questo il signor RI 1 mi ha detto che
non partiva più per l’__________ e che aveva bloccato la partenza dalla
Svizzera … oltre tutto ha cercato per i motivi più futili di avere discussioni
fino a l’altro ieri che mi sono visto costretto a chiedere l’intervento della
polizia in quanto si è messo a trattare male i clienti, inveire contro di me
sui miei metodi di lavoro e ancora più grave: seduto in terrazza si è messo a
urlare e tra le varie frasi da signore ha detto che avrebbe fatto di tutto per
minare il locale nel quale ha lavorato e percepito puntualmente tutto quello
che gli spettava…oltre a questo è andato da uno dei locatori sicuramente non
per fare dei complimenti all’azienda.

E l’elenco continua… in più di un’occasione
sono stato minacciato dove spavaldo vantava di potermi far passare dei guai
perché i dipendenti hanno più diritti dei datori di lavoro.

Ed ancora oggi ignoro i motivi…

Con dispiacere scrivo questa lettera perché
conosco il Signor RI 1 da 10 anni e non mi sarei aspettato tutto questo da lui.

Purtroppo ha avuto altri e tanti precedenti
di questo tipo e quindi non mi sento in grado di poter passare sopra a tutto
visto che il ristorante, alcuni clienti e uno dei locatari sono rimasti colpiti
dai suoi comportamenti.

(…)” (Doc. 59)

 

                                         Il 3 giugno 2013 __________
ha inviato al ricorrente uno scritto denominato “Rescissione immediata del
rapporto di lavoro”, in cui ha indicato:

 

" a seguito
del suo comportamento increscioso di martedì 28 maggio scorso (minacce
all’indirizzo del sottoscritto proferite anche davanti ai clienti del
ristorante __________ nonché le relative ingiurie e diffamazioni espresse in
tale occasione), con la presente mi vedo costretto a rescindere immediatamente
il nostro rapporto di lavoro. “ (Doc. 61)

 

                                         L’11 luglio 2013, nel
corso della procedura di opposizione, la Cassa di disoccupazione ha posto a __________
del __________ i seguenti quesiti:

 

" (…)

1) Per quale motivo
avete effettuato la disdetta con effetto immediato in data 3 giugno 2013 quando
ci era un regolare licenziamento elaborato il 17 aprile 2013 scadente il 31
maggio 2013?

2) Per quale motivo
avete atteso il 3 giugno 2013 per effettuare la disdetta con effetto immediato
in seguito ai comportamenti tenuti dal Sig. RI 1 il 28 maggio 2013?

3) E’ stato stilato
un rapporto di polizia in merito all’intervento effettuato in data 28 maggio
2013 presso il Ristorante? In caso affermativo, potete allegarlo?

(…)” (Doc. 67)

 

                                         __________, il 22 luglio 2013, ha così risposto:

 

"
1. Causa il comportamento increscioso del sig. RI 1 che, oltre a 

           terminare
il rapporto di lavoro in maniera alquanto non corretta, minacciava di mettersi
in malattia (cosa che ha fatto dal 29 maggio) e di rovinare il più possibile
l’azienda (cosa fatta anche questa: andando spesso e volentieri per i bar della
valle a parlare male di me e della mia compagna, cameriera alle mie dipendenze.
E cmq del licenziamento in tronco non credo che era un mistero già dal 28
maggio quando sono stato costretto a richiedere l’intervento della Polizia di __________
per garantire la sicurezza visti i trascorsi con il sig. RI 1. Già dal 23
maggio ha tenuto un comportamento non idoneo all’interno del ristorante (ed era
già in vacanza dal 21 preventivamente).

    Evitando ma
sempre disposto a delucidarvi sui suoi comportamenti anche prima di queste date
citate.

2. L’attesa al 3
giugno è giustificata solo dal fatto che dovevo consultare il mio avvocato per
decidere la strategia da intraprendere contro il Signor RI 1.

3. Ho chiesto
personalmente alla Polizia di __________: non è stato stilato alcun rapporto
perché sono intervenuti per garantire la sicurezza, basiti nel sapere che il
signor RI 1 si è messo in malattia il giorno dopo visto che stava anche fin
troppo bene.” (Doc. 68).

 

                                         Il Dr. med. __________,
spec. FMH in medicina generale, il 29 maggio 2013, ha certificato che l’assicurato era inabile al lavoro al 100% a causa di malattia dal 29 maggio
2013 per circa tre settimane con la precisazione che era autorizzato a recarsi in
__________ per motivi familiari (cfr. doc. 54).

 

                                         L’11 luglio 2013 il Dr.
med. __________ ha poi attestato che per ragioni mediche era indicato per il
ricorrente interrompere immediatamente l’attività lavorativa presso il datore
di lavoro attuale (cfr. doc. 65).

 

                                         L’assicurato, a cui la
Cassa ha dato la possibilità di presentare osservazioni in merito al proprio
accertamento presso l’ex datore di lavoro (cfr. doc. 69), il 25 luglio 2013, ha rilevato di aver conosciuto il signor __________ nel 2003 quando entrambi frequentavano la
scuola di pizzaiolo e che è che stato lui a indicargli la possibilità di
rilevare il Ristorante __________.

                                         L’insorgente ha aggiunto
di aver iniziato a effettuare qualche ora di lavoro quale guadagno intermedio
presso tale esercizio pubblico rilevato da __________ e da un altro socio, __________,
nel novembre 2012 e di essersi trasferito presso il Ristorante nel dicembre
2012 visto che disponeva di alcune camere libere. 

                                         Il ricorrente ha
evidenziato che i due soci non andavano d’accordo e che lui avrebbe preferito
non trovarsi in mezzo ai loro problemi, ciò che ha anche detto a __________.

                                         L’assicurato ha osservato
che in ogni caso dal marzo 2013 __________ ha lasciato il ristorante a __________,
il quale, diventando l’unico responsabile del ristorante ha cambiato
personalità, iniziando a prendersela con lui.

                                         L’insorgente ha precisato
che l’ex datore di lavoro gli ha presentato una lettera di licenziamento,
comunicandogli che lasciava decidere a lui se restare o firmare, ma che, se
voleva restare, avrebbe dovuto fare quello che diceva lui.

                                         L’assicurato, in proposito,
ha asserito di aver sempre fatto quello che diceva __________, ma che veniva
trattato male e umiliato.

                                         Egli ha affermato che il
27 marzo 2013 avrebbe detto a __________i di consegnargli la lettera di
licenziamento perché in quelle condizioni non poteva lavorare. Dopo qualche
giorno l’ex datore di lavoro si sarebbe reso conto di avere avuto un
atteggiamento non consono alla situazione, tuttavia un giorno lo trattava bene 
e uno male, come può testimoniare la cameriera del locale, la quale pure se ne
è andata via.

                                         Il ricorrente ha indicato
che di quella lettera di licenziamento non si è fatto alcunché, ma che in
seguito, non riuscendo più a dormire, ha deciso di partire definitivamente
dalla Svizzera e che dopo averlo detto a __________ questi l’ha trattato meglio
avendo raggiunto l’obiettivo di mandarlo via dal ristorante.

                                         L’assicurato ha
evidenziato, da un lato, che l’ex datore di lavoro l’ha licenziato precisando
che vi era poco lavoro, anche se ha fatto venire la sorella dall’__________.

                                         Dall’altro, che dopo
avergli comunicato che non partiva più per l’__________ verso il 20/21 maggio
2013, __________ l’ha fatto smettere di lavorare per avere tempo di trovare una
soluzione.

                                         L’insorgente ha asserito
di aver firmato un contratto di locazione per un appartamento a __________
verso il 23/24 maggio 2013 e di avere nel frattempo avvisato il suo medico che
non riusciva più a lavorare.

                                         L’assicurato ha dichiarato
che il 27 maggio 2013, a seguito della sua richiesta di riavere la propria
valigia con gli utensili da cucina, l’ex datore di lavoro l’ha insultato, lui
ha conseguentemente alzato la voce e così ha avuto inizio un alterco verbale.
Infine __________ ha chiamato la Polizia di __________.

                                         Al riguardo il ricorrente
ha osservato di essere andato a fare un giro in auto e che l’agente Pozzi l’ha
poi chiamato al telefono per farsi spiegare cosa fosse successo.

                                         L’insorgente ha
specificato di avere traslocato dalla sua camera presso il ristorante il giorno
successivo.

                                         Infine egli ha
sottolineato di voler denunciare l’ex datore di lavoro per appropriazione
indebita (di un televisore), diffamazione e truffa verso la disoccupazione
(cfr. doc. 70).

 

                                         A seguito degli accertamenti
effettuati durante la procedura di opposizione la Cassa ha ridotto da 31 a 16 giorni la sanzione inflitta all'assicurato per avere fornito al proprio datore di lavoro un
motivo di disdetta del rapporto di impiego, in considerazione delle
argomentazioni evidenziate dal medesimo nelle sue lettere e nell’opposizione
(cfr. doc. A1).

 

                               2.5.   Chiamato ora a pronunciarsi
il TCA ritiene che, con il suo comportamento, l'assicurato ha contribuito a
provocare il suo licenziamento (cfr. consid. 2.1.). 

 

                                         Questa Corte non esclude
che alla base della disdetta del contratto di lavoro possano esserci state
anche motivazioni di carattere economico (cfr. doc. A2: prima lettera di
disdetta del 27 marzo 2013, poi annullata, motivata con la mancanza di lavoro; doc.
70 pag. 3: scritto del 25 luglio 2013 alla Cassa nel quale l’assicurato ha
indicato che l’ex datore di lavoro l’ha licenziato precisando che vi era poco
lavoro). 

 

                                         Il TCA, nemmeno mette in
discussione il fatto che il ricorrente si sia trovato confrontato con una situazione
difficile, in quanto l’iniziale amicizia che durava da anni con l’ex datore di
lavoro (cfr. consid. 2.4.) si è, dopo la sua assunzione, alquanto deteriorata.

 

                                         Tuttavia l’insorgente, in
primo luogo, nell’aprile 2013 ha comunque comunicato all’ex datore di lavoro la
sua partenza definitiva dalla Svizzera, peraltro formalmente notificata anche
all’Ufficio regionale degli stranieri di __________ (cfr. doc. 58). 

 

                                         Ciò che ha
conseguentemente condotto al suo licenziamento del 17 aprile 2013.

                                         L’assicurato non ha poi
lasciato la Svizzera. Egli a tale proposito non ha però fatto valere particolari
motivi oggettivi indipendenti dalla sua volontà che l’abbiano indotto a
modificare la decisione presa.

 

                                         Da questo profilo, dunque,
il ricorrente ha fornito consapevolmente al datore di lavoro un motivo di
disdetta e deve assumersi le conseguenze connesse al fatto di avere - forse
troppo precipitosamente - annunciato la sua partenza dalla Svizzera e di avere
in seguito cambiato idea al riguardo.

 

                                         In secondo luogo,
l’assicurato ha in ogni caso, perlomeno nell’ultimo periodo del rapporto di
impiego nel maggio 2013, partecipato alla degradazione dell’ambiente di lavoro divenuto
conflittuale, come ammesso dall’assicurato stesso nello scritto del 25 luglio
2013 (cfr. doc. 70; consid. 2.4.), evidenziando segnatamente che il 27 maggio
2013 tra il medesimo e __________ è scoppiato un alterco dai toni accesi davanti
al proprietario dello stabile dove si trova il ristorante __________ e i
dipendenti che ha necessitato l’intervento della Polizia di __________

 

                                         Per i motivi appena
esposti occorre concludere che l’atteggiamento dell'assicurato ha giocato un
ruolo nella decisione dell’ex datore di lavoro di sciogliere il contratto di
lavoro.

 

                                         In simili
condizioni questo Tribunale ritiene pertanto che l’insorgente con il proprio
comportamento ha contribuito colpevolmente a causare la
perdita della sua occupazione (cfr. consid. 2.1 e, in particolare, la
DLA 2012 Nr. 13 pag. 294 nella quale il Tribunale federale ha ricordato che
basta il dolo eventuale).

 

                                         A
nulla di diverso possono portare i certificati medici allestiti dal dr. med. __________
il 29 maggio e l’11 luglio 2013 con cui è stato attestato che l’assicurato era
inabile al lavoro al 100% a causa di malattia dal 29 maggio 2013 per circa tre
settimane con la precisazione che era autorizzato a recarsi in Italia per
motivi familiari (cfr. doc. 54), rispettivamente che per motivi medici era
indicato per il ricorrente interrompere immediatamente l’attività lavorativa presso
il datore di lavoro attuale (cfr. doc. 65).

                                         In effetti gli stessi si
riferiscono in ogni caso a periodi posteriori sia alla disdetta ordinaria del
17 aprile 2013 (cfr. doc. 57), che ai fatti del 27/28 maggio 2013 che hanno
condotto al licenziamento con effetto immediato del 3 giugno 2013 (cfr. doc.
61).

 

                                         Di
conseguenza, richiamata la severa giurisprudenza federale al riguardo che non
esige, per sospendere un assicurato dal diritto all'indennità di
disoccupazione, che il licenziamento sia stato deciso per una violazione degli
obblighi contrattuali (cfr. consid. 2.1 e STF 8C_606/2010 del 20 agosto 2010),
il ricorrente deve essere sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione
sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. a LADI in relazione con l'art. 44 lett. a
OADI (DLA 2012 Nr. 13 pag. 294; STF 8C_829/2009 del 17 dicembre 2009).

 

                                         Anche l'entità della
sanzione (16 giorni di sospensione, corrispondenti al minimo dei giorni di
sospensione in caso di colpa mediamente grave; cfr. consid. 2.3.) si rivela proporzionata
alla gravità della colpa.

 

                                         In
tale contesto si ricorda, peraltro, che il giudice non può mettere in
discussione senza validi motivi il margine di apprezzamento
dell’amministrazione (cfr. DTF 137 V 75; STFA C 221/2002 del 4 agosto 2003; STCA
38.2012.43 del 24 settembre 2012, il cui ricorso al TF è stato dichiarato
inammissibile con sentenza 8C_841/2012 del 3 dicembre 2012; STCA 38.2011.84 del
6 febbraio 2012).

 

                                         Riguardo all’indicazione riportata
nella decisione su opposizione secondo cui la sospensione di 16 giorni con il
calcolo proporzionale effettuato in caso di perdita di attività da guadagno
intermedio - come in concreto -, produce una riduzione a 9,6 giorni di
sospensione (cfr. doc. A1), giova osservare che effettivamente un assicurato, qualora
termini per sua colpa o rifiuti un’occupazione che permette di conseguire un
guadagno intermedio, può essere sospeso dal suo diritto all’indennità di
disoccupazione soltanto nella misura corrispondente alla differenza tra
l’indennità di disoccupazione e le indennità compensative (cfr. STFA C 129/01
del 15 aprile 2002 consid. 6; DLA 1998 N. 9 pag. 48).

 

                                         Alla luce di tutto quanto
esposto, la decisione su opposizione del 2 settembre 2013 deve, quindi, essere
confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti