# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7db28c00-776c-5ad8-bb84-a84f0180d5a6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-01-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 14.01.2021 52.2020.314
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2020-314_2021-01-14.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2020.314

   

  	
  Lugano

  14
  gennaio 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia Verzasconi, presidente,

  Matea Pessina, Sarah Socchi

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Barbara Maspoli

  

 

 

statuendo
sul ricorso del 23 giugno 2020 di

 

 

 

	
   

  	
   RI
  1   

  patrocinato
  da:   PA 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 3 giugno 2020 (n. 2977) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la risoluzione del 5 marzo 2020 con cui la Sezione della circolazione
  gli ha ordinato di sottoporsi a un accertamento medico e laboratoristico
  preliminare della sua idoneità alla guida di veicoli a motore;

  

 

 

ritenuto,                          in
fatto

 

A.   a. RI 1, nato il 20
febbraio 1968, è titolare di una licenza di condurre.

b. Il 15 luglio 2019 è stato interrogato dalla polizia cantonale in relazione
ai suoi acquisti e consumi di stupefacenti. In quell'occasione ha in
particolare preso atto che, nel corso di un'inchiesta per infrazione alla legge
federale sugli stupefacenti, una terza persona, il 19 giugno 2019, aveva
dichiarato alle autorità inquirenti di avergli venduto 4 grammi di cocaina,
sotto forma di buste/dosi da 0.7-0.8 grammi l'una al prezzo unitario di CHF
90.-, nel periodo febbraio-maggio 2019. Affermazione, questa, che RI 1 ha
contestato, negando qualsiasi acquisto di sostanze (cfr. verbale
d'interrogatorio del 15 luglio 2019 annesso al rapporto di segnalazione del 5
febbraio 2020). 

c. A seguito di tali fatti, il 4 marzo 2020 il competente Procuratore pubblico
ha emanato nei confronti di RI 1 un decreto di accusa per contravvenzione
all'art. 19a della legge federale sugli stupefacenti e sulle sostanze
psicotrope del 3 ottobre 1951 (LStup; RS 812.121), e meglio per aver consumato
nel suddetto periodo la citata sostanza acquistata, proponendo una condanna a
una multa di fr. 300.-. 

 

 

B.   Nel frattempo, preso
atto del menzionato rapporto di segnalazione, il 5 marzo 2020 la Sezione della
circolazione ha ordinato all'interessato di sottoporsi a un accertamento medico
e laboratoristico preliminare (a sue spese) della sua idoneità alla guida, a
cura di un medico del traffico SSML (di sua scelta). Gli ha inoltre impartito
un termine di 30 giorni per produrre il relativo certificato, preavvisandolo
che, in caso di mancato rispetto, avrebbe emanato una revoca preventiva della
licenza di condurre. 

C.   Con giudizio del 3
giugno 2020, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso interposto da RI 1
avverso quest'ultimo provvedimento, che ha confermato. Il Governo ha
essenzialmente ritenuto che la misura fosse giustificata alla luce degli atti
di polizia, da cui emergerebbe un consumo irregolare di cocaina, suscettibile
di influire sull'attitudine alla guida del ricorrente. 

 

 

D.   RI 1 impugna ora il predetto
giudizio davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che sia
annullato assieme alla decisione della Sezione della circolazione. Il
ricorrente contesta che vi siano i presupposti per disporre un accertamento
della sua idoneità alla guida, ritenuto che né dal rapporto di polizia, né dal
decreto d'accusa del 4 marzo 2020, frattanto cresciuto in giudicato, risulta
che egli abbia guidato un veicolo sotto l'influsso di sostanze. Non vi sarebbe
nemmeno la prova che egli faccia uso di droga; in sede penale, afferma, sarebbe
sicuramente stato prosciolto se la sua opposizione al citato decreto non fosse
stata dichiarata irricevibile dal Presidente della Pretura penale, in quanto
tardiva. 

E.   All'accoglimento
dell'impugnativa si oppone il Governo, senza formulare particolari
osservazioni. 

A identica conclusione perviene la Sezione della circolazione, ribandendo i
dubbi che sussistono sull'idoneità alla guida del ricorrente, a fronte del
consumo di cocaina risultante anche dalla decisione penale passata in
giudicato. 

 

 

F.    Con la replica l'insorgente
si riconferma nelle sue domande e conclusioni. Delle sue ulteriori motivazioni
si dirà, per quanto necessario, più avanti. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.    1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 10 cpv. 2
della legge di applicazione alla legislazione federale sulla circolazione
stradale e la tassa sul traffico pesante del 24 settembre 1985 (LALCStr; RL 760.100).
Certa è la legittimazione attiva del ricorrente, personalmente e direttamente
toccato dal provvedimento impugnato di cui è destinatario (art. 65 cpv. 1 della
legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100).
Il ricorso, tempestivo (art. 10 cpv. 3 LALCStr e 68 cpv. 1 LPAmm) e rivolto
contro una decisione incidentale atta a provocare un pregiudizio irreparabile
ai sensi dell'art. 66 cpv. 2 lett. a LPAmm (considerato che l'insorgente è
tenuto ad avanzare le spese per l'accertamento e che, in caso di mancato
rispetto dell'ordine, gli verrà revocata a titolo preventivo la licenza di
condurre, cfr. STF 1C_569/2018 del 19 marzo 2019 consid. 1.1, 1C_13/2017 del 19
maggio 2017 consid. 1.1 e rinvii), è dunque ricevibile in ordine.   

1.2. Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, integrati dal decreto d'accusa
del 4 marzo 2020 prodotto dalla Sezione della circolazione. Le prove
sollecitate in modo del tutto generico dall'insorgente (informazioni scritte,
testi) non appaiono atte a portare ulteriori elementi rilevanti ai fini del giudizio.

 

 

2.    2.1. La licenza di condurre dev'essere revocata se
è accertato che le condizioni legali stabilite per il suo rilascio non sono mai
state o non sono più adempite (art. 16 cpv. 1 della legge federale sulla
circolazione stradale del 19 dicembre 1958; LCStr, RS 741.01). Secondo l'art.
16d cpv. 1 lett. b LCStr, la licenza deve in particolare essere revocata
se il conducente soffre di una forma di dipendenza che esclude l'idoneità alla
guida (cfr. anche art. 14 cpv. 2 lett. c LCStr). 

II Tribunale federale reputa affetto da tossicodipendenza l'individuo
che presenta più di qualsiasi altra persona il rischio di mettersi al volante
di un veicolo in uno stato - durevole o temporaneo - pericoloso per la
circolazione. Nell'interesse della sicurezza del traffico stradale deve essere
assimilato alla tossicodipendenza anche il consumo regolare di stupefacenti,
qualora, per quantità e frequenza, esso sia suscettibile di diminuire
l'attitudine alla guida dell'interessato. L'inidoneità può essere ammessa in
particolare allorquando l'interessato non è più in grado di scindere l'uso della droga dalla guida di un veicolo a motore,
o se vi è un rischio importante che si ponga al volante sotto l'influsso di
queste sostanze (cfr. DTF 129 II 82 consid. 4.1, 127 II 122 consid. 3c, 124 II
559 consid. 3d). 

2.2. Secondo l'art. 15d cpv. 1 LCStr, se sussistono dubbi sull'idoneità
alla guida di una persona, quest'ultima è sottoposta a un esame di verifica. La
norma elenca, in modo non esaustivo, una serie di esempi in cui l'idoneità alla
guida può suscitare dubbi (cfr. lett. a - e). Due fra questi sono la guida sotto l'influsso di stupefacenti o la
presenza a bordo di stupefacenti, che compromettono seriamente la capacità di
condurre o che comportano un elevato rischio di dipendenza (lett. b). La
giurisprudenza del Tribunale federale
ammette dal canto suo la possibilità di ordinare un chiarimento medico nel caso
in cui vi sia un sospetto di dipendenza dall'alcol o da stupefacenti,
segnatamente allorquando sussistono concreti indizi che portano
seriamente a dubitare dell'idoneità alla guida del conducente (STF 1C_487/2016 del 7 aprile 2017 consid. 2.2, 1C_339/2016
del 7 novembre 2016 consid. 3.1, 1C_248/2011 del 30 gennaio 2012 consid.
4, 1C_256/2011 del 22 settembre 2011 consid. 2.2). Per ordinare delle verifiche
non occorre invece che l'interessato sia sorpreso alla guida di un veicolo
sotto l'influsso di stupefacenti, né che conduca un veicolo con a bordo degli
stupefacenti (STF 1C_111/2015 del 21 maggio 2015 consid. 4.6, 1C_446/2012 del
26 aprile 2013 consid. 3.2). Ciò in particolare ove si consideri che, come
visto, l'elenco dell'art. 15d cpv. 1 lett. a-e LCStr non è esaustivo
(STF 1C_487/2016 citata consid. 2.2 e rimandi). La giurisprudenza riconosce
inoltre la possibilità di trarre dal rifiuto del conducente di collaborare alla
verifica della sua idoneità conclusioni per lui negative (cfr. DTF 124 II 559
consid. 5a; STF 1C_487/2016 citata consid. 2.2). 

3.    3.1. In
concreto, a seguito della segnalazione di polizia di cui si è detto in
narrativa, la Sezione della circolazione ha disposto nei confronti del
ricorrente un accertamento medico e laboratoristico preliminare, per
determinare l'esistenza o meno di un quadro di abuso tale da diminuire la sua
idoneità alla guida di veicoli. Misura, questa, che il Governo ha tutelato
condividendo i dubbi sulla sua attitudine alla guida, scaturiti dagli atti di
polizia. 

Il ricorrente contesta dal canto suo che vi siano gli estremi per ordinare un
tale provvedimento. Rileva in sostanza di non essere stato sorpreso al volante sotto
l'influsso di droghe, che non sarebbe comprovato un suo uso di stupefacenti e
che occorra scostarsi dal rapporto di polizia e dal decreto penale cresciuto in
giudicato (basato a suo dire su indizi e non su prove concrete). 

3.2. Come accennato, dagli atti emerge che, in occasione del suo interrogatorio
del 15 luglio 2019, il ricorrente - dopo aver ammesso un uso saltuario di
marijuana in passato (dieci anni fa) - ha preso atto che, nel corso di un'inchiesta
per infrazione alla LStup, una terza persona (da lui riconosciuta in una foto: "con
lui un paio di volte al bancone abbiamo bevuto qualcosa assieme, presso
il ristorante __________" a __________) aveva dichiarato alle autorità
inquirenti: "a RI 1 ho venduto 4 grammi di cocaina, sotto forma
di buste/dosi da 0.7-0.8 grammi l'una al prezzo unitario di CHF 90.-, nel
periodo febbraio-maggio 2019". Egli ha dal canto suo contestato tale
affermazione. Richiesto ancora di spiegare perché un certo giorno si era recato
in quell'osteria per ripartire dopo soli 2 minuti ca., l'insorgente ha poi
affermato di aver cercato invano una ragazza (che vi lavorava), bussando prima
alla sua porta e poi a un'altra (cfr. verbale d'interrogatorio citato). 

Sta di fatto che, a fronte di queste risultanze, con decisione del 4 marzo
2020, passata in giudicato, il Procuratore pubblico ha condannato RI 1 a una
multa di fr. 300.- per contravvenzione alla LStup, e meglio per aver nel
periodo febbraio 2019-maggio 2019, a __________ e in altre località del Canton
Ticino, senza essere autorizzato, consumato 4 grammi di cocaina, sostanza
previamente acquistata da __________. 

3.3. Ora, se non già in base alle sole risultanze del rapporto di polizia,
perlomeno alla luce della predetta condanna, bisogna ritenere che sussistono
sufficienti elementi per dubitare dell'idoneità alla guida del ricorrente.
Nulla impone in particolare di scostarsi da tale decisione, cresciuta in
giudicato (dopo che l'opposizione contro di essa interposta dal ricorrente è
stata dichiarata irricevibile dal Presidente della Pretura penale, cfr. ricorso,
pag. 3). Anzitutto va ricordato che in virtù dei principi dell'unità
dell'ordinamento giuridico e della sicurezza del diritto, che raccomandano per
quanto possibile di evitare decisioni contradittorie, di regola l'autorità
amministrativa deve attenersi agli accertamenti di fatto contenuti in una
decisione penale passata in giudicato. A meno che non sussistano evidenti
motivi per ritenere errati tali accertamenti, per costante giurisprudenza del
Tribunale federale, essa può scostarsene solo se può fondare la sua decisione
su fatti sconosciuti al giudice penale, se assume nuove prove o se il giudice
penale non ha chiarito tutte le questioni di diritto (DTF 139 II 95 consid.
3.2, 137 I 363 consid. 2.2, 136 II 447 consid. 3.1; STF 2C_21/2019 del 14
novembre 2019 consid. 4.2.1, 2C_89/2019 del 22 agosto 2019 consid. 3.1).
Ipotesi, che qui non emergono e non sono nemmeno fatte valere dal ricorrente,
se non in modo affatto generico. Anche se condotto in procedura sommaria, egli
ben doveva del resto attendersi che nel corso della presente procedura
sarebbero state considerate le risultanze di quel procedimento (cfr. pure l'intimazione
del decreto d'accusa alla Sezione della circolazione; cfr. DTF 123 II 97
consid. 3c/aa; STF 1C_403/2020 del 20 luglio 2020 consid. 3 e rinvii). Da
respingere sono dunque le generiche obiezioni dell'insorgente, che avrebbe
semmai dovuto proporle in sede penale. 

3.4. Ciò detto, va considerato che gli elementi scaturiti dalla procedura
penale costituiscono sufficienti indizi concreti, atti a sollevare più di un
dubbio sull'esistenza di un uso significativo di stupefacenti da parte del
ricorrente e di una sua possibile problematica di droga, rilevante dal profilo
del traffico. Gli stessi portano infatti a ritenere che egli ha assunto 4 g di
cocaina (ripartiti in buste/dosi da 0.7-0.8 g) da febbraio a maggio 2019,
ovvero che l'ha consumata a più riprese, sull'arco di più mesi (mediamente,
almeno una volta al mese). Non si tratta quindi di un singolo episodio isolato,
ma di un uso reiterato che non può essere ignorato. E ciò a prescindere dalla
buona reputazione di conducente dell'insorgente, che come visto ha comunque a
suo carico una condanna per consumo di stupefacenti e - per sua stessa
ammissione - non è nuovo all'uso di tali sostanze (vedi il suo dichiarato passato
uso di marijuana, cfr. verbale d'interrogatorio citato). In particolare va
considerato che la cocaina è una droga "pesante", che presenta un
potenziale di dipendenza molto elevato e per il suo effetto disinibitorio è
assai pericolosa nella circolazione stradale (cfr. STF 1C_434/2016 del 1°
febbraio 2017 consid. 2.2; Manuale "Indizi
per l'inidoneità a condurre" edito dal Gruppo di esperti "Sicurezza
della circolazione stradale" del 26 aprile 2000, ad 4.1; cfr. pure Isa Thiele, Neue Aspekte in der
Fahreignungsbegutachtung beim Drogenkonsum, in: René Schaffhauser, Jahrbuch zum
Strassenverkehrsrecht 2005, Volume 34, San Gallo 2005, pag. 112 seg.).
Per tale ragione, il predetto Manuale (ad 4.1) raccomanda di procedere a un'indagine
già alla prima comunicazione della polizia o di un medico del consumo di questa
sostanza (indipendentemente da una connessione con la circolazione stradale;
cfr. pure Philippe Weissenberger,
Kommentar Strassenverkehrsgesetz und Ordnungsbussengesetz, Mit Änderungen nach
Via Sicura, Zurigo/San Gallo 2015, n. 46 ad art. 15d SVG). Pur ritenendo
che una singola assunzione provata di cocaina non basti a fondare il sospetto
di una dipendenza (cfr. STF 6A.72/2006 del 7 febbraio 2007), a fronte dell'alto
rischio di assuefazione, il Tribunale federale ammette che già un uso
occasionale periodico di tale droga è atto a suscitare seri dubbi sull'idoneità
alla guida (cfr. STF 1C_434/2016 citata consid. 2.2 con riferimenti e consid.
3.4, riguardante un conducente che, sull'arco di un anno e mezzo, aveva
acquistato e consumato cocaina circa 25 volte [35 g]). In tal senso, anche la
giurisprudenza di altri Cantoni ha considerato giustificato imporre degli accertamenti
ai sensi dell'art. 15d cpv. 1 LCStr in presenza di ripetuti consumi occasionali
di cocaina, anche se emersi al di fuori del contesto stradale (cfr. ad es.
sentenza Appellationsgericht des Kantons Basel-Stadt VD.2018.245 del 28
febbraio 2019 consid. 2.4.3, riguardante una persona trovata in possesso di 0.4
g di cocaina, che assumeva occasionalmente droga nei week-end in concomitanza con
eventi particolari; sentenza Verwaltungsgericht des Kantons Zürich
VB.2016.00644 del 5 gennaio 2017 consid. 3.2, dove l'interessato, che deteneva
3 dosi [2.5 g] al momento di un controllo di polizia, ha ammesso di assumere
cocaina da un paio d'anni, l'ultima volta due mesi prima). 

3.5. Ferme queste premesse occorre concludere che, nel caso concreto,
sussistono sufficienti dubbi sull'idoneità alla guida del ricorrente e meglio
su una sua possibile dipendenza da droga ex art.
14 cpv. 2 lett. c e 16d cpv. 1 lett. b LCStr. Ne discende che, nell'esito,
la misura adottata dalla Sezione della circolazione in applicazione dell'art.
15d cpv. 1 LCStr e tutelata dal Governo non può che essere confermata da
questo Tribunale. Essa si avvera mezzo appropriato e non particolarmente
incisivo per raccogliere dati utili nel contesto di un processo inteso a
determinare se sussistono ancora le condizioni legali per il rilascio della
licenza di condurre dell'insorgente. Il provvedimento risulta senz'altro
proporzionato e giustificato; tanto più che l'autorità di prime cure ha (per il
momento) rinunciato a revocare all'insorgente la patente a titolo preventivo e
cautelativo in applicazione dell'art. 30 dell'ordinanza sull'ammissione alla
circolazione del 27 ottobre 1976 (OAC; RS 741.51). 

 

 

4.    4.1. Sulla base
delle considerazioni che precedono, il ricorso va pertanto respinto. 

4.2. La richiesta di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio va
respinta, ritenuto che l'impugnativa appariva sin dall'inizio sprovvista della
possibilità di essere accolta (art. 3 cpv. 3 della legge sull'assistenza
giudiziaria e sul patrocinio d'ufficio del 15 marzo 2011; LAG; RL 178.300).

4.3. Dato l'esito, la tassa di giustizia, ridotta per tener conto della sua
precaria situazione economica, è posta a carico del ricorrente, secondo
soccombenza (art. 47 cpv. 1 LPAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

 

 

decide:

 

1.   Il ricorso è
respinto.

 

 

2.   La tassa di
giustizia di fr. 700.- è posta a carico del ricorrente. 

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            La
vicecancelliera