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**Case Identifier:** 2b7b89e0-62e6-5721-a673-e98ab24e8887
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-11-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.11.2008 C-1970/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1970-2007_2008-11-07.pdf

## Full Text

Corte II I
C-1970/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  7  n o v e m b r e  2 0 0 8

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Franziska Schneider, Francesco Parrino, 
cancelliera Paola Carcano.

G.______,
rappresentato dal Patronato INCA, _______,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

Fatti:

A. G._______,  cittadino  italiano,  nato  il  _______,  ha  svolto  attività 
lucrativa  quale  operaio  in  Svizzera  nel  1965,  dal  1967  al  1969,  nel 
1971 e dal 1973 al 1974, solvendo regolari contributi all'assicurazione 
svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI) durante tali 
periodi.  Dopo  il  rimpatrio  ha  svolto  dal  1975,  dapprima,  l'attività  di 
operaio  e,  successivamente,  quella  di  muratore  fino  al  7  settembre 
2004  (ultimo  giorno  di  lavoro  effettivo).  In  data  19  dicembre  2000 
G._______ ha formulato una richiesta volta al conseguimento di una 
prestazione dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Tale richiesta è 
pervenuta all'UAIE il 25 gennaio 2005. Il richiedente è stato visitato il 
30 novembre 2004 presso i servizi medici dell'Istituto nazionale della 
previdenza sociale (INPS) di C._______, ove il sanitario incaricato ha 
diagnosticato  "artropatia  uratica  con  maggior  interessamento  delle 
mani e piedi con medio deficit  funzionale complessivo obiettivabile e 
cardiopatia ischemica ipertensiva ben controllata farmacologicamente” 
e,  dopo  aver  precisato  che  può  regolarmente  svolgere  lavori  semi-
pesanti, ha posto un tasso di invalidità del 45% in relazione all'ultimo 
lavoro  svolto  senza  tuttavia  esprimersi  in  merito  ad  altra  attività 
lavorativa  adeguata  alle  sue  condizioni.  Nell'ambito  di  tale  richiesta 
sono stati esibiti i seguenti documenti medici obiettivi: un referto di un 
esame radiologico (piede dx e sn) dell'8 novembre 2002, un foglio di 
dimissione relativo al  ricovero  dal  25 novembre al  5  dicembre 2002 
(per artrite uratica tofacea in fase acuta, insufficienza renale cronica 
ed ipertensione  arteriosa),  il  referto  di  un  esame delle  urine  del  25 
agosto 2004, i referti di un esame dell'emocromo del 25 agosto 2004, 
il referto di una ecografia addominale del 31 agosto 2004 ed un referto 
cardiologico del 31 agosto 2004 (doc. 1-18).

B. Con  lettera  del  25  aprile  2005,  l'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  ha  chiesto 
all'assicurato di compilare e rispedire il questionario per l'assicurato e 
quello del datore di lavoro e di inviare altresì tutti i documenti medici 
esistenti (rapporti medici, cartelle cliniche, esami di laboratorio, ECG, 
ecc.;  doc.  8).  Parimenti,  con  scritto  della  medesima  data 
l'amministrazione ha chiesto  all'INPS di  C._______ di  fornire alcune 
informazioni e di produrre tutta la documentazione medica in possesso 
utile per l'esame della domanda (doc. 9). Sia l'INPS di C._______ sia 
l'interpellato  non  hanno  dato  seguito  a  tali  richieste.  Non  avendo 

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ricevuto  risposta,  con  lettera  raccomandata  del  28  luglio  2005, 
l'amministrazione  ha  invitato  G._______  a  voler  produrre  quanto 
richiesto  entro  e  non  oltre  30  giorni  dal  ricevimento  della  diffida, 
facendo  rilevare  che,  in  caso  di  mancato  riscontro  entro  il  termine 
stabilito, la domanda di rendita non sarebbe stata esaminata (doc. 19). 
L'interpellato non ha dato seguito a tale diffida. Mediante decisione del 
24 ottobre 2005, l'UAIE ha quindi comunicato all'assicurato che la sua 
domanda di rendita del 19 dicembre 2000 veniva esaminata (doc. 20).

C. Con scritto del 26 febbraio 2006, pervenuto il 1° marzo successivo, 
G._______, regolarmente rappresentato dal  Patronato INCA-CGIL di 
G1._______,  ha  inoltrato  ricorso  chiedendo  il  riesame  della  sua 
pratica. Fa valere di non aver ricevuto la richiesta del 25 aprile 2005 e 
di non aver potuto rispondere allo scritto del 28 luglio 2005 in quanto 
in  condizione  di  salute  precarie  tali  da  costringerlo  a  non  potersi 
spostare  dalla  propria  abitazione. A  supporto  di  quanto  asserito  ha 
prodotto  un  certificato  medico  del  22  febbraio  2006  giusta  il  quale 
l'interessato non ha potuto lasciare la sua abitazione a partire dal 28 
luglio 2005 per motivi relativi al proprio grave stato di salute fino al 22 
febbraio 2006 (doc. 17 e 22).

In data 7 marzo 2006 l'amministrazione ha comunicato all'interessato 
che  la  decisione  del  24  ottobre  2005  era  cresciuta  incontestata  in 
giudicato  e  che,  per  poter  esaminare  una  nuova  domanda  di 
prestazioni, avrebbe dovuto produrre il questionario per l'assicurato, il 
questionario  del  datore  di  lavoro  e  tutti  i  documenti  medici  esistenti 
(rapporti medici, cartelle cliniche, esami di laboratorio, ecc.; doc. 23).

Con  scritto  6  aprile  2006  G._______  ha  prodotto  il  questionario 
dell'assicurato precisando nel contempo che avrebbe esibito altresì il 
questionario del datore di lavoro non appena in suo possesso (doc. 7 e 
24). In data 26 aprile 2006 l'amministrazione ha ricevuto il questionario 
del datore di lavoro del 4 aprile 2006 (doc. 6).

D. Nel  suo  rapporto  del  14  settembre  2006,  il  Dott.  B._______, 
fondandosi  sull'incarto,  ha  ripreso  la  diagnosi  posta  dal  medico 
dell'INPS  nella  perizia  particolareggiata  del  25  agosto  2004  e  ha 
ritenuto  che  l'assicurato  nella  sua  precedente  attività  di  muratore  è 
inabile al 100% mentre è abile al 100% in attività lavorative sostitutive 
adeguate  (ad  es.:  sorvegliante  di  parcheggi/musei,  vendita  per 
corrispondenza/telefono  e  internet,  cassiere,  venditore  di  biglietti, 

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addetto  all'accoglienza,  telefonista,  addetto  alla  scansione  ottica  di 
documenti,  ecc.)  a  decorrere  dal  7  settembre  2004  (doc.  25,  27  e 
27.1). In un calcolo comparativo dei redditi del 16 ottobre 2006 (anno 
di  riferimento:  2004),  l'amministrazione  ha  ritenuto  che,  nell'ambito 
delle  attività  sostitutive  indicate  dal  Dott.  B._______,  l'interessato 
subisce una perdita di guadagno del 37% (doc. 28). Mediante progetto 
di  decisione del 24 ottobre 2006 sostituito con progetto di  decisione 
del  10  gennaio  2007,  l'amministrazione ha comunicato all'assicurato 
che la sua richiesta di prestazioni avrebbe dovuto essere respinta per 
carenza d'invalidità di grado pensionabile (doc. 29-32). Con scritto del 
6 febbraio 2007 l'assicurato ha comunicato di  rinunciare all'inoltro di 
obiezioni. Mediante  decisione del  15  febbraio 2007 l'UAIE ha quindi 
respinto  la  richiesta  di  prestazioni  dell'assicurato  del  26 aprile  2006 
per carenza d'invalidità di grado pensionabile (doc. 34).

E. Con gravame del 15 marzo 2007, spedito il medesimo giorno alla 
scrivente  Autorità,  G._______,  regolarmente  rappresentato  dal 
Patronato  INCA  di  B1._______,  chiede,  sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza, l'accoglimento della sua richiesta di prestazioni del 26 
aprile  2006  con  il  riconoscimento  del  suo  diritto  ad  almeno  mezza 
rendita a decorrere dal mese di aprile 2005. Nulla produce a suffragio 
delle proprie conclusioni.

Nelle osservazioni responsive del 19 giugno 2007, l'UAIE propone la 
reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui si riferirà, per quanto 
occorra,  nei  considerandi  che  seguono. Dopo  aver  preso  atto  della 
risposta  dell'amministrazione,  il  ricorrente,  invitato  dalla  scrivente 
Autorità  a replicare,  ha  confermato,  con scritto  del  5  luglio  2007,  di 
mantenere il ricorso mentre in data 17 luglio 2007 ha versato l'anticipo 
di 300.-- franchi equivalente alle presunte spese processuali.

Diritto:

1. In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021) 
emanate dalle autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF, riservate le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 

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portate  innanzi  al  TAF conformemente  all'art.  69  cpv. 1  lett.  b  della 
legge  federale  sull'assicurazione  per  l'invalidità  del  19  giugno  1959 
(LAI, RS 831.20).

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell' ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

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3.

3.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile  la  legge  federale  sulla  parte  generale  del  diritto  delle 
assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 
1 LAI le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

3.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

3.3 Il  ricorso è inoltre tempestivo ed ossequioso dei requisiti  minimi 
prescritti  dalla  legge  (art.  60  LPGA e  52  PA). Il  gravame è  dunque 
ricevibile, nulla ostando all'esame del merito dello stesso.

4. Ai fini del presente giudizio occorre preliminarmente precisare, con 
particolare riferimento al  diritto materiale, che, dal  profilo  temporale, 
non  trovano  applicazione  le  modifiche  della  LAI  del  6  ottobre  2006 
entrate  in  vigore  dal  1°  gennaio  2008  (5a revisione  della  LAI).  Di 
seguito vengono quindi citate le disposizioni  della LAI e della LPGA 
nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.

5.

5.1 In  deroga  all'art.  24  LPGA,  l'art.  48  cpv. 2  LAI  precisa  che,  se 
l'assicurato si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le 
prestazioni  possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi 
precedenti  la  richiesta.  Di  conseguenza,  la  scrivente  Autorità  deve 
limitarsi ad esaminare se il ricorrente avesse diritto ad una rendita 12 
mesi precedenti la presentazione della domanda oppure se un diritto 
alla rendita sia sorto tra tale data e quella della decisione impugnata. Il 
giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della 
decisione impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente al 
momento in cui la decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 
1.2 e 1.2.1).

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5.2 Nella specie, la prima richiesta di prestazioni è stata inoltrata il 19 
dicembre  2000  ed  è  stata  evasa  il  24  ottobre  2005,  mediante 
decisione  di  non  entrata  in  materia.  L'opposizione  e  l'implicita 
domanda di restituzione dei termini presentata il 26 febbraio 2006 dal 
ricorrente  non  è  stata  ritenuta  dall'amministrazione,  la  quale  con 
istanza del 7 marzo 2006 si è limitata a comunicare che la decisione 
del 24 ottobre 2005 era cresciuta in giudicato e che, pertanto, doveva 
essere presentata una nuova richiesta di prestazioni. Ora, considerato 
che il ricorrente non ha reagito a tale scritto, non ha manifestato il suo 
disaccordo entro un lasso di tempo ragionevole e non ha preteso una 
decisione  su  opposizione  formale  in  merito,  si  deve ritenere  che  la 
decisione del 24 ottobre 2005 è cresciuta in giudicato (cfr. DTF 134 V 
145).  La  nuova  domanda  di  prestazioni  è  stata  inoltrata  nell'aprile 
2006, il periodo d'esame nell'ambito della presente vertenza è quello 
intercorrente tra il 24 ottobre 2005 (data della decisione di non entrata 
in materia) ed il 15 febbraio 2007 (data della decisione qui avversata). 
Il  Tribunale analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione impugnata,  in 
generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6. Per  avere  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione  invalidità 
svizzera,  un  cittadino  italiano  deve  adempiere  cumulativamente  le 
seguenti due condizioni: essere invalido ai sensi della legge svizzera 
ed aver versato contributi all'AVS/AI svizzera durante un anno intero 
almeno (art. 36 cpv. 1 LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di 
una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.

7. In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il 
70%, a tre quarti  di  rendita se è invalido per almeno il  60%, ad una 
mezza  rendita  se  è  invalido  per  almeno  la  metà  e  ad  un  quarto  di 

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rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI). In seguito 
all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione  prevista 
dall'art.  28  cpv.  1ter LAI,  secondo  il  quale  le  rendite  per  un  grado 
d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che sono 
domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è 
più applicabile quando l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede.

Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, al più presto, 
nel momento in cui l'assicurato presenta un'incapacità permanente di 
guadagno pari almeno al 40% (lettera a), oppure quando egli è stato 
per un anno e senza  notevoli  interruzioni,  incapace  al  lavoro per 
almeno il 40% in media (lettera b). La prima lettera si applica allorché 
lo stato di salute dell'assicurato si è stabilizzato; la seconda se lo stato 
di  salute  è  labile,  vale  a  dire  suscettibile  di  evolvere  verso  un 
miglioramento od un peggioramento (DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 
2b).

Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

Ora, la nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio  dell'art.  28  cpv. 2  LAI,  per 
valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe 
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo 
la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato 
del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere 
se non fosse diventato invalido. In altri termini l'assicurazione svizzera 
per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da 

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un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia  o infortunio, 
non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa.

8. Giusta  l'art.  69  cpv. 2  della  Ordinanza federale  sull'assicurazione 
per  l'invalidità  del  17  gennaio  1961  (OAI,  RS  831.201) 
l'amministrazione procura gli atti necessari, in particolare circa lo stato 
di salute, l'attività, la capacità di lavoro e l'idoneità all'integrazione. A 
tale scopo può domandare rapporti  ed informazioni, ordinare perizie, 
eseguire  sopralluoghi  e  consultare  specialisti  dell'aiuto  pubblico  e 
privato  agli  invalidi.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve 
esaminare  in  maniera  obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova, 
indipendentemente  dalla  loro  provenienza,  e  poi  decidere  se  i 
documenti messi a disposizione permettono di giungere ad un giudizio 
attendibile  sulle  pretese  giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid. 
3a).  Per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni  mediche  possono 
costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di  valutare l'incapacità  lavorativa e di  guadagno 
dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 
V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c). Perché un rapporto medico 
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in 
maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, 
prenda  conto  di  tutte  le  affezioni  di  cui  si  lamenta  l'assicurato,  sia 
stabilito  in  piena conoscenza dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia 
chiaro  nell'esposizione  delle  correlazioni  mediche  o 
nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto 
devono inoltre essere motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel 
che  riguarda  i  rapporti  concernenti  il  medico  curante,  secondo  la 
generale esperienza della vita,  il  giudice deve tenere conto del  fatto 
che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico 
curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (DTF 
125 V 353; VSI 2001 p. 109).

9.

9.1 Ora il  collegio giudicante rileva che agli  atti  figurano unicamente 
un referto  di  un  esame radiologico  (piede dx  e  sn)  dell'8  novembre 
2002, un foglio di dimissione relativo al ricovero dal 25 novembre al 5 
dicembre 2002 (per artrite uratica tofacea in fase acuta, insufficienza 
renale cronica ed ipertensione arteriosa), il referto di un esame delle 
urine del 25 agosto 2004, i referti di un esame dell'emocromo del 25 
agosto 2004, il referto di una ecografia addominale del 31 agosto 2004 

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ed un referto cardiologico del 31 agosto 2004 (doc. 10-16). Trattasi di 
documenti  medici  obiettivi  esigui  e  neppure  di  recente  esecuzione. 
Tutti  gli  esami  ed  i  referti  clinici,  infatti,  risalgono  ad  una  data 
precedente al 1° settembre 2004, allorquando il periodo di riferimento 
del  presente  giudizio  si  protrae  fino  al  15  febbraio  2007  (cfr. 
considerando 5). Il  certificato medico del  22 febbraio 2006 (giusta il 
quale l'assicurato non ha potuto lasciare la sua abitazione a partire dal 
28 luglio 2005 per motivi relativi al proprio grave stato di salute fino al 
22 febbraio 2006; doc. 17), inoltre, è troppo succinto e non supportato 
da esami clinici  obiettivi. Stante quanto precede,  la  documentazione 
medica obiettiva a disposizione tanto del medico dell'INPS quanto del 
medico dell'  UAIE era alquanto lacunosa. Di conseguenza,  i  predetti 
sanitari  non  forniscono  nei  loro  rapporti  un'opinione  chiara  e 
sufficientemente  motivata  sulle  condizioni  di  salute  del  ricorrente  e, 
quindi,  di  conseguenza,  neppure  un'indicazione  debitamente 
circostanziata  in  merito  alla  loro  eventuale  incidenza  invalidante. 
Pertanto, alla luce della giurisprudenza riportata al considerando 8, il 
collegio giudicante non puó condividere le conclusioni a cui è giunto 
l'UAIE, né d'altronde ritiene di poter considerare concludenti ai fini del 
giudizio le valutazioni rese dal medico dell'INPS.

9.2 Stante  quanto  precede  il  collegio  giudicante  non  puó  quindi 
effettuare sulla base degli atti di causa un esame oggettivo adeguato 
che gli consenta di addivenire ad un chiaro ed attendibile giudizio sullo 
stato di salute dell'assicurato e, quindi, sulle sue effettive ripercussioni 
invalidanti.  Pertanto  il  gravame  deve  essere  accolto.  La  decisione 
impugnata  è  quindi  annullata  e  l'incarto  retrocesso  all'Ufficio 
dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
affinché emani una nuova decisione. Certo, l'art. 61 cpv. 1 PA permette 
solo  eccezionalmente  di  ricorrere  ad  una  tale  procedura.  Nel  caso 
concreto l'applicazione dell'eccezione prevista è tuttavia giustificata se 
si  considera  l'importanza  della  lacuna  rilevata  e  l'ampiezza  delle 
informazioni  mediche  bisognose  di  essere  ancora  raccolte.  L'Ufficio 
dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
dovrà  pertanto  completare  l'istruttoria  delucidando  la  situazione 
valetudinaria del ricorrente tramite l'assunzione agli atti di un modello 
E 213 aggiornato e di tutta la documentazione medica obiettiva che lo 
concerne  e,  se  del  caso,  l'effettuazione  di  esami  obiettivi  che  le 
circostanze  dovessero  richiedere.  L'incarto  sarà  poi  sottoposto   al 
servizio medico dell'UAIE, il quale si pronuncerà sullo stato di salute 
dell'assicurato  e,  quindi,  sulle  sue  effettive  ripercussioni  invalidanti. 

Pagina 10

L'amministrazione  effettuerà  un'indagine  comparativa  dei  redditi  ed 
emanerà in seguito un nuovo provvedimento impugnabile.

10.

10.1 Non vengono prelevate spese processuali e l'anticipo di franchi 
300.-- versato dal ricorrente il 17 luglio 2007 gli è retrocesso.

10.2 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 
tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese 
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. Nel caso in 
esame, visto l'esito del gravame, si giustifica riconoscere un'indennità 
per  spese  ripetibili  di  500.--  franchi  da  porre  a  carico  dell'Ufficio 
dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero.

Pagina 11

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto nel senso che, annullata la decisione impugnata del 
15  febbraio  2007,  l'incarto  è  retrocesso  all'Ufficio  dell'assicurazione 
per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  affinché  completi 
l'istruttoria ai sensi del considerando 9 e statuisca di nuovo.

2.
Non si  percepiscono spese di  procedura. L'anticipo di  franchi  300.-- 
versato dal ricorrente il 17 luglio 2007 gli è retrocesso.

3.
Alla  parte  ricorrente  è  riconosciuta  un'indennità  per  spese  ripetibili 
ammontante a 500.-- franchi, la quale viene posta a carico dell'Ufficio 
dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (atto giudiziario),
- autorità inferiore (n. di rif. _______),
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali.

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Paola Carcano

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  –  se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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