# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f5cdc9ac-b91e-58ef-b025-22f4237e8646
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-10-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.10.2009 C-8258/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-8258-2008_2009-10-13.pdf

## Full Text

Corte II I
C-8258/2008

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 3  o t t o b r e  2 0 0 9  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Antonio Imoberdorf, Jean-Daniel Dubey, 
cancelliera Mara Vassella.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Francesco Hurle, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera 
concernente B._______.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-8258/2008

Fatti:

A.
In data 25 settembre 2008, B._______, cittadina marocchina nata il ..., 
ha  depositato  una  domanda  d'autorizzazione  d'entrata  in  Svizzera 
presso  la  Rappresentanza  di  Svizzera  di  Rabat  al  fine  di  vistare 
A._______ e consorte, amici di famiglia della richiedente, residenti in 
Ticino, per un periodo dal 1° novembre al 15 dicembre 2008. 

All'istanza  l'interessata  ha  allegato  una  dichiarazione  di  garanzia 
dell'ospitante, il quale ha affermato di farsi carico di tutte le spese rela-
tive al  viaggio e al  soggiorno in Svizzera nonché di  portarsi  garante 
per la partenza della richiedente entro i termini stabiliti. La richiedente 
ha  inoltre  prodotto  un  attestato  d'impiego  in  qualità  di  pasticciera 
presso  la  società  C._______,  una  dichiarazione  di  congedo  per  il 
periodo di vacanza in Svizzera nonché le copie degli estratti di salario 
dei mesi di giugno ad agosto 2008. 

B.
In data 14 ottobre 2008, la Sezione dei permessi e dell'immigrazione 
del Canton Ticino ha trasmesso l'istanza per decisione all'UFM.

C.
Con decisione del 20 novembre 2008, l'UFM ha rifiutato la domanda 
volta ad ottenere un visto d'entrata per la Svizzera. In sostanza l'auto-
rità di prime cure ha affermato che l'ordine giuridico svizzero non ga-
rantisce né un diritto ad entrare in Svizzera né il rilascio di un visto e 
che nel caso concreto l'istanza non poteva essere accolta tenuto conto 
del fatto che l'uscita dalla Svizzera alla scadenza del previsto soggior-
no non poteva essere considerata come sufficientemente assicurata in 
conseguenza alla situazione socioeconomica prevalente in Marocco e 
alle disparità  economiche tra questo Paese e la Svizzera. L'UFM ha 
inoltre affermato che non si può escludere che l'interessata tenti di ri-
manere in Svizzera durevolmente con la speranza di trovarvi  una si-
stemazione migliore di quella che conosce nel suo Paese, considerato 
il fatto che essa non può avvalersi di stretti legami familiari o professio-
nali  con il  suo Paese d'origine. Secondo l'autorità  inferiore,  la  circo-
stanza che i figli  rimangano in Patria non è decisivo per la presente 
fattispecie. 

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C-8258/2008

D.
Il  22  dicembre  2008,  agendo  per  il  tramite  del  suo  patrocinatore, 
A._______ è insorto avverso la suddetta decisione, chiedendone l'an-
nullamento  nonché  la  concessione  dell'autorizzazione  d'entrata  in 
Svizzera. A sostegno del proprio gravame, il ricorrente ha fatto valere 
che la  decisione impugnata risulta  essere illegale,  contraddittoria  ed 
arbitraria.  Egli  ha  dichiarato  che  la  richiedente  è  da  parecchi  anni 
un'amica di famiglia ed è pertanto loro intenzione invitarla al fine di tra-
scorrere assieme un periodo di vacanza e per farle conoscere la Sviz-
zera, sottolineando che la richiedente ha tre figli piccoli tutti in età sco-
lastica obbligatoria che risiedono a Rabat e che ha un legame profes-
sionale stretto, visto che lavora in qualità di pasticciera. Egli ha infine 
rimproverato all'autorità  inferiore di  non aver applicato correttamente 
l'art. 5 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, 
RS 142.20) e che, conformemente agli art. 4 cpv. 1 e 5 cpv. 1 dell'ordi-
nanza del 22 ottobre 2008 concernente l’entrata e il rilascio del visto 
(OEV, RS 142.204), l'interessata non è sottomessa all'obbligo del vi-
sto. 

E.
Chiamato ad esprimersi in merito al suddetto gravame, con preavviso 
del  19 febbraio 2009,  l'UFM ha ribadito  in  sostanza quanto asserito 
nella  decisione  impugnata,  precisando  che  in  conformità  all'art.  57 
OEV, trova applicazione il nuovo diritto entrato in vigore il 12 dicembre 
2008  con  l'adesione  agli  Accordi  di  associazione  alla  normativa 
Schengen da parte delle Svizzera e che nonostante l'applicabilità del 
nuovo diritto  nella  presente causa,  le  condizioni  d'entrata  sarebbero 
restate  invariate.  L'autorità  di  prime  cure  ha  infine  dichiarato  che 
l'insieme delle circostanze fa sorgere seri  dubbi sullo scopo effettivo 
del soggiorno auspicato e che le garanzie fornite dall'ospitante sono 
degne  d'interesse  ma  vanno  relativizzate  in  quanto  la  richiedente 
rimane  libera  delle  proprie  decisioni,  non  potendo  escludere  quindi 
l'eventuale  intenzione  di  prolungare  il  proprio  soggiorno  in  territorio 
elvetico  nella  speranza  di  trovarvi  condizioni  esistenziali  migliori  di 
quelle che conosce nel suo Paese d'origine, per lei dapprima e per i 
figli in un secondo tempo.

F.
Invitato ad esprimersi in merito al suddetto preavviso, con replica del 
25 marzo 2009, il ricorrente ha ribadito le argomentazioni esposte nel 
suo ricorso, precisando inoltre che se avesse voluto cercare una siste-

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mazione  alla  richiedente,  le  avrebbe  potuto  procurare  un  permesso 
come ballerina presso un Night Club di sua proprietà. 

G.
Chiamato  ad  esprimersi  in  merito  alla  suddetta  replica,  con  duplica 
dell'8 aprile 2009, l'UFM ha riconfermato le sua allegazioni di fatto e di 
diritto. 

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il 
Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 dalla 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'en-
trata in Svizzera rese dall'UFM - il quale costituisce un'unità dell'ammi-
nistrazione federale come definita all'art. 33 let. d LTAF – possono es-
sere impugnate dinanzi al TAF, il quale statuisce in via definitiva (cfr. 
art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 della legge del 
17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

1.2 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti la procedura di-
nanzi al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).

1.3 A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 cpv.1 PA) e il suo ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(art. 50 e 52 PA).

2.
Ai sensi dell'art. 49 PA i motivi di ricorso ammessi sono la violazione 
del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprez-
zamento, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti  giuridicamente 
rilevanti nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità canto-
nale non abbia giudicato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica 
d'ufficio il diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato 
in nessun caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevanti 

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sono in primo luogo la situazione di fatto e di diritto al momento del 
giudizio  (cfr.  consid.  1.2  della  sentenza  2A.451/2002  del  28  marzo 
2003 pubblicata parzialmente in DTF 129 II 215).

3.
La politica delle autorità svizzere in materia di visti riveste un ruolo im-
portante nella prevenzione dell'immigrazione clandestina (cfr. Messag-
gio del Consiglio federale relativo alla legge sugli stranieri dell'8 marzo 
2002, in FF 2002 3327). Non potendo accogliere tutti gli stranieri che 
desiderano  venire  in  questo  paese,  sia  per  un  soggiorno  di  corta 
durata  che  per  un  soggiorno  di  lunga  durata,  le  autorità  svizzere 
possono applicare legittimamente una politica d'ammissione restrittiva 
(cfr.  DTF  122  II  1  consid.  3a;  ALAIN WURZBURGER,  La  giurisprudenza 
recente  del  Tribunale  federale  in  materia  di  polizia  degli  stranieri, 
Rivista  di  diritto  amministrativo e  di  diritto  fiscale  [RDAF]  1997 I,  p. 
287).

La legislazione svizzera sugli stranieri non garantisce né il diritto d'en-
trata in Svizzera né il rilascio di un visto. La Svizzera, come tutti gli altri 
Stati, non è tenuta ad autorizzare di principio l'entrata di stranieri nel 
suo territorio. Tale decisione viene presa dalla Svizzera autonomamen-
te in accordo con il diritto internazionale pubblico (cfr. Messaggio LStr, 
op. cit.; nonché DTF 133 I 185 consid. 2.3). 

4.
In occasione della votazione del 5 giugno 2005, il popolo svizzero ha 
accolto il decreto federale del 17 dicembre 2004 che approva e traspo-
ne nel  diritto  svizzero gli  accordi  bilaterali  con l'Unione europea per 
l'associazione  della  Svizzera  alla  normativa  di  Schengen  e  Dublino 
(RS 362), entrati in vigore definitivamente il 12 dicembre 2008. 

L'applicazione dell'acquis di Schengen ha reso necessaria una revisio-
ne completa dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 concernente la proce-
dura d'entrata e di rilascio del visto (OPEV, RU 2007 5537), la quale è 
stata sostituita dall'OEV. Ai sensi dell'art. 57 OEV il nuovo diritto si ap-
plica alle procedure pendenti alla data dell'entrata in vigore dell'OEV. 

5.
Per quanto riguarda le condizioni d'entrata in Svizzera per un soggior-
no non superiore a tre mesi, l'art. 2 cpv. 1 OEV rinvia al Regolamento 
(CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 marzo 

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2006, che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attra-
versamento delle frontiere da parte delle persone fisiche (codice fron-
tiere Schengen [GU L 105 del 13.04.2006 pag. 1-32]). Le condizioni 
d'entrata previste dal codice frontiere Schengen corrispondono essen-
zialmente a quelle di cui all'art. 5 LStr. In concreto la pratica e la giuri-
sprudenza  relative  a  quest'ultima  disposizione  possono  essere 
applicate (in merito ai dettagli di tale problematica, cfr. la sentenza del 
Tribunale  amministrativo  federale  C-3015/2008  del  22  maggio  2009 
consid. 4 e 5). 

6.
L'art. 1 par. 1 e 2 del Regolamento n. 539/2001 del Consiglio del 15 
marzo 2001 (GU L 81 del 21 marzo 2001, pag. 1-7) distingue tra i citta-
dini dei paesi terzi a dipendenza dell'obbligo del visto. Considerato che 
B._______ è  una cittadina  marocchina,  è  sottomessa all'obbligo del 
visto.

Contrariamente a quanto asserito dal ricorrente, in virtù dell'art. 5 cpv. 
1 lett. b OEV, unicamente i cittadini del Marocco titolari di un passa-
porto diplomatico, di servizio o speciale sono esonerati dall'obbligo del 
visto.

7.

7.1 Al fine di valutare se l'uscita dallo spazio Schengen alla scadenza 
del previsto soggiorno possa essere sufficientemente assicurata, l'au-
torità di prime cure deve giudicare un comportamento futuro. Ora, non 
è possibile constatare in modo certo un fatto non ancora accaduto, tut-
tavia si  possono emettere delle  supposizioni,  considerando l'insieme 
delle circostanze del caso e i dati concreti che risultano dalla situazio-
ne generale del Paese d'origine del richiedente.

7.2 Nonostante le riforme introdotte dal governo a partire dal 2002, il 
Marocco è a tutt'oggi confrontato con un elevato tasso di disoccupa-
zione. Il tasso percentuale in tale ambito ammontava infatti nel 2008 al 
9.5 % e tende ad aumentare nel corso del 2009, mentre il prodotto in-
terno lordo (PIB) pro capite, che nel 2008 ammontava a 2'748 USD, 
tende  a  diminuire  nel  2009  (cfr.  http://www.seco.admin.ch   > 
Länderinformationen > Mittlerer Osten und Afrika > Marokko, visitato il 
29  settembre 2009). Gli  oggettivi  dell'attuale  governo consistono tra 
l'altro nella lotta alla povertà per mezzo di una crescita stabile dell'eco-
nomia e della creazione di nuovi posti di lavoro, ciò che rappresenta 

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http://www.seco.admin.ch/

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una grande sfida per questo Paese in quanto il 15 % della popolazione 
marocchina  vive  in  povertà  e  il  43  %  è  analfabeta  (cfr. 
<http://www.auswaertiges-amt.de  >  Länder,  Reisen  und  Sicherheit  > 
Alle Länder A-Z > Marokko, visitato il 29 settembre 2009). 

Come lo ha dimostrato l'esperienza, oltre alla situazione socioecono-
mica  del  Paese  in  questione,  la  pressione  migratoria  risulta  essere 
elevata soprattutto in presenza di persone giovani che non hanno par-
ticolari legami familiari o professionali che li vincola al loro Paese d'ori-
gine. L'emigrazione è inoltre intensificata allorquando la persona inte-
ressata ha parenti o amici all'estero.

7.3 Tenuto conto delle considerazioni relative alla situazione socioeco-
nomica nel Marocco e del fatto che la predisposizione a lasciare il pro-
prio paese d'origine è favorita, allorquando parenti o conoscenti sono 
precedentemente emigrati, la valutazione dell'UFM inerente al rischio 
relativamente  elevato  del  non  rispetto  dell'uscita  dallo  spazio 
Schengen  entro  i  termini  prestabiliti,  non  può  essere  contestata. 
Ciononostante  trarre  delle  conclusioni  basandosi  unicamente  sulla 
situazione  generale  del  paese  d'origine,  porterebbe  ad  una 
valutazione dei fatti eccessivamente generalizzata. L'autorità inferiore 
deve  per  tanto  esaminare  l'insieme  delle  circostanze  del  caso 
concreto: in particolare gli obblighi familiari, sociali o professionali pos-
sono costituire una prognosi favorevole per una partenza regolare dal-
la Svizzera.

8.

8.1 Dagli atti risulta che la ricorrente ha 38 anni, è divorziata ed è ma-
dre di tre figli ancora in età scolare. Non risulta se l'interessata si occu-
pa  personalmente  dei  figli  e  se  le  incombe  il  loro  mantenimento. 
Ulteriori  chiarimenti  in merito ai  suoi obblighi  famigliari  non vengono 
menzionati,  pertanto  non  possono  essere  ritenuti  tali  da  impedirle 
un'eventuale emigrazione, tenuto conto del fatto che sarebbe disposta 
a  lasciare  il  proprio  Paese  ed  i  propri  familiari  per  un  periodo 
relativamente  lungo.  Essa  è  impiegata  in  qualità  di  pasticciera  e 
percepisce un salario di 1851.81 Dirham marocchini che equivalgono 
all'incirca a Fr. 246.25. Sebbene i legami professionali possano in una 
certa misura spingere la persona interessata a ritornare in Patria, nella 
presente  causa  non  possono  essere  considerati  tali  da  impedirle 

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http://www.auswaertiges-amt.de/

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l'organizzazione di un soggiorno più lungo di quanto stabilito, una volta 
entrata in Svizzera. 

8.2 Occorre infine rilevare, come lo dimostra l'esperienza in tale ambi-
to, che gli obblighi tra familiari prossimi, quali coniugi o figli, non assi-
curano l'uscita dalla Svizzera entro i termini stabiliti. La situazione eco-
nomica del Paese della richiedente riveste pertanto un significato fon-
damentale e preponderante rispetto ai legami familiari o professionali 
poiché la  volontà d'emigrare è spesso connessa con la  speranza di 
poter sostenere finanziariamente la famiglia rimasta nel Paese d'origi-
ne oppure per poter creare in un secondo tempo le condizioni adatte 
al  fine d'accogliere i  famigliari  non ancora emigrati. Tenuto conto del 
fatto  che la  richiedente percepisce un salario  relativamente basso e 
della situazione socioeconomica in Marocco, risulta esservi un rischio 
migratorio.

Dalle  considerazioni  precedenti  il  Tribunale  giunge  alla  conclusione 
che l'uscita entro i termini prestabiliti non è assicurata. 

9.
Ne discende che l'autorità di prime cure ha rilevato a giusto titolo sulla 
base della situazione agli atti, che l'uscita dallo spazio Schengen entro 
i termini stabiliti  dopo un soggiorno per visita non è sufficientemente 
garantita. Considerato l'insieme delle circostanze del caso, le dichiara-
zioni fornite dal ricorrente in relazione alla presa a carico delle spese 
cagionate  dal  soggiorno auspicato  nonché le  assicurazioni  dell'ospi-
tante secondo le quali  l'interessata avrebbe lasciato la  Svizzera allo 
spirare del visto, non sono tali da impedirle, una volta sul territorio el-
vetico, di intraprendere i passi necessari per stabilirvisi durevolmente 
(cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale  6S.281/2005  del  30  settembre 
2005). L'esperienza ha infatti a più riprese dimostrato come le dichia-
razioni  d'intenzione  formulate  dal  richiedente  in  merito  all'uscita 
puntuale dalla Svizzera allo scadere del visto non lo vincolano, così 
come  le  garanzie  finanziarie  fornite  dall'ospitante,  le  quali 
costituiscono delle  semplici  dichiarazioni  d'intenzione,  prive  di  effetti 
giuridici che, in mancanza di elementi concreti attestanti la volontà di 
uscire  dal  territorio  elvetico,  non  sono  sufficienti  ad  assicurare  la 
partenza di un cittadino straniero entro i termini stabiliti. 

10.
Ne discende che l'UFM con decisione del 20 novembre 2008 non ha 
violato il diritto federale né abusato del suo potere di apprezzamento; 

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l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.

11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali vengono poste a ca-
rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 a 3 del 
regolamento del  21 febbraio 2008 sulle  tasse e sulle  spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di Fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente e 
sono computate con l'anticipo spese dello stesso importo versato in 
data 26 gennaio 2009.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione dei permessi dell'immigrazione, Bellinzona, per informazio-

ne (incarto cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

Data di spedizione: 

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