# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 60de55a0-645f-530f-a1a7-f96fdcfed80c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-08-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.08.2014 39.2014.7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2014-7_2014-08-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  39.2014.7

   

  dc/gm

  	
  Lugano

  18 agosto 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 24 maggio 2014 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 29 aprile 2014 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assegni di famiglia

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su opposizione
del 29 aprile 2014 la Cassa CO 1 ha confermato la decisione del 14 marzo 2014
(cfr. Doc. 5) con la quale ha negato a RI 1, per gli anni 2011 e 2012, il
diritto all'assegno per figli quale persona senza attività lucrativa in quanto
il reddito della sua famiglia è superiore all'importo massimo fissato dalla
legge per poter beneficiare di questa prestazione.

                                         AI riguardo
l'amministrazione si è così espressa:

 

" (...)

Con decisione 14 marzo 2014 la Cassa respinge la richiesta per
assegni familiari per le persone senza attività lucrati a (in seguito PSAL)
inoltrata dal signor RI 1 in favore dei figli __________ (__________.2005) e __________
(__________.2008), per gli anni 2011 e 2012, ritenuto che i redditi imponibili
secondo la Legge federale sull’imposta federale diretta (LIFD), uniti ai
redditi conseguiti all’estero, superano i limiti posti dalla Legge federale
sugli assegni familiari (LAFam).

Dal 1° gennaio 2013 per contro la Casa accoglie la richiesta dell’assicurato,
considerato che da quella data, a livello cantonale, il reddito secondo LAFam è
stato abrogato.

 

(…)

 

La Casa fa osservare che il limite di reddito enunciato all’art.
19 cpv. 2 LAFam, per il biennio 2011-2012, equivale a CHF 41'760.- annui.

 

2.

Secondo la marg. 610.1 delle Direttive concernenti la legge
federale sugli assegni familiari (DAFam), introdotta in seguito alla sentenza
25 novembre 2011 emanata dal Tribunale delle assicurazioni sociali in Lugano,
se la famiglia vive in Svizzera e uno dei genitori consegue all’estero un
reddito che non è soggetto a tassazione in Svizzera, si deve tenere conto non
soltanto del reddito imponibile in Svizzera, ma di tutte le entrate.

 

Stante quanto precede e rilevato come nella presente fattispecie i
redditi complessivi conseguiti in Svizzera ed all’estero, segnatamente in __________,
durante l’anno 2011 equivalgono a CHF 93'600.-, rispettivamente a CHF 41'800.-
per l’anno 2012, non sussistono i presupposti affinché in favore dell’opponente
possa essere riconosciuto il diritto agli assegni familiari a titolo di PSAL.

 

Anche ad una seconda analisi la presa di posizione della Cassa
risulta essere corretta e deve pertanto essere riconfermata.” (doc. A)

 

                               1.2.   Contro la decisione su
opposizione l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale ha
chiesto di ottenere l’assegno per figli, prendendo in considerazione solo il
suo reddito imponibile secondo la legge sull’imposta federale diretta. Al
riguardo il ricorrente ha rilevato:

 

" (…)
contesto “In diritto punto 2.” il metodo di calcolo del reddito imponibile per
gli anni 2011 e 2012 che determina la condizione per l’assegnazione degli
assegni familiari relativamente a questi due anni. In particolare per la
determinazione del reddito delle persone prive di attività lucrativa, secondo
le Direttive concernenti la legge federale sugli assegni familiari (DAFam)
versione 25 maggio 2011 e versione 1 aprile 2012 è determinante il reddito
imponibile secondo al legge federale del 14 dicembre 1990 sull’imposta federale
diretta, mentre l’Ufficio Prestazioni respinge la mia richiesta degli assegni
per gli anni 2011-2012 riferendosi al marg. 610.1 delle DAFam versione 1
gennaio 2013 che recepisce la sentenza del Tribunale assicurazioni sociali in
Lugano del 25 novembre 2011. In particolare l’Ufficio Prestazioni calcola il
reddito 2011-2012 utilizzando le DAFam versione 2013 (che sono successive)
anziché le DAFam 2011-2012 includendo nel calcolo del reddito anche il reddito
immobiliare estero di mia moglie.

 

Inoltre ritengo che la sentenza sopraccitata non si applichi al
mio caso in quanto il reddito estero di mia moglie, per il 2011-2012 non è
reddito da lavoro e non supera nettamente il limite di reddito stabilito
nell’art. 19 cpv. 2 LAFam di CHF 41'760.- annui (e.g. nel 2012 la somma del
reddito imponibile federale e del reddito estero di mia moglie è di CHF
41'800.- annui).

 

Per questi motivi vi chiedo cortesemente di rivedere il calcolo
del reddito imponibile per gli anni 2011 e 2012 in quanto ritengo di avere diritto agli assegni familiari anche per questi due anni.” (doc. I)

 

                               1.3.   Nella sua risposta del 17
giugno 2014 la Cassa propone di respingere il ricorso e osserva:

 

" (…)

Con giudizio 25 novembre 2011 questo Tribunale cantonale delle
assicurazioni ha infatti già avuto modo di convalidare l’operato della Cassa in
analoga fattispecie, ritenendo che un’interpretazione puramente letterale
dell’art. 19 cpv. 2 LAFam avrebbe portato ad un risultato contrario alla
volontà del legislatore ed allo spirito della legge. A non averne dubbio, la
citata marg. 610.1 DAFam introdotta successivamente dal legislatore federale,
la quale riporta esplicitamente che se la famiglia vive in Svizzera ed uno dei
genitori consegue all’estero un reddito che non è soggetto a tassazione in Svizzera,
si deve tenere conto non soltanto del reddito imponibile in Svizzera ma di tutte
le entrate.

 

Pertanto, poiché le norme applicabili non differenziano il reddito
da lavoro da altri tipi di reddito, si riferiscono sia ai redditi conseguiti in
Svizzera sia ai redditi conseguiti all’estero e non lasciano margine per
decidere a dipendenza del fatto che il limite di reddito sia superato
nettamente o meno, la Cassa ritiene giustificata la sua decisione. (…)” (doc.
III)

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   L'art. 19 della legge sugli
assegni familiari, LAFam del 24 marzo 2006, in vigore dal 1° gennaio 2009, prevede che:

 

" 1 Le
persone obbligatoriamente assicurate all’AVS che, nell’AVS, figurano come
persone senza attività lucrativa sono considerate prive di attività lucrativa.
Esse hanno diritto agli assegni familiari conformemente agli articoli 3 e 5.
L’articolo 7 capoverso 2 non è applicabile. È competente il Cantone di
domicilio.

 

2 Il diritto agli assegni familiari
è vincolato alla condizione che il reddito imponibile non ecceda il 150 per
cento di una rendita massima completa di vecchiaia dell’AVS e che non vengano
riscosse prestazioni complementari all’AVS/AI."

 

                                         Per il
biennio 2011-2012 tale importo ammontava a fr. 41'760.- all’anno (la rendita
massima AVS mensile si fissava infatti in fr. 2'320.-).

 

                                         L'art. 20
LAFam, destinato al finanziamento, stabilisce che:

 

" 1 Gli
assegni familiari per le persone prive di attività lucrativa sono finanziati
dai Cantoni.

 

2 I Cantoni possono disporre che le persone prive
di un’attività lucrativa paghino un contributo in percentuale dei loro
contributi AVS, nella misura in cui questi eccedono il contributo minimo di cui
all’articolo 10 LAVS."

 

                                         Nel Canton
Ticino l'art. 39 della legge sugli assegni di famiglia del 18 dicembre 2008 prevede
che:

 

" 1La Cassa cantonale di compensazione per gli
assegni familiari provvede alla copertura degli oneri tramite il prelievo di un
contributo a carico delle persone senza attività lucrativa.

2Il contributo è
determinato in percentuale sui contributi AVS e nella misura in cui questi
eccedono il contributo minimo di cui alla legislazione federale sull'AVS.

3Sono considerati
oneri ai sensi della legge:

a) la spesa degli assegni per figli e degli assegni
di formazione;

b) la copertura delle spese di amministrazione;

c) l'alimentazione della riserva di
fluttuazione."

 

                                         La
percentuale del contributo è determinata dal Consiglio di Stato (cfr. art. 40
della legge sugli assegni di famiglia).

 

                                         Secondo l'art. 21 LAFam,
fatta salva la presente legge e a suo complemento, i Cantoni emanano le
disposizioni necessarie riguardo alle rimanenti condizioni per la concessione
degli assegni familiari, all’organizzazione e al finanziamento.

 

                                         L'art. 16
dell'Ordinanza sugli assegni familiari del 31 ottobre 2007 (OAFami) precisa
che:

 

" Non sono
considerati persone prive di attività lucrativa ai sensi della LAFam:

 

a.   le persone
che percepiscono una rendita di vecchiaia AVS dopo aver raggiunto l’età
ordinaria di pensionamento; 

b.   le persone
non separate il cui coniuge esercita un’attività lucrativa indipendente ai
sensi dell’AVS o percepisce una rendita di vecchiaia AVS; 

c.   le persone i
cui contributi all’AVS sono ritenuti pagati conformemente all’articolo 3
capoverso 3 LAVS; 

d.   i richiedenti
l’asilo, gli stranieri ammessi a titolo provvisorio, le persone bisognose di
protezione non titolari di un permesso di dimora e le persone colpite da una
decisione di allontanamento che hanno diritto al soccorso d’emergenza
conformemente all’articolo 82 della legge del 26 giugno 19984 sull’asilo i cui
contributi secondo l’articolo 14 capoverso 2bis LAVS non sono ancora
stati fissati.").

 

                                         L'art.
17 OAFami prevede che per la determinazione del reddito delle persone prive di
attività lucrativa è determinante il reddito imponibile secondo la legge
federale del 14 dicembre 1990 sull’imposta federale diretta.

 

                                         Infine, secondo l'art. 18
OAFami, i Cantoni possono stabilire regolamentazioni più favorevoli per gli
aventi diritto.

 

                                         Il Canton
Ticino non aveva inizialmente adottato delle disposizioni più favorevoli agli
assicurati.

                                         Infatti,
l'art. 32 della legge sugli assegni di famiglia del 18 dicembre 2008 , in
vigore fino al 31 dicembre 2012, stabiliva che le condizioni del diritto agli
assegni per figli e di formazione per le persone senza attività lucrativa sono
disciplinate dalla legislazione federale sugli assegni familiari.

 

                                         Con la modifica del 27
novembre 2012, in vigore dal 1° gennaio 2013, la situazione si modificata visto
che il nuovo art. 32 cpv. 2 della legge cantonale prevede che in deroga
all’art. 19 cpv. 2 LAFam, le persone senza attività lucrativa hanno diritto
agli assegni familiari anche se il loro reddito imponibile supera il 50% della
rendita massima completa di vecchiaia dell’AVS.

 

                                         Il
legislatore federale ha definito le persone senza attività lucrativa con
riferimento ai criteri dell'AVS ( cfr. U. Kieser-M. Reichmuth, "Bundesgesetz über die Familienzulagen (FamZG), Ed. Dike
SA, Zurigo-San Gallo 2010, pag. 290-295).

                                         Il Consiglio federale, incaricato dell'esecuzione secondo l'art. 27
LAFam, ha poi regolato alcune situazioni particolari in cui delle persone senza
attività lucrativa ai sensi della LAVS, non vengono comunque considerate tali
nel contesto della legge sugli assegni di famiglia (cfr. STCA 39.2010.20
del 19 maggio 2011 e UFAS, "Direttive concernenti la legge
federale sugli assegni familiari" – DAFam -, versione del 1° aprile 2010,
n. 601; a proposito delle direttive amministrative, cfr. DTF 137 V 82 consid.
5.5 pag. 88).

 

                               2.2.   In una sentenza 39. 2011.7
del 25 novembre 2011 il TCA ha sviluppato le seguenti considerazioni :

 

" Per costante
giurisprudenza federale (cfr. DTF 137 V 273 consid. 4.2 pag. 276- 277) la legge
è da interpretare in primo luogo procedendo dalla sua lettera (interpretazione
letterale). Tuttavia, se il testo non è perfettamente chiaro, se più
interpretazioni del medesimo sono possibili, dev'essere ricercata la vera
portata della norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi
d'interpretazione, in particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito,
nonché i valori su cui essa prende fondamento
(interpretazione teleologica ). Pure di rilievo è il senso che essa assume nel
suo contesto (interpretazione sistematica; DTF 135 II 78 consid. 2.2 pag. 81; DTF 135 V 153 consid. 4.1 pag. 157, DTF 131 II 249 consid. 4.1 pag. 252; DTF 134 I 184 consid. 5.1 pag. 193; DTF 134 II 249 consid. 2.3 pag. 252). I lavori preparatori, segnatamente
laddove una disposizione non è chiara oppure si presta a diverse
interpretazioni, costituiscono un mezzo valido per determinarne il senso ed
evitare così di incorrere in interpretazioni erronee (interpretazione storica).
Soprattutto nel caso di disposizioni recenti, la volontà storica dell'autore
della norma non può essere ignorata se ha trovato espressione nel testo oggetto
d'interpretazione (DTF 134 V 170 consid.
4.1 pag. 174 con riferimenti). Occorre prendere la decisione materialmente
corretta nel contesto normativo, orientandosi verso un risultato soddisfacente
sotto il profilo della ratio legis. Il Tribunale federale non privilegia un
criterio d'interpretazione in particolare; per accedere al senso di una norma
preferisce, pragmaticamente, ispirarsi a un pluralismo interpretativo (DTF 135 III 483
consid. 5.1 pag. 486). Se sono possibili più interpretazioni, dà la preferenza
a quella che meglio si concilia con la Costituzione. In effetti, a meno che il
contrario non risulti chiaramente dal testo o dal senso della disposizione, il
Tribunale federale, pur non potendo esaminare la costituzionalità delle leggi
federali (art. 190 Cost.), parte dall'idea che il legislatore federale non
propone soluzioni contrarie alla Costituzione (DTF 131 II 562 consid.
3.5 pag. 567, DTF 131 II 710 consid.
4.1 pag. 716; DTF 130 II 65 consid.
4.2 pag. 71). 

 

2.3.

Le Direttive dell'UFAS concernenti la legge federale
sugli assegni familiari (DAFam), valide dal 1° gennaio 2009, ai numeri 608-610
prevedono che:

 

608

Per il calcolo del reddito
sono determinanti gli articoli 16-35 

della legge federale del 14
dicembre 1990 sull'imposta federale diretta (LIFD), che definiscono la nozione
di reddito e precisano le deduzioni autorizzate.

 

Gli assegni familiari
percepiti dalle persone prive di attività lucrativa non vanno presi in
considerazione nel calcolo del reddito determinante, perché altrimenti il
limite di reddito subirebbe, di fatto, una riduzione pari all'importo degli
assegni.

 

609                                           

È determinante l'ultima
tassazione fiscale definitiva. Il richiedente deve confermare per iscritto ed
eventualmente dimostrare alla CAF che da allora il suo reddito imponibile non è
mutato in modo significativo e che anche nell'anno di percezione degli assegni
non supererà presumibilmente il limite di reddito di cui all'articolo 19
capoverso 2 LAFam.

 

610                                           

Se l'ultima tassazione
definitiva si riferisce a un anno anteriore al penultimo anno prima dell'anno
di percezione o se dall'ultima tassazione le condizioni di reddito sono
profondamente cambiate, il reddito determinante dev'essere calcolato dalla CAF.
Il richiedente deve fornire i documenti necessari.

 

611

Anche nel corso dell'anno di
percezione degli assegni la CAF può accertare se continuano a sussistere i
presupposti.

 

612

In caso di cambiamento delle
condizioni di reddito (p.es. divorzio, separazione, inizio di un'attività
lucrativa, devoluzione per causa di morte) il diritto agli assegni familiari
inizia o termina nel momento in cui subentra il cambiamento"

 

2.4.

Nel caso concreto l’assicurata ha chiesto di essere
posta al beneficio di assegni per la figlia XXX, nata nel 2006, sulla base
delle normative entrate in vigore il 1° gennaio 2009 (cfr. doc. 11). L’
amministrazione le ha negato diritto alla prestazione richiesta in quanto il
reddito imponibile è superiore al massimo fissato dalla legge.

 

Chiamato ora a pronunciarsi il TCA constata che
nella decisione di tassazione dopo reclamo, relativa al 2008, per la famiglia XXX
figura un reddito imponibile di fr. 6'600 (cfr. Doc. B1).

L’esiguità di tale reddito deriva dal fatto che il marito della
ricorrente svolge un’attività lucrativa salariata all’estero, per la quale egli
ha percepito nel 2008 un salario di fr. 98'704 (cfr. Doc. B 2). 

L’assicurata ha peraltro confermato al TCA che la situazione non è
sostanzialmente mutata negli anni successivi, avendo suo marito percepito un
salario di fr. 93'618 nel 2009 e di fr. 83'106 nel 2010 (cfr. consid. 1.7 ).

Confrontata con questa situazione particolare l’amministrazione
non ha preso in considerazione il reddito imponibile bensì il reddito di fr.
101'200 determinante per l’aliquota (cfr. doc. B1) ed ha negato il diritto
all’assegno per figli  ritenendo che esso è superiore al 150 per cento di una
rendita massima completa di vecchiaia dell'AVS (in quell'anno e nel 2010
fissato a fr. 41'040 e nel 2011 a fr. 41’760, cfr. UFAS, DAFam, n. 607),  in
applicazione dell'art. 19 cpv. 2 LAFam (al riguardo cfr. U. Kieser – M.
Reichmuth, op.cit., pag. 305 seg. in particolare pag. 309-312).

 

L’operato dell’amministrazione deve essere approvato. 

È vero che il testo della legge e dell'ordinanza fanno esplicito
riferimento al reddito imponibile (cfr. art. 19 cpv. 2 LAFam – "reddito
imponibile" – e art. 17 OAFami – "reddito imponibile secondo la legge
federale del 14 dicembre 1990 sull'imposta federale diretta").

 

È altrettanto vero che in alcuni casi particolari, come quello
presente in cui il reddito di uno dei due coniugi non figura nel reddito
imponibile per ragioni di carattere fiscale, l'interpretazione puramente
letterale della legge contrasta con lo scopo voluto dal legislatore.

 

Occorre dunque cercare la vera portata della norma applicando gli
altri metodi d'interpretazione (cfr. consid. 2.2).

Ora, poiché si tratta di una prestazione selettiva, attribuita
cioè soltanto alla persona che non esercita un'attività lucrativa che si trova
nel bisogno, questo Tribunale ritiene conforme alla volontà del legislatore
considerare tutti i redditi a disposizione della famiglia, e quindi, in questo
caso, anche il reddito del marito (cfr. anche il parere dell’UFAS al
consid.1.1).

 

La correttezza di questa interpretazione che è peraltro confermata
anche dalla fissazione, nella legge stessa, del limite di reddito all’importo
che corrisponde alla rendita massima AVS per coniugi (cfr. art. 19 cpv. 2 LAFam
– "che il reddito imponibile non ecceda il 150 per cento di una rendita
massima completa AVS" – e art. 35 cpv. 1 LAVS secondo cui "la somma
delle due rendite per coniugi ammonta al massimo al 150 per cento dell'importo
massimo della rendita di vecchiaia se entrambi i coniugi hanno diritto a una
rendita di vecchiaia (lett. c) o uno dei due coniugi ha diritto a una rendita
di vecchiaia e l'altro a una rendita dell'assicurazione per
l'invalidità").

 

A ragione la Cassa ha dunque considerato, in questo caso, il
reddito determinante per l'aliquota fissata dall'autorità fiscale.

 

Vista l'entità del reddito questo Tribunale può in
questa occasione rinunciare ad esprimersi sull'interpretazione dell’art. 19
cpv. 2 LAF data dalla dottrina, secondo cui, trattandosi di coniugi, il reddito
imponibile andrebbe diviso a metà (cfr. Kieser-Rechmuth, op.cit., pag. 311:

 

e) Ehepaare: Bei Ehepaaren muss der
allfällige Anspruch auf Familienzulagen getrennt ermittelt werden. Dabei drängt
sich auf, in Analogie zu der Bestimmung der AHV-Nichterwerbstätigenbeiträge die
finanziellen Verhältnisse unabhängig vom Güterstand zu bestimmen. In
AHV-rechtlicher Hinsicht bestimmt sich der Beitrag des nichterwerbstätigen
Ehegatten aufgrund der Hälfte des Vermögens bzw. Renteneinkommens (vgl. Art. 28
Abs. 4; dazu BGE 125 V 225); nicht abgestellt wird auf den Güterstand (vgl. BGE
103 V 51). Diese durchführungstechnisch einfache Regelung ist auch im
Anwendungsbereich von Art. 19 FamZG heranzuziehen."

 

Infatti, anche volendo per pura ipotesi di lavoro, accettare
l'interpretazione degli autori citati, il reddito di XXX, sarebbe in ogni caso
superiore al limite previsto dal legislatore. (…)”

                                      

                               2.3.   Nella presente fattispecie
l’assicurato ha chiesto di essere posto al beneficio di assegni
per i due figli nati nel 2005 e nel 2008 sulla base delle normative entrate in
vigore il 1° gennaio 2009 (cfr. doc.1 ). 

 

                                         L’
amministrazione gli ha negato diritto alla prestazione richiesta per gli anni 2011
e 2012 in quanto il reddito imponibile è superiore al massimo fissato dalla
legge, mentre l’ha concesso per il 2013 a seguito dell’entrata in vigore del nuovo art. 32 cpv.2 della legge cantonale.

 

                                         Chiamato ora
a pronunciarsi il TCA non può che confermare le considerazioni esposte nella
sentenza del 25 novembre 2011 qui sopra riprodotta (cfr. consid. 2.2).

 

                                         Va peraltro
rilevato che le Direttive dell’UFAS concernenti la legge federale sugli assegni
familiari (DFAm) sono state così modificate, nella versione in vigore dal 1°
gennaio 2013:

 

" (…)

610.1    Se la famiglia vive in Svizzera e uno dei genitori
consegue 

1/13      all’estero
un reddito che non è soggetto a tassazione in Svizzera, si deve tenere conto
non soltanto del reddito imponibile in Svizzera, ma di tutte le entrate. Si
veda al riguardo anche la decisione del Tribunale cantonale delle assicurazioni
del Cantone Ticino del 25 novembre 2011 (Ufficio federale delle assicurazioni
sociali [UFAS]) – Banca dati delle decisioni Assegni familiari). (…)”

 

                                         Ora dagli
atti dell’incarto emerge che per l’anno 2011 il reddito determinante per
l’aliquota è stato di fr. 93'600.-, mentre nel 2012 è stato di fr. 41'800.-
(cfr. Doc. V+1/3). 

 

                                         Nei due anni
in questione il reddito imponibile è stato dunque superiore al limite massimo
di fr. 41'760 , previsto all’art. 19 cpv. 2 LAFam. 

 

                                         A ragione
l’amministrazione ha dunque respinto la domanda di assegni di famiglia. 

 

                                         Non è in
particolare decisivo il fatto che il reddito conseguito all’estero non sia un
reddito da lavoro, bensì un reddito immobiliare, visto che nel reddito
imponibile figura pure quel tipo di reddito. 

 

                                         Neppure
determinante è la circostanza che nel 2012 il superamento del limito di reddito
sia stato esiguo. È infatti nella natura delle prestazioni selettive, che esse
vengano rifiutate anche se il superamento dei limiti fissati dalla legge è di
lieve entità. 

 

                                         Infine il
TCA ritiene che, contrariamente a quanto sostenuto dagli autori citati nella
precedente sentenza, trattandosi di coniugi, nel contesto della LAFam il
reddito imponibile non deve essere diviso a metà, indipendentemente dalle
modalità di calcolo dei contributi AVS.

 

                                         La decisione
su opposizione del 29 aprile 2014 deve essere confermata.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti