# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 77b0095b-1b1b-59cd-adf7-2181f19c8104
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.06.2010 D-4275/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4275-2010_2010-06-18.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4275/2010/riv/cac
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 8  g i u g n o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione della Giudice 
Claudia Cotting-Schalch,
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nato il (...), alias
B._______, nato il (...),
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 7 giugno 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4275/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in Sviz -
zera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro 
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 27 aprile e del 27 maggio 2010;

la  decisione dell'UFM del  7  giugno 2010,  notificata  all'interessato lo 
stesso giorno (cfr. risultanze processuali);

il ricorso dell'11 giugno 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data  
d'entrata 14 giugno 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 14 giugno 2010;

i documenti che il ricorrente ha inviato al TAF in data 16 giugno 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF;

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che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice uni-
co, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la 
decisione è motivata solo sommariamente;

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio di scritti;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano di etnia ishan origi -
nario di C._______, nello stato di D._______, ove avrebbe vissuto sino 
al 2005, (cfr. verbale d'audizione del 27 aprile 2010, pagg. 2 e 3); che 
esso avrebbe lasciato il suo Paese nel mese di gennaio 2005 per il ti -
more di  essere arrestato e imprigionato per aver partecipato a degli  
scontri  contro  la  polizia  (cfr. verbale  d'audizione del  27 aprile  2010, 
pag. 6);

che il richiedente si sarebbe recato in Libia, passando dalla Repubbli-
ca del Benin, ma senza ricordare da quali altri paesi fosse transitato 
(cfr. verbale d'audizione del 27 aprile 2010, pag. 9); che egli sarebbe 
rimasto cinque anni a E._______, di cui tre anni e mezzo in prigione, e 
avrebbe raggiunto l'Italia in barca nel 2010 e successivamente la Sviz-
zera in treno (cfr. verbale d'audizione del 27 aprile 2010, pagg. 8 e 9); 

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà che soddisfa le esigenze legali;

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che nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che il  
richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in materia d'a-
silo  alcun  documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai  sensi  del -
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore ha 
pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'e-
secuzione dell'allontanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibi-
le e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità,  rimandato a quanto già affermato nei 
verbali  di  audizione,  sostenendo  di  aver  fornito  motivi  scusabili  che 
spiegano le ragioni che non gli hanno permesso di consegnare i docu-
menti richiesti; che, inoltre, ha dichiarato di aver esposto in modo det-
tagliato, sostanziato e coerente i propri motivi d'asilo; che, le contrad-
dizioni rilevate dall'UFM si riferirebbero essenzialmente a degli equivo-
ci su alcune date e che, per ragioni a lui ignote, le sue dichiarazioni  
iniziali sarebbero state trascritte in modo scorretto; che, comunque, gli 
elementi  di  verosimiglianza sovrasterebbero abbondantemente even-
tuali equivoci menzionati; che, infine, ha contestato l'esigibilità dell'al -
lontanamento verso la Nigeria, asserendo che, a causa degli  scontri  
con  la  polizia  locale  e  del  suo  ruolo  nel  partito  F._______,  egli  si  
esporrebbe a pregiudizi e a trattamenti persecutori;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo; che ha, altresì, presentato una domanda di dispensa dal versa-
mento dell'anticipo delle spese processuali;

che, successivamente all'inoltro del ricorso, l'insorgente ha prodotto a 
codesto Tribunale una copia di un certificato di origine (certificate of  
identification/origin), una carta di membro del partito F._______ e tre 
pagine del giornale nigeriano "G._______" del 22 gennaio 2005;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-

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mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'esi -
stenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative (DTAF 2007/7, consid. 5); 

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (DTAF 2007/7, consid. 6);

che, comunque, se il  richiedente non aveva motivi  scusabili  per non 
esibire dei documenti d'identità in procedura di prima istanza, non vi è 
motivo d'annullare la decisione di non entrata nel merito, quand'anche 
avesse a presentare siffatti documenti in sede ricorsuale (GICRA 1999 
n. 16, consid. 5);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di due mesi dalla pre -
sentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento che 
adempia i citati criteri;

che egli si è in effetti semplicemente limitato a dichiarare di aver pos-
seduto  nel  suo  Paese  unicamente  la  carta  d'identità,  ma  di  averla 
smarrita durante la fuga, ignorando però il luogo preciso (cfr. verbale 
d'audizione del 27 aprile 2010, pag. 5) e di non aver fatto nulla per ot-
tenere i documenti validi dopo aver firmato il foglio di richiesta di ac-
quisizione di un documento di identità, poiché non aveva i documenti 
(cfr. verbale d'audizione del 27 aprile 2010, pag. 6); che il ricorrente ha 
asserito in seguito di aver perso la carta d'identità nazionale nel deser-

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to verso la  Libia,  senza poter indicare in  quale nazione (cfr. verbale 
d'audizione del 27 maggio 2010, pag. 2); 

che, inoltre, egli ha dichiarato di aver contattato soltanto due volte, dal  
giorno del deposito della sua domanda d'asilo, uno dei suoi fratelli per 
farsi inviare la pagella scolastica, sostenendo però di non avere un in-
dirizzo in Svizzera dove farsi  spedire tale documento e che, quando 
confrontato al fatto che sin dal suo arrivo gli è stato comunicato l'indi -
rizzo svizzero presso il quale ricevere la posta, egli avrebbe semplice-
mente risposto di non sapere che sul promemoria figurasse l'indirizzo 
(cfr. verbale d'audizione del 27 maggio 2010, pagg. 2 e 3); che, per di 
più, avendo dichiarato di avere in patria la madre, quattro fratelli e tre  
sorelle (cfr. verbale d'audizione del 27 aprile 2010, pag. 4), egli non li 
avrebbe contattati perché, a suo dire, non aveva il numero di cellulare 
di nessun altro (cfr. verbale d'audizione del 27 maggio 2010, pag. 3);

che in sede ricorsuale egli ha poi prodotto una copia di un certificato di  
identificazione/origine;

che detto documento, per non soddisfare le esigenze di legge oltre che 
apparire a prima vista di dubbia autenticità, è peraltro pure prodotto in-
tempestivamente, senza motivi scusabili; 

che,  oltre a ciò, interrogato sul suo viaggio, il ricorrente ha dichiarato 
in un primo tempo di aver lasciato il suo villaggio il 12 gennaio 2005 
(cfr. verbale d'audizione del 27 aprile 2010, pag. 6), di aver transitato 
dalla Repubblica del Benin e di essere arrivato a E._______, rimanen-
dovi per circa tre anni e di essere arrivato in Italia in barca il 17 apri -
le 2010  per  poi  proseguire  in  treno  il  giorno  seguente  fino  a 
H._______ (cfr. verbale d'audizione del  27 aprile  2010,  pag. 2); che 
confrontato al fatto che nel suo precedente racconto mancavano circa 
due  anni,  il  ricorrente  ha  semplicemente  dichiarato  che  era  stato  a 
E._______ per circa cinque anni (cfr. verbale d'audizione del 27 aprile 
2010, pagg. 2 e 9); 

che, in merito alla data del suo espatrio, egli ha menzionato il 12 gen-
naio, il 20 gennaio e successivamente il 15 gennaio 2010 (cfr. verbale 
d'audizione del 27 aprile 2010, pagg. 6 e 9 e verbale d'audizione del 
27 maggio 2010, pagg. 7 e 9); 

che, in aggiunta, non è stato in grado di specificare le località da cui  
sarebbe transitato dalla Nigeria alla Libia e dalla Libia fino in Italia (cfr. 

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verbale d'audizione del 27 aprile 2010, pag. 9); egli ha poi precisato di 
aver transitato a I._______ per raggiungere la  Repubblica del  Benin 
senza poter indicare nessun altro paese attraversato (cfr. verbale d'au-
dizione del 27 maggio 2010, pag. 9); che egli non è stato in grado di 
fornire  il  luogo  dello  sbarco  in  Italia  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
27 maggio 2010, pag. 9);

che ha altresì dichiarato di non aver subito alcun controllo nonostante 
abbia varcato il confine Schengen (cfr. verbale d'audizione del 27 mag-
gio 2010, pag. 9);

che, il ricorrente non è stato in grado di specificare null'altro o fornire 
dettagli che possano donare credibilità al proprio racconto, che appare 
quindi vago ed impreciso;

che vale inoltre sottolineare che varcare il confine Schengen senza su-
bire alcun controllo, come il ricorrente ha dichiarato di aver fatto, costi -
tuisce al momento attuale, un'impresa pressoché impossibile;

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, per sovrabbondanza e in considerazione di quanto precede, nem-
meno la copia del certificato di identificazione/origine prodotta dall'in -
sorgente in sede ricorsuale non può portare all'annullamento della de-
cisione di non entrata nel merito;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

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che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risul -
tare  sia dalla  manifesta inconsistenza sia dalla  manifesta irrilevanza 
dei motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria per il timore di essere arrestato ed imprigionato dalle au-
torità;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che,  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato 
dall'autorità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno 
della  sua  domanda  d'asilo  non  presenta  alcun  elemento  di 
verosimiglianza;

che, in particolare, l'insorgente ha dichiarato che, in seguito alla sco-
perta di una tassista ucciso da un poliziotto, egli avrebbe partecipato 
ad uno scontro contro la polizia locale, picchiando un poliziotto corrot-
to, versando del  liquido infiammabile  sugli  edifici  ed acceso il  fuoco 
(cfr. verbale d'audizione del 27 aprile 2010, pag. 6); che egli si è però 
contraddetto a più riprese sulle date dell'uccisione del tassista, dello 
scontro, rispettivamente della sua partenza dal villaggio (verbale d'au-
dizione del 27 aprile 2010, pag. 6 e verbale d'audizione del 27 mag-
gio 2010, pagg. 4 e 7); che non è inoltre stato in grado di fornire delle 
precisazioni coerenti in merito al numero di passeggeri che trasporta-
va il taxi e nemmeno delle persone presenti in occasione dell'accaduto 

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e  dello  scontro  con  la  polizia  (cfr. verbale  d'audizione  del  7  aprile 
2010, pagg. 6 e 7 e verbale d'audizione del 27 maggio 2010, pagg. 4,  
6 e 7); che egli si è poi contraddetto sostenendo in un primo tempo 
che l'agente di polizia autore dell'uccisione del tassista era deceduto il  
giorno successivo (cfr. verbale d'audizione del 27 aprile 2010, pagg. 6 
e 7) e dichiarando in seguito che non sapeva cosa fosse successo al  
poliziotto, ovvero se fosse vivo o altro (cfr. verbale d'audizione del 27 
maggio 2010, pag. 8);

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati rettamente rite-
nuti come inverosimili dall'autorità inferiore, giusta l'art.  32 cpv. 3 lett. b 
LAsi;

che i documenti prodotti dal ricorrente in sede ricorsuale (una carta di  
membro del partito F._______ e un articolo di giornale nigeriano) non 
soccorrono il ricorrente al punto da doversi scostare da quanto ritenuto 
dall'autorità inferiore nella decisione impugnata;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista 
dell'ammissibilità (DTAF 2009/50 consid. 8);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

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che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

che,  la  situazione  vigente  in  Nigeria  non  appare  caratterizzata  da 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nell'integralità del territorio nazionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane ed 
ha lavorato come cameriere, saldatore e tassista nel paese d'origine 
(cfr.  verbale  d'audizione  del  27  maggio 2010,  pag. 3);  che,  inoltre, 
stando a quanto riferito, il  ricorrente dispone ancora di  una fitta rete 
sociale in patria, dove vivono la madre, quattro fratelli e tre sorelle (cfr.  
verbale d'audizione del 27 aprile 2010, pag. 4); che l'insorgente non ha 
nemmeno preteso nel  gravame di soffrire  di  gravi  problemi di  salute 
che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla pro -
blematica Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera 
di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esa-
me d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza 
in Svizzera per motivi medici;

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che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione  dal  versamento  dell'anticipo  equivalente  alle  presunte  spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

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D-4275/2010

che la pronuncia è quindi definitiva;

(dispositivo alla pagina seguente)

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D-4275/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
H._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di H._______ (via fax; 
per l'incarto N (...), con preghiera di notificare la sentenza al ricor-
rente e di ritornare l'avviso di ricevimento al Tribunale amministrati -
vo federale)

- J._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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