# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5450d5d4-b9ec-5932-a1b6-9616a6056699
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-06-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.06.2009 32.2008.30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2008-30_2009-06-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2008.30

   

  FS/sc

  	
  Lugano

  17 giugno
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  	 

	
   

  	 

	
   

  	 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
								

 

	
  redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 18 febbraio 2008
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 17 gennaio 2008 emanate
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

terzi chiamati in causa:       PI 1

                                         rappr.
da: RA 1  

                                         Cassa
Pensioni PI 2

PI 3

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1960, da ultimo attivo quale macchinista PI 3, nel mese di ottobre
2002 ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti indicando quale
danno alla salute “(…) shock (sindrome depressiva post-traumatica) (…)” (doc.
AI 1/1-7).

 

                               1.2.   Con
decisione 5 giugno 2007 l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato il diritto
ad una rendita intera dal 1. ottobre 2002 al 30 giugno 2006 e a un quarto di
rendita dal 1. luglio 2006 (doc. AI 70/15-25).

                                         Il
ricorso contro questa decisione – interposto dall’assicurato, tramite l’avv. RA
1, il 3 luglio 2007 (doc. AI 70/3-13) – è stato stralciato con decreto 3 agosto
2007 (doc. AI 75/1-2) con il quale – vista l’adesione dell’assicurato al rinvio
degli atti all’Ufficio AI affinché venisse esperita una perizia psichiatrica – il
TCA ha omologato l’intervenuta transazione e rinviato gli atti per nuovi
accertamenti medici.

 

                               1.3.   Con
decisioni 17 gennaio 2008 l’Ufficio AI ha assegnato all’assicurato una rendita
intera d’invalidità di fr. 2'150.-- mensili dal 1. ottobre 2002 al 30 giugno
2006 oltre una rendita completiva per la moglie di fr. 645.-- e due rendite per
figli di fr. 860.-- ognuna (doc. AI doc. AI 89/3-12) e, dal 1. luglio 2006, un
quarto di rendita AI di fr. 553.-- mensili oltre una rendita completiva per la
moglie di fr. 166.-- e due rendite per figli di fr. 221.-- ognuna (doc. AI e
86/2-9).

                                         Con
suddette decisioni l’amministrazione ha inoltre compensato le rendite arretrate
(riconosciute dal 1. ottobre 2002 al 30 giugno 2006 per complessivi fr.
200'592.-- e dal 1. luglio 2006 al 30 giugno 2007 per complessivi fr. 13'746.--)
con un importo di fr. 100'320.-- dovuto alla PI 1, di fr. 10'864.50 e fr.
4'594.20 dovuti alla PI 2 e di fr. 66'150.-- dovuto alla PI 3 (doc. AI 89/6 e 86/5).

 

                               1.4.   Contro
queste decisioni, sempre tramite l’avv. RA 1, l’assicurato ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA con il quale – con argomentazioni di cui si dirà, se
necessario, in seguito – ne ha chiesto l’annullamento e la retrocessione degli
atti all’Ufficio AI per i propri incombenti.

 

                               1.5.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto al TCA di considerare nulle le
decisioni 17 gennaio 2008 (le stesse si fonderebbero sulla decisione 5 giugno
2007 da ritenersi annullata a seguito del decreto 3 agosto 2007) e di ordinare
la restituzione delle prestazioni versate precisando che emanerà una decisione
in merito non appena conclusa l’istruttoria in corso.

 

                               1.6.   Con
scritti 11 e 12 giugno 2008 l’avv. RA 1 si è opposto alla richiesta formulata
dall’Ufficio AI, ha contestato la restituzione e ha trasmesso al TCA il
progetto d’assegnazione di rendita 9 giugno 2008 con il quale l’Ufficio AI ha
riconosciuto all’assicurato il diritto ad una rendita intera dal 1. luglio 2006
per un grado d’invalidità del 90%.

 

                               1.7.   Il
vicepresidente del TCA – visti anche gli ulteriori scritti con i quali le parti
hanno chiesto la sospensione della procedura (XII e XIV) – l’8 agosto 2008 ha
scritto alle parti una lettera del seguente tenore:

 

"  (...)

Il contenuto del
progetto di decisione 9 giugno 2008 - con cui viene riconosciuto il diritto ad
una rendita intera anche dopo il 1. luglio 2006 -, non trattandosi di decisione
(riconsiderazione) emanata dall’amministrazione nel termine della risposta di
causa (cfr. art. 3a LPTCA), costituisce unicamente una proposta di decisione da
parte dell’Ufficio AI all’attenzione del TCA.

 

Ciò premesso, sono a
chiedere all’Ufficio AI, che invero già in sede di risposta di causa aveva
proposto di annullare entrambe le querelate decisioni, una sua determinazione,
alla luce di quanto esposto in suddetto progetto decisionale 9 giugno 2008 che
nulla dice al riguardo, in merito alla questione della compensazione operata in
suddette decisioni a favore di PI 1, di PI 2 Pensionskasse e di PI 2. L’Ufficio
AI è parimenti invitato a voler precisare il contenuto e i motivi della sua
laconica richiesta di “condannare il ricorrente alla restituzione degli importi
ricevuti” contenuta nella risposta di causa.

 

Pure l’avv. RA 1 è
invitato a voler esprimersi, alla luce di quanto esposto nel progetto 9 giugno
2008, sulla questione della compensazione a favore di suddetti enti e ciò con
particolare riferimento alle argomentazioni esposte a pagina 6 e 9 del ricorso.

(…)." (XV)

 

                               1.8.   Con
scritto 14 agosto 2008 l’avv. RA 1 ha trasmesso al TCA l’opposizione 13
febbraio 2008 interposta contro la decisione 14 gennaio 2008 con la quale la PI
1 ha chiesto al suo assistito la restituzione dell’importo di fr. 100'320.-- e
comunicato che per quanto riguarda i versamenti richiesti dalla PI 2
Pensionskasse e PI 2 non è in possesso di alcun conteggio.

 

                                         Con
scritto 7 ottobre 2008 l’Ufficio AI – allegata la lettera 25
settembre 2008 con la quale la Cassa federale di compensazione gli ha
comunicato che, a seguito del progetto di decisione 9 giugno 2008, l’importo
chiesto in restituzione dalla PI 1 è aumentato di fr. 41'190.-- per un totale
di fr. 141'510.-- e che le compensazioni a favore della PI 2 Pensionskasse e
della PI 2 non subiscono mutamenti in quanto interamente tacitati – ha chiesto al
TCA di stralciare la causa viste le decisioni 25 settembre 2008 con le quali è
stato riconosciuto il diritto alla rendita intera dal 1. luglio 2006.

 

                               1.9.   Con
lettera 17 ottobre 2008 l’avv. RA 1 – osservato che l’Ufficio AI ha lasciato
aperta la questione delle compensazioni effettuate dalla PI 2 Pensionskasse e PI
2 PI 2 – ha trasmesso al TCA la decisione 8 settembre 2008 con la quale la PI 1
(viste le decisioni 25 settembre 2008 dell’Ufficio AI) ha fissato il
sovraindennizzo in fr. 141'510.-- e indicato la compensazione di fr. 41'190.--
con prestazioni arretrate dell’AI.

 

                             1.10.   Con
lettera 23 febbraio 2009 la Cassa federale di compensazione, così richiesta
(XXVI e XXVI), ha trasmesso al TCA l’intero incarto concernente l’assicurato (XXVII
e XXVII/1-42).

 

                             1.11.   Il
TCA, con decreto 2 marzo 2009 (XXVIII), ha chiamato in causa l’PI 1, la Cassa
Pensioni PI 2 e le PI 3, trasmettendo loro tutti gli atti con assegnazione di
un termine di 15 giorni per determinarsi in merito.

 

                             1.12.   Con
lettera 6 marzo 2009 la Pensionskasse PI 2 ha comunicato al TCA che la loro
compensazione si basa sull’articolo 25 del regolamento di previdenza e ha trasmesso
la lettera 7 giugno 2007 inviata all’assicurato oltre al Regolamento valido dal
1. giugno 2007 (XXIX e allegati XXIX/1 e XXIX/2).

 

                                         Con
lettera 18 marzo 2009 la PI 2 ha trasmesso al TCA gli atti concernenti la loro
pretesa di fr. 66'150.-- (XXXII).

 

                                         Con
lettera 3 aprile 2009 la PI 1 ha comunicato al TCA che il dossier è ancora
oggetto di istruzione presso i loro servizi interni e ha trasmesso l’incarto
completo (XXXIII e allegato XXXIII/1 e XXXIII/2).

 

                             1.13.   Con
scritto 6 aprile 2009 il TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni
per prendere visione delle osservazioni e della documentazione prodotta dalle parti
chiamate in causa (XXXIV).

 

                                         Con
osservazioni 5 maggio 2009 l’Ufficio AI si è confermato nella domanda di
stralciare la causa visto che all’assicurato è stata riconosciuta una rendita
intera dal 1. luglio 2006 e che le compensazioni effettuate dalla PI 2
Pensionskasse e dalla PI 2 risultano giustificate.

 

                                         L’assicurato
è rimasto silente.

 

                             1.14.   Lo
scritto 6 aprile 2009 del TCA e le osservazioni 5 maggio 2009 dell’Ufficio AI
sono stati trasmessi per conoscenza alle parti chiamate in causa con copia
all’Ufficio AI e all’avv. RA 1 (XXXVI).

 

                             1.15.   Il
27 maggio 2009 il TCA ha assunto agli atti la versione integrale del Contratto
collettivo di lavoro PI 3 (XXXVII/1) e i regolamenti della Cassa pensioni PI 3
validi dal 1. gennaio 2004 rispettivamente 1. gennaio 2007 (XXXVIII/1 e
XXXVIII/2).

 

 

considerato                    in
diritto

 

                               2.1.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).

 

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono
determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la
fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid.
1).

                                         Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante
(momento della nascita dell’eventuale diritto alla prestazione) è realizzato
antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione della LAI
non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati in seguito
fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere sono le questioni di sapere se le decisioni 17 gennaio 2008 – con le quali
all’assicurato è stato riconosciuto il diritto ad una rendita intera dal 1 ottobre
2002 al 30 giugno 2006, a un quarto di rendita dal 1. luglio 2006 e compensate
le rendite arretrate con i seguenti importi: fr. 100'320.-- a favore della PI 1,
fr. 10'864.50 e fr. 4'594.20 a favore della PI 2 Pensionskasse e fr. 66'150.--
a favore della PI 2 – sono conformi o meno alla legislazione federale.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%.

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da
invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non
fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito
ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che
avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC
1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité,
Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000
p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza – di regola – non tiene
conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione
professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dell’assicurato (RCC
1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura
dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione
personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure
reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la
valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il Tribunale federale
delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale) i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74; DTF 114 V 313).

                                         Al proposito va
precisato che, secondo una sentenza del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e
resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il
momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della
decisione su opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato che
l’ammi-nistrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una
prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale diritto
non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di
riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere ad un
ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.

                                         Tale principio è stato poi esteso
anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF 129 V
222; cfr. anche STFA inedite 26 giugno 2003
nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01
pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I
761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid.
3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid.
4.2, I 475/01).

 

                               2.4.   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile
per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165 = RCC 1977 pag. 169;
Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag.
342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10
consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag.
128).

 

                                         Al
riguardo l’Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

"  (…)

Tra i danni alla
salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità
ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie
mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non
sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono
turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità
di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la
misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più
oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità
di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo
accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente;
di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che
l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui
pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102
V 166; VSI 2001 pag. 224 consid. 2b e sentenze ivi citate; cfr. anche DTF 127 V
298 consid. 4c in fine).

(…)" (STFA del
30 giugno 2004 nella causa W., I 166/03, consid. 3.2)."

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le
psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen),
l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre
1999 nella causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I
148/98, pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).

                                         In
una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il TF ha ribadito che “(…) il
riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la
diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti
da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V
396 segg.; cfr. pure la recente sentenza del Tribunale federale delle
assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4). (…)” (STF del 4 luglio
2007, I 384/06).

 

                               2.5.   Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione ex art. 17 LPGA (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131 V 120; DTF
125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I
597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre
2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04;
STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004
nella causa T., I 299/03).

 

                                         Al
riguardo cfr. STCA 32.2005.83 del 20 febbraio 2006, massimata in RtiD II-2006
N. 39 pag. 182.

 

                                         A
sua volta, l’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che se il grado d’invalidità
del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il
futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa,
d’ufficio o su richiesta.

                                         I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre
tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena
esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è
applicabile per analogia (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di
revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di
una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC
1984 pag. 137).

 

                               2.6.   L’art.
22 cpv. 1 LPGA pone il principio secondo cui il diritto a prestazioni non può
essere ceduto né costituito in pegno. L’art. 22 cpv. 2 LPGA stabilisce tuttavia
che i versamenti retroattivi di prestazioni dell’assicuratore sociale possono
essere ceduti a) al datore di lavoro o all’assistenza pubblica o privata se
questi versano anticipi, b) a un’assicurazione che fornisce prestazioni anticipate.

                                         D’altra
parte, secondo l’art. 20 cpv. 2 lett. a LAVS, applicabile anche
all'assicurazione invalidità (art. 50 cpv. 2 LAI), possono essere compensati
con prestazioni scadute:

 

                                         -  i
crediti derivanti dalla LAVS/LAI/LIPG e LAF nell’agricoltura    (lett. a );

                                         -  i
crediti derivanti dalle PC da restituire (lett. b);

                                         -  i crediti per la
restituzione di rendite e indennità giornaliere della LAINF, LAMF, LADI e LAMAL
(lett. c).

 

                                         Questa
norma ha carattere obbligatorio e la Cassa di compensazione ha non solo il
diritto ma anche il dovere, nel quadro delle prescrizioni legali, di procedere
alla compensazione con delle prestazioni scadute (RCC 1990 p. 206, 1986 p. 304,
1971 p. 478, 1961 p. 117). La possibilità di compensare presuppone non solo la
riunione delle qualità di debitore e creditore nella medesima persona, ma anche
un rapporto stretto dal punto di vista giuridico o della tecnica assicurativa
tra il diritto alla prestazione e il credito invocato (RCC 1983 p. 69, 1956 p.
194; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et survivants,
pp. 235 e 237). La compensazione può essere esercitata in ogni momento, a
condizione che il credito sia scaduto e non sia prescritto (RCC 1977 p. 477).

 

                                         L’art.
85bis OAI (entrato in vigore con effetto al 1. gennaio 1994) prescrive che:

 

"  1 I datori di lavoro, gli istituti di
previdenza professionale, le assicurazioni contro le malattie, gli organismi
d'assistenza pubblici o privati o le assicurazioni di responsabilità civile con
sede in Svizzera che, in vista della concessione di una rendita
dell'assicurazione invalidità, hanno effettuato anticipi possono esigere che si
versi loro l'arretrato di questa rendita come compensazione e fino a concorrenza
dei loro anticipi. È fatta salva la compensazione prevista dall'articolo 20
LAVS. Gli organismi che hanno consentito anticipi devono far valere i loro
diritti per mezzo di un formulario speciale al più presto all'atto della
domanda di rendita e, al più tardi, al momento della decisione dell'Ufficio AI.

 

2 Sono considerati anticipi le prestazioni:

     a. liberamente consentite, nella misura in cui l'assicurato si
sia impegnato a rimborsarle e abbia acconsentito per scritto al pagamento
dell'arretrato al terzo che gli ha concesso l'anticipo;

     b. versate contrattualmente o legalmente, nella misura in cui
il diritto al rimborso, in caso di pagamento di una rendita, possa essere
dedotto senza equivoco dal contratto o dalla legge.

3 Gli arretrati di rendita possono essere versati all'organismo che
ha effettuato anticipi fino a concorrenza di questi ultimi e per il periodo nel
quale sono stati forniti."

 

 

                                         Il
succitato disposto d'ordinanza, dal titolo "versamento dell'arretrato di
una rendita a terzi che hanno effettuato anticipi", (che non è stato
modificato dall’art. 22 cpv. 2 LPGA [SVR 2007 IV Nr. 14 pag. 52] e nemmeno dalla
5a revisione dell’AI, entrata in vigore al 1. gennaio 2008), è stato dichiarato
conforme a legge e Costituzione dalla nostra massima istanza giudiziaria (DTF
123 V 26). Esso codifica la prassi amministrativa precedentemente in vigore,
confermata dalla giurisprudenza, secondo cui pagamenti retroattivi di rendite
potevano essere effettuati, su richiesta, a uffici assistenziali pubblici o
privati. Questi versamenti a terzi presupponevano, prima dell'entrata in vigore
della norma summenzionata, che gli anticipi fossero stati effettivamente
versati e che l'avente diritto alle prestazioni rispettivamente il suo
rappresentante legale avesse acconsentito per iscritto al versamento (DTF 118 V
88 consid. 1b; Meyer-Blaser, p. 289; STFA non pubbl. del 10 maggio 2000 in re
K; STFA non pubbl. del 3 dicembre 1993 in re W. p. 4).

 

                                         Va
qui evidenziato che affinché si possa parlare di un diritto al rimborso senza
equivoco nei confronti dell’AI, il diritto deve riferirsi direttamente ad una
norma legale o contrattuale (DTF 133 V 14 consid. 8.3 con riferimenti).

 

                                         Le
cifre marginali 10069 e 10070 Direttive sulle rendite (DR) prevedono che
l’accordo scritto dell’assicurato è necessario in tutti i casi in cui dal
contratto o dalla legge non risulta esservi un diritto esplicito e diretto di
esigere il rimborso nei confronti dell’AVS o dell’AI e che il terzo che ha
concesso anticipi e che ne rivendica il rimborso deve annunciare la sua pretesa
alla cassa di compensazione competente, presentando a tale scopo il formulario
318.183.

 

                               2.7.   Con
la decisione 5 giugno 2007 (doc. AI 67/2-13) l’Ufficio AI aveva riconosciuto il
diritto ad una rendita intera dal 1. ottobre 2002 e a un quarto di rendita dal
1. luglio 2007 argomentando:

 

"  (...)

In considerazione
degli atti valetudinari e pecuniari acquisiti all'incarto risulta che il danno
alla salute del quale l'assicurato è portatore comporta un'incapacità al lavoro
e di conseguenza al guadagno.

Secondo la
documentazione medica esaminata dal Servizio medi-co regionale dell'AI si
evince che l'attività attuale quale macchini-sta (il cui reddito da sano attualizzato
è pari a Fr. 95040.-) è proponibile in misura nulla dal 2.10.2001 mentre in una
professione adeguata rispettosa delle limitazioni presentate dallo stato di
salute la capacità lavorativa medico teorica è completa dall'aprile 2006.

 

Il medico riassume i
seguenti limiti funzionali: può svolgere un'attività professionale che non sia
quella di macchinista di un treno. Anche un'altra attività in presenza di treni
circolanti appare controindicata.

 

Il consulente per
l'integrazione professionale Al, in considerazione delle limitazioni sopra
esposte, esprime le seguenti annotazioni in merito alle attività alternative
adeguate ancora esigibili: partendo dalle limitazioni medico-teoriche e tenendo
conto della configurazione della realtà economica del Cantone Ticino, si può
ritenere che in situazione di equilibrio il mercato del lavoro accessibile sia
ancora apprezzabilmente esteso. Da quanto emerge dal rapporto medico risulta
infatti che l'assicurato può svolgere qualsiasi attività lavorativa che non sia
quella di macchinista di treni o in cui vi siano dei treni in circolazione. A
titolo d'esempio si ritengono esigibili le seguenti attività:

-   Operaio generico (mansioni d'assemblaggio, stampa, rifinitura,
lucidatura, controllo del funzionamento e della qualità, attività di controllo,
di sorveglianza, riparazioni, imballaggio, etichettatura).

-   Vendita al dettaglio (es. addetto alla vendita di carburanti e
servizi collaterali.

-   Addetto alla
logistica (magazziniere, con l'ausilio del muletto).

-   Aiuto in attività manuali/artigianali (aiuto-fiorista,
aiuto-giardiniere, ...).

-   Cassiere, venditore non qualificato, impiegato d'ufficio di
livello A.

-   Agente di
custodia, usciere.

-   Autista, fattorino addetto alla distribuzione e consegna a
domicilio di merce non troppo pesante (es. fiori, prodotti farmaceutici).

-   Portiere,
custode, guardarobiere in campo alberghiero.

-   Compiti di controllo/manutenzione tipici delle organizzazioni
comunali (letturista, ripristino dei cestini, pulizia fontane, servizi).

-   Personale ausiliario addetto ad attività collaterali semplici,
per lo più di tipo manuale (archivio; servizi meccanografici, di duplicazione,
economato e similari).

 

Oltre a ciò
l'orientatrice Al indica che il reddito esigibile in attività adeguate allo
stato di salute debba essere ridimensionato ulteriormente del 5% in considerazione
della possibile difficoltà nel cambiamento di attività lavorativa (più di 20 anni
presso lo stesso datore di lavoro).

 

Considerati tutti i
fattori sopra esposti si conclude che il reddito da invalido viene valutato
pari a Fr. 54939.-, importo che considera l'eventuale discapito economico del
precedente salario rispetto alla media svizzera dei redditi corrisposti nel
settore di riferimento, delle limitazioni di cui sopra e della capacità
lavorativa residua.

A tal proposito si
richiama la recente giurisprudenza e le indicazioni della corte plenaria del
Tribunale Federale delle assicurazioni che sancisce l'inapplicabilità dei
valori regionali. La nuova giurisprudenza impone quindi che il reddito da invalido
va determinato in applicazione dei valori nazionali. Utilizzando i dati forniti
dall'Ufficio federale di statistica, l'assicurato nel 2004 potrebbe realizzare
un salario mensile di Fr. 4588.-. che, riportato a 41.6 ore settimanali,
ammonta a Fr. 57258.- per l'intero anno.

 

	
  Reddito annuale
  esigibile:

  senza invalidità CHF
  95040.-

  con invalidità CHF
  54939.-

  Perdita di guadagno
  CHF 40101.- = Grado d'invalidità 42%

  

 

Fa quindi d'uopo
concludere con un'inabilità come sopra descritto, invalidità che apre il
diritto a prestazioni Al alla scadenza dell'anno d'attesa dall'insorgenza del
danno alla salute secondo l'art 29 LAI.

 

In caso di mutamento
della capacità di guadagno occorre tener conto del cambiamento determinante il
diritto a prestazioni non appena esso perdura da tre mesi senza notevole
interruzione e che continuerà presumibilmente a durare (art. 88a, cpv. 2
dell'Ordinanza sull'Assicurazione per l'invalidità (OAI)).

 

Audizione

 

In fase di audizione,
l'assicurato produce un rapporto del Dr. __________ del 26 marzo 2007 il quale
descrive un progressivo peggioramento dello stato di salute dell'assicurato
dall'ottobre 2002. Il grado di capacità lavorativa non supera il 20% per ogni
attività esigibile a partire dall'ottobre 2001 con brevi interruzioni. Il Dr. __________
ricorda i tentativi di reintegrazione presso lo stesso datore di lavoro
deplorando la scarsa volontà dello stesso e la durata dell'inattività da ormai
sei anni. Inoltre sarebbero subentrati problemi familiari. Egli sottolinea
l'effetto "iatrogeno" sul decorso protratto e propone di attribuire
dapprima una rendita e di cercare successivamente di reintegrare l'assicurato
gradualmente. Egli non condivide la valutazione della capacità lavorativa
indicata totale dall'aprile 2006 ribadendo di non aver osservato alcun
miglioramento dello stato di salute.

 

Le considerazioni del
Dr. __________ sono focalizzate sulla situazione professionale, economica e
familiare. Lo stato clinico considerato stazionario rispettivamente
suscettibile di peggioramento progressivo non è caratterizzato in dettaglio. La
valutazione (rapporto medico del Servizio medico regionale del 4 settembre
2006) si basa sul rapporto dettagliato della PI 1 del 5 aprile 2006 sulla valutazione
medico-psichiatrica da parte del Dr. __________ del 3 aprile 2006, la quale espone
in dettaglio ed in modo coerente anamnesi, stato clinico e valutazione della
capacità lavorativa residuale.

 

Si conferma quindi
quanto valutato in precedenza.

 

Decidiamo
pertanto:

 

Dal 1.10.2002
l'assicurato ha diritto ad una rendita intera che scema al quarto di rendita
dal 1.7.2006.

Considerati tutti gli
elementi che l'esame del caso ha messo in luce, non si ritiene che la residua
capacità di guadagno possa essere apprezzabilmente migliorata mediante
provvedimenti reintegrativi di ordine professionale.

(…)" (doc. AI
67/10-12)

 

                                         L’Ufficio
AI – a seguito del decreto di stralcio 3 agosto 2007 (doc. AI 75/1-2)
con il quale il TCA ha omologato l’intervenuta transazione e rinviato gli atti
per nuovi accertamenti medici (cfr. cosid. 1.2) – ha ordinato una perizia
a cura del Centro peritale per le assicurazioni sociali (doc. AI 79/1).

 

                                         La
dr.ssa __________, capoclinica dell’Ospedale __________, Servizio di
Psichiatria, nella perizia psichiatrica 15 ottobre 2007 (doc. AI 82/3-7) – evidenziato
il motivo della perizia: “(…) valutazioni divergenti tra Curante e Perito PI 1.
Il Curante attesta un peggioramento delle condizioni psichiche, rispetto al
2006. Valutare le condizioni psichiche attuali e le loro ricadute sulla CL
(vedi annotazione del Dr. __________ del 13.07.07) (…)” (doc. AI 82/3) e posta
la seguente diagnosi: “(…) reazione depressiva grave e prolungata in sindrome
post traumatica da stress (ICD 10: F 44.9, F 43.1) (…)” (doc. AI 82/6) – ha espresso
la seguente valutazione:

 

"  (...)

Soggettivamente

 

L'A descrive la
propria attuale condizione psichica, caratterizzata da un pervasivo sentimento
di stanchezza ed abulia, oltre ad un costante sentimento di tristezza, come
conseguenza del mancato aiuto da parte del datore di lavoro. Non intravede
prospettive rosee per il futuro, percependosi come "tagliato fuori"
dal contesto sociale. Si sente tradito e disconosciuto, nonostante sia sempre
stato un lavoratore attento al proprio compito ed interpreta l'atteggiamento
del datore di lavoro come una strategia per eliminare personale in
soprannumero.

 

Obiettivamente

 

L'osservazione
clinica mostra una condizione psicopatologica cronicizzata, che ha avuto, in
passato, oscillazioni. Questo dato può aiutare la lettura di pareri differenti
fra Curante (Dr. __________) e Perito ( Dr. __________).

L'analisi
dell'anamnesi psicopatologica pone in evidenza un assetto del carattere
tendente all'anergia ed alla dipendenza dalle figure di autorità: nella
descrizione, che l'A fa della propria storia personale, non compaiono momenti
di conflitto o ribellione, il che depone per una modalità dipendente di
relazione interpersonale e, certamente, una ben scarsa intraprendenza. Questi
elementi non configurano il quadro di un disturbo di personalità, ma possono
dar lettura della modalità passiva con cui l'A ha affrontato le difficoltà di
reinserimento lavorativo.

 

Determinazione
della capacità lavorativa

 

Come sopra descritto
gli elementi di cronicità sono ascrivibili ad una forma depressiva grave, che
peggiora le caratteristiche di struttura di personalità dell'A.

Non vi sono dubbi per
quanto riguarda la totale IL in qualità di macchinista delle ferrovie.

La CL, nel suo
complesso, risulta inficiata nella misura dell'80%, in relazione sia alle
caratteristiche della patologia psichiatrica in atto, sia come conseguenza di
un tardivo programma di reintegro nel contesto lavorativo.

Con ciò non si vuole
escludere, in maniera definitiva, la possibilità di un reinserimento lavorativo
guidato (soluzione, peraltro, che l'A stesso auspica), ma si esclude che la
condizione psicopatologica attuale consenta all'A stesso la ricerca attiva e
l'applicarsi in maniera proficua ad attività produttive.

Ciò a far data
dall'attuale osservazione clinica. Per quanto riguarda il pregresso non si
ravvisano elementi per contestare le certificazioni prodotte.

(…)" (doc. AI
82/6-7)

 

                                         La
dr. __________ – rispondendo alle domande postele dal dr. __________ (doc. AI
82/2), FMH in psichiatria e psicoterapia e direttore del Centro peritale per le
assicurazioni sociali –, nel complemento peritale 2 novembre 2007, ha precisato
che:

 

"  (...)

Ho ricevuto la tua
del 19.10.07 e, dopo un colloquio telefonico con il Dr. __________, psichiatra
curante dell'A in oggetto, sono in grado di fornire le informazioni da te richieste.

Per quanto riguarda
la componente paranoide, riscontrata anche in sede di perizia e, perciò, citata
nello "Status" si tratta di un elemento che "prende vigore"
quando l'A è sottoposto a sollecitazioni stressanti e di tipo frustrante.
Intendo dire, d'accordo con lo psichiatra curante, che in un contesto di
personalità fragile come quella dell'A, il veder fallire, per esempio, il
tentativo di reintegro nelle PI 3 viene letto con modalità distorta.

Ciò non mi sembra in
contrasto con l'ipotesi di un'osservazione a __________, se presentata come
tentativo di reinserimento lavorativo.

Per quanto riguarda
le strategie farmacologiche poste in atto, nel corso degli ultimi sei anni, il
Dr __________ dichiara di aver utilizzato, senza beneficio, i seguenti antidepressivi:
Deroxat, Remeron, Sertralina, Fluoxetina, Limhitrol, Amitriptilina, Trazodone,
Mianserina, Mirtazapina.

L'attuale terapia con
Zyprexa 20 mg die sembra la strategia  migliore, a detta del Dr __________, per
mantenere sotto controllo la carica di angoscia. Va, per completezza, precisato
che i controlli specialistici hanno, da sei anni a questa parte, cadenza
quindicinale, nei periodi di maggior disagio l'A viene visto una volta alla settimana.

(…)" (doc. AI
82/1)

 

                               2.8.   Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né
la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23
aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25
febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il
suo contenuto (DTF 122 V 160 in
fine con rinvii).

 

                                         A proposito delle perizie mediche eseguite
nell'ambito della procedura amministrativa, il TFA ha stabilito che,
nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti,
hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state
realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi
concreti non inducono a ritenerle  inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161,
DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986
pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversiche-rungsrechts, Berna
1994, pag. 332).

 

                                         In una sentenza pubblicata nella Pratique VSI
2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al principio del libero
apprezzamento delle prove definire delle direttive per la valutazione di
determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per quanto concerne le
perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta
senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è
quello di mettere a disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e
di valutare da un punto di vista medico una certa fattispecie. Ragioni che
possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza
di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, altri
rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid.
3b)aa e riferimenti citati; STFA I 462/05 del 25 aprile
2007; STFA U
329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito
che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve
essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino
essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni
e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto
di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio
l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari
circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti
circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI
1993 pag. 95).

 

                                         Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli
assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o
a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su
indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza
probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa
la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007
del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

                                         Il
TFA, in una decisione I 938/05 del 24 agosto 2006 concernente un caso di assicurazione per l'invalidità, ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse dai
medici SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico
curante ed il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova
perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

"  (…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant
d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a
admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de
l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le
SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion
entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale,
nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise.

La valeur probante des
rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard
des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il
n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui
préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service
médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen
clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne
relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un
doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien
valoir de tel. (…)"

(cfr. STFA del 24 agosto
2006 nella causa B., I 938/05, consid. 3.2)

 

                                         Per quel che riguarda i rapporti del medico
curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere
conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il
paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo
paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109
consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundes-gericht im
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag. 230).

 

                                         L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008 del 16
ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici curanti e
periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato quanto
segue:

 

"  (…)

On ajoutera qu'en cas de
divergence d'opinion entre experts et médecins traitants, il n'est pas, de
manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La
valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels (ATF
125 V 351 consid. 3a p. 352) qui permettent de leur
reconnaître pleine valeur probante. A cet égard, il convient de rappeler qu'au
vu de la divergence consacrée par la jurisprudence entre un mandat
thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les
références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait remettre en cause
une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et procéder à de
nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont
une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces médecins traitants
font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été ignorés dans le cadre
de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre en cause les
conclusions de l'expert.

(…)." (cfr. STFA del 16 ottobre
nella causa N., 9C_142/2008, consid.
2.2)

                                         Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

                                         Va ancora rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso
deve adempiere diverse condizioni (D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia
del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag.
571 seg., in particolare la nota 158, pag. 628-629, nella quale vengono citate
alcune sentenze federali e cantonali, in particolare la DTF 127 V 294; cfr. D.
Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali” in Le perizie giudiziarie
Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg.
(249-254).

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di
Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito
psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una
classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele
molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di
grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27
settembre 2001, inc. 32.1999.124).

                               2.9.   Nella presente fattispecie, richiamata la suesposta giurisprudenza
in materia di valore probatorio di rapporti medici, questo Tribunale ritiene
innanzitutto che alla perizia 15 ottobre 2007 della dr.ssa __________ vada
riconosciuta forza probatoria piena.

                                         Le
decisioni 17 gennaio 2008 – qui impugnate e oggetto della presente vertenza –
non tengono conto della suddetta perizia.

                                         Al
riguardo la Cassa federale di compensazione, nella lettera 21 maggio 2008, ha
dichiarato che “(…) was die Auszahlung einer Viertelsrente ad 1. Juli 2007 angeht, möchten wir darauf hinweisen, dass die Verfügung
vom 17. Januar 2008 auf eine mitteilung der IV-Stelle Tessin vom 26. Februar
2007 beruht. Da unsere Kasse über das Urteil des Versicherungsgericht des
Kantons Tessin vom 3. August 2007 nicht orientiert war, gab es keinen Anlass,
diese Rente zu stornieren. (…)” (VII/Bis) e l’Ufficio
AI, nella risposta di causa, ha osservato che “(…) la decisione del 5 giugno
2007 è da ritenersi annullata a seguito del rinvio degli atti disposto da
codesto Tribunale con decreto 3 agosto 2007. La Cassa federale di compensazione,
la quale non era a conoscenza del succitato decreto, ha materialmente emanato i
due provvedimenti qui contestati, basandosi, per l’appunto, sulla decisione
annullata del 5 giugno 2008 (cfr. scritto del 21 maggio 2008 della Cassa
federale di compensazione). Stante quanto precede, si ritiene che le due
decisioni del 17 gennaio 2008 debbano essere considerate nulle, mancando
qualsiasi valida delibera sul grado d’invalidità che possa giustificarle. Si
precisa a questo proposito, che l’Ufficio AI emanerà la nuova decisione nel
merito non appena conclusa l’istruttoria in corso. (…)” (VII, pag. 2).

 

                                         Di
conseguenza, ritenuto che dalla perizia della dr.ssa __________ – dettagliata, approfondita e che considera
tutta la documentazione medica agli atti – non risulta che nel mese di aprile
2006 sia subentrato un miglioramento della situazione valetudinaria e
considerato che la perita ha concluso che “(…) la CL, nel suo complesso,
risulta inficiata nella misura dell’80%, in relazione sia alle caratteristiche
della patologia psichiatrica in atto, sia come conseguenza di un tardivo programma
di reintegro nel contesto lavorativo. (…)” (doc. AI 82/7), la rendita intera
accordatagli dal 1. ottobre 2002 non poteva essere ridotta a un quarto, con
effetto dal 1. luglio 2006.

 

                                         In
questo senso le decisioni impugnate vanno annullate e riformate nel senso che
all’assicurato è riconosciuto il diritto ad una rendita intera a contare dal 1.
ottobre 2002.

 

                                         Va
qui rilevato che – ancorché
l’abbia fatto dopo la risposta di causa a valere pertanto quale proposta al
giudice (cfr. consid. 1.7): l’autorità amministrativa non può infatti statuire
su un oggetto sul quale vi è litispendenza salvo nell’ipotesi in cui lo faccia
tramite una decisione di riconsiderazione emanata nel termine della risposta di
causa – anche l’Ufficio AI, prima
con progetto di decisione 9 giugno 2008 (XI/Bis) e in seguito con decisioni 25
settembre 2008 (XXI/2), ha riconosciuto all’assicurato il diritto ad una
rendita intera dal 1. luglio 2006.

 

                             2.10.   Quanto
alle compensazioni effettuate con prestazioni versate dalla PI 1 per fr. 100'320.--, dalla PI 2 Pensionskasse per complessivi fr.
15'458.70 (10'864.50 + 4'594.20 = 15'458.70) e dalla PI 2 per fr. 66'150.--, il
TCA rileva quanto segue.

 

                          2.10.1.   Compensazione
a favore della PI 1.

 

                                         Secondo
l’art. 20 cpv. 2 lett. c LAVS, applicabile anche all'assicurazione
invalidità (art. 50 cpv. 2 LAI), i crediti per la restituzione di rendite e
indennità giornaliere della LAINF possono essere compensati con prestazioni scadute
(cfr. consid. 2.7).

 

                                         Dai
documenti dell’incarto della Cassa federale di compensazione (XXVII/1-42)
risulta che la PI 1, nel formulario “Compensazione di pagamenti retroattivi
dell’AVS/AI” 14 gennaio 2008, ha richiesto una compensazione in base alla LAINF,
per un importo di fr. 100'320.--, riferito al periodo da
ottobre 2002 a giugno 2007 (doc. 22). Questo importo,
visto l’aumento del diritto alla rendita dal 1. luglio 2006, è stato in seguito
aumentato di fr. 41'190.-- (per complessivi fr. 141'150.--) riferiti al periodo
luglio 2006 settembre 2008 (cfr. il formulario “Compensazione di pagamenti
retroattivi dell’AVS/AI” 8 settembre 2008, sub. doc. 12).

 

                                         Dai
documenti dell’incarto LAINF (XXXIII/1-2) risulta che l’as-sicurato ha ritirato
l’opposizione cautelativa interposta contro la decisione 14 gennaio 2008 con la
quale la PI 1 gli aveva chiesto la restituzione dell’importo di fr. 100'320.--
da compensare con gli arretrati della rendita AI (doc. 168 e 147) e che non ha
interposto opposizione alla decisione 8 settembre 2008 con la quale la PI 1 gli
ha chiesto la restituzione del saldo a loro favore di fr. 41'190.-- da
compensare con gli arretrati della rendita AI (doc. 157).

 

                                         Avendo
la PI 1 fatto valere i suoi diritti per mezzo del relativo formulario prima del
provvedimento con cui l’Ufficio AI ha assegnato la rendita intera dal 1. ottobre 2002 al 30 giugno 2006 e un quarto di rendita dal 1.
luglio 2006, appurata la base legale della domanda di compensazione
formulata (art. 20 cpv. 2 lett. c LAVS) e la correttezza dei periodi
considerati, ritenuto che all’assicurato va riconosciuto il diritto ad una rendita
intera dal mese di ottobre 2002 (cfr. consid. 2.10), dall’importo della rendita
retroattiva va dunque dedotta la somma di fr. 141'150.-- da versare alla PI 1.

 

                          2.10.2.   Compensazione
a favore della PI 2 Pensionskasse.

 

                                         Per
quanto riguarda la compensazione di rendite arretrate con la prestazione
sostitutiva concessa dalla PI 2 Pensionskasse la stessa deve
essere – peraltro incontestatamente – considerata come anticipo di terzi giusta
l’art. 85bis OAI.

 

                                         Dai
documenti dell’incarto della Cassa federale di compensazione (XXVII/1-42)
risulta che la PI 2 Pensionskasse, nel formulario
“Verrechnung von Nachzahlungen del AHV/IV” 6 giugno 2007, ha richiesto una
compensazione, per le prestazioni anticipate prima del riconoscimento del
diritto ad una rendita, per un importo complessivo di fr. 15'458.70, riferito al periodo dal 1. gennaio 2004 al 30 giugno 2007 (doc.
27).

 

                                         Dalla
lettera 7 giugno 2007 indirizzata all’assicurato (XXIX/1, scritto nel quale la PI
2 Pensionskasse afferma di aver motivato e fatto valere il suo diritto alla
compensazione [XXIX]) si evince che, conformemente all’art. 36 del Regolamento
di previdenza in vigore dal 1. gennaio 2007, la PI 2 Pensionskasse
ha anticipato una pensione di sostituzione AI, dal 1. gennaio 2004 al 30 giugno
2007, per un importo di fr. 15'458.70. Nella lettera è infatti
specificato che “(…) conformemente all’articolo 36 del nostro regolamento di
previdenza, lei ha percepito finora, oltre alla pensione d’invalidità, una
pensione di sostituzione AI. 

 

                                         Quest’ultima
viene però accordata solamente fino al momento in cui sorge il diritto ad una
rendita ordinaria AVS o AI. Per conseguenza, abbiamo soppresso la pensione di sostituzione
AI per il periodo dal 1. gennaio 2004 al 30 giugno 2006 e ridotta a 483.75
franchi [dal] 1° luglio 2006 rispettivamente 497.25 franchi dal 1° gennaio
2007. In seguito alla riduzione del grado d’invalidità dal 1° aprile 2007
ammonta a 338.15 franchi. Le prestazioni di 15'458.70 franchi che le abbiamo
versato di troppo per il periodo dal 1° gennaio 2004 al 30 giugno 2007 dovranno
esserci restituite. Non appena riceveremo il dettaglio del pagamento
retroattivo della Cassa federale di compensazione, le invieremo un conteggio
per il periodo sopraccitato. (…)” (XXIX/1).

 

                                         Va
qui evidenziato che sia il periodo per il quale è fatta valere che l’importo
chiesto in compensazione corrispondono a quelli indicati e dettagliati nel
formulario “Verrechnung von Nachzahlungen del AHV/IV” 6 giugno 2007 (doc. 27
dell’in-carto della Cassa federale di compensazione).

 

                                         Questo
Tribunale – anche se la PI 2 Pensionskasse lo ha indicato
quale specifica base delle loro richieste (XXIX) – rileva che l’art. 25 del
Regolamento di previdenza regola il sovraindennizzo mentre che l’art. 36 cpv.
11 stabilisce che “(…) allorché l’AI corrisponde delle rendite retroattive,
l’importo delle pensioni di sostituzione AI della Cassa pagato in eccedenza va
rimborsato. La Cassa può far valere il suo diritto al rimborso di
prestazioni già corrisposte direttamente presso l’AI e compensarle con le
prestazioni dell’AI (…)“ (la sottolineatura é del redattore).

 

                                         Va
qui evidenziato che già l’art. 11 cpv. 4 del Regolamento valido dal 1. gennaio
2004 stabiliva che “(…) nel caso in cui l’Ufficio AI dovesse concedere
rendite retroattive, la Cassa pensioni potrà farsi valere direttamente all’AI e
compensare le prestazioni già versate con le stesse rendite. (…)” (la
sottolineatura è del redattore).

 

                                         Avendo
la PI 2 Pensionskasse fatto valere i suoi diritti per mezzo del relativo
formulario prima del provvedimento con cui l’Ufficio AI ha assegnato la rendita
intera dal 1. ottobre 2002 al 30 giugno 2006 e un quarto di
rendita dal 1. luglio 2006, appurata la base contrattuale della domanda
di compensazione formulata (art. 11 cpv. 4 del Regolamento in
vigore dal 1. gennaio 2004 e art. 36 cpv. 11 del Regolamento di
previdenza in vigore dal 1. gennaio 2007) dalla quale può essere
dedotto senza equivoco il diritto al rimborso e vista la correttezza dei
periodi considerati, dall’importo della rendita retroattiva va dunque dedotta
la somma di fr. 15'458.70 da versare alla PI 2 Pensionskasse.

 

 

                          2.10.3.   Compensazione
a favore della PI 2.

 

                                         Per
quanto riguarda la compensazione di rendite arretrate con le prestazioni concesse
dalla PI 2 in base al Contratto collettivo di lavoro PI 3
2001-2003 (XXXII/1-2), le stesse devono essere – peraltro incontestatamente –
considerate come anticipo di terzi giusta l’art. 85bis OAI.

 

                                         Come
si evince dalla lettera 18 marzo 2009 (XXXII), dal “Berechnungsblatt für die
Anrechnung von IV-Renten auf die Besoldung vom 16.03.2009” (XXXII/1) e dal
formulario “Verrechnung von Nachzahlungen der AHV/IV” 5 giugno 2007 (doc. 28
dell’incarto della Cassa federale di compensazione), risulta che la PI 3 ha anticipato prestazioni dal 1. ottobre 2002 al 31 dicembre 2003
per fr. 66'150.-- in base al Contratto collettivo di lavoro PI 3 2001-2003.

 

                                         Come
visto sopra (cfr. consid. 2.6), affinché si possa parlare di
un diritto al rimborso senza equivoco nei confronti dell’AI, il diritto deve
riferirsi direttamente ad una norma legale o contrattuale (DTF 133 V 14 consid.
8.3 con riferimenti).

 

                                         Va
qui ricordato che sul concetto di "diritto inequivocabile al
rimborso" ai sensi dell’art. 85bis cpv. 2 lett. b OAI il TFA si è pronunciato
in una sentenza emanata il 10 maggio 2000 nella causa K., I 282/99, riguardante
il diritto al rimborso di un istituto di diritto privato. La sentenza è stata
riassunta e pubblicata solo parzialmente in SZS 2000, p. 379-380 (cfr. Fessler,
Zur Auszahlung rückwirkend zugesprochener Rentenleistungen der Invalidenversicherung
an Dritte zwecks Verrechnung mit von diesen erbrachten Taggeldleistungen aus
einem privatrechtlichen Vertrag; per il vecchio diritto cfr. STFA non pubbl.
del 3 dicembre 1993 nella causa W consid. 2c).

 

                                         In
questa sentenza il TFA ha precisato che:

 

"  (…)

bb) Ziff. 26 AVB enthält
somit eine Bestimmung über die Rückforderung. Dieses Rückforderungsrecht
richtet sich indessen ausdrücklich gegen den Versicherten selbst und nicht
gegen den ebenfalls Leistungen erbringenden Sozialversicherungsträger. Diesen
Rechtsumstand hatte die kantonale Rekurskommission in dem in DTF 123 V 25
beurteilten Fall als für die Verneinung eines eindeutigen Rückforderungsrechtes
im Sinne von Art. 85bis cpv. 2 lett. b IVV entscheidend betrachtet, was das
Eidgenössische Versicherungsgericht, wie erwähnt (consid. 5a), in Rahmen der
Willkürprüfung nicht benstandete. An dieser Betrachtungsweise ist auch bei
freier Prüfung des Bundesrechts (art. 104 lett. a OG) festzuhalten. Der
Anspruch auf die in Art. 85bis IVV vorgesehene Drittauszahlung geht weit über
den blossen Rückerstattungsan-spruch hinaus, welcher einem Versicherungsträger
wegen unrechtmässigen Leistungsbezuges ‑ etwa aus Gründen der
Oberversicherung ‑ gegenüber dem Versicherten zusteht. Die Drittauszahlung
setzt nicht nur die materiellrechtliche Begründetheit der Rückforderung und die
Rückkommensvoraus-setzungen (BGE 110 V 176) voraus, sondern geht mit einem
Schuldner‑ und Gläubigerwechsel einher, welcher die Verrechnung von
Nachzahlung und Rückforderung erst möglich macht. Dem BSV ist daher beizupflichten,
wenn es unter Hinweis auf das nicht veröffentlichte Urteil P. vom 20. Mai 1999
(I 397/398) verlangt, dass ein gegenüber der Invalidenversicherung
bestehender direkter Rückerstattungsanspruch normativ festgehalten sein muss,
damit von einem "eindeutigen Rückforderungsrecht" gesprochen werden
kann. (…)" (cfr. STFA del 10 maggio 2000, I 282/99, consid.
5b/bb, la sottolineatura è del redattore)

 

                                         Il
TFA ha inoltre aggiunto (consid. 5c):

 

"  (…)

Was für
öffentlichrechtliche Leistungen mit Vorschusscharakter gilt, hat auch für
privatrechtliche Vorlesitungen massegebend zu sein. Ein direktes
Rückforde-rungsrecht gegenüber der nachträglich leistenden
Invalidenversicherung muss in den vertraglichen Grundlagen, etwa in den AVB,
festgehalten werden.

(…)" (cfr. STFA del 10 maggio
2000, I 282/99, consid. 5c)

 

                                         Alla luce della giurisprudenza federale succitata il diritto al
rimborso degli enti indicati all'art. 85bis OAI, sia di diritto pubblico che di
diritto privato, dev'essere previsto inequivocabilmente nelle loro basi
"legali" (legge o condizioni generali) e cumulativamente nei
confronti dell'Ufficio assicurazione invalidità (non solo dell'assicurato
interessato) (STCA del 10 febbraio 2003 nella causa 0., 32.2002.103, del 10
giugno 2002 nella causa G., 32.2002.08).

 

                                         Dalle
norme del Contratto collettivo di lavoro PI 3 2001-2003 prodotte
dalla PI 2 con lo scritto 18 marzo 2009 (XXXII e allegato
XXXII/2) non risulta alcuna disposizione dalla quale si possa concludere per
l’esistenza di un "diritto inequivocabile al rimborso" ai sensi
dell’art. 85bis cpv. 2 lett. b OAI e della succitata giurisprudenza.

                                         In
particolare, dall’art. 100 – che
regola il “Computo” e secondo il quale “le indennità giornaliere e le
prestazioni pensionistiche di assicurazioni sociali nazionali ed estere (compreso
il supplemento per l’integrazione AI) vengono computati sulle prestazioni a cui
si ha diritto nella misura in cui le oltrepassano.” – non è possibile dedurre senza equivoco il diritto al
rimborso nei confronti dell’assicurazione invalidità.

 

                                         Va
qui rilevato che a differenza del suenunciato art. 100 (qui determinate visti
gli anni per i quali la PI 2 fa valere la compensazione con rendite arretrate) il
cpv. 2 dell’art. 137 del Contratto collettivo di lavoro PI 3
2007-2010 (che pure regola il computo nel caso di prestazioni in caso di
malattia o infortunio) stabilisce che “(…) se a causa di malattia o
infortunio viene versata una rendita dell’assicura-zione obbligatoria contro
gli infortuni, dell’assicurazione invalidità o dell’assicurazione militare, la PI
3 ha il diritto di chiedere all’assicuratore la restituzione del salario che
essa ha fornito nonostante l’incapacità lavorativa totale o parziale, fino a
concorrenza dell’importo corrispondente della rendita da versare per quel
periodo. (…)”.

 

                                         Sulla
base di queste considerazioni questo TCA deve concludere che in concreto non
può essere validamente riconosciuta una compensazione a favore della PI 2, con rendite arretrate di spettanza dell’assicurato.

 

                             2.11.   In
conclusione le decisioni impugnate devono essere annullate e riformate nel
senso che a RI 1 è riconosciuto il diritto ad una rendita intera dal 1. ottobre
2002, ritenuta una compensazione con rendite arretrate per fr. 141'150.-- a favore
della PI 1 e per fr. 15'458.70 a favore della PI 2 Pensionskasse.

 

                             2.12.   Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la
procedura di ricorso in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al
rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è
soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.--
franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore
litigioso.

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 200.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

 

                                         Vincente
in causa, il ricorrente, patrocinato dall’avv. RA 1, ha diritto ad un’indennità
per ripetibili (art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA).

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

                                         Le
decisioni impugnate sono annullate e riformate nel senso che all’assicurato è
riconosciuto il diritto ad una rendita intera dal 1° ottobre 2002
ritenuta una compensazione con rendite arretrate per fr. 141'150.-- a favore
della PI 1 e per 

                                         fr.
15'458.70 a favore della PI 2 Pensionskasse.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 200.--, sono poste a carico dell’Ufficio AI.

                                         L’Ufficio
AI verserà all’assicurato fr. 2’000.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti