# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a19a59b6-bf9a-5ded-8097-f29231d336ac
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-10-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.10.2023 D-5689/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5689-2023_2023-10-26.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5689/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 6  o t t o b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Aileen Truttmann, Simon Thurnheer,  

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 1. A._______, nata il (…), 

2. B._______, nato il (…), 

3. C._______, nata il (…), 

4. D._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

tutti patrocinati da Valentina Nero,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 11 ottobre 2023 / N (…). 

 

 

D-5689/2023 

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Fatti: 

A.  

I ricorrenti hanno presentato domanda d’asilo in Svizzera il 24 luglio 2023 

(cfr. atti della Segreteria di Stato della migrazione [di seguito: SEM] n. [{…}] 

2/2, 3/2, 4/2 e 5/2). Dai riscontri dattiloscopici dell’unità centrale del sistema 

europeo “EURODAC” è risultato che gli interessati avevano depositato una 

domanda d’asilo pregressa in Croazia il (…) luglio 2023 (cfr. atti della SEM 

n. 18/1, 20/1 e 23/1). 

A.a L’11 agosto 2023 con i ricorrenti 1, 2 e 3 si è tenuto il colloquio ex art. 5 

del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio 

del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale dell’Unione eu-

ropea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III). Durante gli stessi, 

sono stati interrogati segnatamente riguardo a possibili ostacoli che si op-

porrebbero all’eventuale competenza della Croazia nella trattazione della 

loro domanda d’asilo, così come in rapporto al loro stato di salute (cfr. atti 

della SEM n. 39/3, 40/2 e 41/3). Alla ricorrente 1 è stato concesso il diritto 

di essere sentito anche per quanto attiene al ricorrente 4, in ragione della 

giovane età di quest’ultimo (cfr. atto della SEM n. 39/3). 

Gli interessati hanno depositato agli atti le fotocopie dei propri documenti 

d’identità (cfr. atti della SEM n. 42/2, 43/2, 44/2 e 45/2). 

A.b Sulla base degli elementi raccolti, l’autorità elvetica competente, ha 

presentato alla sua omologa croata – in data 5 settembre 2023 – una do-

manda di ripresa in carico degli interessati sulla base dell’art. 18 par. 1 lett. 

b RD III (cfr. atto della SEM n. 49/7). In data 19 settembre 2023 le autorità 

croate hanno riconosciuto la propria competenza sulla scorta dell’art. 20 

par. 5 lett. b RD III, accettando la ripresa in carico dei ricorrenti (cfr. atto 

della SEM n. 52/2).  

B.  

Agli atti vi sono anche diversi fogli di trasmissione d’informazioni mediche 

(F2) nonché ulteriore documentazione medica, relativi allo stato di salute 

degli insorgenti, dei quali si dirà, per quanto necessario nei considerandi 

(cfr. atti della SEM n. 29/2, 31/3, 32/2, 33/3, 34/2, 35/3, 46/2, 47/2, 48/2, 

54/1, 55/2, 56/2, 57/2, 59/2, 60/2). 

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C.  

Con decisione dell’11 ottobre 2023 – notificata lo stesso giorno (cfr. atto 

della SEM n. 63/1) – l’autorità inferiore non è entrata nel merito della do-

manda d’asilo degli interessati ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b della legge 

sull’asilo (LAsi, RS 142.31), pronunciando al contempo l’allontanamento 

(recte: trasferimento) dei richiedenti dalla Svizzera verso la Croazia, come 

pure incaricando il Canton Svitto dell’esecuzione della decisione di trasfe-

rimento, la consegna degli atti procedurali non soggetti a diniego d’esame 

e constatando inoltre l’assenza di effetto sospensivo di un eventuale ri-

corso contro la decisione.  

D.  

Per il tramite del plico raccomandato dell’18 ottobre 2023 (cfr. timbro del 

plico raccomandato; data di entrata: 19 ottobre 2023) gli interessati sono 

insorti con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: 

il Tribunale) contro il succitato provvedimento dell’autorità inferiore, chie-

dendo, in limine, la sospensione dell’esecuzione della decisione in via su-

percautelare e la concessione dell’effetto sospensivo al ricorso. Nel merito, 

hanno concluso all’annullamento della decisione impugnata e alla restitu-

zione degli atti alla SEM affinché effettui un esame nazionale della do-

manda d’asilo o la restituzione deli atti alla SEM affinché effettui i necessari 

complementi istruttori. Contestualmente, hanno presentato istanza di assi-

stenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese 

processuali e del relativo anticipo. 

Al ricorso è stata annessa la copia delle procure degli interessati, la copia 

della decisione dell’autorità inferiore impugnata ed il relativo avviso di rice-

vimento, un rapporto F2 del 12 ottobre 2023 concernente il ricorrente 2 e 

copia del rapporto del Centre For Peace Studies del 22 settembre 2023.  

E.  

Con scritto spontaneo del 23 ottobre 2023 la patrocinatrice dei richiedenti 

asilo ha trasmesso un ulteriore foglio di trasmissione di informazioni medi-

che (F2) del 13 ottobre 2023, nella quale risulta una diagnosi di stato an-

sioso depressivo, insonnia e attacchi di panico e viene prescritto alla ricor-

rente 1 Citolopram 10mg e Stilnox 10mg. Inoltre, il medico curante ha chie-

sto di convocare l’interessata per una valutazione psicologica appena pos-

sibile.  

F.  

Con ulteriore scritto spontaneo del 25 ottobre 2023 la rappresentante le-

gale dei richiedenti ha trasmesso due nuovi fogli di trasmissioni di 

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informazioni mediche (F2) concernenti la ricorrente 3 e il ricorrente 4. Per 

quanto attiene l’insorgente 3 si evince dal documento medico che la stessa 

è stata sottoposta ad un consulto psichiatrico il 20 ottobre 2023 dal quale 

è risultato che ella soffra per la scomparsa del padre e le sono stati pre-

scritti dei tappi per le orecchie viste le sue difficoltà nell’addormentarsi. Il 

medesimo giorno, anche l’insorgente 4 ha avuto un appuntamento presso 

lo psichiatra, accompagnato dalla madre. Lo specialista ha evidenziato che 

il ricorrente 4 abbia delle idee passive relative la morte con vaghe verba-

lizzazioni anticonservative, senza una franca progettualità e che non vi sa-

rebbero precedenti tentativi anticonservativi. Altresì, si evince che il ricor-

rente 4 ha il sonno lievemente disturbato con risvegli ed incubi. Il medico 

ha proposto all’insorgente 4 e alla madre un breve ricovero presso l’ospe-

dale civico a scopo protettivo, ciò che è stato rifiutato fermamente da parte 

degli interessati, e ha infine prescritto allo stesso Sertralina 50 mg e tappi 

per le orecchie. 

G.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.  

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

2.  

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una de-

cisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), è 

di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e art. 52 

cpv. 1 PA.  

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci-

sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami-

nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1). 

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4.  

4.1 Gli insorgenti, nel loro ricorso, lamentano dapprima una violazione del 

loro diritto di essere sentiti da parte dell’autorità inferiore, in quanto essa 

non avrebbe chiarito a sufficienza la situazione presente in Croazia in re-

lazione alle carenze sistemiche attuali del sistema d’accoglienza e alle vio-

lenze che i ricorrenti hanno addotto di aver subito da parte delle autorità 

croate. Inoltre, avrebbe omesso di accertare l’effettiva possibilità per gli in-

sorgenti di accedere senza discontinuità ai necessari trattamenti medici, 

nonché sarebbe stato accertato in modo incompleto ed inesatto il loro stato 

di salute, vista la mancanza di un rapporto medico completo ed aggiornato 

in merito. Da ultimo, la SEM non avrebbe analizzato né considerato il be-

nessere superiore dei minori in relazione al loro rientro in Croazia con l’in-

tera famiglia vulnerabile che sarebbe stata traumatizzata dalla condotta 

delle autorità croate nei loro confronti.  

4.2 Le succitate censure formali sollevate dai ricorrenti nel loro gravame in 

ordine ad un accertamento inesatto ed incompleto dei fatti giuridicamente 

rilevanti da parte dell’autorità inferiore, nonché di una violazione dell’ob-

bligo di motivazione e del diritto di essere sentiti da parte della medesima 

autorità, verranno esaminate d’ingresso dal Tribunale, in quanto sono su-

scettibili di condurre all’annullamento della decisione avversata (cfr. DTF 

144 I 11 consid. 5.3 e rif. ivi citati, 142 II 218 consid. 2.8.1 e rif. cit., 138 I 

232 consid. 5; DTAF 2019 VI/6 consid. 4.1, 2013/34 consid. 4.2, 2013/23 

consid. 6.1.3).  

4.3  

4.3.1 Nella procedura d’asilo – così come nelle altre procedure di natura 

amministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente accerta d’ufficio i fatti (art. 6 LAsi in relazione all’art. 12 PA). In 

concreto, essa deve procurarsi la documentazione necessaria alla tratta-

zione del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine 

le opportune prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comun-

que le parti dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo 

particolare dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà è quanto l’ammi-

nistrazione o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri 

(art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1).  

4.3.2 Se del caso, l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridica-

mente rilevanti ai sensi dell’art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi, può comportare si-

multaneamente la violazione del diritto di essere sentito, il quale fa parte 

delle garanzie procedurali generali previste dalla Costituzione e consacrato 

all’art. 29 cpv. 2 Cost. (cfr. sentenza del Tribunale D-2516/2019 del 17 

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giugno 2019 consid. 4.2 e rif. cit.). Il diritto di essere sentiti comprende il 

diritto, per la persona interessata, di prendere conoscenza dell’incarto, di 

esprimersi in merito agli elementi pertinenti prima che una decisione sia 

emanata nei suoi confronti, di produrre delle prove pertinenti, di ottenere 

che sia dato seguito alle sue offerte in tal senso, di partecipare all’ammini-

stra-zione delle prove essenziali o almeno di poter esprimersi sul suo risul-

tato, se ciò può influenzare la decisione da emanare (cfr. sentenze del Tri-

bunale D-1636/2019 del 5 ottobre 2022 consid. 3.1, D-2144/2022 del 24 

maggio 2022 consid. 4.2).  

4.3.3 L’obbligo per l’autorità di motivare la sua decisione è inoltre corollario 

fondamentale del diritto di essere sentito. Detta prerogativa è finalizzata a 

permettere ai destinatari e a tutte le persone interessate, di comprenderla, 

eventualmente di impugnarla, in modo da rendere possibile all’autorità di 

ricorso, se adita, di esercitare convenientemente il suo controllo (cfr. 

DTF 139 V 496 consid. 5.1, 136 I 184 consid. 2.2; sentenza del Tribunale 

F-5363/2019 del 20 maggio 2020 consid. 7.1). Ciò non significa che l’auto-

rità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le ar-

gomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti 

per il giudizio (cfr. DTF 141 IV 249 consid. 1.3.1, 141 V 557 consid. 3.2.1; 

DTAF 2011/37 consid. 5.4.1). 

4.4 Innanzitutto il Tribunale ritiene, al contrario delle argomentazioni ricor-

suali degli insorgenti, che la SEM si sia pronunciata sufficientemente nella 

decisione avversata, riguardo ai motivi che l’avrebbero condotta alla con-

clusione che un trasferimento degli interessati in Croazia, quale stato mem-

bro Dublino competente, fosse dato. Nel provvedimento impugnato, si tro-

vano infatti le argomentazioni concernenti la situazione d’accoglienza in 

Croazia. In tal senso l’autorità inferiore, vista l’attuale giurisprudenza del 

Tribunale in merito (cfr. la sentenza di coordinamento del Tribunale E-

1488/2020 del 22 marzo 2023 consid. 9; tra le altre le sentenze del Tri-

bunale D-440/2023 del 7 febbraio 2023 consid. 5.5 con ulteriori rif. cit.; D-

407/2023 del 1° febbraio 2023 consid. 7.2; E-1684/2022 dell’11 gennaio 

2023 consid. 6.2) non era in alcun modo tenuta ad effettuare ulteriori ac-

certamenti riguardo al sistema d’asilo e d’accoglienza croato. La sola cir-

costanza che i ricorrenti – come si evince dagli asserti ricorsuali – non siano 

d’accordo con le conclusioni a cui la SEM è giunta in merito alla situazione 

del sistema croato, non comporta una violazione del principio inquisitorio. 

4.5 In relazione alla censura dell’accertamento inesatto ed incompleto dei 

fatti giuridicamente rilevanti dello stato di salute degli insorgenti, il Tribunale 

osserva dapprima che al momento dell’emissione della decisione 

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impugnata, l’incarto della SEM conteneva già ampia documentazione me-

dica attinente alla situazione valetudinaria dei ricorrenti, dai quali sono 

evincibili in modo limpido le diagnosi ed i trattamenti seguiti nonché le cure 

a loro prescritti (cfr. atti della SEM n. 29/2, 31/3, 32/2, 33/3, 34/2, 35/3, 46/2, 

47/2, 48/2, 54/1, 55/2, 56/2, 57/2, 59/2, 60/2). Le stesse cronistorie medi-

che degli insorgenti sono peraltro citate correttamente ed esaustivamente 

nella decisione impugnata da parte dell’autorità inferiore (cfr. p.to II, pag. 8 

segg. della decisione avversata), che si è espressa – in un apprezzamento 

anticipato – anche riguardo alle visite mediche ancora previste (cfr. p.to II, 

pag. 10 e seg. della decisione avversata). Visto quanto precede, non si 

vede quindi quali ulteriori accertamenti medici avrebbe dovuto compiere la 

SEM, in particolare richiedendo dei certificati medici dettagliati (cosiddetti 

“F4”) circa lo stato di salute degli insorgenti. Difatti, anche agli occhi del 

Tribunale, il fatto che un monitoraggio psicologico fosse stato previsto per 

gli insorgenti, essendo già state le diagnosi per i medesimi poste ed i trat-

tamenti già impostati, senza che vi fosse alcun indizio che ulteriori diagnosi 

o elementi sarebbero emersi dallo stesso, il medesimo pareva essere uni-

camente una normale visita di controllo. Invero la SEM, viste le diagnosi 

conclusive e le terapie impostate per i richiedenti, di cui ne ha motivato 

sufficientemente le ragioni nel provvedimento avversato (cfr. p.to II, pag. 8 

segg. della decisione avversata), non era in alcun modo tenuta ad adem-

piere ulteriori investigazioni, anche rispetto alla presa in carico degli insor-

genti da parte della Croazia. Ciò essendo che, a differenza di quanto so-

stenuto dagli insorgenti nel gravame, la SEM ha ritenuto come la loro si-

tuazione medica fosse chiara e che non risultasse di una gravità tale da 

dover rinunciare al loro trasferimento in Croazia nonché che il sistema d’ac-

coglienza croato, in particolare legato all’accesso delle cure mediche, fosse 

da ritenere sufficiente (cfr. p.to II, pag. 10 seg. della decisione avversata). 

Il fatto solo che i ricorrenti nel gravame non concordino con tale apprezza-

mento esposto dall’autorità inferiore nel provvedimento sindacato, non ri-

sulta contrario al principio inquisitorio. Piuttosto, con tali censure in realtà 

gli insorgenti intendono ottenere un apprezzamento differente nel merito 

rispetto a quello di cui all’impugnata decisione riguardo sia alla competenza 

della Croazia nella trattazione del seguito della loro procedura sia in rap-

porto all’applicazione della clausola di sovranità, questioni che verranno 

dunque esaminate di seguito (cfr. infra consid. 5 segg.). Per quanto poi at-

tiene alle allegazioni di maltrattamenti che gli stessi avrebbero subito da 

parte di agenti di polizia in Croazia, appare dalla decisione avversata, come 

la SEM abbia esaminato la situazione individuale degli interessati – ripren-

dendo le dichiarazioni da loro effettuate in merito – argomentando in modo 

esplicito e sufficiente, i motivi per i quali non ritenesse che vi fossero indizi 

per l’applicazione delle clausole discrezionali, anche tenendo conto della 

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Pagina 8 

situazione specifica dei ricorrenti minorenni (cfr. p.to II, pag. 6 seg. della 

decisione avversata). Il provvedimento impugnato risulta pertanto anche 

sotto tale profilo sufficientemente motivato (cfr. DTF 138 IV 81 consid. 2.2). 

Conclusione che fra l’altro viene confermata anche dal memoriale ricor-

suale presentato dai ricorrenti, dal quale si evince come i medesimi ab-

biano potuto afferrare perfettamente le motivazioni alla base della deci-

sione avversata ed impugnarla in piena conoscenza di causa. 

Ne discende quindi che anche le censure mosse dal profilo formale da 

parte degli insorgenti, nel senso di un accertamento inesatto ed incompleto 

dei fatti giuridicamente rilevanti da parte della SEM, sono in toto respinte. 

Per il resto le censure degli interessati, riguardando anche in alcuni punti 

aspetti materiali della vertenza, verranno in tal senso trattate dappresso. 

5.  

Ciò posto, venendo ora al merito, occorre chiedersi se la SEM poteva fare 

applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, disposizione che prevede che 

di norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente 

può partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato 

internazionale, l’esecuzione della procedura di asilo e allontanamento. 

5.1 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal RD III. Se in base a questo esame è individuato un altro Stato 

quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia 

la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa 

in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. 

DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2). Ai sensi dell’art. 3 par. 1 RD III, la domanda 

di protezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia 

quello individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15). Nel caso 

di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), di principio non 

viene effettuato un nuovo esame di determinazione dello Stato membro 

competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1). 

Inoltre lo Stato membro nel quale è stata presentata per la prima volta la 

domanda di protezione internazionale è tenuto, alle condizioni di cui agli 

art. 23, 24, 25 e 29 e al fine di portare a termine il procedimento di deter-

minazione dello Stato membro competente, a riprendere in carico il richie-

dente che si trova in un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno o 

ha presentato colà una nuova domanda di protezione internazionale dopo 

aver ritirato la prima domanda presentata in uno Stato membro diverso du-

rante il procedimento volto a determinare lo Stato membro competente 

(art. 20 par. 5 primo capoverso RD III). 

D-5689/2023 

Pagina 9 

5.2 Giusta l’art. 3 par. 2 RD III, qualora sia impossibile trasferire un richie-

dente verso lo Stato membro inizialmente designato come competente in 

quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussistono delle carenze si-

stemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei ri-

chiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante 

ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea 

(GU C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE), lo Stato membro com-

petente prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un 

altro Stato membro possa essere designato come competente. 

6.  

Nella presente disamina, le investigazioni effettuate dalla SEM hanno rive-

lato, dopo consultazione dell’unità centrale del sistema europeo “EURO-

DAC”, che gli interessati avevano già depositato domanda d’asilo in Croa-

zia in data (…) luglio 2023 (cfr. atti della SEM n. 18/1, 20/1 e 23/1). Su tali 

presupposti, il 5 settembre 2023, l’autorità inferiore ha trasmesso una ri-

chiesta di ripresa in carico degli interessati all’omologa croata sulla scorta 

dell’art. 18 par. 1 lett. b RD III (cfr. atto della SEM n. 49/7). Il successivo 

19 settembre 2023, le autorità croate hanno esplicitamente accolto la ri-

chiesta di ripresa in carico dei ricorrenti sulla scorta dell’art. 20 par. 5 RD 

III (cfr. atto della SEM n. 52/2). A tali condizioni, e nella misura in cui gli atti 

all’incarto non attestano in alcun modo come gli interessati avrebbero la-

sciato il territorio degli Stati membri nello spazio Dublino, o che avrebbero 

ottenuto un titolo di soggiorno da parte di uno di questi Stati nell’intervallo, 

si giustifica di fare applicazione dell’art.  20 par. 5 RD III nella fattispecie, in 

conformità con la giurisprudenza topica resa in materia (cfr. sentenza della 

Corte di giustizia dell’Unione europea [Grande Sezione] del 2 aprile 2019, 

nelle cause riunite C-582/17 e C-583/17, §§ 48-50; cfr. anche le sentenze 

del Tribunale D-5882/2022 del 13 gennaio 2023 consid. 4.3.2-4.3.3;  

F-4998/2022 del 9 novembre 2022 consid. 5.3.2; D-4243/2022 del 4 no-

vembre 2022 consid. 6.3.2). Il predetto Paese è quindi tenuto, in principio, 

a riprendere in carico gli insorgenti, al fine di portare a termine il procedi-

mento di determinazione dello Stato membro competente.  

7.  

7.1 Ciò posto, occorre tuttavia esaminare se, giusta l’art. 3 par. 2 RD III, vi 

siano fondati motivi di ritenere che sussistano delle carenze sistemiche 

nella procedura d’asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti in 

Croazia, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante 

ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea 

(GU C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE).  

D-5689/2023 

Pagina 10 

7.2  

A questo proposito è opportuno ricordare che la Croazia è vincolata dalla 

CartaUE, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU, RS 

0.101), dalla Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti cru-

deli, inumani o degradanti (Conv. contro la tortura, RS 0.105), come pure 

dalla Convenzione sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30) 

con il relativo Protocollo aggiuntivo (RS 0.142.301), e che perciò è tenuta 

ad applicarne le disposizioni.  

7.3 Nella sua recente giurisprudenza, il Tribunale ha certo ammesso la 

forte probabilità, per dei richiedenti che entrano per la prima volta sul terri-

torio croato, che dei respingimenti illeciti alla frontiera così come dei respin-

gimenti senza esame individuale direttamente alla frontiera (“hot returns”) 

o ancora delle violenze eccessive da parte degli agenti di polizia presenti 

possano prodursi regolarmente in Croazia (cfr. sentenza di riferimento del 

Tribunale E-1488/2020 del 22 marzo 2023 consid. 9.3.2). Al contrario, per 

quanto attiene ai richiedenti trasferiti in Croazia sulla base del RD III, il Tri-

bunale è giunto alla conclusione, che questi hanno in principio accesso alla 

procedura d’asilo nel predetto Paese. Alla luce di tale constatazione, ha 

considerato che sia nel quadro di una procedura di presa in carico (“take 

charge”) sia in una di ripresa in carico (“take back”), le persone trasferite 

non rischiano, secondo un’alta probabilità, di essere esposte ad un rischio 

di violazione dei loro diritti derivanti dal principio di non-respingimento. Il 

Tribunale ha inoltre negato l’esistenza, nella procedura d’asilo e nelle con-

dizioni d’accoglienza in Croazia, di carenze sistemiche ai sensi dell’art. 3 

par. 2 2a frase RD III, che farebbe ritenere un trasferimento dei richiedenti 

come generalmente inammissibile. Ha inoltre precisato che non si deve 

rinunciare ad un trasferimento se non in casi eccezionali, ovvero allorché il 

richiedente dimostra, con degli argomenti fondati, che il principio sopra 

enunciato non si applica alla sua fattispecie (cfr. sentenza di riferimento del 

Tribunale E-1488/2020 del 22 marzo 2023 precitata consid. 9.5; cfr. anche 

tra le altre la sentenza del Tribunale D-134/2023 dell’11 maggio 2023 con-

sid. 5.5). Le censure sollevate in sede ricorsuale circa l’agire delle autorità 

croate nei confronti dei ricorrenti allorché essi avrebbero tentato di entrare 

in Croazia, non permettono di giungere ad un apprezzamento diverso da 

quanto sopra esposto.  

Su tali presupposti, l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si 

giustifica nel caso di specie. 

8.  

Nel prosieguo, occorre esaminare se, malgrado la competenza di principio 

D-5689/2023 

Pagina 11 

della Croazia, l’autorità inferiore debba esaminare la domanda di prote-

zione internazionale dei richiedenti in applicazione dell’art. 17 par. 1 RD III 

(“clausola di sovranità”), disposizione concretizzata in diritto interno sviz-

zero dall’art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni pro-

cedurali dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), che prevede che se 

“motivi umanitari” lo giustificano la SEM può entrare nel merito della do-

manda anche qualora giusta il RD III un altro Stato sarebbe competente 

per il trattamento della domanda. Nell’applicazione di tale norma, la SEM 

dispone di potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Al 

contrario, se il trasferimento del richiedente nel paese di destinazione con-

travviene ad una norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle 

della CEDU, l’autorità inferiore è obbligata a entrare nel merito della do-

manda d’asilo ed il Tribunale dispone di potere di controllo al riguardo (cfr. 

DTAF 2015/9 consid. 8.2.1). 

8.1 Gli insorgenti, nel loro ricorso, si prevalgono sia delle violenze che 

avrebbero subito in Croazia, sia del loro stato di salute che non potrebbe 

essere curato nel predetto Paese, per rinunciare al loro trasferimento ap-

plicando la clausola di sovranità succitata, in quanto una loro riammissione 

in Croazia si porrebbe in contrasto con l’art. 3 CEDU e con la Convenzione 

sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 (RS 0.107, di seguito: CDF). 

8.2 Nel caso in esame, in primo luogo, i maltrattamenti che i ricorrenti 

hanno addotto nel colloquio Dublino e nel gravame di aver subito in Croazia 

da parte di agenti di polizia (cfr. atti della SEM n. 39/3, 40/2 e 40/3), anche 

se il Tribunale li ritenesse verosimili, tali allegazioni non sono decisive dal 

profilo della conformità del trasferimento dei richiedenti in relazione agli 

art. 3 CEDU o all’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (RS 0.105, 

Conv. tortura), in quanto non esiste alcuna ragione seria e concreta di rite-

nere che un trasferimento a Zagabria degli insorgenti rischierebbe di 

esporli ad una situazione simile a quella nella quale si sarebbero trovati 

dopo aver depositato la domanda d’asilo. Inoltre il Tribunale, come argo-

mentato anche dalla SEM nella decisione avversata, non ha alcuna ragione 

– neppure considerando quanto riportato nel ricorso dagli insorgenti – di 

mettere in dubbio che la Croazia sia uno Stato di diritto, con un sistema di 

giustizia funzionante, al quale gli stessi potranno indirizzarsi per denun-

ciare l’agito di alcuni funzionai di polizia nei loro confronti o se in futuro i 

loro diritti non venissero rispettati (art. 26 direttiva 2013/33/UE del Parla-

mento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative 

all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale [di seguito: diret-

tiva accoglienza]), anche con l’eventuale aiuto di organizzazioni non 

D-5689/2023 

Pagina 12 

governative presenti su suolo croato. In secondo luogo, nel caso in esame, 

i ricorrenti non hanno dimostrato in alcun modo, con degli elementi concreti 

e circostanziati, né è desumibile dagli atti all’inserto, che lo Stato di desti-

nazione, che ha accettato espressamente la loro ripresa in carico, non sia 

intenzionato a riprenderli in carico ed a portare a termine correttamente la 

procedura relativa alla loro domanda di protezione in violazione della diret-

tiva 2013/32/UE del Parlamento e del Consiglio del 26 giugno 2013 re-

cante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello sta-

tus di protezione internazionale (di seguito: direttiva procedura). Infatti, la 

Croazia ha, nella sua accettazione del 19 settembre 2023, acconsentito di 

continuare l’esame della procedura in accordo con la summenzionata di-

rettiva, in particolare si è impegnata a continuare la determinazione della 

responsabilità per il trattamento della domanda di protezione degli insor-

genti ("in order to continue to determine responsibility for the above men-

tioned person") (cfr. atto della SEM n. 52/2).  

8.3  

8.3.1 In merito allo stato di salute dei ricorrenti, si osserva dapprima come 

il respingimento forzato di persone che soffrono di problemi medici, costi-

tuisce una violazione dell’art. 3 CEDU unicamente in circostanze eccezio-

nali (cfr. sentenze della CorteEDU [Grande Camera] N. contro Regno Unito 

del 27 maggio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicem-

bre 2016, 41738/10, §181 segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

Concernente lo stato valetudinario dell’insorgente 1, si constata come 

nell’ambito del colloquio Dublino, ella ha allegato di sentirsi bene, ma che 

tuttavia si sarebbe stancata molto durante il viaggio e avrebbe bevuto ac-

qua di mare, oltre a non aver mangiato quasi nulla durante questo periodo. 

Inoltre, ella avrebbe delle ansie e paure mentre dorme, ma le sarebbero 

state prescritte delle medicine da prendere al mattino e alla sera (cfr. atto 

della SEM n. 36/2). Dagli atti all’inserto, dal profilo somatico si rileva come 

la ricorrente sia stata sottoposta a differenti visite mediche. Il (…) ago-

sto 2023 è stata visitata in quanto accusava dolori agli arti inferiori da circa 

tre anni, ansia, paure, incubi e insonnia in seguito ai traumi riportati durante 

il viaggio. Il medico le ha diagnosticato un’artralgia alla caviglia sinistra e le 

ha prescritto Daflon 500 e Saroten 10mg, le ha effettuato una radiografi, 

apposto un cerotto Flector e Dafalgan 1gr da assumere ogni sei ore per 

quattro giorni (cfr. atto della SEM n. 29/2 e 32/2). Nel corso della medesima 

visita il medico ha effettuato anche un prelievo ematico dal quale è emerso 

che l’insorgente 1 soffre di un’anemia ipocromica microcitica ipogenerativa 

cronica e dalla lettera di dimissioni del (…) agosto 2023 si evince che la 

stessa è dovuta a una pregressa anemizzazione secondaria a menorragia 

D-5689/2023 

Pagina 13 

e che si è proceduto con una trasfusione con due sacche emazie concen-

trate. Il medico ha constato che l’esame ECG risultava nella norma e ha 

imposto quale terapia alla dimissione l’assunzione di Tardyferon 80 mg 

prima della colazione e da associare con del succo d’arancia (cfr. atto della 

SEM n. 34/2). Al successivo controllo avvenuto l’(…) agosto 2023 il medico 

le ha prescritto un trattamento con Becozym forte, Benerva e Viferol D 3 

uno a settimana per otto settimane (cfr. atto della SEM n. 35/3). In data (…) 

agosto 2023 la ricorrente 1 ha svolto un ulteriore controllo dal quale risul-

tava che la stessa aveva avuto un netto miglioramento delle sue condizioni 

di salute e le è stata fissata una visita dopo un mese, mentre la terapia è 

rimasta invariata (cfr. atto della SEM n. 46/2). Alla visita di controllo del 

(…) settembre 2023 è stato effettuato un controllo ematico (cfr. atto della 

SEM n. 55/2). Il (…) settembre 2023 l’interessata è stata sottoposta ad un 

controllo ginecologico con svariati esami più approfonditi. Dagli esami è 

stato constato un utero miomatoso e visto che l’insorgente 1 soffre di san-

guinamento anemizzante si è deciso di procedere con una terapia proge-

stinica, anche anti concezionale con Zenzi Gynial. Alla stessa è stato co-

municato che sarebbe stata ricontattata se gli esami effettuati dovessero 

risultare patologici (cfr. atto della SEM n. 56/2). Il (…) settembre 2023 le è 

stata effettuata un’infusione di Ferinject (cfr. atto della SEM n. 57/2).  

Per quanto attiene il ricorrente 2 agli atti risulta una visita effettuata il (…) 

ottobre 2023 dalla quale si evince che lo stesso riferiva di soffrire d’asma e 

di avere insonnia, ansia e paure. Il medico ha riportato quale diagnosi che 

lo stesso soffre di asma bronchiale in trattamento con ventolin e quale te-

rapia il medico ha prescritto di continuare con il ventolin spray e se possi-

bile di traferire il paziente presso un centro con possibilità di aprire le fine-

stre (cfr. atto della SEM n. 60/2). 

In rapporto all’insorgente 3, si rileva come dalla documentazione all’incarto 

risulta che la medesima è stata visitata in data (…) agosto 2023 dove rife-

riva di avere disturbo del sonno, insonnia, ansia e paure. Quale terapia il 

medico le ha prescritto Circadin cpr 2mg da assumere per tre mesi e Re-

dormin 500mg (cfr. atto della SEM n. 33/3). In data (…) agosto 2023 vi è 

stato un consulto psichiatrico dal quale non è emerso nulla di rilevante e lo 

specialista ha ritenuto non fosse necessaria una presa in carico terapeutica 

(cfr. atto della SEM n. 47/2).  

Da ultimo, per quanto concerne il ricorrente 4, quest’ultimo è stato visitato 

il (…) agosto 2023 in quanto riferiva di avere disturbi del sonno e dolori alla 

pianta dei piedi. La pediatria ha quindi prescritto quale terapia Circadin cpr 

ret 2mg, Redormin cpr pell 500mg e Magnesiocard gran 10 mmol orange 

D-5689/2023 

Pagina 14 

per tre mesi e ha organizzato una valutazione psicologica (cfr. atto della 

SEM n 31/3). Il (…) agosto 2023 agli atti risulta un consulto psichiatrico nel 

quale non è emerso nulla di rilevante e lo specialista ha ritenuto non ne-

cessaria la presa a carico terapeutica (cfr. atto della SEM n 48/2).  

8.3.2 Alla luce dello stato di salute dei ricorrenti testé descritto, pur non 

volendo in alcun modo minimizzare le patologie di cui hanno sofferto e di 

cui soffrono tutt’ora dal profilo psichiatrico e somatico i ricorrenti, dagli atti 

all’inserto non sono evincibili degli elementi concreti e circostanziati, che 

inducano a ritenere come il loro stato di salute sia di una gravità tale da 

comportare una violazione dell’art. 3 CEDU ai sensi della giurisprudenza 

sopra referenziata nel caso di un loro rinvio in Croazia, che non potrebbe 

essere ivi trattato o di cui il trattamento non possa essere proseguito nel 

medesimo Stato. Non risulta in tale contesto inopportuno evidenziare come 

il Tribunale, in linea di principio – ed al contrario di quanto argomentato 

dagli insorgenti nel loro ricorso – ritenga che la Croazia disponga di infra-

strutture mediche adeguate (cfr. le sentenze del Tribunale D-440/2023 del 

7 febbraio 2023 consid. 7.4.3, D-407/2023 del 1° febbraio 2023 consid. 

8.2.2, D-1418/2022 del 4 aprile 2022 consid. 5.3.6, D-1241/2022 del 25 

marzo 2022 pag. 7). Ciò essendo rammentato come il Tribunale abbia già 

più volte ritenuto che l’aiuto apportato da organizzazioni non governative 

permetta segnatamente di supplire alle lacune delle infrastrutture psicote-

rapeutiche statali presenti in Croazia (cfr. a tal proposito le sentenze del 

Tribunale D-5670/2022 del 3 febbraio 2023 consid. 8.3.3 con ulteriori rif. 

cit., E-4859/2022 del 9 novembre 2022 consid. 6.5.1). Pertanto, se i ricor-

renti dovessero necessitare di ulteriori cure o trattamenti medici, o prose-

guire quelli già iniziati in Svizzera, potranno senz’altro fare capo all’infra-

struttura medica presente in Croazia. Stato che si ricorda è firmatario della 

direttiva accoglienza ed in quanto tale, deve provvedere affinché i richie-

denti ricevano la necessaria assistenza sanitaria comprendente quanto 

meno le prestazioni di pronto soccorso e il trattamento essenziale di ma-

lattie e di gravi disturbi mentali e fornire la necessaria assistenza medica o 

di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di accoglienza particolari, com-

prese, se necessarie, appropriate misure di assistenza psichica (cfr. art. 19 

par. 1 e 2 direttiva accoglienza).  

8.3.3 In merito all’ulteriore documentazione medica F2 trasmessa il 23 ot-

tobre 2023 e il 25 ottobre 2023 dalla rappresentante legale dei ricorrenti, si 

rammenta come in quest’ambito l’aggravamento dello stato psichico di un 

richiedente l’asilo a seguito di una decisione negativa è casistica osserva-

bile di frequente e non preclude di principio un trasferimento, anche in con-

comitanza con tentativi di suicidio o tendenze anticonservative (cfr. a tal 

D-5689/2023 

Pagina 15 

proposito tra le altre la sentenza D-2729/2021 consid. 8.5 con ulteriori rif. 

cit.). Apparterrà poi alle autorità incaricate dell’esecuzione di prendere le 

misure destinate ad evitare ogni rischio nel quadro del rinvio e di assicurare 

una presa in carico adeguata degli interessati al loro ritorno in Croazia, 

informando in maniera precisa e completa le autorità del predetto Paese 

dell’arrivo e dei problemi di salute degli insorgenti prima del loro trasferi-

mento (cfr. art. 31 RD III). Pertanto, i fogli di trasmissione di informazioni 

mediche (F2) non sono atti a scalfire la conclusione a cui il Tribunale è 

giunto per quanto attiene lo stato di salute dei ricorrenti, in particolare dei 

ricorrenti 1, 3 e 4.  

8.3.4 Inoltre, in tale contesto, neppure la sentenza del Tribunale D-

4843/2023 del 21 settembre 2023 citata nel gravame dagli insorgenti (cfr. 

p. to IV, pag. 9) è atta a mutare la predetta conclusione. Invero, in quest’ul-

tima, a differenza di quanto argomentato in modo generale dagli interes-

sati, il Tribunale ha ritenuto vi fosse la necessità di un ulteriore accerta-

mento dei fatti in quanto la fattispecie differiva sostanzialmente da quella 

in esame.  

8.4 Da ultimo, per quanto concerne l’invocazione della CDF da parte dei 

ricorrenti, per contestare l’ammissibilità del loro trasferimento in Croazia, 

lamentandosi che la SEM non ha analizzato né preso in considerazione il 

benessere superiore del ricorrente 3 (cfr. p.to V, pag. 10 del ricorso), oc-

corre innanzitutto sottolineare che i ricorrenti 2, 3 e 4 – di (…), (…) e (…) – 

verranno trasferiti insieme alla madre, quale famiglia, in Croazia e non sa-

ranno separati, dimodoché la ricorrente 1 potrà continuare ad occuparsi dei 

propri figli, fornendogli il necessario sostegno educativo, affettivo e psico-

logico. Infatti, dagli atti all’incarto non si evince alcun elemento tramite il 

quale si possa pensare che la madre non sia in grado di prendersi cura 

adeguatamene dei figli. Sotto questo profilo, non si può dunque rimprove-

rare alla SEM di non aver considerato il benessere superiore degli insor-

genti 2, 3 e 4. Non sussistono inoltre agli occhi del Tribunale degli elementi 

per concludere che il suo trasferimento in Croazia equivarrebbe ad uno 

sradicamento dal territorio svizzero, tale da pregiudicare il loro sviluppo ed 

equilibrio. Invero, essi risiedono in Svizzera da poco più di 3 mesi, un lasso 

di tempo troppo breve per considerare che vi sia una situazione di stabilità 

e di particolare integrazione. Come inoltre già evidenziato sopra, anche lo 

stato di salute degli insorgenti 2, 3 e 4 non risulta ostativo al loro trasferi-

mento in Croazia con la propria madre. Inoltre va aggiunto come la CDF, 

non impone alle autorità di dare seguito al desiderio dei genitori che la loro 

domanda d’asilo sia esaminata dallo Stato che garantisce, secondo loro, 

le migliori condizioni d’accoglienza per i loro figli (cfr. le sentenze del 

D-5689/2023 

Pagina 16 

Tribunale F-4998/2022 del 9 novembre 2022 consid. 7.5, F-1532/2022 

dell’8 aprile 2022 consid. 8.5 con rif. cit.). Pertanto, il trasferimento della dei 

ricorrenti 2, 3 e 4, assieme alla propria madre, non è contrario al loro inte-

resse superiore sancito dalla CDF. 

8.5 In siffatte circostanze, non si ravvisano indicatori per ritenere che l’au-

torità inferiore abbia esercitato in maniera arbitraria il suo potere di apprez-

zamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Non vi è quindi alcun motivo di 

applicare le clausole discrezionali previste all’art. 17 par. 1 RD III (clausola 

di sovranità), rispettivamente all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1.  

9.  

Di conseguenza, in mancanza dell’applicazione delle suddette norme da 

parte della Svizzera, la Croazia è competente per la presa in carico dei 

ricorrenti in ossequio alle condizioni dal RD III. 

10.  

Ne discende che è quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito 

della domanda d’asilo dei ricorrenti, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. 

b LAsi ed ha pronunciato il loro trasferimento verso la Croazia conforme-

mente all’art. 44 LAsi. In conclusione, con il provvedimento impugnato, l’au-

torità inferiore non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere di 

apprezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto 

i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il ricorso deve quindi 

essere respinto e la decisione dell’autorità inferiore confermata. 

11.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande degli insor-

genti tendenti d’un canto alla concessione dell’effetto sospensivo al mede-

simo, e d’altro canto all’esenzione dal versamento di un anticipo sulle 

spese processuali, risultano divenute senza oggetto. 

12.  

Ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favore-

vole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta. Le spese processuali di 

CHF 750.– che seguono la soccombenza, sono quindi poste a carico dei 

ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1–3 del regolamento sulle tasse 

e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

D-5689/2023 

Pagina 17 

13.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-5689/2023 

Pagina 18 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico dei ricorrenti. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

Data di spedizione: