# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f2846a6e-b997-57a0-b039-c8ae1b0683cf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-08-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.08.2006 52.2006.88
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2006-88_2006-08-02.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2006.88

   

  	
  Lugano

  2 agosto 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Katia Baggi Fiala, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 6 marzo 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1,

  patrocinato da: avv.,

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 14 febbraio 2006 (n. 767) del Consiglio
  di Stato che ha respinto il ricorso inoltrato dal ricorrente avverso la
  risoluzione 30 novembre 2005 con cui il municipio di CO 1 gli ha negato
  l'autorizzazione per la formazione di una tettoia ad uso deposito legna da
  ardere e attrezzi da giardino al __________, nella zona del nucleo tradizionale;

  

 

 

viste le risposte:

-    14 febbraio 2006 del
Consiglio di Stato;

-    21 marzo 2006 del municipio
di CO 1;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

 

                                  A.   RI 1, qui
ricorrente, è proprietario di una casa d'abitazione (), situata a __________,
nel nucleo di __________ __________. L'edificio è stato ristrutturato ed
ampliato nel 2004.

Il 21 ottobre 2005 il ricorrente ha chiesto
al municipio, sotto forma di notifica, il permesso di costruire sul terreno
antistante () una tettoia ad uso deposito legna da ardere e attrezzi da giardino
di m 2.3 x 4.7 addossata alla facciata nordest dell'immobile, al posto di una
vecchia latrina nel frattempo demolita.

Con risoluzione 30 novembre 2005, il
municipio gli ha negato il rilascio della licenza, ritenendo che il manufatto
si ponesse in contrasto con gli art. 28 e 33 NAPR, che impongono di mantenere
liberi gli spazi privati delle corti e limitano gli ampliamenti e le nuove
costruzioni.

 

 

                                  B.   Con
giudizio 14 febbraio 2006 il Consiglio di Stato ha confermato il diniego del
permesso e respinto l'impugnativa contro di esso interposta da RI 1.

Il Governo ha in sostanza condiviso le tesi
del municipio, secondo cui l'intervento si porrebbe in contrasto con i disposti
degli art. 28 e 33 NAPR. La latrina demolita occupava infatti una superficie
inferiore rispetto alla tettoia. Irrilevante è il fatto che il manufatto
sarebbe delimitato da muri già esistenti.

 

 

                                  C.   Contro il
predetto giudizio, il soccombente insorge ora dinanzi al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendo che sia annullato e che la licenza gli sia
rilasciata. 

L'intervento, obietta, si limiterebbe alla
semplice posa di una tettoia a ridosso dell'abitazione. L'andito che verrebbe ricoperto,
ricavato da una precedente ristrutturazione, era occupato dalla piccola latrina,
nel frattempo demolita. Lo spazio libero tutelato dall'art. 28 NAPR, prosegue,
non verrebbe in alcun modo pregiudicato, poiché il fondo dispone comunque di un
ampio giardino. L'intervento sarebbe necessario al fine di immagazzinare la
legna per il camino ad alto rendimento, che ha installato.

                                  D.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato e il municipio senza formulare
particolari osservazioni.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La legittimazione
attiva del ricorrente, istante in licenza, è certa. Il ricorso, tempestivo
(art. 46 PAmm) è dunque ricevibile in ordine. Il giudizio può essere emanato sulla
base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). L'esperimento del sopralluogo
non appare necessario, poiché i piani e le fotografie agli atti forniscono
un'idea sufficientemente precisa della situazione dei luoghi e dell'intervento
in oggetto.

 

 

                                   2.   2.1. Secondo
l'art. 28 NAPR di __________, nella zona dei nuclei, che comprende
l'agglomerato __________, gli spazi liberi privati delle corti, degli orti e
dei giardini indicati nel Piano delle costruzioni devono in principio rimanere
liberi da costruzioni. Sono ammesse costruzioni sotterranee, purché sia
previsto il mantenimento degli spazi liberi.

La norma mira essenzialmente a salvaguardare
l'assetto del nucleo, mantenendo liberi quegli spazi che contribuiscono a caratterizzarne
il suo tessuto edilizio. Ad essa si correla l’art. 33 NAPR, che al fine di valorizzare
gli spazi pubblici del tessuto tradizionale e di garantire spazi liberi
connessi tra di loro, autorizza ampliamenti, riedificazioni e nuove costruzioni
soltanto nel rispetto degli ingombri massimi indicati nel Piano.

 

2.2. Le norme succitate riservano al
municipio un vasto margine discrezionale e contengono concetti giuridici
indeterminati. Esse appartengono inoltre al diritto comunale autonomo. Il
Consiglio di Stato, che di per sé può rivedere liberamente l'apprezzamento
(art. 56 PAmm), deve quindi limitarsi a verificare che il municipio non sia
incorso in una violazione del diritto segnatamente sotto il profilo dell'abuso
di potere (art. 61 PAmm). Non può sostituire il suo apprezzamento a quello del
municipio o scostarsi dall'interpretazione data alla norma applicata, ma deve
limitarsi a verificare che la decisione non sia insostenibile, in quanto
fondata su considerazioni estranee alla materia, sprovvista di valide ragioni o
altrimenti lesiva dei diritti costituzionali. Ove non sussista una simile
violazione del diritto, non può annullare una decisione del municipio senza
esporsi al rimprovero di essersi arrogato un potere di cognizione che
contraddice il principio dell'autonomia comunale. Irrilevante, al riguardo, è
il fatto che l'interpretazione data al concetto giuridico indeterminato appaia
altrettanto sostenibile di quella attribuita dall'autorità comunale o che
l'apprezzamento esercitato dal Consiglio di Stato conduca a conclusioni altrettanto
sostenibili o addirittura preferibili (DTF 96 I 369 consid. 4; Borghi / Corti,
Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 56 PAmm n. 3). 

 

2.3. Stando al Piano delle costruzioni la
superficie che verrebbe occupata dalla tettoia è definita come spazio libero
privato (colore giallo). La superficie occupata dalla vecchia latrina, nel frattempo
demolita, è invece annoverata fra i nuovi ingombri volumetrici (colore
arancione).

 

 

                                   3.   In
concreto, il municipio ha ritenuto che la formazione della tettoia, oltre a
costituire un ampliamento eccessivo, si ponesse in contrasto con l'art. 28
NAPR. In particolare, ha negato che il manufatto rientrasse negli ampliamenti
che rispettano gli ingombri massimi indicati nel Piano.

La decisione appare tutto sommato sostenibile.

Non si può in effetti negare che la tettoia,
occupando una superficie di gran lunga superiore a quella occupata dalla
vecchia latrina, travalichi i limiti degli ingombri massimi indicati dal Piano
delle costruzioni che regola l'edificazione all'interno della zona del nucleo.
Né si può sostenere con successo che il municipio, reputando che la superficie vincolata
come spazio libero privato non possa essere edificata, abbia abusato della
minima latitudine di giudizio, che la riserva in principio, contenuta
nell'art. 28 NAPR, sembrerebbe ancora lasciargli in ordine alla possibilità di
autorizzarne l'occupazione nonostante i vincoli sanciti dall'art. 33 NAPR. La
demolizione della latrina e la costruzione di un muro destinato a chiudere la
tettoia verso nord, messe nel frattempo in atto dall'insorgente, non consentono
di giungere a conclusioni a lui più favorevoli. Né giova al ricorrente
richiamarsi alle esigenze poste dal camino ad alto rendimento installato nella
casa. 

 

 

                                   4.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono il ricorso va dunque respinto. La tassa
di giustizia, commisurata al lavoro occasionato dall'impugnativa, sono poste a
carico del ricorrente secondo soccombenza.

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 28, 33 NAPR di __________; 2,
28, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 800.- è posta a carico del ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  .

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. municipio
  di Losone, 6616 Losone, 

  2. Dipartimento
  del territorio, Servizi generali, UDC, 6500 Bellinzona, 

  3. Consiglio
  di Stato, 6500 Bellinzona, 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria