# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c2f89d21-2599-533f-ab29-8883c9141de9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-02-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.02.2018 32.2017.112
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2017-112_2018-02-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2017.112

   

  FS

  	
  Lugano

  8 febbraio 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 luglio 2017 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 7 giugno 2017 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1973, senza attività lavorativa e seguito dall’assistenza sociale, il
18 aprile 2011 ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti (doc. AI
8/10-17), respinta dall’Ufficio AI con decisione 29 luglio 2011 (doc. AI
20/41-42).

 

                                         La
succitata decisione si fondava sulle seguenti annotazioni del medico SMR dr. __________:

 

                                         •  Annotazione
del 13 maggio 2011

 

" 
(…)

Per questo A.to, nel 2008, era giunto un formulario
d'intervento tempestivo. In una lettera, l'assistente sociale di riferimento
scriveva di disturbi cognitivi che avrebbero impedito all'A.to un percorso scolastico
regolare.

Tuttavia, non vi è in dossier alcun elemento che
oggettivi tali disturbi, ad esempio ricorso a scuole speciali, presenza di una
curatela etc.

In ogni caso, l'A.to non era presente al suo domicilio
al momento della visita prevista con un funzionario dell'UAl e il caso era chiuso.

Ora, viene inoltrata una nuova domanda. Il curante risulta
il dr. __________ di __________ che nel rapporto Al del 5 maggio 2011 certifica
una sindrome ansio-depressiva in trattamento dal 1998 con Remeron e Tranxilium,
IL 100% da data imprecisata, ultima visita il 13.04.2011.

La sindrome mista ansioso-depressiva è una categoria
diagnostica in cui i sintomi dell'ansia e della depressione sono entrambi presenti,
ma né gli uni né gli altri sono così evidenti da giustificare una diagnosi se
considerati separatamente.

Manca una descrizione di sintomi oggettivi risp.
soggettivi che possano giustificare la diagnosi.

In termini di capacità lavorativa, non vi sono pertanto
limitazioni tali da giustificare un'inabilità lavorativa di qualsiasi gravità,
tanto meno di lunga durata.

Il rapporto contiene poi elementi poco chiari, ad
esempio "paziente in trattamento per sindrome ansio-depressiva, in seguito
assistenza sociale; ... condizioni economiche pessime ... non sono in possesso
di dettagli inerenti alla sua malattia".

Non è affatto chiaro se l'A.to sia effettivamente in trattamento,
visto regolarmente o meno.

In conclusione, siamo in assenza di qualsiasi elemento
oggettivo, che evidenzi un qualsiasi disturbo psichico, con o senza influenza
sulla capacità lavorativa, ma sono enunciati con chiarezza solo aspetti “sociali”.
(…)" (doc. AI 15/33).

 

                                         •  Annotazione
del 4 luglio 2011

 

                                         Annotazione,
questa – resa dopo che con lo scritto
del 21 giugno 2011 il dr. __________ si era così espresso: “(…) Come medico
di base del sopraccitato paziente faccio opposizione alla decisione formale del
17.5.11 [ndr.: si riferisce al progetto di decisione del 17 maggio 2011 sub
doc. AI 16/34-35]. Vi prego di convocare il paziente da un vostro medico
psichiatra per una valutazione del caso. Ulteriori informazioni sarebbero da
ricevere dalla Fondazione __________. Come scritto nella mia lettera del 2.5.11
[ndr: si riferisce al rapporto medico del 2 maggio 2011 sub. doc. AI
11/20-24], il paziente soffre di una sindrome ansio depressivo in
trattamento continuo dal 1998 che al paziente non permetteva una attività lucrativa.
Le condizioni economici pessime non permettono nemmeno di fare gli accertamenti
necessari presso la medicina privata. Il paziente è perciò privo di assistenza
medica tranne la mia, con prescrizioni di Remeron e Tranxilium. In attesa di
una convocazione rimango. (…)” (doc. AI 17/36) –, del seguente tenore:

 

" 
(…)

La lettera pervenuta dal dr. __________ non riporta
nuove informazioni mediche rispetto a quanto già noto.

Pur riconoscendo che si tratta di un caso che richiede
la giusta attenzione da parte dell'Assistenza Sociale, non ho elementi per
modificare la mia precedente presa di posizione, dal lato medico-psichiatrico. (…)"
(doc. AI 18/39).

 

                               1.2.   L’11
novembre 2013 l’assicurato ha inoltrato una nuova richiesta di prestazioni
all’Ufficio AI (doc. AI 22/44-49) sfociata nella decisione del 14 gennaio 2014,
cresciuta incontestata in giudicato, con la quale l’amministrazione non è entrata
nel merito della nuova domanda (doc. AI 24/52-53).

 

                               1.3.   Il
10 aprile 2017 l’assicurato ha inoltrato un’ulteriore nuova domanda di prestazioni
(doc. AI 25/54-62) e, dopo il “Progetto di decisione Non entrata in materia
sulla nuova richiesta di prestazioni” del 12 aprile 2017 (doc. AI 26/63-64),
all’Ufficio AI sono pervenuti il certificato medico del 20 aprile 2017 del dr. __________
(doc. AI 27/67) e il rapporto del 21 aprile 2017 del dr. __________ (doc. AI
28/68-69), entrambi indirizzati direttamente all’amministrazione.

                                         Dopo
aver interpellato il SMR (doc. AI 32/75) – il quale tramite il dr. __________
ha concluso che “(…) in assenza di una descrizione oggettiva di segni e/o
sintomi di una patologia psichiatrica classificabile secondo ICD 10 o DSM, e
non unicamente di disagio sociale, non vi sono elementi per entrare in materia.
(…)” (doc. AI 31/74) –, l’Ufficio AI, con decisione del 7 giugno
2017 oggetto della presente vertenza, non è entrato nel merito della nuova domanda
(doc. AI 33/76-79).

 

                               1.4.   Contro
la decisione del 7 giugno 2017, con argomentazioni di cui si dirà, se
necessario, in seguito, insorge l’assicurato chiedendo: “(…) 1. La decisione
del 07 giugno 2017 è da riesaminare e viene respinta; 2. Che vengano sentiti i
miei medici; 3. Richiesta di esenzione dalle spese giudiziarie (…)” (I).

 

                               1.5.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI – evidenziato che “(…) con la nuova
domanda dell’11.04.2017 non è stato in alcun modo reso verosimile che il grado
d’invalidità si sia modificato in misura rilevante per il diritto alle
prestazioni, né è stato validamente fatto riferimento a mezzi di prova non ancora
prodotti o da richiedere dall’amministrazione atti a rendere verosimile
l’asserita modifica. (…)” (IV, pag. 3) – ha chiesto di respingere il
ricorso.

 

                               1.6.   Con
osservazioni del 16 settembre 2017 l’insorgente ha prodotto ulteriore documentazione
medica precisando che “(…) la mia richiesta consiste nel fatto di poter
effettuare una perizia, come già richiesto nel mio ricorso, dal Centro Peritale
Assicurazioni Sociali, dove un medico non di parte possa constatare e
verificare le mie patologie psichiche. (…)” (VI).

 

                               1.7.   Con
scritto del 25 settembre 2017 l’Ufficio AI – osservato “(…) come
l’assicurato non apporti alcun nuovo elemento oggettivo che non sia già stato
valutato da parte SMR. La documentazione da lui presentata è relativa ad un
evento intervenuto in epoca successiva alla decisione impugnata. (…)”
(VIII) – si è confermato nella domanda di reiezione del ricorso.

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015;
8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se a ragione l’Ufficio AI non è entrato nel merito
della nuova domanda di prestazioni presentata dall’assicurato nell’aprile 2017
(cfr. consid. 1.3).

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 87 cpv. 2 OAI se è fatta domanda di revisione, nella domanda si deve
dimostrare che il grado d'invalidità o di grande invalidità o il bisogno di
assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità è cambiato in misura rilevante per
il diritto alle prestazioni.

                                         Qualora
la rendita, l'assegno per grandi invalidi o il contributo per l'assistenza
siano stati negati perché il grado d'invalidità era insufficiente, perché non è
stata riconosciuta una grande invalidità o perché il bisogno di aiuto era
troppo esiguo per avere diritto al contributo per l'assistenza, una nuova
richiesta è riesaminata soltanto se sono soddisfatte le condizioni previste nel
capoverso 2 (art. 87 cpv. 3 OAI).

                                         Il
Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale,
TF), nella DTF 133 V 263, chiamato a pronunciarsi nel caso di nuova domanda
presentata dopo l’assegnazione retroattiva di una rendita limitata nel tempo,
ha precisato la propria giurisprudenza e stabilito che in una tale evenienza la
nuova domanda deve rispettare i requisiti posti dall’art. 87 cpv. 3 e 4 OAI (si
tratta dell’attuale art. 87 cpv. 2 e 3 OAI in vigore dal 1. gennaio 2012).
Scopo di questo requisito è quello di impedire che l'amministrazione debba
costantemente chinarsi su domande identiche e non motivate, quando la prestazione
in causa è già stata rifiutata da una precedente decisione cresciuta in
giudicato (DTF 130 V 64 consid. 5.2.3; 117 V 198 consid. 4b con riferimenti).
Se tale condizione non è soddisfatta l'amministrazione non entra nel merito
della domanda emanando una decisione in tal senso; se per contro è resa
verosimile una rilevante modifica suscettibile di influenzare il diritto alla
rendita l'amministrazione è obbligata ad entrare nel merito della richiesta
(DTF 130 V 64 consid. 3; 117 V 198 consid. 4b; 109 V 108
consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10; Müller, Die materiellen Voraussetzungen der
Rentenrevision in der Invalidenversicherung, Universitätsverlag Freiburg
Schweiz, 2003, pagg. 84-86). Se l'amministrazione entra nel merito della
nuova domanda deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e in
particolare verificare se la modifica del grado di invalidità resa verosimile
dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso
applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso
(art. 17 cpv. 1 LPGA, art. 41 vLAI, art. 87segg. OAI; Pratique
VSI 1999 pag. 84; Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von
Invalidenrentenrevi-sionen, in Schaffhauser/Schlauri, Die Revision von Dauerleistungen
in der Sozialversicherung, Veröffentlichungen des Schweizerischen Instituts für
Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999, pag. 15; DTF 117 V 198). In
particolare, la costante giurisprudenza ha stabilito che qualsiasi cambiamento
importante delle circostante suscettibili di incidere sul grado d’invalidità e,
quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17
LPGA. La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una
modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello
stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato,
abbiano subìto una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275
consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b). Una semplice
valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste
sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi
dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b). Per stabilire in
una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto di vista
temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della
decisione formale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia della nuova
decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2). Nella DTF 133 V 108, modificando la
giurisprudenza, l’Alta Corte ha stabilito che il punto di partenza per la valutazione
di una modifica del grado d’invalidità suscettivo di incidere notevolmente sul
diritto alle prestazioni è, dal profilo temporale, l’ultima decisione cresciuta
in giudicato che è stata oggetto di un esame materiale del diritto alla rendita
dopo contestuale accertamento pertinente dei fatti, apprezzamento delle prove e
confronto dei redditi. Da questo punto di vista un provvedimento che si limita
a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369
consid. 2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; in argomento
vedi anche Meyer/Reichmuth, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2014, ad
art. 30/31, pag. 430-433).

 

                                         Il
TFA ha precisato che nel caso in cui l’assicurato non ha reso verosimile un
rilevante cambiamento, il principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti
per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice, non risulta
essere applicabile. Solo se nella nuova domanda di rendita (rispettivamente domanda
di revisione) l’assicurato non rende verosimile la rilevante mutazione, facendo
tuttavia riferimento a mezzi di prova, segnatamente rapporti medici, non ancora
prodotti o da richiedere dall’amministrazione, quest’ultima deve impartire
all'interessato un termine per produrre il mezzo di prova in questione con
l’avvertenza che in caso contrario non entrerà nel merito della domanda (DTF
130 V 64 consid. 5.2.5).

 

                                         Se
l'assicurato interpone ricorso contro la decisione di non entrata in materia,
il giudice esamina solo se a buon diritto l'amministrazione ha rifiutato di
entrare in materia. Se invece essa ha accettato di esaminare la nuova
richiesta, il giudice non si pronuncia sulla questione dell'entrata in materia,
ma esamina materialmente se la modifica delle circostanze resa attendibile
dall'assicurato è effettivamente avvenuta (SVR 2002 IV Nr. 10 consid. 1b; DTF
116 V 265 consid. 2a; RCC 1991 pag. 269 consid. 1a).

                                         La
giurisprudenza sopra menzionata va applicata anche dopo l’entrata in vigore
della LPGA il 1° gennaio 2003, il nuovo tenore dell’art. 87 OAI valido dal 1°
marzo 2004 (STF I 630/06 del 20 giugno 2007, consid. 3 con riferimenti; DTF 130
V 343 consid. 3.5) e l’entrata in vigore il 1. gennaio 2012 dei cpv. 2 e 3
dell’art. 87 OAI corrispondenti ai precedenti cpv. 3 e 4 dello stesso articolo.

 

                               2.4.   Nell’ambito
dell’art. 87 cpv. 2 e 3 OAI è sufficiente rendere verosimile un rilevante cambiamento
e non è richiesta la prova della verosimiglianza preponderante valida
nell’ambito delle assicurazioni sociali. Non è necessario portare la prova
piena per convincere l’amministrazione che è subentrato un rilevante
cambiamento rispetto all’ultima decisione cresciuta in giudicato. È tuttavia
sufficiente che in tal senso vi siano indizi per una simile modifica, anche se
permane la possibilità che un’analisi approfondita dimostri che questo
cambiamento in realtà non è subentrato (STF 9C_662/2014 del 23 aprile 2015; STF
8C_716/2011 del 5 gennaio 2012; STF 9C_667/2010 del 28 aprile 2011, STF
9C_688/2007 del 22 gennaio 2008 tutte con riferimenti). Più la precedente decisione
è distante nel tempo, meno esigenze sono poste alla verosimiglianza ex art. 87
cpv. 2 e 3 OAI del rilevante cambiamento (“(…)
Aus dem Normzweck ergibt sich, dass die Verwaltung u.a. zu
berücksichtigen hat, ob die frühere Verfügung nur kurze oder schon längere Zeit
zurückliegt, und dementsprechend an die Glaubhaftmachung höhere oder weniger
hohe Anforderungen zu stellen sind (BGE 109 V 114 Erw. 2b, 123 Erw. 3b und 264
Erw. 3, je mit Hinweisen) (…)”, riportato nella STFA I 619/04 del 10 febbraio
2005, consid. 3). In questo
senso nella succitata STF 8C_716/2011 del 5 gennaio 2012 il TF ha, in
particolare, rilevato che “(…) adita con una nuova
domanda, l'amministrazione deve cosi cominciare con l'esaminare se le allegazioni
dell'assicurato sono, in maniera generale, plausibili. Se ciò non è il caso,
può liquidare l'istanza senza ulteriori indagini con un rifiuto di entrata in materia.
A tal proposito occorre precisare che quanto più breve è il lasso di tempo
trascorso dalla decisione precedente, tanto più rigorosamente l'amministrazione
apprezzerà la plausibilità delle allegazioni dell'assicurato. Su questo aspetto,
essa dispone di un certo potere di apprezzamento che il giudice è di principio
tenuto a rispettare (DTF 109 V 108 consid. 2b pag. 114; cfr. pure SVR 2003 IV
no. 25 pag. 76, consid. 2.2). (…).” (STF 8C_716/2011
del 5 gennaio 2012, consid. 2.3).

 

                               2.5.   Nel
caso in esame, come accennato (cfr. consid. 1.1), una prima domanda di
prestazioni dell’aprile 2011 era stata respinta – dopo aver interpellato
il dr. __________, FMH in medicina interna (cfr. il rapporto medico sub doc. AI
11/2024) – mediante decisione del 29 luglio 2011 (doc. AI 20/41-42)
avendo il medico SMR dr. __________, FMH in psichiatria e psicoterapia,
concluso che “(…) siamo in assenza di qualsiasi elemento oggettivo, che
evidenzi un qualsiasi disturbo psichico, con o senza influenza sulla capacità
lavorativa, ma sono enunciati con chiarezza solo aspetti "sociali". (…)”
(doc. AI 15/33) rispettivamente che “(…) pur riconoscendo che si tratta di
un caso che richiede la giusta attenzione da parte dell'Assistenza Sociale, non
ho elementi per modificare la mia precedente presa di posizione, dal lato
medico-psichiatrico. (…)” (doc. AI 18/39).

 

                               2.6.   Nell’ambito
della nuova domanda di prestazioni dell’aprile 2017 (cfr. consid. 1.3) all’Ufficio
AI sono pervenuti il certificato medico 20 aprile 2017 del dr. __________, FMH
in medicina interna generale, (doc. AI 27/67) e il rapporto 21 aprile 2017 del
dr. __________, FMH in psichiatria e psicoterapia, (doc. AI 28/68-69).

 

                                         Il
dr. __________ ha attestato che “(…) in qualità di medico curante del sopraccitato
paziente, certifico che lo stato di salute del paziente è ulteriormente
peggiorato negli ultimi mesi, sia a livello fisico che a livello psichico, non
permettendogli di esercitare un’attività lavorativa. (…)” (doc. AI 27/67).

 

                                         Questo
Tribunale, vista la stringatezza del certificato con indicazione del tutto
generica di peggioramento dello stato di salute, conformemente alla succitata
giurisprudenza (cfr. consid. 2.4 e 2.5), deve concludere che con il certificato
medico del dr__________ l’insorgente non ha in nessun modo reso verosimile una
rilevante modifica suscettibile di influenzare il diritto alla rendita.

 

                                         Diversa
è la situazione per quanto riguarda il rapporto del 21 aprile 2017 del dr. __________
(doc. AI 28/68-69).

                                         Innanzitutto
va rilevato che, dopo la decisione del 29 luglio 2011 con cui l’Ufficio AI
aveva rifiutato il diritto a prestazioni (cfr. consid. 1.1), l’assicurato ha
dovuto essere seguito a diverse riprese da uno specialista in psichiatria.

                                         Infatti,
il dr. __________, FMH in psichiatria e psicoterapia, nel rapporto del 21
aprile 2017 ha, in particolare, attestato che “(…) per problemi di
depressione, ansia generalizzata con sentimenti di esclusione sociale e
disturbi del sonno assai pronunciati il paziente venne quindi per la prima
volta seguito dal sottoscritto per un certo periodo nel corso del 2013
dopodiché interrotta la cura non sarebbe più stato seguito a livello
psichiatrico fino al momento attuale in cui avvertendo una recidiva delle forti
ansie accompagnata da una problematica sociale complessa ha chiesto ed ottenuto
da parte [del] proprio medico curante Dr. __________ di __________ di riprendere
il trattamento specialistico interrotto quattro anni or sono. II paziente
risulta in questo momento sottoposto ad una terapia psicofarmacologica a base
di ansiolitici e induttori del sonno. Oltre al problema ansioso generalizzato e
legato all'insonnia il paziente descrive una condizione di groviglio di
pensieri e di immagini relative alle vicissitudini della sua vita e alle
difficoltà nel mantenere rapporti interpersonali e legami di appartenenza a
causa di una condizione di disagio psichico caratterizzato dalla presenza di
una sensibilità critica accentuata. Dal lato diagnostico va tenuto conto della
presenza di una depressione ricorrente atipica con ansia sociale accentuata e
insonnia, sintomatologia che oltre a necessitare di una presa a carico
specialistica continuativa entra in linea di conto per una richiesta di invalidità
fondata su elementi clinici di portata rilevante. (…)” (doc. AI 28/69).

 

                                         Rilevato,
da una parte, che ai sensi dell’art. 87 cpv. 2 e 3 OAI è sufficiente rendere
verosimile un rilevante cambiamento e non è richiesta la prova della
verosimiglianza preponderante valida nell’ambito delle assicurazioni sociali
(cfr. consid. 2.4) e, dall’altra parte, che dalla decisione di rifiuto di
prestazioni del 29 luglio 2011 a quella oggetto della presente vertenza sono
trascorsi quasi sei anni (va qui ribadito che se la precedente decisione è
distante nel tempo, meno esigenze sono poste alla verosimiglianza ex art. 87
cpv. 2 e 3 OAI; cfr. la succitata STF 8C_716/2011 del 5
gennaio 2012, consid. 2.3), questo Tribunale ritiene che, tramite il rapporto
del 21 aprile 2017 del dr. Mari, l’insorgente ha reso verosimile un rilevante cambiamento
dello stato di salute e che pertanto l’ammini-strazione avrebbe dovuto entrare
nel merito della domanda di prestazioni del 10 aprile 2017.

 

                                         Non
è possibile concludere differentemente anche avuto riguardo alle conclusioni
del medico SMR dr. __________ secondo il quale il dr. __________ “(…)
descrive le note avversità bio-sociali sofferte dall’assicurato, ponendo infine
diagnosi di depressione ricorrente atipica con ansia sociale associata ad
insonnia. Non si ha, tuttavia, evidenza di un'effettiva presa a carico, il certificato
è stato compilato dopo una singola visita. Non è esplicitato alcun segno chiaro
che giustifichi una depressione ricorrente, per quanto concerne la definizione
di "atipico" questa può essere associata a sindrome tanto numerose da
scoraggiare di classificarne i criteri, di norma correlati a condizioni esogene
e non endogene. In conclusione, in assenza di una descrizione oggettiva di
segni e/o sintomi di una patologia psichiatrica classificabile secondo ICD 10 o
DSM, e non unicamente di disagio sociale, non vi sono elementi per entrare in
materia. (…)” (doc. AI 31/74).

 

                                         In
effetti, visto che nel rapporto del 21 aprile 2017 (doc. AI 28/68-69) il dr. __________
evidenzia che “(…) in relazione alla visita effettuata in data 03.04.2017 su
segnalazione del medico curante del paziente Dr. __________ di __________ e
alle successive avvenute in seguito (…)” (doc. AI 28/68 la sottolineatura
è del redattore), non è dato a sapere come il dr. __________, nell’annotazione
del 6 giugno 2017, abbia potuto ritenere che “(…) non si ha, tuttavia,
evidenza di un’effettiva presa a carico, il certificato è stato compilato dopo
una singola visita. (…)” (doc. AI 31/74). Questo vale a maggiore ragione
visto anche che il dr. __________ non ha nemmeno visitato l’assicurato. Va qui
inoltre rilevato che dalla sola diagnosi non è possibile ancora concludere in
merito alla capacità lavorativa e che il dr __________ ha concluso per una “(…)
sintomatologia che oltre a necessitare di una presa a carico specialistica
continuativa entra in linea di conto per una richiesta di invalidità fondata su
elementi clinici di portata rilevante. (…)” (doc. AI 28/69, la
sottolineatura è del redattore).

                                         In
questo senso questo Tribunale ritiene che la conclusione del dr. __________
secondo la quale “(…) non è esplicitato alcun segno chiaro che giustifichi
una depressione ricorrente, per quanto concerne la definizione di
"atipico" questa può essere associata a sindrome tanto numerose da
scoraggiare di classificarne i criteri, di norma correlati a condizioni esogene
e non endogene. In conclusione, in assenza di una descrizione oggettiva di
segni e/o sintomi di una patologia psichiatrica classificabile secondo ICD 10 o
DSM, e non unicamente di disagio sociale, non vi sono elementi per entrare in
materia. (…)” (doc. AI 31/74) non basta per escludere il rilevante cambiamento
reso verosimile dall’insorgente.

 

                               2.7.   In
simili circostanze, visto tutto quanto precede, questo Tribunale deve concludere
che l’insorgente ha reso verosimile un rilevante cambiamento ai sensi dell’art.
87 cpv. 2 e 3 OAI.

                                         La
decisione impugnata va pertanto annullata e gli atti rinviati
all’amministrazione perché entri nel merito della nuova domanda ed, attraverso
accertamenti medici psichiatrici, esamini se il peggioramento reso verosimile
in quest’ambito sia effettivamente subentrato e, nell’affermativa, in che misura
esso incida sui presupposti del diritto a prestazioni e sulla capacità di
guadagno dell’assicurato.

 

                               2.8.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di controversie
relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale
cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

                                         L’entità
delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese
di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio
AI, ciò che rende priva di oggetto la domanda di esonero dalle stesse.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto.

                                         §    La decisione impugnata
è annullata.

                                         §§ Gli atti sono rinviati
all’Ufficio AI affinché proceda come indicato al considerando 2.7.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 500.--, sono poste a carico del l’Ufficio AI, ciò che rende
priva di oggetto la domanda di esonero dalle stesse.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                         Gianluca
Menghetti