# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2a861350-bcf8-5982-96d5-95de942f931a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.11.2010 C-8283/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-8283-2008_2010-11-04.pdf

## Full Text

Corte II I
C-8283/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  4  n o v e m b r e  2 0 1 0  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Vito Valenti, Stefan Mesmer, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
ricorrente,

contro

Cassa svizzera di compensazione,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, 
decisione su opposizione del 21 novembre 2008. 

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-8283/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano nato il (...), coniugato e padre di tre figli,  
ha  lavorato  in  Svizzera  come  bracciante  e  cameriere  per  diversi 
periodi  tra  il  1963 ed il  1968,  versando i  contributi  all'assicurazione 
svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI).

Dall'estratto  del  conto  individuale  relativo  ai  contributi  all'AVS (doc. 
28), nel quale non sono specificati i mesi di contribuzione, risulta che 
l'assicurato  ha  lavorato  nel  1963  all'"(...)"  a  (...)  (reddito:  Fr. 900.-),  
presso  "(...)"  a  (...)  (reddito:  Fr.  150.-)  e  presso  un  altro  datore  di  
lavoro, la cui identità non è stata registrata (reddito: Fr. 975.-); nel 1964 
presso "(...)" a (...) (reddito: Fr. 2'525.-) e per un altro datore di lavoro, 
la cui identità non è stata registrata (reddito: Fr. 1'900.-); nel 1965 e nel  
1966 per "(...)" (reddito: Fr. 9'175.- e 9'225.-); nel 1967 per "(...)" a (...) 
(reddito:  3'975.-)  e  "(...)"  (reddito:  Fr. 4'375.-);  e  nel  1968  per  "(...)" 
(reddito: Fr. 1'150.-). Peraltro, dal formulario E 205 (doc. 26) si evince, 
in particolare, che l'assicurato ha lavorato trenta settimane in Italia dal 
1° giugno al 31 dicembre 1968. 

B.
Il  9  gennaio  2008  l'assicurato  ha  presentato  alla  Cassa  svizzera  di  
compensazione  (CSC),  per  il  tramite  dell'Istituto  nazionale  italiano 
della previdenza sociale (INPS), una domanda di rendita di vecchiaia 
svizzera (doc. 1 a 13). 

Non avendo potuto determinare la durata contributiva esatta in mesi a 
partire dal conto individuale, la CSC ha emanato una decisione il 20 
giugno 2008 (doc. 29 a 34 e 36 a 39), sulla base delle "Tabelle per la 
determinazione della durata presumibile di contribuzione" per gli anni  
tra il 1948 e il 1968 (Allegato IX delle "Directives concernant les rentes 
de l'assurance-vieillesse, survivants et invalidité fédérale"), pubblicate 
dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), con la quale ha 
riconosciuto all'assicurato il diritto ad una rendita ordinaria di vecchiaia 
di  Fr. 79.-  al  mese, dal 1° marzo 2008, in funzione di  una durata di  
contribuzione di tre anni (quattro mesi nel 1963, cinque mesi nel 1964, 
nove mesi  nel  1965,  nove mesi  nel  1966,  otto  mesi  nel  1967 e  un 
mese  nel  1968),  di  un  reddito  annuo  medio  determinante  di  Fr. 
15'912.- e in applicazione della scala delle rendite 3. 

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C.
Con  scritto  dell'11  luglio  2008  (doc.  45),  l'assicurato  ha  formulato 
opposizione  contro  questa  decisione,  sostenendo  di  avere  lavorato, 
durante il periodo dal 1963 al 1968, "nel settore metalmeccanico con  
contratto di continuità e non per periodi stagionali". 

La CSC ha quindi esperito un complemento d'istruttoria per chiarire la 
situazione. Da  un  lato,  l'"Einwohnerkontrolle"  del  comune  di  (...)  ha 
confermato, con scritto del 22 ottobre 2008 (doc. 52), che l'assicurato 
era titolare di un permesso A dal 1963 e che egli aveva soggiornato 
nel  comune dal 26 novembre 1963 al  29 febbraio 1964, quando era 
rientrato in Italia, e dal 1° gennaio al 29 settembre 1966, quando si era 
trasferito a (...). Dall'altro lato, l'Einwohnerkontrolle" del comune di (...)  
ha  certificato,  mediante  scritto  del  24  ottobre  2008  (doc.  53),  che 
l'assicurato, titolare di un permesso B, aveva risieduto nel comune dal  
3  gennaio  1965 al  1°  gennaio  1966,  quando si  era  spostato  a  (...), 
come  pure  dal  20  agosto  1966  al  16  maggio  1967,  quando  aveva 
traslocato a (...), e dal 17 aprile al 30 luglio 1968, quando era rientrato  
in Italia. 

La  CSC,  non  avendo  potuto  delucidare  da  quando  precisamente 
l'assicurato  fosse  stato  titolare  di  un  permesso  B,  si  è  rivolta  alla 
"Fremdenpolizei" del canton (...) il 5 novembre 2008 (doc. 57), la quale 
ha risposto il 12 novembre seguente (doc. 57), affermando che gli atti  
richiesti non sono più disponibili. 

Il 21 novembre 2008 la CSC ha così emanato una decisione (doc. 61),  
mediante la quale ha respinto l'opposizione e confermato la decisione 
impugnata. 

D.
Contro  questa  decisione  su  opposizione,  l'assicurato  ha  inoltrato 
ricorso  al  Tribunale  amministrativo  federale  il  17  dicembre  2008, 
chiedendo  che  gli  siano  riconosciuti  i  periodi  di  lavoro  prestati  in  
Svizzera,  ma  non  considerati  dalla  CSC.  Egli  ha  prodotto  diversa 
documentazione, ossia copie delle pagine di un "Libretto per stranieri  
B", da cui risulta un permesso di dimora per il canton (...) del 3 marzo 
1964,  valido  fino  al  28  febbraio  1965,  a  scopo  di  lavoro  come 
bracciante  presso  la  ditta  "(...)"  a  (...),  delle  copie  di  ricevute  della  
"Öffentliche Krankenkasse (...)", una copia della carta di membro della 
"Schweizerische Krankenkasse Helvetia", con effetto dal 21 dicembre 

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1964, e una copia di un permesso di soggiorno per il canton (...) del  
29 giugno 1967, valevole fino al 31 dicembre 1967, a scopo di lavoro 
come bracciante presso l'impresa "(...)" a (...). 

La CSC ha proceduto a nuove delucidazioni (doc. 62 a 66), ottenendo 
conferma  dall'"Ausgleichskasse  für  Gewerbe,  Handel  und  Industrie 
in  ...",  il  14  gennaio  2009  (doc.  67  e  68),  che  il  ricorrente  aveva 
lavorato presso "... AG" (divenuta in seguito "... AG") nel 1963 e nel  
1964,  e  apprendendo  dall'"Istituto  delle  assicurazioni  sociali  del 
Cantone dei (...)", il 21 gennaio 2009 (doc. 69), che la ditta "(...)" era 
affiliata, nel 1967, alla cassa di compensazione "..." a .... 

Di  conseguenza,  il  6  marzo  2009,  la  CSC  ha  risposto  al  ricorso, 
proponendo  che  sia  respinto  e  che  la  decisione  su  opposizione 
impugnata sia confermata. 

Invitato da questo Tribunale a pronunciarsi sulla risposta della CSC, il  
ricorrente non ha replicato. 

E.

E.a Con  scritti  del  9  aprile  2010,  questo  Tribunale  ha  chiesto 
all'"Einwohneramt"  del  comune  di  (...),  rispettivamente  a  quello  del 
comune di ..., se il ricorrente avesse soggiornato negli stessi comuni  
e, nell'affermativa, con quale permesso. 

Il  comune  di  (...)  ha  risposto  il  14  aprile  2010,  affermando  che  il 
ricorrente aveva risieduto nel comune, con permesso A, dal 1° giugno 
al 27 settembre 1967, quando era rientrato in Italia.

Il  comune  di  (...)  ha  risposto  il  15  aprile  2010,  rilevando  che  il 
ricorrente  aveva soggiornato  nel  comune dal  17 giugno  al  17 luglio 
1963,  dal  19  agosto  al  31  dicembre  1964,  e  da  una  data  non  più 
determinabile fino al  15 novembre 1965, senza potere indicare sulla 
base di quale permesso. 

E.b Il  20  aprile  2010  questo  Tribunale  ha  chiesto  alla  ditta  "Roga 
Tresorbau AG" di specificare precisamente a decorrere da quale data 
e  fino  a  quando,  negli  anni  dal  1964  al  1967,  il  ricorrente  aveva 
percepito un salario  dalla  "(...)",  la  ditta che apparentemente l'aveva 
preceduta. 

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Con scritto del 4 maggio 2010, la "Roga Tresorbau AG" ha risposto di 
non essere la "Nachfolgegesellschaft" della ditta "(...)", e di non potere 
perciò soddisfare la richiesta d'informazione. 

Sollecitata  da  questo  Tribunale  il  20  maggio  2010,  la  CSC  ha 
contattato la cassa di compensazione "Promea" a Schlieren (doc. C1), 
la quale le ha trasmesso, il 1° giugno 2010 (doc. C/3 a 9), la lista dei  
salari pagati dal 1964 al 1968, quando il ricorrente era alle dipendenze 
della ditta "(...)". 

Prendendo  posizione  su  questo  nuovo documento  mediante  duplica 
del 1° luglio 2010, la CSC ha ribadito le proprie conclusioni. 

Benché una copia della duplica gli sia stata trasmessa per conoscenza 
da  questo  Tribunale  il  3  settembre  2010,  il  ricorrente  non  si  è  più 
manifestato. 

Diritto:

1.

1.1 In  virtù  dell'art.  31  della  Legge  sul  Tribunale  amministrativo 
federale  del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale 
giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  Legge 
federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 
172.021), emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, riservate 
le eccezioni di cui all'art. 32. In particolare, le decisioni rese dalla CSC 
concernenti l'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, possono 
essere  portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale, 
conformemente  all'art.  85bis cpv.  1  della  Legge  federale 
sull'assicurazione per la  vecchiaia e per i  superstiti  del  20 dicembre 
1946 (LAVS, RS 831.10).

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAVS,  le  disposizioni  della  LPGA  sono  applicabili  alla  prima  parte 

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della  LAVS,  sempre  che  la  presente  legge  non  preveda 
espressamente una deroga.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,  
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti  
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.  
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge (art. 59 e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA). 

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 del Regolamento 
CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 

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il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  vecchiaia  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  153a cpv.  1  LAVS  sancisce  espressamente  l'applicabilità 
nella  presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  che  risiede 
nell'Unione europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del 
Consiglio del 14 giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 
marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

3.
Il  ricorrente contesta la  durata del periodo di  contribuzione AVS alla 
base  della  prestazione  di  vecchiaia  riconosciuta  nella  decisione  su 
opposizione impugnata. 

4.

4.1 Ogni  cassa  di  compensazione  tiene,  sotto  il  numero 
dell'assicurato, un conto individuale dei redditi da attività lucrative sui 
quali le sono stati versati contributi fino all'insorgenza del diritto ad una 
rendita  di  vecchiaia  (art. 137 dell'ordinanza sull'assicurazione per  la 
vecchiaia e per i superstiti del 31 ottobre 1947 [OAVS, RS 831.101]).

La registrazione nel  conto  individuale  dell'assicurato  comprende,  fra 
l'altro, il  reddito annuo in franchi,  l'anno di  contribuzione e la  durata 
contributiva espressa in mesi (art. 140 OAVS). 

4.2 La  cassa  di  compensazione  può  ricorrere  ad  una  procedura 
semplificata per determinare la durata di contribuzione delle persone 
che  hanno  esercitato  un’attività  lucrativa  in  Svizzera  tra  il  1948  e  il  
1968, pur essendo domiciliate all’estero secondo il dritto civile e i cui  
periodi  di  contribuzione  corrispondenti  a  questi  anni  d’attività  non 
possono essere ricostituiti esattamente (art. 50a cpv. 1 OAVS). 

A questo scopo, conformemente all'art. 50a  cpv. 2 OAVS, l’UFAS ha 
elaborato le "Tabelle per la determinazione della durata presumibile di 
contribuzione" (Allegato IX delle "Directives concernant les rentes de 
l'assurance-vieillesse, survivants et invalidité fédérale"). 

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4.3 Per  determinare  il  periodo  di  contribuzione  relativo  agli  anni 
compresi tra il 1948 ed il 1968, il Tribunale federale ha stabilito che, in 
assenza di  certificati  di  lavoro attestanti  la  durata esatta dell'attività,  
occorre servirsi esclusivamente delle "Tabelle" dell'UFAS (DTF 107 V 
7). In effetti, i conti individuali che si riferiscono al periodo anteriore al  
1969 non contengono la registrazione della durata contributiva in mesi. 

Al  fine di  stabilire se è stata versata la contribuzione minima per un 
periodo  durante  il  quale  una  persona  era  assicurata  e  sottoposta 
all'obbligo  di  contribuzione  o  per  quale  periodo  si  può  considerare 
adempiuto  l'obbligo  di  contribuzione,  si  applica  l'Allegato  I  delle 
precitate Direttive. 

4.4 Per l'art. 141 cpv. 3 OAVS, se non è domandato nessun estratto 
del conto o nessuna rettificazione, o se la richiesta di rettificazione è 
stata  respinta,  la  rettificazione  delle  registrazioni  fatte  nel  conto 
individuale può essere richiesta, al momento in cui si verifica l'evento 
assicurato, soltanto quando gli errori di registrazione siano evidenti o 
debitamente provati. Secondo la giurisprudenza, si  può operare una 
rettifica qualora sia apportata la prova assoluta che un datore di lavoro 
ha effettivamente trattenuto i contributi all'AVS sui redditi versati o che 
una convenzione di  salario  netto -  mediante la  quale le  parti  hanno 
convenuto  che  i  contributi  alle  assicurazioni  sociali  sono  a  carico 
esclusivamente del datore di lavoro - è stata conclusa (DTF 130 V 335 
consid. 4.1). La rettifica del conto individuale comprende tutta la durata 
di  contribuzione  dell'assicurato,  compresi  gli  anni  caduti  in 
prescrizione giusta l'art. 16 cpv. 1 LAVS (RCC 1984 p. 184 e 459). 

La regola in tema di prova indicata dall'art. 141 cpv. 3 OAVS, secondo 
cui  la  rettifica  delle  iscrizioni  nel  momento in  cui  si  verifica  l'evento 
assicurato  pretende  la  prova  piena,  non  esclude  in  ogni  modo 
l'applicazione  del  principio  inquisitorio,  di  modo  che  questa  deve 
essere fornita secondo le regole usuali sull'assunzione e l'onere della 
prova  prevalenti  nell'ambito  delle  assicurazioni  sociali,  l'obbligo  di 
collaborare della parte essendo in questo caso accresciuto (DTF 117 
V 265 consid. 3d).

4.5 In materia di prova della durata contributiva, il Tribunale federale 
delle  assicurazioni  (attualmente  Tribunale  federale)  ha precisato  che 
nel caso in cui venga documentato che lo straniero era al beneficio di  
un  permesso  C,  oppure  un  permesso  di  tipo  B  (annuale),  occorre 

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ritenere  una  durata  contributiva  completa  (sentenza H 94/84  del  24 
luglio  1985).  In  altre  parole,  il  permesso  di  tipo  B  è  assimilato  a 
domicilio  in  Svizzera ai  sensi  dell'art. 24 cpv. 2 del  Codice civile: di  
conseguenza, giusta l'art. 1a lett. a LAVS, l'interessato è da ritenersi 
persona assicurata per tutta la durata di validità del permesso, sempre 
che abbia versato il contributo minimo annuale di cui agli articoli 28 e  
50 OAVS. In caso di permesso A (stagionale) solo le "Tabelle" sono 
applicabili, in assenza di certificati di lavoro (cfr. sentenza inedita del  
22 aprile 1998, H 90/97). 

4.6 Nella sentenza del 17 luglio 2002 (H 195/01), la massima autorità 
giudiziaria ha rinviato gli atti all'amministrazione affinché completasse 
in  modo  preciso  l'istruttoria.  Il  Tribunale  federale  ha  in  sostanza 
ritenuto  come  sia  necessario  indagare  su  ogni  elemento  atto  a 
determinare  la  durata  di  contribuzione e  la  contribuzione stessa,  se 
necessario, presso l'autorità cantonale (p. es. l'Ufficio cantonale degli  
stranieri)  e,  se  ancora  esistenti,  presso  gli  ex  datori  di  lavoro  (cfr.  
sentenze inedite del 21 agosto 2001 [H 161/01], 25 settembre 2001 [H 
163/01] e 26 aprile 2002 [H 336/01]). 

5.

5.1 In  concreto,  il  conto  individuale  AVS del  ricorrente,  relativo  agli 
anni  coprenti  il  periodo dal 1963 al  1968 (doc. 28),  non specifica la 
durata  contributiva  in  mesi.  Di  conseguenza,  in  assenza  di 
documentazione chiara all'incarto, la CSC si è fondata sulle "Tabelle" 
dell'UFAS per emettere la decisione del 20 giugno 2008 (doc. 36 a 39),  
con  la  quale  ha  riconosciuto  al  ricorrente  il  diritto  ad  una  rendita 
ordinaria  di  vecchiaia  di  Fr.  79.-  al  mese,  dal  1°  marzo  2008,  in 
funzione di  una presunta durata di  contribuzione di  tre  anni  (quattro 
mesi nel 1963, cinque mesi nel 1964, nove mesi nel 1965, nove mesi  
nel 1966, otto mesi nel 1967 e un mese nel 1968), di un reddito annuo 
medio determinante di Fr. 15'912.- e in applicazione della scala delle 
rendite 3. 

5.2 In  fase  d'opposizione,  la  CSC  ha  eseguito  un  complemento 
d'istruttoria presso diverse autorità del canton (...) per determinare da 
quando il ricorrente fosse stato titolare di un permesso B. Dagli scritti  
dell'"Einwohnerkontrolle"  dei  comuni  di  (...)  e  (...),  del  22, 
rispettivamente  del  24  ottobre  2008  (doc.  52  e  53),  si  evince 
unicamente che il  ricorrente disponeva di un permesso A (lavoratore 
stagionale)  nel  1963  e  che,  in  seguito,  aveva  beneficiato  di  un 

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permesso B, di cui non si conosce la data d'emissione, soggiornando 
a (...) dal 3 gennaio 1965 al 1° gennaio 1966, dal 20 agosto 1966 al 16 
maggio  1967 e  dal  17 aprile  al  30  luglio  1968. La CSC si  è  inoltre 
rivolta alla "Fremdenpolizei" del canton (...), la quale le ha fatto sapere, 
il  12  novembre  2008  (doc.  57),  che  gli  atti  richiesti  non  sono  più 
disponibili. 

Non essendo riuscita a stabile a partire da quando il ricorrente fosse 
stato  titolare  di  un  permesso  B,  la  CSC  ha  respinto  l'opposizione 
tramite decisione del 21 novembre 2008 (doc. 61). 

5.3 In fase di ricorso, vista la documentazione prodotta dal ricorrente, 
e in particolare le copie delle pagine di  un "Libretto per stranieri  B", 
valido  da  marzo  1964  al  28  febbraio  1965,  e  di  un  permesso  di 
soggiorno,  valevole  dal  29 giugno al  31 dicembre  1967,  entrambi  a 
scopo  di  lavoro  come  bracciante  nel  canton  (...),  la  CSC  e  questo 
Tribunale hanno proceduto ad ulteriori complementi istruttori. 

La CSC ha potuto così apprendere, il 14 gennaio 2009 (doc. 68), che il 
datore di lavoro presso cui il ricorrente aveva lavorato nel 1963 e nel 
1964,  e la  cui  identità  non era stata  registrata nel  conto  individuale 
AVS, era la "..." (diventata in seguito "..."),  come pure, il  21 gennaio 
2009 (doc. 69), che la ditta "(...)" era affiliata, nel 1967, alla cassa di 
compensazione "..." a .... 

Questo Tribunale ha ottenuto conferma dal comune di (...), il 14 aprile 
2010, che il  ricorrente vi aveva risieduto nuovamente, con permesso 
A, dal 1° giugno al 27 settembre 1967, e dal comune di di (...), il 15 
aprile 2010, che vi aveva soggiornato dal 17 giugno al 17 luglio, dal 19 
agosto al 31 dicembre 1964, e da una data non più determinabile fino 
al  15  novembre  1965,  senza  potere  indicare  sulla  base  di  quale 
permesso. 

Questo Tribunale ha inoltre tentato di stabilire sull'arco di quanti mesi il  
ricorrente  aveva  percepito  il  proprio  salario  quando  era  alle 
dipendenze  della  "(...)",  contattando  a  questo  proposito  la  ditta  "... 
AG", nell'ipotesi, rivelatasi infondata, che quest'ultima fosse succeduta 
alla prima. A completamento dell'istruttoria, la CSC ha ancora preso 
contatto con la cassa si compensazione "..." a ..., la quale le ha fatto  
pervenire,  il  1°  giugno 2010 (doc. C/3 a 9),  la  lista dei  salari  pagati 
dalla  "(...)"  negli  anni  in  questione  ai  suoi  dipendenti,  tra  cui  il 

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C-8283/2008

ricorrente,  e  nella  quale  manca  tuttavia  l'indicazione  dei  mesi 
corrispondenti ai periodi d'attività. 

5.4 Da quanto sopra esposto, si evince che il ricorrente non è riuscito 
a provare, nemmeno dopo i numerosi complementi d'istruttoria operati 
dalla CSC e da questo Tribunale in virtù del principio inquisitorio, che 
la  durata  in  mesi  effettiva  del  suo  periodo  di  contribuzione  all'AVS, 
durante  gli  anni  dal  1963 al  1968,  risulti  superiore  a quella  ritenuta 
dalla  CSC.  Peraltro,  anche  se  si  volesse  ammettere  l'insieme  dei 
periodi durante i quali il ricorrente avrebbe beneficiato di un permesso 
B, secondo la documentazione da lui stesso esibita in questa sede, ciò 
non  gli  gioverebbe  dal  momento  che  non  sembrerebbe  potere 
raggiungere una scala di rendite superiore a quella ritenuta dalla CSC. 
Inoltre, l'attestazione del comune di (...) del 24 ottobre 2008 (doc. 53),  
secondo cui  il  ricorrente  avrebbe soggiornato  in  Svizzera fino  al  30 
luglio  1968,  non  appare  affidabile,  visto  che  il  ricorrente  avrebbe 
cominciato  a  lavorare  in  Italia,  durante  trenta  settimane,  già  dal  1° 
giugno 1968 (doc. 26). 

Si  può pertanto  concludere  che la  CSC, a  giusto  titolo,  si  è  basata 
sulle  "Tabelle"  per  stabilire  il  periodo contributivo  dal  1963 al  1968, 
equivalente  a  tre  anni  (trentasei  mesi).  Per  il  resto,  il  calcolo  della 
rendita  di  vecchiaia  spettante  al  ricorrente  è  stato  effettuato 
correttamente. 

Il  ricorso deve quindi  essere respinto e la  decisione su opposizione 
confermata. 

6.
Secondo l'art. 85bis  cpv. 2 LAVS, la procedura è gratuita per le parti. 
Tuttavia,  i  costi  possono  essere  accollati  alla  parte  che  procede  in  
modo temerario o sconsiderato. In  concreto, non si  prelevano spese 
processuali. 

In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese ripetibili). Considerato l'esito della procedura, non si assegnano 
al ricorrente indennità per spese ripetibili. 

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C-8283/2008

Per quanto concerne la CSC, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al  
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non si prelevano spese processuali. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili. 

4.
Comunicazione: 

- al ricorrente (Raccomandata/AR);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...; Raccomandata);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata). 

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 

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parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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