# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7820133e-8b8d-58be-a9a5-7dade2965a21
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-05-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.05.2022 A-4982/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-4982-2019_2022-05-18.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 

Decisione annullata dal TF con 

sentenza del 21.11.2024 (2C_492/2022) 

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-4982/2019 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 8  m a g g i o  2 0 2 2  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot, presidente del 

collegio, Maurizio Greppi e Christine Ackermann; 

cancelliere Manuel Borla 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

…,   

patrocinata dall'avv. …, 

… 

ricorrente,   
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale dell'energia UFE, 

3003 Berna,    

autorità inferiore.  
 

 
 

Oggetto 

 
Rimborso del supplemento di rete. 

 

 

 

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Fatti:  

A.  

Il A._______ (di seguito A._______), costituito nel 2004, detiene un 

capitale nominale di 7'325'000 franchi interamente liberato, suddiviso in 

7’325 azioni nominative da 1'000 cadauna. Fondatori della SA sono 14 

comuni della regione. Lo scopo societario è la creazione e la conduzione 

di un centro balneare munito di fitness, giochi e wellness (cfr. Registro di 

commercio). 

B.  

Con atto del 6 dicembre 2016 il A._______ e Ufficio federale dell’energia 

(di seguito UFE) sottoscrivevano un contratto della durata minima di 10 

anni denominato “Convenzione sugli obbiettivi con la Confederazione” ai 

sensi dell’art. 3m della previgente Ordinanza sull’energia (vOEn), quale 

presupposto per il rimborso del supplemento di cui all’art. 15bbis della 

previgente legge sull’energia (vLEne) (di seguito Convenzione sugli 

obbiettivi o Convenzione). In virtù dello stesso, il A._______, quale 

consumatore finale, avrebbe avuto diritto al rimborso dell’intero 

supplemento di rete (supplemento sul corrispettivo per l’utilizzazione della 

rete). 

C.  

Precedentemente, il 30 settembre 2016, il Parlamento adottava la nuova 

Legge sull’energia (LEne, RS 730.0), concretizzando un processo 

legislativo iniziato anni prima. L’ordinanza relativa alla nuova legge, 

Ordinanza sull’energia (OEn, RS 730.01) veniva inoltre promulgata il  

1° novembre 2017. Entrambe entravano in vigore il 1° gennaio 2018. 

D.  

Con scritto del 6 aprile 2018 l’UFE ha comunicato al A._______ che, a far 

tempo dal 1° gennaio 2018, in ragione dell’entrata in vigore della LEne e 

OEn, esso non avrebbe più avuto diritto al rimborso del supplemento di 

rete. Infatti la nuova normativa escludeva i consumatori finali di diritto 

pubblico o privato che svolgono prevalentemente un compito di diritto 

pubblico in virtù di disposizioni legali o contrattuali. 

In risposta, con atto del 19 aprile 2018 il A._______ ha indicato di non 

svolgere un “compito prevalentemente di diritto pubblico” in ragione della 

propria forma giuridica (società anonima), del senso e dello scopo sanciti 

nel proprio statuto, come pure della posizione sul mercato nonché 

dell’orientamento turistico della società. 

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E.  

Con scritto del 20 febbraio 2019 l’UFE ha ribadito le proprie ragioni 

evidenziando come il A._______ svolga un compito di diritto pubblico già 

solo in ragione dell’amministrazione del B._______ di …, ciò che a suo dire 

è incontestabilmente un compito di diritto pubblico. Inoltre i ricavi 

provenienti dalla gestione del B._______ supererebbero quelli provenienti 

da attività non di diritto pubblico. 

Il 10 aprile 2019 si è tenuto un incontro tra le parti nel quadro del quale il 

A._______ ha evidenziato come lo stabilimento balneare sia orientato allo 

svago e si trova in diretta concorrenza con altri stabilimenti balneari simili, 

proponendo di dirimere la questione considerando il numero dei biglietti di 

entrata a prezzo ridotto (persone in provenienza da comuni convenzionati) 

e quelli a prezzo normale (turisti e terzi). Con email del 19 aprile 2019 il 

A._______ ha quindi notificato all’UFE il numero degli ingressi in 

occupazione domiciliati e quelli in occupazione giornaliera per il 2018: se 

per i primi sono stati incassati 711'121,16 franchi (pari al 17.06 %), per i 

secondi sono stati incassati 3'459'791,78 franchi (pari all’82.95%), ciò che 

confermerebbe l’assenza del compito pubblico della struttura e anzi la 

vocazione privata. 

F.  

Con scritto del 24 maggio 2019 il A._______ ha quindi chiesto all’UFE il 

rimborso del supplemento rete versato per l’anno d’esercizio 2018, pari a 

61'890,40 franchi. 

G.  

Con decisione del 27 agosto 2019 l’UFE (di seguito anche autorità 

inferiore) ha respinto la richiesta, rilevando che dal 1° gennaio 2018 i 

consumatori finali che svolgono prevalentemente un compito di diritto 

pubblico non hanno più diritto al rimborso del supplemento rete. A dire 

dell’autorità inferiore lo scopo della nuova normativa è quello di escludere 

dal rimborso del supplemento di rete quelle imprese che non devono 

confrontarsi con la concorrenza internazionale a causa di un incarico 

affidato loro dalla legge. 

H.  

Con ricorso del 26 settembre 2019 il A._______ (di seguito anche 

ricorrente o insorgente) ha chiesto, in via principale, di annullare la 

decisione del 27/29 agosto 2019 con conseguente ordine all’UFE di 

autorizzare il rimborso del supplemento di rete per l’anno 2018 pari a 

61'890,40 franchi. In via subordinata, ha concluso all’annullamento ed al 

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rinvio della causa per nuova decisione ai sensi dei considerandi. A 

sostegno delle proprie allegazioni, il ricorrente ha evidenziato la violazione 

del principio del parallelismo delle forme e dei vincoli di firma, ciò che 

avrebbe quale conseguenza la nullità della decisione ex tunc. Sotto il 

profilo materiale, il ricorrente invoca una violazione del diritto alla 

protezione della buona fede e sostiene inoltre di non essere un ente 

pubblico. 

I.  

Con presa di posizione del 21 novembre 2019 l’autorità inferiore si è 

riconfermata nelle proprie allegazioni e conclusioni. In punto alle censure 

formali, l’UFE ha rilevato che “la doppia firma è richiesta nel caso in cui gli 

obblighi della Confederazione superino i 100'000 franchi”, circostanza non 

data nella fattispecie. Essa ha altresì rilevato che la forma giuridica sia 

irrilevante quando si tratta di chiarire la presenza di un compito di diritto 

pubblico, come pure la concorrenza o meno con altre offerte per il tempo 

libero. Con riferimento alla violazione di un diritto acquisito sulla base 

dell’Accordo sugli obbiettivi, l’autorità inferiore ha evidenziato come esso 

sia una condizione necessaria per il rimborso del supplemento di rete, ma 

non l’unica. Infatti vige l’obbligo di presentare una domanda di rimborso per 

ciascun anno contabile, nell’ambito della quale viene verificato 

l’adempimento dei presupposti al rimborso. A suo dire infine la decadenza 

del diritto renderebbe nullo il contenuto dell’“Accordo sugli obbiettivi”, 

ragione per la quale non esistono delle clausole di revoca o modifica in 

detto Accordo. 

J.  

Con scritto del 30 dicembre 2019, il ricorrente si è riconfermato nelle 

proprie allegazioni e richieste di causa, che per quanto di interesse per il 

presente giudizio verranno riprese in appresso. 

 

 

Diritto: 

1.  

Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni ai 

sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 

amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità menzionate 

all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale 

amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di cui 

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all'art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è retta 

dalla PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). 

2.  

Il ricorrente ha diritto di ricorrere avendo partecipato al procedimento 

dinanzi all'autorità inferiore, essendo particolarmente toccato dalla 

decisione impugnata ed avendo un interesse degno di protezione 

all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). I 

requisiti relativi al contenuto ed alla forma del ricorso sono soddisfatti 

(art. 52 PA). Tutti gli altri presupposti processuali sono altrettanto 

adempiuti, in particolare il ricorso è tempestivo (art. 50 cpv. 1 PA). Occorre 

quindi entrare nel merito del ricorso. 

3.  

3.1 L’insorgente censura in primo luogo la violazione del principio del 

parallelismo delle forme rispettivamente l’esistenza di un difetto di 

competenza nella firma dell’atto impugnato. Infatti la decisione impugnata 

reca unicamente la firma del signor C._______, in vece del Capo Sezione 

Industria e Servizi, mentre la Convenzione sugli obbiettivi è stata 

sottoscritta in doppia firma dal Capo Sezione Industria e Servizi e dal 

Vicedirettore Capo Efficienza energetica e Energie rinnovabili. 

3.2  Sennonché in virtù dell’art. 49 cpv. 3 LOGA, la doppia firma è richiesta 

unicamente qualora gli obblighi della Confederazione superino i 100'000 

franchi, circostanza non data nella fattispecie in esame. Al caso si applica 

infatti la direttiva interna n. 7 del 14 ottobre 2002, in base alla quale la 

decisione impugnata poteva essere sottoscritta come “altra decisione 

impugnabile dell’Ufficio” (“übrige beschwerdefähige Verfügungen des 

Amtes”) con firma individuale del direttore, del capodivisione o del 

caposezione, come pure dei vari sostituti, circostanza quest’ultima che è 

effettivamente avvenuta. 

3.3 Ne discende pertanto che la censura formale in punto al difetto di valida 

firma deve essere respinta. 

4.  

Nel merito, oggetto del presente litigio, risulta essere l’applicazione dei 

disposti della LEne rispettivamente dell’OEne all’impianto in discussione. 

4.1 L’insorgente ha infatti censurato la violazione della Convenzione sugli 

obbiettivi rispettivamente dei disposti della LEne, la quale non avrebbe 

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introdotto nuove normative volte a regolare l’annullamento della 

convenzione citata (e le relative condizioni ivi contenute), debitamente 

stipulata e valida prima della sua entrata in vigore il 1° gennaio 2018. Nello 

specifico l’unico disposto di legge che regoli in via transitoria il rimborso al 

supplemento di rete sarebbe l’art. 75 LEne (Disposizione transitoria relativa 

al rimborso del supplemento di rete), in base alla quale per i consumatori 

finali che hanno concluso una convenzione sugli obbiettivi secondo il diritto 

anteriore, decade l’obbligo di impiegare almeno il 20 per cento dell’importo 

di rimborso per misure di efficienza energetica, per i periodi di rimborso 

successivo all’entrata in vigore della legge. La volontà del legislatore di 

regolare il solo aspetto indicato porta, a contrario, a ritenere che lo stesso 

abbia voluto mantenere in essere le convenzioni sugli obbiettivi sottoscritte 

in precedenza. L’UFE non avrebbe quindi la facoltà di interpretare 

diversamente le normative e la Convenzione sottoscritta, basandosi su 

normative (LEne e OEne) promulgate posteriormente. 

Di diverso avviso è l’autorità di prima istanza che respinge la tesi di 

un’applicazione errata dei disposti della LEne, indicando come il diritto al 

rimborso, qui litigioso decadrebbe conseguentemente al mancato ossequio 

delle condizioni poste dall’art. 39 cpv. 3 LEne. In particolare l’insorgente 

sarebbe chiamato ad espletare un compito di diritto pubblico che avrebbe 

quale conseguenza l’impossibilità di ottenere il rimborso del supplemento 

di rete, poco importa dell’esistenza tra le parti dalla Convenzione sugli 

obbiettivi sottoscritta nel 2016, che de iure e de facto decadrebbe. 

4.2  

4.2.1 Per costante giurisprudenza, il diritto applicabile ratione temporis ad 

una fattispecie determinata è di principio quello in vigore al momento 

dell’accadimento dei fatti pertinenti, riservate le normative transitorie 

speciali (DTF 146 V 364 consid. 7.1; 140 V 136 consid. 4.2.1; 139 V 335 

consid. 6.2; sentenza del TF 2C_340/2020 del 16 settembre 2020 consid. 

3.3; sentenza del TAF A-6543/2018 del 24 marzo 2020 consid. 5.5). 

4.2.2 Allorquando esiste un margine di apprezzamento, il Tribunale deve 

applicare le leggi federali e interpretarle conformemente alla Costituzione. 

Tale interpretazione ha i suoi limiti di fronte ad un testo chiaro e preciso; 

ciò anche quando il testo è in qualche modo contrario alla costituzione (cfr. 

DTF 141 II 338 consid. 3.1; 133 II 305 consid. 5.2 ; sentenza del TAF  

A-4189/2020 del 9 giugno 2021 consid. 3.3.3). 

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Nello specifico la LEne, entrata in vigore il 1° gennaio 2018, prevede all’art. 

75 una regolamentazione transitoria specifica in materia (“disposizione 

transitoria relativa al sistema di rimborso del supplemento di rete”). In 

particolare questa normativa prescrive per i consumatori finali che hanno 

concluso una Convenzione sugli obbiettivi secondo il diritto anteriore, che 

decade l’obbligo di impiegare almeno il 20 per cento dell’importo di 

rimborso per misure di efficienza energetica, per i periodi di rimborso 

successivi all’entrata in vigore della nuova legge. Per il resto il legislatore 

non ha previsto alcunché in punto a normative transitorie. 

4.3  

4.3.1 In concreto, la regolamentazione relativa al diritto al rimborso del 

supplemento di rete ha subito una modifica con la LEne, approvata dal 

Parlamento il 30 settembre 2016, concretizzando un processo legislativo 

iniziato nel 2013. In sostanza e per quanto di interesse per la presente 

causa, l’art. 39 cpv. 3 LEne esclude il diritto al rimborso per i consumatori 

finali di diritto pubblico o privato che svolgono prevalentemente un compito 

di diritto pubblico in virtù di disposizioni legali o contrattuali. Per 

determinare l’adempimento del compito di diritto pubblico o meno del 

consumatore finale, occorre considerare la provenienza del ricavo, così 

come enunciato dalla direttiva esecutiva del luglio 2020, emanata dall’UFE 

(pag. 7 della Direttiva).  

4.3.2 La Convenzione è stata sottoscritta il 22 dicembre 2016 sotto le 

previgenti vLEne e vOEne. Ora, a giusta ragione il ricorrente evidenzia 

come il nuovo ordinamento, entrato in vigore il 1° gennaio 2018, non 

preveda una regolamentazione specifica circa la sorte delle Convenzioni 

sottoscritte sotto il previgente diritto. La sola disposizione transitoria (art. 

75 LEne) in materia si limita ad indicare come decada l’obbligo di impiegare 

almeno il 20 per cento dell’importo del rimborso in misure di efficienza 

energetica. Non sono state invece promulgate normative transitorie in 

ordine all’esito delle convenzioni sugli obbiettivi correttamente sottoscritte 

sotto il previgente diritto. Del resto, sebbene nel 2016 il processo legislativo 

in ordine al nuovo diritto era in procinto di essere presentato al Parlamento, 

l’UFE ha approvato e sottoscritto la Convenzione sugli obbiettivi con il 

ricorrente, la quale nel suo allegato 1 precisa gli obbiettivi di efficienza 

energetica sino al 2025. Giungere ora ad una diversa interpretazione e 

applicare il nuovo diritto sarebbe contrario alla disposizione transitoria e al 

diritto previgente. 

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4.3.3 Con presa di posizione del 21 novembre 2019 l’UFE ha segnalato 

l’esistenza di un’altra disposizione transitoria in materia e meglio l’art. 80 

OEn, in base al quale per i consumatori finali non aventi diritto al rimborso 

secondo l’art. 39 cpv. 3 LEne, che hanno concluso un accordo sugli 

obbiettivi secondo il diritto previgente, a partire dall’entrata in vigore della 

LEne decade l’obbligo di rispetto della Convenzione sugli obbiettivi. 

Sennonché esso non può essere considerato alla stregua di una 

disposizione transitoria inserita in una base legale formale quale la LEne, 

nella misura in cui essa non ha subito il processo legislativo davanti al 

Parlamento. Va qui ricordato che un'ordinanza di esecuzione può 

disciplinare solo intra legem, e non praeter legem. Può stabilire delle 

regole complementari di procedura, precisare e dettagliare determinate 

disposizioni della legge, eventualmente colmare delle lacune in senso 

proprio; senza una delega espressa, non può per contro porre delle regole 

nuove suscettibili di restringere i diritti degli amministrati o di imporre loro 

degli obblighi, anche se le regole stesse sono ancora conformi allo scopo 

legale (DTF 136 V 146 consid. 3.2.1, 134 I 313 consid. 5.3 pag. 317 e i 

riferimenti citati). 

4.4 In queste circostanze, la censura invocata dal ricorrente risulta fondata. 

5.  

L’insorgente ha altresì contestato la violazione del principio della buona 

fede contestando l’interpretazione unilaterale fornita dall’UFE alla 

Convenzione sugli obbiettivi. In proposito e alla luce di quanto sopra 

esposto (consid. 4) ci si astiene dall’analisi di questa censura. 

6.  

Nessuna spesa processuale è messa a carico dell’autorità federale, qui 

soccombente (art. 63 cpv. 1 PA). Visto l’esito, al ricorrente verrà rimborsato 

– ad avvenuta crescita in giudicato della presente sentenza – l’anticipo 

spese di 2'500 franchi corrisposto il 24 ottobre 2019. 

Il ricorrente, che ha agito nel presente procedimento attraverso un 

patrocinatore, sopportando spese o disborsi, ha diritto alla rifusione di 

1'500 franchi a titolo di ripetibili (cfr. 64 cpv. 1 PA e art. 7 cpv. 1 e 8  

TS-TAF). 

 

(il dispositivo è sulla pagina seguente) 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è ammesso e la decisione impugnata è annullata. 

2.  

L’UFE deve autorizzare il rimborso del supplemento di rete a favore del 

CBR per l’anno 2018, pari a 61'890,40 franchi. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. Di conseguenza, dopo avvenuta 

crescita in giudicato della presente sentenza, al ricorrente verrà rimborsato 

l’anticipo spese già corrisposto di 2'500 franchi. 

4.  

L’autorità inferiore è tenuta a versare al ricorrente l’importo di 1'500 franchi 

a titolo di spese ripetibili. 

5.  

Questa sentenza viene comunicata al ricorrente, all’autorità inferiore, al 

Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e della 

comunicazione DATEC. 

 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

Claudia Pasqualetto Péquignot Manuel Borla 

 

  

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Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Il 

termine è reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale 

federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una 

rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno 

del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

Data di spedizione: