# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f321a8ad-c98c-5571-a26a-bf2036b5bccf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-04-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.04.2016 38.2016.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2016-6_2016-04-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  38.2016.6

   

  rs

  	
  Lugano

  14 aprile 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 28 gennaio 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 31 dicembre 2015 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento, __________ 

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su opposizione
del 31 dicembre 2015 l’Ufficio regionale di collocamento di __________ (in
seguito: URC) ha confermato la precedente decisione del 9 dicembre 2015 (cfr.
doc. B) con cui aveva sospeso RI 1 per sei giorni dal diritto alle indennità di
disoccupazione a causa di insufficienti ricerche di lavoro nei mesi di agosto e
settembre 2015 precedenti l’iscrizione in disoccupazione quando era attiva
professionalmente presso l’albergo __________ (cfr. doc. A).

 

                               1.2.   Contro la decisione su
opposizione del 31 dicembre 2015 l’assicurata ha inoltrato un tempestivo
ricorso al TCA, rilevando in particolare:

 

" (…)

In oggetto una sanzione amministrativa che
decurta dall’indennità di disoccupazione 6 giorni per delle ricerche ritenute
non corrette.

Mi sono opposta a questa decisione,
inviando giustificazione con allegati i documenti che sono le fonti delle
informazioni sulle quali sono basate le ricerche e chiedendo una diminuzione
dei giorni di penalizzazione poiché ho sempre cercato una occupazione al 100%
contro l’ultimo 70% e le strutture in questione hanno diversi periodi di
apertura tra l’anno 2015 e l’anno 2016 quindi la confusione di queste date
porta a sbagliare mio malgrado. (…)” (Doc. I)

 

                               1.3.   L’URC, in risposta, ha
postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. V).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49
cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31
agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12
marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e
H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00
del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29
gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag.
190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre
1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8
settembre 2015).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto della
vertenza è la questione di sapere se l’URC ha a ragione o meno sospeso l’assicurata
dal diritto all’indennità di disoccupazione per insufficienti ricerche di
lavoro nei mesi di agosto e settembre 2015 precedenti l’iscrizione in
disoccupazione.

 

                               2.3.   Tra gli obblighi dell'assicurato
rientra quello di cercare personalmente un'occupazione
adeguata (secondo l'art. 16 cpv. 1 e 2 LADI il cui tenore non è stato
modificato dalla quarta revisione della LADI), se necessario anche fuori della
professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI il cui testo è rimasto
invariato in occasione della quarta revisione LADI) ed anche fuori del proprio
luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo di
controllo egli dovrà, dunque, presenta-re al servizio competente le prove
documentali relative alle ricer-che di lavoro intraprese (cfr. STFA C 77/91 del
29 gennaio 1992 nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1 OADI:

 

"
L'assicurato deve
finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di regola sotto forma di
domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI prevede
che:

 

"
L’assicurato deve inoltrare la prova delle ricerche di lavoro per ogni
periodo di controllo al più tardi il quinto giorno del mese seguente o il primo
giorno lavorativo successivo a tale data. Se l’assicurato lascia scadere il
termine senza valido motivo, le ricerche di lavoro non potranno più essere
prese in considerazione."

 

L'art. 26 cpv. 3
OADI stabilisce che:

 

"
Il servizio competente
verifica ogni mese le ricerche di lavoro dell'assicurato."

 

                                         La LADI ha, dunque, previsto
che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue possibilità per evitare o
ridurre lo stato di disoccupazione.

 

                                         Tale principio non è stato
messo in discussione contestualmente alla quarta revisione della LADI (cfr.
Messaggio concernente la modifica delle legge sull’assicurazione contro la
disoccupazione del 3 settembre 2008, FF N. 38 dl 23 settembre 2008).

                                         L'obbligo di ridurre il danno,
valido anche nell'assicurazione contro la disoccupazione (cfr. DTF 125 V 197
consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, p.
48), è violato, fra l'altro, quando l'assicurato compie sforzi insufficienti
per trovare lavoro.

 

                                         Se non adempie il suo obbligo
egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI,
secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il suo
possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr. STF
8C_180/2010 del 4 agosto 2010; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010; STFA C
221/02 del 3 agosto 2003).

 

                                         L’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI
è stato ritenuto dal Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1°
gennaio 2007 Tribunale federale) conforme alle disposizioni della Convenzione
OIL Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V
228-230; D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation
de l'assurance chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e
Francoforte sul Meno 1992, p. 193s.).

 

                                         La
giurisprudenza ha stabilito che deve essere sospeso dal diritto all'indennità
l'assicurato che non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo
che precede l'adempimento dell'obbligo di controllo (cfr. STF 8C_589/2009 del
28 giugno 2010).

 

                                         Per
costante giurisprudenza, chiunque si accinge ad iscriversi in disoccupazione
deve attivarsi per cercare un nuovo impiego.

                                         In
una sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006, la nostra Alta Corte ha così
sottolineato che l'obbligo di cercare un'occupazione adeguata nel periodo
precedente la disoccupazione vige anche con l'entrata in vigore della LPGA.
Tale dovere è ancorato nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché
gli assicurati non possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere
tenuti a intraprendere dei validi sforzi anche antecedentemente all'iscrizione
in disoccupazione.

 

                                         L'assicurato deve così, ad
esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal
momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova
occupazione (cfr. STF 8C_544/2014 del 26 novembre 2014 consid. 4.2.; STF
8C_278/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 2.1.2. pubblicata in DTF 139 V
524; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010, consid. 3.1; STF
8C_800/2008 dell'8 aprile 2009, consid. 2.1; STFA C 208/03 del 26 marzo 2004,
consid. 3.1 in DLA 2005 n. 4 p. 56; STFA C 77/91 del 29 gennaio 1992; SVR 1998
ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di
collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo
n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16ss.; vedi pure art. 45 cpv. 1 lett. a
OADI).

 

                                         Inoltre
gli assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,
n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo,

op. cit., pag. 17).

 

                               2.4.   Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA C 49/00 del 15 gennaio 2001).

 

                                         Per
quel che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non
prevede un numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.

                                         La giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di
riferimento (e non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo
di controllo vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide
(cfr., per tutte, la STCA AD 247/86 del 28 gennaio 1987). 

                                         L'Alta Corte, pur confermando
tale principio (cfr. STFA C 33/87; STFA C 286/02 del 3 luglio 2003), ha
precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto quante ricerche
mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che la prassi
amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego al mese
(cfr. STFA C 106/04 del 12 luglio 2005 consid. 2.1.; STFA C 199/05 del 29
settembre 2005; STFA C 6/05 del 6 marzo 2006 consid. 3.2.).

                                         In una sentenza 8C_589/2009
del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha confermato la propria
giurisprudenza e ha rilevato:

 

"
(…)

3.2 Pour trancher le point de savoir si
l'assuré a fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il
faut tenir compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches
entreprises (ATF 124 V 225 consid. 4a p. 231). Sur le plan quantitatif,
la jurisprudence considère que dix à douze recherches d'emploi par mois sont en
principe suffisantes (cf. ATF 124 V 225 consid. 6 p. 234; arrêt C 258/06 du 6 février
2007 consid. 2.2). On ne peut cependant pas s'en tenir de manière schématique à
une limite purement quantitative et il faut examiner la qualité des démarches
de l'assuré au regard des circonstances concrètes, des recherches ciblées et
bien présentées valant parfois mieux que des recherches nombreuses (arrêt C
176/05 du 28 août 2006 consid. 2.2;
RUBIN, op. cit. p. 392). (…)"

 

                                         Al
riguardo cfr. pure STF 8C_278/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 2.1.4.,
pubblicata in DTF 139 V 524; STF 8C_544/2014 del 26 novembre 2014 consid. 4.4.

 

                                         Sulle modalità con le quali
bisogna effettuare le ricerche di lavoro, il TCA ricorda innanzitutto che
secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il
suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio
competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26
cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; DLA 1988 p.
95; DTF 120 V 74).

                                         La legge non prevede nessun
modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire effettuate
sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi datori di
lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla fine di ogni
periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio competente d'avere
realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del 29.1.92 nella
causa E.R., non pubblicata).

                                         Concretamente ciò significa
che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare all'amministrazione
la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore di lavoro
interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile l'avvenuta
ricerca.

                                         In caso di ricerca personale
il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei datori di
lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è necessario che il
datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo "timbro" sul
formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra forma scritta, che la
ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del 28.1.1987 nella causa S.
P., AD 5/87).

                                         Inoltre
deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si
è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella
causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

 

                                         L'assicurato potrà servirsi
dell'apposito formulario messo a disposizione dalla SECO (dal 1° luglio 1999 la
Segreteria di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio federale dello
sviluppo economico e del lavoro).

 

                                         In caso di rifiuto del datore
di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà comunque
limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al servizio
competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95). 

 

                                         In
una sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

pag. 156 segg., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno
l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

 

                               2.5.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI la
durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione dal diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. cfr. art. 45 cpv. 3 OADI in vigore dal 1° aprile 2011; 45 cpv. 2 vOADI).

                                         La sua durata è determinata
secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv. 5
OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità, la
durata della sospensione è prolungata in modo adeguato. Per determinare il
prolungamento sono prese in considerazione le sospensioni degli ultimi due
anni. 

                                         Nella già
citata sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha
ricordato che "La gravité de la faute dépend de l'ensemble des
circonstances du cas, en particulier des recherches d'emploi qui peuvent être
mises au crédit de l'assuré malgré le caractère globalement insuffisant de ses
démarches, ou encore d'éventuelles instructions de l'ORP qu'il n'aurait pas
suivies en dépit de leur pertinence".

                                         Per quel che attiene
alla sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata sull'art.
30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo
successivo i parametri della SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali
aumenti per i periodi successivi, visto l'art. 45

cpv. 5 OADI (cfr. Prassi LADI/ID D72 punto 1 dell’ottobre 2011; Lista delle
sospensioni SdL n. 464 del 23 dicembre 2011).

 

                                         Queste
direttive sono conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo,
"Alcuni compiti …”, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte
dall'amministrazione su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA.

                                         Anche il TFA ha approvato il
modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA C 10/05 del 25 aprile 2005;
STFA C 210/04 del 10 dicembre 2004; STFA C 275/02 del 2 maggio 2003; STFA C
286/02 del 3 luglio 2003; STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; STFA C 338/01 del
6 agosto 2002).

 

                               2.6.   Nella presente evenienza
dalla documentazione agli atti si evince che l’assicurata - che è al suo terzo
termine quadro per la riscossione delle indennità di disoccupazione - dal 2006 svolge
un’occupazione di carattere stagionale, facendo capo nei mesi di inattività
alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione (cfr. doc. A; V).

 

                                         In effetti, per quanto
concerne la stagione 2015, la stessa, dal 1° aprile al 25 ottobre 2015, ha
lavorato, in virtù di un contratto di durata determinata, presso l’albergo __________
quale cameriera ai piani (cfr. doc. 1).

                                         

                                         A fare tempo dal 2
novembre 2015 la ricorrente si è nuovamente iscritta in disoccupazione (cfr.
doc. 2).

 

                                         Al momento del riannuncio
al collocamento l’assicurata ha presentato all’amministrazione le proprie
ricerche di impiego compiute durante i mesi in cui ha lavorato ad __________. 

                                         Il
consulente del personale, ritenendo insufficienti gli sforzi intrapresi nei
mesi di agosto, settembre e ottobre 2015 (in quanto la ricorrente nei mesi
indicati “si è rivolta a strutture alberghiere che chiudono durante la
stagione invernale (__________a __________, __________, __________ e __________)”;
cfr.doc. 4), il 18 novembre 2015 le ha trasmesso una “Richiesta di
giustificazione” con cui ha richiesto di motivare, entro il 25 novembre 2015,
il fatto di non avere compiuto delle valide ricerche di lavoro nei mesi
indicati.

                                         Il
collocatore ha pure precisato che, oltre la data indicata, l’autorità cantonale
avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando espressamente
l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione di un
assicurato nel caso in cui non faccia il suo possibile per ottenere un’occupazione
adeguata (cfr. doc. 4=C).

 

                                         La
ricorrente, il 25 novembre 2015, ha risposto:

 

 

" (…)

Visto che di anno in anno le nostre
strutture ricettive mutano i periodi di apertura, mi sono avvalsa della guida
ufficiale, di cui allego fotocopia, Hotel 2015, Distribuito dall’Ente
Turistico, quindi aggiornato e attendibile.

Dalla documentazione allegata si può notare
come sia l’Hotel __________ sia l’Hotel __________ indicano il periodo di
apertura “1-12”, cioè 12 mesi, quindi 1 anno. Per quanto riguarda l’Hotel __________
e Garni __________, ho dedotto che nella pausa di 1 mese o di 2,
rispettivamente al Garni __________, il personale viene comunque impiegato per
le pulizie generali, come anche per permettere al personale di usufruire delle
vacanze. In ogni caso, visto e considerato che la mia deduzione non corrisponde
pienamente ai criteri sui quali Vi basate per giudicare il mio operato,
relativo all’invio delle candidature spontanee, farò molta più attenzione nella
ricerca e mi indirizzerò esclusivamente a strutture di cui ho la piena certezza
dell’apertura annuale.

Mi scuso se, mio malgrado, ho commesso
questa leggerezza, ma data la scarsità di aziende annuali, ho solo pensato a
inviare più candidature possibili, al fine di aumentare le possibilità di
riuscire ad occupare una posizione annuale.” (Doc. 5=D)

 

                                         Dal profilo procedurale
l’amministrazione ha, dunque, ossequiato il diritto di essere sentita
dell’insorgente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e dall’art. 42 LPGA (al
riguardo cfr. DTF 136 V 115-116; DTF 136 V 124).

 

                                         L’URC,
con decisione formale del 9 dicembre 2015, ha sospeso l’assicurata dal diritto
alle indennità di disoccupazione per sei giorni, precisando quanto segue:

 

" (…)

Nella sua richiesta presa di posizione alla
nostra richiesta di giustificazione, l’assicurata ha fatto presente, allegando
la fotocopia dell’elenco degli hotel 2015 che alcuni alberghi erano aperti
oppure chiudevano solo per qualche mese. Effettivamente confrontando l’elenco degli
alberghi 2015 e la lista che ci ha trasmesso nel mese di novembre
l’Organizzazione Turistica __________, l’albergo __________ e l’albergo __________
hanno modificato il periodo di apertura; mentre gli alberghi __________ e __________
chiudono le strutture da 1 a 2 mesi come indicato nella guida ufficiale.

In considerazione di quanto precede
possiamo considerare sufficienti le ricerche di lavoro di ottobre 2015 mentre
quelle di settembre e agosto 2015 dobbiamo ritenerle insufficienti. Infatti
anche se chiudono l’attività per un periodo di uno o 2 mesi, tutte le strutture
riducono già di per sé il proprio personale nella stagione invernale e quindi
la possibilità di trovare lavoro è praticamente nulla. Pertanto una sospensione
di 3 giorni per il mese di agosto e 3 per il mese di settembre 2015 per
ricerche di lavoro insufficienti risulta essere corretta.” (Doc. B)

 

                                         Tale
provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 31 dicembre
2015 (cfr. doc. A; consid. 1.1.).

 

                               2.7.   Per quanto
attiene agli assicurati che controllano la disoccupazione tra una stagione
lavorativa e l’altra (ad es. nel settore dell’edilizia o della ristorazione) o
durante le vacanze scolastiche, e quindi si annunciano in disoccupazione
soltanto alcuni mesi ogni anno, va osservato che questo Tribunale ha stabilito
che le esigenze relative alla ricerca costante di un impiego duraturo devono
essere molto severe, al fine di evitare che venga decretata la loro inidoneità
al collocamento dal profilo soggettivo. In particolare questi assicurati devono
svolgere tali ricerche durante tutto il periodo in cui lavorano e devono
ricercare un'occupazione annuale - o almeno un'occupazione, di breve durata,
per la "stagione morta" fuori dalla propria professione e in un'attività
realmente esistente sul mercato del lavoro. Essi sono pure tenuti ad accettare
un impiego annuale duraturo ufficialmente assegnato (cfr. RDAT II-2001 N. 92;
STCA 38.2000.190 del 17 aprile 2001; STCA del 16 marzo 2000 nella causa P.B.;
STCA del 21 settembre 1999 nella causa A.T. contro URC di Biasca, STCA del 21
aprile 1999 nelle cause T.B. e S.P. contro UCL e N.Q contro UCL; DTF 120 V 385;
D. Cattaneo, Alcuni compiti …, pag. 21; 24-25).

                                         Il TCA ha pure stabilito
che l'amministrazione, per valutare se sono stati compiuti sufficienti sforzi
per reperire un impiego e decidere un'eventuale sanzione, deve riferirsi a
tutto il periodo in cui viene esercitata un'attività lucrativa e non solo agli
ultimi mesi di lavoro (cfr. RDAT II-2001 N. 92; STCA 38.2001.15
del 17 agosto 2001; STCA 38.2000.190 del 17 aprile 2001).

 

                                         In tale contesto è utile
segnalare che in una sentenza C 53/06 del 20 marzo 2007 il TF ha accolto il
ricorso del Servizio pubblico dell’impiego del Canton Friborgo inoltrato contro
un giudizio con il quale il Tribunale cantonale amministrativo aveva annullato
una decisione su opposizione di inidoneità al collocamento di un assicurato che
non aveva compiuto alcuna ricerca di lavoro durante l’attività stagionale
precedente la disoccupazione e aveva rinviato gli atti per, se del caso,
infliggergli una sospensione dal diritto all’indennità di disoccupazione.

                                         La nostra Massima Istanza
ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…)

5.

Il ressort des pièces du dossier que l'intimé a
travaillé, de manière tout à fait temporaire, au service de l'agence Creyf's
pour le compte de JPF Construction SA, huit mois en 2002, 7 mois et demi en
2003 et six mois en 2004. A chaque occasion, un nouveau contrat de durée déterminée
a été conclu, si bien que l'on est en présence d'un pur rapport de travail
intérimaire (à l'instar de la situation de l'arrêt ATF 119 V 46 consid. 2a et
2b p. 49 sv.).

 

Il convient donc d'examiner si l'intimé était
disposé à accepter un emploi durable qui s'offrirait à lui. L'assuré s'est
inscrit au chômage en décembre 2003. Après avoir bénéficié d'indemnités
journalières en janvier et février 2004, il a sollicité à nouveau de telles
prestations à partir du 24 décembre 2004. Il n'a fourni aucune recherche
d'emploi pour les deux périodes précédant ses inscriptions au chômage. On doit
dès lors admettre qu'il se limitait essentiellement à exercer des activités
temporaires par l'intermédiaire de Creyf's SA, comme le démontre d'ailleurs le
fait qu'il a repris une occupation par l'entremise de cette même agence en mars
2005. Quoi qu'il s'en défende, il entre dans la catégorie des assurés dont la
disponibilité se limite uniquement aux emplois de durée et de fréquence
irrégulière, qui ne veulent ou ne peuvent pas accepter d'emploi fixe et qui ont
ainsi en principe à leur charge, du point de vue de l'aptitude au placement, le
risque inhérent d'une perte de travail entre deux emplois (ATF 120 V 385 consid.
3b p. 388; Thomas Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungs-recht [SVBR], Soziale Sicherheit, 2ème édition, ch. 286 p.
2266; Boris Rubin, Assurance-chômage: Droit fédéral, survol des mesures
cantonales, procédure, 2ème édition, ch. 3.9.8.6. p. 228).

(…)."

 

                                         L’Alta
Corte, in un’ulteriore sentenza C 22/07 del 21 agosto 2007, ha, poi, dichiarato inidoneo al collocamento per i mesi interstagionali invernali un assicurato
che dopo 17 anni presso una ditta con contratto di durata indeterminata è stato
licenziato e riassunto dalla stessa azienda con contratto di durata
determinata.

                                         Contestualmente
il TF ha rilevato che:

 

" (…) der Wille, eine unbefristete Stelle
anzutreten, hat nicht wegen fehlender Arbeitslosenentschädigung zu erfolgen,
sondern weil die Unterbrüche in der Erwerbstätigkeit vermieden werden wollen.
Doch bereits die Arbeitsbemühungen in der hier interessierenden Zeit machen
deutlich, dass eine Festanstellung nicht angestrebt wurde. Im Gegenteil suchte
der Versicherte ausschliesslich im Baugewerbe, wo er davon ausgehen konnte,
dass in den Wintermonaten nicht mit einer Anstellung zu rechnen war (vgl.
Urteil C 216/06 vom 8. März 2007). Indem er seine Arbeitsbemühungen nicht auf
andere Branchen ausweitete, hat er nicht alle Vorkehrungen getroffen, um im
Sinne der Schadenminderungspflicht die Arbeitslosigkeit zu vermeiden, sondern
nahm seine kurzen Verdienstausfälle in Kauf. Diese sind aber nicht Jahr für
Jahr von der Arbeitslosenversicherung zu tragen.“ 

 

                                         Inoltre con
giudizio 8C_459/2007 dell’11 giugno 2008 il Tribunale federale ha
confermato l’inidoneità al collocamento di un’assicurata dal 1° dicembre 2006
al 31 marzo 2007 sia perché non aveva svolto un numero
sufficiente di ricerche di lavoro, sia in quanto non era disposta ad accettare,
se si fosse presentata l'occasione, un lavoro a tempo pieno.

                                         In proposito
la nostra Massima Istanza ha rilevato che:

 

" (…)

Come affermato dalla Corte cantonale non risulta
dagli atti in alcun modo la volontà di S.________ di voler effettivamente
cercare rispettivamente accettare, sia nel suo settore che in altri adeguati,
un lavoro a tempo indeterminato. Le ricerche di lavoro infatti si sono limitate
al settore della ristorazione, che comprende in parte attività di carattere
stagionale (gerente di esercizi pubblici). Inoltre la ricorrente si è rifiutata
di partecipare a eventuali programmi occupazionali e ha addotto che nel caso in
cui le fossero stati sottoposti lavori annuali, avrebbe dovuto "valutare
bene con il potenziale datore tale proposta" e che non si sarebbe
"mai posta questo quesito da quando si è iscritta in disoccupazione ad
oggi" (colloquio di consulenza del 21 novembre 2006).

 

Dagli atti emerge del resto che essa lavora da
quattro anni stagionalmente per la medesima società, la quale gestisce un
ristorante a conduzione familiare, in cui per sua stessa ammissione è attiva
praticamente tutta la famiglia. Alla luce di quanto sopra esposto le
circostanze parlano tuttalpiù a favore della volontà - ben comprensibile -
dell'assicurata di continuare a gestire, durante la stagione estiva, l'attività
di ristorazione a carattere stagionale avviata nel 2003 dalla famiglia. In tale
ipotesi tuttavia, il rischio della perdita di lavoro tra una stagione e l'altra
va posto a suo carico.

 

Non va inoltre dimenticato che S.________ ha
reiteratamente, e meglio per ben quattro anni, e per sua stessa ammissione,
eseguito ricerche di lavoro insufficienti non raggiungendo il numero pattuito
con il consulente competente e limitandole all'ambito della propria
professione.

 

Che tale procedere non era corretto le doveva
inoltre essere ben chiaro, in quanto le era stato ripetutamente comunicato dai
consulenti, che doveva cercare un impiego a tempo indeterminato anche al di
fuori del suo campo di attività.“

 

                               2.8.   In concreto, come visto
sopra, l’assicurata, nel periodo dal 1° aprile al 25 ottobre 2015, ha lavorato
presso l’hotel __________ di __________ (cfr. consid. 2.6.).

 

                                         Dai documenti agli atti emerge
che l’insorgente, nel periodo da aprile a ottobre 2015, ha intrapreso 37 sforzi
volti al reperimento di una nuova occupazione (cfr. doc. 6). 

                                      

                                         Nel caso in esame
l’amministrazione ha considerato che la ricorrente ha effettuato delle valide
ricerche di impiego nei mesi di aprile, maggio, giugno, luglio, e ottobre 2015
(cfr. doc. B; 6). 

 

                                         Per contro la stessa ha
valutato insufficienti gli sforzi intrapresi dall’assicurata nei mesi di agosto
e settembre 2015, in quanto alcune delle ricerche svolte sono state effettuate
presso alberghi che chiudono per uno o due mesi durante la stagione invernale
(cfr. doc. A; B).

 

                                         Dalle carte processuali risulta,
più dettagliatamente, che l’insorgente nel mese di agosto 2015 ha compiuto otto
ricerche di impiego in qualità di cameriera ai piani o al buffet e ausiliaria
di pulizia presso il Ristirante __________ di __________, il ristorante con
camere __________ di __________, l’impresa di pulizie __________ di __________,
l’impresa di pulizie __________ di __________, l’Hotel __________ di __________,
l’Hotel __________ di __________, l’Hotel __________ di __________ e l’Hotel __________
di __________.

                                         Anche nel mese di
settembre 2015 la medesima si è proposta a otto datori di lavoro come addetta
di lavanderia, cameriera ai piani o al buffet, e meglio presso la lavanderia __________
di __________, l’Hotel __________ di __________, l’Hotel __________ di __________,
il Garni __________ di __________, l’Hotel __________ di __________, l’Hotel __________
di __________, la lavanderia __________ di __________ e il __________ di __________
(cfr. doc. 3).

 

                                         Chiamato a pronunciarsi in
merito alle ricerche di impiego dei mesi di agosto e settembre 2015, il TCA,
attentamente esaminata la documentazione agli atti, ritiene che,
effettivamente, le modalità secondo le quali la ricorrente ha ricercato una
nuova occupazione non sono esenti da critica. 

 

                                         In primo luogo, questa
Corte osserva che l’assicurata, ad eccezione di due ricerche nel mese di agosto
2015 e di due ricerche nel mese di settembre 2015 effettuate presso imprese di
pulizie e lavanderie, ha cercato lavoro esclusivamente nel settore alberghiero che
in Ticino nella stagione invernale, anche per quanto concerne quelle strutture
che restano aperte tutto l’anno, risente negativamente di un notorio calo del
turismo, aspetto questo di cui l’insorgente era ben consapevole.

                                         Infatti la ricorrente
stessa, nell’opposizione, ha affermato che “…il turismo in Ticino, di per
sé, diminuisce drasticamente in inverno” (cfr. doc. B1). 

                                         In secondo luogo, come
evidenziato dall’amministrazione (cfr. doc. B; A), l’Hotel __________ di __________,
nonché il __________ di __________, presso i quali l’insorgente si è candidata
nel mese di agosto, rispettivamente settembre 2015, chiudono in inverno il
primo per due mesi e il secondo per un mese (cfr. doc. 5).

                                         Pertanto gli sforzi
intrapresi presso questi due alberghi non solo non sono stati rivolti verso
un’occupazione annuale, ma nemmeno verso un impiego per la “stagione morta”,
visto che nei mesi invernali interrompono l’attività per un certo lasso di
tempo. 

                                         Tali ricerche di lavoro si
rivelano, dunque, inconsistenti e destinate a priori all’insuccesso.

                                         Va poi rilevato che tutte
le ricerche dei mesi di agosto e settembre 2015 sono state svolte nella zona
limitrofa al domicilio di __________ dell’assicurata, in particolare ad __________
stessa, __________, __________, __________, __________ e __________ (cfr. doc.
3).

                                         Al riguardo giova
sottolineare che nel Cantone Ticino, oltre alla zona del __________, vi sono in
ogni caso altre regioni a vocazione turistica, come le varie valli e le sponde
del __________ (cfr. STCA 38.2012.4 del 22 marzo 2012 consid. 2.9.).

 

                                         La ricorrente, del resto,
che è al suo terzo termine quadro e che dal 2006 lavora come stagionale (cfr.
doc. V), doveva, o perlomeno avrebbe dovuto essere al corrente, segnatamente, da
una parte, di dover postulare per impieghi duraturi annuali o almeno
per occupazioni, di breve durata, per la "stagione morta" fuori dalla
propria professione e in attività realmente esistenti sul mercato del lavoro,
dall’altra, di dover effettuare nel corso della stagione lavorativa almeno
quattro ricerche mensili, mentre negli ultimi tre mesi prima della fine del
contratto di lavoro determinato un numero di ricerche notevolmente più elevato (cfr. doc. 11; consid. 2.7.).

 

                                         A proposito degli ultimi
mesi di lavoro in cui gli assicurati stagionali sono tenuti a incrementare i
propri sforzi finalizzati al reperimento di un’occupazione (cfr. consid. 2.7.),
è utile ricordare che la prassi amministrativa esige in media da
dieci a dodici ricerche di lavoro al mese (cfr. consid. 2.4.).

 

                                         L’URC, nella “Richiesta di
giustificazione” del 18 novembre 2015, ha peraltro asserito che le istruzioni
in relazione alle ricerche da compiere quale “disoccupata stagionale” erano già
state comunicate all’assicurata con l’”Accordo sugli obiettivi”, dalla medesima
controfirmato, rispettivamente tramite il “Promemoria sulle ricerche di lavoro”
consegnatole nel periodo di disoccupazione precedente (cfr. doc. C).

 

                                        Inoltre l’amministrazione,
nella decisione su opposizione impugnata, ha indicato che:

 

" (…) la
signora RI 1 sia stata correttamente informata sulle disposizioni in vigore in
merito alle ricerche di lavoro da svolgere durante l’intera stagione
lavorativa.

Nello specifico ci risulta che queste
disposizioni le sono state spiegate una prima volta in occasione dell’incontro
collettivo per lavoratori stagionali che si è svolto in data 26.02.2013,
successivamente in data 31.01.2014 e da ultimo il 27.02.2015.

(…)” (Doc. A)

 

                                         L’insorgente non ha
contestato tali affermazioni dell’URC con la risposta alla “Richiesta di
giustificazione”, né con l’opposizione, né in sede ricorsuale (cfr. doc. D; B1;
I). 

                                         A comprova che
l’assicurata conoscesse le direttive concernenti le ricerche da compiere per i
lavoratori che regolarmente beneficiano dell’assicurazione contro la
disoccupazione nei mesi della “stagione morta” vi è altresì la circostanza che il
numero mensile di ricerche compiute nel periodo di attività lavorativa da
aprile a luglio 2015 è stato di quattro, poi aumentato dal mese di agosto al
mese di ottobre 2015, ossia negli ultimi tre mesi di occupazione (cfr. doc. 6).

 

                                         Infine giova, altresì,
rilevare che quando si esaminano le ricerche degli assicurati che si
ripresentano per il collocamento alla conclusione della stagione lavorativa
deve comunque essere dato più peso all'aspetto qualitativo delle medesime
rispetto a quello quantitativo (cfr. RDAT II/2001 N. 92; STCA del 17 aprile
2001 nella causa M.-B., 38.00.190).

 

                                         Il TCA ha già avuto pure
modo di ricordare che la legge impone agli assicurati non di raccogliere firme
o timbri, bensì di compiere sforzi validi per trovare un nuovo lavoro (cfr.
RDAT I-1994, pag. 206-207). 

 

                                         In simili condizioni,
occorre concludere che il comportamento della ricorrente nei mesi di agosto e
settembre 2015 non corrisponde a quanto richiesto dalla legge e dalla giurisprudenza
federale, non risultando le relative ricerche di impiego sufficienti.

 

                               2.9.   In esito a tutto quanto
precede, a mente di questo Tribunale, la ricorrente, nei mesi di agosto e
settembre 2015, ha violato l'obbligo di ridurre il danno che la legge le impone
(cfr. consid. 2.3.).

 

                                         Pertanto
l’assicurata deve essere sospesa dal diritto all'indennità di disoccupazione
sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, come del resto deciso dall’URC di __________.

 

                                         Per
quanto riguarda la commisurazione della sanzione, va preliminarmente osservato
che il 27 agosto 2001 l'Ufficio cantonale del lavoro ha emanato una circolare
interna no 114a, la quale è stata esaminata da questa Corte nell'ambito di una
vertenza analoga alla presente (cfr. STCA 38. 2001.201 del 5 febbraio 2002). 

                                         Essa
indica che:

 

"
(…)

1.   Periodo di tempo da esaminare

 

L'esame delle ricerche di lavoro è esteso a tutti gli
sforzi intrapresi prima dell'iscrizione in disoccupazione e durante tutto il
periodo durante il quale il disoccupato ha lavorato (l'esame non va
limitato agli ultimi 3 mesi).

 

(…)

 

3.  Durata della sospensione

 

La durata della sospensione avviene in
considerazione della colpa dell'assicurato, operando una valutazione
complessiva degli sforzi svolti durante i 3 mesi immediatamente precedenti la
disoccupazione e durante tutta la durata dell'impiego stagionale. Per garantire
omogeneità d'applicazione e offrire una base di valutazione comune i giorni di
sospensione dovranno essere determinati tenendo conto di quanto segue:

 

3‑4 giorni per ogni mese di ricerche
insufficienti o inesistenti durante i tre mesi prima della disoccupazione,
aumentati di 1‑2 giorni per ogni mese nel resto dell'anno con sforzi
insufficienti o inesistenti, senza superare in ogni caso il massimo di 18
giorni." 

(Doc. 10, inc. 38.2001.201)

 

                                         Nell'ambito della vertenza
sopra menzionata, il TCA ha ritenuto tale direttiva conforme a quanto previsto
dalla giurisprudenza cantonale in merito ai lavoratori stagionali (cfr. consid.
2.7.; STCA 38.2001.201 del 5 febbraio 2002).

 

                                         La
Circolare 114a non indica in modo preciso quando, relativamente agli ultimi tre
mesi di attività lavorativa, infliggere 3 o 4 giorni per mese e, per quanto
riguarda i mesi precedenti gli ultimi tre prima della disoccupazione, quando
irrogare 1 o 2 giorni.

                                         Il
TCA ha ritenuto, in analogia con quanto enunciato dalla "Circulaire
relative à l'indemnité de chômage" emanata dalla SECO in vigore dal 1°
gennaio 2002 (p.to D68) - corrispondente alla Prassi LADI/ID p.to D72 della
SECO in vigore dall’ottobre 2011 (cfr. consid. 2.5.) - la quale prevede per il
periodo di disdetta sanzioni più severe per mancate ricerche che per
insufficienti ricerche, che per i tre mesi antecedenti l'annuncio in
disoccupazione si debbano applicare 3 giorni per insufficienti ricerche e 4
giorni per mancate ricerche. 

                                         Il
medesimo ragionamento vale per i giorni di sanzione da irrogare nei mesi
precedenti gli ultimi tre di attività, per cui 2 giorni vanno applicati per
mancate ricerche e 1 giorno è da infliggere per insufficienti ricerche (cfr.
STCA 38.2001.262 del 30 settembre 2002 consid. 2.10; STCA 38.2012.4 del 22
marzo 2012 consid. 2.10.).

 

                                         Al
riguardo giova segnalare la direttiva n. 477 relativa a sospensioni nel caso di
attività stagionali emessa dalla Sezione del lavoro il 30 aprile 2010, in modo concorde alla giurisprudenza e alla circolare n. 114a, prevede che:

 

"
(…)

La durata della sospensione avviene in considerazione
della colpa dell’assicurato, operando una valutazione complessiva degli sforzi
svolti durante i 3 mesi immediatamente precedenti la disoccupazione e durante
tutta la durata dell’impiego stagionale. Per garantire omogeneità
d’applicazione e offrire una base di valutazione comune i giorni di sospensione
dovranno essere determinati tenendo conto di quanto segue:

-      
durante i tre mesi prima della
disoccupazione

             ricerche insufficienti 3 giorni / per
ogni mese

             ricerche inesistenti 4 giorni / per ogni
mese

-      
durante ogni mese nel resto
dell’anno

             ricerche insufficienti 1 giorno

             ricerche inesistenti 2 giorni

 

in totale, in qualsiasi caso, senza superare in ogni
caso il massimo di 18 giorni fissato dalla Lista delle sospensioni SdL”. (Cfr. STCA 38.2012.12 del 4 ottobre 2012 consid. 2.11.)

 

                                         Nel caso in esame l'URC
ha inflitto all’insorgente sei giorni di sospensione dal diritto alle indennità
(3 giorni per insufficienti ricerche nel mese di agosto 2015 + 3 giorni per
insufficienti ricerche nel mese di settembre 2015; cfr. doc. B).

 

                                         Tutto ben considerato,
alla luce della prassi sopra esposta (3 giorni di sospensione per mese a
seguito di insufficienti ricerche negli ultimi tre mesi di lavoro prima della
disoccupazione senza però superare in ogni caso il massimo di 18
giorni) la sanzione di sei giorni, in concreto, risulta conforme al
principio della proporzionalità (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         Questa
soluzione si giustifica tanto più se si considera che, per costante
giurisprudenza, il Giudice non può scostarsi dalla valutazione
dell’amministrazione senza fondati motivi (cfr. DTF 137 V 71; DTF 123 V 152
consid. 2; DLA 1998 no. 10 pag. 52 consid. 2; STF C 153/06 del 12 marzo 2007
consid. 2.2).

 

                                         Conseguentemente
la decisione su opposizione del 31 dicembre 2015 contestata deve essere
confermata.

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti