# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 235bfcd9-4f48-5e91-b67b-339c7d97a009
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-05-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 04.05.1998 11.1995.127
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1995-127_1998-05-04.html

## Full Text

Incarto n.

  11.95.00127

  	
  Lugano,

  14 luglio 1997/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Romanzini,
  vicecancelliere

  

 

 

sedente
per statuire nella causa n. ______ (nullità di disposizioni a causa di morte, riduzione
di disposizioni fra vivi, rendiconto, restituzione e risarcimento danni) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4, promossa
con petizione del 14 settembre 1990 da

 

	
   

  	
  __________, __________ 

  (ora
  patrocinato dall’avv. __________ __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________.
  __________, __________

  (patrocinato
  dall’avv. __________ __________, __________),  

   

  

 

giudicando
ora sul decreto del 17 agosto 1994
con cui il Pretore ha statuito sulle eccezioni di incompetenza per
territorio e di carente legittimazione passiva;

 

esaminati
gli atti,

 

posti
i seguenti 

 

punti di
questione:     1.   Se dev’essere accolto l’appello del 19 settembre
1994 presentato dal __________. __________ __________ contro il decreto emesso
il 17 agosto 1994 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

 

in fatto:                    A.   __________,
cittadino germanico domiciliato ad __________, è unico erede legittimo di
__________ __________ __________ __________ nata __________ -__________,
cittadina svizzera attinente di __________ con ultimo domicilio a __________
(doc. AM 6, AM 7), deceduta a __________ (__________) il 15 settembre 1989. Suo
marito, __________, e il primogenito __________ le sono premorti il __________
1985 (doc. AM 2, AM 5), rispettivamente il __________ 1967 (doc. AM 3, AM 5).

 

                                  B.   __________, che
disponeva di un ingente patrimonio in Svizzera e all’estero, ha lasciato
testamenti pubblici e olografi, codicilli, contratti successori e divisori con
il coniuge e i figli o con il solo figlio superstite. Con testamento pubblico
del 30 maggio 1986 (doc. P, pag. 2), in particolare, essa ha istituito suo
erede insieme con il figlio __________– per la metà, subordinatamente per la
parte disponibile – __________ __________, cittadino germanico nato nel 1951,
conosciuto su una nave da crociera all’inizio del 1984. Divenuto suo ______ e
accompagnatore personale, questi avrebbe ricevuto da __________ __________ beni
e denaro a vari titoli. In un codicillo olografo (Nachtrag) del 31
luglio 1986 __________ __________ ha precisato quali beni sarebbero spettati al
figlio __________ e quali a __________ __________. Con un’aggiunta del 10
febbraio 1988 (Zusatz zum Testament: doc. T, pag. 3), poi, essa ha
ridotto il figlio alla porzione legittima e ha dichiarato di lasciare l’intera
sua quota disponibile “come legato” a __________ __________, designato suo
esecutore testamentario; l’intera successione è stata sottoposta al diritto
svizzero. A __________ __________ la testatrice ha conferito, il giorno stesso,
procura generale valida anche post mortem (doc. U).

 

                                  C.   Il 23
settembre 1989 __________ __________ __________ ha chiesto al Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 4, il beneficio d’inven-tario (art. 580 CC; inc.
n. __________). Con istanze cautelari dell’ 11 ottobre 1989 (inc. n.
__________), 24 ottobre 1989 e 14 settembre 1990 (inc. n. __________) egli ha
postulato inoltre – fra altre misure provvisionali – il blocco di ogni disposizione
sui beni dell’eredità e su quelli devoluti a __________ __________, la
sospensione della procura generale 10 febbraio 1988 e della nota designazione di
esecutore testamentario, come pure l’ammini-strazione giudiziale di tutto il
compendio ereditario. Statuendo il 26 ottobre 1989 senza contraddittorio, il
Pretore ha decretato il blocco di ogni disposizione sui beni dell’eredità, ha
inibito l’efficacia della procura generale e ha sospeso la designazione di
esecutore testamentario. Il blocco di ogni disposizione sull’eredità è stato
confermato il 2 novembre 1990, durante la fase istruttoria. La discussione
finale sull’assetto cautelare ha avuto luogo il 14 dicembre 1990.

 

                                  D.   Nel frattempo, con
petizione del 14 settembre 1990 Ro__________ert __________ __________ ha
promosso causa davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, chiedendo
a __________ __________ il rendiconto della sua attività come ______,
segretario, amministratore, consulente, procuratore generale e speciale di
__________ __________ (richieste di giudizio n. 1 e 2), l’immissione in
possesso della successione quale erede unico (n. 4), l’accertamento della
nullità – rispettivamente l’annullamento o la revoca – di disposizioni
testamentarie e liberalità a favore del convenuto (n. 3), con obbligo per
quest’ultimo di restituire appartamenti donatigli a __________ (n. 5), l’intero
possedimento della scuderia “__________ __________ ” a __________ (__________)
e il relativo inventario (n. 6.1), 6 quadri d’autore oggetto di una convenzione
particolare (doc. S, n. 6.2), partecipazioni societarie (pt. 6.3), vetture di
lusso (n. 8.1), natanti (n. 8.2), proprietà immobiliari sull’isola di __________,
in __________ (n. 8.3), diritti e averi sulla __________ __________ di
__________ (n. 8.4), in subordine il rispettivo controvalore, oltre al rimborso
di donazioni in denaro per complessivi fr. 2 338 265.– (n. 7). L’attore ha
chiesto inoltre l’accertamento della nullità – in via subordinata
l’annullamento o la revoca – di tutti i prelevamenti, gli incassi e i
versamenti a favore del convenuto, con obbligo per quest’ultimo di rifondere
fr. 14 465 000.– (n. 9), come pure l’accertamento della nullità – in subordine
l’annulla-mento o la revoca – di tutti i prelevamenti, gli incassi e i
versamenti eseguiti dal convenuto medesimo, con obbligo di rifondere ulteriori
fr. 4 340 817.– oltre interessi (n. 10). Infine egli ha concluso perché
__________ __________ sia tenuto a versare complessivi fr. 20 000 000.– con
interessi in sostituzione di altri oggetti e valori non rintracciabili, per
risarcimento danni oppure per indebito arricchimento (n. 11).

 

                                  E.   Nella sua risposta
del 1° marzo 1991 il convenuto ha instato anzitutto per la sospensione del
processo finché fosse stato definito il conflitto di competenza con le autorità
austriche circa gli immobili posti in quello Stato, rispettivamente finché
fosse stato confezionato l’inventario della successione. In ordine il convenuto
ha contestato la competenza territoriale del Pretore per tutte le richieste di
giudizio che esulano dal diritto successorio e nel merito ha proposto il
rigetto della petizione in ogni suo punto, chiedendo di essere esplicitamente
dichiarato legatario per il valore di un quarto della successione. In via
eventuale egli ha posto in compensazione le sue pretese di legatario e ha
preteso la consegna di 4 quadri d’autore oggetto della già citata convenzione
particolare, subordinatamente la rifusione del loro valore. Egli ha contestato
infine la propria legittimazione passiva per quanto attiene a richieste di
restituzione che non lo riguardano direttamente, ma che concernono terze
persone (fisiche e giuridiche) non convenute in lite.

 

                                  F.   All’udienza del 7
giugno 1991, indetta per discutere le eccezioni, l’attore ha censurato il
comportamento del convenuto come dilatorio e abusivo; in subordine, nel caso in
cui fosse stata accolta l’eccezione di legittimazione passiva, egli ha
presentato richieste di giudizio parzialmente modificate. Lo stesso 7 giugno
1991 è cominciata l’udienza preliminare, proseguita il 28 giugno e il 15
novembre 1991.

 

                                  G.   Con decreto del 17
agosto 1994 il Pretore ha dichiarato senza oggetto la richiesta di sospensione,
sia perché nel frattempo la questione della competenza con le autorità
austriache si era risolta, sia perché il notaio incaricato aveva concluso
l’inventario della successione. Riguardo alla competenza per territorio, egli
ha respinto l’eccezione ritenendo dato il foro sia a norma dell’ art. 87 cpv. 2
LDIP (diritto successorio) sia in virtù dell’art. 129 cpv. 2 LDIP (azioni
derivanti da atto illecito). Il Pretore ha accolto invece l’eccezione di
legittimazione passiva, nel senso che ha dimesso dalla lite i terzi non convenuti
e ha rettificato di conseguenza le richieste di giudizio n. 5.1, 6.2, 8, 8.1,
8.2, 8.3 e 8.4. La tassa di giustizia (fr. 1’000.–) e le spese del decreto sono
state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.

 

                                  H.   Contro il decreto
appena citato __________ __________ è insorto con un appello del 19 settembre
1994 nel quale chiede che, in riforma del giudizio impugnato, la sua eccezione
di incompetenza per territorio sia accolta, le richieste di giudizio n. 1, 2 e
11 siano respinte e le richieste n. 5.1, 6.2, 8, 8.1, 8.2, 8.3, 8.4 siano
rettificate nel senso di togliere ogni ordine rivolto a terzi.

 

                                    I.   In una lettera del
21 settembre 1994 a questa Camera il Pretore ha comunicato di conferire effetto
sospensivo all’appello e ha riconosciuto che il dispositivo del decreto
sull’eccezione di legittimazione passiva contiene errori di trascrizione, onde
la parziale fondatezza dell’appello. Con ordinanza del 28 dicembre 1994 questa
Camera ha rinviato quindi gli atti al Pretore perché rettificasse il
dispositivo e statuisse formalmente sull’effetto sospensivo. Il Pretore ha
ottemperato all’invito il 22 febbraio 1995, notificando alle parti copie
emendate del decreto e concedendo formalmente all’appello il beneficio
dell’effetto sospensivo. 

 

                                         Con lettera dell’8 marzo
1994 (recte: __________) al Pretore, trasmessa in copia a questa Camera, il
convenuto ha segnalato quattro passaggi non corretti del decreto (richieste di
giudizio n. 6.2, 8, 8.2, 8.3), sollecitandone la rettifica e dichiarando di considerare
senza oggetto, per il resto, l’appello sulla carente legittimazione passiva. Il
9 marzo 1995 l’attore ha comunicato di opporsi alla rettifica delle richieste
di giudizio n. 8.2 e 8.3.

 

                                  L.   Il 14 aprile 1995
__________ __________ __________ si è rivolto a questa Camera perché
l’appellante fosse obbligato a prestare una cauzione processuale di fr. 50
000.– in garanzia di spese e ripetibili. L’appellante si è opposto alla
domanda. In parziale accoglimento dell’istanza, con decreto del 23 novembre
1995 questa Camera ha invitato l’appellante a fornire una cauzione di fr. 15
000.–; gli oneri processuali di fr. 270.– sono stati posti per un terzo a
carico dell’appellante e per due terzi a carico di __________ __________
__________, tenuto a rifondere alla controparte fr. 300.– per ripetibili
ridotte. La cauzione è stata versata tempestivamente.

 

                                  M.   Nelle sue
osservazioni dell’8 maggio 1995 all’appello, __________ __________ __________
propone di respingere il gravame e di confermare il decreto del Pretore,
chiedendo che sull’eccezione di incompetenza per territorio il ricorso sia
dichiarato temerario. Quanto all’eccezione di legittimazione passiva, egli
sostiene che l’appello va addirittura stralciato dai ruoli poiché la versione
corretta del decreto sarebbe passata in giudicato; in subordine, egli consente
a rettifiche meramente grammaticali, purché non comportino una modifica della
richiesta di giudizio.

 

 

Considerando

 

 

in diritto:                   I.   Sull’eccezione
di incompetenza per territorio

 

                                   1.   Il Pretore ha
affermato la propria competenza per territorio a statuire su tutte le richieste
di giudizio. L’appellante non contesta la pertinenza dell’art. 87 cpv. 2 LDIP
per le richieste di giudizio fondate sul diritto successorio, ma fa valere che
il rendiconto da lui preteso per la sua asserita attività di ______ (richiesta
di giudizio n. 1), di segretario personale, amministratore, consulente di
fiducia, procuratore generale e speciale di __________ __________ (n. 2), come
pure la pretesa di fr. 20 000 000.– oltre interessi per la sostituzione di
oggetti, valori ricevuti o procacciati non rintracciabili, per risarcimento
danni o per indebito arricchimento (n. 11) non hanno alcuna attinenza con il
diritto successorio né con atti illeciti, nemmeno invocati dall’attore e di cui
non sono lontanamente dati i presupposti. Il Pretore ha affermato la propria
competenza su tutto il contenzioso argomentando che in buona parte gli atti
pregiudizievoli rimproverati al convenuto (disposizioni patrimoniali e verso banche,
atti elusivi di contratti successori, inosservanza del blocco cautelare, inadempimento
dell’obbligo di amministrazione e di rendiconto) si sarebbero svolti e avrebbero
avuto effetto a Lugano, dov’era amministrato il patrimonio di __________
__________. Il foro di Lugano sarebbe dato, di conseguenza, anche nella misura
in cui le richieste di giudizio risultino fondate sull’atto illecito.

 

                                   2.   Sui presupposti
processuali, compresa la competenza per territorio, il giudice statuisce con
decreto (art. 100 cpv. 1 CPC). Ove la competenza dipenda dalla natura giuridica
della pretesa, il giudice esamina anche il merito della lite (Sträuli/Messmer, Kommentar zur
zürcherischen Zivilprozessordnung, 2ª edizione, § 111 n. 4 con richiami).
L’onere di provare la competenza del giudice adito incombe all’attore,
indipendentemente dal fatto che la causa implichi questioni di diritto internazionale
(Schnyder in: Kommentar zum
schweizerischen Privatrecht, Basilea 1996, nota 9 ad art. 2 LDIP). Nella
fattispecie nessuna delle parti ha domicilio in Svizzera né ha cittadinanza
svizzera (entrambe sono di nazionalità germanica: decreto impugnato, consid.
6). Inoltre tra la Svizzera e il __________ __________ __________, domicilio
del convenuto, non esistono trattati che disciplinano questioni di  foro,
sicché occorre far capo nella fattispecie alla legge federale sul diritto internazionale
privato, per altro entrata in vigore quando __________ __________ era ancora in
vita (1° gennaio 1989). Ora, la competenza del foro di Lugano per le richieste
di giudizio aventi natura successoria è fuori discussione. Come ha rilevato il
Pretore (decreto impugnato, consid. 6), la testatice era attinente di Lugano e
la professio iuris espressa nel suo ultimo atto di disposizione a causa
di morte (il codicillo del 10 febbraio 1988) è incontestata (art. 87 cpv. 2 e
91 cpv. 2 LDIP). Il problema sussiste per le richieste di giudizio n. 1, 2 e
11, che secondo l’appellante esulano sia dal diritto successorio sia dalla
responsabilità per atto illecito.

 

                                   3.   Nella petizione
l’attore non ha specificato su quali titoli giuridici siano fondate le domande
di rendiconto e di risarcimento (sopra, consid. 1), limitandosi – invero confusamente
– a sostenere che “la presente petizione è azione di nullità per immoralità e
vizio di volontà (...), che la stessa è fondata sulle norme del Codice civile a
protezione della legittima, che le pretese sono fondate sulla violazione
contrattuale, sull’atto illecito, sulla lesione ecc.” (pag. 38), sull’indebito
arricchimento, sulla gestione senza mandato, in sostanza “per ogni titolo”
(pag. 48). Nelle osservazioni all’appello (pag. 11 seg.) egli soggiunge
che le tre richieste di giudizio sarebbero strettamente legate alle domande
successorie, sia per la relazione che intercorre fra il rendiconto chiesto al
______ e la prospettata inefficacia di disposizioni fra vivi o a causa di
morte, sia per il rapporto tra il rendiconto del segretario e amministratore –
rispettivamente il risarcimento del danno contrattuale, l’arricchimento indebito
e l’atto illecito – e l’azione di riduzione. Egli sottolinea che tutte le
disposizioni patrimoniali sarebbero avvenute negli ultimi 5 anni di vita della
testatrice e fa valere che il rendiconto serve non solo a chiarire, dal profilo
successorio, in che misura la volontà della ______ sia stata influenzata dal
______, ma anche a definire le pretese di riduzione e di restituzione. A suo
parere, le tre domande sarebbero talmente connesse e interdipendenti con
questioni successorie che sarebbe impossibile scinderle.

                                         

                                   4.   Che in concreto le
tre richieste di giudizio trascendano l’ambito successorio è manifesto e
finanche ammesso – di scorcio –dall’attore, il quale riconosce trattarsi di azioni
contrattuali, se non fondate sull’indebito arricchimento o sull’atto illecito
(osservazioni, pag. 11 punto 8d). In effetti le richieste non sgorgano dal diritto
ereditario né si rapportano direttamente allo statuto successorio dell’attore
(sulla nozione di “diritto successorio”: Schnyder,
op. cit, note 5 seg. ad art. 86 LDIP). Benché connesse indirettamente e in
qualche modo con le azioni di nullità e di riduzione, le tre domande potrebbero
essere introdotte indipendentemente dalle pretese di natura ereditaria. Esse
non ricadono di conseguenza sotto l’art. 87 cpv. 2 LDIP. Ciò posto, occorre
esaminare se per tali richieste di giudizio il foro di Lugano sia dato in virtù
di altre norme del diritto internazionale privato.

 

                                   5.   Con la domanda n. 1
l’attore ha chiesto al convenuto – come detto – un rendiconto della sua attività
sanitaria, asserendo che come ______ quegli avrebbe commesso ripetuti illeciti,
in particolare somministrando alla testatrice farmaci troppo forti, che
combinati con l’effetto dell’alcol avrebbero provocato uno stato di isolamento
e di dipendenza (petizione, pag. 25 n. __________), permettendogli di plagiare
l’anziana __________ (pag. 29 n. __________), truffandola addirittura su
presunti investimenti redditizi (pag. 31 n. __________), fino a irretirla (pag.
31 n. __________), e ciò a fini di lucro (pag. 33 n. __________). Che
rimproveri di tale indole possano configurare – se provati – gli estremi
dell’atto illecito (addirittura reiterato) appare evidente. Il fatto è che con
la richiesta di giudizio n. 1 l’attore si limita a esigere dal convenuto il
rendiconto del proprio operato come ______. Si tratta pertanto di una vera e
propria azione di rendiconto, non di un’azione di risarcimento danni, né di
accertamento, né di ripristino o di cessazione dell’illecito, né tanto meno di
rettifica. L’art. 129 LDIP non è quindi applicabile (Dutoit, Commentaire de la loi fédérale du 18 décembre 1987,
Basilea 1996, n. 1 ad art. 129 LDIP).

 

                                         Un’altra questione è
sapere se il foro di Lugano possa giustificarsi alla luce dell’art. 113 LDIP,
secondo cui un’azione derivante da contratto può essere promossa nel
luogo svizzero di adempimento se – come in concreto – il convenuto non ha né domicilio
né dimora abituale né stabile organizzazione in Svizzera, ma la prestazione
dev’essere quivi eseguita. Il convenuto nega invero qualsiasi rapporto
contrattuale con la testatrice, ma ciò riguarda il merito della lite, non la
competenza. Ora, per luogo di adempimento si intende quello della prestazione
richiesta (Heini in: IPRG
Kommentar, Zurigo 1993, note 10, 16 e 17 ad art. 113 LDIP; meno categorici Amstutz/Vogt/Wang in: Kommentar zum
schweizerischen Privatrecht, cit., note 7 e 14 ad art. 113 LDIP). Se le parti
non si sono accordate previamente al riguardo, la determinazione del luogo di
adempimento può riuscire difficile (Amstutz/Vogt/Wang,
op. cit., n. 13 ad art. 113 LDIP con riassunto della della dottrina; Heini, op. cit., n. 14 seg. ad art. 113
LDIP; Dutoit, op. cit., n. 2
segg. ad art. 113 LDIP). Sia come sia, comunque si interpreti la nozione di
luogo di adempimento nel caso in esame, nulla induce a ritenere che in concreto
le cure mediche dovessero essere prestate a Lugano o che l’obbligo di
rendiconto dovesse essere adempiuto a Lugano. Domiciliata a __________, la
testatrice soggiornava a Lugano solo due mesi l’anno (petizione, pag. 23, punti
28–31); per il resto si divideva fra __________, __________ (__________),
__________ e __________ __________ (osservazioni all’appello, pag. 17 punto
9d). Il convenuto, a sua volta, è domiciliato a __________. Lugano non può
quindi considerarsi luogo di adempimento e nemmeno luogo di adempimento
determinante, ovvero avente la connessione più stretta con l’eventuale mandato.
Che l’amministrazione patrimoniale di __________ __________ fosse a Lugano non
è, invero, di alcun rilievo per il mandato di cura che la testatrice avrebbe
conferito all’appellante. Ne segue che – alla stessa stregua degli art. 87 cpv.
2 e 129 LDIP – l’art. 113 LDIP non è applicabile alla fattispecie. Su questo
punto l’appello deve perciò essere accolto e il decreto del Pretore riformato.

 

                                         L’attore obietta che, sia
come sia, Lugano rimane un foro di necessità (art. 3 LDIP), non potendosi
ragionevolmente pretendere ch’egli agisca a __________, “paradiso giudiziario”,
dove un procedimento contro il convenuto non porterebbe a nulla di fruttuoso.
L’obiezione non può essere condivisa. Il __________ __________ __________ è
dotato di una propria giurisdizione civile e la sola sfiducia che l’attore
esprime verso i tribunali di quello Stato non basta a giustificare un foro di
necessità in Svizzera, tanto meno se si considera che l’art. 3 LDIP va
interpretato restrittivamente (Dutoit,
op. cit., note 4 e 5 ad art. 3 LDIP con riferimenti). Né l’eccezione di
incompetenza sollevata dal convenuto si sospinge nell’abuso o appare temeraria,
come pretende l’attore. A prescindere dal fatto che l’appello deve essere parzialmente
accolto, l’inusuale durata della causa è dovuta anche all’esposizione inutilmente
diffusa, complessa e a tratti farraginosa delle allegazioni nei memoriali
dell’attore, alla mole di documenti prodotti  e al richiamo di interi carteggi
processuali, ciò che ritarda oggettivamente il corso della causa.

 

                                   6.   Con la domanda n. 2
l’attore ha chiesto rendiconto al convenuto per l’attività di segretario
privato, consulente di fiducia, amministratore, procuratore generale e speciale
della testatrice. Ancora una volta l’appellante critica il Pretore per avere
respinto l’ecce-zione di incompetenza territoriale, ribadendo di non avere mai
avuto domicilio né dimora né ufficio a Lugano, dove nega di avere svolto
qualsivoglia attività o di avere anche solo firmato un documento per conto
della testatrice, la quale disponeva anzi di un’amministrazione propria. Egli
rileva inoltre che la sostanza di __________ __________ depositata a Lugano, di
minima entità per rapporto all’intero patrimonio, era limitata a due conti
presso __________, sui quali egli non ha mai operato.

 

                                         Quanto illustrato al
considerando che precede in relazione al rendiconto in qualità di ______ vale
anche – in via analogica – per il rendiconto di segretario privato, consulente
di fiducia, amministratore e procuratore. L’attore non indica a quale titolo giuridico
si àncori la sua richiesta (petizione, pag. 8, 10, 18, 25, 30, 34 seg., 47),
limitandosi una volta di più ad allegare che il convenuto sarebbe riuscito
progressivamente a fungere da amministratore, procuratore, segretario e
consulente della testatrice, fino a dilapidarne la sostanza. Ammesso e non
concesso, però, che la testatrice abbia affidato al convenuto un mandato come
quello descritto nella petizione, non risulta minimamente che il luogo di
adempimento fosse Lugano. L’esistenza dei conti presso __________ a Lugano
(doc. AB, AB 41–70) non basta lontanamente a confortare una simile tesi. Che a
Lugano avesse sede l’amministrazione dei beni della testatrice non significa
poi che il convenuto dovesse assolvere le proprie eventuali mansioni a Lugano,
tanto meno se si pensa che l’amministrazione era già curata da terzi. Ancora
una volta, di conseguenza, il foro di Lugano non si trova sorretto né dall’art.
129 LDIP né dall’art. 113 LDIP. A torto perciò il Pretore ha accertato a tale
riguardo la propria competenza.

 

                                   7.   L’appellante censura
altresì la competenza per territorio del Pretore in relazione alla domanda n.
11 con cui l’attore gli ha chiesto la rifusione di fr. 20 000 000.– per risarcimento
danni da contratto, atto illecito e indebito arricchimento. La pretesa è connessa
alla fattispecie relativa alla domanda n. 2 (appello, pag. 18 punto 11).

 

                                         L’ipotesi di un risarcimento
danni da contratto è disciplinata – come si è visto – dall’art. 113 LDIP. Se
non che, nessun elemento suffraga l’eventualità che il luogo di adempimento del
possibile mandato fosse Lugano. Quanto alle azioni derivanti da indebito
arricchimento, l’art. 127 LDIP dichiara competenti i tribunali svizzeri del
domicilio o, in mancanza di domicilio, della dimora abituale o del luogo della
stabile organizzazione del convenuto. Nel caso in esame tuttavia il convenuto
non risulta adempiere alcuna di queste ultime condizioni, di modo che il foro
di Lugano cade già per tale motivo. Rimane l’eventualità che a Lugano siano
stati perpetrati o abbiano avuto effetto atti illeciti (art. 129 LDIP), come ha
ritenuto il Pretore con riferimento a ordini che il convenuto avrebbe impartito
all’amministrazione e alle banche, alla prospettata elusioni di contratti
successori, all’inosservanza del blocco cautelare, all’inadempimento
dell’obbligo di amministrazione e di rendiconto.

 

                                         L’attore precisa nelle
osservazioni all’appello (pag. 25, punto 12ba) che il danno si riconduce – tra
l’altro – a indebiti prelevamenti del convenuto dai conti bancari di Lugano,
alla dilapidazione di beni rientranti nel compendio ereditario e alla violazione
di patti successori. La domanda di risarcimento si fonda pertanto, in tutto o
in parte, su atti illeciti che il convenuto avrebbe compiuto a Lugano. È vero
che dall’inventario della successione risulta, a Lugano, solo una piccola parte
dei beni e che per il resto gli attivi dell’eredità si trovavano fuori Cantone
o all’estero. La questione di sapere però se il convenuto abbia veramente
compiuto atti illeciti a Lugano o con effetto a Lugano è una questione di
merito, che incomberà all’attore dimostrare. La competenza per territorio può
ritenersi data nella misura in cui l’attore lamenta atti illeciti. Su questo
punto l’appello si rivela pertanto infondato.

 

                                   II.   Sull’eccezione
di carenza di legittimazione passiva

 

                                   8.   In seguito
all’appello il Pretore ha corretto il dispositivo n. 2 del decreto impugnato,
modificando le richieste di giudizio n. 5.1, 6.2, 8, 8.1, 8.2, 8.3 e 8.4 al
fine di togliere – in accoglimento dell’eccezione di carente legittimazione
passiva – ogni ingiunzione a terzi non convenuti in lite. Contro la versione
definitiva del decreto l’attore non è insorto. L’appellante dichiara parzialmente
evaso il suo ricorso, ma rimprovera al Pretore di non avere adeguatamente
emendato le richieste n. 6.2, 8, 8.2 e 8.3. L’attore non si oppone alla
prospettata modifica delle richieste n. 6.2 e 8, ma avversa il cambiamento
delle richieste n. 8.2 e 8.3. In tale misura la contestazione sussiste. Non è
vero in ogni modo che – come pretende l’attore – le modifiche prospettate
dovessero essere chieste al Pretore in via di interpretazione (osservazioni
all’appello, pag. 4 punti 4ac e 4e). Il dispositivo originario non era infatti
né ambiguo né oscuro, di modo che non vi era spazio per interpretazione di
sorta (art. 333 CPC). Nella misura in cui il Pretore ha spontaneamente
rettificato il suo decreto, l’esemplare corretto del giudizio notificato alle
parti costituisce una decisione finale a norma dell’art. 339 CPC. L’appello è
pertanto ricevibile.

 

                                   9.   Che con una
decisione giudiziaria non possano essere impartiti ordini o constatati obblighi
di persone non convenute in giudizio, non succedute nel processo, non chiamate
in causa e nemmeno oggetto di una domanda di edizione (ovvero che non possano
essere colpiti terzi cui non è stata offerta la possibilità di esprimersi) appare
palese e non è seriamente contestato nemmeno dall’attore. Le modifiche apportate
dal Pretore alle richieste di giudizio avevano precisamente lo scopo di
limitare le domande dell’attore alla persona del convenuto, esclusi i terzi.
Per quanto attiene alle richieste di giudizio n. 6.2 e 8, si tratta di semplici
modifiche grammaticali (cui l’attore non si oppone), intese a sostituire “in
loro possesso” con “in suo possesso” (8ª riga del dispositivo n. 6.2),
rispettivamente “gli importi loro pervenuti” con “gli importi a lui pervenuti”
(8ª riga del dispositivo n. 8). In proposito non vi è contenzioso. Rimangono da
esaminare i dispositivi n. 8.2 e 8.3.

 

                                10.   Nella richiesta di
giudizio n. 8.2 l’attore insta perché sia fatto ordine “al __________.
__________ __________ di trasferire rispettivamente senza onere né controprestazione
l’immatricolazione, la proprietà e il possesso di tutti i natanti intestati al
__________. __________ o società da lui controllate [segue la descrizione di
due panfili da diporto]”. L’appellante sollecita a ragione l’eliminazione delle
parole “o società da lui controllate”. Intanto di tali società tutto si ignora,
di modo che non è dato a divedere se e come il convenuto ottemperi poi
all’ingiuzione. Inoltre le “società da lui controllate” non sono in alcun modo
coinvolte nel processo, né possono esprimersi o tanto meno difendersi. Al
riguardo l’appello è pertanto fondato, nel senso che la citata locuzione va
tolta dalla richiesta di giudizio.

 

                                         Nella richiesta di
giudizio n. 8.3 l’attore propone che sia “fatto ordine al __________.
__________ __________ e all’__________ __________, __________ __________ [segue
l’indirizzo] di trasferire all’attore senza onere né controprestazione villa e
terreno di sua proprietà o già di proprietà del __________. __________
__________ e/o di sue società sopraddette, situati in __________ [segue la
descrizione]”. L’appellante postula lo stralcio del passaggio “e/o di sue società
sopraddette”. A giusto titolo, e ciò per i motivi appena illustrati. Ci si
potrebbe finanche domandare se dalla formulazione della richiesta di giudizio
non debba essere tolto anche il passaggio “o già di proprietà del dott.
__________ __________ ”, che implica l’evizione di fondi a terzi estranei al
processo. In assenza di una precisa conclusione dell’appellante l’interrogativo
può rimanere aperto.

 

                                  III.   Sulle spese e le
ripetibili

 

                                11.   Spese e ripetibili del
giudizio odierno seguono la vicendevole soccombenza (art. 148 cpv. 2 CPC).
L’appellante vede accolte le censure sulla competenza per territorio relativamente
ai suoi obblighi di rendiconto, ma soccombe – questione assai più importante –
sulla competenza per territorio in merito alle richieste di risarcimento per
atto illecito. Quanto alla carenza di legittimazione passiva, egli ottiene
causa vinta su tutte le correzioni richieste, anche se in due casi l’attore ha
dichiarato di non opporsi alla modifica e in tale misura non può quindi essere
considerato perdente. Si tratta – comunque sia – di migliorie redazionali, il
Pretore stesso avendo già accolto nella sostanza l’eccezione di carente
legittimazione passiva. L’appellante risultando soccombere in misura maggiore
della controparte, appare giustificato che sopporti due terzi degli oneri
processuali, con obbligo di rifondere all’attore un’adeguata indennità per
ripetibili ridotte. Sull’ammontare di tali ripetibili (art. 150 CPC) si rinvia
al decreto del 23 novembre 1995 con cui questa Camera ha fissato l’entità della
cauzione processuale a carico dell’appellante. Non è il caso invece di
modificare il giudizio sugli oneri processuali di prima sede, al cui proposito
l’attuale sindacato non incide in maniera apprezzabile.

 

Per questi motivi

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

pronuncia:               I.   Nella misura in cui non
è divenuto privo d’oggetto, l’appello è parzialmente accolto e il decreto
impugnato è riformato nei suoi dispositivi (versione corretta del 17 febbraio
1995) come segue:

 

1.  L’eccezione
di incompetenza per territorio è accolta relativamente alle richieste di
giudizio n. 1 e 2; relativamente alla richiesta di giudizio n. 11 l’eccezione è
accolta in quanto tale richiesta risulti fondata su un titolo giuridico diverso
dalla responsabilità per atto illecito.

 

2.  Le
richieste di giudizio n. 5.1, 6.2, 8, 8.1, 8.2, 8.3 e 8.4 sono così modificate:

                                                                                

5.1  (invariato)

 

6.2  È
constatata e/o dichiarata nulla e/o annullata e/o decaduta per revoca,
subordinatamente per riduzione a zero la pattuizione di cui all’atto notarile
10 febbraio 1988 (doc. __________, atto n. __________del notaio __________
__________ di __________ denominato Vereinbarung betreffend die Abgeltung
erbrechter Dienstleistungen) e di conseguenza è fatto ordine a __________
__________ di riconsegnare alla successione fu __________ __________, e per
essa all’erede unico __________ __________ __________ __________ __________,
senza controprestazione, tutti i quadri della o già della __________ __________
in suo possesso diretto o indiretto, mediato o immediato, in specie i seguenti
quadri:

       – __________

       – __________

       – __________

       – __________

       – __________

       __________

       con la comminatoria dell’art. 292
CP in caso di inadempimento.

 

       I lemmi __________.__________§ e
__________.__________§§ rimangono invariati.

8.    Sono
constatate e/o dichiarate nulle e/o annullate e/o decadute per revoca, subordinatamente
per riduzione a zero tutte le devoluzioni della defunta __________ __________ a
__________ __________ a titolo gratuito, senza causa specifica, o per causa o
titolo fittizi, in specie quelle destinate all’acquisto dei beni elencati al
punto 15 lettera d della petizione; è quindi fatto ordine a __________
__________ di trasferire in proprietà a __________ __________ __________
__________ __________, con interesse al 7% da ciascuna devoluzione, tutti i
beni e gli importi a lui pervenuti con mezzi di __________ __________, società
o enti o rapporti di quest’ultima, e in specie gli oggetti con tali mezzi
procacciati e più specificatamente quelli in fr. 9 150 000.– oltre interesse
del 7% dalla data della messa a disposizione dei mezzi, e con riserva di
precisarlo in base a perizia, con la comminatoria dell’art. 292 CP in caso di
inadempimento.

 

8.1  (invariato)

 

8.2  Di
conseguenza è fatto ordine a __________ __________ di trasferire
rispettivamente senza onere né controprestazione l’immatricolazione, la
proprietà e il possesso di tutti i natanti a lui intestati, e in specie:                                 

       – uno yacht o scafo da corsa
__________,

       – uno yacht o scafo da corsa __________
(____________________)            oppure __________ (__________),

       con la comminatoria dell’art. 292
CP in caso di inadempimento.

 

       I lemmi §, §§, §§§ restano invariati.

 

8.3  Di
conseguenza è fatto ordine a __________ __________ e __________ -__________
__________, __________ __________, __________, __________, di trasferire a
__________ __________ __________ __________ __________ senza onere né controprestazione
villa e terreno di proprietà o già di proprietà di __________ __________,
situate in __________n, __________ __________, e così descritte:                

       – foglio __________, n.
__________, __________ ______________________________, __________,         __________,
__________

       – foglio __________, n.
__________, __________, __________        – foglio __________, n. __________,
__________, __________

       – foglio __________, n. __________, __________    

       con la comminatoria dell’art. 292
CP in caso di inadempimento.

 

       I lemmi §, §§, §§§ restano invariati.

 

8.4  (invariato)

 

3.  (invariato)

                                         Per il resto il decreto
impugnato è confermato.

 

 

                                   II.   Gli oneri
processuali di appello, consistenti in:

                                         a) tassa di
giustizia      fr. 1000.–

                                         b) spese                         fr.    
50.–  

                                                                                fr.
1050.–

                                         sono
posti per un terzo a carico di __________ __________ __________ e per due terzi
a carico dell’appellante, che rifonderà alla controparte fr. 10 000.– per ripetibili
ridotte.

 

                                  III.   Intimazione:

                                         – avv. __________ __________,
__________;

                                         – avv. __________
__________, __________.

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 4.

 

 

per La prima Camera civile del Tribunale di appello

La presidente:                                               Il
segretario: