# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 877aa429-210c-51e6-a711-75c6dff25804
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-02-16
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 16.02.2022 RR.2021.195
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_RR-2021-195_2022-02-16.pdf

## Full Text

Sentenza del 16 febbraio 2022 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Miriam Forni e Cornelia Cova,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A., rappresentata dall'avv. Franco Faoro, 

 

Ricorrente 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all’Italia 

 

Sequestro di valori (art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP) 

 

Assistenza giudiziaria gratuita (art. 65 PA) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2021.195 
Procedura secondaria: RP.2021.57 

 

- 2 - 
 
 

 Fatti: 

A. Il 1° febbraio 2016, la Procura delle Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro, 

Direzione Distrettuale Antimafia, ha trasmesso al Ministero pubblico della Con-

federazione (in seguito: MPC) una comunicazione spontanea d’informazioni, in-

formandolo dell’esistenza di una cosca di ‘ndrangheta denominata “B.” oggetto 

di un procedimento penale in Italia, la quale sarebbe attiva anche in Svizzera 

attraverso soggetti ivi residenti, tra i quali C. Con integrazione dell’11 luglio 

2016, l’autorità italiana ha chiesto la costituzione di una squadra investigativa 

comune (v. act. 4.1). 

 

 

B. Con decisione di entrata nel merito e incidentale in materia di assistenza del 

19 agosto 2016, il Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC), 

cui l’Ufficio federale di giustizia (in seguito: UFG) ha delegato l’esecuzione della 

rogatoria (v. act. 4.3), ha accolto la domanda, precisando che le misure di ese-

cuzione sarebbero state prese separatamente (v. act. 4.4). 

 

 

C. Con complemento rogatoriale del 9 marzo 2021, l’autorità rogante ha chiesto il 

blocco dei fondi e dei valori patrimoniali intestati a C. e A., in particolare delle 

seguenti relazioni bancarie presso la banca D.: n. 1 intestata a C. e A., n. 2 

intestata a C. e n. 3 intestata a E. AG (v. act. 4.2; act. 1.2, pag. 4). 

 

 

D. Con decisioni del 18 maggio 2021, il MPC ha ordinato il sequestro rogatoriale 

delle relazioni bancarie di cui sopra (v. act. 4.5-4.7). 

 

 

E. Con scritti del 6 luglio e 17 agosto 2021, A. ha chiesto il dissequestro parziale 

delle relazioni summenzionate per il pagamento di fatture relative ai beni immo-

bili sotto sequestro, la sussistenza della famiglia A./C. nonché il versamento di 

stipendi da parte della società E. AG nei confronti di A. (v. act. 9.1 e act. 1.2, 

pag. 4). 

 

 

F. Con decisione incidentale del 3 settembre 2021, il MPC ha parzialmente accolto 

la richiesta di dissequestro parziale in questione (v. act. 1.2). 

 

 

G. Il 16 settembre 2021, A. ha interposto ricorso avverso la decisione di disseque-

stro parziale del 3 settembre 2021, presentando le seguenti conclusioni (v. act. 

1, pag. 2):  

 

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“Il dispositivo della decisione è da annullare e da riformare come segue: 

1. Modifica del disp. n. 2 

La opponente è da obbligare a rendere possibile l’accesso ai conti bancari su cui 

vengono pagati gli affitti per il finanziamento delle spese degli immobili. 

Subordinatamente, la opponente deve nominare il Signore F., […] o un’altra per-

sona come amministratore degli immobili della famiglia A./C. e incaricarlo/a 

dell’amministrazione. 

Consultazione del dossier (ex-officio) 

Spese e indennità a carico della cassa statale. 

Viene richiesto inoltre che alla ricorrente venga accordata l’assistenza giudiziaria.” 

 

 

H. Con osservazioni del 12 ottobre 2021, l’UFG ha chiesto che il gravame venga 

respinto nella misura della sua ammissibilità (v. act. 5). Con scritto del 14 otto-

bre 2021, il MPC ha postulato la reiezione integrale del ricorso (v. act. 4). 

 

 

I. Con replica dell’8 novembre 2021, trasmessa al MPC e all’UFG per conoscenza 

(v. act. 12), la ricorrente ha così precisato le sue conclusioni (v. act. 11): 

 

“Il dispositivo della decisione è da annullare e da riformare come segue: 

1. Modifica del disp. n. 2 

La opponente sia da obbligare a rendere possibile l’accesso al conto bancario n. 2 

presso la banca D. intestato a C. per quanto riguarda la somma degli affitti mensili 

versati dopo il 20.07.2020 (data del sequestro) meno i pagamenti effettuati col per-

messo per il finanziamento delle spese degli immobili. 

Subordinatamente, la opponente debba dare l’accesso al 30% della somma citata 

nella richiesta principale o, subordinatamente nominare il Signore F., […] o un’altra 

persona come amministratore degli immobili della famiglia A./C. e incaricarlo/a 

dell’amministrazione. 

Spese e indennità a carico della cassa statale”. 

 

 

Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, 

nei considerandi in diritto. 

 

 

 

 

 

 

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Diritto: 

1.   

1.1 La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale giudica i ricorsi contro 

le decisioni di prima istanza delle autorità cantonali o federali in materia di assi-

stenza giudiziaria internazionale, salvo che la legge disponga altrimenti (art. 25 

cpv. 1 legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale [AIMP; 

RS 351.1] del 20 marzo 1981, unitamente ad art. 37 cpv. 2 lett. a legge federale 

sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione [LOAP; 

RS 173.71] del 19 marzo 2010). 

 

1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italiana e 

la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione europea di 

assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in vigore il 

12 giugno 1962 per l'Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera (CEAG; 

RS 0.351.1), dal Secondo Protocollo addizionale alla CEAG dell’8 novembre 

2001, entrato in vigore il 1° dicembre 2019 per l’Italia e il 1° febbraio 2005 per 

la Svizzera (RS 0.351.12), dall'Accordo italo-svizzero del 10 settembre 1998 

che completa e agevola l'applicazione della CEAG (RS 0.351.945.41), entrato 

in vigore mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo italo-

svizzero), nonché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale dell'Unione 

europea, L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 48 e segg. della Conven-

zione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (CAS; non 

pubblicata nella RS ma consultabile sulla piattaforma di pubblicazione Internet 

della Confederazione alla voce “Raccolta dei testi giuridici riguardanti gli accordi 

bilaterali”, 8.1 Allegato A). Di rilievo nella fattispecie è anche la Convenzione sul 

riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato, conclusa a 

Strasburgo l'8 novembre 1990, entrata in vigore il 1° settembre 1993 per la 

Svizzera ed il 1° maggio 1994 per l'Italia (CRic; RS 0.311.53). Alle questioni che 

il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trattati non regola espres-

samente o implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più favore-

vole all'assistenza rispetto a quello pattizio (cosiddetto principio di favore), si 

applicano la legge sull'assistenza in materia penale, unitamente alla relativa or-

dinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 Accordo italo-

svizzero; DTF 142 IV 250 consid. 3; 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 con-

sid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 3.1). Il principio di favore vale anche nell'applica-

zione delle pertinenti norme di diritto internazionale (v. art. 48 n. 2 CAS, 39 n. 3 

CRic e art. I n. 2 Accordo italo-svizzero). È fatto salvo il rispetto dei diritti fonda-

mentali (DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c). 

 

1.3 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-

tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti 

atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 

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12 cpv. 1 AIMP; v. DANGUBIC/KESHELAVA, Commentario basilese, Internationa-

les Strafrecht, 2015, n. 1 e segg. ad art. 12 AIMP), di cui al precedente consi-

derando. 

 

1.4 Il ricorso è stato tempestivamente interposto contro una decisione di disseque-

stro parziale di un conto bancario dell’autorità federale d’esecuzione (v. art. 80k 

AIMP). Esso è quindi ricevibile sotto il profilo degli art. 25 cpv. 1 e 80k AIMP. Le 

decisioni incidentali anteriori alla decisione di chiusura possono essere impu-

gnate separatamente se causano un pregiudizio immediato e irreparabile me-

diante il sequestro di beni e valori oppure la presenza di persone che parteci-

pano al processo (art. 80e cpv. 2 AIMP). In base alla giurisprudenza, nel caso 

di ricorsi rivolti contro decisioni incidentali ai sensi dell’art. 80e cpv. 2 AIMP, 

spetta al ricorrente indicare, nel proprio atto ricorsuale, in che cosa consiste 

l’allegato pregiudizio e dimostrare che questo non potrebbe essere sanato me-

diante un giudizio che annulli, se del caso, la susseguente decisione di chiusura 

(DTF 130 II 329 consid. 2; 128 II 353 consid. 3 e rinvii). Per quanto riguarda il 

pregiudizio da prendere in considerazione, in particolare nel caso di sequestro 

di beni e valori, può trattarsi dell’impossibilità di adempiere delle obbligazioni 

contrattuali scadute (pagamento di stipendi, interessi, imposte, pretese esigibili, 

ecc.), del fatto di essere esposto a procedure di esecuzione o di fallimento, op-

pure alla revoca di un’autorizzazione amministrativa, o ancora dell’impossibilità 

di concludere affari vicini al loro sbocco. Il solo fatto di dover far fronte a delle 

spese correnti non è sufficiente, in linea di massima, a rendere verosimile un 

pregiudizio immediato e irreparabile ai sensi della predetta disposizione 

(DTF 130 II 329 consid. 2 pag. 332; sentenza del Tribunale penale federale 

RR.2007.43 del 16 maggio 2007 consid. 2.2 e rinvii). 

 

1.5 

1.5.1 La ricevibilità del gravame presuppone altresì la legittimazione a ricorrere 

dell'insorgente giusta l’art. 80h AIMP. In base a quest’ultima disposizione, oltre 

all’UFG (art. 80h lett. a AIMP), ha diritto di ricorrere chiunque è toccato perso-

nalmente e direttamente da una misura d’assistenza giudiziaria e ha un inte-

resse degno di protezione all’annullamento o alla modifica della stessa (art. 80h 

lett. b AIMP; v. anche l’art. 21 cpv. 3 AIMP per quanto concerne le persone 

contro cui è diretto il procedimento penale all’estero). Il concetto di persona toc-

cata ai sensi dei predetti articoli di legge trova concretizzazione sia nella giuri-

sprudenza che all'art. 9a OAIMP. Per essere considerato personalmente e di-

rettamente toccato da una misura di assistenza giudiziaria internazionale, il ri-

corrente deve avere un legame sufficientemente stretto con la decisione liti-

giosa (DTF 123 II 161 consid. 1 d/aa). Più concretamente, nel caso di una ri-

chiesta d’informazioni su un conto bancario è considerato personalmente e di-

rettamente toccato il titolare del conto (v. art. 9a lett. a OAIMP; DTF 137 IV 134 

consid. 5.2 e 5.2.1 e 118 Ib 547 consid. 1d), così come nelle perquisizioni do-

miciliari questa qualità spetta al proprietario o al locatario (v. art. 9a lett. b 

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OAIMP). In via giurisprudenziale è stato inoltre precisato che la legittimazione 

a ricorrere compete alla persona direttamente sottoposta a una misura coerci-

tiva (perquisizione, sequestro o interrogatorio; DTF 130 II 162 consid. 1.1; 128 

II 211 consid. 2.3; 127 II 198 consid. 2d; 126 II 258 consid. 2d; 124 II 180 consid. 

1b; TPF 2007 79 consid. 1.6 pag. 82), mentre gli interessati toccati solo in ma-

niera indiretta, come ad esempio il mero avente diritto economico di un conto 

bancario, non possono impugnare tali provvedimenti (DTF 137 IV 134 consid. 

5.2.1 e 122 II 130 consid. 2b e rinvii). 

 

1.5.2 In concreto, la ricorrente ha prodotto una procura generale con cui il marito, C., 

in data 14 gennaio 2021, le ha conferito pieni poteri di rappresentanza (v. act. 

1.3). Ciò premesso, occorre constatare che la predetta, con il suo gravame, ha 

inizialmente chiesto di obbligare il MPC “a rendere possibile l’accesso ai conti 

bancari su cui vengono pagati gli affitti per il finanziamento delle spese degli 

immobili” (act. 1, pag. 2). In sede di replica, ella ha precisato (modificato) le sue 

conclusioni, chiedendo che il MPC “sia da obbligare a rendere possibile l’ac-

cesso al conto bancario n. 2 presso la banca D. intestato a C. per quanto ri-

guarda la somma degli affitti mensili versati dopo il 20.07.2020 (data del seque-

stro) meno i pagamenti effettuati col permesso per il finanziamento delle spese 

degli immobili” (act. 11, pag. 2). Quanto precede permette dunque di concludere 

che la sola relazione oggetto del gravame è quella summenzionata, ossia la 

n. 2 presso la banca D. intestata a C. Ora, ribadito che legittimato a ricorrere è 

unicamente il titolare del conto (v. supra consid. 1.5.1), pur preso atto della pro-

cura di cui sopra fornita dalla ricorrente, si constata che il gravame è presentato 

esclusivamente a nome di A. e non di C., per cui deve essere dichiarato inam-

missibile già per questo motivo. Avesse lo stesso riguardato tutti i conti di cui la 

predetta aveva inizialmente chiesto il dissequestro parziale (v. supra Fatti lett. 

E), si rileva che la già citata procura non è valida per quanto concerne la rela-

zione n. 3 intestata a E. AG, per cui il gravame sarebbe stato per tale conto 

comunque inammissibile. Con la riformulazione delle conclusioni in sede di re-

plica, la ricorrente non ha del resto postulato il dissequestro parziale della rela-

zione n. 1 presso la banca D. intestata a lei e al marito. A riprova del fatto che 

non vi è dubbio che il ricorso sia stato fatto a proprio nome e non a quello del 

marito vi è del resto lo stesso contenuto del modulo compilato per l’ottenimento 

del beneficio dell’assistenza giudiziaria di cui infra al consid. 3.2. A prescindere 

da ciò, la ricorrente non ha reso verosimile l’esistenza di un pregiudizio imme-

diato e irreparabile ai sensi dell’art. 80e cpv. 2 AIMP e della relativa giurispru-

denza (v. supra consid. 1.4), tanto più che l’autorità d’esecuzione ha corretta-

mente autorizzato uno sblocco parziale degli averi sotto sequestro per permet-

tere alcune spese essenziali (v. act. 1.2, pag. 5 e seg.). L’inammissibilità del 

gravame è dunque pacificamente data anche sotto questo profilo. 

 

 

- 7 - 
 
 

2. In definitiva, il ricorso è inammissibile e non vi è motivo di entrare nel merito 

delle altre censure contenute nel ricorso. 

 

 

3. La ricorrente sollecita la concessione del beneficio dell'assistenza giudiziaria 

e del gratuito patrocinio nella persona dell'avv. Franco Achille Faoro 

(v. RP.2021.80, act. 1). 

 

3.1 La persona perseguita può designare un patrocinatore. Se vi prescinde o non è 

in grado di farlo e la tutela dei suoi interessi lo richiede, le è nominato un patro-

cinatore d'ufficio (art. 21 cpv. 1 AIMP). Se una parte non dispone dei mezzi 

necessari e le sue conclusioni non sembrano prive di probabilità di successo, 

l'autorità di ricorso, il suo presidente o il giudice dell'istruzione la dispensa, a 

domanda, dopo il deposito del ricorso, dal pagamento delle spese processuali 

(art. 65 cpv. 1 PA). Indipendentemente da quanto precede, il diritto all’assi-

stenza giudiziaria gratuita deriva anche dall’art. 29 cpv. 3 Cost (v. DTF 129 I 

129 consid. 2.1; sentenze del Tribunale federale 5B_578/2020 dell’11 agosto 

2021 consid. 3.1; 2C_367/2020 del 7 ottobre 2020 consid. 3.1; sulla validità 

della domanda nella procedura amministrativa, v. DTF 134 I 166 consid. 2.2; 

WALDMANN, Commentario basilese, 2015, n. 66 ad art. 29 Cost.; STEINMANN, 

Commentario sangallese, 3a ediz. 2014, n. 65 ad art. 29 Cost). Il Tribunale fe-

derale considera prive di probabilità di successo le conclusioni le cui prospettive 

di successo sono sensibilmente inferiori a quelle di insuccesso, e che di conse-

guenza non possono essere definite serie. Decisivo è sapere se una parte che 

dispone dei mezzi finanziari necessari affronterebbe ragionevolmente un pro-

cesso: chi non è disposto ad affrontare a proprie spese un processo non deve 

poterlo fare soltanto perché la procedura è gratuita. L'esistenza di sufficienti 

probabilità di successo va giudicata sommariamente in base alle condizioni al 

momento dell'introduzione della domanda (v. DTF 138 III 217 consid. 2.2.4; 133 

III 614 consid. 5; sentenze del Tribunale federale 5A_264/2012 del 6 dicembre 

2012 consid. 4.1; 5A_711/2011 del 21 dicembre 2011 consid. 3.1). 

 

L’esame della situazione finanziaria del richiedente è riferito al momento in cui 

l’istanza è presentata (v. DTF 141 III 369 consid. 4.1; sentenza del Tribunale 

federale 6B_304/2021 del 12 aprile 2021 consid. 3). La parte che richiede l'as-

sistenza giudiziaria ha il dovere di fornire ragguagli completi e, per quanto pos-

sibile, comprovati, sul proprio reddito, patrimonio e sull'insieme dei propri oneri 

finanziari. Essa è obbligata a cooperare: l’autorità confrontata con la domanda 

non è obbligata a chiarire da sola i fatti ivi contenuti né a verificare d’ufficio le 

allegazioni dell’istante (v. sentenze del Tribunale federale 5B_578/2020 consid. 

3.3; 2C_367/2020 consid. 3.3; 5A_716/2018 del 27 novembre 2018 consid. 3.2; 

9C_784/2017 del 12 gennaio 2018 consid. 2). Le informazioni e i relativi mezzi 

di prova devono fornire un'immagine fedele, completa e coerente della situa-

zione finanziaria del richiedente (v. DTF 135 I 221 consid. 5.1). In caso contrario 

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l'istanza deve essere respinta, non essendo sufficientemente sostanziato o di-

mostrato lo stato di indigenza (v. DTF 125 IV 161 consid. 4a; sentenze 

5B_578/2020 consid. 3.3; 2C_367/2020 consid. 3.3; sentenze del Tribunale pe-

nale federale RP.2014.62 del 26 agosto 2014 consid. 2.1; BH.2006.6 del 

18 aprile 2006 consid. 6.1; cfr. anche HARARI/JAKOB/SANTAMARIA, Commentario 

romando, 2a ediz. 2019, n. 59a e 59b ad art. 132 CPP; BÜHLER, Die Prozess-

armut, in C. Schöbi [ed.], Gerichtskosten, Parteikosten, Prozesskaution, unent-

geltliche Prozessführung, 2001, pag. 189 e segg.). 

 

3.2 Nella fattispecie, la ricorrente ha inoltrato a questa autorità l’apposito formulario 

(v. RP.2021.57, act. 3.1). Nello scritto d’accompagnamento del 29 settembre 

2021, il patrocinatore della ricorrente ha affermato che nella procedura penale 

contro C. sarebbero stati sequestrati tutti i beni dell’intera famiglia, unitamente 

alla relativa documentazione (v. act. 3, pag. 1). Egli aggiunge che “la ricorrente 

ha un conto bancario presso la banca G. Alla fine del mese di agosto il saldo 

ammontava a CHF 24'000.–. Contemporaneamente, lei dovrebbe far fronte ai 

debiti di oltre CHF 100'000.–. In gran parte questi debiti sono legati alle tasse 

(ca. CHF 16'000.–). Per quanto riguarda il sottoscritto e l’amministratore immo-

biliare, i debiti sono stati dilatati. Evidentemente, questo non è il caso riguar-

dante i creditori, compresi quelli che sono stati approvati nella decisione inci-

dentale che è la base del presente ricorso. […] Il salario mensile della ricorrente 

è di CHF 6'000.–. Per il momento, il ristorante non sta facendo abbastanza in-

cassi per garantire a lungo questo stipendio. È comunque probabile che lo 

stesso debba essere adeguato alle circostanze del futuro” (ibidem). Ora, a pre-

scindere dalla situazione finanziaria della ricorrente, la richiesta di assistenza 

giudiziaria va respinta già per la palese insussistenza delle sufficienti probabilità 

di successo cumulativamente richieste in virtù dell'art. 65 cpv. 1 PA. Il ricorso 

interposto a nome della ricorrente e non a quello del marito era infatti palese-

mente irricevibile. La richiesta di assistenza giudiziaria gratuita va quindi re-

spinta. 

 

 

4. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 della legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA; RS 172.021] richiamato 

l'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP). La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 

cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 

2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura pe-

nale federale (RSPPF; RS 173.713.162) ed è ridotta nella fattispecie, tenuto 

conto delle presumibili difficoltà finanziarie della ricorrente, a fr. 1'000.–. 

 

 

- 9 - 
 
 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è inammissibile. 

2. La domanda di assistenza giudiziaria gratuita è respinta. 

3. La tassa di giustizia di fr. 1'000.– è posta a carico della ricorrente. 

 
 
Bellinzona, 17 febbraio 2022  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Franco Faoro 

- Ministero pubblico della Confederazione 

- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria 

 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale 
oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera 
al più tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per via elettronica, per il 
rispetto di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha 
eseguito tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF). 
 
Le decisioni pregiudiziali e incidentali nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia pe-
nale non sono impugnabili. Rimangono salvi i ricorsi contro le decisioni sulla carcerazione in vista d’estra-
dizione come anche sul sequestro di beni e valori, sempreché esse possano causare un pregiudizio irre-
parabile, oppure l’accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale consen-
tendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (v. art. 93 cpv. 1 e 2 LTF).