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**Case Identifier:** 51d6226f-70e9-5f78-b74e-5066b4b10b5b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.06.2010 C-5086/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5086-2009_2010-06-07.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5086/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  7  g i u g n o  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio); 
Elena Avenati-Carpani, Vito Valenti;
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
rappresentata dal Patronato EPASA-CNA, 
Unterer Graben 1, casella postale 524, 9001 S. Gallo,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 23 giugno 2009)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5086/2009

Fatti:

A.
A._______, cittadina italiana,  nata  nel  1965,  ha lavorato in  Svizzera 
(settore  tessile)  dal  1983  al  1998,  solvendo  regolari  contributi 
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  
durante  tale  periodo  (doc.  5).  Dopo  il  rimpatrio,  dovuto  a  ragioni 
personali, non ha più ripreso un'attività lucrativa (doc. 35).

In  data  28  settembre  2004,  la  nominata  ha  formulato  una  prima 
domanda  volta  al  conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione 
svizzera  per  l'invalidità,  la  quale  venne  respinta  con  decisione  (su 
opposizione)  del  22  aprile  2006  dell'Ufficio  AI  per  gli  assicurati  
residenti  all'estero  (UAI;  ora  Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità 
per gli assicurati residenti all'estero, UAIE), per carenza d'invalidità di 
livello  pensionabile. L'indagine  medica  relativa  a  questo  caso  aveva 
posto  in  evidenza  che  la  richiedente  era  portatrice  di  esiti  di  
isteroannessiectomia  bilaterale  per  cisto-adeno-carcinoma  papillare, 
attacchi di panico in un quadro di disturbi ansio-depressivi (doc. 1-27).

B.
In  data  13  marzo  2008,  A._______  ha  formulato  una  seconda 
domanda di prestazioni AI (doc. 31).

La richiedente è stata visitata il 16 maggio 2008 presso i servizi medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di Lecce, ove il 
medico incaricato ha evidenziato la diagnosi di  "iniziale sindrome del  
tunnel  carpale  a  destra  senza  deficit  funzionale,  modesta  sindrome  
fibromialgica, cistoadenocarcinoma ovaio destro trattato con chirurgia  
radicale  in  remissione  clinica  completa  (2003:  prognosi  favorevole),  
disturbo distimico, voluminosa ernia iatale da scivolamento, gastrite in  
soggetto  in  buone  condizioni  generali,  gozzo  multinodulare"  ed  ha 
posto  un  tasso  d'invalidità  del  50%  (doc.  53).  Sono  stati  esibiti 
documenti oggettivi, segnatamente:

- il verbale di riconoscimento dell'invalidità (75%) civile del 18 gennaio 
2007 dell'apposita Commissione d'accertamento di Maglie (doc. 36);

-  un  rapporto  d'esame  elettromiografico  (EMG)  arti  superiori  dell'11 
marzo  2004  (doc.  37),  una  relazione  d'esame  endoscopico  del  13 
giugno 2006 (doc. 38);

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- un rapporto d'esame oncologico del 19 dicembre 2006 (doc. 39);

- i risultati di un esame istologico di striscio cupola vaginale (materiale 
non  patologico)  del  21  dicembre  2007  (doc.  40)  ed  i  risultati  di 
un'esofagoduodenoscopia del 29 febbraio 2008 (doc. 41);

- i risultati di una densitometria ossea del 17 marzo 2008 (doc. 42) ed 
un altro referto istologico (di mucose gastriche) del 4 marzo 2008 (doc. 
44);

- un rapporto d'esame psichiatrico del 28 marzo 2008 (doc. 45) ed un 
altro più breve del 4 aprile successivo (doc. 46);

- i risultati di un'ecografia tiroidea (non patologica) del 6 maggio 2008 
(doc. 47);

-  un'EMG degli  arti  superiori  del  4  giugno  2008  (doc.  48)  con  una 
relazione d'esame ortopedico del 16 giugno successivo (doc. 49);

- i risultati di una visita oncologica del 23 giugno 2008 (doc. 51) e di  
una visita ortopedica del 2 luglio 2008 (doc. 52);

- esami ematochimici del 22 settembre 2008 ed una nuova relazione 
d'esame oncologico del 26 settembre successivo (doc. 54, 56);

- un referto d'esame reumatologico del 23 ottobre 2008 (doc. 57) ed un 
certificato medico del Dott. B._______ del 28 ottobre successivo (doc. 
58).

Nel  questionario  per  assicurati  occupati  nell'economia  domestica, 
sottoscritto  il  28  ottobre  2008 (doc. 34),  l'assicurata  ha affermato  di  
essere in grado di svolgere solo una parte delle incombenze di casa.

C.
Nel  rapporto  del  2  febbraio  2009,  il  Dott.  C._______,  sanitario  del 
Servizio medico regionale "Rhône", dell'UAIE, ha ripreso la diagnosi 
sopra  riferita  ed  ha  indicato  che  la  richiedente  non  presenterebbe 
alcuna invalidità nell'ambito domestico (doc. 61).

Un  progetto  di  decisione  comportante  il  diniego  di  prestazioni 
assicurative è stato inviato all'assicurata il 5 febbraio 2009 (doc. 62).  
La nominata, dopo aver preso visione dell'incarto, ha ribadito la sua 

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richiesta con scritto del 7 maggio 2009 del Patronato EPASA di San 
Gallo. A._______ lamenta la scarsa motivazione del parere del Dott. 
C._______  e  il  fatto  che  alcune  patologie  non  sono  state  prese  in 
considerazione.  Produce  un  nuovo  verbale  di  riconoscimento 
dell'invalidità  civile  del  30  gennaio  2009  attestante  la  nota  diagnosi 
(doc. 67 e 68).

Ricevute  le  osservazioni,  l'amministrazione ha risottoposto  gli  atti  al 
Dott. C._______, il quale, nella sua relazione del 12 giugno 2009, si è 
riconfermato nelle sue precedenti considerazioni (doc. 70).

Mediante decisione del 23 giugno 2009, l'UAIE ha respinto la richiesta 
di prestazioni (doc. 71).

D.
Con  il  ricorso  depositato  l'11  agosto  2009,  A._______,  sempre 
rappresentata  dal  Patronato  EPASA,  postula,  sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza,  il  riconoscimento  del  suo  diritto  a  prestazioni 
assicurative (rendita intera  AI). L'insorgente ribadisce le  critiche alla 
valutazione del servizio medico dell'UAIE e chiede l'allestimento di una 
nuova perizia medica. La parte ricorrente riferisce inoltre che, se non 
fosse  diventata  invalida,  avrebbe  continuato  ad  esercitare  un'attività 
lucrativa. A suffragio di quanto asserito, produce attestati di iscrizione 
nelle liste disoccupati in cerca di lavoro.

E.
Ricevuto  il  ricorso,  l'amministrazione  ha  risottoposto  gli  atti  al  Dott. 
C._______, il quale ha riesaminato il caso anche tenendo conto della 
capacità  per  l'assicurata  di  riprendere  un'attività  lucrativa,  uguale  o 
differente da quella svolta fino al 1998 (ramo tessile). Nella sua nota 
del  2  dicembre  2009,  il  Dott.  C._______  non  ha  ritenuto  alcuna 
incapacità lavorativa (doc. 75).

Nelle osservazioni ricorsuali dell'11 dicembre 2009, l'UAIE propone la 
reiezione  del  gravame con  argomenti  di  cui,  per  quanto  occorra,  si 
riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

F.
Dopo aver preso atto della risposta ricorsuale dell'amministrazione, e 
di altra documentazione di rilievo, il Patronato EPASA, con scritto del 
26  gennaio  2010,  ha  ribadito  l'intenzione  della  propria  assistita  di 

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mantenere  il  ricorso. Produce,  a  suffragio  delle  sue  conclusioni,  un 
certificato del 22 gennaio 2010 del Dott. D._______; un breve rapporto 
di visita internistica del 15 gennaio 2010; una breve relazione d'esame 
oncologico  del  23  settembre  2009,  un  referto  tomografico  assiale 
computerizzato della colonna in toto del  16 settembre 2009 ed altra 
documentazione già ad atti.

G.
La  replica  dell'insorgente,  con  la  documentazione  annessa,  è  stata 
inviata  all'UAIE,  il  quale,  con  duplica  del  15  febbraio  2010  ha 
osservato  che  la  stessa  non  apporterebbe  novità  di  rilievo. 
L'amministrazione ripropone dunque la reiezione del ricorso.

H.
Con  decisione  incidentale  del  23  febbraio  2010,  il  Tribunale 
amministrativo  federale  ha  invitato  la  parte  ricorrente  a  versare  un 
anticipo di  Fr. 300.-, corrispondente alle presunte spese processuali.  
Nel  contempo  ha  inviato  al  Patronato  EPASA,  per  conoscenza,  la 
duplica dell'UAIE. L'anticipo richiesto è stato regolarmente versato il 
18 marzo 2010. 

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi  
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 

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applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla  
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). La ricorrente ha versato un anticipo di  
Fr. 300.-, corrispondente alle presunte spese processuali. Il gravame è 
dunque ammissibile, nulla ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 

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sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.

4.1 Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato 
che, a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla 
LAI nel suo tenore modificato il 6 ottobre 2006 (V revisione), ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2).

4.2 Il  periodo  di  cognizione  giudiziaria  dello  scrivente  Tribunale 
amministrativo  federale  si  estende  fino  al  23  giugno  2009,  data 
dell'impugnata decisione. Il giudice delle assicurazioni sociali analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata  
resa (DTF 130 V citata).

5.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni: 

• essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

• aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per almeno tre anni (art.  
36 LAI). A tal  fine è possibile  prendere in  considerazione anche i  
contributi versati ad un'assicurazione sociale assimilata di uno Stato 
membro  dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione  europea  di 
libero  scambio  (AELS),  a  condizione  che  almeno  un  anno  di 
contributi sia registrato all'AVS/AI svizzera (FF 2005 p. 4065; art. 45 
del regolamento 1408/71).

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Nella specie, la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un  periodo  superiore  ai  tre  anni.  Pertanto,  l'interessata  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalida ai sensi di legge.

6.
Qualora una prima o più richieste di rendita siano state negate perché 
il  grado  d'invalidità  era  insufficiente  o  perché  l'invalido  poteva 
provvedere a se stesso, una nuova domanda è riesaminata soltanto se 
l'assicurato rende verosimile che il grado d'invalidità si è modificato in 
misura  rilevante  per  il  diritto  alle  prestazioni  (art.  87  cpv.  2  e  3 
dell'ordinanza federale sull'assicurazione per l'invalidità del 17 gennaio 
1961, OAI, RS 831.201). Se non è il caso, l'amministrazione non entra 
nel  merito  della  richiesta  (DTF  109  V  114  consid.  2a).  Se 
l'amministrazione  entra  nel  merito  della  nuova  domanda  deve 
esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e, in particolare,  
verificare  se  la  modifica  del  grado  d'invalidità  resa  verosimile 
dall'assicurato  si  è  effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In  tal 
caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite 
in  corso  (art.  17  cpv. 1  LPGA,  art.  87  segg.  OAI,  Jurisprudence  et  
pratique administrative [Pratique VSI] 1999 pag. 8, DTF 117 V 198).

In concreto, l'UAIE ha emanato una prima decisione (su opposizione) 
negativa il  22 marzo 2006. Con decisione del  23 giugno 2009 ha in 
seguito  respinto  una  seconda  domanda  di  rendita  presentata  il  13 
marzo 2008. Ne consegue che il  periodo di riferimento per giudicare 
se  è  intervenuta  una  modifica  rilevante  del  grado  d'invalidità,  può 
essere limitato dal 22 marzo 2006 al 23 giugno 2009.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 

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di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 2  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, secondo il quale le rendite per un grado 
d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che sono 
domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è 
più applicabile quando l'assicurato è cittadino svizzero o dell'UE e vi  
risiede.

7.3 L'art.  28  cpv. 1  LAI  stabilisce  che  l'assicurato  ha diritto  ad  una 
rendita alle seguenti  condizioni: a. la sua capacità di  guadagno o la 
sua  capacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete  non  può  essere 
ristabilita,  mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti 
d'integrazione  ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di 
lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza 
notevole interruzione; c. al termine di questo anno è invalido almeno al 
40%. Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi 
dalla  data  in  cui  l'assicurato  ha  rivendicato  il  diritto  alle  prestazioni  
conformemente all'articolo 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire 
dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI).

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile.

7.5 Per gli art. 5 LAI ed 8 cpv. 3 LPGA gli assicurati maggiorenni che 
prima di subire un danno alla salute fisica o psichica non esercitavano 
un'attività lucrativa e dai quali non si può esigere che l'esercitino sono 
considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svolgere le proprie 
mansioni consuete. 

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8.

8.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il  rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI,  per 
valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe 
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo 
la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto  conto  di  una  situazione 
equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli  
avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da 
valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce 
soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 
o  psichica  dovuto  a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la 
conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei 
redditi; DTF 128 V 30; Pratique VSI 2000 p. 84). La documentazione 
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 
quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili  dall'assicurato, ma 
non spetta al  medico graduare l'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 
314).

8.2 L'invalidità dell'assicurato che non esercita un'attività lucrativa, ma 
svolge le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente 
esigere che intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga 
all'art.  16  LPGA,  in  funzione  dell'incapacità  di  svolgere  le  mansioni 
consuete (art. 28a cpv. 2 LAI). L'art. 27 OAI precisa che per mansioni 
consuete  di  una  persona  senza  attività  lucrativa  occupata 
nell'economia  domestica  s'intendono  gli  usuali  lavori  domestici, 
l'educazione dei  figli  nonché le attività  artistiche e di  pubblica utilità 
(metodo specifico).

8.3 Per  quanto  riguarda  la  scelta  del  metodo  di  valutazione 
dell'invalidità di una persona assicurata che non esercita più un'attività 
lucrativa si deve esaminare quale sarebbe stata l'attività esercitata se 
non  fosse  subentrata  l'invalidità.  In  altre  parole,  lo  statuto 
dell'assicurata  viene  determinato  valutando  se  la  stessa  da  sana, 
quindi  se  non  fosse  subentrato  il  danno  alla  salute,  avrebbe 
consacrato  l'essenziale  del  suo  lavoro  all'economia  domestica  o  ad 
un'occupazione  remunerata  e  questo  tenendo  conto  dell'evoluzione 
della  situazione  fino  all'emanazione  della  decisione  impugnata. 
L'ipotetica  ripresa  di  un'attività  lucrativa  va  ammessa  ove  tale 

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eventualità  si  presenti  alla  luce della  situazione personale,  familiare, 
sociale ed economica con un grado di verosimiglianza preponderante 
(DTF 125 V 150 consid. 2c, 117 V 194 consid. 3b). 

8.4 Nella  specie  dev'essere  rilevato  che  l'interessata  ha  cessato  di 
lavorare nella metà del 1998, causa dimissioni, quando è rientrata in  
Italia. Da  allora  ha cercato  di  ritrovare  un lavoro  nel  proprio  Paese. 
Questo  scaturisce,  per  esempio,  dall'immediata  sua  iscrizione  negli 
elenchi  delle  persone  alla  ricerca  di  un'attività  lucrativa,  come  pure 
dall'attestato  dell'Ufficio  per  l'impiego  di  Maglie  (doc. F  del  ricorso), 
dall'attestato  (doc.  E  del  ricorso)  del  1°  luglio  2009  dello  stesso 
servizio e dall'iscrizione alla domanda di prestazioni di disoccupazione 
del 14 luglio 1998 (doc. C del ricorso). Ciò è deducibile anche dalle 
stesse  argomentazioni  dell'insorgente,  in  quanto  al  momento  del 
rimpatrio, l'interessata non era più astretta ad obblighi familiari, i due 
figli essendo ormai cresciuti.

Ne consegue che l'amministrazione, a torto, ha ritenuto il  metodo di  
valutazione specifico delle  persone senza attività  lucrativa,  mentre il  
caso  in  esame  avrebbe  dovuto  essere  esaminato  con  il  metodo 
generale.  Questa  eventualità  è  comunque  stata  presa  in 
considerazione  dall'UAIE  (doc.  74  e  75)  in  sede  ricorsuale,  dal 
momento  che  l'insorgente  ha  fatto  valere  tale  circostanza.  Infatti,  il  
Dott. C._______ si è espresso anche nell'ambito del metodo generale.

9.
Nel  caso  in  esame,  in  sede  d'istruttoria,  è  stata  sostanzialmente 
evidenziata  la  diagnosi  di  modesta  sindrome  fibromialgica,  esiti  di 
intervento chirurgico per cistoadenocarcinoma ovaio destro nel 2003 in 
completa  remissione,  gozzo multinodulare  non  sottoposto  a  terapia, 
iniziale sindrome del tunnel carpale priva di deficit funzionale, vistosa 
ernia  iatale  da scivolamento,  distimica,  buone condizioni  generali  di 
salute  (cfr.  perizia  medica  particolareggiata,  E  213,  del  16  maggio 
2008,  doc.  53).  La  documentazione  medica  esibita  in  sede  di 
audizione,  di  ricorso  o  di  replica,  non  pone  in  evidenza  ulteriori  
patologie di rilievo.

10.

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10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, il medico dell'INPS pone un tasso d'invalidità del 
50%  pur  annotando  che  l'interessata  sarebbe  in  grado  di  svolgere 
un'attività  adeguata  alle  sue  condizioni.  Dal  canto  suo,  il  Dott. 
C._______, dell'UAIE, nel suo primo rapporto (2 febbraio 2009, doc. 
61),  indica  che  la  richiedente  potrebbe svolgere  le  sue  incombenze 
domestiche  (commento  confermato  il  12  giugno  2009  in  sede  di 
audizione,  doc.  70);  nel  rapporto  redatto  in  sede  ricorsuale  egli  
sostiene  che  l'interessata  sarebbe  da  considerarsi  abile  al  100% 
anche nel suo precedente lavoro di operaia addetta al controllo della 
merce in una ditta tessile (doc. 75, relazione del 2 dicembre 2009).

10.2 Ora, è ben vero che A._______ si è completamente rimessa da 
un  importante  intervento  chirurgico  di  laparoisterectomia  totale  con 
annessiectomia bilaterale (2003). Di questo male non si sono verificate 
né  metastasi  né  recidive. Ha  quindi  ragione  il  medico  dell'INPS nel 
ritenere  una  remissione  completa.  Dal  punto  di  vista  oncologico  la 
paziente  deve  essere  considerata  del  tutto  guarita,  e  non  vi  sono 
conseguenze  sul  piano  lavorativo.  I  numerosi  referti  di  visita 
oncologica  hanno  confermato  tale  stato  di  fatto,  come  pure  la 
certificazione medica esibita con la replica.

Le patologie restanti  sono leggere e non invalidanti,  come del  resto 
viene  confermato  dal  medico  dell'INPS. Segni  di  una  sindrome  del 
tunnel  carpale  a  destra  non  giustificano  il  riconoscimento  di 
un'invalidità  di  rilievo,  dal  momento  che  questo  disturbo,  peraltro 
appena rilevabile, è del tutto emendabile mediante un piccolo e breve 
intervento ambulatoriale al polso.

La  sindrome  distimica  è  caratterizzata  da  lievi  alterazioni 
dell'affettività,  deficit  di  concentrazione  e  stato  leggermente  ansioso 
(cfr. referto di visita psichiatrica del 4 aprile 2008, doc. 46). La paziente 
è  curata  con  normali  ansiolitici  ed  antidepressivi  non  precisati.  La 
patologia in atto è ben lungi dall'essere invalidante.

Un  esame  particolare  merita  la  patologia  ortopedico/reumatologico. 
Viene  infatti  ricordata  una  modesta  sindrome  fibromialgica.  Questa 
patologia  è  caratterizzata  da  dolore  muscolare  cronico  diffuso 
associato,  a  volte,  a rigidità. In  generale  possiede delle  comorbidità 
complesse  e  si  constata,  quasi  sempre,  per  un'assenza  di  indici  di 
infiammazione o evidenti riscontri oggettivi strumentali.

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In  materia  di  prova,  è  ben  chiaro  di  come  sia  difficile  ammettere 
l'esistenza  dei  dolori  denunciati  dal  paziente  sulla  base  di  semplici 
affermazioni di tipo soggettivo. L'esistenza di un'invalidità di rilievo non 
può essere data in questi casi. Questi denunciati dolori devono essere 
confermati  attraverso  delle  conclusioni  mediche  chiare.  Dunque,  nel 
quadro di  esame del  diritto  a  prestazioni  (o in  caso di  revisione)  le 
manifestazioni  soggettive  di  dolori  devono  essere  confermate  da 
osservazioni mediche concludenti, a difetto di ciò un apprezzamento di  
questo diritto a prestazioni non può essere garantito in modo conforme 
al principio di parità di trattamento fra gli assicurati. 

Il Tribunale federale ha avuto modo di precisare che l'inesigibilità della 
ripresa lavorativa presuppone in ogni  caso la  presenza manifesta di 
una  comorbidità  psichiatrica  di  notevole  gravità,  intensità  e  durata 
oppure la presenza costante e intensa di altri criteri qualificati quali (1) 
l'esistenza di concomitanti affezioni organiche croniche accompagnate 
da  un  decorso  patologico  pluriennale  son  sintomi  stabili  o  in 
evoluzione  senza  remissione  duratura,  (2)  la  perdita  d'integrazione 
sociale in tutti gli ambiti della vita, (3) uno stato psichico consolidato, 
senza possibilità di evoluzione sul piano terapeutico, ad indicare allo 
stesso tempo l'insuccesso e la liberazione dal processo risolutivo del 
conflitto  psichico  (profitto  primario  tratto  dalla  malattia;  "primärer 
Krankheitsgewinn") oppure (4) l'insuccesso di trattamenti ambulatoriali 
o  stazionari  conformi  alle  regole  dell'arte  nonché  di  provvedimenti 
riabilitativi a dispetto degli sforzi profusi dalla persona assicurata (DTF 
130 V 352 consid. 2.2.2 ).

Nella  specie,  come  si  è  visto,  l'assicurata  non  presenta  una 
comorbidità psichiatrica (grave e invalidante) o di altro tipo. Il problema 
della  fibromialgia  deve dunque  essere  riposto  nei  disturbi  soggettivi  
non  confermati  da  prove  e/o  comorbidità  di  rilievo.  Parimenti,  altre 
dolenzie ortopediche sono del tutto banali, ossia problemi artrosici da 
imputare, più che altro, all'età. Infatti,  l'esame clinico-ortopedico è, a 
parte  qualche  spinalgia  pressoria  ed  ipomobilità  lieve  di  alcuni 
movimenti, del tutto normale; l'esame neurologico lo è pure.

Per  il  resto,  l'interessata,  anche  secondo  il  medico  dell'INPS,  si 
presenta in buone condizioni generali  di salute, ogni altro organo ed 
apparato essendo indenni da patologie. 

10.3 Il collegio giudicante, sulla scorta del parere del Dott. C._______ 
e dopo analisi della documentazione oggettiva ad atti, può, in linea di  

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massima,  condividere  il  parere  espresso  dall'amministrazione.  Altri 
esami  medici,  richiesti  dalla  parte  ricorrente,  non  risultano  essere 
necessari. Le patologie in atto non sono gravi e, per quelle riscontrate, 
tutte sorrette da documentazione oggettiva e/o referti specialistici, non 
si  rendono  necessari  ulteriori  esami.  Le  condizioni  valetudinarie 
dell'insorgente sono stabili  e nulla è emerso, in sede di  ricorso, che 
possa  porre  in  dubbio  tale  stato  di  fatto.  L'interessata  potrebbe 
svolgere  il  suo  precedente  lavoro  di  operaia  addetta  al  controllo  di 
produzione in un'industria tessile in misura completa o, in ogni caso, in 
misura superiore al 60%. Parimenti, la stessa potrebbe attendere alle 
sue usuali  faccende domestiche in misura completa o, in ogni  caso, 
superiore al 60%.

10.4 Vero è che la ricerca di  un posto di  lavoro adatto alle capacità 
dell'interessata  appare  difficoltosa,  vista  la  sua  età  e  la  situazione 
congiunturale; tuttavia, se il  mercato del lavoro locale non le offre di  
sfruttare  la  sua residua capacità  lavorativa  e  di  guadagno, non può 
essere compito dell'assicurazione svizzera per l'invalidità di sopperire 
con  il  versamento  di  prestazioni  assicurative  a  quello  che  sarebbe 
dovuto, semmai,  dall'assicurazione italiana contro la  disoccupazione. 
Secondo  una  costante  giurisprudenza,  la  persona  che  richiede 
prestazioni  d'invalidità  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  da  lei 
esigibile per ovviare alle conseguenze della sua incapacità, mettendo 
soprattutto a profitto le superstiti  energie lavorative e cambiando, se 
del caso, anche il lavoro e il domicilio (DTF 123 V 88 consid. 4c, 113 V  
28 consid. 4).

In  tali  circostanze,  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata.

11.

11.1 Le  spese  processuali,  ammontanti  a  Fr.  300.-,  sono  poste  a 
carico della ricorrente e vengono compensate con l'anticipo versato il 
18 marzo 2010.

11.2 Visto l'esito  del  ricorso,  non si  assegnano indennità  per  spese 
ripetibili alla parte soccombente.

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al  

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Tribunale amministrativo federale (TS-TAF, RS 173.320.2).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di Fr. 300.-, sono poste a carico della ricorrente.  
Esse sono computate con l'anticipo spese di Fr. 300.-. 

3.
Non vengono riconosciute indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante della ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. AI IT/xxx.xxxx.xxxx.xx IR)
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

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Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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