# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6bf656c7-f14e-5438-9143-d48d107aac04
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-11-02
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 02.11.2009 A 2009 46
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2009-46_2009-11-02.pdf

## Full Text

A 09 46

SENTENZA
del 2 novembre 2009

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente imposta sul reddito cantonale e comunale

1. Nella decisione di tassazione definitiva per l’anno 2008 del 4 agosto 2009 di 

… e … non veniva accordata la deduzione per le spese professionali 

corrispondente ai chilometri percorsi quattro volte al giorno da … a …, poiché 

la situazione professionale non era cambiata nel corso dell’anno 2008 e 

neppure rispetto agli anni precedenti. L’Amministrazione imposte del Cantone 

dei Grigioni concedeva invece le deduzioni per l’abbonamento ai mezzi 

pubblici pari a fr. 1'200.00 e per le spese supplementari per pasti fuori casa di 

fr. 3'200.00. 

2. Nel tempestivo reclamo dell’11 agosto 2009 … contestava tale decisione e 

chiedeva la deduzione dei chilometri percorsi quattro volte al giorno. Per il 

contribuente gli orari dei mezzi pubblici non sarebbero stati compatibili con le 

necessità professionali e la distanza tra la fermata dell’autobus e il suo luogo 

di lavoro sarebbe stata di 1.2 km. Il contribuente avrebbe poi dovuto recarsi 

in paese per il pranzo e l’ora e mezza a disposizione non sarebbe stata 

sufficiente. Infine adduceva che il rientro a casa durante la pausa di 

mezzogiorno sarebbe stato dettato da necessità familiari. 

3. Con decisione del 3 settembre 2009 l’amministrazione imposte respingeva il 

reclamo, esponendo i casi nei quali secondo la prassi sarebbe possibile far 

valere le spese per l’uso di un veicolo a motore privato. L’autorità fiscale 

allegava pure gli orari per l’uso dei mezzi pubblici, spiegando che il risparmio 

di tempo si sarebbe aggirato attorno ai 40-50 minuti al giorno e si reputava 

che il motivo della richiesta fosse dettato da ragioni private e non da necessità 

professionali.

4. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 14 

settembre 2009, … concludeva alla necessità di una deduzione per un veicolo 

privato. A motivo della richiesta l’istante adduceva un cambiamento della sua 

situazione personale dovuto alla nascita del secondo figlio e considerava 

pertanto necessaria la sua presenza a casa sul mezzogiorno, per poter 

aiutare la moglie. 

5. Dal canto suo, l’amministrazione delle imposte postulava la reiezione del 

ricorso e la conferma della decisione impugnata. Giusta la prassi non sarebbe 

esigibile l’utilizzazione dei mezzi di trasporto pubblici quando con un veicolo 

privato si conseguirebbe un risparmio di tempo giornaliero superiore all’ora 

con un viaggio di andata e ritorno. Poiché recandosi al lavoro con i mezzi 

pubblici, al ricorrente non sarebbe consentito il rientro a domicilio durante la 

pausa di mezzogiorno, gli sarebbe stata concessa la deduzione per il vitto 

fuori casa. Il fatto che l’istante tornerebbe a casa per aiutare la moglie sarebbe 

lodevole, ma l’amministrazione imposte intenderebbe evitare con la decisione 

di tassazione un precedente. La valutazione sarebbe basata esclusivamente 

sugli orari lavorativi e sulle diverse corse offerte dai mezzi pubblici.

6. Nella presa di posizione del 18 settembre 2009 il Comune di … rinunciava a 

formulare una presa di posizione, poiché non formalmente coinvolto nelle 

decisioni contestate. 

7. Replicando, il ricorrente insisteva sulla necessità di tornare a casa a mangiare 

nella pausa di mezzogiorno. La mensa consigliata dall’Amministrazione 

imposte verrebbe chiusa alle ore 11.50. Per questa ragione risulterebbe 

impossibile approfittare di questa possibilità, visto che egli terminerebbe il 

lavoro alle ore 12.00 e dovrebbe percorrere quasi un chilometro a piedi per 

raggiungerla. 

8. Nella duplica del 28 ottobre 2009 l’amministrazione imposte rinviava alle 

argomentazioni già esposte in precedenza. Inoltre precisava che nel raggio 

tra i 700 m e 1 km dal luogo di lavoro del ricorrente sarebbero agibili altri tre 

esercizi pubblici dove egli potrebbe mangiare nella pausa di mezzogiorno. 

Considerando in diritto:

1. Il 1. gennaio 2007 è entrata in vigore la nuova legge cantonale sulla giustizia 

amministrativa (LGA). Giusta l’art. 43 cpv. 3 LGA, il Tribunale amministrativo 

decide nella composizione di giudice unico, quando il valore litigioso non 

supera i fr. 5'000.00 e non si deve decidere in merito a questioni giuridiche 

d’importanza fondamentale. Nell’evenienza, la controversia verte su di un 

importo fiscale massimo per l’imposta cantonale 2008 di fr. 2’025.00, mentre 

l’imposta comunale non essendo oggetto della decisione di reclamo non lo 

può essere nemmeno di ricorso. Poiché le ripercussioni sul debito d’imposta 

dell’istante per quanto perorato in sede di ricorso si situano manifestamente 

entro i limiti del valore litigioso di fr. 5'000.00 e non essendo neppure 

controversa una questione d’importanza fondamentale è data la competenza 

del giudice unico.

2. a) A norma dell’art. 31 cpv. 1 lett. a della legge sulle imposte per il Cantone dei 

Grigioni (LIG) le spese necessarie di trasporto dal luogo di domicilio al luogo 

di lavoro e viceversa sono deducibili in quanto considerate spese 

professionali. 

Secondo la prassi dell’Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni 

(spese professionali – LIG art. 31 a – regolamentazione di principio) possono 

essere dedotte le spese effettive nel caso di una distanza considerevole, per 

le trasferte fra luogo di residenza e il luogo di lavoro effettuate con i mezzi di 

trasporto pubblici. Una distanza di 2 km (percorribile a piedi in più di 20 min.) 

è già ritenuta considerevole (Bosshard/Funk, Steueroptimierte 

Gehaltsnebenleistungen, pag. 81). Qualora si utilizzi un mezzo di trasporto 

privato possono essere prese in considerazione in linea di massima solo le 

spese che si avrebbero se ci si servisse di un mezzo di trasporto pubblico (StE 

1988 B 22.3 no. 21; Peter Locher, commento alla LIFD, I parte, art. 26 N 8 

segg.). Soltanto quando non sono disponibili mezzi di trasporto pubblici o 

quando non è ragionevole pretendere che il contribuente se ne serva (per es. 

costituzione fragile, grande distanza dalla fermata più vicina, orari sfavorevoli, 

utilizzo dell’automobile nell’esercizio professionale ecc.), possono essere 

computati i costi del veicolo privato (NStP 49/1995, pag. 81). L’utilizzazione 

dei mezzi di trasporto pubblici non è esigibile anche quando con un veicolo 

privato si consegue un risparmio di tempo giornaliero superiore all’ora con un 

viaggio di andata e ritorno. Nel calcolare il dispendio di tempo per l’impiego di 

un veicolo privato occorre considerare gli ingorghi del traffico soprattutto negli 

orari di punta. Nella definizione del tempo di percorrenza effettivo si devono 

prendere in considerazione i ritardi che l’intasamento del traffico genera. 

Anche nel caso dell’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico occorre tener 

presente eventuali tempi di attesa. La questione dell’accettabilità/esigibilità va 

sempre esaminata tenendo conto di tutte le circostanze. 

b) La distanza dall’abitazione del ricorrente fino alla fermata dell’autopostale più 

vicina è ca. di 600 m, mentre la distanza del luogo di lavoro fino alla fermata 

dell’autopostale è di circa. 900 m. Il ricorrente deve quindi percorrere circa 1.5 

km a piedi. Partendo dal presupposto che una persona impiega in media circa 

un’ora a percorrere 4 km, si può stimare che nell’evenienza il ricorrente riesce 

a percorrere 1.5 km impiegando al massimo 22 minuti. Il ricorrente lavora dalle 

7.00 alle 12.00 e dalle 13.30 alle 17.30, mentre il venerdì lavora dalle 7.00 alle 

12.00 e dalle 13.00 alle 16.00. Secondo l’orario dell’autopostale pubblicato 

dalle FFS c’è una corsa alla mattina alle ore 6.26 che dura 12 minuti. Alla sera 

invece l’autopostale parte alle ore 16.13, 16.43, 17.13 e 17.43 e la corsa dura 

13 minuti. Facendo uso dei mezzi pubblici e percorrendo a piedi la distanza 

di circa 1.5 km il ricorrente impiega al massimo 35 minuti. Il viaggio di andata 

e ritorno con i mezzi pubblici dura quindi al massimo 70 minuti. Con 

l’automobile invece vengono impiegati per la tratta domicilio-posto di lavoro 

circa 15-20 minuti, considerando anche gli eventuali tempi di attesa per 

l’intasamento del traffico. Il viaggio di andata e ritorno con la macchina dura 

circa 40 minuti e risulta un risparmio di circa 30 minuti. Nell’evenienza sono 

disponibili i mezzi di trasporto pubblici ed è ragionevole pretendere che il 

ricorrente se ne serva. In casu non si consegue con l’automobile un risparmio 

di tempo giornaliero superiore all’ora con un viaggio di andata e ritorno ed il 

ricorrente non detiene quindi alcun diritto a dedurre le spese per l’utilizzo di 

un mezzo di trasporto privato.

3. a) Giusta l’art. 31 cpv. 1 lett. b LIG sono deducibili come spese professionali le 

spese in più necessarie per il vitto e l'alloggio lontano dal luogo di domicilio e 

in caso di turni di lavoro.  

Secondo la prassi dell’amministrazione imposte (spese professionali – LIG 

art. 31 a – rientro a casa sul mezzogiorno) viene concessa per l’andata e il 

ritorno sul mezzogiorno al massimo l’aliquota forfettaria per spese 

supplementari in caso di vitto fuori domicilio giusta l’art. 31 cpv. 1 lett. b LIG. 

Se il contribuente desidera, malgrado le maggiori spese di viaggio, poter 

consumare il pranzo a casa, le spese supplementari che ne conseguono 

costituiscono, per quanto superino le spese supplementari in caso di vitto fuori 

domicilio, spese di sostentamento e non sono deducibili. Se per contro le 

spese di viaggio sono inferiori ai costi del vitto, in linea di massima sono 

deducibili solo le spese di viaggio (Funk Philip: Der Begriff der 

Gewinnungskosten nach schweizerischem Einkommensteuerrecht, pag. 87). 

Inoltre secondo la prassi (Vitto e alloggio secondo LIG art. 31 b) le spese per 

il vitto e l’alloggio non rientrano nei costi deducibili per il sostentamento. 

Unicamente le spese supplementari causate dal vitto e dall’alloggio fuori 

domicilio sono considerate spese professionali. La necessità professionale 

può essere il frutto di una grande distanza fra luogo di domicilio e luogo di 

lavoro, di cattivi collegamenti delle vie di comunicazione o di una pausa di 

mezzogiorno breve. Anche condizioni personali quali una costituzione debole, 

un’invalidità o una malattia possono giustificare la necessità professionale del 

consumo di pasti fuori domicilio. La prassi riguardante le spese supplementari 

per pasti consumati fuori domicilio in caso di rientro quotidiano a domicilio 

(pendolari) è la seguente: se un pasto principale non può essere consumato 

a casa causa la distanza troppo grande fra luogo di domicilio e luogo di lavoro 

o la brevità della pausa pranzo, i costi supplementari che ne conseguono 

possono essere dedotti come spese professionali con le aliquote forfetarie 

(cfr. la cifra 4 qui di seguito). Di regola è ragionevole mangiare a casa se per 

il pranzo a domicilio, compresi i tempi di andata e ritorno, non si necessita più 

di 90 minuti. In questo caso la durata della permanenza a tavola deve 

ammontare almeno a 30 minuti. 

b) Recandosi al lavoro con i mezzi pubblici, la pausa di mezzogiorno non 

permette al ricorrente il rientro a domicilio per il pranzo, la cui permanenza a 

tavola dovrebbe ammontare almeno a 30 minuti. Sono però agibili tre esercizi 

pubblici nel raggio tra i 700 metri e 1 km dal luogo di lavoro, dove il ricorrente 

ha la possibilità di mangiare nella pausa di mezzogiorno. Per questo motivo 

l’amministrazione imposte gli ha concesso la deduzione per il vitto fuori casa. 

La volontà di essere giustamente presente a casa durante la pausa di 

mezzogiorno non è una necessità professionale, ma una scelta soggettiva che 

l’autorità fiscale non è tenuta a considerare. 

4. In conclusione il ricorrente ha la possibilità di recarsi al posto di lavoro con i 

mezzi pubblici, poiché non sono contemplate le eccezioni elencate dalla 

prassi. Di conseguenza egli ha diritto alla deduzione per i pasti fuori casa. Per 

questa ragione il ricorso deve essere respinto. L’esito della controversia 

giustifica l’accollamento dei costi occasionati dal presente procedimento alla 

parte soccombente secondo l’ art. 73 cpv. 1 LGA.

Il Giudice unico decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 300.--

- e le spese di cancelleria di fr. 219.--

totale fr. 519.--

il cui importo sarà versato da … e … entro trenta giorni dalla notifica della 

presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, 

Coira.