# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 708a24f9-a443-58af-9fe5-d603ec2e1b32
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-02-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 01.02.2006 35.2005.61
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2005-61_2006-02-01.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2005.61

   

  mm/DC/sc

  	
  Lugano

  1 febbraio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso dell’8 agosto 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 4 maggio
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da: RA 2 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Per tenere
conto dei postumi dell’infortunio del 2 marzo 1989, interessante la caviglia
del piede destro, l’CO 1, con decisione formale del 24 ottobre 1990, ha
riconosciuto a RI 1, dipendente della ditta __________ di __________ in qualità
di copritetto, una rendita di invalidità del 10% a contare dal 1° marzo 1990,
oltre ad un’indennità per menomazione all’integrità del 5% (doc. 15 – inc. CO 1
1).

                                         

                                         Per
completezza, è utile ricordare che, nel mese di settembre 1976, l’assicurato
era già rimasto vittima di un infortunio, anch’esso assunto dall’Istituto
assicurato, che aveva riguardato il ginocchio sinistro (cfr. inc. CO 1 2). 

 

 

                               1.2.   Nel corso
del mese di settembre 2004, l’assicurato, per il tramite del dott. __________,
ha informato l’Istituto assicuratore che, nel frattempo, il suo stato di salute
era a tal punto peggiorato da impedire l’esercizio dell’abituale professione di
copritetto oltre la misura del 50% (doc. 26 – inc. CO 1 1). 

 

                                         Esperiti
i necessari accertamenti medico-amministrativi, l’CO 1 ha comunicato a RI 1
che, a decorrere dal 1° novembre 2004, avrebbe assunto una ricaduta dei due
infortuni assicurati, con riconoscimento di indennità giornaliere
corrispondenti ad un’incapacità lavorativa del 50% (doc. 42 – inc. CO 1 1). 

 

                                         Per
quanto riguarda l’aspetto terapeutico, dalle tavole processuali emerge che
l'assicuratore infortuni ha provveduto a diffidare per iscritto l’assicurato
conformemente a quanto previsto dall’art. 21 cpv. 4 LPGA.

                                         L’CO 1 ha,
quindi, assegnato a RI 1 un termine di riflessione per determinarsi riguardo al
prospettato intervento chirurgico di artrodesi della tibio-tarsica a destra e
lo ha debitamente avvertito circa le conseguenze giuridiche in caso di rifiuto
(cfr. doc. 60 – inc. CO 1 1).

 

 

                               1.3.   Con
decisione formale del 14 marzo 2005, l’Istituto assicuratore, in applicazione
dell’art. 23 cpv. 8 OAINF, ha stabilito in 

                                         fr.
37'212.-- il salario determinante per il calcolo dell’indennità giornaliera (doc.
47 – inc. CO 1 1).

 

                                         A seguito
dell’opposizione interposta dalla RA 1 per conto dell’assicurato (doc. 52 –
inc. CO 1 1), l’CO 1, in data 4 maggio 2005, ha confermato il contenuto della
sua prima decisione (doc. 54 – inc. CO 1 1).

 

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso dell’8 agosto 2005, RI 1, sempre patrocinato dalla RA 1, ha
chiesto che l’assicuratore infortuni convenuto venga condannato a calcolare
l’indennità giornaliera su un salario di fr. 74'424.--, argomentando:

 

" 
(...).

Con l'art. 23 cpv. 1 OAINF il Consiglio federale
ha voluto regolare il caso in cui un assicurato, prima dell'insorgere
dell'evento assicurato, non ha ottenuto il salario o ne ha ottenuto uno ridotto
a causa di servizio militare, servizio civile, servizio di protezione civile,
infortunio, malattia, maternità o lavoro ridotto. In tal caso viene preso in
considerazione il guadagno che l'assicurato avrebbe conseguito senza queste
circostanze. Va sottolineato che dal testo non risulta che tale articolo non
possa venir applicato in caso di ricaduta o postumi tardivi. Regolato è
semplicemente il caso in cui il salario percepito prima dell'insorgere
dell'evento assicurato non corrisponde, per i motivi elencati, al salario che
l'assicurato percepisce di regola.

 

Va ricordato a tale proposito che giusta l'art.
11 OAINF le prestazioni assicurative sono accordate anche in caso di ricaduta o
conseguenze tardive, i beneficiari di rendite di invalidità dovendo tuttavia
soddisfare le condizioni previste dall'art. 21 LAINF. Questo rimando da una
disposizione nel secondo titolo dell'ordinanza ad una disposizione nella terza
parte della legge mostra che il costrutto assicurativo si basa sul principio
della parificazioni di infortunio e ricaduta. Inoltre dai materiali risulta che
la SUVA ha proposto a suo tempo alla Commissione LAINF di introdurre l'art. 11
OAINF perché la legge parlava sì di ricadute e conseguenze tardive, ma solo in
relazione a casi in cui veniva erogata una rendita. Occorreva specificare che
le ricadute e le conseguenze tardive davano diritto alle prestazioni
assicurative indipendentemente dal fatto che venisse erogata una rendita o meno
(DTF 117 V 170).

 

Nell'art. 23 cpv. 8 OAINF il Consiglio federale
ha regolato il caso in cui l'assicurato subisce una ricaduta. In tal caso è
determinante non l'ultimo salario percepito dall'assicurato prima
dell'infortunio (come stabilito dall'art. 15 LAINF), ma il salario percepito
dall'assicurato prima della ricaduta. Il motivo di questa disposizione risiede
nel fatto che normalmente le conseguenze finanziarie derivanti dall'infortunio
sono già compensate con prestazioni assicurative e non devono pertanto più
essere tenute in considerazione in caso di ricaduta.

 

Fermo restando che per il calcolo dell'indennità
giornaliera in caso di ricaduta fa stato l'ultimo salario che l'assicurato ha
percepito prima della ricaduta, non si trovano né nella legge né nell'ordinanza
né in dottrina e giurisprudenza elementi indicanti che, nei casi in cui il
salario percepito dall'assicurato prima della ricaduta era ridotto a causa di
malattia o infortunio, non si possa applicare la regola generale stabilita dal
Consiglio federale nell'art. 23 cpv. I OAINF. Una tale restrizione, oltre a non
trasparire in nessun modo dalla legge, si scontrerebbe pure sia con lo scopo
delle indennità giornaliere sia con il principio generale scaturante dall'art.
11 OAINF, secondo il quale l'infortunio e la ricaduta devono essere trattati in
ugual modo.

 

Occorre ricordare a tale proposito che il Tribunale
federale ha già avuto modo di concludere che è contrario al principio
dell'uguaglianza il fissare differentemente l'indennità giornaliera a cui ha
diritto un lavoratore stagionale in modo diverso a seconda se esso, durante la
stagione morta, è vittima di un infortunio o di una ricaduta (DTF 117 V 170).
Con tale decisione il Tribunale federale ha confermato che in linea di massima
l'infortunio e la ricaduta devono essere trattati in modo uguale, a meno che
motivi ben precisi non impongano una differenziazione. Il fatto che per il
calcolo dell'indennità giornaliera ci si debba basare sul salario percepito
prima della ricaduta e non prima dell'infortunio, è dovuto ad esempio ad un
motivo ben preciso, ossia (come esposto poc'anzi) al fatto che le ripercussioni
finanziarie di un infortunio sono di regola già compensate da prestazioni
assicurative e non possono pertanto più essere tenute in considerazione in caso
di ricaduta. Non si intravedono invece ragioni oggettive e fondate per cui il
salario di un assicurato, che prima della ricaduta era ridotto a causa di
malattia o infortunio, non possa venir adeguato come previsto dal Consiglio
federale nell'art. 23 cpv. 1 OAINF. Fissare in modo diverso il salario
assicurato a seconda che l'assicurato, che prima dell'evento assicurativo
percepiva un salario ridotto a causa di malattia o infortunio, sia stato
vittima di un infortunio o di una ricaduta, violerebbe il principio del
uguaglianza di trattamento, principio valido anche nell'ambito delle
assicurazioni sociali, come ha già avuto modo di stabilire il Consiglio
federale nel caso analogo citato.

 

Vi è però un'ulteriore considerazione: l'art. 23
cpv. 8 OAINF si riferisce a casi in cui è possibile stabilire con precisione il
momento in cui è subentrata una ricaduta. In questi casi il salario che
l'assicurato percepiva prima di essa corrisponde a quanto egli è in grado di
guadagnare senza le conseguenze di questa ricaduta. Nella fattispecie però
l'assicurato non ha subito una repentina ricaduta. Il suo problema di salute è
andato via via peggiorando e la stessa sorte è toccata al salario da lui
percepito (ricordo attivo come lattoniere indipendente). È solo quando la sua
capacità lavorativa si è ridotta al 50% che egli ha annunciato la ricaduta.
Dalla documentazione medica risulta però che l'aggravato stato di salute è
presente almeno già dal 2001 (valutazione del Dr. __________ del 3 settembre
2004). Se l'assicurato avesse annunciato prima il peggioramento dello stato di
salute (quindi ad esempio quando la sua capacità lavorativa ammontava al 70%),
questo si sarebbe tradotto in un aumento della rendita. L'indennità giornaliera
calcolata dalla CO 1, associata a questa rendita, rispecchierebbe meglio la
situazione finanziaria dell'assicurato prima dell'insorgere della ricaduta.
Basandosi unicamente sull'art. 23 cpv. 8 OAINF la CO 1 penalizza quindi in modo
ingiustificato gli assicurati che vedono peggiorare lo stato di salute
gradatamente (nel caso dell'assicurato sull'arco di diversi anni) e che, quando
annunciano la ricaduta all'assicuratore, percepiscono un salario ridotto a
causa proprio di questo peggioramento. Che una tale penalizzazione non può
essere ciò che il Consiglio federale voleva raggiungere emanando l'art. 23 cpv.
8 OAINF va da sé.

 

Nella decisione su opposizione la CO 1 sostiene
che il cpv. 8 dell'art. 23 OAINF ha la precedenza sul cpv. 1 analogamente a
quanto stabilito dal Tribunale federale con l'allora ancora vigente cpv. 2.
Nella decisione citata (STFA 51/93 del 30.7.1993) il Tribunale federale doveva giudicare
il diritto all'indennità giornaliera di un assicurato che al momento della
ricaduta era totalmente disoccupato. Il Tribunale federale è giunto alla
conclusione che l'allora vigente art. 23 cpv. 2 OAINF poteva venire applicato
solo nella misura in cui il caso era ancora pendente, mentre il cpv. 8 della
stessa norma aveva la precedenza quando il caso era stato chiuso. Che i cpv. 2
ed il cpv. 8 OAINF non possano venir applicati contemporaneamente va da sé, dal
momento che l'art. 23 cpv. 8 OAINF stabilisce chiaramente che in caso di
ricaduta l'indennità giornaliera va calcolata sul salario percepito
immediatamente prima della ricaduta. Se in caso di ricaduta durante
disoccupazione totale ci si fosse basati sul salario conseguito prima della
disoccupazione, si sarebbe svuotato di qualsiasi significato l'art. 23 cpv. 8
OAINF. Entrambi il cpv. 2 e il cpv. 8 dell'art. 23 OAINF
determinano/determinavano quale salario dal punto di vista temporale fa
stato in determinate circostanze e regolano/regolavano quindi la stessa
questione di fondo. In tal senso non potevano essere applicati parallelamente.
Il cpv. 8 ed il cpv. 1 dell'art. 23 OAINF non regolano invece la stessa
circostanza, ma due circostanze ben diverse: il cpv. 8 determina quale
salario dal punto di vista temporale fa stato, il cpv. 1 determina
invece come il salario che fa stato va calcolato dal punto di vista quantitativo.
Non regolando la stessa questione di fondo, le due disposizioni possono quindi
venir applicati contemporaneamente. La decisione del Tribunale federale citata
dalla CO 1 non può quindi essere applicata analogamente al caso in questione."

                                         (I)

 

                               1.5.   L’CO 1, in
risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (III). 

 

                               1.6.   In replica,
l’assicurato si è riconfermato nelle proprie allegazioni e conclusioni (V). 

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la LPGA, la quale ha modificato numerose
disposizioni contenute nella LAINF.

                                         A
differenza delle norme di procedura che, in linea di principio, entrano
immediatamente in vigore (cfr. SVR 2004 AHV Nr. 3 consid. 3.2.; SVR 2003 IV Nr.
25, consid. 1.2., p. 76; STFA del 27 gennaio 2004 nella causa P., I 474/03;
STFA del 23 ottobre 2003 nella causa K., H 73/03; STFA del 23 ottobre 2003
nella causa J., K 55/03; STFA del 20 marzo 2003 nella causa E.,

I 238/02; DTF 117 V 93 consid. 6b, DTF112 V 360 consid. 4a, RAMI 1998 KV no 37
p. 316 consid. 3b), le norme di diritto materiale determinanti, nel diritto
delle assicurazioni sociali, sono quei disposti in vigore al momento in cui si
è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1 consid.
1.2.; DTF 127 V 466 consid. 1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR 2003 IV Nr.
25 consid. 1.2.).

                                         Nella
concreta evenienza, visto che in discussione vi è l’entità dell’indennità
giornaliera spettante all’assicurato a contare dal mese di novembre 2004,
tornano applicabili le disposizioni di diritto materiale della LPGA, in vigore
dal 1° gennaio 2003.

 

                               2.2.   A norma
dell’art. 15 cpv. 1 LAINF, le indennità giornaliere e le rendite sono calcolate
in base al guadagno assicurato. 

                                         Il cpv. 2
stabilisce che per il calcolo delle indennità giornaliere é considerato
guadagno assicurato l’ultimo salario riscosso prima dell’infortunio; per il
calcolo delle rendite, quello riscosso durante l’anno precedente l’infortunio. 

                                         Il
medesimo art. 15, al suo cpv. 3, permette al Consiglio federale di emanare
disposizioni particolari, segnatamente in caso di diritto alle indennità
giornaliere per un lungo periodo (lett. a), in caso di malattia professionale
(lett. b), quando l’assicurato non riscuota affatto, o non ancora, il salario
consueto nella sua professione (lett. c) e qualora l’assicurato sia occupato in
modo irregolare (lett. d). 

 

                                         Per
guadagno assicurato si deve intendere, in genere, tutte le somme versate
all’assicurato dal suo datore di lavoro, e ciò allo scopo di rimunerare un
lavoro dipendente, prestato per un tempo determinato o indeterminato. Tali
somme fanno parte del guadagno assicurato soltanto se si trovano in una
relazione economica con il rapporto di lavoro. Si considera, pertanto, reddito
derivante da un’attività salariata, non solo la retribuzione versata per il
lavoro effettuato ma, di principio, anche le indennità o prestazioni che si
trovano in una qualsiasi relazione con il rapporto di lavoro, nella misura in
cui queste prestazioni non siano esenti da premio in virtù di disposizioni
legali espresse (Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 83 e giurisprudenza ivi
menzionata).

 

                                         Di
regola, é considerato guadagno assicurato il salario determinante ai sensi
degli artt. 5 cpv. 2 LAVS e 6ss. OAVS (cfr. art. 22 cpv. 2 OAINF).

 

                                         L'art. 22
cpv. 3 OAINF prevede, nuovamente, che l’indennità giornaliera è calcolata in
base all’ultimo salario ricevuto dall’assicurato prima dell’infortunio, inclusi
gli elementi del salario non ancora versati che gli sono dovuti.

 

                                         Derogando
al principio posto dagli artt. 15 cpv. 2 prima frase LAINF e 22 OAINF,
l'art. 23 OAINF definisce il salario determinante per l’indennità giornaliera
in alcuni casi speciali.

 

                                         Per
quanto qui d'interesse, il cpv. 1 dell'art. 23 OAINF recita che se l’assicurato
non ha ottenuto il salario o ne ha ottenuto uno ridotto a causa di servizio
militare, servizio civile, servizio di protezione civile, infortunio, malattia,
maternità o lavoro ridotto, viene preso in considerazione il guadagno che
avrebbe conseguito senza queste circostanze. 

                                         D’altra
parte, l’art. 23 cpv. 8 OAINF prevede che in caso di ricaduta è determinante il
salario ottenuto immediatamente prima di questa, tuttavia almeno pari al 10 per
cento dell’importo massimo del guadagno giornaliero assicurato, salvo per i
beneficiari di rendite dell’assicurazione sociale.

 

 

                               2.3.   Nell’evenienza
concreta, le parti sono discordi a proposito della questione a sapere se
l’indennità giornaliera spettante a RI 1, deve essere calcolata sul salario
effettivo conseguito immediatamente prima della ricaduta (in applicazione
dell’art. 23 cpv. 8 OAINF, come sostiene l’Istituto assicuratore convenuto)
oppure sul salario che l’assicurato avrebbe percepito immediatamente prima
della ricaduta, senza gli impedimenti dovuti ai problemi di salute (in
applicazione del combinato disposto dei cpv. 1 e 8 dell’art. 23 OAINF, come
pretende invece il ricorrente). 

 

                                         Chiamata
a pronunciarsi, questa Corte osserva innanzitutto che, in una sentenza del 30
luglio 1993 nella causa V., U 51/93, il TFA, pronunciandosi sull’applicabilità
dell’art. 23 cpv. 2 OAINF, disposizione nel frattempo abrogata, secondo la
quale se l’assicurato è totalmente disoccupato il salario determinante alla
fissazione dell’indennità giornaliera è quello conseguito prima della disoccupazione,
ha stabilito che, citiamo: 

 

" 
Il ricorrente si prevale dell’art. 23 cpv. 2
OAINF, argomentando di essere totalmente disoccupato. Ora, detta norma deve
valere solo nella misura in cui il caso non venga chiuso: quando come in
concreto esistono le premesse per la chiusura del caso, può valere solo l’art.
23 cpv. 8 OAINF, riferito al salario immediatamente percepito prima della
ricaduta, conformemente all’art. 21 cpv. 3 LAINF.”

                                         (STFA
succitata, consid. 3)

 

                                         Questo
Tribunale ha già avuto occasione di applicare questa stessa giurisprudenza in
una sentenza del 22 novembre 1993 nella causa C., inc. LAINF 47/93, precisando
quanto segue:

 

" 
… il cpv. 2 dell’art. 23 OAINF è applicabile
soltanto a chi cessa nel caso del primo infortunio di base il rapporto di
lavoro prima che il caso infortunistico iniziale sia chiuso (ad esempio, perché
nonostante gli esiti infortunistici l’assicurato si sforza di lavorare ancora
qualche giorno fino alla fine del contratto).

Se invece il caso infortunistico iniziale è stato
chiuso e poi è annunciata una ricaduta allora si applica il cpv. 8 dell’art. 23
OAINF. Di conseguenza, se al momento della ricaduta l’assicurato è disoccupato
o svolge un’attività di poco conto, l’indennità giornaliera sarà calcolata sul
10 per cento dell’importo minimo del guadagno giornaliero stabilito dall’art.
22 OAINF.”

                                         (STCA
succitata, consid. 2.4.)

 

                                         A mente
del ricorrente, i principi elaborati dalla nostra Corte federale nella
pronunzia del 30 luglio 1993 nella causa V., non potrebbero trovare applicazione
analogica nella fattispecie sub judice, posto che, nella misura in cui i
cpv. 1 e 8 dell’art. 23 OAINF regolano due ben distinti aspetti, essi possono
essere applicati contemporaneamente (I, p. 5: “Entrambi il cpv. 2 e il cpv. 8
dell’art. 23 OAINF determinano/determinavano quale salario dal punto di
vista temporale fa stato in determinate circostanze e
regolano/regolavano quindi la stessa questione di fondo. In tal senso non
potevano essere applicati parallelamente. Il cpv. 8 e il cpv. 1 dell’art. 23
OAINF non regolano invece la stessa circostanza, ma due circostanze ben
diverse: il cpv. 8 determina quale salario dal punto di vista temporale
fa stato, il cpv. 1 determina invece come il salario che fa stato va
valutato dal punto di vista quantitativo . Non regolando la stessa
questione di fondo, le due disposizioni possono quindi venir applicate contemporaneamente”).

 

                                         Contrariamente
a quanto preteso dal ricorrente, secondo questo Tribunale, la giurisprudenza di
cui alla menzionata STFA del 30 luglio 1993 deve trovare applicazione anche nel
caso di specie, ritenuto che l’art. 23 cpv. 8 OAINF regola in maniera esclusiva
la determinazione del salario su cui calcolare l’indennità giornaliera, qualora,
dopo un infortunio, il caso sia stato chiuso o (perlomeno) esistano i
presupposti per poterlo chiudere. 

 

                                         Da alcune
più recenti sentenze federali emergono, d’altronde, elementi di rilievo atti ad
avvalorare questa tesi.

 

                                         In una
sentenza del 22 settembre 2005 nella causa I., U 357/04, la Prima Camera del
TFA si è pronunciata sulla questione a sapere se, per determinare l’indennità
giornaliera in caso di ricadute senza precedente riconoscimento di una rendita
di invalidità, ci si debba o meno fondare sul salario percepito prima della
ricaduta. 

                                         Al considerando
1.5.2, dopo aver osservato che, secondo il tenore letterale dell’art. 23 cpv. 8
OAINF, per la determinazione dell’indennità giornaliera ci si fonda,
contrariamente alla regola di base di cui all’art. 15 cpv. 2 LAINF, sul salario
conseguito prima della ricaduta e, quindi, non su quello realizzato prima
dell’infortunio, l’Alta Corte - riferendosi proprio alla suevocata pronunzia
del 30 luglio 1993 nella causa V. – ha ricordato che qualora il caso possa
essere chiuso dopo un infortunio, il salario determinante si calcola giusta
l’art. 23 cpv. 8 OAINF: 

 

" 
Gemäss dem Wortlaut des Art. 23 Abs. 8 UVV ist
bei Rückfällen der unmittelbar zuvor bezogene Lohn, "reçu juste avant celle-ci",
"ottenuto immediatemente prima di questa" massgebend. Damit kommt zum
Ausdruck, dass im Gegensatz zur Grundregel (letzter vor dem Unfall bezogener
Lohn) bei der Taggeldberechnung nicht auf den vor dem allenfalls weit
zurückliegenden Unfall, sondern auf den vor dem Rückfall bezogenen Lohn
abzustellen ist (BGE 117 V 173 Erw. 5b). Bei Rückfällen handelt es sich um das
Wiederaufflackern einer vermeintlich geheilten Krankheit, sodass es zu
ärztlicher Behandlung, möglicherweise sogar zu (weiterer) Arbeitsunfähigkeit
kommt (BGE 118 V 296 Erw. 2c). Konnte nach einem Unfall der Fall abgeschlossen
werden, berechnet sich der versicherte Verdienst nach Art. 23 Abs. 8 UVV (nicht
veröffentlichtes Urteil V. vom 30. Juli 1993, U 51/93).“

                                         (STFA succitata,
consid. 1.5.2)

 

                                         In
questa medesima sentenza, il TFA, procedendo ad un’interpretazione sistematica
dell’art. 23 cpv. 8 OAINF, ha precisato che questa disposizione è destinata a
coprire il salario effettivamente perso:

 

" 
In systematischer Hinsicht finden sich Art. 23
Abs. 8 UVV wie auch Art. 15 UVG jeweils im Kapitel "Geldleistungen"
unter dem Abschnitt "Versicherter Verdienst". Art. 21 Abs. 3 UVG
steht dagegen im Abschnitt "Invalidenrente" unter dem Titel
"Heilbehandlung nach Festsetzung der Rente". Dies spricht dafür, dass
Art. 23 Abs. 8 UVV eine Ausführungsbestimmung zu Art. 15 UVG ist und somit
grundsätzlich auf sämtliche Rückfälle Anwendung findet. Davon geht implizit
auch die Rechtsprechung des Eidgenössischen Versicherungsgerichts aus. In der
nicht publizierten Erw. 3 des Urteils BGE 127 V 456 hat das Gericht ausgeführt,
bezüglich des massgebenden Lohnes für das Taggeld in Sonderfällen enthalte Art.
23 UVV in Ausführung von Art. 15 Abs. 3 lit. a UVG Bestimmungen, wobei Abs. 8
ausdrücklich den Rückfall normiere. Die in dieser Verordnungsbestimmung
getroffene Regelung folge der konkreten Berechnungsmethode und sei - wie Art.
23 Abs. 7 UVV hinsichtlich der Abänderungsfrist - auf die Deckung des
tatsächlich entgangenen Verdienstes ausgerichtet. Dies im Unterschied zum
versicherten Verdienst für die Bemessung der Invalidenrente, wo bei Rückfällen
in Anwendung von Art. 24 Abs. 2 UVV an das Arbeitsverhältnis im Zeitpunkt des
versicherten Unfalles anzuknüpfen ist und Änderungen in den erwerblichen
Verhältnissen ausser Acht bleiben (abstrakte Bemessungsmethode). Wenn in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde geltend gemacht wird, gemäss Maurer (a.a.O., S.
276) seien bei einem Rückfall ohne vorgängige Zusprechung einer Rente die
gleichen Leistungen zuzusprechen wie im Grundfall, bezieht sich diese Aussage
auf die Heilbehandlung und nicht auf den versicherten Verdienst.“

                                         (STFA succitata,
consid. 1.5.4)

 

                                         In
una precedente sentenza del 26 giugno 2001 nella causa H., U 42/01, consid. 3a,
peraltro menzionata dall’Istituto assicuratore convenuto in sede di decisione
su opposizione (doc. 54, p. 3), il TFA, riferendosi all’art. 23 cpv. 1 OAINF, aveva
stabilito che questa disposizione, nel caso di un assicurato già al beneficio
di una rendita di invalidità che rimane vittima di un nuovo infortunio, non
consente di calcolare il guadagno assicurato partendo da un’attività senza
impedimenti (ossia esattamente ciò che RI 1 pretende che si
faccia):

 

" 
Nach Art. 23 Abs. 1 UVV wird der versicherte Verdienst
für das Taggeld u.a. dann abweichend von der Grundregel bestimmt, wenn der
Versicherte zufolge Unfalls keinen oder einen verminderten Lohn erzielt.
Abgestellt wird in solchen Fällen auf den Lohn, welchen der Versicherte ohne den
Unfall erzielt hätte. Diese Bestimmung ist auch dann anwendbar, wenn der
Versicherte wegen eines früheren Unfalls eine Rente und als Teilinvalider einen
reduzierten Lohn bezieht. Massgebend ist jener Verdienst, welchen der Versicherte
ohne den neuen Unfall erzielen würde, in der Regel somit jener Lohn, den er vor
dem neuen Unfall als Teilinvalider verdiente (Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht,
2. Aufl., Bern 1989, S. 327). Dies hat auch dann zu gelten, wenn der
Versicherte nicht Bezüger einer Rente der obligatorischen Unfallversicherung,
sondern einer solchen der Invalidenversicherung ist. Art. 23 Abs. 1 UVV
bietet im vorliegenden Fall daher keine Grundlage für eine Umrechnung des
effektiven Verdienstes auf einen hypothetischen
Vollerwerb.“

                                         (STFA
succitata, consid. 3a – la sottolineatura é del redattore)

 

                                         Del
resto, il TCA rileva che l’opinione difesa dal ricorrente non si concilia nemmeno
con il disposto dell’art. 21 cpv. 3 LAINF, giusta il quale, in caso di ricadute
o di postumi tardivi o se l’assicuratore ordina il ripristino della cura
medica, il beneficiario della rendita ha diritto anche alle prestazioni
sanitarie e al rimborso delle spese. Il beneficiario della rendita, se subisce
durante questo periodo una perdita di guadagno, ha diritto all’indennità
giornaliera calcolata in base all’ultimo guadagno realizzato prima della
nuova cura medica. 

 

                                         A
proposito di quest’ultima disposizione, Alfred Maurer ha precisato che
l’indennità giornaliera va fissata secondo il cosiddetto “metodo astratto”, ciò
che esclude che si tenga conto di quanto l’interessato avrebbe guadagnato senza
gli impedimenti legati al danno alla salute infortunistico (cfr. A. Maurer, Schw.
Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 341s.: “… UVG
21 III und 22 II bestimmen das Taggeld bei einer bereits laufenden
Invalidenrente. Da sie die Verdiensteinbusse und nicht die Arbeitsunfähigkeit als
Anspruchsvoraussetzungen nennen, fragt sich, ob das Taggeld nur gerade für jene
Tage entrichtet werden Müsse, an welchen der Versicherte eine Verdiensteinbusse
erleidet, d.h. ob es nach der konkreten Methode zu bemessen sei. Dies
trifft für den Fall der Rentenrevision zu, da hier oft nur eine
Verdiensteinbusse an einzelnen Tagen oder sogar Stunden besteht, z.B. wenn der
Versicherte einen Tag oder einige Stunden für die Untersuchung in einer Klinik
verbringt. Hingegen besteht kein Grund, das Taggeld in besonderer Weise,
nämlich nach der konkreten Methode, zu bemessen, wenn der Versicherte sich
während des Rentenlaufs einer Heilbehandlung unterzieht, wie dies bei
Rückfällen und Spätfolgen sowie bei der vom Versicherer angeordneten
Wiederaufnahme der ärztlichen Behandlung nach UVG 21 III zutrifft. Hier
ist das Taggeld in gleicher Weise nach der abstrakten Methode festzusetzen,
wie wenn die Heilbehandlung unmittelbar nach dem Unfall erfolgen würde“). 

 

                                         In
esito alle considerazioni che precedono, l’assicuratore LAINF
convenuto ha correttamente calcolato l’indennità giornaliera spettante a RI 1 in
base esclusivamente all’art. 23 cpv. 8 OAINF. 

 

                               2.4.   Posto il
principio secondo il quale, in caso di ricaduta, il salario su cui calcolare
l’indennità giornaliera va stabilito in applicazione dell’art. 23 cpv. 8 OAINF,
questa Corte ritiene tuttavia che la questione relativa alla data d’inizio
della ricaduta meriti un approfondimento.

 

                                         Al
riguardo il TCA constata che, tale questione era stata sollevata già in sede di
opposizione 4 aprile 2005, quando l’assicurato aveva sottolineato il fatto che
l’inabilità lavorativa del 50%, riconosciuta dall’assicuratore LAINF soltanto a
far tempo dal 1° novembre 2004, era in realtà presente già dal mese di dicembre
2001 (doc. 52 – inc. CO 1 1). 

 

                                         Dal
verbale d’audizione del 21 ottobre 2004 risulta peraltro che, a detta
dell’insorgente, l’incapacità lavorativa durante il periodo 8 novembre 2001-8
novembre 2003, determinata dai disturbi localizzati alla caviglia destra e al
ginocchio sinistro (gli stessi per i quali l’CO 1 ha ammesso la ricaduta), sarebbe
stata indennizzata dalla Cassa malati __________ (doc. 30 – inc. CO 1 1). 

 

                                         In queste
condizioni, l’Istituto assicuratore convenuto è invitato a verificare se
l’inizio della ricaduta in questione non debba essere fissato a una data
antecedente il 1° novembre 2004 e, se del caso, a determinare nuovamente, in
applicazione dell’art. 23 cpv. 8 OAINF, il salario su cui calcolare l’indennità
giornaliera spettante a RI 1.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti