# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a5026ce5-3527-5968-87f0-84ed119e7c9f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-12-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.12.2008 C-2693/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2693-2007_2008-12-05.pdf

## Full Text

Corte II I
C-2693/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  5  d i c e m b r e  2 0 0 8

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Elena Avenati-Carpani, Johannes Frölicher; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
patrocinato dall'Avvocato Renata Foglia, 
Swisslawyersgroup, via della Posta 4, 6900 Lugano,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

decisione del 28 febbraio 2007 in materia di prestazioni 
AI.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-2693/2007

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano, nato il  , ha lavorato in Svizzera a partire 
dal 1993 nel settore della metalcostruzione. 

In data 22 gennaio 2002, in seguito a diverse sequele di un infortunio 
occorso  nel  1997,  il  nominato  ha  formulato  una  richiesta  volta  al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità.  Ricevuta  la  domanda,  l'Ufficio  AI  del  Cantone  Ticino  ha 
chiesto l'incarto all'Istituto nazionale svizzero di  assicurazione contro 
gli infortuni (INSAI/SUVA).

Dallo stesso emerge la seguente fattispecie. In data 21 agosto 1997, il 
nominato,  che  lavorava  come  metalcostruttore  per  la  ditta  B.  è 
inciampato procurandosi una frattura diafisaria della III traversa distale 
della tibia destra, subito operata con un'osteosintesi. Il 2 giugno 1998, 
l'interessato ha ripreso a lavorare al 50% ed il 15 giugno successivo al 
cento per cento. In data 22 maggio 2000, il nominato si è riannunciato 
alla SUVA per una ricaduta della problematica post-infortunistica. Da 
allora  sono  seguite  assenze  dal  lavoro  con  diverse  modalità 
dell'incapacità, ossia: 100% dal 22 maggio 2000, 50% dal 27 giugno 
2000, 25% dal 1° novembre 2000, 100% dal 15 dicembre 2000, 25% 
dal  16  dicembre  2000,  100%  dal  26  gennaio  2001,  25%  dal  27 
gennaio  2001,  100% dal  30  marzo  2001,  25% dal  31  marzo  2001, 
100%  dal  2  maggio  2001,  50%  dal  7  maggio  2001,  100%  dal  15 
maggio 2001, 50% dal 28 maggio 2001 e 100% dal 18 giugno 2001. 
Sono poi seguiti brevi periodi di ripresa del lavoro parziale con compiti 
di sorveglianza e direzione di cantieri,  ma con scarso esito.  Non ha 
più lavorato dopo il 18 febbraio 2002. Va ancora rilevato che il paziente 
ha subito l'asportazione dei mezzi di sintesi nel 2000 ed una revisione 
retrotendinea  patellare  destra  il  20  giugno  2001.  Dopo  una  visita 
specialistica all'Inselspital di Berna del 13 novembre 2001 (Policlinica 
di chirurgia delle ginocchia, Prof. Ballmer), l'assicurato è stato visitato 
presso il medico di circondario INSAI/SUVA (24 gennaio 2002) al fine 
di  valutare  la  capacità  lavorativa,  il  quale  ha  posto  la  diagnosi  di 
condropatia retropatellare ginocchio destro, stato dopo revisione della 
zona del legamento patellare il 20 giugno 2001, stato dopo AMO di un 
chiodo endomidollare il 22 maggio 2001, stato dopo frattura diafisaria 
traversa della tibia il 21 agosto 1997 ed ha dichiarato il paziente abile 
al  50%  dal  4  febbraio  2002  ed  al  cento  per  cento  dal  25  febbraio 

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successivo. Persistendo un'inabilità al lavoro, il 24 aprile 2002 ha avuto 
luogo  un'altra  visita  circondariale  dell'assicuratore  infortuni.  Per 
l'INSAI/SUVA, in data 14 maggio 2004 ha avuto luogo la visita medica 
di  chiusura a  cura  del  Dott. Mark,  ove il  paziente  è  stato dichiarato 
abile al lavoro a determinate condizioni.

B.
L'INSAI/SUVA, con scritto del 31 maggio 2002, ha chiesto all'AI una 
sua  presa  di  posizione  in  merito  ad  un  eventuale  possibilità  di 
riclassamento professionale. Il medico dell'Ufficio AI ticinese, Dott.ssa 
Bernasconi,  ha  suggerito  una  consulenza  professionale  al  fine  di 
accertare le possibilità di reintegrazione del nominato (rapporto del 13 
giugno 2002). 

Dal  1°  settembre  2002,  il  nominato  ha  iniziato  un  tirocinio  come 
disegnatore  metalcostruttore  presso  una  ditta  di  Bioggio.  Con 
decisione  del  16  settembre  2002,  l'Ufficio  AI  cantonale  ha emanato 
una decisione di provvedimenti professionali dal 1° settembre 2002 al 
31  agosto  2005  ed  in  data  20  novembre  2002,  l'Ufficio  AI  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAI)  ha  emanato  il  provvedimento 
concernente le indennità giornaliere. In una nota del 13 dicembre 2002 
l'amministrazione  prendeva  atto  che  il  tirocinante  era  quasi  sempre 
assente da scuola per malattia certificata. In un rapporto del medico 
curante,  Dott. Voltolini,  del  15 gennaio 2003,  sono state denunciate, 
oltre alla nota diagnosi, anche turbe ansio-depressive in cura e veniva 
prodotto un certificato dello psichiatra Dott. Pedroni (Luino) di stessa 
data. L'incarto è stato risottoposto in esame alla Dott.ssa Bernasconi, 
la  quale,  nella  sua  relazione  del  3  febbraio  2003,  ha  disposto  un 
accertamento peritale in psichiatria.

L'assicurato è stato visitato da uno specialista il 2 aprile 2003. Nella 
sua relazione del 9 aprile successivo, la Dott.ssa Cohen ha posto la 
diagnosi di episodio depressivo di media gravità ed ha escluso, per il 
momento, una riqualifica professionale, nel senso sopra prospettato, in 
quanto  lo  stato  psicopatologico  attuale  non  avrebbe  permesso 
all'assicurato  di  seguire  fruttuosamente  una  formazione;  l'esperto 
propone  invece  un  accertamento  professionale  nel  centro  di  Gerra 
Piano a determinate condizioni. L'amministrazione ha quindi disposto 
tale  accertamento  per  tre  mesi  (comunicazione  del  6  maggio  2003 
dell'UAI cantonale). 

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Nel frattempo, l'INSAI/SUVA, con scritti del 25 e 28 novembre 2003, ha 
riconosciuto  l'indennizzo  di  un  supporto  psicologico,  consistenti  in 
sedute presso il Dott. Teodori di Lugano.

In  data  8  gennaio  2004,  il  direttore  del  Centro  per  la  formazione 
professionale  e  sociale  di  Gerra  Piano  (CFPS)  ha  comunicato 
all'Ufficio AI cantonale che l'interessato non si è presentato al giorno 
convenuto per iniziare il ciclo d'osservazione, in quanto il suo medico 
non  l'avrebbe  ritenuto  idoneo  a  tale  misura. Nel  contempo  anche  il 
Dott. Teodori ha confermato, il 16 gennaio 2004, l'inabilità completa del 
paziente ed ha esibito il relativo certificato. Nella sua relazione del 1° 
marzo 2004, lo specialista psichiatra ha ritenuto una diagnosi di grave 
sindrome  depressiva  ed  ha  ritenuto  utile  una  chiusura  del  caso 
perlomeno da parte dell'INSAI/SUVA. 

Con  un  accordo  del  25  agosto  2004  sottoscritto  dall'INSAI/SUVA e 
dall'assicurato,  l'assicuratore  infortuni  si  è  dichiarato  d'accordo  di 
versare, per i  postumi dell'infortunio, una rendita d'invalidità del 25% 
ed  un'indennità  unica  per  i  postumi  psichici.  Con  decisione  del  13 
ottobre 2004, l'INSAI/SUVA ha riconosciuto una rendita d'invalidità del 
25%  a  decorrere  dal  1°  ottobre  2004  ed  un  indennizzo  unico  in 
contanti di Fr. 30'810.- per i problemi psichici.

C.
Di nuovo sul piano dell'assicurazione invalidità, il richiedente ha esibito 
una  relazione  di  degenza  ospedaliera  del  febbraio  2005  per  una 
terapia  riabilitativa  nutrizionale  in  quanto  l'IMC  era  giunto  a  37,8 
kg/mq. Venivano parimenti esibiti i risultati di una visita reumatologica 
del  12  gennaio  2005,  di  una  RM  ginocchio  destro  del  24  gennaio 
successivo e di altri esami effettuati in ambito del ricovero.

L'incarto  veniva  di  nuovo  sottoposto  alla  Dott.ssa  Bernasconi,  del 
Servizio medico regionale, la quale ha ritenuto che sotto il profilo fisico 
il caso è stato definito in modo esauriente dall'INSAI/SUVA, ma che la 
problematica  doveva  essere  attualizzata  dal  profilo  psichiatrico 
interpellando il Dott. Teodori.

Nel suo rapporto del 28 novembre 2005, lo psichiatra menzionato ha 
dichiarato  aver  avuto  in  cura  A._______  dal  7  gennaio  2004  al  23 
novembre  2005  (data  dell'ultima  visita)  e  di  continuare  le  sue 
prestazioni.  Il  paziente  sarebbe  migliorato,  pur  rimanendo  delle 
problematiche gravi legate ad un possibile reinserimento lavorativo.

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L'amministrazione  ha  inoltre  acquisito  ad  atti  un  rapporto  del  “Day 
hospital  Gulliver”  del  17  gennaio  2006  (Centro  psico-sociale  di 
Lugano) circa prestazioni date dal 3 ottobre al 14 dicembre 2005 per 
sindrome post-traumatica da stress. Il paziente viene ritenuto idoneo a 
svolgere lavori leggeri in misura di 4 ore giornaliere.

Di nuovo il caso è stato sottoposto alla Dott.ssa Bernasconi, la quale, 
nella sua relazione del 1° febbraio 2006, ha ritenuto necessaria una 
rivalutazione di carattere psichiatrico. L'assicurato è stato visitato il 15 
febbraio 2006 dal Dott. Tomamichel il quale ha scambiato pareri anche 
con il Dott. Teodori. Nella sua relazione del 16 febbraio 2006, il perito 
incaricato ha affermato che non sussiste alcuna patologia psichiatrica 
attuale,  mentre  vi  è,  anamnesticamente,  un  pregresso  episodio 
depressivo  grave,  attualmente  totalmente  rientrato  e  non  vi  è  (più) 
alcuna inabilità lavorativa sotto questo profilo specialistico.

Con  scritto  del  25  aprile  2006,  l'interessato  ha  comunicato  di  aver 
iniziato a lavorare 4 ore al giorno presso la ditta C.

Nel  rapporto  finale  del  27  aprile  2006,  la  Dott.ssa  Bernasconi  ha 
proposto  di  chiudere  il  caso e  di  considerare  una piena capacità  al 
lavoro da febbraio 2006 (visita dal Dott. Tomamichel).

Dal punto di vista lavorativo, l'interessato ha inviato il foglio paga del 
mese di maggio 2006 indicante 72 ore svolte a Fr. 20.- l'ora. Il datore 
di  lavoro ha indicato che il  dipendente lavora a metà tempo (20 ore 
settimanali) da aprile 2006. Con una nota a piè di pagina del contratto 
di  lavoro,  il  responsabile  della  ditta  indica  che  il  dipendente  viene 
sovente aiutato dai colleghi e risente di forti problemi al ginocchio.

L'incarto  è  stato  sottoposto  in  esame  al  CIP,  ove  è  stata  ritenuta 
un'incapacità di guadagno residua dell'89%.

D.
Con progetto di decisione del 16 ottobre 2006, l'Ufficio AI cantonale ha 
disposto  il  riconoscimento  del  diritto  alla  rendita  intera  AI  dal  1° 
maggio 2001 e d'una mezza rendita AI a decorrere dal 1° aprile 2005 
(tre mesi dopo il presunto miglioramento) fino al 30 aprile 2006, ossia 
fino al terzo mese dopo il perdurare della totale remissione accertata 
dal Dott. Tomamichel.

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L'assicurato,  regolarmente  rappresentato  dall'avv. Renata  Foglia,  ha 
presentato le sue osservazioni responsive il  16 novembre 2006, ove 
chiede, essenzialmente, il mantenimento del diritto alla mezza rendita 
AI  anche  dopo  il  30  aprile  2006.  Chiede  inoltre  che  si  interpelli  di 
nuovo  il  Dott.  Teodori,  presso  il  quale  è  in  cura  continua,  per 
aggiornare le considerazioni di carattere psichiatrico e la valutazione 
del  danno  fisico.  Infine,  contesta  il  calcolo  comparativo  dei  redditi 
effettuato dall'amministrazione.

Ricevute le osservazioni, l'amministrazione ha sottoposto di nuovo gli 
atti  alla  Dott.ssa  Bernasconi,  la  quale,  nella  sua  relazione  del  18 
dicembre  2006,  afferma  che  la  situazione  psichiatrica  è  stata 
sufficientemente indagata da tre specialisti  (Dott.ri  Cohen,  Teodori  e 
Tomamichel) ed è attuale, mentre le risultanze dell'INSAI/SUVA sono 
esaurienti  per  quel  che  attiene  alle  affezioni  infortunistiche  e  non 
sussistono ulteriori affezioni extra-infortunistiche.

Mediante decisione del 28 febbraio 2007, l'Ufficio AI per gli assicurati 
residenti all'estero (UAI) ha erogato in favore di A._______ una rendita 
intera dell'assicurazione svizzera per l'invalidità dal 1° maggio 2001 al 
31 marzo 2005 ed una mezza rendita AI dal 1° aprile 2005 al 30 aprile 
2006.

E.
Con gravame del  16  aprile  2007,  A._______,  sempre rappresentato 
dall'avv.  Foglia,  chiede,  sostanzialmente,  l'annullamento  del 
summenzionato provvedimento amministrativo solamente nella misura 
in  cui  sopprime  le  prestazioni  dal  30  aprile  2006.  Egli  postula  il 
riconoscimento di una mezza rendita AI a partire dal 1° maggio 2006. 
La parte ricorrente insiste sulla necessità che sia ancora interpellato il 
Dott. Teodori, in quanto sarebbe trascorso troppo tempo dalla perizia 
del Dott. Tomamichel, la quale, peraltro, sarebbe stata esperita prima 
che  l'interessato  iniziasse  il  suo  nuovo  lavoro  al  50%.  L'insorgente 
constata che non vi sarebbero atti  medici né valutazioni posteriori  al 
mese di aprile 2006 che indichino che possa svolgere l'attuale attività 
al  cento  per  cento  e,  pertanto,  le  conclusioni  del  medico  dell'UAI 
cantonale e del CIP sarebbero arbitrarie. 

A  suffragio  delle  sue  conclusioni  produce  una  relazione  del  Dott. 
Teodori  del  3  aprile  2007.  Lo  specialista  rileva  che  non  sarebbe 
realistico  considerare  il  paziente  completamente  abile  al  lavoro  in 
quanto  la  patologia  in  atto,  in  parziale  remissione,  non  esclude 

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possibilità di recidive. Esibisce inoltre una dichiarazione del datore di 
lavoro del 2 aprile 2007 dalla quale si evince che il dipendente, aiuto 
sabbiatore al 50%, svolge i suoi compiti con “ingente fatica” e lo stesso 
non potrebbe comunque essere impiegato a tempo pieno.

F.
Ricevuto il ricorso, l'Ufficio AI cantonale ha sottoposto gli atti al Dott. 
Erba, del proprio servizio medico, il quale, nella sua relazione del 29 
maggio  2007,  ha  affermato  che  le  argomentazioni  ricorsuali  e  la 
documentazione esibita non permettono di riconsiderare la valutazione 
già  espressa  dall'amministrazione  in  sede  d'istruttoria.  Nelle  sua 
risposta ricorsuale del 30 maggio 2007, l'Ufficio AI del Cantone Ticino 
propone la reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui, per quanto 
occorra, si riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

Nelle  osservazioni  del  6  giugno  2007,  anche  l'UAIE  propone  la 
reiezione del ricorso.

G.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione di  rilievo, l'avv. Foglia,  con replica del 19 settembre 
2007,  ha  ribadito  l'intenzione  del  proprio  assistito  di  mantenere  il 
gravame.  Produce  una  nuova  relazione  del  Dott.  Teodori,  il  quale 
descrive un quadro peggiorato delle condizioni di salute del paziente 
che  ora  presenta  una  depressione  ricorrente  con  conseguente 
incapacità di lavoro del 50%. Esibisce inoltre un rapporto medico del 3 
settembre  2007  del  Dott.  Enrico,  specialista  in  ortopedia,  il  quale 
ribadisce la nota diagnosi e conferma, nella sostanza, una valutazione 
del 25% del tasso d'invalidità dal punto di vista post-infortunistico.

Ricevuta la replica, l'Ufficio AI cantonale ha risottoposto gli atti al Dott. 
Erba, il  quale,  nella sua relazione del 5 ottobre 2007,  ha preso atto 
che,  dal  punto  di  vista  somatico,  la  parte  ricorrente,  tramite  il  suo 
medico specialista Dott. Enrico, non contesta la valutazione dell'INSAI/
SUVA. Invece,  per  quel  che  attiene  alla  problematica  psichiatrica,  il 
medico dell'UAI prende atto di quanto riferito dal Dott. Teodori e indica 
comunque  che  tale  situazione  (peggioramento  eventuale)  si  è 
verificata, in ogni caso, dopo la data dell'impugnata decisione.

Nella  duplica  del  9  ottobre  2007,  l'Ufficio  AI  cantonale  osserva  di 
essere  disposto  ad  esaminare,  con  una  procedura  di  revisione, 

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l'eventuale peggioramento indicato dopo la definizione della presente 
procedura e ripropone pertanto la reiezione del ricorso.

Nella  sua  duplica  del  7  novembre  2007,  anche  l'UAIE  ripropone  la 
reiezione del ricorso.

H.
Con decisione incidentale del 15 novembre 2007, la parte ricorrente è 
stata invitata a voler  versare un anticipo di  Fr. 300.-,  corrispondente 
alle  presunte  spese  processuali.  Parimenti,  sono  stati  inviati  al 
ricorrente, per conoscenza, le dupliche delle rispettive amministrazioni 
e  copia  del  parere  del  Dott.  Erba.  L'anticipo  richiesto  è  stato 
regolarmente versato il 22 novembre 2007.

L'insorgente  ha  successivamente  prodotto  un  nuovo  certificato  del 
Dott. Enrico del 19 novembre 2007, una prenotazione per cure presso 
la Clinica di riabilitazione di Novaggio per tre settimane a partire dal 2 
dicembre  2007  (garanzia  INSAI/SUVA),  un  rapporto  di  consulenza 
psichiatrica  (in  degenza  a  Novaggio)  del  17  dicembre  2007  ed  il 
rapporto di degenza dal 2 al 22 dicembre 2007 presso la menzionata 
clinica.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  agli  art.  33  e  34  LTAF.  In 
particolare,  le  decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti 
l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi al  TAF 
conformemente  all'art.  69  cpv. 1  lett.  b  della  legge  federale  del  19 
giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

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2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

3.

3.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 

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del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

3.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

3.3 Il ricorso è tempestivo ed ossequioso dei requisiti minimi prescritti 
dalla  legge (art. 60  LPGA e 52 PA). Il  gravame è dunque ricevibile, 
nulla ostando all'esame del merito dello stesso.

4.
Ai fini del presente giudizio occorre altresì preliminarmente precisare, 
con  particolare  riferimento  al  diritto  materiale,  che,  dal  profilo 
temporale,  non  trovano  applicazione  le  modifiche  della  LAI  del  6 
ottobre 2006, entrate in vigore dal 1° gennaio 2008 (5a revisione della 
LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della 
LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.

5.
Il ricorrente ha presentato la richiesta di rendita il 22 gennaio 2002. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato 
si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 
richiesta.  In  concreto,  lo  scrivente  Tribunale  amministrativo  federale 
può quindi limitarsi ad esaminare se il ricorrente avesse diritto ad una 
rendita il 22 gennaio 2001 (ossia 12 mesi precedenti la presentazione 
della domanda), oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data 
ed il 28 febbraio 2007, data della decisione impugnata. Il giudice delle 
assicurazioni  sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione 
impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente al momento 
in cui  la decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 
1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
un  cittadino  italiano  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:  essere  invalido  ai  sensi  della  legge  svizzera  ed  aver 

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versato contributi  all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di 
una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  Va 
ricordato che fino al  31 dicembre 2003,  la LAI prevedeva il  diritto al 
quarto di rendita con un tasso d'invalidità del 40% almeno, alla mezza 
rendita con un tasso d'invalidità del 50% almeno ed alla rendita intera 
con un tasso d'invalidità dei due terzi (66,67%). In seguito all'entrata in 
vigore  dell'Accordo bilaterale,  la  limitazione prevista  dall'art.  28  cpv. 
1ter LAI, secondo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore 
al 50% sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano 
abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando 
l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

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7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

8.

8.1 L'assicurato  ha  lavorato  in  Svizzera  come  operaio 
metalcostruttore. Dopo l'incidente del 21 agosto 1997, il nominato ha 
cominciato a far registrare prolungati periodi di assenza dal lavoro. Ha 
ripreso a lavorare nel giugno 1998, ma da maggio 2000, le interruzioni 
del  lavoro  si  son  fatte  ancora  più  numerose  e  prolungate.  L'incarto 
dell'INSAI/SUVA contiene il dettaglio delle assenze dal lavoro e delle 
modalità  di  ripresa  parziale.  In  ogni  caso,  A._______  non  ha  più 
lavorato dopo il 18 febbraio 2002. Solamente nell'aprile 2006, egli ha 
ripreso un'attività come aiuto sabbiatore al 50%.

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). 

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In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio  per determinare quali 
lavori  siano  ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato,  ma non 
spetta al medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 
V 314, 105 V 158). Infatti, per costante giurisprudenza le certificazioni 
mediche possono costituire importanti  elementi  d'apprezzamento del 
danno  invalidante,  allorché  permettono  di  valutare  l'incapacità 
lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in  un'attività  da  lui 
ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 
3c).

Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti  ed esamini in maniera completa i  punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

9.

9.1 Nel caso di  specie risulta che l'assicurato soffre essenzialmente 
degli esiti di un infortunio con frattura diafisaria della III traversa distale 
della tibia destra il 21 agosto 1997, condropatia patellare del ginocchio 
destro, stato dopo AMO di un chiodo endomidollare il 22 maggio 2001 
e sindrome depressiva ricorrente caratterizzata da stati di remissione 
e situazioni di riacutizzazione e, comunque, da un episodio acuto nel 
2003/2004.

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico,  essere  esaminate  alla  luce  dell'art.  29  cpv. 1  lett.  b  LAI. 
Trattasi, infatti,  di malattie che, per costante giurisprudenza, sono da 
configurare  non  già  di  carattere  permanente  (cioè  di  natura 
consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di 
migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 

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dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, la parte ricorrente dichiara esplicitamente di non 
impugnare  né la  decisione concernente  l'assegnazione  della  rendita 
intera AI dal 1° maggio 2001, né quella di riduzione della prestazione 
alla metà dal 1° aprile 2005. 

Al  proposito  va  segnalato  che  assegnando  una  rendita  d'invalidità 
degressiva e/o limitata nel tempo l'autorità amministrativa disciplina un 
rapporto  giuridico  suscettibile  di  essere  oggetto  della  lite  in  caso di 
contestazione.  Qualora  sia  contestata  solo  la  riduzione  o  la 
soppressione delle  prestazioni,  il  potere  cognitivo  del  giudice  non è 
limitato nel senso che egli debba astenersi dallo statuire circa i periodi 
per i  quali  il  riconoscimento della  prestazioni  non è censurato (DTF 
125 V 413 = SVR 2001, IV, n. 27). 

10.2 Va  ancora  rammentato  che  una  rendita  limitata  nel  tempo 
corrisponde,  materialmente,  ad  una  revisione  ai  sensi  dell'art.  17 
LPGA e se ne deve pertanto seguire i principi. In base a tale norma, 
se  il  grado  d'invalidità  del  beneficiario  di  una  rendita  subisce  una 
modificazione  che  incide  in  modo  rilevante  sul  diritto  alla  rendita, 
questa  sarà,  per  il  futuro,  aumentata  o  diminuita  in  misura 
corrispondente, oppure soppressa. Per l'art. 88a cpv. 1 dell'Ordinanza 
sull'assicurazione  per  l'invalidità  del  17  gennaio  1961  (OAI,  RS 
831.201), se la capacità di guadagno migliora, v'è motivo di ammettere 
che il  cambiamento determinante sopprime tutto o parte del diritto a 
prestazioni  dal  momento  in  cui  si  può supporre che il  cambiamento 
constatato  perduri;  lo  si  deve in  ogni  caso tenere  in  considerazione 
allorché  è  durato  tre  mesi,  senza  interruzione  notevole  e  che 
presumibilmente continuerà a durare. 

Occorre quindi esaminare la legittimità della soppressione della mezza 
rendita AI a decorrere dal 30 aprile 2006.

Pagina 14

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11.

11.1 Lo scrivente  Tribunale  considera  che la  l'istruttoria  non è stata 
adeguatamente svolta. La malattia principale di cui soffre l'assicurato 
consiste in una sindrome depressiva medio grave ed è caratterizzata 
da una labilità evidente che traspare dai numerosi referti specialistici. 
Vero  è  che  l'incapacità  al  lavoro  dell'assicurato  è  di  origine 
infortunistica. L'incidente alla gamba destra gli ha causato un'invalidità 
di  rilievo  ed  ha  giustificato  il  riconoscimento  del  diritto  alla  rendita 
intera  AI,  dal  momento  che  l'interessato,  dopo  il  maggio  2001,  ha 
presentato un grado d'invalidità totale, solo interrotto da tentativi brevi 
e/o falliti di riprendere il suo precedente lavoro anche con compiti più 
leggeri, come risulta dai rapporti dell'INSAI/SUVA.

Tuttavia,  nell'estate  ed  autunno  2002,  al  quadro  patologico 
prettamente  post-infortunistico  si  è  aggiunta,  in  modo  sempre  più 
insistente una patologia psichiatrica. Il 1° settembre 2002, l'interessato 
avrebbe  dovuto  iniziare  un  tirocinio  come  disegnatore 
metalcostruttore,  nell'ambito  delle  normative  per  la  reintegrazione 
professionale  previste  dalla  LAI.  Già  nel  dicembre  successivo, 
venivano  riscontrate  continue  assenze  per  malattia  regolarmente 
certificate dal medico curante. L'assicurato era allora seguito da uno 
psichiatra in Italia (Dott. Pedroni) per una sindrome depressiva. Visto 
questo stato di fatto, l'AI ha fatto eseguire una perizia psichiatrica dalla 
Dott.ssa  Cohen,  la  quale,  il  2  aprile  2003,  certificava  un  episodio 
depressivo  di  media  gravità  che  escludeva  la  possibilità,  per  il 
momento,  di  intraprendere  dei  provvedimenti  professionali;  l'esperto 
incaricato suggeriva invece un accertamento professionale al  Centro 
di Gerra Piano. Nel gennaio 2004, anche questa iniziativa si rivelava 
priva  di  successo,  sempre per  ragioni  inerenti  la  patologia  psichica. 
Dal gennaio 2004, A._______ era seguito, a carico dell'INSAI/SUVA, 
dal  Dott.  Teodori,  psichiatra  a  Lugano.  Questo  sanitario  si  occupa 
ancora della patologia psichica dell'assicurato. 

All'inizio del 2006, preso atto della visita medica di chiusura da parte 
dell'INSAI/SUVA che concludeva per un'invalidità del 25%, l'Ufficio AI 
cantonale ha proposto una nuova visita psichiatrica.

11.2 La  qualità  del  rapporto  del  Dott.  Tomamichel  non  sembra 
corrispondere  a  quelle  esigenze  dettate  in  materia  di  perizie, 
soprattutto  nel  campo  psichiatrico. Il  perito  si  limita,  nelle  prime  5 
pagine della  sua relazione,  ad elencare i  dati  clinici  sulla scorta dei 

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documenti già menzionati  in questo giudizio e riprende il  vissuto del 
paziente già ampiamente riferito dalla Dott.ssa Cohen il 9 aprile 2003 
e riassunti anche dal Dott. Teodori il 1° marzo 2004. Dopo aver riferito i 
dati  soggettivi  dell'assicurato,  l'esperto  incaricato  propone  delle 
constatazioni obbiettive succinte e poco indicative.

Alla luce dei precedenti rapporti e vista la principale caratteristica della 
patologia  in  esame  che  consiste  in  fasi  di  quiescenza  e  fasi  di 
riacutizzazione, la perizia psichiatrica avrebbe dovuto estendersi su di 
un  lasso  di  tempo  più  lungo,  segnato  da  colloqui  approfonditi  ed 
accompagnato  dall'esecuzione  di  test  indicativi  ed  un'attenta  analisi 
delle  dichiarazioni  del  paziente.  In  altre  parole,  il  parere  del  Dott. 
Tomamichel,  fondato  su  di  un  unico  colloquio  ed  una  scarsa 
motivazione,  non  può  essere  tenuto  quale  fondamento  della 
soppressione della rendita AI. A titolo di confronto si può paragonare 
la perizia del Dott. Tomamichel con quella della Dott.ssa Cohen, ove, 
specialmente  nelle  rubriche  “disturbi  lamentati  dall'assicurato  ed 
esame  oggettivo”  si  spiega  in  maniera  convincente  tutta  la 
problematica, affinché l'amministrazione (ed eventualmente il giudice) 
possano  esprimere  il  loro  parere  in  modo   convincente  e  senza 
esitazioni.  Se,  il  giorno  della  visita  specialistica,  il  perito  non  ha 
riscontrato  nulla  di  patologico  ed  invalidante  può  essere  anche 
imputabile  alla  circostanza  che  l'interessato  fosse  in  un  periodo  di 
relativa  quiescienza  del  male.  Va qui  segnalato,  oltretutto,  che  egli 
assume  dosi  di  antidepressivi  massicce;  questa  posologia  è 
verosimilmente  stata  cambiata  in  occasione  del  ricovero  presso  la 
Clinica di riabilitazione di Novaggio.

11.3 La patologia che lo colpisce è iniziata, perlomeno, nel 2002 ed è 
problematico condividere l'affermazione,  piuttosto apodittica,  che ora 
sarebbe  tutto  risolto.  In  effetti,  il  Dott.  Teodori,  che  ha  in  cura  il 
paziente  da  più  di  4  anni,  non  è  dello  stesso  parere.  Già  nella 
relazione  del  1°  marzo  2004,  lo  specialista  rendeva  attenta 
l'INSAI/SUVA sulla profonda depressione, accompagnata da molteplici 
problematiche, che colpiva il paziente e sulla necessità di continuare 
le terapie farmacologiche e psicologiche. Il Dott. Teodori confermava la 
terapia e le altre cure in corso nel suo breve rapporto all'UAI ticinese 
del 28 novembre 2005 ed ammetteva, solo a determinate condizioni, 
che il paziente avrebbe potuto avere una residua capacità lavorativa, 
intesa  come  globale,  del  50%.  Il  17  gennaio  2006,  un  medico 
responsabile  del  Day  hospital  Gulliver  di  Lugano  (struttura  psico-

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sociale) ammetteva una capacità al lavoro limitata al 50% (massimo 4 
ore  giornaliere  in  lavoro  leggero)  e  non  25%  come  ritenuto 
dall'amministrazione.  Infine,  in  sede  ricorsuale  e  di  replica,  il  Dott. 
Teodori ha espresso i suoi dubbi circa il parere del Dott. Tomamichel. 
Nel suo rapporto del 3 aprile 2007, lo psichiatra luganese indica che il 
paziente riceve ben 80mg die di Citalopram e 0,75 mg die di Xanax, 
che  la  sindrome  depressiva  è  solo  in  parziale  remissione  e  che  la 
decisione  dell'AI  penalizza  in  maniera  grave  il  paziente  nella  sua 
volontà  di  riscatto. A questo  proposito  questo  tribunale  osserva che 
anche  un  esame  sugli  effetti  secondari  della  terapia  in  un'ottica  di 
capacità al lavoro sarebbe necessario, atteso che dosi così massicce 
di  medicinali  provocano,  oltre  al  resto,  uno  stato  di  iporeattività 
generale. Nel suo rapporto del 14 agosto 2007, il Dott. Teodori riferisce 
un quadro nettamente patologico ed invalidante, nonostante le terapie 
in  atto; l'esame oggettivo attesta una situazione psicologica  grave e 
debilitante.  Vero  è  che  questo  rapporto,  come  osservato  dall'UAI 
cantonale  e  dal  proprio  medico  di  fiducia,  esula  dal  periodo  di 
cognizione giudiziaria, tuttavia il giudice delle assicurazioni sociali può 
tenere conto dei fatti verificatisi dopo la data dell'impugnata decisione 
quando  essi  possono  imporsi  quali  elementi  di  accertamento 
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 121 
V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 99 V 102). 

In  conclusione  quindi,  questo  tribunale  non  può  trarre  idonei, 
conclusivi e convincenti pareri dalla perizia del Dott. Tomamichel nella 
misura  in  cui  lo  stato  di  salute  del  paziente  ivi  descritto  e  la 
conseguente  valutazione  della  capacità  di  lavoro,  sembra  piuttosto 
riferita  ad  una  fase  di  momentaneo  benessere  che  non  ad  una 
situazione temporalmente più corrispondente alla realtà.

11.4 Ora,  fatte  queste  considerazioni,  il  collegio  giudicante  si  trova 
nell'impossibilità di determinare la misura dell'eventuale incapacità di 
lavoro  e  di  guadagno  subita  dall'interessato  e  da  quando  questa 
invalidità esisterebbe. 

12.

12.1 In  queste  circostanze  è  necessario  accogliere  parzialmente  il 
ricorso, annullare la decisione impugnata e rinviare l'incarto all'UAIE, 
affinché emani una nuova decisione. Certo, l'art. 61 cpv. 1 PA permette 
solo  eccezionalmente  di  ricorrere  ad  una  tale  procedura.  Nel  caso 
concreto,  l'applicazione  dell'eccezione  prevista  è  tuttavia  giustificata 

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se si considerano le numerose lacune dell'incarto e l'ampiezza delle 
informazioni da raccogliere.

12.2 L'UAIE  dovrà  quindi  completare  l'istruttoria  delucidando  la 
situazione medica per il periodo dal aprile 2006 (data di soppressione 
della  rendita)  fino  alla  data  dell'impugnata  decisione  (28  febbraio 
2007). L'UAIE emanerà poi un nuovo provvedimento impugnabile.

A  tale  fine  il  ricorrente  dovrà  essere  sottoposto  ad  una  perizia 
approfondita  in  psichiatria  (anamnesi,  stato  attuale  riferito  in  modo 
preciso, diagnosi, terapia seguita, eventuali effetti collaterali di questa, 
prognosi  e  valutazione).  L'amministrazione  richiamerà  gli  atti  medici 
dei  servizi  psichiatrici  ove  il  paziente  è  seguito  (Dott.  Teodori,  day 
hospital  Gulliver,  Dott.  Pedroni,  ecc.).  L'esperto  incaricato  si 
pronuncerà in merito all'evoluzione dell'incapacità al lavoro fra l'aprile 
2006 ed il 28 febbraio 2007, data della decisione impugnata, nonché in 
merito  all'attività  professionale  che  il  ricorrente  avrebbe  potuto 
espletare nel periodo suddetto.

Se  del  caso,  l'Autorità  amministrativa  effettuerà  poi  un'adeguata  e 
circostanziata indagine comparativa dei redditi.

13.

13.1 Visto l'esito del ricorso, non vengono prelevate spese processuali 
e  l'anticipo spese di  Fr. 300.-,  versato  dal  ricorrente  il  22 novembre 
2007 gli viene restituito.

13.2 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 
tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese 
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. Nel caso in 
esame,  vista  la  memoria  di  ricorso,  di  replica  e  la  documentazione 
esibita,  si giustifica riconoscere alla parte ricorrente un'indennità per 
spese ripetibili di Fr. 2'000.-, da porre a carico dell'UAIE.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto nel senso che, annullata la decisione 
del  28  febbraio  2007,  l'incarto  è rinviato  all'Ufficio  dell'assicurazione 
per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero, perché proceda ai 
sensi del considerando 12 e statuisca di nuovo.

2.
Non si prelevano spese processuali. L'anticipo spese processuali di Fr. 
300.-, versato dall'insorgente il 29 novembre 2007, gli viene restituito.

3.
Alla parte ricorrente viene riconosciuta un'indennità per spese ripetibili 
di Fr. 2'000.-, la quale viene posta a carico dell'Ufficio AI intimato.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30  giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono rispettate le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 
e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS  173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i 
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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