# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4aa04383-2ec7-5a8d-ab86-2380c10cc55b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-11-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 02.11.2015 38.2014.17
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2014-17_2015-11-02.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  38.2014.17

   

  rs

  	
  Lugano

  2 novembre 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 febbraio 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 3 febbraio 2014 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione del 21 agosto
2013 la CO 1 (in seguito: la Cassa) ha stabilito che RI 1 deve restituire la
somma di fr. 6’888.10, corrispondenti a indennità di disoccupazione percepite
in eccedenza dal mese di ottobre al mese di dicembre 2010 e dal mese di aprile
al mese di maggio 2013, in quanto l’Ufficio assicurazione invalidità ha
riconosciuto l’assicurato invalido nella misura del 55% retroattivamente dal 1°
agosto 2010 al 28 febbraio 2011 e del 100% dal 1° marzo 2011 al 31 maggio 2013.

                                         La Cassa ha precisato che
l’importo di fr. 6'888.10 dovrà essere rimborsato direttamente con gli
arretrati che l’assicurazione invalidità ancora deve all’assicurato (cfr. doc.
43).

 

                               1.2.   A seguito dell’opposizione
interposta da RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1 (cfr. doc. 46; 49), la Cassa
il 3 febbraio 2014 ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha modificato
il provvedimento del 21 agosto 2013, “nel senso che l’importo da restituire
dall’Assicurazione invalidità (AI) ammonta a Frs. 6'193.35 netti mentre il
saldo, ammontante a Frs. 694.75, verrà richiesto alla Compagnia di
Assicurazione LPP” (cfr. doc. 50).

 

                                         La Cassa ha così motivato
la decisione su opposizione:

 

" (…)

In seguito all’opposizione presentata,
l’amministrazione centrale riverificava tutti i conteggi effettuati dalla
Sezione di __________ con le relative percentuali di abilità lavorativa
inserite a sistema.

Da questo controllo emerge che l’importo
relativo alla restituzione è stato perfettamente calcolato in quanto sono stati
rivisti unicamente 5 conteggi ossia da ottobre a dicembre 2010 oltre ad aprile
e maggio 2013. Nei primi 3 mesi è stata inserita una percentuale di abilità al
lavoro del 45% in quanto l’assicurato è stato ritenuto inabile al lavoro al
55%. Negli altri 2 mesi, relativi all’anno 2013, l’inabilità lavorativa ammonta
al 100% in quanto al sig. RI 1 è stata accordata una rendita completa fino a
maggio 2013.

Ne derivano le seguenti differenze:

(…)

Il totale della cifra da richiedere in restituzione ammonta a Frs.
6'888.10 netti. Considerato che l’importo è stato completamente richiesto alla
Cassa di compensazione e tenuto in considerazione che la rendita ammontava al
massimo a Frs. 1'503.00 per l’anno 2010, per il mese di novembre 2010 non si
poteva compensare l’intero importo di restituzione ma unicamente l’importo
della rendita. Ne deriva pertanto che la cifra oggetto di restituzione
stabilita dalla sezione è corretta, ossia ammontante a Frs. 6’888.10 netti.
Unicamente viene modificata la richiesta alla Cassa di Compensazione che deve
ammontare a Frs. 6'193.35 netti, mentre la differenza dell’importo di Frs.
694.75, dovrà essere compensata con la compagnia di assicurazione LPP.

(…)” (Doc. 50)

 

                               1.3.   Contro la decisione su
opposizione del 3 febbraio 2014 l’assicurato, sempre patrocinato dall’avv. RA 1,
ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha chiesto l’annullamento
della stessa.

 

                                         A sostegno della propria
pretesa ricorsuale l’insorgente ha segnatamente addotto:

 

" (…)

Ad oggi non v’è alcuna decisione formale
AI, tantomeno cresciuta in giudicato, di modo che al ricorrente non è dato
conoscere l’importo delle rendite cui avrà se del caso diritto, con la
conseguenza che non gli è possibile valutare con sufficiente cognizione di
causa la correttezza o meno della decisione qui avversata, palesemente
prematura.

Il grado di invalidità ritenuto dall’UAI è
per il periodo qui di interesse il 45%. Il grado di incapacità lavorativa era
invece del 50% sino al 20.12.2010.

Le IG LADI in funzione della capacità
lavorativa sarebbero dovute essere pari a CHF 102.-.

Ad ogni buon conto, non vi sarebbe stato in
specie, nei periodi considerati, alcun sovrindennizzo a favore del signor RI 1,
che nel 2010 avrebbe percepito senza problemi di salute almeno CHF 63'243.- come
ammesso dall’UAI, pari a CHF 5'270.25 mensili (per 12 mensilità annue).

 

3. il signor RI 1 percepisce attualmente
CHF 1'090.- quale rendita Lainf. Egli non ha altro reddito, se non quello della
moglie di ca. CHF 2'300.- mensili con AF.

Vista la situazione, si chiede, laddove la
decisione fosse corretta, che il signor RI 1 sia posto a beneficio del
condono.” (Doc. I)

 

                               1.4.   Nella sua risposta del 17
marzo 2014 la Cassa ha proposto di respingere il ricorso con argomentazioni, in
buona sostanza, analoghe a quelle esposte nella decisione su opposizione.

                                         E’ stato, in ogni caso,
osservato che “considerato che la Cassa di Compensazione ha provveduto a
versare l’intero importo (n.d.r.: fr. 6'888.10), in questi giorni la
nostra Cassa ha provveduto a rimborsare all’assicurato l’importo di Frs. 694.75
netti.” (Doc. III)

 

                               1.5.   Il 22 aprile 2014 l’avv. RA 1
ha presentato delle osservazioni (cfr. doc. V; B1-3).

 

                               1.6.   La Cassa ha preso posizione
al riguardo con scritto del 6 maggio 2104 (cfr.doc. VII) che è stato inviato
per conoscenza alla parte ricorrente (cfr. doc. VIII).

 

                               1.7.   Pendente causa questa Corte
ha interpellato la Cassa, chiedendo quanto segue:

 

" (…) chiediamo
(…) di inviarci i calcoli dettagliati da voi effettuati per determinare
gli importi delle indennità di disoccupazione spettanti a nei mesi di ottobre
(di fr. 2'158.--), novembre (di fr. 2'490.75) e dicembre 2010 (di fr.
1'794.40), nonché per stabilire la somma da restituire nel mese di novembre
2010 di fr. 1'482.30.

(…).” (Doc. IX)

 

                                         __________, responsabile cantonale
della Cassa, ha risposto il 12 giugno 2015 (cfr. doc. X; 52-55).

                               1.8.   L’avv. RA 1, per conto
dell’assicurato, il 16 giugno 2015 si è espresso in merito all’esito
dell’accertamento esperito dal TCA (cfr. doc. XII).

 

                               1.9.   Il doc. XII è stato trasmesso
per conoscenza alla Cassa (cfr. doc. XIII).

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Il TCA è
chiamato a stabilire se la richiesta di restituzione delle indennità di
disoccupazione percepite da RI 1 da ottobre a dicembre 2010 e da aprile a
maggio 2013 per complessivi fr. 6'888.10.--, di cui fr. 6'193.35
netti posti in compensazione con rendite AI e fr. 694.75 da porre in
compensazione con prestazioni dell’assicurazione LPP, emessa dalla Cassa a
seguito del riconoscimento da parte dell’assicurazione invalidità di
un’invalidità dell’assicurato nella misura del 55% retroattivamente dal
1° agosto 2010 al 28 febbraio 2011 e del 100% dal 1° marzo 2011 al 31 maggio
2013 sia corretta o meno.

 

                               2.2.   Ai sensi dell’art. 15 cpv. 2
LADI gli impediti fisici o psichici sono considerati idonei al collocamento se,
in condizione equilibrate del mercato del lavoro e tenuto conto della loro
infermità, potrebbe essere loro assegnata un'occupazione adeguata. Il Consiglio
federale disciplina il coordinamento con l'assicurazione per l'invalidità.

 

                                         L’art. 15 cpv. 3 OADI
enuncia che un impedito fisico o psichico, che, in caso di condizioni
equilibrate del mercato del lavoro, non sia manifestamente inidoneo al
collocamento e si sia annunciato all'assicurazione-invalidità o a un'altra
assicurazione secondo il capoverso 2, è considerato idoneo al collocamento sino
alla decisione dell'altra assicurazione. Tale considerazione non incide affatto
sulla valutazione, da parte delle altre assicurazioni, della sua capacità al
lavoro o al guadagno.

 

                                         L’art. 15 cpv. 3 OADI
prevede così che una persona, qualora non sia manifestamente inidonea al
collocamento e si annunci all’assicurazione invalidità, è considerata idonea al
collocamento fino a che quest’ultima assicurazione emette una decisione.

                                         La presa a carico
provvisoria da parte dell’assicurazione contro la disoccupazione di un
assicurato che si è annunciato all’assicurazione invalidità ha lo scopo di
evitare che il medesimo si trovi privato di prestazioni assicurative nel
periodo di carenza di un anno ai sensi dell’art. 28 cpv. 1 lett. b LAI e più in
generale durante il tempo necessario all’assicurazione invalidità per decidere
in merito alla domanda di prestazioni dell’assicurato (cfr. STF 8C_968/2012 del
18 novembre 2013 consid. 3.2.; DTF 127 V 484 consid. 2a).

 

                                         In tal senso giusta l’art.
70 cpv. 1 e 2 lett. b LPGA l'avente diritto può chiedere di
riscuotere una prestazione anticipata se un evento assicurato fonda il diritto
a prestazioni delle assicurazioni sociali ma sussiste un dubbio quanto al debitore
delle suddette prestazioni (cpv. 1).

                                                      Sono tenute a versare prestazioni anticipate per le prestazioni la cui assunzione da parte dell'assicurazione contro
la disoccupazione, dell'assicurazione contro le malattie, dell'assicurazione
contro gli infortuni o dell'assicurazione per l'invalidità è contestata:
l'assicurazione contro la disoccupazione (cpv. 2 lett. b).

 

                                         Dal giudizio
del Tribunale federale 8C_401/2014 del 25 novembre 2014, pubblicato in DLA 2015
N. 6 pag. 157, risulta che la regola di presunzione dell’idoneità al
collocamento degli impediti, consentita in linea di principio, vale
esclusivamente per il periodo in cui il diritto alle prestazioni di un’altra
assicurazione è in fase di accertamento e quindi non è ancora acquisito (art.
15 cpv. 2 LADI in relazione con l’art. 15 cpv. 2 OADI). L’obbligo di
prestazione anticipata dell’assicurazione contro la disoccupazione è pertanto
limitato alla durata di tale periodo di limbo giuridico e termina una volta
stabilita l’entità dell’incapacità al guadagno. In caso di grado d’incapacità
al guadagno controverso, ciò avviene in seguito a decisione al riguardo passata
in giudicato nella procedura relativa all’assicurazione per l’invalidità. Anche
se nel caso presente non è stata stabilita l’entità precisa dell’incapacità al
guadagno fino alla chiusura definitiva della pratica relativa all’assicurazione
per l’invalidità e di conseguenza sussiste l’obbligo di prestazione anticipata,
si giustifica una riduzione del guadagno assicurato corrispondente al grado
d’invalidità stabilito dall’ufficio AI.

 

                                         In una
sentenza 8C_53/2014 del 26 agosto 2014, pubblicata in SVR 2014 ALV Nr. 12 pag.
37 e in DLA 2014 N. 9 pag. 210, l’Alta Corte ha ribadito che la presunta
idoneità al collocamento degli impediti fisici o psichici implicita per
principio (art. 70 cpv. 2 lett. b LPGA e art. 15 cpv. 2 LADI in combinato
disposto con art. 15 cpv. 3 OADI) porta all’obbligo di anticipare le
prestazioni da parte dell’assicurazione contro la disoccupazione soltanto per
il periodo in cui viene esaminato il diritto alle prestazioni di un’altra
assicurazione e non è ancora stata presa una decisione in merito. Qualora l’Ufficio
AI affermi nel suo preavviso che la persona assicurata ha diritto a una rendita
intera d’invalidità sulla base di un’incapacità al guadagno del 100 per cento,
la non idoneità al collocamento è palese al più tardi a partire da tale data.
Per quanto riguarda l’opinione errata di protrarre l’obbligo di prestazioni
anticipate fino alla decisione in merito alla rendita d’invalidità occorre far
notare che secondo l’articolo 15 capoverso 3 OADI un impedito fisico o psichico
è considerato idoneo al collocamento “sino alla decisione dell’altra
assicurazione” soltanto se non è manifestamente inidoneo al collocamento.

 

                                         Al riguardo
cfr. pure STF  8C_187/2010 del 3 dicembre 2010 consid. 3.2.; STFA C 23/05 del 21
dicembre 2005 consid. 2.1.

 

                                         Quando, in
seguito, l’altro assicuratore sociale eroga delle prestazioni, la correzione
interviene secondo gli art. 94 cpv. 2 LADI (compensazione) e 95 LADI
(restituzione di prestazioni; cfr. consid. 2.5.; 2.6.).

                                         L’assicurato
che riceve delle indennità di disoccupazione per un certo periodo e che
successivamente è posto al beneficio di una rendita dell’assicurazione
invalidità per il medesimo periodo è, di conseguenza, tenuto a restituire le
indennità percepite. Nel caso in cui l’assicurato, malgrado il versamento di
una rendita, disponesse di una capacità di guadagno residuale suscettibile di
essere messa a profitto, l’importo da restituire è proporzionale al grado di
incapacità di guadagno (cfr. STF 8C_968/2012 del 18 novembre 2013
consid. 3.2.; STFA C 23/05 del 21 dicembre 2005 consid. 2.2.; DTF
127 V486 consid. 2b).

 

                               2.3.   L’art. 22 cpv.
1 LADI stabilisce che l’indennità giornaliera intera ammonta all’80 per
cento del guadagno assicurato. L’assicurato riceve inoltre un supplemento
corrispondente agli assegni legali per i figli e per la loro formazione,
convertiti in un importo giornaliero, ai quali avrebbe diritto se si trovasse
in un rapporto di lavoro. Il supplemento è pagato soltanto se durante la
disoccupazione non sono versati gli assegni per i figli.

 

                                         Giusta il cpv. 2 della
disposizione appena citata, ricevono un’indennità giornaliera pari al 70 per
cento del guadagno assicurato gli assicurati che:

                                         a.   non
hanno obblighi di mantenimento nei confronti di figli;

                                        b.   beneficiano
di un’indennità giornaliera intera, il cui importo supera i 140 franchi; e

                                         c.   non
sono invalidi (art. 8 LPGA).

 

                                         Il Consiglio federale
adegua l’aliquota minima di cui al capoverso 2 lettera b di regola ogni due
anni all’inizio dell’anno civile, secondo i principi dell’AVS (art. 22 cpv. 3
LADI).

 

                                         L'art. 23
cpv. 1 LADI stabilisce che è considerato guadagno assicurato il salario
determinante nel senso della legislazione sull'AVS, normalmente riscosso
durante un periodo di calcolo nel corso di uno o più rapporti di lavoro,
compresi gli assegni contrattuali periodici che non siano indennità per
inconvenienti connessi al lavoro. L'importo massimo del guadagno assicurato
(art. 18 LPGA) corrisponde a quello dell'assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni. Il Consiglio federale stabilisce il periodo di calcolo e il limite
minimo.

 

                                         L'art. 40b
OADI prevede che nel caso di assicurati che subiscono, a cagione del loro stato
di salute, una menomazione della loro capacità lucrativa durante la
disoccupazione o immediatamente prima, è determinante il guadagno che corrisponde
alla capacità lucrativa rimanente.

 

                               2.4.   L’Alta Corte,
con giudizio C 79/06 del 18 luglio 2007, pubblicato in DTF 133 V 524, ha deciso che l'art. 40b OADI regola non soltanto il coordinamento delle prestazioni
dell'assicurazione disoccupazione e dell'assicurazione invalidità, ma anche -
in maniera più generale - la delimitazione di competenza tra assicurazione
disoccupazione ed altri assicuratori in funzione della capacità lucrativa,
ragione per cui una correzione del guadagno assicurato ai sensi del disposto di
ordinanza deve di principio avere luogo anche in caso di invalidità non
pensionabile.

 

                                         In proposito
la nostra Massima Istanza, in una sentenza 8C_104/2011 del 2 dicembre 2011, ha precisato quanto segue:

 

" (…)

3.3

3.3.1 Selon la jurisprudence, l'art. 40b OACI
prescrit la correction du gain assuré lorsque celui-ci est fondé sur un salaire
que l'assuré n'est plus en mesure de réaliser au moment de la survenance du
chômage, en raison d'une invalidité survenue entre-temps (ATF 133 V 530 consid. 4.1.2 p. 534 s.). Cette correction se justifie également
lorsque le taux d'invalidité constaté n'ouvre pas droit à une rente (ATF 133 V 524 consid. 5.2 et 5.3 p. 527 s.). En revanche, la situation est
différente lorsque l'assuré est déjà atteint dans sa capacité de gain bien
avant le début du chômage. Dans ce cas, l'art. 40b OACI ne s'applique pas et le
gain assuré est calculé sur la base du dernier salaire, lequel correspond à la
capacité de gain résiduelle inchangée (arrêt C 314/02 du 4 mars 2005, consid.
2.2.1; BORIS RUBIN, Assurance-chômage, 2ème éd. 2006, p. 317 n. 4.6.12).

Il ressort de ce qui précède que le gain assuré doit
être corrigé conformément à l'art. 40b OACI lorsque l'assuré n'est plus en
mesure, au moment de la survenance du chômage, de réaliser un salaire
équivalent au salaire retenu pour le calcul du gain assuré, en raison d'une
invalidité survenue entre-temps. A cet égard, il est sans importance que
celui-ci ait été calculé en fonction du salaire réalisé durant une période de
référence conformément à l'art. 37 OACI ou sur la base du salaire normalement
obtenu au sens de l'art. 39 OACI en relation avec l'art. 13 al. 2 let. c LACI.

3.3.2 En règle générale, le gain assuré est fixé
compte tenu du salaire réalisé durant une période de référence conformément à
l'art. 37 OACI (cf. THOMAS NUSSBAUMER,
Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],
2ème éd. 2007, p. 2292 s. n. 380 ss; BORIS RUBIN, op. cit., p. 312 ss n.
4.6.7). Toutefois, lorsque, durant le délai-cadre
applicable à la période de cotisation (art. 13 al. 1 LACI en liaison avec
l'art. 9 al. 3 LACI), l'assuré est partie à un rapport de travail mais qu'il ne
perçoit pas de salaire parce qu'il est malade ou victime d'un accident, le
salaire déterminant est celui que l'intéressé aurait normalement obtenu (art.
39 OACI en relation avec l'art. 13 al. 2 let. c LACI; cf.
consid. 3.1).

 

                                         Al riguardo cfr. pure STF
8C_918/2012 del 29 gennaio 2013 consid. 3.1.

 

                                         Il Tribunale federale, in
seguito, con giudizio 8C_678/2013 del 31 marzo 2014, pubblicato in DTF 140 V 89
e in SVR 2014 ALV N. 6 pag. 15, nel caso di un assicurato che è stato ritenuto
incapace al guadagno in misura dell’8% dall’assicuratore LAINF, ha ricordato,
da un lato, che giusta l’art. 18 cpv. 1 LAINF in vigore dal 1° luglio 2001 ha
diritto alla rendita d'invalidità l'assicurato invalido almeno al 10 per cento
a seguito d'infortunio, dall’altro, che tale disposto è giustificato dal fatto
che le conseguenze economiche connesse a una limitazione della capacità di
guadagno inferiore al 10% possono essere compensate con uno sforzo di volontà
da parte dell’assicurato. 

                                         Il TF ha poi deciso che
per questo motivo anche l'art. 40b OADI non si applica laddove
l'incapacità al guadagno sia inferiore al 10%. In effetti un assicurato che è
limitato nella capacità di guadagno in misura così insignificante è in grado di
conseguire lo stesso salario percepito senza il danno alla salute prima della
disoccupazione.

                                         In quel caso di specie la
nostra Massima Istanza ha conseguentemente accolto il ricorso dell’assicurato e
ha annullato la riduzione del suo guadagno assicurato di circa l’8% effettuata
dalla Cassa di disoccupazione.

 

                               2.5.   L'art. 95 LADI regola la
restituzione di prestazioni.

                                         Secondo
il cpv. 1 di questo articolo la domanda di restituzione è retta dall'art. 25
LPGA ad eccezione dei casi di cui all'articolo 55 e 59cbis capoverso 4.

 

                                         L'art.
25 cpv. 1 LPGA stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono
essere restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era
in buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.

 

                                         I
principi giurisprudenziali attinenti alla restituzione di prestazioni elaborati
dal Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1° gennaio 2007: Tribunale
federale) anteriormente alla LPGA conservano tutta la loro validità anche sotto
l’egida di questa legge (cfr. STF 8C_938/2008 del 22 settembre 2009 consid.
3.1.; DTF 130 V 318 consid. 5). 

                                         L'obbligo
di restituzione presuppone che siano adempiute le condizioni di una
riconsiderazione o di una revisione della decisione con la quale sono state
attribuire le prestazioni (cfr. sentenza C 128/06 del 10 maggio 2007; DTF 129 V
110 consid. 1.1; DLA 2006 p. 218 e DLA 2006 pag. 158).

                                         La
riconsiderazione e la revisione sono ormai esplicitamente regolate all'art. 53
LPGA, che ha codificato la giurisprudenza anteriore alla sua entrata in vigore
(cfr. STF U 408/06 del 25 giugno 2007; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; STFA K
147/03 del 12 marzo 2004; STFA U 149/03 del 22 marzo 2004; STFA I 133/04 dell'8
febbraio 2005).

 

                                         Analogamente
alla revisione delle sentenze delle autorità giudiziarie, l'amministrazione
deve procedere alla revisione processuale di una decisione cresciuta in
giudicato quando sono scoperti nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti ad
indurre ad una conclusione giuridica differente (cfr. art. 53 cpv. 1 LPGA, STF
U 409/06 del 25 giugno 2007; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; SVR 2004 ALV N°
14; DTF 127 V 466 consid. 2 a pag. 469).

 

                                         Più
precisamente le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente passate in
giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o l'assicuratore
scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non
potevano essere prodotti in precedenza (cfr. STF 8C_257/2011 del 14 giugno 2011
consid. 4).

 

                                         Inoltre,
l’amministrazione può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato
formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, se essa è senza
dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante (cfr. art. 53 cpv. 2
LPGA, STF U 408/06 del 25 giugno 2007).

 

                                         Questi
principi si applicano anche quando delle prestazioni sono state accordate senza
una decisione formale e che il loro versamento ha comunque acquisito forza di
cosa giudicata (cfr. STF C 128/06 del 10 maggio 2007, DTF 129 V 110 consid.
1.1).

 

                                         Circa
l'ulteriore presupposto necessario per poter riconsiderare una decisione,
ovvero quello dell'importanza particolare che deve rivestire la rettifica, vedi
pure la STFA C 24/01 e C 137/01 del 28 aprile 2003; STFA C 44/02 del 6 giugno
2002 e DLA 2000 N. 40, pag. 208. 

 

                               2.6.   Il Tribunale federale, in una
sentenza 8C_824/2013 del 30 settembre 2014, pubblicata in DLA 2015 N. 1 pag.
65, ha evidenziato che ai sensi dell’art. 40b OADI, nel caso di assicurati che
subiscono, a cagione del loro stato di salute, una menomazione della loro
capacità lucrativa durante la disoccupazione o immediatamente prima, è
determinante il guadagno che corrisponde alla capacità lucrativa rimanente. A
causa della precedenza accordata all’assicurazione invalidità rispetto ad altri
assicuratori sociali nel calcolo dell’invalidità, una disposizione dell’ufficio
AI relativa all’aumento del grado d’invalidità rappresenta un nuovo fatto
d’importanza giuridica in termini di motivi di revisione processuale
conformemente all’art. 53 cpv. 1 LPGA, che autorizza la cassa di disoccupazione
a fissare una riduzione del guadagno assicurato in conformità al grado
d’invalidità aumentato calcolato dall’ufficio AI.

 

                                         Inoltre con sentenza
8C_746/2014 del 23 marzo 2015, pubblicata in DLA 2015 N. 8 pag. 165, l’Alta
Corte, da una parte, ha ricordato che secondo la giurisprudenza la successiva
assegnazione di una rendita d’invalidità viene considerata un fatto nuovo
importante che consente di rivedere le prestazioni assegnate nell’ambito di una
revisione procedurale. Ciò implica una revisione materiale illimitata in cui è
possibile anche una correzione retroattiva (ex tunc; art. 53 LPGA).

                                         Dall’altra, ha osservato
che di conseguenza in quella fattispecie (a un assicurato era stata chiesta la
restituzione di parte delle indennità di disoccupazione percepite a seguito del
riconoscimento del diritto a una mezza rendita AI per un grado di invalidità
del 50% con effetto retroattivo) a ragione la Corte cantonale aveva stabilito
che era necessario riesaminare tutte le prestazioni dell’assicurazione contro
la disoccupazione dall’assegnazione delle prestazioni sotto l’aspetto del
guadagno assicurato ridotto del 50%. Da ciò è risultato che, siccome il
guadagno assicurato era sceso sotto fr. 60 001, il tempo di attesa era passato
da dieci a cinque giorni (art. 18 cpv. 1 lett. a LADI). Inoltre, ai sensi dell’art.
22 cpv. 2 lett. c LADI a contrario, per un grado di invalidità del 50% è
risultato un diritto all’indennità giornaliera dell’80% anziché del 70% del
guadagno assicurato.

                                         In simili condizioni il TF
ha confermato il giudizio della Corte cantonale che, accogliendo il ricorso
dell’assicurato contro l’ordine di restituzione delle prestazioni AD, ha
rinviato gli atti alla Cassa perché effettuasse un nuovo calcolo delle
prestazioni da restituire a seguito dell’assegnazione di una mezza rendita AI 

 

                               2.7.   Giusta
l’art. 95 cpv. 1bis LADI, in vigore dal 1° luglio 2003, l’assicurato che ha
ricevuto indennità di disoccupazione e che successivamente riceve per lo stesso
periodo rendite o indennità giornaliere dell'assicurazione invalidità, della
previdenza professionale, in virtù della legge del 25 settembre 1952 sulle
indennità di perdita di guadagno, dell'assicurazione militare,
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, dell'assicurazione contro
le malattie o assegni familiari legali è tenuto al rimborso delle indennità
giornaliere versate per lo stesso periodo dall'assicurazione contro la
disoccupazione. In deroga all'articolo 25 capoverso 1 LPGA, l'importo da
restituire è limitato alla somma delle prestazioni versate per lo stesso
periodo dalle istituzioni summenzionate.

 

                                         L’art.
94 cpv. 1 e 2 LADI prevede poi che le restituzioni e le prestazioni esigibili
in virtù della presente legge possono essere compensate reciprocamente così
come con restituzioni e rendite o indennità giornaliere esigibili dell'AVS,
dell'assicurazione invalidità, della previdenza professionale, in virtù della
legge del 25 settembre 1952  sulle
indennità di perdita di guadagno, dell'assicurazione militare,
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, dell'assicurazione contro
le malattie, nonché con prestazioni complementari dell'AVS/AI e con assegni
familiari previsti dalla legge (cpv. 1).

 

                                                      Se
una cassa ha annunciato la compensazione di una prestazione esigibile a
un'altra assicurazione sociale, quest'ultima non può più liberarsi versando le
prestazioni all'assicurato. Questa regola vale anche nel caso inverso (cpv. 2).

 

                                         Per
quanto attiene all’art. 95 cpv. 1bis LADI dal Messaggio concernente la
revisione della legge sull’assicurazione contro la disoccupazione del 28
febbraio 2001, in FF 2001 pag. 1967 segg., in cui è stato specificato che
questo nuovo capoverso contribuisce a semplificare il lavoro amministrativo e
le relazioni tra l’assicurazione e gli assicurati, emerge che:

                                          

"
Art. 95 Restituzione di prestazioni

Capoverso 1bis (nuovo):
secondo l’articolo 15 capoverso 3 OADI, l’assicurato che presenta una domanda
all’assicurazione per l’invalidità o a un’altra assicurazione sociale è
considerato idoneo al collocamento sino alla decisione di tale assicurazione.

Se l’AI riconosce retroattivamente un grado
d’invalidità, l’assicurazione contro la disoccupazione esigerà la restituzione
delle prestazioni conformemente al grado di invalidità riconosciuto. Se la
restituzione avviene mediante compensazione, non vi sono problemi. Per contro,
la regola attuale che consiste nel far rimborsare dall’assicurato la parte non
coperta dalla compensazione risulta non solo problematica ma a volte anche
traumatica. La nuova disposizione intende cambiare questa situazione.” 

(FF 2001 pag. 2026)

 

                                         In
una sentenza 8C_517/2009 del 25 maggio 2010, pubblicata in DTF 136 V 195,
l’Alta Corte, in un caso in cui ha stabilito che se l'assicurazione invalidità
in caso di un grado d'invalidità del 63% versa una rendita intera al posto di
tre quarti di rendita in conseguenza del contemporaneo diritto a una rendita
per vedova o vedovo dell'AVS, il tasso d'invalidità rimane elemento di
riferimento per l'adeguamento del guadagno assicurato e per la determinazione
di un eventuale diritto della cassa disoccupazione di chiedere la restituzione,
ha precisato che secondo il Messaggio del Consiglio federale l’introduzione
dell’art. 95 cpv. 1bis LADI, in vigore dal luglio 2003, permette di evitare che
un assicurato debba essere tenuto al rimborso della parte concernente la
pretesa di restituzione non coperta dalla compensazione.

                                         Ci
si è così attenuti al principio della congruenza temporale secondo cui la
restituzione (art. 95 cpv. 1bis LADI) e la compensazione (art. 94 cpv. 1 LADI)
vanno limitate alle prestazioni che vengono erogate
per lo stesso periodo.

 

                               2.8.   Nella presente evenienza
dalla documentazione agli atti risulta che RI 1 si è iscritto in disoccupazione
con effetto dal 1° ottobre 2010, aprendo un primo termine quadro per la
riscossione delle prestazione e percependo regolarmente le relative indennità
fino al mese di dicembre 2010 (cfr. doc. III; 1; 2).

 

                                         L’assicurato ha nuovamente
ricorso all’assicurazione contro la disoccupazione a far tempo dal 1° aprile
2013, aprendo un secondo termine quadro e ricevendo prestazioni fino al mese di
ottobre 2013 (cfr. doc. III; 30; 31).

 

                                         Il 10 febbraio 2010 RI 1
aveva inoltrato una domanda di prestazioni all’assicurazione
invalidità.

                                         Con un
progetto d’assegnazione di rendita dell’8 maggio 2013, l’Ufficio AI ha comunicato
all’assicurato che gli sarebbe stata erogata una mezza rendita AI con un grado
di invalidità del 55% dal 1° giugno 2010 al 28 febbraio 2011 versata dal
1° agosto 2010 essendo la domanda tardiva secondo l’art. 29 cpv. 1 LAI e una rendita intera con un grado del 100% dal 1° marzo 2011 al 31
maggio 2013. Dal 1° giugno 2013 invece non sussiste più il diritto alla
rendita, a fronte di un grado d’invalidità dell’11% (cfr. doc. 40).

 

                                         Il 21 agosto
2013 la Cassa di disoccupazione ha richiesto alla Cassa di compensazione __________
di compensare i pagamenti retroattivi dell’AI (dal 1° agosto 2010 al 31 maggio
2013 per un totale di fr. 93’293.--) con le indennità di disoccupazione
anticipate da ottobre a dicembre 2010 e da aprile a maggio 2013 per un totale di
fr. 6'888.10 (cfr. doc. 42).

 

                                         Con
decisione del 21 agosto 2013 la Cassa ha poi stabilito che le prestazioni
dell’assicurazione contro la disoccupazione versate in troppo all’assicurato
per i periodi ottobre – dicembre 2010 e aprile-maggio 2013, corrispondenti a
fr. 6'888.10, dovevano essere chieste in restituzione, e meglio tale somma doveva
essere rimborsata direttamente con gli arretrati che l’assicurazione invalidità
ancora doveva all’insorgente (cfr. consid. 1.1.; doc. 43).

 

                                         La Cassa, il 3 febbraio
2014, ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha modificato il
provvedimento del 21 agosto 2013, “nel senso che l’importo da restituire
dall’Assicurazione invalidità (AI) ammonta a Frs. 6'193.35 netti mentre il
saldo, ammontante a Frs. 694.75, verrà richiesto alla Compagnia di
Assicurazione LPP”.

                                         Tale provvedimento è stato
motivato dal fatto che il totale della cifra da richiedere in restituzione
ammonta sì a fr. 6'888.10 netti, tuttavia, visto che la rendita AI ammontava al
massimo a fr. 1'503.-- mensili per l’anno 2010, per il mese di novembre 2010
non si poteva compensare l’intero importo di restituzione dell’assicurazione
disoccupazione ma unicamente l’importo della rendita (cfr. consid. 1.2.; doc.
50).

 

                                         L’Ufficio
AI, con decisione del 25 febbraio 2014, ha confermato integralmente il progetto
d’assegnazione di rendita dell’8 maggio 2013 (diritto a una mezza rendita AI
con un grado d’invalidità del 55% da giugno 2010 a febbraio 2011 e a una
rendita intera con un grado del 100% da marzo 2011 a maggio 2013) e ha
proceduto alla compensazione delle rendite AI arretrate con le prestazioni
dell’assicurazione contro la disoccupazione fornite per i periodi ottobre – dicembre
2010 e aprile – maggio 2013, versando alla Cassa fr. 6'880.10 (cfr. doc. 51).

 

                                         Con sentenza
32.2014.40 del 31 agosto 2015 questa Corte ha respinto il ricorso
dell’assicurato inoltrato contro il provvedimento del 25 febbraio 2014,
stabilendo che l’Ufficio AI gli ha correttamente attribuito una mezza
rendita d’invalidità dal 1° giugno 2010 e una rendita intera dal 1° marzo 2011
fino al 30 maggio 2013. Per quanto attiene al periodo in cui all’assicurato è
stata riconosciuta una mezza rendita, ovvero dal 1° giugno 2010, il TCA ha, tuttavia,
determinato un grado d’invalidità, non del 55% come fissato
dall’amministrazione, bensì del 59%, percentuale che dà comunque diritto a una
mezza rendita d’invalidità.

                                         Il giudizio del TCA è
cresciuto in giudicato incontestato.

 

                                         A seguito del versamento
dell’intera somma di fr. 6'880.10 da parte della Cassa di compensazione, la
parte resistente, nel marzo 2014, ha rimborsato all’assicurato l’importo di fr.
694.70 (cfr. consid. 1.3.; doc. III) corrispondente alla somma da richiedere
all’Assicurazione LPP (cfr. consid. 1.2.; doc. 50).

 

                               2.9.   Nel caso di specie il
ricorrente si è effettivamente annunciato per il collocamento a decorrere dal
1° ottobre 2010, ossia successivamente all’inoltro, nel febbraio 2010, di una
domanda di prestazioni AI (cfr. consid. 2.8.).

                                         Le indennità
di disoccupazione versate a far tempo dall’ottobre 2010 devono, pertanto,
essere considerate come degli anticipi da parte della Cassa di disoccupazione
fino al momento del riconoscimento del diritto a prestazioni AI (cfr. consid.
2.2.).

 

                                         Con progetto
di assegnazione di rendita del maggio 2013, confermato con decisione del 23
febbraio 2014, l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato una mezza rendita rendita
AI con un grado d’invalidità del 55% da giugno 2010 a febbraio 2011 e una
rendita intera con un grado del 100% da marzo 2011 a maggio 2013 (cfr. doc. 40;
51; consid. 2.8.).

 

                                         L’insorgente,
visto che è stato posto al beneficio di una mezza rendita dell’AI,
rispettivamente di una rendita intera per i medesimi periodi in cui ha
percepito delle indennità giornaliere di disoccupazione, deve restituire queste
ultime conformemente all’art. 95 cpv. 1bis LADI e alla relativa giurisprudenza
(cfr. consid. 2.7.; STFA C 137/04 del 9 maggio 2005 consid. 4).

                                         L’assegnazione
di una rendita AI retroattiva per il lasso di tempo giugno 2010 – maggio 2013
costituisce peraltro un fatto nuovo che giustifica una revisione processuale
delle decisioni (materiali) di erogazione delle indennità di disoccupazione
(cfr. consid. 2.5.).

                                         

                                         A
quest’ultimo proposito cfr. la STF 8C_824/2013 del 30 settembre 2014,
pubblicata in DLA 2015 N. 1 pag. 65 e la STF 8C_746/2014 del 23 marzo 2015,
pubblicato in DLA 2015 N. 8 pag. 165, citate al consid. 2.6.; STCA 38 2013.55
del12 maggio 2014.

 

                                         Giova pure
rilevare che in una sentenza C 53/02 del 14 novembre 2002 l’Alta Corte ha
accolto il ricorso di una cassa di disoccupazione, stabilendo che un assicurato
aveva percepito in troppo le indennità di disoccupazione dal maggio 1998 al
maggio 2000 a seguito dell’assegnazione, con progetto del 26 ottobre 2000
confermato dalla decisione del 3 aprile 2001, di una mezza rendita AI dal 2
settembre 1997.

                                         Visto che il
riconoscimento di una mezza rendita AI era un fatto nuovo che configurava un
motivo di revisione del provvedimento con cui all’assicurato erano state
attribuite le indennità di disoccupazione, la decisione di restituzione di
prestazioni LADI emessa dalla cassa il 19 febbraio 2001 risultava corretta.

 

                            2.10.   Come visto
sopra, la Cassa, dopo aver indicato che, a seguito del riconoscimento di una mezza
rendita d’invalidità per un grado di invalidità del 55% dal giugno 2010 e di
una rendita intera per un grado del 100% dal marzo 2011 fino al maggio 2013 da
parte dell’assicurazione invalidità, risultava versata in troppo per i mesi da
ottobre a dicembre 2010 (in quanto era stato considerato un guadagno
assicurato più elevato di quello risultato a seguito del riconoscimento della
mezza rendita AI; cfr. doc. 50; X) e da aprile a maggio 2013 (poiché a
seguito dell’attribuzione della rendita intera l’insorgente risultava inidoneo
al collocamento) la somma di complessivi fr. 6’880.10 a titolo di indennità di
disoccupazione, ha stabilito l’obbligo di restituzione, tramite compensazione
con gli arretrati dovuti dall’AI, dell’importo di fr. 6'193.35. La somma di
fr. 694.75 sarebbe stata richiesta all’assicurazione LPP.” (cfr. consid.
1.2.; doc. 50).

 

                                         Riguardo al
periodo da ottobre a dicembre 2010 va dapprima evidenziato che il TCA con
sentenza 32.2014.40 del 31 agosto 2015, cresciuta incontestata in giudicato,
benché abbia confermato la decisione del 25 febbraio 2014 dell’Ufficio AI, ha
determinato dal mese di giugno 2010 un grado di invalidità, non del 55%
come fissato dall’amministrazione, bensì del 59% (cfr. consid. 2.8.).

                                         Dal profilo della LADI ciò
implicherebbe una capacità lucrativa rimanente ai sensi dell’art. 40b OADI del 41%,
invece del 45% stabilito dalla parte resistente (cfr. doc. 50; III; X), e
quindi una maggiore riduzione del guadagno assicurato rispetto a quella
applicata dalla Cassa per determinare l’importo da restituire, nonché un
peggioramento della posizione del ricorrente.

 

                                         Questo
Tribunale, valutate tutte le circostanze dell’evenienza concreta e ritenuta la
differenza di lieve entità della capacità lucrativa rimanente del 41% anziché
del 45%, rinuncia a considerare ai fini della soluzione della presente vertenza
la modifica risultante dalla sentenza 32.2014.40.

 

                                         In effetti il TCA il quale
può, in linea di principio, riformare una decisione a svantaggio di un
ricorrente, dopo avergli dato la possibilità di prendere posizione in merito e
averlo reso attento sulla possibilità di ritirare il ricorso (cfr. art. 61
lett. d LPGA; art. 20 Lptca; DTF 122 V 166; STF U478/06 del 25 aprile 2007), può
rinunciare a effettuare una reformatio in pejus, visto che comunque si
tratta unicamente di una facoltà (cfr. STF U 410/06 del 7 dicembre 2007; STFA U
192/02 del 23 giugno 2003; STFA C 119/02 del 2 giugno 2003; DTF 119 V 249; STCA
38.2012.75 del 28 novembre 2013 consid. 2.16.).

 

                             2.11.   Occorre,
dunque, ora stabilire se la somma complessiva di fr. 6'888.10, corrispondenti a
indennità di disoccupazione percepite a torto sia corretta e se a ragione o
meno la Cassa abbia chiesto alla Cassa di compensazione AVS di compensare con
rendite AI retroattive l’importo di fr. 6'193.55 (cfr. consid. 2.8.; 2.10.).

 

                                         In concreto, ritenuto, da
una parte, che nel caso di assicurati che subiscono, a cagione
del loro stato di salute, una menomazione della loro capacità lucrativa durante
la disoccupazione o immediatamente prima, è determinante il guadagno che
corrisponde alla capacità lucrativa rimanente (cfr. consid. 2.3.; 2.4.),
dall’altra, che, per quanto concerne i mesi da ottobre a dicembre 2010,
l’invalidità presentata dal ricorrente era pari al 55% (cfr. doc. 51), a
ragione la Cassa ha adeguato l’importo del guadagno assicurato relativo a tali
mesi, diminuendolo da fr. 5'534 a fr. 2'490, ossia riducendolo alla percentuale
di abilità al lavoro residua del 45% (cfr. doc. X).

 

                                         L’indennità di
disoccupazione spettante all’insorgente per i mesi di ottobre, novembre e
dicembre 2010 va, perciò, calcolata facendo riferimento a un guadagno
assicurato di fr. 2'490, anziché fr. 5'534 come inizialmente computato dalla
Cassa (cfr. doc. X; 54).

 

                                         Questo modo di procedere non
presta il fianco a critica alcuna (cfr. consid. 2.3.; 2.4.). Del resto
l’insorgente non ha censurato specificatamente l’entità del guadagno assicurato
ridotto (cfr. doc. I; V; XII)

 

                                         Per i mesi di aprile e
maggio 2013, per contro, in cui il grado di invalidità dell’assicurato è
del 100% (cfr. doc. 51), il ricorrente è risultato inidoneo al collocamento
(cfr. consid. 2.2.).

                                         Di conseguenza all’insorgente,
a seguito dell’assegnazione da parte dell’AI di una rendita intera retroattiva
- dal marzo 2011 al maggio 2013 - per un grado di invalidità del 100%, per i
mesi di aprile e maggio 2013 non spetta alcuna prestazione LADI (cfr. STCA
38.2013.55 del 12 maggio 2014), come rettamente deciso dalla Cassa (cfr. doc.
50; III).

 

                             2.12.   Giova poi
ribadire che giusta l’art. 95 cpv. 1 bis LADI quando un assicurato che
ha ricevuto indennità di disoccupazione e che successivamente riceve per lo
stesso periodo rendite o indennità giornaliere dell'assicurazione invalidità è tenuto al rimborso delle indennità giornaliere versate per lo
stesso periodo dall'assicurazione contro la disoccupazione, l'importo da
restituire è limitato alla somma delle prestazioni versate per lo stesso
periodo dalle istituzioni summenzionate (cfr. consid. 2.7.).

 

                                         Nel caso di specie,
considerato, da una parte, che l’importo sottoposto a restituzione deve essere
proporzionale al grado di incapacità di guadagno subito dall’assicurato (cfr.
consid. 2.2.), dall’altra, che il grado di invalidità del ricorrente nei
periodi in cui ha percepito le indennità di disoccupazione era del 55% da
ottobre a dicembre 2010 e del 100% da aprile a maggio 2013 (cfr. doc. 51), la
Cassa ha stabilito che l’insorgente ha percepito a torto, per i mesi da
ottobre a dicembre 2010, la somma di fr. 4'890.90, corrispondente
alla differenza tra la somma delle indennità di disoccupazione inizialmente
erogate e calcolate su un guadagno assicurato di fr. 5'534 di complessivi fr.
11'334.05 (fr. 3'368.85 per ottobre 2010 + fr. 4'688.50 per novembre 2010 e
fr. 3'276.70 per dicembre 2010; cfr. doc. 50) e la somma delle indennità
conteggiate sulla base di un guadagno assicurato ridotto al 45% di fr. 2'490 di
fr. 6'443.15 (fr. 2'158 per ottobre 2010 + fr. 2'490.75 per novembre
2010 + fr. 1'794.40 per dicembre 2010; cfr. consid. 2.11.; 50; III; X).

 

                                         Per i mesi di aprile e
maggio 2013 la parte resistente ha determinato l’ammontare di indennità di
disoccupazione ricevute indebitamente dall’insorgente in fr. 1'997.20,
pari alla somma delle intere indennità di disoccupazione relative all’arco di
tempo aprile-maggio 2013 (fr. 1'276.40 per aprile 2013 + fr. 720.80 per maggio
2013; cfr. doc. 50; consid. 2.11.).

 

                                         Alla luce di quanto
esposto sopra (cfr. consid. 2.2.-2.7.; 2.11.), i conteggi effettuati dalla
Cassa si rivelano corretti.

 

                                         Globalmente
per i periodi ottobre - dicembre 2010 e aprile - maggio 2013 l’importo
percepito a torto dall’assicurato ammonta, quindi, a fr. 6'888.10 (fr.
4'890.90 + fr. 1'997.20), come deciso dalla parte resistente (cfr. doc. 50;
III).

 

                                         A ragione,
tuttavia, la Cassa, in applicazione dell’art. 95 cpv. 1bis LADI secondo
cui l'importo di indennità di disoccupazione da restituire è limitato alla
somma delle prestazioni versate per lo stesso periodo dall’assicurazione
invalidità, ha poi limitato la somma da compensare con le rendite AI retroattive
a fr. 6'193.35 (cfr. consid. 1.2.; doc. 50).

 

                                         In effetti per il mese di
novembre 2010 l’importo percepito a torto è pari a fr. 2'197.75 (fr. 4'668.50
indennità di disoccupazione inizialmente versate - fr. 2'490.75 indennità
spettanti all’assicurato tenendo conto di un guadagno assicurato ridotto al
45%; cfr. doc. 50; III; X) ed è superiore all’ammontare della rendita AI
retroattiva di fr. 1'503 (cfr. doc. 51).

                                         E’
possibile, dunque, per il mese di novembre 2010 chiedere la restituzione delle
indennità di disoccupazione limitatamente alla somma delle prestazioni versate
per lo stesso periodo dall’assicurazione invalidità (art. 95 cpv. 1bis LADI),
ossia fr. 1’503.-- che risulta essere inferiore di fr. 694.75 alla somma
ricevuta indebitamente per tale mese (fr. 2'197.75).

 

                                         Ne discende
che dall’ammontare globale di indennità di disoccupazione percepite a torto
dall’assicurato nei periodi ottobre-dicembre 2010 e aprile - maggio 2013 di fr.
6'888.10 deve essere dedotto l’importo di fr. 694.75.

 

                                         La somma di fr.
6'193.35 (fr. 6'888.10 - fr. 694.75) corrisponde a quanto chiesto in
compensazione dalla Cassa all’assicurazione invalidità.

 

                                         La parte
resistente ha precisato che l’ammontare di fr. 694.75 dovrà essere compensato
con le prestazioni dell’assicurazione LPP (cfr. consid.1.2.; doc. 50).

 

                             2.13.   In relazione
alla compensazione effettuata giova evidenziare che è vero che in linea
generale la compensazione con la rendita può essere operata solo nella misura
in cui la deduzione di cui è oggetto la rendita non intacca il minimo vitale
riconosciuto ai sensi del diritto esecutivo (art. 93 LEF; DTF 136 V 286; DTF
131 V 249; DTF 115 V 343 consid. 2c; STCA 32.2010.188 consid. 2.6.).

 

                                         E’
altrettanto vero, tuttavia, che con sentenza 8C_14/2012 del 17 settembre 2012,
pubblicata in DTF 138 V 402 e SVR 2013 IV Nr. 5 pag. 9, la nostra Massima
istanza ha stabilito che, nel caso di pagamento retroattivo di rendite
per periodi precedenti, la salvaguardia del minimo esistenziale non dev'essere
presa in considerazione quale limite di compensazione laddove la rendita
assegnata a titolo retroattivo sostituisce semplicemente una rendita
riconosciuta per un periodo precedente e le due prestazioni si escludono
vicendevolmente.

 

                                         Ne discende che nella
concreta fattispecie, in cui l’anticipo a titolo provvisorio di indennità di
disoccupazione nei periodi ottobre-dicembre 2010 e aprile-maggio 2013 in attesa
di una decisione da parte dell’Ufficio AI in relazione alla domanda di
prestazioni AI formulata dal ricorrente il 10 febbraio 2010 (cfr. consid. 2.8.)
è diventato, perlomeno parzialmente, indebito a seguito dell’assegnazione al
medesimo di una mezza rendita intera AI con grado di invalidità del 55% a
titolo retroattivo per il periodo giugno 2010 - febbraio 2011 e di una rendita
intera AI per il lasso di tempo marzo 2011 – maggio 2013 (cfr. consid. 2.8.),
rettamente la Cassa non ha esaminato se la compensazione avrebbe intaccato
oppure no il minimo vitale dell’assicurato.

 

                             2.14.   Questa Corte non
ignora il fatto che il ricorrente abbia asserito a più riprese che la
restituzione non si giustifica dal momento che non vi sarebbe alcun sovraindennizzo
(cfr. doc. I; XII).

 

                                         Ai
sensi dell’art. 69 cpv. 1 LPGA il concorso di prestazioni delle
varie assicurazioni sociali non deve provocare un sovraindennizzo dell’avente
diritto. Per il calcolo del sovraindennizzo sono considerate soltanto le
prestazioni di medesima natura e destinazione fornite all’avente diritto in
base all’evento dannoso.

                                         Vi è sovraindennizzo se le prestazioni sociali legalmente dovute
superano il guadagno di cui l’assicurato è stato presumibilmente privato in
seguito all’evento assicurato, incluse le spese supplementari provocate dallo
stesso evento ed eventuali diminuzioni di reddito subite da congiunti (cpv. 2).

                                         Le prestazioni pecuniarie sono ridotte dell’importo del
sovraindennizzo. Sono esenti da riduzioni le rendite dell’assicurazione per la
vecchiaia e per i superstiti e dell’assicurazione per l’invalidità nonché gli
assegni per grandi invalidi e per menomazione dell’integrità. Per le
prestazioni in capitale è tenuto conto del valore della corrispondente rendita
(cpv. 3). 

                                         L’art.
69 LPGA persegue lo scopo di impedire il sovraindennizzo e di evitare quindi che
l’importo complessivo delle prestazioni corrisposte all’interessato da parte
d’assicuratori sociali diversi superi l’ammontare del danno determinante, ossia
il guadagno di cui l’assicurato è stato presumibilmente privato
in seguito all’evento assicurato (cfr. U. Kieser,
ATSG Kommentar, 2° ed., Zurigo-Basilea-Ginevra 2009, ad art. 69, n. 5, 16, 38;
DTF 121 V 132). 

                                         

                                         In casu, per quanto
attiene all’assicurazione contro la disoccupazione, non entra in considerazione
il concetto di sovrindennizzo.

                                         In effetti, come visto
sopra, l’assicurazione contro la disoccupazione prende a carico un assicurato
che si è annunciato all’assicurazione invalidità soltanto a titolo
provvisorio (cfr. art. 70 cpv. 1 e 2 lett. b LPGA; consid. 2.2.).

                                         Quando, in
seguito, l’altro assicuratore sociale competente eroga delle prestazioni, la
correzione interviene secondo gli art. 94 cpv. 2 LADI (compensazione) e 95 LADI
(restituzione di prestazioni; cfr. consid. 2.2.).

                                         In concreto non si è,
perciò, confrontati con prestazioni legalmente dovute contemporaneamente per il
medesimo evento. E’ solo in quest’ultima fattispecie che si pone la questione
di evitare un sovrindennizzo.

 

                             2.15.   Infine il TCA
rileva che nel ricorso è stato indicato che “…si
chiede, laddove la decisione fosse corretta, che il signor RI 1 sia posto a
beneficio del condono” (doc. I pag. 2).

 

                                         Al riguardo va osservato,
in primo luogo, che per costante giurisprudenza federale è possibile
pronunciare una decisione di condono solo al momento della crescita in
giudicato formale della decisione di restituzione, ritenuto che unicamente in
quel caso tale obbligo è stabilito definitivamente (cfr. STF 9C_211/2009 del 26
febbraio 2010; STF 8C_130/2008 dell'11 luglio 2008; STF 8C_617/2009 del 5
novembre 2009 ; STCA 38.2011.45 del 23 novembre 2011; STCA 38.2011.91 del 1°
febbraio 2012).

 

                                         In secondo luogo, che
giusta l’art. 95 cpv. 3 LADI la Cassa sottopone una domanda di condono, per decisione,
al servizio cantonale (cfr. doc. III pag. 3).

 

                                         E’ ad ogni
modo utile evidenziare che la nostra Massima
Istanza ha posto un principio secondo cui il condono di un rimborso (cfr. art.
25 cpv. 1 LPGA; consid. 2.5.) non può essere preso in considerazione ove le
prestazioni chieste in restituzione siano sostituite con delle prestazioni
dello stesso valore, dovute a un altro titolo durante il medesimo periodo di
tempo e ove i due importi possano essere l’oggetto di una compensazione. L'Alta
Corte ha sottolineato che si tratta di un principio generale del diritto
federale delle assicurazioni sociali (cfr. STF 8C_130/2008 dell’11 luglio 2008
consid. 3.2.; STFA C 101/05 del 26 giugno 2006 consid. 2.2.; DLA
2000 N. 38 pag. 202; DTF 122 V 221 = Pratique VSI 1996 pag. 267; DTF 116 V 297;
DLA 1987, Nr. 13, pag. 116).           

 

                             2.16.   Alla luce di
tutto quanto esposto, la decisione su opposizione del 3 febbraio 2014 deve
essere confermata.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti