# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** aada8a77-abba-507c-a4b8-cd858f29e513
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-10-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.10.2006 90.2005.82
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_90-2005-82_2006-10-02.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2005.82

   

  	
  Lugano

  2 ottobre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente,

  Raffaello Balerna, Matteo
  Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Stefano Furger, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 17 novembre 2005 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione del 23 agosto 2005 (n. 3997), con cui
  il Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore del comune PI 1;

  

 

 

 

viste le risposte:

-    24 gennaio 2006 del municipio
RA 2;

-    6 febbraio 2006 della
divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità del dipartimento del
territorio;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Nella
seduta del 3 novembre 2003 il consiglio comunale di __________ ha adottato la
revisione generale del piano regolatore. In quella sede i mapp. 95, 677, 678 e
840, di proprietà di RI 1, sono stati attribuiti alla zona industriale I, retta
dall’art. 36 NAPR. Questi fondi, ubicati in località Al __________ e fra di loro
contermini, presentano, nell’ordine, una superficie di 2'238, 1'478, 304 e
1'300 mq, su cui insiste un edificio che ospita gli uffici amministrativi della
__________ SA. Per il restante, le superfici sono prative, tranne la stradina
d’accesso asfaltata, che occupa interamente il mapp. 678. 

 

 

                                  B.   Con risoluzione 23 agosto 2005 (n. 3997) il Consiglio di Stato ha
approvato il piano regolatore di __________. Esso ha tuttavia sospeso la sua
decisione su alcune proposte pianificatorie, negato l’approvazione di altre e
modificato il piano regolatore su alcuni oggetti. In particolare, il Governo ha
sospeso la decisione d’approvazione del comparto industriale/artigianale
situato nella piana del __________, a nord di via __________, comprendente
quindi i mapp. 95, 677, 678 e 840 specificandone il perimetro nell’allegato 1
della risoluzione, giacché direttamente interessato dal futuro tracciato della
nuova strada di circonvallazione di __________ -__________. Benché al momento
questa opera fosse soltanto consolidata a livello di pianificazione direttrice,
segnatamente nelle schede di coordinamento 12.23 relative al piano dei trasporti
del Luganese (PTL: schede 12.23.2.5 e 12.23.5), a breve termine, però, ne
sarebbe stata attivata la fase progettuale, che avrebbe comportato la necessità
di un coordinamento tra le due pianificazioni di diverso grado. Di conseguenza,
a mente del Governo, non erano date in concreto le condizioni per decidere circa
la pertinenza, la sostenibilità e la messa in vigore di nuove prescrizioni, con
particolare riferimento alle accresciute potenzialità edificatorie della zona
industriale, né per valutare l’organizzazione della rete viaria, specialmente
gli accessi, strettamente connessi e dipendenti dal progetto di ordine superiore.
In riferimento al comparto in oggetto, il Consiglio di Stato ha dunque esteso
la sospensione della decisione d’approvazione anche alle strade che lo concernevano,
mantenendo pertanto in vigore le prescrizioni del piano regolatore, approvato
con risoluzione governativa 5 settembre 1984, e successive varianti (cfr.
risoluzione impugnata, pagg. 20 segg., 30, 41, 49 e seg., 90 e 92, allegato 1).
Per le stesse ragioni, il Governo ha sospeso la sua decisione per quanto riguardava
parte del comparto a sud di via __________, comprendente dunque la zona
residenziale artigianale RAr e parte della zona semi intensiva R4 (cfr.
risoluzione impugnata, allegato 1).

 

 

                                  C.   Con ricorso
17 novembre 2005, RI 1 insorge innanzi a questo tribunale avverso la menzionata
risoluzione governativa, postulandone l’annullamento e chiedendo l’approvazione
sia del comparto ubicato nella piana del __________ delimitato nell’allegato n.
1, sia delle relative norme d’attuazione. A sostegno della sua impugnativa il
ricorrente allega la necessità di far capo alle nuove disposizioni di zona, più
favorevoli dal profilo edilizio rispetto alle previgenti, che gli
consentirebbero di sfruttare in modo più razionale e conveniente le superfici
dei suoi fondi ancora libere da edificazioni, alla luce di una concreta
intenzione d’impiantarvi uno stabilimento industriale. Implicitamente,
l’insorgente lamenta una violazione del principio della proporzionalità,
rispettivamente la carenza d’interesse pubblico della sospensione della decisione
governativa. A tale proposito, esso afferma che il prospettato edificio, proprio
perché ubicato su fondi considerevolmente discosti dal futuro tracciato della
nuova strada di circonvallazione, non sarebbe d’intralcio né alla progettazione,
né alla realizzazione di quell’asse viario. 

 

 

                                  D.   La divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità postula il
rigetto dell'impugnativa, con motivazioni che verranno riprese, se del caso,
nei considerandi di diritto, mentre il municipio ne postula l’accoglimento.

 

 

                                  E.   In data 3
aprile 2006 si sono tenuti l’udienza e il sopralluogo in contraddittorio, durante
il quale sono state scattate alcune fotografie, acquisite in seguito agli atti.
Le parti hanno poi riconfermato le rispettive allegazioni e domande e il
tribunale ha indi dichiarato chiusa l’istruttoria. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo, in cui è stato integrato il
Tribunale della pianificazione del territorio con effetto al 14 luglio 2006 (BU
2006, pag. 215 segg.), è data (art. 38 cpv. 1 LALPT), il ricorso è tempestivo
(art. 38 cpv. 1 LALPT) e la legittimazione del ricorrente certa (art. 38 cpv. 4
lett. c LALPT).

 

 

                                   2.   Come
anticipato in narrativa, il Governo ha sospeso l'approvazione del comprensorio
industriale/artigianale situato nella piana del __________ (cfr. risoluzione
impugnata, pag. 92, cifra 3, allegato 1). Il Consiglio di Stato non ha pertanto
ancora deciso se approvare e in che misura, relativamente al suddetto comparto,
la proposta pianificatoria in rassegna in applicazione dell'art. 37 cpv. 1
LALPT. Ha semplicemente decretato una sospensione dell'esame di questo oggetto,
in attesa che i presupposti dati dall’affinamento degli studi relativi al
tracciato della strada di circonvallazione __________ -__________ si saranno
consolidati in un progetto. In questo lasso di tempo, il comprensorio in parola
sarà dunque disciplinato dal piano regolatore approvato il 5 settembre 1984,
incluse le successive varianti (cfr. risoluzione impugnata, pag. 92 cifra 2).
La risoluzione governativa impugnata non costituisce, su questo punto, una
decisione finale e, pertanto, impugnabile, bensì una decisione incidentale, che
può essere impugnata solo se causa al ricorrente un danno non altrimenti
riparabile (art. 44 PAmm). In concreto, l'insorgente non dimostra che il differimento
della decisione governativa su questo oggetto le causi un danno che non potrebbe
essere completamente eliminato attraverso l'ottenimento di una decisione finale
favorevole (ovvero l'approvazione dell’aggiornamento della zona industriale I
in sostituzione della zona industriale J2). Il suo ricorso dovrebbe pertanto
essere dichiarato irricevibile. Va tuttavia rilevato che la giurisprudenza di
questo tribunale ritiene soddisfatto il requisito del danno irreparabile, anche
in assenza di specifica dimostrazione da parte del ricorrente, quando la
decisione governativa ha l’effetto di rimandare nel tempo l’approvazione
dell’assegnazione di un fondo ad una zona fabbricabile e, pertanto, la sua
edificazione. Questo principio deve trovare applicazione anche quando, come in
concreto, il Consiglio di Stato sospende una proposta che prevede semplicemente
di incrementare le potenzialità edificatorie di fondi già assegnati alla zona
fabbricabile. Ad ogni buon conto, il gravame dev’essere respinto nel merito in
forza dei motivi che seguono.

 

 

                                   3.   In campo
pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però,
assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza
di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37
cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere
cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità
delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti
pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il
margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3
LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio
apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di
scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole
od opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui
la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia
manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di
quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori
fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione,
rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di
livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art.
26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata
effettuata in modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta
dall'art. 3 OPT (RDAT II-2001 n. 78 consid. 6b; II-1999 n. 27 consid. 3).

 

                                         Il potere
cognitivo del Tribunale cantonale amministrativo è invece circoscritto alla
violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit., ibidem; inoltre
II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b
LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano regolatore disposta d'ufficio
dal Consiglio di Stato.

 

 

                                   4.   Oggetto
della vertenza è la decisione del Consiglio di Stato di differire
l’approvazione del vasto comparto destinato alle attività lavorative, in
particolare della zona industriale I, situato nella piana del __________, fintanto
che non sarà sufficientemente consolidato il progetto della circonvallazione __________
-__________, in procinto di essere avviato. Il ricorrente ritiene la
sospensione della decisione d’approvazione priva d’interesse pubblico e lesiva del
principio della proporzionalità. 

 

 

                                   5.   5.1. Per
quanto riguarda la base legale, occorre ricordare che il Consiglio di Stato
esamina gli atti e decide i ricorsi, approva in tutto o in parte il piano
regolatore, oppure nega l'approvazione. Quando si imponga una modifica che
coinvolga il diritto comunale, esso rinvia gli atti al comune, affinché vi
provveda entro congruo termine ripetendo la procedura prevista dagli articoli
32 a 35 LALPT (art. 37 cpv. 1 LALPT). Su un piano formale si osserva che diverse disposizioni della PAmm (art.
19 cpv. 2, 24, 30 cpv. 5, 32 cpv. 1, 33) richiamano come diritto suppletorio il
Codice di procedura civile del 17 febbraio 1971, il quale all'art. 107 stabilisce
che il giudice può sospendere il processo "quando la decisione di
un'altra causa o di un altro procedimento può influire sulla decisione della
lite". A sua volta l'art. 38 cpv. 6 LALPT rinvia per la procedura di
ricorso al Tribunale cantonale amministrativo alla legge di procedura per le
cause amministrative del 19 aprile 1966 (PAmm). D'altro canto l'art. 7 PAmm
consente all'autorità amministrativa giudicante di sospendere la propria
decisione nel caso di pregiudiziali di natura civile o penale, con rinvio
dell'interessato al competente foro giudiziario e con assegnazione, ove
occorra, di un termine per provvedervi. Corrisponde pertanto a un principio
generalmente riconosciuto di diritto procedurale, espressione anche dell'altro
principio dell'economia processuale, che un'istanza giudicante abbia facoltà di
sospendere la propria decisione quando essa possa essere condizionata da quella
di un'altra istanza giudicante (RDAT I-2000 n. 26, consid. 3b con rinvii).

 

5.2. Con la revisione del piano regolatore
il comune ha ripreso l’assetto della previgente zona industriale, in cui erano
inseriti i fondi del ricorrente, integrando nel suo perimetro parte dell’allora
zona artigianale Ar3, a sud, e di quella residenziale semi estensiva R2, a
nord. Quest’ultima, per il restante, è stata convertita in zona residenziale-artigianle-commerciale
RAC. Ne risulta un comprensorio che ammette attività lavorative di notevole
estensione, situato in un settore piuttosto sensibile, ritenuto che il piano
direttore l’ha inserito nel Parco del __________ (cfr. piano dei trasporti del
Luganese, scheda di coordinamento 10.4, elenco dei provvedimenti pianificatori
10.4.2.10). La pianificazione comunale all’esame, tuttavia, fa astrazione del
progetto, in senso lato, della nuova strada di circonvallazione __________ -__________,
il cui tracciato l’attraversa direttamente. Progetto che risulta, quanto meno,
già consolidato nel piano direttore alla scheda di coordinamento 12.23.2.5
relativa al piano dei trasporti del Luganese,
aggiornata nell’ambito della decisione 3 dicembre 2002, con cui il Gran
Consiglio ha respinto il ricorso del comune di __________ ed ha scelto la
cosiddetta variante ALFA 1, approvata dall’autorità federale
in data 23 agosto 2004.

 

                                         5.3. La
variante ALFA 1 prevede un tracciato che, a partire dall’incrocio delle Cinque
Vie di __________, continua con un andamento diagonale fino a __________,
sottopassa il fiume __________, si accosta all’A2 ai piedi della scarpata dai
Mulini di __________ alla __________. In questo tratto, che qui rileva particolarmente,
il tracciato va ad interessare il margine orientale della zona RAC, in seguito
della zona industriale, oltre che sovrapporsi a Via ai __________, che
costituisce una delle strade del sistema viario comunale, programmata per
l’urbanizzazione di quel comparto. Alla __________, nell’angolo meridionale
della zona industriale, è quindi prevista una rotonda, quale svincolo per
l’allacciamento alla rete delle strade di collegamento principali esistenti per
__________ -__________ e per __________ e alle strade di servizio delle zone industriali
e miste di __________. Dalla __________, il tracciato prosegue con un passante
rettilineo, che poi si interra, sottopassando il fiume __________ verso la zona
__________ dove emerge in superficie per poi congiungersi alla cantonale
esistente in località __________, con una tratta nuovamente interrata. Va notato
che questo tracciato, così come segnalato nelle rappresentazioni grafiche del
piano direttore, ha carattere indicativo per la necessità di preservare un
certo spazio di manovra alla progettazione, che dovrà avvenire in due fasi:
attraverso la procedura del piano generale, per cui il Gran Consiglio ha già
stanziato un credito (cfr. messaggio, n. 5629, del 1. marzo 2005 del Consiglio
di Stato; decreto legislativo del 30 maggio 2005, BU 24/2005, pag. 178), e in
seguito per mezzo di quella del progetto definitivo.

 

                                         5.4. Da
quanto precede, non v’è dubbio che la zone lavorative di __________, oggetto
della sospensione da parte del Consiglio di Stato, sono palesemente in contrasto
con le succitate previsioni pianificatorie di ordine superiore che, una volta
affinate, determineranno verosimilmente la necessità di una verifica e di un
adattamento della pianificazione comunale, attraverso un’azione di
coordinamento che oggi, però, non risulta nemmeno attuata in embrione. Intanto,
il comprensorio sarà toccato dall’assetto della nuova circonvallazione
direttamente in quegli elementi cardini, da cui non è possibile prescindere per
un’impostazione pianificatoria confacente ad un utilizzo razionale delle zone
interessate. Si pensi soltanto all’importante condizionamento che procurerà
l’area occupata dalla nuova circonvallazione, che avrebbe come effetto di
sottrarre superficie utile alla zona industriale e, in concomitanza, cingendola
sui due lati ove attualmente sono posizionati gli unici assi d’urbanizzazione
esterna, Via ai __________ e Via __________, di imporre un completo ripensamento
di tutti gli accessi che vi si affacciano, oltre che quelli delle strade di
servizio interne da cui attualmente si dipartono. In pratica, l’intero sistema
ed organizzazione della viabilità esterna ed interna del comprensorio risulta
strettamente connesso, e per questo dipendente, all’opera d’interesse
cantonale. Problemi, questi, che per una zona industriale di tale estensione e,
più in generale, per un comprensorio a preminenti contenuti lavorativi, già
particolarmente insediato, non possono essere ritenuti di entità talmente
trascurabile da giustificare una soluzione autonoma, attraverso una semplice
revisione del piano regolatore in anticipo su un’opera, omettendo però di
considerarla: quest’ultima costituisce con ogni evidenza il riferimento deputato
per una ricerca ottimale sia delle soluzioni di pertinenza locale, sia per
quelle a livello regionale. Allo stesso modo, le esigenze della viabilità regionale,
in quel luogo, non possono trascurare le summenzionate necessità delle aree
lavorative del comune. Da ciò l’esigenza di un coordinamento riguardante il
sistema degli svincoli, i raccordi, la verifica delle potenzialità edificatorie
in funzione delle capacità di smaltimento dei flussi di traffico, nonché la
verifica di alcune destinazioni, suscettibili, in quanto atte ad attirare ancor
più traffico (cfr. zona RAC), di porre in seria discussione la finalità e la
funzionalità della strada di circonvallazione stessa e, in ultima analisi,
l’attuazione di un tassello significativo del piano dei trasporti del Luganese.
Questi aspetti, ma non sono gli unici, come vedremo in seguito, costituiscono
nella fattispecie quel nesso tra la strada in parola e i fondi dell’insorgente,
malgrado questi ultimi siano situati in posizione periferica. In concreto, dunque, anche in assenza di un'esplicita
norma in questo senso si deve ritenere, unitamente al principio dell’economia
processuale, che era in potere del Consiglio di Stato, anziché negare
l'approvazione della revisione del piano regolatore per quel che concerne il
comparto litigioso, di sospendere la sua decisione fintanto che sarà
accertabile l'effettiva incidenza della menzionata pianificazione di ordine
superiore. Per il momento, tuttavia, a differenza di quanto sostiene il
ricorrente, il comparto non rimane bloccato, giacché resta retto
dall’ordinamento del previgente piano regolatore, che per questo settore non è
stato abrogato (cfr. risoluzione impugnata, pag. 92, dispositivo n. 2), con
possibilità per l’Autorità cantonale di gestire la situazione, durante la fase
d’allestimento del piano generale, rispettivamente del progetto definitivo,
applicando, se del caso, le misure di salvaguardia della pianificazione,
segnatamente la decisione sospensiva (art. 65 LALPT).

 

 

                                   6.   L'interesse
pubblico a sostegno della decisione governativa va ricercato in concreto nel
fatto che l'approfondimento pianificatorio di un comprensorio, così rilevante per
i suoi contenuti e per la sua taglia, dal profilo sia comunale che regionale,
va coordinato con un progetto di ampio respiro come la nuova circonvallazione __________
-__________. Questa opera, la cui progettazione è in fase di avvio, per sua
natura, ubicazione e finalità sarà verosimilmente suscettibile, da un lato, di
condizionare e limitare il comparto all’esame, dal profilo sia strutturale, che
dei contenuti, come però, dall’altro lato, di offrire l’opportunità, attraverso
la risoluzione dell’annosa questione della mobilità regionale, che in parte già
lo affligge, di chiarire definitivamente il suo ruolo strategico nella rete
delle aree produttive della regione, rispettivamente di accrescerne
l’attrattività e la funzionalità. Opportunità, che soltanto nell’ambito di un
effettivo coordinamento può e deve essere colta (art. 2 LPT). Allo stesso modo,
sussiste un interesse pubblico affinché la pianificazione della nuova
circonvallazione possa procedere al riparo da iniziative edilizie, che
potrebbero seriamente comprometterla: si pensi in particolare all’elevata
densificazione programmata per la zona industriale. Il grado d'incertezza attualmente
permanente è dunque troppo ampio perché ci si possa determinare compiutamente
sul comparto all'esame, così come adottato dal comune. A maggior ragione, ciò
vale per i fondi dell’insorgente.

 

 

                                   7.   Fondata
sotto il criterio dell'interesse pubblico, resta da esaminare se per rapporto
alle circostanze concrete la decisione impugnata risulta fondata anche dal
profilo del principio della proporzionalità. Si pone quindi il tema della
necessità e dell’idoneità del provvedimento in parola, segnatamente dal profilo
dell’estensione della zona colpita. A tale quesito si è in pratica già dato
risposta ai considerandi precedenti, a cui si aggiungono le seguenti
riflessioni. Come accennato, la previsione della nuova circonvallazione solleva
una serie di problematiche con conseguenze dirette ed indirette sul
comprensorio all’esame, soprattutto per quanto riguarda l’organizzazione del
traffico. Dirette, per l’area che verrà effettivamente occupata dal tracciato
(sottrazione di area edificabile, sovrapposizione alle attuali strade esterne
d’urbanizzazione, occlusione degli accessi e problemi inerenti al raccordo con
le attuali e programmate strade interne d’urbanizzazione). Proprio perché
legate alla viabilità, esse determinano a loro volta conseguenze sulla parte
restante del comprensorio (tracciati delle strade di servizio interne
strutturate razionalmente in funzione sia dei fondi, sia dei raccordi con la
viabilità esterna e congruenti con un sistema integrato della gestione del
traffico). In sintesi, questi aspetti, avrebbero dovuto essere risolti in un
processo di coordinamento che non v’è stato. A queste incertezze si aggiunge
l’aggravio di un aumento cospicuo delle potenzialità edificatorie di tutta la
zona industriale (cfr. art. 39 vNAPR in relazione all’art. 36 NAPR non
approvato: indice di edificabilità: da 3 a 7 mc/mq; indice di occupazione: da
40% ad un virtuale 70%, in quanto sostituito dall’imposizione di un’area verde
minima del 30%; aumento delle altezze massime: da 10.40 a 12 m per i tetti
piani, da 11.20 a 13 m al colmo per i tetti a falde) e il conseguente aumento
delle unità lavorative, rispettivamente del traffico, senza che le questioni
legate alla viabilità siano risolte, con effetto di vanificare o, quanto meno,
di compromettere sul nascere le finalità della pronosticata opera viaria
cantonale. Stante le incognite citate, il comprensorio delimitato nell’allegato
1 della risoluzione impugnata appare senz’altro dal profilo funzionale e dei
contenuti come un’unità territoriale, che deve essere apprezzata alla luce
delle previsioni del progetto di ordine superiore, in quanto, come spiegato, complessivamente
sotto la sua sfera d’influenza. D’altra parte, i motivi che hanno portato il Consiglio
di Stato a circoscrivere il comparto oggetto della sospensione della decisione
sono talmente legati a circostanze particolari e dipendono a tal punto da valutazioni
tecniche specialistiche da non consentire al tribunale d'intervenire con
correttivi di cui difficilmente potrebbe valutare le implicazioni. Comunque
sia, dal profilo della proporzionalità in senso stretto, il comprensorio resta
disciplinato, come già spiegato, dall’ordinamento pianificatorio previgente, il
quale prevede identica estensione dell’area edificabile e analoghe
destinazioni. Certo, più contenute sono le capacità edificatorie. A fronte di
quest’ultimo aspetto si pone però l'importanza della pianificazione di ordine
superiore: la decisione governativa deve pertanto essere considerata proporzionata.

 

                                   8.   In
conclusione, la risoluzione con cui il Consiglio di Stato ha sospeso
l'approvazione del comprensorio all’esame risulta quindi sorretta da una valida
base legale, giustificata da un sufficiente interesse pubblico e rispettosa del
principio di proporzionalità. Il ricorso deve conseguentemente essere respinto.
La tassa di giudizio e le spese devono essere poste a carico dell’insorgente
(art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie,

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   Il
ricorrente è condannato al pagamento delle tasse di giudizio e delle spese per
complessivi fr. 1'500.- (millecinquecento).

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  ,

  a. 

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  PI 1 

  rappr. da: RA 2 

   

  CO 1 

  rappr. da: RA 1 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                                                                Il
segretario