# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 34cc710b-15f0-5635-8f60-88d3acd63637
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-07-10
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 10.07.2013 S 2013 25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2013-25_2013-07-10.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 13 25

3a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presieduta da

Priuli, vicepresidente, e composta dalla giudice Moser e dal giudice 

Audétat, attuaria ad hoc Zanolari Hasse

SENTENZA
del 10 luglio 2013

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____, 

rappresentata dall'Avvocato lic. iur. Fabrizio Keller, 

ricorrente

contro

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI, 

convenuto

concernente rendita AI

 

1. A._____, coniugata, madre di due figli, era dapprima impiegata commerciale dal 

1979 al 1997. Dal 1° aprile 1998 gestiva come titolare l’agenzia B._____” a 

O._____ e svolgeva per la stessa la professione di agente fino al 2010, 

assumendo nel 2000 una prima impiegata e nel 2003 pure una seconda. Dopo 

un primo intervento chirurgico per ernia discale L4/L5 risalente al 9 maggio 

2006 l’assicurata accusava dal 2008 importanti problemi a livello del rachide 

lombare. Nell’agosto del 2009 subiva uno strappo muscolare e in seguito si 

manifestavano peggioramenti e complicazioni a livello del rachide lombare e si 

sviluppavano sindromi depressive e ansiose. A fine dicembre 2010 l’assicurata 

vendeva l’agenzia B._____ per motivi di salute e lavorava dal 1° febbraio 2011 

al 50% nella ditta del coniuge in qualità d’impiegata d’ufficio. Il 24 aprile 2011 si 

sottoponeva a un intervento chirurgico con decompressione, fusione e 

stabilizzazione del penultimo interspazio lombare visibile. 

2. L’assicurata in data 11 luglio 2010 inoltrava all’Istituto delle assicurazioni del 

Cantone dei Grigioni, Ufficio AI, una richiesta di prestazioni di rendita d’invalidità 

e integrazione professionale. Su incarico di quest’ultima il Servizio 

Accertamento Medico SAM a Bellinzona eseguiva una perizia pluridisciplinare 

(12 gennaio 2012) nella quale giungeva alla conclusione che l’assicurata 

avrebbe presentato globalmente una capacità lavorativa del 50% presente dal 

1° agosto 2009 come impiegata d’ufficio, attività svolta durante mezza giornata 

ma con rendimento pieno. Per lavori fisicamente più pesanti l’assicurata 

sarebbe limitata nella misura dell’80% e per i lavori casalinghi del 30%. 

3. Esperiti gli accertamenti medici ed economici in base al rapporto aziendale 

dell’esperto C._____ del 10 agosto 2012, l’Ufficio AI respingeva con decisioni 

del 24 gennaio 2013 sia una rendita d’invalidità sia dei provvedimenti 

professionali. L’Ufficio AI riteneva infatti che l’assicurata, anche se la capacità 

lavorativa era limitata a seguito di malattia in modo rilevante dal 10 gennaio 

2010 (inizio dell’anno di attesa), paragonando il reddito senza invalidità di fr. 

53'000 con il reddito con invalidità di fr. 33'113 raggiungesse un grado 

d’invalidità del 38%. 

4. Nel tempestivo ricorso presentato il 19 febbraio 2013 al Tribunale 

amministrativo, in qualità di Tribunale delle assicurazioni, l’assicurata postulava 

l’annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento di un grado 

d’invalidità superiore al 50% con attribuzione di mezza rendita AI o in via 

subordinata del 48.1% con attribuzione di un quarto di rendita AI. In via 

eventuale chiedeva il rinvio degli atti all’Ufficio AI affinché disponesse una 

nuova valutazione del reddito da valida e invalida. A mente dell’istante, l’Ufficio 

AI avrebbe valutato arbitrariamente sulla base dell’analisi aziendale l’anno 

lavorativo 2010 come particolare e quindi non lo considerava determinante. 

Considerando le entrate della agenzia B._____ e il fatto che l’istante sarebbe 

stata obbligata a liberare delle riserve palesi e occulte in seguito alla vendita 

della ditta, il reddito da valida sarebbe superiore alla media degli anni 

considerati che vanno dal 2006 fino al 2009. In merito al calcolo del reddito da 

invalida l’Ufficio AI sarebbe ingiustamente partito dal presupposto che si 

sarebbe dovuto considerare soltanto la professione attuale come impiegata 

d’ufficio, invece di tenere conto delle difficoltà che sorgerebbero nel riprendere 

un’attività nuova e diversa rispetto all’attività d’impiegata nel agenzia B._____. 

Inoltre secondo l’istante si dovrebbe applicare il principio della parallelizzazione 

dei redditi.

5. Nella sua presa di posizione l’Ufficio AI postulava la reiezione del ricorso, 

affermando che la decisione di tassazione per l’anno 2010 non sarebbe ancora 

passata in giudicato e non potrebbe modificare nulla in merito alla valutazione, 

siccome l’anno d’esercizio 2010 a giusta ragione non sarebbe stato 

considerato. Inoltre sarebbe noto che la ripresa di una nuova attività 

professionale sarebbe accompagnata da difficoltà iniziali, il che però non 

meriterebbe considerazione nel calcolo delle prestazioni.

6. Replicando l’istante comunicava che nel frattempo la tassazione del 2010 

sarebbe passata in giudicato e confermava quanto esposto nel ricorso.

7. Con scritto dell’11 aprile 2013 l’Ufficio AI rinunciava alla duplica. 

Considerando in diritto:

1. Oggetto del presente ricorso è quello di sapere se la ricorrente abbia o meno 

diritto a una rendita d’invalidità. Ambedue le parti riconoscono che la ricorrente 

permane abile al 50% sia nell’attività precedente che in quella adeguata allo 

stato di salute con l’inizio dell’anno d’attesa dal 10 gennaio 2010, per cui l’inizio 

della rendita richiesta può subentrare al più presto per il mese di febbraio 2011.

2. a) Giusta l’art. 4 cpv. 1 della legge federale su l’assicurazione per l’invalidità (LAI; 

RS 830.20) in relazione con gli art. 7 e 8 della legge federale sulla parte 

generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), con invalidità 

s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, 

cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità 

congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, 

secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o 

psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la 

conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute 

abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso 

possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (DUC, L’assurance 

invalidité, in: MEYER [Hrsg.], Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band 

XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea 2007, p. 1411, n. 46). Secondo l'art. 28 

cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi 

almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, a una 

mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono 

invalidi almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 28a cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 16 

LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del 

lavoro che la persona assicurata conseguirebbe, dopo l'insorgenza 

dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, 

nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lei in condizioni 

normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che ella 

avrebbe potuto conseguire se non fosse diventata invalida (reddito da valido). Il 

grado d'invalidità della persona assicurata deve quindi essere determinato dal 

raffronto del reddito che lei ancora può conseguire nonostante la sua invalidità 

con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è 

portatrice (SCARTAZZINI/HÜRZELER, Bundessozialversicherungsrecht, 4a 

edizione, Basilea 2012, p.188, n. 23). Si confronta perciò il reddito che la 

persona assicurata avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuta invalida 

con quello che lei può tuttora realizzare, benché invalida, sfruttando la residua 

capacità lavorativa in attività da lei ragionevolmente esigibili in condizioni 

normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti 

integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 29 cons. 1; 104 

V 135 cons. 2; idem dopo entrata in vigore della LPGA: DTF 130 V 343 cons. 

3.4.2). 

Al proposito va precisato che per il raffronto dei redditi sono determinanti le 

circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed 

i redditi da valido e da invalido devono essere rilevati sulla medesima base 

temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi 

di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere 

sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222 cons. 4.1. e 4.2., 129 V 410 cons. 3.1.2.; 

AHI-Praxis/Pratique VSI 2000, p. 79 ff.). Da considerare sono tutte le entrate 

determinanti per le contribuzioni AVS (SCARTAZZINI/HÜRZELER, op. cit., p 

189, n. 23; KIESER, Leistungen der Sozialversicherung, 2a edizione, 

Zurigo/San Gallo 2012, p. 96). 

b) Per il calcolo del reddito da valido si parte per principio dal reddito di attività 

lavorativa prima dell’insorgenza dell’invalidità (Pratique VSI 2000, p. 303). È 

decisivo stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, 

quanto la persona assicurata guadagnerebbe, al momento della nascita del 

diritto alla rendita, se fosse sana (sentenza del Tribunale federale delle 

assicurazioni I_475/2001 del 13 giugno 2003 e U_243/99 del 23 maggio 2000; 

RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 cons. 3b con riferimenti). Il reddito deve essere 

fissato il più concretamente possibile. Determinante è dunque il reddito che la 

persona assicurata avrebbe potuto conseguire tenuto conto delle competenze 

professionali come pure delle circostanze personali per un prospettato 

avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi, l’inizio di studi 

ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in merito (cfr. DTF 96 V 29, 

ZAK 1985 pag. 635 cons. 3a, pure RAMI 1993 n. U 168 pag. 100s. cons. 3b). 

Considerato come di regola bisogna presumere che senza il danno alla salute 

la persona assicurata avrebbe continuato la precedente attività, decisivo risulta 

di regola l’ultimo guadagno conseguito, adeguato al rincaro ed eventualmente 

all’usuale crescita dei salari (cfr. sentenza del Tribunale federale 8C_334/2008 

del 26 novembre 2008; 9C_181/2008 del 23 ottobre 2008; DTF 129 V 222 

cons. 4.3.1.).

Per quel che concerne la determinazione del reddito di una persona 

indipendente, si deve tener conto in particolare delle attitudini professionali e 

personali e del genere di attività della persona assicurata, come pure della 

situazione economica e dell'andamento della sua azienda (RCC 1961 pag. 

338) prima dell'insorgere dell'invalidità. In tutti i casi deve essere fatta 

astrazione del reddito che non proviene dall'attività personale della persona 

assicurata, come il good-will, l'interesse derivante dal capitale investito o la 

parte di reddito attribuibile alla collaborazione di famigliari (cfr. PETER, Die 

Koordination von Invalidenrenten, Zurigo 1997 pag. 65 e il marginale 3030 

della Circolare sull'invalidità e la grande invalidità nell'assicurazione per 

l'invalidità [CIGI] edita dall’Ufficio Federale delle assicurazioni sociali, nella 

versione in vigore dal 1° gennaio 2013).

c) Con riferimento al calcolo del reddito da valido, l’Ufficio AI si basa integralmente 

sul rapporto di analisi aziendale di C._____ del 10 agosto 2012 (doc. AI 86/1-

10), il quale stabilisce un reddito annuo di fr. 53'000.00 durante gli anni 

d’esercizio dal 2006 fino al 2009. L’Ufficio AI aggiunge e motiva la sua 

decisione con il fatto che nel calcolo del reddito non potrebbe essere 

considerato l’anno d’esercizio 2010, perché la capacità lavorativa 

dell’assicurata sarebbe significativamente limitata dal 18 gennaio 2010 in 

misura del 50% ed si tratterebbe dell’ultimo anno nel quale l’assicurata avrebbe 

generato un reddito con la propria agenzia. Alla luce della giurisprudenza del 

Tribunale federale, questa motivazione in merito al calcolo del reddito senza 

l’invalidità risulta incompleta. Il reddito imponibile da attività indipendente 

dell’istante nel 2010 di complessivamente fr. 131'087.00 è composto di fr. 

93'117.00 quale guadagno netto, più fr. 55'396.00 per la vendita dell’agenzia 

B._____, meno fr. 13'500 quali transitori passivi per il periodo 2010 e fr. 5'426 

quali transitori passivi per i periodi 2008 e 2009 (doc. AI 71/13-16; 72/41-47; 

76/3-4; cifre riassunte in doc. AI dell’8 febbraio 2013, p. 2). Anche se si può 

considerare l’anno 2010 come un anno particolare dato ovviamente ai fatti 

dell’insorgenza dell’invalidità e di abbandono dell’attività indipendente 

dell’istante con la vendita dell’agenzia B._____ e la liberazione delle riserve 

palesi e occulte, quest’anno deve essere comunque considerato nel calcolo del 

reddito da valido siccome l’istante ha generato nel periodo determinante fino al 

momento dell'inizio del diritto alla rendita redditi suscettibili di incidere sul diritto 

alla rendita. Tale considerazione non dipende dai termini delle decisioni di 

tassazione o delle disposizioni fatte nella dichiarazione delle imposte, le quali 

non sono appropriate per stabilire lo stipendio reale (cfr. Sentenza del Tribunale 

federale 8C_9/2009 del 10 novembre 2009 cons. 3.4. seg.). L’anno 2010 va 

quindi considerato in modo giustificabile e valutato a regola d’arte. Inoltre esso 

va considerato in base alle entrate determinanti per le contribuzioni AVS.

d) In concreto, in virtù delle carenze sopra evidenziate s’impone un rinvio 

all’amministrazione affinché esperisca gli accertamenti contabili menzionati in 

base a una nuova valutazione e si pronunci in seguito sul diritto a prestazioni. In 

simili circostanze, visto tutto quanto precede, la decisione impugnata va dunque 

annullata. Alla luce di tali circostanze si rende superfluo l’esame delle ulteriori 

obiezioni della ricorrente.  

3. a) In deroga ai disposti dell’art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA, la procedura di ricorso in 

caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI 

davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. 

L’ammontare delle spese è previsto fra i fr. 200.-- e i fr. 1'000.-- in funzione dei 

costi di procedura e senza riguardo al valore litigioso. Nell’evenienza vengono  

prelevate spese per un ammontare di fr. 700.--.

b) Inoltre, a decorrere dal 24 gennaio 2013, la parte convenuta deve rifondere 

all’istante le spese necessarie occasionate dal presente procedimento tenor 

nota d’onorario, complessivamente fr. 4'792.90, decurtate delle spese di 

cancelleria di fr. 259.20, comprese nella tariffa oraria (art. 78 cpv. 1 della legge 

sulla giustizia amministrativa [LGA; CS 370.100]).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto e la decisione impugnata annullata. Gli atti vengono rinviati 

all’Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI, per un 

nuovo calcolo del grado d’invalidità nel senso dei considerandi.

2. Vengono prelevati dei costi di fr. 700.00, il cui importo sarà versato dall’Istituto 

delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI, entro trenta giorni 

dalla notifica della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del 

Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. L’istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI, versa ad 

A._____ fr. 4'533.70 (IVA inclusa) a titolo di ripetibili per questa sede.

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5. [Comunicazioni]