# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5be54d8b-64ae-5ec5-8eeb-85bfccca48a1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-11-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 12.11.2015 9.2015.17
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2015-17_2015-11-12.html

## Full Text

Incarto n.

  9.2015.17

  	
  Lugano

  12 novembre 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice supplente della Camera di
  protezione del Tribunale d’appello

  
	
  Alessia Paglia

  
	
  giudice unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 LOG

  
						

 

	
  assistito dalla

  segretaria

  	
   

  Scheurich

  

 

 

sedente per statuire nella causa che oppone

 

	
   

  	
  RE 1 

  patr. da: PR 1 

   

  

 

	
   

  	
  all’

  

 

	
   

  	
  Autorità regionale di protezione __________, 

   

  e a

   

  CO 2 

  

 

	
   

  	
  per quanto riguarda l’istituzione di una curatela educativa e la
  scelta del curatore

  

 

 

 

giudicando sul reclamo del 27 gennaio 2015 presentato da RE 1 contro la
decisione intimata il 19 dicembre 2014 dall'Autorità regionale di protezione __________;

 

letti ed esaminati gli atti,

 

ritenuto

 

 

in fatto

                                   A.  Dall’unione coniugale fra RE 1 e CO 2 sono nati PI 2 (1999) e PI 1
(2003). I genitori sono da tempo separati. I figli sono stati affidati, per
cura e educazione, alla madre. Al padre è stato riservato il più ampio diritto
di visita con un assetto minimo in caso di disaccordo (verbale di udienza del
25 luglio 2012 della Pretura di __________, Sezione __________, inc.
SO.2012.2487).

 

                                  B.   Nell’ambito della procedura di divorzio promossa da CO 2, il Pretore
del Distretto di __________ ha decretato, nelle more istruttorie e con effetto
immediato, la nomina di un curatore ex art. 308 CC a favore dei minori con il
compito di: organizzare il calendario delle visite; proporre eventuali misure
per migliorare l’assetto relazionale; incontrare regolarmente i minori;
riferire alla Pretura. Ha inoltre invitato l’Autorità di protezione __________
a procedere indilatamente alla nomina del curatore (verbale di udienza del 31
marzo 2014 della Pretura di __________, Sezione __________, inc. SO.2012.2487,
DM.2014.17, CA.2014.41). 

                                         L’Autorità di protezione ha quindi sentito, l’8 maggio 2014, i genitori
e, successivamente, il 5 giugno 2014, i figli. In data 2 dicembre 2014
l’Autorità di protezione ha poi presentato a tutti loro il candidato alla
funzione di curatore.

 

                                  C.   Con
decisione 124/2014 intimata il 19 dicembre 2014 l’Autorità di protezione ha
quindi deciso di istituire, in favore di PI 2 e PI 1, una curatela educativa ex
art. 308 (punto 1 dispositivo). Quale curatore è stato nominato il signor __________
con i compiti come da decreto pretorile del 31.03.2014 ossia: organizzare il
calendario delle visite tra padre e figli; proporre eventuali misure per
migliorare l’assetto relazionale; incontrare regolarmente i minori; riferire
con regolari rapporti all’Autorità di protezione e alla Pretura (punto 2 del
dispositivo).

 

                                  D.   Con
scritto del 19 dicembre 2014 indirizzato all’Autorità di protezione la madre,
per il tramite del suo patrocinatore, stante il rifiuto di PI 2 di firmare il
verbale dell’incontro del 2 dicembre 2014, ha sostenuto che non si addiceva più
la nomina di un curatore, anche se ordinata tempo prima dal Pretore. Inoltre,
rilevato come la misura di cui all’art. 308 CC incomberebbe all’Autorità di
protezione, ha chiesto alla stessa di procedere all’archiviazione e alla
chiusura della procedura di nomina del curatore.

 

                                  E.   L’Autorità
di protezione ha trasmesso il predetto scritto alla Camera di protezione
trattandosi, a suo dire, di un ricorso. Con decisione del 28 gennaio 2015
questa Camera ha invece retrocesso lo scritto 19 dicembre 2014 siccome, da una
parte, non adempiva ai requisiti di un reclamo ricevibile e, d’altro canto, era
semmai compito dell’Autorità di protezione accertarsi se la procedura di
divorzio fosse o meno ancora pendente e, nell’affermativa, di rinviare
l’istante al Pretore o, nella negativa, di pronunciarsi sull’istanza.

 

                                  F.   Avverso
la risoluzione 124/2014 del 19 dicembre 2014 dell’Autorità di protezione RE 1
ha poi presentato, il 27 gennaio 2015, formale reclamo. L’insorgente ritiene
non dati i presupposti per l’istituzione di una curatela; contesta la persona
designata siccome non idonea a svolgere il mandato; indica come formalmente
errata la risoluzione. In definitiva chiede l’annullamento della decisione.

 

                                  G.   Con
osservazioni 6 febbraio 2015 i figli PI 2 e PI 1 hanno aderito alle richieste
di giudizio della madre. L’Autorità di protezione ha inoltrato le sue
osservazioni il 12 febbraio 2015 mentre CO 2 non le ha presentate.

 

                                  H.   Avverso
la risoluzione 124/2014 del 19 dicembre 2014 dell’Autorità di protezione anche PI
2 e PI 1 hanno presentato, il 27 gennaio 2015, reclamo, respinto con decisione
di data odierna (inc. 9.2015.15).

 

 

Considerato

 

 

in diritto

                                   1.   Con l'entrata in vigore della modifica del 19 dicembre 2008 del Codice
civile (in materia di protezione degli adulti, diritto
delle persone e diritto di filiazione), l’autorità giudiziaria competente per
giudicare i reclami contro le decisioni delle Autorità regionali di protezione
concernenti maggiorenni e minorenni è la Camera di protezione del Tribunale di
appello, che giudica nella composizione di un giudice unico (art. 450 CC in
relazione con gli art. 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC; art. 48 lett. f n. 7 LOG;
art. 2 cpv. 2 LPMA).

                                         Riguardo
alla procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC
occorre riferirsi in via sussidiaria alle norme sulla procedura di ricorso
davanti al Tribunale cantonale amministrativo (cfr. Messaggio del Consiglio di
Stato n. 6611, del 7 marzo 2012, concernente la modifica della LTut, pag. 8).
Per le procedure di reclamo presentate contro le decisioni emanate dalle
Autorità di protezione dopo il 1° marzo 2014 trovano applicazione le
disposizioni della nuova Legge sulla procedura amministrativa (art. 113 cpv. 2
LPAmm), in particolare l’art. 99 LPAmm.

 

                                   2.   La reclamante solleva delle contestazioni d’ordine formale. In primo
luogo indica che all’incontro del 5 giugno 2014 era presente il delegato del
Comune di __________ mentre sul verbale è riportato il nome di __________,
delegato del Comune di __________. Ora, in tutta evidenza si tratta di una
svista. Lo stesso dicasi per il nome riportato sulla decisione impugnata,
sempre __________, mentre il delegato che ha deciso, unitamene al membro
permanente e al presidente, era sempre __________, nome che avrebbe quindi
dovuto figurare. Sempre sul verbale del 5 giugno 2014 è poi rimasta in calce,
dove sono apposte le firme, la dicitura presidente e membro permanente mentre
in entrata era chiaramente indicato che, come per altro del tutto legittimo,
era presente, in qualità di membro, il solo delegato del Comune che ha firmato.

                                         È chiaro che
simili mancanze non dovrebbero assolutamente succedere. L’Autorità è ammonita
ad essere maggiormente rigorosa nell’attività svolta. 

                                         Ciò detto,
appare del tutto sproporzionato annullare per questi motivi la decisione
impunita. In realtà violazioni formali nel senso stretto del termine non ne
sono avvenute.

 

                                   3.   La reclamante contesta in primo luogo l’istituzione della curatela ex
art. 308 CC. 

                                         La competenza per
l’adozione di misure di protezione del figlio è disciplinata dagli art. 315 e
segg. CC. 

                                         Ai sensi
dell’art. 315 cpv. 1 CC, le misure per la protezione del figlio sono ordinate
dall’autorità di protezione dei minori del domicilio del figlio. Giusta l’art.
315a CC, se è chiamato a decidere sulle relazioni personali dei genitori con i
figli, il giudice competente per il divorzio o la tutela dell’unione coniugale
prende anche le misure necessarie per proteggere il figlio e ne affida
l’esecuzione all’autorità di protezione dei minori (cpv. 1). 

                                         In concreto,
fra la reclamante e il signor CO 2 sono pendenti presso il giudice civile più
procedure ed è proprio nell’ambito di queste che il Pretore della Sezione __________
ha fatto uso della sua competenza istituendo, nelle more istruttorie e con
effetto immediato, una curatela ex art. 308 CC con l’invito all’Autorità di
protezione __________ a procedere indilatamente alla nomina (verbale di udienza
del 31 marzo 2014 della Pretura di __________, inc. SO.2012.2487, DM.2014.17,
CA.2014.41). 

                                         In pratica
l’Autorità di protezione è stata investita del mero compito esecutivo di
nominare un curatore (art. 315a cpv. 1 CC; CR CC I, Meier, art. 315a CC n. 17). Il punto 1 del dispositivo della
decisione impugnata che istituisce la misura non ha, in definitiva, nessuna
portata, essendo a quel momento già in essere. 

 

                                         Non vi è
quindi dubbio che l’istituzione della misura andava semmai contestata in sede
civile. La Camera di protezione non è competente per pronunciarsi sulle misure
istituite dal Pretore (art. 48 lett. a n.1 LOG) così come, di principio,
l’Autorità di protezione non ha competenza, fino a conclusione della procedura
di divorzio, per pronunciarsi su una richiesta di revoca della misura. 

                                         La
contestazione in merito all’istituzione della curatela ex art. 308 CC risulta
pertanto, in questa sede, irricevibile. 

 

                                   4.   La
reclamante non ritiene poi idoneo il curatore designato, il suo curriculum non
sarebbe confacente alla situazione personale dei suoi figli. 

 

                                         Giusta
l'art. 400 CC, applicabile in virtù dell’art. 314 cpv. 1 CC, l'autorità di
protezione nomina quale curatore una persona fisica che sia idonea, dal profilo
personale e delle competenze, ad adempiere i compiti previsti, disponga del
tempo necessario e svolga personalmente i suoi compiti, con possibilità in
circostanze particolari di nominare più curatori (cpv. 1); la persona nominata
deve investirsi della curatela, salvo che motivi gravi vi si oppongano (cpv.
2). 

                                         Secondo l'art. 401 CC, quando l'interessato propone quale curatore una
persona di sua fiducia, l'autorità di protezione vi acconsente se la persona
proposta è idonea e disposta a investirsi della curatela (cpv. 1); per quanto
possibile, l'autorità tiene conto dei desideri dei congiunti o di altre persone
vicine all'interessato (cpv. 2).

                                         

                                         Dall’incarto
risulta che la persona del curatore è stata presentata, in data 2 dicembre
2014, a genitori e figli; egli si è fatto conoscere, esponendo il suo
curriculum. Nessuno ha espresso contrarietà o proposto altri nominativi. In
particolare la reclamante non ha formulato osservazioni e ha anzi detto non
esserci impedimenti per la sua nomina. 

                                         L’insorgente
espone poi che il curatore, durante l’incontro, ha parlato di “rieducare” PI 2,
termine per lei del tutto fuori luogo. A prescindere dal fatto che questo non
risulta dal verbale, estrapolare una singola parola dal contesto e dalla frase
in cui è stata detta non permette certo di chiarire il vero significato inteso.
Infine, il fatto che egli abbia particolare esperienza di lavoro con ragazzi
problematici ancora non vuol dire che non possa o non sia in grado di occuparsi
di ragazzi sensibili e normali come i figli della reclamante. 

                                         In
definitiva, non si vedono motivi per annullare la nomina di __________. 

 

                                   5.   Tasse
e spese di giustizia seguono la soccombenza e sono integralmente poste a carico
della reclamante. Non si assegnano ripetibili. 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il
reclamo è respinto. 

 

                                   2.   Gli
oneri del reclamo consistenti in:

                                         a)  tassa di giustizia    fr. 200.–

                                         b)  spese                       fr.  
50.–

                                                                                fr.
250.–

 

                                         sono posti a
carico di RE 1.

                                         

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  - 

  

 

                                         Comunicazione:

                                         -

                                         - 

                                         - 

                                         - 

 

 

Il giudice supplente                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro
le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art.
95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72
segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è
ammissibile solo se il valore
litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non
raggiunge tale importo, il ricorso
in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.