# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6634bc59-f83f-5474-aa8e-bc37dc734787
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-07-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.07.2009 D-4303/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4303-2009_2009-07-14.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4303/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 4  l u g l i o  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Claudia Cotting-Schalch;
cancelliere Carlo Monti.

A._______, Nigeria, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento, 
decisione dell'UFM del 2 luglio 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4303/2009

Visto:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data 
18 maggio 2009 in Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo,

i verbali d'audizione del 26 maggio 2009 e del 9 giugno 2009,

la  decisione  dell'UFM  del  2  luglio  2009,  notificata  all'interessato  il 
medesimo giorno (cfr. avviso di notifica e di ricevuta agli atti),

il  ricorso inoltrato dall'insorgente il  3 luglio 2009 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

il completamento del dossier da parte dell'UFM in data 8 luglio 2009,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d LTF),

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito nei 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 

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impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa,

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo è inammissibile,

che,  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e 
all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione  impugnata;  che  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza può essere redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano di etnia igbo, 
nato ad B._______ (Enugu State) con ultimo domicilio ad C._______ 
(Anambra State) fino al 15 aprile 2009,

che  il  richiedente  avrebbe  lasciato  il  suo  Paese  d'origine  il 
16 maggio 2009  per  il  timore  di  essere  ucciso  da  parte  dell'oracolo 
D._______, in quanto si sarebbe rifiutato di prendere il posto del suo 
defunto padre quale capo dello stesso,

che  l'interessato  si  sarebbe  recato  a  Lagos  a  casa  di  un  amico  il 
15 aprile 2009 e dopo un mese,  in  data 16 maggio  2009,  accompa-
gnato da un certo E._______, avrebbe preso un volo diretto Alitalia per 
Milano (Italia) munito di un passaporto nigeriano intestato a F._______ 
con  visto  di  un  Paese  Schengen;  che  il  17  maggio  2009  sarebbe 
giunto a Milano e non avrebbe subito controlli  doganali all'aeroporto; 
che  sarebbe  poi  rimasto  a  casa  di  E._______  per  una  notte;  che 
l'indomani  avrebbe preso un treno con il  quale avrebbe raggiunto la 
Svizzera a Chiasso, dove avrebbe inoltrato la sua domanda d'asilo il 
18 maggio 2009,

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che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità,

che,  nella  decisione del  2  luglio  2009,  l'UFM ha considerato,  da  un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia  d'asilo  nessun documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai 
sensi dell'art. 1 lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
pregiudiziali  dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; che, dall'altro 
lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste 
all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Nigeria  siccome  lecita, 
esigibile e possibile,

che nel ricorso l'insorgente ha allegato, in sostanza e per quanto è qui 
di  rilievo,  che  gli  è  oggettivamente  impossibile  consegnare  o  far 
arrivare  dalla  Nigeria  un  documento  d'identità,  non  per  la  sua 
mancanza  di  volontà,  bensì  poiché  non  avrebbe  mai  posseduto  un 
passaporto  o  una  carta  d'identità,  ritenuto  che  nel  suo  Paese 
sarebbero  utilizzati  solo  da  pochissime  persone;  che,  inoltre,  ha 
ribadito la verosimiglianza del suo racconto presentato nel corso della 
procedura di  prima istanza ed ha allegato di  non potere rientrare in 
Nigeria, dove la sua vita sarebbe in pericolo,

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua  domanda d'asilo,  la  concessione  dell'asilo  e,  in  via  sussidiaria, 
l'ammissione  provvisoria;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 

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di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale 
[DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel  caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che il ricorrente ha allegato nel corso della procedura di prima istanza 
di essere espatriato munito di un passaporto nigeriano intestato e con 
la foto di un'altra persona (F._______) di cui non ha saputo indicare la 
data di nascita; che lo stesso documento avrebbe contenuto un visto di 
un Paese Schengen; che, nonostante l'insorgente abbia viaggiato con 
tale  documento,  non  ha  saputo  denominare  il  Paese  in  questione 
(cfr. audizioni del 26 maggio 2009 pag. 10 e del 9 giugno 2009 pag. 6),

che,  inoltre,  non  è  stato  in  grado  di  fornire  né  il  cognome  di 
E._______, né il suo indirizzo a Milano, sebbene abbia viaggiato con 
quest'ultimo  (cfr.  audizioni  del  26  maggio  2009  pag.  11  e  del 
9 giugno 2009 pag. 6),

che, peraltro, varcare il confine Schengen, soprattutto in un aeroporto, 
non  costituisce  un'impresa  facile  senza  essere  in  possesso  di  un 
documento d'identità valido, che non riporti  le proprie generalità,  nel 
modo da lui descritto,

che, per di più, si è contradetto sui costi del viaggio, allegando nella 
prima audizione che avrebbe costato Naira nigeriana (NGN) 920'000.-, 
mentre  nella  seconda un totale  di  NGN 800'000.-  (cfr. audizioni  del 
26 maggio 2009 pag. 11 e del 9 giugno 2009 pag. 6),

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che, pertanto, questo Tribunale ritiene che il  ricorrente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte,

che,  d'altronde  non  soccorrono  l'insorgente  la  vaga  e  stereotipata 
allegazione,  secondo la  quale  non gli  sarebbe possibile  consegnare 
dei  documenti,  poiché  sostanzialemente  non  ne  avrebbe  mai  pos-
seduti (cfr. ricorso pag. 2),

che,  peraltro,  è  inverosimile  che  in  Nigeria  egli  abbia  potuto  avere 
un'attività  commerciale ed affittare degli  spazi  a  quello  scopo senza 
necessitare di una carta d'identità,

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del  ricorrente  circa  il  possesso  dei  documenti  d'identità,  il  TAF  ha 
ragione  di  concludere  che  l'insorgente  dissimuli  i  suoi  documenti 
d'identità per i bisogni della causa,

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla  Nigeria  per  il  timore  di  essere  ucciso  da  parte  dell'oracolo 
D._______, in quanto si sarebbe rifiutato di prendere il posto del suo 

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defunto  padre  quale  capo  dello  stesso  (cfr.  audizione  del 
26 maggio 2009 pag. 9),

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che basti rilevare che dalle affermazioni del ricorrente si deduce che 
non  crede  all'oracolo,  nonostante  egli  abbia  dichiarato  di  essere 
espatriato per il timore di essere ucciso dallo stesso; che, inoltre, ha 
reso  responsabile  l'oracolo  dei  vari  malesseri  di  cui  sarebbe  stato 
afflitto  in  Nigeria  (cfr.  audizioni  del  26  maggio  2009  pag.  9  e  del 
9 giugno 2009 pagg. 9, 10 e 13),

che,  peraltro,  l'insorgente  nell'ambito  della  prima  audizione  ha 
asserito,  in  un  primo  tempo,  che  i  due  emissari  inviati  dall'oracolo 
sarebbero stati mandati a casa sua a C._______ tre giorni dopo il suo 
rientro,  per  poi  segnalare di  non ricordarsi  più,  oppure  che sarebbe 
stato a marzo 2009,  mentre  nella  seconda audizione è nuovamente 
tornato a ribadire la prima versione (cfr. audizioni del 26 maggio 2009 
pag. 8 e del 9 giugno 2009 pag. 7),

che, per di più, non ha saputo indicare precisamente quando sarebbe 
andato al monastero, indicando in modo generico di esservi andato a 
marzo 2009 per tre giorni (cfr. audizione del 26 maggio 2009 pag. 8),

che, oltre a ciò, l'insorgente durante la prima audizione ha dichiarato, 
in un primo momento, che entrambi i suoi genitori sarebbero ancora in 
vita, mentre, in un secondo tempo, ha allegato che suo padre sarebbe 
deceduto il 27 febbraio 2009 e ha messo tale fatto alla base del suo 
racconto (cfr. audizione del 26 maggio 2009 pagg. 4 e 6),

che, in aggiunta, nel corso della procedura d'asilo, l'autore del grava-
me  non  s'è  espresso  circa  le  contraddizioni  rilevate  dall'UFM,  riba-
dendo semplicemente quanto allegato in precedenza,

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che, inoltre, i motivi fatti valere dal ricorrente nell'ambito della proce-
dura  in  esame,  sono,  come  facilmente  riconoscibile,  palesemente 
irrilevanti e non costituiscono di per sé, degli indizi propri a giustificare 
la qualità di rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi, tanto meno determinanti 
per  la  concessione  della  protezione  provvisoria  giusta  gli  art.  66  e 
segg. LAsi  (che presuppone una decisione di  principio del  Consiglio 
federale che non è notoriamente data nel caso concreto),

che,  infine,  non  v'è  motivo  di  ritenere  che  l'insorgente  non  possa 
ottenere  dalle  autorità  in  Nigeria,  se  opportunamente  sollecitate, 
un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo di 
terzi nei suoi confronti,

che, per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato come, invero-
simili, con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, le dichiarazioni rese 
dal ricorrente,

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi-
mento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente (art. 32 cpv. 3 
lett. c LAsi),

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  è  rettamente  non 
entrato  nel  merito  della  domanda d'asilo  ai  sensi  dell'art.  32  cpv. 2 
lett. a LAsi,

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 

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essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del  18  aprile  1999 (Cost.,  RS 101),  l'art. 33  della  Conven-
zione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr  o 
esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  trat-
tamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la  salvaguardia  dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 
altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  è  am-
missibile,

che, inoltre, la situazione vigente in Nigeria non appare, notoriamente, 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
ha  una  certa  formazione  scolastica  nonché  un'esperienza  profes-
sionale quale commerciante di cosmetici (cfr. verbale d'audizione del 
26  maggio  2009  pag.  3);  che,  inoltre,  v'è  ragione  di  ritenere  che  il 
ricorrente disponga in Patria di un'importante rete sociale, ritenuto che 
la sua famiglia vive ancora in loco (cfr. ibidem pag. 4); che l'insorgente 
non  ha,  altresì,  preteso  nel  gravame di  soffrire  di  gravi  problemi  di 
salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria 
(cfr. sulla problematica GICRA 2003 n. 24),  senza che ad un esame 
d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in 
Svizzera per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 

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documento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontana-
mento è dunque pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento e relativa esecuzione,  il  gravame va disat-
teso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sempli-
ficata  (art.  111a  LAsi)  dal  giudice  unico,  con  l'approvazione  di  un 
secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto,

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  am-
ministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione 
della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato: incarto 

UFM)
- G._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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