# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 52dc9194-0614-5178-ba3f-70aabee7d2e4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-06-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.06.2015 32.2014.91
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2014-91_2015-06-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2014.91

   

  BS/DC/sc

  	
  Lugano

  8 giugno 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Ivano Ranzanici, Andrea Pedroli (in
  sostituzione di Raffaele Guffi, astenuto)

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 26 giugno 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 10 giugno 2014 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato nel 1992, affetto
da autismo, ha beneficiato e tuttora continua a beneficiare di diverse
prestazioni dell’AI, tra cui una rendita intera d’invalidità (doc. AI 84) e di
un assegno di grande invalido di grado elevato (doc. AI 134).

                                      

                               1.2.   In data 21 settembre 2012
l’assicurato ha presentato una domanda volta all’ottenimento del contributo per
l’assistenza (doc. AI 114).

                               1.3.   Esperiti gli accertamenti del
caso (in particolare un’inchiesta domiciliare a cura di un assistente sociale)
con progetto di decisione 17 aprile 2013 l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato
il diritto ad un contributo per l’assistenza di fr. 3'347,50 mensili,
rispettivamente di fr. 40'170.-- annui per il periodo 1° settembre 2012 – 31
dicembre 2012 e di fr. 3'396,95 al mese, corrispondenti a fr. 40'763,40
all’anno, con effetto dal 1° gennaio 2013 (doc. AI 139).  

 

                                         A seguito delle
osservazioni inoltrate dal padre dell’assicurato, suo rappresentante legale
insieme alla madre, con decisione 20 dicembre 2013 l’amministrazione, sulla
base di un nuova valutazione dell’assistente sociale del 5 dicembre 2013 (doc.
AI 150 e relative tabelle di calcolo in doc. AI 151-153), ha aumentato il
contributo a fr. 6'277,70 mensili (fr. 75'332,40 annui) relativo al periodo 1°
settembre 2012 – 31 dicembre 2012, rispettivamente a fr. 6'354,20 (fr. 76'250,40
annui) dal 1° gennaio 2013 (doc. AI 154). La decisione è rimasta incontestata.

 

                               1.4.
  Con riferimento alla decisione 20 dicembre 2013, il 10 marzo 2014 i genitori
dell’assicurato hanno chiesto quanto segue:

 

" In qualità
di rappresentanti legali di RI 1 ed in riferimento alla decisione a margine
inviamo quanto segue:

 

·  Contratti dei rapporti di lavoro che si
riferiscono al periodo tra il 01.09.2012 ed il 31.01.2014 e relativi conteggi
di stipendio a partire dal 01.01.2014.

 

·  Fatture AI per il
periodo tra il 01.09.2012 e il 31.01.2014.

 

·  Copia distinta dei
salari e degli assegni famigliari 2012 e 2013.

 

In una nostra prossima missiva vi allegheremo la fattura e i
conteggi stipendio per il mese di febbraio 2014.

 

Nota bene che dal 01.01.2013 RI 1 non aveva più alcun co-inquilino
in __________ come già indicato nelle nostre osservazioni del 04 giugno 2013, 

·  pertanto vi chiediamo di adattare il
calcolo rispetto alla fatturazione già allegata togliendo le riduzioni
applicate per presenza di un altro adulto nella medesima economia domestica
come indicato al marg. CCA 4030 nei 4 settori su 5 della gestione economia
domestica, indi versarci la differenza dalle ore supplementari scaturite a
decorrere dal 01.01.2013.

 

Vi annunciamo inoltre che per il mese di marzo e verosimilmente
anche aprile 2014, non fattureremo ore in quanto RI 1 partecipa ad un periodo
di prova presso la __________ e non avrà dunque un'economia domestica propria.

 

Entro il mese di maggio è previsto comunque il suo rientro nel suo
appartamento e riprenderemo così la fatturazione delle ore di contributo."
(doc. AI 159/1)

 

                                         Allegando, con scritto 8
aprile 2014, la documentazione richiesta dall’Ufficio AI, i genitori hanno
ribadito:

 

" … inoltre la necessità di
modificare il calcolo in ragione della riduzione applicata per presenza di
un'altra persona adulta e come meglio riportato nel nostro precedente scritto
del 10 marzo 2014." (doc. AI 163/1)

 

                               1.5.   Trattando i succitati scritti
alla stregua di una domanda di revisione del contributo per l’assistenza, con
decisione 10 giugno 2014 (preavvisata con progetto di decisione datato 30
aprile 2014, al quale non sono seguite delle osservazioni) l’Ufficio AI ha
disposto quanto segue:

 

" (…)

Con decisione del 20 dicembre 2013 abbiamo attribuito dal
01.01.2013 un contributo d'assistenza pari a in media CHF 5'095.45 mensili,
rispettivamente CHF 40'763.40.

 

Ci avete comunicato, con lettera del 10.3.2014, che dal 01.01.2013
il signor RI 1 non ha più co-inquilino. Quest'informazione era già stata trasmessa
nelle vostre osservazioni del 4 giugno 2013 e già valutata nell'inchiesta della
nostra assistente sociale del 6 dicembre 2013. Il bisogno di aiuto nel gestire
l'economia domestica è stato ridotto in quanto gli assistenti che vivono presso
l'assicurato sono considerati come persone adulte presenti nell'economia domestica.

 

Infatti la cifra marginale 4030 della Circolare sul contributo per
l'assistenza (CCA) indica: "Se nella stessa economia domestica sono
presenti uno o due altri adulti, si applica una riduzione del 33 per cento; a
partire dal terzo adulto, la riduzione è del 45 per cento. A tal fine si
considerano adulti anche gli assistenti che vivono presso l'assicurato. Non
sono invece considerati i propri figli e nipoti che non hanno ancora compiuto
25 anni".

 

Un nuovo esame è possibile quando è credibilmente dimostrato che
le circostanze oggettive, che possono dare diritto a prestazioni, si siano
modificate in modo rilevante.

 

Pertanto, nella procedura di revisione, non possiamo entrare nel
merito della vostra nuova richiesta." (doc. AI 167/1)

 

                               1.6.   Contro la succitata decisione
l’assicurato, per il tramite di suo padre, ha interposto al TCA il presente
ricorso, motivando come segue: 

 

" (…)

L'assistente
sociale nella sua valutazione del 5 dicembre 2013, non ha affatto valutato la
presenza di assistenti quali co-inquilini, ma ha semplicemente preso atto che
la co-inquilina era di fatto uscita dall'appartamento nel dicembre 2012
commettendo in sostanza un errore di battitura indicando qualche frase dopo
"18 dicembre 2013" (infatti ciò sarebbe impossibile già solo per il
fatto che la stessa inchiesta è avvenuta ad inizio dicembre 2013, il giorno 5).

 

Unicamente il Signor __________ (uno
degli assistenti), solo per il periodo dal 1. Novembre 2013 al 28 Febbraio 2014, ha usufruito dell'appartamento "in transito" per dormire ed a tale proposito gli sono
stati dedotti CHF 500.00 al mese. Il Signor __________ aveva comunque ripreso
suo domicilio a __________, in Via __________, già a partire dal 1. febbraio
2014, come risulta da dichiarazione dello stesso qui allegata." (doc. I)

 

                               1.7.   Con la risposta di causa,
l’amministrazione ha chiesto la reiezione del ricorso, evidenziando:

 

" (…)

In concreto l'assicurato non ha ricorso contro la decisione del
20.12.2013, la quale è regolarmente cresciuta in giudicato, e solamente con gli
scritti del 10.03.2014 e 08.04.2014 (doc. 159 e 163 incarto AI)
egli ha richiesto la modifica del calcolo in relazione alla riduzione operata
per la presenza di una persona adulta nell'economia domestica. Tali scritti
sono stati considerati dall'UAI quali domanda di revisione e, non avendo
comprovato una modifica della situazione rispetto a quella presente al momento
dell'emanazione della precedente decisione, giustamente l'amministrazione non è
entrata nel merito della revisione.

 

A titolo abbondanziale, si osserva che in data 18.06.2014, ossia posteriormente
all'emanazione della decisione di non entrata in materia del 10.06.2014,
l'assicurato ha comunicato all'UAI il cambiamento del suo domicilio ed ha inoltrato
i nuovi contratti conclusi con gli assistenti (doc. 168 e 169 incarto AI).
Potendo comportare una modifica dell'importo del contributo d'assistenza, tale
nuova situazione va approfondita ed è pertanto stata avviata una revisione.
(…)" (doc. IV, pag. 2)

 

                               1.8.   Con
osservazioni 6 settembre 2014 l’assicurato ha concluso che:

 

" (…)

·  il ricorso venga accolto, il calcolo
aggiornato come richiesto al 10.03.2014 in riferimento alle osservazioni del
04.06.2013 e di conseguenza restituiti i retroattivi dovuti dalla modifica del
calcolo,

 

 

·  che e la revisione proposta per cambio di
domicilio e invio nuovi contratti di lavoro venga sospesa perché priva di
oggetto in quanto non può comportare una modifica dell'importo." (Doc.
VI)

 

 

                                1.9   In data 11 settembre 2014
l’Ufficio AI ha per contro rilevato:

 

" Con
riferimento a quanto in oggetto, si osserva che l'eventuale riconsiderazione ex
art. 53 cpv. 2 LPGA costituisce una facoltà dell'amministrazione e non un
obbligo. 

 

In ogni caso, lo scrivente Ufficio ritiene che non vi sia stato
nessun errore da dover correggere, considerato che l'assicurato necessita di
una sorveglianza personale permanente e la presenza costante 24 ore su 24 di
una persona nell'economia domestica, che sia questa fornita sempre dalla stessa
persona o da più persone differenti che si intercalano, costituisce un fattore
giustificante la riduzione in questione. 

 

Contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, l'assistente
nella sua annotazione del 05.12.2013 non scrive che non risulta più nessuna
persona da computare nell'economia domestica, ma che la coinquilina dal
dicembre 2012 ha cambiato domicilio e che quindi rivedrà il suo rapporto "alla
luce di questo fatto" ed infatti nel nuovo rapporto ella indica una
sola persona anziché due, considerando che un assistente deve sempre essere
presente. 

 

Sorprende comunque il fatto che il ricorrente esiga una correzione
del calcolo eseguito, quindi una riconsiderazione della decisione impugnata, ma
si opponga ad una nuova revisione del caso, la quale potrebbe comportare una
modifica nel diritto alla prestazione, non necessariamente a sfavore
dell'assicurato. Vero è che il cambiamento di domicilio non è indicato
espressamente alla marginale 7006 della Circolare sul contributo per
l'assistenza quale motivo di revisione, ma tale elenco non è esaustivo ("Sussiste
un motivo di revisione, ovvero una modifica delle condizioni determinanti per
il diritto al contributo per l'assistenza, se si è verificata una modifica
della situazione personale dell'assicurato, in particolare nei seguenti
casi: […]" sottolineatura della scrivente) e l'Ufficio Al
ritiene che tale evenienza (trasferimento da __________ a __________) possa
comportare una modifica della situazione personale dell'assicurato e della sua
necessità di assistenza e pertanto va approfondita. 

 

Si ribadisce in questa occasione l'obbligo di informare
l'amministrazione di qualsivoglia modifica che possa influire sul diritto a
prestazioni, tra cui si annoverano anche le "modifiche della dimensione
dell'abitazione e modifiche d'indirizzo" come indicato nella ,
decisione del 20.12.2013." (doc. VIII)

 

 

considerato                    in diritto

                                      

                                2.1   Oggetto del
contendere è il contributo per l’assistenza. 

                                      

                                         Secondo l’art.
42 quater cpv. 1 LAI hanno diritto al contributo per l'assistenza gli
assicurati che:

 

                                         a.
  percepiscono un assegno per grandi invalidi dell'AI secondo l'articolo 42
capoversi 1-4;

 

                                         b.   vivono
a casa propria; e

 

                                         c.   sono
maggiorenni.

 

                                         Il Consiglio federale
stabilisce le condizioni per cui le persone con una capacità limitata di
esercitare i diritti civili non hanno diritto al contributo per l'assistenza
(cpv. 2).

 

                                         Stabilisce le condizioni
alle quali i minorenni hanno diritto al contributo per l'assistenza (cpv. 3).

 

                                         L’art. 42 quinquies cpv. 1
LAI prevede che l'assicurazione versa il contributo per l'assistenza a
copertura delle prestazioni d'aiuto di cui l'assicurato ha bisogno e che gli
sono fornite regolarmente da una persona fisica (assistente):

 

                                         a.   assunta
dall'assicurato o dal suo rappresentante legale con un contratto di lavoro; e

 

                                         b.
  che non sia il coniuge, il partner registrato, la persona con cui convive di
fatto o un parente in linea retta.

 

                                         Secondo l’art.
42 sexies cpv. 1 LAI il calcolo del
contributo per l'assistenza si basa sul tempo necessario per fornire le
prestazioni d'aiuto. Da questo valore è dedotto il tempo che corrisponde alle
prestazioni seguenti:

 

                                         a.   l'assegno
per grandi invalidi di cui agli articoli 42-42ter;

 

                                         b.
  i sussidi per i servizi di terzi ai quali l'assicurato ricorre al posto di un
mezzo ausiliario secondo l'articolo 21ter capoverso 2;

 

                                         c.
  il contributo alle cure versato dall'assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie nell'ambito delle cure di base secondo l'articolo 25a
LAMal.

 

                                         Nel calcolo
del contributo per l'assistenza il tempo trascorso in uno stabilimento
ospedaliero o semiospedaliero è dedotto dal tempo necessario per fornire le
prestazioni d'aiuto (cpv. 2).

 

                                         In deroga
all'articolo 64 capoversi 1 e 2 LPGA, l'assicurazione per l'invalidità non
accorda alcun contributo per l'assistenza per le prestazioni d'aiuto coperte
dal contributo alle cure secondo l'articolo 25a LAMal (cpv. 3).

 

                                                     Il Consiglio federale stabilisce (cfr. art. 39a – j OAI):

 

                                         a.
  gli ambiti e il numero minimo e massimo di ore per cui è versato il
contributo per l'assistenza;

 

                                         b.
  gli importi forfettari, per unità di tempo, accordati per le prestazioni
d'aiuto coperte dal contributo per l'assistenza;

 

                                         c.
  i casi in cui, in base agli obblighi che derivano dal contratto di lavoro
secondo il CO, il contributo per l'assistenza è versato, senza che le
prestazioni d'aiuto siano state effettivamente fornite da un assistente (cpv.
4).

 

                                         Infine, ai sensi dell’art.
42 septies cpv. 1 LAI, in deroga all'articolo 24 LPGA il diritto al
contributo per l'assistenza nasce al più presto nel momento in cui l'assicurato
rivendica tale diritto.

                                         L'assicurato
ha diritto al contributo per l'assistenza per le prestazioni d'aiuto di cui dà
comunicazione entro 12 mesi dalla fornitura (cpv. 2).

 

                                         Il
diritto si estingue nel momento in cui l'assicurato:

 

                                         a.   non
adempie più le condizioni di cui all'articolo 42 quater;

 

                                         b.
  si avvale del diritto al godimento anticipato della rendita di vecchiaia
secondo l'articolo 40 capoverso 1 LAVS o raggiunge l'età di pensionamento;
oppure

 

                                         c.   decede
(cpv. 3).

 

                               2.2.   Secondo
l’art. 39e OAI cpv. 1 l’Ufficio AI determina il bisogno di aiuto
mensile riconosciuto in ore.

 

                                                     Il
cpv. 2 prevede i limiti massimi di ore mensili seguenti:

 

                                         a.
  per prestazioni di aiuto negli ambiti di cui all'articolo 39c      lettere
a-c, per ciascun atto ordinario della vita ritenuto per la fissazione
dell'assegno per grandi invalidi: 

                                              1. 20
ore in caso di grande invalidità di grado lieve,

                                              2. 30
ore in caso di grande invalidità di grado medio,

                                              3. 40
ore in caso di grande invalidità di grado elevato;

 

                                         b.   per
prestazioni di aiuto negli ambiti di cui all'articolo 39c      lettere
d-g: in totale 60 ore;

 

                                         c.   per la
sorveglianza di cui all'articolo 39c lettera h: 120 ore.

 

                                                      Per i seguenti gruppi di persone, il numero di atti ordinari della vita
da considerare conformemente al capoverso 2 lettera a è stabilito
come segue (cpv. 3):

                                         a.   per i
sordociechi e i sordi gravemente ipovedenti: sei atti      ordinari della vita;

                                         b.   per i ciechi
e gli ipovedenti gravi: tre atti ordinari della vita;

                                         c.   per gli
assicurati con una grande invalidità di grado lieve ai            sensi
dell'articolo 37 capoverso 3 lettere b, c, d o e: due atti      ordinari
della vita.

                                         I limiti massimi di ore
sono ridotti del 10 per cento per ogni giorno e per ogni notte che l'assicurato
trascorre settimanalmente in un istituto (cpv. 4).

 

                                         L’art. 39 f OAI fissa il contributo per l'assistenza a 32.80 franchi           all'ora
(cpv. 1 ).

                                                      Se le prestazioni di aiuto necessarie negli ambiti di cui
all'articolo 39c lettere e-g richiedono qualifiche particolari
dell'assistente, il contributo per l'assistenza ammonta a 49.15 franchi all'ora
(cpv. 2).

                                         L'ufficio AI
stabilisce il contributo per l'assistenza per il servizio notturno in base all'intensità
delle prestazioni di aiuto da fornire. L'importo massimo del contributo ammonta
a 87.40 franchi per notte (cpv. 3).

                                                      Per l'adeguamento degli importi di cui ai capoversi 1-3
all'evoluzione dei prezzi e dei salari è applicabile per analogia l'articolo 33ter
LAVS (cpv. 4).

 

                                         Infine,
secondo l’art. 39g cpv. 2 OAI l'importo annuo del contributo per l'assistenza
ammonta a:

                                         a. 12 volte
l'importo mensile del contributo per l'assistenza;

                                         b. 11 volte
l'importo mensile del contributo per l'assistenza, se: 

                                                        1.
   l'assicurato convive con il coniuge, il partner                                    registrato,
il convivente di fatto o un parente in linea               retta, e

                                                        2.
   la persona con cui convive è maggiorenne e non                                        percepisce
a sua volta alcun assegno per grandi                                    invalidi.

 

                               2.3.   Con decisione
del 20 dicembre 2013 l'UAI ha attribuito all'assicurato un contributo di
assistenza di fr. 76'250.40 annui dal 1° gennaio 2013. La decisione è cresciuta
incontestata in giudizio (cfr. consid. 1.3).

 

                                         In data 10
marzo 2014 il padre dell’assicurato ha esplicitamente domandato di rivedere il
calcolo alla base del contributo per l’assistenza – operato dall’assistente
sociale mediante l’utilizzo dello strumento di indagine standardizzato FAKT2, ritenuto
dalla giurisprudenza atto a quantificare il bisogno complessivo di assistenza
di una persona (DTF 140 V 542 ss. consid. 3.2.2) –, fondamento della decisione
20 dicembre 2013, cresciuta in giudicato. Facendo presente che dal 1° marzo
2013 suo figlio non aveva più un coinquilino nel suo appartamento, egli ha
infatti chiesto “  di adattare il calcolo rispetto alla fatturazione già
allegata togliendo le riduzioni applicate per presenza di un altro adulto nella
medesima economia domestica come indicato al marg. CCA 4030 nei 4 settori su 5
della gestione economia domestica, indi versarci la differenza dalle ore
supplementari scaturite a decorrere dal 01.01.2013” (cfr. consid. 1.4).

 

                                         Secondo
questo Tribunale l’Ufficio AI ha erroneamente trattato tale scritto alla
stregua di una domanda di revisione dell’ammontare del contributo per
l’assistenza; in realtà l'amministrazione avrebbe dovuto esaminare se vi erano
gli estremi per procedere ad una riconsiderazione della decisione, divenuta
definitiva, del 20 dicembre 2013.

 

                               2.4.   Ai sensi dell'art. 53 cpv. 1 LPGA,
le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato
devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o l'assicuratore scoprono
successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non potevano
essere prodotti in precedenza.

                                         Secondo l'art. 53 cpv. 2
LPGA, l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su
opposizione formalmente passate in giudicato se è provato che erano
manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole importanza.

                                         Infine l'assicuratore può
riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è
stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di
ricorso (art. 53 cpv. 3 LPGA).

 

                                         Attraverso la revisione
processuale delle decisioni amministrative (art. 53 cpv. 1 LPGA) e per analogia
con la revisione processuale delle decisioni emanate dalle autorità
giudiziarie, l'amministrazione è tenuta a procedere alla revisione di una
decisione formalmente cresciuta in giudicato quando sono scoperti fatti
nuovi o nuovi mezzi di prova atti ad indurre ad una conclusione giuridica
differente (DTF 129 V 110, DTF 126 V 42 consid. 2b con rinvii; STFA C 191/02
del 15 luglio 2003; STFA I 339/01 del 29 novembre 2002).

  

La nozione di fatti o mezzi di prova nuovi si
apprezza allo stesso modo in caso di revisione (processuale) di una decisione
amministrativa (art. 53 cpv. 1 LPGA), di revisione di un giudizio cantonale
(art. 61 lett. i LPGA) o di revisione di una sentenza fondata sull'art. 137
lett. b OG (ora art. 123 cpv. 2 lett. a LTF; Plädoyer 2007/1 pag. 62).  

 

Sono nuovi ai sensi di queste disposizioni solo i
fatti già esistenti all'epoca della procedura precedente, ma che non erano
stati allegati poiché non ancora noti nonostante tutta la diligenza del caso; i
fatti verificatisi dopo la fine del processo, e comunque dopo il momento in
cui, secondo le regole di procedura applicabili, potevano ancora essere
addotti, non vanno invece considerati e non possono quindi fondare una domanda
di revisione (DTF 121 IV 317 consid. 2 pag. 321; 118 II 199 consid. 5 pag. 204;
110 V 138 consid. 2 pag. 141; 108 V 170 consid. 1 pag. 171; Elisabeth Escher, Revision und Erläuterung, in: Thomas
Geiser/Peter Münch [a cura di], Prozessieren vor Bundesgericht, 2a ed., Basilea
e Francoforte 1998, n. 8.21; René A. Rhinow/Beat Krähenmann, Schweizerische
Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, Basilea e
Francoforte 1990, n. 43 B I c, pag. 132). I fatti nuovi devono inoltre essere
rilevanti, vale a dire devono essere di natura tale da modificare la
fattispecie alla base della sentenza contestata e da condurre a un giudizio
diverso in funzione di un apprezzamento giuridico corretto. Per quanto concerne
i nuovi mezzi di prova, gli stessi devono servire a comprovare i fatti nuovi
che giustificano la revisione oppure fatti già noti e allegati nel procedimento
precedente, che tuttavia non avevano potuto venir provati, a discapito del
richiedente (DTF 127 V 353 consid. 5b pag. 358). Se i nuovi mezzi sono
destinati a provare dei fatti sostenuti in precedenza, il richiedente deve pure
dimostrare di non essere stato in grado di invocarli in tale procedimento. Una
prova deve essere considerata concludente quando bisogna ammettere che essa
avrebbe condotto il giudice a statuire in modo diverso se egli ne avesse avuto
conoscenza nella procedura principale. È decisiva la circostanza che il mezzo
di prova non serva solamente all'apprezzamento dei fatti, ma alla
determinazione degli stessi. Non basta pertanto che in una nuova perizia siano
apprezzati in modo diverso i fatti; occorrono invece elementi di fatto nuovi,
dai quali risulti che il fondamento della pronunzia impugnata presentava
difetti oggettivi. Per giustificare la revisione di una sentenza non basta che,
dalla fattispecie conosciuta al momento dell'emanazione della pronunzia
principale, il perito tragga, ulteriormente, conclusioni diverse da quelle del
tribunale. Neppure costituisce motivo di revisione il semplice fatto che il
tribunale potrebbe aver mal interpretato fatti conosciuti all'epoca del
procedimento principale. L'apprezzamento inesatto deve, al contrario, essere la
conseguenza dell'ignoranza o della carenza di prove riguardanti fatti
essenziali per la sentenza (DTF 127 V 353 consid. 5b pag. 358, 110 V 138
consid. 2 pag. 141, 291 consid. 2a pag. 293, 108 V 170 consid. 1 pag. 171; cfr.
pure DTF 118 II 199 consid. 5 pag. 205).

 

                                         Va infine rilevato che
scopo della revisione processuale è quello di procedere ad una nuova
valutazione materiale della fattispecie, con effetto retroattivo (ex tunc) (DTF
129 V 218 consid. 3.2.2 con riferimento a DTF 122 V 138 consid. 2d; cfr. anche
Kieser, op. cit. ad art. 53 n. 25 pag. 676).

 

                                         A proposito dell’art. 53
cpv. 2 LPGA (riconsiderazione), la giurisprudenza ha stabilito che
l'amministrazione può, in ogni momento, riconsiderare una decisione passata
formalmente in giudicato e che non è stata oggetto di una sentenza giudiziale
se questa decisione risulta indubbiamente errata e la sua rettifica riveste
un'importanza notevole; sia l'assicurato che il giudice non possono tuttavia
obbligarla (SVR 1996 UV Nr. 42 pag. 130; DTF 119 V 477; 119 V 422; 119 V 183).
In quest'ipotesi non è escluso che il provvedimento, assunto a seguito di
riesame, esplichi effetto retroattivo (DTF 119 V 422 = RDAT  I‑1994, pag.
175; DTF 119 V 180).

 

                                         Per valutare se una
decisione è senza dubbio errata ci si deve fondare sulla situazione di diritto
- compresa la giurisprudenza ‑ esistente al momento della pronuncia della
decisione (DTF 117 V 17; 120 V 132; 119 V 480 consid. 1c).

                                         L'istituto del riesame
persegue infatti lo scopo di correggere un'applicazione giuridica iniziale
errata (compreso un accertamento errato dei fatti, nel senso di una valutazione
degli stessi; DTF 117 V 17 consid. 2c; 115 V 314; Kieser, Die
Abänderung der formell rechtskräftigen Verfügung nach der Rechtssprechung des
EVG, SZS 1991 pag. 134). Gli errori in cui è incorsa l'amministrazione
devono però essere grossolani (Kieser, SZS 1991 pag. 135; DTF 102 V 17 consid.
3a; 109 V 113 consid. 1c).                    

                                         Una decisione è
manifestamente errata, non soltanto quando è stata presa sulla base di norme
giuridiche sbagliate o inappropriate, ma anche quando delle disposizioni
fondamentali non sono state applicate oppure lo sono state in modo
inappropriato (DLA 1996/97 n. 28, pag. 158 consid. 3c).

                                         Ciò è segnatamente il caso
quando l’amministrazione accorda una rendita di invalidità in violazione del
principio della priorità della riformazione professionale sulla rendita (STFA I
559/02 del 31 gennaio 2003).

                                         Per contro, non si è in
presenza di un errore manifesto quando il versamento della prestazione dipende
da condizioni materiali la cui valutazione implica un potere d’apprezzamento,
in relazione a taluni aspetti o elementi, e che la decisione appare ammissibile
tenuto conto della situazione di fatto e di diritto. Se sussistono dubbi
ragionevoli circa il carattere erroneo della decisione iniziale, le condizioni
della riconsiderazione non sono soddisfatte (STF 9C_575/2007 del 18 ottobre
2007 consid. 2.2 e I 907/06 del 7 maggio 2007 consid. 3.2.1). 

 

                                         Giusta l’art. 88bis cpv. 2
OAI, la riduzione o la soppressione della rendita è messa in atto, al più
presto, il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione
(lett. a).

                                         Essa può però intervenire
anche retroattivamente dalla data in cui avvenne la modificazione determinante,
se l’erogazione illecita è causa dell’ottenimento indebito di una prestazione
per l’assicurato oppure se quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare, impostogli
ragionevolmente dall’articolo 77 (lett. b).

                                         L’art.
88bis OAI è applicabile non solo in caso di revisione ma anche in caso di modifica
del diritto alla rendita stabilito in via di riesame (riconsiderazione) (Meyer,
Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des Bundes gerichts
zum Sozialversicherungsrecht, 2010, ad art. 30/31 (17 ATSG), pag. 395; Müller,
Die materiellen Voraussetzungen der Rentenrevision in der
Invalidenversicherung, 2003, pag. 95).

                                         Condizione necessaria per
l’applicazione dell’art. 88bis OAI è che l'errore giustificante una
riconsiderazione concerna un argomento specifico dell’AI. La
riduzione o soppressione della rendita a seguito di riconsiderazione avviene
quindi di principio, giusta l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI, con effetto pro
futuro, eccezion fatta per i casi in cui l’assicurato ha
violato il suo obbligo di informare, nel qual caso una modifica ha effetto ex tunc
(art. 88bis cpv. 2 lett. b OAI; DTF 110 V 297 e 330, 119 V 432; Müller, op.
cit., pag. 95ss). Il TFA ha pure stabilito che l’inizio della soppressione con
effetto ex nunc della rendita va stabilito in applicazione analogica dell’art.
88bis cpv. 2 lett. a OAI (DTF 111 V 197).

 

                               2.5.   Nel caso
concreto, va immediatamente esclusa una revisione processuale della decisione 20
dicembre 2013 non avendo l’assicurato fatto presente l’esistenza di nuovi fatti
e nuovi mezzi di prova ai sensi della giurisprudenza (cfr. consid. 2.4.2).

 

                                         Rimane da esaminare
se vi sono i presupposti per una riconsiderazione (cfr. consid. 2.4) 

                                         Nelle
osservazioni dell'11 settembre 2014 l’Ufficio AI ha correttamente rilevato che
la riconsiderazione costituisce una facoltà dell’amministrazione e non un
obbligo. Tuttavia, nelle medesime osservazioni l’UAI ha sostenuto di non essere
incorso in alcun errore, motivo per cui l'amministrazione, implicitamente, è
entrata nel merito della domanda di riconsiderazione, respingendola. 

                                         Questo TCA è
pertanto chiamato ad esaminare se la decisione 20 dicembre 2013 risulta
indubbiamente errata e la sua rettifica riveste un'importanza notevole.

 

                                         Con il
presente ricorso l’assicurato sostiene che nella valutazione 5 dicembre 2013
l’assistente sociale dell’AI, contrariamente a quanto ipotizzato dalla stessa,
non ha tenuto conto del fatto che dal 18 dicembre 2012 la coinquilina non
soggiorna presso il suo appartamento e che un assistente sociale vi ha risieduto
solo per un periodo limitato. 

                                         Nelle
osservazioni dell'11 settembre 2014 (cfr. consid. 1.9) l’Ufficio AI ha rettamente
rilevato come nella citata valutazione l’assistente sociale abbia invece tenuto
conto del fatto che dal 18 dicembre 2012 (nella valutazione 5 dicembre 2013
l’assistente sociale ha scritto 18 dicembre 2013; si tratta di un
evidente errore di battitura, visto nello stesso documento ella si è così espressa
“… il padre della coinquilina di RI 1 (…) riferisce che la figlia è
rientrata al domicilio dei genitori il 18 dicembre 2012 “ doc. AI 150) l’assicurato
vive da solo nel suo appartamento. In effetti, ai fini della “riduzione per la
presenza di altre persone adulte nella stessa economia domestica” delle
iniziali 2 persone adulte, dal 1° gennaio 2013 l’assistente sociale ha considerato
una sola persona adulta (cfr. la tabelle di calcolo in doc. AI 151-153), applicando
la corrispettiva riduzione poiché “ il bisogno di aiuto nel gestire
l'economia domestica è stato ridotto in quanto gli assistenti che vivono presso
l'assicurato sono considerati come persone adulte presenti nell'economia domestica”
(cfr. decisione contestata del 10 giugno 2014; consid. 1.5).

                                         Nello
scritto 6 settembre 2014 l’assicurato contesta tale riduzione poiché “ritenere
gli assistenti personali parte dell’economia domestica è azzardato e comunque
se ne fa cenno solo al momento della decisione di non entrata in materia
contestata e mai in precedenti occasioni …” (VI).

                                         

                                         Il marg. no.
4030 della Circolare sul contributo per l’assistenza (CCAI) dispone che “a
seconda della composizione dell’economia domestica, il bisogno di aiuto dovuto
all’invalidità è ridotto se nella stessa economia domestica sono presenti uno o
due altri adulti, si applica una riduzione del 33 per cento; a partire dal
terzo adulto, la riduzione è del 45 per cento. A tal fine, si considerano
adulti anche gli assistenti che vivono presso l’assicurato. Non sono invece considerati
i propri figli e nipoti che non hanno ancora compiuto 25 anni”. 

                                         Ora, in concreto, come
rettamente rilevato dall’Ufficio AI nelle osservazioni 11 settembre 2014, dal
momento che l’assicurato necessita di una sorveglianza personale permanente e
la presenza costante 24 ore su 24 di una persona nell’economia domestica, ciò
costituisce un fattore di riduzione, indipendentemente dal fatto che tale sorveglianza
sia fornita dalla stessa persona o da differenti persone, come è il caso qui in
esame.  

 

                                         Va poi fatto presente che
con rapporto 21 giugno 2013 l’incaricata ha dettagliatamente esaminato le
osservazioni 4 giugno 2013 presentate dal padre dell’assicurato al calcolo del
contributo per l’assistenza fissato con il progetto di decisione 17 aprile 2013
(doc. AI 143). L’assistente sociale ha esaurientemente e convincentemente spiegato
i motivi di conferma della sua valutazione relativa ai limiti massimi mensili
(per gli atti ordinari della vita, economia domestica e tempo libero e
sorveglianza diurna), alla riduzione per “altre prestazioni dell’AI “
(detrazione dell’importo dell’assegno per grandi invalidi dal bisogno di aiuto
complessivo diviso per l’importo mensile dell’assegno per la tariffa standard
del contributo per l’assistenza), al calcolo del bisogno mensile di aiuto
riconosciuto, al riconoscimento del bisogno nei singoli settori
(vestirsi/svestirsi, mangiare, pulizia personale, espletare i bisogni
corporali, acquisti e commissioni, partecipazione alla vita sociale e
organizzazione del tempo libero e sorveglianza notturna). Del resto, nella più
volte citata valutazione 5 dicembre 2013 l’assistente sociale, dopo aver
proceduto a degli accertamenti (doc. AI 145 – 149), ha accettato alcune
richieste dell’assicurato, quali lo stralcio della riduzione dei limiti massimi
di ore previsto per il soggiorno diurno in istituto (art. 39e cpv. 4 OAI) ed il
riconoscimento della necessità di una cura medicamentosa (doc. AI 150). Il
rapporto modificato è stato poi preso come base della decisione 20 dicembre 2013.

Va del resto ricordato che secondo la giurisprudenza un intervento
dell'autorità giudiziaria nell'apprezzamento della persona incaricata
dell'inchiesta si giustifica unicamente nei casi in cui essa appaia chiaramente
erronea (DTF 133 V 468 consid. 11.1.1, 130 V 62 consid. 6.2, 128 V 93 consid.
4). 

 

                                         Visto quanto sopra, la
decisione 20 dicembre 2013 non può essere ritenuta manifestamente errata,
motivo per cui una riconsiderazione della stessa non è giustificata.

 

                               2.6.   A titolo
abbondanziale va rilevato quanto segue.

                                         Se il
grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che
incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro,
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta
(art. 17 cpv. 1 LPGA). 

                                         Ogni
altra prestazione durevole accordata in virtù di una disposizione formalmente
passata in giudicato è, d'ufficio o su richiesta, aumentata, diminuita o
soppressa se le condizioni che l'hanno giustificata hanno subito una notevole
modificazione (art. 17 cpv. 2 LPGA).

 

                                         La
revisione avviene d'ufficio quando in previsione di una possibile modifica
importante del grado d'invalidità o della grande invalidità oppure del bisogno
di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità è stato stabilito un termine al
momento della fissazione della rendita, dell'assegno per grandi invalidi o del
contributo per l'assistenza (art. 87 cpv. 1 lett. a OAI) oppure allorché si
conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che possono provocare una notevole
modifica del grado d'invalidità, della grande invalidità oppure del bisogno di
assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità (art. 87 cpv. 1 lett. b OAI). 

                                         Se è fatta domanda di
revisione, nella domanda si deve dimostrare che il grado d'invalidità o di grande
invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità è
cambiato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 2
OAI). 

                                         Qualora la rendita,
l'assegno per grandi invalidi o il contributo per l'assistenza siano stati
negati perché il grado d'invalidità era insufficiente, perché non è stata
riconosciuta una grande invalidità o perché il bisogno di aiuto era troppo
esiguo per avere diritto al contributo per l'assistenza, una nuova richiesta è
riesaminata soltanto se sono soddisfatte le condizioni previste nel capoverso 2
(art. 87 cpv. 3 OAI). 

                                         Va rilevato che se
l’assicurato non ha dimostrato un rilevante cambiamento per il diritto alle
prestazioni, l’amministrazione non entra nel merito della domanda emanando una decisione
in tal senso; se per contro è resa verosimile una rilevante modifica
suscettibile di influenzare il diritto alla rendita l'amministrazione è
obbligata ad entrare nel merito della richiesta (DTF 130 V 64 consid. 3, 117 V
198 consid. 4b, 109 V 108 consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10; Müller, Die
materiellen Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung,
Universitätsverlag Freiburg Schweiz, 2003, pag. 84-86).

 

                                         Nella presente fattispecie pendente causa, il 18 giugno 2014
l’assicurato ha comunicato direttamente all’Ufficio AI, dopo due mesi di
permanenza presso il foyer della __________ a __________, il cambiamento del
suo domicilio, dal maggio 2014, a __________ (doc. AI 168). Secondo
l’amministrazione, come riportato in sede di risposta, potendo comportare una
modifica dell’importo del contributo, “tale nuova situazione (il
cambiamento di domicilio n.d.r.) va approfondita ed è pertanto stata
avviata una revisione” (sottolineatura del redattore). 

 

                                         Ora, secondo il marg. no.
7006 CCA (sottolineatura del redattore) sono da notificare i seguenti
cambiamenti:

 

" Sussiste un motivo di revisione, ovvero una modifica delle condizioni
determinante per il diritto al contributo per l’assistenza, se si è verificata
una modifica della situazione personale dell’assicurato, in particolare
nei seguenti casi:

 

-   miglioramento o peggioramento dello stato di salute;

 

-   cambiamento del grado della grande invalidità;

 

-   cambiamenti
relativi all’attività lucrativa, all’attività di pubblica utilità o alla formazione,
compresi l’aumento o la diminuzione del grado di occupazione;

 

-   cambiamenti
nella fruizione di offerte istituzionali (scuole speciali, centri
d’integrazione professionale, laboratori, centri diurni, istituti);

 

-   cambiamenti
nella fruizione di prestazioni delle cure di base secondo la LAMal e di altre
prestazioni dell’AI;

 

-   cambiamento
delle condizioni familiari determinanti (numero di figli, convivenza con
familiari ecc.)."

 

                                         È vero che il cambiamento
di domicilio non è espressamente indicato, ma, come giustamente evidenziato
dall’amministrazione, la lista di cui al succitato marginale non è esaustiva.
Del resto, e contrario, tale evenienza non è contemplata quale motivo per cui non
sussiste un motivo di revisione ai sensi del marg. no. 7008 CCA [cambiamenti
solo temporanei, come ad esempio un peggioramento transitorio dello stato di
salute dell’assicurato a seguito di una malattia; cambiamenti solo temporanei
nel ricorso ai fornitori di prestazioni consueti (Spitex, istituzioni), inclusi
i cambiamenti temporanei del numero di pernottamenti in istituto, anche se questi
superano i 15 al mese; cambiamenti di breve periodo (meno di tre mesi) nella
situazione scolastica o professionale (grado di occupazione, centro di
formazione, posto di lavoro); modifiche delle direttive amministrative che
stabiliscono condizioni di diritto più restrittive; valutazione diversa di
fatti sostanzialmente invariati].

 

                                         L’Ufficio AI ha dunque
correttamente avviato una procedura di revisione. 

 

                               2.7.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         

                                         Alla
luce di quanto esposto al consid. 2.3, le spese per fr. 500.-- sono poste a
carico dell’Ufficio AI.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

1.Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 500.--, sono poste a carico dell’Ufficio AI.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti