# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 29915644-8b2b-59a9-ad79-33f79813a76c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-11-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.11.2008 D-6775/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6775-2008_2008-11-11.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6775/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 1 1  n o v e m b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Hans Schürch;
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Sierra Leone, 
alias B._______, Sudan,
alias C._______, Nigeria,
alias D._______, Sierra Leone,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 24 ottobre 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6775/2008

Fatti:

A.
Il 22 agosto 2008, l'interessato, dichiaratosi minorenne, ha presentato 
una  domanda  d'asilo  in  Svizzera.  Ha  asserito,  in  sostanza  e  per 
quanto è qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione del 1° settembre e del 20 
ottobre 2008), d'essere espatriato, a seconda delle versioni, in (...) o il 
(...),  dopo  avere  investito  con  l'automobile  della  madre  una  donna 
incinta,  la  quale sarebbe deceduta il  giorno successivo all'incidente. 
Per paura di  essere ucciso dal marito della vittima,  il  quale avrebbe 
distrutto la macchina ed incendiato la casa del ricorrente, a seconda 
delle versioni, il giorno dell'incidente o il giorno seguente, l'interessato 
si sarebbe recato a casa di un conoscente prima di lasciare il Paese.

B.
Dalle  risultanze dell'esame dattiloscopico è emerso che l'interessato 
era già stato fermato dalle guardie di  confine elvetiche e respinto in 
Italia in data (...) e (...). In tali  occasioni l'interessato aveva fornito le 
seguenti  generalità:  C._______,  cittadino  nigeriano  e  B._______, 
cittadino sudanese. 

C.
Il 24 ottobre 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
d'asilo  ai  sensi  dell'art. 34 cpv. 2 lett. a  della  legge sull'asilo  del  26 
giugno  1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  pure  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso l'Italia siccome lecita, esigibile e possibile (v. 
Accordo di riammissione Italo-Svizzero del [...]). 

D.
Il 27 ottobre 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM.  Ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  del 
provvedimento litigioso e la trasmissione degli atti di causa all'autorità 
inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo 
ed il  riconoscimento della sua minore età e quindi  la nomina di  una 
persona  di  fiducia  inoltre,  in  via  sussidiaria,  la  concessione 
dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda 
d'assistenza giudiziaria nel senso dell'esenzione dal versamento delle 
spese processuali e del relativo anticipo. 

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Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 LAsi,  e  art.  83  lett  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA,  RS 
172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, 
il procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha ritenuto inverosimili le indicazioni 
dell'interessato circa la sua minore età. L'esame radiologico effettuato 
avrebbe  stabilito  un'età  ossea  superiore  ai  18  anni.  Il  ricorrente 
avrebbe peraltro reso dichiarazioni lacunose sulla biografia dei membri 
della  sua famiglia  e  fornito  lui  stesso tre  date  di  nascita  divergenti. 
Peraltro, l'UFM ha considerato che il 14 dicembre 2007, l'Italia è stata 
designata  dal  Consiglio  federale  come  Stato  terzo  sicuro,  dove 
sussiste  la  presunzione  del  rispetto  del  principio  di  divieto  di 
respingimento. Detto Ufficio constata che l'insorgente è stato oggetto 
di ben due respingimenti verso l'Italia ed ha sottolineato che le autorità 
italiane,  in  data  (...),  si  sono  dichiarate  disposte  a  riammettere 
l'interessato  sul  loro  territorio.  Inoltre,  in  Svizzera,  non  vivrebbero 
persone con le quali  il  ricorrente intratterrebbe rapporti  stretti  o suoi 
parenti  prossimi.  L'autorità  inferiore  ha  reputato,  altresì,  siccome 
inverosimili  le  allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  presentate 

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dall'insorgente. Infine, l'UFM ha ritenuto che in virtù delle risultanze del 
rapporto sull'esame lingua emerge che il ricorrente non ha compiuto la 
propria socializzazione in Sierra Leone. 

5.
Nel ricorso, l'insorgente ha smentito di essere stato fermato due volte 
al confine tra la Svizzera e l'Italia e sostiene che si debba trattare di 
un'altra persona, visto che lui non si è mai trattenuto in Italia. Inoltre, 
ha  sottolineato  la  sua  minore  età  e  la  necessità  di  nominare  una 
persona di  fiducia. Infine, ha asserito di  trovarsi  in pericolo di  morte 
rientrando in patria. 

6.

6.1 Giusta l'art. 7 cpv. 2 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
procedurali  dell'11  agosto  1999  (OAsi  1,  RS  142.311),  per  il 
richiedente  l'asilo  minorenne,  che  non  è  accompagnato,  viene 
nominata una persona di fiducia per la durata della procedura d'asilo o 
d'allontanamento, ma al massimo fino alla nomina di un curatore o di 
un  tutore,  oppure  fino  al  raggiungimento  della  maggiore  età.  La 
designazione  di  una  persona  di  fiducia  presuppone  tuttavia  la 
dimostrazione  da  parte  del  richiedente  l'asilo,  perlomeno  nel  senso 
della  probabilità  preponderante,  dell'allegata  minorità  (v.  Giurispru-
denza  ed  Informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia d'asilo [GICRA] 2001 n. 22 e relativo riferimento). Nell'ambito 
dell'accertamento  dei  fatti  è  altresì possibile  ricorrere  all'ausilio  di 
metodi scientifici (art. 7 cpv. 1 OAsi 1).

6.2 Nella fattispecie, il  TAF osserva che, da un lato, l'insorgente non 
ha saputo fornire indicazioni suscettibili di rendere altrimenti plausibile 
la  dichiarata  minore  età.  In  particolare,  non  ha  fornito  valide 
giustificazioni per la mancata produzione di documenti d'identità o di 
viaggio ed è stato impreciso sulla sua biografia come pure sull'età dei 
suoi  genitori.  Dall'altro  lato,  dall'esame  radiologico,  effettuato  il  27 
agosto  2008  (agli  atti,  A7/1),  risulta  un'età  ossea  del  ricorrente 
superiore ai 18 anni in contraddizione con la dichiarata età di 16 anni. 
Pertanto,  conto  tenuto  dell'insieme  delle  circostanze  del  caso  di 
specie,  segnatamente  della  genericità  ed  imprecisione  delle 
argomentazioni  ricorsuali,  non  v'è  ragione  di  censurare  la  mancata 
designazione  al  ricorrente  di  una  persona  di  fiducia  ai  sensi 
dell'art. 17 cpv. 3 LAsi, in quanto l'insorgente non è stato in grado di 
corroborare l'allegata minorità.

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7.

7.1 Secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
il Consiglio federale designa gli Stati terzi sicuri in cui, secondo i suoi 
accertamenti,  v'è una protezione effettiva dal  respingimento ai  sensi 
dell'art. 5 cpv. 1 LAsi.

7.2 Giusta l'art. 34 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  può  ritornare  in  uno  Stato  terzo 
sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato 
precedentemente. Giusta l'art. 34 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 non si applica se 
in  Svizzera  vivono persone con cui  il  richiedente  intrattiene rapporti 
stretti  o  suoi  parenti  stretti  (lett.  a),  se  il  richiedente  adempie 
manifestamente la qualità di rifugiato secondo l'art. 3 LAsi (lett. b), o 
se  vi  sono  indizi  che  nello  Stato  terzo  non  vi  sia  una  protezione 
effettiva dal respingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi (lett. c).

8.

8.1 Questo Tribunale osserva che dagli  atti  di  causa emerge che, in 
virtù  delle  risultanze dell'esame dattiloscopico  il  ricorrente  era  stato 
fermato due volte alla frontiera Italo-Svizzera e rinviato, in data (...) e 
(...), in Italia prima di presentare la sua domanda d'asilo in Svizzera. 
Le condizioni d'applicazione dell'art. 34 cpv. 2 lett. a LAsi sono perciò 
manifestamente realizzate. A tal proposito vale rilevare, che la durata 
del  soggiorno  nello  Stato  terzo  sicuro  antecedente  l'entrata  del 
ricorrente in Svizzera non è decisiva per l'allontanamento verso tale 
Stato (v. FF 2002 6125; Decisione del  TAF E-2001/2008 del  4  aprile 
2008). Infine, l'Italia – designata come Stato terzo sicuro dal Consiglio 
federale  il  14  dicembre  2007  –  ha  dato  il  suo  accordo  alla 
riammissione  dell'insorgente,  in  applicazione  dell'Accordo  del  10 
settembre  1998 tra il  Consiglio federale svizzero ed il  Governo della 
Repubblica  italiana  sulla  riammissione  delle  persone  in  situazione 
irregolare  (RS 0.142.114.549), in  data  (...).  Giusta  l'art.  6  n.  3  del 
succitato Accordo, l'autorizzazione di riammissione ha la validità di un 
mese dalla data della sua notifica e tale termine può essere prorogato 
su  domanda  della  Parte  contraente.  Nel  caso  concreto  è  da 
considerare ancora valida la riammissione.

8.2  Questo  Tribunale  osserva  che  dalle  carte  processuali  non 
emergono  elementi  da  cui  si  possa  desumere  che  in  Svizzera  si 
trovino persone con le quali  il  ricorrente intrattenga rapporti  stretti  o 

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siano  suoi  parenti  prossimi.  Da  quanto  esposto,  discende  che,  nel 
caso concreto,  non sono dati  i  presupposti  dell'art. 34  cpv. 3  lett. a 
LAsi.

8.3 Contrariamente a quanto preteso nel gravame, l'insorgente non è 
manifestamente  riuscito  a  comprovare  la  propria  qualità  di  rifugiato 
secondo l'art. 3 LAsi. Il TAF rileva, altresì, che il ricorrente in corso di 
procedura  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le allegazioni decisive 
in  materia  d'asilo  s'esauriscono  infatti  in  mere affermazioni  di  parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può 
essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF in relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 
37 LTAF ed all'art. 4 PA). Basti rilevare che il ricorrente si è più volte 
contraddetto  nell'ambito  delle  audizione  riguardo  agli  eventi  che  lo 
avrebbero  indotto  a  lasciare  il  Paese.  Mentre,  nell'audizione  del  1° 
settembre 2008 aveva allegato che il  marito della vittima,  di  cui  non 
conosce il nome, era andato la settimana dopo l'accaduto, o il giorno 
successivo,  a  dare  fuoco  alla  casa  del  ricorrente  (pag.  4),  durante 
l'audizione del 20 ottobre 2008, ha invece sostenuto che il marito della 
vittima aveva distrutto la macchina e la casa dell'insorgente il  giorno 
dell'incidente (pag. 5 e 6). Egli si limita, altresì, a mere congetture, non 
confortate  da  alcun  elemento  serio  e  concreto,  sull'eventualità 
d'essere ucciso dal marito della vittima dell'incidente, in caso di rientro 
in  patria,  rispettivamente  sull'impossibilità  di  ottenere  un'appropriata 
protezione  statale  contro  l'eventuale  futuro  agire  illegittimo  nei  suoi 
confronti  da  parte  di  terzi  e  di  beneficiare  di  un  equo  processo. 
Peraltro,  delle  ricerche  di  polizia,  in  relazione  all'uccisione  di  una 
persona, sono delle misure statali del tutto legittime che non possono 
essere qualificate di persecuzioni pertinenti nell'ottica dell'art. 3 LAsi. 
Per  sovrabbondanza  l'esito  dell'esame  lingua,  secondo  il  quale  il 
ricorrente  non  avrebbe  manifestamente  compiuto  la  sua 
socializzazione  in  Sierra  Leone,  convalida  la  fondatezza  delle 
conclusioni  dell'UFM  circa  l'inverosimiglianza  del  racconto 
dell'insorgente. 

8.4 Dato  che  l'Italia  è  considerata  uno  Stato  terzo  sicuro,  incombe 
all'insorgente  invalidare  la  presunzione  di  protezione  effettiva  dal 
respingimento.  Nella  fattispecie,  il  ricorrente  non  è  manifestamente 
riuscito in tale intento. Inoltre, nell'incarto non vi sono indizi secondo 

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cui le autorità italiane, confrontate ad elementi e prove suscettibili ad 
attestare  la  qualità  di  rifugiato,  non  accorderebbero  un'appropriata 
protezione. Pertanto, l'art. 34 cpv. 3 lett. c LAsi non trova applicazione 
nella fattispecie.

9.
Di  conseguenza,  il  ricorso  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata.

10.
L'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 
1).

11.

11.1 Non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  serio  indizio  da  cui 
desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Italia 
possa  violare  l'art.  25  cpv.  2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o esporre l'insorgente al rischio reale ed immediato 
di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 
altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. Tortura, RS 0.105).

11.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
che  né  la  nota  situazione  generale  esistente  in  Italia,  che  non  è 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale, né altri motivi deducibili dalle carte processuali conducono 
a pensare che, in caso d'allontanamento in questo Paese, vi sia una 
messa in pericolo concreta del ricorrente.

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11.3 Inoltre,  l'insorgente  è  giovane,  ha  una  certa  esperienza 
professionale (cfr. verbale d'audizione del 1° settembre 2008 pag. 2) e 
non  ha  altresì  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di 
salute  che  possano  giustificare  un'ammissione  provvisoria  (v.  sulla 
problematica  GICRA 2003  n.  24),  senza  che  da  un  esame  d'ufficio 
degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una  permanenza  del 
ricorrente in Svizzera per motivi medici.

11.4 Per di  più,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Le 
autorità italiane si sono dichiarate disposte a riammettere l'insorgente 
sul  loro territorio (v. Accordo di  riammissione Italo-Svizzero del [...]). 
L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

12.
In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento 
è da ritenere ammissibile, esigibile e possibile, per le ragioni indicate 
al considerando 11 del presente giudizio. Per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  ed  esecuzione  dell'allontanamento  verso 
l'Italia il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata. 

13.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

14.
Il TAF, avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione 
dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  della  presumibili  spese 
processuali  è  divenuta  senza  oggetto.  Per  contro,  la  richiesta 
d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle 
spese  processuali,  è  respinta,  ritenuto  che  il  ricorso  era  privo  di 
probabilità d'esito favorevole. 

15.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art.  63  cpv.  1  e 
cpv. 5 PA nonché 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese 
ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'esenzione dal  versamento  di  un  anticipo a copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto. 

3.
La  richiesta  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta. 

4.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 

5.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione dimora e aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N )
- E._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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