# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 34e53c58-3081-5095-b51b-5fdc8f868234
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-02-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 07.02.2006 INC.2002.5105
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2002-5105_2006-02-07.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2002.5105

  	
  Lugano

  7 febbraio 2006

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Ursula Züblin

  
	
   

  sedente per statuire sul reclamo presentato il 7 dicembre
  2005 da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  

 

	
   

  	
  la decisione 29 novembre 2005 del Procuratore generale
  Bruno Balestra che ha respinto l'istanza di dissequestro 12 maggio 2005;

  

 

preso atto delle osservazioni di __________
(13 dicembre 2005) e del Procuratore generale (20 dicembre 2005);

 

visto, per quanto necessario,
l'inc. MP __________;

 

ritenuto

 

 

in fatto

 

 

A.

 

 

Per quanto concerne i fatti
essenziali del procedimento, si può senz'altro far riferimento a precedente
sentenza (12 ottobre 2005, GIAR 51.2002.4):

 

"A.

 

Nell'ambito del procedimento penale inerente la
concessione illecita di permessi di soggiorno in Ticino (inchiesta __________)
è emerso che __________, unitamente all'ex funzionario della __________,
avrebbe fatto ottenere ad __________, cittadina germanica, contro pagamento di
fr. 254'000.-- circa, un permesso di lavoro fittizio e, di conseguenza, un
permesso di soggiorno. In particolare, detto importo è stato versato su di un
conto, appositamente aperto da __________ presso il __________, da __________,
amministratore del patrimonio di __________ in Svizzera, per conto di __________.

Da qui l'arresto il 30 gennaio 2002 di __________ con
contestuale promozione dell'accusa per titolo di corruzione attiva, complicità
in corruzione passiva, truffa e falsità in documenti e, tra l'altro, il
sequestro presso la sua abitazione di fr. 47'000.-- il 30 gennaio 2002 e di fr.
70'000.-- il 28 febbraio 2002. 

 

Il 9 agosto 2005 il PG ha esteso l'accusa nei
confronti di __________ anche al reato di conseguimento fraudolento di una
falsa attestazione (AI 128).

 

B.

 

Relativamente al procedimento di cui all'inc. __________,
per quanto qui di interesse, giova rilevare quanto segue.

 

     - In relazione ai medesimi fatti
il Ministero pubblico ha aperto due procedimenti per titolo di corruzione
attiva (art. 288 vCP) anche nei confronti di __________ e __________, persona
che, come detto sopra, ha effettuato i versamenti per conto di __________ a
favore del conto presso il __________ nella titolarità di __________.

 

     - In data 8 aprile 2002 il
magistrato inquirente aveva proceduto al dissequestro di           parte della
somma sequestrata presso l'abitazione di __________ e meglio di fr.    32'4000.--
(AI 62).

 

  -           Con decisione 8 agosto
2002 l'allora GIAR Luca Marazzi ha accolto il reclamo     presentato da __________
contro il dissequestro, rilevando sostanzialmente che "in             mancanza
di chiari indizi in senso contrario, questo giudice ritiene più verosimile che       l'importo
di fr. 70'000.-- sequestrato a casa di __________ in data 28 febbraio        2002
rappresenti un attivo ricostituito grazie a beni provento di reato. L'intero
importo         soggiace dunque a sequestro confiscatorio (o restitutorio) e
non, come ammesso dal        magistrato inquirente, a mero sequestro
risarcitorio": in tale decisione veniva pure            rilevato che
gli attivi pervenuti sul conto presso il __________ nella titolarità di __________
           erano beni di illecita provenienza che davano origine ad un obbligo
confiscatorio con           restituzione diretta ad __________ in applicazione
dell'art. 59 cfr. 1 cpv. 1 ultima frase        CP, se parte lesa, oppure con
attribuzione allo Stato, in applicazione dell'art. 59 cfr. 1 prima frase CP se
la macchinazione messa in atto da __________ e __________ le era nota ed era
d'accordo a parteciparvi (inc. GIAR 51.2002.2; AI 75).

 

  -           Con sentenza 6 settembre
2002 la CRP ha respinto il reclamo presentato da Fabio _____ contro la suddetta
decisione del GIAR (inc. CRP 60.2002.00250; AI 81).

 

  -           In data 20 febbraio 2003
il PG ha decretato il non luogo a procedere - decisione cresciuta in giudicato
- nei confronti di __________, argomentando non "può essere ritenuto a
carico di __________ un dolo eventuale, che pure deve portare su tutti gli
elementi oggettivi del reato" (non essendovi prove che la stessa fosse
a conoscenza dell'intervento di __________ per l'ottenimento del permesso, del
fatto che il conto sul quale per il tramite di __________ ha versato l'importo
complessivo di circa fr. 254'000.-- fosse intestato a __________ ed inoltre
essendosi accertato che le firme a suo nome sui documenti relativi alla pratica
di ottenimenti del permesso erano state apposte da __________; cfr. NLP __________).

 

  -           Il 16 maggio 2003 __________
e __________ hanno presentato congiuntamente per il tramite dei rispettivi
patrocinatori istanza di dissequestro con richiesta di restituzione
dell'importo a suo tempo sequestrato presso il domicilio dell'accusato,
rilevando di avere raggiunto un accordo nel senso che fr. 47'000.--
(sequestrati il 28.2.2002) fossero restituiti ad __________ unitamente alla
somma di fr. 23'000.-- (sequestrata il 30.01.2002) ed i rimanenti fr. 47'000.--
fossero invece restituiti a __________; nell'istanza viene pure precisato "qualora
questa ripartizione dovesse essere così effettuata la parte lesa si riterrà
tacitata in ogni sua pretesa civile e si disinteresserà del procedimento
penale" (AI 98).

 

  -           La suddetta istanza è
stata respinta dal PG il 30 giugno 2003, in quanto prematura dovendosi ancora
procedere all'assunzione di nuove prove, atte a chiarire il ruolo di ciascuna
delle parti (AI 101). 

 

  -           Il 3 settembre 2004 il PG
ha decretato il non luogo a procedere anche nei confronti di __________ per il
reato di corruzione attiva, per insufficienza di prove, in particolare in
relazione al requisito soggettivo (NLP __________).

 

 

B.

 

__________ aveva già inoltrato
reclamo contro la decisione 9 agosto 2005 con la quale il Procuratore pubblico
aveva respinto l'istanza volta ad ottenere la restituzione della somma di fr.
70'000.-- con riferimento all'accordo intercorso con __________ nel maggio 2003
(cfr. inc. GIAR 51.2002.4). 

Con decisione 12 ottobre 2005,
questo ufficio, ha parzialmente accolto il reclamo, e meglio, ha annullato la
decisione 9 agosto 2005 e rinviato l'incarto al Procuratore generale con
l'invito ad emanare indilatamente nuova decisione debitamente motivata. 

 

 

C.

 

Con decisione 29 novembre 2005 il
Procuratore generale ha nuovamente deciso il diniego della richiesta di
restituzione dell'importo di fr. 70'000.-- avanzata da __________. Delle
relative argomentazioni si dirà nei considerandi in diritto. 

 

 

D.

 

Avverso tale decisione è
tempestivamente insorta __________, riconfermandosi nella propria richiesta di
dissequestro dell'importo di fr. 70'000.--. Riassunti i fatti, la reclamante
evidenzia che "restano ancora incomprensibili i motivi" per i
quali i fondi non le vengano restituiti. 

Ciò per più motivi. In primo
luogo, per stessa ammissione del magistrato inquirente, il denaro di cui viene
chiesta la restituzione proviene da versamenti effettuati dalla reclamante,
versamenti in connessione diretta con i reati imputati a __________ e che
costituiscono il provento o il guadagno di tali reati, come peraltro già
constatato dal GIAR e dalla CRP (sentenze 8.4.2002 e 6.9.2002). In secondo
luogo, l'emissione di due decreti di non luogo a procedere nei confronti di __________
e della reclamante stessa portano alla conclusione che il denaro posto sotto
sequestro sia il provento di una truffa o eventualmente di un'appropriazione
indebita commesse ai danni della reclamante. In siffatte circostanze sarebbero
quindi dati i presupposti dell'art. 59 cpv. 1 CP, essendo il diritto della
reclamante, parte lesa, manifesto. Inoltre, a torto, nella decisione impugnata
il Procuratore generale, sosterrebbe la necessità di una transazione
giudiziaria, trascurando il fatto che fra __________ e __________ è intervenuto
un accordo in merito, ed omettendo pure di spiegare quale sarebbe il destino
delle somme in questione in caso di proscioglimento di __________ dai reati di
truffa ed eventualmente di appropriazione indebita.

 

E.

 

In sede di osservazioni il
Procuratore generale,"ritenuto il contenuto del reclamo inoltrato, che
non solleva nuove eccezioni per rapporto a quelle già contenute nel precedente
di data 22.8.2005, non ritengo di formulare ulteriori osservazioni in merito e
rinvio integralmente alla decisione impugnata, ampiamente motivata";
mentre __________ si è rimesso al giudizio di questo giudice, rilevando nel
contempo il proprio accordo a restituire la somma di fr. 70'000.-- ad __________.

 

 

E considerato,

 

 

in diritto

 

 

1.

 

La legittimazione di __________ è
data (destinataria della decisione impugnata; cfr. anche sentenze GIAR
7.8.2002, inc. cit., consid. 3d e GIAR 12.10.2005, inc. 51.2002.4, consid. 1).

Il reclamo tempestivo è quindi
ricevibile in ordine.

 

 

2.

 

In concreto, anche aderendo alla
tesi del Procuratore generale secondo cui il reclamo in esame non proporrebbe
nuove eccezioni rispetto a quello del 22 agosto 2005, da un esame della
decisione impugnata risulta che essa nulla aggiunge a quella precedente del 9
agosto 2005 - con la quale il Procuratore generale, ricordato che la principale
ipotesi di reato nei confronti di __________ è quella di corruzione attiva, ha ritenuto
che una decisione di dissequestro non potrebbe prescindere da una decisione di
merito relativamente al presunto reato di truffa ai danni di __________, in
quanto il diritto della parte lesa alla restituzione o agli assegnamenti
concerne unicamente valori patrimoniali costituenti il prodotto di reati
commessi nei suoi confronti, in concreto unicamente quello di truffa (ma non
quello di corruzione attiva di cui all'art. 288 vCP).

 

Il Procuratore generale nella
decisione 29 novembre 2005, qui impugnata, ha infatti concluso che:

 

"Una
decisione di dissequestro in favore dell'istante a questo stadio non può
avvenire perché:

-    la
misura cautelare è fondata giuridicamente;

-    la richiesta di dissequestro, avanzata dalla presunta parte
lesa prima dell'emanazione di una decisione di merito, non ha il consenso del
Procuratore pubblico;

-    il diritto dell'istante non può ritenersi manifesto, e ciò
non tanto per rapporto alla proprietà dei beni confiscati, quanto per rapporto
alla sua qualifica di parte lesa che (…) non può prescindere da una decisione
di merito relativamente ai reati ipotizzati in suo danno.

Considerato
tutto quanto esposto, a questo stadio del procedimento, viste le ipotesi
addebitate a __________ a mente dello scrivente Magistrato, le decisioni di
merito e sul reato e sull'eventuale confisca ai fini di restituzione alla parte
lesa, per coerenza ed opportunità vanno dunque prese unitamente a conclusione
dell'istruzione penale.

Va pur
detto che la decisione impugnata si limita al mancato riconoscimento della
restituzione anticipata ex art. 165 cpv. 5 CPP e non pregiudica i pretesi
diritti della parte lesa, che l'istante potrà far valere pure nell'ambito di
un'eventuale contestazione della relativa decisione di merito".

 

In sostanza, nella decisione
impugnata, ancora una volta, il magistrato inquirente non spiega perché la
qualificazione dei reati imputati a __________ possa influire sulla qualifica
di parte lesa di __________, non indica altri motivi per i quali essa non possa
essere considerata parte lesa , né tantomeno affronta la questione relativa
alla destinazione del denaro sequestrato in caso di proscioglimento di __________,
ciò seppure proprio il mancato esame di tali questioni abbia condotto (già)
all'annullamento della decisione 9 agosto 2005 per carente e contraddittoria
motivazione. 

 

In siffatte circostanze questo
giudice non può che ribadire le considerazioni già espresse nella precedente
decisione del 12 ottobre 2005 e cioè:

 

             "

              5.

              

              In concreto, la
motivazione del diniego del PG appare quantomeno contraddittoria ed in questo
senso insufficiente o comunque carente.

 

              Preliminarmente occorre
ricordare che sia questo ufficio nella decisione 8 agosto 2002 (consid. 3c e d;
inc. GIAR 51.2002.2) sia la CRP in quella del 6 settembre 2002 (consid. 2.2;
inc. CRP 60.2002.00250), avevano ritenuto che l'importo di fr. 254'000.-- circa
versato da __________ per conto di __________ ed accreditato sul conto
intestato a __________ presso il __________ di __________ rappresenta comunque
valori patrimoniali di illecita provenienza e quindi confiscabili ex art. 59
cifra 1 cpv. 1 prima frase CP se __________ sapeva delle macchinazioni, o con
restituzione diretta a quest'ultima ex art. 59 cifra 1 cpv. 1 ultima frase CP
se parte lesa.

 

              Dagli atti risulta che
nel corso del maggio 2003 __________ e __________ per il tramite dei rispettivi
legali hanno sottoscritto un accordo sulle conseguenze risarcitorie - con la
firma della convenzione 9 maggio 2003 e della congiunta istanza di dissequestro
con __________, __________ ha concretamente riconosciuto la legittimità del
proprio obbligo di risarcimento nei confronti di __________, dando il proprio
accordo alla restituzione di parte della somma a suo tempo sequestrata presso
il proprio domicilio (indipendentemente da ogni questione penale, cfr. scritto
avv. __________ del 22.5.2003, AI 99) -, rispettivamente che il procedimento
nei confronti di __________ per il reato di corruzione attiva (art. 288 vCP) si
è concluso con un decreto di non luogo a procedere, non potendosi ritenere a
suo carico un dolo eventuale. Anche il procedimento nei confronti di __________
si è concluso con un decreto di non luogo a procedere per insufficienza di
prove, in particolare con riferimento al requisito soggettivo. 

 

              In sostanza l'inchiesta,
da ritenersi in fase conclusiva (cfr. osservazioni 5.9.2005 del PG), ha
permesso di accertare che __________, per il tramite di __________, ha versato
un importo complessivo di fr. 254'900.-- su un conto appositamente aperto da __________
presso il __________ di __________, tale denaro è stato utilizzato da __________,
in minima parte per la copertura delle spese amministrative, nonché per le
imposte alla fonte ed i contributi AVS ed in maniera preponderante per la
riattazione di rustici; fr. 5'000.-- sono invece stati consegnati a __________
(cfr. NLP __________ del 20.02.2003). Per quanto concerne __________ dalla
decisione di non luogo a procedere 20 febbraio 2003 risulta che, visto il
rapporto di fiducia instauratosi con __________, amministratore del suo
patrimonio in Svizzera, la stessa non si è mai interessata dell'iter formale ed
amministrativo della pratica relativa all'ottenimento di un permesso di dimora
(e di lavoro) in Svizzera, limitandosi a recepire quanto le riferiva
quest'ultimo (anch'egli prosciolto dal reato di cui all'art. 288 vCP), e che di
conseguenza non vi sono sufficienti indizi per ritenere che ella fosse a
conoscenza o volesse mettere in atto tutti gli elementi costitutivi del reato
di cui all'art. 288 vCP. In particolare, non vi è alcuna prova che la
reclamante sapesse dell'intervento di __________, allora funzionario della __________,
e di quanto da lui percepito da __________, né che il conto su cui è confluito
l'importo di fr. 254'900.-- fosse intestato a __________ ed inoltre è stato
appurato che le firme a nome __________ apposte sui vari documenti relativi
all'ottenimento del permesso sono state apposte da __________. Circostanze
queste che hanno indotto il PG a decretare, come detto sopra, il non luogo a
procedere, non potendosi ritenere a carico della reclamante un dolo eventuale.

 

              Dalla decisione
impugnata risulta che gli atti istruttori esperiti hanno permesso di accertare
che il denaro rinvenuto presso l'abitazione di __________ (sia l'importo di fr.
47'000.-- che quello di fr. 70'000.--) proveniva da versamenti effettuati da __________
(in parte in forma diretta ed in parte in forma sostitutiva; cfr. decisione
impugnata 9.8.2005, AI 129). 

 

              In siffatte circostanze,
la richiesta di restituzione formulata da __________, quale parte lesa,
sembrerebbe, di primo acchito, manifesta. 

              In particolare, ritenuto
che __________ è stata prosciolta dal reato di corruzione attiva, non si vede
in quale misura, come rettamente evidenziato nel gravame, la qualificazione dei
reati imputati a __________ possa influire sulla sua qualifica di parte lesa,
né tantomeno lo spiega il magistrato inquirente nella decisione impugnata, che
anzi appare in contraddizione proprio con il proscioglimento di __________ dal
reato di cui all'art. 288 vCP. In particolare, non si capisce per quale motivo
il denaro sequestrato presso il domicilio di __________ e di cui viene
richiesta la restituzione, anche ritenendo che la principale ipotesi di reato
nei confronti di __________ sia quella di corruzione attiva, possa essere
ritenuto come destinato a "determinare o a ricompensare l'autore" del
reato (corruzione attiva) e non invece come provento di reati ai danni della
reclamante (truffa, falsità in documenti o al limite appropriazione indebita).
Stante il proscioglimento di __________ dal reato di cui all'art. 288 vCP, la
stessa è da considerarsi comunque parte lesa (perlomeno per quella parte
eccedente quanto la reclamante avrebbe dovuto versare all'erario pubblico in
conseguenza al rilascio del suo permesso, denaro affluito sul conto __________
sine causa, rispettivamente con finalità illecita) indipendentemente dal reato
imputato a __________, il quale peraltro ha sostanzialmente ammesso le proprie
responsabilità. 

              Né del resto nella
decisione il PG indica altri motivi per i quali non si debba riconoscere ad __________
la qualità di parte lesa e, di conseguenza, neppure affronta le questioni a
sapere se il suo diritto alla restituzione sia manifesto e quale sarebbe la
destinazione del denaro versato, ad esempio nell'ipotesi di un proscioglimento
di __________ dal reato di truffa per assenza dell'inganno astuto, limitandosi
laconicamente a sostenere che la restituzione potrebbe avvenire soltanto in
caso di condanna di __________ per truffa (ma non per corruzione attiva) e ciò
venendo meno al proprio obbligo di indicare i motivi che l'hanno spinto a
decidere in un senso piuttosto che nell'altro (in proposito cfr. sentenza CRP
24.3.2005 in re D.C.R. consid. 3.3 e 3.4, inc. 60.2005.9)".

3.

 

In conclusione, la decisione 29 novembre
2005 del PG è annullata per carenza di motivazione.

Compito di questo giudice (quale
autorità di reclamo), lo si ribadisce, è quello di verificare la conformità
delle decisioni alla legge (per analogia: CRP 23 maggio 2001 in re R.), e non
quello di emanare decisioni in luogo e vece del magistrato inquirente (con le
eccezioni previste dal CPP); di conseguenza l’annullamento della decisione
impugnata per carenza di motivazione non ha necessariamente quale conseguenza
l’emanazione di una decisione sostitutiva da parte del GIAR, ma unicamente il
ritorno dell’incarto al Procuratore pubblico con invito a provvedere
indilatamente all’emanazione di una decisione debitamente motivata di
rifiuto del dissequestro o, se del caso, al dissequestro (cfr. per analogia:
REP 1994 p. 463). 

 

Da ultimo desta qualche
perplessità il fatto che il procedimento penale (iniziato nel dicembre 2001)
nei confronti di __________, a dire dello stesso magistrato inquirente da
ritenersi "in fase conclusiva" già nel corso del mese di
agosto 2005 (cfr. decisione 9.8.2005, inc. GIAR 51.2002.4, doc. 3), sia ancora
aperto, non ostando alla chiusura dell'inchiesta la presentazione del reclamo
qui in esame.

 

L’esito del gravame (parziale
accoglimento) comporta esenzione da tasse e spese di giustizia, nonché
l’assegnazione di ripetibili (parziali), a carico dello Stato, per la reclamante.

 

 

 

P.Q.M.

 

 

 

viste le norme applicabili, in
particolare gli artt. 146, 251, 253 CP e 288vCP, 6, 161 CPP, 59 CP, 29 CF;

 

 

 

decide

 

 

 

 

1.    Il
reclamo 7 dicembre 2005 è parzialmente accolto.

       Di
conseguenza la decisione 29 novembre 2005 del Procuratore generale nel
procedimento MP __________ é annullata.

 

 

2.    L’incarto è ritornato al Procuratore generale con
l’invito a procedere indilatamente nei suoi incombenti. 

 

 

3.    Non si prelevano tasse di giustizia e spese, inoltre lo
Stato rifonderà, a titolo di ripetibili parziali, fr. 400.-- alla reclamante.

 

 

4.    Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera
dei ricorsi penali, Lugano, entro 10 giorni dall’intimazione.

 

5.    Intimazione:

 

 

 

 

 

 

                                                                                  giudice
Ursula Züblin