# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7c7ba50b-4ed6-5d62-9672-423360b85a7a
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-06-21
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Strafkammer 21.06.2018 SK2 2015 13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_005_SK2-2015-13_2018-06-21.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

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Rif.: Coira, 21 giugno 2018 Comunicata per scritto il:
SK2 15 13 25 giugno 2018

Ordinanza
Seconda Camera penale

Presidenza Pritzi
Giudici Hubert e Brunner
Attuaria ad hoc Zanolari Hasse

Nel reclamo penale

della X._____, reclamante, patrocinata dall'avv. Stefania Vecellio, S. Antonio, 7745 Li 
Curt,

contro

il decreto di non luogo a procedere della Procura pubblica dei Grigioni del 24 marzo 
2015, comunicato il 25 marzo 2015, in re di Y._____,  resistente, patrocinato dall'avv. 
Guido Lazzarini, Via Retica 26, 7503 Samedan, contro la reclamante,

concernente falsità in documenti e conseguimento di una falsa attestazione,

è risultato:

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I. Fattispecie

A. La X._____, con sede a O.1_____ (L1_____), rappresentata da A._____, 
commerciante fra l'altro di tabacchi nella zona franca di O.1_____ (L1_____), più 
precisamente nella frazione Trepalle, inoltrava in data 16 novembre 2012 alla 
Procura pubblica dei Grigioni una denuncia e chiedeva di aprire un'inchiesta penale 
(act. PP.1). La denunciante segnalava che la Guardia di Finanza italiana l'accusava, 
a torto, di aver importato sigarette dalla Svizzera tra il 2005 e il 2011 senza averle 
dichiarate correttamente al Comune di O.1_____ (L1_____)in relazione ai diritti 
speciali. Tale sospetto si fondava sul contenuto delle dichiarazioni per l'esportazione 
di tabacchi svizzere (formulario 11.44), timbrate dalla dogana svizzera La Drossa. Da 
queste bollette doganali, messe a confronto con l'incarto concernente il pagamento 
dei diritti speciali fatturati ai commercianti da parte del Comune di O.1_____ 
(L1_____)a titolo fiscale, risultava a carico della società una considerevole differenza 
fra il quantitativo delle sigarette importate e quello delle sigarette dichiarate al 
Comune (act. B.6). La denunciante contestava di aver ordinato, ricevuto o pagato le 
sigarette eccedenti risultanti dalle bollette doganali, sigarette che erano state 
esportate dalla Svizzera a nome della società e non dichiarate al Comune di 
O.1_____ (L1_____).

B. La Procura pubblica dei Grigioni trasmetteva in data 18 gennaio 2013 tale 
denuncia all'Amministrazione federale delle dogane (act. PP.2). Quest'ultima avviava 
un'inchiesta doganale concernente il sospetto di conseguimenti fraudolenti di una 
falsa attestazione riguardo allo sdoganamento di sigarette contingentate, 
rispettivamente alla reintroduzione illegale delle stesse su territorio svizzero, anche 
perché erano state presentate denunce da altre ditte livignasche, nominate quali 
destinatari finali delle sigarette. L'Amministrazione federale delle dogane giungeva 
alla conclusione che il traffico di sigarette in parola era riconducibile a Y._____, 
residente a Zernez, che agiva in qualità di titolare di un contingente per 
l'esportazione di tabacchi, nonché come tramite di altri titolari di contingenti. In sede 
d'interrogatorio Y._____ ammetteva che il destinatario indicato sulle dichiarazioni per 
l'esportazione non corrispondeva al destinatario effettivo delle sigarette (act. 
C.4/allegato 2 PP, pag. 4). Va annotato che una parte delle ditte o persone 
destinatarie nominate sulle bollette erano fittizie (act. C.4/allegato 2 PP, pag. 18). I 
destinatari effettivi delle sigarette erano tre persone, delle quali Y._____ si rifiutava di 
fare il nome (act. C.4/allegato 2 PP, pagg. 3, 4, 5, 6, 11, 12 e 18). Da queste persone 
Y._____ otteneva in anticipo e in contanti il prezzo per le sigarette, senza però 
scambiare delle ricevute (act. C.4/allegato 2 PP, pagg. 6 e 9). In seguito Y._____ 
versava il denaro proveniente da questi affari in contanti alla sua banca a Zernez 

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(pag. 12). Y._____ sapeva che le tre persone in questione lo avrebbero in qualsiasi 
momento contattato per ottenere le sigarette in parola (pag. 6). Gli stessi lo 
contattavano in anticipo e gli chiedevano la disponibilità di sigarette (pag. 17). 

C. In data 4 luglio 2014 l'Amministrazione federale delle dogane comunicava ai 
commercianti interessati, fra cui figurava anche la X._____ (act. PP.3), che le azioni 
compiute da Y._____ non erano qualificate quale falsità in documenti ai sensi dell'art. 
15 DPA e il procedimento veniva terminato mediante decreto d'abbandono del 25 
settembre 2014. 

D. La X._____, patrocinata dall'avvocata Stefania Vecellio, inoltrava in data 26 
agosto 2014 alla Procura pubblica dei Grigioni ripetutamente una denuncia e 
chiedeva di aprire un'istruzione penale nei confronti di Y._____ e di altri responsabili 
per il traffico di sigarette (act. PP.3). 

E. Con decreto di non luogo a procedere del 24 marzo 2015, comunicato il 25 
marzo 2015, la Procura pubblica dei Grigioni decretava di non procedere all'apertura 
di un'istruzione penale. 

F. Contro questo decreto la X._____ inoltrava in data 7 aprile 2015 reclamo al 
Tribunale cantonale dei Grigioni con i seguenti petiti: 

1. IL decreto impugnato venga annullato e l'incarto EK.2012.7048/FO venga 
ritornato alla Procura pubblica dei Grigioni per l'apertura di un'istruzione 
penale. 

2. Protestate spese e ripetibili inerenti il procedimento innanzi al Tribunale 
cantonale.

G. Mediante decreto del 9 aprile 2015 il presidente della Seconda Camera penale 
del Tribunale Cantonale dei Grigioni accordava sia a Y._____ sia alla Procura 
pubblica dei Grigioni la possibilità di presentare osservazioni entro termine. 

H. Nella sua tempestiva osservazione del 17 aprile 2015 la Procura pubblica dei 
Grigioni postulava di respingere il reclamo, rinviando agli atti e alle motivazioni nella 
decisione impugnata. 

I. Con osservazioni del 1° giugno 2015 Y._____ presentava i seguenti petiti:

1. Die Beschwerde der X._____ sei vollumfänglich abzuweisen.

2. Unter gerichtlicher und aussergerichtlicher Kosten- und 
Entschädigungsfolge, zuzüglich Mehrwertsteuer, zu Lasten der 
Beschwerdeführerin.

J. Replicando rispettivamente duplicando, le parti confermavano quanto esposto 
nei loro petiti precedenti.

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K. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti e sulla motivazione della decisone 
impugnata si tornerà – per quanto utile ai fini del giudizio – nelle considerazioni di 
merito che seguono.

II. Considerandi

1.1. Giusta l'art. 310 cpv. 2 in unione all'art. 322 cpv. 2 e l'art. 393 cpv. 1 lett. a 
CPP il reclamo può essere presentato contro un decreto di non luogo a procedere 
della Procura pubblica. Nel Cantone dei Grigioni la giurisdizione di reclamo è la 
Seconda Camera penale del Tribunale cantonale dei Grigioni (art. 22 della Legge 
d'applicazione del Codice di diritto processuale penale svizzero del 16 giugno 2010 
[LACPP; CSC 350.10] in unione all'art. 10 cpv. 1 dell'Ordinanza sull'organizzazione 
del Tribunale cantonale del 14 dicembre 2010 [OOTC; CSC 173.100]). Il reclamo 
deve essere presentato per iscritto e motivato entro 10 giorni (art. 322 cpv. 2 CPP, 
art. 396 cpv. 1 CPP). La parte reclamante deve, in applicazione analoga dell'art. 385 
cpv. 1 CPP, indicare precisamente i punti della decisione che intende impugnare 
(lett. a), i motivi a sostegno di una diversa decisione (lett. b), e i mezzi di prova che 
invoca (lett. c). Giusta l'art. 393 cpv. 2 CPP mediante il reclamo si possono censurare 
le violazioni del diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento e 
la denegata o ritardata giustizia (lett. a), l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti 
(lett. b) e l'inadeguatezza (lett. c).

1.2. Ai sensi dell'art. 310 cpv. 2 in unione all'art. 322. cpv. 2 CPP sono legittimate 
al reclamo le parti che hanno un interesse giuridicamente protetto all'annullamento o 
alla modifica della stessa (art. 382 cpv. 1 CPP). Ai sensi della legge le parti nella 
procedura dibattimentale e in quella di ricorso rispettivamente di reclamo sono 
l'imputato, l'accusatore privato e la Procura pubblica (art. 104 cpv. 1 CPP).

1.3. Nella fattispecie la reclamante ha presentato il suo reclamo entro il termine 
legale ed è manifestamente legittimata in qualità di accusatrice privata a impugnare il 
decreto di non luogo a procedere, avendo un interesse giuridicamente protetto 
all'annullamento o alla modifica del decreto impugnato che ha negato l'adempimento 
del reato invocato. Le esigenze di forma e motivazione del reclamo sono rispettate. 
Esso è quindi ricevibile in ordine.

2. La reclamante censura la violazione del diritto e l'accertamento incompleto e 
inesatto dei fatti. 

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2.1. Va in prima linea costatato, che la Procura pubblica dei Grigioni fonda la sua 
decisione qui impugnata sulle inchieste precedenti ovvero sulla decisione 
dell'Amministrazione delle dogane, la quale giungeva alla conclusione, che le azioni 
compiute da Y._____ non fossero da qualificare quale falsità in documenti ai sensi 
dell'art. 15 della Legge federale sul diritto penale amministrativo del 22 marzo 1974 
(DPA; RS 313.0). A mente della Procura pubblica dei Grigioni tale norma sarebbe da 
considerare quale lex specialis. Essa conclude che di conseguenza l'applicazione 
sussidiaria delle fattispecie penali relative alla falsità in atti degli artt. 251 CP e 253 
CP sarebbe esclusa. Ne consegue che la Procura pubblica dei Grigioni non ha dato 
luogo a procedere all'apertura di un'istruzione penale. Questa conclusione non offre i 
sufficienti approfondimenti e necessita delle seguenti considerazioni. 

2.2. Il reclamo contro il decreto di non luogo a procedere è accolto, segnatamente, 
in presenza di sufficienti indizi di reato (art. 309 cpv. 1 lett. a CPP) se, contrariamente 
al giudizio del procuratore pubblico, sono adempiuti gli elementi costitutivi di un reato 
o i presupposti processuali (art. 310 cpv. 1 lett. a CPP), qualora non sono intervenuti 
impedimenti a procedere (art. 310 cpv. 1 lett. b CPP) o quando non si giustifica di 
rinunciare all'azione penale per uno dei motivi di cui all'art. 8 CPP (art. 310 cpv. 1 lett. 
c CPP). Si ricorda che giusta l'art. 7 cpv. 1 CPP l'azione penale, per principio, è 
essenzialmente pubblica e, come tale, esercitata dal procuratore pubblico, per cui 
non può essere lasciata all'arbitrio o al sentimento soggettivo delle parti, ma deve 
fondarsi su elementi indizianti oggettivi, concreti e sufficienti. In questo senso non 
basta un'interpretazione diversa delle risultanze da parte del reclamante, ma occorre 
la dimostrazione della verosimiglianza di alto grado circa altra conclusione che merita 
approfondimento. La prevalenza dei principi della verità materiale e della legalità 
impone alla giurisdizione di reclamo, investita di un gravame, di decidere 
indipendentemente dalle conclusioni o dalle motivazioni addotte dalle parti, 
applicando il diritto penale che deve imporsi d'ufficio (MAURO MINI, in 
BERNASCONI/GALLIANI/MARCELLINI/MELI/MINI/NOSEDA [ed.], Codice svizzero di 
procedura penale [CPP] – Commentario, Zurigo/San Gallo 2010, n. 2 ad art. 391 
CPP; cfr. decisione del Tribunale federale 1B_768/2012 del 15 gennaio 2013 consid. 
2.1.).

2.3. Nella decisione impugnata la Procura pubblica dei Grigioni si limita a fornire 
osservazioni in merito alla falsità in documenti relative alle bollette doganali e omette 
di applicare altre norme penali concernenti la fattispecie, tuttavia già invocate 
mediante la denuncia della qui reclamante. Inoltre la Procura pubblica dei Grigioni 
non ha avviato inchieste proprie, appoggiandosi soltanto sugli atti forniti 
dall'Amministrazione delle dogane, seppure, al di là del sospetto di falsità in 

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documenti riguardo alle bollette doganali, il comportamento di Y._____ esiga ulteriori 
istruzioni. Va ricordato che l'Amministrazione delle dogane ha abbandonato il 
procedimento perché non era in grado di provare che le sigarette in parola fossero 
state reintrodotte illegalmente in Svizzera. Lo scopo di tale procedimento era 
solamente quello di esaminare reati penali amministrativi nell'ambito doganale e nulla 
di più. Il campo d'azione della Procura pubblica è evidentemente più ampio. 

3. Nella fattispecie va quindi esaminato d'ufficio il diritto penale applicabile in 
prima linea prescritto dal CP. 

3.1. Risulta dagli atti che per le sigarette in parola Y._____ ha ottenuto del denaro 
da persone a lui note, ma delle quali non fa il nome, senza però rilasciare una fattura; 
denaro che in seguito è stato versato in contanti alla banca in base alle dichiarazioni 
doganali falsificate. Questo modo di procedere insospettisce, dato che secondo la 
prassi consueta il pagamento delle sigarette vendute ai destinatari a O.1_____ 
(L1_____)è eseguito mediante bonifico bancario. 

3.1.1. Adempie la fattispecie di riciclaggio di denaro ai sensi dell'art. 305bis n. 1 CP 
chi compie un atto suscettibile di vanificare l'accertamento dell'origine, il ritrovamento 
o la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono da 
un crimine. Il reato di riciclaggio di denaro, punibile con la detenzione sino a tre anni 
o con una pena pecuniaria, ha per fine la sottrazione all'autorità penale del provento 
di un crimine. Si tratta di un'infrazione di esposizione a pericolo astratto, il 
comportamento è dunque punibile a questo titolo anche laddove l'atto vanificatorio 
non abbia raggiunto il suo scopo (DTF 127 IV 20 consid. 3; 119 IV 59 consid. 2e; 
sentenze del Tribunale federale 6B_900/2009 del 21 ottobre 2010 consid. 4.2 e 
6B_334/2007 dell'11 ottobre 2007 consid. 7.1.). Gli elementi costitutivi oggettivi 
dell'art. 305bis n. 1 CP sono l'esistenza di un valore patrimoniale, l'esistenza di un 
reato precedente, un legame di provenienza tra il valore patrimoniale e il reato 
precedente e un atto suscettibile di vanificare l'accertamento, il ritrovamento o la 
confisca del valore patrimoniale (cfr. NICOLAS C. HERREN, Le blanchiment d'argent 
dans la jurisprudence des tribunaux fédéraux, AJP/PJA 2017 pagg. 1112-1124; 
sentenze del Tribunale federale 6S.22/2003 dell'8 settembre 2003 consid. 1.1.2 e 
6B_88/2009 del 29 ottobre 2009 consid. 4.1). Dal profilo soggettivo il reato è di 
natura intenzionale. Il dolo eventuale è comunque ritenuto sufficiente (sentenza del 
Tribunale federale 4A_653/2010 del 24 giugno 2011 consid. 3.2.3).

3.1.2. Costituisce un atto suscettibile di vanificare l'accertamento dell'origine, il 
ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali ai sensi dell'art. 305bis n. 1 CP, chi 
non effettua un bonifico rintracciabile. Il modo di agire di Y._____ è addirittura 

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esemplare per compiere un atto suscettibile di vanificare la provenienza dei 
compensi, il cosiddetto paper trail. Il chiarimento di tale pratica è coattivo e quindi la 
Procura pubblica dei Grigioni deve aprire un'istruzione per approfondire i fatti in 
merito all'applicazione dell'art. 305bis n. 1 CP. Di conseguenza alla Procura pubblica 
dei Grigioni viene intimata ai sensi dell'art. 397 cpv. 3 CPP l'istruzione di procedere in 
ordine.

3.2.  Il riciclaggio di denaro di regola viene eseguito nell'ambito di un 
organizzazione criminale. Nella fattispecie Y._____ ha più volte rifiutato di fare il 
nome delle tre persone in questione, le quali erano sempre disponibili di acquistare le 
sigarette in parola. Y._____ figura quale "persona chiave", in quanto organizzava le 
bollette doganali falsificate e parzialmente i trasporti. In cambio otteneva il ricavo in 
contanti e lo inseriva nel sistema bancario svizzero. Concernente la rispettiva 
contabilità sono ravvisabili degli appunti ambigui come per esempio "per ella pero 
nair" (cfr. act. C.4/allegato 2 PP, pag. 19). Carenti sono pure i documenti per gli affari 
in parola (cfr. act. C.4/allegato 2 PP, pag. 17). 

3.2.1. Adempie la fattispecie dell'organizzazione criminale dell'art. 260ter n. 1 CP chi 
partecipa a un'organizzazione che tiene segreti la struttura e i suoi componenti e che 
ha lo scopo di commettere atti di violenza criminali o di arricchirsi con mezzi criminali, 
ovvero chi sostiene una tale organizzazione nella sua attività criminale. La pena (art. 
48a CP) viene attenuata se l'agente si impegna a impedire la prosecuzione 
dell'attività criminale dell'organizzazione. Giusta l'art. 260ter n. 3 CP è punibile anche 
chi commette il reato all'estero, se l'organizzazione esercita o intende esercitare 
l'attività criminale integralmente o parzialmente sul territorio svizzero. 

3.2.2. Alla luce di quanto esposto risulta evidente che fra la Svizzera e l'Italia 
potrebbe sussistere un mercato nero di sigarette. Non è quindi comprensibile il fatto 
che la Procura pubblica dei Grigioni nonostante le dichiarazioni esposte da Y._____ 
nel verbale (cfr. act. C.4/allegato 2 PP), non abbia esaminato l'esistenza di 
un'organizzazione, la quale per diversi anni perseguiva il proposito di agevolare un 
traffico clandestino di sigarette in base alle bollette doganali falsificate. A causa delle 
carenze della Procura pubblica dei Grigioni non sono noti i dettagli del traffico delle 
sigarette in parola e il ruolo delle persone coinvolte. Senza approfondite istruzioni da 
parte della Procura pubblica dei Grigioni, non si può escludere l'appartenenza di 
Y._____ a un'organizzazione criminale nel giro del traffico di sigarette. Ne consegue 
che la Procura pubblica dei Grigioni deve chiarire la fattispecie in applicazione 
dell'art. 260ter CP, la cui violazione è manifesta, nonché l'eventuale applicazione 
dell'art. 24 cpv. 1 lett. a CPP. 

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3.3. La reclamante censura la violazione dell'art. 251 CP e dell'art. 253 CP, in 
quanto nella decisione impugnata verrebbe affermato che l'impunibilità della falsità in 
documenti ovvero di una falsa attestazione nell'ambito dell'art. 15 DPA escluderebbe 
l'applicazione sussidiaria dell'art. 251 CP, come pure dell'art. 253 CP. A mente della 
reclamante non sarebbe stato accertato che l'imputato, oltre ad aver falsificato le 
bollette doganali, abbia falsificato anche i pagamenti delle fatture in nome dei 
destinatari che non erano a conoscenza delle ordinazioni o a nome di destinatari 
fittizi. Sarebbe pure probabile che egli abbia falsificato altri documenti per effettuare il 
contrabbando di sigarette, come risulterebbe dagli estratti bancari. La reclamante 
rimprovera a Y._____ anche che egli avrebbe falsificato delle bollette doganali. 
Avrebbe difatti indicato un numero vastamente superiore di sigarette rispetto al 
numero di sigarette poi effettivamente consegnato (alla reclamante e ad altri 
commercianti). In base a dette bollette doganali falsificate, di cui uno dei tre estratti 
va inviato al Comune di O.1_____ (L1_____), quest'ultimo farebbe valere dei diritti 
speciali nell'ambito dell'importazione di tabacchi, cosicché la reclamante – come 
anche altri commercianti – si vedrebbero costretti a pagare dei diritti speciali senza 
aver ricevuto le sigarette in pari numero. Ovviamente soggetti a tale tassa sono i 
commercianti destinatari indicati nelle bollette doganali, i quali hanno dovuto subire 
procedure tributarie e penali avviate dal Comune di O.1_____ 
(L1_____)rispettivamente dall'Agenzia delle Entrate italiana per ommessa 
dichiarazione di introduzione merce e ommesso versamento dei diritti speciali. 
Y._____ non ha torto nelle sue osservazioni quando sostiene che non è lui il 
soggetto dei diritti speciali; però era consapevole, che una copia delle bollette 
doganali andasse al Comune di O.1_____ (L1_____)(cfr. act. C.4/allegato 2 PP, pag. 
7). Misconosce inoltre che i procedimenti delle autorità italiane contro i destinatari 
sono il risultato delle sue manovre fraudolenti.

3.3.1. La Procura pubblica dei Grigioni fonda la negata applicazione sussidiaria su 
una sentenza del Tribunale federale, in cui è stato concluso che nel caso in 
decisione non sarebbero adempiuti i presupposti per l'applicazione sussidiaria 
dell'art. 251 CP nei confronti dell'art. 15 DPA. Nella stessa sentenza il Tribunale 
federale precisava la sua giurisprudenza concernente il concorso tra il reato fiscale e 
quello penale ordinario e confermava l'applicabilità di ambedue le norme nei casi in 
cui l'autore non perseguiva soltanto vantaggi fiscali, ma dove il documento falsificato 
veniva utilizzato pure in un ambito diverso da quello fiscale (DTF 108 IV 180 consid. 
2). L'art. 251 CP ovvero l'art. 253 CP trovano dunque applicazione assieme alle 
norme speciali fiscali quando risulta dalla fattispecie che l'autore utilizzi il documento 
falsificato anche nell'ambito non fiscale, ovvero accetti l'eventualità di un simile 
utilizzo (cfr. DTF 133 IV 303 consid. 4.5; 122 IV 25 consid. 3.b; 117 IV 181 consid. 1; 

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108 IV 27 consid. 3). Tale conclusione rende possibile l'applicazione sussidiaria delle 
norme penali ordinarie in relazione a tutte le norme penali amministrative specifiche 
(cfr. DTF 117 IV 170 consid. 2.a).

3.3.2. Giusta l'art. 251 n. 1 CP commette falsità in documenti ed è punito con una 
pena detentiva o con una pena pecuniaria chi, al fine di nuocere al patrimonio altrui o 
ad altri diritti di una persona o di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, forma 
un documento falso o altera un documento vero, oppure abusa dell'altrui firma 
autentica o dell'altrui segno a mano autentico per formare un documento 
suppositizio, oppure attesta o fa attestare in un documento, contrariamente alla 
verità, un fatto di importanza giuridica o fa uso, a scopo di inganno, di un tale 
documento. Il reato presuppone una contraffazione a scopo di inganno e di indebito 
profitto. L'art. 251 CP non reprime solo la falsificazione di un documento (falso 
materiale) ma anche la redazione di un documento dal falso contenuto (falso 
ideologico). Nel primo caso l'art. 251 CP esige che il documento falsificato sia un 
documento ai sensi dell'art. 110 cpv. 4 CP. La destinazione a provare (nel termine 
tedesco: Beweisbestimmung) un fatto risulta direttamente dalla legge oppure dal 
senso o dalla natura dello scritto. L'attitudine a provare (nel termine tedesco: 
Beweiseignung) è ammessa quando lo scritto è riconosciuto dalla legge o dagli usi 
commerciali come un mezzo di prova (DTF 132 IV 57 consid. 5.1; 126 IV 65 consid. 
2a e rinvii; MARKUS BOOG, in Basler Kommentar zum Strafrecht I, 3a ed., Basilea 
2013, n. 30 ad art. 110 cpv. 4 CP). Anche un documento non valido o nullo a causa 
di vizi formali o materiali può essere atto a provare (cfr. DTF 81 IV 238; BOOG, op. 
cit., art. 110 cpv. 4 n. 31, STEFAN TRECHSEL/LORENZ ERNI, in TRECHSEL/PIETH [ed.], 
Schweizerisches Strafgesetzbuch – Praxiskommentar, 3a ed., Zurigo/San Gallo 
2018, n. 8 delle osservazioni preliminari all'art. 251 CP). In questo caso, è sufficiente 
che lo scritto crei l'apparenza di una dichiarazione giuridicamente rilevante (MARKUS 
BOOG, op. cit., n. 31 ad art. 110 cpv. 4 CP). La falsificazione in senso proprio (falso 
materiale) implica la formazione di un documento il cui vero estensore non 
corrisponde all'autore apparente; dunque, il documento trae in inganno sull'identità di 
colui dal quale esso emana (DTF 137 IV 167 consid. 2.3.1; 132 IV 57 consid. 5.1.1; 
128 IV 265 consid. 1.1.1; STF 6B_334/2007 dell'11 ottobre 2007 consid. 6.1). In 
questi casi, l'atto è punibile senza che sia necessario esaminare la questione di un 
eventuale contenuto menzognero del documento (DTF 132 IV 57 consid. 5.1.1; 123 
IV 17 consid. 2e). Vi è invece falso ideologico se la realtà non corrisponde a ciò che 
è affermato nel documento: è, cioè, menzognero il documento il cui contenuto non 
corrisponde alla realtà pur emanando dal suo autore apparente (DTF 132 IV 12 
consid. 8.1; 131 IV 125 consid. 4.1; 129 IV 130 consid. 2.1; 126 IV 65 consid. 2a; 
sentenza del Tribunale federale 6B_334/2007 dell'11 ottobre 2007 consid. 6.1). Nel 

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falso ideologico non vi è inganno sulla persona dell'autore. Semplicemente, ciò che 
l'autore dice non corrisponde al vero (BERNARD CORBOZ, Les infractions en droit 
suisse, vol. II, 3a ed., Berna 2010, n. 15 e segg. ad art. 251 CP). Nel caso di falso 
ideologico la giurisprudenza esige che il documento ai sensi dell'art. 110 cpv. 4 CP 
sia provvisto di un valore probatorio accresciuto, di una capacità particolare di 
convincere, di una garanzia speciale di veracità, di un'attitudine elevata a 
comprovare, di un carattere probante particolare (BERNARD CORBOZ, op. cit., n. 119 
ad art. 251 CP con rinvii; DTF 132 IV 12 consid. 8.1; 131 IV 125 consid. 4.1; 129 IV 
130 consid. 2.1; 126 IV 65 consid. 2a; 123 IV 61 consid. 5b; 122 IV 332 consid. 2c). 
Quest'esigenza di valore probatorio accresciuto rispetto al caso di falso materiale è 
giustificata dal principio secondo cui è maggiormente degna di protezione la fiducia 
che si può avere nel non essere ingannati sull'identità dell'autore di un documento 
rispetto a quella che si può riporre nel fatto che l'autore non menta (DTF 125 IV 273 
consid. 3; sentenza del Tribunale federale 6B_334/2007 dell'11 ottobre 2007 consid. 
6.1; BERNARD CORBOZ, op. cit., n. 129 ad art. 251 CP). Il falso ideologico è una bugia 
scritta qualificata che si distingue da una semplice allegazione unilaterale per la sua 
capacità di convincere (DTF 126 IV 65 consid. 2a; 123 IV 61 consid. 5b; 122 IV 332 
consid. 2c). Perché il falso sia punibile, il documento deve essere atto a provare la 
veridicità di ciò che in realtà è falso, ossia del suo contenuto (DTF 123 IV 17 consid. 
2c): tale forza probante può risultare direttamente dalla legge (e dagli usi 
commerciali) o dalla natura stessa dello scritto (DTF 129 IV 130 consid. 2.2; 126 IV 
65 consid. 2a; 122 IV 332 consid. 2a). La cosiddetta "menzogna scritta" trascende, 
dunque, in reato soltanto quando, dal profilo oggettivo, il documento gode di 
particolare credibilità per il valore che la legge o gli usi commerciali gli conferiscono 
(bilancio, conto perdite e profitti, inventario; vedi BERNARD CORBOZ, Le faux dans les 
titres, ZBJV 131/1995 pagg. 534 segg., pag. 551) o per la posizione analoga a quella 
di un garante (nel termine tedesco: garantenähnliche Stellung) della persona che lo 
ha redatto (come per esempio un funzionario, notaio, medico, architetto; cfr. MARKUS 
BOOG, in Basler Kommentar zum Strafrecht II, 3a ed., Basilea 2013, n. 101 segg. ad 
art. 251 CP), di modo che il suo destinatario vi possa ragionevolmente prestar fede 
(DTF 138 IV 130 consid. 2.1; 132 IV 12 consid. 8.1; 129 IV 130 consid. 2.1; 126 IV 
65 consid. 2a; sentenze del Tribunale federale 6B_382/2011 del 26 settembre 2011 
consid. 2.1; 6B_812/2010 del 7 luglio 2011 consid. 5.2; 6B_334/2007 dell'11 ottobre 
2007 consid. 6; 6B_367/2007 del 10 ottobre 2007 consid. 4.2). La natura di 
documento di uno scritto – o meglio, la sua forza probante – è relativa. Uno scritto 
può essere considerato un documento – e, quindi, a esso essere attribuita forza 
probante – per taluni suoi aspetti e non per altri (DTF 138 IV 209 consid. 5.3; 132 IV 
57 consid. 5.1; 129 IV 130 consid. 2.2; MARKUS BOOG, op. cit., n. 71 ad art. 251 CP). 
Una fattura, ad esempio, è impropria, in linea di principio a dimostrare la veridicità di 

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quanto attesta. Essa può, però, essere idonea a provare che le dichiarazioni ivi 
contenute emanano dal loro autore, onde la punibilità (per falso materiale) di chi 
contraffà un tale atto (DTF 121 IV 131 con svariati altri esempi e rinvii di 
giurisprudenza, richiamati anche in DTF 125 IV 273 consid. 3.a.bb; 132 IV 57 consid. 
5.1; 126 IV 65 consid. 2a e rinvii) oppure può essere idonea a provare la veridicità 
del suo contenuto e, perciò, acquista carattere di documento in funzione della sua 
registrazione in contabilità (DTF 114 IV 31 in relazione a un libro di cassa; cfr. 
BERNARD CORBOZ, op. cit., n. 155 seg. ad art. 251 CP). Dal profilo soggettivo, la 
falsità in documenti è punibile solo se commessa intenzionalmente, precisando però 
che il dolo eventuale è sufficiente (DTF 138 IV 130 consid. 3.2.1). L'autore deve, 
inoltre, agire al fine di nuocere al patrimonio o ad altri diritti di una persona o di 
procacciare a sé o ad altri un indebito profitto. Al proposito non è necessario che 
l'autore sappia in cosa consiste tale profitto, il cui carattere indebito può risultare 
dallo scopo perseguito o dai mezzi utilizzati (sentenza del Tribunale federale 
6B_522/2011 dell'8 dicembre 2011 consid. 1.3; DTF 121 IV 216 consid. 2). L'art. 251 
CP presuppone, infine, l'intenzione dell'autore di ingannare qualcuno e di procacciare 
a sé o ad altri un indebito profitto (sentenza del Tribunale penale federale 
SK.2013.32 del 4 febbraio 2014 consid. 8.1).

3.3.3. Adempie la fattispecie del conseguimento fraudolente di una falsa attestazione 
ai sensi dell'art. 253 CP chi, usando inganno, induce un funzionario o un pubblico 
ufficiale ad attestare in un documento pubblico, contrariamente alla verità, un fatto 
d'importanza giuridica, in ispecie ad autenticare una firma falsa o una copia non 
conforme all'originale o chi fa uso di un documento ottenuto in tal modo per 
ingannare altri sul fatto in esso attestato.

3.3.4. Nella fattispecie risulta che la Procura pubblica dei Grigioni non ha avviato 
proprie inchieste concernente la falsità in documenti ovvero la falsa attestazione oltre 
all'ambito dei reati fiscali. Invece risulta importante sapere l'utilizzo delle bollette 
doganali, di cui Y._____ è l'autore, anche nell'ambito non fiscale. Al riguardo 
mancano completamente i risultati delle indagini in merito alle azioni di Y._____ e i 
sottratti diritti speciali. Punti di riferimento sono i documenti falsificati, di cui la 
reclamante risulta quale destinataria di merce mai ottenuta (cfr. act. C.4/allegato 2 
PP, pagg. 2, 4, 5, 6 e 8) e gli atti delle autorità italiane (act. B.3, B.6). Spetta alla 
Procura pubblica dei Grigioni rilevare l'esistenza di ulteriori documenti, ad esempio 
fatture, bollette di consegna etc., con cui sono infine stati danneggiati i destinatari. 
Tantomeno è da stabilire se Y._____ abbia indotto dei funzionari delle autorità 
coinvolte ad attestare in un documento ufficiale un fatto di importanza giuridica. La 
negazione categorica della sussidiarietà delle norme penali nei confronti delle norme 

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speciali risulta essere non approfondita e rende necessarie ulteriori ricerche 
nell'ambito degli artt. 251 e 253 CP. Senza ulteriori inchieste, gli artt. 251 e 253 CP 
rimangono pertanto violati. 

3.4. Infine, nell'atto impugnato non sono ravvisabili degli apprezzamenti 
concernente i reati nell'ambito del diritto tributario, in quanto la distribuzione di merce 
in base a dichiarazioni falsificate nell'ambito del traffico delle merci esenti da dazio 
elude il regime dei contingenti svizzeri per l'esportazione di tabacchi. Nella fattispecie 
mancano pertanto delle ricerche concernenti un possibile inganno dei titolari dei 
contingenti per l'esportazione di sigarette mediante le bollette doganali, compilate al 
loro nome con un contenuto falsificato per quanto riguarda i destinatari e le 
corrispettive quantità di sigarette. Come fa valere a ragione la reclamante, con 
questo non può nemmeno essere escluso che sia data pure la fattispecie di truffa di 
cui all'art. 146 CP. Servono delle analisi riguardo al modo di agire concernente 
l'ordinazione delle forniture in base alle dichiarazioni falsificate. Non va escluso che 
delle manovre fraudolenti abbiano reso possibile l'esportazione delle sigarette in 
parola.

4. Alla luce di quanto esposto, non è comprensibile il fatto che la Procura 
pubblica dei Grigioni nella decisione impugnata si sia limitata soltanto ad esaminare 
la falsità in documenti concernente le bollette doganali, senza allargare le inchieste 
sulle evidenti manovre fraudolenti, anche già invocate dalla reclamante in via di 
denuncia, per esempio riguardo a fatture falsificate e la risultante lesione dei 
commercianti livignaschi, la ricezione di denaro d'origine non riscontrabile e il 
bonifico degli stessi nel sistema bancario svizzero, la collaborazione con persone 
ignote con intenzioni fraudolenti e l'omessa dichiarazione dei veri destinatari delle 
esportazioni nei confronti dei titolari dei contingenti di sigarette. Specialmente in 
merito alle dichiarazioni fatte da Y._____ risulta sorprendente, che la Procura 
pubblica non abbia avviato un'istruzione benché vi siano dei sufficienti indizi di reato. 
Risulta che, contrariamente al giudizio della Procura pubblica dei Grigioni, la quale 
fonda la decisione di non luogo a procedere unicamente sull'esclusione 
dell'applicazione sussidiaria degli artt. 251 CP e 253 CP, non sono intervenuti 
impedimenti a procedere giusta l'art. 310 cpv. 1 lett. b CPP e che quindi la 
conclusione della Procura pubblica dei Grigioni non regge alla luce di elementi 
indizianti oggettivi, concreti e sufficienti. Di conseguenza, le pretese della reclamante 
dimostrano una verosimiglianza di alto grado e la decisione impugnata non merita di 
essere confermata. L'appello va pertanto accolto e l'incarto viene ritornato alla 
Procura pubblica dei Grigioni per l'apertura di un'istruzione penale.

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5.1. Visto l'esito del reclamo, gli oneri processuali rimangono a carico dello Stato 
(art. 428 cpv. 4 CPP). Alla luce delle circostanze concrete della fattispecie, si 
giustifica fissare le spese giudiziarie in applicazione dell'art. 8 dell'Ordinanza sugli 
emolumenti in cause penali del 14 dicembre 2010 (OECP; CSC 350.210) a CHF 
2'000.00. 

5.2. Inoltre, ai sensi dell'art. 436 cpv. 3 CPP, il quale trova applicazione anche in 
sede di reclamo nonostante il rinvio all'art. 409 CPP concernente la procedura 
d'appello (cfr. SK2 15 6 consid. 7.b con riferimenti), il Cantone dei Grigioni deve 
rifondere alla reclamante un'indennità a titolo di ripetibili. In mancanza di una nota 
legale la Seconda camera penale deve dunque fissare l'indennità secondo 
apprezzamento (cfr. STEFAN WEHRENBERG/FRIEDRICH FRANK, in Basler Kommentar 
zur Schweizerischen Strafprozessordnung II, 2a ed., Basilea 2014, n. 16 ad art. 436 
CPP). Considerando il grado di complessità della fattispecie e delle questioni 
giuridiche che si sono poste nella presente procedura e tenuto conto del reclamo 
inoltrato, pare giustificato aggiudicare alla reclamante un'indennità forfettaria di CHF 
3'000.00 (IVA e spese incluse). 

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III. La Seconda Camera penale ordina:

1. Il reclamo è accolto. 

2. Di conseguenza il decreto di non luogo a procedere del 24 marzo 2015, 
comunicato il 25 marzo 2015, è annullato e gli atti EK.2012.7048/FO vengono 
ritornati alla Procura pubblica dei Grigioni per l'apertura di un'istruzione 
penale.

3. Le spese procedurali di CHF 2'000.00 vanno a carico del Cantone dei Grigioni.

4. Il Cantone dei Grigioni è inoltre obbligato a versare alla X._____, con sede a 
O.1_____ (L1_____), un'indennità di CHF 3'000.00 (IVA inclusa) a titolo di 
ripetibili.

5. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia penale ai 
sensi dell'art. 78 LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 
Losanna 14, per scritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione con il 
testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, il 
diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 
segg., 78 segg. e 90 segg. LTF.

6. Comunicazione a: