# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a5abeb91-f8e4-52bd-8383-83ba915d3228
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-06-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.06.2002 39.2002.19
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2002-19_2002-06-10.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  39.2002.00019-20

   

  ZA/DC/sc

  	
  Lugano

  10 giugno 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  presidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Zaccaria Akbas

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 febbraio 2002
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 18 febbraio 2002 emanate da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assegni di famiglia

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con due
decisioni 18 febbraio 2002, con effetto dal 1° dicembre 2001, la Cassa
cantonale per gli assegni familiari (in seguito la Cassa) ha respinto la
richiesta di __________, tendente all'assegnazione di un assegno integrativo a
favore della figlia __________ (25 maggio 1999) e di un assegno di prima
infanzia.

                                         A
motivazione delle proprie decisioni l'amministrazione ha precisato che i
redditi determinanti superano le spese riconosciute (cfr. doc. _).

                                         

 

                               1.2.   Con
tempestivo ricorso 20 febbraio 2002 l'interessata ha impugnato le decisioni
della Cassa, chiedendo l'erogazione dei due assegni. Essa si è così espressa:

 

" 
(…)

1. Mi è stato accreditato un reddito di attività dipendente di Frs.
49'772.-- annui quando invece, come comunicato nella mia richiesta iniziale,
non svolgo alcuna attività lucrativa.

2. L'importo accreditatomi è il reddito che percepisce il Signor
__________ con il quale convivo.

3. Non essendo sposati la custodia effettiva della bambina è
affidata alla sottoscritta.

4. Faccio presente che per l'ufficio tassazione il Signor __________
e la sottoscritta veniamo considerati separatamente con due tassazioni distinte
in quanto non coniugati.

 

Vi prego pertanto di voler riesaminare la mia
pratica e usando gli stessi parametri dell'ufficio tassazione dal quale vengo
considerata come persona non coniugata." (Doc. _)

 

                               1.3.   Con risposta
27 febbraio 2002 la Cassa ha proposto di respingere il gravame con le seguenti
motivazioni:

 

" 
(…)

Nella fattispecie, __________ e __________
abitano con la loro figlia __________ e costituiscono dunque una famiglia.

La legge sugli assegni di famiglia considera tale
un'economia domestica quando padre e la madre abitano con il loro o i loro
figli indipendentemente dal fatto che siano sposati o no.

 

Si tratta di una famiglia biparentale e per il
calcolo del fabbisogno si deve pertanto tenere in considerazione anche il
reddito del padre come correttamente effettuato dalla Cassa." (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Nella
presente fattispecie è controversa la questione a sapere se __________ e
__________ costituiscono un'economia domestica ai sensi della LAF oppure no, e
se per questo deve essere ammesso il considerato fabbisogno per coniugi e il
cumulo dei redditi operato dalla Cassa.

                                       

                                         L'art. 24
LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno
integrativo:

 

"  Il
genitore domiciliato nel Cantone ha diritto all'assegno, per il figlio, se
cumulativamente:

  a) ha la custodia
del figlio;

  b) ha il domicilio
nel Cantone da almeno tre anni;

  c) il reddito
disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta 

      dell'eventuale
assegno di base nonché degli eventuali obblighi 

      alimentari, è
inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle 

      prestazioni
complementari all'AVS/AI.

  Se entrambi i genitori
hanno la custodia del figlio, la madre ha diritto all'assegno. 

  Non ha diritto
all'assegno il beneficiario di una prestazione complementare all'AVS/AI, se il
figlio è considerato per il calcolo della prestazione."

                                                                             

                                         L’art. 27
LAF prevede altresì che

 

"  1 L'importo dell'assegno, incluso
l'eventuale assegno di base nonché gli eventuali obblighi alimentari, è pari
alla differenza fra il reddito disponibile ai sensi della legislazione sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI ed i limiti minimi.

   2 In ogni caso l'importo dell'assegno non può superare il limite del
o dei figli per i quali l'assegno è riconosciuto.

   3 L'assegno integrativo non è versato se il suo importo annuo è
inferiore all'importo mensile dell'assegno di base per un figlio."

 

                                         Secondo
l’art. 28 cpv. 1 a 3 LAF, inoltre, 

 

"  Per
l’accertamento ed il calcolo sono applicabili per analogia le disposizione
della legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.

  Il reddito del
lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale
reddito nella misura di 1/15. 

  Il premio per
l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della
famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia
non sono prese in considerazioni nel calcolo.”

 

                                         L’art. 33
del Regolamento LAF (Reg. LAF), adottato dal Consiglio di Stato il 5 febbraio
1997, prevede che

 

"  Nei
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI non è compreso il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie.”

                                         Per la
determinazione dell’importo dell’assegno vengono considerati anche i figli:

                                         a) se non
sono in formazione, fino ai 18 anni;

                                         b)  se
sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più   tardi fino ai 25
anni (art. 34 Reg.LAF).

 

                               2.3.   L’assegno di
prima infanzia è regolato agli art. 31ss LAF.

                                         L’art. 32
LAF prevede in particolare che

 

"  1 I genitori domiciliati nel Cantone
hanno diritto all'assegno, per il figlio, se cumulativamente:

 

  a)   hanno il
domicilio nel Cantone da almeno tre anni;

  b)   uno dei
genitori non esercita nessuna attività lucrativa oppure ne            esercita
una che non supera il 50% per dedicarsi alla cura del       figlio;

  c)   il reddito
disponibile dei genitori, inclusi gli eventuali assegni di    cui il nucleo
familiare beneficia in virtù della legge, è inferiore ai             limiti
posti dall'art. 24 cpv. 1 lett. c).

 

  Al genitore che non
esercita un'attività lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale, senza
giustificati motivi, è computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno di
un'attività a tempo pieno, da lui esigibile.

 

  Il reddito ipotetico
minimo è pari al doppio del limite minimo per persona sola secondo la
legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI.

 

  Il diritto
all'assegno sorge il primo giorno del mese in cui sono soddisfatte le
condizioni legali, ma al più presto il primo giorno del mese in cui nasce il
figlio.

 

  Il diritto all'assegno
si estingue:

 

  a)   alla fine del
mese in cui il genitore inizia un'attività lucrativa con  un grado di
occupazione superiore al 50%;

  b)   quando il
genitore affida il figlio alle cure di una terza persona     per più di mezza
giornata sull'arco di un giorno;

  c)   al più tardi
alla fine del mese in cui il figlio compie i tre anni di      età."

 

                                         Da quanto
esposto all’art. 32 lett. c LAF, che richiama l’art. 24 cpv. 1 lett. c LAF,
emerge che il calcolo per stabilire il diritto all’assegno di prima infanzia
corrisponde a quello relativo all’assegno integrativo.

 

 

                               2.4.   L’art. 3b
della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC), a cui rinvia l’art.
24 cpv. 1 lett. c LAF, entrato in vigore con la terza revisione delle PC il 1
gennaio 1998 unitamente all'Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni
complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 in vigore dal 

                                         1°
gennaio 2001 (cfr. Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle
prestazioni complementari all’AVS/AI del 6 dicembre 2000), prevedono che le
spese riconosciute si compongono di un importo destinato alla copertura del
fabbisogno vitale, per anno, pari, al minimo per le persone sole, a fr.
15'280.--, per i coniugi, almeno 22’920.-- franchi e per gli orfani e per i
figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI, a fr.
8'050.--. Per i due primi figli si prende in considerazione la totalità
dell'importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno (fr. 5'367) e
per ogni altro figlio un terzo (fr. 2'683.--).

 

                                         Viene
inoltre tenuto conto della pigione di un appartamento e delle relative spese
accessorie. In caso di presentazione di un conguaglio per le spese accessorie,
non si può invece tenere conto né di un pagamento di arretrati né di una
richiesta di restituzione (art. 3b cpv. 1 lett. b LPC).

 

                                         Per
quanto riguarda l'importo computabile a titolo di pigione l'art. 5 cpv. 1 lett.
b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle spese per
pigione fino a concorrenza di un importo annuo corrispondente, fino al 31
dicembre 2000, a fr. 13'800.-- per coniugi e le persone con figli.

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

 

                                         Dal 1°
gennaio 2001 tale importo è pari a fr. 15'000.-- (cfr. Ordinanza 01
sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre
2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni
complementari all'AVS e all'AI del 6 dicembre 2000).

 

                               2.5.   Ai sensi
della LAF, a differenza delle assicurazioni sociali federali che non parificano
la convivenza al matrimonio, è sufficiente la convivenza per beneficiare degli
assegni integrativi e di prima infanzia come famiglia biparentale. Inoltre il
termine genitore deve essere inteso nel senso più ampio possibile (cfr. STCA
del 17 aprile 2001 nella causa B., 39.2000.72, pubblicata in RDAT II 2001, pag.
83 segg.; STCA del 26 gennaio 2001 nella causa B.P.; STCA del 24 luglio 2000
nella causa A.I.; STCA del 15 aprile 1996 nella causa M.M.).

 

                                         Dal
rapporto di maggioranza della Commissione della gestione del 23 maggio 1996 sul
messaggio relativo alla nuova LAF risulta infatti quanto segue:

 

" 
La Commissione della gestione ha posto l'accento
anche sull'art. 33 cpv. 3 del disegno di legge (messaggio) che recita: "I
conviventi sono equiparati ai coniugi".

 

Su richiesta della sottocommissione, il
Servizio giuridico dell'IAS ha rilasciato un parere in merito
all'interpretazione di questo capoverso.

 

In effetti, come si può rilevare l'art. 33
LAF prevede che l'assegno di prima infanzia venga riconosciuto anche ai
conviventi: nel disegno di legge non esiste una norma analoga per l'assegno
integrativo, ciò che sembra quindi lasciar supporre - a prima vista - che
quest'ultimo debba essere ammesso soltanto per i coniugi. Vi è da chiedersi se
questa interpretazione sia corretta e sostenibile dal punto di vista giuridico,
nonché opportuna dal profilo sociale.

 

Tra le condizioni per l'ottenimento
dell'assegno integrativo e per l'ottenimento di quello di prima infanzia vi
sono alcune differenze rilevanti; di seguito le più importanti:

 

-   l'AI non può superare il limite legale
di reddito del/dei figli per il/i 

quale/i esso è
riconosciuto (art. 27 cpv. 2 dis LAF allegato al presente rapporto); per l'API
questo plafond non esiste: vi potrebbero quindi essere situazioni nelle quali
viene erogato un API mensile di un importo rilevante;

 

-   l'AI, con la citata limitazione, viene erogato fino ai 15 anni
del figlio (art. 25 LAF), mentre l'API arriva soltanto fino ai 3 anni (Art. 33
cpv. 2 lett. c).

 

 

Lo scopo dei due assegni, ossia quello di
garantire un reddito minimo completivo per il figlio (per l'AI), risp. per la
famiglia (per l'API), in caso di condizioni economiche modeste (cfr. messaggio,
pag. 8) è quindi, nella sostanza, analogo: vi è quindi da chiedersi se sia
giuridicamente corretto limitare il diritto all'assegno integrativo ai soli
coniugi, con l'esclusione dei conviventi.

 

Secondo l'avviso del servizio giuridico
dell'IAS, la questione deve essere risolta negativamente  e i due tipi di
assegno riconosciuti in entrambe le varianti (matrimonio o convivenza), in caso
di situazione economica modesta. Ritenuto che il disegno LAF intende essere
innovativo, esso dovrebbe esserlo anche nel riconoscere - e non penalizzare -
le nuove forme di aggregazione domestica diverse dal matrimonio (cfr.
messaggio, pag. 10).

 

Riconoscere il diritto a qualsiasi forma di
assegno di famiglia unicamente all'interno di un nucleo familiare in senso
tradizionale, che origina cioè da una situazione giuridicamente codificata (il
matrimonio), sembrerebbe semplificare le cose: i genitori che vivono con il
figlio hanno diritto all'assegno per lo stesso figlio. Si dimentica però che
già all'interno dell'istituto matrimoniale vi sono forme di disgregazione
quali, ad esempio, la separazione o il divorzio: sarebbe dunque corretto
riconoscere  - a parità di condizioni economiche - alla madre separata il
diritto all'assegno integrativo e negarlo alla madre che convive?

In sostanza, entrambi gli assegni (integrativo
e di prima infanzia) dovrebbero essere garantiti, indipendentemente dal genere
di aggregazione domestica che i genitori hanno adottato.

Il cpv. 3 dell'art. 33 LAF deve pertanto
essere stralciato in quanto giuridicamente insostenibile e socialmente
inopportuno.

 

11.3 Il concetto di "genitore"

Secondo il Servizio giuridico dell'IAS,
l'accento deve essere posto non tanto sul genere di aggregazione (matrimonio),
risp. disgregazione domestica (divorzio, convivenza), ma piuttosto sul concetto
di genitore, così come inteso dal disegno di legge. L'art. 2 del disegno LAF
prevede che il titolare del diritto all'assegno sia il genitore
naturale, adottivo o affiliante.

Per il diritto civile è necessario che vi
sia - tra genitore e figlio - un vincolo di filiazione.

Dal profilo giuridico per la madre il
rapporto di filiazione sorge automaticamente con la nascita ("mater semper
certa est"), indipendentemente dal fatto che ella sia o meno sposata, o
tramite adozione.

Fra padre e figlio il vincolo di
filiazione risulta invece - secondo il Codice civile svizzero - dal matrimonio
con la madre, per riconoscimento, per sentenza giudiziale o ancora tramite
adozione. Con l'accezione "genitore naturale" il disegno di
legge intende quindi quel genitore che ha con il figlio un rapporto di tipo sia
biologico che sociale, che deriva, per la madre dalla nascita e per il padre
dal matrimonio con la madre, dal riconoscimento o da una sentenza giudiziale;
per il genitore adottivo il disegno di legge richiama invece il concetto di adozione
illustrato più sopra.

 

Se il campo di applicazione della legge
fosse limitato al genitore naturale, al genitore adottivo o al genitore
affiliante il rischio potrebbe essere quello di disattendere delle possibili
realtà, erogando quindi l'assegno integrativo o di prima infanzia laddove il
diritto non dovrebbe sussistere.

 

Ipotizziamo in effetti la seguente
situazione per l'assegno di prima infanzia: la madre è casalinga,
rispettivamente ha un'attività lucrativa che non supera il 50%; il convivente è
il padre biologico, ma non ha un vincolo di filiazione in senso giuridico; ai
sensi della legge (così come esposta nel disegno) egli non può essere
considerato genitore. Nella determinazione del diritto all'assegno il
convivente non deve quindi essere preso in considerazione. Nel caso in cui
questo convivente eserciti un'attività lucrativa con un reddito molto elevato,
lo stesso non potrebbe essere considerato nella determinazione del diritto
all'assegno (egli non è infatti "genitore" ai sensi della legge, in
quanto non ha un vincolo di filiazione in senso giuridico); la madre
riceverebbe quindi un assegno al quale non avrebbe, in realtà, diritto.

Per coprire realtà di questo e altro
genere, il servizio giuridico dell'IAS ritiene opportuno introdurre nel disegno
di legge il termine di "genitore biologico", intendendo con ciò quel
genitore che, de facto, è il padre del bambino (il problema si pone in effetti
in pratica soltanto per il padre e non per la madre, giacché "mater semper
certa est"), ma, de jure, non ha un vincolo di filiazione in senso
giuridico. Nel regolamento di applicazione dovranno poi essere definite le
modalità di accertamento di questo vincolo di paternità.

 

Richiamandosi al concetto di
"genitore", (pur ammettendo che il disegno LAF allarga il campo di
applicazione al "genitore" affiliante, che in senso stretto non è un
vero e proprio genitore, né biologico, né naturale, né adottivo: cfr. art. 294
CCS), il disegno di legge non necessita di distinguere le varie forme di
aggregazione domestica per fissare il diritto all'assegno integrativo o di
prima infanzia: tale diritto dovrà essere determinato tenendo conto
dell'esistenza del rapporto genitore/figlio, indipendentemente dal genere di
convivenza che i genitori hanno adottato (la
sottolineatura è nostra)".

 

                                         La
volontà del legislatore è poi stata ancorata all'art. 2 cpv. 2 LAF, secondo cui

 

" 
È considerato genitore dalla legge il genitore
naturale, adottivo, affiliante e biologico."

 

                                         Va ancora
ricordato che dal profilo del diritto civile per differenziare il concubinato
da altre forme di relazione interpersonale è essenziale il presupposto della
convivenza (cfr. Frank/Girsberger/Vogt u.a., Die eheähnliche Gemeinschaft [Konkubinat]
im schweizerischen Recht, Zürich 1984, 30; SJZ 1997 nr. 20, pag. 40). Comunque
"convivenza e "concubinato" non si identificano già per il fatto
che una coabitazione (o convivenza) non presuppone una comunità di vita, tanto
meno durevole o di carattere esclusivo, né denota elementi di comunione spirituale,
materiale o economica, com'è invece il caso del concubinato (cfr. DTF 118 II
235; I CCA, sentenza del 6 novembre 2000 nella causa G.B. c. A.F.).

                                         Per
determinare se è data la comunione domestica di due persone, delle temporanee
separazioni per motivi professionali o per altre cause sono ininfluenti, finché
dalla volontà e dal comportamento delle parti si denota che esiste una
conduzione comune della vita nella forma di un rapporto duraturo a due.
Trascorrere semplicemente il tempo libero insieme, effettuare viaggi di vacanza
o visitarsi vicendevolmente non è tuttavia sufficiente. Avere un'economia
domestica comune significa pure, in linea di principio, gestire insieme una
cassa comune ("wirtschaften aus einem Topf", cfr. SJZ 1997 Nr. 20
pag. 400).

 

                               2.6.   Nell'evenienza
concreta __________ a convive con __________ (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione). Da tale convivenza, il 25 maggio 1999 è nata la loro
figlia __________.

                                         Tale
relazione perdura tutt'oggi. 

                                         Dalla
nascita della figlia, come precisato dalla Cassa, il calcolo dell'assegno va
quindi calcolato in base al fabbisogno per "coniugi".

 

                                         Il
fabbisogno vitale della famiglia della ricorrente, formata dalla madre, dal
padre convivente e dalla figlia, è dunque pari a 

                                         fr.
30'970.--, come indicato dalla Cassa.

 

                                         La
pigione pagata mensilmente dalla ricorrente ammonta a fr. 1'240.-- mensili. Il
canone annuo è pari, pertanto, a fr. 14'880.--, a cui si aggiungono fr.
1'320.-- annui a titolo di spese accessorie (cfr. doc. _ agli atti
dell'amministrazione). Visto che la somma complessiva di fr. 16'200.-- supera
il massimo riconosciuto dalla legge, la Cassa ha giustamente computato solo
l'importo di fr. 15'000.--.

 

                               2.7.   Per
stabilire l’ammontare dell’assegno integrativo vanno pure computate, secondo
l’art. 3b cpv. 3 LPC, le

 

"  a) spese
per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del      reddito lordo
dell'attività lucrativa;

  b) spese di
manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a      concorrenza del
ricavo lordo dell'immobile;

  c) premi versati
alle assicurazioni sociali della Confederazione,        eccettuata
l'assicurazione malattie;

  d)  …

  e) pensioni
alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."

 

                                         Secondo
l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi di cui si deve tenere conto per il
calcolo della PC e quindi dell’assegno integrativo e di prima infanzia
comprendono

 

"  b) il
reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;

  c) un quindicesimo
della sostanza netta oppure un decimo per i       beneficiari di rendite di
vecchiaia, nella misura in cui superi per           persone sole 25 000
franchi, per coniugi 40 000 franchi e per      orfani e figli che danno diritto
a rendite per figli dell'AVS o dell'AI     15 000 franchi. Se l'immobile
appartiene al beneficiario delle         prestazioni complementari o a un'altra
persona compresa nel     calcolo della prestazione complementare e serve quale
abitazione             ad almeno una di queste persone, soltanto il valore
dell'immobile                               eccedente 75 000 franchi é preso in
considerazione quale   sostanza;

d) le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche,
comprese  le rendite dell'AVS e dell'AI;

  e) le prestazioni
derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra       convenzione analoga;

  f)  gli assegni
familiari

  g) le entrate e le
parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;

  h) le pensioni
alimentari del diritto di famiglia."

 

                                         Per
quanto concerne invece il reddito del lavoro non si applicano le disposizioni
della LPC, in quanto la LAF prevede in maniera autonoma la modalità di computo
di questo reddito in particolare il computo globale e non ridotto di questa
entrata (art. 28 cpv. 2 LAF; Messaggio relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’assegno di famiglia del 19 gennaio 1994 p. 51).

 

                               2.8.   Nella
fattispecie, l'assicurata non svolge nessuna attività lucrativa, mentre il
convivente ha un reddito netto annuale di fr. 49'772.-- (50'249.60-477=
49'772.60 , cfr. doc. _ agli atti dell'amministrazione). L'amministrazione ha
computato quali spese professionali unicamente fr. 477.--, che non sono state
contestate dall'assicurata (cfr. doc. _). Del resto la ricorrente non ha
documentato le spese di cui al doc. _ degli atti dell'amministrazione. Il TCA
quindi non esaminerà se tali pretese erano legittime o meno, in quanto non
provate.

 

                               2.9.   Anche per
quanto attiene alle modalità di computo del premio per l’assicurazione
malattia, la Cassa ha agito conformemente alle disposizioni della LAF e del
relativo regolamento. 

                                         Come
indicato al consid. 2.2., ai fini del calcolo dell'assegno integrativo viene
computato unicamente il premio relativo all'assicurazione obbligatoria contro
le malattie a carico della famiglia e quindi all’assicurazione sociale secondo
la LAMal (art. 28 cpv. 3 LAF e 33 RegLAF).

                                         Gli
eventuali premi che concernono le prestazioni complementari alla LAMal non vengono
per contro computati (cfr. Rapporto di maggioranza del 23 maggio 1996 p. 36). 

                                         Inoltre,
per quanto riguarda la modalità di calcolo dei premi dell'assicurazione
malattia, la LAF non rinvia alla LPC. Quindi, per questo costo, i criteri di
computo di tale legge, che si fonda sul premio medio cantonale (cfr. art. 3b
cpv. 3 LPC), non sono rilevanti per il calcolo degli assegni familiari.

 

                                         Infine va
evidenziato che è computabile il premio netto e meglio va tenuto conto di
eventuali sussidi erogati agli interessati. L’art. 28 cpv. 2 LAF precisa
infatti che va tenuto conto del premio per l’assicurazione sociale ed
obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia (cfr. in proposito il
rapporto di maggioranza della commissione della gestione del 23 maggio 1996 p.
36).

 

                                         Nella
fattispecie il premio di base, senza la deduzione di eventuali sussidi, ammonta
a fr. 6'462.-- annui (fr. 236.80 premio mensile per l'assicurata, fr. 226.--
premio per il marito; fr. 75.70.-- mensili per la figlia __________; cfr. doc.
_ agli atti dell'amministrazione).

                                         I sussidi
ammontano a fr. 2'520-- per l'assicurata e a fr. 655.80 per __________. 

                                         Globalmente
quindi i sussidi sono di fr. 3'175.80.

                                         In simili
condizioni il premio annuo a carico della ricorrente ammonta a fr. 3'286.20,
come stabilito dalla Cassa.

 

                             2.10.   Per quanto
concerne gli assegni di base, va ribadito che giusta l'art. 8 LAF essi sono
attribuiti ai salariati in caso di infortunio o di malattia, cessato il diritto
al salario, per ulteriori dodici mesi consecutivi di incapacità al lavoro;
dall'importo dell'assegno è dedotta la quota-parte corrisposta allo stesso
titolo dall'ente assicuratore.

                                         L'importo
dell'assegno è di fr. 183.-- mensili per figlio (cfr. art. 16 LAF).

                                         La Cassa
ha dunque correttamente computato la somma di fr. 2'196.-- a titolo di assegni
di base per la figlia __________, che secondo la legge deve essere computato
nei redditi (cfr. consid. 2.2).

 

                                         In
conclusione visto che il reddito complessivo di fr. 52'011.-- (cfr. doc. _) è
più elevato rispetto al fabbisogno (fr. 49'257.--), il TCA non può che
confermare le decisioni impugnate.

 

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Intimazione
alle parti.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti