# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5d1a7083-9845-5a12-a430-7b3c6b89456a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-06-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.06.2009 C-6196/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6196-2007_2009-06-23.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6196/2007

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 3  g i u g n o  2 0 0 9

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Antonio Imoberdorf, Ruth Beutler,
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
patrocinata dal Soccorso operaio svizzero SOS, 
via Zurigo 17, 6900 Lugano,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Divieto d'entrata in Svizzera.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6196/2007

Fatti:

A.
Interrogata in data 31 maggio 2007 dagli agenti della Polizia cantonale 
ticinese,  A._______,  cittadina  brasiliana  nata  il  ...,  ha  dichiarato  di 
essere  entrata in  Svizzera una prima volta  in  data 12 ottobre 2006, 
alloggiando  per  quasi  2  mesi  dapprima  presso  l'affittacamere 
B._______ e poi presso il locale C._______. L'interessata ha affermato 
di non aver mai esercitato la prostituzione nei suddetti affittacamere, di 
trovarsi  in Svizzera in  qualità  di  turista e di  aver conosciuto durante 
tale permanenza il  suo attuale compagno, residente a Lugano. Essa 
ha poi  dichiarato  di  essere  uscita  dal  territorio  elvetico  alla  fine  del 
2006 e di avervi fatto ritorno una seconda volta in data 8 aprile 2007, 
alloggiando  presso  l'appartamento  del  fidanzato  ed  intenzionata  a 
rimanere in Svizzera fino al mese di luglio 2007, in attesa del divorzio 
del  compagno.  A._______  ha  infine  manifestato  l'intenzione  della 
coppia di convolare a nozze e di stabilirsi definitivamente in Brasile.

In data 1° giugno 2007, la Polizia cantonale ha trasmesso al Ministero 
Pubblico ticinese un rapporto di segnalazione concernente A._______ 
quale indiziata per infrazione alla  legge federale del  26 marzo 1931 
concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS, CS 1 117).

B.
Con decisione del 9 luglio 2007, notificata il 20 agosto 2007 tramite la 
Rappresentanza svizzera di Brasilia, l'Ufficio federale della migrazione 
(UFM) ha pronunciato nei confronti di A._______ un divieto d'entrata 
valido fino all'8 luglio 2010, motivandolo come segue:

"Straniera il cui ritorno in Svizzera è indesiderato a motivo del suo comporta-

mento  (dichiarazioni  contrastanti  circa  lo  scopo  del  suo  soggiorno; 

prostituzione)."

L'autorità  di  prima  istanza  ha  altresì  tolto  l'effetto  sospensivo  al 
ricorso.

C.
In data 14 settembre 2007, A._______, agendo per il tramite del suo 
patrocinatore,  è insorta avverso la  suddetta decisione,  postulandone 
l'annullamento. A sostegno del proprio gravame, la ricorrente ha rite-
nuto che la decisione impugnata viola il diritto federale e il principio di 

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proporzionalità. In particolare essa ha affermato di non aver mai subito 
condanne né in Svizzera né in Brasile e di  essere stata unicamente 
sentita  come  indiziata  nell'ambito  di  un'inchiesta  di  Polizia  relativa 
all'esercizio  illegale  della  prostituzione,  senza  tuttavia  essere 
condannata. Infine l'interessata ha affermato che sulla base del verba-
le  d'interrogatorio  del  31  maggio  2007  le  sue  dichiarazioni  circa  lo 
scopo  del  suo  soggiorno  non  avrebbero  potuto  essere  ritenute 
contrastanti.

D.
Chiamato ad esprimersi  in  merito  al  suddetto ricorso,  con preavviso 
del 27 novembre 2007, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame. 
L'autorità di prime cure ha ripreso le argomentazioni sviluppate nella 
sua  decisione  del  9  luglio  2007,  sottolineando  come  la  situazione 
dell'interessata non si fosse modificata in modo tale da giustificare una 
valutazione diversa della  fattispecie. In  particolare l'autorità  di  prime 
cure ha rilevato che nel 2004 l'interessata aveva soggiornato illegal-
mente  in  Svizzera  e  che  la  stessa,  durante  la  sua  permanenza  in 
Svizzera nel 2006, ha alloggiato in due affittacamere, conosciuti dalle 
autorità ticinesi quali locali adibiti al meretricio. Per quanto concerne i 
numeri di telefono di prostitute, persone attive nell'ambito della prosti-
tuzione  e  un  indirizzo  di  un  sito  internet  (Happysex)  trovati  nella 
rubrica telefonica del telefono cellulare, ricevuto a dire dell'interessata, 
in regalo dal fidanzato, l'UFM ha rilevato come la circostanza di donare 
un telefono alla propria fidanzata con tali numeri nella rubrica, facesse 
sorgere  seri  dubbi  sulla  credibilità  della  fattispecie  sostenuta 
dall'interessata. L'autorità inferiore ha infine sottolineato che, a seguito 
delle  disparità  socioeconomiche  tra  la  Svizzera  e  il  Brasile  nonché 
della situazione personale di A._______, il soggiorno per ragioni turi-
stiche non ha pertinenza.

E.
Invitata  a  prendere  posizione  in  merito  al  preavviso  dell'autorità 
intimata, con replica del 2 gennaio 2008, la ricorrente si è sostanzial-
mente riconfermata nelle proprie allegazioni di fatto e di diritto.

F.
In data 19 gennaio 2009 il Ministero pubblico ha emesso un decreto di 
non luogo  a procedere  per  insufficienza di  prove nei  confronti  della 
ricorrente.

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Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta 
l'art. 31 LTAF il  Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni  ai sensi 
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa  (PA,  RS  172.021)  prese  dalle  autorità  menzionate 
all'art. 33 LTAF.

1.2 In particolare, le decisioni in materia di divieto d'entrata in Svizze-
ra rese dall'UFM - il quale costituisce un'unità dell'amministrazione fe-
derale come definita all'art. 33 let. d LTAF - possono essere impugnate 
dinanzi al TAF, il quale statuisce in via definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF 
in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 della legge del 17 giugno 2005 
sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

2.

2.1 L'entrata in vigore, il  1° gennaio 2008, della  legge federale sugli 
stranieri  del  16  dicembre  2005  (LStr,  RS  142.20)  ha  comportato 
l'abrogazione della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la 
dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS, CS 1 117) conformemente 
all'art. 125 LStr in relazione con la cifra I dell'allegato 2.

2.2 Conformemente all'art. 126 cpv. 1 LStr, alle procedure introdotte 
prima del 1° gennaio 2008 rimangono tuttavia applicabili le vecchie di-
sposizioni  di  legge  (cfr.  DTAF  2008/1  consid.  2).  La  decisione 
impugnata è stata emessa prima dell'entrata in vigore della LStr; per 
l'esame materiale del suddetto ricorso ci si deve riferire alla normativa 
precedente, segnatamente all'art. 13 cpv. 1 LDDS, come pure alle cor-
rispondenti disposizioni di applicazione. 

2.3 In applicazione dell'art. 126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente alle 
domande  presentate  prima  dell'entrata  in  vigore  della  LStr  il 
1° gennaio 2008, è retta dal nuovo diritto.

2.4 Salvo i casi  in cui  la LTAF non disponga altrimenti,  la procedura 
davanti  al  Tribunale  amministrativo federale è  retta  dalla  PA (art.  37 
LTAF).

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3.
A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA) e il suo ricorso, pre-
sentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile (cfr. 
art. 50 e 52 PA).

4.

4.1 Nel  suo  gravame,  la  ricorrente  ha  rilevato  di  non  aver  subito 
nessuna  condanna  di  natura  penale.  Dagli  atti  emerge  infatti  che  il 
Ministero Pubblico ha pronunciato in data 19 gennaio 2009 un decreto 
di  non luogo a procedere per insufficienza di  prove in merito ai  fatti 
che hanno condotto alla decisione di divieto d'entrata del 9 luglio 2007 
nei confronti dell'interessata.

A questo proposito giova rammentare che in virtù  del  principio della 
separazione dei poteri  e a norma di una consolidata giurisprudenza, 
l'autorità amministrativa non è vincolata dalle considerazioni del giudi-
ce  penale.  Tenuto  conto  delle  finalità  differenti  perseguite  dalla 
sanzione penale e dal divieto d'entrata, di principio indipendenti tra di 
loro, entrambe le misure possono coesistere ed applicarsi ad una me-
desima fattispecie. Un divieto d'entrata può in tal caso essere adottato 
anche in assenza di un giudizio penale, sia in ragione della mancata 
apertura di un procedimento penale, sia della pendenza dello stesso. 
È sufficiente che le autorità, sulla base di un proprio apprezzamento 
dei mezzi di prova, giungano alla conclusione che lo straniero adempia 
ai presupposti per l'adozione di un divieto d'entrata (cfr. sentenza del 
Tribunale  amministrativo  federale  C-43/2006  del  27 febbraio  2007 
consid. 6.1). L'autorità amministrativa valuta pertanto sulla base di cri-
teri  autonomi se l'allontanamento dalla  Svizzera di  uno straniero sia 
necessario ed opportuno e può quindi giungere a conclusioni differenti 
da quelle ritenute dal giudice penale.

4.2 Alla luce di quanto esposto, la facoltà dell'UFM di prevedere una 
sanzione amministrativa malgrado la  pronuncia di  un decreto di  non 
luogo a procedere da parte delle autorità penali è giustificata.

5.

5.1 Secondo  l'art.  1a LDDS  ha  diritto  di  risiedere  in  Svizzera  ogni 
straniero che sia al  beneficio  di  un permesso di  dimora o domicilio, 
ovvero  che,  secondo  la  presente  legge,  non  abbia  bisogno  di  un 
permesso siffatto. 

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5.2 Entro tre mesi da che si trova in Svizzera, lo straniero deve notifi-
care il suo arrivo alla polizia degli stranieri del luogo dove risiede allo 
scopo di regolare le condizioni della sua residenza. Gli stranieri venuti 
in Svizzera con l'intenzione di stabilirvisi o di esercitare un'attività lu-
crativa, devono fare questa notificazione entro otto giorni, in ogni caso 
prima di assumere un impiego (art. 2 cpv. 1, 1a e 2a frase LDDS). Lo 
straniero che non è al beneficio di alcun permesso può in ogni tempo 
essere obbligato a lasciare la Svizzera (art. 12 cpv. 1 LDDS). 

6.

6.1 L'autorità federale può vietare l'entrata in Svizzera di stranieri in-
desiderabili. Essa può parimenti, ma per una durata non superiore a 
tre anni, vietare l'entrata in Svizzera di stranieri che abbiano contrav-
venuto  gravemente  o  più  volte  alle  prescrizioni  sulla  polizia  degli 
stranieri, ad altre disposizioni di legge o a decisioni prese dall'autorità 
in  base  a  queste  disposizioni  (art.  13  cpv. 1  1a e  2a frase  LDDS). 
Fintanto che vale questo divieto, lo straniero non potrà varcare il confi-
ne, senza il permesso esplicito dell'autorità che l'ha emanato (art. 13 
cpv. 1 3a frase LDDS). 

6.2 Il divieto d'entrata previsto all'art. 13 cpv. 1 1a frase LDDS non co-
stituisce una pena né riveste carattere infamante, bensì configura un 
provvedimento amministrativo di  controllo, destinato ad impedire che 
uno  straniero  ritorni  in  Svizzera  all'insaputa  dell'autorità  (cfr.  GAAC 
63.1 consid. 12a e riferimenti ivi citati). Il divieto d'entrata è infatti una 
misura di sicurezza il cui scopo è quello di prevenire un probabile per-
turbamento  dell'ordine  pubblico  e  della  pubblica  sicurezza  e  non  di 
punire un determinato comportamento. 

7.
Dal profilo del diritto degli  stranieri  la prostituzione, gli  ambienti  e le 
attività ad essa legate, rivestono un carattere rilevante sotto due punti 
di vista. 

7.1 Da  una  parte  la  prostituzione  costituisce  un'attività  lucrativa  ai 
sensi dell'art. 6 dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo 
degli stranieri (OLS, RU 1986 I 1791) e sottostà pertanto alle relative 
norme inerenti l'accesso di cittadine e cittadini stranieri al mercato del 
lavoro  elvetico. Il  non  rispetto  delle  normative  in  oggetto  costituisce 
una violazione delle disposizioni in materia di diritto degli stranieri tale 
da giustificare di per sé l'adozione di un divieto d'entrata in applicazio-

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ne dell'art. 13 cpv. 1 LDDS. Nulla cambia in ragione del fatto che per 
quanto attiene la prostituzione si sia in presenza di un'attività lucrativa 
per la quale un'autorizzazione di polizia non è senz'altro concessa (cfr. 
a  questo  titolo  BRIGITTE HÜRLIMANN,  Prostitution  -  ihre  Regelung  im 
schweizerischen  Recht  und  die  Frage  der  Sittenwidrigkeit,  Zurigo 
2004,  pag.  75  segg.;  FULVIO HAEFELI,  Die  Prostitution  und  die 
Bestimmungen  des  ANAG  über  den  Nachzug  ausländischer 
Ehegatten, in SJZ 95 [1999] pag. 181 segg.). Il ritegno o il rifiuto quasi 
sistematico  da parte  delle  autorità  di  migrazione ad autorizzare una 
determinata attività lucrativa, non fondano un'esenzione dall'obbligo di 
ottenere  un'autorizzazione  per  il  suo  esercizio  (cfr.  sentenza  del 
Tribunale amministrativo federale C-4055/2007 e C-4056/2007 del 21 
gennaio 2009 consid. 6.1).

7.2 D'altro  canto  la  prostituzione,  attività  non proibita  in  Svizzera,  è 
sovente ritenuta un manifesto delitto contro la moralità tale da giustifi-
care di per sé l'adozione di una misura di espulsione e a fortiori la pro-
nuncia di un divieto d'entrata per indesiderabilità (cfr. art. 10 cpv. 1 lett. 
b LDDS in relazione con l'art. 16 cpv. 2 dell'ordinanza d'esecuzione del 
1° marzo 1949 delle legge concernente la dimora ed il domicilio degli 
stranieri [ODDS, RU 1949 I 233]; altra opinione: BRIGITTE HÜRLIMANN, op. 
cit. pag. 178 segg.). In sostanza questa attività - fintanto che essa non 
è  esercitata  in  piena  libertà,  per  scelta  volontaria  ed  a  beneficio  di 
un'autorizzazione - è legata a fenomeni negativi, che ancora una volta 
devono essere qualificati come una seria messa in pericolo della pub-
blica sicurezza. Si pensi in particolare all'apparizione di commercianti 
di essere umani e di protettori, i quali vanno vieppiù organizzandosi in 
moderne strutture economiche tendenti  ad uno sfruttamento efficace 
della  prostituzione. Le  persone  operanti  in  questi  ambienti  non  solo 
commettono dei delitti nei confronti delle prostitute, ma sono sempre 
più attivi anche in altri ambiti della criminalità (cfr. rapporti interni della 
sicurezza della Svizzera 2007,  pag. 10 e 30 segg.,  e  2006,  pag. 59 
segg., online su www.fedpol.admin.ch > Documentazione > Rapporti, 
visitato il 12 maggio 2009). È inoltre incontestabile che la prostituzione 
e tutto ciò che tocca tale attività può costituire un rischio per la salute, 
la sicurezza e l'ordine pubblico. Alla luce di quanto esposto, la prostitu-
zione e altre attività  ad essa legate, indipendentemente dalla durata 
del  loro  esercizio  e  fintanto  che  non  sono  esercitate  sulla  base  di 
un'espressa autorizzazione di polizia degli stranieri, adempie di per sé 
i requisiti per costituire una caso di indesiderabilità ai sensi dell'art. 13 
cpv. 1  1a frase  LDDS. Le  misure  adottate  in  questo  ambito  mirano 

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quindi anche a garantire la protezione degli stranieri in oggetto, i quali, 
come esposto, sono spesso divenuti vittime di un commercio di esseri 
umani  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale 
C-4055/2007 e C-4056/2007 sopra menzionata consid. 6.2).

8.

8.1 L'autorità  di  prime  cure  ha  rimproverato  alla  ricorrete  di  essere 
stata dedita all'esercizio della prostituzione. Dal suo canto la ricorrente 
ha dichiarato di essere entrata in Svizzera unicamente per ragioni turi-
stiche.

8.2 Nella fattispecie, in data 31 maggio 2007, la Polizia cantonale tici-
nese  ha  effettuato  un  intervento  in  Via  D._______  a  Lugano  – 
Cassarate  presso  l'appartamento  n.  2  al  primo  piano.  Nel  corso 
dell'intervento  le  autorità  di  polizia,  dovendosi  spostare  presso 
l'appartamento  al  secondo  piano  affittato  dai  coniugi  E._______, 
cittadina brasiliana nata il ... ed F._______, cittadino svizzero nato il ..., 
hanno rilevato la presenza dell'interessata, alla quale è stato intimato 
di  presentare  i  documenti  d'identità. La  ricorrente  è  stata  in  seguito 
accompagnata negli uffici della polizia, dove è stata assunta a verbale 
il giorno stesso.

8.3 Durante l'interrogatorio essa ha dichiarato di trovarsi a Lugano in 
visita dal suo fidanzato, presso il quale alloggiava come ospite, cono-
sciuto  durante  una  precedente  permanenza  turistica  in  Svizzera 
nell'ottobre 2006. Durante tale periodo la ricorrente aveva alloggiato in 
due affittacamere noti  alle  autorità  quali  locali  attivi  nell'ambito della 
prostituzione.  Dagli  atti  di  causa  si  evince  inoltre  che  l'interessata 
aveva già soggiornato illegalmente in Svizzera nel 2004 (cfr. rapporto 
Poste  gardes-frontière  La  Cure  del  10  dicembre  2004).  Per  quanto 
concerne  la  sua  situazione  economica,  da  quanto  emerso  dal 
succitato  verbale  d'interrogatorio,  l'interessata  svolge  l'attività 
d'operaia, percependo un salario mensile di 1000 BRL corrispondenti 
a  Fr.  600.-.  Essa  ha  dichiarato  di  occuparsi  assieme  ai  fratelli  del 
mantenimento della famiglia, composta dalla madre e di dodici sorelle 
e fratelli. Tenuto conto dello stipendio recepito dall'interessata e della 
sua  contribuzione  al  mantenimento  della  numerosa  famiglia,  risulta 
difficile  immaginare  che  la  ricorrente  sia  entrata  in  Svizzera  a  più 
riprese esclusivamente per  ragioni  turistiche. Si  constata inoltre  che 
nella rubrica telefonica del telefono cellulare dell'insorgente sono stati 
trovati numeri di prostitute, l'indirizzo di un sito internet (Happysex) e 

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di altre persone proprietarie di appartamenti  adibiti  al meretricio. Per 
quanto  concerne  il  suo  compagno,  quest'ultimo  è  conosciuto  dalle 
autorità  ticinesi  per  aver infranto  la  LDDS tra  il  1994 e il  2004 (cfr. 
rapporto  di  segnalazione  del  1°  giugno  2007).  Sulla  base  delle 
considerazioni  precedenti,  il  Tribunale  ritiene  che  vi  sono  sufficienti 
indizi per poter affermare che all'epoca dei fatti la ricorrente era attiva 
nell'ambiente della prostituzione o svolgeva un'attività ad essa legata. 

8.4 Alla luce di queste considerazioni si rileva dunque che l'interessa-
ta ha sottaciuto le reali motivazioni della sua permanenza sul territorio 
della Confederazione e che all'epoca dei fatti  la ricorrente era attiva 
nell'ambito della prostituzione. Le condizioni per l'esistenza di un'inde-
siderabilità  ai  sensi  dell'art.  13  cpv. 1  1a frase  LDDS sono  pertanto 
adempiute. 

8.5 Ne consegue che nella fattispecie il divieto d'entrata, in considera-
zione dell'aspetto preventivo e di controllo dello stesso provvedimento 
amministrativo, appare giustificato.

9.
Essendo la  decisione di  divieto d'entrata in  Svizzera confermata nel 
suo principio, resta ora da stabilire se la durata della misura di allonta-
namento adottata dall'UFM, prevista per un periodo di tre anni, è ade-
guata alle circostanze del caso concreto (cfr. art. 49 lett. c PA).

9.1 Qualora  l'autorità  amministrativa pronunci  un  divieto  d'entrata  in 
Svizzera,  essa è tenuta a rispettare i  principi  dell'uguaglianza,  della 
proporzionalità  e  di  astenersi  da  qualsiasi  arbitrio  (cfr.  ANDRÉ GRISEL, 
Traité de droit administratif Neuchâtel, 1984, pag. 348, 358 seg. e 364 
seg; BLAISE KNAPP, Précis de droit administratif, Basilea, 1991, pag. 103 
seg.,  113  seg.,  124  seg.).  Rilevanti  sono  le  particolarità  del 
comportamento illecito, la situazione personale della ricorrente e una 
corretta valutazione dell'interesse pubblico e privato. In  particolare è 
necessario  che  il  provvedimento  appaia  essenziale  ed  idoneo  a 
raggiungere  lo  scopo  perseguito  dalla  misura  amministrativa  e  che 
sussista  un  rapporto  ragionevole  fra  lo  scopo  perseguito  e  la 
restrizione  alla  libertà  personale  che  ne  consegue  (DTF  130  I  65 
consid. 3.5.1; 128 II 292 consid. 5.1; 126 I 219 consid. 2c; GAAC 64.36 
consid. 4b, 63.1 consid. 12c).

9.2 La prostituzione, rispettivamente l'ambiente criminogeno che l'ac-
compagna, costituiscono, come sopra esposto, un fenomeno indeside-

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rato dal punto di vista della polizia degli stranieri. Si è dunque in pre-
senza  di  un  interesse  pubblico  di  notevole  importanza  all'allontana-
mento di persone che sono legate a tali ambienti. Inoltre viste le dispa-
rità socioeconomiche tra la Svizzera e il Brasile nonché la situazione 
personale dell'interessata, la quale è nubile, operaia dall'età di 18 anni 
e vive con la madre e due dei dodici fratelli e sorelle, contribuendo al 
sostentamento della  famiglia,  A._______ può essere  ritenuta indesi-
derata in ragione del  rischio per le autorità elvetiche di  dovere assi-
sterla o per il fatto che non può essere escluso che quest'ultima tenti, 
tramite dei  mezzi  illegali,  di  provvedere ai  suoi  bisogni,  in  particolar 
modo esercitando un'attività lucrativa senza esservi precedentemente 
autorizzata.  Le  autorità  svizzere  possono  infatti  pretendere  da  ogni 
straniero residente sul suo territorio che disponga dei mezzi finanziari 
necessari propri ad assicurarne il proprio mantenimento, senza dipen-
dere dall'aiuto dello Stato. 

9.3 Quo alla sua situazione personale, da quanto emerso dal verbale 
d'interrogatorio del 31 maggio 2007, la famiglia dell'interessata, ad ec-
cezione di  una cugina che vive in  Italia,  si  trova in  Brasile  ed essa 
stessa vive e lavora nel suo Paese d'origine. D'altro canto, la ricorrente 
ha dichiarato di esser stata ospite a Lugano dal suo fidanzato, cittadi-
no svizzero, con il  quale avrebbe intenzione di  unirsi  in  matrimonio. 
Ora, secondo la giurisprudenza, il fidanzamento o la vita in concubina-
to con una persona posta a beneficio di un diritto di presenza assicu-
rato in Svizzera non permettono in principio di invocare il diritto al ri-
spetto  della  vita  privata  e  familiare  garantita  dall'art.  8  della 
Convenzione  del  4  novembre  1950  per  la  salvaguardia  dei  diritti 
dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101), salvo in cir-
costanze particolari; ciò è il caso allorquando la coppia intrattiene da 
parecchio  tempo  delle  relazioni  strette  ed  affettivamente  vissute  e 
qualora esistono degli indizi concreti in merito ad un matrimonio preso 
seriamente  in  considerazione  ed  imminente  (sentenze  del  Tribunale 
federale 2C_90/2007 del  27 agosto 2007 consid. 4.1 e 2A.305/2006 
del 2 agosto 2006 consid. 5.2 e riferimenti  ivi  citati). Tale non risulta 
essere il caso nella presente fattispecie.

9.4 Tenuto conto dell'insieme degli elementi in causa, il Tribunale ritie-
ne pertanto che l'interesse pubblico all'allontanamento di  A._______ 
dalla  Svizzera  prevale  su  quello  privato  di  quest'ultima  ad  entrarvi. 
Vista la pratica adottata dalle autorità amministrative in casi analoghi, 
il  suo  allontanamento  dal  territorio  della  Confederazione  per  una 

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durata  di  tre  anni  appare  proporzionato  e adeguato alle  circostanze 
del caso concreto (art. 49 lett. c PA).

10.
Ne discende che l'UFM con decisione del 9 luglio 2007 non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori-
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti 
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 
49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.

11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali vengono poste a ca-
rico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1-3 del 
regolamento  del  21 febbraio 2008 sulle  tasse e  sulle  spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]).

(Dispositivo alla pagina seguente)

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C-6196/2007

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di fr. 700.- sono poste a carico della ricorrente e 
sono computate con l'anticipo spese dello stesso importo versato in 
data 18 ottobre 2007.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione  dei  permessi  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione (incarto cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

Data di spedizione: 

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