# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5ed4b27b-5094-5c30-9682-e1035cf3be59
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.10.2008 D-3486/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3486-2008_2008-10-07.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3486/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  7  o t t o b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Kurt Gysi, 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, Iraq,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 27 maggio 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3486/2008

Fatti:

A.
Il  23 aprile 2008, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera.  Ha  dichiarato,  in  sostanza  e  per  quanto  qui  di  rilievo, 
d'essere  espatriato  il  1° gennaio  2008,  per  timore  d'esser  arrestato 
come accaduto a suo zio, presso il  quale lavorava da parecchi anni 
come  meccanico.  Suo  zio  sarebbe  infatti  stato  arrestato,  poiché 
avrebbe  utilizzato  per  alcuni  giorni  un'automobile  station  wagon 
modello “Crown” portata da sconosciuti nella sua officina per delle non 
meglio precisate riparazioni e, in seguito, non più ritirata. Dopo essere 
stato  precedentemente  rinviato  dalle  autorità  elvetiche  di  frontiera 
verso  la  Francia,  in  data  23 aprile 2008,  l'interessato  è  entrato 
illegalmente in Svizzera.

B.
Il  27  maggio  2008,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai  sensi  dell'art.  34  cpv. 2  lett. a  della  legge sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi,  RS 142.31). Detto Ufficio ha pure pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  nonché  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  la  Francia  siccome  lecita,  esigibile  e 
possibile  (v.  accordo  di  riammissione  Franco-Svizzero  del 
9 maggio 2008).

C.
Il 28 maggio 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha  chiesto,  l'annullamento  della  decisione impugnata  e  la 
trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  una  nuova 
decisione di  merito. Ha altresì  presentato una domanda d'esenzione 
dal versamento di un anticipo equivalente alle spese processuali.

D.
Il 21 agosto  2008, il  TAF ha considerato il  gravame siccome privo di 
probabilità  d'esito  favorevole  ed  ha  respinto  la  summenzionata 
domanda  d'esenzione  dal  versamento  anticipato  delle  spese 
processuali. Ha quindi invitato il ricorrente a versare un anticipo di fr. 
600.-  a  copertura  delle  presumibili  spese,  con  comminatoria 
d'inammissibilità  del  ricorso in  caso di  mancato versamento di  detto 
anticipo (v. decisione incidentale del TAF del 21 agosto 2008).

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E.
Il  1° settembre  2008,  il  ricorrente  ha  tempestivamente  versato 
l'anticipo richiesto.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 LAsi,  e  art.  83  lett  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, 
RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, 
il procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  considerato  che  la  Francia  è 
stata designata dal Consiglio federale come Stato terzo sicuro, dove 
sussiste  la  presunzione  del  rispetto  del  principio  di  divieto  di 
respingimento. Detto  Ufficio  constata  che  l'insorgente  sarebbe  stato 
oggetto  di  un  respingimento  dalla  Svizzera  verso  la  Francia  il 
22 marzo 2008,  prima  di  rientrare  in  Svizzera  il  23  aprile  2008. 
Peraltro, la Francia si sarebbe già dichiarata disposta a riammettere il 
ricorrente  sul  suo  territorio.  Inoltre,  l'insorgente  non  avrebbe 
presentato  alcun  elemento  convincente  che  potrebbe  ostare  ad  un 
rinvio  verso  la  Francia.  Infatti,  il  ricorrente  avrebbe  semplicemente 
scartato l'idea d'essere espulso verso detto Paese, in quanto vorrebbe 

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rimanere in Svizzera. In più, il ricorrente si sarebbe contraddetto sulla 
data dell'arresto di suo zio e non avrebbe saputo né da chi sarebbe 
stato  arrestato,  né  in  quale  luogo  sarebbe  detenuto.  Peraltro,  il 
ricorrente,  nonostante la  sua professione di  meccanico  d'automobili, 
non sarebbe neppure stato in grado di indicare la marca d'automobile, 
alla quale apparterebbe la station wagon modello “Crown”. Pertanto, 
l'UFM ha ritenuto inverosimili le allegazioni dell'insorgente, poiché, nel 
modo  in  cui  sarebbero  state  narrate,  non  potrebbero  essere 
considerate come realmente vissute.

5.
Nel  gravame,  l'insorgente  fa  valere,  in  sostanza,  che  la  decisione 
dell'UFM sarebbe  il  frutto  di  un  equivoco  o  di  una  sorta  di  raggiro, 
giacché  egli  non  avrebbe  alcun  legame  con  la  Francia.  Infatti,  egli 
proverrebbe  da  quel  Paese  unicamente  a  causa  della  sua 
riammissione,  avvenuta  il  22  marzo  2008,  successivamente  al  suo 
tentativo d'entrata in Svizzera.

6.

6.1 Secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
il Consiglio federale designa gli Stati terzi sicuri in cui, secondo i suoi 
accertamenti,  v'è una protezione effettiva dal  respingimento ai  sensi 
dell'art. 5 cpv. 1 LAsi.

6.2 Giusta l'art. 34 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  può  ritornare  in  uno  Stato  terzo 
sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato 
precedentemente. Giusta l'art. 34 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 non si applica se 
in  Svizzera  vivono persone con cui  il  richiedente  intrattiene rapporti 
stretti  o  suoi  parenti  stretti  (lett.  a),  se  il  richiedente  adempie 
manifestamente la qualità di rifugiato secondo l'art. 3 LAsi (lett. b), o 
se  vi  sono  indizi  che  nello  Stato  terzo  non  vi  sia  una  protezione 
effettiva dal respingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi (lett. c).

7.

7.1 Le  condizioni  d'applicazione  dell'art.  34  cpv. 2  lett.  a  LAsi  sono 
manifestamente  realizzate,  essendo incontestato  che l'insorgente ha 
soggiornato in Francia dal 22 marzo al 23 aprile 2008. Oltre a ciò, la 
Francia – designata come Stato terzo sicuro dal Consiglio federale il 
14 dicembre 2007 – ha dato, il  9 maggio 2008, il  suo consenso alla 

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riammissione  dell'insorgente,  in  applicazione  dell'Accordo  del 
28 ottobre 1998 tra il  Consiglio federale svizzero ed il  Governo della 
Repubblica  francese  sulla  riammissione  delle  persone  in  situazione 
irregolare (RS 0.142.113.499).

7.2  Questo  Tribunale  osserva  che  dalle  carte  processuali  non 
emergono  elementi  da  cui  si  possa  desumere  che  in  Svizzera  si 
trovino persone con cui il ricorrente intrattenga rapporti stretti o siano 
suoi  parenti  prossimi.  Da  quanto  esposto,  discende  che,  nel  caso 
concreto, non sono dati i presupposti dell'art. 34 cpv. 3 lett. a LAsi.

7.3 L'insorgente  non  è  manifestamente  riuscito  a  comprovare  la 
propria  qualità  di  rifugiato  secondo  l'art.  3  LAsi.  Questo  Tribunale 
rileva, altresì, che il ricorrente in corso di procedura non ha presentato, 
all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di 
giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  alla 
decisione  impugnata.  Quest'ultime  s'esauriscono  infatti  in  mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF 
in relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 37 LTAF ed all'art. 4 PA). Per di più, il 
ricorrente in sede di ricorso non s'è neanche espresso sui suoi motivi 
d'asilo.  Ciò non  può che  comprovare  la  conclusione  dell'UFM  circa 
l'inverosimiglianza  delle  allegazioni  del  ricorrente. In  virtù  di  quanto 
precede,  nel  caso  di  specie,  l'eccezione  prevista 
dall'art. 34 cpv. 3 lett. b LAsi non è applicabile.

7.4 Dato che la Francia è considerata uno Stato terzo sicuro, incombe 
all'insorgente  invalidare  la  presunzione  di  protezione  effettiva  dal 
respingimento.  Nella  fattispecie,  il  ricorrente  non  è  riuscito  in  tale 
intento.  Infatti,  nell'incartamento  non  vi  sono  indizi  secondo  cui  le 
autorità  francesi,  confrontate  ad  elementi  e  prove  suscettibili  ad 
attestare  la  qualità  di  rifugiato,  non  accorderebbero  un'appropriata 
protezione. Pertanto, l'art. 34 cpv. 3 lett. c LAsi non trova applicazione 
nella fattispecie.

8.
Di  conseguenza,  il  ricorso  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata.

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9.
L'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2,  art. 44 cpv. 1 LAsi  nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

10.

10.1 Non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  serio  indizio  da  cui 
desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in 
Francia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o esporre l'insorgente al rischio reale ed immediato 
di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 
altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. Tortura, RS 0.105).

10.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
che  né la  nota  situazione  generale  esistente  in  Francia,  che  non  è 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale, né altri motivi deducibili dalle carte processuali conducono 
a pensare che, in caso d'allontanamento verso il Paese transalpino, vi 
sia una messa in pericolo concreta del ricorrente.

10.3 Inoltre,  l'insorgente  è  giovane,  ha  una  certa  esperienza 
professionale e non ha altresì preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria 
(v. sulla  problematica  GICRA 2003  n. 24),  senza  che  da  un  esame 
d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza del 
ricorrente in Svizzera per motivi medici.  Per di più, il ricorrente ha la 
facoltà  di  richiedere  un  adeguato  aiuto  al  ritorno  ai  sensi 
dell'art. 93 cpv. 1 lett. a LAsi.

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10.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Le 
autorità francesi si sono dichiarate disposte a riammettere l'insorgente 
sul  loro  territorio.  L'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque  pure 
possibile.

11.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 10 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

12.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

13.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art.  63  cpv.  1  e 
cpv. 5 PA nonché 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese 
ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 
21 febbraio  2008  [TS-TAF,  RS  173.320.2]).  Esse  sono  compensate 
dall'anticipo  spese,  di  fr.  600.--,  versato  dall'insorgente  il 
1° settembre 2008.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo spese di 600.--, versato il 1° settembre 2008, è computato 
con le spese processuali.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione dimora e aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N )
- B._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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