# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 038165fa-e9d4-5fa7-8c35-fcf4e8c5ca4f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-04-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.04.2021 D-1546/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1546-2021_2021-04-13.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1546/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 3  a p r i l e  2 0 2 1  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice David R. Wenger;  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

Georgia,   

patrocinata dalla lic. iur. Elisabetta Luda,  

Consultorio giuridico di SOS Ticino,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Esecuzione dell'allontanamento;  

decisione della SEM del 29 marzo 2021 / N (…). 

 

 

 

D-1546/2021 

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Visto: 

la domanda d'asilo che l'interessata ha presentato in Svizzera il 7 feb-

braio 2020, 

il verbale di rilevamento dei dati personali del 18 febbraio 2020 (atto SEM 

[…]-13/9) ed il verbale d'audizione secondo l'art. 29 LAsi del 5 agosto 2020 

(atto SEM 50/10), 

la documentazione medica agli atti (cfr. atti SEM 15/1, 16/1, 17/4, 18/2, 

19/4, 20/2, 21/2, 22/9, 23/2, 24/4, 25/1, 26/2, 28/4, 29/2, 31/1, 32/11, 34/2, 

35/1, 38/1, 39/12, 40/1, 41/1, 42/5, 43/4, 44/8, 46/1, 47/1, 48/4, 51/2, 52/3, 

54/1, 60/8, 61/1, 64/2, 65/4, 66/4, 67/1, 69/1, 72/5, 73/4, 79/7), 

la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) 

del 29 marzo 2021, notificata il giorno seguente (cfr. atto SEM 85/1), me-

diante la quale l'autorità inferiore non è entrata nel merito della domanda 

d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi (RS 142.31) ed ha pronunciato l'al-

lontanamento della richiedente dalla Svizzera nonché ritenuto l’esecuzione 

dello stesso ammissibile, esigibile e possibile,  

il ricorso del 6 aprile 2021 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'en-

trata: 7 aprile 2021) per mezzo del quale l'interessata ha postulato la con-

cessione dell'ammissione provvisoria per inesigibilità dell'esecuzione 

dell'allontanamento, contestualmente l'esenzione dal versamento dell’anti-

cipo a copertura delle presunte spese processuali con protestate spese e 

ripetibili,  

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),  

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci-

sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il 

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ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒

c e art. 52 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con 

l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è 

motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5),  

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che secondo il senso delle argomentazioni ricorsuali, così come alla luce 

delle conclusioni esposte nel gravame, l’insorgente contesta la decisione 

impugnata unicamente sul punto di questione dell’esecuzione dell’allonta-

namento; che conto tenuto del fatto che l’oggetto del litigio è delimitato 

dalle conclusioni delle parti (cfr. MOSER/ BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessie-

ren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2ª ed, 2013, pag. 26) la decisione 

impugnata è cresciuta in giudicato in materia d’asilo e riguardo alla pronun-

cia dell’allontanamento; che il Tribunale si limiterà pertanto all’esame della 

questione contestata relativa all’esecuzione dell’allontanamento, 

che in corso di procedura, la richiedente ha ricondotto la sua domanda d'a-

silo esclusivamente ai suoi problemi di salute (cfr. atto 50/10, D4-D5); che 

segnatamente, all'arrivo in Svizzera le è stata diagnosticata una neoplasia 

mammaria, localmente avanzata, suscettibile di un trattamento ancora cu-

rativo e salvavita, una sindrome lomboradicolare L4 sinistra non deficitaria 

con esacerbazioni algiche recidivanti, ipertensione arteriosa e obesità per-

magna (cfr. tra i tanti atti medici, Lettera d'uscita dell'Ospedale Regionale 

di Mendrisio, servizio di medicina interna del 24 agosto 2020, atto SEM 

73/4), 

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che nella decisione impugnata la SEM ha rilevato l’assenza di elementi 

ostativi all’esecuzione dell’allontanamento; che in particolare, a mente 

dell’autorità inferiore non vi sarebbero motivi medici inficianti l’esecuzione 

del provvedimento; che l'interessata potrebbe rivolgersi alle strutture sani-

tarie del Paese d'origine per i necessari trattamenti ed i relativi controlli; 

che in Georgia sarebbero disponibili i trattamenti adeguati al fine di curare 

e tenere sotto controllo il suo stato di salute; che altresì, ella potrebbe ri-

chiedere, ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi, un sostegno finanziario per 

assicurare l'assistenza medica e l’eventuale proseguimento di cure neces-

sarie per un periodo limitato nel Paese d’origine; che la pandemia mondiale 

di Covid-19 non risulterebbe neppure, da sola , d'impedimento all'esecu-

zione dell'allontanamento; che infine, la SEM ha ritenuto che in Georgia 

sarebbe presente la rete familiare della richiedente ed ella sarebbe altresì 

proprietaria di un appartamento a Kutaisi,  

che nel gravame viene censurata suddetta valutazione, 

che a dire della ricorrente, il suo stato di salute non sarebbe ancora tale da 

rendere esigibile un suo ritorno in Georgia; che ella avrebbe sofferto di una 

patologia tumorale che non sarebbe stata correttamente diagnosticata in 

tale Paese ciò che avrebbe aggravato il suo stato di salute ed ella non 

sarebbe più riuscita a svolgere alcuna attività; che in Svizzera lo staff me-

dico sarebbe riuscito a migliorare parzialmente il suo stato di salute, ma la 

ricorrente necessiterebbe ancora di un seguito dal punto di vista clinico; 

che ella si troverebbe infatti in follow-up oncologico con esami specifici ogni 

3-6 mesi per verificare il manifestarsi di un'eventuale recidiva; che questa 

fase sarebbe fondamentale per i pazienti con patologie tumorali; che l'in-

sorgente dovrebbe poi ancora effettuare dei controlli per le patologie alla 

colonna vertebrale, non appena la situazione lo consentirà; che pertanto, il 

rinvio in Georgia in questo momento sarebbe ampiamente controindicato; 

che a ciò si aggiungerebbero i problemi del sistema sanitario nazionale; 

che l'esperienza medica dell'insorgente smentirebbe con i fatti gli obiettivi 

annunciati dal nuovo sistema sanitario e confermerebbe che le cure medi-

che non verrebbero somministrate correttamente,  

che la tesi ricorsuale non può essere seguita, 

che l’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, in relazione 

all’art. 44 LAsi, all’art. 83 della legge federale sugli stranieri (LStrI, 

RS 142.20), giusta il quale l’esecuzione dell’allontanamento dev’essere 

possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragione-

volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI), 

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che secondo prassi costante del Tribunale, circa la valutazione degli osta-

coli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova consa-

crato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un impedimento 

(cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2; WALTER STÖCKLI, Asyl, in ÜBERSAX/RU-

DIN/HUGI/YAR/GEISER [Hrsg.], Ausländerrecht, 2ª ed., 2009, n. 11.148, 

pagg. 567 seg.), 

che, giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non è 

ammissibile se la prosecuzione del viaggio dello straniero verso lo Stato 

d’origine o di provenienza o verso uno Stato terzo è contraria agli impegni 

di diritto internazionale pubblico della Svizzera, 

che nella misura in cui il ricorrente non può prevalersi del principio del di-

vieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), ne v’è nemmeno motivo di con-

siderare l’esistenza di un rischio personale, concreto e serio di essere 

esposto, in caso di allontanamento nel suo Paese d’origine, ad un tratta-

mento proibito in relazione all’art. 3 CEDU o all’art. 3 della Convenzione 

contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 

del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), per il che, l’esecuzione 

dell’allontanamento è da considerarsi ammissibile ai sensi delle norme di 

diritto internazionale pubblico nonché della LAsi (cfr. art. 83 cpv. 3 LStrI in 

relazione all’art. 44 LAsi), 

che comunque, occorre rammentare che le questioni di natura medica pos-

sono avere influssi sull’ammissibilità dell’allontanamento solo in casi 

straordinari e di estrema gravità (cfr. tra le altre DTAF 2009/2 consid. 9.1.2-

9.1.6); che ciò non risulta essere il caso nella fattispecie, come peraltro 

neppure censurato in sede ricorsuale, 

che pertanto l’esecuzione dell’allontanamento risulta ammissibile (art. 44 

LAsi in relazione all'art. 83 cpv. 3 LStrI), 

che per il resto la problematica medica è da analizzare sotto il profilo 

dell’esigibilità ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI, 

che giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato di origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a seguito 

di situazioni di guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica,  

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che tale disposizione si applica principalmente ai “réfugiés de la violence”, 

ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni della qualità di rifu-

giato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che fuggono da si-

tuazioni di guerra, di guerra civile o di violenza generalizzata; che essa vale 

anche nei confronti delle persone per le quali l’allontanamento comporte-

rebbe un pericolo concreto, in particolare perché esse non potrebbero più 

ricevere le cure delle quali hanno bisogno o che sarebbero, con ogni pro-

babilità, condannate a dover vivere durevolmente e irrimediabilmente in 

stato di totale indigenza e pertanto esposte alla fame, ad una degradazione 

grave del loro stato di salute, all’invalidità o persino alla morte; che l’autorità 

alla quale incombe la decisione deve dunque, in ogni singolo caso, stabilire 

se gli aspetti umanitari legati alla situazione nella quale si troverebbe lo 

straniero in questione nel suo Paese sono tali da esporlo ad un pericolo 

concreto (cfr. DTAF 2014/26 consid. 7.6 – 7.7 con rinvii), 

che anzitutto, per quanto riguarda la situazione generale, in Georgia – ad 

eccezione delle regioni secessioniste dell’Abkhazia e dell’Ossezia del sud, 

dalle quali la ricorrente non proviene – non vige attualmente una situazione 

di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l’insieme 

della popolazione nella totalità del territorio nazionale che permetta di pre-

sumere, sin dall’inizio e indipendentemente dalle circostanze della fattispe-

cie – a proposito di tutti i cittadini di tale paese – l’esistenza di una messa 

in pericolo concreta ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI (cfr. sentenza del Tri-

bunale D-4247/2018 del 16 dicembre 2019 consid. 5.5.3 e riferimenti ci-

tati), 

che in seguito, per quanto concerne le persone in trattamento medico in 

Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura 

in cui, nel caso di rientro nel loro paese d’origine o di provenienza, potreb-

bero non ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni 

minime d’esistenza; che per cure essenziali, si intende le cure di medicina 

generale e d’urgenza assolutamente necessarie alla garanzia della dignità 

umana; che l’art. 83 cpv. 4 LStrI, non può invece essere interpretato quale 

norma che comprenderebbe un diritto di soggiorno lui stesso indotto da un 

diritto generale di accesso in Svizzera a delle misure mediche tendenti al 

recupero della salute o il suo mantenimento, per il semplice motivo che 

l’infrastruttura ospedaliera o le regole dell’arte medica nel paese d’origine 

o di destinazione, non raggiungono lo standard elevato elvetico (cfr. 

DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati); che in tal senso, se le cure 

necessarie possono essere assicurate nel paese d’origine del richiedente, 

all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in Svizzera, 

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l’esecuzione dell’allontanamento in tale Paese sarà ragionevolmente esi-

gibile; che invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, 

in ragione dell’assenza di possibilità di trattamento adeguato, lo stato di 

salute dell’interessato si degraderebbe così rapidamente al punto da con-

durlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o ad 

un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più grave della sua integrità 

fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati), 

che nel caso in disamina va rilevato che malgrado lo stato di salute della 

ricorrente al suo arrivo in Svizzera fosse molto serio, attualmente le sue 

condizioni generali risultano discrete; che invero, le è stata diagnosticata 

una neoplasia mammaria localmente avanzata ed è stata subito sottoposta 

a cicli di chemioterapia ai quali ha fatto seguito una mastectomia radicale 

con linfoadenectomia; che tali trattamenti hanno avuto esito positivo e la 

ricorrente risulta essere guarita dalla neoplasia localmente avanzata; che 

attualmente ella assume una terapia endocrina ed è sottoposta a radiote-

rapia, entrambe a scopo precauzionale; che dei periodici controlli clinici 

ambulatoriali ogni 3-4 mesi, così come dei controlli ematochimici (almeno 

un prelievo ogni 6 mesi) e densitometria ossea secondo indicazioni spe-

cialistiche sono necessari per garantire il seguito del trattamento; che ad 

ogni modo la prognosi risulta essere buona (cfr. rapporto medico del 

15 febbraio 2021, atto 79/7),  

che tenuto conto di ciò, va ora esaminata la situazione in Georgia; che il 

sistema sanitario in tale Paese ha conosciuto negli ultimi anni un’impor-

tante ristrutturazione e dei grandi progressi sono stati realizzati, nel senso 

che il trattamento della maggior parte delle problematiche fisiche e psichi-

che è ora possibile, anche se non corrisponde agli standard medici svizzeri 

(cfr. D-4247/2018 consid. 5.4.3.3 e riferimento citato),  

che segnatamente, a partire dalla messa in funzione del nuovo sistema 

finanziario statale dell’assicurazione-malattia universale, cosiddetto “Uni-

versal Health Care Program” (UHCP), nel febbraio del 2013, la copertura 

dell’assicurazione-malattia gratuita è assicurata a tutte le persone che in 

precedenza ne erano sprovviste, e copre un insieme di cure primarie e 

secondarie, come pure l’acquisto di un certo numero di medicamenti; che 

la riforma dell’UHCP nel 2017 ha introdotto un meccanismo di sostegno 

finanziario limitato per l’acquisto di ulteriori medicamenti, che sono altri-

menti a carico quasi interamente degli interessati, per le persone social-

mente vulnerabili o indigenti; che le stesse possono invero farsi rimborsare, 

in principio, il 90% dei costi del medicamento, se questo costa almeno 1 

GEL, per le patologie seguenti: problemi cardio-vascolari o cardiaci cronici, 

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malattia cronica dei polmoni, diabete (tipo 2) e problematiche della tiroide 

(cfr. Organisation suisse d’aide aux réfugiés [OSAR], Géorgie: accès à des 

soins médicaux, 28 agosto 2018, pag. 3 segg.; SEM, Focus Georgien, Re-

form im Gesundheitswesen: Staatliche Gesundheitsprogramme und 

Krankenversicherung, 21 marzo 2018, D-4247/2018 consid. 5.4.3.3),  

che nello specifico, il governo georgiano ha molto operato alfine di miglio-

rare l’accesso alle cure di malattie oncologiche e per ampliare le possibilità 

di trattamento, investendo in particolare nell’acquisto di attrezzature avan-

zate; che i trattamenti oncologici seguenti, sono inoltre finanziati al 100% 

dall’UHCP: gli interventi chirurgici, la chemioterapia come pure l’ormonote-

rapia e la radioterapia (cfr. D-4247/2018 consid. 5.4.3.3 e relativi riferi-

menti), 

che di conseguenza, la terapia endocrina – come a giusto titolo ritenuto 

dalla SEM nella decisione impugnata alla quale si rinvia – così come la 

radioterapia, iniziate in Svizzera a scopo precauzionale, non soltanto po-

tranno essere continuate in Patria, ma altresì rientrano nei trattamenti on-

cologici finanziati completamente dall'UHCP, 

che lo stesso dicasi della terapia per curare l'ipertensione; che infatti, come 

rilevato in precedenza, diversi farmaci per l'ipertensione sono finanziati al 

90%, 

che infine, neppure i problemi alla colonna vertebrale – peraltro non più 

menzionati nel certificato medico attuale (cfr. atto SEM 79/7) – e trattati con 

Pregabalin, risultano essere ostativi all'esecuzione dell'allontanamento; 

che l'insorgente potrà ovviare a possibili complicazioni nell'ottenimento di 

tale farmaco venendo allontanata con una riserva sufficiente, 

che alla luce di quanto sopra esposto, per le problematiche di salute della 

ricorrente esistono in Georgia le cure mediche essenziali per il trattamento 

ed un programma d’aiuto sociale per il loro finanziamento, cosicché una 

vita dignitosa può esserle assicurata; che pur considerando con la dovuta 

attenzione il serio e precario stato di salute dell’insorgente, dalla documen-

tazione medica prodotta non si evince la necessità per la stessa di rima-

nere in Svizzera; che ella ha infatti già potuto rimanervi e portare a termine 

il trattamento oncologico di cui necessitava; che la sua ulteriore presenza 

in Svizzera tende piuttosto al mantenimento dello stato di salute in quanto 

i trattamenti necessari segnatamente per il seguito delle cure oncologiche 

così come gli aiuti finanziari per tali trattamenti, sono di principio disponibili 

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in Georgia; che in tale contesto si rileva inoltre come le cure mediche spe-

cifiche (o specializzate), non rientrano nella nozione di cure essenziali svi-

luppata dalla giurisprudenza circa gli ostacoli d’ordine medico all’esecu-

zione dell’allontanamento (cfr. nello stesso senso la sentenza del Tribunale 

D-4247/2018 consid. 5.5.5 e relativo riferimento); 

che contrariamente a quanto allegato dalla ricorrente in sede ricorsuale, 

ella ha già ottenuto nel suo Paese d'origine delle cure, anche gratuite, o in 

parte finanziate dallo Stato, per la sua patologia oncologica; che segnata-

mente, ella ha subito un intervento chirurgico di tiroidectomia per neoplasia 

ed è stata inoltre sottoposta a chemioterapia (cfr. atto SEM 50/10, D4),  

che altresì, la ricorrente dispone in Patria di una buona rete familiare – 

composta dal figlio maggiorenne, dalla madre e dal fratello (cfr. atto SEM 

50/10, D36-D39) – che all'occorrenza la potrà sostenere ed è inoltre pro-

prietaria di un appartamento a Kutaisi, 

che infine, come indicato rettamente nella decisione impugnata dalla SEM 

l'insorgente potrà richiedere, se necessario, un sostegno finanziario per 

assicurare l’assistenza medica e l’eventuale proseguimento dei trattamenti 

necessari – ad esempio ottenendo una riserva di medicinali prima del suo 

allontanamento dalla Svizzera – per un periodo limitato nel Paese d’origine 

(cfr. art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi e art. 73 segg. dell’Ordinanza 2 sull’asilo re-

lativa alle questioni finanziarie dell’11 agosto 1999 [OAsi 2, RS 142.312]), 

che visto tutto quanto sopra, pur considerando con la dovuta attenzione la 

complessa e seria situazione dello stato di salute della ricorrente, non vi 

sono elementi agli atti che inducano a ritenere che ella non sarà in grado 

di reintegrarsi e di sopperire ai propri bisogni primari nel caso di un suo 

ritorno in Georgia, nonché di poter beneficiare delle cure essenziali e ne-

cessarie, 

che di conseguenza, vi è luogo di ritenere l'esecuzione dell'allontanamento 

dell'insorgente ragionevolmente esigibile,  

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI in relazione 

all’art. 44 LAsi), 

che di conseguenza, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il 

diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

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(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA), 

che pertanto il ricorso va respinto, 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese pro-

cessuali è divenuta senza oggetto, 

che inoltre, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA), 

che visto l’esito della procedura, le spese giudiziarie di CHF 750.– che se-

guono la soccombenza sono poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-

tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF), 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico della ricorrente. 

Tale ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della 

presente sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can-

tonale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Sebastiana Bosshardt 

 

 

Data di spedizione: