# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ba96c376-738a-56f9-b7d8-32e5b0af6cbc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.04.2010 D-2018/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2018-2010_2010-04-08.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2018/2010/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 8  a p r i l e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Claudia Cotting-Schalch,
Cancelliere Carlo Monti;

A._______, nato il (…), 
dichiaratosi cittadino del Niger, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 25 marzo 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2018/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro  
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 17 febbraio e del 4 marzo 2010;

la  decisione  dell'UFM del  25 marzo 2010,  notificata  all'interessato  il 
medesimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del 29 marzo 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 30 marzo 2010);

la copia degli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo fede-
rale (TAF) tramite FAX in data 30 marzo 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del -
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore,  è particolarmente toccato dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato  ha  dichiarato  di  essere  cittadino  del  Niger  di  etnia  haussa, 
nato a B._______ ed avrebbe vissuto - salvo piccoli intervalli in Niger 
ed  in  Libia  -  dall'età  di  quattro  anni  fino  all'espatrio  in  (...)  ad 
C._______ nello stato di D._______ in Nigeria (cfr. verbali d'audizione 
del 17 febbraio 2010, pagg. 2-3 e 5 nonché del 4 marzo 2010, pag. 3); 
che esso avrebbe lasciato il suo Paese d'origine per il timore di essere 
ucciso dalla gente dell'oracolo E._______ di B._______ (Niger) dopo 
che  l'oracolo  si  sarebbe  rifiutato  di  accettare  l'interessato  quale 
successore di suo nonno, ovvero suo padre al  ruolo di sacerdote, in 
quanto  avrebbe  l'ombelico  gonfio,  oppure  grande  (cfr.  verbali 
d'audizione del 17 febbraio 2010, pag. 6 e del 4 marzo 2010, pag. 8); 
che, inoltre, sarebbe espatriato per il fatto di non avere più nessuno in 
patria; che, a dicembre 2009, sarebbe fuggito a F._______ (Niger), da 
dove  avrebbe  raggiunto  G._______  (Libia)  con  un  bus;  che,  dopo 
esservi  rimasto  un  giorno,  si  sarebbe  imbarcato  su  una  nave  e 
sarebbe sbarcato  in  Italia,  in  un luogo a  lui  sconosciuto,  il  (...);  che 
avrebbe quindi seguito una strada per due giorni per poi prendere un 
treno in una località a lui altrettanto sconosciuta senza sapere dove si  
stava  recando;  che  in  tale  località  avrebbe  quindi  incontrato  un 
senegalese  che  l'avrebbe  fatto  salire  su  un  camion  che  l'avrebbe 
portato a Chiasso dopo tre ore in data (...) (cfr. verbale d'audizione del 
17 febbraio 2010, pagg. 2 e 8);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà;

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 

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d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  al l'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al -
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di documenti d'identità, dichiarato di aver posseduto una carta 
d'identità, ma di averla persa a (...) in Libia, e di non aver mai avuto un 
passaporto; che, inoltre, il termine di 48 ore sarebbe troppo corto per 
poter procurarsi  un documento; che, peraltro, ha ribadito, riguardo ai 
propri  motivi  d'asilo,  quanto  già  asserito  in  sede  d'audizione;  che, 
infine, ha affermato che i suoi problemi di salute non sarebbero stati 
valutati  dall'UFM  nella  sua  decisione,  in  particolare,  il  fatto  che 
dovrebbe essere operato al più presto;

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata, la trasmissione degli atti di  
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua  domanda d'asilo,  la  concessione  dell'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  
l'ammissione  provvisoria  congiuntamente  ad  una  una  domanda 
d'esenzione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili  
spese processuali;

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito nei 
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere im -
pugnato non può essere esteso alla questione della concessione del-
l'asilo, che presuppone una decisione nel merito della domanda stes-
sa;

che, per conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla conces-
sione dell'asilo è inammissibile;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda; 

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che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono necess-
ari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza 
di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non sono documenti 
validi  giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. a LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi,  
come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di na -
scita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi 
(cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di quasi due mesi dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che, per di più, egli si è semplicemente limitato a dichiarare che il ter -
mine di 48 ore sarebbe troppo corto, non intraprendendo alcunché per 
presentarli;  che,  inoltre,  si  è  contraddetto in  merito  allo  smarrimento 
della  sua  carta  d'identità  dichiarando  dapprima  di  averla  persa  a 
D._______  (Nigeria)  nel  (...),  per  poi  allegare  di  averla  smarrita  a  
G._______ (Libia), oppure genericamente in Libia, nel (...) (cfr. verbali 
d'audizione del 17 febbraio 2010, pag. 5 e del 4 marzo 2010, pag. 2 
nonché ricorso, pag. 2); che si è pure contraddetto sul luogo di rilascio 
del  suddetto documento indicando H._______ (Niger)  ed,  in seguito, 
B._______ (Niger) (cfr. verbale d'audizione del 17 febbraio 2010, pag. 
5 e del 4 marzo 2010, pag. 2);

che, oltre a ciò, interrogato sul suo viaggio, il ricorrente non è riuscito 
a corroborare della benché minima verosimiglianza il proprio racconto, 
risultando infatti impossibile che egli sia sbarcato in un luogo scono-
sciuto ed avrebbe preso un treno in una località a lui altrettanto ignota 
senza essersi interessato di sapere dove si trovava; che, inoltre, non è 
credibile che non sappia né il nome, né quale bandiera abbia battuto la 
nave  sulla  quale  si  sarebbe  imbarcato  (cfr.  verbale  d'audizione  del 

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17 febbraio 2010, pagg. 8-9); che si  è pure contraddetto sulla durata 
della  sua  permanenza  in  Libia,  allegando,  in  un  primo  momento  di 
avervi  soggiornato  per  un  giorno,  per  poi  allegare,  in  una seguente 
versione, di essere stato arrestato e detenuto per una o due settimane 
per poi asserire in fine di  essere rimasto in tale Paese per un mese 
(cfr. ibidem); che il ricorrente non è stato in grado di specificare null'al-
tro o fornire dettagli che potrebbero dare credibilità al proprio racconto; 
che questo appare quindi vago ed impreciso; che, inoltre, non è verosi -
mile che egli sia giunto in Svizzera in seguito ad una successione di 
percorsi casuali; che, per di più, si evince dalle audizioni che egli non 
ha subito alcun controllo in Italia; 

che va rilevato, già solo varcare il confine Schengen, a tutt'oggi, senza 
subire alcun controllo costituisce un'impresa difficoltosa;

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio (cfr. ricorso, pag. 2);

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra -
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità  
di rifugiato del richiedente;

che con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla tore ha 
introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una procedura 
sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno 

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della qualità di rifugiato, nonostante che la stessa termini con una de-
cisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5);

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risul-
tare  sia dalla  manifesta  inconsistenza sia  dalla  manifesta  irrilevanza 
dei motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria per il timore di essere ucciso da terzi a B._______ (Ni-
ger) e di non aver più nessuno in Nigeria;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, in particolare, va rilevato che il ricorrente finora è rimasto coeren-
te sul fatto di aver vissuto per quasi tutta la sua vita in Nigeria e di ave -
re una madre nigeriana; che, peraltro, egli ha fatto valere in corso di 
procedura dei motivi d'asilo che non sono correlati alla Nigeria, bensì 
al  Niger  ed  in  particolare  alla  città  di  B._______;  che, 
indipendentemente dalla questione di sapere se l'insorgente proviene 
o meno dalla Nigeria, il racconto - ad esso correlato e reso a sostegno 
della  sua  domanda  d'asilo  -  è  inverosimile;  che,  a  titolo  d'esempio, 
codesto Tribunale fa osservare che egli non è stato congruente circa la 
data  del  fermo  subito  dalla  gente  dell'oracolo  allorquando  sarebbe 
tornato  per  la  seconda  volta  a  B._______  indicando  il  (...),  oppure 
genericamente  il  (...)  (cfr.  verbali  d'audizione  del  17 febbraio 2010, 
pag.  6  e  del  4 marzo 2010,  pag.  8);  che,  inoltre,  risulta  assurda 
l'affermazione  secondo  cui  l'avrebbero  lasciato  andare  in  occasione 
della sua prima visita nel (...) quando si sarebbe rifiutato di assumere il  
ruolo di sacerdote (cfr. verbale d'audizione del 17 febbraio 2010, pag.  
6);  che,  peraltro,  si  è  contraddetto  affermando  di  dover  prendere  il 
posto di  suo nonno, per poi indicare quello di  suo padre (cfr. verbali 
d'audizione del 17 febbraio 2010, pag. 6 e del 4 marzo 2010, pag. 6); 
che, in tale ambito, ha addirittura allegato di non sapere quale membro 
della  sua famiglia  abbia  svolto  tale  posizione da ultimo (cfr. verbale 
d'audizione del 4 marzo 2010, pag. 11); che, d'altronde, il ricorrente in 
sede  di  ricorso  non  ha  indicato,  né  accennato  alle  contraddizioni 

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rilevate dall'UFM e si  è semplicemente limitato a ribadire quanto già 
allegato in sede d'audizione (cfr. ricorso, pagg. 2-3);

che, infine, va altresì considerato che i  motivi  fatti  valere nell'ambito 
della procedura in esame, ovvero il fatto di non avere più familiari in 
patria e le persecuzioni da parte di terzi in un Paese terzo, ossia il Ni -
ger (cfr. considerandi  seguenti),  sono, come facilmente riconoscibile, 
palesemente irrilevanti e non costituiscono, di per sé, degli indizi propri 
a giustificare né la qualità di rifugiato ai sensi dell'art.  3 LAsi, né, tanto 
meno, la concessione della protezione provvisoria giusta gli art. 66 e 
segg. LAsi (che presuppone una decisione di principio del Consiglio fe-
derale che non è notoriamente data nel caso concreto);

che,  di  conseguenza,  i  motivi  d'asilo  evocati  sono  stati  esaminati  e 
rettamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b  LAsi;  che,  tanto  meno,  a  mente  di  questo 
Tribunale, le allegazioni prodotte sarebbero state di un'intensità tale da 
essere  considerate  decisive  in  materia  d'asilo  né  che  si  evincono 
elementi  da  cui  dedurre  che al  ricorrente  gli  sarebbe stata  preclusa 
un'appropriata  protezione  contro  le  persecuzioni  statali  (cfr.  GICRA 
2006 no 18);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte-
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista del -
l'ammissibilità (cfr. Sentenza del TAF E-423/2009 dell'8 dicembre 2009, 
consid. 8, destinata alla pubblicazione);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20),  
giusta il quale, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile 
(art.  83  cpv.  2  LStr),  ammissibile  (art.  83  cpv.  3  LStr)  e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr). 

che  tale  questione  del  carattere  possibile,  ammissibile  e  esigibile 
dev'essere  esaminata  d'ufficio,  essendo  tuttavia,  questo  principio 
limitato dall'obbligo dell'interessato di collaborare all'accertamento dei 

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fatti  giusta  l'art.  8  cpv.  1  LAsi  (cfr.  la  sentenza  del  Tribunale 
amministrativo federale D-3975/2007 del 15 giugno 2007, consid. 3.4; 
WALTER KÄLIN,  Grundriss  des  Asylverfahrens,  Basel/Frankfurt  a. M. 
1990, pag. 262), che con ciò trattasi  di un tipico caso d'applicazione 
dell'art. 13 cpv. 1 lett. c PA;

che, nel caso di specie, le affermazioni del ricorrente in merito alla di -
chiarata cittadinanza nigerina sono manifestamente carenti ed invero-
simili, al punto tale che può essere esclusa la sua provenienza dal Ni-
ger (cfr. considerandi  precedenti  del  presente giudizio)  e contestual-
mente qualsivoglia impedimento al rientro del ricorrente nel suddetto 
Paese, come egli pretenderebbe far valere in sede di ricorso con gene-
riche e semplici affermazioni (cfr. ricorso, pagg. 2-3); che, per di più, 
questo Tribunale osserva che, giusta l'art. 25 cpv. 1 lett. c della Costitu-
zione della Repubblica federale della Nigeria del 1999, è cittadina ni-
geriana ogni persona nata all'estero avente un genitore nigeriano; che, 
pertanto, come ha presunto rettamente l'UFM, v'è ragione di ritenere 
che il ricorrente sia nigeriano, visto che egli stesso ha dichiarato che 
sua madre è nigeriana ed è sempre rimasto coerente su tale punto 
(cfr. verbali d'audizione del 17 febbraio 2010, pag. 6 del 4 marzo 2010, 
pag. 4); che, di conseguenza, il ricorrente ha violato l'obbligo di colla-
borare con riferimento all'indicazione della sua vera cittadinanza, a lui  
senza dubbio nota, ed ha posto le autorità nell'impossibilità di determi-
nare con certezza il  suo Paese d'origine, e l'esistenza di ostacoli al-
l'esecuzione  dell'allontanamento  (cfr.  anche  decisione  del  TAF 
D-1943/2009 del 2 aprile 2009);

che, essendo comunque verosimile che il suo Paese di origine sia la 
Nigeria,  questo  Tribunale  osserva  che  dalle  carte  processuali  non 
emergono elementi  da cui desumere che l'esecuzione dell'allontana-
mento del ricorrente in Nigeria possa violare l'art.  25 cpv. 2 della Co-
stituzione federale della  Confederazione Svizzera del  18 aprile  1999 
(Cost.,  RS 101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati 
del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respin-
gimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr o possa esporre l'insorgente in 
patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 del-
la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà 
fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della 
Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inu-
mani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

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che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

che,  la  situazione  vigente  in  Nigeria  non  appare  caratterizzata  da 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nell'integralità del territorio nazionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane ed 
ha un'esperienza professionale quale falegname ed imbianchino; che, 
avendo egli  trascorso la  maggior  parte  della  sua vita  ad C._______ 
(Nigeria), si può quindi partire dal presupposto che abbia ancora una 
rete sociale intatta in loco (cfr. verbale d'audizione del 4 marzo 2010, 
pag. 3);  che  l'insorgente  non  ha  nemmeno  preteso  nel  gravame  di 
soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua 
ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica Giurisprudenza ed in-
formazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo 
[GICRA] 2003 n. 24),  senza  che  da  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di 
causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi 
medici; che, in tale evenienza, non lo soccorre l'allegazione ricorsuale 
secondo cui l'UFM non avrebbe tenuto conto del suo stato di salute; 
che,  infatti,  quand'anche  l'autorità  inferiore  non  fosse  stata  precisa 
nella decisione impugnata nel  ritenere sano l'insorgente,  a mente di 
questo Tribunale, non si evincono dalle carte processuale elementi da 
cui  dedurre  che  egli  soffra  di  una  malattia  in  grado  di  costituire  un 
ostacolo all'esecuzione dell'allontanamento (cfr. foglio di trasmissione 
di informazioni mediche allegato al ricorso);

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che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese pro-
cessuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva;

(dispositivo alla pagina seguente)

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D-2018/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- Divisione  Soggiorno,  con  allegato  l'incarto  N  (…)  (per  corriere 

interno; in copia; allegato: copia del ricorso del 29 marzo 2010 ed il 
relativo allegato)

- I._______(in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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