# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** deebf8a3-fc03-57be-82a1-7b75da2fb884
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2003.298
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-298_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.298

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Sonia Giamboni, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 15 settembre 2003 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patrocinato da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 26 agosto 2003 del Consiglio di Stato
  (n. 3616), che respinge l’impugnativa presentata dall’insorgente avverso la
  risoluzione 2 maggio 2003 con la quale la Sezione della circolazione del Dipartimento
  delle istituzioni ha subordinato la sua riammissione alla guida al
  rifacimento degli esami teorici e pratici;

  

 

 

vista la risposta 23
settembre 2003 del Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

A.      a) Il 25 marzo 1999 la Sezione della circolazione ha revocato a
__________ la licenza di condurre a tempo indeterminato, disponendo che nessun
riesame sarebbe stato concesso prima del mese di marzo 2000. La stessa autorità
ha altresì subordinato la riammissione alla guida alla presentazione di un
certificato medico internistico ed un rapporto del Servizio ticinese di di cura
all’alcolismo (STCA, ora Ingrado) attestanti, dopo un periodo di controllo di
almeno 12 mesi, l’avvenuta disintossicazione e la scomparsa di qualsivoglia
dipendenza psico-fisica da bevande alcoliche.

 

b) In seguito all’istanza 22 aprile 2003
volta ad ottenere restituzione della licenza di condurre presentata dal
ricorrente, il 2 maggio 2003 la Sezione della circolazione gli ha comunicato
che oltre alle condizioni sopra elencate, la riammissione alla guida sarebbe
stata concessa solo dopo il rifacimento degli esami teorici e pratici in considerazione
del lungo tempo trascorso senza esercizio alla guida. 

 

 

B.     
Dopo vicissitudini, note alle parti, che non
occorre qui rievocare, la Sezione della circolazione, con risoluzione 20 giugno
2003 ha trasmesso l’istanza di revisione della predetta decisione – affinchè
venisse trattata alla stregua di un ricorso – al Consiglio di Stato, che l’ha
respinta in data 26 agosto 2003.

Il Governo ha
in sostanza ritenuto che, considerando le circostanze concrete, la condizione
imposta dalla Sezione della circolazione relativa ai nuovi esami di condurre
teorici e pratici sia legittima, adeguata e proporzionata. Ha altresì respinto
la richiesta di ammissione al gratuito patrocinio, dato l’esito negativo
scontato dell’istanza.

 

 

C.    
Contro predetto giudizio governativo insorge ora
davanti al Tribunale cantonale amministrativo __________, postulandone
l’annullamento. A sostegno delle sue tesi, egli ripropone le richieste
formulate davanti alla precedente istanza. Adduce che imponendo la condizione
del rifacimento degli esami, mai accennata prima, l’autorità di prime cure
avrebbe violato il principio della buona fede. I motivi per tale imposizione
non potrebbero inoltre consistere nel semplice trascorrere del tempo, bensì dovrebbero
esservi seri dubbi sull’idoneità alla guida. Dubbi la cui esistenza non è stata
né sostenuta né dimostrata dall’autorità decidente e che, anzi, sarebbero
smentiti dalla documentazione agli atti. Inoltre la decisione – oltre che
provocare una disparità di trattamento tra gli utenti che rinunciano
volontariamente alla guida e quelli ai quali la patente viene ritirata in
seguito a provvedimenti amministrativi – violerebbe il principio di
proporzionalità, non tenendo minimamente conto della buona condotta tenuta dal
ricorrente, né dei pregiudizi economici cagionati dalla mancata possibilità di
condurre autoveicoli nell’esercizio della sua attività indipendente. Il
Consiglio di Stato non avrebbe esaminato le censure sollevate e, oltre a ciò,
non avrebbe rilevato che la decisione di prima istanza poggiava su un
accertamento incompleto dei fatti e non presentava sufficienti elementi di
prova a sostegno di un consumo smodato di alcool, tale da ravvisare seri dubbi
circa l’idoneità alla guida del ricorrente.

 

 

D.    
All’accoglimento del ricorso si oppone il
Consiglio di Stato, senza formulare particolari osservazioni e riconfermandosi
nelle tesi di diritto, allegazioni e conclusioni contenute nella decisione impugnata.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire contro decisioni
del Consiglio di Stato in materia di circolazione stradale è data dall’art. 10
cpv. 2 LALCStr. Il gravame, tempestivo (art. 46 PAmm) e presentato da una
persona senz’altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm), è pertanto
ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

Trattandosi di una condizione relativa ad
una revoca a scopo di sicurezza, il potere cognitivo di questo Tribunale si
limita alla verifica di un’eventuale violazione del diritto, segnatamente con riferimento
all’apprezzamento erroneo di un fatto e all’eccesso o abuso di potere (art. 61
cpv. 1 e 2 PAmm), nonché alla verifica se l’accertamento dei fatti ad opera
delle istanze inferiori è stato esatto e completo (art. 62 PAmm).

 

 

2.   2.1.
Giusta l’art. 17 cpv. 1bis, 1. periodo LCStr, la licenza di condurre è revocata
per una durata indeterminata se il conducente non è idoneo a guidare un veicolo
a motore a causa d’alcolismo o altra forma di tossicomania oppure per motivi
caratteriali o altri motivi. 

La licenza di condurre è rilasciata solo se
dall’esame ufficiale è risultato che il richiedente conosce le norme della
circolazione e sa condurre con sicurezza i veicoli della categoria per la quale
essa vale (art. 14 cpv. 1, 1. periodo LCStr). In particolare, se il richiedente
è dedito al bere o a altre forme di tossicomania che possono diminuire
l’idoneità alla guida, la stessa non può essere rilasciata (art. 14 cpv. 2
lett. 2 LCStr).

 

2.2. Qualora esistano dubbi sull’idoneità
alla guida di un conducente, è imposto un nuovo esame (art. 14 cpv. 3 LCStr).
In particolare, questo dev’essere ordinato se il conducente ha commesso
infrazioni che fanno dubitare delle sue conoscenze delle norme giuridiche della
circolazione, della sua idoneità ad applicarle o della sua tecnica di guida
(art. 28 cpv. 1 OAC). Il nuovo esame può vertere sulla parte teorica o sulla
parte pratica o su entrambe (art. 28 cpv. 1, 2. periodo OAC). Se esistono dubbi
sull’idoneità alla guida di un conducente, può essere ordinata una corsa di
controllo per determinare i provvedimenti necessari (art. 29 cpv. 1 OAC).

 

 

3.   3.1. Il
ricorrente sostiene che la Sezione della circolazione, con l’imposizione della
nuova condizione, avrebbe violato il principio della buona fede. A suo dire, in
effetti, tale autorità avrebbe dovuto avvertirlo precedentemente delle
conseguenze della mancata presentazione del rapporto Ingrado e del certificato
medico entro un determinato periodo, segnatamente dell’eventualità dell’obbligo
di rifare gli esami teorici e pratici. A torto.

 

3.2. Secondo il
principio della buona fede, sancito dall’art. 9 Cost., l’autorità che fa una
promessa o che, con il suo comportamento, crea una certa aspettativa deve, in
principio, onorare la promessa, rispettivamente soddisfare l’aspettativa
(Knapp, Précis de droit administratif, 4. ed., n. 509). Il privato dispone pertanto
del diritto di essere protetto nella fiducia che egli pone nelle assicurazioni
dell’autorità o in un atteggiamento atto a fargli nascere precise aspettative
(Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4. ed. n. 627). In ogni caso, la
durata delle assicurazioni e degli affidamenti non è illimitata (Scolari,
Diritto amministrativo, Parte generale, 2. ed., n. 648).

Ora, la
circostanza secondo cui la Sezione della circolazione, nella decisione di revoca
per motivi di sicurezza, non abbia accennato all’ipotesi del rifacimento degli
esami teorici e pratici non può ragionevomente essere interpretata come una garanzia
della non imposizione di tale condizione in futuro. Va anzitutto detto che se
l’insorgente si fosso sottoposto subito ai necessari controlli, avrebbe potuto
chiedere il riesame della decisione già nel corso del mese di aprile del 2000.
In tale ipotesi la durata del periodo di astinenza alla guida sarebbe stato di
poco più di 2 anni, da contrapporre al periodo di esperienza alla guida di 10
anni e 3 mesi (sempre che, durante quest’ultimo lasso di tempo il ricorrente
abbia effettivamente guidato veicoli a motore). Molto probabilmente, in tale
evenienza, non sarebbe stato necessario imporgli di rifare gli esami teorici e
pratici di guida, motivo per cui l’autorità decidente non ha fatto alcun
riferimento a tale eventualità. Seppur in un certo senso discutibile, tale
omissione non può ragionevolmente rendere colpevole l’autorità di prime cure di
violazione del principio della buona fede. Ammettere il contrario significherebbe
obbligarla a segnalare a tutte le persone – cui è stata revocata la licenza di
condurre e che non chiedono il riesame appena possibile – l’eventualità di
dover sottoporsi a nuovi esami. Ciò comporterebbe un aggravio di lavoro non
indifferente – e quindi sporporzionato – alla Sezione della circolazione, ritenuto
che, come vedremo, nel giudizio sulla necessità dell’imposizione di un nuovo
esame di conducente dev’essere effettuata una valutazione globale di ogni
singolo caso concreto.

 

3.3. La buona
fede non può inoltre essere invocata allorquando l’omissione, l’ambiguità o
l’errore manifesto erano agevolmente rilevabili usando la diligenza richiesta
dalle circostanze. Oltre a ciò, l’ignoranza della legge non protegge il privato
sotto il profilo della buona fede, in quanto vige la regola basilare secondo
cui la conoscenza della legge è presunta (Scolari, op. cit., n. 627 e 652)

Nella
fattispecie in esame, l’eventualità del rifacimento degli esami, oltre ad
essere previsto espressamente nella legge, è ragionevolmente immaginabile, non
foss’altro per la situazione di imbarazzo nel quale si troverebbe una persona
che si accinge a mettersi alla guida per la prima volta dopo parecchio tempo.
In ogni caso, se l’insorgente si fosse diligentemente rivolto alle competenti
autorità o al centro di cura dell’alcolismo, esperti in materia, sarebbe stato
messo senz’altro al corrente della prassi vigente relativa alla riammissione
alla guida previa ripetizione degli esami. 

 

3.4. La
violazione della buona fede da parte dell’autorità non implica automaticamente
la modifica della decisione a favore del privato. Non è il caso ad esempio allorquando
un interesse pubblico prevalente esiga l’applicazione della legge (Scolari, op,
cit., 1. ed., n. 181). 

L’inconfutabile
interesse pubblico alla salvaguardia della sicurezza della circolazione
stradale (Bussy/Rusconi, Code suisse de la circulation routière, 3. ed., ad.
art. 14 LCStr, n. 7.2.1 e citazioni), che sta alla base della regolamentazione
che istituisce l’obbligo di rifare gli esami per i conducenti sulla cui
idoneità alla guida esistono seri dubbi, non può in nessun modo essere
disatteso nemmeno nell’ipotesi, comunque non presente nella fattispecie, di
violazione del principio della buona fede.

 

 

4.     
4.1. Appurata l’inconsitenza della censura del
ricorrente, va ora determinata l’effettiva sussistenza dei presupposti per
l’obbligo litigioso di sostenere nuovi esami di guida. A tale fine non è possibile
schematizzare le soluzioni e le situazioni, ma bisogna tenere conto di tutte le
circostanze del caso concreto (DTF 118 Ib 518 c. 2b e 3b; 108 Ib 62 c. 3b; LGVE
1998 II n. 24 c. 3a; Schaffhauser, Grundriss des Schweizerischen Strassenverkehrsrechts,
Band III, Die Administrativmassnahmen, n. 2219). Il ricorrente, a questo
proposito, contesta la sussistenza di dubbi circa la sua idoneità alla guida,
senza peraltro suffragare la sua tesi. A suo dire, inoltre, la condizione
litigiosa violerebbe il principio della proporzionalità, non tenendo
minimamente conto né della buona condotta da lui tenuta, né dei pregiudizi
economici cagionati dall’impossibilità di disporre della licenza di condurre
nella sua attività di elettricista indipendente.

 

4.2. __________
ha conseguito la licenza di condurre il 17 agosto 1987. Prima di ciò, nel 1984,
dopo aver circolato con un motoveicolo privo di targhe e assicurazione RC e
senza essere in possesso della necessaria licenza di condurre, è stato punito
con il rifiuto del rilascio della licenza di allievo conducente fino al mese di
maggio del 1985. Successivamente, il 13 novembre 1987 – dopo aver circolato a
velocità eccessiva e omesso di arrestarsi ad un semaforo, si è inoltrato in
un’intersezione collidendo con un veicolo che, in quell’istante, sopraggiungeva
– gli è stata revocata la licenza di condurre per la durata di 2 mesi e 15
giorni. In seguito, si sono resi necessari altri provvedimenti amministrativi a
carico del ricorrente. In particolare, il 10 gennaio 1991, per aver superato, a
__________, il limite di velocità di 60 Km/h, gli è stato inflitto un
ammonimento. Nell’ottore 1993 gli è stata nuovamente revocata la licenza di
condurre per la durata di 5 mesi per aver circolato in stato di ebrietà, a velocità
inadeguata (fondo stradale bagnato) e aver perso la padronanza di guida in
curva, divellando un cippo, invadendo la corsia di contromano e fuoriuscendo
dal campo stradale, per poi allontanarsi. Il 6 settembre 1998, circolando in
stato di ebrietà (1.26 - 1.63 gr. per mille) ha perso la padronanza di guida e
conseguentemente è fuoriuscito a destra del campo stradale, è salito sul
marciapiede e, dopo aver divelto un palo dell’illuminazione stradale, si è
infine arrestato contro una pianta. Per questi fatti il 25 marzo 1999 la Sezione
della circolazione ha pronunciato a carico dell’insorgente una revoca a tempo
indeterminato, subordinando la riammissione alla guida ad un periodo di
controllo di almeno 12 mesi, con primo possibile termine di riesame nel marzo
2000, ciò che avrebbe implicato l’inizio del periodo di controllo al più tardi
nel marzo 1999. Questa decisione, incontestata, è cresciuta in giudicato.

 

4.3. A tutt’oggi, il ricorrente non
sembrerebbe essersi ancora sottoposto ai controlli necessari, a suo dire, per
ragioni economiche. Il fatto che lo stesso non si sia attivato già nel 1999, in
modo da poter richiedere nel tempo più breve la propria riammissione alla
guida, nonché la sua richiesta in tal senso, datata 22 aprile 2003, sono indizi
che dimostrano l’assenza di una vera necessità di disporre della licenza di condurre
per motivi professionali.  

 

4.4. L’insorgente, considerando i 12 mesi
che ancora necessita per la stesura del rapporto Ingrado, potrà essere
riammesso alla guida, nella migliore delle ipotesi, a partire dal mese di
dicembre 2004. A quel momento, la durata di astinenza alla guida sarà di 6 anni
e 9 mesi, che rappresenta più della metà della durata della sua esperienza di
guida, che come detto è di 10 anni e 3 mesi.  Se è vero che secondo la
giurisprudenza del Tribunale federale qualora la durata di astinenza dalla
guida supera largamente la durata dell'esperienza di guida vi è motivo di
dubitare della capacità pratica di condurre di un utente della strada (SJ 1991
pag. 531, n. 94 e citazioni; DTF 108 Ib 62), ciò non vuol dire che l'obbligo di
sottoporsi a nuovi esami si giustifichi solo in fattispecie analoghe. Anche se
la durata dell'astensione dalla guida è inferiore alla durata della pratica
nella circolazione, la giurisprudenza ha ritenuto che i mutamenti delle norme
della circolazione, l'aumento del traffico e la perdita degli automatismi
necessari ad una guida sicura sono elementi che possono giustificare l'obbligo
di sottoporsi a nuovi esami di conducente (SJ 1991 pag. 21 n. 11; DTF 108 Ib 62
pag. 64), come pure un periodo molto lungo di astinenza dalla guida può
giustificare tale decisione (Schaffhauser, op. cit. n. 2219, 2467 e citazioni;
LGVE 1998 II n. 24 c. 3a-b). Tale obbligo è stato quindi confermato dalla
giurisprudenza in variegate situazioni, segnatamente: dopo un'astinenza alla
guida di 18 mesi (DTF 118 Ib 518) rispettivamente di 12 mesi (SJ 1991 pag. 531)
preceduta da breve esperienza, dopo 4 anni di astinenza a fronte di 7 anni di
esperienza (ZR 1990 n. 11 pag. 21), dopo un'astensione di 7 anni dalla guida di
veicoli della categoria B malgrado una guida regolare di veicoli agricoli di
categoria G (Bussy, op. cit. ad art. 14 LCStr n. 7.2.3 lett. b e citazioni),
dopo 6 anni e mezzo di astinenza con 25 anni di esperienza (LGVE 1998 II n.
24), e persino dopo 3 anni di astinenza malgrado un'esperienza di guida di ben
25 anni (JdT 1995 pag. 664 n. 15). Se ne deve dedurre che nel caso concreto il
fatto di avere considerato un'astinenza dalla guida ampiamente superiore a sei
anni come astinenza di lunga durata e quindi tale da giustificare un obbligo di
sottoporsi a nuovi esami di guida, indipendentemente dalla precedente
esperienza di guida cui si è accennato sopra, appare pienamente in linea con la
prassi e la dottrina sopra esposte.

 

 

5.     
Sulla scorta di quanto esposto, questo tribunale
perviene al convincimento che non vi è stato abuso di potere e nemmeno violazione
dei principi della buona fede e della proporzionalità da parte dell’autorità
dipartimentale nel subordinare la riammissione alla guida al superamento degli
esami teorici e pratici. Il ricorso va pertanto respinto con seguito di tassa e
spese.

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 9 Cost.; 14 cpv. 1, 2 e 3, 17 cpv. 1bis
LCStr; 28, 29 OAC; 10 LALCStr; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61, 62 PAmm

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

2.La tassa di giustizia e le spese, per complessivi fr. 800.—sono
poste a carico del ricorrente.

 

3.Contro la presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto
pubblico federale, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale
federale di Losanna nel termine di 30 giorni dalla notifica.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria