# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 49917c7c-b597-597c-8da6-7ccf5cdd6318
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-11-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 02.11.2000 11.2000.91
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2000-91_2000-11-02.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2000.00091

  	
  Lugano

  2 novembre
  2000/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa n.
__________.__________ (interdizione) della Divisione degli interni, Sezione
degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele, promossa con
istanza del 15 aprile 1993 dalla

 

 

	
   

  	
  Delegazione tutoria di __________ 

   

  
	
   

  	
   

  

                                         per chiedere
l'interdizione di 

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________; 

   

  

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta
l'appellazione del 29 agosto 2000 presentata da __________ __________ contro la
decisione emessa il 22 agosto 2000 dalla Divisione degli interni quale autorità
di vigilanza sulle tutele;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che il 15 aprile 1993 la Delegazione tutoria di __________, dando
seguito a una segnalazione dei __________ __________ __________ e __________
__________, ha presentato all'autorità di vigilanza sulle tutele un'istanza di
interdizione nei confronti di __________ __________ (1941);

 

                                         che
l'autorità di vigilanza ha sentito l'interessata e l'ha sottoposta a perizia da
parte del __________. __________ __________ dell'Organizzazione
sociopsichiatrica del __________, dopo di che ha sospeso la procedura dal 13
agosto 1996 al 4 luglio 2000;

 

                                         che con
decisione del 22 agosto 2000 la Divisione degli interni, Sezione degli enti
locali quale autorità di vigilanza sulle tutele, ha pronunciato l'interdizione
di __________ __________ sulla base dell'art. 369 CC;

 

                                         che con
scritto del 29 agosto 2000 __________ __________ è insorta contro la predetta
decisione;

 

e considerando

                                      

in diritto:                        che le decisioni della Divisione degli interni in materia di interdizione
sono impugnabili alla Camera civile del Tribunale di appello entro il termine
di 20 giorni (art. 48 cpv. 1 e 54a LAC, in vigore dal 1° marzo 1997);

 

                                         che la
procedura di interdizione, retta dalla legge cantonale (art. 373 CC), è governata
nondimeno per diritto federale dal principio inquisitorio (Schnyder/Murer in: Berner Kommentar, 3a
edizione, n. 123 ad art. 373 CC con richiami); 

 

                                         che non è
il caso pertanto di essere troppo severi in relazione alle esigenze formali del
ricorso, quantunque il gravame in rassegna – consistente in una lettera nella
quale l'interessata si duole della sua mancata audizione – sia ai limiti della
ricevibilità;

 

                                         che per
l'art. 369 cpv. 1 CC è soggetta a tutela ogni persona maggiorenne inabile a
provvedere per infermità o debolezza di mente ai propri interessi, sicché
richieda durevole protezione o assistenza;

 

                                         che nella
fattispecie la decisione di interdizione si fonda sul referto 26 luglio 2000
del __________. __________ __________ dell'Organizzazione sociopsichiatrica
cantonale di __________;

 

                                         che
secondo il citato referto l'interessata presenta una debolezza di mente a causa
di un disturbo psichiatrico classificabile come “__________ __________
__________ ”, onde la necessità di istituire una misura tutelare nei suoi
confronti (doc. 22);

 

                                         che alle
medesime conclusioni era giunto, in sostanza, anche il __________. __________
__________ (referto del 7 luglio 1996: doc. 4);

 

                                         che, ciò
posto, le affezioni di cui soffre la ricorrente trovano chiaro riscontro medico
e impongono provvedimenti;

 

                                         che,
invero, l'autorità di vigilanza sulle tutele ha sentito personalmente
l'interdicenda il 29 luglio 1996 (doc. 6), prima di sospendere la procedura, ma
in seguito non l'ha più riconvocata (art. 71 RTC);

 

                                         che per
l'art. 374 cpv. 2 CC l'interdizione per infermità o debolezza di mente non può
essere decretata se non dietro relazione di periti, i quali dovranno
pronunciarsi anche sulla convenienza di udire prima l'interdicendo; 

 

                                         che la
relazione medica deve indicare se l'audizione dell'interdicenda è possibile dal
profilo medico e non se la stessa è opportuna o ragionevole (Geiser in: Schweizerisches
Zivilgesetzbuch I/2, n.10 ad art. 374; Schnyder/Murer,
op. cit., n. 81 ad art. 374 CC; Deschenaux/Steinauer,
Personnes physiques et tutelle, 3a edizione, pag. 345, n. 902a);

 

                                         che a
specifica domanda (doc. 20) il perito ha risposto che “la peritanda non è in
grado di capire il significato di una tutela e delle conseguenze che questo
provvedimento comporterebbe (…), visto il suo stato psichico” (relazione del 26
luglio 2000, pag. 5: doc. 22);

 

                                         che in
circostanze siffatte l'autorità di vigilanza poteva ragionevolmente rinunciare
a una nuova audizione dell'interdicenda;

 

                                         che
l'interessata, certo, non è stata posta al corrente di quanto figura nella
perizia, ma nel ricorso essa non si duole di ciò, né contesta i motivi che
sorreggono la decisione impugnata;

                                      

                                         che essa
nemmeno allude a eventuali ragioni suscettibili di inficiare le conclusioni del
perito, né può pretendere – per avventura – di esporre altre censure oralmente
davanti a questa Camera;

 

                                         che nelle
circostanze descritte, visto quanto precede, l'appello risulta infondato;

 

                                         che la
particolarità del caso giustifica la rinuncia al prelievo di spese;

 

                                         che non è
il caso di assegnare ripetibili alla Delegazione tutoria, le cui osservazioni
peraltro sono state introdotte tardivamente;

 

per questi motivi,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello è respinto e la decisione impugnata è confermata.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse né spese.

 

                                   3.   Intimazione:

                                         –
__________ __________, __________;

                                         –
Delegazione tutoria di __________.               

                                         Comunicazione
alla Divisione degli interni, sezione degli enti locali quale autorità di
vigilanza sulle tutele.

                                         

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

La presidente                                                        Il
segretario