# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5da4fb09-176c-54ae-92cb-c8c6c0746024
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-12-11
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 11.12.2008 12.2007.231
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2007-231_2008-12-11.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2007.231

  	
  Lugano

  11 dicembre
  2008/lw

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Walser e Lardelli

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2004.37
della Pretura della giurisdizione di Locarno-Città promossa con petizione 24
marzo 2004 da

 

	
   

  	
  AP 1  

    RA 1  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
   AO 1  

    RA 2  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

con la quale l’attrice ha chiesto la condanna del
convenuto al pagamento di fr. 35'972.30 oltre interessi e il rigetto
dell'opposizione interposta al PE n. __________ dell'UEF di Locarno, domande
avversate dal convenuto;

 

domande che il Pretore ha evaso con sentenza 1° ottobre
2007 accogliendo parzialmente la petizione per fr. 6'920.– oltre interessi al
5% dal 14 giugno 2003, rigettando per tale importo l'opposizione al precetto
esecutivo e ponendo le spese (fr. 2'886.60) e la tassa di giustizia (fr.
1'400.–) per 1/5 a carico del convenuto e 4/5 a carico dell'attrice, con
obbligo per quest'ultima di rifondere a AO 1 fr. 2'500.– per ripetibili ridotte;

 

appellante l'attrice che con atto di appello 22
ottobre 2007 chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere
la petizione per fr. 28'184.36 oltre interessi protestando spese e ripetibili
di entrambe le sedi;

 

mentre il convenuto con osservazioni 8 febbraio 2008
postula la reiezione del gravame e la conferma della decisione impugnata, con
protesta di spese e ripetibili;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto e in diritto:   

 

                                     1.    Il 25 gennaio 2002
la ditta Ing. R__________ & Co – alla quale è poi subentrata AP 1, mediante
assunzione di attivi e passivi – in qualità di appaltatrice, ha sottoposto a AO
1, quale committente, un preventivo per lavori di sistemazione esterna al
mappale n. 1811 RFD di Brione sopra Minusio (doc. A), di proprietà di
quest'ultimo. Con scritto 23 gennaio 2002 – data probabilmente sbagliata,
essendo anteriore a quella dell'offerta – AO 1 ha comunicato alla Ing. R__________
& Co che le assegnava “l'esecuzione dei lavori per la messa a confine
mappale 1811”, rilevando che “il contratto tra le parti” contemplava un “prezzo
a corpo fr. 30'000.– + IVA secondo vs. offerta; non verrà riconosciuto alcun
aumento di spesa”, come pure che “nel prezzo sopra indicato è compreso il
trasporto delle merci a piè d'opera“ (doc. C). L'ing. G__________ R__________
apponeva la propria firma in calce allo scritto menzionato, per accettazione
dell'omonima ditta.

 

                                     2.    L'11 febbraio
2002, la ditta Ing. R__________ & Co, dando seguito ad una richiesta del
convenuto, ha presentato un'ulteriore offerta per “completazione del muro a
confine del fondo di sua proprietà e la costruzione di una vasca in calcestruzzo
ad uso piscina” (doc. D). Con scritto 22 febbraio 2002, AO 1 ha assegnato
all'impresa di costruzioni Ing. R__________ & Co pure i lavori di cui
all'offerta 11 febbraio 2002. Questo ultimo scritto fa riferimento al
precedente accordo per fr. 30'000.–, non è controfirmato dall'impresa e riporta
le diciture “Prezzo netto a corpo fr. 15'000.– + IVA” e “Per quanto sopra la
spesa complessiva che mi competerà per le opere che eseguirete ammonterà a fr.
45'000.– + IVA” (doc. E).

 

                                     3.    I lavori di
costruzione sono stati eseguiti tra il febbraio e il giugno 2002. Il 5 luglio
2002 la ditta Ing. R__________ & Co è stata sciolta e la ragione sociale
cancellata in seguito all'apporto dell'attivo e del passivo alla società
anonima Rofer SA (doc. L). Il 13 maggio 2003 R__________ SA ha inviato a AO 1
la liquidazione finale relativa ai predetti lavori. Considerato l'acconto
versato (fr. 22'000.–), il saldo ancora scoperto risultava essere di fr.
59'972.30 (fr. 78'972.30 ./. 22'000.–) [doc. H]. 

                                            Successivamente AO 1 ha contestato
l'ammontare del saldo esposto nella liquidazione finale, riconoscendo l'importo
di fr. 45'000.– più IVA e, al di fuori di detto importo, solo le spese per
“l'esecuzione del piccolo muretto (50 cm.) eretto a confine proprietà C__________”
e per “la fornitura del materiale di drenaggio del muro principale” (doc. 13).
Il 30 maggio 2002 egli ha poi inviato a AP 1 un'ulteriore lettera per l'invio
di copia di alcune fatture da lui pagate “per esecuzione di sollevamento merci,
installazione cantiere, posa materiale drenaggio” (doc. 14).

                                            A seguito del versamento
di un ulteriore acconto di fr. 21'000.–, il 28 luglio 2003 l'importo scoperto
reclamato da AP 1 era di fr. 35'972.30. Un incontro tra le parti non ha
permesso di dirimere la vertenza. Il 1° marzo 2004 AP 1 ha quindi fatto
notificare a AO 1 il PE n. __________ dell'UEF di Locarno per il predetto
importo, contro il quale l'escusso ha interposto opposizione (doc. I).

 

                                     4.    Con petizione 24 marzo 2004, AP 1 si è rivolta alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città per chiedere la condanna di AO
1 al versamento di fr. 35'972.30 oltre interessi e il rigetto in via definitiva
dell'opposizione interposta al PE n. __________ dell'UEF di Locarno. Alle
richieste dell'attrice si è opposto il convenuto con risposta 25 giugno 2004,
nella quale ha ammesso di dovere all'attrice unicamente un saldo di fr.
2'226.95. Quest'ultima non ha replicato. Esperita l'istruttoria le parti hanno
rinunciato a comparire alla discussione finale, confermandosi nei rispettivi memoriali
conclusivi.

 

                                     5.    Con sentenza 1°
ottobre 2007, il Pretore ha accolto parzialmente la petizione per fr. 6'920.–
oltre interessi al 5% dal 14 giugno 2003, rigettando per tale importo
l'opposizione al precetto esecutivo e ponendo le spese (fr. 2'886.60) e la
tassa di giustizia (fr. 1'400.–) per 1/5 a carico del convenuto e 4/5 a carico
dell'attrice, con obbligo per quest'ultima di rifondere a AO 1 fr. 2'500.– per
ripetibili ridotte.

                                            Il primo giudice è
partito dalla constatazione che le parti si trovano d'accordo sul fatto che il
primo contratto, venuto in essere il 23 gennaio 2002, prevedeva un prezzo a
corpo di fr. 30'000.– e che, invece, era controversa la natura del compenso
previsto per il secondo contratto, che ha fatto seguito all'offerta dell'11
febbraio 2002, con oggetto “la completazione del muro a confine per la
costruzione di una vasca in calcestruzzo ad uso piscina”. Il Pretore ha
tuttavia ritenuto che anche la mercede stabilita per i lavori previsti dalla
seconda pattuizione era da ritenersi pattuita a corpo, avendo il convenuto
fornito la prova che gli incombeva. A titolo abbondanziale il primo giudice ha
pure rilevato che, confrontata con l'affermazione contenuta nell'allegato
responsivo “l'importo di fr. 45'000.– per il muro e la piscina era a corpo e
che la situazione dei luoghi […] era perfettamente nota all'attrice” (cfr. risposta,
pag. 2), AP 1 ha omesso di replicare, quando la tematica in questione era
fondamentale per l'esito della causa. L'aver sostenuto solo in sede di
memoriale conclusivo che l'accordo basato sulla prima offerta dell'11 febbraio
2002 non prevedeva una mercede forfetaria, prosegue il Pretore, non può giovare
alla AP 1. Ritenuto assodato che la pattuizione conclusa tra la ditta attrice e
AO 1 prevedesse un prezzo a corpo per la totalità degli interventi prospettati,
il primo giudice ha quindi riconosciuto all'attrice un importo di fr. 1'500.– 
a dipendenza del maggior onere – rispetto alle pattuizioni a corpo – sopportato
per il trasporto del materiale e per l'esecuzione dei lavori a seguito
dell'accesso non conforme a quanto previsto contrattualmente. Il Pretore ha per
contro respinto gli ulteriori maggiori oneri fatti valere dall'attrice in
quanto sostenuti solo con le conclusioni (aumento dei costi e modifiche che sarebbero
intervenuti in corso d'opera) e non provati (tant'è che al perito giudiziario
non è stato neppure chiesto di elencare puntualmente e di quantificare i costi
per le eventuali opere supplementari). In definitiva, dunque, secondo il primo
giudice, l'unico importo che poteva essere riconosciuto alla AP 1, al di là
della mercede a corpo di fr. 45'000.– più IVA pattuita contrattualmente, è
quello di fr. 1'500.– di cui si è detto. Ritenuto che il convenuto ha ammesso
di aver corrisposto all'attrice acconti per fr. 43'000.–, il Pretore ha quindi
condannato AO 1 a rifondere a AP 1 l'importo di fr. 6'920.– [fr. 49'920.– (fr.
45'000.– + fr. 3'420.– + fr. 1'500.–) ./. fr. 43'000.–].

 

                                     6.    Con appello 22
ottobre 2007, AP 1 chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di
accogliere la petizione per fr. 28'184.36 oltre interessi protestando spese e
ripetibili di entrambe le sedi.

                                            Con osservazioni 8
febbraio 2008, l'appellato postula la reiezione del gravame con argomenti di
cui si dirà, se del caso, nel seguito.

 

                                     7.    Il significato
dell'atto di appello è quello dell'esposizione avanti alla Camera adita di
circostanziate critiche all'accertamento dei fatti e/o all'applicazione del
diritto di cui alla sentenza impugnata, così da consentire, entro i limiti delle
domande formulate, la sua verifica da parte dell'autorità superiore ed
eventualmente la sua riforma nel senso auspicato dal ricorrente. Sembrerebbe perciò scontato presumere che l'atto di appello abbia
necessariamente a confrontarsi in forma critica con i contenuti del giudizio
che si intende impugnare. È però ovvio che ciò non può avvenire laddove vengano
richiamate o riprodotte le argomentazioni già esposte negli atti della
procedura svolta davanti al Pretore, poiché in tali scritti si cercherebbero
invano critiche a un giudizio che non è ancora stato emanato, ragione per cui
la giurisprudenza prevede la sanzione dell'irricevibilità per il gravame che si
limita a richiamare argomentazioni espresse in precedenti allegati oppure che
si esaurisce nella testuale o quasi trascrizione dell'allegato conclusionale (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, m. 21 e 22 ad
art. 309; CPC-TI App., m. 36 ad art. 309; DTF 117 Ia 10). La riproduzione di
ampi stralci del memoriale conclusivo soggiace necessariamente ai medesimi
principi nella misura in cui si tratta di narrazioni redatte allo scopo di
convincere il Pretore della bontà delle proprie argomentazioni alla luce delle
risultanze dell'istruttoria, e non invece con la diversa finalità di suffragare
avanti alla Camera d'appello l'erroneità del giudizio impugnato. Ciò premesso, si constata che l'appello dell'attrice è costituito in
preponderanza dalla letterale trascrizione delle conclusioni presentate al
Pretore il 13 luglio 2007 ed è perciò, per i motivi testé esposti, manifestamente
irricevibile nella misura in cui le citazioni tratte da quell'allegato non sono
al servizio di circostanziate censure al giudizio pretorile.

 

                                     7.1  Esaminando nel
dettaglio l'appello si constata in effetti che il punto 1 pag. 2 dell'appello
corrisponde al punto 1 pag. 1 delle conclusioni. 

                                            Il punto 2 pag. 2-3
dell'appello corrisponde al punto 3 delle conclusioni pag. 3 nel mezzo, pag. 3
verso il basso e pag. 4 in alto. 

                                            Il punto 4 pag. 5-7
dell'appello corrisponde al punto 6 pag. 5-6 delle conclusioni, al punto 7 pag.
6 in basso e pag. 7 dall'alto fino a metà pagina delle conclusioni e al punto
10 pag. 9-10 delle conclusioni. Le uniche novità rispetto alle conclusioni sono
riscontrabili a pag. 6 dell'appello, nei paragrafi quarto, quinto e sesto,
senza però che siano individuabili in esse precise critiche alla sentenza
impugnata.

                                            Il punto 6 pag. 7
dell'appello corrisponde al punto 12 pag. 10 delle conclusioni.

                                            Il punto 6.1 pag. 8-9
dell'appello corrisponde al punto 5 pag. 5 delle conclusioni, al punto 12.1
pag. 11 da metà pagina fino in basso e al punto 12.3 pag. 12 delle conclusioni.
Le uniche censure al giudizio pretorile sono riscontrabili a pag. 9
dell'appello, nei paragrafi quarto, quinto, sesto e settimo.

                                            Il punto 6.2 pag. 9-10
dell'appello corrisponde al punto 12.1 pag. 10-11 delle conclusioni. 

                                            Il punto 6.3 pag. 10
dell'appello corrisponde al punto 12.4 pag. 12 delle conclusioni.

                                            Il punto 6.4 pag. 10-12
dell'appello corrisponde al punto 12.6 pag. 13-14 delle conclusioni e al punto
13 pag. 14-15 delle conclusioni.

 

                                     7.2  Non resta dunque
che esaminare i pochissimi passaggi dell'appello che non costituiscono una
pedissequa ricopiatura delle conclusioni o di parti di esse e nei quali si può
intravedere una critica al giudizio di prima sede.

 

                                     7.3  Il Pretore ha
ritenuto che anche la mercede di fr. 15'000.– stabilita per i lavori previsti
dalla seconda pattuizione era da ritenersi pattuita a corpo, avendo il
convenuto fornito la prova che gli incombeva. Il primo giudice, dopo aver fatto
riferimento all'art. 6 CO – secondo il quale quando la natura particolare del
negozio o le circostanze non importino un'accettazione espressa, il contratto
si considera conchiuso se entro un congruo termine la proposta non è respinta –
ha rilevato che non vi è agli atti nessun documento dal quale si evince che
l'appaltatrice abbia rifiutato l'offerta (controfferta) del convenuto. Ciò
malgrado quanto riferito dal teste L__________ F__________, secondo il quale la
controfferta non sarebbe mai stata accettata da AP 1. Secondo il Pretore, le
circostanze concrete, in particolare il fatto che le parti fossero già
vincolate da un precedente contratto con oggetto dei lavori di costruzione sul
mappale di proprietà del convenuto e che l'offerta in questione concerneva
l'edificazione di opere supplementari ad essi strettamente connesse, dovevano
indurre la ditta appaltatrice a manifestare espressamente il proprio rifiuto, o
quantomeno potevano lasciare intendere al convenuto che l'assenza di riscontri
significasse accettazione della proposta da lui formulata. Al contrario,
prosegue il primo giudice, l'attrice ha dato seguito ai lavori, procedendo
anche con gli interventi contemplati nella seconda offerta, ciò che tutto
lascerebbe presagire fuorchè la propria mancata accettazione della
controproposta del 22 febbraio 2002 (doc. E). Ponendo dunque mente al principio
sancito dall'art. 6 CO, conclude il Pretore, appare corretto ritenere che il
contratto in questione sia fondato sulla controfferta datata 22 febbraio 2002
(doc. E), accettata per atti concludenti dalla ditta appaltatrice. A titolo
abbondanziale il primo giudice ha anche aggiunto che, confrontata con
l'affermazione contenuta nell'allegato responsivo “l'importo di fr. 45'000.–
per il muro e la piscina era a corpo e che la situazione dei luoghi […] era
perfettamente nota all'attrice” (cfr. risposta, pag. 2), AP 1 ha omesso di
replicare, quando la tematica in questione era fondamentale per l'esito della
causa. L'aver sostenuto solo in sede di memoriale conclusivo che l'accordo
basato sulla prima offerta dell'11 febbraio 2002 non prevedeva una mercede
forfetaria, prosegue il Pretore, non può giovare a AP 1.

                                            L'appellante non si confronta
minimamente con la considerazione abbondanziale del primo giudice. Essa
sostiene di non condividere le argomentazioni del Pretore. Tra le parti vi
erano, a suo dire – con riferimento a quanto deposto dal teste L__________ __________
– ottimi rapporti e l'istruttoria avrebbe dimostrato che le parti erano
costantemente in contatto e perfettamente al corrente di quanto stava accadendo
e che il committente è sempre stato in chiaro sull'aumento dei costi provocati
dalla successiva decisione di costruire anche una piscina. Le “documentazioni
testimoniali fornite dal ricorrente” dovrebbero inoltre avere, sempre a suo
dire, “lo stesso peso che avrebbe avuto uno scritto dell'impresa”. Essa rileva,
per finire, che “tutti i particolari suddetti,” sono emersi solo nell'ambito
dell'istruttoria” per cui “non poteva elencarli in dettaglio precedentemente”
(appello, pag. 4 verso il basso). 

                                            Quest'ultima
affermazione conferma essa medesima la tardività delle argomentazioni dell'attrice;
sostenute per la prima volta in sede di conclusioni – e ribadite ora in appello
con l'aggiunta di ulteriori dettagli – sono irrite e pertanto irricevibili (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, m. 24 ad art.
78 e m. 20-30 ad art. 321). Il fatto che “i particolari suddetti” siano “emersi
solo in istruttoria”, poi, non giova alla ricorrente. La giurisprudenza ha in
effetti già avuto modo di stabilire che i fatti venuti alla luce nel corso
dell’istruttoria non divengono automaticamente parte della realtà processuale
di cui il giudice deve tener conto secondo le modalità previste dal codice di
rito, se in precedenza non erano stati allegati dalle parti (Cocchi/Trezzini, CPC-TI App., m. 42 ad art. 78; NRCP 2004 p. 546; II CCA 30 giugno 2005 inc. n. 12.2004.51, 9 agosto 2005 inc. n. 12.2004.91
pubb. in NRCP 2006 428); a meno che la loro successiva adduzione sia stata
ammessa nell’ambito di una domanda di restituzione in intero ai sensi dell'art.
80 cpv. 1 lett. b CPC (II CCA 20 dicembre 2006 inc. n. 12.2005.222), ciò che
non è assolutamente stato il caso nella fattispecie. Le argomentazioni
dell'appellante cadono dunque nel vuoto.

 

                                     7.4  Al punto 5 dell'appello,
la ricorrente si limita a spiegare per quale motivo non ha chiesto al perito –
come le è stato rimproverato dal Pretore al considerando 8.2 della sentenza
impugnata – di “elencare puntualmente e quantificare i costi per le eventuali
opere supplementari (rispetto a quelle previste inizialmente per l'importo
forfetario totale di fr. 45'000.–”). Trattandosi solo di una spiegazione – che
parte per altro dal presupposto sbagliato che “un contratto a prezzo fisso per
la piscina non è mai stato concluso” – ogni ulteriore considerazione è
superflua.

 

                                     7.5  Al punto 6.1 dell'appello, la ricorrente – dopo aver riprodotto da
pag. 8 in alto fino a pag. 6 in mezzo ampi stralci del memoriale conclusivo –
nel quarto, quinto, sesto e settimo paragrafo di pag. 9 del gravame si lamenta
del fatto che il Pretore non abbia riconosciuto due posizioni da lei esposte
per aver “provveduto ad inoltrare entrambe le domande di costruzione, e questo
sia per il muro, sia per la piscina” (fr. 3'000.–) e “a titolo di fermo
cantiere, compreso lo sgombero degli attrezzi e lo spostamento dei materiali”
(fr. 2'000.–). Secondo l'appellante, ci si troverebbe per queste due posizioni
“nelle stesse circostanze straordinarie evidenziate dal giudice di prima
istanza al punto 7.1” della sua decisione, segnatamente in relazione
all'indennizzo di fr. 1'500.– riconosciuto “per le difficoltà d'accesso”.

                                            L'appellante dimentica tuttavia che con la petizione aveva
attribuito il sorpasso alle difficoltà insorte in relazione all'accesso al
fondo del convenuto. Essa aveva infatti sostenuto che “durante l'esecuzione dei
lavori il convenuto” aveva incontrato “dei problemi con il vicinato, pertanto
la soluzione di accesso ai terreni confinanti” era venuta a cadere, come pure
che questa situazione l'aveva costretta “a cambiare totalmente l'organizzazione
dei lavori”. Il primo giudice ha ritenuto corretto riconoscere all'attrice
l'importo di fr. 1'500.– a dipendenza del maggior onere sopportato per il
trasporto del materiale e per l'esecuzione dei lavori a seguito dell'accesso
non conforme a quanto previsto contrattualmente.

                                            Per la prima volta solo
in sede di conclusioni – ed ora nuovamente con l'atto d'appello – l'attrice ha
chiesto il riconoscimento di maggiori costi dovuti al fatto di aver lei stessa
“provveduto ad inoltrare entrambe le domande di costruzione, e questo sia per
il muro, sia per la piscina”, con un aggravio di fr. 3'000.– e al “fermo
cantiere” per l'ottenimento della “licenza di costruzione della piscina”,
“compreso lo sgombero degli attrezzi e lo spostamento dei materiali”, con un
maggior onere di fr. 2'000.–. Trattasi di argomentazioni manifestamente
tardive, pertanto irrite e irricevibili (Cocchi/Trezzini,
CPC-TI, m. 24 ad art. 78 e m. 20-30 ad art. 321). Il confronto di posizioni
proposto dall'attice è di conseguenza anche palesemente improponibile. L'appello
cade nuovamente nel vuoto.

 

                                     8.    Per questi motivi, l’appello, manifestamente infondato, deve essere
respinto. Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art.
148 CPC) e sono calcolati su un valore litigioso di fr. 21'264.35 (28'184.35
./. 6'920.–). Alla parte appellata viene riconosciuta un’equa indennità a
titolo di ripetibili di seconda istanza (art. 150 CPC).

 

 

Per i quali motivi,

richiamati l’art. 148
CPC e la LTG,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   L’appello
22 ottobre 2007 di AP 1 è respinto.

 

                                   2.   Gli
oneri processuali dell’appello, consistenti in :

                                         

                                         a)
tassa di giustizia      fr.    950.-

                                         b)
spese                         fr.      50.-

                                                                                fr.
1'000.-

 

                                         da
anticiparsi dall’appellante, restano a suo carico, con l’obbligo di rifondere a
AO 1 fr. 1'300.– per ripetibili di appello.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -     

  -      

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso
è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in
materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi.
Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge federale
prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia ammissibile
il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, ricorso
sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.