# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e8cb4629-8435-5678-bcd2-26ae62637ac5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.11.2010 D-6831/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6831-2010_2010-11-10.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6831/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Hans Schürch;
cancelliere Federico Pestoni.

A._______, alias
B._______,
Turchia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 16 settembre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6831/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in Sviz-
zera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità o di  viaggio, con la comminatoria che,  in caso di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 21 luglio 2010 e del 5 agosto 2010;

la decisione dell'UFM del 16 settembre 2010, notificata all'interessato 
il giorno stesso (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso  del  21 settembre 2010  (cfr. timbro  del  plico  raccomandato, 
data d'entrata 22 settembre 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(il Tribunale) in data 22 settembre 2010;

la decisione incidentale del 28 settembre 2010, con la quale il Tribuna-
le ha concesso al ricorrente un termine di 15 giorni per produrre i mez-
zi di prova che ha presentato in corso di procedura dinnanzi all'UFM e 
la  loro  relativa  traduzione  in  una  delle  lingue  ufficiali  svizzere,  così  
come la traduzione dei mezzi di prova presentati con il gravame;

lo scritto del 12 ottobre 2010, con il quale il rappresentante del ricor-
rente ha inoltrato regolare procura ed i documenti richiesti debitamen-
te tradotti in lingua tedesca;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 

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(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, 
in  virtù  dell'art. 31 LTAF, giudica i  ricorsi  contro le  decisioni  ai  sensi 
dell'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino turco di etnia curda, nato ad 
C._______,  D._______,  e  con  ultimo  domicilio  ad  E._______, 
F._______ (cfr. verbale d'audizione del 21 luglio 2010, pag. 1);

che il richiedente, avrebbe lasciato la Turchia l'(...) per il timore di non 
poter più vivere tranquillamente in patria poiché il suo passato è regi -
strato e se scoperto rischierebbe di subire nuovi ed ulteriori maltratta -
menti da parte della polizia; che infatti, a patire dagli anni novanta il ri -
corrente sarebbe stato arrestato, picchiato e torturato in diverse occa-
sioni  a  causa  delle  sue  attività  politiche;  che  tuttavia  sarebbe  stato 
scagionato  da  un  tribunale  dalle  accuse  di  collaborazione  con  il 
G._______; che nel  (...)  si  sarebbe trasferito  a F._______ dove,  nel 
(...),  sarebbe  stato  nuovamente  vittima  di  fermi  e  pestaggi;  che  nel 
2010, dopo essere diventato membro del H._______, egli sarebbe sta-
to avvicinato in tre occasioni da sconosciuti dichiaratisi poliziotti, i quali 
lo avrebbero bendato, picchiato ed in seguito gli avrebbero intimato di  
collaborare  con  loro  fornendo  informazioni  riguardo  le  attività  del 
H._______; che il  ricorrente avrebbe accettato per paura di ritorsioni 

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ed in seguito, nel mese di (...) del (...), avrebbe deciso di espatriare  
per evitare ulteriori  complicazioni  (cfr. verbale d'audizione del 5 ago-
sto 2010, pag. 4); che, pertanto, sarebbe partito da F._______ nasco-
sto in  un TIR,  dal  quale  sarebbe sceso soltanto  una volta giunto in 
Svizzera, dove ha depositato la propria domanda di asilo in data (...) 
(cfr. verbale d'audizione del 21 luglio 2010, pagg. 8 e 9);

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del -
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  al l'art. 
32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Turchia siccome lecita, esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità, riconfermato quanto già affermato nei 
verbali di audizione, e meglio di non aver mai posseduto un passapor-
to, mentre avrebbe dimenticato la carta di identità presso il passatore 
al quale si sarebbe affidato per giungere in Svizzera; che inoltre egli  
ha  sottolineato  di  aver  prodotto  altri  documenti,  e  meglio  l'originale 
dello stato di famiglia, l'originale della richiesta per ottenere la carta di 
identità, l'originale dell'estratto della carta di identità rilasciato alla mo-
glie e, infine, il certificato di proprietà della sua casa di Istanbul; che 
pertanto ci sono dei motivi scusabili a giustificazione della sua manca-
ta consegna di documenti di identità;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità inferiore per il completamento delle indagini e per una nuova deci-
sione nel merito della sua domanda d'asilo, subordinatamente la con-
cessione dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una 
domanda di assistenza giudiziaria nel senso dell'esenzione dal versa-
mento anticipato delle presumibili spese processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-

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mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett.  c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative;

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a  
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che,  stante  quanto  precede,  il  documento  rilasciato  dall'anagrafe  di 
E._______ e prodotto dal ricorrente non può essere considerato valido 
ai fini della sua identificazione;

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre due mesi dalla  
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che,  per  di  più,  egli  si  è  semplicemente limitato  a  dichiarare di  non 
aver mai posseduto un passaporto e che la sua carta d'identità sareb-
be stata trattenuta dal  passatore  che lo  ha aiutato a raggiungere la 
Svizzera, allegando poi di  aver tentato di  procurarsi  un nuovo docu-
mento tramite la moglie in patria, ma le autorità pretendono che egli si 
presenti  di  persona  (cfr.  verbale  d'audizione  del  2 settembre 2010, 
pagg. 2 e 3);

che, oltre a ciò, interrogato sul proprio viaggio, egli  è stato assoluta-
mente superficiale ed evasivo senza fornire alcun dettaglio del tragitto 
intrapreso; che ha dichiarato di  aver lasciato  la  Turchia partendo da 

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F._______ viaggiando nascosto in un TIR, dal quale sarebbe sceso di-
rettamente  in  Svizzera,  senza  sapere  in  quale  località  e  di  essere 
giunto, per mezzo di un taxi al CRP di Chiasso dove ha depositato la 
propria  domanda di  asilo  (cfr. verbali  d'audizione  del  21 luglio 2010, 
pag. 8;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che, in particolare, appare totalmente inverosimile che egli sia giunto 
in Svizzera senza ricordare alcun dettaglio di un viaggio così lungo, e 
senza aver mai subito alcun tipo di controllo;

che argomentazioni come quelle addotte appaiono tutte assolutamente 
inattendibili;

che, per di più ed a prescindere dalle allegazioni palesemente fanta-
siose di cui sopra, già varcare il confine Schengen senza subire alcun 
controllo, risulta a tutt'oggi quantomeno difficoltoso;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il Tribunale ha 
ragione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi docu-
menti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

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che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Turchia per il timore di non poter più vivere tranquillamente in pa-
tria poiché il suo passato è registrato e se scoperto rischierebbe di su-
bire nuovi ed ulteriori maltrattamenti da parte della polizia;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, a mente di questo Tribunale, come rettamente evidenziato dall'au-
torità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno della 
sua domanda d'asilo non presenta alcun elemento di verosimiglianza;

che basti rilevare innanzitutto che il ricorrente si è espresso in modo 
molto vago sugli eventi che lo avrebbero indotto a lasciare il  proprio  
Paese; che,  il  racconto del  richiedente appare illogico e contrario  al  
buon senso, e meglio in relazione agli eventi che hanno determinato il  
suo espatrio; che a titolo di esempio, il ricorrente ha collocato tempo-
ralmente in maniera imprecisa i fatti asseriti, dichiarando in sede di pri-
ma audizione di aver ricevuto la prima visita dei sedicenti poliziotti due 
mesi prima del suo espatrio, la seconda visita dopo cinque settimane 
dalla prima e l'ultima due settimane prima del suo arrivo in Svizzera 
(cfr. verbale  d'audizione del  21 luglio 2010,  pag. 6);  che successiva-
mente, nel corso della seconda audizione ha sostanzialmente confer-
mato la collocazione cronologica del primo e dell'ultimo incontro affer-
mando di non ricordarsi quando fosse avvenuto il secondo e limitando-
si a riferire che era avvenuto tra il primo ed il terzo (cfr. verbale d'audi-
zione del 5 agosto 2010, pag. 4); che tale superficialità non si giustifica 
posto che gli eventi in questione sono avvenuti, secondo le indicazioni 
approssimative del ricorrente, tra i mesi di (...) e (...) del corrente anno 
e che dovrebbero costituire, vista la loro gravità, tre momenti ben pre -
senti nei ricordi dell'interessato; che inoltre, viste anche le esperienze 
passate del ricorrente, non si capisce come mai egli  non sia fuggito 
dopo il primo incontro ma ne avrebbe attesi ben tre, tra l'altro, senza 
fare nulla per tutelarsi; che più volte sollecitato sul perché egli non ab-

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bia mai denunciato la sua situazione o non abbia cercato in qualche 
modo di  tutelarsi,  egli  ha sempre risposto negativamente limitandosi 
ad affermare che non sarebbe servito a niente (cfr. verbale d'audizione 
del 5 agosto 2010, pag. 6); che occorre inoltre rilevare che i sedicenti 
poliziotti si sono sempre e soltanto identificati verbalmente e neppure 
erano in divisa, ma che il ricorrente sostiene di sapere che essi fosse -
ro dei poliziotti veri; che pure interrogato sulla possibilità di una fuga 
interna ad C._______, dove egli avrebbe ancora diversi membri della 
sua famiglia, il  ricorrente ha inizialmente affermato che non sarebbe 
stato possibile poiché ci sono dei protettori del villaggio che disturbano 
la sua famiglia (cfr. verbale d'audizione del 5 agosto 2010, pag. 7), sal-
vo poi ricredersi una volta confrontato con le sue stesse dichiarazioni  
secondo le quali i protettori del villaggio avevano disturbato i suoi fami-
gliari  a  I._______  e  non  a  C._______  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
5 agosto 2010, pag. 9); che viste le asserite vicende di pestaggi e tor-
ture da parte della polizia vissute in passato dal ricorrente, non si capi -
sce come mai  il  ricorrente  abbia  subìto passivamente quelle  recenti  
che lo hanno poi spinto a lasciare il paese, senza tentare di tutelarsi 
altrimenti; che, infine, pure le vicende passate invocate dal ricorrente 
appaiono alquanto illogiche; che infatti, a titolo di esempio, egli ha rife -
rito  che  nel  (...)  sarebbe  stato  bendato,  picchiato,  denudato,  colpito 
con getti d'acqua ad alta pressione e torturato, ma che non ha ritenuto 
di dover espatriare perché secondo lui non esisteva una minaccia gra-
ve (cfr. verbale d'audizione del 5 agosto 2010, pag. 8);

che, inoltre, i documenti presentati dal ricorrente, oltre a non dimostra -
re, come visto in precedenza, la sua identità, non lo soccorrono nem-
meno nella questione di fondo, non dimostrando essi in alcun modo le 
persecuzioni asserite.

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret -
tamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, tanto meno, a mente di questo Tribuna-
le, le allegazioni prodotte sarebbero state di un'intensità tale da essere 
considerate decisive in materia d'asilo né che si evincono elementi da 
cui  dedurre  che  al  ricorrente  sarebbe  stata  preclusa  un'appropriata 
protezione  contro  le  persecuzioni  statali  (cfr.  Giurisprudenza  ed  in-
formazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo 
[GICRA] 2006 no 18);

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che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non risultano  elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi -
mento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  (cfr.  DTAF 
2009/50, consid. 8, pagg. 730 e segg.);

che, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Turchia  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della leg-
ge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri  (LStr, RS 142.20) o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art.  32 OAsi 1; 
GICRA 2001 n. 21);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 LStr, giusta il 
quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

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che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  come detto,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 44 cpv. 2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr);

che,  la  situazione  vigente  in  Turchia  non  appare  caratterizzata  da 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nell'integralità del territorio nazionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli  è giovane e 
possiede una buona formazione scolastica,  in  quanto frequentato  le 
scuole fino alle superiori, che ha terminato nel (...); che egli inoltre ha 
pure una buona esperienza professionale avendo operato diversi anni 
come (...)  ed in seguito come (...) (cfr. verbale d'audizione del 21 lu-
glio 2010, pag. 3); che egli, oltre alla moglie ed i tre figli, ha ancora i 
genitori, un fratello e tre sorelle nonché alcuni zii in patria e che inol -
tre, stando a quanto riferito, sarebbe nato e cresciuto ad C._______, 
D._______, dove ha frequentato le scuole ed in seguito si è trasferito a 
E._______, F._______, dove ha lavorato diversi anni; che, pertanto, si 
può partire dal presupposto che disponga ancora di una fitta rete so-
ciale in patria; che l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire 
di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione 
provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio 
degli atti emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per moti-
vi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art.  44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio; che l'esecuzione dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

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che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 
106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda d'e-
senzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  
spese processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  data  di 
spedizione della presente sentenza. 

3.
Comunicazione a:

- rappresentante del ricorrente (raccomandata; allegato: bollettino di 
versamento)

- UFM,  Divisione  soggiorno,  (allegati:  incarto  N [...]  e  copia  del 
ricorso del 16 settembre 2010, per corriere interno; in copia)

- L._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione:

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