# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 92977fcb-8e53-5e44-ad04-a9660a3fcff9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-02-20
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 20.02.2007 16.2006.100
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2006-100_2007-02-20.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2006.100

  	
  Lugano

  20 febbraio
  2007/lw

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani, presidente,

  Epiney-Colombo e Lardelli

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione 29
settembre 2006 presentato da

 

	
   

  	
  RI 1  

  (patrocinata
  dall'avv.  RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emessa il 20 settembre 2006 dal
  Giudice di pace del circolo di Giubiasco nella causa civile inappellabile
  (inc. n. 49.2006.0: contratto di lavoro) promossa con istanza 24 agosto 2006 da

  	 

 

	
   

  	
   CO 1  

  (rappresentato
  dall'RA 2 );

   

  

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   CO 1AP 1la convenuta ha proposto di respingere l'istanza, opponendo
in compensazione una sua pretesa di fr. 7800.– per danni cagionati dal
lavoratore.  

                                      

                                  B.
  Statuendo il 20 settembre 2006 il Giudice di pace, dopo avere ritenuto che la
pretesa di risarcimento danni fatta valere dalla convenuta era in realtà una
domanda riconvenzionale eccedente i limiti della sua competenza, ha accolto
l'istanza, la convenuta avendo implicitamente riconosciuto la pretesa
avversaria sollevando l'eccezione di compensazione. Egli ha poi altresì ritenuto
che trattandosi di un credito necessario al mantenimento del lavoratore ai
sensi dell'art. 125 n. 2 CO, una compensazione fosse improponibile.

 

                                  C.
  Con ricorso del 29 settembre 2006 RI 1 è insorta contro il predetto giudizio
postulandone l'annullamento sulla base dei titoli di cassazione di cui alle
lettere e) e g) dell'art. 327 CPC. Essa rimprovera al primo giudice di non aver
considerato il credito dalla stessa opposto in compensazione ad integrale estinzione
della pretesa avversaria. Al ricorso l'istante non ha formulato osservazioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice
di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di
diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata
di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale
una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio
giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il
sentimento della giustizia e dell’equità. Arbitrio e violazione della legge non
vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere
manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può
essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe
immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta
solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione
palese con la situazione reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di
un diritto certo (DTF 132 I 17 consid. 5.1).

 

                                   2.   La
ricorrente rimprovera al Giudice di pace di aver ignorato l'eccezione di compensazione
da lei sollevata con riferimento ai danni cagionati dal lavoratore. Il primo
giudice ha considerato la domanda di risarcimento danni formulata dalla
convenuta come domanda riconvenzionale eccedente i limiti della sua competenza
(art. 172 CPC). Nondimeno la convenuta non ha inteso far valere una simile
domanda ma ha semplicemente opposto in compensazione al credito per salari
dell'istante un suo credito di pari importo corrispondente ai danni che il
lavoratore le avrebbe cagionato (Rep. 1979 pag. 302). E che il datore di lavoro
possa compensare il salario con un suo credito per danni cagionati intenzionalmente
dal lavoratore è previsto espressamente dall'art. 323b
cpv. 2 in fine CO (Brühwiler,
Kommentar zum Einzelarbeitsvertrag, 2ª edizione, n. 9 ad art. 323b CO; Streiff/von Kaenel, Arbeitsvertrag, 6ª edizione, n. 6 ad art. 323b CO).

 

                                   3.   Resta il fatto che l'annullamento
di una sentenza si giustifica unicamente quando essa è arbitraria nel suo risultato
e non solo nella sua motivazione (v. anche DTF 129 I 8 consid.
2.1, 128 I 273 consid. 2.1 e rinvii). In concreto, spettava alla convenuta
dimostrare il danno, la violazione degli obblighi contrattuali
da parte del lavoratore, come pure l'esistenza di un nesso di causalità
naturale e adeguato fra i primi due elementi  (Favre/Munoz/ Tobler, Le contrat de
travail, Code annoté, 2001, n. 1.13 ad art. 321e CO; Brühwiler, op. cit., n. III ad
art. 321e CO; Wyler, Droit du travail,
2002, pag. 101; Streiff/von Kaenel,
op. cit., n. 4 ad art. 321e CO). Ora, la ricorrente ha bensì proposto l'audizione di alcuni testi e l'interrogatorio formale della
controparte (cfr. risposta scritta), ma alla discussione del 13 settembre 2006
essa vi ha rinunciato. Dal verbale di quella udienza risulta che dopo la
discussione, il giudice avrebbe emanato la sentenza non essendo stato raggiunto
nessun accordo, la convenuta, nulla eccependo al riguardo, ha pertanto
accettato la conclusione dell'istruttoria. Essa non può quindi dolersi in
questa sede del suo stesso agire. Non essendovi alcuna prova a sostegno
della pretesa posta in compensazione, le fatture dalla stessa prodotte non
fornendo nessuna indicazione in tal senso trattandosi di prestazioni effettuate
per conto terzi, la sentenza impugnata non appare errata e tantomeno
insostenibile nel suo risultato.

                                      

                                   4.   Alla
luce di quanto sopra esposto il ricorso, che non ha evidenziato nessun titolo
di cassazione, deve essere respinto. L'art. 417 cpv. 1
lett. e CPC prevede la gratuità della procedura nelle azioni derivanti da
contratto di lavoro. Non si prelevano quindi tasse o spese, né si assegnano
ripetibili all'istante che non ha formulato osservazioni al ricorso.

 

 

 

Per questi motivi, 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso per cassazione 29 settembre 2006 di RI
1 è respinto.

                                         

                                   2.   Il
presente giudizio è esente da tasse e spese. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  -      

  -   . 

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo di Giubiasco.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle cause di
carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno 30 000
franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di diritto del
lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla notificazione
(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo
se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamen­tale
(art. 74 cpv. 2). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76
LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo
stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione
a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.