# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 209d4182-2cc7-5a0c-8b4d-df85afbecda2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-06-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 08.06.2016 15.2016.45
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2016-45_2016-06-08.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2016.45

  	
  Lugano

  8 giugno 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cassina

  

 

 

statuendo nella composizione a
giudice unico (art. 48b LOG) nella procedura avviata con istanza del 2 giugno 2016 dall’IS 1, con cui chiede di determinare il modo
di realizzazione ai sensi dell’art. 132 LEF dell’interessenza spettante all’escusso

 

	
   

  	
  PI 2, __________

  
	
   

  	
   

  

nella comunione ereditaria fu PI 1, composta oltre all’escusso di

 

	
   

  	
  PI 3, __________ 

  PI 4, __________ 

   

  

nelle varie esecuzioni promosse contro l’escusso,

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Nell’ambito delle varie esecuzioni promossa nei
confronti di PI 2, il 15 aprile, il 19 agosto, l’11 novembre 2015 e il 17
febbraio 2016 l’Ufficio di esecuzione (UE) di Locarno ha pignorato i diritti
spettanti all’escusso nella comunione ereditaria fu PI 1 composta oltre che di
lui di PI 3 e PI 4. In sede di pignoramento l’Ufficio ha indicato quale bene appartenente
alla comunione ereditaria la particella n__________ __________ e ha
quantificato il valore di stima della quota spettante all’escusso in fr. 36'130.–,
non senza precisare che il fondo è gravato da cartelle ipotecarie per complessivi
fr. 445'000.–.

                            B.  Avendo diversi creditori presentato la
domanda di vendita, l’UE ha convocato tutti gli interessati a un’udienza tenutasi il 17 maggio 2016 a norma
dell’art. 9 del Regolamento del Tribunale
federale concernente il pignoramento e la
realizzazione di diritti in comunione (RDC, RS 281.41), alla quale nessun
creditore si è presentato, sicché non si è potuto raggiungere alcuna conciliazione.

                                  Il 17 maggio 2016, l’Ufficio ha
quindi assegnato agli interessati un termine di dieci giorni per presentare
eventuali proposte concrete per la realizzazione della quota ereditaria dell’escusso. Nel termine impartito è pervenuta all’Ufficio
una sola proposta, intesa allo scioglimento della comunione.

                            C.  Il
1° giugno 2016 l’UE ha chiesto a questa Camera di determinare il modo di
realizzazione dei diritti in comunione spettanti a PI 2, precisando che il
valore di stima ufficiale della particella
n. __________ __________ è di fr. 108'390.– e che alla quota pignorata l’ufficio
ha assegnato un valore di stima di fr. 27'097.50 in considerazione della quota
di partecipazione di un quarto dell’escusso nella comunione ereditaria.

 

 

Considerato

 

in
diritto:              1.  Ricevuta
la domanda di vendita d’una parte in comunione, l’uffi­­cio d’esecuzione
convoca tutti gli interessati a un’udienza di conciliazione (art. 9 cpv. 1
RDC), dando poi loro la facoltà di formulare proposte sul modo di realizzazione
(art. 10 cpv. 1 RDC). L’autorità
di vigilanza deve determinare il modo di realizzazione dei diritti ereditari
dell’escusso (art. 132 cpv. 1 LEF) scegliendo tra la messa all’asta oppure lo scioglimento della
comunione, con consecutiva liquidazione del patrimonio comune (cfr. art.
10 cpv. 2 RDC), ritenuto che giusta l’art. 10 cpv. 3 RDC la vendita all’a­­sta dei
diritti in comunione sarà ordinata, di regola, solo se il valore della quota
pignorata può essere determinato almeno approssimativamente in base alle informazioni assunte in occasione
del pignoramento o delle trattative di conciliazione.

                             2.  Nel
caso di specie l’Ufficio ha stimato la quota ereditaria di PI 2 in fr. 27'097.50,
moltiplicando il valore di stima ufficiale della particella di proprietà della
comunione ereditaria (pari a fr. 108'390.–) per la quota di partecipazione
dell’escusso di un quarto. Il problema è che tale calcolo poggia su dati non
verificati. Infatti l’UE ha omesso di accertare l’effettivo carico
ipotecario gravante sulla particella n. __________ __________, che
potrebbe essere notevolmente inferiore a fr. 445'000.– in considerazione
dei possibili ammortamenti intervenuti nel corso degli anni dopo l’emissione
dell’ultima cartella ipotecaria iscritta sul fondo. Del resto, ipotizzando come
l’UE che la particella sia davvero gravata da oneri ipotecari corrispondenti al
valore nominale delle cartelle ipotecarie iscritte sulla stessa e attribuendo al
fondo il valore di stima ufficiale, si avrebbe un risultato negativo di fr. 336'610.–
(fr. 108'390.– meno fr. 445'000.–), che avrebbe
dovuto incitare l’UE a rinunciare al pignoramento. Sennonché è inverosimile che
un fondo edificato a __________ non valga almeno il carico ipotecario che lo
grava, e anzi di più. Ne consegue che, non essendo il valore di stima stato correttamente
accertato come invece richiede l’art. 5 cpv. 3 RDC, l’istanza va respinta e l’in­carto
retrocesso all’UE per nuovi accertamenti.

                             3.  Al
riguardo l’ufficio procederà ad accertare l’effettivo ammontare attuale del
debito ipotecario gravante la particella n. __________ di __________ e a
stabilire nuovamente il valore di stima reale della particella di proprietà
della comunione ereditaria, con l’ausilio di un perito (art. 97 cpv. 1 LEF) o
più semplicemente facendo proprie le conclusioni della perizia che parrebbe essere
stata ordinata dalla Pretura di Locarno-Campagna (cfr. verbale dell’udienza
di conciliazione del 17 maggio 2016), se ne ritiene l’esito condivisibile.
Fatto ciò, l’UE comunicherà il valore di stima agli interessati, impartendo
loro un termine per presentare eventuali osservazioni o nuove proposte sul modo
di realizzazione (art. 10 cpv. 1 RDC).

                             4.  Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art.
61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF per analogia).

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:            1.   L’istanza
è respinta.

 

                             2.   Gli
atti sono retrocessi all’IS 1 affinché abbia a determinarsi come al
considerando 3 che precede.

 

                             3.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                             4.   Intimazione
all’Ufficio di esecuzione di Locarno, e per il suo tramite a tutti gli interessati.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                 Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro
cinque giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è
stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.