# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 47d6a82d-7725-5bcd-8a09-3fd8feeba4ac
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-12-13
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 13.12.2022 S 2022 108
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2022-108_2022-12-13.pdf

## Full Text

Comunicata in data

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 22 108

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

Presidenza Racioppi

Giudici von Salis e Meisser

Attuario Rogantini

SENTENZA

del 13 dicembre 2022

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali

A._____,

patrocinato dall'avv. Mattia Bartolo,

ricorrente

contro

Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni 

(INSAI/SUVA), Divisione giuridica, Fluhmattstrasse 1, Casella postale, 

6002 Lucerna,

resistente

concernente prestazioni assicurative LAINF

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I. Ritenuto in fatto:

1. Mediante contratto di missione concluso con la B._____ AG con sede a 

L.1._____ SG e succursale a L.2._____ GR, A._____, nato nel 1979, 

celibe, cittadino italiano, era impiegato presso la C._____ AG di L.3._____ 

dal 4 maggio 2020 in poi (act. C.2).

2. La B._____ AG trasmise all'Istituto nazionale svizzero di assicurazione 

contro gli infortuni (INSAI, sigla tedesca più diffusa SUVA) una notifica 

d'infortunio LAINF in data 8 maggio 2020 (act. C.1). Secondo questo 

documento, il 6 maggio 2020 A._____ sarebbe scivolato scendendo le 

scale di un'impalcatura, cadendo sulla spalla. Gli sarebbe stata attestata 

un'incapacità lavorativa totale a far tempo dal 6 maggio 2020 fino almeno 

all'8 maggio 2020 (cfr. l'act. C.3). Ad A._____ fu diagnosticata una lesione 

del tendine sovraspinato della spalla destra con borsite (cfr. l'act. C.4). 

L'INSAI gli corrispose delle indennità giornaliere dal 9 maggio 2020 (act. 

C.7) e assunse le spese di cura. Le cure mediche furono seguite 

prevalentemente in Italia.

3. Con decisione del 3 agosto 2020 (act. C.47), confermata il 6 novembre 

2020 (act. C.58) su opposizione presentata per il tramite del Patronato 

INAS (Istituto Nazionale Assistenza Sociale), l'INSAI chiuse il caso, 

sospendendo il versamento di indennità giornaliere con effetto dal 31 luglio 

2020. Secondo la valutazione del medico di circondario del 15 luglio 2020, 

confermata con nuova valutazione del 30 settembre 2020 del Dr. med. 

D._____ (act. C.57), medico specialista in chirurgia ortopedica e 

traumatologia dell'apparato locomotore, i disturbi lamentati alla spalla 

destra da A._____ non potrebbero essere ricondotti all'infortunio del 

6 maggio 2020 secondo il criterio della probabilità preponderante vigente 

nel diritto delle assicurazioni sociali, bensì sarebbero dovuti a malattia. La 

decisione su opposizione del 6 novembre 2020 crebbe in giudicato senza 

essere stata impugnata.

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4. A._____ presentò una richiesta di prestazioni AI il 17 novembre 2020, 

l'Ufficio AI del Cantone dei Grigioni ritenendo in stessa data che dagli 

accertamenti effettuati risulterebbe che al momento, a causa dello stato di 

salute di A._____, l'attuazione di provvedimenti integrativi non sarebbe 

possibile (act. C.61). Seguirono poi ancora vari esami e accertamenti 

medici, innanzitutto su iniziativa di A._____ stesso.

5. Tramite il suo nuovo patrocinatore, l'avv. Mattia Bartolo, con domanda del 

9 settembre 2021 (act. C.65) A._____ chiese di avere accesso agli atti in 

formato elettronico. Con scritto del 19 ottobre 2021 (act. C.67) chiese la 

riapertura dell'infortunio con riconoscimento di tutte le prestazioni LAINF, 

segnatamente le indennità giornaliere dal 6 maggio 2020 alla completa 

ripresa della capacità lavorativa, stante come la stessa sarebbe stata 

indubbiamente pregiudicata dai postumi derivanti dall'infortunio sul lavoro. 

Fece valere che mai prima dell'infortunio avrebbe sofferto di problemi alla 

spalla e che i disturbi da lui lamentati sarebbero da ricondurre 

esclusivamente all'infortunio. Non si comprenderebbe come si possa 

negare la presenza di danni infortunistici e l'esistenza di un nesso causale 

con l'evento del 6 maggio 2020, dal momento che egli non avrebbe ancora 

ripreso a lavorare. Egli si sarebbe infine sottoposto a un intervento di 

borsectomia e acromion-plastica artroscopica alla spalla destra e 

risulterebbe tutt'ora inabile al lavoro.

6. Con scritto del 25 ottobre 2021 (act. C.68) l'INSAI rifiutò di tornare sulla 

sua decisione del 6 novembre 2020, in quanto detta decisione sarebbe 

cresciuta in giudicato e A._____ non avrebbe addotto fatti nuovi. Il 

23 novembre 2021 A._____ fece chiedere il rilascio di una decisione 

formale (act. C.69). Con nuovo scritto del 1° dicembre 2021 (act. C.71) 

l'INSAI non entrò nel merito della domanda di A._____, rinviando alla 

giurisprudenza e mantenendo la decisione del 6 novembre 2020 cresciuta 

in giudicato, considerandola tutt'ora valida.

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7. In data 24 marzo 2022 (act. C.72), con aggiunta del 19 aprile 2022 (act. 

C.74), A._____ chiese nuovamente di chiarire in una decisione formale le 

motivazioni secondo le quali l'INSAI non riconoscerebbe il caso di 

infortunio. Dall'8 novembre 2021 egli avrebbe ormai recuperato la capacità 

lavorativa, il che andrebbe considerato un fatto nuovo, del quale non 

sarebbe stato tenuto conto nella decisione formale del 6 novembre 2020 

e che dimostrerebbe la bontà della richiesta che vengano riconosciute 

prestazioni LAINF fino alla completa ripresa della capacità lavorativa. Non 

solo l'INSAI non avrebbe motivato la propria decisione di non riaprire il 

caso di infortunio, ma non sarebbe nemmeno stato possibile ottenere 

alcuna risposta in italiana, nonostante egli sia cittadino italiano con poca 

familiarità con il tedesco.

8. Intervenne poi un nuovo apprezzamento medico da parte del Dr. med. 

D._____ in data 23 giugno 2022 (act. C.77), con la quale detto medico 

confermò la risposta del suo precedente apprezzamento. Considerò che 

le diagnosi menzionate dal patrocinatore di A._____ confermerebbero 

pure pienamente la sua valutazione e che la borsectomia e l'acromion-

plastica della spalla destra sarebbero considerate esclusivamente una 

patologia di origine morbosa e non infortunistica.

9. Con decisione formale del 6 luglio 2022 (act. C.78) l'INSAI trattò l'istanza 

di A._____, ritenendola di duplice natura: d'un canto conterrebbe una 

domanda di riconsiderazione e dall'altro un'istanza di revisione. Mentre 

non entrò nel merito della prima, precisando che la decisione a tal 

proposito non potrebbe essere impugnata mediante rimedio giuridico 

ordinario, respinse la seconda, in quanto dall'esame della 

documentazione medica inviata all'INSAI da A._____ non emergerebbero 

fatti nuovi atti a modificare la precedente decisione su opposizione del 

6 novembre 2020. Pure il fatto che egli abbia recuperato la piena capacità 

lavorativa sarebbe ininfluente ai fini della procedura.

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10. Intanto l'Ufficio AI comunicò ad A._____ con progetto di decisione del 

30 agosto 2022 di prevedere di respingere la richiesta di prestazioni (act. 

C.79).

11. A._____ fece sollevare opposizione contro la decisione formale dell'INSAI 

del 6 luglio 2022 con memoria scritta del 5 settembre 2022 (act. C.80). 

Chiese in sostanza quanto già postulato in precedenza, approfondendo la 

sua argomentazione. 

In merito alla domanda di riconsiderazione ritenne che secondo la 

giurisprudenza del Tribunale federale egli non potrebbe impugnare la 

mancata riconsiderazione. Egli si rimetterebbe pertanto al prudente 

apprezzamento dell'assicurazione.

Quanto alla domanda di revisione considerò che i certificati medici prodotti 

dopo la crescita in giudicato della decisione su opposizione dell'INSAI non 

potrebbero non essere considerati nuovi mezzi di prova, posto che già 

prima della crescita in giudicato A._____ avrebbe tempestivamente 

prodotto mezzi di prova propri, i quali avrebbero smentito palesemente la 

valutazione dei medici di circondario e le conclusioni riportate nella 

decisione su opposizione del 6 novembre 2020, l'INSAI però non li 

avrebbe presi in considerazione. Inoltre, in presenza di rapporti medici 

contraddittori – soprattutto considerato che a mente della Dr.ssa med. 

E._____, medica specialista in ortopedia e traumatologia, A._____ 

avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento chirurgico di acromion-plastica 

– la vertenza non avrebbe potuto essere evasa senza valutare l'intero 

materiale, compresi i certificati medici prodotti da A._____, e indicare i 

motivi per cui la valutazione si fondava su un rapporto piuttosto che su un 

altro. I certificati medici prodotti con gli scritti del 19 ottobre 2021 e 

23 novembre 2021 dovrebbero necessariamente essere considerati nuovi 

mezzi di prova atti a giustificare la revisione della decisione dell'INSAI. 

Sarebbero difatti dei nuovi mezzi di prova atti a provare che A._____ non 

sarebbe stato ancora clinicamente guarito dall'infortunio e che non 

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avrebbe ancora riacquistato la piena capacità lavorativa. Si tratterebbe 

inoltre di mezzi di prova rilevanti e concludenti, ritenuto che A._____ 

avrebbe avuto diritto a percepire un'indennità giornaliera fino al ripristino 

della piena capacità lavorativa.

12. Con decisione su opposizione del 12 settembre 2022 (act. C.84) l'INSAI 

respinse l'opposizione di A._____, confermando la decisione contestata 

del 6 luglio 2022.

13. A._____ ha fatto presentare ricorso al Tribunale amministrativo del 

Cantone dei Grigioni contro detta decisione in data 13 ottobre 2022 (act. 

A.1). Chiede che la decisione su opposizione del 6 novembre 2020 venga 

annullata e l'incarto retrocesso all'INSAI per una nuova decisione, il tutto 

sotto protesta di tasse, spese e ripetibili. Riprende per grandi linee quanto 

già esposto e fatto valere nell'opposizione. Sostiene in particolare di 

essere stato perfettamente in salute prima dell'evento infortunistico e 

senza alcuna patologia pregressa quantomeno fino al momento 

dell'infortunio e che non si potrebbe di certo dire che il suo stato di salute 

al momento della soppressione delle prestazioni versate in suo favore 

fosse simile a quello prima dell'infortunio. Non si potrebbe dire nemmeno 

che al momento della soppressione dell'erogazione delle prestazioni le 

sue condizioni di salute avessero raggiunto lo stato che sarebbe prima o 

poi subentrato anche senza l'infortunio.

In merito alla domanda di riconsiderazione, contrariamente a quanto 

considerato nell'opposizione afferma ormai che apparrebbe quantomeno 

curioso sottoporre il caso solo al Dr. med. D._____, medico di circondario 

che era già intervenuto nella precedente procedura e che non avrebbe 

evidentemente nessun interesse a smentire le proprie precedenti 

valutazioni. Le conclusioni di detto medico non sarebbero condivise dai 

medici curanti del ricorrente, in quanto fra le principali cause della borsite 

che determinano la necessità di una borsectomia e acromion-plastica della 

spalla vi sarebbero proprio le contusioni in corrispondenza di un trauma 

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da caduta. Comunque il ricorrente dichiara di rimettersi al prudente 

apprezzamento della Corte.

Quanto alla domanda di revisione ripete che i certificati medici emessi a 

seguito della crescita in giudicato della decisione su opposizione 

dell'INSAI e in particolare con gli scritti del 19 ottobre 2021 e 23 novembre 

2021 non avrebbero potuto essere prodotti in precedenza e 

rappresenterebbero quindi dei fatti nuovi ai sensi della giurisprudenza. 

Costituirebbe inoltre un fatto nuovo pure la circostanza che il ricorrente 

non sarebbe guarito a seguito della crescita in giudicato della decisione 

dell'INSAI [recte: inteso verosimilmente fino all'8 novembre 2021].

14. Con risposta al ricorso del 28 ottobre 2022 (act. A.2) l'INSAI ha proposto 

la reiezione del ricorso con protesta di tasse, spese e ripetibili. Rinvia 

principalmente alla decisione impugnata.

Inoltre considera in motivazione che il ricorrente avrebbe chiesto la 

riapertura dell'infortunio il 19 ottobre 2021 dopo essere stato sottoposto a 

un intervento chirurgico il 15 luglio 2021. Alla luce dell'insieme della 

documentazione agli atti l'INSAI non potrebbe che ribadire che non 

sarebbero stati scoperti dei nuovi fatti rilevanti né prodotti dei nuovi mezzi 

di prova che non avrebbero potuto essere prodotti in precedenza. Il 

ricorrente, peraltro patrocinato da un sindacato, al momento in cui ha 

ricevuto la decisione su opposizione del 6 novembre 2020 avrebbe potuto 

e dovuto ricorrere se non fosse stato convinto delle conclusioni del medico 

di circondario come da lui illustrato con il presente ricorso. Tali obiezioni 

sarebbero oggi chiaramente tardive, visto che il ricorrente potrebbe fare 

capo unicamente ai rimedi straordinari di diritto. Una valutazione 

divergente della stessa situazione, come fatta valere con il ricorso, non 

sarebbe un motivo di revisione procedurale. Nemmeno gli altri argomenti 

fatti valere e in particolare il richiamo al principio post hoc ergo propter hoc 

sarebbero pertinenti ai fini della presente procedura. Infine il fatto che il 

ricorrente, al momento in cui l'INSAI ha sospeso le prestazioni, sarebbe 

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ancora stato inabile al lavoro non avrebbe alcuna irrilevanza [recte: inteso 

verosimilmente rilevanza] ai fini della presente procedura, in quanto 

l'assicurazione contro gli infortuni che ritiene estinta la causalità non 

dovrebbe comprovare l'avvenuta guarigione.

15. Con replica dell'11 novembre 2022 (act. A.3) A._____ precisa che il 

sindacato che lo avrebbe rappresentato in sede di opposizione dinanzi 

all'INSAI si sarebbe tirato indietro a ridosso della scadenza del termine 

ricorsuale contro la decisione su opposizione del 6 novembre 2020, 

cosicché non gli sarebbe stato possibile munirsi di un legale per tempo e 

produrre la documentazione atta a mettere in dubbio la correttezza delle 

conclusioni del medico di circondario. Difficilmente sarebbe riuscito a 

difendersi da solo, considerato che a quel tempo avrebbe ancora sofferto 

delle conseguenze dell'infortunio. Per quanto attiene all'inabilità al lavoro, 

il ricorrente sostiene che tale circostanza sia tutt'altro che irrilevante, 

trattandosi di un criterio che andrebbe considerato ai fini della valutazione 

di un'eventuale ricaduta. Per il resto il ricorrente enfatizza nuovamente i 

motivi già esposti in precedenza, precisando il petito nel senso che chiede 

l'annullamento della decisione su opposizione del 6 novembre 2020 con 

conseguente riconoscimento delle prestazioni assicurative fino a quando 

le conseguenze dell'infortunio avrebbero giocato un ruolo causale, ovvero 

fino al riacquisto della capacità lavorativa.

16. Con duplica del 22 novembre 2022 (act. A.4) l'INSAI conferma le proprie 

conclusioni. Ricorda che avrebbe sospeso le prestazioni perché la 

causalità sarebbe stata estinta e non perché avrebbe ritenuto che il 

ricorrente fosse guarito. Il ricorrente non avrebbe potuto produrre il 

rapporto operatorio dell'artroscopia, ma lo stesso, come specificato dal 

medico assicurativo, non avrebbe messo in luce nulla di nuovo. Quando 

la causalità sarebbe estinta, non vi sarebbe alcun spazio per una ricaduta, 

fermo restando che si parlerebbe di ricaduta ai sensi della legislazione 

quando le affezioni originarie si manifesterebbero di nuovo. Ciò non 

sarebbe il caso in concreto, visto che il ricorrente al momento della 

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sospensione delle prestazioni non sarebbe guarito. Tutti gli argomenti 

sollevati dal ricorrente a partire dalla richiesta di riapertura dell'infortunio 

avrebbero potuto e dovuto essere avanzati con un ricorso ordinario 

avverso la decisione su opposizione del 6 novembre 2020, ma non gli 

sarebbero di alcun soccorso per la presente procedura.

Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini 

del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

II. Considerando in diritto:

1. Oggetto della presente procedura è la decisione su opposizione dell'INSAI 

del 12 settembre 2022. Ai sensi dell'art. 1 cpv. 1 della Legge federale 

sull'assicurazione contro gli infortuni del 20 maro 1981 (LAINF; RS 832.20) 

in unione con l'art. 56 cpv. 1 e con l'art. 58 cpv. 1 della Legge federale sulla 

parte generale del diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 

(LPGA; RS 830.1) contro le decisioni su opposizione delle assicurazioni 

contro gli infortuni la persona assicurata può interporre ricorso al tribunale 

delle assicurazioni del cantone in cui è domiciliata nel momento in cui 

interpone ricorso. Se la persona assicurata è domiciliata all'estero è 

competente il tribunale delle assicurazioni del cantone dell'ultimo domicilio 

o in cui il suo ultimo datore di lavoro aveva domicilio (art. 58 cpv. 2 LPGA).

Nell'occorrenza il ricorrente risultava domiciliato in Italia e ha lavorato 

presso una ditta con sede a L.3._____ nel Cantone dei Grigioni. Il rapporto 

di lavoro è venuto in essere tramite un contratto di missione con una 

società che ha la propria sede principale a L.1._____ nel Canton San 

Gallo. Verosimilmente per questo motivo l'INSAI nel rimedio giuridico della 

decisione qui impugnata ha ritenuto competente il Tribunale 

amministrativo di San Gallo. La ditta in domanda ha però pure una 

succursale a L.2._____. Considerando che il lavoro è stato svolto a 

L.3._____ nel Cantone dei Grigioni e che la succursale della ditta che ha 

fatto da tramite si trova anch'essa nel Cantone dei Grigioni, si giustifica 

considerare data la competenza territoriale (cfr. DTF 144 V 313) – come 

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d'altronde pure quella per materia – del Tribunale amministrativo del 

Cantone dei Grigioni quale tribunale delle assicurazioni ai sensi dell'art. 57 

LPGA in unione con l'art. 49 cpv. 2 lett. a della Legge sulla giustizia 

amministrativa del 31 agosto 2006 (LGA; CSC 370.100). Questa Corte è 

dunque competente per trattare la pratica in giudizio.

In quanto destinatario formale e materiale della decisione su opposizione, 

il ricorrente è particolarmente toccato dalla decisione impugnata, ha un 

interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa 

ed è quindi legittimato a presentare ricorso (art. 59 LPGA). Sul ricorso 

tempestivo e presentato nella dovuta forma può perciò – di principio – 

essere entrato nel merito (artt. 60 e 61 lett. b LPGA).

2. La domanda che qui si pone è quella a sapere se l'INSAI ha respinto a 

giusto titolo l'opposizione, confermando la sua decisione di non entrare nel 

merito della domanda di riesame e di respingere la domanda di revisione. 

È intanto incontestato che la decisione su opposizione del 6 novembre 

2020 è formalmente passata in giudicato.

3. Giusta l'art. 53 cpv. 1 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione 

formalmente passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se 

la persona assicurata o l'assicurazione scoprono successivamente nuovi 

fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non potevano essere prodotti in 

precedenza. Ai sensi dell'art. 53 cpv. 2 LPGA, poi, l'assicurazione può 

tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente 

passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la 

loro rettifica ha una notevole importanza. Secondo l'art. 53 cpv. 3 LPGA, 

infine, l'assicurazione può riconsiderare una decisione o una decisione su 

opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all'invio delle sue 

osservazioni all'autorità di ricorso. Presupposto per tutte e tre le 

costellazioni è che la decisione da modificare sia stata errata dall'inizio, il 

che può toccare circostanze di fatto come la situazione giuridica sulle quali 

ci si basò.

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3.1. Benché non menzionato nella decisione impugnata né tematizzato nel 

ricorso, giova costatare innanzitutto che è chiaro che i presupposti di cui 

al cpv. 3 non sono dati, non essendo pendente una procedura di ricorso 

contro la decisione su opposizione del 6 novembre 2020. Essa è, anzi, 

formalmente passata in giudicato senza che il ricorrente l'abbia impugnata. 

Nella misura in cui il ricorrente sostiene di non essere stato in grado di 

impugnarla perché il sindacato che l'aveva rappresentato in sede di 

opposizione si sarebbe tirato indietro e perché lui sarebbe stato inabilitato 

a ricorrere da solo causa il suo stato di salute, gli va risposto che in tal 

caso avrebbe dovuto perlomeno inoltrare una domanda di restituzione dei 

termini di cui all'art. 41 LPGA e osservare il termine di 30 giorni dalla 

cessazione dell'impedimento, cosa che però non ha fatto e del resto 

nemmeno sostiene aver fatto. Fatto sta dunque che contro la decisione su 

opposizione del 6 novembre 2020 non vi sono più mezzi di impugnazione 

ordinari, bensì soltanto quelli straordinari della revisione e del riesame.

3.2. Nell'occorrenza pure le condizioni per un riesame giusta l'art. 53 cpv. 2 

LPGA, per il quale non è previsto alcun termine (DTF 140 V 514) e con la 

quale al contrario della revisione si può correggere anche errori 

nell'applicazione del diritto (DTF 146 V 364 consid. 4.2), non sono riunite. 

La notevole importanza dell'auspicata rettifica è senz'altro data, trattandosi 

perlomeno nel caso delle indennità giornaliere di prestazioni periodiche 

(cfr. ad esempio DTF 119 V 475 consid. 1c). Tuttavia, gli altri presupposti 

non sono manifestamente adempiuti.

3.2.1. Innanzitutto si precisa che la procedura di riconsiderazione è suddivisa in 

due fasi distinte: nella prima va esaminato se sono dati i presupposti per 

un riesame, mentre nella seconda va presa una nuova decisione che 

sostituisce quella riesaminata e ciò fondandosi sulle nuove basi decisionali 

(vedi fra tanti UELI KIESER, Kommentar zum Bundesgesetz über den 

Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts ATSG, 4a ed., 

Zurigo/Basilea/Ginevra 2020, n. 82 seg. ad art. 53 LPGA con rinvii alla 

giurisprudenza; cfr. anche la sentenza del Tribunale federale 

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8C_321/2012 del 14 agosto 2012 consid. 3.2 che rinvia proprio a questo 

autore). Nell'occorrenza nella decisione qui impugnata la resistente ha 

ritenuto non dati i presupposti per una riconsiderazione (prima fase) e non 

è perciò entrata nel merito della rispettiva domanda.

3.2.2. Va poi ricordato che, diversamente dalla revisione di cui al cpv. 1, secondo 

il testo chiaro del cpv. 2 l'assicurazione può – ma non deve – riconsiderare 

una decisione passata in giudicato. La giurisprudenza ne conclude che in 

assenza di motivi di revisione non vi sia un diritto giustiziabile al riesame 

e che il tribunale adito non possa entrare nel merito di un ricorso contro 

una decisione di non entrata nel merito in una domanda di 

riconsiderazione oppure semmai contro una decisione su opposizione che 

conferma tale non entrata nel merito (vedi in tal senso DTF 133 V 50 

consid. 4.1, confermata con sentenza del Tribunale federale 9C_70/2021 

del 12 aprile 2021 consid. 4). A tal proposito la dottrina spiega in modo più 

nitido come la decisione su una domanda di riesame costituisce un oggetto 

di contestazione in linea di principio soggetto a controllo giurisdizionale. 

Effettivamente, come considera giustamente UELI KIESER, è palese che 

quando l'assicurazione effettua un riesame e prende una nuova decisione 

di merito, con la quale la parte non è d'accordo, la parte deve poter 

impugnare la decisione di riconsiderazione (in questo senso ha deciso 

anche il Tribunale federale nella sentenza 8C_111/2019 del 14 giugno 

2019, vedi consid. 5.1). Soltanto nella misura in cui l'assicurazione non ha 

dato seguito a una richiesta di riesame – cioè quando non entra nel merito 

della domanda –, il che è appunto ammissibile, data la discrezionalità di 

cui dispone, la giurisprudenza ritiene a ragione esclusa l'entrata nel merito 

di un ricorso avverso la decisione dell'assicurazione, che sia anche presa 

su opposizione. In altre parole, nella misura in cui poteva essere sollevata 

opposizione (vedi sempre DTF 133 V 50), la decisione su opposizione che 

conferma la non entrata nel merito della domanda di riconsiderazione non 

può essere impugnata presso il tribunale delle assicurazioni (cfr. fra tante 

pure DTF 146 V 364 consid. 5.1). Ne segue che nel caso qui in giudizio il 

ricorso si rivela inammissibile in questo punto.

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3.2.3. Ciò vale perfino se si vuole interpretare come una "concessione" al 

ricorrente il fatto che l'INSAI abbia trasmesso i nuovi referti medici inoltrati 

dal ricorrente al medico di circondario per un nuovo apprezzamento. 

L'INSAI non era tenuto a farlo e tantomeno può essere criticato che si sia 

rivolto allo stesso medico per la nuova valutazione, come invece critica il 

ricorrente. Che il medico dell'assicurazione sia (stato) prevenuto, nel 

senso che nel caso concreto non sarebbe stato in grado di fornire una 

nuova valutazione medica in base a referti medici a lui sconosciuti in 

precedenza, non è minimamente documentato. Il ricorrente si limita a 

insinuazioni in tal senso, senza però motivarle né proporre elementi che 

giustificherebbero di seguire questo ragionamento. La decisione qui 

impugnata si rivela dunque del tutto corretta.

3.3. Resta quindi da esaminare soltanto ancora l'ultima possibilità che è quella 

della revisione di cui all'art. 53 cpv. 1 LPGA. Con essa, a determinate 

condizioni, si possono correggere un accertamento errato dei fatti (errore 

iniziale nel fatto; DTF 146 V 364 consid. 4.2).

3.3.1. Benché la norma non menzioni espressamente un termine, la disposizione 

seguente, cioè l'art. 55 LPGA, dispone che le procedure che negli artt. 27-

54 LPGA non sono fissate in modo esaustivo sono disciplinate 

conformemente alla Legge federale sulla procedura amministrativa del 

20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021). Così la giurisprudenza ha ammesso 

che per una domanda di revisione basata su nuovi fatti rilevanti o nuovi 

mezzi di prova debba essere rispettato il termine legale di 90 giorni dalla 

scoperta del motivo di revisione ai sensi all'art. 67 cpv. 1 PA (vedi DTF 143 

V 105 consid. 2.1 e la sentenza del Tribunale federale 8C_434/2011 

dell'8 dicembre 2011 consid. 3 e 4).

3.3.2. Nel caso che qui ci occupa ci si potrebbe chiedere se il ricorrente abbia 

rispettato il termine, poiché i fatti nuovi che avanza sono da ricondurre 

essenzialmente a esami medici svolti in parte dopo ma in gran parte 

addirittura prima della decisione su opposizione del 6 novembre 2020, 

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mentre la domanda di revisione l'ha trasmessa all'INSAI il 19 ottobre 2021 

(primo scritto con cui è stata chiesta la riapertura del caso d'infortunio). 

Pur tenendo conto della sospensione dei termini ai sensi dell'art. 38 cpv. 4 

LPGA rispettivamente dell'art. 22a cpv. 1 PA con testo praticamente 

identico, il termine potrebbe dunque già essere scaduto da tempo. La 

domanda non necessita una risposta definitiva, posto che il ricorso va 

respinto già per altri motivi.

3.3.3. Oltre al formale passaggio in giudicato e al termine di cui già si è detto, 

ulteriore presupposto per una revisione è il motivo di revisione, cioè sia la 

scoperta successiva di nuovi fatti rilevanti, sia nuovi mezzi di prova che 

non potevano essere prodotti in precedenza (altri motivi, innanzitutto quelli 

ai sensi dell'art. 66 cpv. 1 PA e dell'art. 66 cpv. 2 lett. c e d PA, non entrano 

in domanda nella fattispecie e giustamente non sono stati fatti valere). A 

tal proposito si precisa innanzitutto che il termine "fatti rilevanti" non 

corrisponde a quello nella versione tedesca o francese. In occasione 

dell'introduzione della LPGA, nella versione tedesca si è difatti passati dal 

termine "entscheidende neue Tatsachen" del diritto previgente al termine 

"erhebliche neue Tatsachen" di cui all'art. 53 cpv. 1 LPGA, adeguandosi 

all'art. 66 cpv. 2 lett. a PA e ai vari codici di procedura amministrativa 

cantonali. La versione francese "faits nouveaux importants" (in 

precedenza: "faits […] nouveaux et décisifs") ha subito la stessa 

transizione della versione tedesca, mentre in italiano tale transizione 

terminologica pare essere stata dimenticata. È comunque lecito 

presumere che con la modifica delle due versioni il legislatore abbia voluto 

mettere in evidenza che debba trattarsi di elementi di notevole importanza, 

cioè che deve trattarsi di fatti idonei a modificare la base fattuale della 

decisione in modo tale che nell'ambito del nuovo esame risulti una 

decisione diversa. Secondo la dottrina difatti il termine "erheblich" va 

interpretato allo stesso modo come quello di cui all'art. 17 cpv. 2 LPGA 

che in italiano invece è stato tradotto con "notevole" e in francese con 

"notablement" (UELI KIESER, op. cit., n. 25 ad art. 53 LPGA; vedi anche i 

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commenti a quella disposizione), ma anche come quello di cui all'art. 61 

lett. i LPGA.

Le nuove prove devono servire a dimostrare i nuovi fatti notevoli che 

giustificano la revisione oppure a dimostrare fatti che erano noti nel 

procedimento precedente ma che sono rimasti non provati a scapito della 

persona richiedente la revisione (cfr. DTF 134 III 669 consid. 2.1; DTF 127 

V 353 consid. 5b; sentenza del Tribunale federale 8C_434/2011 

dell'8 dicembre 2011 consid. 7.1). Una prova è considerata importante 

qualora si debba presumere che avrebbe indotto l'assicurazione (o il 

tribunale) a decidere diversamente se fosse stata conosciuta nel 

procedimento principale. Decisivo è che il mezzo di prova non serva 

soltanto all'apprezzamento dei fatti ma a stabilirli. Pertanto, non è 

sufficiente che un nuovo referto medico fornisca una diversa valutazione 

dei fatti; devono esserci degli elementi di fatto nuovi da cui si evince che 

la base della decisione presa era oggettivamente errata. Per giustificare la 

revisione di una decisione formalmente passata in giudicato non basta che 

a posteriori il medico o l'esperta traggano, dai fatti noti al momento della 

decisione principale, conclusioni diverse da quelle dell'assicurazione. Non 

vi è motivo di revisione nemmeno per il solo fatto che l'assicurazione pare 

aver interpretato in modo errato fatti già noti nella procedura principale. 

L'errata valutazione deve essere la conseguenza dell'ignoranza o 

dell'assenza di prove di fatti essenziali per il giudizio (DTF 127 V 353 

consid. 5b con rinvii). Affinché una nuova prova possa costituire un motivo 

di revisione, essa deve dimostrare chiaramente l'errore o la lacuna nel 

materiale probatoria precedente. Solo in questo modo si può evitare "che 

vengano prodotte sempre nuove prove per ottenere una revisione", come 

ha affermato il legislatore durante le deliberazioni sull'art. 53 cpv. 1 LPGA 

(cfr. sentenza 8C_683/2015 del 29 ottobre 2015 consid. 4 con rinvii).

Se il motivo di revisione riguarda una condizione di diritto alla prestazione 

assicurativa, la cui valutazione si basa in modo decisivo su stime o sulla 

valutazione di elementi probatori, cioè su elementi che hanno 

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necessariamente caratteristiche di discrezionalità, un fatto addotto per la 

prima volta di regola non è importante (o "rilevante", per usare la 

terminologia legale attuale) in quanto tale nel senso descritto sopra. Di 

conseguenza un motivo di revisione procedurale può entrare in 

considerazione soltanto se già nella procedura originaria il medico 

esaminatore e l'autorità decisionale avrebbero imperativamente dovuto 

esercitare il loro potere discrezionale in modo diverso a causa di un nuovo 

referto prodotto e conseguentemente giungere a un risultato diverso. 

Questo requisito previsto dal diritto di revisione procedurale viene meno 

se la novità si esaurisce essenzialmente in considerazioni diagnostiche 

(differenziali), ossia se deve essere collocato a livello di valutazione 

medica. Nuove perizie mediche che non dimostrano un errore di diagnosi 

grave e ingiustificabile nel procedimento che ha portato alla decisione 

precedente non soddisfano il criterio dell'importanza (o appunto della 

"rilevanza"). Sulla base dei sintomi, spesso le "malattie" non possono 

essere chiaramente distinte [n.d.r.: il Tribunale federale parla proprio di 

"Krankheiten", sono però intese piuttosto le implicazioni e conseguenze di 

un infortunio rispetto a quelle di una o più malattie]. Non avrebbe senso se 

ogni diagnosi corretta successivamente potesse giustificare una revisione, 

tanto più che i reperti patologici accertati non sono fondamentali per 

stabilire il grado di (in)capacità lavorativa e quindi neanche per la 

determinazione del grado di invalidità (vedi per il tutto DTF 144 V 245 

consid. 5.3 seg. con vari rinvii).

3.3.4. Nella fattispecie qui in giudizio il ricorrente non ha reso evidente la 

necessità di una revisione. Egli biasima che l'INSAI non avrebbe 

debitamente tenuto conto di vari rapporti medici da lui inoltrati già nella 

prima procedura. Fa valere tra l'altro che fra le principali cause della 

borsite che determinano la necessità di una borsectomia e acromion-

plastica della spalla vi sarebbero proprio le contusioni in corrispondenza 

di un trauma da caduta come da lui sofferto il 6 maggio 2020. Dicendo ciò 

non ha ancora dimostrato nulla di pertinente ai fini della procedura di 

revisione da lui auspicata. Solo perché le cause di un'affezione possono 

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essere molteplici e diverse da quelle ritenute dal medico di circondario o 

meglio dall'assicurazione, ciò non permette per nulla di riaprire un caso 

chiuso con decisione già formalmente cresciuta in giudicato. Pure il fatto 

asserito che egli avrebbe tempestivamente prodotto mezzi di prova propri, 

i quali avrebbero smentito la valutazione dei medici di circondario e le 

conclusioni riportate nella decisione su opposizione del 6 novembre 2020, 

ma che non sarebbero stati presi in considerazione da parte 

dell'assicurazione, non costituisce un motivo sufficiente di revisione. Il 

ricorrente non ha difatti spiegato adeguatamente perché dinanzi alle 

nuove prove da lui prodotte la decisione originaria si rivelerebbe 

manifestamente errata e le conclusioni mediche insostenibili. Anzi, l'INSAI 

– benché non tenuto a farlo – ha interpellato nuovamente il medico di 

circondario che ha esaminato i vari nuovi referti medici a cui si appella il 

ricorrente e ha considerato che non vi sarebbe motivo per scostarsi dal 

suo apprezzamento precedente. Ne è prova che i presupposti della 

revisione non sono chiaramente rispettati in questo punto. Ma anche la 

circostanza che i medici curanti difendano un punto di vista medico diverso 

da quello dei medici dell'assicurazione non costituisce un motivo che 

giustificherebbe la revisione. Secondo la giurisprudenza applicabile alla 

procedura di merito in materia di assicurazioni sociali (vedi fra tante la 

sentenza di questo Tribunale amministrativo S 21 36 del 31 maggio 2022 

consid. 5.5) difatti il tribunale può e deve tenere conto del fatto che, per 

esperienza, nel dubbio i medici curanti tendono talvolta a testimoniare a 

favore dei loro pazienti, vista la loro posizione di fiducia istauratasi 

contrattualmente (DTF 135 V 465 consid. 4.5, DTF 125 V 351 consid. 

3b/cc). In particolare, la diversa natura del mandato di cura della persona 

(specialista) terapeutica da un lato e del mandato di valutazione peritale 

commissionato d'ufficio dall'altro (cfr. DTF 124 I 170 consid. 4) non basta, 

per sé stessa, per mettere in discussione una perizia amministrativa o 

giudiziaria e per dare adito a ulteriori accertamenti, se i medici curanti 

giungono a opinioni differenti da quelle dei periti. Il ricorrente non ha 

dimostrato che si sia in presenza di un caso eccezionale in cui si impone 

una valutazione diversa dall'apprezzamento dell'assicurazione perché i 

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rapporti dei medici curanti menzionerebbero degli aspetti importanti che 

non sono puramente frutto di un'interpretazione soggettiva e che sono 

rimasti non riconosciuti o non apprezzati nella perizia. Anche qui l'INSAI 

ha spiegato in modo plausibile che avrebbe considerato i rapporti dei 

medici curanti e avrebbe ciononostante concluso alla mancanza del nesso 

di causalità che però è indispensabile per corrispondere ulteriori 

prestazioni. In ogni modo, basandosi sui vari documenti allestiti dai medici 

curanti, allegati alle memorie scritte con cui chiede la revisione, il ricorrente 

trascura il fatto che le nuove prove, per costituire un motivo di revisione, 

devono dimostrare chiaramente l'errore o la lacuna nel materiale 

probatoria precedente. Solo perché alcuni medici curanti sono giunti a una 

conclusione diversa ciò non costituisce un motivo di ricorso. Nelle loro 

relazioni, comunque, essi forniscono una nuova valutazione medica, non 

un accertamento dei fatti. 

3.3.5. Non si può infine neppure parlare di una ricaduta, poiché, come già 

esposto, al momento della decisione su opposizione formalmente 

cresciuta in giudicato del 6 novembre 2020 è ormai indiscusso che il 

ricorrente non aveva ancora riguadagnato l'abilità lavorativa, continuava a 

lamentare dolori e soffriva ancora di problemi alla spalla. Con detta 

decisione l'INSAI aveva deciso che (rispettivamente confermato la 

decisione secondo cui) dalla valutazione medica risultava che i disturbi 

lamentati dal ricorrente con probabilità preponderante non erano da 

ricondurre all'infortunio del 6 maggio 2020, bensì a malattia. Quindi, come 

spiega giustamente l'INSAI, questi non ha messo in dubbio che il ricorrente 

soffriva ancora di disturbi alla spalla ma ha negato il nesso di causalità. 

L'allegazione del ricorrente che egli sarebbe da considerare guarito 

soltanto dall'8 novembre 2021 in poi non costituisce dunque un fatto nuovo 

ai sensi dei principi sopra esposti e non giustifica un nuovo esame della 

decisione su opposizione del 6 novembre 2020. Se, come fa valere oggi, 

non era d'accordo con le valutazioni del medico di circondario, il ricorrente 

avrebbe piuttosto dovuto impugnare tale decisione su opposizione con 

ricorso giudiziario. Il rimedio straordinario della revisione di cui all'art. 53 

- 19 -

cpv. 1 LPGA non è concepito in modo tale da permettere qualsiasi 

correzione di decisioni formalmente passate in giudicato. Il ricorrente non 

ha dimostrato il sussistere dei presupposti per una revisione in tal senso. 

Ne segue che la revisione procedurale nel presente caso non è data.

4. Per tutti questi motivi la qui impugnata decisione su opposizione dell'INSAI 

del 12 settembre 2022 si è rivelata del tutto corretta e merita piena 

conferma. Di conseguenza il ricorso va respinto, nella misura in cui è 

ricevibile.

5. Non si prelevano spese per la presente procedura (art. 61 lett. fbis LPGA). 

Al resistente (INSAI) non va riconosciuta un'indennità a titolo di ripetibili 

(art. 61 lett. g LPGA e contrario), anche perché pare averla richiesta senza 

motivazione alcuna, limitandosi alla solita frase "protestate tasse, spese e 

ripetibili".

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III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso è respinto.

2. Non si prelevano spese.

3. Non sono riconosciute spese ripetibili.

4. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia di diritto 

pubblico ai sensi degli artt. 82 segg. della Legge sul Tribunale federale del 

17 giugno 2005 (LTF; RS 173.110). Il ricorso è da inoltrare al Tribunale 

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, per scritto entro 30 giorni 

dalla notificazione della decisione con il testo integrale nel modo prescritto 

dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti 

e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 82 segg. e 90 segg. 

LTF.

5. [Comunicazioni]