# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 53c690f4-79fe-55b3-88ae-90fbca99068a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-11-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 24.11.2004 35.2004.62
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2004-62_2004-11-24.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2004.62

   

  cr/DC/sc

  	
  Lugano

  24 novembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 8 luglio 2004 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 aprile 2004 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da: RA 2 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 25 aprile
2001, RI 1 - alle dipendenze del __________ Sagl di __________, in qualità di
meccanico d'auto - è rimasto vittima di un incidente della circolazione
stradale (cfr. doc. 1).

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'CO 1, il quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni
assicurative.

 

                                         Alla
chiusura del caso, l'Istituto assicuratore LAINF, con decisione formale del 18
febbraio 2004 ha assegnato all'assicurato una rendita di invalidità del 14% a
decorrere dal 1° settembre 2003 e un'indennità per menomazione dell'integrità
del 5% (cfr. doc. 108).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dall'__________ di __________ per conto
dell'assicurato (cfr. doc. 112), l'assicuratore LAINF, il 13 aprile 2004, ha
confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. A).

 

                               1.2.   Con
tempestivo ricorso del 10 maggio 2004, l'assicurato, sempre rappresentato dall'RA
1, ha chiesto che l'CO 1 venga condannato a versargli l'indennità giornaliera
per un'incapacità lavorativa del 50% fino al 31 maggio 2004 e a riconoscergli
successivamente una rendita di invalidità del 50% (cfr. doc. I), argomentando:

 

" 
(…)

La decisione di non riconoscere l'inabilità
lavorativa dal 01.09.2003 al signor RI 1, dipendente della ditta __________ Sagl
di __________ è contestata. Il nostro assistito citato risulta inabile nella
misura del 50% dal 01.09.2003. Lo stesso ha presentato domanda di AI ancora in
esame presso il competente Ufficio Assicurazione Invalidità di Bellinzona. Si
dichiara che il signor RI 1 __________ lavora ancora per la ditta __________
nella misura del 50%. La decisione della CO 1 di non riconoscere l'inabilità al
50% a decorrere dal 01.09.2003 deve essere rivista. Ricordiamo che la decisione
di procedere al versamento di una rendita del 14% è stata decisa unicamente in
data 18.02.2004, retroattivamente al 01.09.2003. Questo non ci risulta corretto
e si chiede che la CO 1 proceda a stabilire una decisione di rendita non
retroattiva, versando l'indennità giornaliera sino alla fine del corrente mese
nella misura del 50%. Si chiede inoltre che nello stabilire la decisione di
rendita si tenga in opportuna considerazione che il nostro assistito lavora
ancora presso il proprio datore di lavoro e quindi la perdita effettiva subita
è maggiore dei parametri presi in considerazione per stabilire l'ammontare
della rendita nella misura del 14%. Preso atto dell'età del nostro assistito,
risulta evidente che lo stesso non possa modificare la professione e guadagnare
l'importo scoperto presso un altro datore di lavoro. (…)" (Doc. I)

 

                               1.3.   L'CO 1, in
risposta, ha postulato un'integrale reiezione dell'impugnativa con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.4.   Pendente
causa il TCA ha chiesto al __________ Sagl di __________ quale sarebbe stato,
nel 2003, il salario annuo dell'assicurato senza il danno alla salute (cfr.
doc. V).

 

Il datore di lavoro dell'assicurato ha risposto
con scritto datato 27 settembre 2004 (cfr. doc. VI).

 

                               1.5.   Il doc. V e
il doc. VI sono stati trasmessi alle parti, per conoscenza (cfr. doc. VII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000.

                                         Con la
stessa sono state modificate numerose disposizioni contenute nella LAINF.

                                         Dal
profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio
le norme di diritto materiale in vigore al momento in cui si realizza la
fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1; DTF 128 V 315=SVR 2003
ALV Nr. 3; DTF 127 V 467 consid. 1; DTF 126 V 166 consid. 4b; STFA del 4 giugno
2004 nella causa L., H 6/04; STFA del 10 settembre 2003 nella causa Cassa
pensioni X. c/ C., B 28/01; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K
133/01).

                                         Inoltre,
il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda
di regola sui fatti che si sono realizzati fino all'emanazione della decisione
amministrativa contestata (cfr. DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV nr. 3; DTF 121 V 366
consid. 1b; qui: il 13 aprile 2004). 

                                         Di
conseguenza, nel caso in esame, visto che oggetto della presente vertenza è il
tasso dell'invalidità dell'assicurato a far tempo dal 1° settembre 2003,
tornano applicabili le disposizioni di diritto materiale della LPGA, in vigore
dal 1° gennaio 2003.

 

                               2.3.   In primo
luogo, il TCA deve esaminare se l'CO 1 era o meno legittimato a dichiarare
estinto il diritto alle prestazioni di corta durata a far tempo dal mese di
settembre 2003. 

                                         In
secondo luogo, si tratterà di valutare se l'assicurato ha o meno diritto ad una
rendita di invalidità e, nell'affermativa, il suo tasso.

 

                               2.4.   Diritto
alle prestazioni di corta durata

 

                            2.4.1.   Giusta l'art.
10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi
d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione
dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare
a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il
diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello
dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa,
con l'assegna­zione di una rendita o con la morte dell'assicurato.

 

                                         Parimenti,
il diritto alle cure cessa qualora dalla loro conti­nuazione non sia da
attendersi un sensi­bile migliora­mento della salute dell'assicurato: nemmeno
persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del
trattamento se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello
stato di salute (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF; STFA del 6 novembre 2001 nella
causa A., U 8/00, consid. 2b; Ghélew, Ramelet, Ritter,
Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, pag.
41ss.).

 

                                         Se, al momento dell'estinzione del diritto alle cure mediche,
sussiste un'incapacità lucrativa, viene corrisposta una rendita di invalidità o
un'indennità unica in capitale: l'erogazione di indennità giornaliere cessa con
il diritto alle prestazioni sanitarie.

 

                            2.4.2.   In concreto,
con scritto del 14 luglio 2003 l'assicuratore LAINF ha informato l'assicurato
che le sue condizioni di salute erano ormai da considerare stabilizzate,
ritenuto che da ulteriori provvedimenti terapeutici non vi era più da attendere
un notevole miglioramento (cfr. doc. 95).

 

                                         Dalle
tavole processuali emerge che la decisione dell'assicuratore convenuto trova il
proprio fondamento nelle risultanze della visita di controllo eseguita dal
dottor __________ l'11 aprile 2002 e il 20 maggio 2003.

 

In data 27 febbraio 2002 il dott. __________,
specialista FMH in chirurgia ortopedica e medico dell'__________ di __________,
si era così espresso a proposito dell'assicurato:

 

" 
Réponse provisoire à vos questions

 

1)   Constatations,
diagnostics: on peut dans ce cas poser le diagnostic de cervicalgies et de
lombalgies chroniques. Il est difficile de savoir si les altéra­tions
dégénératives constatées au niveau cervical et lombaire sont la cause des
douleurs localisées dans ces deux régions, car au niveau cervical, elles sont
discrètes, alors qu'au niveau lombaire, elles sont plus importantes, sans
qu'existe cependant de façon systématique un lien de cause à effet entre ces
découvertes radiologiques et des douleurs éventuelles.

 

J'ai été frappé chez ce
patient par le fait que ses douleurs cervicales sont surtout présentes lors de
l'hyperextension de la nuque. On pourrait dès lors s'interroger si à la source
de ces troubles n'existe pas un éventuel problème émanant des articulaires que
l'on pourrait investiguer en pratiquant des infil­trations test. Ce type
d'investigation est pratiqué par différents spécialistes du rachis, et à ma
connaissance à la Clinique de réadaptation de __________.

J'ignore si à la
Clinique __________ de réadaptation, de telles investigations sont également
pratiquées.

 

2)   Il
y a-t-il des troubles organiques médicalement objectivables en relation de
causalité vraisemblable avec l'accident? Il est difficile de parler de trou­bles
objectivables dans le contexte actuel dans la mesure où les douleurs pré­sentes
à la palpation de certaines structures et celles décrites lors de cer­tains
mouvements de la nuque sont des constatations à caractère subjectif. Pour les
objectiver, d'autres investigations comme des infiltrations des articulai­res
sont nécessaires.

 

3)   Les
troubles évoqués par le patient, à savoir les cervicalgies sont ceux qui sont
le plus fréquemment décrits par les victimes d'un traumatisme cervical. En
revanche, le cortège de troubles «typiques» de symptômes dont le caractère
commun est qu'ils sont généralement non objectivables n'a pas été décrits par
le patient, hormis des céphalées, enregistrées une seule fois par le rhumatolo­gue.

 

4)   En
principe, le traitement de physiothérapie a fait plus ou moins la preuve de son
inefficacité. Les autres traitements appliqués n'ont pas également lénifié la
symptomatologie, du moins depuis le mois de juin 2001. Le seul traitement ou la
seule mesure d'investigation qu'on pourrait éventuellement encore envisager
serait une infiltration des articulaires, que j'ai mentionnée auparavant.

 

L'incapacité de travail de 50 % me semble élevée au
vu des constatations faites par le médecin d'arrondissement remplaçant, le Dr. __________.
Aussi bien le rhumatolo­gue que le Dr. __________ ont estimé que cette capacité
de travail devrait pouvoir s'accroître, et en lisant le rapport du 9.1.2000, on
a quelques difficultés à concevoir que ce patient, présent à son travail sur
tout l'arc de la journée, n'ait qu'un rendement de 50 %.

 

Si le Dr. __________ devait accéder à ma proposition
d'effectuer des infiltrations test après qu'il ait revu le patient et qu'il
partage sur la base de l'examen clinique ma suspicion, on pourrait adresser le
patient à __________ pour d'une part préciser l'origine des douleurs
cervicales, et d'autre part afin d'évaluer par un examen effectué dans le
service d'ergonomie ses capacités fonctionnelles ce qui consti­tuerait une
excellente base pour se prononcer sur l'incapacité de travail, voire sur
l'invalidité à retenir." (Doc. 51a)

 

                                         Con
referto datato 11 aprile 2002, il medico di fiducia dell'assicuratore
infortuni, dott. __________, ha espresso, le seguenti considerazioni:

 

" 
(…)

VALUTAZIONE

 

Attualmente l'assicurato asserisce soprattutto problemi nella
colonna cervicale, mal di testa, con un aumento sotto sforzo.

Inoltre accusa dolori nella regione della colonna lombare senza
irradiazioni.

 

Clinicamente la funzione della colonna cervicale è lievemente
ridotta, un deficit neurologico non è evidenziabile.

 

L'esame neurologico del 25.4.2001 mostra un'uncartrosi
incipiente a livello C5/C6.

 

Risonanza magnetica dell'11.9.2001: evidenzia discrete
protrusioni discali diffuse a livello C4/C5 e C5/C6.

 

Si può concludere affermando che il referto radiologico
attualmente è normale se­condo l'età e quindi un danno organico non è
evidenziabile.

 

Nella regione della colonna lombare esiste un grave danno
preesistente con un'impressionante osteocondrosi a livello L5/S1 e le
cosiddette "traction-spurs" quale segno di instabilità.

A livello lombare, in data odierna, si può dichiarare lo stato quo
sine raggiunto.

 

I disturbi attuali dell'assicurato con mal di testa e dolori alla
colonna cervicale sotto sforzo hanno un influsso sull'esigibilità fisica.
(…)." (Doc. 53)

 

Il medico, dunque, constatato che nella regione
della colonna lombare esiste un grave danno preesistente con un'impressionante osteocondrosi
a livello L5/S1 e le cosiddette "traction-spurs" quale segno di
instabilità, è giunto alla conclusione che a livello lombare è stato raggiunto
lo status quo sine (cfr. doc. 53).

A livello cervicale, il dott. __________ ha
osservato che il referto radiologico è normale secondo l'età e quindi un danno
organico non è evidenziabile (cfr. doc. 53).

 

Per quanto concerne i problemi cervicali, il
dott. __________, specialista FMH in neurologia, nel referto del 17 giugno 2002
rilevava che:

 

" 
(…)

Valutazione

L'esame odierno non si distanzia dalle precedenti
valutazioni, persiste una sindrome cervicale cronica, dopo colpo di frusta il
25.4.2001, associata a cefalee tensive e ricorrente dolore a carattere pseudoradicolare
in corrispondenza dei territori cervicali inferiori, probabilmente massimo in
C6, senza segni di deficit radicolari associati.

 

Nonostante le misure fisioterapiche, la ripresa
di un'attività professionale al 50%, le regolari attività di movimento, nuoto e
marcia, praticate dal paziente, persiste una cervicalgia ed una limitazione
funzionale cervicale che limita il rendimento professionale.

 

Sebbene sia ormai trascorso oltre un anno
dall'incidente, ritengo indicato proseguire ed insistere con tutte quelle
misure sino ad oggi applicate, considerato per ora insufficiente il lasso di
tempo trascorso per non sperare in ulteriori miglioramenti e ritenere il quadro
attuale come definitivo.

 

Quale ulteriore opzione considererei un'eventuale
rivalutazione reumatologica alfine di valutare le possibilità di una terapia
selettiva del dolore cervicale (infiltrazioni, ecc.)." (Doc. 55)

 

Nel rapporto medico del 29 agosto 2002 il dott. __________
ha precisato che per valutare meglio la situazione alla colonna cervicale era
indicato un trattamento dei disturbi presso la Clinica riabilitativa di __________,
dove l'assicurato sarebbe stato sottoposto anche ad infiltrazione delle
faccette (cfr. doc. 63)

L'infiltrazione citata è stata effettuata durante
il soggiorno a __________ dall'11 novembre 2002 all'11 dicembre 2002, periodo
durante il quale la situazione dell'assicurato è migliorata in modo
impressionante, circostanza che ha indotto i medici a concludere che parte dei
disturbi cervicali sono riconducibili ad un problema di artrosi (cfr. doc. 70,
in cui si legge: "Durch die Fazettengelenksinfiltration C5/C6 bds. konnte eine
anhaltende, deutliche Schmerzlinderung bei HWS-Bewegungen (speziell Flexion und
Extension) erreicht werden (angegeben mit ca. 50% Reduktion des gesamten HWS-Schmerzes).
Ein Teil del HWS-Schmerzen muss somit als spondylogen
(Facettengelenksarthrose) interpretiert werden. Genügend Hinweise für die
Diagnose einer Instabilität auf diesem Niveau bestehen damit nicht (bezugnehmend
auf die in den Akten erwähnten Ueberlegungen von Dr. __________). Die HWS-Beweglichkeit
in die Rotation konnte vor allem durch die Physiotherapie gesteigert
werden.").

 

Con scritto del 10 aprile 2003 il dott. __________
ha precisato che in seguito al soggiorno presso la Clinica di riabilitazione di
__________, i dolori cervicali dell'assicurato sono sensibilmente diminuiti:

 

" 
Je me réfère à ma prise de position du 27 février
2002. Dans l'intervalle, RI 1 a séjourné à la Clinique de __________, où l'on a
retenu au titre de dia­gnostic fonctionnel un syndrome cervico-céphalique et cervico-spondylogène
et un syndrome lombovertébral. Une infiltration-test des articulaires C5/C6 a
eu comme corollaire une diminution sensible des douleurs cervicales, ce qui
suggère qu'une part de celles-ci étaient imputables à une problématique de
cette localisation. Le patient a cependant bénéficié de différentes thérapies
et il est difficile de sa­voir dans ce contexte laquelle voire lesquelles ont
été efficaces. En tout cas, à la sortie, une amélioration subjective et
objective était décrite par le patient, ce qui est l'essentiel. (…)" (Doc.
81)

 

Nel rapporto intermedio del 14 aprile 2003 il
dott. __________, specialista FMH in medicina generale, ha sottolineato, alla
voce n. 3 relativa alla terapia, che la cura attuale consiste in sedute di
fisioterapia e che non vi è nessuna proposta per quanto concerne cure ulteriori,
radiografie, ecc. (cfr. doc. 83).

 

Nel rapporto redatto in occasione della visita di
chiusura del 20 maggio 2003 il dott. __________ ha osservato che i dolori
cervicali attuali dell'assicurato sono dovuti soprattutto a degenerazione della
colonna cervicale:

 

" 
(…)

D I A G N O S I

 

      -    Cervico-brachialgia a sinistra con associato mal di
testa.

      -    Esiti
dopo distorsione della colonna cervicale dopo tamponamento il 15.6.2001.

 

VALUTAZIONE

 

L'assicurato asserisce problemi alla colonna cervicale con mal di
testa sotto sforzo e ultimamente anche dolori alla spalla sinistra.

 

Clinicamente la funzione della colonna cervicale è
lievemente ridotta con dolori terminali soprattutto alla rotazione. In data
odierna alla spalla si trova una riduzione della funzione causata dai dolori.

 

L'assicurato il 25.4.2001 ha subito una distorsione della colonna
cervicale.

Il decorso era caratterizzato da alti e bassi.

La risonanza magnetica ha evidenziato una protrusione discale a
livello C4/C5 e C5/C6, però senza compressioni midollari o conflitti
radicolari.

Secondo l'assicurato l'infiltrazione delle faccette fatta alla
Clinica di riabilitazione a __________ ha migliorato la situazione in modo
impressionante.

Questa positività parla per un'artrosi articolare e non per
un'instabilità.

I dolori attuali sono quindi dovuti soprattutto ad una
degenerazione della colonna cervicale.

 

Per questa valutazione parla anche il peggioramento negli ultimi 3
mesi con irritazione al braccio sinistro con riduzione della funzione della
spalla, soprattutto in abduzione. (…)."
(Doc. 89)

 

 

                                         Dopo un
attento esame delle tavole processuali, il TCA ritiene che, al momento in cui
l'assicuratore infortuni ha ritenuto estinto il diritto alle prestazioni di
corta durata (settembre 2003), le condizioni di salute dell’assicurato erano da
considerare ormai stabilizzate.

Infatti, sulla base delle indicazioni fornite in
data 17 giugno 2002 dal dott. __________, a mente del quale la situazione
dell'assicurato non poteva ritenersi stabilizzata (cfr. doc. 55), l'assicurato è
stato degente dall'11 novembre 2002 al 12 dicembre 2002 presso la Clinica
riabilitativa di __________, ottenendo un notevole miglioramento della sua
situazione (cfr. doc. 70), come indicato anche dal dott. __________ e dal dott.
__________. Per il resto, non risultano agli atti attestati medici recanti
nuove proposte terapeutiche volte ad ulteriormente migliorare le condizioni di
salute dell'assicurato.

 

                                         Resta
comunque inteso che - qualora lo stato di salute dell'assicurato dovesse, in
futuro, peggiorare - egli avrà la facoltà di annunciare la ricaduta o le
conseguenze tardive all'CO 1, facoltà, del resto, espressamente riservata in
sede di decisione 18 febbraio 2004 (cfr. doc. 108). 

                                         In una
sentenza pubblicata in RAMI 1994 U 189, p. 138s., il TFA ha stabilito che,
anche nell'ambito dell'assicurazione contro gli infortuni, la chiusura di un
caso mediante emanazione di una decisione di soppressione di tutte le
prestazioni, é soggetta all'adattamento della decisione stessa ai cambiamenti -
in relazione con l'infortunio - intervenuti nelle circostanze di fatto.
All'assicurato resta dunque sempre riservata la facoltà di far valere una
ricaduta oppure delle conseguenze tardive di un infortunio che ha fatto
l'oggetto di una decisione cresciuta in giudicato e di pretendere nuove
prestazioni dall'assicuratore.

                                         In virtù
dell'art. 11 OAINF, l'assicuratore LAINF convenuto sarà allora tenuto a
riprendere l'erogazione delle prestazioni assicurative (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter,
op. cit., p. 71; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna
1985, p. 277). 

                                         Né la
LAINF né l'OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la
pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze
tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent'anni dopo l'infortunio
assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento,
l'interessato sia o meno ancora assicurato. 

                                         Rilevante
è soltanto l'esistenza di un nesso di causalità (cfr. STFA del 31 luglio 2001
nella causa H., U 122/00).

 

                                         Al
seguente considerando (cfr. consid. 2.5.), il TCA esaminerà dunque la questione
a sapere se ed in quale misura i postumi residuali dell’evento traumatico
dell'aprile 2001 incidono sulla capacità lucrativa dell'assicurato. Nel caso in
cui la risposta dovesse essere affermativa, lo scapito finanziario andrà
indennizzato, non più con la concessione di indennità giornaliere, ma con
l’attribuzione, da parte dell'assicuratore LAINF, di una rendita d’invalidità
ai sensi degli artt. 18 seg. LAINF.

 

 

                               2.5.   Rendita
di invalidità

 

                            2.5.1.   Giusta l'art.
18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a
seguito d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

 

                                         Secondo
l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale
o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

Il TFA, in una sentenza del 22 giugno 2004 nella causa G., U
192/03, ha rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA;
l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2
prima frase LAINF, motivo per il quale occorre concludere che non vi sono stati
cambiamenti di rilievo in seguito all'introduzione della LPGA.

 

                                         Da parte
sua, l'art. 16 LPGA prevede che, per valutare il grado d’invalidità, il reddito
che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione
di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto
ottenere se non fosse diventato invalido.

 

L'Alta Corte, nella sentenza del 22 giugno
2004 nella causa G., U 192/03, citata in precedenza, ha rilevato che anche
l'art. 16 LPGA non ha modificato le modalità per la fissazione del grado di
invalidità dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18
cpv. 2 seconda frase LAINF.

Nella stessa pronuncia la nostra Massima Istanza ha quindi
concluso che anche in ambito LAINF la giurisprudenza relativa ai concetti di
incapacità lavorativa, incapacità al guadagno e invalidità continua a mantenere
la sua validità anche in seguito all'introduzione della LPGA.

 

                                         Due sono,
dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico);

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico). 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso
causale (fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni
deve esserci per giunta un nesso causale, naturale ed adeguato, tra il danno
alla salute e l'infortunio.

 

                                         L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in
altre analoghe.

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente
confacenti (cfr., su questi aspetti, la STFA del 20 aprile 2004 nella causa K., I 871/02 e la STFA del
18 marzo 2002 nella causa M., I 162/01). 

                                         L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

                                         Il grado
d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'è la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                         Ciò
nondimeno, se il danno alla salute non é tale da imporre un cambiamento di
professione, di regola, il giudizio sull’incapacità lavorativa non esprimerà
valori superiori all’incapacità lavorativa indicata dal medico. Questo perché
si suppone che esplicando tutto l’impegno professionale che la restante
capacità lavorativa medico-teorica ancora permette di sviluppare, l’assicurato
esprima una capacità di guadagno della medesima proporzione (cfr. RAMI 1993 U
168, p. 100; DTF 114 V 313, consid. 3b; STCA del 21 marzo 1995 nella causa S.
F., 31 maggio 1995 nella causa E. D., 7 giugno 1995 nella causa M. Z., 26
febbraio 1996 nella causa G. P.).

 

                            2.5.2.   L'assicuratore
infortuni - fondandosi sull'apprezzamento espresso dal proprio medico
fiduciario, dott. __________, il quale ha dichiarato l'assicurato, fatta
eccezione per i lavori che vengono eseguiti sopra l'orizzontale con iperestensione
della colonna cervicale, pienamente abile al lavoro per gli altri lavori (cfr.
doc. 89) - ha posto l'assicurato al beneficio di una rendita di invalidità del
14% a contare dal 1° settembre 2003 (cfr. doc. A). L'assicuratore LAINF ha
infatti ritenuto che l'assicurato potrebbe esercitare a tempo pieno e con
rendimento completo attività sostitutive che rispettino gli impedimenti
descritti dal dott. __________ nel rapporto dell'11 aprile 2002, realizzando in
tal modo un reddito inferiore del 14% rispetto a quello che avrebbe percepito
senza il danno alla salute.

 

                                         Il ricorrente è stato visitato in data 15 giugno 2001 dal dott. __________,
supplente del medico di circondario dell'assicuratore convenuto, il quale,
posta la diagnosi di lieve cervicalgia post-traumatica dopo colpo di frusta
cervicale del 25 aprile 2001, ha indicato che l'assicurato può essere
reinserito al lavoro, con una capacità lavorativa del 50% a partire dal 25
giugno 2001 (cfr. doc. 15).

 

Successivamente, il dott. __________ ha ancora
avuto modo di osservare il decorso dell'assicurato fino al 12 settembre 2001,
valutando sempre la sua inabilità lavorativa pari al 50% (cfr. doc. 20, doc.
24, doc. 28, doc. 30 e doc. 34).

 

                                         Il 12
ottobre 2001 l'assicurato è stato visitato dal dott. __________, specialista FMH
in chirurgia ortopedica e medico di circondario dell'assicuratore convenuto, il
quale ha redatto il seguente rapporto medico:

 

" 
(…)

D I A G N O S I

 

      -    Esiti in stato dopo distorsione della colonna cervicale
in un tamponamento il 15.6.2001.

      -    Probabile acutizzazione dei problemi alla colonna lombare
preesistenti.

 

VALUTAZIONE

 

Siamo confrontati con un assicurato di 48 anni,
di professione meccanico d'auto, vittima di un incidente stradale il 15.6.2001,
nel quale si è procurato una distorsione della colonna cervicale e
probabilmente anche della colonna lombare.

Decorso protratto, però i dolori sono spiegabili
tramite l'esame bio-meccanico.

All'inizio l'assicurato ha sofferto soprattutto
di dolori alla colonna cervicale, senza deficit neurologico. Nel frattempo i
dolori alla colonna lombare sono aumentati, però erano già preesistenti prima
dell'infortunio. Si deve accettare una certa acutizzazione per l'infortunio.

Sotto fisioterapia vi è soltanto un lento
miglioramento. L'assicurato riesce a lavorare solo nella misura del 50%.

L'esame radiologico con una risonanza magnetica,
non evidenzia un grande difetto, il referto è più o meno nella norma.

 

Procedere medico

Si consiglia di continuare con la fisioterapia.

 

Procedere amministrativo e professionale

Allo stato attuale l'assicurato rimane abile al
lavoro nella misura del 50%.

In caso di persistenza dei problemi e della
capacità lavorativa nella misura del 50%, è necessaria una nuova visita in
agenzia." (Doc. 37)

 

L'assicurato è stato anche visitato, su richiesta
del suo medico curante, dott. __________, dal dott. __________, specialista FMH
in reumatologia, il quale con rapporto del 12 ottobre 2001 ha posto la diagnosi
di cervicalgie croniche dopo distorsione cervicale del 25 aprile 2001 e lombalgie
croniche, osservando:

 

" 
(…)

Discussione:

Il signor RI 1 mostra cervicalgie senza
irradiazione agli arti superiori dopo colpo di frusta il 25.4.2001. Le cervicalgie
sono associate a disturbi cranici aspecifici assimilabili a cefalee. La
mobilità cervicale è mediamente diminuita. Le radiografie a nostra disposizione
e la IRM della colonna cervicale dell'11.9.2001 mostrano modiche alterazioni
degenerative senza neurocompressione, senza lesioni traumatiche.

 

Il quadro clinico può essere definito come
sindrome da Whiplash cronico stadio II. L'evoluzione mostra soggettivamente un
miglioramento del 50%. Il signor RI 1 si dice disturbato soprattutto in
posizioni di reclinazione statica prolungata, ripetutamente richieste nel suo
lavoro di meccanico d'auto. Soprattutto per questo motivo il paziente è tuttora
inabile al lavoro nella misura del 50 %.

 

Dal punto di vista terapeutico propongo di
continuare con la fisioterapia, ho proposto una presa a carico da parte di __________
a __________ che ritengo molto abile in terapia manuale. Ho prescritto Vioxx 25
mg 1 volta al giorno.

 

Un secondo problema sono lombalgie croniche di
tipo squisitamente meccanico in presenza di alterazioni statiche secondarie a
una pregressa distrofia di crescita di Scheuermann e di alterazioni
degenerative sotto forma di osteocondrosi L5/S1.

 

Anche questa problematica può essere presa a
carico con misure di fisioterapia: in primo piano ergonomia e rinforzo
muscolare.

 

Un punto delicato, di cui ho discusso al telefono
con te e con il Dr. __________, medico di fiducia della CO 1, è l'abilità al
lavoro. In questa situazione, tenendo conto anche del miglioramento del 50 %
dichiarato dal paziente, non vedo altra soluzione che accordare ancora per
qualche tempo un'inabilità parziale provando ad un certo punto (che sei forse
meglio piazzato per decidere insieme con il paziente) a forzare verso un
aumento della capacità di lavoro. Come sai il signor RI 1 sarà visitato dal dr.
__________, medico di circondario della CO 1 il 12.10.2001." (Doc. 39a)

 

Il caso dell'assicurato è stato sottoposto
dall'assicuratore infortuni alla valutazione del dott. __________, specialista
FMH in chirurgia ortopedica e medico dell'__________ di __________, il quale,
come ricordato in precedenza (cfr. consid. 2.4.2.), ha osservato che i
dolori cervicali di cui soffre l'assicurato potrebbero derivare da problemi
articolari, che potrebbero essere rivelati grazie a delle infiltrazioni
articolari praticate ad esempio alla Clinica riabilitativa di __________. Lo specialista ha poi concluso:

 

" 
L'incapacité de travail de 50 % me semble élevée au
vu des constatations faites par le médecin d'arrondissement remplaçant, le Dr. __________.
Aussi bien le rhumatolo­gue que le Dr. __________ ont estimé que cette capacité
de travail devrait pouvoir s'accroître, et en lisant le rapport du 9.1.2000, on
a quelques difficultés à concevoir que ce patient, présent à son travail sur
tout l'arc de la journée, n'ait qu'un rendement de 50 %.

 

Si le Dr. __________ devait accéder à ma proposition
d'effectuer des infiltrations test après qu'il ait revu le patient et qu'il
partage sur la base de l'examen clinique ma suspicion, on pourrait adresser le
patient à __________ pour d'une part préciser l'origine des douleurs
cervicales, et d'autre part afin d'évaluer par un examen effectué dans le
service d'ergonomie ses capacités fonctionnelles ce qui consti­tuerait une
excellente base pour se prononcer sur l'incapacité de travail, voire sur
l'invalidité à retenir." (Doc. 51a)

 

In data 11 aprile 2002 il Dr. med. __________ ha
nuovamente visitato l'assicurato, ponendo la diagnosi di cervicalgia con
associato mal di testa in stato dopo distorsione della colonna cervicale dopo
tamponamento, lombalgie croniche tipo meccanico in presenza di alterazioni
statiche e di alterazioni degenerative sotto forma di osteocondrosi a livello
L5/S1 e stato morbo di Scheuermann, giungendo alla conclusione, come ricordato
in precedenza (cfr. consid. 2.4.2), che a livello lombare è stato raggiunto lo
stato quo sine.

Quanto all'esigibilità al lavoro il medico di
circondario dell'assicuratore LAINF ha osservato:

 

"  ESIGIBILITÀ
DEL LAVORO

 

 

L'assicurato è in grado di sollevare e portare pesi di 5-10 kg
molto spesso, spesso pesi di 10-25 kg e talvolta pesi di 25-45 kg.

I pesi superiori ai 45 kg possono essere sollevati e portati solo
di rado.

Può molto spesso sollevare pesi di 5 kg sopra l'altezza del petto
e talvolta pesi oltre i 5 kg.

Attrezzi di media entità possono essere maneggiati molto spesso,
talvolta di pesan­te entità e di rado di entità molto pesante.

Può eseguire la rotazione manuale, come per esempio i lavori con
il cacciavite. 

Può lavorare di rado sopra la testa e può molto spesso eseguire la
rotazione del tronco ed assumere la posizione seduta ed inclinata in avanti.

Può però soltanto talvolta assumere la posizione in piedi ed
inclinata in avanti. L'assicurato può spesso eseguire lavori in posizione
inginocchiata con flessione delle ginocchia.

Può molto spesso stare nella posizione seduta e talvolta in piedi.

 

Può molto spesso camminare oltre i 50 metri, talvolta fare lunghi
tragitti e spesso camminare su terreno accidentato.

Può molto spesso salire le scale, talvolta anche salire su scale a
pioli.

 

Quest'esigibilità concerne unicamente i residui alla colonna
cervicale.

 

L'amministrazione sarà più precisa in merito.

 

Per quanto attiene all'indennità per menomazione all'integrità
attualmente non vi è il diritto." (Doc. 53)

 

In data 29 agosto 2002 il dott. __________ ha
nuovamente visitato l'assicurato, giungendo alla conclusione che egli risulti
ancora inabile al lavoro al 50% in qualità di meccanico d'automobili. In tale
occasione il medico ha indicato di ritenere opportuno sottoporre l'assicurato,
al fine di meglio valutare la situazione della sua colonna cervicale, ad un
trattamento dei disturbi presso la Clinica riabilitativa di __________ (cfr.
doc. 63).

 

L'assicurato è rimasto in soggiorno stazionario
di cura dall'11 novembre 2002 all'11 dicembre 2002 presso la Clinica di
riabilitazione di __________ (cfr. doc. 70). 

 

In data 10 aprile 2003 il dott. __________ ha
redatto una nuova valutazione medica, rilevando che le infiltrazioni articolari
praticate durante il soggiorno alla Clinica riabilitativa di __________ hanno
notevolmente diminuito i dolori cervicali dell'assicurato (cfr. consid.
2.4.2.).

Egli ha poi aggiunto:

 

" 
Quatre mois se sont écoulés depuis le séjour qu'a
effectué RI 1 à __________. J'ignore si dans l'intervalle son état s'est encore
amélioré suite à la pour­suite du traitement ambulatoire et médicamenteux dont
les médecins réadaptateurs avaient décrit les modalités. Si tel était le cas,
un accroissement de la capacité de travail serait envisageable, dans la mesure
où pour l'exigibilité, seule la problématique cervicale doit être prise en
compte, car au niveau lombaire, le sta­tu quo sine
a été rétabli, comme le rappelait                        par ailleurs le
Dr. __________ dans son ap­préciation faisant suite à l'examen qu'il avait
pratiqué le 11.4.2002. Avant de se prononcer à cet effet, et également sur la
question de savoir si une indemnité pour atteinte à l'intégrité est due, je
pense qu'il serait très utile que le pa­tient puisse être réexaminé par le
médecin d'arrondissement, en obtenant tout 

d'abord un rapport du médecin traitant décrivant
l'évolution. Si le Dr. __________ en ex­prime le souhait, je suis tout à fait
d'accord de recevoir RI 1 à __________ si la situation devait s'avérer être
stabilisée." (Doc. 81)

 

                                         Il 20
maggio 2003 ha, quindi, avuto luogo la visita medica di chiusura a cura del
dott. __________, il quale, posta la diagnosi di cervico-brachialgia a
sinistra con associato mal di testa ed esiti dopo distorsione della colonna
cervicale dopo tamponamento il 15.4.2001, ha indicato che,
come ricordato in precedenza (cfr. consid. 2.4.2.), la degenza alla Clinica
riabilitativa di __________ ha migliorato in modo impressionante la
situazione dell'assicurato, circostanza che dimostra quindi la presenza di
un'artrosi articolare e non di un'instabilità.

                                         Per
quanto concerne l'esigibilità al lavoro, il medico si è così espresso:

 

"  ESIGIBILITA'
DEL LAVORO (strettamente per gli esiti dell'infortunio)

 

Gli unici impedimenti per
l'attuale attività sono i lavori che vengono eseguiti oltre l'orizzontale con iperestensione
della colonna cervicale.

Per gli altri lavori,
soprattutto in basso, non esistono impedimenti.

 

L'esigibilità di lavoro
stabilita l'11.4.2002 è tuttora valida.

 

L'amministrazione sarà più
precisa in merito." (Doc. 89)

 

                                         All'opposizione
interposta contro la decisione formale del 18 febbraio 2004, con cui l'CO 1CO 1,
basandosi sul rapporto di chiusura del dott. __________, ha ritenuto
l'assicurato, fatta eccezione per i lavori che vengono eseguiti sopra
l'orizzontale con iperestensione della colonna cervicale, pienamente abile al
lavoro per gli altri lavori, soprattutto in basso (cfr. doc. 89), il ricorrente
ha allegato il certificato medico del 5 marzo 2004 del dott. __________, medico
curante esperto in medicina generale, che ha attestato un'inabilità al lavoro
al 50% a partire dal 1° marzo 2004, fino a prossimo avviso (cfr. doc. 112 c).

 

                                         In concreto,
il rapporto del dott. __________ dell'11 aprile 2002, così come quello del 29
agosto 2002 e del 20 maggio 2003, non contengono contraddizioni e sono
confermati da quanto attestato dal dott. __________ in data 27 febbraio 2002 e
poi il 10 aprile 2003.

                                         D’altra
parte, la valutazione fornita dai medici presenta tutti i requisiti posti dalla
giurisprudenza affinché possa essere riconosciuto, ad un apprezzamento medico,
piena forza probante (cfr. RJJ 1995 pag. 44; RAMI 1991 U 133, p. 311ss. consid.
1b): in particolare, gli specialisti hanno espresso la loro valutazione in modo
chiaro, motivato e convincente, dopo aver proceduto ad un esame approfondito
del caso. 

 

                                         Lo
scrivente Tribunale non vede quindi ragioni che gli impediscano di fare propria
la valutazione dell'esigibilità lavorativa espressa dal dott. __________ e,
pertanto, di considerare l'assicurato inabile al 50% nella sua precedente
attività di meccanico d'automobili e completamente abile al lavoro in attività
leggere adeguate (cfr. su quest'ultimo punto il consid. 2.5.3.) 

 

 

                            2.5.3.   Con il
ricorso l'assicurato ha chiesto che venga tenuto in considerazione il fatto che
egli lavora ancora presso il proprio datore di lavoro nella misura del 50%.
Egli ritiene che di conseguenza la perdita effettiva da lui subita è maggiore
rispetto a quella indennizzata dall'amministrazione mediante una rendita del
14%.

 

Il TCA non può fare propria questa argomentazione
per i seguenti motivi.

                                         Una delle
condizioni necessarie affinché la perdita di guadagno concreta possa essere
considerata perdita di guadagno computabile, è quella che l'interessato
eserciti un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve ritenere
che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua (cfr. RAMI 1991
U130, p. 270ss. consid. 4a). Questa condizione è espressione del principio
generale del diritto delle assicurazioni sociali che obbliga l'assicurato ad
intraprendere tutto quanto può da lui essere ragionevolmente preteso per
ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze delle sue affezioni
invalidanti (DTF 113 V 28 consid. 4a e riferimenti; cfr. anche DTF 115 V 52 consid.
3d e 114 V 285 consid. 3). 

                                         Il TFA ha
avuto modo di esplicitamente riconfermare tali concetti in una sentenza del 9
maggio 2001 nella causa D., I 147/01:

 

" 
b) In una recente sentenza, questo Tribunale ha
ribadito che di principio il reddito da invalido va determinato sulla base
della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione
però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità
lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente
svolta sia adeguato e non costituisca una paga sociale ("Soziallohn";
DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti ivi citati). Se invece non esiste un
siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso
un'attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre
a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere
ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di
statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e
categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c,
1989 pag. 485 consid. 3b; Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung,
tesi Friborgo 1995, pag. 215)"

                                         (STFA
succitata, consid. 2b). 

 

                                         Questi
concetti sono ancora stati ribaditi dalla nostra Corte federale, ad esempio, in
una sentenza del 22 aprile 2003 nella causa P., U 334/02, consid. 4.1.:

 

" 
(…).

Lorsque l'activité exercée après la survenance de
l'atteinte à la santé ne met pas pleinement en valeur la capacité de travail
résiduelle de l'assuré, ce dernier peut être tenu de quitter son poste de
travail, voire d'abandonner son entreprise au profit d'une activité plus
lucrative (arrêt A. du 10 décembre 2001, U 74/ 01; RCC 1983 p 246)."

 

                                         Ora, in concreto - così come verrà meglio dimostrato nel prosieguo -
il reddito conseguito dal ricorrente nell'ambito della sua attività (ridotta)
di meccanico presso il __________ Sagl, non può determinare il reddito da
invalido, non potendosi ritenere che, in ossequio alla summenzionata
giurisprudenza, l'assicurato sfrutti in maniera completa e ragionevolmente
esigibile la sua restante capacità lavorativa. 

 

                            2.5.4.   Attentamente
esaminata la documentazione presente all'inserto, il TCA ritiene assodato che
il ricorrente, malgrado le sequele dell'infortunio del 25 aprile 2001, potrebbe
esercitare, a tempo pieno e con un rendimento completo, un'attività lucrativa che
rispetti gli impedimenti funzionali messi in luce, in particolare, dal dott. __________
(cfr. doc. 53: "l'assicurato è in grado di sollevare e portare pesi di
5-10 Kg molto spesso, spesso pesi di 10-25 Kg e talvolta pesi di 25-45 Kg. I
pesi superiori ai 45 Kg possono essere sollevati e portati solo di rado. Può
molto spesso sollevare pesi di 5 Kg sopra l'altezza del petto e talvolta pesi
oltre i 5 Kg. Attrezzi di media entità possono essere maneggiati molto spesso,
talvolta di pesante entità e di rado di entità molto pesante. Può eseguire la
rotazione manuale, come per esempio i lavori con il cacciavite. Può lavorare di
rado sopra la testa e può molto spesso eseguire la rotazione del tronco ed
assumere la posizione seduta ed inclinata in avanti. Può però soltanto talvolta
assumere la posizione inginocchiata con flessione delle ginocchia. Può molto
spesso stare nella posizione seduta e talvolta in piedi. Può molto spesso
camminare oltre i 50 metri, talvolta fare lunghi tragitti e spesso camminare su
terreno accidentato. Può molto spesso salire le scale, talvolta anche salire su
scale a pioli. Quest'esigibilità concerne unicamente i residui alla colonna
cervicale.").

 

                                         D'altro
canto, a mente di questa Corte, le opportunità di reperire un'attività che sia
conciliabile con i disturbi accusati dall'assicurato nonché con le sue
condizioni personali, non devono essere considerate irrealistiche o eccezionali
ai sensi della giurisprudenza federale (cfr. RCC 1991, p. 332 consid. 3c).

                                         Certo,
non possono essere ignorati gli sforzi e gli inconvenienti che la messa a
profitto della residua capacità lavorativa comporterà per l'assicurato. Ciò
nondimeno, essi non appaiono sproporzionati né inesigibili, ricordato
nuovamente che secondo un principio generale del diritto delle assicurazioni
sociali, l'assicurato ha l'obbligo di intraprendere tutto quanto può da lui
essere ragionevolmente esatto per ovviare nel miglior modo possibile alle
conseguenze delle sue affezioni invalidanti. 

 

                                         Se,
malgrado tale impegno, un'occupazione confacente non è reperibile in concreto,
questo è dovuto alla congiuntura del momento, per la quale, considerata la
nozione di mercato equilibrato del lavoro, l'assicurazione contro gli infortuni
non è tenuta a rispondere (DTF 110 V 276 consid. 4c;
RCC 1991 p. 332 consid. 3b; P. Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen
Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1995, p. 83). 

                                         Parimenti estranei all'invalidità sono l'età e la mancanza di
formazione dell'interessato, fattori che, di per sé, non possono influire sulla
sua determinazione. 

                                         Nella DTF
107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha stabilito che l'assicurazione
per l'invalidità - ma lo stesso vale anche per l'assicurazione infortuni - non
è tenuta a rispondere, qualora l'assicurato, in ragione della sua età, di una
carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento o
linguistiche, non riesce a trovare concretamente un'occupazione (giurisprudenza
confermata dal TFA con una sentenza del 9 maggio 2001 nella causa D., I 147/01).

 

                            2.5.5.   Per quanto
concerne il reddito da valido, sulla scorta dei dati che figurano
all'incarto e degli accertamenti svolti dal TCA presso il datore di lavoro,
l'assicurato avrebbe guadagnato, nel 2003 (cfr., a questo proposito, DTF 128 V
174 = RAMI 2002 U 467, p. 511ss.), qualora non fosse rimasto vittima
dell'infortunio del 25 aprile 2001, un importo di fr. 50'400.--/anno (cfr. doc.
100 e doc. VI). Tale importo, del resto, non è stato contestato
dall'assicurato.

 

                            2.5.6.   Per quanto
riguarda invece il reddito da invalido, il TCA osserva quanto
segue. 

 

                                         Trattandosi
della determinazione del reddito ipotetico da invalido conseguibile da
manodopera maschile nel Cantone Ticino in attività leggere e non qualificate,
svolte a tempo pieno e con rendimento completo in un mercato del lavoro
equilibrato, questo Tribunale, utilizzando dati salariali concreti, ha
stabilito, in una sentenza di principio pubblicata in SVR 1996, UV N° 55 p.
183, che il reddito annuo ammonta:

 

                                         per il 1992 fr. 34'000.--

                                         per il 1993 fr. 34'500.--

                                         per il 1994 fr. 35'000.--

                                         per il 1995 fr. 35'000.--

 

                                         Lo scrivente TCA ha, poi,
escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto, anche per il 1996,
l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re M.). Simile aumento è,
poi, stato escluso anche per il 1997 (STCA 18 marzo 1998 in re O.), per il 1998
(STCA 19 giugno 1998 in re M.) e per il 1999 (cfr. STCA 28 gennaio 2000 in re
C.).

 

Nel passato, questi parametri
sono sempre stati approvati dal TFA, in particolare nella sentenza pubblicata in
RAMI 1998 U 292 pag. 223 (= SVR 1998 UV N° 6 p. 15s.). 

 

                                         In una sentenza del 27
ottobre 1999 nella causa S., pubblicata in SVR 2000 IV N° 21, il TCA ha
riconfermato la propria giurisprudenza, dopo avere constatato che i salari di
riferimento sarebbero praticamente identici anche utilizzando i risultati
dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari dell'ufficio federale di
statistica (cfr. DTF 124 V 324 = Pratique VSI 1999 pag. 51 seg.; Pratique VSI
2000 pag. 84-85) riducendoli, se del caso, conformemente a quanto stabilito
dall'Alta Corte (cfr. DTF 124 V 323-324 = Pratique VSI 1999 pag. 55-56; Pratique
VSI 2000 pag. 85-86).

 

                                         La giurisprudenza federale
relativa alla fissazione del reddito da invalido è stata oggetto
di una completa verifica da parte del Tribunale federale delle assicurazioni (cfr.,
a tale proposito, D. Cattaneo, Novità e tendenze legislative e
giurisprudenziali nel campo delle assicurazioni sociali, in RDAT
II-2001, p. 593 segg. (p. 602-606)).

                                         In una sentenza del 30
giugno 2000 nella causa B. (I 411/98) - pervenuta al TCA il 24 luglio 2000 -
l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle conclusioni del
suo esame:

 

"  (…)

3.- b) Contrariamente all'UAI, l'autorità giudiziaria cantonale ha
invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che riguarda, in
particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo alla propria
giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento
ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più volte
confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto l'importo di
fr. 35'100.‑, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione annua media
conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non
qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996 UV no.
55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati
statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è
stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del Tribunale federale
delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata alla pubblicazione.

 

4.- In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza
stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato, in
primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa l'assicurato.
Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di quest'ultimo,
possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i dati forniti
dalle statistiche salariali.

La questione di sapere se e in quale misura i salari medi
fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle
circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto
(limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi
che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto
del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo,
come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul
reddito di lavoro.

Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima
sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare -
percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata
dall'amministrazione -, il giudice delle assicurazioni sociali non può senza
valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione.
(n.d.r., in quella sentenza il TFA ha operato una riduzione del 15% invece del
40% effettuata dai giudici cantonali).

5.- Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo
cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro
equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti
allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze
specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le
esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.

 

In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la decisione
amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono rinviati
all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità fondandosi sulla
recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto ai
provvedimenti professionali in lite." 

(STFA succitata).

 

                                         La nostra Corte federale
ha pure emesso numerose sentenze in materia d'assicurazione contro gli
infortuni. Si tratta di fattispecie in cui questo TCA aveva proceduto a
quantificare il reddito da invalido in applicazione della suesposta prassi, a
discapito della valutazione operata dall'INSAI sulla base dei dati risultanti
dalla documentazione sui posti di lavoro (DPL). 

                                         La prima di queste
pronunzie è stata emanata nella causa INSAI c/ L., U 181/98 e reca la data del
22 maggio 2001. Essa è stata successivamente confermata con i seguenti giudizi:
STFA 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 286/98; 31 maggio 2001 nella causa
INSAI c/ M., U 275/98; 31 maggio 2001 nella causa INSAI c/ M., U 279/98; 11
giugno 2001 nella causa INSAI c/ M., U 17/99; 11 giugno 2001 nella causa INSAI
c/ S., U 285/98; 19 giugno 2001 nella causa INSAI c/ P., U 271/98; 21 giugno
2001 nella causa R. c/ INSAI, U 349/98; 27 giugno 2001 nella causa INSAI c/ B.,
U 362/98; 28 giugno 2001 nella causa INSAI c/ C.-D. C., U 18/99; 2 luglio 2001
nella causa INSAI c/ F., U 4/99; 9 luglio 2001 nella causa INSAI c/ M., U
142/99; 10 luglio 2001 nella causa UAI c/ C. e INSAI c/ C., I 442/99 + U
256/99; 18 luglio 2001 nella causa G. c/ INSAI e INSAI c/ G., U 154 + 163/99;
19 luglio 2001 nella causa INSAI c/ T., U 190/99; 27 luglio 2001 nella causa
INSAI c/ B., U 252/99; 31 luglio 2001 nella causa G., U 311/99; 5 ottobre 2001
nella causa INSAI c/ B., U 165/00; 5 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ I., U
91/00; 10 ottobre 2001 nella causa INSAI c/ C., U 217+225/00; 16 ottobre 2001
nella causa M., U 301/00; 13 febbraio 2002 nella causa INSAI c/ L., U 41/00; 19
febbraio 2002 nella causa INSAI c/ C., U 99/00; 19 febbraio 2002 nella causa
INSAI c/ C., U 268/00; 5 marzo 2002 nella causa INSAI c/ CE fu M., U 155/00; 15
marzo 2002 nella causa A. c/ INSAI e INSAI c/ A., U 220 + 238/00; 18 marzo 2002
nella causa INSAI c/ K., U 239/00; 18 marzo 2002 nella causa INSAI c/ P.S., U
235/00; 24 aprile 2002 nella causa INSAI c/ R., U 240/00; 30 aprile 2002 nella
causa INSAI c/ P., U 241/00; 8 maggio 2002 nella causa C.-F., U 449/00; 23
maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U 234/00).

 

                                         Sostanzialmente, il TFA ha
approvato i dati salariali utilizzati dall'INSAI, dopo avere anche verificato,
in applicazione della DTF 126 V 75ss., che, nel caso di specie, l'importo
ritenuto dall'assicuratore LAINF appariva plausibile alla luce dei dati dedotti
dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari edita dall'Ufficio federale
di statistica, considerata la possibilità di ridurre il salario statistico fino
al limite massimo del 25%:

 

"  (…)

Ai fini di stabilire le ripercussioni economiche
dell'impossibilità, per l'assicurato, di svolgere la precedente attività, le
istanze inferiori hanno fatto capo ad un paragone dei redditi, come lo
prescrive l'art. 18 cpv. 2 LAINF, già citato. Per quel che riguarda, in
particolare, il reddito ipotetico da invalido, i primi giudici, in modifica di
quanto stabilito nel provvedimento amministrativo impugnato e prevalendosi
della propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario
di riferimento per il calcolo della capacità di guadagno residua, hanno
ritenuto l'importo di fr. 35'000.--, che corrispondeva negli anni dal 1994 al
1998 alla retribuzione annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese
da operai o impiegati non qualificati con problemi di salute in attività
leggere adeguate. Orbene, la questione dei salari medi fondati su dati
statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è
stata oggetto di una recente sentenza del Tribunale federale delle
assicurazioni pubblicata in DTF 126 V 75 segg.

 

c) In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza stabilito
che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato in primo
luogo la situazione professionale e salariale concreta dell'interessato.
Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla
giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La
questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati
statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze
personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare
globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del
25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che
l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido
motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione.

 

d) Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un
mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in
attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare
riferimento alle specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non
soddisfa manifestamente le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata
(nello stesso senso: sentenze 19 aprile 2001 in re P., I 226/00, 31 gennaio
2001 in re R., I 10/00 e 30 giugno 2000 in re B, I 411/98). Il giudizio
querelato non può quindi essere tutelato.

 

e) Per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato, l'istituto ricorrente ha compiuto degli accertamenti
presso alcune aziende del Cantone Ticino appurando come in attività leggere,
che anche l'interessato sarebbe in grado di esercitare dal profilo sanitario, i
dipendenti di tali ditte percepissero un reddito annuo medio pari a fr.
42'030.--. Orbene, il Tribunale federale delle assicurazioni può aderire alla
valutazione del guadagno ipotetico di invalido operata dall'INSAI. L'importo
stabilito appare plausibile alla luce dei dati statistici sulla struttura dei
salari editi dal competente Ufficio federale - dati secondo i quali la
retribuzione annua media dei lavoratori di sesso maschile attivi in occupazione
semplici e ripetitive nel settore privato ammontava, nel 1997, a fr. 54'245.--
(fr. 4'294.-- : 40 x 41,9 x 12 x 100,5%) - quando si consideri come, ai sensi
della giurisprudenza in DTF 126 V 75 sopra indicata, le specifiche circostanze
del caso concreto siano suscettibili di comportare una riduzione del salario
statistico fino, realizzate tutte le premesse, al limite massimo del 25%.

 

3.- In tali condizioni, ritenuto che il reddito ipotetico
conseguibile senza invalidità (fr. 50'568.-- annui) non è mai stato contestato
dalle parti in causa, la decisione amministrativa in lite che riconosce
all'opponente il diritto ad una rendita calcolata su un'invalidità del solo 17%
merita di essere ristabilita."

(STFA 22 maggio 2001 nella causa L.
c/ INSAI, p. 4ss.) 

 

                                         L'Alta Corte nelle
sentenze menzionate non aveva comunque risolto la questione di principio a
sapere quale deve essere, in materia di assicurazione contro gli infortuni, il
rapporto tra i dati dell'Ufficio federale di statistica (ai quali il TFA fa
costantemente riferimento nella giurisprudenza pubblicata, cfr. DTF 124 V
323-324 e DTF 126 V 75) e le DPL (cfr. D. Cattaneo, Novità e tendenze …, p.
604-605). 

                                         Tale questione è stata
invece affrontata in una sentenza del 28 agosto 2003 nella causa C., U 35/00 +
U 47/00, pubblicata in DTF 129 V 472ss. (= RAMI 2003 U 494, p. 383ss.), in cui
il TFA - dopo avere sottolineato le difficoltà che comporta il volere imporre
un ordine di priorità fra dati statistici e DPL, siccome
ognuno dei due metodi presenta vantaggi e svantaggi (cfr. DTF 129 V 477, consid.
4.2.1) - ha definito quali sono i presupposti che devono essere soddisfatti
affinché il reddito da invalido possa essere validamente determinato sulla base
dei salari DPL:

 

" 
(…).

Weil die Invaliditätsbemessung aufgrund
hypothetischer Vergleichseinkommen und unter Berücksichtigung des in Betracht
fallenden (ausgeglichenen) allgemeinen Arbeitsmarktes zu erfolgen hat, müssen
die DAP auch im konkreten Einzelfall repräsentativ sein. Es genügt daher nicht,
wenn lediglich ein einziger oder einige wenige zumutbare Arbeitsplätze
angegeben werden, weil es sich dabei sowohl hinsichtlich der Tätigkeit als auch
des bezahlten Lohnes um Sonder- oder Ausnahmefälle handeln kann. Unbeachtlich
ist, ob der Arbeitsplatz frei oder besetzt ist, weil die Invaliditätsbemessung
auf der Fiktion eines ausgeglichenen Arbeitsmarktes beruht (BGE110 V 276 Erw.
4b; AHI 1998 S. 291 Erw. 3b). Wenn die Vorinstanz eine Mindestzahl von fünf
zumutbaren Arbeitsplätzen voraussetzt, so erscheint dies in quantitativer
Hinsicht in der Regel als genügend. Im Hinblick auf die geforderte
Repräsentativität der DAP-Profile und der daraus abgeleiteten Lohnangaben hat
der Unfallversicherer im Sinne einer qualitativen Anforderung jedoch,
zusätzlich zur Auflage von mindestens fünf DAP-Blättern, Angaben zu machen über
die Gesamtzahl der aufgrund der gegebenen Behinderung in Fragekommenden
dokumentierten Arbeitsplätze, über den Höchst- und den Tiefstlohn sowie über
den Durchschnittslohn der dem jeweils verwendeten Behinderungsprofil
entsprechenden Gruppe. Damit wird auch die Überprüfung des Auswahlermessens
hinreichend ermöglicht, und zwar in dem Sinne, dass die Kenntnis der dem
verwendeten Behinderungsprofil entsprechenden Gesamtzahl behinderungsbedingt in
Frage kommender Arbeitsplätze sowie des Höchst-, Tiefst- und
Durchschnittslohnes im Bereich des Suchergebnisses eine zuverlässige
Beurteilung der von der SUVA verwendeten DAP-Löhne hinsichtlich ihrer
Repräsentativität erlaubt. Das rechtliche Gehör ist dadurch zu wahren, dass die
SUVA die für die Invaliditätsbemessung im konkreten Fall herangezogenen DAP-Profile
mit den erwähnten zusätzlichen Angaben auflegt und die versicherte Person
Gelegenheit hat, sich hiezu zu äussern (vgl. Art. 122
lit. a UVV, gültig gewesen bis 31. Dezember 2000 [AS 2000 2913] und Art. 26 Abs. 1 lit. b VwVG, BGE 115 V 297 ff.).
Allfällige Einwendungen der versicherten Person bezüglich des Auswahlermessens
und der Repräsentativität der DAP-Blätter im Einzelfall sind grundsätzlich im
Einspracheverfahren zu erheben, damit sich die SUVA im Einspracheentscheid
damit auseinander setzen kann. Ist die SUVA nicht in der Lage, im Einzelfall
den erwähnten Anforderungen zu genügen, kann im Bestreitungsfall nicht auf den DAP-Lohnvergleich
abgestellt werden; die SUVA hat diesfalls im Einspracheentscheid die
Invalidität aufgrund der LSE-Löhne zu ermitteln. Im Beschwerdeverfahren ist es
Sache des angerufenen Gerichts, die Rechtskonformität der DAP-Invaliditätsbemessung
zu prüfen, gegebenenfalls die Sache an den Versicherer zurückzuweisen oder an
Stelle des DAP-Lohnvergleichs einen Tabellenlohnvergleich gestützt auf die LSE
vorzunehmen."

                                         (DTF succitata, consid. 4.2.2) 

 

                                         Al
riguardo, cfr. D. Cattaneo, La promozione dell'autonomia del disabile: esempi
scelti dalle assicurazioni sociali, in RDAT II-2003, p. 621-623 e in
L'autonomia del disabile nel diritto svizzero. Ed. Istituto delle assicurazioni
sociali e Helbing & Lichtenhahn, Bellinzona, 2004, pag. 128-131.

 

                            2.5.7.   Partendo
dalla constatazione che l'applicazione di dati salariali statistici
validi per tutta la Svizzera - quali quelli utilizzati dal TFA (cfr., fra le
più recenti, STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00 e del 30 aprile
2002 nella causa P., U 241/00) - si rivela essere discriminante per gli
assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più
bassi rispetto alla media nazionale, ritenuto che il reddito da non invalido è
quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro
Cantone senza il danno alla salute, questo TCA, in una sentenza del 4 settembre
2000 nella causa R., pubblicata in RDAT I-2001, p. 250ss. e in SVR 2001 IV n.
35 - successivamente confermata in più di un'occasione (cfr., ad esempio, STCA
del 17 aprile 2001 nella causa B. e del 22 maggio 2001 nella causa M.) -
sentito preliminarmente il parere dell'allora direttore dell'Ufficio federale
di statistica, dottor __________, ha così precisato la propria giurisprudenza:

 

"  In
data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha inviato al dottor ____________________,
direttore dell'Ufficio federale di statistica, uno scritto del seguente tenore:

 

"(…)

Il Tribunale federale delle
assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di fondarsi, in
molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare il reddito da
invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con problemi di
salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere adeguate.

Al riguardo vengono in particolare
utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio fr. 4294.-- nel 1996,
cfr. "L'enquête suisse sur la structure des salaires
1996" pag. 17, e per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).

 

Al fine di applicare la giurisprudenza
federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato che l'altro termine
di paragone per fissare il grado di invalidità è sostanzialmente il salario
conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato prima dell'insorgenza del
danno alla salute), mi occorre sapere:

 

-   possiamo
utilizzare il valore statistico medio (ad es. fr. 4294.-- nel 1996) così come è
anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?

 

-   In caso di
risposta negativa:

  Perché no? Quale
coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per adattarlo
alla situazione del nostro Cantone? 

(…)" (cfr. doc. Vbis)

 

                                          Il dottor __________ ha così
risposto in data 14 agosto 2000:

 

"  (…)

Benché il campione dell'indagine svizzera sulla
struttura dei salari sia definito per poter disporre di risultati
rappresentativi a livello nazionale, è possibile ottenere anche una serie
d'indicatori salariali per singole entità regionali, beninteso nel rispetto dei
criteri di validità e di qualità statistiche ed evidentemente ad un livello di
aggregazione superiore. I valori dell'indagine sulla struttura dei salari del
1996 che Lei cita nella sua lettera possono dunque essere utilizzati
legittimamente, dal punto di vista statistico, per il Cantone Ticino.

 

In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per
l'anno 1998 (ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al
livello di qualificazione richiesto dal posto occupato.

 

I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:

-   Nel 1998
(settore pubblico e settore privato), il salario lordo mediano per un uomo
esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era di 3'813.-- franchi
al mese (cfr. tabella TA13).

-   È ancora
possibile precisare che il 50% dei lavoratori dipendenti di questa stessa
categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi. Considerando unicamente il
settore privato, il salario mediano (sempre per la stessa categoria di
lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14).

 

 

A titolo di confronto Le invio anche
la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera (settore privato),
ripartiti stavolta per settore economico (…)" (cfr. doc. Vbis)

 

                                         Al fine di non
discriminare gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono
notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, visto che il reddito da
non invalido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati
nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale ritiene che
nell'applicazione dei dati statistici occorre utilizzare la tabella che riflette
i salari versati nella nostra regione.

                                         Se si ignorasse questo
aspetto, sostenendo per ipotesi che siccome la LAINF è una legge federale
occorre riferirsi ad un unico dato salariale statistico valido per tutto il
paese (ad esempio fr. 4628.-- nel 1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF 124 V 323; Pratique
VSI 2000 pag. 85), si finirebbe per utilizzare dati salariali irrealistici ed
in definitiva giungere ad un risultato che non garantisce l'uguaglianza di
trattamento (cfr. DTF 126 V 36; DTF 126 V 48; STFA del 22 maggio 2000 nella
causa I. (I 312/99); DTF 126 I 76).

                                         Del resto, il TFA, nella
sua giurisprudenza, ha per lungo tempo giustamente e regolarmente tenuto conto
dei salari vigenti nel Cantone in cui opera l'assicurato (cfr. RCC 1989 pag.
485 "du Canton concerné"; sentenza del 26 agosto 1998 nella causa K.W.
citata in SVR 1996 UV Nr. 55 pag. 185: "Im Wohnsitz Kanton des Beschwerdegegners
(Thurgau)".

 

                                         Nella sentenza pubblicata
in SVR 2000 IV Nr. 21, il TCA ha al riguardo precisato:

 

"  La
necessità di adattare i salari medi nazionali alla situazione del Ticino
risulta peraltro implicitamente nella risposta del Consiglio di Stato del 28
settembre 1999 ad una interrogazione dell'On. Ricciardi del 14 agosto 1999
«Bassi salari e reddito famigliare» con la quale chiedeva di pubblicare, dati
disponibili per documentare la situazione relativa al reddito e alle
condizioni  sociali della famiglie in Ticino, nonché di presentare i dati
aggiornati sui livelli salariali nel nostro Cantone:

 

«(…)

Su scala federale la statistica
ufficiale fornisce diversi dati che permettono di conoscere l'evoluzione e la
struttura dei salari in Svizzera.

 

A livello regionale, le informazioni di
cui si dispone sono molto ridotte e riguardano unicamente la struttura dei
salari, i cui dati vengono rilevati ogni due anni. Si ricorda al lettore che
nel 1994 la statistica è stata sottoposta a profonda revisione, e per quell'anno,
eccezionalmente. Il Ticino ha potuto disporre di informazioni supplementari.

 

Il calcolo dei dati regionali (grandi
regioni) si basa tuttavia sullo schema di ponderazione dell'economia svizzera,
schema che, come noto, presenta diversità anche importanti rispetto al Ticino.

Non si è certi tuttavia in che misura
questo accorgimento provochi delle distorsioni nei dati pubblicati.

 

Per i prossimi anni è inoltre probabile
che l'UST, ritenuta l'importanza della tematica in questione, riesca a mettere
a disposizione delle regioni un numero più elevato di informazioni. Per il
Ticino si tratterebbe in questo caso di applicare ai dati lo schema di
ponderazione della struttura economica cantonale»"

 

                                         Va pure ricordato che,
secondo il TFA, occorre prendere in considerazione il salario, risultante dalla
tabella, di un uomo, se si tratta di un assicurato, e di una donna se si tratta
di un'assicurata (cfr. Pratique VSI 2000 pag. 84-85):

 

"  Dans ce cas, en raison des inégalités de salaires entre les deux sexes
révélées par les statistiques, il faut se référer, pour les femmes, aux
salaires des femmes et, pour les hommes, aux salaires des hommes. Il n'est pas
question de se baser sur une valeur moyenne entre les salaires des femmes et
des hommes. (…)"

                                         (STCA succitata - la
sottolineatura è del redattore). 

 

                                         In una
sentenza del 5 giugno 2003 nella causa B. (inc. n. 35.2003.6), il TCA ha inoltre
sottolineato come il TFA, che ha posto il principio della priorità dei dati
statistici nazionali rispetto a quelli regionali - in alcune sue pronunzie ha
confermato il reddito da invalido fissato sulla base di valori regionali.

                                         Ad
esempio, in una sentenza del 10 agosto 2001 nella causa R., I 474/00 - sentenza
che è poi stata ripresa in più di un giudizio federale (cfr., per es., la STFA
del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid. 4c, parzialmente
pubblicata in DTF 128 V 174s.) - il TFA ha considerato non censurabile
l'applicazione dei dati relativi alla regione "Svizzera orientale"
(TA 13), siccome più favorevoli all'assicurata rispetto al dato nazionale (cfr.
consid. 3c/aa: "Obwohl das Eidgenössische
Versicherungsgericht grundsätzlich die gesamtschweizerischen Werte heranzieht,
ist vorliegend auch nicht zu kritisieren, dass der Berechnung zu Gunsten der
Beschwerdeführerin die tieferen Werte der Region Ostschweiz (TA 13) zu Grunde
gelegt worden sind").

 

                                         Parimenti, nelle sentenze del 30 novembre 2001 nella causa R., I
226/01 e del 20 novembre 2002 nella causa D., I 764/01, l'Alta Corte ha
valutato il reddito da invalido facendo capo al valore afferente al Cantone
Ticino, rispettivamente, alla regione lemanica. 

 

                                         In una
sentenza del 13 giugno 2003 nella causa M., U 236/01, consid. 4.3.2, il TFA ha
ribadito che esso "… non esclude di principio l'applicazione dei valori
regionali, desumibili dalle tabelle TA14 (recte: TA13, n.d.r.) -
(…) - segnatamente laddove questi appaiono maggiormente favorevoli per
l'assicurato (cfr. sentenza del 10 agosto 2001 in re R., I 474/00, consid. 3c/aa)".

 

                                         In
un'altra sentenza, datata sempre 13 giugno 2003, la nostra Massima Istanza ha
ricordato segnatamente che, citiamo: "… le circostanze del caso concreto
determinano quale sia la tabella da applicare nel caso esaminato. È pertanto
ammissibile ad esempio applicare la tabella TA7, che indica i valori per una
determinata attività, se così facendo è possibile determinare in maniera più
precisa il reddito da invalido (in proposito si veda anche consid. 4c non
pubblicato in DTF 128 V 174). Questa Corte, infine, ha pure ritenuto non
criticabile applicare la tabella TA13, che riferisce dei salari in relazione
alle grandi regioni (sentenza del 10 agosto 2001 in re R. consid. 3c/aa, I
474/00, del 27 marzo 2000 in re P. consid. 3c, I 218/99, del 28 aprile 1999 in
re T. consid. 4c, I 446/98)" (STFA del 13 giugno 2003 nella causa G., I
475/01, consid. 4.4.). 

 

                                         Il TFA ha
ancora ribadito questi concetti in due sentenze, del 26 agosto 2004 nella causa
C., I 355/03, consid. 7.4. e del 20 aprile 2004 nella causa K., I 871/02, consid.
6.3..

 

                                         Su questi
argomenti, cfr. D. Cattaneo, La promozione dell'autonomia …, in RDAT
II-2003, p. 618-621 e in L'autonomia del disabile nel diritto svizzero. Ed.
Istituto delle assicurazioni sociali e Helbing & Lichtenhahn, Bellinzona,
2004, pag. 124-128.

 

                                         Pertanto
quanto allegato dall'CO 1 nella risposta di causa, relativamente al fatto che
il TFA farebbe capo unicamente ai dati statistici federali ad esclusione di
quelli regionali (cfr. doc. III), non corrisponde al vero.

 

                            2.5.8.   Per
determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato, l'assicuratore LAINF
ha compiuto in sede amministrativa degli accertamenti presso alcune aziende
ticinesi. Dai medesimi risulta che nelle attività leggere che l'assicurato
sarebbe in grado di esercitare, e meglio bobinatore presso la __________ SA di __________,
cassiere di negozio doit presso __________ di __________, venditore presso __________
SA di __________, custode presso __________ SA di __________, serviceman presso
__________ SA di __________, i dipendenti di tali ditte percepivano in media,
nel 2003, un reddito annuo pari a fr. 43'829.40.-- (cfr. doc. 100).

 

                                         Alla luce
della giurisprudenza di cui alla DTF 129 V 472ss., le cinque DPL
prodotte in causa sono numericamente sufficienti. 

                                         Nondimeno,
con riferimento all'esigenza di rappresentatività della DPL e dei dati
salariali ad essa connessi, l'assicuratore infortuni convenuto ha omesso di
fornire informazioni sul numero globale dei posti di lavoro che entrano in
linea di conto alla luce degli impedimenti presentati dall'assicurato, sul
salario massimo e minimo, così come sul salario medio. 

 

                                         Di
conseguenza, nel caso di specie, le DPL dell'CO 1 non possono essere utilizzate
per determinare il reddito da invalido (cfr. ad esempio, in questo senso, RAMI
2004 pag. 284, STFA del 31 ottobre 2003 nella causa A., U 15/02, consid. 4.2;
STFA del 26 febbraio 2004 nella causa Schweizerische Unfallversicherungsanstalt
c/ M., U 208/02, consid. 3.1. oltre a numerose altre sentenze pubblicate nel
sito internet dell'Alta Corte). 

 

                            2.5.9.   In concreto,
in ossequio alla più recente giurisprudenza federale, occorre dunque, in
assenza di dati salariali concreti, basarsi sui valori statistici e,
concretamente, sull'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari 2002
(l'ultima edizione disponibile), edita dall'Ufficio federale di statistica. 

 

                                         Conformemente
alla prassi di questa Corte, secondo cui la priorità deve essere attribuita ai
valori statistici regionali (rispetto a quelli raccolti a livello nazionale, cfr.
consid. 2.5.7.), tornano applicabili i dati afferenti al Ticino contenuti nella
tabella TA13.

 

                                         Orbene -
utilizzando i dati forniti dalla succitata tabella elaborata dall'Ufficio
federale di statistica - il ricorrente, svolgendo nel 2002 una professione che
presuppone qualifiche inferiori nel settore privato ticinese (a proposito della
rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001
U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in
media, un salario mensile lordo pari a fr. 4'098.--. 

                                         Riportando
questo dato su 41.7 ore (cfr. tabella B 9.2, pubblicata
in La Vie économique, 8-2004, p. 94), esso ammonta a fr. 4'272.16
mensili oppure a fr. 51'265.92 per l'intero anno (fr. 4'272.16 x 12, ritenuto
che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999
nella causa B., U 274/98, p. 5 consid. 3a).

                                         Dopo
adeguamento all'indice dei salari nominali ("Nominallohnindex"
- tab. B 10.3, pubblicata in La Vie économique, 11-2004, p. 87; cfr. DTF
126 V 81 consid. 7a) - si ottiene, per il 2003, un reddito annuo di fr.
51'928.95.

 

                                         In
ossequio alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le
circostanze specifiche del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere
ad una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima
consentita ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto
delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro" (cfr.
DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

 

                                         L'importo
ritenuto dall'assicuratore LAINF convenuto a titolo di reddito da invalido,
43'829.40.-- (cfr. doc. 100), è inferiore del 15.60% rispetto al dato
che è scaturito dall'applicazione della tabella TA13.

                                         Il TCA
concorda con tale quantificazione (in questo contesto cfr. DTF 126 V 75 e SVR
2002 IV 19, p. 57ss.). 

                                         Del
resto, il TFA, in una sentenza del 6 gennaio 2004 nella causa L., U 107/03, ha
ammesso una deduzione globale del 10%, trattandosi di un assicurato frontaliere,
nato nel 1945, che, a causa del danno infortunistico all'occhio sinistro, era
stato giudicato in grado di svolgere a tempo pieno professioni sostitutive non
necessitanti di una vista stereoscopica.

                                         La stessa
Corte federale, in una pronunzia del 21 ottobre 2003 nella causa M., U 102/00,
ha operato una decurtazione del 15%, trattandosi di un ventinovenne frontaliere
che, in ragione del danno infortunistico, presentava degli impedimenti anche
nell'esercizio di un'attività adeguata e necessitava di introdurre frequenti
pause nell'arco della giornata lavorativa. 

                                         Da parte
sua, il TCA, in una sentenza del 4 settembre 2003 nella causa P., inc. n.
35.2003.21, cresciuta in giudicato, ha operato una riduzione del 20% sul
reddito da invalido, trattandosi di una ballerina di night-club - di
nazionalità straniera e completamente priva di esperienza sul mercato del
lavoro svizzero, perlomeno su quello "ordinario" - che presentava una
capacità lavorativa limitata al 70% anche in attività confacenti alle sue
condizioni di salute. 

 

                                         In
conclusione, il grado di invalidità dell'insorgente - determinato confrontando
i fr. 43'829.40.-- al reddito che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse
intervenuto l’infortunio, e cioè fr. 50'400.-- (cfr. consid. 2.5.5.) - risulta
essere del 13.04%.

                                         L'assicuratore
convenuto, pur essendo giunto al medesimo risultato del 13.04%, ha poi
arrotondato tale percentuale al 14% (cfr. doc. 104).

                                         Al
riguardo, occorre rilevare che secondo la giurisprudenza di cui alla STFA del
19 dicembre 2003 nella causa R., U 27/02, consid. 3.2. = DTF 130 V 121, consid.
3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41, l'assicuratore LAINF non avrebbe dovuto
arrotondare per eccesso la percentuale citata, bensì per difetto, giungendo al
risultato di una rendita di invalidità del 13% (cfr. anche SVR 2004 UV Nr. 12
pag. 44, in cui il TFA ha stabilito che la giurisprudenza appena menzionata,
secondo la quale il risultato aritmeticamente esatto del grado di invalidità va
arrotondato per eccesso o per difetto alla prossima cifra espressa in
percentuale intera secondo le regole applicabili in matematica, è applicabile
immediatamente, nel senso che essa si estende a decisioni contestate che, dal
punto di vista temporale, sono state emanate prima della pubblicazione della
sentenza in questione).

Il TCA potrebbe quindi, in linea di principio,
riformare la decisione a svantaggio del ricorrente, dopo avergli dato la
possibilità di prendere posizione in merito e averlo reso attento sulla
possibilità di ritirare il ricorso (cfr. art. 11b della Legge di procedura per
le causa davanti al TCA; art. 61 cpv. 1 lett. d LPGA; DTF 122 V 166).

Questa Corte, tuttavia, considerate le
circostanze dell'evenienza concreta, rinuncia ad effettuare una reformatio in pejus,
visto che si tratta unicamente di una facoltà (cfr. STFA del 23 giugno 2003
nella causa A., U 192/02; STFA del 22 aprile 2003 nella causa P., U 334/02;
STFA del 2 giugno 2003 nella causa Service de l'emploi du canton VD c/ G., C
119/02; STFA del 17 giugno 2003 nella causa R., H 313/01; DTF 119 V 249) e che,
del resto, la medesima non è neppure stata sollecitata dall'assicuratore
infortuni.

 

                                         Nella
misura in cui l'assicuratore convenuto ha riconosciuto all'assicurato una
rendita di invalidità del 14%, il ricorso da lui interposto va respinto.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti