# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3fa439bd-a5c6-5519-8eca-aeb71322c83e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-04-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.04.2007 C-2670/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2670-2006_2007-04-18.pdf

## Full Text

Corte III
C-2670/2006
{T 0/2}

Sentenza del 18 aprile 2007

Composizione: Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), Francesco 
Parrino ed Eduard Achermann, giudici,

Paola Carcano, cancelliera.

C._______,
ricorrente, patrocinato dall'avv. Pietro Antonio Luceri, Via A. De Gasperi 94,
IT-73021 Calimera (LE),

contro

Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero, avenue Edmond-Vaucher 18, 
casella postale 3100, 1211 Ginevra 2,
autorità inferiore,

concernente
prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

2

Ritenuto in fatto:

A. C._______,  cittadino  italiano,  nato  il  27  settembre  1943,  coniugato,  ha 
lavorato in Svizzera dal 1963 al 1966 come muratore solvendo, durante tali 
periodi,  regolari  contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i 
superstiti  e  l'invalidità  (doc.  3,  5,  12,  24  e  25).  Dopo  il  rimpatrio,  e  piú 
precisamente dal 1972, ha continuato ad esercitare un'attività lucrativa alla 
dipendenza  di  diversi  datori  quale  muratore  e  successivamente  quale 
bracciante agricolo, fino al 31 dicembre 2002, allorquando si è ritirato per 
ragioni che l'interessato imputa alle sue condizioni precarie di salute (doc. 
3, 10 e 24). A far tempo dal 1° dicembre 2002 percepisce una pensione 
d'invalidità  italiana  di  complessivi  Euro  573.74  mensili  (doc.  1)  e  dal  1° 
dicembre  2003  una  pensione  di  invalidità  tedesca  di  complessivi  Euro 
83.18 (doc. 8.3).

In data 25 novembre 2002, C._______ ha formulato una richiesta volta al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
(doc. 1-4).

B. L'assicurato  è  stato  visitato  il  9  aprile  2003  presso  i  servizi  medici 
dell'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale  (INPS)  di  Lecce,  ove  il 
sanitario  incaricato  (Dott.  Paladini)  ha  evidenziato  la  diagnosi  di 
"spondilodiscoartosi con segni di radicolopatia cervicale in potatore ed ex 
muratore  60enne,  ipertensione  arteriosa  I-II  stadio  (...)"  ed  ha  posto  un 
tasso di  invalidità  parziale del  70% per l'ultimo lavoro svolto.  Per contro 
egli  non  si  è  espresso  in  merito  a  qualsiasi  altra  attività  confacente 
all'assicurato  (doc.  12).  É  inoltre  stata  esibita  una  relazione  sanitaria  e 
medico  legale  stesa  il  4  novembre  2002  dal  dott.  Rodolfo  Rubsanti, 
specialista in neurologia e libero docente in psichiatria, il quale giunge alla 
conclusione  che  l'assicurato  è  invalido  al  100%  (doc.  11).  Il  31  agosto 
2004 l'assicurato è stato nuovamente visitato presso l'INPS di Lecce, ove il 
sanitario  incaricato (Dott.  Vincenzo Serrati)  ha evidenziato la diagnosi  di 
"allegate  crisi  cefalgiche  in  soggetto  con  riferita  ipertensione  arteriosa, 
sindrome  depressiva  ansiosa,  rachiartrosi  specie  cervicale,  note 
bronchitiche"  ed ha posto un tasso di invalidità  parziale del 70% sia per 
l'ultimo lavoro svolto sia per qualsiasi altra attività confacente all'assicurato 
(doc.  23,  24  e  31).  In  quest'occasione  l'interessato  ha  prodotto,  a 
complemento della predetta relazione sanitaria  e medico legale del dott. 
Rodolfo Rubsanti, la seguente documentazione medica obiettiva:

-  un  referto  radiologico  (encefalo)  del  Dott.  Ruggiero  Calabrese  del  3 
novembre 1997 (doc. 18);

-  un  referto  di  un  esame  ecocolordoppler  (tronchi  sovraortici)  del  Dott. 
Giovanni Caggia del 14 novembre 1997 (doc. 19);

3

- un certificato medico rilasciato dalla Azienda Ospedaliera "Vito Fazzi" di 
Lecce, Divisione di Neurochirurgia, l'8 ottobre 1999 (doc. 20);

-  un  referto  radiologico  (rachide C-D-L)  del  Dott.  Giovanni  Vitale  del  23 
luglio 2002 (doc. 21);

- un referto di un esame ecocolordoppler TSA del Dott. Giuseppe Sava del 
12 luglio 2003 (doc. 22).

C. In  uno  scritto  del  19 aprile  2004  la  Dott.ssa  Ariane  Hellbardt,  medico 
dell'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero (UAIE), ha esposto un ragionevole dubbio circa l'autenticità della 
relazione sanitaria e medico legale del dott. Rodolfo Rubsanti  (doc. 11 e 
36.8) in quanto priva sia di intestazione medica sia del sigillo ufficiale del 
firmatario (doc. 26). Con scritto del 17 dicembre 2004 l'UAIE ha pertanto 
richiesto  le  "cartelle  cliniche  degli  ultimi  5  anni  nonchè i  rapporti  medici 
specialistici" concernenti l'assicurato all'INPS di Lecce, che tuttavia non ha 
proceduto  a  tutt'oggi  alla  trasmissione  della  documentazione  richiesta 
( doc.  31 - 34 ). Di  conseguenza  la  Dott.ssa  Ariane  Hellbardt - invitata 
dall'amministrazione  ad  esprimersi  sulla  base  della  documentazione 
medica agli atti - ha dichiarato in data 19 giugno 2006 che l'assicurato, in 
base  alla  perizia  particolareggiata  dell'INPS  stilata  dal  Dott.  Vincenzo 
Serrati (doc. 23 e 24), non è affetto da alcuna patologia invalidante e che, 
quindi, in assenza di un altro rapporto medico accreditato, la domanda di 
rendita dell'interessato deve essere respinta (doc. 34).

Con decisione del 24 giugno 2005 l'UAIE ha pertanto respinto la richiesta 
di prestazioni di C._______ (doc. 35).

D. Quest'ultimo,  regolarmente  rappresentato  dall'avv.  Pietro  Antonio  Luceri, 
ha  formulato  in  data  20  luglio  2005  tempestiva  opposizione  contro  il 
suddetto  provvedimento  amministrativo,  chiedendo  in  sostanza  il 
riconoscimento  del  suo  diritto  a  prestazioni  assicurative  (doc.  36).  A 
suffragio  delle  sue  conclusioni  ha  prodotto,  oltre  ad  alcuni  documenti 
medici già agli atti, anche un referto radiologico del Dott. F. Urso Ciullo del 
22 luglio 2003 ed un referto di un'indagine cardiovascolare del 3 febbraio 
2003 attestante "ipertensione arteriosa in trattamento in paziente a rischio 
anche per familiarità, colesterolo, età" (doc. 36.9 e 36.11).

Ricevuta  l'opposizione,  l'amministrazione  ha  risottoposto  gli  atti  alla 
Dott.ssa Ariane Hellbardt, la quale, alla luce della nuova documentazione 
medica prodotta, ha confermato nel suo scritto del 4 gennaio 2006 il suo 
precedente parere (doc. 34, 37 e 38).

Mediante decisione su opposizione del 6 gennaio 2006 l'UAIE ha pertanto 
respinto  la  predetta  opposizione  e  confermato  nel  contempo  la  propria 
decisione del 24 giugno 2005 (doc. 39).

4

E. Con tempestivo gravame del 24 febbraio 2006, C._______, regolarmente 
rappresentato  dall'avv.  Pietro  Antonio  Luceri,  chiede,  sostanzialmente, 
l'annullamento  del  summenzionato  provvedimento  amministrativo  e,  di 
conseguenza, il riconoscimento del suo diritto a prestazioni assicurative. A 
suffragio  delle  sue  conclusioni  produce  in  forma  fotostatica 
documentazione medica già agli atti.

Nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  del  1°  maggio  2006  l'UAIE  propone  la 
reiezione  dell'impugnativa  con  argomenti  di  cui  si  riferirà,  per  quanto 
occorra, nei considerandi che seguono.

F. In  data  9  maggio  2006  il  presidente  della  I  Camera  della  Commissione 
federale di ricorso in materia di AVS/AI per le persone residenti all'estero 
(CFR) ha invitato l'avv. Pietro Antonio Luceri a volersi esprimere in merito 
alle  osservazioni  dell'amministrazione  entro  il  9  giugno  successivo. 
L'interpellato non ha tuttavia replicato, né entro il termine impartito né fino 
ad oggi.

G. In data 14 marzo 2007 il Tribunale amministrativo federale ha comunicato 
alle parti la composizione del collegio giudicante. Entro il termine impartito 
non sono state presentate istanze di ricusa.

Considerando in diritto:

1.

1.1 I ricorsi pendenti presso le Commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o 
presso i servizi di ricorso dei dipartimenti il  1° gennaio 2007 sono trattati 
dal Tribunale amministrativo federale nella misura in cui è competente. È 
applicabile  il  nuovo  diritto  di  procedura  (cfr.  art.  53  cpv.  2  Legge  sul 
Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]).

1.2 In  virtù  dell'art.  31  LTAF,  questo  tribunale  giudica  i  ricorsi  contro  le 
decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  Legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021)  emanate  dalle 
autorità  menzionate  agli  art.  33 e 34 LTAF,  riservate  le eccezioni  di  cui 
all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese  dall'Ufficio  AI  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti  l'assicurazione  per 
l'invalidità  possono essere  portate innanzi  al  TAF conformemente  all'art. 
69 cpv. 1 lett. b della Legge federale su l'assicurazione per l'invalidità del 
19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).

5

2.

2.1 Il  1°  giugno 2002 sono entrati  in  vigore  l'Accordo tra la  Confederazione 
svizzera,  da  una  parte,  e  la  Comunità  europea  ed  i  suoi  Stati  membri, 
dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 21 giugno 1999 (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che regola il  coordinamento 
dei sistemi di sicurezza sociale nonchè il Regolamento (CEE) n° 1408/71 
del  Consiglio  del  14  giugno  1971  relativo  all'applicazione  dei  regimi  di 
sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro 
familiari  che si  spostano all'interno della Comunità (RS 0.831.109.268.1) 
come pure  il  corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento 
CEE n° 574/72 del Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione 
del  Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data dal 
1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della parità 
di  trattamento  tra  cittadini  che  risiedono  in  uno  Stato  membro  della 
Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 e 6 del Regolamento CEE 
n° 1408/71).

2.2 Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'allegato II, 
gli  accordi  bilaterali  tra  la  Svizzera  e  gli  Stati  membri  della  Comunità 
europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono  sospesi  a  decorrere 
dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo campo sia 
disciplinato  da  quest'ultimo.  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in  particolare 
l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza sociale 
(art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie,  l'organizzazione  della 
procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita 
di invalidità svizzera sono regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a  LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella  presente 
procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  che  risiede  nell'Unione  europea, 
dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 
1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo  1972  relativo 
all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza  l'ottenimento  di  una  pensione  straniera  di 
invalidità non pregiudica l'apprezzamento di un'invalidità secondo il diritto 
svizzero  (ATFA causa I  435/02  consid.  2 del  2  febbraio  2003;  Revue à 
l'attention des caisses de compensations (RCC) 1989 p. 330). Alla stessa 
maniera,  dopo  l'entrata  in  vigore  dell'ALC,  il  grado  di  invalidità  di  un 
assicurato che pretende una rendita di assicurazione-invalidità svizzera è 
determinato  esclusivamente  secondo  il  diritto  svizzero  (DTF  130  V  257 
consid. 2.4).

6

3. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge federale sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA, RS 830.1) 
che  ha  portato  alcune  modifiche  legislative  anche  nell'ambito 
dell'assicurazione per l'invalidità. Secondo l'art. 2 LPGA le disposizioni di 
questa  legge  sono  applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla 
legislazione federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni 
sociali lo prevedano. Inoltre, l'art. 1 LAI stabilisce che le disposizioni della 
LPGA sono applicabili  all'assicurazione per l'invalidità (art.  1a-26bis e 28-
70),  sempre  che  la  presente  legge  non  preveda  espressamente  una 
deroga.

Ai sensi del combinato disposto degli art. 3 lett. dbis PA e 1 cpv. 1 LAI, la 
procedura  in  materia  di  assicurazioni  sociali  è  disciplinata,  di  principio, 
dalla  LPGA.  Secondo  l'art.  59  LPGA  ha  diritto  di  ricorrere  chiunque  è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Queste condizioni sono adempiute nella specie.

Il  ricorso  appare  tempestivo  ed ossequioso  dei  requisiti  minimi  prescritti 
dalla legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ricevibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

4. Ai  fini  del  presente  giudizio  occorre  preliminarmente  precisare,  con 
particolare riferimento al diritto materiale, che, dal profilo temporale, sono 
determinati,  di  principio,  le  norme  materiali  in  vigore  al  momento  della 
realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o 
che produce conseguenze giuridiche (DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 
121 V 366 consid. 1b) e che, di regola, il giudice delle assicurazioni sociali 
si basa, ai fini dell'esame della vertenza, sui fatti che si sono realizzati fino 
al  momento  della  decisione  contestata  (DTF  121  V  366  consid.  1b). 
Trattandosi  nel  caso  in  esame di  eventuali  prestazioni  riferite  sia ad un 
periodo  antecedente  che  posteriore  al  1°  gennaio  2003,  occorre 
distinguere,  dal  punto  di  vista  del  diritto  materiale  applicabile,  i  periodi 
prima  e  dopo  l'introduzione  della  LPGA,  ritenuto  tuttavia  che  le  nuove 
norme (LPGA)  non hanno  apportato  dal  punto  di  vista  materiale  alcuna 
sostanziale  modifica  riguardo  ai  concetti  di  incapacità  al  lavoro, 
d'incapacità al guadagno, d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione, 
e  che  le  nozioni  precedentemente  sviluppate  dalla  giurisprudenza 
rimangono  tuttora  valide  (DTF  130  V  343).  Di  conseguenza, 
conformemente al riportato principio dell'applicazione del diritto in vigore al 
momento  in  cui  sorge  il  diritto  alla  prestazione,  l'esame  relativo 
all'eventuale insorgenza di un diritto ad una rendita dell'assicurazione per 
l'invalidità  del  ricorrente  per  il  periodo  fino  al  31  dicembre  2002, 
rispettivamente  fino  al  31  dicembre  2003,  si  basa  sul  diritto  in  vigore 
all'epoca (DTF 130 V 329 consid. 2.5 e 445). Parimenti le modifiche della 

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LAI del 21 marzo 2003, in vigore dal 1° gennaio 2004 (4a revisione della 
LAI), sono applicabili solo a partire da tale data.

5. Il  ricorrente ha presentato la richiesta di rendita il 25 novembre 2002. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato si 
annuncia  più  di  dodici  mesi  dopo  la  nascita  del  diritto,  le  prestazioni 
possono essere assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In 
concreto, lo scrivente Tribunale amministrativo federale (TAF) può quindi 
limitarsi  ad esaminare  se il  ricorrente  avesse diritto  ad una rendita il  25 
novembre  2001  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della 
domanda), oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il  3 
gennaio  2006,  data  della  decisione  su  opposizione.  Il  giudice  delle 
assicurazioni sociali analizza, infatti, la legalità della decisione impugnata, 
in  generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6. Per avere  diritto  ad una rendita dell'assicurazione invalidità  svizzera,  un 
cittadino italiano deve adempiere cumulativamente le seguenti condizioni:

- essere invalido ai sensi della legge svizzera;

- aver versato contributi all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI).

Il  ricorrente  ha  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  durante  più  di  un 
anno  intero  in  totale  e,  pertanto,  adempie  la  condizione  della  durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di una 
rendita. 

Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base all'art.  8  LPGA è considerata  invalidità  l'incapacità  al  guadagno 
totale  o parziale  presumibilmente permanente o di  lunga durata.  L'art.  4 
LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità congenita, 
malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce che l'invalidità è 
considerata  insorgere  quando,  per  natura  e  gravità,  motiva  il  diritto  alla 
singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  almeno  il 
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza 
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è 
invalido per almeno il 40 % (art. 28 cpv. 1 LAI). Va ricordato che fino al 31 
dicembre 2003, la LAI prevedeva il diritto al quarto di rendita con un tasso 
d'invalidità  del 40% almeno, alla mezza rendita con un tasso d'invalidità 
del 50% almeno ed alla rendita intera con un tasso d'invalidità dei due terzi 
(66.67%).  In  seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la 

8

limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter  LAI, secondo il quale le rendite per 
un grado d'invalidità inferiore al 50 % sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è 
più applicabile quando l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede.

7.3 Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, al più presto, nel 
momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità  permanente  di 
guadagno pari almeno al 40 % (lettera a), oppure quando egli è stato per 
un anno e senza  notevoli  interruzioni,  incapace  al  lavoro per almeno il 
40 % in media (lettera b).  La prima lettera si applica allorché lo stato di 
salute dell'assicurato si  è stabilizzato;  la seconda se lo stato di  salute è 
labile,  vale a dire suscettibile  di  evolvere  verso un miglioramento  od un 
peggioramento (DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o parziale, 
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un 
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività 
abituale.  In  caso  d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata  possono  essere 
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione 
o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art. 
7  LPGA  e  consiste  nella  perdita,  totale  o  parziale,  della  possibilità  di 
guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, 
provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura 
dopo aver sottoposto  l'assicurato  alle  cure ed alle  misure  d'integrazione 
ragionevolmente esigibili.

8. Il ricorrente, dopo il rimpatrio, ha svolto un'attività lucrativa alla dipendenza 
di  diversi  datori  quale  muratore  e  successivamente  quale  bracciante 
agricolo, fino al 31 novembre 2002. Per il seguito non ha piú lavorato per 
ragioni che imputa alle sue condizioni precarie di salute. 

Ora,  la  nozione d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8 LPGA è di  carattere 
giuridico  economico,  non  medico  (DTF  116  V  249  consid.  1b).  In  base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare 
il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire 
esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e 
l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di una 
situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il  reddito 
che egli  avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido.  In altri 
termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a 
malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa.

9

9.

9.1 Ai  sensi  dell'art.  4  cpv.  1  LAI  l'invalidità  puó  essere  determinata  da  un 
danno alla salute fisica, mentale e psichica. In quest'ultimo caso, però, a 
condizione  che  lo  stesso  sia  di  gravità  tale  da  non  poter  praticamente 
esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato 
del lavoro o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298 
consid. 4c). Tra  i  danni alla  salute  psichica la giurisprudenza annovera - 
oltre  alle  malattie  mentali  propriamente  dette  -  anche  le  anomalie 
psichiche parificabili a malattia (DTF 102 V 166; Jurisprudence et pratique 
administrative [Pratique VSI] 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 
1a, pag. 324 consid. 1a). Va da sé che pure la combinazione di piú danni 
lesivi  dei  diversi  campi  poc'anzi  menzionati  (fisico,  mentale  e  psichico) 
possono  determinare  nel  loro  complesso  un'invalidità  ai  sensi  dell'art.  4 
cpv. 1 LAI.

9.2 Giusta  l'art.  69  cpv.  2  della  Ordinanza  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 17 gennaio 1961 (OAI, RS 831.201) l'ufficio AI procura gli 
atti necessari, in particolare circa lo stato di salute, l'attività, la capacità di 
lavoro e l'idoneità all'integrazione. A tale scopo può domandare rapporti ed 
informazioni,  ordinare  perizie,  eseguire  sopralluoghi  e  consultare 
specialisti dell'aiuto pubblico e privato agli invalidi.

9.3 Il  giudice  delle assicurazioni  sociali  deve esaminare  in maniera  obiettiva 
tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro  provenienza,  e  poi 
decidere se i documenti  messi a disposizione permettono di giungere ad 
un  giudizio  attendibile  sulle  pretese  giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352 
consid. 3a).

Per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni  mediche  possono  costituire 
importanti  elementi  d'apprezzamento  del  danno  invalidante,  allorché 
permettono  di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno 
dell'interessato in un'attività  da lui  ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 
134 consid.  2, 114 V 314 consid.  3c).  Perché un rapporto medico abbia 
valore  probatorio  è determinante  che esso valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto 
di  tutte  le  affezioni  di  cui  si  lamenta  l'assicurato,  sia  stabilito  in  piena 
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione 
delle correlazioni  mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; 
le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (DTF 125 V 352, 
122 V 160;  Jurisprudence et  pratique administrative [Pratique VSI]  1997 
pag.  123  consid.  1;  UHLRICH MEYER-BLASER,  Die  Rechtspflege  in  der 
Sozialversicherung, in:  Basler  Juristische  Mitteilungen  [BJM]  1989  pag. 
31). A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura 
amministrativa il Tribunale federale ha già avuto modo di evidenziare che, 

10

nell'ipotesi  in cui sono state eseguite da medici specializzati  riconosciuti, 
hanno forza probatoria  piena,  se giungono a conclusioni  logiche e sono 
state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi 
concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 
104 V 212). Secondo il Tribunale federale i centri medici di accertamento 
dell'AI  non  possono  essere  considerati  parte  in  causa,  nel  senso  che 
sussiste  un  vincolo  per  cui  l'istituto  sarebbe  obbligato  a  tenere  in 
particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione invalidità 
(DTF  123  V  178;  Pratique  VSI  2001  pag.  110).  Nell'ambito  del  libero 
apprezzamento  delle  prove  è  in  linea  di  principio  consentito 
all'amministrazione  e  al  giudice  fondare  la  propria  decisione  su  basi  di 
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e 
l'attendibilità di  simili  prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze 
severe (DTF 122 V 157). Il Tribunale federale ha ribadito che ai rapporti 
allestiti  da  medici  alle  dipendenze  di  un'assicurazione  deve  essere 
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere 
concludenti,  compiutamente motivati,  di per sé scevri  di contraddizioni  e, 
infine, non devono sussistere degli  indizi che facciano dubitare della loro 
attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di 
dipendenza  con  l'assicuratore,  non  permette  già  di  metterne  in  dubbio 
l'oggettività  e  l'imparzialità.  Devono  piuttosto  esistere  delle  particolari 
circostanze  che  permettano  di  ritenere  come  oggettivamente  fondati  i 
sospetti  circa  la  parzialità  dell'apprezzamento  (DTF  125  V  351  e  ss.). 
Inoltre il Tribunale federale, nella sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in 
DTF 127 V 294 e seg., ha fatto proprie le considerazioni dell'autore Hans-
Jakob Mosimann che ha descritto in dettaglio i  compiti  del perito medico 
che  deve  esprimersi  sul  carattere  invalidante  di  un'affezione  psichica 
(HANS-JAKOB MOSIMANN,  Somatoforme  Störungen:  Gerichte  und 
[psychiatrische]  Gutachten,  in:  Schweizerische  Zeitschrift  für 
Sozialversicherung  und  berufliche  Vorsorge  [SZS]  1999  pag.  105  ss). 
Secondo  Hans-Jakob  Mosimann,  in  ambito  psichiatrico,  l'esperto  deve 
innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e 
pronunciarsi  sulla  gravità  dell'affezione.  Il  perito  deve  anche  valutare 
l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale 
prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il  carattere premorboso, 
l'affezione psichica e quelle  organiche croniche,  la perdita  d'integrazione 
sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della 
malattia,  la  durata  pluriennale  della  stessa  con  sintomi  stabili  o  in 
evoluzione  e  l'impossibilità  di  ricorrere  a  trattamenti  medici  secondo  la 
regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in base all'insieme 
dei  succitati  criteri.  Inoltre,  l'esperto  deve  esprimersi  sull'aspetto 
psicosociale  della  persona  esaminata.  Per  quel  che  riguarda,  infine,  i 
rapporti  concernenti  il  medico  curante,  secondo  la  generale  esperienza 
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto 
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di 
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; Pratique VSI 2001 p. 
109).

11

10. Nel  caso  di  specie  la  diagnosi  risulta  essere  articolata  su  due  livelli 
temporali. Dapprima, è stata rilevata una spondilodiscoartosi con segni di 
radicolopatia cervicale accompagnata da ipertensione arteriosa I-II stadio 
(cfr. perizia medica dell'INPS del 9 aprile 2003: doc. 12). Successivamente 
sono state evidenziate delle allegate crisi cefalgiche in soggetto con riferita 
ipertensione  arteriosa,  sindrome  depressiva  ansiosa,  rachiartrosi  specie 
cervicale e note bronchitiche (cfr. perizia medica dell'INPS del 31 agosto 
2004: doc. 23, 24 e 31).

Giova  in  proposito  precisare  che  tali  affezioni  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI. Trattasi, 
infatti,  di  malattie  che,  per costante giurisprudenza,  sono da configurare 
non già di carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), 
bensì  patologico-labile,  ossia  suscettibili  di  migliorare  o  peggiorare.  Ne 
discende  che,  in  mancanza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per cui 
può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata norma 
legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno.  Pertanto,  il 
ricorrente potrebbe pretendere una rendita dell'assicurazione svizzera per 
l'invalidità solo a partire dal momento in cui ha subito, senza interruzione 
notevole, un'incapacità lavorativa media del  40  %  (rispettivamente  del 
50 % per il periodo precedente l'entrata in vigore degli  Accordi  bilaterali) 
almeno durante un anno.

11.

11.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  del  primo  gruppo  di 
affezioni menzionate, il sanitario medico dell'INPS (Dott. Paladini) pone un 
tasso  di  invalidità  parziale  al  9  aprile  2003  del  70% per  l'ultimo  lavoro 
svolto,  senza  per  contro  esprimersi  in  merito  a  qualsiasi  altra  attività 
confacente  all'assicurato  (doc.  12).  Mentre  il  secondo  sanitario  medico 
dell'INPS (Dott. Vincenzo Serrati) pone un tasso di invalidità parziale al 31 
agosto 2004 del 70% sia per l'ultimo lavoro svolto sia per qualsiasi  altra 
attività confacente all'assicurato alla luce del secondo gruppo di affezioni 
menzionate (doc. 23, 24 e 31). Dal canto suo, invece, la Dott.ssa Ariane 
Hellbardt, medico dell'UAIE, ritiene che l'assicurato non è affetto da alcuna 
patologia invalidante (doc. 34).

11.2 Dagli  atti  si  evince  che  l'assicurato  ha  dovuto  interrompere 
temporaneamente l'attività lavorativa dal 26 agosto al 30 settembre 1997, 
allorquando  è  stato  ricoverato  (segnatamente  dal  28  agosto  al  15 
settembre  1997)  presso  l'azienda  ospedaliera  "Vito  Fazzi"  a  Lecce  nel 
reparto  di  neurologia  per  vertigini  e  pressione  alta  (questionario  per 
l'assicurato  e  perizie  INPS:  doc.  10,  12  e  24)  e  dal  1°  gennaio  al  30 
settembre 2002 per motivi di salute (questionario per il datore di lavoro e 

12

per l'assicurato: doc. 9 e 10). Risulta pure che l'interessato è stato colpito 
nel  giugno 2003 da un nuovo episodio di  crisi  cefalalgica  (perizia  INPS: 
doc. 24) e che dal 1997 (e per lo meno fino al 16 gennaio 2004) è stato in 
cura  dal  Dott.  Innocenzo  Riccardo  per  vertigini  e  pressione  alta 
(questionario per l'assicurato: doc. 10).

Nonstante  ció  agli  atti  non  figura  alcuna  cartella  clinica  (in  particolare, 
quella  relativa  al  ricovero  nel  reparto  di  neurologia  dal  28  agosto  al  15 
settembre 1997) mentre - con espresso riferimento al periodo intercorrente 
tra il 1° gennaio ed il 30 settembre 2002 e fatta eccezione per un referto 
radiologico del Dott. Giovanni Vitale del 23 luglio 2002 (doc. 21) - vi è la 
relazione  sanitaria  e  medico  –  legale  del  dott.  Rodolfo  Rubsanti  del  4 
novembre  2002,  la  cui  validità  è  tuttavia  ragionevolmente  contestata 
dall'UAIE essendo priva sia di intestazione medica sia del sigillo ufficiale 
del  firmatario  e  presentando  delle  correzioni  fatte  a  mano  e  non 
dattiloscritte  (doc.  11  e  36.8).  Le  cartelle  cliniche  richieste  all'INPS non 
sono  state  prodotte,  l'UAIE  non  ne  ha  tuttavia  sollecitato  la  produzione 
menzionando le conseguenze di un eventuale mancato riscontro. A parte 
un  certificato  medico  rilasciato  dall'azienda  ospedaliera  "Vito  Fazzi"  di 
Lecce  l'8  ottobre  1999  giusta  il  quale  la  sintomatologia  vertiginosa 
dell'assicurato non è da ricondurre a problematiche encefaliche (doc. 20), 
inoltre, agli  atti  non figura alcun certificato medico e/o relazione sanitaria 
relativi  al  predetto  episodio  di  crisi  cefalalgica  verificatosi  nel  corso  del 
mese di  giugno 2003 e nessun certificato medico e/o relazione sanitaria 
del  Dott.  Innocenzo  Riccardo  (medico  curante  dell'assicurato  per  i 
surriferiti problemi di vertigini e pressione alta dal 1997 e, per lo meno, fino 
al  16  gennaio  2004)  come  pure  nessun  rapporto  medico  specialistico 
relativo alla sindrome ansiosa depressiva di cui egli soffrirebbe.

Stante quanto precede, la documentazione medica obiettiva a disposizione 
tanto  dei  dottori  dell'INPS  quanto  del  medico  dell'UAIE  appare  invero 
lacunosa.  Motivo  questo  per  cui,  molto  verosimilmente,  sia  la  Dott.ssa 
Ariane  Hellbardt  sia  i  suoi  colleghi  dell'INPS  (Dott.  Paladini  e  Vincenzo 
Serrati)  non  forniscono  nei  loro  rapporti  un'opinione  chiara  e 
sufficientemente  motivata  sulle  condizioni  di  salute  del  ricorrente  e,  di 
conseguenza,  neppure  un'indicazione  debitamente  circostanziata  e 
motivata in merito alla loro eventuale incidenza invalidante. Pertanto, alla 
luce della  giurisprudenza  federale  in  materia  di  rapporti  medici  riportata 
sub. consid. 9.3, il collegio giudicante non puó condividere le conclusioni a 
cui è giunto l'UAIE, né d'altronde ritiene di poter considerare concludenti ai 
fini del giudizio le valutazioni rese dai medici dell'INPS.

Sia  inoltre  soggiunto  che l'esigua documentazione medica oggettiva  agli 
atti neppure risulta essere di recente esecuzione. Tutti gli esami ed i referti 
clinici,  infatti,  risalgono  ad  una  data  precedente  al  2004,  allorquando  il 
collegio giudicante, conformemente a quanto esposto sub. consid. 5, deve 
esaminare  se  un  diritto  dell'assicurato  alla  rendita  sia  sorto  tra  il  25 
novembre 2001 ed il 3 gennaio 2006.

13

Il  collegio  giudicante  non puó pertanto  effettuare  sulla  base degli  atti  di 
causa  un  esame  oggettivo  adeguato  che  consenta  di  addivenire  ad  un 
chiaro  ed  attendibile  giudizio  sullo  stato  di  salute  dell'assicurato  e  di 
determinare  se  la  combinazione  dei  noti  problemi  fisici  e  psichici 
dell'interessato  è  atta  a  cagionare  un'invalidità  pensionabile.  Pertanto  il 
gravame  deve  essere  parzialmente  accolto.  La  decisione  impugnata  è 
quindi annullata e l'incarto retrocesso all'UAIE affinché emani una nuova 
decisione.  Certo,  l'art.  61  cpv.  1  PA  permette  solo  eccezionalmente  di 
ricorrere  ad  una  tale  procedura.  Nel  caso  concreto  l'applicazione 
dell'eccezione prevista è tuttavia giustificata se si  considera l'importanza 
delle lacune rilevate e l'ampiezza delle informazioni mediche bisognose di 
essere ancora raccolte e/o attualizzate.

11.3 L'Ufficio  AI  dovrà pertanto completare l'istruttoria  delucidando lo stato di 
salute  psico-fisico  dell'assicurato.  In  particolare,  dovrà  richiedere  la 
documentazione medica oggettiva mancante menzionata sub. consid. 11.2 
all'assicurato,  che  è  tenuto  a  produrla  in  ossequio  al  dovere  di 
collaborazione  dell'amministrato  sancito  dall'art.  28  LPGA.  Inoltre, 
l'assicurato  dovrà  essere  sottoposto  a  visite  specialistiche  in  ortopedia-
neurologia, cardiologia e neuro-psichiatria e devono essere effettuati tutti 
gli  esami oggettivi  che il  caso richiede tramite l'INPS di  Lecce.  L'incarto 
sarà  poi  inviato  in  esame  al  servizio  medico  dell'UAIE,  il  quale  si 
pronuncerà  in  merito  all'eventuale  incapacità  al  lavoro  del  ricorrente 
nonchè in merito all'eventuale attività professionale che lo stesso avrebbe 
potuto espletare, dal punto di vista medico a partire 25 novembre 2001. Se 
del  caso,  l'Autorità  amministrativa  effettuerà  poi  un'adeguata  e 
circostanziata indagine comparativa dei redditi  ed emanerà in seguito un 
nuovo provvedimento impugnabile.

12. Poiché  nella  presente  procedura  si  tratta  di  decidere  il  riconoscimento 
rispettivamente il rifiuto di prestazioni assicurative, non vengono prelevate 
spese processuali conformemente al combinato disposto dell'art. 69 cpv. 2 
LAI  (nella  versione  in  vigore  fino  al  30  giugno  2006,  v.  disposizioni 
transitorie inerenti la modifica della LAI del 16 dicembre 2005 in RU 2006 
2003  no.  II;  FF  2005  2751)  e  dell'art.  85bis cpv.  2  della  legge  federale 
sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS, RS 831.10).

13. In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in tutto o in 
parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese indispensabili 
e  relativamente  elevate  che ha  sopportato.  Nel  caso  in  esame,  vista  la 
memoria di ricorso, si giustifica riconoscere un'indennità per spese ripetibili 
di Fr. 700.-- da porre a carico dell'Ufficio AI.

14

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il  ricorso  è  parzialmente  accolto  nel  senso  che,  annullata  la  decisione 
impugnata del 6 gennaio 2006, l'incarto è retrocesso all'Ufficio AI per gli 
assicurati  residenti  all'estero  affinché  completi  l'istruttoria  ai  sensi  del 
considerando 11 e statuisca di nuovo.

2. Non si prelevano spese processuali.

3. Alla  parte  ricorrente  è  riconosciuta  un'indennità per spese ripetibili  di 
Fr.  700.--,  la  quale  viene  posta  a  carico  dell'Ufficio  AI  per  gli  assicurati 
residenti all'estero.

4. La presente sentenza è comunicata:

- al rappresentante del ricorrente (raccomandata A/R),

- all'autorità inferiore (n. di rif. _______),

- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali.

Rimedi di diritto:

Questa sentenza può essere impugnata entro 30 giorni dalla notifica innanzi al Tribunale federale, 
Schweizerhofquai  6,  6004  Lucerna  (cfr.  art.  42,  48,  100  della  legge  del  17  giugno  2005  sul 
Tribunale federale, LTF, RS 173.110).

In applicazione dell'Accordo fra la Svizzera e la Comunità europea ed i  suoi stati  membri sulla 
libera circolazione delle persone del  21 giugno 1999, dell'allegato II  e del  Regolamento (CEE) 
1408/71, il  ricorso può essere depositato nel  termine di  30 giorni  presso un ufficio postale del 
Paese di domicilio dell'assicurato o presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale locale.

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Paola Carcano

Data di spedizione: