# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e970449d-e239-5911-aa44-cc6530fb81b0
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-08-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.08.2025 D-5341/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5341-2025_2025-08-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5341/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 7  a g o s t o  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Lorenz Noli;  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Turchia,   

patrocinato dall'avv. lic. iur. Gandi Calan, Rechtsanwalt, 

Erduran & Partner Rechtsanwälte AG, 

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 11 giugno 2025 / N (…). 

 

 

 

D-5341/2025 

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Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, cittadino turco, ha depositato una domanda d’asilo in 

Svizzera il 23 dicembre 2022 (cfr. [atto della SEM] n. [{…}]-6/2). 

A.b In data 21 luglio 2023, la SEM ha svolto l’audizione sui motivi d’asilo 

ai sensi dell’art. 29 della legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31; cfr. atto SEM n. 15/11, di seguito: verbale 1). 

A.c Tramite decisione datata 31 luglio 2023 la domanda d’asilo del richie-

dente è stata assegnata alla procedura ampliata. 

B.  

Con decisione dell’11 giugno 2025, notificata il seguente 18 giugno 2025 

(cfr. atto SEM n. 31/1), la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato 

all’interessato e ha respinto la sua domanda d’asilo, pronunciando altresì 

il suo allontanamento dalla Svizzera e l’esecuzione da parte del Canton 

San Gallo. 

C.  

In data 18 luglio 2025 (cfr. risultanze processuali), il ricorrente ha adito il 

Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), chiedendo, a ti-

tolo principale, l’annullamento della decisione impugnata, il riconoscimento 

dello status di rifugiato e la concessione dell’asilo; a titolo subordinato, la 

concessione dell’ammissione provvisoria. Egli ha inoltre postulato la con-

cessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali e di nomina dell’avv. Gandi Calan quale pa-

trocinatore d’ufficio, protestate spese e ripetibili. 

D.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

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legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi), contro 

una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 

LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 

lett. a-c e 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5) 

e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi 

dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né 

dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle argomentazioni delle parti, né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata (cfr. 

DTAF 2014/1 consid. 2). 

3.  

Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-

ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un se-

condo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-

mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribu-

nale rinuncia allo scambio di scritti. 

4.  

4.1 Sentito sui motivi d’asilo, il richiedente ha dichiarato – in sunto e per 

quanto qui di rilievo – di essere cittadino turco, di etnia curda e fede alevita, 

originario del villaggio di B._______, distretto di C._______, provincia di 

Elazig. Egli ha riferito di aver subito sin dall’infanzia pressioni e discrimina-

zioni a scuola per la sua identità minoritaria. Dopo il diploma di maturità nel 

2009, ha intrapreso studi universitari a D._______ presso la facoltà di lin-

gua e letteratura turca, conseguendo il titolo nel 2014 e completando nel 

2015 la formazione pedagogica. 

Nel 2015 avrebbe preso parte al funerale di una vittima dell’attentato di 

Ankara, circostanza per la quale, una settimana dopo, egli, suo padre e 

suo zio sarebbero stati convocati presso la gendarmeria di C._______ e 

interrogati sul motivo della loro presenza. 

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Nel 2017 ha iniziato un master all’università di E._______, dove sostiene 

di essere stato discriminato da un docente a causa della sua identità curda 

e alevita. Dopo aver minacciato di sporgere denuncia, a gennaio 2019 sa-

rebbe stato prelevato da agenti in borghese e portato in centrale di polizia, 

dove sarebbe stato trattenuto e minacciato per alcune ore prima di essere 

rilasciato. A seguito di tali pressioni, avrebbe interrotto il percorso accade-

mico. In quel periodo, avrebbe intensificato i contatti con ambienti vicini 

all’HDP e con associazioni alevite, attirando l’attenzione della gendarmeria 

e dei guardiani del villaggio. Per ridurre i rischi, si sarebbe trasferito nel 

2019 a F._______ presso il fratello e, dopo un tentativo non riuscito di iscri-

versi a un nuovo master all’università Inönü, sarebbe tornato nel 2020 al 

villaggio natale. 

Nell’aprile 2022, mentre si trovava a G._______, sarebbe stato fermato in-

sieme a due amici dalla polizia per il colore della sciarpa indossata da uno 

di loro. Egli afferma di essere stato trattenuto una notte, picchiato e minac-

ciato, prima di essere rilasciato. 

Il (…) settembre 2022, la polizia avrebbe effettuato una perquisizione 

presso l’abitazione del fratello maggiore a F._______, sequestrando mate-

riale informatico e libri. In tale contesto sarebbe stato emesso nei suoi con-

fronti un mandato di accompagnamento coattivo. Avvertito di un probabile 

arresto imminente, il ricorrente ha quindi deciso di lasciare la Turchia. Il (…) 

settembre 2022 ha lasciato il Paese in aereo, legalmente e munito dei pro-

pri documenti originali, raggiungendo la Serbia. A sostegno della sua do-

manda di asilo, il ricorrente ha prodotto i seguenti mezzi di prova: 

MdP 1: richiesta del mandato di accompagnamento coattivo mirato all’arresto del 

(…) settembre 2022 (Yakalama Talebi); 

MdP 2: decisione del giudice dei provvedimenti coercitivi di F._______ del (…) 

settembre 2022 (Değişik İş Karar); 

MdP 3: mandato di accompagnamento coattivo del (…) settembre 2022 (Yaka-

lama Emri); 

MdP 4: ulteriore decisione del giudice dei provvedimenti coercitivi di F._______ 

del (…) settembre 2022 (Değişik İş Karar); 

MdP 5: documentazione universitaria; 

MdP 6: estratto dell’anagrafe dei partiti politici; 

MdP 7: estratto della certificazione di appartenenza all’associazione H._______; 

MdP 8: screenshot del sistema giudiziario turco (UYAP). 

 

4.2 Nella propria decisione, l’autorità inferiore ha ritenuto che le allegazioni 

del ricorrente non soddisfino i requisiti di verosimiglianza ai sensi dell’art. 7 

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LAsi. Essa ha sottolineato come, tra il 2015 e il 2022, i fatti da lui riferiti si 

riducano a tre episodi sporadici – una convocazione in gendarmeria a se-

guito della partecipazione a un funerale, un fermo di alcune ore con mi-

nacce nel 2019 e una custodia cautelare di una notte nel 2022 – dai quali 

il ricorrente è sempre stato rilasciato senza ulteriori conseguenze. Tali 

eventi, nella loro limitata portata, non permettono di ritenere verosimile un 

rischio attuale di persecuzione. 

L’autorità inferiore ha inoltre evidenziato che le dichiarazioni relative a pre-

sunte ricerche della gendarmeria o dei guardiani del villaggio si fondano 

esclusivamente su informazioni di terzi e non sono quindi idonee a com-

provare una persecuzione personale, secondo costante giurisprudenza del 

Tribunale amministrativo federale. 

Per quanto riguarda i mezzi di prova, la SEM ha ritenuto che la documen-

tazione prodotta (mandati di accompagnamento coattivo e relative deci-

sioni, screenshot UYAP) presenti caratteristiche tali da renderla facilmente 

falsificabile e di limitato valore probatorio, anche in considerazione della 

diffusa possibilità di ottenere simili atti tramite falsari o funzionari corrotti. 

Inoltre, il ricorrente stesso non è stato in grado di precisare il contenuto o i 

motivi delle accuse, né di spiegare come un mandato a suo carico potesse 

essere compatibile con la sua uscita legale dal Paese pochi giorni dopo la 

presunta emissione. 

In tale contesto, la SEM ha ritenuto che le dichiarazioni del ricorrente, uni-

tamente ai mezzi di prova da lui presentati, non consentano di rendere ve-

rosimile un rischio di persecuzione da parte dello Stato turco. Pertanto, 

l’autorità inferiore ha concluso che non sono adempiute le condizioni per il 

riconoscimento della qualità di rifugiato e ha respinto la domanda d’asilo. 

5. In sede di ricorso, il ricorrente ha avversato stringatamente l’analisi 

svolta dall’autorità. Egli sostiene infatti che una protezione da parte dello 

stato turco non sarebbe possibile. Inoltre l’autorità di prime cure non 

avrebbe preso in debita considerazione la situazione di pericolo del ricor-

rente, dimostrata dal precedente fermo dell’aprile 2022. I documenti giudi-

ziari prodotti sarebbero atti a dimostrare una persecuzione, gli stessi sa-

rebbero autentici e il fatto che egli sia espatriato legalmente all’aeroporto 

nonostante un asserito mandato di accompagnamento coattivo non dimo-

strerebbe nulla. Inoltre la SEM non avrebbe valutato l’attuale situazione 

politica in Turchia, soprattutto nei confronti di curdi e di persone critiche nei 

confronti dello stato.  

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6.  

6.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi. L’asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a 

persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso include il 

diritto di risiedere in Svizzera (art. 2 LAsi). 

6.2 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). Sono pregiudizi seri segnatamente l’esposizione a pe-

ricolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che 

comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). 

6.3 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). 

6.4 È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l’asilo siano 

sufficientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso 

dichiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all’esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi-

mili ai sensi dell’art. 7 LAsi. È altresì necessario che il richiedente stesso 

appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere creduta. Que-

sta qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue allegazioni 

su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti 

o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di procedura ri-

tratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne introduce 

tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella procedura oppure 

nega la necessaria collaborazione. Infine, non è indispensabile che le alle-

gazioni del richiedente l’asilo siano sostenute da prove rigorose; al contra-

rio, è sufficiente che l’autorità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi 

circa alcune affermazioni, sia persuasa che, complessivamente, tale ver-

sione dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimi-

glianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica della plausibilità del 

contenuto di ogni singola allegazione, bensì dev’essere il frutto di una pon-

derazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo 

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sarà dunque determinare, da un punto di vista oggettivo, quali fra questi 

risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e rif. 

cit.). 

7.  

7.1  

Nella presente fattispecie, dopo un attento esame degli atti, il Tribunale 

rileva che a giusto titolo l’autorità inferiore ha considerato il racconto del 

ricorrente inverosimile ai sensi dell’art. 7 LAsi. Per quanto concerne le pro-

blematiche vissute all’università, il ricorrente non ha prodotto alcun mezzo 

di prova che potesse avvalorare le discriminazioni subite. Egli si è limitato 

a trasmettere le note presso l’università di E._______, senza neppure pro-

durre documenti a comprova dell’iscrizione ai corsi di master. In tal senso 

il Tribunale osserva che il ricorrente ha terminato gli studi universitari otte-

nendo una completa formazione in pedagogia nel 2015. Pertanto, da sua 

stessa ammissione egli ha terminato gli studi senza impedimenti. Venendo 

ora all’asserita procedura penale nei suoi confronti, egli ha indicato in prima 

battuta di non aver saputo nulla di questa situazione e che in data (…) 

settembre 2022 sarebbe stato effettuata un’irruzione presso la propria abi-

tazione, in un momento in cui solo il fratello sarebbe stato presente e che 

sarebbe poi stato sentito dalla polizia. Dopo essersi consultato con un av-

vocato, tra il (…) e il (…) settembre 2022, quest’ultimo gli avrebbe consi-

gliato di scappare all’estero (cfr. verbale 1, D6). A domande dei verbaliz-

zanti egli avrebbe indicato di essere stato ricercato per propaganda a fa-

vore dell’organizzazione terroristica ma che vi sarebbe una decisione di 

segretezza sulla procedura e di non saperne di più (cfr. verbale 1, D16). 

Egli ha poi indicato di non aver lasciato alcuna procura all’avvocato turco, 

ma di avergli unicamente chiesto consiglio (cfr. verbale 1, D23). I docu-

menti giudiziari che egli ha prodotto sarebbero stati ottenuti dal fratello 

presso la procura generale, con l’aiuto dell’avvocato a cui non ha dato pro-

cura (cfr. verbale 1, D30). Tale ricostruzione è contraria all’esperienza ge-

nerale di vita. Mal si comprenderebbe infatti come documenti sottoposti a 

segretezza sarebbero stati ottenuti dal fratello presso la procura generale, 

quando il ricorrente non ha dato procura né a lui, né all’avvocato che lo 

avrebbe accompagnato. Inoltre, mal si comprenderebbe per quale motivo 

i documenti recherebbero tutti la data del (…) settembre 2022 e che l’as-

serita irruzione presso la propria abitazione sarebbe avvenuta all’alba di 

tale giornata. Risulta infatti improbabile che la domanda di accompagna-

mento coattivo, la decisione del giudice, l’emanazione di tale atto e l’ese-

cuzione di tale misura siano avvenuti nella medesima data e il tutto prima 

dell’alba. Dipoi, il ricorrente inizialmente si è contraddetto circa la data di 

emissione di tale mandato di accompagnamento coattivo, indicando il (…) 

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settembre 2022, data successiva al suo espatrio (cfr. verbale 1, D42). Con-

frontato con tale contraddizione, egli ha infine confermato che l’asserito 

mandato di accompagnamento coattivo sarebbe stato emesso il 13 set-

tembre 2022 (cfr. verbale 1, D47). Tuttavia egli non ha spiegato come sia 

espatriato legalmente all’aeroporto nonostante tale mandato di accompa-

gnamento coattivo e i controlli all’aeroporto (cfr. verbale 1, D49). Risulta 

inoltre singolare che egli non si sia neppure ricordato se sia espatriato par-

tendo dall’aeroporto di Istanbul o Ankara, città a circa 500 km di distanza 

una dall’altra (cfr. verbale 1, D7). Durante l’audizione il ricorrente è stato 

inoltre invitato a concedere una procura all’avvocato turco al fine di pro-

durre la documentazione giudiziaria relativa al suo asserito caso e egli ha 

dato conferma di ciò (cfr. verbale 1, D51). Tuttavia ad oggi egli non ha pro-

dotto alcunché in tal senso e neppure in sede ricorsuale egli ha addotto 

nulla. Di conseguenza, la ricostruzione cronologica, le modalità di otteni-

mento dei documenti, l’espatrio legale, sono contrarie all’esperienza gene-

rale di vita e alla logica dell’agire in relazione all’asserita esistenza di una 

procedura penale per propaganda a favore di un’organizzazione terrori-

stica. Il ricorrente non ha pertanto reso verosimile tale procedura a suo 

carico e non si è nemmeno impegnato in oltre due anni a fornire ulteriore 

documentazione in tal senso. 

7.2  

7.2.1 Si analizza di seguito alla rilevanza degli altri motivi d’asilo addotti 

dall’interessato. Circa l’appartenenza dell’insorgente al partito HDP, il Tri-

bunale osserva che quest’ultimo è un partito politico attivo legalmente. Inol-

tre, il ricorrente non ha neppure addotto di avere un ruolo di rilievo all’in-

terno dello stesso (cfr. verbale 1, D34). Pertanto, l’appartenenza a tale par-

tito non risulta rilevante al fine del riconoscimento della qualità di rifugiato. 

7.2.2 Per quanto concerne le asserite discriminazioni subite a causa della 

sua identità etnica curda, le stesse non risultano dirimenti per il giudizio. 

Infatti, per invalsa giurisprudenza, la mera appartenenza a tale etnia non 

giustifica il riconoscimento di fondati timori di esposizione a persecuzioni 

rilevanti (cfr. ex pluris sentenze del TAF D-4664/2024 del 29 dicembre 

2024, consid. 6.3; E-4103/2024, consid. 13.2). 

7.2.3 A titolo abbondanziale, il Tribunale osserva che, anche ammettendo 

l’esistenza di una procedura penale per propaganda a favore di un’orga-

nizzazione terroristica nei confronti del ricorrente, la stessa non sarebbe 

rilevante ai sensi dell’art. 3 LAsi. Infatti, nella sua recente sentenza di rife-

rimento E-4103/2024 dell'8 novembre 2024 il Tribunale ha trattato la rile-

vanza delle procedure penali turche avviate per i reati di insulto al 

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presidente (art. 299 del codice penale turco [Türk Ceza Kanunu) e di pro-

paganda a favore di un'organizzazione terroristica secondo l'art. 7 cpv. 2 

della legge antiterrorismo turca. Anzitutto, esso ha stabilito che il semplice 

fatto che siano pendenti delle inchieste penali presso il ministero pubblico 

turco per i reati succitati - anche in combinazione tra loro - non costituisce 

un fondato timore di subire, con probabilità preponderante, delle persecu-

zioni in un prossimo futuro ai sensi dell'art. 3 LAsi. Il Tribunale ha poi rite-

nuto che tali procedure penali assumono una rilevanza per l'asilo soltanto 

se ricorrono cumulativamente le seguenti condizioni: il tribunale turco com-

petente apre una procedura giudiziaria reputando fondato l'atto d'accusa 

pronunciato dal ministero pubblico, vi è una preponderante probabilità di 

una condanna in un futuro prossimo, la condanna si fonda su un motivo di 

persecuzione ai sensi dell'art. 3 cpv. 1 LAsi e la pena inflitta ha un'intensità 

rilevante per la qualità di rifugiato sotto il profilo dell'art. 3 cpv. 2 LAsi. Che 

per definire l'esistenza di un politmalus o di motivi comprovanti il rischio di 

una pena detentiva più lunga, occorre procedere ad un esame del caso 

concreto considerando la presenza di fattori di rischio come i precedenti 

penali della persona interessata e il suo eventuale profilo politico di rilievo 

(cfr. sentenza E-4103/2024 consid. 8.7). Nel caso concreto il ricorrente non 

ha dichiarato di avere precedenti penali e ha indicato di non essere stato 

molto attivo all’interno del partito (cfr. verbale 1, D34). Pertanto, anche sotto 

il profilo della rilevanza, tale asserita procedura penale nei suoi confronti 

non sarebbe nemmeno rilevante. 

7.3 Ne discende che le censure sollevate in sede ricorsuale non sono atte 

a modificare la valutazione effettuata dalla SEM in merito alla verosimi-

glianza dei motivi d’asilo addotti dal ricorrente ai sensi dell’art. 7 LAsi e alla 

rilevanza dei restanti motivi d’asilo addotti ai sensi dell’art. 3 LAsi. Pertanto, 

per quanto concerne il riconoscimento della qualità di rifugiato e la conces-

sione dell’asilo, il Tribunale deve confermare il giudizio negativo di cui alla 

decisione impugnata 

8.  

8.1 Se respinge la domanda d’asilo o non entrata nel merito, la SEM pro-

nuncia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; 

tiene però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). 

8.2 L’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo 

relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1). 

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8.3 Il Tribunale conferma quindi la pronuncia dell’allontanamento. 

9.  

9.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione 

del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), giusta il quale l’esecuzione 

dell’allontanamento dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile 

(art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). 

In caso di non adempimento di una di queste condizioni, la SEM dispone 

l’ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

9.2 Nella decisione impugnata la SEM ha ritenuto l’esecuzione dell’allon-

tanamento ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile, in partico-

lare rispetto alla situazione vigente in Turchia e riguardo alla situazione 

personale dell’insorgente. 

9.3 In sede di ricorso, l’interessato ha censurato solo in modo generale 

l’esecuzione dell’allontanamento, citando il terremoto del febbraio 2023 e 

le violazioni della CEDU da parte delle autorità turche.  

10.  

10.1 Nel caso in oggetto, per i motivi che verranno (sommariamente) espo-

sti in seguito, questo Tribunale osserva che non vi sono elementi ostativi 

all’esecuzione dell’allontanamento della ricorrente in Turchia. 

10.2 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera. 

Anzitutto il ricorrente non può, per i motivi già enucleati, prevalersi del prin-

cipio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi) né di un rischio perso-

nale, concreto e serio di essere esposto a un trattamento proibito, in rela-

zione all’art. 3 CEDU o all’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre 

pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 

(Conv. tortura, RS 0.105). Dagli atti non emergono inoltre indizi seri e con-

creti che rendano verosimile l’esistenza di un probabile rischio per cui il 

ricorrente possa subire un trattamento contrario alle norme succitate, con-

siderando che il Tribunale ha ritenuto le minacce per il delitto d’onore e la 

non protezione da parte delle autorità turche come inverosimili. Pertanto, 

l’esecuzione dell’allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme di 

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diritto internazionale pubblico nonché della LAsi (cfr. art. 83 cpv. 3 LStrI in 

relazione all’art. 44 LAsi). 

10.3 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato di origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a seguito 

di situazioni di guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. 

10.3.1 Da costante giurisprudenza di questo Tribunale, in Turchia non vige, 

ora come prima, un contesto di guerra, guerra civile o violenza generaliz-

zata riguardante l’integralità del territorio, nonostante la ripresa del conflitto 

curdo-turco e gli scontri armati tra il PKK (Partîya Karkerén Kurdîstan; Par-

tito dei Lavoratori del Kurdistan) e le forze di sicurezza statali nel sud-est 

del Paese da luglio 2015 (in particolare: Batman, Diyarbakir, Mardin, Siirt, 

Urfa e Van, per quanto riguarda le province di Hakkari e Sirnak cfr. la sen-

tenza E-4103/2024 consid. 13.4) e gli sviluppi successivi al tentativo di 

colpo di Stato del luglio 2016 (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale 

E-1948/2018 del 12 giugno 2018 consid. 7.3.1 segg.). 

10.3.2 Posta l'attuale situazione nelle provincie colpite dai terremoti avve-

nuti nel 2023, tra le quali figura quella del ricorrente, l'esigibilità dell'esecu-

zione dell'allontanamento dev'essere poi esaminata caso per caso qualora 

la persona interessata sia originaria di queste zone (cfr. sentenza del TAF 

E-1308/2023 del 19 marzo 2024 consid. 11.2.7 e 11.3.1 [sentenza di riferi-

mento]). 

10.3.3 Nel caso concreto, l'insorgente è giovane, in buona salute (cfr. ver-

bale 1, D5) e dispone di una solida formazione universitaria terminata nel 

2015 quale pedagogo. Presso il suo paese natale egli può contare sul sup-

porto dei genitori. Inoltre a F._______ vive il fratello, presso cui ha già sal-

tuariamente vissuto in passato, oltre che una sorella a che vive a 

G._______, che andava a trovare regolarmente. Indipendentemente dalla 

possibilità di ritornare nella regione d'origine, non è quindi verosimile che 

l'interessato riscontrerà difficoltà eccessive nell'ambito della sua reintegra-

zione lavorativa e sociale in Turchia. Di riflesso, l'esecuzione dell'allonta-

namento si rivela ragionevolmente esigibile. 

10.4 Infine, non risultano impedimenti sotto l’aspetto della possibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI in relazione 

all'art. 44 LAsi). 

D-5341/2025 

Pagina 12 

10.5 Ne consegue che, anche in materia d’esecuzione dell’allontana-

mento, la decisione dell’autorità inferiore va confermata. 

11.  

Di conseguenza la SEM, con la decisione impugnata, non ha violato il di-

ritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento. Altresì, per 

quanto censurabile, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA). Pertanto, il 

ricorso va respinto e la decisione impugnata confermata. 

12.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

13.  

Essendo state le richieste di giudizio sprovviste di probabilità di esito favo-

revole al momento dell’inoltro del ricorso, la domanda di assistenza giudi-

ziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali 

(art. 65 cpv. 1 PA), come pure l’istanza volta alla concessione del gratuito 

patrocinio (art. 102m LAsi), sono respinte. 

14.  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-

guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

15.  

Infine, la presente decisione è definitiva e non può, in principio, essere im-

pugnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale fede-

rale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-5341/2025 

Pagina 13 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le domande di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio sono respinte. 

3.  

Le spese processuali, di fr. 750.-, sono poste a carico del ricorrente. Il 

succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 

termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

 

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