# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b41f8cff-43ac-51b2-b3fb-51d2ca695876
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-10-24
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 24.10.2024 BB.2024.113
**Docket/Reference:** BB.2024.113
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BB-2024-113_2024-10-24

## Full Text

Obbligo di consegna (art. 265 cpv. 3 CPP);;Obbligo di consegna (art. 265 cpv. 3 CPP);;Obbligo di consegna (art. 265 cpv. 3 CPP);;Obbligo di consegna (art. 265 cpv. 3 CPP)

Decisione del 24 ottobre 2024 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Giorgio Bomio-Giovanascini e Nathalie Zufferey,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A. SA in liquidazione,  

 

rappresentata dall'avv. Goran Mazzucchelli,  

 

Reclamante 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Obbligo di consegna (art. 265 cpv. 3 CPP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BB.2024.113 
 

 

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 Fatti: 

A. In seguito a una denuncia penale del 26 giugno 2024 sporta dalla Segreteria di 

Stato dell’economia SECO (Controlli delle esportazioni e sanzioni), il Ministero 

pubblico della Confederazione (in seguito: MPC) ha avviato un procedimento 

penale a carico di B. per infrazione all’art. 14 cpv. 1 lett. b della legge federale 

sul controllo dei beni utilizzabili a fini civili e militari, dei beni militari speciali e 

dei beni strategici (legge sul controllo dei beni a duplice impiego, LBDI; RS 

946.202) in relazione con l’art. 1 dell’ordinanza sull’esportazione e la media-

zione di beni per la sorveglianza di Internet e delle comunicazioni mobili (OI-

CoM; RS 946.202.3).  

 

 

B. Nell’ambito del suddetto procedimento, il MPC, in data 8 agosto 2024, ha ema-

nato un decreto intitolato “Obbligo di consegna (art. 265 CPP)” destinato ad A. 

SA in liquidazione, a Lugano, società di cui B. è amministratore unico nonché 

liquidatore (v. act. 1.2 e 1.3). Obiettivo di tale misura è, in sostanza, quello di 

“acquisire a scopo probatorio ogni e qualsiasi documento, su qualsiasi supporto 

esso si trovi, riferito all’attività in particolare di compravendita, mediazione, 

esportazione, posta in essere dalla società A. SA in liquidazione, Lugano, 

avente per oggetto software informatici per la sorveglianza di Internet e delle 

comunicazioni mobili e la relativa tecnologia associata, al fine di acquisire im-

portanti riscontri in ordine all’ipotesi di reato indagata” (act. 1.3, pag. 2).  

 

 

C. Il decreto di cui sopra è stato notificato dalla Polizia giudiziaria federale (in se-

guito: PGF) ad A. SA in liquidazione, e meglio a B., il 29 agosto seguente, ciò 

che ha permesso al MPC, contando sulla collaborazione del predetto, di racco-

gliere svariati documenti in formato elettronico; operazione che ha fatto l’oggetto 

di un verbale di perquisizione (v. act. 1.4). 

 

 

D. Con scritto del 2 settembre 2024, B. ha chiesto al MPC “di voler mettere la 

totalità delle informazioni e dei documenti consegnati agli agenti sotto sigillo” 

precisando che “nelle informazioni e nei documenti consegnati vi sono segreti 

d’affari e segreti professionali protetti dalla legge, da cui la mia richiesta di voler 

mettere tutto sotto sigillo” (act. 1.5). 

 

 

E. Con decreto del 5 settembre 2024, il MPC ha accolto la richiesta in questione, 

apponendo i sigilli sul reperto n. 1 messo nel frattempo al sicuro dalla PGF 

(v. act. 1.6). 

 

 

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F. Con reclamo del 9 settembre 2024, A. SA in liquidazione è insorta avverso le 

“modalità di esecuzione da parte della Polizia giudiziaria federale, delegata 

all’uopo, dell’Ordine di consegna (art. 265 CPP) datato 8 agosto 2024 ed ese-

guito il 29 agosto 2024” e il “decreto del 5 settembre 2024, col quale è stata 

implicitamente negata la richiesta di apposizione dei sigilli da parte di A. SA in 

liquidazione” (act. 1, pag. 1), chiedendo, in via principale, che sia “accertato che 

il supporto elettronico repertoriato col n. 1 è stato raccolto in violazione dell’art. 

140 cpv. 1 CPP e che esso è di conseguenza inutilizzabile in modo assoluto ai 

sensi dell’art. 141 cpv. 1 CPP” e che sia “fatto ordine al MPC di togliere il sup-

porto elettronico repertoriato col n. 1 (attualmente sotto sigillo) dal fascicolo pe-

nale e di conservarlo sottochiave in separata sede fino alla conclusione del pro-

cedimento penale”. In via subordinata, essa postula che “in riforma del decreto 

del 5 settembre 2024 è accolta la richiesta di A. SA in liquidazione di apporre i 

sigilli sul reperto 1”. Essa chiede che sia in ogni caso accertato che “la Polizia 

giudiziaria federale, in occasione dell’esecuzione dell’ordine di consegna (art. 

265 CPP) datato 8 agosto 2024, svoltasi il 29 agosto 2024, ha intervistato sulla 

fattispecie l’imputato B. senza fornire le informazioni di cui all’art. 158 cpv. 1 

CPP e che le dichiarazioni rilasciate dall’imputato non sono utilizzabili in modo 

assoluto ai sensi degli art. 158 cpv. 2 e 141 cpv. 1 CPP. Di conseguenza, è fatto 

ordine al MPC e alla Polizia federale giudiziaria di distruggere e non utilizzare, 

nemmeno in funzione della raccolta di altri mezzi di prova, eventuali appunti che 

dovessero essere stati allestiti in formato cartaceo o elettronico in relazione a 

tali dichiarazioni rese dall’imputato” (act. 1, pag. 2). 

 

 

G. Con risposta del 23 settembre 2024, il MPC ha postulato la reiezione del re-

clamo, nella misura della sua ammissibilità (v. act. 4).  

 

 

H. Con replica del 17 ottobre 2024, a firma della sola MLaw C., trasmessa al MPC 

per conoscenza (v. act. 10), sono state ribadite le conclusioni espresse in sede 

ricorsuale (v. act. 9). 

 

 

Le argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, nei con-

siderandi di diritto. 

 

 

 

 Diritto: 

 

1. 

1.1 In virtù degli art. 393 cpv. 1 lett. a del Codice di diritto processuale penale sviz-

zero del 5 ottobre 2007 (CPP; RS 312.0) e 37 cpv. 1 della legge federale del 

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19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione 

(LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale 

giudica i gravami contro le decisioni e gli atti procedurali della PGF e del MPC. 

 

Essa esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei reclami che le 

sono sottoposti senza essere vincolata, in tale ambito, dagli argomenti delle 

parti o dalle loro conclusioni (v. art. 391 cpv. 1 e 393 cpv. 2 CPP; TPF 2012 155 

consid. 1.1 e 2011 60; GUIDON, Die Beschwerde gemäss schweizerischer Straf-

prozessordnung, 2011, pag. 265 con la giurisprudenza citata). 

 

1.2 Sono legittimate a interporre reclamo contro una decisione le parti che hanno 

un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica della 

stessa (art. 382 cpv. 1 CPP). In altre parole la legittimazione ricorsuale è data se 

il reclamante è toccato nei suoi diritti in maniera concreta, diretta e, di massima, 

anche attuale (GUIDON, Die Beschwerde gemäss schweizerischer Strafprozes-

sordnung, 2011, n. 232 e segg.; SCHMID/JOSITSCH, Handbuch des schweizeri-

schen Strafprozessrechts, 4a ediz. 2023, n. 1458, nonché le sentenze del Tri-

bunale federale 1B_669/2012 del 12 marzo 2013 consid. 2.3.1; 1B_657/2012 

dell’8 marzo 2013 consid. 2.3.1; 1B_94/2012 del 2 aprile 2012 consid. 2.1). 

L’esistenza di un interesse puramente fattuale o la semplice prospettiva di un 

interesse giuridico futuro non è sufficiente (MACALUSO/GARBARSKI, La receva-

bilité du recours contre l’admission d’une partie plaignante, in Heimgart-

ner/Thormann/Zufferey [ed.], Tempus fugit, 20 anni del Tribunale penale fede-

rale, 2024, pag. 200 con rinvii). 

 

1.3 Contrariamente all’atto ricorsuale, sottoscritto dall’avv. Goran Mazzucchelli 

(v. act. 1, pag. 9), legale al beneficio di una procura (v. act. 1.1), la replica è 

stata firmata esclusivamente dalla MLaw C.  

 

 L’art. 127 cpv. 5 CPP prevede che la difesa dell’imputato è riservata agli avvo-

cati autorizzati a rappresentare le parti in giudizio secondo la legge del 23 giu-

gno 2000 sulla libera circolazione degli avvocati (legge sugli avvocati, LLCA; 

RS 935.61). Tuttavia, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, tale di-

sposizione non vieta ai Cantoni o alla Confederazione di autorizzare dei prati-

canti ad assumere in tutto o in parte la difesa dell'imputato sotto la direzione e 

la responsabilità dell'avvocato incaricato della difesa (sentenza del Tribunale 

federale 6B_856/2014 del 10 luglio 2015 consid. 2.1; cfr. anche sentenze del 

Tribunale federale 1B_104/2023 del 22 febbraio 2023 consid. 2; 1B_62/2023 

del 13 febbraio 2023 consid. 2; sentenze del Tribunale penale federale 

BH.2023.17 del 15 novembre 2023 consid. 1.2; BV.2024.6 del 29 maggio 2024 

pag. 3 e seg.; HARARI, Commentario romando, 2a ediz. 2019, n. 64 ad art. 127 

CPP; LIEBER, Commentario zurighese, 3a ediz. 2020, n. 17 ad art. 127 CPP; 

MOREILLON/PAREIN-REYMOND, Petit commentaire, 2a ediz. 2016, n. 16 ad 

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art. 127 CPP; RUCKSTUHL, Commentario basilese, 3a ediz. 2023, n. 20 ad 

art. 127 CPP). 

 

 Ora, mancando nella replica la firma dell’avvocato responsabile della difesa, 

ossia l’avv. Goran Mazzucchelli, ne segue che lo scritto in questione, firmato 

esclusivamente da una praticante, non potrebbe in concreto essere preso in 

considerazione. Esso, riconfermando in sostanza il contenuto dell’atto ricor-

suale, non ha tuttavia autonomo peso specifico, per cui la questione di un’even-

tuale applicazione dell’articolo 385 cpv. 2 CPP (di per sé letteralmente e siste-

maticamente limitato all’atto di ricorso) può restare indecisa, non da ultimo per 

ragioni di celerità (art. 5 CPP). 

 

1.4 Il reclamo qui in esame è diretto contro le modalità di esecuzione da parte della 

PGF di un ordine di consegna ex art. 265 CPP. L’ordine in quanto tale è 

dell’8 agosto 2024 ma è stato eseguito il 29 agosto 2024 per cui il reclamo è 

tempestivo (v. art. 396 cpv. 1 CPP). 

 

1.5 Secondo la sistematica della legge (Capitolo 7 del Titolo quarto: “Sequestro”) 

nonché il senso e lo scopo della norma, la riserva di apporre i sigilli di cui 

all’art. 264 cpv. 3 CPP si estende anche alle decisioni di edizione secondo 

l’art. 265 CPP (sentenza del Tribunale federale 1B_320/2012 del 14 dicembre 

2012 consid. 3.2). Qualora l’interessato toccato da una siffatta decisione invochi 

la facoltà di non rispondere, di non deporre o altri interessi giuridicamente pro-

tetti di segretezza, occorre pertanto procedere secondo le regole sull’apposi-

zione di sigilli. Di conseguenza, avverso una decisione di edizione giusta 

l’art. 265 CPP, di massima, non è dato il reclamo ai sensi dell’art. 393 CPP 

(sentenze del Tribunale federale 1B_320/2012 del 14 dicembre 2012 consid. 

3.2; 1B_477/2012 del 13 febbraio 2013 consid. 2.2; 1B_136/2012 del 25 set-

tembre 2012 consid. 3.2 e 4.4; 1B_562/2011 del 2 febbraio 2012 consid. 1.1; 

TPF 2011 34 consid. 1.3; decisioni del Tribunale penale federale BB.2016.281 

del 20 luglio 2016 pag. 3). Tale atto non crea ancora un pregiudizio al detentore 

dei documenti oggetto della misura. Non è infatti possibile a tale stadio sapere 

se gli stessi sono pertinenti per la procedura in corso e se saranno quindi se-

questrati (BERTHOD, Commentario romando, 2a ediz. 2019, n. 14 ad art. 265 

CPP; KELLER, Commentario zurighese, 3a ediz. 2020, n. 12 ad art. 248 CPP; 

BOMMER/GOLDSCHMID, Commentario basilese, 3a ediz. 2023, n. 29a ad art. 265 

CPP). Il Tribunale federale ha già avuto modo di affermare che, qualora una 

persona soggetta a un obbligo di consegna oltre ad addurre motivi legati alla 

tutela del segreto invochi a titolo accessorio anche altre obiezioni, pure quest’ul-

time, segnatamente l’asserita insufficienza di indizi di reato o la carente rile-

vanza delle carte o degli oggetti per l’istruzione o ancora questioni inerenti alla 

proporzionalità, devono essere esaminate nell’ambito della procedura di appo-

sizione di sigilli (sentenza 1B_320/2012 consid. 3.3, con riferimenti). Da ciò ha 

concluso che un reclamo separato contro decisioni di edizione può entrare in 

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linea di conto soltanto quando siano addotte unicamente obiezioni che non con-

cernono alcun interesse giuridicamente protetto al mantenimento del segreto. 

Secondo l’Alta Corte (v. DTF 144 IV 74 consid. 2.3), i mezzi di prova, supporti 

di dati e altre registrazioni da perquisire secondo gli art. 246-248 e segg. CPP, 

suscettibili di essere coperti dalla tutela di un segreto e dei quali è chiesto il 

dissigillamento possono essere formalmente sequestrati dal pubblico ministero 

soltanto dopo il dissigillamento (art. 248 CPP) e la perquisizione (art. 246 CPP). 

 

1.6 In concreto, la reclamante ha sì presentato censure concernenti le modalità di 

esecuzione da parte della PGF dell’ordine di consegna dell’8 agosto 2024, ma 

il suo amministratore unico, B., ha comunque richiesto l’apposizione di sigilli sul 

reperto n. 1, ritenendolo quindi mezzo suscettibile di essere coperto dalla tutela 

di un segreto. Attualmente il reperto litigioso non è quindi formalmente seque-

strato per cui alla luce della giurisprudenza sopraccitata il reclamo risulta pre-

maturo e quindi irricevibile. Per quanto riguarda altresì l’asserita violazione 

dell’art. 158 CPP, con contestuale inutilizzabilità di dichiarazioni di B., di cui 

nell’incarto del MPC non vi è tuttavia alcuna traccia, non si vede come possa 

configurarsi una raccolta illegale per un mezzo di prova inesistente (quod non 

est in actis non est in mundo). La relativa censura non merita pertanto ulteriore 

disamina. 

 

1.7 Per quanto riguarda la richiesta di apposizione di sigilli, avendo la reclamante 

già dichiarato in occasione della consegna avvenuta il 29 agosto 2024, attra-

verso B., il quale ha agito in qualità di organo della società (v. anche act. 1, pag. 

9), di rinunciare in maniera definitiva all’apposizione di sigilli sul supporto in que-

stione (v. act. 1.4, pag. 6), la domanda in tal senso formulata a titolo subordinato 

in sede di reclamo, oltre a costituire venire contra factum proprium, è manife-

stamente tardiva (v. art. 248 cpv. 1 CPP; REINMANN, Die Siegelung, in Geht 

[ed.], Die revidierte Strafprozessordnung, 2023, pag. 203 e segg.; KELLER, op. 

cit., n. 8 ad art. 247 CPP; THORMANN/BRECHBÜHL, Commentario basilese, 3a 

ediz. 2023, n. 16, 18 nonché 20 e segg. ad art. 248 CPP; MOREILLON, La 

réforme du Code de procédure pénale entrée en vigueur au 1er janvier 2024, 

Atti della serata di studio del 5 marzo 2024, Commissione ticinese per la forma-

zione permanente dei giuristi [CFPG], Collana gialla vol. 31, 2024, pag. 15 e 

seg.). La censura in questo ambito va pertanto respinta, ricordato che sul sup-

porto in questione sono comunque stati apposti i sigilli in virtù della predetta 

richiesta formulata da B. a titolo di persona fisica (v. act. 1.5). 

 

 

2. Visto quanto precede, il reclamo va respinto nella misura della sua ammissibi-

lità. 

 

 

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3. Giusta l'art. 428 cpv. 1, prima frase, CPP le parti sostengono le spese della 

procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella causa. 

La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 e 3 LOAP nonché 5 e 8 

cpv. 1 del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripe-

tibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), 

ed è fissata nella fattispecie a fr. 2’000.– a carico della reclamante. 

 

 

 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Nella misura della sua ammissibilità, il reclamo è respinto. 

2. La tassa di giustizia di fr. 2'000.– è messa a carico della reclamante. 

 
 
Bellinzona, 25 ottobre 2024 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Goran Mazzucchelli 

- Ministero pubblico della Confederazione 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni della Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30 giorni 
dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (art. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale del 17 giugno 
2005 sul Tribunale federale; LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale oppure, 
all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 
tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per via elettronica, per il rispetto 
di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha eseguito 
tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF). 

La procedura è retta dagli art. 90 e segg. LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).