# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 66e9b7c3-2274-570e-83da-48e87db83fab
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2004.339
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2004-339_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2004.339

   

  	
  Lugano

  18 ottobre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 5 ottobre 2004 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 29 settembre 2004 (no. PS.2004.80)
  della Commissione giuridica in materia di assistenza sociopsichiatrica, che
  ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente al fine di ottenere il
  rilascio dalla clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio (CPC), struttura
  presso la quale è stato ricoverato in forma coatta il 17 luglio 2004;

  

 

 

viste le risposte:

-    12 ottobre 2004 della
Commissione giuridica in materia sociopsichiatrica;

-    14 ottobre 2004 della
CPC;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 17
luglio 2004 __________ è stato privato della libertà a scopo di assistenza e
collocato presso la clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio (CPC) in forma
coatta. Questo ennesimo ricovero in ambito psichiatrico dal 1978 è stato
ordinato a causa del riacutizzarsi dello scompenso psichico di cui egli soffre
da tempo e del peggioramento delle sue condizioni internistiche.

 

 

                                  B.   Mediante
ricorso 7 settembre 2004 __________ è insorto contro il ricovero dinanzi alla
Commissione giuridica in materia sociopsichiatrica (CGASP), contestando il
provvedimento.

Considerato il gravame alla stregua di
un'impugnativa contro un'implicita decisione di rigetto di una domanda di
rilascio, il 22 settembre 2004 la CGASP ha sentito l'insorgente nell'ambito di
un'udienza conciliativa preliminare, quindi l'ha sottoposto ad esame
specialistico da parte del dr. __________, psichiatra e psicoterapeuta FMH.
Alla luce delle risultanze di questa indagine, con pronunzia 29 settembre 2004
la CGASP ha respinto il ricorso.

 

 

                                  C.   Il 5
ottobre 2004 __________ ha impugnato tale giudizio davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, ribadendo la sua avversione a qualsiasi misura restrittiva della
libertà.

                                         

 

                                  D.   La CGASP ha
rinunciato a presentare osservazioni rimettendosi al giudizio del tribunale,
mentre la CPC si è premurata di illustrare le ragioni che impongono il mantenimento
della misura coercitiva osteggiata dall'insorgente producendo il rapporto steso
il 22 settembre 2004 all'indirizzo dell'autorità di ricorso di prime cure.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del
ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art. 50 cpv. 3 e
52 LASP, nonché 43 e 46 PAmm.

                                         Il
gravame è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla scorta degli
atti, senza procedere ad accertamenti. Non spetta a questo tribunale porre
rimedio ad eventuali carenze istruttorie poste in essere dall'istanza inferiore
(art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. Una
persona maggiorenne o interdetta può essere collocata o trattenuta in uno
stabilimento appropriato allorquando, per infermità mentale, debolezza mentale,
alcoolismo o altra tossicomania o grave stato d'abbandono l'assistenza
personale necessaria non le possa essere data altrimenti (art. 397a cpv. 1
CCS). Deve essere rilasciata non appena lo permetta il suo stato (art. 397a
cpv. 3 CCS). La decisione di collocamento, rispettivamente di rilascio, spetta
all'autorità tutoria del domicilio o, se vi é pericolo nel ritardo, del luogo
di dimora della persona interessata (art. 397b cpv. 1 CCS). In quest'ultima
ipotesi e per i malati psichici la competenza al collocamento può essere
affidata dai Cantoni anche ad altri uffici idonei (art. 397b cpv. 2 CCS). Entro
10 giorni dalla notificazione della decisione, la persona interessata può adire
il giudice, che decide con procedura semplice e rapida, regolata, di principio,
dal diritto cantonale (art. 397d -397f CCS).

 

2.2. Nel nostro Cantone il collocamento
coattivo ordinario in una unità terapeutica riabilitativa (UTR) di una persona
indicata all'art. 397a CCS ha luogo per decisione della delegazione tutoria del
comune di domicilio o, in caso di malattia psichica, del direttore del settore
(psichiatrico) del luogo di domicilio (art. 20 cpv. 1 lett. b LASP). In caso
d'urgenza tale competenza spetta anche alla delegazione tutoria del luogo di
residenza oppure ad un medico abilitato all'esercizio in Svizzera (art. 22 cpv.
1 LASP). Il collocamento coattivo urgente deve inoltre essere ratificato dal responsabile
dell'UTR o dal suo sostituto (art. 25 LASP). Il trattenimento susseguente può
tuttavia avere luogo solo seguendo la procedura del collocamento ordinario
(art. 22 cpv. 3 LASP). Le decisioni di collocamento coattivo, ordinario o
urgente, sono impugnabili alla CGASP dapprima (art. 50 cpv. 1 e 2 LASP) ed a
questo Tribunale successivamente (art. 50 cpv. 3 LASP).

 

2.3. Al pari del diritto federale (art. 397a
cpv. 3 CCS), anche quello cantonale prevede che gli utenti collocati
coattivamente devono essere rilasciati non appena lo permetta il loro stato
(art. 45 LASP). L'utente o il suo rappresentante legale o persone prossime
possono inoltrare domanda di rilascio in ogni tempo (art. 47 cpv. 1 LASP).
Competente per il rilascio è il direttore del settore o persone da lui
designate, responsabili di UTR e aventi un titolo medico (art. 46 cpv. 1 LASP),
rispettivamente l'autorità tutoria se questa ha ordinato il collocamento e non
ha delegato al direttore di settore la competenza decisionale in tema di dimissione
(art. 46 cpv. 2 LASP, 397b cpv. 3 CCS).

La decisione resa in esito ad una domanda di
rilascio deve essere intimata entro 10 giorni ed in caso di diniego sono dati
gli stessi rimedi di diritto previsti per il ricovero coatto (ricorso entro il
termine di dieci giorni dalla notificazione alla CGASP, il cui giudizio è
impugnabile davanti al Tribunale cantonale amministrativo secondo le norme
della PAmm; art. 47 cpv. 3 e 50 cpv. 3 LASP).

 

 

                                   3.   __________
è stato collocato presso la CPC il 17 luglio 2004. Non è dato di sapere chi ha
ordinato il ricovero e se la misura è stata disposta in via ordinaria o per ragioni
di urgenza. Il 7 settembre 2004 l'internato ha scritto alla CGASP, manifestando
in termini tanto concisi quanto puntuali la volontà di ricorrere contro il
ricovero coatto. La CGASP ha reputato che la scrittura fosse ricevibile, in
quanto configurabile sia come ricorso contro la decisione di ricovero, sia come
impugnativa contro un implicito diniego di rilascio. In entrambi i casi a
torto.

Intanto appare evidente che considerato alla
stregua di un gravame proposto contro il provvedimento di internamento, l'atto
ricorsuale non era neppure valutabile dal profilo della sua tempestività senza
la decisione formale di ricovero che per legge deve accompagnare ogni
collocamento in una UTR. La CGASP non ha esperito alcun accertamento in merito
alla sussistenza di un simile documento, né ha verificato se esso era stato
notificato al paziente con l'indicazione dei mezzi e dei termini di ricorso.

Quanto alla possibilità di ritenerlo
un'impugnativa avverso un rifiuto di dimissione, non si può far a meno di
annotare che al momento in cui il ricorrente l'ha inoltrato non esisteva alcuna
decisione resa dalla competente autorità in esito ad una domanda di rilascio.
Alla carenza di una risoluzione impugnabile adottata nel contesto di un iter
procedurale chiaramente imposto dalle legge, la CGASP non poteva supplire con
una finzione, adducendo in particolare che in sede di osservazioni all'impugnativa
i medici curanti della CPC avevano implicitamente escluso di poter rilasciare
il paziente e che le motivazioni di una simile presa di posizione erano state
comunque comunicate all'interessato in occasione dell'udienza di conciliazione.
Come minimo, avrebbe dovuto dichiarare inammissibile il gravame di __________ e
trasmetterlo subito alla direzione della CPC affinché venisse evaso nelle
dovute forme alla stregua di una domanda di rilascio ex art. 47 LASP.

Rifiutandosi di condividere le disinvolte
valutazioni d'ordine esperite dalla CGASP, questo tribunale non incorre di
certo in un eccesso di formalismo. Nel contesto della LASP e delle misure privative
della libertà il legislatore ha voluto segnare un ben determinato cammino
processuale sia per i collocamenti (art. 19 ss.) che per le dimissioni (art. 45
ss.), prevedendo un'adeguata difesa giuridica dei diritti dei pazienti conforme
alle norme del diritto federale ed europeo. Il corretto esercizio di questi diritti
presuppone che il paziente sia in possesso di una decisione motivata contro la
quale aggravarsi davanti alla competente autorità con la necessaria
ponderazione e cognizione di causa. Non basta sostenere di averlo informato ad
un'udienza senza neppure farne menzione nel relativo verbale.

In simili evenienze questo tribunale non può
che annullare il giudizio impugnato e retrocedere gli atti all'istanza
inferiore affinché renda una nuova decisione dopo aver verificato, e all'occorrenza
imposto, l'ossequio di tutte le norme essenziali di procedura sancite dalla
LASP a tutela di coloro che subiscono una privazione della libertà a scopo di assistenza.

 

 

                                   4.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono il gravame va accolto. Non si preleva
tassa di giudizio (art. 50 cpv. 4 LASP).

 

Per questi motivi,

visti gli art. 397a ss. CC; 19, 20, 22, 45, 46, 47, 50
e 52 LASP;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

Di
conseguenza:

1.1.   la decisione
29 settembre 2004 (no. PS.2004.80) della commissione giuridica in materia di
assistenza sociopsichiatrica è annullata;

1.2.   gli atti sono
rinviati alla commissione giuridica in materia di assistenza sociopsichiatrica
affinché emani un nuovo giudizio ai sensi dei considerandi.

 

 

                                   2.   Non si
preleva tassa di giudizio.

 

 

	
                                      3.   Intimazione
  a:

  	
  ; 

  .

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO1 

  2. CO2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario