# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 01e2cb62-a745-5523-b442-66e569a64760
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-03-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 02.03.2005 32.2004.90
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2004-90_2005-03-02.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2004.90

   

  BS/td

  	
  Lugano

  2 marzo 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 ottobre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 16
  settembre 2004 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità,
  6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, classe
__________, di professione parrucchiera indipendente, nel mese di marzo 1999 ha
presentato una domanda di prestazioni AI per adulti, indicando di essere affetta
da una discopatia degenerativa L3/L4 presente dal 1992 (doc. AI 1).

Con decisione 11 febbraio 2000 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI), sulla
base della capacità lavorativa definita con perizia specialistica 8 ottobre
1999 del dr. __________, le ha riconosciuto un quarto di rendita per un grado
d’invalidità del 40%, con effetto dal 1° marzo 1999, trasformata in mezza
rendita per caso di rigore (doc. AI 25).

                                         Mediante
decisione 23 agosto 2002 l’UAI ha aumentato il grado d’invalidità al 50% dal 1°
febbraio 2000, confermando tuttavia il diritto alla mezza rendita assegnata
quale caso di rigore (doc. AI 60). 

                               1.2.   Con scritto 9
dicembre 2003 il reumatologo curante dell’assicurata, dr. __________, ha segnalato
che la “paziente presenta un ulteriore peggioramento sintomatico e non
riesce a lavorare in misura superiore al 25% nella sua professione abituale”,
chiedendo pertanto l’avvio della procedura di “verifica della possibilità di
ottenere una rendita del 75%” (doc. AI 61).

Avviata dunque la procedura di revisione della rendita, l’UAI ha nuovamente
incaricato il dr. __________ di erigere una perizia reumatologica.

Sulla base del referto 21 gennaio 2004 redatto dal succitato specialista, con
decisione 5 aprile 2004 l’amministrazione ha respinto la richiesta di revisione:

 

" 
In data 12.12.2002 riceviamo dal suo medico
curante un certificato medico per peggioramento dello stato di salute e chiede
quindi la revisione del grado d'invalidità.

 

È stata pertanto avviata la procedura di revisione
con l'acquisizione della documentazione medica ed economica ed una perizia
medica eseguita dal Dr. __________ in data 14.01.2004.

 

Dalla stessa si rileva che l'esame clinico
attuale non fornisce elementi significativamente differenti di quelli riscontrati
nella precedente perizia medica, già da lui eseguita nell'ottobre 1999, per
giustificare un'inabilità lavorativa maggiore al 50%.

Il referto di un'ernia discale L4/5 quale
elemento morfologico nuovo non ha modificato la presentazione clinica del quadro
in maniera significativa, non essendoci segni oggettivi di una compressione
radicolare in atto.

 

Si evince inoltre che non riuscirebbe a
realizzare una capacità lavorativa maggiore in un'attività lucrativa diversa di
quella da lei svolta.

Viene pertanto riconfermata l'attuale
situazione." (Doc. AI 89)

 

                               1.3.   Con
decisione 16 settembre 2004 l’UAI ha respinto l’opposizione dell’assicurata e
confermato la reiezione della domanda di revisione, facendo presente:

 

" 
(...)

 

L'assicurata produce a sostegno dell'opposizione
il certificato medico 27 maggio 2004 del Dr. __________, il quale indica che la
RMN dimostrava un netto peggioramento con perdita del contenuto idrico degli
stessi dischi e segni infiammatori, quindi la paziente inabile nel suo mestiere
in misura superiore al 70%. Essa chiede il riconoscimento di una rendita
intera. La documentazione è stata sottoposta per ulteriore valutazione al
Servizio medico regionale dell'AI. Con annotazioni 27 luglio 2004 il Dr. __________,
medico responsabile dell'SMR, ha rilevato che il certificato del Dr. __________
conferma clinicamente quanto apprezzato dal Dr. __________, precisando che
constata un'evoluzione non clinica che non mette in relazione la funzionalità e
l'attività esatta del soggetto, in concreto non essendovi modifica della
funzionalità. Rileva poi che il soprappeso dell'assicurata di almeno 30 chili
non contribuisce a migliorare la funzionalità del rachide. Conclude che dal
lato clinico non vi sono elementi che possano far apprezzare diversamente la
capacità lavorativa dell'assicurata. Ne discende che non vi sono elementi
medici relativi al danno alla salute dell'assicurata che dimostrino un
peggioramento di carattere ulteriormente invalidante ed un grado d'invalidità
superiore al 50%. La decisione impugnata risulta corretta e viene confermata.
L'opposizione è respinta." (Doc. AI 97)

 

                               1.4.   RI 1 ha
inoltrato il presente tempestivo ricorso con cui ha postulato l’annullamento
della decisione su opposizione e la conseguente assegnazione di una rendita
intera. 

Tra l’altro essa ha rilevato:

 

" 
Riconfermo che il 12 dicembre 2002 ho inoltrato
una richiesta d'aumento del grado di invalidità tramite il mio medico curante
Dr. __________.

Ritengo che quanto addotto costituisce un
cambiamento importante delle circostanze e influenzi quindi il mio grado di
invalidità.

Contesto che lo stato di fatto sia rimasto
sostanzialmente uguale al 2002 e riconfermo che con il mio stato di salute e
segnatamente i dolori alla schiena non mi permettono più di esercitare la mia
professione di parrucchiera.

Ritengo che si siano verificati quegli importanti
cambiamenti anche economici citati dalla giurisprudenza.

Sono in attesa della notifica di tassazione
relativa al 2003 dove dalla stessa si potrà inoltre desumere che il mio stato
di salute ha inciso notevolmente anche sui risultati d'esercizio della mia
professione.

Il dottor __________ è un medico specialista in
medicina interna e reumatologia.

Nel certificato medico da lui redatto il 27
maggio 2004 viene esaustivamente descritto il mio stato di salute e ritengo che
la sua presa di posizione possa avere forza probatoria in quanto sostenuta da
un accertamento approfondito e contenente delle conclusioni logiche." (I)

 

                               1.5.   Con risposta
di causa 4 novembre 2004 l’UAI ha chiesto la reiezione del ricorso, osservando:

 

" 
Con riferimento al ricorso in oggetto,
richiamate e confermate l'esposizione dei fatti e le motivazioni di diritto
della decisione impugnata, se ne chiede la conferma ritenuto che con il ricorso
non vengono portati elementi medici ed economici che non siano già stati
adeguatamente valutati e non trova pertanto giustificazione una diversa
valutazione dell'invalidità della ricorrente.

 

Visto quanto sopra, si chiede che codesto
lodevole Tribunale voglia confermare la decisione impugnata e,
conseguentemente, respingere il ricorso." (V)

 

                               1.6.   In data 18
novembre 2004 la ricorrente ha osservato:

 

" 
Allego alla presente una copia del verbale di
audizione rilasciatomi dall'ufficio circondariale di tassazione di __________
__________ dove risulta l'accettazione da parte dell'autorità fiscale della
perdita aziendale conseguita nel corso del 2003 e conseguentemente il
peggioramento della mia situazione economico finanziaria.

Allego inoltre per vostra conoscenza una copia
del conto economico relativo a tale gestione.

 

Vi confermo che la riduzione della cifra d'affari
è attribuibile al peggioramento del mio stato di salute e segnatamente ai
dolori alla schiena che mi hanno costretto all'immobilità in modo sempre più
frequente.

 

Vi informo che non appena in possesso della
notifica di tassazione 2003B sarà mia premura inviarne una copia." (Doc.
VII)

 

                               1.7.   Interpellata
dal TCA, con scritto 23 novembre 2004 l’amministrazione ha comunicato che la
nuova documentazione fiscale non giustifica una diversa valutazione del grado
d’invalidità dell’assicurata (IX). 

 

 

                                      

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle
prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai
sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).                         

                                      

                               2.2.   Dalla
ricerca postale effettuata dall’UAI è risultato che la decisione contestata è
stata recapitata al domicilio dell’assicurata il 21 settembre 2004 (VI bis).

Il presente ricorso è stato consegnato alla Cancelleria del TCA brevi manu il
20 ottobre 2004, motivo per cui lo stesso risulta essere tempestivo poiché
inoltrato entro 30 giorni dalla notifica della querelata decisione (art. 60
cpv. 1 LPGA). 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

 

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1°
gennaio 2003.

                                         Dal 1°
gennaio 2004 sono inoltre in vigore le norme introdotte dalla 4a revisione
della LAI.

 

                                         Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

 

                               2.4.   Oggetto del
contendere è sapere se nel periodo intercorso tra la decisione 23 agosto 2002 (doc.
AI 60) e la decisione su opposizione qui in esame, vi è stata una modifica
delle condizioni invalidanti dell’assicurata tale da giustificare una revisione
del suo diritto ad una rendita.

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. 

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto
di rendita se sono invalidi almeno al 40 %. Nel suo nuovo tenore in vigore dal
1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno
diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70 %, a tre quarti di
rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi
almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.

Va altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC
1990, pag. 543 consid. 2; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid.
2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21
consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives
et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                               2.6.   Se il grado
d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in
modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv.
1 LPGA). 

                                         La
revisione avviene d’ufficio quando, in previsione di una possibile
modificazione importante del grado d’invalidità o di grande invalidità, è stato
stabilito un termine nel momento dell’erogazione della rendita o dell’assegno
per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti
che possono provocare una notevole modificazione del grado d’invalidità o della
grande invalidità (art. 87 cpv. 2 OAI). 

                                         Invece,
se è stata inoltrata domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare che
il grado d’invalidità o d’incapacità dell’invalido a provvedere a sé stesso è
modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3
OAI).

                                         Infine,
prescrive l’art. 87 cpv. 4 OAI che, ove la rendita o l’assegno per grandi
invalidi siano stati negati perché il grado d’invalidità era insufficiente o
perché l’invalido poteva provvedere a sé stesso, una nuova richiesta è
riesaminata soltanto in quanto siano soddisfatte le condizioni previste nel
capoverso 3.

 

                                         Se la
capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il
cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a
prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). 

                                         Analogamente,
in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI).

                                         Queste
norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STFA 29 maggio 1991 in re St.; DTF 125 V 417 consid. 2d con riferimenti;
RCC 1984 pag. 137).

 

                               2.7.   La costante
giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non
solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso
sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto
invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un
cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994 in re P. P. pag. 4;
RCC 1989 pag. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109 V 116, consid. 3
b, 105 V 30).

                                         Affinché
sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni
cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da
influire sulla perdita di guadagno.

 

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista
astratto, ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI.

                                         In ogni
caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla
pronuncia della decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente
mutata. Non basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invaria­ta,
sia giudicata in modo diverso (RCC 1987 pag. 38, consid. 1a; STFA 29 aprile
1991 in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).

                                         Per
stabilire in concreto se vi è motivo di revisione, da un punto di vista
temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della
decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia
della nuova decisione. Da questo punto di vista un provvedimento che si limita
a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369
consid. 2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30;
Valterio, op. cit., pag. 268; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts
zum IVG, Zurigo 1997, pag. 258; cfr. anche DTF 130 V 71).

                               2.8.   Nell’ambito della domanda di revisione che ci occupa, l’UAI
ha incaricato il dr. __________ di procedere ad una perizia reumatologica.

Con rapporto 21 gennaio 2004 lo specialista ha rilevato quanto segue:

 

" 
Clinicamente noto una paziente 34.enne in
condizioni generali buone, con un'obesità significativa, comunque minore del
1999 (109 contro 119 kg). I reperti statici e funzionali del rachide sono
sovrapponibili alle constatazioni di 5 anni fa: vi è un limite dei movimenti
lombari e questa volta risulta più significativa nella lateroflessione
bilaterale mentre appare più sciolta la flessione anteriore con uno shift a
destra solo minimo. Al contrario di allora non ritrovo una sofferenza muscolare
significativa né al livello cervicale né al livello lombare. Persistono invece
le tendomiosi nella regione gluteale bilateralmente rispettivamente
l'irritabilità tendoperiostale in zona peritrocanterica bilateralmente. Non vi
sono segni in favore di una presente irritazione radicolare; i disturbi
anamnestici nella gamba destra possono comunque essere l'espressione di un
intermittente conflitto discoradicolare nell'ambito di alterazioni degenerative
specialmente al livello L4/5 dove in un'ultima RM del luglio 2002 fu
riscontrata un'ernia discale.

L'esame clinico della colonna cervicale risulta
perfettamente normale per quanto riguarda la funzionalità globale e segmentale.
La paziente segnala un dolore alla palpazione dei muscoli nucali a sinistra.

L'aggiornamento radiologico con lastre
convenzionali del tratto lombare mostra una progressione minima
dell'osteocondrosi L4/5 con una ulteriore lieve riduzione dello spazio
intersomatico. Altrimenti il referto appare sovrapponibile alla radiografia
effettuata al termine dell'ultima perizia del 1999. Non vi è in particolare
alcuna pseudospondilolistesi.

 

Il referto radiografico della colonna cervicale
risulta perfettamente normale come lo era già in una radiografia precedente del
1998.

 

In base ai riscontri clinici attuali e
considerando la documentazione ed il dossier radiologico a disposizione ritengo
che siano tutt'ora valide le mie considerazioni peritali precedenti riguardanti
l'esigibilità del lavoro (pag. 6 del rapporto del 08.10.1999) con ripercussioni
sulla capacità lavorativa che giudico del 50%, basandomi in particolare sulle dichiarazioni
della paziente riguardanti la sua necessità di interrompere regolarmente il suo
lavoro. L'esame clinico attuale non fornisce elementi significativamente
differenti di quelli riscontrati precedentemente per giustificare un'inabilità
lavorativa maggiore al 50%. Il referto di un'ernia discale L4/5 quale elemento
morfologico nuovo non ha modificato la presentazione clinica del quadro in
maniera significativa, non essendoci segni oggettivi di una compressione
radicolare in atto." (Doc. AI 83)

 

                                         Il perito
ha infine ritenuto che in un’altra attività lucrativa l’assicurata non
riuscirebbe a realizzare una capacità lavorativa maggiore.

                                         L’assicurata
sostiene invece un peggioramento delle proprie condizioni di salute, facendo riferimento
al certificato 27 maggio 2004 del reumatologo curante, dr. __________, avente
il seguente tenore:

 

" 
La paziente summenzionata presenta delle
lombalgie con occasionali irradiazioni di tipo L5 agli arti inferiori, in
particolare a destra. Negli ultimi 2 a 3 anni la situazione è peggiorata, con
dolori costanti e soprattutto episodi ricorrenti di blocchi lombari che la
impediscono di eseguire normalmente il suo lavoro. Una RMN effettuata nel 2002
ha mostrato una discopatia triplice da L3 a S1 in netto peggioramento rispetto
alla stessa RMN eseguita 3 anni fa. Recentemente una perizia AI è stata
eseguita dal Dr. __________. Radiologicamente gli spazi interdiscali non erano
ridotti. Tuttavia la RMN dimostrava il netto peggioramento con perdita del
contenuto idrico degli stessi dischi e segni infiammatori. Visto questo
peggioramento soggettivo e anche oggettivabile la paziente risulta inabile nel
suo mestiere in maniera superiore al 70%." (Doc. AI 93)

Tale atto medico è stato sottoposto all’esame del Servizio medico regionale
dell’AI (SMR).

                                         Con nota
27 luglio 2004 il dr. __________, medico responsabile del citato servizio, ha osservato:

 

" 
La paziente è portatrice di disturbi del
rachide, in particolare alla colonna lombare.

Presenta pure un'obesità molto importante.

 

Per quanto riguarda la valutazione clinica ci si
può riferire al dettagliato e completo rapporto del dr. __________.

Il certificato del dr. __________ conferma,
clinicamente, quanto apprezzato anche dal dr. __________.

 

Si tratta di una situazione dove si costata
un'evoluzione "di laboratorio", ma non clinica. La CL deve essere
commisurata stabilendo una relazione tra la funzionalità e l'attività esatta
dal soggetto. Nel caso presente la funzionalità non è modificata (lieve
peggioramento per funzioni poco eseguite e miglioramento per altre più
frequenti - vedi flessioni del rachide nei vari piani).

Il dr. __________ ammette pure che per attività
meglio adeguate allo stato di salute la CL è nettamente superiore a quella da
lui attestata per la prof. di parrucchiera.

 

Si fa notare che il soprappeso della paziente
(almeno ca. 30 chili), non contribuisce a migliorare e/o mantenere in
equilibrio la funzionalità del rachide. È vero che il peso è diminuito (dal 119
a 109 chili), ma questo non è ancora sufficiente.

 

In conclusione: dal lato clinico non vi sono
elementi che possano far apprezzare la CL della paziente diversamente."
(Doc. AI 95)

 

                                         Non
riscontrando alcun aumento del grado d’incapacità al lavoro, rispettivamente al
guadagno, con la decisione contestata l’amministrazione ha confermato l’erogazione
della mezza rendita, respingendo la domanda di revisione.

                               2.9.   Va
ricordato che affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è
determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi,
si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si
lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti
(anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o
nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono
inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in
der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123).

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove
è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la
propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per
quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono
tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano
dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 111).

 

                             2.10.   Nell'evenienza concreta questo TCA non intravede ragioni che
gli impediscano di far proprie le conclusioni cui è pervenuto il dr. __________,
specialista delle affezioni invalidanti di cui la ricorrente è portatrice.
Infatti, egli ha compiutamente valutato il danno alla salute lamentato
dall'assicurata sulla base di accertamenti approfonditi e completi, giungendo a
conclusioni logiche e motivate in merito alla ridotta (50%) capacità di lavoro
nella precedente professione di parrucchiera. 

Il dr. __________ ha in particolare rilevato che rispetto alla perizia dell’8
ottobre 1999 la capacità funzionale della paziente non è mutata, evidenziando
in particolare che “i reperti statici e funzionali del rachide sono
sovrapponibili alle costatazioni di 5 anni” (doc. AI 83 pag. 7) e che “l’esame
clinico attuale non fornisce elementi significativamente differenti di quelli
riscontrati precedentemente“ (doc. AI 83 pag. 8). 

Il perito ha poi rilevato che “il referto di un’ernia discale L4/5 quale
elemento morfologico nuovo non ha modificato la presentazione clinica del
quadro in maniera significativa, non essendoci segni oggettivi di una
compressione radicolare in atto” (doc. AI 83 pag. 8). 

Nel breve certificato 27 maggio 2004 il reumatologo curante, dr. __________, con
riferimento alla risonanza magnetica (RMN) eseguita nel 2002  - tra l’altro
esaminata dal perito (doc. AI 83 pag. 7) -, ha sostenuto un netto peggioramento
della triplice discopatia rispetto alla RMN effettuata nel 1999, ribadendo che
l’ultima risonanza magnetica “dimostrava il netto peggioramento con perdita
del contenuto idrico degli stessi dischi e segni infiammatori”, ciò che
giustificherebbe, a detta del succitato specialista, un’inabilità superiore al
70% (doc. AI 93; cfr. consid. 2.8).

Orbene, dal rapporto peritale 21 gennaio 2004 si evince come nella propria valutazione
reumatologica il dottor __________ abbia fatto riferimento alle limitazioni
funzionali esaminate durante la prima perizia del 1999 (cfr. punto no. 5 della
perizia doc. AI 15), per poi confrontarle con quanto da lui accertato nel 2004,
giungendo alla conclusione che non vi è stata alcuna rilevante modifica (“I
referti statici e funzionali del rachide sono sovrapponibili alle costatazione
di 5 anni fa: vi è un limite dei movimenti lombari e questa volta risulta più
significativa nella flessione lateroflessione bilaterale mentre appare più
sciolta la flessione anteriore con uno shift a destro solo minimo. Al contrario
di allora non ritrovo una sofferenza muscolare significativa né a livello
cervicale né a livello lombare… L'aggiornamento radiologico con lastre
convenzionali del tratto lombare mostra una progressione minima
dell'osteocondrosi L4/5 con una ulteriore lieve riduzione dello spazio
intersomatico. Altrimenti il referto appare sovrapponibile alla radiografia
effettuata al termine dell'ultima perizia del 1999. Non vi è in particolare
alcuna pseudospondilolistesi. ….Il referto radiografico della colonna cervicale
risulta perfettamente normale come lo era già in una radiografia precedente del
1998.), motivo per cui “l'esame clinico attuale non fornisce elementi
significativamente differenti di quelli riscontrati precedentemente per
giustificare un'inabilità lavorativa maggiore al 50%.” (doc. AI 83 pag. 8).

Il dr. __________, invece, non ha spiegato le conseguenze, dal punto di vista
funzionale, derivanti dal “netto peggioramento con perdita del contenuto
idrico degli stessi dischi e segni infiammatori”, che secondo lui
giustificherebbe un’inabilità lavorativa maggiore di quella accertata dal
perito. 

La perizia del __________, invece, risulta essere dettagliata, completa e frutto
di un’accurata valutazione reumatologica, motivo per cui alla stessa va dato
valore probatorio pieno conformemente alla succitata giurisprudenza del TFA (cfr.
consid. 2.9). 

 

                                         Vero che
pendente causa la ricorrente ha prodotto il verbale di audizione relativo alla
definizione della tassazione 2003, dal quale risulta che, a seguito di una
riduzione della cifra di affari dal 2002 al 2003, è stata definita, ai fini
fiscali, una perdita aziendale (doc. B2).

Tuttavia, dagli atti non si può dedurre che la contrazione della cifra di
affari sia da mettere in diretta relazione con lo stato di salute
dell’assicurata, rispettivamente con l’asserito peggioramento. Anzi, ritenuto
che non vi è stata una modifica sostanziale delle condizioni fisiche della
ricorrente, non è da escludere che la perdita aziendale sia dovuta piuttosto a
fattori economici.

In conclusione, non essendo riscontrabile una rilevante modifica
dell’incapacità al guadagno ai sensi dell’art. 17 LPGA, la decisione contestata
merita conferma ed il ricorso va respinto.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti