# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a25f9657-b70d-5524-a82a-35c22451143f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-01-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.01.2007 32.2006.35
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-35_2007-01-23.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.35

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  23 gennaio
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 8 febbraio 2006
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 27
  dicembre 2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________, precedentemente attivo quale operatore di fabbrica nel
reparto di confezionamento di un oleificio, nel mese di luglio 2003 ha presentato una domanda di
prestazioni AI per adulti in quanto affetto da “due ernie del disco e mal di
schiena” (doc. AI 1).

 

Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, con decisione 20 settembre 2004
l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni, ritenendo che dal punto di
vista medico l’assicurato dispone ancora di una totale capacità lavorativa in
attività leggere adeguate, rispettose dei suoi limiti funzionali indicati dal
SMR e che dal punto di vista economico, dopo raffronto dei redditi, emerge un
grado di invalidità del 15% insufficiente per ottenere una rendita o il
riconoscimento di provvedimenti professionali (doc. AI 17).

 

                               1.2.   A
seguito dell’opposizione dell’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1 - con la
quale ha contestato la decisione dell’Ufficio AI, fondata unicamente sulla
valutazione peritale del dr. __________, medico di fiducia della __________,
senza prendere in considerazione i rapporti medici del dr. __________ e del dr.
__________, chiedendo che gli venga riconosciuto un grado di invalidità almeno
del 50% (doc. AI 30-2) - con decisione su opposizione 27 dicembre 2005 l’ammi-nistrazione
ha confermato il rifiuto di prestazioni, rilevando che i certificati medici del
dr. __________ e del dr. __________, valutati dal SMR, non mettono in luce
nuovi elementi clinici o diagnostici tali da poter sovvertire l’apprezzamento e
le conclusioni contenute nel rapporto peritale del dr. __________. Quanto alle
concrete possibilità per l’assicurato di reperire un’attività adeguata,
l’amministrazione ha osservato che nel suo rapporto il consulente IP ha
ritenuto pienamente esigibili attività nel settore dell’industria, con lavori
nel campo dell’orologeria elettronica e microtecnica e attività di controllo
della produzione, assemblaggio e manutenzione, producendo sei profili
professionali confacenti allo stato valetudinario dell’assicurato (doc. AI 30).

 

                               1.3.   Contro
la succitata decisione amministrativa l’assicurato, sempre rappresentato
dall’avv. RA 1, ha presentato ricorso al TCA, postulando in via principale un
riesame del caso da parte dell’Ufficio AI tramite perizia medica e, in
subordine, il riconoscimento di una mezza rendita di invalidità.

Egli
ha inoltre implicitamente chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza
giudiziaria, così come già ammesso dalla Pretura di __________ (“si domanda
pure di annullare protestate spese e ripetibili ritenuto che il signor RI 1 è
stato posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio”,
doc. I).

                                         Sostanzialmente
egli contesta l’agire dell’amministrazione, che nella sua decisione si è basata
unicamente sulle conclusioni cui è giunto il dr. __________ nella perizia
eseguita per conto della __________, senza procedere a nuovi autonomi
accertamenti medici e senza tener debitamente conto di quanto certificato dal
dr. __________ e dal dr. __________. Egli ha in particolare rilevato:

 

" 
(...)

Ad. A)   Integralmente contestato.

Francamente discutibile dal profilo
professionale il fatto che l'istituto delle assicurazioni sociali si limiti ad
osservare come il Servizio medico regionale dell'AI (SMR) ha del tutto condiviso
le indicazioni precisate dal rapporto del Dr. __________ del 11.06.2003 su
incarico della __________ di __________. 

Tale rapporto, oltre che essere stato
redatto da un medico di parte e privo della formazione specialistica quale
medico del lavoro, si discosta manifestamente dai rapporti medici allestiti dal
dr. __________ e sopratutto dal dr. __________. 

Tale manifesta disparità di giudizio avrebbe
dovuto imporre prudenza all'Istituto delle assicurazioni sociali per procedere
ad un nuovo accertamento demandando ad uno specialista del ramo la verifica
dell'effettivo stato di salute e della capacità lavorativa del signor RI 1.

Inoltre, la procedura avanti alla lodevole
Pretura di __________ ha permesso di accertare come il grado di capacità
lavorativa del signor RI 1 è dello 0% per lavori pesanti e del 50% al massimo
per lavori leggeri (doc. I, L, M, N).

 

Ad. B)   Nessuna osservazione / Confermata
l'opposizione.

Si precisa che ancora attualmente il signor RI
1 si trova sprovvisto di un posto di lavoro e che ha perso ogni diritto
all'indennità di disoccupazione.

 

Ad. In diritto)

 

Ad. 1)    Integralmente contestato.

Compito dell'Ufficio Al è quello di fare
l'accertamento dal punto di vista medico e soprattutto di procedere ad una
valutazione relativa alla capacità lavorativa del signor RI 1.

Tale esigenza è posta direttamente dall'art.
16 della Legge federale sulla parte generale del diritto nelle assicurazioni
sociali (LPGA) dove si specifica che il grado di invalidità viene determinato
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro conseguibile attualmente,
senza invalidità, e quello ottenibile in un'attività ragionevolmente esigibile
dopo la manifestazione dell'invalidità. 

Si ribadisce che la perizia del dr. __________,
oltre che di parte, è manifestamente teorica e non trova riscontro né
nell'attuale situazione di mercato né nella capacità lavorativa del signor RI 1.

Senza delle misure di integrazione per la
riformazione, difficilmente il signor RI 1 potrà trovare un nuovo posto di
lavoro adeguato sia dal profilo oggettivo, temporale, finanziario che personale.

La probabilità di successo di un
provvedimento relativo alla concessione di garanzie per la riformazione e per
le misure integrative è dato proprio dal fatto che, come si potrà ben evincere
dall'analisi dell'incarto richiamato dall'Ufficio __________ e dall'Ufficio del
__________, non sussistono altrimenti altre possibilità.

E' nell'interesse dello Stato di mettere un
cittadino nella condizione di poter reinserirsi professionalmente in modo anche
da poter sgravare le prestazioni sociali erogate.

Si osserva inoltre come il successo durevole
e il costo del provvedimento si situa sicuramente in un rapporto ragionevole
dal momento che il costo sociale del mantenimento a carico dello Stato del
signor RI 1 rappresenta una spesa ben superiore rispetto al costo delle misure
di riformazione e di integrazione atte a permettergli di riqualificarsi per poter
accedere a dei posti di lavoro confacenti al suo effettivo stato di salute.

 

Ad 2)     Integralmente contestato.

Il dottor __________, medico specialista
anche nell'ambito del lavoro, ha ritenuto di giudicare il signor RI 1 inabile
quanto meno al 50%. Ogni altra considerazione espressa da periti di parte e non
professionalmente preparati, non essendo medici specialisti del lavoro, non
possono essere prese in considerazione. Per poter giungere a delle conclusioni
attendibili l'Al avrebbe dovuto procedere ad un nuovo esame d'ufficio.

Il fatto stesso che lo stato di salute del
signor RI 1 gli abbia impedito fino ad oggi di poter conseguire un lavoro,
dovrebbe essere elemento sufficiente per comprendere come il grado di
invalidità stabilito dalla Al e dal dr. __________ non è corretto. Il suo grado
effettivo di invalidità gli impedisce assolutamente di conseguire un reddito di
lavoro quale non invalido nella misura in cui ipotizza l'Al. 

Infatti, la percentuale di differenza
rispetto al reddito di invalido è tale che nessun datore di lavoro lo assume
proprio perchè vi è una effettiva maggiore incapacità di lavoro dovuta al suo
stato di salute.

 

Ad 3)     Integralmente contestato.

E' contestata in modo particolare
l'asserzione secondo la quale i presupposti dell'incapacità al guadagno sono
adempiuti potendo presumere che, nel caso in esame, non vi sia "... né
un miglioramento né un peggioramento dello stato di salute....".

Questo criterio di giudizio è contestato in
quanto i rapporti del dr. __________ come pure del dr. __________ attestano che
"Aggiungo, che praticando lavori pesanti, come sopra descritto, vi è da
attendersi, secondo la mia esperienza, un peggioramento della situazione a
livello lombare." (frase conclusiva del rapporto dr. __________ del
14.12.2004, doc. N).

Un dato di fatto è che la situazione di
formazione del signor RI 1 gli consentirebbe unicamente di accedere a dei
lavori estremamente gravosi e se li assumesse concorrerebbero a peggiorare
ulteriormente il suo stato di salute, ciò che non è di certo auspicabile né dal
profilo assicurativo né dal profilo dei futuri costi ingenerati a carico dello
Stato.

 

Ad 4)     Integralmente contestato.

Corretto che quando un assicurato non
esercita alcuna attività lucrativa si fa riferimento per la definizione del reddito
da invalido ai dati statistici, ma è altrettanto vero che se una persona come
il signor RI 1 non riesce a mettere a frutto la sua capacità residua nemmeno
con dei lavori leggeri, che determina la riduzione del 25%, è ben comprensibile
che il restante 75% è dovuto ad inabilità al lavoro come diretta conseguenza
del suo stato di salute. Ciò giustifica ampiamente la richiesta di riconoscere
al signor RI 1 un grado di invalidità in ragione di almeno il 50%.

 

Ad 5)     Integralmente contestato.

Come si può pretendere dal signor RI 1 di
poter lavorare al 100% sull'arco di una giornata intera di lavoro, in
professioni confacenti e rispettose delle limitazioni funzionali poste in sede
medica, se da ben tre anni nessuno ha voluto assumere il signor RI 1 proprio in
considerazione del suo stato di salute e che le perizie mediche (si richiamano
i doc. I, L, M, N) attestano come il signor RI 1 sia obbligato ad interrompere
la propria attività ogni ora per un periodo di 5-10 minuti. 

Si rammenta che la perizia pluridisciplinare
ha fissato anche delle limitazioni sulla capacità lavorativa del signor RI 1:
tempo umido e freddo, salire e scendere le scale, posizioni statiche, posizione
eretta, come pure tenere la schiena piegata in avanti (estratto del punto 3.5
della perizia relativo alle affezioni dell'attore). Si riformulano le
osservazioni in sede di opposizione sottolineando come l'Ufficio dell'AI non ha
voluto entrare minimamente nel merito dei rapporti stilati dai medici __________
e __________ e che la decisione è viziata soprattutto dal fatto che l'Ufficio
dell'AI si è espresso senza assumere direttamente le prove necessarie alla
formulazione del proprio convincimento sull'effettivo grado di invalidità del
signor RI 1, limitandosi ad aderire a quanto espresso dal medico di fiducia
dell'__________.

L'istruttoria assunta dall'Ufficio dell'AI è
pertanto arbitraria ed il fatto che la documentazione prodotta in sede di
opposizione sia stata sottoposta all'attenzione del medio del SMR dr. __________
non è assolutamente sufficiente.

 

Recisamente contestata l'asserzione per la
quale ".... le perizie mediche eseguite da medici riconosciuti
specializzati hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e
sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi....". Si
tratta di un'affermazione grave in quanto è difficile giudicare quale delle
perizie, se quella del dr. __________ o quella del dr. __________, rappresenta
la conclusione più logica nell'analisi dello stato effettivo di salute del
signor RI 1. Di certo si rileva nuovamente che l'Ufficio dell'AI si è limitato
a fare adesione alla tesi dell'__________ venendo meno al suo obbligo di
procedere all'accertamento diretto dello stato di salute del signor __________.

 

Recisamente contestata anche l'asserzione
secondo la quale siamo in presenza di una assenza di elementi medici atti ad
imporre all'amministrazione nuove misure istruttorie.

Come si può pretendere che la situazione sia
stata adeguatamente indagata allorquando le perizie a disposizione si polarizzano
su delle conclusioni diametralmente opposte sulla base degli esami medici
eseguiti?

 

Ad 6)     Integralmente contestato.

Di certo, nell'attuale congiuntura non si
può parlare che si è in presenza di un mercato di lavoro equilibrato allorquando
la disoccupazione ha ormai raggiunto il 5% nella media nazionale.

Senza una riformazione delle qualifiche
professionali, con l'aggiunta di misure integrative, difficilmente il signor RI
1 potrà "mettere a profitto le sue residue capacità di guadagno e conseguire
un reddito tale da escludere il diritto ad una rendita".

Le possibilità del signor RI 1 sono
praticamente ridotte ad un punto che rasenta l'esclusione da qualsiasi
possibilità di assunzione di un lavoro perchè il suo stato di salute non gli consente
di svolgere nessun lavoro in maniera normale né leggero, medio o pesante. Nessun
datore di lavoro sarà disposto ad assumere qualcuno che deve interrompere la
sua attività lavorativa ogni ora per almeno 10 minuti!

Ogni altra osservazione relativa ad una
integrazione professionale nell'ambito dei settori dell'industria sono
puramente teorici e negli ultimi tre anni non hanno mai trovato riscontro. E'
sulla base di questi dati reali che occorre procedere alla decisione."
(Doc. I)

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha invece
postulato la reiezione del ricorso, rilevando che la perizia pluridisciplinare
28 dicembre 2004 eseguita dal SAM su incarico della Pretura di __________ e il
referto 14 dicembre 2005 del dr. __________, prodotti con il ricorso, sono
stati sottoposti al vaglio del SMR, il quale ha avuto modo di constatare che la
nuova documentazione medica conferma la correttezza della precedente
valutazione del dr. __________ in merito alla residua capacità lavorativa dell’assi-curato
in attività adeguate.

 

                               1.5.   In
data 6 marzo 2006 l’Ufficio __________ di __________ ha comunicato al TCA che
l’assicurato beneficia di prestazioni di sostegno sociale, chiedendo di essere
informato dell’esito del ricorso (doc. IV).

 

                               1.6.   Con
scritto 22 marzo 2006 il patrocinatore, constatate le divergenti conclusioni
mediche agli atti, ha chiesto che lo stato di salute del suo assistito e la sua
conseguente capacità lavorativa venga accertata tramite perizia svolta da un
medico del lavoro, proponendo a tal fine il dr. __________ di __________, che
dispone di questa formazione specifica. Il legale ha inoltre chiesto
l’audizione dell’assicurato e, in qualità di testimoni, del dr. __________ e
del dr. __________ (doc. VI).

 

                               1.7.   In
data 29 marzo 2006 l’Ufficio AI ha comunicato al TCA di ritenere inutile la richiesta
di nuova perizia formulata dall’assicurato, posto il valore probatorio della
documentazione medica agli atti e in particolare della perizia SAM 28 dicembre
2004 (doc. VIII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’assicurato ha diritto ad una riformazione
professionale o ad una rendita d’invalidità.

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 8 cpv. 1 LAI gli assicurati invalidi o direttamen-te minacciati d'invalidità
hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione necessari e atti a ripristinare,
migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno. Per stabilire tale
diritto deve essere considerata tutta la durata di lavoro prevedibile. Fra i
provvedimenti d'integrazione concessi in virtù della LAI sono previsti pure i
provvedimenti professionali (art. 8 cpv. 3 lett. b LAI), che comprendono
l'orientamento professionale (art. 15 LAI), la prima formazione professionale
(art. 16 LAI), la riformazione professionale (art. 17 LAI) ed il collocamento
(art. 18 cpv. 1 LAI).

                                         Tuttavia,
non sempre è possibile stabilire a priori se la reintegrazione preconizzata sia
possibile, tenuto conto delle capacità pratiche ed intellettive dell'assicurato.

                                         Pertanto
la prassi amministrativa e giudiziaria prevedono la possibilità di concedere
dei provvedimenti di accertamento (DTF 116 V 91 consid. 3b; RCC 1988, pag.
191).

                                         Questi
sono provvedimenti intesi a stabilire le attitudini e le predisposizioni professionali.
In particolar modo se dall'orientamento professionale ambulatorio non è possibile
valutare concretamente tali attitudini, l'assicurato sarà indirizzato ad un
Centro specializzato per un soggiorno di osservazione.

                                         Tale
soggiorno di accertamento, secondo la costante prassi amministrativa, non
dovrebbe - di regola - durare più di tre mesi (cfr. STFA inedita 16 luglio 1997
nella causa re A.B., pag. 5, consid. 2a [I 331/96]).

 

                               2.4.   L’art.
17 LAI prevede in particolare che:

 

" 
L’assicurato ha diritto alla
formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione
professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere
presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale."

 

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione professionale,
una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110 consid. 2b;

AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).

 

 

                                         Secondo
l’art. 6 cpv. 1 OAI

 

" 
per riformazione professionale
vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari a mantenere o migliorare
sensibilmente la capacità di guadagno al termine della prima formazione professionale
o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza previa formazione professionale
a causa dell’invalidità." 

 

                                         Con
riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme
delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente
un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla
vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del
possibile, la capacità di guadagno (Pratique VSI 2000 pag. 27 consid. 2a; DTF 124 V 110 consid. 2a; DTF 122 V 79 consid. 3b/bb; RCC pag.
495 consid. 2a). 

                                         L'assicurato
ha in particolare diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel
suo caso per mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di
guadagno (AHI 1997 pag. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F. consid. 2b). 

                                         Una
formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se, tenuto conto
del principio della proporzionalità, il successo prevedibile dei provvedimenti
d’integrazione appare ancora raggiungibile (RDAT I 1998 pag. 295 consid. 1b; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997,
pag. 131).

                                         Secondo la giurisprudenza, infine, l'assicurato sottopostosi a
carico dell'assicurazione per l'invalidità a provvedimenti d'integrazione professionale
ha diritto a provvedimenti completivi nel caso in cui la reintegrazione
effettuata non gli consenta di percepire un reddito adeguato e se egli solo con
tali provvedimenti supplementari possa essere in grado di conseguire un
guadagno parificabile a quello che avrebbe potuto percepire senza invalidità
nella sua precedente attività. Il diritto a detti provvedimenti completivi non
esige che sia raggiunta la soglia di rilevanza (perdita di guadagno del 20%:
DTF 124 V 110 consid. 2b) richiesta per aver diritto ai provvedimenti d'integrazione
professionale (STFA inedita 20 luglio 2002 nella causa C, I 237/00; Pratique
VSI 2000 31 consid. 2 e 32 consid. 3b, RDAT I 1998 pag. 294; RCC 1978 pag. 527e
STFA 1967 pag. 108).

 

                                         L’art. 18
cpv. 1 LAI prevede che:

 

" 
Gli assicurati invalidi, idonei
all'integrazione, hanno diritto a un sostegno attivo nella ricerca di un posto
di lavoro conveniente nonché a una consulenza costante al fine di conservare il
loro posto di lavoro. Sussidi possono essere assegnati per le spese in abiti di
lavoro e in utensili personali connesse con l'assunzione di un'attività
lucrativa dipendente e per le spese di trasloco a causa dell'invalidità."

 

Lo stesso articolo 18, al cpv. 2, stabilisce:

 

"  Un
aiuto in capitale può essere assegnato agli assicurati invalidi idonei all'integrazione,
affinché possano avviarsi a un'attività lucrativa indipendente o svilupparla e
per finanziare trasformazioni aziendali a causa dell'invalidità. Il Consiglio
federale ne stabilisce le condizioni e le forme."

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione
della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione
per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse
de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         Giusta
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita
se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno
al 40%. 

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR
1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.6.   Nel
caso in esame, nel rapporto peritale 11 giugno 2003 indirizzato alla __________
il dr. __________, FMH in malattie reumatiche, fisiatria e riabilitazione e
medico di fiducia dell’assicuratore, ha posto la diagnosi di “sindrome
lombovertebrale cronica e recidivante con anamnesticamente possibile irritazione
radicolare S1 a sinistra con turbe statiche modiche (rachide tendenzialmente
piatto), insufficienza muscolare (specialmente muscoli addominali), disturbo
d’assimilazione lombosacrale con sacralizzazione subcompleta di L5, alterazioni
degenerative negli ultimi due spazi intersomatici (piccole ernie discali
centrali senza impegno radicolare secondo RM del 26.09.2002)”. 

                                         Quanto
alla capacità lavorativa, il perito ha osservato:

 

" 
(...)

e.  VERIFICA E VALUTAZIONE IL NELLA SUA
ATTIVITA' PROFESSIONALE ABITUALMENTE SVOLTA DI OPERAIO DI FABBRICA (PERCENTUALE
E RELATIVA PRESENZA SUL POSTO DI LAVORO)

 

Il paziente ha ripreso la sua attività lucrativa
precedente nella misura del 50% lavorando mezza giornata con rendimento
normale. Si dichiara impossibilitato ad aumentare ulteriormente questa percentuale.
Il quadro attuale è caratterizzato più da una sofferenza lombare che da un
conflitto radicolare, da attribuire alle alterazioni strutturali documentate
radiologicamente e riassunte sotto il punto a. Esse determinano un limite della
caricabilità fisica che ostacoleranno un ulteriore aumento della capacità
lavorativa oltre alla misura attuale del 50% (limite da ritenere per intanto
definitivo).

 

 

f.   VALUTAZIONE DELL'INABILITA'
LAVORATIVA IN EVENTUALI ATTIVITÀ CONFACENTI (INDICARE ALMENO TRE PROFESSIONI)

 

Il paziente può alzare pesi in maniera ripetitiva fino
a 10 kg senza impedimenti. Può alzare pesi solo occasionalmente fino ad un
massimo di 25 kg circa. Può effettuare movimenti ripetitivi di flessione/estensione,
rispettivamente di rotazione con il tronco con un certo limite (esigibili solo
ad un ritmo di 10-20 volte/ora). Dovrebbe poter interrompere la posizione
eretta ogni ora circa (anche per un periodo breve di 5-10 minuti). Può invece
assumere la posizione sedentaria senza problemi. Può spostarsi su terreni piani
e sconnessi senza limite. Può far uso della braccia e delle mani senza limite.

 

Ritengo il signor RI 1 abile nella misura del 100% per
un lavoro che permetta di rispettare questi limiti. Potrebbe trattarsi di
un'attività nella produzione industriale (per esempio elettronica od orologeria,
da svolgere prevalente­mente da seduto) od ancora un'attività di controllo
(sempre nel settore industriale). In alternativa potrebbe trattarsi di un
lavoro quale guardia notturna o Securitas od ancora in una stazione di benzina
(cassa, servizio, ecc.).

 

 

g.  PROGNOSI

 

Rispettando la caricabilità limitata del rachide la
prognosi dovrebbe essere favorevole senza la necessità di misure terapeutiche
invasive. Il paragone delle lastre dal 1996 al 2002 non mette in evidenza
alcuna evoluzione delle alterazioni strutturali, escludendo quindi una rapida
pro­gressione del processo degenerativo in atto. (...)" (Doc. 1-14+15,
inc. cassa malati)

 

 

Il dr. __________
del SMR, nelle sue osservazioni 12 novembre 2003, ha ritenuto la perizia eseguita dal dr. __________ per conto della __________ ben redatta ed
esaustiva nelle sue conclusioni in merito all’incapacità lavorativa e alla
funzionalità residua, proponendo di considerare l’assicurato abile al 50% nella
sua attività (operatore di fabbrica in un oleificio) e abile al 100% in
attività adeguate rispettose dei limiti funzionali indicati dal perito (doc. AI
10-1).

 

Sulla base di tali
conclusioni l’amministrazione ha quindi negato il diritto a prestazioni.

 

In sede di
opposizione l’assicurato ha contestato le conclusioni dell’amministrazione,
producendo nuova documentazione medica.

 

Con scritto 13
agosto 2003 indirizzato al rappresentante dell’assicurato, il dr. __________,
FMH in medicina generale, ha osservato:

 

" 
Come da Lei richiesto, e
con il consenso del paziente, esprimo le mie considerazioni relative al caso
del Sig. RI 1 e decisione __________.

 

1) La valutazione del medico fiduciario
della assicurazione __________ Dr. __________ é senz'altro ineccepibile dal
punto di vista medico. La valutazione medica é pertanto inattaccabile.

 

2) La valutazione della capacità lavorativa
é in generale per tutti molto difficile, soprattutto non potendo assistere di
persona a come il paziente lavora e a quanto esso é in grado di produrre. E'
quindi difficile da oggettivare e bisogna di conseguenza basarsi sulle
affermazioni del paziente (da ritenersi pienamente credibili). Anche la
valutazione della capacità lavorativa da parte del Dr. __________ é quindi -
come d'altronde anche la mia valutazione - molto soggettiva, forse quella del
medico fiduciario però tendente a difendere gli interessi dell' assicurazione.

 

3) Il Dr. __________ si esprime in questo
modo: "II paziente può alzare pesi in maniera ripetitiva fino a 10 kg
senza impedimenti. Può alzare pesi solo occasionalmente fino ad un massimo di
25 kg circa. Può effettuare movimenti ripetitivi di flessione/estensione,
rispettivamente di rotazione con il tronco con un certo limite (esigibili solo
ad un ritmo di 10-20 volte/ora). Dovrebbe poter interrompere la posizione
eretta ogni ora circa (anche per un periodo breve di 5-10 minuti). ..."

E' ipotizzabile che il paziente riesca a
fare - ma solo teoricamente - quanto sopra, ma ad una contro-interrogazione del
paziente la situazione é completamente diversa. Esso annuncia di aver praticamente
sempre mal di schiena, che si accentua dopo un'ora di lavoro (anche leggero) o
un'ora di posizione seduta, a tal punto da costringerlo a cambiare posizione,
ad interrompere l'attività e se possibile a cercare una posizione supina. Anche
già durante la consultazione il paziente appare sofferente e mi annuncia questi
dolori, che purtroppo non sono oggettivabili, ma che sono però ben compatibili
con la malattia diagnosticata.

 

4) Ritengo quindi il Sig. RI 1 inabile al
100% per lavori pesanti, abile al 50% per lavori medio/leggeri e abile al 100%
per lavori estremamente leggeri. Si tratta però di una abilità completa solo
teorica in quanto un lavoro così leggero in realtà non esiste. Credo che in
pratica, anche per lavori ritenuti leggeri, come per esempio il lavoro in
posizione seduta nella produzione di orologi, il Signor RI 1 sia abile solo al
50% (60%). D' altra parte non vedo come esso possa lavorare con un rendimento
maggiore, quando anche per le faccende domestiche si ritiene inabile al 80-100%
(per esempio non é in grado di portare le borse della spesa superiori ai 5 kg, non riesce a fare I'aspirapolvere, ecc.).

 

5) Il problema principale risiede quindi nel
valutare correttamente la reale capacità lavorativa del paziente. Di
conseguenza consiglio vivamente una perizia non medica ma della capacità
lavorativa per esempio con ispezione a casa, ispezione sul posto di lavoro o
con test pratici "sul terreno".

 

6) Sicuramente fuori luogo e quindi da
contestare é il guadagno teorico che il paziente potrebbe conseguire, valutato
dall'assicurazione __________ in 35'000.- Fr. annui.

 

7) Il paziente é annunciato all'assicurazione
invalidità. Proporrò una invalidità del 50%, facendo proposta di non
corrispondere la rendita ma richiedendo una riqualifica con formazione
professionale, al fine di migliorare le possibilità di guadagno del paziente,
beninteso se riuscirà a trovare un lavoro confacente al suo stato di salute,
che purtroppo non é destinato a migliorare. Farò pure la proposta di tenere il
paziente in osservazione per alcuni giorni, al fine di valutare la capacità lavorativa
(reale e pratica e non solo teorica)." 

(Doc. AI 23-12+13)

 

Con
scritto 27 marzo 2003 all’attenzione del curante, dr. __________, il dr. __________,
FMH in neurochirurgia, ha rilevato:

 

" 
La ringrazio per il
nuovo invio del suo soprannominato paziente che ho rivisto il 26.03.03.

 

Come Lei sa, trattasi di un paziente che avevo visto
già in ottobre del 2002 per una sintomatologia lombovertebrale, nell'ambito di
una discopatia L4/5 e L5/S1 con una rottura dell'anulo fibroso in L4/5 e L5/S1
ed un prolasso sottolegamentare medio mediolaterale a sinistra L5/S1 con
effetto bulging ed irritazione intermittente della radice S1 a sinistra.

 

II paziente è stato degente presso la Clinica di __________,
come avevo proposto nel primo scritto. Questa terapia intensa e degente, non ha
comunque migliorato in maniera sostanziale la situazione del paziente, che
accusa tuttora ancora dolori lombari in posizioni statiche e notturne. Dolori
anche alla gamba sinistra ma non eccessivi, solamente restando in piedi a lungo
e sottocarico.

 

L'esame clinico riconferma una sindrome lombovertebrale
con una mobilità lombare ridotta e dolente in inclinazione. Palpazione dolente
lombare del gluteo minimo a sinistra. L'esame neurologico evidenzia un leggero
Lasègue a 70° positivo a sinistra, altrimenti esame normale. La RM, come già
accennato, presenta processi degenerativi L4/5 e L5/S1 con un prolasso laterale
a sinistra L5/S1.

 

In considerazione di quanto sopra, ritengo che il
paziente in effetti sia inabile per un lavoro di manovalanza nella misura del
50%, questo probabilmente in maniera definitiva, per cui ritengo sia opportuno
rivolgersi all'Al per una rendita parziale. Anche in attività leggere e
confacenti, sono dell'opinione che, date le circostanze, sarà difficile
reintegrare il paziente, che ovviamente dopo diverse ore che è in piedi o
seduto ha dei dolori lombari dovuti certamente alle lesioni dei 2 dischi.
Ritengo sia opportuno che il paziente continui con una terapia di rinforzo
muscolare, eventualmente palestra in maniera costante per evitare, a breve medio
durata, un eventuale intervento di fissazione degli ultimi 2 livelli." 

(Doc. AI 23-10+11)

 

Nelle
sue osservazioni 2 marzo 2005 il dr. __________ del SMR ha preso posizione
riguardo ai nuovi certificati medici trasmessi dall’assicurato, rilevando che
gli stessi non presentano nuovi elementi clinici o diagnostici atti a mettere
in dubbio le conclusioni cui è pervenuto il dr. __________, pienamente condivise
dal SMR (doc. AI 27-1).

 

Pertanto,
con decisione su opposizione 27 dicembre 2005 l’Ufficio AI ha confermato il
rifiuto di prestazioni.

 

Con
il ricorso l’assicurato ha prodotto nuove refertazioni mediche.

 

Con
rapporto 14 dicembre 2004 inviato al dr. __________ il dr. __________, FMH in
neurochirurgia, poste le diagnosi di “dolori lombari bassi centrali irradianti
a fascia bilateralmente con intermittente dolore sciatalgiforme a sinistra su
prolasso discale mediano/mediolaterale sinistro a livello dell’ultimo spazio
intersomatico libero (L4/L5); alterazioni discali degenerative L3/L4 e L4/L5; sacralizzazione
del corpo vertebrale L5 con disco L5/S1 rudimentale”, si è così espresso in
merito alla capacità lavorativa:

 

" 
(...)

Valutazione e procedere

 

Questo paziente di 40 anni presenta dolori lombari
bassi centrali, irradianti a fascia bilateralmente, insorgenti sotto carico
della colonna lombare, soprattutto in piedi fermo e seduto dopo 10 minuti; inoltre
portando pesi soprattutto in anteflessione. 

Ad intermittenza irradiazione dei dolori nell'arto
inferiore sinistro con parestesie, presumibilmente nel dermatoma L5.

A mio parere dopo aver raccolto la storia, avere
esaminato il paziente e considerata la documentazione prodotta con le
radiografie, i dolori del signor RI 1 sono dovuti ad alterazioni degenerative discali
soprattutto a livello dell'ultimo spazio intersomatico libero (presumibilmente
L4/L5 per sacralizzazione del corpo vertebrale L5), meno ad alterazioni
degenerative situate a livello L3/L4.

I dolori intermittenti nell'arto inferiore sinistro
sono probabilmente generati da una compressione intermittente della radice L5
omonima da parte del prolasso discale mediano a livello dell'ultimo spazio intersomatico
libero.

Il trattamento di queste due patologie ben distinte non
è sicuramente in questo momento chirurgico, per cui consiglio di procedere
conservativamente con fisioterapia ed esercizi con attività sportive atte a
rafforzare la muscolatura paravertebrale lombare ed addominale e con rafforzo
delle stesse.

Dal punto di vista lavorativo ritengo il signor RI 1
abile, per lavori pesanti, al massimo al 50% (mezza giornata).

Per un'attività adeguata al suo stato di salute, ossia
senza porto di pesi soprattutto in anteflessione e senza assumere posizioni
statiche (in piedi fermo o seduto), valuto la capacità lavorativa del paziente
attorno al 60-70%.

Aggiungo, che praticando lavori pesanti, come sopra
descritto, vi è da attendersi, secondo la mia esperienza, un peggioramento
della situazione a livello lombare." (Doc. AI 35-53)

 

L’assicurato
ha poi trasmesso copia della perizia pluridisciplinare eseguita presso il SAM,
su incarico della Pretura di __________.

Nel
dettagliato referto 25 luglio 2005 i periti - sulla base delle risultanze degli
atti contenuti nell’incarto, nonché degli accertamenti medici eseguiti presso
il SAM (consulto ortopedico del dr. __________) - hanno posto la diagnosi con
influsso sulla capacità lavorativa di “sindrome vertebrolombare su anomalia
della transizione lombosacrale, alterazioni degenerative all’altezza degli
ultimi spazi intersomatici, disturbo statico posturale, irradiazione sciatalgica
(anamnestica) all’arto inferiore sinistro, piccolo reperto erniario centrale
leggermente lussato verso caudale all’altezza del penultimo spazio
intersomatico libero” (doc. AI 35-32).

 

                                         In
merito alle conseguenze sulla capacità lavorativa, i periti hanno sottolineato
quanto segue:

 

" 
(...)

7      VALUTAZIONE MEDICO-TEORICA GLOBALE DELL'ATTUALE
CAPACITA' LAVORATIVA

 

L'A. presenta una capacità lavorativa del 50% come
operaio (nella precedente attività come addetto alla produzione in un
oleificio) e una capacità lavorativa del 100% in attività rispettose delle
limitazioni descritte nelle nostre precedenti righe." (Doc. AI 35-33)

 

Rispondendo
alle domande peritali poste dal patrocinatore, i periti del SAM hanno
osservato:

 

" 
(...)

2.           Previa esecuzione dei propri
accertamenti, dica il perito se conferma la diagnosi espressa dal dr. __________.
In caso negativo, sempre che non lo abbia già fatto rispondendo al quesito no.
1, esprima il proprio parere medico-scientifico.

 

La presenza di un'anomalia della transizione
lombosacrale conduce una certa insicurezza nella numerazione degli spazi intersomatici
a dipendenza dell'attribuzione del corpo vertebrale L5. 

Assimilando quest'ultimo al sacro, il penultimo
segmento libero può talvolta corrispondere alla denominazione lombosacrale
rispettivamente L5-S1. La sintomatologia algica é irradiata, come descritta
attualmente dell'A., non permette neppure una chiara attribuzione a una radice
specifica, piuttosto S1 o eventualmente L5 (L4) a sin..

 

Riferendoci al quadro clinico possiamo confermare (il
dr. __________ e noi medici SAM) la diagnosi di una sindrome vertebrale lombare
nel contesto di incipienti alterazioni degenerative plurisegmentali e di un
disturbo della transizione lombosacrale con disturbo statico posturale.

 

Non si può più confermare, per contro, la presenza di
una sindrome radicolare irritativa né a ds., né a sin. (rapporti del 31.10.2002
e del 27.03.2003).

Sicuramente nel passato vi era un'irradiazione
radicolare agli arti inferiori; questa non è più presente al momento del
soggiorno SAM.

 

3.           Dica il perito se è
riscontrabile nel paziente un'incapacità lavorativa, e in caso affermativo, in
quale percentuale:

        -     per lavori pesanti;

        -     per lavoro medio-pesanti; 

        -     per lavori leggeri.

 

        Indichi inoltre il perito per ogni
categoria alcuni esempi di attività.

 

Per lavori pesanti l'A. presenta una capacità
lavorativa dello 0%. Si tratta di lavori di manovalanza nell'industria, nel
campo edile, nel campo forestale ..., si tratta di attività in cui debbono
essere sollevati e trasportati pesi al di sopra dei 25 Kg.

In attività medio-pesanti, come quella svolta
nell'oleificio, l'A. presenta una capacità lavorativa del 50%. Si tratta di
attività in cui si debbano alzare pesi fino ai 25 Kg; per esempio lo spostamento di sacchi, il trasporto di
pacchi, la consegna di bibite, attività di preparazione di palette ecc..

 

In attività leggere, in cui non debba sollevare pesi al
di sopra dei 10 Kg, l'A. raggiunge una capacità lavorativa del
100%. Si tratta di lavori nell'industria con controlli di produzione, nell'uso
di macchine a programmazioni CNC, attività tipo portineria, informazioni,
distribuzione di posta in una ditta ecc..

 

4.           Dica il perito se intravede
possibilità oggettive di riqualifica professionale per il paziente alla luce
della sua patologia.

 

L'A. ha sufficienti risorse per intraprendere una
riqualifica professionale.

 

5.           Dica il perito se condivide le
valutazioni operate dal dr. __________, segnatamente in merito alla capacità o
meno del Sig. RI 1 di alzare pesi; soprattutto dica il perito quali pesi l'interessato
sia in grado di sollevare. Esprima comunque il perito la propria opinione,
confrontandosi in modo specifico con le allegazione del dr. __________.

 

Sì. Abbiamo discusso e menzionato i limiti funzionali
nei nostri precedenti punti.

 

6.           Conferma che teoricamente il
paziente dovrebbe poter interrompere l'attività lavorativa ca. ogni ora (anche
per un periodo breve di 5-10 min.) come proposto dal dr. __________.

 

Sì. Ricordiamo che i vari cicli lavorativi possono
offrire dei periodi di riposo (per esempio allorché un macchinario lavora
automaticamente, oppure per esempio quando vi é meno affluenza di clienti).

 

Alle domande peritali poste dall'avv. __________ così
possiamo rispondere:

 

1.           Dica il perito se il paziente
in considerazione del suo stato di salute (oggettivo), può alzare pesi in
maniera ripetitiva fino a 10 kg senza impedimenti, ed occasionalmente fino a 25
kg. Dica se può effettuare dei movimenti ripetitivi di flessione e
d'estensione, rispettivamente di rotazione con il tronco. Dica se deve poter
interrompere la posizione eretta ogni ora ca. per 5-10 min. Dica se può
assumere la posizione sedentaria senza problemi. Dica se può spostarsi senza
problemi su terreni piani o sconnessi. Dica se può fare uso delle braccia e
delle mani senza limite.

 

A questa domanda rispondiamo sì e facciamo notare che i
limiti funzionali sono già descritti nei nostri precedenti punti.

 

2.           Dica il perito se nelle
attività descritte dal dr. __________ a pag. 6 del proprio referto peritale,
l'attore é da considerare abile al lavoro al 100%.

 

Sì.

 

Lasciamo il compito alla Pretura di eventualmente
inviare una copia della nostra perizia al medico curante." (Doc. AI
35-34+35)

Nell’udienza
16 marzo 2005 presso la Pretura di __________ è stato sentito il perito, dr. __________,
che si è occupato degli accertamenti nell’ambito della perizia
pluridisciplinare SAM. In quell’occasione il perito ha fornito alcune precisazioni
in merito alla perizia SAM 28 dicembre 2004:

 

" 
(…)

Nel referto peritale non è stato detto che il paziente
debba interrompere la sua attività per 5-10 minuti ogni ora. Preciso che con
queste pause si intende cambiamenti di posizione pur continuando a lavorare,
sfruttando per esempio le pause nel ciclo lavorativo (ad esempio nel caso di
una dettatura, si può ipotizzare di svolgerla per un certo tempo da seduti, poi
in piedi, poi camminando). Non si tratta quindi di una interruzione del lavoro
bensì di un cambiamento del suo svolgimento.” (Doc. AI 35-50)

 

Al
riguardo, il dr. __________ del SMR nelle sue annotazioni 28 febbraio 2006 ha indicato:

 

" 
Vedi mia nota del
2.3.2005 in fase di opposizione 

 

In fase di ricorso si aggiungono:

 

perizia SAM eseguita in ottobre 2004 per
conto pretura di __________: 

 

Diagnosi:

sindrome vertebrolombare con/su

     -  anomalia della transizione lombosacrale

     -  alterazioni degenerative all'altezza
degli ultimi spazi intersomatici - disturbo statico posturale

     -  irradiazione sciatalgica (anamnestica) all'arto
inferiore sinistro

     -  piccolo reperto erniario centrale
leggermente lussato verso caudale all'altezza del penultimo spazio
intersomatico libero

 

diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa

allergie varie

pregressa frattura della fibula distale Weber B a
sinistra nel 1999

 

conclusioni:

     -  capacità lavorativa residua del 50% in attività
abituale 

     -  attività rispettosa dei limiti funzionali
esigibile al 100%

 

limiti funzionali: in pratica si sovrappongono ai
limiti funzionali espressi dal dr. __________. Il perito SAM espressamente
conferma l'esigibilità delle attività ritenute esigibili dal dr. __________.

 

Rapporto dr. __________ del 14.12.2004: questo rapporto non contiene nuovi elementi
clinici o diagnostici rispetto alla perizia SAM e la precedente valutazione Dr.
__________.

 

Conclusione: la perizia SAM conferma la correttezza
della precedente presa di posizione e conferma il grado di capacità lavorativa
residua.

Non entro in merito alle considerazioni del legale
dell'assicurato circa la valutazione e la scelta dei periti trattandosi di
critiche non fondate." (Doc. III/bis)

 

                               2.7.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti
litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali
di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (STFA 26 agosto 2004
nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G.,
U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989,
p. 31; DTF 125 V 352;
Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18 marzo 2002 nella causa M., I
162/01). A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14
aprile 1998 nella causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del
24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e
332; ZAK 1986 p. 189). In un'altra sentenza inedita
il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire
dal TCA al SAM. Secondo il l'Alta Corte questo servizio non può essere
considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto
sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici
dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178; Pratique VSI 2001 p. 110). Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove
è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la
propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per
quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono
tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

                                         In DTF
125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354). 

Lo stesso vale per le perizie fatte
esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa G.C., I 355/03).

 

                                         Per quel
che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 e S., U 330/ 01; DTF 125 V 353; Pratique VSI 2001 p. 109;
MEYER-BLASER, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht,
1997, p. 230).

 

                                         Infine,
va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non
può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi
per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 e S., U 330/01).

 

                               2.8.   Nell’evenienza
concreta, questo TCA, chiamato a verificare se lo stato di salute del
ricorrente è stato accuratamente vagliato dall’amministrazione prima
dell’emissione della decisione qui impugnata, non ha motivo per mettere in dubbio
la valutazione effettuata dal SMR in data 12 novembre 2003, sulla base della
perizia specialistica del dr. __________ 11 giugno 2003, confermata poi dalla
perizia SAM 28 dicembre 2004, da considerare dettagliata, approfondita e quindi
rispecchiante i parametri giurisprudenziali sopra ricordati (cfr. consid. 2.7.).

                                         L’Ufficio
AI, infatti, ha affidato al SMR l’incarico di valutare le patologie
dell’assicurato. In tale ambito il SMR, basandosi su quanto ritenuto dal dr. __________
nella perizia 11 giugno 2003 effettuata per conto dell’__________, ritenuta esaustiva
– in cui lo specialista ha ritenuto l’assicurato inabile al 50% nella sua
attività di operaio di fabbrica, ma pienamente abile in attività adeguate, rispettose
dei suoi limiti funzionali (doc. 1-14 inc. cassa malati) - è giunto alla conclusione
che l’assicurato è da considerare inabile al lavoro al 50% nella sua precedente
attività di operaio addetto al confezionamento presso un oleificio, ma
pienamente abile in attività adeguate ai limiti funzionali indicati dal dr. __________
nella perizia 11 giugno 2003 (“il paziente può sollevare pesi in maniera
ripetitiva fino a 10 kg senza impedimenti; può alzare pesi solo occasionalmente fino a un
massimo di 25 kg
circa; può effettuare movimenti ripetitivi di flessione/estensione, rispettivamente
di rotazione con il tronco con un certo limite (esigibili solo ad un ritmo di
10-20 volte/ora); dovrebbe poter interrompere la posizione eretta ogni ora
circa (anche per un periodo breve di 5-10 minuti); può invece assumere la
posizione sedentaria senza problemi; può spostarsi su terreni piani e sconnessi
senza limite; può far uso delle braccia e delle mani senza limite”, doc. 1-15 inc. Cassa malati). 

                                         La
valutazione medica del dr. __________, ritenuta esaustiva dal SMR, è pure stata
condivisa dallo stesso medico curante, dr. __________, il quale nello scritto
13 agosto 2003 ha indicato che
“la valutazione del medico fiduciario della assicurazione __________, dr. __________,
è senz’altro ineccepibile dal punto di vista medico. La valutazione medica è
pertanto inattaccabile”, giudicando l’assicurato abile al lavoro al 100% in
attività leggere, salvo poi indicare che si tratta di una abilità completa solo
teorica in quanto un lavoro così leggero non esiste, concludendo che la
capacità lavorativa residua in attività adeguate è del 50%-60% (doc. AI 23-12+13).

                                         Le
conclusioni cui è giunto il dr. __________, fatte proprie dal SMR, sono poi
state pienamente confermate dalla perizia 28 dicembre 2004 eseguita dal SAM, in
cui i periti hanno evidenziato che l’assicurato è da ritenere inabile al lavoro
al 100% in attività pesanti, come lavori di manovalanza nell’industria, nel
campo edile, nel campo forestale, in cui devono essere sollevati e trasportati
pesi superiori a 25 kg; egli è
invece abile al lavoro al 50% in attività medio-pesanti, come quella svolta in
precedenza presso un oleificio, in cui è necessario sollevare pesi fino a 25 kg, spostare sacchi, trasportare pacchi,
consegnare bibite, preparare palette; infine, in attività leggere, in cui non occorra
sollevare pesi superiori a 10 kg, come attività di controllo di produzione nell’ambito
dell’industria, uso di macchine a programmazione CNC, attività di portineria,
informazioni e distribuzione della posta all’interno di una ditta, l’assicurato
è abile al 100% (doc. AI 35-35).

Al
riguardo, il SAM ha interpellato lo specialista in ortopedia, dr. __________,
il quale nella sua presa di posizione 17 dicembre 2004 ha rilevato che l’assicurato è abile
al lavoro al 50% quale operaio di fabbrica addetto alla produzione, con
necessità di sollevamento pesi. Il dr. __________ ha precisato che l’assicurato
è “limitato nell’esecuzione di attività lavorative che richiedono il
mantenimento prolungato di una determinata posizione fissa (eretta o seduta),
senza possibilità di alternanza regolare della stessa, intercalando dei corti
spostamenti su superfici regolari, il mantenimento del tronco in posizioni
flesse e contorte, rispettivamente l’esecuzione frequente di movimenti di
flessione e torsione del tronco, il mantenimento del tronco in altre posizioni,
rispettivamente l’esecuzione di altri movimenti inergonomici, il trasposrto
occasionale di pesi superiori ai 25 kg, l’uso di strumenti o macchine
vibranti, rispettivamente contundenti”. Egli ha
aggiunto che l’assicurato “non è limitato nel sollevamento e trasporto di
pesi sino a 10 kg,
nell’uso degli arti superiori, nell’uso degli arti inferiori rispettando tuttavia
le  nozioni di base dell’ergonomia del tronco”
(doc. AI 35-40). In attività che rispettino tali limitazioni, il perito ha
evidenziato che l’assicurato è abile al lavoro in misura completa, facendo
riferimento in particolar modo ad attività di controllo della produzione
nell’ambito dell’industria, di servizio alla clientela (stazione di servizio),
di ritiro e di consegna di oggetti leggeri, posta interna (doc. AI 35-40).

 

                                         Il
ricorrente ha criticato le conclusioni del SMR, che ribadiscono quanto valutato
dal dr. __________ e dai periti del SAM in merito ad una capacità lavorativa
del 100% in attività adeguate ai suoi limiti funzionali, osservando che da una
parte l’Ufficio AI avrebbe dovuto eseguire propri accertamenti medici e non
rifarsi a quanto valutato dal dr. __________ per conto dell’assicurazione __________
e, dall’altra, che l’amministrazione avrebbe dovuto tener conto del parere
espresso dai curanti, dr. __________ e dr. __________.

 

                                         Al
riguardo, occorre innanzitutto rilevare che il TFA, in una decisione del 24 agosto
2006 nella causa B. (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni
espresse dai medici SMR sottolineando che in caso di divergenza tra il medico
curante e il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova
perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant
d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a
admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de
l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le
SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion
entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale,
nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des
rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard
des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il
n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui
préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service
médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen
clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne
relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un
doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien
valoir de tel. (…)”

(cfr. STFA del 24 agosto 2006 nella causa B., I 938/03,
consid. 3.2)

 

                                         Orbene,
nell'evenienza concreta questo TCA non intravede ragioni che gli impediscono di
far proprie le conclusioni cui è pervenuta l’amministrazione basandosi su
quelle dei medici SMR, che a loro volta si rifanno ai sanitari interpellati
(dr. __________, dr. __________ e altri periti SAM), specialisti nelle materie
che qui interessano, i quali hanno compiutamente valutato il danno alla salute
di cui è portatore l'assicurato, giungendo a conclusioni logiche e motivate in
merito alla valutazione della capacità lavorativa del richiedente. 

 

Inoltre,
la documentazione medica prodotta dall’assicurato non attesta, contrariamente a
quanto da lui invocato, uno stato di salute maggiormente invalidante. Come
rilevato dal dr. __________ nelle sue annotazioni 2 marzo 2005 (doc. AI 27),
infatti, i certificati trasmessi dall’interessato non apportano nuovi elementi
che possano inficiare le conclusioni cui è giunto il dr. __________. Difatti,
nel suo rapporto 27 marzo 2003 il dr. __________ ha valutato l’assicurato
inabile al lavoro al 50% in un’attività di manovalanza, senza esprimersi in
merito alla capacità lavorativa in attività adeguate, limitandosi ad affermare
che “anche in attività leggere e confacenti sono dell’opinione che, date le
circostanze, sarà difficile reintegrare il paziente, che ovviamente dopo
diverse ore che è in piedi o seduto ha dei dolori lombari dovuti certamente
alle lesioni dei 2 dischi”, senza ulteriori spiegazioni (doc. AI 23-11).
Anche il dr. __________, nella sua valutazione 13 agosto 2003, dopo aver
precisato che la valutazione medica del dr. __________ è dal punto di vista
medico ineccepibile ed inattaccabile, ha ritenuto l’assicurato inabile al
lavoro al 100% per lavori pesanti, abile al 50% per lavori medio-leggeri e
abile al lavoro al 100% per lavori estremamente leggeri, precisando tuttavia
che tale abilità lavorativa completa è solo teorica, non esistendo in realtà un
lavoro così leggero (doc. AI 23-12).

Infine,
nella sua valutazione 14 dicembre 2004 il dr. __________ ha ritenuto
l’assicurato abile al lavoro al 50% in attività pesanti e abile al 60%-70% in
attività adeguate al suo stato di salute, ossia in cui non sia necessario
portare pesi soprattutto in anteflessione e che non richiedano l’assunzione di
posizioni statiche (doc. AI 35-53). Tali conclusioni non sono in contrasto con
quanto stabilito dal dr. __________ e dal dr. __________, i quali hanno
ritenuto l’assicurato inabile al lavoro al 50% nella precedente attività,
ritenuta medio-pesante, ma abile al 100% in attività adeguate, rispettose dei
suoi limiti funzionali: il dr. __________ ha infatti considerato l’interessato
abile al 50% in attività pesanti e maggiormente abile, nella misura del
60%-70%, in attività adeguate.

 

Infine,
l’assicurato ha criticato la decisione dell’ammi-nistrazione, che lo ha ritenuto
totalmente abile al lavoro in attività adeguate, sottolineando che nessun
datore di lavoro sarebbe disposto ad assumere una persona che, come nel suo
caso, deve interrompere l’attività per 5-10 minuti ogni ora.

 

A tal proposito,
occorre rilevare che come precisato dal dr. __________ del SAM in occasione
della sua audizione 16 marzo 2005, in qualità di perito, presso la Pretura di __________,
nella perizia SAM non è stato indicato che il paziente debba
interrompere la sua attività per 5-10 minuti ogni ora. Egli ha precisato che
l’indicazione di brevi pause ogni ora deve essere interpretata non nel senso di
una interruzione del lavoro, bensì come un cambiamento del suo svolgimento, con
cambiamenti di posizione pur continuando a lavorare, sfruttando per esempio le
pause nel ciclo lavorativo (doc. AI 35-50).

 

                                         In
conclusione, visto quanto sopra, sulla base delle affidabili e concludenti valutazioni
SMR, suffragate dalle risultanze della perizia del dr. __________ e della
perizia del SAM, richiamato inoltre l’obbligo che incombe all’assicurato di
intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278
consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip
im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61) - se
necessario intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e
sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht
zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221) - è da ritenere dimostrato, con il grado della
verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali
(DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113
V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b), che l'assicurato è inabile al lavoro al 50% nella sua attività di
operatore di fabbrica nel reparto di confezionamento di un oleificio, ma abile
al lavoro al 100% in attività adeguate, rispettose dei suoi limiti funzionali.

 

                               2.9.   In
merito alle ripercussioni economiche del danno alla salute, nella decisione impugnata
l’amministrazione, basandosi su quanto indicato dal consulente IP nel suo
rapporto finale 3 settembre 2004 - in cui ha ritenuto l’assicurato, come verrà
esposto di seguito, totalmente inabile nella precedente attività di operaio
presso un oleificio, ma pienamente abile al lavoro in un’attività leggera,
semplice e ripetitiva, nel ramo industriale (campo dell’orologeria elettronica
e microtecnica, attività di controllo della produzione, assemblaggio,
manutenzione, doc. AI 14-2) – ha stabilito una perdita di guadagno e quindi un
grado d’invalidità del 15%.

 

Il
consulente IP nel suo rapporto finale 3 settembre 2004 ha criticato le conclusioni del SMR
relative ad una residua capacità lavorativa del 50% nella professione di operatore
di fabbrica addetto al confezionamento presso un oleificio. Egli ha infatti
rilevato che dopo aver ampiamente discusso con l’ex datore di lavoro, è giunto
alla conclusione che tale attività non sia più esigibile, dato che la stessa
richiede spesso la posizione eretta in modo continuato e di dover sollevare / trasportare
carichi superiori a 15 kg in
modo regolare (doc. AI 14-2).

Conformemente
a quanto stabilito dal SMR in merito ad un’abilità lavorativa del 100% in
attività semplici e ripetitive, il consulente IP ha rilevato di ritenere corretto
considerare che la capacità lavorativa descritta medicalmente sia sfruttabile
in attività nel ramo industriale, quali quelle nel campo dell’oro-logeria
elettronica e microtecnica, attività di controllo della produzione,
assemblaggio e manutenzione. Il consulente, al riguardo, ha allegato al suo
rapporto sei profili lavorativi che illustrano le esigenze professionali. 

Il
ricorrente ha osservato che “il suo grado effettivo di invalidità gli
impedisce assolutamente di conseguire un reddito di lavoro quale non invalido
nella misura in cui ipotizza l’AI. Infatti, la percentuale di differenza
rispetto al reddito da invalido è tale che nessun datore di lavoro lo assume
proprio perché vi è un’effettiva maggiore incapacità di lavoro dovuta al suo
stato di salute.” Egli ha pure rilevato che “ogni altra osservazione relativa ad una integrazione professionale
nell'ambito dei settori dell'industria sono puramente teorici e negli ultimi
tre anni non hanno mai trovato riscontro. E' sulla base di questi dati reali
che occorre procedere alla decisione” (doc. I).

 

                                         Al
riguardo, va innanzitutto rilevato che la contestazione relativa alla capacità
lavorativa dell’assicurato dal punto di vista medico non ha nessuna ragione
d’essere, ritenuto che, come ampiamente visto in precedenza (cfr. consid.
2.8.), le sue condizioni di salute sono state accuratamente e dettagliatamente
valutate in sede medica.

                                         Quanto
alla concreta reperibilità sul mercato del lavoro di attività ancora esigibili,
il consulente ha fatto riferimento al settore dell’industria, in attività
semplici e ripetitive.

                                         Va
qui innanzitutto ricordato che, conformemente alla giurisprudenza del TFA, di
fronte ad un ampio ventaglio di attività semplici e ripetitive presenti sul
mercato, è sufficiente che venga fatto riferimento alle tabelle statistiche
salariali di quel settore (STFA inedita 5 giugno 2001 in re A, I 324/00, consid. 2b).

                                         Inoltre,
come visto in precedenza, conformemente ad un principio generale applicabile
anche nel diritto delle assicurazioni sociali, all’assicurato incombe l’obbligo
di diminuire il danno, mettendo a frutto la sua residua capacità lavorativa, se
necessario, in una nuova professione.

                                         Dalla
persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti
esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso
concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le ulteriori circostanze personali,
l’età, la situazione professionale, i legami presso il luogo di domicilio, il
mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata dell’attività lavorativa
(DTF 113 V 28 consid. 4; cfr. pure VSI 2001 pag. 279 consid. 5a/aa e 5a/bb).

                                         Ai fini dell'accertamento
dell'invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e
quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta
di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione con le capacità
professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto
teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht zum
IVG, Zurigo 1997, pag. 212). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità
congiunturale di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK
1984 pag. 347).

                                         Ciò non
è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente limitata,
che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se il suo
esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica di un
datore di lavoro medio (cfr. ZAK 1989 pag. 322 consid. 4a; Locher, Grundriss
des Sozialversicherungsrecht, 3a edizione, Berna 2003, pag. 124).

                                         Infine,
il TFA, in una sentenza del 25 febbraio 2003 nelle cause P. (U 329-330/01), ha
ribadito che se da una parte è compito dell’amministrazione rispettivamente del
giudice indicare possibilità di lavoro concrete, dall’altra non vanno poste
esigenze troppo elevate:

 

" 
(…)

4.7 La tesi cantonale, in quanto conforme alla
giurisprudenza federale, va senz'altro confermata. In effetti, contrariamente a
quanto ritiene l'assicurata, questa Corte ha già ripetutamente statuito in casi
con limitazioni funzionali analoghe che esiste un mercato del lavoro
sufficiente in cui realizzare la propria capacità lavorativa residua (consid.
2b non pubblicato della sentenza DTF 119 V 347; VSI 1998 pag. 296 consid. 3b;
si veda anche sentenza del 4 aprile 2002 in re W., I 401/01, consid. 4c.). Si tratta segnatamente
del mercato occupazionale aperto a personale femminile non qualificato o semi
qualificato (RCC 1989 pag. 331 consid. 4a), in cui vi è una sufficiente offerta
di occupazioni, in particolare appunto nell'industria, in cui possono venir
eseguite mansioni di sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi
fisici e con possibilità di cambiare frequentemente posizione (RCC 1980 pag.
482 consid. 2). In tale ambito bisogna pure considerare la ancor giovane età
dell'interessata con conseguente presumibile buon potenziale di adattamento ad
una nuova professione (cfr. SVR 1995 UV no. 35 pag. 106 consid. 5b; e contrario
sentenza già citata del 4 aprile 2002
 in re W. consid. 4a-d).

 

Inoltre se è vero che vanno indicate possibilità di
lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice non vanno poste
esigenze esagerate.

È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti
permettano di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità. In
proposito va rilevato che questa Corte ha in particolare già ritenuto corretto
il rinvio ad attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori
leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza (VSI 1998 pag. 296
consid. 3b; si veda nuovamente sentenza del 4 aprile 2002 in re W. consid. 4c).

 

Certo, non si misconoscono gli sforzi e gli
inconvenienti che la messa a profitto della residua capacità lavorativa
dell'interessata comporterà.

Tuttavia, essi non appaiono sproporzionati né
inesigibili, ricordato altresì che per un principio generale del diritto delle
assicurazioni sociali l'assicurato ha l'obbligo di intraprendere tutto quanto
può da lui essere ragionevolmente preteso per ovviare nel miglior modo
possibile alle conseguenze delle sue affezioni invalidanti (DTF 127 V 297
consid. 4b/cc; DTF 113 V 28 consid. 4a e riferimenti; cfr. anche DTF 115 V 52
consid. 3d e 114 V 285 consid. 3).

In quanto infondato su questo punto il ricorso di
P.________ va quindi respinto. (…)."

 

                                         In
concreto, tenuto conto degli aspetti ortopedici e vista la
giurisprudenza appena esposta, questo TCA ritiene che sul mercato del lavoro
equilibrato che entra in considerazione vi sono delle attività esigibili da
parte dell’assicurato. Specialmente nell’ambito industriale, ma anche nel
settore delle prestazioni di servizio, vi sono, in effetti, delle attività di
mera sorveglianza – fisicamente assai leggere – che non presuppongono
particolari attitudini intellettuali e che possono essere
svolte sia in posizione seduta che eretta (per es. attività d’incasso,
d’assemblaggio, di confezione prodotti, di controllo ecc.) con la possibilità
anche di variare frequentemente la postura.

 

                                         L’amministrazione partendo da un reddito da
valido di 42’120 (riferito al 2003) e di un reddito da invalido di fr. 35’735
(2003), calcolato in base alle tabelle RSS, ha stabilito un grado d'invalidità
del 15% (doc. AI 14-3).

L’assicurato
non ha contestato tali redditi.

 

                                         Ora,
con riferimento al reddito da invalido da prendere in considerazione al
momento di operare il raffronto dei redditi, va fatto presente che,
conformemente ad una recente giurisprudenza, il TFA ha stabilito che sono
esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i
dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1
dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei
valori in relazione alle grandi regioni (STFA 12 ottobre 2006 nella causa S., U
75/03, e del 5 settembre 2006 nella causa P., I 222/04).

                                         Pertanto,
nella determinazione del reddito da invalido occorre d’ora in poi applicare i
valori nazionali (Tabella TA1) e non più quelli regionali (Tabella TA13) come
sin’ora confermato dal TCA.

 

                                         Tale
circostanza non ha alcuna ripercussione sul caso in esame. Essendo i valori
nazionali maggiori di quelli regionali, il grado d’invalidità risulterebbe inferiore
al 15%, tasso stabilito in base alla tabella TA13; in entrambi i casi il tasso
d’inca-pacità al guadagno risulta essere inferiore al 40%, percentuale che dà
diritto a una rendita e al 20%, percentuale richiesta per poter beneficiare di una
riformazione professionale.

 

                             2.10.   L’assicurato
ha chiesto che venga esperita una perizia medica da parte di un medico del
lavoro e di sentire quali testi il dr. __________ e il dr. __________ (doc.
VI).

 

                                         Questo
Tribunale ritiene la documentazione medica agli atti sufficiente per valutare
l’incapacità al guadagno dell’assicura-to, sino all’emanazione del querelato
provvedimento, senza che si renda quindi necessario l’esperimento di ulteriori
accertamenti richiesti dalla ricorrente.

                                         Al
riguardo, va fatto presente che se l'istruttoria da effettuare d'ufficio
conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre
prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II
consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente
all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2003 IV Nr. 1 pag. 1
consid. 2; SVR 2001 IV Nr. 10 pag. 28 consid. 4b;
riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         In
concreto, la fattispecie risulta sufficientemente chiara, senza che si renda necessario
l’esperimento di ulteriori accertamenti. La richiesta dell’assicurato non può
quindi essere accolta.

 

                             2.11.   Deve
essere, infine, esaminato se l'assicurato può essere posto al beneficio dell'assistenza
giudiziaria e del gratuito patrocinio, come da lui implicitamente richiesto
(doc. I).

 

                                         Ai
sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere
garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano,
il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale norma di legge
rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS, rimasto
in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva che l’autorità di
ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare, se del caso,
l’assistenza giudiziaria. L’art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i
presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria si
esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa
indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362; Kieser, ATSG-Kommentar,
2003, Art. 61 N. 86 p. 626).

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria -
rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (Kieser, op. cit., Art. 61 N.
88s) - sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno (cfr. anche
art. 3 Lag), se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato
(cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; DTF 125 V 202 e 372 con
riferimenti).

 

                                         Nella
specie, la domanda d’assistenza giudiziaria va accolta.

 

                                         In
data 6 marzo 2006 l'Ufficio __________
ha comunicato al TCA che l'assicurato riceve prestazioni da parte della
pubblica assistenza (doc. IV).

                                         In
simili condizioni il ricorrente deve quindi essere considerato indigente.

                                         L'assicurato
non deve quindi essere ritenuto in grado di sostenere le spese legali.

 

                                         Va
poi considerato che anche le altre condizioni poste dalla legge e dalla giurisprudenza
appaiono adempiute: l’assi-curato non dispone delle necessarie conoscenze
giuridiche, per cui l’intervento di un rappresentante, in casu l’avv. RA 1,
appare senz’altro giustificato e le argomentazioni ricorsuali non apparivano
palesemente destituite di fondamento.

 

                                         Pertanto il TCA ritiene che nella fattispecie siano soddisfatti i
requisiti cumulativi per la concessione dell'assistenza giudiziaria a favore
dell'assicurato.

                                         Il
gratuito patrocinio va quindi concesso, riservato l'eventuale obbligo di
rimborso, qualora la situazione economica dell'assicurato dovesse più tardi
migliorare (cfr. art. 61 lett. f LPGA; Kieser, Kommentar ATSG, 2003, ad art.
61, n. 93; cfr. art. 9 Lag; relativamente al gratuito patrocinio nella
procedura davanti al TFA cfr. art. 152 cpv. 3 OG; STFA del 15 luglio 2003 nella
causa S., I 569/02, consid. 5; STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U
234/00, consid. 5a, parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301,
consid. 6).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   L'istanza
tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio
è accolta.

 

                                   3.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Gianluca
Menghetti