# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 828cb68a-75ee-5425-8151-458735b50ed0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-09-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.09.2015 36.2015.52
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2015-52_2015-09-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  36.2015.52 + 60

   

  ir/gm

  	
  Lugano

  8 settembre 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

statuendo sul ricorso del 11 luglio 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1  e

  RI 2 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 16 giugno 2015 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle
  prestazioni, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione sociale contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con atto pervenuto alla Cassa
cantonale di compensazione AVS AI IPG l’11 giugno 2014 RI 1 (1953) ha chiesto,
unitamente alla moglie RI 2 (1958), di essere posto al beneficio della
riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie per il
2015. I coniugi __________ sono genitori di una figlia, __________ (1982), e di
un figlio, __________ (1987), che vivono indipendentemente dai genitori. I
coniugi __________ hanno conseguito redditi computabili complessivi (riportati nella
tassazione 2012 allegata al doc. 1) per CHF 65'245.

 

                                         Il 20 novembre 2014 la
Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG ha respinto la domanda dei coniugi __________,
parallelamente ha concesso al figlio __________ la riduzione del premio (doc. 2
e 12). Il successivo 1° dicembre 2014, per conto della madre RI 2 in
particolare, __________ si è rivolta all’amministrazione lamentando il contenuto
della decisione. Essa ha evidenziato come la madre, in malattia da 5 mesi, non
conseguisse il pieno salario ma un’indennità per perdita di guadagno pari
all’80% del reddito (doc. 3).

 

                                         Dal canto suo anche RI 1
si è rivolto alla Cassa, con lettera pervenuta il 9 dicembre 2014, segnalando anch’egli
che la moglie, dal 3 luglio 2014, in conseguenza ad un intervento alla mano, è
“in malattia e prende 80% dello stipendio” producendo anche la
tassazione 2013 e segnalando le difficoltà economiche (doc. 4).

 

                                         Dopo avere verificato il
calcolo eseguito sulla base dei dati in suo possesso (doc. 5) la Cassa cantonale
di compensazione AVS AI IPG ha formalmente confermato agli assicurati, il 12
gennaio 2015 (doc. 6), la ricezione dei reclami.

 

                               1.2.   Il 9 aprile 2015 l’amministrazione
ha trasmesso ai signori __________ uno scritto chiedendo di produrre
determinate informazioni ed elementi a sostegno delle entrate (doc. 7), ciò che
gli assicurati hanno fatto mediante l’invio di un plico pervenuto il successivo
29 aprile 2015 (doc. 8). Essi hanno in particolare prodotto una serie di
conteggi di salario di RI 1 (allestiti dal datore di lavoro gerente dell’__________
di __________) indicanti versamenti varianti tra i CHF 3'489 ed i CHF 3'623.60
nel periodo settembre 2014 – febbraio 2015 ed attestazione relativa ai redditi
di RI 2 durante il periodo da novembre 2014 a marzo 2015, indicante salari netti
variabili tra i CHF 244.25 ed i CHF 870.40. Inoltre, ancora per RI 2, sono
stati prodotti i conteggi di stipendio dell’__________ di __________ per il
periodo da ottobre 2014 a marzo 2015, indicanti un guadagno netto mensile di
CHF 927.50.

 

                                         I coniugi __________ hanno
ulteriormente prodotto alla Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG la
decisione di tassazione 2013 (da cui emergono redditi complessivi per CHF
34'404) e le attestazioni dei saldi (al 31 dicembre 2014) delle loro relazioni
bancarie (complessivamente CHF 16'550 ca.).

 

                                         Dopo avere eseguito nuovi
calcoli (doc. 9) l’amministrazione ha emanato una decisione su reclamo il 16
giugno 2015 (doc. 10)  in cui ha ritenuto un reddito complessivo di CHF 59'870
composto dal salario medio del signor __________, per complessivi CHF 43'324 al
netto dei contributi sociali, ed un salario medio, su base annua, percepito
dalla signora RI 2 di CHF 16'546, nessuna quota della sostanza è stata
considerata in base alla tassazione applicabile. Da questi redditi sono stati
dedotti i premi medi di riferimento e le spese professionali per salariati per
un reddito disponibile totale di CHF 46'120.

                                         L’amministrazione ha
determinato il reddito massimo che consente l’attribuzione di una riduzione del
premio in CHF 44'288,40 inferiore al reddito disponibile computabile ai signori
__________ ed ha quindi confermato il rifiuto della riduzione del premio.

                                         

                               1.3.   Con ricorsi dell’11 luglio
2015 aventi il medesimo tenore RI 1 e RI 2 contestano la decisione su reclamo.
Essi ribadiscono il cambiamento di situazione economica dell’unità di
riferimento, per la malattia che ha colpito la signora RI 2 dal luglio 2014, e
concordano con la necessità di accertare il loro diritto alla riduzione dei
premi al di fuori della tassazione applicabile (in casu quella del 2012). I
ricorrenti lamentano però il fatto che l’amministrazione non abbia preso in
considerazione “i dati forniti al momento della contestazione della prima
decisione, ossia quando la situazione economica della famiglia era ormai
mutata, ragion per la quale è stato infatti presentato formale ricorso (e
accettata dunque una rivalutazione della decisione). Inoltre, il RD indicato
(pari a fr. 46'120.-) appare risultato da un calcolo che considera come totale
dei redditi dell’unità di riferimento una somma pari a fr. 59'870.- (v. punto
a)). Quest’ultima cifra non rispecchia la situazione economica reale (e
comprovata) attuale!”.

                                         Con il ricorso è lamentato
che il salario su base annua accertato dall’amministrazione sia errato e non
corrispondente a quanto “realmente / attualmente percepito dalla signora RI
2”. Il rapporto di collaborazione della signora RI 2 con la __________
(collaborazione a ore con salario variabile) è stato disdetto. Sempre con il
gravame gli assicurati evidenziano che “attualmente la signora RI 2 continua
ad essere parzialmente inabile al lavoro per motivi di salute” comprovando tale
assunto mediante la produzione di documentazione medica.

 

                                         L’atto è stato trasmesso
all’amministrazione per la formulazione della risposta di causa (del 16 luglio
2015, doc. IV) prodotta, con gli atti completi, il 31 luglio 2015 (doc. V). Nell’allegato
di risposta l’amministrazione precisa quanto, per completezza, occorre
riportare in esteso:

 

" (…)

Il figlio maggiorenne __________ (01.08.1987) non è incluso
nell'UR dei genitori dal momento che lo stesso non è considerato quale persona
sola economicamente dipendente ai sensi degli artt. 27 LCAMal e 11 Reg. LCAMal.
Nel caso specifico, il totale dei redditi registrato nella notifica di
tassazione 2012 del figlio __________ ammonta a fr. 17484.- (valore riportato
al punto 9 della notifica di tassazione applicabile) ed è superiore al limite
di fabbisogno esistenziale definito ai sensi della legge sull'armonizzazione e
il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), che attualmente ammonta a
fr. 17'368.-.

 

(…)

 

Secondo gli accertamenti effettuati dalla Cassa (cfr. doc. 7-9) e,
soprattutto, tenuto conto della nuova documentazione allegata al ricorso …
risulta infatti possibile definire il diritto alla RIPAM secondo quanto
previsto dal cpv. 2 del citato art. 30 LCAMal, che prevede la possibilità di
accertare il diritto alla RIPAM al di fuori, o in assenza, dei dati relativi al
periodo fiscale determinante, dal momento che durante l'anno 2015 si sono
manifestate le seguenti situazioni previste all'art. 14 Reg. LCAMal:

 

a) periodo gennaio - aprile 2015: diminuzione del reddito
da lavoro della signora RI 2 rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione
fiscale determinante, nel caso concreto quella relativa all'anno 2012, a
seguito di malattia;

 

b) periodo maggio - dicembre 2015: ulteriore diminuzione
del reddito da lavoro della signora RI 2 rispetto al relativo dato desunto
dalla tassazione fiscale determinante (sempre quella relativa all'anno 2012), a
seguito della disdetta del rapporto di lavoro da parte del datore __________.

 

(…)

 

a) periodo gennaio – aprile 2015 (cfr. doc. 13)

 

    a)    Totale dei redditi dell’unità di riferimento1          fr.        59’994.-

    b)    Quota parte della sostanza2                               fr.                
0.-

    c)    Premi medi di riferimento dell’UR3                    fr.        -
9'750.-

    d)    Contributi sociali obbligatori4                              fr.              
- 0.-

    e)    Pensioni alimentari pagate (per figli ed ex-

           coniuge)                                                             fr.              
- 0.-

    f)     Spese professionali per salariati5                       fr.        -
4'000.-

    g)    Spese per interessi passivi6                               fr.              
- 0.-

           Reddito disponibile di riferimento (RD)7      fr.        46'244.-

 

(…)

 

b) periodo maggio - dicembre 2015 (cfr. doc. 14)

 

    a)    Totale dei redditi dell’unità di riferimento1          fr.        58’065.-

    b)    Quota parte della sostanza2                               fr.                
0.-

    c)    Premi medi di riferimento dell’UR3                    fr.        -
9'750.-

    d)    Contributi sociali obbligatori4                              fr.              
- 0.-

    e)    Pensioni alimentari pagate (per figli ed ex-

           coniuge)                                                             fr.              
- 0.-

    f)     Spese professionali per salariati5                       fr.        -
4'000.-

    g)    Spese per interessi passivi6                               fr.              
- 0.-

           Reddito disponibile di riferimento (RD)7      fr.        44’315.-

 

(…)

 

Dal momento che in applicazione del nuovo art. 32a LCAMal in
vigore dal 10 gennaio 2015, l'RD dell'UR supera il limite di reddito
disponibile massimo (RDM) per una famiglia senza figli (fr. 44'288.40) sia per
il periodo gennaio-aprile 2015 (RD = fr. 46244.-) sia per il periodo
maggio-dicembre 2015 (RD = fr. 44315.-), non è dunque dato diritto alla RIPAM
per l'anno 2015 (per il calcolo del RDM e relative basi legali cfr. pagg. 5-6,
p.to 4, della decisione su reclamo del 16.06.2015 - doc. 10). (…)”

 

                                         Ai ricorrenti è stata offerta
la possibilità di chiedere l’assunzione di ulteriori prove e di esprimersi sui
fatti di causa il 3 agosto 2015 (doc. VI) cui non è stato dato seguito.

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   A norma dell’art. 76 cpv. 1 e
2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito),
contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima
legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento,
ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono
impugnabili al Tribunale cantonale delle Assicurazioni le decisioni emanate su
reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale
delle Assicurazioni è quindi competente ad esaminarlo nel merito.

 

                               2.2.   I ricorsi introdotti dai
coniugi __________ sono tempestivi, siccome formulati nel termine di 30 giorni
dall’intimazione della decisione su reclamo. Le impugnative del medesimo tenore
presentano una ricapitolazione dei fatti completa, motivazioni compiute e conclusioni
chiare, ponendo in discussione il reddito disponibile calcolato
dall’amministrazione e domandando esplicitamente il riconoscimento dell’aiuto
sociale postulato. I ricorsi sono pertanto ricevibili in ordine.

 

 

 

                                         Nel merito

 

                               2.3.   Con l'inizio del 2012 sono
entrate in vigore in Ticino le nuove norme relative al modello di riduzione dei
premi dell’assicurazione contro le malattie. Il legislatore ha infatti voluto
modificare la legge di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997 passando dal
precedente sistema di concessione dei sussidi, basato su un modello scalare che
faceva riferimento all’imponibile cantonale, ad un sistema che pone alla base
il reddito complessivo contenuto nella decisione applicabile secondo l’annuale
decreto del Consiglio di Stato (art. 40 LCAMal), per definire un reddito
disponibile calcolato in maniera semplificata per la successiva determinazione
del diritto alla riduzione del premio (RIPAM qui di seguito). Le nuove norme
tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle
RIPAM alla realtà sociale e vogliono considerare maggiormente la diversa
capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle
loro dimensioni. Il sistema adottato non vuole però solo ad evitare “gli
effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere conto della
reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di
base … con l’introduzione del premio medio di riferimento” (PMR qui di
seguito) che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata
precedentemente ritenuta.

 

                                         Le nuove regole tendono
all’adempimento degli obiettivi di politica sociale cantonale dettati dalla
Laps (legge sull’armonizzazione ed il coordinamento delle prestazioni sociali
del 5 giugno 2000) e fanno riferimento specifico a tale legge per la fissazione
del fabbisogno minimo che serve a determinare l’entità dell’aiuto sociale.

 

                                         Va ribadito che è il
Cantone che accorda le riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria
delle cure medico sanitarie (art. 23 LCAMal) e che le nuove norme mantengono il
principio di concedere la RIPAM, tranne per le particolari situazioni dei
beneficiari di prestazioni complementari AVS ed AI nonché di prestazioni Laps
(art. 42 e 43 LCAMal), a fronte della presentazione di un’istanza scritta (art.
25 LCAMal) accompagnata dalla necessaria documentazione. Per gli assicurati
tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio inoltrata entro la
fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è richiesto.

 

                                         Per la determinazione
della cerchia di assicurati da considerare per il calcolo della riduzione del
premio si deve far capo al concetto di unità di riferimento (UR qui di seguito).
La stessa è, di regola, costituita dall’unità riconosciuta a livello fiscale
(art. 26 cpv. 2 LCAMal). I coniugi separati senza figli minorenni conviventi
sono ritenuti persone sole mentre i partners conviventi, se data una convivenza
stabile, costituiscono un’unica unità di riferimento (UR qui di seguito). Per
l’art. 27 LCAMal fanno parte dell’UR anche le persone maggiorenni, purché non
coniugate, senza figli e di età non superiore a 30 anni, il cui totale dei
redditi registrati nella tassazione applicabile non sia superiore ai limiti del
fabbisogno esistenziale definito dalla Laps.

 

                                         Per quanto attiene al
premio riconosciuto l’art. 28 LCAMal ritiene un premio per ogni assicuratore,
premio che è determinato per ogni possibile categoria di assicurati a norma
dall’art. 61 cpv. 3 LAMal secondo cui per gli assicurati che non hanno ancora compiuto
i 18 anni (minorenni), l’assicuratore deve fissare un premio più basso rispetto
a quello degli assicurati d’età superiore (adulti) ed è legittimato a fare
altrettanto nel caso di assicurati che non hanno ancora compiuto i 25 anni
(giovani adulti). Il PMR è calcolato a partire dalla media ponderata dei premi
approvati dal Dipartimento federale dell'interno (DFI) considerando una
franchigia ordinaria (e quindi minima di legge) e comprensivo del rischio
infortunio ed è costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti e del
numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore, ripartiti
per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il PMR è determinato
annualmente dal Consiglio di Stato per ogni singola categoria di assicurati
prevista dalla LAMal (art. 40 LCAMal).

 

                                         Alla base del diritto alla
riduzione del premio è stato posto il reddito di riferimento che è dedotto dai
dati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni singolo
anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal). La legge
rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di
accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati
relativi al periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza viene
fissata sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel suo
annuale decreto. Per questa ultima ipotesi occorre fare riferimento alla
situazione che emerge dall’ultima tassazione che precede la donazione o
cessione in usufrutto. Il regolamento di applicazione della legge (RLCAMal del
29 maggio 2012, pubblicato sul BU il 

                                         1 giugno successivo,
regolamento che ha sostituito il precedente del 5 aprile 2011 entrato in vigore
il 1 gennaio 2012 che a sua volta aveva abrogato il previgente regolamento del
13 novembre 2007 tranne eccezioni che qui non giova evocare), all’art. 16,
prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il
periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento vengano
considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati
nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto
sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è
ridotto annualmente di CHF 10'000.00.

 

                                         L’art. 31 LCAMal definisce
il reddito disponibile. Lo stesso è frutto di un calcolo che parte dal reddito
lordo, ovvero la somma di tutti i redditi dell’unità di riferimento secondo la
LT, cui va aggiunto un quindicesimo della sostanza netta ritenuta nella
tassazione. Contrariamente al diritto previgente non viene più ritenuta
franchigia per la sostanza. Dall’importo così calcolato sono ammesse le precise
e specifiche deduzioni che vedremo nelle considerazioni successive per giungere
al reddito disponibile semplificato (RDS qui di seguito).

 

                                         Per determinare quindi il
parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si deve stabilire
il RDS che si fissa partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione di
tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal
Consiglio di Stato, maggiorato della quota parte della sostanza computabile,
dedotti i valori riconosciuti dalla legge in deduzione. L’amministrazione si
basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che
consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elaborazione
del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario
acquisire ulteriori informazioni dall’assicurato medesimo o tramite terzi.

 

                                         Dall’importo del reddito
complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente
riconosciute dall’art. 31 cpv. 2 LCAMal. La legge ha fissato in maniera
esaustiva e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia
fatto, gli importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della
Commissione della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che
riprende il Rapporto 15 settembre 2009 DSS pag. 17). Il legislatore ha ammesso
specifiche spese in deduzione dal reddito omettendone altre seguendo
sostanzialmente il criterio della necessità della spesa e del suo vincolo.

 

                                         La legge annovera in
deduzione il premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro
le malattie determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR, in merito si
veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI,
IPG, AD, AINP e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali
(secondo la LT ma fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le spese per
interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT ma sino ad un importo
massimo di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto, altri premi
assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto),
imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni
nell’ambito della LAMal), rispettivamente spese di gestione e manutenzione
immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per
doppia economia non sono considerate nel testo legale.

 

                               2.4.   Determinato quindi il RDS
riferito all’unità di riferimento (UR qui di seguito) istante, e quindi dopo
avere dedotto dal reddito lordo le spese vincolate riconosciute, l’importo va
raffrontato ad un limite determinato dalla legge mediante richiamo dei principi
contenuti nella Laps, cifra variabile a dipendenza della dimensione dell’UR, e
dipendente dalla conformazione stessa dell’unità di riferimento. Dal 2015 è
entrata in vigore infatti una modifica delle norme della legge per cui
l’amministrazione deve determinare il reddito disponibile massimo che consente
una riduzione del premio dell’assicurazione contro le malattie. Questo reddito
disponibile massimo (RDM qui di seguito), per le unità di riferimento senza
figli a carico, come quella del ricorrente, è definito come segue:

 

                                         RDM = costante del 3.4 x
50% del limite di fabbisogno, senza computo della pigione, ai sensi della legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) del 5
giugno 2000 applicabile all’unità di riferimento.

 

Per le unità di riferimento che
hanno figli a carico la formula prevede una costante maggiore (3,9) sulla quale
ha comunque incidenza il numero dei figli, sempre moltiplicata per il 50% del
reddito limite del fabbisogno esclusa la pigione. La formula è così espressa
nella legge:

 

 

                                         Le
due formule adottate dal legislatore appaiono ermetiche. Esse fanno riferimento
ai valori ritenuti all’art. 10 Laps (considerato per il suo 50%), e ritengono
due valori costanti del 3.4 e del 3,9.

 

Nel corso dei lavori
preparatori (Messaggio 6982 del 10 settembre 2014 relativo alla modifica della
Legge cantonale di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997) l’esecutivo
cantonale ha voluto inserire nella legge un “limite esplicito … (che) non
dipende dai PMR … L’introduzione di questo nuovo parametro consente … di non
far aumentare o quantomeno contenere l’aumento del numero dei beneficiari, nei
redditi alti, a dipendenza dell’aumento dei premi di cassa malati. Il RDM
interessa ovviamente le fasce alte di reddito, di modo che la sua introduzione
equivale a prevedere dei criteri di esclusione … per queste situazioni
reddituali”.

(Messaggio citato, p. 13).

 

Posto il principio di fissare
un reddito disponibile massimo il Messaggio ha indicato la volontà di sostenere
maggiormente le persone con figli a carico: “Dopo vari approfondimenti
d’impatto sulle differenti tipologie di UR, si ritiene di dover considerare
maggiormente le UR con figli a carico, perciò le famiglie monoparentali e
biparentali, piuttosto che le persone sole o le coppie senza figli”.

(Messaggio citato, p. 13).

 

Da queste considerazioni è nata
la scelta di proporre due formule di calcolo diverse e due diversi parametri
per determinare il RDM, a dipendenza della presenza di figli. Sono quindi state
proposte una costante del 3.4 per le persone sole e le coppie senza figli
computabili, e del 3.9 in caso di presenza di figli. Sempre nel suo messaggio
(p. 13) il Consiglio di Stato ha considerato che la riduzione dei premi: “è
una prestazione coordinata ai sensi della Laps …, il RDM è calcolato come un
multiplo del 50% del limite di RDLaps; per le UR con figli il multiplo aumenta
in funzione del numero di figli”.

 

Per la determinazione della
costante l’esecutivo ha presentato nel Messaggio (p. 14 e 15) specifiche
tabelle di verifica dell’impatto del calcolo ed ha considerato come il “valore
delle costanti … influenza l’importo del RDM: tanto minore è il valore della
costante, (quanto) minore è … l’importo del RDM e, di conseguenza, diminuisce 
anche il numero dei beneficiari con redditi alti”. La Tabella 2 (fonte IAS)
illustra i limiti di reddito massimo disponibile per tipologia di unità di
riferimento secondo la modifica di legge proposta (e poi accettata il 3
novembre 2014) ed il sistema precedente, con una chiara diminuzione dei redditi
massimi, più elevata per le coppie e le famiglie monoparentali.

 

In sostanza le costanti scelte
dal Parlamento, e che il Consiglio di Stato è abilitato a modificare per ogni
anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c LCAMal, sono il frutto di una
valutazione operata dal legislatore e che ha considerato redditi e composizione
dell’UR, per determinare importi massimi al di sopra dei quali la riduzione del
premio è esclusa, compatibili (anche se inferiori) rispetto al passato e
conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che vuole un aiuto sociale non solo a
chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.

 

Se dal raffronto tra il reddito
disponibile calcolato come indicato nelle considerazioni precedenti, ed il RDM,
quest’ultimo è superiore al valore del primo l’unità di riferimento non ha
diritto alla riduzione del premio. Se, al contrario, ne è inferiore, allora
sarà necessario all’amministrazione calcolare la riduzione determinandone
dapprima il valore normativo (teorico) mediante l’applicazione della seguente
formula:

 

[PMR - ( PMR/RDM2 x RD2)]

 

Dove l’acronimo
PMR sta per premio medio di riferimento, e RD sta ad indicare il reddito
disponibile. Calcolato il valore della riduzione con questo calcolo
l’amministrazione dovrà determinare l’importo effettivo della riduzione
applicando al valore normativo determinato il coefficiente di finanziamento
cantonale cifrato nel 73,5%.

 

                               2.5.   Per l’art. 32a LCAMal la
riduzione dei premi è accordata fino al raggiungimento di un reddito disponibile
massimo (RDM) che è, come detto, calcolato, per le unità di riferimento formate
da coppie senza figli, nel seguente modo:

 

"costante del 3.4 x 50% del limite di fabbisogno, senza
computo della pigione, ai sensi della legge sull’armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali (Laps) del 5 giugno 2000 applicabile all’unità di
riferimento”

 

Per accertare l’importo del RDM
è quindi necessario definire il fabbisogno, ciò che avviene attraverso l’art.
10 Laps e dipende dalla composizione dell’UR. Si vedano in merito le STCA
36.2012.71 in re V. del 21 gennaio 2013 e 36.2012.20 in re M. del 13 agosto
2012; la STCA 36.2012.14 del 3 settembre 2012 in re F. pubblicata in RtiD 2013
I pag. 44 e segg. no. 11, la STCA 36.2014.6 in re N. del 15 maggio 2014 e la
STCA 36.2014.78 del 2 febbraio 2015 in re D.V. ed A., consid. 2.12, dove questa
Corte ha ritenuto quanto segue:

 

“l’art.
10 Laps fissa nel seguente modo la soglia di intervento:

 

a)   per il titolare del diritto: importo
corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI per la persona sola

b)   per la prima persona supplementare dell’unità di
riferimento: importo corrispondente alla metà del limite minimo previsto dalla
legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI per la persona sola

c)   per la seconda e la terza persona supplementare
dell’unità di riferimento: importo corrispondente al limite minimo previsto
dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI per il primo
figlio

d)   per la quarta e quinta persona supplementare
dell’unità di riferimento: importo corrispondente al limite minimo previsto
dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI per il terzo
figlio

e)   per la sesta e ogni ulteriore persona
supplementare dell’unità di riferimento: importo corrispondente al limite
minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI
per il quinto figlio.

 

Per
limiti minimi secondo la legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI si intende:

a)
  fr. 16’540.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a);

b)
  fr.   8’270.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. b);

c)
  fr.   8’680.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. c);

d)
  fr.   5’787.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d);

e)
  fr.   2’893.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e).

 

I
limiti dell’art. 10 cpv. 2 vengono adeguati contemporaneamente ai limiti della
legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI e nella misura
dell’incremento deciso dall’autorità federale per le prestazioni complementari
all’AVS/AI.”

 

La prassi del Tribunale
cantonale delle Assicurazioni (STCA 36.2014.78 del 2 febbraio 2015 in re D.V.
ed A., consid. 2.12) ricorda che il legislatore ha – tramite la Laps –
accostato i valori di calcolo della LCAMal a quelli della legislazione in
materia di prestazioni complementari, non senza dimenticare che una fetta
importante dei beneficiari della riduzione del premio dell’assicurazione
obbligatoria delle cure è parallelamente beneficiario di PC (e gode di
trattamento di favore per le modalità di ottenimento della riduzione).

 

Con riferimento al cpv. 3
dell'art. 10 Laps, che impone l’aggiornamento dei valori del fabbisogno, va
ricordato che l’Ordinanza 09 del Consiglio Federale datata 26 settembre 2008
sugli adeguamenti all’evoluzione dei prezzi e dei salari nell’AVS/AI/IPG
prevedeva un incremento del 3,2% rispetto all’anno precedente mentre
l’incremento dell’Ordinanza 11 è dell’1.8% (art. 3 cpv. 2). Queste percentuali
non sono altro che l’arrotondamento del tasso percentuale tecnico calcolato del
3.1674% e del 1,7543%. La giurisprudenza ha chiarito, “alla luce della
comunicazione acquisita presso l’UFAS (lettera 24 luglio 2012 destinata alla
Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG, Bellinzona) che l’aumento
percentuale reale delle rendite non corrisponde al tasso indicato dal CF che
non viene quindi letteralmente applicato dall’amministrazione. Gli importi
delle rendite subiscono infatti un arrotondamento. Nell’ambito della RIPAM la
Cassa ha applicato il tasso percentuale tecnicamente calcolato dal raffronto
degli importi” delle rendite vecchiaia singole minime (STCA 36.2012.33 del 4
settembre 2012 riassunta in RtiD 2013 I pag. 63 e 64 no. 12 e STCA 36.2012.71
del 21 gennaio 2013 consid. 2.7.). 

 

Con Ordinanza 13 del 21
settembre 2012 sugli adeguamenti all’evoluzione dei prezzi e dei salari
nell’AVS/AI/IPG il Consiglio Federale ha previsto un incremento (arrotondato)
dello 0,9% ma che in realtà assomma allo 0,86209, mentre con Ordinanza 15 sugli
adeguamenti all'evoluzione dei prezzi e dei salari nell'AVS/AI/IPG del 15
ottobre 2014 l’adeguamento è dello 0,4%. Anche in questo caso si tratta di
percentuale arrotondata, il calcolo effettivo dell’adeguamento è dello
0,42735%.

 

La Cassa deve rifarsi, in applicazione
dell’art. 18 RLCAMal, al limite di fabbisogno minimo ai sensi della Laps
corrispondente a quello valido per l’anno precedente all’anno di competenza.
Nel caso concreto al 2014 trattandosi del sussidio riferito al 2015.

 

L’importo considerato dall’amministrazione
per l’UR composta dai ricorrenti, è aggiornato ai valori del biennio 2011 e
2012, ma non ai valori del 2013 e 2014 in applicazione dell’Ordinanza 13
citata. L’amministrazione ha correttamente determinato il valore del fabbisogno
in applicazione delle norme transitorie della Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali che, all’art. 37 cpv. 5, prevede come,
in “deroga all’art. 10, per gli anni 2013 e 2014, fanno stato i limiti
previsti dalla legge per gli anni 2011 e 2012”. La norma in questione è
stata approvata dal Parlamento mediante legge del 20 dicembre 2012 in vigore
dal 15 febbraio 2013 (BU 2013 p. 94).

 

In concreto dunque la Cassa cantonale
di compensazione AVS AI IPG ha cifrato correttamente il fabbisogno. I valori
limite della prima persona supplementare e del titolare del diritto (per
riprendere i termini dell’art. 10 cpv. 1 Laps) aggiornati al 2011/2012
assommano a CHF 26'052 complessivamente. Ne deriva che il reddito determinante
massimo in concreto è il seguente:

 

RDM
= 3.4 x reddito limite Laps senza computo della pigione/2

 

e quindi:

 

RDM
= 3.4 x 26’052/2 = 44'288,40

 

                               2.6.   Dai lavori preparatori tesi
all’adozione delle norme poi divenute effettive il 1° gennaio 2012, discende
che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora l’amministrazione)
farà capo alla decisione di tassazione del periodo determinato dal Consiglio di
Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS. Va sin d’ora osservato che,
come rammentato nelle STCA 36.2015.78 del 2 febbraio 2015; 36.2011.31 del 9
settembre 2011, 36.2011.32 del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del 16 giugno 2011,
36.2008.163 del 4 febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre 2008, fra le
ultime in ordine di tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e 36.03.91 del 29
marzo 2004 fra le prime come: "per costante giurisprudenza di codesto
TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. L'amministrazione
è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di tassazione. E' possibile
scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo se la stessa
contiene errori manifesti e debitamente comprovati. … l'assicurato deve
innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto
concerne i contributi delle assicurazioni sociali". Salvo casi
eccezionali, che ancora le norme del regolamento riservano (art. 14 RegLCAMal
del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13
novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal) ove viene eseguito un nuovo calcolo
autonomo indipendente dalla decisione di tassazione, sia l’amministrazione che
il Tribunale cantonale delle Assicurazioni debbono attenersi alla decisione di
tassazione fissata dal Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.

 

                                         Costante prassi di questo
Tribunale cantonale delle Assicurazioni, già adottata sotto l’egida della
normativa in vigore sino a fine 2011, vuole che l’amministrazione sia tenuta ad
applicare la tassazione decisa dall’esecutivo e, quando ciò non sia possibile,
per il difetto dell’attualità dei dati, l’amministrazione deve accertare i dati
relativi alla capacità economica dell’assicurato o degli assicurati formanti
l’unità di riferimento (UR qui di seguito), manualmente e non può – salvo che
per l’accertamento della sostanza (art. 14 cpv. 3 RLCAMal) – far capo a una
tassazione diversa, ance se successiva.

 

                                         In altri termini, come
rammenta il tenore dell’art. 14 cpv. 1 RLCAMal, la Cassa deve procedere
all’accertamento manuale del reddito quando sia adempiuta una delle condizioni
seguenti:

 

                                         a)   persone
soggette all’imposta alla fonte e persone soggette all’obbligo d’assicurazione
svizzero in forza dell’Accordo CH/CE sulla libera circolazione delle persone o
dell’Accordo di emendamento della Convenzione istitutiva dell’AELS, non tassate
in Svizzera; 

                                         b)   persone
domiciliate che, al momento dell’istanza, non dispongono di alcuna tassazione
fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo
fiscale determinante; 

                                         c)
  decesso del coniuge o del partner registrato; 

                                         d)   divorzio
o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, scioglimento dell’unione
domestica registrata; 

                                         e)   cessazione
totale dell’attività lucrativa a seguito di pensionamento, infortunio e/o
malattia, maternità/paternità; 

                                         f)    cessazione
totale dell’attività lucrativa a seguito di riqualificazione o perfezionamento
professionale; 

                                         g)   cessazione
totale dell’attività lucrativa a seguito di disoccupazione; 

                                         h)   persone
sole conformemente all’art. 11 cpv. 1 del presente regolamento che hanno
iniziato un’attività lucrativa dopo avere terminato la prima formazione.

 

                                         La Cassa procede invece
mediante l’accertamento manuale del diritto alla RIPAM, e quindi stabilisce
manualmente i parametri economici al di fuori dei dati accertati a livello
fiscale, quando ne sia richiesta dall’assicurato nelle seguenti circostanze:

 

                                         a)   cessazione
parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g)
del capoverso 1; 

                                         b)   diminuzione
delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle
assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al
relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante; 

                                         c)   diminuzione
del reddito da lavoro (da attività dipendente o indipendente) per altri fattori
oltre a quelli indicati alla lett. a), rispetto al relativo dato desunto dalla
tassazione fiscale determinante; 

                                         d)   diminuzione
degli affitti percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione
fiscale determinante; 

                                         e)   diminuzione
importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione fiscale
determinante, se l’utilizzo della sostanza è comprovato e giustificato per
necessità primarie proprie.

 

                                         In queste due
costellazioni comunque la Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG, in caso
di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), ne
accerta i valori tramite l’ultima tassazione fiscale cresciuta in giudicato al
momento dell’istanza.

 

                                         In generale poi va ribadito
che, se non sono dati gli elementi per la determinazione manuale del reddito
disponibile, il giudice, e l’amministrazione, sono vincolati alla tassazione
applicabile. Già sotto l’egida delle norme in vigore sino alla fine del 2011 il
Tribunale cantonale delle Assicurazioni aveva imposto questa prassi mutuata dalla
giurisprudenza federale in tema di determinazione dei contributi in
applicazione della LAVS. Nelle STCA 36.96.79 del 22 maggio 1997; 36.1999.28 del
2 giugno 1999 in re M., 36.2004.91 del 29 marzo 2004 in re S. e nella STCA 36.2004.112 in re E. consid. 2.4., questa Corte ha ritenuto:

 

" Per prassi
di questo TCA ogni tassazione è presunta conforme a realtà e l'amministrazione
ne è vincolata …. In ambito di fissazione dei contributi AVS, per costante
giurisprudenza del TFA si è sempre ritenuto che:

 

"Le casse di compensazione
sono vincolate dalle comunicazioni delle 

autorità
di tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la
decisione della Cassa unicamente dal profilo della legalità. L'autorità
giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a
meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente
emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo
fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi
sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione
del reddito spetta alle autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni
sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione.
L'assicurato esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i
suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi
delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag.
35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45
consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V
130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale federale delle assicurazioni ha
comunque precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione
e per il giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla
determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione
giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993,
p. 242ss)."

 

                                         Non è possibile quindi non
applicare una tassazione emanata per il periodo di riferimento scelto dal
Consiglio di Stato ed applicarne altra, anche se più favorevole all’assicurato.
Se in periodo successivo alla tassazione di riferimento le condizioni
economiche dell’assicurato o dell’UR peggiorano ed è realizzata una delle
ipotesi dell’art. 14 cpv. 1 o 2 RLCAMal l’amministrazione non applica la
tassazione ma accerta d’ufficio manualmente i redditi conseguiti dall’UR. In
difetto di tale costellazione, come detto, la tassazione deve essere applicata.

 

                               2.7.   Come evidenziato l’art. 14
cpv. 3 RLCAMal permette invece all’amministrazione di fare capo ai dati fiscali
dell’ultima tassazione divenuta definitiva e successiva all’anno di computo,
esclusivamente per l’accertamento dell’entità della sostanza e del reddito
prodotto dalla stessa e ciò salvo eccezioni che qui non sussistono. Non così
però per i redditi e gli altri dati in genere per i quali è necessario
l’allestimento di un modulo che va trasmesso alla persona interessata al fine
di permettere l’accertamento della situazione più prossima all’anno per il
quale il sussidio è richiesto. L’allestimento di un modulo da parte della persona
o dell’UR interessata ha quale scopo non solo un accertamento più preciso e
puntuale ma anche quello di permettere all’UR interessata di esercitare il suo
diritto di essere sentita (DTF 9C_961/2009 del 17 gennaio 2011 e STCA
36.2012.73 in re E.S. del 5 novembre 2012).

 

Per quanto riguarda invece il
periodo temporale per il quale deve avvenire l’accertamento dei redditi
conseguiti per l’accertamento manuale, deve essere qui fatto riferimento alla
giurisprudenza di questo Tribunale cantonale delle Assicurazioni, che
scaturisce dall’interpretazione dell’art. 65 cpv. 3 LAMal secondo cui 

“I Cantoni provvedono
affinché nell’esame delle condizioni d’ottenimento vengano considerate, su
richiesta particolare dell’assicurato, le circostanze economiche e familiari
più recenti”, già formulata sotto l’egida delle norme ticinesi vigenti sino
a fine 2011. Il TCA ha emanato diverse sentenze sull'accertamento autonomo del
reddito (STCA 11 marzo 2011 inc. 36.2011.1; 19 luglio 2010 inc. 36.2010.66; 27
novembre 2003, inc. 36.2003.84; 26 gennaio 2004, inc. 36.2003.99/112 e inc.
36.2003.116; 24 giugno 2005, inc. 36.2004.132; 3 settembre 2004, inc.
36.2004.92; e 15 febbraio 2006, inc. 36.2006.7) in cui ha sempre confermato
che:

 

" Per
l'accertamento autonomo del reddito l'Ufficio dell'Assicurazione Malattia deve
partire dal reddito lordo conseguito dall’assicurato nel corso del periodo più
prossimo al periodo per il quale il sussidio è richiesto. Infatti il reddito
lordo cui ci si deve riferire è possibilmente quello più recente e percepito
nel corso dell'anno per il quale il sussidio viene richiesto. In questo senso
anche il Messaggio 3 gennaio 1996 del Consiglio di Stato al Gran Consiglio
concernente l'adozione della nuova LCAMal (M 4474 DOS) a pag. 53 secondo cui 

 

" Trattandosi di una sovvenzione di carattere
eminentemente sociale, il sussidio nell'assicurazione contro le malattie, pur
basandosi sui dati fiscali dell'istante, deve comunque tenere conto della
situazione economica più vicina al momento in cui l'assicurato richiede il
sussidio soggettivo."

 

Nell'ottica di tale volontà del legislatore i dati da
considerare per la verifica del reddito sono, se possibile, i dati dell'anno
per il quale il sussidio è chiesto…”.

(STCA 36.2011.1
del 16 marzo 2011 in re F.B., consid. 8)

 

                               2.8.   Detto delle norme che
regolano la materia occorre ora verificare se la Cassa cantonale di compensazione
AVS AI IPG abbia correttamente ritenuto i parametri sia per l’accertamento del
reddito disponibile al di fuori della tassazione applicabile (dell’anno di
computo 2012) e se abbia di seguito correttamente determinato il RDS ritenendo
una cifra superiore al reddito disponibile massimo che consente la riduzione
del premio.

 

                               2.9.   In concreto è senz’altro
corretta la decisione della Cassa di procedere all’accertamento del reddito al
di fuori dei parametri contenuti nella tassazione 2012. La signora RI 2 ha
dapprima visto diminuire il suo reddito da lavoro a seguito del versamento d’indennità
per perdita di guadagno limitate all’80% del salario conseguito, e, di seguito,
essa ha perso l’attività lavorativa. Sono date manifestamente le condizioni del
regolamento che imponevano all’amministrazione di procedere all’accertamento
autonomo del reddito al di fuori della tassazione per la verifica del diritto
alla riduzione del premio.

 

                                         Ne discende che vanno
ritenuti i redditi conseguiti dai coniugi __________ nel 2015, riportandoli su
base annua, come correttamente ha fatto l’amministrazione, e considerando i due
momenti ritenuti dalla Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG ossia quello
della diminuzione dei redditi in seguito al versamento d’indennità per perdita
di salario e quello successivo alla perdita del lavoro. 

 

Con il loro ricorso i signori __________
hanno prodotto ulteriore documentazione utile alle verifiche. Da un lato gli
attestati di salario del signor RI 1 per i mesi di aprile, maggio e giugno
2015. Da questi documenti emerge che l’assicurato percepisce un salario lordo
di CHF 3'800 e mensilmente è pure versata la quota della tredicesima mensilità
(CHF 316,65 lordi, tranne che per aprile: CHF 295,50). Emerge inoltre che per
il mese di aprile 2015 (durante 16 giorni) egli ha conseguito un reddito
inferiore al salario effettivo (- 12%) a seguito di malattia. Gli atti
comprovano un salario netto nel primo semestre 2015 del signor RI 1 di CHF
21'340,75. Su base annua il salario di RI 1 percepito nel primo quadrimestre
del 2015 assomma a CHF 42'438 come determinato dalla Cassa. Il salario
conseguito invece nei mesi di maggio e giugno 2015 riportato su base annua è di
CHF 43'660.

 

RI 2 ha invece percepito dal
maggio 2015 un salario che, riportato su base annua, è di CHF 14'405
comprensivo delle indennità. Questi importi sono inferiori rispetto a quelli
del primo quadrimestre dove l’assicurata aveva conseguito un reddito
complessivo che riportato su base annua è di CHF 17'556.

 

L’amministrazione (doc. V,
risposta di causa del 31 luglio 2015) ricorda che dai redditi cumulativamente
conseguiti dai ricorrenti nei due diversi periodi: CHF59’994 nel primo quadrimestre
2015 e CHF 58'065 nel successivo bimestre del 2015, possono essere unicamente
dedotti gli importi del premio medio di riferimento (CHF 9'750, ossia CHF 9'750
il premio medio di riferimento per gli adulti di CHF 4’875 per ogni membro
adulto dell’unità di riferimento, art. 1 lett. b DE concernente le basi di
calcolo della riduzione dei premi 2015 dell’11 febbraio 2015 pubblicato nella
raccolta delle leggi cantonali RL 6.4.6.1.6.). Oltre a questo importo la Cassa
ha dedotto, per l’UR composta dai due coniugi attivi professionalmente e con
spese professionali non indifferenti, CHF 4'000, un’unica volta per determinare
il reddito disponibile del primo quadrimestre 2015 (su base annua) in CHF
46'244 e per il successivo bimestre (sempre su base annua) in CHF 44'315.

 

                             2.10.   A fronte delle contestazioni dei
ricorrenti bisogna domandarsi se sia corretto, e quindi rispettoso del
principio dell’uguaglianza giuridica sancito all’art. 8 cpv. 1 e 2 Cost. fed.,
il procedere dell’amministrazione. Più specificatamente occorre verificare se
sia corretto dedurre un’unica volta l’importo delle spese professionali
(limitato a CHF 4'000) dal reddito complessivo conseguito dall’UR a fronte di
spese professionali sopportate (in maniera necessaria) per conseguire due distinti
redditi, dal marito e dalla moglie in concreto. In altri termini occorre
domandarsi se la deduzione unica di CHF 4'000 indipendentemente dal numero di
persone che compongono l’UR che lavorano e sopportano spese professionali è
conforme all’art. 8 Cost. fed..

 

                                         L’uguaglianza giuridica è
l’obbligo fatto dal costituente al legislatore, nella promulgazione delle
norme, all’amministrazione ed al giudice che applicano la legge, di trattare in
maniera uguale situazioni assimilabili e diversamente quelle che non possono
essere invece accomunate. Il trattamento diverso di due situazioni deve avvenire
sulla scorta di una differenza oggettiva tra esse, e sufficiente da giustificarla.
Secondo la formula stabilita dal TF nella sua giurisprudenza promulgata in base
alla previgente costituzione, una decisione o una norma viola il principio
dell’uguaglianza di trattamento quando vengono stabilite delle distinzioni
giuridiche che non si giustificano per alcun motivo ragionevole in rapporto ad
una situazione di fatto da regolamentare, o che omettono di fare quelle
distinzioni che si impongono alla luce delle circostanze (DTF 118 Ia 1; 124 I
297; si veda per un caso ticinese la DTF 114 Ia 395). In sostanza dunque non è
ammissibile trattare in maniera identica ciò che è dissimile e in maniera
differente ciò che invece è simile. Il rispetto della parità di trattamento (uguaglianza
giuridica) impone al legislatore, al giudice e all’amministrazione di comparare
tra loro le situazioni di fatto in causa e di analizzare le differenze che ne
scaturiscono al fine di determinare se le stesse siano tali da giustificare (od
imporre) un trattamento diverso o se invece non siano sufficienti a ciò (in
questo senso: Pascal Mahon: Droit
constitutionnel. Droits fondamentaux. Helbing Lichtenhahn editore, 2015, 3a.
edizione p. 237 e 238).

 

Dottrina e giurisprudenza
distinguono allora 3 casi di figura, ossia quello dei criteri distintivi non
pertinenti, quando cioè non sussistano motivi per un trattamento differenziato
di situazioni del tutto simili; quello dei criteri imperativi di
differenziazione nel trattamento, tali cioè da imporre un trattamento diverso
di due situazioni (il contrario conducendo ad una assimilazione insostenibile)
e il criterio intermedio della pertinenza, quando cioè (tra le due situazioni
estreme illustrate) il criterio di differenziazione sia solo pertinente e non
imperativo. In altri termini quando ci si trova confrontati con situazioni
sufficientemente differenti perché una distinzione di trattamento giuridico sia
possibile, ma non s’imponga necessariamente. In quest’ultima costellazione sia
la differenziazione sia l’assimilazione sono possibili. In queste situazioni
all’autorità cui compete la decisione o la promulgazione della norma deve
essere riconosciuta una latitudine di valutazione (Pascal Mahon, ibidem).

 

La giurisprudenza si è chinata
ad esempio, nella sentenza 9C_383/2013 del 6 dicembre 2013 pubblicata in DTF
140 I 77, sulla discriminazione provocata dal tetto massimo delle rendite
dell’AVS tra conviventi (concubini) e coniugati o coppie registrate. Il TF
ricorda in particolare che lo svantaggio non deve essere analizzato in maniera
isolata, poiché esistono motivi materiali a giustificazione dello stesso.
L’Alta Corte rammenta ancora come pure la CEDU non vieti agli Stati membri un
trattamento diverso di gruppi di persone per l’eliminazione di disparità di
fatto lasciando un ampio margine di apprezzamento, con il rilievo che, in un’analisi
giuridica complessiva, in tema di assicurazioni sociali, la legge favorisce i
matrimoni e le unioni domestiche registrate (consid. 6 – 9). La Corte ne ha
concluso che neppure alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei
diritti dell’uomo l’istituzione di un tetto massimo delle rendite causa una
discriminazione inammissibile.

 

In una precedente sentenza del
6 novembre 2002 pubblicata in DTF 129 I 1 e relativa al cantone di San Gallo,
il Tribunale federale ha considerato, nell’ambito del controllo astratto delle
norme relative all’anticipo degli alimenti che impone di considerare la
situazione finanziaria dei concubini, che la norma cantonale per la quale il
reddito del concubino (o della concubina) del genitore che ha in custodia il
figlio deve essere computato per la determinazione dell’anticipo degli alimenti
da parte della mano pubblica, e tale aiuto concesso unicamente quando il
reddito totale dei concubini non ecceda il limite fissato dal diritto
cantonale, non arbitraria (consid. 3.1.) e non tale da violare l’art. 8 cpv. 1
Cost. fed. Infatti, nella misura in cui è posta in discussione la parità di
trattamento tra patrigno (rispettivamente matrigna) e concubini la norma può
essere interpretata in maniera conforme alla costituzione, non violando in
questo modo l’uguaglianza giuridica (consid. 3.2.).

 

Nella DTF 131 V 256 (consid. 6)
il Tribunale Federale ha ritenuto che la determinazione di un importo
forfetario per le spese di riscaldamento nell’ambito delle prestazioni
complementari all’AVS/AI non è contrario alla costituzione. In particolare ha
ritenuto, a fronte delle contestazioni dei ricorrenti così riassunte:

 

" Zum
Rechtsgleichheitsgebot machen die Beschwerdeführer geltend, die Pauschalierung
falle offensichtlich viel zu tief aus und werde dem konkreten Einzelfall einer
Selbstbeheizung in keiner Weise gerecht. Das zeige sich
bereits aus der Art, wie die Pauschale fixiert worden sei. Diese betrage die
Hälfte der Nebenkostenpauschale gemäss Art. 16a ELV, welche die
Nebenkostenabdeckung bei selbstgehörenden Liegenschaften betreffe. Es werde
somit ein Quervergleich zu einer Kategorie - dem selbstgenutzten Wohneigentum -
gezogen, welcher offensichtlich sachlich unhaltbar sei. Dies deshalb, weil es
sich bei Mietwohnungen, welche noch selbst beheizt werden müssten,
augenscheinlich um Altbauten handle, die äusserst schlecht isoliert seien und
einen entsprechenden Energiebedarf aufwiesen, wie es der vorliegende Fall im
Übrigen mit fast nicht zu übertreffender Klarheit belege. Dies im Gegensatz zum
selbstgenutzten Wohneigentum, welches notorischerweise baulich gut unterhalten
sei. Die Anwendung des hälftigen Ansatzes für selbstbeheizte Mietwohnungen sei
demnach nicht nachvollziehbar. Dies gelte umso mehr, als bei Altbauten ausser
den Heizund Wasserkosten keine Nebenkosten anfallen würden. (…)”

 

come la Cost. fed. non gli
permetta di analizzare la conformità del diritto federale alla costituzione
medesima, potendo invece controllare la conformità di norme dell’Ordinanza alla
costituzione (consid. 5.4.). Nelle conclusioni di merito l’Alta Corte ha
considerato:

 

" Die vom
Bundesrat verordnete Regelung verstösst allerdings dann

gegen das in Art. 9 BV verankerte Willkürverbot, wenn sie sich

nicht auf ernsthafte Gründe stützen lässt resp. sinn- oder
zwecklos

ist. Gegen das in Art. 8 Abs. 1 BV
festgeschriebene Gebot der

rechtsgleichen Behandlung verstösst sie, wenn sie
rechtliche Unterscheidungen trifft, für die sich ein vernünftiger Grund nicht
finden lässt, oder Unterscheidungen unterlässt, die richtigerweise

hätten berücksichtigt werden sollen (BGE 129 V
330 Erw. 4.1 mit

Hinweisen; zu Art. 4 Abs. 1 aBV ergangene
Rechtsprechung, welche

gemäss BGE 126 V 52 Erw. 3b unter der Herrschaft
der neuen

Bundesverfassung weiterhin Geltung beansprucht:
BGE 128 I 312

Erw. 7b mit Hinweis, 125 V 30 Erw. 6a, 124 II 245
Erw. 3, 583

Erw. 2a, 124 V 15 Erw. 2a, 194 Erw. 5a, je mit
Hinweisen). (…)

5.5 Wie das Bundesamt für Sozialversicherung (BSV) in seiner

Vernehmlassung zutreffend ausführt, liegt es
zunächst in der Natur

einer Pauschale, dass diese nicht genau den
effektiven Ausgaben

im Einzelfall entspricht, werden doch bei einer
Pauschale zu

Gunsten der Praktikabilität absichtlich keine
Unterscheidungen

nach Region, Grösse oder Zustand der Wohnung
getroffen. Die

Durchbrechung des Bedarfsprinzips zu Gunsten der
Praktikabilität

findet sich im Übrigen innerhalb der
Ergänzungsleistungsregelung

auch an anderer Stelle, wie bereits mit Blick auf
die Höchstgrenzen

beim Lebensbedarf ausgeführt (…)”

 

Dopo avere esaminato i costi
medi delle spese di riscaldamento delle abitazioni, il TF ha concluso che:

 

" Im
Weiteren lässt sich die Festsetzung der Heizkostenpauschale in

sachlicher Hinsicht nicht beanstanden. (…)

Eine unsachliche Regelung, welche ein Abgehen von

der durch den Bundesrat festgesetzten Pauschale
rechtfertigt, liegt

deshalb nicht vor.”

 

Nel suo messaggio del 15 settembre
2009 al Parlamento concernente Modifica della Legge di applicazione della Legge
federale sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997 (Messaggio
6264) nelle considerazioni formulate al punto 6.3.6. p.17, il Consiglio di
Stato ha osservato in particolare come:

 

" Oltre alle
spese vincolate dal profilo giuridico, per la determinazione del reddito
disponibile semplificato sono da considerare le spese professionali legate
all’esercizio di un’attività lavorativa. A causa delle odierne elevate esigenze
di mobilità sul mercato del lavoro, queste spese tendono ad assumere sempre più
importanza e riducono il reddito netto proveniente da un’attività lavorativa
dipendente.

Il riconoscimento delle spese professionali ai salariati
garantisce una parità di trattamento con i lavoratori indipendenti: il reddito
proveniente da un’attività indipendente è infatti definito sempre al netto –
oltre che dei contributi sociali per loro obbligatori – anche delle spese
necessarie al suo conseguimento.

Il riconoscimento delle spese professionali permette di garantire
parità di trattamento anche fra chi esercita un'attività lavorativa e chi non
la può esercitare o non la esercita per altri motivi (p. es. attività educative
e di cura dei familiari, pensionamento, invalidità).

Nel calcolo del reddito disponibile semplificato le spese
professionali sono riconosciute solo per le attività salariate esercitate a
titolo principale.

Per semplificare l’accertamento delle spese professionali, sia nel
trattamento automatico dei dati fiscali, sia nell’eventuale trattamento manuale
da parte dei servizi preposti delle richieste di prestazione, è riconosciuto un
importo annuo forfettario massimo di 4000 franchi alle economie domestiche
nelle quali almeno un membro esercita un’attività salariata a titolo
principale.”

 

La Commissione della gestione e
delle finanze, nel rapporto al Messaggio datato 8 giugno 2010, si esprime
genericamente (p. 3), senza approfondire il tema.

 

La deduzione delle spese
professionali (così come degli interessi passivi sui debiti), per volontà del
Consiglio di Stato, è da ritenere riferita all’unità di riferimento nel suo
insieme e non invece a ogni singolo membro della stessa che svolga un’attività
lavorativa e sopporti delle spese professionali. In altri termini, se
all’interno dell’UR più persone assicurate esercitano un’attività lavorativa, i
loro redditi sono sommati, ma il computo delle spese professionali è defalcato
una sola volta.

 

Il caso dei ricorrenti è
sintomatico. Essi lavorano, conseguono redditi che la Cassa cantonale di compensazione
AVS AI IPG ha sommato e si vedono dedurre, pur sopportando entrambe, spese
professionali importanti (come indizia la tassazione 2012), una sola volta (e
non due volte siccome riferite a 2 lavoratori che le sopportano) le spese
professionali.

 

Il regolamento di applicazione
della LCAMal del 29 maggio 2012, all’art. 15, prevede letteralmente che:

 

" 1. Le
spese professionali sono riconosciute per un importo annuo forfetario massimo
di fr. 4’000.- alle unità di riferimento nelle quali almeno un membro esercita
un’attività salariata a titolo principale. 

 

2. Se la somma dei redditi netti conseguiti con l’attività
salariata a titolo principale è inferiore al forfait di cui al capoverso 1, le
spese professionali sono riconosciute unicamente fino all’ammontare di tale
reddito”

 

Il legislatore ha quindi voluto
considerare unicamente una sola volta (al massimo dell’importo di CHF 4'000) le
spese professionali dell’assicurato o degli assicurati formanti un’UR purché
tale spesa sia (complessivamente) sopportata e riconosciuta fiscalmente. Poco
importa se il reddito professionale provenga da attività principale o meno, o
se derivi dall’attività di uno solo dei membri dell’UR o da più persone.

 

Il legislatore ha
sostanzialmente voluto considerare un reddito unico complessivo e un’unica,
complessiva, massima possibile deduzione di natura forfetaria massima, senza dovere
accertare se questo reddito sia conseguito in via principale da uno o più
membri dell’UR. Questa soluzione, indotta anche dalla praticabilità alla luce
di un’amministrazione di massa, è valida nei confronti di tutti gli assicurati,
sia nell’ipotesi di un accertamento manuale del reddito disponibile che nei
casi di sua determinazione in base alla decisione di tassazione.

 

In questo non può essere
ritenuta una disparità di trattamento poiché ogni UR è trattata nella medesima
maniera. L’assenza di una distinzione nel trattamento comune delle UR a dipendenza
della loro composizione, non assurge a criterio imperativo di differenziazione,
ma l’assimilazione delle diverse UR indipendentemente dalla loro composizione,
è ancora sostenibile e rientra nella latitudine di valutazione del legislatore.

 

La scelta d’importi forfetari
tesi anche alla semplificazione delle procedure ed alla praticabilità del
sistema, è ammissibile. La scelta del legislatore ticinese può ancora essere
ritenuta conforme all’art. 8 cpv. 1 Cost. fed.

 

                             2.11.   Come rilevato nelle
considerazioni che precedono l’operato della Cassa è corretto e va confermato
in questa sede. Alla fine del considerando 2.9. sono stati evidenziati i
redditi disponibili dei ricorrenti nel primo quadrimestre del 2015 e nel 5o
e 6o mese dell’anno. In entrambe i casi gli importi ritenuti sono
superiori al reddito disponibile massimo calcolato come ricordato nel
considerando 2.5. e determinato in CHF 44'288,40. I redditi disponibili
ammontano in effetti, nelle due ipotesi considerate, a CHF 46'244 (periodo
gennaio – aprile 2015, su base annua) e CHF 44'315 (maggio e giugno 2015, su
base annua).

 

Gli importi considerati non
consentono di concedere ai ricorrenti la riduzione del premio postulata.

 

Il ricorso va conseguentemente
respinto, senza carico di tasse e spese e senza attribuzione di ripetibili.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti