# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0f3dc881-138f-51aa-be32-d77ab5e389e8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-06-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 26.06.2013 60.2013.131
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2013-131_2013-06-26.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2013.131

   

  	
  Lugano

  26 giugno
  2013/ps

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Andrea Pedroli (in sostituzione di Ivano
  Ranzanici, assente)

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Daniela Fossati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 17/22.04.2013
presentato da

 

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  la decisione 15.04.2013 del presidente della Pretura
  penale Marco Kraushaar (inc. __________) che ha dichiarato irricevibile la
  sua opposizione dell’11/14.02.2013 ai decreti di accusa no. __________ e no. __________
  emanati l’11.01.2013 dalla Sezione della circolazione;

  

 

 

premesso che a seguito della lettera 22.04.2013
di questa Corte, il reclamante ha presentato il suo reclamo debitamente
firmato;

 

richiamato lo scritto 2/3.05.2013 del
presidente della Pretura penale, che comunica di non avere osservazioni da
formulare in merito al reclamo e di rimettersi al prudente giudizio di questa
Corte;

 

richiamato inoltre lo scritto 6/7.05.2013
della Sezione della circolazione, che comunica di non avere ulteriori
osservazioni da formulare;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   Con
decreto di accusa no. __________ datato 11.01.2013 l’Ufficio giuridico della
Sezione della circolazione – esaminati gli atti, stante il rapporto di
contravvenzione allestito dalla __________, __________, in relazione ai fatti
accertati il 26.10.2012, in territorio di __________ e richiamati gli art. 1
cpv. 1 e 2 LPcontr e 2 LPcontr, nonché gli art. 17, 352 e 357 CPP – ha proposto
la condanna di RE 1 al pagamento di una multa di CHF 50.-- e la tassa di
giustizia di CHF 50.-- [avendo "(…)
ILLECITAMENTE FATTO USO, ALL0 SCOPO DI POSTEGGIARE IL MOTOVEICOLO TI __________,
DI UN FONDO PRIVATO DEBITAMENTE SEGNALATO CON APPOSITO AVVISO AUTORIZZATO DAL
COMPETENTE GIUDICE DI PACE. (…)" (AI 7 dell’incarto della Sezione della circolazione inserito
nell’incarto __________)].

 

                                         Con ulteriore decreto no. __________ di
medesima datata l’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione –
esaminati gli atti, stante il rapporto di contravvenzione allestito sempre dalla
__________ in relazione ai fatti accertati il 2.11.2012, in territorio di __________
e richiamati gli art. 1 cpv. 1 e 2 LPcontr e 2 LPcontr, gli art. 17, 352 e 357
CPP – ha proposto la condanna di RE 1 al pagamento di una multa di CHF 50.-- e
la tassa di giustizia di CHF 50.-- [avendo "(…) ILLECITAMENTE FATTO USO, ALL0 SCOPO DI
POSTEGGIARE IL MOTOVEICOLO TI __________, DI UN FONDO PRIVATO DEBITAMENTE
SEGNALATO CON APPOSITO AVVISO AUTORIZZATO DAL COMPETENTE GIUDICE DI PACE. (…)"
(AI 7 dell’incarto della
Sezione della circolazione inserito nell’incarto __________)].

 

                                         Entrambi i decreti di accusa sono stati
intimati, per raccomandata, a RE 1 l’11.01.2013. Le lettere raccomandate, nonostante
l’avviso di ricezione del 14.01.2013, non sono state ritirate. L’Ufficio
postale le ha quindi rispedite al mittente, che in data 5.02.2013 le ha inviate,
per posta semplice, all’imputato. 

 

 

                                  b.   Con scritto 11/14.02.2013 RE 1 ha inoltrato opposizione ai suindicati decreti di accusa (AI 8 dell’incarto della Sezione della circolazione
inserito nell’incarto __________
e nell’incarto __________).

 

 

                                   c.   Il 15.02.2013 l’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione
ha confermato entrambi i decreti di accusa emanati a carico di RE 1,
trasmettendo contestualmente gli atti alla Pretura penale per procedere al
dibattimento avvertendo che gli stessi sono considerati come atti d’accusa
(art. 356 cpv. 1 CPP) [AI 10 dell’incarto della Sezione della circolazione
inserito nell’incarto __________ e nell’incarto __________].

 

 

                                  d.   Il 25.03.2013 il presidente della Pretura penale,
visto che l’opposizione interposta in data 11/14.02.2013 da RE 1 sembrava essere
tardiva, ha assegnato a quest’ultimo un termine di dieci giorni per prendere
posizione in merito alla sua tempestività e per eventualmente produrre la
necessaria documentazione (AI 2 – inc. __________).

 

                                         Entro il termine assegnatogli RE 1 non ha presentato
osservazioni (cfr., al proposito, AI 3 e AI 4, inc. __________).

 

                                         Con
decreto 15.04.2013 il presidente della Pretura penale ha dichiarato
irricevibile l’opposizione 11/14.02.2013, poiché introdotta in maniera tardiva
(inc. __________).

 

 

                                   e.   Con il presente tempestivo gravame RE 1 formula le seguenti
considerazioni in merito all’opposizione tardiva: 

 

                                         "(…) La notifica della prima
raccomandata non è stata mai trovata nella cassetta della posta infatti ho
subito risposto appena è stata spedita con lettera normale, ho spiegato per
telefono che purtroppo la posta di __________ non consegna brevi manu le
raccomandate ma lascia nella posta un piccolo bigliettino di notifica che
spesso viene smarrito nel mucchio della corrispondenza che giornalmente ci viene
recapitata. 

                                         (…)
La seconda raccomandata spedita durante (il) periodo pasquale per motivi di lavoro e ferie,
non ero presente nei periodi di apertura dell’ufficio postale e quindi non mi è
stato possibile ritirare la raccomandata, che tra l’altro sulla notifica della
posta non era indicato che il mittente era la pretura penale" (reclamo
17/22.04.2013). 

 

                                         Contesta inoltre che nell’ambito di questa
formalità sarebbe stata omessa la circostanza secondo la quale egli è stato
ritenuto colpevole di infrazione in relazione ad un parcheggio in cui non vi
sarebbe alcuna indicazione (contrariamente a quanto sostiene la __________). L’avviso
del giudice di pace a suo dire non riguarderebbe la zona di parcheggio dei
motoveicoli, poiché riservata alla __________ che autorizza a parcheggiarvi.

 

 

                                    f.   Come
esposto in entrata, il presidente della Pretura penale si è rimesso al prudente
giudizio di questa Corte. La Sezione della circolazione, dal canto suo,
comunica di non avere ulteriori osservazioni da formulare.

 

in diritto

 

                                   1.   Giusta l’art. 393 cpv. 1 lit. b CPP il
reclamo può essere interposto – entro il termine di dieci giorni – contro i
decreti e le ordinanze, nonché gli atti procedurali, dei tribunali di primo
grado; sono eccettuati le decisioni ordinatorie e i casi in cui è espressamente
escluso dal CPP o quando è prevista un’altra impugnativa.

 

                                         Con
il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1
lit. a CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2
LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e
l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art.
393 cpv. 2 lit. b CPP) e l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).

 

                                         Il
reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP),
con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed
all’art. 385 CPP per la motivazione.

 

                                         Esso
deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,
i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati
(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

 

                                   2.   Il gravame, inoltrato il 17/22.04.2013 (trasmesso
a questa Corte debitamente firmato il 25/29.04.2013), contro il decreto 15.04.2013
del presidente della Pretura penale, è tempestivo (art. 396 cpv. 1 CPP).

 

                                         L’impugnativa
è anche proponibile: la decisione del tribunale di primo grado – competente a
pronunciarsi, tra l’altro,
sulla tardività dell’opposizione (N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, art. 356 CPP
n. 3; BSK StPO – F. RIKLIN, art. 354 CPP n. 17 e art. 356 CPP n. 2; ZK StPO –
C. SCHWARZENEGGER, art. 356 CPP n. 2) – è impugnabile, in applicazione degli
art. 393 ss. CPP, alla giurisdizione di reclamo (N. SCHMID, StPO Praxiskommentar,
art. 356 CPP n. 3; BSK StPO – F. RIKLIN, art. 356 CPP n. 2; ZK StPO – C.
SCHWARZENEGGER, art. 356 CPP n. 2; decisione di questa Corte 17.04.2013, inc.
60.2013.63 e riferimenti).

 

                                         Le esigenze di forma e di motivazione sono rispettate nella misura in cui riguarda la
ricevibilità dell’opposizione (ritenuta tardiva dalla Pretura penale e quindi
irricevibile).

 

                                         RE
1, imputato, è pacificamente legittimato a reclamare giusta l’art. 382 cpv. 1 CPP,
avendo un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica
del decreto qui impugnato.

 

 

                                   3.   3.1.

                                         La Confederazione e i Cantoni possono affidare il perseguimento e il giudizio delle
contravvenzioni ad autorità amministrative (art. 17 cpv. 1 CPP).

 

                                         Il
Consiglio di Stato designa il Dipartimento competente ad applicare le sanzioni
penali previste dalla legislazione federale in materia di circolazione, da
giudicare secondo la legge del 20.04.2010 di procedura per le contravvenzioni
(art. 7 della Legge di applicazione alla legislazione federale sulla
circolazione stradale e la tassa sul traffico pesante del 24.09.1985, LACS, RU
7.4.2.1.).

 

                                         La Sezione della circolazione, Ufficio giuridico, è competente ad istruire e a decidere le
contravvenzioni e le denunce previste, tra l’altro, in materia di circolazione,
salvo nei casi di competenza delle autorità giudiziarie (art. 4 lit. f del Regolamento
della legge cantonale di applicazione alla legislazione federale sulla circolazione
stradale del 2.03.1999, RLACS, RU 7.4.2.1.1.). 

 

                                         3.2.

                                         Le autorità amministrative istituite per il
perseguimento e il giudizio delle contravvenzioni dispongono dei poteri del
pubblico ministero (art. 357 cpv. 1 CPP).

 

                                         La procedura è retta per analogia dalle
disposizioni concernenti il decreto d'accusa (art. 357 cpv. 2 CPP) [per quanto riguarda
le conseguenze dell’applicazione per analogia delle predette disposizioni cfr.
BSK StPO – F. RIKLIN, art. 357 CPP n. 2 ss.].

 

                                          3.3.

                                         La
procedura del decreto di accusa è disciplinata agli art. 352 ss. CPP.

                                         Il
decreto di accusa – il cui contenuto è codificato nell’art. 353 CPP – può
essere impugnato entro dieci giorni con opposizione scritta al pubblico
ministero da: a. l’imputato; b. altri diretti interessati; c. il pubblico
ministero superiore o generale della Confederazione o del Cantone nel
rispettivo procedimento federale o cantonale (art. 354 cpv. 1 CPP). Ad
eccezione di quella dell’imputato, l’opposizione deve essere motivata (art. 354
cpv. 2 CPP). Se non vi è valida opposizione, il decreto di accusa diviene
sentenza passata in giudicato (art. 354 cpv. 3 CPP).

 

                                         Se
è fatta opposizione, il caso passa nuovamente nelle mani del pubblico ministero
(messaggio 21.12.2005 concernente
l’unificazione del diritto processuale penale, p. 1194; BSK StPO – F. RIKLIN,
art. 355 CPP n. 1), che assume
se del caso le ulteriori prove necessarie al giudizio sull’opposizione (art.
355 cpv. 1 CPP). Una volta assunte le prove, il pubblico ministero decide se:
a. confermare il decreto di accusa; b. abbandonare il procedimento; c. emettere
un nuovo decreto di accusa; d. promuovere l’accusa presso il tribunale di primo
grado (art. 355 cpv. 3 CPP).

 

                                         Se
decide di confermare il decreto di accusa, il pubblico ministero trasmette
senza indugio gli atti al tribunale di primo grado affinché svolga la procedura
dibattimentale; in tal caso, il decreto di accusa è considerato atto di accusa
(art. 356 cpv. 1 CPP). 

 

                                         Secondo
l’art. 356 cpv. 2 CPP il tribunale di primo grado statuisce sulla validità del
decreto di accusa e dell’opposizione.

 

                                         3.4.

                                         In applicazione dell’art. 85 cpv. 1 CPP, salvo che il
CPP disponga altrimenti, le comunicazioni delle autorità penali – comunicazioni
da notificarsi al domicilio, alla dimora abituale o alla sede del destinatario
(art. 87 cpv. 1 CPP) – rivestono la forma scritta.

 

                                         La
notificazione è fatta mediante invio postale raccomandato o in altro modo
contro ricevuta, segnatamente per il tramite della polizia (art. 85 cpv. 2
CPP). La notificazione è considerata avvenuta quando l’invio è preso in
consegna dal destinatario oppure da un suo impiegato o da una persona che vive
nella stessa economia domestica aventi almeno sedici anni; sono fatti salvi i
casi in cui le autorità penali dispongono che una comunicazione sia notificata
personalmente al destinatario (art. 85 cpv. 3 CPP).

                                         Secondo
l’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP, disposizione che ha codificato i principi giurisprudenziali
(decisione TF 6B_314/2012 del 18.02.2013 consid. 1.2.), la notificazione è pure
considerata avvenuta, tra l’altro, in caso di invio postale raccomandato non
ritirato, il settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso, sempre che
il destinatario dovesse aspettarsi una notificazione.

 

                                         Una
persona deve attendersi una notificazione quando c’è una procedura in corso che
la concerne, circostanza che impone alle parti di comportarsi conformemente alle
regole della buona fede, che prescrive, segnatamente, che le parti devono fare
in modo che le decisioni inerenti alla procedura possano essere loro notificate.
Il dovere procedurale di doversi attendere con una certa probabilità la
ricezione di una notificazione di un atto ufficiale sorge con l’apertura del
procedimento penale e vale durante tutto il corso dello stesso (decisione TF
6B_314/2012 del 18.02.2013 consid. 1.3.1.; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, art. 85 CPP n. 9; ZK StPO – D.
BRÜSCHWEILER, art. 85 CPP n. 6).

 

                                         L’onere della prova per la notifica delle decisioni
incombe, di principio, alle autorità (decisione TF 6B_465/2012 del 12.09.2012
consid. 5.3.). Tuttavia, contrariamente a tale onere della prova, per gli invii
raccomandati vi è la (confutabile) presunzione che l’ufficio postale abbia
correttamente inserito l’avviso di raccomandata nella buca lettere del
destinatario e che la data della notifica sia registrata correttamente (decisione
TF 6B_314/2012 del 18.02.2013
consid. 1.4.1.; BSK StPO – S.
ARQUINT, art. 85 CPP n. 11; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER, art. 85 CPP n. 7).

 

                                         3.5.

                                         Ai
sensi dell’art. 90 cpv. 1 CPP i termini la cui decorrenza dipende da una
notificazione o dal verificarsi di un evento decorrono dal giorno successivo.
Se l’ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un giorno
riconosciuto festivo dal diritto federale o cantonale, il termine scade,
secondo l’art. 90 cpv. 2 CPP, il primo giorno feriale seguente; è determinante
il diritto del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte o il suo
patrocinatore.

 

                                         Il termine è osservato se l’atto
procedurale è compiuto presso l’autorità competente al più tardi l’ultimo
giorno (art. 91 cpv. 1 CPP). In applicazione dell’art. 91 cpv. 2 CPP le istanze
o memorie devono essere consegnate al più tardi l’ultimo giorno del termine
presso l’autorità penale oppure, all’indirizzo di questa, presso la posta svizzera,
una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera oppure, per finire, qualora
provengano da persone in stato di carcerazione, alla direzione dello
stabilimento.

                                         Vi
è inosservanza di un termine quando una parte non compie tempestivamente un
atto procedurale oppure non compare a un’udienza (art. 93 CPP). Il motivo
dell’inosservanza del termine – con colpa, senza colpa – è irrilevante (BSK
StPO – C. RIEDO, art. 93 CPP n. 5; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER, art. 93 CPP n. 2;
N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, art. 93 CPP n. 2).

 

 

                                   4.   4.1.

                                         La disposizione di cui all’art. 85 cpv. 4
lit. a CPP presuppone anzitutto che il destinatario dovesse aspettarsi la
notificazione di un atto. 

                                          

                                          4.1.1.

                                         In data 9.11.2012 l’Ufficio giuridico della
Sezione della circolazione ha comunicato a RE 1 che nei suoi confronti è stata
aperta un’istruzione in materia di contravvenzioni, essendo giunto nei suoi
uffici un rapporto di querela datato 29.10.2012 da parte della __________ ["uso illecito a scopo di posteggio
di un’area privata debitamente segnalata (art. 375 bis CPC)"]. 

                                         La
predetta autorità gli ha quindi assegnato un termine di quindici giorni per
presentare eventuali osservazioni (AI 1 dell’incarto della Sezione della circolazione inserito
nell’incarto __________). 

 

                                         È poi
seguito uno scambio di allegati tra le parti, e meglio:

                                         con osservazioni 19/20.11.2012 inviate alla
Sezione della circolazione RE 1 ha sostenuto di essere estraneo ai fatti,
poiché a suo dire non sarebbe chiaro il luogo in cui avrebbe commesso
l’infrazione (sia con riferimento alla collocazione esatta, sia con riferimento
alla segnalazione) [cfr. AI 2 dell’incarto della Sezione della circolazione inserito
nell’incarto __________]. 

 

                                         Con replica 30.11./4.12.2012 la __________
ha chiesto la conferma del suo gravame, comunicando parimenti che "(…) all’ingresso del parcheggio è esposto il cartello
indicante che per decisione del giudice l’area è riservata (art. 375bis CPC).
Inoltre ogni singolo parcheggio è segnalato col nostro logo aziendale
sull’asfalto", allegando le relative fotografie a
sostegno delle sue argomentazioni (cfr. AI 3 dell’incarto della Sezione della
circolazione inserito nell’incarto __________). 

 

                                         Con duplica 10.12.2012 RE 1 ha comunicato alla Sezione della circolazione che "(…) il fatto è avvenuto in buona fede il luogo
dove ho parcheggiato il mio scouter è nei pressi del parcheggio riservato alle
moto della __________ e nel contesto non è chiaramente indicato che quel posto
è riservato da un’altra società, pertanto mi sento di contestare la
contravvenzione per segnalazione insufficiente che delimita una proprietà
privata" (cfr. AI 5 dell’incarto Sezione della
circolazione inserito nell’incarto __________). Le sue contestazioni sono state
in sostanza ribadite con scritto 13/14.12.2012 (cfr., al proposito, AI 6
dell’incarto della Sezione della circolazione inserito nell’incarto __________).

 

                                         Con decreto di accusa no. __________
datato 11.01.2013 l’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione ha
proposto la condanna di RE 1 al pagamento di una multa di CHF 50.-- e la tassa
di giustizia di CHF 50.-- e meglio come ivi descritto (cfr. AI
7 dell’incarto della Sezione della circolazione inserito nell’incarto __________
e considerando a. della presente decisione).

                                         

                                         4.1.2.

                                         In
data 23.11.2012 il medesimo Ufficio ha comunicato a RE 1 che nei suoi confronti
è stata aperta un’altra istruzione in materia di contravvenzioni, essendo
giunto nei suoi uffici un rapporto di querela datato 2.11.2012 da parte della __________
[sempre per "uso
illecito a scopo di posteggio di un’area privata debitamente segnalata (art.
375 bis CPC)"]. Il predetto ufficio gli ha assegnato un termine di
quindici giorni per presentare eventuali osservazioni (AI 1 dell’incarto della Sezione della circolazione inserito
nell’incarto __________).

 

                                         Anche in questo caso è seguito uno scambio
di allegati tra le parti, e meglio sono state presentate alla Sezione della
circolazione le osservazioni 30.11.2012 di RE 1, la replica 30.11./4.12.2012
della __________, le dupliche 10/11.12.2012 e 13.14.12.2012 di RE 1, in cui le parti hanno in sostanza confermato le loro posizioni come nell’ambito del procedimento
di cui si è detto poc’anzi (AI 2 – AI 6 dell’incarto
della Sezione della circolazione inserito nell’incarto __________).

 

                                         Con decreto no. __________ datato
11.01.2013 l’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione ha proposto la
condanna di RE 1 al pagamento di una multa di CHF 50.-- e la tassa di giustizia
di CHF 50.-- e meglio come ivi descritto (AI 7
dell’incarto della Sezione della circolazione inserito nell’incarto __________
e considerando a. della presente decisione).

 

                                         4.1.3.

                                         Ora, è pacifico che dall’apertura delle due
procedure penali in materia di contravvenzioni a carico di RE 1 – aperture che
peraltro gli sono state debitamente comunicate dalla Sezione della circolazione
– fino all’emanazione due decreti di accusa sono trascorsi soltanto due mesi. RE
1 dal momento della loro comunicazione non poteva non rendersi conto di essere
parte a questi due procedimenti penali. 

 

                                         Egli
dunque, conformemente al principio della buona fede, doveva prevedere che gli
sarebbero stati notificati degli atti giudiziari da parte della Sezione della
circolazione.

 

                                          4.1.4.

                                         Circa l’argomentazione del reclamante
secondo cui egli non avrebbe mai trovato la notifica della prima raccomandata
nella buca lettere e che l’Ufficio postale di __________ non consegnerebbe
brevi manu le raccomandate ma lascerebbe nella buca lettere "(…) un piccolo bigliettino di
notifica che spesso viene smarrito nel mucchio della corrispondenza che
giornalmente ci viene recapitata" (reclamo 17/22.04.2013), si ricorda che per gli invii raccomandati vi è la (confutabile) presunzione
che l’ufficio postale abbia correttamente inserito l’avviso di raccomandata nella
buca lettere del destinatario e che la data della notifica sia registrata
correttamente (decisione TF 6B_314/2012
del 18.02.2013 consid. 1.4.1.;
BSK StPO – S. ARQUINT, art. 85 CPP n. 11; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER, art. 85
CPP n. 7).

 

                                         Il qui reclamante non sembra sostenere che il
fatto di non aver asseritamente trovato nella sua buca lettere l’avviso di
ritiro delle due raccomandate sia da ricondurre ad un errore di notifica da
parte dell’Ufficio postale (rispettivamente dei suoi collaboratori), ma
piuttosto al fatto che l’avviso sia stato da lui smarrito nel mucchio di corrispondenza
che quotidianamente gli viene recapitato. A ciò aggiungasi che dai tracciamenti degli invii risulta che il
14.01.2013 RE 1 è stato
informato dell’invio per mezzo dell’usuale avviso di raccomandata ("Avvisato per il ritiro") (AI 9 dell’incarto della Sezione della
circolazione inserito nell’incarto __________ e nell’incarto __________). 

 

                                         In
siffatte circostanze in casu non si può ritenere che l’Ufficio postale rispettivamente
i suoi dipendenti abbiano commesso degli errori nell’ambito della notifica
dell’avviso di ritiro.

 

                                         4.2.

                                         L’art.
85 cpv. 4 lit. a CPP prevede, oltre al fatto che il destinatario dovesse
aspettarsi la notificazione di un atto, che la notificazione è considerata
avvenuta in caso di invio postale raccomandato non ritirato, il settimo giorno
dal tentativo di consegna infruttuoso.

 

                                         Dalla documentazione agli atti emerge
che i decreti di accusa no. __________ e no. __________ dell’11.01.2013 sono
stati intimati, per lettera raccomandata, a RE 1 lo stesso giorno della loro
emanazione.

                                         In data 14.01.2013 il destinatario (RE 1) è
stato informato dell’invio per mezzo dell’usuale avviso ("Avvisato per il ritiro"), e ciò per entrambe le lettere.

                                         Il
22.01.2013 è stato accertato che le stesse non sono state ritirate: esse sono
state dunque rispedite al mittente ("Rinviato in base a disposizione preliminare Non ritirato"). 

                                         Il
5.02.2013 entrambi i decreti sono stati rispediti, per posta semplice, dalla
Sezione della circolazione a RE 1 (cfr., nel dettaglio, tracciamento degli invii e copia busta – AI 9
dell’incarto della Sezione
della circolazione inserito nell’incarto __________ e nell’incarto __________). 

                                      

                                         Ne
discende che, in applicazione dell’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP, entrambi i decreti
di accusa sono stati notificati a RE 1 lunedì 21.01.2013, e meglio il settimo
giorno dal tentativo di consegna infruttuoso, avvenuto il giorno 14.01.2013.

 

                                         Il termine di dieci giorni per presentare
opposizione ai sensi dell’art. 354 cpv. 1 in relazione all’art. 90 cpv. 1 CPP, ha pertanto iniziato a decorrere il 22.01.2013 (martedì) ed è venuto a scadere
il 31.01.2013 (giovedì).

 

                                         L’opposizione
ai decreti di accusa avrebbe quindi dovuto essere spedita dal qui reclamante al
più tardi il giorno 31.01.2013 (art. 91 cpv. 1 CPP).

 

                                         L’opposizione
è stata inviata da RE 1 l’11.02.2013 ed è giunta alla Sezione della
circolazione il 14.02.2013, dunque undici giorni dopo la scadenza del termine,
che non è stato conseguentemente osservato (art. 93 CPP).

 

                                         Si rileva al proposito che l’invio, per
posta semplice, in data 5.02.2013 di entrambi i decreti da parte della Sezione
della circolazione, non influisce sul calcolo della decorrenza del termine.

 

                                         Il
presidente della Pretura penale, avendo constatato che l’opposizione inoltrata
da RE 1 appariva tardiva, ha assegnato a quest’ultimo un termine di dieci
giorni per prendere posizione in merito alla sua tempestività, e ciò in
ossequio alla giurisprudenza del Tribunale federale, secondo cui, l’autorità che intende dichiarare irricevibile
un gravame fondandosi sulla presunzione derivante dal timbro postale apposto
sulla busta di spedizione, deve permettere al mittente di produrre mezzi di
prova atti a confutare detta presunzione (decisione TF 6B_397/2012 del 20.09.2012 consid. 1.2.).

                                         Lo
stesso presidente, preso atto che RE 1 non ha formulato osservazioni al riguardo,
ha – rettamente – ritenuto tardiva l’opposizione in questione, dichiarandola
irricevibile.

 

 

                                   5.   Nella decisione qui impugnata è stato
indicato che "(…) l’imputato ha inoltre lasciato
decorrere infruttuosi i 30 giorni dalla cessazione di un eventuale motivo
dell’inosservanza di cui all’art. 94 CPP per chiedere la restituzione del
termine" (decisione 15.04.2013, p. 2, inc. __________).

                                         

                                         5.1.

                                         L’art. 94 cpv. 1 CPP (che disciplina i
presupposti per la restituzione di un termine) prevede che la parte che, non
avendo osservato un termine, ha subito un pregiudizio giuridico importante e
irrimediabile può chiederne la restituzione; a tal fine deve rendere verosimile
di non avere colpa dell’inosservanza.

 

                                         L’istanza
va motivata e presentata per scritto entro trenta giorni dalla cessazione del
motivo dell’inosservanza all’autorità presso cui avrebbe dovuto essere compiuto
l’atto procedurale omesso; entro lo stesso termine occorre compiere l’atto
omesso (art. 94 cpv. 2).

 

                                         5.2.

                                         La
possibilità della restituzione del termine è esclusa quando sia data una
qualsiasi colpa, quindi anche nel caso di una negligenza solo lieve (BSK StPO –
C. RIEDO, art. 94 CPP n. 32 ss.; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER, art. 94 CPP n. 2;
decisioni TF 6B_318/2012 del 21.01.2013 consid. 1.2. e rif.; 1B_741/2012 del
14.01.2013 consid. 3.). La restituzione del termine è concessa quando ci sono
motivi oggettivamente riscontrabili, cioè ragioni che hanno reso impossibile il
rispetto del termine medesimo (N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, art. 94 CPP n.
6; Commentario CPP – M. GALLIANI / L. MARCELLINI, art. 94 CPP n. 2).

 

                                         L’irrimediabile
pregiudizio giuridico ai sensi dell’art. 94 cpv. 1 CPP può consistere nella
perdita di una possibilità di ricorso (BSK StPO – C. RIEDO, art. 94 CPP n. 26
ss., in particolare n. 29; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER, art. 94 CPP n. 2; Commentario
CPP – M. GALLIANI / L. MARCELLINI, art. 94 CPP n. 1).

 

                                         5.3.

                                         RE
1 sostiene che la seconda raccomandata sarebbe stata spedita nel periodo pasquale
e che egli, per motivi professionali e di ferie, non sarebbe stato in grado di
ritirare la lettera durante gli orari di apertura dell’Ufficio postale. 

 

                                         Egli
si riferisce verosimilmente al fatto di non avere presentato osservazioni
riguardo alla tempestività dell’opposizione, dopo che in data 25.03.2013 il
presidente della Pretura penale gli ha assegnato un termine di dieci giorni per
prendere posizione in merito.

 

                                         Dagli
atti risulta che lo scritto 25.03.2013 della Pretura penale è stato inviato al
qui reclamante il medesimo giorno. 

                                         Il
26.03.2013 il destinatario è stato informato dell’invio per mezzo dell’usuale
avviso ("Avvisato per
il ritiro"). 

                                         Il
5.04.2013 è stato accertato che lo scritto non è stato ritirato: il medesimo è
stato dunque rispedito alla Pretura penale ("Rinvio Non ritirato"), che l’ha ricevuto l’8.04.2013.

 

                                         Ora,
il fatto che il qui reclamante sostiene di non aver potuto ritirare la
raccomandata per motivi professionali e di ferie potrebbe teoricamente essere
interpretata quale richiesta di restituzione del termine.

 

                                         Questa
circostanza – ovverossia il fatto di essere impossibilitato a ritirare una
lettera raccomandata per motivi professionali e/o per assenza causata dalle
ferie – non può essere, di per sé, considerato quale motivo di restituzione:
essa è, infatti, ammessa soltanto nel caso in cui una circostanza abbia posto
l’interessato, oggettivamente o soggettivamente, nell’impossibilità di agire
personalmente o di incaricare una terza persona di farlo, non quando l’imputato
che doveva attendersi una notificazione di un atto giudiziario non prende le
misure necessarie alla salvaguardia dei suoi diritti (decisione TF 1B_741/2012
del 14.01.2013 consid. 3.), come nella fattispecie qui in esame.

 

 

                                   6.   Il
qui reclamante lamenta infine che "(…) In tutta questa formalità si tralascia il fatto concreto
che sono stato ritenuto colpevole di infrazione per un parcheggio dove: 

                                         1 non
vi è alcuna indicazione come sostiene la __________

                                         2 l’avviso
del giudice non riguarda la parte dove parcheggiare i motocicli in quanto è
riservato alla __________ la quale mi consente di parcheggiare" (reclamo 17/22.04.2013).

 

                                         Il
presidente della Pretura penale ha ritenuto tardiva l’opposizione 11/14.02.2013
interposta da RE 1 ai due decreti di accusa in questione, dichiarandola
irricevibile. A ragione egli non è dunque entrato nel merito della fattispecie.

 

Alla luce di quanto sopra
esposto, il reclamo deve essere respinto.

 

 

                                   7.   Il
gravame è respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico del reclamante,
soccombente.

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 85 ss., 352 ss., 357, 379
ss. e 397 ss. CPP, 25 LTG ed ogni altra disposizione applicabile,

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
reclamo è respinto.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 200.-- e le
spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 250.-- (duecentocinquanta), sono poste
a carico di RE 1, __________.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                      

 

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                           La
cancelliera