# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 69e25cb6-3848-52c2-8462-92f4f47437c2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-06-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.06.2006 52.2005.277
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2005-277_2006-06-02.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2005.277

   

  	
  Lugano

   2 giugno 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Flavio Canonica, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 2 settembre 2005 del

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 17 agosto 2005 (n. 3862) del Consiglio
  di Stato, che ha accolto il ricorso presentato dal CO 1 contro la risoluzione
  31 marzo 2005 con cui il municipio di Indemini ha sospeso per due anni ai sensi
  dell'art. 65 LALPT l'esame dell'istanza di rinnovo del permesso edilizio
  accordato l'11 novembre 2002 al patriziato per la sistemazione __________
  (mapp. n. 859 RF di __________);

  

 

 

viste le risposte:

-    13 settembre 2005 del Consiglio
di Stato;

-    14 settembre 2005 del CO
1;

 

 

preso atto della replica 13 ottobre 2005 del comune di
Indemini e delle dupliche:

-      18 ottobre 2005 del CO 1;

-      25 ottobre 2005 del Consiglio di Stato;

-        5 dicembre 2005 del Dipartimento del
territorio;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

A.     Nel 1998 il RI 1 ha acquistato in località monti __________
(1'154 m.s.m.) una superficie di 20 ettari, comprendente una trentina di edifici
rurali abbandonati. Nel giugno 2002 la __________ di Locarno (in seguito: __________)
ha allestito su incarico del comune uno studio pianificatorio per la rivalutazione
del territorio comunale. Il relativo piano degli interventi prevedeva in
particolare di ricavare da alcune cascine del nucleo di Sciaga una stalla, un
caseificio, un alloggio per l'alpigiano e alcuni locali per la stagionatura e
la conservazione dei prodotti caseari, come pure un ostello di montagna con
funzione agrituristica. 

 

 

                                  B.   Il CO 1,
qui resistente, è proprietario del mapp. n. 859 RF di __________, un latifondo
di quasi 700 ettari, su cui sorge __________ (1'633 m.s.m.), dotato di quattro fabbricati
rurali. Previo avviso favorevole dell'autorità cantonale, con risoluzione 11
novembre 2002 il municipio di Indemini ha autorizzato il patriziato a
trasformare il fabbricato censito a RF quale sub. C in un caseificio ed il sub.
D in un dormitorio con sala da pranzo e relativi servizi igienici per l'alpigiano
ed i suoi collaboratori.

 

 

C.    Il 10 novembre 2004, ovvero prima della scadenza del permesso
edilizio accordatogli dal municipio, il patriziato ne ha chiesto il rinnovo.
Raccolto nuovamente il preavviso favorevole dell'autorità dipartimentale, con
decisione del 31 marzo 2005 l'esecutivo comunale ha tuttavia sospeso la domanda
inoltrata dal patriziato per un periodo di due anni ai sensi dell'art. 65
LALPT. L'autorità comunale ha ritenuto in sostanza che con la prevista costruzione
di un lattedotto tra __________ ed il futuro caseificio __________ il
pianificatore avesse inteso centralizzare la produzione casearia presso i Monti
di S__________. La realizzazione del caseificio prospettato dal patriziato pregiudicherebbe
perciò il futuro sviluppo delle attività alpestri ed agrituristiche a Sciaga. 

 

 

                                  D.   Con
giudizio 17 agosto 2005 il Consiglio di Stato ha tuttavia annullato la suddetta
risoluzione, accogliendo il ricorso contro di essa interposto dal patriziato e
rinviando gli atti al municipio affinché statuisse nel merito della domanda di
rinnovo del permesso edilizio.

                                         Rilevato
innanzitutto che il municipio non aveva artatamente procrastinato l'evasione
della pratica, l'Esecutivo cantonale ha reputato che l'intervento dedotto in
licenza non si poneva in contrasto con la pianificazione dato che non comprometteva
lo sviluppo agrituristico previsto a S__________. La domanda non poteva dunque
essere sospesa, ma doveva essere esaminata nel merito alla luce degli art. 24
ss LPT.

 

 

                                  E.   Contro il
predetto giudizio governativo il comune di Indemini è insorto davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento.

                                         Il
ricorrente sostiene che lo studio allestito dalla bcm nel 2002 era un semplice
strumento di lavoro destinato al __________ e come tale non permetteva l'adozione
di misure di salvaguardia della pianificazione, tant'è che l'11 novembre 2002
il patriziato ha ottenuto la licenza edilizia richiesta. Nel frattempo però
quel documento è stato sviluppato e nel marzo del 2005 è stato trasmesso ai
comuni membri del consorzio Piano regolatore comuni del __________, acquistando
a tutti gli effetti statuto di studio pianificatorio in atto. Dato che
l'intervento attualmente dedotto in licenza dal patriziato contrasta con i
contenuti di tale studio, il municipio non poteva fare a meno di adottare una
decisione sospensiva fondata sull'art. 65 LALPT.

 

 

                                  F.   All'accoglimento
del ricorso si è opposto il Consiglio di Stato, senza formulare osservazioni.
Ad identica conclusione è pervenuto il CO 1, con argomenti che verranno ripresi
nel seguito.

 

 

G.    A seguito della replica presentata dal comune ricorrente, il Dipartimento
del territorio, Sezione per lo sviluppo territoriale (SST) ha osservato di condividere
l'importanza del progetto concernente la rivalutazione dei Monti di S__________,
ma di non essersi mai espresso ufficialmente in proposito.

Con la duplica il patriziato ha negato essenzialmente
al comune il diritto di replicare.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale
amministrativo (art. 21 LE), la legittimazione del comune di Indemini (art.
21 cpv. 2 LE e 43 PAmm) e la tempestività del gravame (art. 46 cpv. 1 PAmm)
sono certe (art. 65 cpv. 3 LALPT).

Il ricorso è dunque ricevibile in ordine e
può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1
PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. Giusta
l'art. 14 LE la licenza edilizia decade se i lavori non vengono iniziati entro
due anni dalla sua crescita in giudicato (cpv. 1). La licenza può essere
rinnovata fin quando non è stato modificato il diritto applicabile (cpv. 2). Dal
profilo giuridico, il rinnovo del permesso di costruzione equivale al rilascio
di un nuovo permesso: con il rinnovo, l'autorità conferma che nessun impedimento
di diritto pubblico si oppone all'esecuzione dei lavori autorizzati con il
permesso giunto a scadenza (Scolari, Commentario, 2a ed., N. 47 ad art. 14;
RDAT II-1994 N. 39). 

 

                                         2.2. Secondo
l'art. 65 cpv. 1 LALPT, in mancanza di una zona di pianificazione l'autorità
cantonale o il municipio deve sospendere per due anni al massimo la sua decisione
quando la domanda di costruzione appare in contrasto con uno studio pianificatorio
in atto. Tale disposto si applica anche alle domande di rinnovo del permesso di
costruzione (Scolari, op. cit., n. 459 ad art. 65 LALPT e rinvii; RDAT II-1994
n. 59, consid. 2.1.). Scopo dell'art. 65 LALPT è quello di impedire che la
pianificazione in atto venga compromessa, resa troppo difficile o troppo
onerosa da interventi precedenti la sua entrata in vigore. L'adozione di
provvedimenti di salvaguardia della pianificazione previsti dall'art. 65 LALPT
presuppone l'esistenza di uno studio pianificatorio, ovvero di un progetto
sommario di piano (art. 24 RLALPT), che consenta di valutare l'incidenza della
domanda di costruzione sulla possibilità di attuazione del piano (Scolari,
Commentario, 2a ed., n. 455 ad art. 65 LALPT). Una domanda di costruzione è
considerata in contrasto con uno studio pianificatorio in atto quando l'esecuzione
dell'opera intralcerebbe o comprometterebbe la realizzazione degli obiettivi
dello stesso (art. 25 cpv. 1 RLALPT); in particolare nel caso di costruzione di
edifici e impianti su sedimi riservati ad attrezzature o costruzioni di
interesse pubblico (cpv. 2 lett. a) o di sfruttamento del suolo non compatibile
con la destinazione prevista dal progetto di piano o di superamento sostanziale
dell'indice di sfruttamento o di edificabilità (cpv. 2 lett. b). Nella
decisione sulla sospensione di una domanda di costruzione l’autorità fruisce di
un vasto margine discrezionale, che le istanze di ricorso censurano nei limiti
della violazione del diritto, segnatamente sotto il profilo dell’abuso di
potere (Scolari, op. cit., n. 460 ad art. 65 LALPT).

 

 

3.3.1. In concreto, lo studio originariamente commissionato dal RA 1 alla
__________ nel 2002 è stato trasmesso ai comuni membri del consorzio Piano
regolatore comuni del __________ nel marzo 2005. Tale strumento di lavoro
definisce con precisione gli interventi previsti per la rivalutazione del
comprensorio dei monti di S__________ ed in particolare il concetto
agrituristico (realizzazione delle infrastrutture per la produzione casearia,
dell'ostello e dei locali per la stagionatura dei formaggi). Costituisce dunque
un progetto sommario di piano sufficientemente concreto, per rapporto al quale
valutare l'incidenza della controversa domanda di rinnovo del permesso
edilizio. A questo proposito è irrilevante sapere se tale strumento di lavoro fosse
configurabile quale studio pianificatorio in atto già nel 2002 o soltanto a
seguito della sua trasmissione ai comuni consorziati nel marzo del 2005. 

 

3.2. Ferma
questa premessa, occorre esaminare se l'intervento edilizio promosso dal
patriziato pregiudichi effettivamente la realizzazione degli obiettivi
individuati dal suddetto strumento pianificatorio. A questo proposito, il piano
degli indirizzi allestito dalla bcm nel 2002 rileva che da alcuni anni non
viene più sfruttato l'alpe M__________ posto a 1'600 m/Sm a monte di "S__________
". L'alpe, di proprietà del CO 1, difficilmente potrà essere sfruttato
autonomamente, al contrario un suo sfruttamento in relazione a S__________
potrebbe essere interessante subordinatamente alla possibilità di realizzare un
mezzo di trasporto comodo (lattedotto oppure teleferica agricola) (piano
degli indirizzi p. 3). Il rapporto evidenzia inoltre che purtroppo
l'alpe non è più utilizzato da alcuni anni e non è dotato di infrastrutture
particolari per la produzione del formaggio. Senza ombra di dubbio una gestione
autonoma dell'alpe non è più pensabile, i relativi pascoli potrebbero essere
sfruttati nell'ambito di un'attività aziendale di dimensioni più grandi
riservata migliori condizioni di collegamento con S__________ (piano degli
indirizzi, p. 9). Da queste considerazioni il municipio desume che l'intervento
si porrebbe in contrasto con la pianificazione in atto. A torto. 

                                         Per quel
che concerne l'alpe di M__________, va rilevato che lo studio pianificatorio
del 2002 non sottopone il comprensorio a specifici vincoli di utilizzazione. In
particolare, non esclude l'eventualità di realizzarvi un caseificio. Nemmeno
l'indicazione alpeggio, aggiunta sulla proposta di piano del paesaggio
del 2005, permette di accreditare una diversa conclusione. Da questa indicazione
supplementare non si può segnatamente dedurre che la proposta di piano intenda
vietare la realizzazione di infrastrutture connesse ad un alpeggio, specie di
uno stabilimento destinato alla lavorazione del latte. Dal profilo della
pianificazione di questo comparto, la realizzazione di un caseificio non può
dunque di certo essere considerata alla stregua di un intervento suscettibile
di pregiudicare la realizzazione degli obbiettivi della pianificazione in atto.

                                         Nella
costruzione di un caseificio sull'alpe di M__________ non può d'altra parte
nemmeno essere ravvisato un intervento atto a compromettere la pianificazione
del comprensorio dei monti di S__________, segnatamente il successo della
prevista attività agrituristica. Esso non impedisce invero al comune di
realizzare le infrastrutture previste per questa attività. In particolare, non osta
affatto alla realizzazione di un altro caseificio su questi monti. Il problema
si pone semmai a livello di approvvigionamento della materia prima, che la
proposta pianificatoria, attraverso la costruzione di un'apposita teleferica o
di una condotta per il latte tra S__________ e M__________, sembra dare per
scontato debba necessariamente provenire dall'alpe del patriziato. Sennonché il
progetto di piano in esame non prospetta alcun vincolo che possa in qualche
modo costringere il patriziato a fornire al caseificio di S__________ il latte
raccolto sui suoi pascoli; vincolo, questo, che potrebbe peraltro scontrarsi
tanto con la garanzia della proprietà, quanto con la garanzia della libertà
economica.

                                         Se ne
deve di conseguenza dedurre, che la costruzione di un caseificio a M__________
non si pone in contrasto né con le proposte pianificatorie di questo comparto,
né con quelle previste per i monti di S__________.

 

 

                                   4.   In esito
ai precedenti considerandi, il ricorso deve dunque essere respinto, confermando
il giudizio governativo impugnato.

Non si preleva tassa di giustizia, poiché il
comune ricorrente è intervenuto in lite in virtù delle proprie attribuzioni.
Esso verserà al patriziato un adeguato importo a titolo di ripetibili.

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 65 LALPT; 24, 25 RLALPT; 21, LE; 18,
28, 31, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   Non si
preleva tassa di giustizia. Le ripetibili di fr. 800.– sono a carico del comune
di Indemini.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

   

   

  ;

  .

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  1 patrocinato da: PA 1 

  2. CO 2 

  3. CO 3 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario