# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 09b76262-590e-5a31-9252-9d2ed5188187
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-02-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 19.02.2001 INC.2000.74002
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-74002_2001-02-19.html

## Full Text

N. 740.2000.2 M                                                        Lugano,
19 febbraio 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
inoltrata in data 9/12 febbraio 2001 da

____________,       

(difeso d’ufficio dall’avv. ___________)

e trasmessa
in data 14/15 febbraio 2001 con preavviso negativo dal Procuratore Generale
avv. __________;

concesso
all’accusato istante, con ordinanza 15 febbraio 2001, di formulare osservazioni
al preavviso negativo del magistrato inquirente, e letto l’allegato 16 febbraio
2001;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP __________;

ritenuto

in fatto:

A.

____________ è stato tratto in arresto lo scorso 22
novembre 2000, in quanto indiziato di promovimento della prostituzione nella
sua funzione di gestore di fatto del bar __________, sospetto postribolo. Il
giorno successivo, questo giudice ha confermato l’arresto, con contestuale
intimazione della promozione dell’accusa per titolo di promovimento della
prostituzione ed infrazione aggravata della LDDS (v. inc. GIAR 740.2000.1, doc.
3 risp. 1). 

 

B.

Dopo aver
inizialmente negato che all’interno del suo locale venisse praticata la
prostituzione (v. verbale di polizia 22 novembre 2000, ore 18.31, allegato al
rapporto d’arresto, inc. GIAR 740.2000.1 doc. 2), ____________ ha perlomeno
ammesso di essere stato a conoscenza dell’attività svolta al __________ (v.
verbale GIAR 23 novembre 2000, inc. GIAR 740.2000.1 doc. 3). Tutte le ragazze
venivano spontaneamente al suo locale, anche se, più avanti, ha ammesso di aver
prestato mano nel farne arrivare alcune, segnatamente anticipando loro le spese
di viaggio (v. verbale di polizia 28 novembre 2000, ore 09.45, R.1 p. 1-4).
Nega, tuttavia, di essersene procurate tramite intermediari (v., ad es.,
verbale di polizia 28 dicembre 2000, ore 13.45, R.2), di aver tratto un
qualsiasi beneficio dall’attività delle ragazze, oppure di aver imposto loro
severe regole sul comportamento da tenere nel locale (v., ad es., verbale cit.,
R.3, R.5 e R.6; verbali di confronto MP 14 dicembre 2000). Posto a confronto
con numerose e convergenti dichiarazioni di ragazze che affermano il contrario,
l’accusato istante si difende dando loro delle bugiarde (v. verbale cit., R.10,
R.11, R.12, R.17).

 

C.

____________
chiede ora (v. istanza 9/12 febbraio 2001, inc. GIAR 740.2000.2 doc. 1) di
essere posto in libertà provvisoria. Dopo aver affermato di aver “narrato
con precisione ed esaurientemente lo svolgimento dei fatti per i quali è stato
accusato” (loc. cit., pto. 3 p. 2), contesta che sia giustificato il
mantenimento della sua carcerazione preventiva: l’inchiesta nei suoi confronti
sarebbe praticamente conclusa (loc. cit., pto. 7 p. 4, pto. 8 p. 5), e “le
‘lucciole’ accusatrici sono già state più volte interrogate” (loc. cit., pto.
8 p. 5). Nega, poi, l’esistenza di un pericolo di recidiva, poiché il suo
passato “non lo disegna certo come un delinquente incallito, portato al
crimine” (loc. cit., pto. 11 p. 6). Contro il pericolo di una sua fuga,
infine, parlerebbero la sua piena collaborazione con gli inquirenti, la sua
residenza (con relativi rapporti famigliari) in Ticino, e l’assenza di
qualsiasi preparativo di fuga (loc. cit., pto. 13 p. 8); comunque, si dice
disposto ad assoggettarsi a misure sostitutive (loc. cit., pti. 15-16 p. 9-10).

 

D.

Il
Procuratore Generale, riassunti brevemente i fatti e le risultanze
dell’istruttoria (v. preavviso negativo 14 febbraio 2001, inc. GIAR 740.2000.2
doc. 2 p. 1), cita quali bisogni istruttori ancora da soddisfare l’esigenza di
“completare il raffronto fra quanto emerso nell’inchiesta ____________ con
gli elementi evidenziati dalle inchieste per gli altri locali notturni e dal
procedimento contro __________ e contro __________ [...]” (loc. cit., p.
2). La vastità delle inchieste menzionate giustifica il fatto che non si siano
ancora potuti attuare i raffronti indicati (ibid.). Di nuovo, vi sarebbero poi
i sospetti scaturenti dall’accertata falsificazione di ricevute di versamenti
effettuati tramite Western Union, rinvenute presso il bar __________ (ibid.):
questo capitolo, emerso negli scorsi giorni, deve essere istruito ex novo, con
coinvolgimento del fratello dell’accusato istante, e conseguente rischio di
collusione (ibid.). Quanto al pericolo di fuga, il Procuratore Generale
evidenzia come ____________, recidivo a’ sensi dell’art. 41 CPS, abbia in
prospettiva una lunga pena da espiare e l’espulsione effettiva: e ciò potrebbe
facilmente indurlo a riparare all’estero per sottrarsi alla giustizia svizzera
(ibid.). Postula pertanto la reiezione dell’istanza, considerato il carcere
preventivo subito da ____________ rispettoso del principio di proporzionalità
(ibid.).

 

E.

In sede di
osservazioni 16 febbraio 2001 (inc. GIAR 740.2000.2 doc. 4), l’accusato
istante, ribadita la propria collaborazione con gli inquirenti (loc. cit., p.
1) e la scemata solidità degli elementi a proprio carico (loc. cit., p. 2),
contesta la necessità di confronti fra sé, __________ e __________, “non
esistendo fra le parti relazione alcuna” (ibid.). La (contestata) falsità
di ricevute di versamenti tramite Western Union avrebbe potuto essere chiarita
da un pezzo, ed il mantenimento della sua carcerazione preventiva non sarebbe
giustificata “solo perché la Polizia giudiziaria agisce con lentezza
eccessiva” (loc. cit., p. 3). Contestato, infine, il pericolo di una sua
fuga, si riconferma nell’istanza di libertà provvisoria (ibid.).

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., inc. GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al
cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà,
consente al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere
preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep.
132 [1999] n. 116).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) –
ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986
pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la
Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep.
1980 pag. 128).

 

2.

Con la
verosimiglianza sufficiente a questo stadio del procedimento ed in questa sede,
si può con tranquillità concludere per la presenza di seri e concreti indizi di
colpevolezza a carico di ____________, e relativi ad un suo coinvolgimento nei
fatti inquisiti (v. supra, consid. B). 

In quale misura
gli indizi a suo carico siano seri e concreti, è questione che non può essere
definitivamente risolta in questa sede. I dubbi che solleva in proposito la
difesa (v. ad esempio osservazioni al preavviso negativo, cit., p. 2),
rappresentano, a non dubitarne, obiezioni che vorranno approfondimento.
Tuttavia, trattandosi di obiezioni di natura sostanziale, la loro trattazione
compete alla corte di merito e non a questo giudice – nell’ambito delle proprie
competenze limitate alla valutazione della legittimità della carcerazione
preventiva, unicamente autorizzato ad un esame sommario di verosimiglianza del
grado di responsabilità dell’accusato istante (v., come qui, anche la decisione
19 aprile 2000 in re C.F., inc. GIAR 124.2000.2 consid. 2b p. 4). E, almeno nell’ottica
di mera verosimiglianza, le numerose, convergenti e reiterate dichiarazione di
molte delle ragazze “ospitate” (per usare un termine più che eufemistico)
dall’accusato istante, e di terze persone, sono atte a suffragare l’ipotesi
accusatoria sostenuta dal magistrato inquirente ben più di quanto la protestata
estraneità ai fatti e le generiche contestazioni di ____________ riescano a
convincere immediatamente chi scrive della sua innocenza.

 

3.

Sussistono
ancora, indubbiamente, esigenze istruttorie da esperire: i preannunciati
confronti con __________ e __________ appaiono senz’altro connessi con
l’oggetto dell’inchiesta – identificato, quest’ultimo, non banalmente e
restrittivamente nella gestione di un singolo esercizio pubblico, bensì nella
posizione dello stesso quale tassello di un’ipotesi delittuosa ben più ampia e
differenziata – , e di indubbio rilievo per la definizione della posizione di
____________ – anche nel suo proprio interesse. Si tratta, inoltre, di passi
d’inchiesta che richiedono il mantenimento della carcerazione preventiva
dell’accusato istante in ragione della sua manifesta reticenza: anzi, lette le
deposizioni dell’accusato, fa specie veder decantata (v. istanza, cit., pto. 3
p. 2; osservazioni, cit., p. 1) la sua precisa ed esauriente collaborazione con
gli inquirenti. Se va ribadito l’ovvio suo diritto di non rispondere, va pure –
ed altrettanto ovviamente – rammentato che non qualsiasi strampalata ed
insostenibile dichiarazione di innocenza da parte di un accusato gli può valere
il riconoscimento di collaborazione in sede d’inchiesta. Ed allora,
____________ paga ora il prezzo di un (legittimo) atteggiamento di ostruzione
in termini di una giustificata relativizzazione della propria credibilità, a
tutela della quale ogni misura atta a limitare il pericolo di (ulteriore)
inquinamento delle prove, rispettivamente di collusione, appare giustificata –
anche qui, non da ultimo nel suo proprio interesse. Ciò vale sia nell’ottica
dei suoi rapporti con __________ e __________ (la cui esistenza e natura va
accertata proprio perché da lui contestata e non, come si legge in sede di
osservazioni [cit., p. 2; v. supra, consid. E], il cui esame può essere
trascurato solo poiché lui ne nega l’esistenza), ed a fortiori delle
nuove ipotesi delittuose appena emerse.

 

4.

Notoriamente,
il pericolo di recidiva deve essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da una
valutazione dell’insieme delle circostanze, tra le quali i precedenti
dell’accusato, il suo comportamento durante l’istruttoria, la sua personalità,
la sua costituzione fisica e soprattutto psichica, e le modalità di commissione
dei reati che gli vengono addebitati, così che la reiterazione appaia assai
verosimile (v. Mario Luvini, I presupposti materiale del carcere
preventivo nel processo penale ticinese, in: Rep. 122 [1989], p. 287 ss., pto.
3 p. 294; Gérard Piquerez, Précis de procédure pénale suisse, 2ème éd. Lausanne
1994, margin. 1388 s.).

Emerge dagli
atti che ____________ ha scontato una pena privativa della libertà fra il 1995
ed il 1998 per infrazione alla LFStup. (v. verbale di polizia 22 novembre 2000,
ore 18.31, allegato 1 al rapporto d’inchiesta di polizia giudiziaria 13 gennaio
2001, all’inc. MP s.n., p. 1). Appena rilasciato, ha immediatamente riassunto
la gestione di fatto del bar __________ (che già gestiva dal 1994, ibid.),
accogliendovi ragazze dedite alla prostituzione, per la maggior parte di
origine brasiliana ed ungherese, accompagnate rispettivamente procurate da
terze persone (v. verbale di polizia 28 novembre 2000, ore 09.45, allegato 4 al
rapporto d’inchiesta, cit., R.1 p. 2-3). In parole semplici, scontata parte di
una lunga pena detentiva, non appena posto in libertà condizionale si è
dedicato ad attività delittuosa (v. supra, consid. 2), quand’anche di
natura diversa da quella che l’aveva portato in carcere prima. In siffatte
circostanze, non si deve affermare che il passato di ____________ “non lo
disegna certo come un delinquente incallito, portato al crimine” (istanza,
cit., pto. 11 p. 6): al contrario, l’impressione è proprio quella di trovarsi
di fronte a persona perennemente dedita alla ricerca dei modi più facili e meno
faticosi con i quali garantirsi una vita comoda e lussuriosa (dal suo punto di
vista, ovviamente), e che non si lascia distogliere da tal fine neppure dalla
prospettiva di infrangere la legge. Ne discende, a giudizio di chi scrive, un
manifesto pericolo di recidiva insito nella struttura della sua personalità:
nessuno sa cosa egli potrà fare, appena sarà tornato in libertà, ma è altamente
verosimile che si tratterà di attività di più che dubbia liceità. Ne discende
pericolo di recidiva.

 

5.

L’accertata
esistenza di inderogabili bisogni istruttori, in uno con seri e concreti indizi
di colpabilità ed altrettanto fondato pericolo di recidiva, rende superfluo un
esame del pericolo di fuga, invocato dal Procuratore Generale soprattutto con
riferimento alla quanto mai concreta prospettiva di un’ulteriore non
indifferente pena privativa della libertà che incombe sul ____________ (v.
preavviso negativo 14 febbraio 2001, inc. GIAR 740.2000.2 doc. 2 p. 2; supra,
consid. D), e comunque contestato dall’istante (v. istanza 9/12 febbraio 2001,
inc. GIAR 740.2000.2 doc. 1, pto. 13 p. 8).

 

6.

Considerata
l’estensione e la gravità oggettiva dei reati imputati all’accusato istante ed
alle altre persone coinvolte nel medesimo genere di affari (e di inchieste
parallele), si può ben dire che l’istruttoria di cui è oggetto è da annoverare
fra quelle certamente complesse, e di corrispondente durata. L’inchiesta, in ogni
caso, sembra essere proceduta a ritmo sufficientemente celere, ancora in
consonanza con i dettami di legge. È vero che per lunghe settimane,
____________ non è stato interrogato dagli inquirenti; questi, d’altra parte,
non avevano solo lui da verbalizzare, bensì tutte le altre persone implicate,
oltre alla raccolta ed al vaglio delle prove di altro genere (studio del
materiale cartaceo sequestrato, audizione di testi ecc.). Il carcere preventivo
sofferto e prospettabile, allora, può essere ancora considerato rispettoso del
principio di proporzionalità, con riferimento sia alla presumibile pena, sia
alla presumibile durata dell’evasione delle necessità istruttorie ancora
incombenti. Resta sottinteso l’obbligo, per il magistrato inquirente, di
trattare con priorità i casi in cui l’accusato è in detenzione (art. 102 cpv. 1
e 176 cpv. 3 CPP).

 

7.

In
conclusione, l’istanza in discussione dev’essere respinta, con la presente
decisione impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP), e senza conseguenza di tassa
e spese.

*   *   *

Per i quali motivi,

visti gli artt.
95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

d e c i d e :

1.   L’istanza di libertà
provvisoria inoltrata in data 9/12 febbraio 2001 da ____________ è respinta.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-      avv. __________,
per sé e per l’accusato ____________;

-      Procuratore
Generale avv. __________, con copia delle osservazioni 16 febbraio 2001
dell’istante, e l’inc. MP __________ di ritorno.

giudice __________