# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 25179e99-0b6f-52f2-a812-03c0d71d1e42
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.09.2009 C-1954/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1954-2008_2009-09-07.pdf

## Full Text

Corte II I
C-1954/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  7  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Franziska Schneider, Michael Peterli; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A.________, 
patrocinata dall'avvocato Antonio Mediati, 
via Don Vittorio, 75, IT-89044 Locri,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione-invalidità (decisione del 15 febbraio 2008)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-1954/2008

Fatti:

A.
A.________,  cittadina  italiana,  nata  il  ,  coniugata  con  prole,  ha 
lavorato  in  Svizzera  dal  1969  al  1975,  solvendo  regolari  contributi 
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità 
durante  tale  periodo. Dopo  il  rimpatrio  ha  lavorato  come bracciante 
agricola fino al 1982 o al 1990 (secondo le sue dichiarazioni; cfr. doc. 8 
e 10 alla cifra 7) e si è poi dedicata, per quello che ha potuto, ai lavori 
della  propria  economia  domestica  (doc.  8).  È  stata  riconosciuta 
invalida dalle assicurazioni sociali italiane a far tempo dall'aprile 1984 
(doc.  1,  cifra  9.16).  Risultano,  in  suo  favore,  contributi  agricoli 
(dipendente) fino al 1989 (doc. 2 pag. 3).

In data 27 giugno 2006, A.________ ha formulato una domanda volta 
al  conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità (doc. 1, 4).

B.
La richiedente  è  stata  visitata  il  19  settembre  2006 presso i  servizi 
medici dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di Reggio 
di  Calabria,  ove il  sanitario  incaricato  ha  evidenziato  la  diagnosi  di 
"disturbo delirante cronico, spondiloartrosi cervico-lombare a modesto 
impegno  funzionale  in  atto,  allegate  protrusioni  discali  multiple 
lombari,  meniscoartrosi  bilaterale  alle  ginocchia  con  modesta 
sindrome algico-funzionale" ed ha posto un tasso d'invalidità del 70% 
(doc. 17). Sono stati esibiti documenti oggettivi, quali:

-  un  referto  di  risonanza  magnetica  del  tratto  lombosacrale  e  delle 
ginocchia del 1° settembre 2003 (doc. 13);

-  una  relazione  d'esame  reumatologico  dell'8  settembre  2006,  un 
elettrocardiogramma di stessa data (doc. 14, 15);

- una relazione di visita psichiatrica dell'8 settembre 2006 (doc. 16).

Nel questionario per assicurati occupati nell'economia domestica (doc. 
12), la richiedente ha affermato di non essere in grado di svolgere tutti 
i lavori che competono ad una casalinga.

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C.
L'incarto  è  stato  sottoposto  in  esame  al  Dott.  Salzmann,  medico 
dell'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti 
all'estero (UAIE), il quale, nei suoi rapporti del 18 agosto e 30 ottobre 
2007, ha affermato che la richiedente presenta un grado d'incapacità 
in  qualsiasi  lavoro del 60% da settembre 2006 (perizia psichiatrica). 
Come  casalinga,  interpretando  il  questionario  compilato 
dall'interessata  in  base  alla  apposite  direttive,  l'interessata 
presenterebbe un grado d'invalidità del 42% (doc. 18-21).

Con progetto di  decisione del 5 novembre 2007 (doc. 23),  l'UAIE ha 
comunicato a A.________ che, nella sua qualità di casalinga, con un 
grado d'invalidità del 42%, avrebbe avuto diritto ad un quarto di rendita 
AI dal settembre 2007 (un anno dopo il fattore invalidante).

Con  scritto  del  Patronato  ACAI  del  gennaio  2008,  la  nominata  ha 
ribadito, implicitamente, la sua richiesta di una rendita intera. Produce, 
a suffragio delle sue conclusioni, un certificato medico del 3 dicembre 
2007  della  Dott.ssa  Festa,  attestante  un  disturbo  psicotico  con 
disordine del pensiero, allucinazioni  visive ed altri  problemi di  salute 
mentale;  un  attestato  28  novembre  2007  del  Dipartimento  di  salute 
mentale di Melito Porto Salvo ove si accerta un disturbo psicotico NAS 
(DSM IV), un elettrocardiogramma del 30 novembre 2007 con un breve 
certificato medico attestante una marcata ipertensione arteriosa (doc. 
26-29). 

Ricevute  le  osservazioni,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al 
Dott.  Salzmann,  il  quale,  nella  sua  nota  aggiuntiva  del  14  febbraio 
2008, ha ribadito quanto precedentemente esposto (doc. 31 "Weitere 
Bemerkungen").

Mediante decisione del 15 febbraio 2008, l'UAIE ha erogato in favore 
di  A.________  un  quarto  di  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità a decorrere dal 1° settembre 2007 (doc. 33).

D.
Con il ricorso depositato il 18 marzo 2008, A.________, rappresentata 
dall'avv. Mediati  di  Locri  chiede,  sostanzialmente,  l'annullamento  del 
summenzionato  provvedimento  amministrativo  e,  di  conseguenza,  il 
riconoscimento  del  suo  diritto  alla  rendita  intera  AI.  Chiede  inoltre 
l'esenzione dalle spese processuali. A suffragio delle sue conclusioni 

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produce,  oltre  a  documentazione  già  ad  atti,  un  certificato  medico 
della Dott.ssa Festa del 9 giugno 2006 attestante quanto già noto.

Nelle sue osservazioni ricorsuali del 26 maggio 2008, l'UAIE propone 
la reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui, per quanto occorra, 
si riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

E.
Con ordinanze del 3 giugno 2008, la parte ricorrente è stata invitata ad 
esprimersi in merito alla presa di posizione dell'amministrazione e, nel 
contempo,  a  compilare  il  formulario  di  domanda  d'assistenza 
giudiziaria.  Il  formulario  in  parola  è  pervenuto  l'11  luglio  2008. 
L'interpellata non ha esercitato il suo diritto di replica.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti  l'assicurazione  per 
l'invalidità  possono  essere  portate  innanzi  al  TAF  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  del  19  giugno  1959 
sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

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2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il  gravame è  dunque ricevibile,  nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 

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europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.
La ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 27 giugno 2006. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore 
fino al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più 
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo 
scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad 
esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una rendita il  27 giugno 
2005  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 15 febbraio 
2008,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in 
generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
un  cittadino  italiano  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:  essere  invalido  ai  sensi  della  legge  svizzera  ed  aver 
versato contributi all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno, 
rispettivamente 3 anni dal 1° gennaio 2008 (art. 36 cpv. 1 LAI).

La ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di tre 
anni  interi  in  totale  e,  pertanto,  adempie  la  condizione  della  durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di 
una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai sensi di legge.

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7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter 

(art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008) LAI, secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
dell'UE e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 

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possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

7.5 Per gli art. 5 LAI ed 8 cpv. 3 LPGA gli assicurati maggiorenni che 
prima di subire un danno alla salute fisica o psichica non esercitavano 
un'attività lucrativa e dai quali non si può esigere che l'esercitino sono 
considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svolgere le proprie 
mansioni consuete.

8.

8.1 Dopo il  rimpatrio, l'interessata avrebbe lavorato come bracciante 
agricola  fino  al  1989  (doc.  2  -E205  I-  pag.  3  tabella  1,  natura  di 
contribuzione  02,  dipendente  agricolo,  cfr.  allegato  1  del  doc.  2).  È 
stata posta al  beneficio di  una rendita dell'assicurazione italiana per 
l'invalidità  dal  1°  aprile  1984  (cfr.  doc.  1  -E204  I-  cifra  9.16).  La 
nominata  afferma  tuttavia  di  aver  cessato  di  lavorare  nel  1990  per 
problemi di salute (doc. 10 cifra 7) ed in un altro documento analogo 
indica il 1982 come data di cessazione del lavoro (doc. 8, cifra 7).

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 

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malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). La documentazione medica costituisce un importante elemento di 
giudizio  per  determinare  quali  lavori  siano  ancora  ragionevolmente 
esigibili  dall'assicurato, ma non spetta al  medico graduare l'invalidità 
dell'assicurato (DTF 114 V 314, 105 V 158).

8.3 Ai  fini  del  presente  giudizio  occorre  precisare  che  l'invalidità 
dell'assicurato  che  non  esercita  un'attività  lucrativa,  ma  svolge  le 
mansioni  consuete  e  dal  quale  non  si  può  ragionevolmente  esigere 
che intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga all'art. 16 
LPGA,  in  funzione  dell'incapacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete 
(art. 5 e 28 cpv. 2bis nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007 e art. 
8  cpv.  3  LPGA).  L'art.  27  dell'ordinanza  sull'assicurazione  per 
l'invalidità  del  17  gennaio  1961  (OAI,  RS 831.201)  precisa  che  per 
mansioni  consuete  di  una  persona  senza  attività  lucrativa  occupata 
nell'economia  domestica  s'intendono  gli  usuali  lavori  domestici, 
l'educazione dei figli nonché le attività artistiche e di pubblica utilità.

8.4 Per  quanto  riguarda  la  scelta  del  metodo  di  valutazione 
dell'invalidità di una persona assicurata che non esercita più un'attività 
lucrativa si  deve verificare quale sarebbe stata l'attività esercitata se 
non  fosse  subentrata  l'invalidità.  In  altre  parole,  lo  statuto 
dell'assicurata  viene  determinato  valutando  se  la  stessa  da  sana, 
quindi  se  non  fosse  subentrato  il  danno  alla  salute,  avrebbe 
consacrato  l'essenziale  del  suo  lavoro  all'economia  domestica  o  ad 
un'occupazione  remunerata  e  questo  tenendo  conto  dell'evoluzione 
della  situazione  fino  all'emanazione  della  decisione  impugnata. 
L'ipotetica  ripresa  di  un'attività  lucrativa  va  ammessa  ove  tale 
eventualità  si  presenti  alla  luce della  situazione personale,  familiare, 
sociale ed economica con un grado di verosimiglianza preponderante 
(DTF 125 V 150 consid. 2c, 117 V 194 consid. 3b).

9.

9.1 Nel  caso  in  esame,  in  sede  d'istruttoria,  è  stata  evidenziata  la 
diagnosi di disturbo delirante cronico, spondiloartrosi cervicolombare a 
modesto  impegno  funzionale  in  atto,  allegate  protrusioni  discali 
multiple  lombari,  meniscosi  bilaterale  alle  ginocchia  con  modesta 
sindrome algico-disfunzionale (cfr. perizia medica particolareggiata del 
19 settembre 2006, doc. 17). Il certificato psichiatrico del 28 novembre 
2006 precisa la diagnosi di disturbo psicotico NAS (DSM IV).

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9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  la  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, il medico dell'INPS pone un tasso d'invalidità del 
70%  negando  che  la  paziente  sia  in  grado  di  svolgere  un'attività 
adeguata  alle  sue  condizioni  di  salute.  Dal  canto  suo,  il  Dott. 
Salzmann,  dell'UAIE,  ritiene  che  l'interessata,  presenta  un  grado 
d'invalidità del 42% come casalinga e del 60% nella sua precedente 
attività ed in qualsiasi altra e ciò dal settembre 2006.

10.2 Ora,  a  questo  parere  e,  in  generale,  all'operato 
dell'amministrazione possono essere mosse diverse obiezioni.

10.2.1 In primo luogo, la scelta del metodo di valutazione applicabile 
non si fonda su un'istruttoria sufficientemente approfondita. L'UAIE ha 
applicato il metodo (di calcolo) specifico delle casalinghe, ciò che non 
appare appropriato, perlomeno in base alle risultanze degli atti. Infatti, 
non può essere escluso a priori che l'interessata avrebbe continuato a 
svolgere il suo precedente lavoro di bracciante agricola se non fosse 
subentrata l'invalidità negli  anni 1982-84. In altre parole, la nominata 
non  avrebbe  rinunciato  spontaneamente  ad  esercitare  un'attività 
lucrativa,  ma  le  contingenze  dell'epoca  (malattia)  l'avrebbero  suo 
malgrado costretta a ripiegare su tale occupazione. Del resto, dal 1984 
è  stata  posta  a  beneficio  di  una  rendita  italiana  delle  assicurazioni 
sociali italiane. Tuttavia, non può essere sottaciuto che l'interessata ha 
dichiarato di  avere lavorato fino al  1990,  quindi  dopo l'insorgere dei 

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suoi  problemi  di  salute.  Non  è  dato  sapere  perché  abbia  interrotto 
questa  attività  nel  1990.  Viste  queste  contraddizioni,  una  indagine 
complementare appare necessaria  alfine di  determinare il  metodo di 
valutazione applicabile nella fattispecie.

10.2.2 In secondo luogo, la valutazione del lavoro domestico si basa 
sulle indicazioni della richiedente stessa, le quali  sono controllate in 
una certa misura dall'amministrazione. Il  risultato è necessariamente 
una valutazione esaminata dall'UAIE (o dal giudice in caso di ricorso) 
alla luce delle perizie mediche ad atti. Il  controllo giudiziario richiede 
che  ogni  punto  della  valutazione  sia  stato  determinato  con  cura  e 
precisione. Il  risultato  in  percentuale  che  si  ottiene  non  può  essere 
arrotondato  (DTF 127 V 129 consid. 5a; VSI  2001 p. 265). Tuttavia, 
secondo  il  Tribunale  federale  (sentenza  I  407/03  consid.  4.3  del  15 
settembre  2003),  qualora  l'invalidità  sia  riconducibile  a  disturbi  di 
ordine psichico, l'indagine economica prevista per le casalinghe non 
rappresenta  un  mezzo  di  prova  adeguato;  in  tali  casi,  ci  si  deve 
fondare  sulle  constatazioni  medico-teoriche allo  scopo di  valutare in 
quale  misura  la  persona  assicurata  è  impedita  nel  compimento  dei 
lavori domestici. 

Ora, il  Dott. Salzmann ha proceduto ad un esame di  tale formulario, 
ove,  peraltro,  l'interessata  ha  affermato  di  non  essere  in  grado  di 
svolgere  tutti  i  lavori  domestici.  Il  risultato  da  lui  ottenuto  (42%)  è 
pertanto del tutto empirico.

10.2.3 In terzo luogo, può essere rilevato che l'indagine psichiatrica è 
carente. Da molti  anni l'assicurata soffre di  disturbi  psichici  piuttosto 
gravi, ma l'anamnesi deve essere dettagliata e l'esame deve contenere 
un rapporto oggettivo che riferisca sull'orientamento spazio-temporale 
della paziente, sull'umore e soprattutto, in questo caso trattandosi di 
disturbo delirante, sulle idee presenti, sulla frequenza di stati morbosi 
acuti,  sull'organizzazione  mentale,  sull'intuizione,  ponga  poi  una 
diagnosi precisa, una prognosi e si pronunci sulla capacità di  lavoro 
residua in qualsiasi ambito.

10.2.4 Infine,  la  data  di  riferimento  dell'insorgenza  presunta 
dell'invalidità è inattendibile, dal momento che, a difetto di documenti 
medici, il sanitario UAIE ha fissato l'insorgenza del fattore invalidante a 
settembre  2006,  ossia  alla  data  dell'E  213 (doc. 17)  o  del  rapporto 
d'esame neuropsichiatrico. In realtà, è presumibile che l'attuale grave 

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patologia  psichica  sia  insorta  in  concomitanza  con  la  cessazione 
dell'attività lucrativa, ossia alla fine anni ottanta.

11.

11.1 Ora,  fatte  queste  considerazioni,  il  collegio  giudicante  si  trova 
nell'impossibilità di determinare la misura dell'eventuale incapacità di 
lavoro  e  di  guadagno  subita  dall'interessata  e  da  quando  questa 
invalidità  esisterebbe.  In  queste  circostanze è  necessario  accogliere 
parzialmente  il  ricorso,  annullare  la  decisione  impugnata  e  rinviare 
l'incarto all'UAIE, affinché emani una nuova decisione. Certo, l'art. 61 
cpv.  1  PA permette  solo  eccezionalmente  di  ricorrere  ad  una  tale 
procedura. Nel caso concreto, l'applicazione dell'eccezione prevista è 
tuttavia giustificata se si considerano le numerose lacune dell'incarto e 
l'ampiezza delle informazioni da raccogliere.

11.2 Preliminarmente dovrà essere completata l'indagine economico-
lavorativa  per  quanto  riguarda  la  scelta  del  metodo  di  valutazione 
dell'invalidità. 

L'UAIE dovrà quindi completare l'istruttoria delucidando la situazione 
medica  dall'epoca  di  cessazione dell'attività  lucratica  (1982  o  1990) 
fino  alla  data  dell'impugnata  decisione  (15  febbraio  2008).  L'UAIE 
emanerà poi un nuovo provvedimento impugnabile.

A  tale  fine  la  ricorrente  dovrà  essere  sottoposta  ad  una  perizia 
approfondita in psichiatria. Si richiederà inoltre un E 213 aggiornato ed 
un referto d'esame ortopedico.

L'incarto  sarà  poi  inviato  in  esame  al  servizio  medico  dell'UAIE,  il 
quale si pronuncerà in merito all'evoluzione dell'incapacità al lavoro fra 
il  1982 (o 1990)  ed il  15  febbraio  2008,  nonché in  merito  all'attività 
professionale che la  ricorrente avrebbe potuto espletare nel  periodo 
suddetto o, se del caso, in merito alla sua capacità di attendere alle 
usuali incombenze domestiche.

12.

12.1 Visto l'esito del ricorso, non vengono prelevate spese processuali 
e  la  domanda  di  esenzione  da  dette  spese  diventa  dunque  priva 
d'oggetto.

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12.2 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 
tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese 
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato.

Nel  caso  in  esame,  viste  la  memoria  di  ricorso,  nonché  la 
documentazione esibita,  si giustifica riconoscere alla parte ricorrente 
un'indennità  per  spese  ripetibili  di  Fr.  1'200.-,  da  porre  a  carico 
dell'UAIE.

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto nel senso che, annullata l'impugnata 
decisione  del  15  febbraio  2008,  l'incarto  è  rinviato  all'Ufficio 
dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
(UAIE),  perché proceda ai  sensi  del  considerando 11 e statuisca di 
nuovo.

2.
Non si prelevano spese processuali. 

3.
Alla parte ricorrente viene riconosciuta un'indennità per spese ripetibili 
di Fr. 1'200.-, la quale è posta a carico dell'UAIE intimato.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante della ricorrente (raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30  giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono rispettate le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 
e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS  173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i 
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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