# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 00b9d18a-c7f4-55eb-b97d-8c99a517c75c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-09-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.09.2009 32.2009.110
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2009-110_2009-09-30.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2009.110

   

  BS/vm

  	
  Lugano

  30 settembre
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 maggio 2009 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 23 aprile 2009 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1964, ha una formazione propedeutica paramedica. Dopo aver svolto
l’attività di massaggiatore e, cambiando orientamento professionale, di gerente,
da ultimo egli è stato impiegato in un’impresa edile in qualità di operaio
(cfr. curriculum vitae; doc. AI 10-1). Nel settembre 2007 l’assicurato ha
presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti per problemi cervicali/
lombari ed urologici (doc. AI 2).

 

                                         Raccolta
la documentazione medica, l’Ufficio AI ha predisposto una visita
dell’assicurato presso il proprio servizio medico (SMR). Sulla base del
rapporto 8 aprile 2008 del SMR (secondo cui l’assicurato presenta un’incapacità
lavorativa al 100% dal dicembre 2006, ridotta al 50% da aprile 2007), nonché
del rapporto 20 agosto 2008 del consulente in integrazione professionale, con
decisione 23 aprile 2009 (preavvisata il 28 ottobre 2008) l’amministrazione gli
ha riconosciuto il diritto ad una quarto rendita dal 1° dicembre 2007. 

                                         

                               1.2.   Avverso
la succitata decisione, l’assicurato, rappresentato RA 1ha inoltrato il
presente tempestivo ricorso, postulandone l’annullamento ed il riconoscimento
di un’incapacità lavorativa almeno del 70%.

                                         Contestando
la valutazione della residua capacità lavorativa, sulla base dei referti dei
medici curanti egli ha concluso:

 

"  (…)

Il tutto fa concludere ai medici curanti che tali
patologie esplicano un sicuro influsso sulla capacità lavorativa residua del
riccorente. E' chiaro che il ricorrente non è assolutamente in grado di
svolgere le professioni sino ad ora esercitante (massaggiatore, esercente o operario
edile). Egli non è però nemmeno in grado di svolgere le attività leggere
indicate dall'Ufficio dell'assicurazione invalidità nella sua decisione
(operaio generico, venditore al dettaglio, autista o fattorino). Il
peggioramento delle parestesie al braccio destro, i formicolii intermittenti
anche alla mano sinistra, i disturbi della deambulazione con intermittenti
episodi di disequilibrio e la minzione imperiosa gli impediscono infatti di
svolgere le attività lavorative anche più semplici che l'Ufficio
dell'Assicurazione invalidità pretende che l'assicurato svolga." (…) (doc.
I pag. 5-6)

                                          

                                         Contestualmente l’assicurato ha chiesto di essere posto al beneficio
dell’assistenza giudiziaria.

 

                               1.3.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha invece chiesto la reiezione del ricorso.
Confermando la valutazione del SMR, l’amministrazione ha ribadito che dalla documentazione
prodotta non risultano nuovi elementi medici di rilievo.

 

                               1.4.   Su
richiesta del TCA, l’assicurato ha prodotto la documentazione attestante il suo
stato d’indigenza ai fini dell’assistenza giudiziaria. 

 

considerato                    in
diritto

 

In ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell’art. 49 cpv. 2 LOG (STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002) 

 

                               2.2.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148). 

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti
quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica
degli effetti (DTF 130 V 445 consid. 1 p. 446 seg. con
riferimento a DTF 130 V 329; 129 V 4 consid. 1.2.; 127
V 466 consid. 1).

                                         Ne consegue che nel caso in esame sono applicabili le norme
materiali in vigore fino al 31 dicembre 2007 per quanto attiene allo stato di
fatto realizzatosi fino a tale data, mentre per il periodo dal 1° gennaio 2008 sino
alla decisione impugnata, che delimita temporalmente il potere cognitivo del
giudice delle assicurazioni sociali (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1 p. 220 con
riferimenti), trovano applicazione le nuove norme. In concreto la questione non
ha comunque particolare portata pratica, poiché la 5a revisione dell'AI non ha
modificato in maniera sostanziale le disposizioni legali sulla valutazione del
grado d'invalidità. La giurisprudenza fondata sulle norme precedenti mantiene
pertanto la sua validità (cfr. STF 9C_443/2009 del 19 agosto 2009 consid. 4 con
riferimento a STF 8C_76/2009 del 19 maggio 2009 consid. 2).

 

                                         Nel
merito 

 

                               2.3.   Oggetto
del contendere è sapere se l’assicurato, successivamente all’aprile 2007, presenta
un grado d’incapacità lavorativa maggiore del 50%, così come valutato dal SMR.
Pacifico è che precedentemente (dal 1° gennaio 2006) egli è stato totalmente
incapace al lavoro.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione
della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione
per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse
de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati han-no diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%. 

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza – di
regola – non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA (dal 1°
gennaio 2007: TF) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità
di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostan-ze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.5.   Nel
caso in esame, l'Ufficio AI ha disposto una valutazione a cura del SMR. Dal
referto 9 giugno 2008 (doc. AI 29) risulta che il dr. __________ (medico internista
– reumatologo), dopo aver esposto l'anamnesi, riportate le indicazioni soggettive
e le constatazioni obiettive, ha diagnosticato una mielopatia cervicale con
radicolopatia C7-C8 destra su stenosi multisegmentaria del canale spinale e stato
dopo triplice discectomia con posizionamento di cage intersomatico (intervento
eseguito l’8.01.2007); lombalgia cronica con insufficienza – instabilità segmentarla;
incontinenza degli sfinteri secondaria a mielopatia (doc. AI 25-1). Procedendo
alla valutazione, il succitato medico SMR ha elencato i seguenti limiti funzionali:

 

"  (…)

La valutazione reumatologica e funzionale odierna ha
permesso di stabilire i seguenti limiti: può mantenere la posizione statica
seduta massimo 1 ora, deve evitare situazioni di instabilità, deve limitare il
salire e scendere le scale. Può sollevare abitualmente massimo 10 kg; può
sollevare solo saltuariamente massimo 15 kg; deve evitare esposizioni
prolungate alle basse temperature; deve evitare l'utilizzo di attrezzi
vibranti; necessita di frequenti pause per alterato controllo degli
sfinteri."(…) (doc. AI 25-3)

                                         

                                         Riguardo
alla residua capacità lavorativa, il dr. __________ del SMR ha confermato un’incapacità
lavorativa del 100% dall’11 dicembre 2006 e “una capacità lavorativa del 50%
su mezza giornata a partire dall’aprile 2007 in attività medio-leggera che rispetta i limiti sopra elencati…” (doc. AI 25-3). 

 

                                         Con
riferimento ai rapporti dei medici curanti già contenuti negli atti ed a quelli
prodotti con il ricorso, l’assicurato contesta la succitata valutazione
dell’incapacità lavorativa, sostenendo l’impossibilità di svolgere qualsiasi
attività professionale. 

 

                               2.6.   Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, conformemente la giurisprudenza del TFA (dal 1°
gennaio 2007: TF), è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza
dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni
mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (STFA I 355/03 del 26
agosto 2004 consid. 5, STFA U 329/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352, 122 V
160; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege
in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 31; Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18
marzo 2002 nella causa M., I 162/01). A proposito delle perizie mediche eseguite
nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di
evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici
specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a
conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili
(DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile 1998 nella causa O.B.;
STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA 24 dicembre 1993 nella causa S.H.;
SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189). 

 

                                         Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove
è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la
propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per
quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono
tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione
deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino
essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni
e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

 

                                         Per quel che riguarda i rapporti del medico curante,
secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del
fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il
medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF
8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 p. 109 consid. 3a)cc;
Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesge-richt im Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1997, p. 230).

 

                               2.7.   Nella fattispecie concreta, dall’esame degli atti di causa,
questo TCA non ha motivo per distanziarsi dalla completa e convincente valutazione
del SMR.

 

                                         Va
innanzitutto fatto presente che non vi è alcuna contestazione delle diagnosi
poste dal dr. __________, le quali d’altronde corrispondo sostanzialmente a
quelle indicate nei diversi rapporti presenti nell’inserto. Ciò che il
ricorrente contesta è invece la valutazione della residua capacità lavorativa.

                                         

                                         Con
riferimento al rapporto 19 giugno 2007 del dr. __________, già noto all’Ufficio
AI e valutato l’11 marzo 2008 dal dr. __________ del SMR (doc. AI 21-1),
l’assicurato rileva come il succitato abbia evidenziato che i disturbi riferiti
avevano “trovato riscontro negli esami clinici e nella diagnosi di
mielopatia cervicale, per cui era stata eseguita un’operazione a più livelli.
Il dott. __________ proseguiva ritenendo che il ricorrente era inabile informa
completa ancora per diversi mesi” (cfr. ricorso pag. 5). Non va tuttavia dimenticato
che nel succitato rapporto il dr. __________ ha sì pronosticato tre mesi
d’incapacità lavorativa - poiché a quell’epoca l’assicurato era ancora troppo
dipendente da una terapia algesica con oppiacei -, precisando tuttavia che
“dopo un simile periodo dovrà essere valutata una capacità lavorativa teorica
in un lavoro medio-leggero” e che “comunque è prematuro esprimersi
sull’esigibilità” (doc. AI 11-9).

 

                                         Nel
rapporto 10 dicembre 2007 all’Ufficio AI il prof. __________, primario del
Servizio Cantonale di __________, dopo il periodo di osservazione (7 gennaio
2008 - 26 settembre 2007) aveva fra l’altro evidenziato che l’intervento di
triplice discectomia C4/C5, C5/C6 e C6/C7 con posizionamento di cage
intersomatiche aveva portato ad un miglioramento dei dolori cervicali, mentre
persistevano le parestesie e l’ipoestesia nell’arto superiore sinistro come pure
la problematica del controllo sfinterico. Certo che egli aveva ritenuto che si
trattasse di un caso clinico complesso e che “i disturbi, rispettivamente i
deficit legati alla mielopatia cervicale, non sono probabilmente suscettibili
di risolversi con l’andare del tempo” (doc. AI 13-8). Egli ha tuttavia
consigliato l’amministrazione di “rivalutarlo in Agenzia ed eventualmente
disporre una valutazione funzionale in ambito reumatologico per definire le
capacità residue” (doc. AI 13-8), ciò che è stato eseguito dal SMR.

 

                                         Anche
il rapporto 18 settembre 2009 dell’__________ __________ di __________ (doc. AI
42-1) non apporta nuovi elementi medici che non sono stati considerati dal SMR.
Non va negato, come evidenziato nel ricorso (pag. 5), che durante il mese di
degenza (successivo alla valutazione SMR) l’assicurato è stato ritenuto totalmente
inabile, ma questo per permettere di procedere al trattamento delle note
patologie. Vero che dopo la permanenza nel nosocomio bernese non vi è stato un rilevante
miglioramento della sintomatologia dolorosa legata alla brachialgia destra
(cfr. citato rapporto ad 1, doc. AI 42-3) e che la problematica relativa ai
disturbi di minzione è rimasta immutata (cfr. citato rapporto ad 2, doc. AI
42-3; la problematica lombare non era in primo piano, cfr. citato rapporto ad 3,
doc. AI 42-4). Tuttavia da questo rapporto non si desumono ulteriori elementi che
non siano stati già presi in considerazione dal SMR. Al riguardo, nelle annotazioni
9 dicembre 2008 il dr. __________ ha precisato che le conclusioni cliniche
dell’__________ “riferibili all’incapacità lavorativa coincidono con quanto
stabilito nel mio rapporto medico 8.04.2008” (doc. AI 44-1). D’altronde
scopo del ricovero era, oltre ad un aggiornamento della situazione clinica,
quello di impostare una terapia antidolorifica. 

                                         

                                         L’assicurato
è stato al Centro di terapia del dolore della Clinica __________ di __________.
Dal relativo rapporto 6 novembre 2008 si evince, fra l’altro, il trattamento
ricevuto e il procedere futuro (doc. D).

 

                                         Da
ultimo, l’insorgente ha fatto riferimento al rapporto 19 maggio 2009 del suo
medico curante, dr. __________. Ricordando come il suo paziente sia affetto da
grave mielopatia cervicale, che tale affezione sia cronica, che l’intervento neurochirurgico
“può aver agito nel senso di non rendere progressiva tale lesione, ma non in
nessun modo può aver determinato una regressione della stessa”, egli ha
elencato i seguenti disturbi:

 

" 
(…)

In
particolare:

 

o       
Persiste un disturbo della minzione nel senso di
una incontinenza tipo "urge" che comporta continui e imprevedibili
accessi minzionali non sempre facilmente controllabili.

 

o       
Presenza di dolori di tipo neuropatico agli arti
superiori, in particolare al destro, che vengono esacerbati da lavori fisici
anche di modesta entità e che possono essere presenti anche indipendentemente
dall'uso delle braccia. Tali dolori non hanno trovato palliazione anche dopo il
soggiorno del paziente presso la Clinica del Dolore dell'Università di __________.

 

o       
Debolezza di entrambi gli arti inferiori e
disturbi dell'equilibrio legati alla deafferentazione sensitiva che sconsiglia
l'utilizzo del paziente in ambienti come cantieri o impalcature.

 

Ritengo
perciò assolutamente insufficiente il riconoscimento di una invalidità al 40% e
mi auguro che una opportuna revisione possa ricondurre in un ambito più giusto
e più realistico la valutazione di invalidità.(doc. IX-F)

                                         

                                         Il
medico curante, elencando le note patologie, non ha fornito una motivazione atta
a ritenere insufficiente il riconoscimento di un’invalidità al 40%, forse da intendere
come incapacità lavorativa visto che l’invalidità è un concetto economico –
giuridico e non medico (DTF
116 V 249 consid. 1b, 110 V 275 consid. 4a). Nel
precedente rapporto 20 novembre 2008 il dr. __________ aveva ritenuto
un’inabilità del 70% senza indicare i motivi per cui si distanziava dalla
valutazione del SMR (doc. AI 42-1). Va evidenziato che il dr. __________ ha tenuto
conto delle diverse affezioni di cui l’assicurato è portatore, considerando le sintomatologie
dolorose e riconoscendo comunque un’incapacità lavorativa nella misura del 50%.
Va poi ricordato che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 nella causa B.
(I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse dai
medici SMR, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante e il
medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia.

                                         

                                         Pertanto,
sulla base dell'affidabile e concludente valutazione
del SMR, alla quale va dato valore probatorio pieno (cfr. consid. 2.6),
richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117
V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, 1999, pp. 57, 551 e 572), è da ritenere
dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito
delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi
citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V
188 consid. 2b), che l’assicurato, sino al momento della decisione contestata
(per costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali esamina la
legalità delle decisioni in base alla situazione di fatto esistente al momento
in cui la decisione impugnata è stata resa. I fatti accaduti posteriormente e
che hanno modificato questa situazione devono di regola formare oggetto di un
nuovo atto amministrativo ; cfr. fra le tante DTF 130 V 138), presenta una
residua capacità lavorativa del 50% in attività medio-leggere dall’aprile 2007.        

                                         Va qui ricordato che il ricorrente ha la facoltà di presentare una domanda
di revisione della rendita, adducendo un rilevante peggioramento della situazione
valetudinaria ed allegando la pertinente documentazione medica.

 

                                   Accertata dunque, dal punto di
vista medico-teorico, che alla scadenza dell’anno di carenza ex art. 29 cpv. 1
lett. b LAI (1° dicembre 2007) l’assicurato presenta una residua capacità
lavorativa in attività medio-leggere adeguate del 50%, tenuto conto che dal
raffronto dei redditi è scaturito un grado d’invalidità del 42% (cfr. rapporto 20
agosto 2008 del consulente in integrazione professionale; doc. AI 34),
l’Ufficio AI ha di conseguenza rettamente erogato un quarto di rendita.  

 

                                         Ne
consegue che la decisione contestata merita conferma ed il ricorso va respinto.

 

                               2.8.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.- andrebbero poste a
carico dell’assicurato, il quale ha tuttavia chiesto l'assistenza giudiziaria.

 

                               2.9.   Ai
sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere
garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano,
il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale norma di legge
rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS,
in relazione con l’art. 69 LAI, rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002, il
quale prevedeva che l’autorità di ricorso doveva garantire il diritto di farsi
patrocinare, se del caso, l’assistenza giudiziaria. L’art. 61 lett. f LPGA
mantiene il principio che i presupposti del diritto alla concessione
dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale,
mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF
110 V 362; Kieser, ATSG Kommentar, Basilea, ad art. 61, n. 86, pag. 626). 

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria –
rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (Kieser, op. cit., ad art. 61, n.
88s; SVR 2004 no. 5 pag. 17 consid. 2.1; cfr. anche STFA 7 maggio 2007 nella
causa B., I 134/06, consid. 5.1) – sono in principio dati se l’istante si trova
nel bisogno (cfr. anche art. 3 Legge cantonale sul patrocinio d’ufficio e
sull’assistenza giudiziaria [in seguito: Lag]), se l’intervento dell’avvocato è
necessario o perlomeno indicato (cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se il
processo non è palesemente privo di esito positivo (cfr. anche art. 14 cpv. 1
Lag; DTF 125 V 202 e 372 con riferimenti).

                                         In
concreto, dal certificato per l’ammissione dell’assistenza giudiziaria, risulta
che l’assicurato, divorziato con tre figli abitanti nel domicilio dell’ex – coniuge,
percepisce fr. 434.- di rendita AI e di prestazioni assistenziali (fr. 2'066
dal 1° gennaio 2009 e fr. 1'664 dal 1° maggio al luglio 2009; sub doc. VIII). Ne
consegue l'indigenza del ricorrente. Ritenuto che anche le altre due condizioni
poste da legge e giurisprudenza appaiono nella specie adempiute, l'istanza
tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria va accolta, riservato l'eventuale
obbligo di rimborso, qualora la situazione economica dell'assicurata dovesse
più tardi migliorare (cfr. art. 61 lett. f LPGA; U. Kieser, op. cit., ad art.
61, n. 93; art. 9 Lag; relativamente al gratuito patrocinio nella procedura
davanti al TFA cfr. art. 152 cpv. 3 OG; STFA del 4 maggio 2004 nella causa S.,
K 146/03, consid. 7.1.; STFA del 15 luglio 2003 nella causa S., I 569/02,
consid. 5; STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid. 5a,
parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).

 

                                         Visto
quanto precede, l’assicurato è pure per il momento esonerato dal pagamento
delle spese processuali (cfr. consid. 2.13. e STF I 885/06 del 20 giugno 2007).

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   L'istanza
di assistenza giudiziaria è accolta.

 

                                   3.   Le
spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico dell’assicurato. A seguito
della concessione dell’assistenza giudiziaria esse sono per il momento assunte
dallo Stato. 

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio Zocchetti