# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 00bb65b6-1364-585f-899e-4f9817928e3a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-08-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.08.2008 D-8324/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-8324-2007_2008-08-14.pdf

## Full Text

Corte IV
D-8324/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 4  a g o s t o  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi giudice unico, 
con l'approvazione della giudice 
Jenny de Coulon Scuntaro, 
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Cossovo,
rappresentato da B._______
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 
3003 Berna
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 29 novembre 2007 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-8324/2007

Fatti:

A.
L'11  agosto  2004,  l'interessato  ha  presentato  una  prima  domanda 
d'asilo  in  Svizzera.  Con  decisione  del  26  agosto  2004,  l'UFM  ha 
respinto  la  menzionata  domanda  e  ha  ordinato  l'allontanamento 
dell'interessato  dalla  Svizzera.  Il  4  settembre  2006  l'interessato  ha 
ritirato il ricorso pendente dinanzi alla Commissione svizzera di ricorso 
in materia d'asilo (CRA) dopo avere sposato in data [...] una cittadina 
svizzera. 

B.
Il 16 ottobre 2007, l'interessato ha presentato una seconda domanda 
d'asilo in Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto qui di 
rilievo  (cfr.  verbali  d'audizione  del  25  ottobre  2007  e  9  novembre 
2007),  che  i  motivi  d'asilo  sono  invariati  da  quelli  fatti  valere  nella 
prima procedura. Ha rivelato, però, di essere rientrato in patria in due 
occasioni – nel  [...]  e nel [...]  2007 – per risolvere delle questioni  di 
natura amministrativa. 

C.
Il  29  novembre  2007,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e della legge sull'asilo del 26 
giugno  1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  anche  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  il  Cossovo  siccome  lecita,  esigibile  e 
possibile. 

D.
Il  7  dicembre  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  citata  decisione 
dell'UFM e ha chiesto che il  provvedimento sia annullato. Ha altresì 
presentato  una domanda d'esenzione dal  versamento  dell'anticipo  a 
copertura delle presumibili spese processuali.

E.
Il TAF, con decisione incidentale del 17 gennaio 2008, ha respinto, per 
i motivi ivi indicati, la surriferita domanda ed ha invitato il ricorrente a 
versare, entro il 25 gennaio 2008, un anticipo di fr. 600.-- (art. 63 cpv. 4 
e  5  della  legge  federale  sulla  procedura  amministrativa  del  20 

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dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), con comminatoria d'inammissibilità 
del ricorso in caso di decorso infruttuoso del termine. 

F.
Il  25  gennaio  2008,  il  ricorrente  ha  tempestivamente  effettuato  il 
richiesto versamento. 

G.
Il  30  gennaio  2008,  l'insorgente  ha  presentato  una  memoria 
complementare.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
della  LAsi  e  art.  83  lett. d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché all'art. 108 
cpv. 2 LAsi. 

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  constatato  che  la  prima 
procedura  d'asilo  è  definitivamente  conclusa  e  che  i  fatti  posteriori 
addotti dal ricorrente non sono propri a motivare la qualità di rifugiato 
o  determinanti  per  la  concessione  della  protezione  provvisoria.  In 
particolare, l'autorità inferiore ha osservato che i timori dell'interessato 

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circa una possibile  vendetta da parte degli  abitanti  del  suo villaggio 
non  si  sarebbero  avverati  nelle  due  occasioni,  in  cui  si  è  recato  in 
patria  nel  2007.  Ciò  dimostrerebbe  che  le  preoccupazioni 
dell'interessato  di  subire  delle  persecuzioni  sarebbero  puramente 
soggettive  e  prive  di  indizi  concreti.  Oltretutto,  l'interessato  avrebbe 
anche fatto valere come motivi d'asilo le condizioni di vita, economiche 
e  politiche  che  sarebbero  peggiorate  nel  proprio  paese.  L'autorità 
inferiore sottolinea però che quest'ultime non costituiscono elemento 
di persecuzione ai sensi dell'art. 3 LAsi. 

5.
Nel gravame e nella memoria complementare, l'insorgente afferma che 
sussiste ancora un fondato timore di essere esposto al rischio di seri 
pregiudizi  a  causa  del  suo  comportamento  durante  la  guerra  in 
Cossovo  tra  il  1999  e  il  2001.  Sarebbe  stato  infatti  informato  da 
conoscenti  ancora  residenti  in  patria,  che  il  suo  “tradimento”  non 
sarebbe  ancora  stato  dimenticato  dalle  persone  che  nel  2001  lo 
avevano già minacciato e picchiato per non avere combattuto nel 1999 
al  fianco  delle  forze  armate  dell'UCK  (Esercito  di  Liberazione  del 
Cossovo)  contro  l'esercito  della  Repubblica  Federale  Jugoslava. 
Sottolinea, inoltre, che i due viaggi in patria, effettuati nella primavera 
del 2007, sono stati intrapresi per motivi di bisogno e non di piacere 
(ritiro del passaporto e sostegno della madre a seguito di un infortunio 
in  patria). Nell'arco di  tempo passato a C._______ si  sarebbe infatti 
tenuto nascosto e non si  sarebbe recato al  villaggio di  provenienza. 
Infine, al momento la situazione in Cossovo sarebbe molto volatile e 
segnata da divisioni etniche, disoccupazione, povertà ed un economia 
nazionale controllata dalla criminalità organizzata. 

6.

6.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una 
procedura d'asilo  terminata  con decisione negativa o  se mentre  era 
pendente  la  procedura  d'asilo,  è  rientrato  nel  Paese  d'origine  o  di 
provenienza,  a  meno  che  dall'audizione  non  emerga  che  siano 
intervenuti nel frattempo fatti propri a motivare la qualità di rifugiato o 
determinanti per la concessione della protezione provvisoria. 

6.2 Preliminarmente,  il  TAF  osserva  che  la  precedente  procedura 
d'asilo  si  è  definitivamente  conclusa  con  crescita  in  giudicato  della 
decisione  dell'allora  Ufficio  federale  dei  rifugiati  (UFR),  attualmente 

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UFM,  del  26  agosto  2004  che  aveva  considerato  inverosimili  le 
allegazioni decisive allora presentate dal ricorrente. 

6.3 Per  quanto  attiene  ai  motivi  d'asilo  addotti  nella  presente 
procedura,  questo  Tribunale  osserva  che  il  ricorrente  non  ha 
presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove 
suscettibili  di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di 
cui all'impugnata decisione, delle allegazioni decisive in materia d'asilo 
in  corso  di  procedura,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTAF 
in relazione all'art. 6 LAsi e all'art. 4 PA). 

6.4 Inoltre, l'insorgente basa i suoi timori  di  persecuzione in caso di 
rientro  in  patria  su  mere  affermazioni  di  parte,  non  corroborate  da 
alcun elemento della benché minima consistenza. Infatti, non giova al 
ricorrente l'allegata esistenza di una “voce insistente” (cfr. ricorso pag. 
5)  secondo  la  quale  chi  non  aveva  combattuto  per  l'esercito, 
abbandonando  la  guerra,  avrebbe  anche  potuto  essere  ucciso. 
Ininfluente  è  anche  la  vaga  osservazione  secondo  la  quale,  degli 
“amici del ricorrente residenti in Cossovo” avrebbero confermato che “il 
tradimento  non  sarebbe  ancora  stato  dimenticato  da  quelli  che  un 
tempo  lo  avevano  minacciato  e  picchiato”  (cfr.  ricorso  pag.  6).  Va 
notato invece, che l'insorgente ha sottolineato più volte nel corso della 
procedura di non conoscere le persone che l'avrebbero minacciato e 
picchiato  ma  di  potere  solo  desumere  che  si  tratti  di  membri 
dell'esercito  cossovaro  (cfr. verbale  d'audizione  del  25  ottobre  2007 
pag.  6  e  verbale  d'audizione  del  9  novembre  2007  pag.  7).  In 
particolare,  va  rilevato  come  il  comportamento  del  ricorrente,  che 
appare  avere  vissuto  per  tre  anni  in  Cossovo  dopo  essere  stato 
minacciato e picchiato la prima volta nel 2001 prima dell'espatrio nel 
2004 (cfr. verbale d'audizione del 9 novembre 2007 pag. 7) e che in 
ben  due  occasioni  nella  primavera  del  2007  ha  lasciato 
spontaneamente  la  Svizzera  per  rientrare  in  patria  (cfr.  verbale 
d'audizione del 9 novembre 2007 pag. 6), appare dimostrare l'assenza 
di  seri  timori  d'esposizione  a  persecuzioni  nel  suo  paese  d'origine. 
Mentre il primo viaggio (a scopo di ritirare il passaporto di persona) in 
patria  sembra  essere  motivato  con  un  serio  bisogno,  il  secondo 
viaggio  non  appare  trovare  una  valida  giustificazione  ed  è 
incompatibile  con l'evocata  paura  di  essere  esposto  a  persecuzioni. 
Vale sottolineare che i motivi adotti nella memoria complementare del 
30 gennaio 2008, secondo i quali nessun altro membro della famiglia 

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sarebbe stato in grado di accompagnare la madre dell'insorgente (sia 
per motivi di salute, sia per dissidi familiari o per la mancata possibilità 
di prendere congedo) sembrano esaurirsi in mere affermazioni di parte 
non corroborate da alcun elemento della minima consistenza. 

Visto quanto sopra, non emergono ragioni per ritenere che le persone 
che avevano (come sostenuto) minacciato il ricorrente tra il 2001 ed il 
2004  abbiano  ancora  interesse  a  vendicare  il  comportamento 
dell'insorgente che risale al 1999. Inoltre, l'insorgente ha affermato di 
non  avere  mai  avuto  problemi  con  le  autorità  in  patria  (cfr. verbale 
d'audizione del 9 novembre 2007 pag. 7). Infine, giova rilevare che non 
vi  è  ragione  di  ritenere  che  le  autorità  statali,  se  opportunamente 
sollecitate, non accorderebbero al ricorrente un'appropriata protezione 
contro l'eventuale futuro agire illegittimo di terzi nei suoi confronti.

7.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata. 

8.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  2  LAsi  e  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

9.

9.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento  del  ricorrente  in  Cossovo  possa  violare  l'art.  25  cpv. 2  della 
Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del 
18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo 
statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv.,  RS  0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o 
esporre  il  ricorrente  in  patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 

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altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

9.2 In  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile. 

10.
Occorre quindi esaminare se per l'insorgente vi siano pericoli concreti 
in  caso  di  rimpatrio  tali  da  rendere  inesigibile  l'esecuzione  del  suo 
allontanamento (art. 83 cpv. 4 LStr).

10.1 Il  TAF osserva  nondimeno  che  risaputamente  in  Cossovo  non 
vige  attualmente  una  situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza 
generalizzata che coinvolga l'insieme della  popolazione nella  totalità 
del territorio nazionale. Dopo la proclamazione dell'indipendenza, il 18 
febbraio  2008,  riconosciuta  da  un  gran  numero  di  stati  (tra  i  quali 
anche  dalla   Svizzera  in  data  27  febbraio  2008),  la  situazione  nel 
Cossovo  si  sta  stabilizzando  sotto  la  continua  osservazione  della 
comunità  internazionale  (v.  sentenza  del  Tribunale  amministrativo 
federale E-1199/2008 del 29 febbraio 2008 pag. 7 e 8). 

10.2 Inoltre,  quanto  alla  situazione  personale  del  ricorrente  questo 
Tribunale  constata  che lo  stesso è  giovane,  celibe  ed  ha una certa 
esperienza professionale (cfr. verbale d'audizione del 9 novembre pag. 
2). Egli non ha altresì preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi 
di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria (v. sulla 
problematica  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che 
ad un esame d'ufficio degli  atti  di  causa emerga la necessità di una 
permanenza dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi  medici.  In  siffatte 
circostanze,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome 
adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con 
riferimento  alle  effettive  possibilità  per  l'insorgente  di  un  adeguato 
reinserimento sociale in Cossovo.

10.3 Per  conseguenza,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  anche 
ragionevolmente esigibile. 

11.
Infine, non risultano impedimenti  neppure dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). L'esecuzione 
dell'allontanamento è dunque pure possibile.

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12.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

13.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 
nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo, di fr. 600.--, versato il 25 gennaio 2008, è computato con le 
spese processuali.

3.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (plico raccomandato)
- UFM,  Divisione  dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia;  n.  di  rif.  N  ; 

allegato: incarto UFM)
- D._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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