# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 97d3349f-76d7-538d-9a23-86587fc37f15
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-04-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.04.2002 35.2001.85
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2001-85_2002-04-16.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2001.00085

   

  mm

  	
  Lugano

  16 aprile 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  presidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 dicembre 2001
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 19 settembre 2001
  emanata da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 6
dicembre 1999, __________ - all'epoca alle dipendenze della ditta __________ in
qualità d'impiegata d'ufficio e, perciò, assicurata d'obbligo contro gli
infortuni presso l'__________ - è rimasta coinvolta in un incidente della
circolazione stradale avvenuto in territorio del Comune di __________,
riportando una frattura intra-articolare pluriframmentaria, a scivolamento
dorsale di 80° del radio sinistro nonché una commotio cerebri. 

                                         L'assicurata
è stata ricoverata presso il Servizio di ortopedia dell'Ospedale regionale di
__________, dove ha ricevuto le cure del caso. 

 

                                         L'__________
ha riconosciuto la propria responsabilità ed ha regolarmente corrisposto le
prestazioni di legge. 

 

                               1.2.   Dalle tavole
processuali emerge che __________ ha ripreso la propria attività lavorativa al
25% dal 31 gennaio 2000, al 50% dal 1° marzo 2000, al 70% dal 1° maggio 2000 ed
in misura completa durante il periodo 20 settembre-10 ottobre 2000 (cfr. doc.
_).

                                         Dall'11
ottobre 2000, l'assicurata ha lavorato in misura del 70% e dal 1° dicembre 2000
in misura dell'80% (cfr. doc. _).

 

                                         In data
12 gennaio 2001, __________ è stata sottoposta ad un intervento chirurgico
d'asportazione del materiale d'osteosintesi (cfr. doc. _).

                                         Essa è
stata dichiarata abile al lavoro al 50% dal 12 febbraio 2001 (cfr. doc. _) ed
al 70% a partire dal 2 aprile 2001 (cfr. doc. _). 

 

                               1.3.   Esperiti i
necessari accertamenti medico-amministrativi, l'Istituto assicuratore, con
decisione formale del 28 giugno 2001, ha comunicato all'assicurata che, a
decorrere dal 2 luglio 2001, avrebbe fatto stato una completa capacità
lavorativa con, di conseguenza, sospensione del diritto all'indennità
giornaliera (cfr. doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurata
(cfr. doc. _), l'__________, in data 19 settembre 2001, ha sostanzialmente
confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso del 20 dicembre 2001, __________, sempre patrocinata
dall'avv. __________r, ha chiesto che l'__________ venga condannato a versarle
ulteriori indennità giornaliere a far tempo dal 2 luglio 2001 (cfr. I, p. 5).

 

                                         Questi,
in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno della
propria pretesa ricorsuale:

 

" 
(…).

Si precisa innanzitutto che, contrariamente a
quanto sostenuto dalla __________ al punto A della decisione su opposizione, la
ricorrente aveva chiesto di ridurre il carico di lavoro al 70% proprio a causa
delle complicazioni di cui ha sofferto in seguito all'infortunio del 6 dicembre
1999.

Essa è infatti stata sottoposta a pressioni da
parte del datore di lavoro, che ha insistito che la ricorrente lavorasse al
100%. La signora __________, peraltro apprezzata per il lavoro svolto in molti
anni di collaborazione presso la __________, non è però stata in grado di
lavorare oltre il 70%, neppure durante il periodo della vendemmia, proprio a
causa delle sue condizioni di salute. L'informazione non è dunque corretta e
non è neppure rilevante. Non è neppure corretto che vi fosse sempre un
magazziniere in loco che potesse svolgere i compiti più pesanti, come a più
riprese sostenuto dalla __________. La ricorrente si è dunque trovata in
situazioni imbarazzanti, in cui né lei né i clienti riuscivano ad alzare la
confezione di vino. Essa è inoltre stata messa sotto pressione dal proprio
datore di lavoro che necessitava di una persona al 100%. Questi fattori,
unitamente all'atteggiamento della __________, hanno sicuramente favorito
l'evoluzione del Morbo di Sudeck, che si sviluppa più facilmente in situazioni
psicologiche difficili.

 

Va inoltre sottolineato che ancora oggi la
ricorrente non può essere considerata abile al lavoro al 100%. Permane sempre
il 30% di inabilità lavorativa, attestata dal medico curante, dr. __________ di
__________, sin dal 12 aprile 2001 (doc. _).

 

(…).

 

Nel caso in esame la signora __________ è
oggettivamente inabile al lavoro al 70%, con preciso riferimento alla sua
occupazione presso la __________. Tutti sono d'accordo nel sostenere che la
ricorrente non è in grado d'eseguire diverse mansioni legate alla sua attività,
quali appunto l'imballaggio e la consegna del vino ai clienti che giungono in
azienda.

 

Ciò emerge innanzitutto dal certificato medico
del dr. __________, il quale nel mese di maggio rilevava ancora un'evoluzione
tipo Morbo di Sudeck, che è stato immediatamente trattato e che poi, proprio a
seguito di questo trattamento, non è stato rilevato durante alla scintigrafia
ordinata dalla __________ (doc. _).

 

L'inabilità lavorativa emerge pure dal
certificato 14 novembre 2001 del dott. __________, il quale ha eseguito gli
interventi chirurgici ed il quale conferma che in occasione dell'ultimo
controllo da lui eseguito in data 8 marzo 2001, era stata constatata una
disfunzione della mobilità della mano, con conseguente necessità di continuare
l'ergoterapia (doc. _).

 

Nonostante l'ergoterapia sia stata proseguita, lo
stesso medico della __________, dr. __________, nel suo rapporto di chiusura
constata la stessa disfunzione della mobilità, evidenziando che l'assicurata
ancora nel mese di luglio 2001 non può sollevare pesi oltre un certo peso e
oltre una determinata altezza (doc. _).

 

Dall'ultimo certificato d'infortunio compilato
dal dr. __________ emerge inoltre che l'inabilità lavorativa era del 30% sino
almeno al 31.8.2001. egli ha attestato ancora oggi tale incapacità lavorativa
che persiste nella stessa misura ancora oggi, con una possibilità di
miglioramento, determinata dalle cure in atto (doc. _).

 

Da un profilo medico sono dunque tutti concordi
nell'affermare che vi è un'inabilità lavorativa determinata dalla disfunzione
della mobilità della mano, ancora oggi esistente. Tale disfunzione causa
l'incapacità di svolgere le mansioni legate al servizio della clientela, nella
misura del 30% del tempo di lavoro complessivo." (I). 

 

                                         La
ricorrente ha domandato l'esecuzione di una perizia medica giudiziaria, nonché
l'audizione testimoniale del direttore della __________, __________ (cfr. I, p.
6). 

 

                               1.5.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. IV). 

 

                               1.6.   In replica,
__________ ha segnatamente comunicato al TCA di non trovarsi più alle
dipendenze della __________ a far tempo dal 1° gennaio 2002. Secondo
l'insorgente, gli impedimenti legati ai postumi residuali dell'infortunio
assicurato, l'avrebbero costretta ad abbandonare il proprio posto di lavoro
(cfr. VI).

 

                               1.7.   In corso di
causa, questa Corte ha interpellato l'ex datore di lavoro della ricorrente,
allo scopo di chiarire quali fossero concretamente le mansioni che incombevano
a __________ in qualità di impiegata d'ufficio (cfr. IX). 

 

                                         La
risposta del direttore della __________ è pervenuta il 4 marzo 2002 (X +
allegato). 

                                         Alle
parti è stata concessa la facoltà di esprimersi al riguardo (cfr. XII e XIII). 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Litigiosa è
unicamente la questione a sapere se l'__________
era o meno legittimato a dichiarare __________ totalmente abile al lavoro a
decorrere dal 2 luglio 2001.

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare a
seguito d'infortunio o di malattia professionale ha diritto all'indennità
giornaliera.

 

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, la nozione di incapacità di lavoro è identica in
tutti i campi dell'assi­curazione sociale: viene considerata incapace di lavoro
la persona che per motivi di salute non è più in grado di svolgere la propria
attività o lo è soltanto in misura ridotta oppure, ancora, soltanto con il
rischio di aggravare il suo stato di salute (DTF 111 V 239 consid. 1b; A. Maurer,
Schweizerisches Sozialversicherungsrecht, vol. I, Berna 1979, p. 286ss.; Ghélew,
Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna
1992, p. 91). 

                                         La
questione a sapere se l'assicurato sia o meno incapace di lavorare in misura
giustificante il riconoscimento del diritto a prestazioni deve essere valutata
sulla base dei fatti forniti dal medico.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determi­nate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può an­co­ra svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività.

                                         Determinante
ai fini della graduazione dell'incapacità lavorativa non è comunque l'apprezzamento
medico-teorico, bensì la diminuzione della capacità di lavoro che effetti­vamente
risulta dall'impedimento (cfr. RAMI 1987 K 720 p. 106 consid. 2, U 27 p. 394
consid. 2b e giuri­sprudenza ivi citata; RJAM 1982 n. 482 p. 79 consid. 2).

                                         L'assicurato
che rinuncia a utilizzare la sua residua capacità oppure che non mette in atto
i provvedimenti da lui ragionevolmente esigibili per sfruttare al meglio la propria
capacità lavorativa è, ciò nono­stante, giudicato per l'attività che egli
potrebbe esercitare dimostrando buona volontà. 

                                         Carenze
di volontà risultanti da un'anomalia caratteriale non sono prese in
considerazione nell'ambito dell'assicurazione infortuni: possono essere,
tutt'al più, considerate nell'ambito dell'assicurazione malattia se la loro
causa é da ricercare in un'affezione patologica (DTF 101 V 145 consid. 2b; 111
V 239 consid. 1b e 2a; RAMI 1986 p. 56; 1987 p. 105 consid 2; 1987 p. 393
consid. 2b; 1989 p. 106 consid. 1d; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 91).

 

                                         Va ancora
osservato che, nella sentenza pubblicata in RAMI 2000 U 366, p. 92s., il TFA ha
stabilito che in caso di danno alla
salute presente soltanto durante un lasso di tempo limitato, il grado
d’incapacità lavorativa non si valuta secondo la limitazione esistente in un'attività
sostitutiva, bensì in base a quella accertata nell'originaria professione. Diverso è invece il discorso qualora lo stato di salute sia stabile e, quindi, gli impedimenti lamentati dall'assicurato ormai
permanenti. In tal caso, può essere preteso che
egli sfrutti la sua residua capacità lavorativa in
altre attività.

 

                               2.3.   In concreto,
__________ è rimasta vittima di un infortunio all'arto superiore sinistro il 6
dicembre 1999 (doc. _).

                                         In data
12 gennaio 2001, l'assicurata è stata sottoposta alla rimozione del materiale d'osteosintesi
da parte del dottor __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica (cfr. doc.
_).

                                         In
occasione del consulto del 1° febbraio 2001, il suddetto sanitario ha attestato
una capacità lavorativa del 50% a partire dal 12 febbraio 2001 (cfr. doc. _),
valutazione ribadita l'8 marzo 2001 (cfr. doc. _: "Visti gli antecedenti
sono d'accordo di prolungare la I.L. al 50% per almeno un mese, nonché di
continuare l'ergoterapia").

                                         Dal
rapporto ispettivo di cui al doc. _, emerge che __________ ha ripreso la
propria attività lavorativa nella misura del 70% a decorrere dal 2 aprile 2001
(cfr. doc. _: "Abile nella misura del 70% da oggi, la signora __________
presenzia in ufficio regolarmente ogni giorno riducendo l'orario di lavoro in
conformità dell'inabilità lavorativa medicalmente attestata"; cfr., pure,
doc. _). 

                                         Il 12
aprile 2001 ha avuto luogo una visita di controllo da parte del dottor
__________, spec. FMH in chirurgia ortopedica. In quell'occasione, il medico di
circondario dell'__________ ha constatato una forza ridotta di quasi la metà
rispetto alla parte destra ed una mobilità del polso sinistro ridotta del 20%
circa. Egli ha dichiarato mancare ancora l'assuefazione e l'adattamento, da
attendersi comunque entro un periodo di 3/4 mesi (cfr. doc. _).

                                         Con
scritto del 4 maggio 2001, l'Istituto assicuratore convenuto ha comunicato
all'assicurata che, a far tempo dal 7 maggio 2001, avrebbe fatto stato una
totale abilità lavorativa (cfr. doc. _).

                                         In data
14 maggio 2001, il medico curante, dottor __________, ha certificato la
presenza di un'evoluzione tipo Morbo di Sudeck stadio 1-2 ed ha, quindi,
attestato un'ulteriore incapacità lavorativa del 70% (cfr. doc. _).

                                         Dopo aver
interpellato il proprio medico fiduciario (cfr. doc. _), l'__________ ha
predisposto l'esecuzione di una scintigrafia ossea trifasica, accertamento -
eseguito il 18 giugno 2001 presso il  Servizio di medicina nucleare dello
______ - grazie al quale è stato escluso lo sviluppo di un Morbo di Sudeck
(cfr. doc. _).

                                         Con
decisione formale del 28 giugno 2001, l'__________ ha finalmente confermato una
piena capacità lavorativa a far tempo dal 2 luglio 2001 (cfr. doc. _).

                                         In data
11 luglio 2001, ha avuto luogo la visita medica di chiusura a cura del dottor
__________. 

                                         Constatato
un netto miglioramento per quel che concerne la forza e la funzionalità a
livello dell'estremità superiore sinistra, il medico di circondario ha così
descritto gli impedimenti funzionali derivanti dai postumi residuali
dell'infortunio del dicembre 1999:

 

" 
L'assicurata continua a lavorare come impiegata
presso la __________ __________, dove attualmente svolge soltanto lavori
strettamente d'ufficio.

Molto spesso può portare e sollevare pesi fino a
5 kg fino all'altezza dei fianchi, può spesso portare e sollevare pesi da 5 a
10 kg fino all'altezza dei fianchi  talvolta pesi da 10 fino a 25 kg.

Può di rado sollevare e portare pesi da 25 fino a
45 kg fino all'altezza dei fianchi e non può più portare e sollevare pesi oltre
i 45 kg.

L'assicurata è in grado di sollevare pesi fino a
5 kg fino all'altezza del petto molto spesso e talvolta oltre i 5 kg.

Può molto spesso maneggiare attrezzi di leggera
entità, di rado di media entità ma non più di pesante o molto pesante entità.
La posizione fissa e lo spostamento non sono impediti."                       (cfr.
doc. _). 

 

                                         Fra gli
atti di causa figura pure un rapporto, datato 14 novembre 2001, del dottor
__________, che comunque non contiene alcun nuovo elemento di valutazione (cfr.
doc. _). 

 

                                         Allo
scopo di chiarire il genere di attività che __________ era chiamata a svolgere
in qualità di impiegata d'ufficio presso il suo ex datore di lavoro, il TCA -
dando così seguito alla richiesta formulata dalla ricorrente (cfr. I, p. 6) -
ha interpellato direttamente la __________ e, per la precisione, il suo
direttore, __________ (cfr. IX).

                                         Queste le
indicazioni fornite dal dirigente della summenzionata azienda:

 

" 
(…).

con la presente vi inoltriamo le nostre
osservazioni relative alla vostra richiesta del 21 febbraio scorso, in merito
alla vertenza che vede opposto l'__________ alla nostra ex dipendente Signora
__________ di __________.

 

1.                                                                            La
Signora __________ ha lavorato presso la nostra azienda __________ dal 1°
gennaio 1997 al 31 dicembre 2001 in qualità di segretaria, svolgendo le
attività elencate nell'allegato mansionario.

 

2.
     Oltre all'attività principale di carattere prettamente amministrativo, la
nostra ex dipendente eseguiva pure la vendita diretta di vini e distillati
presso la nostra _______. Questa funzione poteva comportare l'occasionale
sollevamento, prima dell'infortunio al polso destro, di cartoni con un
peso compreso fra i 6.8 e 14.8 kg. da consegnare alla clientela privata, la
quale raramente acquista più di 1 o 2 cartoni per volta. A questo proposito,
precisiamo che la nostra enoteca è stata realizzata in modo da consentire ai
clienti di prelevare direttamente i prodotti dagli appositi espositori e di
caricarli sui propri veicoli, limitando l'intervento della segretaria alle
operazioni d'incasso. Di regola, alla signora _________ veniva richiesto di
sollevare unicamente i cartoni di vino acquistati da clienti anziani o
handicappati, oppure preparati con delle confezioni speciali. Inoltre, per non
ostacolare le operazioni di segretariato e durante i momenti di grande
affluenza di clienti, la nostra segretaria, anche per piccole consegne, poteva
sempre richiedere il pronto intervento del magazziniere. Precisiamo anche che,
sia il rifornimento dell'enoteca, sia le consegne di partite di vino superiori
a 2 cartoni, come pure tutti i prelevamenti dal magazzino principale vengono
eseguiti dal magazziniere o da altri collaboratori e mai dalla segretaria.

                                                                      In
conclusione, certifichiamo che dopo l'infortunio, con la massima comprensione,
abbiamo esonerato la nostra collaboratrice a sollevare pesi superiori a quelli
medicalmente esigibili. Il riconoscimento dell'inabilità a sollevare pesi
superiori ai 5-10 kg., le è pure stato comunicato per iscritto dalla __________
in data 04.05.2001.

 

 

3-4.
 Escludiamo che la nostra collaboratrice abbia dovuto sollevare, ad eccezione
dei classatori, pesi al di sopra dell'orizzontale.

 

 

5.
     Ribadiamo che già prima dell'infortunio e soprattutto dopo lo stesso la
Signora __________ ha sempre avuto la facoltà di richiedere l'intervento del magazziniere
per eseguire i lavori da lei ritenuti troppo pesanti. Inoltre, durante le
assenze del magazziniere, è sempre stato designato un collaboratore che doveva
rimanere a sua completa disposizione per trasportare i cartoni di vino.

                                                                      Infine,
riteniamo di poter affermare che la Signora __________, in seguito alla lesione
del polso causata dall'incidente non professionale avvenuto il 6 dicembre 2000,
nonostante il suo buon impegno, ha oggettivamente dimostrato un calo di
rendimento." (X). 

 

                               2.4.   Tutto ben
considerato, questo TCA ritiene che la valutazione delle limitazioni funzionali
presentate dall'assicurata, enunciata dal dottor __________ - specialista nella
materia che qui interessa - in occasione della visita medica di chiusura
dell'11 luglio 2001 (cfr. doc. _, p. 2), possa validamente costituire da
supporto probatorio per il presente giudizio, senza che si riveli necessario
procedere ad ulteriori atti istruttori (perizia medica giudiziaria). 

 

                                         Al
proposito, va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti
probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata
delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA dell'11 gennaio
2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H
103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA del 26
novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella causa
P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p. 202
consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio
1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre
1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274;
U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p.
212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes,
2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

                                         Il TCA,
chiamato a pronunciarsi su una questione sostanzialmente di carattere medico,
non ha in concreto motivi di scostarsi dall'apprezzamento espresso dallo
specialista consultato dall'__________, se si considera che, per costante giurisprudenza,
in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto
oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; sentenze inedite 5
gennaio 1993 in re S., 5 aprile 1984 in re M. e 2 novembre 1983 in re M.; U. Meyer-Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).

                                         Il TFA,
nella DTF 122 V 157ss., ha ancora precisato che dagli artt. 4 Cost. e 6 n. 1
CEDU non può essere dedotto un diritto formale di essere sottoposto a perizia
medica esterna da parte dell'istituto assicuratore quando si tratti di lite in
materia di prestazioni. Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove é, in
linea di principio, consentito che l'amministrazione ed il giudice delle
assicurazioni sociali fondino la loro decisione esclusivamente su basi di
giudizio interne dell'istituto assicuratore: in questo caso, devono, però,
essere poste esigenze severe per quanto riguarda l'imparzialità e
l'attendibilità di simili prove. 

                                         Nella DTF
125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV10, p. 33ss. e RAMI 1999 U356, p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento. 

                                         Per quel
che concerne il valore probante di un rapporto medico determinante é che il
rapporto sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure dell'assicurato, che sia stato
redatto in piena conoscenza della pregressa vicenda valetudinaria (anamnesi),
che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni siano
chiare, motivate e condivisibili (RAMI 1991 pag. 311 consid. 1; RAMI 1996 pag.
191ss.; DTF 122 V 160ss. consid. 1c e riferimenti; STFA del 29 settembre 1998
nella causa F., H 201/97, consid. 7d).

 

                                         Nella
presente fattispecie le certificazioni del medico curante, il dottor __________
(cfr. doc. _), non hanno il valore probante necessario per vagliare la
vertenza. Egli si è infatti sempre limitato a valutare in modo astratto la
capacità lavorativa della sua paziente, tralasciando di indicare su quale base
e su quali dati oggettivi egli giunga ad attestare una persistente inabilità
del 30%. 

                                         D'altro
canto, all'insorgente non possono essere di soccorso neppure i certificati
stilati dal dottor __________, nella misura in cui quest'ultimo si è
pronunciato a proposito della capacità lavorativa di __________, per l'ultima
volta, in occasione del consulto dell'8 marzo 2001 (cfr. doc. _). 

 

                                         Lo
scrivente TCA considera quindi accertato che, a seguito dei postumi
infortunistici residuali interessanti l'estremità superiore sinistra,
__________ presenta degli impedimenti unicamente nel sollevare,
rispettivamente, nel trasportare pesi di una certa entità, e ciò, in
particolare, oltre l'altezza delle spalle (cfr. doc. _). 

 

                               2.5.   Chiarito
l'aspetto medico, a questa Corte non rimane, pertanto, che da verificare se
l'attività presso la __________ era da ritenere compatibile con le limitazioni
accusate da __________.

 

                                         Dalle
informazioni raccolte presso il summenzionato ex datore di lavoro, emerge che
all'assicurata incombevano prioritariamente, nella sua qualità di impiegata
d'ufficio, dei compiti di natura prettamente amministrativa (cfr. X e,
soprattutto, X 1). 

                                         Collateralmente,
__________ era pure attiva presso l'______ della __________, segnatamente in
relazione all'attività di vendita di vini e distillati. 

                                         In questo
contesto, essa era chiamata a sollevare dei cartoni pesanti un massimo di 14.8
kg. Nondimeno, secondo quanto dichiarato al TCA dal direttore __________, ciò
avveniva soltanto occasionalmente, poiché, da un canto, l'enoteca
"… è stata realizzata in modo da consentire ai clienti di prelevare
direttamente i prodotti dagli appositi espositori e di caricarli sui propri
veicoli, …" (cfr. X, risposta al quesito n. 2), cosicché l'intervento
dell'assicurata era richiesto unicamente in presenza di clienti anziani oppure
handicappati, e, d'altro canto, __________ "… anche per piccole consegne,
poteva sempre richiedere il pronto intervento del magazziniere" (cfr. X,
risposta al quesito n. 2). 

                                         Fatta
eccezione per i classificatori, l'insorgente non doveva sollevare,
rispettivamente, trasportare pesi al di sopra dell'orizzontale (cfr. X,
risposta ai quesiti n. 3-4). 

                                         Rispondendo
al quesito n. 5, il direttore __________ ha ribadito che, già prima
dell'infortunio, la ricorrente "… ha sempre avuto la facoltà di richiedere
l'intervento del magazziniere per eseguire i lavori da lei ritenuti troppo
pesanti. Inoltre, durante le assenze del magazziniere, è sempre stato designato
un collaboratore che doveva rimanere a sua completa disposizione per
trasportare i cartoni di vino" (cfr. X, p. 2). 

 

                                         Alla luce
di quanto precede, occorre concludere che, nonostante i postumi residuali
dell'evento traumatico assicurato, __________ era in grado di svolgere anche
le mansioni che le erano state assegnate presso l'________. 

                                         In
effetti - tenuto conto, da un lato, che la necessità di sollevare/trasportare
dei pesi si presentava soltanto di tanto in tanto e, dall'altro, che i pesi non
dovevano essere sollevati sopra l'altezza del petto - quest'attività
"collaterale" era senz'altro conciliabile con le limitazioni
funzionali messe in luce dal dottor __________ l'11 luglio 2001 (cfr. doc. _,
p. 2: "Molto spesso può portare e sollevare pesi fino a 5 kg fino
all'altezza dei fianchi, può spesso portare e sollevare pesi da 5 a 10 kg fino
all'altezza dei fianchi, talvolta pesi da 10 fino a 25 kg").

                                         Inoltre
la ricorrente poteva sempre contare sull'aiuto del magazziniere, per eseguire
quelle mansioni più impegnative (ciò che del resto accadeva già prima del noto
incidente della circolazione). 

 

                                         In simili
condizioni, quando il direttore __________ afferma che, in seguito alla lesione
del polso, __________, nonostante il suo buon impegno, ha oggettivamente
mostrato un calo di rendimento, questo preteso "calo di rendimento"
non é comunque imputabile alle sequele dell'infortunio del 6 dicembre 1999. 

 

                                         In
conclusione, il TCA ritiene provato - e si ricorda che, nell’ambito del diritto
delle assicurazioni sociali, è sufficiente che i fatti vengano provati secondo
il criterio della verosimiglianza preponderante (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e
riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet,
Ritter, op. cit., p. 320, A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 1995, p. 338 e G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, Basilea 1991, pag. 63) - che l’assicurata aveva riacquistato la piena
capacità lavorativa nei tempi e nei modi indicati dall’______ nella decisione
impugnata.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti