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**Case Identifier:** 08c50ab9-d2f4-5663-90ce-04dc77d2cec7
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-12-17
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 17.12.2020 CA.2019.32
**Docket/Reference:** CA.2019.32
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_CA-2019-32_2020-12-17

## Full Text

Appello parziale del 26 novembre 2019 contro la sentenza della Corte penale del Tribunale penale federale SK.2018.44 del 23 ottobre 2019;;Appello parziale del 26 novembre 2019 contro la sentenza della Corte penale del Tribunale penale federale SK.2018.44 del 23 ottobre 2019;;Appello parziale del 26 novembre 2019 contro la sentenza della Corte penale del Tribunale penale federale SK.2018.44 del 23 ottobre 2019;;Appello parziale del 26 novembre 2019 contro la sentenza della Corte penale del Tribunale penale federale SK.2018.44 del 23 ottobre 2019

Sentenza del 17 dicembre 2020 
Corte d’appello 

Composizione  Giudice supplente straordinario Davide Pedrotti, 

Presidente del Collegio giudicante,  

Giudice Andrea Blum e Giudice supplente straordinario 

Mauro Mini, 

Cancelliera Leda Ferretti  

Parti  A., patrocinato dal difensore d’ufficio avv. Nadir Gugliel-

moni,    

 appellante / imputato  

  

 

contro 

  MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE, rappre-

sentato dal Procuratore federale Alfredo Rezzonico, 

 appellato / pubblica accusa  

 

  

Oggetto 

 

Appello parziale del 26 novembre 2019 contro la sen-

tenza della Corte penale del Tribunale penale federale 

SK.2018.44 del 23 ottobre 2019 

 

  

B u n d e s s t r a f g e r i c h t   

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

 

Numero dell ’ incarto :  CA.2019.32 

- 2 - 

Fatti: 

A. Accusa e sentenza di primo grado 

A.1 In data 19 dicembre 2002 il Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: 

MPC) ha aperto un’indagine preliminare (MPC/EAII/6/02/0155) nei confronti di I., 

J. ed ignoti per i titoli di infrazione qualificata alla legge federale sugli stupefacenti 

(art. 19 n. 1 e 2 LStup), organizzazione criminale (art. 260ter CP) e riciclaggio di 

denaro (art. 305bis CP). Dall’11 aprile 2003 si sono susseguite diverse estensioni 

dell’inchiesta, tra cui, in data 27 gennaio 2004, quella nei confronti di A. La pro-

cedura nei confronti di quest’ultimo è stata poi estesa ai reati di usura (art. 157 

CP), riciclaggio di denaro (art. 305bis CP), infrazione alla legge federale sul ma-

teriale bellico (art. 33 ss. LMB) e disobbedienza a decisioni dell’autorità (art. 292 

CP) (MPC pag. 001.000.1 ss.). A. è stato arrestato in data 19 luglio 2004 e posto 

in regime di carcerazione preventiva dal 21 luglio 2004 al 5 agosto 2005, giorno 

in cui egli è stato rilasciato contestualmente all’adozione di misure sostitutive, 

queste ultime in vigore fino al 5 agosto 2009. 

 

A.2 Con atto d’accusa del 20 ottobre 2011 il MPC ha disposto il rinvio a giudizio di 

tredici persone, tra cui A., per diversi titoli di reato (SK.2011.23 pag. 740.100.001 

ss.). A carico di quest’ultimo, l’accusa è stata promossa per titolo di organizza-

zione criminale (art. 260ter CP), di ripetuto riciclaggio di denaro aggravato (art. 

305bis n. 1, 2 e 3 CP), di ripetuta infrazione aggravata alla legge federale sugli 

stupefacenti (art. 19 cpv. 1, 2 e 4 LStup), di usura (art. 157 n. 1 CP) e di disob-

bedienza a decisioni dell’autorità (art. 292 CP). Con ordinanza del 28 febbraio 

2012 la Corte penale del Tribunale penale federale (in seguito: TPF), dopo aver 

constatato gravi violazioni del principio del contraddittorio e del diritto di parteci-

pazione all’assunzione delle prove, ha sospeso il procedimento rinviando l’ac-

cusa al MPC (SK.2011.23 pag. 740.970.001 ss.). 

 

A.3 Con atto d’accusa del 29 agosto 2013 il MPC ha disposto nuovamente il rinvio a 

giudizio dei tredici imputati, compreso A., per diversi titoli di reato (SK.2013.31 

pag. 758.100.001 ss.). A carico di quest’ultimo, l’accusa è stata promossa per 

titolo di organizzazione criminale (art. 260ter CP), di ripetuto riciclaggio di denaro 

aggravato (art. 305bis n. 1, 2 e 3 CP), di ripetuta infrazione aggravata alla legge 

federale sugli stupefacenti (art. 19 cpv. 1, 2 e 4 LStup) e di usura (art. 157 n. 1 

CP). Nell’ambito dell’esame dell’atto d’accusa, la Corte penale del TPF ha rite-

nuto che i requisiti formali in materia di trascrizione e traduzione delle intercetta-

zioni telefoniche ed ambientali fossero stati disattesi. Con ordinanza del 23 gen-

naio 2014 essa ha quindi sospeso nuovamente il procedimento, rinviando l’ac-

cusa al MPC (SK.2013.31 pag. 758.970.001 ss.). 

- 3 - 

A.4 Con atto d’accusa del 22 gennaio 2015 (SK.2015.7 pag. 100.001 ss.) il MPC ha 

promosso l’accusa dinanzi alla Corte penale del TPF nei confronti, tra gli altri, di 

A. per titolo di ripetuta infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti 

(art. 19 cpv. 1 e 2 LStup) e di usura (art. 157 n. 1 CP). Per quanto riguarda il 

primo reato, il MPC gli ha rimproverato di avere, agendo in correità con I., K., B., 

L. e G. nel periodo dal 2001 fino al 19 luglio 2004, in diverse località della Sviz-

zera e in più occasioni, senza esserne autorizzato, finanziato l’acquisto, acqui-

stato, alienato, procurato in altro modo e detenuto un quantitativo di stupefacente 

del tipo cocaina pari a un minimo di 2'075 fino a un massimo di 2'176 grammi, 

sapendo o dovendo presumere, vista l’importante quantità di stupefacente traffi-

cata, di mettere direttamente o indirettamente in pericolo la salute di molte per-

sone, agendo unitamente a I., K., B. e L. come membro di una banda. 

 

A.5 Con sentenza SK.2015.7 del 29 agosto 2016 (SK.2015.7 pag. 970.001 ss.) la 

Corte penale del TPF ha riconosciuto A. autore colpevole di infrazione aggravata 

alla legge federale sugli stupefacenti in relazione ai capi d’accusa 1.2.2.4, 

1.2.2.5, 1.2.2.6, 1.2.2.7 e 1.2.2.8 (art. 19 n. 1 e n. 2 vLStup) e ordinato l’abban-

dono del procedimento per il capo d’accusa 1.2.2.3 concernente il finanziamento 

e l’acquisto di 1'000 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina. A. è stato 

prosciolto dai restanti capi d’imputazione e condannato a una pena pecuniaria di 

120 aliquote giornaliere di fr. 40.- cadauna, dedotto il carcere preventivo sofferto. 

L’esecuzione della pena è stata sospesa condizionalmente per un periodo di 

prova di 2 anni. A. è stato inoltre condannato al pagamento delle spese procedu-

rali in ragione di fr. 11'500.-. La retribuzione del difensore d’ufficio è stata fissata 

in fr. 138'097.60 (IVA inclusa), a carico della Confederazione, con l’obbligo per 

A. di rimborsarle fr. 3'500.- non appena le sue condizioni economiche glielo per-

metteranno. A copertura delle spese procedurali, è stata ordinata la compensa-

zione con i valori patrimoniali sequestrati di pertinenza di A. La Corte penale del 

TPF ha infine riconosciuto a A. fr. 20'000.-, oltre interessi del 5% dal 13 ottobre 

2005, a titolo di indennizzo, e fr. 40'000.-, oltre interessi del 5% dal 10 aprile 2009, 

a titolo di riparazione del torto morale.  

 

A.6 Contro la summenzionata decisione A. ha interposto ricorso in materia penale al 

Tribunale federale (SK.2015.7 pag. 983.003 ss.). Con sentenza 6B_1010/2017 

del 23 luglio 2018 (SK.2018.44 pag. 100.001 ss.) il Tribunale federale ha parzial-

mente accolto il gravame, annullando i dispositivi n. 2, n. 4, n. 5, n. 6 § 2, n. 7, n. 

8 (nella misura in cui concerne la riparazione del torto morale) e n. 9 del punto II 

della sentenza impugnata e rinviando la causa al TPF per un nuovo giudizio nel 

senso dei considerandi. 

A.7 A seguito della decisione di rinvio del Tribunale federale, la Corte penale del TPF 

ha aperto un nuovo procedimento, rubricato sub SK.2018.44. I dibattimenti hanno 

avuto luogo il 23 ottobre 2019 in presenza di A. e del MPC. Con sentenza della 

- 4 - 

Corte penale del TPF SK.2018.44 del 23 ottobre 2019 (SK.2018.44 pag. 930.001 

ss.) A. è stato riconosciuto autore colpevole di infrazione aggravata alla legge 

federale sugli stupefacenti in relazione ai capi d’accusa 1.2.2.4, 1.2.2.5, 1.2.2.6, 

1.2.2.7 e 1.2.2.8 (art. 19 n. 1 e n. 2 vLStup). È stato ordinato l’abbandono del 

procedimento per il capo d’accusa 1.2.2.3 concernente il finanziamento e l’acqui-

sto di 1'000 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina e A. è stato pro-

sciolto dai restanti capi d’accusa. A. è stato condannato a una pena pecuniaria 

di 30 aliquote giornaliere di fr. 30.- cadauna, dedotto il carcere preventivo sof-

ferto. L’esecuzione della pena è stata sospesa condizionalmente per un periodo 

di prova di 2 anni. A. è stato inoltre condannato al pagamento delle spese proce-

durali del procedimento SK.2015.7 in ragione di fr. 11'500.-. Le spese procedurali 

del procedimento SK.2018.44, pari a fr. 2'000.-, sono state poste a carico della 

Confederazione. La retribuzione del difensore d’ufficio per la procedura 

SK.2015.7 è stata fissata in fr. 138'097.60 (IVA inclusa), a carico della Confede-

razione, con l’obbligo per A. di rimborsarle fr. 3'500.- non appena le sue condi-

zioni economiche glielo permetteranno. La retribuzione del difensore d’ufficio per 

la procedura SK.2018.44 è stata fissata in fr. 6'640.- (IVA inclusa), importo a ca-

rico della Confederazione. A copertura delle spese procedurali del procedimento 

SK.2015.7 è stata ordinata la compensazione con i valori patrimoniali sequestrati 

di pertinenza di A. Le pretese a titolo di indennizzo e riparazione del torto morale 

sono state accolte limitatamente a fr. 20'000.-, oltre interessi del 5% dal 13 otto-

bre 2005, a titolo di indennizzo; fr. 35'300.-, oltre interessi del 5% dal 19 agosto 

2004, a titolo di torto morale; fr. 13'450.-, oltre interessi del 5% a partire dal 5 

agosto 2005, a titolo di torto morale; fr. 20'000.-, oltre interessi del 5% a partire 

dal 4 agosto 2004, a titolo di torto morale. 

B. Procedura dinanzi alla Corte d’appello del Tribunale penale federale 

B.1 In data 24 ottobre 2019 A. ha annunciato di voler interporre appello contro la 

citata sentenza (CAR pag. 1.100.034) e, dopo aver ricevuto la motivazione scritta 

della pronuncia in data 14 novembre 2019 (CAR pag. 1.100.043), con dichiara-

zione d’appello del 26 novembre 2019 (CAR pag. 1.100.047 – 049) ha postulato, 

in via principale, la seguente modifica della sentenza di primo grado: 

 

1. A. è prosciolto da ogni imputazione, rispettivamente è ordinato l’abbandono del 

procedimento nei suoi confronti per qualsiasi capo d’accusa.  

2. Le spese procedurali sono a carico della Confederazione. 

3. (invariato) 

La retribuzione del difensore d’ufficio Avv. Nadir Guglielmoni per la procedura 

SK.2015.7 è fissata in fr. 138'097.60 (IVA inclusa), importo a carico della Con-

federazione. 

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La retribuzione del difensore d’ufficio Avv. Nadir Guglielmoni per la procedura 

SK.2018.44 è fissata in fr. 6'640.- (IVA inclusa), importo a carico della Confede-

razione. 

4. Le pretese a titolo d’indennizzo e riparazione del torto morale sono accolte 

come segue: 

- fr. 20'000.-, oltre interessi del 5% dal 13 ottobre 2005, a titolo di indennizzo; 

- fr. 63'800.-, oltre a interessi del 5% dal 19 luglio 2004, a titolo di torto morale; 

- fr. 26'900.-, oltre a interessi del 5% dal 5 agosto 2005, a titolo di torto morale; 

- fr. 25'600.-, oltre a interessi del 5% dal 4 agosto 2004, a titolo di torto morale; 

5. (invariato) 

È ordinata la confisca (art. 69 CP) degli oggetti di cui ai punti 4.4.7.1, 4.4.7.2, 

4.4.9.11, 4.4.9.12, 4.4.10.1 e 4.4.10.2 dell’atto di accusa del 22 gennaio 2015. 

6. È ordinato il dissequestro di tutti gli oggetti e averi patrimoniali rimanenti. 

7. (invariato) 

L’azione di H. è rinviata al foro civile. 

 

In via subordinata, A. ha chiesto che il giudizio impugnato sia annullato e che gli 

atti siano rinviati alla Corte penale del TPF affinché proceda ai sensi dei consi-

derandi. Quale istanza probatoria egli ha chiesto l’audizione di G. 

B.2 Con decreto della giudice presidente del 31 gennaio 2020, il giudice cantonale 

Davide Pedrotti e il presidente della Corte dei reclami penali Mauro Mini sono 

stati designati giudici straordinari non di carriera presso la Corte d’appello del 

Tribunale penale federale a seguito del sorteggio della Presidente del Tribunale 

penale federale del 21 gennaio 2020 ai sensi dell’art. 38c LOAP per la presente 

procedura (CAR pag. 1.200.001-016). 

B.3 In data 19 febbraio 2020 la Corte d’appello del TPF a trasmesso al MPC la di-

chiarazione d’appello di A. in applicazione dell’art. 400 cpv. 2 CPP.  

B.4 Con scritto del 18 marzo 2020 il MPC ha comunicato alla Corte d’appello del TPF 

di rinunciare ad interporre appello incidentale e di non avere istanze probatorie 

da presentare (CAR pag. 2.100.002).  

B.5 Con scritto del 22 aprile 2020 A. ha segnalato che in occasione della perquisi-

zione effettuata il 19 luglio 2004 presso lo Spielsalon di Y. era stata rinvenuta 

della sostanza stupefacente successivamente sottoposta ad analisi. Egli ha in 

particolare fatto riferimento al reperto BKP-KT-221-2 (CAR pag. 4.101.001). 

B.6 Con osservazioni dell’8 maggio 2020 il MPC ha preso posizione sullo scritto del 

22 aprile 2020 menzionato in precedenza, facendo a sua volta riferimento a un 

altro reperto, ovvero il BKP-KT-221-1 (CAR pag. 4.201.004 – 005). 

- 6 - 

 

B.7 Con osservazioni del medesimo giorno il MPC si è opposto all’istanza probatoria 

presentata da A. (CAR pag. 4.201.002 – 003). 

 

B.8 Con decreto sulle prove e sulla difesa d’ufficio del 28 maggio 2020 la Corte d’ap-

pello del TPF ha deciso di non entrare nel merito dell’istanza probatoria presen-

tata da A. il 26 novembre 2019 e concernente l’interrogatorio di G., anche perché 

gli accertamenti esperiti hanno permesso di stabilire che questi era deceduto il 9 

gennaio 2017. Questa Corte ha ordinato l’audizione, in sede dei pubblici dibatti-

menti, di A. in qualità d’imputato e di B., C. e F. in qualità di testimoni risp. persone 

informate sui fatti. La Corte ha inoltre decretato l’acquisizione agli atti dei docu-

menti attestanti la situazione personale e patrimoniale di A. e nominato l’avv. 

Nadir Guglielmoni quale suo difensore d’ufficio per l’intero procedimento d’ap-

pello (CAR pag. 6.400.001 – 002). 

 

B.9 Con scritto del 28 settembre 2020 le parti sono state informate circa l’intenzione 

della Corte d’appello del TPF di procedere all’audizione in qualità di testimone 

risp. persona informata sui fatti del signor L. (CAR pag. 3.101.004). 

 

B.10 I pubblici dibattimenti d’appello si sono svolti in presenza delle parti a Bellinzona, 

nella I Aula penale del Tribunale penale federale, in date 5 ottobre 2020 e 14 

dicembre 2020. In quest’ultima data si è proceduto anche all’audizione in qualità 

di testimone di C. per videoconferenza, in esecuzione della richiesta di assi-

stenza giudiziaria in materia penale presentata dalla Corte d’appello del TPF alla 

Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Venezia (v. CAR 

pag. 5.101.001 – 002). 

 

Al termine dell’arringa, la difesa ha dichiarato che le sue conclusioni sono identi-

che a quelle formulate nella dichiarazione d’appello (v. verbale principale dei di-

battimenti, CAR pag. 8.200.006).  

 

In coda alla propria requisitoria, il MPC ha invece formulato le seguenti conclu-

sioni (v. verbale principale dei dibattimenti, CAR pag. 8.200.007): 

1. chiede che A. sia riconosciuto colpevole di infrazione aggravata alla legge fede-

rale sugli stupefacenti in relazione ai capi d’accusa 1.2.2.4, 1.2.2.5, 1.2.2.6, 

1.2.2.7 e 1.2.2.8 (art. 19 n. 1 e n. 2 vLStup); 

chiede che la condanna comminata con sentenza del 23 ottobre 2019, pari ad 

una pena pecuniaria di 30 aliquote giornaliere di fr. 30.- cadauna, dedotto il car-

cere preventivo sofferto, sia confermata; 

2. chiede che venga ordinato il mantenimento del sequestro dei valori patrimoniali 

di pertinenza di A. di cui al punto 4.1 dell’atto d’accusa e meglio fr. 10'100.- ed 

Euro 675.- a compensazione delle spese procedurali; 

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3. chiede che le pretese a titolo d’indennizzo e riparazione del torto morale ricono-

sciute nella sentenza del 23 ottobre 2019 vengano confermate; 

4. chiede che la confisca di cui al punto 9 del dispositivo e il dissequestro di cui al 

punto 10 del dispositivo della sentenza del 23 ottobre 2019 vengano mantenuti. 

B.11 Il dispositivo della presente sentenza è stato inviato alle parti in data 18 dicembre 

2020 e ricevuto dalle stesse il 21 dicembre 2020 (v. estratti Track & Trace, CAR 

pag. 11.100.006 – 007). 

 

La Corte d’appello considera in diritto: 

I. Considerazioni di diritto formale 

1. Ricevibilità 

1.1 Sia l’annuncio d’appello del 24 ottobre 2019 che la dichiarazione d’appello del 26 

novembre 2019 sono stati presentati tempestivamente (art. 399 cpv. 1 - 3 CPP; 

cfr. CAR pag. 1.100.034 e pag. 1.100.047 – 049). L’appello è stato proposto con-

tro la sentenza della Corte penale del TPF SK.2018.44 del 23 ottobre 2019 che 

pone fine al procedimento (cfr. art. 398 cpv. 1 CPP). Con questa sentenza A. era 

stato riconosciuto autore colpevole di infrazione aggravata alla legge federale 

sugli stupefacenti ed era stato condannato a una pena pecuniaria di 30 aliquote 

giornaliere di fr. 30.- cadauna, dedotto il carcere preventivo sofferto. L’esecu-

zione della pena è stata sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 

anni. 

1.2 Di principio, competente a perseguire il reato summenzionato sarebbe l’autorità 

penale cantonale (art. 22 CPP). Tuttavia, l’inchiesta penale è stata inizialmente 

condotta anche per reati che sottostanno alla giurisdizione federale. Se una 

causa penale sottostà sia alla giurisdizione federale sia a quella cantonale, il pub-

blico ministero della Confederazione può disporre la riunione dei procedimenti 

presso le autorità federali o le autorità cantonali (art. 26 cpv. 2 CPP). Nel caso 

concreto, come già esposto in precedenza (v. supra consid. A.1), in data 19 di-

cembre 2002 il MPC ha aperto un’inchiesta di polizia giudiziaria nei confronti di 

I., J. ed ignoti per i titoli di infrazione qualificata alla legge federale sugli stupefa-

centi (art. 19 n. 1 e 2 LStup), organizzazione criminale (art. 260ter CP) e riciclaggio 

di denaro (art. 305bis CP). Tale inchiesta è stata successivamente estesa anche 

a A. (MPC pag. 001.001.1 ss.). La giurisdizione stabilita sul fondamento dell’art. 

26 cpv. 2 CPP permane anche se la parte del procedimento che aveva fondato 

la competenza viene abbandonata (art. 26 cpv. 3 CPP). Di conseguenza, il TPF 

è competente a giudicare la presente causa penale.  

- 8 - 

1.3 L’imputato è toccato dalla decisione impugnata e ha un interesse giuridicamente 

protetto all’annullamento o alla modifica della stessa (art. 104 cpv. 1 lett. b, art. 

111 cpv. 1 e art. 382 cpv. 1 CPP). La Corte d’appello del TPF, nella composizione 

di tre giudici, tra cui due giudici supplenti straordinari designati in applicazione 

dell’art. 38c LOAP (v. decreto del 31 gennaio 2020, CAR pag. 1.200.004 – 008), 

è competente per materia e per territorio per giudicare il presente appello (art. 21 

cpv. 1 lett. a CPP; art. 33 lett. c, art. 38a e art. 38b LOAP).  

Tutti i presupposti processuali sono adempiuti e non vi sono impedimenti a pro-

cedere. Ne consegue che l’appello è ricevibile in ordine. 

2. Oggetto della procedura e potere cognitivo del giudice 

2.1 Il presente appello è stato proposto contro la sentenza della Corte penale del 

TPF SK.2018.44 del 23 ottobre 2019. Si tratta di un appello parziale, mediante il 

quale vengono contestati diversi punti della sentenza impugnata. Più precisa-

mente, come si può desumere dalla dichiarazione d’appello (CAR pag. 1.100.047 

– 049), l’appellante ha impugnato i punti 2 e 4 (concernenti la condanna e la 

fissazione della pena), 5 (concernente le spese procedurali), 6.1 cpv. 2 (concer-

nente l’ammontare del rimborso della retribuzione al patrocinatore d’ufficio), 7 

(concernente la compensazione delle spese procedurali con i valori patrimoniali 

sequestrati), 8 (relativo alle pretese a titolo di indennizzo e riparazione del torto 

morale) e 10 (concernente il dissequestro) del dispositivo della sentenza sum-

menzionata. I restanti punti (1, 3, 6.1 cpv. 1, 6.2, 9 e 11) non sono invece stati 

impugnati. 

2.2 Per determinare l’oggetto della procedura e la cognizione del giudice, occorre 

prendere in considerazione anche la decisione di rinvio del Tribunale federale 

6B_1010/2017 del 23 luglio 2018. 

2.2.1 Secondo l’art. 105 cpv. 1 LTF, il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui fatti 

accertati dall’autorità inferiore. L’accertamento dei fatti può essere censurato con 

ricorso al Tribunale federale soltanto se è stato svolto in modo manifestamente 

inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell’art. 95 LTF e l’eliminazione del vizio 

può essere determinante per l’esito del procedimento (art. 97 cpv. 1 LTF). Se il 

Tribunale federale accoglie il ricorso e rinvia la causa all’istanza inferiore per 

nuovo giudizio, in virtù del diritto federale quest’ultima può trattare unicamente i 

punti della sentenza che sono stati cassati dal Tribunale federale. Le altre parti 

della sentenza permangono e devono essere riprese nella nuova decisione. A 

questo proposito, è decisiva la portata materiale della decisione dell’Alta Corte 

(cfr. sentenza TF 6B_765/2015 del 3 febbraio 2016, consid. 4; sentenza TF 

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6B_372/2011 del 12 luglio 2011, consid. 1.3.2, con riferimenti). La nuova deci-

sione dell’istanza inferiore è quindi limitata a quella tematica che, secondo i con-

siderandi dell’Alta Corte, necessita di un nuovo giudizio. Per pronunciare il nuovo 

giudizio, non deve di conseguenza essere riavviato l’intero procedimento, ma 

unicamente quanto è necessario per ossequiare ai considerandi vincolanti della 

decisione del Tribunale federale (cfr. DTF 143 IV 214, consid. 5.2.1). 

2.2.2 Con sentenza 6B_1010/2017 del 23 luglio 2018 il Tribunale federale ha parzial-

mente accolto il ricorso presentato da A., annullando i dispositivi n. 2 e 4 del 

punto II della sentenza SK.2015.7 del 29 agosto 2016 impugnata (concernenti la 

condanna del ricorrente e la fissazione della pena), il dispositivo n. 8 (nella misura 

in cui concerne la riparazione del torto morale), nonché i dispositivi n. 5, 6 § 2, 7 

e 9 (in quanto strettamente legati al giudizio di colpevolezza) e rinviando la causa 

al TPF per un nuovo giudizio nel senso dei considerandi. 

 Nella sua decisione di rinvio, il Tribunale federale ha anzitutto rilevato che la 

Corte penale, omettendo di tenere conto delle dichiarazioni di E. e D. in merito 

alla qualità dello stupefacente fornito loro da A. e fondandosi esclusivamente 

sulle dichiarazioni di B., ritenute inutilizzabili in quanto rese senza contraddittorio, 

ha accertato in modo insostenibile e pertanto arbitrario che la cocaina fosse di 

buona qualità (v. consid. 2.4). Il Tribunale federale ha inoltre concluso che la 

decisione sull’indennità per la riparazione del torto morale, oltre a non essere 

stata sufficientemente motivata (v. consid. 4), disattende la giurisprudenza sulla 

questione degli interessi, che sarebbero dovuti a far tempo dall’evento dannoso, 

ovvero dal momento della privazione della libertà personale (v. consid. 5). 

2.3 Alla luce delle considerazioni che precedono, si rileva che i dispositivi della sen-

tenza SK.2018.44 impugnati dall’appellante (n. 2, 4, 5, 6.1 cpv. 2, 7, 8 e 10) co-

stituiscono l’oggetto della presente procedura d’appello (cfr. 404 cpv. 1 CPP). Da 

ciò deriva la cognizione del giudice, il quale deve tuttavia tenere conto dei consi-

derandi della decisione di rinvio del Tribunale federale per lui vincolanti. Nell’am-

bito del presente procedimento d’appello, l’esame della Corte è pertanto limitato 

principalmente ai quesiti del grado di purezza dei 60 grammi di cocaina alienati, 

rispettivamente ceduti, da A. (e quindi della ricorrenza o meno di un caso grave 

ai sensi dell’art. 19 n. 2 lett. a e b vLStup), della riparazione del torto morale e 

della decorrenza dell’interesse sul torto morale. Considerato che il MPC non ha 

presentato appello incidentale (v. supra consid. B.4), la cognizione del giudice 

nel caso concreto è inoltre limitata nella misura in cui il divieto della reformatio in 

peius (art. 391 cpv. 2 CPP) deve essere rispettato in relazione ai dispositivi della 

sentenza SK.2018.44 che sono stati impugnati dall’appellante. 

  

- 10 - 

II. Nel merito 

1. Infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti 

1.1 Accertamenti dell’istanza inferiore e appello 

1.1.1 Con sentenza SK.2018.44 del 23 ottobre 2019 la Corte penale del TPF ha rico-

nosciuto A. autore colpevole di infrazione aggravata alla legge federale sugli stu-

pefacenti (art. 19 n. 1 e n. 2 vLStup). 

 La Corte penale del TPF ha anzitutto accertato che, come già stabilito con sen-

tenza SK.2015.7 del 29 agosto 2016, nel 2003-2004 A. aveva ceduto 10 grammi 

di cocaina a B. e alienato i seguenti quantitativi di cocaina: 20 grammi a C., 10 

grammi a D., 10 grammi a E. e 10 grammi a F., per un totale di 60 grammi di 

cocaina. Ha inoltre constatato che i 60 grammi di cocaina venduti, rispettiva-

mente ceduti, da A., facevano parte dei 280 grammi di cocaina che egli aveva 

acquistato da G. e che lo stupefacente in questione non è stato sequestrato (v. 

consid. 2.1, 2.3.2 e 2.3.3). Tali accertamenti non sono stati oggetto di cassazione 

da parte del Tribunale federale, né contestati dalle parti. 

 Nella propria sentenza del 23 ottobre 2019 la Corte penale del TPF ha stabilito 

che né F. né C. si erano espressi in merito alla qualità della sostanza stupefa-

cente che A. ha loro alienato e che le dichiarazioni di B. non potevano essere 

utilizzate a sfavore di A. in quanto rese in violazione del principio del contraddit-

torio. La Corte penale è giunta alla conclusione che per questi tre consumatori, 

non essendovi agli atti delle indicazioni che portassero a pensare che la sostanza 

fosse particolarmente pura o al contrario particolarmente tagliata, si potesse ra-

gionevolmente partire dal presupposto che la cocaina fosse di qualità media. 

Conclusione ulteriormente confortata dalla costanza di A. nella scelta del forni-

tore di cocaina a scopo di utilizzo personale e dalle dichiarazioni di G., secondo 

cui i clienti non si sarebbero mai lamentati della qualità della cocaina (v. consid. 

2.3.3). 

 Considerato che la sostanza stupefacente era stata ceduta, rispettivamente alie-

nata da A. fra il 2003 e il 2004, l’istanza inferiore ha stabilito un grado di purezza 

del 46%, corrispondente al valore medio risultante dalla statistica per l’anno 

2004, più favorevole all’imputato, della Società svizzera di medicina legale riguar-

dante i sequestri di quantità di cocaina da 1 a 10 grammi. Secondo l’istanza infe-

riore, A. avrebbe dunque ceduto, rispettivamente alienato a C., F. e B. in totale 

circa 18.4 grammi di cocaina pura, quantità che supera già la soglia dei 18 

grammi di cocaina stabilita dalla giurisprudenza per l’applicazione dell’aggra-

vante. Per quanto riguarda invece la cocaina alienata a D. e E., la Corte penale 

- 11 - 

del TPF ha tenuto conto di quanto stabilito dal Tribunale federale ed è giunta alla 

conclusione che la sostanza fosse di qualità inferiore alla media. Considerata, 

nell’ipotesi più favorevole all’imputato, una percentuale di purezza del 10%, 

l’istanza inferiore è giunta alla conclusione che a D. e E. sono stati venduti com-

plessivamente 2 grammi di cocaina pura (consid. 2.3.4 e 2.3.5). Secondo la Corte 

penale del TPF, A. avrebbe quindi alienato, rispettivamente ceduto, 20.4 grammi 

di cocaina pura a terzi, adempiendo così le condizioni dell’aggravante di cui 

all’art. 19 n. 2 lett. a vLStup (v. consid. 2.3.6). 

1.1.2 Con dichiarazione d’appello del 26 novembre 2019 A. ha impugnato la sentenza 

della Corte penale del TPF contestando il calcolo effettuato sulla base di dati 

statistici del grado di purezza dei 40 grammi di cocaina venduti, rispettivamente 

ceduti, a C., F. e B. A sostegno della propria tesi, egli ha in particolare fatto rife-

rimento al grado di purezza del 30% accertato mediante analisi chimica del cam-

pione BKP-KT-221-2. Per contro, l’analisi del campione BKP-KT-221-1 segnalata 

dal MPC e che ha permesso di stabilire un grado di purezza del 57.4% presen-

terebbe delle anomalie. A. ha inoltre rimproverato alla Corte penale di avere 

preso in considerazione le dichiarazioni di G., sebbene siano state rese in viola-

zione del principio del contraddittorio. Secondo l’appellante, G. a sua volta non 

aveva un unico fornitore, motivo per cui la qualità della cocaina sarebbe stata 

variabile. Per quanto riguarda invece i 20 grammi di cocaina alienati a D. e E., 

egli ritiene che non sia possibile mettere in discussione gli accertamenti 

dell’istanza inferiore (v. traccia scritta dell’arringa, CAR pag. 8.301.001 – 003). 

1.2 Diritto 

1.2.1 L'applicabilità del diritto previgente al procedimento penale in esame non è di per 

sé contestata dalle parti. 

 Secondo l'art. 19 n. 2 lett. a vLStup un caso grave è dato in particolare se l'autore 

sa o deve presumere che l'infrazione si riferisce a una quantità di stupefacenti 

che può mettere in pericolo la salute di parecchie persone (cfr. ora l'art. 19 cpv. 

2 lett. a LStup). Questa fattispecie è realizzata segnatamente quando la miscela 

di cocaina contiene almeno 18 grammi di sostanza pura (DTF 138 IV 100 consid. 

3.2; 120 IV 334 consid. 2a; 109 IV 143 consid. 3b). Se lo stupefacente non ha 

potuto essere sequestrato e il suo grado di purezza non può pertanto essere 

dimostrato con certezza, è ragionevolmente possibile partire dal presupposto 

ch'esso sia di qualità media, nella misura in cui non vi siano elementi per conclu-

dere che la sostanza fosse particolarmente pura o particolarmente diluita (DTF 

138 IV 100 consid. 3.5 e riferimenti). 

- 12 - 

1.2.2 Spesso gli stupefacenti messi in circolazione non vengono sequestrati, per cui 

una loro analisi chimica non è possibile. In questi casi, secondo parte della dot-

trina, occorre applicare il principio in dubio pro reo e determinare il grado di pu-

rezza più favorevole all’imputato. A tale scopo, oltre alle dichiarazioni delle per-

sone coinvolte, sarebbe necessario considerare da un lato la situazione del mer-

cato della droga locale – che a dipendenza delle circostanze può variare veloce-

mente – e dall’altro la tipologia e le circostanze dell’affare concreto. La giurispru-

denza del Tribunale federale, secondo cui è ragionevolmente possibile partire 

dal presupposto che il grado di purezza sia di qualità media, nella misura in cui 

non vi siano elementi per concludere che la sostanza fosse particolarmente pura 

o particolarmente diluita (DTF 138 IV 100 consid. 3.5 e riferimenti), sarebbe con-

traria a quanto contemplato dall’art. 10 cpv. 3 CPP. Secondo la dottrina si po-

trebbe fare capo ai valori medi soltanto in presenza di indizi concreti a loro favore. 

Nella misura in cui è considerato ammissibile fare capo a valori medi, si dovrebbe 

fare affidamento sulle statistiche elaborate dalla Società Svizzera di Medicina 

Legale SSML che riflettono la realtà annuale del mercato svizzero. In assenza di 

fatti oggettivabili quali ad esempio il prezzo d’acquisto, l’origine, l’aspetto dello 

stupefacente oppure le dichiarazioni delle persone coinvolte, non si potrebbe 

semplicemente presumere che la sostanza sia di qualità media. In questi casi, in 

applicazione del principio in dubio pro reo, occorrerebbe prendere in considera-

zione la qualità più favorevole all’imputato e determinare quindi il grado di pu-

rezza più basso riscontrato sul mercato in casi simili nel periodo in questione 

(ALBRECHT, Die Strafbestimmungen des Betäubungsmittelgesetzes, 3. ed, n. 224 

ad art. 19; HUG-BEELI, BetmG Kommentar, 2016, n. 895 – 897 ad art. 19; FINGE-

RHUT/SCHLEGEL/JUCKER, BetmG Kommentar, 3. ed, n. 188 ad art. 19). Conside-

rato che l’art. 19 cpv. 2 lett. a LStup deve essere interpretato in maniera restrit-

tiva, tale approccio sarebbe preferibile nei casi limite (FINGERHUT/SCHLEGEL/JUC-

KER, op. cit., 3. ed, n. 187 ad art. 19). 

1.3 Principi applicabili all’accertamento dei fatti 

1.3.1 Giusta l’art. 398 cpv. 2 CPP – secondo cui il tribunale d’appello esamina per 

estenso la sentenza in tutti i punti impugnati – il tribunale di secondo grado ha 

una cognizione completa in fatto e in diritto su tutti gli aspetti controversi della 

sentenza di prime cure. Sulla questione, il TF ha avuto modo di precisare che 

l’appello porta ad un nuovo e completo esame di tutte le questioni contestate ed 

ha spiegato che la giurisdizione di seconda istanza non può limitarsi ad indivi-

duare gli errori dei giudici precedenti e a criticarne il giudizio, ma deve tenere i 

propri dibattimenti ed emanare una nuova decisione – che sostituisce la prece-

dente (art. 408 CPP) – secondo il proprio libero convincimento fondato sugli ele-

menti probatori in atti e sulle risultanze delle prove autonomamente amministrate 

(sentenza del TF 6B_715/2011 del 12 luglio 2012 consid. 2.1). 

- 13 - 

1.3.2 La procedura di ricorso si basa sulle prove assunte nel corso della procedura 

preliminare e della procedura dibattimentale di primo grado. Le assunzioni di 

prove da parte del tribunale di primo grado vengono ripetute soltanto se: (a.) sono 

state violate norme in materia di prova; (b.) sono state incomplete; (c.) i relativi 

atti appaiono inattendibili. D’ufficio o ad istanza di parte, la giurisdizione di ricorso 

assume le necessarie prove supplementari (art. 389 CPP). Per l’accertamento 

della verità le autorità penali si avvalgono di tutti i mezzi di prova leciti e idonei 

secondo le conoscenze scientifiche e l’esperienza. I fatti irrilevanti, manifesti, noti 

all’autorità penale oppure già comprovati sotto il profilo giuridico non sono og-

getto di prova (art. 139 cpv. 1 e 2 CPP). L’art. 139 CPP consente, in una certa 

misura, una valutazione anticipata delle prove, in particolare per motivi di econo-

mia processuale. Alcuni fatti non devono infatti essere provati o possono essere 

considerati già provati prima del procedimento. 

1.3.3 Giusta l’art. 343 cpv. 3 CPP, applicabile anche alla procedura di appello per ef-

fetto del rinvio dell'art. 405 cpv. 1 CPP, il giudice deve procedere all’assunzione 

diretta delle prove laddove la conoscenza diretta di mezzi di prova appaia neces-

saria per la pronuncia della sentenza (cfr. DTF 143 IV 288 consid. 1.4.1, con 

rinvii). L'assunzione diretta di mezzi di prova è necessaria ai sensi dell'art. 343 

cpv. 3 CPP se può influire sull'esito del procedimento.  

1.3.4 Secondo la giurisprudenza, in mancanza di prove dirette, un giudizio può fondarsi 

anche su prove indirette (sentenza TF 6B_1427/2016 del 27 aprile 2017 con-

sid. 3). Nel caso di prove indiziarie, il fatto da provare può essere dedotto da 

determinati fatti che non sono direttamente rilevanti dal punto di vista giuridico 

ma che sono certi (indizi). Una serie di indizi che, considerati singolarmente, in-

dicano la colpevolezza solo con una certa probabilità e lasciano aperta la possi-

bilità del contrario, possono creare nella loro globalità un quadro che, se visto 

obiettivamente, non lascia dubbi sul modo in cui i fatti si sono realizzati. La prova 

indiziaria deve essere ritenuta equivalente alla prova diretta (sentenze del Tribu-

nale federale 6B_824/2016 del 10 aprile 2017 consid. 12.1 e 6B_605/2016 del 

15 settembre 2016 consid. 2.8, con rinvii). Nel caso in cui le prove indiziarie siano 

contraddittorie o ambivalenti, occorre esaminare se l'ipotesi alternativa è suffi-

cientemente plausibile da far sorgere dubbi persistenti sulla fondatezza dei fatti 

ritenuti nell’atto d’accusa (DTF 144 IV 345 consid. 2.2.3.7). 

1.3.5 Giusta l’art. 10 cpv. 3 CPP, se vi sono dubbi insormontabili quanto all’adempi-

mento degli elementi di fatto, il giudice si fonda sulla situazione oggettiva più 

favorevole all’imputato (art. 10 cpv. 3 CPP). Questa norma concretizza il principio 

costituzionale della presunzione di innocenza (in dubio pro reo; art. 32 cpv. 1 

Cost. e art. 6 cpv. 2 CEDU). 

- 14 - 

 Con riferimento alla valutazione delle prove, il principio in dubio pro reo implica 

che il giudice penale non può dichiararsi convinto dell'esistenza di una fattispecie 

più sfavorevole all'imputato quando, secondo una valutazione oggettiva del ma-

teriale probatorio, sussistono dubbi che i fatti si siano verificati proprio in quel 

modo. Poiché sempre possibili, semplici dubbi astratti e teorici non sono tuttavia 

sufficienti, non potendo essere esatta una certezza assoluta. Il principio è disat-

teso solo quando il giudice penale avrebbe dovuto nutrire, dopo un'analisi globale 

e oggettiva delle prove, rilevanti e insopprimibili dubbi sulla colpevolezza dell'im-

putato (DTF 145 IV 154 consid. 1.1 con rinvii). 

1.4 Dichiarazioni dibattimentali 

1.4.1 Nell’ambito dei pubblici dibattimenti d’appello sono stati interrogati in qualità di 

testimoni B. (CAR pag. 8.602.001 ss.), F. (CAR pag. 8.603.001 ss.), L. (CAR pag. 

8.604.001 ss.) e C. (CAR pag. 8.601.001 ss.). È stata inoltre esperita l’audizione 

di A. in qualità di imputato (CAR pag. 8.401.001 ss.). 

1.4.2 La Corte ha sentito B., perché le sue precedenti dichiarazioni non erano state 

rese nel rispetto del contradittorio. Rispondendo alle domande postegli in aula, 

B. ha ritrattato le versioni fornite in occasione dei suoi precedenti verbali d’inter-

rogatorio, negando di avere ricevuto da A. 10 grammi di cocaina destinati a L. e 

precisando di non avere mai ricevuto cocaina da A. (CAR pag. 8.602.004 – 005). 

Alla domanda se era in grado di determinare la qualità della cocaina che consu-

mava, egli ha rilasciato dichiarazioni vaghe, affermando di non essere un esperto 

e di fondare il suo giudizio sull’effetto che faceva al momento (“se è efficace, se 

sballa”) (CAR pag. 8.602.005). 

1.4.3 L. dal canto suo, ha negato in maniera categorica di aver ricevuto cocaina da A. 

per il tramite di B. (CAR pag. 8.604.003). 

1.4.4 Anche F., sentito per la prima volta sulla qualità dello stupefacente, ha ritrattato 

quanto dichiarato in precedenza, negando di avere acquistato della cocaina da 

A. e precisando di averne consumata in sua presenza un paio di volte. Ha inoltre 

riferito di non essere in grado di determinare la qualità della cocaina, ma di ricor-

darsi che non lo faceva sentire bene e che puzzava di diesel. A suo dire, la co-

caina aveva sempre quell’odore e gli causava mal di testa (CAR pag. 8.603.003 

– 004). 

1.4.5 C., sentito in videoconferenza per sanare l’assenza del contradittorio, ha soste-

nuto di non ricordare più nulla, nemmeno di quanto ammesso in precedenza, e 

di non essere comunque in grado di determinare la qualità della cocaina (CAR 

- 15 - 

pag. 8.601.003 – 004). Posto come in sede dibattimentale d’appello, prima pos-

sibilità per A. di esercitare il suo diritto al contradditorio, C. ha detto di non ricor-

dare più nulla, le dichiarazioni rilasciate dal teste in date 6 aprile 2005 (MPC, pag. 

012.001.1153 segg.) e 6 giugno 2005 (MPC, pag. 012.001.1559 segg.) non sono 

utilizzabili a fini del presente procedimento a sfavore di A..  

1.4.6 Interrogato in qualità di imputato, A. ha confermato di avere acquistato la cocaina 

alienata, rispettivamente ceduta, a C., E., D., F. e B., sempre da G., precisando 

di non sapere da chi si riforniva quest’ultimo. Per quanto riguarda la qualità della 

cocaina, egli ha dichiarato di poterla distinguere in base all’effetto che gli faceva 

e che la sostanza in questione era di scarsissima qualità in quanto lo faceva stare 

male e vomitare. A suo dire, la scarsa qualità della cocaina era comprovata dal 

fatto che ne doveva consumare tanta. Ha poi precisato che la sostanza in que-

stione puzzava sempre e aveva un colore “giallino” (CAR pag. 401.003 – 005). 

 

1.5 Rapporto peritale dell’ESC 

 Dalla documentazione agli atti risulta che in data 19 luglio 2004, in occasione 

della perquisizione effettuata presso lo Spielsalon di Y. di A., sono state rinvenute 

tracce di cocaina che sono state successivamente sottoposte ad analisi chimica. 

Per quanto riguarda il campione BKP-KT-221-2, è stato accertato un grado di 

purezza del 30%. Per quanto concerne invece il campione BKP-KT-221-1, è 

emerso trattarsi di un quantitativo minimo, che ha permesso una sola analisi qua-

litativa, non potendo pertanto esserne accertato il grado di purezza (v. rapporto 

peritale del 14 ottobre 2004 allestito dall’Ecole des sciences criminelles de Lau-

sanne, MPC pag. 010.000.57 e 010.000.77). Con riferimento al campione BKP-

KT-221-1 si rilevano le anomalie indicate anche da A. nell’arringa del suo difen-

sore in occasione del dibattimento del 14 dicembre 2020. Nel rapporto di esecu-

zione del 21 luglio 2014 (MPC pag. 007.003.52) si legge infatti che l’intero Spiel-

salon di Y. è stato sottoposto ad un’attenta perquisizione, che ha portato al solo 

ritrovamento di resti polverosi bianchi in un vecchio frigorifero al secondo piano. 

Nell’elenco degli oggetti sequestrati presso lo Spielsalon (MPC pagg. 007.003.22 

e 007.003.99) si trova, oltre la sostanza rinvenuta nel vecchio frigorifero, un pic-

colo sacchetto in plastica contenente polvere biancastra-giallognola, senza indi-

cazione del quantitativo. A questo reperto è stato assegnato il riferimento BKP-

KT-221-1. Anche nel rapporto del 1.o novembre 2004 (MPC pag. 010.000.7) 

viene indicato un sacchetto in plastica contenente polvere biancastra-giallognola, 

senza specificazione in merito al quantitativo, ritrovato nell’imbottitura di una se-

dia, avente quale riferimento BKP-KT-221-1. Si rileva peraltro che su questo ri-

trovamento, a differenza di quello rinvenuto nel vecchio frigorifero, non sono state 

riscontrate impronte riconducibili a A. (MPC pag. 010.000.12). Nel rapporto 14 

- 16 - 

ottobre 2004 dell’IPS/UNIL (MPC pag. 010.000.22) il reperto BKP-KT-221-1 

viene invece descritto come polvere bianca (MPC pag. 010.000.24). Nel comple-

mento d’informazioni 19 ottobre 2005 (MPC 010.000.191) si legge per la prima 

volta, con riferimento BKP-KT-221-1, trattarsi di un sacchetto in plastica ritrovato 

nell’imbottitura di una sedia contenente 10.4 grammi netti di polvere bianca, 

quantitativo mai contestato a A.  

1.6 Apprezzamento delle prove 

1.6.1 Nel caso concreto, lo stupefacente di cui all’atto d’accusa, non è stato seque-

strato. Di conseguenza, non è stato possibile determinarne il grado di purezza 

mediante analisi chimica. 

1.6.2 Secondo gli accertamenti del TF, vincolanti per questa Corte, le dichiarazioni di 

E. e D. dimostrerebbero una qualità inferiore alla media dei 20 grammi di so-

stanza stupefacente venduta loro da A. E. ha infatti dichiarato che la cocaina 

“faceva schifo” (MPC pag. 012.001.01361), mentre D. ha riferito che, pur non 

intendendosene, la sostanza a volte era bianca, altre volte gialla e che puzzava 

di benzina o gasolio (MPC pag. 012.001.01403).  

Interrogati nell’ambito dei pubblici dibattimenti d’appello, B. e C. non si sono pro-

nunciati in merito alla qualità della cocaina fornita loro da A.; F. ha invece riferito 

che la sostanza puzzava sempre di diesel e che non lo faceva sentire bene (v. 

supra consid. II.1.4.4). Descrizione, questa, che trova conferma non solo nelle 

dichiarazioni di D., ma anche in quelle di A. Considerato che i 60 grammi di co-

caina oggetto del presente procedimento facevano parte dei 280 grammi di co-

caina che quest’ultimo aveva acquistato da G., è plausibile ritenere che i 20 

grammi venduti a E. e D. e i 40 grammi alienati, rispettivamente ceduti a C., F. e 

B. fossero di qualità simile, circostanza ulteriormente confortata dalle dichiara-

zioni degli acquirenti e di A. in merito all’effetto, all’aspetto e all’odore della so-

stanza in questione. Per contro, a differenza di quanto stabilito dall’istanza infe-

riore, la costanza di A. nella scelta del fornitore di cocaina e le dichiarazioni di G., 

secondo cui i clienti non si sarebbero mai lamentati, non permettono di trarre 

conclusioni in merito alla qualità della cocaina. Ciò risulta ancora più evidente, se 

si considera che per i 20 grammi di cocaina alienati a D. e E. la prima istanza ha 

riconosciuto un grado di purezza del 10% (v. sentenza della Corte penale del 

TPF SK.2018.44 del 23 ottobre 2019 consid. 2.3.5). 

Vista quindi la presenza di indizi concreti a favore di una scarsa qualità della 

cocaina, tra cui anche l’analisi chimica effettuata sul campione BKP-KT-221-2, 

non potendo per contro essere preso in considerazione il campione BKP-KT-221-

1, per il quale non emerge dagli atti la necessaria tracciabilità e sul quale non 

- 17 - 

sono nemmeno state riscontrate impronte riconducibili a A. (v. supra consid. 

II.1.5), questa Corte non può concludere con la necessaria convinzione che la 

sostanza stupefacente che qui ci occupa fosse di qualità media. In applicazione 

del principio in dubio pro reo, deve essere invece ritenuto il grado di purezza più 

favorevole all’imputato, che secondo questa Corte sarebbe quello accertato 

dall’istanza inferiore per i 20 grammi di cocaina venduti a D. e E., accertamento 

nemmeno espressamente contestato dal MPC in sede di appello. Applicando 

quindi una percentuale di purezza del 10% anche ai restanti 40 grammi, la quan-

tità di sostanza pura alienata, rispettivamente ceduta a C., F. e B., ammonta a 4 

grammi.  

1.6.3 Alla luce delle considerazioni che precedono, questa Corte ritiene che A. abbia 

alienato, rispettivamente ceduto a terzi, complessivamente 6 grammi di cocaina 

pura, quantitativo che non raggiunge la soglia di 18 grammi necessaria per rico-

noscere un caso grave ai sensi dell’art. 19 n. 2 lett. a vLStup. Nel caso concreto, 

entrerebbe dunque in considerazione l’ipotesi di infrazione semplice alla legge 

federale sugli stupefacenti (art. 19 cpv. 1 vLStup). 

1.7 Prescrizione 

1.7.1 L'azione penale per il reato di cui all'art. 19 cpv. 1 LStup attualmente si prescrive 

in 10 anni (art. 97 cpv. 1 lett. c CP), mentre prima del 1° gennaio 2014 essa si 

prescriveva in 7 anni (art. 97 cpv. 1 lett. c vCP; art. 70 cpv. 1 lett. c vCP). 

 Secondo il diritto in vigore prima del 1° gennaio 2014, applicabile alla presente 

fattispecie (v. supra consid. II 1.2.1), la prescrizione decorre dal giorno in cui l’au-

tore ha commesso il reato (art. 98 lett. a vCP); se il reato è stato eseguito me-

diante atti successivi, dal giorno in cui è stato compiuto l’ultimo atto (art. 98 lett. 

b vCP); se il reato è continuato per un certo tempo, dal giorno in cui è cessata la 

continuazione (art. 98 lett. c vCP). Se prima della scadenza del termine di pre-

scrizione è stata pronunciata una sentenza di prima istanza, la prescrizione si 

estingue (art. 97 cpv. 3 vCP). 

1.7.2 Nel caso concreto, trattandosi di un caso di cui all’art. 98 lett. b vCP, l’azione 

penale per il reato di infrazione semplice alla legge federale sugli stupefacenti ha 

iniziato a decorrere dal giorno in cui è stato compiuto l’ultimo atto, ovvero dal 

mese di luglio 2004 (cfr. supra consid. A.4). Sia in applicazione dell’attuale nor-

mativa (art. 97 cpv. 1 lett. c CP), che del diritto previgente (art. 97 cpv. 1 lett. c 

vCP; art. 70 cpv. 1 lett. c vCP), per questo reato l’azione penale si era quindi già 

prescritta nel mese di luglio 2011 e quindi prima del 29 agosto 2016, giorno in cui 

è stata pronunciata la sentenza di prima istanza (SK.2015.7). Di conseguenza, 

- 18 - 

essendo il primo giudizio intervenuto dopo la prescrizione, la citata sentenza non 

poteva espletare gli effetti di cui all’art. 97 cpv. 3 vCP. 

 Pertanto, il procedimento a carico di A. in relazione ai capi d’accusa 1.2.2.4, 

1.2.2.5, 1.2.2.6, 1.2.2.7 e 1.2.2.8 deve essere abbandonato per intervenuta pre-

scrizione dell’azione penale. 

2. Violazione del principio di celerità 

 L’istanza di primo grado ha tenuto conto di tale violazione nell’ambito della com-

misurazione della pena, attenuando la pena comminata a A. in maniera rilevante 

(v. sentenza SK.2018.44, consid. 2.4.2).  

 Questa Corte si è chiesta se nel caso concreto non entrasse piuttosto in consi-

derazione l’abbandono del procedimento quale sanzione per la violazione grave 

del principio di celerità, considerato che dal momento in cui A. è venuto a cono-

scenza del procedimento aperto nei suoi confronti sono già trascorsi più di 16 

anni e che soltanto dall’apertura dell’inchiesta alla promozione dell’accusa sono 

trascorsi ben 11 anni. La durata del procedimento di oltre 16 anni (dal 16 luglio 

2004), risulta addirittura essere superiore al termine di prescrizione di 15 anni 

previsto per il reato qualificato. Applicando i criteri usuali per la valutazione 

dell’eventuale violazione del principio di celerità, risulta anzitutto che il procedi-

mento, complesso nel suo insieme, ha chiarito già nel 2004-2005 la posizione di 

A. Il comportamento di quest’ultimo non ha ritardato lo svolgimento della proce-

dura, avendo egli sostanzialmente ammesso i fatti alla fine imputatigli. Per contro, 

il comportamento delle autorità penali è stato caratterizzato da lentezza e gravi 

errori procedurali (assenza di contraddittorio e irregolarità nelle trascrizioni, come 

rilevato nei giudizi di rinvio dei primi due atti d’accusa). La Corte ha quindi rilevato 

una gravissima violazione del principio di celerità, ma, visto l’esito del presente 

procedimento, ha lasciato aperta la questione della sanzione. 

3. Pretese a titolo di indennizzo e riparazione del torto morale 

3.1 Con sentenza SK.2018.44 del 23 ottobre 2019 la Corte penale del TPF ha rico-

nosciuto a A. fr. 20'000.-, oltre interessi del 5% dal 13 ottobre 2005, a titolo di 

indennizzo; fr. 35'300.-, oltre interessi del 5% dal 19 agosto 2004, a titolo di torto 

morale; fr. 13'450.-, oltre interessi del 5% a partire dal 5 agosto 2005, a titolo di 

torto morale; fr. 20'000.-, oltre interessi del 5% a partire dal 4 agosto 2004, a titolo 

di torto morale (v. sentenza SK.2018.44 dispositivo cifra 8; pag. 930.034). 

- 19 - 

 Per quanto riguarda l’importo di fr. 13'450.-, la Corte penale del TPF ha ricono-

sciuto a A. un’indennità a titolo di riparazione del torto morale in applicazione 

dell’art. 431 cpv. 2 CPP per le misure sostitutive, alle quali è stato sottoposto.  

 Ritenuto che A. è stato condannato a una pena pecuniaria di 30 aliquote giorna-

liere sospesa condizionalmente, la Corte penale ha rilevato che la durata della 

carcerazione preventiva ha ecceduto di 353 giorni la durata della condanna. 

L’istanza inferiore gli ha quindi riconosciuto, in applicazione dell’art. 431 cpv. 2 

CPP un’indennità giornaliera di fr. 100.- per ognuno dei 353 giorni di carcerazione 

in eccesso, pari a complessivi fr. 35'300.-. Ha poi fissato gli interessi del 5% su 

detto importo, sempre tenuto conto delle 30 aliquote inflitte a A., a partire dal 19 

agosto 2004, vale a dire 30 giorni dopo l’arresto (v. sentenza SK.2018.44 consid. 

7.4.4; pag. 930.031). 

3.2 Con dichiarazione d’appello del 26 novembre 2019, A. ha chiesto che gli vengano 

riconosciute le seguenti pretese a titolo d’indennizzo e riparazione del torto mo-

rale: “fr. 20'000.-, oltre interessi del 5% dal 13 ottobre 2005, a titolo di indennizzo; 

fr. 63'800.- (ovvero fr. 200.- per ognuno dei 319 giorni di detenzione), oltre a in-

teressi del 5% dal 19 luglio 2004, a titolo di torto morale; fr. 26'900.- (ovvero fr. 

20.- per ognuno dei 1'345 giorni di misure sostitutive), oltre a interessi del 5% dal 

5 agosto 2005, a titolo di torto morale; fr. 25'600.- (ovvero fr. 400.- per ognuno 

dei 64 giorni di detenzione alle carceri pretoriali di W.), oltre a interessi del 5% 

dal 4 agosto 2004, a titolo di torto morale (CAR pag. 1.100.048). 

3.3 Le pretese dell’imputato sono esaminate d’ufficio, ma l’autorità penale può invi-

tare l’imputato a quantificarle e a comprovarle (art. 429 cpv. 2 CPP). Il Codice 

istituisce quindi un obbligo di collaborazione; se quest’obbligo è disatteso, ovvero 

se l’interessato non desse colpevolmente seguito alle richieste dell’autorità pe-

nale, la dottrina ritiene che la parte negligente perde il diritto alla sua pretesa 

giuridica e non potrà farla valere in altro modo (MINI, in: Commentario CPP, 2010, 

n. 8 ad art. 429 CPP; SCHMID/JOSITSCH, Schweizerische Strafprozessordnung, 

Praxiskommentar, 3. ed., 2017, n. 14 ad art. 429 CPP; WEHRENBERG/FRANK, in: 

BSK StPO, 2. ed., 2014, n. 31b ad art. 429 CPP). 

3.4 Questa Corte rileva anzitutto che A. non ha in alcun modo motivato le pretese 

summenzionate, né in sede di dichiarazione d’appello, né in occasione dell’ar-

ringa difensiva. Vero è che nel corso dei dibattimenti, A. ha confermato tali richie-

ste facendo riferimento alle motivazioni contenute nel ricorso presentato al Tri-

bunale federale (v. verbale principale dei dibattimenti, CAR pag. 8.200.007). Tut-

tavia, nemmeno il predetto ricorso contiene indicazioni sugli importi rivendicati a 

titolo d’indennizzo e riparazione del torto morale. 

- 20 - 

 Le richieste dell’appellante a titolo d’indennizzo e riparazione del torto morale non 

sono state in alcun modo sostanziate, per cui non è possibile per questa Corte 

pronunciarsi in merito. Visto l’esito del presente procedimento, si giustifica tutta-

via di correggere d’ufficio l’importo riconosciuto a A. a titolo di riparazione del 

torto morale ai sensi dell’art. 431 cpv. 2 CPP e la decorrenza degli interessi su 

detto importo. A quest’ultimo deve infatti essere riconosciuta un’indennità giorna-

liera di fr. 100.- per i 383 giorni di carcerazione preventiva subita, pari a comples-

sivi fr. 38'300.-. Gli interessi del 5% devono invece decorrere dal 19 luglio 2004, 

giorno in cui A. è stato posto in detenzione preventiva. 

4. Spese 

4.1 Spese procedurali 

4.1.1 Le parti sostengono le spese della procedura di ricorso nella misura in cui pre-

valgono o soccombono nella causa (art. 428 cpv. 1 CPP). Se emana essa stessa 

una nuova decisione, la giurisdizione di ricorso statuisce anche in merito alla li-

quidazione delle spese prevista dalla giurisdizione inferiore (art. 428 cpv. 3 CPP). 

4.1.2 Il Tribunale penale federale disciplina in un regolamento il calcolo delle spese 

procedurali, gli emolumenti, le spese ripetibili, le indennità per la difesa d’ufficio, 

per il gratuito patrocinio, per i periti e per i testimoni (art. 73 cpv. 1 LOAP). Gli 

emolumenti sono fissati in funzione dell’ampiezza e della difficoltà della causa, 

del modo di condotta processuale, della situazione finanziaria delle parti e 

dell’onere della cancelleria (art. 73 cpv. 2 LOAP, cfr. art. 5 Regolamento del Tri-

bunale penale federale sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della 

procedura penale federale [RSPPF, RS 173.713.162]). Gli emolumenti variano 

da un minimo di fr. 200.- fino a un massimo di fr. 100'000.- per ognuna delle 

seguenti procedure: procedura preliminare, procedura di primo grado, procedura 

di ricorso (art. 73 cpv. 3 LOAP; cfr. art. 6-7bis RSPPF). 

4.1.3 Le spese procedurali comprendono gli emolumenti e i disborsi (art. 1 cpv. 1 

RSPPF). Gli emolumenti sono dovuti per le operazioni compiute o ordinate dalla 

polizia giudiziaria federale e dal Ministero pubblico della Confederazione nella 

procedura preliminare, dalla Corte penale nella procedura dibattimentale di primo 

grado, dalla Corte d’appello nelle procedure d’appello e di revisione e dalla Corte 

dei reclami penali del Tribunale penale federale nelle procedure di ricorso ai sensi 

dell’articolo 37 LOAP (art. 1 cpv. 2 RSPPF). I disborsi sono gli importi versati a 

titolo di anticipo dalla Confederazione; essi comprendono segnatamente le spese 

della difesa d’ufficio e del gratuito patrocinio, di traduzione, di perizia, di parteci-

pazione da parte di altre autorità, le spese postali e telefoniche ed altre spese 

analoghe (art. 1 cpv. 3 RSPPF). I disborsi sono fissati a seconda degli importi 

fatturati alla Confederazione o pagati da quest’ultima (art. 9 cpv. 1 RSPPF). 

- 21 - 

4.1.4 Nel caso concreto, considerato che il procedimento a carico di A. è stato abban-

donato per intervenuta prescrizione, le spese procedurali di prima istanza, ossia 

fr. 11'500.- per l’incarto SK.2015.7 e fr. 2'000.- per l’incarto SK.2018.44, sono 

poste a carico della Confederazione. 

 Per la stessa ragione, anche le spese della procedura d’appello di fr. 6'000.- 

(CA.2019.32) sono poste a carico della Confederazione. 

4.2 Indennizzi 

4.2.1 Giusta l’art. 429 cpv. 1 lett. a CPP, l’imputato ha diritto al risarcimento delle spese 

sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali. 

 Le disposizioni previste per la difesa d’ufficio si applicano pure al calcolo dell’in-

dennità degli imputati assolti totalmente o parzialmente, alla difesa privata, non-

ché all’accusatore privato che ha vinto una causa, del tutto o in parte, oppure a 

terzi ai sensi dell’articolo 434 CPP (art. 10 RSPPF). Le spese di patrocinio com-

prendono l’onorario e le spese indispensabili, segnatamente quelle di trasferta, 

di vitto e di alloggio, nonché le spese postali e telefoniche (art. 11 cpv. 1 RSPPF). 

L’onorario è fissato secondo il tempo, comprovato e necessario, impiegato 

dall’avvocato per la causa e necessario alla difesa della parte rappresentata. L’in-

dennità oraria ammonta almeno a fr. 200.- e al massimo a fr. 300.- (art. 12 cpv. 

1 RSPPF). Le spese sono rimborsate secondo i costi effettivi nei limiti degli im-

porti massimi previsti dalla legge (cfr. art. 13 RSPPF). L’imposta sul valore ag-

giunto (IVA) dovrà pure essere presa in considerazione (cfr. art. 14 RSPPF). Nei 

casi di difficoltà ordinaria (in assenza di circostanze straordinarie), l’indennità ora-

ria degli avvocati ammonta, secondo la prassi costante della Corte penale e della 

Corte d'appello del TPF, a fr. 230.- per la causa, nonché a fr. 200.- all’ora per le 

trasferte e i tempi d’attesa (v. decisioni del TPF BB.2019.45 del 18.09.2019 con-

sid. 3.1 e SK.2018.47 del 26.04.2019 consid. 6.1, entrambe con riferimenti; cfr. 

anche sentenza del Tribunale federale DTF 142 IV 163 consid. 3.1.2). 

4.2.2 L’indennità per spese legali riconosciuta dalla prima istanza ammonta a comples-

sivi fr. 14'698.80 (IVA inclusa). Tale retribuzione, oltre a non essere stata conte-

stata dalle parti, appare senz’altro giustificata. Pertanto, anche su questo punto 

la sentenza di primo grado deve essere confermata. 

4.2.3 Nell’ambito dei dibattimenti d’appello, A. ha chiesto un’indennità per spese legali 

pari a fr. 8'928.30 (fr. 8'336.30 a titolo di onorari e fr. 592.- per le spese). A com-

prova di tale richiesta, egli ha prodotto la nota d’onorario del suo difensore di 

fiducia datata 14 dicembre 2020 (CAR pag. 9.201.001 – 002).  

 Questa Corte ritiene che le prestazioni fatturate a titolo di onorari e spese siano 

state correttamente documentate e giustificate. Al totale degli onorari si giustifica 

- 22 - 

tuttavia di conteggiare d’ufficio 3 ore supplementari (1 ora di trasferte e 2 ore per 

i dibattimenti del 14 dicembre 2020). Per quanto riguarda le spese, si giustifica 

invece di riconoscere ulteriori fr. 120.- per le trasferte del 14 dicembre 2020.  

 A titolo d’indennità ex art. 429 cpv. 1 lett. a CPP per la procedura di appello ven-

gono pertanto riconosciuti complessivi fr. 9'738.30 (fr. 9'026.30 per onorari e fr. 

712.- per spese) più IVA, a carico della Confederazione. 

5. Misure 

 Con sentenza SK.2018.44 del 23 ottobre 2019 la Corte penale del TPF ha ordi-

nato il dissequestro dei restanti beni e valori non oggetto di compensazione ai 

sensi delle cifre II.7, IV.6 e V.7 del dispositivo della sentenza SK.2015.7 del 29 

agosto 2016 (v. SK.2018.44 pag. 930.034). 

 Visto l’esito del presente procedimento, non essendo più date nel caso concreto 

le condizioni per la misura ordinata dall’istanza inferiore, è ordinato il disseque-

stro dei beni e dei valori non confiscati (art. 267 cpv. 1 CPP).  

- 23 - 

Per questi motivi la Corte d’appello pronuncia: 

I. È accertato che i punti 1, 3, 6.1 cpv. 1, 6.2, 9 e 11 del dispositivo della sentenza 

SK.2018.44 del 23 ottobre 2019 della Corte penale del Tribunale penale federale 

sono cresciuti in giudicato in quanto non impugnati. 

II. L’appello contro la sentenza SK.2018.44 del 23 ottobre 2019 della Corte penale 

del Tribunale penale federale, per quanto ricevibile, è parzialmente accolto. 

Di conseguenza sono annullati i punti 2, 4, 5, 6.1 cpv. 2, 7, 8 e 10 della sentenza 

SK.2018.44 del 23 ottobre 2019 della Corte penale del Tribunale penale federale. 

III. Il procedimento a carico di A. in relazione ai punti 1.2.2.4, 1.2.2.5, 1.2.2.6, 1.2.2.7 

e 1.2.2.8 è abbandonato per intervenuta prescrizione. 

IV. Sono riconosciute le seguenti pretese a titolo di indennizzo e riparazione del torto 

morale: 

 Fr. 20'000.-, oltre interessi del 5% dal 13 ottobre 2005, a titolo d’inden-

nizzo; 

 Fr. 38'300.-, oltre interessi del 5% dal 19 luglio 2004, a titolo di torto mo-

rale; 

 Fr. 13'450.-, oltre interessi del 5% dal 5 agosto 2005, a titolo di torto mo-

rale; 

 Fr. 20'000.-, oltre interessi del 5% dal 4 agosto 2004, a titolo di torto mo-

rale. 

V. Spese 

1. Le spese procedurali di prima istanza, ossia fr. 11'500.- per l’incarto SK.2015.7 e 

fr. 2'000.- per l’incarto SK.2018.44, sono poste a carico della Confederazione. 

2. Le spese della procedura d’appello di fr. 6'000.- (CA.2019.32) sono poste a carico 

della Confederazione. 

3. La retribuzione del difensore d’ufficio Avv. Nadir Guglielmoni per la procedura 

d’appello CA.2019.32 è fissata in fr. 9'738.30 (fr. 9'026.30 per onorari e fr. 712.- 

per spese) più IVA ed è posta a carico della Confederazione. 

- 24 - 

VI. È ordinato il dissequestro dei beni e dei valori non confiscati. 

In nome della Corte d’appello 

del Tribunale penale federale 

 

 

 

Il Presidente del Collegio giudicante La Cancelliera 

 

 

 

Intimazione a (atto giudiziale) 

- Ministero pubblico della Confederazione 

- Avv. Nadir Guglielmoni 

 

Comunicazione a 

- Corte penale del Tribunale penale federale (brevi manu) 

- Ministero pubblico della Confederazione, Esecuzione delle sentenze e gestione dei 

beni (ad avvenuta crescita in giudicato, per l’esecuzione della sentenza e la gestione 

dei beni) 

- Migrationsamt des Kantons Zürich (art. 82 cpv. 1 OASA) (ad avvenuta crescita in giu-

dicato) 

Rimedi giuridici 

 

Ricorso al Tribunale federale 
 
La presente decisione può essere impugnata mediante ricorso in materia penale al Tribunale federale entro 
30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione. Il diritto di ricorso e gli altri requisiti di ammis-

sibilità sono previsti dagli art. 78-81 e 90 ss. della Legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF). 
L’atto di ricorso motivato deve essere inoltrato al Tribunale federale, 1000 Losanna 14. 

 

 

 

 

 

 

 

 Data d’invio: 12 febbraio 2021