# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 79398521-b96f-5565-82e6-2f564b3d0f46
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-07-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 17.07.1995 15.1995.143
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1995-143_1995-07-17.html

## Full Text

Incarto n.

  15.95.00143

  	
  Lugano

  17 luglio 1995/FC/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente

  Pellegrini e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo
sulla domanda di revisione 30 giugno 1995 alla Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d'appello presentata da

 

	
   

  	
  __________

  patr. dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
   

  	 

contro
la sentenza 8/19 giugno 1995 della Camera di esecuzione e fallimenti quale
Autorità di vigilanza nell'inc. 15.95.124 su reclamo 3 maggio 1995 di

 

	
   

  	
  __________

   

  

in
materia di esecuzione del sequestro decretato dalla Segretaria assessore della
Pretura del Distretto di Lugano su istanza di

 

                                         __________

                                         patr.
dall'avv. __________

 

                                         contro

 

                                         __________

 

 

esaminati
atti e documenti;

 

 

 

 

ritenuto

 

 

 

in
fatto:

 

 

                                  A.   Con
decreto 16 febbraio 1995 la Segretaria assessore del Distretto di Lugano ha
sequestrato per Fr. 2'044'325.90 oltre accessori, "presso la Banca
__________ ", "tutti i beni, crediti, valori, titoli e diritti di
ogni tipo che si trovano su conti, depositi, relazioni bancarie, cassette di
sicurezza o in qualsiasi altra forma presso la sopra citata banca appartenenti,
anche sotto cifra o qualsiasi designazione convenzionale e/o di comodo, alla
debitrice" __________

 

                                  B.   L'UE
di Lugano ha eseguito il sequestro il 16 febbraio 1995. Con lettera 22 febbraio
1995 la __________ ha reso noto all'UE di Lugano:

                                         "Oggetto:
sequestro __________

                                         Ci
riferiamo alla vostra intimazione del 16.2.1995 per informarvi che dalle nostre
ricerche risulta il seguente conto:

                                         -
__________ titolare del conto __________, sul quale ci è stato dichiarato
essere l'avente diritto economico la società __________

                                         -
gli averi al 16.2.1995 erano i seguenti:

                                         conto                                                                              saldo

                                         0001
USD                                                              1'134.07
creditore

                                         0003
CHF                                                              1'983.55
creditore

                                         Deposito
fiduciario CHF                                      500'000.--

                                         Deposito
fiduciario USD                                      85'000.--

                                         I
suddetti conti sono bloccati dalla data indicata".

 

                                  C.   Con
lettera 19 aprile 1995 __________ patrocinata dall'avv. __________, ha reso
noto all'UE di Lugano che "da quanto ci risulta dalla documentazione
messaci a disposizione quest'oggi dalla Banca __________ sono stati sequestrati
i conti della __________, nonostante il fatto che il debitore non sia la
__________ ma la __________ A nome della __________ le confermiamo che la
stessa è proprietaria dei beni sequestrati e che si oppone a detto
sequestro".

 

                                  D.   Con
reclamo 3 maggio 1995 __________ ha chiesto la revoca del sequestro con
conseguente sblocco del conto presso la Banca __________, atteso che per quanto
qui di rilievo:

                                         -     __________
"è la titolare del conto e si oppone al fatto che i propri conti siano
stati sequestrati per un credito nei confronti della __________. Anche se la
__________ dovesse essere la casa madre od una società sorella della ricorrente
(le modalità di detenzione delle varie partecipazioni all'interno del gruppo
__________ non sono esattamente note al sottoscritto) un sequestro può essere
posto unicamente su beni che appartengono giuridicamente, non solo
economicamente, al debitore";

                                         -     la
reclamante richiama DTF 106 III 86 da cui risulta che non possono essere
sequestrati beni che il creditore sequestrante designa come proprietà di un
terzo. Tale principio si applica anche laddove il creditore dichiari che la
proprietà del terzo è meramente fiduciaria e che, dal punto di vista economico,
i beni appartengono al debitore.

 

                                  E.   Dal
formulario A "dichiarazione al momento dell'apertura di un conto o di un
deposito" (doc.7), sottoscritto il 7 maggio 1992 da __________ quale
"rappresentante del titolare del conto/deposito", risulta che
__________ "an den einzubringenden Werten wirtschaftlich berechtigt ist".

 

                                  F.   Con
sentenza 8/19 giugno 1995 questa Camera ha respinto il reclamo 3 maggio 1995 di
__________, ritenuto che per quanto qui di rilievo:

 

                                         -     alla
reclamante, quale terzo che si ritiene proprietario dei beni sequestrati o di
una parte di essi, sono dati due rimedi giuridici alternativi (DTF 115 III 129
con rif.):

                                         a)  quando
è evidente che i beni indicati nel decreto gli appartengono - e ciò si verifica
solitamente quando il creditore stesso gliene attribuisce la proprietà (DTF 112
III 56) - il terzo deve formulare reclamo contro l'esecuzione del sequestro cui
l'Ufficio esecuzione non avrebbe dovuto procedere;

                                         b)  quando
è soltanto inverosimile che i beni indicati nel decreto appartengano al
debitore, il terzo deve far capo al ricorso di diritto pubblico e impugnare il
decreto pretorile di sequestro, dimostrando che l'autorità del sequestro (in casu:
la Segretaria assessore) ha ammesso in modo insostenibile la proprietà del
debitore sui beni ivi elencati (DTF 113 III 141 cons.3a);

 

                                         -     se il
pretore concede per errore un sequestro benchè ne manchino gli elementi
essenziali, l'Ufficio esecuzione deve comunque in principio eseguirlo: il suo
potere d'esame è infatti assai limitato, se raffrontato a quello del giudice
del sequestro, atteso che non gli è assolutamente possibile verificarne le
condizioni materiali (salvo casi limite dove il principio dell'economia
processuale prevale sul dogmatismo fondato su poteri di cognizione
sostanzialmente diversi: ad esempio, se esiste contestazione sulla proprietà
dei beni da sequestrare e se la proprietà del terzo è perfettamente chiara,
l'organo d'esecuzione deve rifiutare l'esecuzione del sequestro con
provvedimento suscettibile di reclamo ex art. 17 LEF all'autorità di vigilanza);

 

                                         -     l'Ufficio
esecuzione deve invece verificare la regolarità formale del decreto di
sequestro nel senso che vi siano tutte le indicazioni previste dalla LEF,
ritenuto che carenze o formulazioni insufficienti trarranno seco la non
esecuzione del sequestro, ad esempio se i beni da sequestrare, per ammissione
del creditore o per evidenza manifesta, appartengono a un terzo;

 

                                         -     per la
reclamante i beni sequestrati, per ammissione del creditore o per evidenza
manifesta, non appartengono alla debitrice sequestrata ma alla reclamante
stessa quale terzo proprietario;

 

                                         -     contrariamente
all'assunto della reclamante, __________ non ha mai affermato che i beni da
sequestrare o colpiti da sequestro siano di proprietà della __________ ma anzi
ha di continuo ribadito che "i beni colpiti da sequestro bancario sono di
proprietà __________ ". In questo senso va pure il decreto di sequestro
che menziona unicamente la __________. La situazione è comunque ben lungi
dall'essere chiara, sivvero che dal Formulario A (prodotto dalla reclamante
quale doc.7) non emerge che __________ sia titolare del conto bensì solo che
sia rappresentante del titolare del conto;

 

                                         -     non è
quindi per nulla evidente che i beni indicati nel decreto di sequestro e
oggetto di esecuzione dello stesso appartengano alla reclamante: il reclamo va
pertanto respinto, atteso che nella migliore delle ipotesi per la reclamante -
ossia se fosse soltanto inverosimile che i beni oggetto di sequestro
appartengano alla __________ - il terzo (ossia la reclamante __________) non
può far capo al rimedio del reclamo contro l'esecuzione del sequestro ad opera
dell'Ufficio esecuzione di Lugano ma deve procedere con il ricorso di diritto
pubblico al Tribunale federale contro il decreto della Segretaria assessore,
dimostrando che l'Autorità del sequestro ha ammesso in modo insostenibile la
proprietà della debitrice sequestrata sui beni ivi elencati.

 

                                  G.   Con
tempestiva domanda di revisione, fondata sull'art. 26 lett.a e b LPR,
__________ ha chiesto l'annullamento della sentenza con conseguente revoca
dell'esecuzione del sequestro "in relazione al conto bancario della
__________ presso la Banca __________ ", protestate spese e indennità,
ritenuto che:

                                         -  "l'autorità
non ha considerato fatti rilevanti che risultano dalla documentazione bancaria
prodotta in sede di reclamo (doc. 7, 8, 9 e 10)";

                                         -  "nella
sentenza si fa unicamente riferimento al formulario A (doc.7), interpretandolo
apparentemente nel senso che la __________ non è la titolare del conto, ma solo
la rappresentante del titolare del conto": "questa interpretazione
non è corretta, in quanto trascura semplicemente il resto della documentazione
prodotta (doc.8-10) ed è pure contraddittoria (punto B e G della
sentenza)";

                                         -  "comunque
sia, bisogna ammettere che il formulario A (doc.7), visto da solo e senza il
resto della documentazione (doc.8-10, nonchè quella prodotta con la presente
istanza di revisione), può creare una certa confusione";

                                         -  "su
nostra richiesta, la __________ ci ha inoltre effettivamente confermato che il
formulario A era stato a suo tempo, per motivi ignoti, riempito in modo non
corretto. Giustamente il formulario A avrebbe dovuto essere compilato dalla
istante come titolare del conto ("als Konto-/Depotinhaber");

                                         -  "il
fatto rilevante e decisivo che la __________ non è solo "rappresentante
del titolare del conto" bensì titolare del conto può comunque essere
facilmente provato dall'istante producendo la completa documentazione bancaria
firmata in occasione dell'apertura del conto" (doc.17-25);

                                         -  "__________
è solo avente diritto economico" e "nel campo dell'esecuzione e del
fallimento occorre basarsi unicamente sulla realtà giuridica e non quella
economica".

 

 

Considerato

 

 

in
diritto:

 

                                   1.

                                  a)   Contro
le decisioni dell'autorità di vigilanza è dato il rimedio della revisione, se
l'autorità non ha considerato, per inavvertenza, fatti rilevanti che risultano
dagli atti o se la decisione contiene disposizioni tra loro contraddittorie (art.
26 lett.a LPR).

 

                                  b)   È
motivo di revisione l'errore dell’Autorità di vigilanza quando è facilmente
correggibile perchè gli elementi per operare un esame conforme agli atti già risultano
dall'incarto che ha portato alla sentenza oggetto di revisione.

 

                                  c)   Non
vi è motivo di revisione per inadeguata constatazione dei fatti se l'autorità
ha scientemente rifiutato di tener conto di una fattispecie determinata -
espressamente menzionata - ma che l'autorità non ha ritenuto decisiva, poichè
un siffatto rifiuto non è questione d'ordine fattuale bensì giuridico.

 

                                  d)   La
nozione di inavvertenza presuppone che il giudice abbia omesso di considerare
un atto determinato o che l'abbia letto erroneamente, scostandosi per
inavvedutezza dal suo tenore esatto, in particolare da quello letterale.

 

                                  e)   L’inavvertenza
non concerne l'apprezzamento delle prove e neppure quello giuridico dei fatti.

                                         La
revisione non è finalizzata a correggere eventuali errori di diritto del giudice:
segnatamente essa non può prendere la forma di un riesame della sentenza di cui
è chiesta la revisione.

 

                                   f)   Chi
sostiene esservi contrasto con quanto risulta dagli atti deve cumulativamente:

                                         -     indicare
in termini espliciti quali atti non sono stati considerati per inavvertenza o
lo sono stati solo parzialmente e in modo impreciso;

                                         -     dimostrare
che il contrasto con quanto risulta dagli atti è manifesto.

                                   2.   L'istante
__________ censura in estrema sintesi che il giudizio su reclamo di questa
Camera non abbia considerato per inavvertenza (art. 26 lett.a LPR) anche i doc.
da 8 a 10, limitandosi al doc. 7.

                                         A
torto.

 

                                  a)   Premesso
che il giudizio ex art. 26 lett.a LPR va attuato facendo capo ai soli documenti
versati agli atti della pregressa procedura, la sentenza impugnata ha esaminato
anche i documenti ivi prodotti che l'istante invoca a sostegno delle sue
allegazioni, giungendo però a conclusioni diverse; detto altrimenti, l'apprezzamento
delle prove ha determinato questa Camera - avuto riguardo ai limiti del potere
di cognizione riservato all'Autorità cantonale di vigilanza in materia di
esecuzione del decreto pretorile di sequestro - nel senso che non era evidente
che i beni oggetto dell'esecuzione del decreto di sequestro appartenessero alla
reclamante (sul grado di evidenza richiesto, cfr. DTF 112 III 55-56 cons.2; 109
III 127 con rinvii).

                                         __________
disattende che quando sia dubbio o improbabile che i beni sequestrati rientrino
nel patrimonio del debitore, l'Ufficio di esecuzione non può rifiutarsi di
procedere: deve sequestrare i beni e conferire al terzo che se ne reputa
proprietario la possibilità di far valere i suoi diritti nell'ambito di una rivendicazione
ex art. 106 ss. LEF (DTF 112 III 56 cons.2; 109 III 126).

                                         L'organo
d'esecuzione può rinunciare al sequestro unicamente se la situazione è del
tutto chiara, quando sia manifesto che l'oggetto litigioso appartiene al terzo.
Un'evenienza del genere non si ravvisa, in pratica, che se il creditore medesimo
attribuisce a un estraneo la proprietà dei valori elencati nel decreto; questo
convincimento può emergere dal decreto stesso o da una dichiarazione rilasciata
dal creditore al di fuori della procedura, purchè non sussista al riguardo il
minimo rischio di equivoco (DTF 112 III 56 cons.2; 109 III 127 con rinvii).

 

                                  b)   L'istante
sembra dimenticare che l'Autorità di vigilanza non può procedere a libero esame
ma apprezza le prove entro limiti estremamente ristretti: in quest'ambito
assume forte rilevanza il noto doc. 7 (Formulario A "dichiarazione al
momento dell'apertura di un conto o di un deposito", sottoscritto il 7
maggio 1992 da __________ quale "rappresentante del titolare del conto/deposito").
Siffatta dichiarazione, ancorchè ambigua se messa in relazione con i doc. da 8
a 10, non consente conclusione diversa da quella cui è giunta la sentenza
impugnata: mancando l'evidenza certa, la via del reclamo non consente di non
eseguire il sequestro.

 

                                   c)   A
__________ va ricordato che quando è soltanto inverosimile che i beni indicati
nel decreto appartengano al debitore, il terzo deve far capo al ricorso di
diritto pubblico e impugnare il decreto pretorile di sequestro, dimostrando che
l'autorità del sequestro (in casu: la Segretaria assessore) ha ammesso in modo
insostenibile la proprietà del debitore sui beni ivi elencati (DTF 113 III 141
cons.3a).

 

                                  d)   Questo
giudizio, come pure quello pregresso su reclamo, non pregiudicano i diritti
dell'istante nelle azioni di merito volte a far accertare la proprietà dei beni
rivendicati. __________ è però malvenuta a far valere in sede di esecuzione del
decreto pretorile di sequestro argomentazioni che hanno quale sedes materiae il
merito o, se del caso, il ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale.

 

 

                                   3.

 

                                  a)   Contro
le decisioni dell'autorità di vigilanza è dato il rimedio della revisione, se
una parte afferma e prova fatti rilevanti che non risultano dagli atti e che determinano
la nullità dell'esecuzione o del provvedimento (art. 26 lett.b LPR).

 

                                  b)   È
motivo di revisione l'accertamento della nullità dell’esecuzione o del
provvedimento sulla base di fatti rilevanti affermati e provati solo dopo il giudizio
dell’Autorità di vigilanza.

                                         La
giustificazione di questo rimedio risiede nel fatto che il diritto esecutivo
non ha la stessa nozione di autorità di cosa giudicata del diritto civile: la
nullità di provvedimenti esecutivi, determinata da violazione di principi
procedurali essenziali che interessano una cerchia indeterminata di soggetti di
diritto e non solo quelli direttamente coinvolti, impone l’intervento anche
d’ufficio dell’Autorità cantonale di vigilanza nonostante il decorso
infruttuoso dei termini d’impugnativa (cfr. Flavio Cometta, La procedura di
reclamo avanti le autorità cantonali di vigilanza in materia di esecuzioni e
fallimenti, in: Rep 1988 p.230 n.6), purchè sussista un interesse procedurale
pratico. A maggior ragione si deve ammettere l’intervento su domanda di
revisione della parte interessata.

 

 

                                   4.   L'istante
ha prodotto una serie di documenti (dal 17 al 25), che già avrebbe peraltro
potuto e dovuto produrre in sede di reclamo, per dimostrare la nullità
dell'esecuzione o del provvedimento.

 

                                  a)   A
prescindere dall'irrimediabile tardività di siffatta produzione documentale,
manca altresì il requisito della nullità: nel caso di specie, il provvedimento
censurato (esecuzione del decreto di sequestro) interessa infatti solo la
creditrice __________, la debitrice __________. e __________ quale terzo
rivendicante la proprietà dei beni sequestrati e non una cerchia indeterminata
di possibili interessati. Non vi è quindi spazio per il rimedio straordinario
di diritto della revisione ex art. 26 lett.b LPR.

 

 

                                   5.   La
domanda di revisione va pertanto respinta.

                                         Non
si prelevano spese (art. 67 cpv.2 OTLEF e 16 cpv.1 LPR) e non si assegnano
indennità (art. 68 cpv.2 OTLEF e 17 LPR).

 

 

                                         Richiamati
gli art. 275 LEF e 26 lett.a e b LPR,

 

 

PRONUNCIA

 

 

                                   1.   La domanda di revisione 30 giugno 1995 __________ è
respinta.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                   3.   Intimazione
a:   - __________

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                   
La segretaria