# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 668ee9fd-e93a-570c-a745-eb8a55aff139
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-07-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 08.07.1999 52.1999.79
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1999-79_1999-07-08.html

## Full Text

Incarto n.

  52.99.00079

   

  	
  Lugano

  8 luglio 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Giovanna
  Canepa Meuli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  15 marzo 1999 di

 

 

	
   

  	
  __________ patrocinato da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 24 febbraio 1999 (n. 798) del Consiglio di Stato, che ha respinto
  il ricorso 14 gennaio 1999 dell'insorgente avverso la decisione 21 dicembre
  1998 con cui la sezione degli stranieri le ha negato il rilascio di
  autorizzazioni di entrata a favore dei di lei figli __________ (1989) e
  __________ (1984), entrambi cittadini dominicani;

  

 

 

viste le risposte:

-    24 marzo 1999 della Sezione degli
Stranieri,

-    25 marzo 1999 del Servizio dei
ricorsi del Consiglio di Stato;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Con risoluzione 24 febbraio
1999 il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso inoltrato il 14 gennaio 1999
dall'insorgente, patrocinata dall'avv. __________, avverso la decisione 21
dicembre 1998 con cui la sezione degli stranieri le aveva negato il rilascio di
autorizzazioni di entrata a favore dei di lei figli __________ (1989) e
__________ (1984), entrambi cittadini __________.

 

 

                                  B.   Con ricorso 15 marzo 1999
__________, assistita dallo stesso patrocinatore, è insorta innanzi a questo
Tribunale. Dichiara anzitutto di aver ricevuto il giudicato governativo il
giorno 2 marzo 1999. Spiega in seguito che il giorno 8 marzo 1999 il suo patrocinatore
ha sollecitato via telefax al servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato la
trasmissione dell'incarto per valutare la possibilità di inoltrare ricorso a
questo Tribunale. L'indomani detto servizio ha informato telefonicamente il
patrocinatore che l'incarto avrebbe dovuto essere richiesto all'ufficio
giuridico della sezione degli stranieri. Il patrono ha indi indirizzato la sua
richiesta in tal senso a questa istanza, sempre via telefax. Non avendo
ricevuto quanto sollecitato, mediante il gravame in oggetto é stato domandato
al Tribunale: 1: di ordinare all'ufficio giuridico della sezione degli
stranieri di trasmettere l'incarto completo concernente la pratica in esame; 2.
di fissare alla ricorrente un termine per inoltrare le motivazioni del suo
ricorso una volta in possesso dell'incarto.

 

Il servizio dei ricorsi del Consiglio di Stato e l'ufficio
giuridico della sezione degli stranieri hanno postulato la reiezione del gravame,
il primo mettendone in discussione la ricevibilità, il secondo rilevando che,
come da prassi, la visione, l'invio degli atti e la pratiche concernenti i
ricorsi ai Tribunali vengono gestiti dal servizio di cancelleria.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   Per quanto concerne
l'applicazione della legislazione federale in materia di persone straniere, le
decisioni del Consiglio di Stato sono impugnabili - entro 15 giorni dalla loro
notifica - al Tribunale amministrativo solo nella misura in cui è
successivamente dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art.
10 lett. a della legge di applicazione alla legislazione federale in materia di
persone straniere dell'8 giugno 1998; LALPS). Per gli aspetti processuali si
applica, a titolo sussidiario, la legge di procedura per le cause
amministrative del 19 aprile 1966 (PAmm). Giusta l'art. 46 cpv. 1 PAmm il
ricorso deve essere insinuato per iscritto all'autorità di ricorso entro 15
giorni dall'intimazione. Esso deve contenere (art. 46 cpv. 2 PAmm): la menzione
della decisione querelata, una concisa esposizione dei fatti con l'indicazione
dei mezzi di prova richiesti, una breve motivazione, le conclusioni del ricorrente.

 

 

                                   2.   La memoria ricorsuale,
stesa da un legale, rispetta senz'altro i requisiti posti dall'art. 46 cpv. 2 PAmm:
espone i fatti, illustra i motivi del ricorso e, coerentemente con essi,
sottopone al giudizio del Tribunale delle precise conclusioni. Affinché il
ricorso possa essere considerato ricevibile innanzi all'autorità di ricorso
occorre però altresì che le conclusioni siano riferite alla decisione impugnata
emessa dall'autorità intimata: il ricorrente deve cioè chiedere il suo
annullamento o la sua modifica e, nel caso di reiezione di un'istanza,
l'accoglimento di questa (Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2.a ed., pag.
196; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes,
2.a ed., N. 601 e 932; Merker, Rechtsmittel, Klage, und Normenkontrollverfahren
nach dem aargauischen Gesetz über die Verwaltungsrechtspflege vom 9. Juli 1968,
tesi, Zurigo 1998, § 39 N. 5 seg.). Nel concreto caso la ricorrente non chiede
l'annullamento della decisione del Consiglio di Stato ed il rilascio delle
controverse autorizzazioni, ma una proroga del termine per motivare il gravame,
censurando l'operato delle unità amministrative cui il suo patrocinatore si era
rivolto invano per farsi spedire l'incarto, dopo l'emanazione della decisione governativa.
La sua impugnativa deve pertanto essere dichiarata irricevibile, dal momento
che le domande ricorsuali non sono rivolte contro il giudicato governativo, il
solo atto che poteva essere dedotto innanzi al Tribunale amministrativo in
applicazione dell'art. 10 lett. a LALPS (art. 3, 60 cpv. 1 PAmm). La
ricorrente, assistita da un avvocato, non poteva nemmeno sperare, sia detto ad abundantiam,
di ottenere una proroga dei termini di ricorso, che sono, come noto, perentori
(art. 11 PAmm). Gli asseriti disservizi imputabili alle varie autorità
amministrative subordinate al Governo, dal cui operato la ricorrente si reputa
danneggiata, potevano piuttosto essere denunciati eccependo una violazione del
diritto di esaminare gli atti sancito agli art. 20 PAmm e, sussidiariamente, 4 Cost.
nel ricorso che questa avrebbe dovuto (e potuto) interporre innanzi a questo
Tribunale contro il giudicato governativo entro 15 giorni dalla sua notifica,
nel quale essa - se avesse voluto affrontare prudenzialmente anche il merito
della controversia - avrebbe altresì dovuto chiedere di poter beneficiare della
possibilità di completare la motivazione del ricorso (o, subordinatamente, di
replicare) una volta che il Tribunale avesse acquisito agli atti ed avesse trasmesso
al suo patrocinatore l'incarto che la concerneva. Sia comecchesia tali asseriti
disservizi potevano costituire solo un argomento di diritto, ovvero una (eventualmente
ulteriore) censura, da rivolgere in sede di motivazione contro la decisione del
Consiglio di Stato: non potevano invece condurre all'annullamento di
quest'ultima senza l'appoggio di corrispondenti domande, ovvero conclusioni,
formulate in tal senso, che di tutta evidenza fanno difetto nel concreto caso.
Dal momento che la memoria ricorsuale adempie, come già è stato spiegato, i
requisiti posti dall'art. 46 cpv. 2 PAmm, non ritorna nemmeno applicabile, a
favore dell'insorgente, l'art. 9 PAmm. Del pari, assodata la possibilità per la
ricorrente di inoltrare tempestivamente ricorso contro la decisione
governativa, non entra in linea di conto nemmeno la possibilità, peraltro
nemmeno invocata dalla ricorrente, di far capo all'istituto della restituzione
in intero contro il lasso dei termini (art. 12 PAmm e relativo rinvio agli art.
137 e 139 CPC).

 

 

                                   3.   La tassa di giudizio deve
essere posta a carico della ricorrente (art. 28 PAmm).

Per
questi motivi,

viste
le norme di legge sopraricordate

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è irricevibile.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia e le
spese, di fr. 600.--, sono poste a carico della ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             La
segretaria