# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** da9836c0-5b1f-504e-ba4e-5f5de83863d8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 28.07.2003 INC.1998.74206
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1998-74206_2003-07-28.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.1998.74206

  	
  Lugano

  28 luglio 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

  sedente per statuire sul reclamo presentato il 6 giugno
  2003 da

  
						

 

	
   

  	
  __________

  patrocinata dall’avv.__________

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  la decisione 30 maggio 2003
  della Sost. Procuratrice Pubblica __________, emanata nel procedimento di cui
  all’inc. MP __________, che ha respinto la richiesta di proroga del deposito
  atti;

  

 

 

viste le osservazioni 13 giugno
2003 della Sost. Procuratrice Pubblica, 

 

visto l’inc. MP __________;

 

ritenuto

 

 

 

in fatto

 

 

A.

 

Con decreto d’accusa 25 settembre
2000, l’allora Procuratore Generale __________ aveva messo in stato d’accusa
__________ (qui reclamante) per aver diffamato il dott. __________ presso la
sede del Ministero Pubblico di __________, nel corso di un verbale di
interrogatorio. La querela era stata presentata dal dott. __________ in data
29/30 maggio 2000.

L’imputazione era stata in un
primo tempo confermata dal Pretore del Distretto di __________ con decisione 13
febbraio 2001, ma poi dichiarata nulla dalla Corte di cassazione e revisione
penale del Tribunale d’appello con decisione 18 dicembre 2002, essendo stata
lesa una norma essenziale di procedura. Quest’ultima Corte aveva trasmesso gli
atti al Ministero Pubblico “per l’emanazione, dandosene il caso, di un nuovo
decreto d’accusa, previo corretta applicazione dell’art. 204 cpv. 4 CPP”.

In data 10 febbraio 2003 la Sost.
Procuratrice Pubblica __________ ha dunque promosso accusa nei confronti della
reclamante per diffamazione, per avere, nel corso del verbale di interrogatorio
reso quale querelata il 2 marzo 2000 presso il Ministero Pubblico di
__________, riferendo di un intervento di colonoscopia effettuato su di lei dal
dott. __________ in data 15 aprile 1998, incolpato il medico di condotta
disonorevole, descrivendo il suo comportamento come “demaniacale e a sfondo
sessuale”, “godeva al mio dolore”, “godeva di questa situazione”, “più lui mi
faceva male e più lui insisteva nel farmi male” e “egli provò un piacere
sessuale”.

 

 

B.

 

Con decisione 8 maggio 2003, la
Sost. Procuratrice pubblica, ritenuto raggiunto lo scopo dell’istruzione, ha
ordinato il deposito degli atti fino al 26 maggio 2003.

Con lettera datata e spedita con
invio postale raccomandato il 26 maggio 2003, ma recapitata da La Posta al
Ministero pubblico il 27 maggio 2003, la reclamante ha chiesto una proroga del
deposito atti fino al 26 giugno 2003, “dovendosi effettuare ulteriori
approfondimenti”.

Con decisione 30 maggio 2003, la
Sost. Procuratrice Pubblica ha respinto la richiesta di proroga siccome
tardiva.

 

 

C.

 

Contro la decisione di non
concedere la proroga del deposito atti, la reclamante si aggrava con reclamo 6
giugno 2003. Il patrocinatore della reclamante rileva di aver ricevuto
“l’istruzione di proroga ... dalla mandante il 26.05 in mattinata” e che, a suo
dire, la richiesta di proroga sarebbe tempestiva, ritenuto che, con riferimento
all’art. 20 cpv. 4 CPP, “quando la comunicazione di un atto si fa per posta, il
termine si reputa osservato se la consegna alla posta è fatta prima della
mezzanotte del giorno di scadenza”; la decisione impugnata sarebbe dunque
“inficiata da eccessivo formalismo ... assimilato al diniego di giustizia
formale come applicazione, nell’ambito procedurale, del principio della
proporzionalità”.

 

 

D.

 

La Sost. Procuratrice Pubblica
postula la reiezione del reclamo, ribadendo che, essendo la richiesta di
proroga stata “inviata per lettera raccomandata l’ultimo giorno di scadenza del
termine impartito dal magistrato”, l’istanza in oggetto non può essere
considerata tempestiva.

La magistrata inquirente osserva
inoltre che la reclamante non ha in alcun modo motivato la propria istanza di
proroga, limitandosi ad avanzare la necessità di “effettuare ulteriori
approfondimenti”; di conseguenza, “l’istanza andava comunque respinta siccome
priva di motivazione, ciò che per altro non sorprende atteso che in occasione
del suo interrogatorio del 20.3.2003 ella ha espressamente affermato di mirare
alla prescrizione del reato addebitatole”.

 

Delle altre allegazioni e/o
argomentazioni delle parti si dirà, se necessario, nei considerandi che
seguono.

 

 

 

in diritto

 

 

1.

 

Conformemente all’art. 19 cpv. 2
CPP, i termini assegnati dal magistrato possono da questi essere
convenientemente prorogati, su istanza motivata della parte interessata,
presentata prima della scadenza. Questo disposto trova il suo corrispettivo, a
livello cantonale, all’art. 130 cpv. 2 CPC, come pure, a livello federale,
all’art. 33 cpv. 2 OG.

La dottrina indica che un termine
può essere prorogato dal giudice fintanto che continua a decorrere. La prassi
unanime ammette tuttavia come sufficiente che l’istanza di proroga sia posta
prima della scadenza del termine stesso (cfr. F. Kellerhals/M. Sterchi, Die
Zivilprozessordnung für den Kanton Bern, ad art. 116 nota 2 p. 322 e
riferimenti dottrinali ivi citati; cfr. anche B. Cocchi/F. Trezzini, Codice di
procedura civile ticinese massimato e commentato, 2000, ad art. 130 cpv. 2 CPC
nota 2 p. 372, con riferimento giurisprudenziale, che lascia aperto il quesito
a sapere se una domanda di proroga del termine formulata l’ultimo giorno sia
intempestiva).

L’istanza di proroga presentata
una volta spirato il termine è, in realtà, una richiesta di restituzione dei
termini ai sensi dell’art. 21 CPP e va trattata secondo i parametri di
quell’istituto, i quali sono assai più rigorosi rispetto a quelli richiesti
dalla legge per ammettere la proroga di un termine (cfr. B. Cocchi/F. Trezzini,
op.cit. nota 444 p.371).

Ogni istanza o impugnativa deve
comunque essere convenientemente motivata, per consentire alle controparti e
all’autorità adita di prendere adeguata posizione, rispettivamente decisione
(cfr. sentenza 24 gennaio 1990 in re F.P., CRP 339/89; sentenza 30 agosto 1993
in re V., CRP 76/93; decisione 16 marzo 1994 in re J.B., GIAR 192.94.1;
decisione 18 marzo 1994 in re E.B., GIAR 230.94.1; sentenza 28 giugno 1994 in
re B.T., GIAR 263.94.2).

Nel caso in esame non è neppure
necessario disquisire sulla tempestività o meno dell’istanza presentata dalla
reclamante; l’istanza in oggetto, facendo semplicemente riferimento a non
meglio precisati “ulteriori approfondimenti”, appare infatti non
sufficientemente motivata e quindi irricevibile sia come domanda di proroga,
che come istanza di restituzione dei termini.

Del resto, come rettamente
evidenziato dalla magistrata inquirente, la reclamante non fa mistero di mirare
alla prescrizione del reato che le viene addebitato (cfr, verbale
d’interrogatorio della reclamante 20 marzo 2003 p .3). La mancata concessione
della proroga si giustifica dunque anche per il fatto che ogni ritardo della
procedura, messo in atto dalla reclamante con richieste non motivate, può
arrecare pregiudizio agli interessi delle controparti.

 

 

2.

 

Il reclamo viene conseguentemente
respinto, con la presente decisione definitiva (art. 284 cpv. 1 lett.a CPP e
contrario) e con carico di tassa di giustizia e spese giudiziarie alla
reclamante, correlate con la soccombenza (art.39 lett. f TG).

 

 

per i quali motivi,

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

1.   Il reclamo è respinto.

 

2.   La tassa di giustizia di fr. 250.-- e le spese di fr. 100.--
sono a carico della reclamante.

 

3.   La presente decisione è definitiva.

 

 

4.   Intimazione:

      -    avv. __________, per sé e per la reclamante (con copia
delle osservazioni 13 giugno 2003 della magistrata inquirente),

      -    Sost. Procuratrice pubblica __________ con restituzione
degli inc.MP __________ e MP __________);

      -    avv. __________, per sé e per la parte civile (con copia
del reclamo).

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
__________