# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3cbfe820-9e91-5247-880e-d1233351c20c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-05-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 10.05.2004 INC.2004.21503
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2004-21503_2004-05-10.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2004.21503

  	
  Lugano

  10 maggio 2004

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire sull'istanza di libertà provvisoria
  presentata il 5/6 maggio 2004 da

  
	
   

  	
  __________, attualmente c/o PCT, Cadro

  patr. d'ufficio dal lic. iur. __________

  	 

	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
  ex art. 108 CPP e nell'ambito del procedimento di cui
  all'inc. MP 3090/2004 (ora DA 1565/2004) e della Pretura penale;

  	 

								

 

 

viste le osservazioni del
Procuratore pubblico __________ (6 maggio 2004) e le contro osservazioni della
difesa (7 maggio 2004);

 

visto per quanto necessario,
l'inc. MP 3090/2004 (DA 1565/2004);

 

ritenuto 

 

 

in fatto

 

 

A.

 

 

__________ è stato arrestato il
23 aprile 2004 nell'ambito dell'operazione "__________" con
imputazioni di infrazione e contravvenzione alla LFStup; l'arresto è stato
confermato da questo giudice il giorno successivo, ritenuti gravi indizi di
reato, pericolo di fuga, bisogni istruttori e pericolo di recidiva (inc. GIAR
215.2004.1, doc. 3).

 

 

B.

 

 

Con DA 1565/2004 del 3 maggio
2004 il Procuratore pubblico ha proposto la condanna di __________, a valere
quale pena parzialmente aggiuntiva a quella inflittagli il 18 novembre 2003,
alla pena di 90 giorni di detenzione da espiare, nonché alla revoca della
sospensione condizionale concessa alla pena accessoria dell'espulsione dal
territorio svizzero per un periodo di tre anni.

 

Avverso tale decisione il 4
maggio 2004 __________ ha interposto opposizione.

 

C.

 

 

Con l'istanza qui in discussione
(indirizzata direttamente a questo giudice ex art. 108 cpv. 3 CPP), __________
chiede di essere posto in libertà provvisoria. A suo dire non vi sarebbero
sufficienti ragioni per la proroga del carcere preventivo. In particolare, il
sussistere di indizi gravi e concreti della colpabilità sarebbe
"tutt'altro che dato", il pericolo di fuga non sarebbe affatto
concreto, così come quello di recidiva. In sostanza il perdurare della
carcerazione preventiva sarebbe contrario al principio di proporzionalità: "nel
caso concreto vi è il pericolo che il signor __________ si trovi a scontare la
pena di 90 giorni di detenzione proposta dal Procuratore pubblico nel decreto
di accusa (…) prima ancora di aver stabilito se egli sia effettivamente
colpevole. L'accusato è invece presunto innocente sino a condanna
definitiva".

In via subordinata, ritenuto che
il Procuratore pubblico considererebbe centrale il pericolo di fuga, chiede che
si ovvi a tale pericolo con l'adozione di misure sostitutive (controllo
presenza presso un Ufficio di polizia, divieto di frequentare specifici luoghi,
imposizione di misure di assistenza medica per scongiurare problemi legati al
consumo di marijuana). 

 

 

D.

 

 

Il magistrato in sede di
osservazioni si oppone alla messa in libertà provvisoria dell'istante,
evidenziando l'esistenza dei pericoli di fuga e di recidiva. Delle relative
argomentazioni si dirà più dettagliatamente e per quanto necessario nei
considerandi in diritto. 

 

La Pretura penale non ha invece
presentato osservazioni.

 

In sede di contro osservazioni la
difesa si è sostanzialmente riconfermata nell'istanza 5/6 maggio 2004. 

 

 

Considerato

 

 

in diritto

 

 

1.

 

 

L'istanza, presentata
dall'accusato detenuto, direttamente a questo giudice stante la già avvenuta
emanazione del decreto d'accusa e l'attesa dell'apertura del dibattimento, è
ricevibile.

 

 

2.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui riproposti:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc.
520.2001.5)". 

 

 

3.

 

 

L'esistenza di gravi indizi di
colpevolezza - la cui concretezza, a dire della difesa, sarebbe tutt'altro che
data - è senz'altro data.

In particolare dagli atti risulta
che due persone, __________ e __________, hanno riconosciuto __________ quale
loro venditore di bolas. Del resto, contemporaneamente al controllo, lo stesso
ha ricevuto una telefonata da __________, la quale ha dichiarato che era sua
intenzione acquistare della cocaina. Da parte sua, l'accusato nega ogni suo
coinvolgimento nella vendita di bolas (da ultimo verbale 30 aprile 2004).

Per quanto concerne invece la
contravvenzione alla LFStup __________ ha ammesso di aver ripetutamente
ricevuto e consumato  marijuana per il suo consumo personale dal luglio 2003
all'aprile 2004 (cfr. da ultimo verbale 30 aprile 2004).

Lo stesso decreto d'accusa può
del resto essere utilizzato quale accertamento degli indizi di reato, in assenza
di elementi contrari (DTF 19 giugno 1997 in re V., 1P.306/1997).

 

 

4.

 

 

Non sono qui (più) in discussione
necessità istruttorie nel senso di pericolo di collusione o inquinamento delle
prove.

Occorre, invece, stabilire se sia
ancora concreto il pericolo di fuga e, successivamente, se il mantenimento del
carcere preventivo sia rispettoso del principio di proporzionalità. In termini
generali, e di principio, elementi a sostegno dell'esistenza di un pericolo di
fuga e di un pericolo di recidiva.

 

Per giustificare carcerazione
preventiva, il pericolo di fuga deve essere concreto e rivestire di una certa
probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in
libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale ed
alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile non
basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme delle
circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami
famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e tutti
quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19
gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69).

__________ è cittadino della
Guinea richiedente l'asilo (domanda d'asilo respinta e contro la quale è
tuttora pendente ricorso). 

Se la proposta di pena di cui al
DA 1565/2004 dovesse essere confermata dalla Pretura penale, sussiste il
rischio concreto che nella prospettiva di una pena di tre mesi da espiare,
l'istante si dia alla latitanza, in altre parole si renda irreperibile. In
conclusione è lecito presumere che le conseguenze di una fuga possano
apparirgli quale male minore per rapporto a quello derivante dal rischio di
ulteriore carcerazione (M. Luvini, op. cit., p. 292) e il pericolo di fuga deve
essere considerato presente in modo concreto (DTF 102 Ia 382; DTF 106 Ia 407;
DTF 117 Ia 69; SJ 1980 585). Lo stesso non appare ovviabile con misure
sostitutive, anche in considerazione del fatto che in casu è pure dato pericolo
di recidiva. 

A tale proposito giova
preliminarmente ricordare che il pericolo di recidiva deve essere concreto (DTF
105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell'insieme delle circostanze, tra
cui i precedenti dell'accusato, il suo comportamento durante l'istruttoria, la
sua personalità, la sua costituzione fisica e soprattutto psichica e le
modalità di commissione dei reati (LUVINI, I presupposti materiali del carcere
preventivo nel processo penale ticinese, REP. 1989, pag. 294; G. PIQUEREZ,
Manuel de procédure pénale suisse, Zurich 2001, n. 1479/1483).

In concreto, oltre
all'atteggiamento reticente e negatorio avuto dall'istante durante l'inchiesta
per l'imputazione di infrazione alla LFStup, a sostegno dell'esistenza di tale
rischio depone pure l'esistenza di precedenti specifici. In particolare, dal
casellario giudiziario risulta che a far tempo dal 2002 ha subito tre condanne
con DA per contravvenzione ed infrazione alla LFStup e che l'ultimo arresto,
quello del 23 aprile 2004 poi sfociato nel DA 1565/2004 al quale è stata
interposta opposizione, è avvenuto circa 3 mesi dopo l'espiazione di una pena
detentiva. In siffatte circostanze la messa in libertà dell'istante con
l'inevitabile ritorno al centro CRS, così come evidenziato dal Procuratore
pubblico in sede di osservazioni, rende concreto il rischio che lo stesso
riprenda lo spaccio di bolas. 

 

 

5.

 

 

In conclusione, l'istanza di
libertà provvisoria presentata da __________ è respinta in quanto sussistono
concreto pericolo di fuga e di recidiva e non sono date (o applicabili) misure
sostitutive idonee a ridurre tali pericoli.

Il mantenimento del carcere
preventivo in vista dell'apertura del dibattimento, che dovrà avvenire nei
termini di legge, è ancora rispettoso del principio di proporzionalità.

 

 

P.Q.M.

 

 

 

visti gli artt. 305 bis cifra 2,
251 CP, 95 ss, 96, 102, 108, 284 CPP, 

 

 

 

 

 

decide

 

 

1.     
L'istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.     
Non si prelevano tasse e spese.

 

 

3.     
Contro la presente è dato reclamo alla CRP, Lugano, entro 10 giorni
dall'intimazione.

 

 

4.     
Intimazione:

-       
lic. iur. __________, per sé e per l'accusato;

-       
Procuratore pubblico __________ (con inc. DA 1565/2004 di ritorno
e copia delle contro osservazioni 7 maggio 2004 del lic. iur. __________);

-       
Pretura penale, Via dei Gaggini 1, 6500 Bellinzona (con copia
delle osservazioni 6 maggio 2004 del PP __________ e contro osservazioni 7
maggio 2004 del lic. iur. __________).

 

 

 

 

 

                                                                           giudice
__________