# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ce904a5a-d67b-5d1c-9b2c-f221f74fb611
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.09.2010 D-6737/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6737-2010_2010-09-24.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6737/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 4  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con approvazione della giudice Fulvio Haefeli;
cancelliere Federico Pestoni.

A._______, nato il (...), alias
B._______, nato il (...),
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 17 settembre 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6737/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità o di  viaggio, con la comminatoria che,  in caso di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 23 agosto 2010 e del 6 settembre 2010;

la decisione dell'UFM del 17 settembre 2010, notificata all'interessato 
il giorno stesso (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso  del  17 settembre 2010  (cfr. timbro  del  plico  raccomandato, 
data d'entrata 20 settembre 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 20 settembre 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

Pagina 2

D-6737/2010

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità 
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i  requisiti  relativi  ai  termini  di  ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi),  alla  
forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano di etnia Igbo, nato a 
C._______  e  con  ultimo  domicilio  a  D._______  (cfr.  verbale  d'audi -
zione del 23 agosto 2010, pagg. 1 e 2);

che  il  richiedente,  avrebbe lasciato  la  Nigeria  il  (...)  per  il  timore  di  
essere  arrestato  o  ucciso  in  patria;  che  nel  mese  di  (...)  del  2009 
E._______ ([...]) avrebbe commissionato al ricorrente dei lavori per un 
importo totale di 1'500.- Naira; che tali  lavori sarebbero terminati nel 
mese  di  (...),  ma  il  committente  non  avrebbe  mai  versato  il  saldo 
pattuito,  quanto  piuttosto  solo  un anticipo della  metà (cfr. verbale  di 
audizione  del  23 agosto 2010,  pagg.  4  e  5);  che  malgrado  le 
sollecitazioni  del  richiedente  a  voler  saldare  il  montante  ancora 
scoperto, il signor E._______ avrebbe sempre cercato di rimandare il 
pagamento;  che  nel  mese  di  (...),  il  ricorrente  si  è  recato  presso  il  
committente intimandogli di pagare il debito e che, in caso contrario se 
la  sarebbe  presa  con  lui;  che  qualche  giorno  più  tardi  il  ricorrente 
avrebbe  ricevuto  un  invito  a  presentarsi  al  posto  di  polizia;  che  qui 
sarebbe stato informato dell'avvenuto rapimento del signor E._______, 
il  quale sarebbe poi stato rilasciato previo pagamento di  un riscatto; 
che  il  signor  E._______,  avrebbe  accusato  il  ricorrente  di  essere 
coinvolto  nel  suo  rapimento;  che,  malgrado  la  propria  smentita,  il  
ricorrente sarebbe stato arrestato ed in seguito rilasciato su cauzione 
grazie  all'intervento  del  suo  avvocato;  che  una  volta  giunto  a  casa, 
l'insorgente avrebbe trovato la sua abitazione saccheggiata e distrutta; 
che,  stando  a  quanto  riferitogli  da  sua  madre,  gli  autori  del  gesto 
sarebbero alcuni giovani legati a E._______ (cfr. verbale di audizione 
del 23 agosto 2010, pagg. 4 e 5); che rivoltosi al suo avvocato, questi 
gli  avrebbe consigliato  di  lasciare il  paese,  posto che,  da un lato,  il 

Pagina 3

D-6737/2010

signor  E._______  è  un  personaggio  molto  influente  e,  dall'altro,  il 
governo nigeriano avrebbe varato una linea dura contro chi, come lui,  
è accusato di sequestro a fini di estorsione (cfr. verbale di audizione 
del 6 settembre 2010, pag. 11); che pertanto, egli  avrebbe lasciato il 
paese il  3 luglio 2010 per giungere in Svizzera in data (...),  dove ha 
depositato, a F._______, la propria domanda di asilo il (...);

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del -
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità, riconfermato quanto già affermato nei 
verbali di audizione, e meglio di non aver mai né posseduto né avuto 
bisogno di documenti di identità, ribadendo inoltre, che non sa come 
procurarsi  tali  documenti  non avendone mai posseduto uno; che, ad 
onor del vero, nel 2000 avrebbe fatto richiesta per l'ottenimento di una 
carta di identità che però non gli è mai stata rilasciata;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della  decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa 
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo,  subordinatamente  la  concessione  dell'ammissione 
provvisoria;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda  di  assistenza 
giudiziaria,  nel senso della dispensa dal versamento anticipato delle 
presumibili spese processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

Pagina 4

D-6737/2010

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett.  c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative;

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a  
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre un mese dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che,  per  di  più,  egli  si  è  semplicemente limitato  a  dichiarare di  non 
aver mai  posseduto un passaporto  o una carta d'identità,  allegando 
poi di non avere mai necessitato di possedere dei documenti di identi -
tà; poiché si sarebbe sempre identificato mostrando la tessera del la-
voro (cfr. verbale d'audizione del 23 agosto 2010, pag. 4);

che, oltre a ciò, interrogato sul proprio viaggio, egli  è stato assoluta-
mente superficiale ed evasivo senza fornire alcun dettaglio del tragitto 
intrapreso; che ha dichiarato di  aver lasciato  la  Nigeria partendo da 
G._______  in  auto,  di  aver  raggiunto,  dopo  due  giorni  di  viaggio, 
H._______ (Rep. del Benin); che di qui avrebbe preso un aereo fino in 
Francia, in un luogo sconosciuto, dove avrebbe trascorso cinque gior -
ni, per poi raggiungere I._______ con il treno; che qui , dopo tre giorni 
sarebbe stato fermato dalla polizia, la quale, dopo avergli preso le im-
pronte,  gli  avrebbe  indicato  il  treno  da  prendere  per  raggiungere 
F._______ e presentare la sua domanda di asilo al Centro di registra-
zione; che infine il ricorrente avrebbe viaggiato con un documento del  
quale non è riuscito a specificare nulla; che avrebbe pensato a tutto la 

Pagina 5

D-6737/2010

persona che l'ha accompagnato; che inizialmente egli ha riferito di non 
aver mai nemmeno tenuto in mano il documento, correggendosi quan-
do gli è stato fatto notare che per imbarcarsi su un aereo occorre pre-
sentare il proprio documento, ma che tuttavia non ne rammenta i det-
tagli,  salvo dire che era di colore verde (cfr. verbale di audizione del 
23 agosto 2010, pag. 5);

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che, in particolare, appare totalmente inverosimile che egli sia giunto 
in  Svizzera  senza ricordare  nulla  di  un  viaggio  così  lungo,  e  senza 
aver mai subito alcun tipo di controllo;

che argomentazioni come queste addotte appaiono tutte assolutamen-
te inattendibili; 

che, per di più ed a prescindere dalle allegazioni palesemente fanta-
siose di cui sopra, già varcare il confine Schengen senza subire alcun 
controllo, costituisce al momento attuale, un'impresa pressoché impos-
sibile;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

Pagina 6

D-6737/2010

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria per il timore di essere arrestato o ucciso in patria dove 
dovrebbe  subire  un  processo  per  sequestro  di  persona  a  scopo  di 
estorsione nei confronti di E._______, (...), il quale lo avrebbe accusa-
to ingiustamente;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che,  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato 
dall'autorità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno 
della  sua  domanda  d'asilo  non  presenta  alcun  elemento  di 
verosimiglianza;

che basti rilevare innanzitutto che il ricorrente si è espresso in modo 
molto vago sugli eventi che lo avrebbero indotto a lasciare il  proprio  
Paese; che, a titolo d'esempio, egli si è ripetutamente contraddetto a 
proposito dei propri motivi d'asilo, e meglio in relazione agli eventi che 
hanno  determinato  il  suo  espatrio;  che  infatti,  in  sede  di  prima 
audizione, il ricorrente ha collocato temporalmente in maniera precisa 
gli  asseriti  fatti,  dichiarando  di  essere  stato  arrestato  tra  (...)  e  di 
essere stato rilasciato il (...), giorno in cui avrebbe poi trovato la sua 
casa  saccheggiata  e  distrutta  (cfr.  verbale  di  audizione  del 
23 agosto 2010,  pagg. 4  e  5);  che  tuttavia,  nel  corso  della  seconda 
audizione,  egli  si  è  limitato  a  situare  tali  avvenimenti  senza  alcuna 
puntualità, tra il mese di (...) e il mese di (...) (cfr. verbale di audizione 
del 6 settembre 2010, pag. 7); che riguardo ai solleciti  di  pagamento 
manifestati  nei  confronti  del  proprio  committente,  egli  ha  dapprima 

Pagina 7

D-6737/2010

riferito di aver cominciato a chiedere i soldi a E._______ tra il mese di 
(...)  e  il  mese  di  (...),  precisando  di  essersi  recato  da  lui  ogni  due 
settimane e di avergli ricordato di eseguire il pagamento ben otto volte 
incontrandolo per strada e due volte presso la stazione di benzina (cfr. 
verbale  di  audizione  del  6 settembre 2010,  pag.  5);  che  in  seconda 
battuta,  chiamato  a  precisare  le  circostanze  dei  suoi  incontri  con  il 
debitore  ha  indicato  soltanto  sei  occasioni  nelle  quali  si  è  recato  a 
casa del debitore a pretendere l'importo ancora dovuto per i lavori da 
lui eseguiti  (cfr. verbale di audizione del 6 settembre 2010, pagg. 5 e 
6); A ciò aggiungasi che, l'interessato non è stato in grado di riferire  
l'importo  della  cauzione  per  la  sua  scarcerazione  e  chi  l'avrebbe 
versata,  ma  neppure  di  allegare  il  motivo  della  decisione  di 
scarcerazione del Tribunale e le motivazioni addotte dal suo avvocato, 
e ciò, malgrado l'interessato fosse presente all'udienza;

che,  di  conseguenza,  i  motivi  d'asilo  evocati  sono  stati  esaminati  e 
rettamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b  LAsi;  che,  tanto  meno,  a  mente  di  questo 
Tribunale, le allegazioni prodotte sarebbero state di un'intensità tale da 
essere  considerate  decisive  in  materia  d'asilo  né  che  si  evincono 
elementi  da  cui  dedurre  che  al  ricorrente  sarebbe  stata  preclusa 
un'appropriata  protezione  contro  le  persecuzioni  statali  (cfr.  GICRA 
2006 no 18)

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non risultano  elementi  ai 
sensi  dell'art.  32  cpv. 3  lett.  c  LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  di 
ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di 
rifugiato dell'insorgente medesimo;

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi -
mento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  (cfr.  DTAF 
2009/50, consid. 8, pagg. 730 e segg.);

che, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 

Pagina 8

D-6737/2010

diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  come detto,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 44 cpv. 2 LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr);

che, a situazione vigente in Nigeria non appare caratterizzata da guer -
ra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della 
popolazione nell'integralità del territorio nazionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli  è giovane e 
possiede una formazione scolastica di base, in quanto ha frequentato 
6 anni di scuola primaria; che egli inoltre ha pure una buona esperien-
za professionale come (...), avendo svolto questa attività per sette anni 
in  patria  (cfr. verbale  d'audizione del  6 settembre 2010,  pag. 3); che 
inoltre, stando a quanto riferito, sarebbe nato a C._______ e cresciuto 
a D._______ dove ha verosimilmente frequentato le scuole e svolto il  
suo lavoro e, pertanto, ove si può partire dal presupposto che abbia 

Pagina 9

D-6737/2010

una rete sociale posto pure che agli ha dichiarato di aver lasciato la 
madre, un fratello e due sorelle (cfr. verbale d'audizione del  23 ago-
sto 2010, pagg. 1 e 3); che l'insorgente non ha preteso nel gravame di  
soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua am-
missione  provvisoria  (cfr.  sulla  problematica  Giurisprudenza  ed  in-
formazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo 
[GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti emer-
ga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art.  44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio; che l'esecuzione dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

Pagina 10

D-6737/2010

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 11

D-6737/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  data  di 
spedizione della presente sentenza. 

3.
Comunicazione a:

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
F._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- all'UFM, Centro  di  registrazione e di  procedura di  F._______ con 
ordine di notificare la sentenza al ricorrente e di ritornare l'avviso di 
ricevimento  allegato  al  Tribunale  amministrativo  federale  (via  fax, 
per l'incarto N[...]; allegato: copia del ricorso)

- L._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

Pagina 12