# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9ab576ee-2c70-590e-85e3-24cac3bd9f74
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-10-31
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 31.10.2023 14.2023.106
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2023-106_2023-10-31.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2023.106

  	
  Lugano

  31 ottobre 2023

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa SO.2023.3914 (fallimento) della Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 5, promossa con istanza 11 agosto 2023 da

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 13 ottobre 2023 presentato da RE 1 contro la
decisione emessa l’11 ottobre 2023 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Nell’ambito dell’esecuzione
n. __________ della sede di Lugano del­l’Ufficio d’esecuzione, l’11 agosto
2023 l’CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di
decretare il fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 572.50.

 

                                  B.   All’udienza
di discussione dell’11 ottobre 2023 nessuno è comparso.

 

                                  C.   Statuendo
con decisione dell’11 ottobre 2023 il Pretore ha dichiarato il fallimento di RE
1 dal giorno successivo alle ore 10:00, ponendo a carico della massa
fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.–
per le spese esecutive.

 

                                  D.   Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a
questa Camera con un reclamo del 13 ottobre 2023 per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento
del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il
16 ottobre 2023 il presidente della Camera ha parzialmente accolto la domanda
di effetto sospensivo. Il reclamo non è stato intimato alla controparte per
osservazioni, avendo la stessa perso ogni interesse alla causa in seguito all’estinzione
del suo credito.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a
CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

                                         Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro
dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv. 2 CPC). Visto
che la notifica postale è avvenuta in concreto a RE 1 il 17 ottobre 2023, il termine d’impugnazione è scaduto venerdì 27
ottobre. Presentato già il 13 ottobre 2023 (data del timbro postale), il
reclamo è dunque senz’altro tempestivo.

 

                                  2.   In
virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo
dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la
domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.

 

                                2.1   Questi
fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di
fallimento (nova
autentici o in senso proprio, denominati in
tedesco “echte Nova”, in
contrapposizione agli pseudonova o “unechte
Nova” citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo
LEF), non vengono considerati d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere
espressamente e provarne l’adempimento con documenti, sempre che renda
verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile se il giudice, nel
suo libero esame, giunge alla conclusione ch’esso corrisponde con una
sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393 consid. 4/c).
Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento della dichiarazione di
fallimento che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua
insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze troppo severe,
in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda sopravviva
economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III 80) e la
mancanza di liquidità sufficiente appare
passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11
agosto 2011, consid. 2).

                                         L’illiquidità dev’essere oggettiva, tale da
impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro
crediti. Un indizio d’in­solvibilità può emergere dal numero e dall’importo
delle esecuzioni pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute
posteriormente al decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere
in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere
resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi
concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via,
mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti (Giroud/Theus Simoni in:
Basler Kommentar, SchKG II, 3a ed. 2021, n. 26d ad art. 174
LEF).

 

                                2.2   Nel
caso in esame il reclamante ha prodotto una ricevuta rilasciata il 13 ottobre
2023 dall’Ufficio d’esecuzione relativa al versamento di fr. 577.50 a
saldo dell’esecuzione promossa dall’istante, per cui il presupposto di cui all’art.
174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto.

 

                                2.3   Per quel che riguarda invece il requisito della
solvibilità – condizio­ne indispensabile per ottenere l’annullamento della
decisione impugnata poiché, come visto, il pagamento della somma posta in
esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia del fallimento – la Camera ha
accertato d’ufficio (art. 255 lett. a LEF) in sede di concessione dell’effetto
sospensivo, che il reclamante ha d’altron­de dimostrato di aver estinto, con un
versamento di fr. 16'981.55 all’Ufficio
d’esecuzione, tutte le altre (nove) esecuzioni ancora in corso nei suoi
confronti tranne una sospesa da opposizione dall’8 aprile 2021
(n. __________) e un’altra appena avviata (n. __________), per cui ha già
versato un acconto di fr. 3'210.30 e il cui saldo era allora soltanto di
fr. 979.80. Non risultano, d’altronde, attestati di carenza di beni a
suo carico.

 

                                         Ciò
porta a ritenere che la sua sopravvivenza economica non sia minacciata a breve.
Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze
troppo severe alla verosi-miglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa
si può affermare che la capacità di pagamento del reclamante appare più
probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla
sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità
sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174
cpv. 2 LEF, il fallimento di RE 1 va annullato.

 

                                   3.   La
tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [RS 281.35]), come pure
le spese dell’Ufficio dei fallimenti, sono poste in ambo le sedi a carico del
reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio della procedura
giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte non si
assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al
reclamo. La
tassa di giustizia di primo grado sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo
versato in questa sede.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:               I.   Il reclamo è accolto e di conseguenza:

                                         1.    La dichiarazione di
fallimento pronunciata l’11 ottobre 2023 dalla Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 5, nei confronti di RE 1 è annullata.

                                         2.    La tassa di giustizia di
prima sede di fr. 80.–, da anticipare come di rito, è posta a carico di RE
1.

                                         3.    Le spese dell’Ufficio
dei fallimenti, da anticipare come di rito, sono poste a carico di RE 1.

 

                                   II.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 150.– è posta a carico di RE
1. La parte eccedente dell’anticipo corrisposto dal reclamante in questa sede, pari a fr. 80.–, è versata al­l’Auto
Gewerbe Verband Schweiz (AGVS/UPSA) quale rimborso della tassa di giustizia di
primo grado di cui al soprastante dispositivo n. I.2.

 

                                  III.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   ;

  –  ;

  –  Ufficio
  d’esecuzione, Lugano;

  –  Ufficio
  dei fallimenti, Viganello;

  –  Ufficio
  cantonale del Registro di commercio, Biasca;

  –  Ufficio
  del Registro fondiario del Distretto di Lugano, Lugano.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).