# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 23f36f57-8ed8-5d57-a6b6-5b58b1f8f455
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-12-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.12.2017 30.2017.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2017-31_2017-12-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  30.2017.31-32

   

  TB

  	
  Lugano

  18 dicembre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 ottobre 2017 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 12 settembre 2017 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                               1.1.   Dal 2009 (doc. 8) RI 1, 1969,
è affiliato alla Cassa CO 1 come indipendente e come tale ha pagato gli acconti
trimestrali sulla base di un reddito aziendale presunto a suo tempo indicato in
Fr. 35'000.- (doc. 14).

 

                               1.2.   Nel mese di marzo 2017 l’autorità
fiscale competente ha emesso le notifiche di tassazione dell’assicurato IC/IFD
2013, 2014 e 2015 e ne ha informato la Cassa di compensazione.

Il 20 giugno 2017 (doc. 7) l’amministrazione ha emesso la
decisione definitiva di fissazione dei contributi personali per indipendenti dovuti
dall’assicurato per l’anno 2014 e, partendo da un reddito netto da attività
indipendente di Fr. 130'000.-, ha calcolato in Fr. 15'829,50 i contributi AVS/AI/IPG
totali dovuti. Ritenuti gli acconti di Fr. 2'700,80 già versati (doc. 7b), la
Cassa ha calcolato sul conguaglio di Fr. 13'128,70 gli interessi di mora giusta
l’art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, cifrati in Fr. 966,40 (doc. 7a), poiché i
contributi personali ancora da versare a conguaglio erano superiori al 25% dei
contributi definitivi.

 

Con decisione definitiva di fissazione del 28 giugno 2017 (doc. 6)
la Cassa di compensazione ha stabilito in Fr. 8'626,05 i contributi personali
per indipendenti dovuti per l’anno 2015 e, ritenuti gli acconti già pagati, gli
interessi di mora ex art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS sono stati calcolati su Fr.
5'904,05, per un importo di Fr. 145,95 (doc. 6b).

 

Sia gli interessi di mora per l’anno 2014 (Fr. 966,40) sia quelli
per il 2015 (Fr. 145,95) sono stati computati nei conteggi di pari data
intitolati “Contributi personali – Fattura di chiusura” per ciascun anno di
contribuzione e pretesi insieme ai contributi, per un totale di Fr. 14'115,10
(doc. 7b) e di Fr. 6'070.- (doc. 6b).

 

                              1.3.   Con decisione su opposizione
del 12 settembre 2017 (doc. A) la Cassa di compensazione ha respinto
l’opposizione del 17 luglio 2017 (doc. 5) dell’assicurato, secondo cui
l’addebito di interessi di ritardo sarebbe dovuto esclusivamente al fatto che l’Ufficio
di tassazione ha confermato il suo fatturato, ma non ha ammesso diverse spese
lavorative esposte e quindi il suo reddito aziendale netto è aumentato notevolmente,
benché al momento della presentazione delle dichiarazioni di imposta non v’era
una discrepanza tra gli acconti richiesti e la fissazione dei contributi
definitivi.

La Cassa di compensazione, ricordate le norme legali applicabili e
la giurisprudenza esistente in ambito di interessi di mora, ha posto l’accento
sull’obbligo degli assicurati di segnalare le divergenze sostanziali dal
reddito presumibile (art. 24 cpv. 4 OAVS) e ha esposto il calcolo secondo cui i
conguagli dei contributi personali definitivi dovuti per gli anni 2014 e 2015 erano
superiori agli importi limite rilevanti per ciascun anno, perciò era corretto
che degli interessi di ritardo venissero imputati all’assicurato in base
all’art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS. L’amministrazione ha pertanto confermato
l’importo totale dovuto di Fr. 1'112,35.

                               1.4.   Il 9 ottobre 2017 (doc. I) RI
1 si è rivolto al Tribunale affermando che per gli anni in questione egli aveva
comunicato alla Cassa di compensazione che il suo reddito presumibile sarebbe
stato di circa Fr. 40'000.- annui e i redditi imponibili che ha dichiarato
all’autorità fiscale per gli anni 2013, 2014 e 2015, ben documentati,
ammontavano rispettivamente a Fr. 30'000.-, a Fr. 65'000.- e a Fr. 20'000.-,
quindi, almeno per due anni, questi importi non si distanziavano molto da
quanto comunicato alla Cassa.

Tuttavia, nel febbraio 2017 l’Ufficio di tassazione ha ritenuto
che alcuni investimenti fatti e comprovati non fossero, o fossero soltanto
parzialmente, detraibili, perciò nelle relative notifiche di tassazione che
sono state emanate il mese seguente il reddito imponibile è aumentato “superando
il limite del 25% quale “divergenza sostanziale” inteso ed imposto dalla Cassa.”.

Il ricorrente ha osservato che al momento di compilare le proprie
dichiarazioni di imposte i redditi imponibili erano giustificati e ben
documentati e che è stato a causa delle modifiche dal profilo fiscale che si è
venuta a creare questa discrepanza in ambito di contributi e non per una sua
malafede o per ignoranza.

L’assicurato ha infine evidenziato che al conguaglio di imposte di
circa Fr. 60'000.- per gli anni 2013, 2014 e 2015 si aggiungono quasi Fr.
35'000.- tra contributi personali e interessi di mora, ciò che porta ad un
onere mensile di pagamento di oltre Fr. 5'000.-, a fronte di entrate familiari
di circa Fr. 5'000.-/Fr. 6'000.- al mese. Considerati anche gli ulteriori
interessi di ritardo che andranno ad aggiungersi a causa delle dilazioni di
pagamento concesse e i nuovi oneri mensili di imposte e di contributi per gli
anni futuri, il ricorrente “senza appellarmi alla buona fede e/o
all’ignoranza chiedo l’uso di uno strumento – mi auguro – superiore alla stessa
legge: il buon senso.” e quindi ha chiesto di annullare la decisione
su opposizione o, in via subordinata, di concedergli in via eccezionale il
condono degli interessi di mora di Fr. 1'112,35.

 

                               1.5.   Con la risposta del 24
ottobre 2017 (doc. III) la Cassa CO 1 ha proposto di respingere il ricorso, ribadendo
le principali norme legali applicabili e osservando che, almeno dal periodo
contributivo 2012, in virtù dell’art. 24 cpv. 1 OAVS l’assicurato continua a
pagare gli acconti trimestrali provvisori sulla base di un reddito presumibile
di Fr. 35'000.- annui.

L’amministrazione ha inoltre esposto la prassi legale in ambito di
riduzione e condono dei contributi.

 

Il ricorrente non ha prodotto nuovi mezzi di prova (doc. IV).

 

considerato                    in diritto

 

                               2.1.   Sono assicurate
obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la
vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che sono domiciliate in
Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).

Per l'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti
al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.

In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i
contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati
in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente
e indipendente.

I contributi AVS degli assicurati esercitanti
un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi
reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1
LAVS). Il reddito proveniente da un'attività
lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo una serie di
spese indicate all’art. 9 cpv. 2 LAVS.

 

L'art. 14 cpv. 2 LAVS prevede che i contributi del reddito proveniente
da un'attività lucrativa indipendente, i contributi degli assicurati che non
esercitano un'attività lucrativa e quelli degli assicurati i cui datori di lavoro
non sono soggetti all'obbligo di pagare i contributi devono essere stabiliti e
versati periodicamente. Il Consiglio federale fissa i periodi di calcolo e di
contribuzione.

Per l'art. 14 cpv. 3 LAVS se, nonostante diffida, una persona tenuta
al pagamento dei contributi non dà le indicazioni necessarie per il calcolo di
essi, questi sono stabiliti mediante tassazione d'ufficio.

Giusta l'art. 14 cpv. 4 LAVS il Consiglio federale emana prescrizioni
sui termini di pagamento dei contributi (lett. a), sulla procedura di diffida e
di tassazione d'ufficio (lett. b), sul pagamento dei contributi arretrati
(lett. c) e sul condono del pagamento di contributi arretrati, anche in deroga
all'art. 24 LPGA (lett. d).

 

Con l'entrata in vigore della LPGA, la lettera e dell'art.
14 cpv. 4 LAVS sulla riscossione di interessi di mora e il pagamento di interessi
rimunerativi è stata abrogata.

Dal 1° gennaio 2003 gli interessi di mora sulle prestazioni sono infatti
retti dall'art. 26 LPGA e quindi dagli artt. 6 e 7 OPGA (STF 9C_632/2007 del 26
settembre 2008; STF 9C_738/2007 del 29 agosto 2008), come in concreto.

 

                               2.2.   I contributi sono fissati per
ciascun anno di contribuzione. Per anno di contribuzione si intende l'anno
civile (art. 22 cpv. 1 OAVS).

Per il calcolo dei contributi sono determinanti il reddito secondo
il risultato dell’esercizio commerciale chiuso nell’anno di contribuzione e il
capitale proprio investito nell’azienda alla fine dell’esercizio commerciale
(art. 22 cpv. 2 OAVS).

 

Le autorità fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante
per il calcolo dei contributi in base alla tassazione dell’imposta federale
diretta, passata in giudicato, e il capitale proprio investito nell’azienda in
base alla corrispondente tassazione dell’imposta cantonale, passata in
giudicato e adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS).

In difetto di una tassazione
dell’imposta federale diretta passata in giudicato, gli elementi fiscali
determinanti sono desunti dalla tassazione dell’imposta cantonale sul reddito
e, in mancanza di essa, dalla dichiarazione controllata d’imposta federale
diretta (art. 23 cpv. 2 OAVS).

Le indicazioni fornite dalle
autorità fiscali sono vincolanti per le casse di compensazione (art. 23 cpv. 4
OAVS).

 

Nell’anno di contribuzione corrente, le persone tenute a pagare i
contributi devono pagare contributi d’acconto a scadenze periodiche (art. 24
cpv. 1 OAVS).

Le casse di compensazione stabiliscono i contributi
d'acconto sulla base del reddito presumibile dell'anno di contribuzione.
Possono fondarsi sul reddito determinante per l'ultima decisione di fissazione
dei contributi, salvo che la persona tenuta a pagare i contributi renda
verosimile che detto reddito non corrisponde manifestamente al reddito
presumibile (art. 24 cpv. 2 OAVS).

In virtù dell’art. 24 cpv. 3 OAVS, se durante o dopo
l'anno di contribuzione risulta che il reddito diverge sostanzialmente dal
reddito presumibile, le casse di compensazione adeguano i contributi d'acconto.

Per l’art. 24 cpv. 4 OAVS, le persone tenute a pagare i contributi
devono dare alle casse di compensazione le indicazioni necessarie per la
fissazione dei contributi d'acconto, presentare, se richiesto, i giustificativi
e segnalare le divergenze sostanziali dal reddito presumibile.

 

Giusta l’art. 25 cpv. 1 OAVS, le casse di compensazione fissano i
contributi dovuti per l’anno di contribuzione in una decisione e procedono alla
compensazione con i contributi d’acconto pagati.

Per il cpv. 2, i contributi non versati dagli assicurati vanno
pagati entro 30 giorni a contare dalla fatturazione.

 

Per le persone esercitanti un'attività lucrativa
indipendente a esse affiliate, le casse di compensazione domandano alle
competenti autorità fiscali cantonali le indicazioni necessarie al calcolo dei
contributi. L'Ufficio federale emana direttive in merito alle indicazioni
necessarie e alla procedura di notifica (art. 27 cpv. 1 OAVS).

Giusta l’art. 27 cpv. 2 OAVS, le autorità fiscali
cantonali trasmettono man mano le indicazioni per ogni anno fiscale alle casse
di compensazione.

L'autorità fiscale cantonale che non ha ricevuto
nessuna domanda di comunicazione per una persona esercitante un'attività
lucrativa indipendente il cui reddito può essere stabilito conformemente
all'articolo 23 trasmette spontaneamente gli elementi di calcolo alla cassa
cantonale di compensazione. Questa li inoltra, ove occorra, alla cassa di
compensazione competente (art. 27 cpv. 3 OAVS).

Secondo l’art. 27 cpv. 4 OAVS, per ogni persona
esercitante un'attività lucrativa indipendente, le autorità fiscali che
trasmettono le comunicazioni attraverso la piattaforma informatica e di
comunicazione centrale della Confederazione Sedex ricevono per ogni anno di
contribuzione un'indennità di 7 franchi prelevata dal Fondo di compensazione
dell'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti. L'Ufficio federale
calcola le indennità per le autorità fiscali cantonali interessate.

 

Giusta l'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS devono pagare gli
interessi di mora le persone che esercitano un'attività lucrativa indipendente,
le persone che non esercitano un'attività lucrativa e i salariati i cui datori
di lavoro non sono obbligati a pagare i contributi, sui contributi da
compensare, qualora i contributi d'acconto siano almeno il 25% inferiori ai
contributi effettivamente dovuti e non vengano versati fino al 1° gennaio dopo
il termine dell'anno civile seguente l'anno di contribuzione, a partire dal 1°
gennaio dopo tale termine.

 

Gli interessi cessano di decorrere con il pagamento completo dei
contributi, con la presentazione del regolare conteggio o, in mancanza di esso,
con la fatturazione. In caso di reclamo di contributi arretrati, gli interessi
cessano di decorrere con la fatturazione, sempre che i contributi siano pagati
entro il termine fissato (art. 41bis cpv. 2 OAVS).

 

In virtù dell'art. 42 cpv. 1 OAVS, i contributi sono considerati pagati
con la ricezione del pagamento da parte della Cassa di compensazione. Il tasso
per gli interessi di mora e per gli interessi compensativi è del 5% all'anno
(art. 42 cpv. 2 OAVS).

Gli interessi sono calcolati in giorni. I mesi interi sono
calcolati come 30 giorni (art. 42 cpv. 3 OAVS; STFA H 148/03 del 10 novembre
2003).

 

                               2.3.   Sulla questione degli
interessi di mora Maximilian Reimann, membro del Consiglio degli Stati, il 18
dicembre 2006 ha sottoposto al Consiglio federale un postulato (06.3736) – poi
ritirato - con cui ha chiesto di verificare se le Casse di compensazione non
debbano condonare gli interessi di mora del 5% applicati sui contributi AVS
arretrati in caso di ritardo nel pagamento non imputabile al contribuente.

 

Il 28 febbraio 2007 il Consiglio Federale, proponendo di
respingerlo, ha espresso il suo parere nei seguenti termini:

 

" Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, nell'AVS gli interessi di mora mirano alla
compensazione forfetaria delle perdite d'interessi subite dall'assicurazione -
al contrario degli assicurati, che invece ne beneficiano - in caso di ritardo
nel pagamento di contributi. Pertanto, per quanto attiene all'obbligo di
versare interessi di mora e alla sua durata, è del tutto irrilevante se il
ritardo nella fissazione o nel versamento dei contributi sia imputabile alla
cassa di compensazione o all'assicurato. È vero che il sistema degli interessi
di mora previsto nell'AVS è un po' schematico e relativamente severo, ma lo è
nell'interesse dell'assicurazione. D'altro canto non si può cercare una
soluzione individuale per ogni caso. Inoltre una severa regolamentazione in
merito fa sì che gli assicurati versino più rapidamente i contributi dovuti.

 

Far
dipendere l'obbligo di versare interessi di mora dalla responsabilità del ritardo
ne inficerebbe la funzione compensativa e implicherebbe complicazioni
amministrative. Se i contribuenti adempiono ai loro obblighi legali, la riscossione
d'interessi di mora è praticamente esclusa. In questi casi, nemmeno gravi
ritardi nella comunicazione fiscale comportano l'obbligo di versare interessi
di mora. Ciononostante, se tale versamento dipendesse da una colpa, le casse di
compensazione dovrebbero verificare in ogni singolo caso se i contribuenti
siano responsabili o meno del ritardo nel pagamento. Questo aumenterebbe
considerevolmente gli oneri e renderebbe più frequente il ricorso alle vie
legali. Nei rari casi in cui il versamento d'interessi di mora è chiaramente
imputabile alla cassa di compensazione, nel diritto vigente si possono trovare
soluzioni adeguate. Infine va notato che sono concessi interessi compensativi
del 5 per cento per contributi non dovuti che vengono restituiti o compensati
dalle casse di compensazione. Il principio di dipendenza da una colpa dovrebbe
allora essere applicato anche agli interessi compensativi. In questo caso la
cassa di compensazione dovrebbe chiarire ogni volta il motivo per cui sono
stati versati contributi troppo elevati. Questo richiederebbe accertamenti
delicati e onerosi.

Pertanto
il Consiglio federale non ritiene adeguato far dipendere il versamento
d'interessi di mora dell'AVS dalla responsabilità del ritardo. D'altra parte
anche il Parlamento si è espresso in tal senso nell'ambito della 10a revisione
dell'AVS.".

 

In conclusione, il Consiglio federale ha affermato che se il contribuente
adempie ai suoi obblighi legali, la riscossione di interessi di mora è
praticamente esclusa.

Di conseguenza, questa stessa frase prevede che l'addebito di
interessi di ritardo dipende unicamente dall'ammontare degli acconti che un
assicurato versa alla Cassa di compensazione entro il termine fissato dall'art.
41bis cpv. 1 lett. f OAVS.

 

Questi concetti sono stati in sostanza ripresi dapprima nella
sentenza del 9 aprile 2008 (DTF 134 V 202), poi ancora
nella sentenza del 29 agosto 2008 (DTF 134 V 405, consid. 7.1) e nelle
successive del 26 settembre 2008 (STF 9C_623/2007, STF 9C_709/2007 e STF
9C_632/2007, consid. 4.2) concernenti peraltro casi ticinesi.

Pronunciandosi nell’ambito di queste fattispecie concernenti
persone esercitanti un'attività indipendente debitrici di contributi personali,
alle quali è stata applicata per gli interessi di mora la lettera f dell'art.
41bis cpv. 1 OAVS avendo versato acconti inferiori al 25% dei contributi
effettivamente dovuti, il Tribunale federale ha affermato che il
ricorrente non poteva validamente liberarsi dal suo obbligo di pagamento
tentando di invocare l'irreprensibilità del suo agire e addebitando
all'amministrazione un comportamento negligente.

L'Alta Corte ha infatti precisato
che l'interesse moratorio non ha carattere penale e matura indipendentemente da
ogni colpa. Per l'obbligo di prestare interessi di mora in ambito
contributivo non è pertanto decisivo se il ritardo nella fissazione o nel
pagamento dei contributi sia imputabile al contribuente oppure alla Cassa
di compensazione (DTF 134 V 405 consid. 7.1; DTF 134 V 202 consid.
3.3.1; STFA H 221/90 del 24 gennaio 1992 = ZAK 1992 pag. 167 seg. consid. 4b). Dal
momento che l'obbligo di versamento degli interessi moratori è indipendente
dall'esistenza o meno di una colpa, esso si giustificherebbe anche qualora la Cassa
(o l'autorità fiscale) dovesse avere - per ipotesi - trascinato in
maniera dilatoria la fissazione definitiva dei contributi (DTF
134 V 405 consid. 7.1; DTF 134 V 202 consid. 3.3.2; STFA H 157/04 del 14
dicembre 2004, consid. 3.4.2). Il ricorrente avrebbe infatti potuto,
durante questa attesa, fare fruttare il debito contributivo non ancora
fatturato né saldato. Irrilevante, invece, è che durante questo tempo egli abbia
o no effettivamente tratto vantaggio in misura equivalente al tasso di
interesse moratorio legale del 5%. L'obbligo di pagamento dell'interesse si fonda
infatti sulla finzione di un guadagno di interessi del contribuente e di una
perdita corrispondente della Cassa. In virtù dell'art. 41ter cpv. 1 OAVS,
questa finzione si trova ugualmente nel caso opposto, dove spetta alle Casse di
compensazione versare interessi compensativi del 5% per contributi non dovuti
che vengono restituiti o compensati (DTF 134 V 405 consid. 7.1).

L'interesse di mora e l'interesse compensativo hanno infatti per
funzione di compensare il fatto che in caso di pagamento tardivo il debitore
può trarre un beneficio d'interesse, mentre il creditore subisce uno svantaggio
(DTF 134 V 405 consid. 5.3; STF 9C_709/2007 del 26 settembre 2008 consid. 4.3). Dunque, l'interesse di mora
tende a compensare un ingiustificato arricchimento del debitore della
prestazione, che versa sul contributo effettivamente dovuto un acconto
manifestamente insufficiente, conseguendo implicitamente un finanziamento per
il mancato pagamento alla Cassa di congrui acconti.

 

Inoltre, per l'art. 24 cpv. 4 OAVS le persone tenute
a pagare i contributi devono dare alle Casse di compensazione le indicazioni
necessarie per la fissazione dei contributi d'acconto, presentare, se
richiesti, i giustificativi e segnalare le divergenze sostanziali dal reddito
presumibile. Pertanto, se risulta che il reddito diverge sostanzialmente
dal reddito presumibile, i contribuenti sono tenuti a segnalarlo alle Casse di
compensazione, le quali adeguano poi i contributi d'acconto (art. 24 cpv. 3
OAVS). In questo modo si registra una stretta relazione tra questo disposto e
l'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS. Gli interessi iniziano a decorrere relativamente
tardi, sicché le persone tenute a pagare i contributi possono
valutare il loro reddito effettivo sulla base del bilancio di esercizio e
segnalare un'eventuale divergenza alle Casse di compensazione. In questo modo,
i contribuenti dispongono del tempo necessario per pagare un'eventuale
differenza prima ancora che inizino a decorrere gli interessi moratori (DTF 134 V 405 consid. 7.2; VSI 2000 pag. 119).

 

Questi concetti sono stati ribaditi nella DTF 139 V
297, secondo cui gli interessi di mora sono dovuti indipendentemente da colpa:

 

" 3.3.2.2 Dem Verzugszins kommt die Funktion eines Vorteilsausgleichs wegen
verspäteter Zahlung der Hauptschuld zu. Die Verzugszinsen bezwecken,
unbekümmert um den tatsächlichen Nutzen und Schaden, den Zinsverlust des Gläubigers
und den Zinsgewinn des Schuldners in pauschalierter Form auszugleichen.
Hingegen weist der Verzugszins nicht pönalen Charakter auf und ist
unabhängig von einem Verschulden am Verzug geschuldet. Für die
Verzugszinspflicht im Beitragsbereich ist daher nicht massgebend, ob den
Beitragspflichtigen, die Ausgleichskasse oder eine andere Amtsstelle ein
Verschulden an der Verzögerung der Beitragsfestsetzung oder -zahlung trifft
(BGE 134 V 202 E. 3.3.1, 3.3.2 und 3.5 S. 206 f.). (…)“ (l’evidenziatura è della redattrice).

 

                               2.4.   Nell'evenienza
concreta, il ricorrente ha iniziato la sua attività lucrativa come indipendente
nel 2009.

La Cassa di compensazione ha indicato che, almeno
dal periodo contributivo 2012 fino ad oggi, l’assicurato ha sempre pagato e
continua a pagare gli acconti trimestrali provvisori previsti dall’art. 24 cpv.
1 OAVS sulla base di un reddito presumibile di   Fr. 35'000.-, importo che egli
stesso ha dichiarato che avrebbe guadagnato all’anno quando il 5 giugno 2010
(doc. 14) ha chiesto di essere affiliato nella categoria degli indipendenti.

 

Questo ammontare è stato chiaramente superato negli
anni, visto che il reddito da attività indipendente è stato accertato
fiscalmente nel 2012 in Fr. 68'000.- (doc. 11), nell’anno 2014 in Fr. 130'000.-
(doc. 7) e nel 2015 in Fr. 70'000.- (doc. 6).

 

Quando nel 2013 ha ricevuto la notifica di
tassazione IC/IFD 2012, che ha stabilito in Fr. 30'000.- in più del previsto il
suo reddito aziendale, l’assicurato non si è attivato presso la Cassa di
compensazione segnalando tempestivamente, giusta l’art. 23 cpv. 5 e l’art.
24 cpv. 4 OAVS, le concrete divergenze fra il suo reddito effettivo e gli
acconti versati in precedenza sulla base di un reddito pari alla metà. Se
avesse agito in tal senso, avrebbe sicuramente evitato di far sorgere a suo
carico per gli anni seguenti degli interessi di ritardo in virtù dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, poiché l’amministrazione avrebbe adeguato
gli acconti futuri da versare (DTF 134 V 202, consid. 3.4,
DTF 134 V 405, consid. 7.4; citate STF 9C_623/ 2007, STF 9C_709/2007 e
STF 9C_632/2007, consid. 4.1; STCA 30.2012.39 del 29 aprile 2013, consid. 2.12).

 

In effetti, il ricorrente non è soggetto passivo della procedura
che compete unicamente alla Cassa, ma è attore con precisi obblighi non solo
riguardo al pagamento dei contributi (ed alla corretta compilazione dei dati
fiscali per la percezione dei contributi), ma anche alla segnalazione di
modifiche significative del suo reddito che incidano sulla percezione dei
contributi d'acconto, sia a suo favore sia a suo svantaggio. Questo obbligo
traspare molto chiaramente dall'art. 24 cpv. 4 OAVS, secondo cui, infatti, non
è vero che l'obbligo dell'assicurato di dare alla Cassa tutti gli elementi
necessari per fissare i contributi d'acconto sorga solo a seguito di una
richiesta formulata dalla Cassa stessa, la quale fissa a tal proposito un
termine (art. 24 cpv. 5 OAVS). Questo termine si riferisce in realtà unicamente
alla presentazione di giustificativi che la Cassa può richiedere all'assicurato
(art. 24 cpv. 4 OAVS) nel caso in cui debba appurare, per verifica, i contenuti
delle nuove indicazioni date da quest'ultimo per fissare i contributi d'acconto
che si basano su determinati giustificativi che tardano ad essere prodotti
(art. 24 cpv. 5 OAVS).

 

Ad ogni buon conto, indipendentemente da ogni colpa, l'addebito di
interessi di ritardo dipende unicamente dall’ammontare degli acconti che un
assicurato versa alla Cassa di compensazione entro il termine fissato dall'art.
41bis cpv. 1 lett. f OAVS.

 

Nell’evenienza concreta, la circostanza che alcune deduzioni di
spese dichiarate dal ricorrente non siano state ammesse dall’autorità fiscale e
che quindi ciò abbia comportato un aumento del reddito da attività indipendente
dell’assicurato, con conseguente decorrenza di interessi di mora per
discrepanza superiore al 25% tra gli acconti versati e i contributi da versare
a saldo, non può essere oggetto di alcuna critica.

Da parte sua, infatti, l’autorità fiscale ha agito secondo i
disposti legali in materia non ritenendo deducibili tutte le spese esposte e le
notifiche di tassazione che ha emesso per gli anni 2014 e 2015 sono cresciute
in giudicato.

Gli effetti di queste decisioni fiscali si sono ripercossi in
ambito di contributi AVS/AI/IPG, giacché l’assicurato si è ritrovato, a
posteriori, ad avere versato, nel complesso, degli acconti insufficienti
rispetto al reddito aziendale accertato fiscalmente.

 

Tuttavia, il ricorrente non può discolparsi affermando che, quando
ha compilato le dichiarazioni di imposta, i suoi redditi aziendali corrispondevano
essenzialmente all’importo che nel 2010 egli ha presunto guadagnare con la sua nuova
attività indipendente e quindi riteneva di essere in regola con i contributi
AVS/AI/IPG e nei confronti della Cassa.

Infatti, l’autorità fiscale ha poi invece deciso altrimenti sui
redditi da attività indipendente.

Non va al riguardo dimenticato di rilevare che per la Cassa di
compensazione determinante è solo e soltanto la decisione di tassazione. Infatti,
le Casse di compensazione domandano alle competenti autorità fiscali cantonali
le indicazioni necessarie al calcolo dei contributi (art. 27 cpv. 1 OAVS) e
queste ultime le trasmettono man mano le indicazioni per ogni anno fiscale
(art. 27 cpv. 2 OAVS).

In altre parole, lo stato delle cose ha fatto sì che la
discrepanza che si è venuta a creare fra i contributi versati/dovuti e il
ritardo nel loro versamento ha generato degli interessi di mora.

Gli acconti versati erano manifestamente inferiori ai contributi
effettivamente dovuti per quegli anni e ciò oltre il limite ammesso del 25%
previsto dall'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS (DTF 134 V 405 consid. 7.4).

 

Da parte sua la Cassa, non disponendo di dati diversi e più
recenti, non era nelle condizioni di adeguare i contributi d'acconto (art. 24
cpv. 3 OAVS) e le decisioni di fissazione dei contributi definitivi sono giunte
soltanto nel 2017 sia per la IC/IFD 2014 che per la IC/IFD 2015, ossia una
volta conosciuti dall'amministrazione i redditi che l'insorgente ha
effettivamente realizzato negli anni contributivi in oggetto (cfr. art. 27
OAVS).

 

Ad ogni buon conto, come ha ricordato il Tribunale federale,
indipendentemente dall’esistenza di qualsiasi colpa, quale comune denominatore
per giustificare la decorrenza di interessi di mora sui contributi che il
ricorrente doveva versare per gli anni di contribuzione 2014 e 2015, v’era la
circostanza che il ritardo con cui i contributi personali complessivi sono
stati fissati il 20 e il 28 giugno 2017 dalla Cassa di compensazione ha condotto
l’assicurato a posticiparne per almeno due anni il versamento. Tale agire ha
comportato per il ricorrente un vantaggio a suo favore (STCA 30.2017.9 del 10
maggio 2017; STCA 30.2016.36 +37 del 14 novembre 2016; STCA 30.2016.5+6 del 27
aprile 2016; STCA 30.2015.35 del 24 marzo 2016; STCA 30.2015.29 del 25 gennaio
2016; STCA 30.2015.10 del 30 giugno 2015), il quale avrebbe infatti potuto,
durante questa attesa, fare fruttare il debito contributivo non ancora
fatturato né saldato. La circostanza che egli ne abbia o no effettivamente tratto
vantaggio non è invece rilevante.

 

Stando così le cose, se ne deduce che le esposte precisazioni del
Tribunale federale non lasciano spazio ad alcun dubbio sull’operato
dell’amministrazione. Pertanto, in virtù delle norme legali e della
giurisprudenza, una soluzione diversa da quella adottata dalla Cassa di
compensazione non è possibile.

 

Alla luce delle considerazioni che precedono, il TCA conferma che,
in applicazione dell’art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, avendo versato degli
acconti sui contributi dovuti per gli anni 2014 e 2015 come indipendente
inferiori del 25% al saldo dei contributi reclamati, il ricorrente è tenuto a
pagare degli interessi di mora.

 

Questi interessi di ritardo decorrono dal 1° gennaio dopo il
termine dell’anno civile seguente l’anno di contribuzione per il quale i
contributi sono dovuti, vale a dire dal 1° gennaio 2016 per i contributi
AVS/AI/IPG del 2014 e dal 1° gennaio 2017 per i contributi personali per l’anno
2015, e ciò fino all’emanazione della decisione di fissazione dei contributi.

 

Ai giorni di ritardo che ne risultano e al capitale dovuto a
conguaglio si deve poi applicare il tasso di interesse del 5%.

A questo proposito il TCA segnala che la DTF 139 V
297 ha stabilito al considerando 3.3.2.1 che l'art. 42
cpv. 2 OAVS poggia su una base legale sufficiente e che il tasso d'interesse da
esso fissato al 5% per anno è un tasso tecnico, che non è contrario al
diritto né tantomeno è arbitrario; a ciò non si può derogare (SVR 2016 AHV Nr.
9 consid. 4). È dunque corretta l’applicazione di un tasso del 5% (SVR 2017 AHV
Nr. 8 consid. 8.4).

 

In conclusione, la pretesa degli interessi di mora ammontanti a
Fr. 966,40 per l’anno di contribuzione 2014 e a Fr. 145,95 per l’anno 2015 è
corretta e va confermata.

 

                               2.5.   Resta da esaminare l’istanza
di condono del pagamento degli interessi di mora di Fr. 1'112,35, che
l’insorgente fa valere alla luce dei consistenti importi che è chiamato a
versare all’autorità fiscale e alla Cassa di compensazione a motivo che delle
spese non sono state riconosciute a livello fiscale e quindi il suo reddito da
attività indipendente è aumentato notevolmente.

Egli solleva implicitamente la sua indigenza, dovendo restituire per
i prossimi anni nel complesso Fr. 5'000.- al mese a fronte di un’entrata
mensile familiare di circa Fr. 5/6'000.-.

 

Va al riguardo evidenziato che nella decisione impugnata la Cassa
di compensazione non si è formalmente pronunciata su questa richiesta, perciò
il TCA non deve esaminare nel merito la questione del diritto dell’assicurato
al condono degli interessi.

 

Infatti, per costante giurisprudenza federale, la decisione
impugnata costituisce il presupposto ed il contenuto della contestazione sottoposta
all'esame giudiziale (DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 cons. 2a, DTF 110 V 51 cons.
3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 2005 AHV Nr. 19; SVR 1997 UV Nr. 81).

 

 

Se non è stata emessa nessuna decisione, la contestazione non ha
oggetto e non può dunque essere pronunciata una sentenza nel merito (STF C
22/06 del 5 gennaio 2007; DTF 131 V 164 cons. 2.1; DTF 125 V 414 cons. 1A; DTF
119 Ib 36 cons. 1b).

 

In concreto il TCA può pronunciarsi esclusivamente sul tema oggetto
della decisione impugnata e meglio la maturazione di interessi di ritardo per
non avere versato sufficienti acconti di contributi per gli anni di
contribuzione 2014 e 2015.

L’altra questione evocata dall’assicurato in via
subordinata con il suo ricorso, ossia il condono del pagamento di questi
interessi di mora, esula dalla presente vertenza ed è dunque irricevibile.

 

Di conseguenza, in
assenza di una specifica decisione della Cassa di compensazione, ritenuto il
potere cognitivo limitato del Tribunale federale in caso di ricorso, per
garantire alle parti un doppio grado di giudizio è necessario che l’amministrazione
si esprima per prima sul condono tramite un provvedimento impugnabile ex art. 49 LPGA – la semplice indicazione delle norme
applicabili alla riduzione dei contributi dovuti (art. 11 LAVS) e al condono
dei contributi (art. 32 OAVS), oltretutto non applicabili in concreto
trattandosi del condono di interessi di mora e non di contributi ex art. 8 cpv.
1 LAVS, non costituisce una decisione formale oggetto di un’opposizione ai
sensi dell’art. 52 LPGA -, perciò una decisione di questo Tribunale
sarebbe ora prematura.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Nella misura in cui è
ricevibile, il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione agli interessati
i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è
chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare
la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti