# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c2eb18f9-85fd-549b-9b29-bb7d1d628fd8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-02-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.02.2024 C-229/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-229-2023_2024-02-16.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-229/2023 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 6  f e b b r a i o  2 0 2 4  

Composizione 

 
Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 

Christoph Rohrer e Caroline Bissegger, 

cancelliera Marcella Lurà. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, (Francia), 

ricorrente, 

  
 

 
contro 

 

 
Cassa svizzera di compensazione (CSC), 

autorità inferiore. 

  
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti; domanda di 

rendita (decisione su opposizione del 16 dicembre 2022). 

 

 

 

C-229/2023 

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Fatti: 

A.  

A._______ (di seguito, interessato, ricorrente o insorgente) – cittadino ita-

liano, nato il (…), coniugato (da […] a […]) e padre di due figlie (nate nel 

[…] e nel […]; doc. 3 pag. 7 e doc. 7 pag. 1 e 2 dell’incarto dell’autorità 

inferiore [di seguito, doc. CSC 3 pag. 7 e doc. CSC 7 pag. 1 e 2]) – ha 

formulato in data 31 marzo 2022 una richiesta volta all’ottenimento di una 

rendita dell’assicurazione svizzera per la vecchiaia (doc. CSC 3). 

B.  

B.a Con decisione del 24 agosto 2022 (doc. CSC 9), la Cassa svizzera di 

compensazione (CSC) ha deciso di erogare in favore dell’interessato una 

rendita di vecchiaia svizzera di fr. 837.- al mese dal 1° maggio 2022, rendita 

calcolata segnatamente in base ad una durata di contribuzione di 21 anni 

ed 1 mese, una ripartizione e attribuzione per metà a ciascuno dei coniugi 

dei redditi conseguiti durante gli anni civili di matrimonio comune, un rico-

noscimento di accrediti per compiti educativi di 4 anni, un reddito annuo 

medio determinante di fr. 40'152.- ed una scala delle rendite 21 (v. doc. 

CSC 10 [foglio di calcolo]). 

B.b Con scritto di opposizione del 16 settembre 2022 (doc. CSC 13), l’in-

teressato ha segnalato che è stato residente, ha percepito un reddito e 

“dichiarato le (sue) tasse” in Svizzera fino al 2016. Ha chiesto alla CSC di 

voler “correggere i vostri conteggi”, indicando che “nel vostro conteggio vi 

fermate al 2008 per cui mancano dai vostri conteggi gli anni che vanno dal 

2009 al 2016”. Si è poi doluto che “con fr. 837.- non potrò vivere dopo oltre 

40 anni che ho pagato contributi e tasse in Svizzera”. 

B.c Con lettera raccomandata del 5 ottobre 2022 (doc. CSC 14), la CSC – 

dopo aver precisato che le parti sono tenute a collaborare all’accertamento 

dei fatti – ha assegnato all’interessato un termine di 10 giorni per esibire i 

documenti atti a giustificare, per il periodo oggetto di contestazione, il ver-

samento dei contributi AVS in suo favore e le copie dei titoli di soggiorno 

rilasciati in suo favore nonché per fornire il nominativo (e l’indirizzo) dell’al-

lora datore di lavoro ed indicare il suo domicilio in Svizzera, con la precisa-

zione che, in caso di mancato riscontro, sarebbe stata pronunciata una de-

cisione (su opposizione) in base alla documentazione presente agli atti (è 

fatto riferimento all’art. 43 cpv. 3 LPGA). Il 7 novembre 2022, l’invio racco-

mandato contenente la lettera del 5 ottobre 2022 è stato ritornato alla CSC 

con la menzione “non ritirato” (doc. CSC 15 pag. 4). 

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B.d Con ulteriore lettera raccomandata dell’11 novembre 2022 (doc. CSC 

16), la CSC – dopo aver precisato che le parti sono tenute a collaborare 

all’accertamento dei fatti – ha assegnato all’interessato un (nuovo) termine 

di 10 giorni per esibire i documenti atti a giustificare, per il periodo oggetto 

di contestazione, il versamento dei contributi AVS in suo favore e le copie 

dei titoli di soggiorno rilasciati in suo favore nonché per fornire il nominativo 

(e l’indirizzo) dell’allora datore di lavoro ed indicare il suo domicilio in Sviz-

zera, con la precisazione che, in caso di mancato riscontro, sarebbe stata 

pronunciata una decisione (su opposizione) in base alla documentazione 

presente agli atti (è fatto riferimento all’art. 43 cpv. 3 LPGA). Il 14 dicembre 

2022, anche l’invio raccomandato contenente la lettera dell’11 novembre 

2022 è stato ritornato alla CSC con la menzione “non ritirato” (doc. CSC 17 

pag. 4). 

B.e Con decisione su opposizione del 16 dicembre 2022 (doc. CSC 18), la 

CSC – dopo aver constatato che la lettera del 5 ottobre 2022 e la lettera 

dell’11 novembre 2022 devono considerarsi notificate al più tardi il settimo 

giorno dal primo tentativo di consegna infruttuoso del 14 ottobre 2022 ri-

spettivamente del 21 novembre 2022 (è fatto riferimento all’art. 38 cpv. 2bis 

LPGA) e che l’interessato non ha fornito la documentazione richiesta (con 

lettera del 5 ottobre 2022 e lettera dell’11 novembre 2022) – ha respinto 

l’opposizione del 16 settembre 2022 e deciso di non entrare nel merito della 

contestazione. 

C.  

C.a Il 27 dicembre 2022, l’interessato ha interposto ricorso dinanzi alla 

CSC contro la decisione su opposizione del 16 dicembre 2022 mediante il 

quale ha chiesto di voler “rivedere” la decisione presa. Si è doluto di non 

aver ricevuto alcuno scritto da parte dell’autorità inferiore in merito ad even-

tuali documenti da produrre. Ha riferito che a causa dell’intervento chirur-

gico che ha subito al cuore e delle terapie a cui è stato sottoposto, “negli 

ultimi tempi” risiedeva presso sua figlia in Svizzera. Ha precisato che è 

stato in Svizzera dal 1973 pagando sempre le tasse e i contributi nonché 

di avere invitato l’autorità (inferiore) a rivolgersi “alle autorità (del Canton 

… alla) Steuerverwaltung”. Ha indicato di non avere capito ancora di che 

documentazione avrebbe avuto bisogno l’autorità inferiore e di avere pa-

gato ultimamente tasse per importi minimi “esenti da pagare contributi”. Ha 

poi contestato l’importo mensile della rendita di vecchiaia che gli è stata 

riconosciuta (doc. TAF 1). 

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C.b Il 12 gennaio 2023, la CSC ha trasmesso il succitato ricorso (unita-

mente a copia della menzionata decisione su opposizione) al Tribunale am-

ministrativo federale per competenza (doc. TAF 2). 

C.c Nella risposta al ricorso del 9 marzo 2023 (doc. CSC 4), la CSC ha 

proposto la reiezione del ricorso e per conseguenza la conferma della de-

cisione su opposizione, poiché conforme alla normativa vigente in materia. 

Detta autorità ha in particolare rilevato che, secondo l’art. 43 cpv. 3 LPGA, 

se l’assicurato o altre persone che pretendono prestazioni, nonostante 

un’ingiunzione, rifiutano in modo ingiustificato di compiere il loro dovere 

d’informare o di collaborare, l’assicuratore può, dopo diffida scritta ed av-

vertimento delle conseguenze giuridiche e dopo avere impartito un ade-

guato termine di riflessione, decidere in base agli atti o chiudere l’inchiesta 

e decidere di non entrare in materia. Ha poi precisato che con lettere rac-

comandate del 5 ottobre 2022 e dell’11 novembre 2022 – mediante le quali 

l’interessato è stato invitato, entro un termine di 10 giorni, ad esibire tutti i 

giustificativi atti a dimostrare, per il periodo oggetto di contestazione, il ver-

samento dei contributi AVS in suo favore rispettivamente copia dei titoli di 

soggiorno rilasciati in suo favore – ha segnalato al medesimo che, in caso 

di mancata trasmissione della documentazione richiesta, avrebbe deciso 

in base alla documentazione presente agli atti. Dagli atti emergerebbe inol-

tre che l’Ufficio postale (di […]) ha avvisato l’interessato dell’invio racco-

mandato il 14 ottobre 2022 rispettivamente il 21 novembre 2022, invii che 

sono poi ritornati (alla CSC) per compiuta giacenza. Le lettere del 5 ottobre 

2022 e dell’11 novembre 2022 dovrebbero quindi considerarsi regolar-

mente notificate (è fatto riferimento all’art. 38 cpv. 2bis LPGA). Per conse-

guenza, detta autorità ha deciso che “l’opposizione è rigettata. Non si entra 

nel merito della contestazione”. 

C.d Con provvedimento del 16 marzo 2023 (doc. TAF 5), il Tribunale am-

ministrativo federale ha trasmesso al ricorrente la risposta al ricorso 

dell’autorità inferiore del 9 marzo 2023 e gli ha concesso la facoltà di pro-

nunciarsi in merito alle osservazioni dell’autorità inferiore. Il 20 aprile 2023 

(doc. TAF 6), l’invio raccomandato contenente il provvedimento del Tribu-

nale amministrativo federale del 16 marzo 2023 è stato ritornato a questo 

Tribunale con la menzione “non ritirato”. Secondo l’estratto “Tracciamento 

degli invii della Posta svizzera” (doc. TAF 6), un primo tentativo di consegna 

infruttuoso dell’invio in questione è avvenuto il 24 marzo 2023. 

C.e Con provvedimento del 10 maggio 2023 (doc. TAF 7), il Tribunale am-

ministrativo federale ha trasmesso al ricorrente la risposta al ricorso 

dell’autorità inferiore del 9 marzo 2023, unitamente a copia dei documenti 

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dell’incarto della CSC menzionati nella presa di posizione, e gli ha (nuova-

mente) concesso la facoltà di pronunciarsi in merito alle osservazioni 

dell’autorità inferiore. Il 12 giugno 2023 (doc. TAF 8), anche l’invio racco-

mandato contenente il provvedimento del Tribunale amministrativo fede-

rale del 10 maggio 2023 è stato ritornato a questo Tribunale con la men-

zione “non ritirato”. Secondo l’estratto “Tracciamento degli invii della Posta 

svizzera” (doc. TAF 8), un primo tentativo di consegna infruttuoso dell’invio 

in questione è avvenuto il 17 maggio 2023. 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-

gnizione la sua competenza rispettivamente l'ammissibilità dei gravami che 

gli vengono sottoposti (art. 7 cpv. 1 PA; DTAF 2016/15 consid. 1; 2014/4 

consid. 1.2). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all’art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell’art. 31 LTAF in combinazione 

con l’art. 33 lett. d LTAF e l’art. 85bis cpv. 1 LAVS (RS 831.10), i ricorsi contro 

le decisioni, ai sensi dell’art. 5 PA, rese dalla Cassa svizzera di compensa-

zione (CSC). 

1.3 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla 

PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In virtù dell’art. 

3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali non è discipli-

nata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). Giusta 

l’art. 1 cpv. 1 LAVS, le disposizioni della LPGA sono applicabili all’assicu-

razione per la vecchiaia e per i superstiti, sempre che la LAVS non deroghi 

alla LPGA. 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso – interposto tempestivamente 

(art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispettoso dei requisiti previsti dalla 

legge (art. 52 cpv. 1 PA) – è pertanto ammissibile, tuttavia limitatamente 

alla parte del ricorso in cui l’insorgente chiede di “rivedere” la decisione 

impugnata di non entrata nel merito “della contestazione”. La causa verte, 

in effetti, sulla questione di sapere se la CSC abbia a ragione, o a torto, 

respinto l’opposizione del 16 settembre 2022 e rifiutato di esaminare nel 

merito la contestazione formulata dal ricorrente. Per contro, nella misura in 

cui l’insorgente solleva censure di merito – ossia il mancato computo di 

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periodi di contribuzione – avverso una decisione di non entrata nel merito 

della sua contestazione resa dall’autorità inferiore per motivi d’ordine, il ri-

corso è inammissibile (DTF 123 V 335). 

2.  

Nell’ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio in-

quisitorio (art. 43 cpv. 1 LPGA). Il Tribunale amministrativo federale applica 

il diritto d'ufficio, senza essere vincolato dai motivi del ricorso (art. 62 cpv. 

4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata. In altri termini, il ricorso 

potrebbe essere accolto per ragioni diverse da quelle addotte dal ricorrente 

o respinto in virtù d'argomenti che la decisione impugnata non ha preso in 

considerazione (DTF 134 III 102 consid. 1.1; 133 V 515 consid. 1.3). L'au-

torità di ricorso si limita, di principio, ad esaminare le censure sollevate, 

mentre le questioni di diritto non invocate dalle parti solo nella misura in cui 

gli argomenti delle parti o l'esame dell'incarto ne diano sufficiente motivo 

(DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c). 

3.  

Dal profilo temporale, con riserva di disposizioni particolari di diritto transi-

torio, sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della realizza-

zione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che 

produce conseguenze giuridiche (DTF 143 V 446 consid. 3.3; 139 V 335 

consid. 6.2; 138 V 475 consid. 3.1). 

4.  

4.1 Nell'ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dai principi 

inquisitorio e del libero apprezzamento delle prove (art. 43 cpv. 1 e art. 61 

lett. c LPGA). La fattispecie giuridicamente rilevante deve essere accertata 

d'ufficio con la collaborazione delle parti. In tale ottica, giuridicamente rile-

vanti sono tutti i fatti da cui discende la realizzazione di un diritto. Questo 

principio non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere 

delle parti di collaborare all'istruzione della causa. Il dovere processuale di 

collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare, 

nella misura in cui ciò fosse ragionevolmente esigibile, le prove necessarie, 

avuto riguardo alla natura del litigio e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti 

rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 

125 V 193 consid. 2; cfr. pure sentenze del TF 9C_681/2015 del 2 febbraio 

2015 consid. 3.3 con rinvii, 9C_468/2011 del 12 dicembre 2011 consid. 4.3 

con rinvii e 9C_978/2010 del 14 aprile 2011 consid. 4.1 con rinvii). La ri-

nuncia a ulteriori accertamenti o in sede di ricorso al rinvio della causa per 

tale scopo (apprezzamento anticipato delle prove) viola il diritto federale 

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soltanto se i fatti accertati contengono contraddizioni irrisolvibili o se un 

fatto decisivo è stato stabilito su una base probatoria incompleta (sentenza 

del TF 8C_538/2019 del 24 gennaio 2020 consid. 2.5 con rinvio alla sen-

tenza 9C_393/2017 del 20 settembre 2017 consid. 2.2 con rinvii). Inoltre, 

occorre ricordare che non è contrario al diritto di essere sentito un apprez-

zamento anticipato delle prove (DTF 143 V 71 consid. 4.1) e quindi la ri-

nuncia all'assunzione di quei fatti ritenuti dal giudice non decisivi per l'esito 

della controversia. Tale garanzia non impedisce inoltre all'autorità di porre 

un termine all'istruttoria, quando ritiene che le prove assunte le hanno per-

messo di formarsi un'opinione e le ulteriori prove offerte non potrebbero 

modificare il convincimento al quale è giunta (DTF 134 I 140 consid. 5.3; 

130 II 425 consid. 2.1). Nell'ambito di questa valutazione al giudice di me-

rito compete un ampio margine di apprezzamento (DTF 131 I 153 consid. 

3; 124 I 208 consid. 4a). 

4.2 Giusta l’art. 28 cpv. 2 LPGA, colui che rivendica prestazioni assicurative 

deve fornire gratuitamente tutte le informazioni necessarie per accertare i 

suoi diritti e per stabilire le prestazioni assicurative. 

4.3  

4.3.1 Secondo l'art. 43 cpv. 1 LPGA, l'Ufficio AI esamina le domande, intra-

prende d'ufficio i necessari accertamenti e raccoglie le informazioni di cui 

ha bisogno. In virtù dell’art. 43 cpv. 3 LPGA, se l'assicurato o altre persone 

che pretendono prestazioni, nonostante un'ingiunzione, rifiutano in modo 

ingiustificato di compiere il loro dovere d’informare o di collaborare, l'Ufficio 

AI può, dopo diffida scritta e avvertimento delle conseguenze giuridiche e 

dopo aver impartito un adeguato termine di riflessione, decidere in base 

agli atti o chiudere l'inchiesta e decidere di non entrare in materia. 

4.3.2 Allorquando un assicurato rifiuta in modo ingiustificato di adempiere 

al proprio obbligo d’informare o di collaborare, l’art. 43 cpv. 3 LPGA pre-

vede due tipi di sanzioni: l’Ufficio AI può decidere in base agli atti in suo 

possesso oppure può non entrare nel merito della richiesta di prestazioni 

(UELI KIESER, ATSG Kommentar, 4a ed., art. 43 LPGA, n. 103 e 110). Le 

sanzioni contemplate all’art. 43 cpv. 3 LPGA, possono essere inflitte solo 

dopo diffida scritta, avvertimento delle conseguenze giuridiche e assegna-

zione di un termine di riflessione per decidere (sentenza del TF 

9C_266/2012 del 29 agosto 2012 consid. 1.1). La legge non specifica quale 

delle due sanzioni dell’art. 43 LPGA prediligere; la scelta dell’una o dell’al-

tra dipenderà segnatamente dall’avanzamento dell’istruzione del caso (e 

meglio se in base agli atti è possibile pronunciare una decisione; KIESER, 

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op. cit., art. 43 LPGA, n. 111) e dalle conseguenze per l’assicurato o per 

eventuali terzi interessati (sentenza del TF K 53/02 del 25 febbraio 2003 

consid. 5.3). Nella misura del possibile, deve essere scelta l’opzione più 

favorevole all’assicurato (DTF 108 V 229 consid. 2; KIESER, op. cit., art. 43 

LPGA, n. 111). 

4.3.3 L’Ufficio AI, tuttavia, non può pronunciarsi sulla base degli atti né ri-

fiutarsi di entrare in materia se gli è possibile delucidare i fatti senza diffi-

coltà, né complicazioni speciali, malgrado la mancata collaborazione 

dell’assicurato (sentenza del TF 9C_266/2012 consid. 1.1). 

4.3.4 Secondo giurisprudenza, la facoltà di non entrare nel merito va utiliz-

zata con un certo riserbo. Se, infatti, sulla base degli atti è possibile ema-

nare una decisione di merito, non va emesso un provvedimento di irricevi-

bilità (sentenza del TF 9C_266/2012 consid. 1.1; DTF 131 V 42 consid. 3). 

Una decisione di non entrata nel merito si giustifica quando la violazione 

dell’obbligo di collaborare riguarda una condizione di ammissibilità della 

domanda (KIESER, op. cit., art. 43 LPGA, n. 111). Allorquando fondandosi 

sugli atti a disposizione dell’Ufficio AI, senza la partecipazione dell’assicu-

rato, un esame nel merito della domanda è escluso, va pronunciata una 

decisione di non entrata nel merito (sentenza del TF 8C_882/2009 del 19 

febbraio 2010 consid. 6.2). 

4.3.5 Malgrado la mancata collaborazione dell’assicurato, l’Ufficio AI può 

pronunciarsi in base agli atti se è non possibile accertare i fatti senza diffi-

coltà né complicazioni speciali (sentenza del TF 8C_417/2008 del 28 otto-

bre 2008 consid. 6.2). Se i fatti giuridicamente rilevanti non possono essere 

accertati ulteriormente, a prescindere dalla misura istruttoria necessaria e 

ragionevole, in presenza di un rifiuto di collaborazione dell’assicurato, va 

pronunciata una decisione in base agli atti (sentenza del TF 9C_266/2012 

consid. 1.1). 

4.4 Secondo giurisprudenza, la diffida deve indicare in modo sufficiente-

mente esplicito cosa si aspetta l’autorità dall’assicurato (sentenza del TF 

9C_961/2008 del 30 novembre 2009 consid. 6.2; KIESER, op. cit., art. 43 

LPGA n. 106 e art. 21 LPGA n. 147; v. anche sentenza del TAF 

C- 1465/2017 del 19 aprile 2017 consid. 8.4). Inoltre, qualora l’assicurato 

non ottempera alla diffida, l’autorità può pronunciare una decisione di non 

entrata nel merito solo se le informazioni richieste sono necessarie per ac-

certare i fatti e determinare le prestazioni e non sono altrimenti disponibili 

senza eccessive difficoltà (sentenza del TF 9C_345/2007 del 26 marzo 

2008 consid. 4). 

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Pagina 9 

5.  

5.1 Trattandosi di fattispecie internazionale, va premesso che, per prassi 

costante, la notifica all'estero di un documento ufficiale, quali un atto giudi-

ziario o una decisione amministrativa, costituisce un atto di imperio, che 

salvo disposizione convenzionale contraria o consenso dello Stato nel 

quale la notifica va effettuata, deve avvenire per via diplomatica o conso-

lare, a meno che non riguardi una comunicazione di natura meramente 

informativa senza effetti giuridici che in tal caso può essere notificata diret-

tamente per posta (DTF 136 V 295 consid. 5.1 e relativi riferimenti). 

5.2 Un atto è segnatamente qualificabile come ufficiale se la sua notifica 

serve all'adempimento di un compito statale. Effetti giuridici esplica per 

esempio anche l'assegnazione di un termine e la contestuale comminatoria 

di perenzione in caso di sua mancata osservanza (DTF 136 V 295 consid. 

5.2). 

5.3 La notificazione irregolare di un atto amministrativo all'estero non 

esplica effetti giuridici e non può cagionare alcun pregiudizio al suo desti-

natario. È infatti solo con la sua comunicazione ufficiale alle parti che esso 

acquista esistenza giuridica. Fintanto che non è comunicato, l'atto non esi-

ste. Senza notificazione l'interessato non ha conoscenza del suo contenuto 

e non può prendere i provvedimenti necessari. La notificazione è pertanto 

indispensabile. Anche in caso di diffida, il suo destinatario deve essere (di-

rettamente e personalmente) informato sulle conseguenze alle quali si 

espone in caso di inosservanza del termine (o dell'ordine) impartito (DTF 

136 V 295 consid. 5.3 e relativi riferimenti). 

5.4 Per quel che concerne la notifica di una decisione o di una comunica-

zione dell'amministrazione, l'onere della prova incombe di massima all'au-

torità che intende trarne una conseguenza giuridica e la circostanza deve 

perlomeno essere stabilita con il grado della verosimiglianza preponde-

rante richiesto in materia di assicurazioni sociali. L'autorità sopporta per-

tanto le conseguenze dell'assenza di prova nel senso che se la notifica o 

la sua data sono contestate e se esistono effettivamente dubbi a tale pro-

posito, ci si baserà sulle dichiarazioni del destinatario dell'invio. La spedi-

zione con la posta normale non consente in genere di stabilire se la comu-

nicazione sia pervenuta al destinatario; la semplice presenza nel fascicolo 

della copia dell'invio non è sufficiente per dimostrare che tale lettera sia 

stata effettivamente spedita e ricevuta (DTF 136 V 295 consid. 5.9). 

 

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6.  

6.1 In virtù dell’art. 20 cpv. 2bis PA, una notificazione recapitabile soltanto 

dietro firma del destinatario o di un terzo autorizzato a riceverla è reputata 

avvenuta al più tardi il settimo giorno dopo il primo tentativo di consegna 

infruttuoso. 

6.2 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale relativa all'intima-

zione nella buca delle lettere o nella casella postale, un invio raccomandato 

che non ha potuto essere consegnato è ritenuto notificato il settimo giorno 

dal tentativo di consegna infruttuoso (con relativo invito di ritiro); detta fin-

zione presuppone il sussistere di una procedura in corso (DTF 138 III 225 

consid. 3.1 e 130 III 396 consid. 1.2.3; sentenze del TF 8C_953/2015 del 

18 marzo 2016, 2C_102/2016 del 5 febbraio 2016 consid. 3.1 e 

2C_832/2014 del 20 febbraio 2015 consid. 4.3.2). L'applicazione di questa 

giurisprudenza non costituisce altresì un formalismo eccessivo (DTF 130 

III 396 consid. 1.2.3 e 127 I 31 consid. 2b). Ne discende che se il ricorrente, 

pendente una procedura o dovendo comunque attendersi con una certa 

verosimiglianza una comunicazione ufficiale, si allontana per (almeno) un 

certo lasso di tempo dal luogo di cui ha comunicato l’indirizzo alle autorità, 

omettendo di prendere i provvedimenti necessari affinché gli invii postali 

provenienti a tale recapito gli siano rimessi, o comunque d’informare le 

stesse autorità sul luogo dove può essere raggiunto, o ancora di designare 

un rappresentante abilitato ad agire in suo nome, egli non può prevalersi 

della sua assenza presso l’indirizzo noto all’autorità al momento del tenta-

tivo di notifica di un siffatto atto. In tal caso, la comunicazione è da consi-

derare ugualmente come validamente notificata. Inoltre, comunicando un 

indirizzo a un'autorità, l'amministrato manifesta in questo modo la volontà 

che tutti gli atti vengano trasmessi a tale recapito. In tale evenienza, l'auto-

rità deve poter contare sul fatto che l'interessato prenda tutte le misure 

adeguate perché ne venga a conoscenza (sentenza del TF H 321/01 del 

30 aprile 2002 consid. 2). Detto altrimenti, una decisione amministrativa o 

giudiziaria intimata mediante invio raccomandato vale come notificata 

quando entra nella sfera d’influenza del destinatario. Non è per contro ne-

cessario che quest’ultimo la prenda anche effettivamente in consegna op-

pure ne prenda altrimenti conoscenza (sentenza del TF H 60/06 del 3 mag-

gio 2007 consid. 3 con rinvii). 

6.3 L'onere della prova della notifica di decisioni spetta di regola all'autorità. 

Essa deve portare una prova atta a dimostrare che la notifica è avvenuta e 

a quando la stessa risale. Se la notifica avviene tramite invio raccoman-

dato, occorre tuttavia partire dal principio che l'impiegato della posta ha 

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Pagina 11 

effettivamente inserito l'avviso di ritiro nella buca delle lettere o nella casella 

postale del destinatario e che la data di consegna è stata registrata in modo 

corretto. Al riguardo va poi precisato che la data determinante per la fin-

zione di notifica non viene modificata dalla sua scadenza in un giorno fe-

stivo o dalla concessione da parte della posta di un termine di ritiro più 

lungo (sentenza del TF 2C_1014/2018 del 10 dicembre 2018 consid. 4.2 

con rinvii). 

7.  

7.1 Nel caso in esame, con scritto di opposizione del 16 settembre 2022 

(doc. CSC 13), il ricorrente ha segnalato che è stato residente, ha percepito 

un reddito e “dichiarato le (sue) tasse in Svizzera fino al 2016”. Ha chiesto 

alla CSC di voler “correggere i vostri conteggi”, indicando che “nel vostro 

conteggio vi fermate al 2008 per cui mancano dai vostri conteggi gli anni 

che vanno dal 2009 al 2016”. 

7.2 L’autorità inferiore ha ritenuto che per potersi determinare sulla durata 

contributiva nel periodo litigioso (i periodi mancanti concernono gli anni dal 

2009 al 2016) erano necessarie da parte dell’insorgente delle informazioni 

concernenti la sua residenza e l’esercizio di un’attività lucrativa in Svizzera. 

Con lettera raccomandata del 5 ottobre 2022 (doc. CSC 14), la CSC – dopo 

aver rilevato che sono assicurate in conformità alla LAVS le persone fisiche 

domiciliate in Svizzera e le persone fisiche che esercitano un’attività lucra-

tiva in Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a e b LAVS) e che gli assicurati sono 

tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un’attività lucra-

tiva; se non esercitano un’attività lucrativa, l’obbligo contributivo inizia il 1° 

gennaio dell’anno successivo a quello in cui compiono i 20 anni e dura sino 

alla fine del mese in cui le donne compiono i 64 anni, gli uomini i 65 anni 

(art. 3 cpv. 1 LAVS) – ha dunque invitato il ricorrente a trasmettere i docu-

menti atti a giustificare (per gli anni dal 2009 al 2016) il versamento dei 

contributi AVS in suo favore e le copie dei titoli di soggiorno rilasciati in suo 

favore nonché a fornire il nominativo (e l’indirizzo) dell’allora datore di la-

voro ed indicare il suo domicilio in Svizzera. Detta autorità ha altresì se-

gnalato all’insorgente che, in caso di mancata produzione dei documenti 

richiesti (nel termine accordato con tale lettera), la sua opposizione sa-

rebbe stata decisa in base alla documentazione presente agli atti di causa. 

7.3 Queste informazioni apparivano tanto più necessarie ove solo si consi-

deri che, secondo il diritto svizzero, la rendita di vecchiaia è calcolata, fra 

gli altri elementi, in base agli anni di contribuzione tra il 1° gennaio succes-

sivo alla data in cui l’avente diritto ha compiuto i 20 anni e il 31 dicembre 

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Pagina 12 

che precede l’insorgere dell’evento assicurato (età conferente il diritto alla 

rendita; art. 29bis cpv. 1 LAVS). In particolare, per quanto attiene al periodo 

di contributo (art. 29ter cpv. 2 LAVS), sono considerati anni di contribuzione 

i periodi durante i quali una persona ha pagato i contributi (lett. a), durante 

i quali il suo coniuge, giusta l’art. 3 cpv. 3 LAVS, ha versato almeno il doppio 

del contributo minimo (lett. b), durante i quali possono essere computati 

accrediti per compiti educativi o d’assistenza (lett. c). 

7.4 Ricevuto di ritorno l’invio raccomandato contenente la lettera del 5 ot-

tobre 2022 (con la menzione “non ritirato”; doc. CSC 15 pag. 4), la CSC ha 

poi assegnato al ricorrente, con lettera raccomandata dell’11 novembre 

2022 (doc. CSC), un (nuovo) termine di 10 giorni per esibire la documen-

tazione già citata e richiesta nella lettera del 5 ottobre 2022. Detta autorità 

ha (nuovamente) segnalato all’insorgente che, in caso di mancata produ-

zione dei documenti richiesti (nel termine accordato con tale lettera), la sua 

opposizione sarebbe stata decisa in base alla documentazione presente 

agli atti di causa. Anche l’invio raccomandato contenente la lettera dell’11 

novembre 2022 è stato ritornato alla CSC (con la menzione “non ritirato”; 

doc. CSC 17 pag. 4). 

7.5 In sede di ricorso, il ricorrente fa valere che “io non ho ricevuto nessuna 

sua corrispondenza di risposta alla mia del 16 settembre 2022 (…) io non 

ho capito ancora di che documentazione ha bisogno lei” (doc. TAF 1). 

7.6 Nello scritto d’opposizione del 16 settembre 2022 (e sulla busta d’in-

vio), l’insorgente ha indicato quale suo indirizzo “…” (doc. CSC 13). L’au-

torità inferiore ha pertanto inviato la lettera del 5 ottobre 2022 e la lettera 

dell’11 novembre 2022 al ricorrente, mediante raccomandata, a tale indi-

rizzo (doc. CSC 14 e CSC 16). Il medesimo avendo inviato uno scritto d’op-

posizione alla CSC doveva aspettarsi di ricevere delle comunicazioni in 

proposito da detta autorità rispettivamente doveva organizzarsi per la tu-

tela dei propri interessi, segnatamente comunicando un cambiamento d’in-

dirizzo all’autorità competente e facendo in modo che gli atti giudiziari po-

tessero essergli notificati (v., sulla questione, la sentenza del TF H 321/01 

del 30 aprile 2002 consid. 3). Ora, lo scritto d’opposizione del 16 settembre 

2022 comporta l’indicazione dell’indirizzo dell’insorgente medesimo in (…), 

indirizzo precedentemente comunicato alla CSC e presso il quale l’autorità 

inferiore aveva notificato la decisione del 24 agosto 2022 (doc. CSC 9). 

Certo, nel gravame del 22 dicembre 2022, il ricorrente indica che “a causa 

della mia difficile operazione subita al cuore, negli ultimi tempi non sono 

stato a casa mia, ma a casa di mia figlia in Svizzera”, persona, tuttavia, di 

cui nulla è dato sapere. Ritenuto che ancora nel gravame l’insorgente ha 

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Pagina 13 

indicato il suo indirizzo in (…), l’indicazione di un soggiorno presso la figlia, 

senza peraltro ulteriori e più precise indicazioni (segnatamente sui motivi e 

la durata temporale di un eventuale cambiamento dell’indirizzo di notifica) 

e presso una persona di cui nulla è dato sapere senza ragguagli da parte 

del ricorrente, il plico raccomandato contenente la lettera dell’UAIE del 5 

ottobre 2022 ed il plico raccomandato contenente la lettera dell’UAIE 

dell’11 novembre 2022 non potevano che essere correttamente notificati 

all’indirizzo in (…) fornito dall’insorgente medesimo. 

7.7 Secondo le indicazioni della Posta francese, un primo tentativo di con-

segna infruttuoso dell’invio della lettera del 5 ottobre 2022 è avvenuto il 14 

ottobre 2022 (v. la menzione “Avisé […] le 14/10/2022” sulla busta d’invio; 

doc. CSC 15 pag. 4) ed un primo tentativo di consegna infruttuoso della 

lettera dell’11 novembre 2022 è avvenuto il 21 novembre 2022 (v. la men-

zione “Avisé […] le 21 11 2022” sulla busta d’invio; doc. CSC 17 pag. 4). 

Le lettere della CSC del 5 ottobre 2022 e dell’11 novembre 2022 devono 

pertanto considerarsi siccome regolarmente notificate al più tardi il settimo 

giorno dal primo tentativo di consegna infruttuoso del 14 ottobre 2022 ri-

spettivamente del 21 novembre 2022, ossia il 21 ottobre 2022 rispettiva-

mente il 28 novembre 2022. Da quanto esposto, discende che il termine 

assegnato al ricorrente – dapprima con lettera del 5 ottobre 2022 e poi con 

lettera dell’11 novembre 2022 – per produrre la documentazione concer-

nente la sua residenza e l’esercizio di un’attività lucrativa in Svizzera (per 

gli anni dal 2009 al 2016) è scaduto infruttuoso il 31 ottobre 2022 rispetti-

vamente l’8 dicembre 2022. 

7.8 Ciò premesso, con decisione su opposizione del 16 dicembre 2022 

(doc. CSC 18), la CSC – dopo aver constatato che l’insorgente non ha 

fornito la documentazione richiesta (con lettera del 5 ottobre 2022 e lettera 

dell’11 novembre 2022) – ha respinto l’opposizione del 16 settembre 2022 

e deciso di non entrare nel merito della contestazione. Tale modo di proce-

dere della CSC non può manifestamente essere tutelato. 

7.9 Ora, la diffida raccomandata dell’11 novembre 2022 (doc. CSC 16) – 

provvedimento che presuppone che, nonostante l’ingiunzione del 5 ottobre 

2022, l’insorgente abbia rifiutato in modo ingiustificato di fornire i documenti 

richiesti concernenti la sua residenza e l’esercizio di un’attività lucrativa in 

Svizzera – prevede quale conseguenza alla mancata ottemperanza all’in-

giunzione medesima, l’emanazione di una decisione in base agli atti (v., in 

particolare, l’indicazione di cui alla diffida dell’11 novembre 2022, secondo 

cui “si deciderà in base alla documentazione presente agli atti”; peraltro la 

medesima conseguenza era già stata indicata pure nella diffida del 5 

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Pagina 14 

ottobre 2022). In siffatte circostanze, non erano date le premesse per un 

rigetto dell’opposizione senza esame nel merito riguardo alla durata con-

tributiva anche per il periodo dal 2009 al 2016. Secondo giurisprudenza, 

nel caso in cui sia documentato che lo straniero beneficiava in Svizzera di 

un permesso C (permesso di domicilio), oppure di un permesso di tipo B 

(permesso di dimora annuale), deve essere ritenuta una durata contribu-

tiva completa, con la conseguenza che il beneficiario di un simile permesso 

deve essere considerato persona assicurata per tutta la durata di validità 

del permesso, sempre che abbia versato il contributo annuo minimo (cfr. 

artt. 28 e 50 OAVS). Per contro, tale principio non è applicabile al lavoratore 

che è stato autorizzato a soggiornare in qualità di stagionale (cfr. sentenza 

del TF I 542/02 del 25 novembre 2002 consid. 2.3 con rinvii). Ora, l'autorità 

inferiore avrebbe perlomeno potuto e dovuto contattare, fra l’altro, l’Ufficio 

controllo abitanti della città di (…) rispettivamente le autorità di Polizia degli 

stranieri del Canton (…) alfine di assumere le informazioni concernenti la 

residenza e il tipo di permesso di soggiorno dell’insorgente dal 2009 al 

2016. Avrebbe anche dovuto chiedere alla competente autorità comunale 

o cantonale informazioni sul rilascio di un permesso di lavoro all’insorgente 

rispettivamente sullo svolgimento di un’attività lavorativa da parte del ricor-

rente a (…) nel periodo di cui trattasi (2009 al 2016), nella misura in cui 

non sarebbero ravvisabili nelle carte processuali dati circa il versamento 

dei contributi AVS in favore dello stesso. 

8.  

Da quanto esposto, discende che la decisione su opposizione impugnata 

del 16 dicembre 2022, fondata su un insufficiente accertamento dei fatti 

giuridicamente rilevanti e sul mancato esame di merito della fattispecie, 

viola il diritto federale ed incorre nell'annullamento. 

9.  

Quando il Tribunale amministrativo federale annulla una decisione, esso 

può sostituirsi all'autorità inferiore e giudicare direttamente nel merito o rin-

viare la causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per un nuovo 

giudizio (cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-6038/2018 del 21 settem-

bre 2020 consid. 7.1 con rinvio). In particolare, esso si sostituirà all'autorità 

inferiore se gli atti sono completi e comunque sufficienti a statuire sull'ap-

plicazione del diritto federale (v. sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 

2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti; DTF 126 II 43 e DTF 125 II 326). Tale 

non è il caso nella presente fattispecie dal momento che l'autorità inferiore 

dovrà completare l'istruttoria di causa alfine di potere poi statuire con co-

gnizione di causa, e nel merito, sull’opposizione del ricorrente e la do-

manda di rendita di vecchiaia svizzera, fermo restando che qualora questo 

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Pagina 15 

Tribunale dovesse completare esso stesso l'istruttoria per quanto ancora 

necessario e statuire poi direttamente nel merito, esso priverebbe la parte 

ricorrente di un grado di giudizio dinanzi ad un'autorità di ricorso che gode 

di piena cognizione, ciò che nel caso di specie, conto tenuto segnatamente 

della violazione del principio inquisitorio da parte dell'autorità inferiore e 

della conseguente sommaria constatazione dei fatti, non vi è ragione di 

fare (sentenza del TF 9C_162/2007 consid. 2.3 e relativi riferimenti). Gli atti 

di causa sono pertanto rinviati all'autorità inferiore affinché la stessa ri-

prenda l'esame dell’opposizione del 16 settembre 2022, proceda a com-

pletare l'accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti come indicato al 

considerando 7 e pronunci una nuova decisione su opposizione ai sensi 

dei considerandi. 

10.  

10.1 Non si prelevano spese processuali (art. 85bis cpv. 2 LAVS). 

10.2 Ritenuto che l'insorgente non è rappresentato in questa sede da man-

datario professionale e che non ha fatto valere né risulta, ad un esame 

d'ufficio, che abbia dovuto sopportare delle spese indispensabili e relativa-

mente elevate in relazione alla procedura di ricorso, non si giustifica l'attri-

buzione di spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg. 

del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

C-229/2023 

Pagina 16 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto, nel senso che la decisione su opposizione del 16 di-

cembre 2022 è annullata. Gli atti di causa sono rinviati all'autorità inferiore 

affinché riprenda l'esame dell’opposizione del 16 settembre 2022, proceda 

al completamento dell’istruttoria ed emani una nuova decisione su opposi-

zione di merito ai sensi dei considerandi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Non si attribuiscono ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'autorità inferiore e 

all’UFAS. 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Vito Valenti Marcella Lurà 

 

 

 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

C-229/2023 

Pagina 17 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione, nella misura in cui sono 

adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF. Il 

termine è reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale 

federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una 

rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno 

del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono contenere le 

conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

 

Data di spedizione: