# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d73e3b4c-fda7-5f69-94c6-6f1fe6b68a6d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-03-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.03.2024 D-5206/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5206-2021_2024-03-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5206/2021 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 7  m a r z o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Simon Thurnheer, Contessina Theis,  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), alias 

B._______, nata il (…), alias 

C._______, nata il (…), 

Somalia, 

rappresentata dall’avv. Michela Gentile,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito / paese terzo sicuro – art. 31a 

cpv. 1 lett. a LAsi) ed allontanamento;  

decisione della SEM del 22 novembre 2021 / N (…). 

 

 

 

D-5206/2021 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessata, il (…) agosto 2021, ha presentato una domanda d’asilo 

in Svizzera. Ella era accompagnata dal fratello, D._______, che ha pure 

depositato in medesima data una domanda d’asilo su suolo elvetico (cfr. 

dossier della SEM N […]). 

A.b Da ricerche intraprese dalla SEM nell’unità centrale del sistema euro-

peo “Eurodac”, è risultato che la richiedente aveva già depositato una do-

manda d’asilo pregressa in Grecia il (…), ottenendone la protezione inter-

nazionale il (…).  

A.c Il 16 agosto 2021, l’interessata ha conferito procura alla rappresen-

tanza legale assegnatale, mentre il (…) agosto 2021, ella ha svolto un’au-

dizione relativa al rilevamento dei suoi dati personali. Nel corso del collo-

quio Dublino avvenuto il (…) agosto 2021, la richiedente è stata in partico-

lare sentita riguardo al suo stato di salute, circa la competenza nella tratta-

zione della sua domanda d’asilo, come pure riguardo all’identità da lei e 

dal fratello dichiarata. 

A.d Il 1° settembre 2021, il 15 settembre 2021 ed il 27 ottobre 2021, l’inte-

ressata è stata sottoposta a delle visite mediche. 

A.e Il 28 ottobre 2021, la richiedente l’asilo, ha inoltrato alla SEM uno 

scritto inerente alla situazione medica del fratello, chiedendo che egli possa 

beneficiare del suo supporto e quindi che essi non siano separati e pos-

sano rimanere entrambi in Svizzera, postulando di voler rinunciare ad una 

loro riammissione in Grecia. 

A.f Con missiva dell’8 novembre 2021, l’autorità inferiore ha concesso alla 

richiedente la possibilità di esprimersi, entro l’11 novembre 2021, circa la 

sua intenzione di non entrare nel merito della sua domanda d’asilo ai sensi 

dell’art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) e di decre-

tare il suo allontanamento dalla Svizzera, dato che sarebbe emerso dalle 

indagini svolte che ella beneficia della protezione internazionale in Grecia. 

A.g In data 11 novembre 2021, la SEM ha presentato alle competenti au-

torità elleniche, una richiesta di riammissione della richiedente fondandosi 

sulla Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 

16 dicembre 2008 recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati 

membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare 

(Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 348/98 del 

D-5206/2021 

Pagina 3 

24 dicembre 2008) e sull’Accordo bilaterale di riammissione tra la Grecia e 

la Svizzera per le persone a beneficio di una protezione internazionale (Ac-

cordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica elle-

nica concernente la riammissione di persone in situazione irregolare del 

28 agosto 2006 [RS 0.142.113.729]).  

A.h In medesima data, la richiedente ha presentato le sue osservazioni al 

diritto di essere sentito concessole dalla SEM l’8 novembre 2021, espo-

nendo le ragioni che si opporrebbero ad una sua riammissione in Grecia.  

In particolare, ella avrebbe vissuto con il fratello in condizioni degradanti su 

suolo ellenico, dapprima in un centro per richiedenti sull’(…) di E._______, 

avendo quale unico riparo una tenda fornita dalle autorità greche che 

avrebbero consigliato loro di accamparsi nel (…), indipendentemente dalle 

condizioni meteorologiche e di sicurezza. Ivi ci sarebbero state continue 

risse tra i richiedenti l’asilo ed il centro non sarebbe stato sicuro. L’interes-

sata ha narrato in proposito che, una sera, nel corso di un’aggressione da 

parte di alcuni richiedenti l’asilo a viso coperto, ella sarebbe stata ferita ad 

un (…) verosimilmente con (…) e ne porterebbe ancora i segni. Le condi-

zioni igienico-sanitarie, sarebbero state pessime, avendo inoltre la possibi-

lità di effettuare la doccia soltanto una volta alla settimana. Ella avrebbe 

richiesto di essere visitata da un medico a causa di una problematica alla 

pelle, ma non avrebbe mai avuto accesso alle cure mediche. Dopo l’otte-

nimento della protezione internazionale, le autorità l’avrebbero cacciata dal 

campo con il fratello. Loro avrebbero preso delle tende di nascosto ed 

avrebbero comunque continuato a dormire in prossimità del campo per 

sentirsi più sicuri. Non gli sarebbe più stato fornito un pasto ed alcune per-

sone (…) che stavano al centro, ogni tanto li avrebbero aiutati portando 

loro qualcosa da mangiare. Nel prosieguo, la sua rappresentante legale ha 

osservato come le dichiarazioni dell’interessata si inserirebbero in modo 

plausibile all’interno delle condizioni di sovraffollamento e di incuria da 

parte delle autorità greche nei confronti dei richiedenti l’asilo alloggiati (…) 

del (…), che sarebbero denunciate da parte di diverse organizzazioni uma-

nitarie, di cui ne cita alcune con le loro fonti. Inoltre, il Governo greco dopo 

il riconoscimento della protezione internazionale, riterrebbe le persone in-

teressate immediatamente autonome e autosufficienti, venendo però di 

fatto abbandonate a sé, senza misura compensativa per la perdita dell’al-

loggio e senza poter aspirare ad un sostegno economico connesso al me-

desimo. Inoltre, anche l’accesso alle strutture per senza tetto o ad offerte 

d’abitazioni puntuali da parte di organizzazioni non governative, potrebbe 

essere ritenuto ragionevolmente esigibile, a causa della cronica penuria di 

posti e dell’elevata domanda in tal senso. Pertanto, ricadrebbe 

D-5206/2021 

Pagina 4 

sull’individuo titolare di protezione internazionale, l’onere di provvedere al 

suo sostentamento e ad un’abitazione. Tuttavia, a causa dell’estrema diffi-

coltà di accedere al mercato di lavoro greco, e ciò viste le barriere ammini-

strative poste e la difficile situazione economica greca, aggravata dall’im-

patto della pandemia da Coronavirus (detto anche Covid-19), sarebbe piut-

tosto illusorio e migliaia di persone beneficiarie della protezione internazio-

nale vivrebbero per strada nelle grandi città come F._______, o in strutture 

informali dove sarebbero assenti le infrastrutture abitative e sanitarie suffi-

cienti ed adeguate. Pertanto, sarebbe altamente probabile che la richie-

dente, in caso di ritorno in Grecia, si trovi nuovamente costretta a vivere in 

condizioni disumane e degradanti. Inoltre, quale donna nubile e sola, e 

data l’eccezionale fragilità del nucleo familiare composto da lei e dal fratello 

minore gravemente malato, vi sarebbe il rischio che ella possa nuovamente 

essere vittima di aggressioni. Il suo rinvio in Grecia si porrebbe quindi in 

contrasto con gli strumenti di diritto internazionale, che tutelerebbero la pe-

culiare condizione di donne vittime di violenze e discriminazioni, quali la 

Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la 

violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica dell’11 mag-

gio 2011 (RS 0.311.35, di seguito: Convenzione di Istanbul) e la Conven-

zione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della 

donna del 18 dicembre 1979 (RS 0.108, di seguito: CEDAW). Alla luce di 

queste considerazioni, la richiedente ha proposto alla SEM di rinunciare ad 

una riammissione in Grecia e di voler proseguire l’esame della sua fatti-

specie nell’ambito di una procedura nazionale d’asilo e d’allontanamento. 

Per attestare delle condizioni in cui avrebbe vissuto in Grecia, la richie-

dente ha prodotto due video identici (uno con l’audio ed uno senza; trascritti 

su pennetta USB, versata agli atti della SEM nel dossier del fratello dell’in-

teressata, N […]). 

A.i Il 15 novembre 2021, le preposte autorità greche hanno accettato la 

riammissione dell’interessata ed hanno indicato che alla stessa è stata ac-

cordata la protezione sussidiaria il (…) e che dispone di un permesso di 

soggiorno valido da quest’ultima data fino al (…). Hanno inoltre segnalato 

come presso di loro, la richiedente è registrata con l’identità B.______, nata 

il (…), cittadina somala. 

A.j Il 22 novembre 2021, la richiedente ha inoltrato il suo parere al progetto 

di decisione della SEM del 18 novembre 2021.  

B.  

Con decisione del 22 novembre 2021, notificata il 23 novembre 2021 (cfr. 

D-5206/2021 

Pagina 5 

[atto della SEM] n. [{…}]-35/1), l’autorità inferiore non è entrata nel merito 

della domanda d’asilo dell’interessata ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. a 

LAsi ed ha pronunciato il suo allontanamento, nonché l’esecuzione della 

predetta misura, verso la Grecia. 

C.  

Tramite il ricorso del 30 novembre 2021, l’interessata è insorta dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la sum-

menzionata decisione della SEM ed ha concluso al suo annullamento ed 

alla restituzione degli atti alla SEM al fine del completamento istruttorio. 

Altresì, ha presentato istanza di concessione dell’assistenza giudiziaria, 

nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del re-

lativo anticipo. In allegato, ella ha trasmesso in copia, la dichiarazione del 

fratello circa l’autorizzazione per l’insorgente di accesso ai suoi atti di causa 

per la procedura d’asilo e ricorsuale (di cui alla procedura del Tribunale  

D-5204/2021), nonché della documentazione medica del fratello già as-

sunta agli atti SEM nell’incarto di quest’ultimo (cfr. dossier N […]). 

D.  

D.a Con decisione incidentale del 7 dicembre 2021, il Tribunale ha autoriz-

zato l’insorgente a soggiornare in Svizzera fino a conclusione della proce-

dura e l’ha invitata a produrre il mezzo di prova citato nel suo ricorso (cfr. 

sub doc. 6) e non pervenuto al Tribunale, fino al 22 dicembre 2021; non-

ché, nello stesso termine, a inoltrare un certificato medico completo relativo 

al suo stato di salute, ai sensi dei considerandi.  

D.b Per mezzo della missiva del 22 dicembre 2021, la ricorrente ha inviato, 

in copia, il foglio di trasmissione di informazioni mediche (cosiddetto “F2”) 

del 23 novembre 2021 (documento mancante in allegato al ricorso); il cer-

tificato medico completo del 21 dicembre 2021, nonché l’F2 del 13 dicem-

bre 2021, tutti inerenti al suo stato di salute. 

E.  

Con decisione incidentale del 5 gennaio 2022, il Tribunale ha accolto 

l’istanza di assistenza giudiziaria formulata dall’insorgente nel suo memo-

riale ricorsuale, ed ha invitato parimenti la SEM a voler presentare una ri-

sposta al ricorso. Quest’ultima autorità ha presentato quanto richiesto con 

scritto dell’11 gennaio 2022, ove ha postulato il respingimento del gra-

vame. 

F.  

Il 12 ottobre 2022, la ricorrente ha avuto modo di presentare la sua replica, 

D-5206/2021 

Pagina 6 

nella quale si è essenzialmente riconfermata nelle sue argomentazioni e 

richieste di causa.  

G.  

Dal canto suo la SEM, ha potuto inoltrare la sua duplica il 26 ottobre 2022, 

ribadendo nella stessa le sue conclusioni. Quest’ultima è stata inoltrata alla 

ricorrente per conoscenza dal Tribunale, con ordinanza del 2 novem-

bre 2022, ove si è pure statuita la chiusura dello scambio di scritti, riser-

vandosi tuttavia la possibilità di effettuare altre misure d’istruzione neces-

sarie. 

H.  

Tramite missiva del 6 aprile 2023, la ricorrente ha comunicato che il pre-

sunto marito G._______(di cui al dossier della SEM N […]), sarebbe giunto 

in Svizzera ed avrebbe inoltrato una domanda d’asilo. Ha quindi chiesto al 

Tribunale di tenere conto della predetta relazione per statuire sul suo ri-

corso. 

I.  

Visto quanto sopra, il giudice istruttore della pratica, ha chiesto alla SEM di 

volersi determinare in merito con ordinanza del 15 maggio 2023, ciò che è 

avvenuto con osservazioni del 24 maggio 2023 da parte di quest’ultima au-

torità. A mente dell’autorità resistente, non vi sarebbero sufficienti elementi 

a sostegno della tesi che la ricorrente e la persona giunta in Svizzera, siano 

effettivamente sposati o vivano in una relazione protetta dall’art. 8 CEDU. 

J.  

Con due missive separate, entrambe datate 21 giugno 2023, la ricorrente 

ha allegato cinque fotografie che la ritrarrebbero con il presunto marito, 

nonché una pennetta USB contenente tre video raffiguranti gli stessi in 

Svizzera. In particolare, l’insorgente ha affermato che già dal suo arrivo in 

Svizzera avrebbe dichiarato di essersi sposata con il marito religiosamente 

e che la differenza nell’identità di quest’ultimo rispetto a quanto da lei affer-

mato durante il suo verbale di rilevamento dei dati personali, proverrebbe 

molto verosimilmente da un errore di trascrizione o per una traslitterazione. 

Ella ha aggiunto di essersi sposata con il medesimo il (…) in una (…), e 

per questo non avrebbe documenti che lo attestano. Dopo la celebrazione, 

avrebbe convissuto con il coniuge fino al mese successivo, allorché le pro-

blematiche che l’avrebbero condotta all’espatrio, nel (…) del medesimo 

anno, li avrebbero portati dapprima a separarsi e poi a partire dalla Soma-

lia. Da quando i coniugi si sarebbero ritrovati e ricongiunti in Svizzera, si 

D-5206/2021 

Pagina 7 

sentirebbero e vedrebbero costantemente. Pertanto l’effettività e la stabilità 

della loro relazione sarebbe comprovata. 

K.  

L’autorità inferiore, nelle sue osservazioni del 6 luglio 2023, anche pren-

dendo in conto i nuovi mezzi di prova presentati dall’insorgente, ha ritenuto 

che la ricorrente ed il supposto marito, non vivano in una relazione protetta 

dall’art. 8 CEDU. Invero, dalle dichiarazioni dell’insorgente, risulterebbe 

che gli interessati abbiano convissuto soltanto per (…), vivano separati da 

oltre (…) anni, non avendo quasi mai condotto una vita assieme, né avreb-

bero figli in comune. Per di più non vi sarebbero atti ufficiali in grado di 

certificare il loro matrimonio. Peraltro la ricorrente potrebbe farsi rilasciare 

dei documenti di viaggio dalle autorità greche per mantenere i contatti, an-

che di persona, con G._______, non contestando per il resto la SEM la 

volontà di condurre da parte degli interessati d’ora in avanti una vita in co-

mune. 

L.  

Nel suo scritto del 9 agosto 2023, la ricorrente, rilevando come il legame 

con il supposto marito non si sarebbe mai interrotto e che sarebbero stati 

costretti, per gravi motivi ed indipendenti dalla loro volontà, a separarsi, ha 

riconfermato per il resto le sue argomentazioni e conclusioni ricorsuali. Tale 

presa di posizione è stata inviata dal Tribunale per conoscenza alla SEM 

con ordinanza del 10 agosto 2023, nella quale si è statuita nuovamente la 

chiusura dello scambio di scritti. 

M.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una de-

cisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), è 

di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e art. 52 

cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

D-5206/2021 

Pagina 8 

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’ina-

deguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribu-

nale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle con-

siderazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni 

delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). Inoltre si osserva come il Tribunale, 

adito con un ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di una 

domanda d’asilo, si limita ad esaminare la fondatezza di una tale decisione 

(cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1). 

3.  

3.1 Nel suo ricorso, come pure nella replica, l’insorgente lamenta innanzi-

tutto che i suoi timori per il fratello minore (di cui al dossier della SEM  

N […] e alla separata procedura del Tribunale di cui al ruolo  

D-5204/2021) come pure il vincolo di dipendenza di quest’ultimo – asserito 

minorenne e gravemente malato, di cui non si avrebbe una diagnosi con-

clusiva – nei suoi confronti, non sarebbero stati considerati né esaminati 

dall’autorità inferiore nella decisione avversata. La SEM non avrebbe per-

tanto ottemperato ad un’istruzione completa del suo caso, violando pure il 

suo diritto di essere sentita (cfr. n. 5-7, pag. 5 seg. e n. 29-30, pag. 16 del 

ricorso). Altresì, ravvisa un accertamento incompleto del suo stato di salute 

da parte dell’autorità inferiore, dato che l’F2 del 24 novembre 2021 da-

rebbe indicazioni della visita medica svoltasi il medesimo giorno, come 

pure di appuntamenti ancora previsti (cfr. n. 27 seg., pag. 15 del ricorso). 

Nel prosieguo, la ricorrente censura una mancanza di motivazione nel 

provvedimento impugnato, per quanto attiene alla comparsa, nell’analisi 

della situazione generale in Grecia, della frase “non risulta che le sue af-

fermazioni in merito alle condizioni di accoglienza in Grecia siano compro-

vate”. A mente sua, la SEM introdurrebbe una valutazione negativa relativa 

alla verosimiglianza delle sue allegazioni, senza tuttavia presentare nep-

pure succintamente le ragioni di tale conclusione (cfr. n. 13, pag. 10 del 

ricorso). In tal senso, la ricorrente si prevale di censure formali, che occorre 

esaminare preliminarmente, in quanto sono suscettibili di condurre all’an-

nullamento della decisione avversata (cfr. DTF 144 I 11 consid. 5.3 e rif. ivi 

citati, 142 II 218 consid. 2.8.1 e rif. cit., 138 I 232 consid. 5; DTAF 2019 VI/6 

consid. 4.1, 2013/34 consid. 4.2, 2013/23 consid. 6.1.3). 

3.2 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente accerta d’ufficio i fatti (art. 6 LAsi in relazione all’art. 12 PA). In 

D-5206/2021 

Pagina 9 

concreto, essa deve procurarsi la documentazione necessaria alla tratta-

zione del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine 

le opportune prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comun-

que le parti dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo 

particolare dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l’ammi-

nistrazione o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri 

(art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1).  

3.3 Se del caso, l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridica-

mente rilevanti ai sensi dell’art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi, può comportare si-

multaneamente la violazione del diritto di essere sentito, il quale fa parte 

delle garanzie procedurali generali previste dalla Costituzione e consacrato 

all’art. 29 cpv. 2 Cost. (cfr. sentenza del Tribunale D-2516/2019 del 17 giu-

gno 2019 consid. 4.2 e rif. cit.). 

3.4 L’obbligo per l’autorità di motivare la sua decisione è inoltre corollario 

fondamentale del diritto di essere sentito. Detta prerogativa è finalizzata a 

permettere ai destinatari e a tutte le persone interessate, di comprenderla, 

eventualmente di impugnarla, in modo da rendere possibile all’autorità di 

ricorso, se adita, di esercitare convenientemente il suo controllo (cfr. 

DTF 139 V 496 consid. 5.1, 136 I 184 consid. 2.2; sentenza del Tribunale 

F-5363/2019 del 20 maggio 2020 consid. 7.1). Ciò non significa che l’auto-

rità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le ar-

gomentazioni addotte. Essa può infatti occuparsi delle sole circostanze ri-

levanti per il giudizio (cfr. DTF 141 IV 249 consid. 1.3.1, 141 V 557 con-

sid. 3.2.1; DTAF 2011/37 consid. 5.4.1). 

3.5  

3.5.1 Nella presente disamina, al contrario di quanto sostenuto nel gra-

vame dalla ricorrente, ed in accordo invece con quanto espresso dall’auto-

rità inferiore nella sua risposta al ricorso, lo scrivente Tribunale rileva come 

dalla decisione impugnata si evinca che sia nella cronistoria dei fatti (cfr. 

p.to I, pag. 3 segg.), sia nelle motivazioni del provvedimento (cfr. p.to II, 

pag. 5 segg.), la relazione tra la ricorrente ed il fratello sia stata presa ade-

guatamente in considerazione dalla SEM. È infatti stato in particolare citato 

il fatto che l’insorgente, insieme al fratello minore – tuttavia non ritenuto 

minorenne dall’autorità inferiore né gravemente malato come sostenuto in-

vece dalla ricorrente – abbiano depositato una domanda d’asilo in Svizzera 

il (…) agosto 2021 e siano in seguito pure stati alloggiati assieme nel Cen-

tro federale d’asilo di H._______ (cfr. p.to I/1, pag. 3 della decisione impu-

gnata). Altresì, l’autorità resistente ha esposto correttamente e sufficiente-

mente sia le argomentazioni presentate dall’insorgente nell’ambito del 

D-5206/2021 

Pagina 10 

colloquio Dublino, sia successivamente nel diritto di essere sentito conces-

sole (cfr. p.to I/2, pag. 3 e p.to 6, pag. 3 segg.), o ancora nel parere pre-

sentato alla bozza di decisione (cfr. p.to II, pag. 5 segg. della decisione 

impugnata), e ciò in riferimento anche a suo fratello. Peraltro, come deno-

tato a ragione dalla SEM nella sua risposta al gravame, la procedura della 

ricorrente e quella del fratello sono state condotte parallelamente, in parti-

colare essendo essi stati alloggiati nel medesimo Centro federale d’asilo 

(CFA), in seguito attribuiti allo stesso Cantone, come pure avendo l’autorità 

inferiore notificato le rispettive decisioni il medesimo giorno. Inoltre, nel pro-

sieguo di quanto già adempiuto dalla predetta autorità, anche questo Tri-

bunale coordinerà il presente procedimento con quello di cui alla procedura  

D-5204/2021. Entrambi i ricorsi sono infatti valutati e decisi nello stesso 

momento dal medesimo collegio giudicante. Altresì, entrambi gli incarti 

sono presi in considerazione, come tra l’altro richiesto nel ricorso dall’in-

sorgente, per l’evasione delle cause.  

3.5.2 Per quanto concerne poi il suo stato di salute, dall’esame dell’incarto 

si rileva come ella abbia potuto esporlo liberamente nell’ambito del suo 

colloquio Dublino, asserendo di stare molto bene (cfr. n. 15/3). Dai docu-

menti medici presenti agli atti della SEM, precedenti all’emissione della de-

cisione, si evince inoltre che l’insorgente è stata visitata una prima volta 

l’11 agosto 2021, per probabile scabbia, dove le è stata prescritta una cura 

a base di Ivermectina 4cp e Aerius 5 mg, nonché previsto un controllo cli-

nico dopo due settimane (cfr. n. 8/2). Nel corso del consulto seguente, il 

medico ha potuto constatare come la diagnosi di scabbia sarebbe comple-

tamente risolta, nonché ella presenterebbe una disidrosi plantare (pre-

senza di piccole vescicole sulla pianta del piede bilateralmente) e un’acne 

al viso. In tale contesto, una terapia farmacologica le è stata impostata per 

queste ultime due problematiche (cfr. n. 19/2). Durante la visita medica 

successiva, si è osservato un miglioramento delle lesioni plantari, nonché 

è stata sottoposta ad un test per il covid, risultato negativo. La curante, ha 

evidenziato quale procedere, soltanto un controllo al bisogno (cfr. n. 20/2). 

Da ultimo, il 27 ottobre 2021, alla ricorrente sono state diagnosticate un 

eczema acuto retroauricolare DD nel contesto dell’atopia DD con compo-

nente di eczema seborroico, nonché due verruche volgari all’avampiede 

sinistro e all’alluce sinistro (plantare) in via di risoluzione. Anche per queste 

problematiche, le sono stati prescritti dei trattamenti topici (cfr. n. 21/1). Ul-

teriore documentazione medica agli atti, come pure visite previste per l’in-

sorgente prima dell’emissione della decisione avversata, non ne risultano 

agli atti (cfr. anche n. 30/1 e 31/1), né la ricorrente ne ha allegato neppure 

nel contesto del suo parere al progetto di decisione, o ha fatto valere qual-

sivoglia problematica di salute personale. Tenuto conto di quanto precede, 

D-5206/2021 

Pagina 11 

la SEM poteva quindi partire dal presupposto che lo stato valetudinario 

dell’insorgente – pure esposto dall’autorità inferiore integralmente nel prov-

vedimento impugnato (cfr. p.to II/2, pag. 10 seg.) – era sufficientemente 

acclarato per poter statuire in piena conoscenza di causa. Quanto invece 

allegato nel ricorso, risultano essere delle visite mediche che sono state 

fissate successivamente all’emissione della decisione avversata (cfr. 

n. 37/2, 38/3 e 39/2), per delle problematiche di salute intervenute in se-

guito e che non erano in alcun modo state menzionate precedentemente 

né negli atti all’incarto né dall’insorgente. La SEM non poteva quindi essere 

tenuta in alcun modo obbligata a prenderle in considerazione al momento 

della decisione. Dal rapporto medico del 21 dicembre 2021, prodotto in 

fase ricorsuale dall’insorgente con scritto del 22 dicembre 2021 su richie-

sta del Tribunale, si evince come il prurito diffuso si è risolto con il tratta-

mento per la scabbia, nonché nell’ambito di una vertigine parossistica be-

nigna (sospetto clinico di disturbo otolitico transitorio, cfr. n. 39/2), le era 

stata prescritta l’assunzione della vitamina LuvitD3 0,6 ml al giorno (cfr. 

n. 39/2), ma che attualmente non vi sarebbe alcun trattamento o cura in 

corso né previsti in futuro. La situazione medica attuale dell’insorgente, è 

quindi comparabile a quella presa in conto nella decisione avversata 

dall’autorità inferiore. La questione poi di sapere se lo stato di salute dell’in-

sorgente costituisce un ostacolo all’esecuzione del suo allontanamento, in 

ragione della situazione delle persone che beneficiano della protezione in 

Grecia, rileva del merito e verrà quindi discussa più avanti. 

3.5.3 In considerazione di quanto precede, non si ravvede quindi, nel pro-

cedere dell’autorità inferiore, alcuna violazione del principio inquisitorio e 

di stabilimento incompleto o inesatto dei fatti rilevanti, né del diritto di es-

sere sentita dell’insorgente.  

3.6 Riguardo poi alla motivazione espressa dall’autorità inferiore circa le 

affermazioni dell’insorgente sulle condizioni d’accoglienza in Grecia (cfr. 

p.to III/1, pag. 8 della decisione impugnata), a differenza di quanto soste-

nuto dall’insorgente, il Tribunale la ritiene essere sufficiente e chiara ai 

sensi della giurisprudenza in materia sopra citata (cfr. supra consid. 3.4). 

Invero, anche dalle argomentazioni successive della decisione – in parti-

colare rispetto ai mezzi di prova presentati dall’insorgente per dimostrare 

la situazione nella quale ella avrebbe vissuto (cfr. p.to III/1, pag. 9 seg.) – 

sono in modo limpido evincibili le ragioni per le quali la SEM ha ritenuto le 

asserzioni dell’insorgente non essere atte a capovolgere le sue conclusioni 

circa la situazione d’accoglienza in Grecia, in linea anche con la giurispru-

denza dello scrivente Tribunale (cfr. anche infra consid. 7.4). Pertanto, 

D-5206/2021 

Pagina 12 

anche la censura di carente motivazione della decisione, risulta essere 

malfondata ed è pertanto respinta. 

4.  

4.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel merito della 

domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro 

secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato preceden-

temente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi sia un 

effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 

LAsi. Si presuppone inoltre che tale Stato abbia garantito la riammissione 

del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte all’asilo. Senza 

garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo, non può infatti essere ese-

guito e dunque è inutile (cfr. FF 2002 6087, 6125).  

Il Consiglio federale ha effettivamente inserito, il 14 dicembre 2007, la  

Grecia, come anche altri Paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associa-

zione europea di libero scambio (AELS), nel novero degli Stati terzi sicuri 

ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, per i quali esiste una presunzione di 

rispetto del principio di non respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi). 

4.2  

4.2.1 Nel caso in parola, dagli atti risulta che alla ricorrente è stata ricono-

sciuta la protezione sussidiaria in Grecia il (…) e che ella era beneficiaria 

di un permesso di soggiorno valido da quest’ultima data sino al (…) (cfr. 

n. 10/1, 11/1 e 28/1). Circostanze che sono del resto state pure confermate 

dalla ricorrente durante il colloquio Dublino (cfr. n. 15/3). Altresì, la Grecia, 

il 15 novembre 2021, ha dichiarato di accettare la riammissione dell’insor-

gente sul proprio territorio (cfr. n. 28/1). Il fatto che il permesso di soggiorno 

sia nel frattempo scaduto, a differenza di quanto implicitamente sostenuto 

nel gravame dall’insorgente (cfr. n. 21, pag. 13 del ricorso), non implica in 

alcun modo che ella non potrà rinnovarlo (cfr. per la possibilità di rinnovare 

un’autorizzazione di soggiorno scaduto per le persone che beneficiano di 

una protezione internazionale le sentenze del Tribunale E-1012/2022 del 

1° aprile 2022 consid. 4.2.2, E-5614/2021 del 26 gennaio 2022 consid. 7), 

né men che meno che lei avrebbe perso lo statuto di protezione sussidiaria, 

in particolare vista la risposta positiva di riammissione da parte della com-

petente autorità ellenica. La ricorrente non ha inoltre né allegato né è stata 

in misura di fornire elementi concreti atti a ritenere che la Grecia rischie-

rebbe di allontanarla verso il suo Paese d’origine contravvenendo pertanto 

al principio di non respingimento. Per le ragioni poi che verranno analizzate 

dappresso (cfr. infra consid. 7.4), le motivazioni esposte in merito alla si-

tuazione presente in Grecia nel ricorso, non riescono a capovolgere la 

D-5206/2021 

Pagina 13 

presunzione che la Grecia sia tutt’ora ritenuta uno Stato terzo sicuro ai 

sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi da parte del Consiglio federale, ciò che 

fra l’altro non è stato posto in discussione neppure dallo scrivente Tribu-

nale, anche nella sua più recente giurisprudenza (cfr. tra le tante le sen-

tenze D-4666/2023 dell’11 settembre 2023 consid. 6.3, D-2916/2023 del 

25 agosto 2023 consid. 4.3, E-3100/2023 del 16 agosto 2023 consid. 5.2). 

Il Tribunale rammenta infatti, a tal proposito, che ogni richiedente può di-

mostrare che, nel suo caso concreto, il suo ritorno nel paese dell’UE desi-

gnato non è ammissibile o di capovolgere la presunzione secondo la quale 

è esigibile. Tali punti verranno esaminati di seguito (cfr. infra consid. 7 e 

seg.; cfr. anche in tal senso la sentenza del Tribunale E-3704/2021 del 9 di-

cembre 2022 consid. 3.3). 

4.2.2 Di conseguenza, le condizioni dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano 

incontestabilmente soddisfatte ed è a giusto titolo che la SEM non è entrata 

nel merito della domanda d’asilo dell’insorgente. 

5.  

5.1 Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; 

tiene però conto del principio dell’unità della famiglia. 

Il principio dell’unità della famiglia, sancito dall’art. 44 LAsi è di portata più 

estesa rispetto all’art. 8 CEDU (cfr. sentenza del Tribunale D-502/2022 del 

9 febbraio 2022 consid. 6.1 con ulteriore rif. cit.). 

5.2 Nella presente disamina, vi è luogo di rinviare alle considerazioni espo-

ste di seguito (cfr. infra consid. 7.5), secondo le quali, la ricorrente non ha 

reso verosimile di avere una relazione stretta ed effettiva con il presunto 

marito G._______, che possa essere ritenuta lesiva dell’art. 8 CEDU nel 

caso di un suo allontanamento dalla Svizzera verso la Grecia. Pertanto, 

posto che nessuna eccezione alla regola generale della pronuncia dell’al-

lontanamento sia adempiuta (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 32 dell’ordinanza 

1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, 

RS 142.311] in combinato disposto con l’art. 44 LAsi; cfr. DTAF 2013/37 

consid. 4.4; 2009/50 consid. 9), il Tribunale è tenuto a confermare tale mi-

sura. 

6.  

6.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata 

D-5206/2021 

Pagina 14 

norma, l’esecuzione dell’allontanamento deve essere possibile (art. 83 

cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d’una di queste condi-

zioni, la SEM dispone l’ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 

6.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli 

ostacoli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con-

sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un ostacolo all’al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

7.  

7.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI l’esecuzione dell’allontanamento non è 

ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto inter-

nazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella mas-

sima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto internazio-

nale possono risultare ostativi all’esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell’uomo (CorteEDU) ha più 

volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una 

situazione d’insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell’art. 3 CEDU. 

Spetta infatti all’interessato provare o rendere verosimile l’esistenza di seri 

motivi che permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio (“real 

risk”) di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trat-

tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-

rimenti). 

7.2 Inoltre, giusta l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, la ricorrente è rinviata in uno 

Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia 

uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto del principio di non 

respingimento – ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi – così come del principio del 

divieto della tortura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 Conv. tortura (cfr. 

FANNY MATTHEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de 

droit des migrations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene quindi 

all’interessata sovvertire tale presunzione. A tal fine, ella deve presentare 

seri indizi che le autorità dello Stato in questione violino il diritto internazio-

nale nel caso specifico, non le concedano la necessaria protezione o la 

espongano a condizioni di vita disumane, o che si trovi in una situazione di 

emergenza esistenziale nello Stato in questione a causa di circostanze in-

dividuali di natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le tante le 

D-5206/2021 

Pagina 15 

sentenze del Tribunale E-4040/2021 del 7 ottobre 2021 consid. 9.3 e  

D-114/2021 dell’11 maggio 2021 consid. 8.2). 

7.3 Nel suo gravame l’insorgente, invocando la violazione dell’art. 3 CEDU, 

così come dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea 

(GU C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE), si prevale dell’inammis-

sibilità dell’esecuzione del suo allontanamento verso la Grecia. Ella consi-

dera, in sostanza, citando tra le altre fonti, svariati rapporti di organizzazioni 

non governative, giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione euro-

pea e di tribunali stranieri, che ella si ritroverebbe, come già in passato, in 

una condizione di totale abbandono. Invero, viste le recenti modifiche legi-

slative, che farebbero cessare di fatto dopo la concessione dello statuto di 

protezione sussidiaria, non verrebbero più erogati né l’alloggio, o una com-

pensazione allo stesso, o altri aiuti materiali o finanziari. La persona deten-

trice dello statuto di protezione si ritroverebbe quindi, rispetto al cittadino 

greco o al cittadino straniero regolarmente residente in Grecia, non soltanto 

svantaggiato, ma anche discriminato e la sua condizione implicherebbe, 

quasi sistematicamente, una realtà di abbandono materiale e di grave mar-

ginalizzazione socio-economica. Sia le dichiarazioni dell’insorgente sia i 

mezzi di prova da lei prodotti, si inquadrerebbero plausibilmente in tale 

contesto rispettivamente sarebbero tese a dimostrare la realtà delle condi-

zioni degradanti ed inumane alle quali ella con il fratello sono stati esposti 

in Grecia e ci si ritroverebbero nel caso di un loro ritorno. A mente della 

rappresentante legale, viste le carenze strutturali greche e le difficoltà alle 

quali le autorità elleniche sarebbero confrontate nella gestione dei migranti, 

comprovate da numerose ed autorevoli fonti, tale situazione permetterebbe 

di confutare la presunzione che per i beneficiari di protezione internazio-

nale, la Grecia possa ancora essere ritenuto un Paese terzo sicuro. 

7.4 Occorre quindi determinare se, tenuto conto della situazione generale 

in Grecia e delle circostanze personali proprie alla ricorrente, vi siano delle 

serie ragioni di credere che ella si ritroverà esposta ad un rischio reale di 

subire, come lo sostiene nel suo ricorso, un trattamento contrario all’art. 3 

CEDU o ad altre disposizioni internazionali in caso di allontanamento verso 

il suddetto Paese. 

7.4.1 Secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo 

(di seguito: CorteEDU), l’art. 3 CEDU non sarebbe interpretabile nel senso 

di obbligare gli Stati contraenti a garantire un diritto all’alloggio ad ogni per-

sona che rileva della loro giurisdizione, né a fondare un dovere generale di 

fornire ai rifugiati un’assistenza finanziaria perché questi ultimi possano 

mantenere un certo livello di vita. Inoltre, il semplice allontanamento di una 

D-5206/2021 

Pagina 16 

persona verso un paese ove la sua situazione economica sarebbe peg-

giore che nello Stato contraente che la espelle, non risulta essere suffi-

ciente per raggiungere la soglia dei trattamenti inumani o degradanti proi-

biti dall’art. 3 CEDU, in quanto le persone che non sono cittadine di tale 

Stato ed alle quali è imposto un obbligo di lasciare il paese non possono, 

in principio, rivendicare il diritto di restare sul territorio di uno Stato con-

traente al fine di continuare a beneficiare dell’assistenza e dei servizi me-

dici, sociali o altri che sono forniti loro da tale Stato (cfr. le sentenze della  

CorteEDU, Naima Mohammed Hassan contro Paesi Bassi e Italia del 

27 agosto 2013, 40524/10, par. 180; Mohammed Hussein e altri contro 

Paesi Bassi e Italia del 2 aprile 2013, 27725/10, par. 65-73; N. contro  

Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05, par. 42; Müslim contro Tur-

chia del 26 aprile 2005, 53566/99, par. 85). 

7.4.2 Sempre secondo la CorteEDU, uno Stato può impegnare la sua re-

sponsabilità dal profilo dell’art. 3 CEDU – ciò che renderebbe l’esecuzione 

dell’allontanamento contrario a tale disposizione – quando pone, con le sue 

azioni o omissioni, un richiedente l’asilo totalmente dipendente dall’assi-

stenza pubblica, nell’impossibilità di godere in pratica dei diritti che gli per-

metterebbero di provvedere ai suoi bisogni essenziali, facendolo cadere in 

una situazione d’indigenza materiale estrema incompatibile con la dignità 

umana (cfr. le sentenze della CorteEDU, A.S. contro Svizzera del 30 giu-

gno 2015, 39350/13, par. 27 segg.; Tarakhel contro Svizzera [Grande Ca-

mera] del 4 novembre 2014, 29217/12, par. 95 segg.; M.S.S. contro Belgio 

e Grecia [Grande Camera] del 21 gennaio 2011, 30696/09, par. 250 segg. 

e par. 263). Al contrario, in assenza di considerazioni umanitarie eccezio-

nalmente imperiose, il fatto che nel caso d’espulsione il richiedente an-

drebbe incontro ad una degradazione importante delle sue condizioni di 

vita materiali e sociali non è di per sé sufficiente per comportare una viola-

zione dell’art. 3 CEDU (cfr. le sentenze della CorteEDU, 

Mohammed Hussein precitata, par. 71; Sufi e Elmi contro Regno Unito del 

28 giugno 2011, 8319/07 e 11449/07, par. 281-292; N. contro Regno Unito 

precitata, par. 42; cfr. anche nello stesso senso la sentenza del Tribunale 

E-3100/2023 del 16 agosto 2023 consid. 5.5.1). 

7.4.3 Il Tribunale non misconosce le informazioni risultanti dai rapporti di 

più organizzazioni non governative ed organismi, anche citati nel ricorso 

dall’insorgente, relative alla situazione dei rifugiati e dei titolari di protezione 

internazionale in Grecia. 

Tuttavia, anche se le misure di protezione di cui beneficiano i richiedenti 

l’asilo non sono più applicabili alla ricorrente dal momento in cui le è stata 

D-5206/2021 

Pagina 17 

riconosciuta la protezione internazionale sussidiaria, la Grecia resta per lo 

meno tenuta, in rispetto al diritto europeo applicabile, ad assumere i suoi 

obblighi, tra i quali si annoverano in particolare l’accesso ad un impiego, 

all’educazione, alla protezione sociale e alle cure mediche, e di farne be-

neficiare alla ricorrente alle medesime condizioni che i suoi cittadini. La 

Grecia è inoltre tenuta ad assicurarle l’accesso ad un alloggio e alla libertà 

di circolazione all’interno del suo territorio, a condizioni equivalenti a quelle 

concesse a cittadini di Stati terzi risiedenti legalmente nel Paese (cfr. capi-

tolo VII della direttiva 2011/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio 

del 13 dicembre 2011 recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi 

terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su 

uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare 

della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione ricono-

sciuta [rifusione; GU L 337/9 del 20.12.2011]). Questa giurisprudenza co-

stante, è stata anche recentemente confermata dal Tribunale nella sua 

sentenza di riferimento E-3427/2021 e E-3431/2021 (cause congiunte) del 

28 marzo 2022 (consid. 9.1). Nella predetta sentenza, il Tribunale ha pro-

ceduto ad un’analisi approfondita della situazione dei beneficiari di una pro-

tezione internazionale in Grecia, fondata su una pluralità di fonti attuali, 

affidabili e pertinenti (cfr. sentenza precitata, consid. 8 segg.). Al termine di 

tale esame, il Tribunale ha confermato la sua giurisprudenza, secondo la 

quale non si può concludere che i beneficiari di protezione internazionale 

si trovano in questo paese, in modo generale (ed indipendentemente dalla 

fattispecie) totalmente dipendenti dall’aiuto pubblico, confrontati all’indiffe-

renza delle autorità ed in una situazione di privazione o di carenza a tal 

punto grave che sarebbe incompatibile con la dignità umana. I problemi 

conosciuti e le lacune constatate non hanno quindi un’ampiezza tale che 

permetterebbero di dedurre che tale Paese, per principio, non avrebbe la 

volontà o la capacità di riconoscere ai beneficiari di una protezione inter-

nazionale i diritti e le prerogative che a loro appartengono, rispettivamente 

che questi non potrebbero ottenerli per la via giudiziaria (cfr. la sentenza di 

riferimento del Tribunale succitata consid. 11.2; cfr. anche tra le tante le 

sentenze del Tribunale E-3100/2023 del 16 agosto 2023 consid. 5.5.4;  

E-1334/2022 del 27 febbraio 2023 consid. 8.5). 

Tali constatazioni non impediscono alla ricorrente di stabilire che, nel suo 

caso particolare, l’esecuzione del suo allontanamento è illecita. Tuttavia, 

dovrà apportarne la dimostrazione rispetto alla sua situazione personale. 

7.4.4 Nel caso in parola, l’insorgente non dimostra che, durante il suo sog-

giorno in Grecia, quale beneficiaria della protezione internazionale, si sa-

rebbe trovata in una situazione di privazione materiale estrema 

D-5206/2021 

Pagina 18 

incompatibile con la dignità umana. Invero, ella ha indicato di essere stata 

accolta quale richiedente l’asilo in un centro sull’(…) di E._______ e le au-

torità greche le avrebbero fornito una tenda per dormire, nonché del cibo 

ed avrebbe potuto effettuare la doccia, anche se soltanto una volta alla 

settimana. D’altronde, malgrado ella abbia dichiarato di non essere mai 

stata visitata da un medico, anche se da lei richiesto per una problematica 

alla pelle che le provocava del dolore, nonché che dopo l’ottenimento della 

protezione internazionale, le autorità greche l’avrebbero cacciata dal 

campo, perdendo anche il diritto a ricevere del cibo (cfr. n. 27/4); ella non 

ha tuttavia dimostrato di aver esaurito tutte le possibilità di far valere i suoi 

diritti. Il Tribunale osserva difatti, come la ricorrente non ha mai allegato di 

essersi indirizzata alle autorità greche dopo l’ottenimento della protezione 

internazionale, ma ha anzi riferito di aver, malgrado le condizioni da ella 

denunciate d’incuria e d’insicurezza, continuato a vivere con una tenda 

presa di nascosto nelle prossimità del campo a E._______ per sentirsi più 

al sicuro, ricevendo a volte anche del cibo da parte di persone (…) risie-

denti all’interno del centro (cfr. n. 27/4, pag. 2). Inoltre, si denota come ella 

abbia riferito di avere delle conoscenze, seppure molto poche, della lingua 

inglese (cfr. n. 13/10, p.to 1.17.03) e di aver viaggiato in aereo dalla Grecia 

all’I._______ munita dei documenti d’identità rilasciati dalle autorità greche 

(cfr. n. 15/3). Inoltre, poco dopo il suo arrivo in Svizzera, ella ha riferito di 

stare molto bene di salute (cfr. n. 15/3). Da tali asserti, non appare quindi 

che la ricorrente, malgrado la situazione difficile nel mercato del lavoro el-

lenico come pure che ella non saprebbe la lingua greca, non fosse in mi-

sura di esercitare un’attività lucrativa come pure totalmente priva di risorse 

finanziarie per far fronte alle difficoltà di trovare un impiego così come un 

alloggio. Visti i suoi asserti, ella sembra poi aver lasciato la Grecia senza 

intraprendere dei passi amministrativi particolari per ottenere un aiuto fi-

nanziario suppletivo, dei sussidi per la locazione di un alloggio o un soste-

gno all’integrazione. Dai due video (identici) presentati a supporto dei suoi 

asserti, a parte far vedere un accampamento di tende, dove né lei né il 

fratello appaiono, non si evince alcun elemento concreto e sostanziato atto 

a capovolgere le conclusioni precedenti. Nulla permette quindi agli atti di 

stabilire che la ricorrente sia stata confrontata all’indifferenza delle autorità 

greche, anche dopo aver ottenuto la protezione internazionale.  

Per quanto poi concerne gli asserti dell’insorgente riguardanti l’aggres-

sione che avrebbe subito da parte di alcuni richiedenti l’asilo, riportando 

una ferita ad un (…) (cfr. n. 27/4), il Tribunale considera che la ricorrente 

non abbia stabilito in modo soddisfacente che sarebbe stata privata di ogni 

protezione da parte delle autorità di polizia contro un tale comportamento, 

se avesse richiesto il loro aiuto – ciò che non ha dichiarato di aver fatto – 

D-5206/2021 

Pagina 19 

o depositato una denuncia. Con riferimento ai timori espressi dalla ricor-

rente che ella possa nuovamente essere vittima di aggressioni in Grecia, 

in caso di un suo ritorno nello stesso Stato (cfr. n. 33/5, p.to 3, pag. 4), si 

osserva come nulla nei suoi asserti o agli atti, indica che le autorità di poli-

zia, amministrative e giudiziarie greche rinuncino, in modo sistematico o 

mirato per quanto riguarda gli stranieri viventi sul loro territorio, a perse-

guire tali atti. L’insorgente potrà quindi indirizzarsi, nel caso di necessità, 

alle autorità greche competenti. Paese che peraltro ha pure, come la  

Svizzera, ratificato gli strumenti internazionali di lotta contro la violenza e 

la discriminazione nei confronti delle donne quali la Convenzione di  

Istanbul e la CEDAW. Inoltre, non v’è alcuna ragione di pensare che ella 

rischi di essere confrontata di nuovo a degli avvenimenti o a delle situazioni 

simili in caso di ritorno in Grecia, i suoi asserti in merito essendo qualificabili 

come mere supposizioni di parte, in quanto non provate da alcun elemento 

di qualsivoglia concretezza e sostanza. 

La ricorrente non stabilisce quindi neppure che, oggettivamente, e secondo 

ogni probabilità, il suo ritorno in Grecia, la condurrebbe irrimediabilmente 

ad uno stato di privazione e di abbandono completo che implicherebbe in 

particolare una degradazione grave del suo stato di salute (cfr. 

DTAF 2014/26 consid. 7.5; 2009/52 consid. 10.1; 2007/10 consid. 5.1). In-

vero, nessun elemento serio e concreto permette di ritenere che al suo 

ritorno in Grecia, la ricorrente si troverebbe confrontata all’indifferenza sia 

delle autorità sia di tutte le organizzazioni, presenti sul posto e suscettibili 

di venire in suo aiuto, che non risulta che la ricorrente abbia mai sollecitato 

neppure in passato. Certo, le sue condizioni di vita materiali in Grecia, 

quale beneficiaria della protezione internazionale sussidiaria, possono es-

sere più precarie di quelle abitualmente a disposizione delle persone a cui 

è stata concessa l’ammissione provvisoria in Svizzera. Tuttavia, né dall’in-

carto né dalle allegazioni della ricorrente, traspaiono degli elementi che 

facciano giungere alla conclusione che esistano, in casu, delle considera-

zioni umanitarie imperiose ostative all’esecuzione dell’allontanamento 

dell’insorgente verso lo Stato di destinazione, al punto che tale misura co-

stituirebbe un trattamento contrario all’art. 3 CEDU, all’art. 3 Conv. tortura 

o ancora all’art. 4 CartaUE (cfr. anche nello stesso senso la sentenza del 

Tribunale E-1334/2022 del 27 febbraio 2023 consid. 8.7).  

7.4.5  

7.4.5.1 Per ciò che attiene allo stato di salute dell’insorgente, si osserva 

dapprima che il respingimento forzato di persone che soffrono di problemi 

medici, costituisce una violazione dell’art. 3 CEDU, unicamente in circo-

stanze eccezionali (cfr. sentenze CorteEDU N. contro Regno Unito del 

D-5206/2021 

Pagina 20 

27 maggio 2008, [Grande Camera], 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 

13 dicembre 2016, [Grande Camera], 41738/10, §181 segg.; DTAF 2011/9 

consid. 7.1). 

7.4.5.2 Per le problematiche di salute della ricorrente, si rimanda integral-

mente a quanto già sopra considerato (cfr. consid. 3.5.2). Dal rapporto me-

dico del 21 dicembre 2021, prodotto dalla ricorrente su richiesta del Tribu-

nale con scritto del 22 dicembre 2021, non si indica alcuna diagnosi o trat-

tamento specifico in corso, né che debbano essere garantiti dei controlli 

medici. Ulteriore documentazione medica o asserti dell’insorgente riguardo 

al suo stato di salute in fase ricorsuale, non sono evincibili agli atti. 

Tenuto conto di quanto sopra, la soglia di gravità al senso restrittivo della 

giurisprudenza testé citata, non è all’evidenza nella fattispecie adempiuta 

(cfr. in proposito anche infra consid. 8).  

7.5 Occorre ora determinare se, come sostenuto implicitamente dall’insor-

gente in fase ricorsuale, l’esecuzione del suo allontanamento in Grecia sia 

contrario al principio del diritto al rispetto della vita privata e famigliare pre-

visto all’art. 8 CEDU, vista la sua relazione con G._______(dossier della 

SEM N […]). 

7.5.1 Per poter invocare il diritto al rispetto della vita famigliare protetto 

dall’art. 8 CEDU, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, lo stra-

niero non soltanto deve provare la presenza di una relazione stretta ed 

effettiva con una persona della sua famiglia, ma pure che quest’ultima ab-

bia un diritto di presenza assicurato o duraturo in Svizzera (cfr.  

DTF 139 I 330 consid. 2.1; 137 I 351 consid. 3.1). Le relazioni famigliari 

protette dall’art. 8 par. 1 CEDU, sono anzitutto i rapporti tra coniugi e tra 

genitori e figli minori che coabitano (cfr. DTF 140 I 77 consid. 5.2; 137 I 113 

consid. 6.1; DTAF 2012/4 consid. 4.3; 2008/47 consid. 4.1). In assenza di 

un matrimonio validamente concluso, occorre esaminare se la persona in-

teressata è impegnata in una relazione stabile con il partner giustificante 

l’ammissione di un concubinato assimilabile ad una “vita familiare” ai sensi 

dell’art. 8 par. 1 CEDU (cfr. in particolare la sentenza del Tribunale  

F-4480/2021 del 16 novembre 2022 consid. 7.2.1 con ulteriori rif. cit.). Se-

condo la giurisprudenza della CorteEDU, ripresa dal Tribunale, per deter-

minare se una relazione al di fuori di un matrimonio assomigli ad una “vita 

familiare”, v’è luogo di tenere conto di un certo numero di elementi, come 

il fatto di sapere se la coppia vive assieme, da quanto tempo e se vi sono 

dei bambini in comune (cfr. sentenza della CorteEDU Serit Yigit contro 

D-5206/2021 

Pagina 21 

Turchia del 2 novembre 2010 [Grande Camera], n. 3976/05, §10;  

DTF 137 I 113 consid. 6.1; DTAF 2012/4 consid. 3.3.3 con rif. cit.).  

7.5.2 All’occorrenza, si osserva dapprima, anche avendo consultato l’in-

carto di G._______ (dossier elettronico della SEM N […]), che né quest’ul-

timo – per il quale è stata emanata dalla SEM una decisione negativa con 

esecuzione dell’allontanamento contro la quale è pendente un ricorso 

presso il Tribunale al ruolo D-5177/2023 – né la ricorrente, dispongono di 

un diritto di presenza assicurato in Svizzera ai sensi della giurisprudenza 

succitata. Già una delle condizioni di applicazione dell’art. 8 CEDU, quindi 

difetta.  

7.5.3 Tuttavia, anche si partisse dal presupposto che l’art. 8 CEDU sia ap-

plicabile, l’insorgente non è riuscita nell’intento né di provare di essersi ef-

fettivamente sposata con G._______, né che essa intrattenga una rela-

zione stretta ed effettiva con il medesimo. Difatti, la ricorrente ha allegato 

di essersi sposata religiosamente con J._______ il (…) (cfr. n. 13/10, p.to 

1.14, pag. 3), ma di non conoscere la data di nascita dello stesso (cfr. 

n. 1.14, pag. 4). L’indicazione delle generalità del marito da parte della ri-

corrente all’inizio della sua procedura, differiscono quindi da quelle di 

G._______. In proposito non convincono in alcun modo le spiegazioni for-

nite soltanto con le osservazioni del 21 giugno 2023 dalla ricorrente, che si 

tratterebbe forse di una diversa trascrizione del nome o per un errore. Né 

ella né G._______, hanno poi depositato nel corso delle loro procedure un 

documento che certifichi della loro unione. Le copie di fotografie a colori 

prodotte dall’insorgente con lo scritto del 21 giugno 2023, non sono nep-

pure atte a provare il legame coniugale, in quanto le stesse possono essere 

state scattate in contesti e luoghi del tutto differenti da quelli da ella narrati, 

non comportando le stesse alcun elemento concreto che ne possa dimo-

strare la data o ancora che effettivamente una di queste sia stata scattata 

il giorno del suo matrimonio. Peraltro, le medesime essendo unicamente 

delle copie, possono essere facilmente modificate, e quindi non v’è alcuna 

certezza circa la loro autenticità. Altresì la ricorrente, a parte riferire che 

ella avrebbe sposato G._______ in (…) il (…) e che avrebbero convissuto 

fino a quando, il mese successivo sarebbero iniziate le problematiche che 

l’avrebbero condotta ad espatriare il (…), non ha fornito ulteriori elementi 

concreti e sostanziati che supportino la relazione coniugale che avrebbe 

intessuto con G._______, come neppure che la stessa abbia una relazione 

stretta ed effettiva con il medesimo, ai sensi della giurisprudenza succitata. 

Invero, dalle stesse allegazioni della ricorrente, risulta che la medesima 

avrebbe coabitato con il supposto marito all’incirca per (…), dopo di che 

ella non avrebbe più avuto alcun contatto diretto con lo stesso – lei non ha 

D-5206/2021 

Pagina 22 

difatti neppure dichiarato di essere rimasta con il medesimo in contatto te-

lefonico o altro – fino a che quest’ultimo sarebbe giunto in Svizzera. Inoltre, 

da informazioni del Tribunale e dagli atti all’incarto, risulta che i medesimi 

vivano separatamente anche qui in Svizzera, non hanno bambini in co-

mune e non vi sono elementi che provino effettivamente la stabilità e l’in-

tensità del loro legame. Le copie di fotografie ed i tre video prodotti in fase 

ricorsuale dall’insorgente, che raffigurerebbero la medesima e G._______ 

qui in Svizzera, non sono atti a modificare la predetta conclusione. L’art. 8 

CEDU non trova quindi alcuna applicazione in specie. Peraltro, come de-

notato a giusta ragione dalla SEM nelle sue osservazioni del 6 luglio 2023, 

se la ricorrente volesse continuare ad intrattenere un legame con 

G._______, il suo rientro in Grecia non ne comporterebbe comunque ogni 

interruzione, bensì rimarrebbero possibili ad esempio contatti telefonici (o 

via Skype) e tramite messaggi elettronici, nonché la possibilità per lei di 

recarsi in Svizzera o in Stati terzi per incontrarlo anche di persona, essendo 

ella beneficiaria della protezione internazionale sussidiaria in Grecia, e 

quindi potendo richiedere di conseguenza il rispettivo titolo di viaggio. 

7.5.4 Da ultimo, si rileva che l’allegato vincolo di dipendenza tra la ricor-

rente ed il fratello di cui al dossier N (…) – pure dal Tribunale ritenuto mag-

giorenne, alla stessa stregua della SEM, e a differenza di quanto argomen-

tato nel gravame dalla ricorrente (cfr. sentenza del Tribunale  

D-5204/2021 emessa in medesima data della presente) – non è stato pro-

vato con nessuna documentazione, in particolare medica a supporto. Di-

fatti, dagli atti all’incarto, non si evince in alcun modo che il legame fraterno 

tra i due, che il Tribunale non mette in dubbio, all’occasione anche di vicen-

devole supporto e vicinanza, vada al di là di un legame affettivo tra fratelli, 

e che non ricada per questo nella protezione dell’art. 8 CEDU. Tuttavia, 

come già sopra considerato, la scrivente autorità, ha in particolare provve-

duto a prendere in considerazione i due incarti per l’emissione delle rispet-

tive sentenze, che sono state adottate dal medesimo collegio giudicante. 

Come poi più volte argomentato dalla SEM in fase ricorsuale, il Tribunale 

non dubita che l’autorità inferiore tratterà le procedure della ricorrente e del 

fratello, fino al loro trasferimento verso la Grecia, in modo parallelo. 

7.6 Pertanto, l’esecuzione dell’allontanamento della ricorrente, è ammissi-

bile sia ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico, sia della LAsi 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

8.  

8.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di 

D-5206/2021 

Pagina 23 

provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in 

seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica. Ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’esecuzione dell’al-

lontanamento verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e 

tale presunzione legale può essere sovvertita solo se l’interessato rende 

verosimile che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ri-

tenuto ragionevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale 

D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 9). 

8.2 Il Tribunale ha confermato recentemente che l’esecuzione dell’allonta-

namento in Grecia per delle persone beneficiarie di protezione internazio-

nale rimane esigibile, anche per persone vulnerabili, quali ad esempio 

donne incinte o persone che soffrono di problemi di salute, che non sono 

da considerare come malattie gravi (cfr. sentenza di riferimento precitata 

E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.3–11.5.1). Il Tribunale ha fissato 

dei criteri più rigidi invece soltanto per i nuclei famigliari e per le persone 

particolarmente vulnerabili, quali i minorenni o le persone il cui stato di sa-

lute è compromesso in modo particolarmente grave (cfr. sentenza di riferi-

mento precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.5.2; cfr. anche tra 

le altre la sentenza del Tribunale D-2810/2023 del 30 agosto 2023 con-

sid. 5.3).  

8.3 Come già sopra osservato (consid. 7.4.5), non si evince dagli atti alcun 

ostacolo all’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente. 

Invero, ella non soffre attualmente di problematiche valetudinarie partico-

lari che potrebbero essere ostative al suo rinvio in Grecia, ai sensi della 

giurisprudenza succitata. Per quanto poi attiene alle ragioni d’ordine gene-

rale invocate dalla ricorrente per opporsi all’esecuzione del suo allontana-

mento, ovvero le difficoltà delle condizioni di vita in Grecia, le medesime 

non sono sufficienti di per sé per realizzare una messa in pericolo concreta 

ai sensi della legge e della giurisprudenza (cfr. sentenza di riferimento  

E-3427/2021 e E-3431/2021 succitata consid. 11.5.1; DTAF 2011/50 con-

sid. 8.1-8.3; 2010/41 consid. 8.3.5; 2008/34 consid. 11.2.2; 2007/10 con-

sid. 5.1) e non costituiscono quindi neppure un ostacolo dal profilo dell’esi-

gibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (cfr. nello stesso senso le sen-

tenze del Tribunale E-3100/2023 del 16 agosto 2023 consid. 6.5,  

E-1334/2022 del 27 febbraio 2023 consid. 9.6). 

8.4 L’esecuzione dell’allontanamento, risulta quindi essere pure ragione-

volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in combinato disposto con l’art. 44 

LAsi). 

D-5206/2021 

Pagina 24 

9.  

In ultima analisi, nemmeno risultano esserci degli impedimenti sotto 

l’aspetto della possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 

LStrI in relazione con l’art. 44 LAsi), ritenuto che le autorità elleniche hanno 

dato il loro benestare alla riammissione della ricorrente, essendo che ella 

ha ottenuto la protezione sussidiaria in Grecia. 

10.  

Ne discende quindi che, anche in materia di allontanamento e relativa ese-

cuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata. 

11.  

In conclusione, con la decisione impugnata, la SEM non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguentemente respinto. 

12.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-

rico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regola-

mento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

Tuttavia, avendo il Tribunale accolto l’istanza di concessione dell’assi-

stenza giudiziaria dell’insorgente, con decisione incidentale del 5 gen-

naio 2022, e non essendovi elementi per ritenere che lo stato d’indigenza 

della ricorrente sia nel frattempo mutato, la medesima è dispensata dal 

pagamento delle spese di giustizia (art. 65 cpv. 1 PA). 

13.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

D-5206/2021 

Pagina 25 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali.  

3.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all’autorità can-

tonale competente. 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

 

Data di spedizione: