# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 38e510dd-2e3a-5a47-834b-5b38612390d1
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-02-01
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 01.02.2024 BV.2023.30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BV-2023-30_2024-02-01.pdf

## Full Text

Decisione del 1° febbraio 2024 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Miriam Forni e Patrick Robert-Nicoud, 

Cancelliere Giampiero Vacalli 

   

 

Parti  1. A. AG,  

 

2. B., 

 

entrambi rappresentati dall'avv. Curzio Fontana, 

 

 

Reclamanti e opponenti 

   

  contro 

   

UFFICIO FEDERALE DELLA DOGANA E DELLA 

SICUREZZA DEI CONFINI,  

 

 

Controparte e richiedente 

 

   

Oggetto  Perquisizione (art. 48 e seg. DPA) 

 

Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BV.2023.30-31+BE.2023.18 
 

 

- 2 - 
 
 

 Fatti: 

A. Con decisione del 22 settembre 2020, l’Ufficio federale della dogana e della 

sicurezza dei confini (UDSC), Perseguimento penale, Antifrode doganale 

Sud, ha aperto nei confronti d’ignoti un’inchiesta penale doganale per infra-

zione alla legge federale sulle dogane (LD; RS 631.0), alla legge federale 

concernente l’imposta sul valore aggiunto (LIVA; RS 641.20) e alla legge 

federale sull’imposizione degli autoveicoli (LIAut; RS 641.51) per aver dispo-

sto/utilizzato “nel territorio doganale svizzero nel corso di manifestazioni 

sportive autovetture e veicoli non imposti” (atto 01.01.01 001 incarto UDSC). 

L’UDSC afferma, in sostanza, che “la società di diritto elvetico A. AG, la quale 

si occupa della gestione di corridori ciclisti professionisti, ha utilizzato nel 

territorio doganale sei veicoli esteri per assistere la sua squadra durante 

l’edizione 2019 del Tour de Suisse (TdS). Tali veicoli sono stati forniti dalla 

C. SRL, società di diritto italiano. Al momento della loro immissione nel terri-

torio elvetico, i veicoli non sono stati dichiarati ed hanno di conseguenza 

usufruito a torto dell’ammissione temporanea senza documenti doganali” 

(atto 01.05.01 001 incarto UDSC).  

 

 

B. Il 4 settembre 2023, l’UDSC ha ordinato la perquisizione della sede della 

società A. AG, precisando che, “al fine di poter determinare i fatti giuridica-

mente pertinenti nella procedura in corso ed in particolare i soggetti penal-

mente responsabili nonché l’ampiezza delle infrazioni commesse, la pre-

sente Autorità penale necessita reperire tutta la documentazione inerente 

alle immissioni nel territorio doganale di veicoli esteri per conto della A. AG 

nonché i ruoli assunti dai soggetti operanti per conto di quest’ultima all’epoca 

dei fatti” (atto 01.05.01 001 incarto UDSC). Informato sulla procedura di per-

quisizione e di apposizione dei sigilli, B., presidente della direzione della A. 

AG, con firma individuale, ha postulato l’apposizione di sigilli sulla documen-

tazione cartacea e informatica raccolta e messa al sicuro (v. atto 01.05.02 

001 e segg., 01.05.03 001, 01.05.04 001 e segg., 01.05.05 001, 01.05.06 

001 e seg., nonché 01.05.07 001 incarto UDSC).  

 

 

C. Con reclamo del 7 settembre 2023, A. AG e B. sono insorti contro il sum-

menzionato ordine di perquisizione dinanzi alla Corte dei reclami penali del 

Tribunale penale federale, postulando l’annullamento del medesimo e la 

restituzione del materiale informatico posto sotto sigilli (v. BV.2023.30-31, 

act. 1). 

 

 

D. Con istanza del 21 settembre 2023, presentata alla Corte dei reclami penali 

del Tribunale penale federale, l’UDSC ha postulato: “1. La levata di sigilli 

- 3 - 
 
 

apposti alla documentazione cartacea, all’immagine forense come pure al 

conto e-mail degli opponenti con decisione di messa al sicuro dell’AD sud 

del 4 settembre 2023 è accolta. 2. Il reclamo degli opponenti del 7 settembre 

2023 contro la perquisizione dell’AD Sud del 4 settembre 2023 è respinto. 

3. L’autorità richiedente è autorizzata alla cernita della documentazione, a 

quella contenuta nell’immagine forense come pure a quella presente nel 

conto e-mail messi al sicuro” (BE.2023.18, act. 6, pag. 2). 

 

 

E. Con replica/risposta del 19 ottobre 2023, i reclamanti/opponenti hanno 

postulato l’accoglimento del loro gravame, con annullamento dell’ordine di 

perquisizione e restituzione del materiale informatico/dati elettronici posti 

sotto sigilli, di cui al processo verbale di perquisizione e alle liste d’inventario 

(v. BV.2023.30-31, act. 9, nonché BE.2023.18, act. 4).  

 

 

Le argomentazioni delle parti saranno riprese, nella misura del necessario, 

nei considerandi in diritto. 

 

 

 

 Diritto: 

1. Nella misura in cui il reclamo del 7 settembre 2023 e la richiesta di levata dei 

sigilli del 21 settembre 2023 concernono le medesime parti e lo stesso 

procedimento penale amministrativo, per motivi di economia processuale, si 

giustifica di procedere alla congiunzione delle cause BV.2023.30-31 e 

BE.2023.18 e di pronunciarsi con un unico giudizio (v. DTF 126 V 283 con-

sid. 1; sentenze del Tribunale federale 6S.709+710/2000 del 26 maggio 

2003 consid. 1; 1A.60-62/2000 del 22 giugno 2000 consid. 1a). 

 

 

2. Con replica/risposta del 19 ottobre 2023, gli opponenti hanno postulato un 

accesso integrale agli atti dell’incarto n. 71-2019.22849 dell’UDSC, con 

l’assegnazione di un ulteriore termine per completare il reclamo (v. 

BV.2023.30-31, act. 9, nonché BE.2023.18, act. 4). Ora, nella misura in cui 

il reclamo, con la relativa motivazione, deve essere presentato nel termine 

ricorsuale di 10 giorni (v. art. 396 cpv. 1 CPP) e che susseguenti completa-

menti o correzioni non sono possibili (v. GUIDON, Commentario basilese, 

3° ediz. 2023, n. 9e ad art. 396 CPP), la richiesta degli opponenti di ottenere 

un ulteriore termine per completare il reclamo va respinta. Del resto, né dagli 

atti dell’incarto né dalle allegazioni stesse di A. AG e B. risulta che sia stato 

loro negato l’accesso agli atti di fronte all’autorità precedente. 

 

- 4 - 
 
 

3.  

3.1 Per invalsa giurisprudenza l’apposizione dei sigilli e il deposito in luogo sicuro 

non costituiscono delle misure coercitive suscettibili di reclamo, la perquisi-

zione delle carte potendo intervenire unicamente nel momento in cui è 

possibile prendere conoscenza delle stesse, ossia dopo la levata dei sigilli 

(DTF 119 IV 326 consid. 7b; TPF 2006 307 consid. 1.2). Il sequestro diventa 

effettivo solo quando l’autorità inquirente, una volta levati i sigilli, ha proce-

duto alla cernita dei documenti e ha deciso quali conservare in quanto perti-

nenti per l’inchiesta: unicamente allora il proprietario delle carte sequestrate 

o il terzo sequestratario disporranno della facoltà di interporre reclamo contro 

tale misura (TPF 2006 307 consid. 2.1). 

 

3.2 In concreto, nella misura in cui indirizzato contro l’ordine di perquisizione del 

4 settembre 2023, il reclamo del 7 settembre 2023 va dichiarato inammissi-

bile. 

 

 

4. 

4.1 Giusta gli art. 25 cpv. 1 e 50 cpv. 3 della legge federale sul diritto penale 

amministrativo (DPA; RS 313.0), nonché l’art. 37 cpv. 2 lett. b della legge 

federale sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione 

(LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale 

è competente a decidere sulla perquisizione di carte nell’ambito di procedure 

d’inchiesta di diritto penale amministrativo. 

 

4.2 In base all’art. 128 LD, le infrazioni in ambito doganale sono perseguite e 

giudicate, oltre che secondo la stessa LD, secondo la DPA. L’UDSC è 

l’autorità competente per il perseguimento e il giudizio (art. 128 cpv. 2 LD). 

Per quanto riguarda le infrazioni alla LIVA e alla LIAut, l’applicazione della 

DPA è prevista dall’art. 103 cpv. 1 LIVA risp. dall’art. 40 cpv. 1 LIAut. L’azione 

penale per le infrazioni in materia di imposta sull’importazione spetta 

all’UDSC (art. 103 cpv. 2 LIVA). Giusta l’art. 40 cpv. 2 LIAut, l’autorità com-

petente per perseguire e giudicare è l’UDSC (nuovo testo in vigore dal 

1° gennaio 2022; RU 2020 2743). 

 

Nell’ambito della presentazione della domanda di dissigillamento l'autorità 

amministrativa competente dell'inchiesta deve tenere sufficientemente conto 

del principio di celerità del diritto processuale penale (art. 29 cpv. 1 Cost. e 

art. 5 cpv. 1 CPP; DTF 139 IV 246 consid. 3.2). 

 

4.3 L’UDSC è legittimato a sottoporre la richiesta di levata dei sigilli alla Corte 

dei reclami penali del Tribunale penale federale. Premessa l’inesistenza di 

un termine per presentare una simile richiesta, l’istanza presentata 

- 5 - 
 
 

dall’UDSC il 21 settembre 2023 è ricevibile in ordine e rispetta in ogni caso 

il principio di celerità. 

 

 

5.  

5.1 Tra le misure coercitive previste in ambito di DPA vi è la perquisizione di 

carte (art. 50 DPA). Altri supporti d’informazioni (ad esempio pellicole, nastri 

magnetici per registrazioni, ecc.) sono assimilabili alle "carte" ai sensi 

dell'art. 50 DPA (DTF 108 IV 76). Ne segue che anche la perquisizione di 

apparecchiature elettroniche sottostà alla suddetta normativa. 

 

5.2 Nell’ambito di un’istanza di levata dei sigilli ai sensi dell’art. 50 cpv. 3 DPA, 

la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale non deve pronun-

ciarsi sull’esistenza delle infrazioni contestate all’imputato; essa si limita a 

determinare se la perquisizione è ammissibile (DTF 106 IV 413 consid. 3) 

alla luce dei criteri di cui al consid. 6.1.  

 

 La perquisizione di carte dev’essere fatta col maggior riguardo possibile dei 

segreti privati e in modo da tutelare il segreto professionale e d'ufficio (art. 50 

cpv. 1 e 2 DPA; cfr. TPF 2007 96 consid. 2; decisioni del Tribunale penale 

federale BE.2019.5 del 20 agosto 2019 consid. 3.1; BE.2018.19 del 16 aprile 

2019 consid. 3). 

 

 

6.  

6.1 L’autorità chiamata a statuire sulla richiesta di levata dei sigilli deve innanzi-

tutto esaminare se sussistono sufficienti indizi di reato atti a giustificare una 

perquisizione (DTF 106 IV 413 consid. 4). All’uopo, occorre soddisfare due 

condizioni. Da una parte, i fatti devono essere descritti in maniera sufficien-

temente dettagliata, affinché si possa procedere alla sussunzione ad uno o 

più reati penali. D’altra parte, devono essere presentati sufficienti mezzi di 

prova o indizi a sostegno dell’adempimento della fattispecie. Differentemente 

dai gravi indizi di reato, i sufficienti indizi di reato non necessitano la presenza 

di prove o indizi prospettanti già una considerevole o forte probabilità di 

condanna (v. decisione del Tribunale penale federale BE.2019.4 del 17 set-

tembre 2019 consid. 4.1 e rinvii). 

 

La perquisizione di documenti presuppone inoltre che questi contengano 

scritti importanti per l’inchiesta (art. 50 cpv. 1 DPA). L’autorità inquirente non 

deve tuttavia ancora dimostrare l’esistenza di un rapporto di connessione 

concreto tra le indagini e ogni singolo documento posto sotto sigilli. È suffi-

ciente che essa indichi, in linea di massima, in che misura i documenti sigillati 

sono rilevanti per la procedura (cfr. sentenza del Tribunale federale 

1B_322/2013 del 20 dicembre 2013 consid. 3.1 con rinvii). I detentori di 

- 6 - 
 
 

registrazioni od oggetti che richiedono la messa sotto sigilli e che contestano 

la perquisizione, dal canto loro, hanno l’incombenza processuale di indicare 

ogni oggetto che a loro avviso non presenta manifestamente nessuna 

connessione con l’inchiesta penale. Ciò vale in particolare allorquando essi 

postulano la messa sotto sigilli di documenti o file voluminosi o complessi 

(v. sentenza del Tribunale federale 1B_637/2012 dell’8 maggio 2013 con-

sid. 3.8.1 in fine, non pubblicato in DTF 139 IV 246). 

 

A questo stadio, l’autorità chiamata a giudicare sulla richiesta di levata dei 

sigilli deve riferirsi al cosiddetto principio dell'utilità potenziale, verificando 

quindi se sussiste un nesso plausibile tra i reati perseguiti e i documenti posti 

sotto sigillo (sentenze del Tribunale federale 1B_602/2020 del 23 febbraio 

2021 consid. 5.2; 1B_487/2020 del 2 novembre 2020 consid. 3.2; 

1B_167/2015 del 30 giugno 2015 consid. 2.1; 1B_671/2012 dell’8 maggio 

2013 consid. 3.7.1 con riferimenti). 

 

Oltre al fondato sospetto e all'utilità potenziale per l’inchiesta dei documenti 

posti sotto sigillo, la perquisizione è ammissibile solo se rispetta il principio 

di proporzionalità. Essa deve, in altre parole, apparire come la misura meno 

incisiva in grado di raggiungere l’obiettivo perseguito (decisione del Tribu-

nale penale federale BE.2014.17 del 27 marzo 2015 consid. 2.6). 

 

6.2 

6.2.1 Nel caso concreto, l’UDSC ha aperto un’inchiesta penale nei confronti 

dell’opponente a seguito dei seguenti fatti, riassunti nella domanda 

dell’UDSC: “La A. AG si occupa della gestione di corridori ciclisti professio-

nisti, a partire dal 2017 deIla squadra D. Giusta iscrizione a registro di com-

mercio, B. a partire dal 20 febbraio 2019, è presidente della direzione della 

A. AG con firma individuale (doc. 00.00.06/001 – 00.00.06/002). La A. AG 

sulla scorta di un regolare contratto di prestazioni (doc. 01.12.04/001 – doc. 

01.12.04/004), si è fatta mettere a disposizione per la stagione agonistica 

2019 dalla C. SRL, (Italia [C. SRL]), 6 veicoli, di cui 3 veicoli pesanti e 3 

ammiraglie (doc. 01.12.10/001 – 01.12.101010). Tali veicoli sono stati impor-

tati nel territorio elvetico da personale estero ingaggiato dalla società A. AG, 

allo scopo di trasportare in Svizzera i corridori della squadra D. e prestare 

loro assistenza durante l’edizione 2019 del TdS. Al momento del passaggio 

del confine, a bordo dei citati veicoli vi era diversa merce, tra cui biciclette, 

accessori e pezzi di ricambio destinati ad essere utilizzati dai corridori della 

squadra D. nel corso del TdS, annunciata correttamente alle autorità doga-

nali svizzere nel regime di ammissione temporanea per il tramite di un docu-

mento di ammissione temporanea (Carnet ATA; doc. 05.08.03/031 – 

05.08.03/038). Contrariamente per i sopracitati 6 veicoli, al momento della 

loro immissione nel territorio elvetico, si presume che abbiano usufruito a 

torto dell’ammissione temporanea senza documenti doganali, nonostante 

- 7 - 
 
 

fossero stati noleggiati sulla scorta di un regolare contratto di prestazioni e 

messi a disposizione sul territorio elvetico di una società con sede in Sviz-

zera. Al termine dell’edizione 2019 del TdS tutti i veicoli e le merci citati sono 

stati esportati del territorio svizzero dal medesimo personale della A.AG in-

gaggiato in entrata” (BE.2023.18, act. 1, pag. 3 e seg.). Inoltre, “iI 31 maggio 

2022 è stato dapprima interrogato in qualità di persona informata sui fatti, B., 

membro del consiglio d’amministrazione dal 2017 e presidente del Consiglio 

di direzione dal febbraio 2019 della A. AG. Durante l’interrogatorio ha con-

fermato l’esistenza di un contratto di prestazioni tra la sua società e la C. 

SRL, valido per un periodo dal 10 gennaio al 31 dicembre 2019 inerente alla 

fornitura di veicoli ed attrezzature destinati ad essere utilizzati durante le ma-

nifestazioni sportive avvenute nel 2019, tra queste anche il TdS (doc. 

05.08.03/006). Inoltre ha affermato che i collaboratori della A. AG, incaricati 

d’importare i veicoli, erano informati del rilascio dei carnet ATA inerenti alla 

merce trasportata; contrariamente non lo sarebbero stati a riguardo dei vei-

coli (doc. 05.08.03/009). All’interno della A. AG, a partire dal 2020, sarebbero 

2 collaboratori ad occuparsi delle questioni legate agli sdoganamenti ed 

ai rapporti con la C. SRL, E. e F. Tuttavia nel 2019 e prima non sarebbe a 

conoscenza dei responsabili (doc. 05.08.03/005). Il 13 settembre 2022 è 

stato interrogato, quale persona informata sui fatti, G., amministratore 

delegato della C. SRL dalla primavera del 2018 fino alla fine del 2019 e con-

sulente di questa società a partire dal 2020 (dcc. 06.08.06/003)” (ibidem, 

pag. 4). L’UDSC afferma che “sia nel corso dell’interrogatorio di B. del 

31 maggio 2022 (doc. 0508.03/007 — 05.08.03/008) e di G. del 13 settembre 

2022 (doc. 06.08.06/006 — 06.08.06/007), è stato confermato quanto I’avv. 

H. dello Studio legale deII’avv. Curzio Fontana, presente ad ambedue gli in-

terrogatori, il 21 agosto 2020 ha prodotto all’intenzione dell’AD Sud, vale a 

dire la lista dei seguenti veicoli esteri utilizzati dalla A.AG nel corso dell’edi-

zione 2019 del TdS: autocaravan Motorhome, imm. n° 1 (IT); autocarro Iveco 

Magirus, imm. n° 2, (IT); veicolo pesante Evo GMBH Setra 5 416, imm. n° 3 

(IT); veicolo leggero Mitsubishi Outlander, imm. n° 4, (IT); veicolo leggero 

Mitsubishi Outlander, imm. n° 5, (IT); veicolo leggero Mitsubishi Outlander, 

imm. n° 6, (IT)” (ibidem, pag. 5). A mente dell’autorità inquirente, “gli interro-

gatori svolti hanno quindi permesso di accertare ch’è indubbio che la A. AG 

ha partecipato al TdS 2019 con i precitati 6 veicoli come pure che non è da 

escludere la sua partecipazione con altri veicoli alle edizioni del TdS 2017 e 

2018. In tutte queste occasioni si presume abbia utilizzato veicoli esteri della 

C. SRL immessi nel territorio doganale, usufruendo a torto del regime di am-

missione temporanea senza documenti doganali. Tuttavia le dichiarazioni ri-

lasciate nel corso degli enunciati interrogatori come pure dei documenti rac-

colti finora in sede d’inchiesta, se da una parte hanno permesso di accertare 

la presenza di contratti inerenti ai fatti ed agli anni oggetto dell’inchiesta, 

dall’altra non hanno permesso di determinare con certezza il numero e la 

tipologia di veicoli esteri effettivamente impiegati dalla società A. AG. Inoltre 

- 8 - 
 
 

non è stato possibile determinare con sufficiente chiarezza, i ruoli assunti dai 

soggetti operanti in seno alla A. AG e dalla C. SRL in relazione agli impegni 

doganali e di conseguenza determinarne le loro specifiche responsabilità nel 

caso” (ibidem, pag. 5 e seg.). 

 

6.2.2 Dopo aver richiamato il principio della celerità nella procedura penale, criti-

cando sia i tempi dell’inchiesta che la misura della perquisizione, gli oppo-

nenti sostengono che “l’unico motivo per cui è stata ordinata questa misura 

è per effettuare una caccia all’uomo da accusare per le pretese violazioni 

penali amministrative, dal momento che nulla aveva permesso di identificare, 

tra i vari attori coinvolti, il responsabile. Già solo per questo, l’ordine è da 

considerare perfettamente intempestivo, con l’unico obiettivo di effettuare 

una fishing expedition e trovare qualcuno da accusare per un reato penale 

amministrativo che, di fatto, non è mai stato commesso” (BV.2023.30-31, 

act. 9, pag. 2 e seg.). Per il resto, essi affermano che “nessuno ha mai infor-

mato la società della necessità di dover eseguire una particolare procedura 

per immettere temporaneamente i veicoli in Svizzera in occasione del Tour”, 

precisando che “nessuno di A. AG ha mai avuto intenzione di frodare le 

dogane svizzere” (ibidem, pag. 3). Gli opponenti contestano quindi sia la per-

quisizione che la visione di tutti i documenti da parte dell’autorità. Tanto più 

che la misura sarebbe, a loro dire, “sproporzionata, ingiusta nonché lesiva 

dei loro diritti, dato che i documenti informatici oggetto della perquisizione 

riguarderebbero “l’intera società, i suoi dati economici, bancari, i contratti, i 

rapporti con gli Studi legali in Svizzera e all’estero (…), tutti dati che meritano 

il mantenimento del segreto, che rientrano nella facoltà di non rispondere o 

di non deporre, che per di più non interessano minimamente l’inchiesta (…)” 

(ibidem, pag. 5). 

 

6.2.3 A sostegno della richiesta di levata dei sigilli, l’autorità richiedente afferma di 

essersi “chinata dapprima sui fatti relativi al 2019, vale a dire su quelli con-

cernenti l’importazione a scopo commerciale di 6 veicoli esteri, di cui si 

presume che nel corso di tale anno, in occasione dello svolgimento del TdS, 

abbiano usufruito a torto dell’ammissione temporanea senza documenti 

doganali, nonostante fossero stati noleggiati sulla scorta di un regolare con-

tratto di prestazioni e messi a disposizione sul territorio elvetico di una 

società con sede in Svizzera; in un secondo tempo, sulla scorta delle affer-

mazioni rilasciate dalle diverse persone informate sui fatti, anche sulla pos-

sibile e probabile immissione a torto di altri veicoli negli anni precedenti, ossia 

nel 2017 e 2018” (BE.2023.18, act. 1, pag. 8). L’UDSC aggiunge che “nella 

fattispecie, a riguardo della pertinenza per l’inchiesta delle informazioni con-

tenute nella documentazione cartacea e informatica detenuta dagli 

opponenti e messa al sicuro il 4 settembre 2023 (…), l’autorità richiedente 

ritiene che essa nella misura in cui concerne le importazioni di veicoli esteri, 

non sdoganati o sdoganati solo in parte, nel 2019 e quelle possibili nel 2017 

- 9 - 
 
 

e 2018 sia evidente. In sede dell’interrogatorio del 31 maggio 2022, B., or-

gano responsabile della A. AG rispettivamente in sede di quello del 13 set-

tembre 2022, G., amministratore delegato della C. SRL, hanno confermato 

la messa a disposizione e l’utilizzo di 6 veicoli impiegati nell’edizione del TdS 

2019. Tuttavia non hanno saputo rispondere con chiarezza ai quesiti su chi 

abbia importato, quali veicoli, quando, attraverso quali valichi e mediante 

quale procedura doganale quest’ultimi siano stati importati. Pur ammettendo 

la medesima fattispecie per gli anni 2017 e 2018, in merito a medesimi que-

siti sono rimasti ancora più vaghi (…). Infine anche gli ulteriori interrogatori 

di persone a conoscenza dei fatti come pure le diverse informazioni raccolte 

in sede d’inchiesta non hanno permesso di accertare in modo attendibile i 

fatti, ossia l’avvenuto sdoganamento dei veicoli in oggetto” (ibidem, pag. 8). 

Ipotizzando che le importazioni oggetto dell’inchiesta siano state perpetrate 

sull’arco di svariati anni, segnatamente dal 2017 al 2019, e quantificando, da 

un primo calcolo sommario e provvisorio, in circa fr. 100'000.– le imposte 

sottratte, l’autorità richiedente afferma che “la cernita delle informazioni con-

tenute nella documentazione cartacea e informatica messa al sicuro permet-

terà con ogni probabilità all’autorità richiedente di concretizzare i suoi forti 

sospetti, evidenziando sulla base di contratti e accordi conclusi, particolar-

mente in base alla relativa messaggistica elettronica, elementi di rilievo atti 

ad individuare il numero e le quantità delle sospettate importazioni fraudo-

lente come pure gli autori responsabili delle infrazioni descritte. È pertanto 

plausibile che la consultazione della documentazione cartacea e informatica 

detenuta dagli opponenti sia in grado di far luce su questi punti, osservando 

in tal modo il principio della potenziale utilità” (ibidem, pag. 9). 

 

6.3 Alla luce di quanto precede e dei necessari chiarimenti ancora da effettuarsi, 

questa Corte ritiene che, nell’ottica di una richiesta di levata dei sigilli, l’UDSC 

disponga di sufficienti indizi di reato per fondare i propri sospetti circa le 

infrazioni descritte e che i dati contenuti nella documentazione cartacea e 

nelle apparecchiature informatiche poste sotto sigillo, elencate nel processo 

verbale di perquisizione del 4 settembre 2023 (v. atto 01.05.06 001 e seg. 

incarto UDSC), presentino un’utilità potenziale per il prosieguo dell’inchiesta. 

Non essendo ipotizzabile una misura meno invasiva, ma altrettanto ade-

guata a permettere alle autorità di accedere alle informazioni utili all’inchie-

sta, la misura richiesta risulta altresì proporzionata. L’autorità richiedente ha 

già in ogni caso ribadito che la perquisizione della documentazione cartacea 

e delle apparecchiature informatiche verrà effettuata col maggior riguardo 

possibile dei segreti aziendali ivi contenuti, conformemente ai disposti 

dell’art. 50 cpv. 1 DPA, aggiungendo che le informazioni protette, rapida-

mente individuabili e comunque tutelate dal segreto d’ufficio, saranno scar-

tate ai fini dell’inchiesta (v. BE.2023.18, act. 1, pag. 9). 

 

 

- 10 - 
 
 

7. In definitiva, la richiesta di levata dei sigilli presentata dall’UDSC deve essere 

accolta. Non essendo i dati contenuti nella documentazione cartacea e nelle 

apparecchiature informatiche oggetto della richiesta toccata da un segreto 

professionale ai sensi dell’art. 50 cpv. 2 DPA – pur menzionando in maniera 

del tutto vaga rapporti con studi legali in Svizzera e all’estero (v. BV.2023.30-

31, act. 9, pag. 5), gli opponenti non hanno minimamente spiegato in che 

misura si tratterebbe di documenti protetti dal segreto professionale o non 

piuttosto di documenti di natura commerciale estranei all’attività tipica 

dell’avvocato (v. DTF 143 IV 462 consid. 2.2; 135 III 410 consid. 3.3; 

sentenza del Tribunale federale 4A_343/2019 del 5 giugno 2020 con-

sid. 3.2.1) –, l’UDSC è autorizzato a procedere esso stesso al dissigillamento 

e alla cernita della documentazione cartacea e dei dati delle apparecchiature 

informatiche elencate nel processo verbale di perquisizione del 4 settembre 

2023 (v. atto 01.05.06 001 e seg. incarto UDSC). 

 

 

8. Conformemente all’art. 25 cpv. 4 DPA, l’onere delle spese per la procedura 

davanti alla Corte dei reclami penali si determina secondo l’art. 73 LOAP, 

disposizione che rinvia al regolamento del Tribunale penale federale sulle 

spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura penale 

federale (RSPPF; RS 173.713.162). Tale regolamento non contiene tuttavia 

indicazioni in merito all’attribuzione delle spese giudiziarie, trovando pertanto 

applicazione per prassi costante le disposizioni della LTF in analogia 

(TPF 2011 25 consid. 3). Giusta l'art. 66 cpv. 1 LTF, agli opponenti, parti 

soccombenti, viene addossata la tassa di giustizia di fr. 2’000.– in solido. 

Essa è coperta dall’anticipo delle spese già versato (v. BV.2023.30-31, 

act. 4). Non vengono per contro assegnate ripetibili all’UDSC (v. art. 68 

cpv. 3 LTF). 

 

 

 

- 11 - 
 
 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Le cause BV.2023.30-31 e BE.2023.18 sono congiunte. 

2. La richiesta di ottenere un ulteriore termine per completare il reclamo è re-

spinta 

3. Il reclamo è inammissibile. 

4. La richiesta di levata dei sigilli è accolta. 

5. L’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini è autorizzato a 

procedere alla levata dei sigilli e alla cernita della documentazione cartacea e 

dei dati contenuti nelle apparecchiature informatiche degli opponenti. 

6. La tassa di giustizia di fr. 2’000.– è posta a carico degli opponenti in solido. 

Essa è coperta dall’anticipo delle spese di pari importo già versato. 

 
Bellinzona, 1° febbraio 2024  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Curzio Fontana 

- Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini 

 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni della Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30 giorni 
dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (art. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale del 17 giugno 
2005 sul Tribunale federale; LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale oppure, 
all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 
tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per via elettronica, per il rispetto 
di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha eseguito 
tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF). 

La procedura è retta dagli art. 90 e segg. LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).