# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 426c55fd-c3fa-5d02-94df-4c04f890ef39
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 02.10.2008 35.2008.37
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2008-37_2008-10-02.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2008.37

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  2 ottobre 2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 9 maggio 2008 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione dell'11
  aprile 2008 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

  rappr. da: RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 21
dicembre 2006 RI 1 - dipendente della __________ di __________ in qualità di
idraulico ed assicurato contro gli infortuni presso l'CO 1 - è scivolato e
caduto a terra riportando la "frattura P1 e P2 del secondo dito della mano
sinistra con una ferita lacero-contusa. Egli è stato trattato lo stesso giorno
con sutura della ferita presso l'Ospedale __________ di __________. La frattura
è stata rimasta misconosciuta per circa tre settimane. L'assicurato ha ripreso
il lavoro al 50% il 5.2.2007 e al 100% il 13.3.2007. La cura è stata chiusa il
12.3.2007 (Doc. A, pag. 2).

 

                                         L'Istituto
assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha versato
regolarmente le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Con
decisione su opposizione dell'11 aprile 2008 l'CO 1, confermando la propria
decisione del 14 novembre 2007 (cfr. Doc. 22) ha negato all'assicurato il
diritto ad un'indennità per menomazione dell'integrità a seguito dell'evento in
questione ritenendo la menomazione non importante.

                                         Al
riguardo, l'assicuratore ha rilevato:

 

" 
(...)

L'assicurato presenta un'artrosi post-traumatica
dell'AIFP dell'indice. Il dott. __________, medico di circondario, in data
5.10.2007, richiamata la tabella 5 delle Comunicazioni della Divisione medica,
ha attestato il danno esistente, anche con completa anchilosi o anche dopo
trattamento mediante resezione articolare, artrodesi o addirittura protesi, non
dà diritto ad un'indennità ai sensi dell'OAINF. Il medico di circondario si è
confermato nelle sue conclusioni dopo aver visitato l'assicurato precisando
che, in concreto, l'anchilosi non permette di  riconoscere una menomazione
superiore al 30%.

(...)

Sintomatico è poi il fatto che l'assicurato
critica le conclusioni del dott. __________ senza far valere alcun argomento
oggettivo ma sottolineando, con il complemento all'opposizione, la necessità di
procedere nei confronti dell'Ospedale di __________. Ora le questioni di
rivalsa - così come le peculiarità di ogni singolo assicurato con un ev. torto
morale - non hanno alcuna influenza ai fini della presente procedura."
(Doc. B1)

 

                               1.3.   Contro
questa decisione l'assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA
nel quale il suo rappresentante si è in particolare così espresso:

 

" 
(...)

In estrema sintesi (negli allegati l'ampia
esposizione del tutto) è successo che: il patrocinato sig. RI 1 ha avuto 2
infortuni; uno sul lavoro l'altro al pronto soccorso dell'ospedale, dove, si
presume, l'imperizia degli operatori ha procurato all'assicurato tutto il danno
che sta formando oggetto di questo contenzioso, sul cui giudizio, confidiamo,
codesto Tribunale valuti superando la menzionata pedissequità che può
caratterizzare solo gli atti dell'Istituto Assicuratore.

 

Per le regioni esposte negli allegati, il danno
subito dal RI 1 implica una modifica dei suoi rapporti sociali, non liquidabili
nel riconoscergli il 3 piuttosto che il 5%; strumentale per la chiusura del
caso a danno del RI 1 stesso. (...)" (Doc. I)

 

                                         Il 5
giugno 2008 il rappresentante dell'assicurato ha completato il proprio ricorso
(cfr. al riguardo Doc. II), ed ha sottolineato quanto segue:

 

" 
(...)

A seguito d'imperizia presso l'ospedale di __________
(pronto soccorso) al sig. RI 1, tre settimane dopo l'incidente, ovvero in
occasione della rimozione dei punti di sutura della ferita al dito è stata
riscontrata anche la frattura dello stesso (prima non rilevata) che nel
frattempo aveva generato blocco funzionale dei movimenti accompagnato da dolore
subcontinuo e con impossibilità alla formazione del pugno (nel ricorso
chiamiamo questa circostanza "sarcasticamente" secondo infortunio).

 

Il RI 1 ha ripreso l'attività (é tecnico di
impianti idro-termo-sanitari) ma l'indice sinistro, a motivo del blocco
funzionale é continuamente esposto a "insulti traumatici" al punto da
non escludere, in assenza di terapie attendibili e praticabili, l'amputazione
del segmento.

 

Tutto ciò comporta, purtroppo, anche negativa
incidenza nei rapporti sociali del sig. RI 1. Era buon chitarrista in complesso
musicale (hobby) e non può più farlo.

 

CO 1 riduce tutto ciò al 3% come capacità di
guadagno, negando conseguentemente anche l'indennità per menomazione integrità
fisica. Noi riteniamo inaccettabile tale provvedimento e, atteso quanto sopra,
chiediamo a Lei Sig. Giudice, che al nostro patrocinato sia riconosciuto un
danno permanente non inferiore al 7-8% (giusta l'art. 24 cpv 1 LAINF - non
pertinente il 25 successi)." (Doc. III)

 

                               1.4.   Nella sua
risposta del 2 luglio 2008 l'CO 1 propone di respingere il ricorso e osserva:

 

" 
(...)

5.

In particolar modo il
ricorrente non produce a sostegno della propria tesi alcuna do­cumentazione
medica aggiuntiva. Si rileva altresì come egli non abbia mai portato al­cun
argomento medico-scientifico pertinente a sostegno della sua richiesta. Fra gli
atti allegati dal ricorrente non figurano neppure pareri medici specialistici
contenenti una valutazione dell'IMI diversa da quella enunciata dal medico
della convenuta (cf. ap­prezzamento del 5 ottobre 2007 [doc. 19], rispettiva-mente
del 5/18 febbraio 2008 [doc. 26] ad opera del Dr. __________, specialista FMH
in chirurgia).

 

6.

Considerato che, come già evidenziato in
precedenza, l'IMI si valuta sulla base di ele­menti d'ordine valetudinario e
che per l'appunto nel caso in rassegna sono assenti, un completamento della
decisione su opposizione dell'11 aprile 2008 (doc. 29) non è giu­stificato.

La convenuta rinvia pertanto integralmente, per
ragioni di economia processuale, al contenuto della stessa, sia per quanto
attiene ai fatti e al diritto, sia per quanto ri­guarda in particolare la
valutazione delle prove. A tal proposito si rimanda in concreto specialmente ai
copiosi apprezzamenti medici del Dr __________ di cui ai doc. 19 e 26, i quali
adempiono pienamente le esigenze giurisprudenziali relative al valore probante
(cfr. DTF 125 V 352; 122 V 157
ss, consid. 1c e riferimenti).

 

7.

Quo alle considerazioni d'ordine soggettive
censurate dal ricorrente (l'incidenza nei rapporti sociali e le ripercussioni
nel suo hobby di chitarrista), la convenuta rileva la loro inconferenza. In effetti,
nella valutazione dell'IMI si deve fare astrazione delle circostanze personali.
Secondo la giurisprudenza, la gravità della menomazione si sti­ma soltanto in
funzione di accertamenti medici senza ritenere, all'opposto delle inden­nità
per torto morale secondo il diritto privato, le eventuali particolarità della
persona (cfr. RAMI 2000 U 362, pag. 42 s.; DTF 113 V 218). Gli aspetti
soggettivi del danno -

segnatamente il pretium doloris - sono esclusi
dall'IMI. Ciò significa in concreto che per tutti gli assicurati che presentano
uno status medico, l'IMI sarà la medesima, es­sendo la stessa stabilita in
maniera astratta, uguale per tutti, a prescindere dai fattori soggettivi (DTF
133 V 224; 115 V 147, consid. 1). (...)" (Doc. V)

 

                               1.5.   Il 18 luglio
2008 il rappresentante dell'assicurato ha inviato al TCA uno scritto nel quale
sottolinea quanto segue:

 

" 
Il punto 4 della memoria
CO 1, riporta nostre considerazioni omettendo la
circostanza più significativa (2° infortunio
l'abbiamo definito) relativa al danno subito dal RI 1 al pronto soccorso
dell'ospeda­le per l'imperizia degli operatori sanitari. Unica vera circostanza
da cui deriviamo la pretesa per il nostro patrocinato di prestazioni IMI non inferiore al 7/8%, a
motivo del conseguente "blocco funziona­le" del dito indice sinistro,
e rappresentate conseguenze. Applichi
in merito CO 1 l'Istituto di
rivalsa, consueta per la
responsabilità di terzi verso i suoi assicurati.
(...)" (Doc. VII)

 

                               1.6.   Il 25 agosto
2008 l'CO 1 ha formulato al riguardo la seguente considerazione:

 

" 
(...)

La convenuta contesta
recisamente l'affermazione secondo la quale non si sarebbe tenuto conto della
secon­da circostanza, rispettivamente delle sue conseguenze, nella
determinazione dell'indennità per menomazione dell'integrità (IMI). Come si
evince difatti dall'apprezzamento medico del Dr. __________ di cui al doc. 26
(in cui alla pag. 3 viene confermata l'assenza di IMI), lo stesso ha
considerato la situazione valetudinaria del ricorrente anche alla luce di
quanto occorso al Pronto soccorso dell'__________, situazione parimenti già
nota allorquando era stata valutata l'IMI (cfr. doc. 19). 

In ogni modo, la convenuta ha sottoposto l'intero
incarto al Dr med. F__________, specia­lista FMH in chirurgia, che si è
determinato con scritto del 20 agosto 2008 (doc. 30), allegato alla presente.
Come si evince dallo stesso, il Dr. __________ ha chiaramente e completamente confermato quanto
asseverato dal Dr. __________,
dopo analisi oggettiva e documentata della vertenza, adducendo e spiegando
ancora più nel dettaglio i motivi valetudinari alla base dell'assenza d'IMI." (Doc. IX)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;
STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001,
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000;
STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se RI 1 ha diritto oppure no ad un'indennità per
menomazione dell'integrità per le conseguenze dell'evento del 21 dicembre 2006.

 

                                         Secondo
l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in
seguito all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole
all'integrità fisica o mentale.

                                         Tale
indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale.

                                         Essa non
deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca
dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.

                                         Il
Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo
dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).

 

                               2.3.   L'art. 36
cpv. 1 OAINF definisce i presupposti per la concessione dell'indennità giusta
l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se
verosimilmente sussisterà tutta la vita almeno con identica gravità ed
importante se l'integrità fisica o mentale è alterata in modo evidente o grave.

                                         In questa
valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche
dalle circostanze personali dell'assicurato. Secondo la giurisprudenza, infatti,
la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di accertamenti
medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto morale secondo il
diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato (cfr. RAMI 2000 U
362, p. 42-43; DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 U 31, p. 438).

                                         La parte
della riparazione del torto morale contemplata dagli

artt. 24ss. LAINF è, dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del
danno (segnatamente il pretium doloris e il pregiudizio estetico) ne
sono esclusi (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 121).

 

                                         Questi
concetti sono stati ribaditi in un sentenza U 349/06 dell11 luglio 2007 nel
quale il Tribunale federale ha rilevato:

 

" 
Occorre poi ricordare al ricorrente, come già
spiegato dal giudice cantonale, che secondo giurisprudenza la menomazione
dell'integrità è valutata in modo astratto, uguale per tutti. Da questo
profilo, l'IMI si distingue quindi dall'indennità per torto morale ai sensi del
diritto civile, per il quale si procede ad una valutazione individuale del
danno avuto riguardo alle particolarità del caso. Contrariamente alla
valutazione del torto morale secondo il diritto privato, la fissazione dell'IMI
può prendere a base criteri medici di carattere generale, risultanti da esami comparativi
di postumi infortunistici analoghi, senza tener conto delle specifiche
limitazioni che la lesione è suscettibile di comportare per un determinato
assicurato. In altri termini, l'importo dell'IMI non dipende dalle circostanze
del caso concreto, ma da una valutazione medico-teorica del danno alla salute
fisica o psichica, prescindendo da fattori di carattere soggettivo (DTF 115 V 147 consid.
1; cfr. DTF 133 V 224). In
quest'ordine di idee, la Corte cantonale ha rettamente rilevato che la
circostanza che l'insorgente, a causa delle conseguenze dell'infortunio, possa
essere stato costretto a modificare le proprie abitudini di vita, non può
essere presa in considerazione nella valutazione della menomazione
all'integrità di cui è portatore."

 

                               2.4.   Secondo
l'art. 36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive
contenute nell'Allegato 3 dell'OAINF. 

                                         Una
tabella elenca una serie di lesioni indicando per ciascuna il tasso normale di
indennizzo, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo del
guadagno assicurato. 

 

                                         Questa
tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco
esaustivo (cfr. RAMI 2000 U 362, p. 43; DTF 124 V 32; DTF 113 V 219 consid. 2a;
RAMI 1988 U 48

p. 235 consid. 2a e sentenze ivi citate). Deve essere intesa come una norma
valida "nel caso normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).

                                         Le
menomazioni extra-tabellari sono indennizzate secondo i tassi previsti
tabellarmente per menomazioni di analoga gravità (cifra 1 cpv. 2
dell'allegato).

                                         La
perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo
stesso. In caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente
ridotta; tuttavia nessuna indennità verrà versata se la menomazione
dell'integrità risulta inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato).

                                         Se più
menomazioni all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono
concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art.
36 cpv. 3 1a frase OAINF; cfr. SVR 2008 UV Nr. 10).

                                         Si prende
in considerazione in modo adeguato un peggioramento prevedibile della
menomazione dell'integrità. E' possibile effettuare revisioni solo in casi
eccezionali, ovvero se il peggioramento è importante e non era prevedibile
(art. 36 cpv. 4 OAINF).

                                         Peggioramenti
non prevedibili non possono, naturalmente, essere anticipatamente considerati.

                                         Nel caso
in cui un pregiudizio alla salute si sviluppi nel quadro della prognosi originaria,
la revisione dell'indennità per 

                                         menomazione
è, di principio, esclusa. Per contro, l'indennità dev'essere di nuovo valutata,
quando il danno è peggiorato in una misura maggiore rispetto a quanto
pronosticato (cfr. RAMI 1991 U 132, p. 308ss. consid. 4b e dottrina ivi
menzionata).

 

 

                               2.5.   L’CO 1 ha
allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che integrano
quella dell'ordinanza.

                                         Semplici
direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non
vincolano il giudice (cfr. STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF 125 V 377
consid. 1c; STFA del 7 dicembre 1988 nella causa P.; RAMI 1989 U 71,

p. 221ss.).

                                         Tuttavia,
nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire
la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con
l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987 U 21, p. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF
116 V 157, consid. 3a).

 

                                         Al
riguardo in una sentenza 8C_472/2007 del 9 giugno 2008 il Tribunale federale ha
rilevato:

 

" 
3.4 La table 1.2. prévoit, en ce qui concerne
l'épaule, un taux d'atteinte à l'intégrité de 30 pour cent pour une épaule
bloquée en adduction, de 10 pour cent pour une épaule mobile jusqu'à 30 degrés
au dessus de l'horizontale, et de 15 pour cent pour une épaule mobile jusqu'à
l'horizontale. En l'espèce, il ressort des constatations du docteur E.________
- qui se fondent sur un examen clinique approfondi et dont il n'y a pas lieu de
remettre en cause l'exactitude - que la mobilité de l'épaule est réduite jusqu'à
l'horizontale (l'abduction active atteint l'horizontal tandis que la flexion
active est possible un peu au dessus de l'horizontal). Le
taux de 15 pour cent retenu par la CNA et les premiers juges correspond dès
lors bien au handicap du recourant."

 

 

                               2.6.   Nella concreta evenienza, l’assicuratore LAINF convenuto, sentito
il parere del dott. __________, ha negato a RI 1 il diritto ad ottenere un'IMI.

 

                                         In un
primo rapporto del 5 ottobre 2007 lo specialista FMH in chirurgia si è così
espresso:

 

" 
Un'artrosi post-traumatica dell'AIF dell'indice,
ossia lesione unilaterale, anche con completa anchilosi o dopo trattamento
mediante resezione articolare, artrodesi o addirittura protesi, non dà  diritto
ad un'indennità alla menomazione dell'integrità ai sensi dell'OAINF.

 

Al riguardo si rinvia alla tabella 5.2 del Volume
indennità alla menomazione dell'integrità della Suva, edizione 2000, opera che
regola in modo dettagliato l'IMI di questa regione del corpo.

 

Da tale opera emerge pure che addirittura
l'impianto di un'endoprotesi con esito negativo non dà diritto ad alcuna
IMI (0%)." (Doc. 19)

 

                                         Il dottor
__________ ha ribadito la sua conclusione in un successivo rapporto del 5/18
febbraio 2008 nel quale ha rilevato:

 

" 
(...)

DIAGNOSI

 

      ●   Frattura longitudinale
scomposta metafisaria intrarticolare distale della falange prossimale nonché
frattura prossimale della falange intermedia dell'indice della mano adominante
a sini­stra, lesione misconosciuta e trattata conservativamente con residuale
artrosi dell'AIFP in subanchilosi.

 

CONCLUSIONI

 

Siamo dunque a distanza di oltre 13 mesi da un
infortunio professionale, durante il quale l'assicurato ha subito le lesioni
summenzionate, trattate al Pronto Soccorso dell'__________.

 

In tale occasione i medici si sono concentrati su
una FLC distale (suturata), mentre non è stata rico­nosciuta (per la durata di
circa 3 settimane) la frattura combinata della falange media e prossimale,
purtroppo intrarticolare.

Come ben verificabile e pure documentato con
fotografie dettagliate, in occasione dell'esame odierno verifichiamo una
subanchilosi (estensione/flessione di 0-0-20° all'AIFP), senza interessamento
tendi­neo o neuro-vascolare.

Già a suo tempo è stata ventilata la possibilità
di un'artrodesi o impianto di una protesi, ma non de­siderati dal signor RI 1.

 

Alla chiusura del pugno (vedi le foto),
l'assicurato non di meno riesce, soprattutto con l'aiuto del pol­lice ad
avvicinare quasi fino al tenar l'indice sinistro, risp. con la presa bruta a
produrre un 48 kgp, risp. con la presa di pinza un 10 kgp (a destra 12 kgp).

 

Come già esposto in altra sede all'assicurato
un'attività professionale del tipo manuale preclude l'impianto di una protesi.

 

Sarebbe invece ideale un'artrodesi in posizione
funzionale del dito (flessione di almeno 30°).

 

 

In base all'esame clinico e strumentale odierno
comunque notiamo che nel frattempo è subentrato un netto adattamento e
assuefazione, indi la decisione del signor RI 1 di non voler sottoporsi ad un
intervento correttivo.

 

In merito al danno fisico non possiamo che
ribadire le nostre dettagliate considerazioni del 5.10.2007, risp. l'assenza di
una menomazione dell'integrità ai sensi dell'OAINF (un'anchilosi di que­sto
tipo non supera l'entità di un 3%).

 

Allo stesso momento dobbiamo informare il signor RI
1 che la Suva non conosce l'obbligo di un indennizzo per il torto morale
né per dei danni fisici inferiori al 5% della totale integrità.

Caso mai dovrà rivolgersi all'Assicurazione
responsabile dell'Ospedale, in cui inizialmente le fratture non sono state
diagnosticate.

 

Indipendentemente da queste considerazioni, la CO
1, anche in futuro, in caso di necessità dovrà rispondere per le adeguate spese
di cura (p.e. nel caso in cui il signor RI 1 volesse ugualmente essere
sottoposto ad un'artrodesi).

 

Il signor RI 1 ringrazia la Suva di tutte le
informazioni ricevute e continua ad essere abile al lavo­ro nella misura del
100%." (Doc. 26)

 

 

                                         La
fondatezza dell'apprezzamento espresso dal medico di circondario è stata
confermata dallo specialista FMH in chirurgia dottor __________ il quale il 20
agosto 2008 si è così espresso:

 

" 
Es geht um die Folgen des Unfalles vom
21.12.2006. Der Versicherte erlitt dabei eine Verletzung des Zeigefingers links
(RQW, intra-artikuläre Fraktur
P1). Es resultierte eine
Arthrose des PIP mit Einschränkung
der Beweglichkeit. Hinweis auf die Berichte des Handchirurgen Dr. __________
(Akt 14) und des Kreisarztes (Akt 26) sowie die Fotos vom 05.02.2008.

 

Strittig ist die Höhe des
Integritätsschadens. Diese Beurteilung muss abstrakt und egalitär erfol­gen,
insbesondere unabhängig von
Alter, Geschlecht, Beruf und Hobbies. Vorliegend gibt es kei­ne konträren ärztlichen Stellungnahmen. Nach Studium von Akten und Röntgenbildern können wir die Beurteilung von
Kollege __________ vollumfänglich bestätigen. Ein augenfälliger
Schaden liegt nicht vor, nur eine mässige und indolente Verdickung des PIP am Zeigefinger links. Eine
Fehlstellung besteht nicht, auch die Trophik ist normal. Beim
Faustschluss stört dieser
Finger ebenfalls nicht
besonders. Die intakten benachbarten Fingergelenke (MP
und DIP) können die Einschränkung im PIP (0-0-20°) eben teilweise kompensieren. Die linke Hand
kann praktisch voll eingesetzt werden.

 

Auch formell ist die
Sachlage klar. Nach Tabelle 5 ist für isolierte Fingergelenksarthrosen
keine Entschädigung vorgesehen. Dass die (an sich unbestrittenen) Unfallfolgen am
PIP Dig. II links weder funktionell
noch kosmetisch vergleichbar sind mit dem Verlust von 2 Fingergliedern (er­gäbe 5% gemäss Skala im Anhang UW), ist u.E. auch für
medizinische Laien evident. Die For­derung der Rechtsvertretung von 7-8% analog
einer transmetakarpalen Fingeramputation (ge­mäss Tabelle 3.6, Abbildung 42 a) hat überhaupt
keine sachliche Grundlage. Nach objektiven Kriterien erreicht der Integritätsschaden
nicht einmal 2.5% (entsprechend dem Verlust eines Fingergliedes). Auch für eine spätere Amputation dieses Fingers gibt es keine rationale Indika­tion.
Bei klinisch reizlosem Gelenk sowie guter Angewöhnung und Anpassung sind zur Zeit we­der eine PIP-Arthrodese noch
eine Arthroplastik sinnvoll. Selbstverständlich bleibt
das Rückfall­melderecht gewährleistet.

 

Zusammenfassend muss aus
versicherungsmedizinischer Sicht an der Ablehnung eines erheblichen Integritätsschadens (mindestens 5%) festgehalten
werden." (Doc. 30)

 

 

                                         Il ricorrente pretende di
avere diritto a un’indennità del 7-8 %), sottolineando anche che non può più
svolgere il suo hobby di chitarrista.

 

                                         Questo
Tribunale, chiamato a pronunciarsi su una questione di carattere medico,
attentamente vagliata la documentazione presente all’inserto, ritiene di non
avere valide ragioni per scostarsi dall’apprezzamento dei medici dell’CO 1,
considerato anche che, per costante giurisprudenza, in un procedimento
assicurativo sociale, l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della
controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa
è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr.
STFA U 14/02 del 28 giugno 2002; RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U
259/02 dell'8 luglio 2003, consid. 2.1.1; U.
Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989,
p. 30ss.).

 

                                         Nella già citata sentenza
U 349/06 dell'11 luglio 2007 il Tribunale federale ha rilevato:

 

" 
I referti ordinati ed eseguiti in adempimento di
questo compito non possono essere considerati di parte (DTF 123 V 175, 122 V
157). Il solo fatto quindi che il dott. F.________ sia in concreto intervenuto
in qualità di medico di circondario dell'istituto assicuratore non è di per sé
sufficiente per dubitare della sua obiettività e imparzialità.

 

Quanto al valore probatorio attribuito a simili
referti, come ha evidenziato il giudice di prime cure, il questo Tribunale ha
già avuto modo di stabilire che se gli stessi sono stati resi sulla base di
accertamenti approfonditi e completi, in piena conoscenza dell'incarto e
giungono a dei risultati convincenti, il giudice non vi si discosta se non in
presenza di indizi concreti suscettibili di far dubitare della loro fondatezza
(DTF 125 V 351 consid.
3b/ee pag. 353). Ciò che è il caso in concreto."

 

 

                                         In particolare per quel
che riguarda gli effetti del danno alla salute sulle attività ricreative
dell'assicurato, come visto (cfr. consid. 2.3) essi non possono venire presi in
considerazione nel contesto dell'IMI dove determinanti sono solo gli
accertamenti medici oggettivi.

 

                                         Per il resto i medici
citati hanno esposto dettagliatamente e in modo convincente i motivi per cui,
nel caso concreto, il grado di menomazione durevole non raggiunge almeno il 5%.

                                         In
particolare se si considera che nella Tabella delle menomazioni dell'integrità
che figura all'Allegato 3 dell'OAINF la perdita di almeno due falangi di un
dito o di una falange del pollice dà diritto ad un'IMI del 5%, la conclusione
del dotto __________ secondo il quale nella presente fattispecie essendo
coinvolto un solo dito, diverso dal pollice, il grado di IMI raggiunge "massimo
il 2,5% può essere fatta propria dal TCA.

                                         D'altra
parte, come ha sottolineato il dottor __________, la tabella 5.2 allestita
dall'CO 1 per l'artrosi delle dita anche dopo artrodesi o protesi con risultato
non soddisfacente non dà diritto a nessuna IMI.

                                         Secondo
questo Tribunale, a ragione dunque l'CO 1 con la decisione su opposizione
impugnata ha negato all'assicurato il diritto a beneficiare di un'IMI (cfr.
STFA U 14/02 del 28 giugno 2002).

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti