# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3194a7b3-70fc-5332-ac16-0af3b13c9795
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-01
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 01.11.2010 D-7529/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7529-2010_2010-11-01.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7529/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 ° n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Kurt Gysi;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Etiopia,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 15 ottobre 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7529/2010

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo,

i verbali d'audizione del 10 settembre 2010 (di seguito: verbale 1) e del 
30 settembre 2010 (di seguito: verbale 2),

la decisione dell'UFM del 15 ottobre 2010, notificata all'interessato lo 
stesso giorno (cfr. Avviso di notifica e di ricevuta; atto A 11/1), 

il  ricorso  inoltrato  dall'insorgente  il  21  ottobre  2010  (cfr.  timbro  del  
plico raccomandato), 

la  copia  dell'incarto  dell'UFM  pervenuta  via  fax  al  Tribunale 
amministrativo  federale  (di  seguito:  il  Tribunale)  in  data 
22 ottobre 2010, 

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del 
20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa (PA, RS 172.021), 
dalla legge del 17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  del  17 giugno 2005  sul  Tribunale 
federale  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26 giugno  1998 
sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni 
dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  LTAF,  nonché 
art. 105 LAsi e art. 83 lett. d cpv. 1 LTF),

Pagina 2

D-7529/2010

che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art.  52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  cittadino  etiope,  d'etnia  oromo, 
originario  di  B._______  (Etiopia),  dove  avrebbe  vissuto  dalla  sua 
nascita sino al suo espatrio nell'(...) 2010, 

che l'interessato ha affermato di  aver lasciato il  suo Paese d'origine 
per  il  timore  di  essere  ricercato  dalle  autorità,  in  quanto  membro 
dell'Oromi Liberation Front (OFL) che combatte il governo e sarebbe 
evaso dal carcere in cui si trovava; che, in particolare, a causa della 
sua etnia e delle sue convinzioni politiche, egli sarebbe stato oggetto 
di pressioni sul posto di lavoro e gli sarebbe stata negata tra il (...)  e il 
(...) una promozione presso la C._______ (società governativa), dove 
lavorava come meccanico;  che,  il  15 febbraio 2009,  alcuni  militari  si 
sarebbero recati al domicilio dell'interessato, gli avrebbero sequestrato 
i suoi documenti e l'avrebbero malmenato fino a procurargli una seria 
ferita; che i medesimi individui l'avrebbero condotto in ospedale e dopo 
quattro giorni sarebbero andati a riprenderlo per portarlo in carcere a 
D._______;  che,  dopo  (...)  mesi  di  detenzione,  il  (...),  l'interessato 
sarebbe riuscito ad evadere, mentre svolgeva un lavoro esterno; che si 
sarebbe rifugiato presso un amico a B._______, prima di espatriare il 
(…), rispettivamente il (...), 

che,  da  B._______,  l'interessato  si  sarebbe  recato  in  autobus  a 
E._______, transitando da F._______ (Etiopia) e G._______ (Etiopia), 
da dove – assieme al passatore che gli avrebbe fornito un passaporto 
–  avrebbe raggiunto  H._______ (Etiopia)  ed avrebbe attraversato  la 
frontiera  a  piedi  fino  ad  arrivare  a  I._______  (Sudan);  che,  dopo 
quattro mesi, l'interessato avrebbe preso un aereo fino ad J._______ 
(Turchia) e si sarebbe recato in una località detta K._______, dove il  
passatore  gli  avrebbe  ritirato  il  passaporto;  che,  dopo  sette  giorni, 
sarebbe partito  alla  volta di  L._______ (Grecia),  da dove,  dopo una 
settimana  circa,  avrebbe  preso  una  nave  e  sarebbe  giunto  a 
M._______  (Italia);  che,  infine,  avrebbe  proseguito  in  auto  con  il  
passatore  fino  ad una collina  sul  confine  italo-svizzero  che avrebbe 
attraversato a piedi  e sarebbe infine giunto a N._______ (Svizzera), 
senza documenti e senza subire alcun controllo, 

Pagina 3

D-7529/2010

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di viaggio valido entro le 48 ore 
successive alla sua istanza; che, dall'altro lato, detto Ufficio ha ritenuto 
che nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata 
nel caso di specie, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento verso  l'Etiopia,  siccome  lecita, 
esigibile e possibile,

che,  nel  ricorso, l'insorgente  contesta  la  decisione  dell'UFM, 
sostenendo che vi sarebbero nel suo caso delle ragioni scusabili che 
giustificano  la  mancata  tempestiva  presentazione  dei  documenti 
d'identità, richiamati, da un lato, le sue allegazioni esposte in maniera 
dettagliata in corso di procedura circa il suo passaporto e la sua carta 
d'identità, nonché circa le circostanze del viaggio, le quali a suo dire 
non costituirebbero delle contraddizioni e non sarebbero di  rilievo, in 
quanto  non  avrebbero  alcun  legame  con  i  motivi  della  mancata 
presentazione  dei  documenti  d'identità  e,  dall'altro,  i  problemi  di 
comprensione con l'interprete, nonché l'impossibilità di rivolgersi  alle 
autorità  del  suo  Paese;  che,  pertanto,  l'autorità  inferiore  avrebbe 
dovuto entrare nel merito della sua domanda d'asilo e la decisione qui 
impugnata  dovrebbe  essere  annullata;  che,  inoltre,  spiegando  gli 
elementi  contraddittori  rimproveratigli  dall'UFM  punto  per  punto,  il 
ricorrente sostiene di aver risposto in modo dettagliato alle domande 
postegli e fa valere che sarebbero necessari ulteriori approfondimenti 
in  relazione  al  suo  statuto  di  rifugiato  e  all'esecuzione  del  suo 
allontanamento,  in  considerazione  delle  persecuzioni  statali  di  cui 
sarebbe  vittima  per  motivi  politici,  per  le  sue  rimostranze  dopo  la 
mancata promozione, per aver svolto attività di propaganda per l'OLF, 
all'interno della sua azienda, nonché a causa della sua appartenenza 
etnica  e  del  regime  spietato  in  un  Paese  disastrato  come  l'Etiopia, 
dove  la  sua  vita  sarebbe  in  pericolo  e,  di  conseguenza,  il  suo 
allontanamento dovrebbe essere considerato illecito e inesigibile,   

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti 
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 

Pagina 4

D-7529/2010

domanda d'asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione 
provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda d'esenzione dal 
pagamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali, 

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono  
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale 
svizzero [DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che,  in  relazione  a  quanto  già  rettamente  rilevato  dall'UFM  nella 
decisione  impugnata  circa  la  mancata  presentazione  dei  documenti 
d'identità  da  parte  del  ricorrente  e  le  circostanze  del  viaggio,  non 
soccorrono  innanzitutto  il  medesimo  le  pretese  giustificazioni 
ricorsuali,  secondo  cui  le  contraddizioni  rimproverategli  sarebbero 
dovute al fatto che avrebbe fornito una descrizione più dettagliata nella 
audizione federale rispetto alla prima, oppure alle incomprensioni con 
l'interprete  o  ancora  dovute  ad  una  diversa  interpretazione  della 
nozione  di  domicilio  o  ad  una  diversa  considerazione  di  ciò  che 
sarebbe  importante  (cfr.  ricorso  pagg.  3-4);  che,  infatti,  da  un  lato, 

Pagina 5

D-7529/2010

l'insorgente  ha  sottoscritto  i  verbali  delle  audizioni,  confermandone 
pertanto l'esattezza nella trascrizione e nella traduzione, dall'altro lato, 
alla  luce  delle  chiare  domande  postegli  durante  le  due  audizioni, 
risultano  altrettanto  manifestamente  chiare  le  risposte  date, 
rispettivamente  le  contraddizioni  tra  le  stesse  rese  dal  ricorrente, 
indipendentemente dai dettagli forniti (cfr. verbali 1 e 2); che, inoltre, le 
numerose contraddizioni o le vaghe allegazioni del ricorrente, sebbene 
possano  sembrare  portare  su  questioni  di  lieve  importanza,  come 
pretende  il  ricorrente  (cfr.  ricorso  pagg.  2-3),  nell'insieme  vanno  a 
comprovare  l'inverosimiglianza  di  quanto  asserito  da  quest'ultimo 
come  nel  caso  di  specie  circa  i  suoi  documenti  d'identità;  che, 
oltremodo,  è  determinante  il  fatto  che,  alla  luce  delle  allegazioni 
contraddittorie,  vaghe e  stereotipate  del  ricorrente,  è  assolutamente 
inverosimile  che  la  carta  d'identità  gli  sia  stata  sequestrata  nelle 
circostanze descritte (cfr. verbale 1 e 2), rispettivamente che egli non 
abbia mai posseduto il suo passaporto (cfr. verbale 1 pag. 5 e verbale 
2  D8; ricorso  pag. 2);  che tali  asserzioni,  infatti,  oltre  a  non  essere 
corroborate,  non  costituiscono  ragioni  valide  per  giustificare  la 
mancata  esibizione  di  documenti  ai  sensi  della  legge; che,  peraltro, 
non vi è alcun indizio che egli abbia effettuato seri e concreti sforzi che 
avrebbero potuto avere esito favorevole per l'invio dei suoi documenti 
(cfr. verbale 1 pag. 6 e verbale 2 D4-6), 

che,  a  ciò  aggiungasi,  a  proposito  delle  circostanze  del  viaggio 
d'espatrio,  che  non  è  plausibile  che  il  ricorrente  abbia  viaggiato  in 
parte  munito  di  un  passaporto  sudanese  di  un'altra  persona,  che 
avrebbe  mostrato  al  suo  imbarco  e  al  suo  sbarco,  senza  tuttavia 
essere in grado di indicare quali generalità o quali visti fossero indicati 
(cfr.  verbale  2  D46-50  e  D53);  che,  peraltro,  alla  luce  di  quanto 
sopraesposto, senza alcuna plausibile giustificazione, il ricorrente non 
è stato in grado di fornire allegazioni lineari, a titolo d'esempio, circa i  
mezzi di trasporto utilizzati (cfr. verbale 1 pag. 8 a confronto con D26) 
o le persone coinvolte nel suo viaggio (cfr. verbale 1 pag. 8 a confronto 
con verbale 2 D26-77); che, infine, varcare il confine Schengen senza 
subire  alcun  controllo  e  senza  documenti,  come  l'insorgente  ha 
dichiarato  (cfr. ibidem  D56,  D60-69),  risulta  oggi  perlomeno 
estremamente difficoltoso, 

che,  pertanto,  l'insorgente  non  può  aver  viaggiato  nelle  circostanze 
descritte, 

Pagina 6

D-7529/2010

che, vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa la mancata presentazione dei documenti d'identità,  
v'è ragione di  concludere che l'insorgente dissimuli  i  suoi  documenti 
d'identità per i bisogni della causa,

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità  
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti, le allegazioni decisive in materia d'asilo si esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che,  segnatamente,  è sufficiente sottolineare che il  ricorrente non è 
stato in grado di  comprovare le circostanze essenziali  a fondamento 
della  sua  domanda  d'asilo,  ovvero  la  sua  appartenenza  all'OFL, 

Pagina 7

D-7529/2010

nonché il legame tra la sua professione o la sua mancata promozione 
e  la  sua  appartenenza  etnica  con  le  asserite  persecuzioni;  che,  in 
primis, l'insorgente si è contraddetto, asserendo da un lato di essere 
solo un sostenitore della suddetta organizzazione, in quanto sarebbe 
l'unica opzione possibile (cfr. verbale 1 pag. 6) e, dall'altro lato, di farne 
parte,  ovvero  di  esserne  membro  (cfr.  verbale  2  D81-82);  che,  in 
secondo luogo, l'insorgente si è limitato a mere supposizioni e ipotesi  
circa  le  ragioni  che  avrebbero  portato  alla  sua  detenzione,  in 
particolare  riguardo  alle  rimostranze che avrebbe espresso  a  causa 
della  sua  mancata  promozione  (cfr. ricorso  pag.  5);  che  tale 
allegazione dimostra da sé e senza alcun dubbio che in realtà non vi è  
nessun  legame  tra  la  professione  del  ricorrente  o  la  sua  mancata 
promozione  e  le  asserite  persecuzioni;  che,  di  conseguenza,  in 
assenza di  un tale legame, le  asserite persecuzioni,  la cui  origine è 
indefinita  e si  basa su mere ipotesi,  secondo le dichiarazioni  stesse 
del ricorrente, sono manifestamente inverosimili; che, d'altronde, tale è 
il  caso  per  quanto  attiene  alla  sua  appartenenza  all'etnia  omoro, 
invocata dall'insorgente in sede di ricorso in maniera del tutto generale  
e stereotipata; che, infatti, oltre a non essere verosimile l'appartenenza 
del  ricorrente  all'OFL,  egli  non  ha  circostanziato  sia  in  corso  di  
procedura  che  in  sede  di  ricorso  né  l'esistenza,  né  in  cosa 
consisterebbero le persecuzioni di carattere generale dovute alla sua 
etnia,  né  tantomeno  l'esistenza  di  un  qualsivoglia  legame nel  caso 
concreto tra la sua asserita detenzione e la sua appartenenza etnica; 
che,  visto  tutto  quanto  sopra,  indipendentemente  dalle  allegazioni 
ricorsuali presentate dall'insorgente in sede di ricorso, il Tribunale non 
può che concludere alla palese inverosimiglianza dei motivi d'asilo del  
ricorrente,  senza che tra l'altro  sia  necessario  evocare gli  ulteriori  e 
innumerevoli elementi d'inattendibilità del suo intero racconto,  

che, per conseguenza, le dichiarazioni rese dal ricorrente sono state 
rettamente  considerate  inverosimili  dall'UFM  con  riferimento  all'art. 
32 cpv. 3 lett. b LAsi,  

che,  pertanto,  non  risultano  elementi  ai  sensi  dell'art. 
32 cpv. 3 lett. c LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato 
dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 

Pagina 8

D-7529/2010

impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid.  5-8 
pagg. 725-733 e DTAF 2007/8 consid. 5,6, 5-5.7 pag. 90 e segg.), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Etiopia possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione 
del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o 
esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  
trattamenti  contrari  all'art.  3  della  convenzione  del  4 novembre 1950 
per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell’uomo  e  delle  libertà  fondamentali  
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del 10 dicembre 1984 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), 

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art.  
32 cpv. 2 lett. a LAsi,

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali 
dell'11 agosto 1999  [OAsi  1,  RS  142.311];  Giurisprudenza  ed 
informazioni della Commissione svizzera di  ricorso in materia d'asilo 
[GICRA] 2001 n. 21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e  
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr),

Pagina 9

D-7529/2010

che, inoltre, la situazione vigente in Etiopia non appare, notoriamente,  
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale, 

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
celibe senza alcuna persona a carico, nonché vanta una formazione 
scolastica ed ha alle spalle svariati  anni di  esperienza professionale 
nell'attività  di  (...);  che,  inoltre,  il  ricorrente  dispone  in  patria  di 
un'importante rete sociale su cui contare, ritenuto che vi risiedono sua 
madre e sua sorella, con le quali il ricorrente conviveva già prima del 
suo espatrio (cfr. verbale 1 pagg. 2-3); che, infine, l'insorgente non ha 
preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano 
giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr. GICRA 2003  n. 24), 
senza  che  ad  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la 
necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici, 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv. 2  LAsi  e 
art. 83 cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi;  DTAF  2008/34  consid.  12  pagg.  513-515);  che 
l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili  
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

Pagina 10

D-7529/2010

che,  visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente) 

Pagina 11

D-7529/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno, per l'incarto N [...] (per corriere interno, 

in copia; allegato: copia del ricorso del 21 ottobre 2010)
- O._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

Pagina 12