# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9da320b3-4172-5b63-90bc-ecca6ad62a4f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.09.2009 C-2020/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2020-2008_2009-09-02.pdf

## Full Text

Corte II I
C-2020/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudice unico: Francesco Parrino; 
Cancelliere: Dario Croci Torti.

A._______, 
patrocinato dall'avvocato Antonio Mediati, 
via Don Vittorio, 75, IT-89044 Locri,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

assicurazione invalidità (decisione del 1° febbraio 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-2020/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano, nato il , coniugato con prole, ha lavorato 
in  Svizzera dal  1970 al  1972 e dal  1980 al  1981,  solvendo regolari 
contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e 
l'invalidità (AVS/AI) durante tale periodo (doc. 6). Dopo il rimpatrio, ha 
lavorato come idraulico forestale per la regione Calabria, in ragione di 
39 ore settimanali fino al 24 gennaio 2006 (malattia) ed ha ripreso a 
lavorare  per  lo  stesso  servizio,  ma  con  mansioni  di  "lavori  di 
giardinaggio"  dal  10 ottobre 2006,  senza diminuzione di  salario  (cfr. 
questionario del datore di lavoro sottoscritto il 14 maggio 2007, doc. 9 
e doc. 8).

B.
In data 19 ottobre 2006, A._______ ha formulato una richiesta volta al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità (doc. 1, 4).

Il  richiedente  è  stato  visitato  il  21  novembre  2006,  presso  i  servizi 
medici dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di Reggio 
di  Calabria,  ove il  sanitario  incaricato  ha  evidenziato  la  diagnosi  di 
"cardiopatia  ischemica  ipertensiva  post-infartuale  trattata  con  PTCA 
sul 3° tratto discendente anteriore, spondiloartrosi dorsolombare con 
danno funzionale" ed ha posto un tasso d'invalidità del 70% (doc. 15). 
Sono stati esibiti documenti oggettivi, quali: 

- la cartella clinica concernente il ricovero dal 24 al 31 gennaio 2006 
per  infarto  miocardico  anteriore  in  paziente  con  cardiopatia 
ipertensiva, dislipidemia mista (doc. 13);

- la cartella clinica concernente la degenza dal 3 al 6 maggio 2006 per 
rivascolarizzazione  miocardica  (PTCA  +  stent  su  vasi  singoli)  in 
cardiopatia ischemica post-infartuale già sottoposta a PTCA + stenting 
su IVA, ipertensione arteriosa (doc. 14).

C.
Nel  suo  rapporto  del  16  luglio  2007,  il  Dott.  Bögershausen,  medico 
dell'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti 
all'estero  (UAIE),  dopo  aver  ripreso  la  diagnosi  sopra  riferita  ed 
analizzato  il  caso  sotto  il  profilo  delle  malattie  di  lunga  durata,  ha 

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affermato che l'assicurato avrebbe presentato un'incapacità di lavoro 
totale dal 24 gennaio 2006 (infarto miocardico) fino all'inizio di ottobre 
2006  e,  per  il  seguito,  sarebbe  in  grado  di  svolgere,  come  lo  ha 
dimostrato, un'attività più semplice e meno pesante della precedente 
in misura completa (doc. 17).

Con progetto  di  decisione del  9  agosto  2007,  l'UAIE ha disposto  la 
reiezione  della  domanda di  rendita  per  carenza d'invalidità  di  livello 
pensionabile (doc. 19).

D.
Con  scritto  ricevuto  dall'UAIE  il  19  settembre  2007,  il  nominato, 
rappresentato  dal  Patronato  ACAI,  ha  comunicato  di  non  svolgere 
alcuna attività, senza precisare se a titolo definitivo o provvisorio, per 
ragioni di salute. Produce una cartella clinica concernente il  ricovero 
dell'ottobre 1988 per cataratta in OD, un referto radiologico del cranio 
del 4 ottobre 1988 (doc. 20-23).

L'incarto è stato risottoposto in esame al Dott. Bögershausen, il quale, 
nella  sua relazione del  19 ottobre 2007,  si  è  riconfermato nelle  sue 
precedenti considerazioni (doc. 25).

L'amministrazione  (lettera  del  31  ottobre  2007)  ha  invitato  l'azienda 
forestale della Regione Calabria a voler compilare un questionario del 
datore di lavoro, aggiornato, atteso che il dipendente ha dichiarato di 
non più lavorare (doc. 27).

Nel  frattempo,  comunque,  l'UAIE  ha  proceduto  ad  un  esame 
comparativo  dei  redditi,  dal  quale  è  emerso  che,  svolgendo  attività 
alternative leggere in misura del cento per cento, invece di quelle di 
idraulico forestale, l'interessato subirebbe una perdita di guadagno del 
26%  (doc.  28).  In  questo  calcolo,  il  salario  dopo  l'insorgenza 
dell'invalidità  è stato  ulteriormente  ridotto  del  20% per  tenere  conto 
della situazione personale dell'assicurato (età, handicap).

Con  nuovo  progetto  di  decisione  del  19  novembre  2007, 
l'amministrazione AI ha comunicato all'interessato che la richiesta di 
prestazioni sarebbe stata respinta (doc. 29).

Nel frattempo è pervenuto il questionario del datore di lavoro datato 13 
dicembre 2007, nel quale si ribadiscono i dati precedenti, ossia che il 
dipendente dal 23 ottobre 2006 ha ripreso il lavoro con mansioni più 

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leggere  (pulizia  viali  e  verde  pubblico),  senza  riduzione  di  salario 
rispetto  alla  situazione  precedente  (doc.  30).  Non  risultano 
apprezzabili  assenze  dal  lavoro  causa  malattia.  Viene  attestato  che 
l'interessato è "a tutt'oggi in forza lavoro".

Mediante decisione del 1° febbraio 2008, l'UAIE ha pertanto respinto 
la richiesta di prestazioni (doc. 31).

E.
Con il ricorso depositato il 21 marzo 2008, A._______, regolarmente 
rappresentato  dall'avv.  Antonio  Mediati  chiede,  sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza,  il  riconoscimento  del  suo  diritto  a  prestazioni 
assicurative.  Chiede  inoltre  l'esenzione  dalle  spese  di  procedura.  A 
suffragio delle sue conclusioni produce documentazione già ad atti.

Nella  sua  risposta  di  causa  del  2  giugno  2008,  l'UAIE  propone  la 
reiezione  del  gravame  con  argomenti  di  cui,  per  quanto  occorra,  si 
riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

Con ordinanza del 6 giugno 2008, il Tribunale amministrativo federale 
(TAF) ha invitato la parte ricorrente a volersi pronunciare in merito alle 
osservazioni dell'amministrazione e di altra documentazione di rilievo, 
entro 30 giorni dalla ricezione dell'ordinanza stessa. L'interpellata non 
ha esercitato il suo diritto di replica.

F.
Con ordinanza del  1°  ottobre  2008,  il  TAF ha invitato  l'insorgente  a 
voler  compilare  un  formulario  relativo  alla  domanda di  esenzione di 
anticipo  delle  spese  processuali,  documento  che  ha  compilato  il  30 
ottobre  successivo.  Alla  luce  di  quanto  ammesso,  con  decisione 
incidentale  del  7  novembre  2008,  il  TAF ha respinto  la  domanda di 
esenzione  dalle  spese  processuali  e  ha  nel  contempo  invitato  il 
ricorrente  a  voler  versare  un  anticipo  di  Fr.  300.-.  La  somma  di 
Fr. 288.- è stata versata il 22 dicembre 2008.

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Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti  l'assicurazione  per 
l'invalidità  possono  essere  portate  innanzi  al  TAF  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  del  19  giugno  1959 
sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). L'interessato ha versato un anticipo di 
Fr. 288.- per le presunte spese processuali, entro il termine impartito. Il 
gravame è dunque ricevibile, nulla ostando all'esame del merito dello 
stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 

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21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

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5.
Il ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 19 ottobre 2006. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore 
fino al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più 
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo 
scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad 
esaminare se il  ricorrente avesse diritto ad una rendita  il  19 ottobre 
2005  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 1° febbraio 
2008,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in 
generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera 

-  aver  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  o  ad  un'assicurazione 
sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71) 
di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione 
europea  di  libero  scambio  (AELS),  durante  almeno  un  anno, 
rispettivamente, a partire dal 1° gennaio 2008, durante almeno tre anni 
(art. 36 LAI).

Nella specie, globalmente, il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI 
svizzera per un periodo di poco inferiore ai tre anni (doc. 6, 35 mesi), 
tuttavia,  in  Italia,  è  stato  iscritto  alle  patrie  assicurazioni  sociali, 
ininterrottamente,  dal  1973  a  tutto  il  2003  e  presumibilmente  oltre 
questa data (doc. 2, E 205, pag. 3). Pertanto, l'interessato adempie la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 

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durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter 

(art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008) LAI, secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
dell'UE e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 

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parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

8.

8.1 Nel caso in esame è stata sostanzialmente rilevata la diagnosi di 
cardiopatia  ischemica  ipertensiva  post-infartuale  (gennaio  2006) 
trattata  con  PTCA  sul  3°  tratto  discendente  anteriore  (gennaio  e 
maggio 2006), spondiloartrosi dorsolombare con danno funzionale (cfr. 
perizia medica dettagliata del 21 novembre 2006 e cartelle cliniche).

8.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

8.3 Ne  discende  che,  in  mancanza  di  uno  stato  di  salute 
sufficientemente stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 
cpv.  1  LAI,  per  cui  può  entrare  in  considerazione  solo  la  seconda 
lettera della citata norma legale, la quale prevede un termine d'attesa 
di  un  anno.  Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

9.

9.1 Non concordi  sono i  pareri  circa le ripercussioni invalidanti  delle 
menzionate  affezioni.  In  effetti,  mentre  il  medico  dell'INPS pone  un 
tasso d'invalidità superiore al 70%, il sanitario dell'UAIE, dal canto suo, 
ritiene  che  il  richiedente  non  potrebbe  più  svolgere  il  precedente 
lavoro di  idraulico forestale, ma a lui  sarebbero proponibili  attività di 

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tipo leggero e/o semisedentario  in misura completa e ciò da ottobre 
2006, data che, peraltro, coincide con la ripresa di un'attività lucrativa.

9.2 Non  è  tuttavia  necessario  dirimere  tale  divergenza  negli 
accertamenti  medici,  dal  momento  che  la  nozione  d'invalidità  di  cui 
all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere giuridico economico, non medico 
(DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 275, 105 V 207). In base all'art. 16 
LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a cpv. 1 a 
partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità, il reddito 
che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini 
l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto 
a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa (metodo generale del  raffronto dei  redditi;  DTF 128 V 30, 
104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). 

Secondo  un  principio  generale  del  diritto  della  assicurazioni  sociali, 
ogni  assicurato  ha  l'obbligo  di  ridurre  il  danno  conseguente  la  sua 
invalidità (VSI 2001 p. 274 consid. 5a; DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 
V  278  consid.  2b).  In  virtù  di  tale  obbligo,  l'assicurato  deve 
intraprendere  tutto  quanto  sia  ragionevolmente  esigibile  per  ovviare 
nel  modo  migliore  possibile  alle  conseguenze  della  sua  invalidità, 
segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità al lavoro, se 
necessario in una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a).

Solo  in  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione 
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 
quali  lavori  siano  ancora  esigibili  dall'assicurato,  ma  non  spetta  al 
medico graduare il  tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314, 
105  V  158).  Infatti,  per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni 
mediche possono costituire importanti  elementi  d'apprezzamento del 
danno  invalidante,  allorché  permettono  di  valutare  l'incapacità 
lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in  un'attività  da  lui 
ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 
3c).

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10.

10.1 Dopo il rimpatrio, l'interessato ha continuato a lavorare. Dal 1972, 
a parte gli intervalli di attività in Svizzera nel 1980-81, il nominato era 
attivo  come  operaio  specializzato  idraulico  forestale  per  la  Regione 
Calabria. Per quanto attiene al  periodo di  cognizione giudiziaria (cfr. 
consid. 5), la sua assenza dal lavoro per malattia si è protratta dal 24 
gennaio 2006 agli inizi di ottobre dello stesso anno. A causa del danno 
alla  salute,  egli  è  stato  adibito,  dallo  stesso  datore  di  lavoro,  ad 
un'attività  più leggera,  ossia lavori  di  giardinaggio, pulizia  viali  e  del 
verde pubblico. La data di inizio non è stata esattamente determinata, 
ma, in base al  due questionari  per il  datore di  lavoro compilati  il  17 
maggio 2007 (doc. 9) ed il 13 dicembre successivo (doc. 30), questa si 
situa al 10 o al 23 ottobre 2006. Questa divergenza non è tuttavia di 
rilievo.

10.2 Determinante sono due stati di fatto. In primo luogo, trattandosi, 
come detto,  di  malattia  di  tipo  labile  (cfr. consid. 7.3  ed 8.3)  la  sua 
assenza dal lavoro non ha raggiunto il livello minimo del 40% su di un 
anno, senza notevole interruzione, ma si limita a poco più di otto mesi, 
periodo insufficiente per aver diritto ad una prestazione dell'AI.

In  secondo  luogo,  alla  ripresa,  egli  non  ha  subito  un'incapacità  di 
guadagno attingente il livello del 40% almeno. Infatti, da ottobre 2006, 
la  retribuzione  è  rimasta  uguale.  Ossia,  nonostante  il  fatto  che 
l'interessato  abbia  dovuto  ripiegare  su  di  un'attività  più  leggera  a 
partire  da  quella  data,  il  dipendente  non  ha  subito  una  perdita  di 
guadagno (cfr. attestati doc. 9 e 30). Si aggiunga infine che non trova 
riscontro  negli  atti  l'asserzione  dell'assicurato  formulata  in  sede  di 
audizione  al  progetto  di  decisione,  secondo  la  quale  egli  avrebbe 
cessato di lavorare. Tale assunto è stato smentito dal datore di lavoro 
nel suo secondo questionario del 13 dicembre 2007 (doc. 30).

10.3 Da  quanto  precede,  ne  consegue  che,  per  tutto  il  periodo  da 
esaminare,  nonostante  le  lamentate  affezioni  che,  di  principio,  non 
sono  contestate,  A._______  ha  dimostrato,  con  comportamento 
concludente, di aver posto ad utile profitto in occupazione confacente 
alle  sue  attitudini  la  sua  superstite  energia  lavorativa  in  misura 
superiore al 60%. D'altra parte, la continuità dell'attività in questione, 
confermata nel secondo formulario del datore di  lavoro sottoscritto il 
13 dicembre 2007,  depone per  un'attività che non eccede quanto si 
possa ragionevolmente esigere dall'interessato.

Pagina 11

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11.
A titolo abbondanziale, si osserva che, anche nella denegata ipotesi in 
cui si dovesse ritenere che il lavoro attuale non fosse ragionevolmente 
esigibile,  l'assicurato  non  subirebbe  una  perdita  di  guadagno 
sufficiente per avere diritto a una rendita d'invalidità svolgendo attività 
di  ripiego  ancor  più  leggere  di  quella  attualmente  in  corso.  Infatti, 
l'amministrazione, in esito al parere del Dott. Bögershausen, ha svolto 
un'indagine comparativa dei  redditi  (doc. 28). Dalla stessa è emerso 
che  in  qualità  di  idraulico  forestale  potrebbe  ottenere  un  introito  di 
Euro 1'341,47 (2006), mentre in attività sostitutive leggere, sedentarie, 
di  tipo  ripetitivo  e  semplici  potrebbe  ottenere  un  guadagno  teorico 
(medio) di Euro 1'241,99. Questo salario può essere ridotto del 20%, 
per  tenere  conto  della  situazione  personale  dell'assicurato  (età, 
handicap), ritenuto che la diminuzione massima ammessa si situa al 
25%,  solo  in  casi  eccezionali  (DTF  126  V  75).  Ne  conseguirebbe 
dunque una retribuzione teorica di Euro 993,59. Posti a confronto un 
guadagno  precedente  l'invalidità  di  Euro  1'341,47  con  quello 
teoricamente conseguibile dopo l'insorgenza del danno alla salute di 
Euro  993,59,  si  ottiene  una  perdita  di  guadagno  del  25,93% 
(arrotondato al 26%), grado insufficiente per aver diritto ad una rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità.

12.

12.1 In  queste  circostanze,  il  ricorso  deve  essere  respinto  e 
l'impugnata  decisione  confermata.  Il  ricorso  in  esame  può  essere 
risolto da un giudice unico in applicazione dell'art. 69 cpv. 2 LAI.

12.2 Le  spese  processuali,  ammontanti  a  Fr.  300.-,  sono  poste  a 
carico  del  ricorrente  e  vengono  parzialmente  compensate  con 
l'anticipo versato il  22 dicembre 2008. Il  saldo di Fr. 12.- è messo a 
carico dell'insorgente.

12.3 Visto  l'esito  del  ricorso  non  si  assegnano  indennità  per  spese 
ripetibili.

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di Fr. 300.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Esse sono parzialmente computate con l'anticipo spese di Fr. 288.-. Il 
saldo di Fr. 12.- è messo a carico del ricorrente.

3.
Non vengono riconosciute indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il giudice unico: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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