# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 83876043-ee28-5a70-aa57-acf5e6ba173b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-03-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 14.03.2000 INC.2000.10302
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-10302_2000-03-14.html

## Full Text

N. 103.2000.2 M                                                        Lugano,
14 marzo 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Luca Marazzi

 

 

sedente per
statuire sul reclamo inoltrato in data 10/13 marzo 2000 da

__________

(patrocinato di fiducia dall’avv__________)

avverso la
decisione di promozione dell’accusa 2 marzo 2000, emanata nei confronti del
reclamante dal Procuratore Pubblico avv. Claudia Solcà per titolo di
appropriazione indebita, amministrazione infedele, falsità in documenti e
riciclaggio;

preso atto
della domanda di concessione dell’effetto sospensivo, formulata contestualmente
al reclamo;

avuti a
disposizione gli atti formanti l’inc. MP __________;

ritenuto 

in fatto:

A.

Dall’autunno
1997 è condotto un procedimento penale nei confronti dell’accusato qui
reclamante, sospetto autore di malversazioni ai danni di __________.
L’inchiesta, condotta dall’inizio del 1998 dall’attuale Procuratore Pubblico
incaricato, dopo aver inizialmente permesso l’acquisizione di una prima serie
di documentazione bancaria e l’audizione di personaggi coinvolti in diversi
ruoli, sta vivendo un momento di stasi a seguito di reclami inoltrati nel corso
delle ultime settimane dal reclamante e da funzionario di banca, sospettato di
avere aiutato il primo (v. incc. GIAR 849.99.1, 849.99.2 e 103.2000.1). La
decisione qui impugnata dimostra che il magistrato inquirente ha nondimeno
ritenuto di disporre di elementi sufficienti per promuovere formalmente
l’accusa nei confronti di __________.

 

B.

__________
insorge contro detta decisione sia avanti a questo giudice sia avanti alla
lodevole Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello (qui di seguito:
CRP), pur consapevole che la legge prevede unicamente quest’ultimo rimedio di
diritto (v. reclamo, inc. GIAR 103.2000.2 doc. 1, pto. I.1 p. 2-3). Nel merito,
il reclamante eccepisce carenza di motivazione della decisione impugnata (v.
reclamo, cit., pto. II.A. p. 3), segnatamente violazione dell’art. 188 CPP (v.
reclamo, cit., pto. II.B. p. 4-6), chiedendo contemporaneamente la concessione
dell’effetto sospensivo al proprio reclamo in questa sede, in quanto qualsiasi
ulteriore atto di istruzione formale costituirebbe “un pregiudizio
irreparabile per l’accusato ed una violazione essenziale dei suoi diritti di
difesa” (reclamo, cit., pto. II.C.6 p. 7), con preteso ulteriore “pregiudizio
irreparabile” qualora la promozione dell’accusa venisse comunicata a terze
persone (v. reclamo, cit., pto. II.C.7 p. 7).

Non sono
state chieste osservazioni al magistrato inquirente.

Considerato

in diritto:

1.

Per mezzo
della promozione dell’accusa, il Procuratore Pubblico procede alla “comunicazione
formale all’accusato e avviso alle parti” di aver “trovato motivi
sufficienti [per] procedere all’istruzione del processo” (art. 184 cpv. 1
CPP). Questa formalità è andata a sostituire la trasmissione degli atti al
Giudice istruttore, con la quale secondo il vecchio codice di rito veniva
aperta l’istruzione formale (v. Rapporto 22 luglio 1992 della speciale
Commissione granconsiliare per l’esame del CPP, ad art. 150 p. 65; Salvioni,
CPP annotato, Locarno 1999, ad art. 191 CPP p. 320).

 

2.

Secondo il
diritto anteriore, contro l’apertura dell’istruzione formale tramite
trasmissione dell’incarto al Giudice istruttore non era dato alcun rimedio di
diritto (v. Rapporto 22 luglio 1992, loc. cit.; Salvioni, cit., ibid.). La
Commissione speciale del Gran Consiglio ha deciso invece di seguire quanto
proposto in sede di Messaggio aggiuntivo 20 marzo 1991 (ad art. 146 quinquies,
p. 147), prendendo spunto dall’art. 164 cpv. 1 cfr. 3 vCPP (sul ricorso contro
l’atto d’accusa), ed ha introdotto il rimedio del ricorso, precisando tuttavia
che ciò può avvenire “soltanto in casi esattamente definiti, ossia per
opporre le eccezioni che sospendono od escludono la persecuzione del reato
oppure che escludono il carattere di reato nell’azione od omissione incriminata”
(Rapporto 22 luglio 1992, loc. cit.; Salvioni, cit., p. 320-321).

Ne discende,
senza ombra di dubbio, che il legislatore ha inteso istituire, contro la
promozione dell’accusa, unicamente il rimedio del ricorso alla Camera dei
ricorsi penali (CRP), che viene a sostituirsi – e non ad affiancarsi – al
generico reclamo a questo giudice. Detto altrimenti, l’art. 191 CPP è lex
specialis per rapporto all’art. 280 cpv. 1 CPP.

Tale
conclusione deriva in primo luogo dalla natura delle eccezioni che possono
essere sollevate contro la promozione dell’accusa – eccezioni formali che
sospendono o escludono la persecuzione del reato, ma anche eccezioni di
carattere sostanziale, che escludono il carattere di reato nell’azione o
omissione incriminata, e che nella prospettiva adottata a suo tempo dal
legislatore in punto a ruolo e funzione del giudice dell’istruzione e
dell’arresto non possono essere devolute ad altri se non alla CRP quale
autorità avente “la competenza di decisione sulle conclusioni
predibattimentali di merito del procuratore pubblico” (Messaggio aggiuntivo
20 marzo 1991, cit., p. 27).

 

3.

La
correttezza di tale conclusione è, poi, confermata espressamente nei lavori
preparatori, segnatamente nel già citato Messaggio aggiuntivo 20 marzo 1991
(nota 1 ad art. F [attuale art. 191 CPP], p. 224; Salvioni, loc. cit., ad art.
284 CPP, p. 446), dove di competenza della CRP sono designati “decisioni-provvedimenti
del Procuratore pubblico che sfuggono alla competenza del GIAR, come alla
riserva dell’art. B [l’attuale art. 280 cpv. 1 in fine CPP, n.d.r.]”.

E tale
distinzione di competenze era manifestamente ben chiara al legislatore anche
quando la speciale Commissione granconsiliare ebbe ad esaminare e respingere
una proposta di emendamento, nella quale era discorso di trasferire dalla CRP a
questo ufficio la “competenza a decidere sull’istanza di promozione
dell’accusa presentata dalla parte civile, [...] rispettivamente sul reclamo contro
la promozione dell’accusa da parte del Procuratore pubblico, oggetto dell’art.
191” (v. Rapporto 8 novembre 1994 sulla revisione totale del CPP, ad art.
186, cit. da Salvioni, loc. cit., p. 315).

Neppure
guasta, infine, rilevare che la sussistenza di competenze parallele, seppur
distinte, di questo giudice (per gli aspetti formali della decisione di
promozione dell’accusa) e della CRP (per gli aspetti sostanziali della
medesima), come vorrebbe il reclamante (v. reclamo, cit., pto. I.3 p. 2),
originerebbe sovrapposizioni e conflitti di competenze dai contorni quasi
insolubili: ad essi deve essere senz’altro preferita l’esclusiva competenza
della CRP, naturalmente chiamata a pronunciarsi preliminarmente anche su quelle
eccezioni di forma – quali la qui lamentata carenza di motivazione – aventi un
impatto sul merito del ricorso.

 

4.

Constatato,
in conclusione, che in nessun caso è dato il rimedio del reclamo a questo
giudice contro la promozione dell’accusa, non resta che dichiarare irricevibile
il gravame proposto da __________, lasciando alla Camera dei ricorsi penali di
pronunciarsi sulle censure formali e sostanziali da lui proposte. Il presente
reclamo va allora respinto in ordine, con la presente decisione definitiva e
con conseguenza di tassa e spese a carico del reclamante soccombente.

L’immediata
evasione del reclamo rende superflua una decisione provvisionale in punto alla
postulata concessione dell’effetto sospensivo – richiesta che, visto l’esito
del reclamo, diviene senz’altro priva d’oggetto.

Per i quali motivi

in
applicazione degli artt. 191, 280 e 284 CPP

d e c i d e :

1.      Il
reclamo 10/13 marzo 2000 di __________ contro la promozione dell’accusa nei
suoi confronti è irricevibile.

§   La contestuale
domanda di concessione dell’effetto sospensivo al reclamo è evasa siccome
divenuta priva d'oggetto.

2.      La
tassa di giustizia di fr. 450.— e le spese di fr. 50.—, in tutto fr. 500.—,
sono poste a carico del reclamante __________.

3.      La
presente decisione è definitiva.

Intimazione:

giudice Luca Marazzi