# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 27165bec-5fd9-53be-816c-9720c809b34d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.04.2010 A-2587/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-2587-2009_2010-04-26.pdf

## Full Text

Corte I
A-2587/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 6  a p r i l e  2 0 1 0

Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del  
collegio), André Moser, Markus Metz, 
cancelliere Davide Gozzer;

A._______,
patrocinato da B._______,
ricorrente;

contro

Ufficio federale dei trasporti UFT, 3003 Berna,
autorità inferiore;

decisione dell'11 marzo 2009; esame di capacità per la 
guida di veicoli motore delle ferrovie.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

A-2587/2009

Fatti:

A.
In  data  27  agosto  2008,  A._______  (in  seguito:  ricorrente)  ha 
sostenuto per la seconda volta l'esame orale teorico di capacità per la 
guida  di  veicoli  motore  delle  ferrovie,  organizzato  da  FFS Cargo. A 
seguito  dell'esame  espletato,  gli  esperti  hanno  comunicato  al 
ricorrente  che  la  valutazione  della  sua  prova  di  riparazione  era 
insufficiente e che pertanto la medesima non era stata superata.

B.

B.a Conformemente alla Direttiva dell'Ufficio federale dei trasporti (in 
seguito:  UFT,  autorità  inferiore)  sugli  esami  di  capacità  ed  esami 
periodici per conducenti di veicoli motore (in seguito: Direttiva esami),  
il  ricorrente,  in  data  30  agosto  2008,  ha  contestato  il  risultato 
dell'esame  presso  l'UFT. Su  richiesta  dell'UFT,  il  ricorrente  è  stato 
invitato  a  fornire  informazioni  dettagliate  circa  lo  svolgimento  e  il  
contenuto dell'esame e a precisare i motivi della contestazione.

B.b Il 6 novembre 2008, il ricorrente ha fatto valere la violazione della  
Direttiva  esami,  in  particolare  per  quanto  concerne  lo  svolgimento 
della  prova,  e  ha  invocato  una  discrepanza,  a  suo  dire 
incomprensibile,  tra  il  risultato  dell'esame  teorico  scritto  (buono)  e 
quello dell'esame orale (insufficiente).

B.c Il  ricorrente  ha  chiesto  l'annullamento  dell'esame  orale  del  27 
agosto 2008 e la ripetizione di tale esame in tempi brevi.

C.
Gli  esaminatori  sono  stati  invitati  dall'UFT  a  pronunciarsi  sulla 
contestazione  e  a  rispondere  ad  una  serie  di  domande  precise  e 
dettagliate.

D.
Con  decisione  dell'11  marzo  2009,  l'UFT  ha  confermato  il  risultato 
dell'esame di riparazione del 27 agosto 2008, respinto la domanda di  
ripetizione dell'esame stesso e sospeso il ricorrente per un periodo di 
due  anni  da  qualsiasi  attività  prevista  nell'ambito  delle  categorie 
contemplate  dagli  art.  7,  8  Categorie  C  e  D  dell'Ordinanza  del 
Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti,  dell'energia e delle 

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comunicazioni (DATEC) del 30 ottobre 2003 concernente l'abilitazione 
alla guida di veicoli motore delle ferrovie (OVF, RS 742.141.142.1).

E.
Contro la decisione dell'UFT, il ricorrente è insorto con ricorso del  22 
aprile  2009  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF), 
concludendo, protestate tasse, spese e ripetibili,  all'accoglimento del 
ricorso,  all'annullamento  della  decisione  dell'UFT, all'ammissione del 
ricorrente  all'esame  di  riparazione  orale  in  data  da  stabilire  ed  alla 
revoca  della  sospensione  per  un  periodo  di  due  anni  da  qualsiasi  
attività prevista nell'ambito delle categorie contemplate dagli art. 7, 8 
Categorie  C  e  D  OVF.  Egli  reitera  i  gravami  già  addotti  dinanzi 
all'autorità inferiore e, a sostegno delle sue argomentazioni, chiede al 
TAF di procedere all'audizione di un testimone.

F.
La risposta dell'UFT al ricorso data del 27 agosto 2009. Nella stessa,  
l'UFT  contesta  gli  argomenti  addotti  dal  ricorrente  e  conclude  alla 
reiezione del ricorso. Una copia della risposta e dell'elenco degli  atti  
ad essa acclusi (atti di prima istanza) è stata inviata al ricorrente per 
conoscenza.

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, 
in diritto.

Diritto:

1.
Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 della Legge del 17 
giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), il  
TAF, in  virtù  dell'art.  31  LTAF, giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai 
sensi  dell'art.  5  della  Legge  federale  del  20  dicembre  1968  sulla 
procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021)  prese  dalle  autorità 
menzionate all'art. 33 LTAF. L'atto impugnato costituisce una decisione 
ai sensi dell'art. 5 PA e l'UFT è una delle autorità menzionate all'art. 33 
let. d LTAF.

Il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 
(art. 48  cpv.  1,  litt. a  PA).  Egli  è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi 
contro di essa. I requisiti relativi ai  termini di ricorso (art. 50 PA), alla 

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forma  e  al  contenuto  dell'atto  di  ricorso  (art.  51  e  52  PA)  sono 
soddisfatti.  Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Con  ricorso  al  Tribunale  amministrativo  federale,  possono  essere 
invocati  la  violazione  del  diritto  federale,  l'accertamento  inesatto  o 
incompleto  di  fatti  giuridicamente  rilevanti  e  l'inadeguatezza  (art.  49 
PA).  In  linea  di  massima,  il  TAF esamina  con  piena  cognizione  le 
censure di cui sopra.

In merito alla valutazione di prestazioni di esame, l'autorità ricorsuale 
esamina i vizi di forma concernenti lo svolgimento stesso dell'esame, 
come ogni  altra  violazione del  diritto  federale,  con piena cognizione 
(DTF  106  Ia  1;  Giurisprudenza  delle  autorità  amministrative  della 
Confederazione  [GAAC]  62.62,  GAAC  60.41;  RENÉ RHINOW/BEAT 
KRÄHENMANN,  Schweizerische  Verwaltunsrechtsprechung, 
Ergänzungsband,  Basilea/Francoforte  sul  Meno  1990,  n°  67B  III,  p. 
211-212).  Hanno  carattere  formale  tutte  le  censure  concernenti  lo 
svolgimento procedurale dell'esame o il  metodo di  valutazione (DTF 
106  Ia  1,  consid.  3c).  Per  costante  giurisprudenza  del  Tribunale 
federale, a cui anche questo Tribunale si attiene, l'autorità ricorsuale, 
pur  giudicando  con  piena  cognizione,  s'impone  tuttavia  un  certo 
riserbo,  quando  si  tratta  di  verificare  nel  merito  la  valutazione  di 
prestazioni  d'esame  operata  dall'autorità  inferiore  (DTF  131  I  467, 
consid. 3;  DTF 121  I  225,  consid. 4;  DTAF A-6306/2008,  consid. 2; 
DTAF B-3063/2008, consid. 3; GAAC 60.41,  consid. 4; GAAC 59.76, 
consid.  2).  In  effetti,  la  valutazione  di  prestazioni  d'esame  è  una 
questione  tecnica  che  esige  non  soltanto  conoscenze  professionali 
specifiche che spesso il giudice non possiede, ma altresì conoscenze 
dell'insegnamento impartito, della personalità dell'esaminando e delle 
prestazioni  fornite  dagli  altri  candidati.  In  sede  ricorsuale  non  è  di 
norma possibile ricostruire in modo completo ed affidabile i dati di fatto 
determinanti  alla base della prima decisione; né può essere compito 
del  giudice  quello  di  ripetere,  in  un  certo  qual  modo,  l'esame 
controverso, ossia di esaminare se il candidato possieda le qualità e le  
capacità richieste per esercitare una data attività o per assumere un 
dato ruolo (DTF 106 Ia 1, consid. 3c; DTF 105 Ia 190, consid. 2a). Già 
per  queste  ragioni  di  fatto  non è  consentito  all'autorità  ricorsuale  di 
sostituire  senza  necessità  il  proprio  apprezzamento  a  quello 
dell'autorità inferiore; il giudice deve dunque limitarsi a verificare se gli  
esaminatori  si  siano  lasciati  guidare  da  considerazioni  del  tutto 

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estranee all'oggetto, di sorta che la decisione non risulti più sostenibile 
(DTF 106 Ia 1, consid. 3c).

Si  è  perciò  affermata  la  prassi  secondo cui,  per  quanto  concerne  il 
merito  delle  prestazioni  d'esame,  il  giudice  riesamina l'operato delle 
istanze  precedenti  con  un  certo  riserbo  e  non  si  scosta  senza 
necessità  dal  loro  apprezzamento. Il  Tribunale  federale  si  impone  il 
medesimo  riserbo  anche  nei  casi  in  cui  dispone  delle  conoscenze 
necessarie ad una verifica più estesa (DTF 131 I 467). La restrizione 
del potere cognitivo non poggia su una base legale esplicita; tuttavia,  
essa  è  ammissibile,  e  conforme  all'articolo  8  della  Costituzione 
federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 
101), quando si tratta di valutazioni di prestazioni d'esame.

3.
Il  1°  gennaio  2010  è  entrata  in  vigore  la  nuova  ordinanza  del 
Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti,  dell'energia e della 
communicazione  (DATEC)  del  27  novembre  2009  concernente 
l'abilitazione  alla  guida  di  veicoli  motore  delle  ferrovie  (OVF,  RS 
742.141.21). Essa ha abrogato l'OVF del  30 ottobre 2003. Anche la 
Direttiva esami dell'UFT ha subito delle modifiche (ultima modifica del 
26  gennaio  2010)  dopo  l'emanazione  della  decisione  oggetto  del 
presente ricorso.

Nel  valutare quale diritto  debba essere applicato in occasione di  un 
cambiamento  di  legislazione,  vale  il  principio  secondo  cui  sono 
determinanti  quelle  disposizioni  giuridiche  valide  al  momento  della 
realizzazione  della  fattispecie  giuridicamente  rilevante  (MAX 
IMBODEN/RENÉ RHINOW,  Schweizerische  Verwaltungsrechtsprechung,  5a 

ed.,  n. 15 B I). Secondo la giurisprudenza forgiata dall'Alta  corte,  la 
legalità  di  un  atto  amministrativo  dev'essere  giudicata,  di  regola,  in 
base al diritto vigente al momento dell'emanazione dello stesso (DTF 
130 V 329, consid. 2.3, DTF 125 II 591, consid. 5e/aa). Questa formula 
si  basa  principalmente  sul  concetto  secondo  il  quale  l'istituto  del 
ricorso di diritto amministrativo tende in primo luogo al controllo della 
legalità della decisione querelata, motivo per cui eventuali  modifiche 
legislative  intervenute  durante  la  procedura  di  ricorso  sono  da 
considerarsi  irrilevanti  (DTF  106  Ib  325,  consid.  2;  MARCO BORGHI,  Il 
diritto  amministrativo  intertemporale,  Revue  de  droit  suisse  [RDS]  / 
Zeitschrift  für  schweizerisches  Recht  [ZSR]  1983,  II,  pag.  487). 
L'autorità  di  ricorso,  quindi,  ha  da  esaminare  esclusivamente  la 

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questione se la decisione è conforme alle disposizioni legali in vigore 
al momento della sua emanazione. Questo principio conosce tuttavia 
un'eccezione,  in  quanto  l'autorità  deve comunque procedere ad una 
ponderazione  degli  interessi  in  gioco,  segnatamente  quando  motivi 
impellenti depongono per un'applicazione subitanea del nuovo diritto. 
Tale ponderazione degli interessi, secondo costante giurisprudenza, è 
implicitamente prevista dall'art. 2 tit. fin. del Codice civile svizzero del  
10  dicembre  1907  (CC,  RS  210;  DTF  112  Ib  39,  consid.  c;  ANDRÉ 
GRISEL,  Traité  de  droit  administratif,  Neuchâtel  1984,  pag.  153). 
Secondo  il  primo  capoverso  di  questa  disposizione,  le  normative 
fondate sull'ordine pubblico e sui buoni costumi sono applicabili in tutti 
i  casi  dal  momento  della  loro  entrata  in  vigore,  salvo  le  eccezioni  
previste  dalla  legge. Se quindi  il  diritto  entrato  in  vigore  nelle  more 
della  procedura  risponde  ad  un  interesse  pubblico  preponderante 
rispetto agli opposti interessi privati, quali segnatamente la protezione 
della  fiducia  nell'applicazione  del  precedente  assetto  legale, 
quest'ultimo deve cedere il passo alla nuova legislazione (DTF 127 III  
19, consid. 3; DTF 122 II 26).

Nel caso in esame, nessun interesse pubblico preponderante, rispetto 
agli opposti interessi privati, depone per un'applicazione subitanea del 
nuovo diritto.

Pertanto, il TAF ha da esaminare la questione se la decisione dell'UFT 
datata 11 marzo 2009 è conforme alle disposizioni legali in vigore al 
momento della sua emanazione.

4.

4.1 Al momento dell'esame sostenuto dal ricorrente e dell'emanazione 
della decisione dell'autorità inferiore, i contenuti e lo svolgimento degli  
esami di capacità per conducenti di veicoli motore delle ferrovie erano 
definiti  nell'OVF del 30 ottobre 2003 e nella Direttiva esami dell'UFT 
(stato:  1°  gennaio  2007).  L'OVF  è  un'ordinanza  del  DATEC  basata 
sulla  sotto-delega  di competenze – dal CF al Dipartimento – prevista 
all'art. 81 dell'Ordinanza del  23 novembre 1983 sulle ferrovie (Oferr, 
RS 742.141.1).

La Direttiva esami dell'UFT non ha il  carattere di legge materiale. Si 
tratta  di  una  direttiva  amministrativa.  Questo  tipo  di  direttive  rende 
esplicita una linea guida. Esse permettono di unificare e razionalizzare 
una  certa  pratica,  garantendo  l'uguaglianza  di  trattamento  degli 

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amministrati e la prevedibilità dell'azione amministrativa (PIERRE MOOR, 
Droit administratif, Volume I, 2a ed.,  Berna 1994, pag. 265 segg.; DTF 
98 Ib 433). Siffatte direttive facilitano anche il controllo giudiziario, in 
quanto dotano il giudice dello strumento necessario per verificare che 
l'amministrazione agisca secondo criteri razionali, coerenti e continui. 
Il  giudice  ne  tiene  conto  nella  misura  in  cui  contribuiscono 
all'interpretazione  giusta  ed  equa  della  norma  legislativa.  Quando 
sono  accessibili  agli  amministrati,  tali  direttive  costituiscono  una 
pratica pubblicata, della quale gli amministrati possono prevalersi (DTF 
118 Ib 618, consid. 4b; DTF 86 I 320; DTAF A-8728/2007, consid. 3.1).

La Direttiva esami è diffusa sul sito Internet dell'UFT. Essa specifica gli  
aspetti pratici dell'Oferr e dell'OVF. La legalità e l'applicabilità dell'OVF 
e  della  Direttiva  esami  dell'UFT,  peraltro  non  contestate,  sono  da 
considerarsi acquisite.

4.2 La  guida  di  veicoli  motore  delle  ferrovie  costituisce  un'attività 
rilevante per la sicurezza nel settore ferroviario. Chi intende svolgere 
un'attività  rilevante  per  la  sicurezza,  deve  dimostrare  mediante  un 
esame di capacità di poter garantire lo svolgimento sicuro dell'attività 
in questione.

Giusta  l'art.  33  cpv. 1  OVF, chi  intende  ottenere  una  licenza  per  la 
guida di un veicolo motore, deve poter provare, mediante un esame di 
capacità  di  disporre  delle  conoscenze  specifiche  richieste  per  la 
relativa  categoria  di  licenza.  L'Ufficio  federale  rilascia  direttive 
concernenti  gli  esami  di  capacità  (art. 33  cpv. 4  OVF). Gli  esami  di  
capacità  sono  svolti  da  periti  esaminatori  (art.  33  cpv.  6  OVF). 
Secondo l'art. 34 OVF, l'esame comprende una parte teorica (scritta e 
orale) e una parte pratica. I candidati sono ammessi all'esame teorico 
se hanno seguito la formazione teorica richiesta per il conseguimento 
della  licenza  (art.  35  cpv.  1  OVF).  Le  domande  dell'esame  teorico 
devono essere conformi alle direttive dell'Ufficio federale (art. 36 cpv. 1 
OVF). Giusta l'art. 39 cpv. 1 OVF, i periti verbalizzano l'andamento e il 
risultato dell'esame di capacità su un modulo ufficiale, che trasmettono 
all'UFT. I periti notificano ai candidati i risultati degli esami di capacità 
e motivano oralmente e, su richiesta, per iscritto, il non superamento 
dell'esame. Qualora la persona che ha sostenuto l'esame lo richieda, 
l'Ufficio federale emette una decisione che può essere impugnata (art.  
39  cpv. 2  OVF).  Secondo  l'art.  40  cpv. 1  OVF, se  il  candidato  non 
supera l'esame teorico  in  un numero di  materie  pari  o  inferiore  alla 

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metà, il perito esaminatore decide se far ripetere l'esame nelle singole 
materie  non  superate.  Se  il  candidato  non  supera  l'esame  in  un 
numero di  materie superiore alla metà, ripete l'intero esame teorico. 
Durante  le  ripetizioni  degli  esami  deve essere  presente un secondo 
perito esaminatore (art. 40 cpv. 3 OVF). Giusta l'art. 40 cpv. 4 OVF, i  
candidati  che  per  la  seconda  volta  non  superano  l'esame  per  una 
categoria di licenza, per un periodo di due anni non possono svolgere 
nessuna attività nell'ambito previsto da quella categoria.

Ulteriori  dettagli  e  precisazioni  concernenti  la  procedura  d'esame 
saranno  ripresi  nell'ambito  della  valutazione  dei  singoli  gravami 
invocati dal ricorrente.

5.

5.1 Innanzitutto, il ricorrente lamenta che l'impresa responsabile della 
formazione,  violando  la  Direttiva  esami  dell'UFT,  non  avrebbe 
sufficientemente approfondito l'interrogativo se il  candidato all'esame 
fosse  preparato  adeguatamente  per  iscriversi  allo  stesso.  Questi 
sostiene che non è stata fatta un'efficace verifica in tal senso neppure 
dall'UFT, in  quanto la  decisione impugnata si  fonda sostanzialmente 
sulle  dichiarazioni  e  le  motivazioni  dei  due  esaminatori.  A  detta  del  
ricorrente, il risultato globalmente negativo della classe presentatasi al  
primo  esame  teorico  del  30  giugno  2008  (11  candidati  su  12  non 
hanno superato l'esame) avvalorerebbe la tesi che l'adeguatezza della 
preparazione  fosse  stata  poco  approfondita.  Questi  ritiene  che 
l'esaminatore  avrebbe  dovuto  posticipare  l'effettuazione  del  primo 
esame  teorico  e  avrebbe  dovuto  attivare  o  richiedere  giornate  di 
formazione  supplementari  a  complemento  delle  competenze  dei 
candidati. Il modo di procedere dell'esaminatore avrebbe "bruciato" al  
ricorrente  una  possibilità,  sulle  due  previste,  per  l'ottenimento  della 
licenza.

5.2 Secondo la cifra 1.2 della Direttiva esami, l'impresa responsabile 
della  formazione  si  assicura  che  all'esame  si  iscrivano  soltanto 
candidati adeguatamente preparati.

La  norma  summenzionata  comporta  l'uso  di  nozioni  giuridicamente 
imprecise  o  indeterminate:  "l'impresa  si  assicura"  e  "candidati 
adeguatamente preparati". Il contenuto di tali nozioni, che si presta a 
interpretazione,  varia  necessariamente  secondo  la  concezione 
soggettiva di  colui  che le applica e secondo le circostanze del  caso 

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specifico.  Altrimenti  detto,  l'autorità  esecutiva  dispone  di  un  ampio 
potere  d'apprezzamento  nell'interpretazione  della  norma  stessa. 
L'esercizio  del  potere  d'apprezzamento  è  limitato  dal  principio 
dell'uguaglianza  di  trattamento  e  dal  divieto  dell'arbitrario  (BLAISE 
KNAPP,  Précis  de droit  administratif,  4a ed.,  Basilea – Francoforte sul 
Meno 1991, pag. 33 segg.).

Dagli atti processuali di prima istanza risulta che durante il percorso di  
formazione sono state effettuate delle verifiche di  apprendimento dei 
canditati. In  particolare,  con circa  3 settimane di  anticipo  rispetto  al 
primo esame teorico, il 10 giugno 2008, è stata effettuata la verifica di 
apprendimento QS 3 (garanzia della qualità  3). L'ente di  formazione 
Login  e  FFS  Cargo  hanno  ritenuto  che  la  classe  fosse  pronta  a 
sostenere l'esame, riscontrando tuttavia lacune da colmare per quanto 
riguardava  le  conoscenze  tecniche  dei  veicoli  e  le  prescrizioni 
d'esercizio. Risulta  dalle  dichiarazioni  degli  esperti,  come pure  dagli 
atti, che il ricorrente – alla stregua degli altri candidati – ha ricevuto le  
indicazioni  necessarie  per  colmare  le  lacune  riscontrate. Gli  esperti  
hanno  precisato  che  poiché  l'esame  teorico  si  sarebbe  svolto  tre 
settimane dopo e che in questo lasso di tempo erano previste lezioni 
pratiche  sulle  locomotive,  si  poteva  supporre  che  i  candidati  si  
sarebbero presentati all'esame con buone prospettive di successo. In 
seguito, per i candidati che non hanno superato l'esame del 30 giugno 
2008 è stato allestito un programma di "recupero mirato", contenente 
delle  verifiche  di  apprendimento.  Per  determinare  se  i  candidati 
fossero pronti a sostenere l'esame teorico di riparazione, il  4 agosto 
2008 è  stata  effettuata  la  verifica  di  apprendimento  QS 4 (garanzia 
della qualità 4). Sulla base di tale verifica, gli esperti hanno ritenuto i 
candidati  pronti  per  l'esame. Si  nota  peraltro  che,  come  constatato 
dall'UFT  nella  decisione  impugnata,  il  periodo  di  formazione  del 
ricorrente fino al primo esame è durato 10 mesi; tale lasso di tempo, 
sulla base delle esperienze fatte con altre classi in tutta la Svizzera, è  
sufficiente per assolvere la formazione completa e per acquisire una 
preparazione sufficiente.

Da  quanto  precede,  risulta  che  gli  esperti  hanno  verificato  che  il 
ricorrente abbia svolto un iter formativo completo, integrato da controlli  
delle  conoscenze  acquisite.  Pertanto,  il  gravame  attinente  alla 
preparazione insufficiente è respinto.

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Per quanto concerne l'obiezione che il  primo esame teorico sarebbe 
stato organizzato  troppo presto,  "bruciando"  quindi  al  ricorrente una 
possibilità,  sulle due previste, per l'ottenimento della licenza, si deve 
evidenziare che tale censura non è giuridicamente rilevante. In effetti,  
il  risultato  del  primo  esame  teorico,  peraltro  non  impugnato  dal 
ricorrente,  non  è  oggetto  del  presente  procedimento.  Anzi, 
paradossalmente, non avendo superato il primo esame, il ricorrente ha 
"prolungato" il suo periodo di formazione, aumentando quindi il livello 
della sua preparazione, considerata peraltro già adeguata dagli esperti 
al momento del primo esame.

Infine,  la  censura  secondo  la  quale  l'autorità  inferiore  si  sarebbe 
basata, per accertare i fatti e verificare il rispetto della Direttiva esami, 
sostanzialmente  solo  sulle  dichiarazioni  dei  due  esperti  esaminatori 
(C._______ e D._______), è pure priva di pertinenza giuridica.

Giusta  l'art.  12  PA,  l'autorità  accerta  d'ufficio  i  fatti  e  si  serve,  se 
necessario, dei seguenti mezzi di prova: documenti, informazioni delle  
parti, informazioni o testimonianze di terzi, sopralluoghi e perizie.

Nel  caso  in  esame,  l'autorità  inferiore,  prima  di  emanare  la  sua 
decisione,  ha  sentito  le  parti.  In  particolare,  ha  sottoposto  agli 
esaminatori  una  serie  di  domande,  sedici  in  tutto,  delle  quali  ben 
cinque portavano proprio sulla questione della preparazione all'esame. 
Tale modo di procedere, è conforme a quanto previsto all'art. 12 PA. Le 
risposte  degli  esaminatori,  sono  state  precise  e  dettagliate.  I 
programmi delle verifiche di apprendimento QS 3 e QS 4 sono state 
allegate alle prese di posizione (documentazione versata agli atti). Alla 
luce della documentazione raccolta, l'autorità di prime cure ha ritenuto 
di  disporre  di  tutti  gli  elementi  di  fatto  utili  all'emanazione  della  sua 
decisione e che non fosse necessario assumere ulteriori prove. Il TAF 
condivide  tale  valutazione.  In  effetti,  non  si  vede  chi  se  non  gli 
esaminatori,  in quanto responsabili  anche della formazione,  avrebbe 
potuto illustrare all'UFT come si è svolta la preparazione all'esame e 
fornire indicazioni  sul  grado di  preparazione dei  candidati  alla vigilia 
dell'esame stesso.

Alla  luce di  quanto precede,  occorre  concludere che gli  esaminatori 
hanno effettuato la verifica richiesta dalla Direttiva esami e che l'UFT 
ha accertato i fatti giuridicamente pertinenti prima di emanare la sua 
decisione.  Pertanto,  su  questo  punto,  la  decisione  impugnata  deve 
essere confermata.

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6.

6.1 Il ricorrente solleva poi dei vizi relativi allo svolgimento dell'esame, 
segnatamente  l'uso  del  dialetto  ticinese  invece  dell'italiano,  una 
pretesa confusione da parte degli esperti del suo nome con quello del 
collega  d'esame  e  viceversa,  l'impossibilità  di  rispondere 
compiutamente alle domande poste in quanto ripetutamente interrotto 
dagli  esaminatori.  Infine,  il  ricorrente  lamenta  lungaggini  nella 
comunicazione del risultato dell'esame e un "via vai" tra responsabile 
FFS Cargo e periti  esaminatori. Siffatto modo di  agire,  denoterebbe 
poca serietà, severità e disciplina da parte di chi è chiamato a dare il  
proprio  giudizio  in  un  momento determinante  per  il  candidato. Per i 
motivi  esposti,  il  ricorrente ritiene che la Direttiva esami dell'UFT sia 
stata violata.

6.2 L'autorità  ricorsuale  esamina  i  vizi  di  forma  concernenti  lo 
svolgimento  dell'esame  con  piena  cognizione  (consid.  2).  Tutte  le 
censure  concernenti  lo  svolgimento  procedurale  dell'esame  o  il 
metodo  di  valutazione  hanno  carattere  formale.  Un  vizio  di  forma 
concernente lo svolgimento di un esame costituisce però, per costante 
prassi,  un  valido  motivo  di  ricorso  suscettibile  di  provocare 
l'accoglimento  del  gravame soltanto  se siano ravvisabili  indizi  che il  
vizio  invocato  abbia  potuto  verosimilmente  esercitare  un  influsso 
negativo  sull'esito  dell'esame  (DTAF  2008/14,  consid.  3.3,  GAAC 
61.32, consid. 7.2).

6.3 Per quanto attiene l'uso del dialetto ticinese invece dell'italiano, la 
Direttiva esami dell'UFT, alla cifra 1.10, indica che "gli esami possono 
(nella  versione  in  tedesco  können)  essere  sostenuti  in  tedesco, 
francese  o  italiano".  L'uso  del  verbo  "potere"  concede  all'autorità 
esecutiva un  certo  potere  d'apprezzamento  nell'interpretazione della 
normativa  e  quindi  nella  sua  applicazione.  L'esercizio  del  potere 
d'apprezzamento  è  limitato  dal  principio  dell'uguaglianza  di 
trattamento  e  dal  divieto  dell'arbitrario.  In  considerazione  di  quanto 
precede,  l'uso  di  una  "lingua"  diversa  -  prescindendo  dal  fatto  se  il 
dialetto ticinese sia da considerarsi un'altra lingua rispetto all'italiano -  
da  quelle  menzionate  nella  Direttiva  esami,  a  priori,  non  è  una 
decisione  arbitraria,  costitutiva  di  una  violazione  della  normativa  in 
oggetto.

Il ricorrente lamenta che il perito esaminatore D._______ abbia deciso 
unilateralmente il  dialetto quale lingua dell'esame. Questa scelta non 

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sarebbe stata seria e professionale. Inoltre, il ricorrente si chiede come 
abbia potuto adempiere ai suoi compiti il secondo perito C._______, in 
quanto questi non parla il dialetto ticinese.

Preliminarmente, occorre evidenziare che il  ricorrente non espone in 
maniera  puntuale  quali  conseguenze  avrebbe  avuto  la  scelta  del 
dialetto  sullo  svolgimento  dell'esame e sul  suo esito. Per questo,  la 
censura  sembra  avere  piuttosto  il  carattere  di  una  generica 
osservazione ricorsuale. In aggiunta, come risulta dal ricorso e dagli  
atti di prima istanza, va tenuto conto che il ricorrente non ha sollevato 
alcuna obiezione contro la scelta della lingua né all'inizio né durante 
l'esame  e  che  ha  concordato  con  gli  esperti  che  la  formazione 
supplementare del 4 agosto 2008, assai importante per il ricorrente in 
vista dell'esame, avvenisse proprio in dialetto, avvalorando quindi  la 
tesi  che  tale  "lingua"  non  costituisse  per  lui  un  ostacolo  alla 
comprensione.  Infine,  il  Signor  C._______,  invitato  dall'UFT  ad 
esprimersi  sulla  questione  se  il  dialetto  ticinese  avesse  reso  più 
difficile  il  suo lavoro, ha innanzitutto evidenziato di  avere ricevuto in 
forma scritta le domande poste durante l'esame ed ha poi confermato 
di  avere potuto  adempiere ai  suoi  compiti,  conformemente a quanto 
stabilito  dalle  pertinenti  direttive  dell'UFT. A  titolo  abbondanziale,  si 
rileva  che  la  Direttiva  esami  dell'UFT,  nella  nuova  versione  del  1°  
gennaio  2010,  prevede  espressamente  l'uso  del  dialetto  durante  gli 
esami previo accordo e consenso di tutti gli interessati (cifra 1.8). Alla  
luce  dell'insieme  delle  considerazioni  precedenti,  il  gravame  è 
respinto.

6.4 Neppure  le  altre  critiche  in  merito  allo  svolgimento  dell'esame 
permettono di sostanziare in cosa e semmai in che misura il ricorrente 
sarebbe stato svantaggiato. In particolare,  dagli  atti  di  prima istanza 
risulta  che  gli  esperti  esaminatori  hanno  adottato  un  metodo  per 
l'annotazione delle risposte, che scongiura la possibilità di attribuzione 
errata  della  valutazione,  anche qualora  il  candidato  dovesse  essere 
interpellato  con  il  nome  sbagliato.  Inoltre,  l'interruzione  da  parte 
dell'esperto nel mentre della risposta è avvenuto quando il candidato 
si discostava troppo dal tema della domanda posta, ciò per assicurare 
che egli rispondesse alla domanda formulata.

In sunto, niente permette di  ammettere che le  censure sollevate dal 
ricorrente costituiscano degli indizi di gravità tale da poter concludere 

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che abbiano influito sul risultato dell'esame. Le censure del ricorrente 
sono respinte.

7.

7.1 Infine,  il  ricorrente  lamenta  una  discrepanza,  a  suo  dire, 
incomprensibile  tra  il  risultato  dell'esame  teorico  scritto  (buono)  e 
quello  dell'esame  orale  (insufficiente).  A  questo  proposito,  viene 
chiesta la visione delle tabelle con le domande, rispettivamente con le  
risposte. Il ricorrente fa anche valere che le domande poste, in alcuni 
casi, concernevano situazioni distanti dalla realtà o molto particolari.

7.2 La  censura  del  ricorrente,  attinente  la  discrepanza  tra  i  due 
risultati, concerne il merito della valutazione di prestazioni d'esame. Lo 
scrivente  Tribunale  non  può  che  ribadire  il  principio  che  impone  di  
mantenere un certo riserbo nella valutazione delle prestazioni (consid. 
2),  nel  senso che non può discostarsi  senza un valido  motivo dalla 
valutazione degli esaminatori.

Nel caso in esame, il ricorrente si è presentato all'esame di capacità 
teorico (parte scritte e orale) per la seconda volta. Come risulta dalle 
spiegazioni  degli  esaminatori  (atti  di  prima  istanza),  i  questionari 
dell'esame  di  ripetizione  differiscono  da  quelli  del  primo  esame 
unicamente in un ordine di grandezza che varia fra il 10-20%. Ciò vale 
a dire che nel questionario dell'esame di ripetizione vengono sostituite 
mediamente  da  2  a  4  domande.  Poiché  il  restante  80-90%  del 
questionario  dell'esame  di  ripetizione  è  identico  a  quello  del  primo 
esame, il  candidato ripetente è ovviamente "facilitato" nel rispondere 
alle  domande,  ciò  che  spiega  il  buon  risultato  del  ricorrente.  Per 
contro, come ciascuno sa, l'esame orale ha quale scopo di verificare 
se  i  candidati,  oltre  ad  avere  mandato  a  memoria  certe  nozioni,  le 
hanno veramente  comprese e  le  sanno applicare. La prova orale  di 
ripetizione non è una copia del primo esame e quindi il "vantaggio" di 
essersi già presentato una volta all'esame è molto meno evidente per 
l'esaminando. Pertanto,  nella  fattispecie,  il  fatto  che  il  ricorrente  ha 
superato a pieni voti l'esame scritto ma non quello orale non ha  niente 
di sorprendente. 

Per  quanto  attiene  il  merito  della  valutazione  orale,  gli  esaminatori 
hanno giudicato le conoscenze del ricorrente globalmente insufficienti 
sia  per  quanto  concerne  le  prescrizioni  sulla  circolazione  dei  treni 
(PCT),  sia  a  proposito  delle  conoscenze  del  veicolo  motore.  Tale 

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valutazione  risulta  dai  verbali  d'esame  firmati  dal  ricorrente, 
consegnati agli atti di prima istanza.

La valutazione d'esame deve essere lasciata alla libertà specifica degli 
esaminatori, non potendo un'autorità giudiziaria sostituirsi a questi in 
assenza di motivazioni convincenti. Gli esaminatori, alla luce della loro 
esperienza  e  delle  normative  pertinenti,  hanno  espresso  un  parere 
vincolante per questo Tribunale. Il giudizio degli esaminatori, per di più 
espresso  in  un  ambito  rilevante  per  la  sicurezza  ferroviaria,  va 
sostanzialmente tutelato. Da un esame generale dei loro compiti, non 
risulta  che  gli  stessi  abbiano  manifestamente  oltrepassato  il  loro 
potere di apprezzamento.

7.3 In  merito  alla  richiesta  del  ricorrente  di  visionare  le  tabelle 
d'esame redatte  dagli  esperti  con le  domande e  le  risposte,  facenti 
parte degli atti di prima istanza, alla stessa non viene dato seguito. In  
effetti, l'art. 26 cpv. 1, let. b PA indica che "nella sua causa, la parte o il 
suo  rappresentante  ha  il  diritto  di  esaminare  tutti  gli  atti  adoperati  
come  mezzi  di  prova".  Ciò  significa  che  tutti  i  documenti 
oggettivamente utili per stabilire i fatti giuridicamente pertinenti ai fini 
della decisione devono essere a disposizione del ricorrente (STEPHAN C. 
BRUNNER,  in:  CHRISTOPH AUER/MARKUS MÜLLER/BENJAMIN SCHINDLER [ed.], 
Kommentar  zum  Bundesgesetz  über  das  Verwaltungsverfahren 
(VwVG),  Zurigo/San  Gallo  2008,  pag.  393).  "A  contrario",  dei 
documenti  senza pertinenza o  influenza sulla  decisione non devono 
essere comunicati (BLAISE KNAPP, op. cit., pag. 145). 

La  richiesta  del  ricorrente  sottintende  che  l'esame  delle  tabelle  in 
questione  permetterebbe  di  delucidare  la  discrepanza,  a  suo  dire 
incomprensibile, tra i  risultati  dell'esame scritto e orale. Posto che la 
discrepanza  non  è  affatto  incomprensibile  ed  è  già  stata  spiegata, 
occorre pure evidenziare che le tabelle non fanno altro che riportare, 
seppure  in  modo  più  esteso,  il  giudizio  degli  esperti  ancorato  nei  
verbali d'esame controfirmati dal ricorrente e che tale giudizio, come 
detto, va tutelato. Pertanto, la  documentazione menzionata,  che non 
esercita alcuna influenza sulla decisione dello scrivente Tribunale, non 
deve essere comunicata al ricorrente.

8.

8.1 A sostegno dei gravami invocati, in particolare della mancanza di 
serietà degli esaminatori, il ricorrente chiede di acquisire quale mezzo 

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di prova la testimonianza di una terza persona, che avrebbe assistito,  
in  un  luogo  pubblico  e  prima  dello  svolgersi  dell'esame,  ad  una 
discussione durante la quale un esaminatore avrebbe dichiarato che 
due candidati sarebbero stati bocciati.

8.2 La giurisprudenza ha  in  particolare  dedotto  dal  diritto  di  essere 
sentito,  consacrato  in  termini  identici  sia  all'art.  29  cpv. 2  Cost.,  sia 
all'art. 29 PA, il diritto di fornire prove su fatti suscettibili d'influire sulla  
decisione e d'esigerne l'assunzione. Ma il diritto di fornire delle prove 
non comporta l'obbligo incondizionato all'assunzione delle  stesse da 
parte dell'autorità giudicante. In effetti, il diritto di essere sentito ha per 
corollario  solo  un  obbligo  limitato  di  assumere  le  prove  offerte. 
Conformemente  a  quanto  previsto  all'art.  33  cpv.  1  PA,  "l'autorità 
ammette le prove offerte dalla parte se paiono idonee a chiarire i fatti".  
Da quanto precede, si evince che l'autorità gode di un ampio potere 
d'apprezzamento nel decidere se assumere o meno una prova. Sulla 
base  della  dottrina  e  di  una  giurisprudenza  costante,  l'autorità  può 
procedere ad un apprezzamento anticipato di una prova, e decidere di 
non assumerla, se ritiene, in modo non arbitrario, che tale prova non è 
atta a fondare, modificare o influenzare la decisione da prendere, nel  
senso che le prove già assunte gli hanno permesso di formarsi la sua 
intima  convinzione  (PATRICK SUTTER, in:  CHRISTOPH AUER/MARKUS 
MÜLLER/BENJAMIN SCHINDLER [ed.],  Kommentar  zum  Bundesgesetz  über 
das Verwaltungsverfahren (VwVG),  Zurigo/San Gallo  2008,  pag. 458 
segg.; DTF 130 II 425, consid. 2.1; DTAF B-2213/2006).

Nel  caso  in  esame,  come  risulta  dai  considerandi  precedenti,  lo 
scrivente  Tribunale  ritiene  che  le  modalità  d'esame  siano  state 
rispettate e che le prestazioni d'esame del ricorrente non siano state 
sottovalutate in modo evidente. L'eventuale assunzione di un'ulteriore 
prova  non  modificherebbe  quindi  la  presente  decisione.  Peraltro, 
occorre  evidenziare  che  lo  stesso  ricorrente  definisce  la  presunta 
discussione  raccolta  dal  suo  testimone  come  "voce  di  corridoio 
inevitabile", domandandosi come la stessa debba essere interpretata. 
Per il TAF si tratta solo di una generica illazione di poca serietà degli  
esperti  o  peggio  di  parzialità,  che  non  ha  trovato  alcun  riscontro  o 
conferma nei  fatti  constatati  e  che,  anche se ripetuta dal  testimone, 
non sarebbe tale da influenzare l'opinione, già costituita, dell'autorità 
giudicante.

Per le ragioni sopra esposte, tale mezzo di prova non viene assunto.

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9.
In  conclusione,  il  ricorso  presentato  contro  la  decisione  dell'UFT 
dell'11 marzo 2009 si rivela infondato e va pertanto respinto.

10.
In considerazione dell'esito della lite, giusta l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese 
processuali  vanno poste a carico del  ricorrente soccombente (art. 1 
segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese 
ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TS-
TAF;  RS  173.320.2).  Nella  fattispecie,  esse  vengono  stabilite  in  fr. 
1'500.--,  importo  che  viene  integralmente  compensato  con  l'anticipo 
spese versato dal ricorrente.

11.
Visto l'esito del ricorso e con riferimento all'art. art. 64 cpv. 1 PA e 7 
cpv. 1 TS-TAF, al  ricorrente non viene assegnata alcuna indennità a 
titolo di spese ripetibili.

12.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso di diritto 
pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 let. t della Legge del 17 
giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]). La pronuncia è 
quindi definitiva.

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 1'500.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Esse  sono  compensate  integralmente  con  l'anticipo  spese  da  lui 
versato.

3.
Non vengono assegnate ripetibili.

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4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (raccomandata)
- autorità inferiore (raccomandata; allegati di ritorno)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Claudia Pasqualetto Péquignot Davide Gozzer

Data di spedizione: 

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