# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4a658d11-c730-5ce1-b615-ec0dc4bf5524
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-08-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 17.08.1999 12.1999.124
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1999-124_1999-08-17.html

## Full Text

Incarto n.

  12.99.00124

  	
  Lugano

  17 agosto 1999/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

sedente
per giudicare nella causa appellabile in procedura accelerata OA.99.7 della
Pretura di Mendrisio-Nord, promossa con petizione 20 gennaio 1999 da

 

 

                                         __________

                                         rappr.
dall'avv. __________                                        contro

 

                                         __________

                                         rappr.
dallo studio legale __________ 

 

con cui
l’attore ha chiesto ex art. 85a LEF l’annullamento dell’esecuzione n.
__________ dell’UEF di Mendrisio;

 

Causa
ritirata il 20 maggio 1999 dall’attore e stralciata dal ruolo dal Segretario
assessore con decreto 21 maggio 1999, con cui ha attribuito al convenuto fr.
750.-- per ripetibili;

 

Appellante
il convenuto, che con gravame del 1° giugno 1999 chiede l’aumento
dell’indennità ripetibile a fr. 4’120.--;

 

Gravame al quale
l’attore con osservazioni 16 luglio 1999 si oppone;

 

 

Letti ed esaminati
gli atti,

 

 

Ritenuto 

 

 

in fatto

                                      

                                         che
con la petizione fondata sull’art. 85a LEF l’attore ha chiesto l’annullamento
dell’esecuzione n. __________ dell’UEF di Mendrisio di cui al PE del 29 ottobre
1996 per fr. 500’000.-- oltre interessi;

                                      

                                         che
il convenuto si è opposto a tale domanda con risposta 1° febbraio 1999;

                                         

                                         che
il 14 aprile 1999 ha avuto luogo l’udienza preliminare;

 

                                         che
il 20 maggio 1999, prima del compimento di altri incombenti, il patrocinatore
dell’attore, alla luce della recente sentenza DTF 125 III 149, ha dichiarato di
ritirare l’azione, destinata all’insuccesso;

 

                                         che
il 21 maggio 1999 il Segretario assessore ha stralciato la causa dai ruoli,
gravando il procedente di fr. 750.-- di ripetibili, calcolate secondo la nota
formula che media l’onorario ad valorem con quello ad horam;

 

                                         che
contro tale indennità insorge l’appellante, postulandone l’aumento a fr.
4’120.--;

 

                                         che
egli, adducendo un trattamento preferenziale da parte della Pretura nei
confronti dell’attore, invoca l’applicazione di una tariffa oraria di fr.
220.-- e con un dispendio di tempo di 10 ore;

 

                                         che
l’attore nelle proprie osservazioni del 16 luglio 1999 si oppone al gravame;

 

 

Considerato

 

 

in diritto

 

 

                                         che
a questo stadio della causa è del tutto pacifica la soccombenza dell’attore quo
all’azione da lui incoata, e conseguentemente il suo obbligo alla
corresponsione di adeguate ripetibili (art. 77 cpv. 2 e 3 CPC; II CCA 20
maggio 1998 in re S. e llcc/W., 10 novembre 1997 in re A. SA in fallimento/S.
SA);

 

                                         che
il motivo di opportunità che spinge la parte procedente al ritiro dell’azione è
infatti ininfluente ai fini della determinazione della sua soccombenza, che va
stabilita sulla sola base del prefato art. 77 CPC (II CCA 27 agosto 1998
in re S. SA/D.);

 

                                         che
a giusta ragione, stante la prematura cessazione della lite a seguito della desistenza
dell’attore, il Segretario assessore, in applicazione dell’art. 11 TOA, si è
avvalso nel computo delle ripetibili della nota formula con cui l’onorario ad
valorem viene mediato con quello ad horam (II CCA 9 luglio 1998 in re
G./N. SA, 20 maggio 1998 citata);

                                      

                                         che
il Segretario assessore ha in concreto accordato un onorario orario di soli fr.
150.--;

 

                                         che
tale importo viene giustamente criticato dal ricorrente, non essendo più il
minimo della TOA consono alle odierne circostanze;

 

                                         che
può invece essere accolta la proposta dell’appellante di un onorario di fr.
220.-- all’ora, importo sostanzialmente in linea con la recente giurisprudenza
di questa Camera in materia di ripetibili (II CCA 9 luglio 1998 citata,
20 maggio 1998 citata, in cui sono stati computati fr. 250.-- all’ora);

 

                                         che
nemmeno l’indicazione da parte del Segretario assessore di un dispendio di
tempo di sole 3 ore -neppure sufficienti alla redazione dell’allegato di risposta-
può essere condivisa; dovendosi considerare che l’attività del resistente non
si è limitata al solo allegato introduttivo e alla presenza all’udienza
preliminare, ma ha necessariamente comportato il pregresso studio del merito
della vertenza ed almeno un colloquio con il mandante;

                                      

                                         che
sulla base degli atti il dispendio orario può pertanto essere quantificato in
circa 8 ore;

 

                                         che
l’onorario ad horam è perciò di fr. 1’760.--;

 

                                         che
nella commisurazione dell’onorario ad valorem il convenuto critica l’applicazione
della percentuale minima del 5% di cui all’art. 9 TOA, ritenendo che la
problematica relativa all’applicazione dell’art. 85a LEF e la complessità della
fattispecie giustificherebbero invece l’applicazione della percentuale media
del 6,5%;

 

                                         che
le argomentazioni del convenuto sono infondate, stante l’ampio potere di
apprezzamento di cui dispone il giudice;

 

                                         che
va in effetti considerato che il valore di causa di fr. 500’000.-- costituisce
l’importo massimo al quale si applicano le percentuali comprese tra il 5% e
l’8% di cui all’art. 9 TOA;

 

                                         che
quindi con un valore di causa anche solo di un franco superiore l’onorario si
sarebbe situato tra il 4% e il 7%;

 

                                         che
in tal caso il 5% costituirebbe un onorario medio, compatibile con le particolarità
della causa;

 

                                         che
ciò conferma l’assunto per cui in presenza di valori massimi è opportuno
applicare aliquote minime, o prossime al minimo;

 

                                         che
va quindi confermato l’onorario ad valorem di fr. 25’000.-- ritenuto dal
Segretario assessore;

 

                                         che
l’applicazione dell’art. 11 TOA conduce su queste basi ad un importo per
ripetibili di fr. 3’300.--;  

 

                                         che
le irrilevanti argomentazioni del ricorrente circa un presunto trattamento
preferenziale che sarebbe stato riservato all’attore dalla Pretura di Mendrisio-Nord
o dal Segretario assessore non trovano riscontro alcuno negli atti, e
costituiscono pertanto solo l’espressione di riprovevole maldicenza da parte
del convenuto;

 

                                         che
la parte ed il suo patrocinatore sono formalmente diffidati dall’esprimere in
futuro simili gratuite accuse;

 

                                         che
l’appello è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi che precedono;

 

                                         che
le spese e le ripetibili di questa procedura seguono la preponderante
soccombenza del resistente (art. 148 CPC);

 

 

 

 

 

Per i quali motivi

visti, per le spese, gli art. 148 e seg.
CPC e la vigente TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello
1° giugno 1999 __________ è parzialmente accolto e di conseguenza il
dispositivo 2. del decreto 21 maggio 1999 del Segretario Assessore della
pretura di Mendrisio-Nord viene così riformato:

 

                                         2.     Non
si prelevano né spese né tasse di giustizia. 

                                                 L’attore
rifonderà alla controparte fr. 3’300.-- per ripetibili.

 

                                   II.   Le
spese della procedura d’appello consistenti in fr. 180.- di tassa di giustizia
e in fr. 20.- di spese (totale fr. 200.-), già anticipati dall’appellante,
restano a suo carico per 1/3 e per 2/3 sono a carico dell’attore, che rifonderà
a controparte fr. 100.-- par parte di ripetibili di appello.

 

                                  III.   Intimazione
a:      - __________ 

 

                                         Comunicazione
alla Pretura di Mendrisio-Nord.

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario