# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f4bab6f7-19e0-55f0-8b04-8ad0cd062b56
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-02-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.02.2006 32.2005.102
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-102_2006-02-16.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.102

   

  rg

  	
  Lugano

  16 febbraio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

statuendo sul ricorso del 20 giugno 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 20 maggio
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

considerato                    in
fatto e in diritto

 

che                              -   RI
1, già impiegata a tempo parziale quale custode di una scuola e addetta alle
pulizie, dal 1. febbraio 2002 beneficia di una rendita d’invalidità (sino al 30
giugno 2002 di una rendita intera, dal 1. luglio 2002 di un quarto di rendita
per un grado d’invalidità complessivo del 40% [11% per la quota parte
casalinga, 29% per quella salariata]); 

 

                                     -   in
esito alla procedura di revisione avviata su domanda dell’assicurata nel maggio
2004, per decisione 19 luglio 2004, confermata con decisione su opposizione 20
maggio 2005, l’Ufficio AI - non riscontrando una modifica della situazione
invalidante - ha negato un aumento della rendita in corso;

 

                                     -
  con il ricorso in oggetto l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, si
aggrava davanti al TCA chiedendo l’annullamento della decisione 20 maggio 2005
e postulando in via principale l’erogazione di tre quarti di rendita, in via
subordinata la retrocessione degli atti all’Ufficio AI perché si pronunci nuovamente
sul diritto a prestazioni dopo espletamento di ulteriori accertamenti medici.
L’insorgente, riferendosi in particolare alle attestazioni dell’oftalmologo
curante dr. __________, ritiene segnatamente non concludente la valutazione
resa dal SMR sulla base degli atti medici presenti all’inserto, asseverando che
il disturbo visivo di cui essa è portatrice ha subito un peggioramento non
fatto oggetto di approfondita indagine;

 

                                     -
  con la risposta di causa l’Ufficio AI chiede la reiezione dell’impugnativa e
la conferma del querelato provvedimento, producendo al riguardo delle nuove annotazioni
del medico responsabile SMR;

 

                                     -   nelle
more istruttorie all’insorgente è stato richiesto di produrre la documentazione
a sostegno della propria richiesta di assistenza giudiziaria formulata con il
gravame, documentazione che non è tuttavia mai stata trasmessa al TCA;

 

                                     -   pendente
lite l’insorgente ha invece prodotto un ulteriore certificato medico rilasciato
dal proprio medico curante, in relazione al quale l’amministrazione ha presentato
le proprie osservazioni riconfermandosi nella domanda di reiezione
dell’impugnativa;

 

                                     -   la
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza
(ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle
prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai
sensi degli articoli 26c cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA;

 

                                     -   se
il grado d'invalidità - intesa, giusta l’art. 4 cpv. 1 LAI (sia nella sua
versione in vigore sino al 31 dicembre 2002 che in quella valida dal 1° gennaio
2003 in relazione con gli artt. 7 e 8 cpv. 1 LPGA) come incapacità al guadagno
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio -
del beneficiario di una rendita subisce una modifica, che incide in modo
rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o
ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 41 LAI in
vigore sino al 31 dicembre 2002; art. 17 cpv. 1 LPGA). Se viene inoltrata una
domanda di revisione, nella stessa si deve dimostrare che il grado d’invalidità
o d’incapacità dell’invalido a provvedere a se stesso è modificato in misura
rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3 OAI). L’art. 87 cpv.
4 OAI prescrive inoltre che, ove la rendita o l’assegno per grandi invalidi
siano stati negati perché il grado d’invalidità era insufficiente o perché
l’invalido poteva provvedere a sé stesso, una nuova richiesta è riesaminata
soltanto in quanto siano soddisfatte le condizioni previste nel cpv. 3. In caso
di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole (art. 88a cpv. 2 OAI). Le rendite AI sono
soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di
salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di
salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno
hanno subito un cambiamento importante (RCC 1989 p. 323; DTF 113
V 275, 109 V 116). Affinché sia possibile la revisione di una rendita AI è
dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato
abbiano subito una modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno.
D'altra parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista
astratto, ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI. Non basta che una
situazione, rimasta sostanzialmente invaria­ta, sia giudicata in modo diverso (RCC
1987 p. 38; STFA  29 aprile 1991 nella causa G.C.);                               

 

                                     -   nella
fattispecie dal fascicolo risulta che in occasione della precedente procedura sfociata
con decisione 11 settembre 2003, nel cui ambito era stata accertata a datare dall’aprile
2002 una incapacità lavorativa del 40% sia nell’attività salariata (di custode
e ausiliaria di pulizia presso una scuola media) che nello svolgimento delle
mansioni domestiche (rispettivamente una precedente totale incapacità in
entrambi i settori da febbraio ad aprile 2002),  l’assicurata - operata nel
febbraio 2001 di cataratta bilaterale con impianto di lente intra-oculare (con
relativi costi d’intervento all’occhio sinistro presi a carico dall’AI), nel giugno
2001 di cheratoplastica perforante nr. 2 OS (sub. doc. AI 94), nel dicembre
2002 per un’aderenza fra la cornea ed in seguito posta al beneficio di lenti
per occhiali a sinistra quale mezzo ausiliario (doc. AI 117) - per quanto attiene
all’aspetto oculistico qui litigioso presentava, secondo la refertazione considerata
ai fini del citato provvedimento, un visus OD  0.25 e OS 0.1, non migliorabili
con correzione (certificato dr. __________ del 19 novembre 2002, doc. AI 113).
A causa dei disturbi visivi essa presentava limitazioni sia nell’esercizio di
mansioni amministrative e richiedenti una certa precisione (tanto nell’ambito
professionale che in quello domestico) come pure in attività comportanti situazioni
di rischio e quindi suscettibili di mettere a repentaglio la sua incolumità
(per es. pulizia delle grondaie sul tetto della scuola) (cfr. rapporto
d’inchiesta 30 gennaio 2003 dell’assistente sociale, doc. AI 126);

 

                                     -   dalla
refertazione medica rilasciata posteriormente alla decisione 11 settembre 2002
emerge che l’assicurata - cui nel frattempo é stato riconosciuto, nel marzo
2004, il diritto ad un cannocchiale quale mezzo ausiliario (doc. AI 151) - nel
gennaio 2003 presentava un visus con correzione OD 0.3 e OS 0.3 (doc. AI 176),
nell’agosto 2004 un visus OD 0.4 e OS 0.01 (doc. AI 172), nonché nel giugno
2005 un visus con correzione OD 0.4 e OS 0.2 (certificato 3 giugno 2005
del dr. __________, doc. A/2);

 

                                     -
  orbene, da suddetta certificazione risulta che, con riferimento alla diagnosi
già posta nel 2002, l’acuità visiva dell’assicurata (attualmente con visus OD
0.4 e OS 0.2) ha addirittura subito un certo miglioramento, come rettamente
evidenziato dal SMR (cfr. annotazione medica 9 maggio 2005, doc. AI 177),
rispetto a quanto accertato in occasione della precedente procedura (giova qui
ricordare che all’aumento dell’acutezza visiva residua corrisponde un aumento
del valore ad essa attribuito, cfr. al riguardo: Atteinte à l’integrité après
lésions oculaires, tabelle 11 (révision 1998), pubblicato dalla SUVA). Per
quanto riguarda le limitazioni funzionali riconducibili al disturbo visivo,
quanto evidenziato dal dr. __________ nel suo ultimo certificato del 6 luglio
2005 (Xbis) - segnatamente la presenza di impedimenti nell’esecuzione di
mansioni amministrative [per le quali l’interessata necessita di mezzi ottici
ausiliari e/o l’aiuto di terze persone (si ricorda al riguardo che, come accennato,
l’assicurata beneficia di mezzi ausiliari ottici che le consentono la lettura
di tutti i testi, cfr. doc. AI 150)] e di quelle richiedenti precisione, nonché
l’impossibilità a sollevare pesi e a svolgere attività in situazioni pericolose
[quale per es. la pulizia di grondaie sul tetto della scuola] - corrisponde nella
sostanza alla valutazione posta alla base del precedente provvedimento. In tale
occasione, infatti, oltre ad essere state evidenziate e tenute in debita
considerazione le già presenti difficoltà e limitazioni che l’assicurata presentava
nello svolgimento di attività di tipo amministrativo o richiedenti precisione 
(cfr. rapporto d’inchiesta 30 gennaio 2003, doc. AI 126), l’impossibilità di
effettuare lavori pesanti era stata tenuta già all'epoca adeguatamente in
considerazione laddove l’amministrazione aveva considerato siccome non esigibile
l’attività di addetta alle pulizie, attività che l’assicurata svolgeva accanto
a quella di custode presso la scuola media di __________ (cfr. motivazione
della precedente decisione amministrativa, doc. AI. 138);

 

                                     -   è
pertanto da ritenere siccome provato, con il grado di verosimiglianza richiesto
nel campo delle assicurazioni sociali (DTF 126 V 360), che l’attuale
stato di salute dell’assicurata e gli effetti invalidanti ad esso
riconducibili, siano rimasti pressoché invariati e non siano tali da
giustificare una modifica del diritto alla rendita ai sensi della legge e della
giurisprudenza in precedenza ricordata, atteso che quanto attestato dal dr. __________,
laddove (pur specificando quali sono le mansioni non più esigibili) sostiene in
maniera generica che l’attività di custode in quanto tale non é più proponibile,
non può che essere considerata alla stregua di una diversa valutazione di una
situazione sostanzialmente già presente e costatata in occasione della
precedente procedura;

 

                                     -
  di conseguenza la decisione con cui l’Ufficio AI ha ritenuto non essere in concreto
integrati gli estremi per procedere ad una revisione del diritto alla rendita
merita di essere tutelata, mentre il ricorso deve essere respinto, senza necessità
di procedere ad ulteriori accertamenti di natura medica;

 

                                     -
  con il gravame la ricorrente ha chiesto di essere posta al beneficio dell'assistenza
giudiziaria e del gratuito patrocinio.

 

                                         Ai
sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere
garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano,
il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale norma di legge
rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS, rimasto
in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva che l’autorità di
ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare, se del caso,
l’assistenza giudiziaria. L’art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i
presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria si esaminano
sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa
indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362; Kieser,
ATSG-Kommentar, 2003, Art. 61 N. 86 p. 626).

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria -
rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (Kieser, op. cit., Art. 61
N. 88s) - sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno (cfr. anche
art. 3 Lag), se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato
(cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; DTF 125 V 202 e 372 con
riferimenti).

 

                                         Nella
specie, la domanda d'assistenza giudiziaria presentata dalla ricorrente deve
essere respinta, nessuna documentazione attestante il suo stato d'indigenza essendo
mai stata (malgrado l’esplicita richiesta del 27 luglio 2005) trasmessa al TCA
ed il gravame risultando inoltre già sin dall'inizio siccome privo di esito
favorevole ai sensi della citata giurisprudenza. 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il
ricorso è respinto.

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. 

 

                                 3.-   L'istanza
tendente ad ottenere la concessione dell'assistenza giudiziaria è respinta.

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

                                         Al 
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti