# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 452f2fa6-b808-5baf-bef8-1dbdd2382109
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-08-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Corte di appello e di revisione penale 22.08.2014 17.2014.75
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2014-75_2014-08-22.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2014.75

  	
  Locarno

  22 agosto 2014/mi

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di appello e di revisione penale

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Giovanna Roggero-Will, presidente,

  Damiano Stefani e Giovanni Celio

  

 

	
  segretaria:

  	
  Sara Lavizzari, vicecancelliera

  

 

 

nell’ambito del procedimento penale condotto dal Ministero
pubblico

 

ed ora sedente per statuire nella procedura d’appello
avviata il 20 marzo 2014 da

 

	
   

  	
  AP 1

   

  rappr. dall’avv. DI 1, 6901 Lugano

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emanata nei suoi confronti il 5 marzo
  2014 dalla Pretura penale di Bellinzona 

  	 

 

 

 

preso atto che:        -   con decreto d’accusa n. 3012/2011,
il procuratore pubblico ha dichiarato AP 1 autore colpevole di:

 

grave infrazione alle norme della circolazione in
particolare per avere, il __________ a __________, circolando con la vettura
Porsche Carrera targata __________, effettuato una pericolosa manovra di
sorpasso sulla destra della vettura Daewoo targata __________ condotta da __________
in regolare fase di rientro dalla corsia di sorpasso, facendola così sbandare a
causa dell’avventata ed imprevedibile manovra, facendole in tal modo perdere la
padronanza del veicolo andando conseguentemente a cozzare contro lo sparti via
centrale;

 

inosservanza dei doveri in caso di infortunio per avere
abbandonato il luogo dell’incidente surriferito senza osservare i doveri
impostigli dalla legge, in specie senza fornire immediatamente le proprie
generalità alla danneggiata o avvertire senza indugio la polizia;

 

e ne ha proposto la condanna alla pena pecuniaria di 60 aliquote
giornaliere da fr. 470.- cadauna, sospesa condizionalmente per

un periodo di prova di 3 anni, oltre che alla multa di fr. 2’000.-
e al pagamento di tasse e spese di giustizia;

 

                                     -   il procuratore pubblico -
in seguito alla denuncia penale presentata da AP 1 - ha emesso un decreto
d’accusa anche nei confronti di __________, dichiarandolo autore colpevole di
grave infrazione alla norme della circolazione, in particolare per avere, il
13.05.2008, sul tratto autostradale della A2 fra __________ e __________,
circolando con la vettura BMW M5 targata __________ ad una velocità inadeguata
alle circostanze di traffico, omesso di mantenere la necessaria distanza di
sicurezza dall’antistante veicolo Porsche 911 Carrera targato __________
condotto da AP 1 e ne ha proposto la condanna alla pena pecuniaria di 30
aliquote giornaliere da fr. 230.- ciascuna, sospesa condizionalmente con un
periodo di prova di 3 anni, oltre che alla multa di fr. 1'000.- e al pagamento
di tasse e spese di giustizia;

 

                                     -   avverso i citati decreti
d’accusa, entrambi gli imputati hanno interposto tempestiva opposizione;

 

                                     -   con sentenza 14 marzo
2013, il giudice della Pretura penale ha prosciolto entrambi gli imputati dai
reati loro prospettati e ha posto tasse di giustizia e spese a carico dello
Stato;

 

                                     -   con istanza 9 aprile 2013,
AP 1 ha chiesto la condanna dello Stato del Canton Ticino a rifondergli - quale
indennità ex art. 429 CPP - l’importo di complessivi fr. 31'436.70 oltre
interessi al 5%, corrispondenti alle spese di patrocinio a lui direttamente
causate dall’ingiusto procedimento penale subito, protestando anche tasse e
spese di giudizio;

 

                                     -   con decreto (recte: sentenza, cfr art. 80 CPP) 5 marzo 2014, il
giudice della Pretura penale ha parzialmente accolto la suddetta istanza,
condannando lo Stato del Canton Ticino a versare ad AP 1 - quale indennità ex
art. 429 e segg. CPP – l’importo di fr. 7'950.60, oltre interessi al 5% su fr.
7'720.60 dal 9 aprile 2013. In particolare il pretore non ha riconosciuto in
favore di AP 1 le seguenti spese di patrocinio (sentenza impugnata, pagg. 2-3):

 

                                     -   l’onorario, le spese e gli
esborsi relativi ai reclami 15.04.2009 e 27.04.2009 all’allora Giudice
dell’istruzione e del’arresto, poiché respinti;

                                     -   l’onorario, le spese e gli
esborsi relativi all’istanza di ricusa del PP 05.08.2011, anch’essa respinta
dal TF;

                                     -   l’onorario e le spese per
le prestazioni effettuate prima del 29.05.2008, poiché antecedenti alla
comunicazione del difensore al PP di aver assunto il mandato dell’istante;

                                     -   gli onorari e le spese
correlati alla denuncia penale contro __________ (conducente della BMW);                                   

                                     -   l’onorario per lo studio –
il 12.05.2008 - della deposizione del teste __________, avendo il patrocinatore
partecipato all’interrogatorio;

                                     -   le spese per la
prestazione del 06.12.2012 (scritturazione lettera Pretura penale) poiché
identica a quella del 23.11.2012. 

Inoltre, il pretore ha ridotto l’onorario di svariate prestazioni,
in particolare ha riconosciuto unicamente 90 minuti (invece delle 9 ore
esposte) per la preparazione del dibattimento e lo studio della perizia e 3 ore
e 30 minuti (invece delle 4 ore esposte) per la partecipazione al dibattimento
(decreto impugnato, pag. 3). Infine il primo giudice ha riconosciuto in favore
di AP 1 l’importo di fr. 230.- a titolo di indennità per l’allestimento
dell’istanza di risarcimento (sentenza impugnata, pag. 4);

 

                                     -   con dichiarazione
d’appello 20.03.2014, AP 1 ha manifestato la sua volontà di impugnare il citato
decreto (recte: sentenza) e, nella successiva motivazione scritta del 16.06.2014
(art. 406 cpv. 2 e 3 CPP), ha precisato di contestare – sostanzialmente - i
tagli e le riduzioni operate dal primo giudice all’indennità da lui richiesta e
ha chiesto, pertanto, che lo Stato del Canton Ticino sia condannato a versargli
l’importo di fr. 31'436.70 oltre interessi, corrispondente a tutte le spese di
patrocinio a lui direttamente causate dall’ingiusto procedimento penale subito
(IX);

 

                                     -   con scritti
rispettivamente 23.06.2014 e 01.07.2014 il procuratore pubblico e il pretore
hanno dichiarato di non avere osservazioni da presentare all’appello presentato
da AP 1 e di rimettersi al giudizio di questa Corte (XI, XII).

 

considerato che      -   giusta l’art. 429 cpv. 1 lett. a
CPP, se è pienamente o parzialmente assolto o se il procedimento nei suoi
confronti è abbandonato, l’imputato ha diritto a un’indennità per le spese
sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali;

                                     -   la norma stabilisce una
responsabilità causale dello Stato, chiamato a rispondere della totalità del
danno che presenta un nesso causale (ai sensi del diritto della responsabilità
civile) con il procedimento penale conclusosi con un decreto di non luogo a
procedere, con un decreto di abbandono o con un’assoluzione, anche in assenza
di colpa o di irregolarità da parte delle autorità penali (Messaggio del 21
dicembre 2005 concernente l’unificazione del diritto processuale penale, p.
1231; Schmid, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, Zurigo/San Gallo
2009, n. 1804, pag. 829; Schmid, Schweizerisches Strafprozessordnung,
Praxiskommentar, Zurigo/San Gallo 2009, ad art. 429 CPP, n. 6; Mizel/Rétornaz,
in Commentaire romand, Code de procédure pénale suisse,ad art. 429 CPP, n. 21;
Griesser, Kommentar zur schweizerischen Strafprozessordnung, Zurigo/Basilea/Ginevra
2010, ad art. 429 CPP, n. 2; Wehrenberg/Bernhard, in Basler Kommentar, StPO,
Basilea 2011, ad art. 429 CPP, n. 6; Mini, op. cit., ad art. 429 CPP, n. 1); 

 

                                     -   negli art. 429 e segg. CPP
si ritrovano molti dei principi generali estrapolati dagli art. 317 e segg. CPP
TI, tutti peraltro mutuati dalle norme sulla responsabilità del CO (CRP
60.2010.419 del 31 gennaio 2011). Pertanto, la giurisprudenza prolata sotto
l’egida della norma precedentemente in vigore mantiene, di principio, la sua
validità; 

 

                                     -   per l’art. 429 cpv. 1
lett. a CPP, l’imputato ha diritto al risarcimento delle spese sostenute ai
fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali. Così come nella
prassi ticinese relativa all’art. 317 CPP TI, anche secondo il nuovo diritto
processuale penale svizzero lo Stato si assume le spese per un patrocinatore di
fiducia soltanto se il patrocinio era necessario a causa della complessità del
caso sotto il profilo materiale o giuridico e se il volume di lavoro, e di
conseguenza l’onorario dell’avvocato, erano giustificati (Messaggio, pag. 1231;
Mini, op. cit., ad art. 429 CPP, n. 5; Griesser, op. cit., ad art. 429 CPP, n.
4; Schmid, Praxiskommentar, ad art. 429 CPP, n. 7; Wehrenberg/Bernhard, in
Basler Kommentar, op. cit., ad art. 429 CPP, n. 13; Riklin, Schweizerische
Strafprozessordnung, Zurigo 2010, ad art. 429 CPP, n. 3). Questa Corte non
ritiene di doversi scostare dalla prassi della Camera dei ricorsi penali - sola
autorità competente per pronunciarsi sulle istanze di indennizzo fino al 31
dicembre 2010 - che, nello stabilire l’importo delle spese di patrocinio da
risarcire, verificava la conformità della nota d’onorario secondo il principio
stabilito dall’art. 15a cpv. 2 LAvv, in vigore dal 1. gennaio 2008,
disposizione che ha, peraltro, ripreso l’art. 8 TOA dopo l’abrogazione - con
effetto a partire dal 1. gennaio 2008 - di tale normativa. Giusta l’art. 15a
cpv. 2 LAvv, per la determinazione dell’onorario l’avvocato ha riguardo alla
complessità ed all’importanza del caso, al valore ed all’estensione della
pratica, alla sua competenza professionale ed alla sua responsabilità, al tempo
ed alla diligenza impiegati, alla situazione personale e patrimoniale delle
parti, all’esito conseguito ed alla sua prevedibilità. Questa Corte - in
ragione di detta norma e anche in applicazione del nuovo diritto - ammette,
quindi, onorari corrispondenti ad una regolare, ordinata e ragionevole
conduzione del mandato, applicando criteri corrispondenti a quanto mediamente
praticato, lasciando a carico del patrocinato la parte riconducibile ad una
specifica scelta del patrocinatore. In altre parole, l’onorario a tempo è
stabilito prendendo quale parametro un avvocato sperimentato nel diritto
penale, tenuto conto di un ragionevole margine di oscillazione connesso con le
particolarità del caso (CRP 60.2010.119 del 10
novembre 2010; 60.2010.189 del 12 novembre 2010);

 

                                     -   rimanendo valido il
principio della remunerazione dipendente dalla complessità del caso, questa
Corte ritiene che la remunerazione oraria debba essere fissata prendendo come
base, per i casi che non presentano particolari difficoltà, l’importo di fr.
280.- stabilito dall’art. 12 del Regolamento sulla tariffa per i casi di
patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle
ripetibili del 19 dicembre 2007 (la CRP, fondandosi su una decisione del CdM
del 2001, applicava un importo base di fr. 250.-); 

 

                                     -   sulle spese, questa Corte
si allinea alla giurisprudenza sviluppata dalla CRP che, fino al 31 dicembre
2010, riconosceva le spese effettive e necessarie cagionate dal procedimento
penale, applicando - dopo la sua abolizione, per analogia - i principi di cui
all’art. 3 TOA. Tale norma prevedeva che, oltre agli onorari, l’avvocato ha
diritto al rimborso di tutti gli esborsi e spese vive da lui sopportati
nell’interesse o su richiesta del cliente o da questi cagionate, quali, in
particolare, le note e fatture pagate a terzi ed a uffici pubblici per il
cliente, le spese di trasferta, le spese di soggiorno, pernottamento e vitto
fuori domicilio, le spese per l’uso dei servizi pubblici (posta, telefono,
ecc.). Inoltre, sempre secondo la norma citata, l’avvocato ha diritto al
rimborso degli importi seguenti: a) fino a fr. 50.- per la formazione e archiviazione
dell’incarto; b) fr. 5.- per ogni pagina originale, compresa la copia per
l’incarto, e fino a fr. 2.- per ogni copia, qualunque sia il metodo di
riproduzione; c) fr. 1.- al km per le trasferte con la propria automobile (CRP
60.2010.119 del 10 novembre 2010); d) fr. 2.- per invio fax (a pagina), così
come per invio e-mail, la posta elettronica facendo capo anch’essa alla linea
telefonica (CRP 60.2005.209 del 25 settembre 2006).

 

 

ritenuto che              -   la tariffa oraria di fr. 280.-
riconosciuta dal primo giudice appare adeguata e merita conferma.
Contrariamente a quanto pretende l’appellante, il caso concreto non presentava,
infatti, particolari difficoltà né dal profilo giuridico né da quello fattuale;
se è vero che i reati di grave infrazione alle norme della circolazione
stradale e di inosservanza dei doveri in caso di infortunio non sono in sé
banali, è anche e soprattutto vero che, in concreto, le imputazioni formulate
nel DA non richiedevano né l’approfondimento di complesse questioni giuridiche
né l’analisi di voluminosi atti d’inchiesta. Non vi sono, pertanto, motivi per
scostarsi dalla remunerazione oraria di base di fr. 280.- riconosciuta da
questa Corte, che  - sempre contrariamente a quanto pretende l’appellante -
corrisponde non solo all’importo stabilito dall’art. 12 del Regolamento sulla
tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la
fissazione delle ripetibili del 19 dicembre 2007, ma è pure conforme alla
tariffa oraria usuale applicabile nel nostro cantone alla luce dei criteri di
cui all’art. 15a cpv. 2 LAvv (STF del 04.11.2013, inc. 6B_392/2013, consid.
2.6);

 

                                     -   non può essere
riconosciuto il dispendio orario - di complessive 8 ore e 15 minuti - relativo
allo studio e alla preparazione della denuncia penale contro il conducente
della BMW __________ (3 ore), al colloquio con il cliente per la discussione e
la correzione della denuncia penale (1 ora), allo studio della decisione del PP
di negare l’accesso agli atti di tale procedimento (15 minuti), al successivo
reclamo all’allora Giudice dell’istruzione e dell’arresto (GIAR) avverso tale
decisione del PP (inc. 2008.5764, 2 ore) e all’esame della relativa decisione
del GIAR (inc. 2009.19601), trattandosi di prestazioni che non sono
direttamente connesse con il procedimento penale avviato nei confronti di AP 1.
Per lo stesso motivo nemmeno può essere ammesso il dispendio orario (per
complessivi 30 minuti) concernente la procedura amministrativa davanti
all’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione;

 

                                     -   il dispendio orario
relativo allo studio della decisione del PP di negare l’accesso agli atti nel
procedimento di cui all’incarto n. 2008.10872 (1 ora), alla sua discussione con
il cliente (1 ora e 30 minuti), ai reclami all’allora Giudice dell’istruzione e
dell’arresto del 15 aprile 2009 (solamente per l’incarto n. 2008.10872) e del
27 aprile 2009 (3 ore complessive), all’esame delle relative decisioni del GIAR
(3 ore complessive), così come quello concernente la preparazione dell’istanza
di ricusa del procuratore pubblico del 5 agosto 2011, la sua discussione con il
cliente e la preparazione dei relativi ricorsi alla Corte dei reclami penali e
al TF (19 ore complessive), va ammesso limitatamente a complessive 13 ore e 50
minuti (invece delle 27 ore e 30 minuti esposte), dispendio orario che appare
adeguato per adempiere correttamente e in modo ragionevole il mandato.
Contrariamente a quanto ritenuto dal pretore, entro questi limiti l’indennizzo
in relazione a tali atti procedurali deve essere riconosciuto, poiché si tratta
di atti procedurali che non possono essere definiti ab
initio del tutto inutili e privi di fondamento tanto è vero che, per evadere
tali atti, si sono rese necessarie delle decisioni diffusamente motivate, a
dimostrazione che gli stessi non erano del tutto infondati;

 

                                     -   il colloquio telefonico
con il cliente e con l’agente interrogante del 13.05.2008 (20 minuti
complessivi) deve essere indennizzato poiché giustificato, e ciò
indipendentemente dal fatto che il difensore ha comunicato solo il 29 maggio
2008 all’autorità inquirente di rappresentare l’appellante;

 

                                     -   inoltre il dispendio
orario relativo alle seguenti prestazioni non può essere ammesso o deve essere
ridotto, poiché eccessivo e non conforme ad una regolare e ragionevole
conduzione del mandato:

 

·     
il dispendio orario per lo studio della deposizione di __________
(1 ora e 30 minuti) non può essere ammesso, avendo il patrocinatore partecipato
in prima persona all’interrogatorio del teste davanti al magistrato inquirente;

 

·     
il dispendio orario di 2 ore per la preparazione
dell’interrogatorio il 31.08.2010 va ridotto a 60 minuti;

 

·     
il tempo di complessive 6 ore per l’esame degli incarti completi
dopo la concessione dell’accesso alla totalità degli atti d’inchiesta e per il
colloquio con il cliente il 08.09.2010 va ridotto a 90 minuti, avendo il
patrocinatore e l’appellante già potuto visionare e discutere in precedenza la
maggior parte degli atti rilevanti dell’incarto;

 

·     
il dispendio orario pari a 1 ora e 30 minuti per la preparazione
dell’istanza di assunzione prove del 13.09.2010 va ridotto a 30 minuti;

 

·     
il tempo di complessive 3 ore per l’esame dei due decreti
d’accusa emessi nei confronti di AP 1 e __________ va ridotto a 60 minuti,
dispendio orario largamente sufficiente per la prestazione indicata considerato
in particolare che - come già detto - l’esame del DA dell’imputato __________
non è una prestazione direttamente connessa con il procedimento penale che ci
occupa e non può pertanto essere ammessa;

 

·     
il tempo di complessive 1 ora e 30 minuti per l’esame incarto e
colloquio con cliente del 18.12.2012 va ridotto a 60 minuti;

 

·     
il dispendio orario di 9 ore complessive per la preparazione del
dibattimento e lo studio della perizia di parte viene riconosciuto
limitatamente a complessive 3 ore, considerato che la perizia – di sole 7
pagine e di facile comprensione - era l’unico elemento nuovo in atti e che, per
il resto, il patrocinatore ben conosceva l’incarto, peraltro non
particolarmente copioso (poiché composto da una sola mappetta);

 

·     
il tempo di 4 ore e 30 minuti per la partecipazione al
dibattimento va ridotto a 3 ore e 30 minuti così come deciso dal pretore,
considerato che il dibattimento è durato dalle ore 09.00 alle ore 11.15 (2 ore
e 15 minuti), dispendio orario a cui va aggiunto il tempo per la trasferta da
Lugano a Bellinzona e ritorno (60 minuti complessivi);

 

                                     -   da quanto precede risulta,
dunque, che l’onorario del patrocinatore dell’istante va riconosciuto, quale
danno indennizzabile ex art. 429 cpv. 1 lett. a CPP, limitatamente a 34 ore e 5
minuti a fr. 280.-/ora, per complessivi fr. 9'543.35;

 

                                     -   le spese esposte vengono
ammesse unicamente nella misura di fr. 314.90. Si giustificano le seguenti
riduzioni:

 

·     
le spese per le fotocopie dei decreti d’accusa allegati
all’istanza di ricusa inoltrata al PP il 05.08.2011 e dell’istanza stessa non
possono essere riconosciute, i decreti d’accusa essendo già agli atti e la
copia per l’incarto dell’istanza di ricusa essendo già compresa nell’importo di
fr. 5.- riconosciuto per ogni pagina originale;

 

·     
le spese per le fotocopie in triplice copia del 17.08.2011 sono
ammesse limitatamente a fr. 10.-, corrispondenti alle spese di una copia per il
cliente della lettera alla CRP e dell’allegato;

 

·     
le spese di fr. 53.- conteggiate il 23.08.2011 non sono ammesse
poiché non si comprende a quale documentazione esse si riferiscono;

 

·     
le spese per la prestazione del 06.12.2012 non sono ammesse,
poiché si tratta di una prestazione identica a quella del 23.11.2012 e pertanto
inutile;

 

·     
le spese relative al procedimento amministrativo non sono
riconosciute poiché non direttamente connesse con il procedimento penale
avviato nei confronti di AP 1;

 

·     
le spese di fr. 92.50 conteggiate il 15.04.2009 e concernenti il
reclamo al GIAR avverso la decisione del PP di negare l’accesso agli atti nel
procedimento avviato nei confronti di __________ non sono ammesse, poiché pure
si tratta di prestazioni non direttamente connesse con il procedimento penale
da cui AP 1 è stato prosciolto e pertanto non giustificate. Per il medesimo
motivo, e perché le copie per l’incarto, come detto, sono comprese nell’importo
di fr. 5.- riconosciuto per ogni pagina originale, le spese per le fotocopie di
complessivi fr. 118.- del 15.04.2009 vanno ridotte a fr. 12.00, e cioè alle
copie per il cliente del solo reclamo di cui all’inc. 2008.10872;

 

·     
le spese del 20.04.2009, del 29.04.2009, del 01.12.2010, così
come le spese per fotocopie del 27.04.2009 (fr. 26.-) non sono ammesse poiché
non si capisce a quali prestazioni si riferiscono;

 

                                     -   gli esborsi di complessivi
fr. 5'700.- vanno riconosciuti unicamente nella misura di fr. 4'700.-,
corrispondenti alla tassa di giustizia e alle spese per le procedure di reclamo
davanti al GIAR di cui agli inc. 2009.19801 (fr. 1'000.-) e 2009.19802 (fr.
400.-), alla tassa di giustizia e alle spese dell’istanza di ricusa del PP
inoltrata alla Corte dei reclami penali (fr. 1'300.-) e alle spese giudiziarie
per il ricorso al Tribunale federale avverso la predetta decisione (fr.
2'000.-). Non va riconosciuto, invece, l’esborso di fr. 1'000.- relativo alla
tassa di giustizia e alle spese della decisione del GIAR di cui all’inc.
2009.19601 (__________), poiché si tratta – come visto – di un atto procedurale
non direttamente connesso con la procedura penale avviata nei confronti di AP 1;

 

                                     -   va ammesso l’importo di
fr. 1'855.55 relativo alla perizia di parte dell’ing. __________ e già pagato
personalmente dall’appellante (cfr. ricevuta agli atti);

 

                                     -   l’IVA - da calcolarsi al
7,6 % per prestazioni effettuate fino al 31 dicembre 2010 e all’8 % per le
prestazioni effettuate dopo tale data - ammonta a fr. 741.55;

 

                                     -   per gli interessi moratori
sono applicabili le disposizioni generali del CO e, pertanto, essi vanno
riconosciuti al tasso del 5% (art. 104 cpv. 1 CO) dalla prima interpellazione
agli atti (art. 102 CO), ossia nel caso concreto dall’introduzione in data 9
aprile 2013 dell’istanza di indennità su fr. 15’299.80 (sentenze CARP
17.2011.22 del 18 maggio 2011 consid. 4; 17.2012.43 del 6 ottobre 2012 consid.
2c; 17.2012.68 consid. 15; CRP 60.2010.223 del 17 novembre 2010; CRP
60.2005.281 del 14 febbraio 2006). Per quanto concerne, invece, le spese di fr.
1'855.55 relative alla perizia di parte, gli interessi sono riconosciuti dal
pagamento della fattura del perito, ossia dal 23 marzo 2013 (CRP 60.2008.217
del 29 settembre 2008);

 

                                     -   per l’istanza di indennità
presentata dall’appellante, si giustifica di confermare l’importo complessivo
di fr. 230.- già riconosciuto dal primo giudice e rimasto incontestato, a cui
non vanno aggiunti gli interessi di mora;

 

                                     -   in conclusione le pretese
di indennizzo formulate da AP 1 ai sensi dell’art. 429 CPP sono ammesse
limitatamente a fr. 15’299.80 oltre interessi dal 9 aprile 2013, fr. 1'855.55
oltre interessi dal 23 marzo 2013 e fr. 230.-;

 

                                     -   la tassa di giustizia di
fr. 550.- e le spese di fr. 50.-, per complessivi fr. 600.-, sono poste a
carico del qui appellante, parzialmente soccombente, in ragione di ½ e per il
resto a carico dello Stato.

 

Per questi motivi,

 

visti gli articoli                398 e segg, 429 e segg CPP, 

nonché, sulle spese e sulle ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG, 

 

dichiara e pronuncia:                                                                                 

                                      

                                   1.   L’appello è
parzialmente accolto.

Di conseguenza, a titolo di indennità giusta gli art. 429 e segg.
CPP, lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà a AP 1 l’importo
di fr. 17'385.35, oltre interessi al 5% dal 23 marzo 2013 su fr. 1'855.55 e
oltre interessi al 5% dal 9 aprile 2013 su fr. 15’299.80.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

 

                        a) tassa
di giustizia        fr.                      550.-

                        b) spese
complessive    fr.                        50.-           

                                           fr.                      600.-

 

sono posti a carico di AP 1 in ragione di ½ e per il rimanente a
carico dello Stato.

 

                                   3.   Intimazione a: 

	
   

  	
   

  

 

                                   4.   Comunicazione a:

	
   

  	
  -  Pretura
  penale, 6501 Bellinzona

  -   Comando della
  Polizia cantonale, 6500 Bellinzona

  -   Ministero pubblico
  SERCO, 6501 Bellinzona

  -   Ufficio del
  Giudice dei provvedimenti coercitivi, 6900 Lugano 

  -   Sezione della
  circolazione, Ufficio giuridico, 6528 Camorino

  -   Divisione
  della giustizia, 6501 Bellinzona

  
	
   

  	
  P_GLOSS_TERZI

  	 

				

 

                                             

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente                                                        La
segretaria

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,
contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione
e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione
(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non
sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,
il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.