# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fc07e0f5-7a3a-5866-8141-f316b97e4021
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-06-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 19.06.2002 11.2002.62
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2002-62_2002-06-19.html

## Full Text

140

   

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  11.2002.00062

  	
  Lugano

  19 giugno
  2002/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa __._____.______
(protezione della personalità) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa
con petizione del 26 aprile 2002 da

 

	
   

  	
  __________ __________, __________

  (patrocinato dall'avv. __________
  __________, __________)

   

  
	
   

  	
  Contro

  

 

	
   

  	
  __________ __________, __________,
  per sé e in rappresentanza di  __________ __________,
  __________;

   

  

giudicando
ora sul decreto cautelare del 26 aprile 2002 con cui
il Pretore ha ordinato a “__________ ” e
a __________ __________ di astenersi dal pubblicare qualsiasi articolo,
contributo o documento facente direttamente o indirettamente riferimento al
nome, alla persona o all'attività di __________
__________;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta
l'appellazione del 28 maggio 2002 presentata da __________
__________ e __________ __________
contro il decreto cautelare emesso il 26 aprile 2002 dal Pretore del Distretto
di Bellinzona;

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

 

in fatto:                          che
il 26 aprile 2002 __________ __________ si è rivolto al Pretore del
Distretto di Bellinzona perché vietasse al periodico “__________ ” e a __________
__________, sotto comminatoria dell'art.
292 CP, di pubblicare qualsiasi articolo, contributo o documento facente
direttamente o indirettamente riferimento al suo nome, alla sua persona o alla
sua attività;

 

                                         che in
via provvisionale egli ha formulato la medesima richiesta;

 

                                         che con
decreto cautelare dello stesso giorno, emanato senza contraddittorio, il Pretore
ha accolto la domanda;

 

                                         che il 29
aprile 2002 i convenuti hanno chiesto la revoca del predetto decreto;

 

                                         che
all'udienza del 28 maggio 2001, indetta per la discussione, costoro hanno proposto
di respingere l'istanza, mentre l'attore ha confermato la sua richiesta e ha offerto
prove;

 

                                         che il 28
maggio 2002 __________ __________ e __________
__________ sono insorti con un appello
nel quale chiedono di revocare il decreto del 26 aprile 2002;

 

                                         che
l'appello non è stato intimato ad __________
__________;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
__________ __________,
gerente con firma individuale di __________
__________, è abilitato a rappresentare
la ditta, il cui appello è pertanto ricevibile;

 

                                         che la
procedura per l'emanazione di misure provvisionali chieste sulla base dell'art.
28c CC è, salvo le disposizioni previste dal diritto federale (art. 28b
e 28d CC), quella degli art. 376 e segg. CPC (Bucher, Personnes physiques et protection de la personnalité,
3a edizione, n. 652 pag. 172);

 

                                         che in
esito a tale procedura il giudice statuisce con decreto, impugnabile entro il
termine di dieci giorni (art. 370 cpv. 2 CPC) non sospeso dalle ferie
giudiziarie (art. 384bis CPC);

 

                                         che il
decreto impugnato è stato emesso il 26 aprile 2002, ragione per cui l'appello
presentato il 28 maggio 2002 si rivela già di primo acchito tardivo;

 

                                         che, si
volesse da ciò prescindere, l'appello si rivelerebbe irricevibile anche per
altri motivi;

                                      

                                         che i
provvedimenti cautelari emanati secondo gli art. 376 segg. CPC possono essere
appellati solo “dopo il contraddittorio” (art. 382 cpv. 1 CPC);

 

                                         che per
contraddittorio non va intesa ogni discussione preliminare o interlocutoria fra
le parti, bensì la discussione finale, tenuta dopo l'istruttoria o dopo che il
giudice ha rifiutato le prove offerte (Rep. 1983 pag. 280 consid. 1 con
rinvii);

 

                                         che tale
nozione di “contraddittorio” è sempre rimasta costante nella giurisprudenza (Cocchi/Trezzini, CPC massimato e commentato,
Lugano 2000, n. 1 ad art. 382; da ultimo: I CCA, sentenza del 21 maggio 2002
nella causa H., consid. 3);

 

                                         che nella
fattispecie non è stato tenuto alcun “contraddittorio” sul decreto impugnato,
esplicitamente designato – del resto – co­me “su­percau­telare”;

 

                                         che in
concreto non è ancora stata avviata nemmeno l'istruttoria, tant'è che il
Pretore ha citato le parti all'udienza del 13 giugno 2002 per l'interrogatorio
formale di __________ __________, l'audizione di tre testimoni e
l'eventuale discussione finale (verbale del 28 maggio 2002, pag. 2);

                                         che in tali circostanze
il decreto impugnato non è manifestamen­te appellabile e il gravame sfugge a
qualsiasi esame di merito;

                                         che, con ogni evidenza,
gli appellanti potranno far valere tutte le loro argomentazioni davanti al
Pretore;

 

                                         che gli
oneri processuali del giudizio odierno, volutamente ridotti per tenere conto
del caso particolare, seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC);

 

                                         che non
si giustifica di assegnare ripetibili alla controparte, alla quale il ricorso
non è stato notificato e non ha quindi provocato alcun costo;

 

in applicazione dell'art. 313bis CPC e

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.
  L’appello è irricevibile.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)  tassa
di giustizia     fr. 100.–

                                         b)  spese                       fr.  
50.–

                                                                                fr.
150.–

                                         sono
posti a carico degli appellanti in solido. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

                                         –
__________ __________,
__________, per sé e in rappresentanza
di __________ __________;

                                         –
avv. __________ __________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario