# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8f1baf78-a890-5488-a4e9-f970f87490eb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-04-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.04.2008 43.2007.3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_43-2007-3_2008-04-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  43.2007.3

   

  CS

  	
  Lugano

  29 aprile
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 agosto 2007 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 20 giugno 2007 emanata da

  
	
   

  	
  Dipartimento della sanità e della
  socialità, 6501 Bellinzona

   

  in materia di aiuto alle vittime di reati

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il __________
RI 1, nato il __________, ferito da tre colpi d’arma da fuoco sparati da __________,
suo vicino di casa, è stato ricoverato d’urgenza all’Ospedale __________ di __________
e in seguito trasferito in elicottero all’Ospedale __________ di __________,
dove i medici hanno riscontrato una ferita da arma da fuoco alla schiena con foro
d’entrata a livello dorsale, arresto del colpo sottocutaneo al collo
sopraclavicolare a sinistra, un colpo al torace a destra con entrata
all’emitorace destro con fuoriuscita all’emitorace sinistro sottocutaneo ed un
foro di entrata ed uscita al braccio sinistro a livello del muscolo bicipite.

                                         Considerata
la gravità delle ferite e in particolare la perforazione del polmone destro con
fuoriuscita di aria e sangue, i medici hanno proceduto alla posa di due
cateteri per il drenaggio Bülau e lo hanno trasferito nel reparto delle cure intense.
Dimesso dal nosocomio __________ il __________, RI 1 è stato in seguito
trasferito alla Clinica di __________ dove è rimasto degente fino al __________.

 

                                         I fatti
del __________ hanno comportato gravi conseguenze sia dal profilo fisico che
psichico, come attestato dal medico curante, dott. __________, e dal dott. __________
(cfr. sentenza della __________ del __________, pag. __________ e seguenti,
doc. __________). RI 1 è risultato integralmente inabile al lavoro fino al 9
marzo 2005, mentre ha riacquistato la facoltà di svolgere i lavori più pesanti
dal 5 luglio 2005. Dal profilo psichico ha sviluppato un disturbo
post-traumatico da stress, con gravi stati d’ansia.

 

                               1.2.   Il __________
la __________ ha condannato __________ per mancato omicidio intenzionale alla
pena di quattro anni di reclusione oltre alla rifusione di fr. 30'000.- per
torto morale e fr. 27'000.- a titolo di indennità materiale (spese legali). Per
le rimanenti pretese RI 1 è stato rinviato al foro civile. In data __________
la __________ del __________ ha respinto, nella misura in cui era ammissibile,
il ricorso presentato da __________ (doc. C).

 

                               1.3.   Il
20 giugno 2006, RI 1, patrocinato dall’avv. RA 1, ha presentato un’istanza, ai
sensi della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati, intesa ad
ottenere un indennizzo per danni materiali di fr. 20'000 oltre interessi al 5%
dal __________, la copertura delle spese legali per un importo di fr. 27'000
oltre interessi al 5% dal __________ e fr. 1'500 oltre interessi al 5% dal __________
a titolo di ripetibili per la procedura di cassazione, nonché una riparazione
per torto morale di fr. 30'000 oltre interessi al 5% dal __________.

 

                               1.4.   Con
decisione del 20 giugno 2007 il Dipartimento della sanità e della socialità (di
seguito: DSS) ha parzialmente accolto l’istanza, nel senso di riconoscere a RI
1 il rimborso delle spese legali di fr. 3'209.45 oltre interessi al 5% dal __________
e di fr. 287.10 oltre interessi al 5% dal __________, nonché una riparazione
del torto morale di fr. 10'000 oltre interessi al 5% dal __________. 

                                         L’autorità
__________ ha invece respinto la richiesta di indennizzo del danno subito
fissato dall’istante in fr. 20'000, costituito da fr. 2'400 per i lavori
domestici eseguiti presso il suo domicilio durante il periodo __________ da __________,
fr. 6'540 per i lavori domestici eseguiti presso il suo domicilio dai tre figli,
fr. 4'507.10 di spese vive di trasferta e di posteggio dei familiari, oltre ad
ulteriori spese minute non conteggiate e non comprovate quali l’incremento
delle fatture telefoniche, le spese sostenute durante i giorni del processo
(trasferte e pranzi), visite mediche e dell’avvocato. Il DSS ha evidenziato che
la giurisprudenza e la dottrina maggioritaria non ritengono che i pregiudizi
puramente ed essenzialmente patrimoniali possano rientrare nel campo di
applicazione della LAV.

 

                                         Per
quanto concerne le spese legali il DSS ha precisato che vi è un ordine di
priorità per richiederne la copertura. La vittima deve innanzitutto domandare di
essere posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria, in caso di risposta
negativa deve chiedere la garanzia della copertura ai consultori LAV che
valutano se può essere concessa in base all’art. 3 cpv. 4 LAV. Infine
l’interessato può domandare il rimborso nell’ambito della richiesta di
indennizzo, come in concreto, con il rischio tuttavia che i costi non vengono
rimborsati completamente.

                                         In tal
caso le spese possono essere limitate agli importi che sarebbero stati
accordati applicando la tariffa prevista dall’assistenza giudiziaria cantonale,
ossia fr. 155 all’ora fino al 30 giugno 2006 e fr. 180 dal 1° luglio 2006. La
coerenza del sistema impone infatti che la vittima e il suo mandatario non
ottengano da un indennizzo sussidiario un risarcimento maggiore di quello a cui
avrebbero avuto diritto se avessero scelto le soluzioni prioritarie.

                                         

                               1.5.   Contro la
predetta decisione RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, è tempestivamente
insorto al TCA.

 

                                         Il
ricorrente contesta innanzitutto il rifiuto di assegnargli un indennizzo di fr.
20'000.- derivanti in parte dalla rifusione degli esborsi (spese di trasferta, di
parcheggio, telefoniche, ecc.), per un importo di fr. 4'507.10, resisi
necessari per permettere ai familiari di assistere la vittima immediatamente dopo
la sparatoria. L’assistenza dei familiari rappresenta, per l’insorgente, una
misura in stretta relazione con la lesione dell’integrità fisica e psichica
della parte lesa, la quale ne trae un gran beneficio.

 

                                         Allo
stesso modo il ricorrente chiede la rifusione delle spese resesi necessarie
subito dopo l’infortunio per garantire un decorso normale dell’economia
domestica in assenza della vittima e dei familiari. In questo caso la natura
normativa del danno dell’attività casalinga consiste nel fatto che si riconosce
il risarcimento della perdita del valore economico di una tale attività senza
che sia necessario documentare l’assunzione effettiva delle spese di rimpiazzo
del coniuge impedito o della vittima stessa. 

                                         L’insorgente
ritiene che, analogamente a quanto deciso dal TF nella sentenza 1A.181/2002
dove l’Alta Corte ha avuto modo di considerare indennizzabili nell’ambito della
LAV esborsi relativi a sedute di psicoterapia e relativi trasporti, come pure
le spese relative ad un intero anno di formazione scolastica in internato per
una ragazza vittima di abusi sessuali, in concreto le spese richieste devono
essere rimborsate.

 

                                         Per
quanto concerne il rimborso delle spese legali, l’istante critica la decisione
del DSS di respingere la sua richiesta per meri motivi formali e rammenta di
aver contattato immediatamente, sin dal __________, il __________. Nel corso di
un colloquio del __________, ritenuto che l’avv. RA 1 già patrocinava
l’insorgente in una causa civile contro __________, non è stato ritenuto
opportuno inserire la figura di un nuovo legale. Per cui sarebbe arbitrario
considerare la pretesa di rifusione delle spese legali diversamente da una
richiesta successiva alla delega ad un altro avvocato nell’ambito della
consulenza di cui all’art. 3 LAV.

 

                                         Infine
l’interessato contesta l’entità della riparazione morale. L’insorgente
ribadisce la richiesta di fr. 30'000 (doc. I).

 

                               1.6.   Con risposta
del 24 settembre 2007 il DSS ha proposto di respingere il ricorso, con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. VII).

 

                               1.7.   Il 28
febbraio 2008 è stato sentito __________, __________ all’epoca dei fatti (doc.
XII). Delle risultanze si dirà nei successivi considerandi.

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   La legge
federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV) ha lo scopo di fornire
un aiuto efficace alle vittime di reati e a rafforzarne i diritti (art. 1 cpv.
1 LAV).

 

                                         L'aiuto
consiste in:

                                         a.   consulenza;

                                         b.   protezione
della vittima e tutela dei suoi diritti nel          procedimento penale;

                                         c.   indennizzo
e riparazione morale.

                                         (art.
1 cpv. 2 LAV)

 

                                         L'art. 2
cpv. 1 LAV stabilisce che beneficia di aiuto ogni persona che a causa di un
reato è stata direttamente lesa nell'integrità fisica, sessuale o psichica
(vittima), indipendentemente dal fatto che l'autore del reato sia stato
rintracciato e che il suo comportamento sia stato colpevole.

 

                                         L'art. 2
cpv. 2 LAV precisa che il coniuge o il partner registrato della vittima, i
figli e i genitori della stessa nonché altre persone unite ad essa da legami
analoghi sono parificati alla vittima per quanto concerne:

 

                                         a.   la
consulenza (art. 3 e 4);

                                         b.   l'esercizio
dei diritti processuali e delle pretese civili (art. 8 e  9) nella misura in
cui dette persone possono far valere                  pretese civili contro
l'autore del reato;

                                         c.   l'indennizzo
e la riparazione morale (art. 11-17) nella misura   in cui dette persone
possono far valere pretese civili contro              l'autore del reato.

 

                                         Per
l’art. 3 cpv. 1 LAV i Cantoni provvedono affinché vi siano consultori privati o
pubblici tecnicamente autonomi. Più Cantoni possono istituire consultori in
comune. Il cpv. 2 prevede che i consultori hanno in particolare i seguenti
compiti:

 

a.      prestano o procurano alla vittima un aiuto medico, psicologico, sociale,
materiale e giuridico;

b.     
danno informazioni sull’aiuto alle vittime.

 

                                         A norma
dell’art. 3 cpv. 3 LAV i consultori prestano il loro aiuto immediatamente e, se
necessario, per lungo tempo. Devono essere organizzati in maniera tale da poter
prestare in ogni momento un aiuto immediato.

                                         Per
l’art. 3 cpv. 4 LAV le prestazioni dei consultori e l’aiuto immediato da parte
di terzi sono gratuiti. Per quanto la situazione personale della vittima lo
giustifichi, i consultori si assumono altre spese, quali le spese di medici, di
avvocati e processuali.

                                         Le
vittime possono rivolgersi al consultorio di loro scelta (art. 3 cpv. 5 LAV).

 

                                         Giusta
l’art. 6 cpv. 1 LAV in occasione della prima audizione la polizia informa la
vittima circa l’esistenza dei consultori. Per il cpv. 2 essa comunica a un
consultorio nome e indirizzo della vittima. Avverte previamente la vittima
della possibilità di rifiutare tale comunicazione. Infine, il cpv. 3 prevede
che le vittime di reati contro l’integrità sessuale possono esigere di essere
interrogate da persone del loro sesso. Tale regola si applica parimenti alla
procedura d’inchiesta.

 

                                         La
Sezione 3 della LAV (Protezione e diritti della vittima nel procedimento
penale) prevede all'art. 8 che la vittima può intervenire come parte nel procedimento
penale. In particolare essa può fare valere le sue pretese civili (art. 8 cpv.
1 lett. a LAV).

                                         L'art. 9
cpv. 1 LAV (Pretese civili) stabilisce che, per quanto l'imputato non sia
prosciolto o il procedimento non sia abbandonato, il tribunale penale decide
anche in merito alle pretese civili della vittima.

                                         Il
Tribunale può dapprima giudicare la fattispecie penale e trattare in seguito le
pretese civili (art. 9 cpv. 2 LAV).

                                         In virtù
dell'art. 9 cpv. 3 LAV se il giudizio completo delle pretese civili esigesse un
dispendio sproporzionato, il tribunale penale può limitarsi a prendere una
decisione di principio sull'azione civile e per il rimanente rinviare la
vittima ai tribunali civili. Per quanto possibile, deve però giudicare
integralmente le pretese di lieve entità.

                                         Infine,
secondo l'art. 9 cpv. 4 LAV per quanto concerne le pretese civili, i Cantoni
possono emanare disposizioni diverse per la procedura del decreto di accusa e
per i procedimenti contro fanciulli e adolescenti.

 

                               2.2.   La Sezione 4
della LAV è dedicata all'indennizzo e alla riparazione morale.

 

                                         Secondo
l'art. 11 cpv. 1 LAV la vittima di un reato commesso in Svizzera può chiedere
un indennizzo o una riparazione morale nel Cantone in cui è stato commesso il
reato. L'articolo 346 del Codice penale svizzero si applica per analogia.

                                         Le
condizioni per l'indennizzo e per la riparazione morale sono fissate all'art.
12 LAV.

                                         Il cpv. 1
prevede che la vittima ha diritto a un indennizzo per il danno subito se i suoi
redditi determinanti ai sensi dell'articolo 3c della legge federale del 19
marzo 1965 sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia,
i superstiti e l'invalidità (LPC) non superano il quadruplo dell'importo
superiore destinato alla copertura del fabbisogno vitale fissato conformemente
all'articolo 3b capoverso 1 lettera a di detta legge. Sono determinanti i
redditi presumibili dopo il reato.

 

                                         Il cpv. 2
dell'art. 12 LAV precisa invece che una riparazione morale può essere accordata
alla vittima, indipendentemente dal suo reddito, quando la gravità dell'offesa
e circostanze particolari lo giustifichino.

                                         La
giurisprudenza ha stabilito che quando le condizioni legali sono adempiute,
esiste un vero e proprio diritto per la vittima ad ottenere la riparazione morale
(cfr. DTF 122 II 211 consid. 1b, pag. 213; DTF 121 II 369 consid 3c, pag. 373).

 

                                         Le
modalità di calcolo dell'indennità sono invece regolate all'art. 13 LAV.

                                         Secondo
l'art. 13 cpv. 1 LAV l'indennità è fissata in funzione dell'entità del danno e
dei redditi della vittima. Se i redditi non superano l'importo limite destinato
alla copertura del fabbisogno vitale ai sensi della LPC, l'indennità copre
integralmente il danno; se sono superiori a questo importo, l'indennità è
ridotta.

                                         L'indennità
può essere ridotta se la vittima, con comportamento colpevole, ha contribuito
in modo preponderante a creare o ad aggravare il danno (art. 13 cpv. 2 LAV).

                                         L'art. 13
cpv. 3 LAV delega al Consiglio federale il compito di stabilire l'ammontare
minimo e massimo delle indennità ed attribuisce all'esecutivo la competenza di
emanare altre prescrizioni relative al calcolo dell'indennità.

 

                                         L'Ordinanza
concernente l'aiuto alle vittime di reati (OAVI) del 18 novembre 1992, dopo
aver precisato all'art. 1 che la vittima deve rendere attendibile di non poter
ottenere nulla o soltanto prestazioni insufficienti da terzi (autore del reato,
assicurazioni, ecc.), stabilisce all'art. 2 che:

 

"  I
redditi determinanti (art. 12 cpv. 1 LAV) sono calcolati giusta l'art. 3c della
legge federale del 19 marzo 1965 sulle prestazioni complementari
all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC), giusta
le pertinenti disposizioni federali emanate a livello d'ordinanza nonché giusta
le rispettive disposizioni speciali dei Cantoni."

                                         L'art. 3
OAVI (calcolo dell'indennizzo) precisa al cpv. 1  che se i redditi determinanti
della vittima non superano l'importo massimo determinante per la copertura del
fabbisogno vitale fissato dall'art. 3b capoverso 1 lettera a LPC (in seguito:
importo LPC), l'indennizzo copre integralmente il danno.

                                         Secondo
l'art. 3 cpv. 2 OAVI se i redditi determinanti della vittima superano il
quadruplo dell'importo LPC (in seguito: limite massimo LAV), non è versato
nessun indennizzo.

                                         Infine,
in virtù dell'art. 3 cpv. 3 OAVI (nel tenore in vigore dal 1° gennaio 1998), se
i redditi determinanti della vittima sono compresi tra l'importo LPC e il
limite massimo LAV, l'indennizzo è calcolato come segue:

 

                                         Indennizzo=danno
-(redditi determinanti - importo LPC) x danno 

                                                                                  (limite
massimo LAV - importo LPC)

                                         

                                         L'art. 4
OAVI prevede che l'indennizzo ammonta al massimo a 100'000 franchi (cpv. 1) e
che non sono versati indennizzi inferiori a 500 franchi (cpv. 2).

 

                                         L'art. 14
LAV (sussidiarietà delle prestazioni statali) precisa al cpv. 1 che le
prestazioni che la vittima ha ricevuto a titolo di risarcimento del danno
materiale o di riparazione morale sono dedotte dall'indennità, rispettivamente
dalla somma assegnata a titolo di riparazione morale. Fanno eccezione le
prestazioni d'indennizzo (in particolare rendite e liquidazioni in capitale)
delle quali è già stato tenuto conto nel calcolo dei redditi determinanti (art.
12 cpv. 1).

                                         L'art. 14
cpv. 2 LAV stabilisce che se l'autorità ha assegnato un'indennità o una somma a
titolo di riparazione morale, le pretese spettanti alla vittima in ragione del
reato passano al Cantone, fino a concorrenza dell'ammontare versato. Queste
pretese hanno priorità rispetto a quelle che la vittima può ancora far valere
nonché ai diritti di regresso di terzi.

                                         Infine,
secondo l'art. 14 cpv. 3 LAV, il Cantone rinuncia a far valere le proprie
pretese nei confronti dell'autore del reato se necessario per il suo
reinserimento sociale.

 

                               2.3.   In concreto
l’insorgente chiede il pagamento di fr. 20'000.-- quale indennizzo giusta
l’art. 11 LAV per le spese sostenute dai familiari e dalle persone che lo hanno
sostituito nei lavori domestici, chiede il pagamento integrale delle spese
legali sostenute e contesta l’entità della riparazione morale fissata in fr.
10'000.--.

 

                            2.3.1.   Indennizzo
del danno

 

                                         L’insorgente
chiede innanzitutto l’importo di fr. 20'000 a titolo di indennizzo del danno,
così ripartiti e documentati:

                                         - fr.
2'400 per i lavori domestici eseguiti presso il suo domicilio durante il
periodo __________ dalla signora __________ per sostituire la moglie nei lavori
domestici;

                                         - fr.
6'540 per i lavori domestici pesanti e non pesanti svolti precedentemente dalla
vittima e/o dalla moglie ed eseguiti presso il suo domicilio dai figli __________,
__________ e __________ (doc. 8) ;

                                         - fr.
4’5017.10 relativi a spese vive di trasferta e di posteggio dei famigliari e
dell’istante.

 

                                         A questi
importi si aggiungono ulteriori spese minute “non conteggiate” (cfr.
doc. 8) quali l’incremento delle fatture telefoniche, le spese sostenute
dall’insorgente e dai familiari durante i giorni del processo (trasferte e
pranzi al ristorante), visite mediche e dall’avvocato.

 

                         2.3.1.1.   L’autorità cantonale
ha negato qualsiasi risarcimento. Riferendosi alle Raccomandazioni per
l’applicazione della LAV emanate dalla Conferenza svizzera degli uffici di
collegamento LAV (Recommandations pour l’application de la loi fédérale sur
l’aide aux victimes d’infractions, 2ème éd., 2002, p. 16), ha evidenziato che
devono essere presi in considerazione unicamente i costi in stretta correlazione
con la lesione dell’integrità fisica, psichica o sessuale della vittima. Sono
indennizzabili i costi di ristabilimento dell’integrità corporale, fisica o
psichica, le perdite di guadagno e i danni relativi all’obbligo di
mantenimento. I pregiudizi puramente patrimoniali, come i danni subiti nel
corso di un’aggressione, i valori rubati o le spese di annullamento di un
viaggio, anche se consecutivi ad una lesione dell’integrità, non sono invece
indennizzabili ai sensi dell’art. 12 cpv. 1 LAV. Rientrano infatti nel campo di
applicazione di questa norma unicamente i danni direttamente subiti in seguito
ad una lesione dell’integrità fisica, sessuale o psichica. 

 

                                         L’insorgente
ritiene che la sua richiesta d’indennizzo rientri pienamente nei parametri
descritti dall’autorità cantonale. Le pretese si riferiscono in parte alla
rifusione degli esborsi resisi necessari per permettere ai familiari di
assistere la vittima immediatamente a seguito della sparatoria. L’assistenza
dei familiari, secondo il ricorrente, rappresenta una misura in stretta
relazione con la lesione dell’integrità fisica e psichica della parte lesa che
ne trae un gran beneficio. Per cui le spese relative a questo tipo di assistenza
(spese di trasferta, di parcheggio, telefoniche, ecc.), nonché quelle resesi
indispensabili per garantire un decorso normale dell’economia domestica in
assenza della vittima e dei familiari, dovrebbero essere indennizzate.

 

                                         In sede
di risposta l’autorità cantonale ribadisce che la concezione del danno ai sensi
della LAV è assai restrittiva e permette un indennizzo solo per i danni diretti
subiti dalla vittima, e meglio per i danni corporali (costi di ristabilimento
dell’integrità corporale, fisica o psichica, le perdite di guadagno e i danni
relativi all’obbligo di mantenimento) ad esclusione dei danni materiali o
puramente patrimoniali.

                                         Nello
specifico, il DSS rileva che l’importo di fr. 4'507.10 relativo a spese di
telefono, spese vive di trasferta e di posteggio si riferisce ad un danno
puramente patrimoniale e non ad un pregiudizio normativo all’economia
domestica.

                                         Sebbene
le nozioni di danno nel campo della responsabilità civile e in ambito LAV sono
analoghe, i due ambiti non perseguono lo stesso scopo, giacché in ambito LAV lo
Stato interviene solo a titolo sussidiario. Per cui la nozione di danno ha una
connotazione più restrittiva.

                                         Per
quanto concerne la fattura di __________ di fr. 2'400.- l’autorità cantonale
rileva che si riferisce a lavori normalmente svolti dalla moglie del
ricorrente, casalinga, e non dalla vittima stessa (rassetto della casa, cucina,
cucitura, stiratura vestiti, pulizia cucina e servizi igienici, rifacimento
letti).

                                         Ciò vale
anche per la pretesa relativa all’esecuzione di lavori domestici svolti dalle
figlie della vittima, al posto della loro madre, e non della vittima stessa.

                                         Infine, a
proposito del lavoro svolto da __________, tenuto conto della natura delle
pretese (lavori pesanti in casa: riscaldamento a legna, pulizia entrata,
giardinaggio, preparazione orto, potatura piante, accompagnamento delle vittima
dal medico), della durata della degenza ospedaliera della vittima dal __________
e considerato che lo scopo della LAV è di evitare che la vittima si trovi a
dover sopportare da sola le conseguenze del reato, procurandole un aiuto che
non consiste tuttavia in un risarcimento totale del danno subito, il DSS ha
ritenuto eccessivo l’ammontare delle pretese avanzate per le suddette mansioni
e, considerato il grande potere d’apprezzamento nel determinare il valore delle
mansioni domestiche in questione di cui dispone l’autorità cantonale, la stessa
non ha ritenuto opportuno concedere l’indennità richiesta.

 

                         2.3.1.2.   Il 23 marzo
2007 il Parlamento ha adottato la revisione totale della legge federale
concernente l’aiuto alle vittime di reati (LAV, RS 312.5), che entrerà in
vigore il 1° gennaio 2009 (cfr. RU 2008, pag. 1607 e seguenti, in particolare
pag. 1620). 

 

                                         Il
Consiglio federale, nel relativo Messaggio del 9 novembre 2005 (cfr. FF 2005
pag. 6351 e seguenti), a proposito dell’art. 19 (diritto all’indennizzo), ha
ricordato che:

 

"  Conformemente
al capoverso 3, non occorre considerare i danni materiali: l’indennizzo copre
solo il danno subito a causa della lesione o della morte della vittima. Ciò è
conforme al numero 5.3 delle raccomandazioni della CSUC-LAV  e all’avamprogetto. Il danno già coperto
dall’aiuto immediato o dall’aiuto a più lungo termine secondo l’articolo 13 non
è preso in considerazione. In questa categoria sono comprese le spese di
guarigione, di cura e di aiuto domestico precedenti alla stabilizzazione dello
stato di salute. Anche l’assunzione delle spese dell’avvocato e processuali
rientra nell’articolo 13; in effetti, l’assunzione di queste spese serve a sopprimere o compensare le conseguenze del
reato che non dipendono dallo stato di salute. Il capoverso 4 consente di
considerare il danno legato alle attività domestiche, per quanto vi siano
conseguenze finanziarie concrete; in effetti, l’indennizzo di un danno non
effettivamente subito non corrisponde all’obiettivo fondamento sociale della
LAV. Conformemente alle osservazioni espresse durante la procedura di
consultazione da alcuni ambienti, la regolamentazione qui proposta si allontana
dalla prassi attuale. In effetti, la prassi vigente si allinea sul diritto
civile e riconosce il danno domestico come «danno normativo». La particolarità
del danno normativo consiste nel fatto che è compensato senza prova
dell’esistenza dei costi supplementari. Il danno legato alle cure o
all’assistenza fornita ai congiunti è indennizzato secondo gli stessi principi nel
diritto di responsabilità civile.

Contrariamente al diritto di responsabilità civile, l’aiuto alle
vittime non intende riportare la vittima alla situazione finanziaria di cui
godeva prima del reato; i danni che non comportano una diminuzione del
patrimonio non sono considerati al momento della determinazione del danno. Di
conseguenza, il danno domestico e per le cure ai congiunti è indennizzato solo se
comporta una diminuzione del patrimonio, sia per il fatto di dover assumere un
ausiliario sia a causa della diminuzione di guadagno risultante da una
riduzione dell’attività lucrativa. La riduzione dell’attività lucrativa può
riguardare sia la vittima sia i congiunti che vivono in comunione domestica con
lei o che le forniscono cure. Non sarà invece più possibile indennizzare

il danno domestico se la vittima preferisce sopportare una
diminuzione della qualità e occuparsi essa stessa della sua economia domestica
con maggiori sforzi, e se i congiunti assumono l’aumento di lavoro senza
ricorrere a un aiuto esterno e senza ridurre la loro attività lucrativa. Il
danno è calcolato secondo il diritto di responsabilità civile (cfr. cpv. 2,
art. 45 e 42 CO).” (FF 2005, pag. 6401)

                                      

                                         In
quest’ambito, con sentenza 1A.168/2002 del 14 gennaio 2003 il TF ha affermato:

 

" 
2.5. La recourante demande également la prise en
charge des loyers de son appartement de quatre pièces pour les mois de janvier
à mars 2002 dans le cadre des prestations d’aide immédiate de la LAVI; elle
prétend qu’elle aurait été en mesure de s’acquitter de ces sommes si elle
n’avait pas perdu l’emploi pour lequel elle avait été engagée le 5 novembre
2001, en raison de son incapacité de travail consécutive aux événements du 10
septembre 2001.

 

2.5.1 Sous réserve de la couverture des frais de
procédure, l'aide financière accordée à la victime au titre de la LAVI ne
couvre pas de dommages autres que ceux découlant du droit de la responsabilité
civile de l'auteur de l'infraction. Elle n'entre donc pas en ligne de compte si
l'une des conditions de la responsabilité au sens de l'art. 41 CO fait défaut.
Pour que le lésé puisse demander des dommages-intérêts, il faut que l'atteinte
à l'intégrité physique ou psychique ait entraîné un dommage économique. Le lésé
doit s'être trouvé dans l'incapacité d'effectuer un travail ayant une valeur
économique, la perte de gain résultant de l'incapacité de travail temporaire.

En soi, la lésion corporelle ne constitue pas encore
un dommage. Seules les conséquences économiques négatives que subit le lésé par
suite de la lésion doivent être indemnisées, tels que les frais médicaux ou la
perte de gain  (ATF 127 III 403 consid. 4a p. 405; Roland Brehm, La réparation
du dommage corporel en responsabilité civile, Berne 2002, n. 412, p. 182, n.
455, p. 199). Dans ce dernier cas, il faut que l'atteinte à l'intégrité
physique ou psychique ait pour conséquence une diminution de la capacité de
travail productif pour entraîner un dommage économique qui oblige l'auteur de
l'acte

au sens de l'art. 41 CO.

Pour une partie de la doctrine, fondée sur la genèse
de la loi et l'évolution de la qualité de victime, seuls les dommages subis à
la suite d'une atteinte à l'intégrité physique, sexuelle ou psychique devraient
être pris en charge dans le cadre de la LAVI, à l'exclusion de purs dommages
matériels, tels que les dégâts causés aux habits au cours d'une altercation,
les valeurs patrimoniales dérobées ou les frais d'annulation d'un voyage (cf. à
ce sujet les auteurs cités par Eva Weishaupt, Finanzielle Ansprüche nach
Opferhilfegesetz, SJZ 2002 p. 326, à la note 51); le Tribunal fédéral a laissé
cette question ouverte dans un arrêt 1A.163/2000 du 8 novembre 2000; il a
également renoncé à la résoudre dans un arrêt ultérieur 1A.249/2000 du 26
janvier 2001, consid. 2b et c paru à la ZBl 2001 p. 489, tout en admettant que
le préjudice ménager ("Haushaltschaden") pouvait constituer un
dommage corporel au sens large susceptible d'être indemnisé en tant qu'il était
la conséquence d'une incapacité de travail liée à des troubles psychiques
causés par une infraction à l'intégrité physique. Aussi, une prise en charge
des loyers d'un appartement que la victime a été contrainte de prendre à la
suite

d'une infraction à l'intégrité physique ou psychique
et dont elle ne peut pas ou plus assumer la location à la suite d'un
licenciement consécutif à une incapacité de travail ne saurait d'emblée être
exclue dans la mesure où cette incapacité résulterait des conséquences de l'infraction."

 

                                         Il Tribunale federale ha pertanto lasciato la questione aperta in almeno
3 altre decisioni (STF 1A.163/2000 dell’8 novembre 2000; STF 1A.20/2002 del 4
luglio 2002 pubblicata in RDAT II 2002 n. 74 pag. 269 e STF 1A.168/2002 del 14
gennaio 2003). 

 

                                         Anche la dottrina, e
meglio Peter Gomm, in Peter Gomm/Dominik Zehntner, Opferhilfegesetz, Berna
2005, pag. 246, n. 6 e seguenti ad art. 13, rammenta che la LAV è silente circa
la questione a sapere se i danni materiali fanno parte del danno da risarcire e
ricorda (n. 9 e seguenti ad art. 13) che:

 

" 
Unter dem Gesichtpunkt der Entschädigung in
Anwendung des 4. Abschnitts des Gesetzes sollten deshalb alle Sachschaden
ausser Betracht bleiben (…)

 

Die hier vertretene Auffassung, wonach Sachschaden
und reiner Vermögensschaden bei der Bestimmung des Schadens ausser Betracht
bleiben müssen, findet eine Entsprechung in Art. 4 des Europäischen
Uebereinkommens über Opfer von Gewalttaten. Diese Bestimmung sieht vor, dass
die Entschädigung zumindest folgende Schadenselemente decken muss:
Verdienstausfall, Heilbehandlungs- und Krankenhauskosten, Bestattungskosten
sowie bei Unterhaltsberechtigten Ausfall von Unterhalt. Sachschaden und reiner
Vermögensschaden sind im Uebereinkommen nicht als Schadenselemente genannt.

 

Die Rechtsprechung hat sich bislang nur
vereinzelt mit der Frage der Leistungspflicht nach OHG für Sach- und
Vermögensschäden auseinander gesetzt. Im Grundsatz wurde die Frage jeweils
offen gelassen (BGer 1A.163/2000 vom 8. November 2000 und 1A.249/2000 vom 26. Januar
2001). Immerhin hat das Verwaltungsgericht des Kantons Bern entschieden, dass
wirtschaftliche Einbussen aus einem mit der Straftat im Zusammenhang stehenden
Wohnungswechsel lediglich dann opferhilferechtlich massgebenden Schaden
darstellen, wenn der Wohnungswechsel unvermeidbare Folge der Straftat wäre
(VerwGer BE 1981U vom 19. Juli 1996, Erw. 2b, mit Hinweis auf BGE 121 II 120
Erw. 2a).

Aehnlich hat das Bundesgericht nicht
ausgeschlossen, dass die Kosten für einen Wohnungswechsel, der sich unmittelbar
aus der Straftat ergebe und Folge einer physischen oder psychischen Schädigung
sei, entschädigungsberechtigt seien; Die Frage wurde aber letztlich offen
gelassen (BGer 1A.168/2002 vom 14. Januar 2003, Erw. 2.5.1). Damit wird seitens
der Rechtsprechung nach wie vor offen gelassen, ob Sach- oder eine
Vermögensschäden, insbesondere solche, die nicht unmittelbar im Zusammenhang
mit der Verletzung der physischen und psychischen Integrität entstehen sowie
aus Persönlichkeitsverletzungen gegen absolut geschützte Rechtsgüter erwachsen,
nach Opferhilferecht zu entschädigen sind (vgl. dazu auch Windlin, S. 130 und
163, mit weiteren Hinweisen).“

 

                                         Diversa la questione del danno domestico. Infatti la prassi
vigente si allinea sul diritto civile e lo riconosce come «danno normativo»
(cfr. Messaggio del Consiglio federale del 9 novembre 2005, sopra citato: “In
effetti, la prassi vigente si allinea sul diritto civile e riconosce il danno
domestico come «danno normativo».”).

 

                         2.3.1.3.   Alla luce di quanto sopra
esposto, questo TCA ritiene che nel caso di specie va rimborsato unicamente il
danno causato dall’impossibilità del ricorrente di svolgere i lavori pesanti al
proprio domicilio, dapprima poiché degente in ospedale ed in seguito poiché
inabile al lavoro.

 

                                         In sede di risposta lo
stesso DSS ammette che i lavori domestici pesanti, eseguiti da uno dei tre
figli, ossia __________ (ad esempio giardinaggio, preparazione
orto, potatura piante, ecc.), prima dell’evento criminoso erano effettuati dal
ricorrente, il quale, a causa del grave atto di cui è stato vittima, ha dovuto
far capo ad altre persone. Tuttavia tenuto conto delle degenza ospedaliera (__________),
dello scopo della LAV e della natura delle pretese avanzate, l’autorità
cantonale ha fatto uso del suo ampio potere di apprezzamento e “non ha
ritenuto opportuno concedere al ricorrente l’indennità richiesta con l’istanza
20 giugno 2007 (recte: 2006).” (doc. VIII).

 

                                         Questa
Corte non condivide l’opinione del DSS e ritiene che, nella misura in cui __________,
figlio del ricorrente, ha fatturato dei lavori pesanti, precedentemente
effettuati dalla vittima, si giustifica un risarcimento del danno normativo
conformemente alla prassi attualmente in vigore.

 

                                         Infatti,
dagli atti, e meglio dal certificato del medico curante, Dr. __________, emerge
che l’interessato solo a partire dal __________ ha riacquistato la facoltà di
svolgere mansioni domestiche leggere, mentre per i lavori pesanti, in
particolare di giardinaggio, l’abilità è stata riacquistata solo dal __________
(doc. 8/H). Da parte sua il dr. med. __________, FMH psichiatria e
psicoterapia, con certificato __________, ha rilevato la presenza di stati
d’ansia conseguenti al trauma relativo all’avvenimento di cui è stato vittima
(doc. 8/I). Per cui l’interessato doveva essere sostituito da qualcuno
nell’ambito dei lavori domestici.

 

                                         Dalla
fattura di cui al doc. 8/B si evince che __________ ha lavorato presso il
domicilio dei suoi genitori fino alla primavera del __________ “a motivo
delle precarie condizioni fisiche di mio padre dopo il ferimento” ed ha
quantificato i lavori pesanti in circa 2 ore ogni 15 giorni sino alla fine
dell’inverno (riscaldamento a legna, pulizia entrata) e ca. 2 ore al mese da
aprile a maggio (pulizia entrata). Per i lavori di giardinaggio sono state
quantificate 10 ore nel __________ (pulizia giardino) e 20 ore nel __________
(preparazione orto e potatura piante). Inoltre, per l’accompagnamento del padre
dal medico e all’ospedale ha quantificato il tempo impiegato in 20 ore. L’interessato
ha confermato che “mia madre, a motivo dei problemi di salute che conosce da
diversi anni e che sono peggiorati a seguito del ferimento di mio padre, non
era assolutamente in grado di effettuare i lavori sopra menzionati.”

                                         Per cui,
ritenuto che __________ ha effettuato un lavoro di complessive 76 ore (__________
2 ore ogni mese [4 ore] + 2 ore ogni 15 giorni da fine __________ [__________:
11 X 2 = 22] + 30 ore di lavori di giardinaggio + 20 ore di trasporto del
padre]) a fr. 30 all’ora (cfr. doc. 8) si giustifica il rimborso dell’importo
di fr. 2'280 (76 x 30), che andrà tuttavia ridotto sulla base dell’art. 3 OAVI.

                                                                                

                                         Per
contro i lavori svolti da __________ dal __________, di un importo di fr. 2’400
per i lavori eseguiti a favore della moglie (rassetto della casa [aspirapolvere,
lavaggio pavimenti: fr. 500], cucina [fr. 700], lavaggio, cucitura e stiratura
[fr. 450], lavori domestici [pulizia cucina e servizi igienici, nonché
rifacimento letti: fr. 750], cfr. doc. 8/A), quando il ricorrente era degente
in ospedale, non possono essere risarciti, giacché l’insorgente non ha prodotto
documentazione medica atta a comprovare l’impossibilità, per la moglie, di
continuare a svolgere i lavori casalinghi in quel periodo.

 

                                         Per lo
stesso motivo anche i lavori “non pesanti” svolti dalle figlie __________ e __________,
che hanno rilevato di aver dovuto aiutare i genitori nel riassetto della casa
(aspirapolvere, lavaggio pavimenti), cucina, lavaggio, cucitura e stiratura
vestiti, non sono compresi nel risarcimento. 

                                         Tuttavia
le figlie, pur non quantificandolo precisamente, hanno affermato di aver svolto
anche “lavori casalinghi pesanti” (doc. 8/C), ossia normalmente eseguiti
dall’insorgente. Considerato che hanno indicato di aver avuto,
complessivamente, un dispendio orario di 10 ore a settimana durante il mese di __________
(il loro intervento era necessario quotidianamente), 5 ore settimanali fino a
fine __________ e 2 ore settimanali fino a __________, alla luce dei lavori già
svolti dal figlio __________ e tenuto conto delle valutazioni di __________,
questo Tribunale ritiene equo stabilire in 2 ore settimanali l’intervento delle
figlie in __________ per i lavori pesanti, 1 ora fino a fine __________ e
mezzora fino a fine __________.

                                         Per cui
il rimborso ammonta a fr. 825 ([2 ore X 4 settimane X fr. 30] + [1 ora X 13
settimane X fr. 30] + [mezzora X 13 settimane X fr. 30]).

 

                                         Infine,
non possono essere rimborsate le spese “non conteggiate” (doc. 8 pag. 2
in fondo) di trasferta o di pranzi, poiché non sono state comprovate tramite
pezze giustificative. Neppure le spese di fr. 4'507.10 (spese vive di trasferta
e di posteggio dei familiari o del ricorrente), o l’incremento delle spese
telefoniche possono essere rimborsate poiché non fanno parte del danno materiale
risarcito dalla LAV, trattandosi di un danno puramente patrimoniale e non di un
pregiudizio normativo dell’economia domestica.

 

                                         Alla luce
di quanto sopra esposto, rilevato che per calcolare l’importo dell’indennizzo
occorre far capo al calcolo di cui all’art. 3 OAVI (per il tenore cfr. 2.2),
sulla base del calcolo effettuato dall’Istituto delle assicurazioni sociali il
29 maggio 2007, risulta che il reddito determinante del ricorrente non supera
il quadruplo dell’importo superiore destinato alla copertura del fabbisogno
vitale per i coniugi ai sensi della LPC (cfr. decisione impugnata, pag. 5, il
cui calcolo è incontestato). Visto che a norma dell’art. 13 cpv. 1 LAV
l’indennità è fissata in funzione dell’entità del danno e dei redditi della
vittima e che i redditi determinanti (fr. 93'704) sono superiori all’importo
limite destinato alla copertura del fabbisogno vitale per coniugi ai sensi
della LPC (fr. 26'460), l’indennizzo da concedere all’istante non può coprire
integralmente il danno ma deve essere ridotto, secondo il seguente calcolo:

 

                                         Indennizzo=danno
-(redditi determinanti - importo LPC) x danno 

                                                                                  (limite
massimo LAV - importo LPC)

 

                                         ossia
(cfr. per i valori la pagina 6 della decisione impugnata):

 

                                         indennizzo=3’105
-(93’704 – 26’460) x 3’105 

                                                                                  (105’840
– 26’460)

 

                                         Per cui
l’indennizzo ammonta a fr. 474.70. Tuttavia, rammentato che per l’art. 4 cpv. 2
OAVI non sono versati indennizzi inferiori a 500 franchi, appare equo, a questo
Tribunale, aumentare l’importo a tale cifra. Non sono invece assegnati
interessi poiché il ricorrente non li ha (più) richiesti con la sua impugnativa
(cfr. petitum, pag. 12 doc. I).

 

                            2.3.2.   Risarcimento
delle spese legali

 

                                         L’insorgente
contesta la decisione del DSS, che gli ha riconosciuto un rimborso delle spese
legali di fr. 3'209.45 oltre interessi al 5% dal __________ e di fr. 287.10
oltre interessi al 5% dal __________ e chiede, oltre ai citati interessi, un
importo di fr. 27'000 per le spese sostenute fino al processo di primo grado e
fr. 1'500 di ripetibili per la procedura in __________.

 

                                         Il
ricorrente sostiene che l’autorità cantonale ha considerato a torto la sua richiesta
come una domanda di indennizzo del danno subito ai sensi dell’art. 11 e
seguenti LAV, riducendo l’ammontare richiesto sulla base dell’art. 3 OAVI e  calcolando
inoltre l’importo sulla base della tariffa dell’assistenza giudiziaria.

                                         L’interessato
sostiene invece di aver inoltrato una richiesta sulla base dell’art. 3 cpv. 4
LAV. 

                                         L’insorgente
chiede l’audizione dell’allora __________, affermando di aver affrontato con
lui questa problematica e che “il ricorrente è stato tranquillizzato nel
senso che le spese di patrocinio sarebbero comunque state coperte. Mai, in
nessuna circostanza, è stato invitato a voler presentare istanze formali al
proposito!” (doc. I) Egli ritiene pertanto di aver inoltrato un’istanza
formale ai sensi dell’art. 3 LAV e di aver diritto al rimborso delle spese
legali sopportate sulla base della tariffa piena e non della tariffa calcolata
in base all’assistenza giudiziaria, come già giudicato in un’altra fattispecie
da questo Tribunale (sentenza del 17 dicembre 2001, inc. 43.2000.1, confermata
dalla sentenza 1A.20/2002 del 4 luglio 2002 pubblicata in RDAT II 2002 n. 74
pag. 269), dove era stata applicata una tariffa oraria di fr. 200.

                                         

                         2.3.2.1.   Il Tribunale
federale (TF), in una sentenza del 13 dicembre 2004 pubblicata in DTF 131 II
121, ha stabilito che le spese di avvocato della vittima, che interviene nel
procedimento penale, possono essere assunte sulla base dell’art. 3 cpv. 4 LAV,
se non ha ottenuto l’assistenza giudiziaria; a titolo sussidiario le stesse
possono essere rimborsate come posizione di danno nell’ambito dell’art. 11
segg. LAV. In questo caso, l’indennizzo può essere limitato all’importo che sarebbe
stato riconosciuto secondo la tariffa sull’assistenza giudiziaria. Inoltre la
vittima si assume il rischio finanziario che i costi legali non le vengano
necessariamente rimborsati (o non completamente) dall’autorità d’indennizzo
LAV, visto il carattere limitativo degli art. 12 cpv. 1 e 13 cpv. 1 LAV
(consid. 2.4.1).

                                         Il
TF ha affermato:

 

" 
2.3  Dans des dispositions précédant celles
consacrées à la procédure d'indemnisation et de réparation morale (art. 11 ss LAVI),
la loi fédérale prévoit que des conseils (titre de la section 2, en allemand:
Beratung) puissent être donnés aux victimes, dans des centres de consultation
(Beratungsstellen) institués par les cantons en application de l'art. 3 LAVI. Aux
termes de l'art. 3 al. 2
let. a LAVI, ces centres sont chargés en particulier de fournir à
la victime, eux-mêmes ou en faisant appel à des tiers, une aide médicale,
psychologique, sociale, matérielle et juridique.

Certaines prestations sont fournies directement par
les centres de

consultation, à titre d'aide immédiate, et sont
gratuites (art. 3 al. 4, 1re phrase LAVI). En vertu de l'art. 3 al. 4, 2e
phrase LAVI, d'autres frais sont pris en charge par ces centres, comme les
frais médicaux, les frais d'avocat et les frais de procédure, dans la mesure où
la situation personnelle de la victime le justifie (aide à plus long terme).

Indépendamment de la LAVI, lorsque la victime entend
intervenir comme partie civile dans la procédure pénale ouverte contre l'auteur
de l'infraction, elle peut demander l'assistance judiciaire gratuite - en

particulier la désignation d'un avocat d'office - en
se prévalant de la

réglementation du droit cantonal de procédure à ce
sujet, voire directement des garanties minimales de l'art. 29 al. 3 Cst. D'après la
jurisprudence du Tribunal fédéral, ce n'est qu'à titre subsidiaire qu'on
applique l'art. 3 al. 4
LAVI, s'agissant de la désignation d'un avocat et de la prise en
charge des frais de défense. Lorsque l'assistance judiciaire est octroyée à la
victime, une intervention étatique fondée sur l'art. 3 al. 4 LAVI ne se
justifie plus. En revanche, lorsque la victime n'obtient pas l'assistance
judiciaire gratuite - y compris la désignation d'un avocat d'office – selon le
droit cantonal, il appartient au centre de consultation d'examiner si sa situation
personnelle justifie le remboursement des frais d'avocat (ATF 123 II 548
consid. 2a p. 551; 122 II 315 consid. 4c/bb p. 324; 121 II 209 consid. 3b p.
212). La prise en charge de ces frais sur la base de l'art. 3 al. 4 LAVI, qui requiert une appréciation
de la "situation personnelle de la victime", n'est pas nécessairement
soumise à des conditions aussi

restrictives que l'octroi de l'assistance judiciaire
gratuite, notamment

quant au caractère décisif des ressources de
l'intéressé (cf. ATF 122 II 315 consid. 4c/bb p. 324; EVA WEISHAUPT,
Finanzielle Ansprüche nach Opferhilfegesetz, RSJ 98/2002 p. 352; PIERMARCO
ZEN-RUFFINEN, Article 4 Cst. féd.: Le point sur l'évolution de la jurisprudence
du Tribunal fédéral en matière d'assistance judiciaire, in De la Constitution,
Etudes en l'honneur de Jean-François Aubert, Bâle 1996, p. 701)."

 

                                         Come precisa il TF nella citata sentenza, se l’interessato chiede il
rimborso delle spese legali tramite l’art. 3 cpv. 4 LAV, le medesime non
rientrano nel limite di fr. 100'000, se invece la richiesta viene fatta
nell’ambito dell’art. 11 LAV, il citato importo non può essere superato (cfr.
DTF 131 II 121 consid. 2.4.3). Inoltre, se l’istante inoltra subito la domanda
in virtù dell’art. 3 cpv. 4 LAV, evita di assumersi dei costi che potrebbero
non essere rimborsati nell’ambito dell’istanza di cui all’art. 11 LAV, giacché
il consultorio deve decidere celermente e prima che questi costi siano sorti.

                                         Il
TF si è infatti così espresso in merito al consid. 2.5.2:

 

" 
2.5.2  S'agissant de l'assistance d'un avocat, les
prestations prises en charge par un centre de consultation en application de l’art. 3 al. 4 LAVI
correspondent à celles qui seraient assurées dans le cadre de l'assistance judiciaire
gratuite selon le régime du droit cantonal ou les garanties minimales de l'art. 29 al. 3 Cst.
En d'autres termes, la victime ne peut pas prétendre à des prestations plus
étendues (ATF 121 II 209 consid. 3b p. 212; cf. WEISHAUPT, op. cit., p. 352).
On peut en déduire que l'avocat intervenant dans ce cadre sera généralement
rémunéré au tarif de l'assistance judiciaire gratuite; à tout le moins, une
telle solution ne serait pas contraire au droit fédéral.

Comme cela a déjà été relevé (supra, consid. 2.3),
la prise en charge des frais d'avocat au titre de l'art. 3 al. 4 LAVI est subsidiaire à
l'octroi de l'assistance judiciaire selon le droit cantonal (gratuité de la
procédure, désignation d'un défenseur d'office) et le remboursement de ces
frais au titre de l'indemnisation selon les art. 11 ss LAVI a un caractère encore plus
subsidiaire. Il se justifie donc d'adopter, dans ce cadre, une solution spécifique.
La cohérence du système veut que la victime - ou son mandataire - n'obtienne
pas, par le biais de l'indemnisation a posteriori, un dédommagement plus
important que si les solutions prévues à titre prioritaire avaient été
choisies. C'est bien ce que le Tribunal fédéral a en définitive considéré dans
l'arrêt 1A.169/2001 du 7 février 2002 car c'est le résultat auquel il est alors
parvenu en confirmant une décision de la juridiction cantonale ayant appliqué
les règles sur la rémunération du défenseur d'office. L'indemnisation pour le
poste du dommage "frais d'avocat" peut en effet être limitée, sans
violation des art. 11 ss
LAVI, au montant qui aurait été alloué en application du tarif de
l'assistance judiciaire. Cette solution, spécifique au régime de la LAVI et
s'écartant donc dans une certaine mesure des règles du droit de la responsabilité
civile, tient compte de la nature du système d'indemnisation de cette loi fédérale
(cf. supra, consid. 2.2).

 

2.6  Dans le cas particulier, le Tribunal
administratif a fait une interprétation erronée des art. 11 ss LAVI en considérant que ces
dispositions imposaient le remboursement intégral de la note d'honoraires présentée
par l'avocat de la victime. Le grief de violation du droit fédéral (art. 104 let. a OJ)
est donc fondé."

 

                                         Va ancora evidenziato che, alla luce della più recente
giurisprudenza (DTF 131 II 121), la sentenza del 17 dicembre 2001 (inc.
43.2000.1), invocata dal ricorrente e confermata dal TF (sentenza 1A.20/2002
del 4 luglio 2002, pubblicata in RDAT II 2002 n. 74 pag. 269), circa
l’ammontare secondo la tariffa piena dell’onorario dell’avvocato e non solo in
base alla tariffa dell’assistenza giudiziaria non può più essere seguita.

                                                                                 

                         2.3.2.2.   In concreto,
ai fini di stabilire se l’assicurato aveva già inoltrato un’istanza di
assunzione delle spese di avvocato e processuali secondo l’art. 3 cpv. 4 LAV
oppure se la sua richiesta è stata presentata solo con l’istanza del 20 giugno
2006, il TCA ha sentito l’allora __________, __________ (doc. XII). 

 

                                         La
necessità di accertare quando è stato chiesto per la prima volta allo Stato di
intervenire per coprire le spese legali è dovuta al fatto che se l’istanza è
stata presentata secondo l’art. 3 cpv. 4 LAV, il rimborso va effettuato sulla
base della tariffa per l’assistenza giudiziaria (DTF 131 II 121) ma senza dover
passare per il calcolo effettuato dal DSS in applicazione dell’art. 3 OAVI. 

 

                                         Il 28
febbraio 2008 l’allora __________ ha affermato:

 

" 
(…) Posso dire che __________ c'è stato un
messaggio ricevuto dall'avv. RA 1 con cui mi pregava di contattarlo e ricordo
che c'è stato un incontro a __________ presso l'abitazione RI 1 in quel periodo
anche se non so essere preciso sulla data.

 

Prendo atto che in sede di ricorso è indicata la
data del __________ data che potrebbe essere corretta. L'avv. RA 1 invita a
verificare la stessa sulla nota contenuta agli atti.

 

In occasione di quel colloquio erano presenti
anche famigliari del sig. __________ mentre lui stesso non era presente perchè
era ancora ricoverato all'ospedale.

 

(…)

 

In occasione di quell'incontro prioritario è
stato l'aspetto psicologico conseguente ai fatti del __________ precedente e
quindi l'aggancio con le persone e le strutture idonee per affrontare i
problemi. (…)

 

Normalmente in casi analoghi questi sono gli
aspetti che prioritariamente venivano analizzati anche se alle persone venivano
date informazioni relative agli aspetti patrimoniali, risarcimento, intervento
del legale, copertura delle spese, ecc ...

 

In concreto è giusto dire, come ricorda l'avv. RA
1, che lui segnalò di essere già legale del sig. RI 1 e chiese se poteva quindi
continuare in questo ambito nuovo penale a rappr. la vittima o se fosse
necessario invece passare attraverso gli organi preposti dall'applicazione LAVI
per la designazione di un legale. È vero che ho comunicato all'avv. RA 1 che
poteva senz'altro continuare su questo incarico. Normalmente infatti si procede
mediante la designazione di un patrocinatore da parte dello Stato e ciò sulla
scorta di una lista preposta a suo tempo con l'ordine degli avvocati. In altri
casi quando invece è necessario inquadrare una fattispecie nell'ottica della
LAVI l'ufficio ha incaricato dei legali per una prima consulenza secondo le
direttive federali coprendo fino 3-4 ore di consulenza. 

Quindi in concreto è giusto dire che l'avv. RA 1
essendo già il patrocinatore e avendo chiesto se poteva continuare in questo
suo patrocinio per gli aspetti penali nuovi io gli ho dato sostanzialmente
questa autorizzazione. 

 

Gli aspetti della fatturazione delle prestazioni
dell'avv. RA 1 non sono stati discussi come tali in quell'occasione ma poi
anche in contatti successivi si è posto il problema della solvibilità di __________
che era pur sempre proprietario della sua casa e ancorché  non si sapesse in
che misura era ipotecata. Per questo motivo l'intesa era sostanzialmente che il
primo responsabile delle spese e dei danni cagionati è l'autore e quindi si
sarebbe dovuto verificare in che misura vi era la possibilità di rientrare da
quella parte. 

 

C'è stato sostanzialmente quindi l'accordo di
rinviare il tutto al momento dell'istanza formulata nel 2006. 

 

Consegno ora agli atti gli scambi di e-mail che
vengono fotocopiati e consegnati alle parti recepiti nel presente verbale sul
doc. XII+1-10.

 

Rammento che vi fu, ma questo in fase successiva
già nel corso del 2006, il problema di un assicuratore di protezione giuridica
privato che poteva essere chiamato a rispondere per le spese legali in luogo e
veci dello Stato ma se ne chiamò fuori." (doc. XII) 

 

                                         Dalle
affermazioni di __________ emerge che l’istante, per il tramite del suo
avvocato, già in occasione del primo colloquio svoltosi nel corso del mese di __________
aveva fatto presente la necessità di far capo ad un legale. Quest’ultimo si è
quindi informato circa la possibilità di rappresentare l’insorgente anche in
ambito penale. Il __________ ha dato il suo consenso (“È vero che ho
comunicato all'avv. RA 1 che poteva senz'altro continuare su questo incarico.”).
In seguito si è discusso della copertura delle spese legali e della sua
fatturazione. Vista la situazione poco chiara dell’autore del reato circa le sue
possibilità finanziarie, il __________ e il rappresentante dell’insorgente
hanno deciso di rinviare un’eventuale decisione circa l’obbligo prestativo
dello Stato al momento della decisione sull’istanza che la vittima avrebbe
presentato (“C'è stato sostanzialmente quindi l'accordo di rinviare il tutto
al momento dell'istanza formulata nel 2006”). 

 

                                         Il __________
è pertanto stato contattato immediatamente anche per quanto concerne l’aspetto
relativo al patrocinio legale ed al rimborso dei costi derivanti
dall’assunzione del patrocinio ed ha, perlomeno implicitamente, dato la
garanzia della copertura delle spese legali se l’autore del reato, come poi si
è rilevato, non avesse avuto la capacità finanziaria per procedere al rimborso
delle spese legali.

                                         Alla luce
delle emergenze testimoniali occorre pertanto ritenere che l’istante ha
inoltrato una richiesta di rimborso in virtù dell’art. 3 cpv. 4 LAV e che il __________
non ha rifiutato di concedere l’aiuto a lungo termine ma si è limitato a
rinviare la decisione al  momento dell’inoltro dell’istanza non essendo ancora
stato chiarito se l’autore del reato fosse stato in grado di risarcire le spese
legali.

 

                                         Per cui
il loro rimborso, seppure da effettuare in base alla tariffa dell’assistenza
giudiziaria (DTF 131 II 121), non va deciso in applicazione dell’art. 11 LAV e
dell’art. 3 OAVI, bensì dell’art. 3 LAV. 

 

                                         Come
rammenta il TF nella citata sentenza pubblicata in DTF 131 II 121 al consid.
2.3 “lorsque la victime n'obtient pas l'assistance judiciaire gratuite - y
compris la désignation d'un avocat d'office – selon le droit cantonal, il
appartient au centre de consultation d'examiner si sa situation
personnelle justifie le remboursement des frais d'avocat”.

 

                                         In
concreto emerge chiaramente che la situazione personale giustifica il rimborso
delle spese d’avvocato. 

 

                                         Nella
decisione impugnata, a pag. 6, emerge che il DSS ha fissato l’entità del danno
in fr. 20'992.55, corrispondente a 107 ore e 25 minuti di lavoro per le
prestazioni relative al patrocinio fino alla sentenza penale di prima istanza,
con una retribuzione oraria, in applicazione delle norme sull’assistenza
giudiziaria, di fr. 155 all’ora, per un totale di fr. 16'649.60, cui si
aggiungono le spese di fr. 2'906.50 e l’IVA di fr. 1'436.45, oltre interessi al
5% dal __________. A questo importo va aggiunto quello di fr. 1'500 da lui
richiesto per la procedura in sede di cassazione oltre ad interessi al 5% dal __________.
Infatti, come rileva il DSS nella decisione impugnata, l’interessato avrebbe eventualmente
potuto chiedere di più, ma avendo domandato l’importo di fr. 1'500, l’autorità
cantonale non gli ha potuto attribuire una somma superiore.

                                         

                                         In
conclusione l’insorgente ha pertanto diritto a fr. 22'492.55 (20'992.55 +
1'500), oltre interessi al 5% dal __________ su fr. 20'992.55 e dal __________ su
fr. 1'500.

 

                            2.3.3.   Indennità
per torto morale

 

                                         Contestato
è l’ammontare della riparazione morale da accordare al ricorrente. L’autorità
cantonale ha fissato un importo di fr. 10’000 oltre a interessi al 5% dal __________.
L’istante chiede fr. 30'000.

 

                                         L'art. 12
cpv. 2 LAV sancisce il principio di una riparazione morale, in denaro, a favore
della vittima che ha subito un'offesa grave in circostanze particolari; la
norma non fissa però criteri per stabilire quest'indennità (STF del 4 luglio 2002,
1A.20/2002, pubblicata in RDAT II 2002 n. 74 pag. 269).

                                         Secondo
la giurisprudenza occorre quindi applicare per analogia i principi previsti
dagli art. 47 e 49 CO, tenendo tuttavia conto del fatto che il sistema
d'indennizzo del danno e del torto morale secondo la LAV corrisponde a una
prestazione di assistenza e non a un obbligo di risarcimento derivante dalla
responsabilità dello Stato (DTF 132 II 117 consid. 2.2.3; DTF 128 II 49 consid.
4.1, 125 II 554 consid. 2a, 123 II 425 consid. 4c). L'ampio potere
d'apprezzamento riconosciuto in quest'ambito all'autorità competente a
stabilire l'indennità ha come limiti essenzialmente il rispetto della parità di
trattamento e il divieto dell'arbitrio (STF del 4 luglio 2002, 1A.20/2002
pubblicata in RDAT II 2002 n. 74 pag. 269; DTF 125 II 169 consid. 2b/bb pag.
274; cfr. anche DTF 128 II 49 consid. 4.3).

 

                                         La
commisurazione della riparazione morale costituisce una decisione secondo
l'equità, fondata sull'apprezzamento e sulla ponderazione delle concrete
circostanze (DTF 123 II 210 consid. 2c). Criteri di calcolo schematici non sono
quindi di massima applicabili (STFA del 4 luglio 2002, 1A.20/2002, pubblicata
in RDAT II 2002 n. 74 pag. 269) e eventuali paragoni non comportano di per sé
l'illiceità della somma stabilita (DTF 125 III 412 consid. 2c/cc pag. 421).

 

                                         Per
determinare il diritto e la portata dell’ammontare del risarcimento, la
giurisprudenza prevede un calcolo in due fasi. In primo luogo va definito un
importo base, fondandosi su criteri oggettivi, quali il grado di parentela
dell’avente diritto con la vittima e i precedenti giurisprudenziali. In un
secondo tempo l’importo va ponderato in base alle circostanze concrete della
fattispecie.

 

                                         A questo
proposito, in DTF 132 II 117, il TF ha rammentato:

 

" 
2.2.3  Die Festsetzung der Höhe der Genugtuung ist
eine Entscheidung nach Billigkeit. Das Bundesgericht hat es daher abgelehnt,
dass sich die Bemessung der Genugtuung nach schematischen Massstäben richten
soll. Die Genugtuungssumme darf nicht nach festen Tarifen festgesetzt, sondern
muss dem Einzelfall angepasst werden (BGE 127 IV 215 E. 2e S. 219).

Dies schliesst nicht aus, die Bewertung der
immateriellen Beeinträchtigung in zwei Phasen vorzunehmen: in einer objektiven
Berechnungsphase mit einem Basisbetrag als Orientierungspunkt und einer
nachfolgenden Phase, in der die Besonderheiten des Einzelfalles
(Haftungsgrundlage, [Selbst-]Verschulden, individuelle Lebenssituation des
Geschädigten) berücksichtigt werden

(Urteile des Bundesgerichts 1A.203/2000 vom 13. Oktober
2000, E. 2b; 1A.235/2000 vom 21. Februar 2001, E. 5b/aa).

 

(…)

 

2.2.4  Im Unterschied zum Zivilrecht besteht bei der
Bemessung einer

Genugtuung nach Opferhilferecht die Besonderheit,
dass es sich bei dieser nicht um eine Leistung aus Verantwortlichkeit, sondern
um eine staatliche Hilfeleistung handelt. Gemäss Rechtsprechung erreicht sie
deshalb nicht automatisch die gleiche Höhe wie die zivilrechtliche, sondern
kann unter Umständen davon abweichen oder gar wegfallen (BGE 128 II 49 E. 4.3
S. 55; 125 II 169 E. 2b/bb und 2c S. 174 f.). Insbesondere kann berücksichtigt
werden, dass die Genugtuung nicht vom Täter, sondern von der Allgemeinheit
bezahlt wird. Dies kann namentlich dann eine Reduktion gegenüber der
zivilrechtlichen Genugtuung rechtfertigen, wenn diese aufgrund von subjektiven,
täterbezogenen Merkmalen (z.B. besonders skrupellose Art der Begehung der
Straftat) erhöht worden ist (Urteile des Bundesgerichts 1A.235/2000 vom 21.
Februar 2001, E. 3a; 1A.80/1998 vom 5. März 1999, E. 3c/cc).

 

(…)

 

2.4.3  Wie oben ausgeführt (E. 2.2.4), sind bei der
Festsetzung einer Genugtuung nach OHG die subjektiven, täterbezogenen Faktoren
nicht zu berücksichtigen. Dazu gehört die Art der Tatbegehung (Brutalität,
Rücksichtslosigkeit) ebenso wie das Motiv, welches den Täter zur Begehung der
Straftat bewog. Das Sozialversicherungsgericht hat somit auch insoweit kein
Bundesrecht verletzt, als es die vom Beschwerdeführer genannten
Bemessungskriterien (Brutalität, Rücksichtslosigkeit, Sinnlosigkeit der Tat)
nicht als genugtuungserhöhend erachtete."

 

                         2.3.3.1.   Nel Canton Ticino, il TCA ha confermato la riparazione morale di fr.
10'000.-- accordata ad una vittima di una rapina, ottantenne, che ha in
particolare perso l'uso permanente del braccio sinistro e che per questo fatto
ha dovuto lasciare il proprio domicilio ed essere ricoverata in una casa per
anziani (cfr. STCA del 18 marzo 1998, 43.1997.1).

 

                                         In una
sentenza del 4 marzo 1998 il TCA ha accordato una riparazione per torto morale
di fr. 7'000 ad una vittima di un'aggressione con rischio di perdita della vita
e conseguenze durature a livello psichico (STCA del 4 marzo 1998, 43.1997.5).

 

                                         Mentre
nella sentenza 17 dicembre 2001 (inc. 43.2000.1, confermata dalla STF
1A.20/2002 del 4 luglio 2002, consid. 5.2) il TCA ha confermato l'importo di
CHF 10'000.-- per torto morale riconosciuto alla vittima di una aggressione con
ferita da arma da taglio all'addome a livello dell'ipocondrio e con necessità
di intervento chirurgico e conseguente sindrome postraumatica da stress.

 

                                         Con
sentenza 1A.294/2005 del 7 settembre 2006, la Nostra Massima Istanza, a
proposito di una vittima che si lamentava di aver ottenuto solo fr. 5'000 in
luogo di fr. 10'000, quale indennità per torto morale, ha affermato:

 

" 
« 4.2 Le jugement attaqué expose que, suite à
l'agression, la recourante a subi de multiples fractures de l'épaule droite,
ayant nécessité la pose d'une prothèse; au total, elle a été hospitalisée
pendant près de 2 mois, un traitement physiothérapeutique n'ayant pas eu le
succès escompté et une seconde intervention chirurgicale, en juin 2001, ayant
été nécessaire; elle présente des séquelles, qui se traduisent par des douleurs
permanentes et une réduction de la mobilité du membre supérieur droit. Sur le
plan psychique, le jugement attaqué évoque une atteinte au plaisir de la vie et
une désocialisation; la recourante, par peur d'une autre agression ou d'une
chute, n'ose plus guère s'éloigner de son quartier et ne se rend plus au loto;
encore moins se déplace-t-elle en train.

 

4.3 Se référant à Hütte/Ducksch (Die Genugtuung,
Zurich 2003, 3ème éd., période 1998-2000, VIII/28 ss, n. 14 ss),
l'autorité cantonale a relevé que les cas dans lesquels, pour des infractions
similaires, un montant de 10'000 fr. a été alloué à titre de réparation morale sont
d'une gravité supérieure à celle du cas d'espèce; un montant de cet ordre est
généralement alloué pour des lésions dangereuses ou plus graves, avec un long
séjour hospitalier, de nombreuses opérations, un traitement particulièrement
lourd et douloureux, un long arrêt de travail ou des séquelles psychiques
importantes et durables. Se référant au même auteur (Le tort moral, annexes,
période 1995 ss), elle a également relevé que, dans le cas d'une fracture de
l'épaule d'une femme âgée de 80 ans, une indemnité de 1000 fr. avait été versée
et que, pour un bras cassé, un montant de 5000 fr. avait été alloué. Dans un
arrêt 1A.20/2002, publié in RDAT 2002 II n. 74 p. 269, le Tribunal fédéral a eu
à se pencher sur l'indemnité pour tort moral allouée par l'instance LAVI à une
victime poignardée à l'abdomen, qui n'avait pas subi de dommage permanent à la
santé, mais avait subi une intervention chirurgicale et une hospitalisation de
10 jours et présentait un syndrome postraumatique de stress; il a estimé que le
montant de 10'000 fr. alloué à la victime, qui réclamait 40'000 fr., n'était
pas abusif (cf. arrêt cité, consid. 4). Dans un arrêt
antérieur, il avait jugé adéquate la somme de 2000 fr. allouée; la victime
avait subi une fracture de la jambe, suivie d'une hospitalisation de moins d'un
mois; la guérison avait été exempte de complications, mais la victime
conservait des douleurs résiduelles et une cicatrice (ATF 123 II 210, consid.
4a non publié).

 

4.4 Au vu de ce qui précède, on ne saurait dire
que le montant de 5000 fr. alloué à la recourante à titre de réparation morale
procéderait d'un abus du pouvoir d'appréciation qui revient à l'autorité
cantonale. Il a été tenu compte des atteintes tant physiques que psychiques de
la recourante et le montant qui lui a été accordé correspond à la moyenne de
ceux qui sont alloués dans des cas similaires. Autant que celle-ci se prévaut
ici d'une réduction de sa capacité de travail, elle perd de vue qu'il s'agit là
d'un poste de son dommage matériel. Pour le surplus, son argumentation
se réduit pratiquement à mentionner les atteintes qu'elle a subies et à
affirmer qu'elles justifient l'octroi du montant de 10'000 fr. qu'elle réclame.

S'agissant de l'indemnité pour tort moral on ne
discerne donc pas de violation du droit fédéral. Le
recours sur ce point doit par conséquent être écarté."

 

                                         Peter
Gomm/Dominik Zehntner, Opferhilfegesetz, Berna 2005, pag. 237, n. 39 ad art. 12,
rammentano la seguente lista di risarcimenti:

 

" 
Fr. 15'000-- für Dauerschaden im Bereich LSW und
Hörverlust mit Tinnitus nach Sprengstoffanschlag in Einkaufzentrum (JGK BE vom
19. Oktober 1999).

 

Fr. 15'000.-- für lebenslängliche
Bewegungseinschränkung und psychische Probleme nach Raubüberfall mit
lebensgefährlichen Stichverletzungen (JGK BE vom 19. November 1998).

 

Fr. 15'000.-- bei tiefer Schnittwunde am Unterarm
mit vollständiger Durchtrennung von Muskeln und Sehnen (Opferhilfestelle ZH vom
27. April 2001).

 

Fr. 12'000.--  für Stichverletzungen im Bereich
der Augen, im Thorax und Rücken (JGK BE vom 18. Februar 2000).

 

Fr. 10'000.--  nach Arbeitsunfähigkeit aufgrund
psychischer Beschwerden nach Ueberfall mit Freiheitsberaubung und Erpressung
(DDI SO vom 25. Oktober 2004).

 

Fr. 10'000.--  bei Schenkelhals- und
Oberarmfraktur sowie Kopfkontusion einer älteren Frau nach Entreissdiebstahl
und anschliessender Unfähigkeit, den eigenen Haushalt weiterzubewirtschaften
(JGK BE vom 16. September 1999).

 

Fr. 10'000.--  nach Unterarmdurchschuss mit
längerer Hospitalisation und traumatischen Folgen anlässlich des Mordfalles in
Dulliken (DDI SO vom 20. Dezember 2001).

 

Fr. 8'000.--  nach Streiffschuss und
traumatischen Folgen im Mordfall in Dulliken (DDI SO vom 20. Dezember 2001).

 

Fr. 6'500.--  Oberarmfraktur nach
Handtaschenentreissdiebstahl (ASB BS vom 10. September 1998).

 

Fr. 6'000.--  an eine Frau, die Opfer mehrerer
Nötigungshandlungen, zweier Entführungen sowie von einfachen Körperverletzungen
(alles begangen durch den gleichen Täter) wurde (JGK BE 13 Juli 1998).

 

Fr. 6'000.--  nach Stichverletzungen des
Zwerchfells und Naseverletzung, Angsttrauma mit Arbeitsunfähigkeit
(Opferhilfestelle ZH vom 29. August 2001).

 

Fr. 5'000.--  psychische Probleme nach
Raubüberfall mit Faustfeuerwaffe und anschliessender siebenmonatiger
Arbeitsunfähigkeit zu 100% (JGK BE vom 24. August 1998). 

 

Fr. 5'000.--  Angsttrauma mit Depression,
Verfolgungswahn und Suizidgedanken nach Raubüberfall (JGK BE vom 24. August
1998).

 

Fr. 5'000.--  Stichwunde am Arm mit Verlust des
Spür- und tastsinnes einzelner Finger- und Handbereiche Lähmung eines Teils der
Daumenballenmuskulatur (Opferhilfestelle ZH vom. 29. August 2001).

 

Fr. 4'000.--  nach Schussverletzung am
Oberschenkel mit Einschränkungen, Sport zu treiben (JGK BE vom 23. April 1998).

 

Fr. 3'500.--   Angsttrauma einer überfallenen
Kioskfrau (Opferhilfestelle ZH vom 1. Juli 2002).

 

Fr. 3'000 Nasenbeinbruch, Hirnerschütterung und
Prellungen (Opferhilfestelle ZH vom 22. März 2002)."

 

                         2.3.3.2.   In concreto
l’insorgente chiede il versamento di un importo di fr. 30'000, pari a quello
stabilito dalla __________ con la sentenza del 24 agosto 2005.

                                         Egli
ritiene che l’importo di fr. 10'000 sia stato fissato dal DSS scostandosi
arbitrariamente da quanto stabilito dall’autorità penale e sostiene che
l’evoluzione registrata negli ultimi anni dovrebbe permettere a questo
Tribunale di aumentare la somma riconosciuta alle vittime di reati quali quelli
subiti dall’insorgente.

                                         Con
sentenza pubblicata in DTF 129 II 312 il TF ha precisato che l’autorità LAV non
è legata ai considerandi di diritto del Giudice penale in merito alle pretese
civili ed ha affermato:

 

" 
2.3  La recourante part d'une prémisse erronée
lorsqu'elle affirme que la LAVI aurait pour but l'indemnisation intégrale du
dommage. Comme l'a rappelé le Tribunal fédéral à plusieurs reprises, le
législateur n'a pas voulu, en mettant en place le système d'indemnisation prévu
par la LAVI, assurer à la victime une réparation pleine, entière et
inconditionnelle du dommage qu'elle a subi (ATF 125 II 169 consid. 2b p. 173 ss). Ce caractère incomplet est
particulièrement marqué en ce qui concerne la réparation du tort moral, qui se
rapproche d'une allocation "ex aequo et bono". Il se retrouve
toutefois aussi en matière de dommage matériel, l'indemnité étant plafonnée à
100'000 fr. et soumise à des conditions de revenus de la victime. La collectivité n'étant pas responsable des conséquences de
l'infraction, mais seulement liée par un devoir d'assistance publique envers la
victime, elle n'est pas nécessairement tenue à des prestations aussi étendues
que celles exigibles de la part de l'auteur de l'infraction (ATF 128 II 49
consid. 4.3 p. 55). La jurisprudence a aussi rappelé
que l'utilisation des critères du droit privé est en principe justifiée, mais que l'instance LAVI peut au besoin s'en écarter (ATF
128 II 49 consid. 4.1 p. 53; 125 II 169 consid 2b p. 173).

 

(…)

 

2.5  En revanche, compte tenu de la spécificité
de la procédure fondée sur la LAVI et de la liberté d'examen dont dispose
l'autorité d'indemnisation, cette dernière n'est pas liée en droit par
le prononcé du juge pénal. Dans le cadre de la LAVI,
l'autorité alloue une indemnité fondée sur un devoir d'assistance de l'Etat (ATF

123 II 425 consid. 4c p.
431), en vertu de règles pour partie spécifiques, et doit dès lors se livrer à
un examen autonome de la cause. Le Tribunal fédéral a ainsi affirmé que l'instance
LAVI peut faire abstraction d'une transaction judiciaire
passée entre la victime et l'accusé. A cette occasion, il a considéré, en
appliquant également par analogie la jurisprudence relative aux autorités administratives
prononçant un retrait du permis de conduire, que l'instance LAVI n'est pas liée
par le prononcé pénal pour les questions purement juridiques, sans quoi elle
méconnaîtrait la liberté d'application du droit qui lui est reconnue (ATF 124
II 8 consid. 3d/aa p. 13/14 et la reference à l'ATF 109
Ib 203 consid. 1 p. 204).

 

2.6. L'indépendance de l'autorité LAVI par
rapport au juge pénal, pour les questions de droit, se justifie également par
le fait que l'Etat, débiteur de l'indemnisation fondée sur la LAVI, ne
participe pas en tant que tel au procès pénal, et ne peut par conséquent
défendre

ses intérêts lorsque le juge fixe le montant de
l'indemnité.

Le Ministère public - qui peut dans certains cas
recourir contre le prononcé civil - a pour fonction de soutenir l'accusation,
et non de défendre les intérêts financiers de l'Etat, ces deux rôles n'étant
d'ailleurs pas compatibles.”

 

2.8  Il y a lieu, par conséquent, de suivre
l'opinion exprimée par l'OFJ, selon laquelle l'autorité LAVI est en principe liée
par les faits établis au pénal, mais non par les considérations de droit ayant
conduit au prononcé civil (cf. également dans ce sens GOMM, Einzelfragen bei
der Ausrichtung von Entschädigung und Genugtuung nach dem Opferhilfegesetz,
Solothurner Festgabe zum Schweizerischen Juristentag 1998, p. 673-690, 683 ss;
GUYAZ, L'indemnisation du tort moral en cas d'accident, SJ 2003 II p. 1-48, n.
101 p. 26). L'instance LAVI peut donc, en se fondant sur l'état de fait
arrêté au pénal, déterminer le montant de l'indemnité allouée
à la victime sur la base de considérations juridiques propres (ATF 124 II 8 consid.
3d/cc p. 15). Elle peut, au besoin, s'écarter du prononcé civil s'il apparaît que celui-ci repose sur une application erronée du
droit. Cela peut certes conduire, comme en l'espèce, à une
réduction du montant alloué par le juge pénal, mais peut aussi, dans d'autres
cas, permettre à l'autorité LAVI de s'écarter d'une indemnité manifestement
insuffisante."

 

                                         Con sentenza 1A.208/2002 del 12 giugno 2003 il TF ha affermato:

 

" 
2.3 Ausgehend von der bestehenden, mit Urteil
1A.181/2002 vom 23. April 2003 erneut bestätigten Praxis des Bundesgerichtes
ist somit festzuhalten, dass die OHG-Behörde grundsätzlich nicht ohne Not vom
bereits festgestellten Sachverhalt abweichen soll, dass sie jedoch Rechtsfragen
frei überprüfen darf  (siehe Art. 17 OHG).

 

2.4 Vorliegend ist die Höhe der Genugtuung streitig,
somit eine Rechtsfrage, in welcher die OHG-Behörde nicht an das Strafurteil
gebunden ist. Zu prüfen wäre demzufolge in einem ersten Schritt, ob die
Genugtuung angemessen ist.

Sodann wäre - je nach Ergebnis dieser Prüfung - die
Frage zu klären, ob der Anspruch des Opfers nicht verwirkt ist. Das
Verwaltungsgericht hat jedoch mit Hinweis auf die vermeintliche Bindungswirkung
die Angemessenheit der Genugtuung gar nicht überprüft und in logischer
Konsequenz die Frage der

Verwirkung offen gelassen. Indem der vorinstanzliche
Entscheid die

Rechtsfrage der Angemessenheit nicht beantwortet
hat, ist er

bundesrechtswidrig und daher aufzuheben."

 

                                         In
concreto la __________ ha stabilito che il ricorrente è stato vittima di un
mancato omicidio.

                                         A causa
dell’aggressione l’istante ha subito pesanti ripercussioni a livello fisico e
psichico. Al momento del ricovero l’insorgente soffriva di ferite da arma da
fuoco alla schiena con foro d’entrata a livello dorsale con arresto del colpo
sottocutaneo al collo, colpo al torace a destra con entrata all’emitorace
destro con fuoriuscita all’emitorace sinistro sottocutaneo con conseguente
perforazione del polmone destro con fuoriuscita di aria e di sangue ed un foro
d’entrata ed uscita al braccio sinistro, al punto tale che “il paziente è
stato momentaneamente in pericolo di morte”. La vittima è stata sottoposta
ad un intervento chirurgico per favorire il drenaggio del polmone colpito. Egli
soffre inoltre ancora a causa dell’accaduto.

 

                                         In
considerazione dell’oggettiva gravità del reato subito dalla vittima e dal suo
attuale e serio disagio psicologico, accertato dal Tribunale penale, l’autorità
cantonale ha deciso di riconoscere un importo di fr. 10'000 sulla base della
giurisprudenza del Tribunale federale.

                                         In
particolare il DSS ha rammentato che il TF in caso di tentati omicidi prevede
delle riparazioni morali di fr. 8'000, mentre il TCA in una sentenza del 4
marzo 1998 ha riconosciuto un importo di fr. 7'000 ad una vittima di
un’aggressione con rischio di perdita della vita e conseguenze durature a
livello psichico, ed il 17 dicembre 2001 (inc. 43.2000.1) ha confermato un
importo di fr. 10'000 ad una vittima di un’aggressione con ferita da arma da
taglio all’addome (a livello dell’ipocondrio), con necessità di intervento
chirurgico e conseguente sindrome postraumatica da stress.

                                         Sulla
base di questa giurisprudenza l’autorità cantonale ha ritenuto che essendo in
presenza di un mancato omicidio la base di partenza va fissata in fr. 8'000 (pag.
9 doc. A). Questo importo necessita di un ritocco verso l’alto per tener conto
delle particolari circostanze in cui si è svolto l’accaduto, oltre al fatto che
la vittima ha subito lesioni fisiche importanti ed è tuttora affetta da
patologie psichiche importanti. Il DSS ha pertanto paragonato il caso di specie
a quello giudicato il 17 dicembre 2001 e, per non creare disparità di
trattamento con altri casi analoghi, ha concesso un importo di fr. 10'000.

 

                                         Le
valutazioni dell’autorità cantonale possono essere confermate da questa Corte.

                                         Infatti,
rilevato che l’autorità LAV, di regola, è unicamente vincolata per quanto
riguarda i fatti accertati in ambito penale, ma non dalle considerazioni di
diritto, e tenuto conto degli importi assegnati dai Tribunali cantonali o
confermati dal Tribunale federale nei casi qui sopra esposti (cfr. in
particolare il consid. 2.3.3.1), il TCA ritiene, tutto ben considerato, che la
riparazione morale di fr. 10'000 assegnata dal DSS sia equa e non sia lesiva
del principio della parità di trattamento e della proporzionalità. 

 

                                         Per
quanto concerne la critica circa l’attualità dell’ammontare delle riparazioni
morali, va rilevato che le medesime, negli ultimi anni, non hanno subito un
sostanziale aumento e che la nuova LAV del 23 marzo 2007, che entrerà in vigore
il 1° gennaio 2009 (RU 2008 pag. 1607 e seguenti, in particolare pag. 1620), sembra
piuttosto restringere, anziché estendere, l’ammontare della riparazione morale,
giacché l’art. 23 della nuova legge prevede un importo massimo di fr. 70'000
per la vittima e di fr. 35’000 per i congiunti, mentre per l’art. 28,
contrariamente a quanto vale attualmente, “non sono dovuti interessi per l’indennizzo
e la riparazione morale.” Lo stesso Consiglio federale nel Messaggio sulla
revisione totale della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati
del 9 novembre 2005 (FF 2005 pag. 6351 e seguenti), ha affermato, a pag. 6368
che “anche la riparazione morale in quanto forma speciale di indennizzo per
il danno subito deve essere mantenuta. Deve però essere limitata.” e a pag.
6373 che “Proponiamo un valore massimo di 70 000 franchi per la
vittima e di 35 000 franchi per i congiunti. In questo modo la riparazione
morale secondo il diritto sull’aiuto alle vittime risulta inferiore rispetto a
quella secondo il diritto civile, come richiesto dal postulato Leuthard”.

 

                                         Alla luce
di quanto sopra esposto, poiché la somma assegnata è conforme a quanto deciso
nel corso degli ultimi anni, su questo punto la decisione va confermata.

 

                               2.4.   L’insorgente
con il proprio ricorso chiede tra l’altro il richiamo dell’intero incarto n. __________
della __________, nonché il richiamo dal __________ l’intero incarto formato a
nome del ricorrente (doc. I in fine).

 

                                         Questo
Tribunale rinuncia all’assunzione di nuove prove. Infatti l’audizione
dell’allora __________, nonché gli atti prodotti dalle parti sono sufficienti
per poter decidere nel merito della presente vertenza. Un richiamo dell’incarto
della __________ o l’assunzione di altre prove non modificherebbe l’esito del
procedimento.

 

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori
prove.

 

                                         In
conclusione, alla luce di tutto quanto sopra esposto, il ricorso va
parzialmente accolto e la decisione impugnata va modificata conformemente ai
considerandi. Al ricorrente, rappresentato da un avvocato, vanno assegnate le
ripetibili.

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

                                         Di
conseguenza la decisione impugnata è modificata come segue:

 

                                    § 1. L’istanza
20 giugno 2006 presentata da RI 1 è parzialmente accolta.

 

                                             2.
                                A RI 1 è parzialmente riconosciuto il rimborso
delle spese legali per complessivi fr. 22'492.55, oltre interessi al 5% dal __________
su fr. 20'992.55 e al 5% dal __________ su fr. 1'500.

 

                                             3.
                                La richiesta di indennizzo del danno è
parzialmente accolta, nel senso che a RI 1 vanno riconosciuti fr. 500.

 

                                             4.
                                A RI 1 è accordata una riparazione del torto
morale dell’importo complessivo di fr. 10'000 oltre interessi al 5% dal __________.

                                         

                                             5.
                                La pretesa dell’istante in ragione del reato di
cui è stato vittima passa allo Stato fino a concorrenza dell’importo
complessivo versato.

 

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Il Dipartimento della sanità e della socialità verserà fr. 2'000 (IVA inclusa)
a RI 1 a titolo di ripetibili.

 

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione.

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti