# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e1b1ca49-e690-5722-9a9b-dce71efcf086
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-12-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 10.12.2002 INC.2002.62801
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2002-62801_2002-12-10.html

## Full Text

N. 628.2002.1

N. 628.2002.2                                                            Lugano,
10 dicembre 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Edy Meli

 

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato il 4/5 novembre 2002 da

 

 

__________

(tutti patrocinati - attualmente-
dall'__________)

 

 

contro l'ordine di chiusura del
negozio __________ e gli ordini di perquisizione e sequestro bancari, tutti
indicati come datati 24 ottobre 2002, emanati dal Procuratore pubblico Arturo
Garzoni nel procedimento di cui all'incarto MP __________;

 

 

viste le osservazioni del
Procuratore pubblico (18 novembre 2002) e della coaccusata __________ (15
novembre 2002);

 

 

visto l'incarto MP __________;

 

ritenuto 

 

 

in fatto

 

 

A.

 

Nei confronti di __________ è
stata promossa l'accusa per infrazione aggravata, subordinatamente semplice,
alla LFStup., il 24 ottobre 2002 in sede d'interrogatorio davanti al
Procuratore pubblico (cfr. AI 13, incarto MP 

__________). Lo stesso giorno, con analoga modalità e stessa imputazione, è
stata promossa l'accusa anche nei confronti di __________, nata __________ (AI
14).

 

__________ è stato interrogato,
quale indagato per gli stessi fatti e ipotesi di reato, il 30 settembre 2002
dal magistrato inquirente e il 7 novembre 2002 dalla polizia (AI 25 e Rapporto
d'inchiesta 19 novembre 2002). Nei suoi confronti non risultano, allo stato
attuale dell'incarto, promozioni formali dell'accusa. Egli è comunque indagato
per infrazione aggravata alla LFStup., come risulta dalla dichiarazione ex
artt. 207 e 207a notificatagli il 7 novembre 2002 dalla polizia (allegato
all'AI 25).

 

 

B.

 

Oggetto dell'inchiesta è la
vendita di canapa, nella forma di "sacchetti odorosi" e non solo,
effettuata dagli accusati/indagati presso il negozio __________ di __________. __________
è amministratore unico della società, nella cui gestione/conduzione,
rispettivamente attività, sono coinvolti, a vario titolo, __________ e __________
nonché __________ (Reclamo punto 2; ma anche, e meglio, AI 12 p.1, AI 13 p. 1,
AI 14 p.1,).

La vendita dei sacchetti odorosi
costituirebbe ca. l'80% dell'attività del negozio, che produce una cifra
d'affari media giornaliera di 3/4'000.- FRS (AI 12, p. 4; __________ Verbale PS
7.11.2002, p. 9).

Anche l'attività della __________,
di cui __________ è amministratore unico, è oggetto d'inchiesta. La società in
questione, che si dovrebbe occupare di commercializzare birra alla canapa,
avrebbe fornito parte della canapa essicata da lei acquistata (che doveva
servire alla produzione di olio essenziale) alla __________ per la confezione
di sacchetti odorosi (__________ Verbale PP 30 settembre 2002, p. 2, 3 e 6).

 

 

C.

 

Il 23 ottobre 2002, il magistrato
inquirente ha emanato degli ordini di traduzione forzata e degli ordini di
perquisizione e sequestro relativi all'abitazione di __________ e __________,
al negozio __________ a __________ e alla __________ (AI 5, 6, 7, 8, 9). Gli
ultimi due risultano eseguiti il 24 ottobre 2002; dell'esecuzione delle
perquisizioni domiciliari non v'è traccia nell'incarto prodotto a questo
giudice (cfr. Rapporto d'inchiesta 19 novembre 2002, p. 4 e 9, nonché allegato
17).

 

Il 24 ottobre 2002, sono stati
emanati alcuni ordini di perquisizione e sequestro bancari (__________ e __________)
per "tutte le relazioni in essere o nel frattempo chiuse, intestate o
comunque facenti capo 

…" alle persone indagate (AI 10 e 11), che hanno colpito alcune
relazioni riconducibili agli accusati/indagati e/o alle società menzionate
(cfr. AI 17, 24, 26  per quanto concerne l'__________, mentre non vi è ancora
riscontro di risposte da parte di __________).

 

 

D.

 

Con il reclamo in oggetto, i
reclamanti chiedono la revoca dell'ordine di chiusura del negozio __________
(non allegato al reclamo e di cui non vi è traccia nell'incarto del Ministero
pubblico), la revoca degli ordini di perquisizione e sequestro bancari relativi
alle relazioni di __________, __________, __________ e __________, nonché di
quelli che hanno interessato la documentazione contabile delle due società
menzionate.

Dopo un riassunto dei vari atti
d'inchiesta (perquisizioni, interrogatori, ecc.), nonché dell'attività delle
due società già più volte menzionate e dei ruoli, nell'attività di queste,
delle varie persone accusate o indagate, i reclamanti chiedono la revoca di
tutte le misure coercitive emanate dal Procuratore pubblico, sostanzialmente
per assenza di indizi di reato (in relazione all'attività della __________,
nonché della __________ e, conseguentemente, ai fatti di cui sono accusati o
indiziati __________ e __________), inesistenza di connessioni tra l'attività
della __________ e quella della __________, assenza di altre risorse a cui la
famiglia __________ possa attingere per le spese correnti, assenza di
(ulteriori) motivi per mantenere sotto sequestro il negozio __________ visto
che le perquisizioni essendo già avvenute in modo completo o perché é trascorso
il tempo necessario alle stesse.

 

 

E.

 

__________, nel suo esposto,
aderisce al reclamo limitandosi ad approvare le richieste dei ricorrenti (e la
giurisprudenza da loro citata). Segnala, inoltre, di essere dipendente della __________
a tempo parziale e non aver alcun rapporto con la __________.

 

 

F.

 

Il magistrato inquirente, nelle
sue osservazioni, espone gli indizi di reato relativi all'attività del negozio __________,
attività che fors'anche con ruoli diversi coinvolge tutti gli
accusati/indagati. Indica pure i rapporti, connessi con l'attività illecita,
tra __________ e __________.

 

 

 

In virtù della cifra d'affari
generata dall'attività, in gran parte costituita dalla vendita di sacchetti
odorosi, ritiene più che lecito determinare impiego e destinazione del provento
di tale attività (illecita). La documentazione bancaria richiesta costituisce,
a suo dire, mezzo di prova in tal senso e chiede il respingimento del reclamo
su questo punto, segnalando che qualora potrà disporre della stessa, procederà
senza indugio ad accertare l'eventuale estraneità per rapporto all'attività
illecita disponendo, se del caso, il dissequestro.

Sempre a giudizio del magistrato
inquirente, il sequestro della documentazione contabile acquisita mediante
perquisizione del 23.10.2002 (presso __________) deve essere mantenuto. Di
contro, non si oppone alla riapertura del negozio __________ di __________
(Osservazioni 15 novembre 2002, p.3 penultimo paragrafo).

 

 

 

Delle altre affermazioni o
argomentazioni delle parti si dirà, se del caso, nel seguito della presente
decisione.

 

 

considerato

 

 

in diritto

 

 

1.

 

Il reclamo é presentato da
persone legittimate in quanto accusate, indagate, rispettivamente toccate da
uno o l'altro dei provvedimenti impugnati, quindi ricevibile in ordine.

Il reclamo è tempestivo in quanto
introdotto entro il termine di 10 giorni (computato ex art. 20 CPP)
dall'intimazione dei provvedimenti (24.10.2002 per le perquisizioni "domiciliari"
e presso l'__________; 25.10.2002 [per posta] alle banche).

 

 

2.

 

I principi generali in materia di
perquisizione sequestro, quali misure cautelari, sebbene noti ai patrocinatori
delle parti ed al Procuratore pubblico, sono ricordati qui di seguito.

 

 

 

 

 

 

 

 

a)

In diritto, l’art. 161 cpv. 1 CPP
impone al magistrato penale di ordinare il sequestro di tutti gli oggetti che
possono avere importanza per l’istruzione del processo, alternativamente o
cumulativamente come mezzi di prova o in quanto passibili di confisca o
devoluzione allo Stato. Il sequestro, per la sua qualità di provvedimento
eminentemente cautelare, ha lo scopo di acquisire e conservare gli oggetti di
cui sopra al seguito della procedura e quindi per le necessità dell’istruzione
preliminare, per decisioni del magistrato requirente e quelle del giudice del
merito, come evidenziato nella duplice prospettiva - alternativa o cumulativa -
della produzione e valutazione delle prove (sequestro probatorio) e delle
decisioni di confisca, restituzione o devoluzione (sequestro confiscatorio) (v.
decisione 8 maggio 1998, inc. GIAR 516.97.3, in: Rep. 131 [1998] nr. 117,
consid. 1a p. 359).

 

b)

Un ordine di perquisizione e
sequestro, domiciliare o bancario, rappresenta un attentato ai diritti
personali, e può causarne pregiudizio. Come ogni misura d’inchiesta, pertanto,
deve soddisfare tre presupposti sostanziali: deve poggiare sull’esistenza di
gravi indizi di colpevolezza, deve apparire necessario per il giudizio di
merito (nel senso che deve essere connesso con l’oggetto che occorre
salvaguardare agli incombenti processuali e di giudizio, v. decisione 17 agosto
1998 in re E.F., inc. GIAR 501.98.2 consid. 2), infine deve essere 

rispettoso del principio di
proporzionalità (v. Gérard Piquerez, Précis de procédure pénale suisse, 2. éd.
Lausanne 1994, margin. 1441, 1454 e 1469, con rinvii). La verifica della
fondatezza di questi presupposti, per il doveroso scrupolo di rispetto dei
diritti individuali, deve essere costante negli incombenti 

dell’autorità inquirente e requirente, con sempre accresciuta esigenza
probatoria indiziante approssimantesi alla verità materiale, a partire dal
sospetto all’apertura del procedimento, che va in seguito ed indilatamente
approfondito con gli accertamenti probatori del caso (v., in contesto più
generale, Piquerez, cit., margin. 1116 ss.). La misura ordinata dal Procuratore
Pubblico deve inoltre essere rispettosa del principio di proporzionalità (v.
Rep. 131 [1998] nr. 117, consid. 1a p. 360; decisione 31 marzo 2000 in re banche
X e Y, inc. GIAR 386/387.99.15, consid. 2b p. 6).

 

c)

Va, inoltre ricordato, che
l'ordine di perquisizione e sequestro indirizzato ad un istituto bancario,
contiene due atti procedurali (o momenti procedurali, se si preferisce) tra
loro distinti: quello della perquisizione e quello del sequestro.

Ovviamente la prima precede,
generalmente, il secondo e ne determina la fondatezza sia per quanto concerne
la (successiva) acquisizione agli atti della documentazione e/0 degli averi
(REP 1997 no. 102; sentenza GIAR 2 novembre 1993 in re banca B., inc. 863.93.1;
sentenza GIAR 23 marzo 1994 in re M-B., inc. 224.94.1).

 

 

 

 

 

La prassi che ammette
sostituzione della perquisizione "domiciliare" mediante trasmissione
di un ordine scritto per posta, non deve far dimenticare questi due momenti.

 

 

Occorre, pertanto e innanzitutto,
verificare se le condizioni per la perquisizione siano date.

 

 

3.

 

Per quanto concerne i gravi
indizi di reato, si premette che nell’esame della loro esistenza, lo scrivente
giudice deve imporsi precisi limiti, derivanti da un lato dalla sua funzione -
che è quella di esaminare l’esistenza dei presupposti formali per l’emanazione
dell’ordine contestato, e non di valutare nella sostanza l’esistenza di un
reato -, e dall’altro - ma in maniera strettamente congiunta con quanto si
viene di dire - dall’inopportunità di considerazioni di merito premature e,
soprattutto, di competenza delle altre sedi di giudizio.

 

Il reclamo contesta l'esistenza
d'indizi di reato (Reclamo 4 novembre 2002, punto 8 ultima frase), la presenza
di sostanze stupefacenti presso il negozio __________. Tuttavia, queste
affermazioni non vengono poste in relazione alle dichiarazioni degli stessi
inquisiti quo al contenuto (e relativo tenore di THC) dei sacchetti odorosi,
alla vendita degli stessi, all'importanza di questa sulla cifra d'affari, al
destino presumibile del loro contenuto.

Sia __________ che __________
affermano che l'attività prevalente del negozio __________ è costituita dalla
vendita di "sacchetti odorosi" contenenti canapa (__________ Verbale
SG 24.10.2002 p. 1 e 4; __________ verbale PP 30 settembre 2002, p. 6 e Verbale
PS 7.11.2002. p. 2). Inoltre, __________ precisa che i sacchetti in questione
contenevano sostanza con tenore di THC superiore allo 0,3 % che, perlomeno in
parte (e per usare un eufemismo), poteva (e verosimilmente lo era) essere
utilizzata dagli acquirenti quale stupefacente (__________, verbali citati,
rispettivamente p. 6, 7, 9 e p. 2 e 10); quest'ultimo fatto è ipotizzato anche
da __________, alla quale è pure nota l'esistenza di un limite di THC
consentito dalla legge (Verbale citato, p.3). Nello stesso senso, anche se con
qualche sfumatura maggiore, si esprime anche __________ (__________ Verbale PP
24.10. 2002, p.2), al quale i rischi connessi con tale attività non dovrebbero
essere sconosciuti in virtù di precedenti condanne (cfr. DAC __________ del __________).

Numerosi clienti del negozio sono
stati interrogati e non fanno mistero dell'uso, quale stupefacente, dei
sacchettini acquistati (cfr. AI 2, Rapporto PS 18 ottobre 2002).

 

 

 

 

 

 

 

 

Le circostanze sopra descritte,
costituiscono (alla luce della giurisprudenza recente in materia - DTF 124 IV
146; DTF 126 IV 60; DTF 126 IV 199; DTF 24 maggio 2002 in re F.) indizi di
reato sufficienti (indipendentemente dai vari ruoli ricoperti dagli
accusati/indagati).

Nell'ultima sentenza citata il
Tribunale Federale ha avuto modo di affermare, a chiare lettere, che la vendita
di sacchetti contenenti canapa (definiti odorosi o non) e la coscienza del
fatto che il contenuto dei sacchetti venduti viene fumato, è sufficiente a
configurare il reato di cui all'art. 19 LFStup. (DTF 24 maggio 2002 in re F.,
inc. 6s.46.2002, cons. 2 e 4 a).

Non giova, ai reclamanti,
generico richiamo al fatto che in Ticino esisterebbero numerosi canapai che
vendono i medesimi sacchetti (DTF 24 maggio 2002 citato, cons. 3 e 4).

 

Quanto all'attività della __________,
bastano, per un suo concreto ed oggettivo coinvolgimento nella fattispecie
oggetto d'inchiesta, le dichiarazioni di __________ secondo cui parte degli
acquisti effettuati da questa società è finita nei sacchetti odorosi venduti
presso il negozio __________ (__________ Verbale PP 30 settembre 2002, p.6). 

 

 

4.

 

Accertata l'esistenza di concreti
indizi di reato, va detto che, di principio, gli ordini di perquisizione e
sequestro domiciliari e bancari appaiono rispettosi dello scopo dell'istituto
sia dal profilo probatorio che da quello (eventualmente) confiscatorio o
devolutivo allo Stato (art. 161 CPP in relazione con 58 e 59 CP).

 

In virtù della cifra d'affari
dichiarata, dei rapporti famigliari tra gli accusati/indagati, nonché dei ruoli
rispettivi nella gestione dell'attività del negozio __________ (e del ruolo di __________
nella __________) ordini di perquisizione volti a identificare le relazioni in
qualche modo riconducibili ad ognuno degli indagati, rispettivamente delle
società coinvolte, e ad acquisire la relativa documentazione allo scopo di
definire il destino degli incassi provenienti da attività illecita, appare del
tutto funzionale allo scopo dell'inchiesta.

Nel caso specifico, inoltre,
l'ordine è indirizzato in modo mirato a sole due banche ed è pacificamente
rispettoso del principio di proporzionalità.

 

Analogo discorso ha da valere per
la documentazione contabile delle due società. Anche questi documenti
dovrebbero permettere, almeno parzialmente (vista l'esistenza di una cifra
d'affari in "nero" - cfr. AI 25, Verbale __________ 7 novembre 2002,
p. 9), di verificare canali ed entità delle varie attività, la cifra d'affari
della parte ritenuta illecita, gli utili corrispondenti e la loro eventuale
destinazione. Pertanto anche gli ordini notificati ad __________ appaiono
giustificati e proporzionati.

 

 

 

 

 

Ritenuto che parte delle
perquisizioni non hanno ancora potuto aver luogo (non risulta che la
documentazione bancaria sia già stata tutta trasmessa al Ministero Pubblico) va
da sé (come peraltro segnalato dallo stesso PP - cfr. Osservazioni 18 novembre
2002, p. 3, ultimo capoverso) che una volta approfonditamente eseguite, il
magistrato inquirente dovrà, se del caso, provvedere al dissequestro di quanto
non utile all'inchiesta quale mezzo di prova, rispettivamente non soggetto alle
misure di cui agli artt. 58 e/o 59 CP. 

 

 

5.

 

La richiesta di revoca
dell'ordine di chiusura del negozio __________, posto che questo giudice non ha
reperito tale ordine né negli allegati al reclamo né nella documentazione
prodotta con l'incarto __________ (invero neppure è stato individuato un
verbale di sequestro per il negozio), è divenuta priva d'oggetto.

Nelle sue osservazioni, il
Procuratore pubblico dichiara di non opporsi alla riapertura del negozio
(Osservazioni 18 novembre 2002, p. 3, penultimo capoverso, ultima frase). Ciò
conferma che un blocco (o divieto) è stato effettivamente in vigore, ma che,
ora, o tale divieto è già stato revocato dal magistrato inquirente in
contemporanea con le osservazioni oppure allo stesso non resta che formalizzare
tale revoca.

 

 

6.

 

In conclusione, il reclamo è
evaso ai sensi dei considerandi per quanto concerne il divieto di riapertura
del negozio (punto 2 del petitum), per le restanti richieste il reclamo è
respinto, con seguito di tasse, spese a carico dei soccombenti, considerata
comunque la parziale adesione.

 

 

P.Q.M.

 

 

viste le norme applicabili ed in
particolare gli artt. 19 cifra 1 e cifra 2 LFStup, 157 ss, 161, 164, 284 CPP,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide

 

 

 

1.      
Il reclamo 4/5 novembre 2002 presentato da __________, __________, __________,
__________ contro gli ordini di perquisizione e sequestro del 23 e 24 ottobre
2002 è respinto per quanto concerne i punti 3, 4, 5 del petitum (ordini di
perquisizione e sequestro di conti bancari e documenti contabili delle __________
e __________; ordini di perquisizione e sequestro di conti bancari intestati a __________
e __________) ed è evaso ai sensi dei considerandi per quanto concerne il punto
2 del petitum (ordine di chiusura del negozio).

 

 

2.      
La tassa di giustizia fissata in FRS 800.-, e le spese di FRS 80.-, sono
a carico dei reclamanti (in solido) 2/4 e dell'osservante __________ per 1/4,
il restante 1/4 rimane a carico dello Stato.

 

 

3.      
Non si assegnano ripetibili.

 

 

4.      
Contro la presente decisione è dato reclamo alla CRP entro 10 (dieci)
giorni dall'intimazione.

 

 

Intimazione:

 

 

                                                           giudice Edy
Meli