# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d9fabb3a-41c6-5dc1-bce5-a10243c02e83
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.09.2025 D-6706/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6706-2025_2025-09-17.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6706/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 7  s e t t e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Simon Turnherr;  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 1. A._______, nato il (…), 

2. B._______, nata il (…), 

3. C._______, nato il (…), 

4. D._______, nata il (…), 

Afghanistan,   

tutti patrocinati da Cristina Tosone, SOS Ticino Protezione 

giuridica della Regione Ticino e Svizzera centrale - Caritas 

Svizzera, (…),  

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 26 agosto 2025 / N (…). 

 

 

D-6706/2025 

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Fatti: 

A.  

A.a Gli interessati, cittadino afghani, hanno presentato domanda d’asilo in 

Svizzera il 12 luglio 2025.  

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sistema europeo "EU-

RODAC" è risultato che hanno depositato una domanda d'asilo in Grecia il 

19 marzo 2025. 

A.c Il 16 luglio 2025 la SEM ha domandato la riammissione dei richiedenti 

alle autorità greche. 

A.d Il 23 luglio 2025 le autorità greche hanno accolto tale richiesta, preci-

sando che essi hanno ottenuto lo statuto di rifugiati in data 18 giugno 2025 

e il relativo permesso di soggiorno valido sino al 17 giugno 2028. 

A.e Il 24 luglio 2025 la SEM ha svolto con i richiedenti 1 e 2 un colloquio 

circa il rinvio verso uno Stato terzo. 

A.f Il 26 agosto 2025 i richiedenti hanno inoltrato alla SEM il parere sulla 

bozza di decisione trasmessa il 22 agosto 2025. 

B.  

Con decisione del 26 agosto 2025, notificata il giorno seguente, la SEM 

non è entrata nel merito della domanda d'asilo dei richiedenti e ha pronun-

ciato il loro allontanamento nonché l'esecuzione dello stesso verso la Gre-

cia. 

C.  

Con ricorso inoltrato il 2 settembre 2025 (cfr. risultanze istruttorie, data 

d’entrata: 4 settembre 2025) al Tribunale amministrativo federale (in se-

guito: Tribunale) i ricorrenti chiedono l'annullamento della decisione impu-

gnata, la concessione dell'ammissione provvisoria, in subordine il rinvio 

dell’incarto all’istanza inferiore per effettuare una nuova motivazione, 

l’esenzione dal pagamento delle spese di giustizia e del relativo anticipo, 

con protesta di tasse e spese. 

 

 

D-6706/2025 

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Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi (RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (cfr. art. 108 cpv. 3 LAsi) contro 

una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 

LTAF), è in linea di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 

1 lett. a-c nonché 52 cpv. 1 PA.  

1.3 I ricorsi manifestamenti fondati, come quello in esame, sono decisi da 

un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e 

LAsi) e la sentenza è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 

LAsi). Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti 

in virtù dell'art. 111a cpv. 1 LAsi. 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto 

federale nonché l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, 

pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5).  

3.  

3.1 Nella decisione impugnata, la SEM non è entrata nel merito della do-

manda d’asilo dei richiedenti, in quanto gli stessi hanno ottenuto lo statuto 

di rifugiati in Grecia, paese che ha accettato la riammissione degli stessi. 

La SEM ha inoltre reputato l’esecuzione dell’allontanamento come ammis-

sibile, ragionevolmente esigibile e possibile. 

4. In sede di ricorso, i ricorrenti hanno contestato le conclusioni della SEM, 

in particolare, per quanto qui di rilievo, hanno sollevato una censura for-

male nel senso di una carente motivazione della decisione impugnata, da 

un lato in quanto a loro dire famiglie con un profilo simile avrebbero otte-

nuto l’ammissione provvisoria in Svizzera. Poi, la decisione conterrebbe 

una serie di dichiarazioni che non risultano agli atti, riportando altresì il 

nome di una persona non parte della procedura in oggetto. Per quanto 

concerne l’esecuzione dell’allontanamento, la stessa sarebbe illecita e ine-

sigibile e ciò, tra le altre cose, in quanto la SEM non avrebbe analizzato le 

circostanze particolarmente favorevoli, visto che ella non avrebbe, erro-

neamente, qualificato la famiglia quale particolarmente vulnerabile ai sensi 

della giurisprudenza del Tribunale. Infine, i ricorrenti sostengono che 

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l’autorità inferiore sia incorsa in una violazione del principio di buona fede 

nella forma del comportamento contradditorio. 

 

5.  

5.1 In primo luogo, occorre chinarsi sulle eventuali lacune formali (viola-

zione del diritto di essere sentito e dell’obbligo di motivazione, accerta-

mento inesatto ed incompleto dei fatti) in quanto sono suscettibili di con-

durre alla cassazione della decisione impugnata (cfr. DTF 148 III 30 con-

sid. 3.1 e DTAF 2013/34 consid. 4.2 per il diritto di essere sentito e l’obbligo 

di motivazione; cfr. sentenze del Tribunale D-3567/2019 del 29 novem-

bre 2019 consid. 5.2 e D-1443/2016 del 22 febbraio 2017 consid. 4.2 per 

l’accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti; 

MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem Bundesver-

waltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.191). 

5.2 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 12 PA ed art. 6 LAsi). In concreto, essa 

deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, 

chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune 

prove a riguardo. L’accertamento dei fatti è incompleto allorquando tutte le 

circostanze di fatto e i mezzi di prova determinanti per la decisione non 

sono stati presi in considerazione. Esso risulta inesatto se l’autorità omette 

di amministrare la prova di un fatto giuridicamente rilevante, apprezza in 

maniera erronea il risultato dell’amministrazione di un mezzo di prova o 

fonda la decisione su fatti non conformi all’incarto (cfr. DTAF 2015/10 con-

sid. 3.2; sentenza del Tribunale A-671/2015 del 3 agosto 2020 consid. 2.1 

e D-1079/2018 del 17 dicembre 2019 consid. 5.2;  

KIENER/RÜTSCHE/KUHN, Öffentliches Verfahrensrecht, 3a ed. 2021, 

n. marg. 1585). Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti dal 

dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo particolare 

dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l’amministrazione 

o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed 

art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). 

5.3 Dal canto suo l’obbligo di motivazione è corollario fondamentale del 

diritto di essere sentito (disciplinato dall’art. 29 cpv. 2 Cost.). Detta prero-

gativa è finalizzata a permettere ai destinatari e a tutte le persone interes-

sate, di comprendere ed eventualmente impugnare il provvedimento, in 

modo da rendere possibile all’autorità di ricorso, se adita, di esercitare con-

venientemente il suo controllo (cfr. DTF 139 V 496 consid. 5.1, 136 I 184 

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consid. 2.2.1). Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in 

modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può 

occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio (cfr. DTF 148 III 30 

consid. 3.1). Per adempiere a queste esigenze è necessario che essa 

menzioni, almeno brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua deci-

sione, in modo da consentire agli interessati di apprezzarne la portata (cfr. 

DTF 148 III 30 consid. 3.1, 142 II 49 consid. 9.2, 137 II 266 consid. 3.2, 136 

I 229 consid. 5.2, 136 I 184 consid. 2.2.1, 134 I 83 consid. 4.1; 

DTAF 2013/34 consid. 4.1 e rif. cit., 2012/23 consid. 6.1.2). 

5.4 Nel caso di specie il Tribunale constata, come indicato dai ricorrenti, 

che la decisione impugnata contiene elementi non presenti agli atti. Tra le 

altre cose, la SEM fa riferimento a persone non facenti parte della proce-

dura agli atti e a fatti mai riferiti dagli interessati (cfr. decisione impugnata, 

pag. 5). La SEM ha anche indicato erroneamente la data del verbale con i 

richiedenti, riferendosi al 4 aprile 2025 anziché al 24 luglio 2025 (cfr. deci-

sione impugnata, pag. 5 e atto SEM n. [{…}]-43/7), oltre che il 21 marzo 

2025 anziché il 12 luglio 2025 quale data della domanda d’asilo (cfr. deci-

sione impugnata, pag. 3). Inoltre, l’autorità inferiore ha fatto riferimento a 

dichiarazioni dei ricorrenti che gli stessi non hanno mai riferito (cfr. deci-

sione impugnata, pag. 12). In aggiunta a ciò, non risulta in modo chiaro 

nella decisione se la SEM abbia effettuato un’analisi della situazione di vul-

nerabilità della famiglia insorgente e delle eventuali circostanze particolar-

mente favorevoli necessarie per l’esecuzione dell’allontanamento verso la 

Grecia ai sensi della giurisprudenza del Tribunale in merito (cfr. sentenza 

di riferimento del Tribunale E 3427/2021, E 3431/2021 del 28 marzo 2022 

consid. 11.5.2). 

5.5 Di conseguenza, considerati i diversi errori e una analisi non chiara 

circa il profilo di vulnerabilità dei ricorrenti ai sensi della giurisprudenza del 

Tribunale, vi è da constatare una motivazione inesatta e carente da parte 

dell’autorità di prime cure. Tali mancanze rendono poco chiaro se la SEM 

abbia effettivamente analizzato la fattispecie sulla scorta degli elementi agli 

atti o se abbia utilizzato elementi che nulla hanno a che vedere con la pre-

sente procedura. In tal senso, i destinatari e le persone interessate devono 

essere messi nella condizione di poter impugnare la decisione e pure l’au-

torità di ricorso deve poter esercitare convenientemente il suo controllo (cfr. 

DTF 139 V496 consid. 5.1, 136 I 184 consid. 2.2.1). Tale violazione non 

può essere sanata da questo Tribunale, risultando l’amministrazione delle 

prove, anche tenendo conto delle esigenze di economia procedurale, in 

specie troppo gravosa ed al fine di salvaguardare il principio della doppia 

istanza di giudizio, poiché gli insorgenti potranno nuovamente contestare 

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la decisione, la quale, per definizione, sarà nuova (cfr. DTAF 2019 1/5 con-

sid. 2.3). 

6.  

Di conseguenza, in conformità all’art. 61 cpv. 1 PA, il ricorso è accolto e la 

decisione della SEM del 26 agosto 2025 è annullata. Gli atti di causa sono 

ritrasmessi all’autorità inferiore affinché la stessa proceda a pronunciare 

una nuova decisione rispettosa dei considerandi della presente sentenza 

e delle seguenti istruzioni vincolanti. In particolare, la SEM è tenuta a eli-

minare gli errori di trascrizione di fatti non concernenti l’incarto di cui si tratta 

e a effettuare un’analisi del profilo di rischio dei ricorrenti ai sensi della giu-

risprudenza del Tribunale e a valutare eventualmente le circostanze parti-

colarmente favorevoli per l’esecuzione dell’allontanamento. 

7.  

Alla luce dell’esito succitato del ricorso, il Tribunale può esimersi dall’esa-

minare le ulteriori e residuali censure. 

8.  

Visto l’esito della procedura, non sono riscosse delle spese processuali 

(art. 63 cpv. 1 PA). Pertanto, l’istanza di assistenza giudiziaria, nel senso 

di esenzione dal pagamento dell’anticipo delle spese giudiziarie è divenuta 

senza oggetto. 

9.  

In seguito, ai sensi dell'art. 111ater LAsi, non sono attribuite indennità ripe-

tibili in quanto i ricorrenti sono assistiti dalla rappresentante legale desi-

gnata dalla SEM a norma dell'art. 102h LAsi. 

10.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 7 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto. 

2.  

La decisione della SEM del 26 agosto 2025 è annullata e gli atti di causa 

le sono ritrasmessi per procedere ai sensi dei considerandi. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Non si assegnano indennità ripetibili. 

5.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente. 

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

Data di spedizione: