# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 19b3e6e8-2733-5fc0-a222-0f1fad2c76fc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.04.2010 C-7068/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7068-2008_2010-04-13.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7068/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 3  a p r i l e  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Elena Avenati-Carpani, Vito Valenti; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, rappresentata dal Patronato INCA, 
Ufficio legale, casella postale 287, 4005 Basilea,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 9 ottobre 2008)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7068/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadina italiana,  nata in 1950, coniugata, ha lavorato in 
Svizzera  dal  1973  al  1990,  solvendo  regolari  contributi 
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  
(AVS/AI)  durante  tale  periodo  (doc.  50).  Dopo  il  rimpatrio,  ha 
continuato a svolgere un'attività lucrativa come contadina a servizio di  
terzi fino al 31 dicembre 1992 (doc. 9). 

In data 19 dicembre 2006, A._______ ha formulato una domanda volta 
al  conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità (doc. 1, 4).

B.
La  richiedente  è  stata  vistata  il  17  gennaio  2007  presso  i  servizi 
medici  dell'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale  (INPS)  di 
Casarano,  ove  il  sanitario  incaricato  ha  evidenziato  la  diagnosi  di  
"obesità  di  grado  elevato  in  ipertesa  in  trattamento  anti-ipertensivo  
quotidiano,  sindrome  depressiva  in  trattamento  psicofarmacologico,  
segni  clinico-radiologici  di  artrosi  del  rachide  e  delle  ginocchia  a  
discreta  incidenza  funzionale" ed  ha  posto  un  tasso  d'invalidità  del 
70%  (E  213,  doc.  29).  Sono  stati  esibiti  documenti  oggettivi, 
segnatamente:

- un referto radiologico del cranio del 1° ottobre 1985 (doc. 13);

-  prescrizioni  specialistiche  per  medicinali  neuropsichiatrici 
(antidepressivi, ansiolitici, induttori del sonno) del 12 novembre 1993 
(doc. 14) ed altre del 31 ottobre 1997 (doc. 15), 4 dicembre 2007 (doc. 
16), 13 settembre 1999 (doc. 17), 8 marzo 2000 (doc. 18), 28 maggio 
2001 (doc. 19), 26 settembre 2001 (doc. 20), 25 gennaio 2003 (doc. 
21),  24  febbraio  2005  (doc.  23),  30  dicembre  2006  (doc.  26),  tutte 
prescritte dal Dott. B._______, specialista in psichiatria, Lecce;

- un referto di esame della pressione arteriosa su di una giornata del  
12/13 marzo 2005 (doc. 22);

- un referto radiologico delle ginocchia del 5 dicembre 2006 (doc. 24);

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- un rapporto d'esame ecocolordoppler cardiaco del 19 dicembre 2006 
(doc. 25);

- un referto radiologico del rachide del 17 maggio 2005 (doc. 27);

- un rapporto di elettrocardiogramma del 5 gennaio 2007 (doc. 27a);

- un'ecografia delle ginocchia del 21 febbraio 2007 (doc. 28).

Nel  suo rapporto  del  17 dicembre 2007,  il  Dott. C._______,  medico 
dell'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti  
all'estero (UAIE) ha chiesto di aggiornare la refertazione medica (doc. 
31). Sono quindi pervenuti ad atti:

-  un  referto  radiologico  spalla  destra  del  26  marzo  2007  e  delle 
ginocchia dell'8 gennaio 2008 (doc. 35, 36);

- un rapporto d'esame neuropsichiatrico del 14 marzo 2008 a cura del  
Dott. Greco (doc. 37);

- un rapporto d'esame ortopedico del 21 marzo 2008 (doc. 38);

-  una  nuova  perizia  medica  particolareggiata  (E  213)  del  7  marzo 
2008,  attestante  "spondiloartrosi  con  modesta  incidenza  funzionale,  
senza deficit radicolari, esiti di frattura trochite omerale destro senza  
deficit funzionale, ginocchia vare artrosiche con incidenza funzionale  
di  grado  lieve  in  obesa,  sindrome  ansio-depressiva  in  trattamento  
psicofarmacologico, obesità medio-grave" ed un tasso d'invalidità del 
70% (doc. 39).

In  un  formulario  per  gli  assicurati  occupati  nell'economia  domestica 
(doc. 11),  sottoscritto il  18 ottobre 2007, l'assicurata ha affermato di 
essere ancora in grado di svolgere quasi tutti i lavori che competono 
ad una donna di casa.

C.
Nel rapporto del 26 maggio 2008, il Dott. C._______ ha ritenuto che 
nell'ambito casalingo l'interessata presenterebbe un grado d'invalidità 
del 36% (doc. 42).

Con progetto  di  decisione del  3  giugno 2008,  l'UAIE ha disposto  la 
reiezione  della  domanda di  rendita  per  carenza d'invalidità  di  livello 

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pensionabile  (doc. 43).  Con  lettera  del  30  giugno  2008,  A._______, 
rappresentata  dal  Patronato  INCA  di  Casarano,  ha  chiesto  una 
proroga per presentare osservazioni al progetto di cui sopra (doc. 44). 
La parte ricorrente non ha tuttavia fornito ulteriori documenti. In data 9 
ottobre  2008,  l'UAIE  ha  pertanto  emanato  una  decisione 
conformemente al progetto (doc. 45).

D.
Con  il  ricorso  depositato  il  7  novembre  2008,  A._______, 
rappresentata dal Patronato INCA di Basilea, chiede, sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza,  il  riconoscimento  del  suo  diritto  a  prestazioni 
assicurative. A suffragio delle sue conclusioni produce una relazione 
del 1° settembre 2008 del Dott. D._______, il quale attesta problemi di  
cervico-artrosi  con  discreto  impegno  funzionale,  spondiloartrosi  con 
osteofitosi  dorsolombare,  protrusioni  discali  multiple,  gonalgia 
bilaterale da artrosi generalizzata, esiti dolorosi di frattura del trochite 
omerale  destro  con  susseguente  limitazione  funzionale  della  spalla, 
depressione del tono dell'umore in una sindrome da distimia bipolare; 
l'esperto  di  parte  reputa  che  lo  stato  patologico  in  atto  provochi  
un'incapacità  di  lavoro  superiore  a  80%. Sono  stati  inoltre  allegati  i  
risultati  di  tre  radiografie  concernenti  le  ginocchia,  la  colonna 
vertebrale e la spalla destra.

E.
Ricevuta l'impugnativa, l'amministrazione ha sottoposto gli atti al Dott. 
C._______,  il  quale,  nella  sua  relazione  del  29  gennaio  2009,  si  è 
riconfermato nelle sue precedenti considerazioni (doc. 49). Nelle sue 
osservazioni  ricorsuali  del  9  febbraio  2009,  l'UAIE  ha  proposto  la 
reiezione  del  ricorso  con  argomenti  di  cui,  per  quanto  occorra,  si 
riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

Dopo  aver  preso  atto  della  risposta  dell'UAIE  e  di  altra 
documentazione  di  rilievo,  il  Patronato  INCA,  il  13  marzo  2009,  ha 
ribadito l'intenzione della propria assistita di mantenere il ricorso.

F.
Con  decisione  incidentale  del  18  marzo  2009,  il  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  ha  invitato  la  parte  ricorrente  a  voler 
versare  un anticipo  di  Fr. 300.-,  corrispondente  alle  presunte  spese 
processuali. Detto  anticipo  è  stato  regolarmente  versato  il  21  aprile 
2009 nella misura di Fr. 299.20.

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Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi  
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla  
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ammissibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  

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subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.
La ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 19 dicembre 2006. 
In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore  
fino al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più  

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di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo 
scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad 
esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una rendita il 19 dicembre 
2005  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 9 ottobre 
2008,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in 
generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni: 

• essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

• aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI 
nel  tenore  in  vigore  fino  al  31  dicembre  2007).  A  partire  dal  1° 
gennaio 2008, è tuttavia necessario avere versato contributi durante 
almeno 3 anni (art. 36 LAI nel tenore modificato il 6 ottobre 2006 ). A 
tal  fine  è  possibile  prendere  in  considerazione  anche  i  contributi  
versati ad un'assicurazione sociale assimilata di uno Stato membro 
dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione  europea  di  libero 
scambio (AELS), a condizione che almeno un anno di contributi sia  
registrato  all'AVS/AI  svizzera  (FF  2005  p.  4065;  art.  45  del 
regolamento 1408/71).

Nella specie, la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un  periodo  superiore  ai  tre  anni.  Pertanto,  l'interessata  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalida ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 

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stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter 

LAI (art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'UE e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 

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salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

7.5 Per gli art. 5 LAI ed 8 cpv. 3 LPGA gli assicurati maggiorenni che 
prima  di  subire  un  danno  alla  salute  fisica  mentale  o  psichica  non 
esercitavano  un'attività  lucrativa  e  dai  quali  non  si  può  esigere  che 
l'esercitino  sono considerati  invalidi  se  tale  danno impedisce loro  di  
svolgere le proprie mansioni consuete. 

8.

8.1 Per quanto risulta dagli atti, l'interessata non ha più lavorato dopo 
il dicembre 1992. La cessazione dell'attività (di bracciante agricola) è 
dovuta, come lei asserisce, a motivi di salute (doc. 9, cifra 7). Si è poi 
dedicata ai lavori della propria economia domestica.

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a 
cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità, 
il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini 
l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto 
a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa (metodo generale del  raffronto dei  redditi;  DTF 128 V 30, 
VSI 2000 p. 84). 

8.3 L'invalidità dell'assicurato che non esercita un'attività lucrativa, ma 
svolge le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente 
esigere che intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga 
all'art.  16  LPGA,  in  funzione  dell'incapacità  di  svolgere  le  mansioni 
consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI nel tenore vigente fino al 31 dicembre 

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2007, ora art. 28a cpv. 2 LAI). L'art. 27 dell'ordinanza del 17 gennaio 
1961 sull'assicurazione per l'invalidità (OAI, RS 831.201) precisa che 
per  mansioni  consuete  di  una  persona  senza  attività  lucrativa 
occupata  nell'economia  domestica  s'intendono  gli  usuali  lavori 
domestici,  l'educazione  dei  figli  nonché  le  attività  artistiche  e  di 
pubblica utilità (metodo specifico).

8.4 Per  quanto  riguarda  la  scelta  del  metodo  di  valutazione 
dell'invalidità di una persona assicurata che non esercita più un'attività 
lucrativa si  deve verificare quale sarebbe stata l'attività esercitata se 
non  fosse  subentrata  l'invalidità.  In  altre  parole,  lo  statuto 
dell'assicurata  viene  determinato  valutando  se  la  stessa  da  sana, 
quindi  se  non  fosse  subentrato  il  danno  alla  salute,  avrebbe 
consacrato  l'essenziale  del  suo  lavoro  all'economia  domestica  o  ad 
un'occupazione  remunerata  e  questo  tenendo  conto  dell'evoluzione 
della  situazione  fino  all'emanazione  della  decisione  impugnata. 
L'ipotetica  ripresa  di  un'attività  lucrativa  va  ammessa  ove  tale 
eventualità  si  presenti  alla  luce della  situazione personale,  familiare, 
sociale ed economica con un grado di verosimiglianza preponderante 
(DTF 125 V 150 consid. 2c, 117 V 194 consid. 3b). 

8.5 Nella  specie  dev'essere  rilevato  che  l'interessata  ha  cessato  di 
lavorare nel 1992 causa licenziamento. Da allora non ha più cercato di 
reinserirsi in una nuova attività e si è dedicata alla propria economia 
domestica.  Infatti,  non  risulta  dagli  atti  che  un  caso  d'invalidità  sia 
sorto già a partire da quell'epoca. Certamente, la nominata era già in 
cura psichiatrica, come risulta dai  referti  (prescrizioni  di  farmaci) del 
Dott.  B._______,  perlomeno  dal  novembre  1993  (doc.  14),  ma  non 
esiste  alcuna  prova  che  fosse  invalida  già  a  partire  dal  1992/93. 
Peraltro,  la  nominata  ha  presentato  la  domanda  di  rendita  dell'AI 
svizzera  solo  nel  dicembre  2006. Oltretutto,  l'E  213  del  17  gennaio 
2007  (perizia  medica  particolareggiata,  doc.  29)  attesta  un 
miglioramento rispetto ad una situazione valetudinaria  esaminata in 
precedenza  (cifra  8).  Di  conseguenza,  si  deve  ritenere  che 
l'interessata  ha smesso di  lavorare nel  1992 per  motivi  indipendenti 
dal suo stato di salute (contrariamente a quanto da lei asserito, doc. 
9).  Appare  quindi  giustificato  applicare  nella  presente  fattispecie  il  
metodo di valutazione specifico delle persone senza attività lucrativa, 
anziché quello generale.

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9.

9.1 Dalla  documentazione  medica  ad  atti  si  evince  che  l'assicurata 
soffre  essenzialmente  di  una  spondiloartrosi  e  cervicoartrosi  senza 
deficit radicolari, esiti di frattura del trochite omerale destro, ginocchia 
artrosiche,  obesità,  ipertensione  arteriosa  trattata 
farmacologicamente, sindrome ansio-depressiva (cfr. perizie mediche 
particolareggiate del 17 gennaio 2007 e del 7 marzo 2008, E 213, doc. 
29,  39).  Il  Dott. D._______,  autore  della  relazione medica  esibita  in 
sede  ricorsuale  (1°  settembre  2008),  nella  sostanza,  non  pone  in 
evidenza altre patologie. Egli  rileva che l'affezione psichica presenta 
tratti di distimia bipolare e la paziente "non esce di buon grado di casa  
e solo l'idea di farlo la pone in uno stato di agitazione".

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per  
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  la  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, i medici dell'INPS pongono un tasso d'invalidità 
del  70%. Dal  canto suo, il  Dott. C._______, dell'UAIE, ritiene che, a 
parte i lavori pesanti, l'assicurata può svolgere quasi tutti i lavori che 
sono assegnati ad una casalinga. Egli ammette tuttavia che a causa 
dei disturbi psichici e l'obesità, la sua capacità in tale ambito si situa al 
36%. Il Dott. D._______, medico delle assicurazioni, che si è espresso 
in  sede  ricorsuale  (certificato  del  1°  settembre  2008),  ritiene  la 
paziente invalida in misura dell'80% almeno.

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10.2 A._______  accusa  in  primo  luogo  e  da  tempo,  dei  problemi 
poliartrosici ed esiti di frattura del tronchite omerale destro. Sul piano 
strettamente funzionale, la paziente presenta un rachide spinalgico in 
sede  cervicolombosacrale  con  leggera  accentuazione  della  cifosi 
dorsale. Le limitazioni funzionali si manifestano nella flesso estensione 
per circa ¼, ma questo è dovuto in gran parte alla notevole obesità. Le 
manovre  coxo-femorali  sono  libere,  mentre  l'artrosi  colpisce  le 
ginocchia  che  sono  a  tratti  doloranti  soprattutto  nel  corso  di  una 
marcia spedita. Comunque la paziente conserva una deambulazione 
normale.  Anche  la  spalla  destra,  malgrado  gli  esiti  di  frattura  del 
tronchite,  presenta  una  motilità  conservata. Lo  stesso  specialista  in 
ortopedia, nella sua relazione del 21 marzo 2008 (doc. 38), definisce 
l'incidenza funzionale lieve sotto il profilo del suo campo specialistico. 

In  secondo  luogo  l'interessata  soffre  di  problemi  psichici.  Trattasi  di 
una  sindrome  depressiva  con  tratti  distimici-bipolari.  L'esame 
specialistico del 14 marzo 2008 pone in evidenza un aspetto generale 
ansioso  con  una  percezione  spaziotemporale  nella  norma,  un 
contenuto  del  pensiero  con  nuclei  d'ansia,  un  umore  leggermente 
depresso.  L'ideazione  è  focalizzata  sui  propri  problemi  di  salute  in 
modo  ipocondriaco.  L'apparato  sensorio  risulta  integro,  mentre 
memoria,  concentrazione  e  calcolo  sono  lacunosi.  La  paziente  è 
seguita da uno specialista (Dott. E._______) ed è sottoposta a terapia 
farmacologica. Tutto sommato, l'incidenza funzionale della patologia in 
esame è di media gravità. Questa influenza può senz'altro incidere a 
livello  decisionale  nell'ambito  della  conduzione  (direzione 
/organizzazione) dell'economia domestica,  ma non nello  svolgimento 
dei  lavori  comuni manuali,  a parte quelli  più pesanti. In altre parole, 
ricordando anche quanto descritto dal Dott. D._______ il 1° settembre 
2008,  la  nominata  presenta  delle  difficoltà  relazionali  sotto  forma di 
paure  e  angoscie  nell'affrontare  i  contatti  esteriori  ma,  come 
l'interessata ammette, può compiere i  normali lavori di casa (doc. 11).

Per il resto, la paziente soffre di una notevole obesità di tipo ginoide 
(periferica) presente da tempo (85-90 kg per 145 cm di altezza). Va 
rilevato al proposito che secondo la giurisprudenza, in sé l'obesità non 
è costitutiva d'invalidità. Si  può ammettere l'esistenza di  un'invalidità 
solo se l'eccesso di peso ha provocato oppure è stato causato  da un 
danno alla salute e per questa ragione la capacità di guadagno (o di 
attendere alle  usuali  faccende domestiche)  è notevolmente  ridotta  e 
non  può  essere  aumentata  per  il  tramite  di  provvedimenti 

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ragionevolmente esigibili (sentenza del TF del 17 ottobre 1983 in RCC 
1984 p. 359, sentenza del TF I 757/06 del 5 giugno 2007, consid. 5.1). 

Questa situazione non si configura nel caso di specie. Comunque, un 
fattore di rischio, in cui la notevole obesità è concausa, è lo stato di 
ipertensione arteriosa lamentato dall'assicurata. Per ora, tale turba è 
tenuta  sotto  controllo  farmacologico  e  i  referti  oggettivi  ad  atti 
(elettrocardiogramma,  ecocolordoppler  cardiaco,  esame  della 
pressione arteriosa su 24 ore) non depongono per eventuali patologie 
cardiache associate in atto.

10.3 Per quanto riguarda la certificazione del Dott. D._______ del 1° 
settembre  2008,  questa  esprime  solo  un  parere  diverso  circa  le 
conseguenze  invalidanti  delle  menzionate  affezioni,  peraltro  in  un 
ambito  lavorativo  retribuito  ("tipo  di  lavoro  espletato")  e  non  come 
casalinga. Il tasso d'invalidità espresso da medici che non operano nel 
sistema della LAI svizzera non può essere ritenuto "sic et simpliciter" 
applicabile  al  caso  di  specie.  In  realtà  egli  non  apporta  novità 
patologiche.  Va ricordato  inoltre  che  il  diritto  svizzero  in  materia  di 
assicurazione per l'invalidità non indennizza un complesso patologico 
in quanto tale, ma piuttosto l'influenza di questo sulla residua capacità 
di  lavoro  dell'assicurato  e  la  conseguente  perdita  di  guadagno  o  la 
restante capacità di attendere alle usuali faccende domestiche.

11.

11.1 La  valutazione  del  lavoro  domestico  si  basa  sulle  indicazioni 
della richiedente stessa, le quali sono controllate in una certa misura 
dall'amministrazione.  Il  risultato  è  necessariamente  una  valutazione 
esaminata dall'UAIE (o dal giudice in caso di  ricorso) alla luce delle 
perizie mediche ad atti. Il controllo giudiziario richiede che ogni punto 
della  valutazione  sia  stato  determinato  con  cura  e  precisione.  Il 
risultato  in  percentuale  che  si  ottiene  non  può  essere  arrotondato 
(DTF 127 V 129 consid. 5a; VSI 2001 p. 265). 

Analizzando  la  situazione  medica  con  le  incombenze  domestiche 
(famiglia attualmente composta da 2 persone in una casa di 5 locali) si 
giunge  a  ritenere  che  l'interessata  potrebbe  incontrare  difficoltà 
nell'ambito dei lavori più pesanti  (come le grandi pulizie, stendere la 
biancheria,  ecc.),  mentre in compiti  più leggeri  la sua capacità resta 
quasi  intatta  (condotta  dell'economia  domestica,  preparazione  dei 
pasti,  ecc.). La maggiore difficoltà  è di  carattere decisionale e con i  

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contatti  verso l'esterno, per effetto della sua situazione psichica. Nel 
complesso, in base alle apposite direttive concernenti l'invalidità edite 
dall'Ufficio  federale  delle  assicurazioni  sociali,  Berna  (UFAS), 
l'interessata  presenta  un'incapacità  al  lavoro  massima,  nell'ambito 
delle  consuete  attività  domestiche,  del  36%,  tasso  insufficiente  per 
aver diritto alla rendita AI.

11.2  Il  collegio  non  ha  pertanto  alcun  motivo  di  scostarsi  dal 
convincente  parere  del  medico  dell’UAIE,  fondato  sul  corretto 
apprezzamento  del  caso  concreto  e  sull’attento  esame  della 
documentazione clinica ad atti. Trattasi infatti  di osservazioni cliniche 
da  cui  si  possono  derivare  utili  oggettivi  e  persuasivi  elementi  di 
giudizio  atti  a  dimostrare  che,  nonostante  le  affezioni  di  cui  è 
portatrice, A._______, entro la data della decisione in esame, sarebbe 
stata  in  grado  di  attendere  alle  sue  usuali  faccende  domestiche  in 
modo tale da escludere un'invalidità di rilievo.

Va ricordato  che,  secondo la  giurisprudenza,  una casalinga invalida 
deve  organizzarsi  in  modo  tale  da  ridurre  gli  effetti  del  proprio 
impedimento,  adottando  le  misure  che  prenderebbe  una  persona 
ragionevole  nella  sua  stessa  situazione,  per  potere  sbrigare  le 
faccende domestiche nel modo più completo e indipendente possibile. 
Se  una  casalinga  invalida  può  svolgere  certi  lavori  solamente  con 
fatica e impiegando molto più tempo del solito, deve rivolgersi ai propri 
familiari, affinché l'aiutino nel limite del possibile (DTF 133 V 504). 

In  queste  circostanze  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata. 

12.
A titolo di spese ricorsuali si preleva la somma versata dalla ricorrente 
il 21 aprile 2009 (art. 69 cpv. 2 LAI).

Visto l'esito del ricorso, non si assegnano indennità per spese ripetibili  
alla  parte  soccombente.  Per  quel  che  concerne  l'UAIE,  le  autorità 
federali non hanno diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 
3  del  regolamento  del  21  febbraio  2008  sulle  tasse  e  sulle  spese 
ripetibili  nelle  cause dinanzi  il  Tribunale amministrativo federale [TS-
TAF, RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali sono poste a carico della ricorrente. Esse sono 
computate con l'anticipo spese già versato. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante della ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. AI IT/xxx.xx.xxx.xxx MQG)
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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